Relazione Finanziaria Relazione Finanziaria Semestrale consolidataSemestrale consolidata al 30 giugno 2026 al 30 giugno 2026
SOCIETÀ PER AZIONI
CAPITALE € 444.680.575
SEDE SOCIALE IN MILANO - PIAZZETTA ENRICO CUCCIA, 1
ISCRITTA ALL’ALBO DELLE BANCHE
APPARTENENTE AL GRUPPO BANCARIO BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Relazione Finanziaria
Semestrale consolidata
al 30 giugno 2026
• Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 3Mediobanca S.p.A. Banca di Credito Finanziario con sede legale in Milano, Piazzetta Enrico Cuccia, 1 - Italia Tel. +39 02 88291 – Fax +39 02 8829.550 Iscritta all’Albo delle Banche al n. 4753 Appartenente al Gruppo Bancario Monte dei Paschi di Siena Iscrizione all’Albo dei Gruppi con codice ABI n.1030 Soggetta a direzione e coordinamento della Capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
http://www.mediobanca.com;
Codice Fiscale e iscrizione al Registro Imprese di Milano-Monza-Brianza-Lodi n. 00714490158 Partita IV A n. 10536040966 Capitale sociale euro 444.680.575 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Azioni ordinarie quotate sul Mercato Telematico Azionario (MTA)
www.mediobanca.com
Cariche Sociali • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 4Scadenza
del mandato
CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONEVittorio Umberto Grilli Presidente 2027 Sandro Panizza Vice Presidente 2027 Alessandro Melzi d’Eril Amministratore Delegato e Direttore Generale2027 Paolo Gallo Consigliere 2027 Massimo Lapucci Consigliere 2027 Tiziana Togna Consigliere 2027 Giuseppe Matteo Masoni Consigliere 2027 Donatella Vernisi Consigliere 2027 Andrea Zappia Consigliere 2027 Ines Gandini Consigliere 2027 Silvia Fissi Consigliere 2027
COLLEGIO
SINDACALEMario Matteo Busso Presidente 2028 Lavinia Linguanti Sindaco Effettivo 2028 Giacomo Granata Sindaco Effettivo 2028 Angelo Rocco Bonissoni Sindaco Supplente 2028 Maria Federica Izzo Sindaco Supplente 2028 Nicola Miglietta Sindaco Supplente 2028
Segretario
del Consiglio di
Amministrazione
Massimo BertoliniDirigente
preposto
alla redazione
dei documenti
contabili
societari
Emanuele Flappini
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Indice • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 5Indice Relazione sulla Gestione al 30 giugno 2026 6 Attestazione del Dirigente Preposto 66 Relazione della società di revisione 68 Prospetti contabili consolidati 71
Nota Integrativa
Parte A - Politiche contabili 83 Parte B - Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato 131 Parte C - Informazioni sul Conto economico consolidato 154 Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 166 Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato 217 Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda 221 Parte H - Operazioni con parti correlate 222 Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 226 Parte L - Informativa di settore 228
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Allegati
Schemi di bilancio consolidati 234
Relazione sulla gestione consolidata di Mediobanca al 30 giugno 2026
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 7Relazione sulla gestione consolidata
di Mediobanca
Nel corso del semestre i mercati finanziari hanno stazionato sui massimi nonostante la ripresa di inflazione e volatilità alla luce del deterioramento del quadro geopolitico internazionale; l’in-
certezza sulla crescita delle principali economie e l’evoluzione della politica monetaria non hanno tuttavia interrotto il percorso di crescita di Mediobanca e delle sue controllate.
Il semestre chiude con un risultato netto di 711,2 milioni in crescita rispetto allo scorso anno(1) (671,2 milioni) dopo ricavi per 1.948,2 milioni (+6,1% a/a(2)) che beneficiano delle riprese di commissioni (479,2 milioni, +2,8% a/a) in particolare nel CIB (+16,8% a/a) e di proventi da ne-
goziazione (quasi raddoppiati a 166,5 milioni). Il C/I scende così al di sotto del 40% con costi operativi sotto controllo (775,3 milioni; -1,7% a/a). Il risultato operativo netto si attesta a 1.005,4 milioni (+5,9% a/a) pur scontando un incremento delle rettifiche nette su crediti verso clientela (167,7 milioni, +70,8% a/a) collegate al diverso mix Consumer e tenuto conto delle riprese straor -
dinarie dello scorso anno (adeguamento modello Corporate e mutui ipotecari). I costi non ricorrenti (rappresentati principalmente dagli accantonamenti al fondo rischi, dagli oneri connessi ai piani di retention e incentivazioni nonché alle spese per operazioni societarie) solo in larga parte com-
pensati dai proventi su immobili (rivalutazione di quelli di investimento, in particolare l’iniziativa immobiliare a Montecarlo nonché taluni realizzi da cessioni). Il risultato netto sconta tuttavia mag-
giori imposte di competenza (275,3 milioni; +29% a/a) per la maggior fiscalità introdotta per gli istituti bancari dalla Finanziaria 2026 che incide sul tax rate (27,8% rispetto a 23% dello scorso anno). Il RoRWA(3), calcolato sul risultato normalizzato, sale al 3,2% malgrado l’incremento degli RWA (circa 75bps) solo in parte compensato dalle minori deduzioni della partecipazione in As-
sicurazioni Generali (+12bps) post incasso del dividendo; il CET1 ratio cala al 15,85% (-60bps) senza incorporare alcun autofinanziamento; per contro il ROTE sale al 14,9%.
Il Wealth Management vede le TFA salire a 116,9 miliardi, di cui 87,7 di raccolta indiretta (AUM/AUA) in crescita (+7,3% a/a; +5% t/t(4)); il buon posizionamento del portafoglio ha consenti-
to di beneficiare appieno della ripresa del mercato (+4 miliardi nel trimestre; +3 miliardi da inizio anno) compensando così la raccolta netta che mostra ancora un saldo negativo (-288 milioni) pur se in miglioramento rispetto al primo trimestre (-1,1 miliardi). Peraltro, i deflussi del trimestre sono concentrati su depositi e attività amministrativi (circa -990 miliardi) a fronte di un apporto positivo di attivi in gestione (+700 milioni).
L’attività di Investment Banking cresce su base annua (+28,7%) confermando il ruolo di advi-
sor di riferimento in Italia, partecipando alle più importanti operazioni; la ripresa delle attività di ECM, attesa proseguire nella seconda parte dell’anno, la buona attività sul segmento Mid (+54% in accelerazione nel secondo trimestre) nonché alcune transazioni di dimensione importante nel large corporate (domestico e francese) bilanciano lo strutturale rallentamento del settore tech; pro-
(1) I numeri al 30 giugno 2025 si riferiscono al periodo 1° gennaio – 30 giugno 2025 e sono stati predisposti al fine di rendere omogenei e confrontabili i risultati del periodo in esame, tengono, inoltre, conto degli effetti dello IAS40.
(2) Si intende il confronto 30 giugno 2026 verso 30 giugno 2025.
(3) Return on Risk W eighted Assets: calcolato come il rapporto tra l’utile netto adjusted e le attività ponderate per il rischio.
(4) Si intende il confronto 30 giugno 2026 verso 31 marzo 2026.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 8segue l’attività di cross-selling sui prodotti strutturati con la capogruppo. L’attività Markets ha altresì beneficiato del buon momento di mercato con la significativa crescita del business bespoke con family office e clientela HNWI, un consolidamento del business dei Certificates e prodotti strutturati nonché del mercato primario dei titoli di stato italiani.
Compass conferma un solido trend di crescita dei volumi, con un erogato complessivo pari a 5,3 miliardi (+12% a/a) con una dinamica superiore al mercato. I prestiti personali raggiungono 2,6 miliardi, pari a circa il 50% del totale consumo, con una crescita del 10,8% a/a. L’espansione è sostenuta dal canale diretto, che cresce del 7,3% a/a, e dalle iniziative di crossselling con la Capogruppo, che incrementano la penetrazione sui clienti esistenti. Il prodotto BNPL – HeyLight registra volumi pari a 402 milioni (+26,5% a/a). La componente estera contribuisce con 93 milioni (+60% a/a), confermando la progressiva espansione internazionale del modello.
I ricavi consolidati saldano a 1.948,2 milioni, in aumento rispetto a 1.836,7 milioni dello scorso anno. Nel dettaglio:
–il margine di interesse chiude a 982,4 milioni (-1,4% a/a; +1,5% t/t) in linea con l’andamento dei tassi di mercato (Euribor a 3 mesi: -20 bps a/a) che peraltro ha aumentato la pressione competitiva. La conseguente diminuzione della redditività degli impieghi (ROA: 5,20%; -13 bps a/a) è stata in parte compensata dalla crescita dei volumi medi di credito (+4,1 miliardi a/a). Sul lato della raccolta, specularmente cala il costo del funding (COF: 2,12%, -18 bps a/a) con una maggior resilienza dei depositi Wealth Management (COF WM: 1,29%; -38bps a/a) pur con masse in crescita (dato medio: +0,8 miliardi) anche se in progressivo calo nel trimestre (stock: -1,5% t/t). Con riferimento ai segmenti operativi, il Consumer Finance si conferma il principale motore, contribuendo per 606,2 milioni (+4,9% a/a; -0,9% t/t) con una dinamica positiva dei volumi ed una tenuta degli spread a fronte di un costo del rifinanziamento (a tasso fisso) in aumento nell’ultimo trimestre (tasso IRS 3Y: +36 bps t/t). Il contributo del Wealth Management flette a 182 milioni (-8,3% a/a; 1,6% t/t) scontando l’alta competitività sulle masse di raccolta, una riduzione degli impieghi lombard e della reddittività dei mutui ipotecari.
Analoga dinamica per il Corporate and Investment Banking, il cui contributo scende a 181,2 milioni (-2,9% a/a; +6,6% t/t) per effetto della contrazione degli spread commerciali (-16 bps a/a) e minor contributo del portafoglio di trading di proprietà. Nel complesso, la crescita del Consumer Finance ha consentito di compensare in larga misura la flessione registrata negli altri principali segmenti di business, sostenendo la tenuta del margine di interesse in un contesto caratterizzato dalla progressiva riduzione dei tassi di riferimento a fronte di un contributo della Tesoreria di 10,3 milioni;
–le commissioni nette saldano a 479,2 milioni (+2,8% a/a e +14,6% t/t); i principali contributori si confermano il Wealth Management, (255,3 milioni -6,4% a/a e +3,3% t/t) e il CIB (216 milioni +16,8% a/a e +30,5% t/t). La buona crescita del CIB è riconducibile alla ripresa del mercato dei collocamenti azionari (ECM: da 0,7 a 8,4 milioni) e all’advisory (da 130,5 a 156,5 milioni) dove si evidenziano la ripresa dell’attività domestica (+20%) con una maggiore apporto da segmento Mid Corporate (+54% a/a); le controllate estere (da 82 a 101 milioni) beneficiano del positivo momento del mercato francese che, in un’ottica di diversificazione delle fonti, è andato a compensare nel semestre l’atteso calo di Arma collegato alla stagflazione dei deals Tech. Nel Wealth Management (-6,4% a/a) a fronte di una crescita delle management fees (+10% a/a) in larga parte legata allo sviluppo della raccolta indiretta si deve anche registrare un minore apporto di upfront (45 milioni contro 73,4 milioni) in gran parte connesso al contesto macroeconomico. Il credito al consumo (2%) sconta maggiori rappel collegati alla ripresa del canale indiretto e dei prestiti auto;
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 9 –i dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni sono pari a 290,8 milioni e riflettono principalmente il contributo della divisione Insurance - Principal Investing; in particolare includono la valorizzazione all’equity method di Assicurazioni Generali (289,8 milioni; +9,8% a/a) che beneficia di una solida performance in tutti i settori di business;
–il risultato netto dell’attività di negoziazione si attesta a 166,5 milioni in crescita rispetto allo scorso anno (+74,8% a/a) e con un contributo stabile nei trimestri (83,2 milioni). Al risultato contribuiscono il Corporate & Investment Banking per 93,8 milioni (61,6 milioni lo scorso anno; 54,4 milioni nel trimestre), le Holding Functions per 24,4 milioni (rispettivamente 3,7 milioni e -1,2 milioni) che includono realizzi sul Banking Book (19,7 milioni, concentrati nel primo trimestre), che compensano il minore apporto delle strategie di copertura (Proxy Hedge); il Principal Investing segna un apporto di 40,5 milioni, di cui 27,4 derivanti dalla valorizzazione al fair value dei fondi. All’interno del CIB, la Markets Division (73,6 milioni, +83,5% a/a, +21,8% t/t) beneficia della performance del comparto Equity (63,4 milioni, +36,3% a/a, +19,8% t/t) e di un contributo positivo (al netto di quello affluito al margine di interesse) del comparto Fixed Income (10,2 milioni contro perdite per 6,4 milioni dello scorso anno); il Trading Proprietario conferma il risultato dello scorso anno (20 milioni contro 21,9 milioni) con apporti positivi di Equity (12,1 milioni) e Fixed Income (7,8 milioni).
I costi di struttura flettono da 788,9 a 775,3 milioni, di cui 438 relativi al personale (+0,6% a/a, +2,7% t/t), 280 di altre spese amministrative (-6,6% a/a, -2,1% t/t) e 57,3 di rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (+6,5% a/a, -1,7% t/t); il Cost/Income ratio si attesta al 39,8%, in miglioramento di circa 3 punti percentuali rispetto allo scorso anno (44,2% nel seme-
stre scorso). Nel dettaglio, la sostanziale stabilità del costo lavoro rispetto allo scorso anno (435,2 milioni) riflette: la diminuzione nel numero delle risorse (5.447; -86 a/a; -54 t/t), principalmente concentrata nel WM (-95 a/a; -36 t/t); un tasso di sostituzione inferiore alle dinamiche storiche;
l’aumento della componente variabile del CIB, connessa alla buona performance di Mediobanca. Il calo WM è da attribuirsi alla minor incidenza dei costi di assunzione (manleve e bonus di ingres-
so), al recupero del corrispettivo per il mancato rispetto delle pattuizioni individuali delle risorse dimissionarie, nonché alla riclassifica, sotto il risultato di gestione corrente, dei piani di retention (rappresentati da patti accessori e da specifici sistemi incentivanti destinati ai banker). Le spese amministrative calano rispetto allo scorso anno (da 299,9 a 280 milioni) e su base trimestrale (-2,1% t/t) per il rallentamento delle attività progettuali (più che dimezzati a 16,7 milioni) e delle spese di marketing e comunicazione (-22% a/a, a 25,1 milioni) che fronteggiano la crescita dei costi informatici ordinari (+16% a/a, a 87 milioni circa) e delle spese di recupero lorde (-10% a/a, a 23 milioni) infine gli ammortamenti crescono leggermente dopo la messa in produzione degli investimenti tecnologici effettuati lo scorso anno.
Le rettifiche su crediti alla clientela si attestano a 167,7 milioni in aumento rispetto allo scorso anno (98,2 milioni) che tuttavia incorporava talune riprese da modello su Corporate e mutui ipote-
cari (complessivamente +25,4 milioni). Al netto di questo effetto l’incremento è riconducibile prin-
cipalmente al Consumer Finance che, nel semestre, contabilizza rettifiche per 162 milioni (134,5 milioni). Il costo del rischio, pertanto, si attesta a 54bps (+21bps a/a; +13bps senza considerare le riprese da modello); il CoR del Consumer è pari a 185bps (+18bps a/a) a fronte di un CoR gestio-
nale che si incrementa da 195 a 202 bps (+7bps a/a). L’apporto delle altre linee di business è quasi integralmente riferibile al Corporate and Investment Banking (6,7 milioni) con una quota Large Corporate pari a 5,7 milioni e 1 milione riferiti allo Specialty Finance; il Wealth Management, infi-
ne, registra riprese nette per 0,8 milioni; l’impatto iniziale dell’acquisizione del portafoglio leasing (circa 5 milioni) è stato assorbito da riprese di valore su posizioni deteriorate cedute e/o tornate
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 10in bonis. Lo stock di overlays resta ampio (132 milioni) e concentrato nel Consumer (93,6 milioni), dopo utilizzi per 32,1 milioni, di cui 29,3 ex Consumer.
Nel semestre si registrano oneri non ricorrenti netti per circa 15 milioni che riguardano accan-
tonamenti netti ai fondi rischi e oneri (-11,2 milioni), oneri connessi a partecipazioni (-2,6 milioni, incluso l’adeguamento delle contingent liabilities sulle quote di minoranza di Polus e Arma), oneri di ristrutturazione e integrazione (-26,1 milioni), contributi ai fondi di risoluzione (-1,8 milioni) fronteggiati dalle rivalutazioni al fair value degli immobili IAS40 (+21,2 milioni) e dai realizzi su cessione di investimenti (+5,6 milioni). Peraltro, si registrano retrocessioni a favore dei soci di mi-
noranza (Polus e Messier&Associès) e dei partners (detentori degli interessi di classe B di ARMA), nettamente inferiori rispetto allo scorso anno (4,1 milioni contro 37,6 milioni)(5).
Le imposte si attestano a 275,3 milioni e riflettono un incremento del tax rate (dal 23% al 27,8%) derivante principalmente dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, che ha intro-
dotto tra le altre misure una indeducibilità parziale degli interessi passivi (ai fini IRES e IRAP) e l’aumento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP .
* * * Relativamente alle poste patrimoniali, il totale attivo si attesta a 109,7 miliardi (+3,7 miliardi ri-
spetto a fine dicembre scorso). Le poste patrimoniali riguardano principalmente i seguenti aggregati.
La voce finanziamenti alla clientela si incrementa da 59,6 a 62,6 miliardi (+4,9% s/s(6)) con una quota di finanziamenti commerciali alla clientela pari a 56,6 miliardi (+3,6% s/s; +2 miliardi);
a livello di singole business lines il Corporate and Investment Banking salda a 21,1 miliardi (+6% s/s, +1,2 miliardi) di cui 1,5 riferiti a Leasing che incorpora l’acquisto di un portafoglio in bonis da Capogruppo (525 milioni); il Consumer Finance passa da 16,7 a 17,4 miliardi (+4,5% s/s); il Wealth Management si mantiene stabile a 17,8 miliardi; il saldo di Tesoreria è pari a 232,8 milioni.
Riguardo alla voce titoli di investimento e del banking book, il portafoglio titoli si mantiene sostanzialmente stabile a 12,6 miliardi, suddiviso tra il portafoglio HTC&S (4,2 miliardi), quello HTC (7,2 miliardi) e quelli designati in Fair Value Option (1,1 miliardi). I titoli di Stato costitui-
scono circa tre quarti del portafoglio (8,4 miliardi) con una duration media pari a 2,9 anni; di que-
sti, 5,3 miliardi sono rappresentati da titoli italiani (con una duration media di 2 anni). La riserva OCI si attesta a 49,9 milioni (68,4 milioni), mentre le plusvalenze latenti del portafoglio HTC si attestano a 128,3 milioni (127,8 milioni).
Il valore dei fondi cresce da 708,1 a 762,1 milioni dopo investimenti netti per circa 21,7 milioni e valorizzazioni positive per 32,3 milioni; di questi, circa 462,7 milioni riguardano quelli gestiti dal Gruppo(7) (cd. seed capital), di cui 240 milioni ex Polus Capital. Infine, i titoli di capitale (inclusi gli strumenti finanziari partecipativi) saldano a 212,2 milioni dopo vendite nette per 2,5 milioni e valorizzazioni positive per 0,7 milioni.
La Raccolta complessiva è pari a 85,7 miliardi, con una quota di prestiti obbligazionari di 33 miliardi (+1,5% s/s; + 0,5 miliardi); i rimborsi del periodo (-3,1 miliardi) sono stati più che (5) In particolare, l’accordo di partnership prevede l’allocazione integrale dei costi in capo ai detentori di classe B a prescindere dall’andamento delle commissioni, unico driver del dividendo spettante a Mediobanca.
(6) Si intende 1° semestre 2026 verso 2° semestre 2025.
(7) Ove non diversamente precisato per Gruppo si intende l’ex Gruppo Mediobanca.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 11compensati da nuove emissioni (+3,3 miliardi), tra cui si segnalano un covered bond (VN: 500 milioni; pricing: Euribor 3 mesi +60bps); collocamento tramite reti bancarie proprie e di terzi (VN:
700 milioni; pricing: Euribor 3 mesi +94 bps). Tali operazioni hanno consentito di ottimizzare il profilo delle scadenze e la struttura della raccolta, mantenendo un equilibrato bilanciamento tra costo, durata e diversificazione degli strumenti di funding in un contesto caratterizzato da elevata competizione sul mercato della provvista.
Lo spread medio della raccolta cartolare si attesta a 110bps (-13bps a/a); specularmente il co-
sto della raccolta della clientela Wealth Management si riduce all’1,29% (-38bps a/a), nonostante il ricorso a campagne promozionali e deroghe per contrastare la forte concorrenza. Lo stock dei depositi chiude a 29,2 miliardi, ripartiti tra segmento Premier (18,2 miliardi; -0,1 miliardi s/s), Private domestico (6,4 miliardi; -1 miliardo s/s) e CMB (4,6 miliardi; - 0,1 miliardi s/s).
La riduzione della raccolta diretta riconducibile al Wealth Management è stata compensata da un maggiore ricorso ai mercati istituzionali, inclusa la raccolta interbancaria, prevalentemente attraverso forme di funding collateralizzato. In tale contesto, la posizione interbancaria (incluso alcune linee con capogruppo) è aumentata a 9,8 miliardi (+1,9 miliardi s/s).
I titoli di trading si attestano a 15,7 miliardi (+0,9 miliardi s/s) con una quota di posizioni in commodities in EU Allowances per 1.618,9 milioni (+243,3 milioni), oltre a posizioni su titoli di de-
bito per 8.514,4 milioni (+757,7 milioni) e titoli azionari e fondi per 5.542 milioni (-119,6 milioni).
La voce derivati dell’attivo si attesta a 3 miliardi (+0,4 miliardi) pressochè integralmente di trading, la quota di copertura è infatti pari a 137,8 milioni. I derivati del passivo saldano a 4,4 miliardi (+0,2 miliardi) con una quota di copertura pari a 637,6 milioni.
Le Total Financial Assets (TFA) saldano a 116,9 miliardi in ripresa (+4,2% a/a, +1,4%% s/s, +3,3% % t/t) con NNM in miglioramento trimestre su trimestre (-288 milioni contro -1,1 miliardi), in particolare nel trimestre si registra un saldo netto positivo su AUM (+700 milioni). A questo si aggiunge una buona valorizzazione del portafoglio (+4 miliardi) che porta in positivo l’effetto mercato del semestre (+3 miliardi). La quota di AUM è così pari a 55,9 miliardi (+10,7% a/a e +5,4% t/t), quella AUA a 31,8 miliardi (+1,8% a/a e +4,4% t/t); per contro calano i depositi (29,2 miliardi; -4% a/a; -1,5% t/t) per una attenta selezione della reddittività dei clienti. Il Private mo-
stra TFA per 48 miliardi (-2,4% a/a; + 1,8% t/t), di cui 37 di indiretta (-0,6% a/a; +3,6% t/t); nel trimestre si incrementa il contributo CMB (da 17,9 a 18,7 miliardi) mentre è pressoché stabile la parte domestica (29,3 miliardi) che grazie all’effetto mercato (+1,7 miliardi) riesce a compensare le uscite (-3,6 miliardi nel semestre; -1,6 miliardi nel trimestre) peraltro concentrate su depositi (per una maggior selezione delle deroghe) e AUC (a bassa marginalità); quelle Premier saldano a 51,9 (+4,3% t/t e +8,2% a/a) di cui 33,7 miliardi di indiretta (rispettivamente +6,7% e +14,1%) a fronte di depositi stabili a 18,2 miliardi; l’Asset Management gestisce masse per 33,8 miliardi con una componente collocata dalle reti interne di 16,7 miliardi (+400 milioni nel trimestre di cui 250 sulla rete Premier ) e oltre 400 milioni collocati dalla rete BMPS; lo stock Polus ammonta a 11,1 miliardi (+9,3% a/a).
Il CET1(8) ratio salda al 15,85%, fattorizzando l’intera distribuzione dell’utile di periodo. Il calo rispetto al 31 dicembre (-60bps) riguarda l’incremento di RWA (circa 75bps) connessi, da un lato, all’acquisizione di un portafoglio di crediti leasing performing da Capogruppo (circa -10bps) e dall’al-
tro alla crescita degli attivi Wholesale (-36bps); l’aggravio per l’adozione della nuova masterscale (8) CET1 fully loaded: 15,5% circa includendo gli effetti a regime della CRR3, escluso FRTB.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 12relativa al modello PD per il calcolo degli RWA del portafoglio Corporate di Mediobanca S.p.A. e Mediobanca International (-13bps) è compensato da una nuova tranche di SRT sul portafoglio Con-
sumer (+15bps). Infine, si registrano un minor impatto da Assicurazioni Generali (+12bps), collegato all’incasso del dividendo a fronte di un lieve calo della riserva OCI del banking book (-3bps). Il Total Capital ratio scende al 17,9% (-74bps) tenuto dell’ammortamento degli strumenti Tier2 in essere.
* * * Per quanto riguarda le singole aree di attività:
–Wealth Management (WM): lo stock di TFA sale a 116,9 miliardi (+4,2% a/a; +3,3% t/t) di cui AUM/AUA per 87,7 miliardi (+7,3% a/a e +5% t/t) con una raccolta indiretta che torna col segno positivo nel trimestre (+144 milioni); il semestre chiude con un utile netto di 81,1 milioni, il calo rispetto allo scorso anno (120,9 milioni) riflette in larga parte la volatilità dei mercati acuita dalla transizione societaria che ha comportato importanti misure di retention su banker, promotori e clientela che nel breve periodo hanno impattato l’andamento dei ricavi (447 milioni, -4,6% a/a; +3,8% t/t); il calo dei costi (272,4 milioni; -2,6% a/a; +0,6% t/t) è in buona parte compensato dagli oneri straordinari per la retention della forza commerciale (18,2 milioni), gli RWA si attestano a 7,1 miliardi (a fronte di impieghi per 17,8 miliardi).
–Corporate and Investment Banking (CIB):la divisione chiude con un utile netto di 171,6 milioni in netto aumento rispetto allo scorso anno (133,3 milioni) per effetto di un livello di ricavi record (492,6 milioni, +12,9% a/a; +22,2% t/t) sostenuti dalle commissioni di Investment Banking (220,2 milioni; +12,4% a/a; +17,1% t/t) e dall’attività di negoziazione di Markets e trading proprietario (93,8 milioni, +52,2% a/a; +38,1% t/t).Il C/I si stabilizza al 43,9% con costi sotto controllo (216,4 milioni; +3,3% a/a; +3,6% t/t). Gli impieghi a clientela sono pari a 21,1 miliardi, le attività ponderate per il rischio a 14,2 miliardi (density RWA al 29,7%);
–Consumer Finance (CF): il semestre salda con un utile netto di 205,8 milioni pressochè allineato allo scosto anno con un contributo crescente trimestre dopo trimestre (104,7 milioni contro 101 milioni). Il risultato conferma l’elevato valore della produzione in termini di profilo di rischio e reddittività sostenibile: la crescita degli impieghi (erogazioni pari a 5,3 miliardi; +12% a/a) non ha penalizzato i rendimenti favorendo la salita del margine di interesse (606,2 milioni;
+4,9% a/a) e dei ricavi (664,1 milioni +5,1% a/a) nè incrementato eccessivamente il rischio (COR: 185 bps; +18 bps a/a) grazie alla comprovata capacità di gestione degli insoluti. Gli oneri operativi flettono a 180,5 milioni (-2,7% a/a; -4% t/t) con un C/I al 27,2%. Gli impieghi alla clientela raggiungono 17,4 miliardi (+8,5% a/a) con RWA a 15 miliardi;
–Insurance - Principal Investing (PI): chiude il semestre con un utile netto di 285,9 milioni in miglioramento rispetto allo scorso anno (275,9 milioni) dopo il contributo di Assicurazioni Generali (289,8 milioni; +9,8% a/a) ed un incremento degli altri proventi da azioni e fondi (dividendi, valorizzazioni al NA V ed altri incassi) per 30 milioni; Il book value delle partecipazioni è pari a 4,1 miliardi;
–Holding Functions (HF): dimezza il passivo a 28,7 milioni ( -60,9 milioni lo scorso anno) con un risultato netto dell’attività di negoziazione e copertura che torna positivo (25,9 milioni contro -12 milioni), oneri operativi in calo (da 85,1 a 74,3 milioni) e 19,5 milioni di rivalutazioni sull’iniziativa immobiliare a Montecarlo che compensa i costi straordinari di periodo (circa 18 milioni, di cui 8,7 connessi alle operazioni societarie, 7 di accantonamenti per piani di incentivazione e 1,8 milioni di contributi ai fondi di risoluzione). La posizione ALM si conferma equilibrata, con indicatori regolamentari stabili: LCR: 158,2%; NSFR: 115,9%. I costi delle strutture centrali calano da 61,2 a 51,8 milioni, pari al 6,7% dei costi di Gruppo (7,8% lo scorso anno).
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 13* * * Riguardo ai principali eventi del 2026 si segnala quanto segue.
Lo scorso 10 marzo è stato pubblicato un Comunicato congiunto in cui la Capogruppo Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca hanno annunciato l’approvazione del Progetto di Fusione per incorporazione di Mediobanca in BMPS con un rapporto di cambio di 2,450 azioni BMPS per cia-
scuna azione Mediobanca.
La Fusione rientra in un più ampio progetto di riorganizzazione che prevede anche:
–l’assegnazione delle attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta in favore di una società non quotata posseduta al 100% da BMPS, che assumerà la denominazione di “Mediobanca S.p.A.”. Nella nuova “Mediobanca S.p.A.” verrà traferita la partecipazione in Assicurazioni Generali S.p.A. e le altre interessenze
azionarie;
–l’integrazione industriale delle reti di consulenti finanziari e delle attività retail e affluent wealth management di Mediobanca Premier e Banca Widiba (la quale assumerà una nuova denominazione sociale che anch’essa includerà il brand Mediobanca).
Tali operazioni troveranno attuazione, condizionatamente alla efficacia della Fusione, median-
te, rispettivamente, la Scissione mediante Scorporo e la Scissione Parziale, sottoposta, anche per le finalità di cui all’art. 104 del D.Lgs. 58/1998 s.m.i. (“TUF”), all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., di Mediobanca Premier S.p.A. e di Wise Dialog Bank S.pA subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti Autorità.
In data 22 giugno 2026 i Consigli di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., di Mediobanca Premier S.p.A. e di Wise Dialog Bank S.p.A. hanno approvato all’unanimità il progetto di scissione mediante scorporo di BMPS a favore di MB Premier (la “Scissione median-
te Scorporo”) e il progetto di scissione parziale di MB Premier a favore di Widiba (la “Scissione Parziale” e unitamente alla Scissione mediante Scorporo, le “Scissioni”).
I Consigli di Amministrazione delle società partecipanti alla fusione, con l’assistenza dei ri-
spettivi advisor finanziari, sono pervenuti alla determinazione del rapporto di cambio nella misura di n. 2,450 azioni BMPS, prive di indicazione di valore nominale, per ciascuna azione ordinaria Mediobanca in circolazione, anch’essa priva di valore nominale. La determinazione del rapporto di cambio tiene conto della distribuzione dei dividendi relativi all’esercizio al 31 dicembre 2025 resi noti al pubblico dai consigli di amministrazione di BMPS e di Mediobanca, rispettivamente, in data 10 febbraio 2026 e 9 febbraio 2026. Il rapporto di concambio non è soggetto ad aggiustamenti o conguagli in denaro.
Conseguentemente, Banca MPS procederà all’aumento del proprio capitale sociale per massi-
mi €1.609.487.836,43 mediante emissione di massime n. 272.012.804 azioni ordinarie, prive di valore nominale, in applicazione del rapporto di concambio e delle modalità di assegnazione delle azioni dettagliate nel progetto di fusione.
La Fusione è coerente con gli indirizzi del Piano Industriale 2026-2030, approvato da BMPS nel febbraio scorso, insieme alle Operazioni di Riorganizzazione, consentirà di dare piena attuazione
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 14al perseguimento degli obiettivi industriali e finanziari e delle sinergie industriali. In particolare, nell’ambito delle attività di riorganizzazione societaria, sono proseguite le attività progettuali in con-
comitanza con la seconda fase del Programma di Integrazione del Gruppo Mediobanca nel Gruppo BMPS avviata a marzo, attraverso 8 Cantieri di Integrazione e oltre 50 progetti realizzativi che pro-
cedono secondo la pianificazione prevista, garantendo così il rispetto delle milestone funzionali al conseguimento della piena integrazione di Mediobanca nel Gruppo BMPS entro fine 2026.
In data 7 giugno Banco BPM ha comunicato a Banca MPS l’intenzione di discutere e concor -
dare un’operazione di aggregazione attuata nelle modalità tipiche dei cosiddetti merger of equals, finalizzata alla creazione di un nuovo Gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia. Il Consiglio di amministrazione di Banca MPS in data 8 giugno ha preso atto della comunicazione ricevuta ed avviato le valutazioni preliminari e successivamente, in data 16 luglio 2026, ha infine ritenuto di proseguire, con il supporto degli advisors, le analisi tecniche in relazione alla proposta ricevuta. Lo scorso 31 luglio 2026, la Capogruppo ha preso atto della posizione espressa dal Con-
siglio di Amministrazione di Banco BPM che, pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto di cui alla lettera dello scorso 7 giugno, ha deliberato di interrompere le consultazioni, considerate da BMPS propedeutiche ad una eventuale successiva fase negoziale.
In data 8 giugno 2026 Intesa Sanpaolo S.p.A. ha comunicato, ai sensi e per gli effetti dell’art.
102 del TUF e all’art. 37 del Regolamento emittenti (il “Comunicato 102”), la promozione di un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria (“OPAS”), non preventivamente concordata con la Banca, sulla totalità delle azioni di Banca MPS ivi incluse le eventuali azioni di nuova emissione che dovessero essere emesse dall’Emittente ai fini del concambio della Fusione MB qualora l’Offerta si perfezionasse successivamente all’efficacia della Fusione stessa.
In maggior dettaglio, il rapporto di concambio è stato fissato a 1,6 azioni di nuova emissione di Intesa Sanpaolo ed una componente in denaro pari ad 1 euro per ogni azione di Banca MPS, che comportava alla data dell’annuncio un prezzo implicito di offerta pari a 10,091 euro per azione e un corrispettivo complessivo di circa 30,6 miliardi di euro.
L’OPAS è sottoposta a condizioni di efficacia dettagliate nello stesso Comunicato 102 di Intesa, tra cui l’approvazione da parte dell’Assemblea straordinaria dei soci dell’Offerente - convocata per il 10 settembre 2026 – della proposta di delegare all’organo amministrativo di Intesa Sanpaolo l’Aumento di Capitale al Servizio dell’Offerta e all’approvazione del Documento di Offerta da parte di Consob all’esito della relativa istruttoria nei termini di cui all’art. 102, comma 4, del TUF.
In pari data Intesa Sanpaolo ha stipulato un accordo finalizzato ad agevolare il superamento delle potenziali criticità concorrenziali derivanti dall’Operazione con Unipol Assicurazioni S.p.A.
in base al quale quest’ultima si è impegnata, nell’ambito della propria strategia di sviluppo, ad acquisire, una volta perfezionata l’Offerta, una parte significativa delle attività di Banca MPS.
In data 16 luglio 2026, il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha esaminato le prime considerazioni presentate dagli advisor finanziari relative all’OPAS promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A., ritenendo il premio implicito nell’offerta (pari a circa il 12,5% rispetto al prezzo dell’azione antecedente all’annuncio) inferiore rispetto ai livelli medi riscontrati nelle principali operazioni comparabili del settore bancario ed uno sconto implicito del 3,3% rispetto al prezzo ufficiale del 15 luglio 2026.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 15Al riguardo il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha evidenziato che tali condizioni riflettono solo una quota limitata del valore stimato delle sinergie prospettate dall’Offerente e non sembra riflettere, tra l’altro, il cambio di controllo e il successivo break-up di BMPS. Nel corso dell’esame preliminare sono state inoltre manifestate alcune riserve in relazione all’effettiva realiz-
zabilità delle sinergie annunciate, nonché a potenziali criticità connesse ai profili antitrust, al trat-
tamento della partecipazione in Assicurazioni Generali ai fini del regime del Danish Compromise, alla prevista cessione di attività al Gruppo Unipol e ai possibili impatti sul valore del franchise di Banca MPS.
Oltre a tali considerazioni, si evidenzia che la promozione dell’OPAS, ha comportato l’effetto di assoggettare Banca MPS alla c.d. passivity rule ai sensi dell’art. 104 del TUF, in base alla quale il compimento di atti o operazioni che possano contrastare gli obiettivi dell’OPAS sono soggetti all’autorizzazione dell’Assemblea ordinaria degli azionisti di Banca MPS.
* * * Mediobanca e le sue società controllate, da sempre attente alle tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG), confermano il proprio impegno nell’ambito della sostenibilità, che continua a rappresentare un pilastro fondamentale del proprio modello di crescita.
Questo approccio, volto a integrare progressivamente tali tematiche in tutte le attività azienda-
li, ha ricevuto il riconoscimento delle principali agenzie di rating e degli organismi specializzati.
In particolare, Mediobanca è stata nuovamente inclusa nell’indice FTSE4Good, che riunisce le so-
cietà maggiormente distintesi per la trasparenza nella gestione e l’adozione di pratiche sostenibili.
Inoltre, il Financial Times ha inserito Mediobanca nell’edizione 2026 di Europe’s Climate Leaders, selezionandola tra le sole 61 aziende italiane presenti nella graduatoria.
La tutela dell’ambiente e il contrasto al cambiamento climatico rappresentano elementi cen-
trali della strategia di sostenibilità. In linea con tale indirizzo, Mediobanca e le società controllate hanno confermato l’utilizzo di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili per tutte le utenze intestate, proseguendo al contempo nell’attività di compensazione delle emissioni resi-
due di Scopo 1 e Scopo 2 (market based) attraverso l’acquisto di crediti di carbonio certificati.
Sul fronte sociale, la Banca mantiene un ruolo attivo a sostegno della comunità in cui opera tramite iniziative ad elevato impatto sociale. In tale contesto si inserisce il progetto Orizzonti, re-
alizzato in partnership con la Fondazione Francesca Rava, che promuove percorsi di inclusione rivolti a giovani detenuti mediante attività educative e formative, laboratori artistici e iniziative finalizzate al reinserimento sociale e lavorativo. Al termine del secondo anno del progetto, che ha coinvolto otto Istituti Penali per i Minorenni sul territorio nazionale, è stata presentata presso il Pa-
lazzo del Quirinale l’opera (Cercare) Raffaello in Carcere, realizzata nell’ambito del progetto e di un laboratorio artistico con il coinvolgimento di circa 100 detenute e detenuti, minorenni e adulti, minorenni e adulti, provenienti da sei istituti penitenziari italiani.
* * *
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 16L’andamento dei mercati finanziari Il primo semestre del 2026 è stato caratterizzato da un significativo deterioramento del quadro geopolitico internazionale, con effetti diretti sull’attività economica globale. L’evento di maggiore impatto sistemico è stato l’escalation del conflitto militare in Iran avviato alla fine di febbraio. La chiusura dello Stretto di Hormuz, arteria attraverso cui transita circa 1/5 delle esportazioni petrolifere mondiali e 1/3 di quelle dei fertilizzanti, ha determinato un brusco rialzo dei prezzi di queste materie prime con effetti a cascata su inflazione, catene di approv-
vigionamento globali e fiducia delle imprese. Le tensioni in Medio Oriente hanno anche de-
terminato la sospensione del transito attraverso il Canale di Suez da parte dei principali ope-
ratori marittimi aggravando i problemi delle catene di produzione. In risposta a questo shock, la Commissione Europea ha varato il piano “AccelerateEU” per contenere i prezzi dell’energia nei Paesi membri, mentre gli Stati Uniti hanno coordinato con l’Agenzia Internazionale dell’E-
nergia il rilascio di riserve strategiche di petrolio. Queste misure concorrono, assieme a quelle per le riforme infrastrutturali per la difesa e la trasformazione energetica, a determinare l’at-
teggiamento espansivo della politica fiscale che ha sostenuto, e sostiene, la crescita mondiale malgrado l’elevato livello di incertezza e l’instabilità geopolitica nel periodo.
Sul fronte commerciale, anche la politica tariffaria dell’amministrazione statunitense ha concorso ad alimentare incertezza per le imprese e gli investitori. Nel periodo in esame sono state introdotte dagli Stati Uniti nuove misure settoriali e la decisione di non rinnovare l’ac-
cordo commerciale USMCA con Canada e Messico ha aggiunto ulteriore instabilità per le catene produttive del continente nordamericano. In questo contesto, il Fondo Monetario In-
ternazionale ha rivisto al ribasso le stime di crescita mondiale per il 2026 a 3% dal 3,1% di aprile, in calo rispetto alla crescita annuale del 3,3% realizzata nel 2025.
Negli Stati Uniti, con una crescita del +2,1% trim/trim su base annualizzata, l’economia ha mostrato una tenuta superiore alle attese sostenuta da una domanda interna alimentata dagli investimenti per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e malgrado la presenza di se-
gnali di compressione del reddito reale delle famiglie per effetto dell’inflazione energetica.
Nell’Area Euro, il conflitto in Medio Oriente ha amplificato le fragilità strutturali preesistenti determinando lo stallo della crescita nel primo trimestre (0,0% trim/trim e +0,5% a/a). La Cina ha invece registrato un avvio d’anno relativamente solido (+1,3% trim/trim nel primo trimestre) sostenuto da esportazioni, investimenti in intelligenza artificiale e tecnologie verdi, ma ha mostrato segnali di rallentamento nel secondo trimestre (+0,9% trim/trim), con la do-
manda interna che stenta ad autoalimentarsi e il settore immobiliare ancora in difficoltà. Nel complesso, indicazioni da dati a più elevata frequenza dipingono un’economia mondiale che ha continuato ad espandersi moderatamente anche nel secondo trimestre dell’anno.
Nel primo semestre del 2026, i principali indici azionari globali hanno registrato perfor -
mance positive, in un contesto caratterizzato da elevata volatilità legata al ricordato conflitto in Medio Oriente, all’incertezza commerciale e a quella legata alla frenetica attività di in-
vestimento nel settore tecnologico. L’indice MSCI World ha guadagnato l’8,9% nel periodo, sostenuto dalla tenuta degli utili aziendali nei mercati sviluppati e dall’attesa di un picco del ciclo di politica monetaria restrittiva. L’Eurostoxx 600 ha segnato un rialzo dell’8,4%, soste-
nuto dalla resilienza dei settori della difesa e della finanza, nonché dalla prospettiva di un graduale allentamento delle tensioni energetiche nella seconda parte del semestre. L’S&P 500 ha registrato la performance migliore tra i mercati sviluppati occidentali, con un incremento
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 17del 9,6%, trainato principalmente dal settore tecnologico e dall’intelligenza artificiale, che ha continuato ad attrarre flussi di investimento significativi nonostante l’incertezza macro-
economica. Il CSI 300 cinese ha registrato un rialzo del 7,5%, nonostante il rallentamento dell’economia domestica nel secondo trimestre e le tensioni commerciali con gli Stati Uniti;
la performance è risultata la più debole tra i principali indici asiatici, riflettendo le ricordate difficoltà strutturali del mercato immobiliare e la perdurante debolezza della domanda inter -
na. La performance più rilevante del semestre è stata quella del Nikkei 225, con un guadagno del 39,2%, sostenuto da esportazioni aiutate dalla debolezza della valuta giapponese (passata da 156,7 JPY per USD a 162,6, con una svalutazione del 3,7%) e dalla ripresa degli utili aziendali in un quadro di politica fiscale fortemente espansiva e prospettive concrete di ab-
bandono del regime deflattivo accompagnate dalla conseguente normalizzazione della politica monetaria della Banca Centrale giapponese.
Nel corso del semestre, i rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato un rialzo generaliz-
zato, riflettendo le pressioni inflazionistiche derivanti dallo shock energetico, aspettative più concrete di un inasprimento della politica monetaria e un incremento del premio al rischio. Il rendimento del Treasury decennale è passato dal 4,17% di inizio gennaio al 4,47% di fine giu-
gno, con un picco intra-semestrale di 4,67% a maggio. Nel semestre la curva dei rendimenti statunitensi si è appiattita in misura rilevante, il rendimento del Treasury biennale ha segnato un rialzo pronunciato, passando dal 3,48% al 4,18% e lo spread tra il rendimento a 10 anni e quello a 2 anni si è pertanto significativamente compresso, passando da circa 70bps a inizio gennaio a circa 30bps punti base a fine giugno.
Le prospettive per l’economia mondiale sulla seconda parte dell’anno dipendono in larga misura dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente: un’eventuale de-escalation duratura potrebbe determinare un allentamento delle pressioni energetiche e un recupero della fiducia di famiglie e imprese, mentre una sua intensificazione aggraverebbe ulteriormente il quadro inflazionistico e depressivo sulla crescita.
* * * Nel primo trimestre 2026, il PIL dell’Area Euro è cresciuto dello 0,5% su base annua, in netto rallentamento rispetto all’1,4% registrato complessivamente nel 2025. Come accennato, le fragilità strutturali dell’economia europea come la dipendenza energetica e la debolezza del settore manifatturiero, che nel settore dell’automobile soffre particolarmente la concorrenza cinese, hanno pesato sull’attività in Germania (-0,8% trim/trim), mentre in Francia, la difficol-
tà per il governo di ottenere una maggioranza parlamentare ha determinato il ritardo nell’ap-
provazione del bilancio 2026 e contribuito a un avvio d’anno deludente (-0,1% trim/trim).
All’interno dell’area, le performance su base annua sono state fortemente divergenti: la Spagna ha confermato la propria resilienza con una crescita del 2,7% nel primo trimestre, so-
stenuta dalla domanda interna e dal turismo. La Francia ha registrato un incremento di 0,9%, con il governo che ha successivamente rivisto al ribasso le stime di crescita per l’intero anno a +0,7% a causa del ricordato ritardo nell’approvazione del bilancio e dell’impatto del con-
flitto in Medio Oriente. La Germania ha invece registrato una crescita dello +0,4% nel primo trimestre, con il governo che ha dimezzato le stime di crescita per il 2026 a +0,5%, citando anch’esso l’impatto della guerra in Medio Oriente e le politiche commerciali statunitensi che penalizzano le esportazioni. Le previsioni della BCE di giugno 2026 indicano una crescita
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 18del PIL dell’Area Euro dello 0,8% per l’intero anno 2026, in calo rispetto allo 0,9% stimato a marzo.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione nell’Area Euro ha subito un’accelerazione significativa nel corso del semestre, trainata dai ricordati prezzi energetici. L’indice europeo armonizzato dei prezzi al consumo è passato dall’1,7% annuo di gennaio al picco del 3,1% di maggio, per poi scendere al 2,8% a giugno, in corrispondenza di un parziale allentamento delle tensioni sui mercati petroliferi. La componente di fondo dell’inflazione ha mostrato nel semestre una dinamica annua più contenuta ma persistente, oscillando tra il 2,2% di gennaio e il 2,6% di maggio, per poi attestarsi al 2,4% a giugno, segnalando, anche a fronte di crescita modesta, l’estensione delle pressioni inflazionistiche oltre i comparti energetico e quelli industrialmen-
te prossimi. Le previsioni della BCE di giugno indicano un’inflazione media al 3% per l’anno 2026, significativamente al di sopra del target del 2%.
A seguito degli accadimenti citati, nel corso del primo semestre 2026, la BCE ha operato una svolta significativa nella propria stance di politica monetaria. Il Consiglio direttivo ha deliberato il primo rialzo dei tassi dal 2023 nella riunione dell’11 giugno 2026, portando il tasso sui depositi dal 2% al 2,25% nell’ambito di una strategia di policy che prevede di non vincolarsi a un percorso predefinito per i tassi e segnalando particolare attenzione agli effetti di secondo livello dei prezzi energetici, in un quadro economico caratterizzato da prospettive fragili sulla crescita e rischi al rialzo per l’inflazione.
In questo contesto il rendimento del titolo governativo tedesco a 2 anni è salito di circa 40bps da 2,15% all’inizio gennaio a 2,53%, mentre il rendimento sulla scadenza a 10 anni è invariato a 2,86%. Come quella statunitense, la curva governativa tedesca si è appiattita pas-
sando da 73bps a inizio anno a 33bps alla fine del semestre. Nel periodo lo spread BTP-Bund a 10 anni si è mantenuto in un intervallo compreso tra circa 60bps e 95bps, attestandosi in-
torno a 77bps alla fine del semestre, in un contesto di condizioni di accesso al mercato ancora favorevoli e molto ordinate.
* * * Nel primo trimestre 2026, la dinamica del PIL italiano (+0,3% trim/trim e dello +0,8% su base annua) è risultata ampiamente al di sopra della crescita nella Zona Euro grazie alla resilienza dei servizi e alla minore esposizione delle esportazioni alla concorrenza dei paesi asiatici. Fattore stabilizzante della crescita sono stati i consumi privati: dinamici, nonostante la compressione del reddito reale causata dall’impennata inflattiva, grazie a livelli d’impiego storicamente elevati. È risultata meno vigorosa la crescita degli investimenti (+0,7% trim/ trim) nel solco del rallentamento occorso durante il 2025 che riflette il venir meno di parte degli incentivi fiscali legati al PNRR. La spesa pubblica è risultata sostanzialmente invariata nel primo trimestre 2026 coerentemente con un’azione di governo orientata al consolidamento fiscale dell’azione di governo.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione italiana ha mostrato un’accelerazione marcata nel corso del semestre del tutto in linea con l’andamento nella Zona Euro (è passata dall’1,0% a/a di gennaio al picco del 3,2% di maggio, per poi scendere al 3,0% a giugno 2026). L’inflazione di fondo, a meno del picco al 2,4% a/a fatto segnare a febbraio, in giugno è tornata a 1,6% a/a sotto il livello di inizio anno (1,7% a/a) mostrando una dinamica di diffusione dell’impulso
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 19inflattivo da costi significativamente più lenta rispetto al complesso della Zona Euro. Queste caratteristiche supportano la prudenza espressa dal Governatore della Banca d’Italia nel re-
agire a impulsi inflattivi, la cui pericolosità è mitigata da effetti di secondo livello modesti, quando questi intervengono su economie ancora fragili e con aspettative d’inflazione ancorate.
Le prospettive dell’economia italiana per la seconda parte del 2026 e per il biennio suc-
cessivo presentano elementi di cauto ottimismo strutturale, temperati da significativi fattori di rischio di natura esogena. Il PNRR, che ha costituito il principale motore di crescita degli investimenti pubblici, esercita ancora un effetto positivo sebbene la fase di erogazione delle risorse europee andrà scemando già nella seconda metà dell’anno.
Sul fronte dei rischi, l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e il suo impatto sui prezzi energetici rappresentano anche per l’Italia il principale fattore di incertezza per le prospettive di crescita e inflazione. La politica tariffaria statunitense costituisce un ulteriore elemento di rischio per le esportazioni italiane strutturalmente al riparo dalla concorrenza diretta dei prodotti asiatici.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 20Dati patrimoniali ed economici e consolidati Lo Stato patrimoniale e il Conto economico consolidati sono di seguito riclassificati – anche per area di attività – secondo uno schema maggiormente in linea con la realtà operativa.
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO
(€ milioni)
30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Attivo
Cassa 1.482,4 1.673,6 Finanziamenti Banche Centrali 350,1 449,– Finanziamenti Banche 4.582,7 5.235,9 Finanziamenti Clientela 62.584,4 59.647,8 Titoli trading 15.675,6 14.794,1 Titoli di Investimento e Banking Book 13.551,4 13.210,6 Derivati 3.039,7 2.638,6 Partecipazioni 4.136,5 4.235,2 Attività materiali e immateriali 2.325,6 2.230,5 Attività fiscali 355,1 477,8 Altre attività 1.617,2 1.413,5 Totale attivo 109.700,7 106.006,6 Passivo e netto Debiti verso clientela 36.336,4 35.775,– Titoli Emessi 32.966,8 32.493,4 Debiti verso Banche 16.401,4 14.971,7 Passività finanziarie di negoziazione 5.587,4 4.765,8 Derivati 4.396,1 4.243,1 Fondi rischi ed oneri 135,5 138,2 Passività fiscali 600,4 672,2 Altre passività 1.683,1 1.499,3 Mezzi propri 10.867,2 10.920,7 Patrimonio di terzi 15,2 14,6 Risultato d'esercizio 711,2 512,6 Totale passivo e netto 109.700,7 106.006,6 Indicatori di performance (KPI) * 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Patrimonio di base (CET1) 7.613,3 7.536,4 Patrimonio di vigilanza (Total Capital) 8.617,3 8.566,7
RWA(1)48.031,– 45.866,8
CET1 ratio (Phase-in)(2)15,9% 16,4% RWA Density(3)43,8% 43,3% Total capital ratio 17,9% 18,7% Leverage ratio(4)7,2% 7,2% Gross NPL / Gross loans ratio(5)1,81% 1,91% Net NPL / Net loans ratio(6)0,75% 0,79% n. di azioni (milioni) 813,3 813,3
* Informazioni supplementari (IAP – indicatori alternativi di performance) rispetto alle misure definite in ambito IFRS maggiormente dettagliate negli Allegati (prospetti di riconciliazione) e nel Glossario inserito nel Bilancio al 31 dicembre 2025; non sono soggetti a revisione contabile completa o limitata.
(1) Attività di rischio ponderate.
(2) Patrimonio di base / Attività di rischio ponderate.
(3) Attività di rischio ponderate / Totale Attivo.
(4) Patrimonio di base / totale leverage exposures.
(5) Crediti lordi deteriorati / Impieghi lordi.
(6) Crediti netti deteriorati / Impieghi netti.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 21CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025(*)Variazione (%) Dati economici 6 mesi 6 mesi Margine di interesse 982,4 996,3 -1,4% Commissioni nette 479,2 466,2 2,8% Margine di intermediazione Primario 1.461,6 1.462,5 -0,1% Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni 290,8 266,5 9,1% Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 166,5 95,2 74,8% Risultato netto dell’attività di copertura 1,5 (16,3) n.s.
Altri proventi oneri di gestione 27,8 28,9 -3,7% Totale ricavi 1.948,2 1.836,7 6,1% Spese amministrative (718,–) (735,1) -2,3% a) Spese per il personale (438,–) (435,2) 0,6% b) Altre spese amministrative (280,–) (299,9) -6,6% Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (57,3) (53,8) 6,5% Oneri operativi (775,3) (788,9) -1,7% Risultato operativo Lordo 1.172,9 1.047,8 11,9% Costo del credito clientela (167,7) (98,2) 70,8% Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche 0,2 (0,4) n.s.
Risultato operativo Netto 1.005,4 949,2 5,9% Accantonamenti netti ai fondi rischi (11,2) 1,9 n.s.
Altri utili (perdite) da partecipazioni (2,6) (13,4) -80,6% Oneri di ristrutturazioni e integrazione (26,1) — n.s.
Oneri operazioni straordinarie — (10,7) n.s.
Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari (1,8) (0,6) n.s.
Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali 21,2 0,3 n.s.
Utili (Perdite) da cessione di investimenti 5,6 (0,1) n.s.
Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 990,6 926,6 6,9% Imposte sul reddito (275,3) (213,4) 29,–% Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 715,3 713,2 0,3% Utile (perdita) di pertinenza di terzi ** (4,1) (37,6) n.s.
Impairment avviamenti e intangibili — (4,4) n.s.
Utile (perdita) netto di Mediobanca 711,2 671,2 6,–%
* I numeri comparativi al 30 giugno 2025 si riferiscono al periodo 1° gennaio - 30 giugno 2025 e sono stati predisposti, tenuto conto delle disposizioni dello IAS 34, al fine di rendere omogenei e confrontabili i risultati del periodo in esame. Tengono inoltre conto degli effetti retrospettici derivanti dal cambiamento del criterio di valutazione degli immobili detenuti a scopo di investimento (IAS 40), contabilizzati al fair value a partire dal 31 dicembre 2025.
** Nella voce confluiscono le retrocessioni maturate a favore dei partners di Arma detentori degli interessi di classe B.
Indicatori di performance (KPI)(*) 30 giugno 2026 30 giugno 2025 * Variazione (%) ROTE adj(1)14,9% 14,2% 4,9% Cost / Income ratio(2)39,8% 43,–% -7,4% CoR (bps)(3)54 33 63,6%
EPS(4)0,87 0,83 6,–%
(*) Informazioni supplementari (IAP – indicatori alternativi di performance) rispetto alle misure definite in ambito IFRS maggiormente dettagliate negli Allegati (prospetti di riconciliazione) e nel Glossario inserito nel Bilancio al 31 dicembre 2025; non sono soggetti a revisione contabile completa o limitata.
(1) Adjusted Return On Tangible Equity – Redditività del capitale tangibile.
(2) Cost/Income – Costi/Ricavi.
(3) Cost of Risk – Costo del rischio.
(4) Earnings Per Share – Utile netto per azione.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 22DATI ECONOMICI E PATRIMONIALI PER AREE DI ATTIVITÀ(*)
(€ milioni)
30 giugno 2026Wealth
ManagementCorporate
and
Investment
BankingConsumer
FinanceInsurance-
Principal
InvestingHolding
FunctionsConsolidato(1)
Dati economici
Margine di interesse 182,– 181,2 606,2 (16,–) 10,3 982,4 Commissioni nette 255,3 216,– 35,– (0,4) (4,2) 479,2 Margine di intermediazione Primario 437,3 397,2 641,2 (16,4) 6,1 1.461,6 Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni— — — 291,4 (0,6) 290,8 Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 8,4 93,8 0,3 40,5 24,4 166,5 Risultato netto dell’attività di copertura — — 0,1 — 1,5 1,5 Altri proventi oneri di gestione 1,3 1,6 22,5 — 2,4 27,8 Totale ricavi 447,– 492,6 664,1 315,5 33,8 1.948,2 Spese amministrative (272,4) (211,3) (172,2) (3,–) (69,–) (718,–) a) Spese per il personale (163,8) (128,–) (75,9) (2,2) (68,–) (438,–) b) Altre spese amministrative (108,6) (83,3) (96,3) (0,8) (1,–) (280,–) Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (31,2) (5,1) (8,3) — (5,3) (57,3) Oneri operativi (303,6) (216,4) (180,5) (3,–) (74,3) (775,3) Risultato operativo Lordo 143,4 276,2 483,6 312,5 (40,5) 1.172,9 Costo del credito clientela 0,8 (6,7) (162,–) — 0,1 (167,7) Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche— (0,1) — — 0,4 0,2 Risultato operativo Netto 144,2 269,4 321,6 312,5 (40,–) 1.005,4 Accantonamenti netti ai fondi rischi (9,7) — (1,5) — — (11,2) Altri utili (perdite) da partecipazioni — — — 1,4 — (2,6) Oneri di ristrutturazioni e integrazione (8,5) (1,1) (0,9) — (15,8) (26,1) Oneri operazioni straordinarie — — — — — — Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari— — — — (1,8) (1,8) Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali 0,2 0,8 — — 20,1 21,2 Utili (Perdite) da cessione di investimenti — 3,3 2,3 — — 5,6 Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 126,2 272,4 321,5 313,9 (37,5) 990,6 Imposte sul reddito (44,2) (97,7) (115,7) (28,–) 8,8 (275,3) Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 82,– 174,7 205,8 285,9 (28,7) 715,3 Utile (perdita) di pertinenza di terzi (0,9) (3,1) — — — (4,1) Impairment avviamenti e intangibili — — — — — — Utile (perdita) del periodo 81,1 171,6 205,8 285,9 (28,7) 711,2 Cost / Income ratio 67,9% 43,9% 27,2% n.s. n.s. 39,8%
RORWA(*)2,8% 2,6% 2,9% 4,5% n.s. 3,2%
(1) La somma dei dati per area di business differisce dal totale del Gruppo per le rettifiche/differenze di consolidamento nette tra le aree di business (+0,7 milioni) e gli effetti riconducibili alle acquisizioni (cd. contingent considerations) che non sono attribuiti a nessuna Business Lines (+4 milioni).
(*) RORWA – Return on Risk W eighted Assets: calcolato come il rapporto tra l’utile netto adjusted e le attività ponderate per il rischio.
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 17.844,9 21.122,– 17.413,7 — 232,8 56.613,4 Attività di rischio ponderate 7.064,8 14.196,2 15.031,– 8.429,– 3.309,9 48.031,– Dipendenti 2.185 690 1.773 9 790 (453) 5.447 Note alle tabelle:
(*) Le aree di business sono:
- Wealth Management (WM), che raggruppa le attività di gestione del risparmio a favore delle diverse categorie di clientela e di asset management. La divisione include MB Premier; le reti Private di MBPB e CMB Monaco e le società di Asset Management (Polus Capital, Mediobanca SGR, Mediobanca Management Company, e RAM Active Investments) oltre a Spafid;
- Consumer Finance (CF) che offre alla clientela retail l’intera gamma di prodotti di credito al consumo dai prestiti personali alla cessione del quinto, soluzione Pagolight (Compass Banca, Compass RE, HeidiPay AG e le sue controllate Heidipay Ltd e Holipay e HeyLight SA);
- Corporate and Investment Banking (CIB) che comprende i servizi destinati alla clientela corporate nelle aree: Investment Banking (finanziamenti, advisory, attività di Capital Market) e trading proprietario, (attività svolte da Mediobanca e Mediobanca International, Mediobanca Securities, Messier et Associés, Arma Partners e Specialty Finance a sua volta composto da Factoring e Leasing svolto da MBFACTA e MBPS Leasing (nuova denominazione di Selma);
- Insurance - Principal Investing (PI) che gestisce il portafoglio di partecipazioni e titoli azionari consolidati;
- Holding Functions include la società di servizi IT MIS nonché l’immobiliare a Monaco CMB RED e società minori, le funzioni di: tesoreria e ALM, opera-
tions, supporto, controllo e il vertice aziendale Mediobanca S.p.A.; per maggiori dettagli si rimanda alla sezione dedicata al segment “Holding Functions”.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 23(€ milioni) 30 giugno 2025Wealth
ManagementCorporate
and
Investment
BankingConsumer
FinanceInsurance-
Principal
InvestingHolding
FunctionsConsolidato(1)
Dati economici
Margine di interesse 198,4 186,7 577,9 (3,6) 24,7 996,3 Commissioni nette 272,7 184,9 34,3 (0,5) (3,–) 466,2 Margine di intermediazione Primario 471,1 371,6 612,2 (4,1) 21,7 1.462,5 Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni— — (0,3) 267,4 (0,7) 266,5 Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 7,3 61,6 — 23,6 3,7 95,2 Risultato netto dell’attività di copertura — — (0,6) — (15,7) (16,3) Altri proventi oneri di gestione (10,–) 3,– 20,4 — 4,1 28,9 Totale ricavi 468,4 436,2 631,7 286,9 13,1 1.836,7 Spese amministrative (279,7) (203,4) (178,2) (3,1) (80,1) (735,1) a) Spese per il personale (171,–) (121,4) (72,9) (2,5) (69,4) (435,2) b) Altre spese amministrative (108,7) (82,–) (105,3) (0,6) (10,7) (299,9) Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (30,7) (6,–) (7,4) — (5,–) (53,8) Oneri operativi (310,4) (209,4) (185,6) (3,1) (85,1) (788,9) Risultato operativo Lordo 158,– 226,8 446,1 283,8 (72,–) 1.047,8 Costo del credito clientela 22,1 14,3 (134,5) — (0,1) (98,2) Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche— (0,7) — — 0,3 (0,4) Risultato operativo Netto 180,1 240,4 311,6 283,8 (71,8) 949,2 Accantonamenti netti ai fondi rischi (2,9) 0,8 (0,2) — 4,– 1,9 Altri utili (perdite) da partecipazioni — — — — — (13,4) Oneri di ristrutturazioni e integrazione — — — — (10,7) (10,7) Oneri operazioni straordinarie — — — — — — Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari— — — — (0,6) (0,6) Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali — 0,3 — — — 0,3 Utili (Perdite) da cessione di investimenti — (0,3) — — — (0,1) Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 177,2 241,2 311,4 283,8 (79,1) 926,6 Imposte sul reddito (55,2) (71,5) (105,–) (7,9) 18,2 (213,4) Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 122,– 169,7 206,4 275,9 (60,9) 713,2 Utile (perdita) di pertinenza di terzi (1,1) (36,4) — — — (37,6) Impairment avviamenti e intangibili — — — — — (4,4) Utile (perdita) del periodo 120,9 133,3 206,4 275,9 (60,9) 671,2 Cost / Income ratio 66,3% 48,–% 29,4% n.s. n.s. 43,–%
RORWA 3,9% 1,9% 2,9% 3,9% n.s. 3,–%
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 17.604,9 19.409,9 16.056,1 — — 53.070,9 Attività di rischio ponderate 6.880,5 13.896,4 14.359,4 7.798,8 3.156,4 46.091,6 Dipendenti 2.280 698 1.752 9 794 5.533 (1) La somma dei dati per area di business differisce dal totale del Gruppo per le rettifiche/differenze di consolidamento nette tra le aree di business (-9 milioni) e gli effetti riconducibili alle acquisizioni (cd. contingent considerations) che non sono attribuiti a nessuna Business Lines (13,4 milioni).
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 24Lo Stato Patrimoniale Raccolta – la raccolta complessiva raggiunge 85.704,6 milioni rispetto agli 83.240,1 milioni di fine dicembre. La raccolta stabile ammonta a 71.969,6 milioni, composta da raccolta cartolare per 32.966,8 milioni, depositi Wealth Management per 29.165,7 milioni, raccolta interbancaria per 8.530 milioni e altre componenti per 1.307,1 milioni. L’altra raccolta si attesta a 13.735 milioni, di cui 10.937,8 relativi a repo e 2.797,2 ad altra attività di tesoreria. La crescita semestrale riflette il rafforzamento di tutte le principali fonti di funding, con incremento particolarmente significativo della raccolta cartolare e della raccolta interbancaria.
Raccolta stabile – si attesta a 72 miliardi (+1,2 miliardi nel semestre) con titoli emessi per 33 miliardi (+0,5 miliardi) ed un costo medio del funding di 2,12% (-18 bps nel semestre) con uno spread sulla componente cartolare che si attesta a 110 bps (-13 bps a/a); i depositi WM passano da 30,3 a 29,2 miliardi scontando il contesto competitivo ed un costo medio del semestre pari a 1,29% (-38bps a/a), nel dettaglio il canale Premier (18,2 miliardi) mostra un costo puntuale inferiore all’1%, includendo 0,8 miliardi di stock dell’ultima promo. Infine, la raccolta interbancaria salda a 9,8 miliardi con un maggior ricorso all’operatività secured. Nel corso del semestre si registrano rimborsi di obbligazioni per 3,1 miliardi (include un’emissione Tier2 per 300 milioni) fronteggiati da nuove emissioni per circa 3,3 miliardi che hanno riguardano principalmente un covered bond per 0,5 miliardi (Euribor 3 mesi +60 bps), prestiti senior preferred per 1 miliardo (Euribor3m + 86 bps), incluso collocamenti su reti proprie e terze per circa 0,5 miliardi ed emissioni ABS per 850 milioni (Euribor3m+88 bps) che includono un emissione mezzanine SRT che permette di conse-
guire un beneficio in termini di assorbimento di capitale.
Raccolta da clientela – la raccolta diretta da clientela salda a 69.303,2 milioni, in crescita rispetto ai 68.268,4 milioni di fine dicembre. I debiti verso clientela si attestano a 36.336,4 milioni, pari al 52% del totale, mentre i titoli emessi ammontano a 32.966,8 milioni, pari al 48%. All’interno del-
la raccolta da clientela, i depositi Wealth Management saldano a 29.165,7 milioni, gli altri debiti verso clientela a 1.307,1 milioni e la componente repo e altro a 5.836,6 milioni.
Raccolta totale
30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Variazione
(€ milioni) % (€ milioni) % Raccolta cartolare 32.966,8 46% 32.493,– 46% 1,5% Depositi Wealth Management 29.165,7 41% 30.284,4 43% -3,7% Raccolta interbancaria 8.530,– 12% 6.405,9 9% 33,2% Altro 1.307,1 2% 1.587,– 2% -17,6% Totale raccolta stabile 71.969,6 100% 70.770,3 100% 1,7% Repo 10.937,8 80% 10.279,6 82% 6,4% Altra attività di tesoreria(*)2.797,2 20% 2.190,1 18% 27,7% Totale altra raccolta 13.735,– 100% 12.469,7 100% 10,1% Totale raccolta 85.704,6 100% 83.240,– 100% 3,–%
* Include i debiti verso Banche Centrali.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 25Raccolta da clientela 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 (€ milioni) % (€ milioni) % Raccolta diretta clientela 36.336,4 52% 35.775,– 52% Raccolta diretta - Titoli emessi 32.966,8 48% 32.493,4 48% Totale raccolta diretta da clientela 69.303,2 100% 68.268,4 100% 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 (€ milioni) % (€ milioni) % Depositi Wealth Management 29.165,7 80% 30.284,4 85% Altri debiti verso la clientela 1.307,1 4% 1.587,– 4% Repo e altro 5.863,6 16% 3.903,6 11% Totale raccolta diretta da clientela 36.336,4 100% 35.775,– 100%
Raccolta banche
30 giugno 2026 31 dicembre 2025 (€ milioni) % (€ milioni) % Debiti verso Banche Centrali 357,2 2% 1.020,1 7% Altri debiti verso banche 8.530,– 52% 6.405,9 43% Repo e altro 7.514,2 46% 7.546,– 50% Totale raccolta banche 16.401,4 100% 14.972,– 100% Finanziamenti alla clientela – i finanziamenti netti alla clientela saldano a 56,6 miliardi (+3,6% s/s) con una quota Corporate and Investment Banking in aumento (21,1 miliardi, +6% s/s) che ri-
flette la risalita del comparto Large Corporate (+4,1%, da 16,4 a 17,1 miliardi) e l’acquisizione di un portafoglio Leasing dalla Capogruppo (525 milioni). Il Consumer Finance si posiziona a 17,4 miliardi (+4,5% s/s) mentre il Wealth Management si mantiene sostanzialmente stabile a 17,8 miliardi. Da segnalare infine il saldo Holding Functions per 232,8 milioni, tenuto conto dell’accor -
pamento del Leasing nel CIB.
Il Consumer registra un erogato semestrale pari a 5,3 miliardi (+12% a/a) con una quota in crescita di prestiti personali (+10,8%, da 2,3 a 2,6 miliardi) in particolare sul canale bancario (+27,2%, da 396,7 a 504,6 milioni) ma sostenuto da quello diretto (+7,3%, da 1.724,6 a 1.849,8 milioni); il BNPL sale a 495,4 milioni (+31,7% da 376,3 milioni). L’erogato del Corporate and In-
vestment Banking sconta minori rifinanziamenti nel comparto del Lending e Finanza Strutturata, la quota di nuovi finanziamenti a termine scende da 3,6 a 2,1 miliardi e resta concentrata su debitori Investment grade (1,7 miliardi). Il turnover del Leasing cala da 164,7 a 131,9 milioni (-19,9%) come quello del Factoring che si attesta a 4,6 miliardi (-8,3%; da 5 miliardi). Nel Wealth Manage-
ment si registrano nuovi mutui ipotecari per 803,5 milioni (di cui il 43% con la formula della rata protetta) in calo rispetto allo scorso anno (-10,6%) a fronte di rimborsi per 692 milioni (-6,5% a/a) di cui 371,8 anticipati (-19,4% a/a).
Le attività deteriorate lorde calano da 1.162,9 a 1.153,6 milioni (-0,8% s/s) con una inciden-
za sugli impieghi all’1,81% (1,91% a fine dicembre); la riduzione del Corporate and Investment Banking (da 81,6 a 77,1 milioni) è concentrata nello Specialty Finance (da 75,5 a 71 milioni) ed in particolar modo nel Leasing (-3,3 milioni; da 52,3 a 49 milioni); anche il Factoring si riduce di 1,3 milioni (da 23,3 a 22 milioni) mentre la quota Large Corporate si mantiene invariata a 6,1
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 26milioni. Il Wealth Management passa da 192,7 a 181,7 milioni (-5,7%) con una quota di mutui ipotecari che si attesta a 125,5 milioni (-7,2%) e 56,2 milioni riconducibili al segmento Private.
Per contro, il Consumer Finance sconta una lieve crescita attestandosi a 894,8 milioni (+0,7% s/s) con un’incidenza sugli impieghi lordi di comparto pari al 4,81% (4,99% a dicembre) dopo le consuete cessioni stock e write-off (stock pari a 267,4 milioni; 23,1 milioni il flusso netto di perio-
do). Il tasso di copertura cala lievemente dal 59,5% al 59,1% con uno stock netto che si attesta a 472,4 milioni (pressochè invariato nel semestre) la cui incidenza sugli impieghi netti resta molto contenuta (0,8%); le sofferenze nette si attestano a 33,5 milioni.
Le posizioni lorde in Stage2 saldano a 2.954,8 milioni (+20,6%; 4,6% degli impieghi); la crescita è concentrata nel Corporate and Investment Banking (da 199,2 a 500 milioni) con una quota Large Corporate (da 69 a 259,9 milioni; 1,34% degli impieghi del comparto) che sconta l’effetto “delta PD” (quattro esposizioni per un controvalore complessivo di 202,5 milioni) ed il forte incremento del Leasing (da 67,3 a 183,8 milioni) collegato alla quota del portafoglio acquisto da Capogruppo. Infine, si registrano gli aumenti di Wealth Management (da 571,5 a 639,9 milioni, in particolare nel comparto mutui ipotecari: +12,3%) e Consumer (+8,1%, da 1.679,3 a 1.814,8 milioni).
I livelli di copertura degli impieghi in bonis restano stabili nel semestre (Gruppo: 1,02%; Con-
sumer: 3,10%) malgrado il progressivo calo dello stock di overlays (Gruppo: da 164,1 a 132 milioni;
Consumer: da 122,9 a 93,6 milioni).
30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Variazione
(€ milioni) % (€ milioni) % Finanziamenti alla clientela 56.613,4 90% 54.659,9 92% 3,6% Repo 4.752,– 8% 4.101,1 7% 15,9% Altro 1.219,– 2% 886,8 1% 37,5% Totale impieghi alla clientela 62.584,4 100% 59.647,8 100% 4,9% 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Variazione
(€ milioni) % (€ milioni) % Corporate and Investment Banking 21.122,– 37% 19.921,5 37% 6,–% Consumer Finance 17.413,7 31% 16.665,3 30% 4,5% Wealth Management 17.844,9 32% 17.824,7 33% 0,1% Holding Functions (Leasing e Tesoreria) 232,8 — 248,4 — -6,3% Totale finanziamenti a clientela 56.613,4 100% 54.659,9 100% 3,6%
(€ milioni)
30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Lorde NetteTasso di
copertura
%Lorde NetteTasso di
copertura
% Corporate and Investment Banking 77,1 16,4 78,8% 81,6 19,5 71,1% Consumer Banking 894,8 351,5 60,7% 888,6 339,– 61,8% Wealth Management 181,7 104,6 42,5% 192,7 111,9 41,9% Totale attività deteriorate 1.153,6 472,4 59,9% 1.163,– 470,4 59,5% – di cui: sofferenze 171,2 33,5 171,– 34,7 Incidenza % sugli Impieghi a clientela 1,8% 0,8% 1,8% 0,9%
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 2730 giugno 2026 31 dicembre 2025
Primo
stadio
(stage 1)Secondo
stadio
(stage 2)(*)Totale fin.
clientela
performing
al costo
ammortizzatoTotale fin.
clientela
al costo
ammortizzatoPrimo
stadio
(stage 1)Secondo
stadio
(stage 2)(*)Totale fin.
clientela
performing
al costo
ammortizzatoTotale fin.
clientela
al costo
ammortizzato
Esposizione lorda 61.266,1 2.774,– 64.040,1 63.931,1 56.690,– 2.325,1 59.015,1 59.001,9 Rettifiche 309,1 313,8 622,9 1.322,3 304,9 285,7 590,6 1.301,– Esposizione netta 60.957,– 2.460,2 63.417,2 62.608,8 56.385,1 2.039,4 58.424,5 57.700,9 Coverage ratio 0,5% 11,3% 1,–% 2,1% 0,5% 12,3% 1,–% 2,2% Incidenza % crediti clientela al costo ammortizzato97,4% 3,9% 97,7% 3,5%
* Sono esclusi i POCI.
