Relazione semestrale
al 30 giugno 2026
Questo documento contiene indicazioni che hanno un’ottica prospettica (proiezioni, obiettivi, stime e previsioni) che riflett ono le attuali opinioni del management di Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Indicazioni che hanno un’ottica prospettica ( proiezioni, obiettivi, stime e previsioni) sono in genere identificate da espressioni come “è possibile”, “ci sarà”, “si dovrebbe”, “si pianifica”, “si prevede”, “ci si attende ”, “si stima”, “si ritiene”, “si intende”, “si progetta”, “obiettivo” oppure dal l’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile.
Queste indicazioni che hanno un’ottica prospettica comprendono, ma non si limitano a, tutte le indicazioni diverse da quelle riguardan ti dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategi a, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende opera re.
A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali indicazioni ch e hanno un’ottica prospettica come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere gli obi ettivi o i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente da (ed essere più negativi di) quelli pr evisti o impliciti nelle indicazioni che hanno un’ottica pro spettica. Tali indicazioni che hanno un’ottica prospettica comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto si gnificativo sui risultati previsti e si fondano su assunti di base.
Tutte le indicazioni che hanno un’ottica prospettica ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaol o alla data di approvazione del presente documento. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere indicazioni che hanno un’ottica prospet tica a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applic abili. Tutte le indicazioni che hanno un’ottica prospettica successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della s tessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste indicazioni cautelative.
Relazione semestrale al 30 giugno 2026
Intesa Sanpaolo S.p.A. Sede Legale: Piazza S. Carlo, 156 10121 Torino Sede Secondaria: Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano Capitale Sociale Euro 10.529.394.196,28 Registro delle Imprese di Torino e Codice Fiscale 00799960158 Rappresentante del Gruppo IVA “Intesa Sanpaol o” Partita IVA 11991500015 (IT11991500015) N. Iscr. Albo Banche 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Deposit i e al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del gruppo bancario “Intesa Sanpaolo” iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari
5
Sommario
IL GRUPPO INTESA SANPAOLO
Presenza in Italia 8 Presenza internazionale 9 Cariche sociali 11
Relazione intermedia sulla gestione
Introduzione 15
Il primo semestre del 2026 in sintesi 17 Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance 18 Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance 20 Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori 21 Il primo semestre 2026 24
I risultati economici e gli aggregati patrimoniali 49
I risultati per settori di attività e per aree geografiche 89
Le previsioni per l’intero esercizio 123
Bilancio consolidato semestrale abbreviato
Prospetti contabili consolidati 127 Stato patrimoniale consolidato 128 Conto economico consolidato 130 Prospetto della redditività consolidata complessiva 131 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato 132 Rendiconto finanziario consolidato 134
Note illustrative 135 Politiche contabili 137 Eventi successivi alla chiusura del semestre 149 Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato 150 Informazioni sul Conto economico consolidato 160 Il presidio dei rischi 169 L’azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni 220 Informativa di settore 228
Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’art. 154 -bis del D. Lgs. n. 58/1998 231
Relazione della Società di revisione 233
Allegati 237
Contatti 259
Calendario finanziario 263
7
IL GRUPPO INTESA SANPAOLO
8
9
11 Cariche sociali
Consiglio di Amministrazione
Presidente Gian Maria GROS -PIETRO
Vice Presidente Paola TAGLIAVINI
Consigliere delegato e Chief Executive Officer Carlo MESSINA (a)
Consiglieri Maura CAMPRA (*)
Guido CELONA
Franco CERUTI
Roberto FRANCHINI (**)
Anna GATTI
Paolo Maria Vittorio GRANDI
Liana LOGIURATO
Fabrizio MOSCA (*) Riccardo Secondo Carlo MOTTA (*)
Luciano NEBBIA
Bruno Maria PARIGI
Pietro PREVITALI
Maria Alessandra STEFANELLI
Mariarosaria TADDEO
Mariella TAGLIABUE (*) Maria Angela ZAPPIA
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Elisabetta STEGHER
Società di Revisione EY S.p.A .
(a) Direttore Generale (*) Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione (**) Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione
13
Relazione intermedia
sulla gestione
15
Introduzione
La Relazione semestrale al 30 giugno 2026 è costituita dalla Relazione intermedia sulla gestione e dal Bilancio consolidato semestrale abbreviato, comprendente i Prospetti contabili consolidati e le correlate Note illustrative.
Come più specificamente indicato nel capitolo “Politiche Contabili” delle Note illustrative, il Bilancio consolidato semestra le abbreviato è redatto secondo le prescrizioni dell’art. 154 -ter del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 ed in applicazione dei principi contabili IAS/IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB), nonché delle relative interpretazioni dell’International Financial Reporting Standards – Interpretations Committee (IFRS -IC), omologati dalla Commissione Europea, come stabil ito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
In particolare, il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 – sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società di revisione EY S.p.A. – è redatto in conformità alle prescrizioni dello IAS 34 che regola i bilanci intermed i.
La Relazione intermedia sulla gestione presenta alcune informazioni non direttamente riconducibili ai prospetti contabili qua li, a titolo esemplificativo, i dati inerenti all’evoluzione trimestrale e gli Indicatori Alternativi di Performance. Relativamen te alla definizione di questi ultimi e alle relative modalità di calcolo, si rinvia al capitolo “Indicatori Alternativi di Performanc e” della Relazione sull’andamento della gestione che accompagna il Bilancio consolidato 2025, confermando che, in coerenza co n le indicazioni ESMA, non sono stati introdotti nuovi indicatori né sono state apportate modifiche agli indicatori utilizzati con riferimento sia al conflitto militare fra Russia e Ucraina che ad eventuali impatti geopolitici.
A supporto dei commenti sui risultati del periodo, nella Relazione intermedia sulla gestione vengono presentati e illustrati gli schemi di conto economico e di stato patrimoniale riclassificati.
Negli schemi riclassificati i dati sono riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti il più possibile o mogenei con i diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. Tale omogeneizzazione avviene tramite dati “riesposti”, che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento.
I dettagli analitici delle riclassificazioni e delle riesposizioni effettuate rispetto agli schemi contabili stabiliti dalla Circolare 262 della Banca dʼItalia sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto rich iesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
L’informativa sulle operazioni rilevanti con parti correlate viene come di consueto presentata nell’ambito dello specifico paragrafo delle Note illustrative, al fine di consentirne una lettura congiunta con tutte le altre informazioni, relative all ’operati vità e ai rapporti della Banca e del Gruppo nei confronti di parti correlate, previste dal principio contabile IAS 24.
Le Note illustrative riportano inoltre, nell’ambito di specifici capitoli dedicati, alcune tabelle di dettaglio del Conto eco nomico e dello Stato patrimoniale nel formato stabilito dalla Circolare 262 della Banca d’Italia per la Nota integrativa consolidat a del Bilancio annuale, riconducibili alla composizione delle principali voci di bilancio relative all’operatività bancaria ed all’ operatività assicurativa, queste ultime predisposte in coerenza con le informative tabellari stabilite dall’IVASS così come r ichiesto dall’8° aggiornamento della Circolare 262.
Si segnala da ultimo che sul sito internet di Intesa Sanpaolo, all’indirizzo www.group.intesasanpaolo.com, sono come sempre disponibili anche i comunicati stampa ed ogni altra documentazione finanziaria pubblicata sino all’approvazione della Relazio ne seme strale.
17
Il primo semestre del 2026 in sintesi
18 Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance(°)
(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull’andamento della gestione che accompagna il Bilancio 2025.
assolute %
-77 -15,2 Rettifiche di valore nette su crediti Risultato netto 338 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. 240 51 738 776-38Risultato dell'attività assicurativaCommissioni nette
Costi operativi
Risultato della gestione operativaProventi operativi nettiRisultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value Dati economici consolidati (milioni di euro)
3530,6
-0,7
9,14,9
5,5
5,363,9
6,5 Variazioni
Interessi netti 48
14.533
13.795
-428
-505973
922 905
552
9.311
8.5355.131
4.8917.480
7.432
-5.222
-5.260
5.554
5.216
Evoluzione trimestrale dei principali dati economici consolidati (milioni di euro)
7.1547.37914.533
1Q 2Q 3Q 4Q FYProventi operativi netti
2.5692.6535.222
1Q 2Q 3Q 4Q FYCosti operativi
4.5854.726 9.311
1Q 2Q 3Q 4Q FYRisultato gestione operativa
2.7612.7935.554
1Q 2Q 3Q 4Q FYRisultato netto
30.06.2026
30.06.2025
19
(*) Escluso il Centro di Governo Dati riesposti, ovenecessario esemateriali, pertenere conto delle variazioni intervenute nelperimetro diconsolidamento enelperimetro operativo. Per ulteriori dettagli si rimanda al Capitolo “I risultati per settori di attività e per aree geografiche”.Principali dati economici per settori di attività (*) (milioni di euro)
9144781.7211.6412.5206.059
9705131.8191.6222.9606.205
1721095046606952.952
1771105036736982.898
7423691.2179811.8253.107
7934031.3169492.2623.307
4812728137191.2021.657
5312978406111.4811.727Banca dei TerritoriProventi operativi netti Costi operativi Risultato della gestione operativa Risultato nettoIMI Corporate &
Investment Banking
International Banks
Private Banking
Asset Management
Insurance
Banca dei Territori IMI Corporate &
Investment Banking
Private Banking
Asset Management
InsuranceInternational Banks
30.06.2026
30.06.2025
20 Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance(°)
(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull’andamento della gestione che accompagna il Bilancio 2025.
assolute %
di cui: Risparmio gestito (*) 27.618 4,95.338 2,9Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazioneDati patrimoniali consolidati (milioni di euro) Variazioni 20.265 9,8Attività finanziarie dell'operatività bancaria Finanziamenti verso clientela 12.092 2,8 Totale attività 32.782 3,4 Raccolta diretta bancaria 12.146 2,0 Raccolta diretta assicurativa 4.575 2,5 Raccolta indiretta: 40.346 4,8 Patrimonio netto 3.797 5,8 Finanziamenti verso clientela / Raccolta diretta bancaria (%) (Loan to deposit ratio) (*)Apartire dadicembre 2025 ilrisparmio gestito include anche ifondi comuni diinvestimento istituiti daterzi, legestioni patrimoniali dicase terze elepolizze assicurative emesse dacompagnie nonappartenenti alGruppo cheinprecedenza venivano classificati nelrisparmio amministrato inquanto nonriconducibili allefabbriche prodotto del
Gruppo.437.125
425.033
612.345
600.199992.669
959.887
69.023
65.226187.436
182.861
884.965
589.637844.619
562.019228.076
207.811
189.525
184.187
71,4%
70,8%
(**) Escluso il Centro di Governo Dati riesposti, ovenecessario esemateriali, pertenere conto delle variazioni intervenute nelperimetro diconsolidamento enelperimetro operativo edelle attività in via di dismissione.--45.67564.693127.337260.614 --45.94167.237133.696260.098Principali dati patrimoniali per settori di attività (**) (milioni di euro)
-35114.68548.944124.132219.992
-32414.60952.353134.524219.940Finanziamenti verso clientela Raccolta diretta bancaria Banca dei Territori IMI Corporate &
Investment Banking
International Banks
Private Banking
Asset Management
Insurance
30.06.2026
31.12.2025
21 Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori(°)
(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull’andamento della gestione che accompagna il Bilancio 2025.
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari/Attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1
ratio) (a)
Attività di rischio ponderate (milioni di euro) Capitali assorbiti (milioni di euro) Totale fondi propri / Attività di rischio ponderateCoefficienti patrimoniali consolidati (%) Capitale di Classe 1 (TIER 1) / Attività di rischio ponderate (a)Siprecisa chenelCET1 ratio al30giugno 2026 nonèstato incluso alcun utile maturato nelsemestre. LaDividend Policy 2026-2029 prevede unpayout ratio al 95% (riferito all’utile netto contabile), dicui75% dadividendi cash (subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti) e20% dabuyback, da realizzarsi -subordinatamente alleapprovazioni dell’Assemblea edella BCE -seilCET1 ratio supera il12,5% enonsono disponibili opzioni perun’allocazione del capitale a iniziative di crescita esterna con un Return On Investment (ROI) più elevato (focalizzate su Wealth Management).13,0
13,2
318.428
310.201
35.696
34.55115,8
15,6
18,9
18,7
Capitali assorbiti per settori di attività (*) (milioni di euro) (*) Escluso il Centro di GovernoAttività di rischio ponderate per settori di attività (*) (milioni di euro) Datiriesposti, ovenecessario esemateriali, pertenere conto delle variazioni intervenute nelperimetro diconsolidamento enelperimetro operativo e delle attività in via di dismissione.-2.86816.48741.061111.42490.681
-2.91316.97844.062115.06991.462
5.344 293 1.604 4.783 10.721 8.714
5.7352971.6505.18111.0708.789
Asset Management
InsurancePrivate BankingInternational BanksIMI Corporate & Investment BankingBanca dei Territori
30.06.2026
31.12.2025
22
Risultato netto / Patrimonio netto (ROE) (b) Risultato netto / Totale Attività (ROA) (c)Cost / IncomeIndicatori di redditività consolidati (%) Dati riesposti, ovenecessario esemateriali, pertenere conto delle variazioni intervenute nelperimetro diconsolidamento edelle attività inviadi dismissione.
(b)Risultato netto rapportato alpatrimonio netto difineperiodo. Ilpatrimonio netto noninclude glistrumenti dicapitale AT1el’utile diperiodo. Ildato di periodo è stato annualizzato. Il dato di raffronto non è stato riesposto.
(c) Risultato netto rapportato al totale dell’Attivo di fine periodo. Il dato di periodo è stato annualizzato. Il dato di raffronto non è stato riesposto.35,9
38,1
20,4
19,8
1,1 1,1
30.06.2026
30.06.2025
23
Struttura operativa 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute
Numero dei dipendenti (f) 89.725 90.839 -1.114 Italia 68.323 68.940 -617 Estero 21.402 21.899 -497 Numero dei consulenti finanziari (g) 6.089 5.956 133 Numero degli sportelli bancari (h) 3.567 3.569 -2 Italia 2.644 2.646 -2 Estero 923 923 -
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
(f) L’organico indicato si riferisce al numero puntuale dei dipendenti a fine periodo conteggiando anche i part time come par i a 1 unità.
(g) Il dato non considera i private banker con contratto di lavoro dipendente (1.018 a fine giugno 2026; 1.044 a fine 2025) e i global advisor assunti con contratti part -time a tempo indeterminato e con formula di lavoro autonomo (2.491 al 30 giugno 2026; 1.931 al 31 dicembre 2025), tutti inclusi nel numero dei dipendenti.
(h) Il dato comprende le Filiali Retail/Exclusive, le Filiali Terzo Settore, le Filiali Agribusiness, i Centri Imprese e i Ce ntri Corporate. Il dato di raffronto non viene riesposto.
Utile base per azione (basic EPS) (d)Utile per azione (euro) Utile diluito per azione (diluted EPS) (e) (e) L'utile diluito è calcolato come indicato per l’utile base, tenendo conto anche di eventuali future emissioni di nuove azioni ordinarie.(d)Risultato netto attribuibile agliazionisti rapportato alnumero medio ponderato delle azioni incircolazione, calcolato escludendo leazioni proprie in portafoglio. Il capitale sociale di Intesa Sanpaolo è interamente rappresentato da azioni ordinarie.Indicatori di rischiosità consolidati (%) Sofferenze nette / Finanziamenti verso clientela Crediti deteriorati netti / Finanziamenti verso clientela Rettifiche di valore accumulate su sofferenze / Sofferenze lorde con clientela Rettifiche di valore accumulate su crediti deteriorati / Crediti deteriorati lordi con clientela Datiriesposti, ovenecessario esemateriali, pertenere conto delle variazioni intervenute nelperimetro diconsolidamento edelle attività in via di dismissione.0,2 0,2 0,9
0,9,32…
,29…
0,32
0,290,32
0,29
69,2
67,3
50,1
48,6
30.06.2026
30.06.2025 (Dati economici) 31.12.2025 (Dati patrimoniali)
24 Il primo semestre 2026
Il quadro macroeconomico
L’economia e i mercati finanziari
Nel secondo trimestre del 2026, lo scenario macro -finanziario internazionale è rimasto condizionato dagli sviluppi nel Golfo Persico e dalle relative implicazioni sui mercati energetici. L’accordo provvisorio raggiunto a metà giugno tra Stati Uniti e d Iran ha favorito un parziale rientro dei prezzi del petrolio e una temporanea riapertura delle rotte commerciali, pur in presenza di condizioni operative ancora lontane dalla norma. Nel corso del mese di luglio, la tregua è stata ripetutamente violata e i tr ansiti navali hanno subito una nuova contrazione.
I dati economici hanno mostrato un quadro di crescita moderata e disomogenea, distorta da fattori occasionali. Nell’area dell’euro, la dinamica dell’attività è rimasta frenata dagli effetti dello shock energetico su redditi reali e fiducia. Il PI L del prim o trimestre è stato rivisto in calo dello 0,2% congiunturale. In Italia il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,3% rispet to al quarto trimestre 2025, con crescita acquisita per il 2026 pari allo 0,6%. Le indagini di fiducia hanno mostrato un’elevata sensibilità delle famiglie all’incertezza geopolitica e ai costi dell’energia. Nell’area dell’euro, i PMI sono rimasti su liv elli coerenti con una crescita debole, con manifattura relativamente più resiliente e servizi penalizzati dall’incertezza sulle pro spettive della domanda. In Italia, i segnali provenienti dalle imprese sono risultati meno sfavorevoli rispetto a quelli dei consumatori, ma lgrado l’aumento dei prezzi degli input. Le stime disponibili per il secondo trimestre indicano giudizi cauti sulla situazione economica generale.
Nel corso della primavera gli indicatori congiunturali hanno segnalato una tenuta migliore delle attese: in Italia la produzi one industriale è diminuita dello 0,3% mese su mese a maggio, dopo tre mesi di crescita, ma ha registrato un aumento congiuntural e dello 0,9% nella media marzo -maggio. Sul mercato del lavoro italiano, nel trimestre marzo -maggio gli occupati sono cresciuti dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti; alla fine del periodo, il tasso di disoccupazione si collocava al 5,0%. In giugno , l’inflazione si è assestata al 3,1% anno su anno in Italia e al 2,8% nell’area euro, in rallentamento rispetto a maggio ma ancora influenzata dai precedenti rincari energetici. I prezzi degli immobili residenziali hanno registrato nel primo trimestre un increm ento tendenziale del 5,2%, trainato dagli immobili di nuova costruzione.
Le banche centrali hanno mantenuto un’impostazione prudente, orientata a prevenire il disancoraggio delle aspettative di inflazione. La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi ufficiali, con il tasso di riferimento nell’intervallo 3,50 –3,75%, segnala ndo ai mercati la possibilità di interventi al rialzo entro fine anno, in presenza di indicatori ancora solidi sull’attività e di pressioni inflazionistiche legate soprattutto all’energia. La Banca Centrale Europea ha aumentato di 25 punti base i tassi di riferimento nella riunione di giugno, portando il tasso sui depositi al 2,25%, e ha confermato un approccio guidato dai dati, in un quadro caratterizzato da rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita. Nel frattempo, è proseguita la gr aduale riduzione dei portafogli di titoli, attuata mediante il mancato reinvestimento delle scadenze.
Sui mercati finanziari, il trimestre è stato caratterizzato da una moderata volatilità. A partire da marzo, la revisione al r ialzo del profilo atteso dell’inflazione ha indotto un aggiustamento delle aspettative sui tassi dell’area euro e un generalizzato incremento dei tassi a medio e lungo termine, più marcato sulle scadenze due -cinque anni. Tuttavia, da aprile il calo nell’intensità del conflitto mediorientale ha determinato un arretramento delle curve dei tassi: i rendimenti decennali sul debito tedesco sono calati di dieci punti base rispetto alla chiusura del primo trimestre; flessioni più ampie hanno interessato anche i tassi sw ap quinquennali.
In Italia, i rendimenti dei titoli di Stato hanno seguito il movimento dell’area euro, con oscillazioni dello spread BTP -Bund inizialmente ampie, senza che si manifestassero disfunzioni di mercato. La maggiore volatilità si è concentrata nella inizial e fase di incertezza sulle prospettive del conflitto e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz; il successivo allentamento delle tensioni ha favorito un parziale rientro dei premi per il rischio. A fine giugno, il rendimento del BTP decennale era di 32 p unti base inferiore al livello del 31 marzo.
Sul mercato valutario, l’euro è stato sfavorevolmente influenzato dal differenziale di crescita attesa con gli Stati Uniti e dalle oscillazioni delle quotazioni energetiche: a giugno il cambio medio euro -dollaro si è collocato intorno a 1,15.
Nel primo semestre 2026, i mercati azionari hanno esteso la performance positiva registrata nell’anno precedente, con fasi di elevata volatilità nel periodo per effetto del quadro geopolitico internazionale.
Nel primo bimestre, gli indici azionari nell’area dell’euro si sono mossi al rialzo, anticipando una graduale stabilizzazione della crescita economica e delle prospettive sugli utili societari. Lo scoppio del conflitto militare contro l’Iran a fine febbrai o ha determinato una brusca correzione sui mercati azionari per i timori di una grave crisi energetica e di un nuovo picco inflazionistico: nel mese di marzo l’indice FTSE MIB ha registrato una correzione del 10% circa. L’impatto negativo è stato tuttavia di breve durata: i mercati azionari hanno iniziato a guardare oltre la crisi geopolitica, anticipando una soluzione negoziata del conflitto nel breve termine e riprendendo una traiettoria rialzista. La successiva definizione di un accordo di tregua tra Sta ti Uniti ed Iran ha sostenuto gli indici nelle settimane conclusive del semestre.
La stagione dei risultati del 1° trimestre è stata complessivamente in linea con le aspettative degli investitori; le previsi oni sugli utili per fine 2026 sono state in gran parte confermate, pur tenendo conto dell’incertezza geopolitica.
L’indice Euro Stoxx ha chiuso il semestre in rialzo del 9,8%; il CAC 40 ha realizzato una performance più contenuta (+3,1%), e così pure il DAX (+2,1%), mentre l’IBEX 35 ha sovraperformato, con un rialzo del 12,5% nel semestre. Al di fuori dell’area eu ro, l’indice del mercato svizzero SMI ha chiuso il periodo a +7,0%, mentre l’indice FTSE 100 nel Regno Unito ha segnato un rialzo del 5,7%.
Il primo semestre 2026
25 Il mercato azionario statunitense ha registrato performance largamente positive: l’indice S&P 500 ha chiuso il periodo a +9,6 %, mentre l’indice dei titoli tecnologici NASDAQ 100 ha messo a segno una crescita ancora più elevata (+19,9%). I principali mercat i azionari in Asia hanno evidenziato rialzi di diversa entità: l’indice NIKKEI 225 ha chiuso il semestre a +39,2%, mentre l’indice cinese SSE Composite ha riportato nel periodo un +3,2%.
Il mercato azionario italiano ha sovraperformato gli indici europei: l’indice FTSE MIB ha chiuso il semestre a +15,0%, mentre l’indice FTSE Italia All Share ha registrato nel periodo un +14,0%; i titoli a media capitalizzazione (FTSE Italia STAR) hann o sottoperformato, con un calo del 5,2%.
Malgrado la volatilità dovuta alle tensioni geopolitiche in Medio -Oriente, i mercati obbligazionari corporate europei si sono dimostrati resilienti nel primo semestre del 2026. I premi al rischio (misurati come asset swap spread -ASW) hanno chiuso il period o sostanzialmente in linea con i valori di inizio anno, recuperando ampiamente l’allargamento registrato nel mese di marzo, a seguito dello scoppio del conflitto militare contro l’Iran a fine febbraio.
Dopo un inizio di anno positivo, l’aumento dell’avversione al rischio e della volatilità ha portato ad un allargamento genera lizzato degli spread senza particolari differenze tra titoli Investment Grade (IG) e High Yield (HY). La fase di negatività è prose guita sino a fine marzo, quando gli spread hanno raggiunto i massimi di periodo. Nello specifico i titoli IG hanno registrato un AS W in aumento del 19% verso inizio anno, ed i titoli HY del 21%. Nel comparto IG, la performance dei titoli finanziari è risul tata più debole rispetto ai non finanziari. L’attesa per la definizione di un accordo di tregua tra Stati Uniti ed Iran ha innescato u na fase di recupero nel mese di aprile e poi di consolidamento nelle settimane successive.
Le aspettative di un rialzo dei tassi hanno avuto un impatto anche sul mercato primario, particolarmente nel mese di marzo, mentre nel resto del semestre le emissioni si sono mantenute su livelli sostenuti.
In termini di performance, i titoli IG hanno chiuso il primo semestre a 77 punti base rispetto ai 76 di inizio anno e ai 91 t occati il 30 marzo, con un risultato migliore per i titoli finanziari ( -3% contro il +3% del settore non finanziario). Leggermente negativa la chiusura di semestre per i titoli HY, a 272 punti base rispetto ai 266 di inizio anno e ai 322 di fine marzo, con differenze marginali tra bond finanziari e non finanziari. Anche il comparto derivato (indici iTraxx) ha chiuso il semestre in mod o stabile, con i costi di copertura dal rischio di insolvenza (CDS) generalmente in linea con quelli di inizio anno: iTraxx Europe 5Y +0,5 punti bas e e iTraxx Crossover 5Y -1,4 punti base.
Le economie e i mercati emergenti
Nei principali Paesi con presenza Intesa Sanpaolo, nel primo trimestre del 2026 il PIL dell’area CEE (Central and Eastern Europe) è aumentato del 2,7% su base tendenziale, in termini di media ponderata, in rallentamento rispetto al 3,1% registrato nel trim estre precedente. La crescita economica si è quindi mantenuta solida, pur risentendo dell’indebolimento della fase ciclica in Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia. Nell’area SEE (South and Eastern Europe), i dati relativi al primo trimestr e del 2026 sono disponibili per Croazia, Serbia e Romania. Nei primi due Paesi il PIL è cresciuto rispettivamente del 2,0% e del 3,0% su base annua. In Romania, invece, la forte dinamica dei prezzi ha continuato a pesare sui consumi, contribuendo a un calo del PIL dell’1, 7% anno su anno. Nell’Europa orientale, nei primi tre mesi del 2026 il PIL si è lievemente ridotto, riflettendo la contrazione registrata in Ucraina ( -0,6%), solo in parte compensata dalla crescita della Moldova (+0,5%). Infine, l’Egitto ha registrato un’e spansione del 5,0%, in moderato rallentamento rispetto al +5,3% del trimestre precedente.
Nelle aree CEE e SEE, pur con andamenti eterogenei tra i diversi Paesi, le pressioni inflazionistiche sono tornate ad aumenta re nei primi mesi dell’anno, risentendo delle tensioni internazionali, per poi raggiungere un picco in aprile. Sulla base dei da ti aggregati in media ponderata, nell’area CEE l’inflazione armonizzata è scesa al 2,9% in maggio, dal 3,1% di aprile. In Romani a, l’inflazione si è mantenuta in giugno su livelli superiori al 10%, anche per effetto di un confronto statistico sfavorevole l egato alla rimozione delle precedenti misure amministrative di contenimento dei prezzi. Al netto della Romania, nell’area SEE l’inflazione armonizzata è diminuita in maggio al 4,3%, dal 4,6% di aprile. Nell’Europa orientale, l’inflazione ha registrato in giugno un rallentamento sia in Ucraina sia in Moldova. Infine, in Egitto il dato di giugno è sceso al 14,3%, confermando una tendenza alla graduale riduzione.
Tra i Paesi CEE, a giugno la politica monetaria in Repubblica Ceca è divenuta meno accomodante, con l’aumento del tasso di riferimento al 3,75%, volto a contenere le pressioni sui prezzi. In Ungheria, invece, il rientro dell’inflazione nell’interva llo obie ttivo della banca centrale, favorito anche dall’apprezzamento del cambio, ha consentito la ripresa del ciclo di riduzione dei tassi , con un taglio di 25 punti base al 6,0%. Nell’area SEE, le banche centrali di Albania, Romania e Serbia hanno mantenuto inva riati i tassi di riferimento, rispettivamente al 2,5%, al 6,5% e al 5,75%. In Ucraina, il tasso di policy è rimasto fermo al 15,0% da ll’inizio dell’anno. In Moldova, la banca centrale ha effettuato due rialzi, in maggio e giugno, portando il tasso ufficial e prima al 6,5% e poi al 7,0%. Infine, in Egitto il tasso di riferimento è stato mantenuto stabile al 20% da febbraio 2026.
Il primo semestre 2026
26 Il sistema creditizio italiano
I tassi e gli spread
Nella prima metà del 2026 i tassi sui nuovi prestiti hanno segnato un modesto incremento, con rialzi concentrati soprattutto nel secondo trimestre. Il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle società non finanziarie è salito leggermente, dopo essersi rid otto nei primi tre mesi risentendo della discesa del tasso sulle operazioni di entità maggiore; a maggio il tasso medio è risultat o pari al 3,7%, analogo a dodici mesi prima e 8 punti base più alto rispetto a fine 2025. Per il tasso medio sulle erogazioni di mutui casa alle famiglie si sono osservati aumenti a inizio anno e nei mesi primaverili, di entità contenuta, pari a +12 punti base rispetto a fine 2025 al 3,50% di maggio. Il tasso medio sullo stock di prestiti a famiglie e imprese è rimasto stabile nei primi tre mesi, mostrando progressivi rialzi nel secondo trimestre per un totale di 13 punti base secondo dati preliminari.
Anche il costo complessivo dello stock di raccolta da clientela ha mostrato leggeri cenni di ripresa, sulla scia della modest a risalita del tasso medio sui depositi, mentre il tasso sullo stock di obbligazioni è rimasto poco variato. Nell’ambito dei de positi, da un lato i tassi sui conti correnti sono risultati essenzialmente invariati, dall’altro, i tassi sui nuovi depositi con dur ata prestabilita hanno mostrato progressivi aumenti nei mesi primaverili, per un totale di 7 punti base fino a maggio al 2,2% p er il tasso medio complessivo, distribuiti sia sul tasso dei depositi delle famiglie, sia su quello offerto alle società non finanz iarie.
A seguito di un aumento del tasso sulle consistenze di prestiti più intenso di quello del costo dello stock di raccolta da cl ientela, la forbice tra tassi attivi e passivi ha continuato ad allargarsi, arrivando a maggio al 3,12%, stesso livello di dodici m esi prima.
La contribuzione dei depositi a vista si è ampliata leggermente già da inizio anno: il mark -down tra euribor a 1 mese e tasso sui conti correnti è aumentato di 5 punti base rispetto a fine 2025 a circa l’1,7% a maggio. Anche il mark -up tra tasso medio sui prestiti a breve ed euribor a 1 mese ha registrato un leggero allargamento nello stesso periodo.
Gli impieghi
Il mercato del credito ha mostrato una sorprendente tenuta, proseguendo nella ripresa lungo tutto il secondo trimestre, nonostante il difficile contesto operativo condizionato dagli sviluppi nel Golfo Persico e dallo shock energetico. All’andame nto del cre dito hanno contribuito un atteggiamento dell’offerta nel complesso accomodante e una domanda ben intonata, determinata anche dall’anticipazione delle richieste di credito per le attese di possibili aumenti del costo del finanziament o. In particolare, i pre stiti alle società non finanziarie hanno continuato lungo la tendenza positiva avviata a metà del 2025, registrando un’accelerazione della crescita che ha raggiunto il +3,5% anno su anno a maggio e si è assestata a +3,2% a giugno , variazioni circa doppie r ispetto a inizio 2026. La dinamica è stata sostenuta dai prestiti a breve termine che a marzo hanno riportato un incremento mensile di 10 miliardi e un tasso di crescita del 6%, proseguendo a un ritmo robusto nei mesi success ivi fino al +7,6% a giugno, in relazione a maggiori esigenze di liquidità delle imprese, connesse ai rincari energetici. Nonostante le aspettative di calo della domanda di credito per investimenti fissi nel secondo trimestre, anche i prestiti a medio -lungo termine hanno confermato il mo mento positivo, segnando un tasso di crescita del 2% anno su anno in media nei mesi primaverili. È proseguito l’aumento dei prestiti alle famiglie, a un ritmo del 2,7% a fine semestre. In particolare, lo stock di prestiti pe r l’acquisto di abitazioni ha ma ntenuto una dinamica del 3,4% a giugno, in linea con i sette mesi precedenti. Le erogazioni di nuovi mutui hanno rallentato, riportando un calo a maggio e una sostanziale stabilità nel complesso dei primi cinque mesi rispetto allo s tesso periodo del 2025. La dinamica del credito al consumo è rimasta robusta, del 4,8%. Secondo dati preliminari, la crescita dei prestiti al settore privato si è attestata al 3% a fine semestre, in linea con maggio.
Dal lato della qualità del credito, il primo trimestre ha registrato indicatori stabili o in ulteriore miglioramento. In part icolare, il ritmo di formazione di nuovi crediti deteriorati si è ridotto, all’1,11% in termini di flusso annuo rapportato ai finan ziamenti in bonis, rispetto all’1,21% dell’ultimo trimestre 2025. Il calo del tasso di deterioramento ha interessato sia i prestiti alle imprese, sia quelli alle famiglie. In rapporto al totale dei prestiti, l’incidenza dello stock di crediti deteriorati è risultata invariata a marzo rispetto a fine 2025.
La raccolta diretta
È continuato il buon momento dei depositi, che nel primo bimestre hanno riportato un tasso di crescita di circa il 4%, quasi doppio rispetto al 2,2% del 2025, tornando a un ritmo più moderato da marzo, pari a +2,9% a giugno per l’aggregato di famigli e e imprese. Ancora una volta, trainanti sono stati i conti correnti, con un inizio d’anno in accelerazione a oltre il 6% per prose guire a un tasso di variazione prossimo al 4% nei mesi primaverili e del 3,5% a fine giugno. Diversamente, i depositi con durata prestabilita sono rimasti in calo, sebbene gradualmente meno intenso. Sono cresciuti sia i depositi delle imprese, sia quelli d elle famiglie, i primi più vivaci dei secondi. In particolare, nel semestre i depositi delle società non finanziarie hanno registr ato un utilizzo di liquidità molto contenuto, decisamente inferiore rispetto a quello dello stesso periodo del 2025, riportando un t asso di crescita dello stock del 5,5% a giugno. La raccolta da clientela è stata sostenuta dalla dinamica dei depositi e da u na ripresa delle obbligazioni. Sull’evoluzione della raccolta complessiva, che include il rifinanziamento BCE e i depositi da non reside nti, ha inciso la crescita di quest’ultimi e la progressiva attenuazione del calo delle passività verso l’Eurosistema, c on il risultato di un aumento del 4,3% a maggio.
Il primo semestre 2026
27 La raccolta indiretta e il risparmio gestito
È proseguita la crescita della raccolta amministrata. Anche nella prima parte del 2026 gli investimenti diretti in titoli dei risparmiatori e delle imprese sono risultati significativi. Da gennaio a maggio, i titoli di debito delle famiglie in custodi a pre sso le banche sono aumentati di quasi 17 miliardi, un importo doppio rispetto allo stesso periodo del 2025, sostenuto dal flusso registrato a marzo in relazione alla sottoscrizione dei BTP Valore emessi dal Tesoro italiano per la clientela retail. A conf erma della buona situazione di liquidità delle imprese, da inizio anno a maggio i loro titoli di debito in custodia presso le banc he sono aumentati con regolarità ogni mese, per un incremento netto totale di 5,5 miliardi, benché più contenuto rispetto agli 8 ,1 miliardi riportati nello stesso periodo del 2025.
L’andamento dell’industria del risparmio gestito ha riflesso la volatilità dei mercati mantenendo tuttavia un buon grado di resilienza e realizzando una raccolta netta positiva dei fondi comuni aperti nei primi cinque mesi, sebbene contenuta, caratterizzat a da significative oscillazioni dei flussi riguardanti i fondi monetari e dal ridimensionamento del contributo del comparto obbligazionario. La nuova produzione delle assicurazioni vita è rimasta in crescita, sebbene più moderata rispetto agli incrementi d ell’anno precedente, a seguito del calo riportato dalle polizze tradizionali e del simultaneo rallentamento di quelle di ramo III.
Il primo semestre 2026 28 I risultati a livello consolidato di Intesa Sanpaolo Il conto economico consolidato del primo semestre 2026 si è chiuso con un utile netto di 5.554 milioni, in aumento del 6,5% (+338 milioni) rispetto ai 5.216 milioni realizzati nel medesimo periodo del 2025, grazie alla crescita del risultato della g estione operativa, sostenuto dall’andamento dei ricavi in uno scenario di tassi ancora in fl essione1.
I proventi operativi netti sono saliti a 14.533 milioni, dai 13.795 milioni dei primi sei mesi 2025 (+738 milioni, +5,3%). La tendenza positiva ha interessato tutte le voci di ricavo.
Gli interessi netti , pari a 7.480 milioni, hanno evidenziato una leggera crescita (+0,6%) rispetto ai 7.432 milioni del 2025.
Gli aumentati interessi netti sulle attività e passività finanziarie (+21%), riflesso di più elevati stock di investimenti, hanno permesso di compensare le diminuite contribuzioni delle altre componenti: l’intermediazione con clientela ( -1,4%), in particol are dal lato degli impieghi a medio -lungo termine, pur a fronte del beneficio di più contenuti interessi passivi sui titoli in circolazione; i rapporti con banche ( -13,5%), per il minore apporto degli interessi sulla liquidità depositata presso BCE; i differenziali sui derivati di copertura, divenuti negativi, e gli altri interessi netti ( -28,6%), anche per i minori volumi di attivi deteriorati.
Le commissioni nette hanno totalizzato 5.131 milioni, in progresso del 4,9% dai 4.891 milioni del primo semestre 2025.
La dinamica è stata trainata dal comparto delle attività di gestione, intermediazione e consulenza (+6,1%), con variazioni positive per tutte le aree: intermediazione e collocamento titoli, distribuzione di prodotti assicurativi e gestioni patrimo niali. In crescita sono risultate anche le altre commissioni nette (+13,2%), principalmente quelle sull’attività di finanziamento delle filiali estere, mentre l’attività bancaria commerciale ha registrato una contenuta flessione ( -1,2%).
Il risultato dell’attività assicurativa ha raggiunto i 973 milioni, con un miglioramento del 5,5% rispetto ai 922 milioni dei primi sei mesi del 2025 al quale hanno concorso sia il ramo vita (+7,3%) che il ramo danni (+1,7%). La produzione premi complessiva è cresciuta del 16,1% nel confronto con i primi sei mesi del 2025, alimentata principalmente dai prodotti assicurativi (+17,9%), in particolare del ramo vita, ma anche dai contratti di investimento (+7,1%).
Considerate congiuntamente, le commissioni nette e il risultato dell’attività assicurativa rappresentano il 42% dei proventi operativi netti, confermando la diversificazione del modello di business del Gruppo.
Il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value è salito a 905 milioni, dai 552 milioni del primo semestre 2025, con un incremento di 353 milioni (+63,9%) ascrivibile principalmente ai maggiori utili derivanti dalla movimentazione dei ti toli di debito nonché a effetti valutativi derivanti in misura significativa da investimenti in strumenti finanziari partecipativi. Tali impatti hanno più che compensato la variazione negativa del Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fa ir value option.
La voce altri proventi (oneri) operativi netti , nella quale sono compendiati gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto ed altri proventi/oneri della gestione caratteristica, ha registrato nel 2026 un saldo netto positivo di 44 milioni, a front e dei -2 milioni rilevati nei primi sei mesi del 2025, avendo beneficiato di aumentati utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, passati da 31 milioni a 53 milioni, nonché di diminuiti oneri netti di gestione.
I costi operativi , pari a 5.222 milioni, si presentano in leggera flessione rispetto ai 5.260 milioni del semestre di raffronto (-38 milioni; -0,7%).
In dettaglio, le spese per il personale , 3.180 milioni, sono diminuite dello 0,4%, in virtù di una riduzione degli organici medi di 2.227 risorse su base annua parzialmente controbilanciata dalle dinamiche contrattuali e gestionali; le spese amministrative , 1.358 milioni, si sono mantenute sostanzialmente invariate (-0,1%), sintesi di andamenti contrapposti fra le varie categorie di spesa. Gli ammortamenti , 684 milioni, hanno registrato un calo del 3,4%, che ha interessato sia le attività materiali che quelle immateriali, combinando gli effetti incrementativi correlati agli investimenti tecnologici in corso con i minori ammortamenti derivanti dall’aggiornam ento della vita utile2.
1 Nei primi sei mesi del 2026 la media dell’Euribor a 1 mese è stata pari all’1,99% rispetto al 2,35% del primo semestre 2025.
2 Si veda in proposito quanto riportato nel capitolo “Politiche contabili” delle Note illustrative al bilancio consolidato seme strale abbreviato.
Il primo semestre 2026
29 La favorevole evoluzione descritta per ricavi e costi ha permesso al risultato della gestione operativa di attestarsi a 9.311 milioni, in significativa crescita nel confronto con gli 8.535 milioni del primo semestre 2025 (+776 milioni; +9,1%). Il cost/income è conseguentemente sceso al 35,9%, confermando il Gruppo ai vertici del settore in Europa (38,1% nei primi sei mesi del 2025).
Le rettifiche di valore nette su crediti – pari a 428 milioni – evidenziano una diminuzione rispetto ai 505 milioni dei primi sei mesi del 2025 ( -77 milioni; -15,2%). La variazione ha beneficiato di minori rettifiche sui crediti deteriorati in Stage 3, scese a 479 milioni ( -114 milioni rispetto ai primi sei mesi del 2025) grazie anche a flussi netti di ingresso da bonis che si mantengono contenuti. I crediti in bonis hanno complessivamente registrato rettifiche di valore nette per 26 milioni contro riprese nette per 82 milioni nella prima parte d el 2025 (+108 milioni).
Gli accantonamenti per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate evidenziano riprese in aumento a 85 milioni (erano state 15 milioni nei primi sei mesi del 2025). Il costo del rischio, espresso dal rapporto fra rettifiche d i valore nette e crediti netti, si è così attestato, in termini annualizzati, a 20 punti base a fronte dei 41 punti base registrati nell’intero 2025 che era stato caratterizzato da significative operazioni di de -risking.
Gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività hanno totalizzato 186 milioni rispetto ai 107 milioni dei primi sei mesi del 2025 (+79 milioni; +73,8%). La voce si presenta costituita:
– per 100 milioni da accantonamenti netti, comprensivi di stanziamenti netti per controversie legali pari a 39 milioni. Nel primo semestre 2025 si erano invece registrati accantonamenti netti per 60 milioni, dei quali 29 milioni per controversie legali;
– per 86 milioni da rettifiche di valore nette su titoli e altre attività, riconducibili per 37 milioni a titoli e per 49 milioni ad a ltre attività. Si raffrontano con rettifiche di valore nette per 47 milioni, dei quali 41 milioni su titoli, nei primi sei m esi del 2025.
Gli altri proventi (oneri) netti , che comprendono utili e perdite realizzati su investimenti, partecipazioni e attività finanziarie al costo ammortizzato diverse dai crediti, nonché proventi/oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, hanno evidenziato una contribuzione neg ativa pari a -80 milioni, in relazione ad oneri di natura diversa principalmente contabilizzati nel secondo trimestre, che si raffronta con i +21 milioni registrati primo semestre 2025.
Quale effetto delle dinamiche sopra descritte, il risultato corrente lordo è salito a 8.617 milioni, in progresso dai 7.944 milioni dei primi sei mesi del 2025 (+673 milioni; +8,5%).
Sono state poi contabilizzate imposte sul reddito per 2.875 milioni, equivalenti ad un tax rate del 33,4%. L’onere fiscale 2026 evidenzia un incremento del 15% (+375 milioni) nel confronto con il primo semestre 2025 (2.500 milioni corrispondenti ad un tax rate del 31,5%) dovuto sia all’evoluzione della b ase imponibile, sia agli impatti delle misure introdotte con la Legge di Bilancio 2026, in particolare l’aumento di due punti dell’aliquota IRAP per gli enti creditizi e le imprese di assicurazione e la parz iale indeducibilità degli interessi passivi per g li intermediari finanziari.
Al netto delle imposte sono poi stati rilevati: oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo per 116 milioni (125 milioni nei primi sei mesi del 2025) ed effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione negativi per 32 milioni (-45 milioni nel semestre di raffronto).
I tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo , considerati al netto delle imposte, sono stati pari a 19 milioni (21 milioni al lordo dell’effetto fiscale), per la quasi totalità di pertinenza delle banche estere del Gruppo3. Tale importo si raffronta con i 50 milioni (67 milioni lordi) dei primi sei mesi 2025, che includevano l’onere a carico delle compagnie assicurative e delle società distributrici del Gruppo quale stima della contribuzione per il 2025 al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita (29 milioni al netto dell’effetto fiscale4, 43 milioni lordi), essendo la restante parte pressoché interamente riconducibile alle banche estere del Gruppo.
Dopo l’attribuzione ai terzi degli utili netti di competenza per 21 milioni (8 milioni nel primo semestre 2025), il conto economico consolidato si è chiuso, come anticipato, con un utile netto di 5.554 milioni, in crescita del 6,5%.
3 In base alle previsioni dello Statuto del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita approvato e depositato a fine 2025, ch e identifica l’insorgenza dell’obbligo del pagamento del contributo annuale nell’essere aderente al Fondo alla data del 31 dicembr e dell'anno di riferimento, la rilevazione contabile del contributo annuale relativo al 2026 avverrà in sede di redazione del Bilancio annuale.
4 24 milioni (35 milioni al lordo della fiscalità) a carico delle compagnie assicurative e 5 milioni (8 milioni lordi) a carico delle società distributrici del Gruppo.
Il primo semestre 2026
30 Il conto economico consolidato del secondo trimestre 2026 ha registrato un utile netto di 2.793 milioni, in miglioramento rispetto ai 2.761 milioni del primo trimestre (+32 milioni; +1,2%) grazie alla positiva dinamica del risultato della gestione operativ a, pur in presenza di accresciute rettifiche, accantoname nti ed oneri.
I proventi operativi netti sono saliti a 7.379 milioni (+225 milioni; +3,1%), sostenuti in primis dagli interessi netti (+5,7 %) – in virtù dell’andamento favorevole dell’intermediazione con clientela e degli interessi sui titoli in portafoglio, solo parzia lmente controbilanciato dalla dinamica negativa dei rapporti con banche e dei differenziali sui derivati di copertura, divenuti nega tivi – ma anche dalle commissioni nette (+4%), in tutte le loro componenti principali, e dal risultato dell’attività assicur ativa (+4,4%), in particolare nel ramo vita. Il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value è invece diminuito ( -20,8%), pur a fronte di un significativo miglioramento del Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti fin anziari in fair value option, avendo incorporato minori utili da cessione/riacquisto di attività/passività finanziarie.
I costi operativi sono saliti a 2.653 milioni (+84 milioni; +3,3%). La tendenza ha riguardato le spese amministrative (+15,2% ) nonché le spese per il personale (+1,9%), nonostante la riduzione degli organici medi ( -380 risorse rispetto al primo trimestre).
Solo gli ammortamenti si sono mossi in controtendenza ( -11,6%), per i fattori in precedenza esposti.
Le sopra descritte dinamiche di ricavi e costi hanno dato luogo ad un risultato della gestione operativa pari a 4.726 milioni (+141 milioni; +3,1%), con un cost/income stabile al 36% (35,9% nel primo trimestre).
Le rettifiche di valore nette su crediti sono salite da 170 milioni a 258 milioni (+88 milioni; +51,8%): l’incremento è essenzialmente spiegato dai crediti deteriorati in Stage 3 (+43 milioni a 261 milioni), in relazione ai flussi di classificaz ione del periodo (sia da bonis che per movimentazioni fra stati di rischio), e dai crediti in bonis (+40 milioni), complessivamente pass ati da riprese per 7 milioni nel primo trimestre a rettifiche per 33 milioni nel secondo (si veda in proposito quanto più sopra i ndicato con riferimento al commento semestrale). Gli accantonamenti netti per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanz iarie rilasciate hanno confermato riprese per 42 milioni.
Sono stati inoltre contabilizzati altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività per 122 milioni ( 64 milioni nel primo trimestre) costituiti da: (i) accantonamenti netti per 69 milioni (31 milioni nel primo trimestre), comprensiv i di stanziamenti per controversie legali per 14 milioni (25 milioni nei primi tre mesi); (ii) rettifiche di valore su titoli e al tre attività per 53 milioni (33 milioni nel trimestre precedente) principalmente riconducibili a rettifiche di valore nette su altre attività).
Gli altri proventi (oneri) netti, che comprendono utili e perdite realizzati su investimenti e proventi/oneri non strettament e correlati alla gestione operativa, hanno concorso con un apporto negativo pari a 68 milioni, riferibile ad oneri di natura divers a (era stato negativo per 12 milioni nei primi tre mesi).
Il risultato corrente lordo si è così attestato a 4.278 milioni, in lieve riduzione rispetto al primo trimestre ( -61 milioni; -1,4%).
Quale riflesso anche dell’evoluzione della base imponibile, le imposte sul reddito sono diminuite a 1.393 milioni (-89 milioni; -6%), con un tax rate al 32,6% (34,2% nel primo trimestre).
Il conto economico consolidato del secondo trimestre ha inoltre registrato, al netto delle imposte: oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo per 56 milioni (60 milioni nei primi tre mesi); effetti economici dell’allocazione dei cost i di acquisizione negativi per 15 milioni ( -17 milioni nei tre mesi precedenti) ed oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e assicurativo per 10 milioni (11 milioni al lordo dell’effetto fiscale), pressoché interamente di pertinenza delle banche estere del Gruppo (nel primo trimestre tali oneri erano ammontati a 9 milioni, 10 milioni al lordo dell’effetto fiscale, quas i totalmente ascrivibili alle banche estere del Gruppo).
Infine, l’utile netto del trimestre attribuito per competenza ai terzi è stato di 11 milioni (10 milioni nei primi tre mesi).
Con riferimento ai principali aggregati patrimoniali, al 30 giugno 2026 i finanziamenti verso clientela si sono attestati a 437,1 miliardi, in crescita rispetto ai 425 miliardi del dicembre 2025 (+12,1 miliardi; +2,8%). Il favorevole andamento è stato determinato dai crediti da attività commerciale, saliti a 402,1 miliardi (+11,6 miliardi; +3%): il secondo trimestre ha visto infatti consolidarsi la ripresa dell’attività creditizia nonostante il difficile contesto operativo condizionato dagli sviluppi nel Golfo Persico e dallo shock energetico. In coerenza con la tendenza espressa a livello di sistema, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha registrato dinamiche positive sia per i finanziamenti a medio -
lungo termine (+0,7% a 215,7 miliardi) - con flussi di nuove erogazioni in crescita del 6% rispetto ai primi sei mesi del 2025 - sia per le forme tecniche a breve scadenza: in particolare, i conti correnti si sono incrementati del 2% a 21,7 miliardi mentre l’insieme delle anticipazioni e finanziamenti ha mostrato un progresso del 6,3% a 164,7 miliardi.
Relativamente alle restanti componenti dei finanziamenti verso clientela, i crediti a breve termine di natura finanziaria, co stituiti dalle operazioni pronti c/termine utilizzate nell’ambito della gestione complessiva della tesoreria, sono rimasti sostanzi almente stabili a 21,9 miliardi ( -0,1 miliardi; -0,4%) mentre i crediti rappresentati da titoli si sono portati a 9,1 miliardi (+0,4 miliardi;
+5,1%).
I crediti deteriorati netti sono leggermente aumentati a 4 miliardi (+0,1 miliardi; +2,7%): la loro incidenza sui finanziamen ti totali si è comunque mantenuta invariata all’1,8% in termini lordi e allo 0,9% in termini netti (rispettivamente 1,8% e 0,9% a d icembre 2025)5, mentre la loro copertura è salita al 50,1% dal 48,6% di fine 2025. La copertura sui crediti in bonis è invece lievemente diminuita allo 0,43% dallo 0,47% di dicembre 2025. L’incidenza degli Stage 2 sul portafoglio complessivo è scesa al 6,9% (7,6% a fine 2025), tra i livelli più bassi in Europa, con una copertura del 4,22% (4,20% a dicembre 2025).
5 In base alla definizione EBA, al 30 giugno 2026 l’incidenza dei crediti deteriorati è risultata pari all’1,6% in termini lord i e allo 0,8% in termini netti (rispettivamente 1,5% e 0,8% a dicembre 2025).
Il primo semestre 2026
31 Dal lato della provvista, in chiusura del primo semestre 2026 la raccolta diretta bancaria da clientela è risultata in aumento a 612,3 miliardi, dai 600,2 miliardi di fine 2025 (+12,1 miliardi, +2%). La variazione è stata determinata in primis dalla componente di natura finanziaria rappresentata dai pronti c/termine e prestito titoli – salita a 41,2 miliardi (+10,1 miliardi;
+32,4%) – utilizzata nell’ambito della gestione di tesoreria e pertanto soggetta ad oscillazioni di breve periodo.
Per quanto concerne le altre forme tecniche, in linea con la tendenza a livello di sistema, l’insieme dei conti correnti e depositi ha registrato una crescita a 411,8 miliardi, dai 408,7 miliardi di fine 2025 (+3,1 miliardi; +0,8%), concentrata nel secondo trimestre, che ha interessato in misura prevalente i conti correnti e depositi liberi. L’incidenza dei conti correnti e depositi sul totale della raccolta diretta bancaria da clientela si è attestata al 67,2%, continuando a rappresentare un punto di forza della posizione di liquidità del Gruppo.
Le obbligazioni sono ammontate a 66,5 miliardi, evidenziando rispetto a dicembre 2025 una variazione di -1,6 miliardi ( -2,3%), riconducibile ai covered bond e ai titoli senior preferred, solo parzialmente compensata dalle nuove emissioni senior non-preferred. Le passività subordinate sono scese a 12 miliardi ( -0,2 miliardi; -1,7%), in seguito alla scadenza in gennaio di un’emissione decennale in dollari per un controvalore nominale di 1,3 miliardi di euro solo parzialmente controbilanciata da due emissioni successive, una delle quali in dollari, per un controvalore nominale complessivo di 1,1 miliardi di euro.
L’altra raccolta ha mostrato una contenuta crescita a 77,5 miliardi (+0,8 miliardi; +1%) che sintetizza, da un lato, minori n ecessità di provvista tramite commercial paper e, dall’altro, la prosecuzione del trend di sviluppo della raccolta valutata al fair value e costituita dai certificati di investimento (certificates), incrementatasi dell’8,3% a 39,7 miliardi.
Infine, i certificati di deposito sono diminuiti a 3,3 miliardi ( -0,1 miliardi, -2,7%): trattasi di una forma tecnica utilizzata dalle filiali estere della Capogruppo e dalle banche estere del Gruppo che riveste un ruolo del tutto marginale nell’ambito del la complessiva raccolta diretta bancaria da clientela.
In conseguenza della diversa dinamica che ha caratterizzato i due aggregati, il rapporto tra i finanziamenti verso clientela e la raccolta diretta bancaria da clientela (c.d. loan to deposit ratio) è salito al 71,4%, dal 70,8% del dicembre 2025.
A fine giugno 2026 la raccolta diretta assicurativa si è quantificata in 187,4 miliardi evidenziando, nel raffronto con i 182,9 miliardi del dicembre 2025, un aumento di circa 4,6 miliardi (+2,5%), quasi interamente riconducibile al ramo vita.
Le passività assicurative, che rappresentano il 72,7% dell’aggregato totale, sono salite a 136,2 miliardi (+3,6 miliardi;
+2,8%), alimentate principalmente dal ramo vita che ha registrato nel semestre una raccolta premi in progresso annuo del 18,9%.
Le passività finanziarie del ramo vita – integralmente costituite dai contratti di investimento unit linked inclusi fra le Passività finanziarie designate al fair value di pertinenza delle imprese di assicurazione dello Stato patrimoniale riclassificato – hanno anch’esse evidenziato una dinamica positiva, seppur più contenuta, attestandosi a 49,6 miliardi (+0,4 miliardi; +0,8%), a fronte di una raccolta premi nei sei mesi in crescita su base annua del 7,1%. La loro incidenza sul totale è leggermente cala ta al 26,4%.
L’altra raccolta assicurativa del ramo vita – inclusa fra le Passività finanziarie al costo ammortizzato di pertinenza delle imprese di assicurazione dello Stato patrimoniale riclassificato e nella quale sono comprese anche le passività subordinate – ha raggiunto gli 1,7 miliardi (+0,5 miliardi; +47,3%), con un’incidenza residuale dello 0,9% sul totale. L’evoluzione è correlata ad un’emissione subordinata Tier 2 da nominali 500 milioni con scadenza a 10 anni collocata sul mercato istituzionale da Intesa Sanpaolo Assicurazioni nel mese di maggio.
Al 30 giugno 2026 la raccolta indiretta , valorizzata a prezzi di mercato, ha totalizzato circa 885 miliardi, che si raffrontano con gli 844,6 miliardi di fine 2025 (+40,3 miliardi; +4,8%). All’evoluzione ha contribuito sia la raccolta netta nel semestre positiva sia la ripresa delle quotazioni dopo la volatilità mostrata dai mercati azionari in seguito allo scoppio del conflitto in Medio Oriente.
Il risparmio gestito è salito a 589,6 miliardi (+27,6 miliardi; +4,9%), equivalenti al 66,6% della raccolta indiretta totale. Circa metà della crescita è riconducibile ai fondi comuni (+6% a 244,5 miliardi), ma tutte le altre componenti hanno registrato va riazioni in aumento, in particolare le gestioni patrimoniali (+7,1% a 103 miliardi) e l’insieme delle passività assicurative e delle p assività finanziarie assicurative (+1,6% a 184,3 miliardi).
Anche la raccolta amministrata ha registrato un’evoluzione positiva, raggiungendo i 295,3 miliardi (+12,7 miliardi; +4,5%), corrispondenti ad un’incidenza del 33,4%.
Il primo semestre 2026
32 I risultati delle Business Unit
Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei settori di attività: Banca dei Terri tori, IMI Corporate & Investment Banking, International Banks, Asset Management, Private Banking e Insurance. Ad essi si aggiunge i l Centro di Governo – con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell’intero Gruppo – cui fanno capo anche le attività di Tesoreria, Funding e ALM.
Come si può notare dal grafico, gli apporti dei proventi operativi netti dei singoli settori di attività (escludendo il Centro di Governo) confermano il preponderante contributo dell’attività bancaria commerciale in Italia (pari al 44,1% dei proventi oper ativi netti delle aree di business), in presenza di un apporto comunque significativo dell’attività di co rporate e investment banking (21,0%), del private banking (12,9%), dell’attività bancaria commerciale all’estero (11,5%), dell’attività assicurativa (6,9% ) e dell’asset management (3,6%).
Ove necessario e se materiali, i dati divisionali sono riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Un it al fine di consentire un confronto omogeneo.
Nel corso del primo semestre 2026 la Banca dei Territori – che presidia la tradizionale attività di intermediazione creditizia in Italia e i servizi finanziari ad essa correlati – ha evidenziato una crescita dei proventi operativi netti del 2,4% a 6.205 mi lioni rispetto al corrispondente periodo del 2025. Tale evoluzione è stata alimentata dalle commissioni nette (+2,4%) in particolare nel comparto del wealth management, in virtù di collocamenti di certificates superiori a quelli del primo semestre 2025, nell’advisory, grazie all’incremento delle masse in gestione, e nel comparto assicurativo danni. Gli interessi n etti si sono attestati su livelli di poco superiori rispetto al semestre di raffronto (+0,8%). Seppur con un peso marginale sui proventi operativi netti della Divisione, il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value è salito a 136 milioni (+61 milioni), avendo beneficiato anche di effetti valutativi . I costi operativi sono diminuiti dell’1,8% a 2.898 milioni grazie ai risparmi sulle spese del personale, per la riduzione dell’organico medio, e sulle spese amministrative, segnatamente i service in ambito immobiliare e informatico. Il risultato della gestione operativa è conseguentemente salito del 6,4% a 3.307 milioni.
Il risultato corrente lordo è parimenti migliorato (+9,9% a 2.779 milioni), in seguito a minori rettifiche di valore nette su crediti, effetto anche di minori flussi di ingresso da bonis a deteriorati e del continuo presidio della qualità del credito.
La Banca dei Territori ha chiuso il semestre con un risultato netto in crescita del 4,2% a 1.727 milioni.
Al 31 dicembre 2025 le consistenze patrimoniali della Divisione evidenziavano una sostanziale stabilità dei volumi intermedia ti complessivi di raccolta e impiego rispetto a fine dicembre 2025 ( -0,1%). In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 219,9 m iliardi, si sono mantenuti su valori analoghi a quelli di fine 2025. Anche la raccolta diretta bancaria, pari a 260.1 miliardi, è risultata sostanzialmente stabile ( -0,2%): la diminuzione dei debiti verso clientela imprese è stata in buona parte controbilanciata dalla crescita dei debiti nei confronti dei privati.
Il primo semestre 2026
33 La Divisione IMI Corporate & Investment Banking – che presidia le attività di corporate e transaction banking, investment banking, public finance e capital markets, in Italia e all’estero – ha realizzato proventi operativi netti pari a 2.960 milioni, in aumento del 17,5% rispetto al primo semestre 2025. Gli interessi netti, pari a 1.582 milioni, sono risultati in progresso del 5,4% prevalentemente grazie al maggior apporto del portafoglio titoli del Global Markets. Le commissioni nette si sono incrementate del 14,6% a 692 milioni, per l’andamento positivo del comparto della finanza strutt urata. Il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value è salito a 686 milioni (415 milioni nei primi sei mesi 2025), da ricondurre all’operatività di Global Markets, su cui hanno inciso positivamente i maggiori utili da cessione di titoli di debito HTC e HTCS . I costi operativi hanno totalizzato 698 milioni, senza variazioni di rilievo (+0,4%).
Il risultato della gestione operativa è così migliorato del 23,9% a 2.262 milioni. Analoga evoluzione ha interessato il risultato corrente lordo (+22% a 2.174 milioni) in presenza di maggiori rettifiche di valore nette su crediti e di diminuiti accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività . Il semestre si è chiuso con un utile netto di 1.481 milioni, in progresso del 23,2%.
I volumi complessivamente intermediati dalla Divisione si sono incrementati del 6,7% rispetto a fine 2025. In dettaglio, gli impieghi a clientela, pari a 134,5 miliardi, hanno registrato una crescita (+10,4 miliardi +8,4%) in virtù dell’evoluzione positiva del Global Corporate e del Global Markets. Anche la raccolta diretta bancaria, pari a 133,7 miliardi, ha m ostrato un progresso (+6,4 miliardi; +5%) ascrivibile all’aumento dei debiti verso clientela, segnatamente in ambito Global Markets, e allo svilup po dell’attività in certificates, solo in parte compensati dalla diminuzione dei titoli in circolazione della controllata lussemburghese e del Global Markets.
Nei primi sei mesi del 2026 i proventi operativi netti della Divisione International Banks – che presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate che svolgono prevalentemente attività bancaria retail – si sono attestati a 1.622 milioni, in flessione dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio .
Tra le voci di ricavo, gli interessi netti sono diminuiti del 3,4% a 1.181 milioni, le commissioni nette sono cresciute del 3,8% a 378 milioni mentre il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value è rimasto invariato a 86 milioni. I costi operativi hanno evidenziato un aumento del 2% a 673 milioni, principalmente riconducibile alle spese amministrative .
Stanti le dinamiche sopra evidenziate, il risultato della gestione operativa ha registrato una flessione a 949 milioni ( -3,3%).
Analogamente, anche il risultato corrente lordo ha evidenziato una riduzione del 9,5% a 940 milioni, condizionato da minori riprese di valore nette su crediti e da altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività . La Divisione ha chiuso il semestre con un utile netto in diminuzione a 611 milioni ( -15%).
Al 30 giugno 2026 i volumi complessivamente intermediati evidenziavano un progresso del 5,2% rispetto a fine 2025, alimentato sia dai finanziamenti verso clientela (+7% a 52,4 miliardi) – grazie allo sviluppo rilevato da tutte le controllate, in particolare quelle operanti in Slovacchia, Ungheria e Croazia – sia dalla raccolta diretta bancaria (+3,9% a 67,2 miliardi), principalmente riconducibile alle controllate attive in Ungheria, Slovacchia, Serbia ed Egitto, nella componente dei debiti verso clientela .
La Divisione Private Banking – che ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) creando valore attraverso l’offerta di prodotti e servizi mirati all’eccellenza – ha realizzato nel primo semestre 2026 proventi operativi netti in aumento del 5,7% a 1.819 milioni. La favorevole evoluzione è stata sostenuta dalle commissioni nette (+6,6% a 1.207 milioni) – segnatamente quelle ricorrenti, in relazione allo sviluppo delle masse medie di risparmio gestito, e, in misura minore, quelle di up front, per la maggiore contribuzione dell’attività di collocamento di fondi comuni e prodotti assicurativi – nonché dagli interessi netti (+4,8% a 564 milioni), per la riduzione del costo della raccolta dalla clientela, che ha più che compensato la flessione degli interessi attivi sugli impieghi, influenzati dall’evoluzione dei tassi di interesse di mercato .
I costi operativi sono rimasti sostanzialmente stabili a 503 milioni ( -0,2%). Il risultato della gestione operativa è conseguentemente migliorato dell’8,1% a 1.316 milioni. Il risultato corrente lordo ha parimenti mostrato un progresso del 10,6% a 1.312 milioni. La Divisione ha chiuso il semestre con un utile netto di 840 milioni (+3,3%).
Il primo semestre 2026 34 A fine giugno 2026 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciari a, si sono attestate a 396,2 miliardi (+27,1 miliardi da dicembre 2025). Tale andamento è riconducibile alla performance di mercato , che ha inciso positivamente sui patrimoni, e alla raccolta netta positiva. La componente di risparmio gestito è salita a 266,4 miliardi (+17,6 miliardi).
Nei primi sei mesi del 2026 la Divisione Asset Management - che ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell’open market tramite Eurizon Capital SGR e le sue partecipate - ha conseguito proventi operativi netti in crescita del 7,3% a 513 milioni grazie all’andamento delle commissioni nette (+6,5% a 460 milioni), che hanno beneficiato di maggiori commissioni ricorrenti e di incentivo, e all’aumento dei dividendi della partecipazione cinese consolidata al patrimonio netto. Gli interessi netti sono invece diminuiti a 18 milioni ( -3 milioni), avendo risentito della dinamica cedente dei tassi di mercato.
Stanti costi operativi in lieve aumento a 110 milioni (+0,9%), il risultato della gestione operativa è salito a 403 milioni, evidenziando un progresso del 9,2%. Significativi miglioramenti sono stati registrati anche dal risultato corrente lordo (+8,9% a 405 milioni) e dall’utile netto (+9,2% a 297 milioni).
A fine semestre il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management aveva totalizzato 364,5 miliardi, in crescita di 11,7 miliardi (+3,3%) rispetto a dicembre 2025 grazie alla rivalutazione delle masse gestite correlata all’andamento positivo dei mercati, in presenza di una raccolta netta che ha fatt o registrare un flusso leggermente negativo da inizio anno ( -0,1 miliardi), ma positivo nel secondo trimestre (+0,4 miliardi).
La Divisione Insurance – che ha la missione di sviluppare in modo sinergico l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo – nel primo semestre del 2026 ha generato proventi operativi netti in crescita del 6,1% a 970 milioni, pressoché totalmente costituiti dal risultato dell’attività assicurativa (+5,9% a 972 milioni) grazie al ramo vita, che ha beneficiato della crescita del margine tecnico e del margine finanziario, e, in misura minore, al ramo danni, nella componente del margine tecnico . In presenza di costi operativi aumentati del 2,9% a 177 milioni, il risultato della gestione operativa è migliorato del 6,9% a 793 milioni. Anche il risultato corrente lordo, pari a 769 milioni, ha mostrato un incremento (+3,6%) nonostante gli accantonamenti netti e le rettifiche di valore nette su altre attività contabilizzati nel semestre. Il conto economico del periodo si è chiuso per la Divisione Insurance con un utile netto in progresso del 10,4% a 531 milioni.
L’andamento della raccolta diretta assicurativa è stato descritto nel precedente paragrafo di commento ai risultati di Gruppo, al quale si fa pertanto rimando.
Le attività delle Strutture del Centro di Governo hanno evidenziato nei primi sei mesi del 2026 un risultato della gestione operativa pari a 281 milioni, che si confronta con i 294 milioni del primo semestre 2025. Tale andamento è riconducibile alla diminuzione dei proventi operativi netti, segnatamente degli interessi netti condizionati dal calo dei tassi di mercato. I costi operativi hanno presentato una riduzione ascrivibile a minori ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali da correlar e all’aggiornamento della vita utile6, in parte compensati da maggiori spese del personale. Il risultato corrente lordo si è attestato a 238 milioni, in flessione rispetto ai 294 milioni del medesimo periodo del 2025 principalmente per effetto di maggiori accantonamenti netti, solo in parte compensati da maggiori riprese di valore su crediti. Il semestre si è chiuso con un risultato netto di 67 milioni che si confronta con i 72 milioni registrati nei primi sei mesi del 2025.
6 Si veda in proposito quanto riportato nel capitolo “Politiche contabili” delle Note illustrative al bilancio consolidato seme strale abbreviato.
Il primo semestre 2026
35 Gli eventi rilevanti del semestre
Il conflitto militare fra Russia e Ucraina
Il Gruppo è presente in Russia e in Ucraina tramite due società controllate:
– Joint -Stock Company Banca Intesa (Banca Intesa Russia) , partecipata al 47% da Intesa Sanpaolo e al 53% da Intesa Sanpaolo Holding International (Lussemburgo). Trattasi di una banca corporate avente sede a Mosca che opera con 15 filiali e 643 persone. La presenza in Russia del Gruppo risale a oltre 50 anni fa (inizialmente come Ufficio di Rappresentanza, chiuso nell’agosto del 2023). La banca partecipava al finanziamento di grandi progetti russi nazionali e internazionali offrendo anche una gamma completa di servizi bancari per piccole e medie imprese, clienti privati e aziende;
– Pravex Bank Joint -Stock Company , partecipata al 100% da Intesa Sanpaolo. Trattasi di una piccola banca commerciale con sede a Kiev, facente parte della Divisione International Banks, che opera con 39 filiali prevalentemente nella regione di Kiev e 501 persone. Intesa Sanpaolo ha acquisi to la banca nel 2008, continuando ad operare ininterrottamente nel paese da tale data.
Rimangono confermate le considerazioni circa il mantenimento del controllo di Intesa Sanpaolo sulle due entità, così come riportate nella Sezione 5 - Altri aspetti della Parte A della Nota integrativa al Bilancio consolidato 2025.
Seppur con i limiti oggettivi dettati dallo scenario contingente, in particolare per Pravex, le due controllate stanno contin uando ad operare con il supporto delle strutture di Capogruppo mentre l’esposizione complessiva e l’operatività verso la Federazion e Russa sono ormai da alcuni anni in significativa riduzione, come richiesto dai regulator europei e dai requisiti/raccomandazi oni della BCE (in proposito si rimanda alla già citata Sezione 5 - Altri aspetti della Parte A della Nota integrativa al Bilancio consolidato 2025).
Con riferimento alla gestione dei rischi , nel corso del 2026 il Gruppo non ha allentato i presidi posti in essere e descritti nelle precedenti informative. La situazione permane monitorata sia a livello di Capogruppo, sia in tutte le banche del Gruppo coinv olte direttamente dal conflitto o vicin e ad esso, con le quali i contatti sono diretti e continui.
Adeguata informativa viene predisposta anche per i Comitati endoconsiliari e per il Consiglio di Amministrazione.
Per quanto riguarda le sanzioni imposte alla Russia dai Paesi occidentali, europei in particolare, proseguono le attività di presidio della conformità alle normative attraverso uno specifico cruscotto a livello di Gruppo, volto a monitorare l’evoluzi one delle liste dei soggetti sanzionati a livello europeo e internazionale, individuare i soggetti sanzionati al fine del blocco de lle posizioni e dei pagamenti, rispettare la specifica disposizione relativa al divieto di accettare depositi in base alle restri zioni previste dalla regolamentazione europea, individuare e bloccare gli strumenti finanziari oggetto di sanzione. Al 30 giugno 20 26 l’esposizione verso controparti russe incluse nelle liste OFAC (Office of Foreign Assets Control) SDN e/o EU asset freeze er a pari a 251,9 milioni7, in diminuzione sia rispetto ai 276,2 milioni rilevati a fine 2025 sia rispetto ai 257,7 milioni registrati a fine marzo 2026 in seguito ad alcuni rimborsi delle esposizioni in essere nei confronti del Gruppo, preventivamente autorizzati da lla Direzione C entrale Anti Financial Crime.
Come più dettagliatamente riportato nel capitolo “Il presidio dei rischi” delle Note illustrative al Bilancio consolidato sem estrale abbreviato, il Gruppo monitora costantemente il contesto geopolitico e le sue evoluzioni per valutare i fenomeni che posson o influenzarne il profilo di rischio e l’operatività. Sono pertanto condotte analisi di scenario e di stress, anche in riferime nto al conflitto fra Russia e Ucraina, per stimare i potenziali effetti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale.
In merito agli aspetti di Business Continuity , in Ucraina l’operatività è stata finora garantita grazie alle soluzioni progressivamente adottate per assicurare il regolare funzionamento a fronte dei continui black -out8. Da gennaio 2026 sono stati segnalati ripetuti attacchi alle infrastrutture energetiche in Ucraina, in particolare nell’area di Kiev, con un deterioramen to della fornitura energetica e frequenti interruzioni di corrente. In questo contesto, inverter e gen eratori di riserva sono stati utilizzati quasi quotidianamente per garantire la continuità operativa delle filiali, con un monitoraggio costante dei sistemi elettrici e di connettività. Inoltre, ai dipendenti della sede centrale è stata data la possibilità di svolgere l’attività lavorativa da remoto in considerazione delle condizioni climatiche particolarmente rigide durante l’inverno. Nel corso del secondo trimestre 2026, la situazione energetica ha registrato un progressivo miglioramento.
Nonostante gli attacchi subiti dal Paese, anche nel 2026 non sono emerse criticità riguardanti gli immobili della Banca; al contempo, il numero di filiali aperte giornalmente si è stabilmente assestato in linea con il totale delle filiali disponibil i9.
L’operatività rimane regolare; tutto il personale risulta al sicuro e sono attive specifiche misure di supporto a favore dei colleghi.
È inoltre costantemente attivo il monitoraggio del contesto geopolitico internazionale.
Presso Banca Intesa Russia, sin dall’inizio del conflitto i sistemi hanno sempre funzionato senza problemi operativi.
Permane inoltre sotto osservazione l’operatività di Banca Comerciala Eximbank, controllata moldova del Gruppo, per la quale, pur a fronte di temporanei peggioramenti dello scenario bellico nella zona, continuano a non segnalarsi problemi nell’attivit à.
Sul fronte della Cybersecurity, stanno continuando le attività di monitoraggio e threat intelligence, in parallelo con il con tinuo rafforzamento dei presidi di cybersecurity su tutto il perimetro del Gruppo Intesa Sanpaolo. Nell’ambito dell’attività di threat intelligence volta alla prevenzione di possibili minacce informatiche a Pravex, le misure di contenimento adottate hanno finora permesso di gestire gli attacchi garantendo l’erogazione dei servizi con disagi molto contenuti. Specifiche iniziative di awaren ess sui rischi cyber, tramite corsi di formazione e approfondimenti su particolari argomenti, vengono regolarmente intraprese con lo scopo di sensibilizzare costantemente tutto il personale del Gruppo.
7 Si segnala che il 23 aprile e il 23 luglio 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato rispettivamente il ventesimo e i l ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia.
8 Per ovviare ai problemi di erogazione di energia elettrica, sono state infatti fornite power bank alle sedi centrali e al per sonale con mansioni critiche e strategiche mentre le filiali sono state dotate di un numero sempre maggiore di generatori inverter , di agevole ed immediato utilizzo da parte del personale delle stesse. La connessione dei dati è assicurata dall’installazione di apparati satellitari.
9 Si ricorda che il processo decisionale in merito all’operatività delle singole filiali rimane impostato su una metodologia di valutazione del rischio concordata con la Capogruppo che prevede l’utilizzo di specifici indicatori, tenendo sempre in massima co nsiderazione la sicurezza del personale.
Il primo semestre 2026
36 Si ricorda, come sempre, che gli extra -costi sostenuti per l’ambito Business Continuity e le eventuali perdite derivanti da danni fisici arrecati alle sedi/filiali situate nella zona del conflitto rientrano nell’ambito del monitoraggio dell’esposizione al rischio operativo, incluso quello riferito al Risk Appetite Framework.
Le principali tematiche contabili e l’approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo Nel presente paragrafo vengono rappresentate sinteticamente le principali tematiche contabili conseguenti al conflitto ancora in corso tra la Federazione Russa e l’Ucraina, nonché l’approccio seguito dal Gruppo Intesa Sanpaolo per affrontarle. Il Grup po, infatti, allo scoppio delle ostilità presentava significative esposizioni cross -border verso controparti residenti nella Federazione Russa, nonché due controllate (Pravex Bank e Banca Intesa Russia) operanti nei Paesi belligeranti, dunque particolarmente esposte alle conseguenze del conflitto.
Ciò premesso, il business svolto nella Federazione Russa è ormai da anni in significativa riduzione, come anche richiesto dai regulator europei. Il totale delle esposizioni lorde (clientela, banche e titoli) al 30 giugno 2026 verso controparti residen ti in Russia e Ucraina risulta pari a soli 608 milioni ed a 451 milioni al netto delle rettifiche (al 31 dicembre 2025 l’esposizion e lorda era pari a 792 milioni e a 546 milioni per i valori netti), con un calo per cessioni ed incassi nel secondo trimestre conc entrato sulla componente russa ( -230 milioni lordi e -139 milioni netti) a fronte di un contenuto aumento delle esposizioni verso l’ucraina (46 milioni lordi e 44 milioni netti) attribuibile alla componente verso banche e in titoli ucraini. Più nel dettagl io, al 30 giugno 2026, le esposizioni verso clientela riferibili a Banca Intesa Russia sono ormai residuali, 49 milioni in termini lordi e 2 milioni netti (la componente non performing è stata integralmente svalutata dal 31 marzo 2025). Ammontano a 126 milioni (71 milioni netti) con riferimento alle esposizioni cross -border verso clientela residente in Russia (al netto delle garanzie ECA - Export Credit Agency), in riduzione rispetto a dicembre 2025 principalmente per effetto delle cessioni perfezionatesi nel secondo trimes tre 2026. A tali valori si aggiungono esposizioni lorde verso banche russe per complessivi 52 milioni (50 milioni netti). Non sono più present i esposizioni in titoli10.
A seguito della progressiva riduzione dei crediti di Banca Intesa Russia, le disponibilità della banca sono ora concentrate essenzialmente in disponibilità liquide (cassa e disponibilità liquide) che alla data del 30 giugno 2026 risultano pari a 1.037 milioni (erano pari a 1.049 milioni a dicembre 2025). Le esposizioni lorde verso clientela residente in Ucraina presentano valori contenuti (come già negli scorsi esercizi). In particolare, ammontano a 142 milioni (99 milioni netti), di cui 42 mili oni (valore di bilancio nullo in termini netti) riferiti alla controllata Pravex11, oltre a esposizioni verso banche e in titoli governativi o emessi da banche centrali per complessivi 239 milioni lordi (229 milioni netti).
Il contesto di riferimento al 30 giugno 2026 è sostanzialmente immutato rispetto a quello illustrato nel Bilancio al 31 dicembre 2025. In particolare, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha continuato ad esercitare il controllo sulle due banche, che hanno operato in base alle indicazioni della Capogruppo nei rispettivi contesti. In particolare, per Banca Intesa Russia, secondo le direttive trasmesse da Intesa Sanpaolo, è in atto la progressiva e ordinata implementazione del piano c.d. wind -down richiesto dalla BCE co n l’obiettivo di ridimensionare ulteriormente l’operatività della banca. Conseguentemente, le scelte metodologiche principali – sia in termini di consolidamento delle due controllate sia in termini di valutazione delle esposizioni creditizie – si pongono i n sostanziale continuità con quelle utilizzate nel Bilancio 2025.
Prima di trattare sinteticamente le tematiche valutative relative alle due partecipate ed alle esposizioni cross -border, occorre premettere alcune indicazioni in merito alle modalità con cui Pravex contribuisce alla situazione consolidata al 30 giugno 20 26.
Più in dettaglio, mentre è stato possibile consolidare una situazione contabile allineata, in termini di data di riferimento, a quella della Capogruppo per Banca Intesa Russia, per quanto riguarda Pravex la specifica situazione della città di Kiev (dove ha sede la banca) ha portato a ritenere più opportuno – in un’ottica di contenimento del rischio “operativo” – procedere a consolidare i dati della banca ucraina mediante una situazione contabile al 31 marzo 2026, controvalorizzata al cambio del 30 giugno 2026.
Le risultanze contabili12 di Pravex sono recepite, quindi, mediante il consolidamento linea per linea di un package di consolidamento redatto in osservanza dei principi contabili IAS/IFRS relativo al trimestre precedente, come già fatto a parti re dal 2022. Va comunque rammentata i n questa sede anche la sostanziale immaterialità dei saldi della controllata ucraina nell’ambito di quelli del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Venendo alle scelte valutative, la situazione di assoluta gravità presente su tutto il territorio ucraino ha portato a defini re, ai fini della valutazione del portafoglio crediti di Pravex, un approccio specifico, fortemente guidato da razionali di prudenz a alla luce del prolungarsi del conflitto e delle conseguenti ricadute sull’economia ucraina. Anche al 30 giugno 2026, come già nel Bilan cio consolidato 2025, si è ancora valutato opportuno confermare la svalutazione totale dei crediti per cassa verso clie ntela di Pravex, con conseguente classificazione a Stage 3. In conseguenza di tale scelta, ai fini del bilancio consolidato del Gruppo , l’equity della partecipata risulta sostanzialmente azzerato.
Per quanto riguarda Banca Intesa Russia, si è mantenuto l’approccio classificatorio e valutativo dei crediti performing degli esercizi precedenti. Pertanto, le valutazioni effettuate al 30 giugno 2026 sui crediti della controllata scontano – come già nel Bilancio 2025 – un fattore prudenziale determinato centralmente che tiene conto dell’aggravarsi della situazione economica domestica alla luce del protrarsi del conflitto e dell’accresciuto isolamento dell’economia russa. A seguito di tali valutazi oni, la copertura complessiva sui residui e marginali crediti in bonis della controllata russa si attesta a circa il 90% sul loro valo re lordo (60% a dicembre 2025). In aggiunta, come già detto, a partire dal 31 marzo 2025 i residui crediti deteriorati di Banca Int esa Russia sono azzerati. Anche per il primo semestre 2026 come già nell’esercizio 2025, considerata la progressione ordinata del processo di wind -down della banca (con la conseguente marcata riduzione del suo profilo di rischio) e le previsioni reddituali della stessa che, ancorché in progressivo contenimento, si mantengono su valori positivi, si è ritenuto opportuno considerare , ai fini della valorizzazione dell’investimento in Banca Intesa Russia nel bilancio consolidato, il risultato economico positi vo conseguito dalla partecipata nel corso del primo semestre 2026, pari a 47 milioni di euro (era di 139 milioni di euro per l’e sercizio 2025). È stato altresì mantenuto, con una variazione in incremento legata alla rivalutazione del Rublo, il Fondo per Risch i e Oneri, pari a 457 milioni di euro al 30 giugno 2026 (438 milioni di euro a fine 2025), alimentato sino al 31 dicembre 2024 e
10 Inoltre, sono presenti rischi di firma lordi verso clientela per 5 milioni (valori lordi e netti) presso Banca Intesa Russia e 10 milioni (9 milioni netti) cross -border verso clientela residente in Russia (netto ECA). Infine, si registrano 26 milioni (valori lordi e netti) riferibili a posizioni cross -border verso banche residenti russe.
11 Le esposizioni cross -border verso clientela residente in Ucraina sono per la parte corporate assistite da garanzie prestate da soggetti europei, m entre per la parte famiglie si riferiscono principalmente ad esposizioni erogate dalla controllata VUB a fami glie ucraine aventi stabile dimora in Slovacchia.
12 Il consolidamento di Pravex ha riguardato i dati patrimoniali al 31 marzo 2026 ed economici del primo trimestre 2026.
Il primo semestre 2026
37 ritenuto sufficiente a recepire gli oneri derivanti dal menzionato piano di “wind -down scenario” richiesto dalla BCE. Le importanti rettifiche di valore presenti sulle esposizioni creditizie di Banca Intesa Russia e Pravex riflettono in modo cautelativo l’ evoluzione del conflitto come riscontrabile sino al 30 giugno 2026, evoluzione che impone di considerare attentamente il già citato rischio Paese per Russia ed Ucraina, con adeguata misurazione del rischio cui è esposto il capitale investito all’estero, le gato alla possibilità che circostanze di natura politica o economica si traducano in un mancato rimborso del credito (a prescindere dal la specifica rischiosità creditizia delle singole controparti).
Con riferimento alle residue posizioni cross -border performing, il Gruppo ha confermato l’approccio valutativo guidato dall’emergere del rischio c.d. “di trasferimento” (approccio applicato sia ai fini della determinazione del SICR e relativa classificazio ne a Stage 2, sia ai fini di calcolo dell’ECL mediante applicazione di aggiustamenti su base manageriale), onde meglio incorporare accantonamenti legati al rischio relativo al conflitto in corso altrimenti non adeguatamente colti dai sis temi di misurazione del rischio normalmente in uso.
Venendo agli impatti economici, si segnala che al 30 giugno 2026 il Gruppo ha registrato complessivamente impatti economici positivi pari a 61 milioni relativi alle esposizioni verso controparti russe ed ucraine riferibili essenzialmente al risultat o delle cessioni perfezionate nel secondo trimestre 2026, oltre ai 47 milioni del contributo al risultato consolidato del primo semes tre 2026 di Banca Intesa Russia. Per quanto riguarda l’esercizio 2025, il Gruppo non aveva registrato complessivamente impatti economici significativi relativamente alle esposizioni verso controparti russe ed ucraine, se non per i già citati 139 milioni d el contributo al risultato consolidato di Banca Intesa Russia.
Il conflitto militare in Medio Oriente
Il Gruppo è presente nell’area del conflitto con tre filiali della Divisione IMI Corporate & Investment Banking ed una contro llata del gruppo bancario Reyl appartenente alla Divisione Private Banking. Più precisamente opera attraverso:
– le filiali IMI C&IB di Abu Dhabi e Dubai negli Emirati Arabi Uniti;
– la filiale IMI C&IB di Doha nel Qatar;
– la controllata REYL Finance (MEA) Ltd., con sede a Dubai.
Sin dalle fasi preliminari del conflitto israelo -statunitense contro l’Iran, Intesa Sanpaolo si è prontamente attivata per monitorare l’evolversi degli scenari di rischio e garantire la sicurezza dei propri dipendenti che operano nei paesi dell’Area medior ientale in cui la Banca è presente. Sono stati altresì intensificati i processi di analisi del rischio, volti a valutare l’evoluzione dello scenario geopolitico e i potenziali impatti per il Gruppo.
La sicurezza del personale del Gruppo operante nell’area è stata garantita in coordinamento costante con i General Manager delle Filiali di Dubai, Abu Dhabi e Doha.
Dal punto di vista della Business Continuity, per le 3 filiali IMI C&IB, è stata attivata una Task Force volta a definire e a ttuare le misure di rafforzamento della continuità del business, avviando supporti di altre unità del Gruppo o fornitori esterni. L e misure di prevenzione e mitigazione adottate hanno consentito di contenere gli effetti del conflitto, senza impatti sulla sicurezza del personale né sull’operatività delle strutture interessate. Sono state attivate modalità di lavoro da remoto, misure di supporto al personale e piani di evacuazione verso località sicure.
Allo stato attuale, non si evidenziano particolari criticità nell’attività delle tre filiali. Per la controllata REYL Finance si sono applicate le medesime disposizioni previste per le tre filiali IMI C&IB. È in corso il monitoraggio continuo della situazi one al fine di garantire l’efficacia delle misure adottate e la piena tutela del personale e dell’operatività.
Per quanto riguarda la Cybersecurity, alla luce dell’evoluzione del contesto internazionale, sono state rafforzate le attivit à di Cyber Threat Intelligence e monitoraggio del rischio cyber. In particolare, è stato avviato il monitoraggio continuativo su f onti OSINT (Open Source Intelligence) e CLOSINT (Closed Source Intelligence) per individuare eventi riconducibili alla cyber warfare (guerra cibernetica) e possibili impatti cyber derivanti da eventi geopolitici o militari.
L’esposizione del Gruppo al 30 giugno 2026 verso controparti residenti nei Paesi dell’area medio -orientale – descritta nel capitolo “Il presidio dei rischi” delle Note illustrative al Bilancio consolidato semestrale abbreviato – ammonta complessivamente a 18,4 miliardi (circa 17,9 miliardi al 31 marzo 2026), dei quali 11,6 miliardi per cassa e 6,8 miliardi di esposizioni fuori b ilancio.
Le esposizioni per cassa, interamente performing, si confermano concentrate su controparti di elevato standing creditizio. In particolare, i finanziamenti per cassa verso clientela (pari a circa 7,1 miliardi) costituiscono la quota più significativa d el totale delle esposizioni e sono riferite a Governi centrali (pari a circa 3,4 miliardi) e ad altra clientela (pari a circa 3 ,7 miliardi) prevalentemente corporate; i finanziamenti per cassa verso banche (pari a circa 2,2 miliardi) sono riconducibili ad operativi tà a breve termine in larga parte derivante da trade export financing, a supporto di clientela corporate italiana e in ternazionale. Più in generale, l’operatività originata dalla Divisione IMI C&IB della Capogruppo con clienti sia corporate che istituzionali di tali paesi, si presenta caratterizzata da una prevalenza di business internazionale, svolto anche al di fuori de ll’area del Medio Oriente, in larga parte riconducibile ai principali Fondi Sovrani, per progetti strategici principalmente infrastrutturali ed energetici in Europa e nel resto del mondo. Le esposizioni fuori bilancio, essenzialmente relative a linee di cr edito concesse, sono per circa la metà di natura revocabile.
Ai fini della valutazione delle predette esposizioni, che sono basate sulle metodologie in uso, si sono considerati, oltre ch e la qualità creditizia delle controparti, gli elementi distintivi e qualificanti che caratterizzano il conflitto che, nella prosp ettiva attuale – alla luce del memorandum d’intesa siglato a metà giugno e delle possibili trattative per giungere ad un accordo di pace – è ipotizzato di una durata relativamente breve e con effetti contingenti sulle variabili macroeconomiche.
Si ricorda infine che, anche in riferimento a questo conflitto militare in Medio Oriente:
– gli extra -costi sostenuti per l’ambito Business Continuity e le eventuali perdite derivanti da danni fisici arrecati alle sedi/filiali rientrano nell’ambito del monitoraggio dell’esposizione al rischio operativo, incluso quello riferito al Risk Appetite
Framework;
– come più dettagliatamente riportato nel capitolo “Il presidio dei rischi” delle Note illustrative al Bilancio consolidato semestrale abbreviato, il Gruppo monitora costantemente il contesto geopolitico e le sue evoluzioni per valutare i fenomeni che posson o influenzarne il profilo di rischio e l’operatività. Sono pertanto condotte analisi di scenario e di stress, incluso il conflitto in Medio Oriente, per stimare i potenziali effetti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale.
Il primo semestre 2026
38 Gli altri eventi rilevanti
Di seguito si illustrano altri eventi significativi intervenuti nel primo semestre del 2026, unitamente ad alcuni avvenimenti successivi alla chiusura dello stesso.
Nel gennaio 2026 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking ha acquisito il controllo totalitario della banca svizzera REYL & Cie S.A. rilevando le quote detenute dagli azionisti di minoranza. Più precisamente, il 16 gennaio si è perfezionato l’acquisto del 21% delle azioni di REYL & Cie S.A. detenute da Reyl Holding S.A mentre il successivo 30 gennaio è avvenuto l’acquisto del restante 3%, facente capo a tre soci persone fisiche. La partecipazione diretta di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking è per tanto salita dal 46% al 70%, oltre al 30% di partecipazione indiretta detenuta tramite la controllata integrale RB Participations S.A. L’operazione, finalizzata a rafforzare ulteriormente, accelerandolo, lo sviluppo delle attività del Grupp o nel paese elvetico, (i) aveva ricevuto il benestare del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo del 16 dicembre 2025, previo parere favorevole del Comitato Parti Correlate; (ii) era stata deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Fideuram -
Intesa Sanpaolo Private Banking del 18 dicembre 2025, previo benestare del proprio Comitato Parti Correlate ed (iii) aveva ottenuto l’autorizzazione da parte della FINMA (Regulator svizzero) il 30 dicembre 2025.
Il 27 gennaio 2026, in seguito al cambio di controllo del Gruppo Tinexta, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha deliberato l’esercizio della put option prevista dal Patto Parasociale relativamente alla società Tinexta Innovation Hub S.p. A., attiva nei servizi di finanza agevolata e consulenza non finanziaria alle imprese, partecipata da Intesa Sanpaolo con il 9,52 % nell’ambito della partnership avviata nel 2021. Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro il terzo trimestre 2026, in coerenza con le tempistiche contrattuali previste. La partecipazione, che a fine 2025 risultava iscritta tra quelle sottoposte ad influenza notevole ai sensi dello IAS 28, al 30 giugno 2026 figura tra le attività in via di dismissione, sussistendo tutti i requisiti previsti dall’IFRS 5.
Relativamente all’operazione di risanamento in favore di Banca Progetto, il 28 gennaio 2026 Intesa Sanpaolo, congiuntamente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (“FITD”), Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM, BPER Banca, UniCredit e Banca Pr ogetto S.p.A. in Amministrazione Straordinaria, ha sottoscritto un nuovo term sheet vincolante per la conclusione dell’intervento di sistema. L’operazione, di carattere preventivo ai sensi dello statuto del FITD e la cui esecuzione è stata perfezionata tra la fine del mese di marzo (con la chiusura dell’amministrazione straordinaria della Banca) e l’inizio del mese di aprile, si è articolata nelle seguenti componenti:
– ricapitalizzazione di Banca Progetto da parte del FITD per complessivi 750 milioni e successiva cessione da parte del FITD alle cinque Banche - per il tramite di una società da loro partecipata pariteticamente denominata BP Holding - del 90%+1 del capitale di Banca Progetto a fronte di un corrispettivo complessivo di 40 milioni con il mantenimento da parte del FITD di una quota nella Banca del 9,9%. La quota in BP Holding sottoscritta da Intesa Sanpaolo è stata classificata tra le interessenze sottoposte ad influenza notevole ai sensi dello IAS 28;
– rimborso delle cartolarizzazioni a scopo di funding che la Banca aveva già in essere; partecipazione e finanziamento delle cinque Banche, unitamente ad altri investitori istituzionali, nelle nuove cartolarizzazioni dei crediti in bonis di Banca Pro getto con rilascio di garanzie da parte del FITD;
– partecipazione delle cinque Banche nel de -risking dei crediti non performing di Banca Progetto, per il tramite della cessione di un portafoglio non performing ad un Fondo di Investimento Alternativo (FIA) di nuova costituzione, con rilascio di garanzie da parte del FITD.
Il 2 febbraio 2026, in occasione dell’approvazione dei risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2025, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato il Piano d’Impresa 2026 -2029, presentato alla comunità finanziaria nella medesim a giornata. Il Piano è stato illustrato in sintesi nello specifico paragrafo della Relazione sull’andamento della gestione del Bilancio consolidato 2025, al quale si rimanda, e la relativa documentazione (comunicato stampa e presentazione) è disponibile su l sito istituzionale di Gruppo, nella sezione Investor Relations. Nello specifico paragrafo che segue vengono illustrate le attività realizzative portate avanti nel corso del 2026.
Il 14 aprile 2026 il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha deliberato di esercitare parzialmente la delega attri buitagli dall’Assemblea Straordinaria del 29 aprile 2022 per l’attuazione dell’aumento di capitale gratuito a servizio del Piano di Incentivazione a Lungo Termine Performance Share Plan 2022 -2025, basato su strumenti finanziari e destinato al Management del Gruppo, con una prima tranche per un ammontare massimo pari a 45.000.000 di euro mediante emissione di un numero massimo pari a 7 5.000.000 di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo.
L’aumento di capitale gratuito – ai sensi dell’art. 2349, comma 1, del Codice Civile – è stato eseguito il 12 maggio 2026 per un importo pari a 39.620.403,60 euro con emissione di 66.034.006 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo. Tali azioni – aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione al momento dell’emissione, con godimento regolare – sono state assegnate ai destinatari del Piano di Incentivazione a Lungo Termine Performance Share Plan 2022 -2025 alle condizioni e nel rispetto dei termini e delle modalità di cui al Piano medesimo, con imputazione a capitale sociale di 0,60 euro per ogni azione emessa, mediante utilizzo del corrispondente importo tratto dagli utili ricompresi nella Riserva Straordinaria.
Il capitale sociale è conseguentemente aumentato da 10.368.870.930,08 euro a 10.408.491.333,68 euro13 suddiviso in n. 17.479.423.619 azioni ordinarie prive del valore nominale.
Il 30 aprile 2026 si è tenuta l’Assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo, regolarmente costituita in unica convocazione e valida a deliberare, in quanto partecipanti per il tramite del Rappresentante Designato (ai sensi dell’art. 106, comma 4, del D.L.
n. 18 del 17 marzo 2020, convertito dalla Legge n. 27 del 24 aprile 2020, i cui effetti sono stati, da ultimo, prorogati dall a Legge n. 26 del 27 febbraio 2026), n. 4.790 titolari del diritto di voto per n. 11.023.509.049 azioni ordinarie prive del valore nominale, pari al 63,30479% del capitale sociale. L’Assemblea ha deliberato favorevolmente in merito a tutti i punti all’ordine del gio rno
13 Il capitale sociale è stato ulteriormente aumentato il 30 giugno 2026, a servizio del Piano di Incentivazione a Lungo Termine LECOIP 2026 -2029 destinato ai dipendenti “Professional” del perimetro italiano del Gruppo, come illustrato piò oltre nel presente paragrafo.
Il primo semestre 2026
39 (per i dettagli delle singole deliberazioni e le relative maggioranze deliberative si fa rinvio al comunicato stampa e alla documentazione pubblicata sul sito istituzionale di Gruppo).