Partecipazioni(9) — La voce include le partecipazioni di collegamento e le joint venture valutate all’equity method, vi confluisce la partecipazione in Assicurazioni Generali con un valore di carico pari a 4,1 miliardi (allineato ai valori approvati dalla Compagnia al 31 marzo scorso) che sconta, da un lato, lo stacco del dividendo di 335,1 milioni ed il recepimento delle variazioni patrimoniali (negative per 41,3 milioni) a fronte, dall’altro, degli utili (289,8 milioni) in incremento rispetto allo scorso anno (264 milioni). La Compagnia, infatti segna un miglioramento delle performance in tutti i settori di business in particolare nel Vita. L’andamento del segmento Danni, seppur positivo, è influenzato dai maggiori eventi catastrofali registrati nel primo trimestre del 2026.
La partecipazione in IEO (25,37%) è in carico a 38,6 milioni (invariata nel semestre), il valore in MB SpeedUp è pari a 3,8 milioni mentre quello in CLI Holdings II Limited si riduce a 23,2 milioni.
Lo scorso 24 aprile si è perfezionata la cessione della partecipazione in Finanziaria Gruppo Bisazza (in carico a 5,3 milioni) con un piccolo realizzo (1,4 milioni).
% capitale sociale 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Assicurazioni Generali 13,66 4.070,8 4.157,9 CLI Holdings II 18,95(*)23,2 28,8 Finanziaria Gruppo Bisazza 22,67 — 5,3 Istituto Europeo di Oncologia 25,37 38,6 38,6 MB SpeedUp (JV) 50,00 3,8 4,4 Partecipazioni equity method 4.136,4 4.235,–
(*) Percentuale calcolata sul valore nominale delle notes emesse Titoli d’investimento e del banking book —Il valore complessivo dei titoli di investimento e del banking book è pari a 13,6 miliardi, di questi 974,3 milioni riguardano titoli azionari e fondi e 12,6 miliardi le obbligazioni.
Le obbligazioni del banking book (12,6 miliardi; +2,3% s/s) sono suddivise tra titoli classificati Hold to Collect (7,2 miliardi; +11% s/s), titoli Hold to Collect & Sell (4,3 miliardi; -14% s/s) e strumenti in Fair Value Option (1,1 miliardi; +25% s/s).
(9) La voce include, le partecipazioni in collegate ex IAS28 e joint venture ex IFRS11 (MB SpeedUp). Le partecipazioni valutate all’equity method confluiscono nell’area di business Insurance/PI ad eccezione di MB SpeedUp (Holding Functions).
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 28Il portafoglio titoli del banking book è composto prevalentemente da titoli di Stato italiani e altri titoli governativi, oltre a obbligazioni finanziarie, obbligazioni corporate e ABS. I titoli di Stato italiani ammontano complessivamente a 5,3 miliardi tra HTC e HTC&S, mentre gli altri titoli di Stato saldano a 3,2 miliardi. Le obbligazioni finanziarie, corporate e gli ABS completano la composizione del portafoglio, con gli ABS pari a 2,3 miliardi. Nel dettaglio:
–portafoglio HTC&S mostra movimenti netti negativi per 697,1 milioni riducendo i rinnovi del portafoglio in scadenza (1.378 milioni di acquisti contro 2.075 milioni in scadenza); le altre variazioni incluso il fair value ammontano a circa +20,3 milioni;
–portafoglio HTC in aumento di 740 milioni dopo acquisti per 1.798 milioni che fronteggiano vendite e rimborsi per 1,1 miliardi; lo stock a fine giugno mostra plusvalenze inespresse pressochè invariate a 128,3 milioni.
I titoli di Stato rappresentano circa 8,4 miliardi (67% del totale), con una duration media con-
tenuta di circa 4 anni. La componente italiana ammonta a 5,3 miliardi con una duration media di circa 3 anni.
Il portafoglio ABS resta stabile a 1,8 miliardi concentrato su tranche senior con rating in-
vestment grade.
I titoli di investimento si attestano a 974,3 milioni (+6% s/s) e riguardano azioni quotate (129,5 milioni, -5% per alcune cessioni nel periodo), altre azioni non quotate (82,7 milioni, +6% s/s per nuovi investimenti nelle iniziative di private market tech), fondi del Gruppo, cd. “seed capital” (462,7 milioni, +7% s/s in particolare per la maggior valorizzazione del fondo Polus Special Situa-
tion Fund), fondi di private equity (224,3 milioni, +12%s/s) e altri fondi (75,1 milioni, stabili s/s).
30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Variazione (€ milioni) % (€ milioni) % Titoli di investimento 974,3 7% 922,1 7% 5,7% Titoli Banking book 12.577,2 93% 12.288,5 93% 2,3% Totale Titoli di investimento e banking book 13.551,5 100% 13.210,6 100% 2,6% 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Book valueRiserva
OCIBook valueRiserva
OCI Azioni quotate 129,5 75,5 136,1 77,– Altre azioni non quotate 82,7 24,6 77,9 24,1 Seed capital 462,7 — 431,8 — Fondi Private equity 224,3 — 199,6 — Altri fondi 75,1 — 76,7 — Totale titoli di investimento e banking book 974,3 100,1 922,1 101,1 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Variazione (€ milioni) % (€ milioni) % Hold to Collect 7.207,9 57% 6.467,8 53% 11% Hold to Collect & Sell 4.238,9 34% 4.915,7 40% -14% Fair Value Option 1.130,4 9% 905,– 7% 25% Titoli di debito banking book 12.577,2 100% 12.288,5 100% 2%
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 29(€ milioni) 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Book value
FVOBook value
FVO
HTC HTC&S HTC HTC&S
Titoli di stato italiani(*)3.507,6 1.773,3 — 3.034,7 2.624,4 — Altri titoli di stato(*)1.376,2 1.783,2 — 1.101,2 1.527,1 — Obbligazioni finanziarie 330,6 498,4 1.075,3 339,7 522,– 873,4 Obbligazioni corporate 201,6 181,1 55,1 246,4 209,6 31,6 Asset Backet Securities (ABS) 1.791,8 2,9 — 1.745,8 32,6 — Totale titoli di debito del banking book (HTC) 7.207,9 4.238,9 1.130,4 6.467,8 4.915,7 905,– (*) Per maggiori dettagli sui Titoli di Stato si rimanda alla Parte E della Nota Integrativa
Strumenti finanziari netti di negoziazione e derivati - gli strumenti finanziari netti di negoziazione si attestano a 9.231,5 milioni (+3,7% s/s). Le attività di trading ammontano a 15.675,6 milioni (+6% s/s), costituite per 8.514,4 milioni da titoli di debito (+9,8% s/s) e per 7.161,2 milioni da titoli azionari, fondi e commodities (+1,8% s/s). La composizione del portafoglio evidenzia un incremento della componente obbligazionaria, in un contesto di mercato caratterizzato da una maggiore stabilità delle aspettative sui tassi e da una buona tenuta del comparto del reddito fisso.
I derivati attivi di trading si attestano a 2.901,8 milioni (+17,1% s/s). Le passività finanziarie di negoziazione ammontano a 5.587,4 milioni (+17,2% s/s) e i derivati passivi di trading a 3.758,5 milioni (+4,2% s/s).
Considerando anche le posizioni di copertura, i derivati dell’attivo complessivi ammontano a 3.039,6 milioni (+15,2% s/s), di cui 137,8 milioni relativi a coperture. I derivati del passivo si attestano a 4.396,1 milioni (+3,6% s/s), di cui 637,6 milioni relativi a coperture.
30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Variazione
(€ milioni) (€ milioni) Titoli azionari e fondi 5.542,3 5.661,9 -2,1% Titoli di debito 8.514,4 7.756,7 9,8% Commodities 1.618,9 1.375,6 17,7% Strumenti finanziari netti di negoziazione 15.675,6 14.794,2 6,–% 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Variazione
(€ milioni) (€ milioni) Titoli di trading (attivi) 15.675,6 14.794,1 6,–% Derivati di trading (attivi) 2.901,8 2.477,1 17,1% Passività finanziarie di negoziazione (5.587,4) (4.765,8) 17,2% Derivati di trading (passivi) (3.758,5) (3.607,1) 4,2% Totale Strumenti finanziari netti di negoziazione 9.231,5 8.898,3 3,7% 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Variazione
(€ milioni) (€ milioni) Derivati di copertura 137,8 161,5 -14,7% Derivati di trading 2.901,8 2.477,1 17,1% Totale Strumenti derivati dell'Attivo 3.039,6 2.638,6 15,2%
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 3030 giugno 2026 31 dicembre 2025
Variazione
(€ milioni) (€ milioni) Derivati di copertura (637,6) (636,–) 0,3% Derivati di trading (3.758,5) (3.607,1) 4,2% Totale Strumenti derivati del Passivo (4.396,1) (4.243,1) 3,6% 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 (€ milioni) (€ milioni) Attivo Passivo Attivo Passivo Interest rate swaps 294,3 (388,3) 352,3 (386,4) Foreign exchange 218,2 (148,9) 212,1 (110,4) Interest rate options/futures 18,7 (191,4) 10,– (283,3) Equity swaps e options 2.146,– (2.580,2) 1.701,– (2.093,–) Credit derivaties 197,8 (310,8) 182,8 (327,5) Certificates 26,8 (139,–) 18,9 (406,5) Valorizzazione derivati 2.901,8 (3.758,5) 2.477,1 (3.607,1) 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Variazione
(€ milioni) (€ milioni) Macro-hedging 81,5 47,– 73,4% Altre coperture 56,3 114,5 -50,8% Totale Strumenti dell'Attivo 137,8 161,5 -14,7% Macro-hedging (12,1) (7,6) 59,2% Altre coperture (625,5) (628,4) -0,5% Totale Strumenti del Passivo (637,6) (636,–) 0,3% Attività materiali ed immateriali – si attestano a 2,3 miliardi dopo aver recepito le rivalutazioni sugli immobili(10) per 31,2 milioni. In dettaglio:
–le attività materiali salgono da 1.206,7 a 1.297,7 milioni per riflettere l’avanzamento del progetto di costruzione della nuova sede di CMB nel Principato di Monaco il cui valore passa da 304,9 a 374,4 milioni (di cui 49,5 milioni classificati ex IAS16 e 324,9 ex IAS40) dopo incrementi per 47,3 milioni (41 milioni ex IAS40 e 6,3 milioni ex IAS16) e rivalutazioni per 22,5 milioni (di cui 2,9 milioni a riserva IAS 16);
–le attività immateriali rimangono sostanzialmente stabili a 1.027,9 milioni; gli acquisti di software (+17,2 milioni) sono compensati dagli ammortamenti (-18,6 milioni) a fronte di un effetto cambio positivo (+5,6 milioni). Nel periodo si segnala la conclusione della Purchase Price Allocation di HeidiPay AG che ha confermato i valori di goodwill e intangibili a vita definita iscritti al 31 dicembre 2025.
(10) Per maggiori dettagli sui metodi di valutazione si rimanda alla Parte A2 – Principi contabili del bilancio al 31 dicembre 2025.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 3130 giugno 2026 31 dicembre 2025 Variazione (€ milioni) % (€ milioni) % Fabbricati e terreni 1.231,1 53% 1.137,9 51% 8,2%
- di cui: strumentali 479,– 21% 495,1 22% -3,3% valore d'uso fabbricati ex IFRS16 270,2 12% 255,4 11% 5,8% Altre attività materiali 66,6 3% 68,8 3% -3,2%
- di cui: valore d'uso ex IFRS16 15,2 1% 17,6 1% -13,6% Avviamento 797,1 34% 792,9 36% 0,5% Altre attività immateriali 230,8 10% 230,9 10% n.s.
Totale attività materiali e immateriali 2.325,6 100% 2.230,5 100% 4,3%
(€ milioni)
Operazione 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Polus Capital (*)56,7 56,– MB Private Banking 52,1 52,1 Messier et Associés 42,– 42,– Arma Partners (*)242,4 239,5 Consumer 403,9 403,3 Totale Avviamento 797,1 792,9 (*) V ariazione interamente riconducibile all’effetto cambio.
I fondi del passivo – saldano a 135,5 milioni (138,2 milioni): “impegni e garanzie” passano da 20,2 a 22,5 milioni, la quota di TFR passa da 18 a 15,2 milioni mentre gli “altri fondi e rischi” passano da 100 a 97,8 milioni.
30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Variazione (€ milioni) % (€ milioni) % Impegni e garanzie rilasciate 22,5 16,6% 20,2 14,6% 11,4% Altri fondi rischi ed oneri 97,8 72,2% 100,– 72,4% -2,2% TFR e quiescenza 15,2 11,2% 18,– 14,3% -15,6% di cui: attualizzazione TFR -1,1 n.s. -1,– n.s. 10,–% Totale fondi del passivo 135,5 100% 138,2 100% -2,–% Relativamente agli “altri fondi e rischi, si registrano accantonamenti per 21 milioni, utilizzi per 16,5 milioni e rilasci a conto economico per 6,8 milioni. Nel dettaglio lo stock è principalmente
rappresentato da:
–controversie fiscali per 25,1 milioni;
–fondi legati al personale e a fidelity plan per 37,5 milioni;
–fondi a presidio di reclami con la clientela per 20,2 milioni;
–altre partite per 15 milioni.
Mezzi propri – si incrementano di 145,2 milioni, sbilancio tra risultato di periodo (711,2 milioni) e la distribuzione del dividendo 2025 (508 milioni). La movimentazione delle riserve da valutazio-
ne è più contenuta (-27,5 milioni) e riguarda il peggioramento della riserva di cash flow hedge (-27 milioni); la riduzione delle componenti OCI collegate agli strumenti finanziari valutati al fair value (-13 milioni) è infatti assorbita dal miglioramento della valutazione degli immobili strumentali (+10,1 milioni).
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 32Le azioni proprie in portafoglio sono pari a 6,7 milioni, la riserva di 102,7 milioni è inferiore al valore di mercato ai prezzi di fine giugno (119 milioni).
(€ milioni)
30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Variazione Capitale 444,7 444,7 n.s.
Altre riserve 10.473,2 10.499,1 -0,2%
- di cui:
"riserva azioni proprie" (102,7) (103,3) n.s.
"riserva rivalutazione immobili IAS 40" 176,9 176,9 n.s.
Acconto dividendo — — n.s.
Riserve da valutazione (50,6) (23,1) n.s.
- di cui:
" attività finanziarie con impatto sulla redditività complessiva" 120,5 133,5 -9,7% cash flow hedge (63,–) (36,–) 75,–% partecipazioni ad equity (316,8) (312,7) 1,3% riserva rivalutazione immobili IAS 16 244,– 233,9 4,3% Risultato dell'esercizio 711,2 512,6 38,7% Totale mezzi propri di Gruppo 11.578,5 11.433,3 1,3% La riserva su attività finanziarie con impatto sulla redditività si riduce da 133,5 a 120,5 mi-
lioni, per effetto della componente obbligazionaria (-28,9%), influenzata dall’evoluzione dei ren-
dimenti e degli spread dei titoli governativi, in particolare dei titoli di Stato italiani e degli OAT francesi. La riserva sui titoli di Stato resta comunque positiva, attestandosi a 49,9 milioni, mentre la componente azionaria si mantiene sostanzialmente stabile.
(€ milioni)
30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Variazione Azioni 100,1 99,1 1,–% Obbligazioni 49,9 70,2 -28,9% di cui: Titoli di stato Italia 48,1 54,8 -12,2% Effetto fiscale (29,5) (35,8) -17,6% Totale riserva OCI 120,5 133,5 -9,7%
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 33Il Conto Economico Il margine di interesse — flette a 982,4 milioni (-1,4% a/a), pur se in ripresa nel trimestre (+1,5% t/t). L’andamento riflette il progressivo calo dei tassi di mercato, che ha determinato una riduzione della redditività degli attivi fruttiferi (ROA: 5,20%, -13 bps a/a) e una sostanziale sta-
gnazione degli spread sugli impieghi, in un contesto caratterizzato da una crescente pressione competitiva sul mercato del credito. Tale dinamica è stata in parte compensata dalla crescita dei volumi medi di impiego (+4,1 miliardi a/a). Parallelamente, si riduce il costo del funding (COF:
2,12%; -18 bps a/a), beneficiando del progressivo adeguamento della raccolta al nuovo contesto di tassi e di un’attenta gestione dei volumi di cartolare e dei depositi Wealth Management, il cui costo medio si attesta all’1,29% (-38 bps a/a). La flessione del costo della raccolta ha contribuito ad attenuare l’impatto della minore redditività degli attivi, favorendo una sostanziale tenuta del margine rispetto all’esercizio precedente.
A livello di business line, il Consumer Finance si conferma il principale contributore al mar -
gine di interesse con 606,2 milioni (+4,9% a/a), grazie alla continua espansione dei volumi e alla buona tenuta della redditività del portafoglio, pur risultando sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente (-0,9% t/t). Il Wealth Management contribuisce per 182 milioni (-8,3% a/a), risentendo del minore livello dei tassi di mercato e della conseguente pressione sulla marginalità della raccolta; il lieve recupero trimestrale (+1,6% t/t) riflette tuttavia una graduale stabilizzazione del contributo della divisione. Il Corporate & Investment Banking salda a 181,2 milioni (-2,9% a/a) penalizzato, rispetto allo scorso anno, dalla riduzione della redditività sugli impieghi, ma in crescita nel trimestre (+6,6% t/t) per la maggiore attività commerciale (saldo medio: +600 milio-
ni). Le Holding Functions registrano un risultato pari a 10,3 milioni che riflette gli effetti della strategia di gestione del rischio di tasso adottata dal Gruppo che, in un contesto di riduzione dei tassi di mercato, ha comportato da un lato una contrazione del margine di interesse e, dall’altro, una contestuale riduzione delle perdite connesse alle operazioni di copertura. Considerando con-
giuntamente gli effetti delle due voci, l’impatto complessivo risulta comunque positivo per circa 3 milioni, confermando l’efficacia delle azioni di mitigazione del rischio tasso poste in essere dalla tesoreria centrale. Nel complesso, il margine di interesse evidenzia una buona resilienza in un contesto di progressiva normalizzazione dei tassi, sostenuto dalla crescita dei volumi commerciali e dalla diversificazione dei contributi delle diverse aree di business.
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione Consumer Banking 606,2 577,9 4,9% Wealth Management 182,– 198,4 -8,3% Corporate and Investment Banking 181,2 186,7 -2,9% Holding Functions e altre (incl.IC) 13,– 33,3 -61,–% Margine d'interesse 982,4 996,3 -1,4% Le commissioni nette — crescono da 466,2 a 479,2 milioni (+2,8%) con un contributo del tri-
mestre particolarmente elevato (255,9 milioni rispetto ad un dato medio degli ultimi 5 trimestri di circa 220 milioni). In particolare il CIB mostra un contributo in crescita (da 184,9 a 216 milioni di cui 122,3 nel trimestre) con una intensa attività di Investment Banking (da 130,5 a 157,8 mi-
lioni) che riflette l’ottima performance di Messier & Associes (oltre 80,6 milioni), la crescita del Corporate Finance (55,7 milioni +17,9% a/a) e la ripresa del mercato ECM (da 0,7 a 8,4 milioni), assorbendo così l’atteso calo di Arma (da 81,8 a 21,4 milioni) per la difficoltà (generalizzate e tem-
poranee) del segmento Tech. Il contributo del Wealth Management cala da 272,7 a 255,3 milioni
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 34(-6,4% a/a) pur mostrando una buona ripresa trimestre su trimestre (129,7 milioni contro 125,6 mi-
lioni); in particolare migliora il contributo di management (224,2 milioni; +10,2% a/a) e banking fees (47 milioni; +13,3% a/a) mentre si riducono upfront (44,9 milioni; -38,9% a/a) e performance fees (1 milione contro 5,8 milion); infine crescono le commissioni passive (da 51,6 a 61,6 milioni) alla luce del diverso mix della crescita Premier (più sbilanciato a favore dei promotori finanziari).
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione Wealth Management 255,3 272,7 -6,4% Corporate and Investment Banking 216,– 184,9 16,8% Consumer Banking 35,– 34,3 2,–% Holding Functions e altre (incluse IC) (27,1) (25,7) 5,4% Commissioni nette (incluso Risultato netto della gestione assicurativa)479,2 466,2 2,8% Risultato netto dell’attività di negoziazione — mostra un significativo incremento a 166,5 milioni (+74,8% a/a), con un contributo stabile nei 2 trimestri (83,2 milioni contro 83,3 milioni).
Al risultato contribuiscono CIB per 93,8 milioni (61,6 milioni lo scorso anno; 54,4 milioni nel trimestre), la Tesoreria per 24,4 milioni (3,7 milioni e -1,2 milioni), il Principal Investing per 40,5 milioni (23,6 milioni e 25,6 milioni). Nell’ambito CIB, la Markets Division incrementa il proprio contributo da 40,1 a 73,6 milioni (+83,5% a/a, +21,8% t/t), con un ottimo risultato del desk Equity (da 46,5 a 63,4 milioni) per la forte ripresa dell’attività bespoke; il desk Fixed Income torna ad un apporto positivo (10,2 milioni rispetto alle perdite dello scorso anno per 6,4 milioni) pur se una buona parte dei risultati confluisce direttamente a margine di interesse; il Trading Proprietario concorre sui livelli dello scorso anno (20 milioni contro 21,9 milioni; -8,7% a/a) con apporti posi-
tivi di Equity (12,1 milioni) e Fixed Income (7,8 milioni). La Tesoreria incrementa il contributo da 3,7 a 24,4 milioni, sostenuta principalmente dal posizionamento assunto nell’ambito della gestione del rischio di tasso in un contesto caratterizzato dalla favorevole evoluzione del mercato. Infine, i fondi del PI hanno contribuito per 13,2 milioni relativi a dividendi e altri proventi incassati e per 27,4 milioni derivanti dalla valorizzazione al fair value dei fondi.
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione Attività finanziarie di negoziazione 236,8 515,– -54,–% Passività finanziarie di negoziazione — — n.s.
Effetti cambio 30,5 53,7 -43,2% Strumenti derivati (149,1) (509,7) -70,7% Risultato di negoziazione 118,2 59,– n.s.
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico29,3 9,6 n.s.
Cessione/riacquisto (esclusi i finanziamenti clientela al costo ammortizzato)19,– 26,6 -28,6% Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/ riacquisti166,5 95,2 74,9%
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione Corporate and Investment Banking 93,8 61,6 52,3% di cui market division 73,6 40,– 84,–% Principal Investing 40,5 23,6 71,7% Holding Functions 24,4 3,7 n.s.
Altro (incluse IC) 7,8 6,3 0,2 Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 166,5 95,2 74,9%
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 35Valorizzazioni insurance ed altri investimenti ad equity method — si attesta a 290,8 milio-
ni (+9,1% a/a) e riflette la performance di Assicurazioni Generali (da 264 a 289,8 milioni; + 9,8% a/a) che recepisce l’andamento positivo di tutti i settori di business, in particolare nel Vita nel primo trimestre 2026. Gli altri investimenti concorrono per circa 1 milione.
Oneri operativi — le spese amministrative, incluse le rettifiche su attività materiali e immateria-
li, ammontano a 775,3 milioni, (-1,7% a/a) con una disciplina ed un forte presidio dell’efficienza operativa; il contributo resta stabile trimestre su trimestre (388,8 milioni contro 386,5 milioni). Il costo lavoro si attesta a 438 milioni (+0,6% a/a; +2,7% t/t) compensando le crescite di CIB (+5,4% a/a; +2,5% t/t) e Consumer (+4,1% a/a; +5,1% t/t) collegate alla buona performance coi cali di WM (-4,2% a/a; +3% t/t) e HF (-2% a/a; -0,6% t/t) interessati dalla diminuzione degli organici (FTE:
-86 risorse complessivamente, di cui -95 nel WM), con conseguente recupero delle indennità delle pattuizioni individuali non rispettate e i minori costi connessi alle assunzioni (manleve ed entry bonus). Le altre spese amministrative scendono da 299,9 a 280 milioni (-6,6% a/a), beneficiando di un’attenta gestione delle spese generali; in dettaglio, le principali voci di costo includono costi IT ordinari per 87,3 milioni (+16% a/a ), info provider per 34 milioni circa (+4% a/a ) marketing e comunicazione per 25,1 milioni (-22% a/a), spese di funzionamento per 30,9 milioni (-1,9% a/a) e imposte indirette e tasse per 17 milioni; restano rilevanti seppure in calo anche le componenti pro-
fessionali e consulenziali (27 milioni); importante, inoltre, il calo delle attività progettuali incluso l’apporto consulenziale (16,7 milioni più che dimezzate rispetto allo scorso anno). Il calo dei costi è confermato anche sul dato trimestrale (-2,1%) ed evidente in tutte le divisioni. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali sono pari a 57,3 milioni (+6,5% a/a; -1,7 t/t).
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione Spese amministrative 718,– 735,1 -2,3% a) Spese per il personale 438,– 435,2 0,6% di cui: Amministratori 4,5 2,3 95,7% Piani di stock option e performance shares 2,8 5,5 -49,1% b) Altre spese amministrative 280,– 299,9 -6,6% Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali 57,3 53,8 6,5% Oneri operativi 775,3 788,9 -1,7%
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione Servizi legali, fiscali e professionali 13,4 15,9 -15,7% Altre consulenze 13,7 22,9 -40,2% Attività di recupero crediti (nette) 3,– -4,7 n.s.
Marketing e comunicazione 25,1 32,2 -22,–% Fitti e manutenzioni immobili 10,9 10,1 7,9% Elaborazione dati 100,6 108,6 -7,4% Info provider 33,9 32,6 4,–% Servizi bancari, commissioni di incasso e pagamento 7,– 6,8 2,9% Spese di funzionamento 30,9 31,5 -1,9% Altri costi del personale 8,2 9,3 -11,8% Altri costi 16,3 18,2 -10,4% Imposte indirette e tasse (al netto di sostitutiva) 17,– 16,5 3,–% Totale spese amministrative 280,– 299,9 -6,6%
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 36Costo del credito clientela — si attesta a 167,7 milioni con un andamento sostanzialmente omogeneo nei due trimestri (84,9 milioni e 82,8 milioni) ed esprime un costo del rischio pari a 54 bps. Lo scostamento rispetto allo scorso anno (98,2 milioni) è in buona parte spiegato dalle importanti riprese di valore registrate nel 2025 a seguito della ricalibrazione delle PD sui modelli Corporate e dall’aggiornamento delle serie storiche sui mutui ipotecari (complessivamente 25,4 milioni). Il resto dell’incremento è concentrato nel Consumer Finance le cui rettifiche aumentano a 162 milioni (+20,4% a/a) con un andamento pressoché lineare nei due trimestri (80,1 milioni e 81,9 milioni) per effetto della risalita dei tassi di default verso livelli strutturali e della crescita de-
gli impieghi up-front con un approccio ancora selettivo nella copertura del rischio, pur in presenza di una qualità del credito complessivamente presidiata. Il CoR del comparto, pertanto, si attesta a 185 bps (+18 bps a/a) ma con un andamento lineare nei trimestri. Il Corporate and Investment Banking contabilizza 6,7 milioni di rettifiche a fronte di riprese nette dello scorso anno per 14,3 milioni che beneficiava di importanti riprese (di cui 11 milioni ex PD). Il Wealth Management re-
gistra minori riprese nette (0,8 milioni contro 22,1 milioni, di cui 14,4 ex serie storiche).
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione Corporate and Investment Banking (6,7) 14,3 n.s.
Consumer Banking (161,9) (134,5) 20,4% Wealth Management 0,8 22,1 n.s.
Holding Functions (leasing e tesoreria) 0,1 (0,1) n.s.
Costo del credito clientela (167,7) (98,2) 70,8% Costo del rischio (bps) 54 37 Oneri e proventi non ricorrenti – Gli oneri e proventi non ricorrenti sono nel semestre pari a 14,8 milioni e sono riferiti a:
–accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri (11,2 milioni) includono costi per manleve, costi di banker e fidelity plan per promotori nonché patti di non concorrenza (per complessivi 13 milioni) fronteggiati da un rilascio su contenzioso Mediobanca (+5,2 milioni);
–oneri di ristrutturazione e integrazione per 26,1 milioni di cui 17,4 milioni per piani di retention per figure chiave del WM (7,4 milioni) e incentivazioni (10 milioni); alla voce confluiscono anche gli oneri connessi alle operazioni straordinarie (spese per advisor finanziari/ legali su fusione nonché ad una quota di costi regolamentari per le OPS dello scorso anno);
–risultato della valutazione al fair value degli immobili detenuti a scopo di investimento (IAS 40) per complessivi 21,2 milioni, di cui 19,5 connessi all’operazione immobiliare di Monaco che sta proseguendo secondo il progetto originario;
–altri utili/perdite da partecipazioni per 2,6 milioni; la voce include gli utili della cessione della partecipazione in Bisazza Spa (1,4 milioni), l’adeguamento ai valori correnti (compreso l’effetto attualizzazione) delle contingent liabilities sulle quote di minoranza e partnership (Arma e
Polus);
–proventi dalla cessione di attività materiali da parte di Compass e MBPS Leasing per 5,6 milioni, incluso 2 immobili classificati come poste detenute per la vendita (IFRS5);
–costi per gli schemi di risoluzione (Fondo Interbancario a tutela dei Depositi e fondo di garanzia assicurativo) per 1,8 milioni.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 37Le imposte sul reddito – le imposte si attestano a 275,3 milioni, con un tax rate del 27,8% (ri-
spettivamente 213,4 milioni e 23% al 30 giugno 2025).
L’incremento è derivante principalmente dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio (Legge 199/2025) - che ha introdotto tra le altre misure una parziale deducibilità degli interessi passivi per gli intermediari finanziari, fissata al 96% per il 2026 con un impatto rilevante in particolare per Mediobanca nell’ambito della tesoreria accentrata e l’aumento di due punti percentuali dell’a-
liquota IRAP per il triennio 2026-2028; si scontano infine gli effetti del cuneo fiscale, soprattutto nell’area CIB e WM.
Mediobanca, Compass Banca e Mediobanca Premier aderiscono al regime di adempimento col-
laborativo(11) (ex D.lgs. 128/2015) con Agenzia delle Entrate (AdE). Nel semestre, è stata ottenuta e trasmessa all’Agenzia delle Entrate, per Compass Banca e Mediobanca Premier, la certificazione del TCF redatta ai sensi dell’art. 4, comma 1 bis del D.Lgs. 128/2015, adempiendo agli obblighi normativi con anticipo rispetto al termine del 30 settembre 2026 e consolidando l’ammissione al regime precedentemente ottenuta.
(11) L’ammissione al regime di adempimento collaborativo risale per Mediobanca al 27 giugno 2024, mentre per Compass Banca e Mediobanca Premier allo scorso 30 dicembre 2025.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 38Dati economici e patrimoniali per aree di attività
WEALTH MANAGEMENT
Raggruppa le attività di risparmio gestito /amministrato rivolte alla clientela consolidata, –Private Banking (Mediobanca Private Banking e CMB Monaco);
–Mediobanca Premier;
–Asset Management, prevalentemente captive (Mediobanca SGR, Polus Capital, RAM Active Investments, Mediobanca Management Company).
Rientra nella divisione l’attività fiduciaria di Spafid SpA, oltre a Spafid Trust SpA.
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione
Dati economici
Margine di interesse 182,– 198,4 -8,3% Commissioni nette (incluso Risultato netto della gestione assicurativa) 255,3 272,7 -6,4% Margine di intermediazione Primario 437,3 471,1 -7,2% Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni — — n.s.
Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 8,4 7,3 15,1% Risultato netto dell’attività di copertura — — n.s.
Altri proventi oneri di gestione 1,3 (10,–) n.s.
Totale ricavi 447,– 468,4 -4,6% Spese amministrative (272,4) (279,7) -2,6% a) Spese per il personale (163,8) (171,–) -4,2% b) Altre spese amministrative (108,6) (108,7) -0,1% Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (31,2) (30,7) 1,6% Oneri operativi (303,6) (310,4) -2,2% Risultato operativo Lordo 143,4 158,– -9,2% Costo del credito clientela 0,8 22,1 -96,4% Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche— — n.s.
Risultato operativo Netto 144,2 180,1 -19,9% Altri accantonamenti netti ai fondi rischi (9,7) (2,9) n.s.
Oneri di ristrutturazioni e integrazione (8,5) — n.s.
Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali 0,2 — n.s.
Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 126,2 177,2 -28,8% Imposte sul reddito (44,2) (55,2) -19,9% Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 82,– 122,– -32,8% Utile (perdita) di pertinenza di terzi (0,9) (1,1) -18,2% Impairment avviamenti e intangibili — — n.s.
Utile (perdita) del periodo 81,1 120,9 -32,9% Cost / Income ratio 67,9% 66,3%
RORWA 2,8% 3,9%
30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 17.844,9 17.824,8
di cui:
MB Premier 13.291,– 13.038,1 Private Banking 4.553,9 4.786,7 Erogato: mutui 803,5 736,1 Attività di rischio ponderate 7.064,8 7.073,7 Dipendenti 2.185 2.250
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 39La divisione chiude il semestre con utile netto di 81,1 milioni, in progressione trimestre su tri-
mestre (43,5 milioni contro 37,6 milioni) che tuttavia non ha consentito di chiudere il divario con lo scorso anno (120,9 milioni). I ricavi saldano a 447 milioni (di cui 227,7 nel trimestre; +3,8% t/t) in calo rispetto allo scorso anno (-7,2% a/a) per commissioni nette (255,3 milioni -6,4% a/a; +3,3% t/t) e margine di interesse (182 milioni; -8,3% a/a; +1,6% t/t). I minori oneri operativi (303,6 mi-
lioni; -2,2% a/a; -0,4% t/t) sono più che assorbiti dai costi straordinari per la stabilizzazione della rete commerciale (accantonamenti netti ai fondi rischi e retention) per 18,2 milioni. Le attività ponderate per il rischio saldano a 7,1 miliardi.
A livello di singole entità l’utile netto di Mediobanca Premier salda a 45,9 milioni (-27,1% a/a e +40% t/t); CMB chiude con 22,8 milioni (-23,2% a/a; +45,5% t/t) mentre il Private domestico riduce il contributo a 7,4 milioni; infine, l’insieme delle società di Asset Management mostrano un risultato pressoché invariato (7,2 milioni) malgrado minori performance fees.
Nel primo semestre lo scenario macrofinanziario è stato caratterizzato da un marcato aumento dell’incertezza legato al contesto geopolitico e al riemergere di pressioni inflazionistiche connesse al rialzo dei prezzi energetici. L’acuirsi delle ostilità in Iran dopo una fase di fragile tregua e l’e-
mergere di dubbi sull’effettiva redditività futura degli ingenti investimenti in infrastrutture legate all’Intelligenza Artificiale (AI) hanno accresciuto la volatilità dei mercati e indotto una revisione delle aspettative di politica monetaria a favore di maggiore restrizione. Nonostante ciò, l’attività economica globale ha continuato a crescere a ritmi modesti. L’orientamento prudente e attendista delle principali banche centrali potrebbe lasciare spazio nei prossimi trimestri a misurate manovre restrittive volte ad ancorare le aspettative d’inflazione. In tale contesto i mercati finanziari hanno recuperato la caduta occorsa allo scoppio delle ostilità grazie alle prospettive di sviluppo e adozio-
ne nei processi produttivi dell’AI: i corsi azionari hanno raggiunto nuovi massimi a fine periodo, mentre i mercati obbligazionari hanno risentito del rialzo dei rendimenti e di una maggiore volatili-
tà degli spread sovrani. Nel complesso, il semestre si è chiuso con un atteggiamento più cauto degli investitori e una rotazione verso settori tradizionali con una buona visibilità sulle prospettive di profitti, in attesa di maggiore chiarezza sull’evoluzione del quadro geopolitico e macroeconomico.
In questo contesto, il segmento Private (MB PB e CMB) ha mantenuto il suo focus sull’offerta di soluzioni di investimento per la clientela UHNWI sia nella componente di Private Markets che di Public Markets. Nei Private Markets è continuato il collocamento di fondi evergreen in collabo-
razione con i partner internazionali. La raccolta complessiva lorda è stata di circa 500 milioni. La Banca mantiene un dialogo continuo con i gestori al fine di monitorare l’evoluzione del mercato del private credit verso il quale l’esposizione della clientela è di circa 690 milioni.
Quanto all’offerta nei Public Market, la produzione di Certificates rimane sostenuta (726 mi-
lioni di collocamenti lordi nel semestre pressoché equamente distribuiti nei trimestri); per contro calano le Gestioni Patrimoniali (Stock: 7,7 miliardi; -780 milioni s/s).
Il modello Private & Investment Banking fattorizza circa 1,1 miliardi di liquidity events, di cui quasi la metà realizzati in partnership col CIB.
Quanto al segmento Premier è continuato il collocamento dei fondi in delega di gestione della SGR captive in partnership con primari Asset Manager internazionali (NNM: +178 milioni). Prose-
gue il collocamento di prodotti target maturity Mediobanca Selezione Cedola I edizione 2031 e II edizione 2031 (+121 milioni), oltre a prodotti target maturity di terzi (circa 109 milioni). Lo stock
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 40di gestioni patrimoniali cala a 631 milioni (-27 milioni). Nel semestre sono stati collocati titoli per circa 720 milioni, principalmente il BTP V alore (334 milioni), BTP Italia SI (199 milioni), certifi-
cates (152 milioni) e obbligazioni Mediobanca (35 milioni).
Nel mercato istituzionale Polus ha collocato 2 CLOs, uno in Europa (400 milioni) e l’altro negli Stati Uniti (344 milioni) ed altri 2 sono in fase di warehousing in entrambi i mercati. Le masse in gestione sono pari a 11,2 miliardi inclusi il Master Fund e lo Special Situations che hanno rag-
giunto rispettivamente 1,9 miliardi di dollari ed 1 miliardo di euro (con previsione del lancio del secondo vintage nel terzo trimestre).
Il patrimonio in gestione di RAM AI si attesta a 2,1 miliardi pur scontando nel trimestre prese di profitto di taluni clienti istituzionali (NNM: -78 milioni) che inficia dato semestrale (-39 milioni).
Da segnalare flussi netti positivi sul fondo Emerging Markets Equities (+27 milioni) ed il premio Lipper Fund Award 2026 in Svizzera nella categoria “Alternative Credit Focus” per RAM Strata Credit.
Complessivamente la struttura distributiva consta di 1.324 unità, di cui 1.213 in Premier suddivisi in 509 bankers e 704 consulenti finanziari, dislocati su 95 filiali e 117 punti vendita; nel semestre la rete ha registrato 12 uscite nette (tutte relative a bankers). Il Private si attesta a 111 bankers; nel semestre si sono registrate 29 uscite nette, concentrate sulla rete domestica maggior -
mente soggetta a concorrenza. Proseguono le azioni di retention su entrambe le reti.
30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Dati struttura commerciale Gestori Premier 509 521 Consulenti finanziari 704 704 Filiali/negozi finanziari MB Premier 212 211 Private Banker 111 140
* * * Le attività gestite per conto della clientela (TFA) crescono a 116,9 miliardi (+4,2% a/a; +3,3% t/t) per effetto della valutazione positività degli strumenti sottostanti (effetto mercato: +4 miliardi nel trimestre; +3 nei sei mesi); in particolare la componente qualificata (AUM) si attesta a 55,9 miliardi (+10,7% a/a; +5,4% t/t) dopo NNM trimestrali per circa 700 milioni (di cui 202 ex MB Premier); le AUA saldano a 31,8 miliardi (+1,8% a/a e +4,4% t/t) pur scontando deflussi nel Pri-
vate domestico (-1,2 miliardi di assets a bassa marginalità) compensati da effetto mercato e afflussi di Premier (+435 milioni, 200 milioni connessi ai collocamenti di BTP). I depositi calano a 29,2 miliardi (-4% a/a; - 1,5% t/t) per l’attenzione al costo in presenza di forte concorrenza sulla clien-
tela di fascia alta e nei liquity events. A livello di singole business units, il Private contribuisce alle TFA per 48 miliardi (-2,4% a/a; + 1,8% t/t), di cui 37 di AUM/AUA (-0,6% a/a; +3,6% t/t);
Premier salda a 51,9 (8,2 a/a; + 4,3% t/t), di cui 33,7 di AUM/AUA (+14,1% a/a; +6,7% t/t). Lo stock dell’Asset Management sale a 33,8 miliardi di cui 16,8 collocati sulle reti Mediobanca e 409 milioni sulla rete BMPS; lo stock Polus ammonta a 11,1 miliardi (+9,3% a/a).
La raccolta netta (Net New Money) del trimestre è stata pari a -288 milioni, in miglioramento rispetto al primo (-1,1 miliardi); in particolare si registrano nel trimestre circa 700 milioni di nuovo afflussi di AUM che assorbono quasi integralmente le uscite di depositi (-430 milioni) in particola-
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 41re nel Private domestico; le NNM del semestre sono negative per 1,4 miliardi, di cui -3,6 miliardi ex Private domestico, gli afflussi di AUM ammontano a 383 milioni; quelli AUC mostrano deflussi netti per 642 milioni ed i depositi calano di 1,1 miliardi. Il segmento Premier torna ad avere rac-
colta netta positiva (+642 milioni nel trimestre) di cui 202 milioni di gestita e 433 di amministrata (200 milioni connessa ai collocamenti di BTP), il dato semestrale risulta positivo per 740 milioni;
i flussi netti le fabbriche sono pari a 631 milioni, di cui 393 milioni ex Polus e 182 milioni sulla rete BMPS (complessivamente nel semestre l’asset management ha raccolto sul canale istituzio-
nale 230 milioni e sulla rete BMPS 408 milioni). Per contro prosegue il deflusso nel Private (-1,6 miliardi nel trimestre; -3,3 miliardi nel semestre) pur se concentrato sulla raccolta amministrata (-1,3 miliardi) e sui depositi del mercato domestico (-1,1 miliardi)(12).
Variazione%
TFA nette30 giugno
202631 dicembre
202530 giugno
2025giu 26 / dic 25 giu 26 / giu 25 Private Banking 47.966 49.312 49.170 -2,7% -2,4% Premier Banking 51.872 50.221 47.953 3,3% 8,2% Asset Management 33.813 33.299 32.299 1,5% 4,7% Intercompany (16.758) (17.516) (17.281) -4,3% -3,–% Wealth Management 116.893 115.316 112.141 1,4% 4,2%
Variazione%
Depositi30 giugno
202631 dicembre
202530 giugno
2025giu 26 / dic 25 giu 26 / giu 25 Private Banking 10.962 12.005 11.945 -8,7% -8,2% Premier Banking 18.212 18.312 18.458 -0,5% -1,3% Asset Management — — — n.s. n.s.
Wealth Management 29.174 30.317 30.403 -3,8% -4,–%
Variazione%
AUM/AUA30 giugno
202631 dicembre
202530 giugno
2025giu 26 / dic 25 giu 26 / giu 25 Private Banking 37.004 37.307 37.225 -0,8% -0,6% Premier Banking 33.660 31.909 29.495 5,5% 14,1% Asset Management 33.813 33.299 32.299 1,5% 4,7% Intercompany (16.578) (17.516) (17.281) -4,3% -3,7% Wealth Management 87.719 84.999 81.738 3,2% 7,3%
2025 2026
Net New Money IQ IIQ IQ IIQ Private Banking 543 (1.371) (1.709) (1.561) Premier Banking 1.141 205 99 642 Asset Management 800 62 495 631 Wealth Management 2.484 (1.104) (1.115) (288) Gli impieghi creditizi saldano a 17,8 miliardi (stabili s/s) con un lieve incremento dei mutui ipotecari (13,3 miliardi, +1,9% s/s) che compensa il calo dei Lombard (4,5 miliardi; -4,9% s/s) che riguarda la parte domestica (CMB Monaco cresce infatti del 4,5% s/s). L’erogato dei 6 mesi dei mutui è pari a 803,5 milioni (-10,6% a/a) dopo rimborsi per 692 milioni (-6,5% a/a), di cui 378,1 anticipati.
(12) Raccolta in depositi di MBPB e Mediobanca Premier.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 42Le attività deteriorate lorde saldano a 181,7 milioni (-5,7% s/s) con un’incidenza sugli impieghi lordi del comparto pari all’1% (-10bps); lo stock è riconducibile per 125 milioni al comparto mutui ipotecari (0,9% dello stock; -9,7 milioni) e per 55,2 milioni a CMB; il tasso di copertura sale al 42,5% (66,7% sulle sofferenze); specularmente flette lo stock netto (da 111,9 a 104,6 milioni; lo 0,6% degli impieghi netti) equamente distribuito tra MB Premier (53,1 milioni, di cui 20,1 sofferenze) e CMB (52,5 milioni). I crediti netti classificati Stage2 salgono da 549,3 a 617,2 milioni, in particolare nel comparto mutui ipotecari (+12,9%, da 530 a 598,3 milioni) per la stagionalità dello scaduto.
Il semestre mostra riprese nette su crediti per 0,8 milioni sbilancio tra riprese di valore sui mu-
tui ipotecari (1,8 milioni) e rettifiche di valore su posizioni ex CMB (-0,8 milioni); lo stock di over -
lay si attesta a 6,9 milioni, con un minimo utilizzo nel semestre (2,6 milioni, da parte di Premier).
* * * I ricavi passano da 468,6 a 447 milioni (-6,3% a/a; +3,8% t/t), con una quota Premier di 235,7 milioni (+3% a/a; +7,4% t/t), Private di 148,5 milioni (-15% a/a; -2,2% t/t) e Asset Management di 62,8 milioni (-3% a/a; e +6% t/t). Nel dettaglio:
–il margine di interesse si attesta a 182 milioni (-8,3% a/a; 1,6% t/t) e sconta la minor redditività degli impieghi (ROA: 2,67%; -13bps) solo in parte compensata dai maggiori volumi di attivo (circa 300 milioni a/a). Nel dettaglio il Private salda a 47,1 milioni (-21,2% a/a; + 3,7% t/t) per il minor contributo dell’attività domestica che sconta le iniziative volte alla stabilizzazione delle masse su depositi e Lombard; lo scarto di Premier è contenuto e stabilizzato nell’ultimo trimestre (134,1 milioni; -2,4% a/a; +0,8% t/t) attraverso un equilibrato mix di deroghe commerciali e iniziative promozionali che riesce a contenere il costo della raccolta (COF medio:
0,99%; -39bps a/a) e ad assorbire la minor reddittività sui mutui ipotecari (caratterizzata dalla forte concorrenza sul mercato domestico);
–le commissioni chiudono a 255,6 milioni (-6,3% a/a e +3,5% t/t): la crescita di Premier (99,9 milioni +1,69% a/a e +9,9 t/t) è assorbita dal calo nel Private (94,6 milioni; -15% a/a; -3,1% t/t) concentrato nel mercato domestico (CMB: +10,9% a/a e +12,4% t/t); il contributo dell’Asset Management resta stabile (19,5 milioni) malgrado minori performance fees (che incidono sul contributo di Polus, da 34,6 a 30,2 milioni); la dinamica delle commissioni è differente: salgono le management (224,2 milioni, +10,1% a/a e +4,1% t/t) e banking fees (47,1 milioni +13,3 a/a +12,5% t/t), in particolare in Premier mentre calano le upfront (da 73,4 a 44,9 milioni e -17,4% t/t) in particolare nel Private domestico; infine si scontano maggior retrocessioni ai promotori (commissioni passive +22%);
–gli oneri operativi calano a 303,6 milioni (-2,2% a/a; stabili t/t) con un C/I pari al 67,9%, stabile su base trimestrale; il calo del costo del lavoro (da 171 a 163,8 milioni) resta condizionato dal turnover che comporta minori manleve, incasso di mancato preavviso ed una minor incidenza dei variabili (tenuto conto che una quota dei costi di retention sono stati classificati sotto il risultato ordinario); le spese amministrative restano stabili a 108,6 milioni, saldo tra la crescita di IT Run (42 milioni, +12% a/a) e infoprovider (10 milioni, +4% a/a) e i cali su progettualità (da 8,8 a 3,7 milioni) e marketing e comunicazione (9,5 milioni, -9% a/a).
Il risultato netto sconta costi straordinari per 18,2 milioni, in larga parte connessi alla retention e fidelizzazione della rete commerciale (tramite patti accessori e implementazione di specifici si-
stemi incentivanti destinati a banker e promotori finanziari); l’importo è suddiviso tra quota a fondo rischi (9,7 milioni) e costi già spesati o maturati (8,5 milioni, di severances, quota del prolungamen-
to di preavviso e quota di variabile straordinaria).
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 43CORPORATE AND INVESTMENT BANKING Comprende i servizi destinati alla clientela Corporate nelle aree:
–Wholesale Banking (finanziamenti, attività di Capital Market, Advisory, Trading conto clienti e proprietario svolti da Mediobanca, Mediobanca International, Mediobanca Securities, Messier et Associés e Arma Partners);
–Specialty Finance, ossia Factoring (MBFACTA) e Leasing (MBPS Leasing ex Selma); si segnala che, a seguito dell’acquisto del portafoglio intercompany, tutta l’attività di MBPS Leasing è ricondotta alla divisione CIB.
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione
Dati economici
Margine di interesse 181,2 186,7 -2,9% Commissioni nette (incluso Risultato netto della gestione assicurativa) 216,– 184,9 16,8% Margine di intermediazione Primario 397,2 371,6 6,9% Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni — — n.s.
Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 93,8 61,6 52,3% Risultato netto dell’attività di copertura — — n.s.
Altri proventi oneri di gestione 1,6 3,– -46,7% Totale ricavi 492,6 436,2 12,9% Spese amministrative (211,3) (203,4) 3,9% a) Spese per il personale (128,–) (121,4) 5,4% b) Altre spese amministrative (83,3) (82,–) 1,6% Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (5,1) (6,–) -15,–% Oneri operativi (216,4) (209,4) 3,3% Risultato operativo Lordo 276,2 226,8 21,8% Costo del credito clientela (6,7) 14,3 n.s.
Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche (0,1) (0,7) -85,7% Risultato operativo Netto 269,4 240,4 12,1% Altri accantonamenti netti ai fondi rischi — 0,8 n.s.
Oneri di ristrutturazioni e integrazione (1,1) — n.s.
Oneri operazioni straordinarie — — n.s.
Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari — — n.s.
Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali 0,8 0,3 n.s.
Utili (Perdite) da cessione di investimenti 3,3 (0,3) n.s.
Altri utili/(perdite) — — n.s.
Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 272,4 241,2 12,9% Imposte sul reddito (97,7) (71,5) 36,6% Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 174,7 169,7 2,9% Utile (perdita) di pertinenza di terzi(*) (3,1) (36,4) -91,5% Impairment avviamenti e intangibili — — n.s.
Utile (perdita) del periodo 171,6 133,3 28,7% Cost / Income ratio 43,9% 48,–%
RORWA 2,6% 1,9%
(*) Include le retrocessioni a favore dei partners B di Arma Partners.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 4430 giugno 2026 31 dicembre 2025
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 21.122, – 19.921,5
di cui:
Corporate 17.079,8 16.165,3 Specialty Finance 4.042,2 3.756,2 Erogato Corporate 2.824,8 2.280,1 Turnover Factoring 4.595, – 5.048,2 Attività di rischio ponderate 14.196,2 12.535,2 Dipendenti 690 706 Front Office 479 467 La divisione chiude il semestre con un utile netto di 171,6 milioni (+28,7% a/a) con un contribu -
to del trimestre di 99,6 milioni (+38,3% t/t) a cui il Wholesale concorre per 151,6 milioni (+33,3% a/a; +43,7% t/t) e lo Specialty Finance per 20 milioni (stabile a/a; +5,1% t/t). Il risultato riflette ricavi in aumento da 436,2 a 492,6 milioni (+12,9% a/a), di cui 270,9 nel trimestre (+22,2% t/t) con una buona performance di tutte le aree di business: Investment banking (+26% a/a) caratterizzato da una buona attività domestica (+17% a/a), positivo ritorno dell’ECM (8,4 milioni contro 0,7 milioni) e rilevante contributo del franchise estero (102 milioni contro 83 milioni); Markets (+15% a/a;
+15,8% t/t) favorito dal contesto di mercato. Il C/I si stabilizza al 43,9% con costi sotto controllo (+3,3% a/a; +3,5% t/t). Sul piano patrimoniale gli impieghi a clientela sono pari a 21,1 miliardi e le attività ponderate per il rischio a 14,2 miliardi (density RWA al 29,7%).
Il mercato europeo dell’M&A ha registrato nel semestre appena concluso un incremento del 67% nei volumi delle operazioni annunciate rispetto allo stesso periodo del 2025, malgrado le continue tensioni geopolitiche. La crescita è stata trainata dalle transazioni di grandi dimensioni (con controvalore maggiore di $500 milioni), i cui volumi sono cresciuti del 85%, ed ha beneficiato di una maggiore attività strategica da parte delle corporate (i cui volumi sono cresciuti del 70%) nonché di una ripresa dell’attività da parte degli operatori di private equity (+61%). Per contro, il numero di operazioni annunciate è diminuito del 6%, riflettendo la minore attività nel segmento delle transazioni di medie-piccole dimensioni (inferiori a $500 milioni), solo in parte compensata dall’aumento del 24% delle operazioni di grandi dimensioni.
Il mercato italiano ha confermato la tendenza positiva osservata nei trimestri precedenti con un aumento del 121% nei volumi delle operazioni annunciate. Un aumento significativo dei volumi è stato osservato anche negli altri core markets con i volumi nel Regno Unito in crescita del 178%, in Germania +111%, in Francia +94% e in Spagna +8%.
In questo contesto di mercato, l’Istituto ha confermato il suo posizionamento di advisor di rife -
rimento in Italia, partecipando alle più importanti operazioni annunciate, e ha rafforzato il profilo internazionale completando complessivamente 32 operazioni nel semestre.
Tra le principali operazioni completate in Italia si evidenziano nel settore Infrastructure l’ac -
quisizione da parte di Ardian e Finint di Milione da DWS e InfraVia, nel settore Consumer la cessione da parte di Permira di Golden Goose a HSG e Temasek e la cessione da parte di Campari dei business Averna e Zedda Piras a Illva Saronno Holding, nel settore Industrials la cessione a Lone Star delle Business Area Specialty Chemicals e High Performance Polymers di RadiciGroup, nel settore Energy l’acquisizione da parte di Snam di OLT – Offshore LNG Toscana da Igneo Infra -
structure Partners e la cessione da parte di Graded Holding di una partecipazione di maggioranza in Grastim a White Summit Capital, nel settore TMT la cessione di una partecipazione in Impresa
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 45SGPS a MFE-MediaForEurope, nel settore Real Estate l’acquisizione da parte di Ardian di Casa-
forte, la cessione da parte di CDS Holding della componente real estate di cinque resort Open Air italiani a Swiss Life Asset Managers France e la joint venture tra Lefay Resorts e Marriott Interna-
tional, oltre ad alcune operazioni nel segmento Mid-cap, tra cui la cessione da parte di Columna Capital di una partecipazione di maggioranza in MSA Mizar a Towerbrook, l’acquisizione da parte di Nexture (Investindustrial) di Sipral Padana, la cessione da parte di Finomnia (Apax Partners) di Cabel Industry ad Accenture e la cessione da parte di Bravo Invest dell’intero capitale sociale di Lodestar a Renaissance Partners.
Per quanto riguarda l’Advisory a livello europeo si evidenziano nel mercato francese la ces-
sione di una partecipazione di controllo in Groupe Atlantic a Paloma Rheem Holdings, la joint venture tra CMA CGM e Stonepeak con la creazione di UNITED PORTS e la cessione da parte di American Industrial Partners di Aluminium Dunkerque ad Aluminium Bahrain, mentre nel mer -
cato spagnolo si evidenzia la cessione da parte di Metric Capital dell’intero capitale di BeeDigital a GPF Partners.
Nel settore Digital Economy, Arma Partners si conferma tra i principali advisor in Europa con otto operazioni completate nel semestre: tra le operazioni più rilevanti che la società ha seguito si segnalano nei comparti del Software e della Cybersecurity la cessione da parte di Bowmark Capital di Totalmobile a Five Arrows e DBAG, la cessione di EfficientIP a Francisco Partners, l’aumento di capitale in FYLD da parte di Energy Impact Partners e Partech, e l’investimento in Eye Security da parte di Sofina.
Il buon andamento dell’Advisory dovrebbe confermarsi, nonostante uno scenario macroecono-
mico e geopolitico caratterizzato da un’elevata incertezza, alla luce delle operazioni annunciate sul mercato domestico ed internazionale, tra cui nel settore TMT la cessione di Sparkle da parte di TIM ad un consorzio formato dal MEF e da Retelit e l’acquisizione da parte di Poste Italiane di TIM, nel settore Healthcare l’acquisizione da parte di CVC di Recordati, nel settore Energy il riassetto della compagine azionaria di Plenitude da parte di Eni, nel settore FIG l’acquisizione da parte di CDP di una quota in Nexi, nel settore Infrastructure la partnership strategica tra GEK TERNA e Motor Oil e nel settore Digital Economy la cessione da parte di Finastra della divisione Universal Banking a Pollen Street Capital.
Il mercato Equity Capital Markets, seppur permanga un’elevata selettività degli investitori nelle IPO, ha mostrato buoni segnali di ripresa dovuti ad operazioni secondarie, sostenuti da un contesto di mercato favorevole e da un allentamento delle tensioni geopolitiche. In questo scenario, l’Istituto ha preso parte ad alcune tra le principali operazioni ECM del mercato italiano, operando in qualità di Joint Global Coordinator nel collocamento primario da 500 milioni di Fincantieri e nel colloca-
mento secondario da €169 milioni di Carel da parte di Athena. Sul fronte internazionale, l’Istituto ha agito in qualità di Joint Bookrunner nel collocamento secondario da 89 milioni di Cirsa da parte di Blackstone in Spagna, nella Fully Marketed Offering da 4,5 miliardi di PPC in Grecia, e in qualità di CoBookrunner nel collocamento primario da 768 milioni di Merlin Properties in Spagna.
Con riferimento al Debt Capital Markets, l’Istituto ha appena completato un trimestre record che ha contribuito al miglior semestre della sua storia. L’attività di marketing estremamente capil-
lare ed intensa sia nel mercato domestico che internazionale accoppiata alla persistente liquidità dal lato degli investitori ha permesso di raggiungere risultati sia in termini di redditività sia per numero di operazioni completate molto più alti rispetto a quanto osservato nella seconda metà dello scorso anno solare. In particolare, Mediobanca ha partecipato ad alcune delle maggiori emis-
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 46sioni obbligazionarie senior e subordinated sia per corporate sia per istituzioni finanziarie in Italia (tra cui UniCredit, Mundys, Enel, Hera, Generali, Italgas, Stellantis, Snam, Acea, Cassa Centrale Banca, Fineco) e negli altri core markets (tra cui Clariane, Commerzbank, Redeia, Erste Bank, Telefonica, Abertis, Millennium BCP , V odafone Spain, Universal Music Group, BBV A).
Nell’ambito dell’attività di Lending, in uno scenario di mercato caratterizzato da una graduale ripresa dell’attività relativa a finanziamenti destinati all’attività straordinaria delle imprese, l’Isti-
tuto continua a evidenziare una marcata vivacità nelle operazioni di natura ordinaria, in linea con le dinamiche fortemente relazionali che caratterizzano tale comparto. In tale contesto, l’Istituto continua ad affiancare i propri clienti italiani ed internazionali sia in esercizi di supporto alla cre-
scita organica e di rifinanziamento (tra cui Brightstar, Snam, Ista, Pirelli e Nice) che nell’attività di acquisition (come per Ali Group). Inoltre, in linea con il precedente esercizio, l’Istituto mira a integrare le commissioni dell’area debito con attività di underwriting e acquisition financing (come nel caso di Milione, la holding che controlla l’aeroporto di V enezia, e Recordati nell’ambito della offerta pubblica di acquisto da parte di CVC e GBL) oltre che con i mandati di debt advisory (come per Hofi e Casaforte).
Per le attività di Markets, il Credit Trading ha registrato una performance resiliente nel primo semestre, nonostante un contesto di mercato sfidante. Sul fronte del trading, il desk ha gestito con successo i periodi di elevata volatilità, posizionandosi efficacemente in corrispondenza delle tensioni geopolitiche legate alla guerra in Iran e cogliendo opportunità sia durante la fase di al-
largamento degli spread sia nella successiva fase di restringimento. Il flow business ha mantenuto e rafforzato una forte attività con la clientela, in particolare nel segmento financial, dove il team ha negoziato oltre 4 miliardi di strumenti AT1 da inizio anno, rafforzando la propria posizione di leadership nel settore, in particolare all’interno della comunità degli hedge funds.
L’attività di emissione di prodotti strutturati è risultata inferiore alle attese, principalmente a causa dei minori volumi provenienti dal canale Private Banking, in gran parte compensati da un aumento dell’attività attraverso le reti di distribuzione esterne e i mercati internazionali, come Francia e Svizzera. L’attività di trading e arbitraggio su prodotti strutturati è rimasta dinamica, generando valore da selezionate dislocazioni di mercato, incluse opportunità legate al credit skew e al negative basis. Il desk ha inoltre continuato a costruire posizioni in una serie di opportunità strutturate che si prevede contribuiranno ai risultati nella seconda metà dell’anno. Il desk ha ul-
teriormente ampliato la gamma di prodotti offerti introducendo sia obbligazioni callable sia certi-
ficati a lungo termine collegati alle tranche di indici di credito, per rispondere alla forte domanda della clientela. È stato inoltre impresso un forte impulso all’espansione della presenza sia presso la clientela family office e holding, attraverso soluzioni di investimento avanzate e personalizzate, sia, all’altro estremo dello spettro, presso reti retail di terze parti, facendo leva su un business più consolidato di fondi di tipo UCITS. Nel complesso, le attività hanno dimostrato una solida capacità di esecuzione, mantenuto un forte coinvolgimento con il mercato e continuato a sviluppare slancio sulle principali iniziative strategiche.
Tra le asset class alternative, il desk ha mantenuto esposizione verso titoli ABS sia relativi ad operazioni pubbliche che ad operazioni private, sia di tipo cash che sintetiche che garantiscono un’adeguata remunerazione del capitale, sebbene si sia assistito ad un decremento generalizzato degli spread e ha proseguito nell’aumento dell’esposizione a CLO (“Collateralized Loan Obliga-
tions”) fino a circa 2 miliardi complessivi. Tali strategie offrono elevata remunerazione del capitale grazie alla combinazione di: rendimenti superiori, modesto consumo di capitale, basso rischio di
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 47credito (AAA rating o polizza assicurativa a supporto) e intrinseca copertura ai tassi (strumenti a cedola variabile).
Nel corso del semestre, il desk Macro ha conseguito risultati di particolare rilievo, sostenuti dal continuo investimento nell’innovazione di prodotto e nello sviluppo dell’attività di trading. In questo contesto, la performance della Banca ha registrato un miglioramento generalizzato sia sul mercato regolamentato sia nell’attività con la clientela, con progressi significativi nei principali indicatori di rendimento, efficienza e qualità dell’esecuzione. Nel corso del semestre, Mediobanca ha consolidato il proprio ruolo nel mercato primario dei titoli di Stato italiani, partecipando in qualità di Specialista a 30 sessioni d’asta. Complessivamente, attraverso tali operazioni il MEF ha collocato circa 206 miliardi, dei quali Mediobanca ha intermediato una quota superiore al 4,5%.
La presenza della Banca sul mercato primario è stata ulteriormente rafforzata dalla partecipazione, in qualità di Co-Lead Manager, alle quattro operazioni sindacate realizzate dal Tesoro nel corso del semestre.
Anche l’attività con la clientela istituzionale è crescita in maniera consistente. Mediobanca è stata coinvolta in transazioni per un controvalore complessivo di circa 125 miliardi, sviluppate con una base di controparti ampia e diversificata, sia domestica sia internazionale.
È proseguita, inoltre, la crescita dell’attività bespoke e di repack su titoli governativi, progres-
sivamente estesa anche a sottostanti diversi dai titoli di Stato italiani. Nel semestre sono state concluse operazioni per un valore complessivo prossimo a 600 milioni in termini di note emesse, riferite a oltre 1,5 miliardi di titoli sottostanti. Questi risultati confermano Mediobanca tra gli operatori di riferimento nel segmento dei repack su titoli governativi, grazie alla combinazione di competenze di trading, capacità di strutturazione e sviluppo di soluzioni innovative calibrate sulle specifiche esigenze della clientela.
Nel corso del semestre, Mediobanca ha dato nuovo impulso allo sviluppo di una promettente attività di strutturazione di prodotti di tasso destinati alla clientela retail e istituzionale. Il desk ha ampliato la gamma delle soluzioni offerte e concluso alcune operazioni di particolare rilievo, introducendo payoff innovativi che hanno incontrato un forte interesse da parte della clientela.
L’attività di Equity Trading ha registrato una forte crescita dei ricavi (+76% vs H1 2025) nel primo semestre del 2026 sostenuta (i) dalla significativa crescita del business con Family Office e HNWI, grazie ad una riconosciuta capacità nella strutturazione di operazioni complesse, (ii) da un forte aumento dei volumi del business dei Certificates, nel semestre sono stati collocati più di 1,3 miliardi, grazie sia all’incremento significativo della propria market share verso le reti terze italiane e svizzere che alle prime emissioni strutturate per la rete di BMPS; (iii) dalla attività di trading che ha monetizzato la volatilità dei mercati azionari registrata nella prima parte del 2026.
Per quanto attiene lo Specialty Finance si segnala l’acquisizione da Capogruppo di un portafo-
glio leasing performing di 525 milioni nell’ambito di una intesa attività commerciale sulla rete di Gruppo svolta col nuovo marchio MBPS leasing.
La Divisione chiude con 690 dipendenti(13) di cui 138 nello Specialty Finance 265 risorse nel CIB Italia, 132 nelle filiali estere, 46 in Messier & Associes e 90 in ARMA Partners oltre a 19 in MBintl Lux; a questi si aggiungono 21 partners tra Messier e Arma.
(13) Dato pro forma per includere il 100% di MBPS leasing.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 48* * * Gli impieghi alla clientela si attestano a 21,1 miliardi (+8,7% s/s) con una quota di Lending e Finanza Strutturata pari a 15,3 miliardi (+5,4% s/s), posizioni di margin loans per 4,1 miliardi (+17,1% s/s), Factoring per 2,5 miliardi (-6,4% s/s) e Leasing in aumento a 1,5 miliardi, post acquisto da Capogruppo (525 milioni). L’erogato di Lending e Finanza Strutturata salda a 2,6 mi-
liardi, pressoché integralmente a termine (2,1 miliardi) e nei confronti di debitori investment-
grade (80,1%) che fronteggiano rimborsi per 1,2 miliardi; il turnover del Factoring si attesta a 4,6 miliardi (5 miliardi) mentre il Leasing, al netto del predetto acquisto, salda a 131,9 milioni (164,7 milioni).
Le attività deteriorate lorde saldano a 77,1 milioni con un Gross NPL ratio pari allo 0,3% dello stock ed un tasso di copertura del 78,8%; il controvalore su base netta è pari a 16,4 milioni, concentrati soprattutto su Leasing (48,9 milioni; 10,2 milioni), seguito da Factoring (dato lordo: 22 milioni; netto: 5,5 milioni) ed, infine, dal Large Corporate (6,1 milioni; 0,7 milioni).
Le posizioni lorde classificate a Stage2 crescono da 199,2 a 500 milioni (2,1% dello stock) dopo l’ingresso di 4 posizioni Large Corporate (per complessivi 202,5 milioni) e l’incremento del Leasing (da 67,3 a 183,8 milioni) per effetto del predetto acquisto (126 milioni lo stock già classi-
ficato a Stage2 da Capogruppo); per contro cala il Factoring da 62,9 a 56,3 milioni.
Nel semestre i ricavi ammontano a 492,6 milioni, in netta crescita (+12,9% a/a) con una buona progressione trimestrale (+22,2% t/t) in particolare si registra una maggior quota Wholesale (446,9 milioni; +13,4% a/a; +25,5% t/t) su commissioni e trading ed un apporto crescente dello Specialty Finance (45,7 milioni; +8,6% a/a; -5,5% t/t).
Nel dettaglio:
–il margine di interesse cala a 181,2 milioni (-2,9% a/a) scontando il diverso posizionamento del portafoglio di trading proprietario (contributo in calo da 2 a -5,1 milioni; -7,1 milioni a/a) a fronte di un apporto del Lending stabile (a 77 milioni) che compensa il calo di spread (per la forte concorrenza sul mercato) con maggior volumi creditizi (saldo medio: + 0,7 miliardi);
rispetto al primo trimestre si registra una ripresa (da 87,7 a 93,5 milioni; +6,6% t/t) favorita da una maggiore attività commerciale (volumi medi: +0,5 miliardi);
–le commissioni nette salgono a 216 milioni (+16,8% a/a) con una accelerazione nel trimestre (93,9 milioni; +32% t/t); la quota dell’Advisory raggiunge 156,5 milioni (+20% a/a; +91% t/t), il Corporate Finance domestico cresce a 49 milioni (+20% a/a) mentre il Franchise estero salda a oltre 105 milioni (+39% a/a) con un contributo eccezionale da Messier & Associes (oltre 80 milioni, difficilmente reperibili) che compensa le difficoltà del settore Tech di Arma (20,2 milioni contro 79,6 milioni); importante la crescita del segmento MID (da 10,9 a 16,7 milioni) con un contribuito della filiale di Francoforte avviata lo scorso anno; l’ECM contribuisce per 8,4 milioni, dopo anni di difficoltà; il contributo del DCM si conferma solido e in crescita (19,2 milioni; +15% a/a) mentre il Lending sconta il minor flusso di acquisition finance (30,3 milioni -13% a/a e -11% t/t); infine, lo Specialty Finance salda a 2,9 milioni;
–il risultato netto dell’attività di negoziazione balza a 93,8 milioni (+52,2% a/a; +37,8% t/t); l’andamento riflette il significativo contributo della Markets Division (da 40,1 a 73,6 milioni; +83,5% a/a; +21,8% t/t), in particolare nel comparto Equity (63,4 milioni; +36,3% a/a, +19,8% t/t), sostenuto oltre che dalla solida attività sui Certificates, dalla ripresa delle
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 49operazioni bespoke; il Fixed Income chiude a 10,2 milioni, in netto miglioramento rispetto allo scorso anno (il cui contributo era negativo per 6,4 milioni) sfruttando la volatilità ed il buon flusso di operazioni del BTP specialist. Il Trading Proprietario ha registrato un risultato pari a 20 milioni, in lieve flessione (-8,7% a/a) pur se con contributi positivi da Fixed Income (7,8 milioni) e Equity (12,1 milioni).
Ricavi 30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione (%) Capital Market 27,6 17,3 59,5% Lending 107,3 114,3 -6,1% Advisory M&A 156,5 130,5 19,9%
- di cui Arma Partners 21,4 81,8 -73,8% Trading Proprietario 13,7 22,7 -39,6% Mercati, Sales e Altri Proventi 141,8 109,3 29,7% Specialty Finance 45,7 42,1 8,4% Totale Ricavi 492,6 436,2 12,9% Commissioni 30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione (%) Capital Market, Sales e Altri Proventi 27,2 17,2 58,1% Lending 30,3 34,9 -13,2% Advisory M&A 155,6 129,1 20,5%
- di cui Arma Partners 20,2 79,6 -74,6% Specialty Finance 2,9 3,7 -21,6% Totale Commissioni CIB 216,– 184,9 16,8% Gli oneri operativi saldano a 216,4 milioni (+3,3% a/a; +3.5% t/t ), con l’indice costi/ricavi al 43,5% (40% nel trimestre); il costo lavoro (128 milioni; +5% a/a; -1% t/t) sconta una maggior remunerazione variabile collegata alle performance aziendale e con l’obiettivo di salvaguarda i talenti e le figure chiave; le spese amministrative si attestano a 83,3 milioni (stabili a/a e +5% t/t), con una crescita di spesa IT ricorrente (17,6 milioni +7% a/a), costi per infoprovider (11,8 milioni +9% a/a); consulenti, incluso quelle legali ed i procacciatori d’affari (6,7 milioni +14% a/a); per contro scendono le attività progettuali (da 7 a 3,2 milioni) e le spese di viaggio e marketing (6,4 milioni -14%).
A valle del risultato operativo si registrano proventi netti straordinari per 3 milioni, connessi a realizzi su immobili ex Leasing (3,3 milioni) che fronteggiano la quota riconosciuta a terzi (-3,1 milioni), sbilancio tra il dividendo straordinario a favore delle minoranze Messier&Associès (8 milioni) e gli oneri assegnati ai partners Arma(14).
(14) In particolare, l’accordo di partnership prevede l’allocazione integrale dei costi in capo ai detentori di classe B a prescindere dall’andamento delle commissioni, unico driver del dividendo spettante a Mediobanca.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 50CONSUMER FINANCE La Divisione Consumer Finance offre alla clientela retail una gamma completa dei prodotti di credito al consumo: prestiti personali, prestiti finalizzati, cessione del quinto dello stipendio o pen-
sione, carte di credito, oltre all’innovativa soluzione di Buy Now Pay Later denominata “HeyLight” che include le attività di HeyLight SA (prima denominata HeidiPay Switzerland AG). Rientrano nel segmento Compass RE (che riassicura i rischi legati alle polizze assicurative collocate alla clientela), Compass Rent (attiva nel noleggio di beni), Compass Link (che si occupa, tramite col-
laboratori esterni, della distribuzione di prodotti e servizi di Compass), include, infine, l’attività di Credit Management svolta da MBCredit Solutions e MBContact Solutions.
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione
Dati economici
Margine di interesse 606,2 577,9 4,9% Commissioni nette (incluso Risultato netto della gestione assicurativa) 35,– 34,3 2,–% Margine di intermediazione Primario 641,2 612,2 4,7% Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni — (0,3) n.s.
Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 0,3 — n.s.
Risultato netto dell’attività di copertura 0,1 (0,6) n.s.
Altri proventi oneri di gestione 22,5 20,4 10,3% Totale ricavi 664,1 631,7 5,1% Spese amministrative (172,2) (178,2) -3,4% a) Spese per il personale (75,9) (72,9) 4,1% b) Altre spese amministrative (96,3) (105,3) -8,5% Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (8,3) (7,4) 12,2% Oneri operativi (180,5) (185,6) -2,7% Risultato operativo Lordo 483,6 446,1 8,4% Costo del credito clientela (162,–) (134,5) 20,4% Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche— — n.s.
Risultato operativo Netto 321,6 311,6 3,2% Accantonamenti netti ai fondi rischi (1,5) (0,2) n.s.
Altri utili (perdite) da partecipazioni — — n.s.
Oneri di ristrutturazioni e integrazione (0,9) — n.s.
Oneri operazioni straordinarie — — n.s.
Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari — — n.s.
Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali — — n.s.
Utili (Perdite) da cessione di investimenti 2,3 — n.s.
Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 321,5 311,4 3,2% Imposte sul reddito (115,7) (105,–) 10,2% Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 205,8 206,4 -0,3% Utile (perdita) di pertinenza di terzi — — n.s.
Impairment avviamenti e intangibili — — n.s.
Utile (perdita) del periodo 205,8 206,4 -0,3% Cost / Income ratio 27,2% 29,4%
RORWA 2,9% 2,9%
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 5130 giugno 2026 31 dicembre 2025
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 17.413,7 16.665,3
- di cui:
Prestiti Personali 8.862,8 8.412,4
CQS 2.035,1 1.950,5
Erogato 5.312,7 4.869,1 Attività di rischio ponderate 15.031,– 14.956,9 Dipendenti 1.773 1.770 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Dati struttura commerciale Filiali Consumer 181 182 Agenzie Consumer 96 94 La divisione chiude il semestre con utile netto di 205,8 milioni pressoché allineato allo scorso anno con un contributo crescente trimestre dopo trimestre (104,8 milioni contro 101,1 milioni). Il risultato conferma l’elevato valore della produzione, in termini di profilo di rischio e redditività soste-
nibile: la crescita degli impieghi (17,4 miliardi; +8% a/a) non ha penalizzato i rendimenti favorendo la crescita del margine di interesse (606,2 milioni; +4,9% a/a); ne incrementato eccessivamente il rischio (185 bps) grazie alle comprovate capacità di gestione degli insoluti. I ricavi si attestano a 664,1 milioni (+5,1% a/a; stabili t/t). Gli oneri operativi ammontano a 180,5 milioni (-2,7% a/a; -2% t/t) malgrado l’incremento del costo lavoro (+4% a/a; +5% t/t) con un C/I pari al 27,2% (-300bps a/a).
Il risultato operativo netto si attesta a 321,6 milioni (+3,2% a/a) scontando maggiori rettifiche su cre-
diti (161,9 milioni; +20% a/a; +2% t/t) coerentemente allo sviluppo dei volumi e del mix di prodotto.
Nel primo semestre 2026 il mercato del credito al consumo ha registrato volumi erogati pari a 32,9 miliardi, in crescita del 4,9% rispetto al corrispondente periodo del 2025 (fonte Assofin).
La dinamica è risultata positiva in tutte le principali forme tecniche, con incrementi nei prestiti personali (+4,2%), nei finanziamenti finalizzati auto/moto (+6,8%), negli altri finalizzati (+5,8%) e nella cessione del quinto (+9,4%). Le carte di credito fruttifere mostrano una lieve contrazione (-0,8%), pur in presenza di un aumento del numero di operazioni.
In tale contesto, il Gruppo Compass ha realizzato erogazioni pari a 5,3 miliardi (+9,6% a/a), con una crescita superiore a quella del mercato. Il comparto dei prestiti personali ha raggiunto 2.582 mi-
lioni (+10,8% a/a), confermandosi la principale linea di business del Gruppo; i finanziamenti finaliz-
zati auto/moto si sono attestati a 850 milioni (+18,8% a/a), beneficiando della positiva dinamica delle immatricolazioni; gli altri prestiti finalizzati hanno totalizzato 601 milioni (+5,2% a/a); la cessione del quinto ha registrato erogazioni pari a 308 milioni (+13,1% a/a); mentre le carte di credito fruttifere hanno movimentato 278 milioni (–0,4% a/a), in linea con l’andamento del mercato.
La crescita è stata sostenuta da tutti i principali canali distributivi, con un contributo partico-
larmente rilevante da parte del canale diretto, e del canale bancario della Capogruppo.
Nel complesso, il semestre evidenzia una dinamica di sviluppo solida, un rafforzamento del posizionamento competitivo nei principali comparti del credito al consumo e una struttura distri-
butiva in progressivo consolidamento.
Nel semestre Compass ha erogato 5,3 miliardi (+11,5% a/a e +3,7% t/t), con un contributo po-
sitivo in particolare del comparto auto (+17%) e nei prestiti personali (2,6 miliardi; +11% a/a) dove,
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 52oltre alla vivace dinamica del canale diretto (1,8 miliardi; +7% a/a), si evidenzia la collaborazione con la rete BMPS (433 milioni; +35% a/a). L’erogato BNPL continua a crescere in modo sostenuto at-
testandosi a 495 milioni (+32% a/a) di cui 395 sul mercato domestico e circa 100 milioni in Svizzera.
Gli impieghi alla clientela si attestano a 17,5 miliardi (+4,8%) con la quota di prestiti perso-
nali che cresce a 8.862,8 milioni (+2,6% s/s) che rappresenta circa il 51% dello stock; anche gli altri prodotti seguono la traiettoria di crescita generale degli impieghi: prestiti auto e finalizzati si attestano rispettivamente a 3.792,2 e 1.414 milioni (+1,5% e 1,9%); le cessioni del quinto si po-
sizionano a 2.035,1 milioni (+2,5%; da 1.985,2 milioni); infine, sale anche lo stock del BNPL che passa da 474,2 a 497,3 milioni (+4,9%).
Gli indici di qualità degli attivi restano robusti: i crediti deteriorati lordi saldano a 894,8 mi-
lioni - di cui poco più della metà con uno scaduto inferiore ai 90 giorni – dopo write - off per 23,1 milioni (al netto di incassi, chiusure e passaggi a perdite) e rappresentano il 4,81% dello stock (4,99% al 31dicembre scorso); l’incidenza su base netta è del 2,01% (2,03%) con un livello di copertura che si attesta al 60,7%; il coverage sui crediti performing si mantiene stabile al 3,10% a fronte di uno stock di overlays pari a 93,6 milioni (122,9 milioni).
Le posizioni lorde in Stage2 saldano a 1.695,3 milioni (+8,1% s/s) con un’incidenza sugli impieghi lordi del comparto del 9,7%; il dato netto, pari a 1.524 milioni (+8,2% s/s), rappresenta l’8,6% degli impieghi.
* * * Si conferma solida la crescita dei ricavi (da 633,7 a 664,1 milioni; +4,8% a/a) resilienti su base trimestrale (330 milioni contro 334 milioni), nel dettaglio:
–il margine di interesse sale da 577,5 a 606,2 (+4,9% a/a) con un contributo del trimestre di 301,8 milioni (-0,9% t/t), l’accelerazione degli impieghi (saldi medi +8% a/a) e la tenuta dei rendimenti (ROA 9,3%) è in parte assorbito dall’incremento dei costi di funding (tasso IRS a 3 anni: +44 bps a/a) che è proseguito nel trimestre (+36 bps t/t);
–le commissioni flettono a 35 milioni (-2,1% a/a; -2% t/t) con contributi crescenti di Heylight (da 11 a 13 milioni) e dal collocamento di polizze (da 13 a 15 milioni) che compensano solo in parte la maggior incidenza delle provvigioni riconosciute alle reti distributive terze; gli altri proventi salgono da 20 a 22,9 milioni, in linea coi maggiori volumi.
I costi di struttura scendono a 180,5 milioni (-2,7% a/a; -2,5% t/t) nonostante la maggior inciden-
za del costo lavoro (da 72,8 a 75,9 milioni) registrata in particolare nel secondo trimestrale (+5% t/t) a fronte del rafforzamento di organico (+25 risorse). Per contro i costi amministrativi calano da 105,3 a 96,3 milioni (-8,5% a/a; -8,4% t/t) con una riduzione delle spese di marketing (17,6 milioni; -3% a/a), recupero crediti (22,5 milioni; -9% a/a) e progettualità (8 milioni; -40% a/a); in contro tendenza le spese IT correnti (21,6 milioni; +12% a/a) e le spese di operations (27,1 milioni; +4%).
Le rettifiche su crediti ammontano a 162 milioni (+20,4% a/a e +2,2% t/t), con un costo del rischio pari a 188 bps, in crescita (+20 bps a/a e +3 bps t/t), legato ad un mix di prodotti che privilegia i prestiti personali e all’inasprimento dello scenario macro-economico, per il tramite di variabili particolarmente reattive legate all’inflazione, accompagnati da un utilizzo di overlay di 29 milioni circa, con un saldo che scende a 94 milioni.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 53Le rettifiche su crediti si riferiscono per 107,4 milioni ai prestiti personali (92,9 milioni lo scorso anno) con un relativo CoR pari a 249 bps (239 bps) caratterizzato dalla maggiore componente up-
front nonché dal livello strutturale di rischio; infatti, i prestiti erogati dal canale diretto assorbono 94,4 milioni di rettifiche con un CoR pari a 311 bps (85,4 milioni e CoR a 313 bps lo scorso anno) a fronte degli 11,8 milioni di rettifiche ascrivibili ai prestiti erogati dal canale indiretto (7,4 milioni).
A valle del risultato lordo si registrano accantonamenti a fondo rischi per reclami (-1,5 milio-
ni), oneri straordinari per piani di incentivazione (-0,9 milioni) pressochè integralmente assorbiti dalle sopravvenienze attive per la cessione di un immobile (+2,3 milioni).
INSURANCE - PRINCIPAL INVESTING
L’Insurance - Principal Investing ( PI) include il portafoglio di partecipazioni e titoli azionari, in particolare la partecipazione del 13,66% in Assicurazioni Generali che costituisce, da anni, la componente principale della divisione e si distingue per la solidità e consistenza dei risultati, l’ele-
vata redditività e l’apporto in termini di diversificazione e stabilizzazione dei ricavi consolidati. Alla divisione concorrono altresì gli investimenti in fondi e veicoli promossi e gestiti da società di asset management ( seed capital), in un’ottica che coniuga la redditività di medio termine e l’approccio sinergico tra le divisioni, nonché l’attività di investimento in fondi di Private equity gestiti da terzi.
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione
Dati economici
Margine di interesse (16,–) (3,6) n.s.
Commissioni nette (incluso Risultato netto della gestione assicurativa) (0,4) (0,5) -20,–% Margine di intermediazione Primario (16,4) (4,1) n.s.
Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni 291,4 267,4 9,–% Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 40,5 23,6 71,7% Risultato netto dell’attività di copertura — — n.s.
Altri proventi oneri di gestione — — n.s.
Totale ricavi 315,5 286,9 10,–% Spese amministrative (3,–) (3,1) -3,2% a) Spese per il personale (2,2) (2,5) -12,–% b) Altre spese amministrative (0,8) (0,6) 33,3% Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali — — n.s.
Oneri operativi (3,–) (3,1) -3,2% Risultato operativo Lordo 312,5 283,8 10,1% Costo del credito clientela — — n.s.
Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche— — n.s.
Risultato operativo Netto 312,5 283,8 10,1% Altri utili (perdite) da partecipazioni 1,4 — n.s.
Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 313,9 283,8 10,6% Imposte sul reddito (28,–) (7,9) n.s.
Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 285,9 275,9 3,6% Utile (perdita) di pertinenza di terzi — — n.s.
Impairment avviamenti e intangibili — — n.s.
Utile (perdita) del periodo 285,9 275,9 3,6%
RORWA 4,5% 3,9%
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 5430 giugno 2026 31 dicembre 2025
Dati patrimoniali
Titoli di capitale banking book 835,3 793,– Partecipazioni equity method 4.132,5 4.230,6 Attività di rischio ponderate 8.429,– 8.210,8 La divisione chiude il semestre con utile netto di 285,9 milioni (+3,6% a/a) dopo ricavi per 315,5 milioni (+10% a/a) che si riferiscono principalmente alla valutazione ad equity method della partecipazione in Assicurazioni Generali (289,8 milioni; +9,8% a/a).
Il contributo dei fondi e titoli equity, pari a 40,5 milioni (+72% a/a), di cui 27,4 milioni relativi alla valorizzazione al fair value (in particolare si registra una forte ripresa del Polus Special Situa-
tion Fund e degli altri investimenti nel seed capital, complessivamente per 17,4 milioni) mentre gli incassi realizzati sono pari a 13,1 milioni (di cui 6,5 ex seed capital).
Il book value della partecipazione in Assicurazioni Generali flette da 4.157,9 a 4.070,1 milioni dopo l’incasso del dividendo lo scorso maggio (-335,1 milioni); a fronte dell’utile di periodo (289,8 milioni) si registrano variazioni negative su riserve (-41,9 milioni, di cui -4,1 milioni da valutazio-
ne). Il maggiore contributo a conto economico riflette la positiva performance della Compagnia in tutti i settori di business in particolare nel Vita; il semestre è stato caratterizzato da minusvalenze nette sui fondi in portafoglio che incidono sul contributo della Banca per circa 23 milioni.
Gli altri titoli chiudono a 835,3 milioni e riguardano fondi per 623,7 milioni (dopo investimenti netti pari a 12,6 milioni e variazioni positive di fair value per 31,6 milioni) e titoli azionari per 211,6 milioni (-1,8 milioni) post vendite di titoli azionari quotati per 6,8 milioni.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 55HOLDING FUNCTIONS (STRUTTURE CENTRALI, TESORERIA) Le Holding Functions includono la società di servizi IT MIS. l’immobiliare a Monaco CMB RED, le società minori(15), la Tesoreria e ALM di Gruppo(16) (con l’obiettivo di minimizzare il costo della raccolta e ottimizzare la gestione della liquidità su base consolidata, incluso il portafoglio titoli del banking book), i costi delle funzioni centrali di Gruppo tra cui, operations, funzioni di supporto (Chief Financial Office, Group Corporate Affairs, Investor Relations, Human Resources), vertice aziendale e funzioni di controllo (Risk Management, Internal Audit e Compliance).
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione (%)
Dati economici
Margine di interesse 10,3 24,7 -58,3% Commissioni nette (incluso Risultato netto della gestione assicurativa) (4,2) (3,–) 40,–% Margine di intermediazione Primario 6,1 21,7 -71,9% Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni (0,6) (0,7) -14,3% Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 24,4 3,7 n.s.
Risultato netto dell’attività di copertura 1,5 (15,7) n.s.
Altri proventi oneri di gestione 2,4 4,1 -41,5% Totale ricavi 33,8 13,1 n.s.
Spese amministrative (69,–) (80,1) -13,9% a) Spese per il personale (68,–) (69,4) -2,–% b) Altre spese amministrative (1,–) (10,7) -90,7% Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (5,3) (5,–) 6,–% Oneri operativi (74,3) (85,1) -12,7% Risultato operativo Lordo (40,5) (72,–) -43,8% Costo del credito clientela 0,1 (0,1) n.s.
Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche 0,4 0,3 33,3% Risultato operativo Netto (40,–) (71,8) -44,3% Accantonamenti netti ai fondi rischi — 4,– n.s.
Altri utili (perdite) da partecipazioni — — n.s.
Oneri di ristrutturazioni e integrazione (15,8) (10,7) 47,7% Oneri operazioni straordinarie — — n.s.
Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari (1,8) (0,6) n.s.
Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali 20,1 — n.s.
Utili (Perdite) da cessione di investimenti — — n.s.
Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte (37,5) (79,1) -52,6% Imposte sul reddito 8,8 18,2 -51,6% Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte (28,7) (60,9) -52,9% Utile (perdita) di pertinenza di terzi — — n.s.
Impairment avviamenti e intangibili — — n.s.
Utile (perdita) del periodo (28,7) (60,9) -52,9% (15) Nel semestre l’attività in leasing MBPS leasing considerata non core è stata riclassificate nel segment Corporate and Investment Banking. La riclassifica del leasing decisa a seguito del perfezionamento dell’acquisto di un portafoglio crediti in bonis dalla Capogruppo BMPS ha comportato la riesposizione dei dati di confronto al 30 giugno 2025 relativi, come precedentemente evidenziato, al primo semestre 2025 (01 gennaio – 30 giugno 2025).
(16) La Tesoreria di Gruppo finanzia le singole aree di business applicando tassi interni di trasferimento (curva TIT) con spread differenziato in funzione delle scadenze di utilizzo.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 5630 giugno 2026 31 dicembre 2025
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 232,8 248,5 Titoli banking book 7.699,2 7.889,2 Dipendenti 790 798 Attività di rischio ponderate 3.309,9 3.090,3 Le 790 risorse delle Holding Functions (798 lo scorso 31 dicembre 2025, tenuto conto della riclassifica di 51 risorse del leasing nel CIB) sono così suddi-
vise: 54 nella Tesoreria e ALM di Gruppo (55), 162 in MIS (169), 211 in operations (210), 169 nelle funzioni di supporto (172), 188 in quelle di controllo (188) oltre a 6 nella Direzione (vertice aziendale ed assistenti, 4 lo scorso anno); di queste il costo di circa 453 FTE (453) è riattribuito alle business lines.
La divisione Holding Functions chiude il semestre riducendo in modo significativo la perdita netta (28,7 milioni contro 60,9 milioni). I ricavi crescono da 13,1 a 33,8 milioni nonostante il minor contributo del margine di interesse (10,3 milioni; -14,4 milioni a/a) più che compensato da maggiori proventi da negoziazione (24,4 milioni; +86% a/a) e da un minor impatto degli effetti delle coperture. Gli oneri operativi scendono da 85,1 a 74,3 milioni per la minor incidenza dei costi centrali (in calo da 61,2 a 51,8 milioni; pari al 6,7% dei costi di Gruppo: -110 bps a/a) dopo un’attenta politica di ribaltamenti. Le altre partite includono 10 milioni incentivi all’esodo e 5,6 milioni di oneri connessi al processo di fusione (inclusa le consulenze e legali per asseverare il rapporto di concambio) fronteggiati da 19,5 milioni di rivalutazione della porzione commerciale dell’immobile di Montecarlo (progetto RED).
La posizione ALM consolidata si conferma equilibrata, con indicatori regolamentari stabili:
MREL: 42%; LCR: 158,2%; NSFR: 115,9%.
* * *
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 57Mediobanca SpA Conto Economico riclassificato
(€ milioni)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 Variazione
Dati economici
Margine di interesse 126,9 165,8 -23,5% Commissioni nette 162,7 170,7 -4,7% Margine di intermediazione Primario 289,6 336,6 -14,–% Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni 657,2 618,7 6,2% Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 138,9 82,7 67,9% Risultato netto dell’attività di copertura 0,4 (10,1) n.s.
Altri proventi oneri di gestione 12,3 7,7 60,–% Totale ricavi 1.098,3 1.035,5 6,1% Spese amministrative (269,4) (291,5) -7,6% a) Spese per il personale (160,8) (171,7) -6,4% b) Altre spese amministrative (108,7) (119,8) -9,3% Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (5,5) (5,5) 0,3% Oneri operativi (274,9) (297,–) -7,4% Risultato operativo Lordo 823,4 738,5 11,5% Costo del credito clientela (6,–) 11,7 n.s.
Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche (0,8) (0,4) n.s.
Risultato operativo Netto 816,5 749,8 8,9% Accantonamenti netti ai fondi rischi (3,6) 4,– n.s.
Altri utili (perdite) da partecipazioni 0,9 (15,3) n.s.
Oneri di ristrutturazioni e integrazione (19,4) (10,7) 81,3% Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari — (0,1) -58,3% Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali 0,6 — n.s.
Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 795,– 727,8 9,2% Imposte sul reddito (73,–) (70,4) 3,7% Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 722,– 657,4 9,8%
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 58Stato Patrimoniale riclassificato
(€ milioni)
30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Attivo
Cassa 913,2 1.206,1 Finanziamenti Banche Centrali 285,5 289,7 Finanziamenti Banche 35.079,6 35.121,5 Finanziamenti Clientela 24.795,6 23.146,4 Titoli trading 15.482,5 14.567,9 Titoli di Investimento e Banking Book 14.195,1 13.901,6 Derivati 3.021,8 2.546,7 Partecipazioni 10.349,3 10.454,2 Attività materiali e immateriali 422,1 417,2 Attività fiscali 109,5 198,1 Altre attività 648,2 510,1 Totale attivo 105.302,4 102.359,5 Passivo e netto Debiti verso clientela 16.043,5 15.411,– Titoli Emessi 26.115,1 26.418,3 Debiti verso Banche 40.526,3 39.173,1 Passività finanziarie di negoziazione 5.587,4 4.765,8 Derivati 4.414,6 4.155,1 Fondi rischi ed oneri 63,7 60,9 Passività fiscali 462,2 541,2 Altre passività 709,6 590,8 Mezzi propri 10.658,– 10.757,6 Risultato d'esercizio 722,– 485,7 Totale passivo e netto 105.302,4 102.359,5 Mediobanca chiude con un utile netto di 722 milioni, in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (657,4 milioni; +10% a/a): la salita dei ricavi (+6,1% a/a, da 1.035,5 a 1.098,3 milioni) è collegata agli aumenti di valutazione delle partecipazioni ad equity method (da 618,7 a 657,2 milioni) e risultato del trading (da 82,7 a 138,9 milioni) che compensano così i cali di margine di interesse (da 165,8 a 126,9 milioni, in linea col calo dei tassi di mercato ) e delle com-
missioni (da 170,7 a 162,7 milioni), per il minor contributo dal Private banking a fronte di una ripresa dell’investiment banking.
Il calo dei costi di struttura (-7,4% s/s, da 297 a 274,9 milioni) collegato alle uscite nel Private ed alla minor progettualità è assorbito dalle rettifiche di valore su crediti (-6 milioni contro +11,7 milioni di riprese lo scorso anno) e dalle iniziative di retention sulla rete commerciale (7,6 milioni, di cui 3,6 accantonamenti netti al fondo rischi), incentivazioni all’esodo ed altre severances (7 mi-
lioni) nonché agli oneri connessi alle operazioni straordinarie (8,4 milioni).
Il totale attivo dell’Istituto passa nei sei mesi da 102,4 a 105,3 miliardi, principalmente per l’incremento della voce dei finanziamenti alla clientela dall’incremento dei debiti verso banche;
piu nel dettaglio:
–la voce dei finanziamenti alla clientela si incrementa da 23,1 a 24,8 miliardi (+7,1% s/s) e riguardano finanziamenti Corporate per 23,8 miliardi, 1 miliardo verso clientela private e 4 miliardi verso le controllate;
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 59 –la voce delle passività verso banche passa da 39,2 a 40,5 miliardi (+3,5%) con un maggior ricorso alla raccolta interbancaria, incluso la Capogruppo (2 miliardi).
Gli attivi gestiti/amministrati nel Private calano nel semestre del 5%, da 24,2 a 22,9 miliardi (di cui AUM -4% da 12 a 11,6 miliardi e AUA -7% da 12,2 a 13,3 miliardi), con un NNM negative per 2,6 miliardi ed effetto mercato positivo di 1,3 miliardi.
* * *
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 60Di seguito i dati principali relativi alle società controllate, direttamente o indirettamente, da Mediobanca SpA.
(€ milioni)
Società%
di possessoBusiness
LineTotale
AttivoImpieghi
a clientelaTotale
Patrimonio
Netto(1)Numero
dipendenti
Mediobanca Securities (dati in USDm) 100% CIB 7,3 — 6,3 8 Messier et Associés S.A.S.(*)100% CIB 82,– — 19,1 42 Messier et Associés L.L.C. (dati in USDm)(*)100% CIB 0,9 — 0,9 4 Mediobanca International 100% CIB 8.532,– 3.384,2 435,6 19
MBFACTA 100% CIB 3.396,2 2.501,6 262,6 53
MBCredit Solutions 100% CF 54,7 — 40,8 142 MB Contact Solutions 100% CF 1,4 — 0,7 6 Arma Partnes LLP (dati in GBPm) 100% CIB 72,7 — 48,7 87 Arma Partnes CF Ltd UK (dati in GBPm) 100% CIB 10,3 — 0,7 — Arma DE GmbH (dati in GBPm) 100% CIB 1,– — 0,6 — Compass Banca 100% CF 20.677,6 17.315,2 2.726,1 1.589 Quarzo S.r.l. 90% CF 1,– — — — Compass RE 100% CF 306,6 — 198,4 1 Compass Rent 100% CF 7,8 — 0,5 5 Compass Link 100% CF 3,8 — (2,2) 2 Heylight AG (dati in CHFm) 100% CF 110,4 104,7 2,2 11 Heidi Pay Switzerland AG (dati in CHFm) 100% CF 11,3 10,9 11,3 17 Heidi Pay Ltd (dati in GBPm) 100% CF 1,5 0,2 (21,1) — Holipay SRL 100% CF 0,6 — 0,2 — MB Premier 100% WM 32.335,4 13.291,– 1.047,8 1.542 Mediobanca Covered Bond 90% WM 1,1 — 0,1 — CMB Monaco 100% WM 8.262,5 3.636,9 925,2 269 Spafid 100% WM 48,2 — 41,2 33 Polus Capital Management Group Ltd (dati in GBPm)(*) - consolidato89,07% WM 243,– — 121,5 82 Polus Capital Management Group Ltd 89,07% WM 103,– — 94,7 74 Polus Capital Management Ltd 89,07% WM 83,8 — 26,8 1 Polus Capital Management (US) Inc. 89,07% WM 56,2 — — 7 Polus Capital Management Investments Ltd (non operativa)89,07% WM — — — — Polus Investment Managers Ltd (non operativa)89,07% WM — — — — Bybrook Capital Management Limited 89,07% WM — — — — RAM Active Investments (dati in CHFm)(*)98,28% WM 20,8 — 11,8 28 RAM Active Investments (Luxembourg) (dati in CHFm)98,28% WM — — — — CMG Monaco 100% WM 15,2 — 1,5 13 Spafid Trust S.r.l. 100% WM 1,5 — 1,2 4 Mediobanca SGR S.p.A. 100% WM 85,4 — 62,– 65 Mediobanca Management Company S.A. 100% WM 13,6 — 5,2 10
CMB RED 100% WM 387,3 — 280,7 1
Mediobanca International Immobilière 100% HF 2,2 — 2,2 — Mediobanca Funding Luxembourg 100% HF 381,9 380,5 1,– — MBPS Leasing 100% CIB 1.756,8 1.540,7 141,8 85 Mediobanca Innovation Services 100% HF 115,2 — 49 162 (1) Include l’utile di periodo.
(*) Tenuto conto dell’opzione put&call, si veda quanto indicato nella parte A1 – sezione 3 – Area di consolidamento.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 61(€ milioni)
Società% di
possessoBusiness
LineMargine di
Intermediazione Costi di struttura Costo del
credito
clientelaUtile/
(Perdita)
del
periodo
Mediobanca Securities (dati in USDm) 100% CIB 2,7 (2,4) — 0,3 Messier et Associés S.A.S.(*)100% CIB 17,7 (14,–) — 2,5 Messier et Associés L.L.C. (dati in USDm)(*)100% CIB 2,6 (2,5) — 0,1 Mediobanca International 100% CIB 28,1 (5,2) (0,4) 17,1
MBFACTA 100% CIB 31,9 (7,9) (1,2) 14,6
MBCredit Solutions 100% CF 13,– (10,1) — 1,8 MB Contact Solutions 100% CF 1,2 (1,1) — — Arma Partnes LLP (dati in GBPm) 100% CIB 18,6 (21,6) — (3,–) Arma Partnes CF Ltd UK (dati in GBPm) 100% CIB 19,2 (19,1) — — Arma DE GmbH (dati in GBPm) 100% CIB 1,– (1,–) — 0,1 Compass Banca 100% CF 637,8 (171,7) (159,4) 197,1 Quarzo S.r.l. 90% CF — — — — Quarzo CQS S.r.l. (in liquidazione) 90% CF — — — — Compass RE 100% CF 14,8 (0,5) — 10,2 Compass Rent 100% CF 0,2 (0,8) — (0,8) Compass Link 100% CF 0,5 (0,5) — (0,1) Soisy 100% CF — — — — Heylight AG (dati in CHFm) 100% CF 3,9 (3,–) (2,3) (1,5) Heidi Pay Switzerland AG (dati in CHFm) 100% CF — — — — Heidi Pay Ltd (dati in GBPm) 100% CF — — — — Holipay SRL 100% CF — — — — MB Premier 100% WM 235,7 (154,9) 2,1 45,– Mediobanca Covered Bond 90% WM — — — — CMB Monaco 100% WM 86,2 (56,1) (1,2) 22,3 Spafid 100% WM 4,6 (4,6) — — Polus Capital Management Group Ltd (dati in GBPm)(*) - consolidato89,07% WM 27,4 (23,–) — 3,2 Polus Capital Management Group Ltd 89,07% WM 2,6 (8,4) — (5,–) Polus Capital Management Ltd 89,07% WM 21,4 (9,5) — 8,8 Polus Capital Management (US) Inc. 89,07% WM 3,4 (4,–) — (0,6) Polus Capital Management Investments Ltd (non operativa)89,07% WM — — — — Polus Investment Managers Ltd (non operativa)89,07% WM — — — — Bybrook Capital Burton Partnership (GP) Limited89,07% WM — — — — RAM Active Investments (dati in CHFm)(*)98,28% WM 6,3 (6,6) — (0,4) RAM Active Investments (Luxembourg) (dati in CHFm)98,28% WM — — — — CMG Monaco 100% WM 2,6 (2,1) — 0,5 Spafid Trust S.r.l. 100% WM 0,5 (0,5) — — Mediobanca SGR S.p.A. 100% WM 18,7 (11,3) — 5,2 Mediobanca Management Company S.A. 100% WM 1,6 (2,2) — (0,7)
CMB RED 100% WM 0,2 — — 14,6
Mediobanca International Immobilière 100% HF 0,1 (0,1) — — Mediobanca Funding Luxembourg 100% HF 0,2 (0,2) — — MBPS Leasing 100% CIB 14,– (9,4) 0,1 5,5 Mediobanca Innovation Services 100% HF 85,6 (85,2) — 0,2 (*) Tenuto conto dell’opzione put&call, si veda quanto indicato nella parte A1 – sezione 3 – Area di consolidamento.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 62Altre informazioni Operazioni con parti correlate I rapporti di carattere finanziario e di natura economica intrattenuti nell’esercizio tra le socie-
tà che rientrano nell’area di consolidamento di Mediobanca ed i soggetti correlati, nonché tutta l’informativa di trasparenza introdotta dalla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 (come da ultimo modificata dalla delibera n. 21624 del 10 dicembre 2020), sono riportati alla Parte H della Nota Integrativa. I rapporti con le parti correlate sono intervenuti nell’ambito della normale operatività, regolate a condizioni di mercato e poste in essere nell’interesse delle singole società.
L’ingresso nel Gruppo BMPS ha reso necessario definire un nuovo ed unico perimetro delle Parti Correlate e dei Soggetti Connessi (insieme i Soggetti Collegati) che originariamente includeva il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). A partire dal 15 aprile 2026, data in cui si è tenuta l’Assemblea degli Azionisti per il rinnovo degli organi sociali di Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS), il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) non è più ritenuto azionista influente e pertanto è uscito dal perimetro di cui all’art. 53 del TUB ed in base alle norme dello IAS24.
Nel corso dell’esercizio sono state approvate dal CDA alcune operazioni di maggiore rilevan-
za, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa applicabile e previo parere favorevole vincolante del Comitato Parti Correlate. In particolare, il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca in BMPS, per il quale è stato definito un rapporto di concambio pari a 2,450 azioni BMPS per ogni azione Mediobanca, due Delibere Quadro relative all’operatività di tesoreria e funding con il MEF e con le società del Gruppo BMPS, nonché l’acquisizione da BMPS da parte di MBPS Leasing di un portafoglio di crediti leasing performing. Per maggiori dettagli si rimanda alla Parte H della Nota integrativa.
Non esistono altre operazioni atipiche o inusuali rispetto alla normale gestione d’impresa ef-
fettuate con queste controparti.
Articolo 15 del Regolamento Mercati In relazione all’art. 15 (già art. 36) del Regolamento Consob n. 16191/2007 (Regolamento Mer -
cati), in tema di condizioni per la quotazione delle società controllanti costituite o regolate secondo leggi di Stati non appartenenti all’Unione Europea e di significativa rilevanza ai fini del bilancio consolidato, si attesta che l’unica società interessata è CMB Monaco che ha già adottato adeguate procedure per assicurare piena conformità alla predetta normativa.
Principali rischi consolidati La Nota Integrativa include, oltre alla consueta informativa sui rischi di natura finanziaria (rischio di credito, di mercato, di liquidità ed operativo) l’indicazione degli altri rischi cui è sot-
toposta l’attività di Mediobanca e delle sue controllate così come emerso dal processo di autova-
lutazione dell’adeguatezza patrimoniale (cfr. ICAAP) del Gruppo BMPS richiesto dalla disciplina
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 63regolamentare. Si tratta, in particolare, del rischio di concentrazione dell’attività corporate verso gruppi italiani, del rischio finanziario del portafoglio bancario (rappresentato principalmente da tasso di interesse), del rischio strategico (c.d. business risk), del rischio derivante dall’esposizione alla volatilità dei mercati finanziari relativa al portafoglio titoli azionari detenuti nel portafoglio banking book e dell’esposizione in titoli governativi.
Ricerche e studi L’attività di ricerca economica è svolta dall’Area Studi. Il catalogo delle pubblicazioni com-
prende indagini di consolidata tradizione (“Le Principali Società Italiane”, “Dati Cumulativi”, “Le medie imprese industriali”) e focus di economia industriale su base settoriale nei quali il mercato italiano è inquadrato nel contesto internazionale. Le ricerche coprono tanto i comparti a maggiore vocazione del tessuto manifatturiero italiano (i.e. il made in Italy), quanto settori più prossimi alla frontiera tecnologica o interessati dai megatrend. Una particolare attenzione è infine dedicata ai cluster produttivi, alle filiere e ai temi del family business.
Rating
A seguito dell’ingresso nel Gruppo bancario BMPS le agenzie di rating hanno rivisto al ribasso il rating di Mediobanca allineandolo a quello di BMPS avente un merito di credito più debole: dopo Moody’s (rating di lungo termine Baa3, con outlook positivo) e Fitch (long term issuer rating BBB-, outlook stabile), a marzo anche S&P ha rivisto il rating di Mediobanca (da BBB+ a BBB, con outlo-
ok positivo) dopo l’approvazione del progetto di fusione di BMPS con Mediobanca. L’agenzia ha sot-
tolineato che l’integrazione di Mediobanca in BMPS incida negativamente sul suo profilo creditizio, in quanto l’entità combinata è esposta ad una maggiore complessità operativa e a un rischio di credito superiore (che includono alcuni rischi legali derivanti da situazioni pregresse e un’esposizione relati-
vamente elevata alle piccole e medie imprese) rispetto a Mediobanca come banca standalone.
L’ulteriore evoluzione dello scenario M&A a giugno, con la presentazione da parte di Intesa-
SanPaolo di un’offerta (OPAS) su BMPS - ha portato le agenzie nuovamente a rivalutare il rating, questa volta tendenzialmente al rialzo per la possibilità di entrare a far parte di un gruppo (ISP) avente un posizionamento ed un merito creditizio più forte rispetto a quello BMPS stand alone.
Fitch ha quindi deciso a giugno di assegnare un rating watch positive su BMPS e Mediobanca, che verrà’ risolto una volta noto l’esito dell’offerta ISP . L’agenzia ha sottolineato che il completamento dell’acquisizione da parte di ISP determinerebbe per Mediobanca una probabilità elevata o molto elevata di ricevere supporto straordinario da parte di una capogruppo con un profilo di credito più solido e un rating più elevato.
Le altre due agenzie hanno mantenuto i rating esistenti, attendendo la definizione dello sce-
nario M&A.
Altre relazioni
Sono direttamente disponibili sul sito www.mediobanca.com alla sezione Governance le “Rela-
zione su Governo Societario e Assetti Proprietari” e “Relazione sulla politica in materia di remune-
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 64razione e sui compensi corrisposti” richieste dall’art. 123-bis del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 – Testo Unico della Finanza, nonché l’informativa prevista dal Terzo Pilastro di Basilea (il c.d. Pillar 3).
Prevedibile andamento della gestione Le previsioni di crescita del PIL dell’Area Euro per l’intero anno 2026 sono in lieve calo da 0,9% allo 0,8% scontando un quadro geopolitico internazionale più debole, un’accelerazione dell’inflazione (dall’1,7% annuo di gennaio al 2,8% di giugno con un tendenziale annuo al 3%) ed i potenziali interventi delle banche centrali sui tassi dei depositi (BCE ha recentemente alzato dal 2,00% al 2,25%). Specularmente le prospettive dell’economia italiana per la seconda parte del 2026 e per il biennio successivo sono moderatamente positive (PIL 2026 +0,7%; 2027: +0,4%;
2028: +0,5%) potendo ancora contare sulla spinta impressa dal PNRR.
Mediobanca conferma per l’anno la tendenza registrata nel semestre, in dettaglio:
–crescita di ricavi “mid single digit” con contributo crescente di tutte le fonti –controllo dei costi, con le azioni già intraprese nel primo semestre attese esplicare il loro pieno effetto nei prossimi trimestri –buon andamento della qualità del credito, con costo del rischio atteso normalizzarsi intorno a
55 bps
–utile netto atteso crescere a doppia cifra rispetto allo scorso anno pur scontando maggiori oneri di integrazione ed il rialzo della fiscalità per le banche.
Le performance commerciali potrebbero essere influenzate dall’incertezza economica legata agli scenari macroeconomici nonché dell’incertezza di governance legata alla nuova ondata di “risiko bancario”.
Quanto ai segmenti di business:
–il CIB mostra una buona performance di commissioni e attività di trading con utili in crescita grazie alla diversificazione per paese/prodotto;
–il Consumer Finance conferma l’utile eccezionale dello scorso anno con margine di interesse in incremento che fronteggia l’attesa normalizzazione del costo del rischio;
–il Wealth Management è atteso parzialmente riassorbire la minore reddittività con una normalizzazione delle attività a partire dall’autunno e malgrado importanti oneri per la retention della rete commerciale e della clientela;
–il contributo di Assicurazioni Generali e degli altri investimenti del PI è atteso in aumento rispetto allo scorso anno.
Come evidenziato nel semestre appena concluso il modello di business diversificato consenti-
rà di migliorare il contributo di Mediobanca e delle sue controllate ai risultati del Gruppo BMPS mantenendo contestualmente l’elevata dotazione patrimoniale ed il buon profilo di rischio.
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 65Prospetto di raccordo tra i dati di Mediobanca S.p.A. e quelli del bilancio
consolidato
(€ migliaia)
Patrimonio nettoUtile/(Perdita)
del periodo
Saldo al 30 giugno come da bilancio IAS/IFRS di Mediobanca S.p.A. 10.657.978 722.030 Eccedenze nette, rispetto ai valori di carico, relative a società consolidate 14.822 — Differenze di cambio originate dalla conversione dei bilanci redatti in una valuta diversa dall'Euro 12.474 — Altre rettifiche e riclassifiche di consolidamento, inclusi gli effetti delle partecipazioni valutate a patrimonio netto181.974 (10.873) Dividendi incassati nell’esercizio — — Totale 10.867.248 711.157 Milano, 6 agosto 2026 Il Consiglio di Amministrazione
Attestazione
del Dirigente Preposto
Relazione sulla gestione • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 67
Relazione della società
di revisione
Relazione di revisione cont abile limitata sul bilancio consolidato semestrale abbreviato Agli Azionisti di Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A.
Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata dell’a llegato bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato pa trimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto de lle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalla relati va nota integrativa consolidata di Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. e controllate (il “Gruppo”) al 30 giugno 2026. Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile IAS 34 emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea applicabile per l’informativa finanz iaria infrannuale. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri pe r la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera 10867/1997. La revisione contab ile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell’effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio e altre procedure di revisione contabile limitata.
La portata di una revisione contabile limitata è so stanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e,
2 di 2
conseguentemente, non ci consente di avere la sicure zza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revi sione contabile completa.
Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bi lancio consolidato semestrale abbreviato.
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bila ncio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo al 30 giugno 2026 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile IAS 34 emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale.
Altri aspetti
I dati comparativi relativi al semestre chiuso al 30 giugno 2025 non sono stati sottoposti a revisione contabile, né completa né limitata, tenuto conto de l cambiamento della data di chiusura dell’esercizio sociale dal 30 giugno al 31 dicembre.
Milano, 10 agosto 2026 Pricewaterhous eCoopers SpA
Raffaella Preziosi
(Revisore legale)
Prospetti contabili
consolidati
Prospetti contabili consolidati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 72Stato Patrimoniale consolidato
(€ migliaia)
Voci dell’attivo 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 10. Cassa e disponibilità liquide 1.482.370 1.673.614 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 18.946.605 18.154.578 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 16.958.566 15.932.463 b) attività finanziarie designate al fair value 1.218.313 1.506.408 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 769.726 715.707 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4.451.060 5.129.715 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 74.629.609 71.154.524 a) crediti verso banche 5.001.569 5.738.730 b) crediti verso clientela 69.628.040 65.415.794 50. Derivati di copertura 137.825 161.471 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (29.603) (29.712) 70. Partecipazioni 4.136.495 4.235.215 80. Attività assicurative — — a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività — — b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività — — 90. Attività materiali 1.297.683 1.206.741 100. Attività immateriali 1.027.963 1.023.764
di cui:
avviamento 797.139 792.857 110. Attività fiscali 355.055 477.825 a) correnti 44.605 199.453 b) anticipate 310.450 278.372 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3 7.476 130. Altre attività 3.265.712 2.811.344 Totale attivo 109.700.777 106.006.555
Prospetti contabili consolidati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 73(€ migliaia) Voci del passivo e del patrimonio netto 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 80.442.675 77.683.997 a) debiti verso banche 16.401.424 14.971.657 b) debiti verso clientela 35.742.244 34.768.281 c) titoli in circolazione 28.299.007 27.944.059 20. Passività finanziarie di negoziazione 9.345.960 8.372.954 30. Passività finanziarie designate al fair value 5.261.955 5.556.053 40. Derivati di copertura 637.552 635.963 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 50.075 (9.819) 60. Passività fiscali 600.368 672.195 a) correnti 134.270 205.807 b) differite 466.098 466.388 70. Passività associate ad attività in via di dismissione — — 80. Altre passività 1.554.983 1.428.736 90. Trattamento di fine rapporto del personale 15.032 17.851 100. Fondi per rischi e oneri: 120.482 120.369 a) impegni e garanzie rilasciate 22.496 20.188 b) quiescenza e obblighi simili 149 182 c) altri fondi per rischi e oneri 97.837 99.999 110. Passività assicurative 78.099 80.379 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 78.099 80.379 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività — — 120. Riserve da valutazione (50.623) (23.009) 130. Azioni rimborsabili — — 140. Strumenti di capitale — — 150. Riserve 8.808.979 8.836.054 160. Sovrapprezzi di emissione 1.766.931 1.766.332 170. Capitale 444.681 444.681 180. Azioni proprie (-) (102.726) (103.325) 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 15.197 14.556 200. Utile (perdita) d'esercizio (+/-) 711.157 512.588 Totale del passivo e del patrimonio netto 109.700.777 106.006.555
Prospetti contabili consolidati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 74Conto Economico consolidato
(€ migliaia)
Voci 30 giugno 2026 30 giugno 2025 (*) 10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.899.652 1.886.578 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 1.627.701 1.597.760 20. Interessi passivi e oneri assimilati (981.189) (956.696) 30. Margine di interesse 918.463 929.882 40. Commissioni attive 624.690 584.822 50. Commissioni passive (161.415) (120.655) 60. Commissioni nette 463.275 464.167 70. Dividendi e proventi simili 165.596 120.623 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 152.239 132.261 90. Risultato netto dell'attività di copertura 1.544 (16.286) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 40.676 24.415 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 25.144 (2.091) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 19.826 28.977 c) passività finanziarie (4.294) (2.471) 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (23.769) (128.607) a) attività e passività finanziarie designate al fair value (57.286) (138.164) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 33.517 9.557 120. Margine di intermediazione 1.718.024 1.526.455 130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito: (186.885) (98.713) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (187.297) (98.829) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 412 116 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (22) (81) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 1.531.117 1.427.661 160. Risultato dei servizi assicurativi 11.057 10.327 a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 14.445 14.787 b) costi per servizi assicuratividerivanti dai contratti assicurativi emessi (3.388) (4.460) c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione — — d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione — — 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (88) (219) a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (88) (219) b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione — — 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 1.542.086 1.437.769 190. Spese amministrative: (825.943) (860.869) a) spese per il personale (454.543) (435.182) b) altre spese amministrative (371.400) (425.687) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (14.322) 4.295 a) impegni e garanzie rilasciate (2.309) 2.370 b) altri accantonamenti netti (12.013) 1.925 210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (38.645) (38.881) 220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (18.643) (14.824) 230. Altri oneri/proventi di gestione 28.093 94.090 240. Costi operativi (869.460) (816.189) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 288.012 266.514 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 21.172 260 270. Rettifiche di valore dell'avviamento (544) (4.385) 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 5.574 (51) 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 986.840 883.918 300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (275.286) (213.379) 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 711.554 670.539 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte — — 330. Utile (Perdita) d'esercizio 711.554 670.539 340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi (397) 682 350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 711.157 671.221
(*) I numeri comparativi al 30 giugno 2025 si riferiscono al periodo 1° gennaio - 30 giugno 2025 e sono stati predisposti, tenuto conto delle disposizioni dello IAS 34, al fine di rendere omogenei e confrontabili i risultati del periodo in esame. Tengono inoltre conto degli effetti retrospettici derivanti dal cambiamento del criterio di valutazione degli immobili detenuti a scopo di investimento (IAS 40), contabilizzati al fair value a partire dal 31 dicembre 2025.
Prospetti contabili consolidati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 75Prospetto della Redditività consolidata complessiva
(€ migliaia)
30 giugno 2026 30 giugno 2025 (*) 10. Utile (Perdita) d'esercizio 711.554 670.539 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 20.029 21.286 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (462) 7.422 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) 1.205 775 40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva — — 50. Attività materiali 10.040 — 60. Attività immateriali — — 70. Piani a benefici definiti (131) 1.123 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione — — 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 9.377 11.966 100. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi — — Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (47.186) (80.582) 110. Copertura di investimenti esteri — — 120. Differenze di cambio 5.351 (9.385) 130. Copertura dei flussi finanziari (27.026) (29.353) 140. Strumenti di copertura (elementi non designati) — — 150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (12.026) 16.089 160. Attività non correnti in via di dismissione — — 170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (13.485) (57.933) 180. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi — — 190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione — — 200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (27.157) (59.296) 210 Redditività complessiva (Voce 10+200) 684.397 611.243 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 398 (563) 230. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 683.999 611.806 (*) I numeri comparativi al 30 giugno 2025 si riferiscono al periodo 1° gennaio - 30 giugno 2025 e sono stati predisposti, tenuto conto delle disposizioni dello IAS 34, al fine di rendere omogenei e confrontabili i risultati del periodo in esame. Tengono inoltre conto degli effetti retrospettici derivanti dal cambiamento del criterio di valutazione degli immobili detenuti a scopo di investimento (IAS 40), contabilizzati al fair value a partire dal 31 dicembre 2025.
Prospetti contabili consolidati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 76Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto consolidato
(€ migliaia)
Patrimonio
netto
Totale al
31/12/2025Allocazione risultato
esercizio precedenteVariazioni dell’esercizio Patrimonio
netto
Totale al
30/06/2026Patrimonio
netto del
Gruppo al
30/06/2026Patrimonio
netto di
terzi al
30/06/2026Operazioni sul patrimonio nettoRedditività
complessiva
esercizioRiserve Dividendi
e altre
destinazioniVariazioni
di riserveEmissione
nuove
azioniAcquisto
azioni
proprieAcconti su
dividendiDistribuzione
straordinaria
dividendiVariazione
strumenti
di capitaleDerivati
su proprie
azioniStock
optionsVariazioni
interessenze
partecipative
Capitale: 444.719 — — — — — — — — — — — — 444.719 444.681 38 a) azioni ordinarie 444.719 — — — — — — — — — — — — 444.719 444.681 38 b) altre azioni — — — — — — — — — — — — — — — —
Sovrapprezzi di
emissione 1.768.180 — — — — 599 — — — — — — — 1.768.779 1.766.931 1.848 Riserve: 8.848.031 513.250 — (542.628) — (599) — — — — 3.807 — — 8.821.861 8.808.979 12.882 a) di utili 8.645.286 513.250 — (543.084) — — — — — — — — — 8.615.452 8.603.197 12.255 b) altre 202.745 — — 456 — (599) — — — — 3.807 — — 206.409 205.782 627
Riserve da
valutazione (22.978) — — (456) — — — — — — — — (27.157) (50.591) (50.623) 32 Strumenti di capitale — — — — — — — — — — — — — — — — Acconti su dividendi — — — — — — — — — — — — — — — — Azioni proprie (103.325) — — — — 599 — — — — — — — (102.726) (102.726) — Utile (Perdita) di esercizio 513.250 (513.250) — — — — — — — — — — 711.554 711.554 711.157 397
Patrimonio netto
Totale 11.447.877 — — (543.084) — 599 — — — — 3.807 — 684.397 11.593.596 X X Patrimonio netto del Gruppo 11.433.321 — — (543.327) — 599 — — — — 3.807 — 683.999 X 11.578.399 X
Patrimonio netto
di terzi 14.556 — — 243 — — — — — — — — 398 X X 15.197
Prospetti contabili consolidati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 77Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto consolidato(*)
(€ migliaia)
Patrimonio
netto
Totale al
31/12/2024Modifica
saldi
apertura
totali (**)Esistenze
totali al
01/01/2025Allocazione risultato
esercizio precedenteVariazioni dell’esercizio Patrimonio
netto
Totale al
30/06/2025Patrimonio
netto del
Gruppo al
30/06/2025Patrimonio
netto di
terzi al
30/06/2025Operazioni sul patrimonio nettoRedditività
complessiva
esercizioRiserve Dividendi
e altre
destinazioniVariazioni
di riserveEmissione
nuove
azioniAcquisto
azioni
proprieAcconti su
dividendiDistribuzione
straordinaria
dividendiVariazione
strumenti di
capitaleDerivati
su proprie
azioniStock
optionsVariazioni
interessenze
partecipative
Capitale: 461.310 — 461.310 — — — — — — — — — — (16.591) — 444.719 444.681 38
a) azioni
ordinarie 461.310 — 461.310 — — — — — — — — — — (16.591) — 444.719 444.681 38 b) altre azioni — — — — — — — — — — — — — — — — — —
Sovrapprezzi di
emissione 2.084.526 — 2.084.526 — — — — (227.583) — — — — — — — 1.856.943 1.853.247 3.696 Riserve: 8.412.161 68.619 8.480.780 662.784 — 91.593 — 223.809 (454.777) (1) (24.000) (2)— — 10.783 — — 8.990.972 8.979.945 11.027 a) di utili 8.209.416 68.619 8.278.035 662.784 — 87.851 — — (454.777) (24.000) — — — — — 8.549.893 8.539.493 10.400 b) altre 202.745 — 202.745 — — 3.742 — 223.809 — — — — 10.783 — — 441.079 440.452 627
Riserve da
valutazione (152.402) — (152.402) — — (3.742) — — — — — — — — (59.296) (215.440) (215.469) 29
Strumenti di
capitale — — — — — — — — — — — — — — — — — —
Acconti su
dividendi — — — — — — — — — — — — — — — — — — Azioni proprie (145.822) — (145.822) — — — — (223.809) — — — — — — — (369.631) (369.631) — Utile (Perdita) di esercizio 661.419 683 662.102 (662.784) — — — — — — — — — — 670.539 669.857 670.539 (682)
Patrimonio netto
Totale 11.321.192 69.302 11.390.494 — — 87.851 — (227.583) (454.777) (24.000) — — 10.783 (16.591) 611.243 11.377.420 X X
Patrimonio netto
del Gruppo 11.235.031 69.302 11.304.333 — — 88.147 — (227.583) (454.777) — — — 10.783 30.603 611.806 X 11.363.312 X
Patrimonio netto
di terzi 86.161 — 86.161 — — (296) — — — (24.000) — — — (47.194) (563) X X 14.108 (*) I numeri comparativi al 30 giugno 2025 si riferiscono al periodo 1° gennaio - 30 giugno 2025 e sono stati predisposti, tenuto conto delle disposizioni dello IAS 34, al fine di rendere omogenei e confrontabili i risultati del periodo in esame.
Tengono inoltre conto degli effetti retrospettici derivanti dal cambiamento del criterio di valutazione degli immobili detenuti a scopo di investimento (IAS 40), contabilizzati al fair value a partire dal 31 dicembre 2025.
(**) Trattasi degli effetti della valutazione al FV degli immobili ex IAS 40.
(1) Trattasi dell’acconto su dividendo distribuito a maggio 2025.
(2) Trattasi della distribuzione straordinaria effettuata da MBPS Leasing (ex Selma) nel marzo 2025.
Prospetti contabili consolidati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 78Rendiconto Finanziario consolidato Metodo diretto
(€ migliaia)
Importo
30 giugno 2026 30 giugno 2025(*)
A.ATTIVIT À OPERATIVA
1.Gestione (126.737) (554.640) interessi attivi incassati 1.671.638 2.335.612 interessi passivi pagati (-) (958.775) (1.645.504)
- dividendi e proventi simili (+) 152.026 104.408
- commissioni nette (+/-) 197.829 147.906
- spese per il personale (-) (334.377) (268.779)
- ricavi incassati e costi pagati netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione (-/+) (3.178) (4.415)
- altri costi (-) (671.052) (896.963)
- altri ricavi (+) 112.885 36.686
- imposte e tasse (-) (293.733) (363.591)
- costi/ricavi relativi alle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/-) — — 2.Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (1.008.100) 176.585
- attività finanziarie detenute per la negoziazione 494.184 (618.624)
- attività finanziarie designate al fair value 311.290 (622.006)
- altre attività valutate obbligatoriamente al fair value (7.286) (32.574)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 698.727 1.235.654
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (1.795.414) (695.820)
- altre attività (709.601) 909.955 3.Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 1.179.354 (192.249)
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.205.402 (101.915)
- passività finanziarie di negoziazione (353.775) (538.025)
- passività finanziarie designate al fair value (320.475) 21.531
- altre passività (351.798) 426.160 4.Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in riassicurazione 11.867 12.246
- contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività/passività (+/-) 11.867 12.246
- cessioni in riassicurazione che costituiscono attività/passività (+/-) — — Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 56.384 (558.058)
B.ATTIVIT À DI INVESTIMENTO
1.Liquidità generata da: 344.858 290.653
- vendite partecipazioni 6.700 —
- dividendi incassati su partecipazioni 338.071 297.220
- vendite di attività materiali 83 (6.567)
- vendite di attività immateriali 4 —
- vendite di società controllate e di rami d'azienda — — 2.Liquidità assorbita da: (77.078) (83.540)
- acquisti di partecipazioni — —
- acquisti di attività materiali (59.897) (62.122)
- acquisti di attività immateriali (17.181) (21.418) -acquisti di società controllate e di rami d'azienda — — Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento 267.780 207.113
C.ATTIVIT À DI PROVVISTA (515.407) (701.387)
- emissione/acquisti di azioni proprie — (227.583)
- emissione/acquisti strumenti di capitale 100 3.183
- distribuzione dividendi e altre finalità (515.507) (476.987)
- vendita/acquisto di controllo di terzi — — Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (515.407) (701.387)
LIQUIDIT À NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO (191.243) (1.052.332)
(*) I numeri comparativi al 30 giugno 2025 si riferiscono al periodo 1° gennaio - 30 giugno 2025 e sono stati predisposti, tenuto conto delle disposizioni dello IAS 34, al fine di rendere omogenei e confrontabili i risultati del periodo in esame. Tengono inoltre conto degli effetti retrospettici derivanti dal cambiamento del criterio di valutazione degli immobili detenuti a scopo di investimento (IAS 40), contabilizzati al fair value a partire dal 31 dicembre 2025.
Prospetti contabili consolidati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 79Riconciliazione
(€ migliaia)
Voci di BilancioImporto 30 giugno 2026 30 giugno 2025(*) Cassa e disponibilità liquide all’inizio dell’esercizio 1.673.614 2.086.067 Liquidità totale netta generata/assorbita nell’esercizio (191.243) (1.052.332) Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi (1) — Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell’esercizio 1.482.370 1.033.735 (*) I numeri comparativi al 30 giugno 2025 si riferiscono al periodo 1° gennaio - 30 giugno 2025 e sono stati predisposti, tenuto conto delle disposizioni dello IAS 34, al fine di rendere omogenei e confrontabili i risultati del periodo in esame. Tengono inoltre conto degli effetti retrospettici derivanti dal cambiamento del criterio di valutazione degli immobili detenuti a scopo di investimento (IAS 40), contabilizzati al fair value a partire dal 31 dicembre
2025
Nota Integrativa
Indice • Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 81NOTA INTEGRATIVA CONSOLIDATA Parte A - Politiche contabili 83 A.1 - Parte generale 83 Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali 83 Sezione 2 - Principi generali di redazione 84 Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento 89 Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio 93 Sezione 5 - Altri aspetti 93 A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio 93 A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie 113 A.4 - Informativa sul Fair Value 114 A.5 - Informativa sul c.d. “day one profit” 130 Parte B - Informazioni sullo Stato Patrimoniale consolidato 131
Attivo 131
Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - V oce 20 131 Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - V oce 30 132 Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - V oce 40 133 Sezione 5 - Derivati di copertura - V oce 50 135 Sezione 7 - Partecipazioni - V oce 70 136 Sezione 9 - Attività materiali - V oce 90 138 Sezione 10 - Attività immateriali - V oce 100 140 Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate – V oce 120 dell’attivo e voce 70 del passivo 143
Passivo 144
Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - V oce 10 144 Sezione 2 - Passività finanziarie di negoziazione - V oce 20 146 Sezione 3 - Passività finanziarie designate al fair value - V oce 30 147 Sezione 4 - Derivati di copertura - V oce 40 148 Sezione 7 - Passività associate ad attività in via di dismissione - V oce 70 149 Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - V oce 100 149 Sezione 11 - Passività assicurative - V oce 110 151 Sezione 13 - Patrimonio del gruppo - V oci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180 153
Indice • Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 82Parte C - Informazioni sul Conto economico consolidato 154 Sezione 1 - Interessi - V oci 10 e 20 154 Sezione 2 - Commissioni - V oci 40 e 50 156 Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - V oce 70 158 Sezione 4 - Risultato netto dell’attività di negoziazione - V oce 80 158 Sezione 5 - Risultato netto dell’attività di copertura - V oce 90 159 Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - V oce 100 159 Sezione 7 - Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - V oce 110 160 Sezione 8 - Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito - V oce 130 161 Sezione 10 - Risultato dei servizi assicurativi - V oce 160 162 Sezione 11 - Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla attività assicurativa
- V oce 170 162 Sezione 12 - Spese amministrative - V oce 190 163 Sezione 16 - Altri oneri e proventi di gestione - V oce 230 164 Sezione 17 - Utili (Perdite) delle partecipazioni - V oce 250 165 Sezione 25 - Utile per azione 165 Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 166
Premessa 166
Sezione 1 - Rischi del consolidato contabile 166 Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale 172 Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato 217 Sezione 1 - Il patrimonio consolidato 217 Sezione 2 - I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari 218 Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda 221 Parte H - Operazioni con parti correlate 222 Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 226 Parte L - Informativa di settore 228
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 83Parte A - Politiche contabili A.1 - Parte generale
SEZIONE 1
Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato di Mediobanca e delle sue controllate al 30 giugno 2026, che comprende la Relazione intermedia sulla gestione ed il Bilancio consolidato semestrale abbreviato, è stato redatto, ai sensi del D. Lgs. n. 38 del 28 febbraio 2005, in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board e adottati dall’Unione Europea e le relative interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all’art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002. In particolare, si tiene conto del principio contabile IAS34 relativo ai bilanci intermedi e delle “Istruzioni per la redazione del bilancio dell’impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari” emanate dalla Banca d’Italia con la Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 – 8° aggiornamento del 17 novembre 2022(1)– che stabilisce gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della nota integrativa. L’applicazione dei principi contabili internazionali è stata effettuata facendo riferimento anche al “Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio” (Conceptual Framework) ai documenti di Implementation Guidance e Basis for Conclusions e ad eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall’IFRIC a completamento dei principi contabili emanati.
Per una panoramica sui principi contabili e sulle relative interpretazioni omologati dalla Commissione Europea, la cui applicazione è prevista per questo semestre (dal 1° gennaio 2026 al 30 giugno 2026) o esercizi futuri, si fa rinvio alla successiva “Sezione 2 – Principi generali di redazione”, nella quale sono altresì illustrati i principali impatti per Mediobanca e le sue controllate.
Si sono inoltre considerate, per quanto applicabili, le comunicazioni degli Organi di Vigilanza (Banca d’Italia, BCE, Consob ed ESMA) e dai documenti interpretativi sull’applicazione degli IAS/IFRS predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), con i quali sono state fornite raccomandazioni sull’informativa da riportare nella Relazione Finanziaria, su taluni aspetti di maggior rilevanza in ambito contabile, sul trattamento contabile di particolari operazioni, sulle incertezze del contesto macroeconomico, e sugli impatti correlati ai rischi climatici.
(1) L’8° aggiornamento pubblicato in data 17 novembre 2022 ha recepito le novità normative dell’IFRS 17 “Contratti Assicurativi”.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 84SEZIONE 2 Principi generali di redazione La presente situazione contabile consolidata è composta da:
– il prospetto di stato patrimoniale consolidato;
– il prospetto di conto economico consolidato;
– il prospetto della redditività consolidata complessiva;
– il prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato;
– il prospetto del rendiconto finanziario consolidato, redatto secondo il metodo diretto;
– la nota integrativa.
Tutti i prospetti contabili e le tabelle di nota integrativa, redatti in conformità ai principi generali previsti dallo IAS1 e ai principi illustrati nella parte A.2, presentano i dati del semestre chiuso al 30 giugno 2026. Limitatamente alle poste di stato patrimoniale, i dati di confronto risultano essere quelli risultanti dall’ultimo bilancio approvato (31 dicembre 2025).
Tutti gli altri prospetti contabili e le poste del conto economico hanno invece come periodo di confronto i dati del primo semestre 2025 (01 gennaio – 30 giugno 2025). Si precisa che tali dati comparativi al 30 giugno 2025 sono stati predisposti, tenuto conto delle disposizioni dello IAS34, per rendere omogenei i confronti a seguito della modifica all’articolo 31 dello Statuto, approvata dall’Assemblea straordinaria degli azionisti di Mediobanca lo scorso primo dicembre 2025, che ha cambiato la data di chiusura dell’esercizio sociale al 31 dicembre in luogo del 30 giugno, e tengono conto degli effetti retrospettici derivanti dal cambiamento del criterio di valutazione degli immobili detenuti per finalità d’investimento (IAS40), contabilizzati al fair value a partire dal 31 dicembre 2025. Per maggiori dettagli si rimanda al bilancio al 31 dicembre 2025 pubblicato nel sito www.mediobanca.com. In conformità a quanto disposto dall’art. 5 del D.Lgs n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto utilizzando l’euro come moneta di conto: gli schemi del bilancio intermedio e la nota integrativa sono redatti in migliaia di euro.
La redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato è avvenuta nella prospettiva della continuità aziendale, secondo il principio della rilevazione per competenza economica, nel rispetto del principio di rilevanza e significatività dell’informazione, della prevalenza della sostanza sulla forma e nell’ottica di favorire la coerenza con le presentazioni future.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico del semestre di Mediobanca e delle società controllate come dettagliato nella successiva Sezione 3 “Area e metodi di consolidamento”.
Se le informazioni richieste dai principi contabili internazionali e dalle disposizioni contenute nella citata circolare sono ritenute non sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, nella nota integrativa sono fornite informazioni complementari necessarie allo scopo.
***
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 85Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore i seguenti Regolamenti:
– il Regolamento (UE) 2025/1047 del 27 maggio 2025 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 28 maggio 2025), che apporta alcune modifiche all’IFRS9 e all’IFRS7. Le modifiche introducono talune precisazioni in merito alla classificazione delle attività finanziarie con caratteristiche ambientali, sociali e di governance (ESG) e caratteristiche analoghe e modifiche alle modalità di regolamento delle passività mediante sistemi di pagamento elettronici. Impongono altresì obblighi di informativa volti ad accrescere la trasparenza nei confronti degli investitori in relazione agli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale valutati al fair value (valore equo) rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo e in strumenti finanziari con caratteristiche contingenti, come le caratteristiche connesse a obiettivi ESG. Le modifiche trovano applicazione a partire dagli esercizi che iniziano il primo gennaio 2026 o in data successiva.
Dal citato emendamento non derivano impatti significativi sulla situazione patrimoniale e finanziaria di Mediobanca e delle sue controllate;
– il Regolamento (UE) 2025/1266 del 30 giugno 2025 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 1° luglio 2025), che apporta alcune modifiche all’IFRS9 e all’IFRS7.
Sono state introdotte modifiche ai due principi al fine di aiutare le imprese a comunicare meglio gli effetti finanziari dei contratti collegati all’energia elettrica dipendente dalla natura, spesso strutturati come accordi di compravendita di energia elettrica. Le modifiche trovano applicazione a partire dagli esercizi che iniziano il primo gennaio 2026 o in data successiva, non si rilevano impatti sulla situazione patrimoniale e finanziaria ed economica di Mediobanca e delle sue controllate;
– il Regolamento (UE) 2025/1331 della Commissione del 9 luglio 2025 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 10 luglio 2025), ha omologato l’Annual Improvements V olume 11 emesso dallo IASB il 18 luglio 2024 che contiene alcuni miglioramenti ai principi con chiarimenti, semplificazioni, correzioni e modifiche minori ai principi contabili IFRS volti a migliorarne la coerenza. Sono stati interessati i seguenti principi contabili: l’IFRS 1 “First-time Adoption of International Financial Reporting Standards”, l’IFRS 7 “Financial Instruments: Disclosures” e la relativa Guidance on implementing IFRS 7, l’IFRS 9 “Financial Instruments”, l’IFRS 10 “Consolidated Financial Statements” e lo IAS 7 “Statement of Cash Flow”. Le modifiche trovano applicazione a partire dagli esercizi che iniziano il primo gennaio 2026 o in data successiva, non si rilevano impatti sulla situazione consolidata di Mediobanca e delle sue controllate al 30 giungo 2026.
Nel corso del semestre la Commissione Europea ha pubblicato il Regolamento (UE) 2026/338 del 16 febbraio 2026 che ha omologato l’IFRS 18 “Presentation and Disclosure in Financial Statement”, pubblicato dallo IASB in data 9 aprile 2024, che sostituisce lo IAS 1 “Presentation of Financial Statements”. Il nuovo principio stabilisce i requisiti per la presentazione e l’informativa nei bilanci con l’obiettivo di rendere le informazioni più trasparenti e comparabili e per far sì che rappresentino fedelmente le attività, le passività, il patrimonio netto, i ricavi e le spese dell’entità. Le principali novità rispetto allo IAS1 riguardano la classificazione dei proventi e degli oneri in cinque categorie (operating, investing, financing, income taxes, discontinued operations) sulla base delle principali attività di business dell’entità, la cui identificazione, sia a livello di Gruppo sia di singola reporting entity del Gruppo, è cruciale per la corretta classificazione di proventi e oneri all’interno del prospetto dell’utile/ perdita d’esercizio; l’inserimento di nuove voci di prospetto relative a risultati intermedi
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 86(cd. sub-totali): operating profit; profit before financing and income taxes; maggiori obblighi relativi all’aggregazione e disaggregazione delle informazioni sulla base delle caratteristiche che gli elementi di bilancio condividono o meno e la presentazione dell’avviamento in una voce separata dell’Attivo di Stato Patrimoniale. Inoltre, il principio ha introdotto il concetto di indici di misurazione della performance (MPMs), intesi come subtotali di conto economico diversi da quelli previsti dall’IFRS18 o specificatamente richiesti da altri principi contabili IFRS che sono utilizzati nelle comunicazioni pubbliche diverse dal bilancio finanziario per riflettere la visione del management sulla performance finanziaria dell’azienda; con riferimento agli MPMs il principio introduce inoltre requisiti specifici di disclosure da fornire in una sezione dedicata della Nota integrativa, che includono la riconciliazione con i subtotali IFRS e la rappresentazione delle motivazioni sottostanti al loro utilizzo. Infine, il nuovo principio comporta modifiche limitate ad altri principi, tra cui, allo IAS7 “Statement of Cash Flows”, allo IAS33 “Earnings per Share” e allo IAS34 “Interim Financial Reporting”. L’applicazione decorre dal 1° gennaio 2027 con l’obbligo di presentare l’informativa comparativa per l’esercizio precedente; ai sensi dello IAS34 l’entità sarà tenuta a presentare il proprio conto economico in conformità ai requisiti dell’IFRS18 al primo semestre 2027.
Le modifiche introdotte dall’IFRS18 sulla presentazione del conto economico e sulla disclosure di bilancio dovranno trovare opportuno coordinamento con la Circolare n. 262 di Banca d’Italia, attualmente in fase di aggiornamento. Banca d’Italia assume convenzionalmente che l’attività principale di un gruppo bancario sia quella di erogare finanziamenti ed investire in attività finanziarie e che, laddove l’area di consolidamento includa anche imprese di assicurazione controllate, comprenda anche la prestazione di servizi assicurativi.
Capogruppo ha previsto una specifica progettualità per la corretta applicazione del nuovo principio e l’adeguamento di processi e procedure. Oltre agli impatti in termini di una diversa rappresentazione dell’informativa, dall’introduzione del principio in esame non sono attesi impatti sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica di Mediobanca e delle sue controllate.
Si segnala, inoltre, che lo IASB ha pubblicato in data 26 giugno l’emendamento allo IAS28 “Amendments to the Fair Value Option for Investments in Associates and Joint Ventures”. Il documento chiarisce quali entità possono avvalersi dell’opzione prevista dallo IAS28 per la valutazione al fair value degli investimenti in società collegate e joint venture; tale chiarimento risponde alla necessità di uniformare l’applicazione di tale opzione e i conseguenti effetti sul conto economico ai sensi del nuovo IFRS18. Le modifiche allo IAS28 entrano in vigore quando viene applicato per la prima volta l’IFRS18.
Infine, lo IASB ha pubblicato:
– lo scorso 13 novembre 2025 l’emendamento allo IAS 21 “The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: translation to a Hyperflactionay Presentation Currency”. Il documento chiarisce come effettuare la conversione da una valuta non-iperinflazionata a una valuta iperflazionata, l’applicazione decorre dal 1° gennaio 2027 ed è consentita in via anticipata.
Non si prevedono effetti sul bilancio di Mediobanca e delle sue controllate;
– in data 27 maggio 2026 il principio IFRS20 “Regulatory Assets and Regulatory Liabilities”. Il documento sostituisce l’IFRS14 e ha l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la comparabilità delle informazioni delle imprese operanti in settori regolamentati. In particolare, il nuovo principio introduce un modello per contabilizzare attività e passività
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 87regolamentate a fronte, rispettivamente, del diritto di recuperare importi e dell’obbligo di restituire importi tramite tariffe applicate alla clientela in esercizi futuri e rende visibili in bilancio gli effetti economici delle regole tariffarie, superando gli sfasamenti temporali tra il sostenimento dei costi, la maturazione dei ricavi ed il loro recupero tariffario. L’applicazione decorre dal 1° gennaio 2029 ed è consentita in via anticipata, non si prevedono impatti su Mediobanca e le sue controllate.
Nel 2026, inoltre, sono state pubblicate le seguenti “IFRIC agenda decision”: Embedded Prepayment Option (IFRS 9), Determining and Accounting for Transactions Costs (IFRS 9), Fair Presentation and Compliance with IFRS Accounting Standards (IAS 1), Economic Benefits Use of a Battery under an Offtake Arrangement (IFRS 16) Scope of the Requirement to Disclose Expenses by Nature (IFRS 18), Classification of Gains and Losses on a Derivative Managing a Foreign Currency Exposure (IFRS 18), Classification of a Foreign Exchange Difference from an Intragroup Monetary Liability (or Asset) (IFRS 18), Assessment of a Specified Main Business Activity for the Purposes of the Separate Financial Statements of a Parent (IFRS 18).
Global Minimum Tax In materia di Global Minimum Tax, in conseguenza del cambio di controllo – ai fini della normativa di riferimento di cui al D.Lgs. 209/2023 – Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
ha assunto il ruolo di “Ultimate Parent Entity” (cd. “UPE”), cui competono gli obblighi di determinazione, dichiarazione e versamento dell’imposizione integrativa, nonché gli ulteriori adempimenti previsti dalla normativa in materia.
Dossier Ibridi
Con riguardo all’applicazione della normativa di contrasto dei disallineamenti da ibridi, il D.M. 6 dicembre 2024 – che attua l’art. 61 DL 209/2023 – disciplina il regime di «penalty protection» definendo contenuti, termini e modalità di predisposizione della documentazione probatoria delle analisi effettuate.
Nell’ambito del contesto di riferimento, Mediobanca ha seguito appositi processi per l’individuazione delle fattispecie potenzialmente rilevanti, quali disallineamenti da ibridi diretti e importati. In coerenza con gli obblighi di comunicazione e trasparenza previsti dal regime di adempimento collaborativo, sono state svolte – quindi - le analisi con riferimento al periodo 1° luglio 2025 – 31 dicembre 2025 che non hanno rilevato criticità.
In ottemperanza a quanto stabilito dalla predetta normativa, il dossier deve essere predisposto entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, che per i soggetti con esercizio fiscale coincidente con anno solare è fissato entro la fine del decimo mese dalla chiusura dell’esercizio (31 ottobre).
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 88Amendment IFRS 9 e IFRS 7 Il Regolamento (UE) 2025/1047 del 28 maggio 2025 ha omologato l’emendamento all’IFRS 9 e all’IFRS 7 “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments”.
Le modifiche ai due principi chiariscono alcuni degli aspetti critici su classificazione e valutazione degli strumenti finanziari ai sensi dell’IFRS 9 emersi dalla post implementation review del principio. Con particolare riferimento alle valutazioni relative alla classificazione degli strumenti finanziari con rendimenti variabili collegati a contingent events, dalle analisi svolte è emerso che l’attuale perimetro degli strumenti finanziari detenuti e commercializzati da Mediobanca e dalla sue controllate che presentano eventi contingenti in grado di modificare il tasso di interesse contrattuale è riconducibile esclusivamente a finanziamenti destinati a progetti sostenibili. Sono, infatti, in taluni finanziamenti incluse clausole che subordinano l’ammontare dei flussi di cassa contrattuali al raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (c.d. ESG covenant). Il beneficio riconosciuto al debitore consiste in una riduzione dello spread applicato al finanziamento, entro una misura massima contrattualmente prestabilita (generalmente pari a 10 punti base), subordinata alla certificazione del raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità definiti per il singolo debitore. Tenuto conto dei chiarimenti forniti dallo IASB, secondo cui, in presenza di flussi finanziari contrattuali non significativamente diversi tra i possibili scenari, l’entità non è tenuta a effettuare una valutazione dettagliata, si ritiene che le clausole ESG attualmente previste nei prodotti offerti alla clientela siano compatibili con il superamento del test SPPI.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 89SEZIONE 3 Area e metodi di consolidamento Il bilancio consolidato semestrale abbreviato comprende le risultanze patrimoniali, finanziarie ed economiche di Mediobanca e delle società direttamente o indirettamente controllate, incluse le società operanti in settori dissimili da quello di appartenenza della controllante Mediobanca.
In base a quanto prescritto dalle norme congiunte dell’IFRS10 “Bilancio consolidato”, dell’IFRS11 “Accordi a controllo congiunto” e dell’IFRS12 “Informativa sulle partecipazioni in altre entità”, Mediobanca ha proceduto al consolidamento delle società controllate tramite il metodo del consolidamento integrale, delle società collegate e delle società sottoposte a controllo congiunto attraverso il metodo del patrimonio netto.