In sede ordinaria le deliberazioni hanno riguardato:
– l’approvazione dell’imputazione alla Riserva sovrapprezzo dell’importo da utilizzare per il pagamento del Contributo straordinario di cui all’art. 1, commi 69 -71, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 e successiva destinazione dell’intero importo iscritto n ella Riserva utili ex Legge 9 ottobre 2023, n. 136 (c.d. “Riserva 2023”) alla Riserva straordinaria ;
– l’approvazione del bilancio d’esercizio 2025 della Capogruppo Intesa Sanpaolo e la destinazione dell’utile dell’esercizio con la distribuzione agli azionisti del dividendo nonché di parte della Riserva sovrapprezzo . È stata approvata la distribuzione cash agli azionisti di un importo a saldo pari a 3.308.544.026,47 euro (corrispondenti a 19 centesimi di euro per ciascuna delle n. 17.413.389.613 azioni ordinarie costituenti il capitale sociale alla data), di cui 3.01 2.516.403,05 euro come dividendi a valere sull’utile d’esercizio (corrispondenti a 17,3 centesimi di euro per azione) e 296.027.623,42 euro come assegnazione di riserve a valere sulla Riserva sovrapprezzo (corrispondenti a 1,7 centesimi di euro per azione) . La distribuzione ha avuto luogo a partire dal 20 maggio 2026 (con stacco cedole il 18 maggio e record date il 19 maggio). Il saldo dividendi messo in pagamento sulle 17.447.701.004 azioni in circolazione alla record date - comprese quindi le n. 66.034.00 6 azioni emesse con l’aumento di capitale gratuito del 12 maggio 2026 - è stato di 3.315.063.190,76 euro, al netto dell’importo pari a 6.027.296,85 euro, relativo alle n. 31.722.615 azioni proprie detenute dalla Banca alla record date , che è stato girato a Riserva straordinaria. Considerando anche l’acconto dividendi pagato nel novembre 2025, pari a 3.233.844.856,62 euro14, corrispondenti a 18,6 centesimi di euro per azione, l’importo dei dividendi complessivamente distribuiti, in acconto e a saldo, relativamente all’esercizio 2025 è pari a 6.548.908.047,38 euro, equivalenti ad un payout del 70% dell’utile netto consolidato ;
– le politiche di remunerazione e i piani di incentivazione . In particolare, l’Assemblea ha (i) approvato le politiche di remunerazione e incentivazione per il 2026 nonché le relative procedure di adozione e attuazione, come descritte rispettivamente nei capitoli 4 e 1 della Sezione I della Relazione sulla politic a in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti; (ii) deliberato in senso favorevole in merito all’informativa sui compensi corrisposti nell’esercizio 2025 come rappresentata nella Sezione II della già richiamata Relazione; (iii) approvato l’aggio rnamento dell’ammontare massimo della Severance, ovvero degli importi eventualmente da riconoscere in vista o in occasione della conclusione anticipata del rapporto di lavoro o per la cessazione anticipata della carica; (iv) approvato il Sistema di Incenti vazione Annuale 2026 che prevede il ricorso ad azioni ordinarie Intesa Sanpaolo15 da acquistare sul mercato; (v) approvato il Piano di Incentivazione a Lungo Termine Performance Share Plan 2026 -2029, basato su strumenti finanziari, destinato al Management, ivi inclusi il Consigliere Delegato e CEO, gli altri Risk Taker Apicali di Grupp o e i restanti Risk Taker di Gruppo16, del perimetro Italia ed estero: (vi) approvato il Piano di Incentivazione a Lungo Termine LECOIP 2026 -2029, basato su strumenti finanziari, destinato a tutti i dipendenti delle società appartenenti al Gruppo Intesa Sanpaolo del perimetro italiano qualifi cati come Professional, nessuno dei quali identificato quale Risk Taker di Gruppo;
– l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie oggetto di annullamento senza riduzione del capitale sociale . Più in dettaglio, l’Assemblea ha autorizzato: (i) l’acquisto, anche in parte e/o in via frazionata, di azioni Intesa Sanpaolo per un esborso complessivo massimo di 2,3 miliardi di euro ed un quantitativo non superiore a n. 800.000.000 di azioni, in linea con l’autorizzazione in proposito ricevuta dalla Banca Centrale Europea, con esecuzione entro il 23 ottobre 2026; (ii) il Consigl io di Amministrazione a procedere agli acquisti ad un prezzo da individuarsi volta per volta, fermo restando il vincolo a non discostarsi in diminuzione o in aumento di oltre il 10% rispetto al prezzo di riferimento del titolo Intesa Sanpaolo nella seduta del mercato regolamentato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana S.p.A. del giorno precedente ad ogni singolo acquisto, medi ante operazioni da effettuarsi in conformità a quanto previsto nell’articolo 132 del TUF, nell’articolo 144 -bis, comma 1, lettera b), del Regolamento Emittenti, nonché in conformità ad ogni altra normativa, anche regolamentare (ivi inclusi i regolamenti e le altre norme dell’Unione Europea), di volta in volta vigente e applicabile; (iii) il Consiglio di Amministrazione, con facoltà di delega al Consigliere Delegato e CEO, a dare attuazione agli acquisti mediante utilizzo della Riserva sovrapprezzi di emissi one;
– l’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie a servizio dei piani di incentivazione e per operatività di mercato .
In sede straordinaria, l’Assemblea ha approvato la proposta di annullamento delle azioni proprie di Intesa Sanpaolo che verranno acquistate e detenute dalla Società in forza dell’autorizzazione assembleare rilasciata in sede ordinaria, conferend o delega al Consiglio di Amministrazione, con facoltà di subdelega al Presidente e al Consigliere Delegato e CEO anche in via disgiunta tra loro, ad eseguire tale annullamento, in una o più volte, entro la data del 23 ottobre 2026 e ad aggiornare conseguentemente l’a rticolo 5 dello Statuto.
In aggiornamento della delega conferita al Consiglio di Amministrazione dall’Assemblea straordinaria del 29 aprile 2022, l’Assemblea straordinaria ha inoltre determinato in 145.000.000 il numero massimo delle azioni da emettere in attuazione del Piano di I ncentivazione a Lungo Termine Performance Share Plan 2022 -2025 basato su strumenti finanziari, con modifica del paragrafo 5.3 dell’Articolo 5 (Capitale sociale) dello Statuto.
L’Assemblea straordinaria ha infine deliberato di conferire al Consiglio di Amministrazione le deleghe necessarie a deliberar e gli aumenti di capitale, gratuiti e a pagamento, a servizio dei Piani di Incentivazione a Lungo Termine LECOIP 2026 -2029 e Perfor mance Share Plan 2026 -2029 approvati in sede ordinaria, con la conseguente modifica dell’Articolo 5 (Capitale sociale) dello Statuto.
Per le modifiche statutarie approvate dall’Assemblea erano stati rilasciati nel corso del mese di marzo 2026 i prescritti provvedimenti dell’Autorità di Vigilanza.
Nei giorni 11 e 12 maggio 2026 è stata eseguita la prima tranche del programma di acquisto di azioni proprie ordinarie a serv izio dell’assegnazione gratuita nell’ambito dei seguenti piani di incentivazione: (i) principalmente, il Sistema di Incentivazione 2025
14 Acconto dividendi considerato al netto della quota non distribuita relativa alle n. 27.126.943 azioni proprie in portafoglio alla record date, per un importo pari a 5.045.611,40 euro.
15 Con l’eccezione di quanto previsto dal Regolamento della Banca d'Italia di attuazione degli articoli 4 -undecies e 6, comma 1, lettere b) e c -bis) del TUF per i Risk Taker di Gruppo appartenenti a SGR e nei casi in cui la corresponsione in azioni della Cap ogruppo sia in contrasto con la normativa locale.
16 Ivi inclusi i Risk Taker di Gruppo che non ricoprono posizioni manageriali (se presenti).
Il primo semestre 2026
40 del Gruppo Intesa Sanpaolo, nonché in proporzione minore, i piani di incentivazione di alcune società controllate: Intesa Sanpaolo Private Banking, per quanto concerne la rete in Italia; Gruppo Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking, relativamente ai R elationship Manager delle reti commerciali internazionali (Gruppo Reyl e Intesa Sanpaolo Wealth Management) e ai Consulenti Finanziari non dipendenti; (ii) il completamento dell’attuazione dei Piani di Incentivazione , ri feriti al 2024, del Gruppo Intesa S anpaolo e delle società controllate sopra indicate; (iii) il Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2026 -2029 destinato ai Consulenti Finanziari delle Reti del Gruppo Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking; (iv) in via residuale, eventuali compensi pa ttuiti in vista, o in occasione, della conclusione anticipata del rapporto di lavoro (c.d.
Severance).
Gli acquisti sono avvenuti secondo le modalità, nei termini e nei limiti autorizzati dall’Assemblea di Intesa Sanpaolo del 30 aprile 2026 e in relazione al fabbisogno della sola Capogruppo. Nei due giorni di esecuzione degli acquisti, Intesa Sanpaolo ha complessivamente acquistato – tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking, incaricata dell’esecuzione – n. 25.000.000 di azioni proprie ordinarie, corrispondenti allo 0,14% del capitale sociale, a un prezzo medio di acquisto per azione pa ri a 5,8071 euro, per un controvalore totale di 145.177.392,38 euro.
Ai sensi dell’art. 132 del TUF e dell’art. 144 -bis, comma 1, lett. b), del Regolamento Emittenti e successive modifiche, gli acquisti sono stati effettuati sul mercato regolamentato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana, secondo le modalità operative st abilite per tali operazioni nei regolamenti di organizzazione e gestione del mercato stesso.
Le modalità di acquisto sono state inoltre realizzate conformemente alle condizioni e restrizioni di cui all’art. 5 del Regol amento UE n. 596/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 e agli artt. 2, 3, e 4 del Regolamento Delegato UE 2016/1052 della Commissione dell’8 marzo 2016, e successive modifiche ai sensi del Regolamento UE 2024/2809 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2024.
Il numero di azioni acquistate giornalmente non ha superato il 25% del volume medio giornaliero di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo negoziato nel mese di aprile 2026 (52.660.509 titoli), ossia 13.165.127 titoli.
Il 30 giugno sono avvenuti gli aumenti di capitale a servizio del Piano di Incentivazione a Lungo Termine LECOIP 2026 -2029, basato su strumenti finanziari destinati ai dipendenti “Professional” del perimetro italiano del Gruppo, approvato dall’Assem blea del 30 aprile 202617. In dettaglio, il Piano prevede:
– l’assegnazione gratuita al dipendente di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale gratuito per un ammontare pari all’anticipo sul Premio Variabile di Risultato maturato per l’anno 2026 (“Free
Share”);
– l’assegnazione gratuita al dipendente di ulteriori azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione a fronte del medesimo aumento gratuito di capitale (“Matching Share”)18;
– la sottoscrizione, da parte del dipendente, di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale a pagamento riservato ai dipendenti, con emissione di azioni a un prezzo scontato rispetto al valore di mercato (“Azioni Scontate”).
Sulla base della media aritmetica del prezzo VWAP (Volume Weighted Average Price) dell’azione ordinaria Intesa Sanpaolo rilevato in ciascun giorno lavorativo nei 30 giorni di calendario precedenti al 30 giugno 2026, pari a 5,8770 euro, sono stat e (i) asseg nate ai dipendenti del Gruppo n. 14.329.700 Free Share e n. 14.068.371 Matching Share – attraverso l’assegnazione di complessivi n. 28.398.071 Certificate, emessi da J.P. Morgan, rappresentativi delle predette azioni – e (ii) sottoscritte dai dipendenti de l Gruppo n. 141.990.355 Azioni Scontate.
Il 30 giugno 2026, in esercizio della delega conferita dall’Assemblea ai sensi dell’art. 2443 del Codice Civile al Consiglio di Amministrazione, il capitale sociale di Intesa Sanpaolo è stato aumentato di 120.902.862,60 euro con emissione di n. 203.037.336 azioni ordinarie prive del valore nominale - godimento regolare, cedola 55 - derivanti da:
– un aumento di capitale sociale gratuito, ai sensi dell’art. 2349, comma 1, del Codice Civile, per un importo pari a 36.351.711,96 euro, con emissione di n. 61.046.981 azioni, mediante utilizzo della Riserva Straordinaria;
– un aumento di capitale sociale a pagamento, con esclusione del diritto di opzione, a favore dei dipendenti del Gruppo ai sensi dell’articolo 2441, ottavo comma, del Codice Civile, per un importo pari a 84.551.150,64 euro, con emissione di n. 141.990.355 az ioni ad un prezzo pari a 4,9723 euro (applicando uno sconto pari al 15,394% alla predetta media aritmetica del prezzo rilevato nei 30 giorni di calendario precedenti).
Il capitale sociale è conseguentemente salito da 10.408.491.333,68 euro a 10.529.394.196,28 euro, suddiviso in n. 17.682.460.955 azioni ordinarie prive del valore nominale.
L’aumento di capitale a pagamento ha portato ad un aumento del patrimonio netto consolidato pari a 706 milioni di euro, di cu i 85 milioni di capitale sociale e 621 milioni di riserva sovrapprezzo.
Lo Statuto sociale aggiornato in seguito ai predetti aumenti di capitale è stato depositato e iscritto presso il Registro del le Imprese di Torino rispettivamente in data 1° luglio e 3 luglio 2026.
Nel primo semestre 2026 le uscite volontarie ai sensi dell’Accordo sindacale del 23 ottobre 2024, così come integrato dall’Accordo del 10 dicembre 2025, sono state 999 (925 nel primo trimestre 2026, delle quali 375 con decorrenza 1° gennaio, e 74 nel secon do trimestre 2026) per un totale di 3.533 uscite da inizio 2025. Si segnala che il 1° luglio 2026 sono intervenute ulteriori 333 uscite. Nel periodo le assunzioni definite nell’ambito dei medesimi Accordi sono state circa 850 (delle quali c irca 575 come Gl obal Advisor per le attività commerciali della Rete) per circa 2.125 ingressi complessivi da gennaio 2025 (dei quali circa 1.325 come Global Advisor). Con riferimento, infine, alle azioni sul turnover naturale previste dal Piano d’Impresa 2026 -2029, a fine giugno 2026 risultavano avvenute circa 450 uscite in Italia e circa 475 uscite complessive nette presso le banche estere del Gruppo.
Infine, per quanto attiene alle strategie di Energy Management, ed in particolare alle iniziative volte a migliorare le perfo rmance ESG, nelle due settimane centrali del mese di agosto sarà realizzata la chiusura temporanea di alcune sedi direzionali, in
17 Per i dettagli relativi al meccanismo di funzionamento del Piano si rimanda alla documentazione assembleare disponibile sul s ito istituzionale del Gruppo (group.intesasanpaolo.com), nella sezione Governance.
18 A fronte dell’adesione al Piano, il dipendente riceve altresì un ulteriore quantitativo di azioni Intesa Sanpaolo (c.d. “Azio ni Sell to Cover”), rivenienti dal medesimo aumento di capitale gratuito, destinate alla copertura degli obblighi fiscali maturati in relazione all’assegnazione delle Free Share e delle Matching Share nonché al beneficio dello sconto applicato per la sottoscrizione dell’aumento di capitale a pagamento.
Il primo semestre 2026 41 continuità con le esperienze di dicembre 2025 e degli anni precedenti, rendendo disponibili, su prenotazione, altri spazi az iendali in zone limitrofe per garantire la possibilità di lavorare in presenza nel periodo di chiusura, in alternativa al ricorso v olontario allo smart working.
Il 6 luglio 2026 ha preso avvio il già citato programma di acquisto di azioni proprie Intesa Sanpaolo finalizzato all'annull amento (buyback), autorizzato dalla BCE e approvato dall’Assemblea di Intesa Sanpaolo del 30 aprile 2026 per un esborso complessivo massimo di 2,3 miliardi di euro e per un numero di azioni non superiore a n. 800.000.000 azioni ordinarie.
In base alle informazioni fornite dall’intermediario terzo incaricato dell’esecuzione del programma, in piena indipendenza e senza alcun coinvolgimento del Gruppo Intesa Sanpaolo, al 24 luglio 2026 risultavano acquistate complessivamente n. 101.415.730 azioni, pari a circa lo 0,57 % del capitale sociale, ad un prezzo medio di acquisto per azione pari a 6,2854 euro, per un controvalore totale di 637.436.389,33 euro.
L’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio su Banca Monte dei Paschi di Siena L’8 giugno 2026 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione, assunta in pari data, di promuovere un’Offerta Pubblica di Acquist o e Scambio (OPAS) volontaria totalitaria ai sensi e per gli effetti degli artt. 102 e 106, comma 4, del TUF, avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (MPS), quotate su Euronext Milan. Le azioni di Int esa Sanpaolo offerte quale componente in titoli del corrispettivo saranno emesse dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo , in esecuzione della delega all’aumento di capitale ex art. 2443 del Codice Civile, ove la relativa proposta di delibera sia approvata da parte dell’Assemblea straordinaria dei soci, già convocata per il 10 settembre 2026 (la relativa documentaz ione è stata depositata il 24 luglio 2026). Tali azioni saranno liberate mediante (e a fronte del) conferimento in natura delle azioni MPS portate in adesione all’Offerta e, dunque, saranno emesse con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’art. 2441, comma 4, primo periodo, del Codice Civile.
Il perfezionamento dell’Offerta è atteso entro dicembre 2026 ed è subordinato, oltre che all’approvazione della predetta pro posta di delibera, (i) all’ottenimento delle autorizzazioni richieste dalla normativa applicabile in relazione all’Offerta e (ii) alle condizioni dettagliate nella Comunicazione ai sensi dell’art. 102, comma 1, del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (come successivamente modificato e integrato) e dell’art. 37 del Regolamento adottato dalla Consob con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 ( come successivamente modificato e integrato), pubblicato in data 8 giugno 2026. Il Documento d’Offerta destinato alla pubblicazion e è stato depositato il 27 giugno 2026 presso Consob ai sensi e per gli effetti dell’articolo 102, comma 3, del citato D.Lgs.
24 febbraio 1998, n. 58, nonché dell’articolo 37 -ter del citato Regolamento Consob 11971 del 14 maggio 1999.
La documentazione sinora diffusa relativamente all’Offerta è disponibile sul sito istituzionale di Intesa Sanpaolo (group .intesasanpaolo.com), dove saranno rinvenibili anche gli aggiornamenti successivi.
Il Piano d’Impre sa 2026 -2029 Negli ultimi anni il Gruppo Intesa Sanpaolo ha dimostrato la propria abilità nel generare valore sostenibile per gli stakeho lder, raggiungendo risultati di eccellenza anche in un contesto macroeconomico complesso, segnato da tensioni geopolitiche e spint e inflazionistiche, affermandosi come punto di riferimento nel settore bancario europeo.
Con il Piano d’Impresa 2026 -2029 Intesa Sanpaolo si conferma come un Gruppo solido, a “Zero -NPL” e digitale, leader per impatto sociale e con un modello di business focalizzato sui ricavi da commissioni, efficiente e resiliente, in grado di rea lizzare una forte creazione e distribuzione di valore senza rischio di esecuzione.
La formula del Piano si basa su tre pilastri chiave:
1. riduzione dei costi, beneficiando dei significativi investimenti tecnologici già realizzati;
2. crescita dei ricavi, alimentata dalla leadership nel Wealth Management, Protection & Advisory;
3. basso costo del rischio, grazie allo status di banca a “Zero -NPL” e a una origination di elevata qualità.
Intesa Sanpaolo continuerà a rivestire un ruolo di leadership nell’impatto sociale e supporterà la clientela nella transizion e sostenibile. Le Persone, inoltre, continueranno a rappresentare la risorsa più importante per il successo del Gruppo.
Grazie ai risultati raggiunti e alla solidità patrimoniale costruita nel tempo, il Gruppo Intesa Sanpaolo è nelle condizioni di affrontare con efficacia le opportunità e le sfide future e di operare con successo in ogni scenario grazie ai punti di forza che lo contraddistinguono, tra cui la redditività resiliente, l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi e la leaders hip nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory.
Tutte le iniziative strategiche del nuovo Piano sono state avviate con successo.
Il primo semestre 2026 42 Riduzione dei Costi, beneficiando dei significativi investimenti tecnologici già realizzati La tecnologia, fattore abilitante chiave del Piano d’Impresa 2026 -2029 di Intesa Sanpaolo, è un supporto fondamentale per efficienza, gestione del rischio e scalabilità. Isytech, l’architettura tecnologica cloud -native di Intesa Sanpaolo, già implementata con successo nel segmento retail italiano, sarà presto estesa a tutto il Gruppo ed entro il 2029 il 100% delle applicazioni s arà in cloud.
Alla fine del primo semestre 2026, è in corso il rollout e l’estensione di isytech 2.0, con progressi verso la dismissione de i sistemi legacy al fine di ottenere una riduzione strutturale dei costi IT.
L’intelligenza artificiale (AI) rappresenta un asset strategico per Intesa Sanpaolo, che punta sull’innovazione per migliorar e ulteriormente efficienza operativa e competitività, a vantaggio dei propri clienti e del Paese. La Banca ha intrapreso un amp io processo di digitalizzazione, che sta integrando l’AI in tutti i suoi processi aziendali.
Grazie a un approccio sistematico e scalabile, il Gruppo sta costruendo al proprio interno soluzioni AI che possono essere replicate e adattate alle diverse esigenze aziendali. Una delle caratteristiche distintive della strategia di Intesa Sanpaolo è l’impiego consapevole e controllato dell’AI Generativa, basata su tecniche avanzate di Deep Learning, come le reti neurali generative.
Si segnala il lancio di 19 progetti AI/GenAI e Agentic AI per Filiale Digitale, ruoli commerciali, middle/back office, softwa re e dati, controlli interni e processi di credito, oltre alla valorizzazione delle potenzialità dei modelli di Frontier AI19 per accelerare la modernizzazione del ciclo di vita dello sviluppo software (SDLC) e affrontare l’attuale scenario delle minacce attraverso un piano strutturato di risposta cyber/IT.
Continua la trasformazione tecnologica, con circa il 68% delle applicazioni già cloud -based alla fine del primo semestre, e il progressivo incremento dell’automazione end -to-end dei processi di gestione delle richieste della clientela nella Filiale Digital e.
Sono stati finalizzati accordi strategici con i principali hyperscaler20 globali per i servizi Cloud e AI per il periodo 2026 -2032.
In aggiunta all’accelerazione nella trasformazione tecnologica, il Gruppo si contraddistingue anche per l’elevata flessibilit à nella gestione dei costi operativi. Tra le iniziative più significative in questo ambito si evidenziano:
– l’accelerazione del ricambio generazionale, con oltre 1.900 Persone uscite (rispetto alle circa 12.400 uscite previste entro
il 2029);
– il lancio della Strategic Insourcing Machine, con l’identificazione di tre iniziative pilota (Filiale Digitale, Cyber e Physi cal Security, Rischi non Finanziari) attualmente in corso di implementazione. Sono state, inoltre, identificate altre opportunità di internalizzazione e sono stati definiti i processi di gestione e funzionamento;
– la razionalizzazione e la modernizzazione degli immobili, facendo leva su data analytics per massimizzare il tasso di
occupazione;
– l’avvio del progetto Next Generation Procurement, con l'obiettivo di rendere il processo decisionale sempre più data -driven;
– la razionalizzazione di 13 entità giuridiche a partire dal 2025 (con ulteriori 19 società in fase di razionalizzazione).
Crescita dei Ricavi, sostenuta dalla leadership nel Wealth Management, Protection e Advisory Un elemento centrale del Piano d’Impresa è l’espansione delle capacità di advisory attraverso la crescita delle reti di consu lenza in Italia e all’estero. In particolare, con l’espansione della rete dei Global Advisor all’interno della Divisione Banca dei Territori, con il consolidamento della posizione di leader di mercato di Fideuram e con la creazione di una rete basata sul modello Fideuram nella Divisione International Banks.
Nel primo semestre dell’anno, la rete di Global Advisor è cresciuta fino a circa 2.400 Persone e circa 100 uffici Global Advi sor in aree ad alto potenziale non coperte dalle filiali Exclusive. Inoltre, è stata ampliata l'offerta della Divisione Banca dei Territori con nuovi prodotti di Risparmio gestito e Protezione ed è stata potenziata la rete di specialisti del ramo Danni.
Continua il rafforzamento della Rete dei Private Bankers/Consulenti finanziari in Italia; proseguono l’ampliamento all’estero dell’offerta digitale (Alpian in Svizzera e Fideuram Direct in Lussemburgo e Belgio) e il consolidamento delle relazioni con i Family Office. Sono state avviate le attività per la ridenominazione di Reyl in “Intesa Sanpaolo Wealth Management S.A. - Suisse”, oltre alla revisione della governance e alla nomina del nuovo CEO.
La consulenza evoluta è uno dei principali driver di crescita del Gruppo Intesa Sanpaolo e, a tal fine, è stato lanciato un n uovo prodotto di protezione per i clienti Private Banking nell’area famiglia, casa e salute. Il prodotto è in corso di commerciali zzazione sull’intera rete Fideuram. SFERA+, soluzione modulare a supporto delle diverse esigenze legate alla famiglia, alla salute e a l patrimonio immobiliare, consente coperture che si adattano alle diverse fasi della vita del cliente secondo una logica li fecycle.
Risulta completata la formazione obbligatoria assicurativa per oltre 3.600 Consulenti finanziari Fideuram e quella assicurati va sul territorio di circa 250 Digital Specialist e ampliata l’offerta di Eurizon dedicata sia al network italiano e internazion ale del Gruppo sia a controparti terze, con continuo focus sull’offerta formativa.
Prosegue lo sviluppo dell’Investment Center della Divisione Private, attraverso il rafforzamento dei servizi e delle soluzion i di investimento rivolti alla clientela Private e High Net Worth Individual (HNWI), consolidando anche il supporto specialistico e di consulenza agli hub esteri in Svizzera e Lussemburgo, in coerenza con gli obiettivi di internazionalizzazione e crescita dei servizi di investimento per la clientela di fascia più elevata.
Inoltre, è stata lanciata una soluzione Unit Linked con percorsi lifecycle in grado di catturare nel tempo le opportunità off erte dai mercati e un prodotto Unit Linked a premio unico in Croazia.
Da segnalare altre iniziative volte alla crescita dei ricavi:
– in corso il rafforzamento dei commercial analytics di IMI C&IB per incrementare il cross -selling attraverso strategie di origination a livello di cliente;
– attivazione di ulteriori iniziative per aumentare la velocità di rotazione dello stato patrimoniale (es., soluzioni sintetich e per la distribuzione del rischio, partnership distributive con investitori selezionati);
19 Modelli di AI generativa e generale più avanzati, potenti ed evoluti attualmente esistenti.
20 Fornitori di servizi Cloud e AI che gestiscono infrastrutture IT su scala massiva.
Il primo semestre 2026
43 – completamento di ulteriori rilasci tecnologici sulla piattaforma digitale Isybiz, a supporto dell’evoluzione del modello di servizio in ottica digital -first (es., nuovo portale corporate);
– in corso la fase di progettazione per la realizzazione della piattaforma Private Market del Gruppo;
– avviato il programma di trasformazione del business Global Markets, con focus sulla modernizzazione della piattaforma tecnologica, dell'offerta prodotto e della modalità di lavoro dei team di Sales & Trading;
– rafforzamento del posizionamento del Gruppo nei Digital Asset, attraverso oltre 20 iniziative strategiche nei crypto -asset, nella tokenizzazione e nelle stablecoin e grazie alla partecipazione ai consorzi Qivalis e Bancomat. Consolidamento del ruolo del Gr uppo nei progetti retail ed Euro Digitale, con Isybank selezionata come Payment Service Provider per il progetto pilota dell’Euro Digitale;
– potenziamento della partnership strategica con BancoPosta, tramite la messa a disposizione dei prodotti di cessione del quinto a tutti gli uffici postali;
– crescita continua di Isybank, raggiungendo circa 1,2 milioni di clienti con circa 1,05 milioni di conti aperti da nuovi clienti (circa 150.000 nel primo semestre) e lancio di un nuovo programma di loyalty.
Intesa Sanpaolo conferma il ruolo delle International Banks come leva strategica della crescita all’estero, attraverso una se rie di iniziative dedicate:
– lancio del nuovo modello di Financial Advisor nelle aree geografiche di operatività della Divisione International Bank (IBD) con 43 consulenti finanziari in Slovacchia e Ungheria;
– avvio di una nuova campagna di posizionamento del brand presso le Banche IBD21;
– rilascio in Ungheria e Croazia della nuova mobile app, con nuove funzionalità e innovata nella user experience. Avviato il roll-out della mobile app in Serbia;
– conclusione dei lavori per il processo di Digital Onboarding in Slovenia e Croazia, consolidando il percorso di acquisizione digitale di clienti in IBD;
– completamento presso IBD della segmentazione data -driven della clientela (Retail & Wealth Management, Corporate, PMI e Small Business), supportando il focus sui clienti ad alto potenziale e l’ottimizzazione del cost to serve.
Da segnalare, infine, il proseguimento, in linea con la roadmap prevista, del percorso di definizione del modello target di business e tecnologico di isywealth Europe, nuova e distintiva opzione strategica per estendere il modello di Wealth Management di s uccesso del Gruppo ai principali Paesi europei in cui è già presente (tra cui Francia, Germania e Spagna).
Basso Costo del rischio, grazie allo status di Banca Zero -NPL e a una origination di alta qualità
Anche nel Piano d’Impresa 2026 -2029, la resilienza resta un elemento distintivo della strategia del Gruppo. In qualità di Banca a “Zero -NPL”, Intesa Sanpaolo ha intenzione di mantenere bassi i flussi di nuovi crediti deteriorati attraverso un’elevata quali tà dell’origination e una gestione ottimizzata del portafoglio crediti, garantendo un costo del rischio strutturalmente contenut o per tutta la durata del Piano.
Alla fine del primo semestre dell’anno, le sofferenze risultano quasi azzerate e il framework di credit governance è stato aggiornato attraverso l’istituzione di nuovi comitati creditizi strategici e operativi. Risultano in corso, inoltre, il raffo rzamento delle linee guida creditizie forward -looking per l’origination e l’evoluzione dei modelli di Early Warning System del rischio di credito, attraverso l'integrazione di maggiori elementi forward -looking e dati di mercato, anche adottando nuove metodologie (come il Machine Learning).
Alla fine del primo semestre, inoltre, l’ammontare cartolarizzato outstanding nell’ambito del Programma Significant Risk Tran sfer (SRT) risulta pari a circa 36 miliardi, con la finalizzazione durante il secondo trimestre dell’anno di due nuove operazioni di cartolarizzazione sintetica per circa 4,2 miliardi complessivi.
Per quanto riguarda la gestione olistica di tutti i rischi, tra le iniziative più significative si segnalano:
– il consolidamento di un framework olistico per la gestione dei Rischi non Finanziari, con l’avvio di isycontrols e altre iniziative per rafforzare il modello interno dei controlli;
– l’ulteriore rafforzamento dei controlli di secondo livello attraverso l’adozione di AI e GenAI;
– il Programma NEMO, le cui attività (in avanzata fase di sviluppo) hanno l’obiettivo di rafforzare e innovare ulteriormente il sistema di controllo e protezione dei dati personali della clientela;
– lo sviluppo in corso del progetto Global Defence Center, iniziativa strategica con lo scopo di potenziare le competenze interne e il know -how specialistico del Gruppo in ambito cybersecurity;
– la finalizzazione di diverse iniziative, rivolte a stakeholder interni ed esterni, per rafforzare la cultura del rischio e de lla sicurezza a livello di Gruppo, aumentando la consapevolezza su frodi, truffe e rischi info -fisici.
Relativamente alle iniziative di de -risking in ambito creditizio, il 23 marzo 2026 si è perfezionato il closing dell’operazione avviata nel quarto trimestre 2025 avente ad oggetto la cessione per cassa (true sale) di un portafoglio di sofferenze di Intesa Sanpaolo con un GBV (Gross Book Value) di 0,4 miliardi che al 31 dicembre 2025 era stato riclassificato fra le attività in via di dism issione, sussistendone i presupposti ai sensi dell’IFRS 5. Nel corso del semestre sono inoltre avvenute cessioni single na me per un GBV complessivo di circa 50 milioni, relative per oltre due terzi ad esposizioni deteriorate delle banche estere del Gruppo.
Con riferimento invece all’ulteriore progettualità avviata nel quarto trimestre del 2025 – avente ad oggetto crediti deteriorati della Capogruppo che a fine 2025 erano stati riclassificati fra le attività in via di dismissione ai sensi dell’IFRS 5 – nel co rso del semestre sono stati strutturati e attivati tre distinti processi di de -risking, destinati a perfezionarsi nel corso dell’anno: (i) la cessione tramite cartolarizzazione di un portafoglio UTP avente un GBV di 0,6 miliardi; (ii) la cessione tramite c artolarizzazione di un portafoglio di sofferenze per circa 0,8 miliardi di GBV; (iii) la cessione, mediante conferimento ad un fondo, di una posizione single name classificata UTP avente un GBV di circa 60 milioni, cessione perfezionata il 23 luglio 2026.
21 Ad esclusione di Pravex.
Il primo semestre 2026
44 Posizione ai vertici mondiali per impatto sociale, supportando i clienti nella transizione sostenibile
Negli ultimi anni il Gruppo Intesa Sanpaolo ha assunto una posizione di leadership in ambito ESG, raggiungendo le prime posizioni dei principali rating di sostenibilità e ottenendo numerosi premi, riconoscimenti e l’inclusione in prestigiosi ind ici di sostenibilità. Inoltre, nella classifica 2026 di Extel, la Banca si è confermata prima in Europa per il settimo anno consecutivo per gli aspetti ESG nel settore bancario.
Con il nuovo Piano d’Impresa, Intesa Sanpaolo si è posta tra gli obiettivi principali quello di diventare la prima Banca d’im patto al mondo. Un’istituzione in grado di dare un reale contributo sociale alla comunità in termini di inclusione, valorizzazione dell’ambiente e della cultura, promozione dell’educazione e dell’innovazione, con l’obiettivo di contrastare le disuguaglianz e sociali che affliggono il Paese attraverso azioni intenzionali e trasformative che coinvolgano le espressioni migliori della società civile e dei territori.
Nel primo semestre 2026 sono stati erogati 3 miliardi in social lending per rafforzare l’inclusione finanziaria e sono già st ati investiti circa 130 milioni per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze, generando un impatto sociale ed economico22 di circa 490 milioni e migliorando le condizioni socioeconomiche di circa 200.000 persone in difficoltà. Sono state lanciate numerose iniziative in ambito educazione, orientamento e occupazione, raggiungendo circa 18.000 giovani.
Nello stesso periodo, sono stati erogati 9,7 miliardi di nuovi prestiti a medio lungo termine per la transizione ecologica23:
– per supportare la transizione energetica, sono stati erogati incentivi per specifici deal e lanciate iniziative di efficienza energetica finalizzate al miglioramento dello sviluppo e della riqualificazione degli edifici non residenziali in Italia;
– per supportare le PMI nell’accesso al credito e agli investimenti per la sostenibilità ambientale, sono stati finalizzati due accordi di blended finance con BEI (Banca Europea per gli Investimenti) per 700 milioni.
La partnership strategica tra Intesa Sanpaolo e la Fondazione Ellen MacArthur, principale promotore a livello internazionale della transizione verso l’economia circolare, ha compiuto dieci anni ed è stata rinnovata a maggio 2026 con la firma di un nu ovo contratto di collaborazione quadriennale.
Fra le altre iniziative a supporto dei clienti nella transizione sostenibile, si segnalano le attività di Stewardship nell’As set Management, l’engagement con i maggiori venti emittenti nel portafoglio Insurance di investimenti diretti (con l'obiettivo di valutare, discutere e favorire i rispettivi percorsi e strategie di decarbonizzazione), l’acquisto di elettricità prodotta da risorse rinnovabili e il raggiungimento di significativi progressi nella decarbonizzazione su tutti i portafogli e nelle emissioni proprie assolute.
Prosegue l’impegno continuo del Gruppo per la promozione dell’innovazione, con 319 iniziative innovative e servizi per startu p realizzati tramite Intesa Sanpaolo Innovation Center e circa 7 milioni di investimenti in startup gestiti da Neva SGR.
La promozione di arte e cultura è una componente identitaria del Gruppo nel ruolo di attore di primo piano nello sviluppo soc iale e culturale del Paese e contribuisce a rendere la Banca una protagonista riconoscibile della scena culturale italiana ed euro pea.
Per un approfondimento delle numerose iniziative del Gruppo in tale ambito si rimanda al paragrafo dedicato.
Le nostre Persone sono la nostra risorsa più importante
Il Piano d’Impresa 2026 -2029 è fondato sul contributo e sull’impegno alla sua realizzazione delle Persone del Gruppo, che sono la risorsa più importante. Intesa Sanpaolo conferma nuovamente l’impegno ad investire per rafforzare il proprio capitale uman o con una serie di iniziative dedicate alle proprie Persone, per la loro crescita, valorizzazione e soddisfazione.
In particolare, continua il coinvolgimento delle Persone nella riconversione e riqualificazione verso attività a maggior valo re aggiunto, oltre a quello di giovani in percorsi di sviluppo personalizzati (rispettivamente circa 1.050 persone e circa 8.000 giovani coinvolti da inizio anno) tra cui anche l’iniziativa Future Gen.
Concluso il processo di selezione per i candidati del nuovo International Graduate Program, con 30 nuove assunzioni nel 2026, e l’ulteriore rafforzamento del sistema di welfare del Gruppo, con nuove iniziative di bilanciamento vita -lavoro, focalizzato sui bisogni dei genitori e dei giovani.
***
La strategia del Gruppo declinata nel nuovo Piano d’Impresa 2026 -2029 si fonda sulla consapevolezza che: (i) il capitale intellettuale, inteso come il capitale organizzativo e il valore della conoscenza, (ii) il capitale umano, inteso come l’insi eme delle competenze, delle capacità e dell’esperienza delle persone e la loro motivazione ad innovare, nonché (iii) il capitale social e e relazionale, cioè le relazioni con i diversi gruppi di stakeholder e la capacità di condividere informazioni, rappresentino r isorse immateriali che costituiscono un valore distintivo ed essenziale per il raggiungimento degli obiettivi fissati.
22 Calcolato considerando la monetizzazione dei benefici generati per i destinatari finali dell’intero contributo per il sociale e il valore economico aggiuntivo attivato nel sistema produttivo.
23 Inclusi fattori ambientali, di governance e altre attività sostenibili.
Il primo semestre 2026
45 Il Progetto Cultura
Progetto Cultura è il piano pluriennale di iniziative con cui Intesa Sanpaolo esprime il proprio impegno nella promozione di arte e cultura, contribuendo in modo diretto e concreto alla crescita culturale e sociale del Paese. Le attività sono ideate e rea lizzate dalla stru ttura Art, Culture and Heritage in dialogo con realtà e istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali.
Gallerie d’Italia è il polo museale della Banca in 4 sedi, Milano, Napoli, Torino e Vicenza , frutto della trasformazione di palazzi storici di proprietà in musei aperti alle città per condividere collezioni d’arte, mostre e iniziative di valore culturale e sociale.
Nel primo semestre 2026, le Gallerie d’Italia hanno registrato complessivamente la presenza di 434 mila visitatori, con ingresso gratuito per under 26 e scuole (118.500 ragazzi). L’estensione della gratuità dai 18 ai 25 anni è stata introdotta nel corso della primavera del 2026.
Nel corso del semestre sono state inaugurate 8 principali esposizioni temporanee, prodotte con importanti curatori e partner:
– contributo a significativi eventi e ricorrenze nazionali: a Milano, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali “Milano Cortina 2026” di cui la Banca è stata Bank Premium Partner, La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956 , a cura di Aldo Grasso (mostra con fotografie storiche delle Olimpiadi di Cortina del 1956, provenienti in particolare dal nostro Archivio Publifoto) e Gianni Berengo Gardin. Lo studio di Giorgio Morandi , a cura di Vincenzo Trione (parte del progetto Metafisica/Metafisiche in quattro sedi: Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera -Palazzo Citterio);
– valorizzazione di nuclei di opere dalla collezione corporate: a Milano, Arnaldo Pomodoro. Una vita , a cura di Luca Massimo Barbero e Federico Giani, co-prodotta con Fondazione Arnaldo Pomodoro, in occasione dei 100 anni dalla nascita dell’artista e a un anno dalla sua scomparsa (omaggio al grande scultore del secondo Novecento, di cui il Gruppo possiede opere capitali); a Napoli, Vortici. Alexi Worth in dialogo con la ceramica , a cura di Silvia Gaspardo Moro e Richard Neer (un dialogo tra i vasi della nostra collezione archeologica e le opere contemporanee dell’artista newyorkese);
– la fotografia per raccontare i temi della contemporaneità: a Napoli, Obey. Power to the peaceful , in collaborazione con Wunderkammern Gallery (mostra di forte impatto visivo con le opere di uno degli street artist più influenti al mondo, lo statunitense Shepard Fairey, in arte Obey, celebre per il suo impegno sociale, politico e pacifista); a Torino, Nick Brandt.
The Day May Break , a cura di Arianna Rinaldo (le imponenti opere del fotografo e attivista britannico ritraggono animali, persone e ambienti delle aree del pianeta più colpite dal collasso climatico; l’ultimo capitolo della serie, realizzato in Giordania, è stato commissionato dalla Banca); Diana Markosian. Replaced , a cura di Brandei Estes, su committenza originale di Intesa Sanpaolo, nell’ambito di Exposed -Torino Photo Festival (una riflessione della giovane fotografa americana sulla complessità e fragilità delle relazioni umane);
– illustrazione e design a Vicenza: Giorgia Lupi. L’umanesimo dei dati , in collaborazione con Associazione Illustri (la creatività della pluripremiata information designer restituisce una dimensione intima e umana al mondo complesso dei dati).
Tra i progetti “speciali”, si menzionano le installazioni immersive alle Gallerie di Torino, come il cortometraggio Anche per te , regia di Luca Ribuoli, dedicato agli 80 anni del voto alle donne in Italia, con scene generate dall’Intelligenza Artificiale a partire da foto storiche dell’Archivio Publifoto.
Mostre prodotte da Gallerie d’Italia sono ospitate anche in altre sedi in Italia e all’estero. Si tratta sia di esposizioni f otografiche già presentate nelle Gallerie torinesi, in viaggio nell’ambito del programma “Travelling exhibitions” ( Gregory Crewdson a l Musée de la Photographie di Charleroi in Belgio; Carrie Mae Weems al FOMU -Fotomusem di Anversa in Belgio ; Antonio Biasiucci alla Reggia di Caserta), sia di nuove produzioni ( Ryman/Schifano. Standard/Variations. 1960 -1970 negli spazi di Miart a Milano, a cura del direttore artistico della fiera Nicola Ricciardi, dedicata a due capolavori di Robert Ryman e Mario Schifano dalla Collezione Luigi e Peppino Agrati).
Nel primo semestre 2026 si sono svolti circa 3.700 laboratori e visite per le scuole che hanno coinvolto circa 92 mila studen ti. I percorsi dedicati a pubblici con disabilità o fragilità sono stati circa 610, cui hanno partecipato circa 8.750 persone. Tutt e le proposte didattiche e inclusive sono gratuite. Sono state inoltre organizzate circa 380 attività e visite per adulti e per fa miglie registrando circa 6.600 presenze. Sono stati ospitati circa 250 iniziative ed eventi culturali ( giornate di studi, incontri, talk, corsi, presentazioni di libri, conferenze stampa, momenti musicali), con circa 20.570 partecipanti; tra le iniziative si segnalano 39 appuntamenti del public program #Inside (incontri di approfondimento sui temi delle mos tre aperti alla cittadinanza) e 34 concerti del ciclo È aperto a tutti quanti con gli allievi del Conservatorio di Napoli (nell’ambito del progetto “Sound”).
Restituzioni – definito “il più grande cantiere della bellezza italiana” – è il programma triennale di restauri volto alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico nazionale, sostenuto e curato da Intesa Sanpaolo sin dal 1989 in dialogo con gli organi territoriali del Ministero della Cultura. Dopo la conclusione della 20a edizione nel 2025, dando continuità all’impegno, a inizio anno è stata avviata la preparazione della 21a edizione. A Restituzioni è stato dedicato un convegno nell’ambito del Salone Internazionale del Restauro di Ferrara, la più importante fiera del settore.
Le raccolte d’arte di Intesa Sanpaolo contano circa 40 mila opere, dall’archeologia all’arte contemporanea (under management anche la Collezione Agrati, le collezioni della Fondazione Cariplo e di Banca Popolare di Vicenza in LCA). Per completezza e qualit à è ritenuta una delle principali corporate collection in Europa. I beni sono costantemente oggetto di attività di studio, tutela e valorizzazione, con l’obiettivo di una sempre maggiore condivisione con il pubblico, principalmente nelle sedi di Gallerie d’Italia.
Di seguito le principali attività svolte nel corso del semestre:
‒ la valorizzazione delle collezioni di proprietà è garantita, oltre che dai citati progetti espositivi alle Gallerie d’Italia, anche attraverso i comodati a istituzioni che ne garantiscono la pubblica fruizione, i prestiti per mostre in Italia e all’estero e la co-organizzazione di iniziative di promozione di nuclei collezionistici specialmente nelle aree che hanno rilevanza strategica per il Gruppo, sia in Italia (in particolare dove sono presenti Fondazioni di origine bancaria), sia all’estero (i n particolare dove sono presenti banche estere del Gruppo):
o comodato con l’Ambasciata d’Italia a Londra, cui è stato affidato un corpus di 10 opere d’arte del Novecento italiano (di Enrico Baj, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Emilio Isgrò, Arnaldo Pomodoro e Salvo, tra le personalità più iconiche dell’arte del secolo scorso), esposte a Casa Italia, nuova sede dell’Ambasciata (inaugurata nel 2025 e ubicata accanto a Buckingham Palace), in dialogo con altri nuclei di beni di arte italiana appartenenti a collezioni nazionali ed estere;
Il primo semestre 2026
46 o prestito di 60 opere per 25 mostre temporanee inaugurate nei primi sei mesi dell’anno, sia in Italia (tra le sedi, Palazzo Madama, Torino; Palazzo Reale, Milano ; Palazzo Ducale, Genova; Palazzo dei Diamanti, Ferrara; GNAMC -Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma; Palazzo delle Esposizioni, Roma; MANN -Museo Archeologico Nazionale di Napoli), sia all’estero (in sedi come Estorick Collection of Modern Italian Art a Londra e Musée Marmottan Monet a
Parigi);
o in riferimento ai prestiti all’estero, si segnalano: l’esposizione di tre opere di Jannis Kounellis nella Città di Lussemburgo, in Intesa Sanpaolo House, sede di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, e nella Residenza dell’Ambasciatore italiano, in occasione de i 50 anni della presenza del Gruppo nel Granducato; esposizione della Sfera in bronzo di Arnaldo Pomodoro nella Residenza dell’Ambasciatore italiano a Bruxelles, nell’anno del centenario della nascita del grande scultore italiano;
o dialogo costante con Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, Fondazione Bruschi ad Arezzo, in riferimento ad attività di valorizzazione di nuclei collezionistici del Gruppo, in particolare quelli di valore identitario per i territori;
‒ preparazione di una nuova fase del Progetto Diogene (programma di verifica di collocazione, stato di conservazione e classificazione delle opere distribuite nelle diverse sedi della Banca ) con le attività relative alle opere iscritte a bilancio nella classe di cespiti “altri beni di interesse storico e decorativo”;
‒ 110 interventi conservativi, eseguiti in stretta collaborazione con restauratori qualificati, laboratori di restauro e centri di eccellenza del settore; particolarmente significativi gli interventi di manutenzione e restauro eseguiti sulle opere di Mario Schifano, Robert Ryman e Arnaldo Pomodoro, coinvolte in mostre temporanee;
‒ 179 attività di carattere logistico (dagli allestimenti di sedi bancarie, alla riorganizzazione dei depositi) che hanno comportato la movimentazione di circa 3.348 opere;
‒ fair value & art advisory: in riferimento al ciclo triennale di rideterminazione a fair value del valore a bilancio del “patr imonio artistico di pregio” previsto dalla policy di Gruppo, dopo l’aggiornamento del valore dell’intero patrimonio di pregio avven uta nel 2023 cui hanno fatto seguito nel 2024 e 2025 due anni di monitoraggio del valore dei top lot (corrispondenti, da prassi, al 75% del valore dei beni di pregio), nel corrente esercizio è prevista la valutazione complessiva dell’intero patrimonio di pregio (oltre 16 mila opere). Il processo è condotto di concerto con l’Area di Coordinamento Administration, Regulatory Reporting & Tax Affairs e il supporto della società peritale Art Defender. In quest’ottica, nel primo semestre sono state avviate le attività propedeutiche alla campagna di valutazione. Sono proseguite le attività riconducibili all’art advisory relative alle collezioni di Intesa Sa npaolo, di società o di fondazioni connesse con il Gruppo, o di clienti rilevanti del Private Banking, di Banca dei Territori e di altre strutture della Banca (come il supporto a clienti durante la fiera Miart). Infine, con Private Banking e Research Department è stata pubblicata la quarta edizione di Collezionisti e valore dell’arte in Italia , progetto di ricerca biennale dedicato alle evoluzioni del collezionismo e del mercato dell’arte nazionale.
L’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo è uno dei primi per anno di fondazione (1984) e più importanti archivi bancari a livell o europeo. Custodisce circa 22 km lineari di carte tra il 1346 e i primi anni Duemila e gestisce, tra i fondi fotografici, l’Ar chivio Publifoto formato da 7 milioni di fotografie e conservato alle Gallerie d’Italia di Torino. Tra le attività del semestre si s egnalano:
Archivi del Gruppo : acquisizioni (464 scatole di documenti di interesse storico; 1.676 foto, 64 oggetti della sezione iconografica, 82 volumi Biblioteca Cingano), digitalizzazione (122.067 pagine di documenti, 3.005 cartoline, 1.258 fotografie, 799 video), catalogazione (1. 176 schede delle sezioni speciali: libri, foto e pezzi della sezione iconografica); inventariazione: progetti come IMI, Archivi del Personale, Carte dei Vertici e Archivi che imprese! (oltre 25.000 nuove schede); conclusione del progetto sulla corrispondenza di Giordano Dell’Amore e Innocenzo Monti e terminato l’inserimento a sistema dello schedario cartaceo del personale della Comit, per un totale di 47.023 nominativi; archivi di depos ito (oltre 500 scatole lavorate e 53.972 schede importate dell’archivio di deposito IMI a Guidonia); Digital Curation (8.387 documenti salvati in PAD -Progetto Archivi Digitali);
consultazioni nelle Sale Studio e punti di consultazione (205 domande di studi o, 9 tesi, 362 giornate di consultazione in presenza, circa 4.500 pagine di riproduzioni gratuite); 101.992 utenti e 237.769 visualizzazioni nei siti di consultazione dell’Archivio. Progetto “Carte dell’arte” : proseguita l’attività di acquisizione, censimento, inventariazione e ricerca sulla documentazione riguardante il patrimonio artistico del Gruppo: nel semestre l’attività ha riguardato le icone russe e la graf ica dell’Istituto bancario San Paolo di Torino. In riferimento alla valorizzazione, proseguono i progetti di pubblicazione LOD -Linked Open Data ( EGELI , in collaborazione con Fondazione 1563; Archivi, che imprese! ; Publifoto , con pubblicazione del catalogo nella Fototeca Nazionale); mostra La persecuzione patrimoniale degli ebrei con documenti dell’Archivio al Memoriale della Shoah di Milano; partecipazione alle iniziative per l’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana; progetti dida ttici (con Università degli Studi di Milano, Università Cattolica di Milano, Univer sità di Bergamo); collaborazioni (progetti con ABI, Museimpresa, Fondazione Nervi); partnership (con Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, “Rete degli archivi per non dimenticare”, “Comitato per le Pietre d’inciampo”, Rete Fotografia, Fond azione CDEC, Polo del ‘900 di Torino).
Archivio Publifoto : restauro (662 foto); digitalizzazione (723 stampe e 5.243 pagine di registri): ad oggi circa 65.000 le foto digitalizzate; catalogazione (1.890 negativi); pubblicazione di 9.450 fotografie in formato LOD (2.910.041 triple): ad oggi s ono pubblicate in tot ale 36.648 fotografie; 112 richieste di consultazione e inviate oltre 800 foto. Fotografie dell’archivio sono state valorizzate nella mostra dedicata alle Olimpiadi di Cortina 1956 alle Gallerie d’Italia di Milano; in iniziative dedicate agl i 80 anni dal r eferendum del 2 giugno 1946 e dal primo voto delle donne (il cortometraggio Anche per te prodotto con tecnologia generativa su fotografie di Publifoto alle Gallerie d’Italia di Torino e la mostra 1946 -2026. Donne al voto, nasce la Repubblica nel Palazzo del Rettorato a Torino; nella mostra dedicata al Festival di Sanremo a Fiere di Parma). L’Archivio è stato protagonista di visite guidate e attività didattiche alle Gallerie d’Italia di Torino.
Il patrimonio culturale di proprietà è valorizzato anche per favorire il coinvolgimento delle persone del Gruppo, attraverso le iniziative del progetto Art & People realizzate con i diversi stakeholder interni, anche nel corso di questo semestre, ponendo al centro temi quali inclusione, parità di genere, espressione dell’individualità personale, accessibilità (ad oggi sono oltre 2 .300 i colleghi raggiunti). Si segnal a inoltre che la Tribe Arte e Cultura lanciata a giugno 2024 registra ad oggi oltre 3.600 colleghi iscritti.
Progetto Cultura, in particolare attraverso le Gallerie d’Italia, costruisce e cura sinergie con attori pubblici e privati, n azionali e internazionali, in una logica di rete che rafforzi il comune obiettivo di promuovere il patrimonio culturale del Paese, prediligendo
Il primo semestre 2026
47 forme di collaborazione nelle quali il contributo della Banca si concretizza in termini di sostegno e anche di co -progettazione e condivisione di contenuti, collezioni, spazi e relazioni.
In riferimento al primo semestre del 2026 si segnalano:
‒ rapporti continuativi con le Fondazioni di origine bancaria, tra cui: Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione Cariparo, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia;
‒ erogazioni in modalità Art Bonus a sostegno del patrimonio culturale pubblico: realizzazione della nuova sede della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; sostegno alle attività o a specifici progetti di musei e luoghi della cultura, quali La Grande Brera a Milano (“Patto per Brera”), Filarmonica TRT -Teatro Regio di Torino (progetto di alta formazione musicale “Esperienza Orchestra”), cui si aggiungono altri contributi liberali a favore di realtà culturali ed enti ecclesiast ici
riconosciuti;
‒ main partnership con le principali fiere d’arte internazionale in Italia: Miart , fiera di arte moderna e contemporanea di Milano (con Divisione Private Banking e Divisione IMI Corporate & Investment Banking), portando anche una propria mostra
(Ryman/Schifano );
‒ main partnership con il Padiglione Vaticano alla Biennale d’Arte di Venezia in collaborazione con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede ( con Direzione Comunicazione e Immagine ) che ha presentato il progetto L’orecchio è l’occhio dell’anima sul valore del silenzio e dell’ascolto, a cura di Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, ospitato nel Giardino Mistico del Convento dei Carmelitani Scalzi a Cannaregio e nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice a Castello ;
‒ promozione del libro e della lettura: main partner della più importante fiera dell’editoria in Italia, il Salone Internazionale del Libro di Torino (portando anche il progetto fotografico Carrie Mae Weems. Le parole tra noi leggere ) e della correlata iniziativa Un libro, tante scuole che ha coinvolto studenti di tutta Italia intorno al romanzo Leggere Lolita a Teheran di Azar
Nafisi ;
‒ rapporti con i musei del Paese, sostenendone i progetti e realizzando iniziative congiunte, a cominciare dalle grandi mostre in corso presso prestigiose istituzioni quali Palazzo Strozzi di Firenze ( Rothko ), Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma -
Palazzo Barberini ( Bernini e i Barberini ), Galleria Borghese di Roma ( Metamorfosi ), Palazzo Esposizioni Roma ( Mario Schifano , con Direzione Comunicazione e Immagine), oltre a collaborazioni con Museo Poldi Pezzoli, La Grande Brera -Palazzo Citterio e Museo Diocesano Carlo Maria Martini a Milano, Musei Reali di Torino, MANN -Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Casa Museo Ivan Bruschi ad Arezzo, tra gli altri;
‒ promozione della fotografia: partner istituzionale di Exposed -Torino Foto Festival (contribuendo anche con la mostra Diana Markosian alle Gallerie d’Italia) e di CAMERA -Centro Italiano della Fotografia di Torino;
‒ promozione dei patrimoni archivistici: main partner di Archivissima a Torino e supporto delle attività di istituzioni come Fondazione 1563 (archivio storico della Compagnia di San Paolo);
‒ promozione della musica: main partner di Festival Milano Musica e partner di Palazzo Marino in Musica ;
‒ Gallerie d’Italia Academy , progetto di alta formazione frutto di una rete di collaborazioni (si veda infra);
‒ collaborazioni attivate da Gallerie d’Italia -Torino con realtà accademiche nel campo dell’arte visuale, coinvolgendo studenti dello IED-Istituto Europeo di Design di Torino, Milano, Roma, Firenze e dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino;
‒ collaborazione in corso con il Ministero dell’Interno -Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione -Fondo Edifici di Culto (FEC), per cui la Banca, sulla base della propria esperienza nella gestione di patrimoni d’arte, mette a disposizione un modell o di misurazione del valore a fair value dei beni d’arte, applicabile al patrimonio del FEC (iniziativa condivisa con l’Area di Governo Chief Institutional Affairs and External Communication Officer);
‒ collaborazioni nell’ambito di progetti di ricerca e innovazione con stakeholder interni ed esterni (Cultural Heritage Hub;
progetti con Università degli Studi di Torino e con Intesa Sanpaolo per il Sociale dedicati alla misurazione dell’impatto sociale dei musei);
‒ partnership internazionali: silver sponsor della mostra dedicata ad Andrea Palladio al National Museum of China di Pechino, a conclusione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche Italia -Cina (con Divisione IMI Corporate & Investment Banking e Inte rnational Public Affairs).
Da gennaio a maggio si è svolta la 6a edizione del Corso di Alta Formazione in Gestione dei patrimoni artistico -culturali e delle collezioni corporate , un progetto condiviso con Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Ministero della Cultura -Fondazione Scuola Nazionale del Patrimonio e delle Attività Culturali, Fondazione 1563 e Digit’Ed. Volto a consolidare le conoscenze dei professionisti del sett ore culturale a partire dalla condivisione dell’esperienza maturata negli anni da Progetto Cultura, il Corso ha registrato quest’anno 90 candidature, 29 partecipanti, 14 borse di studio, oltre 50 docenti, 162 ore di lezioni, esperienze di affiancamento presso i partner.
Continua l’impegno nella promozione delle nostre iniziative culturali anche attraverso la produzione di contenuti sui canali digital e social di Gallerie d’Italia e di proprietà, registrando interessanti riscontri in termini di visualizzazioni e interazion i. Le attività di ottimizzazione SEO hanno contribuito a rafforzare la visibilità e l’autorevolezza del sito di Gallerie d’Italia nei risultati organici di Google, inclusi knowledge panel e AI Overview24. La promozione delle iniziative ha visto anche il supporto di spazi stampa, radio e digital tramite accordi specifici (in particolare con Il Giornale dell’Arte), in collaborazione con Direzione Comunic azione e Immagine25. Parallelamente, è continuata l’attività di comunicazione interna attraverso la intranet aziendale26.
24 Tra i risultati più rilevanti: i contenuti digital e social ADV e organici della mostra Nick Brandt , tuttora in corso, hanno generato 13,5 milioni di impression e 1,9 milioni di interazioni (dati forniti da Direzione Comunicazione e Immagine). Positivi i risultati di visibilità organic a sul sito Gallerie d’Italia: nel primo trimestre 3,28 mln impression , 171 mila click, 20.600 keyword per le quali Google mostra un contenuto riconducibile alle Gallerie d’Italia, 6% keyword in prima pagina su Google; secondo trimestre: 2,3 mln impression, 124 mila click, 10 mila keyword per le quali Google mostra un conten uto riconducibile alle Gallerie d’Italia, 13% keyword in prima pagina su Google (fonte dati: Google Search Console).
25 Le Gallerie d’Italia hanno registrato, includendo le citazioni, 2.459 uscite sulla stampa e 143 presenze su radio e TV (dati forniti da Media & Associations Relations). Si segnala la rubrica RTL e Gallerie d’Italia con… , in collaborazione con RTL 102.5, dedicata alla valorizzazione delle principali iniziative culturali della Banca e dei partner in tutto il Paese (8 collegamenti nel semestre da Torino, Milano, Firenze, Napoli, con os piti come il direttore di Palazzo Stroz zi Arturo Galansino, il direttore di Exposed Walter Guadagnini, il curatore e divulgatore d’arte Nicolas Ballario, la direttr ice del Salone del Libro Annalena Benini, il cantante Giovanni Caccamo e il direttore della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricer ca sul Cancro Gianmarco Sala).
26 132 news, 13 articoli su Mosaico e 11 clip e podcast.
Il primo semestre 2026
48 La Società Editrice Allemandi – acquisita da Intesa Sanpaolo insieme a Fondazione 1563, ente strumentale della Compagnia di San Paolo, e Fondazione CRC – è partner editoriale delle Gallerie d’Italia e cura le pubblicazioni relative alle attività di Progett o Cultura e alle iniziative corporate (cataloghi delle esposizioni nelle nostre sedi museali, i libri dedicati alle raccolte d’arte della Banca, alla Collezione Agrati, a Restituzioni , all’Archivio Storico, nonché ai progetti dei partner) . Nel primo semestre sono stati pubblicati 6 volumi di Progetto Cultura (tra cataloghi delle mostre e la quarta edizione di Collezionisti e valore dell’arte in Italia ) e 6 libri dei partner (come il catalogo della mostra di Palazzo Barberini Bernini e i Barberini ). A questi si aggiungono le pubblicazioni nate nell’ambito di partnership di altre strutture del Gruppo (come la ristampa de Le fabbriche del design , opera fondamentale del settore, e Caravaggio. Il ritratto di monsignor Maffeo Barberini dedicato al dipinto recentemente acquisito dallo Stato italiano ).
Principali rischi e incertezze
Le informazioni sui principali rischi e incertezze cui il Gruppo Intesa Sanpaolo è esposto trovano illustrazione nella Relazi one intermedia sulla gestione e nelle Note illustrative al Bilancio consolidato semestrale abbreviato.
In apertura del presente capitolo viene presentato un quadro sintetico dello scenario di riferimento, integrato, nel capitolo “Le previsioni per l’intero esercizio”, con indicazioni prospettiche anche relativamente ai rischi insiti nello stesso.
Sempre nell’ambito del presente capitolo è inoltre riportato un aggiornamento dell’informativa sul presidio dei principali as petti di rischio per il Gruppo Intesa Sanpaolo legati al conflitto militare tra Russia e Ucraina e al conflitto in Medio Oriente. U lteriori indicazioni in tal senso, principalmente riferite alle esposizioni verso Russia, Ucraina e i Paesi dell’area Medio -Orientale unitamente ai correlati aspetti valutativi, sono rinvenibili nel capitolo “Il presidio dei rischi” delle Note illustrative al Bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Le informazioni sui rischi in generale e, più in particolare, sui rischi finanziari (rischi di credito e rischi di mercato), sul rischio di liquidità, sui rischi connessi ad alcune tipologie di prodotti/strumenti finanziari, nonché sui rischi operativi e q uelli delle imprese di assicurazione, sono contenute nel già richiamato capitolo “Il presidio dei rischi” dove viene fornito anche un aggiornamen to sull’integrazione dei rischi ESG, ed in particolare del rischio climatico, nell’ambito del framework di risk management.
Il capitolo “Gli aggregati patrimoniali” della presente Relazione intermedia sulla gestione riporta inoltre il consueto aggiornamento dell’esposizione del Gruppo al rischio sovrano.
Per quanto riguarda invece la solidità patrimoniale, nel sopra indicato capitolo “Gli aggregati patrimoniali” è come sempre prevista un’informativa sui fondi propri e sui coefficienti patrimoniali.
Ulteriori elementi di dettaglio in merito ai fondi propri ed ai rischi del Gruppo sono come di consueto resi disponibili con l’aggiornamento del Terzo Pilastro di Basilea 3.
Quanto infine al presupposto della continuità aziendale, gli Amministratori di Intesa Sanpaolo ribadiscono di avere la ragionevole certezza che la Banca e il Gruppo continueranno nella loro esistenza operativa in un futuro prevedibile e che, di conseguenza , la Relazione semestrale al 30 giugno 2026 è stata predisposta in questa prospettiva di continuità. Precisano, quindi, di non avere rilevato nella struttura patrimoniale e finanziaria consolidata e nell’andamento operativo del Gruppo si ntomi che possano i ndurre incertezze sul punto della continuità aziendale.
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I risultati economici e gli aggregati patrimoniali
51 I risultati economici
Aspetti generali
Per consentire una lettura più immediata dei risultati, viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sinte tico.
Lo schema presenta, oltre agli importi relativi al periodo di rendicontazione, anche i dati di raffronto riferiti al corrispo ndente periodo del 2025 e l’evoluzione trimestrale degli stessi.
Al fine di garantire un raffronto in termini omogenei, i dati economici dei periodi precedenti vengono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per renderli il più possibile coerenti con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattut to in relazione alle eventuali variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Nella presente Relazione intermedia sulla gestione i dati economici consolidati riclassificati relativi ai quattro trimestri del 2025 sono stati riesposti per tenere conto:
– dell’outsourcing relativo al ramo di banca depositaria, in seguito alla cessione da parte di Intesa Sanpaolo a State Street Bank International GmbH del ramo d’azienda IT a supporto del business custody, comprensivo di applicativi e risorse IT ad esso dedic ate, che ha esplicato i suoi effetti da novembre 2025, rilevando il corrispondente impatto27 nei costi operativi con convenzionale contropartita nel risultato netto di pertinenza di terzi;
– dell’integrazione di Fideuram Asset Management UK in Eurizon SLJ Capital a novembre 2025, che ha determinato il consolidamento linea per linea di quanto precedentemente valutato con il metodo del patrimonio netto, consolidando pertanto integralmente le rel ative componenti, a fronte dello storno del contributo della società in termini di dividendi e utili (perdite) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, inclusi fra gli Altri proventi (oneri) operativi netti del conto economico consolidato riclass ificato;
– del consolidamento integrale, a partire dal 1° gennaio 2026, di Neva SGR, società di venture capital del Gruppo Intesa Sanpaolo controllata al 100% per il tramite di Intesa Sanpaolo Innovation Center, in seguito al superamento della soglia di significativi tà in termini di totale attivo patrimoniale, con contestuale storno del contributo della società in termini di dividendi e utili (perdite) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, inclusi fra gli Altri proventi (oneri) operativi netti d el conto economico consolidato riclassificato.
Rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d’Italia, vengono effettuate alcune aggregazioni e riclassifica zioni.
I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al presente fascicolo, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 lu glio 2006.
Le aggregazioni e riclassificazioni di voci effettuate nel Conto economico consolidato riclassificato riguardano le seguenti
fattispecie:
– i dividendi relativi ad azioni o quote detenute in portafoglio di pertinenza del comparto bancario, nonché quelli incassati e pagati nell’ambito dell’attività di prestito titoli, che sono riallocati nella voce Risultato netto delle attività e passivit à finanziarie al fair value;
– le quote di pertinenza delle imprese di assicurazione relative a Interessi netti, Dividendi, Risultato netto dell’attività di negoziazione, Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività/passività finanziarie, Risultato netto delle altre attivit à e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico, Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatt o sulla redditività complessiva, che sono appostate, unitamente al Risultato dei servizi assicurativi e al Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa, alla specifica voce Risultato dell’attività assicurativa. Il Risultato dei servizi assicurativi è considerato escludendo i relativi oneri operativi (spese del personale, spese amministrative e ammortamenti) e le commissioni riconosciute ai consulenti finanziari della Divisione Private Banking per il collocamento e la ge stione dei prodotti assicurativi che, in coerenza con la rappresentazione dei costi per natura di spesa, vengono ricondotti alle specifiche voci;
– i differenziali su derivati classificati nel portafoglio di negoziazione, stipulati a copertura di operazioni in divisa, che, in funzione della stretta correlazione esistente, sono ricondotti tra gli interessi netti;
– le commissioni nette, che includono le sopra citate commissioni riconosciute ai consulenti finanziari della Divisione Private Banking per il collocamento e la gestione dei prodotti assicurativi, in coerenza con la rappresentazione degli oneri per natura di spesa;
– il Risultato netto dell’attività di negoziazione, il Risultato netto dell’attività di copertura, il Risultato netto delle alt re attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico nonché gli utili e perdite da cessione o r iacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione o riacquisto di passiv ità finanziarie – per la quota di contribuzione del comparto bancario – che sono riallocati nell’unica voce Risultato net to delle attività e passività finanziarie al fair value, ad eccezione degli eventuali importi relativi a rettifiche di valore di quote di finanziamenti obbligatoriamente valutati al fair value che, in quanto attinenti a misurazioni di posizioni creditizie, vengono ricondotti nell’ambito della voce Rettifiche di valore nette su crediti per consentire una rappresentazione unitaria delle rettifiche di valore riferite alla medesima posizione. Nel Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair va lue vengono inoltre riclassificati, dagli Altri proventi/oneri di gestione, gli effetti economici da valutazione e realizzo di cr ipto valute e carbon certificate allo scopo di rappresentare unitariamente – congiuntamente ai connessi contratti derivati – gli effetti dell’operatività complessiva nei rispettivi comparti;
27 In concomitanza con l’atto di cessione è stato stipulato un contratto di outsourcing avente ad oggetto la fornitura, da parte dell’acquirente, dei servizi di IT e back office a supporto delle attività di custody di Intesa Sanpaolo. Si veda in proposito qu anto riportato nell’informativa sugli eventi rilevanti nella Relazione sull’andamento della gestione del Bilancio consolidato 2025.
I risultati economici
52 – la quota del premio all’emissione dei certificates riconosciuta alle reti per il loro collocamento, che viene riclassificata dal Risultato netto dell’attività di negoziazione e dal Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico alle Commissioni nette;
– le componenti di rendimento delle polizze assicurative stipulate per far fronte alle indennità contrattuali ed ai piani di fidelizzazione dei consulenti finanziari e dei private banker dipendenti, che sono portate a diretta riduzione del Risultato netto de lle attività e passività finanziarie al fair value, coerentemente con l’effetto valutativo degli asset di riferimento, anziché essere evidenziate, in quanto di competenza dei consulenti stessi: (i) tra gli Altri accantonamenti netti e rettifich e di valore nette su altre attività (per gli effetti valutativi) ovvero tra le Commissioni nette o gli Altri proventi (oneri) operativi netti, in funzione della tipologia di polizza assicurativa utilizzata (per gli effetti da realizzo), per i consulenti finanzi ari; (i i) nel costo del personale, per i private banker dipendenti;
– i proventi e i costi operativi di entità operanti in settori del tutto distinti dall’ambito bancario e finanziario, sintetica mente riallocati nell’ambito degli Altri proventi (oneri) operativi netti, inclusi quelli delle entità non soggette a direzione e coordinamento nell’ambito del Gruppo (Risanamento e le sue controllate);
– gli oneri relativi ad alcuni sistemi di incentivazione di personale dipendente delle reti distributive del Gruppo, ove finanz iati attraverso i ricavi commissionali generati dalle reti stesse sulla base di criteri di quantificazione di carattere determinis tico correlati ai suddetti ricavi, che vengono riclassificati dalle Spese del personale alle Commissioni passive, in analogia al trattamento contabile previsto per i sistemi di incentivazione dei consulenti finanziari non dipendenti;
– i recuperi di spese e di imposte indirette, che sono portati a riduzione delle Spese amministrative anziché essere evidenziat i tra gli Altri proventi (oneri) operativi netti, nonché gli importi relativi ad alcune tasse di banche estere controllate che - stante la loro natura - vengono ricondotti dalle Spese amministrative alle Imposte sul reddito;
– i costi operativi, che includono i sopra indicati oneri di natura operativa relativi al Risultato dei servizi assicurativi ri condotti alle specifiche voci (spese del personale, spese amministrative e ammortamenti), in coerenza con la rappresentazione dei costi per natura di spesa;
– gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (finanziamenti e titoli d i debito rappresentativi di finanziamenti) di pertinenza del comparto bancario, che sono appostati tra le Rettifiche di valore nett e
su crediti;
– le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (finanziamenti e titoli di debito rappresentativi di finanziamenti) e ad attività finanziarie valutate al fair value con impa tto sulla redditività complessiva, per la quota contribuita dal comparto bancario, gli effetti economici delle modifiche contrattua li senza cancellazioni nonché gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate, ricondotti nell’ambito dell’unica voce Rettifiche di valore nette su crediti. La voce include anche gli eventuali importi relativi a rettifiche di valore per rischio creditizio di quote di finanziamenti obbligatoriamente valutati al fair value che, in quanto attinenti a misurazioni di posizioni creditizie, vengono ricondotti nell’ambito della voce Rettifiche di valore nette su crediti per consentire una rappresentazione unitaria delle rettifiche di valore riferite alla medesima posizi one;
– il rientro del time value del Trattamento di fine rapporto del personale e dei Fondi per rischi e oneri, che è ricondotto tra gli Interessi netti, in quanto il fenomeno deriva direttamente dall’applicazione del criterio del costo ammortizzato, in assenza di variazioni nella previsione dei flussi futuri attesi, coerentemente con il trattamento del time value delle attività finanz iarie valutate al costo ammortizzato;
– le Rettifiche di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti e le rettifiche di valore per deterioramento di partecipazioni nonché di attività materiali ed immateriali (inclusi g li immobili e altri beni, anche derivanti dall’attività di escussione di garanzie o di acquisto in asta e destinati alla vendita sul mercato nel prossimo futuro), che sono riclassificate alla voce Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su al tre attività, la quale recepisce dunque, oltre agli accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli relativi a impegni e garanzie, gli effetti valutativi delle attività diverse dai crediti, con la sola eccezione delle svalutazioni delle attività intan gibili che confluiscono, al netto degli effetti fiscali, nella voce Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività inta ngibili;
– gli utili (perdite) realizzati su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti, che vengono riclassificati alla voce Altri proventi (oneri) netti. La voce recepisce dunque sinteticament e, oltre ai proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, gli effetti da realizzo delle attività diverse dai crediti. Fanno eccezione gli utili (perdite) realizzati su titoli di debito che, in considerazione del modello di business c he prevede una gestione strettamente correlata con gli altri strumenti finanziari, vengono ricondotti nell’ambito del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
– gli Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo, che sono riclassificati, al netto dell’effetto fiscale, a voce propria dalle voci Spese del personale, Spese amministrative e da altre voci di conto economico. Rispetto al Bilancio conso lidato 2025 e come già nel Resoconto di marzo 2026, la denominazione della voce ha subito un affinamento per meglio riflettere l’inclusione degli oneri connessi alla realizzazione di iniziative trasformative di natura tecnologica prev iste dal Piano d’Impre sa 2026 -2029 (nello specifico costi, quali lo sviluppo e/o l’adeguamento tecnico di software e hardware, direttamente funzionali alla messa in opera del nuovo modello tecnologico a supporto del business, in sostituzione di
modelli preesistenti);
– gli Effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione che, al netto dell’effetto fiscale, sono ricondotti a voce p ropria.
Essi normalmente rappresentano le quote di ammortamento, nonché eventuali svalutazioni, delle attività e passività finanzia rie e delle immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto di valutazione al fair value nell’ambito dell’applicazione del principio IFRS 3;
– i tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e assicurativo, quest’ultimo in relazio ne all’onere di contribuzione per il Gruppo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, che sono ricondotti, al netto delle imposte, alla specifica voce;
– le Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili, che - ove presenti - sono esposte al netto delle imposte in questa specifica voce, come in precedenza indicato.
I risultati economici
53 Conto economico consolidato riclassificato (milioni di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Interessi netti 7.480 7.432 48 0,6 Commissioni nette 5.131 4.891 240 4,9 Risultato dell'attività assicurativa 973 922 51 5,5 Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 905 552 353 63,9 Altri proventi (oneri) operativi netti 44 -2 46 Proventi operativi netti 14.533 13.795 738 5,3 Spese del personale -3.180 -3.192 -12 -0,4 Spese amministrative -1.358 -1.360 -2 -0,1 Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -684 -708 -24 -3,4 Costi operativi -5.222 -5.260 -38 -0,7 Risultato della gestione operativa 9.311 8.535 776 9,1 Rettifiche di valore nette su crediti -428 -505 -77 -15,2 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -186 -107 79 73,8 Altri proventi (oneri) netti -80 21 -101 Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 8.617 7.944 673 8,5 Imposte sul reddito -2.875 -2.500 375 15,0 Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -116 -125 -9 -7,2 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -32 -45 -13 -28,9 Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) -19 -50 -31 -62,0 Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -21 -8 13 Risultato netto 5.554 5.216 338 6,5 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
I risultati economici
54 Evoluzione trimestrale del conto economico consolidato riclassificato (milioni di euro) Voci 2026 2025
2°
trimestre 1°
trimestre 4°
trimestre 3°
trimestre 2°
trimestre 1°
trimestre
Interessi netti 3.844 3.636 3.684 3.680 3.800 3.632 Commissioni nette 2.616 2.515 2.655 2.448 2.452 2.439 Risultato dell'attività assicurativa 497 476 443 450 460 462 Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 400 505 58 81 287 265 Altri proventi (oneri) operativi netti 22 22 1 -13 - -2 Proventi operativi netti 7.379 7.154 6.841 6.646 6.999 6.796 Spese del personale -1.605 -1.575 -2.165 -1.668 -1.607 -1.585 Spese amministrative -727 -631 -996 -698 -729 -631 Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -321 -363 -388 -357 -336 -372 Costi operativi -2.653 -2.569 -3.549 -2.723 -2.672 -2.588 Risultato della gestione operativa 4.726 4.585 3.292 3.923 4.327 4.208 Rettifiche di valore nette su crediti -258 -170 -962 -278 -281 -224 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -122 -64 -250 -35 -84 -23 Altri proventi (oneri) netti -68 -12 -190 -2 25 -4 Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - - - -
Risultato corrente lordo 4.278 4.339 1.890 3.608 3.987 3.957 Imposte sul reddito -1.393 -1.482 77 -1.150 -1.252 -1.248 Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -56 -60 -164 -64 -68 -57 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -15 -17 -14 -17 -21 -24 Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) -10 -9 -60 -3 -41 -9 Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -11 -10 4 -2 -4 -4 Risultato netto 2.793 2.761 1.733 2.372 2.601 2.615 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
I risultati economici
55 Proventi operativi netti In un contesto caratterizzato da una persistente incertezza a livello internazionale connessa all’evoluzione della crisi geop olitica ed energetica e da un’elevata volatilità sui mercati finanziari, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha conseguito nei primi sei mesi dell’anno eccellenti risultati in termini di redditività, liquidità e solidità patrimoniale, che si sono tradotti nella migli ore performance semestrale relativamente ai proventi operativi netti, al risultato della gestione operativa, al risultato corrente lordo e all’utile netto sin dal 2007, anno di nascita del Gruppo. I proventi operativi netti nel primo semestre sono ammontati a 14.533 milioni, in crescita del 5,3% rispetto al valore del corrispondente periodo 2025 (13.795 milioni). L’aumento è stato de terminato dall’andamento positivo di tutte le voci, in particolare del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair v alue, delle commissioni nette e dei proventi derivanti dall’attività assicurativa, nonché dal lieve incremento degli inte ressi netti. Hanno altresì evidenziato un progresso gli altri proventi operativi netti, seppur il loro contributo ai ricavi sia di entità conten uta.
Interessi netti
(milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Rapporti con clientela 5.797 6.094 -297 -4,9 Titoli in circolazione -1.814 -2.056 -242 -11,8 Intermediazione con clientela 3.983 4.038 -55 -1,4 Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 1.156 919 237 25,8 Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 214 119 95 79,8 Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.486 1.322 164 12,4 Attività e passività finanziarie 2.856 2.360 496 21,0 Rapporti con banche 193 223 -30 -13,5 Differenziali su derivati di copertura -71 84 -155 Altri interessi netti 519 727 -208 -28,6 Interessi netti 7.480 7.432 48 0,6 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Gli interessi netti, che costituiscono oltre la metà dei ricavi, si sono attestati a 7.480 milioni, su livelli di poco superiori a quelli registrati nel primo semestre del 2025 (+0,6%) . In dettaglio, hanno mostrato un aumento le attività e passività finanziarie (+21%, pari a +496 milioni), grazie agli andamenti positivi di tutte le componenti: i titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti (+237 milioni), le altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (+164 milioni) e le altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (+95 milioni). Per contro, l’intermediazione con cl ientela ha evidenziato una minore contribuzione ( -1,4%, pari a -55 milioni) per effetto della riduzione degli interessi attivi su rapporti con clientela - a seguito della diminuzione dei tassi da parte della BCE avvenuta nel corso del primo semestre 2025 - in buona parte attenuata da minori interessi pas sivi su titoli in circolazione.
Hanno agito in negativo i differenziali su derivati di copertura (tasso e inflazione) che sono ammontati a -71 milioni e si confrontano con un valore positivo di 84 milioni del corrispondente periodo del 2025.
Gli interessi netti sui rapporti con banche si sono ridotti del 13,5% ( -30 milioni), condizionati dall’operatività con BCE.
Va infatti tenuto presente che la dinamica dei rapporti con banche incorpora anche gli effetti dell’evoluzione, in termini si a di consistenze che di tassi di interesse applicati, delle operazioni con BCE. Nel corso del primo semestre 2026 tale operatività, che riguarda ormai pressoché esclusivamente il deposito a vista della liquidità disponibile, ha generato interessi attivi per 162 milioni a fronte dei 242 milioni dell’analogo periodo 2025. La contrazione deriva dall’effetto combinato di minori giacenze medie semestrali depositate ( -15,2%) e del diminuito tasso medio ponderato applicato (Deposit Facility Rate), sceso al 2,02% dal 2,56% dei primi sei mesi del 2025.
Infine, gli altri interessi netti, inclusivi di quelli maturati sulle attività deteriorate ed altra operatività con clientela , sono ammontati a 519 milioni, in calo di 208 milioni.
I risultati economici
56 (milioni di euro) Voci 2026 Variazioni 2°
trimestre 1°
trimestre assolute % Rapporti con clientela 2.949 2.848 101 3,5 Titoli in circolazione -903 -911 -8 -0,9 Intermediazione con clientela 2.046 1.937 109 5,6 Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 662 494 168 34,0 Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 112 102 10 9,8 Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 788 698 90 12,9 Attività e passività finanziarie 1.562 1.294 268 20,7 Rapporti con banche 69 124 -55 -44,4 Differenziali su derivati di copertura -95 24 -119 Altri interessi netti 262 257 5 1,9 Interessi netti 3.844 3.636 208 5,7 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Il flusso di interessi netti registrato nel secondo trimestre 2026 ha mostrato un valore superiore (+5,7%) rispetto a quello del primo trimestre, principalmente grazie al maggiore contributo delle attività e passività finanziarie e dell’intermediazione c on clientela, rilevabile in tutte le componenti delle due voci.
(milioni di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 3.447 3.421 26 0,8 IMI Corporate & Investment Banking 1.582 1.501 81 5,4 International Banks 1.181 1.223 -42 -3,4 Private Banking 564 538 26 4,8 Asset Management 18 21 -3 -14,3 Insurance - - - -
Totale aree di business 6.792 6.704 88 1,3 Centro di Governo 688 728 -40 -5,5 Gruppo Intesa Sanpaolo 7.480 7.432 48 0,6 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo.
La Banca dei Territori, che rappresenta il 50,7% del risultato delle aree di business operative, ha evidenziato nel primo semestre 2026 interessi netti di poco superiori a quelli del corrispondente periodo dello scorso anno (+0,8%). La Divisione IMI Corpor ate & Investment Banking ha registrato un aumento (+5,4%, pari a +81 milioni), prevalentemente grazie al maggior apporto del portafoglio titoli del Global Markets. Ha altresì fornito un contributo positivo il Private Banking (+4,8%, pari a +26 milioni), principalmente per la riduzione del costo della raccolta da clientela, che ha più che compensato la flessione degli interessi attivi sugli impieghi influenzati dall’evoluzione dei tassi di interesse di mercato.
Per contro hanno mostrato un ridimensionamento gli interessi della Divisione International Banks ( -3,4%, pari a -42 milioni), principalmente in relazione alla dinamica cedente dei tassi di mercato rilevabile in particolare sulle controllate operanti in Slovacchia e Croazia, e l’Asset Management ( -3 milioni).
Gli interessi netti del Centro di Governo sono risultati in flessione (-5,5%, pari a -40 milioni), condizionati dal calo dei tassi di mercato.
I risultati economici
57 Commissioni nette (milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Attive Passive Nette Attive Passive Nette assolute % Garanzie rilasciate / ricevute 265 -187 78 252 -171 81 -3 -3,7 Servizi di incasso e pagamento 422 -74 348 416 -70 346 2 0,6 Conti correnti 641 - 641 650 - 650 -9 -1,4 Servizio Bancomat e carte di credito 477 -280 197 486 -284 202 -5 -2,5 Attività bancaria commerciale 1.805 -541 1.264 1.804 -525 1.279 -15 -1,2 Intermediazione e collocamento titoli 937 -134 803 866 -133 733 70 9,5 Intermediazione valute 8 -3 5 8 -3 5 - -
Gestioni patrimoniali 2.054 -652 1.402 1.915 -564 1.351 51 3,8 Distribuzione prodotti assicurativi 866 - 866 812 - 812 54 6,7 Altre commissioni intermediazione / gestione 387 -152 235 345 -125 220 15 6,8 Attività di gestione, intermediazione e consulenza 4.252 -941 3.311 3.946 -825 3.121 190 6,1 Altre commissioni nette 715 -159 556 619 -128 491 65 13,2 Commissioni nette 6.772 -1.641 5.131 6.369 -1.478 4.891 240 4,9 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Le commissioni nette conseguite nel primo semestre 2026 si sono attestate a 5.131 milioni, in crescita del 4,9% rispetto ai 4.891 milioni registrati nel medesimo periodo 2025.
Tale risultato è in buona parte riconducibile all’incremento delle commissioni sull’attività di gestione, intermediazione e consulenza (+6,1%, pari a +190 milioni). In dettaglio, è aumentato l’apporto dell’intermediazione e collocamento titoli (+9,5%, pari a +70 milioni), sostenuto anche dai nuovi collocamenti di ce rtificates, delle commissioni derivanti dalla distribuzione di prodotti assicurativi (+6,7%, pari a +54 milioni) e di quelle rivenienti dalle gestioni patrimoniali (+3,8%, pari a +51 milioni), sia collettive sia individuali, in presenza di flussi di raccolta netta positivi. Hanno altresì mostrato una crescita le altre commissioni di intermediazione e gestion e (+6,8%, pari a +15 milioni), in particolare correlate alle attività di consulenza.
Per contro le commissioni sull’attività bancaria commerciale hanno presentato un lieve calo ( -1,2%, pari a -15 milioni) ascrivibile alla flessione nei conti correnti, nel servizio bancomat e carte di credito e nelle garanzie rilasciate/ricevute.
Infine, si sono incrementate le altre commissioni nette (+65 milioni), principalmente in relazione a maggiori commissioni su finanziamenti delle filiali estere.
I risultati economici
58 (milioni di euro) Voci 2026 Variazioni 2°
trimestre 1°
trimestre assolute % Garanzie rilasciate / ricevute 36 42 -6 -14,3 Servizi di incasso e pagamento 177 171 6 3,5 Conti correnti 323 318 5 1,6 Servizio Bancomat e carte di credito 103 94 9 9,6 Attività bancaria commerciale 639 625 14 2,2 Intermediazione e collocamento titoli 382 421 -39 -9,3 Intermediazione valute 3 2 1 50,0 Gestioni patrimoniali 715 687 28 4,1 Distribuzione prodotti assicurativi 448 418 30 7,2 Altre commissioni intermediazione / gestione 129 106 23 21,7 Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.677 1.634 43 2,6 Altre commissioni nette 300 256 44 17,2 Commissioni nette 2.616 2.515 101 4,0 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
La voce nel secondo trimestre del 2026 ha mostrato un dato superiore rispetto a quello rilevato nel trimestre precedente (+4% ), sostenuto dall’andamento positivo dell’attività di gestione, intermediazione e consulenza, delle altre commissioni nette, in relazione al maggior apporto delle commissioni su finanziamenti, e dell’attività bancaria commerciale.
(milioni di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 2.620 2.559 61 2,4 IMI Corporate & Investment Banking 692 604 88 14,6 International Banks 378 364 14 3,8 Private Banking 1.207 1.132 75 6,6 Asset Management 460 432 28 6,5 Insurance 2 2 - -
Totale aree di business 5.359 5.093 266 5,2 Centro di Governo -228 -202 26 12,9 Gruppo Intesa Sanpaolo 5.131 4.891 240 4,9 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo.
Relativamente ai settori di attività, la Banca dei Territori, che rappresenta il 48,9% del risultato delle unità operative, ha evidenziato nel primo semestre 2026 una crescita delle commissioni (+2,4%, pari a +61 milioni), ascrivibile al comparto del wealt h management, sostenuto in particolare da livelli di collocamento di certificates superiori a quelli dell’analogo periodo del 2025, al maggior apporto dell’advisory, grazie all’incremento delle masse in gestione, e del comparto assicurativo danni. Hanno mostrato un aumento dei ricavi commissionali anche le altre Divisioni, in particolare: la Divisione IMI Corporate & Investment Banking (+14,6%, pari a +88 milioni), essenzialmente per effetto dell’andamento favorevole rilevato nel comparto della finanza strutturata, il Private Banking (+6,6%, pari a +75 milioni), grazie principalmente alle commissioni ricorrenti, correlate all’incremento delle masse medie di risparmio gestito, l’International Banks (+3,8%, pari a +14 milioni), soprattutto per il contributo positivo de lle controllate operanti in Egitto, Slovacchia, Croazia, Serbia e Ungheria, e l’Asset Manage ment (+6,5%, pari a +28 milioni), in relazione alla crescita delle commissioni ricorrenti e di incentivo.
Il Centro di Governo ha registrato un aumento del saldo negativo delle commissioni nette.
I risultati economici
59 Risultato dell’attività assicurativa (milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni Vita Danni Totale Vita Danni Totale assolute %
MARGINE TECNICO 465 281 746 441 262 703 43 6,1
Rilascio margine sui servizi contrattuali 641 27 668 565 28 593 75 12,6 Sinistri, spese attese e altri importi 339 735 1.074 314 662 976 98 10,0 Ricavi assicurativi 980 762 1.742 879 690 1.569 173 11,0 Sinistri e spese effettivi totali -462 -477 -939 -412 -426 -838 101 12,1 Altri Costi Assicurativi -53 -4 -57 -26 -2 -28 29 Costi assicurativi -515 -481 -996 -438 -428 -866 130 15,0
MARGINE FINANZIARIO 214 12 226 190 26 216 10 4,6
Costi e ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi -4.329 -9 -4.338 -1.874 -8 -1.882 2.456 Interessi netti 1.206 32 1.238 1.148 32 1.180 58 4,9 Dividendi 453 - 453 317 - 317 136 42,9 Utili/perdite da realizzo 295 -3 292 -1.620 7 -1.613 1.905 Utili/perdite da valutazione 2.501 - 2.501 2.119 -1 2.118 383 18,1 Commissioni nette 88 -8 80 100 -4 96 -16 -16,7 Risultato della gestione assicurativa al lordo degli effetti da consolidamento 679 293 972 631 288 919 53 5,8 Effetti da consolidamento 1 - 1 3 - 3 -2 -66,7
RISULTATO DELL'ATTIVITA' ASSICURATIVA 680 293 973 634 288 922 51 5,5
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Il risultato dell’attività assicurativa raggruppa le voci di costo e ricavo del business assicurativo, comprensivo della componente in riassicurazione, delle compagnie vita e danni operanti nell’ambito del Gruppo. Nella prima metà del 2026 tale risultato s i è attestato a 973 milioni, in aumento (+5,5%, pari a +51 milioni) rispetto ai primi sei mesi del 2025. La crescita è principalmente ascrivibile al ramo vita che ha beneficiato sia della buona evoluzione del margine tecnico, riconducibile ai maggiori rica vi assicurativi, sia della dinamica positiva del margine finanziario, che incorpora maggiori utili da realizzo e da valutazione. Nel ramo danni si rileva un lieve incremento del risultato della gestione assicurativa quale risultante di un progresso del mar gine tecnico, sostenuto da più elevati ricavi assicurativi correlati ai sinistri, in buona parte compensato dalla riduzione del margine finanziario da correlare essenzialmente alla componente da realizzo.
I risultati economici
60 (milioni di euro) Voci 2026 Variazioni 2°
trimestre 1°
trimestre assolute %
MARGINE TECNICO 354 392 -38 -9,7
Rilascio margine sui servizi contrattuali 328 340 -12 -3,5 Sinistri, spese attese e altri importi 538 536 2 0,4 Ricavi assicurativi 866 876 -10 -1,1 Sinistri e spese effettivi totali -479 -460 19 4,1 Altri Costi Assicurativi -33 -24 9 37,5 Costi assicurativi -512 -484 28 5,8
MARGINE FINANZIARIO 144 82 62 75,6
Costi e ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi -4.453 115 -4.568 Interessi netti 694 544 150 27,6 Dividendi 263 190 73 38,4 Utili/perdite da realizzo 281 11 270 Utili/perdite da valutazione 3.321 -820 4.141 Commissioni nette 38 42 -4 -9,5 Risultato della gestione assicurativa al lordo degli effetti da consolidamento 498 474 24 5,1 Effetti da consolidamento -1 2 -3
RISULTATO DELL'ATTIVITA' ASSICURATIVA 497 476 21 4,4
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Il risultato della gestione assicurativa, comprensivo dei rami vita e danni/salute, nel secondo trimestre 2026 ha mostrato un valore superiore a quello del primo (+4,4%), per effetto di un aumento del margine finanziario che ha più che compensato la diminu zione del margine tecnico .
(milioni di euro) Produzione 30.06.2026 30.06.2025
di cui
nuova
produzione
Rami Vita 8.452 8.282 7.110 Premi emessi prodotti tradizionali 4.273 4.212 4.059 Premi emessi prodotti Unit Linked 2.774 2.674 1.749 Premi emessi prodotti Multiramo 787 782 815 Premi emessi Fondi pensione 616 613 486 Premi emessi prodotti di Capitalizzazione 2 1 1 Rami Danni 916 165 862 Premi emessi 916 165 862 Premi ceduti in riassicurazione -59 -10 -74 Premi netti da prodotti assicurativi 9.309 8.437 7.898 Produzione contratti Unit Linked 1.629 1.615 1.521 Totale produzione relativa ai contratti di investimento 1.629 1.615 1.521 Produzione totale 10.938 10.052 9.419 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Nel primo semestre 2026 la produzione totale del comparto assicurativo si è attestata a 10,9 miliardi, su livelli superiori a lla produzione realizzata nel corrispondente periodo del 2025 (9,4 miliardi). La crescita dei premi è stata determinata principalme nte dall’incremento delle Unit Linked, sia quelle di natura prevalentemente assicurativa (+1 miliardo) sia quelle di natura prevalentemente finanziaria di ramo III (+0,1 miliardi); nell’ambito del ramo vita sono inoltre aumentati i premi sui prodotti tradizionali (+0,2 miliardi) e sui Fondi pensione (+0,1 miliardi), mentre si sono ridotti del 3,4% quelli sulle polizze Multiramo.
I risultati economici
61 Relativamente al ramo danni si rileva un incremento (+54 milioni), trainato dalla buona dinamica del comparto non motor, incluse le CPI – Credit Protection Insurance.
La nuova produzione è complessivamente ammontata a 10,1 miliardi, corrispondente a oltre il 90% della raccolta premi complessiva delle compagnie del Gruppo.
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value (milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option -214 65 -279 Risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting -3 -14 -11 -78,6 Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico 518 171 347 Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato 644 377 267 70,8 Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie -40 -47 -7 -14,9 Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 905 552 353 63,9 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Nel primo semestre 2026 il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (che include il costo della gestione dei rischi finanziari connessi all’operatività in certificates valutati al fair value in relazione alla dinamica dei tassi di int eresse), pari a 905 milioni, ha evidenziato un significativo incremento rispetto al valore di 552 milioni registrato nel corrispondente periodo 2025. La crescita è ascrivibile ai maggiori utili derivanti dalla movimentazione dei titoli di debito, nonché a effetti valutativi derivanti in misura significativa da investimenti in strumenti finanziari parte cipativi.
In dettaglio si rileva un miglioramento del risultato netto da attività valutate al fair value con impatto a conto economico (+347 milioni) da ascrivere principalmente ai sopracitati effetti valutativi , e del risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato (+267 milioni), per il maggior apporto riveniente dalle cessioni dei titoli di d ebito HTC e HTCS, prevalentemente governativi.
Per contro, ha agito in negativo il risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option, passato da 65 milioni del primo semestre 2025 a -214 milioni, a fronte del minor apporto dall’operatività in tassi di interesse, dalla gestione del rischio equity e dalle attività in valute.
Infine, hanno evidenziato un miglioramento, sia pure di modesta entità, il risultato netto da riacquisto di passività finanzi arie, che passa da -47 milioni dei primi sei mesi 2025 a -40 milioni, e il risultato netto da operazioni di copertura in hedge acco unting, da -14 milioni a -3 milioni.
(milioni di euro) Voci 2026 Variazioni 2°
trimestre 1°
trimestre assolute % Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option -20 -194 -174 -89,7 Risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting - -3 -3 Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico 254 264 -10 -3,8 Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato 177 467 -290 -62,1 Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie -11 -29 -18 -62,1 Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 400 505 -105 -20,8 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Il risultato del secondo trimestre 2026 mostra un valore inferiore a quello del primo. Il calo è principalmente riconducibile al
I risultati economici
62 risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato, segnatamente nella componente dei titoli di debito HTC che ha rilevato minori cessioni nel secondo trimestre, solo in parte controbilanciato dal miglioramento del risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option.
Altri proventi (oneri) operativi netti Nel primo semestre 2026 gli altri proventi operativi netti sono stati pari a 44 milioni e si raffrontano con -2 milioni di oneri contabilizzati nel medesimo periodo 2025. In tale voce confluiscono sia proventi ed oneri di natura operativa – compresi quelli delle entità controllate non soggette a direzione e coordinamento ed operanti in settori del tutto distinti dall’ambito banca rio e finanziario – sia gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto. La dinamica della voce è la risultante sia della riduzione degli altri oneri di gestione per 24 milioni sia del maggior contributo dei dividendi e utili delle partecipazioni valutate al patr imonio netto (+22 milioni).
Costi operativi
(milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Salari e stipendi 2.218 2.200 18 0,8 Oneri sociali 560 557 3 0,5 Altri oneri del personale 402 435 -33 -7,6 Spese del personale 3.180 3.192 -12 -0,4 Spese per servizi informatici 407 399 8 2,0 Spese di gestione immobili 134 144 -10 -6,9 Spese generali di funzionamento 214 218 -4 -1,8 Spese legali e professionali 107 114 -7 -6,1 Spese pubblicitarie e promozionali 68 62 6 9,7 Costi indiretti del personale 89 88 1 1,1 Altre spese 259 259 - -
Imposte indirette e tasse 93 90 3 3,3 Recupero di spese ed oneri -13 -14 -1 -7,1 Spese amministrative 1.358 1.360 -2 -0,1 Immobilizzazioni materiali 252 265 -13 -4,9 Immobilizzazioni immateriali 432 443 -11 -2,5 Ammortamenti 684 708 -24 -3,4 Costi operativi 5.222 5.260 -38 -0,7 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Nei primi sei mesi del 2026 i costi operativi si sono attestati a 5.222 milioni, in flessione ( -0,7%) rispetto al dato rilevato nel primo semestre 2025.
Le spese del personale, pari a 3.180 milioni, hanno mostrato una leggera diminuzione ( -0,4%, pari a -12 milioni): i risparmi derivanti dalla riduzione dell’organico, anche grazie alle uscite per accordi, e la dinamica della parte variabile hanno più che compensato gli aumenti di natura contrattuale e gestionale del periodo.
Le spese amministrative sono state pari a 1.358 milioni, sostanzialmente stabili rispetto al corrispondente periodo 2025.
I risparmi registrati nelle spese di gestione immobili ( -10 milioni), nelle spese legali e professionali ( -7 milioni) e nelle spese generali di funzionamento ( -4 milioni) sono stati quasi interamente compensati dagli incrementi nelle altre voci di spesa, segnatamente quelle per servizi informatici (+8 milioni) e pubblicitarie e promozionali (+6 milioni essenzialmente correlati alla sponsorizzazione dei Giochi Olimpici Invernali).
Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali che, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d’uso acquisiti con il leasing operativo, hanno evidenziato un calo ( -3,4%, pari a -24 milioni) rispetto al dato del primo semestre 2025, nonostante significativi investimenti in tecnologia. Tale dinamica è riconducibile sia
I risultati economici
63 alle immobilizzazioni immateriali sia alle immobilizzazioni materiali ed è da correlare principalmente all’aggiornamento dell a vita utile28. Nel primo semestre 2026 il cost/income ratio si attesta al 35,9%, in miglioramento rispetto al 38,1% del corrispondente periodo dell’esercizio precedente, posizionandosi ai minimi storici per il Gruppo e ai vertici nel panorama bancario europeo.
(milioni di euro) Voci 2026 Variazioni 2°
trimestre 1°
trimestre assolute % Salari e stipendi 1.134 1.084 50 4,6 Oneri sociali 283 277 6 2,2 Altri oneri del personale 188 214 -26 -12,1 Spese del personale 1.605 1.575 30 1,9 Spese per servizi informatici 211 196 15 7,7 Spese di gestione immobili 74 60 14 23,3 Spese generali di funzionamento 110 104 6 5,8 Spese legali e professionali 60 47 13 27,7 Spese pubblicitarie e promozionali 42 26 16 61,5 Costi indiretti del personale 47 42 5 11,9 Altre spese 140 119 21 17,6 Imposte indirette e tasse 50 43 7 16,3 Recupero di spese ed oneri -7 -6 1 16,7 Spese amministrative 727 631 96 15,2 Immobilizzazioni materiali 120 132 -12 -9,1 Immobilizzazioni immateriali 201 231 -30 -13,0 Ammortamenti 321 363 -42 -11,6 Costi operativi 2.653 2.569 84 3,3 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Il raffronto trimestrale evidenzia costi operativi più elevati nel secondo trimestre rispetto al primo, per effetto di maggio ri spese amministrative e del personale a fronte di una riduzione degli ammortamenti , derivanti dall’aggiornamento della vita utile29.
(milioni di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 2.898 2.952 -54 -1,8 IMI Corporate & Investment Banking 698 695 3 0,4 International Banks 673 660 13 2,0 Private Banking 503 504 -1 -0,2 Asset Management 110 109 1 0,9 Insurance 177 172 5 2,9 Totale aree di business 5.059 5.092 -33 -0,6 Centro di Governo 163 168 -5 -3,0 Gruppo Intesa Sanpaolo 5.222 5.260 -38 -0,7 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo.
28 Si veda in proposito quanto riportato nel capitolo “Politiche contabili” delle Note illustrative al bilancio consolidato seme strale abbreviato.
29 Si veda in proposito quanto riportato nel capitolo “Politiche contabili” delle Note illustrative al bilancio consolidato seme strale abbreviato.
I risultati economici
64 Con riferimento ai costi operativi, la Banca dei Territori, che contabilizza il 57,3% degli oneri delle aree operative ha mostrato un calo ( -1,8%, pari a -54 milioni), grazie ai risparmi sulle spese del personale, attribuibili alla riduzione dell’organico medio, e sulle spese amministrative, segnatamente i service in ambito immobiliare e informatico . I costi della Divisione IMI Corporate & Investment Banking hanno evidenziato una sostanziale stabilità (+0,4%, pari a +3 milioni): la crescita delle spese amministrative è stata in buona parte compensata dalla diminuzione delle spese del personale e degli ammortamenti.
Gli oneri dell’International Banks hanno mostrato un aumento rispetto al primo semestre del 2025 (+2%, pari a +13 milioni), principalmente ascrivibile a maggiori spese amministrative.
Anche la Divisione Insurance ha registrato una crescita dei costi (+2,9%, pari a +5 milioni), rilevabile ne lle spese amministrative e del personale.
Si sono mantenuti sostanzialmente stabili i costi operativi del Private Banking ( -1 milione) e dell’Asset Management (+1 milione).
Infine, i costi operativi del Centro di Governo hanno evidenziato una flessione (-5%, pari a -3 milioni) riconducibile a minori ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali da correlare all’aggiornamento della vita utile30, in parte compensati da maggiori spese del personale.
Risultato della gestione operativa Il risultato della gestione operativa è ammontato a 9.311 milioni, in aumento del 9,1% rispetto al valore contabilizzato nel primo semestre 2025, per effetto della buona dinamica dei ricavi e dell’attento presidio dei costi operativi.
Rettifiche di valore nette su crediti (milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Sofferenze -121 -99 22 22,2 Inadempienze probabili -247 -357 -110 -30,8 Crediti scaduti / sconfinanti -111 -137 -26 -19,0 Crediti Stage 3 -479 -593 -114 -19,2 di cui titoli di debito 1 -3 4 Crediti Stage 2 -4 43 -47 di cui titoli di debito - - - -
Crediti Stage 1 -22 39 -61 di cui titoli di debito 16 1 15 Rettifiche/Riprese nette su crediti -505 -511 -6 -1,2 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -8 -9 -1 -11,1 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 85 15 70 Rettifiche di valore nette su crediti -428 -505 -77 -15,2 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
30 Si veda in proposito quanto riportato nel capitolo “Politiche contabili” delle Note illustrative al bilancio consolidato seme strale abbreviato.
I risultati economici
65 Le rettifiche di valore nette su crediti si sono attestate a 428 milioni, in significativo calo in raffronto al valore di 505 milioni contabilizzato nel primo semestre 2025 ( -15,2%).
L’evoluzione della voce è essenzialmente riconducibile alla riduzione delle rettifiche di valore sui crediti non performing in Stage 3 ( -114 milioni , grazie anche a flussi netti di ingresso da bonis che si mantengono contenuti ) e alla dinamica positiva degli accantonamenti netti relativi a impegni e garanzie rilasciate (più elevate riprese per 70 milioni ), in parte compensate dall’andamento de i crediti in bonis in Stage 2 e in Stage 1, che evidenziano complessivamente rettifiche per 26 milioni a fronte di riprese per 82 milioni dei primi sei mesi del 2025.
A giugno 2026 l’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul complesso dei crediti si è attestata all’1,8%, sui medesimi livelli di dicembre 2025.
Il costo del credito annualizzato, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, è stato pari a 20 punti base, in presenza di aggiustamenti manageriali (overlay) stabili e di già citati flussi contenuti di ingressi da bonis a crediti deteriorati (1,2 miliardi nel primo semestre 2026 al netto delle uscite da deteriorati verso bonis). Tale valore è risultato inferiore sia al dato del primo semestre 2025 (24 punti base) sia a quello dell’esercizio 2025 (41 punti base), che includeva accantonamenti addizionali volti a favorire il de -risking .
A giugno 2026 la copertura sui crediti deteriorati è salita al 50,1% dal 48,6% di fine 2025. Nel dettaglio le sofferenze hanno richiesto rettifiche nette per 121 milioni che si confrontano con un valore di 99 milioni dei primi sei mesi 2025, con un liv ello di copertura del 69,2%. Le rettifiche nette sulle inadempienze probabili, pari a 247 milioni, sono risulta te in diminuzione del 30,8% rispetto ai 357 milioni registrati nel medesimo periodo 2025; la copertura su tali posizioni si è attestata al 40,6%. Le rettifiche su crediti scaduti e sconfinanti si sono ridotte a 111 milioni dai 137 milioni del primo semestr e 2025 e la loro copertura è stata pari al 29,9%. La copertura sulle posizioni forborne nell'ambito delle attività deteriorate è stata del 41,7%. Infine, la copertura sui finanziamenti in bonis si è attestata allo 0,43% (rispetto allo 0,47% del 31 dicembre 2025), ed incorpora il rischio fisi ologico sul po rtafoglio crediti.
(milioni di euro) Voci 2026 Variazioni 2°
trimestre 1°
trimestre assolute % Sofferenze -46 -75 -29 -38,7 Inadempienze probabili -154 -93 61 65,6 Crediti scaduti / sconfinanti -61 -50 11 22,0 Crediti Stage 3 -261 -218 43 19,7 di cui titoli di debito 2 -1 3 Crediti Stage 2 -61 57 -118 di cui titoli di debito 1 -1 2 Crediti Stage 1 28 -50 78 di cui titoli di debito 4 12 -8 -66,7 Rettifiche/Riprese nette su crediti -294 -211 83 39,3 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -6 -2 4 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 42 43 -1 -2,3 Rettifiche di valore nette su crediti -258 -170 88 51,8 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Nel secondo trimestre 2026 le rettifiche di valore nette su crediti sono aumentate rispetto a quelle registrate nei primi tre mesi, principalmente per l’incremento delle rettifiche su crediti deteriorati in Stage 3, in relazione ai flussi di classificazione del periodo (sia da bonis che per movimentazioni tra stati di rischio), e per la dinamica dei crediti in bonis in Stage 1 e 2 che presentano complessivamente rettifiche per 33 milioni a fronte di 7 milioni di riprese rilevate nel primo trimestre.
I risultati economici
66 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività (milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Altri accantonamenti netti -100 -60 40 66,7 Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato e su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -37 -41 -4 -9,8 Rettifiche di valore nette su altre attività -49 -6 43 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -186 -107 79 73,8 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Nell’ambito dello schema di conto economico riclassificato, questa voce comprende gli altri accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri e le rettifiche di valore nette su altre attività e su titoli valutati al costo ammortizzato e al fair value. Nei primi sei mesi del 2026 gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono ammontati a 186 milioni, valore che si raffronta con i 107 milioni contabilizzati nello stesso periodo dell’esercizio precedente. L’incremento è principal mente riconducibile alla dinamica della voce altri accantonamenti netti, che nel primo semestre 2026 presenta un valore di 100 milioni e si raffronta con 60 milioni del medesimo periodo del 2025, e alle rettifiche di valore nette su altre attività, passate da -6 milioni del primo semestre 2025 a -49 milioni. Per contro le rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato e su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività co mplessiva, pari a 37 milioni, si sono ridotte rispetto ai 41 milioni del corrispondente periodo del 2025, e sono riferibili principalmente alla componente dei titoli al costo ammortizzato.
(milioni di euro) Voci 2026 Variazioni 2°
trimestre 1°
trimestre assolute % Altri accantonamenti netti -69 -31 38 Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato e su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -14 -23 -9 -39,1 Rettifiche di valore nette su altre attività -39 -10 29 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -122 -64 58 90,6 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
A livello congiunturale, il secondo trimestre 2026 registra accantonamenti per 122 milioni, valore superiore ai 64 milioni de l trimestre precedente, per effetto della crescita degli altri accantonamenti netti e delle rettifiche di valore nette su altre attività, in parte attenuata dalla riduzione delle rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato e su titoli valutat i al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Altri proventi (oneri) netti Nel primo semestre 2026 g li altri proventi (oneri) netti, che comprendono utili e perdite realizzati su investimenti, partecipazioni e attività finanziarie al costo ammortizzato diverse dai crediti, nonché proventi/oneri non strettamente correlati alla gesti one operativa, si sono attestati a -80 milioni, in relazione ad oneri di natura diversa principalmente contabilizzati nel secondo trimestre, a fronte di 21 milioni di proventi rilevati nel corrispondente periodo 2025.
I risultati economici
67 Risultato corrente lordo Nei primi sei mesi del 2026 l’utile dell’operatività corrente prima della contabilizzazione delle imposte sul reddito si è at testato a 8.617 milioni, in crescita dell’8,5% rispetto ai 7.944 milioni dello stesso periodo del 2025.
Imposte sul reddito Le imposte su base corrente e differita sono state pari a 2.875 milioni, corrispondenti ad un tax rate del 33,4%, valore più elevato rispetto a quello registrato nel primo semestre 2025 (31,5%), in relazione sia all’evoluzione della base imponibile sia agli impatti delle misure introdotte con la Legge di Bilancio 2026, in particolare l’aumento di due punti dell’aliquota IRAP per gli enti creditizi e le imprese di assicurazione e la parziale indeducibilità degl i interessi passivi per gli intermediari finanziari.
Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) Tale voce – che a partire dal primo trimestre 2026 include gli oneri connessi alla realizzazione di iniziative trasformative di natura tecnologica previste dal nuovo Piano Industriale 2026 -2029 – si è attestata a 116 milioni, in flessione rispetto al dato contabilizzato nel medesimo periodo del 2025 (125 milioni).
Effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) La voce comprende gli effetti economici (ammortamenti e/o svalutazioni) riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all’iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevaz ione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali. Tale voce nel primo semestre 2026 si è attestata a -32 milioni, che si confrontano con i -45 milioni dell’analogo periodo dell’esercizio precedente.
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) La voce include i tributi imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e assicurativo e di conseguenza al di fuori del governo aziendale. Nei primi sei mesi del 2026 tali oneri sono ammontati a 19 milioni, valore che si confronta con 50 milioni registrati nello stesso periodo dell’esercizio precedente, che includevano 29 milioni ascrivibili al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita 31.
I tributi contabilizzati nel periodo in esame includono 1 milione riferibile al fondo di risoluzione europeo, 7 milioni riconducibili ai fondi di garanzia dei depositi, 12 milioni di tributi contabilizzati dalle banche estere, nonché un valore positivo di 1 milione derivante dalla rivalutazione del Fondo Atlante.
Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi Nei primi sei mesi del 2026 la voce evidenzia 21 milioni di utili netti di competenza di terzi relativi a società dell’area d i consolidamento integrale, che si raffrontano con utili di 8 milioni relativi al primo semestre 2025.
Risultato netto
Il Gruppo Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre 2026 con un utile netto di 5.554 milioni, in crescita del 6,5% rispetto al corrispondente periodo del 2025. Tale risultato rappresenta il valore semestrale più elevato dal 2007, a conferma di un modello di business diversificato e resiliente, con una leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory. L’incre mento ha tratto vantaggio dal positivo andamento dei ricavi, sostenuto dalla dinamica del risultato di negoz iazione, del risultato dell’attività assicurativa e delle commissioni, dal contenimento delle rettifiche su crediti e dall’attenta gestione dei cost i operativi.
31 In base alle previsioni dello Statuto del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita approvato e depositato a fine 2025, ch e identifica l’insorgenza dell’obbligo del pagamento del contributo annuale nell’essere aderente al Fondo alla data del 31 dicembr e dell'anno di riferimento, la rilevazione contabile del contributo annuale relativo al 2026 avverrà in sede di redazione del Bilancio annuale.
68 Gli aggregati patrimoniali
Aspetti generali
Per consentire una valutazione più immediata delle consistenze patrimoniali del Gruppo, viene predisposto uno Stato patrimoniale consolidato riclassificato.
Lo schema presenta, oltre agli importi relativi alla data di rendicontazione, anche i dati di raffronto riferiti al 31 dicemb re 2025 e l’evoluzione trimestrale degli stessi. Al fine di garantire un raffronto in termini omogenei, i dati patrimoniali dei per iodi precedenti vengono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per renderli il più possibile coerenti, soprattutto in relazion e alle eventuali variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Si segnala che nella presente Relazione intermedia sulla gestione non si sono rese necessarie riesposizioni: i dati patrimoni ali consolidati riclassificati presentati per il raffronto non hanno pertanto subito modifiche rispetto a quelli pubblicati nel B ilancio 2025.
Rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d’Italia, vengono effettuate alcune aggregazioni e riclassifica zioni.
I dettagli analitici delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al p resente Resoconto, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
Le aggregazioni e riclassificazioni di voci effettuate nello Stato patrimoniale consolidato riclassificato riguardano:
– l’evidenza separata delle attività finanziarie del comparto bancario che costituiscono Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela, indipendentemente dai rispettivi portafogli contabili di allocazione;
– l’evidenza separata delle attività finanziarie del comparto bancario che non costituiscono finanziamenti, distinte tra attivi tà finanziarie valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e attiv ità finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al netto di quanto riclassificato nelle voci Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela;
– l’evidenza separata delle attività e passività finanziarie del comparto assicurativo, raggruppate in funzione della modalità valutativa adottata ai fini dell’IFRS 9 (fair value o costo ammortizzato);
– l’aggregazione in un’unica voce delle Attività materiali ed immateriali, con articolazione nelle sottovoci Attività di propri età e Diritti d'uso acquisiti con il leasing;
– l’inclusione del valore dei Derivati di copertura del comparto bancario e dell’Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica tra le Altre voci dell’attivo/Altre voci del passivo;
– l’inclusione delle Attività assicurative nelle Altre voci dell’attivo;
– l’evidenza separata dei Debiti verso banche al costo ammortizzato del comparto bancario;
– l’aggregazione in un’unica voce dell’ammontare dei Debiti verso clientela al costo ammortizzato e dei Titoli in circolazione del comparto bancario;
– il raggruppamento in un’unica voce (Fondi per rischi e oneri) dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto del personale e Fondi per rischi e oneri relativi a: impegni e garanzie rilasciate, quiescenza e obblighi simili, al tri fondi per rischi e oneri);
– la riclassificazione dei Debiti per leasing in specifica sottovoce nell’ambito delle Altre voci del passivo;
– l’indicazione delle Riserve in modo aggregato, e al netto delle eventuali azioni proprie.
Gli aggregati patrimoniali
69 Stato patrimoniale consolidato riclassificato (milioni di euro) Attività 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
Cassa e disponibilità liquide 37.179 37.868 -689 -1,8 Finanziamenti verso banche 44.038 41.622 2.416 5,8 Finanziamenti verso clientela 437.125 425.033 12.092 2,8 Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 432.205 421.555 10.650 2,5 Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 4.920 3.478 1.442 41,5 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 78.571 69.610 8.961 12,9 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 57.439 50.731 6.708 13,2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 92.066 87.470 4.596 5,3 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato 3 9 -6 -66,7 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value con impatto a conto economico 116.096 110.687 5.409 4,9 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 73.426 73.491 -65 -0,1 Partecipazioni 2.867 2.735 132 4,8 Attività materiali e immateriali 18.376 18.648 -272 -1,5 Attività di proprietà 17.338 17.628 -290 -1,6 Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.038 1.020 18 1,8 Attività fiscali 10.787 11.591 -804 -6,9 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.114 1.065 49 4,6 Altre voci dell'attivo 23.582 29.327 -5.745 -19,6 Totale attività 992.669 959.887 32.782 3,4
Passività 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
Debiti verso banche al costo ammortizzato 60.986 56.716 4.270 7,5 Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 572.628 563.519 9.109 1,6 Passività finanziarie di negoziazione 40.617 39.648 969 2,4 Passività finanziarie designate al fair value 29.838 27.196 2.642 9,7 Passività finanziarie al costo ammortizzato di pertinenza delle imprese di assicurazione 2.092 2.156 -64 -3,0 Passività finanziarie di negoziazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 43 62 -19 -30,6 Passività finanziarie designate al fair value di pertinenza delle imprese di assicurazione 49.564 49.184 380 0,8 Passività fiscali 2.637 2.881 -244 -8,5 Passività associate ad attività in via di dismissione 62 45 17 37,8 Altre voci del passivo 24.678 15.464 9.214 59,6 di cui debiti per leasing 1.068 1.053 15 1,4 Passività assicurative 136.165 132.518 3.647 2,8 Fondi per rischi e oneri 4.210 5.120 -910 -17,8 di cui per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 527 676 -149 -22,0 Capitale 10.529 10.369 160 1,5 Riserve 45.649 42.578 3.071 7,2 Riserve da valutazione -1.241 -1.138 103 9,1 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -403 -374 29 7,8 Acconti su dividendi - -3.234 -3.234 Strumenti di capitale 8.935 7.704 1.231 16,0 Patrimonio di pertinenza di terzi 126 152 -26 -17,1 Risultato netto 5.554 9.321 -3.767 -40,4 Totale passività e patrimonio netto 992.669 959.887 32.782 3,4 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
Gli aggregati patrimoniali
70 Evoluzione trimestrale dei dati patrimoniali consolidati riclassificati (milioni di euro) Attività 2026 2025 30/6 31/3 31/12 30/9 30/6 31/3 Cassa e disponibilità liquide 37.179 35.584 37.868 36.957 41.864 37.447 Finanziamenti verso banche 44.038 44.356 41.622 37.010 35.381 36.933 Finanziamenti verso clientela 437.125 429.832 425.033 421.073 418.591 416.797 Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 432.205 424.914 421.555 417.959 415.854 414.811 Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 4.920 4.918 3.478 3.114 2.737 1.986 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 78.571 75.092 69.610 69.483 67.037 65.124 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 57.439 56.207 50.731 49.669 50.544 48.862 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 92.066 86.775 87.470 88.325 87.162 88.323 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato 3 3 9 4 4 5 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value con impatto a conto economico 116.096 108.187 110.687 106.955 104.198 101.980 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 73.426 72.241 73.491 71.784 71.721 70.518 Partecipazioni 2.867 2.628 2.735 2.992 3.005 2.970 Attività materiali e immateriali 18.376 18.429 18.648 18.344 18.449 18.497 Attività di proprietà 17.338 17.364 17.628 17.321 17.374 17.419 Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.038 1.065 1.020 1.023 1.075 1.078 Attività fiscali 10.787 11.391 11.591 10.931 11.590 12.462 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.114 1.034 1.065 718 744 907 Altre voci dell'attivo 23.582 26.306 29.327 29.779 33.162 34.309 Totale attività 992.669 968.065 959.887 944.024 943.452 935.134
Passività 2026 2025 30/6 31/3 31/12 30/9 30/6 31/3 Debiti verso banche al costo ammortizzato 60.986 59.594 56.716 66.765 63.812 60.107 Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 572.628 563.625 563.519 538.303 536.218 540.743 Passività finanziarie di negoziazione 40.617 43.333 39.648 40.179 41.870 41.513 Passività finanziarie designate al fair value 29.838 27.311 27.196 25.374 24.700 24.175 Passività finanziarie al costo ammortizzato di pertinenza delle imprese di assicurazione 2.092 2.182 2.156 1.981 1.927 1.971 Passività finanziarie di negoziazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 43 67 62 75 66 100 Passività finanziarie designate al fair value di pertinenza delle imprese di assicurazione 49.564 46.914 49.184 48.136 47.917 48.136 Passività fiscali 2.637 3.637 2.881 2.685 2.358 2.614 Passività associate ad attività in via di dismissione 62 48 45 3 10 249 Altre voci del passivo 24.678 17.108 15.464 19.161 26.131 19.208 di cui debiti per leasing 1.068 1.095 1.053 1.054 1.104 1.105 Passività assicurative 136.165 130.668 132.518 129.659 127.142 124.195 Fondi per rischi e oneri 4.210 4.854 5.120 4.569 4.643 5.356 di cui per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 527 618 676 595 587 585 Capitale 10.529 10.369 10.369 10.369 10.369 10.369 Riserve 45.649 51.793 42.578 43.175 44.257 51.315 Riserve da valutazione -1.241 -1.544 -1.138 -1.508 -1.566 -1.849 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -403 -473 -374 -342 -316 -367 Acconti su dividendi - -3.234 -3.234 - - -3.022 Strumenti di capitale 8.935 8.935 7.704 7.703 8.559 7.572 Patrimonio di pertinenza di terzi 126 117 152 149 139 134 Risultato netto 5.554 2.761 9.321 7.588 5.216 2.615 Totale passività e patrimonio netto 992.669 968.065 959.887 944.024 943.452 935.134 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
Gli aggregati patrimoniali
71 OPERATIVITA’ BANCARIA
Finanziamenti verso clientela
Finanziamenti verso clientela: composizione (milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Incidenza
% Incidenza
% assolute % Conti correnti 21.668 5,0 21.245 5,0 423 2,0 Mutui 215.665 49,3 214.253 50,4 1.412 0,7 Anticipazioni e finanziamenti 164.739 37,7 154.948 36,5 9.791 6,3 Crediti da attività commerciale 402.072 92,0 390.446 91,9 11.626 3,0 Operazioni pronti c/termine 21.919 5,0 22.003 5,2 -84 -0,4 Crediti rappresentati da titoli 9.137 2,1 8.692 2,0 445 5,1 Crediti deteriorati 3.997 0,9 3.892 0,9 105 2,7 Finanziamenti verso clientela 437.125 100,0 425.033 100,0 12.092 2,8 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
Al 30 giugno 2026 i finanziamenti verso clientela del Gruppo si sono approssimati a 437 miliardi, in crescita (+2,8%, pari a +12,1 miliardi) rispetto a fine 2025. La dinamica è principalmente ascrivibile all’aumento dei crediti da attività commerciale (+3% , pari a +11,6 miliardi), che costituiscono oltre il 90% dell’aggregato complessivo, segnatamente quelli a breve scadenza, trainati dall’incremento della voce anticipazioni e finanziamenti (+6,3%, pari a +9,8 miliardi), principalmente in relazione allo svi luppo delle forme ordinarie di anticipazione;
hanno mostrato un’evoluzione positiva, sia pure di entità più contenuta, i conti correnti (+2%, pari a +0,4 miliardi) e, per quanto riguarda l’operatività commerciale a medio -lungo termine, i finanziamenti rappresentati dai mutui (+0,7%, pari a +1,4 miliardi), sostenuti dal buon andamento delle erogazioni.
Per quanto concerne le altre componenti dell’aggregato finanziamenti verso clientela, i crediti a breve termine di natura finanziaria, costituiti dalle operazioni pronti c/termine, hanno presentato una sostanziale stabilità ( -0,4%, pari a -0,1 miliardi), mentre i crediti rappresentati da titoli hanno evidenziato una crescita (+5,1%, pari a +0,4 miliardi). I crediti deteriorati si sono mantenuti su livelli minimi, di poco superiori a quelli di fine 2025 che incorporavano gli effetti delle iniziative di de -risking perfezionate nell’ultimo trimestre, a conferma dell’elevata qualità dell’attivo.
Al 31 maggio 2026 (ultimo dato disponibile) la quota di mercato detenuta dal Gruppo Intesa Sanpaolo sul territorio nazionale è pari al 17% per gli impieghi totali a clientela.
Nel primo semestre 2026 il Gruppo ha erogato finanziamenti a medio -lungo termine per 44,1 miliardi, suddivisi in 25,4 miliardi per il perimetro Italia e 18,7 miliardi per la parte estero.
Nel mercato domestico, la Banca dei Territori ha fatto registrare finanziamenti per 19,7 miliardi, di cui 9,4 miliardi destin ati alle famiglie (segmenti retail ed exclusive), 8,4 miliardi destinati alle imprese (aziende con fatturato fino a 350 milioni), 1 ,3 miliardi in capo all’agribusiness e 0,6 miliardi riferiti ai comparti terzo settore, reti terze, Prestitalia e Isybank. A questi si ag giungono 5,5 miliardi di erogazioni della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, inclusa operatività Originate t o Share (OtS), e 0,2 miliardi di operatività OtS relativa a clientela non corporate.
Per la parte estero, invece, i finanziamenti comprendono la Divisione International Banks per 7,6 miliardi e IMI C&IB estero, inclusa operatività OtS, per 11,1 miliardi.
Riguardo alle specifiche misure a sostegno del sistema produttivo previste in seguito alla pandemia da COVID -19, a livello consolidato, considerando anche l’attività negli altri Paesi di presenza del Gruppo, a fine giugno 2026 il debito residuo del le espos izioni per finanziamenti rientranti nell’ambito di schemi di garanzia pubblica (SACE e Fondo PMI in l’Italia) totalizzava 5,4 miliardi (dei quali 5,2 miliardi relativi all’Italia), a fronte degli 8,2 miliardi (dei quali 8 miliardi in Italia) in essere a dicembre 2025. La progressiva riduzione, essenzialmente riconducibile alla Capogruppo, si correla ai rimborsi ed alle parziali estinzi oni intervenuti nel corso del primo semestre 2026.
Nell’ambito delle iniziative della Banca a fronte degli interventi previsti dal “Decreto Rilancio” (D.L. 34/2020) per la ripr esa del settore delle costruzioni, Intesa Sanpaolo – tramite le Divisioni Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking – ha
Gli aggregati patrimoniali
72 acquistato, dall’inizio dell’operatività e sino al 30 giugno 2026, crediti fiscali per 38,7 miliardi (38,4 miliardi al 31 dic embre 2025), ai quali vanno ad aggiungersi 0,7 miliardi per contratti sottoscritti e richieste ricevute.
Al netto di variazioni complessivamente in diminuzione per circa 27,7 miliardi (riconducibili alle compensazioni effettuate n el periodo, alle ricessioni intervenute, ai risconti contabilizzati e all’adeguamento al fair value ove previsto dal business mo del di riferimento), al 30 giugno 2026 risultavano iscritti in bilancio crediti fiscali per 11 miliardi (15,8 miliardi a dicembre 20 25), inclusi nella voce 130 Altre attività dello Stato patrimoniale consolidato, che nello Stato patrimoniale consolidato ricla ssificato confluiscono nelle Altre voci dell’attivo.
(milioni di euro) 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni assolute % Banca dei Territori 219.940 219.992 -52 -
IMI Corporate & Investment Banking 134.524 124.132 10.392 8,4 International Banks 52.353 48.944 3.409 7,0 Private Banking 14.609 14.685 -76 -0,5 Asset Management 324 351 -27 -7,7 Insurance - - - -
Totale aree di business 421.750 408.104 13.646 3,3 Centro di Governo 15.375 16.929 -1.554 -9,2 Gruppo Intesa Sanpaolo 437.125 425.033 12.092 2,8 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
Nell’analisi per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta il 52,1% dell’aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha presentato una stabilità dei volumi di impiego rispetto a fine 2025. Hanno mostrato una crescita i finan ziamenti della Divisione IMI Corporate & Investment Banking (+8,4%, pari a +10,4 miliardi), sostenuta dal contributo del Global Corporate e del Global Markets, e quelli della Divisione International Banks (+7%, pari a +3,4 miliardi), grazie allo sviluppo r ilevato da tutte le controllate, in particolare quelle operanti in Slovacchia, Ungheria e Croazia.
Gli impieghi della Divisione Private Banking, in buona parte costituiti da affidamenti a breve, si sono mantenuti su livelli simili a quelli di dicembre 2025 ( -0,5%, -0,1 miliardi), e quelli della Divisione Asset Management, i cui stock sono di entità relativamente modesta in relazione alla specifica operatività, hanno evidenziato una riduzione del 7,7%.
Infine i finanziamenti sugli asset centrali del Centro di Governo hanno presentato un ridimensionamento del 9,2% ( -1,6 miliardi) in buona parte riconducibile all’operatività in pronti contro termine attivi.
Gli aggregati patrimoniali
73 Finanziamenti verso clientela: qualità del credito (milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazione
Esposizione
netta Incidenza
% Esposizione
netta Incidenza
% Esposizione
netta
Sofferenze 879 0,2 790 0,2 89 Inadempienze probabili 2.790 0,6 2.780 0,6 10 Crediti Scaduti / Sconfinanti 328 0,1 322 0,1 6 Crediti Deteriorati 3.997 0,9 3.892 0,9 105 Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a impairment) 3.985 0,9 3.880 0,9 105 Crediti deteriorati valutati al fair value con contropartita il conto economico 12 - 12 - -
Crediti in bonis 423.986 97,0 412.439 97,0 11.547 Stage 2 30.120 6,9 32.131 7,6 -2.011 Stage 1 392.584 89,8 379.332 89,2 13.252 Crediti in bonis valutati al fair value con contropartita il conto economico 1.282 0,3 976 0,2 306 Crediti in bonis rappresentati da titoli 9.137 2,1 8.692 2,1 445 Stage 2 367 0,1 313 0,1 54 Stage 1 8.770 2,0 8.379 2,0 391 Crediti detenuti per la negoziazione 5 - 10 - -5 Totale finanziamenti verso clientela 437.125 100,0 425.033 100,0 12.092 di cui forborne performing 4.016 4.062 -46 di cui forborne non performing 1.313 1.226 87 Finanziamenti verso clientela classificati tra le attività in via di dismissione 443 496 -53 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
Al 30 giugno 2026 i crediti deteriorati netti del Gruppo si sono attestati a 3.997 milioni, mantenendosi su valori minimi di poco superiori a quelli di fine 2025 (3.892 milioni), a conferma dell’andamento virtuoso già rilevato nel 2025 anche grazie alle i niziative di de -risking perfezionate nell’ultimo trimestre. Il primo semestre 2026 ha beneficiato di un’elevata qualità del credito e di contenuti nuovi flussi in ingresso a crediti deteriorati, coerentemente con lo status di Banca Zero -NPL (Non Performing Loans).
Si regi stra un’incidenza delle attività deteriorate sul totale dei finanziamenti netti verso clientela dello 0,9% (0,8% in base alla definizione EBA) con una copertura dei crediti deteriorati salita al 50,1% (48,6% il dato di fine 2025).
Più in dettaglio, a giugno 2026 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzat e, si sono quantificati in 879 milioni (+11,3% dal 31 dicembre 2025), con un’incidenza sul totale dei finanziamenti netti pari allo 0,2% e un livello di copertura al 69,2%. Le inadempienze probabili, pari a 2.790 milioni, hanno presentato una lieve crescita dello 0,4 %, con un’incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari allo 0,6% e un livello di copertura del 40,6%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 328 milioni (+1,9% da fine 2025), con una copertura pari al 29,9%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell’ambito delle att ività deteriorate, si sono attestate a 1.313 milioni, con una copertura del 41,7%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 4.016 milioni.
A fine giugno 2026 i crediti in bonis netti sono risultati pari a 424 miliardi, in crescita da fine 2025 di 11,5 miliardi (+2,8%), registrando una copertura complessiva pari allo 0,43%, di cui per i crediti in Stage 2 pari al 4,22% (dal 4,20% di fine 2025) e per quelli in Stage 1 allo 0,13% (0,14% il valore a fine dicembre 2025). In termini di stock, i crediti netti in Stage 1 si s ono incrementati del 3,5% a 392,6 miliardi, mentre quelli in Stage 2 si sono attestati a 30,1 miliardi, in calo del 6,3% rispett o al dato di fine 2025.
Gli aggregati patrimoniali
74 La tabella che segue riporta esposizione lorda, rettifiche di valore complessive ed esposizione netta dei Finanziamenti verso clientela in relazione al loro profilo di rischio.
(milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazione
Esposizione
lorda Rettifiche di
valore
complessive Esposizione
netta Esposizione
lorda Rettifiche di
valore
complessive Esposizione
netta Esposizione
netta
Sofferenze 2.851 -1.972 879 2.414 -1.624 790 89 Inadempienze probabili 4.695 -1.905 2.790 4.699 -1.919 2.780 10 Crediti Scaduti / Sconfinanti 468 -140 328 452 -130 322 6 Crediti Deteriorati 8.014 -4.017 3.997 7.565 -3.673 3.892 105 Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a impairment) 7.969 -3.984 3.985 7.518 -3.638 3.880 105 Crediti deteriorati valutati al fair value con contropartita il conto economico 45 -33 12 47 -35 12 -
Crediti in bonis 425.820 -1.834 423.986 414.374 -1.935 412.439 11.547 Stage 2 31.447 -1.327 30.120 33.538 -1.407 32.131 -2.011 Stage 1 393.091 -507 392.584 379.860 -528 379.332 13.252 Crediti in bonis valutati al fair value con contropartita il conto economico 1.282 - 1.282 976 - 976 306 Crediti in bonis rappresentati da titoli 9.152 -15 9.137 8.709 -17 8.692 445 Stage 2 375 -8 367 323 -10 313 54 Stage 1 8.777 -7 8.770 8.386 -7 8.379 391 Crediti detenuti per la negoziazione 5 - 5 10 - 10 -5 Totale finanziamenti verso clientela 442.991 -5.866 437.125 430.658 -5.625 425.033 12.092 di cui forborne performing 4.260 -244 4.016 4.289 -227 4.062 -46 di cui forborne non performing 2.254 -941 1.313 2.093 -867 1.226 87 Finanziamenti verso clientela classificati tra le attività in via di dismissione 1.443 -1.000 443 1.890 -1.394 496 -53 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
Al 30 giugno 2026 i crediti deteriorati lordi del Gruppo sono ammontati a 8 miliardi, in aumento (+5,9%, pari a +0,4 miliardi ) rispetto a dicembre 2025; la dinamica è stata determinata dalle sofferenze (+18,1%, pari a +437 milioni) e, in misura minore, dai crediti scaduti e sconfinanti (+3,5%, pari a +16 milioni), mentre le inadempienze probabili sono risultate stabili rispetto a dicembre 2025 ( -0,1%, pari a -4 milioni). Tale risultato è stato caratterizzato da contenuti nuovi ingressi da crediti in bonis, grazie alle performance registrate dalle iniziative di prevenzione. Relativamente alle iniziative di de -risking in ambito creditizio, il 23 marzo 2026 si è perfezionato il closing dell’operazione di de -risking avviata nel quarto trimestre 2025 avente ad og getto la cessione per cassa (true sale) di un portafoglio di sofferenze di Intesa Sanpaolo con un GBV (Gross Book Value) di 0,4 miliar di che al 31 dicembre 2025 era stato riclassificato fra le attività in via di dismissione, sussistendone i presupposti ai sensi dell’IFRS 5. Al 30 giugno 2026, pertanto, tra le attività riclassificate in via di dismissione, figuravano i crediti oggetto di una progettualità, anch’essa avviata nel quarto trimestre del 2025, che nel primo semestre 2026 è stata strutturata in tre distinti processi di de -risking destinati a perfezionarsi nel corso dell’anno , aventi per oggetto crediti deteriorati della Capogruppo classificati a sofferenze e ad inadempienze probabili, per un GBV complessivo di 1,4 miliardi. L’incidenza dei crediti deteri orati sui crediti complessivi è risultata pari all’1,8% al lordo delle re ttifiche di valore e allo 0,9% al netto (1,6% e 0,8% rispettivamente al lordo e al netto secondo la metodologia EBA). Nel corso dei primi sei mesi del 2026 gli ingressi lordi sono stati pari a 1,4 miliardi, inferiore al valore registrato nel semestre di ra ffronto 2025 (1,5 miliardi). In termini netti, ovvero al netto delle uscite verso crediti in bonis, il flusso in entrata è stato di 1,2 miliardi e si raffronta con un valore di 1,3 miliardi registrato nel primo semestre 2025.
Gli aggregati patrimoniali
75 Altre attività e passività finanziarie dell’operatività bancaria: composizione (milioni di euro) Tipologia di strumenti finanziari Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività
complessiva Titoli valutati al costo ammortizzato che non
costituiscono
finanziamenti TOTALE
attività
finanziarie
dell'operatività
bancaria Passività
finanziarie
di
negoziazione
dell'operatività
bancaria
(*) Titoli di debito emessi da Governi
30.06.2026 10.280 64.998 57.173 132.451 X
31.12.2025 7.929 59.627 48.798 116.354 X
Variazione assoluta 2.351 5.371 8.375 16.097 X Variazione % 29,7 9,0 17,2 13,8 X Altri titoli di debito
30.06.2026 7.233 25.718 21.398 54.349 X
31.12.2025 5.832 26.499 20.812 53.143 X
Variazione assoluta 1.401 -781 586 1.206 X Variazione % 24,0 -2,9 2,8 2,3 X Titoli di capitale
30.06.2026 10.110 1.350 X 11.460 X
31.12.2025 6.196 1.344 X 7.540 X
Variazione assoluta 3.914 6 X 3.920 X Variazione % 63,2 0,4 X 52,0 X
Quote OICR
30.06.2026 4.545 X X 4.545 X
31.12.2025 4.206 X X 4.206 X
Variazione assoluta 339 X X 339 X Variazione % 8,1 X X 8,1 X Debiti verso banche e verso clientela
30.06.2026 X X X X -5.828
31.12.2025 X X X X -5.632
Variazione assoluta X X X X 196 Variazione % X X X X 3,5
Derivati finanziari
30.06.2026 22.519 X X 22.519 -22.084
31.12.2025 21.468 X X 21.468 -19.362
Variazione assoluta 1.051 X X 1.051 2.722 Variazione % 4,9 X X 4,9 14,1
Derivati creditizi
30.06.2026 2.752 X X 2.752 -2.826
31.12.2025 5.100 X X 5.100 -5.170
Variazione assoluta -2.348 X X -2.348 -2.344 Variazione % -46,0 X X -46,0 -45,3
TOTALE 30.06.2026 57.439 92.066 78.571 228.076 -30.738
TOTALE 31.12.2025 50.731 87.470 69.610 207.811 -30.164
Variazione assoluta 6.708 4.596 8.961 20.265 574 Variazione % 13,2 5,3 12,9 9,8 1,9 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) L'importo della voce non comprende i "certificates" che sono inclusi nella tabella della raccolta diretta bancaria.
Gli aggregati patrimoniali 76 La tabella sopra riportata evidenzia la composizione delle altre attività e passività finanziarie, escluse quelle di pertinen za delle compagnie assicurative. Le passività finanziarie di negoziazione non comprendono i “certificates”, in quanto ricompresi ne gli aggregati della raccolta diretta bancaria.
Le altre attività finanziarie del Gruppo Intesa Sanpaolo sono state pari a 228,1 miliardi, in progresso di 20,3 miliardi da fine anno (+9,8%). Le passività finanziarie di negoziazione hanno mostrato un aumento dell’1,9%, attestandosi a 30,7 miliardi.
L’incremento del totale delle attività finanziarie è essenzialmente riconducibile all’andamento dei titoli di debito (+17,3 m iliardi), principalmente governativi, e in misura minore, dei titoli di capitale – in relazione all’acquisto del 3,01% del capitale di Generali Assicurazioni e alla sottoscrizione del relativo derivato di copertura che hanno fatto seguito al lancio dell’Offerta Pubblic a di Acquisto e Scambio su Banca MPS32 – nonché delle quote OICR, che hanno evidenziato crescite, rispettivamente, di 3,9 miliardi e di 0,3 miliardi. Hanno per contro mostrato un calo i derivati finanziari e creditizi ( -1,3 miliardi).
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono ammontate a 57,4 miliardi (+6,7 miliardi da fine 2025): la dinamica è principalmente ascrivibile ad un aumento dei titoli di capitale (+3,9 miliardi) e dei titoli di debito (+3,8 miliardi), segnatamente quelli emessi da Governi, solo in parte attenuato dalla diminuzione dei derivati finanziari e crediti zi (-1,3 miliardi).
I titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti sono stati pari a 78,6 miliardi, segnando un incr emento del 12,9%, correlato all’evoluzione dei titoli di debito emessi da Governi (+8,4 miliardi) e, in misura minore, degli altri titoli di debito (+0,6 miliardi). I titoli di debito al costo ammortizzato risultano prevalentemente classificati a Stage 1 (96,7%).
Anche le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, che hanno raggiunto 92,1 mili ardi, sono risultate in progresso da fine 2025 (+5,3%), grazie alla dinamica dei titoli di debito. I titoli di debito valutati al f air value con impatto sulla redditività complessiva risultano quasi interamente classificati a Stage 1 (99,3%).
Titoli di debito: stage allocation (milioni di euro) Titoli di debito: stage allocation Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività
complessiva Titoli valutati al costo
ammortizzato che
non costituiscono
finanziamenti TOTALE
Stage 1
30.06.2026 90.096 75.953 166.049 31.12.2025 85.100 66.864 151.964 Variazione assoluta 4.996 9.089 14.085 Variazione % 5,9 13,6 9,3
Stage 2
30.06.2026 620 2.064 2.684 31.12.2025 1.026 2.118 3.144 Variazione assoluta -406 -54 -460 Variazione % -39,6 -2,5 -14,6
Stage 3
30.06.2026 - 554 554 31.12.2025 - 628 628 Variazione assoluta - -74 -74 Variazione % - -11,8 -11,8
TOTALE 30.06.2026 90.716 78.571 169.287
TOTALE 31.12.2025 86.126 69.610 155.736
Variazione assoluta 4.590 8.961 13.551 Variazione % 5,3 12,9 8,7 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
L’aumento rispetto a dicembre 2025 dei titoli classificati a Stage 1, complessivamente pari a 14,1 miliardi, è riconducibile per 9,1 miliardi ai titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti e per 5 miliardi alle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva . I titoli classificati a Stage 2 hanno presentato una diminuzione (-0,5 miliardi) principalmente imputabile alle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
32 La documentazione sinora diffusa relativamente all’Offerta è disponibile sul sito istituzionale di Intesa Sanpaolo (group .intesasanpaolo.com), dove saranno rinvenibili anche gli aggiornamenti successivi.
Gli aggregati patrimoniali 77 Attività finanziarie della clientela (milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Incidenza
% Incidenza
% assolute % Raccolta diretta bancaria 612.345 40,5 600.199 41,2 12.146 2,0 Raccolta diretta assicurativa 187.436 12,4 182.861 12,5 4.575 2,5 Raccolta indiretta 884.965 58,6 844.619 58,0 40.346 4,8 Elisioni (a) -173.387 -11,5 -170.504 -11,7 2.883 1,7 Attività finanziarie della clientela 1.511.359 100,0 1.457.175 100,0 54.184 3,7 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(a) Le elisioni si riferiscono a componenti della raccolta indiretta che costituiscono anche forme di raccolta diretta (passi vità finanziarie del comparto assicurativo valutate al fair value e passività assicurative).
Al 30 giugno 2026 le attività finanziarie della clientela, al netto delle elisioni, hanno superato i 1.511 miliardi, registra ndo un significativo aumento di 54,2 miliardi da fine anno (+3,7%) riconducibile alla buona dinamica sia della raccolta indiretta ( +4,8%, pari a +40,3 miliardi) sia della raccolta diretta, in entrambe le sue componenti, bancaria (+2%, pari a +12,1 miliardi) e assicurativa (+2,5%, pari a +4,6 miliardi).
Raccolta diretta bancaria La tabella che segue include i debiti verso clientela, i titoli in circolazione, compresi quelli valutati al fair value, nonc hé i certificates, che rappresentano una forma di raccolta alternativa a quella obbligazionaria.
(milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Incidenza
% Incidenza
% assolute % Conti correnti e depositi 411.799 67,2 408.671 68,1 3.128 0,8 Operazioni pronti c/termine e prestito titoli 41.198 6,7 31.115 5,2 10.083 32,4 Obbligazioni 66.523 10,9 68.086 11,3 -1.563 -2,3 Certificati di deposito 3.340 0,5 3.431 0,6 -91 -2,7 Passività subordinate 11.985 2,0 12.197 2,0 -212 -1,7 Altra raccolta 77.500 12,7 76.699 12,8 801 1,0 di cui: valutata al fair value (*) 39.717 6,5 36.680 6,1 3.037 8,3 Raccolta diretta bancaria 612.345 100,0 600.199 100,0 12.146 2,0 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) Valori riferiti a Certificati di investimento (certificates) ed altre forme di raccolta inclusi nello schema di Stato pat rimoniale nelle voci "Passività finanziarie di negoziazione" e "Passività finanziarie designate al fair value". In dettaglio:
- al 30 giugno 2026 la voce risulta costituita per 9.879 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di n egoziazione e per 29.838 milioni da certificates (29.836 milioni) e altre forme di raccolta (2 milioni) classificati fra le Passi vità finanziarie designate al fair value;
- al 31 dicembre 2025 la voce risulta costituita per 9.484 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 27.196 milioni da certificates (27.190 milioni) e altre forme di raccolta (6 milioni) classificati fra le Pas sività finanziarie designate al fair value;
I titoli al portatore emessi sono convenzionalmente interamente ricondotti alla raccolta da clientela.
Gli aggregati patrimoniali
78 La raccolta diretta bancaria del Gruppo, pari a oltre 612 miliardi, ha registrato una crescita da fine 2025 (+2%, pari a +12,1 miliardi).
In dettaglio, si rileva un aumento delle operazioni pronti c/termine e prestito titoli (+32,4%, pari a +10,1 miliardi), dei conti correnti e depositi (+0,8%, pari a +3,1 miliardi), essenzialmente nella componente dei conti correnti e depositi liberi. Si è altresì incrementata l’altra raccolta (+1%, pari a +0,8 miliardi), che ha beneficiato dello sviluppo dei certificates a fronte di una riduzione dei commercial paper della controllata lussemburghese.
Per contro hanno mostrato un calo le obbligazioni ( -2,3%, pari a -1,6 miliardi), riconducibile ai covered bond e ai titoli senior preferred, solo parzialmente compensato dalle nuove emissioni senior non preferred, e le passività subordinate ( -1,7%, pari a -0,2 miliardi), quale risultante della scadenza di un prestito obbligazionario subordinato decennale in dollari per un controvalore nominale di 1,3 miliardi di euro e di due nuove emissioni, una delle quali in dollari, per un controvalore nominale complessivo di 1,1 miliardi di euro.
Tra le altre forme di raccolta, che hanno un’incidenza marginale sull’aggregato complessivo, i certificati di deposito hanno registrato una flessione ( -2,7%, pari a -0,1 miliardi) riveniente dalle filiali estere.
Al 31 maggio 2026 (ultimo dato disponibile) la quota sul mercato domestico della raccolta diretta (depositi e obbligazioni) d el Gruppo Intesa Sanpaolo è pari al 20,4%.
(milioni di euro) 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni assolute % Banca dei Territori 260.098 260.614 -516 -0,2 IMI Corporate & Investment Banking 133.696 127.337 6.359 5,0 International Banks 67.237 64.693 2.544 3,9 Private Banking 45.941 45.675 266 0,6 Asset Management - - - -
Insurance - - - -
Totale aree di business 506.972 498.319 8.653 1,7 Centro di Governo 105.373 101.880 3.493 3,4 Gruppo Intesa Sanpaolo 612.345 600.199 12.146 2,0 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
Nell’analisi della raccolta per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta il 51,2% dell’aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, è risultata sostanzialmente stabile da fine 2025 ( -0,2%, pari a -0,5 miliardi) quale risulta nte di una diminuzione dei debiti verso clientela imprese in buona parte controbilanciata dalla crescita dei debiti nei confronti dei privati.
La raccolta della Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato un aumento (+5%, pari a +6,4 miliardi), ascrivibile all’incremento dei debiti verso clientela, segnatamente in ambito Global Markets, e allo sviluppo dell’attività in certificates, solo in parte compensati dalla diminuzione dei titoli in circolazione della controllata lussemburghese e del Global Markets. Ha altresì evidenziato un progresso la Divisione International Banks (+3,9%, pari a +2,5 miliardi) principalmente da ricondurre all e controllate attive in Ungheria, Slovacchia, Serbia ed Egitto.
La Divisione Private Banking ha registrato un lieve incremento (+0,6%, pari a +0,3 miliardi), attribuibile alla crescita della raccolta in conto corrente in parte attenuata dal calo dei depositi a scadenza.
La provvista del Centro di Governo si è incrementata (+3,4%, pari a +3,5 miliardi) principalmente in relazione all’aumento de i debiti verso clientela, nella componente dei pronti contro termine passivi, e dell’operatività in titoli wholesale.
Gli aggregati patrimoniali
79 Raccolta indiretta (milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Incidenza
% Incidenza
% assolute % Fondi comuni di investimento (a) 244.518 27,6 230.742 27,3 13.776 6,0 Fondi pensione aperti e polizze individuali pensionistiche 22.411 2,5 20.484 2,4 1.927 9,4 Gestioni patrimoniali 103.030 11,7 96.201 11,4 6.829 7,1 Passività assicurative e passività finanziarie assicurative 184.276 20,8 181.378 21,5 2.898 1,6 Rapporti con clientela istituzionale 35.402 4,0 33.214 3,9 2.188 6,6 Risparmio gestito 589.637 66,6 562.019 66,5 27.618 4,9 Raccolta amministrata 295.328 33,4 282.600 33,5 12.728 4,5 Raccolta indiretta 884.965 100,0 844.619 100,0 40.346 4,8 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(a) La voce non comprende i fondi detenuti da compagnie assicurative del Gruppo e gestiti da SGR del Gruppo, i cui valori son o inclusi nelle passività assicurative e passività finanziarie assicurative.
Si segnala che a partire da dicembre 2025 le voci del risparmio gestito includono anche i fondi comuni di investimento istitu iti da terzi, le gestioni patrimoniali di case terze e le polizze assicurative emesse da compagnie non appartenenti al Gruppo che i n precedenza venivano classificati nel risparmio amministrato in quanto non riconducibili alle fabbriche prodotto del Gruppo.
I dati riesposti relativi alle consistenze di fine trimestre del 2025 sono pubblicati sul sito istituzionale di Gruppo (group .intesasanpaolo.com), nella sezione Investor Relations, Data base cifre chiave, Attività finanziarie totali e risparmio gestito.
Al 30 giugno 2026 la raccolta indiretta si è approssimata a 885 miliardi, in aumento (+4,8%, pari a +40,3 miliardi) rispetto a fine 2025, sia nella componente amministrata sia in quella gestita, sulle quali ha inciso positivamente l’apporto in termini di flussi di raccolta netta e l’andamento dei mercati finanziari.
Il risparmio gestito, che con 589,6 miliardi costituisce circa il 67% dell’aggregato complessivo, ha mostrato una crescita (+4,9%, pari a +27,6 miliardi), principalmente riconducibile ai fondi comuni di investimento (+13,8 miliardi) e alle gestioni patrimo niali (+6,8 miliardi). Anche le altre componenti hanno evidenziato un incremento: le passività assicurative e passività finanziarie assicurative (+2,9 miliardi), i rapporti con clientela istituzionale (+2,2 miliardi) e i fondi pensione aperti e polizze individuali pensionistiche (+1,9 miliardi). Nei primi sei mesi del 2026 la nuova produzione vita delle compagnie assicurative del Gruppo Intesa Sanpaolo, comprensiva dei prodotti previdenziali e di quelli aventi natura prevalentemente finanziaria, si è attest ata a 9,9 miliardi.
La raccolta amministrata, pari a 295,3 miliardi, ha registrato un aumento (+4,5%, pari a +12,7 miliardi), concentrato nei titoli e prodotti di terzi affidati in custodia e, in misura minore, nei rapporti con clientela istituzionale.
Gli aggregati patrimoniali
80 Crediti e debiti verso banche - posizione interbancaria netta (milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
Cassa e disponibilità liquide 33.949 33.835 114 0,3
- Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali (*) 30.206 30.609 -403 -1,3
- Conti correnti e depositi a vista presso altre banche 3.743 3.226 517 16,0 Crediti verso banche 44.038 41.622 2.416 5,8
- Riserva obbligatoria (**) 7.209 7.748 -539 -7,0
- Depositi a scadenza 1.941 2.305 -364 -15,8
- Pronti c/termine 24.240 21.552 2.688 12,5
- Altri 10.648 10.017 631 6,3 Totale banche attivo patrimoniale 77.987 75.457 2.530 3,4
- Raccolta a vista e depositi a scadenza 6.777 6.719 58 0,9
- Pronti c/termine 42.109 37.538 4.571 12,2
- Altri 12.100 12.459 -359 -2,9 Totale banche passivo patrimoniale 60.986 56.716 4.270 7,5
POSIZIONE INTERBANCARIA NETTA 17.001 18.741 -1.740 -9,3
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) Di cui presso Banca Centrale Europea: 23.729 milioni al 30 giugno 2026 e 23.286 milioni al 31 dicembre 2025.
(**) Di cui presso Banca Centrale Europea: 3.772 milioni al 30 giugno 2026 e 4.070 milioni al 31 dicembre 2025.
Al 30 giugno 2026 la posizione interbancaria netta del Gruppo – calcolata considerando tutte le disponibilità a vista, sia presso Banche Centrali sia presso altre banche, contabilizzate nella voce “Cassa e disponibilità liquide” – ha presentato uno sbilancio positivo di 17 miliardi, inferiore rispetto ai 18,7 miliardi registrati a fine 2025.
L’evoluzione riflette una crescita delle passività (+7,5%, pari a +4,3 miliardi), essenzialmente ascrivibile all’operatività in pronti contro termine a sostegno dell’acquisto di attività finanziarie del primo semestre 2026.
Dal lato degli attivi verso banche si è registrato un aumento (+3,4%, pari a +2,5 miliardi), riconducibile all’incremento dei crediti verso banche (+5,8%, pari a +2,4 miliardi), in particolare dei pronti contro termine. È risultata sostanzialmente stabile la liquidità nei depositi a vista presso Banche Centrali e altre banche (+0,3%, pari a +0,1 miliardi, di cui +0,4 miliardi presso BCE).
Gli aggregati patrimoniali
81 OPERATIVITA’ ASSICURATIVA
Attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative (milioni di euro) Tipologia di strumenti finanziari Attività finanziarie di
pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate al fair value con impatto a conto
economico e
Derivati di Copertura Attività finanziarie di
pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate al fair value con impatto sulla
redditività
complessiva Attività finanziarie di
pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate al costo
ammortizzato TOTALE
Attività
finanziarie di
pertinenza
delle imprese
di assicurazione Debiti verso Banche e Derivati
Finanziari di
pertinenza delle
imprese di
assicurazione (*)
Titoli di debito emessi da Governi
30.06.2026 8.284 49.731 - 58.015 X
31.12.2025 7.887 52.305 - 60.192 X
Variazione assoluta 397 -2.574 - -2.177 X Variazione % 5,0 -4,9 - -3,6 X Altri titoli di debito
30.06.2026 4.328 23.688 - 28.016 X
31.12.2025 4.101 21.179 - 25.280 X
Variazione assoluta 227 2.509 - 2.736 X Variazione % 5,5 11,8 - 10,8 X Titoli di capitale
30.06.2026 9.287 7 - 9.294 X
31.12.2025 7.747 7 - 7.754 X
Variazione assoluta 1.540 - - 1.540 X Variazione % 19,9 - - 19,9 X
Quote OICR
30.06.2026 93.587 - - 93.587 X
31.12.2025 90.351 - - 90.351 X
Variazione assoluta 3.236 - - 3.236 X Variazione % 3,6 - - 3,6 X Crediti verso banche e verso clientela
30.06.2026 534 - 3 537 X
31.12.2025 539 - 9 548 X
Variazione assoluta -5 - -6 -11 X Variazione % -0,9 - -66,7 -2,0 X Debiti verso banche
30.06.2026 X X X X 385 (**)
31.12.2025 X X X X 997 (**)
Variazione assoluta X X X X -612 Variazione % X X X X -61,4
Derivati finanziari
30.06.2026 76 - - 76 43 (***) 31.12.2025 62 - - 62 62 (***) Variazione assoluta 14 - - 14 -19 Variazione % 22,6 - - 22,6 -30,6
Derivati creditizi
30.06.2026 - - - - - (***) 31.12.2025 - - - - - (***) Variazione assoluta - - - - -
Variazione % - - - - -
TOTALE 30.06.2026 116.096 73.426 3 189.525 428
TOTALE 31.12.2025 110.687 73.491 9 184.187 1.059
Variazione assoluta 5.409 -65 -6 5.338 -631 Variazione % 4,9 -0,1 -66,7 2,9 -59,6 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) L'importo della voce non comprende le "Passività finanziarie designate al fair value di pertinenza delle imprese di assic urazione" incluse nella tabella della raccolta diretta assicurativa.
(**) Valore incluso nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie al costo ammortizzato di pertinenza delle imprese di assicurazione".
(***) Valore incluso nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di negoziazione di pertinenza delle imprese di assicurazione".
Gli aggregati patrimoniali
82 Le attività finanziarie e i debiti verso banche e derivati finanziari di pertinenza delle imprese assicurative, riepilogati n ella tabella sopra riportata, sono ammontati, rispettivamente, a 189,5 miliardi e a 0,4 miliardi. Le attività finanziarie sono risu ltate in aumento rispetto al valore di fine 2025 (+2,9%, pari a +5,3 miliardi), per effetto principalmente della dinamica rilevata su quote OI CR (+3,2 miliardi), su titoli di capitale (+1,5 miliardi) e su titoli di debito (+0,6 miliardi).
Raccolta diretta assicurativa (milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni Vita Danni Totale Incidenza % Vita Danni Totale Incidenza % assolute % Passività per copertura residua (*) 133.722 1.091 134.813 72,0 130.190 1.015 131.205 71,8 3.608 2,7 di cui: Valore attuale dei flussi finanziari 123.382 153 123.535 65,9 120.554 166 120.720 66,0 2.815 2,3 di cui: Aggiustamento per i rischi non finanziari 462 23 485 0,3 456 22 478 0,3 7 1,5 di cui: Margine sui servizi contrattuali 9.878 321 10.199 5,4 9.180 320 9.500 5,2 699 7,4 Passività per sinistri accaduti 591 761 1.352 0,7 575 738 1.313 0,7 39 3,0 Totale Passività assicurative 134.313 1.852 136.165 72,7 130.765 1.753 132.518 72,5 3.647 2,8 Contratti di investimento Unit linked (**) 49.564 - 49.564 26,4 49.184 - 49.184 26,9 380 0,8 Totale Passività finanziarie 49.564 - 49.564 26,4 49.184 - 49.184 26,9 380 0,8 Altra raccolta assicurativa (***) 1.707 - 1.707 0,9 1.159 - 1.159 0,6 548 47,3 Raccolta diretta assicurativa 185.584 1.852 187.436 100,0 181.108 1.753 182.861 100,0 4.575 2,5 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) Si evidenzia che il valore delle Passività per copertura residua nelle colonne relative al business “Danni” include anche le passività valutate con l’applicazione del metodo semplificato (c.d. Metodo della ripartizione dei premi) che non prevede l’aper tura nelle singole voci di dettaglio.
(**) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie designate al fair value di pertinenz a delle imprese di assicurazione".
(***) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie al costo ammortizzato di pertinenza delle imprese di assicurazione". La voce comprende le passività subordinate.
La raccolta diretta assicurativa, al 30 giugno 2026, si è attestata a 187,4 miliardi, mostrando un incremento (+2,5%, pari a +4,6 miliardi) rispetto a fine dicembre 2025 . Tale andamento è ascrivibile a lle passività assicurative (+2,8%, pari a +3,6 miliardi) essenzialmente riferibili alle passività per copertura residua del ramo vita e, in misura minore, alle passività finanziarie del ramo vita (+0,8%, pari a +0,4 miliardi), costituite dai prodotti Unit Linked. Anche l’altra raccolta assicurativa, che rappres enta una componente marginale dell’aggregato complessivo ed include le passività subordinate, ha registrato un progresso (+0,5 miliardi) rispetto a dicembre 2025, da porre in relazione con un’emissione subordinata Tier 2 da nominali 500 milioni con scadenza a 10 anni collocata sul mercato istituzionale da Intesa Sanpaolo Assicurazioni nel mese di maggio.
Gli aggregati patrimoniali
83 ATTIVITÀ NON CORRENTI IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITÀ ASSOCIATE
In questa voce sono appostate le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedura di dismissione.
Al 30 giugno 2026 sono state rilevate attività in corso di cessione per 1.114 milioni, costituite principalmente da: (i) immo bili, tra i quali quelli oggetto dell’operazione di conferimento definita nell’ambito dell’accordo fra Intesa Sanpaolo e COIMA per un valore complessivo di circa 0,5 miliardi; (ii) la partecipazione detenuta da Intesa Sanpaolo in Tinexta Innovation Hub per la quale, a seguito del cambio di controllo del Gruppo Tinexta, è attesa la cessione entro il terzo trimestre 2026; (iii) l’intere ssenza detenuta da Intesa Sanpaolo in B.F. S.p.A., oggetto dell’offerta pubblica di acquisto promossa dagli azionisti di controllo, la cui ce ssione si è perfezionata in data 10 luglio 2026 e (iv) crediti deteriorati per complessivi 1,4 miliardi di valore lordo destinati ad essere ceduti nell’ambito di tre distinti processi di cessione nel corso dell’anno, il primo dei quali perfezionatosi il 23 luglio 2 026 mediante conferimento ad un fondo di una posizione single name di Intesa Sanpaolo classificata a UTP .
Alla fine del primo semestre 2026 le passività associate si sono attestate a 62 milioni.
Al 31 dicembre 2025 le attività in via di dismissione erano pari a 1.065 milioni, rappresentate, come sopra citato, da immobi li, tra i quali quelli dell’operazione con COIMA, e da crediti deteriorati per 1,9 miliardi lordi destinati ad essere ceduti nell ’ambito delle iniziative di de -risking; a fine 2025 le passività associate si attestavano a 45 milioni.
Gli aggregati patrimoniali
84 ESPOSIZIONE AL RISCHIO SOVRANO PER PAESE DI RESIDENZA DELLA CONTROPARTE
Nella tabella che segue è riportato, sulla base di dati gestionali, il dettaglio delle esposizioni al rischio di credito sovrano de l Gruppo Intesa Sanpaolo con riferimento all’Attività bancaria. Si segnala che le attività finanziarie valutate al fair value c on impatto a conto economico sono esposte al netto delle eventuali posizioni corte su titoli di debito (debiti per cassa inclusi nelle passività finanziarie di negoziazione).
(milioni di euro)
TITOLI DI DEBITO IMPIEGHI
GRUPPO BANCARIO TOTALE (1)
Attività
finanziarie
valutate al costo
ammortizzato Attività
finanziarie
valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva Attività
finanziarie
valutate al fair value con impatto a conto
economico
Paesi UE 52.749 51.962 5.124 109.835 13.153 Austria 618 1.313 - 1.931 -
Belgio 4.360 6.691 436 11.487 -
Bulgaria - 27 5 32 -
Croazia 1.840 228 32 2.100 1.287 Cipro - - - - -
Repubblica Ceca - 259 78 337 -
Danimarca - - - - -
Estonia - - - - -
Finlandia 243 443 79 765 -
Francia 7.068 11.695 749 19.512 -
Germania 338 1.787 -40 2.085 15 Grecia - 14 93 107 -
Ungheria 1.305 1.497 94 2.896 478 Irlanda 383 77 - 460 -
Italia 22.099 12.548 3.473 38.120 9.669 Lettonia - - 5 5 5 Lituania - - - - -
Lussemburgo 323 1.098 13 1.434 -
Malta - - - - -
Paesi Bassi 822 229 1 1.052 -
Polonia 504 174 16 694 -
Portogallo 494 660 142 1.296 54 Romania 53 713 6 772 753 Slovacchia 2.069 614 60 2.743 365 Slovenia 113 165 - 278 467 Spagna 10.117 11.720 -118 21.719 60 Svezia - 10 - 10 -
Paesi non UE Albania 16 716 - 732 -
Egitto 525 1.439 - 1.964 281 Giappone - 364 -53 311 -
Russia - - - - -
Serbia 7 375 4 386 583 Regno Unito - 1.023 -10 1.013 -
U.S.A. 3.071 8.163 -490 10.744 -
Dati gestionali
(1) I titoli di debito da attività assicurativa (esclusi i titoli nei quali risultano investite le disponibilità raccolte con polizze assicurative emesse a totale rischio degli assicurati) relativi all’Italia ammontano a 39.513 milioni.
Come evidenziato nella tabella, alla fine del primo semestre 2026 l’esposizione del Gruppo bancario in titoli emessi dalle Amministrazioni pubbliche italiane centrali e locali ammonta a circa 38 miliardi (circa 32 miliardi al 31 dicembre 2025), a c ui si aggiungono circa 10 miliardi rappresentati da impieghi (circa 9 miliardi a fine 2025).
Gli aggregati patrimoniali
85 IL PATRIMONIO NETTO
Al 30 giugno 2026 il patrimonio netto del Gruppo si è attestato a 69.023 milioni, a fronte dei 65.226 milioni rilevati al 31 dicembre 2025, che scontavano l’acconto dividendi a valere sull’utile netto 2025 pagato a novembre 2025 ( -3,2 miliardi).
L’incremento è principalmente attribuibile all’incorporazione del l’utile maturato nei primi sei mesi dell’esercizio corrente (5.554 milioni), al netto della distribuzione a maggio 2026 dell’importo cash a saldo agli azionisti ( -3,3 miliardi), per un payout ratio complessivo – acconto e saldo – pari al 70% dell’utile netto consolidato 2025, e all’aumento degli strumenti di capitale (+1,2 miliardi), in relazione all’emissione di due strumenti subordinati di tipo AT1.
Come indicato nel capitolo “Il primo semestre 2026” della presente Relazione intermedia sulla gestione, cui si rimanda per maggiori dettagli, il 6 luglio ha preso avvio – secondo le modalità e nei termini approvati dall’Assemblea di Intesa Sanpaolo del 30 aprile 2026 – l’esecuzione del programma di acquisto di azioni proprie finalizzato all’annullamento (buyback) per un importo massimo di 2,3 miliardi, autorizzato dalla BCE.
Riserve da valutazione (milioni di euro)
Voci Riserva
31.12.2025 Variazione del
periodo Riserva
30.06.2026
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (titoli di debito) -1.083 -254 -1.337 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (titoli di capitale) -208 64 -144 Attività materiali 1.849 -1 1.848 Copertura di investimenti esteri -29 -46 -75 Copertura dei flussi finanziari -117 -7 -124 Differenze di cambio -1.486 86 -1.400 Attività non correnti in via di dismissione - - -
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazione del proprio merito creditizio) -229 33 -196 Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti -146 -2 -148 Quota delle riserve da valutazione relative alle partecipazioni valutate al patrimonio netto -1 24 23 Leggi speciali di rivalutazione 312 - 312 Riserve da valutazione (escluse le riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione) -1.138 -103 -1.241 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -374 -29 -403
Le riserve da valutazione bancarie (escluse quelle di pertinenza delle imprese di assicurazione), pari a -1.241 milioni, hanno presentato un peggioramento di 103 milioni rispetto al 31 dicembre 2025 ( -1.138 milioni), principalmente riconducibile alle riserve su titoli di debito, in parte compensato dal miglioramento delle riserve su titoli di capitale e su differenze di cam bio. Le riserve da valutazione delle imprese di assicurazione, pari a -403 milion i, hanno mostrato un peggioramento di 29 milioni rispetto al dato di fine 2025.
Gli aggregati patrimoniali
86 I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI PATRIMONIALI
(milioni di euro) Fondi propri e coefficienti patrimoniali 30.06.2026 31.12.2025
Fondi propri
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 41.323 40.854 Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) al netto delle rettifiche regolamentari 8.917 7.668
CAPITALE DI CLASSE 1 (TIER 1) 50.240 48.522
Capitale di Classe 2 (T2) al netto delle rettifiche regolamentari 10.066 9.519
TOTALE FONDI PROPRI 60.306 58.041
Attività di rischio ponderate Rischi di credito e di controparte 250.041 241.309 Rischi di mercato e di regolamento 14.346 14.980 Rischi operativi 53.651 53.651 Altri rischi specifici (a) 390 261
ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE 318.428 310.201
Coefficienti patrimoniali % Common Equity Tier 1 ratio 13,0% 13,2% Tier 1 ratio 15,8% 15,6% Total capital ratio 18,9% 18,7% (a) La voce include tutti gli altri elementi non considerati nelle precedenti voci che entrano nel computo dei requisiti patr imoniali complessivi.
I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2026 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD) e nel Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) e successive modifiche, che traspongono nell’Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea), e sulla base delle relative Circolari della Banca d’I talia.
Fondi propri
Al 30 giugno 2026, i Fondi Propri ammontano a 60.306 milioni.
Ancorché si sia concluso il periodo transitorio IFRS 9, i fondi propri tengono conto di quanto stabilito dalla Legge di Bilan cio 2019 (e successive modifiche), la quale ha previsto in via temporanea, attualmente fino al 2029, la rateizzazione ai fini fis cali delle rettifiche di valore operate in sede di First Time Adoption del principio contabile, con conseguente rilevazione di DTA , incluse integralmente, lungo lo stesso arco temporale, nel calcolo delle soglie previste dall’art. 48 CRR. Al 30 giugno 2026 tali DTA “IFRS9” non hanno generato alcuna deduzione dai Fondi Propri e risultano incluse tra le attività di rischio ponderate.
I fondi propri tengono altresì conto dell’importo applicabile, oggetto di deduzione dal Capitale primario, correlato alla cop ertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate, c.d. Minimum Loss Coverage, sulla base di quanto disciplinato dal Regola mento (UE) n. 630/2019 del 17 aprile 2019. Inoltre, in conformità con l’art. 3 di CRR (“Applicazione di requisiti più rigoros i da parte degli enti”), ai fini del calcolo dei fondi propri al 30 giugno 2026 è ricompresa la deduzione volontaria dal CET1 d el calendar provisioning33 sulle esposizioni incluse nel perimetro di Pillar 2, con impatto pari a circa 15 punti base.
A decorrere dal 30 giugno 2023, il Gruppo Intesa Sanpaolo si conforma alla EBA Q&A 2021_6211, la quale chiarisce che l’ammontare dell’avviamento da dedurre dal CET 1 di un ente deve essere quello relativo alle imprese assicurative controllate direttamente, rilevato alla data di acquisizione dell’investimento significativo in tali imprese, senza tener conto dell’avviamento riferito alle acquisizioni successive dalle stesse effettuate. Quest’ultimo importo è stato incluso nel calcolo degli attivi ponderati per il rischio (RWA), rientrando così nel trattamento ordinario che il Gruppo riserva alle partecipazioni in società assicurati ve.
Ai fini del calcolo dei fondi propri al 30 giugno 2026 si è tenuto conto degli oneri prevedibili34, mentre non è stato incluso alcun utile maturato nel semestre35. Si ricorda infine che i fondi propri tengono altresì conto dell’ammontare complessivo del programma di acquisto di azioni proprie finalizzato all’annullamento (buyback), pari a 2,3 miliardi, autorizzato in data 30 a prile 2026 da parte dell'Assemblea degl i azionisti, avviato a luglio 2026 e con esecuzione entro il 23 ottobre 2026.
Come più dettagliatamente riportato nel successivo capitolo “I risultati per settori di attività e per aree geografiche”, a f ebbraio 2026 sono stati emessi strumenti finanziari subordinati di tipo AT1 a tasso fisso per 1.250 milioni in due tranche (750 milioni con cedola annua del 5,5% e 500 milioni con cedola annua del 5,875%) entrambe pagabili semestralmente.
33 L’addendum alla Guidance ECB sui crediti deteriorati del 2018, contempla la possibilità che le banche «deducano» con propria autonoma iniziativa determinati importi dal CET1, al fine di anticipare le richieste dei supervisori, in caso di divergenza tra il framework prudenziale, che esprime attese di rettifiche non basate su criteri di misurazione del rischio creditizio, e quello contabile. Si ricorda che l’importo (pari a circa 382 milioni) degli impegni di pagamento irrevocabili (IPC, Irrevocable payments committments) nei confronti del Single Resolution Fund del Gruppo, è dedotto dal CET1 a decorrere dal 2018, sulla base di quanto indicato nelle SREP Decision annuali dalla BCE. A partire dal 2027, la SREP Decision non inclu derà più quella disposizione;
pertanto, l’autorità di vigilanza ha recentemente introdotto un nuovo processo che prevede l’invio (avvenuto il 29 giugno) di u na dichiarazione nella quale ISP ha confermato che continuerà a dedurre volontariamente gli IPC ai sensi dell’art. 3 di CRR. Tale m odifica formale al processo non comporta alcuna variazione degli effetti sul CET1.
34 Cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1 (211 milioni).
35 La Dividend Policy 2026 -2029 prevede un payout ratio al 95% (riferito all’utile netto contabile), di cui 75% da dividendi cash (subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti) e 20% da buyback, da realizzarsi - subordinatamente alle appr ovazioni dell’Assemblea e della BCE - se il CET1 ratio supera il 12,5% e non sono disponibili opzioni per un’allocazione del capitale a iniziative di crescita esterna co n un Return On Investment (ROI) più elevato (focalizzate su Wealth Management).
Gli aggregati patrimoniali
87 Attività ponderate per il rischio Al 30 giugno 2026, le attività ponderate per il rischio ammontano a 318.428 milioni, derivanti in misura prevalente dai risch i di credito e di controparte e, in misura minore, dai rischi operativi e di mercato.
Il Capitale primario di Classe 1 e le Attività di rischio ponderate tengono conto dell’impatto dell’applicazione del cosiddet to “Danish Compromise” (art. 49.1 del Regolamento (UE) n. 575/2013), a seguito della specifica autorizzazione ricevuta dalla BCE nel 2019, per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio36 anziché dedotti dal capitale.
Coefficienti patrimoniali
Sulla base di quanto esposto in precedenza, i coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2026 si collocano sui seguenti valori:
Common Equity ratio 13,0%, Tier 1 ratio 15,8% e Total capital ratio 18,9%.
Il 31 ottobre 2025 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispet tare a partire dal 1° gennaio 2026 a livello consolidato, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SRE P).
Il requisito da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta attualmente pari al 9,96%, comprensivo dei requisiti di Capital Conservation Buffer, O -SII Buffer, Countercyclical Capital Buffer37 e Systemic Risk Buffer38.
Riconciliazione tra Patrimonio di bilancio e Capitale primario di Classe 1 (milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Patrimonio netto di Gruppo 69.023 65.226 Patrimonio netto di terzi 126 152 Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale 69.149 65.378 Acconti su dividendi (a) - 3.234 Rettifiche per strumenti computabili nell'AT1 o nel T2 e utile di periodo
- Altri strumenti di capitale computabili nell'AT1 -8.917 -7.668
- Interessi di minoranza computabili nell'AT1 - -
- Interessi di minoranza computabili nel T2 - -
- Interessi di minoranza non computabili a regime -126 -152
- Utile di periodo non computabile (b) -5.554 -6.683
- Azioni proprie incluse tra le rettifiche regolamentari (c) 2.584 2.555
- Acquisto azioni proprie finalizzato all'annullamento (buyback) (d) -2.300 -2.300
- Altre componenti non computabili a regime -226 -105 Capitale primario di Classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 54.610 54.259 Rettifiche regolamentari (e) -13.287 -13.405 Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 41.323 40.854 (a) Al 31 dicembre 2025 il Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale non comprende l’acconto su dividendi, pari a 3.234 milio ni (al netto della quota non distribuita a fronte delle azioni proprie detenute alla record date).
(b) Nel Capitale primario di classe 1 al 30 giugno 2026 non è stato incluso alcun utile maturato nel semestre. La Dividend Po licy 2026 -2029 prevede un payout ratio al 95% (riferito all’utile netto contabile), di cui 75% da dividendi cash (subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti) e 20% da buyback, da realizzarsi - subordinatamente alle approvazioni dell’Assemblea e della BCE - se il CET1 ratio supera il 12,5% e non sono disponibili opzioni per un’allocazione del capitale a iniziative di crescita esterna con un Return On Investment (ROI) più elevato (focalizzate su Wealth Management).
(c) L'importo include, oltre all'ammontare di azioni proprie contabili, la quota non utilizzata di plafond per cui la Banca h a ricevuto autorizzazioni al riacquisto.
(d) L’importo si riferisce all’ammontare complessivo del programma di acquisto di azioni proprie finalizzato all’annullamento (buyback), pari a 2,3 miliardi, autorizzato in data 30 aprile 2026 da parte dell'Assemblea degli azionisti.
(e) Le rettifiche regolamentari includono, tra le altre voci, le azioni proprie contabili e quelle per cui il Gruppo ha già r icevuto autorizzazione al riacquisto (buyback), oltre a 487 milioni di deduzione aggiuntiva Art.3 CRR (relativi alla deduzione volo ntaria del calendar provisioning sulle esposizioni ricomprese nel perimetro di Pillar 2).
36 Dalla prima applicazione del nuovo framework di Basilea 4, a tali esposizioni si applica il risk weight del 250% previsto per le esposizioni in strumenti di capitale, in luogo del 370% precedentemente applicato fino al 31 dicembre 2024.
37 Il Countercyclical Capital Buffer è calcolato considerando l’esposizione al 30 giugno 2026 nei vari paesi in cui è presente i l Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2027 se disponibili o al più recente a ggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per i primi nove mesi del 2026).
38 Il Systemic Risk Buffer è calcolato considerando l’esposizione al 30 giugno 2026 verso i residenti in Italia.
Gli aggregati patrimoniali
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I risultati per settori di attività e per aree geografiche
91 I risultati per settori di attività e per aree geografiche
Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei Business Unit. Ad esse si aggiunge i l Centro di Governo, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell’intero Gruppo.
L’informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per assumere le proprie decisioni operative (c.d. “management approach”) ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall’IFRS 8.
Oltre a riflettere le responsabilità operative sancite dall’assetto organizzativo del Gruppo, i settori di attività sono cost ituiti dall’aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili con riferimento alla tipologia di prodotti e se rvizi venduti.
Nella tabella riportata nel seguito sono indicati i principali dati che sintetizzano l’evoluzione dei settori di attività del Gruppo Intesa Sanpaolo nel primo semestre 2026 rispetto ai corrispondenti dati di raffronto.
Nell’analisi di dettaglio condotta sui settori di attività, cui si fa rinvio, è contenuta una descrizione dei prodotti e dei servizi offerti, della tipologia di clientela servita e delle iniziative realizzate nel semestre; sono inoltre illustrati i dati di conto economico e i principali aggregati patrimoniali. Per ogni settore è stato infine calcolato il capitale assorbito in base agli RWA (Risk Wei ghted Assets), questi ultimi determinati sulla base delle disposizioni in vigore (Circolare n. 285) emanate da lla Banca d’Italia a seguito del recepimento della Direttiva 2013/36/UE (CRD) e del Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, modificato dal Regolamento (UE) n. 876/2019 del 20 maggio 2019, noto anche come CRR 2, che traspongono nell’Unione Eu ropea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3). In data 19 giugno 2024 è stato inoltre pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento (UE) 2024/1623 (anche noto come CRR3) ch e, nel trasporre nel quadro legislativo europeo i principi di Basilea 4, ha modificato il Regolamento (UE) n. 575/2013 per quant o riguarda i requisiti per il rischio di credito, il rischio di aggiustamento della valutazione del credito, il rischio operati vo, il rischio di mercato e l'output floor. Le novità più rilevanti del nuovo framework normativo sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2025. Il capitale assorbito tiene anche conto delle modifiche regolamentari introdotte dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevedono che il requisito di Pillar 2 possa essere rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1. Per ogni Divisione il capitale assorbito viene integrato, laddove necessario, con dati gestionali di capitale “economico” per tenere conto dei rischi non coperti dalla metrica regolamentare.
Ove necessario e se materiali, i dati divisionali dei periodi posti a confronto sono stati riesposti in coerenza con le varia zioni di perimetro delle Business Unit. In particolare, si segnala:
– l’outsourcing relativo al ramo di banca depositaria, nell’ambito della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, in seguito alla cessione da parte di Intesa Sanpaolo a State Street Bank International GmbH del ramo d’azienda IT a supporto del business c ustody, comprensivo di applicativi e risorse IT ad esso dedicate, che ha esplicato i suoi effetti da novembre
2025;
– il consolidamento integrale delle poste relative a Fideuram Asset Management UK, integrate in Eurizon SLJ Capital nell’ambito della Divisione Asset Management e precedentemente consolidate con il metodo del patrimonio netto nel perimetro della Divisione Pr ivate Banking, a seguito del trasferimento dell’operatività a novembre 2025;
– il consolidamento integrale di Neva SGR nell’ambito del Centro di Governo, a partire dal 1° gennaio 2026, in seguito al superamento della soglia di significatività in termini di totale attivo patrimoniale.
Ai fini dell’informativa per settori di attività rileva anche la riesposizione degli interessi netti della Divisione Banca de i Territori e del Centro di Governo a seguito dell’adozione di una diversa metodologia di calcolo dei tassi interni di trasferiment o per alcune categorie di impieghi della Divisione Banca dei Territori.
Gruppo Intesa Sanpaolo
Banca dei
TerritoriIMI Corporate &
Investment
BankingInsurance International
BanksAsset
ManagementPrivate Banking Centro di
Governo
(*) (*)Include Group Treasury & Capital Management e la Direzione Centrale NPE
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92 Dati di sintesi per settori di attività
(milioni di euro)
Banca
dei
Territori IMI
Corporate
&
Investment
Banking International
Banks Private
Banking Asset
Management Insurance Centro di
Governo Totale
Proventi operativi netti 30.06.2026 6.205 2.960 1.622 1.819 513 970 444 14.533 30.06.2025 6.059 2.520 1.641 1.721 478 914 462 13.795 Variazione % 2,4 17,5 -1,2 5,7 7,3 6,1 -3,9 5,3
Costi operativi
30.06.2026 -2.898 -698 -673 -503 -110 -177 -163 -5.222 30.06.2025 -2.952 -695 -660 -504 -109 -172 -168 -5.260 Variazione % -1,8 0,4 2,0 -0,2 0,9 2,9 -3,0 -0,7 Risultato della gestione operativa 30.06.2026 3.307 2.262 949 1.316 403 793 281 9.311 30.06.2025 3.107 1.825 981 1.217 369 742 294 8.535 Variazione % 6,4 23,9 -3,3 8,1 9,2 6,9 -4,4 9,1
Risultato netto
30.06.2026 1.727 1.481 611 840 297 531 67 5.554 30.06.2025 1.657 1.202 719 813 272 481 72 5.216 Variazione % 4,2 23,2 -15,0 3,3 9,2 10,4 -6,9 6,5
(milioni di euro)
Banca
dei
Territori IMI
Corporate
&
Investment
Banking International
Banks Private
Banking Asset
Management Insurance Centro di
Governo Totale
Finanziamenti verso clientela 30.06.2026 219.940 134.524 52.353 14.609 324 - 15.375 437.125 31.12.2025 219.992 124.132 48.944 14.685 351 - 16.929 425.033 Variazione % - 8,4 7,0 -0,5 -7,7 - -9,2 2,8 Raccolta diretta bancaria 30.06.2026 260.098 133.696 67.237 45.941 - - 105.373 612.345 31.12.2025 260.614 127.337 64.693 45.675 - - 101.880 600.199 Variazione % -0,2 5,0 3,9 0,6 - - 3,4 2,0 Attività di rischio ponderate 30.06.2026 91.462 115.069 44.062 16.978 2.913 - 47.944 318.428 31.12.2025 90.681 111.424 41.061 16.487 2.868 - 47.680 310.201 Variazione % 0,9 3,3 7,3 3,0 1,6 - 0,6 2,7
Capitale assorbito
30.06.2026 8.789 11.070 5.181 1.650 297 5.735 2.974 35.696 31.12.2025 8.714 10.721 4.783 1.604 293 5.344 3.092 34.551 Variazione % 0,9 3,3 8,3 2,9 1,4 7,3 -3,8 3,3 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
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93 SETTORI DI ATTIVITA’
Banca dei Territori (milioni di euro) Dati economici 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Interessi netti 3.447 3.421 26 0,8 Commissioni nette 2.620 2.559 61 2,4 Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 136 75 61 81,3 Altri proventi (oneri) operativi netti 2 4 -2 -50,0 Proventi operativi netti 6.205 6.059 146 2,4 Spese del personale -1.605 -1.633 -28 -1,7 Spese amministrative -1.292 -1.318 -26 -2,0 Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1 -1 - -
Costi operativi -2.898 -2.952 -54 -1,8 Risultato della gestione operativa 3.307 3.107 200 6,4 Rettifiche di valore nette su crediti -462 -561 -99 -17,6 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -66 -68 -2 -2,9 Altri proventi (oneri) netti - 51 -51 Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 2.779 2.529 250 9,9 Imposte sul reddito -996 -811 185 22,8 Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -48 -50 -2 -4,0 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -7 -8 -1 -12,5 Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) -1 -3 -2 -66,7 Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 1.727 1.657 70 4,2
(milioni di euro) Dati operativi 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 219.940 219.992 -52 -
Raccolta diretta bancaria 260.098 260.614 -516 -0,2 Attività di rischio ponderate 91.462 90.681 781 0,9 Capitale assorbito 8.789 8.714 75 0,9 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione Banca dei Territori presidia la tradizionale attività di intermediazione creditizia in Italia e i servizi finanziari ad essa correlati, rivolti alla clientela Retail, Exclusive e Imprese, compresa quella Agribusiness e non profit.
La Divisione include altresì le attività di leasing, factoring e finanza agevolata, nonché la banca digitale Isybank (che ope ra anche nell'instant banking tramite Mooney, in partnership con Enel X) e Prestitalia (attiva nel comparto del credito al consu mo).
Nel primo semestre 2026 i proventi operativi netti della Banca dei Territori , pari a 6.205 milioni, che rappresentano circa il 43% dei ricavi consolidati del Gruppo, hanno evidenziato un aumento del 2,4% rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio.
In dettaglio, le commissioni nette hanno registrato un progresso (+2,4%) principalmente ascrivibile al comparto del wealth management, sostenuto in particolare da livelli di collocamento di certificates superiori a quelli dell’analogo periodo del 2025, al maggior contributo dell’advisory, grazie all’incremento delle masse in gestione, e del comparto assicurativo danni. Gli interessi netti si sono attestati su livelli di poco superiori a quelli dei primi sei mesi dell’anno precedente (+0,8%). Tra le altre componenti di ricavo, che concorrono in misura marginale ai proventi operativi nett i della Divisione, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value si è attestato a 136 milioni (+61 milioni), beneficiando anche di effetti valutativi, mentre gli altri proventi operativi netti sono ammontati a 2 milioni (4 milioni il va lore registrato nel medesimo periodo dell’esercizio precedente).
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94 I costi operativi, pari a 2.898 milioni, sono diminuiti dell’1,8% grazie ai risparmi sulle spese del personale, attribuibili alla riduzione dell’organico medio, e sulle spese amministrative, segnatamente i service in ambito immobiliare e informatico. Per effetto dei fenomeni descritti, il risultato della gestione operativa è salito a 3.307 milioni rispetto ai 3.107 milioni dei primi sei mesi del 2025 (+6,4%) e il risultato corrente lordo si è attestato a 2.779 milioni, in progresso del 9,9% beneficiando di minori rettifiche di valore nette su crediti, effetto anche di minori flussi di ingresso da bonis a deteriorati e del continuo presi dio della qualità del credito. Infine, il risultato netto, dopo l’attribuzione alla Divisione di imposte per 996 milioni (su lle quali hanno inciso l’evoluzione della base imponibile e gli impatti delle misure fiscali introdotte con la Legge di Bilancio 2026), di oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo per 48 milioni, di effetti economici dell’allocazion e dei costi di acquisizione per 7 milioni e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo per 1 milione si è collocato a 1.727 milioni rispetto ai 1.657 milioni del medesimo periodo del 2025 (+4,2%).
Nell’evoluzione trimestrale si rileva un incremento del risultato della gestione operativa rispetto al primo trimestre 2026, riconducibile alla crescita dei ricavi, grazie al contributo del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fa ir val ue, che ha beneficiato dei sopracitati effetti valutativi, e degli interessi netti, solo in parte contrastata dall’aumento degli oner i operativi.
Per contro il risultato corrente lordo ha mostrato una flessione, condizionata da maggiori rettifiche di valor e nette su crediti e accantonamenti netti, e l’utile netto si è collocato su livelli di poco inferiori a quelli del primo trimestre.
Le consistenze patrimoniali a fine giugno 2026 hanno evidenziato una sostanziale stabilità dei volumi intermediati complessiv i di raccolta e impiego rispetto a fine dicembre 2025 ( -0,1%). In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 219.940 milioni, si sono mantenuti su valori analoghi a quelli di fine 2025. Anche la raccolta diretta bancaria, pari a 260.098 milioni, è risultata sostanzialmente stabile ( -0,2%): la diminuzione dei debiti verso clientela imprese è stata in buona parte controbilanciata dall a crescita dei debiti nei confronti dei privati.
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Tradizionale attività di intermediazione creditizia in Italia e servizi finanziari ad essa correlati.
Servire la clientela Retail, Exclusive, le Piccole e Medie Imprese, comprese quelle Agribusiness e non profit, creando valore attraverso:
– il presidio capillare del territorio;
– l’attenzione alla specificità dei mercati locali e dei bisogni dei segmenti di clientela servita;
– lo sviluppo del livello di servizio reso alla clientela attraverso i diversi canali, al fine di rendere più efficace l’offerta commerciale;
– lo sviluppo e la gestione di prodotti e servizi per la clientela di riferimento e dei prodotti leasing, factoring e finanza a gevolata per il Gruppo in Italia;
– la centralità delle figure dei responsabili delle Direzioni Regionali, delle Direzioni di Area e delle filiali quali punti di riferimento del Gruppo sul territorio.
A presidio del territorio Retail, composto dai segmenti Privati Retail, Affluent e Aziende Retail, del territorio Exclusive (clienti privati con caratteristiche di elevato standing di patrimonio e reddito e bisogni finanziari complessi) e del territorio Imprese (piccole imprese, imprese e imprese top a elevata complessità e potenziale di crescita ).
A servizio dell’agricoltura e dell’agroalimentare.
Volta allo sviluppo delle iniziative della Impact Bank al servizio degli enti non profit.
Banca digitale del Gruppo nata per i clienti che usano prevalentemente i canali on line e che potranno soddisfare le proprie esigenze in autonomia e da remoto, tramite App e con il supporto della Filiale Digitale.
Prestitalia: intermediario finanziario operante nel mercato italiano del credito al consumo, specializzato nel comparto della cessione del quinto .
Circa 2.400 punti operativi, comprensivi delle filiali Retail, Exclusive e Imprese, capillarmente distribuite sul territorio nazionale, delle filiali Agribusiness dedicate alle imprese che operano nell’agroalimentare e delle filiali Impact dedicate al Terz o Settore. La struttura territoriale si articola in 14 Direzioni: Agribusiness, Impact e 12 Direzioni Regionali, con oltre 300 aree commerciali. A diretto riporto del Direttore Regionale, sono presenti (per favorire la focalizzazione commerciale e garantir e un miglior presidio del livello di servizio) tre Direttori Commerciali, specializzati per “territorio commerciale” (Retail, Exclusive e Imprese). A queste si aggiungono la struttura Digital Channels Bdt nell’ambito delle iniziative strategiche di svilupp o della Banca Digitale e la Direzione Filiale Digitale a presidio delle attività di relazione commerciale con la clientela attraverso il ca nale telefonico e gli altri canali a questo collegati (chat, videochiamata) e l’offerta a distanza .
Accanto al gestore, punto di riferimento nella relazione con la clientela, rivestono un ruolo fondamentale anche gli speciali sti dedicati a specifiche tematiche operative, per offrire un servizio sempre più completo e su misura. Inoltre, a supporto della r ete, i Global Advisor, distribuiti capillarmente su tutto il territorio nazionale, rappresentano uno dei punti di forza per consolidare il presidio della relazione con la clientela privata a maggiore valore, grazie anche all’offerta fuori sede.
Direzioni Sales & Marketing Wealth Management & Protection; Sales & Marketing Digital Retail e Sales & Marketing Imprese Missione
Direzione Agribusiness
Direzione Impact
Società prodotto
Struttura distributiva Isybank Struttura organizzativa Business
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96 Direzioni Sales & Marketing Wealth Management & Protection, Sales & Marketing Digital Retail e Sales & Marketing
Imprese
Il servizio di consulenza evoluta a pagamento “Valore Insieme”, lanciato nel 2017, propone un modello di consulenza globale su tutto il patrimonio del cliente, incluso quello immobiliare, accompagnandolo anche nella pianificazione del trasferimento della r icchezza ai propri cari.
L’offerta si articola in due pacchetti differenziati per prodotti di investimento e benefici dedicati:
Patrimonio 2.0, riservato a clienti con AFI pari o superiore a 50 mila euro, ed Exclusive, destinato ai clienti delle filiali Ex clusive con AFI pari o superiore a 150 mila euro.
Nel primo semestre, l’offerta di risparmio gestito è stata ampliata con soluzioni orientate alla diversificazione e alla cres cita del capitale. In particolare, è stata introdotta la gamma Eurizon Step Active Trend, composta da tre fondi a ingresso graduale nei mercati azionari (25%, 50% e 75%), che sostituisce le precedenti gamme Eurizon Bilanciato ed Eurizon Progressione Azionaria.
Tali fondi presentano un’esposizione azionaria progressiva, fino a raggiungere un livello target del 25%, 50% e 75%, focaliz zata sui principali trend globali. L’offerta dei fondi a ingresso graduale è stata completata con Eurizon Step Obiettivo Europa, c he ha un livello target del 100% e che investe sui principali trend azionari europei. È stata inoltre rinnovata l’offerta obbli gazionaria con Eurizon Strategia Obbligazionaria 3 Anni, in sostituzione del fondo Eurizon Strategia Credito 3 Anni, e con il nuovo Euri zon Opportunity Bond, fondo a scadenza obbligazionario flessibile a 3 anni e 6 mesi. Il 27 aprile è stata lanciata la nu ova gamma Eurizon Open composta da 8 fondi lussemburghesi, che sostituisce la gamma Eurizon Next 2.0 e investe principalmente in ETF di Eurizon e di primarie case terze.