Nel corso del semestre non ci sono state nuove operazioni che hanno portato ad una modifica dell’area di consolidamento.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 901. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva Denominazioni imprese Sede Tipo di
rapporto
(1)Rapporto di partecipazione Disponibilità
voti %(2)Impresa
partecipanteQuota %
A. IMPRESE INCLUSE NEL CONSOLIDAMENTO
A.1 Metodo integrale 1. MEDIOBANCA - Banca di Credito Finanziario S.p.A. Milano 1 — — —
2. SPAFID S.P .A Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
3. MEDIOBANCA INNOV ATION SERVICES - S.C.P .A. Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
4. CMB MONACO S.A.M. Montecarlo 1 A.1.1 100,— 100,— 5. CMG MONACO S.A.M. Montecarlo 1 A.1.4 100,— 100,—
6. MEDIOBANCA INTERNATIONAL (LUXEMBOURG) S.A. Lussemburgo 1 A.1.1 99,— 99,—
1 A.1.7 1,— 1,—
7. COMPASS BANCA S.P .A. Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
8. MEDIOBANCA PREMIER S.P .A. Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
9. MBCREDIT SOLUTIONS S.P .A. Milano 1 A.1.7 100,— 100,—
10. MBPS LEASING S.p.A Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
11. MB FUNDING LUXEMBOURG S.A. Lussemburgo 1 A.1.1 100, — 100, —
12. MEDIOBANCA SECURITIES USA LLC New Y ork 1 A.1.1 100,— 100,—
13. MB FACTA S.P .A. Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
14. QUARZO S.R.L. Milano 1 A.1.7 90,— 90,—
15. MEDIOBANCA COVERED BOND S.R.L. Milano 1 A.1.8 90,— 90,—
16. COMPASS RE (LUXEMBOURG) S.A. Lussemburgo 1 A.1.7 100,— 100,—
17. MEDIOBANCA INTERNATIONAL IMMOBILIERE S. A R.L. Lussemburgo 1 A.1.6 100,— 100,—
18. POLUS CAPITAL MANAGEMENT GROUP LIMITED Londra 1 A.1.1 89,07 (*)64,89
19. POLUS CAPITAL MANAGEMENT LIMITED Londra 1 A.1.18 100,— 100,—
20. POLUS CAPITAL MANAGEMENT (US) INC. Wilmington
(USA) 1 A.1.18 100,— 100,—
21. POLUS CAPITAL MANAGEMENT INVESTMENTS LIMITED
(non operativa) Londra 1 A.1.18 100,— 100,—
22. POLUS INVESTMENT MANAGERS LIMITED (non operativa) Londra 1 A.1.18 100,— 100,—
23. Bybrook Capital Burton Partnership (GP) Limited Grand Cayman 1 A.1.18 100,— 100,—
24. SPAFID TRUST S.R.L. Milano 1 A.1.2 100, — 100, —
25. MEDIOBANCA MANAGEMENT COMPANY S.A. Lussemburgo 1 A.1.1 100, — 100, —
26. MEDIOBANCA SGR S.P .A. Milano 1 A.1.1 100, — 100, —
27. RAM ACTIVE INVESTMENTS S.A. Ginevra 1 A.1.1 98,3 (**)93,50
28. MESSIER ET ASSOCIES S.A.S. Parigi 1 A.1.1 100,—(***)99,81
29. MESSIER ET ASSOCIES L.L.C. New Y ork 1 A.1.28 100,—(****)50, —
30. MBCONTACT SOLUTIONS S.R.L. Milano 1 A.1.9 100, — 100, —
31. COMPASS RENT S.R.L. Milano 1 A.1.7 100, — 100, —
32. COMPASS LINK S.R.L. Milano 1 A.1.7 100, — 100, —
33. CMB REAL ESTATE DEVELOPMENT S.A.M. Montecarlo 1 A.1.4 60, — 60, —
1 A.1.1 40, — 40, —
34. ARMA PARTNERS LLP Londra 1 A.1.1 100,— 100,—
35. ARMA PARTNERS CORPORATE FINANCE LTD Londra 1 A.1.34 100,— 100,—
36. ARMA DEUTSCHLAND GmbH Monaco 1 A.1.34 100,— 100,—
37. HEYLIGHT SA Ginevra 1 A.1.7 100,— 100,—
38. SPV PROJECT 2224 S.R.L. (1)Milano 4 Altra — —
39. HEIDI PA Y AG Ginevra 1 A.1.7 100,— 100,—
40. HEIDI PA Y LTD Londra 1 A.1.39 100,— 100,—
41. HOLIPA Y S.R.L. Cervia 1 A.1.40 100,— 100,—
(*) Tenuto conto dell’opzione put & call recentemente rinegoziata ed esercitabile per i prossimi 3 anni; senza includere i piani di investimento a favore di dipendenti e partner strategici.
(**) Tenuto conto delle opzioni put & call esercitabili dal 3° al 10° anno successivo alla data di stipula dell’operazione.
(***) Tenuto conto dell’opzione put & call esercitabile entro giugno 2028.
(****) Tenuto conto dell’opzione put & call rinegoziata nel corso del periodo corrente ed esercitabile entro ottobre 2030.
(1) Si tratta del veicolo costituito per la nuova cartolarizzazione di MB Facta di cui non si detengono percentuali del capitale sociale.
Legenda
(1) Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria 4 = altre forme di controllo (2) Disponibilità voti nell’assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 912. Valutazioni e assunzioni significative per determinare l’area di consolidamento L’area di consolidamento è definita in base all’IFRS10 “Bilancio consolidato” che stabilisce che per avere il controllo devono essere contemporaneamente verificate le seguenti
tre condizioni:
– si ha il potere sull’entità oggetto di investimento (“investee”), ovvero si hanno “diritti sostanziali” (“substantive rights”) sulle “attività rilevanti” (“relevant activities”) dell’entità nella quale si è effettuato l’investimento;
– si ha un’esposizione a (o si hanno diritti sui) rendimenti variabili che discendono dall’entità nella quale si è effettuato l’investimento; e – si ha la capacità di utilizzare il potere sull’investee per incidere sull’ammontare dei variable returns.
Il consolidamento integrale, cui sono sottoposte le società controllate, prevede l’eliminazione del valore di carico della partecipazione, contro il relativo patrimonio netto dopo l’attribuzione delle pertinenze di terzi, a fronte dell’assunzione degli aggregati di stato patrimoniale e conto economico. Le differenze positive oltre i plusvalori di attività e passività sono rilevate come avviamento. Le attività e le passività, i proventi e gli oneri derivanti da transazioni tra imprese consolidate sono elise in sede di consolidamento.
Il metodo del patrimonio netto viene utilizzato per il consolidamento delle società collegate e per le società sottoposte a controllo congiunto. Sono collegate le società sottoposte ad influenza notevole, definita come il potere di partecipare nelle attività rilevanti della società, ma non il controllo su di esse. L’influenza notevole viene presunta nel caso una società detenga almeno il 20% dei diritti di voto nella partecipata. Sono da considerare anche i diritti potenziali, ancora da esercitare in virtù di opzioni, warrant, opzioni di convertibilità all’interno di strumenti finanziari; sono da tenere presente anche gli assetti proprietari, nonché i diritti di voto posseduti anche dagli altri investitori.
Le società sottoposte a controllo congiunto sono quelle per cui l’IFRS11 prevede il duplice requisito dell’esistenza di un vincolo contrattuale e che esso dia a due o più parti il controllo congiunto dell’accordo. Anche in questo caso il metodo di valutazione previsto è quello del Patrimonio Netto.
Il metodo del patrimonio netto prevede che ogni differenza di patrimonio netto della partecipata (comprensivo degli utili o delle perdite) dal momento dell’acquisto venga incluso nel valore di carico della partecipazione (originariamente iscritto al costo); tale valore viene abbassato nel caso in cui la partecipata distribuisca dividendi. Nel conto economico consolidato vengono rilevati il pro-quota dell’utile o delle perdite della partecipazione, nonché qualsiasi riduzione durevole o ripresa di valore; tutte le altre differenze sono invece iscritte direttamente a patrimonio netto.
Le situazioni contabili delle società consolidate la cui moneta di conto è diversa dall’euro vengono convertite applicando alle voci dell’attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti di fine periodo e alle voci di conto economico la media dei cambi medi del periodo.
Tutte le differenze di cambio derivanti dalla conversione vengono rilevate in una specifica riserva da valutazione del patrimonio netto che, al momento dell’eventuale cessione della partecipazione, viene eliminata con contestuale addebito/accredito a conto economico. La
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 92seguente Tavola riepiloga i cambi di conversione in euro utilizzati nella situazione al 30
giugno 2026:
VALUTA CAMBIO VOCI STATO PATRIMONIALE CAMBIO VOCI CONTO ECONOMICO
FRANCO SVIZZERO (CHF) 0,9224 0,917883
DOLLARO STATUNINTENSE (USD) 1,1394 1,16695
STERLINA INGLESE (GBP) 0,86178 0,867268
In merito alla determinazione dell’interessenza utilizzata per il consolidamento al patrimonio netto si precisa che viene determinata come rapporto tra le azioni in proprietà escluse quelle possedute per trading e/o attraverso operazioni di prestito titoli (che ne trasferiscono il possesso, ma non i rischi e benefici) ed il capitale votante, rappresentato dal capitale sociale al netto delle azioni proprie.
Come previsto dal paragrafo 5-A dell’IFRS12 rientrano tra le società incluse nell’area di consolidamento, di cui va data disclosure nel presente paragrafo, anche le partecipazioni dell’entità classificate come possedute per la vendita (o incluse in un gruppo in dismissione che è classificato come posseduto per la vendita).
3. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi significative La presente sezione non è compilata in quanto al 30 giugno 2026, in linea con lo scorso esercizio, non esistono interessenze di terzi in società controllate ritenute significative, sia individualmente sia nel loro complesso, come evidenziato anche nella tabella della “Sezione 14 – Patrimonio di pertinenza di terzi” contenuta nella Parte B del passivo della presente nota integrativa.
Restrizioni significative
Mediobanca ritiene di non avere vincoli di natura statutaria, parasociale o regolamentare che impediscano o in qualche modo limitino la sua capacità di accedere alle attività o di regolare le passività.
Allo stesso modo, Mediobanca ritiene che non sussistano diritti protettivi nei confronti di azionisti di minoranza o di terze parti.
4. Altre informazioni La data di riferimento del bilancio consolidato coincide con la data di chiusura del semestre di Mediobanca. In presenza di entità controllate che chiudono il periodo ad una data diversa da quella di Mediobanca il consolidamento delle stesse avviene sulla base della situazione patrimoniale ed economica redatta alla data di riferimento del bilancio consolidato.
Tutte le situazioni contabili semestrali delle entità controllate sono redatte in base a criteri conformi ai principi consolidati.
Le entità collegate inviano una situazione ad una data precedente in ogni caso non superiore a tre mesi antecedenti come previsto dal principio IAS28 par. 33-34 purché si tenga conto di eventuali operazioni o fatti significativi che siano intervenuti tra quella data e la data di riferimento del bilancio.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 93SEZIONE 4 Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio Per quanto riguarda il progetto di Fusione e integrazione nel Gruppo BMPS e le operazioni descritte al paragrafo Eventi rilevanti del 2026, inclusa l’OPAS di Intesa SanPaolo su BMPS, non si ravvedono criticità con riferimento alla sussistenza del presupposto della continuità aziendale ai sensi dell’art. 2423bis, comma 1, n. 1 del Codice Civile, anche in considerazione dei piani industriali presentati da BMPS, delle risorse finanziarie disponibili e delle sinergie attese dall’integrazione delle attività, da cui non emergono elementi che facciano dubitare della capacità di continuare ad operare per un prevedibile futuro.
Non si segnalano eventi ex IAS 10 occorsi successivamente al 30 giugno 2026 che inducano a rettificare le risultanze economico-patrimoniali esposte nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026.
SEZIONE 5
Altri aspetti
Il bilancio semestrale consolidato semestrale abbreviato è corredato dall’Attestazione del Dirigente Preposto, ai sensi dell’art. 154 bis del TUF, ed è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della Società di revisione PwC S.p.A., nell’ambito dell’incarico di revisione legale del bilancio d’esercizio e consolidato per i bilanci del novennio 2025-2033.
A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio 1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e le attività per le quali viene modificata la Fair Value Option.
Le attività finanziarie detenute per la negoziazione comprendono quelle attività finanziarie che sono state acquistate principalmente per la negoziazione. Comprendono i titoli di debito, i titoli di capitale, i finanziamenti oggetto di negoziazione ed il valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione, inclusi quelli incorporati in strumenti finanziari complessi (quali ad esempio obbligazioni strutturate) che sono oggetto di rilevazione separata.
Includono inoltre gli impegni di underwriting oggetto di sindacazione in caso di valore positivo.
Le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value comprendono le attività finanziarie che non sono detenute per la negoziazione ma che sono obbligatoriamente valutate a fair value con impatto a conto economico in quanto non soddisfano i requisiti per la classificazione a costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
In particolare, a seguito delle precisazioni dell’IFRS Interpretation Committee, vi rientrano le quote di investimento(2).
(2) Il pronunciamento dell’IFRS Interpretation Committee esclude infatti la possibilità di trattare questi strumenti nell’ambito degli strumenti di capitale.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 94Relativamente alle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, lo scorso esercizio è stato definito il modello organizzativo, il processo di monitoraggio e la metodologia che la Banca applica al fine di classificare, valutare e verificare la valorizzazione degli OICR in quanto strumenti contabilizzati al Fair Value, in conformità con quanto previsto dalla Normativa Comunitaria.
La rilevazione iniziale avviene alla data di regolamento per i titoli e i finanziamenti e alla data di sottoscrizione per i contratti derivati. Tali attività finanziarie sono iscritte in sede di prima rilevazione al fair value senza considerare i costi o i proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso che vengono contabilizzati a conto economico. Successivamente alla rilevazione iniziale continuano ad essere valorizzate al fair value e le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico. Gli interessi sugli strumenti obbligatoriamente valutati al fair value sono rilevati utilizzando il tasso contrattuale. I dividendi derivanti da strumenti di capitale sono rilevati a conto economico quando sorge il diritto di incassarli.
I titoli di capitale ed i correlati strumenti derivati, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile con i metodi sopra indicati sono valutati al costo (anche questa categoria rientra nel cosiddetto Livello 3); nel caso in cui emergano riduzioni di valore, tali attività vengono adeguatamente svalutate sino al valore corrente delle stesse.
Gli utili e le perdite realizzati sulla cessione o sul rimborso nonché gli effetti (positivi e negativi) derivanti dalle periodiche variazioni di fair value vengono iscritti in conto economico nelle rispettive voci.
Nelle attività di negoziazione obbligatoriamente valutate al fair value sono altresì ricompresi i finanziamenti che non garantiscono la restituzione integrale del capitale in caso di difficoltà finanziaria della controparte e non superano il test SPPI. Il processo di svalutazione di queste posizioni è in linea con quello degli altri finanziamenti, dato che l’esposizione è essenzialmente riconducibile al rischio di credito, indicando l’esposizione lorda ed il relativo fondo svalutazione.
La voce include altresì le attività finanziarie designate al fair value al momento della rilevazione iniziale con l’obiettivo di eliminare o ridurre significativamente un’incoerenza valutativa. Tale fattispecie riguarda, in particolare, il portafoglio correlato di attività e passività previsto in applicazione del business model di gestione dei certificates equity linked dove, per eliminare l’accounting mismatch, le variazioni dell’own credit risk ed i realizzi sono riconosciuti a profit and loss. Per maggiori dettagli sul funzionamento e sulle modalità di contabilizzazione degli strumenti citati si rimanda alla sezione “A.4 – Informativa sul Fair Value” della presente Nota Integrativa.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 952 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
Includono gli strumenti finanziari (principalmente titoli di debito) quando entrambe le seguenti condizioni sono soddisfatte:
– gli strumenti sono detenuti con un modello di business che ha come obiettivo sia l’incasso dei flussi contrattuali che il ricavo derivante dalla vendita degli stessi;
– i termini contrattuali soddisfano l’SPPI test.
Le attività finanziarie valutate a fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) sono iscritte al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale continuano ad essere valutate al fair value. Le variazioni di fair value sono iscritte in contropartita della redditività complessiva mentre gli interessi e gli utili e perdite da cambi sono rilevati a conto economico (come avviene per gli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato).
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (sia nel caso di titoli di debito che di crediti) sono soggette al conteggio delle expected losses/ perdite attese (processo di impairment) alla stregua delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato con conseguente rilevazione a conto economico dell’eventuale rettifica di valore.
Gli utili e le perdite cumulative rilevate nella redditività complessiva sono riciclati a conto economico al momento della cancellazione dello strumento dal bilancio.
Nella categoria rientrano anche gli strumenti di capitale, non detenuti per la negoziazione, che soddisfano la definizione dello IAS32 e che in sede di prima rilevazione il Gruppo ha scelto di classificare irrevocabilmente in questa categoria. Trattandosi di strumenti di capitale non sono soggetti ad impairment e gli utili e le perdite rilevate sugli strumenti di capitale non vengono mai riversate a conto economico, neppure a seguito della cessione dello strumento.
Per contro i dividendi sono rilevati a conto economico quando sorge il diritto di incassarli.
3 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato Includono gli impieghi a favore della clientela e di banche, i titoli di debito e le operazioni in pronti termine che soddisfano le seguenti condizioni:
– lo strumento finanziario è detenuto e gestito sulla base del modello di business Hold-to-
collect, ossia con l’obiettivo di detenerlo per incassare i flussi finanziari contrattualmente
previsti;
– i flussi di cassa contrattuali rappresentano esclusivamente il pagamento di capitale ed interessi (e pertanto soddisfano i requisiti previsti dal cosiddetto SPPI Test).
In questa voce rientrano anche i crediti originati da operazioni di leasing finanziario le cui regole di valutazione e classificazione sono disciplinate dall’IFRS16 (cfr. infra) anche se ai fini valutativi vengono applicate le regole di impairment previste dall’IFRS9.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 96Il modello di business del Gruppo deve riflettere le modalità di gestione delle attività finanziarie a livello di portafoglio e non di singolo strumento sulla base di fattori osservabili a livello di portafoglio e non di singolo strumento quali:
– modalità operative adottate dal management nella valutazione delle performance;
– tipologia di rischio e modalità di gestione dei rischi assunti incluso gli indicatori di rotazione dei portafogli;
– modalità di determinazione dei meccanismi di remunerazione dei responsabili della gestione.
Il modello di business è basato su scenari attesi ragionevoli (senza considerare ‘‘worst case’’ o ‘‘stress case’’) ed in presenza di andamenti dei flussi di cassa diversi da quelli previsti in fase iniziale, il Gruppo non è tenuto a cambiare la classificazione degli strumenti finanziari del portafoglio ma utilizza tali informazioni ai fini della classificazione dei nuovi strumenti finanziari(3).
All’atto della prima classificazione, il Gruppo procede altresì all’analisi dei termini contrattuali degli strumenti finanziari per verificare il superamento del test SPPI svolto a livello di strumento finanziario, prodotto o sottoprodotto. A tal proposito, il Gruppo ha predisposto un processo standardizzato per lo svolgimento del test, prevedendo l’analisi dei finanziamenti tramite un apposito tool sviluppato internamente strutturato su alberi decisionali, a livello di singolo strumento finanziario o di prodotto in base al diverso grado di tailorizzazione. In caso di fallimento del test, il tool fornirà l’indicazione della classificazione delle attività al fair value con imputazione a conto economico (Fair Value Through Profit & Loss – FVTPL). La modalità di testing dei finanziamenti è differenziata tra retail e corporate a livello di prodotto per il primo comparto, analiticamente per singola erogazione per il secondo. Per l’analisi dei titoli di debito ci si avvale di un info provider esterno; nel caso in cui non fossero presenti le risultanze del test, l’analisi dello strumento verrà effettuata tramite l’SPPI tool. Laddove i flussi di cassa contrattuali dello strumento non siano rappresentati dal solo rimborso di capitale e pagamento di interessi sul valore residuo, il Gruppo procede, pertanto, obbligatoriamente alla classificazione dello strumento al fair value con impatti sul conto economico.
Alla data di rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono iscritte al fair value comprensivo dei costi/proventi direttamente imputabili alle singole operazioni e determinabili sin dall’origine ancorché liquidati in momenti successivi. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso separato da parte della controparte debitrice o inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.
La valutazione viene fatta al costo ammortizzato (ossia il valore iniziale diminuito/ aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell’ammortamento -
calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l’ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza) rettificato per tener conto delle perdite attese.
Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per i crediti a breve termine per i quali l’effetto attualizzazione risulta trascurabile; tali crediti vengono valorizzati al costo storico. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, al valore di prima iscrizione.
(3) Tali considerazioni sono state riportate nelle politiche interne di gestione che, oltre a ribadire il collegamento tra business model e trattamento contabile, introducono soglie di frequenza e significatività per la movimentazione dei portafogli contabilizzati al costo ammortizzato.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 97Il tasso effettivo originario di ciascun credito rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una rinegoziazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale al di sotto di quello di mercato ivi incluso il caso in cui il credito diventi infruttifero.
La rettifica di valore è iscritta a conto economico.
Dopo la rilevazione iniziale tutte le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato sono assoggettate al modello di impairment in base all’expected loss (perdite attese); la valutazione riguarda non solo le attività deteriorate ma anche le esposizioni in bonis.
Secondo quanto previsto dall’IFRS9, il modello di impairment prevede la classificazione delle attività finanziarie in tre distinti stadi di rischio o “Stage” (Stage1, Stage2, Stage3), in funzione dell’evoluzione del merito creditizio del debitore, a cui corrispondono diversi criteri di misurazione delle perdite attese le attività finanziarie vengono suddivise in tre categorie:
– Stage1: comprende le esposizioni alla data della prima rilevazione in bilancio e fintanto che non hanno subito un peggioramento significativo del merito creditizio; per questi strumenti la perdita attesa è da calcolare sulla base di eventi di default che sono possibili entro i 12 mesi dalla data di bilancio;
– Stage2: comprende le esposizioni che, sebbene non deteriorate, hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale; nel passaggio da Stage1 a Stage2 occorre rilevare le perdite attese lungo la vita residua dello strumento;
– Stage3: comprende le esposizioni deteriorate (impaired) secondo la definizione regolamentare. Al momento del passaggio a Stage3 le esposizioni sono soggette ad un processo di valutazione analitica, ossia la rettifica di valore viene calcolata quale differenza tra il valore di carico alla data (costo ammortizzato) ed il valore attuale dei flussi di cassa previsti, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario. I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di incasso atteso, del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie, dei costi che si ritiene debbano essere sostenuti per il recupero dell’esposizione creditizia in un’ottica forward looking che fattorizza scenari alternativi di recupero e di evoluzione del ciclo economico.
I POCI (Purchased or Originated Credit Impaired) sono crediti già deteriorati alla data di acquisto o erogazione, cosa che comunque non preclude la possibilità di una successiva riclassifica a performing. I criteri di svalutazione rimangono in ogni caso calcolati su un orizzonte lifetime.
Nel modello di calcolo delle perdite attese applicato dal Gruppo, le informazioni forward looking sono considerate facendo riferimento a tre possibili scenari macroeconomici (baseline, best e worst) che impattano sulla PD e sulla LGD, ivi inclusi eventuali scenari di vendita laddove la strategia NPL di Gruppo preveda esperire il recupero attraverso la cessione sul mercato.
La policy del Gruppo per stabilire l’incremento significativo del rischio creditizio si basa su criteri quali-quantitativi e utilizza la presenza di 30 giorni di scaduto o la classificazione a forborne quali condizioni da ricondursi in ogni caso allo Stage2 (cosiddetti backstop indicators). V engono inoltre individuate casistiche di strumenti a basso rischio alla data di rilevazione, compatibili a prescindere con la classificazione a Stage1 (cosiddetta low credit risk exemption), al ricorrere di un rating BBB- della scala Standard & Poor’s o di una corrispondente stima interna di probabilità di default.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 98L’impairment riguarda le perdite attese che si ritiene sorgeranno nei 12 mesi successivi alla data di riferimento del bilancio oppure, nel caso di un incremento significativo del rischio credito, le perdite che si ritiene sorgeranno lungo la vita residua dello strumento. Sia le perdite attese a 12 mesi che quelle sulla vita residua dello strumento possono essere calcolate su base individuale o collettiva in funzione della natura del portafoglio sottostante.
Le expected credit loss sono rilevate e rilasciate solo nella misura in cui si sono verificate delle variazioni. Per quegli strumenti finanziari considerati in default il Gruppo rileva una perdita attesa sulla vita residua dello strumento (simile a quello indicato per lo Stage2);
le rettifiche di valore vengono determinate per tutte le esposizioni suddivise nelle diverse categorie tenendo conto di informazioni previsionali che scontano fattori macroeconomici (forward looking).
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 994 - Operazioni di copertura Le tipologie di operazioni di copertura adottate da Mediobanca sono le seguenti:
– copertura di fair value, volta a neutralizzare l’esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio o di un gruppo omogeneo sotto il profilo del rischio;
– copertura di flussi finanziari, volta a neutralizzare l’esposizione alle variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio;
– copertura di investimenti esteri in valuta: attiene alla copertura dei rischi di un investimento in un’impresa estera espresso in valuta.
Affinché sia efficace la copertura deve essere effettuata con una controparte esterna a Mediobanca e alle sue controllate.
I derivati di copertura sono iscritti e valutati al fair value; in particolare:
– nel caso di copertura di fair value, la variazione del fair value dell’elemento coperto viene compensata dalla variazione del fair value dello strumento di copertura, entrambe rilevate a conto economico, ove emerge per differenza l’eventuale parziale inefficacia dell’operazione
di copertura;
– nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value sono imputate a patrimonio netto per la quota efficace della copertura e a conto economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesti la variazione dei flussi di cassa da compensare.
Lo strumento derivato può essere considerato di copertura se esiste documentazione formalizzata circa la relazione univoca con l’elemento coperto e se questa risulti efficace nel momento in cui la copertura abbia avuto inizio e, prospetticamente, lungo la vita della stessa.
All’inizio della relazione di copertura, Mediobanca designa e documenta formalmente la relazione di copertura, indicando gli obiettivi di gestione del rischio e la strategia della copertura. La documentazione include l’individuazione dello strumento di copertura, dell’elemento coperto, della natura del rischio coperto e di come l’entità valuterà se la relazione di copertura soddisfi i requisiti di efficacia della copertura (compresa l’analisi delle fonti di inefficacia della copertura e di come essa determina il rapporto di copertura). La relazione di copertura soddisfa i criteri di ammissibilità per la contabilizzazione delle operazioni di copertura se, e soltanto se, tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:
– l’effetto del rischio di credito non prevale sulle variazioni di valore risultanti dal rapporto
economico;
– il rapporto di copertura della relazione di copertura è lo stesso di quello risultante dalla quantità dell’elemento coperto che l’entità effettivamente copre e dalla quantità dello strumento di copertura che Mediobanca e le sue controllate utilizzano effettivamente per coprire tale quantità di elemento coperto.
Copertura di fair value Fintanto che la copertura di fair value soddisfa i criteri di ammissibilità, l’utile o la perdita sullo strumento di copertura deve essere rilevato nel conto economico o nelle altre componenti di conto economico complessivo se lo strumento di copertura copre uno strumento
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 100rappresentativo di capitale per il quale il Gruppo ha scelto di presentare le variazioni di fair value in OCI. L’utile o la perdita sull’elemento coperto vengono rilevate a rettifica del valore contabile dello strumento coperto con contropartita il conto economico, anche nei casi in cui l’elemento coperto è una attività finanziaria (o una sua componente) valutata al fair value con variazioni in OCI. Tuttavia, se l’elemento coperto è uno strumento rappresentativo di capitale per il quale l’entità ha scelto di presentare le variazioni del fair value in OCI, gli importi restano nelle altre componenti di conto economico complessivo.
Se l’elemento coperto è un impegno irrevocabile non iscritto (o una sua componente), la variazione cumulata del fair value dell’elemento coperto conseguente alla sua designazione è rilevata come attività o passività con un utile o una perdita corrispondenti rilevati nell’utile (perdita) d’esercizio.
Coperture generiche di fair value (Macro-Hedge) La variazione di fair value della porzione di portafoglio coperta, riferibile esclusivamente al tasso coperto ed al suo livello di copertura, viene rilevata a conto economico in compensazione della variazione di fair value dei derivati di copertura. L’eventuale inefficacia impatta a conto economico direttamente. Inoltre, la variazione di fair value del portafoglio coperto, riferibile al tasso coperto, viene registrata alla voce 60 per le attività e alla voce 50 per le passività (Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica).
Coperture di flussi di cassa Fintanto che soddisfa i criteri di ammissibilità la copertura di flussi di cassa è contabilizzata
come segue:
– l’utile o la perdita sullo strumento di copertura e relative alla parte efficace è rilevata in OCI nella riserva di cash flow, mentre la parte di inefficacia è rilevata immediatamente a
conto economico;
– la riserva di cash flow è rettificata al minore importo tra:
– l’utile o la perdita cumulati sullo strumento di copertura dall’inizio della copertura; e – la variazione cumulata del fair value (al valore attuale) dell’elemento coperto (ossia il valore attuale della variazione cumulata dei flussi finanziari futuri attesi coperti) dall’inizio della
copertura;
L’importo accumulato nella riserva per la copertura dei flussi finanziari deve essere riclassificato da tale riserva nell’utile (perdita) d’esercizio come rettifica da riclassificazione nello stesso esercizio o negli esercizi in cui i flussi finanziari futuri attesi coperti hanno un effetto sull’utile (perdita) d’esercizio (per esempio, negli esercizi in cui sono rilevati gli interessi attivi o gli interessi passivi o quando si verifica la vendita programmata). Tuttavia, se l’importo costituisce una perdita e l’entità non prevede di recuperare tutta la perdita o una parte di essa in un esercizio o in più esercizi futuri, l’entità deve immediatamente riclassificare nell’utile (perdita) d’esercizio (come rettifica da riclassificazione), l’importo che non prevede di recuperare.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1015 - Partecipazioni La voce include le interessenze(4) detenute in società controllate congiuntamente e collegate.
Sono considerate società sottoposte a controllo congiunto (joint ventures), le entità per le quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra il Gruppo e uno o più altri soggetti, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Sono considerate società sottoposte ad influenza notevole (collegate), le entità in cui il Gruppo possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto ‘‘potenziali’’) o nelle quali - pur con una quota di diritti di voto inferiore - ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù della rappresentatività negli organi di gestione, senza tuttavia averne il controllo.
Il Gruppo utilizza il metodo del patrimonio netto per la valutazione di queste partecipazioni, pertanto, le partecipazioni sono inizialmente iscritte al costo e successivamente aggiustate per riflettere le variazioni nelle attività nette di pertinenza del Gruppo rispetto alla data di acquisizione.
Dopo l’applicazione del metodo del patrimonio netto, se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d’uso. Il valore d’uso è il valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell’investimento.
Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.
Qualora, in un esercizio successivo a quello in cui si è registrato una riduzione durevole di valore, si verifica una variazione delle stime utilizzate per la determinazione del valore recuperabile, il valore contabile della partecipazione sarà rivalutato a concorrenza del valore recuperabile e la rivalutazione costituirà una ripresa di valore.
A seguito della perdita di influenza notevole o controllo congiunto il Gruppo rileva e valuta qualunque quota ancora detenuta a fair value. Qualunque differenza tra il valore contabile della partecipazione alla data di perdita dell’influenza notevole o controllo congiunto, il fair value della quota ancora detenuta ed il corrispettivo di cessione sarà rilevato a conto economico.
(4) Come precisato dallo IAS28 l’interessenza in una società collegata è il valore contabile della partecipazione nella società collegata calcolato in base al metodo del patrimonio netto unitamente a qualsiasi altra interessenza a lungo termine che, nella sostanza, rappresenta un ulteriore investimento netto della entità nella società collegata. Eventuali operazioni di breve durata (operazioni di trading e prestito titoli) non rilevano per la determinazione dell’interessenza ai fini del consolidamento al patrimonio netto.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1026 - Attività materiali Comprendono i terreni, gli immobili strumentali e di investimento, gli impianti tecnici, i mobili, gli arredi e le attrezzature di qualsiasi tipo. Sono, infine, inclusi i diritti d’uso acquisiti con il leasing e relativi all’utilizzo di un’attività materiale (per le società locatarie), le attività concesse in leasing operativo (per le società locatrici), ancorché la titolarità giuridica degli stessi resti in capo alla società locatrice.
Le attività detenute a scopo d’investimento si riferiscono agli eventuali investimenti immobiliari (in proprietà o in leasing finanziario) non strumentali e/o prevalentemente dati in locazione a soggetti terzi.
Include anche le attività materiali classificate in base allo IAS2 - Rimanenze, che si riferiscono a beni derivanti dall’attività di escussione di garanzie o dall’acquisto in asta che l’impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti.
In fase di prima iscrizione tutte le attività materiali sono iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo pagato, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all’acquisto e alla posa in opera del bene. Le spese di manutenzione straordinaria vengono contabilizzate ad incremento del valore dei cespiti; quelle di manutenzione ordinaria sono rilevate a conto economico.
Di seguito si illustrano le valutazioni successive per ciascuna tipologia di attività.
Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore, ad eccezione di immobili ad uso funzionale, che sono valutati secondo il metodo della rideterminazione del valore, e di quelli detenuti a scopo di investimento, che sono valutati con il metodo del fair value.
Il metodo della rideterminazione del valore prevede che le attività siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al fair value alla data di rideterminazione del valore, al netto degli ammortamenti cumulati e delle eventuali rettifiche di valore. Se il valore contabile si incrementa a seguito di una rideterminazione di valore, l’incremento è rilevato con contropartita alla voce del passivo “120 - Riserve da valutazione”, ad eccezione dei ripristini di valore rispetto a una precedente svalutazione rilevata precedentemente nel conto economico. In tale caso l’incremento è rilevato a conto economico nella voce “260 - Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali” nei limiti della suddetta svalutazione.
Se il valore contabile di un bene è diminuito a seguito della rideterminazione di valore, la diminuzione è rilevata a conto economico nella voce “260 - Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali” a meno che il bene sia stato oggetto di una precedente rivalutazione, nel qual caso la riduzione di valore è rilevata a diminuzione della voce del passivo “120 - Riserve da valutazione” fino a capienza della medesima. Le immobilizzazioni sono ammortizzate lungo la loro vita utile, a quote costanti, ad eccezione dei terreni che hanno vita utile indefinita.
Gli immobili ad uso investimento non sono sottoposti ad ammortamento, come richiesto dal principio contabile IAS 40, se valutati al fair value con contropartita il conto economico.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 103In merito agli immobili classificati in base alle IAS 2 – Rimanenze - sono contabilizzati: al minore tra costo e valore di mercato senza essere ammortizzati.
Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infra-annuale, qualora si rilevi che un’attività possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico e quello aggiornato, pari al maggiore tra il fair value, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d’uso. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico. Ove successivamente vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si procede a effettuare una ripresa di valore, che non può eccedere il valore che l’attività avrebbe avuto al netto degli ammortamenti calcolati in assenza di precedenti perdite di valore.
Per maggiori informazioni sui diritti d’uso acquisiti con il leasing, si rimanda alla successiva Leasing (IFRS16) e alla Parte M - Informativa sul leasing.
7 - Attività immateriali Includono principalmente l’avviamento, il software applicativo ad utilizzazione pluriennale e le altre attività immateriali rinvenienti da operazioni di aggregazione aziendale soggette ad IFRS3.
L’avviamento può essere iscritto qualora sia rappresentativo delle capacità reddituali future della società partecipata. Ad ogni chiusura contabile viene effettuato un test di verifica del valore dell’avviamento(5). L’eventuale riduzione di valore è determinata sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell’avviamento ed il suo valore di realizzo, pari al maggiore tra il fair value dell’unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, e l’eventuale relativo valore d’uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico.
Le altre attività immateriali sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo ove sia probabile che i futuri benefici economici attribuibili all’attività si realizzino ed il costo dell’attività stessa possa essere determinato attendibilmente, al netto di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulata. In caso contrario il costo dell’attività immateriale è rilevato a conto economico nell’esercizio in cui è stato sostenuto.
Il costo delle immobilizzazioni immateriali è ammortizzato a quote costanti sulla base della relativa vita utile, annualmente verificata e rivista se necessario. Se questa è indefinita non si procede all’ammortamento, ma solo alla periodica verifica dell’adeguatezza del valore di iscrizione.
(5) Mediobanca e le sue controllate si sono dotate di una politica per il processo di verifica di impairment allineata con quanto previsto dall’Organismo Italiano di V alutazione – OIV (Impairment test dell’avviamento in contesti di crisi finanziaria del 14 giugno 2012, Principi Italiani di V alutazione – PIV pubblicati nel 2015, Discussion Paper del 22 gennaio 2019, Discussion Paper n. 01/2021 emanato il 16 marzo 2021 dall’Organismo Italiano di V alutazione (O.I.V .) “L’uso di informazione finanziaria prospettica nella valutazione d’azienda”, Discussion Paper n. 02/2021 emanato il 16 marzo 2021 dall’Organismo Italiano di V alutazione (O.I.V .) “Linee Guida per l’Impairment Test dopo gli effetti della pandemia da Covid-19), coi suggerimenti pubblicati dall’ESMA, le linee guida del documento congiunto Banca d’Italia, Consob, IV ASS (documento n. 4 del 3 marzo 2010 e n. 8 del 21 dicembre 2018) e le varie comunicazioni e Richiami di attenzione Consob, nonché con il Documento IOSCO (International Organization Of Securities Commissions) relativo alle “Recommendations on Accounting for Goodwill”, pubblicato nel mese di dicembre 2023.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 104Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infra-annuale, in presenza di evidenze di perdite di valore, si procede alla stima del valore recuperabile dell’attività(6). L’ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell’attività ed il valore recuperabile.
Per maggiori dettagli, si rimanda a quanto illustrato alla Sezione 10 – Attività immateriali
- V oce 100.
8 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione (IFRS5) V engono classificate nella voce dell’attivo “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” e in quella del passivo “Passività associate ad attività in via di dismissione” le attività non correnti o gruppi di attività/passività per le quali il loro valore contabile sarà presumibilmente recuperato mediante la vendita. Per essere classificate nelle predette voci, le attività o passività (o gruppo in dismissione) devono essere immediatamente disponibili per la vendita e devono essere riscontrati programmi attivi e concreti tali da far ritenere come altamente probabile la loro dismissione. In seguito alla classificazione nella suddetta categoria, tali attività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (quali le attività finanziarie rientranti nell’ambito di applicazione dell’IFRS9) per cui l’IFRS5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza. Nella situazione in cui i beni in dismissione siano ammortizzabili, a decorrere dall’esercizio di classificazione tra le attività non correnti in via di dismissione cessa il processo di ammortamento.
Nel caso di discontinued operations, ossia cessioni di attività operative che riguardano un importante ramo autonomo o area geografica di attività, il principio prevede di raggruppare i proventi e gli oneri ad essi riconducibili, al netto dell’effetto fiscale, nella voce di conto economico “320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”.
Nel caso in cui il fair value delle attività e delle passività in via di dismissione, al netto dei costi di vendita, dovesse risultare inferiore al valore di carico, si procede ad effettuare una rettifica di valore da imputare a conto economico.
Le attività ed i gruppi di attività non correnti in via di dismissione sono eliminati dallo stato patrimoniale al momento della dismissione.
9 - Attività e passività fiscali Le imposte sul reddito sono rilevate a conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci addebitate o accreditate direttamente a patrimonio netto. L’accantonamento per imposte sul reddito è determinato sulla base di una prudenziale previsione dell’onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito. In particolare, le imposte anticipate e quelle differite vengono determinate sulla base delle differenze temporanee - senza limiti temporali - tra il (6) Lo IAS36 prevede che la verifica della riduzione per perdita di valore sulle singole attività materiali ed immateriali (impairment test) debba essere svolta almeno una volta l’anno in sede di redazione di bilancio, o con cadenza anche più frequente in presenza di eventi o manifestazioni che inducono a ritenere vi sia stata una perdita per riduzione di valore (cd. “impairment indicators”).
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 105valore attribuito ad un’attività o ad una passività secondo i criteri civilistici ed i corrispondenti valori assunti ai fini fiscali.
Le attività per imposte anticipate vengono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero.
Le passività per imposte differite vengono iscritte in bilancio, con la sola eccezione delle riserve in sospensione d’imposta, qualora la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consenta ragionevolmente di ritenere che non saranno effettuate d’iniziativa operazioni che ne comportino la tassazione.
Le imposte differite derivanti da operazioni di consolidamento sono rilevate qualora risulti probabile che esse si traducano in un onere effettivo per una delle imprese consolidate.
Le attività e le passività di natura fiscale vengono adeguate a fronte di eventuali modifiche intervenute nelle norme o nella misura delle aliquote applicate nonché per fare fronte agli oneri che potrebbero derivare da accertamenti o da contenziosi in essere con le autorità fiscali.
I contributi ai sistemi di garanzia dei depositi e meccanismi di risoluzione sono contabilizzati secondo quanto previsto dall’IFRIC21.
10 - Fondi per rischi ed oneri Riguardano i rischi connessi agli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate, quelli legati all’operatività di Mediobanca e delle sue controllate che possano comportare oneri futuri nonché i fondi di quiescenza (cfr. infra).
Nel primo caso (fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate) la quantificazione avviene secondo le regole dell’impairment sulle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.
Per gli altri fondi si applicano le regole IAS37, ossia il potenziale onere deve essere stimabile in maniera attendibile; laddove l’elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato; l’accantonamento è rilevato a conto economico.
I fondi accantonati sono periodicamente riesaminati e laddove il sostenimento di possibili oneri divenga improbabile gli accantonamenti vengono in tutto o in parte stornati a beneficio del conto economico.
Un accantonamento è utilizzato solo a fronte degli oneri per i quali è stato originariamente previsto.
Come previsto dal par. 92 dello IAS37 non viene fornita indicazione puntuale delle eventuali passività potenziali, laddove questo possa arrecare pregiudizio alla società.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 10611 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato Comprendono i debiti verso banche, i debiti verso clientela, i titoli in circolazione al netto degli eventuali ammontari riacquistati. La voce include anche i debiti originati da operazioni di leasing finanziario le cui regole di valutazione e classificazione sono disciplinate dall’IFRS16 e che sono assoggettati alle regole di impairment previste dall’IFRS9. Per le regole di valutazione e classificazione dei crediti di leasing si rimanda allo specifico paragrafo.
La prima iscrizione - all’atto dell’incasso delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito - è effettuata al fair value pari all’importo incassato al netto dei costi di transazione direttamente attribuibili alle passività finanziarie. Dopo la rilevazione iniziale, le passività sono valutate al costo ammortizzato sulla base del tasso di interesse effettivo, ad eccezione delle passività a breve termine, che rimangono iscritte per il valore incassato.
I derivati eventualmente incorporati negli strumenti di debito strutturati vengono separati dal contratto primario ed iscritti al fair value quando questi non sono strettamente correlati allo strumento ospite. Le successive variazioni di fair value sono attribuite al conto economico.
Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte anche in presenza di riacquisto di titoli precedentemente emessi. La differenza tra il valore contabile delle passività e quanto pagato per riacquistarle viene registrata a conto economico.
La cessione sul mercato di titoli propri riacquistati (anche attraverso operazioni di pronti contro termine e prestito titoli) è considerata come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di cessione, senza effetti a conto economico.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 10712 - Passività finanziarie di negoziazione Includono il valore negativo dei contratti derivati di trading e dei derivati impliciti presenti in eventuali contratti complessi. Sono incluse anche le passività per scoperti tecnici connessi all’attività di negoziazione di titoli nonché il valore negativo degli impegni di underwriting oggetto di sindacazione. Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value e le variazioni sono rilevate a conto economico.
13 - Passività finanziarie designate al fair value Includono il valore delle passività finanziarie designate al fair value con contropartita il Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. “fair value option”) dall’IFRS9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa stessa.
Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall’IFRS9:
– le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio Netto);
– le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico;
– gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico.
Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico(7).
Nel rispetto di quanto consentito dall’IFRS9, la correlazione tra le attività e le passività viene monitorata nel continuo.
14 - Operazioni in valuta Le operazioni in valuta estera sono registrate applicando all’importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell’operazione.
Le attività e le passività denominate nelle divise diverse dall’euro sono valorizzate ai cambi correnti alla data di riferimento. Le differenze cambi relative a elementi monetari sono rilevate a conto economico; quelle relative a elementi non monetari sono rilevate coerentemente con il criterio di valorizzazione della categoria di appartenenza (costo a conto economico o a patrimonio netto).
(7) Tale casistica concerne, in particolare, il portafoglio correlato di attività e passività relativo al business model di gestione del funding dei certificates equity linked ed è finalizzata ad eliminare l’accounting mismatch.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 108Le attività e le passività dell’entità estere consolidate integralmente sono convertite al tasso di cambio alla data di riferimento della situazione contabile, mentre le voci del conto economico sono convertite utilizzando la media dei cambi medi mensili del periodo; le differenze che emergono successivamente alla conversione sono imputate tra le riserve da valutazione del Patrimonio Netto.
15 – Attività e passività assicurative Sono classificate in questa categoria le attività e passività assicurative che rientrano nell’ambito di applicazione dell’IFRS17 “Contratti assicurativi”.
In particolare, sono inclusi nella voce dell’attivo “80. Attività assicurative” o nella voce del passivo “110. Passività assicurative” i contratti di assicurazione, i contratti di riassicurazione e i contratti d’investimento con elementi di partecipazione discrezionale emessi definiti e disciplinati dall’IFRS17, appartenenti a portafogli di contratti assicurativi, in base al saldo netto del portafoglio di appartenenza. Genericamente i contratti assicurativi presentano un saldo passivo (passività assicurative), mentre i contratti di cessione in riassicurazione presentano un saldo attivo (attività assicurative).
Al momento della sottoscrizione del contratto assicurativo(8) con il soggetto assicurato.
viene riconosciuta una passività il cui ammontare è dato dalla somma algebrica del valore attuale dei flussi di cassa attesi contrattuali (Present value future cash flow – “PVFCF”) che includono il cosiddetto Contractual Service Margin – “CSM”, ovvero il valore attuale degli utili futuri attesi e il Risk adjustment (“RA”) a copertura dei rischi di tipo non finanziario.
Tutti i contratti vengono raggruppati per identificare “portafogli” che hanno rischi simili e che possono essere gestiti in modo unitario.
Sono previsti due modelli di misurazione: General Model - applicabile in linea di principio a tutti i contratti, e Variable Fee Approach (“VFA”): applicabile in particolare ai contratti con partecipazione diretta agli utili. È previsto inoltre un modello semplificato opzionale (Premium Allocation Approach – “PAA”), adottato dalla controllata Compass RE, per la valutazione della passività per copertura residua per i contratti con periodo di copertura uguale o inferiore all’anno e per tutti i contratti nel caso in cui la valutazione non sia materialmente differente da quella risultante dall’applicazione del General Model.
La passività assicurativa deve essere aggiornata ad ogni periodo di reporting per verificare la coerenza delle stime effettuate rispetto alle condizioni di mercato. Gli effetti di eventuali aggiornamenti rilevati sono recepiti a conto economico se i cambiamenti sono riferiti a eventi correnti o già avvenuti oppure a riduzione del Contractual Service Margin se le variazioni sono dovute ad eventi futuri.
Per quanto riguarda le ipotesi finanziarie il principio prevede la facoltà di rappresentare gli effetti delle modifiche nel conto economico o nel patrimonio netto (c.d. Opzione Other Comprehensive Income - OCI).
(8) Un contratto assicurativo è definito come quel contratto in base al quale una delle parti (l’emittente) accetta un “rischio assicurativo significativo” da un’altra parte (l’assicurato), concordando di indennizzare l’assicurato nel caso in cui lo stesso subisca danni conseguenti a uno specifico evento futuro incerto (l’evento assicurato).
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 109Infine, l’IFRS17 prevede che il contratto assicurativo va eliminato contabilmente quando, e solo quando, il contratto è estinto, ossia quando l’obbligazione specificata nel contratto assicurativo è scaduta, adempiuta o cancellata.
16 – Altre informazioni Passività finanziarie valutate al valore attuale dell’importo di rimborso Rientrano le passività finanziarie originate da accordi di riacquisto di quote di minoranza nell’ambito dell’acquisizione di partecipazioni di controllo. Tali passività finanziarie, iscritte nella voce “80. Altre passività” dello stato patrimoniale, sono rilevate al valore attuale dell’importo di rimborso (present value of the redemption amount).
Cancellazione di attività Un’attività finanziaria deve essere eliminata dal bilancio se e solo se scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari da essa derivanti, oppure avviene un trasferimento dell’attività finanziaria nel rispetto delle circostanze ammesse dal principio IFRS9. In questo caso Mediobanca verifica che siano trasferiti i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari dell’attività o, alternativamente, siano mantenuti tali diritti, ma al tempo stesso sussista un’obbligazione contrattuale a pagare gli stessi ad uno o più beneficiari. Occorre infatti verificare che siano trasferiti sostanzialmente tutti i rischi e i benefici e, qualsiasi diritto e obbligazione, originati o mantenuti derivanti dall’operazione di trasferimento, vengono, se del caso, rilevati separatamente come attività o passività. Se al contrario Mediobanca mantiene sostanzialmente tutti i rischi e i benefici, allora l’attività finanziaria deve continuare ad essere rilevata.
Infine, se Mediobanca non ha né trasferito, né mantenuto, tutti i rischi e i benefici, ma ha comunque mantenuto il controllo dell’attività finanziaria, questa continua ad essere contabilizzata nella misura del coinvolgimento residuo nella stessa.
Attualmente le principali operazioni poste in essere da Mediobanca e le sue controllate che non determinano la cancellazione dell’attività sottostante sono quelle di cartolarizzazione crediti, operazioni di pronti contro termine e di prestito titoli. Per contro non sono iscritte le partite ricevute nell’ambito dell’attività di banca depositaria, remunerata attraverso l’incasso di una commissione, essendo tutti i relativi rischi e benefici trasferiti ai soggetti finali.
Nel caso di rinegoziazione delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, Mediobanca attua la cancellazione dello strumento esclusivamente nel caso in cui la rinegoziazione stessa comporta una modifica tale per cui lo strumento iniziale è diventato, nella sostanza, un nuovo strumento. In tali casi la differenza tra il valore di carico dello strumento originale ed il fair value del nuovo strumento viene rilevato a conto economico tenendo conto delle eventuali svalutazioni precedenti. Il nuovo strumento viene classificato nello Stage1 ai fini del calcolo delle perdite attese (salvo quei casi in cui il nuovo strumento venga classificato tra i POCI).
Nel caso in cui la rinegoziazione non si traduca in flussi di cassa sostanzialmente differenti, Mediobanca non procede alla cancellazione dello strumento, tuttavia, dovrà essere rilevata a
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 110conto economico la differenza tra il valore di carico originario e l’attualizzazione dei flussi di cassa attesi al tasso interno di rendimento originale (tenuto conto dell’eventuale fondo di svalutazione già presente).
Leasing (IFRS16)
La classificazione di un accordo come contratto di leasing(9) (o contenente un elemento di leasing) è basato sulla sostanza dell’accordo alla data di stipula. Un accordo è, o contiene, un leasing se prevede il soddisfacimento dell’uso di uno specifico bene (o beni) e conferisce il diritto ad utilizzare tale bene (o beni) – il cosiddetto Right of Use (RoU) – per un periodo di tempo stabilito e in cambio di un corrispettivo (Lease liabilities); nella definizione di leasing vi rientrano, pertanto, i contratti di affitto e noleggio a lungo termine.
Il diritto d’uso iscritto tra le “Attività materiali” è determinato dalla somma del valore attuale dei pagamenti futuri (che corrisponde al valore attuale della passività iscritta), dei costi diretti iniziali, degli eventuali canoni ricevuti in anticipo o alla data di decorrenza del leasing (maxicanone), degli eventuali incentivi ricevuti dal locatore, delle stime di eventuali costi di rimozione o di ripristino dell’attività sottostante al leasing.
Tale posta è fronteggiata da una passività, iscritta tra le “Passività valutate al costo ammortizzato”, che corrisponde al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing attualizzati, così come previsto per il principio al tasso di finanziamento marginale identificato dal Gruppo nel Tasso Interno di Trasferimento (TIT) alla data.
La durata del contratto di leasing deve considerare, non solo il periodo non annullabile stabilito dal contratto, ma le opzioni di proroga qualora sia ritenuto ragionevolmente certo il loro utilizzo; in particolare nel caso di facoltà di rinnovo tacito, dovranno essere considerati i comportamenti passati, l’esistenza di piani aziendali di dismissione dell’attività locata e ogni altra circostanza indicativa dell’esistenza della ragionevole certezza del rinnovo.
Successivamente all’iscrizione iniziale, il diritto d’uso è oggetto di ammortamento lungo la durata del leasing e, laddove ne sussistano le circostanze, di rettifiche di valore. La passività viene incrementata per la maturazione degli interessi passivi e progressivamente ridotta per effetto del pagamento dei canoni; in caso di modifica dei pagamenti la passività viene rideterminata in contropartita all’attività per diritto d’uso.
Nel caso di sub-leasing, ovvero qualora un contratto di affitto originario sia stato replicato con una controparte, e ricorrano le condizioni per classificarlo come leasing finanziario la passività relativa al leasing originario è fronteggiata da un credito nei confronti del sottoscrittore anziché dal valore d’uso.
Trattamento di fine rapporto del personale e fondi di quiescenza Il fondo trattamento di fine rapporto del personale si qualifica come un piano a contribuzione definita per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al (9) I contratti di leasing in cui Mediobanca (o le sue controllate) è locatore sono distinti tra leasing finanziario e leasing operativo. Un leasing è classificato come finanziario se trasferisce tutti i rischi e i benefici tipici della proprietà al conduttore. La contabilizzazione avviene con il metodo finanziario con l’iscrizione nell’Attivo di un credito il cui valore è pari all’importo erogato al netto delle quote capitale delle rate di leasing scadute e pagate da parte del locatario, nel conto economico vengono rilevati gli interessi attivi.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 111Decreto Legislativo del 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al Fondo di Tesoreria presso l’INPS. Per tali quote l’importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l’applicazione di metodologie di calcolo attuariali.
Il TFR maturato fino al 1° gennaio 2007 si qualifica come un piano pensionistico a benefici definiti, e come tale viene iscritto sulla base del valore attuariale calcolato in linea con il metodo della Proiezione Unitaria, pertanto, la stima degli esborsi futuri viene effettuata sulla base di analisi storiche statistiche (ad esempio turnover e pensionamenti) e della curva demografica;
tali flussi vengono quindi attualizzati sulla base di un tasso di interesse di mercato prendendo a riferimento il rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie e tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell’importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all’estinzione finale dell’intera obbligazione.
I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano anch’essi come piani a benefici definiti. In questo caso il valore attuale dell’obbligazione è rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.
Gli utili/perdite attuariali sono contabilizzati nel prospetto della Redditività Complessiva, la componente interessi viene invece rilevata a conto economico.
Stock option, performance shares e Long Term Incentive I piani di stock option, performance shares e Long Term Incentive (LTI) a favore di dipendenti e collaboratori del Gruppo rappresentano una componente del costo del lavoro.
I piani che prevedono il regolamento mediante assegnazione di azioni sono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione ripartendo il costo del piano lungo il periodo in cui i requisiti di servizio, e gli eventuali obiettivi di prestazione, sono soddisfatti.
Il costo complessivo del piano è rilevato in ogni esercizio sino alla data di maturazione del piano in modo da riflettere la migliore stima del numero di azioni che giungerà a maturazione.
Condizioni di servizio ed obiettivi di prestazione non vengono presi in considerazione nel determinare il fair value degli strumenti oggetto di assegnazione, ma la probabilità di raggiungimento di tali obiettivi viene stimata da Mediobanca e concorre alla determinazione del numero di strumenti che giungeranno a maturazione. Eventuali condizioni di mercato saranno invece incluse nella determinazione del fair value, mentre le condizioni che non sono correlate ad un requisito di servizio sono considerate ‘‘non vesting conditions’’ e sono riflesse nella determinazione del fair value degli strumenti e comportano l’immediata rilevazione del costo complessivo del piano a conto economico in assenza di condizioni di servizio e/o obblighi di prestazione.
Nel caso di mancato raggiungimento degli obblighi di prestazione o servizio, e conseguente mancata assegnazione del beneficio, il costo del piano sarà stornato. Nel caso, invece, del mancato raggiungimento di eventuali obbiettivi di mercato, il costo dovrà essere rilevato integralmente se le altre condizioni sono soddisfatte.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 112In caso di modifica del piano il costo minimo da rilevare è il fair value alla data di assegnazione del piano ante modifica se le condizioni di maturazione originali risultano soddisfatte. Un costo addizionale, determinato alla data di modifica del piano, deve essere rilevato qualora la modifica abbia comportato un incremento del fair value complessivo del piano per il beneficiario.
Per piani che alla scadenza saranno regolati in contanti, Mediobanca e le sue controllate rilevano un debito per un importo pari al fair value del piano misurato alla data di assegnazione del piano ed a ogni data di bilancio, fino ed includendo la data di regolamento, con le variazioni rilevate nel costo del lavoro.
I piani di incentivazione prevedono che, in caso di eventi straordinari di impatto significativo sull’andamento economico/patrimoniale del consolidato e/o nel caso di modifica sostanziale dell’assetto azionario del Gruppo (change of control), possano essere rivisti e/o aboliti a discrezione del Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Comitato Remunerazioni e degli eventuali comitati competenti.
Azioni proprie
Le azioni proprie detenute sono dedotte dal patrimonio netto. Le eventuali differenze tra l’esborso iniziale all’acquisto e il ricavato in caso di cessione vengono anch’esse rilevati a patrimonio netto.
Commissioni da servizi Includono tutti i ricavi derivanti dall’erogazione di servizi alla clientela con l’eccezione di quelli relativi a strumenti finanziari, contratti di leasing e contratti assicurativi.
I ricavi derivanti da contratti con la clientela sono rilevati a conto economico quando il controllo del servizio è trasferito al cliente e per un importo che riflette il corrispettivo a cui Mediobanca e le sue controllate ritengono di avere diritto in cambio del servizio offerto.
Ai fini della rilevazione dei ricavi Mediobanca analizza i contratti al fine di stabilire se questi contengano più di un obbligo di prestazione a cui allocare il prezzo di transazione.
I ricavi vengono poi rilevati lungo l’arco temporale di erogazione del servizio, utilizzando opportuni metodi per determinare la misura in cui il servizio è stato erogato. Mediobanca e le sue controllate tengono anche in considerazione gli effetti di eventuali corrispettivi variabili e l’esistenza di una significativa componente finanziaria.
In presenza di costi incrementali sostenuti per il conseguimento del contratto o per dare esecuzione al contratto, laddove tali costi soddisfano i requisiti dell’IFRS15, Mediobanca e le sue controllate valutano se capitalizzare gli stessi per poi ammortizzarli lungo la durata del contratto oppure usufruire dell’esemplificazione prevista dall’IFRS15 di spesare immediatamente tali costi nei casi in cui il periodo di ammortamento di suddetti costi avverrebbe entro 12 mesi.
Dividendi
I dividendi sono rilevati a conto economico nel corso dell’esercizio in cui ne viene deliberata la distribuzione; riguardano le distribuzioni rivenienti da titoli di capitale che non
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 113rientrano nelle partecipazioni collegate e/o joint venture valutate in base alle disposizioni dello IAS28.
Riconoscimento dei costi I costi sono rilevati a conto economico coerentemente con la contabilizzazione dei relativi ricavi ad eccezione dei casi in cui siano presenti i requisiti previsti per la capitalizzazione e quando previsto per la determinazione del costo ammortizzato. Gli eventuali altri costi non associabili a ricavi vengono contabilizzati immediatamente a conto economico.
Parti correlate
Le parti correlate definite anche sulla base del principio IAS24, sono:
a) i soggetti che, direttamente o indirettamente, esercitano influenza notevole sull’Istituto;
b) gli azionisti con partecipazione pari o superiore al 3% del capitale di Mediobanca;
c) le società controllate dall’Istituto;
d) le società collegate, le joint venture e le entità controllate dalle stesse;
e) i dirigenti con responsabilità strategiche, ossia quei soggetti ai quali sono attribuiti poteri e responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della Capogruppo, compresi gli amministratori e i componenti del
collegio sindacale;
f) le entità controllate, controllate congiuntamente da uno dei soggetti di cui alle lettere a), b) ed e) e le joint venture dei soggetti di cui alla lettera a);
g) gli stretti familiari dei soggetti di cui alle lettere a) ed e), ossia quei soggetti che ci si attende possono influenzare, o essere influenzati, nei loro rapporti con Mediobanca (questa categoria può includere i figli, il coniuge e i suoi figli, il convivente more uxorio e suoi figli, le persone a carico del soggetto, del coniuge nonché del convivente more uxorio) nonché le entità controllate o controllate congiuntamente.
A.3 – Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, valore contabile e
interessi attivi
A.3.2 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, Fair Value ed effetti sulla
redditività complessiva
A.3.3 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business e tasso di interesse effettivo Al 30 giugno 2026 non vi sono dati da segnalare per tutte le tre fattispecie.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 114A.4 – Informativa sul Fair Value
INFORMATIVA DI NATURA QUALITATIVA
Fair Value
Coerentemente con i principi contabili internazionali, il Fair Value degli strumenti finanziari in bilancio è pari al c.d. exit price, ovvero il prezzo che verrebbe ricevuto per vendere un’attività o pagato per trasferire una passività in una transazione ordinata tra partecipanti al mercato alla data di valutazione, nelle condizioni di mercato correnti (un prezzo di uscita), indipendentemente dal fatto che tale prezzo sia direttamente osservabile o stimato utilizzando un’altra tecnica di valutazione (IFRS13 §24).
Il Fair Value, dunque, è “il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione”.
La gerarchia del Fair Value di uno strumento è conseguenza diretta dell’approccio di determinazione del suo valore: in linea di principio, uno strumento finanziario è considerato quotato su un mercato attivo se il relativo prezzo rappresenta il suo valore corrente di scambio in normali, effettive e regolari operazioni di mercato.
In caso di mercato non attivo, la misurazione del Fair Value dello strumento oggetto di valutazione è effettuata ricorrendo ai prezzi di mercato per strumenti simili su mercati attivi (comparable approach) oppure, in assenza di strumenti simili, mediante una tecnica valutativa che utilizza informazioni di mercato e non (input osservabili/non osservabili).
Mediobanca ha stabilito precise linee guida riguardanti tre aspetti fondamentali: la determinazione indipendente del Fair Value, condotta dalle funzioni di controllo; l’applicazione di eventuali correzioni al Fair Value per considerare aspetti di incertezza/liquidità; e la classificazione degli strumenti finanziari in base a una gerarchia del Fair Value, determinata dal livello di incertezza della valorizzazione. Oltre al Fair Value contabile, il quale influenza sia lo stato patrimoniale che il conto economico, si devono effettuare correzioni di prudent valuation al fine di calcolare i requisiti prudenziali.
Tali linee guida, declinate in Politiche approvate dal Consiglio di Amministrazione e relative Direttive di implementazione approvate dai Comitati competenti, sono state definite in rispetto alle principali normative internazionali (IFRS13(10), CRR art 105(11) e relativi aggiornamenti) di seguito si riportano le principali attività per la determinazione dell’exit price degli strumenti finanziari in portafoglio(12).
(10) Il principio IFRS13 stabilisce le linee guida sia per l’individuazione dell’exit price utilizzando quotazioni disponibili, modelli di valutazione ed eventuali correzioni (FV A) per considerare elementi di illiquidità/rischio che, se non applicate, porterebbero a sovrastimare lo strumento finanziario, che la necessità di classificare gli strumenti finanziari in base al livello di oggettività della determinazione del fair value (FVH).
(11) Nella direttiva CRR art 105 sono definiti i principi guida dei processi di IPV e PV A.
(12) È importante sottolineare che l’accuratezza e la coerenza di tali linee guida sono soggette a una rigorosa supervisione da parte della funzione Audit, la quale ne verifica l’efficacia e l’adeguatezza. Inoltre, è stata istituita una specifica funzione di validazione interna al Risk Management che si focalizza sulla convalida dei metodi quantitativi impiegati.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 115Determinazione del Fair Value degli Immobili Gli immobili ad uso funzionale (IAS 16) e gli immobili detenuti a scopo d’investimento (IAS 40) sono valutati rispettivamente secondo il criterio del valore rideterminato e secondo il criterio del fair value. Entrambi questi valori sono aggiornati in conformità ai requisiti stabiliti dal principio contabile IFRS 13 e determinati attraverso il ricorso ad apposite perizie predisposte da esperti qualificati ed indipendenti, che in base anche alla rilevanza della singola unità immobiliare, sono condotte in due diverse modalità alternative:
– perizie c.d.“full”: basate su un’ispezione fisica delle proprietà immobiliari da parte del
valutatore; oppure
– perizie c.d. “desk top” basate su una valutazione condotta senza effettuare un’ispezione fisica della proprietà immobiliare e, pertanto, basate su valori di mercato di riferimento.
Le metodologie valutative applicate dal perito in sede di stima sono in linea con la prassi internazionale IVS (International Valuation Standards), con quanto prescritto dal Royal Institute of Chartered Surveyors (RICS) del Regno Unito e sono aderenti con quanto previsto dall’IFRS 13. Il principio contabile prevede, in particolare, per le attività non finanziarie che l’attuale uso da parte del proprietario risponda al requisito di massimo e migliore utilizzo, salvo il caso in cui il mercato si attenda una diversa destinazione d’uso per l’immobile che ne ottimizzerebbe pertanto il valore. L’approccio valutativo è definito quindi dall’esperto valutatore sulla base della destinazione d’uso corrente degli immobili, presumendo che rappresenti il massimo e migliore utilizzo, e considerando, in limitati casi, eventuali usi alternativi degli immobili ove rispondente alle aspettative di mercato. Per la determinazione del valore di ciascun immobile il valutatore individua quindi il metodo più idoneo in funzione delle caratteristiche del bene e delle condizioni del mercato di riferimento. Le metodologie applicate dal valutatore sono riconducibili a: Metodo dei flussi di cassa attualizzati (o Discounted Cash Flow – abbreviato in DCF); Metodo comparativo (MCA – Market Comparison Approach); Metodo della trasformazione con DCF. In tale contesto sono oggetto di stima i canoni di locazione, i prezzi di vendita, i tassi di attualizzazione e i tassi di capitalizzazione.
Independent Price Verification (IPV) Il processo di Independent Price Verification (IPV) costituisce un elemento propedeutico e complementare al calcolo del Prudent Valuation Adjustment (PV A), in quanto contribuisce alla validazione dei dati di mercato e dei parametri utilizzati nella determinazione del fair value e, conseguentemente, nella quantificazione degli Additional Valuation Adjustments (A V A).
In conformità con quanto previsto dal Regolamento (UE) n. 575/2013 e sue successive modifiche (inclusa la CRR3), in particolare dall’articolo 105 e dai Regulatory Technical Standards emanati dall’EBA in attuazione dello stesso, le istituzioni devono garantire che i dati di input utilizzati per la valutazione siano soggetti a verifiche indipendenti e coerenti con le fonti di mercato disponibili.
In particolare, la normativa richiede che le istituzioni finanziarie effettuino verifiche indipendenti periodiche alle valorizzazioni al mark-to-market o al mark-to-model, e che istituiscano e mantengano sistemi e controlli adeguati a garantire la qualità e la robustezza delle stime di valutazione.
L’attività di IPV ha come obiettivo primario la verifica dell’accuratezza e dell’affidabilità dei dati di input utilizzati per la valorizzazione degli strumenti finanziari, attraverso:
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 116– la formalizzazione delle metodologie di controllo;
– la definizione delle logiche di validazione dei parametri di mercato;
– la determinazione delle soglie di materialità e dei criteri di accettabilità;
– l’implementazione di procedure di escalation e reporting verso le funzioni di controllo e la Direzione.
Il processo si applica a tutte le posizioni valutate al fair value, sia nel trading book che nel banking book.
La verifica indipendente dei prezzi si basa su un confronto tra i dati di mercato utilizzati per la valorizzazione e fonti alternative ritenute affidabili, quali:
– info provider esterni (es. Bloomberg, Refinitiv);
– quotazioni indicative fornite da broker primari;
– dati di consensus di mercato;
– parametri impliciti desunti da strumenti comparabili.
Per ciascuna esposizione viene definito un perimetro di verifica suddiviso per asset class e fattori di rischio, all’interno del quale vengono applicate soglie di materialità che determinano l’attivazione del processo di IPV . In presenza di discrepanze significative tra il prezzo utilizzato e quello verificato, viene attivata una procedura di escalation che può comportare la revisione del fair value attribuito o la riclassificazione dello strumento nella gerarchia del fair value ai sensi dell’IFRS 13. Nel caso di strumenti finanziari illiquidi o complessi, il processo di IPV prevede controlli aggiuntivi sui dati di input utilizzati nei modelli di valutazione per garantire la coerenza metodologica e la trasparenza del processo.
Il processo di IPV si articola su più livelli e frequenze, in funzione della natura e della rilevanza delle posizioni:
– Controlli giornalieri: su tutte le posizioni, con riferimento a prezzi puntuali, curve di tasso, superfici di volatilità e altri parametri di mercato rilevanti;
– Controlli mensili: su asset class selezionate, per le quali i dati di mercato sono disponibili con frequenza inferiore o tramite servizi di consensus;
– Controlli annuali: su fondi di investimento alternativi (Private Equity, Debito, Immobiliari), effettuati tramite una primaria società terza indipendente per la valutazione dei NA V di fondi O.I.C.R.
Le risultanze del processo IPV possono generare impatti sia sulla rappresentazione contabile delle posizioni sia sul processo di rendicontazione del Profit and Loss dei portafogli interessati.
In particolare, la decisione di modificare la fonte di valorizzazione o la modalità di verifica può comportare una riclassificazione dello strumento nella gerarchia del fair value (da Livello2 a Livello3, o viceversa), con conseguenze anche in termini di disclosure e requisiti prudenziali.
Il processo di Independent Price Verification (IPV) costituisce un elemento propedeutico e complementare al calcolo del Prudent Valuation Adjustment (PV A), in quanto contribuisce alla validazione dei dati di mercato e dei parametri utilizzati nella determinazione del fair value e, conseguentemente, nella quantificazione degli Additional Valuation Adjustments (A V A).
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 117In conformità con quanto previsto dal Regolamento Delegato (UE) 2016/101, art. 3, e dai Regulatory Technical Standards (RTS) emanati dall’EBA in attuazione dell’art. 105 del CRR, le istituzioni devono garantire che i dati di input utilizzati per la valutazione siano soggetti a verifiche indipendenti e coerenti con le fonti di mercato disponibili.
Il processo di validazione si focalizza sulle asset class che hanno diretto impatto sul bilancio consolidato, sia per strumenti in proprietà sia per strumenti in garanzia. A tal proposito, prima di procedere con l’analisi dei parametri di mercato, viene individuato un perimetro suddiviso per asset class entro il quale effettuare la certificazione. Tuttavia, per ogni esposizione sono stabilite delle soglie di materialità (a livello di fattore di rischio) al di sopra del quale applicare il calcolo descritto in seguito.
Fair Value Adjustment (FVA) Il Fair Value Adjustment (FV A), o adeguamento al V alore Equo, riveste un ruolo fondamentale nella valutazione degli strumenti finanziari, poiché assicura che il valore equo rifletta il prezzo effettivamente realizzabile in una transazione di mercato fattibile. Le linee guida definite nella politica del Fair Value riflettono pienamente i requisiti definiti dal principio contabile IFRS13, secondo il quale la valutazione degli strumenti finanziari segue la metodologia del prezzo di chiusura (exit price) e permette di apportare correzioni alle valorizzazioni in circostanze specifiche.
Questo approccio al valore equo assicura che le valutazioni effettuate da Mediobanca e dalla sue controllate siano basate su prezzi realistici e rappresentativi delle attuali condizioni di mercato garantendo un’adeguata considerazione delle condizioni di uscita e delle possibilità effettive di vendita o acquisto degli strumenti finanziari valutati. Ciò consente di fornire informazioni finanziarie accurate e affidabili a livello interno e per gli stakeholder esterni. In particolare:
– Input basati su Prezzi Bid e Ask - §70: quando si valuta un’attività o una passività al valore equo e ci si trova di fronte sia a un prezzo bid sia a un prezzo ask (come nel caso di input provenienti da un mercato di operatori), viene scelto il prezzo all’interno dello spread bid-
ask che meglio rappresenti il valore equo nelle circostanze specifiche. Si utilizzano i prezzi bid o ask al fine di allinearsi al prezzo di chiusura;
– Input derivati da Prezzi Bid e Ask - §71: il principio non vieta l’uso di prezzi medi di mercato o altre convenzioni sui prezzi comunemente utilizzate dai partecipanti al mercato per la misurazione del valore equo all’interno dello spread bid-ask. Tuttavia, nell’approccio adottato si è preferito l’utilizzo di prezzi bid e ask, ottenendo così una misurazione più precisa del valore equo, particolarmente allineata a un prezzo di chiusura attendibile.
Gli aggiustamenti effettuati al valore equo, hanno un impatto sul conto economico e tengono conto della liquidità di mercato, delle incertezze dei parametri, dei costi di finanziamento e della complessità dei modelli di valutazione utilizzati in assenza di prassi di mercato condivise.
Il perimetro degli adeguamenti al valore equo comprende le seguenti categorie:
– incertezza del Prezzo di Mercato (market parameter uncertainty, MPU): rappresenta l’incertezza nella valutazione basata sulle quotazioni di mercato(13);
(13) Relativamente alle correzioni su fondi O.I.C.R. il processo di FV A si si basa sulle risultanze della Review NA V e sulla generazione di valutazioni alternative del fondo mediante tecniche di bootstrap statistico. In particolare, vengono alterate in modo casuale le assunzioni sottostanti alle valutazioni degli investimenti presenti nel portafoglio, al fine di costruire una distribuzione non parametrica dei possibili valori del NA V del fondo.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 118– Costi di Liquidazione (closed-out cost, COC): indica l’incertezza riguardante il costo della liquidità che si potrebbe sostenere in caso di cessione parziale o totale di un’attività valutata al valore equo;
– Rischio di Modello (model risk, MR): aggiustamenti volti a mitigare il rischio di discrepanza rispetto alla pratica di mercato nella valutazione di un prodotto in relazione alla scelta e all’implementazione del modello di valorizzazione;
– Posizioni Concentrate: riflette l’incertezza nella valutazione del prezzo di uscita per posizioni classificate come concentrate (i.e. posizioni per le quali la dismissione influenzerebbe significativamente il prezzo di mercato);
– ulteriori costi di investimento e finanziamento: i costi di investimento e finanziamento possono verificarsi per emissioni obbligazionarie proprie con clausola di rimborso anticipato o in caso di chiusura anticipata di posizioni in strumenti derivati. Questi costi possono variare a seconda delle fluttuazioni dei costi di finanziamento.
Gli adeguamenti sul Credito/Debito (CV A/DV A) sono incorporati nella valutazione dei derivati per riflettere l’impatto del rischio di credito della controparte e della qualità del credito. Il CV A (Credit Value Adjustment) rappresenta un importo negativo che tiene conto dei casi in cui la controparte potrebbe fallire prima della Banca, con un valore di mercato positivo nei confronti della controparte. Il DV A (Debt Value Adjustment) rappresenta un importo che tiene conto dei casi in cui la Banca potrebbe fallire prima della controparte, con un impatto per la controparte. Questi adeguamenti vengono calcolati tenendo conto di eventuali accordi di mitigazione del rischio, come accordi di collaterale e di netting per ciascuna controparte.
La metodologia utilizzata per il calcolo del CV A/DV A si basa sui seguenti input:
– Profili di Esposizione Positivi (EPE) e Negativi (ENE), derivati da tecniche di simulazione, che riflettono le esposizioni di valutazione positive e negative dei derivati;
– Probabilità di Default (PD), che possono essere derivate da probabilità di default storiche o implicite nelle quotazioni di mercato di Credit Default Swap o obbligazioni;
– Loss Given Default (LGD), basata sul valore stimato del recupero atteso in caso di default della controparte, definito da analisi interni o tassi di recupero convenzionalmente usati nelle quotazioni di Credit Default Swap.
Inoltre, il valore equo dei derivati non collateralizzati può essere influenzato dai costi di finanziamento di Mediobanca (Funding Value Adjustment). Pertanto, vengono effettuati adeguamenti per i diversi costi di finanziamento utilizzando una curva di sconto rappresentativa del livello medio di finanziamento delle banche attive nel mercato europeo dei derivati corporate.