Nel comparto assicurativo, da fine maggio è disponibile la polizza unit linked a vita intera Obiettivo Mercati Dublin Branch, una soluzione di investimento con approccio multi -manager che consente di accedere ai mercati finanziari attraverso fondi interni ampiamente diversificati. Sono inoltre disponibili diverse modalità di investimento: Percorsi Guidati, con portafogli predefi niti e ribilanciati automaticamente da Intesa Sanpaolo Assicurazioni in linea con l’andamento dei mercati, incluso il percorso “Lifecycle”, che riduce progressivamente l’esposizione ai mercati azionari in funzione dell’età, e il Percorso Libero, che consen te una gestione personalizzata dell’investimento e la selezione anche di fondi tematici dedicati.
Parallelamente, è proseguito lo sviluppo della polizza unit linked Opportunità Dublin Branch, basata su un approccio mono -strategia che consente di investire, per ciascuna finestra di collocamento indicativamente trimestrale, in un unico fondo tematico col legato ai principali trend di mercato, con protezione a scadenza.
Nel primo semestre sono stati resi disponibili i fondi interni Trend Metals and Mining, focalizzato sul settore minerario, in particolare nel settore dei metalli preziosi e industriali, e Trend Industrial Revolution, dedicato ai temi dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale e della robotica.
Prosegue inoltre il collocamento di certificates, con un’offerta diversificata per struttura, livello di protezione e durata (tra 4 e 7 anni), per rispondere a diverse esigenze di investimento anche di lungo periodo. È stata confermata, infine, l’offerta di buo ni di risparmio, anche in combinazione con prodotti di risparmio gestito.
Nell’ambito del Robo4Advisor si registra una crescita significativa nell’utilizzo da parte dei gestori e il progressivo utili zzo da parte dei clienti di richieste di suggerimento di offerta dirette su App e internet banking, grazie alla funzionalità di Rob o Advisor.
Nel primo trimestre del 2026 si è completato il roll -out di XME Mutuo per le finalità Acquisto e Surroga, sviluppato nell’ambito del percorso di trasformazione digitale isytech ed esteso progressivamente a tutte le Direzioni Regionali. XME Mutuo si configu ra come un prodotto digitale, semplice e trasparente, dotato di un preventivatore intuitivo che supporta il cliente nella definizione della soluzione più adeguata. Il finanziamento consente di coprire fino al 100% del valore dell’immobile, anche per second e case, con durate comprese tra 6 e 40 anni. Da aprile i clienti possono inoltre scegliere, in fase di sottoscrizione o post -vendita, tra diverse modalità di pagamento delle rate (avviso CBILL, addebito su conto corrente o mandato SDD anche su altra banca) , gestibili anche in autonomia tramite App o internet banking.
Nel primo semestre 2026 la strategia commerciale di Intesa Sanpaolo ha continuato a valorizzare i segmenti Green e Giovani.
Per gli under 36 è confermata l’offerta a tasso fisso per l’acquisto della prima casa, anche con LTV elevato (oltre l’80%) e durate fino a 40 anni, unitamente alla gratuità delle spese di incasso rata e di avviso di scadenza.
È proseguita anche l’offerta a tasso fisso per mutui con garanzia prima casa Consap con LTV superiore all’80%, che prevede uno sconto di 115 punti base e l’azzeramento delle spese di istruttoria, delle spese di incasso rata e di avviso di scadenza.
È rimasta attiva l’Offerta Green, che considera il consumo energetico, l’anno di costruzione e la zona climatica dell’immobil e, con una riduzione differenziata per durata e LTV sul tasso fisso e di 50 punti base per il tasso variabile/variabile con cap, oltre a una diminuzione delle spese di istruttoria. Tali condizioni sono cumulabili con le promozioni Giovani, Consap e Surroghe.
Dal mese di maggio, è stata introdotta l’offerta online su XME Mutuo a tasso fisso, riservata a richieste originate entro fin e giugno da canali digitali, con condizioni dedicate. Sono inoltre attive ulteriori iniziative promozionali: l’Offerta importo ≥ 400K, destinata a mutui a tasso fisso di importo pari o superiore a 400 mila euro, e una promozione rivolta ai clienti provenienti da comparatori online per operazioni di acquisto o surroga. Tutte le offerte sono cumulabili con le iniziative Green e Giovani.
È proseguita l’offerta omnicanale dei prestiti personali, con particolare attenzione allo sviluppo delle vendite digitali, supportate da iniziative commerciali dedicate. Nel contempo l’offerta di XME Prestito è stata ampliata con l’introduzione di un nuovo macrobisogno rata unica, una soluzione veloce e flessibile per i clienti che hanno necessità di raggruppare più finanziamenti in essere presso Intesa Sanpaolo e/o altri istituti in un unico prestito, in modo da avere una sola rata mensile, ovvero di rifinanziare un fi nanziamento ottenendo liquidità aggiuntiva.
Da aprile, sia per Spensierata sia per XME Prestito, è possibile in fase post -vendita scegliere la modalità di pagamento delle rate tramite avviso CBILL oppure selezionare un’alternativa (addebito su conto corrente o mandato SDD su altra banca), con opzion e gestibile anche in autonomia via App o internet banking.
È proseguita, inoltre, l’attività di segnalazione a Prestitalia, società del Gruppo specializzata nella cessione del quinto, per i prodotti XME Prestito Cessione del Quinto (CQS), XME Prestito Pensionati INPS (CQP) e XME Anticipo TFS, dedicato ai pensionat i del settore pubblico.
Mutui
Prestiti personali Risparmio e Previdenza
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97 Nel primo semestre sono state introdotte importanti novità su XME Protezione, la polizza modulare che copre gli ambiti Salute, Casa e Famiglia: la copertura Malattie Gravi+, rinominata Malattie Gravi Extra, si arricchisce introducendo garanzie aggiuntive e servizi di assistenza più completi; per il modulo Caregiver viene meno l’obbligo di ricompilazione del questionario sanitario dopo 5 anni dalla sottoscrizione garantendo continuità di copertura; è stata lanciata la promozione Salute & Casa, con uno sconto sul primo anno per i nuovi clienti che acquistano i moduli dedicati.
È proseguito anche il percorso di innovazione tecnologica: grazie al progetto isytech da marzo tutte le Direzioni Regionali possono proporre le polizze a protezione del mutuo su tutti i canali (self e assisted) sia in fase di sottoscrizione sia dura nte l’ammortamento. In particolare, ProteggiMutuo Smart è stata riprogettata per offrire maggiore flessibilità, soprattutto in prese nza di più cointestatari per lo stesso mutuo, mentre la polizza Incendio Mutui ha mantenuto le stesse caratteristiche.
La protezione è un elemento chiave, anche nella gestione degli asset aziendali. Per questo Intesa Sanpaolo ha scelto di affiancare le imprese con Proteggi Business, soluzioni di protezione pensate per affrontare gli imprevisti e supportare l’azi enda in cas o di interruzione dell’attività per danni o eventi inattesi. In questo contesto l’offerta è stata rafforzata con iniziative promozionali che prevedono uno sconto sul primo anno per le polizze della gamma Tutela Business (con copertura Incendio e altri even ti) e per la polizza Cyber Protection Business. Particolare attenzione è stata dedicata alla copertura obbligatoria contro le catastrofi naturali dove è previsto uno sconto sul premio della polizza Protezione Catastrofi Naturali Business per le azi ende titolari anche di una polizza Tutela Business Commercio o Manifattura con la garanzia Incendio e altri Eventi Materiali. Per queste ultime polizze, da marzo, in caso di rinnovo, l’estensione di copertura per gli eventi catastrofali acquistata in prec edenza e già concessa per l’annualità in scadenza, è stata prorogata gratuitamente per ulteriori 12 mesi. Da aprile si è aggiunta la convenzione con CNA, che consente alle aziende aderenti di beneficiare di un ulteriore sconto sul premio della Protezione Catastrofi Naturali Business. Sempre da aprile il restyling della polizza Tutela Business Manifattura ha apportato importanti novità sulla copertura delle attività di “Impresa edile, carpentieri edili, allestimento stand”, per meglio rispondere alle e sigenze specifi che della categoria.
Inoltre, al fine di rafforzare il valore percepito delle garanzie, attraverso la riduzione delle franchigie e in coerenza con l’attenzione al rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali, a gennaio è stata oggetto di restyling la polizza RC Ambientale.
Resta alta l’attenzione anche sul tema salute, per cui anche per la Collettiva business in ambito salute è attiva una promozi one, da aprile a settembre, che prevede uno sconto sul primo anno del Piano Sanitario Rimborso Spese Mediche, applicato sia alle nuove sottoscrizioni sia ai rinnovi effettuati nel periodo promozionale.
Infine, per rafforzare il supporto alla clientela business nella fase post -vendita, dal primo semestre sono state messe a disposizione dei gestori informazioni aggiornate sullo stato delle pratiche di sinistro. Questo intervento consente di garant ire un supporto più efficace ai clienti durante l’intero processo di gestione del sinistro. L’aggiornamento sullo stato di avanzamento delle pratiche di sinistro è stato ampliato anche ai clienti privati per l’ambito salute.
Intesa Sanpaolo, oltre alle iniziative relative ai mutui sopra citate, ha continuato ad avvicinare i giovani al mondo bancario con soluzioni personalizzate. Tra le iniziative dedicate alle nuove generazioni, Intesa Sanpaolo propone XME Conto UP! il conto c orrente pensato per gli under 18 che accompagna bambini e ragazzi nella gestione consapevole del denaro. L'offerta include strumenti digitali dedicati, la possibilità di utilizzare una carta di debito e funzioni per il risparmio come XME Salvadanaio, favor endo l'acquisizione di competenze finanziarie fin dall'adolescenza. Per la clientela under 35, Isybank offre il Piano isyPrime, il profilo più completo della propria gamma, con canone mensile gratuito e imposta di bollo a carico della banca fino al compime nto dei 35 anni di età. Inoltre, grazie all'adesione al progetto governativo Carta Giovani Nazionale, rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni residenti in Italia, i titolari della carta possono attivare il Piano isyPrime beneficiando di canone e boll o grat uiti fino al compimento dei 40 anni.
Nel primo semestre 2026, nell’ambito dei prodotti transazionali rivolti alla clientela privata, Intesa Sanpaolo ha promosso XME Conto Gold, prevedendo l’azzeramento del canone mensile per 12 mesi per i nuovi conti aperti tra il 15 gennaio e il 15 marzo 202 6.
Contestualmente, ha potenziato l’offerta dedicata ai titolari di Carta di Credito Exclusive, attraverso il programma di loyalty Exclusive Club che permette di accumulare punti sugli acquisti effettuati e di accedere a premi, vantaggi ed esperienze esclu sive, favorendo così una maggiore fidelizzazione e utilizzo della carta.
In ambito business è stata rafforzata l’offerta POS attraverso promozioni dedicate all’acquisizione di nuovi esercenti, allo sviluppo del transato e alla diffusione delle soluzioni più innovative, come SmartPOS e SoftPOS. Le iniziative hanno previsto condi zioni economiche agevolate e attività di upselling verso terminali di ultima generazione, con l’obiettivo di incrementare l’utilizzo dei pagamenti digitali e migliorare l’esperienza di incasso dei clienti.
Nel corso del primo semestre 2026 è ulteriormente proseguito lo sviluppo dell’attività bancaria multicanale e digitale, in coerenza con gli obiettivi del Gruppo in ambito digitalizzazione, con il potenziamento di Customer Journey, processi di vendita innov ativi che consentono di interagire con i clienti attraverso i canali digitali in ogni momento e di formalizzare il contratto in modo totalmente digitale e dematerializzato anche a distanza. Con l’obiettivo di incrementare l’autonomia operativa della client ela sui canali digitali, è stato potenziato il Customer Journey relativo all’Anticipo Transato POS, attraverso l’introduzione di un nuovo processo di configurazione del prodotto che consente ai clienti di richie dere in modalità self gli utilizzi della line a direttamente tramite i canali digitali.
Intesa Sanpaolo si posiziona come partner delle imprese non solo nell’offerta di servizi finanziari, ma anche nel supporto al la digitalizzazione dei processi operativi e delle relazioni con il mercato. In tale ambito si inserisce il programma CresciBusi ness, che accompagna le aziende nei percorsi di crescita digitale e transizione sostenibile. Nel mese di aprile, è partita la nuova iniziativa del programma CresciBusiness “Dialoghiamo Digitale”, che valorizza le micro e piccole imprese e i liberi professio nisti italiani che si sono distinti per l’utilizzo dei canali digitali della propria banca e per la propensione digitale nei rappor ti con i propri clienti e fornitori. Per partecipare, le aziende e i liberi professionisti possono candidarsi sul sito della Ba nca e i più meritevoli verranno selezionati per partecipare agli eventi celebrativi e potranno usufruire di consulenze e di un programma di Giovani Prodotti Transazionali e
Pagamenti Digitali
Multicanalità Protezione e Welfare
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
98 comunicazione sui canali di Intesa Sanpaolo e dei partner coinvolti.
Nell’ambito della trasformazione digitale del Gruppo, è proseguito il progetto isytech realizzato attraverso l’adozione di un a infrastruttura tecnologica e di processi nativi in cloud. La nuova tecnologia, oltre a semplificare le attività a carico dell a rete, permette un approccio omnicanale, dove l’esperienza dell’utente è comune tra gestore di filiale e cliente, indipendentemente dal canale utilizzato per acquistare un prodotto (App, sito internet, filiale). Il programma prevede rilasci progressivi di p rodotti e funzionalità, inizialmente sperimentati su filiali pilota e successivamente estesi a tutte le Direzioni Regionali. Come già c itato nei paragrafi precedenti, nel primo trimestre è stato completato il rilascio di XME Mutuo e delle relative polizze di protezione.
Inoltre, da febbraio è disponibile la nuova versione dell’App Intesa Sanpaolo Mobile, che integra la gestione di conti, carte e investimenti in un’unica esperienza semplice e intuitiva. Tra le novità, una sezione dedicata agli investimenti con accesso a i mercati, monitoraggio del portafoglio in tempo reale, operatività su diversi strumenti finanziari e il nuovo servizio di consu lenza automatizzata RoboAdvisor. Ad aprile, una nuova release ha introdotto una home patrimonio -centrica e rinnovato la sezione Investimenti, migliorando la completezza e l’immediatezza della consultazione della posizione finanziaria del cliente. L’App rafforza l’esperienza omnicanale, consentendo la continuità dei processi avviati online e conclusi con il supporto del gestor e, in filiale o tramite Filiale Digitale.
Nel corso del primo semestre, Intesa Sanpaolo ha rinnovato e ampliato le proprie collaborazioni, sottoscrivendo nuovi accordi per supportare il sistema produttivo italiano e rispondere alle sue evoluzioni. In particolare, l’accordo con Cassa Depositi e Pre stiti (CDP), siglato a dicembre 2025 e commercializzato a partire da gennaio 2026, mette a disposizione 1 miliardo a favore di microimprese, PMI e Mid -Cap, con l’obiettivo di sostenere nuovi investimenti e il capitale circolante, favorendo lo sviluppo sia sul mercato nazionale sia internazionale. Ad aprile è stato inoltre sottoscritto un accordo con CNA, finalizzato a sostenere le micro e piccole imprese artigiane, promuovendo gli investimenti, la cultura della gestione dei rischi e l’accesso agevolato a co perture contro eventi catastrofali. Nello stesso periodo, Intesa Sanpaolo ha avviato una collaborazione strategica con Vertis SGR per favorire la crescita delle imprese innovative del Mezzogiorno e rafforzare l’ecosistema territoriale dell’innovazione. L’a ccordo prevede il coinvolgimento della Divisione Banca dei Territori e di Intesa Sanpaolo Innovation Center, con l’offerta di consulenze specialistiche, networking e iniziative ded icate alle startup.
Intesa Sanpaolo ha lanciato nel 2024 il programma “Il tuo futuro è la nostra impresa”, valido ancora per il 2026, per sostenere la crescita delle imprese italiane, in particolare le PMI. L’iniziativa prevede un plafond di 120 miliardi destinato a promuover e investimenti sostenibili e innovativi, espansione nei mercati esteri, digitalizzazione e sicurezza informatica, oltre al supporto a settori strategici come agribusiness e turismo.
Intesa Sanpaolo si conferma partner di riferimento per le PMI di tutti i principali settori del Paese, sostenendo gli investi menti e accompagnando le imprese verso una crescita solida e sostenibile, anche attraverso il programma Crescibusiness, che mette a disposizione diverse opportunità. Tra queste, l’offerta di finanziamento a medio -lungo termine a "Tasso Dedicato" che prevede un tasso fisso predefinito e pre -autorizzato, spese di istruttoria scontate e Garanzia FdG/ISMEA diretta. È stata confermata anch e per il 2026 e aggiornata l’iniziativa PLUS, rivolta a clienti con adeguato merito creditizio, che finanzia progetti di investimento non assistiti da garanzie pubbliche, beneficiando di uno sconto sul tasso e cumulabile con altre promozioni. Anche l’offer ta Solution -Loan Lavoro, lanciata nel corso del 2025, è stata aggiornata con l’introduzione di indicatori premiali legati al sostegno dei livelli retr ibutivi dei dipendenti e con il riconoscimento di uno sconto dedicato. Nell’ambito dell’internazionalizzaz ione, Intesa Sanpaolo ha introdotto il finanziamento MLT con garanzia SACE, destinato a supportare l’espansione delle imprese sui mercati esteri. Inoltre, grazie al la nuova provvista BEI con un plafond di 500 milioni e alla nuova garanzia BEI MID CAP per l a quale BEI ha messo a disposizione un plafond di 200 milioni di garanzia destinato a imprese MIDCAP, Intesa Sanpaolo può concedere finanziamenti a condizioni finanziarie vantaggiose, favorendo l’accesso al credito. Sul fronte della liquidità a breve termi ne è disponibile sul territorio Aziende Retail e Agribusiness (Aziende Retail) una nuova agevolazione sul prodotto di finanziamento Anticipo Fatture. L’offerta è dedicata agl i esercenti, non affidati a breve termine, che incassano Ticket Restaurant e ne ri chiedono l’anticipo finanziario; inoltre è rimasta attiva la nuova iniziativa commerciale Cessione crediti IVA, dedicata alla clientela Imprese e Agribusiness Imprese per supportare il c liente nell’accedere a fonti di liquidità a breve termine alternative che non impattino la sua posizione finanziaria netta. In ambito ESG, l’offerta si arricchisce con l’iniziativa Edifici Green, focalizzata sull’efficientamento energetico e sulla valorizzazione di immobili sostenibili, attraverso finanziamenti dedicati, con sulenza specialistica e accesso a incentivi pubblici (Conto Termico 3.0). Rimanendo in tema sostenibilità, a supporto dei percorsi di decarbonizzazione è disponibile anche il Tool CO ₂, che consente alle imprese di monitorare le proprie emissioni.
Infine, la Legge di Bilancio 2026 ha reintrodotto l’iperammortamento e i Contratti di Sviluppo. La prima iniziativa è volta a incentivare investimenti in digitalizzazione, energie rinnovabili e autoconsumo, mentre la seconda è finalizzata a sostenere la re alizzazione di programmi di sviluppo strategici e innovativi di rilevanti dimensioni, per rafforzare la struttura produttiva del Paese. In t ale contesto, Intesa Sanpaolo affianca le imprese con soluzioni finanziarie dedicate, finalizzate a massimizzare i b enefici fiscali e sostenere gli investimenti.
Il programma Sviluppo Filiere è volto a supportare le imprese di ogni settore e dimensione favorendo l’accesso al credito e ponendo al centro il rapporto che unisce le aziende capofila e la loro rete dei fornitori diretti e indiretti e/o la loro rete dei r ivenditori, consentendo una più accurata comprensione dei fabbisogni finanziari. L’iniziativa si propone di accompagnare le filiere nei progetti di crescita, internazionalizzazione e ammodernamento delle strutture produttive e distributive, sostenendole con maggiore disponibilità di credito, condizioni più favorevoli e un’offerta commerciale dedicata. In questo contesto da maggi o è stato aggiornato il tool Mappa Filiere che supporta l’attività dei gestori nello sviluppo delle filiere strategiche, rafforzand o l’offerta commerciale e favorendo opportunità di cross -selling.
Finanziamenti Accordi
Sviluppo Filiere
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
99 Direzione Agribusiness
La Direzione Agribusiness è la rete nazionale del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al comparto agroalimentare, realtà che si pone come partner strategico per supportare il settore, contribuendo alla crescita, all’innovazione e alla competitività dell e aziende che rappresentano uno dei settori produttivi più importanti del Paese. La Direzione si avvale di 248 punti operativi distribuiti su tutto il territorio nazionale con professionisti specializzati, al servizio di circa 80 mila clienti. La Direzione Agribusiness si propone come interlocutore principale e qualificato per accompagnare gli operatori in tutte le fasi dello svi luppo, sostenendone gli investimenti e promuovendo nuovi progetti imprenditoriali, con una particolare attenzione ai crit eri della sostenibilità e della Circular Economy.
Direzione Impact
La Direzione Impact è dedicata alla gestione della clientela del Terzo Settore e al coordinamento dei processi di attivazione e gestione dei fondi ad impatto creati per favorire l’inclusione finanziaria di persone, famiglie ed enti non profit. In partic olare, il “Fund for Impact”, del valore di 300 milioni, permette di erogare nuovi finanziamenti fino a 1,5 miliardi rivolti a categorie di persone che hanno difficoltà di accesso al credito e volti a realizzare i loro progetti quali, ad esempio, gli studenti universitari, le madri lavoratrici, le famiglie impegnate nei percorsi di studio e crescita dei figli, disoccupati in vista della pensione, caregiver alle prese con l'assistenza a familiari non autosufficienti e i giovani lavoratori che hanno appena termin ato il Servizio Civile Universale. Al “Fund for Impact” si affianca il “Fondo di Solidarietà e Sviluppo”, del valore di oltre 50 milioni, che permet te di abilitare finanziamenti a organizzazioni non profit con progettualità rilevanti, che altrimenti sarebb ero escluse dal credito ordinario.
Anche nel primo semestre 2026 si è rafforzato l’impegno della Direzione nel supportare l’economia sociale attraverso forme di credito, anche agevolato, e co -progettazione, in particolare fra enti del Terzo Settore e mondo delle imprese. A febbraio è partit o “Credito alla Comunità”, un percorso di co -progettazione territoriale in ambito emergenza abitativa dedicato alle organizzazioni dell’economia sociale, stakeholder locali e la banca finalizzato all’innovazione dell’azione creditizia attraverso il superam ento della logica del finanziamento alla singola organizzazione e/o al progetto a favore del supporto di processi trasformativi de i servizi di welfare territoriale. Il percorso è stato realizzato in collaborazione con Aiccon (Research Center) e Sociolab.
Ad aprile è partita la decima edizione di “Welfare che impresa”, iniziativa dedicata al sostegno di progetti innovativi di we lfare sociale attraverso la messa a disposizione delle organizzazioni vincenti di finanziamenti a tasso agevolato per lo sviluppo d ei progetti selezionati. Tra i promotori dell’iniziativa figurano, oltre a Intesa Sanpaolo, anche altre fondazioni d’impresa di rilevanza nazionale e internazionale. Infine, nel primo semestre dell’anno è partito anche il “Premio Innovazione Sociale” promo sso da Fondazione CDP, ente non profit della Cassa Depositi e Prestiti, in collaborazione il Gruppo, rivolto agli enti del Terzo Set tore, alle cooperative e alle imprese sociali che sviluppano soluzioni innovative per l’inclusione sociale e lavorativa dell e fasce più fragili della società. La Direzione Impact metterà a disposizione dei progetti vincitori una serie di servizi quali l’apertur a di conti correnti dedicati, finanziamenti fino a 250 mila euro a condizioni agevolate nonché – nel rispetto delle reg ole collegate alla fruizione della piattaforma – l’accesso a For Funding. Quest’ultima, anche per il 2026, rafforza la sua leadership, continuando a essere punto di riferimento nazionale fra gli strumenti di crowdfunding.
Isybank
Nata nel giugno 2023, Isybank è la banca digitale del Gruppo Intesa Sanpaolo, progettata per offrire un’esperienza bancaria evoluta e completamente digitale. Attraverso tecnologie all’avanguardia, mette a disposizione di clienti attuali e nuovi, ser vizi accessibili tramite App, sito w eb e assistenza della Filiale Digitale, garantendo semplicità, innovazione e supporto continuo.
Come già citato sopra, particolare attenzione è dedicata ai giovani, che possono beneficiare del piano isyPrime a canone gratuito fino ai 35 anni, esteso fino ai 40 anni per i titolari della Carta Giovani Nazionale. Nel primo semestre sono state inoltre introdotte iniziative commerciali dedicate, tra cui l’azzeramento del canone della carta di credito Isybank fino al 31 dicembre 2027 per le nuove attivazioni effettuate entro il 30 settembre e il lancio di isyToken Collection, il programma fedeltà che p remia i comportamenti virtuosi dei clienti con punti convertibili in premi.
Società prodotto
Prestitalia è la "fabbrica prodotto" del Gruppo Intesa Sanpaolo per la cessione del quinto e per l’anticipo del Trattamento di Fine Rapporto.
Società finanziaria che opera nel mercato del credito al consumo, con una forte specializzazione sulla cessione del quinto, è uno dei principali operatori del settore con uno stock medio di circa 3,5 miliardi.
Al 30 giugno 2026, con circa 37 mila pratiche finalizzate, ha erogato complessivamente finanziamenti per 0,8 miliardi, attrav erso quattro canali principali: la rete di filiali Intesa Sanpaolo supportate da “Retail Agent” (agenti monomandatari persone fisi che), le agenzie terze, il canale online e, da novembre 2025, il nuovo canale di distribuzione con Poste Italiane.
La gamma di offerta comprende “Cessione del Quinto per Pensionati”, “Anticipo TFS” (prodotto riservato agli ex dipendenti pubblici che vogliono fruire di tutta o parte della propria indennità di buonuscita senza attendere le tempistiche previste d alla Pubb lica Amministrazione), “Cessione del Quinto per dipendenti pubblici e privati” e il “Prestito Delega” (prestito personale con trattenuta in busta paga per dipendenti di aziende private e para -pubbliche).
Inoltre, gli agenti a supporto delle filiali di Intesa Sanpaolo possono proporre ai clienti anche i POS.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
100 IMI Corporate & Investment Banking
(milioni di euro) Dati economici 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Interessi netti 1.582 1.501 81 5,4 Commissioni nette 692 604 88 14,6 Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 686 415 271 65,3 Altri proventi (oneri) operativi netti - - - -
Proventi operativi netti 2.960 2.520 440 17,5 Spese del personale -251 -254 -3 -1,2 Spese amministrative -440 -433 7 1,6 Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -7 -8 -1 -12,5 Costi operativi -698 -695 3 0,4 Risultato della gestione operativa 2.262 1.825 437 23,9 Rettifiche di valore nette su crediti -45 -32 13 40,6 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -3 -11 -8 -72,7 Altri proventi (oneri) netti -40 - 40 -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 2.174 1.782 392 22,0 Imposte sul reddito -683 -575 108 18,8 Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -10 -13 -3 -23,1 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - 8 -8 Risultato netto 1.481 1.202 279 23,2
(milioni di euro) Dati operativi 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 134.524 124.132 10.392 8,4 Raccolta diretta bancaria (1) 133.696 127.337 6.359 5,0 Attività di rischio ponderate 115.069 111.424 3.645 3,3 Capitale assorbito 11.070 10.721 349 3,3 (1) L'importo della voce comprende i "certificates".
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione IMI Corporate & Investment Banking presidia le attività di corporate e transaction banking, investment banking, public finance e capital markets, in Italia e all’estero.
Nel primo semestre 2026 la Divisione ha realizzato proventi operativi netti pari a 2.960 milioni (che rappresentano oltre il 20% del dato consolidato di Gruppo), in crescita del 17,5% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.
In dettaglio, gli interessi netti, pari a 1.582 milioni, sono risultati in aumento rispetto al primo semestre del 2025 (+5,4% ) prevalentemente grazie al maggior apporto del portafoglio titoli del Global Markets. Le commissioni nette, pari a 692 milioni, si sono incrementate del 14,6% rispetto al valore dell’analogo periodo 2025, essenzialmente per effetto dell’andamento positivo rilevato nel comparto della finanza strutturata. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 686 milioni, ha evidenziato un consistente rialzo rispetto al valore di 415 milioni dei primi sei mesi del precedente esercizio, da ricondurr e all’operatività di Global Markets, su c ui hanno inciso positivamente i maggiori utili da cessione di titoli di debito HTC e HTCS.
I costi operativi sono ammontati a 698 milioni, evidenziando una sostanziale stabilità (+0,4%): la crescita delle spese amministrative è stata in buona parte compensata dalla diminuzione delle spese del personale e degli ammortamenti. Per effetto delle din amiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa si è attestato a 2.262 milioni, in crescita del 23,9% rispetto al valore rilevato nel medesimo periodo dello scorso esercizio. Anche il risultato corrente lordo, pari a 2.174 milioni, ha registrato un incremento (+22%), in presenza di maggiori rettifiche di valore nette su crediti e minori
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
101 accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività. Infine, dopo l’attribuzione alla Divisione di imposte pe r 683 milioni (sulle quali hanno inciso l’evoluzione della base imponibile e gli impatti delle misure fiscali introdotte con la Legge di Bi lancio 2026) e di oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo per 10 milioni, l’utile netto ha raggiun to 1.481 milioni, valore superiore rispetto ai 1.202 milioni realizzati nei primi sei mesi del 2025 (+23,2%).
La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato nel secondo trimestre 2026 una diminuzione del risultato della gestione operativa rispetto al primo, riconducibile a una flessione dei ricavi, segnatamente del risultato netto delle attivi tà e passività finanziarie al fair value, e, in misura minore, a un incremento degli oneri operativi. Analoga dinamica per il risulta to corrente lordo e per l’utile netto, condizionati anche da maggiori rettifiche di valore nette su crediti rilevate nel trimest re.
I volumi intermediati della Divisione si sono incrementati rispetto a fine 2025 (+6,7%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela, pari a 134.524 milioni, hanno registrato una crescita (+8,4%, pari a +10,4 miliardi) da ricondurre essenzialmente all’evoluzio ne positiva del Global Corporate e del Global Markets. Anche la raccolta diretta bancaria, pari a 133.696 milioni, ha mostrato u n progresso (+5%, pari a +6,4 miliardi) ascrivibile all’aumento dei debiti verso clientela, segnatamente in ambito Global Marke ts, e allo sviluppo dell’attività in certificates, solo in parte compensati dalla diminuzione dei titoli in circolazione della co ntrollata lussemburghese e del Global Markets.
Attività di corporate e transaction banking, investment banking, public finance e capital markets, in Italia e all’estero.
Supportare come “partner strategico e globale” lo sviluppo equilibrato e sostenibile delle imprese e delle istituzioni finanziarie, anche a livello internazionale, tramite una rete specializzata di hub, filiali, uffici di rappresentanza e controllate che s volgono attività di corporate banking. Favorire la collaborazione tra i settori pubblico e privato con l’obiettivo di supportare la realizzazione di infrastrutture ed investimenti sostenibili, anche perseguendo opportunità di sviluppo all’estero in Paesi s trategici per il Gruppo. Mettere a disposizione di tutta la clientela del Gruppo Intesa Sanpaolo le competenze specialistiche negli ambiti di Investment Banking, Finanza Strutturata, Capital Markets e Transaction Banking.
La struttura sviluppa e gestisce le relazioni con la clientela Global Corporate italiana ed internazionale, avvalendosi a livello centrale dell’azione commerciale delle unità di Industry (Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Energy; Food & Beverage and Distribution;
Infrastructure; Real Estate; Retail and Luxury; Telecom, Media and Technology) e a livello territoriale del network italiano ed internazionale dell’Area di Coordinamento Distribution Platform & GTB. Presidia la relazione comme rciale con i clienti istituzionali, sui mercati domestici e internazionali, con un modello di servizio dedicato e organizzato per segmento di clientela (i.e. Banche, Assicurazioni, Asset Managers, Financial Sponsors, Fondi Sovra ni e Governi).
Garantisce il presidio e lo sviluppo delle attività di origination e di advisory alla clientela, tra cui M&A, Debt e ambito E SG, anche con unità specificamente dedicate, perseguendo il cross -selling di prodotti e servizi, anche in ottica “Originate to Shar e”, massimizzando le sinergie tra relazioni corporate, investitori istituzionali e desk di prodotto.
La struttura presidia lo sviluppo del network italiano e internazionale della Divisione, assicurando la corretta gestione delle attività operative e commerciali per la clientela di riferimento attraverso una rete specializzata di strutture territoriali in I talia e all’estero. Garantisce il presidio, per tutto il Gruppo, di un’ampia gamma di servizi transazionali – come il cash management, trade & export finance, securities services – anche tramite Inbiz, la piattaforma di Corporate Internet Banking. Concorre all’individuazione e alla distribuzione dei l oan e di asset marketable tramite un unico polo funzionale alla mobilizzazione e ottimizzazione del balance sheet del credito della Divisione, in linea con il processo “Originate to Share”.
Nel perimetro della struttura rientrano le attività di capital markets, finanza strutturata e primary market (equity e debt capital markets) a supporto di tutta la clientela del Gruppo, incluse le medie imprese.
Inoltre, viene presidiata la gestione del portafoglio e del rischio di proprietà attraverso l’accesso diretto o indiretto ai mercati.
La Divisione IMI Corporate & Investment Banking, in Italia, si avvale complessivamente di 6 aree territoriali dedicate alla clientela corporate o al servizio della clientela pubblica. A livello internazionale, è presente in 23 Paesi a supporto dell'attivit à cross -border dei suoi clienti con una rete specializzata costituita da hub, filiali, uffici di rappresentanza e controllate che svolgono attività di corporate banking.
Area di Coordinamento Global Banking & Markets Struttura organizzativa Missione
Struttura distributiva
Area di Coordinamento Client Coverage & Advisory
Area di Coordinamento Distribution Platform & Global Transaction Banking
Business
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
102 Area di Coordinamento Client Coverage & Advisory
In un contesto di mercato ancora caratterizzato da incertezze geopolitiche e dinamiche commerciali complesse, nonché da un quadro macroeconomico internazionale con crescita moderata e disomogenea tra le principali aree geografiche e dinamiche inflazionisti che ancora oggetto di attenzione, le strutture dell’Area di Coordinamento Client Coverage & Advisory hanno continuato ad assistere i propri clienti in operazioni finanziarie complesse e strategiche, confermando il posizionamento di leadership sul mercato e le positive performance in termini di risultati registrate negli ultimi anni. In particolare, le strutture di Relazione, Global Corporate e Institutional Clients, hanno lavorato in costante sinergia con la struttura Corporate Finance & Advisory e i desk d i prodotto, perseguendo l’obiettivo di favorire e consolidare il dialogo con la clientela di riferimento, consentendo l’identificazione e lo sviluppo di numerose opportunità di business.
Nel corso del primo semestre 2026 la struttura Global Corporate ha continuato a svolgere il ruolo di partner strategico per l a propria clientela italiana e internazionale, sostenendola attraverso l’organizzazione e la partecipazione a numerose operazio ni di financing e investment banking, grazie alle competenze specialistiche legate al modello per Industry e alla collaborazione con le altre strutture della Divisione. A livello domestico, la Banca ha partecipato ai prestiti sindacati a favore di Eurogr oup Laminations con il ruolo di Global Coordinator, Bookrunner, Mandated Lead Arranger (MLA) e Sustainability Coordinator, di Leonardo con il ruolo di MLA e Bookrunner, di Snam con il ruolo di Bookrunner e a favore di Pirelli, Italgas e Enav con il ru olo di MLA. Il Gruppo ha altresì partecipato a diversi prestiti sindacati internazionali, tra i quali quello a favore di SoftBank, con il ruolo di MLA, Bookrunner and Underwriter, a sostegno dell’investimento in OpenAI. Si evidenzia, infine, il supporto finanziar io in importanti operazioni straordinarie realizzate nel periodo, quali il finanziamento a favore di Cementos Molins per l’acquis izione di Secil in cui la Banca ha agito in qualità di Bookrunner e il finanziamento a favore di F.lli De Cecco per l’acquisizione di Rosso Gargano.
Nell’ambito della Finanza Sostenibile, il desk ESG Advisory ha supportato la clientela nella identificazione e strutturazione di prodotti e strumenti Green, Social, Sustainability e Sustainability -linked. L’attività si è sostanziata nell’ottenimento del ru olo di Sustainability/Green Coordinator in numerose operazioni riguardanti finanziamenti sindacati, strutturazione di Framework ESG ed emissioni obbligazionarie. In particolare, la Divisione è stata coinvolta nelle operazioni sindacate di Pirelli, Italgas, Lavazza, Goglio e, grazie alle competenze sviluppate sulle tematiche ESG, ha partecipato a diversi finanziamenti, tra cui quelli a fav ore di Mundys ed Envision Energy. Tra i finanziamenti ESG bilaterali si segnalano quelli a favore di Eurocommercial Prope rties e IGD SIIQ. Con IGD, inoltre, la Banca ha sviluppato il primo prodotto volto a finanziare specificatamente progetti in ambito d i adattamento e resilienza ai rischi climatici, strutturando il primo Adaptation & Resilience Loan. Particolare rilievo han no avuto i finanziamenti al settore delle energie rinnovabili, tra i quali si menzionano quelli con Low Carbon ed Enviromena nel Regno Unito, Big Muddy, Roccasecca e Darden negli Stati Uniti, Equitix e Whysol Renewables in Italia. Nel settore della cattura e stoccaggio di CO 2 (CCS), la Banca ha partecipato al finanziamento a favore di Eni CCUS Holding. L’attività di Rating Advisory si è focalizzata nel supportare i clienti nel dialogo con le principali agenzie di rating, in coerenza con le strategie finan ziarie e industriali d egli emittenti, contribuendo alla definizione e all’ottimizzazione delle strutture di capitale. In tale contesto, la Banca ha assistito la clientela in attività di monitoraggio del merito di credito e nella valutazione delle implicazioni sul rating di oper azioni di rifinanziamento e ottimizzazione della struttura del debito, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di analisi e posizio namento creditizio funzionali ad ampliare la platea di investitori di riferimento. L’attività svolta si inserisce in un cont esto di crescente attenzione da parte degli emittenti alla diversificazione delle fonti di finanziamento e al miglioramento della propria fless ibilità finanziaria, favorendo un accesso più efficiente al mercato dei capitali, l’allungamento delle scadenze d el debito e, più in generale, il rafforzamento del profilo di credito e della visibilità verso il mercato. In ambito project financing, la Banca ha partecipato a diverse operazioni, tra cui a livello domestico i finanziamenti a favore di Italian Motorway H oldings, in cui ha svolto il ruolo di MLA. A livello internazionale si segnalano i finanziamenti a favore di Go Ahead Group con il ruolo di MLA e a fav ore di Edgeconnex con il ruolo di JLA per lo sviluppo di datacenter in USA ed Europa.
Nel settore immobiliare, il Gruppo ha ulteriormente consolidato la propria leadership: nella prima metà dell’anno ha rafforza to relazioni strategiche con controparti di primario standing europeo, tra cui REIT come Colonial SFL SOCIMI e Merlin Properties SOCIMI, ampliando al contempo la propria presenza internazionale con la partecipazione a un finanziamento sindacato per un progetto di sviluppo nel settore hospitality a Beverly Hills, Los Angeles. Anche sul mercato domestico ha confermato il propr io ruolo d i banca di riferimento, supportando operazioni di rilievo sulla piazza milanese, tra cui il progetto CityWave, a testimonianza della capacità del Gruppo di presidiare con efficacia i principali mercati e di generare valore attraverso iniz iative ad alto imp atto.
Per quanto riguarda l’attività di Debt Capital Markets, la Banca ha svolto il ruolo di Active Joint Bookrunner nell’emissione di obbligazioni ibride di Stellantis, di Joint Bookrunner per ENEL, Florida Power & Light, di Joint Global Coordinator & Bookrun ner per Mundys, di Global Coordinator e Active Bookrunner nell’emissione di Campari, di Bookrunner per Eutelsat, Universal Music Group VMED, Telefonica, Cellnex, di Passive Bookrunner per Stellantis Financial Services US, e di Joint Bookrunner in numerose em issioni, tra cui CNH Industrial, CA Auto Bank, Abertis, Webuild e Italgas. Inoltre, ha seguito diverse operazioni di collocamento di obbligazioni di tipo Green o Sustainability -linked, tra cui i Green Bond di Colonial, Heidelberg Materials, il Green Hybrid di Engie e i Sustainability -Linked Bond di Carrefour, Mundys e Aeroporti di Roma. Inoltre, la Banca ha svolto un ruolo di primo piano nel collocamento di diversi EU Green Bond, strutturati in conformità ai requisiti del nuovo Regolamento (UE) 2023/2631, t ra cui il secondo EU Green Bond di Terna. Si segnala inoltre il Blue Bond di ACEA, il primo nel mercato italiano, con il ruolo di Joint Bookrunner.
In ambito M&A, il Gruppo si conferma fra i principali advisor nel mercato italiano e ha prestato i suoi servizi in diverse op erazioni, tra cui l’acquisizione di Italiana Petroli (IP) da parte di SOCAR (The State Oil Company of the Republic of Azerbaijan), azienda energetica multinazionale con base in Azerbaijan e maggiore compagnia energetica nella regione del Caucaso meridionale, il supporto ad Ardian nell’acquisizione insieme a Finint Infrastrutture di SAVE, società che detiene partecipazioni negli aeropo rti di Venezia, Treviso, Verona, Brescia e Charleroi, e l’acquisizione da parte di Green Arrow Capital di DeA Capital Alternative Funds SGR da De Agostini.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
103 In ambito Equity Capital Markets, l’attività di origination è stata volta a cogliere le migliori opportunità di mercato e a p roporre soluzioni strutturate ai clienti, con l’obiettivo di mantenere il posizionamento di leadership sui mercati ECM ed Equity -Linked in Italia e di continuare con successo il percorso di internazionalizzazione. In questo contesto la Banca ha agito, tra l’altro, in qualità di Joint Bookrunner nell'aumento di capitale di Merlin Properties realizzato attraverso un Accelerated Bookbuil ding e di Joint Bookrunner nell'aumento di capitale con diritto di opzione effettuato da Worldline. È proseguito con successo anche lo sviluppo dell'attività sul mercato statunitense, dove la Banca ha partecipato, nel ruolo di co -Manager ai consorzi per l' IPO di PayPay.
Con riferimento ai clienti del settore bancario, nell’ambito della struttura Institutional Clients, la Banca ha effettuato co n successo numerose operazioni di emissione sul mercato primario, rifinanziamento, cartolarizzazione e ottimizzazione dei profili d i liquidità.
A livello domestico, si segnalano in particolare i ruoli di Joint Bookrunner nelle emissioni di Banco BPM, Cassa Centrale Ban ca, Banca Sella, Credem. È proseguita, inoltre, l’attività di finanziamento senior nell’ambito di operazioni di cartol arizzazione di attivi performing. Anche sui mercati internazionali, sia in America sia in Europa, sono state portate a termine numerose operazioni: il Gruppo, in particolare, ha ricoperto il ruolo di Joint Bookrunner nelle emissioni di Toronto - Dominion, HSBC, e Credit Agricole. Nell'Europa centro -orientale si segnalano le operazioni con BAWAG, OTP Mortgage Bank, Unicredit Bank Czech Republic and Slovakia e MBH Bank. Inoltre, la Banca ha confermato una significativa presenza nei paesi dell’Europa meridiona le, contribuendo a rafforzare la prossimità e la partnership costruita negli anni con le banche locali. Si segnala, in particolare, in questo ambito, il coinvolgimento nelle emissioni obbligazionarie di EuroBank, Santander e Banco Comercial Português. L’at tività con le banche nei mercati emergenti, nel corso del primo semestre dell’anno, è stata caratterizzata da un approccio selettivo in funzione del contesto geopolitico e di mercato e dalla assunzione di rischi a breve termine, prevalentemente a supporto di attività commerciali della clientela italiana e internazionale. L’attività di finanziamento di operazioni di supply chain financing rimane di interesse per la Banca e continua il consolidamento del portafoglio a livello internazionale. Anche nel primo s emestre 2026 l’attività con le financial institutions non bancarie ha continuato a conseguire risultati positivi. Nel settore parabancario si segnalano, in particolare, le operazioni di portfolio financing mediante sott oscrizione di tranche senior di carto larizzazioni originate da diversi operatori, quali, ad esempio, il gruppo Santander Consumer Bank, con sottostante finanziamenti auto loan originati in Italia, e IBL Banca, con sottostante finanziamenti assistiti da cessione del quinto dello stipendio o de lla pensione. La Divisione, inoltre, ha agito con il ruolo di Joint Bookrunner in diverse operazioni pubbliche di cartolarizzazione di attivi di Agos Ducato e Compass Banca, e ha continuato a presidiare il mercato dei finanziamenti bila terali unsecured, pe rfezionati con i principali operatori del settore del credito al consumo. Da segnalare, inoltre, il coinvolgimento in qualità di Joint Bookrunner nell’emissione di un prestito obbligazionario senior effettuata da doValue.
Per quanto concerne l’operatività con gli asset manager domestici e internazionali, l’attività di flusso ha registrato buoni volumi, sia in ambito equity, sia in quello del credito. Si segnala, inoltre, una crescente interazione e operatività con il segmen to Family Office e Wealth Management.
Per quanto riguarda il settore assicurativo, la Banca ha rinnovato una linea di financing strutturato a supporto della gestio ne della liquidità di un’importante compagnia nazionale, ha ricoperto il ruolo di Joint Lead Manager nell’emissione di un bond subo rdinato Tier 2 di una primaria compagnia assicurativa italiana e di Joint Bookrunner nell’emissione Tier 1 di un'altra primar ia compagnia domestica. Con questi clienti è proseguita con profitto l’attività di flusso (derivati e cash) sia in ambito Fixed Income, Currencies & Commodities (FICC) sia Equity. Inoltre, nel corso del semestre sono state finalizzate due operazioni di private placement con un gruppo internazionale con forte presenza sul mercato italiano. È altresì proseguita in modo soddisfacente l’attività a supporto dello sviluppo dei prodotti di ramo III.
In ambito public sector (governi, enti pubblici, enti locali e investitori istituzionali), con riferimento alla gestione del debito pubblico si segnalano, in particolare, i ruoli di Joint Bookrunner per conto del MEF nel collocamento di emissioni istituzio nali e dedicate al mercato retail di BTP e BTP Italia Sì, e, per conto di CDP, nel collocamento di emissioni obbligazionarie istituz ionali, retail e social. Inoltre, la Banca sta partecipando al finanziamento sindacato in favore di una società a controllo pubblico per una delle operazioni di M&A più rilevanti degli ultimi anni nel mercato italiano. In qualità di partner strategico, la Banca ha anche ottenuto un mandato per una operazione di Total Return Equity Swap su azioni proprie per la copertura del ris chio di prezzo derivante da piani di stock option di una società a controllo pubblico. Inoltre, la Banca ha confermato la propria presenza internazionale, partecipando a finanziamenti sindacati in particolare per clienti in emerging markets. Da segnalare, infine, sul mercato domestico, il ruolo di Global Coordinator (GloCo) nel finanziamento a BolognaFiere, tra i principali operatori fieris tici internazionali.
Per quanto concerne l’attività legata ai fondi di private equity, il Gruppo ha registrato un buon numero di operazioni conclu se con i propri clienti nel periodo di riferimento, sia a livello domestico sia internazionale, in un contesto di mercato caratt erizzato da un miglioramento della liquidità, con conseguente riduzione del costo delle strutture di financing, nonostante le perduran ti incertezze sull’attività di M&A a livello globale, derivanti anche dal contesto geopolitico. Sul mercato italiano si ricor dano i ruoli di GloCo e Joint Bookrunner nell’emissione obbligazionaria high yield di Nexture, primario gruppo europeo nel settore degli ingredienti alimentari detenuto da Investindustrial, a supporto dell’acquisizione del gruppo portoghese Frulact; in agg iunta, si segnalano i ruoli di GloCo, MLA e Bookrunner a supporto dell’acquisizione da parte di Ambienta SGR di Disano Illuminazione, primario gruppo europeo focalizzato nella progettazione e vendita di soluzioni professionali per l’illuminazione di intern i ed esterni. Sui mercati internazionali, nei quali la Banca continua a consolidare la propria presenza, si ricordano i ruoli di A rranger e Underwriter a supporto di Apax Partners nell’operazione di acquisizione di Teciem, fornitore globale di software e s oluzioni specializzate per istituzioni finanziarie e banche, e di Joint Lead Arranger e Joint Bookrunner a supporto di Investindustria l nell’operazione di acquisizione di TreeHouse Foods, gruppo americano globale specializzato nella produzione di alimenti a marchio privato.
Per quanto riguarda il fund financing, si sottolinea il consolidamento delle operazioni di finanziamento ai principali fondi di investimento alternativi italiani e internazionali. A livello domestico, si segnala in particolare il ruolo di Arranger nelle operazioni di capital call financing a supporto dei fondi Nextalia Credit Solutions, Nextalia Flexible Capital e Renaissance Partners IV .
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
104 L’attività con i Sovereign Wealth Funds (SWF) e i Pension Funds (PF) è proseguita in modo sostenuto nei diversi ambiti di intervento che includono il supporto diretto ai fondi, l’assistenza nei processi competitivi di investimento, il financing e le attivi tà di corporate solutions a favore delle portfolio companies, mantenendo il focus sui settori Infrastructure, Energy e Technolog y Media & Telecommunication (TMT), e privilegiando un approccio orientato ai fattori ESG. A supporto delle esigenze dirette dei fondi sovrani, la Banca ha rinnovato, incrementato e sottoscritto numerosi interventi, sia tramite loan e finanziamenti strut turati sia attraverso obbligazioni, contribuendo ad accrescere la capacità di investimento dei principali SWF & PF (tra cui Public Investment Fund (PIF), Abu Dhabi Investment Authority (ADIA), Mubadala, Danantara, CPP Investments e PSP Investments).
Nell’ambito dei processi di investimento, il Gruppo ha partecipato con ruoli di rilievo a diverse operazioni, tra cui il fina nziamento di un portafoglio infrastrutturale in Australia di ADIA e l’acquisizione di Olam Global Agri da parte di Salic. Nel comparto del project financing si evidenziano, tra le altre, le operazioni relative a Edgecombe Solar, progetto di generazione fotovoltaic a sviluppato da Invenergy (La Caisse), e Salt Berry, iniziativa eolica sviluppata da Leeward (Omers). Numerose anche le operazioni a supporto delle portfolio companies, tra cui il finanziamento a ELL - European Locomotive Leasing, piattaforma europea di leasin g ferroviario (Crédit Agricole Assurances e AXA), e il bridge financing a favore di Humain, società attiva nello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale riconducibile a PIF.
Area di Coordinamento Distribution Platforms & Global Transaction Banking
Nel primo semestre 2026, l’Italian Network della Divisione ha rafforzato il proprio ruolo di partner di riferimento per la cl ientela mid e large corporate italiana, supportandone le esigenze finanziarie, strategiche e di crescita in un contesto macroeconom ico e geopolitico in evoluzione. Con 15 centri corporate, oltre 260 professionisti dedicati e un portafoglio di oltre 2.300 grupp i clienti, l’Italian Network ha garantito un presidio capillare sul territorio nazionale e un’offerta integrata di soluzioni di finanziamento, investment banking, cash management e trade finance. L’attività si è focalizzata, in particolare, sulla gestione dei rischi f inanziari e geopolitici, sul supporto ai percorsi di internazionalizzazione verso mercati extra -UE e sulla valorizz azione delle competenze specialistiche del Gruppo, incluse le soluzioni offerte da Intesa Sanpaolo Innovation Center.
Nel semestre è proseguita la terza edizione del roadshow “Obiettivo Italia”, quale iniziativa di dialogo e ascolto della clie ntela corporate. Le prime cinque tappe, Padova, Firenze, Lonato del Garda, Torino e Milano, hanno coinvolto oltre 300 imprese, con momenti di confronto su scenario macroeconomico e settoriale, gestione dei rischi e soluzioni evolute di tesoreria. Ulteriori tappe sono previste nel secondo semestre 2026 a Napoli, Bologna e Roma. Il percorso ha contribuito a rafforzare il presidio relazi onale con le imprese più dinamiche, supportandone i progetti di trasformazione sostenibile, digitalizzazione ed espansione internazionale.
A livello internazionale, la Divisione opera in 23 Paesi attraverso una rete costituita da 16 filiali wholesale, 8 uffici di rappresentanza (cui a livello di Gruppo si aggiunge l’ufficio di Bruxelles facente capo a European Regulatory & Public Affair s e deputato alla gestione dei rapporti con i regolatori sovranazionali), 2 banche corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg e Intesa Sanpaolo Brasil S.A.) e dalla società di intermediazione Intesa Sanpaolo IMI Securities Corporation con sede a New York. La ret e ha continuato a garantire un presidio qualificato a supporto della clientela italiana e internazionale, in un contesto caratterizzato da persistenti tensioni geopolitiche, garantendo la continuità operativa, i servizi alla clientela e la tutela del perso nale nelle filiali estere collocate nelle zone interessate dal conflitto (Dubai, Abu Dhabi e Doha). Sono proseguite le inizia tive volte a rafforzare l’offerta di prodotti e soluzioni ESG e a ottimizzare la piattaforma operativa, al fine di migliorare ulte riormente l’efficacia del servizio e la prossimità al cliente.
Nel primo semestre 2026, Global Transaction Banking ha proseguito l’evoluzione dell’offerta, rafforzando il supporto alle imprese attraverso soluzioni digitali integrate, l’ampliamento del presidio internazionale e iniziative coerenti con le diret trici del nuovo business plan.
Nel Trade Finance è proseguito lo sviluppo di Inbiz Trade Services, con l’estensione dei servizi alla filiale di Amsterdam do po Londra e Francoforte. In ambito domestico è stata rilasciata una nuova versione del front -end Inbiz per le garanzie domestiche, volta a migliorare efficienza operativa e accessibilità dei servizi. Sono inoltre proseguite le attività di adeguamento agli standard ISO 20022, in vista dell’entrata in vigore prevista a novembre 2026, e sono state avviate le iniziative per la notifica a Banca d’Italia ai fini dell’operatività come Crypto -Asset Service Provider e dell’iscrizione nel registro ESMA entro il quarto trimestre 2026. La Divisione ha continuato a partecipare alle iniziative istituzionali sull’euro digitale, consolidando il posizi onamento del Gruppo nei servizi finanziari digitali. I riconoscimenti internazionali ottenuti nel semestre, tra cui Best Bank for Cash Management in Italy 2026 e Best Sub -custodian Bank in Italy 2026 di Global Finance, confermano la competitività dell’area .
Nel primo semestre 2026, il mercato dei prestiti sindacati ha registrato un andamento più selettivo rispetto alla seconda met à del 2025, con volumi in contrazione in alcune aree per effetto del rallentamento del refinancing, solo parzialmente compensat o dalla ripresa dell’attività M&A, sostenuta da finanziamenti large cap su scala internazionale. In un contesto macro -finanziario ancora caratterizzato da volatilità e tensioni geopolitiche, la liquidità bancaria e istituzionale si è mantenuta solida, con tinuando a supportare condizioni di mercato complessivamente favorevoli. La Divisione ha confermato un forte presidio commerciale ed esecutivo, partecipando, anche con ruoli di coordinamento e bookrunner, a operazioni di rilievo internazionale a supporto di M&A e refinancing strategici per primarie controparti corporate e financial sponsors. L’attività, diversificata per geografie e settori, ha confermato il posizionamento della Divisione nei finanziamenti sindacati big ticket, con focus su large corporate , project finance, telecom, energy e infrastructure. Nel semestre è proseguito anche il rafforzamento delle attività di trasferim ento sintetico del rischio, consolidando il posizionamento della Banca tra gli operatori di riferimento nel mercato europeo delle polizze assicurative su rischio di credito e delle forme alternative di risk transfer, quali financial guarantees e garanzie collater alizzate.
Sono state perfezionate 30 operazioni su controparti corporate e financial institutions, con elevata diversificazi one del rischio e un panel di oltre 45 controparti attive, tra Lloyd’s Syndicates, assicuratori indipendenti e fondi specializzati in garanzie cash collateralized. L’attività di risk sharing si è confermata una leva rilevante a supporto della nuova origina tion, dell’ottimizzazione dell’allocazione del capitale e della gestione attiva degli RWA, sia su single names sia secondo logiche di portafoglio.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
105 Area di Coordinamento Global Banking & Markets
Il primo semestre del 2026 ha evidenziato un andamento complessivamente positivo sui mercati, pur in presenza di volatilità, soprattutto nella prima parte dell’anno. Nel complesso, il semestre ha confermato il rafforzamento delle attività e la capaci tà di cogliere le opportunità di mercato.
Nel comparto credito e tassi la fase iniziale è stata favorevole, con spread in riduzione e rendimenti in calo. La domanda de lla clientela si è mantenuta su livelli elevati, sia sul mercato primario sia sul secondario. Market Hub ha registrato nei primi sei mesi del 2026 un andamento positivo, con l’attività di intermediazione cash in crescita di circa il 10%, trainata dagli ETF, in au mento di oltre il 40% per controvalori e ordini. Positivi anche equity e certificates (+5%), mentre la componente obbligazio naria si è mantenuta stabile. Sui Listed Derivatives, i volumi (ETD – Exchange Traded Derivatives) sono cresciuti del 5% su base annua, con dinamiche allineate tra conto proprio e conto terzi. Il principale contributo deriva dall’Equity Derivatives (+9%). In forte crescita i segmenti Commodity (+54%) e Currency (+63%), mentre risultano in flessione gli Interest Rate Derivatives ( -8%). Nel comparto Certificates, i collocamenti hanno raggiunto i 9,6 miliardi, in crescita su base annua. L’offerta si è caratter izzata per un ampio mix e per la prevalenza di prodotti a capitale protetto.
Per quanto riguarda gli investimenti di Divisione, nel primo semestre 2026, sul comparto delle obbligazioni governative HTCS è stata mantenuta un’allocazione mediamente elevata, mirata a generare margine di interesse positivo attraverso esposizioni in asse t swaps, con un focus su titoli emessi da Italia, Spagna e Francia in vista della convergenza economica con i paesi core.
È stata aumentata l’allocazione a Supranationals e Agencies sia in euro sia in dollari americani, grazie ai favorevoli premi al rischi o, e ridotta l’allocazione ai covered bonds. Sul portafoglio HTC è stata quasi completata l’espansione del portafoglio tra titoli governativi, Supranationals e Agencies . Sui portafogli di credito è stato completato quasi interamente il programma di investimenti per il 2026, cogliendo l’opportunità offerta dall’ampliamento dei premi al rischio causato dalle tensioni geopol itiche.
È proseguita la strategia di lungo termine focalizzata su crescita e protezione del capitale tramite ampia diversificazione, qualità creditizia ed esposizione ai settori meno ciclici, con preferenza per le cartolarizzazioni e attenzione alle metriche ESG. Il comparto Emerging Markets è stato contr assegnato inizialmente da un turnover elevato nelle prime settimane dell'anno, per proseguire poi con una sensibile riduzione dell'esposizione. L’attenuarsi delle tensioni geopolitiche ha permesso, nel second o trimestre, un significativo incremento degli i nvestimenti nei portafogli HTC e HTCs, in larga parte Europa Centrale e Orientale, Medio Oriente e Africa e America Latina e Latam. A fronte di una rilevante ondata di vendite e una brusca salita del prezzo del petrolio che ha alimentato rischi stagflattivi, sul comparto azionario si è disposto un posizionamento tattico. La gestione d el DVA ha mantenuto un approccio dinamico alla copertura dell’Own Credit Risk con strumenti di mercato coerenti con il profilo di rischio da coprire. Oltre a garantire il finanziamento dei portafogli di proprietà e la gestione della liquidità della Div isione, è stata presidiata l’attività di secur ed financing in contropartita con la clientela, che ha continuato ad espandersi e diversificarsi.
Le attività di collateral management e ottimizzazione dei netting set hanno supportato il business di derivati OTC con la cli entela.
L’attività di Market Making sulla componente Equity, dopo un inizio d’anno sostenuto, ha risentito delle tensioni geopolitich e con una gestione del rischio orientata al controllo della maggiore volatilità dei mercati. Sul comparto Credits il progressiv o allentamento delle tensioni ha offerto opportunità di ingresso; sulla spinta dei settori legati all’AI e ai semiconduttori, gli indici azionari hanno ripreso la tendenza rialzista, con un rapido calo della volatilità e una progressiva stabilizzazione. I flus si della clientela dai titoli governativi alle obbligazioni corporate e financials hanno favorito la ripresa dell’attività sul mercato primario e secondario. Il settore Fx, Commodities & EM, ha risentito della contenuta volatilità forex, della riduzione de i flussi su alcune valute emergenti e dell’assenza di deal rilevanti. Il settore dei derivati lineari su tassi di interesse ha beneficiato della redditività sul segmento Corporate e una performance in linea sul segmento Financial Institutions, mentre sui p rodotti di volatilità le tensioni geopolitiche hanno inciso negativamente sulla performance di trading. Sul settore Titoli Governativi si osserva una riduzione complessiva della redditività. L’aumento dell’attività della clientela ha sostenuto il margine c ommerciale non riuscendo però a controbilanciare il calo del margine di gestione del rischio. Sul settore Private Investments l’attività di investimento in f ondi di Private Equity e Private Debt ha continuato ad essere limitata in coerenza con gli obiettiv i di ottimizzazione del capitale regolamentare, mentre è proseguita sugli Hedge Funds in formato UCITs, molto efficienti in termini di assorbimento di capital e.
In termini di performance i rendimenti su Private Equity, dopo un buon avvio, hanno mostrato un ritracciamento principalmente dovuto a una forte riduzione dei multipli nel settore tech & software. I rendimenti del Private Debt hanno risentito di alcun e svalutazioni nei portafogli e della mancanza di flusso di nuovi investimenti. Il portafoglio di Hedge Funds per contro, nella pr ima parte dell’anno, ha registrato ottime performance grazie a una buona diversificazione che ne ha limitato la volatilità.
Nel mercato obbligazionario la Divisione ha agito sul mercato primario in qualità di Joint Bookrunner in numerose emissioni obbligazionarie nei segmenti corporate (ENI, Hera, Nortegas, EDF, TotalEnergies, RCI Banque, General Motors, Nextera Energy, Ford Mo tor, AT&T, Rio Grande) e institutional clients (Intesa Sanpaolo Assicurazioni, Unipol Assicurazioni, Banco Desio, Banca Ifis, UBS, La Banque Postale, VUB, Banco Santander, NordLB, BayernLB, Nomura, BNP Paribas, Grenke). È stato particolarmente attivo il co mparto High Yield dove la Banca si è distinta come Joint Bookrunner nelle emissioni di Teamsystem, FIS e Virgin Media.
In ambito Sovereign, Supranational, and Agency il comparto Debt Capital Markets della Divisione si è distinto in qualità di J oint Bookrunner nelle emissioni retail della Repubblica Italiana (BTP Italia Sì e BTP Valore) e di Cassa Depositi e Prestiti e nel le emissioni senior di Ferrovie dello Stato, Acquirente Unico, Amco, Cassa depositi e Prestiti e Slovak Republic. Sugli emerging markets la Divisione ha seguito con il ruolo di Joint Bookrunner le emissioni di Saudi Electricity, Sasol, Cemex e Aldar Propert ies.
Relativamente al mercato primario equity l’attività della Divisione ha agito come Joint Bookrunner nel collocamento del prest ito obbligazionario convertibile di STMicroelectronics, come Co -manager in due collocamenti azionari secondari di Medline su Nasdaq e come Joint Global Coordinator nel green bond exchangeable in azioni Italgas di Snam.
Nel primo semestre del 2026 le attività di Finanza Strutturata hanno confermato la leadership della Banca sul mercato italian o e proseguito con successo sul mercato internazionale, beneficiando di un progressivo miglioramento del contesto di mercato
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
106 rispetto all’anno precedente. I finanziamenti corporate, concessi alla clientela italiana ed estera sono stati caratterizzati da volumi complessivamente solidi, sostenuti da una intensa attività di origination e da una presenza sempre più strutturata sui mercati esteri, anche con operazioni di dimensione significativa. L’attività di Leverage & Acquisition Finance ha mostrato nel corso dei primi mesi del 2026 segnali di graduale ripresa, in particolare sui mercati internazionali. In Italia, nonostante u n contesto competitivo elevato, alcune operazioni di M&A rilevanti hanno portato alla strutturazione di operazioni di dimensione significativa. L’attività di Project Finance ha proseguito il proprio sviluppo nei settori strategici dell’Energy Transition e dei trasporti con un continuo flusso di operazioni nel comparto delle energie rinnovabili, a supporto dei piani di investimento de gli operatori e nell’ambito di operazioni di M&A, in un contesto di crescente attenzione agli obiettivi di sostenibilità. L’appro ccio “originate to share” e la diversificazione geografica hanno condotto alla stipula di numerose operazioni di finanziamento a supporto di importanti operatori industriali e di investitori finanziari in diversi settori infrastrutturali e dei servizi di pubblica utilità, in coerenza con la strategia di crescita della Divisione in termini di volumi, redditività e posizionamento, con particolare attenzione alle tematiche ESG/Circular/Green.
Le attività di cartolarizzazione hanno confermato la posizione di leadership in Italia della Divisione, sia nelle attività di supporto alla clientela nella gestione dei rischi finanziari, anche attraverso soluzioni innovative ESG -linked, sia nell’ambito de ll’asset based financing. Sono state strutturate, finanziate e distribuite soluzioni per la clientela e per il Gruppo mirate all’effic ientamento del funding, al miglioramento degli indici di asset quality e all’ottimizzazione del capitale economico e regol amentare.
Relativamente alla clientela corporate, in continuità con il periodo precedente, si è osservato un interesse a rinnovare le operazioni, benché su basi di pricing inferiori. Si è sviluppata con successo l’operatività sui mercati internazionali con solidando la presenza estera della Divisione e supportando la clientela corporate e le financial institution europee ed extra -europee, nonché importanti investitori internazionali.
La Divisione ha operato anche come centro di competenza e punto di riferimento del Gruppo per le operazioni di Corporate Finance a favore della clientela della Divisione Banca dei Territori e delle banche della Divisione International Banks.
Relativamente a questa attività, tra le operazioni più rilevanti si segnala il ruolo svolto nell’IPO di Alia Mentis come Global Coordinator e Bookrunner, quello di Financial Advisor nella cessione di quote del capitale di Da Vittorio Group e nel finanziamento di Geosec a supporto dell’acquisto di una nuova unità navale.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
107 International Banks
(milioni di euro) Dati economici 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Interessi netti 1.181 1.223 -42 -3,4 Commissioni nette 378 364 14 3,8 Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 86 86 - -
Altri proventi (oneri) operativi netti -23 -32 -9 -28,1 Proventi operativi netti 1.622 1.641 -19 -1,2 Spese del personale -345 -344 1 0,3 Spese amministrative -263 -251 12 4,8 Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -65 -65 - -
Costi operativi -673 -660 13 2,0 Risultato della gestione operativa 949 981 -32 -3,3 Rettifiche di valore nette su crediti 5 54 -49 -90,7 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -14 4 -18 Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 940 1.039 -99 -9,5 Imposte sul reddito -282 -267 15 5,6 Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -27 -33 -6 -18,2 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -1 -2 -1 -50,0 Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) -18 -17 1 5,9 Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -1 -1 - -
Risultato netto 611 719 -108 -15,0
(milioni di euro) Dati operativi 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 52.353 48.944 3.409 7,0 Raccolta diretta bancaria 67.237 64.693 2.544 3,9 Attività di rischio ponderate 44.062 41.061 3.001 7,3 Capitale assorbito 5.181 4.783 398 8,3 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione International Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate che svolgono prevalentemente attività bancaria retail.
Nel primo semestre 2026 i proventi operativi netti della Divisione si sono attestati a 1.622 milioni, in flessione rispetto a llo stesso periodo dello scorso esercizio ( -1,2%). L’analisi di dettaglio evidenzia che gli interessi netti sono stati pari a 1.181 milioni ( -3,4%), prevalentemente in relazione al minor contributo di VUB Banka ( -27 milioni), di Intesa Sanpaolo Bank Romania ( -13 milioni), di PBZ – incluse Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina ( -10 milioni), di Bank of Alexan dria ( -7 milioni), e di Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd ( -6 milioni), in parte compensato dal maggior apporto di CIB Bank (+22 milioni). Le commissioni nette, pari a 378 milioni, hanno mostrato un progresso (+3,8%) attribuibile princip almente a Bank of Alexandria (+7 milioni), a VUB Banka (+5 milioni), a PBZ – incluse Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (+2 milioni), a Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd (+2 milioni) e a CIB Bank (+2 milioni), parzialmente contrastato dalla dinamica rilevata da Intesa Sanpaolo Bank Romania ( -2 milioni) e da Intesa Sanpaolo Bank Albania ( -1 milione). Tra le altre componenti reddituali, si rileva un risultato delle attività e passività finanziarie al fair value in linea con quello registrato nel medesimo periodo dell’anno precedente e un miglioramento degli altri oneri operativi netti di 9 milioni grazie al contributo positivo apportato dalle partecipate attive in Serbia (+6 milioni) e in Ungheria (+2 milioni). I costi operativi, pari a 673 milioni, hanno evidenziato un aumento del 2% rispetto al primo semestre del 2025 principalmente ascrivibile a maggiori spese amministrative.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
108 Per l’andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa si è attestato a 949 milioni, in dimi nuzione rispetto ai primi sei mesi del corrispondente periodo dell’anno precedente ( -3,3%). Il risultato corrente lordo, pari a 940 milioni, ha evidenziato un decremento del 9,5%, condizionato da minori riprese di valore nette su crediti e da accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività. Il risultato netto si è attestato a 611 milioni, in calo del 15% rispetto a l medesimo periodo del precedente esercizio, influenzato dal significativo incremento dell’imposizione fiscale in Ungheria (per l'aumento della tassa sugli extra profitti, contabilizzata interamente nel primo trimestre).
Nel confronto trimestrale, il secondo trimestre del 2026 ha mostrato una dinamica positiva del risultato della gestione opera tiva rispetto al primo, per effetto dello sviluppo dei ricavi che ha più che compensato l’aumento degli oneri operativi. Anche il risultato corrente lordo e l’utile netto si sono attestati su valori superiori a quelli del trimestre precedente, quest’ultimo condizio nato dalla sopracitata imposizione fiscale.
I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine giugno 2026 un aumento (+5,2%) rispetto a fine 2025, riconduci bile all’incremento sia dei crediti verso clientela (+7%) sia della raccolta diretta bancaria (+3,9%). L’evoluzione degli impieghi è ascrivibile allo sviluppo rilevato da tutte le controllate, in particolare quelle operanti in Slovacchia, Ungheria e Croazia, mentre la dinamica della raccolta è principalmente da ricondurre alle controllate attive in Ungheria, Slovacchia, Serbia ed Egit to, nella componente dei debiti verso clientela.
Nel primo semestre del 2026, la Divisione International Banks ha ulteriormente rafforzato il proprio posizionamento, confermando il ruolo del Wealth Management, Protection & Advisory quale principale driver di crescita della redditività e proseguendo l’evo luzione del modello di business attraverso il rafforzamento delle competenze consulenziali, l’innovazione dell’offerta e l’accelerazione delle iniziative digitali.
In tale contesto, è proseguita l’evoluzione del modello di servizio, facendo leva sulle best practice e sulle sinergie di Gru ppo. È stato avviato un nuovo brand positioning focalizzato sui servizi di consulenza, a supporto della strategia “Bank on the Righ t Advice”, ed è stata completata la segmentazione data driven per Retail & Wealth Management e anche per i segmenti Corporate e SME, con particolare attenzione alla clientela a maggiore valore aggiunto. Parallelamente, sono proseguite le attività di svilup po e progressiva estensione della piattaforma di Advisory Aladdin Wealth nei principali Paesi nei quali la Divisione è presente.
L’offerta Wealth Management & Protection è stata ulteriormente ampliata con il lancio di nuove soluzioni di investimento e protezione. In particolare, è stata rafforzata la gamma dei fondi gestiti attraverso l’introduzione di nuovi comparti Eurizon e di ulteriori prodotti specializzati, mentre è proseguito lo sviluppo dell’offerta di certificates e di prodotti unit linked. Sul f ronte assicurativo, il lancio di nuove polizze Protection Income e Life Protection, unitamente all’estensione dei modelli distribut ivi basati su reti agenziali dedicate, ha contribuito al consolidamento della proposizione commerciale nei diversi mercati della Divisione.
Nell’ambito delle iniziative finalizzate all’incremento dei ricavi da servizi e alla valorizzazione della relazione con la cl ientela, è stata selezionata la nuova piattaforma digitale di trading online in Slovacchia e sono proseguite le azioni di ottimizza zione dell’offerta transactional in alcuni Paesi, attraverso il rafforzamento delle attività di merchant acquiring, dei servizi di incasso e pagamento e delle soluzioni di trade e cash management. Sono state altresì avviate iniziative dedicate allo svilupp o dell’offerta di Risk Management, con particolare focus sulle coperture dei rischi finanziari e di commodity pricing, estendendo progressivamente l’operatività a nuovi mercati.
Nel comparto Corporate & Investment Banking è proseguito il rafforzamento delle sinergie con la Divisione IMI Corporate & Investment Banking, che hanno consentito il perfezionamento di operazioni a elevato valore aggiunto nei segmenti Global Markets, Struc tured Finance e Capital Markets. In particolare, è continuato lo sviluppo dell’attività di emissione di minibond e delle iniziative finalizzate ad ampliare l’accesso delle imprese ai mercati dei capitali, anche grazie al ricorso a strumenti di garanzia e a programmi dedicati alle aziende ad alto potenziale di crescita. Contestualmente, sono proseguite le attività di ottimizzazione degli assorbimenti patrimoniali e di evoluzione dei modelli interni di rischio, nell’ambito del progetto IRB d ella Divisione.
Con riferimento allo sviluppo del Wealth Management, è stata completata la fase di lancio della nuova rete di Financial Advis ors nei Paesi pilota della Slovacchia e dell’Ungheria, con l’avvio dell’operatività di oltre quaranta professionisti dedicati.
Para llelamente sono proseguite le attività di analisi finalizzate all’estensione del modello ad altri mercati della Divisione e a lla valutazione di possibili applicazioni anche nei segmenti Corporate e SME, al fine di accelerare ulteriormente la crescita del modello advisory.
La trasformazione digitale ha registrato ulteriori progressi attraverso il rafforzamento delle piattaforme commerciali e oper ative.
In particolare, la nuova App digitale è attiva in Ungheria e Croazia con progressiva estensione alle altre banche ed è stato avviato lo sviluppo di una piattaforma di marketing automation destinata a migliorare l’efficacia dell’engagement commerciale e la personalizzazione dell’offerta. Sono inoltre proseguiti gli interventi di evoluzione delle piattaforme dedicate al credi to retail e corporate, al factoring e alle attività di lending, con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio, incrementare i l ivelli di automazione e rendere più efficienti i processi operativi.
Nel quadro delle iniziative di efficienza e trasformazione, la Divisione ha inoltre costituito una struttura dedicata a suppo rto dell’evoluzione dei modelli operativi delle banche, avviando le prime analisi sui processi del credito e di filiale e definen do un programma pluriennale volto a identificare e prioritizzare iniziative di ottimizzazione e digitalizzazione dei processi, con l'obiettivo di favorire una progressiva semplificazione operativa e l'incremento della produttività.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
109
Presidio dell’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate.
Indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail. La Divisione è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture cent ralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione IMI Corporate & Investment Banking.
Presenze in Croazia, Bosnia -Erzegovina, Slovenia.
Presenze in Slovacchia, Romania , Repubblica Ceca.
Presenze in Albania, Ungheria , Serbia, Egitto, Ucraina, Moldavia.
884 filiali in 12 Paesi.
HUB Europa Sud -Orientale (SEE HUB)
Nel primo semestre 2026 i proventi operativi netti del gruppo Privredna Banka Zagreb sono ammontati a 312 milioni, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio ( -10,7%), per effetto del calo degli altri proventi (oneri) operativi netti e della dinamica cedente degli interessi netti. I costi operativi, pari a 125 mi lioni, hanno evidenziato un incremento (+2,6%).
Per l’andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa si è attestato a 187 milioni ( -17,8%). Il risultato corrente lordo, pari a 183 milioni, e l’utile netto, che è ammontato a 149 milioni, sono risultati in riduzione rispetto ai primi sei mesi 2025 (rispettivamente -31% e -32,9%).
Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina ha chiuso il primo semestre 2026 con un risultato della gestione operativa pari a 12 milioni (+11,8%). Tale evoluzione è riconducibile all’aumento dei proventi operativi netti (+6,1%) che ha più che compensato i maggiori oneri operativi (+2,1%). Il risult ato corrente lordo, pari a 10 milioni, e l’utile netto, pari a 8 milioni, hanno registrato un decremento rispetto al corrispondente periodo del 2025 (rispettivamente -9,1% e -15,7%), principalmente per effetto delle rettifiche di valore nette su crediti co ntabilizzate nel semestre.
Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) ha realizzato proventi operativi netti pari a 76 milioni, in calo rispetto al primo semestre 2025 (-1,8%), principalmente per effetto della dinamica cedente degli interessi netti. I costi operativi sono risultati in crescita (+4,5%) rispetto al medesimo p eriodo dello scorso anno. Per l’andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa, pari a 46 milioni, ha registrato un ridimensionamento del 5,5%. Anche il risultato corrente lordo, pari a 39 milio ni, e l’utile netto, che si è attestato a 25 milioni, hanno evidenziato una contrazione rispettivamente del 13% e del 15,7%, influenzati anche dalle maggiori rettifiche nette su crediti. Business
Struttura organizzativa
HUB Europa Sud -Orientale
(SEE HUB)
Danube HUB
(DNB HUB)
Altre banche
Struttura distributiva Missione
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
110 Danube HUB (DNB HUB)
Il gruppo VUB Banka ha conseguito un risultato della gestione operativa pari a 266 milioni, in calo rispetto al primo semestre 2025 ( -5,8%) per effetto della diminuzione dei proventi operativi netti ( -3%), influenzati dalla dinamica degli interessi netti, e dei maggiori dei costi operativi (+3,1%). Il risultato corrente lordo, pari a 274 milioni, ha mostrato un incremento (+3,4%), beneficiando di minori rettifiche di valore nette su crediti, mentre l’utile netto è aumentato del 10,1% attestandosi a 170 m ilioni.
Intesa Sanpaolo Bank Romania ha registrato nel primo semestre 2026 un risultato della gestione operativa pari a 9 milioni, in contrazione rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente ( -40,9%). Tale dinamica è ascrivibile alla flessione dei proventi operativi netti ( -28,2%) parzialmente attenuata da minori costi operativi ( -24,4%). La società ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto di 7 milioni, in decremento del 50,4% rispetto ai primi sei mesi del 2025.
Altre banche
Intesa Sanpaolo Bank Albania ha evidenziato un risultato della gestione operativa pari a 20 milioni, in flessione dell’8% rispetto alla prima metà del 2025, per effetto di minori ricavi ( -2,6%) e dell’incremento degli oneri operativi (+4%). L’utile netto si è attestato a 13 milioni, in calo del 18,4% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.
Il gruppo CIB Bank, che ha beneficiato del rafforzamento del fiorino ungherese, ha presentato un risultato della gestione operativa pari a 133 milioni, in progresso rispetto al primo semestre 2025 del 4,8% (-3,6% a cambi costanti). I proventi operativi netti, pari a 216 milioni, hanno mostrato una crescita dell’8% ( -0,6% a cambi costanti) . Gli oneri operativi, che sono ammontati a 83 milioni, hanno evidenziato un aumento del 13,6% (+4,5% a cambi costanti) . Il risultato corrente lordo si è attestato a 127 milioni, registrando una flessione del 12,1% ( -19,1% a cambi costanti), in relazione alle rettifiche di valore nette su crediti contabilizzate nel semestre e ai maggiori altri accantonamenti. L’u tile netto, pari a 39 milioni, è diminuito del 58,5% ( -61,9% a cambi costanti) risentendo anche del significativo incremento della tassa sugli extraprofitti.
Banca Intesa Beograd , inclusa Intesa Leasing Beograd, ha realizzato un risultato della gestione operativa pari a 178 milioni, in linea con il valore registrato nei primi sei mesi del 2025. I proventi operativi netti hanno mostrato una crescita dell’1, 4% mentre i costi operati vi hanno registrato un incremento del 4,6%. Il risultato corrente lordo si è attestato a 172 milioni ( -2,3%) e l’utile netto è ammontato a 136 milioni ( -0,9%), condizionati dalle maggiori rettifiche nette su crediti.
Bank of Alexandria , che è stata influenzata negativamente dalla svalutazione della lira egiziana, ha conseguito un risultato della gestione operativa pari a 160 milioni, in riduzione dell’1,3% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precede nte (+5,2% a cambi costa nti). I proventi operativi netti, pari a 220 milioni, sono risultati in aumento (+0,6%; +7,3% a cambi costanti).
I costi operativi hanno mostrato un incremento (+6,1%; +13,1% a cambi costanti). Il risultato netto è ammontato a 109 milioni, in diminuzione d el 4,3% rispetto al primo semestre 2025 (+2,1% a cambi costanti), anche in relazione alla dinamica degli oneri di integrazione e incentivazione all’esodo.
Pravex Bank. Nonostante la situazione di estrema gravità/incertezza che caratterizza l’Ucraina, anche a giugno 2026 si è proceduto con il consolidamento integrale di Pravex. Tuttavia, alla luce delle evidenti difficoltà logistiche e di esecuzione delle strutture ammin istrative della banca locale, anche con riferimento ai canali informatici, la scelta del Gruppo è stata quella di procedere al consolidamento dei risultati conseguiti fino a marzo 2026. La partecipata, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, ha realizzato un risultato della gestione operativa in aumento grazie alla crescita dei proventi operat ivi (+4,9%) e al decremento dei costi operativi ( -13,8%). Il risultato netto si è attestato a 1,5 milioni, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 4,7 milioni registrata nel medesimo periodo dello scorso anno, grazie anche alle minori rettifiche di valore nette su crediti rilevate nel periodo.
Eximbank ha registrato un risultato della gestione operativa pari a 1,6 milioni, in diminuzione del 5,4% rispetto al primo semestre 2025 per effetto della flessione dei proventi operativi netti ( -2,1%). L’utile netto, pari a 1,3 milioni, ha mostrato un calo rispett o ai 3 milioni rilevati nei primi sei mesi dell’anno precedente, correlato con le minori riprese di valore nette su crediti.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
111 Private Banking
(milioni di euro) Dati economici 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Interessi netti 564 538 26 4,8 Commissioni nette 1.207 1.132 75 6,6 Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 35 42 -7 -16,7 Altri proventi (oneri) operativi netti 13 9 4 44,4 Proventi operativi netti 1.819 1.721 98 5,7 Spese del personale -245 -246 -1 -0,4 Spese amministrative -202 -204 -2 -1,0 Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -56 -54 2 3,7 Costi operativi -503 -504 -1 -0,2 Risultato della gestione operativa 1.316 1.217 99 8,1 Rettifiche di valore nette su crediti 16 -10 26 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -11 -21 -10 -47,6 Altri proventi (oneri) netti -9 - 9 -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 1.312 1.186 126 10,6 Imposte sul reddito -451 -355 96 27,0 Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -16 -12 4 33,3 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -9 -10 -1 -10,0 Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) 1 -2 3 Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 3 6 -3 -50,0 Risultato netto 840 813 27 3,3
(milioni di euro) Dati operativi 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
Risparmio gestito (1) 266.388 248.764 17.624 7,1 Attività di rischio ponderate 16.978 16.487 491 3,0 Capitale assorbito 1.650 1.604 46 2,9 (1) A partire da dicembre 2025 il risparmio gestito include anche i fondi comuni di investimento istituiti da terzi, le gesti oni patrimoniali di case terze e le polizze assicurative emesse da compagnie non appartenenti al Gruppo che in precedenza venivano classificati nel risparmio amministrato in quanto non riconducibili alle fabbriche prodotto del Gruppo.
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione Private Banking ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l’offerta di prodotti e servizi mirati all’eccellenza.
La Divisione coordina l’operatività di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking, Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Fideuram Asset Management (Ireland), del gruppo bancario svizzero Reyl39 (presente in Svizzera, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti), di Intesa Sanpaolo Wealth Management, banca private lussemburghese con filiali anche in Belgio, e di Alpian S.A., banca digitale svizzera in fase di start -up. Inoltre, con l’obiettivo di offrire u na gamma di prodotti ampia e dedicata, fruendo di soluzioni digitali che si arricchiranno nel tempo, opera la linea di business Fideuram Direct, nata nel 2023 per rispondere alle esigenze dei clienti che vogliono operare in autonomia sugli investimenti e s ul trading on line. A partire dal 2025 il servizio è in fase di espansione anche nei mercati di Belgio e Lussemburgo.
Nel primo semestre del 2026 la Divisione ha realizzato un risultato corrente lordo pari a 1.312 milioni, in crescita di 126 milioni (+10,6%) rispetto al valore dei primi sei mesi del 2025. Anche il risultato della gestione operativa ha mostrato un incremen to
39 Nel primo trimestre 2026 Fideuram ha acquisito il 24% delle azioni della controllata svizzera Reyl & Cie detenute da azionist i terzi. A seguito dell’operazione Fideuram detiene il 100% del capitale della società.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
112 (+99 milioni) grazie a maggiori proventi operativi netti (+98 milioni) in presenza di una sostanziale stabilità dei costi operativ i (-1 milione).
L’evoluzione dei ricavi è da ricondurre in buona parte al progresso delle commissioni nette, che si sono attestate a 1.207 mi lioni (+75 milioni), segnatamente le commissioni ricorrenti, principalmente in relazione allo sviluppo delle masse medie di rispar mio gestito, e, in misura minore, quelle di up front, per effetto della maggiore contribuzione dell’attività di collocamento di f ondi comuni e prodotti assicurativi. Anche gli interessi netti hanno mostrato una crescita (+26 milioni), principalmente per la riduzione del costo della raccolta dalla clientela, che ha più che compensato la flessione degli interessi attivi sugli impieghi, influ enzati dall’evoluzione dei tassi di interesse di mercato. Tra le altre componenti di ricavo ha evidenziato una diminuzio ne il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value ( -7 milioni), attribuibile in larga parte alla minor contribuzione dell’operatività in cambi, mentre gli altri proventi operativi netti sono risultati in aumento (+4 milioni). Relativamen te ai costi operativi si sono ridotte sia le spese del personale ( -1 milione) , con risparmi attribuibili alla riduzione dell’organico medio, sia le spese amministrative ( -2 milioni), principalmente per minori spese pubblicitarie, mentre gli ammortamenti hanno registrato un aumento (+2 milioni), segnatamente per software e diritti d’uso su beni in leasing. La Divisione ha chiuso il primo semestr e 2026 con un utile netto di 840 milioni, mostrando un progresso del 3,3% rispetto al corrispondente periodo del 2025 condizionato da più elevate imposte anche in relazione alle disposizioni introdotte con la Legge di Bilancio 2026.
Al 30 giugno 2026 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria , sono state pari a 396,2 miliardi (+27,1 miliardi da fine 2025 ). Tale andamento è riconducibile alla performance di mercato, che ha inciso positivamente sui patrimoni, e alla raccolta netta positiva. La componente di risparmio gestito si è attestata a 266,4 miliardi (+17,6 miliardi).
Nell’ambito del più ampio processo di razionalizzazione del Gruppo Intesa Sanpaolo previsto dal Piano d’Impresa e con l’obiettivo di rafforzare la Divisione Asset Management quale unico centro di eccellenza per la gestione degli OICR di diritt o italiano ed estero, il Consiglio di Amministrazione di Fideuram, nella riunione del 12 marzo 2026, ha approvato:
– l’operazione di fusione transfrontaliera per incorporazione di Fideuram Asset Management (Ireland) in Eurizon Capital
SGR;
– la sottoscrizione da parte di Fideuram di nuove azioni emesse da Eurizon Capital SGR al servizio della sopra menzionata operazione di fusione, per una partecipazione pari a circa il 27,3% del capitale sociale di Eurizon Capital SGR. Il perfezionamento dell ’operazione è previsto entro la fine del 2026.
Infine, nell’ambito del processo di riorganizzazione delle attività del Gruppo, nel corso del primo semestre 2026 sono state perfezionate le seguenti operazioni societarie:
– l’acquisto da parte di Fideuram del 24% delle azioni della controllata svizzera Reyl & Cie detenute da azionisti di minoranza .
A seguito dell’operazione Fideuram detiene il 100% del capitale della società;
– l’acquisto da parte di Fideuram del 21,5% delle azioni della controllata svizzera Alpian detenute da azionisti terzi, oltre a l 7,9% già detenuto da Reyl & Cie. A seguito di tali operazioni Fideuram detiene il 92,3% del capitale sociale di Alpian;
– la liquidazione delle società controllate Reyl Private Office (Luxembourg) e Iberian Distressed Assets Manager.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
113 Attività di raccolta e gestione del risparmio attraverso reti di consulenti finanziari e private bankers dipendenti, al servizio della clientela con un potenziale di risparmio elevato.
Occuparsi del benessere dei clienti e proteggerne l’intero patrimonio con una consulenza di eccellenza.
La relazione di ascolto, soddisfazione e fiducia tra cliente e private banker è ciò che rende unico il modello di business della Divisione Private Banking.
Dedicata alla produzione, gestione e distribuzione di servizi e prodotti finanziari alla clientela di alto profilo attraverso un network di 5.900 consulenti finanziari appartenenti alle reti Fideuram, Sanpaolo Invest e IW Private Investments, e all’erogazi one di servizi di consulenza digitale e trading evoluto tramite Fideuram Direct.
Banca dedicata alla clientela private (attività finanziarie superiori a 1 milione), alla quale eroga servizi finanziari volti a proteggere, valorizzare ed accompagnare nel tempo il patrimonio attraverso una rete di 933 private bankers dipendenti e 187 libe ri professionisti con contratto di agenzia.
Banca svizzera dedicata allo sviluppo della clientela private internazionale che opera tramite un gruppo di società specializzate nel wealth management e nel private banking. Complessivamente opera attraverso una rete di 43 private bankers.
Wealth Tech svizzera con licenza bancaria, caratterizzata da un'offerta digitale incentrata sulle esigenze del segmento upper affluent/low private, che fornisce servizi bancari e di gestione patrimoniale supportati da un'assistenza remota multicanale.
Banca lussemburghese con filiali in Belgio che opera attraverso una rete di 44 private bankers.
Società di gestione dei fondi comuni lussemburghesi e italiani e di prodotti istituiti dalle compagnie di assicurazione del Gruppo.
Società specializzata nell’erogazione di servizi fiduciari.
Network di 234 filiali in Italia, 6 filiali all’estero e 7.107 consulenti finanziari .
Business
Missione
Struttura organizzativa
Fideuram -Intesa Sanpaolo
Private Banking
(Italia)
Intesa Sanpaolo
Private Banking
(Italia)
Reyl & Cie
(Svizzera)
SIREF Fiduciaria
(Italia)
Struttura distributiva Intesa Sanpaolo Wealth
Management
(Lussemburgo)
Fideuram Asset
Management
(Ireland) Alpian
(Svizzera)
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
114 Asset Management
(milioni di euro) Dati economici 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Interessi netti 18 21 -3 -14,3 Commissioni nette 460 432 28 6,5 Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1 1 - -
Altri proventi (oneri) operativi netti 34 24 10 41,7 Proventi operativi netti 513 478 35 7,3 Spese del personale -48 -47 1 2,1 Spese amministrative -56 -57 -1 -1,8 Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -6 -5 1 20,0 Costi operativi -110 -109 1 0,9 Risultato della gestione operativa 403 369 34 9,2 Rettifiche di valore nette su crediti 2 3 -1 -33,3 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività - - - -
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 405 372 33 8,9 Imposte sul reddito -104 -95 9 9,5 Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -1 -2 -1 -50,0 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -2 -2 - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -1 -1 - -
Risultato netto 297 272 25 9,2
(milioni di euro) Dati operativi 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
Risparmio gestito 364.507 352.766 11.741 3,3 Attività di rischio ponderate 2.913 2.868 45 1,6 Capitale assorbito 297 293 4 1,4 Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione Asset Management ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell’open market tramite la società controllata Eurizon Capital SGR e le sue partecipate.
I proventi operativi netti del primo semestre 2026, pari a 513 milioni, hanno evidenziato un incremento rispetto al corrispon dente periodo dell’anno precedente (+7,3%) grazie all’andamento delle commissioni nette (+28 milioni) che hanno beneficiato di magg iori commissioni ricorrenti e di incentivo. Per contro si registra una diminuzione degli interessi netti ( -3 milioni), che ha risentito della dinamica cedente dei tassi di mercato. Nell’ambito delle altre componenti di ricavo, la partecipata cinese Pe nghua , consolidata a patrimonio netto, ha fornito un apporto positivo ai proventi operativi netti per 33 milioni, valore superiore r ispetto ai 24 milioni registrati nel medesimo periodo dello scorso esercizio. I costi operativi hanno registrato un lieve aumento (+0,9%) riconducibile alle spese del personale e agli ammortamenti. Dato l’andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato d ella gestione operativa è stato pari a 403 milioni, in progresso del 9,2% rispetto ai primi sei mesi del 2025. La Divisione ha chiuso il primo semestre 2026 con un risultato netto pari a 297 milioni (+9,2%).
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
115 Al 30 giugno 2026 il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato a 364,5 miliardi, in crescita di 11,7 miliardi (+3,3%) rispetto a fine 2025. Tale dinamica è ascrivibile alla rivalutazione delle masse gestite correlata all’andamento p ositivo dei mercati, in presenza di una raccolta netta che ha fatto registrare un flusso leggermente negativo da inizio anno ( -0,1 miliardi), ma positivo nel secondo trimestre (+0,4 miliardi). L’evoluzione della raccolta netta nel semestre è da ricondurre ai mandati ricevuti da controparti di Gruppo su prodotti assicurativi e previdenziali ( -3,4 miliardi) e alle gestioni patrimoniali per clientela retail e private ( -0,1 miliardi) quasi interamente compensati dai flussi netti positivi sui fondi comuni (+2,7 miliardi) e sui mandati istituzionali da clientela extra captive (+0,7 miliardi).
Al 30 giugno 2026 la quota del mercato italiano di Eurizon Capital sul patrimonio gestito è risultata pari al 15,5% (al lordo delle duplicazioni). Escludendo il comparto dei fondi chiusi, in cui la società ha una presenza limitata, la quota di risparmio ge stito a fine giugno sale al 15,8%.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
116 Asset management.
Fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo (OICR) e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché sviluppare la presenza nel segmento dell’open market attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istit uzionali.
Specializzata, con il proprio head office di Milano, nella gestione attiva del risparmio sia per la clientela retail (fondi comuni di investimento e gestioni patrimoniali) sia per la clientela istituzionale, alla quale offre un'ampia gamma di prodotti e se rvizi di investimento. Presente in:
- Lussemburgo con una succursale che ha dato continuità alle attività svolte in tale paese da Eurizon Capital S.A. fino alla sua fusione per incorporazione nella stessa SGR avvenuta il 1° dicembre 2025.
La succursale lussemburghese di Eurizon Capital SGR g estisce, amministra e commercializza OICR di diritto lussemburghese con una particolare specializzazione nei fondi passivi, smart beta, ETF e monetari;
- Francia, Germania e Spagna con succursali che con la suddetta fusione hanno dato seguito alla commercializzazione di OICR lussemburghesi precedentemente svolta dalle succursali francese, tedesca e spagnola di Eurizon Capital S.A.
Specializzata negli investimenti alternativi. È controllata da Eurizon Capital SGR che detiene il 51% dei diritti di voto e il 20% del capitale della società, e partecipata da Intesa Sanpaolo Assicurazioni (40% del capitale) e dal Gruppo Poste Italiane (40 % del capitale).
Società controllata al 100% da Eurizon Capital SGR principalmente focalizzata sulle attività di consulenza finanziaria e di distribuzione sul mercato asiatico.
Società di asset management slovacca, controllata al 100% da Eurizon Capital SGR, cui fanno capo l’ungherese Eurizon Asset Management Hungary e la croata Eurizon Asset Management Croatia d.o.o. (polo dell’asset management nell’Est Europa). Promuove e gesti sce fondi comuni di investimento di diritto slovacco destinati al mercato locale .
Società di asset management croata, controllata in via totalitaria dalla società slovacca Eurizon Asset Management Slovakia . Promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto croato e offre servizi di gestione di portafoglio individuale per la clientela retail e istituzionale.
Società di asset management ungherese, controllata in via totalitaria dalla società slovacca Eurizon Asset Management Slovakia . Promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto ungherese e offre servizi di gestione di portafoglio individuale per la clientela istituzionale.
Società di diritto inglese controllata da Eurizon Capital SGR con l’85% del capitale, attiva nella ricerca e nella fornitura di servizi di investimento e consulenza finanziaria.
Fund manager di diritto cinese partecipata da Eurizon Capital SGR per il 49% del capitale sociale.
Business
Missione
Struttura organizzativa
Eurizon Capital SGR
(Italia)
Eurizon Capital
Real Asset SGR
(Italia)
Eurizon Capital Asia Limited
(Hong Kong)
Eurizon Asset Management
Slovakia
(Slovacchia)
Eurizon Asset Management Croatia d.o.o.
(Croazia)
Eurizon Asset Management
Hungary
(Ungheria)
Eurizon SLJ Capital Limited
(Inghilterra)
Penghua Fund Management
Company Limited
(Cina)
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
117 Insurance
(milioni di euro) Dati economici 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette 2 2 - -
Risultato dell'attività assicurativa 972 918 54 5,9 Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value - - - -
Altri proventi (oneri) operativi netti -4 -6 -2 -33,3 Proventi operativi netti 970 914 56 6,1 Spese del personale -73 -71 2 2,8 Spese amministrative -86 -83 3 3,6 Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -18 -18 - -
Costi operativi -177 -172 5 2,9 Risultato della gestione operativa 793 742 51 6,9 Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -26 - 26 -
Altri proventi (oneri) netti 2 - 2 -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 769 742 27 3,6 Imposte sul reddito -227 -224 3 1,3 Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -8 -10 -2 -20,0 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -3 -3 - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) - -24 -24 Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 531 481 50 10,4
(milioni di euro) Dati operativi 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
Raccolta diretta assicurativa (1) 187.499 182.890 4.609 2,5 Attività di rischio ponderate - - - -
Capitale assorbito 5.735 5.344 391 7,3 (1) Inclusi i titoli subordinati emessi dalle compagnie.