L’aggiustamento del valore del collaterale (“Collva” o “Collateral Value adjustment”) tiene conto del collaterale non monetario ricevuto dalla SPV . Nel caso specifico, il derivato tra Mediobanca e la SPV è garantito dai titoli di debito acquistati dalla SPV stessa. Tale esposizione in collaterale richiede attività di rifinanziamento per tutta la durata dell’operazione, generando un costo che deve essere considerato nella valutazione.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 119Fair Value Hierarchy (FVH) - Osservabilità e materialità dei parametri di input La Direttiva di Observability Leveling e Day-one Profit, come indicato nell’IFRS13, prevede una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Questi input, chiamati “input di valutazione,” sono i dati di mercato utilizzati per stimare il Fair Value degli strumenti finanziari. Il termine “input di valutazione” si riferisce ai dati di mercato utilizzati per stimare il valore equo degli strumenti. Per stimare il valore equo degli strumenti, si utilizzano tecniche di valutazione adeguate alle circostanze e per le quali sono disponibili dati sufficienti.
Le tecniche di valutazione possono essere basate su approcci diversi:
– approccio di mercato, che utilizza prezzi e altre informazioni rilevanti generate dalle transazioni di mercato che coinvolgono asset o passività identici o comparabili;
– approccio al costo (o approccio di sostituzione attuale), che riflette l’importo necessario attualmente per sostituire la capacità di servizio di un asset;
– approccio al reddito, che converte importi futuri (ad esempio flussi di cassa o ricavi e spese) in un unico importo scontato attraverso, ad esempio: tecniche del valore attuale e modelli di valutazione delle opzioni.
Tali tecniche di valutazione possono utilizzare diversi tipi di input, che possono essere input osservabili o input non osservabili. V engono classificati come “input osservabili” i prezzi citati nei mercati attivi. In altri casi, le informazioni sono considerate osservabili quando la valutazione si basa su informazioni di mercato ottenute da fonti indipendenti o da transazioni effettive. Secondo IFRS13 par. B34, alcuni esempi di mercati da cui possono essere ricavati input osservabili includono i seguenti:
– mercati di scambio: in un mercato di scambio, i prezzi di chiusura sono facilmente disponibili e generalmente rappresentativi del valore equo (ad esempio mercati azionari
regolamentati);
– mercati dei dealer: in un mercato dei dealer, i dealer sono pronti a negoziare (comprare o vendere per conto proprio), fornendo liquidità utilizzando il proprio capitale per detenere un inventario degli oggetti per i quali fanno mercato. I prezzi di offerta e domanda (rappresentanti il prezzo a cui il dealer è disposto a comprare e il prezzo a cui è disposto a vendere, rispettivamente) sono generalmente più facilmente disponibili rispetto ai prezzi di chiusura. I mercati over-the-counter (per cui i prezzi sono pubblicamente segnalati) sono mercati dei dealer. I mercati dei dealer esistono anche per alcuni altri asset e passività, inclusi alcuni strumenti finanziari, materie prime e beni fisici;
– mercati intermediati dai broker: in un mercato intermediato dai broker, i broker cercano di mettere in contatto acquirenti e venditori ma non sono pronti a negoziare per conto proprio. I broker non utilizzano il proprio capitale per detenere un inventario degli oggetti per i quali fanno mercato ma conosce i prezzi offerti e richiesti dalle rispettive parti. I prezzi delle transazioni concluse sono talvolta disponibili. I mercati intermediati dai broker includono le reti di comunicazione elettroniche, in cui gli ordini di acquisto e vendita vengono abbinati, e i mercati immobiliari commerciali e residenziali;
– mercati principale-principale: in un mercato principale-principale, le transazioni, sia di origine che di rivendita, sono negoziate in modo indipendente senza intermediari. Poche informazioni su tali transazioni possono essere rese disponibili pubblicamente.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 120V engono classificati come “input non osservabili” tutti i casi in cui non è possibile dimostrare la loro osservabilità e, in particolare, quando le informazioni su cui si basano le tecniche di valutazione riflettono il giudizio di Mediobanca, formulato utilizzando le migliori informazioni disponibili in tali circostanze.
Secondo l’IFRS13 par. 67, le tecniche di valutazione utilizzate per misurare il valore equo devono massimizzare l’uso di input osservabili rilevanti e minimizzare l’uso di input non osservabili.
Più in dettaglio, in base alla loro osservabilità e considerando criteri aggiuntivi, gli input possono essere classificati in tre diversi livelli.
Input di Livello1:
Gli input di Livello1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per asset o passività identiche che l’entità può accedere alla data di rilevazione. Le quotazioni disponibili su un mercato attivo sono la migliore evidenza del V alore Equo e rappresentano i prezzi da utilizzare prioritariamente per valorizzare gli asset e passività finanziarie detenute in portafoglio. Infatti, se un prezzo quotato registrato su un mercato attivo è disponibile, non possono essere utilizzate tecniche alternative di valutazione basate su quotazioni di strumenti comparabili o modelli quantitativi e lo strumento è classificato come un “strumento di Livello1” nella sua interezza.
L’obiettivo è arrivare al prezzo a cui uno strumento finanziario sarebbe negoziato alla data di rendicontazione (senza alterare lo strumento) sul mercato attivo considerato principale o quello più vantaggioso per la Banca e a cui ha accesso immediato.
Input di Livello2:
Gli input di Livello2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello1, ma che sono ancora osservabili per l’asset o passività, sia direttamente che indirettamente. Gli input di Livello2 includono quanto segue:
– prezzi quotati per asset o passività simili in mercati attivi;
– prezzi quotati per asset o passività identiche o simili in mercati non attivi;
Altri input diversi dai prezzi quotati osservabili per l’asset o passività, ad esempio:
(i) tassi di interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati;
(ii) volatilità implicita;
(iii) spread di credito.
Input corroborati dal mercato.
Gli input di Livello2 possono richiedere adeguamenti, ad esempio relativi a:
– le condizioni o la posizione dell’asset;
– l’entità a cui gli input si riferiscono e la loro comparabilità con l’asset o passività;
– il volume o il livello di attività nei mercati in cui gli input sono osservati.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 121Se non esiste quotazione pubblica su un mercato attivo per il prezzo dello strumento finanziario nella sua interezza, ma esistono mercati attivi per i suoi componenti, il V alore Equo viene determinato facendo riferimento ai prezzi di mercato pertinenti per quei componenti.
In questo caso, la valutazione non si basa sulle quotazioni di mercato attive per lo strumento finanziario in esame, ma su parametri osservabili sul mercato o attraverso l’uso di parametri che non sono osservabili ma supportati e confermati dai dati di mercato. L’uso di questo approccio non esclude l’utilizzo di una metodologia di calcolo, o piuttosto, di un modello di pricing, mediante il quale è possibile stabilire il prezzo corretto della transazione alla data di riferimento, in un ambiente ideale e indipendente di negoziazione giustificato da normali considerazioni di mercato.
Input di Livello3:
Gli input di Livello3 sono input non direttamente osservabili che vengono utilizzati per misurare il Fair Value nel caso in cui non siano disponibili input osservabili rilevanti, permettendo di stimare un prezzo di chiusura anche in situazioni di scarsa attività di mercato per l’asset o passività alla data di rilevazione. Mediobanca determina input non osservabili utilizzando le migliori informazioni disponibili nelle circostanze, che potrebbero includere dati propri, considerando tutte le informazioni sulle assunzioni dei partecipanti al mercato che sono ragionevolmente disponibili. A differenza degli input di Livello2, in questo caso gli input devono essere stimati internamente secondo metodologie quantitative, come ad esempio l’uso di serie storiche e strumenti sottostanti comparabili. È possibile che per un certo strumento vengano utilizzati sia input di Livello2 che input di Livello3. In questo caso, la classificazione finale dello strumento viene definita attraverso l’applicazione della valutazione di materialità.
Nel processo di definizione dei livelli e dell’osservabilità degli input, vengono seguite due fasi distintive. Nella prima fase, si assegna un livello a ciascun input impiegato nel modello di valutazione dello strumento. Successivamente, nella seconda fase, si valuta la rilevanza dei vari parametri utilizzati per determinare la materialità degli input non osservabili, influenzando così la valutazione complessiva dello strumento. È importante notare che per alcune categorie di strumenti, come ad esempio i fondi alternativi di investimento private equity o infrastrutturale, viene automaticamente applicata una classificazione (livello di fair value) più rigorosa, poiché il relativo sottostante non è quotato sul mercato. Tuttavia, per alcune tipologie è presente uno sconto di illiquidità nella valutazione del NA V al fine di riportate la valutazione ad exit price.
La materialità rappresenta un passaggio cruciale per stabilire se gli input non osservabili (Livello2 o 3) siano significativi per l’intera misurazione dello strumento. Questa analisi di materialità si estende anche agli input utilizzati per calcolare eventuali correzioni, come il Fair Value Adjustment (FV A) o il Credit Value Adjustment (CV A).
In sintesi, il processo di osservabilità e materialità assicura che i Fair Value degli strumenti finanziari siano classificati correttamente in base alla significatività degli input utilizzati, garantendo un’adeguata valutazione delle attività e passività finanziarie.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 122Prudent Valuation Adjustment (PVA) La Politica e la Direttiva di Prudent V aluation rispondono ai requisiti normativi del Regolamento (UE) n. 575/2013 e sue successive modifiche (inclusa la CRR3). In particolare, l’articolo 34 e l’articolo 105, paragrafo 2, richiedono di effettuare, ai soli fini prudenziali e quindi senza impatti contabili, una valutazione prudenziale applicando parametri di input aggiustati in modo da catturare eventi stressati.
L’obiettivo della valutazione prudenziale è quello di determinare un valore che rifletta un adeguato grado di certezza, tenendo conto dell’incertezza insita nella misurazione del fair value, in particolare in caso di condizioni di mercato stressate. La differenza tra il fair value contabile (prezzo di uscita) e il valore prudente è denominata Additional Valuation Adjustment (A V A). L’aggregazione degli A V A costituisce il Prudent Valuation Adjustment (PV A), che viene dedotto direttamente dal Common Equity Tier 1 (CET1).
L’aggiustamento finale è definito dal Regolatore come l’aggregazione di nove A V A:
– Market Price Uncertainty (MPU): rappresenta l’incertezza nella valorizzazione basata sulle quotazioni di mercato, calcolata a livello di esposizione valutata(14);
– Close-out Costs (CoC): rappresenta l’incertezza del prezzo di uscita, calcolata a livello di
esposizione valutata;
– Model Risk (MR): si riferisce all’incertezza nella valutazione derivante dall’incertezza del modello utilizzato e/o dalla sua calibrazione da parte dei partecipanti di mercato;
– Unearned Credit Spreads (UCS): rappresenta l’incertezza nella valutazione necessaria per includere il valore attuale delle perdite attese in caso di default della controparte per le posizioni su derivati;
– Investing and Funding Costs (IFC): rappresenta l’incertezza nella valutazione dei costi di finanziamento utilizzati per la valutazione del prezzo di uscita, in conformità con le norme
contabili applicabili;
– Concentrated Positions (CP): rappresenta l’incertezza relativa al prezzo di uscita delle posizioni definite come concentrate;
– Future and Administrative Costs (FAC): tiene conto dei costi amministrativi e dei futuri costi di copertura nel corso della vita prevista delle esposizioni valutate per le quali non è applicato un prezzo di uscita diretto per gli A V A CoC;
– Early Termination (ET): considera le potenziali perdite derivanti dalla chiusura anticipata non contrattuale delle posizioni di negoziazione dei clienti;
– Operational Risk (OR): considera le potenziali perdite derivanti dai rischi operativi connessi ai processi di valutazione;
Il framework si applica a tutte le attività e passività valutate al fair value, sia nel trading book che nel banking book, come previsto dagli IFRS e dai RTS EBA. Tuttavia, alcune tipologie di operazioni sono escluse o trattate in modo differenziato:
– strumenti valutati al costo ammortizzato: esclusi in quanto non soggetti a fair value;
– strumenti con fair value basato esclusivamente su prezzi osservabili (Livello1): non richiedono A V A, data l’assenza di incertezza valutativa;
(14) Coerentemente con quanto introdotto per i fondi O.I.C.R. sui Fair Value Adjustments, dove la mediana del range di haircut individuato viene utilizzata per determinare l’importo della correzione del fondo, lato prudent viene applicata il valore massimo del range di haircut individuato.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 123– operazioni perfettamente coperte (back-to-back): in presenza di rischio economico nullo, l’A V A può risultare trascurabile;
– posizioni non significative: soggette a soglie di materialità, in particolare per le banche che adottano l’approccio semplificato.
La Politica e Direttiva interna di Prudent V aluation, allineata ai requisiti regolamentari, assicura un’applicazione coerente e documentata del framework, anche alla luce delle modifiche proposte dall’EBA nel 2024 per armonizzare ulteriormente l’approccio tra le istituzioni europee.
A.4.1 Processi e sensibilità delle valutazioni Come richiesto dal principio IFRS13 di seguito viene fornita l’informativa quantitativa sugli input non osservabili significativi utilizzati nella valutazione degli strumenti di Livello3.
La tabella riporta gli impatti per le posizioni di Livello3 presenti nel portafoglio di trading FVTPL dell’Istituto. In conformità con l’IFRS 13 par. 73 e con le aspettative delle autorità di regolamentazione e ispezione, la determinazione del livello di Fair Value è guidata dalla verifica dell’osservabilità degli input di valutazione che sono significativi per la misurazione del Fair Value, piuttosto che dalla categoria di prodotto interessata. Per questa ragione, l’aggregazione e il reporting dei livelli 3 avvengono per portafoglio e per business model.
Incertezze sui parametri ed impatti sul Fair Value
Input non
osservabileQuantificazione dell’incertezza di parametro (Variazione per 1 bps del parametro di rischio associato)+/- Delta sul MtM
(€ migliaia)
30-06-26+/- Delta sul MtM
(€ migliaia)
31-12-25
V olatilità
implicitaDefinita per ciascun nodo della superficie di volatilità come una standard deviation del Consensus fornito dal data provider indipendente. Per i sottostanti non contribuiti si identifica una proxy ricavata dai dati utilizzati per i sottostanti contribuiti(23,5) (16,6)
Correlazione
equity-equityDefinita per ciascuna scadenza della curva di correlazione come una standard deviation del Consensus fornito dal data provider indipendente.
Per i sottostanti non contribuiti si identifica una proxy ricavata dai dati utilizzati per i sottostanti contribuiti(98,9) (0,3) Credit Spread Per le financial guarantee con sottostanti specifici non sono osservabili curve di credit spread. Per questi strumenti si utilizzano quindi delle curve proxy ricavate da quotazioni dei sottostanti(0,5) (0,4)
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 124Tecniche di valutazione - Prodotti equity – credito – tasso – cambi Prodotto Tecnica di valutazione Input non
osservabiliFair value(*)
Attività
30-6-26
(€ milioni)Fair value(*)
Passività
30-6-26
(€ milioni)Fair value(*)
Attività
31-12-25
(€ milioni)Fair value(*)
Passività
31-12-25
(€ milioni)
OTC bond option Modello di Black-Scholes V olatilità implicita(1)0,33 — — — OTC equity single
name options,
Variance swapModello di Black-Scholes V olatilità implicita(1)— (0,44) — — OTC equity basket options, best of/ worst of, equity autocallable multiasset optionsModello di Black-Scholes, modello a volatilità localeV olatilità implicita
Correlazione
equity-equity(2)0,01 (4,59) — (15,08) Fund Gap Option Modello di Black-Scholes V olatilità implicita(1)— — 0,04 — CDS su Single Names con Recovery Rate 0Arbitrage Free Credit Spread ModelRecovery Rate 1,31 (8,62) 0,50 (3,45) Put option a garanzia
del rendimento
finanziario di fondi pensioneModello di Black-Scholes Proiezione di flussi di premi futuri e tassi di
mortalità delle
policy holders(3)4,78 (22,48) 3,88 (19,54) Forex barrier option Modello di Black-Scholes Incertezza Modello V alutativo(4)0,12 — 0,03 (0,03) Financial Guarantee Arbitrage Free Credit Spread ModelCredit Spread e Recovery Rate(5)0,14 (1,01) 1,2 (3,21) (*) Il valore di bilancio riportato è pari al full fair value delle strutture e comprensivo dei fair value adjustment.
(1) La volatilità, in ambito finanziario, è un indicatore di quanto può variare nel tempo il prezzo di uno strumento finanziario sottostante a un derivato.
Maggiore è la volatilità del sottostante, maggiore è il rischio legato allo strumento. In generale, posizioni lunghe in opzioni beneficiano degli aumenti della volatilità mentre posizioni corte in opzioni ne sono danneggiate. Con riferimento ai derivati equity, la superficie di volatilità implicita può essere ricavata dal prezzo delle opzioni call e put, dal momento che per esse esistono dei mercati regolamentati. L’incertezza di questo parametro può essere legata ad una delle tre fattispecie seguenti: illiquidità delle quotazioni (bid/ask spread ampi, tipicamente presenti a lunghe maturity o moneyness lontane dall’At-The-Money), effetti di concentrazione e non osservabilità dei dati di mercato (anche in questo caso presenti quando si considerano maturity troppo lunghe o moneyness troppo lontane dall’At-The-Money).
(2) La correlazione equity-equity è una misura della relazione esistente tra due strumenti finanziari equity sottostanti ad un derivato. V ariazioni nei livelli di correlazione possono avere impatti favorevoli e non, a seconda del tipo di correlazione, sul Fair Value di uno strumento. Le correlazioni equity-equity sono meno osservabili delle volatilità perché non esistono dei mercati regolamentati dove i prodotti di correlazione vengano quotati. Per tale motivo, le correlazioni sono maggiormente soggette ad incertezza di parametro.
(3) La forma contrattuale è strutturata come una put option della durata originaria tra i 10 ed i 30 anni la cui valorizzazione è soggetta ad incertezza sia per la stima dei premi futuri che per il livello del NA V dei fondi pensione sottostanti.
(4) L’incertezza di modello è una misura della relazione esistente tra due o più modelli valutativi differenti ad un derivato. V ariazioni nei modelli valutativi utilizzati possono avere impatti favorevoli e non sul Fair Value di uno strumento.
(5) La forma contrattuale è strutturata come una garanzia su specifici sottostanti per i quali non sono quindi presenti parametri di input osservabili.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 125I principali fattori che contribuiscono ai trasferimenti tra i livelli di fair value comprendono cambiamenti nelle condizioni di mercato, affinamenti nei modelli valutativi e/o negli input non osservabili.
Il passaggio di uno strumento dal Livello1 al Livello2 di fair value (e viceversa) deriva principalmente dalla perdita (aumento) di significatività del prezzo espresso dal mercato attivo di riferimento per lo strumento.
Il grado di significatività dei dati di input, in particolare del peso che assumono quelli non osservabili rispetto a quelli osservabili, determina invece il passaggio da Livello2 a Livello3 o viceversa.
Nella categoria OICR del portafoglio “Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” rientrano fondi di private debt per 315,4 milioni (275,2 a dicembre scorso), fondi di private equity per 179 milioni (153,8), fondi su infrastrutture per 31,3 milioni (31,4) e fondi chiusi immobiliari per 19 milioni (18,3). Per la maggior parte delle posizioni in portafoglio (circa il 90% di Livello3) la variazione dei parametri non osservabili, ultimo NA V disponibile e tasso di attualizzazione, comporterebbe una variazione negativa al valore di bilancio tra 5,9 e 16 milioni. Per le restanti posizioni il fair value è frutto di un modello i cui input sono specifici dell’entità oggetto di valutazione e pertanto non si dispone delle informazioni necessarie per una significativa analisi di sensitivity.
A.4.4 Altre informazioni Mediobanca si avvale della possibilità prevista dall’IFRS13 par. 48 di misurare il fair value su base netta con riferimento ad attività e passività finanziarie con posizioni compensative dei rischi di mercato e del rischio di credito della controparte.
Emissioni di certificates I certificates sono strumenti finanziari di debito strutturati, che incorporano uno strumento derivato implicito, i cui flussi di interesse cedolari e/o il rimborso del capitale (cd. “Payoff”) è dipendente dall’andamento di parametri di mercato finanziari con o senza effetto leva(15).
L’emissione di certificati Mediobanca (il cui payoff è legato all’andamento di azioni, indici azionari, tassi d’interesse, merito creditizio societario) risponde principalmente all’esigenza manifestata dall’investitore di disporre di un prodotto di investimento che permetta di conseguire una remunerazione maggiorata rispetto ad un prodotto semplice, tipici di un’operazione in derivati. Tali prodotti possono prevedere una protezione dell’ammontare sottoscritto o di una quota dello stesso, rispetto all’andamento dei parametri finanziari a cui risultano indicizzati.
A fronte dell’emissione del certificato, la banca raccoglie dei fondi, che, in assenza del verificarsi di eventi finanziari non prevedibili a priori o del manifestarsi di particolari esigenze di liquidità da parte del sottoscrittore, rimangono a disposizione fino alla scadenza dello strumento.
L’attività in certificates comporta l’emersione di una passività classificata, coerentemente col business model, nel portafoglio contabile delle “Passività finanziarie designate al fair (15) I certificati a leva sono strumenti che amplificano i guadagni o le perdite di un’attività sottostante (azioni, indici, materie prime, etc.) consentono di aumentare il pay-out con un capitale ridotto. Sono negoziati certificati sia a leva fissa, che prevedono un fattore moltiplicativo costante della performance del sottostante solo per la singola seduta e con restrike giornaliero, che a leva dinamica con barriera (autocallable).
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 126value”(16). Il derivato implicito nella struttura, in assenza del ricorso alla fair value option, dovrebbe essere oggetto di scorporo dallo strumento ospite, alla luce della modifica significativa dei flussi finanziari del contratto, con una gestione contabile più onerosa. In aggiunta, tale classificazione consente di perseguire un “natural hedge” rispetto ai derivati di copertura gestionale che risultano stipulati secondo un approccio di “massa” con l’obiettivo di coprire la complessiva esposizione. Permane una quota residuale classificata nel portafoglio di negoziazione per quelli emessi prima del luglio 2023, in progressiva scadenza.
Contestualmente, per alcune tipologie di strumenti, in particolare prodotti a capitale non garantito e/o per i quali il momento del rimborso può dipendere dall’andamento di un parametro di mercato, allo scopo di garantire la remunerazione promessa dal certificato, è necessario impiegare il capitale raccolto secondo un orizzonte temporale coerente con la durata attesa del prodotto d’investimento minimizzando al contempo l’impatto di bilancio del debt value adjustment applicato al valore delle passività(17) generate dall’attività in questione. In caso di chiusura anticipata rispetto alla scadenza naturale per effetto di un evento finanziario, più probabile in caso di equity rispetto a strumenti con sottostante credito/debito, il rimborso è garantito dall’investimento collegato senza impatti sul funding grazie anche alle coperture attuate sui derivati impliciti nello strumento.
Con riferimento ai criteri di rilevazione delle componenti patrimoniali ed economiche dei certificates rilevati alla voce “30. Passività finanziarie designate al fair value” e dei correlati strumenti di copertura gestionale si rappresenta che:
– l’intera marginalità correlata alle emissioni in esame è inclusa nella voce “110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a) attività e passività finanziarie designate al fair value”. Detta voce include altresì gli effetti valutativi correlati alla misurazione del fair value conseguenti alla variazione nei parametri di mercato a cui il certificate è indicizzato – fatta eccezione in alcuni casi laddove non sia necessario impiegare il capitale in investimenti collegati – per il proprio merito creditizio i cui effetti alimentano una riserva di patrimonio netto;
– i derivati gestionalmente collegati alle passività finanziarie valutate al fair value sono classificati alla voce dell’attivo “20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione” oppure alla voce del passivo “20. Passività finanziarie di negoziazione”. Le minusvalenze e le plusvalenze da valutazione, nonché gli effetti realizzati inclusi eventuali differenziali incassati e pagati trovano riconoscimento nella voce di conto economico “80. Risultato netto dell’attività di negoziazione”.
(16) Ex. Art IFRS9 par 4.3.5 e 4.2.2.
(17) IFRS9 Paragrafi B4.1.33 e B4.1.34 sulla gestione congiunta di portafogli di asset e liability in Fair Value option e paragrafo 5.7.8 sulla contabilizzaizone del Debt Value Adjustment al fine di eliminire accounting mismatch.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 127INFORMATIVA DI NATURA QUANTITATIVA A.4.5 Gerarchia del Fair Value A.4.5.1 Attività e passività valutate al Fair Value su base ricorrente: ripartizione per livelli di Fair Value
(€ migliaia)
Attività/Passività finanziarie
misurate al fair value 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 14.730.707 3.069.533 1.146.365 13.334.197 3.863.943 956.438 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 13.409.848 3.038.562 510.156 12.567.024 2.887.696 477.743 b) attività finanziarie designate al fair value 1.106.732 19.860 91.721 539.368 967.040 — c) altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate
al fair value 214.127 11.111 544.488 227.805 9.207 478.695 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4.365.474 566 85.020 4.909.813 109.985 109.917 3. Derivati di copertura — 137.825 — — 161.471 — 4. Attività materiali — — 954.741 — — 872.535 5. Attività immateriali — — — — — — 6. Altre attività(1) 1.618.888 — — 1.375.603 — — Totale 20.715.069 3.207.924 2.186.126 19.619.613 4.135.399 1.938.890 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 6.852.685 2.448.078 45.197 5.651.684 2.682.752 38.518 2. Passività finanziarie designate al fair value — 4.698.111 563.844 — 4.938.089 617.964 3. Derivati di copertura — 637.552 — — 635.963 — Totale 6.852.685 7.783.741 609.041 5.651.684 8.256.804 656.482 (1) Certificates quotati EUA - Commodities.
Il portafoglio di negoziazione è principalmente concentrato su operatività liquida e con un basso livello di incertezza. Resta una residua parte più complessa che tuttavia non ha subito significative variazioni.
Al 30 giugno 2026 gli attivi di Livello3 detenuti per la negoziazione sono in lieve aumento da 478 a 510,2 milioni, principalmente per sbilancio tra acquisti e vendite.
Le passività di Livello3 detenute per la negoziazione riguardano principalmente i certificati autocallable su basket equity (in lieve aumento da 38,5 a 45,2 milioni).
Le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al Fair Value, rappresentate da investimenti in fondi, aumentano da 478,7 a 544,5 milioni, principalmente per le variazioni positive di fair value nonché acquisti diffusi.
Le passività finanziarie di Livello3 valutate al Fair Value scendono da 618 a 563,8 milioni dopo trasferimenti ad altri livelli (-215,1 milioni che riguardano alcuni certificate equity multi asset single name), variazioni di fair value (-35,8 milioni) e nuove emissioni (+196,8 milioni).
Le attività finanziarie valutate al Fair Value con impatto sulla redditività complessiva (obbligazioni, azioni e SFP) diminuiscono da 110 a 85 milioni dopo vendite e rimborsi.
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 128Le attività finanziarie di Livello3 valutate al Fair Value ammontano a 91,7 milioni, principalmente per l’ingresso di un finanziamento strutturato (87,9 milioni).
A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al Fair Value su base ricorrente (Livello3)
(€ migliaia)
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economicoAttività
finanziarie
valutate
al fair
value con
impatto sulla
redditività
complessivaDerivati di
coperturaAttività
materialiAttività
immateriali
Totale di cui:
a) attività
finanziarie
detenute
per la
negoziazionedi cui:
b) attività
finanziarie
designate al
fair valuedi cui:
c) altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate
al fair value 1. Esistenze iniziali 956.438 477.743 — 478.695 109.917 — 872.535 — 2. Aumenti 303.452 117.433 91.721 94.299 4.895 — 83.706 — 2.1 Acquisti 246.510 110.132 87.907 48.471 4.275 — — — 2.2 Profitti imputati a: 46.586 1.973 — 44.613 492 — 34.380 —
2.2.1 Conto
economico 46.586 1.973 — 44.613 — — 21.026 — – di cui:
plusvalenze 18.637 1.458 — 17.179 — — — —
2.2.2 Patrimonio
netto — — — — 492 — 13.354 —
2.3 Trasferimenti
da altri livelli 8.688 5.030 3.658 — — — — — 2.4 Altre variazioni in aumento 1.669 298 156 1.215 128 — 49.326 — 3. Diminuzioni (113.526) (85.020) — (28.506) (29.792) — (1.500) — 3.1 V endite (92.655) (71.733) — (20.922) (25.065) — — — 3.2 Rimborsi (11.717) (11.717) — (4.665) — — — 3.3 Perdite imputate a: (9.154) (1.570) — (7.584) (62) — (110) —
3.3.1 Conto
economico (9.154) (1.570) (7.584) (43) — (80) — – di cui minusvalenze (8.783) (1.526) (7.257) — — — —
3.3.2 Patrimonio
netto — — — — (19) — (30) — 3.4 Trasferimenti ad altri livelli — — — — — — — — 3.5 Altre variazioni in diminuzione — — — — — — (1.390) — 4. Rimanenze finali 1.146.365 510.156 91.721 544.488 85.020 — 954.741 —
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 129A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al Fair Value su base ricorrente (Livello3)
(€ migliaia)
Passività finanziarie
detenute
per la negoziazionePassività finanziarie
designate
al fair valueDerivati
di copertura
1. Esistenze iniziali (38.518) (617.964) — 2. Aumenti (37.676) (332.622) — 2.1 Emissioni (8.259) (332.622) 2.2 Perdite imputate a: (6.181) — — 2.2.1 Conto economico (6.181) — — – di cui: minusvalenze (6.181) — — 2.2.2 Patrimonio netto — — — 2.3 Trasferimenti da altri livelli (11.348) — — 2.4 Altre variazioni in aumento (11.888) — — 3. Diminuzioni 30.997 386.742 — 3.1 Rimborsi 23.181 135.784 — 3.2 Riacquisti — — — 3.3 Profitti imputati a: 711 35.839 — 3.3.1 Conto economico 711 35.839 — – di cui plusvalenze 711 — — 3.3.2 Patrimonio netto — — — 3.4 Trasferimenti ad altri livelli 7.105 215.119 — 3.5 Altre variazioni in diminuzione — — — 4. Rimanenze finali (45.197) (563.844) — A.4.5.4 Attività e passività non valutate al Fair Value o valutate al Fair Value su base non ricorrente:
ripartizione per livelli di Fair Value.
(€ migliaia)
Attività/Passività non
misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Valore di
bilancioLivello 1 Livello 2 Livello 3 Valore di bilancioLivello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 74.629.609 4.652.374 24.650.826 47.137.063 71.154.524 4.046.219 23.295.377 44.514.985 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento — — — — — — — — 3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3 — — — 7.476 — — — Totale 74.629.612 4.652.374 24.650.826 47.137.063 71.162.000 4.046.219 23.295.377 44.514.985 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 80.442.675 1.876.261 78.571.028 125.530 77.683.997 1.345.735 76.179.651 121.207 2. Passività associate ad attività in via di dismissione — — — — Totale 80.442.675 1.876.261 78.571.028 125.530 77.683.997 1.345.735 76.179.651 121.207
Parte A - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 130A.5 - Informativa sul c.d. “day one profit” Il principio contabile IFRS 7, paragrafo 28, definisce il day one profit come la differenza tra il fair value di uno strumento finanziario al momento della rilevazione iniziale (prezzo della transazione) e l’importo determinato a quella data utilizzando una tecnica di valutazione.
Secondo quanto previsto anche dall’IFRS 9, paragrafo B5.1.2A, se il fair value iniziale è determinato utilizzando parametri non osservabili (Livello3 della gerarchia del fair value), il day one profit non può essere immediatamente rilevato a conto economico, ma deve essere differito e rilasciato nel tempo, in funzione della progressiva osservabilità dei parametri utilizzati o del decorso del tempo.
La sospensione del day one profit si applica per strumenti finanziari classificati come di Livello3, ovvero per i quali l’impatto di uno o più parametri non osservabili sul fair value è ritenuto significativo. Il day one profit, calcolato al netto dei fair value adjustment, viene ammortizzato nel periodo atteso in cui i dati di input rimarranno non osservabili. Non si applica la sospensione nel caso in cui i rischi generati dall’operazione siano coperti con una controparte di mercato (back-to-back), eliminando così l’effetto economico del parametro non osservabile.
Nel corso dell’esercizio, Mediobanca ha applicato il principio del day one profit alle seguenti tipologie di operazioni:
– CLO financial guarantee: operazioni in cui l’Istituto ha acquistato copertura specifica su CLO in portafoglio per neutralizzare il rischio di credito. In assenza di parametri di mercato osservabili e liquidi, sono stati sospesi utili per 6,5 milioni da rilasciare pro rata temporis (6,2 milioni al 31 dicembre scorso), dopo incrementi su nuove operatività per 2,7 milioni e rilasci per 2,4 milioni, su un nozionale di circa 420 milioni (326 milioni) per l’ingresso di 12 operazioni.
– Certificates con sottostanti strategie equity e credit: risultano sospesi circa 6,7 milioni di utili connessi all’emissione di certificates equity ex autocallable per un nominale di 589,3 milioni (rispettivamente 5,2 milioni e 360,5 milioni al 31 dicembre scorso) e 1 milione di utili per certificati credit linked callable con nozionale emesso di circa 258,5 milioni (rispettivamente 1,9 e 118,6 milioni)(18).
Si segnala che nel semestre non si sono riscontrate casistiche di day one loss.
(18) Il rilascio del DOP avviene o a scadenza dell’emissione o per chiusura anticipata o per passaggio di Livello da 3 a 2 (in quest’ultimo caso il passaggio a Livello2 deve essere confermata in tre rilevazioni mensili consecutive).
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 131Parte B – Informazioni sullo Stato Patrimoniale consolidato(*)
Attivo
SEZIONE 2
Attività finanziarie valutate al fair value(**) con impatto a conto economico – Voce 20 2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica
Voci/Valori Totale
30 giugno 2026Totale 31 dicembre 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 7.159.645 856.729 498.045 6.484.969 841.637 430.068 1.1 Titoli strutturati 15.421 7.683 219.338 10.474 17.853 229.493 1.2 Altri titoli di debito 7.144.224 849.046 278.707 6.474.495 823.784 200.575 2. Titoli di capitale (1)5.368.804 41.738 311 5.504.783 42.441 308 3. Quote di O.I.C.R. 126.448 — 5.019 109.268 — 5.052 4. Finanziamenti — — — — — 36.839 (2) 4.1 Pronti contro termine — — — — — — 4.2 Altri — — — — — 36.839 Totale (A) 12.654.897 898.467 503.375 12.099.020 884.078 472.267 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari 754.951 1.943.732 5.330 468.004 1.822.296 3.955 1.1 di negoziazione 754.951 1.943.732 5.330 468.004 1.772.678 3.955 1.2 connessi con la fair value option — — — — — — 1.3 altri — — — — 49.618 — 2. Derivati creditizi — 196.363 1.451 — 181.322 1.521 2.1 di negoziazione — 196.363 1.451 — 181.322 1.521 2.2 connessi con la fair value option — — — — — — 2.3 altri — — — — — — Totale (B) 754.951 2.140.095 6.781 468.004 2.003.618 5.476 Totale (A+B) 13.409.848 3.038.562 510.156 12.567.024 2.887.696 477.743 (1) Tra i titoli di capitale figurano azioni impegnate in operazioni di prestito titoli per un controvalore di 2.190.841 al 30 giugno 2026 e 2.764.733 al 31 dicembre 2025.
(2) Al 31 dicembre 2025 sono in essere posizioni di underwriting destinate alla sindacazione.
(**) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1322.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica(*)
Voci/Valori Totale
30 giugno 2026Totale 31 dicembre 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1.Titoli di debito (1)1.106.732 19.860 3.814 539.368 365.588 — 1.1 Titoli strutturati — — — — — — 1.2 Altri titoli di debito 1.106.732 19.860 3.814 539.368 365.588 — 2. Finanziamenti — — 87.907 — 601.452 — 2.1 Strutturati — — — — — — 2.2 Altri — — 87.907 — 601.452 — Totale 1.106.732 19.860 91.721 539.368 967.040 — (*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili (1) Fronteggiano passività in Fair Value Option.
2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value(*): composizione merceologica Voci/Valori 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Titoli di debito — — — — — — 1.1 Titoli strutturati — — — — — — 1.2 Altri titoli di debito — — — — — — 2. Titoli di capitale — — 342 — — 1.012 3. Quote di O.I.C.R. 214.127 3.516 544.146 227.805 1.577 477.683 4. Finanziamenti — 7.595 — — 7.630 — 4.1 Pronti contro termine — — — — — — 4.2 Altri — 7.595 — — 7.630 — Totale 214.127 11.111 544.488 227.805 9.207 478.695 (*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili.
SEZIONE 3
Attività finanziarie valutate al fair value(*) con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30 3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione
merceologica
Voci/Valori 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Titoli di debito 4.235.985 — 2.918 4.773.724 109.423 32.579 1.1 Titoli strutturati — — — — — — 1.2 Altri titoli di debito 4.235.985 — 2.918 4.773.724 109.423 32.579 2. Titoli di capitale 129.489 566 82.102 136.089 562 77.338 3. Finanziamenti — — — — — — Totale 4.365.474 566 85.020 4.909.813 109.985 109.917 (*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 133SEZIONE 4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40 4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso
banche
Tipologia operazioni/
ValoriTotale 30 giugno 2026 Totale 31 dicembre 2025 Valore di bilancio Fair value(*)Valore di bilancio Fair value(*)
Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originateLivello1 Livello2 Livello3 Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originateLivello1 Livello2 Livello3 A. Crediti verso Banche Centrali 350.119 — — — 350.119 — 449.009 — — — 449.009 — 1. Depositi a scadenza — — — X X X 100.000 — — X X X 2. Riserva obbligatoria 350.119 — — X X X 349.009 — — X X X 3. Pronti contro termine — — — X X X — — — X X X 4. Altri — — — X X X — — — X X X B. Crediti verso banche 4.651.450 — — 68.851 4.587.770 48.588 5.289.721 — — 54.163 5.272.455 34.613 1. Finanziamenti 4.582.727 — — —4.587.770 48.587 5.235.851 — — —5.272.423 34.612 1.1 Conti correnti — — — X X X — — — X X X 1.2. Depositi a scadenza 66.156 — — X X X 109.984 — — X X X 1.3. Altri finanziamenti: 4.516.571 — — X X X5.125.867 — — X X X
- Pronti contro termine attivi 2.538.650 — — X X X2.849.193 — — X X X
- Finanziamenti per leasing 421 — — X X X 413 — — X X X
- Altri 1.977.500 — — X X X2.276.261 — — X X X 2. Titoli di debito 68.723 — — 68.851 — 1 53.870 — — 54.163 32 1 2.1 Titoli strutturati — — — — — — — — — — — — 2.2 Altri titoli di debito 68.723 — — 68.851 — 1 53.870 — — 54.163 32 1 Totale 5.001.569 — — 68.851 4.937.889 48.588 5.738.730 — — 54.163 5.721.464 34.613 (*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1344.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso
clientela
Tipologia operazioni/
ValoriTotale 30 giugno 2026 Totale 31 dicembre 2025 Valore di bilancio Fair value(*)Valore di bilancio Fair value(*)
Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originate(1)Livello1 Livello2 Livello3 Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originate(1)Livello1 Livello2 Livello3 1. Finanziamenti 61.906.511 385.718 196.690 —18.117.495 45.998.409 58.424.397 387.389 190.072 —16.129.397 43.366.336 1.1. Conti correnti 2.841.429 44 — X X X2.922.661 57 — X X X 1.2. Pronti contro termine attivi 4.752.026 — — X X X4.101.103 — — X X X 1.3. Mutui 31.456.041 52.633 — X X X29.706.352 57.973 — X X X 1.4. Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto 11.159.591 213.011 196.165 X X X10.639.188 206.065 189.537 X X X 1.5 Finanziamenti per leasing 1.520.948 9.946 — X X X1.055.676 11.259 — X X X 1.6. Factoring 2.649.330 6.298 — X X X2.799.141 7.956 — X X X 1.7. Altri finanziamenti 7.527.146 103.786 525 X X X7.200.276 104.079 535 X X X 2. Titoli di debito 7.137.705 1.416 —4.583.523 1.595.442 1.090.066 6.412.093 1.842 —3.992.056 1.444.516 1.114.036 2.1. Titoli strutturati — — — — — — — — — — — — 2.2. Altri titoli di debito 7.137.705 1.416 —4.583.523 1.595.442 1.090.066 6.412.093 1.842 —3.992.056 1.444.516 1.114.036 Totale 69.044.216 387.134 196.690 4.583.523 19.712.937 47.088.475 64.836.491 389.231 190.072 3.992.056 17.573.913 44.480.372 (*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili.
(1) Riguardano crediti consumer, forborne non performing, come meglio esplicitato nella parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura - Sez 1 qualità del credito.
4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive Valore lordo Rettifiche di valore complessive Write-off
parziali
complessiviPrimo
stadiodi cui:
Strumenti
con basso
rischio di
creditoSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originate(*)Primo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originate
Titoli di debito 7.202.471 9.889 5.217 10.768 — 1.240 20 9.352 — — Finanziamenti 64.618.550 448.593 2.843.790 996.981 284.806 309.164 313.819 611.263 88.116 268.213
Totale
30 giugno
2026 71.821.021 458.482 2.849.007 1.007.749 284.806 310.404 313.839 620.615 88.116 268.213
Totale
31 dicembre
2025 68.836.915 758.585 2.330.550 1.016.483 282.052 306.502 285.743 627.252 91.979 257.573 (*) Interamente ascrivibili a Compass Banca.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 135SEZIONE 5 Derivati di copertura – Voce 50 5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli
Fair Value
30 giugno 2026Valore
nozionale
30 giugno
2026Fair Value
31 dicembre 2025Valore
nozionale
31 dicembre
2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 A. Derivati finanziari 1. Fair value — 137.822 — 22.038.217 — 159.053 —12.906.465 2. Flussi finanziari — 3 — 5.773.865 — 2.418 — 4.510.000 3. Investimenti esteri — — — — — — — — B. Derivati creditizi 1. Fair value — — — — — — — — 2. Flussi finanziari — — — — — — — — Totale — 137.825 — 27.812.082 — 161.471 — 17.416.465 5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di coperture
Operazioni/Tipo
di coperturaFair Value Flussi finanziari Investim.
esteriSpecifica
Generica Specifica Genericatitoli di debito e tassi di interessetitoli di
capitale
e indici
azionarivalute
e oro credito merci altri 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività
complessiva 27.223 — — — X X X — X X 2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 22.152 X — — X X X — X X 3. Portafoglio X X X X X X — X — X 4. Altre operazioni — — — — — — X — X — Totale attività 49.375 — — — — — — — — — 1. Passività finanziarie 6.949 X — — — — X — X X 2. Portafoglio X X X X X X — X — X Totale passività 6.949 — — — — — — — — 1. Transazioni attese X X X X X X X 3 X X 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X 81.498 X — —
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 136SEZIONE 7 Partecipazioni – Voce 70 7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi
Denominazioni Sede
legaleSede
operativaTipo di
rapportoRapporto
di partecipazioneDisponibilità
voti %
Impresa
partecipante Quota % A. Imprese sottoposte a influenza
notevole
1. Assicurazioni Generali S.p.A. Trieste Trieste 2 Mediobanca S.p.A. 13,32 13,66 2. Istituto Europeo di Oncologia S.r.l. Milano Milano 2 Mediobanca S.p.A. 25,37 25,37 3. CLI Holdings II Ltd Londra Londra 2 Mediobanca S.p.A. 18,95 18,95 4. MB Speedup Londra Londra 1 Mediobanca S.p.A. 50,00 50,00
Legenda:
(1) Controllo congiunto.
(2) Sottoposte ad influenza notevole.
(3) Controllate in via esclusiva e non consolidate.
La tabella indica per ciascuna società collegata la denominazione, la sede, la quota di partecipazione nonché la quota di possesso calcolata come percentuale del capitale sociale emesso dalla collegata o dalla joint venture e la disponibilità di voti intesa quale percentuale sulle azioni effettivamente votanti ovvero escludendo dal denominatore le azioni proprie della collegata. Quest’ultima è la percentuale utilizzata ai fini del consolidamento con il metodo del Patrimonio Netto.
Si precisa che eventuali operazioni temporanee (prestiti titoli, pronti contro termine, ecc.) aventi ad oggetto azioni della collegata non vengono prese in considerazione ai fini della determinazione della percentuale di consolidamento.
Per un’illustrazione più ampia dei criteri e dei metodi di determinazione dell’area di consolidamento, si rimanda alla “Sezione 3 – Parte A – Politiche contabili”.
Tutte le partecipazioni sono valutate con il metodo del Patrimonio Netto, come previsto dal principio contabile di riferimento (IAS28 e IFRS11), il cui conteggio tiene conto delle azioni proprie in portafoglio e del valore delle azioni Mediobanca eventualmente possedute dalla partecipata stessa; i dividendi incassati non sono iscritti a conto economico bensì a riduzione del valore di carico della partecipazione.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1377.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti Denominazioni Valore di bilancio Fair Value(*)Dividendi percepiti(**) A. Imprese sottoposte a influenza notevole 1. Assicurazioni Generali S.p.A. 4.070.767 8.706.998 335.120 2. Istituto Europeo di Oncologia S.r.l. 38.629 n.d. n.d.
3. CLI Holdings II Ltd 23.154 n.d. 3.838 4. MB Speedup 3.783 n.d. n.d.
Totale(1)4.136.333
(1) L’importo differisce dal valore indicato nello stato patrimoniale per altre partecipazioni di importo e quota partecipativa esigui (163 mila euro).
(*) Disponibile solo per le Società quotate.
(**) I dividendi percepiti nel corso dell’esercizio sono stati portati in riduzione del valore contabile della partecipazione (come descritto nella “Parte A -
Politiche contabili” della presente nota integrativa).
Al 30 giugno il valore di bilancio della voce “Partecipazioni” ammonta a 4.136,5 milioni.
La quota in Assicurazioni Generali passa dal 13,19% al 13,32% tenuto conto dell’annullamento di azioni proprie dello scorso aprile; se calcolata sulle azioni in circolazione l’interessenza economica si attesta al 13,66% (13,55% al 31 dicembre 2025). Il consueto stacco del dividendo per 335,1 milioni incassato lo scorso maggio determina il calo del book value da 4.157,9 a 4.070,8 solo parzialmente compensato dall’utile di periodo per 289,8 milioni oltre a variazioni negative delle riserve per complessivi 41,9 milioni (-4,1 milioni le riserve da valutazione; -37,8 milioni le altre riserve).
Il fair value della partecipazione in Assicurazioni Generali si attesta a 8,7 miliardi (7,3 miliardi al 31 dicembre 2025) riflettendo un valore per azione pari a €42,61 ben al di sopra del valore di carico (€19,92).
Riguardo alle altre partecipazioni: IEO (25,37%) si attesta 38,6 milioni; CLI Holdings II Limited si riduce a 23,1 milioni fattorizzando nel semestre dividendi per 3,8 milioni e adeguamenti negativi delle posizioni correnti per -6,6 milioni (inclusi -4,2 milioni di effetto mercato negativo del trimestre).
Si segnala che nel secondo trimestre è stata ceduta la partecipazione in Finanziaria Gruppo Bisazza in carico a 5,3 milioni; l’operazione ha generato un utile di 1,4 milioni.
In sede di relazione semestrale non avendo riscontrato potenziali indicatori tali da determinare evidenze di impairment come definiti dallo IAS36 non si è ritenuto necessario svolgere l’esercizio di impairment test sul valore delle partecipazioni.
Per maggiori informazioni sul Test di impairment delle partecipazioni si rimanda al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 138SEZIONE 9 Attività materiali – Voce 90 9.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo Attività/Valori Totale 30 giugno 2026 Totale 31 dicembre 2025 1. Attività di proprietà 51.476 51.254 a) terreni — — b) fabbricati — — c) mobili 28.080 30.829 d) impianti elettronici 3.690 3.551 e) altre 19.706 16.874 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 285.322 273.015 a) terreni — — b) fabbricati 270.169 255.439 c) mobili — — d) impianti elettronici — — e) altre 15.153 17.576 Totale 336.798 324.269 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute — — 9.3 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività rivalutate
Attività/Valori Totale
30 giugno 2026Totale 31 dicembre 2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività di proprietà — — 479.034 — — 495.132 a) terreni — — 341.489 — — 361.848 b) fabbricati — — 137.545 — — 133.284 c) mobili — — — — — — d) impianti elettronici — — — — — — e) altre — — — — — — 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing — — — — — — a) terreni — — — — — — b) fabbricati — — — — — — c) mobili — — — — — — d) impianti elettronici — — — — — — e) altre — — — — — — Totale — — 479.034 — — 495.132 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute — — 200 — — 200
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1399.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value
Attività/Valori Totale
30 giugno 2026Totale 31 dicembre 2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività di proprietà — — 475.707 — — 377.403 a) terreni — — 370.601 — — 317.436 b) fabbricati — — 105.106 — — 59.967 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing — — — — — — a) terreni — — — — — — b) fabbricati — — — — — — Totale — — 475.707 — — 377.403 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute — — 31.809 — — 29.600 9.5 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: composizione Attività/Valori Totale 30 giugno 2026 Totale 31 dicembre 2025 1. Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute 6.144 9.937 a) terreni — 241 b) fabbricati 6.144 9.696 c) mobili — — d) impianti elettronici — — e) altre — — 2. Altre rimanenze di attività materiali — — Totale 6.144 9.937 di cui: valutate al fair value al netto dei costi di vendita — — Include i beni ex leasing ritirati, originariamente iscritti tra le Attività materiali detenute a scopo di investimento (ex IAS40), che sono stati riclassificati ad Attività materiali in accordo con quanto previsto dallo IAS2 limitatamente a quelli di importo esiguo, per i quali non è conveniente procedere alla locazione e si prevede la vendita entro il prossimo triennio.
Per gli immobili detenuti e contabilizzati come rimanenze in base a quanto stabilito dal principio contabile IAS2, rinvenienti dal portafoglio di MBPS Leasing, viene applicato il criterio di valutazione al minore tra costo e mercato senza la registrazione di ammortamenti.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 140SEZIONE 10 Attività immateriali – Voce 100 Le attività immateriali a durata indefinita sono rappresentate dall’avviamento, dai marchi, dai contratti acquisiti nelle operazioni di aggregazione aziendale, dalle liste clienti acquisite nell’ambito di operazioni straordinarie(19) e dai software. Con riferimento alle modalità di valutazione delle Attività immateriali si rinvia a quanto illustrato nella Parte A - Politiche contabili.
10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività Attività/Valori Totale 30 giugno 2026 Totale 31 dicembre 2025
Durata
definitaDurata
indefinitaDurata
definitaDurata
indefinita
A.1 Avviamento X 797.139 X 792.857 A.1.1 di pertinenza del gruppo X 797.139 X 792.857 A.1.2 di pertinenza di terzi X — X — A.2 Altre attività immateriali 101.439 129.385 102.720 128.187 di cui: software 82.257 — 80.846 — A.2.1 Attività valutate al costo: 101.439 129.385 102.720 128.187 a) Attività immateriali generate internamente — — — — b) Altre attività 101.439 129.385 102.720 128.187 A.2.2 Attività valutate al fair value: — — — — a) Attività immateriali generate internamente — — — — b) Altre attività — — — — Totale 101.439 926.524 102.720 921.044 Informazioni sulle attività intangibili e sull’avviamento Nel semestre le attività immateriali rimangono sostanzialmente stabili, passando da 1.023,8 a 1.028 milioni, dopo acquisti di nuovi software per 17,2 milioni, ammortamenti per 18,6 milioni e effetti cambio positivi degli intangibili in valuta per 5,6 milioni.
Nel periodo si segnala la chiusura della Purchase Price Allocation di HeidiPay AG che ha confermato i valori di goodwill e intangibili a vita definita iscritti al 31 dicembre 2025.
L’operazione ha abilitato Compass al perseguimento di specifici obiettivi industriali:
– integrazione tecnologica: accesso e controllo diretto della piattaforma digitale proprietaria in capo a Heidi Pay Ltd per l’erogazione di servizi BNPL e credito finalizzato sia su canali e-commerce che su punti vendita fisici (POS), garantendo continuità operativa a HeyLight AG;
– espansione geografica e di prodotto con l’ingresso di Compass nel mercato del credito al consumo elvetico in qualità di nuovo operatore.
In considerazione del razionale industriale dell’operazione, il goodwill è stato allocato ad una CGU rappresentativa del perimetro effettivamente beneficiario delle sinergie derivanti dall’acquisizione.
(19) Con operazioni straordinarie si intendono operazioni di business combination ex IFRS3.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 141Tale perimetro include la società acquisita comprensiva della controllata Heidi Pay Ltd, la società svizzera operativa (HeyLight AG) e i flussi derivanti dall’attività HeyLight in Italia, inclusi i benefici derivanti dall’acquisizione di nuova clientela e dal successivo cross-selling di prodotti Consumer (sotto forma di fees che il Consumer retrocede alla CGU).
Le tabelle seguenti riportano il riepilogo delle attività immateriali e goodwill iscritti in bilancio suddivisi per Cash Generating Unit:
Tabella 1: Altre attività immateriali acquisite con operazioni straordinarie(*) Tipologia Deal 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Customer relationship 87.493 89.331
CMB 1.323 1.637
Polus (1)73.419 72.992 Messier et Associes 1.064 1.772 Soisy 323 389 HeyLight 1.968 2.109 Arma Partners 3.733 4.122 HeidiPay 5.663 6.310 Marchi 44.035 43.680 MB Private Banking 15.489 15.489 Arma Partners (1) 28.546 28.191 Totale attività immateriali da
PPA 131.528 133.011
(1) V ariazione interamente riconducibile all’effetto cambio.
(*) La tabella non include il marchio Messier & Associés conferito al momento dell’acquisizione e pari a 17 milioni (rilevato nel Bilancio al 30 giugno 2019) iscritto nel bilancio individuale della società.
Tabella 2: Goodwill Operazione 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Consumer 403.887 403.315 -di cui Soisy 6.444 6.444 -di cui Compass-Linea 365.934 365.934 -di cui HeyLight (1)818 812 -di cui HeidiPay AG (1)30.691 30.125 Polus Capital Management (1)56.682 55.979 MB Private Banking 52.103 52.103 Messier et Associés 41.953 41.953 Arma Partners (1) 242.514 239.507 Totale Avviamento 797.139 792.857 (1) V ariazione interamente riconducibile all’effetto cambio.
Informazioni sugli Impairment Indicators In linea con quanto illustrato nella sezione relativa alle politiche contabili, lo IAS36 prevede la verifica della riduzione per perdita di valore sulle singole attività materiali ed immateriali (impairment test), che deve essere svolta almeno una volta l’anno in sede di redazione di bilancio, o con cadenza anche più frequente in presenza di eventi o manifestazioni che inducono a ritenere vi sia stata una riduzione di valore (cd Impairment Indicators).
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 142Il Gruppo si è dotato di una Policy di Impairment che regola il processo di impairment e, come richiesto, ha svolto le necessarie analisi sulla presenza di indicatori di impairment.
Come previsto dalla Policy, nell’ambito del monitoraggio degli impairment indicators, tenuto conto del recente andamento dei mercati, si è provveduto a rideterminare il costo del capitale. Nel complesso l’andamento dei tassi ha determinato variazioni limitate nel costo del capitale delle varie CGU. I principali scostamenti nel semestre riguardano i tassi risk free, i quali registrano un generale incremento rispetto ai valori di dicembre, e il beta che mostra un lieve aumento per tutte le CGU ad eccezione di Polus Capital Management. La Tavola seguente mostra le differenze rispetto al 31 dicembre scorso:
Tabella: Parametri per CGU del cost of equity CGU/Impairment indicators Tasso risk free - Rf Beta - ß
31 dicembre
202530 giugno 2026 31 dicembre 202530 giugno 2026 Consumer 3,53 3,69 1,05 1,11 Polus Capital Management 4,49 4,82 1,27 1,19 MB Private Banking + AM 3,53 3,69 1,02 1,06 MB Mid Corporate 3,53 3,69 1,14 1,20 Messier & Associés 3,55 3,70 1,14 1,20 Arma Partners 4,49 4,82 1,14 1,20 Sono rimasti, invece, invariati gli altri parametri (Premio per il rischio e Alfa).
Dalla verifica degli altri trigger, previsti dalla Policy di Gruppo, non sono emerse evidenze di impairment.
Per maggiori informazioni sull’Impairment Test delle attività immateriali e del goodwill si rimanda al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 143SEZIONE 12 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 120 dell’attivo e voce 70 del passivo 12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 A. Attività possedute per la vendita A.1 Attività finanziarie — — A.2 Partecipazioni — — A.3 Attività materiali 3 7.476 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute — — A.4 Attività immateriali — — A.5 Altre attività non correnti — — Totale (A) 3 7.476 di cui valutate al costo 3 7.476 di cui valutate al fair value livello 1 — — di cui valutate al fair value livello 2 — — di cui valutate al fair value livello 3 — — B. Attività operative cessate B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico — — B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva — — B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato — — B.4 Partecipazioni — — B.5 Attività materiali — — B.6 Attività immateriali — — B.7 Altre attività — — Totale (B) — — C. Passività associate ad attività possedute per la vendita C.1 Debiti — — C.2 Titoli — — C.3 Altre passività — — Totale (C) — — D. Passività associate ad attività operative cessate D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato — — D.2 Passività finanziarie di negoziazione — — D.3 Passività finanziarie designate al fair value — — D.4 Fondi — — D.5 Altre passività — — Totale (D) — — In data 30 giugno 2026 si è conclusa la vendita dell’immobile di Roma, sito in via Nomentana, di Compass Banca, iscritto dal 30 settembre 2025 tra le attività in via di dismissione.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 144Passivo
SEZIONE 1
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10 1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso
banche
Tipologia operazioni/Valori Totale 30 giugno 2026Totale 31 dicembre 2025
Valore di
bilancioFair Value Valore di
bilancioFair Value
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Debiti verso banche centrali 357.238 X X X1.020.086 X X X 2. Debiti verso banche 16.044.186 X X X13.951.571 X X X 2.1 Conti correnti e depositi a vista 147.971 X X X 244.997 X X X 2.2 Depositi a scadenza 22.633 X X X 45.744 X X X 2.3 Finanziamenti 15.587.416 X X X13.656.674 X X X 2.3.1 Pronti contro termine passivi 9.637.594 X X X8.815.849 X X X 2.3.2 Altri 5.949.822 X X X4.840.825 X X X 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali — X X X — X X X 2.5 Debiti per leasing 3.043 X X X 1.350 X X X 2.6 Altri debiti 283.123 X X X 2.806 X X X Totale 16.401.424 —16.401.424 —14.971.657 —14.971.657 — 1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso
clientela
Tipologia operazioni/Valori Totale 30 giugno 2026Totale 31 dicembre 2025 VB Fair Value VB Fair Value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Conti correnti e depositi a vista 19.771.953 X X X21.650.466 X X X 2. Depositi a scadenza 11.462.402 X X X9.644.507 X X X 3. Finanziamenti 4.196.156 X X X3.188.855 X X X 3.1 Pronti contro termine passivi 3.811.394 X X X2.880.864 X X X 3.2 Altri 384.762 X X X 307.991 X X X 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali — X X X — X X X 5. Debiti per leasing 266.920 X X X 252.352 X X X 6. Altri debiti 44.813 X X X 32.101 X X X Totale 35.742.244 —35.742.244 —34.768.281 —34.768.281 —
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1451.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in
circolazione
Tipologia titoli/Valori 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Valore di
bilancioFair Value(*)Valore di
bilancioFair Value(*)
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Titoli
1. obbligazioni 26.398.077 1.876.261 24.651.961 —26.298.822 1.345.735 24.915.683 — 1.1 strutturate 4.019.939 — 4.016.423 — 3.846.028 —3.676.900 — 1.2 altre 22.378.138 1.876.261 20.635.538 —22.452.794 1.345.735 21.238.783 — 2. altri titoli 1.900.930 — 1.775.399 125.530 1.645.237 —1.524.030 121.207 2.1 strutturate — — — — — — — — 2.2 altre 1.900.930 — 1.775.399 125.530 1.645.237 —1.524.030 121.207 Totale 28.299.007 1.876.261 26.427.360 125.530 27.944.059 1.345.735 26.439.713 121.207 (*) I valori di fair value sono indicati al netto del rischio emittente che al 30 giugno 2026 esprimerebbe una plusvalenza di 126,5 milioni (141,5 milioni al 31 dicembre 2025).
I titoli obbligazionari aumentano da 26,3 a 26,4 miliardi dopo nuove emissioni per 2,1 miliardi fronteggiati da rimborsi e riacquisti per 2 miliardi (realizzando perdite per 4,3 milioni), cui si aggiungono altre rettifiche (adeguamento cambio, costo ammortizzato e effetto delle coperture) in aumento per 0,1 miliardi.
Tra le obbligazioni in circolazione emesse figurano 2,8 miliardi (quasi tutti emessi dalla controllata Mediobanca International e garantiti da Mediobanca) di emissioni connesse a strategie di arbitraggio a leva su indici o derivati su basi (skew) legate a derivati su crediti, derivati su commodities e derivati su cryptovalute, nonché ad arbitraggi su tasso, inflation.
Tutti questi prestiti garantiscono il rimborso integrale del capitale a scadenza ed il pagamento degli interessi (incluso un premio – extra yield). Qualora il sottoscrittore richieda il rimborso anticipato, l’emittente, a sua discrezione, può procedere al riacquisto ad un prezzo che sconterà il fair value corrente incluso quello delle underlying transactions. In accordo con quanto disciplinato dal par. 4.3.3 dell’IFRS9 il derivato embedded, identificato dal diritto di includere il valore dell’arbitraggio nel prezzo di riacquisto, è stato separato dall’obbligazione valutata al costo ammortizzato e contabilizzato al fair value con impatti a conto economico nelle underlying transaction.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 146SEZIONE 2 Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20 2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Valore
nominale
o nozionaleFair Value Fair
Value(*)Valore
nominale
o nozionaleFair Value Fair Value(*)Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche 2.380.304 2.346.996 — —2.346.996 2.572.216 2.492.899 77.583 —2.570.482 2. Debiti verso clientela 3.296.444(1) 3.240.309 118 —3.240.426 2.198.249 2.170.499 24.864 —2.195.363 3. Titoli di debito — — — — — — — — — — 3.1 Obbligazioni — — — — — — — — — — 3.1.1 Strutturate — — — — X — — — — X 3.1.2 Altre obbligazioni — — — — X — — — — X 3.2 Altri titoli — — — — — — — — — — 3.2.1 Strutturati — — — — X — — — — X 3.2.2 Altri — — — — X — — — — X Totale (A) 5.676.748 5.587.305 118 —5.587.422 4.770.465 4.663.398 102.447 —4.765.845 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari —1.265.380 2.146.820 35.565 — — 988.286 2.259.463 31.874 — 1.1 Di negoziazione X1.265.380 2.016.961 35.565 X X988.286 2.206.614 31.874 X 1.2 Connessi con la fair value option X — — — X X — — — X 1.3 Altri X — 129.859 — X X — 52.849 — X 2. Derivati creditizi — — 301.140 9.632 — — — 320.842 6.644 — 2.1 Di negoziazione X — 301.140 9.632 X X — 320.842 6.644 X 2.2 Connessi con la fair value option X — — — X X — — — X 2.3 Altri X — — — X X — — — X Totale (B) X1.265.380 2.447.960 45.197 X X988.286 2.580.305 38.518 X Totale (A+B) X6.852.685 2.448.078 45.197 X X5.651.684 2.682.752 38.518 X (*) Fair Value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell’emittente rispetto alla data di emissione.
(1) Includono circa 550 milioni di attività cedute non cancellate.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 147SEZIONE 3 Passività finanziarie designate al fair value – Voce 30 3.1 Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica Tipologia operazioni/Valori Totale 30 giugno 2026Totale 31 dicembre 2025 VN Fair value Fair value(*)VN Fair value Fair value(*)Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Debiti verso banche — — — — — — — — — — 1.1 Strutturati — — — — X — — — — X 1.2 Altri — — — — X — — — — X
di cui:
- impegni a erogare fondi — X X X X X X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate — X X X X X X X X X 2. Debiti verso clientela 650.336 — 594.136 — 594.136 1.155.725 —1.006.737 —1.006.737 2.1 Strutturati 650.336 — 594.136 — X1.070.619 —1.006.737 — X 2.2 Altri — — — — X 85.106 — — — X
di cui:
- impegni a erogare fondi — X X X X 85.106 X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate — X X X X X X X X X 3. Titoli di debito 5.006.687 —4.103.975 563.844 4.667.819 4.505.807 —3.931.352 617.964 4.549.316 3.1 Strutturati 4.970.432 —4.066.317 563.844 X4.469.137 —3.893.882 617.964 X 3.2 Altri 36.255 — 37.658 — X 36.670 — 37.470 — X Totale 5.657.023 —4.698.111 563.844 5.261.955 5.661.532 —4.938.089 617.964 5.556.053 (*) Fair Value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell’emittente rispetto alla data di emissione.
La voce delle passività finanziarie designate al fair value diminuisce da 5.556 a 5.262 milioni per il rimborso di 420 milioni di debiti con clientela compensato dal saldo positivo (214,9 milioni) tra rimborsi e nuova operatività in certificates con 315 nuove emissioni per un controvalore di 1.215,3 milioni a fronte del rimborso di 140 emissioni per un controvalore a dicembre scorso di 1.000,5 milioni: il contributo positivo di emissioni equity (532,1 milioni), credit linked (218,8 milioni) e tasso (66,4 milioni) è stato compensato dal rimborso a scadenza di titoli delta-one, i.e. senza rischio Mediobanca, per 602,4 milioni.
Al 30 giugno, l’ammontare complessivo dei certificates diminuisce da 4.003,4 a 3.998,4 milioni di cui 1.745 credit linked (1.566,1 milioni al 31 dicembre), 2.197,8 equity (1.766,3 milioni) e 55,7 milioni delta-one, i.e. senza rischio Mediobanca, in diminuzione rispetto al 31 dicembre (670,9 milioni) per rimborsi a scadenza. Le posizioni classificate a Livello3 ammontano a 563,8 milioni di cui 351 equity autocallable.
Restano infine emissioni cartolari per 285,5 milioni, di cui 22,1 callable.
All’interno della voce “2.2 debiti strutturati: altri”, si segnala che al 31 dicembre era presente un impegno certo per partecipare ad un Facility Agreement per un finanziamento classificato nel portafoglio “designato al fair value”. Il Settlement dell’operazione è avvenuto il 7 gennaio 2026, comportando quindi la classificazione del finanziamento nelle “attività finanziarie designate al FV” al 30 giugno 2026.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 148SEZIONE 4 Derivati di copertura – Voce 40 4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di coperture e per livelli 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Fair value Valore nominaleFair value Valore nominaleLivello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 A. Derivati finanziari — 637.552 —22.540.355 — 635.963 —25.032.590 1) Fair value — 538.502 —21.386.472 — 574.005 —24.692.590 2) Flussi finanziari — 99.050 — 1.153.883 — 61.958 — 340.000 3) Investimenti esteri — — — — — — — — B. Derivati creditizi — — — — — — — — 1) Fair value — — — — — — — — 2) Flussi finanziari — — — — — — — — Totale — 637.552 —22.540.355 — 635.963 —25.032.590 4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di coperture
Operazioni/Tipo di
coperturaFair Value Flussi finanziari Investim.
esteriSpecifica Generica Specifica Generica
titoli di
debito e
tassi di
interessetitoli di
capitale
e indici
azionarivalute e
orocredito merci altri
1. Attività
finanziarie
valutate al fair value con impatto
sulla redditività
complessiva 180.785 — — — X X X 81.570 X X
2. Attività
finanziarie
valutate al costo ammortizzato 1.765 X — — X X X — X X 3. Portafoglio X X X X X X — X — X 4. Altre operazioni — — — — — — X — X — Totale attività 182.550 — — — — — — 81.570 — —
1. Passività
finanziarie 343.828 X — — — — X 17.467 X X 2. Portafoglio X X X X X X — X — X Totale passività 343.828 — — — — — — 17.467 — — 1. Transazioni attese X X X X X X X 12 X X 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X 12.125 X — —
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 149SEZIONE 7 Passività associate ad attività in via di dismissione – Voce 70 V edi sezione 12 dell’attivo.
SEZIONE 10
Fondi per rischi e oneri – Voce 100 10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione Voci/Componenti 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 22.496 20.188 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate — — 3. Fondi di quiescenza aziendali (1)149 182 4. Altri fondi per rischi ed oneri 97.837 99.999 4.1 Controversie legali e fiscali 37.408 49.304 4.2 Oneri per il personale 11.549 11.012 4.3 Altri 48.880 39.683 Totale 120.482 120.369 (1) Si riferisce al Fondo pensione della controllata svizzera RAM AI.
Lo IAS37 richiede un accantonamento al fondo rischi ed oneri in caso sussista un’obbligazione attuale, legale, o implicita il cui importo può essere definito in modo attendibile e la cui risoluzione si concretizzi in un probabile flusso di risorse in uscita per l’impresa.
L’importo è determinato dalla migliore stima, basata su esperienze di operazioni analoghe o sull’opinione di esperti indipendenti. Periodicamente gli accantonamenti sono rivisti per riflettere la miglior stima corrente.
Al 30 giugno la voce “Fondi per rischi ed oneri” è pari a 120,5 milioni, la componente di impegni e garanzie finanziarie su attesta a 22,5 milioni da 20,2 milioni, stabili i fondi di quiescenza relativi alla controllata lussemburghese RAM pari a 0,1 milioni, in diminuzione gli “altri fondi rischi ed oneri” (da 100 a 97,8 milioni) dopo accantonamenti per 21 milioni, utilizzi per 16,5 milioni e rilasci a conto economico per 6,8 milioni.
Nel dettaglio i fondi sono a presidio di controversie legali e fiscali (37,4 milioni), possibili oneri del personale (11,5 milioni), altri rischi vari (48,9 milioni).
Lo stock è così ripartito per Società: Mediobanca 47 milioni (44,3 milioni), Mediobanca Premier 23,5 milioni (29,6 milioni), Compass Banca 17,8 milioni (invariato), MBPS Leasing 5 milioni (4,5 milioni), MB Credit Solutions 1,3 milioni (1,1 milioni) ed altre società per 3,3 milioni (2,6 milioni).
Con riferimento ai principali procedimenti legali, si segnala quanto segue:
– il Fallimento Officine Meccaniche Giovanni Cerutti S.p.A. e il Fallimento della controllata Cerutti Packaging Equipment (le “Società”) hanno promosso ciascuno, dinanzi al Tribunale di Torino, un’azione di responsabilità sociale nei confronti di plurimi soggetti, tra cui l’ex management delle Società, gli organi di controllo, i revisori nonché talune banche (tra cui
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 150Mediobanca), asserendo che ciascuno dei convenuti avrebbe concorso all’aggravamento del passivo delle Società, dichiarate fallite nel 2020. Con riferimento alle banche convenute, le Società hanno eccepito, sotto vari profili, l’illegittimità di un piano ex art.
67 L.F. approvato nel 2017 nell’ambito del quale le banche avrebbero proseguito l’attività di assistenza finanziaria alle Società, anche tramite riscadenziamento di preesistenti finanziamenti, nonostante, secondo la tesi attorea, la situazione economico-patrimoniale delle Società fosse già allora critica. La richiesta economica complessivamente formulata dalle Società nei due procedimenti, nei confronti di tutti i convenuti in via solidale, è di circa 67,4 milioni. Mediobanca si è costituita nei due giudizi. Le prossime udienze di trattazione sono fissate ad ottobre 2026. Allo stato non sono stati effettuati accantonamenti tenuto conto che il rischio di soccombenza non è attualmente stimato come probabile.
– Compass Banca ha in essere un fondo per soddisfare le richieste di rimborso da parte della clientela per gli oneri accessori pagati up-front in caso di estinzione anticipata del debito (nota come vicenda Lexitor) ed altri aspetti contrattuali, l’attuale saldo di 8,1 milioni;
– le controversie connesse all’assunzione di banker e promotori finanziari e relative alla politica delle manleve sono presidiate da un fondo pari a 16,1 milioni. Con riferimento a tali controversie si dà atto che il 16 giugno 2026 è stato dichiarato estinto il giudizio promosso contro Mediobanca Premier da parte di un altro intermediario, in conseguenza del passaggio in Mediobanca Premier di consulenti finanziari, per un petitum di 35 milioni.
Le parti hanno stipulato un accordo nell’ambito del quale Mediobanca Premier ha versato un importo nettamente inferiore.
Per quanto riguarda i contenziosi pendenti verso l’Amministrazione finanziaria non vi sono stati aggiornamenti nel semestre; restano, pertanto, in essere:
– tre contenziosi relativi alla presunta mancata applicazione della tassazione per trasparenza prevista dalla normativa sulle Controlled Foreign Company (CFC) dei redditi prodotti da CMB Monaco e CMG Monaco nelle tre annualità 2013, 2014 e 2015 (per una pretesa complessiva, computando imposte, sanzioni ed interessi contestati, pari a 123,8 milioni); per essi si è in attesa della fissazione dell’udienza in Cassazione su ricorso dell’Amministrazione finanziaria dopo che la Banca è risultata vittoriosa in I e II grado di
giudizio;
– due relativi al mancato rimborso di interessi maturati su crediti IV A nell’attività di leasing (per un valore di poco inferiore ai 3 milioni).
Sulla base di rivisitazione al ribasso delle probabilità di soccombenza di un contenzioso, per tenere conto di nuova giurisprudenza è stato effettuato un rilascio nell’ordine di 5 milioni.
Il fondo rischi ed oneri stanziato in bilancio fronteggia adeguatamente gli importi elencati.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 151SEZIONE 11 Passività assicurative – Voce 110 La sezione comprende le passività derivanti dall’insieme dei diritti e delle obbligazioni derivanti da un gruppo di contratti assicurativi, inclusi contratti di riassicurazione, emessi, la cui valutazione avviene attraverso la rilevazione e la misurazione delle seguenti grandezze:
– Passività per residua copertura (LRC), che rappresenta l’obbligazione all’indennizzo dell’assicurato la copertura assicurativa ancora in essere e, dunque, per i servizi assicurativi non ancora prestati;
– Passività per sinistri accaduti (LIC), che rappresenta l’obbligazione all’indennizzo per gli eventi assicurati verificatisi (anche se non ancora denunciati) e per i servizi assicurativi già prestati.
– Altre componenti, rappresentate dall’insieme dei crediti e dei debiti derivanti dai diritti e dalle obbligazioni definite dai contratti di assicurazione emessi.
Le passività assicurative presentate in questa sezione si riferiscono alla controllata Compass RE la quale riassicura principalmente polizze CPI (Credit Protection Insurance), abbinate ai prodotti di credito al consumo di Compass Banca, emesse da primarie Compagnie assicurative (principalmente METLIFE/ALICO), volte principalmente alla copertura di rischi quali: perdita di lavoro, invalidità totale o permanente, inabilità al lavoro temporanea o permanente.
Date le caratteristiche del business della Società, caratterizzato dall’emissione di contratti di riassicurazione attiva finalizzati alla copertura dei rischi sopra descritti, la stessa società ha fatto ricorso al metodo semplificato per la misurazione della passività per residua copertura, ovvero, al metodo dell’allocazione dei premi (PAA), dato anche il superamento del relativo test di eligibilità.
La LRC, pertanto, è determinata, alla data di valutazione, secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 55-58 dell’IFRS 17, previa esecuzione del test di eligibilità al PAA il quale dimostra la non significatività della differenza tra il valore della passività assicurativa determinata con il metodo pro-rata temporis e lo stesso valore determinato con il Modello Generale. La società ha deciso, inoltre, di non applicare alcun tasso di sconto ai flussi finanziari considerati nella misurazione della LRC.
I contratti assicurativi in essere alla data di valutazione sono suddivisi in onerosi, potenzialmente onerosi e non onerosi secondo opportune soglie di significatività.
La LRC è determinata considerando i premi incassati, nettati delle provvigioni di acquisizione e delle altre spese di acquisizione. In presenza di contratti onerosi, La LRC viene esposta al netto dell’eventuale componente di perdita che viene contabilizzata in Conto Economico al momento della sua rilevazione.