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione Insurance è costituita da Intesa Sanpaolo Assicurazioni, Fideuram Vita e Intesa Sanpaolo Protezione, con la missione di sviluppare in modo sinergico l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo. Nel perimetro della Divisione rientrano inoltr e Intesa Sanpaolo Insurance Agency e InSalute Servizi.
Nel primo semestre del 2026 la Divisione ha conseguito un risultato dell’attività assicurativa pari a 972 milioni, in aumento (+5,9%, pari a +54 milioni) rispetto al medesimo periodo del 2025 grazie al ramo vita, che ha beneficiato della crescita del margi ne tecnico e del margine finanziario, e, in misura minore, al ramo danni, nella componente del margine tecnico.
Il risultato della gestione operativa, pari a 793 milioni, ha evidenziato un aumento (+6,9%) ascrivibile ai maggiori proventi operativi netti (+6,1%) in presenza di una crescita dei costi operativi (+2,9%), segnatamente delle spese amministrative e de l personale. Anche il risultato corrente lordo, pari a 769 milioni ha mostrato un incremento (+3,6%) nonostante gli accantonamenti netti e le rettifiche di valore nette su altre attività contabilizzati nel semestre.
Il cost/income, pari al 18,2%, si è mantenuto su ottimi livelli, inferiori a quelli osservati nel primo semestre del 2025.
Infine, l’utile netto è ammontato a 531 milioni (+10,4%), dopo l’attribuzione delle imposte per 227 milioni, degli oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo per 8 milioni e degli effetti economici dell’allocazione dei costi di acquis izione per 3 milioni. Nel primo semestre 2026 non sono stati contabilizzati tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo in quanto la rilevazione del contributo annuale al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita relativo al 20 26
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
118 avverrà in sede di redazione del Bilancio annuale, mentre nel primo semestre 2025 la suddetta voce includeva tributi e oneri per 24 milioni 40.
La raccolta diretta assicurativa, pari a 187.499 milioni, ha mostrato uno sviluppo (+2,5%, pari a +4,6 miliardi) rispetto a f ine 2025 principalmente ascrivibile all’evoluzione rilevata sulle passività assicurative.
La raccolta premi vita (inclusi i prodotti di natura prevalentemente finanziaria) e previdenza della Divisione, pari a 10,1 miliardi, ha evidenziato una crescita del 16,8% rispetto al corrispondente periodo del 2025. In particolare, si registra un aumento della raccolta dei prodotti Unit Linked (+29,8%), del comparto previdenziale (+26,8%) e dei prodotti tradizionali (+4,7%).
I premi del business protezione sono stati pari a 0,9 miliardi, in progresso del 6,3% rispetto al medesimo periodo del 2025.
I premi del comparto non motor (escluse le CPI – Credit Protection Insurance) sono risultati in crescita dell’8%, trainati principa lmente dalle Line of Business (LoB) Imprese, Salute e Infortuni e Casa e Famiglia. In diminuzione invece la componente motor ( -3,8%) e i prodotti legati al credito ( -13,4%).
Insurance ramo vita e ramo danni.
Sviluppare l’offerta di prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo.
Capogruppo assicurativa specializzata nell’offerta di prodotti assicurativi, di previdenza e per la tutela della persona e del patrimonio a servizio della Banca dei Territori. A partire dal 1° dicembre 2024 Intesa Sanpaolo Vita ha assunto il nuovo nome di Intesa Sanpaolo Assicurazioni.
Contestualmente, è stata ridenominata anche la sede secondaria di Dublino, costituita il 1° dicembre 2023, in Intesa Sanpaolo Assicurazioni Dubli n Branch, specializzata nella gestione delle polizze unit linked. La Compagnia controlla al 100% Intesa Sanpaolo Protezione, nata il 1° dicembre 2024 dalla fusione di Intesa Sanpaolo RBM Salute in Intesa Sanpaolo Assicura, e Intesa Sanpaolo Insurance Agenc y e al 65% InSalute Servizi. Infine, detiene il 40% di Eurizon Capital Real Asset SGR, società operativa dal 31 dicembre 2019 controllata da Eurizon Capital SGR (Divisione Asset Management) che detiene il 51% dei diritti di voto e il 20% del capitale.
Specializzata nell’offerta di prodotti assicurativi, di previdenza e per la tutela della persona e del patrimonio a servizio della Divisione Private Banking.
Unico polo per la protezione dei beni e delle persone, con un’identità sempre più riconoscibile sul mercato e in grado di abilitare sinergie di business, operative ed economiche tramite lo sviluppo di un’offerta danni completamente integrata.
Dedicata alla gestione delle prestazioni sanitarie.
Agenzia che svolge attività di intermediazione assicurativa di prodotti sia vita che danni.
40 In base alle previsioni dello Statuto del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita approvato e depositato a fine 2025, ch e identifica l’insorgenza dell’obbligo del pagamento del contributo annuale nell’essere aderente al Fondo alla data del 31 dicembr e dell'anno di riferimento, la rilevazione contabile del contributo annuale relativo al 2026 avverrà in sede di redazione del Bilancio annuale. Business InSalute Servizi Struttura organizzativa
Intesa Sanpaolo
Assicurazioni Missione
Fideuram Vita
Intesa Sanpaolo Protezione Intesa Sanpaolo Insurance
Agency
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
119 Centro di Governo
Al Centro di Governo, cui è demandato il presidio delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell’intero Gruppo, fanno capo anche la Direzione NPE nonché le attività di Tesoreria e di ALM Strategico.
Le attività delle Strutture del Centro di Governo hanno evidenziato nei primi sei mesi del 2026 un risultato della gestione operativa pari a 281 milioni, che si confronta con i 294 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Tale andamento è riconducibile alla diminuzione dei proventi operativi netti, segnatamente degli interessi netti condizionati dal calo dei tas si di mercato. I costi operativi hanno presentato una riduzione ascrivibile a minori ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali da correlare all’aggiornamento della vita utile41, in parte compensati da maggiori spese del personale. Il risultato corrente lordo si è attestato a 238 milioni, in flessione rispetto ai 294 milioni del medesimo periodo del 2025 principalmente per effetto di maggiori accantonamenti netti solo in parte compensati da maggiori riprese di valore su crediti. Il p rimo semestre 2026 si è chiuso con un risultato netto di 67 milioni che si confronta con i 72 milioni registrati nello stesso periodo dello scor so anno.
Attività di Treasury e Funding
Nel primo semestre del 2026 Intesa Sanpaolo ha mantenuto stabile la propria partecipazione al sistema europeo dei pagamenti (cash e titoli) confermando il ruolo di banca sistemica e di partecipante critico in Target 2.
Permane altresì la presenza attiva della Banca ai tavoli dei progetti internazionali che, nei prossimi anni, cambieranno profondamente il mondo dei pagamenti/regolamenti bancari europei e internazionali (“settlement titoli a T+1” e progetti volti alla digitalizzazione dell’euro sia a livello “retail” sia “wholesale”).
In Europa il primo semestre dell'anno è stato caratterizzato da un'evoluzione significativa delle aspettative di politica mon etaria e da un marcato aumento della volatilità sulle curve dei tassi di breve termine. Dopo un avvio d'anno relativamente stabile, con aspettative per un orientamento prudente della BCE, l'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che ha determinato un forte rialzo delle quotazioni di petrolio e gas, ha cambiato gli scenari.
In tale contesto la BCE ha innalzato i tassi ufficiali di 25 punti base durante la riunione di giugno, con il tasso dei depos iti salito al 2,25%, ribadendo la propria determinazione a riportare l'inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine, pur confe rmando un approccio strettamente dipendente dai dati con valutazioni che continueranno a essere condotte a ogni riunione del Consigl io direttivo.
Nelle ultime settimane del semestre, il progressivo miglioramento del quadro geopolitico e il rientro delle quotazioni delle materie prime energetiche hanno favorito una riduzione del premio per il rischio inflazionistico e di conseguenza la curva dei tass i a breve termine, che durante la fase di maggiore tensione aveva rapidamente incorporato aspettative di ulteriori rialzi dei tas si ufficiali, ha successivamente corretto parte del movimento, tornando a prezzare come scenario prevalente un solo eventuale ulteriore intervento restrittivo entro fine anno.
Negli Stati Uniti, la Fed ha mantenuto invariato il tasso di riferimento nel range 3,50 -3,75% nelle quattro riunioni tenutesi nel primo semestre del 2026.
Il 16 giugno vi è stato il cambio alla guida della Fed (il nuovo Governatore Warsh ha sostituito Powell) dando l’avvio ad un nuovo corso in un contesto profondamente mutato negli ultimi mesi, come dimostrato dall’andamento della curva dei tassi a breve ame ricani che prima del conflitto tra Stati Uniti e Iran incorporava nel 2026 circa 60 punti base di riduzione dei tassi ufficiali mentre a fine giugno prezzava invece circa 40 punti base di rialzo.
Nel corso di tutto il primo semestre la posizione di liquidità di Intesa Sanpaolo si è confermata molto stabile e robusta, in linea con gli obiettivi gestionali. L’attività di raccolta in euro e in dollari sui mercati all’ingrosso non ha fatto registrare s ituazioni di stress.
L’outstanding di raccolta cartolare di breve termine nella prima parte dell’anno ha consolidato i livelli registrati a fine 2 025, confermando l’interesse degli investitori per le emissioni della Banca.
Nel periodo l’ammontare complessivo delle emissioni a medio -lungo termine del Gruppo collocate sul mercato domestico, tramite reti proprie e direct listing, è stato pari a 9.230 milioni, di cui 8.930 milioni di certificates collocati presso re ti proprie, 20 milioni di titoli negoziati sul mercato Mot e/o EuroTLX di Borsa Italiana (direct listing), e 280 milioni tramite emissioni d edicate alla Divisione Private Banking. Queste ultime sono risultate così suddivise: 198 milioni di T2 a tasso fisso con durata 1 0 anni riservata a clienti professionali e controparti qualificate e 82 milioni di emissioni private placement senior preferred a ta sso fisso e variabile con durate da 2 a 5 anni.
Nell’ambito dei titoli collocati si è registrata una prevalenza della componente costituita da strumenti finanziari rappresen tati per il 40% da strutture correlate ad indici, per il 35% da strutture correlate ad azioni, per il 17% da strutture correlate a tassi, per il 5% da strutture correlate a merito creditizio, mentre la componente costituita da emissioni plain vanilla è stata pari al 3%. Nella scomposizione per vita media, il 52% è costituito da strumenti con scadenza fino a 5 anni, il 46% è costituito da strumenti con scadenza a 6 e a 7 anni, mentre il restante 2% è rappresentato da titoli con scadenza da 8 a 12 anni.
Nel semestre sono state perfezionate operazioni di raccolta istituzionale unsecured per un controvalore complessivo di circa 7.430 milioni di cui: (i) strumenti finanziari subordinati di tipo AT1 a tasso fisso per 1.250 milioni emessi in febbraio dalla Banca in due tranche (750 milioni con cedola annua del 5,5% e 500 milioni con cedola annua del 5,875%). Gli strumenti sono perpetui con facoltà di rimborso anticipato esercitabile da parte dell’emittente a partire, rispettivamente, dal sest o e dal decimo anno.
Nel caso in cui la call non venisse esercitata, la cedola verrebbe rideterminata sommando il margine di 302,8 punti base al tasso Mid Swap a 5 anni per il titolo con rimborso al sesto anno e 314,4 punti base per il titolo con rimborso al decimo anno;
41 Si veda in proposito quanto riportato nel capitolo “Politiche contabili” delle Note illustrative al bilancio consolidato seme strale abbreviato.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
120 (ii) titoli senior preferred a tasso variabile per 750 milioni con scadenza a 2 anni emessi dalla Banca in formato private placeme nt in marzo; (iii) strumenti finanziari subordinati di tipo T2 per 500 milioni emessi in maggio da Intesa Sanpaolo Assicurazioni con cedola annua del 4,487% e scadenza a 10 anni; (iv) titoli senior non preferred green per 1.250 milioni con cedola annua del 3,75% con scadenza a 8 anni (callable al settimo anno) emessi dalla Banca in giugno; (v) titoli a tasso fisso per complessivi 3.500 milioni di USD (corrispondenti a circa 3.050 milioni di euro) destinati al mercato statunitense emessi in giugno dalla Banca nelle seguenti tre tranche : senior non preferred con scadenza a 4 anni (callable al terzo anno), con cedola annua del 5% per 1.500 milioni di USD; senior non preferred con scadenza a 6 anni (callable al quinto anno), con cedola annua del 5,2% per 1.000 milioni di USD e subordinati di tipo T2 con scadenza a 11 anni (callable al decimo anno), con cedola annua del 6,005% per 1.000 milioni di USD; (vi) obbligazioni e certificates collocati su reti terze dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking per 630 milioni.
Le emissioni che rientrano nella categoria green sono destinate a finanziare tutti i progetti green coerenti con il Green, So cial & Sustainability Bond Framework.
Con riferimento ai programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (covered bond), nell’ambito del programma di emissione di OBG garantito da ISP CB Ipotecario, a febbraio sono scadute la serie n. 4 per un ammontare di 100 milioni e la serie n. 1 6 per un ammontare di 1,25 miliardi.
Nell’ambito del programma di covered bond garantito da ISP OBG a giugno sono state effettuate due emissioni retained di covered bond: la serie n. 50 di 2,8 miliardi, a tasso fisso e con scadenza a 11 anni, e la serie n. 51 di 2,9 miliardi, a tas so fisso e con scadenza a 13 anni.
Per quanto concerne l’attività da parte della controllata VUB Banka, nel mese di marzo, è scaduta un’emissione a tasso fisso per un ammontare di 500 milioni con scadenza a 5 anni mentre, nel mese di aprile, è stata effettuata una nuova emissione di covered bond destinata a investitori istituzionali, si tratta di titoli a tasso fisso per un ammontare di 750 milioni con scadenza a 4 anni.
Per quanto concerne la gestione del collateral, Intesa Sanpaolo si avvale da tempo anche della procedura denominata A.Ba.Co.
(Attivi Bancari Collateralizzati), che permette l’utilizzo di prestiti bancari – erogati a società non finanziarie – a garanzia del le operazioni di finanziamento con la Banca d’Italia: al 30 giugno 2026 l’importo outstanding, al lordo degli hair -cut applicabili agli impieghi costituiti in pegno da parte del Gruppo, ammontava a 9,3 miliardi.
Nel primo trimestre la BCE e la Fed hanno mantenuto un approccio prudente e data dependent, creando inizialmente un contesto favorevole alle strategie di carry grazie a curve dei rendimenti ripide e ad aspettative di limitati tagli dei tassi . Dopo una fase di calo dei rendimenti a febbraio, favorita da dati di inflazione più contenuti, a marzo i mercati hanno registrato un brusco aumento della volatilità a causa delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. L’incremento dei prezzi energetic i e il repricing delle aspettative di politica monetaria hanno determinato un rialzo dei rendimenti, un allargamento degli spread periferici e un ampliamento dello spread BTP -Bund oltre gli 85 punti base.
Nel primo trimestre, la gestione del portafoglio è stata caratterizzata da un approccio tattico, con un incremento dell’espos izione ai titoli di Stato europei, in particolare francesi, una riduzione dei titoli di stato giapponesi e una gestione dinamica de l comparto non governativo. Dopo un iniziale allungamento della duration, soprattutto sui covered bond, l’esposizione è stata successivamente ridotta per contenere l’impatto della crescente volatilità. L’elevata rotazione del portafoglio ha consentito di consolidare i risultati, mantenendo un solido contributo da carry attraverso prese di profitto e reinvestimenti graduali.
Nel secondo trimestre i mercati governativi dell’area euro sono rimasti caratterizzati da elevata volatilità e fortemente inf luenzati dalle notizie geopolitiche. Gli asset swap spread si sono ampliati, soprattutto sulle scadenze più lunghe, per poi ritracc iare parzialmente a seguito delle indiscrezioni su una possibile conclusione delle operazioni militari. I BTP hanno sottoperformat o nelle fasi di maggiore tensione, con lo spread BTP -Bund tornato nell’area dei 75 -80 punti base.
A giugno il contesto di mercato è rimasto improntato a una forte attenzione sia alla politica monetaria sia ai fattori geopol itici.
Le indicazioni della BCE hanno continuato a essere interpretate con cautela, in un equilibrio tra persistenti pressioni inflazionistiche e segnali di rallentamento della crescita economica. Le tensioni internazionali e i movimenti dei rendimenti globali hanno contribuito a mantenere elevata la volatilità, soprattutto sulle scadenze più lunghe, influenzando il sentiment degli investitori e la direzione dei tassi europei.
Nel secondo trimestre l’operatività del portafoglio è stata caratterizzata da attività di conversione volta a incrementare marginalmente gli investimenti, in particolare su Italia, Spagna e Francia, e a ridurre l’esposizione verso Austria e Belgio. Sul comparto non governativo, l’esposizione ai corporate bond, già molto contenuta, è stata ulteriormente ridotta. Di conseguenza, il portafoglio non governativo risulta oggi maggiormente orientato verso i covered bond, ritenuti più difensivi in uno scenar io di persistente debolezza del comparto governativo.
Con riferimento al mercato repo, nel primo semestre 2026 i volumi scambiati sui titoli di stato italiani sono rimasti invaria ti rispetto al semestre precedente e i tassi si sono mantenuti su livelli superiori alla depo facility. Nel corso del semestre, lo spread tra i tassi govies dei paesi core e quelli italiani è rimasto pressoché stabile; fa eccezione lo scavalco di fine semestre, i n cui si rileva un allargamento degli spread, immediatamente rientrato nei primi giorni di luglio.
Nel corso del primo semestre 2026 Intesa Sanpaolo ha gestito operazioni di Secured Financing con sottostante self -retained bond su scadenze sia di breve sia di medio -lungo termine; l’ammontare totale in essere al 30 giugno 2026 è pari a 17,3 miliardi.
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
121 ALM Strategico
Nell’ambito delle attività di Asset & Liability Management (ALM) del Gruppo, la gestione operativa dei rischi finanziari del banking book di Gruppo è svolta dall’area Group Treasury & Capital Management sotto il monitoraggio dell’Area CRO. Il rischio di ta sso è monitorato e gestito considerando la sensitivity del valore di mercato delle varie poste del banking book agli spostamenti paralleli della curva dei tassi, nonché la sensitivity del margine d’interesse a fronte delle view di mercato; sono inoltre u tilizzate specifiche analisi di scenario circa l’evoluzione dei tassi, nonché ipotesi comportamentali su alcune poste particolari. Le s celte strategiche in materia di rischio tasso sono definite dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo – sessione Asset & Lia bility Committee – ALCO, nell’ambito di limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione e per quanto non delegato ai risk taking center:
Group Treasury & Capital Management svolge un ruolo attivo nella gestione dinamica del rischio tasso nell’ambito dei li miti assegnati oltre che di supporto alle decisioni del Comitato, formulando analisi e proposte. La componente strutturale del ris chio di liquidità è gestita, sulla base delle policy di liquidità definite a livello di Gruppo nell’ambito del piano di fundin g, con il quale si stanno presidiando gli equilibri attuali e prospettici di liquidità, a breve e a lungo termine, definendo il piano di raccolt a sui diversi canali e strumenti (domestico/internazionale, retail/corporate, secured/unsecured, preferred/non p referred/subordinati). Il piano di funding ottimizza le diverse forme di funding nel rispetto degli indicatori di liquidità (LCR, NSFR e gli altri indicatori di Risk Appetite Framework), dei target di rating, dei diversi bucket del capitale regolamentare e dei buffer MREL, in coerenza con gli obiettivi di impieghi -raccolta delle Unità di Business. La componente strutturale del rischio di cambio è gestita, sulla base delle policy in materia definite a livello di Gruppo, presidiando la posizione complessiva d i Gruppo anche in ottica di ottimizzazione dei ratio patrimoniali.
LE AREE GEOGRAFICHE DI OPERATIVITA’
(milioni di euro) Italia Europa Resto del Mondo Totale Proventi operativi netti 30.06.2026 11.395 2.466 672 14.533 30.06.2025 10.688 2.533 574 13.795 Variazione % 6,6 -2,6 17,1 5,3 Finanziamenti verso clientela 30.06.2026 332.539 77.689 26.897 437.125 31.12.2025 328.097 73.062 23.874 425.033 Variazione % 1,4 6,3 12,7 2,8 Raccolta diretta bancaria 30.06.2026 517.388 87.744 7.213 612.345 31.12.2025 505.791 86.953 7.455 600.199 Variazione % 2,3 0,9 -3,2 2,0 I raggruppamenti per aree geografiche sono effettuati facendo riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gru ppo.
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
Con riferimento alla suddivisione per aree geografiche di operatività – effettuata con riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gruppo – l’attività continua ad essere in massima parte concentrata nel mercato domestico. All’Italia sono in fatti da ascrivere il 78% dei ricavi, il 76% dei finanziamenti verso clientela e l’84% della raccolta diretta bancaria da clientela .
Per quanto riguarda l’andamento operativo del primo semestre 2026, i ricavi hanno mostrato un aumento in Italia e nel Resto del Mondo e una riduzione in Europa. I finanziamenti verso clientela hanno evidenziato una crescita in tutte le aree geografiche, mentre l a raccolta diretta bancaria ha presentato un incremento in Italia e in Europa e una flessione nel Resto del Mondo.
Per indicazioni di dettaglio riguardo alla presenza del Gruppo in Italia e all’estero si rimanda alla rappresentazione riport ata all’inizio del presente fascicolo (Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza in Italia - presenza internazionale).
123 Le previsioni per l’intero esercizio
Per il resto del 2026, le prospettive per tassi, rendimenti e cambi restano condizionate dall’evoluzione del quadro geopoliti co, dalla normalizzazione dei flussi energetici e dalla misura in cui i rincari passati si trasmetteranno ai prezzi al consumo e alle aspettative. La BCE dovrebbe mantenere un orientamento prudente e strettamente dipendente dai dati, valutando riunione per riunione l’equilibrio tra rischi inflazionistici e indebolimento dell’attività. Negli Stati Uniti, la Fed appare orientata a prese rvare la flessibilità, in attesa di verificare se le pressioni sui prezzi rimarranno concentrate sull’energia o si estenderanno alle c omponenti di fondo. In tale contesto, i rendimenti governativi potrebbero rimanere volatili e sensibili alle indicazioni d elle banche centrali, alle notizie sull’evoluzione della crisi e ai mutamenti della percezione di rischio legati alle scadenze elettorali europee d el 2027.
Nel complesso, lo scenario centrale resta improntato a cautela. Una stabilizzazione duratura delle rotte energetiche e un ulteriore rientro delle quotazioni delle materie prime favorirebbero una graduale riduzione della volatilità e condizioni fin anziarie meno tese; al contrario, la mancata normalizzazione dei transiti o segnali di trasmissione più ampia dello shock ai prezzi in terni potrebbero mantenere elevati i premi per il rischio e ritardare il miglioramento delle condizioni monetarie e creditizie.
Per i Paesi con presenza Intesa Sanpaolo nelle regioni CEE e SEE, prevediamo per l’intero 2026 una crescita del PIL rispettivamente del 2,6% e dell’1,2%. I fondi strutturali europei continueranno a fornire un contributo significativo alla di namica economic a di entrambe le aree. Nei Paesi dell’Europa orientale, la persistenza dell’inflazione su livelli elevati limita lo spazio per ulteriori riduzioni dei tassi di policy da parte delle banche centrali. In Egitto, il calo dell’inflazione procede lentam ente e potrebbe indurre la banca centrale a rallentare il processo di allentamento monetario.
Con riguardo al sistema bancario italiano, per il resto del 2026 si prospetta il proseguimento della crescita dei prestiti al le società non finanziarie, sebbene in tendenziale assestamento rispetto alla vivace dinamica del secondo trimestre a seguito del r ialzo dei tassi di riferimento della politica monetaria. I prestiti alle famiglie sono visti mantenere un buon ritmo di crescita, c on impatti limitati dell’aumento del costo del finanziamento, stanti un contesto di domanda stabile per i mutui residenziali e il momento positivo del credito al consumo. Per la raccolta da clientela, si prevede che i motivi precauzionali, date le prospettive inc erte, continueranno a favorire le forme a vista, mentre tassi più attraenti potrebbero guidare una moderata ripresa de i depositi a tempo. Nell’ambito dell’asset management, si prospetta una raccolta netta dei fondi comuni aperti complessivamente positiva anche nella seconda metà dell’anno, sebbene con possibili discontinuità dovute alla volatilità dei mercati. La dinamica delle assicurazioni vita è attesa proseguire in continuità con la prima parte dell’anno, mostrando una maggiore vivacità delle poli zze di ramo III rispetto alla moderazione di quelle di ramo I e un andamento della raccolta premi complessivamente più misur ato rispetto al 2025.
Per il Gruppo Intesa Sanpaolo l’attuazione del Piano di Impresa 2026 -2029 procede a pieno ritmo, con una prospettiva di utile netto per il 2026 migliorata a oltre 10 miliardi di euro, derivante da:
- crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa, con interessi nett i in aumento a ben oltre 15 miliardi di euro;
- costi stabili;
- significativa riduzione degli accantonamenti;
- aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo.
Si prevede una forte distribuzione di valore:
- payout ratio per il 2026 al 95%42, di cui 75% da dividendi cash43 e 20% da buyback44;
- buyback pari a 2,3 miliardi di euro avviato a luglio 2026;
- l’odierno Consiglio di Amministrazione ha ravvisato un acconto dividendi cash - da distribuire a valere sui risultati del 2026
- di circa 3,8 miliardi di euro e la delibera consiliare in merito all’acconto dividendi verrà definita il 30 ottobre prossimo, in occasione dell’approvazione dei risultati consolidati al 30 settembre 2026, in relazione ai risultati del terzo trimestre 202 6 e di quelli prevedibili per il quarto trimestre 2026.
Il Consiglio di Amministrazione
Milano, 29 luglio 2026
42 Riferito all’utile netto contabile.
43 Subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea.
44 Se il Common Equity Tier 1 ratio supera il 12,5% e non sono disponibili opzioni per un’allocazione del capitale a iniziative di crescita esterna con un Return On Investment (ROI) più elevato (focalizzate su Wealth Management). Subordinatamente alle approvazioni dell’Assemblea e della BCE.
125
Bilancio consolidato
semestrale abbreviato
127
Prospetti contabili
consolidati
Prospetti contabili consolidati
128 Stato patrimoniale consolidato (milioni di euro) Voci dell'attivo 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 37.179 37.868 -689 -1,8 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 174.838 162.472 12.366 7,6 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 52.204 46.241 5.963 12,9 b) attività finanziarie designate al fair value 4 4 - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 122.630 116.227 6.403 5,5 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 170.118 163.441 6.677 4,1 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 553.776 532.710 21.066 4,0 a) crediti verso banche 47.801 46.005 1.796 3,9 b) crediti verso clientela 505.975 486.705 19.270 4,0 50. Derivati di copertura 5.837 7.372 -1.535 -20,8 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) -5.697 -5.982 -285 -4,8 70. Partecipazioni 2.867 2.735 132 4,8 80. Attività assicurative 707 669 38 5,7 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività 549 477 72 15,1 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 158 192 -34 -17,7 90. Attività materiali 8.523 8.645 -122 -1,4 100. Attività immateriali 9.853 10.003 -150 -1,5
di cui:
- avviamento 3.702 3.699 3 0,1 110. Attività fiscali 10.787 11.591 -804 -6,9 a) correnti 1.094 1.112 -18 -1,6 b) anticipate 9.693 10.479 -786 -7,5 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.114 1.065 49 4,6 130. Altre attività 22.767 27.298 -4.531 -16,6 Totale dell'attivo 992.669 959.887 32.782 3,4
Prospetti contabili consolidati
129 Stato patrimoniale consolidato (milioni di euro) Voci del passivo e del patrimonio netto 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 636.774 623.444 13.330 2,1 a) debiti verso banche 61.373 57.715 3.658 6,3 b) debiti verso clientela 477.292 466.380 10.912 2,3 c) titoli in circolazione 98.109 99.349 -1.240 -1,2 20. Passività finanziarie di negoziazione 40.628 39.656 972 2,5 30. Passività finanziarie designate al fair value 79.402 76.380 3.022 4,0 40. Derivati di copertura 2.882 2.695 187 6,9 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) -3.438 -2.923 515 17,6 60. Passività fiscali 2.637 2.881 -244 -8,5 a) correnti 617 865 -248 -28,7 b) differite 2.020 2.016 4 0,2 70. Passività associate ad attività in via di dismissione 62 45 17 37,8 80. Altre passività 24.198 14.693 9.505 64,7 90. Trattamento di fine rapporto del personale 596 614 -18 -2,9 100. Fondi per rischi e oneri 3.614 4.506 -892 -19,8 a) impegni e garanzie rilasciate 527 676 -149 -22,0 b) quiescenza e obblighi simili 51 53 -2 -3,8 c) altri fondi per rischi e oneri 3.036 3.777 -741 -19,6 110. Passività assicurative 136.165 132.518 3.647 2,8 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 136.122 132.481 3.641 2,7 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività 43 37 6 16,2 120. Riserve da valutazione -1.644 -1.512 132 8,7 130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 8.935 7.704 1.231 16,0 150. Riserve 20.820 18.539 2.281 12,3 155. Acconti su dividendi ( -) - -3.234 -3.234 160. Sovrapprezzi di emissione 25.090 24.279 811 3,3 170. Capitale 10.529 10.369 160 1,5 180. Azioni proprie ( -) -261 -240 21 8,8 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 126 152 -26 -17,1 200. Utile (Perdita) di periodo (+/ -) 5.554 9.321 -3.767 -40,4 Totale del passivo e del patrimonio netto 992.669 959.887 32.782 3,4
Prospetti contabili consolidati
130 Conto economico consolidato (milioni di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 13.328 14.398 -1.070 -7,4 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 12.541 12.790 -249 -1,9 20. Interessi passivi e oneri assimilati -4.545 -5.697 -1.152 -20,2 30. Margine di interesse 8.783 8.701 82 0,9 40. Commissioni attive 6.134 5.812 322 5,5 50. Commissioni passive -1.545 -1.421 124 8,7 60. Commissioni nette 4.589 4.391 198 4,5 70. Dividendi e proventi simili 702 530 172 32,5 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 463 811 -348 -42,9 90. Risultato netto dell'attività di copertura -3 -14 -11 -78,6 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 331 92 239 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 280 101 179 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 91 38 53 c) passività finanziarie -40 -47 -7 -14,9 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 2.903 103 2.800 a) attività e passività finanziarie designate al fair value -3.254 -213 3.041 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 6.157 316 5.841 120. Margine di intermediazione 17.768 14.614 3.154 21,6 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: -551 -645 -94 -14,6 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -558 -578 -20 -3,5 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 7 -67 74 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -8 -9 -1 -11,1 150. Risultato netto della gestione finanziaria 17.209 13.960 3.249 23,3 160. Risultato dei servizi assicurativi 983 900 83 9,2 a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 1.803 1.646 157 9,5 b) costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi -776 -705 71 10,1 c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 17 36 -19 -52,8 d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione -61 -77 -16 -20,8 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa -4.338 -1.882 2.456 a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi -4.339 -1.883 2.456 b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 1 1 - -
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 13.854 12.978 876 6,7 190. Spese amministrative: -5.179 -5.065 114 2,3 a) spese per il personale -3.077 -3.078 -1 -0,0 b) altre spese amministrative -2.102 -1.987 115 5,8 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -57 -75 -18 -24,0 a) impegni e garanzie rilasciate 85 15 70 b) altri accantonamenti netti -142 -90 52 57,8 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -272 -297 -25 -8,4 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali -568 -551 17 3,1 230. Altri oneri/proventi di gestione 496 558 -62 -11,1 240. Costi operativi -5.580 -5.430 150 2,8 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 22 3 19 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 1 - 1 270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 1 57 -56 -98,2 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 8.298 7.608 690 9,1 300. Imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente -2.723 -2.376 347 14,6 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 5.575 5.232 343 6,6 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 5.575 5.232 343 6,6 340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -21 -16 5 31,3 350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 5.554 5.216 338 6,5 Utile base per azione (basic EPS) - euro 0,32 0,29 Utile diluito per azione (diluted EPS) - euro 0,32 0,29
Prospetti contabili consolidati
131 Prospetto della redditività consolidata complessiva (milioni di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
assolute %
10. Utile (Perdita) di periodo 5.575 5.232 343 6,6 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 93 83 10 12,0 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 64 103 -39 -37,9 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) 33 -26 59 40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - -
50. Attività materiali -2 -14 -12 -85,7 60. Attività immateriali - - -
70. Piani a benefici definiti -2 20 -22 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
100. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi - - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico -224 361 -585 110. Copertura di investimenti esteri -46 -12 34 120. Differenze di cambio 88 -47 135 130. Copertura dei flussi finanziari -6 23 -29 140. Strumenti di copertura (elementi non designati) - - -
150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -345 712 -1.057 160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 24 -42 66 180. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi 61 -273 334 190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione - - -
200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -131 444 -575 210. Redditività complessiva (Voce 10+200) 5.444 5.676 -232 -4,1 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 22 10 12 230. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 5.422 5.666 -244 -4,3
Prospetti contabili consolidati
132 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2026 (milioni di euro)
30.06.2026
Capitale Sovrap -
prezzi
di emissione Riserve Riserve da
valutazione Strumenti
di
capitale Acconti
su
dividendi Azioni
proprie Utile
(Perdita)
di
periodo Patrimonio
netto Patrimonio
netto
del
Gruppo Patrimonio
netto
di terzi
azioni
ordinarie altre
azioni di utili altre
ESISTENZE AL 31.12.2025 10.475 - 24.314 17.251 1.465 -1.697 7.704 -3.234 -241 9.341 65.378 65.226 152
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2026 10.475 - 24.314 17.251 1.465 -1.697 7.704 -3.234 -241 9.341 65.378 65.226 152
ALLOCAZIONE RISULTATO
ESERCIZIO PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 3.037 - - - - - -3.037 - - -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - 3.234 - -6.304 -3.070 -3.037 -33
VARIAZIONI DEL PERIODO
Variazioni di riserve - - 500 - -447 - - - - - 53 53 -
Operazioni sul patrimonio netto Emissione nuove azioni 160 - 607 - -76 - - - 172 - 863 863 -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - -192 - -192 -192 -
Acconti su dividendi - - - - - - - - - - - - -
Distribuzione dividendi - - -296 -12 - - - - - - -308 -308 -
Variazione strumenti di capitale - - - - - - 1.231 - - - 1.231 1.231 -
Derivati su proprie azioni - - - - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative -13 - -29 30 - - - - - - -12 - -12 Altre variazioni - - -1 -237 - - - - - - -238 -235 -3 Redditività complessiva del periodo - - - - - -131 - - - 5.575 5.444 5.422 22
PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2026 10.622 - 25.095 20.069 942 -1.828 8.935 - -261 5.575 69.149 69.023 126
del Gruppo 10.529 - 25.090 19.878 942 -1.644 8.935 - -261 5.554 69.023 di terzi 93 - 5 191 - -184 - - - 21 126 (a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.
Prospetti contabili consolidati
133 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2025 (milioni di euro)
30.06.2025
Capitale Sovrap -
prezzi
di emissione Riserve Riserve da
valutazione Strumenti
di
capitale Acconti
su
dividendi Azioni
proprie Utile
(Perdita)
di
periodo Patrimonio
netto Patrimonio
netto
del
Gruppo Patrimonio
netto
di terzi
azioni
ordinarie altre
azioni di utili altre
ESISTENZE AL 31.12.2024 10.508 - 27.644 14.217 1.304 -2.515 8.706 -3.022 -180 8.659 65.321 65.176 145
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2025 10.508 - 27.644 14.217 1.304 -2.515 8.706 -3.022 -180 8.659 65.321 65.176 145
ALLOCAZIONE RISULTATO
ESERCIZIO PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 3.340 - - - - - -3.340 - - -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - 3.022 - -5.319 -2.297 -2.275 -22
VARIAZIONI DEL PERIODO
Variazioni di riserve - - -240 - 90 - - - - - -150 -150 -
Operazioni sul patrimonio netto Emissione nuove azioni - - 6 - - - - - 95 - 101 101 -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - -823 - -823 -823 -
Acconti su dividendi - - - - - - - - - - - - -
Distribuzione dividendi - - -792 - - - - - - - -792 -792 -
Variazione strumenti di capitale - - - - - - -147 - - - -147 -147 -
Derivati su proprie azioni - - - - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative - - - - - - - - - - - - -
Altre variazioni - - 2 -233 - - - - - - -231 -237 6 Redditività complessiva del periodo - - - - - 444 - - - 5.232 5.676 5.666 10
PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2025 10.508 - 26.620 17.324 1.394 -2.071 8.559 - -908 5.232 66.658 66.519 139
del Gruppo 10.369 - 26.575 17.195 1.394 -1.882 8.559 - -907 5.216 66.519 di terzi 139 - 45 129 - -189 - - -1 16 139 (a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.
Prospetti contabili consolidati
134 Rendiconto finanziario consolidato (milioni di euro)
30.06.2026 30.06.2025
A. ATTIVITA' OPERATIVA
1. Gestione 4.516 6.801 Risultato di periodo (+/ -) 5.574 5.232 Plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività valutate al fair valu e con impatto a conto economico ( -/+) -2.866 -2.269 Plus/minusvalenze su attività di copertura ( -/+) 2 14 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/ -) 768 886 Rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/ -) 840 848 Accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/ -) 91 49 Ricavi e costi netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione ( -/+) 3.355 983 Imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/ -) 905 953 Rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/ -) - -
Altri aggiustamenti (+/ -) -4.153 105 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie -28.622 -8.574 Attività finanziarie detenute per la negoziazione -5.471 -3.816 Attività finanziarie designate al fair value -10 52 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -246 351 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -6.760 -10.476 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -21.571 480 Altre attività 5.436 4.835 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (*) 21.828 6.538 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 13.290 3.394 Passività finanziarie di negoziazione 943 -1.090 Passività finanziarie designate al fair value -223 -1.730 Altre passività 7.818 5.964 4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in riassicurazione 3.608 1.021 Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/ -) 3.568 1.008 Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività/passività (+/ -) 40 13 Liquidità netta generata/assorbita dall’attività operativa 1.330 5.786
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 191 192 Vendite di partecipazioni 90 68 Dividendi incassati su partecipazioni 69 58 Vendite di attività materiali 31 66 Vendite di attività immateriali 1 -
Vendite di società controllate e di rami d’azienda - -
2. Liquidità assorbita da -478 -610 Acquisti di partecipazioni -18 -54 Acquisti di attività materiali -34 -40 Acquisti di attività immateriali -426 -516 Acquisti di società controllate e di rami d’azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall’attività d’investimento -287 -418
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
Emissioni/acquisti di azioni proprie 672 -722 Emissione/acquisti di strumenti di capitale 1.038 -351 Distribuzione dividendi e altre finalità -3.378 -3.089 Vendita/acquisto di controllo di terzi -16 -
Liquidità netta generata/assorbita dall’attività di provvista -1.684 -4.162
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO -641 1.206
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio Cassa e disponibilità liquide all’inizio del periodo 37.868 40.533 Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo -641 1.206 Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi -48 125
CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE ALLA CHIUSURA DEL PERIODO 37.179 41.864
LEGENDA: (+) generata ( –) assorbita (*) Con riferimento all’informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si precisa che le variazioni delle passività derivant i da attività di finanziamento ammontano a 21.828 milioni (liquidità generata) e sono riferibili per +16.137 milioni a flussi finan ziari, per -2.697 milioni a variazioni nette positive di fair value e per +8.388 milioni ad altre variazioni.
135
Note illustrative
137
Politiche contabili
Principi generali di redazione Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è redatto secondo le prescrizioni dell’art. 154 -ter del D. Lgs.
24 febbraio 1998, n. 58. Esso, peraltro, è predisposto secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall’International Accounti ng Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell’International Financial Reporting Standards – Interpretations Committee (IFRS -IC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
In particolare, il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto in conformità alle prescrizioni dello IAS 34, che reg ola i bilanci intermedi.
I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività di bilancio, così come per le mod alità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, sono rimasti invariati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2025 del Gruppo Intesa Sanpaolo, al quale si fa rinvio per un’esposizione completa.
La predisposizione dell’informativa finanziaria richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello Stato patrimoniale e nel Conto economico, nonché sull’informativa relativa al le attivi tà e passività potenziali riportate in bilancio.
L’elaborazione di tali stime implica l’utilizzo delle informazioni disponibili e l’adozione di valutazioni soggettive, fondat e anche sull’esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di ge stione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi ch e negli esercizi successivi i valori iscritti in bilancio possano variare anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.
In presenza di incertezze più significative e/o di attività oggetto di misurazione di particolare materialità la valutazione è supportata, con il ricorso a periti/esperti esterni, da specifiche fairness opinion.
Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l’impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione
aziendale sono:
‒ la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti, delle partecipazioni e, in genere, delle altre attività
finanziarie;
‒ l’utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
‒ la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali;
‒ la quantificazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio;
‒ la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
‒ le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva;
‒ le ipotesi demografiche (legate alla mortalità prospettica della popolazione assicurata) e finanziarie (derivanti dalla possibile evoluzione dei mercati finanziari) utilizzate per la valutazione dei prodotti assicurativi secondo le previsioni dell’IFRS 17.
L’aggiornamento della vita utile delle attività materiali e immateriali determina, nel Conto economico dell’intero esercizio 2026, un impatto positivo conseguente ai minori ammortamenti stimati in circa 103,9 milioni di cui:
− 81,3 milioni relativi ad attività immateriali rappresentate da software ;
− 22,6 milioni relativi a talune classi di attività materiali (impianti e hardware).
Con riferimento alla recuperabilità dei valori delle attività immateriali a vita indefinita e delle imposte anticipate iscrit te, non sono stati identificati nel semestre fattori che facciano supporre non più recuperabili i valori iscritti.
***
Con riferimento all’evoluzione della normativa contabile, trovano applicazione a partire dal 1° gennaio 2026 il Regolamento n. 1047/2025 (Modifiche alla classificazione e alla valutazione degli strumenti finanziari – Modifiche all’IFRS 9 e all’IFRS 7), il Regolamento n. 1266/2025 (Contratti collegati all’energia elettrica dipendente dalla natura – Modifiche all’IFRS 9 e all’IFRS 7) e il Regolamento n. 1331/2025 (Ciclo annuale di miglioramenti ai Principi contabili IFRS – Volume 11) di seguito commentati.
Regolamento UE n. 1047/2025 del 27 maggio 2025 – Modifiche alla classificazione e alla valutazione degli strumenti finanziari - Modifiche all’IFRS 9 e all’IFRS 7 Con riferimento agli aspetti di maggiore interesse per il Gruppo Intesa Sanpaolo, le modifiche introdotte forniscono chiarime nti sulla classificazione delle attività finanziarie con caratteristiche ESG (o caratteristiche analoghe) e impongono obblighi di informativa volti ad accrescere la trasparenza in relazione agli strumenti finanziari con variabilità nei flussi di cassa al v erificarsi di eventi contingenti. Come indicato nei considerando del regolamento, tali modifiche dovrebbero promuovere i prestiti c on caratteristiche ESG – con la possibilità di valutarli al costo ammortizzato o al FVOCI al superamento del test SPPI – al fine di sostenere le misure di transizione economica necessarie per la realizzazione del Green Deal europeo.
Note illustrative – Politiche contabili
138 Le modifiche riguardano i seguenti aspetti:
1. Classificazione delle attività finanziarie Sono introdotti alcuni chiarimenti nella guida applicativa per la verifica delle caratteristiche dei flussi di cassa contratt uali, il cosiddetto SPPI test che, se superato, consente la classificazione delle attività al costo ammortizzato o al FVOCI. In quest’ambito sono incluse le modifiche volte a chiarire il trattamento ai fini dell’SPPI test delle attività finanziarie con caratteristiche ESG che, al raggiungimento (o al mancato raggiungimento) di determinati KPI ESG, prevedono una variabilità contrattual mente definita del tasso di interesse (tipicamente l’incremento e/o la riduzione di un determinato numero di punti base).
In proposito, si prevede che per i contratti in cui la natura dell’evento contingente (la causa scatenante) non è direttament e correlata alle variazioni dei rischi e dei costi relativi al prestito base (c.d. basic lending risk and cost), ad esempio una riduzione contrattualmente definita delle emissioni di carbonio del debitore, l’entità debba definire una policy interna al fine di valutare che i flussi di cassa dello strumento non siano significativamente differenti da quelli di uno strumento identico ma s enza la caratteristica contingente. In alcune circostanze tale valutazione può essere fatta attraverso una verifica qualitativa, ma in altri casi può essere necessario sviluppare una valutazione quantitativa e, quindi, è necessario definire le modalità di calcolo e le relative soglie (non indicate dal principio in maniera specifica).
In relazione a quanto sopra, Intesa Sanpaolo ha definito la propria policy di Gruppo, dalla cui applicazione non sono emersi impatti con riferimento agli strumenti finanziari già iscritti.
Al 30 giugno 2026 ammontano a 19,8 miliardi gli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva che, al raggiungimento (o meno) di determinati KPI, prevedono una variabilità contrattualmente def inita del tasso di interesse.
Detti strumenti, i cui KPI sono riconducibili a fattori ESG, sono rappresentati: per 9,3 miliardi da finanziamenti caratteriz zati da un’elevata standardizzazione, offerti principalmente dalla Divisione Banca dei Territori; per 10,1 miliardi da finanziamen ti che prevedono un più ampio livello di personalizzazione, offerti principalmente dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking; per 0,4 miliardi da titoli di proprietà detenuti nei modelli di business HTC e HTCS.
Nel principio sono, inoltre, stati inseriti ulteriori chiarimenti in merito alla definizione di strumenti legati contrattualm ente, i c.d. Contractually linked instrument (o CLI)45 e alla distinzione rispetto agli strumenti con elementi di rivalsa, o non-recourse46.
Questa seconda tematica – CLI/non -recourse – non assume particolare interesse per il Gruppo Intesa Sanpaolo. Le modifiche sono volte ad agevolare l’applicazione del principio e riflettono la Policy contabile adottata dal Gruppo in sede di adozione dell’IFR S 9 con specifico riferimento alle modalità di effettuazione dell’SPPI test.
2. Cancellazione delle passività finanziare regolate attraverso sistemi di pagamento elettronici Con le modifiche viene precisato che le passività finanziarie sono cancellate alla data di regolamento, salvo che l’entità opti per l’applicazione delle nuove previsioni che consentono di eliminare contabilmente una passività finanziaria regolata attravers o sistemi di pagamento elettronici prima della data di regolamento, se specifici criteri sono rispettati47. La modifica introdotta dallo IASB prevede la possibilità (e non l’obbligo) di adottare una policy contabile da applicare in maniera uniforme a tutti i regolamenti effettuati attraverso uno specifico sistema di pagamento elettronico.
Tali previsioni non comportano impatti per il Gruppo Intesa Sanpaolo. La policy contabile prevede che le passività finanziarie siano eliminate contabilmente alla data di regolamento (in linea con le previsioni del principio) e l’esercizio d ella sopra citat a accounting policy relativa ai sistemi di pagamento elettronici non è di interesse per il Gruppo.
3. Nuovi requisiti di disclosure L’IFRS 7 è stato modificato per introdurre nuovi requisiti di informativa con riferimento a:
- strumenti finanziari con termini contrattuali che possono cambiare l’ammontare dei flussi di cassa al verificarsi (o al non verificarsi) di un evento contingente non direttamente correlato alle variazioni dei rischi e dei costi relativi al prestito di base (come il valore temporale del denaro o il rischio di credito), ad esempio nel caso di strumenti ESG.
Più in dettaglio, valutando l’appropriato livello di aggregazione/disaggregazione, l’entità deve fornire:
o una descrizione qualitativa sulla natura dell’evento contingente;
o informazioni quantitative sulle possibili modifiche dei flussi di cassa che potrebbero derivare dai termini contrattuali (ad esempio il possibile range di impatto); e o il valore contabile lordo delle attività finanziarie e il costo ammortizzato delle passività finanziarie soggette a tali disposizioni.
- strumenti rappresentativi di capitale designati al FVOCI, per i quali viene richiesto di fornire il fair value a fine periodo e le variazioni del fair value nel periodo, con separata evidenza dell’ammontare riferibile a strumenti cancellati nel periodo e a quelli ancora detenuti alla fine dell’esercizio. Inoltre, si richiede di dare evidenza dei trasferimenti all’interno delle poste del patrimonio netto in caso di vendite effettuate nel periodo.
Con riferimento alle richieste di disclosure, si evidenzia la rilevanza per il Gruppo della prima casistica, in particolare c on riferimento agli strumenti ESG, e che la relativa disclosure quantitativa per il Bilancio 2026 sarà fornita secondo le indicazio ni della Banca d’Italia nell’ambito delle previsioni della Circolare 262/2005 – 9° aggiornamento, per cui si è in attesa della pubblicazione definitiva, ad esito del processo di consultazione.
45 Il riferimento è agli strumenti suddivisi in tranche che creano concentrazioni di rischio di credito per il ripianamento del debito e i cui pagamenti sono contrattualmente collegati ai pagamenti ricevuti da un pool di altri strumenti.
46 Un’attività finanziaria presenta elementi di non rivalsa se il diritto ultimo dell’entità a ricevere flussi finanziari è cont rattualmente limitato ai flussi finanziari generati da determinate attività.
47 Nello specifico, l’eliminazione contabile di una passività finanziaria al momento della disposizione del pagamento elettronic o è ammessa se i seguenti criteri sono rispettati:
– la società non è materialmente in grado di revocare, bloccare o annullare l’istruzione di pagamento, né di accedere alle disp onibilità liquide da utilizzare per il regolamento a seguito dell’istruzione di pagamento; e – il rischio di regolamento associato al sistema di pagamento elettronico è trascurabile.
Note illustrative – Politiche contabili
139 Le modifiche sono obbligatoriamente applicabili dal 1° gennaio 2026, con applicazione retroattiva ai sensi dello IAS 8, ma se nza obbligo di riesposizione del periodo comparativo (come fu già previsto per la prima applicazione dell’IFRS 9).
Per le tematiche più rilevanti per il Gruppo - l’SPPI test per i prodotti con caratteristiche ESG e la relativa disclosure – sono state definite le modalità applicative nell’ambito di una progettualità dedicata che, tra le altre cose, ha interessato i sis temi informativi e i processi aziendali correlati.
Regolamento n. 1266/2025 del 30 giugno 2025 – Contratti collegati all’energia elettrica dipendente dalla natura – Modifiche all’IFRS 9 e all’IFRS 7 Le modifiche in oggetto sono volte ad aiutare le aziende a rendicontare meglio gli effetti finanziari dei contratti di acquis to di energia elettrica prodotta da fonti naturali che sono spesso strutturati come accordi di compravendita di energia elettrica ( i c.d.
Power Purchase Agreements o PPA).
In particolare, i contratti di PPA possono riguardare:
- la sottoscrizione di un contratto di acquisto di energia rinnovabile (physical PPA) con il quale una società si impegna ad acquistare per un determinato numero di anni (anche molto lungo, ad es. 20 anni) una quantità determinata dell’energia elettrica prod otta da fonti rinnovabili (ad es. potrebbe trattarsi di tutta l’energia prodotta da una pala eolica) ad un prezzo
fisso predeterminato;
- i contratti virtuali (o virtual PPA) in cui, invece, non ci sono consegne fisiche di energia; si tratta di contratti in cui s i regola la differenza tra il prezzo fisso determinato nel PPA e il prezzo spot a cui l’energia può essere acquistata/venduta nel mercato.
Lo IASB è intervenuto alla luce del crescente utilizzo di questi contratti che aiutano le aziende a garantire l’approvvigiona mento elettrico da fonti rinnovabili, come l’energia eolica e solare, ad un prezzo fisso per unità di energia acquistata o venduta. La quantità di elettricità generata nell’ambito di questi contratti può variare in base a fattori non controllabili, come le con dizioni metereologiche, e in alcuni momenti (ad esempio nel weekend o durante la notte) la società può non consumare tutta l’en ergia acquistata, con la conseguente necessità di rivenderla sul mercato, dati i limiti all’accumulo dell’energia non consumata.
Al fine di riflettere meglio in bilancio le modalità in cui questi contratti influenzano le prestazioni di un’azienda, lo IAS B ha apportato mirate modifiche all’IFRS 9 Strumenti finanziari e all’IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative.
Le modifiche riguardano:
- alcuni chiarimenti in merito all’applicazione delle esigenze di “uso proprio” (c.d. own -use exception)48. L’obiettivo delle modifiche è quello di permettere l’applicazione dell’esenzione prevista dall’IFRS 9 alle entità che sottoscrivono tali contra tti con l’intenzione di ricevere energia elettrica in accordo con le proprie aspettative di utilizzo; in questo caso il contratto non rientra nel perimetro IFRS 9 - evitando quindi la classificazione come strumento finanziario da valutare al fair value – e viene contabilizzato come un ordinario contratto di fornitura di energia. Nella sostanza, l’intento è quello d i estendere l’applicazione dell’esenzione alle entità che sottoscrivono questi contratti per poter ricevere energia elettrica prodotta da fonti alternative in accordo con le proprie aspettative di utilizzo e non, invece, per generare profitti di breve term ine derivanti dalla fluttuazione dei prezzi (per i quali la rappresentazione al fair value è quella più appropriata);
- consentire l’hedge accounting nel caso in cui tali contratti siano utilizzati come strumenti di copertura (attraverso un PPA virtuale). Con le modifiche in oggetto è permesso designare un volume variabile di transazione attesa sull’elettricità come oggetto coperto in una copertura di cash flow hedge, con ciò favorendo l’efficacia della relazione di copertura;
- l’aggiunta di nuovi requisiti di informativa per consentire agli investitori di comprendere l’effetto di questi contratti sul la performance e sui flussi di cassa di un’entità. In particolare, viene richiesto di fornire informazioni sui termini e sulle cond izioni dei contratti e una serie di informazioni qualitative e quantitative sui contratti e sui loro effetti finanziari.
Le modifiche, applicabili obbligatoriamente dal 1° gennaio 2026, non hanno comportato impatti per il Gruppo; per il bilancio al 31 dicembre 2025 i contratti PPA stipulati erano già qualificati “ad uso proprio” in base alla previgente (e più restrittiva) normativa e, pertanto, rilevati contabilmente come contratti di fornitura energetica.
Regolamento n. 1331/2025 del 9 luglio 2025 – Ciclo annuale di miglioramenti ai Principi contabili IFRS – Volume 11 Il Regolamento in oggetto recepisce le modifiche pubblicate dallo IASB il 18 luglio 2024 nel Ciclo annuale di miglioramenti a i Principi contabili IFRS – Volume 11 nel contesto dell’ordinaria attività di miglioramento. I miglioramenti annuali apportano modi fiche di portata limitata, ad esempio eliminando incoerenze riscontrate nei Principi contabili IFRS oppure inserendo precisazioni di carattere terminologico.
Le modifiche sono applicabili obbligatoriamente dal 1° gennaio 2026. Data la natura limitata delle modifiche, le stesse non rivestono particolare interesse per il Gruppo Intesa Sanpaolo.
Si evidenzia, inoltre, che a partire dal 1° gennaio 2027 sarà applicabile il nuovo principio contabile IFRS 18 Presentazione e informativa di bilancio di cui a seguire si fornisce disclosure delle principali aree di impatto, dei giudizi significativi, nonché del relativo processo di implementazione, in ottemperanza alle indicazioni dell’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA)49 ed in relazione a quanto richiesto dallo IAS 8 paragrafi 30 e 31 in merito all’informativa da fornire su un cambiamento nei principi contabili che è stato emesso ma non è ancora entrato in vigore.
Regolamento n. 338/2026 del 16 febbraio 2026 - IFRS 18 Presentazione e informativa di bilancio Sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 16 febbraio 2026 è stato pubblicato il Regolamento n. 338/2026 che recepisce il principio contabile internazionale IFRS 18 Presentazione e informativa di bilancio, pubblicato dallo IASB il 9 aprile 2024 , con l’obiettivo di migliorare le informazioni comunicate nel bilancio, con particolare attenzione al prospetto dell’utile (perdit a) d’esercizio.
Il principio non impatta sul modo in cui le aziende misurano la propria performance finanziaria, ma solo sulle modalità di presentazione. Pertanto, gli impatti attesi dall’entrata in vigore del principio sono principalmente riconducibili ad alcune
48 Tali contratti stanno aumentando la loro diffusione in quanto sono tipicamente accompagnati dal rilascio di certificati di en ergia rinnovabile (o REC, renewable energy certificates).
49 L’ESMA con il Public Statement - Reshaping performance: Implementation of IFRS 18 - Presentation and Disclosure in Financial Statements pubblicato a febbraio 2026 si attende che gli emittenti forniscano, già nel corso del 2026, le informazioni note o ragio nevolmente stimabili rilevanti per valutare i possibili impatti del nuovo principio contabile, alla luce della materialità degli effetti.
Note illustrative – Politiche contabili 140 modifiche nella presentazione dei risultati nell’ambito dello schema di conto economico ufficiale e all’integrazione dell’informativa in Nota integrativa con riferimento agli indici di misurazione della performance definiti dalla direzione az iendale.
A seguire si riporta una sintesi dei principali elementi di novità introdotti dall’IFRS 1850.
1. Introduzione nel prospetto di conto economico di subtotali definiti L’IFRS 18 richiede obbligatoriamente alle aziende di:
-classificare i ricavi e i costi in 5 categorie previste: ricavi e costi operativi, investimenti e finanziamenti (oggetto di nuova definizione con l’IFRS 18) a cui si aggiungono le categorie imposte sul reddito e attività operative cessate, che non presenta no aspetti di novità;
-presentare, di conseguenza, due nuovi totali parziali: utile (perdita) operativo (Operating profit, nella versione inglese) e utile (perdita) d’esercizio prima del finanziamento e delle imposte sul reddito (Profit before financing and income taxes).
La categoria “ricavi e costi operativi” è definita in via residuale e include tutti i costi e i ricavi che non soddisfano i r equisiti per essere classificati in una delle altre categorie, a prescindere dal fatto che si originino dall’operatività aziendale ricorrente e, pertanto, comprende anche le componenti non usuali o non ricorrenti. Questa categoria, quindi, include le componenti economiche rivenienti dall'attività principale della società, ma non solo queste.
La categoria “investimenti” include i risultati delle attività che generano un rendimento in maniera individuale e ampiamente indipendente dalle altre risorse dell’entità, ad esempio gli affitti sugli immobili di investimento o i dividendi dalle socie tà collegate e controllate congiuntamente valutate con il metodo del patrimonio netto.
La categoria “finanziamenti” include i costi e i ricavi derivanti dalle passività, quali prestiti bancari e obbligazioni (pas sività derivanti da operazioni di puro finanziamento) e gli interessi passivi su qualsiasi passività, ad esempio debiti per leasing e fondi pensione.
Per particolari settori di attività, quali quello bancario, assicurativo e dei conglomerati finanziari, proventi e oneri che sarebbero normalmente classificati nelle categorie investimenti o finanziamenti contribuiscono al risultato operativo in consideraz ione del fatto che per queste società l’attività di investimento in attività o di finanziamento della clientela rappresentano l’attività aziendale principale – la c.d. “main business activity”.
2. Indici di misurazione della performance definiti dalla direzione aziendale (c.d. Management -defined performance measures
o MPM)
Per indici di misurazione della performance definiti dalla direzione aziendale – detti anche MPM – si intendono i subtotali di conto economico diversi da quelli previsti dall’IFRS 18 o specificatamente richiesti da altri principi contabili IFRS che un’azie nda utilizza nelle comunicazioni pubbliche diverse dal bilancio finanziario (risulta quindi rilevante a questi fini, ad esempio, anche quanto rappresentato nella relazione sulla gestione e nei comunicati stampa) per rappresentare agli investitori il punto di vista del management su un aspetto del risultato economico dell’entità nel suo complesso (c.d.
management view). Per gli MPM così definiti, l’IFRS 18 richiede di fornire specifica disclosure51 in una sezione dedicata della Nota integrativa, fornendo alcune informazioni utili per aumentare la trasparenza e la comprensione da parte degli investitori del rapporto tra tali indicatori e quelli previsti dai principi contabili IFRS.
3. Raggruppamento (aggregazione e disaggregazione) delle informazioni L'IFRS 18 fornisce alcune indicazioni sul raggruppamento delle informazioni sia nei prospetti del bilancio che in Nota integrativa, che sono considerati tra loro complementari52.
Nella categoria ricavi e costi operativi, l’entità deve presentare i costi nel modo più fruibile, scegliendo una rappresentazione dei costi per natura, per funzione o una rappresentazione mista (congiuntamente, per natura e per funzione). In proposito, per le società che presentano alcuni costi per funzione, l’IFRS 18 richiede di dare in Nota integrativa evidenza per natura di specifici costi (ammortamenti delle attività materiali e immateriali, dei benefici per i dipendenti, d elle perdite per riduzione di valore e svalutazioni delle rimanenze).
Questa parte del principio assume minore rilevanza per le banche italiane che devono applicare gli schemi e la struttura della Nota integrativa in aderenza alle previsioni della Banca d’Italia, come disciplinate nella Circolare 262/2005.
50 Il nuovo principio IFRS 18 sostituisce lo IAS 1 Presentazione del bilancio che viene contestualmente ritirato. Sono introdott e inoltre alcune modifiche allo IAS 8 che contestualmente cambia nome in Criteri per la presentazione del bilancio, allo IAS 7 Ren diconto finanziario, allo IAS 33 Utile per azione e allo IAS 34 Bilanci intermedi.
51 L’informativa prevista comprende:
- una riconciliazione tra l’MPM e il totale parziale più direttamente comparabile elencato nell'IFRS 18 o richiesto da altri pr incipi contabili IFRS (incluso l’effetto fiscale e l’effetto degli interessi di minoranza);
- la spiegazione del motivo per cui, secondo la direzione aziendale, l’MPM fornisce informazioni utili sul risultato finanziari o e sulla modalità di calcolo;
- una spiegazione di eventuali modifiche agli MPM aziendali utilizzati o alle modalità di calcolo; e
- una dichiarazione attestante che gli MPM forniscono il punto di vista del management su un aspetto del risultato finanziario della società nel suo complesso e non sono necessariamente raffrontabili con gli indici di misurazione con denominazioni o descri zioni analoghe forniti da altre aziende.
52 I principi generali previsti dall’IFRS 18 richiedono alle aziende di:
- aggregare gli elementi omogenei e disaggregare quelli con caratteristiche diverse;
- raggruppare gli elementi in modo da non oscurare informazioni sostanziali o limitare la comprensibilità delle informazioni pr esentate; e
- inserire voci nel bilancio e nelle note in modo che svolgano ruoli complementari.
Note illustrative – Politiche contabili
141 L’IFRS 18 è obbligatoriamente applicabile dal 1° gennaio 2027, con applicazione retrospettiva e riesposizione del periodo a confronto. Il Gruppo ha avviato una specifica progettualità dal 2025 volta ad analizzare le nuove disposizioni normative e le conseg uenti ricadute operative derivanti dal nuovo principio e ha intrapreso – a partire dal 2026 – il percorso di progressivo adeguamento di procedure e di processi aziendali inerenti.
Con riferimento alle tematiche più di rilievo si evidenzia che:
- nell’ambito delle attività progettuali il Gruppo Intesa Sanpaolo ha definito di considerare la propria main business activity come comprensiva dell'erogazione di finanziamenti alla clientela e dell'investimento in attività finanziarie. In conformità all'IFRS 18, i proventi e gli oneri connessi a tali attività saranno classificati nella categoria operativa, in deroga ai requisiti generali che altrimenti ne avrebbero determinato la classificazione nelle categorie di investimento o di finanziamento;
- il Gruppo sta proseguendo le analisi per individuare le misure che soddisfano la definizione di indici di misurazione della performance definiti dalla direzione aziendale (o MPM) – principalmente riconducibili a subtotali del conto economico riclassificato53 - e per la predisposizione della disclosure da fornire ai sensi dell’IFRS 18. Le nuove informazioni relative agli MPM saranno fornite in una specifica sezione della Parte A – Politiche Contabili, secondo le previsioni della Circolare 262/2005.
Si ricorda che l’implementazione dei requisiti dell’IFRS 18, nel bilancio delle banche italiane dovrà tenere conto delle prev isioni della Banca d’Italia incluse nel 9° aggiornamento della Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione” per cui si è in attesa della pubblicazione definitiva, ad esito del processo di consultazione termina to in data 1° giugno 2026. I prospetti contabili – in particolare il conto economico – ed alcune evidenze della Nota integrativa saranno, pertanto, modificati a partire dal 2027 secondo gli schemi e le regole di compilazione aggiornate della Circolare n. 262/2005 .
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Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato di Intesa Sanpaolo, predisposto utilizzando l’Euro quale moneta di conto e reda tto in forma sintetica come consentito dal principio IAS 34, è composto dallo Stato patrimoniale consolidato, dal Conto economico consolidato, dal Prospetto della redditività consolidata complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal Rendiconto finanziario consolidato e dalle Note illustrative, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti c he si sono verificati nel semestre, sui principali rischi ed incertezze e sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Gli importi indicati nei Prospetti contabili e nelle Note illustrative sono espressi, qualora non diversamente specificato, i n milioni di euro.
I Prospetti contabili presentano, oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto rif eriti al 30 giugno 2025 per il Conto economico e al 31 dicembre 2025 per lo Stato patrimoniale.
Le Note illustrative riportano, nell’ambito di specifici capitoli dedicati, alcune tabelle di dettaglio del Conto economico e dello Stato patrimoniale nel formato stabilito dalla Circolare 262 della Banca d’Italia per la Nota integrativa del Bilancio annua le, riconducibili alla composizione delle principali voci di bilancio relative all’operatività bancaria ed all’operatività assicu rativa, queste ultime redatte in coerenza con le informative tabellari stabilite dall’IVASS così come richiesto dall’8° aggiorn amento della Circolare 262.
Tra le attività in via di dismissione al 30 giugno 2026 figurano principalmente: (i) immobili, tra i quali quelli oggetto dell’operazione di conferimento definita nell’ambito dell’accordo fra Intesa Sanpaolo e COIMA per un valore complessivo di circa 0,5 miliardi ;
(ii) la partecipazione detenuta da Intesa Sanpaolo in Tinexta Innovation Hub per la quale, a seguito del cambio di controllo del Gruppo Tinexta, è attesa la cessione entro il terzo trimestre 2026; (iii) l’interessenza detenuta da Intesa Sanpaolo in B.F. S.p.A., oggetto dell’offerta pubblica di acquisto promossa dagli azionisti di controllo, la cui cessione si è perfezionata in data 10 luglio 2026.
Con riferimento invece ai crediti deteriorati che figuravano fra le attività in via dismissione al 31 dicembre 2025, in data 23 marzo 2026 si è perfezionata la cessione di un portafoglio di sofferenze di 0,4 miliardi. Alla fine del primo semestre 2026, per tanto, fra le attività in via di dismissione residuano esposizioni lorde complessive per circa 1,4 miliardi di valore lordo destinati ad essere ceduti nell’ambito di tre distinti processi di cessione nel corso dell’anno, il primo dei quali perfezionatosi i l 23 luglio 2026 mediante conferimento ad un fondo di una posizione single name di Intesa Sanpaolo classificata a UTP.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è corredato dall’attestazione del Consigliere delegato – CEO e del Dirigente Preposto, ai sensi dell’art. 154 bis del TUF ed è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della soci età di revisione EY S.p.A.
Con riferimento all’attività di revisione contabile, si rammenta che l’Assemblea degli azionisti del 30 aprile 2019 ha confer ito l’incarico per la revisione legale dei conti, per gli esercizi dal 2021 al 2029, alla società EY S.p.A.
53 Si ricorda che, per consentire una lettura più immediata dei risultati, il Gruppo Intesa Sanpaolo predispone un conto economi co consolidato riclassificato sintetico. Rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d’Italia, vengono effettuat e alcune aggregazioni e riclassificazioni. I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al p resente fascicolo, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Conso b con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
Note illustrative – Politiche contabili
142 Area e metodi di consolidamento
Area di consolidamento
Il bilancio consolidato include Intesa Sanpaolo e le società da questa direttamente o indirettamente controllate, comprendend o nel perimetro di consolidamento – come specificamente previsto dai principi contabili IAS/IFRS – anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo, nonché le partecipazioni di private equity. Analogamen te, sono incluse anche le entità strutturate quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall’e sistenza di una quota partecipativa.
Sono considerate controllate le imprese nelle quali Intesa Sanpaolo è esposta a rendimenti variabili, o detiene diritti su ta li rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con le stesse e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tali entità.
Il controllo può configurarsi solamente con la presenza contemporanea dei seguenti elementi:
– il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata;
– l’esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l’entità oggetto di investimento;
– la capacità di esercitare il proprio potere sull’entità oggetto di investimento per incidere sull’ammontare dei suoi rendiment i.
Sono considerate controllate congiuntamente le entità nelle quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra la Capogruppo, direttamente o indirettamente, e uno o più altri soggetti esterni al Gruppo, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto “potenziali”) o nelle quali – pur con una qu ota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali in virtù di particolari legami giuridici, quali la partecipazione a patti di sindacato.
Sono escluse dall’area di consolidamento, e classificate sulla base di quanto previsto dall’IFRS 9, le seguenti fattispecie:
– alcune interessenze superiori al 20%, in quanto di importo contenuto oppure in quanto Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso all e politiche d i gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali;
– le partecipazioni in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali in genere, per le quali si ritiene che sussistano i requisiti per la perdita del controllo o influenza (trattasi di società che devono redigere bilanci con criteri difformi da q uelli delle altre società del gruppo, in quanto, essendo venuti meno i presupposti per la continuità aziendale, redigono bilanci
in liquidazione);
– le interessenze partecipative non di controllo detenute, direttamente o attraverso fondi, in società che svolgono attività di
venture capital;
– le società non partecipate delle quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto superiore al 20%, in considerazio ne della finalità di tale strumento che è quella di tutela del credito concesso e non di esercizio del controllo e di indirizzo delle politiche finanziarie ed economiche, al fine di usufruire dei benefici economici da esse derivanti.
Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle società da questa controllate l’attività di direzione e coordiname nto di cui all’art. 2497 C.C. e seguenti.
Rispetto al 31 dicembre 2025, le variazioni nel perimetro di consolidamento integrale hanno riguardato l’ingresso di Neva SGR S.p.A. a seguito della variazione del metodo di consolidamento da patrimonio netto ad integrale della società conseguentemente al superamento della soglia di materialità.
Nessuna società è uscita dal perimetro di consolidamento.
Note illustrative – Politiche contabili
143 Metodi di consolidamento
I metodi utilizzati per il consolidamento dei dati delle società controllate (consolidamento integrale) e per il consolidamen to delle società collegate nonché delle società sottoposte a controllo congiunto (metodo del patrimonio netto) sono invariati rispe tto a quelli adottati per il Bilancio annuale 2025 del Gruppo Intesa Sanpaolo al quale, pertanto, si fa rinvio.
I bilanci della Capogruppo e delle altre società utilizzati per predisporre la Relazione semestrale fanno riferimento al 30 g iugno 2026.
In taluni limitati casi, per partecipate di rilevanza non significativa, sono stati utilizzati gli ultimi dati ufficiali disp onibili.
Ove necessario – in casi comunque di rilevanza del tutto marginale – i bilanci delle società consolidate, eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi, sono stati resi conformi ai principi del Gruppo.
Relativamente alla controllata ucraina Pravex Bank, il permanere della situazione critica nella città di Kiev (dove ha sede l a controllata) ha portato a ritenere – in un’ottica di contenimento del rischio “operativo” – più opportuno procedere a consolidare i dati della banca ucraina mediante una situazione contabile al 31 marzo 2026. Nel dettaglio, in sede di Relazione semestrale al 30 giugno 2026, quindi, le risultanze contabili di Pravex sono state recepite sulla base di un package di consolidamento, redatto in osservanza dei principi contabili IAS/IFRS come declinati nelle Regole Contabili di Gruppo, relativo al 31 marzo 2 026, utilizzando peraltro nella conversione in euro il ta sso di cambio al 30 giugno 2026.
La scelta di utilizzare i dati al 31 marzo 2026 per il consolidamento integrale di Pravex, valutata anche alla luce della sca rsa materialità della partecipata, oltre che motivata da oggettivi vincoli operativi, trova altresì riferimento – ancorché per fatt ispecie distinte – nelle indicazioni dell’IFRS 10.
Con riferimento alla controllata Risanamento, su cui Intesa Sanpaolo non esercita l’attività di direzione e coordinamento di cui all’art. 2497 C.C. e seguenti, si rammenta che, non essendosi tenute sedute consiliari della società per l’approvazione dei d ati contabili al 31 dicembre 2025 entro la data di approvazione del Bilancio consolidato 2025 di Intesa Sanpaolo, non era stato possibile includere questi ultimi nel Bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo, coerentemente con la policy di Gruppo che prev ede che i dati economici e patrimoniali delle società controllate, per potere essere recepiti nel bilancio consolidato di Gruppo, debbano essere stati preventivamente approvati da rispettivi Consigli di Amministrazione.
Nel corso del primo semestre dell’anno, Risanamento – attraverso specifici comunicati stampa – ha comunicato il posticipo alla seconda parte dell’anno dell’approvazione del Bilancio 2025, al fine di tenere conto della sottoscrizione di un accordo con u n potenziale investitore terzo relativo a una possibile operazione straordinaria concernente lo sviluppo dell’area di Milano Sant a Giulia. L’esecuzione di tale accordo è infatti ritenuta dalla società rilevante ai fini dell’equilibrio della situazione patr imon iale e della definizione del progetto di bilancio.
Conseguentemente, anche ai fini della contribuzione alla Relazione semestrale al 30 giugno 2026, non essendo ancora stati approvati i dati del Gruppo Risanamento relativi al 31 dicembre 2025: i) non è stato rilevato alcun contributo reddituale del la contro llata e delle società ad essa facenti capo e ii) sono stati mantenuti i medesimi dati patrimoniali al 30 settembre 2025, gli ultimi disponibili approvati dalla società, già utilizzati per il Bilancio consolidato 2025 del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Note illustrative – Politiche contabili
144 Il prospetto che segue evidenzia le società controllate in via esclusiva al 30 giugno 2026.
Denominazione imprese Sede
operativa Sede
legale Tipo
rapporto
(a) RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
voti %
(b) Impresa partecipante quota % 1 Acantus S.p.A. Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 80,00 Capitale Eur 1.000.000 2 Alpian S.A. Ginevra Ginevra 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 92,35 Capitale Chf 56.719.365,19 3 Alpian Technologies LTD (c) Londra Londra 1 Alpian S.A. 100,00 Capitale Gbp 100.000 4 Alpian Technologies S.r.l. (c) Roma Roma 1 Alpian Technologies LTD 100,00 Capitale Eur 10.000 5 Anti Financial Crime Digital HUB S.c.a.r.l. (c) Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 70,00 Capitale Eur 100.000 Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.A. 10,00
80,00
6 Banca Comerciala Eximbank S.A. Chisinau Chisinau 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Mdl 1.250.000.000 7 Banca Comerciala Intesa Sanpaolo Romania S.A. Bucarest Bucarest 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 99,84 Capitale Ron 2.167.530.235 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 0,15
99,99
8 Banca Intesa Akcionarsko Drustvo Beograd Novi Beograd Beograd 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Rsd 21.315.900.000 9 Bank of Alexandria S.A.E. Il Cairo Il Cairo 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 80,00 Capitale Egp 5.000.000.000 10 Banka Intesa Sanpaolo d.d. (d) Koper Koper 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 48,13 Capitale Eur 22.173.218,16 Privredna Banka Zagreb d.d. 51,00
99,13
11 CBP Quilvest PE Fund GP S.a r.l. (c) Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Wealth Management (Luxembourg)
S.A. 100,00
Capitale Usd 20.000 12 Centai Institute S.p.A. in scioglimento e liquidazione (c) Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 50.000 13 Cib Bank Zrt. Budapest Budapest 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Huf 50.000.000.003 14 CIB Leasing Ltd. Budapest Budapest 1 Cib Bank Zrt. 100,00 Capitale Huf 53.000.000 15 CIB Rent Operative Leasing Ltd. Budapest Budapest 1 Cib Bank Zrt. 100,00 Capitale Huf 5.000.000 16 Colline e oltre S.p.A. (c) Pavia Pavia 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 51,00 Capitale Eur 100.000 17 Consorzio Studi e ricerche fiscali Gruppo Intesa Sanpaolo (c) Roma Roma 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 80,00 Capitale Eur 258.228,45 Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. 7,50 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 7,50 Eurizon Capital SGR S.p.A. 5,00
100,00
18 Duomo Funding Plc (e) Dublino Dublino 2 Intesa Sanpaolo S.p.A. -
19 Eurizon Asset Management Croatia D.O.O. Zagabria Zagabria 1 Eurizon Asset Management Slovakia Sprav. Spol.
A.S. 100,00
Capitale Eur 663.614 20 Eurizon Asset Management Hungary Ltd. Budapest Budapest 1 Eurizon Asset Management Slovakia Sprav. Spol.
A.S. 100,00
Capitale Huf 600.000.000 21 Eurizon Asset Management Slovakia Sprav. Spol. A.S. Bratislava Bratislava 1 Eurizon Capital SGR S.p.A. 100,00 Capitale Eur 4.093.560 22 Eurizon Capital Asia Limited (c) Hong Kong Hong Kong 1 Eurizon Capital SGR S.p.A. 100,00 Capitale Hkd 95.000.000 23 Eurizon Capital Real Asset SGR S.p.A. Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. 40,01 24,50 (*) Capitale Eur 4.166.667 Eurizon Capital SGR S.p.A. 19,98 51,00 (*) 59,99 75,50 (*) 24 Eurizon Capital SGR S.p.A. Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 118.200.000
Note illustrative – Politiche contabili
145 Denominazione imprese Sede
operativa Sede
legale Tipo
rapporto
(a) RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
voti %
(b) Impresa partecipante quota % 25 Eurizon Slj Capital Ltd. Londra Londra 1 Eurizon Capital SGR S.p.A. 85,00 Capitale Gbp 2.335.666,67 26 Exelia S.r.l. (c) Brasov Brasov 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Ron 8.252.600 27 Exetra S.p.A. (f) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 85,00 Capitale Eur 158.000 28 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. Roma Torino 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 300.000.000 29 Fideuram Asset Management (Ireland) Dac Dublino Dublino 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 100,00 Capitale Eur 1.000.000 30 Fideuram Asset Management Uk Ltd (c) Londra Londra 1 Fideuram Asset Management (Ireland) Dac 100,00 Capitale Gbp 1.000.000 31 Fideuram Vita S.p.A. Milano Roma 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 77,51 Capitale Eur 406.946.836 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 19,36 Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. 3,13
100,00
32 Fondo Sviluppo ecosistemi di Innovazione (c) Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.A. 100,00 Capitale Eur 26.000.000 33 Gap Manco Sarl (c) Lussemburgo Lussemburgo 1 REYL & Cie S.A. 100,00 Capitale Eur 12.500 34 Ghibli Leaseco S.r.l. (c) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 10.000 35 IMI Capital Market USA Corp. New York New York 1 IMI Investments S.A. 100,00 Capitale Usd 5.000 36 IMI Investments S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 21.660.000 37 IMMIT - Immobili Italiani S.r.l. Bergamo Bergamo 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 185.680.000 38 Immobiliare Cascina Rubina S.r.l. (g) Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00 Capitale Eur 10.000 39 InSalute Servizi S.p.A. (h) Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. 65,00 Capitale Eur 909.091 40 Intesa Invest A.D. Beograd (c) Beograd Beograd 1 Banca Intesa Akcionarsko Drustvo Beograd 100,00 Capitale Rsd 236.975.800 41 Intesa Leasing d.o.o. Beograd Beograd Beograd 1 Banca Intesa Akcionarsko Drustvo Beograd 100,00 Capitale Rsd 960.374.301 42 Intesa Sanpaolo (Qingdao) Service Company Ltd (c) Qingdao Qingdao 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Cny 80.000.000 43 Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. Milano Torino 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 320.422.508,53 44 Intesa Sanpaolo Bank Albania Sh.A. Tirana Tirana 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale All 5.562.517.674 45 Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Eur 1.389.370.555,36 46 Intesa Sanpaolo Banka d.d. Bosna I Hercegovina Sarajevo Sarajevo 1 Privredna Banka Zagreb d.d. 99,99 100,00 (**) Capitale Bam 44.782.000 47 Intesa Sanpaolo Brasil S.A. - Banco Multiplo San Paolo San Paolo 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 99,90 Capitale Brl 1.058.136.599,62 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 0,10
100,00
48 Intesa Sanpaolo Expo Institutional Contact S.r.l. (c) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 50.000 49 Intesa Sanpaolo Funding LLC New York Wilmington Delaware 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Usd 25.000 50 Intesa Sanpaolo Harbourmaster III S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Eur 5.500.000
Note illustrative – Politiche contabili
146 Denominazione imprese Sede
operativa Sede
legale Tipo
rapporto
(a) RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
voti %
(b) Impresa partecipante quota % 51 Intesa Sanpaolo Highline S.r.l. (c) Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 500.000 52 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 2.157.957.270 53 Intesa Sanpaolo House Luxembourg S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Eur 24.990.317 54 Intesa Sanpaolo Imi Securities Corp. New York New York 1 IMI Capital Market USA Corp. 100,00 Capitale Usd 44.500.000 55 Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.A. Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 99,99 Capitale Eur 9.254.940 Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. 0,01
100,00
56 Intesa Sanpaolo Insurance Agency S.p.A. Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. 100,00 Capitale Eur 500.000 57 Intesa Sanpaolo International Value Services d.o.o. Zagabria Zagabria 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Eur 13.270 58 Intesa Sanpaolo Private Argentina S.A. (c) Buenos Aires Buenos Aires 1 REYL & Cie S.A. 95,01 Capitale Ars 76.010.756 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 4,99
100,00
59 Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. Milano Milano 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 100,00 Capitale Eur 117.497.424 60 Intesa Sanpaolo Protezione S.p.A. Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. 100,00 Capitale Eur 27.912.258 61 Intesa Sanpaolo RE.O.CO. S.p.A. Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 1.000.000 62 Intesa Sanpaolo Servicos e Emprendimentos Ltda. em Liquidacao (c) San Paolo San Paolo 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Brl 3.283.320 63 Intesa Sanpaolo Servitia S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Eur 1.500.000 64 Intesa Sanpaolo Wealth Management S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 100,00 Capitale Eur 123.813.000 65 ISP CB Ipotecario S.r.l. (c) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 60,00 Capitale Eur 120.000 66 ISP OBG S.r.l. (c) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 60,00 Capitale Eur 42.038 67 Isybank S.p.A. Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 31.000.000 68 Joint Stock Company Banca Intesa Mosca Mosca 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 46,98 Capitale Rub 10.820.180.800 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 53,02
100,00
69 Joint Stock Company Intesa Leasing Mosca Mosca 1 Joint Stock Company Banca Intesa 100,00 Capitale Rub 3.000.000 70 Kallipos Leaseco S.r.l. (c) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 10.000 71 MSG Comparto Secondo S.r.l. (g) Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00 Capitale Eur 50.000
Note illustrative – Politiche contabili
147 Denominazione imprese Sede
operativa Sede
legale Tipo
rapporto
(a) RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
voti %
(b) Impresa partecipante quota % 72 Neva II (c) Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 64,85 Capitale Eur 246.717.172 Neva S.G.R. S.p.A. (c) 1,00
65,85
73 Neva II Italia (c) Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 94,29 Capitale Eur 42.424.242 Neva S.G.R. S.p.A. (c) 1,00
95,29
74 Neva S.G.R. S.p.A. (c) Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.A. 100,00 Capitale Eur 2.000.000 75 PBZ Card d.o.o. Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb d.d. 100,00 Capitale Eur 5.763.110 76 PBZ Leasing d.o.o. Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb d.d. 100,00 Capitale Eur 1.990.840 77 Porta Nuova Gioia (i) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 90,00 Capitale Eur 50.472.500 78 Pravex Bank Joint -Stock Company Kiev Kiev 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Uah 1.254.155.348,64 79 Prestitalia S.p.A. Bergamo Bergamo 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Eur 205.722.715 80 Private Equity International S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Eur 101.000.000 81 Privredna Banka Zagreb d.d. Zagabria Zagabria 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Eur 243.954.711 82 Qingdao Yicai Fund Distribution Co. Ltd. (c) Qingdao Qingdao 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 100,00 Capitale Cny 691.000.000 83 RB Participations S.A. Ginevra Ginevra 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 100,00 Capitale Chf 100.000 84 Recovery Property Utilisation and Services Zrt. Budapest Budapest 1 Cib Bank Zrt. 100,00 Capitale Huf 20.000.000 85 REYL & Cie (Malta) Ltd. (c) Valletta Valletta 1 REYL Holding (Malta) Ltd. (c) 100,00 Capitale Eur 930.000 86 REYL & Cie S.A. (j) Ginevra Ginevra 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 70,00 Capitale Chf 31.500.001 RB Participations S.A. 30,00
100,00
87 REYL & CO (UK) Llp. (c) Londra Londra 1 REYL & CO Holdings Ltd. 100,00 Capitale Gbp 2.500.000 88 REYL & CO Holdings Ltd. (c) Londra Londra 1 REYL & Cie S.A. 100,00 Capitale Gbp 3.700.000 89 REYL Finance (MEA) Ltd. Dubai Dubai 1 REYL & Cie S.A. 100,00 Capitale Usd 2.875.000 90 REYL Holding (Malta) Ltd. (c) Valletta Valletta 1 REYL & Cie S.A. 100,00 Capitale Eur 730.000 91 REYL Overseas AG (c) Zurigo Zurigo 1 REYL & Cie S.A. 100,00 Capitale Chf 2.000.000 92 REYL Singapore Holding Pte. Ltd. in liquidation (c) Singapore Singapore 1 REYL & Cie S.A. 100,00 Capitale Sgd 901 93 REYL Singapore Pte. Ltd. in liquidation (c) Singapore Singapore 1 REYL & Cie S.A. 100,00 Capitale Sgd 380.000 94 RI Ambiente S.r.l. (g) Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00 Capitale Eur 20.000 95 RI Immobiliare Due S.r.l. (g) Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00 Capitale Eur 20.000 96 RI Immobiliare Uno S.r.l. (g) Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00 Capitale Eur 20.000 97 RI Infrastrutture S.r.l. (g) Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00 Capitale Eur 20.000
Note illustrative – Politiche contabili
148 Denominazione imprese Sede
operativa Sede
legale Tipo
rapporto
(a) RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
voti %
(b) Impresa partecipante quota % 98 RI Rental S.r.l. (g) Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00 Capitale Eur 10.000 99 Risanamento S.p.A. (g) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 48,88 Capitale Eur 43.411.382,39 100 Romulus Funding Corporation (e) New York New York 2 Intesa Sanpaolo S.p.A. -
101 Società Italiana di Revisione e Fiduciaria – S.I.RE.F. S.p.A. Milano Milano 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. 100,00 Capitale Eur 2.600.000 102 SRM Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (c) Napoli Napoli 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 60,00 14,29 (*) Capitale Eur 90.000 103 UBI Finance S.r.l. (c) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo S.p.A. 60,00 Capitale Eur 10.000 104 Vseobecna Uverova Banka A.S. Bratislava Bratislava 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00 Capitale Eur 510.819.063,81 105 Vub Generali Dochodkova Spravcovska Spolocnost A.S. (j) Bratislava Bratislava 1 Vseobecna Uverova Banka A.S. 55,26 Capitale Eur 10.090.976 106 Vub Operating Leasing Bratislava Bratislava 1 Vseobecna Uverova Banka A.S. 100,00 Capitale Eur 25.000
(a) Tipo di rapporto:
1 - maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria;
2 - altre forme di controllo.
(b) Ove differente dalla quota % viene indicata la disponibilità dei voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo, ove applicabile , tra diritti di voto effettivi (*) e potenziali (**).
(c) Società consolidata con il metodo del patrimonio netto in considerazione della limitata materialità.
(d) Si segnala la presenza di un impegno di legge nei confronti degli azionisti di minoranza per l'acquisto dello 0,7% del capita le sociale.
(e) Società per la quale si ha il controllo ai sensi dell'IFRS10 pur non detenendo una quota di interessenza sociale.
(f) In caso di messa in liquidazione della partecipazione, il socio di minoranza ha la facoltà di vendere, ed Intesa Sanpaolo dov rà acquistare l'intera partecipazione di minoranza.
(g) Società non soggetta ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'art. 2497 e segg. C.C.
(h) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 35,00% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.
(i) Si tratta di un fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso gestito da COIMA SGR S.p.A.
(j) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 44,74% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.
149 Eventi successivi alla chiusura del semestre
Il 1° luglio 2026 è stato depositato ed il successivo 3 luglio iscritto presso il Registro delle Imprese di Torino lo Statuto sociale di Intesa Sanpaolo aggiornato in seguito agli aumenti di capitale, avvenuti il 30 giugno 2026, a servizio del Piano di Incentivazione a Lungo Termine LECOIP 2026 -2029, basato su strumenti finanziari destinati ai dipendenti “Professional” del perimetro italiano del Gruppo, approvato dall’Assemblea del 30 aprile 202654.
Il 6 luglio 2026 ha preso avvio il programma di acquisto di azioni proprie Intesa Sanpaolo finalizzato all'annullamento (buyb ack), autorizzato dalla BCE e approvato dall’Assemblea del 30 aprile 2026 per un esborso complessivo massimo di 2,3 miliardi di euro e per un numero di azioni non superiore a n. 800.000.000 azioni ordinarie, con esecuzione entro il 23 ottobre 2026.
In base alle informazioni fornite dall’intermediario terzo incaricato dell’esecuzione del programma, in piena indipendenza e senza alcun coinvolgimento del Gruppo Intesa Sanpaolo, al 24 luglio 2026 risultavano acquistate complessivamente n. 101.415.730 azi oni, pari a circa lo 0,57% del capitale sociale, ad un prezzo medio di acquisto per azione pari a 6,2854 euro, per un controvalore totale di 637.436.389,33 euro.
Il 23 luglio 2026 è avvenuta la cessione, mediante conferimento ad un fondo, di una posizione single name di Intesa Sanpaolo classificata UTP per un Gross Book Value di circa 60 milioni. Trattasi del primo dei tre processi di de -risking, destinati a perfez ionarsi nel corso del 2026, nei quali è stata strutturata la progettualità avviata nel quarto trimestre del 2025 per un GBV complessivo di 1,4 miliardi.
54 Per i dettagli relativi al meccanismo di funzionamento del Piano si rimanda alla documentazione assembleare disponibile sul s ito istituzionale del Gruppo (group.intesasanpaolo.com), nella sezione Governance.
150 Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
ATTIVO
ATTIVITA’ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO -
VOCE 20
Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica
(milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 15.482 1.918 74 12.133 1.504 74 1.1 Titoli strutturati 101 - - 240 1 -
1.2 Altri titoli di debito 15.381 1.918 74 11.893 1.503 74 2. Titoli di capitale 8.881 - 1 5.446 - 1 3. Quote di O.I.C.R. 494 - 34 438 - 34 4. Finanziamenti - - 5 - - 10 4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - 5 - - 10 Totale (A) 24.857 1.918 114 18.017 1.504 119 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari 124 22.408 31 70 21.410 21 1.1 di negoziazione 124 22.396 31 70 21.396 21 1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - 12 - - 14 -
2. Derivati creditizi - 2.752 - - 5.100 -
2.1 di negoziazione - 2.752 - - 5.100 -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) 124 25.160 31 70 26.510 21
TOTALE (A+B) 24.981 27.078 145 18.087 28.014 140
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica (milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Titoli di debito 10.752 1.568 331 10.235 1.389 413 1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 10.752 1.568 331 10.235 1.389 413 2. Titoli di capitale 9.427 871 217 7.859 530 107 3. Quote di O.I.C.R. 88.982 217 8.405 85.683 194 8.208 4. Finanziamenti - 494 1.366 - 473 1.136 4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 494 1.366 - 473 1.136 Totale 109.161 3.150 10.319 103.777 2.586 9.864
Note illustrative – Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
151 ATTIVITA’ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO SULLA REDDITIVITA’
COMPLESSIVA - VOCE 30
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica (milioni di euro) Voci 30.06.2026 31.12.2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Titoli di debito 154.859 9.230 46 150.458 9.085 67 1.1 Titoli strutturati 219 - - 196 - -
1.2 Altri titoli di debito 154.640 9.230 46 150.262 9.085 67 2. Titoli di capitale 589 192 576 638 141 572 3. Finanziamenti - 4.620 6 - 2.424 56 Totale 155.448 14.042 628 151.096 11.650 695
ATTIVITA’ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO - VOCE 40
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche
(milioni di euro) Tipologia operazioni/Valori 30.06.2026 31.12.2025 Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate Livello
1 Livello
2 Livello
3 Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate Livello
1 Livello
2 Livello
3 A. Crediti verso Banche centrali 9.294 - - - 7.727 1.567 9.750 - - - 7.710 2.040 1. Depositi a scadenza 206 - - X X X 590 - - X X X 2. Riserva obbligatoria 7.209 - - X X X 7.748 - - X X X 3. Pronti contro termine 1.778 - - X X X 1.337 - - X X X 4. Altri 101 - - X X X 75 - - X X X B. Crediti verso banche 38.485 22 - 4.433 24.217 9.866 36.221 34 - 4.136 23.783 8.353 1. Finanziamenti 33.756 22 - - 23.910 9.866 31.825 34 - - 23.517 8.353 1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X 1.2 Depositi a scadenza 1.735 - - X X X 1.715 - - X X X 1.3 Altri finanziamenti: 32.021 22 - X X X 30.110 34 - X X X
- Pronti contro termine attivi 22.463 - - X X X 20.215 - - X X X
- Finanziamenti per leasing 3 - - X X X 3 - - X X X
- Altri 9.555 22 - X X X 9.892 34 - X X X 2. Titoli di debito 4.729 - - 4.433 307 - 4.396 - - 4.136 266 -
2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 4.729 - - 4.433 307 - 4.396 - - 4.136 266 -
TOTALE 47.779 22 - 4.433 31.944 11.433 45.971 34 - 4.136 31.493 10.393
Note illustrative – Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
152 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela
(milioni di euro) Tipologia operazioni/Valori 30.06.2026 31.12.2025 Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate Livello
1 Livello
2 Livello
3 Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate Livello
1 Livello
2 Livello
3 1. Finanziamenti 419.021 3.938 98 - 255.031 160.353 408.925 3.831 100 - 247.915 154.397 1.1. Conti correnti 21.667 314 2 X X X 21.244 285 2 X X X 1.2. Pronti contro termine attivi 21.919 - - X X X 22.003 - - X X X 1.3. Mutui 215.068 2.332 58 X X X 213.876 2.399 63 X X X 1.4. Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto 21.811 254 2 X X X 21.276 246 3 X X X 1.5 Finanziamenti per leasing 5.382 110 30 X X X 5.672 118 26 X X X 1.6. Factoring 9.787 60 - X X X 9.831 43 - X X X 1.7. Altri finanziamenti 123.387 868 6 X X X 115.023 740 6 X X X 2. Titoli di debito 82.350 568 - 59.737 14.756 7.104 73.206 643 - 51.687 14.170 7.217 2.1. Titoli strutturati 3.061 - - 1.819 208 725 2.473 - - 1.438 810 -
2.2. Altri titoli di debito 79.289 568 - 57.918 14.548 6.379 70.733 643 - 50.249 13.360 7.217 Totale 501.371 4.506 98 59.737 269.787 167.457 482.131 4.474 100 51.687 262.085 161.614
Note illustrative – Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
153 PASSIVO
PASSIVITA’ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO - VOCE 10
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche (milioni di euro) Tipologia operazioni/Valori 30.06.2026 31.12.2025
Valore
di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Debiti verso banche centrali 4.429 X X X 3.792 X X X 2. Debiti verso banche 56.944 X X X 53.923 X X X 2.1 Conti correnti e depositi a vista 3.828 X X X 3.723 X X X 2.2 Depositi a scadenza 2.850 X X X 2.996 X X X 2.3 Finanziamenti 45.543 X X X 41.937 X X X 2.3.1 Pronti contro termine passivi 42.109 X X X 37.538 X X X 2.3.2 Altri 3.434 X X X 4.399 X X X 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - X X X - X X X 2.5 Debiti per leasing 2 X X X 2 X X X 2.6 Altri debiti 4.721 X X X 5.265 X X X Totale 61.373 - 46.268 15.069 57.715 - 44.448 13.229
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela (milioni di euro) Tipologia operazioni/Valori 30.06.2026 31.12.2025
Valore
di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Conti correnti e depositi a vista 371.949 X X X 369.117 X X X 2. Depositi a scadenza 39.850 X X X 39.553 X X X 3. Finanziamenti 47.831 X X X 38.314 X X X 3.1 Pronti contro termine passivi 41.197 X X X 31.115 X X X 3.2 Altri 6.634 X X X 7.199 X X X 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali 80 X X X 123 X X X 5. Debiti per leasing 1.066 X X X 1.051 X X X 6. Altri debiti 16.516 X X X 18.222 X X X Totale 477.292 - 449.334 27.584 466.380 - 439.173 26.877
Note illustrative – Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
154 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione (milioni di euro) Tipologia titoli / Valori 30.06.2026 31.12.2025
Valore di
bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Titoli
1. obbligazioni 80.097 50.135 32.540 - 81.324 52.676 31.306 -
1.1 strutturate 690 152 542 - 738 225 517 -
1.2 altre 79.407 49.983 31.998 - 80.586 52.451 30.789 -
2. altri titoli 18.012 - 16.585 1.427 18.025 - 16.707 1.318 2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri 18.012 - 16.585 1.427 18.025 - 16.707 1.318 Totale 98.109 50.135 49.125 1.427 99.349 52.676 48.013 1.318
PASSIVITA’ FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE - VOCE 20
Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica (milioni di euro) Tipologia operazioni/Valori 30.06.2026 31.12.2025
Valore
nominale
o nozionale Fair value Fair
value
(*) Valore
nominale
o nozionale Fair value Fair
value
(*) Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche 3.171 3.154 27 - 3.181 2.735 2.737 - - 2.737 2. Debiti verso clientela 2.640 2.638 9 - 2.647 2.915 2.826 69 - 2.895 3. Titoli di debito 291 - 308 - X 706 - 728 - X 3.1 Obbligazioni - - - - X - - - - X 3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X 3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X 3.2 Altri titoli 291 - 308 - X 706 - 728 - X 3.2.1 Strutturati 291 - 308 - X 706 - 728 - X 3.2.2 Altri - - - - X - - - - X Totale A 6.102 5.792 344 - 5.828 6.356 5.563 797 - 5.632 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari X 538 31.008 120 X X 771 27.352 3 X 1.1 Di negoziazione X 538 30.993 120 X X 771 27.335 3 X 1.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X 1.3 Altri X - 15 - X X - 17 - X 2. Derivati creditizi X - 2.826 - X X - 5.170 - X 2.1 Di negoziazione X - 2.826 - X X - 5.170 - X 2.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X 2.3 Altri X - - - X X - - - X Totale B X 538 33.834 120 X X 771 32.522 3 X Totale (A+B) 6.102 6.330 34.178 120 X 6.356 6.334 33.319 3 X (*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispet to alla data di emissione.