La LRC subisce, durante il periodo di copertura contrattuale, un processo di rilascio a Conto Economico che consente di definire la quota di competenza del periodo di valutazione del premio incassato, nettato delle relative provvigioni di acquisizione, rappresentando
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 152il corrispettivo per il servizio reso nel periodo. Il rilascio della LRC avviene applicando il metodo pro-rata temporis, il quale consente di ridurre la passività assicurativa in funzione del trascorrere del tempo.
La passività per sinistri accaduti (LIC) è stimata conformemente a quanto richiesto dall’IFRS 17 par. 33-37 e B36-B92, e dunque, secondo quanto previsto dal Modello Generale.
La LIC è costituita dalla somma dei seguenti elementi:
– il valore attuale dei flussi finanziari dei sinistri accaduti;
– l’aggiustamento per i rischi non finanziari applicato ai flussi di cui al punto precedente.
Il valore attuale dei flussi finanziari futuri relativi ai sinistri accaduti è determinato come somma della stima dei sinistri accaduti compresi quelli non ancora denunciati alla data di valutazione e inclusivi delle spese di liquidazione e del Risk Adjustment. Tale valore è sottoposto ad un processo di smontamento temporale e di attualizzazione utilizzando tassi coerenti, in termini di scadenze e osservabilità sul mercato, con quanto richiesto dal principio per determinarne il valore attuale.
Il Risk Adjustment riflette il compenso per il rischio non finanziario, richiesto da Compass RE, per l’incertezza relativa all’ammontare e alla tempistica dei flussi di cassa futuri collegati agli eventi assicurati. Compass RE determina il Risk Adjustment utilizzando un approccio basato sul costo del capitale applicato ai sinistri futuri attesi attualizzati. L’adeguamento del rischio viene applicato alle sole componenti della LIC.
L’interazione tra IFRS 17 e IFRS 9 può determinare disallineamenti contabili tra contratti assicurativi e attività finanziarie correlate. Al fine di ridurre tali mismatch, l’IFRS 17 consente la disaggregazione dei proventi e oneri finanziari dei contratti assicurativi tra conto economico e Other Comprehensive Income (OCI). Tale disaggregazione è effettuata a livello di gruppi di contratti e, per i contratti valutati con il Premium Allocation Approach, comporta l’iscrizione a conto economico degli effetti valutati a tassi storici e a OCI della differenza rispetto ai tassi correnti.
La società non applica tale opzione contabile, rilevando a conto economico l’intera differenza tra tassi storici e tassi correnti.
Come previsto dall’8° aggiornamento della Circolare 262/2005 della Banca d’Italia, in questa sezione sono riportate le tabelle previste dal Provvedimento n. 121 del 7 giugno 2022 che aggiorna le disposizioni emanate dall’IV ASS dal Regolamento ISV AP n. 7 del 13 luglio 2007 al fine di recepire le novità introdotte dal principio contabile IFRS17 sui contratti assicurativi.
La voce Passività assicurative, al 30 giugno 2026, ammonta complessivamente a 78,1 milioni (valore al 31 dicembre 2025 pari a 80,4 milioni). Occorre precisare che la passività assicurativa è esposta al netto dei crediti assicurativi per un ammontare pari a 7.359 mila e dei debiti assicurativi per un ammontare pari a 5 mila.
Parte B - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 153SEZIONE 13 Patrimonio del gruppo – Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180 13.1 “Capitale” e “Azioni proprie”: composizione Per la composizione del patrimonio del gruppo si rimanda alla parte F del presente fascicolo.
13.2 Capitale – Numero azioni della capogruppo: variazioni annue
Voci/Valori Ordinarie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 813.279.689
- interamente liberate 813.279.689
- non interamente liberate — A.1 Azioni proprie (-) (6.745.422) A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 806.534.267 B. Aumenti -
B.1 Nuove emissioni —
- a pagamento —
- operazioni di aggregazioni di imprese —
- conversione di obbligazioni —
- esercizio di warrant —
- altre —
- a titolo gratuito: —
- a favore dei dipendenti —
- a favore degli amministratori —
- altre — B.2 V endita azioni proprie — B.3 Altre variazioni — C. Diminuzioni (39.107) C.1 Annullamento — C.2 Acquisto di azioni proprie — C.3 Operazioni di cessione di imprese — C.4 Altre variazioni (39.107) D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 806.573.374 D.1 Azioni proprie (+) (6.706.315) D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 813.279.689
- interamente liberate 813.279.689
- non interamente liberate — Nel corso del semestre sono state utilizzate n. 39.107 azioni proprie per il concambio nell’ambito delle operazioni di acquisizione di minoranze di Polus e Messier & Associés.
Di seguito la movimentazione della Riserva azioni proprie durante il semestre:
Voci/Valori Numero azioni Valore (€ migliaia) Riserva azioni proprie: esistenze iniziali al 31 dicembre 2025 6.745.422 103.325 Aumenti — — -Nuove emissioni — — -Acquisto azioni proprie — — -Altre variazioni — — Diminuzioni (39.107) (599) -Annullamento — — -V endita di azioni proprie — — -Altre variazioni (39.107) (599) Riserva azioni proprie: rimanenze finali al 30 giugno 2026 6.706.315 102.726
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 154Parte C – Informazioni sul Conto Economico consolidato
SEZIONE 1
Interessi – Voci 10 e 20 1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni 30 giugno 2026 (6 mesi)30 giugno 2025
(6 mesi)
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 71.370 10.208 — 81.578 86.370 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 46.623 101 — 46.724 61.839 1.2 Attività finanziarie designate al fair value 24.747 10.107 — 34.854 24.487 1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value — — — — 44 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 77.683 — X 77.683 105.068 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 108.481 1.612.645 — 1.721.127 1.680.177 3.1 Crediti verso banche 797 60.211 X 61.008 88.643 3.2 Crediti verso clientela 107.684 1.552.434 X 1.660.118 1.591.534 4. Derivati di copertura X X — — — 5. Altre attività X X 19.262 19.262 14.963 6. Passività finanziarie X X X 3 — Totale 257.535 1.622.853 19.262 1.899.652 1.886.578 di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired 297 32.339 — 32.636 26.190 di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 26.708 X 26.708 29.684
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1551.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni 30 giugno 2026 (6 mesi)30 giugno 2025
(6 mesi)
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (510.217) (434.322) — (944.539) (897.752) 1.1 Debiti verso banche centrali (6.932) X X (6.932) (1.603) 1.2 Debiti verso banche (255.334) X X (255.334) (199.736) 1.3 Debiti verso clientela (247.941) X X (247.941) (280.584) 1.4 Titoli in circolazione X (434.322) X (434.322) (415.828) 2. Passività finanziarie di negoziazione — — — — — 3. Passività finanziarie designate al fair value (2.376) (11.709) — (14.085) (16.736) 4. Altre passività e fondi X X (12) (12) — 5. Derivati di copertura X X (22.563) (22.563) (42.208) 6. Attività finanziarie (1)X X X — — Totale (512.593) (446.031) (22.575) (981.189) (956.696) di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (3.821) X X (3.821) (3.267) (1) Principalmente a copertura della raccolta.
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 156SEZIONE 2 Commissioni – Voci 40 e 50 2.1 Commissioni attive: composizione Tipologia servizi/Valori 30 giugno 2026 (6 mesi)30 giugno 2025
(6 mesi)
a) Strumenti finanziari 190.024 181.903 1. Collocamento titoli 133.042 120.772 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile 9.506 6.850 1.2 Senza impegno irrevocabile 123.536 113.922 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 16.548 13.730 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 16.548 13.730 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti — — 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 40.434 47.401 di cui: negoziazione per conto proprio 13.550 12.762 di cui: gestione di portafogli individuali 18.196 34.639 b) Corporate Finance 157.821 128.258 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 157.821 128.258 2. Servizi di tesoreria — — 3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance — — c) Attività di consulenza in materia di investimenti 10.458 4.424 d) Compensazione e regolamento 196 — e) Gestione di portafogli collettive 90.350 81.245 f) Custodia e amministrazione 23.108 24.128 1. Banca depositaria 7.458 7.458 2. Altre commissioni legate all’attività di custodia e amministrazione 15.650 16.670 g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive — — h) Attività fiduciaria 3.121 3.138 i) Servizi di pagamento 22.941 19.699 1. Conto correnti 12.459 5.085 2. Carte di credito 7.257 7.832 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 1.720 4.881 4. Bonifici e altri ordini di pagamento 371 575 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 1.134 1.326 j) Distribuzione di servizi di terzi 53.554 55.261 1. Gestioni di portafogli collettive 10.285 7.578 2. Prodotti assicurativi 42.923 47.513 3. Altri prodotti 346 170 di cui: gestioni di portafogli individuali 1 170 k) Finanza strutturata — — l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione 179 332 m) Impegni a erogare fondi 33.701 43.273 n) Garanzie finanziarie rilasciate 1.299 2.013 di cui: derivati su crediti — — o) Operazioni di finanziamento 18.956 18.159 di cui: per operazioni di factoring 17.776 17.117 p) Negoziazione di valute 36 39 q) Merci — — r) Altre commissioni attive 18.946 22.950 di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio — — di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione — — Totale 624.690 584.822
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1572.2 Commissioni passive: composizione Servizi/Valori 30 giugno 2026 (6 mesi)30 giugno 2025
(6 mesi)
a) Strumenti finanziari (6.823) (4.471) di cui: negoziazione di strumenti finanziari (3.877) (4.027) di cui: collocamento di strumenti finanziari (2.947) (79) di cui: gestione di portafogli individuali — —
- Proprie — —
- Delegate a terzi — — b) Compensazione e regolamento (80) — c) Gestione di portafogli collettive (16.764) (12.264) 1. Proprie — — 2. Delegate a terzi (16.764) (12.264) d) Custodia e amministrazione (4.108) (3.632) e) Servizi di incasso e pagamento (20.865) (13.615) di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (9.726) (5.495) f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione — — g) Impegni a ricevere fondi — — h) Garanzie finanziarie ricevute — — di cui: derivati su crediti — — i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (24.256) (16.555) j) Negoziazione di valute — — k) Altre commissioni passive (88.519) (70.118) Totale (161.415) (120.655)
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 158SEZIONE 3 Dividendi e proventi simili – Voce 70 3.1 Dividendi e proventi simili: composizione Voci/Proventi 30 giugno 2026 (6 mesi) 30 giugno 2025 (6 mesi) Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 151.398 9 104.735 45 B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value — 8.150 — 9.794 C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.039 — 6.049 — D. Partecipazioni — — — — Totale 157.437 8.159 110.784 9.839
SEZIONE 4
Risultato netto dell’attività di negoziazione – Voce 80 4.1 Risultato netto dell’attività di negoziazione: composizione Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)Utili da
negoziazione
(B)Minusvalenze
(C)Perdite da
negoziazione
(D)Risultato
netto [(A+B)
- (C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 443.683 494.223 (198.015) (469.062) 270.829 1.1 Titoli di debito 58.760 123.227 (33.948) (78.766) 69.273 1.2 Titoli di capitale 383.737 369.203 (157.994) (385.617) 209.329 1.3 Quote di O.I.C.R. 1.186 1.793 (6.073) (4.679) (7.773) 1.4 Finanziamenti — — — — — 1.5 Altre — — — — — 2. Passività finanziarie di negoziazione — — — — — 2.1 Titoli di debito — — — — — 2.2 Debiti — — — — — 2.3 Altre — — — — — 3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 30.547 4. Strumenti derivati 1.584.812 1.497.726 (1.305.398) (1.911.428) (149.137) 4.1 Derivati finanziari: 922.693 946.679 (647.706) (1.380.043) (173.226)
- Su titoli di debito e tassi di interesse (1)257.610 477.190 (200.930) (536.912) (3.042)
- Su titoli di capitale e indici azionari 550.254 468.823 (436.845) (832.884) (250.652)
- Su valute e oro X X X X (14.849)
- Altri (2)114.829 666 (9.931) (10.247) 95.317 4.2 Derivati su crediti 662.119 551.047 (657.692) (531.385) 24.089 di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X — Totale 2.028.495 1.991.949 (1.503.413) (2.380.490) 152.239 (1) Di cui 22.109 di differenziali positivi su contratti derivati su tassi (27.058 positivi al 31 dicembre 2025).
(2) Di cui derivati su commodities per un importo di 104.262.
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 159SEZIONE 5 Risultato netto dell’attività di copertura – Voce 90 5.1 Risultato netto dell’attività di copertura: composizione Componenti reddituali/Valori 30 giugno 2026 (6 mesi)30 giugno 2025
(6 mesi)
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 234.606 288.064 A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 872.218 905.783 A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 152.611 49.256 A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari — — A.5 Attività e passività in valuta — — Totale proventi dell'attività di copertura (A) 1.259.435 1.243.103 B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (271.999) (41.476) B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (824.675) (1.031.779) B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (161.217) (186.134) B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari — — B.5 Attività e passività in valuta — — Totale oneri dell'attività di copertura (B) (1.257.891) (1.259.389) C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 1.544 (16.286) di cui: risultato delle coperture su posizioni nette — —
SEZIONE 6
Utili (Perdite) da cessione/riacquisto – Voce 100 6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione Voci/Componenti reddituali 30 giugno 2026 (6 mesi) 30 giugno 2025 (6 mesi) Utili Perdite Risultato nettoUtili Perdite Risultato
netto
A.Attività finanziarie
1.Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 25.975 (831) 25.144 15.784 (17.875) (2.091) 1.1 Crediti verso banche — — — 384 — 384 1.2 Crediti verso clientela 25.975 (831) 25.144 15.400 (17.875) (2.475) 2.Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 20.444 (618) 19.826 28.986 (9) 28.977 2.1 Titoli di debito 20.444 (618) 19.826 28.986 (9) 28.977 2.2 Finanziamenti — — — — — — Totale attività (A) 46.419 (1.449) 44.970 44.770 (17.884) 26.886 B.Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1.Debiti verso banche — — — — — — 2.Debiti verso clientela — — — — — — 3.Titoli in circolazione 801 (5.095) (4.294) 526 (2.997) (2.471) Totale passività (B) 801 (5.095) (4.294) 526 (2.997) (2.471)
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 160SEZIONE 7 Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 110 7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair
value
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)Utili da
realizzo
(B)Minusvalenze
(C)Perdite da
realizzo
(D)Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie 7.471 5.332 (8.507) (3.631) 665 1.1 Titoli di debito 2.606 2.332 (8.507) (3.631) (7.200) 1.2 Finanziamenti 4.865 3.000 — — 7.865 2. Passività finanziarie (1)107.906 2.112 (77.561) (99.484) (67.027) 2.1 Titoli in circolazione 100.524 2.112 (63.675) (99.484) (60.523) 2.2 Debiti verso banche — — — — — 2.3 Debiti verso clientela 7.382 — (13.886) — (6.504) 3. Attività e passività finanziarie in valuta: differenze di cambio X X X X 9.076 Totale 115.377 7.444 (86.068) (103.115) (57.286) (1) V alorizzazione che include i certificates emessi e le opzioni di collateral exchenge; entrambe le fattispecie sono fronteggiate da derivati e da altri strumenti finanziari valorizzati alla voce 80.
7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)Utili da
realizzo
(B)Minusvalenze
(C)Perdite da
realizzo
(D)Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie 37.261 210 (7.471) (94) 29.906 1.1 Titoli di debito — — (205) — (205) 1.2 Titoli di capitale 605 — — — 605 1.3 Quote di O.I.C.R. 36.656 210 (7.266) (94) 29.506 1.4 Finanziamenti — — — — — 2. Attività finanziarie: differenze di cambio X X X X 3.611 Totale 37.261 210 (7.471) (94) 33.517
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 161SEZIONE 8 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito – Voce 130 8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato: composizione
Operazioni/Componenti reddituali Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2) 30 giugno
2026
(6 mesi)30 giugno
2025
(6 mesi)Primo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired acquisite o
originatePrimo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originateWrite-off Altre Write-off Altre A. Crediti verso banche (58) (72) — — — — 89 — — — (41) 99
- Finanziamenti (56) (72) — — — — 89 — — — (39) 90
- Titoli di debito (2) — — — — — — — — — (2) 9 B. Crediti verso clientela (120.796) (162.984) (3.115) (191.070) (12) (25.389) 144.043 69.467 83.674 18.926 (187.256) (98.928)
- Finanziamenti (120.562) (162.984) (3.115) (190.641) (12) (25.389) 143.513 69.465 83.674 18.926 (187.125) (99.421)
- Titoli di debito (234) — — (429) — — 530 2 — — (131) 493 Totale (120.854) (163.056) (3.115) (191.070) (12) (25.389) 144.132 69.467 83.674 18.926 (187.297) (98.829) 8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione Operazioni/Componenti reddituali Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2) 30 giugno
2026
(6 mesi)30 giugno
2025
(6 mesi)Terzo
stadioPrimo
stadioImpaired
acquisite
o
originateAltre
Primo
stadioSecondo
stadioWrite-off Altre Write-off Altre Primo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originate
A. Titoli di debito (575) — — — — — 987 — — — 412 116 B. Finanziamenti — — — — — — — — — — — —
- V erso clientela — — — — — — — — — — — —
- V erso banche — — — — — — — — — — — — Totale (575) — — — — — 987 — — — 412 116
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 162SEZIONE 10 Risultato dei servizi assicurativi – Voce 160 Nella presente voce sono rappresentati i ricavi connessi con i contratti assicurativi emessi che rappresentano il corrispettivo ricevuto per i servizi forniti nell’esercizio. I ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi al 30 giugno 2026 ammontano a 14,5 milioni.
Nella voce dei costi assicurativi derivanti da contratti di assicurazione emessi, pari a 3,4 milioni, sono registrate le spese connesse con i contratti assicurativi emessi. Nello specifico, rientrano nella voce i sinistri accaduti nell’esercizio (escluse le componenti d’investimento) e altre spese direttamente attribuibili, la variazione della passività per sinistri accaduti e le perdite a fronte di gruppi di contratti assicurativi onerosi.
SEZIONE 11
Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla assicurativa – Voce 170 I costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi a contratti emessi, al 30 giugno 2026, ammontano a -88 mila, (valore al 30 giugno 2025 pari a -219 mila).
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 163SEZIONE 12 Spese amministrative – Voce 190 12.1 Spese per il personale: composizione Tipologia di spese/Settori 30 giugno 2026 (6 mesi) 30 giugno 2025
(6 mesi)
1. Personale dipendente (446.835) (427.618) a) salari e stipendi (326.782) (312.961) b) oneri sociali (69.408) (62.120) c) indennità di fine rapporto (6.950) (8.364) d) spese previdenziali (1) — e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (928) (2.562) f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: — (17)
- a contribuzione definita — —
- a benefici definiti (1)— (17) g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (15.942) (10.587)
- a contribuzione definita (15.942) (10.587)
- a benefici definiti — — h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (2)(2.788) (10.411) i) altri benefici a favore dei dipendenti (24.036) (20.596) 2. Altro personale in attività (3.242) (3.838) 3. Amministratori e sindaci (4.466) (3.726) 4. Personale collocato a riposo — — Totale (454.543) (435.182) (1) Il valore al 30 giugno 2025 è riferito al beneficio rinveniente dal “curtailment cost” e dal “Plan amendments” deciso dal Caisse Bâloise.
(2) Si riferisce alla chiusura anticipata dei piani di Peroformance Share e al piano di Long Term Incentive (LTI).
12.5 Altre spese amministrative: composizione Tipologia servizi/Valori 30 giugno 2026 (6 mesi)30 giugno 2025
(6 mesi)
ALTRE SPESE AMMINISTRATIVE
- legali, fiscali e professionali (33.762) (39.711)
- attività di recupero crediti (29.854) (31.584)
- marketing e comunicazione (25.111) (32.219)
- spese per immobili (10.834) (10.131)
- elaborazione dati (100.635) (108.599)
- info provider (33.898) (32.612)
- servizi bancari, commissioni di incasso e pagamento (7.042) (16.411)
- spese di funzionamento (30.872) (31.526)
- altre spese del personale (8.652) (9.802)
- altre (19.955) (16.799)
- imposte indirette e tasse (70.785) (96.293) Totale altre spese amministrative (371.400) (425.687)
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 164SEZIONE 16 Altri oneri e proventi di gestione – Voce 230 16.1 Altri oneri di gestione: composizione Tipologia servizi/Valori 30 giugno 2026 (6 mesi)30 giugno 2025
(6 mesi)
a) Attività di leasing (5.022) (4.367) b) Costi e spese diversi (1)(112.210) (59.610) Totale altri oneri di gestione (117.232) (63.977) (1) La voce al 30 giugno 2026 include le valutazioni su certificates quotati EUAS per 88,7 milioni; i certificates sono integralmente coperti da contratti derivati a termine, che neutralizzano il rischio di mercato legato al sottostante, i cui effetti economici confluiscono nella voce 80 “Risultato netto dell’attività di negoziazione”, pari a 104,3 milioni.
16.2 Altri proventi di gestione: composizione Tipologia servizi/Valori 30 giugno 2026 (6 mesi)30 giugno 2025
(6 mesi)
a) Recuperi da clientela 66.470 86.420 b) Attività di leasing 4.404 4.197 c) Altri proventi (1)74.451 67.450 Totale altri proventi di gestione 145.325 158.067 (1) La voce al 30 giugno 2025 include le valutazioni su certificates quotati EUAS 3 milioni; i certificates sono integralmente coperti da contratti derivati a termine, che neutralizzano il rischio di mercato legato al sottostante, i cui effetti economici confluiscono nella voce 80 “Risultato netto dell’attività di negoziazione”, pari a 21,1.
Parte C - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 165SEZIONE 17 Utili (Perdite) delle partecipazioni – Voce 250 17.1 Utili (perdite) delle partecipazioni: composizione Componenti reddituali/Settori 30 giugno 2026 (6 mesi) 30 giugno 2025
(6 mesi)
1) Imprese a controllo congiunto A. Proventi — — 1. Rivalutazioni — — 2. Utili da cessione — — 3. Riprese di valore — — 4. Altri proventi — — B. Oneri (631) (697) 1. Svalutazioni (631) (697) 2. Rettifiche di valore da deterioramento — — 3. Perdite da cessione — — 4. Altri oneri — — Risultato netto (631) (697) 2) Imprese sottoposte a influenza notevole A. Proventi 291.358 266.708 1. Rivalutazioni 289.943 266.708 2. Utili da cessione (1)1.415 — 3. Riprese di valore — — 4. Altri proventi — — B. Oneri (2.715) 503 1. Svalutazioni (2.715) 503 2. Rettifiche di valore da deterioramento — — 3. Perdite da cessione — — 4. Altri oneri — — Risultato netto 288.643 267.211 Totale 288.012 266.514 (1) Si segnala che nel secondo trimestre è stata ceduta la partecipazione in Finanziaria Gruppo Bisazza.
SEZIONE 25
Utile per azione 25.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito 30 giugno 2026 (6 mesi)30 giugno 2025
(6 mesi)
Utile netto 711.157 671.221 Numero medio delle azioni in circolazione (1) 806.532.071 808.531.757 Numero medio azioni potenzialmente diluite — 5.973.973 Numero medio azioni diluite 806.532.071 814.505.730 Utile per azione 0,88 0,83 Utile per azione diluito 0,88 0,82
(1) Il numero delle azioni in circolazione al 30 giugno 2025 tiene conto delle azioni riacquistate in virtù del piano Buyback.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 166Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
PREMESSA
Nell’ambito del governo dei rischi di Mediobanca e delle sue controllate, un ruolo chiave è attribuito alla Funzione Risk Management che identifica, misura e monitora tutti i rischi cui risultano esposte Mediobanca e le proprie controllate e li gestisce e mitiga in coordinamento con le Aree di business. Di seguito si delineano gli aspetti relativi ai compiti e responsabilità della funzione, le sue caratteristiche di indipendenza ed il ruolo delle diverse strutture aziendali nella gestione dei rischi(20).
Per la disclosure qualitativa si rimanda alla sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale.
SEZIONE 1
Rischi del consolidato contabile L’area di consolidamento contabile include il consolidamento con il metodo integrale della controllata Compass RE (imprese di assicurazione), delle controllate escluse dal Gruppo Bancario come da Albo dei Gruppi Bancari di Banca d’Italia (Compass Rent e MBContact Solutions) e delle controllate minori (Quarzo Srl, MBUSA, CMG SAM, Arma DE GmbH, MB Immobiliere, Spafid Trust, Messier et Associes LLC, Compass Link, SPV Project 2224 S.r.l. e MB Speed Up) le quali per immaterialità, come previsto dall’articolo 19 della CRR(21), vengono, invece, consolidate con il metodo del patrimonio netto nel perimetro prudenziale.
(20) Per il rischio di credito si rimanda a quanto riportato nella sezione 2 “Rischi del consolidato prudenziale” - sottosezione 1.1 Rischio di credito – Informazioni di natura qualitativa: paragrafo 2 Politiche di gestione del rischio di credito; per il Rischio Mercato si rimanda al paragrafo 1.2 Rischi di Mercato; per il rischio cambio si rimanda al paragrafo 1.2.3 Rischio di Cambio; per il Rischio di Liquidità si rimanda al paragrafo 1.4 Rischio di Liquidità; per i rischi operativi si rimanda al paragrafo 1.5 Rischi Operativi.
(21) L’articolo 19 della CRR prevede che non devono essere incluse nel consolidamento prudenziale le società controllate il cui importo totale degli attivi e degli elementi fuori bilancio sia inferiore al più basso dei due importi seguenti: a) 10 milioni di EUR; b) 1 % dell’importo totale degli attivi e degli elementi fuori bilancio dell’impresa madre o dell’impresa che detiene la partecipazione.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 167INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA A. Qualità del credito A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabiliEsposizioni
scadute
deteriorateEsposizioni
scadute non
deteriorateAltre
esposizioni non
deteriorateTotale
1.Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato33.536 297.946 142.327 352.211 73.803.589 74.629.609 2.Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva— — — — 4.238.903 4.238.903 3.Attività finanziarie designate al fair value— — — — 1.218.313 1.218.313 4.Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value— — — — 7.595 7.595 5.Attività finanziarie in corso di dismissione— — — — — — Totale 30 giugno 2026 33.536 297.946 142.327 352.211 79.268.400 80.094.420 Totale 31 dicembre 2025 34.736 298.428 139.103 322.761 76.789.260 77.584.288 Le esposizioni scadute non deteriorate riguardano i crediti in bonis scaduti e sono riferibili principalmente al Factoring (144,3 milioni, 0,2% del totale dei crediti in bonis del segmento) e al Leasing (58,9 milioni, con un’incidenza dello 0,07%). Alla voce concorrono inoltre le esposizioni nette oggetto di rinegoziazione a fronte di accordi collettivi per un importo complessivo pari a 33,8 milioni riconducibili integralmente al comparto dei mutui ipotecari. Dei crediti in bonis scaduti, le rate effettivamente impagate hanno un’incidenza pari al 34% (valore lordo pari a 138,4 milioni).
A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) Portafogli/qualità Deteriorate Non deteriorate
Totale
(esposizione
netta)Esposizione
lordaRettifiche
di valore
complessiveEsposizione
nettaWrite-off
parziali
complessiviEsposizione
lordaRettifiche
di valore
complessiveEsposizione
netta
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.164.394 (690.585) 473.809 268.195 74.798.193 (642.392) 74.155.801 74.629.610 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva — — — — 4.240.173 (1.270) 4.238.903 4.238.903 3. Attività finanziarie designate al fair value — — — — X X 1.218.313 1.218.313 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value — — — — X X 7.595 7.595 5. Attività finanziarie in corso di dismissione — — — — — — — — Totale 30 giugno 2026 1.164.394 (690.585) 473.809 268.195 79.038.366 (643.662) 79.620.612 80.094.421 Totale 31 dicembre 2025 1.173.735 (701.468) 472.267 257.556 76.209.762 (611.779) 77.112.021 77.584.288 Portafogli/qualità Attività di evidente scarsa qualità creditizia Altre attività Minusvalenze cumulate Esposizione netta Esposizione netta 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione — — 11.398.875 2. Derivati di copertura — — 137.825 Totale 30 giugno 2026 — — 11.536.700 Totale 31 dicembre 2025 — — 10.275.587
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 168Informazioni relative alle esposizioni sovrane A.1.2a Esposizioni verso titoli di debito sovrano ripartite per Stato controparte e portafoglio di
classificazione(*)
Portafogli/qualità Attività deteriorate In bonis Totale
Esposizione
netta(1)Esposizione
lordaRettifiche
specificheRettifiche di
portafoglioEsposizione
nettaEsposizione
lordaRettifiche di
portafoglioEsposizione
netta
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione — — — — X X 2.320.616 2.320.616 Italia — — — — X X 1.955.261 1.955.261 Stati Uniti — — — — X X (4.309) (4.309) Francia — — — — X X 463.843 463.843 Germania — — — — X X 9.939 9.939 Altri — — — — X X (104.118) (104.118) 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività
complessiva — — — — 3.556.437 — 3.556.437 3.556.437 Italia — — — — 1.773.265 — 1.773.265 1.773.265 Stati Uniti — — — — 218.192 — 218.192 218.192 Francia — — — — 1.171.334 — 1.171.334 1.171.334 Germania — — — — 393.646 — 393.646 393.646 Altri — — — — — — — — 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato — — — — 4.883.894 — 4.883.894 4.883.894 Italia — — — — 3.507.647 — 3.507.647 3.507.647 Stati Uniti — — — — 424.318 — 424.318 424.318 Francia — — — — 596.494 — 596.494 596.494 Germania — — — — 310.338 — 310.338 310.338 Altri — — — — 45.097 — 45.097 45.097 Totale 30 giugno 2026 — — — — 8.440.331 — 10.760.947 10.760.947 (*) Non sono inclusi derivati finanziari e creditizi.
(¹) L’esposizione netta include le posizioni in titoli (lunghe e corte) valorizzate al loro fair value (comprensivo del rateo in essere) ad eccezione delle attività detenute sino alla scadenza pari al costo ammortizzato, il cui fair value latente è pari a 122 milioni.
A.1.2b Esposizioni verso titoli di debito sovrano ripartite per portafoglio di attività finanziarie (*) Portafogli/qualità Trading Book(1)Banking Book(2)
Valore
nominale Book ValueDurata
contrattualeValore
nominale Book Value Fair ValueDurata
contrattuale
Italia 1.997.336 1.955.261 0,80 5.847.643 5.280.911 5.395.700 11,51 Stati Uniti (4.301) (4.309) 6,59 645.076 642.509 641.712 0,92 Francia 1.136.533 463.843 27,58 2.008.000 1.767.828 1.776.117 8,01 Belgio 32.950 9.939 19,93 703.000 703.984 702.190 10,32 Altri 24.243 (104.118) — 50.000 45.099 42.967 — Totale 30 giugno 2026 3.186.761 2.320.616 9.253.719 8.440.331 8.558.686 (*) Il dato non include vendite forward per 628 milioni di nozionale.
(¹) La voce non include vendite sul future Bund/Bobl/Schatz (Germania) per 57 milioni (con un fair value negativo pari a 0,7 milioni) e vendite sul future BTP (Italia) per 481 milioni (con un fair value negativo pari a 2,6 milioni); inoltre non sono stati conteggiati acquisti netti di protezione per 179 milioni imputabili al rischio Germania.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 169B. Informativa sulle entità strutturate Mediobanca, coerentemente con quanto stabilito dall’IFRS12, classifica come entità strutturate (SPV/SPE) le entità costituite per raggiungere un obiettivo limitato e ben definito attraverso accordi contrattuali che spesso impongono rigidi vincoli alle facoltà decisionali dei suoi organi direttivi. Di norma, sono quindi configurate in modo tale che i diritti di voto (o similari) non costituiscono il fattore preponderante per stabilire da chi sono controllate (le attività rilevanti sono spesso dirette attraverso accordi contrattuali condivisi in sede di strutturazione e difficilmente modificabili).
B.1 Entità strutturate consolidate Sono incluse nell’area di consolidamento, come indicato nella “Parte A – sezione 3” della presente Nota, le società veicolo di cartolarizzazione ex legge 130/99 ossia Quarzo S.r.l. (nell’ambito del Consumer), la società di diritto lussemburghese MB Funding Lux S.A.
(detenuta al 100% da Mediobanca S.p.A.) e SPV Project 2224 S.r.l.(22) (nell’ambito Factoring).
B.2 Entità strutturate non consolidate contabilmente Mediobanca non ha altre interessenze nel capitale di entità strutturate da segnalare, ad eccezione delle quote in O.I.C.R. riferibili all’attività di sponsor (Mediobanca Premier, CMB Monaco, Polus Capital Management e RAM Active Investments) e di investitore in fondi di Mediobanca S.p.A. inclusa l’attività di Seed Capital a favore di fondi gestiti dalle società controllate.
Con riguardo ai fondi di RAM Active Investments SA, Mediobanca S.p.A. ha sottoscritto fondi per un NA V pari a 164,4 milioni (183,6 milioni al 31 dicembre 2025) nello specifico RAM Global Sustainable Income Equities (21 milioni), RAM Stable Climate Global Equities (37,8 milioni), RAM Global Multi-Asset (44,1 milioni), Palladium FCP - RAM Mediobanca Strata UCITS Credit (61,5 milioni, in riduzione rispetto al 31 dicembre scorso per il parziale rimborso avvenuto nel mese di giugno pari a 25 milioni); tutti questi investimenti sono UCITS di diritto lussemburghese con NA V calcolato giornalmente a cui si aggregano investimenti diretti per 4 milioni.
Con riguardo a Polus Capital Management, Mediobanca e Mediobanca International hanno sottoscritto investimenti per un NA V pari a 271,7 milioni (232,8 milioni al 31 dicembre scorso).
Nello specifico, Mediobanca ha investito 29,5 milioni nei veicoli di CLO europei denominati CLI Holdings I (3,2 milioni), CLI Holdings II (23,1 milioni) e PLI III (3,1 milioni)(23) cui si aggiungono investimenti sulla società americana (CLO US) pari a 51,4 milioni(24) e nel fondo PELF (82,4 milioni). Mediobanca International Luxembourg ha investito nel fondo Polus (22) Come precisato nella Parte A “Area di consolidamento” la società rientra nel perimetro di consolidamento di Mediobanca avendo rilevato l’esistenza del controllo in base alle indicazioni dell’IFRS10.
(23) A fronte di un commitment complessivo di Mediobanca pari a 99 milioni.
(24) Di cui 40,8 milioni sottoscritti dalla Capogruppo e 10,6 milioni direttamente da Polus.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 170Special Situation Fund(25) per un ammontare pari a 95,8 milioni (di cui 15,7 nel comparto in EUR e 80,1 nel comparto in USD); si segnalano infine investimenti diretti della società Polus per 12,6 milioni.
Con riguardo ai fondi che gestisce Mediobanca SGR e Mediobanca Management Company, Mediobanca e Mediobanca Premier hanno sottoscritto fondi per un NA V complessivo pari a 49,7 milioni (44,1 milioni lo scorso 31 dicembre 2025); di questi 35,5 milioni sono sottoscritti da Mediobanca Premier che riguardano Mediobanca Global Multi-Asset 30 (10,7 milioni), Mediobanca R-Co V alor (9,5 milioni), Mediobanca Step In Equity 100 (10,4 milioni) e il nuovo Mediobanca BlackRock Financial Credit (5 milioni).
Mediobanca partecipa al fondo Negentropy RAIF, fondo di investimento alternativo mobiliare di diritto lussemburghese gestito da Negentropy Capital Partners Limited con un investimento di 44,3 milioni (invariato rispetto al 31 dicembre 2025).
B.2.1 Entità strutturate consolidate prudenzialmente Al 30 giugno non si segnala alcuna informativa da riportare, perché non risulta essere presente la casistica.
B.2.2 Altre entità strutturate Al 30 giugno non si segnala alcuna informativa da riportare, perché non risulta essere presente la casistica.
Il processo di delega e sub-delega delle attività di investimento, l’ampia discrezionalità prevista ai delegati e la temporaneità degli investimenti consentono di non far configurare la capacità di incidere sui rendimenti prevista dall’IFRS10 come condizione necessaria al riconoscimento del controllo delle Sicav; non si rileva pertanto alcun controllo diretto.
Asset Backed
Si tratta di entità costituite per l’acquisizione, costruzione o gestione di asset fisici o finanziari, le cui prospettive di recupero del credito dipendono principalmente dai cash flow generati dagli asset stessi.
Nell’ambito della normale attività di concessione del credito Mediobanca e le sue controllate finanziano SPE Asset Backed senza detenere forme di partecipazione azionaria diretta né interessenze tali da configurare il ruolo di sponsor.
Le operazioni creditizie Hold to Collect (iscritte alla voce “40 – Attività finanziarie al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela” dell’attivo) nelle quali Mediobanca e le sue controllate risultano essere le uniche finanziatrici sono pari a 578 milioni.
(25) Con riguardo alla struttura di PSSF, gli investimenti vengono effettuati attraverso tre fondi Feeder (sociétés en commandite spéciale) denominati in differenti valute (USD, EUR, GBP) e confluiscono nel fondo Master (anch’esso société en commandite spéciale) denominato in euro che implementa la strategia di investimento.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 171B.2 Operazioni di Leveraged Finance Il perimetro delle operazioni di Leveraged Transactions, secondo la definizione BCE, riguarda esposizioni a controparti con rating sub-investment grade il cui rapporto tra il debito totale lordo irrevocabile (“committed”) ed Ebitda, al momento dell’erogazione, superi le 4 volte (se supera le 6 volte le operazioni sono classificate come “Highly Leveraged Transactions”) nonché controllate (controllo o possesso di oltre 50% del capitale azionario) da uno Sponsor Finanziario.
Al 30 giugno 2026 l’esposizione complessiva di Leveraged Transactions è pari a 2.405(26) milioni (2.152 milioni al 31 dicembre 2025); di queste, le esposizioni “Highly Leveraged Transactions” (HLT) ammontano a 906 milioni (1.108 milioni). Il totale perimetro delle Leveraged Transactions rappresenta circa il 9% del portafoglio Corporate Loan complessivo con una quota di esposizioni con rating in fascia “B” intorno al 15%. Le esposizioni Leveraged Transactions hanno un’incidenza del 32% sul patrimonio di vigilanza base di Mediobanca e delle sue controllate (CET1) di cui le esposizioni HLT rappresentano il 12%.
(26) Rappresenta esposizione performing e deteriorate (7 milioni) ed include esposizioni fuori bilancio (impegni e derivati) per 542 milioni.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 172SEZIONE 2 Rischi del consolidato prudenziale(27)
1.1 RISCHIO DI CREDITO
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
Pur essendo la gestione del rischio responsabilità di ogni funzione aziendale, la Funzione Risk Management presiede il funzionamento del sistema del rischio di Mediobanca e delle sue controllate definendo le appropriate metodologie di misurazione del complesso di rischi, attuali e prospettici, conformemente alle previsioni normative e alle scelte gestionali individuate nell’ambito del Risk Appetite Framework, svolgendo un’attività di monitoraggio degli stessi e di verifica del rispetto dei limiti stabiliti per le diverse linee di business.
Il Risk Management è organizzato sulla base di presidi locali presso le varie società controllate nel rispetto del principio di proporzionalità, coordinati attivamente dalla funzione Risk Management di Mediobanca. La funzione Risk Management di Mediobanca, posta a diretto riporto dell’Amministratore Delegato, sotto la direzione del Group Chief Risk Officer, è costituita dalle seguenti unità organizzative: i) Risk Integration, responsabile del presidio dell’adeguatezza patrimoniale e di liquidità di Mediobanca e delle controllate, coordinando i processi trasversali ICAAP e ILAAP , implementandone anche un sistema di gestione nel continuo nell’ambito del risk management framework ed in particolare nel RAF; l’unità presidia, inoltre, i rischi IRRBB e CSRBB e si occupa del Resolution Plan; ii) Credit Risk Management, responsabile dell’orientamento generale e della governance del rischio di credito, assicura lo sviluppo e la supervisione delle metodologie di misurazione del rischio di credito, definisce i framework ed i processi di gestione (concessione, monitoraggio, classificazione e valutazione) e monitora l’andamento del portafoglio crediti; iii) Credit Analysis, che si occupa di effettuare l’attività di analisi del rischio di credito, dell’assegnazione del rating interno alle controparti e del parametro di perdita in caso di insolvenza; iv) Market Risk Management, che si occupa del monitoraggio dei rischi di mercato e controparte e validazione delle metodologie di fair value; v) Non-financial Risk Management, responsabile del presidio dei rischi operativi e di frode, dei rischi legati alla distribuzione di prodotti e servizi di investimento alla clientela, dei rischi IT e cyber security, nonché dei rischi di outsourcing; vi) Internal Validation & Control, la quale definisce le metodologie, i processi, gli strumenti e la reportistica impiegati nell’attività di validazione interna, effettua la validazione stessa dei sistemi di misurazione del rischio di Mediobanca e delle sue controllate, definisce e svolge attività di controllo sui principali processi creditizi della Capogruppo; vii) Risk Coordination, supporta il Chief Risk Officer e la funzione Risk nelle relazioni con la Direzione e gli organi aziendali, nonché con i presidi di risk management delle società controllate; pianifica e monitora progetti e tematiche di risk management che coinvolgono diverse unità specialistiche e definisce il framework per gestire gli impatti ESG sui vari verticali di rischio.
(27) Sono escluse dall’area di consolidamento prudenziale le società Compass RE, Compass Rent e MBContact Solutions, Quarzo Srl., MBUSA, MB Immobiliere, Spafid Trust, Messier et Associes LLC Compass Link, CMG Monaco, Arma DE GmbH, MB Speed Up e SPV Project 2224 S.r.l.. Si veda quanto indicato nella Sezione 1 – Rischi del consolidato contabile della presente Parte E.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1732. Politiche di gestione del rischio di credito 2.1 Aspetti organizzativi Mediobanca si è dotata di un sistema di governo e controllo dei rischi articolato nelle diverse funzioni organizzative coinvolte, al fine di assicurare il miglior presidio dei rischi rilevanti cui è, o potrebbe essere, esposta e, nel contempo, garantire la coerenza dell’operatività alla propria propensione al rischio.
Al Consiglio di Amministrazione, nel suo ruolo di supervisione strategica nel quadro dell’attività di direzione e coordinamento della controllante Banca Monte dei Paschi di Siena, è riservata l’approvazione delle linee e degli indirizzi strategici, dell’adozione dei Sistemi di Rating Interni (IRB), dei piani industriali e finanziari, dei budget e della politica di gestione dei rischi e dei controlli interni.
Il Comitato Rischi e Sostenibilità assiste il Consiglio di Amministrazione, svolgendo funzioni consultive ed istruttorie sul sistema dei controlli interni, sulla gestione dei rischi (anche climatici e ambientali), sull’assetto informativo contabile e sulle materie di sostenibilità.
Il Collegio Sindacale vigila sul sistema di gestione e controllo dei rischi come definiti dal RAF e sul sistema dei controlli interni, valutando l’efficacia di tutte le strutture e funzioni coinvolte nonché il loro coordinamento.
Nell’ambito del governo del rischio di credito di Mediobanca, operano con specifiche competenze all’interno dei processi di assunzione, gestione, misurazione e controllo i seguenti Comitati manageriali: Comitato Gestione Rischi di Gruppo con compiti di indirizzo per tutti i rischi (esclusi i rischi non finanziari, di compliance e conduct); Comitato Credito, Mercato e Investimenti Proprietari, che in sessione “Credito e Mercato” esercita poteri deliberativi per i rischi di credito, controparte e di mercato; Comitato Nuove Operatività, per la valutazione preventiva di nuove attività e l’approvazione dell’ingresso in nuovi settori, di nuovi prodotti e dei relativi modelli di pricing.
2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo La Capogruppo Banca Monte Dei Paschi di Siena ha provveduto a definire nell’ambito del processo di definizione del Risk Appetite Framework (“RAF”) il livello di rischio complessivo e per tipologia che intende assumere per il perseguimento dei propri obiettivi strategici, individuando le metriche oggetto di monitoraggio, le relative soglie di tolleranza al rischio e, per le metriche per le quali è presente un requisito minimo regolamentare o un vincolo imposto dalle Autorità di Vigilanza, di massimo rischio assumibile. La Capogruppo ha coerentemente declinato le metriche e le relative soglie di rischio al perimetro costituito da Mediobanca e le società da essa direttamente controllate.
Il Risk Appetite Framework è la cornice di riferimento che lega i rischi alla strategia aziendale (traduce la mission e la strategia in variabili quali-quantitative di rischio) e gli obiettivi di rischio all’operatività aziendale (traduce gli obiettivi di rischio in vincoli e incentivi per la struttura).
Come richiesto dalla normativa prudenziale la formalizzazione, attraverso la definizione del RAF, di obiettivi di rischio coerenti con il massimo rischio assumibile, il modello di business e gli indirizzi strategici è un elemento essenziale per la determinazione di una politica di governo dei rischi e di un sistema dei controlli interni con l’obiettivo di rafforzare la capacità della banca di presidiare
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 174i propri rischi aziendali garantendo altresì uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo periodo. In tale ambito è stato sviluppato un modello di governo del Risk Appetite Framework all’interno del quale vengono identificati i ruoli e le responsabilità degli Organi aziendali di Mediobanca e delle sue controllate, delle funzioni coinvolte corredati dall’esistenza di meccanismi di coordinamento finalizzati a consentire l’integrazione della propensione al rischio nei processi gestionali.
Nel processo di definizione del Risk Appetite la Capogruppo:
– identifica i rischi che è disposta ad assumere;
– definisce, per ogni rischio, gli obiettivi e i limiti anche in condizioni stressate;
– individua le azioni gestionali necessarie per ricondurre il rischio assunto entro l’obiettivo prestabilito.
Ai fini della definizione del RAF, sulla base del posizionamento strategico e del profilo di rischio atteso, lo statement di Risk Appetite viene declinato in metriche e soglie di rischio, da individuare con riferimento ai seguenti pilastri del framework, in linea con la best practice internazionale: adeguatezza patrimoniale, adeguatezza del profilo di liquidità, performance, rischio di credito e qualità dell’attivo, rischi di mercato, rischio macroeconomico, rischi ESG e rischi operativi e non finanziari. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo assume un ruolo proattivo nella definizione del RAF garantendo che il profilo di rischio atteso sia coerente con il Piano strategico, il budget, l’ICAAP e il Recovery Plan e declinabile in metriche e limiti di rischio adeguati ed efficaci. Per ciascuna dimensione di analisi, il rischio assunto si rapporta a un sistema di obiettivi e di soglie rappresentative dei vincoli regolamentari e della generale attitudine al rischio di BMPS e delle sue controllate, definito in coerenza con i processi di pianificazione strategica, valutazione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP), valutazione dell’adeguatezza di liquidità (ILAAP) e gestione dei rischi.
Oltre alle logiche di individuazione e fissazione dei parametri di propensione al rischio, sono disciplinati i meccanismi che regolano la governance e i processi di determinazione e attuazione del RAF, in termini di aggiornamento/revisione, monitoraggio ed escalation informativa nei confronti dei Comitati e degli Organi aziendali. Sulla base della propria operatività e dei mercati in cui operano, BMPS e le sue controllate hanno identificato i rischi rilevanti da sottoporre a specifica valutazione in sede di rendicontazione ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process)(28) valutando la propria adeguatezza patrimoniale in un’ottica attuale e prospettica che tiene conto delle strategie e dell’evoluzione del contesto di riferimento. Conformemente a quanto previsto della direttiva “Capital Requirements Directive IV” (CRD IV), il Gruppo predispone il documento di Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP), riportante il complesso delle politiche, dei processi e degli strumenti a presidio dei rischi di liquidità e funding. L’obiettivo è mantenere un livello di liquidità che consenta di far fronte agli impegni di pagamento assunti, ordinari e straordinari, minimizzando contestualmente i costi. La strategia di gestione della liquidità è basata sulla volontà di mantenere un adeguato rapporto tra potenziali flussi in entrata e potenziali flussi in uscita, nel breve e nel medio-lungo termine attraverso il monitoraggio di metriche regolamentari e gestionali, in coerenza con il profilo di rischio definito in ambito RAF.
(28) Coerentemente con le disposizioni di Banca d’Italia contenute nella Circolare n. 285 “Disposizioni di vigilanza per le banche” del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1752.3 Metodi di misurazione delle perdite attese In base al principio contabile internazionale IFRS9 “Strumenti finanziari”, le attività finanziarie non oggetto di misurazione in bilancio al fair value su base ricorrente (attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato ed esposizioni fuori bilancio) devono essere assoggettate al modello di impairment basato sulle perdite attese.
I modelli interni di rating rappresentano uno strumento di base per la determinazione dei parametri di rischio utilizzati in ambito di calcolo delle perdite attese, previo aggiustamento dei parametri ad uso regolamentare per le caratteristiche che non si prestano al diretto impiego in ambito contabile (ad esempio la riconversione per un approccio di tipo “point in time”). Il calcolo delle perdite attese richiesto dal principio IFRS9 avviene, infatti, attraverso il metodo del prodotto tra PD, LGD e EAD. Tale calcolo avviene sulla base della vita residua per gli strumenti che hanno subito un significativo deterioramento del rischio (cd. “Stage2”) o che presentino oggettivi segnali di deterioramento (“Stage3”) e su un orizzonte di 12 mesi per gli strumenti che non rientrino nelle categorie precedenti (“Stage1”). Per quanto riguarda le esposizioni fuori bilancio, nel calcolo delle perdite attese vengono utilizzati fattori di conversione creditizia derivanti dall’applicazione dei modelli interni e, qualora non ci siano modelli specifici, i fattori associati al calcolo standard dell’EAD.
V engono adottati criteri quali-quantitativi per determinare se è intervenuto un significativo incremento di rischio di credito (SICR) e utilizzati la presenza di 30 giorni di scaduto o la classificazione a forborne quali condizioni da ricondursi in ogni caso allo Stage2 (cosiddetti backstop indicators). V engono, inoltre, individuate casistiche di strumenti a basso rischio alla data di rilevazione, compatibili a prescindere con la classificazione a Stage1 (cosiddetta low credit risk exemption), al ricorrere di un rating investment grade (almeno BBB- della scala Standard & Poor’s) o di una corrispondente stima interna di probabilità di default pari allo 0,3%.
Coerentemente con le opzioni fornite dal Principio, la variazione di PD forward-looking viene adottata quale misura quantitativa di riferimento per la misurazione del Significativo Incremento del Rischio di Credito (SICR) ai fini dell’individuazione delle posizioni da classificarsi a Stage2 mediante il confronto della PD lifetime tra reference e origination date con un range di variazione di PD coerentemente definito per il trasferimento a Stage2; tale range, così come gli elementi qualitativi osservati, sono specifici per Mediobanca e le società da essa controllate.
I fondi accantonati riflettono la somma delle perdite creditizie attese (su un orizzonte di 12 mesi o con un approccio lifetime(29) in funzione dello stage) scontate all’effective interest rate. La perdita creditizia attesa è il risultato di una valutazione congiunta di tre scenari, uno baseline e due scenari alternativi, aggiornati con cadenza almeno annuale e forniti, unitamente ai relativi pesi, dalla Capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena per tutte le Entità.
Sono inoltre utilizzati accantonamenti aggiuntivi (“overlay”) a copertura di rischi non intercettati dall’attuale framework di calcolo delle perdite creditizie attese.
(29) L’approccio lifetime considera, qualora possibile, la scadenza contrattuale dell’esposizione. In caso di prodotti senza scadenza contrattuale (es. carte di credito, piani cambiari, linee di credito cancellabili, conti correnti o scoperti di conto corrente), il calcolo viene effettuato su un orizzonte temporale di 12 mesi.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 176L’approccio di Mediobanca e delle sue controllate in ambito di impairment degli strumenti finanziari è regolato da una normativa interna dedicata. Tra le tematiche disciplinate, da menzionare la governance sugli overlay, in termini sia di processo decisionale sia di possibili casistiche, nonché le metriche di monitoraggio e di backtesting volte a garantirne la validità attraverso valutazioni quantitative e qualitative delle performance, inclusi i criteri di staging.
I parametri utilizzati per la quantificazione dell’Expected Credit Loss, così come i parametri regolamentari di rischio, sono oggetto di valutazione periodica da parte delle funzioni interne.
In particolare, la funzione di V alidazione interagisce nel continuo con le funzioni di Sviluppo in relazione alle principali evolutive/soluzioni metodologiche del framework IFRS9, incluso il processo di definizione e categorizzazione degli overlays; i cambiamenti classificati come “materiali” sono stati assoggettati ad assessment di V alidazione preliminarmente all’utilizzo. Più in dettaglio, la funzione di V alidazione nel corso del semestre ha condotto le analisi di backtesting dei modelli IFRS 9 utilizzati per la determinazione degli accantonamenti contabili sui principali portafogli di Mediobanca e delle sue controllate. In particolare, sui portafogli Credito al Consumo e Carte di Compass, Mutui Retail di Mediobanca Premier, Corporate di Mediobanca, è stata verificata la conservatività della ECL e dei parametri PD, LGD ed EAD utilizzati per il calcolo della stessa, nonché l’adeguatezza della metodologia di Staging Allocation, sulla base di dati aggiornati a dicembre 2025. Oltre alla prudenza delle stime, sul portafoglio Compass sono state altresì analizzate le altre dimensioni rilevanti del framework IFRS 9, quali ad esempio la validità dei modelli satellite utilizzati per il condizionamento macroeconomico.
2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito Mediobanca e le sue controllate dispongono di un sistema di gestione delle tecniche di attenuazione del rischio di credito che presiede all’intero processo di acquisizione, valutazione, sorveglianza e realizzo degli strumenti di mitigazione utilizzati. I requisiti di ammissibilità a fini regolamentari delle garanzie sono dettagliati nel Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 575 del 2013 e successive modifiche (CRR). V engono inoltre elaborati specifici criteri per il riconoscimento gestionale di garanzie ritenute efficaci nella mitigazione del rischio, benché non riconosciute a fini regolamentari.
Nello svolgimento dell’attività creditizia è diffuso il ricorso a garanzie reali su strumenti finanziari o su beni mobili e immobili e a garanzie personali. In particolare:
– garanzie ipotecarie: in fase di acquisizione è richiesta una perizia rilasciata da tecnici indipendenti; specifiche procedure prevedono inoltre il calcolo ed il monitoraggio periodico del fair value del bene in base a indici di mercato forniti da info provider esterni;
ulteriori valutazioni peritali vengono richieste nel caso di scostamenti significativi rispetto all’ultima valorizzazione disponibile;
– garanzie pignoratizie: la valutazione delle garanzie pignoratizie è basata sul valore di mercato per gli strumenti finanziari quotati, o diversamente sul valore di presunto realizzo;
al valore così determinato sono applicati scarti prudenziali, differenziati in funzione degli strumenti finanziari assunti a garanzia.
Sono adottate, inoltre, politiche di mitigazione del rischio tramite la stipula di accordi di compensazione (“netting agreement”) e accordi di collateralizzazione (“collateral agreement”), verificandone la validità giuridica e il rispetto di criteri normativi per il loro riconoscimento ai fini prudenziali.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 177Le attività di Credit Risk Mitigation vengono disciplinate da apposite Direttive emanate da Mediobanca e dalle sue controllate interessate. La specificità dei prodotti di riferimento dei singoli business e delle forme di collateralizzazione che li assistono, in aggiunta alla diversità nei modelli organizzativi necessariamente adottati nelle varie controllate, comporta la coesistenza di processi di CRM differenziati. In particolare, le fasi di acquisizione delle garanzie, controllo, reporting e valutazione della loro eligibilità possono essere svolte da funzioni diverse. Rimane tuttavia centrale il ruolo del Risk Management in sede di declinazione dell’ammissibilità sia a fini regolamentari che gestionali, rispetto ai quali criteri il Risk Management di Mediobanca presidia la coerenza complessiva. I controlli relativi agli strumenti di mitigazione sono inseriti nel framework generale di controllo e gestione dei rischi.
Nel Private Banking vengono identificate le situazioni caratterizzate da maggior rischio per dare pronta attuazione alle attività di ripristino dei margini di garanzia tipici del credito c.d. lombard. L’esposizione complessiva è caratterizzata da diversificazione dei portafogli a garanzia e degli haircut applicati in sede di valutazione del valore della garanzia.
3. Esposizioni creditizie deteriorate Mediobanca e le sue controllate si caratterizzano in generale per un approccio prudente al rischio che si manifesta a livello consolidato in termini di un livello di posizioni deteriorate tra i più contenuti nel panorama nazionale. Contribuisce inoltre al contenimento dei livelli di esposizioni deteriorate in portafoglio l’attività di gestione delle stesse, che comprende l’utilizzo delle diverse opzioni tipicamente disponibili quali la dismissione del credito (a livello di singolo credito o di portafoglio), l’attività di escussione delle garanzie ed il raggiungimento di accordi di ristrutturazione.
I concetti di “default” proprio della normativa in materia di requisiti di capitale regolamentare, di “non-performing” proprio delle segnalazioni di vigilanza, e di attività a Stage3 (“credit - impaired”) proprio della normativa contabile sono ricondotti ad un’unica e omogenea definizione. Sono stati recepiti a tal proposito gli Orientamenti EBA sull’applicazione della definizione di default (EBA/ GL/2016/07), il Regolamento Delegato (UE) 2018/171 della Commissione del 19 ottobre 2017 e il Regolamento (UE) 2018/1845 della BCE del 21 novembre 2018. In linea con tali principi, le fattispecie di attività deteriorate includono:
– le esposizioni individuate con il criterio dello scaduto da 90 giorni, rispetto al quale le citate norme hanno standardizzato i criteri di calcolo a livello europeo (in particolare in termini di soglie di rilevanza applicabili e di indifferenza, ai fini del calcolo, della specifica rata a cui viene imputato lo scaduto);
– i casi di cessione dell’obbligazione creditizia che abbiano comportato perdite significative connesse al rischio di credito;
– le ristrutturazioni onerose, vale a dire concessioni nei confronti di un debitore che fronteggia o è in procinto di fronteggiare difficoltà nell’onorare i propri impegni finanziari che implichino una obbligazione finanziaria significativamente ridotta;
– i casi di fallimento o altri sistemi di tutela che comprendono tutti i creditori o tutti i creditori con crediti non garantiti, i cui termini e condizioni sono approvate dal giudice o da altra autorità competente;
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 178– i casi individuati attraverso altre indicazioni dell’improbabile adempimento di un debitore, quali l’esercizio delle garanzie, il superamento di determinati livelli di leva finanziaria, evidenze negative da sistemi informativi quali la Centrale Rischi, sopravvenuta indisponibilità delle fonti di reddito del prenditore.
Tale approccio si articola a livello di Mediobanca e di singole società controllate, che in funzione degli specifici processi di monitoraggio possono privilegiare modalità di rilevamento delle posizioni deteriorate che non abbiano ancora raggiunto i 90 giorni di scaduto di tipo monografico oppure basate su algoritmi automatici. Parimenti, la valutazione contabile dei crediti deteriorati prevede, a seconda delle specificità del business delle singole società, modalità di analisi di tipo monografico oppure basate sull’individuazione di cluster di posizioni similari.
In sede di monitoraggio vengono, inoltre, vagliate eventuali esigenze di write-off, ossia casistiche di non recuperabilità, anche parziale, del credito. Il write-off interviene anche prima che le azioni legali per il recupero dell’attività finanziaria siano terminate e non comporta necessariamente la rinuncia al diritto legale di recuperare il credito.
Con lo scopo di presidiare adeguatamente la gestione dei portafogli NPL, nel corso degli ultimi anni, sono state emanate dal Regulator diverse disposizioni tese a indirizzare il comparto finanziario verso la minimizzazione degli stock dei portafogli deteriorati e l’accelerazione delle attività di recupero. Il 26 aprile 2019 il Parlamento Europeo ha pubblicato sulla gazzetta ufficiale l’aggiornamento del Regolamento UE n. 575/2013 (CRR) con inclusione delle regole da applicare in materia di copertura degli NPL (c.d. Calendar Provisioning) derivanti da crediti erogati a partire dalla data di emanazione del nuovo Regolamento.
4 Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali ed esposizioni oggetto di concessioni Le attività finanziarie possono essere oggetto di modifiche contrattuali principalmente in ragione di due esigenze: mantenere un rapporto commerciale di reciproca soddisfazione nei confronti della clientela oppure ricostituire/migliorare le condizioni di merito creditizio di un cliente che si trova o sta per trovarsi in difficoltà nel rispettare gli impegni assunti.
La prima casistica, definita rinegoziazione commerciale, interviene nel momento in cui il cliente potrebbe interrompere il rapporto in essere, grazie al merito creditizio intrinseco e a favorevoli condizioni di mercato. In tale situazione, sono possibili interventi su iniziativa della clientela o su base preventiva volti a mantenere la relazione con il cliente migliorando le condizioni commerciali offerte, salvo il mantenimento di una redditività soddisfacente rispetto al rischio e la congruità con gli obiettivi strategici generali prefissati (ad esempio in termini di target di clientela).
La seconda casistica, che integra il concetto di cosiddetta “forbearance measure”, viene rilevata in conformità con la specifica normativa in occasione di modifiche contrattuali, rifinanziamenti.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 179Per la classificazione a forborne Mediobanca e le sue controllate individuano se a fronte di tali concessioni alla clientela (tipicamente rimodulazione delle scadenze, sospensione di pagamenti, rifinanziamenti, waiver su covenant) si configuri una condizione di difficoltà riconducibile all’accumulo effettivo o potenziale (in assenza di concessioni) di oltre 30 giorni di scaduto. La valutazione delle difficoltà finanziarie si avvale principalmente di analisi monografica nell’ambito dell’attività corporate e leasing mentre si rilevano condizioni predefinite nell’ambito del credito al consumo (in presenza di segnali minimi quali un accodamento sempre considerato forbearance o lievi ma reiterati ritardi in associazione a evidenze negative su banche dati esterne, si procede alla classificazione a default) e dei mutui immobiliari (ad esempio rilevazione della perdita del posto di lavoro, casi di malattia grave, divorzio/separazione).
La classificazione a forborne può riscontrarsi sia in esposizioni deteriorate sia in esposizioni in cui le difficoltà rilevate risultino ancora compatibili con la classificazione a bonis. In ogni caso, come segnalato nelle precedenti sezioni, l’assegnazione di una esposizione allo status “forborne” è ritenuto non compatibile con la classificazione a Stage1. Pertanto, l’applicazione dei periodi di permanenza minima dello status “forborne” previsti dalla normativa in materia di segnalazioni statistiche di vigilanza si riflette anche in una prudente transizione a livello di Stage1, 2 e 3. A fronte di concessioni su esposizioni a Stage2 non è infatti possibile un ritorno a Stage1 in meno di 2 anni, coerentemente con la durata minima prevista di 2 anni per lo status di “esposizione bonis forborne” (in tale periodo lo status può modificarsi solo per cogliere un eventuale passaggio a deteriorato). Analogamente, per le esposizioni a Stage3 non è possibile un ritorno a Stage1 in meno di 3 anni, coerentemente con la permanenza dello status di “esposizione deteriorata forborne” per almeno 1 anno a cui fa seguito (salvo necessità di proroga dello status di deteriorato) la permanenza minima di 2 anni in status “esposizione bonis forborne”.
Per tornare in Stage1 le esposizioni devono aver dato prova di completo recupero della qualità creditizia e devono essere venute meno le condizioni per la segnalazione tra le esposizioni “forborne”. Pertanto, il monitoraggio finalizzato a cogliere eventuali nuove esigenze di passaggio a Stage2 o 3 è il medesimo riservato alle esposizioni che siano sempre rimaste in Stage1. Sono tuttavia oggetto di monitoraggio rafforzato le esposizioni “forborne” che siano passate da Stage3 a Stage2, rispetto alle quali è previsto che un ritardo di pagamento superiore a 30 giorni o l’applicazione di una nuova misura di tolleranza determini in ogni caso l’immediato ritorno prudenziale a Stage3.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1805 Dettagli per segmento di attività
Attività corporate
La gestione, la valutazione ed il controllo dei rischi creditizi riflettono la tradizionale impostazione di Mediobanca improntata a generali criteri di prudenza e selettività: l’assunzione del rischio è basata su un approccio analitico che si fonda su un’estesa conoscenza della realtà imprenditoriale, patrimoniale e gestionale di ciascuna società finanziata, nonché del quadro economico in cui essa opera. In sede di analisi viene acquisita tutta la documentazione necessaria per effettuare un’adeguata valutazione del merito creditizio del prenditore e per definire la corretta remunerazione del rischio assunto; nell’analisi rientrano valutazioni in merito alle caratteristiche di durata e importo degli affidamenti, al presidio di idonee garanzie e all’utilizzo di impegni contrattuali (covenant) volti a prevenire il deterioramento del merito di credito della controparte.
Con riferimento alla corretta applicazione delle tecniche di mitigazione del rischio (cd.
Credit Risk Mitigation), vengono effettuate specifiche attività finalizzate a definire e soddisfare tutti i requisiti necessari al fine di massimizzare l’effetto di mitigazione delle garanzie reali e personali sui crediti.
Ai fini dell’assunzione di rischi di credito, le controparti sono oggetto di analisi e munite di rating interno, attribuito dalla funzione Risk Management sulla base di modelli interni tenendo conto delle specifiche caratteristiche quantitative e qualitative della controparte.
Le transazioni in proposta sono inoltre assoggettate all’applicazione dei modelli LGD, ove applicabili.
Gli affidamenti originati dall’attività delle divisioni di business, opportunamente valutati dalla funzione Risk Management, sono regolati da deleghe in materia di delibera e di gestione delle operazioni di maggior rilievo che prevedono il vaglio a differenti livelli della struttura operativa.
Con frequenza almeno annuale la funzione Risk Management effettua inoltre una revisione dei rating assegnati alle controparti e un riesame degli affidamenti deliberati.
La quantificazione dell’expected credit loss avviene analiticamente per le pratiche non performing ed in base a parametri di PD e LGD per il portafoglio bonis.
Con riguardo ai fondi analitici si applicano valutazioni di discounted cash flows e di multipli di bilancio in caso di continuità aziendale, oppure una valutazione dei cespiti in ipotesi di liquidazione.
Con riferimento ai crediti in bonis, i parametri di PD sono ottenuti a partire da matrici through the cycle utilizzate per lo sviluppo del modello di rating interno, poi convertendo il dato in termini point in time. Anche le LGD sono calcolate a partire dalla modellistica sviluppata ai fini regolamentari, depurata in seguito degli elementi più strettamente riconducibili ai requisiti per i modelli interni, tra cui, in particolare, l’effetto downturn, i costi indiretti ed eventuali ulteriori elementi prudenziali.
La componente forward looking, infine, viene fattorizzata condizionando i parametri di rischio agli scenari macroeconomici definiti internamente.
Il parametro PD Corporate del modello interno di rating è stato oggetto di una revisione non materiale, volta a rimuovere la limitation precedentemente applicata ai fini regolamentari.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 181In allineamento con il modello regolamentare in vigore da giugno 2026, la nuova master scale è stata incorporata nel processo di determinazione dell’impairment, con effetti a partire da marzo 2026.
Nell’ambito del monitoraggio andamentale sulle singole esposizioni di credito, Mediobanca adotta una metodologia di early warning al fine di identificare una lista di controparti (“Watchlist”) meritevoli di un’analisi approfondita per debolezze potenziali o manifeste; le esposizioni individuate vengono classificate in base a diversi livelli di allerta (Amber, Red, per le posizioni in bonis, e Black per quelle deteriorate) e vengono esaminate periodicamente al fine di individuare le azioni di mitigazione più opportune. L’inclusione della controparte nella Watchlist è adottata come elemento qualitativo di allocazione a Stage2, nel quale confluiscono le controparti classificate ad “Amber” o “Red”. Sono inoltre oggetto di specifico monitoraggio tutte le posizioni forborne; si precisa infatti che queste ultime sono classificate anche in Watchlist.
Leasing
La valutazione dei rischi è basata in via generale su un’istruttoria monografica effettuata con metodologie analoghe a quelle previste per l’attività Corporate. Inoltre, per le operazioni di piccolo taglio è prevista la valutazione e la delibera tramite l’utilizzo di un modello di credit scoring sviluppato sulla base di serie storiche, differenziato per tipologia di prodotto e per natura giuridica della controparte (tipologia società richiedente).
Le attività di analisi, erogazione, monitoraggio e controllo dei rischi di credito sono supportate in misura significativa dal Sistema Informativo Aziendale; è prevista anche una valutazione tecnica del bene oggetto della locazione.
I processi di misurazione e controllo prevedono valutazioni periodiche dei crediti in bonis anche in ottica di verifica degli early warning per l’eventuale inclusione della controparte in Watchlist. Il contenzioso viene gestito con diverse azioni che danno alternativa priorità al recupero del credito piuttosto che del bene in funzione della diversa patologia del rischio.
La quantificazione degli accantonamenti di tutti i contratti non performing è oggetto di valutazione monografica ai fini della determinazione delle relative previsioni di perdita, tenuto conto del valore cauzionale dei beni desunto dalle risultanze peritali aggiornate periodicamente, prudenzialmente riviste in diminuzione, e di eventuali garanzie reali. V engono inoltre fattorizzati scenari riferiti alle strategie di vendita. Il portafoglio in bonis è oggetto di valutazione in base ai parametri interni di PD e di LGD. Per la definizione dei parametri di PD sono state utilizzate le matrici di transizione through the cycle dei modelli gestionali basate su dati interni, poi convertendo il dato in termini point in time. La componente forward looking viene fattorizzata condizionando le PD con gli scenari macroeconomici adottati internamente. Le LGD delle esposizioni sono differenziate in funzione della tipologia di prodotto (targato, strumentale, nautico, immobiliare) e condizionate agli stessi scenari macroeconomici adottati internamente per ottenere valori forward looking.
I criteri per il passaggio a Stage2 delle operazioni di leasing includono il criterio quantitativo dell’incremento della PD, la classificazione a forborne performing, i 30 giorni di scaduto, e, per le controparti condivise, le evidenze di Watchlist di Mediobanca sulla clientela Corporate (confluiscono in Stage2 le controparti classificate ad “Amber” o “Red”)(30).
(30) Al 30 giugno 2026 è stata classificata in Stage2 la quota parte (pari a 126 milioni) del portafoglio di crediti leasing performing acquisito dalla Capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena che risultava precedentemente classificata a Stage2 dalla stessa in virtù del criterio di monitoraggio “High Risk”.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 182Credito al consumo L’operatività riguarda primariamente Compass, i cui affidamenti sono approvati con l’utilizzo di un modello di credit scoring diversificato per prodotto. Le griglie di scoring sono sviluppate sulla base di serie storiche interne arricchite da informazioni provenienti da centrali rischi. I punti vendita convenzionati utilizzano un collegamento telematico con la Società che consente l’immediata trasmissione delle domande di finanziamento e il relativo esito. Lo schema di deleghe prevede che per combinazioni di importo e perdita attesa crescenti l’approvazione sia demandata alle strutture di sede secondo le autonomie attribuite dal Consiglio di Amministrazione.
Il processo di amministrazione dei crediti con andamento irregolare prevede, sin dal primo episodio di inadempienza, il ricorso a tutti gli strumenti del recupero (sollecito postale, telefonico e con recuperatori esterni oppure azioni di recupero legale). In presenza di segnali minimi quali un accodamento (sempre considerato forbearance) o lievi ma reiterati ritardi in associazione a evidenze negative su banche dati esterne, si procede alla classificazione a default secondo il principio di “unlikeliness to pay”. Dopo 6 rate arretrate (o 4 rate, in casi particolari come le carte di credito), la società procede alla decadenza del beneficio del termine (ai sensi dell’art. 1186 c.c.). I crediti per i quali è giudicata antieconomica un’azione giudiziale vengono ceduti attraverso aste competitive a factors, a partire dal sesto mese successivo alla decadenza dal beneficio del termine, ottenendo un prezzo di cessione frazionale rispetto al capitale residuo, che tiene conto del presumibile valore di realizzo. V engono effettuati write-off parziali, su posizioni deteriorate che abbiano subito la Decadenza del Beneficio del Termine (c.d. DBT) da almeno 2 mesi e non registrino significativa probabilità di incasso, e sono previsti interventi di revisione delle tempistiche e del perimetro delle cessioni.
Sono, inoltre, previste cessioni di stock su posizioni uscite dai processi interni di gestione legale e cambiaria, nonché cessioni specifiche di portafogli con in corso un processo di recupero cambiario.
La quantificazione degli accantonamenti avviene in maniera collettiva sulla base di metriche, sviluppate nell’ambito del progetto AIRB 2021, di PD, LGD e EAD stimate attraverso l’uso di modelli interni e condizionate a fattori macroeconomici mediante modelli satellite. Per la stima dei parametri di PD ed LGD ai fini del calcolo delle perdite lifetime sono state utilizzate le matrici di transizione through the cycle computate separatamente per tipologia di prodotto, in linea con i processi gestionali interni (carte di credito, prestiti finalizzati, prestiti personali a basso rischio, prestiti personali ad alto rischio, small ticket e cessione del quinto a pubblici, privati o pensionati). Una volta ricavati i parametri non condizionati da evidenze storiche recenti, la componente forward looking viene fattorizzata condizionando le PD, le relative matrici di transizione e le LGD con specifici modelli basati su scenari macroeconomici adottati internamente e sugli andamenti recenti dei tassi di default e perdita interni. Si precisa che in corrispondenza della chiusura contabile di giugno 2026 è stato adottato il nuovo modello satellite LGD, sviluppato nell’ambito del progetto AIRB 2024, per il quale si è conclusa l’ispezione di BCE ed è stato formalizzato l’Assessment Report con esiti complessivamente positivi. L’adozione completa di tutti modelli oggetto di sviluppo è prevista per il prossimo semestre sia ai fini regolamentari che di calcolo dell’impairment.
Nel credito al consumo, oltre al criterio quantitativo basato sulla variazione di PD su base lifetime, sono in uso specifici indicatori qualitativi di classificazione a Stage2 delle esposizioni, quali la presenza di misure di sospensione, la presenza di altri crediti irregolari verso lo stesso debitore ed evidenze nel recente passato di irregolarità di pagamento.
Sono incluse fra le attività finanziarie impaired acquisite o originate (c.d. POCI) i crediti generati tramite il prodotto “Ridefinizione”. La Ridefinizione è una forma di agevolazione prevista unicamente
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 183per i “già clienti” che, perlopiù, manifestano difficoltà nel proseguimento regolare del pagamento delle rate (non ancora scadute e/o già insolute). Consiste nell’accorpamento del debito residuo di una o più pratiche che il cliente ha in essere in un unico nuovo prestito personale (nuova pratica) avente un nuovo piano di rimborso e una rata mensile di importo inferiore alla somma delle rate delle pratiche “ridefinite”. Non è prevista liquidità aggiuntiva, dunque, non si tratta di un prodotto con finalità commerciali, ma di sola gestione dell’esposizione esistente. Poiché lo strumento non nasce come modifica di un credito esistente ma va in sostituzione di uno o più precedenti che vengono cancellati, la derecognition di questi ultimi, abbinata alla nascita di uno strumento classificato non performing ne fa conseguire la classificazione come POCI. Lo stesso avviene per il portafoglio di Ridefinizioni già classificato a non performing in fase di erogazione, a prescindere dai criteri precedentemente utilizzati circa eventuali ritardi sulle posizioni oggetto di estinzione, le motivazioni che hanno portato alla ridefinizione, il test di “distressed restructured” e l’eventualità che lo strumento vada ad estinguere crediti non performing; di conseguenza tutte le Ridefinizioni rimangono classificate a POCI per l’intera vita della posizione. Sono inoltre classificate a POCI le posizioni relative al prodotto Quinto dello Stipendio (c.d. CQS) che fin dall’erogazione sono classificate a non performing in quanto derivanti dalla gestione di clientela già non performing alla data. La classificazione a POCI non preclude il fatto che il medesimo credito possa poi tornare performing, salvo per quelli acquistati, secondo le logiche di curing adottate per i crediti forborne NPE.
Le attività “POCI” sono valutate sulla base del modello di provisioning IFRS9 sviluppato internamente, derivato da opportune calibrature dei modelli AIRB, e che include tutti gli elementi statici ed andamentali necessari a calcolare parametri di PD ed LGD in approccio forward looking.
Poiché sugli strumenti POCI le rettifiche di valore sono calcolate su orizzonte lifetime, quando vengono iscritte sono svalutate sulla base della relativa LGD (inclusiva di costi ed effetto sconto) e nel caso di eventuale passaggio a performing restano svalutate su orizzonte lifetime al pari dei crediti in Stage2. Gli incassi procedono secondo le aspettative data anche la relativa stabilità di parametri di perdita attesa confermati a valle di ogni aggiornamento semestrale.
Factoring
Il factoring, in cui è specializzata MBFACTA, include l’attività tipica (acquisto di crediti commerciali a breve termine e spesso garantiti da coperture assicurative) e quella rateale (acquisto di crediti dalla controparte cedente rimborsati con rate mensili dai debitori ceduti pressoché integralmente rappresentati da clientela retail).
Nel primo caso le strutture interne valutano il grado di solvibilità dei cedenti e dei debitori ceduti con un’istruttoria monografica effettuata con metodologie analoghe a quelle previste per l’attività corporate factoring; nel retail factoring invece il prezzo di acquisto è determinato a seguito di un’adeguata analisi statistica delle posizioni oggetto di cessione e tiene conto delle proiezioni di recupero, degli oneri e dei margini attesi.
Nel caso di controparti rientranti nel perimetro corporate factoring, la quantificazione delle esposizioni non-performing è oggetto di valutazione monografica tenuto conto di percentuali minime di provisioning in funzione dell’ageing di tali esposizioni (in coerenza con i requisiti imposti dal cd. “Calendar Provisioning” - “Addendum alle linee guida sui crediti deteriorati”).
Nel caso di esposizioni rientranti nel perimetro del retail factoring, tale quantificazione si basa sull’individuazione di cluster di posizioni similari.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 184Il portafoglio bonis è oggetto di valutazione in base a parametri di PD e di LGD. Per la definizione dei parametri di PD, per le controparti appartenenti al perimetro Large Corporate, si utilizzano le PD stimate internamente mediante il Modello PD Corporate. Nel caso di controparti non appartenenti al perimetro Large Corporate si utilizzano le PD ricalibrate fornite da provider esterno o stimate internamente sul portafoglio retail factoring.
Nel caso di transazioni valutate da Mediobanca nell’ambito dell’attività corporate factoring si applicano i parametri previsti dal processo di Mediobanca. La Watchlist di Mediobanca è inoltre adottata come elemento qualitativo di allocazione a Stage2, nel quale confluiscono le controparti classificate ad “Amber” o “Red”.
Premier e Private Banking Premier e Private Banking include la concessione di finanziamenti come servizio complementare rispetto alla relazione con la clientela “Affluent”, “High Net Worth” ed istituzionale, allo scopo di offrire servizi di Wealth Management ed Asset Management. L’attività esposta a rischio di credito verso clientela si sostanzia in forme tecniche quali l’affidamento per cassa (nella forma di apertura di credito in conto corrente o finanziamenti a breve, medio-lungo termine), autorizzazioni allo sconfinamento di conto corrente, crediti di firma, mutui ipotecari e concessione di massimali su carte di credito.
La concessione di tali affidamenti è regolata da deleghe in materia di delibera che prevedono la valutazione a diversi livelli della struttura operativa e l’approvazione da parte di Organi individuati in funzione dei livelli di rischio assunti, in base alla dimensione dell’affidamento, alle garanzie e alla tipologia. Gli affidamenti sono sottoposti a revisione periodica.
La quantificazione degli accantonamenti di tutti i contratti non performing avviene in modo monografico, tenuto conto del valore delle garanzie reali. Gli accantonamenti effettuati sul portafoglio bonis avvengono sulla base di stime di PD e LGD, differenziate in base alla tipologia di controparte e alla presenza di garanzie.
Nell’ambito del monitoraggio andamentale sulle singole esposizioni di credito, viene adottata una metodologia di early warning al fine di identificare una lista di controparti (“Watchlist”) meritevoli di un’analisi approfondita per debolezze potenziali o manifeste; le esposizioni individuate vengono classificate in base a diversi livelli di allerta (Amber, Red, per le posizioni in bonis, e Black per quelle deteriorate) e vengono esaminate periodicamente al fine di individuare le azioni di mitigazione più opportune. L’inclusione della controparte nella Watchlist è adottata come elemento qualitativo di allocazione a Stage2, nel quale confluiscono le controparti classificate ad “Amber” o “Red”. Sono inoltre oggetto di specifico monitoraggio tutte le posizioni forborne; si precisa infatti che queste ultime sono classificate anche in Watchlist.
Mutui immobiliari
Il prodotto mutui immobiliari è gestito principalmente da Mediobanca Premier, la cui istruttoria e delibera dei rischi è interamente accentrata presso gli uffici della sede centrale.
L’approvazione delle domande di finanziamento, effettuata con ricorso a un modello di rating interno, è demandata alla valutazione monografica svolta sulla base di parametri reddituali e di massimo indebitamento oltre che sul valore peritale degli immobili. Il controllo dei rischi assunti, effettuato con cadenza mensile, garantisce il costante monitoraggio del portafoglio.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 185Gli immobili a garanzia sono sottoposti ad un processo di rivalutazione statistica svolto con frequenza trimestrale; qualora dalle verifiche emerga una diminuzione rilevante del valore dell’immobile viene svolta una nuova perizia da parte di una società indipendente. Una nuova perizia è richiesta in generale anche per gli immobili a garanzia di posizioni passate a sofferenza.
Il monitoraggio del credito (ivi incluse le partite anomale) viene assicurato da un sistema di reporting che consente ai gestori di verificare l’evoluzione della qualità del portafoglio e – attraverso gli opportuni indicatori – il tempestivo censimento delle posizioni a rischio, anche per attivare necessari correttivi alle politiche creditizie.
Le pratiche deteriorate sono gestite - nella fase stragiudiziale del recupero - da una struttura organizzativa dedicata con l’ausilio di collector esterni. In caso di insolvenza della posizione (o situazioni sostanzialmente equiparabili) vengono attivate procedure di esecuzione immobiliare affidate a legali esterni. Le procedure interne prevedono il censimento ad inadempienza probabile di tutte le pratiche con almeno quattro rate totalmente impagate (anche non consecutive), casistiche di perdurante irregolarità, debitori per i quali è stata avviata la “Procedura di composizione della Crisi da Sovraindebitamento”, concessioni che generano una ridotta obbligazione finanziaria superiore all’1% nonché casistiche di finanziamenti regolari per i quali, tramite informazioni interne od esterne (es. centrali rischi pubbliche/ private), l’unità preposta ne valuta la classificazione a inadempienza probabile. Il passaggio a sofferenza si verifica una volta accertata l’inefficacia delle azioni di recupero.
Per quanto relativo alle esposizioni oggetto di concessione, sono identificate come esposizioni forborne, ovvero esposizioni oggetto di misure di tolleranza, i mutui, in bonis o deteriorati, verso i quali Mediobanca Premier concede delle modifiche alle originarie condizioni contrattuali a fronte di uno stato di difficoltà finanziaria del debitore, accertato o presunto, e in ragione del quale si giudica improbabile che possa adempiere integralmente e regolarmente alle proprie obbligazioni creditizie.
La quantificazione dell’ECL avviene analiticamente per le pratiche in sofferenza e in base all’individuazione di cluster di posizioni similari per inadempienze probabili, altri scaduti e bonis.
Con riguardo alla quota analitica sulle sofferenze si tiene conto del valore peritale dei cespiti (prudentemente deflazionato), dei tempi e dei costi di recupero. Per la definizione dei parametri di PD sono state utilizzate le matrici di transizione through the cycle dei modelli gestionali basate su dati interni, che a partire dal 30 giugno 2025 sono calcolate come media semplice delle matrici di migrazione point in time su un periodo di osservazione di 9 anni. La componente forward looking viene fattorizzata condizionando le PD con gli scenari macroeconomici adottati internamente. Le LGD sono calcolate a partire dalla modellistica finalizzata al calcolo regolamentare, rispetto alla quale vengono rimossi gli effetti downturn, costi indiretti e MoC(31); l’inclusione di elementi forward looking si basa su modelli satellite applicati agli scenari macroeconomici adottati internamente.
Ai fini di classificazione a Stage2 dei mutui immobiliari sono in uso elementi qualitativi (assegnazione alla peggiore classe di rating), quantitativi (variazione della PD superiore ad una determinata soglia rispetto a quella assegnata all’erogazione del credito) e di backstop (30 giorni di sconfino o forborne performing).
(31) Il Margin of Conservatism (MoC) o margine di conservatività è un correttivo prudenziale applicato nei modelli interni di rischio di credito per evitare la sottostima dei rischi, con l’obiettivo di coprire le incertezze legate a carenze nei dati o nelle metodologie, minore rappresentatività dei dati storici, errori generali di stima.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1866. Scenario macroeconomico e impatti Per riflettere la maggiore incertezza del contesto recente, il Gruppo ha proceduto all’aggiornamento degli scenari macroeconomici, rispetto a quelli adottati al 31 dicembre 2025 ed al 31 marzo 2026.
Il set di scenari macroeconomici previsionali utilizzati per la presente Relazione Finanziaria semestrale, basato sulle previsioni formulate da provider esterno nel mese di aprile 2026 ed approvato dal Consiglio della Capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena nella seduta del 22 giugno 2026, risulta essere maggiormente conservativo rispetto agli scenari adottati al 31 dicembre 2025 ed al 31 marzo 2026. Mediobanca e le sue controllate hanno utilizzato per il calcolo delle rettifiche di valore dei crediti performing e non performing alla data del 30 giugno 2026 lo stesso set di scenari macroeconomici adottato dalla Capogruppo (uno scenario baseline e due scenari alternativi, uno maggiormente negativo - c.d. severo ma plausibile - ed uno migliorativo - c.d. best). Con riferimento alla varabile macroeconomica PIL il valore medio nel triennio giugno 2027-giugno 2029 è pari a 0,45%, -0,1% e 0,98% rispettivamente nello scenario baseline, severo ma plausibile e best in peggioramento rispetto alla media osservata nel precedente set di scenari macroeconomici in uso (0,54%, 0,11% e 1,10% rispettivamente nello scenario baseline, severo ma plausibile e best).
I pesi degli scenari utilizzati nella determinazione della ECL a giugno 2026 sono stati fissati dalla Capogruppo pari al 52,63% per lo scenario Baseline e 47,37% per gli scenari alternativi, rispettivamente 21,05% per lo scenario “Best” e 26,32% per lo scenario “Severo ma plausibile”.
Per quanto riguarda il calcolo dell’ECL, sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitivity(32) nell’ipotesi in cui si realizzi con certezza ciascuno degli scenari sopra menzionati (Severo ma plausibile, baseline e Best) sull’esposizione(33), con i seguenti risultati:
– scenario alternativo “Severo ma plausibile”: ECL +4,2% e variazione della incidenza della esposizione in Stage2 +3,13%;
– scenario baseline: ECL +0,3% e variazione della incidenza della esposizione in Stage2
-1,00%;
– scenario alternativo “Best”: ECL -4,1% e variazione della incidenza della esposizione in Stage2 -15,09%(34).
Le innumerevoli interrelazioni tra i singoli fattori macroeconomici sono, invece, tali da rendere scarsamente significativa un’analisi di sensitività delle perdite attese basata sul singolo fattore macroeconomico.
(32) L’analisi ha coperto le esposizioni dei principali portafogli del Gruppo: il portafoglio di Mediobanca S.p.A. e Mediobanca International, i mutui di Mediobanca Premier, il credito al consumo di Compass, il factoring di MBFACTA, i leasing di MBPS.
(33) Considerando il gross carrying amount, includendo sia on-balance che off-balance.
(34) Impatto derivante da una significativa riduzione delle PD sul segmento mutui che porta a estendere il perimetro di applicazione Low Credit Risk Exemption.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 187Tabella 1 – Parametri scenario macroeconomico baseline al 30 giugno 2026 Previsioni PIL 2026 2027 2028 2029 Italia 0,64% 0,33% 0,60% 0,42%
UE 1,09% 0,82% 1,28% 1,11%
USA 2,40% 1,62% 2,18% 1,94%
Tasso di disoccupazione 2026 2027 2028 2029 Italia 6,04% 5,93% 5,79% 5,60% CPI Core (variazione annuale) (1)2026 2027 2028 2029 Italia 2,41% 1,62% 2,02% 2,06% (1) La variabile CPI Core è l’indice dei prezzi al consumo al netto delle componenti food e energy.
Tabella 2 – Parametri scenario macroeconomico Best al 30 giugno 2026 Previsioni PIL 2026 2027 2028 2029 Italia 0,77% 1,31% 0,88% 0,76%
UE 1,17% 1,73% 1,80% 1,53%
USA 2,48% 2,53% 2,72% 2,36%
Tasso di disoccupazione 2026 2027 2028 2029 Italia 6,03% 5,37% 4,67% 4,31% CPI Core (variazione annuale) (1)2026 2027 2028 2029 Italia 2,04% 1,20% 1,86% 2,07% (1) La variabile CPI Core è l’indice dei prezzi al consumo al netto delle componenti food e energy.
Tabella 3 – Parametri scenario macroeconomico severo ma plausibile al 30 giugno 2026 Previsioni PIL 2026 2027 2028 2029 Italia 0,58% -0,62% 0,47% 0,11%
UE 1,06% 0,01% 1,07% 0,88%
USA 2,37% 0,80% 1,98% 1,70%
Tasso di disoccupazione 2026 2027 2028 2029 Italia 6,11% 6,61% 6,96% 7,03% CPI Core (variazione annuale) (1)2026 2027 2028 2029 Italia 2,62% 2,14% 2,02% 1,75% (1) La variabile CPI Core è l’indice dei prezzi al consumo al netto delle componenti food e energy.
Mediobanca e le sue controllate hanno mantenuto accantonamenti aggiuntivi (c.d. “overlay”) pari a circa 132 milioni (9,9% dell’ECL totale), principalmente con lo scopo di includere nei livelli di copertura le persistenti incertezze del contesto geopolitico e macroeconomico (12% del totale overlay), le aspettative di graduale salita dei tassi di default (47%), in particolare per il credito al consumo, e il rischio climatico (9%). La parte restante degli overlay (32%) è stata mantenuta principalmente a copertura di effetti legati a modifiche di processo afferenti al portafoglio NPL relativo al credito al consumo, non ancora incorporati nel calcolo dell’ECL, nonché alla volatilità delle stime.
In particolare, sono stati previsti overlay per settori di attività/controparti maggiormente esposti ai rischi geopolitici principalmente legati all’escalation del conflitto in Medio Oriente (clientela corporate), e alle probabili conseguenze negative sul mercato energetico, inflazione, PIL e tasso di disoccupazione (clientela retail), per il tramite di simulazione del deterioramento del merito creditizio di sotto-portafogli particolarmente vulnerabili.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 188Con riferimento al rischio climatico, sono stati stimati overlay considerando i principali tipi di rischio C&E (transizione e fisico) e classi di attività, ovvero corporate, credito al consumo ed esposizioni real estate e leasing. Gli overlay riferibili al rischio climatico rappresentano circa il 9% degli overlay totali (pari a 11,4 milioni), di cui circa il 45% è relativo alla clientela corporate (netto Leasing). Tali overlay sono stati stimati tenendo conto degli impatti quantificati nell’ambito di analisi di stress climatico su un orizzonte di breve periodo.
Rispetto al 31 dicembre 2025, gli overlay si riducono di circa il 20%, in larga parte riassorbiti dall’incremento di ECL da modello per il portafoglio credito al consumo, in coerenza con la graduale risalita dei tassi di default verso andamenti strutturali.
Tabella 4 – Overlay Stock 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Overlay stock
(€ milioni)% ECL di comparto Overlay stock (€ milioni)% ECL di comparto Corporate (incluso Factoring) 26,5 30,1% 26,4 32,1% Credito al consumo 93,6 8,5% 122,9 11,4% Mutui ipotecari 6,9 6,7% 9,5 8,8% Leasing 5,1 10,7% 5,3 11,–% Totale 132,– 9,9% 164,1 12,5%
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 189INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA Qualità del credito A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione
economica
A.1.5 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti
Tipologie esposizioni/valori
Esposizione lordaRettifiche di valore complessive e accantonamenti
complessiviEsposizione
NettaWrite-off
parziali
complessiviPrimo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originatePrimo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originate
A. ESPOSIZIONI CREDITIZIE PER CASSA
a) Sofferenze 171.233 X — 167.128 4.105 137.697 X — 134.067 3.630 33.536 163.088
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 22.751 X — 19.538 3.213 21.623 X — 18.864 2.759 1.128 46.902 b) Inadempienze probabili 659.968 X — 532.165 127.783 362.022 X — 314.905 47.117 297.946 102.529
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 332.737 X — 205.973 126.764 156.029 X — 109.554 46.475 176.708 33.238 c) Esposizioni scadute deteriorate 333.193 X — 308.435 24.757 190.866 X — 171.643 19.223 142.327 2.578
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 61.516 X — 37.983 23.532 44.458 X — 25.961 18.497 17.058 493 d) Esposizioni scadute non deteriorate 402.128 239.710 161.830 X 588 49.916 736 48.952 X 228 352.212 —
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 6.796 — 6.750 X 46 1.791 — 1.783 X 8 5.005 — e) Altre esposizioni non deteriorate 80.246.511 69.128.271 2.687.166 X 127.573 593.280 310.475 264.886 X 17.918 79.653.231 18
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 337.559 — 260.080 X 77.479 51.706 — 39.619 X 12.087 285.853 —
TOTALE (A) 81.813.033 69.368.431 2.848.996 1.007.728 284.806 1.333.781 311.211 313.838 620.615 88.116 80.479.252 268.213
B. ESPOSIZIONI CREDITIZIE FUORI BILANCIO
a) Deteriorate 2.890 X — 2.890 — 424 X — 424 — 2.466 — b) Non deteriorate 46.642.896 35.730.947 191.175 X — 21.473 18.955 2.518 X — 46.621.423 —
TOTALE (B) 46.645.786 35.730.947 191.175 2.890 — 21.897 18.955 2.518 424 — 46.623.889 —
TOTALE (A+B) 128.458.819 105.099.378 3.040.171 1.010.618 284.806 1.355.678 330.166 316.356 621.039 88.116 127.103.141 268.213
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 190Al 30 giugno 2026 le attività deteriorate lorde calano da 1.162,9 a 1.153,6 milioni con un’incidenza che si attesta all’1,8% delle esposizioni creditizie per cassa verso clientela (1,9% al 31 dicembre 2025). L’indice di copertura si attesta al 59,1% (59,5%) che determina uno stock netto pari a 472,4 milioni (470,4 milioni).
Gross NPL Ratio Finrep(35)
(€ milioni)
30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Finanziamenti 58.006,6 56.019,4 Crediti deteriorati 1.153.6 1.163,-
Impieghi a clientela 59.160,2 57.182,4 NPL acquisiti — — Impieghi di tesoreria (1)11.007,2 10.922,6 Totale Prestiti e anticipazioni 70.167,2 68.105 Gross NPL ratio Finrep % 1,6% 1,7% (1) In linea con le indicazioni EBA Risk Dashboard, la voce esclude la Cassa e ricomprende i depositi liberi presso Banche Centrali.
B.4a Indicatori di rischiosità creditizia 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 a) Sofferenze lorde / Impieghi 0,24% 0,25% b) Partite anomale / Esposizioni creditizie per cassa 1,45% 1,54% c) Sofferenze nette / Patrimonio Vigilanza 0,39% 0,41% B.4b Grandi esposizioni Al 30 giugno 2026 le esposizioni (rischi di mercato e partecipazioni inclusi) superiori al 10% del Patrimonio di Vigilanza di classe 1 riguardano quattordici gruppi di clienti connessi (2 in più rispetto allo scorso esercizio) per un’esposizione lorda complessiva di 19,8 miliardi (16,1 miliardi al 31 dicembre 2025); tenendo conto di garanzie e ponderazioni, l’esposizione è pari a 9,6 miliardi in aumento rispetto allo scorso esercizio (7,5 miliardi). Nel dettaglio le quattordici posizioni riguardano due compagnie di assicurazione, due società finanziarie e dieci gruppi bancari.
30 giugno 2026 31 dicembre 2025 a) V alore di bilancio 19.837.116 16.082.589 b) V alore ponderato 9.606.721 7.492.710 c) Numero delle posizioni 14 12 (35) Il calcolo del Gross NPL ratio è definito nell’EBA Risk Dashboard come rapporto tra il valore contabile lordo degli NPL (prestiti e anticipazioni) sul totale dei prestiti e anticipazioni. Fonte: EBA Risk Dashboard, Risk Indicators in the Statistical Annex (AQT_3.2).
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 191C. Operazioni di cartolarizzazione
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
Nel primo semestre 2026 il mercato ABS europeo è stato caratterizzato da un aumento dei volumi e da un numero record di operazioni, con emissioni pari a 119,6 miliardi suddivisi in 140 operazioni da parte di 95 emittenti in 25 paesi, il secondo valore più alto per un primo semestre nell’ultimo decennio.
La compressione degli spread di inizio anno è stata interrotta dallo scoppio della guerra in Medioriente a fine febbraio, che ha portato a un allargamento dei margini in linea con quello osservato sul credito corporate.
Nonostante le tensioni in Medio Oriente e un intenso calendario di emissioni, il mercato primario delle ABS ha continuato a beneficiare di una solida domanda da parte degli investitori e di condizioni di liquidità favorevoli. La performance dei collateral è rimasta solida, sostenuta dalla bassa disoccupazione e solidità finanziaria delle famiglie, contribuendo alla resilienza osservata nonostante i molteplici shock macroeconomici.
Anche il mercato europeo delle operazioni di Significant Risk Transfer (SRT) ha registrato una performance positiva, con un significativo incremento dei volumi di emissione rispetto all’anno precedente, confermando il continuo sviluppo del segmento delle cartolarizzazioni sintetiche.
Il portafoglio del banking book resta pressoché intatto a 1.794,7 milioni e fortemente concentrato su titoli senior (1.737,4 milioni). Il lieve incremento è attribuibile principalmente ai maggiori investimenti in CLO di elevata qualità, saliti da 1.341,1 a 1.413,8 milioni. Gli investimenti in Performing Loans Irlanda si riducono a 35,6 milioni, così come le esposizioni con sottostanti NPL scendono da 137,9 a 83,5 milioni. Le posizioni su tranche mezzanine sono in lieve salita a 57,3 milioni, mentre non risultano esposizioni su titoli junior.
Il trading book si attesta a 530,6 milioni con una componente senior pari a 202 milioni composta da 98,3 milioni relativi all’operazione di Transferable Custody Receipt (24,6 milioni al 31 dicembre 2025) in performing loan and consumer e 79,1 milioni in CLO (28,5 milioni al 31 dicembre 2025). La componente mezzanine cresce a 294,5 milioni (266,1 milioni), suddivisa tra 284,4 milioni in CLO e 10,1 milioni in performing loan and consumer; i titoli junior ammontano a 34,1 milioni.
Mediobanca ha inoltre esposizione verso:
– CLI Holdings e CLI Holdings II, SPV di diritto inglese che hanno sottoscritto rispettivamente il capitale di Cairn Loan Investments e Cairn Loan Investments II, gestori indipendenti di CLO europei istituiti da Polus che, per rispettare le regole prudenziali di risk retention, investono nelle tranche Junior dei CLO gestiti. Al 30 giugno 2026 CLI H I e CLI H II sono rispettivamente registrati a bilancio per 3,2 milioni e 23,2 milioni;
– Polus Loan Investments III, fondo chiuso conforme alla direttiva europea AIFM e comparto di Polus Investment Funds ICA V (umbrella fund di diritto irlandese), ha sottoscritto la
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 192totalità delle profit partecipating notes di Polus Loan Investments III DAC, sponsor e originator di CLO a marchio Polus prevalentemente sul mercato europeo e che, nel rispetto della normativa vigente, effettua i correlati investimenti a titolo di risk retention. Al 30 giugno 2026 PLI III è in carico a 3,1 milioni a fronte di un commitment di 99 milioni;
– Italian Recovery Fund, fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso di diritto italiano gestito da DeA Capital Alternative Funds SGR S.p.A. attualmente investito in 5 operazioni di cartolarizzazione (V alentine, Berenice, Cube, Este e Sunrise I) con sottostante NPLs di banche italiane; l’impegno è ad oggi in carico per 11,8 milioni;
– Negentropy RAIF – Debt Select Fund, fondo di investimento alternativo mobiliare di diritto lussemburghese, gestito da Negentropy Capital Partners Limited e di cui Mediobanca ha svolto il ruolo di advisor; il fondo ha sottostante tranches senior di NPLs e di finanziamenti immobiliari, registrato a bilancio per 44,3 milioni.
C.6 Consolidato prudenziale - Società veicolo per la cartolarizzazione consolidate Quarzo S.r.l. (Compass Banca) Il veicolo ha attualmente in essere sei operazioni di cartolarizzazione con sottostante finanziamenti in bonis erogati da Compass Banca (che ha sottoscritto l’intero ammontare dei titoli junior) e ceduti su base revolving per un periodo tra 6 e 66 mesi, al termine del quale potrà avere inizio l’ammortamento dell’operazione.
La tabella riassume le sei operazioni in essere:
Data emissione Senior mezzanine Junior Crediti ceduti nell’annoData inizio rimborso
A1 A2 A1 A2
11 maggio 2023 450 155 — — 95 — 17 giugno 2024 31 ottobre 2023 — 2.538 — — 362 1.501 15 gennaio 2026 21 giugno 2024 500 201 87 5 22 136 17 marzo 2025 7 maggio 2025 735 39 — 102 24 969 31 luglio 2027 18 novembre 2025 — 2.581 — — 319 3.088 15 febbraio 2028 31 marzo 2026 750 67 102 5 26 1.109 15 gennaio 2027
Legenda:
A1: emesse sul mercato A2: sottoscritte dall’originator ed eventualmente cedute a Mediobanca per esigenze di collateral Nel corso del semestre è stata perfezionata l’operazione di cartolarizzazione “Quarzo 2026-
1” con la cessione pro-soluto alla società Quarzo Srl di un portafoglio di credito al consumo in bonis pari a circa 950 milioni; il 31 marzo sono state emesse sei classi di titoli: una classe senior per complessivi 817 milioni (di cui 750 milioni collocati sul mercato); tre classi di mezzanine per un totale di circa 107 milioni e due classi junior per 26 milioni circa. Le notes junior e mezzanine sono state inizialmente sottoscritte da Compass che, nel mese di giugno, ha collocato sul mercato 102 milioni circa di notes mezzanine trattenendo le restanti notes sottoscritte. Tale operazione, che ha le caratteristiche del tipo SRT (Significant Risk Transfer), consente così il trasferimento significativo del rischio di credito ai fini prudenziali e, quindi, minori RWA.
Si segnala, infine, che nel mese di giugno è stata chiusa l’operazione Quarzo 2022 (Quarzo 11) dal valore nominale iniziale di 600 milioni. A seguito del rimborso delle notes senior (528 milioni) collocate sul mercato, Compass ha riacquistato i crediti residui per circa 63,1 milioni.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 193MB Funding Lux S.A. (Mediobanca) Il veicolo è stato costituito da Mediobanca con la finalità di perfezionare operazioni secured con sottostante pool di crediti corporate originati da Mediobanca International (Luxembourg) SA o Mediobanca S.p.A. e di cui si mantiene il rischio creditizio. Le notes, che rientrano nel programma “Medium Term Note” di Mediobanca, sono sottoscritte integralmente da Mediobanca e Mediobanca International e utilizzate come collateral nell’ambito del mercato interbancario.
Non si segnalano variazioni nell’esercizio per quanto riguarda le emissioni di MB Funding Lux S.A. sottoscritte da Mediobanca International Luxembourg S.A.
Le operazioni in essere al 30 giugno 2026 sono indicate nella tabella sottostante.
ISIN Nozionale Data emissione Data rimborso
XS1937712112 200.000.000 13/10/2021 15/10/2026
XS1616696016 800.000.000 22/05/2017 23/12/2030
TOTALE 1.000.000.000
Si segnala che nel corso del semestre è giunta a scadenza l’emissione XS2270559367 per nominali 100 milioni.
Nell’esercizio i rapporti intercorsi tra le società originator e le società veicolo sono i
seguenti:
Società veicolo Cessioni di crediti Incassi Servicing fees Interessi Junior Additional return
maturata
Quarzo S.r.l. 2.474,8 2.333,9 7,4 113,5 269,2 MB Funding Lux S.A. — 9.297,1 — — 0,8 SPV Project 2224 S.r.l. 1.171,6 1.710,– 5,2 2,3 2,1 SPV PROJECT 2224 S.r.l. a socio unico (MBFacta) Lo scorso marzo è stata perfezionata la prima operazione di cartolarizzazione con la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti factoring in bonis per 726 milioni e la contestuale emissione di due classi di titoli:
1. Obbligazioni senior (per 599 milioni) sottoscritte da un unico investitore istituzionale
esterno; e
2. Obbligazioni junior (per un totale di 127 milioni) sottoscritte direttamente da MB Facta.
I crediti sono ceduti su base revolving per un periodo tra 24 e 36 mesi, al termine del quale potrà avere inizio l’ammortamento dell’operazione salvo ulteriori proroghe.
I titoli emessi non sono quotati in alcun mercato regolamentato e non sono dotati di rating.
Data emissione Senior Junior Crediti ceduti nell’annoData inizio rimborso
A1 A2
31 marzo 2025 300 419 152 1.718 29 aprile 2028
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 194L’operazione allo stato non configura il trasferimento sostanziale di tutti i rischi e benefici, e di conseguenza non viene effettuata la derecognition contabile.
Il veicolo, costituito ad inizio 2025, rientra nell’area di consolidamento ai sensi dell’IFRS10;
infatti, pur non possedendo alcuna interessenza, data la sostanziale capacità di influire sui rendimenti variabili del veicolo, essendone l’unico cliente, e avendo contemporaneamente la possibilità e la capacità di indirizzarne i risultati, si configura come un c.d. “controllo di fatto”.
D. Operazioni di covered bond La società veicolo Mediobanca Covered Bond S.r.l., costituita ai sensi dell’articolo 7 bis della L.130/99, è controllata da Mediobanca Premier al 90% e il residuo 10% è in capo a SPV Holding.
Il Consiglio di Amministrazione di dicembre 2020 ha deliberato il rinnovo del Programma di Covered Bond per ulteriori 10 anni rispetto al termine originario di scadenza (dicembre 2021) e per un importo complessivo di 10 miliardi.
L’operazione prevede il coinvolgimento di:
– Mediobanca quale emittente dei covered bond;
– Mediobanca Premier S.p.A. quale cedente, anche su base revolving, di attivi cedibili in base alla normativa nei limiti collegati ai coefficienti patrimoniali consolidati di Mediobanca e nel ruolo di Servicer;
– Mediobanca Covered Bond S.r.l. (società veicolo) quale cessionaria pro-soluto degli attivi e garante dei covered bond.
Le emissioni del programma hanno rating AA attribuito da Fitch.
Il programma ha in essere 11 operazioni per un controvalore di 7.150 milioni collocati ad investitori istituzionali garantite da attivi ceduti da Mediobanca Premier a Mediobanca Covered Bond per 9.180 milioni (valore gestionale) così suddivise:
ISIN Code Data emissione Valore nominale Tasso Data scadenza IT0005315046 nov-17 750 Fix: 1,25% nov-29 IT0005378036 lug-19 750 Fix: 0,5% ott-26 IT0005433757 gen-21 750 Fix: 0,01% feb-31 IT0005499543 giu-22 750 Fix: 2,375% giu-27 IT0005579807 gen-24 800 Fix: 3,25% nov-28 IT0005611063 set-24 950 Fix: 3% set-31 IT0005650855 giu-25 1.050 Fix: 2,625% ago-30 IT0005675332 ott-25 50 Fix: 3,578% ott-40 IT0005678773 nov-25 750 Fix: 2,875% feb-32 IT0005683443 dic-25 50 Fix: 3,663% dic-40 IT0005717944 giu-26 500 Fix: 3,125% ago-32
Totale 7.150
A giugno è stato emesso un nuovo covered bond per nominali 500 milioni.
Nel corso del periodo, nell’ambito dell’attività operativa ordinaria, si è provveduto a cessioni di attivi da Mediobanca Premier alla società veicolo Mediobanca Covered Bond S.r.l.
per 1.022,5 milioni con contestuale riacquisto di attivi per 11,8 milioni.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 1951.2 RISCHI DI MERCATO
1.2.1 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO – PORTAFOGLIO
DI NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA
Informazioni di natura qualitativa Il monitoraggio quotidiano dell’esposizione gestionale ai rischi di mercato nel portafoglio di trading avviene tramite il calcolo giornaliero dei risultati economici gestionali e attraverso i seguenti indicatori:
– sensitivity - principalmente Delta e V ega - verso i principali fattori di rischio (tassi di interesse, prezzi delle azioni, tassi di cambio, spread creditizi, inflazione, volatilità, dividendi, correlazioni, ecc.); essi rappresentano la variazione positiva o negativa del valore di attività finanziarie e di derivati a variazioni dei summenzionati fattori di rischio, fornendo una rappresentazione statica del rischio di mercato del portafoglio di trading;
– Value-at-Risk calcolato utilizzando una metodologia di simulazione storica pesata con scenari aggiornati giornalmente, con orizzonte di liquidazione delle posizioni fissato ad un giorno lavorativo e con un livello di confidenza del 99%.
Il monitoraggio dei rischi attraverso V aR e sensitivity è effettuato giornalmente per assicurare il rispetto dei limiti gestionali a presidio dell’appetito al rischio stabilito dall’Istituto per il portafoglio di negoziazione e, nel caso del V aR, anche per valutare attraverso il backtesting la robustezza del modello. Sul complesso delle posizioni oggetto di misurazione del V aR viene anche calcolata giornalmente l’expected shortfall in simulazione storica, che rappresenta la media delle perdite potenziali che si collocano oltre il livello di confidenza del V aR. V engono inoltre svolti con cadenza mensile (su tutto il portafoglio) stress test sui principali fattori di rischio al fine di cogliere anche impatti di movimenti più ampi nelle principali variabili di mercato (ad esempio indici azionari, tassi e cambi) calibrati sulla base di variazioni estreme delle variabili di mercato.
V engono, infine, utilizzate altre metriche di rischio complementari che consentono di valutare in maniera più specifica i rischi di posizioni di trading non pienamente misurati dal V aR e dalle sensitivity. Il peso dei prodotti che richiedono queste metriche supplementari è comunque estremamente limitato rispetto all’entità complessiva del portafoglio di trading dell’Istituto.
Nel primo semestre 2026 la riduzione delle preoccupazioni inflazionistiche e la stabilizzazione delle aspettative sui tassi hanno sostenuto l’appetito per il rischio, spostando il focus degli investitori verso la crescita degli utili e i temi strutturali legati all’Intelligenza Artificiale.
Nel primo semestre la BCE, contrariamente alla FED, ha innalzato di 25 bps i tassi di interesse adottando così una politica monetaria leggermente più restrittiva per contrastare pressioni inflazionistiche legate soprattutto al rialzo dei prezzi energetici. Per quanto riguarda gli spread creditizi lo spread BTP-Bund ha mantenuto un profilo stabile e contenuto nel semestre, attestandosi a fine giugno, sui medesimi livelli dello spread OAT-Bund, intorno ai 77 bps, segnalando una riduzione del rischio percepito sul debito sovrano italiano rispetto
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 196ai benchmark storici. I mercati azionari globali hanno chiuso il primo semestre 2026 con performance ampiamente positive, nonostante un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, volatilità sui prezzi energetici e incertezza sull’evoluzione della politica monetaria. Il FTSE MIB ha sovraperformato gli altri principali indici grazie al contributo dei settori finanziario ed energetico.
Nel corso del semestre non si è verificato alcun superamento nè del limite di V aR nè dei limiti di Stop Loss.
Il Value-at-Risk dell’aggregato di Trading è oscillato, tra un minimo di 3 milioni registrato a gennaio ed un massimo di 6,7 milioni registrato a maggio. Il dato medio (5,1 milioni) è risultato in linea con il valore medio dell’esercizio precedente.
I fattori di rischio che spiegano l’andamento del V aR sono principalmente: (i) i rendimenti dei Titoli di Stato italiani e di paesi dell’Area Euro core e (ii) una maggiore direzionalità nelle esposizioni verso volatilità implicite del mercato azionario. Marginale è il contributo di altri fattori di rischio come il tasso d’inflazione o i tassi di cambio, verso i quali la posizione dell’Istituto è conservativa o sostanzialmente neutrale.
L’Expected shortfall – che misura un ulteriore scenario di stress sulle stesse serie storiche del V aR - mostra un dato medio superiore rispetto al periodo precedente (10,3 milioni contro 7,2 milioni).
I risultati del backtesting giornaliero (basato sul confronto con i Profitti e Perdite teoriche) non hanno mostrato scostamenti rispetto al V aR nel primo semestre dell’esercizio in corso.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 197Tabella 1: Value at Risk ed Expected Shortfall del portafoglio di trading (dati in € migliaia) Fattori di rischio Esercizio 2026 2025 30/06/2026 Min Max Media Media Tassi di interesse 2.152 830 4.733 2.278 2.486 Credito 1.202 812 2.005 1.365 1.625 Azioni 2.744 1.384 6.147 4.201 3.646 Tassi di cambio 492 378 1.021 547 772 Inflazione 210 38 363 139 100 V olatilità 2.711 1.817 5.266 2.660 3.743 Effetto diversificazione(*)(3.751) (2.473) (8.620) (6.070) (7.320) V aR Totale 5.761 2.998 6.710 5.120 5.052 Expected Shortfall Totale 19.029 5.153 20.826 10.319 7.272 (*) Connesso alla non perfetta correlazione tra i fattori di rischio.
Oltre ad un limite di V aR sulle posizioni di Trading, è prevista un’articolazione maggiormente granulare di limiti di V aR in capo ai desk che lo compongono.
Inoltre, ogni desk ha limiti di sensitivity ai movimenti dei diversi fattori di rischio che sono monitorati giornalmente. Nel confronto con l’esercizio precedente si riscontra l’incremento delle esposizioni su quasi tutte le classi di rischio.
Tabella 2: Riepilogo dell’andamento delle principali sensitivities del portafoglio di trading (dati in € migliaia) Fattori di rischio I Semestre Esercizio 2026 2025 30/06/2026 Min Max Media Media Delta azionario (+1%) (40.351) (731.929) 1.085.376 380.959 540.712 V ega azionario (+1%) 15.558 (1.297.320) 144.560 (547.175) (1.336.536) Delta tasso d'interesse (+1bp) 103.780 (860.301) 382.790 133.390 193.053 Delta inflazione (+1 bp) (19.492) (39.978) 8.554 (16.274) (20.510) Delta Tassi di cambio (+1%)(*)(252.611) (495.697) 175.662 (32.480) 52.308 Delta di credito (+1bp) 172.910 (98.002) 546.850 290.666 211.353 (*) Riferito ad apprezzamento dell’Euro nei confronti delle valute estere Andamento del VaR del portafoglio di trading
VaR Totale
gen-26 feb-26 mar-26 apr-26 mag-26 giu-26012345678
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 198Andamento componenti del VaR (Trading) Tassi di interesse Credito Tassi di cambio
Azioni
gen-26 feb-26 mar-26 apr-26 mag-26 giu-2601234567
1.2.2 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO – PORTAFOGLIO
BANCARIO
Informazioni di natura qualitativa Il rischio di tasso di interesse di Mediobanca e delle sue controllate è presidiato attraverso la sensitivity del margine di interesse e la sensitivity del valore economico. La sensitivity del margine di interesse quantifica l’impatto sugli utili correnti nel peggiore scenario tra quelli previsti dalle linee guida del Comitato di Basilea (BCBS), recepite nel documento EBA del 2022 (EBA/GL/2022/14). In tale analisi gli stock patrimoniali vengono mantenuti costanti, assumendo di rinnovare le poste in scadenza con altre aventi identiche caratteristiche finanziarie e considerando un orizzonte temporale di 12 mesi.
La sensitivity del valore economico, invece, misura l’impatto sul valore attuale dei flussi futuri attesi nel peggiore scenario tra quelli previsti dalle linee guida del Comitato di Basilea (BCBS).
Tutti gli scenari presentano un limite al ribasso parametrico (floor), impostato secondo le linee guida EBA, che prevede un limite a – 1,5% sulla scadenza a vista e una progressione lineare fino a 0% sulla scadenza a 50 anni. Nell’attuale contesto di mercato, tale floor ha un impatto molto limitato sulle metriche di sensitivity.
Per ambedue le sensitivities le poste di bilancio sono considerate al profilo contrattuale, fatta eccezione per le poste relative ai depositi in conto corrente della clientela al dettaglio (che sono state considerate sulla base di modelli comportamentali proprietari) e alle poste relative ai crediti al consumo e ai mutui ipotecari (che scontano la probabilità di estinzione anticipata).
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 199Con riferimento alle posizioni del banking book di Mediobanca e delle sue controllate al 30 giugno, in caso di un rialzo parallelo della curva (“Parallel Up”), il margine d’interesse atteso subirebbe una variazione negativa di -71 milioni meno della metà dello scorso anno (-156 milioni); lo scenario con impatto negativo è variato a seguito dell’adozione del nuovo modello comportamentale della raccolta retail. Il dato di chiusura del semestre è inferiore alla media degli scorsi 12 mesi (-100 milioni nello scenario peggiore).
Con riferimento all’analisi del valore attuale dei cash flow futuri del portafoglio bancario di Mediobanca e delle sue controllate, lo shock che determina la peggior variazione si verifica nell’ipotesi di un rialzo parallelo della curva (“Parallel Up”). Con una variazione negativa di -220 milioni, principalmente per l’impatto di Mediobanca (-172 milioni). Lo scorso anno la variazione massima era negativa per -162 milioni nello scenario “Parallel Down”. L’incremento in valore assoluto di sensitivity (-58 milioni) è dovuto principalmente all’allungamento della duration del portafoglio bancario.
(€ milioni)
Dati al 30 giugno 2026Banking Book Scenario Limite Ex Gruppo Mediobanca Mediobanca S.p.A. MB Premier Compass Altre Sensitivity del Margine d’Interesse Parallel Up (71) (138) 1 25 (5) Sensitivity del V alore Attuale dei Cash Flows attesi Parallel Up (220) (172) (14) (12) (28) A seguito dell’entrata in vigore del sistema di limiti del Gruppo BMPS è stata ereditata la metodologia di calcolo e di misurazione della Capogruppo. Al 30 giugno l’esposizione risultante si attesta a 2,2 miliardi(36) ampiamente al di sotto del limite RAF di 5,1 miliardi.
L‘indicatore regolamentare SOT NII è pari allo 0,9% (sensitivity del Margine di interesse/ Tier 1 Capital) ben al di sotto della soglia regolamentare del 5%, mentre l’indicatore SOT EVE si attesta al 2,9% (sensitivity del V alore Economico/Tier 1 Capital) anch’esso ben al di sotto della soglia regolamentare del 15%.
Oltre agli scenari regolamentari sono stati elaborati anche due scenari gestionali con due shock paralleli di + e – 100 bps:
+100 bps -100 bps Sensitivity del Margine d’interesse (34) 13 Sensitivity del V alore Attuale dei Cash Flows attesi 97 22 Oltre agli scenari previsti dal punto di vista regolamentare viene costantemente monitorato lo scenario + 50bps:
(€ milioni)
30 giugno 2025 Media Giugno 25/Giugno 26 30 giugno 2026 Ex Gruppo Mediobanca 38 15 (16) Mediobanca S.p.A 21 5 (13) Si evidenzia che nel semestre, in coerenza con le politiche del Gruppo BMPS e per (36) Il valore è pari alla sensitivity del valore attuale di Mediobanca (172 milioni) moltiplicata per il fattore di conversione del capitale regolamentare pari a 12,5. Il calcolo è pertanto: 172 milioni × 12,5 = 2.150 milioni, arrotondato a 2,2 miliardi.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 200rappresentare al meglio la raccolta a vista relativamente al rischio di liquidità e di tasso, è stato messo in produzione un nuovo modello comportamentale, che ha portato una significativa riduzione dell’esposizione al tasso di interesse. La nuova rappresentazione, più aderente ai comportamenti osservati della clientela, consentirà nei prossimi mesi una gestione ancora più accurata e tempestiva del rischio tasso.
La modifica spiega la temporanea inversione di segno della sensitivity in calo di 50 bps riportata in tabella (da +15 a -16 milioni).
Operazioni di copertura Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite rilevabili su una determinata attività o passività di bilancio, attribuibili alla volatilità di un determinato fattore di rischio finanziario (tasso di interesse, cambio, credito o altro parametro di rischio), tramite gli utili rilevabili su uno strumento di copertura che ne permetta il bilanciamento delle variazioni nel fair value o dei flussi di cassa. In particolare, per le coperture di fair value, il Gruppo si pone l’obiettivo di minimizzare il rischio finanziario sui tassi di interesse riportando l’esposizione fruttifera al tasso Ester.
A. Attività di copertura del fair value Le coperture di fair value sono utilizzate per neutralizzare gli effetti dell’esposizione al rischio di tasso e di prezzo relativa a specifiche posizioni dell’attivo o del passivo, attraverso la stipula di contratti derivati con primarie controparti di mercato ad elevato standing creditizio.
In particolare, per quanto riguarda il rischio tasso, Mediobanca e le sue controllate applicano coperture specifiche di singoli item o di gruppi di attività e passività omogenei sotto il profilo del rischio tasso.
L’obiettivo delle coperture è ridurre il rischio tasso attraverso swap che trasformano le attività e/o passività da tasso fisso a tasso variabile. Gli elementi principalmente coperti sono le passività a tasso fisso o strutturate emesse da Mediobanca, gli investimenti in titoli a tasso fisso dell’attivo detenuti nel portafoglio HTC and HTCS, il portafoglio dei mutui a tasso fisso, i floor impliciti nei finanziamenti a tasso variabile del lending e nei mutui a tasso variabile erogati da Mediobanca Premier e i depositi di Mediobanca Premier per i quali si tiene conto del nuovo modello comportamentale con un beneficio sulla scadenza effettiva.
Nel corso dell’esercizio la Banca ha completato l’accentramento dei rischi di portafogli omogenei (mutui ipotecari, finanziamenti Consumer e depositi clientela modellizzati), al fine di poter gestire il rischio tasso su base netta per fasce temporali di scadenza. Per ciascuna fascia temporale il rischio netto residuale viene coperto con derivati associati al portafoglio di attività o passività designate in Macro Hedge secondo il paragrafo 81A IAS39 ancora applicabile anche in caso di adozione dell’IFRS9 (paragrafo 6.1.3 IFRS9).
Residuano in portafoglio alcune emissioni obbligazionarie strutturate, che non presentano rischi correlati al rischio principale, scomposte tra componente tasso di interesse (coperta) ed altri rischi che trovano rappresentazione nel portafoglio di negoziazione e sono di norma
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 201fronteggiati da posizioni esterne di segno opposto; per le obbligazioni strutturate emesse nell’esercizio, per lo più di tipo tasso di interesse, l’Istituto ha applicato la fair value option in fase di registrazione iniziale della passività ed i relativi rischi sono stati coperti con derivati valutati al Fair value Through Profit and Loss in modo da fronteggiare gli impatti di conto economico.
B. Attività di copertura dei flussi finanziari Questa forma di copertura viene utilizzata principalmente nell’ambito dell’operatività di alcune società controllate e di Mediobanca (in particolare la quota del portafoglio di credito al consumo finanziato esternamente a Mediobanca) dove a fronte di un elevato numero di operazioni di importo modesto generalmente a tasso fisso viene effettuata una provvista a tasso variabile per importi rilevanti. La copertura viene attuata per trasformare tali posizioni a tasso fisso correlando i flussi di cassa a quelli degli impieghi. Di norma Mediobanca e le sue controllate attraverso il contratto derivato fissano il costo atteso della raccolta nel periodo a fronte dei finanziamenti a tasso variabile in essere e delle transazioni future legate ai rinnovi sistematici di tali finanziamenti una volta giunti a scadenza.
Sono inoltre presenti alcune operazioni in cui titoli il cui payoff è indicizzato all’inflazione viene trasformato in tasso fisso allo scopo di eliminare la variabilità dei flussi di interesse.
C. Attività di copertura di investimenti esteri D. Strumenti di copertura Al 30 giugno 2026 non vi è nulla da segnalare.
E. Elementi coperti Per quanto riguarda gli strumenti coperti e di copertura sono già ampiamente descritti nei punti precedenti e ripresi nelle varie parti del Fascicolo.
Rischio di controparte Il rischio di controparte generato dalle operazioni di mercato con la clientela o controparti istituzionali viene misurato in termini di valore di mercato potenziale atteso. Per quanto riguarda i prodotti derivati ed i finanziamenti collateralizzati a breve termine (pronti contro termine e securities lending) il calcolo si basa sulla determinazione della massima esposizione potenziale (dato un livello di probabilità del 95%) in diversi punti di un orizzonte temporale fino a 30 anni. Il perimetro di applicazione riguarda tutti i gruppi di controparti che hanno rapporti con l’Istituto, tenendo conto della presenza o meno di accordi di netting (es. ISDA, GMSLA o GMRA) e di collateralizzazione (es. CSA). Ad essi si aggiungono le esposizioni derivanti da operazioni sul mercato interbancario. Per queste tre tipologie di operazioni
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 202esistono linee accordate ad ogni controparte e/o gruppo previa analisi interna ed approvazione del Comitato Lending and Underwriting.
Per le operazioni in derivati, così come previsto dall’IFRS13, il fair value incorpora gli effetti del rischio creditizio della controparte (cd. CV A) e del rischio di credito Mediobanca (cd. DV A) basati sul profilo di esposizione futura dell’insieme dei contratti in essere.
1.2.3 RISCHIO DI CAMBIO
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
di cambio
B. Attività di copertura del rischio di cambio La dinamica della componente valutaria del V aR esposta nella sezione “Parte E -
1.2.1RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO – PORTAFOGLIO DI
NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA” rappresenta efficacemente l’evoluzione dei rischi assunti sul mercato dei cambi in virtù di una gestione complessiva dell’esposizione valutaria.
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
2. Modelli interni e altre metodologie per l’analisi di sensitività Nel corso del primo semestre del 2026 il tasso euro-dollaro si è mosso intorno al valore medio di 1,16, con minimo a 1,14 e massimo a 1,20 registrato nel mese di gennaio. Il VaR forex complessivo ha registrato un valore medio di circa 641 mila euro.
1.4 RISCHIO DI LIQUIDITÀ
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
di liquidità
Le banche sono naturalmente esposte al rischio di liquidità connaturato al processo di trasformazione delle scadenze tipico dell’attività bancaria.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 203Il rischio di liquidità presenta diversi profili temporali:
– il rischio corrente o potenziale che la banca non sia in grado di gestire efficacemente il proprio fabbisogno di liquidità nel breve termine (“rischio di liquidità”);
– il rischio che la banca non disponga di fonti di finanziamento stabili nel medio e lungo termine, con la conseguenza di non poter far fronte ai propri obblighi finanziari senza un aumento eccessivo dei costi di finanziamento (“rischio di funding”).
L’adeguatezza del sistema di governo e gestione del rischio di liquidità e funding è fondamentale per assicurare la stabilità della banca, delle sue controllate e del sistema finanziario, sul quale, le difficoltà di una singola istituzione si andrebbero a propagare. Tale sistema di governo e gestione si sviluppa all’interno del Risk Appetite Statement e dei livelli di tolleranza al rischio in esso espressi. In particolare, il Risk Appetite Statement stabilisce, come obiettivo di gestione, il mantenimento di una posizione di liquidità nel breve e nel lungo termine adeguata a fronteggiare un periodo di stress prolungato (combinando fattori di stress idiosincratici e sistemici).
La “Politica di Gruppo per la gestione del rischio di liquidità” (in seguito, “Politica”) approvata dal Consiglio di Amministrazione di Mediobanca definisce l’ammontare obiettivo di attività prontamente liquidabili, a copertura dei flussi di liquidità, da detenere nel breve e nel medio-lungo termine per Mediobanca e le sue controllate.
La “Politica” stabilisce, inoltre, ruoli e responsabilità delle funzioni aziendali e degli organi societari, le metriche utilizzate per la misurazione del rischio, le linee guida per l’esecuzione delle analisi di stress, la definizione del sistema dei prezzi interni di trasferimento dei fondi e il Contingency Funding Plan.
Per garantire un approccio integrato e coerente alla gestione del rischio di liquidità, le decisioni strategiche sono assunte dal Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, cui la Politica attribuisce la definizione delle linee guida, la responsabilità del sistema di governo del rischio e la verifica periodica dell’andamento del rischio di liquidità e funding, in coerenza con il Risk Appetite Framework, declinando gli indirizzi strategici della Capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena. Il Comitato ALM supporta tale governance, definendo la struttura di assunzione del rischio di mismatch tra attivo e passivo e indirizzandone la gestione secondo gli obiettivi commerciali e finanziari approvati.
Mediobanca contribuisce al processo ILAAP di Gruppo (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process) che prevede un’autovalutazione qualitativa e quantitativa dell’adeguatezza del quadro di gestione del rischio di liquidità.
La gestione della liquidità di Mediobanca e delle sue controllate è accentrata in Mediobanca, che definisce le linee guida per le controllate e presidia la posizione di liquidità complessiva. Treasury è responsabile della gestione operativa della liquidità, del funding, del collateral e della predisposizione del Funding Plan, in linea con gli obiettivi di budget. La funzione di Risk Management, nel rispetto dei principi di separazione e indipendenza, svolge controlli di secondo livello sui rischi di liquidità attuali e prospettici, garantendo la coerenza con la normativa e la strategia. La Funzione Audit valuta l’efficacia del sistema dei controlli interni sulla gestione del rischio di liquidità.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 204L’obiettivo di Mediobanca è mantenere un livello di liquidità adeguato a far fronte puntualmente agli obblighi di pagamento, ordinari e straordinari, minimizzando i costi e prevenendo perdite. La politica di liquidità di breve termine garantisce l’equilibrio tra flussi di cassa in entrata e in uscita, anche su base infra-giornaliera. La gestione attiva della liquidità, affidata a Treasury, è orientata al rispetto degli obblighi di regolamento nei tempi previsti.
Il rischio di liquidità infra-giornaliero riguarda il mismatch temporale all’interno di un giorno tra i pagamenti effettuati da parte di Mediobanca e quelli ricevuti da altre controparti di mercato. La gestione di tale rischio richiede, oltre ad un monitoraggio attento e continuativo dei flussi di cassa scambiati, anche adeguate riserve di liquidità. Allo scopo di mitigare questo rischio, Mediobanca ha adottato un monitoraggio ed un sistema di indicatori che verificano la disponibilità delle riserve ad inizio giornata e la loro capacità di sopperire ad eventuali stress che possono coinvolgere altre controparti di mercato o il valore degli assets utilizzati per mitigare il rischio.
La metrica adottata per il monitoraggio su orizzonti temporali maggiori di quello infra-
giornaliero è la posizione netta di liquidità ottenuta come la somma della counterbalancing capacity (definita come disponibilità post-haircut di cassa, titoli obbligazionari scambiabili sul mercato e crediti stanziabili in operazioni di rifinanziamento presso la BCE) ed il flusso di cassa netto cumulato.
Il sistema dei limiti e dei relativi trigger è declinato in un contesto di normale corso degli affari fino ad un orizzonte temporale di 3 mesi, di stress sistemico ad 1 mese e di stress combinato a 45 giorni prevedendo, in tal modo, un sistema di pre-allerta in caso di avvicinamento al limite in condizioni normali.
Il monitoraggio di liquidità di breve termine e infra-giornaliero è integrato da un’analisi di stress che ipotizza tre scenari:
– Systemic Scenario: si rappresenta uno scenario di crisi pandemica ispirato agli eventi osservati durante la diffusione del virus SARS-CoV-2, influenzato, su un orizzonte temporale di dodici mesi, da una profonda recessione economica, che porta ad effetti quali il deterioramento del portafoglio creditizio e relativa contrazione dei volumi (principalmente per la componente di credito al consumo), aumento della rischiosità percepita con impatti sui valori delle riserve di liquidità e crescita delle richieste di marginazione, riduzione dell’offerta di capitali sui mercati finanziari per Mediobanca ma anche per i clienti a cui sono state concesse linee di credito, che di conseguenza, saranno costretti ad utilizzare.
– Idiosyncratic Scenario: lo scenario si avvia con uno specifico evento di attacco cyber che interessa i sistemi interni di Mediobanca con conseguente limitazione nell’operatività sul mercato. Ciò comporta, da una parte, una perdita operativa, dall’altra, un danno a livello reputazionale. Quest’ultima componente genera un effetto di prelievo di depositi da parte dei clienti retail e wholesale. In questo contesto, le agenzie di rating avviano un downgrade dell’emittente Mediobanca compromettendo ancora di più la capacità di accedere ai mercati finanziari, determinando un aumento del costo del funding e impatti sulle riserve di liquidità per quanto riguarda gli asset auto-ritenuti, impattando sui margini iniziali e sui deflussi da trigger legati a eventi di downgrade.
– Combinato: scenario combinato tra Systemic e Idiosyncratic Scenario.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 205Inoltre, settimanalmente Mediobanca contribuisce per sé e per le sue controllate alla segnalazione SSM, con un insieme di metriche la cui compilazione è richiesta da parte dalla Banca Centrale Europea, allo scopo di monitorare l’esposizione al rischio di liquidità e di recepire informazioni aggiuntive che permettono di intercettare altri fenomeni che possono inficiare l’equilibrio finanziario del Gruppo; oltre al report di Maturity Ladder e all’indicatore LCR, vengono fornite informazioni di dettaglio sull’evoluzione delle fonti di funding, del collaterale e una valutazione qualitativa sulla posizione di liquidità della Banca.
Nel corso del semestre, gli indicatori di liquidità gestionale hanno mostrato un adeguato livello di liquidità. Mediobanca ha rispettato il requisito minimo per il coefficiente netto di finanziamento (Net Stable Funding Ratio – NSFR)(37) e quello di copertura della liquidità di breve termine (Liquidity Coverage Ratio – LCR)(38): gli indicatori si sono sempre mantenuti al di sopra dei limiti interni e regolamentari.
Nel dettaglio, il dato di LCR al 30 giugno è pari a 158,22% (rispetto a 160,89% di inizio esercizio), inclusa la stima prudenziale dei “deflussi aggiuntivi per altri prodotti e servizi” in ottemperanza all’art. 23 del Regolamento Delegato (UE) 2015/61. L’indicatore ha mostrato una variabilità contenuta intorno al suo valore medio di 158%, quest’ultimo in linea rispetto al dato medio annuale registrato lo scorso anno (157%). Il posizionamento al di sopra del valore target ha consentito di mantenere stabile la posizione di Funding e liquidità. In un contesto ancora incerto, la Banca ha governato le attività altamente liquide cercando di coniugare le strategie commerciali con la necessità di disporre sempre di uno strumento adeguato, nella quantità e qualità.
L’indicatore NSFR, calcolato secondo il Regolamento (UE) 2019/876, si attesta a 115,9% in lieve aumento rispetto a dicembre scorso (114,6%); l’aumento generalizzato del funding (i.e. funding interbancario - nello specifico finanziamenti intercompany da BMPS, tiraggio linea Facta, Secured Funding di Tesoreria, emissioni - principalmente ABS e Covered Bond, raccolta da operazioni di finanza strutturata e dal Tesoro) risulta solo in parte compensato dall’aumento dei finanziamenti, principalmente del Corporate Lending, del consumer e del Leasing (acquisizione portafoglio impieghi leasing da BMPS) e degli impieghi di tesoreria; in leggero calo le attività di trading.
La sostenibilità degli indicatori sopra citati, in quanto inclusi nel Group Risk Appetite Framework, viene analizzata anche nella definizione del Group Funding Plan, attraverso l’analisi prospettica su un orizzonte temporale di almeno tre anni, con un monitoraggio e aggiornamento semestrale. Nel medesimo contesto, è svolto un esercizio di stress multirischio che si basa sull’analisi di scenario. Definito uno scenario di stress, che può coinvolgere la banca, se ne valutano gli impatti simultanei, tenendo conto delle interrelazioni fra i rischi e della capacità di adattare le strategie di business definite in sede di budget al nuovo contesto di riferimento.
Ai precedenti indicatori si aggiunge un modello di governo degli eventi definito Contingency Funding Plan (descritto nel “Regolamento”) da attivare in caso di crisi seguendo una procedura approvata dal Consiglio di Amministrazione.
(37) Direttiva (UE) 2019/878 (c.d. CRD V) e Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. CRR2).
(38) Regolamento Delegato (EU) 2015/61 e sui supplementi/modifiche.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 206L’obiettivo perseguito dal “Contingency Funding Plan” è quello di assicurare in modo tempestivo l’attuazione di interventi efficaci volti a far fronte ad una crisi di liquidità, attraverso l’identificazione puntuale di soggetti, poteri, responsabilità, procedure di comunicazione ed i relativi criteri per la reportistica, che mirano ad incrementare le probabilità di superamento con successo dello stato di emergenza. Tale scopo viene raggiunto principalmente attraverso l’attivazione di un modello operativo straordinario e di governo della liquidità, supportato da una coerente comunicazione interna ed esterna e da una serie di indicatori specifici.
Per l’identificazione tempestiva di uno stato di “Contingency” è stato predisposto un sistema di segnali di pre-allarme (“EWI - Early Warning Indicators”) per monitorare le situazioni che possono generare un deterioramento della posizione di liquidità derivante sia da fattori esterni e/o da dinamiche idiosincratiche.
Dai paragrafi precedenti si evince come le analisi di stress siano un fondamentale strumento di gestione per il rischio di liquidità. Il rischio di liquidità si manifesta con minore frequenza ma con impatti significativi e occorrono strumenti per diagnosticare le vulnerabilità di Mediobanca su diversi orizzonti temporali. I risultati degli stress test sono, pertanto, principalmente utilizzati per:
– definire le strategie di raccolta del Funding Plan e più in generale delle attività di pianificazione (profilo di liquidità degli assets e delle liabilities);
– valutare l’adeguatezza del sistema dei limiti e costituire occorrenze significative per il processo di revisione periodico dei limiti stessi;
– fornire supporto alla declinazione delle azioni da intraprendere nella gestione di stati operativi di crisi o di stress.
I fattori di mitigazione del rischio di liquidità adottati da Mediobanca sono:
– un adeguato livello di attività di alta qualità prontamente liquidabili per far fronte a squilibri, anche prolungati nel tempo, di liquidità;
– una puntuale attività di pianificazione della liquidità di breve e di lungo periodo, affiancata da una qualificata attività di previsione e monitoraggio;
– un framework di stress test robusto e costantemente aggiornato;
– un efficiente “Contingency Funding Plan”, per identificare gli stati di crisi e le azioni da attivare in tali circostanze, tramite un affidabile sistema di indicatori di pre-allarme.
Al 30 giugno la counterbalancing capacity è pari a 16,5 miliardi in calo rispetto allo scorso dicembre (20,3 miliardi); la riduzione è dovuta principalmente alla revisione del collateral framework della BCE ed alla conseguente minore capacità cauzionale ABACO. In particolare, la riduzione riguarda mutui residenziali e prestito al consumo che, con il nuovo framework non risultano più pienamente ammissibili. L’impatto ha determinato un calo del collateral monetizzabile presso la banca centrale e quindi della riserva di liquidità disponibile. Di conseguenza l’ammontare di titoli disponibili consegnabili a pronti in BCE per ottenere immediatamente liquidità si attesta a 15,6 miliardi (19 miliardi al 31 dicembre scorso).
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 2071.5 RISCHI OPERATIVI
Definizione
Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure e sistemi informativi, da errori umani o da eventi esterni.
Requisito di Capitale A partire da marzo 2025 Mediobanca ha adottato il nuovo approccio per il requisito di capitale a copertura dei rischi operativi previsto dalla CRR3 (Regolamento UE 2024/1623). Il metodo standardizzato (Standardised Approach, SA), obbligatorio per tutte le banche, prevede che il capitale richiesto si basi sul Business Indicator Component (BIC), calcolato come prodotto tra il valore del Business Indicator (BI) e un coefficiente beta graduato in funzione dell’importo del BI. In particolare, il Business Indicator (BI) è dato dalla somma di interessi, inclusi quelli da leasing, e dividendi (ILDC), della componente dei servizi (SC) e della componente finanziaria (FC).
Mitigazione dei rischi Nell’ambito del governo del rischio opera il Comitato Rischi Non-Finanziari di Gruppo, con compiti di indirizzo, monitoraggio e mitigazione per i rischi non-finanziari (inclusi i rischi ICT e di Sicurezza, rischio frode, rischio terze parti/ outsourcing, rischi reputazionali) ed il Comitato Conduct, con compiti di indirizzo, presidio e deliberativi sui rischi di conduct del Gruppo.
I rischi operativi sono presidiati a livello di Capogruppo e delle principali controllate dalla struttura Non Financial Risk Management.
Il framework di Non-Financial Risk Management consente di sviluppare e rinforzare presidi specifici per ciascuna classe di rischio (quali l’IT & Cyber risk, il third party risk, il fraud risk ed il reputational risk), fornendo al contempo una visione d’insieme dei rischi stessi.
Sono definiti e attuati i processi di identificazione e valutazione dei rischi, tramite specifici risk assessment e attività di raccolta e analisi dei dati di perdita, di monitoraggio costante tramite Key Risk Indicator, di stima degli impatti economici tramite Scenario Analysis, nonché di definizione e assegnazione alle competenti funzioni degli interventi di mitigazione e/o trasferimento del rischio tramite coperture assicurative.
Le perdite operative nette registrate nel primo semestre del 2026 incidono sui ricavi nella misura dello 0,3%.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 208Relativamente alle differenti classi di rischio operativo, si riporta nel seguito la composizione percentuale delle tipologie di evento (Event type Basilea II) di Mediobanca e delle sue controllate.
Event Type % su Total Loss 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 (6 mesi) Clients, products and business practices 29% 23% Execution, delivery and process management 52% 37% Employment practices and workplace safety 19% 24% Other — 16% La maggior parte delle perdite operative deriva “Execution, delivery and process management”, include accantonamenti e spese per litigation delle Business Line W ealth Management e Consumer Finance. La seconda categoria di perdite per ammontare, dall’Event Type “Clients, products and business practices” che include i costi derivanti da contestazioni o contenziosi con la clientela individuale (principalmente Business Line Consumer Finance).
Nella categoria “Employment practices and workplace safety” rientrano le contestazioni con dipendenti ed ex dipendenti (Business Line CIB).
Le perdite da rischi operativi risultano maggiori nel Consumer Finance e Wealth Management. In termini di rischi potenziali, seppur a fronte di un adeguato sistema di controlli, business caratterizzati da transazioni non standard e di elevate dimensioni, come il Corporate and Investment Banking ed in parte il Wealth Management, rimangono soggetti ad eventi ‘low frequency e high severity’.
Rischio ICT e di Sicurezza Il rischio ICT e di Sicurezza, in continua evoluzione, è soggetto ad una crescente attenzione normativa (es. DORA) e dei Supervisor (es. esercizio di Cyber Resilience Stress Test, CEO Letter sull’accelerazione delle minacce ‘AI-powered’) che richiedono una costante evoluzione del Sistema dei Controlli Interni.
Per rischio di sicurezza (incluso il rischio cyber), si intende il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato dovuto a:
– qualunque accesso o tentativo di accesso non autorizzato al sistema informativo di Mediobanca e delle società controllate o ai dati e alle informazioni digitali ivi contenuti;
– qualunque evento (doloso o involontario) favorito o causato dall’uso della tecnologia o ad essa connesso che ha o potrebbe avere un impatto negativo sull’integrità, la disponibilità, la riservatezza e/o l’autenticità dei dati e delle informazioni aziendali, ovvero sulla continuità dei processi aziendali;
– uso e/o diffusione impropri di dati e informazioni, anche non direttamente prodotti e gestiti da Mediobanca o dalle sue controllate.
Per rischio IT o tecnologico si intende il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato in relazione all’utilizzo non corretto dei processi ICT a
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 209supporto della manutenzione e gestione del sistema informativo aziendale o connesso al malfunzionamento di hardware, software delle componenti tecnologiche.
Tali rischi risentono, in termini di esposizione, di un aumento della dipendenza dai sistemi IT, del numero di utenti che utilizzano i canali virtuali e quindi dei dispositivi interconnessi, della quantità di dati gestiti che devono essere protetti, nonché del ricorso ai servizi IT offerti da terze parti.
Ai suddetti fattori, si aggiungono ulteriori elementi esterni quali l’evoluzione del contesto cyber-geopolitico (es. conflitti Russia-Ucraina e Israele-Palestina), oltre che l’adozione di nuovi paradigmi tecnologici (es. cloud) che estendono la superficie di attacco introducendo nuove specifiche minacce.
Nel corso degli ultimi anni Mediobanca e le sue controllate hanno rafforzato la propria strategia di gestione del rischio ICT e di sicurezza, sulla base della quale vengono incrementati il sistema di policy e regole finalizzati a identificare e misurare il rischio ICT e di sicurezza, la valutazione dei presidi esistenti, l’individuazione delle modalità di trattamento dei rischi e le competenze tecnologiche per far fronte alle nuove tipologie di minacce.
In particolare, in seguito all’adeguamento al regolamento DORA, il corpus normativo interno in materia ICT e Terze Parti risulta completo ed approfondito, i framework di security e resilience e di gestione delle terze parti ICT sono stati ulteriormente sviluppati; proseguono inoltre le attività evolutive ed implementative secondo il Programma definito. Il processo di monitoraggio dei rischi si basa su un ampio set di key risk indicator, oggetto di reporting verso gli organi aziendali.
Nell’ambito della struttura Non Financial Risk Management, l’Unità “ICT e Security Risk”, è responsabile del monitoraggio e del controllo dei rischi ICT e di sicurezza, nonché della verifica dell’aderenza delle operazioni IT al sistema di gestione dei rischi IT e di sicurezza.
In particolare, il framework di gestione dei rischi IT e di sicurezza comprende:
– la definizione e manutenzione di specifiche politiche, metodologie e procedure (es. Politica di gestione del rischio ICT e di sicurezza, Politica di sicurezza delle informazioni, Manuale metodologico di gestione del rischio IT e di Sicurezza);
– l’analisi del rischio IT e di Sicurezza, svolta periodicamente per Mediobanca e le sue controllate nonché per i servizi di pagamento delle Banche;
– l’analisi del rischio IT e di Sicurezza dei progetti rilevanti e/o derivante da terze parti;
– il monitoraggio costante tramite indicatori ed il relativo reporting;
– lo studio e l’analisi del contesto Cyber nel settore Finance;
– la formazione in materia di rischio IT e di Sicurezza a tutti i livelli dell’organizzazione aziendale.
Nel semestre non si sono registrati rischi ICT e di Sicurezza di rilievo per Mediobanca e per le sue controllate; gli incidenti IT e di sicurezza rilevati, in parte relativi ad alcuni servizi esternalizzati, sono stati gestiti con efficacia, limitando possibili disservizi e rallentamenti dell’operatività.
* * *
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 210Altri rischi L’acquisizione di Mediobanca da parte del Gruppo BMPS ha cambiato i requisiti per il processo di autovalutazione dell’adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica necessaria a svolgere la regolare attività bancaria (ICAAP), che vale solo per la Capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena; Mediobanca, comunque, partecipa per quanto concerne i rischi propri e delle sue controllate. La Capogruppo, oltre ai rischi in precedenza descritti (rischio di credito e controparte, di mercato, di tasso di interesse, di liquidità ed operativo), ha individuato come rilevanti le seguenti tipologie:
– rischio di concentrazione, inteso come quello derivante dalla concentrazione delle esposizioni verso singole controparti o gruppo di controparti connesse (rischio di concentrazione c.d. “single name”) e verso controparti appartenenti al medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività (rischio di concentrazione settoriale);
– rischio strategico (c.d. rischio di business), ossia il rischio di realizzare degli scostamenti nei risultati economici inferiori rispetto a quelli previsti;
– rischio finanziario del portafoglio bancario (rappresentato principalmente da tasso di
interesse);
– rischio derivante dall’esposizione alla volatilità dei mercati finanziari relativa al portafoglio titoli azionari detenuti nel portafoglio banking book e dell’esposizione in titoli governativi.
Rischio climatico - ambientale A seguito dell’acquisizione di Mediobanca da parte del Gruppo BMPS, la Capogruppo ha avviato un progressivo processo di allineamento dei framework di governo dei rischi, includendo i profili ESG.
In coerenza con le aspettative di vigilanza, i rischi ESG sono trattati nel framework di governo dei rischi del Gruppo BMPS come fattori trasversali che interagiscono con le tradizionali categorie di rischio, quali, a titolo esemplificativo, il rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità.
Nell’attuale assetto, viene in particolare valutato il rischio finanziario derivante dall’esposizione ai rischi fisici(39) e di transizione(40) connessi al cambiamento climatico e al degrado della natura.
L’integrazione dei rischi ESG e, con specifico riferimento ai climate e nature-related risks, si articola nelle seguenti componenti:
– una valutazione di materialità (c.d Materiality Assessment), volta a identificare e valutare la rilevanza dei fattori di rischio climatico e ambientale rispetto ai diversi portafogli e categorie di rischio;
– un monitoraggio dell’esposizione ai rischi climatici e ambientali ritenuti materiali attraverso specifici key risk indicators (KRI) definiti nel Risk Appetite Statement (RAS);
(39) I rischi fisici rappresentano l’impatto finanziario negativo derivante dai cambiamenti climatici, compresi eventi metereologici estremi più frequenti e mutamenti graduali del clima, nonché del degrado ambientale, ossia inquinamento atmosferico, dell’acqua e del suolo, stress idrico, perdita di biodiversità e deforestazione.
(40) I rischi di transizione sono rappresentati dagli impatti finanziari negativi in cui può incorrere una società, direttamente o indirettamente, a seguito del processo di aggiustamento verso un’economia a basse emissioni di carbonio e più sostenibile sotto il profilo ambientale.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 211– l’esecuzione di stress test dei rischi climatici e ambientali materiali volto a valorizzare gli impatti di scenari climatici avversi o di normale corso degli affari ai fini ICAAP nel breve, medio e lungo termine(41);
Nell’ambito della quantificazione dell’expected credit loss al 30 giugno 2026 di Mediobanca e delle sue controllate sono stati stimati overlay pari a 11,4 milioni (9% degli overlay complessivi) - considerando le principali tipologie di rischio C&E (transizione, fisico) -
distribuiti tra le seguenti classi di attività: Corporate (45% - netto Leasing), credito al consumo (35%), Real Estate e Leasing (20%); in particolare, la determinazione degli overlay si basa sugli esiti di analisi di stress test climatico volte a stimare gli effetti dei rischi fisici e di transizione nell’orizzonte di breve periodo.
A seguito dell’acquisizione, è stato definito un nuovo assetto di responsabilità in capo alla Capogruppo con riferimento ai processi di identificazione dei rischi - incluso il Climante and Environmental Materiality Assessment - ai processi di autovalutazione dell’adeguatezza patrimoniale e di liquidità (ICAAP e ILAAP) nonché all’ambito del Risk Appetite Framework.
In tale contesto, i profili di rischio di Mediobanca e delle relative controllate confluiscono nei processi consolidati.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla sezione dell’Informativa al Pubblico - Pillar III dedicata ai rischi ESG del Gruppo BMPS e di Mediobanca e delle sue controllate, nonché alla Relazione sulla Gestione di Gruppo BMPS e di Mediobanca e delle sue controllate.