Note illustrative – Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
155 PASSIVITA’ FINANZIARIE DESIGNATE AL FAIR VALUE - VOCE 30
Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica (milioni di euro) Tipologia operazione/Valori 30.06.2026 31.12.2025
Valore
nominale Fair value Fair
value
(*) Valore
nominale Fair value Fair
value
(*) Livello1 Livello 2 Livello 3 Livello1 Livello 2 Livello 3 1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X 1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X 2. Debiti verso clientela 49.569 - 49.566 - 49.566 49.190 - 49.190 - 49.190 2.1 Strutturati 5 - 2 - X 6 - 6 - X 2.2 Altri 49.564 - 49.564 - X 49.184 - 49.184 - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X 3. Titoli di debito 29.348 2.866 26.655 315 29.556 26.666 3.539 23.616 35 26.860 3.1 Strutturati 29.348 2.866 26.655 315 X 26.666 3.539 23.616 35 X 3.2 Altri - - - - X - - - - X Totale 78.917 2.866 76.221 315 79.122 75.856 3.539 72.806 35 76.050 (*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispet to alla data di emissione.
Note illustrative – Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
156 PASSIVITÀ ASSICURATIVE – VOCE 110
Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione
Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita (milioni di euro) Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi
30.06.2026 30.06.2025
Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale
A. Valore di bilancio iniziale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 120.892 442 8.804 130.138 115.084 446 8.141 123.671 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività -14 - - -14 -12 - - -12 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 120.878 442 8.804 130.124 115.072 446 8.141 123.659 B. Variazioni relative ai servizi attuali 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - -613 -613 - - -538 -538 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - -24 - -24 - -25 - -25 3. Modifiche connesse con l’esperienza -32 - - -32 188 - - 188 4. Totale -32 -24 -613 -669 188 -25 -538 -375 C. Variazioni relative a servizi futuri 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali 678 -8 -670 - 356 -27 -329 -
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi -21 - - -21 -17 - - -17 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell’esercizio di riferimento -934 26 908 - -864 22 842 -
4. Totale -277 18 238 -21 -525 -5 513 -17 D. Variazioni relative a servizi passati 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti 19 - - 19 -203 - - -203 E. Risultato dei servizi assicurativi
(B+C+D.1) -290 -6 -375 -671 -540 -30 -25 -595
F. Costi/ricavi di natura finanziaria 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 3.157 11 1.079 4.247 1.959 6 298 2.263 1.1 Registrati in conto economico 3.243 5 1.079 4.327 1.567 6 298 1.871 1.2 Registrati nel conto economico complessivo -86 6 - -80 392 - - 392 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 3.157 11 1.079 4.247 1.959 6 298 2.263 G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) 2.867 5 704 3.576 1.419 -24 273 1.668 H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di cassa 1. Premi ricevuti 8.544 - - 8.544 7.175 - - 7.175 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti - - - - - - - -
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa -8.550 - - -8.550 -7.805 - - -7.805 4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale -6 - - -6 -630 - - -630 L. Valore netto di bilancio finale
(A.3+G+H+I.5) 123.739 447 9.508 133.694 115.861 422 8.414 124.697
M. Valore di bilancio finale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 123.750 447 9.508 133.705 115.875 422 8.414 124.711 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività -11 - - -11 -14 - - -14 3. Valore netto di bilancio finale 123.739 447 9.508 133.694 115.861 422 8.414 124.697
Note illustrative – Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
157 Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita (milioni di euro) Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi
30.06.2026 30.06.2025
Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale
A. Valore di bilancio iniziale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 233 15 375 623 355 17 339 711 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - -1 - - -1 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 233 15 375 623 354 17 339 710 B. Variazioni relative ai servizi attuali 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - -29 -29 - - -28 -28 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - -1 - -1 - -2 - -2 3. Modifiche connesse con l’esperienza 2 - - 2 5 - - 5 4. Totale 2 -1 -29 -28 5 -2 -28 -25 C. Variazioni relative a servizi futuri 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali 13 1 -14 - -30 - 30 -
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi 7 - - 7 -10 - - -10 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell’esercizio di riferimento -35 - 35 - -33 - 33 -
4. Totale -15 1 21 7 -73 - 63 -10 D. Variazioni relative a servizi passati 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti -2 - - -2 -9 - - -9 E. Risultato dei servizi assicurativi
(B+C+D.1) -15 - -8 -23 -77 -2 35 -44
F. Costi/ricavi di natura finanziaria 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi - - 3 3 5 - 4 9 1.1 Registrati in conto economico - - 3 3 -1 - 4 3 1.2 Registrati nel conto economico complessivo - - - - 6 - - 6 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale - - 3 3 5 - 4 9 G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) -15 - -5 -20 -72 -2 39 -35 H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di cassa 1. Premi ricevuti 35 - - 35 34 - - 34 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti - - - - - - - -
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa -43 - - -43 -48 - - -48 4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale -8 - - -8 -14 - - -14 L. Valore netto di bilancio finale
(A.3+G+H+I.5) 210 15 370 595 268 15 378 661
M. Valore di bilancio finale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 218 15 370 603 269 15 378 662 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività -8 - - -8 -1 - - -1 3. Valore netto di bilancio finale 210 15 370 595 268 15 378 661
Note illustrative – Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
158 Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto (milioni di euro) Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi
30.06.2026 30.06.2025
Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale
A. Valore di bilancio iniziale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 230 23 320 573 250 19 321 590 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività -8 - - -8 -125 - - -125 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 222 23 320 565 125 19 321 465 B. Variazioni relative ai servizi attuali 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - -28 -28 - - -29 -29 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - -3 - -3 - -2 - -2 3. Modifiche connesse con l’esperienza 15 - - 15 23 - - 23 4. Totale 15 -3 -28 -16 23 -2 -29 -8 C. Variazioni relative a servizi futuri 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali 2 2 -4 - 66 2 -68 -
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi - - - - - - - -
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell’esercizio di riferimento -32 3 29 - -100 4 96 -
4. Totale -30 5 25 - -34 6 28 -
D. Variazioni relative a servizi passati 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti -12 - - -12 -5 -2 - -7 E. Risultato dei servizi assicurativi
(B+C+D.1) -27 2 -3 -28 -16 2 -1 -15
F. Costi/ricavi di natura finanziaria 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi -1 - 3 2 -7 - 7 -
1.1 Registrati in conto economico 1 - 3 4 -4 - 7 3 1.2 Registrati nel conto economico complessivo -2 - - -2 -3 - - -3 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale -1 - 3 2 -7 - 7 -
G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) -28 2 - -26 -23 2 6 -15 H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di cassa 1. Premi ricevuti 34 - - 34 24 - - 24 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti - - - - - - - -
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa -32 - - -32 -41 - - -41 4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale 2 - - 2 -17 - - -17 L. Valore netto di bilancio finale
(A.3+G+H+I.5) 196 25 320 541 85 21 327 433
M. Valore di bilancio finale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 205 25 320 550 227 21 327 575 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività -9 - - -9 -142 - - -142 3. Valore netto di bilancio finale 196 25 320 541 85 21 327 433
Note illustrative – Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
159 PATRIMONIO DEL GRUPPO – VOCI 120, 130, 140, 150, 160, 170 E 180
Capitale - Numero azioni della capogruppo: variazioni semestrali
Voci/Tipologie Ordinarie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 17.413.389.613
- interamente liberate 17.413.389.613
- non interamente liberate -
A.1 Azioni proprie ( -) -25.657.588 A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 17.387.732.025 B. Aumenti 297.667.284 B.1 Nuove emissioni 269.071.342
- a pagamento: 141.990.355
- operazioni di aggregazioni di imprese -
- conversione di obbligazioni -
- esercizio di warrant -
- altre 141.990.355
- a titolo gratuito: 127.080.987
- a favore dei dipendenti 127.080.987
- a favore degli amministratori -
- altre -
B.2 Vendita di azioni proprie 28.595.942 B.3 Altre variazioni -
C. Diminuzioni -33.330.929 C.1 Annullamento azioni -
C.2 Acquisto di azioni proprie -33.330.929 C.3 Operazioni di cessione di imprese -
C.4 Altre variazioni -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 17.652.068.380 D.1 Azioni proprie (+) 30.392.575 D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 17.682.460.955
- interamente liberate 17.682.460.955
- non interamente liberate -
Capitale: altre informazioni Al 30 giugno 2026, il capitale sociale di Intesa Sanpaolo è pari a 10.529 milioni, suddiviso in numero 17.682.460.955 azioni ordinarie, prive di valore nominale. Ogni azione ordinaria attribuisce il diritto ad un voto nell’Assemblea. Il capitale risu lta interamente versato e liberato. Al 30 giugno 2026 il Gruppo detiene azioni proprie Intesa Sanpaolo per un ammontare pari a 261 milioni dei quali 177 milioni sono detenuti da Capogruppo, circa 61 milioni da Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking ed i rest anti 23 milioni da altre società del Gruppo.
160 Informazioni sul Conto economico consolidato
INTERESSI - VOCI 10 E 20
Interessi attivi e proventi assimilati: composizione (milioni di euro) Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni 30.06.2026 30.06.2025 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 215 40 - 255 149 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 212 - - 212 119 1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3 40 - 43 30 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.704 77 X 2.781 2.634 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 1.331 8.429 X 9.760 10.156 3.1 Crediti verso banche 81 1.040 X 1.121 1.325 3.2 Crediti verso clientela 1.250 7.389 X 8.639 8.831 4. Derivati di copertura X X 80 80 828 5. Altre attività X X 451 451 630 6. Passività finanziarie X X X 1 1 Totale 4.250 8.546 531 13.328 14.398 di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired 16 189 - 205 231 di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 136 X 136 166
Interessi passivi e oneri assimilati: composizione (milioni di euro) Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni 30.06.2026 30.06.2025 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.515 1.781 X 4.296 4.703 1.1 Debiti verso banche centrali 78 X X 78 31 1.2 Debiti verso banche 734 X X 734 947 1.3 Debiti verso clientela 1.703 X X 1.703 1.729 1.4 Titoli in circolazione X 1.781 X 1.781 1.996 2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - 5 3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X 99 99 100 5. Derivati di copertura X X 147 147 753 6. Attività finanziarie X X X 3 136 Totale 2.515 1.781 246 4.545 5.697 di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing 14 X X 14 13
Note illustrative – Informazioni sul Conto economico consolidato
161 COMMISSIONI - VOCI 40 E 50
Commissioni attive: composizione (milioni di euro) Tipologia di servizi/Valori 30.06.2026 30.06.2025 a) Strumenti finanziari 1.166 1.107 1. Collocamento titoli 471 462 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 471 462 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 170 165 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 82 78 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 88 87 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 525 480 di cui: negoziazione per conto proprio 3 1 di cui: gestione di portafogli individuali 522 479 b) Corporate Finance - 2 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni - 2 2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 268 228 d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive 1.140 1.075 f) Custodia e amministrazione 54 58 1. Banca depositaria 3 3 2. Altre commissioni legate all’attività di custodia e amministrazione 51 55 g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria 6 5 i) Servizi di pagamento 1.571 1.568 1. Conti correnti 640 649 2. Carte di credito 354 349 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 155 154 4. Bonifici e altri ordini di pagamento 201 200 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 221 216 j) Distribuzione di servizi di terzi 471 416 1. Gestioni di portafogli collettive 365 313 2. Prodotti assicurativi 49 45 3. Altri prodotti 57 58 di cui: gestioni di portafogli individuali 27 27 k) Finanza strutturata 21 20 l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione 3 3 m) Impegni a erogare fondi 16 12 n) Garanzie finanziarie rilasciate 266 254 di cui: derivati su crediti 1 1 o) Operazioni di finanziamento 493 423 di cui: per operazioni di factoring 35 39 p) Negoziazione di valute 8 8 q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 651 633 di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 6.134 5.812
Note illustrative – Informazioni sul Conto economico consolidato
162 Commissioni passive: composizione (milioni di euro) Tipologia di servizi/valori 30.06.2026 30.06.2025 a) Strumenti finanziari 140 137 di cui: negoziazione di strumenti finanziari 25 21 di cui: collocamento di strumenti finanziari 108 112 di cui: gestione di portafogli individuali 7 4
- Proprie 6 4
- Delegate a terzi 1 -
b) Compensazione e regolamento 20 19 c) Gestione di portafogli collettive 18 26
- Proprie 4 7
- Delegate a terzi 14 19 d) Custodia e amministrazione 49 49 e) Servizi di incasso e pagamento 329 330 di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento 255 260 f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute 217 187 di cui: derivati su crediti 29 14 i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi 626 536 j) Negoziazione di valute 3 3 k) Altre commissioni passive 143 134 Totale 1.545 1.421
Note illustrative – Informazioni sul Conto economico consolidato
163 RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI NEGOZIAZIONE - VOCE 80
Risultato netto dell’attività di negoziazione: composizione (milioni di euro) Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da negoziazione Minusvalenze Perdite da
negoziazione Risultato
netto
1. Attività finanziarie di negoziazione 635 765 -492 -509 399 1.1 Titoli di debito 44 156 -202 -218 -220 1.2 Titoli di capitale 572 596 -208 -278 682 1.3 Quote di O.I.C.R. 19 6 -43 -13 -31 1.4 Finanziamenti - 6 -6 - -
1.5 Altre - 1 -33 - -32 2. Passività finanziarie di negoziazione 20 - -30 -19 -29 2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti 8 - -25 - -17 2.3 Altre 12 - -5 -19 -12 3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 594 4. Strumenti derivati 19.870 32.315 -19.975 -32.064 -501 4.1 Derivati finanziari: 18.484 27.695 -18.526 -27.513 -507
- Su titoli di debito e tassi di interesse 16.352 19.395 -16.281 -19.510 -44
- Su titoli di capitale e indici azionari 1.614 7.467 -1.910 -6.977 194
- Su valute e oro X X X X -647
- Altri 518 833 -335 -1.026 -10 4.2 Derivati su crediti 1.386 4.620 -1.449 -4.551 6 di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X -
Totale 20.525 33.080 -20.497 -32.592 463
UTILI (PERDITE) DA CESSIONE/RIACQUISTO - VOCE 100
Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione (milioni di euro) Voci/Componenti reddituali 30.06.2026 30.06.2025 Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato
netto
A. Attività finanziarie 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 317 -37 280 153 -52 101 1.1 Crediti verso banche -38 -4 -42 6 - 6 1.2 Crediti verso clientela 355 -33 322 147 -52 95 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 383 -292 91 213 -175 38 2.1 Titoli di debito 383 -292 91 213 -175 38 2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 700 -329 371 366 -227 139 B. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1. Debiti verso banche 7 -7 - 20 -35 -15 2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione 4 -44 -40 17 -49 -32 Totale passività (B) 11 -51 -40 37 -84 -47
Note illustrative – Informazioni sul Conto economico consolidato
164 RISULTATO NETTO DELLE ALTRE ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR
VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO - VOCE 110
Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (milioni di euro) Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da realizzo Minusvalenze Perdite da
realizzo Risultato
netto
1. Attività finanziarie 6.764 1.465 -1.100 -1.224 5.905 1.1 Titoli di debito 131 171 -51 -26 225 1.2 Titoli di capitale 1.839 384 -386 -93 1.744 1.3 Quote di O.I.C.R. 4.714 528 -560 -121 4.561 1.4 Finanziamenti 80 382 -103 -984 -625 2. Attività finanziarie: differenze di cambio X X X X 252 Totale 6.764 1.465 -1.100 -1.224 6.157
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE PER RISCHIO DI CREDITO - VOCE 130
Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
composizione
(milioni di euro)
Operazioni/Componenti
reddituali RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 30.06.2026 30.06.2025
Primo
stadio Secondo
stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate
Write -
off Altre Write -
off Altre
A. Crediti verso banche -7 -1 - - - - 13 3 9 - 17 4
- Finanziamenti -5 -1 - - - - 10 1 9 - 14 4
- Titoli di debito -2 - - - - - 3 2 - - 3 -
B. Crediti verso clientela -401 -616 -12 -1.075 - -5 311 595 610 18 -575 -582
- Finanziamenti -391 -610 -12 -1.053 - -5 305 592 610 18 -546 -552
- Titoli di debito -10 -6 - -22 - - 6 3 - - -29 -30 Totale -408 -617 -12 -1.075 - -5 324 598 619 18 -558 -578
Note illustrative – Informazioni sul Conto economico consolidato
165 RISULTATO DEI SERVIZI ASSICURATIVI - VOCE 160
Ricavi e costi assicurativi derivanti da contratti di assicurazione emessi - Composizione (milioni di euro) Voci/Basi di aggregazione 30.06.2026 Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Base A5 Totale A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM e al VFA A.1 Importi connessi con le variazioni della passività per residua copertura 908 57 - 48 - 1.013 1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi attesi 282 24 - 21 - 327 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari 24 1 - 3 - 28 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi forniti 613 29 - 28 - 670 4. Altri importi -11 3 - -4 - -12 A.2 Costi di acquisizione dei contratti di assicurazione recuperati 19 - - 3 - 22 A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM o al VFA
(A.1+A.2) 927 57 - 51 - 1.035
A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA 768
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni - auto X X X X X 52
- Segmento Danni - non auto X X X X X 716 A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi
(A.3+A.4) 927 57 - 51 - 1.803
B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA 1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente attribuibili -192 -28 - -31 - -251 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti -19 2 - 12 - -5 3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali perdite 21 -7 - - - 14 4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei contratti di assicurazione -19 - - -3 - -22 5. Altri importi -47 -1 - -1 - -49 B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA -256 -34 - -23 - -313 B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA -463
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni - auto X X X X X -28
- Segmento Danni - non auto X X X X X -435 B.8 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (B.6 + B.7) -256 -34 - -23 - -776 C. Totale ricavi/costi netti derivanti dai contratti di assicurazione emessi (+/ -) (A.5
+ B.8) 671 23 - 28 - 1.027
Base A1 (Base di aggregazione 1): Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A2 (Base di aggregazione 2): Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A3 (Base di aggregazione 3): Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni Auto Base A4 (Base di aggregazione 4): Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni Non Auto Base A5 (Base di aggregazione 5): Contratti d’investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali – Segmento Vita
GMM – General Measurement Model VFA – Variable Fee Approach PAA – Premium Allocation Approach
Note illustrative – Informazioni sul Conto economico consolidato
166 (milioni di euro) Voci/Basi di aggregazione 30.06.2025 Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Base A5 Totale A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM e al VFA A.1 Importi connessi con le variazioni della passività per residua copertura 809 56 - 49 - 914 1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi attesi 257 24 - 23 - 304 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari 25 2 - 2 - 29 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi forniti 538 28 - 29 - 595 4. Altri importi -11 2 - -5 - -14 A.2 Costi di acquisizione dei contratti di assicurazione recuperati 17 1 - 1 - 19 A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM o al VFA
(A.1+A.2) 826 57 - 50 - 933
A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA 713
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni - auto X X X X X 53
- Segmento Danni - non auto X X X X X 660 A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi
(A.3+A.4) 826 57 - 50 - 1.646
B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA 1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente attribuibili -398 -31 - -40 - -469 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti 203 9 - 7 - 219 3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali perdite 17 10 - - - 27 4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei contratti di assicurazione -17 -1 - -1 - -19 5. Altri importi -36 - - -1 - -37 B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA -231 -13 - -35 - -279 B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA -426
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni - auto X X X X X -36
- Segmento Danni - non auto X X X X X -390 B.8 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (B.6 + B.7) -231 -13 - -35 - -705 C. Totale ricavi/costi netti derivanti dai contratti di assicurazione emessi (+/ -) (A.5
+ B.8) 595 44 - 15 - 941
Base A1 (Base di aggregazione 1): Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A2 (Base di aggregazione 2): Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A3 (Base di aggregazione 3): Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni Auto Base A4 (Base di aggregazione 4): Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni Non Auto Base A5 (Base di aggregazione 5): Contratti d’investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali – Segmento Vita
GMM – General Measurement Model VFA – Variable Fee Approach PAA – Premium Allocation Approach
Note illustrative – Informazioni sul Conto economico consolidato
167 Ripartizione dei costi per servizi assicurativi e altri servizi (milioni di euro) Costi/Basi di aggregazione 30.06.2026 Base A1 - con DPF Base A2 -
senza DPF Base A1 + Base A2 Base A3 Base A4 Base A3 + Base A4 Altro Costi attribuiti all'acquisizione dei contratti assicurativi -19 - -19 - -3 -3 X Altri costi direttamente attribuibili -234 -21 -255 -8 -128 -136 X Spese di gestione degli investimenti X X - X X - -9 Altri costi X X - X X - -5 Totale X X -274 X X -139 -14
(milioni di euro) Costi/Basi di aggregazione 30.06.2025 Base A1 - con DPF Base A2 -
senza DPF Base A1 + Base A2 Base A3 Base A4 Base A3 + Base A4 Altro Costi attribuiti all'acquisizione dei contratti assicurativi -17 -1 -18 - -1 -1 X Altri costi direttamente attribuibili -211 -26 -237 -9 -120 -129 X Spese di gestione degli investimenti X X - X X - -8 Altri costi X X - X X - -7 Totale X X -255 X X -130 -15
Base A1 – con DPF (Direct Participation Features): Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A2 – senza DPF (Direct Participation Features): Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A1 + Base A2: Segmento Vita Base A3: Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Auto Base A4: Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Non Auto Base A3 + Base A4: Segmento Danni
Note illustrative – Informazioni sul Conto economico consolidato
168 SALDO DEI RICAVI E COSTI DI NATURA FINANZIARIA RELATIVI ALLA GESTIONE ASSICURATIVA
- VOCE 170
Costi e ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi
(milioni di euro) Voci/Basi di aggregazione 30.06.2026 30.06.2025 Base A1 Base A2 Base A3 Totale Base A1 Base A2 Base A3 Totale 1. Interessi maturati - -2 -2 -4 - -2 -2 -4 2. Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e altre assunzioni finanziarie - - -7 -7 - - -7 -7 3. Variazioni del fair value delle attività sottostanti ai contratti valutati in base al
VFA -4.327 -1 - -4.328 -1.871 -1 - -1.872
4. Effetti della variazione dei tassi di cambio - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
6. Totale ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi registrati in conto economico -4.327 -3 -9 -4.339 -1.871 -3 -9 -1.883
Base A1= Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A2= Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A3= Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni
VFA – Variable Fee Approach
169 Il presidio dei rischi
I PRINCIPI DI BASE DEL PRESIDIO DEI RISCHI
Le politiche relative all’assunzione e i processi di gestione dei rischi ai quali il Gruppo Intesa Sanpaolo è o potrebbe esse re esposto sono approvati dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, con il supporto del Comita to Rischi e Sostenibilità. Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, organo con funzioni di controllo, vigila sull’adeguatezza, efficienza, funzionalità e affidabilità del processo di gestione dei rischi e del Risk Appetite Framework ( RAF).
Il Consigliere Delegato e CEO esercita il potere di proposta di adozione delle delibere che riguardano il sistema dei rischi e cura l’esecuzione di tutte le delibere del Consiglio di Amministrazione, con particolare riguardo all’attuazione degli indiri zzi strategici, del RAF e delle politiche di governo dei rischi.
Gli Organi beneficiano anche dell’azione di alcuni comitati manageriali in tema di presidio dei rischi. Tali comitati, tra i quali va segnalato il Comitato di Direzione, operano nel rispetto delle responsabilità primarie degli Organi societari sul sistema dei controlli interni e delle prerogative delle funzioni aziendali di controllo, in particolare della funzione di controllo dei r ischi.
L’Area di Governo Chief Risk Officer, collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO, nella quale sono concentrat e le funzioni di risk management, inclusi i controlli sul processo di gestione dei rischi, e di validazione interna, costituisc e componente rilevante della “seconda linea di difesa” del sistema dei controlli interni, separata e indipendente rispetto alle funzioni di supporto al business. L’Area ha la responsabilità di: (i) governare il macroprocesso di definizione, approvazione , contr ollo e attuazione del RAF del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte; (ii) coadiuvare gli Organi societari nel definire e attuare, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in mat eria di g estione dei rischi del Gruppo; (iii) coordinarne e verificarne l’attuazione da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diver si ambiti societari; (iv) progettare, sviluppare e manutenere sistemi interni di misurazione, gestione e valutazione dei ri schi assicurandone l’inserimento nei processi aziendali interessati; (v) garantire la misurazione e il controllo dell’esposizione di Gruppo alle diverse tipologie di rischio, verificando anche l’attuazione degli indirizzi e le politiche in materia di risk management;
(vi) formulare un parere preventivo sulla coerenza con il RAF delle Operazioni di Maggior Rilievo, assicurando la valutazione di tutti i profili di rischio ad esse collegati; (vii) svolgere il monitoraggio e i controlli di secondo livello per i l presidio del rischio ICT e di sicurezza, nonché degli altri rischi, diversi da quelli creditizi; (viii) assicurare la convalida dei sistemi di mis urazione e gestione dei rischi e gestire il processo di validazione interna a livello di Gruppo; in tale amb ito, garantisce altresì il presidio e la convalida del framework di Data Governance del Gruppo e assicura la definizione e il presidio del framework per il governo del rischio di modello; (ix) svolgere il monitoraggio e i controlli di secondo livello per i l presidio del credito in termini di qualità, composizione ed evoluzione dei diversi portafogli creditizi e per la corretta classificazione e valutazione di singole esposi zioni.
La Capogruppo svolge nei confronti delle società del Gruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento55, mirato a garantire un efficace ed efficiente presidio dei rischi a livello di Gruppo, esercitando la responsabilità nella definizione delle linee g uida e delle regole metodologiche inerenti al processo di gestione dei rischi, perseguendo, in particolare, l’informativa integrata a livello di Gruppo nei confronti degli Organi della Capogruppo, in merito alla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità d el sistema dei controlli interni. Con particolare riferimento alle Funzioni aziendali di control lo, all’interno del Gruppo si distinguono due tipologie di modelli adottati in funzione delle specifiche caratteristiche delle società controllate e dei vincoli normativi locali :
(i) il Modello di gestione accentrata basato sull’accentramento delle attività presso la Capogruppo e (ii) il Modello di gest ione decentrata che prevede la presenza di Funzioni aziendali di controllo istituite localmente, che svolgono l’attività sotto l’ azione di indirizzo e coordinamento delle omologhe Funzioni aziendali di controllo della Capogruppo, cui riportano funzionalmente.
Gli Organi aziendali delle società del Gruppo, indipendentemente dal modello di controllo adottato all’interno della propria società, sono consapevoli delle scelte effettuate dalla Capogruppo e sono responsabili dell’attuazione, nell’ambito delle rispettiv e realtà aziendali, delle strategie e politiche perseguite in materia di controlli, favorendone l’integrazione nell’ambito de i controlli di Gruppo.
Gli strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi concorrono a definire un quadro di controllo in grado di valutare i rischi assunti dal Gruppo secondo una prospettiva regolamentare ed economica; il livello di assorbimento di capitale economico, definito come la massima perdita “inattesa” in cui il Gruppo può incorrere in un orizzonte temporale di un anno, ad un determinato livello di confidenza, rappresenta una metrica chiave per definire l’assetto finanziario e la tolleranza del Grup po al rischio e per orientare l’operatività, assicurando l’equilibrio tra i rischi assunti e il ritorno per gli azionisti. Esso viene stima to, oltre che sulla base della situazione attuale, anche a livello prospettico, in coerenza con il Risk Appetite Framework di Gru ppo approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, in funzione delle ipotesi di budget e dello scenario macroeconomico atteso, e in relazione a scenari di stress. Il capitale economico, insieme al capitale a rischio calcolato secondo l’ottica regolamentare, costituisce elemento fondamentale per la valutazione di adeguatezza patrimoniale del Gruppo nell’ambito del processo ICAAP.
La valutazione del capitale è inclusa nel reporting aziendale ed è sottoposta trimestralmente al Comitato di Direzione, al Comitato Rischi e Sostenibilità e al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, nell’ambito del Tableau de Bord dei risch i di Gru ppo. La copertura dei rischi, a seconda della loro natura, frequenza e dimensione d’impatto potenziale, è affidata ad una costante combinazione tra azioni e interventi di attenuazione/immunizzazione, procedure/processi di controllo e protezione patrimonial e.
55 In proposito, si specifica che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle sue controllate attività di direzio ne e coordinamento ai sensi degli artt. 2497 e seguenti del Codice Civile.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
170 Tra i rischi emergenti e in relazione alla loro evoluzione nel recente periodo, il Gruppo presta particolare attenzione al co ntesto geopolitico e alle minacce ICT e cyber potenziate dall’utilizzo di tecniche e strumenti di Intelligenza Artificiale generati va.
Con riferimento al contesto geopolitico, alle problematiche da esso derivanti e alle loro evoluzioni al fine di individuare i principali fenomeni che possano avere impatto su scala internazionale e che possano modificare significativamente il proprio profi lo di rischio e influenzarne l’operatività, il Gruppo conduce specifiche analisi di scenario e di stress con le quali vengono valut ati i potenziali impatti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale. Per quanto il contesto geopolitico sia in c ostante evoluzione, escludendo scenari estremi di escalation che potrebbero portare a esiti difficilmente valutabili, le analisi conf ermano la capacità del Gruppo di garantire – anche attraverso l’attivazione di specifiche azioni – il rispetto dei vincoli regolamentari e dei limiti, più stringenti, fissati internamente.
In relazione alle minacce ICT e cyber, che hanno visto recentemente un importante potenziamento derivante dall’utilizzo di tecniche avanzate basate su strumenti di Intelligenza Artificiale generativa, il Gruppo assicura un monitoraggio continuo e proattivo dei rischi connessi allo sviluppo e all’impiego di modelli AI evoluti, operando in stretto coordinamento con le Autorità di vigilanza europee. In tale contesto, l’analisi dei rischi e delle evoluzioni tecnologiche è condotta secondo un approccio sistemico , sviluppato in un quadro di confronto strutturato con il regolatore e con le competenti agenzie di sicurezza nazionali, al fine di garantire una visione integrata e coerente delle minacce emergenti. Viene inoltre mantenuta un’attenzione prospett ica sui po tenziali impatti delle tecnologie emergenti. I presidi di cybersecurity e di resilienza operativa sono costantemente aggiornati e rafforzati in coerenza con il framework regolamentare vigente, inclusi il Regolamento DORA e le linee guida dell’Autorità Banc aria Europea (EBA).
Con particolare riferimento al conflitto russo -ucraino, nel rimandare al paragrafo “Le esposizioni e gli impatti valutativi per il Gruppo Intesa Sanpaolo del conflitto militare tra Russia e Ucraina” per quanto concerne il rischio di credito, si evidenzia c he continuano a non emergere impatti significativi sulle metriche di misurazione dei rischi di controparte e dei rischi di merca to del portafoglio di negoziazione e bancario del Gruppo. Analogamente, alla luce delle contenute esposizioni verso controparti russe e ucraine, la posizione consolidata di liquidità del Gruppo e l’esposizione al rischio di cambio non hanno subito impatti apprezzabili.
In seguito al recente conflitto in Medio Oriente, pur considerando le volatilità dei mercati registrate nel mese di marzo 202 6, non si rilevano impatti significativi sui rischi di mercato del portafoglio di negoziazione e bancario, né sulla posizione di li quidità del Gruppo. Pur in presenza di tensioni geopolitiche che hanno alimentato un contesto di incertezza economica, il profilo di risc hio di cambio non ha evidenziato impatti significativi. Inoltre, con riferimento agli approcci valutativi nell’ambito d el rischio di credito, basati sulle metodologie in uso, si sono considerati, oltre che la qualità creditizia delle controparti, gli elementi distintivi e qualificanti che caratterizzano il conflitto che, nella prospettiva attuale – alla luce del memorandum d’intesa siglato a metà giugno e delle possibili tratta tive per giungere ad un accordo di pace – è ipotizzato di una durata relativamente breve e con effetti contingenti sulle variabili macroeconomiche. Per le esposizioni in essere al 30 giugno 2026 si rimanda al paragrafo “Le esposizioni del Gruppo Intesa Sanpaolo verso i paesi del Medio Oriente”.
Relativamente a entrambi i conflitti, con riferimento ai rischi operativi, gli eventuali extra -costi sostenuti per l’ambito di Business Continuity e le possibili perdite derivanti da danni fisici alle sedi o filiali nelle aree interessate rientrano nel mon itoraggio dell’esposizione al rischio, anche nell’ambito del Risk Appetite Framework. Inoltre, per quanto riguarda i rischi assicurativ i, le esposizioni verso i paesi coinvolti nei conflitti risultano estremamente contenute e non significative rispetto al totale degli attivi, e sono oggetto di costante monitoraggio nell’ambito dei presidi di gestione dei rischi già in essere.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
171 LA NORMATIVA BASILEA
Il Gruppo Intesa Sanpaolo è impegnato a garantire nel continuo la compliance normativa agli accordi del Comitato di Basilea relativamente ai sistemi di misurazione e ai connessi sistemi di gestione dei rischi.
Il framework prudenziale Basilea 4, entrato in vigore il 1° gennaio 2025 in attuazione del Regolamento (UE) 2024/1623, è pienamente integrato nei processi interni del Gruppo.
Per quanto riguarda i rischi creditizi , non si segnalano variazioni rispetto al 31 dicembre 2025.
L’aggiornamento periodico e il relativo allineamento all’evoluzione della normativa dei sistemi IRB nonché la loro estensione procedono in accordo con la Regulatory Roadmap condivisa con i Supervisori.
Al 30 giugno 2026 la situazione è rappresentata nella tabella seguente.
Con riferimento al rischio di controparte non si segnalano variazioni nell’ambito di applicazione rispetto al 31 dicembre 2025.
Per quanto attiene ai rischi operativi , il Gruppo ha utilizzato il modello interno AMA (in partial use con i metodi standardizzato e base) per la determinazione del requisito patrimoniale fino al 31 dicembre 2024 .
Il nuovo framework normativo CRR3/Basilea 4 ha radicalmente modificato la metodologia di calcolo del requisito patrimoniale di Vigilanza, eliminando la possibilità di utilizzare i modelli interni ed introducendo un nuovo unico metodo di calcolo standardizz ato, definito SA (Standardised Approach). Tale metodologia prevede la determinazione del requisito in coerenza con la dimensione di business (BI – Business Indicator), utilizzando prevalentemente voci FINREP (media degli ultimi tre anni), ponderate con coe fficienti regolamentari per scaglioni; inoltre, la metodologia prevede l’inclusione dei riflessi contabili delle perdite operative del triennio, opportunamente riconciliate. Nel nuovo quadro normativo viene quindi confermata la rilevanza della qualità della raccolta dati di perdita operativa, oltre ovviamente al quadro di governance complessiva del rischio oper ativo che si richiede debba essere ben strutturato, supportato da idonea infrastruttura e veri ficato da funzione indipendente.
La normativa consente comunque l’utilizzo della metodologia AMA, basata sui modelli interni, per il calcolo del capitale economico ai fini gestionali di Pillar 2.
Inoltre, le innovazioni normative impattano anche gli obblighi di informativa al pubblico previsti dal Pillar 3, in quanto vi ene introdotto l’obbligo di rappresentazione di un trend di 10 anni di dati di perdita operativa netta.
Con riferimento al quadro normativo relativo al calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di mercato (Fundamental Review of the Trading Book – FRTB), si evidenzia che le nuove disposizioni saranno applicabili a decorrere dal 1° gennaio 2027. Il Gruppo prosegue le attività di adeguamento al nuovo framework regolamentare, monitorando le eventuali ulteriori evoluzioni della disciplina .
Note illustrative – Il presidio dei rischi
172 Il resoconto annuale del processo di controllo prudenziale ai fini di adeguatezza patrimoniale (ICAAP), basato sull’utilizzo esteso delle metodologie interne di misurazione dei rischi, di determinazione del capitale interno e del capitale complessivo dispo nibile, è stato approvato e inviato alla BCE nel mese di marzo 2026.
Nell’ambito dell’adozione della normativa di Basilea, il Gruppo pubblica le informazioni riguardanti l’adeguatezza patrimonia le, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti alla loro identificazione, misurazione e gestione nel documento denominato Informativa al Pubblico Terzo Pilastro di Basilea 3 o “Pillar 3”. Il documento viene sottoposto ad approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione e successivamente, come previsto dall’art. 434 CRR (Mezzi d’informazione), tutt e le informazioni richieste da Parte Otto CRR sono presentate all’EBA nell’apposita piattaforma Pillar 3 Data Hub – P3DH, nel formato elettronico stabilito (file xbrl -csv e pdf). Inoltre, il documento viene pubblicato sul sito internet di Intesa Sanpaolo, al link www.group.intesasanpaolo.com alla sezione Governance – Risk Management.
Con riferimento a tale informativa al pubblico, in coerenza con il nuovo quadro normativo sopra descritto istituito dal CRR3, il 31 dicembre 2024 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il Regolamento di esecuzione (UE) 2024/3172 che stabilisce norme tecniche di attuazione per l'applicazione delle disposizioni relative alla pubblicazione da parte degli en ti delle informazioni di cui alla parte otto, titoli II e III del CRR e abroga il precedente Reg.2021/637. Tale regolamento di esec uzione, applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2025, modifica taluni modelli per l’informativa per riflettere le novità normative introdotte dal CRR3.
LE ESPOSIZIONI E GLI IMPATTI VALUTATIVI PER IL GRUPPO INTESA SANPAOLO RELATIVI AL
CONFLITTO MILITARE FRA RUSSIA E UCRAINA
La valutazione delle esposizioni verso controparti residenti in Russia e Ucraina Sono di seguito illustrati gli aspetti quali -quantitativi relativi alle esposizioni creditizie verso controparti residenti nei Paesi in conflitto in portafoglio alle due controllate residenti in Russia ed Ucraina, Banca Intesa Russia e Pravex Bank (banca u craina) o erogati da altre realtà del Gruppo (esposizioni cross border), con particolare riguardo alla loro valutazione.
Al 30 giugno 2026 il Gruppo presenta le seguenti esposizioni per cassa verso controparti residenti in Russia e Ucraina (al ne tto delle garanzie ECA - Export Credit Agency e al lordo/netto delle rettifiche di valore effettuate).
(milioni di euro) 30.06.2026 (*) 31.12.2025 (**)
Esposizione
lorda Esposizione
netta Esposizione
lorda Esposizione
netta
Russia Ucraina Russia Ucraina Russia Ucraina Russia Ucraina Crediti verso clientela 175 142 73 99 406 148 214 103 Banca Intesa Russia 49 - 2 - 71 - 16 -
Pravex - 42 - - - 44 - -
Esposizioni cross -border 126 100 71 99 335 104 198 103 Crediti verso banche 52 65 50 64 51 61 48 61 Banca Intesa Russia 37 - 35 - 36 - 34 -
Pravex - 65 - 64 - 61 - 61 Esposizioni cross -border 15 - 15 - 15 - 14 -
Titoli - 174 - 165 - 126 - 120 Banca Intesa Russia - - - - - - - -
Pravex - 168 - 161 - 120 - 115 Divisione IMI C&IB - - - - - - - -
Divisione Insurance - 6 - 4 - 6 - 5 (*) Oltre alle esposizioni per cassa esposte in tabella, vi sono esposizioni fuori bilancio verso clientela per 5 milioni (va lore lordo e netto) presso Banca Intesa Russia e 25 milioni (valore lordo e netto) presso Pravex oltre a 10 milioni (9 milioni nett i) di esposizioni fuori bilancio cross border verso clientela residente in Russia netto ECA e 8 milioni (valore lordo e netto) verso clientela residente in Ucraina.
Sono altresì presenti 26 milioni (valore lordo e netto) di esposizioni cross border fuori bilancio verso banche residenti Rus sia e 10 milioni (valore lordo e netto) di esposizioni cross border fuori bilancio verso banche residenti Ucraina.
Si segnala, infine, che le esposizioni cross border verso clientela residente in Ucraina sono, per la parte famiglie (in calo di circa 4 milioni rispetto a dicembre 2025) principalmente correlate ad esposizioni erogate da parte della controllata VUB a fami glie aventi stabile dimora in Slovacchia, per la parte corporate assistite da garanzie prestate da soggetti europei.
(**) Oltre alle esposizioni per cassa esposte in tabella, vi sono esposizioni fuori bilancio verso clientela per 5 milioni (v alore lordo e netto) presso Banca Intesa Russia e 27 milioni (valore lordo e netto) presso Pravex oltre a 21 milioni (9 milioni net ti) di esposizioni fuori bilancio cross border verso clientela residente in Russia netto ECA e 7 milioni (valore lordo e netto) verso clientela residente in Ucraina.
Sono altresì presenti 20 milioni (valore lordo e netto) di esposizioni cross border fuori bilancio verso banche residenti Rus sia e 10 milioni (valore lordo e netto) di esposizioni cross border fuori bilancio verso banche residenti Ucraina.
Si segnala, infine, che le esposizioni cross border verso clientela residente in Ucraina sono, invece, per la parte Corporate assistite da garanzie prestate da soggetti europei, mentre per la parte famiglie sono principalmente correlate ad esposizioni erog ate da parte della controllata VUB a famiglie aventi stabile dimora in Slovacchia.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
173 Come si può notare dalla tabella precedente, a fine periodo le esposizioni residue per cassa verso il totale delle contropart i residenti in Russia ammontano, in termini di valori lordi, a 49 milioni (2 milioni netti) con riferimento a Banca Intesa Russ ia e a 126 milioni (71 milioni netti) con riferimento alle esposizioni cross -border verso clientela residente in Russia (al netto delle garanzie ECA). A tali valori si aggiungono esposizioni verso banche e titoli di debito per complessivi 52 milioni (50 milion i netti).
Le esposizioni verso clientela residente in Ucraina ammontano a 142 milioni (99 milioni netti), di cui 42 milioni (valore di bilancio nullo in termini netti) riferiti alla controllata Pravex Bank; risultano inoltre presenti esposizioni verso banc he per 65 milioni (64 milioni netti) e in titoli per complessivi 174 milioni (165 milioni netti).
Nel corso del primo semestre 2026 l’esposizione lorda per cassa verso il totale delle controparti residenti in Russia e Ucrai na (clientela, banche e titoli), pari a 608 milioni, si è ridotta di 184 milioni ( -23%) rispetto ai 792 milioni di fine 2025, preva lentemente per le cessioni e i rimborsi avvenuti sulle esposizioni cross -border verso clientela residente in Russia – in particolare due cessioni per complessivi 194 milioni di euro con impatto positivo sul conto economico – parzialmente compensati dall’au mento dei titoli di debito emessi da banche centrali e da governi della controllata Pravex. Anche l’esposizione netta complessiva, pari a 451 milioni, si riduce di 95 milioni ( -17%) rispetto ai 546 milioni del 31 dicembre 2025.
Ai fini della Relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2026 sono confermate le principali scelte in tema di staging assignment e calcolo dell’ECL adottate dal Gruppo per i crediti performing nel periodo 2022 -2025 sulla base di un approccio fortemente guidato dall’emergere del rischio geopolitico.
In particolare, per quanto concerne i profili metodologici di determinazione della ECL delle esposizioni cross -border residenti in Russia sul perimetro Core, sono state confermate al 30 giugno 2026: la classificazione nello stage 2 delle controparti in perimetro, la scelta di adottare ai fini del calcolo ECL sul perimetro Core la PD through the cycle associata al rating attribui to, senza procedere al condizionamento forward -looking e l’applicazione di un buffer prudenziale alla LGD, tale da determinare un’equivalenza con l’utilizzo di un tasso di perdita stimato secondo un approccio basato sulla traslazione del rischio del paese di residenza della modellistica Pillar II (LGD fissa da modello transfer risk pari al 55%, non condizionata).
Le banche della Divisione International Banks adottano, sui clienti cross -border comuni del Gruppo, i rating della Capogruppo e il parametro di LGD “transfer risk” definito centralmente. Sulle altre esposizioni i rating sono determinati da modelli loc ali, in coerenza con le istruzioni ricevute dal Group Rating Desk di Capogruppo.
Con riferimento a specifiche posizioni, nel corso del tempo si è preso atto del loro deterioramento classificandole tra i cre diti deteriorati e sottoponendole a valutazione analitica. Al 30 giugno 2026 si rilevano posizioni deteriorate per 96 milioni lord i (47 milioni netti) in riduzione rispetto al 31 dicembre 2025 (114 milioni lordi e 57 milioni netti).
Per quanto riguarda Banca Intesa Russia, si è mantenuto l’approccio classificatorio e valutativo dei crediti performing degli esercizi precedenti. Per effetto degli accantonamenti effettuati, la copertura complessiva sui crediti in bonis della control lata russa si attesta a circa il 90% (60% a dicembre 2025) sul valore lordo degli stessi. I crediti deteriorati lordi ammontano a 30 milioni (31 milioni al 31 dicembre 2025) e risultano integralmente svalutati già a partire dal 31 marzo 2025.
Si segnala che il Gruppo aveva anche erogato a Banca Intesa Russia finanziamenti a supporto dell’operatività della stessa per un valore lordo residuo al 30 giugno 2026 di 117 milioni.
Con riferimento ai crediti verso clientela erogati da Pravex Bank, è stata mantenuta la scelta adottata a partire dal Bilanci o 2022 relativa alla classificazione dei crediti verso clientela della partecipata ucraina tra i crediti deteriorati (sofferenze) c on svalutazione integrale della componente cassa (42 milioni lordi al 30 giugno 2026 e 44 milioni lordi al 31 dicembre 2025).
Relativamente alla valutazione delle altre poste patrimoniali, si specifica che le residue e marginali posizioni in titoli so no state valutate in coerenza a quanto fatto in sede di Bilancio 2025. Esse sono riferibili essenzialmente a Pravex, 168 milioni al 30 giugno 2026 e 120 milioni al 31 dicembre 2025, a fronte dell’acquisto di titoli governativi o emessi da banche centrali.
Con riferimento al limitato patrimonio immobiliare delle due controllate si è proceduto in continuità con gli esercizi preced enti.
Sulle esposizioni russe ed ucraine al 30 giugno 2026 si sono registrati impatti positivi di circa 61 milioni riferibili essenzialmente al risultato delle cessioni perfezionate nel secondo trimestre 2026 . In aggiunta a tali impatti economici, si segnala il risultato economico positivo della partecipata Banca Intesa Russia pari a 47 milioni di euro che, in continuità con quanto fatto a partire dal primo trimestre 2025, si è ritenuto opportuno includere nel risultato consolidato, alla luce della progressiva riduzione del volume di attività e quindi del profilo di rischio di Banca Intesa Russia (in ottemperanza alle indicazioni dei Regulator UE) ed alla sua redditività prospettica che, ancorché stimata in progressiva riduzione, si mantiene su valori positivi. Si segnala invece, in continuità con il Bilancio al 31 dicembre 2025, la conferma del fondo alimentato sino al 31 dicembre 2024 e ritenuto sufficiente a recepire gli oneri derivanti dal piano di “wind -down scenario” richiesto dalla BCE per la partecipata russa. Tale accantonamento, imputato ad uno specifico fondo rischi ed oneri, è pari al 30 giugno 2026 a 457 milioni di euro (438 milioni al 31 dicembre 2025).
Note illustrative – Il presidio dei rischi
174 LE ESPOSIZIONI DEL GRUPPO INTESA SANPAOLO VERSO I PAESI DEL MEDIO ORIENTE
Nel contesto del conflitto medio -orientale, vengono di seguito illustrati gli aspetti quali -quantitativi relativi alle esposizioni del Gruppo Intesa Sanpaolo verso i paesi del Medio Oriente, secondo il perimetro coerente con la definizione di Middle East presente nell’EBA Transparency Exercise56.
Al 30 giugno 2026 le esposizioni del Gruppo verso controparti residenti nel citato perimetro di paesi risultano complessivame nte pari a circa 18,4 miliardi di valore lordo, di cui 11,6 miliardi di esposizioni per cassa e 6,8 miliardi di esposizioni fuori b ilancio.
Le esposizioni per cassa includono principalmente 7,1 miliardi di crediti alla clientela, concentrati su Amministrazioni pubb liche e Società non finanziarie, e 2,2 miliardi di esposizioni verso banche.
Tra le esposizioni fuori bilancio gli impegni irrevocabili sono pari a 3,7 miliardi.
Sui crediti verso la clientela si rilevano garanzie ECA ( Export Credit Agency) per circa 0,9 miliardi.
Le esposizioni per cassa, interamente performing, si presentano concentrate su controparti di elevato standing creditizio, co n una netta prevalenza, nel caso di clientela, di esposizioni verso Governi centrali, in particolare Qatar, Arabia Saudita ed E mirati Arabi Uniti, con rating investment grade riconosciuti anche dalle principali Agenzie internazionali. Le esposizioni verso alt re controparti sono maggiormente concentrate negli Emirati Arabi Uniti e riguardano anche clientela corporate con sede legale in tale paese, ma appartenente a gruppi internazionali o italiani di elevato standing.
Per quanto riguarda invece le banche, trattasi prevalentemente di esposizioni a breve termine in larga parte riconducibili a trade export financing a supporto di clientela corporate italiana e internazionale; le maggiori esposizioni per cassa riguardano le principali banche commerciali di Arabia Saudita e Qatar, tutte con rating investment grade.
Più in generale, l’operatività originata dalla Divisione IMI C&IB della Capogruppo con clienti sia corporate che istituzional i di tali paesi, è caratterizzata da una prevalenza di business internazionale, svolto anche al di fuori dell’area del Medio Orient e, in larga parte riconducibile ai principali Fondi Sovrani per progetti strategici principalmente infrastrutturali ed energetici i n Europa e nel resto del mondo.
Ai fini della valutazione delle predette esposizioni, che sono basate sulle metodologie in uso, si sono considerati, oltre ch e la qualità creditizia delle controparti, gli elementi distintivi e qualificanti che caratterizzano il conflitto che, nella prosp ettiva attuale – alla luce del memorandum d’intesa siglato a metà giugno e delle possibili trattative per giungere ad un accordo di pace – è ipotizzato di una durata relativamente breve e con effetti contingenti sulle variabili macroeconomiche.
56 Il perimetro degli Stati rientranti ne lla definizione di “Middle East” presente nell’ EBA Transparency Exercise include: Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Giordania, Iran, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Oman, Qatar, Siria, Sudan e Yemen .
Note illustrative – Il presidio dei rischi
175 RISCHI DI CREDITO
Le strategie, il Risk Appetite Framework, le Facoltà e le Regole di Concessione e gestione del credito nel Gruppo Intesa Sanpaolo sono indirizzate:
– al raggiungimento di un obiettivo sostenibile e coerente con l’appetito per il rischio e la creazione di valore del Gruppo, garantendo la qualità delle attività creditizie;
– alla diversificazione del portafoglio, limitando la concentrazione delle esposizioni su controparti/gruppi, settori di attivi tà economica o aree geografiche;
– ad un’efficiente selezione dei gruppi economici e dei singoli affidati, attraverso un’accurata analisi del merito creditizio finalizzata a contenere il rischio di insolvenza e a mitigare le perdite a queste potenzialmente connesse;
– a privilegiare, nell’attuale fase congiunturale, gli interventi creditizi volti a supportare l’economia reale, il sistema pro duttivo e a sviluppare le relazioni con la clientela;
– al costante controllo delle relazioni e delle relative esposizioni, effettuato sia con procedure informatiche sia con un’atti vità di sorveglianza sistematica delle posizioni presentanti irregolarità, allo scopo di cogliere tempestivamente eventuali sintom i di deterioramento.
Il Gruppo dispone di un vasto insieme di tecniche e di strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi di credito, in g rado di assicurare un controllo analitico della qualità del portafoglio degli impieghi alla clientela e alle istituzioni finanziar ie, nonché delle esposizioni soggette a rischio paese. Per quanto riguarda in particolare gli impieghi a clientela, la misurazione del r ischio fa ricorso a modelli di rating interni differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte (Corp orate, SME Retail, Retail, Stati Sovrani, Enti del Settore Pubblico e Banche). Tali modelli consentono di sintetizzare la qualità creditizia del la controparte in una misura, il rating, che ne riflette la probabilità di insolvenza con un orizzonte temporale di un anno, calibrata su un livello medio del ciclo economico. I rating calcolati sono, inoltre, raccordati alle classificazioni delle agenzie uffi ciali di rating per mezzo di una scala omogenea di riferimento. Il rating e i fattori mitiganti del credito (garanzie, forme tecniche e covenants) assumono un ruolo fondamentale nel processo di concessione e gestione del credito.
Il Gruppo ha sempre gestito proattivamente e prudentemente il proprio portafoglio di rischi. Nel Piano d’impresa 2026 -2029 il Gruppo intende mantenere lo status di Banca Zero -NPL con un basso costo del rischio e collocandosi tra i migliori in Europa per ra tio e stock di crediti deteriorati.
Nel corso del primo semestre sono state realizzate o in corso nuove iniziative di de -risking su crediti deteriorati che hanno avuto ad oggetto sia cessioni massive di portafogli che posizioni single name. In particolare, nel semestre vi sono state cessioni per un GBV (Gross Book Value) pari a 0,5 miliardi (quasi interamente già riclassificate a IFRS 5 a fine 2025) e sono in corso iniziative di cessione per un GBV di 1,4 miliardi, già riclassificate a IFRS 5 a fine 2025, per le quali è attesa la finalizz azione delle operazioni entro fine 2026 (una prima parte ha già avuto realizzazione il 23 luglio 2026).
Qualità del credito Il costante controllo della qualità del portafoglio crediti è perseguito attraverso l’adozione di precise modalità operative in tutte le fasi gestionali della relazione di affidamento. Il complesso dei crediti con segnali d’attenzione e deteriorati è ogget to di uno specifico processo di gestione che contempla anche il puntuale monitoraggio attraverso un sistema di controllo e di periodico reporting direzionale. In particolare, tale attività si esplica tramite il ricorso a metodologie di misurazione e contro llo andamentale che consentono la costruzione di indicatori sintetici di rischio. La qualità del portafoglio crediti viene perseguita attrave rso l’adozione di precise modalità operative in tutte le fasi gestionali della relazione di affidamento, avvalendos i sia di procedure informatiche che di attività rivolte alla sorveglianza sistematica delle posizioni, allo scopo di cogliere tempestivamente ev entuali sintomi di squilibrio e promuovere gli interventi correttivi volti a prevenire situazioni di possibile d eterioramento. Per quanto attiene all’intercettamento e all’inserimento in via automatica delle posizioni nei processi di gestione del credito, esso av viene con controlli a cadenza giornaliera attraverso l’utilizzo di oggettivi indicatori di rischiosità, c he permettono di formulare valutazioni tempestive sull’insorgere o sul persistere di eventuali anomalie ed interagiscono con i processi e le procedure d i gestione e controllo del credito. Nel Gruppo, in conformità a predefinite regole, le posizioni alle qu ali è attribuita una valutazione di rischiosità elevata, confermata nel tempo, sono intercettate (in via manuale o automatica) e, in relazione al profilo di r ischio, sono classificate, in conformità alle disposizioni regolamentari in materia di qualità del credito, nelle seguenti categorie:
– sofferenze: il complesso delle esposizioni “per cassa” e “fuori bilancio” nei confronti di soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili;
– inadempienze probabili (“Unlikely To Pay”): le esposizioni “per cassa” e “fuori bilancio” di debitori nei confronti dei quali la banca, a suo giudizio, ritiene possibile che gli stessi possano non adempiere integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle loro obbligazioni creditizie, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie. Tale valutazione prescinde da lla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati;
– esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: in tale categoria rientrano le esposizioni per cassa diverse da quelle defin ite come sofferenze o inadempienze probabili, che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti continua tivamente da oltre 90 giorni. L’esposizione complessiva verso un debitore deve essere rilevata come scaduta e/o sconfinante qualora, alla data di riferimento della segnalazione, l’ammontare del capitale, degli interessi e/o delle commissioni non pagato all a data in cui era dovuto, superi entrambe le seguenti soglie (di seguito congiuntamente definite “Soglie di Rilevanza”):
o limite assoluto pari a 100 euro per le esposizioni retail e pari a 500 euro per le esposizioni diverse da quelle retail (c.d.
“Soglia Assoluta”) da confrontare con l’importo complessivo scaduto e/o sconfinante del debitore;
o limite relativo dell’1% da confrontare con il rapporto tra l’importo complessivo scaduto e/o sconfinante e l’importo complessivo di tutte le esposizioni iscritte a bilancio verso lo stesso debitore (c.d. “Soglia Relativa”).
Infine, sempre nell’ambito delle esposizioni deteriorate, sono ricomprese anche le singole esposizioni oggetto di concessioni , che soddisfano la definizione di “Non -performing exposures with forbearance measures” previste dagli ITS EBA (Implementing Techni cal Standards – European Banking Authority) che non formano una categoria a sé stante di attività deteriorate, ma ne costituiscono un sottoinsieme. Allo stesso modo, le esposizioni caratterizzate da “forbearance measures” sono presenti tra i
Note illustrative – Il presidio dei rischi
176 crediti in bonis. La fase gestionale di tali esposizioni, in stretta aderenza alle previsioni regolamentari rispetto a tempi e modalità di classificazione, è coadiuvata da automatismi di sistema che garantiscono preordinati iter gestionali autonomi e indip endenti.
Scenario macroeconomico ai fini del condizionamento forward looking La policy di Intesa Sanpaolo prevede, ai fini del condizionamento forward -looking dei parametri di stima della ECL – secondo la metodologia descritta nella Parte A – Politiche Contabili del Bilancio 2025 ed in particolare nel paragrafo “Modalità di determi nazione delle perdite di valore” - l’utilizzo dello scenario macroeconomico definito ed aggiornato dalla struttura Research di Area Chief Financial Officer su base almeno semestrale (giugno/dicembre). Nella tabella si dà evidenza delle principali variabili di scenario macroeconomico utilizzate per la determinazione delle perdite attese su crediti in prospettiva forward -
looking, declinate per gli scenari base, migliorativo e peggiorativo. Tali scenari sono stati applicati nella valutazione dei crediti second o il modello “Most -Likely scenario + Add -On”.
Scenari macroeconomici Intesa Sanpaolo per il calcolo dell’ECL al 30 giugno 2026
Base Migliorativo Peggiorativo 2026 2027 2028 2029 2026 2027 2028 2029 2026 2027 2028 2029
Area
euro PIL Reale Area euro (variazione annua) 0,7% 1,2% 1,3% 1,1% 0,8% 1,5% 1,5% 1,3% 0,5% 0,5% 1,4% 1,3% Inflazione Area euro (variazione annua) 3,0% 2,3% 1,7% 1,9% 3,0% 2,3% 1,9% 2,3% 3,6% 3,1% 0,7% 1,6% Euribor 3M 2,38 2,80 2,70 2,56 2,38 2,80 2,96 3,28 2,38 3,02 2,40 1,87
EurIRS 10Y 3,09 3,09 3,32 3,49 3,10 3,22 3,67 4,13 3,10 3,36 3,46 3,40
Euro/USD 1,17 1,19 1,21 1,21 1,17 1,18 1,19 1,20 1,17 1,20 1,21 1,21 Italia PIL Reale Italia (variazione annua) 0,5% 0,8% 0,7% 0,6% 0,6% 1,0% 0,9% 0,8% 0,4% 0,2% 0,7% 0,6%
Inflazione Italia
(variazione annua) 3,1% 2,3% 1,8% 2,1% 3,1% 2,2% 2,1% 2,5% 3,9% 4,0% 0,6% 1,6% Prezzi immobili Italia (variazione annua) 2,5% 1,1% 2,3% 2,8% 2,8% 1,7% 2,9% 3,4% 1,7% -2,9% -1,9% -0,2% Rendimento BTP 10 anni 3,89 4,20 4,41 4,51 3,84 4,20 4,63 5,00 4,25 4,49 4,49 4,43 BTP-Bund Spread 10 anni (basis points) 78 106 109 105 72 94 96 90 112 109 103 106 Tasso % di disoccupazione 5,5 5,8 6,0 6,1 5,5 5,8 5,9 5,9 5,5 5,9 6,2 6,2 Beni Prezzo gas naturale
(€/MWh) 46,2 32,2 23,0 19,0 45,8 30,5 22,9 20,5 58,4 50,3 24,4 19,3
Prezzo petrolio
(BRENT) 92,6 66,8 66,0 67,0 90,1 66,0 66,0 73,0 109,0 79,4 61,7 63,5
USA PIL Reale (variazione annua) 2,3% 2,4% 2,2% 2,2% 2,5% 2,6% 3,0% 3,2% 1,4% -0,7% 0,8% 1,1% Tasso % di disoccupazione 4,4 4,4 4,3 4,2 4,4 4,3 4,0 3,7 4,6 5,4 5,5 5,4 Scenari elaborati a giugno 2026 da CFO -Research. Dati previsionali per il primo trimestre 2026 (PIL, disoccupazione, prezzi immobiliari) o il mese di giugno 2026 (tassi di interesse, inflazione, cambio, indici di borsa, spread) e per gli anni 2027, 2028 e 2029.
Nel primo semestre del 2026 lo scenario macro -finanziario internazionale è stato dominato dalla guerra nel Golfo Persico, iniziata a fine febbraio con la sospensione dei transiti nello Stretto di Hormuz. Nel secondo trimestre il contesto è evoluto verso una progressiva, ancorché fragile, de -escalation: la tregua dell'8 aprile ha sostanzialmente retto e il 17 giugno Stati Uniti e Iran hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding (MoU) che pone le basi per la graduale riapertura dello Stretto e la risolu zione della crisi. L'esito dei negoziati resta incerto e, successivamente alla chiusura dello scenario, si sono registrati ulteriori attacchi sporadici, che sottolineano i rischi per la tenuta della tregua e l’esito del processo negoziale. I transi ti hanno comunque iniziato a riprendersi e i prezzi energetici sono rientrati dai massimi di aprile e maggio più rapidamente del previ sto, rendendo la distribuzione dei rischi più bilanciata rispetto a marzo. Le proiezioni centrali per i prezzi di petrolio e gas s ono state fissate secondo criteri prudenziali, che consentono di accomodare transitorie battute di arresto del processo di normalizzazi one come quella verificatasi a partire dal 7 luglio.
Lo scenario base assume una riapertura graduale dello Stretto dalla fine di giugno, con danni limitati alle infrastrutture: l e ricadute economiche si concentrano nei trimestri centrali dell'anno, con sostanziale riassorbimento dello shock nel 2027. Dop o i picchi del secondo trimestre, il Brent è previsto rientrare sui livelli pre -guerra entro metà 2027 (93 dollari al barile in media nel 2026, 67 nel 2027); il gas (TTF) è atteso in media a 46 euro/MWh nel 2026 e a 32 nel 2027, con un rientro più lento di que llo del petrolio.
Nell'Area Euro la crescita 2026 è rivista allo 0,7% dallo 0,9% di marzo, ma la revisione è interamente ascrivibile alla volat ilità della contabilità nazionale irlandese: al netto di tali effetti, la crescita sottostante dovrebbe rimanere prossima allo 0,9% ; è confermata la previsione di ritorno all'1,2% nel 2027 (Germania: 0,6% nel 2026).
Note illustrative – Il presidio dei rischi
177 La disinflazione di inizio anno è stata bruscamente interrotta dallo shock energetico, ma la trasmissione di quest’ultimo all e componenti di fondo resta finora contenuta. L'inflazione è rivista al 3,0% nel 2026 (dal 3,3% di marzo) e dovrebbe restare intorn o al 3% fino a inizio 2027, per poi scendere al 2,3% in media nel 2027; la componente di fondo è attesa al 2,5% nel 2026.
In Italia, dopo una probabile contrazione nel secondo trimestre e una stagnazione estiva, l'attività dovrebbe risalire marginalmente a fine anno: grazie alla revisione al rialzo del primo trimestre, la crescita 2026 è rivista allo 0,5% (dallo 0 ,4% di marzo ), con riaccelerazione allo 0,8% nel 2027 sostenuta dalla fase conclusiva del PNRR e da investimenti solidi; il commercio estero continua a frenare il PIL, sebbene in misura meno marcata rispetto alle proiezioni di marzo. L'inflazione è attesa al 3,1% nel 2026 (dal 3,8% di marzo), con un picco prossimo al 4% in autunno, un ritorno verso il 3% a inizio 2027 (2,3% in media annua) e una normalizzazione attorno al 2% dal secondo trimestre 2027. La disoccupazione resta contenuta, al 5,5% nel 2026 e al 5,8% nel 2 027. Lo spread BTP -Bund si amplia da 78 punti base nel 2026 a 106 nel 2027, per i rischi fiscali e politici legati alle elezioni del 2027; i prezzi degli immobili residenziali sono previsti in crescita del 2,5% nel 2026, in rallentamento ne gli anni success ivi.
La persistenza dell'inflazione sopra l'obiettivo ha indotto la BCE ad avviare un limitato adeguamento dei tassi ufficiali: l' 11 giugno il Consiglio direttivo ha alzato il tasso sui depositi al 2,25%. Nello scenario base il tasso è previsto salire al 2,50% a settembre, con un ultimo rialzo al 2,75% nel primo trimestre 2027, in prossimità del picco dell'inflazione core, in linea con i prezzi d i mercato alla chiusura delle stime.
Negli Stati Uniti l'impatto del conflitto è mitigato dal ruolo di esportatore netto di idrocarburi, che preserva le ragioni d i scambio.
La crescita 2026 è rivista al 2,3% (dal 2,4% di marzo), sostenuta dagli investimenti legati all'Intelligenza Artificiale , con espansione al 2,4% nel 2027; l'inflazione dovrebbe rimanere al 3,3% nel 2026 e rientrare al 2,3% nel 2027, con disoccupazione stabile intorno al 4,4%. La Federal Reserve dovrebbe mantenere i tassi fermi per tutto il 2026 e operare la prima riduzione a giugno 2027, con approdo al 3 -3,25%.
La metodologia adottata dal Gruppo prevede, come descritto nella Parte A – Sezione "A.2 – Parte relativa alle principali voci di Bilancio" della Nota integrativa al Bilancio 2025, di tenere in considerazione anche scenari alternativi (migliorativo/peggio rativo), basati principalmente su informazioni esterne, tra cui le previsioni minime e massime del PIL rilevate da Consensus Economics .
Data l'incertezza geopolitica, Research ha ancorato gli scenari alternativi a ipotesi diverse di evoluzione del conflitto, adottando nello scenario sfavorevole un disegno più prudenziale rispetto alla simulazione meccanica, in parziale deviazione dalla metodologia standard prevista dall'Impairment Policy.
Lo scenario sfavorevole ipotizza una battuta d'arresto dei negoziati, con ripresa delle ostilità fino a settembre, blocco dei transiti da Hormuz e nuovi gravi danni alle infrastrutture, cui si aggiunge lo shock di fiducia previsto dalla metodologia standar d; la crescita del PIL 2026 -27 delle principali economie è posta al più basso tra il minimo del consenso e la stima dello scenario geopolitico avverso. I prezzi energetici salirebbero marcatamente nel terzo trimestre 2026 (il Brent verso un picco di 145 do llari e il gas verso 80 euro/MWh) per rientrare solo gradualmente nel 2027 -28. Sotto tali ipotesi, l'Area Euro crescerebbe dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027 e l'Italia dello 0,4% e 0,2%, con ripresa rinviata al 2028; gli Stati Uniti si contrarrebbero de llo 0,7% nel 2027, con disoccupazione al 5,4%. L'inflazione risulterebbe più elevata e vischiosa: per l’area dell’euro, al 3,6% e 3,1% rispettivamente nel 2026 e nel 2027; per l’Italia, al 3,9% e al 4,0% negli stessi due anni, con un rientro brusco dal 202 8; la disoccupazione italiana salirebbe fino al 6,2% nel 2028. La BCE attuerebbe inizialmente una stretta più decisa, con il tasso sui depositi al 3,0% nel 2027, ma in seguito taglierebbe velocemente i tassi ufficiali in risposta al calo dell’inflazione e al rallentamento della crescita economica. Il Bund decennale salirebbe al 3,5% a fine 2027 e lo spread BTP -Bund toccherebbe un picco infra -annuale di 151 punti base nel 2026, rientrando poi a 109 nel 2027 e a 103 nel 2028.
Lo scenario favorevole riflette l'ipotesi di una cessazione permanente delle ostilità, con rapida ripresa dei transiti e più veloce convergenza dei prezzi energetici verso le medie pre -guerra. Coerentemente con la metodologia standard, la crescita del PIL 2026 -27 delle principali economie avanzate e i principali indici azionari sono posti al massimo del consenso di maggio 2026.
Ne risulterebbe una crescita più elevata: area dell’euro allo 0,8% e all'1,5% nel 2026 -27, Italia allo 0,6% e all'1,0%. L'inflazion e sarebbe sostanzialmente in linea con lo scenario centrale e la disoccupazione di poco inferiore. La maggiore crescita si accompagnerebbe a una politica monetaria lievemente più restrittiva nel medio periodo – tasso sui depositi BCE al 3,0% dal 2028, tass i Fed in rialzo già dal 2027 (3,8% contro 3,3%) – con rendimenti decennali più elevati, mercati azionari e immobiliari più robusti e uno spread BTP -Bund più contenuto (94 punti base contro 106 nel 2027).
L’aggiornamento dello scenario macroeconomico ha determinato nel complesso un incremento marginale dell’ECL al 30 giugno 2026.
Aggiustamenti manageriali all’esito dei modelli (in -model e post -model) Al 30 giugno 2026 non si rilevano modifiche rispetto agli approcci metodologici adottati nel bilancio annuale al 31 dicembre 2025. Sono state effettuate le previste attività di rivalutazione dei presupposti, che non hanno determinato modifiche sostanziali, e sono state riviste le stime, unitamente alle evidenze aggiornate al 30 giugno.
Si ricorda che il framework degli overlay si basa sugli elementi complementari di seguito descritti:
– l’aggiustamento agli esiti del modello di condizionamento forward -looking, per l’introduzione di un fattore derivante da “scenari estremi”, volto a cogliere i riflessi di una maggior incertezza delle condizioni macroeconomiche (per effetto, ad esempio, di rischi geopolitici o di ricadute legate all’elevata inflazione superiori alle previsioni) non colta dall’attuale metodologia basata sullo scenario most -likely e sugli scenari alternativi;
– l’overlay da “rischi climatici”, introdotto a partire dal quarto trimestre 2025 con l'obiettivo di incorporarne l'effetto com e in-model adjustment nei parametri di rischio (PD e LGD), con un focus sui prestiti ad imprese e mutui a persone fisiche.
Nello sp ecifico, sono valutati gli effetti di rischio di Transizione e Fisico sul merito creditizio delle imprese, simulando gli impatti dei rischi climatici sui bilanci, nonché le ricadute dei rischi Fisici Acuti sul valore futuro del collateral dei mut ui retail;
– i “risk sensitive” post -model adjustments, volti a rafforzare il provisioning su portafogli selezionati in relazione a potenziali vulnerabilità e credit risk divergences non colti dai modelli applicati, soprattutto nell’attuale contesto congiunturale, spe sso caratterizzato da crisi che colpiscono in modo asimmetrico i singoli microsettori.
Il framework descritto è applicato a livello di Gruppo, fatta eccezione per l’overlay da “rischi climatici” introdotto a dice mbre 2025, non applicato alle Banche della Divisione International Banks.
Gli approcci adottati sono ritenuti adeguati anche nel contesto generatosi con l’avvio del conflitto del Golfo Persico; l’inc ertezza degli scenari previsionali derivante da rischi geopolitici è il razionale sottostante l’aggiustamento “scenari estremi”, me ntre
Note illustrative – Il presidio dei rischi
178 nell’ambito degli aggiustamenti “risk sensitive” sono contemplati - ai fini delle vulnerabilità settoriali - i rischi emergenti quali il costo dell’energia e l’interruzione delle catene di fornitura.
Al 30 giugno 2026 nei fondi rettificativi delle esposizioni performing, riferite sia a esposizioni per cassa che di firma, in sistono aggiustamenti manageriali per 0,9 miliardi, sostanzialmente invariati rispetto a dicembre 2025. In tale dato non sono compresi gli accantonamenti integrativi operati su esposizioni verso controparti russe e ucraine, relative alle posizioni cross -border e a quelle di Banca Intesa Russia e di Pravex.
Analisi di sensitività della ECL L’ECL, determinata nella logica del principio IFRS 9, è stata oggetto di analisi di sensitività al fine di analizzarne la var iabilità relativamente ai singoli scenari alternativi nel rispetto delle raccomandazioni di ESMA.
Tale analisi è stata condotta sul portafoglio crediti in bonis (Stage 1 e Stage 2) e relativamente al perimetro rappresentati vo del Gruppo (include Banche e società del perimetro Italia e Intesa Sanpaolo Lux che rappresentano circa il 90% dell’esposizione complessiva del Gruppo).
Si ricorda che la metodologia di stima dell’ECL adottata dal Gruppo per il condizionamento macroeconomico di PD e LGD prevede l’utilizzo di uno scenario base (“Most Likely”) poi corretto con un Add -On calcolato in funzione della distanza tra scenario centr ale e scenari migliorativo/peggiorativo. Questi ultimi vengono in buona parte determinati a partire dalla selezione delle ipotesi più ottimistiche/pessimistiche delle variabili macroeconomiche di Consensus Economics, pertanto essi accolgono previsioni atte se.
L’analisi di sensitivity è la differenza tra la ECL determinata assumendo come ipotesi di riferimento quelle proprie dei sing oli scenari alternativi (rispettivamente migliorativo e peggiorativo) e la ECL derivante dal modello sopra richiamato, che includ e quindi già le previsioni alternative fattorizzate attraverso la distanza delle stesse dallo scenario base.
Sulla base di quanto premesso e del fatto che la distanza degli scenari peggiorativo e migliorativo rispetto allo scenario ba se è contenuta, seppur in aumento rispetto a dicembre, l’applicazione dello scenario peggiorativo comporterebbe lo scivolamento in Stage 2 di 1,4 miliardi di esposizione, un incremento dell’ECL di circa 48,7 milioni e una leggera crescita dell’indice di co pertura.
La sensitivity del portafoglio allo scenario migliorativo vedrebbe invece una diminuzione di 24,1 milioni della ECL, con r ientro in Stage 1 di 0,4 miliardi di esposizione. L’indice di copertura delle esposizioni in bonis rimarrebbe sostanzialmente invariat o.
Si evidenzia che il Gruppo, al fine di tener conto della maggiore incertezza che caratterizza gli scenari previsionali, ha in cluso nella ECL dei crediti performing rilevata a partire dal Bilancio 2023 un aggiustamento (richiamato nel precedente paragrafo e più dettagliatamente descritto nella Parte E, Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale - 1.1 Rischio di credito, della Nota integrativa al Bilancio consolidato 2024) teso a cogliere tali elementi di incertezza attraverso la considerazione di ipotesi di scenari alternativi più estremi che incorporano ipotesi di deviazioni significative rispetto alle aspettative di evoluzione d el quadro macroeconomico. L’aggiustamento relativo agli scenari alternativi estremi, che ha determinato un aumento dell’ECL dei crediti in bonis di circa 202 milioni, non è incorporato nell’esercizio di sensitivity sopra descritto. L’ulteriore intervento di agg iustamento manageriale dell’esito dei modelli, richiamato nel paragrafo precedente, ha la finalità di cogliere vulnerabili tà che colpiscono in modo asimmetrico i singoli settori economici, non intercettate dai modelli in uso e, pertanto, non direttamente collegabili a lle componenti forward -looking oggetto di analisi di sensitivity.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
179 Rischio di controparte
Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito, relativo ai contratti derivati (OTC – Over The Counter ed ETD – Exchange -Trade -Derivatives) e SFT (Securities Financing Transactions) che si riferisce all’eventuale insolvenza d ella controparte prima della scadenza di un contratto avente valore di mercato positivo.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta tecniche di mitigazione del rischio di controparte tramite accordi bilaterali di netting che consentono, nel caso di default della controparte, la compensazione delle posizioni creditorie e debitorie. Questo avviene tramite la sottoscrizione di accordi di tipo ISDA – International Swaps and Derivatives Association, per derivati OTC, che permettono, nel rispetto della normativa di vigilanza, anche la riduzione degli assorbimenti di capitale regolamentare. Inolt re, la Banca po ne in essere, ove possibile, accordi di marginazione, solitamente con frequenza giornaliera, per la copertura dell’operatività in derivati bilaterali OTC (CSA – Credit Support Annex) e SFT (GMRA – Global Master Repurchase Agreement e GMSLA – General Market Securities Lending Agreement). Anche l’operatività in ETD è soggetta a marginazione giornaliera, secondo le regole dei mercati di riferimento.
Ai fini segnaletici, Intesa Sanpaolo ha ottenuto l’autorizzazione all’utilizzo della metodologia dei modelli interni per il c alcolo del requisito a fronte di rischio di controparte per derivati (OTC ed ETD) e SFT.
Tali metodologie avanzate di misurazione dei rischi vengono utilizzate anche a livello gestionale per assicurare il cosiddett o “use test”: IMI CIB Risk Management provvede infatti giornalmente al calcolo, alla validazione e all’invio delle metriche ai sistemi di monitoraggio creditizio, ai fini della misurazione degli utilizzi delle linee di credito per derivati e SFT. Le altre banc he del Gruppo, che presentano operatività che comporta requisito per rischio di controparte residuale rispetto a Capogruppo, ap plicano comunque a livello gestionale le metriche avanzate in modalità semplificata.
Ai fini di assicurare lo “use test” del modello, il Gruppo ha implementato i processi richiesti nell’ambito della normativa d i “Basilea 3”. In particolare, vengono effettuate prove di stress al fine di misurare gli impatti sulle misure di rischio in presen za di condizioni di mercato estreme. Vengono anche condotte analisi di backtesting per accertare la robustezza del modello.
Inoltre, a completamento del processo di analisi di rischio, sono stati attivati i seguenti processi aziendali:
– definizione e calcolo periodico di prove di stress su scenari di mercato e scenari congiunti mercato/credito sulle misure di rischio di controparte;
– definizione e analisi periodica del rischio di correlazione sfavorevole (Wrong Way Risk), ovvero del rischio di una correlazione positiva tra l’esposizione futura nei confronti di una controparte e la sua probabilità di default;
– definizione e monitoraggio di limiti gestionali;
– contribuzione delle misure di rischio di inflows/outflows di collaterale, calcolate tramite il modello interno sul rischio di controparte, per le operazioni in derivati OTC e SFT marginate;
– reporting periodico al management delle misure calcolate a modello interno di esposizione, requisito di capitale, livello di utilizzo dei limiti gestionali, risultati delle prove di stress e delle analisi di rischio di correlazione sfavorevole;
– definizione e calcolo periodico di analisi di backtesting per monitorare nel tempo le performance predittive del modello rispetto ai movimenti dei fattori di rischio sottostanti le transazioni in portafoglio.
Rispetto al 31 dicembre 2025 non si segnalano variazioni nell’ambito di applicazione del modello.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
180 RISCHI DI MERCATO
PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE
Aspetti Generali
I requisiti normativi del portafoglio di negoziazione sono definiti all’interno del Regolamento UE n. 876/2019 (CRR2 - Parte Tre, Titolo I, Capo 3 rispettivamente agli articoli 102, 103, 104). Difatti il combinato disposto di tali articoli delinea l’insie me dei requisiti minimi necessari all’identificazione delle strategie di trading, alla misurazione e al controllo dei rischi ad esse connessi.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo, al fine di recepire quanto dettato dalla normativa di riferimento, si è dotato di una policy inter na che individua il trading book sulla base:
– della valutazione al Fair Value Through Profit and Loss degli strumenti detenuti per la negoziazione;
– delle strategie definite;
– dei risk taking centre identificati;
– del monitoraggio, della limitazione e della gestione dei rischi definiti in coerenza con quanto previsto dalla normativa inte rna in termini di market risk.
In particolare, gli asset classificati nel trading book regolamentare coincidono – salvo specifiche eccezioni – con le attività finanziarie detenute per la negoziazione (Circolare n. 262 della Banca dʼItalia). Tale associazione deriva dall’insieme delle strategie, dei poteri, dei limiti e dei controlli che alimentano e garantiscono la contiguità e la coerenza tra i portafogli co ntabili e prudenziali.
Nell’ambito dei rischi connessi all’attività di trading, ovvero i rischi di mercato che derivano dall’effetto che le variazio ni nelle variabili di mercato possano generare sulle diverse poste patrimoniali del Gruppo, quest’ultimi sono quantificati gestiona lmente attraverso analisi giornaliere e di periodo con l’obiettivo di determinare la vulnerabilità del portafoglio di negoziazione d el Gruppo Intesa Sanpaolo. Di seguito è disponibile l’elenco dei principali risk factors a cui il portafoglio di negoziazion e del Gruppo è
esposto:
– il rischio di tasso generico (incluso il rischio di tasso di inflazione);
– il rischio di tasso specifico (variabilità di spread creditizio a fronte dell’operatività in credit derivatives, titoli obbli gazionari e
loan);
– il rischio azionario generico;
– il rischio azionario specifico;
– il rischio incrementale di migrazione e default (Incremental Risk Charge);
– il rischio di cambio;
– il rischio di volatilità implicita su strumenti opzionali;
– il rischio dei fattori illiquidi (correlazione, dividendi, ABS, loans OtS, hedge fund);
– il rischio di posizione per le quote di OICR;
– il rischio di posizioni in merci.
Per taluni dei fattori di rischio sopra citati e inclusi nelle rilevazioni di VaR (Value at Risk) gestionale, l’Autorità di V igilanza ha validato i modelli interni per la segnalazione degli assorbimenti patrimoniali di Intesa Sanpaolo. In particolare, nell ’ambito dei rischi di mercato, i profili di rischio validati sono: (i) generico e specifico su titoli di debito e su titoli di capitale; (ii) rischio di posizione su quote di OICR con liquidità giornaliera; (iii) rischio di posizione in merci.
Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio L’allocazione di capitale per l’operatività di trading è fissata dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, mediante l’attribuzione di limiti operativi in termini di VaR alle varie unità del Gruppo.
La struttura dei limiti riflette il livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree di business in coerenza con gli orientamenti gestionali e strategici definiti dai vertici aziendali. L’attribuzione e il controllo dei limiti ai vari livelli gerarchici comporta l’assegnazione di poteri delegati ai differenti responsabili delle aree di business, volti al raggiungimento del mig liore trade -off tra un ambiente di rischio controllato e le esigenze di flessibilità operativa. Il concr eto funzionamento del sistema dei limiti e dei poteri delegati si fonda sui seguenti concetti: base di gerarchia e interazione.
L’applicazione di tali principi ha condotto alla definizione di una struttura di limiti nella quale assume particolare rileva nza la distinzione tra limiti di primo livello e limiti di secondo livello:
– limiti di primo livello (VaR): il limite complessivo di Gruppo nonché quelli della Divisione IMI C&IB e dell’Area Group Treasury & Capital Management sono inclusi nel Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo. Contestualmente sono definiti dal Consiglio di Amministrazione di Capogruppo a nche limiti operativi in termini di VaR per altre società del Gruppo che detengono portafogli di negoziazione minori la cui rischiosità è marginale. Tali limiti vengono, successivamente alla loro approvazione, declinati sui desk delle singole legal entity, sentite anche le proposte delle Business Unit. L’andamento dell’assorbimento di tali limiti e la relativa analisi di congruità sono oggetto di periodica analisi da parte del Comitato R ischi Finanziari di Gruppo (CRFG) e del Consiglio di Amministrazione ne ll’ambito del Tableau de Bord dei rischi di Gruppo;
– limiti di secondo livello (sensitivity e greche): hanno l’obiettivo di controllare l’operatività dei differenti desk sulla base di misure differenziate in funzione della specificità degli strumenti trattati e delle strategie operative, quali le sensitiv ity, le greche e le esposizioni equivalenti;
– altri limiti rilevanti: hanno l’obiettivo di presidiare particolare operatività (a titolo di esempio: limiti di massima esposizione negativa della riserva di valutazione, limiti di plafond per operatività a rischio emittente).
Taluni dei suddetti limiti possono essere trattati nell’ambito del RAF.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
181 Si rileva che la Capogruppo rappresenta la quota prevalente dei rischi di mercato del Gruppo, mentre alcune altre società controllate detengono portafogli di negoziazione minori la cui rischiosità è marginale (inferiore al 10% circa dei rischi ges tionali complessivi del Gruppo): in particolare, i fattori di rischio dei portafogli di negoziazione delle partecipate estere sono tit oli governativi locali, posizioni su tassi di interesse e tassi di cambio riferiti a pay -off di natura lineare.
Di seguito viene data una maggiore rappresentazione delle metriche market risk oggetto di monitoraggio nella struttura dei limiti.
VaR gestionale
Definizione: il Value at Risk è una stima monetaria del rischio basata su tecniche statistiche in grado di sintetizzare la massima perdita probabile, con un certo livello di confidenza, che una posizione finanziaria o un portafoglio possono subire in un determinato pe riodo di tempo (c.d. Holding Period) a fronte di variazioni dei fattori di rischio sottostanti i modelli di valutazione causate da dinamiche di mercato.
Metodo: i modelli matematici e statistici che permettono di calcolare il VaR possono essere suddivisi in due macro -categorie:
approcci parametrici (varianza/covarianza) e approcci che si basano su tecniche di simulazione, quale il sistema in uso press o Intesa San paolo.
L’approccio utilizzato in Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
− modello di simulazione storica tramite piattaforma Mark to Future;
− intervallo di confidenza pari al 99° percentile;
− periodo di smobilizzo considerato pari a 1 giorno;
− full revaluation delle posizioni in essere.
Gli scenari di simulazione storica sono calcolati internamente su serie storiche dei fattori di rischio di 1 anno (250 rileva zioni).
Ai fini gestionali a ciascuno scenario viene assegnata una probabilità di realizzo non uguale ma che decresce esponenzialme nte in funzione del tempo, al fine di privilegiare il contenuto informativo dei dati più recenti. Ai fini regolamentari, per il c alcolo del requisito di capitale, gli scenari sono equipesati.
Si rileva che nel primo trimestre 2026, il Consiglio di Amministrazione, in occasione dell’ordinario aggiornamento annuale de l framework gestionale dei rischi di mercato (nell’ambito del Risk Appetite Framework di Gruppo 2026), ha confermato la definizione di un limite specifico riferito alle attività di trading, all’interno di un limite complessivamente riferito alle attività di trading e al business model Hold To Collect and Sell (HTCS).
Sensitivity e greche Definizione: la sensitivity misura il rischio riconducibile alla variazione del valore teorico di una posizione finanziaria al mutare di una quantità definita dei fattori di rischio ad essa connessi. Sintetizza quindi:
− l’ampiezza e la direzione della variazione sotto forma di moltiplicatori o di variazioni monetarie del valore teorico;
− senza assunzioni esplicite sull’orizzonte temporale;
− senza assunzioni esplicite di correlazione tra i fattori di rischio.
Metodo: l’indicatore di sensitivity può essere costruito impiegando le seguenti tecniche:
− calcolo delle derivate prime e seconde delle formule di valutazione;
− calcolo della differenza tra il valore iniziale e quello ottenuto applicando shock unidirezionali e indipendenti ai fattori d i rischio (delta, gamma, vega, CR01, PV01).
Le misure di sensitività consentono di rendere più accurata la profilatura dei rischi, soprattutto in presenza di componenti opzionali. Esse misurano il rischio riconducibile alla variazione del valore di una posizione finanziaria al mutare di una qu antità predefinita dei parametri di valutazione quali, ad esempio, ipotesi di rialzo dei tassi di interesse di un punto base.
Misure di livello Definizione: le misure di livello, utilizzate anche sotto forma di ratio, sono indicatori a supporto delle metriche di rischio sintetiche che si fondano sull’assunzione che esista una relazione diretta tra l’entità di una posizione finanziaria e il profilo di ris chio. In particolare, le misure di livello permettono di monitorare la natura delle esposizioni verso determinati emittenti o gruppi economici.
I principali indicatori rappresentativi di misure di livello sono la posizione nominale (o equivalente) e le metriche di dura ta media;
fanno parte di indicatori di livello anche le misure di Massima Esposizione Negativa della Riserva di Valutazione caratte rizzanti il business Model HTCS.
Metodo: la determinazione della posizione nominale (o equivalente) avviene attraverso l’individuazione:
− del valore nozionale;
− del valore di mercato;
− della conversione della posizione di uno o più strumenti a quella di uno considerato benchmark (c.d. posizione equivalente);
− della FX Exposure.
Nella determinazione della posizione equivalente il rischio è definito dal valore delle differenti attività, convertite in un a posizione aggregata che sia “equivalente” in termini di sensibilità alla variazione dei fattori di rischio indagati.
In Intesa Sanpaolo l’approccio è caratterizzato da un esteso ricorso a plafond in termini di MtM, in quanto rappresentativi d el valore degli asset iscritti a bilancio.
Stress test
Definizione: le prove di stress sono effettuate periodicamente al fine di evidenziare e monitorare la potenziale vulnerabilità dei portafogli di trading al verificarsi di eventi estremi oltre che rari, non pienamente colti dai modelli di VaR.
Metodo: gli stress test in ambito gestionale vengono applicati periodicamente alle esposizioni a rischio di mercato, tipicamente
adottando:
− analisi di sensitivity, che misura l’impatto potenziale sulle principali metriche di rischio determinato dalla variazione di un unico fattore di rischio o di semplici fattori multirischio;
– analisi di scenario, che misura l’impatto potenziale sulle principali metriche di rischio di un certo scenario che considera più fattori di rischio.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
182 Stressed VaR Definizione: la metrica di Stressed VaR è basata sulle medesime tecniche di misurazione del VaR. Rispetto a queste ultime, viene calcolata applicando condizioni di stress di mercato registrate in un periodo storico ininterrotto di 12 mesi.
Metodo: l’individuazione di tale periodo è stata effettuata considerando le linee guida seguenti:
− il periodo deve costituire uno di stress per il portafoglio;
− il periodo deve incidere significativamente sui principali fattori di rischio del portafoglio di Intesa Sanpaolo;
− il periodo deve permettere di utilizzare, per tutti i fattori di rischio in portafoglio, serie storiche reali.
Coerentemente con l’approccio di simulazione storica utilizzato per il calcolo del VaR, quest’ultimo punto è una condizione discriminante nella selezione dell’orizzonte temporale. Infatti, al fine di garantire l’effettiva consistenza dello scenario adottat o ed evitare l’utilizzo di fattori driver o comparable, il periodo storico deve garantire l’effettiva disponibilità dei dati di mercato.
Alla data di redazione della Relazione Semestrale al 30 giugno 2026, il periodo utile per la rilevazione dello Stressed VaR p er Intesa Sanpaolo è tra il 3 ottobre 2011 e il 20 settembre 2012.
Ai fini gestionali la metrica di Stressed VaR viene calcolata sull’intero perimetro dei portafogli valutati al Fair Value del Gruppo (Trading e FVOCI nell’ambito del perimetro bancario) e la frequenza minima di revisione del periodo stressato è almeno annu ale, contestualmente all’ordinario aggiornamento annuale del framework gestionale dei rischi di mercato (Risk Appetite Framework).
Incremental Risk Charge (IRC) Definizione: l’Incremental Risk Charge (IRC) è la massima perdita potenziale del portafoglio di credit trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%. Tale misur a, aggiuntiva rispetto al VaR, è applicata all’intero portafoglio di negoziazione di Intesa Sanpaolo (come per le altre metriche regolamentari non è prevista l’applicazione a livello di sottoportafoglio).
L’IRC consente la corretta rappresentazione del rischio specifico su titoli di debito e derivati di credito poiché coglie, ol tre al rischio idiosincratico, anche i rischi di evento e di default.
La misura si applica a tutti i prodotti finanziari sensibili agli spread creditizi inclusi nel portafoglio di trading ad ecce zione delle cartolarizzazioni.
Metodo: la simulazione è basata su un Modified Merton Model. Le probabilità di transizione e default sono quelle osservate tramite le matrici storiche delle principali agenzie di rating, con l'applicazione di un valore minimo di probabilità di defa ult maggiore o uguale a 0,01%. L’asset correlation viene inferita a partire dall’equity correlation degli emittenti. Il modello è basato sull’ipotesi di constant position con un holding period di un anno.
Un programma regolare di stress viene applicato ai principali parametri del modello (correlazione, matrici di transizione e d efault e spread creditizi).
VaR gestionale giornaliero di trading Si riporta di seguito una rappresentazione del VaR gestionale giornaliero del solo portafoglio di trading, fornendo inoltre evidenza dell’esposizione complessiva dei principali risk taking center.
(milioni di euro)
2026 2025
2° trimestre
medio 2° trimestre minimo 2° trimestre massimo 1° trimestre medio 4° trimestre medio 3° trimestre medio 2° trimestre medio 1° trimestre
medio
Totale Group Trading Book (a) 24,3 19,1 28,1 20,5 22,7 29,6 32,8 26,8 di cui: Group Treasury & Capital Management 5,4 4,5 6,4 3,8 5,8 4,5 6,1 11,8 di cui: Divisione IMI C&IB 19,2 13,7 23,2 16,9 18,3 21,9 20,6 15,0 La tabella riporta la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica trimestrale rispettiva mente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle controllate in perimetro), di Group Treasury & Capital Management e della Divisio ne IMI C&IB; i valori calcolati sul perimetro di Gruppo (media, minimo e massimo) non corrispondono alla somma dei valori individuali di colonna poiché ricalcolati sulla serie storica aggregata inclusiva anche delle controllate in perimetro.
(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale di Group Treasury & Capital Management, della Divisione IMI C&IB (pe rimetro Trading Book) e delle controllate in perimetro.
Nel corso del secondo trimestre 2026, come evidenziato dalla tabella precedente, rispetto alle medie del primo trimestre 2026 si rileva un marginale aumento dei rischi gestionali di trading che passano da 20,5 milioni (valore medio del primo trimestre 2026 ) a 24,3 milioni (valore medio del secondo trimestre 2026). L'aumento della volatilità osservato a partire da marzo 2026 a seguito dello scoppio del conflitto in Medio Oriente si è riflesso nella finestra storica utilizzata per il calcolo del VaR d urante tutto il secondo trimestre 2026.
Rispetto al primo semestre 2025, come riportato nella tabella seguente, la media del primo semestre 2026 evidenzia una riduzione dei rischi gestionali di trading per circa -7 milioni riconducibile all'uscita dalla distribuzione degli scenari di aprile 2025 (caratterizzati da elevata volatilità in seguito all'introduzione delle tariffe reciproche da parte dell'amministrazione Trum p) nonché a minor esposizione verso il fattore di rischio tasso d’interesse.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
183 (milioni di euro)
2026 2025
1° semestre
medio 1° semestre minimo 1° semestre massimo 1° semestre medio 1° semestre minimo 1° semestre
massimo
Totale Group Trading Book (a) 22,4 16,1 33,8 29,8 19,6 42,6 di cui: Group Treasury & Capital Management 4,6 2,8 7,3 9,0 4,2 12,8 di cui: Divisione IMI C&IB 18,0 13,7 26,5 17,8 11,4 36,9 La tabella riporta la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica dei primi sei mesi del l'anno rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle controllate in perimetro), di Group Treasury & Capital Managemen t e della Divisione IMI C&IB; i valori calcolati sul perimetro di Gruppo (media, minimo e massimo) non corrispondono alla somma dei valori individuali di colonna poiché ricalcolati sulla serie storica aggregata inclusiva anche d elle controllate in perimetr o.
(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale di Group Treasury & Capital Management, della Divisione IMI C&IB (pe rimetro Trading Book) e delle controllate in perimetro.
Inoltre, come evidenziato nel grafico sotto riportato, si conferma quale contributo principale alla dinamica del VaR di Tradi ng l’operatività condotta dalla Divisione IMI C&IB.
Contributo dei fattori di rischio al VaR gestionale complessivo (a)
2° trimestre 2026 Azioni Tassi Credit spread Cambi Altri
parametri Merci
Group Treasury & Capital Management 0% 49% 2% 49% 0% 0% Divisione IMI C&IB 13% 37% 33% 3% 6% 8% Totale Gruppo 11% 37% 30% 10% 5% 7% La tabella riporta il contributo dei fattori di rischio fatto 100% il capitale a rischio complessivo, distinguendo tra Group Treasury & Capital Management e Divisione IMI C&IB, nonché fornendo la distribuzione del dato complessivo di Gruppo (inclusivo dell e controllate in perimetro), calcolato come media delle stime giornaliere del secondo trimestre 2026.
Analizzando la composizione del profilo di rischio del Gruppo per il portafoglio di Trading, nel secondo trimestre 2026 si os serva la tendenziale prevalenza del rischio tasso di interesse e credit spread, rispettivamente pari al 37% e al 30% del VaR gestio nale complessivo di Gruppo. Con riferimento invece ai singoli “risk taking center”, si osserva la prevalenza del rischio tasso di interesse e di cambio per Group Treasury & Capital Management (entrambi pari al 49%) e del fattore di rischio tasso di intere sse e credit spread per la Divisione IMI C&IB (rispettivamente pari al 37% e 33%).
Note illustrative – Il presidio dei rischi
184 Il controllo dei rischi relativamente all’attività del Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale anche di analisi di scenario e prove di stress.
A fine giugno, gli impatti di selezionati scenari relativi all’evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio, prezzi delle materie prime e inflazione sono così sintetizzati nella tabella che segue.
(milioni di euro)
EQUITY TASSI
D'INTERESSE CREDIT SPREAD CAMBI MATERIE PRIME INFLAZIONE
Crash Bullish +40pb lower rate -25pb +25pb -5% +5% Crash Bullish Up Down
Totale Trading
Book 58 8 -78 57 -49 50 11 42 -3 3 2 -2
In particolare:
- per le posizioni su tassi di interesse si verificherebbero potenziali perdite per 78 milioni in caso di rialzo dei tassi di i nteresse di 40 punti base;
- per le posizioni su credit spread un restringimento di 25 punti base degli spread creditizi comporterebbe una perdita complessiva di 49 milioni;
- per le posizioni in materie prime si verificherebbero potenziali perdite per 3 milioni in caso di ribasso del prezzo delle materie prime diverse dai metalli preziosi;
- infine, per le posizioni indicizzate all’inflazione si verificherebbe una potenziale perdita da 2 milioni in caso di riduzion e dell'inflazione.