* * * Governo del rischio fiscale Mediobanca ha implementato un processo di Tax Risk Management per garantire il miglioramento continuo dei presidi esistenti a mitigazione del rischio fiscale e l’adattabilità ai principali cambiamenti che riguardano la struttura e il modello di business o le eventuali modifiche alla legislazione fiscale.
Per promuovere una condotta orientata al rispetto di tutte le normative, regolamenti e prassi fiscali, domestiche e internazionali per l’attività in conto proprio ed in quella per conto della clientela, Mediobanca si è dotata del Tax Control Framework (TCF) che mira a garantire un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi fiscali. Il framework si articola in documenti di Governance (Regolamento e Manuale di Gruppo di Tax Risk Management) e nella matrice dei rischi fiscali suddivisi in:
– rischi fiscali di adempimento: rischi operativi emergenti sui processi amministrativi (es.
non corretta esecuzione di attività operative o di back office che possono influire sui dati fiscali) e sull’esecuzione degli adempimenti fiscali (es. errori nella raccolta o elaborazione dei dati per le dichiarazioni fiscali);
(41) Il breve periodo è compreso tra 0 e 3 anni, il medio periodo è compreso tra 3 e 5 anni, il lungo periodo inizia oltre i 5 anni e deve includere almeno 10 anni.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 212– rischi fiscali di natura interpretativa: rischi connessi ai processi di aggiornamento normativo, alla consulenza fornita alle strutture di business della Banca che possono emergere nell’operatività ordinaria o straordinaria (ad esempio nello sviluppo di nuovi
prodotti);
– rischi di frode fiscale: rischi legati a violazioni di norme tributarie in conseguenza di condotte fiscali fraudolente poste in essere dai dipendenti o da soggetti terzi.
Mediobanca S.p.A. è stata ammessa in data 27 giugno 2024 al regime di adempimento collaborativo previsto dal D.lgs. n. 128/2015 (“regime”), istituto finalizzato a rafforzare la collaborazione tra fisco e contribuenti; tale regime prevede l’attivazione, rispetto alle fattispecie di rischio e alle soglie di materialità stabilite da Agenzia delle Entrate, di appositi meccanismi di interlocuzione preventiva. Il TCF è stato adottato da Compass Banca e Mediobanca Premier, ammesse al regime in data 30 dicembre 2025(42), beneficiando, nell’ambito dell’iter di adesione, di un’istruttoria “semplificata” in considerazione della previa validazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, del modello di TCF accentrato di Mediobanca (c.d. verifiche di “Company Level”). Nel semestre è stata ottenuta e trasmessa all’Agenzia delle Entrate, per entrambe le banche, la certificazione del Tax Control Framework redatta ai sensi dell’art. 4, comma 1 bis del D.Lgs. 128/2015, adempiendo agli obblighi normativi con anticipo rispetto al termine del 30 settembre 2026 e consolidando l’ammissione al regime precedentemente ottenuta.
Il Tax Risk Manager predispone i flussi informativi periodici relativi alle attività svolte verso il Comitato Rischi Non Finanziari, il Comitato Conduct (in presenza di temi significativi per i profili di conformità) e gli Organi sociali, rendicontando in merito alle attività svolte di monitoraggio/testing e alle eventuali criticità riscontrate, in coerenza con quanto previsto dal regime. Il Consiglio di Amministrazione viene tempestivamente informato in merito alle questioni fiscali più importanti e complesse e all’insorgere di eventuali contenziosi.
Mediobanca e le proprie controllate sensibilizzano continuativamente i dipendenti in relazione ad una corretta compliance fiscale. Eventuali irregolarità fiscali ascrivibili ad errori o negligenze concorrono alla valutazione annua delle performance dei soggetti responsabili degli adempimenti fiscali.
In particolare, l’unità Tax Risk Management e Compliance Fiscale (TRM), in collaborazione con Group HR, eroga diversi corsi di formazione fiscale, ai fini di garantire il costante aggiornamento sulle novità normative e le prassi da adottare.
(42) Per entrambe le banche, i benefici descritti si applicano a partire dal periodo di imposta 2023-2024, relativamente alle imposte dirette, e a decorrere dall’anno 2024 per le imposte indirette.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 213Attività Ispettive e procedimenti delle Autorità di Vigilanza Attività ispettiva sulla gestione della cybersecurity e degli aspetti ad essa collegati (OSI-2024-ITMDB-0241584) – Mediobanca Nel periodo maggio – settembre 2024 la BCE ha condotto un’attività ispettiva con l’obiettivo di valutare l’adeguatezza della gestione della cybersecurity, principalmente focalizzata sulla sub-consolidata e sulle società controllate individuate come più rilevanti per il perimetro dell’indagine come Mediobanca Innovation Services, fornitore dei servizi IT del Gruppo, Mediobanca Premier e Compass Banca.
La lettera definitiva di follow up è stata ricevuta ricevuto in data 10 febbraio 2026 con indicazione delle aspettative della Vigilanza su 17 raccomandazioni e relative tempistiche di implementazione. La Capogruppo ha inviato a BCE un piano delle azioni di rimedio ed ha effettuato un self assessment ed una gap analysis volti a valutare quali aree di miglioramento identificate su Mediobanca. Proseguono le attività di risoluzione delle raccomandazioni segnalate dal supervisore in linea con le scadenze imposte.
Attività ispettiva sui modelli interni - Internal Model Investigation sul modello interno Prestiti al Consumo e Carte di Credito Compass Banca (IMI-2025-ITMDB-0265429) Nel periodo ottobre – dicembre 2025 la BCE ha svolto un’attività ispettiva volta a fornire l’autorizzazione a modifiche materiali ai modelli interni AIRB (Advanced Internal Rating-
Based) dei portafogli Prestiti al Consumo e Carte di Credito nell’ambito del perimetro Compass Banca, ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di credito, sia a livello individuale sia a livello consolidato. La banca ha ricevuto rimane in attesa di ricevere l’assessment report del team ispettivo in data 27 marzo 2026. Si rimane in attesa della decision letter con la declinazione delle obligation da porre in essere.
Attività ispettiva sui modelli interni - Internal Model Investigation sul modello interno PD Large Corporate di Mediobanca (IMI-2024-ITMDB-0241763) Nel periodo settembre – novembre 2024 la BCE ha condotto un’attività ispettiva on-site per l’approvazione dell’istanza di autorizzazione presentata da Mediobanca per modifiche sostanziali al modello di Probabilità di Inadempienza (PD) del proprio portafoglio Large Corporate per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di credito. A luglio 2025, Mediobanca ha ricevuto dalla BCE la lettera di decisione che autorizza ad apportare le modifiche al modello interno, evidenziando una limitation e 4 obligations. A tal proposito, si segnala che la limitation e una delle obligation correlate sono state indirizzate con una notifica ex-ante a dicembre 2025, con implementazione nel primo trimestre 2026. Le restanti tre obligation ed i finding con severità bassa saranno indirizzati nell’ambito del piano Return to Compliance dei modelli interni.
Attività ispettiva sul ICAAP – Mediobanca (OSI-2025-ITMDB-0259691) Il 25 luglio 2025 Mediobanca ha concluso un’ispezione in loco avente ad oggetto l’adeguatezza patrimoniale, finalizzata alla valutazione dell’ICAAP il cuireport ispettivo è stato ricevuto a novembre 2025, Mediobanca ha ricevuto la draft follow-up letter con la descrizione delle raccomandazioni del supervisore. Si rimane in attesa di ricevere la lettera di follow-up in versione definitiva.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 214Attività ispettiva sul rischio di credito e di controparte - Mediobanca (OSI-2023-
ITMDB-0221207)
Nel periodo 25 settembre 2023 e il 26 gennaio 2024 la BCE ha condotto un’ispezione avente ad oggetto il rischio di credito e di controparte, finalizzata a valutare i processi di identificazione, gestione, monitoraggio e controllo del rischio di credito. A partire dal report ispettivo condiviso con la Banca in data 2 luglio 2024, la BCE ha trasmesso in data 30 giugno 2025 la lettera finale di follow-up con le aree di miglioramento e le raccomandazioni da implementare. In data 30 giugno 2026 Mediobanca ha completato l’implementazione del piano delle azioni di rimedio.
Esiti attività vigilanza cartolare della Banca d’Italia in materia antiriciclaggio A partire dal 2023, la Vigilanza ha avviato una serie di incontri annuali con tutte le banche classificate come “significative”, con l’obiettivo di ottenere una vista completa sul comparto antiriciclaggio (AML-CFT). Nel quadro di tale iniziativa, in data 5 giugno 2025 Mediobanca ha ricevuto dall’Autorità una lettera con gli esiti dell’attività di vigilanza svolta nel 2024. L’analisi ha evidenziato alcune aree di miglioramento su specifiche società del Gruppo ed in relazione al ruolo di supervisione e coordinamento svolto da Mediobanca sulle controllate. Mediobanca in data 7 agosto 2025, previa presentazione al Consiglio di Amministrazione, ha trasmesso la lettera di risposta alla Banca d’Italia fornendo alla Vigilanza le proprie considerazioni in ordine ai rilievi formulati, dando anche notizia dei provvedimenti già assunti e di quelli che intenderà assumere.
Ispezione sportellare su Direttiva MCD – Mediobanca Premier Nel mese di maggio 2025 è stata avviata da Banca d’Italia una visita ispettiva sportellare sul rispetto delle disposizioni della Direttiva “MCD” (2014/17/UE), su 8 filiali di Mediobanca Premier. Banca d’Italia ha inviato a fine ottobre 2025 il rapporto conclusivo che ha evidenziato alcuni rilievi e profili di miglioramento in prevalenza legati ad aspetti di chiarezza informativa.
Mediobanca Premier ha definito un piano di rimedio e fornito riscontro all’Autorità in data 30 gennaio 2026. Le attività di rimedio definite proseguono come da pianificazione. A fine maggio 2026, l’Autorità ha inviato una richiesta di approfondimenti in merito al piano di rimedio, rilevando che alcune iniziative prospettate non risultano pienamente idonee ad assicurare il completo superamento delle anomalie riscontrate. La banca sta predisponendo il riscontro, valutando le soluzioni più idonee da implementare.
Ispezione sportellare sul trattamento del contante– Mediobanca Premier Tra marzo e aprile 2025 Banca d’Italia ha effettuato un accertamento ispettivo sulla rispondenza alle norme dei dispositivi automatici utilizzati per la verifica e il ricircolo delle banconote (ATM e TACR), nonché dei processi per il trattamento dei casi di sospetta falsità.
La verifica ha interessato un campione di 8 Filiali di Mediobanca Premier. Alla data attuale non ci sono stati seguiti da parte dell’Autorità.
Ispezione Privacy su controllo accessi– Mediobanca Premier Nel mese di febbraio 2025 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha effettuato un accertamento ispettivo, volto a verificare l’osservanza delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, con particolare attenzione al sistema di controllo degli accessi degli operatori ai dati dei clienti. Alla data attuale non ci sono stati seguiti da parte dell’Autorità.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 215Ispezione Banca d’Italia in materia di trasparenza – Compass Tra ottobre e dicembre 2024 è stata condotta da Banca d’Italia un’ispezione in materia di trasparenza. In data 27 giugno 2025 è stato ricevuto il report finale dall’Autorità, che ha evidenziato 5 rilievi, di cui 4 gestionali e 1 di conformità (relativo alla questione Lexitor).
Compass Banca ha trasmesso le proprie controdeduzioni in data 19 settembre e avviato un remediation plan, identificando 17 azioni, completate entro la scadenza comunicata all’Autorità del 30 giugno 2026.
Procedimento Garante Privacy per e-mail marketing – Compass L’Autorità ha concluso il procedimento, avviato nei confronti della Banca a seguito di reclamo presentato dal cliente interessato, in relazione all’invio di un’e-mail promozionale a quest’ultimo, benché avesse revocato il proprio consenso marketing. Con provvedimento del 7 aprile 2026, il Garante Privacy, pur rilevando un errore umano nella gestione manuale di una lista di contatto, effettuata al di fuori del processo automatizzato ordinario, ha qualificato le violazioni come “minori”, senza irrogare alcuna sanzione pecuniaria alla Banca, ma rivolgendo comunque un ammonimento, disponendo la pubblicazione del provvedimento sul proprio sito istituzionale e l’annotazione nel registro interno.
Polizze abbinate non connesse ai finanziamenti – Compass Nell’ambito del contenzioso relativo al collocamento di polizze non connesse in abbinamento con i prestiti personali, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato dell’8 luglio 2025, che ha annullato il Provvedimento AGCM n. 28011 del 27 novembre 2019, e della successiva revoca in autotutela del Provvedimento n. 28345 dell’8 settembre 2020, nei mesi di settembre e ottobre 2025 è stato autorizzato ed erogato a Compass il rimborso della prima sanzione, pari a 4,7 milioni.
Attività ispettiva da parte di CSSF su Mediobanca Management Company A marzo 2026, la CSSF (Autorità di vigilanza sugli intermediari finanziari lussemburghese) ha svolto un’attività ispettiva avente ad oggetto temi di corporate governance. L’Autorità ha trasmesso le proprie osservazioni preliminari il 25 giugno e la società ha predisposto e inviato la risposta a tali osservazioni entro i termini fissati dall’Autorità (21 luglio u.s.).
SEZIONE 3
Rischi delle imprese di assicurazione La controllata CompassRE esercita l’attività di riassicurazione in Lussemburgo.
Inoltre, Mediobanca partecipa al capitale della compagnia di assicurazione “Assicurazioni Generali”. La partecipazione collegata e, nel rispetto del principio contabile IAS28, è valutata con il metodo del patrimonio netto ed esposta nell’attivo consolidato alla voce 70 “Partecipazioni”.
Parte E - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 216SEZIONE 4 Rischi delle altre imprese Non si segnalano significativi ulteriori rischi per le restanti imprese incluse nel perimetro di consolidamento non facenti parte né del consolidato prudenziale Mediobanca, né delle imprese assicurative. Si tratta delle seguenti società: Compass Rent e MBContact Solutions e delle controllate minori, Quarzo Srl, MBUSA, Arma DE GmbH, MB Immobiliere, Spafid Trust, Messier et Associes LLC Compass Link, CMG Monaco e SPV Project 2224 S.r.l. le quali per immaterialità, come previsto dall’articolo 19 della CRR(43), vengono, escluse dal perimetro prudenziale.
(43) L’articolo 19 della CRR prevede che non devono essere incluse nel consolidamento prudenziale le società controllate il cui importo totale degli attivi e degli elementi fuori bilancio sia inferiore al più basso dei due importi seguenti: a) 10 milioni di EUR; b) 1% dell’importo totale degli attivi e degli elementi fuori bilancio dell’impresa madre o dell’impresa che detiene la partecipazione.
Parte F - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 217Parte F – Informazioni sul patrimonio consolidato
SEZIONE 1
Il patrimonio consolidato
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
B.1 Patrimonio contabile consolidato: ripartizione per tipologia di impresa(*) Voci del patrimonio netto Consolidato
prudenzialeImprese di
assicurazioneAltre
impreseElisioni e
aggiustamenti da
consolidamentoTotale di cui:
Terzi
1. Capitale sociale 444.719 — — — 444.719 38 2. Sovraprezzi di emissione 1.768.779 — — — 1.768.779 1.848 3. Riserve 8.821.861 — — — 8.821.861 12.882 4. Strumenti di capitale — — — — — — 5. (Azioni proprie) (102.726) — — — (102.726) — 6. Riserve da valutazione: (50.591) — — — (50.591) 32
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 88.107 — — — 88.107 —
- Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva — — — — — —
- Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 32.430 — — — 32.430 —
- Attività materiali 244.005 — — — 244.005 —
- Attività immateriali — — — — — —
- Copertura di investimenti esteri (15.947) — — — (15.947) —
- Copertura dei flussi finanziari (63.024) — — — (63.024) —
- Strumenti di copertura [elementi non designati] — — — — — —
- Differenze di cambio 12.474 — — — 12.474 —
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione — — — — — —
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) (40.524) — — — (40.524) —
- Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti (936) — — — (936) 32
- Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (316.808) — — — (316.808) —
- Leggi speciali di rivalutazione 9.632 — — — 9.632 —
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi — — — — — —
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione — — — — — — 7. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) del gruppo e di terzi 711.554 — — — 711.554 397 Totale 11.593.596 — — — 11.593.596 15.197 (*) Sono escluse dall’area di consolidamento prudenziale le società Compass RE, Compass Rent e MBContact Solutions, CMG Monaco SAM, Quarzo Srl., MBUSA, Arma DE GmbH, MB Immobiliere, Spafid Trust, Compass Link, Messier et Associes LLC, MB Speed Up e SPV Project 2224 S.r.l.. Si veda quanto indicato nella Sezione 1 – Rischi del consolidato contabile della Parte E.
Parte F - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 218SEZIONE 2 I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari I dati consolidati di Mediobanca e delle sue controllate confermano ratios ben al di sopra delle soglie regolamentari, confermando i consueti buffer.
2.1 Ambito di applicazione della normativa A decorrere dal 30 giugno 2026, a seguito di una variazione non significativa nella metodologia di calibrazione, è stata adottata una versione aggiornata della masterscale relativa al modello PD del portafoglio Corporate di Mediobanca S.p.A. e Mediobanca International per la determinazione degli assorbimenti patrimoniali per il rischio di credito secondo la metodologia IRB. A seguito della modifica si registra un incremento degli RWA nell’ordine di 400 milioni.
2.2 Fondi propri bancari
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
Il Common Equity Tier1 (cd. CET1) riflette la quota di pertinenza del Gruppo (inteso come Mediobanca e le sue controllate) e dei terzi del capitale versato e delle riserve; non è incluso il risultato dell’esercizio essendo prevista la distribuzione dell’intero risultato del semestre.
Le deduzioni dell’esercizio ammontano a 3.524 milioni, di cui:
– 2.185,1 milioni per la partecipazione in Assicurazioni Generali;
– 968,2 milioni relativi ad avviamento ed altre attività immateriali;
– 102,7 milioni per azioni proprie;
– 198,6 milioni riferiti ad altri investimenti relativi per lo più alle quote equity di tranche junior di cartolarizzazioni nell’ambito del Programma Polus (incluso il committment);
– 57,9 milioni di rettifiche relative alle valorizzazioni degli strumenti finanziari (cd. A V A e DV A).
Il capitale di classe 2 (Tier2) include le passività subordinate, è in calo nel semestre a 899,4 milioni (930,5 milioni al 31 dicembre scorso) per il consueto ammortamento dell’esercizio.
Emissione 30 giugno 2026 ISIN Valore nominale Valore computato (*)
MB SUBORDINATO 3.75% 2026 IT0005188351 — —
MB SUBORDINATO 1,957% 2029 XS1579416741 50.000 26.468
MB SUBORDINATO TF 10Y Callable XS2577528016 293.750 294.022
MB SUBORDINATO 5.25 22 APR 2034 IT0005580573 299.990 289.458
MB SUBORDINATO 4.50 18 SET 35 IT0005640260 300.000 289.416
Totale titoli subordinati 943.740 899.364 (*) Il valore computato differisce dal book value per le componenti di fair value e costo ammortizzato nonché per gli impegni di riacquisto.
Nel Tier2 rientra anche la differenza tra le maggiori rettifiche di valore contabili rispetto alle perdite attese prudenziali calcolate con i modelli avanzati (cd. “buffer”): il valore computato è pari a 104,7 milioni; la normativa prevede che è possibile computare al massimo l’importo corrispondente alla soglia regolamentare pari allo 0,6% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio calcolati con i modelli avanzati, ex art. 159 CRR.
Parte F - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 219INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) prima dell'applicazione dei filtri prudenziali 10.882.432 10.935.456
- di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie — — B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) (100.634) (136.148) C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/- B) 10.781.798 10.799.309 D. Elementi da dedurre dal CET1 (*) (3.168.491) (3.262.914) E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto di disposizioni transitorie (*)— —
F. +RC[-1]+R[1]C[-1]-R[24]C[6]*1000 7.613.307 7.536.395
G. Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio — —
+RC[-1]-R[22]C[7]*1000 — —
H. Elementi da dedurre dall'AT1 — — I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni ed inclusi nell'AT1per effetto di disposizioni transitorie — — L. Totale Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) (G - H +/- I) — — M. Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio 1.004.033 1.030.337
- di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie — — N. Elementi da dedurre dal T2 — — O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie — — P . Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2) (M - N +/- O) 1.004.033 1.030.337 Q. Totale fondi propri (F + L + P) 8.617.341 8.566.732 (*) Gli aggiustamenti includono le maggiori deduzioni per l’applicazione del Calendar Provisioning.
2.3 Adeguatezza patrimoniale
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
Il Common Equity Ratio phase-in– rapporto tra il Capitale Primario di Classe1 e il totale delle attività ponderate con l’applicazione del Danish Compromise(44)– si attesta al 15,9% fattorizzando l’intera distribuzione dell’utile di periodo. Il calo rispetto al 31 dicembre (circa 60bps) riguarda l’incremento di RWA (circa 75 bps) connessi, da un lato, all’acquisizione di un portafoglio di crediti leasing performing da Capogruppo (circa -10bps) e dall’altro alla crescita degli attivi Wholesale (-36bps); l’aggravio per l’adozione della nuova masterscale relativa al modello PD per il calcolo degli RWA del portafoglio Corporate di Mediobanca S.p.A. e Mediobanca International (-13bps) è compensato da una nuova tranche di SRT sul portafoglio Consumer (+15bps). Infine, si registrano un minor impatto da Assicurazioni Generali (+12bps), collegato all’incasso del dividendo a fronte di un lieve calo della riserva OCI del banking book (-3bps).
Specularmente il Total Capital ratio diminuisce al 17,9%.
Il Leverage ratio si mantiene pressochè in linea con i precedenti trimestri, al 7,2%.
Il ratio MREL (calcolato secondo l’approccio ibrido) si attesta al 40,1% degli RWA(45) ed al 18,2% delle LRE, ampiamente superiori al requisito minimo definito dal Single Resolution Board (rispettivamente 24,45% e 6,03%).
(44) Beneficio di ~100bps ed includendo gli effetti a regime della CRR3, escluso FRTB.
(45) Ratio calcolato secondo l’approccio ibrido, introdotto dal Regulator considerando i fondi propri consolidati e le passività ammissibili (diverse dai fondi propri) emesse dall’entità di risoluzione verso entità esterne al gruppo di risoluzione.
Parte F - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 220INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA Categorie/valori Importi non ponderati Importi ponderati/ requisiti
30 giugno
202631 dicembre
202530 giugno
202631 dicembre
2025
A. ATTIVITÀ DI RISCHIO
A.1 Rischio di credito e di controparte 85.645.856 81.692.779 39.684.554 37.615.441 1. Metodologia standardizzata 37.641.080 34.873.532 21.880.369 20.653.211 2. Metodologia basata sui rating interni 46.171.796 45.130.634 17.444.806 16.639.480 2.1 Base — — — — 2.2 Avanzata 46.171.796 45.130.634 17.444.806 16.639.480 3. Cartolarizzazioni 1.832.981 1.688.613 359.379 322.749
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA
B.1 Rischio di credito e di controparte 3.174.764 3.009.235 B.2 Rischi di aggiustamento della valutazione del credito 44.132 32.667 B.3 Rischio di regolamento — — B.4 Rischi di mercato 165.524 169.379 1. Metodologia standard 165.524 169.379 2. Modelli interni — — 3. Rischio di concentrazione — — B.5 Altri requisiti prudenziali 458.062 458.062 1. Metodo base 458.062 458.062 2. Metodo standardizzato — — 3. Metodo avanzato — — B.6 Altri elementi di calcolo — — B.7 Totale requisiti prudenziali 3.842.482 3.669.343
C. ATTIVITÀ DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA
C.1 Attività di rischio ponderate 48.031.019 45.866.792 C.2 Capitale primario di classe 1 / Attività di rischio ponderate (CET1 capital ratio) 15,85% 16,43% C.3 Patrimonio di base / Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) 15,85% 16,43% C.4 Totale fondi propri / Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 17,94% 18,68% Per maggiori dettagli relativamente all’informativa sui fondi propri e sull’adeguatezza patrimoniale si rinvia al fascicolo Terzo Pilastro di Basilea 3 al 30 giugno 2026, pubblicato sul sito nella sezione “Adeguatezza patrimoniale”.
Parte G - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 221Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami
d’azienda
SEZIONE 1: OPERAZIONI REALIZZATE DURANTE IL PERIODO
Nel primo semestre dell’esercizio si segnala la conclusione della Purchase Price Allocation di HeidiPay AG che ha confermato i valori di goodwill e intangibili a vita definita iscritti al 31 dicembre 2025.
SEZIONE 2: OPERAZIONI REALIZZATE DOPO LA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO
Non si segnalano operazioni dopo la chiusura dell’esercizio.
SEZIONE 3: RETTIFICHE RETROSPETTIVE
Non si segnalano rettifiche rilevate nel semestre in esame relative ad aggregazioni aziendali passate.
Parte H - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 222Parte H – Operazioni con parti correlate 1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica Per l’informativa sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategiche si rimanda alla “Relazione sulla Politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti” o alla sezione apposita del sito Mediobanca: www.mediobanca.com, nella quale vengono indicati con riferimento a Mediobanca e alle sue controllate:
– il dettaglio analitico dei compensi corrisposti ai componenti degli organi di Amministrazione e di Controllo e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
– i dettagli e l’evoluzione dei piani di Performance Shares assegnate ai componenti dell’Organo di Amministrazione e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche e dei Piani di Long Term Incentive.
Nei compensi sono inclusi quelli corrisposti ai dirigenti di Mediobanca ai dirigenti delle controllate non presenti nella Tabella pubblicata nella Relazione (per un totale di 0,7 milioni nel semestre).
2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate Il Regolamento delle Operazioni con Parti correlate, in attuazione del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010, come da ultimo modificato dalla delibera n. 21264 del 10 dicembre 2020, è stato introdotto nel 2011 ed è volto ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale delle operazioni con parti correlate realizzate direttamente o per il tramite di società controllate. Il Consiglio di Amministrazione ha di volta in volta integrato il Regolamento recependo, previo parere favorevole del Comitato Parti Correlate e del Collegio Sindacale, le disposizioni in materia previste da Banca d’Italia che introducono altresì limiti prudenziali per le attività di rischio nei confronti dei Soggetti collegati; tale vigore nel dicembre 2012, è stato per l’ultima volta aggiornato il 27 giugno 2024. Il documento è disponibile sul sito www.mediobanca.com.
Per la definizione di parti correlate si rinvia alla Parte A Politiche Contabili della Nota Integrativa.
L’ingresso nel Gruppo BMPS ha reso necessario definire un nuovo ed unico perimetro delle Parti Correlate e dei Soggetti Connessi (insieme i Soggetti Collegati) che originariamente includeva il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e di tutte le sue partecipate.
A partire dal 15 aprile 2026, data in cui si è tenuta l’Assemblea degli Azionisti per il rinnovo degli organi sociali di Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS), il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) non è più ritenuto azionista influente e pertanto è uscito dal perimetro di cui all’art. 53 del TUB ed in base alle norme dello IAS24.(46) (46) Tale data rappresenta il momento a partire dal quale viene meno la capacità del MEF di esercitare un’influenza significativa sulla governance della banca, in quanto il nuovo assetto assembleare e la composizione degli organi societari riflettono una struttura proprietaria non più caratterizzata dalla presenza determinante dell’azionista pubblico.
Parte H - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 2232.1 Informazione finanziaria periodica: Operazioni di maggiore rilevanza I rapporti con le parti correlate rientrano nella normale operatività delle società appartenenti al Gruppo, sono regolati a condizioni di mercato e posti in essere nell’interesse delle singole società. I dati sui compensi degli Amministratori e dei dirigenti strategici sono indicati in calce alla tabella.
Si riportano di seguito le principali operazioni effettuate da Mediobanca con Soggetti Collegati.
i. Operazioni di maggior rilevanza Di seguito si riportano le operazioni qualificate di Maggiore Rilevanza in considerazione al superamento della soglia espressa dall’indice di rilevanza del controvalore, prevista dalla normativa applicabile alle operazioni con parti correlate, e pertanto approvate, secondo il relativo iter procedurale, dal Consiglio di Amministrazione previo rilascio del parere favorevole vincolante del Comitato Parti Correlate:
– Determinazione del rapporto di Concambio tra azioni BMPS ed Azioni Mediobanca nella delibera di fusione: nel mese di febbraio 2026, i Consigli di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e Mediobanca S.p.A. hanno approvato l’avvio delle attività propedeutiche al progetto di integrazione di Mediobanca nel Gruppo BMPS mediante fusione per incorporazione, con conseguente revoca della quotazione delle azioni Mediobanca e contestuale riorganizzazione delle attività del Gruppo Mediobanca. L’operazione prevede l’assegnazione agli azionisti di minoranza di Mediobanca, rappresentativi del 13,7% del capitale sociale, di nuove azioni BMPS in concambio, senza previsione di recesso né corresponsione di conguagli in denaro. Il rapporto di cambio è stato determinato sulla base delle negoziazioni tra le parti e approvato dai competenti organi societari nel rispetto della normativa applicabile, incluse le disposizioni in materia di operazioni con parti correlate. Ai fini della valutazione della congruità del rapporto di cambio, Mediobanca si è avvalsa del supporto di advisor finanziari indipendenti, tra cui uno specifico per assistere i Consiglieri di amministrazione. In data 10 marzo 2026 i Consigli di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e Mediobanca S.p.A. hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca in BMPS, definendo un rapporto di concambio pari a n. 2,450 azioni ordinarie BMPS per ogni azione Mediobanca. Alla data di riferimento del presente bilancio l’operazione non è ancora perfezionata ed è subordinata al completamento dei previsti adempimenti societari e regolamentari;
– Delibera quadro per operatività col MEF: in data 9 febbraio 2026 il Consiglio di Amministrazione ha approvato una Delibera Quadro volta ad autorizzare l’effettuazione di operazioni di tesoreria con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), finalizzate al supporto della gestione della liquidità e del funding del Gruppo. Le operazioni previste comprendono Time Deposit in diverse divise e operazioni di pronti contro termine (Repo) su titoli governativi e obbligazioni corporate. La Delibera, con efficacia dal 10 febbraio 2026 e validità annuale, prevede un ammontare massimo autorizzato pari a 2 miliardi, corrispondente alla massima esposizione potenziale della Banca;
– Delibera quadro per operatività di funding e tesoreria con BMPS: in data 9 febbraio 2026 il Consiglio di Amministrazione ha approvato una Delibera Quadro volta ad autorizzare l’effettuazione con Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e le società del relativo gruppo di operazioni di tesoreria e raccolta, tra cui Time Deposit, pronti contro termine (Repo),
Parte H - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 224Securities Financing, Collateral Swap e operazioni di funding collateralizzate e non collateralizzate. La Delibera prevede un plafond complessivo annuo di 5 miliardi, di cui 3 miliardi destinati ad operazioni di funding e 2 miliardi ad operazioni di tesoreria a breve termine. La Delibera ha efficacia dal 10 febbraio 2026 e validità annuale;
– Acquisizione di un portafoglio Crediti Leasing detenuto da BMPS: nel mese di giugno MBPS Leasing ha perfezionato un’operazione di acquisizione di un portafoglio di crediti leasing performing nei comparti immobiliare, strumentale e targato detenuto da BMPS ad un controvalore di acquisizione finale pari a 524,8 milioni, per un totale di contratti acquisiti pari a 3.557. Ai fini della determinazione del corrispettivo e della verifica della congruità delle condizioni economiche dell’operazione, è stato conferito incarico a un advisor indipendente per il rilascio di una Fairness Opinion sul valore del portafoglio.
ii. Operazioni di minor rilevanza Le operazioni riportate di seguito sono state concluse a condizioni di mercato o comunque equivalenti a quelle applicate nei confronti di controparti non correlate, nel rispetto delle procedure interne vigenti in materia di operazioni con parti correlate.
Operazioni con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e società partecipate Nel corso del primo trimestre(47) sono state deliberate e/o concluse le seguenti operazioni con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e con società direttamente o indirettamente partecipate dallo stesso, classificate come ordinarie e di minore rilevanza ai sensi della normativa interna in materia di operazioni con parti correlate:
– MEF: operazioni di acquisto e vendita di titoli mediante operazioni OTC Pure, ossia negoziazioni concluse direttamente con la controparte attraverso trattativa bilaterale, per un controvalore complessivo di 4.360 milioni; sono state inoltre perfezionate operazioni esecutive di una delibera quadro concernente depositi a termine passivi, per un ammontare complessivo di 400 milioni;
– ENI: delibera di un finanziamento per un importo pari a 270 milioni;
– SACE: stipula di depositi a termine attivi per complessivi 900 milioni e raccolta tramite depositi a termine passivi per 50 milioni;
– Poste Italiane: operazione di vendita di titoli mediante negoziazioni OTC su piattaforma, concluse bilateralmente all’interno di sistemi di negoziazione alternativi ai mercati regolamentati, per un controvalore complessivo di 44 milioni;
– Italgas: delibera di un finanziamento per un importo pari a 84 milioni;
– Cassa Depositi e Prestiti: operazioni di acquisto e vendita di titoli mediante OTC Pure per un controvalore complessivo di 92 milioni. Con la medesima controparte sono stati inoltre effettuati acquisti di titoli obbligazionari e azionari per conto della clientela per un ammontare complessivo di 499 milioni;
– AMCO: operazioni di acquisto di titoli per conto della clientela per importo pari a 748
milioni;
– Acquirente Unico: operazioni di acquisto di titoli per conto della clientela per importo pari 598 milioni.
(47) Le operazioni con il MEF e con le entità da esso partecipate esposte nel presente paragrafo si riferiscono esclusivamente al periodo entro il 15 aprile 2026. A seguito del venir meno dei presupposti per la qualificazione del MEF quale parte correlata ai sensi dello IAS 24, le operazioni successive a tale data non rientrano nel perimetro delle operazioni con parti correlate e, pertanto, non sono oggetto della presente informativa.
Parte H - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 225Operazioni con altre controparti correlate Nel corso del semestre sono state realizzate le seguenti operazioni con parti correlate esterne al Gruppo, ricomprese tra le operazioni di minore rilevanza, classificate come ordinarie e di minore rilevanza ai sensi della normativa interna in materia di operazioni con parti correlate:
– BANCO BPM: acquisti di titoli mediante operazioni di mercato OTC Pure per un controvalore complessivo di 31 milioni e un collocamento obbligazionario da 388 milioni;
– GENERALI: acquisti di titoli mediante operazioni di mercato OTC Pure per un controvalore complessivo di 83 milioni e vendite di titoli mediante negoziazioni di mercato OTC su piattaforma, concluse bilateralmente all’interno di sistemi di negoziazione alternativi ai mercati regolamentati, per un controvalore complessivo di 100 milioni.
2.2 Informazioni quantitative Situazione al 30 giugno 2026
(€ milioni)
Consiglieri e
dirigenti strategiciCollegate Altre parti correlate(1)Ministero dell’Economia e
delle Finanze(2)Totale
Conti correnti e depositi a vista presso banche — — — — — Attività finanziarie detenute per la negoziazione — — 10,8 — 10,8 Attività finanziarie designate al fair value — — — — — Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value — — 7,6 — 7,6 Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditivita complessiva — — — — — Crediti verso banche — — 7,4 — 7,4 Crediti verso clientela 1,4 — 35,1 — 36,5 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione — — — — — Altre attività — — 8,9 — 8,9 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 4,6 — 2.311,6 — 2.316,2 Passività finanziarie di negoziazione — — 9,4 — 9,4 Passività finanziarie designate al fair value — — — — — Altre passività 0,2 — 1,4 — 1,6 Garanzie rilasciate e impegni — — — — — Interessi attivi e proventi assimilati — — 0,6 27,6 28,2 Interessi passivi e oneri assimilati — — (14,8) (1,–) (15,8) Commissioni attive — 0,8 19,6 20,4 40,8 Commissioni passive — — (2,9) (1,1) (4,–) Dividendi — — — — — Risultato netto dell'attività di negoziazione — — 1,2 2,1 3,3 Risultato netto dell'attività di copertura — — — 1,5 1,5 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value — — — — — Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento — — — — — Risultato della gestione assicurativa — — — — — Costi operativi (32,–)(3)(0,1) (3,8) (2,9) (38,8) (1) La voce include 2.200 milioni di passività valutate al costo ammortizzato nei confronti della Capogruppo (in particolare Repo ed altri finanziamenti bilaterali).
(2) Nella colonna vengono riportati unicamente gli effetti economici dell’operatività svolta con il MEF e con le controllate del MEF dal 1° gennaio fino alla data di cessazione della relazione.
(3) Di cui benefici a breve termine per -20,5 milioni e performance shares per -11,1 milioni. La voce include la consuntivazione dei piani di pagamento e le severances riconosciute ai manager apicali usciti. Il dato comprende le risorse inserite fra i Dirigenti con responsabilità strategiche nel corso dell’esercizio.
Parte I - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 226Parte I – Accordi di pagamento basati su propri strumenti
patrimoniali
A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
1. Riepilogo degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali deliberati dall’Assemblea.
Nell’ambito degli strumenti azionari da utilizzare per la remunerazione delle risorse, Mediobanca ha individuato l’opportunità di adottare piani di incentivazione in strumenti finanziari con il duplice obiettivo di:
– adeguarsi alla regolamentazione bancaria che prevede l’erogazione di una quota della remunerazione variabile in strumenti equity, su orizzonte temporale pluriennale, assoggettata a condizioni di performance, ossia alla sostenibilità di risultati positivi nel tempo;
– allineare gli interessi del management di Mediobanca a quello degli azionisti per la creazione di valore nel medio - lungo termine.
Possono quindi essere presenti piani di performance share che prevedono, sotto certe condizioni, l’assegnazione gratuita di azioni Mediobanca da attribuire al termine di un periodo di vesting e/o holding e piani di incentivazione a lungo termine (LTI – long term incentive) collegati al raggiungimento degli obiettivi del piano strategico.
I piani attualmente in vigore sono:
– piano di performance share approvato dall’Assemblea degli azionisti del 28 ottobre 2025, a valere per la retribuzione variabile dell’esercizio al 31 dicembre 2025 a favore del personale di Mediobanca e di alcune sue controllate tramite l’attribuzione di massime 3 milioni di azioni Mediobanca tramite l’utilizzo di azioni proprie in portafoglio.
– piano di performance share approvato dall’Assemblea degli azionisti del 14 aprile 2026, a valere per la retribuzione variabile dell’esercizio 2026 a favore del personale di Mediobanca e di alcune sue controllate tramite l’attribuzione di massime 3 milioni di azioni Mediobanca tramite l’utilizzo di azioni proprie in portafoglio.
Riguardo alle società del Gruppo e ai loro piani di incentivi basati su strumenti patrimoniali:
– Messier et Associés ha in essere un piano di azioni gratuite fino al 10% del capitale sociale da attribuire ai dipendenti (in occasione delle promozioni e/o a scopi di retention) che, dopo il vesting period (non superiore a 2 anni) ed un ulteriore anno di holding period sono rivendute alla Capogruppo che regola il controvalore in azioni Mediobanca. Al 30 giugno 2026 sono in essere assegnazioni per 10.250 azioni di cui 7.550 sono soggette a holding period e 2.750 sono sotto vesting. Nel corso del semestre sono state concambiate 4.550 azioni Messier et Associés contro 37.140 azioni Mediobanca;
– Polus Capital Management Group ha in essere un piano di investimento destinato ai dipendenti (a scopo di retention) che permette loro di acquistare azioni speciali della società che, dopo un periodo di vesting (massimo 3 anni) e al raggiungimento di determinati risultati (hurdle), può vendere alla Capogruppo che liquida attraverso azioni Mediobanca(48). Alla data del 30 giugno 2026 sono state assegnate n. 45.529 azioni speciali di cui 28.407 già esercitabili. Nel corso del semestre sono state concambiate 111 azioni Polus contro 1.967 azioni Mediobanca.
(48) Esiste inoltre un piano E (con lo stesso meccanismo di hurdle) a favore di un investitore istituzionale attivabile fino a n. 34.319 azioni.
Parte I - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 227INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA Variazioni annue piani di performance shares Fra il 28 gennaio e 27 marzo 2026 nell’ambito della retribuzione variabile per l’esercizio al 31 dicembre 2025, a valere sul Piano del 28 ottobre 2025, sono state applicate le regole di differimento previste dalla normativa regolamentare sul pagamento in azioni quotate dell’emittente con l’assegnazione di n. 702.366 performance share con un costo figurativo complessivo di 9,7 milioni; le azioni, condizionate ad obiettivi di performance su di un orizzonte massimo di 5 anni, saranno rese disponibili in tranche nel febbraio e maggio 2027 (massime n.
359.732), febbraio e maggio 2028 (massime n. 110.077), maggio 2029 (massime n. 149.603);
febbraio e maggio 2030 (massime n. 42.281); maggio 2031 (massime n. 40.643).
Voci / Performance shares 30 giugno 2026 31 dicembre 2025
Numero performance
sharesPrezzi
medi (€/azione)Numero performance
sharesPrezzi
medi (€/azione)
A. Esistenze iniziali — — 5.973.973 6,93 B. Aumenti 702.336 13,78 979.270 15,19 B.1 Nuove emissioni 702.336 13,78 979.270 15,19 B.2 Altre variazioni — — — — C. Diminuzioni — — 6.953.243 9,07 C.1 Annullate — — 830.311 9,07 C.2 Esercitate — — — — C.3 Scadute — — — — C.4 Altre variazioni — — 6.122.932 9,07 D. Rimanenze finali 702.336 13,78 — —
Parte L - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 228Parte L – Informativa di settore
PREMESSA
In base al principio IFRS8, un’impresa deve fornire le informazioni che consentono agli utilizzatori del bilancio di valutare la natura e gli effetti sullo stesso delle attività da essa intraprese ed i contesti economici nei quali opera (cd. “settori operativi”).
L’identificazione dei “settori operativi” della presente Sezione è coerente con le modalità adottate dal Management per l’assunzione di decisioni operative e si basa sulla reportistica interna, utilizzata ai fini dell’allocazione delle risorse ai diversi segmenti e dell’analisi delle relative performance riportate nella Relazione sulla gestione a cui si rimanda per un’analisi dettagliata ed esauriente dell’andamento economico e patrimoniale delle singole business lines o settori operativi.
A. SCHEMA PRIMARIO – DISTRIBUZIONE PER SETTORI DI ATTIVITÀ
Sono state individuate le seguenti business lines.
Wealth Management (WM): che raggruppa le attività di gestione del risparmio a favore delle diverse categorie di clientela e di asset management. La divisione include Mediobanca Premier che si rivolge alla clientela Premier; le reti Private di MBPB e CMB Monaco e le società di Asset Management (Polus Capital, Mediobanca SGR, Mediobanca Management Company e RAM Active Investments), oltre all’attività fiduciaria di Spafid.
Corporate and Investment Banking (CIB): comprende i servizi destinati alla clientela corporate nelle aree Wholesale Banking (finanziamenti, attività di Capital Market, Advisory, Trading conto clienti e proprietario svolti da Mediobanca, Mediobanca International, Mediobanca Securities, Messier et Associés e Arma Partners) e Specialty Finance ossia Factoring svolto da MBFACTA e MBPS Leasing(49).
Consumer Finance (CF): offre alla clientela retail una gamma completa dei prodotti di credito al consumo: prestiti personali, prestiti finalizzati, cessione del quinto dello stipendio o pensione, carte di credito, oltre alla nuova e innovativa soluzione di Buy Now Pay Later denominata “HeyLight” che include le attività di HeyLight SA (prima denominata HeidiPay Switzerland AG), HeidiPay AG e delle sue controllate Heidipay Ltd e Holipay. Rientrano nel segmento Compass RE (che riassicura i rischi legati alle polizze assicurative collocate alla clientela), Compass Rent (attiva nel noleggio di beni), Compass Link (che si occupa, tramite collaboratori esterni, della distribuzione di prodotti e servizi di Compass) e l’attività di Credit Management svolta da MBCredit Solutions e MBContact Solutions.
Insurance - Principal Investing (PI): include il portafoglio di partecipazioni e titoli azionari di Mediobanca e delle sue controllate, in particolare la partecipazione del 13,66% in Assicurazioni Generali che costituisce, da anni, la componente principale della divisione e si distingue per la solidità e consistenza dei risultati, l’elevata redditività e l’apporto in termini di diversificazione e stabilizzazione dei ricavi di Mediobanca. Alla divisione concorrono altresì gli investimenti in (49) Tutta l’attività di MBPS Leasing è ricondotta alla divisione CIB a seguito dell’acquisto del portafoglio intercompany.
Parte L - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 229fondi e veicoli promossi e gestiti da società di asset management ( seed capital), in un’ottica che coniuga la redditività di medio termine per Mediobanca e l’approccio sinergico tra le divisioni, nonché l’attività di investimento in fondi di private equity gestiti da terzi.
Le Holding Functions includono la società di servizi IT MIS nonché l’immobiliare a Monaco CMB RED e altre società minori(50), la Tesoreria e ALM di Mediobanca e delle sue controllate(51) (con l’obiettivo di minimizzare il costo della raccolta e ottimizzare la gestione della liquidità su base consolidata, incluso il portafoglio titoli del banking book), i costi delle funzioni centrali tra cui, operations, funzioni di supporto (Chief Financial Office, Group Corporate Affairs, Investor Relations, Human Resources), vertice aziendale e funzioni di controllo (Risk Management, Internal Audit e Compliance) per la quota non attribuibile alle business lines.
A.1 Distribuzione per settori di attività: dati economici Si elencano di seguito i principali punti di attenzione per l’allocazione dei risultati
economici:
– il margine di interesse(52) è calcolato applicando i tassi interni di trasferimento coerenti con le caratteristiche finanziarie dei prodotti; il ribaltamento degli interessi figurativi avviene mediante un modello centralizzato di Funds Transfer Pricing (FTP) che attribuisce volumi, costi e ricavi della liquidità in base alle durate senza differenziarli tra impiego e raccolta (c.d. bid-ask), a parità di scadenza;
– le 790 risorse delle Holding Functions (794 lo scorso anno) sono così suddivise: 54 nella Tesoreria e ALM di Gruppo (50), 162 in MIS (165), 211 in operations (209), 169 nelle funzioni di supporto (174), 188 in quelle di controllo (191) oltre a 6 nella Direzione (vertice aziendale ed assistenti, 5 lo scorso anno); di queste il costo di circa 453 FTE (456) è riattribuito alle business lines;
– le poste intercompany vengono elise solo se riguardano società appartenenti al medesimo settore, quelle infra-settoriali costituiscono poste in riconciliazione e vengono inserite tra le rettifiche unitamente alle scritture di consolidamento che riguardano società appartenenti a settori diversi;
– gli interventi di tipo valutativo che impattano le operazioni di acquisizione rientrano tra le poste in riconciliazione da includere nella colonna “rettifiche” ovvero nella colonna che indica le differenze fra il totale delle business lines e il dato consolidato, sia con riferimento all’effetto economico e quindi al risultato delle singole divisioni che ai dati patrimoniali. Queste poste, infatti, seppur riconducibili a una società o ad una CGU non sono legate al loro andamento e ai flussi che generano e sono condizionate, fra i diversi fattori, dall’andamento del mercato, che incide sui tassi di attualizzazione e di crescita e pertanto non sono riconducibili all’operatività delle divisioni di appartenenza e alla relativa redditività. In tale categoria rientrano gli impairment del goodwill e altri intangible rivenienti dalle valutazioni delle società svolte con cadenza annuale e gli effetti netti riconducibili alle valorizzazioni/aggiustamenti di valore delle cd. contingent considerations che impattano il conto economico.
(50) Nel semestre l’attività in leasing MBPS leasing considerata non core è stata riclassificate nel segment Corporate and Investment Banking.
(51) La Tesoreria finanzia le singole aree di business applicando tassi interni di trasferimento (curva TIT) con spread differenziato in funzione delle scadenze di utilizzo.
(52) Mediobanca presenta il dato del solo Margine di Interesse sulla base del dettato dell’IFRS8 che specifica come un’entità deve indicare separatamente interessi attivi e interessi passivi per ciascun settore oggetto di informativa a meno che la maggior parte dei ricavi del settore provengano da interessi e il Management si basi principalmente sugli interessi attivi netti per valutare i risultati del settore e prendere decisioni in merito alle risorse da allocare al settore. In tal caso un’entità può indicare gli interessi attivi del settore al netto degli interessi passivi purché lo specifichi [IFRS8.23].
Parte L - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 230A.1 Distribuzione per settori di attività: dati economici Dati al 30 giugno 2026
(€ milioni)
Dati economici Wealth
ManagementCorporate and
Investment
BankingConsumer
FinanceInsurance-
Principal
InvestingHolding
FunctionsRettifiche(1)Gruppo
Dati economici
Margine di interesse 182,– 181,2 606,2 (16,–) 10,3 18,7 982,4 Commissioni nette 255,3 216,– 35,– (0,4) (4,2) (22,5) 479,2 Margine di intermediazione Primario 437,3 397,2 641,2 (16,4) 6,1 (3,8) 1.461,6 Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni — — — 291,4 (0,6) — 290,8 Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 8,4 93,8 0,3 40,5 24,4 (0,9) 166,5 Risultato netto dell’attività di copertura — — 0,1 — 1,5 (0,1) 1,5 Altri proventi oneri di gestione 1,3 1,6 22,5 — 2,4 — 27,8 Totale ricavi 447,– 492,6 664,1 315,5 33,8 (4,8) 1.948,2 Spese amministrative (272,4) (211,3) (172,2) (3,–) (69,–) 9,9 (718,–) a) Spese per il personale (163,8) (128,–) (75,9) (2,2) (68,–) (0,1) (438,–) b) Altre spese amministrative (108,6) (83,3) (96,3) (0,8) (1,–) 10,– (280,–) Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (31,2) (5,1) (8,3) — (5,3) (7,4) (57,3) Oneri operativi (303,6) (216,4) (180,5) (3,–) (74,3) 2,5 (775,3) Risultato operativo Lordo 143,4 276,2 483,6 312,5 (40,5) (2,3) 1.172,9 Costo del credito clientela 0,8 (6,7) (162,–) — 0,1 0,1 (167,7) Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche — (0,1) — — 0,4 (0,1) 0,2 Risultato operativo Netto 144,2 269,4 321,6 312,5 (40,–) (2,3) 1.005,4 Accantonamenti netti ai fondi rischi (9,7) — (1,5) — — — (11,2) Altri utili (perdite) da partecipazioni — — — 1,4 — (4,–) (2,6) Oneri di ristrutturazioni e integrazione(1) (8,5) (1,1) (0,9) — (15,8) 0,2 (26,1) Oneri operazioni straordinarie — — — — — — — Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari — — — — (1,8) — (1,8) Canone DTA — — — — — — — Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali 0,2 0,8 — — 20,1 0,1 21,2 Rettifiche di valore dell'avviamento — — — — — — — Utili (Perdite) da cessione di investimenti — 3,3 2,3 — — — 5,6 Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 126,2 272,4 321,5 313,9 (37,5) (5,9) 990,6 Imposte sul reddito (44,2) (97,7) (115,7) (28,–) 8,8 1,5 (275,3) Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 82,– 174,7 205,8 285,9 (28,7) (4,4) 715,3 Utile (perdita) di pertinenza di terzi (0,9) (3,1) — — — (0,1) (4,1) Impairment avviamenti e intangibili — — — — — — — Utile (perdita) del periodo 81,1 171,6 205,8 285,9 (28,7) (4,5) 711,2 (1) La somma dei dati per area di business differisce dal totale del Gruppo per le rettifiche/differenze di consolidamento nette tra le aree di business (+0,7 milioni) e gli effetti riconducibili alle acquisizioni (cd. contingent considerations) che non sono attribuiti a nessuna Business Lines (+4 milioni).
Parte L - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 231Dati al 30 giugno 2025
(€ milioni)
Dati economici Wealth
ManagementCorporate and
Investment
BankingConsumer
FinanceInsurance-
Principal
InvestingHolding
FunctionsRettifiche(1)Gruppo
Dati economici
Margine di interesse 198,4 186,7 577,9 (3,6) 24,7 12,2 996,3 Commissioni nette 272,7 184,9 34,3 (0,5) (3,–) (22,2) 466,2 Margine di intermediazione Primario 471,1 371,6 612,2 (4,1) 21,7 (10,–) 1.462,5 Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni — — (0,3) 267,4 (0,7) 0,1 266,5 Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacqusti 7,3 61,6 — 23,6 3,7 (1,–) 95,2 Risultato netto dell’attività di copertura — — (0,6) — (15,7) — (16,3) Altri proventi oneri di gestione (10,–) 3,– 20,4 — 4,1 11,4 28,9 Totale ricavi 468,4 436,2 631,7 286,9 13,1 0,4 1.836,7 Spese amministrative (279,7) (203,4) (178,2) (3,1) (80,1) 9,4 (735,1) a) Spese per il personale (171,–) (121,4) (72,9) (2,5) (69,4) 2,– (435,2) b) Altre spese amministrative (108,7) (82,–) (105,3) (0,6) (10,7) 7,4 (299,9) Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (30,7) (6,–) (7,4) — (5,–) (4,7) (53,8) Oneri operativi (310,4) (209,4) (185,6) (3,1) (85,1) 4,7 (788,9) Risultato operativo Lordo 158,– 226,8 446,1 283,8 (72,–) 5,1 1.047,8 Costo del credito clientela 22,1 14,3 (134,5) — (0,1) — (98,2) Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche — (0,7) — — 0,3 — (0,4) Risultato operativo Netto 180,1 240,4 311,6 283,8 (71,8) 5,1 949,2 Accantonamenti netti ai fondi rischi (2,9) 0,8 (0,2) — 4,– 0,2 1,9 Altri utili (perdite) da partecipazioni — — — — — (13,4) (13,4) Oneri di ristrutturazioni e integrazione (1)— — — — (10,7) — (10,7) Oneri operazioni straordinarie — — — — — — — Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari — — — — (0,6) — (0,6) Risultato della valutazione al FV di attività materiali e immateriali — 0,3 — — — — 0,3 Rettifiche di valore dell'avviamento — — — — — — — Utili (Perdite) da cessione di investimenti — (0,3) — — — 0,2 (0,1) Utile (perdita) del periodo al lordo delle imposte 177,2 241,2 311,4 283,8 (79,1) (7,9) 926,6 Imposte sul reddito (55,2) (71,5) (105,–) (7,9) 18,2 8,– (213,4) Utile (perdita) del periodo al netto delle imposte 122,– 169,7 206,4 275,9 (60,9) 0,1 713,2 Utile (perdita) di pertinenza di terzi (1,1) (36,4) — — — (0,1) (37,6) Impairment avviamenti e intangibili — — — — — (4,4) (4,4) Utile (perdita) del periodo 120,9 133,3 206,4 275,9 (60,9) (4,4) 671,2 (1) La somma dei dati per area di business differisce dal totale del Gruppo per le rettifiche/differenze di consolidamento nette tra le aree di business (-9 milioni) e gli effetti riconducibili alle acquisizioni (cd. contingent considerations) che non sono attribuiti a nessuna Business Lines (13,4 milioni).
Parte L - Nota Integrativa • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 232A.2 Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali Le voci patrimoniali di seguito riportate rappresentano la contribuzione di ciascuna area di business allo Stato Patrimoniale consolidato e pertanto non sono presenti rettifiche fra la somma delle componenti e il totale consolidato.
Dati al 30 giugno 2026
(€ milioni)
Dati patrimoniali Wealth
ManagementCorporate &
Investment
BankingConsumer
FinancePrincipal
InvestingHolding
FunctionsRettifiche Gruppo
Titoli di Investimento e Banking Book 902,9 3.824,8 277,4 835,3 7.711,– — 13.551,4 Impieghi a clientela 17.844,9 21.122,– 17.413,7 — 232,8 — 56.613,4 Raccolta 29.168,6 1.672,– 4.172,5 — 50.691,5 — 85.704,6
Dati al 30 giugno 2025
(€ milioni)
Dati patrimoniali Wealth
ManagementCorporate &
Investment
BankingConsumer
FinancePrincipal
InvestingHolding
FunctionsRettifiche Gruppo
Titoli di Investimento e Banking Book 896,4 3.350,5 263,2 793,– 7.907,5 — 13.210,6 Impieghi a clientela 17.824,8 19.921,4 16.665,3 — 248,5 — 54.660,– Raccolta 30.315,6 1.793,8 4.085,5 — 47.045,1 — 83.240,1
Allegati
Allegati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 234Schemi di bilancio consolidati Raccordo tra Stato Patrimoniale riclassificato e schema previsto dalla Circolare 262/2005 VIII aggiornamento Lo schema riportato nella Relazione sulla gestione consolidata presenta per l’Attivo le
seguenti riclassificazioni:
– il saldo della voce “Finanziamenti clientela” include i finanziamenti iscritti tra le “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Crediti verso clientela” (voce 40b) al netto dei titoli di debito riclassificati nella voce “Titoli di Investimento e Banking Book, i finanziamenti delle voci 20b “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico -
attività designate al fair value” e 20c “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - altre attività finanziare obbligatoriamente valutate al fair value”;
– il saldo della voce “Titoli di trading” include i titoli di debito e di capitale della voce 20a “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Attività finanziarie detenute per la negoziazione” e il saldo dell’operatività in commodities (certificates EUA sul mercato ICE Europe) delle “Altre attività” (voce 130);
– il saldo della voce “Titoli di Investimento e Banking Book” include i titoli di debito e di capitale delle voci 20b “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico -
attività designate al fair value” e 20c “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - altre attività finanziare obbligatoriamente valutate al fair value”, i titoli di debito delle voci 40a Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Crediti verso banche e 40b Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Crediti verso clientela;
– il saldo della voce “Derivati” include tutti i derivati sia di negoziazione che di copertura delle voci 20a “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico -
Attività finanziarie detenute per la negoziazione” e 50 “Derivati di copertura”;
– il saldo della voce “Altre attività” include l’Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica della voce 60 e la voce 130 “Altre attività” al netto saldo dell’operatività in commodities (certificates EUA sul mercato ICE Europe) riclassificata nella voce “Titoli di trading”.
Per quanto riguarda il Passivo, invece:
– il saldo della voce “Debiti verso la clientela” include i debiti verso la clientela della voce 10 “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato” e i debiti della voce 30 “Passività finanziarie designate al fair value”;
– il saldo della voce “Titoli emessi” include la voce 10c “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli in circolazione” e i titoli della voce 30 “Passività finanziarie designate al fair value”;
– il saldo della voce “Derivati” include tutti i derivati sia di negoziazione che di copertura delle voci 20 “Passività finanziarie di negoziazione” e 30 “Derivati di copertura”;
– il saldo della voce “Fondi rischi ed oneri” include il Trattamento di Fine Rapporto e i Fondi Rischi ed oneri delle voci rispettivamente 90 e 100;
– il saldo della voce “Altre passività” include le voci 50 “Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica” e 110 “Passività assicurative” oltre alla voce 80. “Altre passività”.
Allegati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 235Stato Patrimoniale al 30 giugno 2026 – Attivo
(€ milioni)
SCHEMA RICLASSIFICATOSCHEMA DA CIRCOLARE 262/2005 VIII AGGIORNAMENTOVoci dell'attivo Cassa Finanziamenti
Banche
CentraliFinanziamenti
BancheFinanziamenti
ClientelaTitoli
tradingTitoli di
Investimento
e Banking
Book Derivati Partecipazioni Attività
materiali e
immaterialiAttività
fiscaliAltre
attivitàTotale
Attivo
10.Cassa e
disponibilità liquide 1.482,4 — — — — — — — — — — 1.482,4
20.Attività finanziarie
valutate al fair value con impatto a conto economico — — — 95,5 14.056,7 1.892,5 2.901,9 — — — — 18.946,6
a) attività
finanziarie
detenute per la negoziazione — — — 14.056,7 2.901,9 — — — — 16.958,6 b) attività designate al fair value — — — 87,9 — 1.130,4 — — — — — 1.218,3 c) altre attività
finanziare
obbligatoriamente
valutate al fair value — — — 7,6 — 762,1 — — — — — 769,7
30.Attività finanziarie
valutate al fair value con impatto
sulla redditività
complessiva — — — — — 4.451,1 — — — — — 4.451,1
40.Attività finanziarie
valutate al costo ammortizzato — 350,1 4.582,7 62.488,9 — 7.207,8 — — — — — 74.629,5 a) Crediti verso banche — 350,1 4.582,7 — — 68,7 — — — — — 5.001,5 b) Crediti verso clientela — 62.488,9 — 7.139,1 — — — — — 69.628,–
50.Derivati di
copertura — — — — — — 137,8 — — — 137,8
60.Adeguamento
di valore delle
attività finanziarie
oggetto di copertura generica — — — — — — — — — — (29,6) (29,6) 70.Partecipazioni — — — — — — — 4.136,5 — — 4.136,5 80.Attività assicurative — — — — — — — — — — — — a) contratti di
assicurazione
emessi che
costituiscono
attività — — — — — — — — — — — — b) cessioni in
riassicurazione
che costituiscono
attività — — — — — — — — — — — — 90.Attività materiali — — — — — — — — 1.297,6 — — 1.297,6 100.Attività immateriali — — — — — — — — 1.028,– — — 1.028,– 110.Attività fiscali — — — — — — — — — 355,1 — 355,1 120.Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione — — — — — — — — — — — — 130.Altre attività — — — — 1.618,9 — — — — — 1.646,8 3.265,7 Totale attivo 1.482,4 350,1 4.582,7 62.584,4 15.675,6 13.551,4 3.039,7 4.136,5 2.325,6 355,1 1.617,2 109.700,7
Allegati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 236Stato Patrimoniale al 30 giugno 2026 – Passivo
(€ milioni)
SCHEMA RICLASSIFICATOSCHEMA DA CIRCOLARE 262/2005 VIII AGGIORNAMENTOVoci del passivo e del
patrimonio nettoDebiti
verso
clientelaTitoli
EmessiDebiti verso
Banche Passività
finanziarie di
negoziazioneDerivati Fondi rischi
ed oneriPassività
fiscali Altre
passivitàMezzi
propriPatrimonio
di terziRisultato
d'esercizioTotale passivo e
Patrimonio netto
10.Passività finanziarie
valutate al costo ammortizzato 35.742,3 28.299,– 16.401,4 — — — — — — — — 80.442,7 a) debiti verso banche — — 16.401,4 — — — — — — — — 16.401,4 b) debiti verso clientela 35.742,3 — — — — — — — — — — 35.742,3 c) titoli in circolazione — 28.299,– — — — — — — — — — 28.299,–
20.Passività finanziarie
di negoziazione — — 5.587,4 3.758,5 — — — — — — 9.345,9
30.Passività finanziarie
designate al fair value 594,1 4.667,8 — — — — — — — — 5.261,9 40.Derivati di copertura — — — — 637,6 — — — — — — 637,6
50.Adeguamento di
valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica — — — — — — — 50,1 — — — 50,1 60.Passività fiscali — — — — — — 600,4 — — — — 600,4
70."Passività associate
ad attività in via di dismissione — — — — — — — — — — — — 80.Altre passività — — — — — — — 1.554,9 — — — 1.554,9
90.Trattamento di
fine rapporto del personale — — — — — 15,– — — — — — 15,– 100.Fondi per rischi e oneri — — — — — 120,5 — — — — — 120,5 110.Passività assicurative — — — — — — — 78,1 — — — 78,1 a) contratti di
assicurazione emessi
che costituiscono
passività — — — — — — — 78,1 — — — 78,1 b) cessioni in
riassicurazione che
costituiscono passività — — — — — — — — — — — —
120.Riserve da
valutazione — — — — — — — — (50,6) — — (50,6) 130.Azioni rimborsabili — — — — — — — — — — — — 140.Strumenti di capitale — — — — — — — — — — — — 145.Acconti sui dividendi — — — — — — — — — — — — 150.Riserve — — — — — — — — 8.808,9 — — 8.808,9
160.Sovrapprezzo di
emissione — — — — — — — — 1.766,9 — — 1.766,9 170.Capitale — — — — — — — — 444,7 — — 444,7 180.Azioni proprie (-) — — — — — — — — (102,7) — — (102,7)
190.Patrimonio di
pertinenza di terzi (+/-) — — — — — — — — — 15,2 — 15,2 200.Utile (perdita) di periodo — — — — — — — — — — 711,2 711,2 Totale passivo e patrimonio netto 36.336,4 32.966,8 16.401,4 5.587,4 4.396,1 135,5 600,4 1.683,1 10.867,2 15,2 711,2 109.700,7
Allegati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 237Raccordo tra Conto Economico riclassificato e schema previsto dalla Circolare 262/2005 VIII aggiornamento Lo schema riclassificato riportato nella Relazione sulla gestione presenta le seguenti
riclassificazioni:
– nel Margine di interesse confluiscono le voci 10 “Interessi attivi e proventi assimilati”, 20 “Interessi passivi e oneri assimilati” al netto della quota di interessi relativi al collateral del prestito titoli confluiti nella voce “Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacquisti”, le commissioni derivanti dalle Financial Guarantee Fee e i differenziali di derivati connessi ai titoli di negoziazione della voce 80 “Risultato dell’attività di negoziazione”;
– nella voce “Commissioni nette” confluisce la voce 60 “Commissioni nette” al netto della quota del prestito titoli e rispettivi collateral (9,7 milioni) confluita nella voce “Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/passività e degli utili da cessione e riacquisti” e il “Risultato netto della gestione assicurativa” delle voci 160 e
170;
– nella voce “Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni” confluisce la voce 250 “Utili (Perdite) delle partecipazioni” al netto della plusvalenza (1,4 milioni) derivante dalla cessione della partecipazione in Bisazza confluita nella voce “Altri utili (perdite) da partecipazioni” e dell’effetto mercato della valorizzazione di CLI Holding II (-4,2 milioni) confluita nella voce “Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti”;
– nel “Risultato netto dell’attività di negoziazione, della valutazione al FV di attività/ passività e degli utili da cessione e riacquisti” confluisce la quota di interessi relativi al collateral del prestito titoli, la quota del prestito titoli delle voci 40 “Commissioni attive”, 50 “Commissioni passive” e rispettivi collateral (9,7 milioni), la voce 70 “Dividendi”, la voce 80 “Risultato netto dell’attività di negoziazione” (fatto salvo quanto iscritto nel Margine di interesse), il risultato dei titoli del banking book della voce 100 “Utile/perdite da cessione o riacquisto”), la voce 110 “Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico”, l’effetto mercato della valorizzazione di CLI Holding II (-4,2 milioni) della voce 250 “Utili (Perdite) delle
partecipazioni”;
– nella voce “Altri proventi oneri di gestione” confluisce l’omologa voce 230 al netto dei recuperi spese e imposte confluiti nelle Spese amministrative e delle valutazioni delle contingent liabilities (-4 milioni) confluite nella voce “Altri utili/perdite delle partecipazioni” e degli oneri connessi alle chiusure dei piani di performance share (-1,6 milioni) e alla quota di Interest B di pertinenza dei partners terzi di Arma che confluisce negli Utili di pertinenza di terzi (3,7 milioni);
– nella voce “Spese amministrative” confluiscono la voce 190 “Spese amministrative”, gli accantonamenti connessi al retention plan (0,5 milioni) della voce “Accantonamenti ai Fondi rischi ed oneri”, i recuperi di spese e imposte della voce 230 “Altri oneri/proventi digestione” e al netto di oneri non ricorrenti legati alle operazioni di ristrutturazione e integrazione (24,1 milioni) e dei versamenti ai fondi di garanzia confluiti nella voce “Rischi e oneri connessi SRF, DGS e schemi similari” (1,8 milioni);
– nella voce “Costo del credito della clientela” confluisce la quota relativa ai finanziamenti delle voci 130 “Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito”, 100 “Utile/perdita
Allegati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 238da cessione o riacquisto” (21,7 milioni) e 200 “Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri” relativi a impegni e fidejussioni (2,3 milioni);
– nella voce “Rettifiche di valore per deterioramento titoli e finanziamenti banche” confluiscono le rettifiche o riprese di valore dei finanziamenti verso banche e dei titoli;
– nella voce “Accantonamenti netti ai fondi rischi” confluiscono gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri al netto di quanto confluito nella voce 190 “Spese amministrative”;
– nella voce “Altri utili/perdite da partecipazioni” confluisce la plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione in Bisazza (+1,4 milioni) e l’effetto mercato della valutazione di CLI Holding II;
– nella voce “Oneri di ristrutturazioni e integrazione” rientrano tutti gli oneri collegati agli effetti rivenienti dall’acquisizione del controllo da parte di BMPS in particolare gli effetti sui piani di incentivazione al personale in azioni, severance, oneri legati alla fusione e ristrutturazione principalmente afferenti la voce spese amministrative;
– nella voce “Risultato di pertinenza dei terzi” confluisce per la quasi totalità (3,7 milioni) anche la quota di Interest B di pertinenza dei partners terzi di Arma della voce 230 “Altri oneri/proventi di gestione”.
Allegati • Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026 239Raccordo tra Conto Economico riclassificato e schema previsto dalla Circolare 262/2005 VIII aggiornamento Conto Economico al 30 giugno 2026
(€ milioni)
SCHEMA RICLASSIFICATOSCHEMA DA CIRCOLARE 262/2005 VIII AGGIORNAMENTOVoci del Conto Economico Margine
di
interesse Commissioni
nette Dividendi,
proventi
simili e utili
(perdite) delle
partecipazioni Risultato netto
dell’attività di
negoziazione, della
valutazione al FV
di attività/passività
e degli utili da cessione e riacqusti Risultato
netto
dell’attività
di
copertura Altri
proventi
oneri di
gestione Totale
ricavi Spese
amministrative Rettifiche
di valore
nette su
attività
materiali e
immateriali Oneri
operativi Costo
del
credito
clientelaRettifiche di
valore per
deterioramento
titoli e
finanziamenti
bancheAccantonamenti
netti ai fondi
rischiAltri utili
(perdite) da
partecipazioniOneri di
ristrutturazioni
e integrazione (1)Rischi e oneri
connessi SRF,
DGS e schemi
similariRisultato
della
valutazione
al FV di
attività
materiali e
immateriali Rettifiche
di valore
dell'avviamentoUtili
(Perdite)
da
cessione di
investimentiUtile (perdita)
del periodo
al lordo delle
imposteImposte
sul reddito Utile
(perdita)
del
periodo al
netto delle
imposteUtile
(perdita)
di
pertinenza
di terziUtile
(perdita)
netto di
Mediobanca
10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.896,8 — — 2,9 — — 1.899,7 — — — — — — — — — — — — 1.899,7 — 1.899,7 — 1.899,7 20. Interessi passivi e oneri assimilati (937,1) — — (44,1) — — (981,2) — — — — — — — — — — — — (981,2) — (981,2) — (981,2) 30.Margine di interesse 959,7 — — (41,2) — — 918,5 — — — — — — — — — — — — 918,5 — 918,5 — 918,5 40. Commissioni attive 0,6 614,– — 10,1 — — 624,7 — — — — — — — — — — — — 624,7 — 624,7 — 624,7 50. Commissioni passive — (161,–) — (0,4) — — (161,4) — — — — — — — — — — — — (161,4) — (161,4) — (161,4) 60. Commissioni nette 0,6 453,– — 9,7 — — 463,3 — — — — — — — — — — — — 463,3 — 463,3 — 463,3 70.Dividendi — — — 165,6 — — 165,6 — — — — — — — — — — — — 165,6 — 165,6 — 165,6 80.Risultato netto dell'attività di negoziazione 22,1 — — 130,1 — — 152,2 — — — — — — — — — — — — 152,2 — 152,2 — 152,2 90.Risultato netto dell'attività di copertura — — — — 1,5 — 1,5 — — — — — — — — — — — — 1,5 — 1,5 — 1,5 100.Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: — — — 19,– — — 19,– — — — 21,7 — — — — — — — — 40,7 — 40,7 — 40,7 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico — — — (23,8) — — (23,8) — — — — — — — — — — — — (23,8) — (23,8) — (23,8) 120.Margine di intermediazione 982,4 453,– — 259,4 1,5 — 1.696,3 — — — 21,7 — — — — — — — — 1.718,– — 1.718,– — 1.718,– 130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: — — — — — — — — — — (187,1) 0,2 — — — — — — — (186,9) — (186,9) — (186,9) 140.Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — 150.Risultato netto della gestione finanziaria 982,4 453,– — 259,4 1,5 — 1.696,3 — — — (165,4) 0,2 — — — — — — — 1.531,1 — 1.531,1 — 1.531,1 160.Risultato dei servizi assicurativi — 11,1 — — — — 11,1 — — — — — — — — — — — — 11,1 — 11,1 — 11,1 170.Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa — (0,1) — — — — (0,1) — — — — — — — — — — — — (0,1) — (0,1) — (0,1) 180.Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 982,4 464,– — 259,4 1,5 — 1.707,3 — — — (165,4) 0,2 — — — — — — — 1.542,1 — 1.542,1 — 1.542,1 190.Spese amministrative: — — — — — — — (800,5) — (800,5) — — 0,5 — (24,1) (1,8) — — — (825,9) — (825,9) — (825,9) a) spese per il personale — — — — — — — (438,–) — (438,–) — — 0,5 — (17,–) — — — — (454,5) — (454,5) — (454,5) b) altre spese amministrative — — — — — — — (362,5) — (362,5) — — — — (7,1) (1,8) — — — (371,4) — (371,4) — (371,4) 200.Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri — — — — — — — — — — (2,3) — (11,7) — (0,4) — — — — (14,3) — (14,3) — (14,3) 210.Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali — — — — — — — — (38,7) (38,7) — — — — — — — — — (38,7) — (38,7) — (38,7) 220.Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali — — — — — — — — (18,6) (18,6) — — — — — — — — — (18,6) — (18,6) — (18,6) 230.Altri oneri/proventi di gestione — 15,2 — (88,7) — 27,8 (45,7) 82,5 — 82,5 — — — (4,–) (1,6) — — 0,5 — 31,7 — 31,7 (3,7) 28,– 240.Costi operativi — 15,2 — (88,7) — 27,8 (45,7) (718,–) (57,3) (775,3) (2,3) — (11,2) (4,–) (26,1) (1,8) — 0,5 — (865,8) — (865,8) (3,7) (869,5) 250.Utili (Perdite) delle partecipazioni — — 290,8 (4,2) — — 286,6 — — — — — — 1,4 — — — — — 288,– — 288,– — 288,– 260.Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali — — — — — — — — — — — — — — — — 21,2 — — 21,2 — 21,2 — 21,2 270.Rettifiche di valore dell'avviamento — — — — — — — — — — — — — — — — — (0,5) — (0,5) — (0,5) — (0,5) 280.Utili (Perdite) da cessione di investimenti — — — — — — — — — — — — — — — — — — 5,6 5,6 — 5,6 — 5,6 290.Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 982,4 479,2 290,8 166,5 1,5 27,8 1.948,2 (718,–) (57,3) (775,3) (167,7) 0,2 (11,2) (2,6) (26,1) (1,8) 21,2 — 5,6 990,6 — 990,6 (3,7) 986,9 300.Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — (275,3) (275,3) (275,3) 310.Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 982,4 479,2 290,8 166,5 1,5 27,8 1.948,2 (718,–) (57,3) (775,3) (167,7) 0,2 (11,2) (2,6) (26,1) (1,8) 21,2 — 5,6 990,6 (275,3) 715,3 (3,7) 711,6 320.Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — 330.Utile (Perdita) di periodo 982,4 479,2 290,8 166,5 1,5 27,8 1.948,2 (718,–) (57,3) (775,3) (167,7) 0,2 (11,2) (2,6) (26,1) (1,8) 21,2 — 5,6 990,6 (275,3) 715,3 (3,7) 711,6 340.Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — (0,4) (0,4) 350.Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di Mediobanca 982,4 479,2 290,8 166,5 1,5 27,8 1948,2 (718,–) (57,3) (775,3) (167,7) 0,2 (11,2) (2,6) (26,1) (1,8) 21,2 — 5,6 990,6 (275,3) 715,3 (4,1) 711,2
Mercurio GP - Milano