In relazione all’utilizzo del limite complessivo riferito alle attività di trading e al business model Hold To Collect and Se ll (HTCS) si rileva nel corso del secondo trimestre 2026 un aumento del VaR gestionale di mercato da 149 milioni (primo trimestre 2026 VaR gestionale medio) a 211 milioni (secondo trimestre 2026 VaR gestionale medio). La media del primo semestre 2026 si attesta a 179,8 milioni, in lieve aumento rispetto al VaR gestionale medio del primo semestre 2025, pari a 174,9 milioni.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
185 Backtesting
L’efficacia del modello di calcolo del VaR deve essere monitorata giornalmente per mezzo di analisi di backtesting che, relativamente al perimetro regolamentare, consentono di confrontare:
– le stime giornaliere del valore a rischio;
– le rilevazioni giornaliere di profitti/perdite di backtesting per la cui determinazione si utilizzano le evidenze gestionali giornaliere del profit and loss effettivo conseguito dai singoli desk, depurato delle componenti che non sono pertinenti alle verifiche di backtesting: tra queste rientrano a titolo di esempio fees e costi finanziari di gestione delle posizioni che vengono regolarmente rendicontati in ambito gestionale.
Il backtesting consente di verificare la capacità del modello di cogliere correttamente, da un punto di vista statistico, la variabilità nella valutazione giornaliera delle posizioni di trading, coprendo un periodo di osservazione di un anno (circa 250 sti me).
Eventuali criticità relative all’adeguatezza del modello interno sono rappresentate da situazioni in cui le rilevazioni giorn aliere dei profitti/perdite di backtesting evidenzino sull’anno di osservazione più di quattro rilevazioni in cui la perdita g iornaliera è superiore alla stima del valore a rischio. La normativa vigente richiede che i test retrospettivi siano effettuati consideran do sia la serie di P&L effettivi che quelli ipotetici.
Nel corso degli ultimi dodici mesi non si registrano eccezioni di backtesting57 per la misura di VaR regolamentare per Intesa Sanpaolo.
57 Nelle ultime 250 osservazioni la Banca non ha registrato eccezioni di P&L Effettivo e/o di P&L Ipotetico. Per il conteggio co mplessivo, come da normativa di riferimento, si conta il massimo tra le eccezioni di P&L Effettivo e le eccezioni di P&L Ipotetico.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
186 PORTAFOGLIO BANCARIO
Informazioni di natura qualitativa
Il “banking book” è definito come il portafoglio commerciale costituito dall'insieme degli elementi di bilancio e fuori bilan cio che fanno parte dell’attività di intermediazione creditizia svolta dal Gruppo Intesa Sanpaolo. Il rischio di tasso di interesse del banking book (di seguito “rischio tasso” o IRRBB) si riferisce pertanto al rischio attuale e prospettico di variazioni del va lore economico e del margine di interesse del portafoglio bancario del Gruppo a seguito di variazioni avverse dei tassi di int eresse, che si riflettono sia sul valore economico che sul margine di interesse .
Rientrano nel portafoglio bancario anche gli investimenti azionari in società quotate non consolidate integralmente, detenuti prevalentemente dalla Capogruppo.
Il sistema interno di misurazione del rischio di tasso di interesse valuta e descrive l'effetto delle variazioni dei tassi di interesse sul valore economico e sul margine d’interesse e individua tutte le fonti significative di rischio che influenzano il ba nking book:
– rischio di revisione del tasso (repricing / gap risk), ovvero il rischio legato agli sfasamenti temporali nelle scadenze (per le posizioni a tasso fisso) e nella data di revisione del tasso (per le posizioni a tasso variabile) delle attività, passività e poste fuori bilancio che emerge da movimenti paralleli della curva dei rendimenti;
– rischio di curva dei rendimenti (yield curve risk), ovvero il rischio di revisione del tasso legato ai mutamenti nell’inclina zione e conformazione della curva dei rendimenti;
– rischio di base (basis risk), ovvero il rischio legato all’imperfetta correlazione nell’aggiustamento dei tassi attivi e pass ivi su strumenti diversi, ma con caratteristiche di revisione del prezzo altrimenti analoghe. Al variare dei tassi di interesse, qu este differenze possono determinare cambiamenti imprevisti nei flussi finanziari e nei differenziali di rendimento fra attività, passività e posizioni fuori bilancio aventi scadenze o frequenze di revisione del tasso analoghe;
– rischio di opzione (optionality risk), ovvero il rischio legato alla presenza di opzioni, automatiche o comportamentali, nell e attività, passività e strumenti fuori bilancio del Gruppo.
La rilevanza di ciascuna delle suddette fonti di rischio è oggetto di valutazione nell'ambito di un processo di risk identifi cation, condotto con cadenza almeno annuale, che ne classifica la materialità sulla base di soglie predefinite.
Il sistema di misurazione vigente in Intesa Sanpaolo consente inoltre di esaminare il profilo di rischio sulla base di due prospettive, distinte ma complementari:
– prospettiva del valore economico (EVE – Economic Value of Equity), che considera l’impatto delle variazioni dei tassi d’interesse e delle connesse volatilità sul valore attuale di tutti i flussi futuri di cassa;
– prospettiva del margine di interesse (NII – Net Interest Income), rivolta all’analisi dell’impatto che le variazioni dei tassi d’interesse e delle connesse volatilità generano sul margine d’interesse.
La prospettiva del valore economico si basa sulla valutazione degli effetti di medio -lungo periodo indotti dalla variazione dei tassi rispetto ad una valutazione di breve periodo fornita dalla prospettiva del margine di interesse.
Il rischio di tasso è presidiato attraverso la fissazione di limiti applicati ad entrambe le prospettive, che si distinguono in:
– limiti consolidati sia in termini di variazione dell’EVE (sensitivity del valore economico o ΔEVE) sia di sensitivity del margine (ΔNII)58, definiti in sede di Risk Appetite Framework, approvati dal Consiglio di Amministrazione e in limiti gestionali, approvati dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo . Ai suddetti limiti di EVE ed NII sensitivity di Gruppo si affiancano early warning che consentono di monitorare la sensitivity del Valore Economico in caso di torsioni della curva, e la sensitivity del margine su orizzonti pluriennali ;
– limiti individuali di sensitivity del valore economico e di sensitivity del margine di interesse, che rientrano nel processo di “cascading” del limite RAF di Gruppo, e sono proposti, previa condivisione con le strutture operative, dal Market & Financial Risk Management e approvati dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo.
Tali limiti tengono conto delle caratteristiche dei portafogli delle Banche/Divisioni, con particolare riferimento ai volumi intermediati, alle durate medie, alla tipologia di strumenti negoziati ed alla missione strategica della Società all’interno del Gruppo.
Il Market & Financial Risk Management procede alla verifica mensile che i limiti e l’”early warning” approvati nel Risk Appetite Framework (RAF) siano rispettati a livello consolidato e individuale. Inoltre, il Gruppo si è dotato di uno specifico documen to di policy interna del rischio di tass o e del rischio di spread creditizio (Linee Guida IRRBB & CSRBB), soggetto ad approvazione del Consiglio di Amministrazione, che disciplina l’intero framework di gestione del rischio di tasso e di spread creditizio d el Gruppo ed in particolare gli aspetti di governance, le metodologie in uso e la definizione degli scenari.
Nell’ambito delle Linee Guida IRRBB & CSRBB sono definite le metodologie di misurazione dei rischi finanziari generati dal
portafoglio bancario:
– Sensitivity del valore economico (ΔEVE);
– Sensitivity del margine di interesse (ΔNII);
– Value at Risk (VaR);
– Credit Spread Risk del Banking Book (CSRBB).
Le suddette misure sono disponibili con riferimento a ciascuna valuta rilevante del portafoglio di banking book.
La sensitivity del valore economico (o sensitivity del fair value) misura la variazione del valore economico del banking book ed è calcolata a livello di singolo cash flow per ciascuno strumento finanziario, sulla base di diversi shock istantanei di t asso e sulla base di simulazioni storiche di stress volte ad identificare i casi di worst e best case . Essa riflette le variazioni del valore attuale dei flussi di cassa delle posizioni già in bilancio per tutta la durata residua fino a scadenza (run -off balance sheet). I flussi di cassa utilizzati per determinare il present value sono sviluppati al tasso risk-free (Euribor/Libor) e attualizzati con le curve di sconto risk -free.
58 La dimensione degli shock utilizzati per la definizione dei limiti è rivalutata con frequenza annuale nell’ambito del process o di calibrazione degli shock.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
187 La misura è declinata in funzione delle diverse fonti di rischio oggetto di presidio:
– con riferimento al repricing / gap risk, allo yield curve risk e all’option risk, ai fini del controllo dell'esposizione e de l monitoraggio dei limiti, il calcolo avviene sommando algebricamente l'equivalente in Euro delle sensitivity delle posizioni nelle diverse valute applicando uno shock parallelo di +100 punti base alle curve dei tassi nelle diverse divise. In modo analogo avviene il calcolo per gli shock non -paralleli ai fini del controllo dell'esposizione e del monitoraggio dell'"early warning". La s ensitivity delle valute rilevanti viene poi corretta, con una tecnica gestionale di "currency aggregation", per tenere in considerazione l'imperfetta correlazione con i tassi della divisa principale (EUR);
– con riferimento al basis risk, la sensitivity misura l'impatto sul valore economico derivante dalla variazione nella differen za (i.e. base) tra gli indici di mercato a cui sono indicizzate le posizioni scadenzate del Banking Book. Ai fini della metodolo gia interna applicata, sono valutate le posizioni espresse in EUR e USD, valute rilevanti per il Gruppo, e le basi sono calcolate per differenza rispetto a un parametro O/N per ciascuna divisa, eletto come "parametro risk free" (€STR per EUR, SOFR per USD). P er la definizione dei limiti operativi si definiscono shock di Widening e Tightening delle basi, calibrati con una metodologia di simulazione storica.
La sensitivity del margine di interesse concentra l’analisi sull’impatto che cambiamenti dei tassi di interesse possono produrre sull’abilità del Gruppo di generare un livello stabile di utile. La componente degli utili oggetto di misurazione è rappresen tata dalla differenza tra i margini di in teresse prodotti dalle attività fruttifere e dalle passività onerose, includendo anche i risultati dell’attività di copertura mediante ricorso a derivati. L’orizzonte temporale di riferimento è comunemente limitato al breve -medio termine (da 1 a 3 anni) e l’impatto è valutato nell’ipotesi di continuità aziendale (approccio “going concern”). La variazione del margine di interesse viene stimata sia in condizioni di scenari attesi sia in ipotesi di shock dei tassi di interesse e scena ri di stress. Ulteriori ipotesi vengono anche adottate relativamente a comportamenti dei clienti (differenziate i n funzione degli scenari dei tassi) e del mercato e alla risposta del management del Gruppo/Banca ai cambiamenti economici. La proiezione del margine e la relativa sensitivity a variazioni dei fattori di mercato richiedono pertanto di definire una serie di ipotesi di modellizzazione per lo sviluppo dei volumi e dei tassi (fisso/variabile), l’orizzonte temporale di riferimento, le valute rilevanti, nonché i modelli comportamentali introdotti (prepayment, poste a vista, ecc.) e le ipotesi riguardanti l’evoluzione del portafoglio (bilancio run off, costante o dinamico).
Anche in questo caso, la misura è declinata in funzione delle diverse fonti di rischio oggetto di presidio:
– con riferimento al repricing/gap risk e all’option risk, i limiti di sensitivity del margine sono definiti sulla base di uno shock istantaneo e parallelo dei tassi di +/ -100 punti base, avendo a riferimento un orizzonte temporale di 1 anno e in ipotesi di bilancio costante. Il limite di sensitivity del margine è definito quale limite alla perdita di conto economico e presenta, pertanto, unicamente segno negativo (limite alla riduzione potenziale del margine): l’utilizzo del limite è rappresentato dal la sens itivity che genera una maggiore riduzione del margine nei due scenari di rialzo e ribasso parallelo dei tassi.
L’esposizione totale di sensitivity del margine è data dalla somma algebrica dell’esposizione delle singole valute. Il limite assegnato a ciascun a Società viene definito in coerenza con le strategie e i limiti definiti per la sensitivity del valore
economico;
– con riferimento al basis risk, la sensitivity misura l'impatto sul margine di interesse derivante dalla variazione delle basi tra gli indici di mercato a cui sono indicizzate le posizioni del Banking Book; anche in tal caso, per la definizione dei limiti operativi si applicano gli shock di Widening e Tightening delle basi, calibrati con la metodologia di simulazione storica.
Il Value at Risk (VaR) rappresenta una misura di tipo probabilistico ed esprime la massima perdita potenziale del valore del portafoglio che potrebbe essere subita entro un determinato orizzonte temporale, dato un intervallo statistico di confidenza fissato. Il VaR viene utilizzato anche per consolidare l’esposizione ai rischi finanziari assunti dalle diverse società del Gruppo che svolgono attività di banking book, tenendo in considerazione anche i benefici prodotti dall’effetto diversificazione e da lla correlazione tra i diversi fattori di rischio e le differenti valute. Tale misura viene calcolata e monitorata, per l’intero perimetro, dal Market & Financial Risk Management.
Il CSRBB – Credit Spread Risk del Banking Book, in linea con la definizione data dall’EBA, è il rischio determinato dalle variazioni del differenziale creditizio di mercato e del differenziale di liquidità del mercato, che rappresentano rispettiva mente il premio per il rischio di credito richiesto dagli operatori di mercato per una determinata qualità del credito e il premio di liquidità che stimola la propensione del mercato per gli investimenti, e da altre potenziali caratteristiche degli strumenti a rischio di credito che non sono rilevati dagli altri framework prudenziali esistenti. Il framework CSRBB è stato introdotto come criterio per valutare e monitorare il rischio derivante dalle variazioni del differenziale creditizio di mercato e del differenziale di liquidità d el mercato che hanno un impatto sull’EVE e sull’NII delle attività non di trading della banca.
Il Gruppo si impegna a garantire un adeguato processo di governance del rischio CSRBB volto a preservare il capitale economico aziendale e massimizzare il valore per gli azionisti dalle fluttuazioni degli spread creditizi di mercato.
Il Gruppo, inoltre, presta particolare attenzione alle posizioni di rischio CSRBB derivanti da attività e passività negoziabi li, con particolare attenzione al portafoglio obbligazionario del banking book, poiché rappresenta l'area di rischio con il potenzi ale impatto più grave in uno scenario di stress sugli spread creditizi di mercato.
Nel calcolo delle suddette misure di rischio Intesa Sanpaolo adotta modelli comportamentali di rappresentazione delle poste patrimoniali.
Per i mutui, si fa ricorso a tecniche statistiche per determinare la probabilità di estinzione anticipata (prepayment), al fi ne di ridurre il rischio di coperture in eccesso rispetto alla reale esposizione al rischio di tasso (overhedge) ed al rischio di liquidità (overfunding). La stima dei coefficienti di prepayment per i mutui Retail e per i prestiti al consumo viene effettuata median te la Survival Analysis che esprime il profilo di repricing di ogni singolo mutuo, in funzio ne di variabili macroeconomiche, anagrafiche della controparte e finanziarie.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
188 Per le poste contrattualmente a vista (conti correnti clientela), viene adottato un modello di rappresentazione finanziaria v olto a riflettere le caratteristiche comportamentali di stabilità delle masse e di reattività parziale e ritardata alle variazioni dei tassi di mercato.
Entrambi i modelli sono oggetto di monitoraggio continuo e di ristima periodica per recepire tempestivamente le variazioni de l comportamento e delle caratteristiche della clientela nel tempo intercorse, nonché della normativa regolamentare di riferimen to.
Al fine di misurare la vulnerabilità del Gruppo al manifestarsi di turbolenze di mercato, il sistema di misurazione del risch io di tasso prevede una valutazione degli effetti prodotti sul valore economico e sul margine di interesse da condizioni di tension e del mercato (“scenario analysis”), ovvero improvvise variazioni nel livello generale dei tassi d'interesse, cambiamenti nelle relazioni tra i tassi di mercato fondamentali (rischio di base), nell'inclinazione e forma della curva dei rendimenti (rischi o di curva dei rendimenti), nella liquidità dei principali mercati finanziari o nella volatilità dei tassi di mercato.
Tali analisi sono condotte sottoponendo il portafoglio a diversi scenari di variazione dei tassi:
– scenari regolamentari previsti dal Supervisory Outlier Test (SOT), che stabilisce un “early warning” riferito alle variazioni di valore economico pari al 15% di Tier 1, calcolato in riferimento agli scenari BCBS (Parallel shock up, Parallel shock down, Ste epener shock, Flattener shock, Short rates shock up e Short rates shock down) , e alle variazioni di margine di interesse pari al 5% del Tier 1, calcolato con riferimento ai soli scenari paralleli (Parallel shock up e Parallel shock down );
– shock diversificati per curva di riferimento dei principali fattori di rischio e calcolati come differenza tra i rendimenti d elle curve dei singoli fattori e quelli di una curva relativa al parametro eletto pivot (basis risk);
– scenari di stress in simulazione storica.
Sono, altresì, previsti degli stress test sui modelli comportamentali, in modo da poter verificare gli impatti finanziari di ipotesi alternative, sottostanti ai parametri comportamentali stimati nei modelli. Gli assunti metodologici sottostanti le ipotesi contenute negli scenari di stress sono opportunamente descritti nei documenti metodologici di dettaglio. Inoltre, nell’ambito della simulazione dinamica del margine di interesse, viene adottato un ulteriore modello comportamentale volto a simulare gli effe tti di potenziali rinegoziazioni delle condizioni contrattuali degli attivi di medio -lungo termine. In termini di rischio, le rinegoziazioni modificano la duration del portafoglio dei finanziamenti a medio -lungo termine e comportano una contrazione del mar gine di interesse per effetto della revisione dei tassi/spread contrattuali a condizioni più vantaggiose per i clienti. Per rappresen tare correttamente il fenomeno delle rinegoziazioni in termini di percentuali di mutui rinegoziati nonché di caratteristich e finanziarie degli stessi, sono stati stimati modelli specifici.
Informazioni di natura quantitativa
Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività
Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato mediante la sensitivity del valore economico ha registrato nel corso del primo semestre 2026 un valore medio pari a -2.668 milioni con un valore minimo par i a -2.505 milioni e un valore massimo pari a -2.722 milioni. Il dato di fine giugno è pari a -2.711 milioni, in aumento di -72 milioni rispetto al valore di fine 2025, pari a -2.639 milioni. L’incremento rispetto a fine 2025 origina in prevalenza da acqui sti di titoli HTCS, in linea con la strategia prevista per il 2026.
La sensitivity del margine di interesse si conferma molto contenuta e – nell’ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta alla fine di giugno 2026, rispettivamente a 208 milioni, a -267 milioni e a 407 milioni. Quest’ultimo da to risulta in calo rispetto al valore di fine 2025, pari a 430 milioni, e riflette principalmente il repricing di fine semestre.
Nella tabella e nei grafici sottostanti si fornisce una rappresentazione dell’andamento della sensitivity del valore economico (o sensitivity del fair value) e della sensitivity del margine di interesse.
(milioni di euro) 1° semestre 2026 30.06.2026 31.12.2025 medio minimo massimo Sensitivity del Fair Value +100 pb -2.668 -2.505 -2.722 -2.711 -2.639 Sensitivity del Margine di Interesse -50 pb -290 -267 -326 -267 -269 Sensitivity del Margine di Interesse +50 pb 230 208 278 208 222 Sensitivity del Margine di Interesse +100 pb 451 407 541 407 430
Il rischio espresso in termini di basis risk ha mostrato, nel corso del semestre, esposizioni contenute ed ampiamente entro i limiti assegnati.
Il rischio di tasso di interesse, misurato in termini di VaR, è stato nel corso del primo semestre 2026 mediamente pari a 766 milioni, con un valore massimo pari a 857 milioni, raggiunto nel mese di aprile, ed un valore minimo pari a 593 milioni, registrat o a febbraio 2026. Il dato di fine giugno 2026 risulta pari a 840 milioni, in aumento rispetto al valore di fine dicembre 2025, pari a 681 milioni, a causa dell’aumento dell’esposizione del Banking Book alle variazioni dei tassi d’interesse realiz zata nel corso del semestre.
Il rischio di cambio espresso dagli investimenti partecipativi in divisa estera (banking book) e misurato in termini di VaR, è stato nel corso del primo semestre 2026 mediamente pari a 84 milioni, con un valore massimo pari a 114 milioni, raggiunto a fine
Note illustrative – Il presidio dei rischi
189 marzo ed un valore minimo pari a 63 milioni rilevato a giugno 2026. Quest’ultimo dato risulta in linea rispetto al valore di fine dicembre 2025, pari a 68 milioni.
Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario ha registrato nel corso del primo semestre 2026 un livello medio, mis urato in termini di VaR, di 271 milioni, con un valore minimo di 250 milioni realizzato a febbraio e un massimo di 284 milioni ragg iunto a fine aprile. Il dato di fine giugno 2026 risulta pari a 273 milioni, in linea rispetto al valore di fine dicembre 2025, par i a 280 milioni.
Il VaR complessivo, costituito dalle tre componenti sopra descritte (VaR Interesse, VaR Cambio e VaR Azionario), è stato nel corso del primo semestre 2026 mediamente pari a 871 milioni, con un valore massimo pari a 970 milioni registrato a maggio ed un val ore minimo pari a 694 milioni registrato a fine febbraio. Il dato di fine giugno 2026 è pari a 942 milioni, in aumento rispetto al valore di fine dicembre 2025, pari a 705 milioni, per effetto dell’incremento dell’esposizione del Banking Book a lle variazio ni dei tassi di interesse.
Nella tabella e nel grafico sottostanti si fornisce una rappresentazione dell’andamento del VaR complessivo e delle sue tre componenti (VaR Interesse, VaR Cambio e VaR Azionario).
(milioni di euro) 1° semestre 2026 30.06.2026 31.12.2025 medio minimo massimo Value at Risk Tasso d'interesse 766 593 857 840 681 Value at Risk Cambio 84 63 114 63 68 Value at Risk Investimenti Azionari 271 250 284 273 280 Value at Risk complessivo 871 694 970 942 705
Nella tabella sottostante si fornisce un’analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che mette in r ilievo l’impatto sul Patrimonio Netto, simulando uno shock dei prezzi pari a ±10% del portafoglio azionario di minoranza quotato, i n gran parte detenuto nella categoria HTCS.
Rischio di prezzo: impatto sul patrimonio netto (milioni di euro)
Impatto sul
patrimonio netto al 30.06.2026 Impatto sul patrimonio netto al 31.03.2026 Impatto sul patrimonio netto al
31.12.2025
Shock di prezzo 10% 127 88 86 Shock di prezzo -10% -127 -88 -86
Note illustrative – Il presidio dei rischi
190 RISCHIO DI LIQUIDITÀ
Si definisce rischio di liquidità il rischio che la Banca non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento per l’incapa cità sia di reperire fondi sul mercato (funding liquidity risk) sia di smobilizzare i propri attivi (market liquidity risk).
Il sistema interno di controllo e gestione del rischio di liquidità di Intesa Sanpaolo si sviluppa nel quadro del Risk Appeti te Framework del Gruppo e nel rispetto delle soglie massime di tolleranza al rischio di liquidità ivi approvate, che stabiliscon o che il Gruppo debba mantenere una posizione di liquidità adeguata in modo da fronteggiare periodi di tensione, anche prolungati, sui diversi mercati di approvvigionamento del funding, anche attraverso la costituzione di adeguate riserve di liquidità rappres entate da titoli marketable e rifinanziabili presso Banche Centrali. A tal fine, è richiesto il mantenimento di un equilibrat o rapporto fra fonti in entrata e flussi in uscita, sia nel breve che nel medio -lungo termine. Tale obiettivo è sviluppato dalle “L inee Guida di Governo del rischio Liquidità di Gruppo” approvate dagli Organi societari di Intesa Sanpaolo, applicando le vigenti disposizioni regolamentari in materia.
Tali Linee Guida illustrano i compiti delle diverse funzioni aziendali, le norme e l’insieme dei processi di controllo e gest ione finalizzati ad assicurare un prudente presidio del rischio di liquidità, prevenendo l’insorgere di situazioni di crisi. A tal fine, comprendono le procedure per l’identificazione dei fattori di rischio, la misurazione dell’esposizione al rischio e la verifi ca del rispetto dei limiti, nonché le regole per l’effettuazione di prove di stress e l’individuazione di appropriate iniziat ive di attenuazione del rischio, oltre alla predisposizione di piani d’emergenza e del reporting informativo agli organi aziendali.
In particolare, sono definiti in dettaglio i compiti attribuiti agli Organi societari e sono riportati al vertice alcuni impo rtanti adempimenti quali l’approvazione degli indicatori di misurazione, la definizione delle principali ipotesi sottostanti agli s cenari di stress e la composizione delle soglie di attenzione utilizzate per l’attivazione dei piani di emergenza.
Al fine di perseguire una politica di gestione dei rischi integrata e coerente, le decisioni strategiche a livello di Gruppo in materia di governo e gestione del rischio di liquidità sono rimesse agli Organi societari della Capogruppo. In questa prospettiv a, la Capogruppo svolge le proprie funzioni di presidio e gestione della liquidità con riferimento non solo alla propria realtà azi endale, ma anche valutando l’operatività complessiva del Gruppo e il rischio di liquidità a cui esso è esposto.
Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione di tali Linee Guida e l’adeguatezza dell a posizione di liquidità del Gruppo sono, in particolare, la struttura Group Treasury & Capital Management e la struttura Plann ing & Control, responsabili nell’ambito dell’area Chief Financial Officer (CFO) della gestione della liquidità, e la struttura Ma rket and Financial Risk Management che, nell’ambito dell’area Chief Risk Officer (CRO), ha la responsabilità diretta della misurazi one del rischio di liquidità su base consolidata.
Il Chief Audit Officer (CAO) valuta la funzionalità del complessivo assetto del sistema dei controlli a presidio del processo di misurazione, gestione e controllo dell’esposizione al rischio di liquidità di Gruppo e verifica l’adeguatezza e la rispondenz a del processo ai requisiti stabiliti dalla normativa. Gli esiti dei controlli svolti sono sottoposti, con cadenza almeno annuale, agli Organi societari.
Le metriche di misurazione e gli strumenti di attenuazione del rischio di liquidità, sono formalizzati dalle Linee Guida di G overno del rischio Liquidità di Gruppo che definiscono l’impianto metodologico degli indicatori della liquidità sia di breve termin e, che strutturale.
Gli indicatori della liquidità di breve termine intendono assicurare un livello adeguato e bilanciato tra flussi di cassa in uscita e in entrata aventi scadenza certa o stimata compresa nell’orizzonte temporale di 12 mesi, garantendo adeguata disponibilità di riserve liquide (c.d. Liquidity Buffer), liberamente utilizzabili in qualità di strumento principale di mitigazione del risch io di liquidità.
A tal fine e in coerenza con la soglia massima di tolleranza al rischio di liquidità, il sistema dei limiti è declinato prevedendo specifici indicatori di breve termine, sia di natura regolamentare sul mese (Liquidity Coverage Ratio - LCR), che di definizione interna (indicatori di Survival Period).
L’indicatore di LCR ha la finalità di rafforzare il profilo di rischio di liquidità di breve termine, assicurando la detenzio ne di sufficienti attività liquide di elevata qualità (HQLA – High Quality Liquid Assets) non vincolate che possano essere facilmen te e immediatamente convertite in contanti nei mercati privati per soddisfare i fabbisogni di liquidità a 30 giorni in uno scenari o di stress acuto di liquidità. A tal fine, il Liquidity Coverage Ratio misura il rapporto tra: (i) il valore dello stock di H QLA e (ii) il totale dei deflussi di cassa netti calcolato secondo i parametri di scenario definiti dal Regolamento Delegato (UE) 2015/61 e dai su oi supplementi/modifiche.
Il Survival Period è invece un indicatore interno finalizzato a misurare il primo giorno in cui la Posizione Netta di Liquidi tà (calcolata come differenza fra le Riserve di Liquidità disponibili e i deflussi netti) diventa negativa, ovvero quando non ri sulta più disponibile ulteriore liquidità per coprire i deflussi netti simulati in uscita. A tal fine sono previste due diverse ipo tesi di scenario, baseline e stressed, finalizzate a misurare rispettivamente: (i) l’indipendenza del Gruppo dalla raccolta inte rbancaria sui mercati finanziari, (ii) il periodo di sopravvivenza in caso di ulteriori tensioni, di mercato e idiosincratiche, di seve rità medio -alta, gestite senza prevedere restrizioni all’attività creditizia nei confronti della clientela. Sull’indicatore di Survival Period in condizioni di stress è stabilito il mantenimento di un orizzonte minimo di sopravvivenza allo scopo di prevedere un live llo complessivo di riserve in grado di fronteggiare le maggiori uscite di cassa in un intervallo di tempo adeguato a porre in ess ere i necessari interventi operativi per ricondurre il Gruppo in condizioni di equilibrio.
La Politica di Liquidità strutturale del Gruppo Intesa Sanpaolo prevede l’adozione del requisito strutturale, Net Stable Fund ing Ratio (NSFR), previsto dalla normativa regolamentare. Tale indicatore è finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla racco lta stabile, evitando che l’operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. A tal fine, esso stabilisce un ammontare minimo “accettabile” di provvista superiore all’anno in relazione alle nece ssità originate dalle caratteristiche di liquidità e di durata residua delle attività e delle esposizioni fuori bilancio. Ad integr azione, la politica interna di Liquidità strutturale prevede anche degli indicatori di “early warning” applicati su scadenze super iori a 1 anno, con particolare attenzione ai gap di lungo termine (> 5 anni).
Note illustrative – Il presidio dei rischi 191 Nell’ambito delle Linee Guida di Governo del Rischio di Liquidità di Gruppo, è inoltre previsto che siano assicurate le modal ità di governo di un’eventuale crisi di liquidità, definita come una situazione di difficoltà o incapacità di far fronte ai propr i impegni di cassa in scadenza, a meno di attivare procedure e/o utilizzare strumenti in maniera non riconducibile, per intensità o mod alità, all’ordinaria amministrazione. Il Contingency Liquidity Plan, prefiggendosi gli obiettivi di salvaguardia del patrim onio del Gruppo e, contestualmente, di garanzia della continuità operativa in condizioni di grave emergenza sul fronte della liquidità, assic ura l’identificazione dei segnali di pre -allarme, il loro continuo monitoraggio, la definizione delle procedure da attivare nel caso si manifestino tensioni sulla liquidità, indicando anche le linee di azione immediate e gli strumenti di intervento per la risol uzione dell’emergenza. Gli indici di preallarme, finalizzati a cogliere i segnali di una potenziale tensione di liquidità, sia sistemica sia specifica, sono monitorati con periodicità giornaliera dalla struttura Market and Financial Risk Management. In tale ambito, è formalmente assegnata alla struttura Group Treasury & Capital Management la responsabilità di redigere il Contingency Funding Plan (CFP), che contiene le diverse linee d’azione attivabili allo scopo di fronteggiare potenziali situazioni d i stress, indicando la dimensione degli effetti mitiganti perseguibili in un orizzonte temporale di breve termine.
La posizione di liquidità del Gruppo, che continua ad essere sostenuta da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile retail, si è mantenuta nel corso di tutto il primo semestre dell’esercizio 2 026 all’interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità di Gruppo. Entrambi i livelli degli indicatori r egolamentari LCR e NSFR risultano superiori ai requisiti normativi. Il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) n. 2015/61, in media si è attestato a 137,6% ( 139,6 % a dicembre 2025). Al 30 giugno 2026, il valore puntuale delle riserve HQLA disponibili a pronti presso le diverse Tesorerie del Gruppo risulta pari a 131,4 miliardi (128,5 miliardi a fine 2025), composte per circa il 26% da cash a seguito dei riversament i temporanei di liquidità in eccesso in forma di depositi liberi in banca centrale. Includendo anche le altre riserve marketable e/o stanziabili presso le Banche Cen trali, comprese le autocartolarizzazioni retained, le complessive riserve di liquidità libe re del Gruppo ammontano a 213,0 miliardi (214,4 miliardi a dicembre 2025).
Le complessive riserve disponibili del Gruppo registrano una contenuta contrazione per effetto della temporanea riduzione del lo stock di emissioni self -retained, in parte compensata dai maggiori surplus di liquidità rivenienti dall’operatività delle Reti Commerciali del Gruppo.
(milioni di euro) Disponibili a pronti
(netto haircut)
30.06.2026 31.12.2025
Riserve di Liquidità HQLA 131.447 128.476 Cassa e Depositi presso Banche Centrali (HQLA) 31.828 32.822 Titoli altamente Liquidi (HQLA) 88.534 82.741 Altre riserve HQLA non computate in LCR 11.085 12.913 Altre Riserve stanziabili e/o marketable 81.520 85.896 Totale Riserve di Liquidità di Gruppo 212.967 214.372 Il NSFR si è confermato superiore al 100%, sostenuto da una solida base di raccolta stabile della clientela e da adeguata raccolta cartolare wholesale a medio -lungo termine. Al 30 giugno 2026, il NSFR del Gruppo, misurato secondo le istruzioni regolamentar i, è pari al 119,8% (122,0% a fine dicembre 2025).
Anche le prove di stress, in uno scenario combinato di crisi di mercato e specifica (con significativa perdita di raccolta cl ientela), mostrano per il Gruppo Intesa Sanpaolo risultati superiori alla soglia obiettivo, con un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie per un periodo di tempo superiore a 3 mesi.
Adeguata e tempestiva informativa sull’evolversi delle condizioni di mercato e della posizione della Banca e/o del Gruppo è regolarmente rilasciata agli Organi aziendali e ai Comitati interni, al fine di assicurare la piena conoscenza e governabilit à dei diversi fattori di rischio.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
192 RISCHI ESG (ENVIRONMENTAL, SOCIAL AND GOVERNANCE) E CLIMATE CHANGE RISK
La sostenibilità, termine riferito alla capacità di non recare danno all’ambiente e alle comunità in modo da supportare un equilibrio economico, sociale e ambientale di medio -lungo termine, è un fattore di grande e crescente importanza per la società nel s uo complesso. La gestione delle tematiche ESG richiede quindi che siano tenuti in considerazione non solo l'impatto dei rischi ad esse connessi sull'organizzazione della Banca, ma anche il potenziale impatto sugli stakeholder e i rischi a cui la Banca espo ne i propri stakeholder e l'ambiente con la propria operatività. Il Gruppo Intesa Sanpaolo, consapevole dell’importanza di una allocazione corretta e responsabile delle risorse e dell’influenza che un gruppo bancario può avere in termini di sostenibilità sia nel breve sia nel lungo periodo, rivolge particolare attenzio ne alla gestione dei rischi ESG sia con riferimento alla propria operatività che in relazione alle attività delle imprese clienti e ai settori considerati sensibili, caratterizzati cioè da un significativo profilo di rischio ESG.
I rischi ESG sono quindi inclusi nel framework complessivo di Risk Management in quanto rappresentano potenziali impatti negativi che un’organizzazione o un’attività possono comportare sull’ambiente, sulle persone e sulle comunità, comprendendo i rischi co nnessi alla condotta aziendale (corporate governance), sulla redditività, sul profilo reputazionale e sulla qualità del credito con possibili conseguenze legali. Fra i rischi ESG particolare rilievo assume il climate risk, ovvero il rischio finanziario derivante dall’esposizione ai rischi fisici e di transizione (come più oltre definiti) connessi . I rischi e le opportunità correlati ai cambiamenti climatici sono identificati e analizzati in modo coordinato dalle diverse funzioni aziendali, con l'obiettivo di includerli nei processi ordinari di identificazione, valutazione e monitoraggio del rischio, nelle strategie creditizie e nell’offerta commerciale del Gruppo.
Il Gruppo è pertanto impegnato nel ricomprendere l’impatto degli aspetti legati al clima nei rispettivi processi decisionali strategici per integrarli completamente nel quadro di gestione del rischio con lo scopo di mantenere un profilo a rischio contenuto . Ciò comprende il monitoraggio e la gestione dei rischi ESG, compresi i rischi derivanti dal cambiamento climatico (di credito, operativi, reputazionali, di mercato e di liquidità) e l’attuazione di standard etici e ambientali nei processi interni, nei prodotti e servizi offerti ai clienti e nella selezione delle controparti e dei fornitori.
Nell’ambito del Risk Appetite framework (RAF), che rappresenta il quadro generale all’interno del quale è sviluppata la gesti one del rischio d’impresa, una specifica sezione viene dedicata ai rischi ESG, climate change e reputazionali. Tale sezione inclu de elementi qualitativi e quantitativi. In particolare, con riferimento ai rischi ESG & Climate, il Gruppo riconosce l’importanz a strategica dei fattori ESG e l’urgenza di contenimento del cambiamento climatico.
Nello specifico, i rischi di cambiamento climatico possono essere suddivisi in rischi fisici e di transizione.
I rischi fisici rappresentano l’impatto finanziario negativo derivante dai cambiamenti climatici, compresi eventi metereologici estremi più frequenti e mutamenti graduali del clima, nonché del degrado ambientale, ossia inquinamento atmosferico, dell’acqua e del suolo, stress idrico, pe rdita di biodiversità e deforestazione. Questi rischi – che solitamente possono manifestarsi sia nel breve/medio che nel lungo periodo – possono essere suddivisi in rischi acuti e cronici:
– rischi fisici acuti, che si riferiscono a eventi specifici che possono potenzialmente creare danni fisici significativi (ad esempio, inondazioni di fiumi e oceani, tempeste tropicali). Tali eventi si stanno verificando con maggiore frequenza sia su base regionale che globale;
– rischi fisici cronici, che comportano una serie di impatti fisici di durata considerevolmente più lunga rispetto a quelli posti dai rischi acuti. Sono identificabili come processi di cambiamento più che come singoli eventi. Nella maggior parte dei casi, gli impatti sono localiz zati (ad esempio, siccità) ma è probabile che i rischi cronici diventino più significativi nel lungo termine.
I rischi di transizione sono rappresentati dagli impatti finanziari negativi in cui può incorrere un ente, direttamente o indirettamente, a seguito del processo di aggiustamento verso un’economia a basse emissioni di carbonio e più sostenibile sotto il profilo ambientale, derivanti da:
– politiche pubbliche e rischi legali : rientrano in questa categoria le politiche che tentano di limitare le azioni che contribuiscono agli effetti negativi del cambiamento climatico o azioni politiche che cercano di promuovere l'adattamento al cambiamento climatico e il rischio legale deriva nte dall'incapacità delle organizzazioni di mitigare/adattarsi al
cambiamento climatico;
– evoluzioni tecnologiche : comprendono le innovazioni che supportano la transizione verso un sistema economico a basse emissioni di carbonio ed efficiente dal punto di vista energetico;
– preferenze dei consumatori : cambiamenti nella domanda e nell'offerta di determinati beni, prodotti e servizi
maggiormente sostenibili;
– rischio reputazionale : derivante dal cambiamento delle percezioni dei clienti o della comunità in merito al contributo di un'organizzazione alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio.
La probabilità e l'entità dell'impatto dei fattori di rischio climatico possono essere influenzate da una serie di variabili aggiuntive quali ad esempio il settore di appartenenza, il modello di business, la posizione geografica dell’azienda o dell'asset. Le interazioni e le interdipendenze tra i canali di trasmissione e i fattori di rischio climatico possono tradursi in un’amplifi cazione dei correlati impatti. Quanto detto vale anche in relazione alla più ampia categoria e ai canali di trasmissione dei ris chi ambientali, dove le principali fonti di rischio per le controparti di Intesa Sanpaolo e, di conseguenza, per il Gruppo stesso
derivano da:
– impatti sulla natura: cambiamenti nello stato (qualità e quantità) del capitale naturale causati dall'attività di un’organizzazione che possono risultare in cambiamenti nella capacità della natura di fornire funzioni sociali ed economiche. Gli impatti poss ono essere positivi o negativi;
– dipendenza dalla natura: servizi ecosistemici su cui un'organizzazione fa affidamento per il funzionamento dei suoi processi di business (e.g. la capacità degli ecosistemi di regolare il flusso dell'acqua).
Note illustrative – Il presidio dei rischi
193 L’integrazione nel framework di risk management dei rischi climatici / ambientali sopradescritti e più in generale dei rischi ESG si articola in:
– un’analisi di materialità (Climate/ESG Materiality Assessment);
– la definizione di specifici presidi nell’ambito del Risk Appetite Framework (RAF);
– la conduzione di analisi di scenario (Climate Scenario Analysis);
– il presidio dei rischi ESG declinato secondo le diverse famiglie di rischio (es. credito, mercato, liquidità), con un focus particolare, nell’ambito dei rischi ambientali, al rischio di cambiamento climatico.
Climate/ESG Materiality Assessment L’analisi di materialità Climate/ESG Materiality Assessment è un processo finalizzato a identificare i settori di attività ec onomica, le aree geografiche e i portafogli (e.g. corporates, households, sovereigns ) che presentano una maggior vulnerabilità ai rischi da cambiamento climatico e ESG sulla base di approcci qualitativi e quantitativi, dando così priorità ai controlli del rischi o da implementare . I risultati del Materiality Assessment sono elemento fondante per:
– aggiornare la mappatura dei vari fattori di rischio climatico e ESG, dei loro canali di trasmissione e dell'impatto sulle alt re categorie di rischio;
– determinare i limiti e i Key Risk Indicator (KRI) nell’ambito del Risk Appetite Framework;
– calibrare ed eseguire stress test su specifici fattori di rischio climatico e ESG;
– orientare le politiche e le strategie creditizie settoriali (ESG Sectoral Color Coding) e stabilire azioni specifiche volte a l contenimento dei rischi ESG.
L’analisi di materialità sopra descritta concorre alla definizione della materialità finanziaria per la componente Environmen tal che, insieme alla materialità d’impatto, è alla base della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità inclusa nella Relazio ne sull’andamento della gestione del Bilancio consolidato.
Risk Appetite Framework (RAF) ll RAF integra e traduce in presidi specifici quanto definito in termini di indirizzi strategici e, attraverso l’ESG/Climate Materiality Assessment e l’ESG Sectoral Color Coding, vengono individuati anno per anno limiti, Key Risk Indicator (KRI) e azioni specifiche volte al contenimento dei rischi ESG, in particolare con riferimento ai settori più esposti a tali rischi. In tale contesto si inseriscono anche specifici interventi connessi alle scelte strategiche del Gruppo quali, ad esempio, l’adesi one agli obiettivi di decarbonizzazione. In particolare, per i settori a maggiore intensità di emissione, nell’ambito del Piano d’Impresa sono s tati confermati target settoriali intermedi al 2030 oggetto di un piano di transizione come da indicazioni della Net-Zero Banking Alliance (NZBA)59, a mitigazione del potenziale rischio prospettico. I settori coperti da target sono: Oil & Gas, Power Generation, Automotive, Iron & Steel, Commercial Real Estate, Agriculture - Primary Farming, Aluminium, Cement e Residential Real Estate , in coerenza con gli impegni sottoscritti con l’adesione alla NZBA e con la validazione da parte della Science Based Target initiative (SBTi), richiesta nel 2024 e ottenuta a gennaio 2025.
La sezione Environmental Social & Governance Risk del RAF di Gruppo include:
– specifici limiti con riferimento all’esposizione verso i settori Coal Mining (per cui era previsto ed è stato raggiunto il phase -out nel 2025) e Oil & Gas;
– una metrica sintetica di rischio basata sulle emissioni finanziate relative al portafoglio corporate ai fini di monitoraggio e presidio delle emissioni per i settori Power Generation, Oil&Gas, Automotive, Iron&Steel, Commercial Real Estate, Aluminium, Ceme nt e Agriculture – Primary Farming; In linea con l’approccio adottato per le Non -Financial Corporate è stata definita una metrica basata sulle emissioni di gas serra relative al portafoglio Residential Real Estate;
– al fine di garantire il presidio del rischio fisico sui portafogli Residential Real Estate e Non -Financial corporate, specifiche soglie di attenzione sull’esposizione garantita, rispettivamente, da immobili residenziali e commerciali situati in zone a elevato rischio per la Divisione Banca dei Territori;
– una soglia di attenzione in relazione all’esposizione del Gruppo verso settori caratterizzati da problematiche rilevanti, soprattutto in riferimento alla dimensione sociale, coerentemente alla strategia ESG settoriale di disincentivazione creditiz ia ad ess i associata;
– una soglia di attenzione in relazione all’esposizione in titoli di debito di emittenti governativi afferenti al portafoglio b ancario del Gruppo che, secondo taluni criteri interni riguardanti gli aspetti di natura ESG, sono definiti “ad alto rischio”.
La sezione Reputational Risk del RAF introduce il rischio di greenwashing come rischio emergente, riconoscendo che le dichiarazioni e le azioni legate alla sostenibilità che non riflettono in maniera chiara e corretta il profilo di sostenibili tà dell’ente, dei prodotti o dei servizi finanziari possano rappresentare un fattore di rischio per la reputazione del Gruppo minando la fiducia degli stakeholder ed esponendolo a potenziali sanzioni e azioni legali .
È attivo un monitoraggio di eventuali contenziosi legali legati al greenwashing .
Sempre nell’ambito del RAF sono identificate le principali limitazioni ed esclusioni al finanziamento verso settori/contropar ti maggiormente esposti ai rischi ESG che vengono poi integrate in policy di autoregolamentazione e/o nei processi aziendali. In particolare, Intesa Sanpaolo ha emanato le “Regole per l’operatività creditizia nel settore del carbone”, le “ Regole per l'operatività nel settore Oil & Gas ” e le “Linee Guida in materia di operatività con soggetti attivi nel settore dei materiali di armamento”, volte a definire criteri generali e specifici di limitazione ed esclusione dell’operatività creditizia verso cont roparti appartenenti a questi settor i. Inoltre, il Gruppo, attraverso le “Regole sulla biodiversità e natura”, regolamenta la propria operatività con riferimento ai rischi legati alla biodiversità e agli ecosistemi, stabilendo criteri specifici di limitazione ed esclusione, affinando le proc edure di valutazione del rischio e incoraggiando finanziamenti sostenibili volti a indirizzare il mantenimento o il miglioramento della biodiversità e dei servizi ecosistemici.
59 A ottobre 2025 la Net -Zero Banking Alliance ha modificato il proprio assetto, trasformandosi da alleanza basata sull’adesione volontaria a framewor k di riferimento con l’obiettivo di continuare a fornire linee guida per promuovere la transizione in coerenza con l’Accordo di Parigi.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
194 Le politiche e le azioni sopra descritte trovano ampia rappresentazione nella sezione Environmental della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità inclusa nella Relazione sull’andamento della gestione del Bilancio consolidato.
Climate Scenario Analysis Un elemento fondamentale per integrare nelle strategie aziendali i rischi e le opportunità connessi al cambiamento climatico considerando le implicazioni anche di medio -lungo termine, è costituito dall’analisi di scenario. La Climate Scenario Analysis è utilizzata , nel quadro più generale del materiality assessment, al fine di esplorare potenziali vulnerabilità di portafoglio, in particolare quello creditizio, nell’ambito degli esercizi di stress test regolamentari o del processo Internal Capital Assess ment Adequacy Process (ICAAP) e Internal Liquidity Assessment Ade quacy Process (ILAAP).
Per la conduzione del processo ICAAP Intesa Sanpaolo adotta un approccio che integra soluzioni dedicate alla verifica degli impatti del rischio di transizione e fisico sul portafoglio Non Financial Corporate (NFC) e sul portafoglio garantito da immo bili.
Per quanto riguarda il rischio di transizione, la valutazione dell’impatto viene effettuata attraverso lo shock dei bilanci de lle singole controparti e del livello di efficienza energetica degli immobili residenziali e commerciali a garanzia. La stima del l’impatto del rischio fisico, invece, viene determinata in base alla geolocalizzazione degli immobili a garanzia o dei siti produttivi clientela NFC e in funzione delle differenti tipologie di eventi climatici. Nell’ambito dell’ILAAP particolare attenzione v iene dedicata all’analisi d’impatto dei fattori di rischio climatici e ambientali che potrebbero compromettere le posizioni di liquidità in chiave forward -looking su orizzonti di medio termine (1 -4 anni).
Quando previsto, il Gruppo partecipa agli esercizi di stress test svolti dalla European Banking Authority (EBA).
Le risultanze delle valutazioni d’impatto finora condotte (Materiality Assessment, Climate Scenario Analysis) hanno evidenzia to che il Gruppo non è esposto nel breve termine in misura materiale ai rischi climatici. Nell’orizzonte di medio e lungo termin e l’esposizione a tali rischi potrebbe intensificarsi in maniera limitata e concentrata nei settori già oggetto di controllo e monitoraggio. In particolare, con riferimento al rischio di transizione sui settori del Banking Book a maggiore intensità di emissio ne (Oil & Gas, Power Gen e Automotive), si segnala che nell’ambito del Piano d’Impresa sono stati definiti target settoriali intermedi al 2030 - allineati all’obiettivo Net -Zero entro il 2050 - oggetto di un piano di transizione come da indicazioni della N ZBA, a mitigazione del potenziale rischio prospettico. Il monitoraggio è stato esteso progressivamente ad altri settori, in coerenza con gli impegni sottoscritti con l’adesione alla NZBA e con la validazione da parte dell’SBTi.
Presidio dei rischi ESG/climatici nelle diverse famiglie di rischio Il framework di risk management di Intesa Sanpaolo prevede l’integrazione dei fattori di rischio climatici e ambientali rispe tto alle diverse famiglie di rischio impattate. Tale scelta tiene in considerazione il fatto che l’impatto dei rischi climatici e ambientali può essere diretto, ad esempio per effetto di una minore redditività delle imprese o della svalutazione delle attività, o ind iretto, ad esempio a causa di azioni legali (rischio legale) o danni reputazionali che emergano qualora il pubblico, le c ontroparti dell’ente e/o gli investitori associno l’ente a effetti ambientali avversi (rischio reputazionale).
Con riferimento al rischio di credito , nella componente qualitativa dei modelli attualmente validati ed utilizzati dal Gruppo, diversi aspetti ed elementi correlati agli ambiti ESG e “Climate” sono presi in considerazione. Per le imprese di maggiori dimensioni (Large Corporate) è stato incorp orato all’interno del modello un modulo specifico che considera dati quantitativi di tipo ESG. Per il segmento Corporate (imprese o gruppi con fatturato compreso tra 5 e 500 milioni) è invece prevista una valutazione dei rischi ESG in forma semplificata, b asata su alcune domande nel questionario qualitativo. Inoltre, nei modelli Corporate e SME Retail, al fine di tener conto dell’esposizione della controparte a rischi fisici derivanti da eventi catastr ofali (ad esempio, danni agli stabilimenti produttivi e/ o ai magazzini) è stato definito un modulo ad hoc che statisticamente, a partire dalle evidenze storiche e pubbliche di eventi catastrofali osservati a livello di area geografica, individua potenziali deter ioramenti della Probabilità di Default. Più in det taglio, tale modulo fornisce, per le controparti domestiche, una valutazione del rischio di danni connesso a calamità naturali (alluvioni, incendi, terremoti e frane) a cui un’impresa è potenzialmente esposta in funzi one della regione (e/o comune) nella qu ale opera e/o conduce prevalentemente il proprio business. Infine, la valutazione dell’esposizione ai rischi derivanti dai cambiamenti climatici e ai disastri naturali, così come del rispetto del territorio per iniziative di maggiore dimensione, è stata re centemente inclusa nei modelli di rating di Real Estate e di Project Finance .
Nella gestione del rischio di mercato , Intesa Sanpaolo valuta anche gli effetti dei fattori climatici e ambientali sulle proprie posizioni correnti esposte al rischio di mercato. In particolare, il Gruppo:
– effettua analisi e monitoraggi dei prezzi di mercato e della liquidità degli strumenti finanziari per identificare possibili evidenze di fattori di rischio climatico e ambientale;
– analizza l’impatto dei rischi climatici e ambientali sulla valutazione degli strumenti finanziari al fair value, con particol are focus sulle principali asset class, payoff e posizioni esplicitamente legate a fattori di rischio climatico e ambientale C&E (climate & environment), nonché sugli investimenti futuri proposti dalle strutture di business;
– classifica le posizioni correnti soggette a rischio di mercato utilizzando gli indicatori ESG disponibili internamente (ad es .
ESG Sectoral Assessment, ESG Sectoral Color Coding) ed esternamente (e.g. settori di attività economico -industriale, ESG score/rating), anche tramite fornitori qualificati , al fine di individuare, anche in considerazione della materialità delle esposizioni, dedicati presidi di rischio. Tali presidi si sostanziano nella definizione di limiti di market risk relativi all ’attività di investimento (es. assegnazione di limiti di plafond). In linea di principio, gli indicatori utilizzati per la valutazione dei rischi ESG associati all’attività di investimento consentono di definire criteri e strategie di screening negativo/positivo, tenendo conto delle specificità delle diverse ass et class di riferimento, quali ad esempio strumenti emessi da controparti corporate e strumenti emessi da controparti governative o sovranazionali.
Nell’ambito del modello di gestione dei rischi di mercato, la valutazione dell’esposizione ai rischi ESG prevede inoltre lo svolgimento di esercizi di Stress Test che permettano di indagare la sensibilità dei portafogli ai fattori di rischio ESG e s timare l'impatto che tali fattori, in particolare i rischi climatici e ambientali, possono avere sulla rischiosità effettiva delle e sposizioni.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
195 Nella gestione del rischio di controparte , si effettua mensilmente un'analisi di concentrazione dell'esposizione del portafoglio di derivati OTC e SFT, misurata con le metriche Potential Future Exposure e Current Exposure, utilizzando gli indicatori ESG disponibili internamente (ad es. ESG Sector al Assessment, ESG Sectoral Color Coding). In particolare, per il Tableau de Bord viene predisposto un monitoraggio trimestrale delle esposizioni al rischio di controparte verso i settori coal mining, oil & gas, e settori caratterizzati da problematiche rilevanti, soprattutto in riferimento alla di mensione sociale.
Per quanto riguarda il rischio di liquidità , rilevanti rischi climatici e ambientali possono comportare un aumento dei deflussi di cassa netti o intaccare le riserve di liquidità disponibili. Sebbene, come da generale consenso dell’industria bancaria, il l egame tra i rischi C&E e la liquidità risul ti principalmente di tipo indiretto e con manifestazioni potenzialmente più sul lungo termine, si ritiene importante non trascurare questi rischi e la loro potenziale trasmissione, incorporando opportunamente la valutazione dei loro potenziali effetti sull a posizione di liquidità del Gruppo, corrente e prospettica.
A tal fine, dopo la preventiva identificazione dei fattori di rischio climatico e ambientale, che potrebbero influenzare negativamente le posizioni di liquidità del Gruppo, sono effettuate specifiche analisi e monitoraggi delle esposizioni per la valutazio ne di materialità dei fattori di rischio individuati, mantenendo stretto raccordo con le valutazioni qualitative adottate:
– dalla Banca a livello di settore e di sotto -settore (es. ESG Sectoral Assessment) ai fini del rischio creditizio;
– per la valutazione dei titoli ai fini del rischio di mercato.
Nella valutazione dei diversi scenari, inclusi quelli di stress, sui flussi temporali in entrata e uscita e sull’adeguatezza quantitativa e qualitativa delle riserve di liquidità, particolare attenzione viene inoltre dedicata all’analisi d’impatto dei fatt ori di rischio climatici e ambientali che potrebbero compromettere le posizioni di liquidità in chiave forward -looking. Tali analisi sono incorporate nel resoconto annuale di “Internal Liquidity Adequacy Assessment Process” (ILAAP) senza evidenziare assorbimenti materiali di riserve di liquidità del Gruppo .
Nella gestione dei rischi operativi , Intesa Sanpaolo considera anche il possibile impatto avverso derivante da eventi climatici e ambientali sulle sue proprietà immobiliari, sulla continuità operativa nonché sul rischio legale (c.d. “litigation risk”).
In relazione al rischio di contenzioso climatico/ambientale, Intesa Sanpaolo ha proseguito il monitoraggio delle controversie di mercato (domestiche e internazionali), estendendolo di recente anche a quanto relativo ai fattori social & governance, ha affinato il processo di monitoraggio del proprio contenzioso ed erogato apposita iniziativa formativa per il personale dedicato.
Nell’ambito dell’annuale processo di Autodiagnosi, in particolare nell’Analisi di Scenario, le unità organizzative del Gruppo sono chiamate a valutare attraverso specifici scenari di rischio dedicati:
− possibili perdite derivanti da danni alle proprietà immobiliari, da possibili interruzioni alla propria operatività e da even tuali
responsabilità legali;
− l'impatto dei rischi fisici associati a centri e siti ICT, (inclusi i servizi ICT esternalizzati), individuando sedi alternat ive in caso di disaster recovery, a tutela della continuità operativa;
− l’impatto potenziale di eventi climatici estremi che colpiscano sia i fornitori essenziali, compromettendo i servizi critici esternalizzati, sia immobili strumentali e altri asset del Gruppo.
In tema di perdite operative, nell’ambito delle attività di Loss Data Collection, il Gruppo identifica gli eventi operativi c onnessi a rischi climatici e ambientali attraverso tipologie di evento dedicate. Tali informazioni, nell’ambito della gestione del framework per i rischi operativi, vengono utilizzate a vari fini, tra cui:
− rientrano nel contributo Extra -FINREP previsto per il calcolo del requisito patrimoniale regolamentare mediante lo Standardised Approach (SA), a livello individuale e consolidato;
− alimentano la serie storica delle perdite considerate a fini di calcolo del capitale economico di Pillar 2 con il modello int erno
AMA;
– sono incluse nella reportistica in materia di rischi operativi presentata periodicamente al Comitato Coordinamento Controlli e Rischi Non Finanziari di Gruppo .
Nella gestione del rischio reputazionale il Gruppo valuta ex -ante i potenziali rischi ESG e reputazionali connessi alle operazioni di business e alla selezione dei fornitori/partner del Gruppo tramite il processo di ESG & Reputational Risk Clearing.
Con particolare riferimento al processo di concessione creditizia corporate, tale processo è volto a valutare preventivamente i potenziali rischi ESG e reputazionali connessi alle operazioni creditizie riguardanti controparti operanti nei settori sensib ili ai rischi ESG e/o reputazionali. Il processo di ESG & Reputational risk clearing prevede meccanismi di escalation differenziati in funzione della classe di rischio ESG/reputazionale assegnata all’operazione/controparte. Il Gruppo, inoltre, monitora la prop ria web and press reputation integrando valutazioni specifiche sugli eventi legat i ai rischi ambientali/cambiamenti climatici (es.
eventi derivanti da proteste o campagne avverse derivanti dall'attività di finanziamento della Banca e alla fattispecie del greenwashing ). Infine, specifici scenari inerenti ai temi ESG e climate sono inclusi nel processo di valutazione annuale del rischio reputazionale da parte del top management.
Nell’ambito dei rischi legati all’attività di servizio di investimento per la clientela , il Gruppo ha attivato una serie di presidi centralizzati volti da un lato a un monitoraggio del rischio di sostenibilità implicito nella dimensione dello score ESG forn ito da infoprovider specializzato a livello di strumento e di portafoglio, dall’altro ad un’opportuna valorizzazione dello stress sui fattori SDG (Sustainable Development Goals) nell’ambito delle analisi svolte nel processo di Product Governance sugli strumenti di risparmio amministrato emessi dalla Capogruppo collocati sulle reti captive.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
196 Con riferimento ai rischi ambientali diretti in considerazione della sempre maggiore rilevanza strategica rivestita dal tema delle emissioni di CO 2, Intesa Sanpaolo nel 2024 ha aggiornato il proprio piano di decarbonizzazione, denominato Own Emission Plan, che ha confermato l’obiettivo di Carbon Neutrality al 2030 per le emissioni Scope 1 e Scope 2. Le emissioni proprie saranno ridotte attraverso azi oni di efficienza energetica, nonché attraverso un maggior utilizzo dell’energia da fonte rinnovabile. Le emissioni residue saranno neutralizzate attraverso l’acquisto di crediti di carbonio. Intesa Sanpaolo, inoltr e, è impegnata ad analizzare e contenere i possibili rischi sui propri immobili nonché ad affrontare con azioni immediate le eventuali emergenze ambientali che si possono verificare. A tale scopo, in coerenza con quanto stabilito nel Piano d’Impresa, viene utilizzato uno specifico tool che consen te di elaborare il grado di esposizione ai principali rischi territoriali e climate change degli asset immobiliari di Intesa Sanpaolo. Tale piattaforma geolocalizza ogni singolo asset e calcola l’indice di esposizione per ciascun rischio, sulla base dei da ti delle principali fonti certificate nazionali e internazionali, quali ad esempio: SwissRE, Copernicus, IGNV, ISPRA, Protezione Civile ecc. In relazione al rischio idrogeologico (alluvioni e frane) legato anche al cli mate change e al potenziale accadiment o di scenari di crisi in Italia che possono avere ripercussioni sugli immobili di Intesa Sanpaolo, è prevista l’attivazione di una serie di strutture aziendali. In particolare, la piattaforma supporta la gestione di eventi emergenziali, generando allarmi basati su bollettini meteo e altre fonti, e fornendo informazioni dettagliate sugli eventi, i nclusi asset coinvolti e comunicazioni correlate. In caso di allerta meteo, il CEM (Critical Events Management) viene attivato per monitorare la situazione e coordinare le azioni necessarie, in costante collegamento con le strutture centrali e territoriali . In situazioni di grave emergenza, viene attivato anche il Centro Op erativo di Gestione delle Emergenze del Dipartimento di Business Continuity Management.
La piattaforma viene costantemente aggiornata ed oggi considera una varietà di rischi fisici e territoriali, quali ad esempio terremoti, alluvioni, frane, siccità e incendi boschivi. La piattaforma valuta anche rischi come fulmini, mareggiate, tsunami e altri fenomeni costieri, utilizzando modelli digitali del terreno e dati attinti dalle fonti scelte. La piattaforma permette anche di identificare gli edifici del Gruppo situati all'interno delle aree incluse nel World Database on Protected Areas (WDPA), il più completo database globale sulle aree protette terrestri e marine, inclusi i siti Natura 2000.
Ulteriori informazioni circa il presidio dei rischi ambientali e climatici sono contenute nella Rendicontazione Consolidata d i Sostenibilità – che, come noto, a partire dal Bilancio 2024 è inclusa in apposita sezione della Relazione sull’andamento della Gestione del bilancio consolidato – nel Terzo Pilastro di Basilea 3 e nel Climate Report.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
197 INFORMATIVA IN MATERIA DI PRODOTTI FINANZIARI
DETERMINAZIONE DEL FAIR VALUE DI ATTIVITA’ E PASSIVITA’ FINANZIARIE, VERIFICA
INDIPENDENTE DEI PREZZI E PRUDENT VALUATION
Il quadro delle valutazioni finanziarie al fair value si articola su tre pilastri: la misurazione del fair value secondo i pr incipi contabili internazionali (IAS/IFRS), la verifica indipendente dei prezzi (IPV – Independent Price Verification), e la misura zione del prudent value, questi ultimi stabiliti dalla CRR (Capital Requirement Regulation). I successivi paragrafi descrivono le modalità con cui tali elementi sono stati recepiti ed utilizzati dal Gruppo Intesa Sanpaolo.
Fair value degli strumenti finanziari Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza la misurazione del fair value degli strumenti finanziari attraverso le “ Linee Guida/ Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value” di Gruppo, documento predisposto a cura della struttura Market & Financial Risk Management e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate oggetto di consolidamento, ivi co mprese le Compagnie Assicurative.
Le “Linee Guida di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value”, previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari d i Gruppo, sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il s upporto del Comitato Rischi e Sostenibilità. Le “Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value” sono oggetto di esame, revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificatament e delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla struttura Market & Financial Risk Management.
Le “Regole per la Valutazione degli Equity Investments Non Quotati ”, elaborate dalla struttura Group Shareholdings e approvate dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, disciplinano invece la misurazione del fair value dei titoli di capitale non quotat i e degli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli di capit ale non quotati.
Le metodologie di valutazione al fair value degli strumenti finanziari, nonché eventuali aggiustamenti riconducibili ad incer tezze valutative sono disciplinate dal Gruppo Intesa Sanpaolo attraverso le “ Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value ” e sono illustrate in dettaglio nel fascicolo “Bilanci 2025”, al quale si fa rinvio per maggiori informazioni.
L’IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value che classifica in tre livelli gli input delle tecniche di valutazione adott ate per valutare il fair value. Tale gerarchia attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attiv i per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e minima priorità agli input non osservabili (dati di Livello 3). In particolare:
– il livello di fair value viene classificato a 1 quando la valutazione dello strumento è ottenuta direttamente da prezzi quota ti (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione;
– il livello di fair value viene classificato a 2 qualora non sia stato riscontrato un prezzo da mercato attivo e la valutazion e avvenga via tecnica di valutazione, sulla base di parametri osservabili sul mercato, oppure sull’utilizzo di parametri non osserv abili ma supportati e confermati da evidenze di mercato, quali prezzi, spread o altri input (Comparable Approach);
– il livello di fair value viene classificato a 3 quando le valutazioni sono effettuate utilizzando input diversi, non tutti de sunti direttamente da parametri osservabili sul mercato e comportano quindi stime ed assunzioni da parte del valutatore.
Nel caso in cui differenti input siano utilizzati per valutare il fair value di un’attività o passività, la classificazione n ella gerarchia è determinata in base all’input di più basso livello utilizzato per la valutazione. Per assegnare la gerarchia del f air value viene data priorità agli input delle tecniche di valutazione piuttosto che alle tecniche di valutazione stesse.
L’allegato “Gerarchia del Fair Value” delle “Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value” definisce, con riferimento ai rispettivi modelli/input di valutazione degli strumenti finanziari, le regole minimali che devono soddisfare gli input di mercato per essere classificati a livello 2, e le soglie di significatività che, qualora superate, port ino ad una attribuzione al livello 3.
Per gli strumenti finanziari di livello 1 viene utilizzato il prezzo “corrente” offerto (“denaro”) per le attività finanziari e ed il prezzo corrente richiesto (“lettera”) per le passività finanziarie, rilevato sul mercato principale al quale si ha accesso, alla chiusura del periodo di riferimento.
Nel caso di strumenti finanziari per i quali il differenziale domanda -offerta risulta scarsamente rilevante, o per le attività e passività finanziarie con caratteristiche tali da portare a posizioni compensative per il rischio di mercato, viene utilizzat o un prezzo medio di mercato (sempre riferito all’ultimo giorno del periodo di riferimento) in luogo del prezzo di offerta o del p rezzo richiesto.
Sono considerati strumenti finanziari di livello 1 i titoli obbligazionari contribuiti (ovvero per i quali è disponibile il C omposite Bloomberg Bond Trader sull'Information Provider Bloomberg o, in alternativa, una quotazione sul circuito EuroMTS o almeno tre quotazioni eseguibili sull’Information Provider Bloomberg), i titoli azionari contribuiti (ovvero quotati sul mercato uff iciale di riferimento), i fondi comuni d’investimento UCITS (rientranti nell’ambito di applicazione delle direttive comunitarie), l e operazioni in cambi spot, i contratti derivati per i quali siano disponibili quotazioni su un mercato attivo (per esempio futures e opzi oni exchange traded) e i fondi “hedge” UCITS.
Per differenza, tutti gli altri strumenti finanziari che non appartengono alle categorie sopra descritte o che non presentano la profondità di contribuzione definita dalle “ Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value ” non sono considerati strumenti di livello 1.
In assenza di quotazione su un mercato attivo o in assenza di un regolare funzionamento del mercato, cioè quando il mercato non ha un sufficiente e continuativo numero di transazioni, spread denaro -lettera e volatilità non sufficientemente contenuti, la determinazione del fair value degli strumenti finanziari è prevalentemente realizzata grazie all’utilizzo di tecniche di valuta zione aventi l’obiettivo di stabilire il prezzo al quale, in una transazione ordinaria l’attività sarebbe venduta o la passività tr asferita tra partecipanti al mercato, alla data di valutazione, in condizioni attuali di mercato.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
198 Tali tecniche includono:
– l’utilizzo di valori di mercato che sono indirettamente collegati allo strumento oggetto di valutazione, derivanti da prodott i similari per caratteristiche di rischio (input di livello 2);
– valutazioni realizzate utilizzando – anche solo in parte – input non derivanti da parametri osservabili sul mercato, per i quali sono utilizzate stime e ipotesi da parte del valutatore (input di livello 3).
Nel caso degli input di livello 2, la valutazione è basata su prezzi o spread creditizi desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio, utilizzando una data metodologia di calcolo (modello di valutaz ione). Il ricorso a tale approccio si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi relative a strumenti che, in term ini di fattori di rischio, sono comparabili con lo strumento oggetto di valutazione. Le metodologie di calcolo classifica te di livello 2 consentono di riprodurre i prezzi di strumenti finanziari quotati su mercati attivi (calibrazione del modello) senza includer e parametri discrezionali – cioè parametri il cui valore non può essere desunto da quotazioni di strumenti finanzia ri presenti su mercati attivi ovvero non può essere fissato su livelli tali da replicare quotazioni presenti su mercati attivi – tali da influire in maniera determinante sul prezzo di valutazione finale.
Sono valutati secondo modelli che utilizzano input di livello 2:
– i titoli obbligazionari privi di quotazioni ufficiali espresse da un mercato attivo e il cui fair value è determinato tramite l’utilizzo di un appropriato credit spread, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristich e similari;
– i finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l’utilizzo di un appropriato credit spread individuato a partire da evidenze di mercato di strumenti finanziari con caratteristiche similari;
– i contratti derivati la cui valutazione è effettuata mediante appositi modelli, alimentati da parametri di input (quali curve di tasso, cambi e volatilità) osservati sul mercato;
– i prodotti strutturati di credito (tra cui ABS, CLO HY, CDO) per cui non sono disponibili prezzi significativi e il cui fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione che tengono conto di parametri desumibili dal mercato;
– i titoli di capitale non contribuiti valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul tito lo registrate in un arco di tempo ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti, o per i quali sono utilizzati i cosiddetti modelli valutativi “relativi” basati su moltiplicatori;
– i fondi hedge non UCITS, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.
Nel caso di strumenti classificati a livello 3, per la determinazione del fair value è necessario ricorrere a modelli valutat ivi che presuppongono l’utilizzo di parametri di input non direttamente osservabili sul mercato e che quindi comportano stime e assunzioni da parte del valutatore. In particolare, la valutazione dello strumento finanziario viene condotta utilizzando una metodologia di calcolo basata su specifiche ipotesi riguardanti:
– lo sviluppo dei cash -flow futuri, eventualmente condizionati ad eventi futuri cui possono essere attribuite probabilità desunte dall’esperienza storica o sulla base di ipotesi di comportamento;
– il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi, per la cui stima sono comunque privilegiate le informazioni acquisite da prezzi e spread osservati sul mercato. Nel caso queste non siano disponibili, si ricorre a dati storici del fattore di rischio specifico sottostante o a ricerche specializzate in materia (ad es. report di Agenzie di Rating o di primari attori del mercato).
Sono valutati secondo tale metodologia:
– alcune operazioni in derivati, in titoli obbligazionari o in strutturati di credito complessi valutati con input di livello 3 ;
– hedge fund in cui gli asset di livello 3 sono superiori ad una predeterminata soglia;
– fondi di private equity, fondi di private debt, fondi immobiliari e fondi chiusi derivanti da cessioni di credito non perform ing valutati al NAV, con eventuale applicazione di sconti ;
– quote partecipative e altri titoli di capitale la cui valutazione viene effettuata con l’utilizzo di modelli fondati su fluss i finanziari attualizzati o con metodi patrimoniali;
– finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l’utilizzo di un credit spread che non soddisfa i criteri per essere considerato livello 2;
– finanziamenti con rischio sottostante di natura azionaria, il cui fair value è calcolato sulla base dell’attualizzazione dei flussi contrattuali previsti.
Verifica indipendente dei prezzi (IPV) La verifica indipendente dei prezzi degli strumenti finanziari (Independent Price Verification – IPV) è “una procedura di verifica regolare dell'esattezza e dell'indipendenza dei prezzi di mercato o dei dati immessi nei modelli” (Art. 4 (1.70) Regolamento (UE) n. 575/2013), effettuata “accanto alla valutazione giornaliera in base ai prezzi di mercato o ad un modello […] da una person a o da una unità indipendente dalle persone o dalle unità che beneficiano del portafoglio di negoziazione” (Art. 105 (8) Regol amento (UE) n. 575/2013).
Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha strutturato un processo IPV articolato su 3 livelli di controllo, coerentemente con quanto indic ato dalla Circolare Banca d’Italia 285/2013, recepita nel Sistema dei Controlli Interni Integrati, che richiede l’integrazione de i processi di gestione dei rischi con i processi e le metodologie di valutazione, anche a fini contabili, delle attività aziend ali.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza il processo di verifica indipendente dei prezzi, attraverso le “Linee Guida/Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi” di Gruppo, come illustrate in dettaglio nel fascicolo “Bilanci 2025”, al qu ale si fa rinvio per maggiori informazioni.
Valore prudente degli strumenti finanziari Il quadro delle valutazioni finanziarie si completa con la valutazione prudente delle poste valutate al fair value. S econdo quanto disposto dal Regolamento (UE) n. 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), la valutazione prudente comporta il calcolo di specifiche rettifiche di valore supplementari (Additional Valuation Adjustment - AVA) per gli strumenti finanziar i valutati al fair value, volto ad intercettare diverse fonti di incertezza valutativa garantendo il raggiungimento di un adeguato grado di certezza nella valutazione delle posizioni. Il valore totale degli AVA viene dedotto dal capitale primario di classe 1, senza impatto sul fair value contabile.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
199 Il Gruppo Intesa Sanpaolo, in linea con i criteri indicati nel Regolamento Delegato (UE) n. 2016/101, è soggetto all’applicaz ione del metodo di base per la determinazione degli AVA sia a livello individuale sia a livello consolidato per tutte le posizioni valutate al fair value. Il valore prudente corrisponde al valore di uscita dalla posizione (“exit price”) con un livello di certezza p ari al 90%.
Il Gruppo disciplina e formalizza la misurazione del valore prudente degli strumenti finanziari attraverso le “Linee Guida/Re gole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value” di Gruppo, illustrate in dettaglio nel fascicolo “Bilanci 2025”, al quale si fa rinvio per maggiori informazioni.
Gerarchia del fair value
Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value (milioni di euro) Attività/Passività misurate al fair value 30.06.2026 31.12.2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 134.142 30.228 10.468 121.864 30.600 10.008 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 24.981 27.078 145 18.087 28.014 140 di cui: titoli di capitale 8.881 - 1 5.446 - 1 di cui: OICR 494 - 34 438 - 34 b) Attività finanziarie designate al fair value - - 4 - - 4 c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 109.161 3.150 10.319 103.777 2.586 9.864 di cui: titoli di capitale 9.427 871 217 7.859 530 107 di cui: OICR 88.982 217 8.405 85.683 194 8.208 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 155.448 14.042 628 151.096 11.650 695 di cui: titoli di capitale 589 192 576 638 141 572 3. Derivati di copertura - 5.837 - - 7.372 -
4. Attività materiali - - 6.509 - - 6.569 5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 289.590 50.107 17.605 272.960 49.622 17.272 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 6.330 34.178 120 6.334 33.319 3 2. Passività finanziarie designate al fair value 2.866 76.221 315 3.539 72.806 35 3. Derivati di copertura - 2.882 - - 2.695 -
Totale 9.196 113.281 435 9.873 108.820 38
La tabella sopra esposta riporta i dati relativi all’intero Gruppo, incluse le compagnie assicurative.
Con riferimento alle attività, gli strumenti di livello 3, che presentano la maggiore discrezionalità nella determinazione de l fair Value, rappresentano una quota contenuta del portafoglio, con un’incidenza del 4,9% sul totale delle attività (5,1% al 31 dicembre 2025).
Le attività finanziarie di livello 3 si riferiscono prevalentemente alle quote di OICR delle Attività finanziarie obbligatori amente valutate al fair value e sono ascrivibili ai fondi obbligazionari e azionari delle compagnie assicurative per euro 4.673 mil ioni e alle quote di OICR del Gruppo bancario per 3.732 milioni.
Per quanto concerne il comparto bancario, le quote di OICR delle Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair valu e sono principalmente ascrivibili alla Capogruppo e in termini di composizione si riferiscono, in ordine di rilevanza, ai fondi immobiliari, fondi di private equity, fondi di private debt, hedge fund, fondi per le infrastrutture, fondi di venture capital.
La voce include altresì 151 milioni riferibili alle interessenze detenute dalla Banca nel Fondo Atlante e in Italian Recovery Fund (già Fondo Atlante II), fondi d'investimento alternativi a sostegno delle banche italiane nelle operazioni di ricapitalizzazi one e nella gestione dei crediti in sofferenza del settore.
La voce Attività materiali valutate al fair value di livello 3 include il patrimonio immobiliare e il patrimonio artistico di pregio e rappresenta il 37% delle attività di bilancio al fair value di livello 3.
L’81% delle attività valutate al fair value è misurato attraverso il ricorso a quotazioni di mercato (livello 1), quindi senz a lasciare alcuna discrezionalità al valutatore.
Il 92,2% delle passività valutate al fair value è riconducibile al Livello 2 della gerarchia del fair value. Tale quota è rap presentata prevalentemente dai contratti di investimento unit linked, classificati tra le passività finanziarie designate al fair v alue e riferibili alle compagnie assicurative, per un ammontare pari a 49.564 milioni di euro. Risulta inoltre significativo, sempre nell'ambit o del livello 2, l'importo dei Certificates emessi da Intesa Sanpaolo S.p.A., pari a 35.970 milioni di euro.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
200 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value (di cui Gruppo Bancario e Altre Imprese) (milioni di euro) Attività/Passività misurate al fair value 30.06.2026 31.12.2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 25.232 28.644 4.898 18.324 29.227 4.264 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 24.939 27.076 145 18.055 28.014 140 di cui: titoli di capitale 8.881 - 1 5.446 - 1 di cui: OICR 494 - 34 438 - 34 b) Attività finanziarie designate al fair value - - 4 - - 4 c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 293 1.568 4.749 269 1.213 4.120 di cui: titoli di capitale 225 871 132 205 530 14 di cui: OICR 68 217 3.732 64 194 3.476 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 85.562 10.555 575 81.072 8.257 621 di cui: titoli di capitale 589 192 569 638 141 565 3. Derivati di copertura - 5.805 - - 7.342 -
4. Attività materiali - - 6.504 - - 6.562 5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 110.794 45.004 11.977 99.396 44.826 11.447 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 6.323 34.174 120 6.329 33.316 3 2. Passività finanziarie designate al fair value 2.866 26.657 315 3.539 23.622 35 3. Derivati di copertura - 2.850 - - 2.641 -
Totale 9.189 63.681 435 9.868 59.579 38
Con riferimento alle sole attività del Gruppo Bancario e delle Altre imprese, gli strumenti di livello 3, che presentano la m aggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano una quota contenuta del portafoglio, con un’incidenza de l 7,1% sul totale delle attività (7,4% al 31 dicembre 2025).
Il 66% delle attività valutate al fair value è misurato attraverso il ricorso a quotazioni di mercato (livello 1), quindi sen za lasciare alcuna discrezionalità al valutatore.
La voce Attività materiali valutate al fair value di livello 3 include il patrimonio immobiliare e il patrimonio artistico di pregio e rappresenta il 54,3% delle attività di bilancio al fair value di livello 3.
Con riferimento alle passività, queste sono per l’86,9% imputabili al livello 2 e la quota di strumenti di livello 3 è inferi ore all’1% rispetto al totale delle passività.
Al 30 giugno 2026, l’impatto del rischio di non performance (Credit Value Adjustment e Debt Value Adjustment) nella determinazione del fair value dei contratti derivati è pari a 85 milioni in riduzione del fair value positivo ed a 35 milioni in aumento del fair value negativo.
L’impatto del Funding Value Adjustment in riduzione del fair value è pari a 24 milioni e corrisponde al costo di finanziament o dei flussi di cassa generati dal complessivo portafoglio dei derivati OTC della Capogruppo.
La determinazione quantitativa dei menzionati aggiustamenti valutativi prescinde dalla misurazione degli effetti delle correl ate strategie di copertura gestionale, ove presenti.
Si segnala infine che nella voce “Altre attività”, non direttamente inclusa nella tabella sopra riportata, al 30 giugno 2026 figurano crediti fiscali iscritti e misurati al fair value per 5,5 miliardi, di cui circa 2 miliardi detenuti nel business model Ho ld to Collect and Sell e 3,5 miliardi detenuti nel business model Other/Trading. Il fair value di tali crediti è determinato con riferimento al le variazioni dei tassi di interesse. Stante la peculiarità dei crediti in oggetto, agli stessi è attribuito un l ivello pari a 3, peraltro in coerenza con le considerazioni con la nota di chiarimenti emanata da Banca d’Italia in data 24 luglio 2023 (“Nota di chiarime nti in materia di rischio di credito”).
Oltre ai trasferimenti relativi ad attività e passività finanziarie valutate al livello 3 dettagliati nel seguito, si segnala che nel corso del 2026 si sono avuti trasferimenti:
̶ da livello 1 a livello 2 di:
o attività finanziarie di negoziazione per 15 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026);
o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 242 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026);
o passività finanziarie di negoziazione per 415 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026);
o passività finanziarie designate al fair value per 1.785 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026);
̶ da livello 2 a livello 1 di:
o attività finanziarie di negoziazione per 284 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026);
o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 73 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026);
o passività finanziarie di negoziazione per 321 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026);
o passività finanziarie designate al fair value per 2.352 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026).
Note illustrative – Il presidio dei rischi
201 I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall’evoluzione dell’osservabilità dei prezzi o dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti e della significatività degli input non osservabili.
Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo per quello strumento, verificata analizzando l’affidabilità e la reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nelle Line e Guid a e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo. Per contro, i titoli per i quali viene effettuata una valutazione da mark -to-model utilizzando input osservabili sul mercato – classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l’esistenza di un mercato attivo.
Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value (di cui Imprese di
Assicurazioni)
(milioni di euro) Attività/Passività misurate al fair value 30.06.2026 31.12.2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 108.910 1.584 5.570 103.540 1.373 5.744 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 42 2 - 32 - -
di cui: titoli di capitale - - - - - -
di cui: OICR - - - - - -
b) Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 108.868 1.582 5.570 103.508 1.373 5.744 di cui: titoli di capitale 9.202 - 85 7.654 - 93 di cui: OICR 88.914 - 4.673 85.619 - 4.732 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 69.886 3.487 53 70.024 3.393 74 di cui: titoli di capitale - - 7 - - 7 3. Derivati di copertura - 32 - - 30 -
4. Attività materiali - - 5 - - 7 5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 178.796 5.103 5.628 173.564 4.796 5.825 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 7 4 - 5 3 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - 49.564 - - 49.184 -
3. Derivati di copertura - 32 - - 54 -
Totale 7 49.600 - 5 49.241 -
Con riferimento alle attività delle Imprese di assicurazioni, gli strumenti di livello 3, che presentano la maggiore discrezi onalità nella determinazione del fair value, rappresentano una quota molto contenuta del portafoglio, con un’incidenza del 3% sul t otale delle attività (3,2% al 31 dicembre 2025).
Il 94,3% delle attività finanziarie valutate al fair value del comparto assicurativo è misurato attraverso il ricorso a quota zioni di mercato (livello 1), quindi senza lasciare alcuna discrezionalità al valutatore.
Le passività al fair value sono quasi interamente misurate con input di livello 2 e sono riferibili ai contratti di investime nto unit linked inclusi tra le Passività finanziarie designate al fair value.
Oltre ai trasferimenti relativi ad attività e passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al livello 3 dettaglia ti nel seguito, si segnala che nel corso del 2026 si sono avuti trasferimenti:
̶ da livello 1 a livello 2 di:
o altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per 8 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026);
o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 43 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026);
̶ da livello 2 a livello 1 di:
o altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per 30 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026).
o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 52 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2026).
I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall’evoluzione dell’osservabilità dei prezzi o dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti e della significatività degli input non osservabili.
Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo per quello strumento, verificata analizzando l’affidabilità e la reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nelle Line e Guid a e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo. Per contro, i titoli per i quali viene effettuata una valutazione da mark -to-model utilizzando input osservabili sul mercato – classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l’esistenza di un mercato attivo.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
202 Variazioni semestrali delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) (milioni di euro) Attività valutate al fair value con impatto a conto economico Attività
finanziarie
valutate al fair
value con
impatto sulla
redditività
complessiva Derivati
di
copertura Attività
materiali Attività
immateriali
TOTALE di cui: a)
Attività
finanziarie
detenute per la negoziazione di cui: b)
Attività
finanziarie
designate al
fair value di cui: c) Altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
1. Esistenze iniziali 10.008 140 4 9.864 695 - 6.569 -
2. Aumenti 2.600 33 - 2.567 87 - 51 -
2.1 Acquisti 845 18 - 827 - - 6 -
2.2 Profitti imputati a: 908 2 - 906 20 - 6 -
2.2.1 Conto economico 908 2 - 906 - - 2 -
- di cui plusvalenze 900 2 - 898 - - 2 -
2.2.2 Patrimonio netto - X X X 20 - 4 -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 131 9 - 122 - - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 716 4 - 712 67 - 39 -
3. Diminuzioni -2.140 -28 - -2.112 -154 - -111 -
3.1 Vendite -374 -7 - -367 -7 - -6 -
3.2 Rimborsi -13 -10 - -3 -20 - - -
3.3 Perdite imputate a: -1.241 -7 - -1.234 -50 - -57 -
3.3.1 Conto economico -1.241 -7 - -1.234 - - -54 -
- di cui minusvalenze -981 -7 - -974 - - -54 -
3.3.2 Patrimonio netto - X X X -50 - -3 -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli -3 -2 - -1 -44 - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione -509 -2 - -507 -33 - -48 -
4. Rimanenze finali 10.468 145 4 10.319 628 - 6.509 -
La tabella sopra esposta riporta i dati relativi all’intero Gruppo, incluse le compagnie assicurative.
Variazioni semestrali delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) (di cui Gruppo Bancario e
Altre Imprese)
(milioni di euro) Attività valutate al fair value con impatto a conto economico Attività
finanziarie
valutate al fair
value con
impatto sulla
redditività
complessiva Derivati
di
copertura Attività
materiali Attività
immateriali
TOTALE di cui: a)
Attività
finanziarie
detenute per la negoziazione di cui: b)
Attività
finanziarie
designate al
fair value di cui: c) Altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
1. Esistenze iniziali 4.264 140 4 4.120 621 - 6.562 -
2. Aumenti 947 33 - 914 28 - 51 -
2.1 Acquisti 547 18 - 529 - - 6 -
2.2 Profitti imputati a: 92 2 - 90 20 - 6 -
2.2.1 Conto economico 92 2 - 90 - - 2 -
- di cui plusvalenze 84 2 - 82 - - 2 -
2.2.2 Patrimonio netto - X X X 20 - 4 -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 128 9 - 119 - - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 180 4 - 176 8 - 39 -
3. Diminuzioni -313 -28 - -285 -74 - -109 -
3.1 Vendite -32 -7 - -25 -7 - -4 -
3.2 Rimborsi -13 -10 - -3 -6 - - -
3.3 Perdite imputate a: -155 -7 - -148 -10 - -57 -
3.3.1 Conto economico -155 -7 - -148 - - -54 -
- di cui minusvalenze -154 -7 - -147 - - -54 -
3.3.2 Patrimonio netto - X X X -10 - -3 -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli -3 -2 - -1 -44 - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione -110 -2 - -108 -7 - -48 -
4. Rimanenze finali 4.898 145 4 4.749 575 - 6.504 -
Note illustrative – Il presidio dei rischi
203 Variazioni semestrali delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) (di cui Imprese di
Assicurazioni)
(milioni di euro) Attività valutate al fair value con impatto a conto economico Attività
finanziarie
valutate al fair
value con
impatto sulla
redditività
complessiva Derivati
di
copertura Attività
materiali Attività
immateriali
TOTALE di cui: a)
Attività
finanziarie
detenute per la negoziazione di cui: b)
Attività
finanziarie
designate al
fair value di cui: c) Altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
1. Esistenze iniziali 5.744 - - 5.744 74 - 7 -
2. Aumenti 1.653 - - 1.653 59 - - -
2.1 Acquisti 298 - - 298 - - - -
2.2 Profitti imputati a: 816 - - 816 - - - -
2.2.1 Conto economico 816 - - 816 - - - -
- di cui plusvalenze 816 - - 816 - - - -
2.2.2 Patrimonio netto - X X X - - - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 3 - - 3 - - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 536 - - 536 59 - - -
3. Diminuzioni -1.827 - - -1.827 -80 - -2 -
3.1 Vendite -342 - - -342 - - -2 -
3.2 Rimborsi - - - - -14 - - -
3.3 Perdite imputate a: -1.086 - - -1.086 -40 - - -
3.3.1 Conto economico -1.086 - - -1.086 - - - -
- di cui minusvalenze -827 - - -827 - - - -
3.3.2 Patrimonio netto - X X X -40 - - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - - - - - - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione -399 - - -399 -26 - - -
4. Rimanenze finali 5.570 - - 5.570 53 - 5 -
Variazioni semestrali delle passività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) (milioni di euro)
Passività
finanziarie
detenute
per la
negoziazione Passività
finanziarie
designate al
fair value Derivati di
copertura
1. Esistenze iniziali 3 35 -
2. Aumenti 119 300 -
2.1 Emissioni 23 299 -
2.2 Perdite imputate a: - 1 -
2.2.1 Conto economico - 1 -
- di cui minusvalenze - 1 -
2.2.2 Patrimonio netto X - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 96 - -
2.4 Altre variazioni in aumento - - -
3. Diminuzioni -2 -20 -
3.1 Rimborsi - - -
3.2 Riacquisti - -11 -
3.3 Profitti imputati a: -2 - -
3.3.1 Conto economico -2 - -
- di cui plusvalenze -2 - -
3.3.2 Patrimonio netto X - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - -9 -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - - -
4. Rimanenze finali 120 315 -
Viene riportata un’unica tabella, interamente riferita a Gruppo bancario e Altre imprese (il comparto assicurativo non presen ta la fattispecie).
Note illustrative – Il presidio dei rischi
204 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value (milioni di euro) Attività/Passività non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente 30.06.2026 31.12.2025
Valore
di bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Valore di bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 553.776 64.170 301.731 178.890 532.710 55.823 293.578 172.007 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - -
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.057 - - 1.057 1.065 - - 1.065 Totale 554.833 64.170 301.731 179.947 533.775 55.823 293.578 173.072 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 636.774 50.135 544.727 44.080 623.444 52.676 531.634 41.424 2. Passività associate ad attività in via di dismissione 62 - - 62 45 - - 45 Totale 636.836 50.135 544.727 44.142 623.489 52.676 531.634 41.469
Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value (di cui Gruppo Bancario e Altre Imprese) (milioni di euro) Attività/Passività non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente 30.06.2026 31.12.2025
Valore
di bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Valore di bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 553.773 64.170 301.728 178.890 532.701 55.823 293.569 172.007 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - -
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.057 - - 1.057 1.065 - - 1.065 Totale 554.830 64.170 301.728 179.947 533.766 55.823 293.569 173.072 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 634.682 50.135 542.694 44.080 621.287 52.676 529.568 41.424 2. Passività associate ad attività in via di dismissione 62 - - 62 45 - - 45 Totale 634.744 50.135 542.694 44.142 621.332 52.676 529.568 41.469
Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value (di cui Imprese di Assicurazioni) (milioni di euro) Attività/Passività non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente 30.06.2026 31.12.2025
Valore
di bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Valore di bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3 - 3 - 9 - 9 -
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - -
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 3 - 3 - 9 - 9 -
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.092 - 2.033 - 2.157 - 2.066 -
2. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 2.092 - 2.033 - 2.157 - 2.066 -
Note illustrative – Il presidio dei rischi
205 Analisi di sensitività per attività e passività finanziarie valutate a livello 3 Come richiesto dal principio IFRS 13, la tabella che segue evidenzia, per le attività e le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3, gli effetti del cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili significativi utilizzati nelle tecn iche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value. Si precisa che in tabella sono valorizzati soltanto gli effetti complessivame nte non nulli al 30 giugno 2026.
Attività/passività finanziarie Parametri non osservabili Sensitivity
(migliaia di
euro) Variazione
parametro
non
osservabile
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Credit spread -111 1 pb Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI JD parameters -14 1% Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Correlazione -158 1% Derivati OTC - Equity Correlazione tra sottostanti basket equity -42 10% Derivati OTC - Equity Volatilità storica -2.372 10% Derivati OTC - Equity CPPI Correlazione storica -52 10% Fondi Hedge Net Asset Value 33 1%
Informativa sul c.d. “Day one profit/loss” L’IFRS 9 stabilisce che l’iscrizione iniziale degli strumenti finanziari deve avvenire al fair value. Normalmente il fair val ue di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al “prezzo di transazione”, in altre parole al l’importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie. L’affermazione che all’atto dell’iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario di norma coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente generalmente riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto livello 1 della gerarchia del fair value. Eventuali differenze tra prezz o e fair value sono normalmente da attribuire ai cosiddetti margini commerciali, che si ritiene di n on far rientrare nella casistica del Day One Profit (DOP). I margini commerciali transitano, dunque, a conto economico al momento della prima valutazione successiva dello strumento finanziario. Anche nel caso del livello 2, che si basa su prezzi derivati i ndirettamente dal mercato (comparable approach), l’iscrizione iniziale vede in molti casi sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Le residue differenze riscontrabili, come nel caso precedente, sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini comme rciali. Nel caso del livello 3 sussiste una discrezionalità parziale dell’operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value, manca un inequivocabile termine di riferimento da ra ffrontare con il prezzo della transazione. Per lo stesso motivo risulta difficile determinare con precisione anche un eventuale margine commerciale da imputare a conto economico. In tal caso l’iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo, prescindend o dalla possibile identificazione di margini commerciali. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all’atto della prima valutazione, definita anche come DOP. Tale differenza deve essere riconosciuta a co nto economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l’effetto tempo). Nel caso in cui input non osservabili, utilizzati ai fini della stima del fair value, divent ino osservabili, i residui DOP sospesi patrimonialmente vengono iscritti a conto economico in un’unica soluzione. Analogamente, nel caso di operazioni gestite “a libro” nell’ambito dell’operatività della divisione d’investimento, i DOP registrati sulle ope razioni - incluse nella suddetta gestione a libro - sono rilevati a conto economico nel momento in cui sono poste in essere operazioni che nella sostanza eliminano i rischi legati a parametri non osservabili dello strumento che ha generato il DOP.
Così come nel 2025, anche nel corso del primo semestre 2026 non risulta nulla da segnalare.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
206 INFORMATIVA SUI PRODOTTI STRUTTURATI DI CREDITO
L’esposizione al rischio in prodotti strutturati di credito si attesta al 30 giugno 2026 a 9.121 milioni, con un incremento n etto di 1.721 milioni rispetto allo stock di 7.400 milioni del 31 dicembre 2025. L’esposizione include investimenti in CLO (Collate ralized Loan Obligations) per 4.943 milioni, in ABS (Asset Backed Securities) per 4.174 milioni ed in CDO (Collateralized Debt Obligations) per 4 milioni, sempre più quale operatività marginale.
(milioni di euro) Categorie contabili 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Collateralized
Loan
Obligations Asset
Backed
Securities Collateralized
Debt
Obligations Totale
assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 316 1.230 - 1.546 1.127 419 37,2 Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1 - - 1 - 1 -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.198 315 - 2.513 2.574 -61 -2,4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.428 2.629 4 5.061 3.699 1.362 36,8 Totale 4.943 4.174 4 9.121 7.400 1.721 23,3
La presente informativa include, quali prodotti strutturati di credito, titoli di debito detenuti dal Gruppo il cui tranching all’emissione presenti diversi gradi di subordinazione e che non siano stati emessi nell’ambito di operazioni originate da en tità del Gruppo Intesa Sanpaolo e da Public Entity, oltre che nell’ambito di operazioni con cui il Gruppo finanzia la propria clie ntela corporate e financial institution60 La dinamica del portafoglio nel primo semestre 2026 denota complessivamente maggiori investimenti rispetto alle cessioni ed ai rimborsi, per una variazione complessiva in aumento di 1.721 milioni, principalmente riconducibile all’operatività della Division e IMI Corporate & Investment Banking, trattasi di maggiori investimenti in ABS e CLO, emessi principalmente da società finanziarie, aventi top rating.
Le esposizioni valutate al fair value (titoli di debito CLO e ABS) passano da 3.701 milioni di dicembre 2025 a 4.060 milioni di giugno 2026, con un incremento netto di 359 milioni ascrivibile a maggiori investimenti per complessivi 1.250 milioni, da rif erire per 955 milioni alle attività finanziarie detenute per la negoziazione, per 294 milioni alle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e per 1 milione alle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fa ir value, a cui si contrappongono rimborsi e cessioni per complessivi 891 milioni, afferenti per 536 milioni al primo comparto e per 355 milioni al secondo comparto.
Le esposizioni classificate tra le attività valutate al costo ammortizzato (titoli di debito CLO, ABS e CDO) si attestano a 5.061 milioni a giugno 2026 e si confrontano con una consistenza di 3.699 milioni a dicembre 2025, per un incremento netto di 1.362 milioni generato da maggiori investimenti per 2.045 milioni, solo parzialmente compensati da cessioni e rimborsi per 683 milioni.
Da un punto di vista economico, il risultato di +2 milioni del primo semestre 2026, si confronta con quello di +4 milioni del primo semestre 2025. La performance delle attività detenute per la negoziazione al 30 giugno 2026, complessivamente nullo e da ascrivere alle esposizioni in CLO ed ABS si riferisce per +2 milioni ai realizzi e per -2 milioni alle valutazioni; al 30 giugno 2025 rilevavano +3 milioni, dalle esposizioni in CLO ed ABS (+2 milioni per impatti da realizzo e +1 milione da effetti valutativi ).
Le esposizioni in titoli di debito classificati tra le attività valutate al fair value con impatto sulla redditività compless iva, nel 2026 registrano una variazione complessivamente nulla di fair value a riserva di patrimonio netto (riserva di -3 milioni s ia a dicembre 2025 che a giugno 2026), mentre a conto economico rilevano impatti per +1 milione da riprese di valore, che erano invece null i nel 2025.
Sui titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato, il risultato a conto economico al 30 giugno 2026 complessivamente di +1 milione, afferente ad utili da cessioni di CDO (Collateralized Debt Obligations), si confronta con lo stesso risultato di +1 milione del 30 giugno 2025.
(milioni di euro) Risultati di conto economico per categoria contabile 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Collateralized
Loan
Obligations Asset
Backed
Securities Collateralized
Debt
Obligations Totale
assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - 3 -3 Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - - - -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1 - - 1 - 1 -
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - - 1 1 1 - -
Totale 1 - 1 2 4 -2 -50,0
60 Quest’ultima operatività è posta in essere dal Gruppo per il tramite della controllata Duomo Funding Plc.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
207 INFORMATIVA CIRCA L’OPERATIVITA’ SVOLTA ATTRAVERSO SPECIAL PURPOSE
ENTITIES (SPE)
Agli effetti di questa rilevazione, sono considerate Special Purpose Entities (SPE) le entità legali costituite per il raggiu ngimento di uno specifico obiettivo, ben definito e limitato (raccolta fondi sul mercato, acquisizione/cessione/gestione di determi nati assets sia per la realizzazione di operazioni di cartolarizzazione di attivi sia per la provvista di fondi attraverso operazioni di auto-cartolarizzazione ed emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, sviluppo e/o finanziamento di specifiche iniziative di business, operazioni di leveraged buy out, gestione del rischio di credito connesso al proprio portafoglio).
Sponsor dell’operazione è, di norma, un soggetto che chiede la strutturazione dell’operazione che coinvolge la SPE al fine di raggiungere determinati obiettivi. A volte lo sponsor può essere la Banca stessa, che costituisce una SPE per conseguire uno degli obiettivi sopra citati.
Per le categorie di SPE identificate come entità strutturate non consolidate non si segnalano modifiche ai criteri in base ai quali il Gruppo Intesa Sanpaolo decide per l’inserimento o meno delle società nel perimetro di consolidamento rispetto a quanto gi à riportato nel Bilancio 2025.
Con riferimento ai programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (Covered Bond), nell’ambito del programma di emissione di OBG garantito da ISP CB Ipotecario , a febbraio sono scadute le serie n. 4, per un ammontare di 100 milioni, e n. 16, per un ammontare di 1,25 miliardi.
Nell’ambito del programma di Covered Bond garantito da ISP OBG, a giugno sono state effettuate due emissioni retained di Covered Bond, quotate presso la Borsa di Lussemburgo con rating AA (Low) di Morningstar DBRS, per un ammontare complessivo di 5,7 miliardi:
- la serie n. 50 di 2,8 miliardi, a tasso fisso e con scadenza a 11 anni;
- la serie n. 51 di 2,9 miliardi, a tasso fisso e con scadenza a 13 anni.
Relativamente al portafoglio crediti, a maggio è stata perfezionata l’operazione di cessione di un portafoglio di 9,3 miliard i.
INFORMATIVA SULLE LEVERAGED TRANSACTIONS
In coerenza con la normativa ECB di riferimento (“Guidance on Leveraged Transactions”) il perimetro delle operazioni Leveraged Transaction include, oltre alle esposizioni nei confronti di soggetti la cui maggioranza del capitale è detenuta da uno o più spo nsor finanziari, anche le esposizioni nelle quali il livello di leva finanziaria del prenditore, misurato come rapporto tra Indebitamento finanziario complessivo e MOL, risulti superiore a 4. Sono peraltro esplicitamente escluse da tale perimetro le contro parti con rating in area Investment Grade, persone fisiche, istituti di credito, istituti finanziari e società del settore finanziario in genere, enti pubblici, enti “no profit”, nonché le controparti con affidamenti al di sotto di una certa soglia di mate rialità (5 milioni), le controparti SME Retail e quelle SME Corporate (quest’ultime se non possedute da sponsor finanziario).
Sono inoltre escluse le operazioni di specialised lending (project finance, real estate e asset financing) e alcune altre tip ologi e di affidamenti, quali ad esempio le operazioni di trade finance.
Al 30 giugno 2026, per il Gruppo Intesa Sanpaolo, le operazioni che rispondono alla definizione di “Leveraged Transactions” delle Linee Guida BCE ammontano a 32,3 miliardi, riferiti a 2.218 linee di credito. La distribuzione geografica evidenzia che circa la metà delle operazioni, in termini di volumi, è riconducibile a controparti domestiche (51%). I principali macro -settori economici a cui sono riferibili le controparti interessate sono quello dei servizi, industriale e finanziario.
Si segnala che, coerentemente con quanto richiesto dalle Linee Guida BCE, nell’ambito del Credit Risk Appetite sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione di Capogruppo specifici limiti per lo stock in essere di Leveraged Transactions, l imiti sui flussi di nuove operazioni, e soglie di early warning sulla concentrazione, in linea con l’appetito per il rischio del Gruppo su questa tipologia di operatività.
INFORMATIVA SUL PRIVATE CREDIT
L'esposizione creditizia di Intesa Sanpaolo verso Fondi di Private Credit non è significativa e relativa a senior secured por tfolio financing caratterizzati da elevati livelli di protezione strutturale.
INFORMATIVA SUGLI INVESTIMENTI IN HEDGE FUND
La consistenza del portafoglio hedge fund di Capogruppo al 30 giugno 2026 si attesta a 334 milioni per il trading book e a 217 milioni per il banking book, per complessivi 551 milioni, a fronte rispettivamente di 295 milioni e di 195 milioni, per complessi vi 490 milioni, al 31 dicembre 2025.
Gli investimenti nel portafoglio di banking book sono contabilizzati nella categoria delle attività finanziarie obbligatoriam ente valutate al fair value e riguardano fondi che adottano strategie di investimento a medio -lungo termine e con tempi di riscatto mediamente superiori a quelli previsti per i fondi UCITS (Undertakings for Collective Investment Schemes in Transferable Securities).
Nel 2026 si è registrato un incremento delle consistenze di 61 milioni rispetto al fine anno precedente, che include maggiori investimenti per +70 milioni, dismissioni per -33 milioni, variazioni di fair value per +22 milioni e adeguamenti a cambi correnti per +2 milioni.
Gli investimenti sono stati effettuati a valere sul portafoglio di trading per +50 milioni, in hedge fund UCITS che meglio soddisfano i requisiti di assorbimento patrimoniale nel rispetto della normativa CRR, oltre che sul portafoglio di banking pe r +20 milioni; le dismissioni si riferiscono al portafoglio di trading per -26 milioni ed al portafoglio di banking per -7 milioni; le variazioni positive di fair value sono afferenti al trading book per +15 milioni ed al banking book per +7 milioni, mentre gl i adeguamenti a cambi correnti rilevano sul portafoglio di banking per +2 milioni.
Quanto agli effetti economici, nel primo semestre 2026 si registra un risultato complessivamente positivo per +23 milioni, riconducibile ad effetti valutativi per +22 milioni (trading book +15 milioni e banking book +7 milioni) e ad impatti da real izzo sul portafoglio di trading per +1 milione; nel primo semestre 2025 il risultato a conto economico era stato di +8 milioni riferib ili ad
Note illustrative – Il presidio dei rischi
208 effetti valutativi per +7 milioni (trading book +3 milioni e banking book +4 milioni) e ad impatti da realizzo sul portafogli o di banking per +1 milione.
Nel Gruppo Intesa Sanpaolo, Eurizon Capital SGR al 30 giugno 2026 rileva un’esposizione in hedge fund per 15 milioni (14 milioni al 31 dicembre 2025), ed un impatto a conto economico di +0,4 milioni da effetti valutativi (+0,1 milioni anch’essi dalle valut azioni al 30 giugno 2025). Gli hedge fund sono detenuti secondo una logica di seeding, che prevede la costituzione di un portafoglio di servizio composto da quote di fondi comuni di investimento per i quali è stata avviata la commercializza zione, a sostegn o dei fondi stessi.
INFORMATIVA CIRCA L’OPERATIVITÀ IN DERIVATI DI NEGOZIAZIONE STIPULATI CON LA CLIENTELA
Considerando i soli rapporti con clientela, alla data del 30 giugno 2026, il Gruppo Intesa Sanpaolo presentava, in relazione all’operatività di intermediazione in derivati con le controparti clientela retail, imprese non finanziarie ed enti ed ammini strazi oni pubbliche (escluse quindi, oltre alle istituzioni creditizie, anche le imprese finanziarie e quelle assicurative) un fair val ue positivo, al lordo degli accordi di netting, pari a 2.190 milioni (2.071 milioni al 31 dicembre 2025). Il valore nozionale d i tali derivati era pari a 46.209 milioni (45.883 milioni al 31 dicembre 2025).
In particolare, il nozionale dei contratti plain vanilla risultava pari a 42.733 milioni (41.623 milioni al 31 dicembre 2025) , mentre gli strutturati erano pari a 3.476 milioni (4.260 milioni al 31 dicembre 2025).
Si segnala che il fair value positivo dei contratti in essere con i 10 clienti più esposti era di 1.111 milioni (1.036 milion i al 31 dicembre 2025).
Per contro, il fair value negativo riferito al totale dei contratti in essere, determinato con gli stessi criteri, per le med esime tipologie di contratti, nei confronti delle stesse controparti, risultava - sempre alla data del 30 giugno 2026 - pari a 2.09 9 milioni (2.057 milioni al 31 dicembre 2025). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 53.971 milioni (48.098 milioni al 31 dicembre 2025).
In particolare, il nozionale dei contratti plain vanilla risultava pari a 49.640 milioni (44.198 milioni al 31 dicembre 2025) , mentre quello degli strutturati era pari a 4.331 milioni (3.900 milioni al 31 dicembre 2025).
Il fair value degli strumenti finanziari derivati stipulati con la clientela è stato determinato tenendo conto, come per tutt i gli altri derivati OTC, della qualità creditizia delle singole controparti (cosiddetto bilateral Credit Value Adjustment), che ha comportato la rilevazione a conto economico al 30 giugno 2026, nell’ambito del “Risultato netto dell’attività di negoziazione”, di un im patto negativo di 10 milioni (impatto negativo di 11 milioni al 30 giugno 2025).
Per quanto concerne le metodologie utilizzate nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rinvia ai pa ragrafi specificatamente dedicati a tale argomento nell’ambito del Bilancio del 2025.
Si precisa che i valori sopra riportati non includono i fair value dei derivati embedded in obbligazioni strutturate emesse, nonché le relative coperture poste in essere dal Gruppo.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
209 RISCHI OPERATIVI
Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di proced ure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni; la tassonomia dei rischi adottata dal Gruppo, condivisa fra le Fun zioni Aziendali di Controllo, per la componente di perdite economiche include nel rischio operativo i rischi: legali, di condotta, di non conformità, di financial crime, fiscali, tecnologici, di sicurezza informatica, di sicurezza fisica, terze parti, di qualità dei dati, di frode, di processo e l’employer risk. Sono esclusi i rischi strategici e di reputazione.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta una strategia di assunzione e gestione dei rischi operativi orientata a criteri di prudente gestione e finalizzata a garantire solidità e continuità aziendale nel lungo periodo, ponendo particolare attenzione al conseguimen to di un equilibrio ottimale tra obiettivi di crescita e di redditività e rischi conseguenti.
Per Rischio ICT (Information and Communication Technology), compreso nella accezione di rischio operativo, si intende il rischio di incorrere in perdite dovuto alla violazione della riservatezza, alla carente integrità e inadeguatezza dei sistemi e dei dati, alla indisponibilità dei sistemi e dei dati o alla incapacità di sostituire la tecnologia dell’informazione (IT) entro ragionevol i limiti di tempo e costi, in caso di modifica dei requisiti del contesto esterno o dell’attività (agility); si intende inoltre il rischio di sicurezza derivante da processi interni inadeguati o errati o da eventi esterni, inclusi gli attacchi informatici o da un livello di sicurezza fisica non adeguato.
Il sistema informativo è considerato dal Gruppo Intesa Sanpaolo uno strumento di primaria importanza per il conseguimento dei propri obiettivi strategici, di business e di responsabilità sociale, anche in considerazione della criticità dei process i azienda li che da esso dipendono. In coerenza con tale impostazione, è stato da tempo definito un framework per il governo dei rischi operativi, ICT e di sicurezza, con specifica normativa e processi organizzativi per la misurazione, la gestione e il controll o degli stessi.
Modello di Governo Un framework di gestione dei rischi operativi, ICT e di sicurezza efficace ed efficiente presuppone che lo stesso sia stretta mente integrato nei processi decisionali e nella gestione dell’operatività aziendale. Per tale ragione, il Gruppo Intesa Sanpaolo h a scelto di coinvolgere con responsabilità diretta nel processo di gestione dei rischi operativi, ICT e di sicurezza (c.d. Oper ational, ICT & security Risk Management) le Unità Organizzative (business unit, strutture centrali/di supporto) della Capogruppo, delle banche e delle società del Gruppo.
Il processo di governo dei rischi operativi, ICT e di sicurezza del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola nelle seguenti fasi:
– identificazione: individuazione e descrizione delle potenziali aree di rischio operativo, ICT e di sicurezza (es. eventi operativi, presenza di criticità, processi da sottoporre ad assessment ed associazione dei rischi/controlli rispetto ai quali eseguire le valutazioni, scenari di rischio rilevanti);
– valutazione e misurazione: determinazione dell’esposizione ai rischi operativi, ICT e di sicurezza (es. Autodiagnosi61, determinazione del capitale economico e regolamentare, analisi preventive dei rischi operativi, ICT e di sicurezza, definizione della rilevanza delle criticità individuate );
– monitoraggio e controllo: presidio nel continuo dell’evoluzione dell’esposizione ai rischi operativi, ICT e di sicurezza anch e al fine di prevenire l’accadimento di eventi dannosi e di promuovere l’attiva gestione del rischio stesso;
– mitigazione: contenimento dei rischi operativi, ICT e di sicurezza tramite opportune azioni di mitigazione e idonee strategie di trasferimento del rischio stesso attraverso un approccio risk -driven;
– comunicazione: predisposizione dei flussi informativi connessi alla gestione dei rischi operativi, ICT e di sicurezza volti a consentire l’adeguata conoscenza dell’esposizione a tali rischi.
61 L’Autodiagnosi è il processo annuale attraverso il quale le Unità Organizzative identificano il proprio livello di esposizion e al rischio operativo, ICT e di sicurezza. Essa comprende l’Operational Risk Assessment e l’ICT Risk Assessment, a loro volta costituiti dalle attività di Risk and Control Self -Assessment (RCSA) e di Analisi di Scenario (AS).
CdA , CEO, Comitati direzionali (Comitato Rischi e Sostenibilità), Comitati manageriali (Comitato Coordinamento Controlli e Rischi
Non Finanziari)
Definizione obiettivi e politiche di governo dei rischi operativi
Supervisione e
Indirizzo StrategicoArea di Governo Chief Risk Officer, Funzione Centralizzata di gestione del rischio operativo (Operational, It & Cyber Risk
Management )
Coordinamento
dell’attuazione degli
indirizzi e delle politiche di governo dei rischi operativi
Definizione, sviluppo,
mantenimento del
Framework di gestione dei rischi operativiUnità Organizzative di
Capogruppo/Società del
Gruppo (funzioni di Operational Risk Management Decentrato e Referenti, funzioni di risk
management locali)
Presidio dei rischi operativi nelle singole
Unità
Organizzative/Società
del Gruppo
Alimentazione del
sistema di gestione dei Rischi Operativi (eventi
operativi, criticità,
azioni di mitigazione,
autodiagnosi)
Note illustrative – Il presidio dei rischi
210 Requisito patrimoniale a fronte dei Rischi Operativi Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha utilizzato il modello interno AMA – in partial use con i metodi standardizzato e base – per la determinazione del requisito patrimoniale fino al 31 dicembre 2024.
Da gennaio 2025 – come riportato in dettaglio nel paragrafo “La normativa Basilea” della presente Relazione semestrale – il nuovo framework normativo CRR3/Basilea 4 ha radicalmente modificato la metodologia di calcolo del requisito patrimoniale di Vigilanz a, eliminando la possibilità di utilizzare i modelli interni ed introducendo un nuovo unico metodo di calcolo standardizzato, definito SA (Standardised Approach).
Attraverso le nuove regole, ispirate a criteri maggiormente prudenziali e finalizzate ad una maggiore uniformità fra le istit uzioni finanziarie europee, la determinazione del requisito avviene in coerenza con la dimensione di business (BI – Business Indica tor), utilizzando prevalentemente voci FINREP (media degli ultimi tre anni), ponderate con coefficienti regolamentari per scaglioni ;
inoltre, la metodologia prevede l’inclusione dei riflessi contabili delle perdite operative del triennio, opportunamente ri conciliate.
Nel nuovo quadro normativo viene quindi confermata la rilevanza regolamentare della qualità della raccolta dati di perdita operativa e della relativa riconciliazione contabile, oltre ovviamente al quadro di governance complessiva del rischio op erativo che si richiede debba essere ben strutturato, supportato da idonea infrastruttura e verificato da funzione indipendente.
Il requisito patrimoniale, segnalato trimestralmente, viene calcolato annualmente con riferimento al 31 dicembre di ogni anno , salvo variazioni significative dell’area di consolidamento eventualmente intervenute nel trimestre.
In base al metodo SA, al 31 dicembre 2025 il requisito di Vigilanza per il rischio operativo a livello consolidato ammontava a 4.292 milioni e verrà aggiornato alla fine del corrente anno (il passaggio alla nuova normativa ha determinato un significati vo incremento del requisito, superiore di circ a il 72% rispetto al dato relativo al 31 dicembre 2024, calcolato con i metodi AMA, TSA e BIA, pari a 2.488 milioni).
Ulteriori informazioni quantitative relative ai rischi operativi, con particolare riferimento alle perdite operative, in coer enza con le disposizioni normative vengono fornite nella sezione dedicata dell’Informativa al pubblico Terzo Pilastro di Basilea 3 al 31 dicembre di ogni anno.
Modello interno per la misurazione del Rischio Operativo Da gennaio 2025, post entrata in vigore di Basilea 4, il modello interno AMA viene utilizzato esclusivamente a fini gestionali, a presidio dei rischi di “Secondo Pilastro” e pertanto concorre alla determinazione dell’adeguatezza patrimoniale in ambito ICA AP.
Esso è concepito in modo da combinare elementi storici (perdite operative interne ed esterne) e prospettici (stime derivanti da analisi di scenario). Il capitale a rischio è quindi individuato come la misura minima, a livello di Gruppo, necessaria per fronteggiare la massima perdita potenziale; è stimato utilizzando un modello di Loss Distribution Approach (modello statistico di derivazione attuariale per il calcolo del Value at Risk delle perdite operative), applicato sia ai dati storici sia ai risultati dell’analisi di scenario su un orizzonte temporale di un anno, con un livello di confidenza del 99,9%.
Note illustrative – Il presidio dei rischi 211 Rischi legali Al 30 giugno 2026 risultavano pendenti a livello di Gruppo – con esclusione di Risanamento S.p.A. non soggetta a direzione e coordinamento da parte di Intesa Sanpaolo – circa 10.300 vertenze, diverse da quelle di tipo fiscale, con un petitum62 di circa 2.520 milioni a cui si aggiungono circa 14.200 controversie “seriali” presenti presso le banche estere che nell’insieme rappresentano un petitum di circa 128 milioni. Queste costituiscono l’insieme delle vertenze per le quali il rischio di esbor so di risorse economiche derivante dalla potenziale soccombenza è stato valutato possibile o probabile e, quindi, non include le vertenze per le quali il rischio è stato valutato remoto.
I rischi connessi alle suddette vertenze sono stati oggetto di specifica ed attenta analisi da parte della Capogruppo e delle società del Gruppo. In presenza di vertenze per le quali si stima sussista una probabilità di esborso superiore al 50% e qual ora sia possibile effettuare una stima attendibile del relativo ammontare (c.d. vertenze con rischio probabile), si è provveduto a disporre specifici e congrui accantonamenti al Fondo per Rischi e Oneri. Ferma restando l’alea di incertezza che caratterizza ogni contenzioso, la stima delle obbligazioni che potrebbero emergere dalle controversie – e pertanto l’entità degli accantonamenti eventualmente costituiti – deriva dalle valutazioni previsionali circa l’esito del giudizio. Tali valutazioni previsionali vengo no in ogni caso effettuate sulla base di tutte le informazioni disponibili al momento della stima.
Le sole vertenze con rischio probabile sono circa 6.300 , alle quali si aggiungono circa 14.200 vertenze relative ai citati contenziosi “seriali”. Il petitum complessivo è pari a 1.634 milioni e gli accantonamenti sono 509 milioni.
La componente riferita alla Capogruppo Intesa Sanpaolo risulta di circa 3.42063 controversie con un petitum di 1.181 milioni e accantonamenti per 352 milioni, nel cui ambito si segnalano circa 1.650 posizioni relative a controversie in materia di anatocismo.
Le vertenze riferite alle altre controllate italiane risultano circa 580 con un petitum di 247 milioni e accantonamenti per 6 4 milioni.
Quelle riferite alle controllate estere sono circa 2.300, alle quali si aggiungono le citate 14.200 vertenze seriali, co n un petitum complessivo di 206 milioni e accantonamenti per 93 milioni. Rispetto ai valori dello scorso anno si evidenzia un aumento del petitum e del contenzioso legato all’evoluzione delle controversie “seriali” presenti presso le banche estere.
Con riguardo alle vertenze rilevanti in corso, si segnalano di seguito le evoluzioni significative del semestre, rinviando pe r il pregresso e per l’illustrazione puntuale delle singole vertenze rilevanti alla Nota integrativa del Bilancio 2025.
Contenzioso in materia di strumenti finanziari derivati Nell’ambito dell’operatività in strumenti derivati, continuano ad essere oggetto di un’attenta attività di monitoraggio i ris chi legali connessi ai procedimenti giudiziali con Enti locali, loro società controllate e controparti private. In particolare, per la Capogruppo, sono in corso 8 contenziosi con Enti territoriali, con rischio possibile o probabile, per pretese complessive pari a 23 milio ni e 2 contenziosi con società controllate da Enti Pubblici, con pretese complessive pari a 14 milioni. I contenziosi con Privati, v alutati con rischio possibile e probabile, sono 95 e di questi 29 posizioni hanno ad oggetto anche richieste di restituzione di som me su altri rapporti intrattenuti con la Banca. Al netto di tali ultime posizioni, il valore complessivo delle domande formulate ne i giudizi aventi ad oggetto i soli derivati ammonta a 53 milioni.
Nel corso del secondo trimestre del 2026, la maggior parte delle sentenze ha recepito espressamente i principi affermati dall a Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione nelle ordinanze del febbraio 2026, anche se l’applicazione degli stessi ha condott o ad esiti non sempre favorevoli agli intermediari in ragione delle peculiarità del caso concreto.
Contestazioni in merito alla manipolazione dell’Euribor Con due decisioni del 2013 e del 2016, la Commissione Europea Antitrust ha accertato l’esistenza di accordi illeciti di alcun i gruppi bancari europei (Barclays, Deutsche Bank, Société Générale, The Royal Bank of Scotland, Crédit Agricole, HSBC e JPMorgan C hase) nel periodo compreso tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008 finalizzati alla manipolazione dell’Euribor.
In Italia è sorto un contenzioso in cui i clienti sostengono la nullità della clausola di indicizzazione all’Euribor inserita nei contratti , anche nel caso in cui la Banca mutuante sia estranea, come Intesa Sanpaolo, all’intesa illecita. Il fenomeno ha sinora avuto un impatto limitato in termini di volumi; la giurisprudenza di merito si è espressa prevalentemente a favore delle banche. Nel l uglio 2024 la questione, nell’ambito di un contenzioso avviato nei confronti di un intermediario creditizio, è stata rimessa all’es ame delle Sezioni Unite per risolvere il contrasto emerso tra la Prima e la Terza Sezione della Corte di Cassazione sul perime tro dei contratti potenzialmente colpiti dall’intesa manipolativa (c.d. “contratti a valle”) e sui potenziali rimedi esperibili dai c lienti per contestarne l’invalidità. Il Sostituto Procuratore Generale, nelle conclusioni rassegnate nel giudizio davanti a lle Sezioni Unite, ha chiesto il rigetto della domanda dei clienti rilevando l’assenza di connessione oggettiva tra l’intesa illecita ed i contr atti di mutuo “a valle” dedotti in giudizio.
Nel primo trimestre del 2025, nell’ambito di un contenzioso avviato nei confronti di Intesa Sanpaolo e relativo a un credito a sofferenza poi cartolarizzato derivante da un contratto di mutuo, la Corte d’Appello di Cagliari ha disposto il rinvio pregiu diziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) per verificare l’eventuale incidenza delle manipolazioni dell’Euribor risp etto ai contratti a “valle” stipulati tra banche e clienti. Nei quesiti posti alla Corte si chiede:
− se la prova della manipolazione accertata dalla Commissione Europea sia vincolante per le giurisdizioni nazionali;
− se l’intesa anticoncorrenziale sia limitata al solo mercato dei derivati (all’interno del quale si è realizzata) oppure − se possa estendersi a qualsiasi mercato in cui sia stato utilizzato il parametro Euribor manipolato, come quello dei mutui.
Alla luce del rinvio pregiudiziale disposto dalla Corte di Cagliari, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno rinviat o la trattazione del ricorso a nuovo ruolo. Nel 2025, nell’ambito del giudizio davanti alla CGUE, sia la Banca sia la Commissione Europea hanno depositato le proprie osservazioni scritte. La Commissione, in particolare, ha evidenziato come – alla luce del diritto dell’Unione Europea – la prova della manipolazione dell’Euribor possa ritenersi raggiunta solo riguardo ai rapporti giuridi ci intercorsi nell’ambito dei mercati oggetto delle decisioni del 2013 e 2016 (derivati – EIRD) e delle altre parti.
62 I dati di petitum non comprendono le pretese di valore indeterminato, vale a dire quelle che all’instaurarsi della vertenza n on contengono una specifica richiesta economica; il valore di queste vertenze viene determinato nel corso del procedimento allorché emergono gli elementi sufficienti per la valutazione.
63 Sono incluse le controversie derivanti dall’operazione di acquisizione di certe attività, passività e rapporti giuridici facenti capo a Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA e a Veneto Banca S.p.A. in LCA , c.d. Contenzioso Escluso , coperte da una garanzia pubblica (“Garanzia Indennizzi”).
Note illustrative – Il presidio dei rischi
212 L’Avvocato Generale nel marzo 2026 ha presentato le proprie conclusioni; la decisione sarà assunta senza fissazione dell’udienza di discussione.
Conferimento di rami d’azienda a Isybank - Procedimento dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali Con provvedimento del 3 gennaio 2025 il Garante per la protezione dei dati personali – dopo aver svolto un’attività istruttoria nell’ambito della quale aveva avanzato alla Banca alcune richieste di informazione, puntualmente riscontrate – ha comunicato a Intesa Sanpaolo che la condotta da essa tenuta nell’ambito dell’operazione di conferimento dei rami d’azienda a Isybank risulta in contrasto con alcune disposizioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati personali (GDPR), relativamente all’individuazione della base giuridica per il trattamento dei dati finalizzato ad individuare i clienti “prevalentemente dig itali”, inclusi nei rami oggetto di conferimento e all’informativa resa ai clienti stessi.
Con il medesimo provvedimento l’Autorità ha comunicato l’avvio del procedimento per l’adozione di provvedimenti correttivi e, qualora ritenute applicabili, delle sanzioni amministrative previste dal GDPR.
Il 3 marzo 2025 la Banca ha depositato presso il Garante i propri scritti difensivi.
Con provvedimento del 12 marzo 2026 il Garante ha reso noto di aver accertato la violazione di alcune disposizioni del GDPR, irrogando alla Banca una sanzione amministrativa pecuniaria di 17.628.000 euro, ma senza disporre l’applicazione di misure correttive. Il 10 aprile 2026 la Banca ha presentato ricorso presso il Tribunale di Torino, chiedendo in particolare l’annull amento del provvedimento sanzionatorio per motivi procedurali e di merito, nonché, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia esecutiva e/o dell’esecuzione del provvedimento stesso.
Con ordinanza del 18 maggio 2026 il Tribunale di Torino ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla Banca ed ha disposto la sospensione dell’efficacia esecutiva del provvedimento sanzionatorio subordinatamente alla prestazione da parte della Banc a in favore del Garante di una garanzia a prima richiesta per l’intero importo della sanzione, garanzia successivamente presentata dalla Banca. Il giudizio proseguirà per la trattazione delle questioni procedurali e di merito all’udienza del 28 settembre 2 026.
Accesso abusivo a dati personali – procedimenti giudiziali e amministrativi in corso A luglio 2024 la Capogruppo ha effettuato una notifica al Garante per la protezione dei dati personali relativamente ad alcun i accessi a dati di clienti effettuati da un dipendente apparentemente non motivati da ragioni di servizio e rilevati dai siste mi di alerting della Banca.
Ad esito degli approfondimenti effettuati, il dipendente è stato prima sospeso dal servizio e poi licenziato per giusta causa .
La Banca ha inoltre presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari un esposto -querela nei confronti dell’ex dipendente per accesso abusivo a un sistema informatico.
Nell’ambito del procedimento penale a carico dell’ex dipendente, la Banca, oltre ad essere querelante e persona offesa, è sta ta indagata quale ente ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001, anche se i fatti attribuiti all’ex dipendente apparivano sin da subito commessi in danno della Banca e non a suo vantaggio. Con decreto emesso il 10 giugno 2026 la Procura della Repubblica di Bari ha disposto l’archiviazione della posizione della Banca, ritenendo insussistenti i presupposti oggettivi e soggettivi de lla responsab ilità amministrativa ex D. Lgs. 231/2001.
La Banca ha provveduto a comunicare la violazione dei dati personali ai clienti i cui dati sono stati oggetto di accesso da p arte dell’ex dipendente non riconducibile con certezza a esigenze di servizio, secondo quanto indicato in un provvedimento del Gara nte del 2 novembre 2024.
Con provvedimento del 27 maggio 2025 il Garante, terminata la fase istruttoria, ha notificato alla Banca le violazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali che ritiene siano state compiute nell’ambito della vicenda, comunicando inoltre l’avvio del procedimento per l’adozione dei provvedimenti correttivi e, qualora ritenute applicabili, delle sanzioni ai sensi della suddetta normativa. Nel provvedimento, il Garante peraltro riconosce che la Banca ha correttamente adempiuto alle prescrizioni contenute nel provvedimento del 2 novembre 2024. La Banca ha depositato la propria memoria difensiva il 10 luglio 2025.
Con provvedimento del 26 marzo 2026 il Garante ha reso noto di aver accertato la violazione di alcune disposizioni del GDPR, irrogando alla Banca una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 31.800.000 euro, ma senza disporre l’applicazione di misur e correttive. Il 28 aprile 2026 la Banca ha presentato ricorso presso il Tribunale di Torino, chiedendo in particolare l’annull amento del provvedimento sanzionatorio per motivi procedurali e di merito, nonché, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia esecutiva e/o dell’esecuzione del provvedimento stesso.
Con ordinanza del 13 luglio 2026 il Tribunale di Torino ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla Banca ed ha disposto la sospensione dell’efficacia esecutiva del provvedimento sanzionatorio subordinatamente alla prestazione da parte della Banca in favore del Garante di una garanzia a prima richiesta per l’intero importo della sanzione, garanzia successivamente presentata dalla Banca. Il giudizio proseguirà per la trattazione delle questioni procedurali e di merito all’udienza del 23 settembre 2 026.
Ad esito di accertamenti ispettivi della BCE , la Banca d’Italia, operando su richiesta della stessa BCE, ha accertato alcune irregolarità rispetto a disposizioni del Testo Unico Bancario e ha avviato il procedimento amministrativo sanzionatorio, nell’ambito del quale la Banca ha presentato le proprie controdeduzioni.
Auditors Italiana S.r.l. in LCA Ad ottobre 2023 la società Fiduciaria e di Revisione Auditors Italiana S.r.l. in LCA (liquidazione coatta amministrativa) ha promosso azione risarcitoria nei confronti di Intesa Sanpaolo (quale incorporante di UBI Banca che, a suo tempo, aveva acquisito la Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio64) davanti al Tribunale di Roma per i danni asseritamente subiti per oltre 32 milioni. Tali danni, secondo la ricostruzione della parte attrice, deriverebbero dalla commissione di irregolarità in relazio ne ad un conto corrente, alla stessa intestato, da par te della vecchia Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio che avrebbero agevolato la distrazione di somme in pregiudizio dei fiducianti e della stessa società, tanto da cagionarne il dissesto finan ziario e la conseguente liquidazione coatta amministrativa. La Banca nelle proprie difese ha eccepito preliminarmente, fra l’altro, la propria carenza di legittimazione passiva e l’intervenuta prescrizione e ha spiegato una serie di difese nel merito.
64 Si ricorda che tale contenzioso è assistito dalle garanzie e obblighi di manleva assunti dal Venditore (Fondo Nazionale di Ri soluzione) a favore di ex UBI Banca in relazione all’acquisizione delle Nuove Banche derivanti dalla risoluzione di Banca delle Mar che, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e coprono, pertanto, anche le eventuali passività originate dalle attività svolt e dalle Banche (c.d. “Old Banks”) prima di essere sottoposte alla procedura di risol uzione, in relazione, tra l’altro, ai rischi di natura legale, o in genere connessi al contenzioso in essere o minacciato, ovvero alle violazioni di legge e alle eventuali passività potenziali.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
213 Ad aprile 2026 il Tribunale ha emesso sentenza con la quale ha respinto le domande attoree accogliendo l’eccezione di carenza di legittimazione passiva dedotta dalla Banca. La controparte ha recentemente proposto appello verso la decisione e l’udienza è fissata a gennaio 2027.
Deiulemar
La Curatela del Fallimento Deiulemar Compagnia di Navigazione S.p.A. ha separatamente convenuto in giudizio davanti al Tribunale di Torre Annunziata nel 2017 più banche, tra cui l’ex Banco di Napoli e l’ex Banca Intesa (i cui giudizi sono poi s tati riuniti ) e UBI Banca. Le pretese sono volte ad accertare una asserita responsabilità riconducibile al mancato rispetto della normativa antiriciclaggio e dei principi di diligenza professionale nell’operazione illecita di c.d. “prestito obbligazionari o irregolare al portatore”. L’Amministratore unico della Deiulemar emise a valere sui rapporti di conto corrente intrattenuti, a titolo pe rsonale presso le banche, titoli obbligazionari non deliberati dalla società e quindi non iscritti a bilancio, raccogliendo risparm io da privati.
Secondo controparte le banche, consentendo tale operatività, avrebbero causato un danno alla Deiulemar quantificato – per quanto riguarda l’ex Banco di Napoli e l’ex Banca Intesa – in complessivi 36,8 milioni oltre interessi. Nell’ambito del giudizio, è in corso di svolgimento la consulenza tecnica d’ufficio. Nell’ultimo trimestre del 2025 il Tribunale di Torre Annunziata, accogliendo inaspettatamente le pretese del Fallimento Deiulemar, ha deciso due giudizi proposti nei confronti di un’altr a banca e di Intesa Sanpaolo quale successore di UBI Banca con riferimento a rapporti ceduti ad altro intermediario prima dell’incorporazione in Intesa Sanpaolo. Quest’ultima, pur avendo chiesto l’estromissione dal giudizio e ritenendo in base agl i accordi con il cessionario di dover essere tenuta indenne da qualsiasi onere derivante dalla condanna, cautelativamente ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Appello di Napoli.
Nel corso del secondo trimestre del 2026, le vertenze sono state definite in via transattiva.
Azienda Agricola Turelli S.S. Soc. Agricola Nel 2017 l’Azienda Agricola Turelli S.S. e i soci Turelli Attilio e Laura nell’ambito di un’opposizione a decreto ingiuntivo, ottenuto da Intesa San paolo per il recupero del proprio credito, hanno spiegato domanda riconvenzionale per il risarcimento dei danni quantificati in circa 20 milioni complessivi, per asserita violazione degli obblighi di buona fede e correttezza contrattuale .
Nell’agosto 2023 il Tribunale di Brescia ha rigettato l’opposizione e la domanda di risarcimento danni, condannando gli opponenti al pagamento delle spese di lite in favore di Intesa Sanpaolo. Nel frattempo, il credito cui si riferisce il decret o ingiuntivo è stato oggetto di due successive cessioni. A febbraio 2024 gli opponenti hanno promosso appello avverso la sentenza di primo grado. All’ultima udienza del 25 febbraio 2026 la Corte ha rigettato l’istanza degli attori di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenz a di primo grado e del decreto ingiuntivo, e ha dichiarato l’interruzione del giudizio limitatamente alla posizione di Turelli Attilio, recentemente deceduto. All’esito dell’udienza del febbraio 2026 la causa è s tata rinviata a febbraio 2027 per la rimessi one in decisione.
Azzurro 2000 S.a.s. di Tilli Renzo & C.
Nel 2004 la società Azzurro 2000 ha promosso azione risarcitoria avanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Sezione distaccata di Caserta) nei confronti dell’ex Sanpaolo Banco di Napoli per asserita illegittima segnalazione in Centrale Rischi quantif icando la pretesa in circa 50 milioni. La domanda avversaria è stata respinta sia in primo che in secondo grado.
Avverso la sentenza di appello, l’attrice ha notificato (i) ricorso per Cassazione e (ii) citazione per revocazione innanzi a lla medesima Corte d’Appello. Quest'ultima ha dichiarato l’inammissibilità della domanda di revocazione e la controparte ha notificato un ulteriore ricorso per Cassazione avverso questa seconda pronuncia della Corte d’Appello. La Suprema Corte, riuniti i due giudizi, ha acc olto il primo ricorso limitatamente ad un solo motivo di impugnazione, cassando con rinvio alla Corte d’Appello di Napoli e ha dichiarato inammissibile il ricorso in revocazione. La controparte ha riassunto la causa.
Con sentenza del gennaio 2026 la Corte d’Appello di Napoli ha rigettato integralmente la domanda risarcitoria di Azzurro 2000 S.a.s., ritenendola sfornita di prova circa il presunto danno subito dalla segnalazione in Centrale Rischi, e condannato la contro parte al pagamento delle spese di tutti i gradi di giudizio.
Nel mese di marzo 2026, la controparte ha notificato un nuovo ricorso per Cassazione. La Banca ha tempestivamente depositato controricorso.
Armonia SPV S.r.l.
La società a fine marzo 2026 ha notificato alla Banca atto di citazione innanzi al Tribunale di Milano con domanda risarcitor ia di 84 milioni, oltre rivalutazione monetaria e interessi, sostenendo l’inesistenza di alcuni dei crediti acquistati dalla ex UBI Factor (ora Intesa Sanpaolo), oggetto di procedimenti giudiziali recuperatori al momento dell’operazione di cessione, perfezionata n el 2019. La Banca si è costituita in giudizio contestando integralmente le domande avversarie. Armonia SPV S.r.l. aveva ava nzato nel 2024 diffida stragiudiziale con riferimento alla medesima operazione di cessione di crediti, riscontrata dalla Banca con una comunicazione di rigetto integrale delle pretese.
Fallimento SIM
Con atto di citazione notificato nel mese di ottobre 2022, il Fallimento SIM S.p.A. ha convenuto in giudizio Intesa Sanpaolo (unitamente ad altri 7 istituti di credito) davanti al Tribunale di Catania, con prima udienza in data 31 marzo 2023. Trattas i di azione risarcitoria promossa per danni asseritamente subìti dalla società e dai creditori in ragione di comportamenti delle ba nche qualificati dalla controparte come “antigiuridici”, che avrebbero determinato un’abusiva concessione di credito. La pretesa risarcitoria è stata quantificata in 47 milioni circa, con richiesta di condanna in solido tra le banche convenute. La Banca si è regolarmente costituita in giudizio eccependo, tra l’altro, la mancanza di legittimazione attiva del curatore e l’intervenuta prescrizione, nonché contestando la fondatezza in fatto e in diritto delle pretese di controparte, con una serie di difese di m erito.
Il Presidente del Tribunale non ha ritenuto sussistenti i presupposti per la riunione del giudizio ad altro promosso dalla c uratela ex art.146 Legge Fallimentare nei confronti degli amministratori della società fallita SIM S.p.A.
A febbraio 2026 il Giudice ha disposto la consulenza tecnica richiesta da controparte per lo svolgimento di verifiche sulle l inee di credito concesse dalle banche e sulle cause che hanno dato origine all’insolvenza della società. La causa è stata rinviata al quarto trimestre del 2026 per l’esame dell’elaborato peritale.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
214 Società Agricola La Valle S.S. già incorporante la Società Agricola Tenuta San Giovanni e Santa Chiara S.S.
Nel corso del 2025, la società ha promosso un giudizio nei confronti della Banca davanti al Tribunale di Padova con una prete sa quantificata in 33 milioni circa. Le contestazioni si articolano in pretese restitutorie connesse a presunte irregolarità rel ative all’applicazione di condizioni economiche a conti corrente e finanziamenti intrattenuti con la Banca e oggi estinti, nonché i n pretese risarcitorie connesse alla gestione dei predetti rapporti. A seguito del deposito nel 2026 della comparsa di costituz ione della Banca, il Tribunale ritenendo che la causa richieda un’istruttoria non complessa ha disposto la conversione dal rito ordinario al rito semplificato.
Contenzioso c \ Fideuram riguardante operazioni di investimento A ottobre 2022 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. è stata citata davanti al Tribunale di Napoli con richiesta di:
(i) accertamento della pretesa nullità del contratto quadro di conto corrente e per la prestazione dei servizi di investiment o a suo tempo sottoscritto dall’attore con Fideuram, della conseguente nullità di tutte le operazioni di investimento effettuate e della presunta responsabilità contrattuale ed extracontrattuale della Banca, e per l’effetto, (ii) di condanna della Banca al r isarcimento dell’asserito danno subito per complessivi 29 milioni circa. La Banca si è costituita in giudizio contestando la fondatezza e l’ammissibilità delle domande proposte in fatto e in diritto e confermando la correttezza e la conformità del proprio operato alla normativa applicabile, anche in sede di profilatura e informativa al cliente. La causa è stata rimessa in istruttoria nel mar zo 2026 per lo svolgimento di una consulenza tecnica volta a verificare le modalità di negoziazione degli strumenti fi nanziari rispetto agli obblighi normativi in materia di servizi di investimento.
Iter Capital Partners S.r.l.
A novembre 2024 Iter Capital Partners S.r.l. e i suoi Professionisti hanno citato in giudizio davanti al Tribunale di Milano Eurizon Capital SGR (di seguito, anche SGR) e Eurizon Capital Real Asset SGR (di seguito ECRA) con riferimento ad un contratto di advisory in forza del quale gli attori hanno assunto l’impegno a svolgere attività funzionali alla gestione, da parte della SG R, di due fondi di investimento. Gli attori hanno convenuto in giudizio le due società avuto riguardo ai diversi ruoli, dalle stess e ricoperti, con riferimento alla gestione dei fondi di investimento: (i) Eurizon Capital SGR S.p.A., in qualità di società che ha istituito i fondi e controparte contrattuale di Iter e (ii) ECRA, in qualità di soggetto a cui è stata delegata da Eurizon Ca pital SGR S.p.A. la gestione di tali fondi. Più precisamente gli attori hanno chiesto al Giudice adito di (i) accertare l’illegittimità del recesso dal contratto esercitato dalla SGR a luglio 2024 con effetto dal 1° novembre 2024, (ii) accertare e dichiara re la risoluzione del contratto per grave inadempimento della SGR e (iii) condannare in solido la SGR e ECRA al risarcimento di tutti i danni a var io titolo asseritamente patiti dagli attori per complessivi 88,8 milioni, oltre interessi e spese. La SGR ed ECRA hanno contestato integralmente le argomentazioni avversarie, ivi comprese le assunzioni relative alla quantificazione del danno, e hanno chies to il rigetto di tutte le domande proposte dagli attori sulla scorta di ragioni ritenute valide in fatto e in diritto a supporto del recesso esercitato dalla SGR. Quest’ultima ha altresì spiegato domanda riconvenzionale di accertamento e dichiarazione della legittimità dell’esercizio del recesso e dei conseguenti diritti ai sensi del contratto. Dopo un lungo rinv io disposto dal Giudice, nel gennaio 2026, in sede di prima udienza, lo stesso Giudice ha invitato le parti a conciliare la vertenza formulando una proposta transattiva che prevedesse il pagamento da parte della SGR e di ECRA di una somma corrispondente al l’ammontare delle spese del doppio grado di giudizio.
Iter Capital Partners S.r.l. e i suoi Professionisti non hanno ritenuto di accettare la proposta conciliativa avanzata dalla SGR e da ECRA. Il Giudice ha, quindi, fissato udienza di discussione nel quarto trimestre 2026, senza ammettere le richieste istrut torie di controparte.
Contenzioso relativo ai finanziamenti in CHF nei confronti della controllata croata Privredna Banka Zagreb d.d.
Nel mese di giugno 2026 è stato reso noto il contenuto della Extended Session della Suprema Corte croata, chiamata a pronunciarsi in materia di finanziamenti in Franchi Svizzeri (CHF), o indicizzati a tale valuta, convertiti sulla base della Legge di Conve rsione croata del 2015, nell'ambito di una controversia in materia riguardante altro intermediario.
La Corte ha confermato che, con riferimento a tali finanziamenti, non è dovuta la restituzione del capitale, in quanto eventu ali somme eccedenti (rispetto al nuovo piano di ammortamento, a seguito della conversione) risultano già assorbite nel meccanismo d i conversione previsto dalla normativa del 2015. In particolare, la sottoscrizione dell’atto di conversione implica l’accettazione da parte del consumatore di un nuovo assetto giuridico fondato sul ricalcolo retroattivo del finanziamento com e se fosse stat o originariamente denominato in euro.
La Corte ha peraltro confermato il diritto agli interessi di mora sulle somme pagate in eccesso.
L’evoluzione di questo filone di contenzioso è oggetto di attento monitoraggio, al fine dell’opportuna gestione del connesso rischio legale.
IMI/SIR
In sede tributaria, la Banca, a fine 2023, ha avviato il procedimento per chiedere il rimborso della ritenuta di 33,2 milioni , a suo tempo versati, quale sostituto d’imposta per gli interessi di mora sul risarcimento del danno riconosciuto dalla sentenza d el 1994. Nel mese di marzo 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio ha respinto l’appello proposto dall a Banca, confermando la decisione assunta in primo grado. Allo stato pendono i termini per l’impugnazione e sono in corso le valutazioni per l’impugnazione della decisione davanti alla Corte di Cassazione.
Istituto Neurotraumatologico Italiano S.p.A. (INI) Rapporto di factoring riveniente da ex UBI Factor (ora Intesa Sanpaolo) relativo a crediti verso vari Enti del comparto sanit ario pubblico (talune ASL della Regione Lazio e Abruzzo).
Dallo svolgimento del rapporto è residuato un debito della cedente INI nei confronti della Banca di circa 20 milioni riferito alle anticipazioni a suo tempo erogate; tale esposizione è coperta da congrue rettifiche di valore.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
215 Atteso il venir meno di concrete possibilità di recupero verso i debitori ceduti65, sono state avviate le azioni legali contro INI per il recupero del credito vantato. INI ha però proposto opposizione al nostro decreto ingiuntivo, con contestuale formulazione di una domanda riconvenzionale per 46,7 milioni66, sulla base principalmente di un’asserita mancanza di prove documentali circa la sussistenza dei crediti per le anticipazioni erogate con conseguente riconteggio dei rapporti di dare e avere che portereb be al saldo preteso da INI.
A parere del Legale che assiste la Banca, la domanda riconvenzionale svolta dall’INI è da ritenersi “infondata”, dal momento che, diversamente da quanto sostenuto dalla medesima, è stata provata dalla Banca l’esistenza sia di accordi, anche in forma scritt a, legittimanti l’applicazione degli addebiti per commissioni, spese ed interessi, sia di ricognizioni di debito a suo tempo rilasciate dalla stessa INI.
Il 10 marzo 2026, il Giudice ha tuttavia ritenuto di ammettere Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU contabile) per accertare che i relativi addebiti siano stati conformi a quanto pattuito tra le parti.
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Contestazione su cessione crediti commerciali Nell’ambito di un’operazione di sconto di crediti commerciali con obbligo di riacquisto da parte del cedente al verificarsi d i determinate condizioni previste dal contratto, alcuni crediti sono risultati impagati alla scadenza per contestazioni su cui sono in corso approfondimenti anche al fine del recupero.
L’esposizione, considerando anche crediti ceduti e ancora a scadere, è di circa euro 200 milioni a fronte dei quali sono pres enti coperture pari al 50%.
Contenzioso del lavoro Per quanto riguarda il contenzioso del lavoro, al 30 giugno 2026, come già al 31 dicembre 2025, non risultavano in essere controversie rilevanti sotto l’aspetto sia qualitativo che quantitativo. In generale, tutte le cause di lavoro sono assistite da accan tonamenti specifici, adeguati a fronteggiare eventuali esborsi .
Contenzioso fiscale
A livello di Gruppo, al 30 giugno 2026 il valore complessivo delle pretese per contenziosi fiscali (imposta, sanzioni e inter essi) è di 143 milioni, in lieve aumento rispetto ai 138 milioni del 31 dicembre 2025.
I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti ai fondi per rischi e oneri (56 milioni al 30 giugno 2026, pressoché invariati rispetto ai 55 milioni di fine 2025).
Rispetto ai dati al 31 dicembre 2025, le pretese nei confronti di Intesa Sanpaolo sono aumentate di circa 3 milioni e gli accantonamenti sono incrementati di circa 1 milione. Nei confronti delle partecipate italiane le contestazioni sono aumentate di circa 2 milioni, con accantonamenti rimasti sostanzialmente invariati. Per le partecipate estere sia le contestazioni che gli accantonamenti non hanno avuto variazioni apprezzabili.
Per la Capogruppo Intesa Sanpaolo ( ISP) sono pendenti 415 pratiche (rilievi) di contenzioso (386 rilievi al 31 dicembre 2025), per un valore complessivo della pretesa (imposta, sanzioni e interessi) di 80,6 milioni (77,7 milioni al 31 dicembre 2025), conteggiato tenendo conto sia dei procedime nti in sede amministrativa sia dei procedimenti in sede giurisdizionale nei diversi gradi di merito e di legittimità.
Relativamente a dette pratiche, i rischi effettivi al 30 giugno 2026 sono stati quantificati in 37,8 milioni (37,4 milioni al 31 dicembre 2025).
Nel corso del semestre le controversie definite (rilievi chiusi) sono state 32 per un petitum totale di 1,1 milioni, con un esborso complessivo (incluse spese legali e processuali) di 0,4 milioni, imputato ad utilizzo del fondo rischi (incluse spese legali).
Per le partecipate italiane il contenzioso fiscale al 30 giugno 2026 ammonta a complessivi 39,7 milioni (38,2 milioni al 31 dicembre 2025), fronteggiati da accantonamenti specifici per 12,5 milioni (12,3 milioni al 31 dicembre 2025).
La variazione del petitum rispetto al 31 dicembre 2025, pari ad un aumento complessivo di 1,5 milioni, è riferita integralmen te al calcolo degli interessi sulle contestazioni prefigurate per le annualità dal 2020 al 2025 ad Eurizon Capital SGR, avuto riguardo alle contestazioni già ricevute per le annualità 2018 e 2019.
Anche la variazione dell’accantonamento rispetto al 31 dicembre 2025, pari ad un aumento complessivo di 0,2 milioni, è ascrivibile alle contestazioni di cui sopra.
Per le partecipate estere le vertenze fiscali al 30 giugno 2026 presentano un petitum complessivo di 22,2 milioni (22,1 milioni al 31 dicembre 2025) fronteggiate da accantonamenti per 6,4 milioni (6,5 milioni al 31 dicembre 2025).
65 Le cause contro i debitori ceduti hanno avuto per lo più esito sfavorevole, in alcuni casi anche in via definitiva. Le motiva zioni si riconducono a contestazioni aventi per oggetto principalmente superamento dei limiti di budget previsti dal SSN, carenza d i idonea documentazione contrattuale, mancata accettazione della cessione da parte dell’ente.
66 Già all’epoca del rapporto con l’ex UBI Factor, INI aveva contestato il debito maturato a suo carico. Ne erano derivati quind i reciproci accertamenti contabili che per parte dell’ex UBI Factor si erano conclusi nell’aprile 2018, con la conferma della corre ttezza e liceità degli addebiti operati nel corso del rapporto, attestata da specifica perizia contabile.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
216 Capogruppo
Per Capogruppo, gli eventi principali che hanno dato luogo a movimentazioni significative del petitum (+2,9 milioni), rispett o al 31 dicembre 2025, sono rappresentati:
− in aumento (4 milioni), da:
o 1,7 milioni con riguardo alla risalente contestazione del Fisco brasiliano sulla ceduta Banco Sudameris Brasil (alla quale fu contestata la deduzione del fondo svalutazione crediti per l’annualità 1995). L’incremento del petitum è dipeso unicamente dall’ap prezzamento del cambio Real/Euro rispetto al 31 dicembre 2025;
o 1,0 milioni per nuove contestazioni IMU su immobili da contratti di leasing sia risolti che a reddito;
o 0,7 milioni relativi a due nuove contestazioni, l’una su imposte ipo -catastali da rettifica del valore di cessione di immobile e l’altra (0,1 milioni) relativa ad IMU 2024 su immobile di proprietà della Banca, quest’ultima notificata nel gennaio 2026 e suc cessivamente annullata dal Comune a seguito di istanza di autotutela;
o 0,2 milioni per nuove contestazioni per imposta di registro su atti giudiziari;
o 0,2 milioni con riguardo alla risalente contestazione del Fisco portoghese sulla cessata Sanpaolo IMI Bank International S.A. (con sede in Madeira), alla quale fu imputata la mancata applicazione negli anni 2002, 2003 e 2004 di ritenute alla fonte su inter essi pagati ad obbligazionisti esteri. L’incremento del petitum si deve unicamente alla maturazione degli interessi al tasso previsto dalla normativa portoghese sulla pretesa fiscale in linea capitale (le asserite omesse ritenute);
o 0,2 milioni per ulteriori interessi maturati sul contenzioso in essere;
− in diminuzione (1,1 milioni), da:
o 0,6 milioni per la chiusura di un contenzioso relativo ad una cartella notificata su imposte ipo -catastali;
o 0,4 milioni per chiusure di contenziosi per IMU su immobili da contratti di leasing sia risolti che a reddito;
o 0,1 milioni in relazione alla contestazione IMU 2024 sopra descritta, sorta e poi annullata dal Comune nel semestre.
Sempre rispetto al 31 dicembre 2025, per la Capogruppo gli accantonamenti (37,8 milioni al 30 giugno 2026) hanno registrato le seguenti variazioni:
− in aumento (circa 1,5 milioni) riferibili per:
o 0,7 milioni alla pratica Banco Sudameris Brasil – Imposte dirette anno 1995 quale accantonamento integrativo per adeguare il valore del fondo (espresso in euro) in conseguenza del sopra descritto incremento del petitum generato dall’apprezzamento della val uta locale;
o 0,5 milioni a nuove contestazioni su imposte ipo -catastali;
o 0,2 milioni alla contestazione del Fisco portoghese sulla cessata Sanpaolo IMI Bank International S.A. (con sede in Madeira) sopra commentata, per adeguare l’accantonamento al sopra descritto incremento di interessi passivi;
o 0,1 milioni a spese legali ed ulteriori interessi maturati sul contenzioso in essere;
− in diminuzione (circa 1,1 milioni) per:
o utilizzi (circa 0,4 milioni) di cui:
• 0,2 milioni per pagamento di onorari dei consulenti (spese legali);
• 0,2 milioni per chiusura di contenziosi relativi a IMU su immobili da contratti di leasing risolti;
o rilasci a conto economico (circa 0,7 milioni) di cui:
• 0,6 milioni per chiusura favorevole di un contenzioso relativo ad una cartella notificata su imposte ipo -catastali;
• 0,1 milioni per chiusure favorevoli di contenziosi per IMU su immobili da contratti di leasing sia risolti che a
reddito,
Per quanto riguarda le principali contestazioni in essere, si rinvia alla Nota Integrativa al 31 dicembre 2025, fatto salvo l’aggiornamento di seguito riportato per quelle di petitum pari o superiore a 1 milione .
Accertamento IMU del Comune di Bari su contratti di leasing in regolare esecuzione – anni 2021 -2022 -2023 Il 23 ottobre 2025 è stato notificato dal Comune di Bari un avviso di accertamento IMU, relativo ai periodi d’imposta 2021 -2022 -2023, per una pretesa totale pari a 1,2 milioni (di cui imposte per 0,8 milioni).
La pretesa è relativa ad unità immobiliari di proprietà della Banca, riconducibili per la quasi totalità a contratti di leasi ng in regolare esecuzione e in minima parte a contratti di leasing già chiusi e ad immobili ad uso proprio della Banca.
Intesa Sanpaolo ha presentato al Comune istanza di annullamento integrale in autotutela, ma, in assenza di notifica del relat ivo provvedimento di annullamento, ha cautelativamente presentato ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di I grado di Bari p er evitare che l’atto impositivo diventasse definitivo per mancata impugnazione nei termini di legge; l’udienza di trattazione è stata fissata al 9 novembre 2026.
Il pagamento integrale a titolo provvisorio di quanto chiesto con l’avviso è stato iscritto a credito verso l’Erario.
Trattandosi di pretesa tributaria riferita ad immobili per i quali la soggettività passiva del tributo risulta in capo all’ut ilizzatore dell’immobile, il rischio di passività è stato valutato come remoto.
Ex Sanpaolo IMI Bank International S.A. (Madeira - Portogallo) – ritenute anni dal 2002 al 2004 Presso Sanpaolo IMI Bank International S.A., posta in liquidazione nel 2008, è pendente un contenzioso per gli anni dal 2002 al 2004 per i quali il Fisco portoghese ha contestato la mancata applicazione di ritenute locali sugli interessi da obbligazioni per asserita carenza di prova documentale dello status di non residenza fiscale in Portogallo dei beneficiari.
L’originaria contestazione era pari a complessivi 24,8 milioni (18,1 milioni per l’anno 2002; 3,3 milioni per l’anno 2003 e 3,4 milioni per l’anno 2004), oltre interessi; la contestazione è stata poi ridotta in sede amministrativa – a seguito di interlocuz ioni con il Fisco portoghese e della consegna di documentazione probatoria – a 5,2 milioni, oltre interessi.
Il contenzioso pende attualmente in primo grado per tutte le annualità 2002, 2003 e 2004, a seguito di rinvio della Corte sup rema amministrativa portoghese per il riesame delle prove prodotte in giudizio da Intesa Sanpaolo e non prese adeguatamente in cons iderazione. Con riguardo all’annualità 2002, si è tenuta l’udienza di trattazione il 16 aprile 2026 e si è tuttora in attesa del deposito della relativa sentenza.
Sulla scorta del parere del consulente locale che segue il contenzioso, che considera probabile il rischio di soccombenza, pe r
Note illustrative – Il presidio dei rischi
217 la posizione è accantonato un importo complessivo pari al petitum di 14,6 milioni, che si compone di 5,2 milioni per ritenute , 0,8 milioni per interessi compensativi, 8,5 milioni per interessi moratori aggiornati semestralmente, nonché 0,1 milioni per oner i di riscossione, incluse spese legali.
Non vi sono state controversie definite nel semestre di importo unitario (petitum) superiore a 1 milione .
Questionario su cessione ramo d’azienda ICT anno 2025 Il 4 febbraio 2026 l’Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale II di Milano ha notificato un questionario a Intesa Sanpaolo ai fini dell’imposta di registro con riguardo all’atto del novembre 2025 di cessione di un ramo d’azienda ICT a State Street Ban k International GMBH – Succursale Italia (SSBI), società extra Gruppo, chiedendo la trasmissione di documentazione e informazioni varie funzionali alla valutazione del ramo d’azienda ceduto. Analogo questionario è stato notificato alla societ à cessionaria.
Sia Intesa Sanpaolo che la società cessionaria hanno risposto al questionario fornendo la documentazione e le informazioni richieste il 3 marzo 2026. Ad oggi non risulta effettuata alcuna contestazione.
Verifica generale per l’anno 2020 sulla ex UBI Banca In data 16 luglio 2026 l’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale della Lombardia - Ufficio Grandi contribuenti ha avviato una verifica fiscale ai fini delle Imposte Dirette, Irap e obblighi dei sostituti d’imposta sulla ex UBI Banca relativamente al p eriodo di imposta 2020. Al momento non sono state avanzate richieste specifiche.
Per quanto attiene alle filiali estere della Capogruppo :
− si è chiusa la verifica condotta sulla filiale di Londra per gli anni 2020, 2021 e 2022. La contestazione di HMRC sull’eccessiva consistenza del fondo di dotazione della filiale (da cui l’asserita indebita deduzione fiscale di interessi “virtuali” per gli anni dal 2020 al 2022 e, di conseguenza, minori imposte versate dalla filiale per circa 2,8 milioni) è stata definita senza applicazione di sanzioni e con l’utilizzo in compensazione di imposte pregresse pagate in eccesso dalla filiale per complessivi 7,6 milioni; per l’effetto, la differenza di 4,8 milioni è stata incassata nell’aprile 2026;
− in merito alla verifica fiscale avviata nel 2024 e conclusa nel 2025 sulla filiale di Hong Kong in relazione ai periodi d’imposta 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, le autorità fiscali locali hanno contestato in via preventiva una maggiore imposta pari a circa 1,7 milioni analizzando le modalità di determinazione del reddito della filiale da assoggettare a tassazione localmente ai sensi dell'articolo 7 del modello di convenzione fiscale dell'OCSE. Si è tuttora in attesa della notifica dei formali atti di accertamento e la filiale – anche in base al parere rilasciato dal consulente fiscale locale – ritiene opportuno definire la contestazione senza applicazione di sanzioni e interessi, anziché avviare un contenzioso dall’esito incerto;
− a gennaio 2026 è stata avviata una verifica fiscale in relazione al periodo d’imposta 2023 sulla filiale di Amsterdam in materia di imposte sui redditi delle società (Corporate Income Tax). La filiale, con l’assistenza del consulente, ha fornito la documen tazione richiesta. Al momento non si segnalano rilievi;
− a giugno 2026 è stata avviata una verifica fiscale sulla filiale di Varsavia avente ad oggetto la correttezza delle segnalazi oni di operazioni e transazioni della clientela effettuate dalla Banca alle autorità fiscali polacche. Si tratta di un’ispezione di routine in relazione alla quale attualmente non si segnalano rilievi.
Società italiane del Gruppo
Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking - Ritenuta su interessi su conti correnti bancari esteri - Anni d’imposta 2009, 2010
e 2011
Con riguardo a Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (di seguito Banca Fideuram) si è tenuta il 1° luglio 2026 l’udienza di trattazione, a seguito dell’accoglimento in Cassazione con rinvio al giudice di secondo grado, dei tre ricorsi relativi al le annualità 2009, 2010 e 2011, circa la presunta mancata effettuazione della ritenuta del 27% sugli interessi maturati su conti correnti bancari esteri intrattenuti presso Fideuram Bank (Luxembourg) da due fondi comuni di investimento di diritto lussemburghese c.d. “storici” (Fonditalia e Interfund SICAV), per i quali negli anni accertati Banca Fideuram era unicamente banca collocatrice e banca corrispondente (valore complessivo delle controversie 9,1 milioni). Non sono prevedibili i tempi c on cui sarà depositata la relativa sentenza e per il momento si è ritenuto comunque opportuno mantenere l’ accantonamento a suo tempo operato a copertura del rischio per sanzioni e interessi.
Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking (Banca Fideuram) – TARI e TEFA - Anni d’imposta 2019/2024 Si è chiusa la controversia con il Comune di Roma originatasi dall’impugnazione di due avvisi di accertamento per la tassa su i rifiuti (TARI) e il tributo per l’esercizio delle funzioni relative all’ambiente (TEFA), per gli anni dal 2019 al 2024. Il gi udice di primo grado ha dichiarato la cessata materia del contendere a seguito di annullamento degli atti in autotutela da parte del Comune, condannando quest’ultimo al pagamento delle spese del giudizio.
Intesa Sanpaolo Protezione - Imposta sulle polizze assicurative del rischio di perdita di impiego - Anno d’imposta 2012 L’avviso di accertamento per l’anno 2012 (imposta 0,3 milioni, sanzioni 0,8 milioni, oltre interessi per 0,1 milioni) nel quale è stata contestata alla società la classificazione delle polizze assicurative aventi ad oggetto il rischio di “perdita d’impieg o” (obbligatoriamente connesse ai finanzia menti garantiti dalla cessione del quinto dello stipendio e facoltativamente ad altri mutui, finanziamenti e crediti al consumo) come soggette all’imposta sui premi assicurativi con aliquota del 2,5%, ritenendo per con tro l’Agenzia che tali polizze avrebbe ro dovuto essere classificate tra quelle per assicurazione del rischio di “credito”, soggette ad aliquota del 12,5% - è stato impugnato con ricorso nel settembre 2023 ed accolto in data 1° luglio 2024 con sentenza n. 841/2024 dalla Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Torino. L’appello dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato con sentenza del 16 aprile 2026. È pertanto pendente il termine per l’eventuale ric orso in Cassazione da parte dell’Agenzia.
Note illustrative – Il presidio dei rischi
218 Intesa Sanpaolo RBM Salute – Carente versamento d’imposta sulle assicurazioni - Anno d’imposta 2023 Il 3 marzo 2025 è stato notificato a Intesa Sanpaolo Protezione, quale incorporante di Intesa Sanpaolo RBM Salute, un avviso di liquidazione avente ad oggetto l’imposta sulle assicurazioni sui premi e accessori incassati nel 2024 e relativi all’anno 2023, per presunto insufficiente versamento in acconto dell’imposta sulle assicurazioni contro i rischi d'impiego, quantificando sa nzioni per 0,4 milioni oltre interessi. La Società ha presentato ricorso il 29 aprile 2025, accolto con sentenza della Corte di Giu stizia Tributaria di I grado del 19 dicembre 2025. Il 20 maggio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha proposto appello contro la sentenza di primo grado favorevole alla Società, in relazione al quale quest’ultima si costituirà in giudizio nel termine di legge.
Intesa Sanpaolo Life DAC - Monitoraggio fiscale - Anni d’imposta 2018/2022 Come già segnalato nella Nota Integrativa consolidata del Bilancio 2025 l’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Milano, a seguito di verifica fiscale sui premi incassati e sulle prestazioni assicurative erogate dalla impresa assicurativa irlandese del Gruppo (ISL), ora Intesa Sanpaolo Assicurazioni, ha contestato la violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale per gli anni dal 2018 al 2022, quantificando sanzioni amministrative per 2,2 milioni. Nonostante le deduzioni difensive prese ntate a fronte del primo atto di contestazione relativo all’annualità 2018, l’Agenzia delle Entrate ha accertato tale annualità per 0,6 milioni; la Società ha presentato ricorso il 13 aprile 2026 ed ha accantonato un importo pari a 0,2 milioni. Sono stati altre sì notificati quattro atti di contestazione (propedeutici a futuri accertamenti) per gli anni dal 2019 al 2022 (sanzioni quantif icate per complessivi 1,6 milioni), a fronte dei quali Intesa Sanpaolo Assicurazioni ha presentato apposite deduzioni difensive. A fronte di tali atti di contestazione per gli anni dal 2019 al 2022, nelle more dell’eventuale futura notifica degli atti di effettiv a irrogazione delle sanzioni, non è stato effettuato accantonamento reputandosi il rischio di soccombenza possibile, ma no n probabile.
Eurizon Capital SGR - prezzi di trasferimento - Anno d'imposta 2019 A giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Lombardia, dando seguito agli schemi d’atto del dicembre 2025, ha notificato ad Eurizon Capital SGR (ed a Intesa Sanpaolo, quale consolidante a fini IRES) due avvisi di accertamento sull’ann o 2019, per complessivi 7,4 milioni tra IRES ed IRAP, oltre interessi per 1,5 milioni. Le maggiori imposte indicate negli schemi d’atto si riferiscono all’annualità 2019 e riguardano l’allineamento ai valori di libera concorrenza del servizio, pre stato da Eurizon Capital e da Epsilon, di gestione in delega di alcuni OICR istituiti dall’allora controllata lussemburghese Eurizon Capital S.A. e, per la sola Eurizon, di alcune polizze unit linked di Intesa Sanpaolo Life DAC (Irlanda), da quest’ultima delegate in gestione ad Eurizon Capital S.A., che le aveva a sua volta sub -delegate ad Eurizon.
Eurizon Capital SGR ha fatto istanza di accertamento con adesione – in corso di esame da parte dell’Agenzia – con l’obiettivo di definire gli accertamenti sulla base degli stessi criteri con cui è stata chiusa l’analoga contestazione per il 2018 (i qu ali, applicati all’annualità 2019, porterebbero a maggiori imposte per complessivi 2,5 milioni, rispetto ai 7,4 milioni accertati) .
Sulla base di logiche coerenti con l’adesione già effettuata e tenendo conto dell’effetto positivo del recupero di imposte in Lussemburgo – tramite la procedura di risoluzione delle controversie fiscali tra Stati dell’Unione Europea – Eurizon Capital SGR ha accantonato 7 milioni a titolo di maggiori imposte ed interessi (di cui 0,9 milioni in relazione agli accertamenti IRES ed IRAP relativi all’anno 2019 e 6,1 milioni stimando prospetticamente le contestazioni definibili per gli anni 2020 -2025).
Società estere del Gruppo
Non si segnalano novità di particolare rilievo sul perimetro delle Società estere, fatto salvo quanto segue.
Pravex Bank
Si è chiuso con favorevole decisione del 7 aprile 2026 il ricorso pendente in Cassazione dal 2021, dopo i primi due gradi favorevoli alla società, della controllata ucraina Pravex Bank relativo al disconoscimento della perdita fiscale di 4 milioni circa riportata nel 2018 da anni precedenti.
Intesa Sanpaolo Banka d.d. Bosna I Hercegovina (Intesa Sanpaolo Banka) Intesa Sanpaolo Banka è stata oggetto di una verifica da parte dell’Indirect taxes BiH office, cui ha fatto seguito un avviso di accertamento in tema di IVA per il periodo aprile 2013 - marzo 2018. La contestazione riguarda alcuni servizi cui non si applic herebbe il regime di esenzione IVA in quanto di natura non finanziaria ed è di importo complessivo pari a 0,1 milioni per IVA, sanzioni e interessi. Intesa Sanpaolo Banka ha presentato ricorso avverso l’avviso di accertamento, respinto nel marzo 2019 dall’ autorità fiscale di primo grado, nel febbraio 2022 da quella di secondo grado, e nel maggio 2024 dal direttore dell’autorità fiscale. La banca ha impugnato tale decisione con ricorso alla Corte di Giustizia di I grado che lo ha rigettat o con sentenza del 2 2 ottobre 2025, confermata dalla Corte d’appello con decisione del 2 febbraio 2026. La banca ha impugnato tale ultima decisione con ricorso del 3 febbraio 2026 alla Corte costituzionale della Bosnia ed Erzegovina.
Ad ottobre 2021, Intesa Sanpaolo Banka era stata oggetto di una nuova verifica fiscale ai fini IVA per i periodi d’imposta 20 18-
2021 riguardante alcuni servizi resi nel segmento carte di pagamento alle banche residenti in Bosnia ed Erzegovina, tra cui Intesa Sanpaolo Banka, precedentemente trattati, secondo la normativa locale e la prassi di riferimento, come servizi finanziari e, pertanto, esenti ai fini IVA. In tale sede, l’autorità fiscale bosniaca ha ritenuto che i servizi in commento non possano config urarsi come servizi finanziari e siano, pertanto, da assoggettare ad IVA. A seguito di tale pronuncia, nel maggio 2023 Intesa Sanpaolo Banka ha ricevuto una contestazione di circa 0,9 milioni per IVA aggiuntiva relativa all’intervallo temporale compreso tr a l’aprile 2018 e l’agosto 2021, senza interessi di mora. A giugno 2023 la banca ha presentato ricorso, respinto dalla stessa autorità nel successivo mese di agosto, e ricevuto notifica di una richiesta di pagamento di 0,4 milioni a titol o di interessi di mora, prontamente pagati. La banca ha impugnato presso l’autorità fiscale di grado superiore la contestazione del maggio 2023 e la richiesta degli interessi nell’agosto 2023, impugnazione che l’autorità fiscale ha rigettato con decisione d el maggio 2024 av verso la quale la banca ha proposto ricorso alla Corte d’appello nel luglio 2024, sia per il merito che per taluni vizi procedurali, rigettato con decisione del 17 novembre 2025. La banca ha impugnato tale ultima decisione con ricorso del 17 marzo 2026 all a Corte costituzionale della Bosnia ed Erzegovina.
Gli importi contestati (0,9 milioni per IVA e 0,4 milioni per interessi) sono stati accantonati.
In virtù della posizione assunta dall’autorità fiscale bosniaca sul tema in commento, a dicembre 2023 il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo Banka ha deliberato l’accantonamento di 1 milione a titolo di IVA aggiuntiva in relazione al
Note illustrative – Il presidio dei rischi
219 periodo settembre 2021 – settembre 2023, oltre interessi di mora, nonché la previsione di accantonamenti mensili corrispondenti all'IVA maturata sui servizi forniti nel segmento carte da Mastercard e Visa.
Per l’effetto, l’accantonamento aggiornato è pari a complessivi 3,7 milioni, di cui 3,1 milioni per IVA e 0,6 milioni per int eressi.
RISCHI ASSICURATIVI
Portafogli di investimento
Gli investimenti delle società del segmento assicurativo del Gruppo Intesa Sanpaolo (Intesa Sanpaolo Assicurazioni, Intesa Sanpaolo Protezione e Fideuram Vita) vengono realizzati a fronte del patrimonio libero ed a copertura delle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti della clientela. Queste ultime sono relative alle polizze vita di tipo tradizionale rivalutabile, a quelle di tipo unit linked, ai fondi pensione e alle polizze danni.
I portafogli di investimento ammontano complessivamente, a valori di bilancio e alla data del 30 giugno 2026, a 192.385 milioni (187.056 milioni al 31 dicembre 2025). Di questi, una quota pari a 98.322 milioni è relativa alle polizze vita tradizionali r ivalutabili (c.d. “Classe C”), il cui rischio finanziario è condiviso con gli assicurati in virtù del meccanismo di determinazione dei re ndimenti delle attività in gestione separata, alle polizze danni ed agli investimenti a fronte del patrimonio libero (96.8 46 milioni a fine 2025); l’altra componente, il cui rischio è interamente sopportato dagli assicurati, è costituita da investimenti a fronte di polizze unit linked e fondi pensione (c.d. “Classe D”) ed è pari a 94.063 milioni (90.210 milioni a dicembre 202 5).
In considerazione del diverso tipo di rischiosità, l’analisi dei portafogli investimenti dettagliata nel seguito è incentrata solo sulla Classe C, dunque sugli attivi detenuti a copertura delle polizze vita tradizionali rivalutabili, delle polizze danni e del patrimonio libero.
In termini di composizione per asset class, al netto delle posizioni in strumenti finanziari derivati, l’80,3% circa delle at tività, pari a 78.901 milioni, è costituito da titoli obbligazionari (79.030 milioni a fine 2025) mentre la quota relativa a titoli di capitale pesa per il 4% circa ed è pari a 3.963 milioni (contro 3.212 milioni a dicembre 2025). La restante parte, pari a 15.432 milioni (14.603 milioni a fine 2025), è costituita da investimenti in OICR, Private Equity e Hedge Fund (15,7% circa); di q uesti, gli investimenti alternativi sono pari a 4.657 milioni e costituiscono il 4,7% degli investimenti relativi alle polizze vita trad izionali rivalutabili (al netto dei derivati).
La distribuzione per fasce di rating dei titoli obbligazionari (80,3% della Classe C al netto delle posizioni in strumenti fi nanziari derivati) è la seguente : gli attivi di tipo obbligazionario con rating AAA/AA pesano per il 3,9%, mentre il 21,4% circa si colloca nell’area single A. I titoli dell’area low investment grade (BBB) costituiscono il 51,2%, mentre è residuale (3,8%) la quota di titoli speculative grade o unrated .
L’analisi dell’esposizione in termini di emittenti/controparti evidenzia le seguenti componenti: i titoli obbligazionari emes si da Governi, Banche Centrali e altri enti pubblici rappresentano circa il 51,4% del totale della Classe C (al netto delle posizioni in strumenti finanziari derivati), mentre i titoli di emittenti corporate (società finanziarie e industriali) contribuiscono per circa il 28,9% dell’esposizione.
Con specifico riguardo ai titoli obbligazionari governativi si concentrano principalmente in titoli governativi italiani (40, 2% del totale degli investimenti), francesi (3,3%), spagnoli (1,6%), tedeschi (0,17%) e statunitensi (0,02%). La restante quota par i a 6,14% si riferisce ai titoli governativi di altri Paesi.
Il valore di bilancio dei derivati ammonta a circa 26 milioni; di questi la quota relativa a derivati di gestione efficace am monta a circa 25,8 milioni, la restante parte è riferita a derivati classificati di copertura.
Gli investimenti a fronte del patrimonio libero di Intesa Sanpaolo Assicurazioni e Fideuram Vita sono pari, alla fine dei pri mi sei mesi del 2026 ed a valori di mercato, a circa 1.353 milioni e presentano una rischiosità, in termini di VaR (intervallo di c onfidenza 99%, holding period 10 giorni), pari a circa 43 milioni.
La sensitivity del fair value del portafoglio di attivi finanziari rispetto ad un movimento dei tassi di interesse mette in e videnza l’esposizione del portafoglio titoli. A titolo di esempio, un movimento parallelo della curva di +100 punti base comporta u na variazione negativa, nei portafogli obbligazionari, di 4.460 milioni.
Alla fine del primo semestre 2026, la sensitivity del fair value dei titoli obbligazionari rispetto ad una variazione del mer ito creditizio degli emittenti, intesa come shock dei credit spread di mercato di +100 punti base, è risultata pari a -4.572 milion i ed è imputabile per -3.560 milioni ad emittenti governativi e per -1.012 milioni agli emittenti corporate.
220 L’azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni
L’azionariato
Sulla base delle risultanze del Libro Soci e delle informazioni a disposizione, la tabella che segue illustra la situazione, aggiornata alla data della presente Relazione, degli azionisti titolari di quote superiori al 3% del capitale rappresentato d a azio ni con diritto di voto, soglia oltre la quale la normativa italiana attualmente in vigore (art. 120 TUF) prevede l’obbligo di comunicazione alla società partecipata ed alla Consob67 68.
Azionista N. Azioni ordinarie % di possesso Fondazione Compagnia di San Paolo 1.153.947.304 6,526% Fondazione Cariplo 961.333.900 5,437%
Le operazioni con parti correlate
1. Aspetti procedurali Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo S.p.A. ha adottato, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa, il Regolamento di Gruppo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB.
Tale Regolamento, da ultimo aggiornato nel mese di dicembre 2024, tiene conto sia della disciplina emanata dalla Consob, ai sensi dell’art. 2391 bis C.C., che delle disposizioni di vigilanza introdotte dalla Banca d’Italia il 12 dicembre 2011 in mat eria di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di “Soggetti Collegati” ed emana te in attuazione dell’art. 53, comma 4 e ss. del Testo Unico Bancario e in conformità alla delibera del CICR del 29 luglio 2008, n . 277 nonché, in aggiunta, delle regole stabilite dall’art. 136 del Testo Unico Bancario.
Il Regolamento disciplina per l’intero Gruppo Intesa Sanpaolo i seguenti aspetti:
– i criteri per identificare le Parti Correlate e i Soggetti Collegati;
– il processo di istruttoria, deliberazione e informazione agli Organi Sociali per le operazioni realizzate con Parti Correlate e
Soggetti Collegati;
– l’informazione al mercato per le operazioni con Parti Correlate;
– i limiti prudenziali e gli adempimenti di segnalazione periodica alla Banca d’Italia per le attività di rischio nei confronti dei
Soggetti Collegati;
– le regole che riguardano i controlli e i presidi organizzativi;
– le regole generali di disclosure e di astensione per la gestione degli interessi personali degli esponenti, dei dipendenti e dei collaboratori aziendali anche diversi dai Soggetti Collegati.
Ai sensi del Regolamento sono considerati Parti Correlate di Intesa Sanpaolo: i soggetti che esercitano il controllo o l’infl uenza notevole, le entità controllate e collegate, le joint venture, i fondi pensione del Gruppo, gli Esponenti e i Key Manager di Intesa Sanpaolo, con i relativi stretti familiari e le entità partecipate rilevanti.
L’insieme dei Soggetti Collegati di Gruppo è costituito dai Soggetti Collegati di ciascuna banca del Gruppo (compresa la Capogruppo) e di ciascun intermediario vigilato rilevante con fondi propri superiori al 2% del totale dei fondi propri a live llo consol idato. Rispetto a ciascuna banca o intermediario vigilato rilevante del Gruppo sono Soggetti Collegati: i) gli azionisti che esercitano il controllo, l’influenza notevole o che sono comunque tenuti a richiedere autorizzazione ai sensi dell’art. 19 TU B o in grado di nominare un componente dell’organo con funzione di gestione o di supervisione strategica e i relativi gruppi societa ri;
ii) le entità controllate, controllate congiuntamente e collegate, nonché le entità da queste controllate anche congiuntament e ad altri; iii) gli esponenti aziendali con i relativi parenti fino al secondo grado e le entità partecipate rilevanti.
67 Ai sensi dell’art 119 -bis, comma 7, del Regolamento Emittenti, le società e i soggetti abilitati che detengono azioni a titolo di gestione del risp armio possono avvalersi dell’esenzione dalla segnalazione per le partecipazioni gestite superiori al 3% e in feriori al 5%.
68 Si richiama inoltre quanto già indicato nel Bilancio 2025 relativamente a BlackRock Inc. che nel dicembre 2020 aveva dichiara to di detenere una partecipazione nel capitale sociale di Intesa Sanpaolo pari al 5,005% (mod. 120 A del 9 dicembre 2020) ed una p artecipazione aggregata pari al 5,066% (mod. 120 B del 4 dicembre 2020) e non ha comunicato aggiornamenti di tali quote in seguito alle variazioni intervenute succe ssivamente nel numero di azioni in cui è suddiviso il capitale sociale di Intesa Sanpaolo.
Note illustrative – L’azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni
221 In via di autoregolamentazione, la Banca ha esteso la disciplina in materia di operazioni con Parti Correlate e quella sull’a ttività di rischio e conflitti di interesse nei confronti dei Soggetti Collegati a:
a) gli azionisti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto d ella Banca superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate anche congiuntamente ad altri;
b) le società nelle quali gli esponenti di Intesa Sanpaolo o i loro stretti familiari i) hanno cariche esecutive o di presidente dell’organo di amministrazione, ii) detengono una partecipazione qualificata uguale o superiore al 10% del capitale o dei diritti di voto di tale entità, o una posizione di influenza notevole;
c) le società con le quali il Gruppo presenta significativi legami partecipativi e finanziari in quanto riferibili ad almeno due dei
seguenti indicatori:
o partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l’1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate;
o partecipazione da parte di entità del Gruppo Intesa Sanpaolo nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto;
o esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte.
Tale soluzione consente di sviluppare uno standard più elevato di monitoraggio delle transazioni con le principali entità in potenziale rischio di conflitto di interessi.
Il Regolamento contempla le diverse cautele istruttorie che devono essere osservate dalle strutture della Capogruppo e dalle società controllate nella realizzazione di operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo, Soggetti Collegati di Gruppo e Sogget ti rilevanti ex art. 136 TUB, al fine di soddisfare le esigenze di correttezza sostanziale delle transazioni, richiedendo, tr a l’altro, un esame dettagliato delle motivazioni, degli interessi, degli effetti dal punto di vista patrimoniale, economico e finanziario e delle condizioni dell’operazione.
In coerenza con la regolamentazione adottata dalla Consob e dalla Banca d’Italia, è inoltre previsto un regime di esenzioni, integrali o parziali, dall’applicazione della disciplina.
Per quanto attiene ai profili deliberativi delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gr uppo, il procedimento viene differenziato per:
– operazioni di importo esiguo: di controvalore inferiore o pari a 250 mila euro per le persone fisiche ed 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche (escluse dall’applicazione della disciplina);
– operazioni di minore rilevanza: di controvalore superiore alle soglie di esiguità (250 mila euro per le persone fisiche ed 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche), ma inferiore o pari alle soglie di maggiore rilevanza di seguito indic ate;
– operazioni di maggiore rilevanza: di controvalore superiore alla soglia del 5% degli indicatori definiti dalla Consob e dalla Banca d’Italia ( circa 3 miliardi per il Gruppo Intesa Sanpaolo);
– operazioni di competenza assembleare, a norma di legge o di Statuto.
Nel processo finalizzato all’approvazione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gru ppo, un ruolo qualificato è svolto dal Comitato per le operazioni con Parti Correlate, in possesso dei requisiti di indipendenza p revisti, oltre che dalle disposizioni normative applicabili, incluse quelle specifiche del settore bancario (D.M. 169/2020), dal Codic e di Corporate Governance e dall’art. 148 del Testo Unico della Finanza. Il Comitato per le operazioni con Parti Correlate può avvalersi, ove ritenuto opportuno, di esperti indipendenti in relazione alla significatività, alle particolari caratteristich e economiche o strutturali dell’operazione o alla natura della parte correlata o soggetto collegato.
Per le operazioni di maggiore rilevanza le strutture devono coinvolgere il Comitato nelle fasi dell’istruttoria e delle tratt ative, attraverso l’invio di un flusso completo e tempestivo e con la facoltà del Comitato di richiedere ulteriori informazioni e f ormulare osservazioni.
Tutte le operazioni – che non siano esenti in base al Regolamento – realizzate dalla Capogruppo con una parte correlata o soggetto collegato sono riservate alla competenza deliberativa del Consiglio, previo parere del Comitato per le operazioni co n Parti C orrelate.
Il Regolamento prevede specifici presidi nel caso in cui sia deliberata un’operazione di minore o maggiore rilevanza, nonosta nte il parere negativo del Comitato per le operazioni con Parti Correlate.
Le operazioni realizzate dalle società controllate con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo devo no essere deliberate dal Consiglio di Amministrazione delle stesse società interessate previo benestare della Capogruppo, che viene rilasciato secondo l’iter sopra descritto.
Il Regolamento definisce altresì i criteri generali per l’informativa da rendere, almeno trimestralmente, anche ai sensi dell’art. 150 del Testo Unico della Finanza, agli amministratori e all'organo di controllo in ordine alle operazioni con Parti Correlat e e Soggetti Collegati perfezionate nel periodo di riferimento dalla Capogruppo o da società controllate, al fine di fornire un quadro completo dell’insieme delle operazioni più significative poste in essere, nonché dei volumi e delle principali caratteris tiche di tutte quelle delegate. L’informativa deve riguardare tutte le operazioni, anche se esenti da procedura deliberativa, di controvalore superiore alle soglie di esiguità; sono escluse le operazioni di minore rilevanza di finanziame nto e di raccolta b ancaria infragruppo (sempre che non riguardino una società controllata con interessi significativi di altra parte correlata o soggetto collegato e presentino condizioni non di mercato o standard). Per le operazioni di minore rilevanza infragruppo ordinarie e a condizioni di mercato è, invece, prevista un’informativa di tipo aggregato su base annuale.
Le operazioni realizzate dalle banche italiane controllate con Parti Correlate e Soggetti Collegati di Gruppo, che non siano considerate esenti, fermo il benestare della Capogruppo, devono essere deliberate dal relativo Consiglio di Amministrazione, previo parere di un Comitato di Consiglieri indipendenti costituito all’interno del Consiglio di Amministrazione della Banca stessa.
Sono, inoltre, previste regole specifiche di rendicontazione delle operazioni agli Organi della Banca.
Note illustrative – L’azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni
222 Il Regolamento disciplina, inoltre, l’operatività con Soggetti Rilevanti ai sensi dell’art. 136 TUB, che deve essere applicat o da tutte le Banche italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo, ivi inclusa la Capogruppo. Tale norma richiede l’adozione di una procedu ra deliberativa aggravata (delibera unanime dell’organo amministrativo, con esclusione del voto dell’esponente interessato, e vo to favorevole dei componenti l’organo di controllo) per consentire agli esponenti bancari di assumere, direttamente o indirettame nte, obbligazioni con la banca nella quale gli stessi rivestono la carica di esponente.
Sono inoltre fatti salvi gli obblighi previsti dal Codice Civile (art. 2391) e dall’art. 53 TUB in materia di interessi degli amministratori.
In particolare, l’art. 2391 C.C. stabilisce che ciascun Consigliere dia notizia di ogni interesse detenuto, per conto proprio o di terzi, che possa rilevare nell’esercizio della funzione gestoria, con riferimento ad una determinata operazione. Ai sensi del la predetta disposizione, sono di competenza del Consiglio le delibere relative a quelle operazioni, anche con Parti Correlate, nelle quali il Consigliere Delegato sia titolare di un interesse per conto proprio o di terzi ed osservi quindi l’obbligo di astensione dal compiere l’operazione, investendo della stessa l’organo collegiale ex art. 2391 C.C.
In aggiunta, l’art. 53 TUB prevede che gli amministratori delle banche debbano astenersi dalle deliberazioni in cui abbiano u n conflitto di interessi per conto proprio o di terzi.
Da ultimo, il Regolamento disciplina gli adempimenti di documentazione e messa a disposizione delle Autorità competenti delle informazioni sui prestiti concessi dalle banche del Gruppo con sede in un Paese aderente all’Unione Europea, alle parti correlate, come definite dalla normativa comunitaria (art. 88 della Direttiva 2013/36, come successivamente modificata).
2. Informazioni sui saldi con parti correlate I saldi creditori e debitori in essere al 30 giugno 2026 nei conti consolidati nei confronti di parti correlate - diverse da quelle infragruppo consolidate integrali - risultano di ammontare complessivamente non rilevante rispetto alla dimensione patrimoni ale del Gruppo. Parimenti non risulta rilevante l’incidenza dei proventi e oneri con parti correlate sul risultato di gestione co nsolidato.
30.06.2026
Importo
(milioni di euro) Incidenza (%) Totale attività finanziarie (1) 4.546 0,5 Totale altre attività (2) 109 0,4 Totale passività finanziarie (3) 1.528 0,2 Totale altre passività (4) 538 0,3 (1) Include le voci 10, 20, 30, 40 e 70 dell'attivo di Stato Patrimoniale.
(2) Include le voci 50, 60, 80, 120 e 130 dell'attivo di Stato Patrimoniale.
(3) Include le voci 10, 20 e 30 del passivo di Stato Patrimoniale.
(4) Include le voci 40, 50, 70, 80, 90, 100 e 110 del passivo di Stato Patrimoniale.
30.06.2026
Importo
(milioni di euro) Incidenza (%) Totale interessi attivi 34 0,3 Totale interessi passivi 9 0,2 Totale commissioni attive 12 0,2 Totale commissioni passive 27 1,7 Totale costi di funzionamento (1) 131 2,5 (1) Include la voce 190 del conto economico.
Si riportano di seguito i principali termini di riferimento dell’operatività con ciascuna categoria di controparte correlata, sulla base dei soggetti indicati nello IAS 24, al netto dell’operatività con entità consolidate integralmente, con la categoria de gli Azionisti rilevanti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari (entità controllate anche congiuntamente ad altri, controllanti o so ttoposte a comune controllo) che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore all a soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché con gli ulteriori soggetti inclusi nel perimetro definito in via di autoregolamentazione.
Nella tabella che segue non viene, invece, rappresentata l’incidenza delle operazioni con parti correlate sui flussi finanzia ri del Gruppo, in quanto non significativa.
Per maggiore chiarezza e coerentemente con le segnalazioni inviate alle Autorità di Vigilanza, si precisa che le poste fuori bilancio sono state dettagliate su due righe distinte, raggruppando da un lato le garanzie/impegni rilasciati e dall’altro le garan zie/impegni ricevuti. Nella prima categoria sono stati inclusi anche gli impegni revocabili rilasciati il cui importo comples sivo è pari a 411 milioni.
Note illustrative – L’azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni
223 (milioni di euro)
Entità
controllate
non
consolidate
integralmente Entità
sottoposte
a controllo
congiunto
e relative
controllate Entità
collegate e
relative
controllate Esponenti,
Key
Manager e
soggetti ad
essi
riconducibili Fondi
Pensione TOTALE Azionisti (*) Società con le quali il
Gruppo
presenta
significativi
legami
partecipativi
e finanziari
(**) Altre
società
riconducibili
agli
Esponenti
(***)
Cassa e disponibilità liquide - - - - - - - - -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 1 - 17 - - 18 24 120 -
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - - - 18 3 -
b) attività finanziarie designate al fair value 1 - - - - 1 - - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - 17 - - 17 6 117 -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - - - - 491 -
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 6 340 573 13 - 932 37 57 -
a) crediti verso banche - - - - - - - - -
b) crediti verso clientela 6 340 573 13 - 932 37 57 -
Altre attività 2 1 106 - - 109 - - -
Partecipazioni 117 369 2.381 - - 2.867 - - -
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 15 252 808 27 42 1.144 76 298 1 a) debiti verso banche - - 7 - - 7 - - -
b) debiti verso la clientela 15 252 801 27 42 1.137 76 298 1 Passività finanziarie di negoziazione - - - - - - - - -
Passività finanziarie designate al fair value - - - 9 - 9 - - -
Altre passività 7 - 31 22 442 502 21 15 -
Garanzie e impegni rilasciati 169 93 354 2 - 618 58 116 -
Garanzie e impegni ricevuti - 19 1 - - 20 50 6 -
(*) In via di autoregolamentazione, azionisti e relativi gruppi societari che detengono una partecipazione al capitale superi ore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotat e calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate congiuntamente.
(**) In via di autoregolamentazione, società che presentano almeno due dei seguenti indicatori: i) partecipazione della contr oparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l’1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazi one delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate; ii) partecipazione da parte di entità del Gruppo ISP nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto; iii) esposizione significativa creditizia del G ruppo verso la controparte.
(***) In via di autoregolamentazione, società nelle quali gli esponenti di Intesa Sanpaolo o i loro stretti familiari i) hann o cariche esecutive o di presidente dell’organo di amministrazione; ii) detengono una partecipazione qualificata uguale o superiore al 10% del capitale o dei diritti di voto di tale entità, o sulla quale tali persone possono esercitare un'influenza notevole.
Per completezza si segnala che le entità collegate maggiormente significative incluse nel perimetro delle parti correlate, secondo quanto previsto dalla formulazione dello IAS 24 in vigore, sono: 1875 Finance Holding AG, Back2Bonis, Camfin S.p.A., Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A., Digit’Ed Holding S.p.A., Efesto, Equiter S.p.A., FI.NAV Comparto A1 Crediti, Fondo Eleuteria, Fondo UTP Italia Comparto Crediti, Grenke Italia S.p.A.,Idea CCR (Corporate Credit Recovery) II Comparto Crediti, Intrum Italy S.p.A., Lendlease MSG Heartbeat, Neva First – FCC, Penghua Fund Management Co. Ltd., Retail & Leisure Fund, Rexer S.p.A., RSCT Fund - Comparto Crediti e UTP Restructuring Corporate.
Tra le principali entità sottoposte a controllo congiunto (joint venture) si segnalano: Mir Capital S.c.a. Sicar (in liquidaz ione), Mooney Group S.p.A. e PBZ Croatia Osiguranje Public Limited for Company Compulsory Pension Fund Management.
Note illustrative – L’azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni
224 3. Informazioni sulle operazioni con parti correlate Si rappresenta che le operazioni con parti correlate infragruppo, consolidate integrali, non sono incluse nel presente docume nto in quanto elise a livello consolidato.
Operazioni di maggiore rilevanza Nel corso del semestre non sono state effettuate dal Gruppo Intesa Sanpaolo operazioni qualificabili come di “maggiore rilevanza” non ordinarie e non a condizioni di mercato o standard soggette – in applicazione del Regolamento di Gruppo per la gestione de lle Operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB – all’obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato.
Si ricorda che le operazioni di maggiore rilevanza nel periodo sono quelle che hanno superato la soglia del 5% dei Fondi Prop ri a livello consolidato o degli altri indicatori definiti dalla normativa Consob.
Altre operazioni significative Le operazioni realizzate dal Gruppo Intesa Sanpaolo con parti correlate generalmente rientrano nell’ambito dell’ordinaria operatività del Gruppo e sono di norma poste in essere a condizioni di mercato e comunque sulla base di valutazioni di recipr oca conve nienza economica, nel rispetto delle procedure interne sopra richiamate.
I rapporti tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e gli esponenti aziendali, i key manager, i relativi stretti familiari e i soggetti da questi partecipati in misura rilevante, sono riconducibili alla normale operatività del Gruppo e sono posti in essere applicando , ove ne ricorrano i presupposti, le convenzioni riservate a tutto il personale dipendente con pieno rispetto e trasparenza delle condizioni praticate.
Con riferimento all’operatività con gli Azionisti, che detengono quote del capitale con diritto di voto di Intesa Sanpaolo S. p.A.
superiori alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con a zioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, e con gli altri azionisti rilevanti in ragione della presenza di significativi legami partecipativi e finanziari, si segnalano in particolare le seguenti operazioni:
– operazioni in strumenti finanziari OTC poste in essere da Intesa Sanpaolo S.p.A. nell’ambito della corrente attività con società del gruppo Black Rock Finance Inc., nonché con le fondazioni Compagnia di San Paolo, Cassa di Risparmio di Firenze e Cassa di Risparmio in Bologna;
– affidamenti ordinari concessi da Intesa Sanpaolo S.p.A. a società del gruppo BlackRock Finance Inc. e alla Fondazione Compagnia di San Paolo;
– la sottoscrizione di accordi tra Intesa Sanpaolo S.p.A. e le fondazioni Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Cassa di Risparmio di Cuneo, finalizzati alla promozione dello sviluppo sociale e territoriale;
– la sottoscrizione di un accordo tra Intesa Sanpaolo S.p.A. e la Fondazione Compagnia di San Paolo per l’avvio di un’iniziativa sociale finalizzata al contrasto della povertà educativa e all’incentivazione alla educazione finanziaria.
L’iniziativa prevede i noltre la stipula di una polizza assicurativa tra Intesa Sanpaolo Assicurazioni S.p.A. e Fondazione Ufficio Pio Ente Filantropico, entità riconducibile a Fondazione Compagnia di San Paolo;
– la sottoscrizione di un accordo tra Intesa Sanpaolo S.p.A. e Fondazione Social Venture Giordano Dell'Amore, entità riconducibile alla Fondazione Cariplo, che prevede la costituzione di un fondo di garanzia presso Intesa Sanpaolo finalizzato all’erogazione di finanziamenti a sostegno dello sviluppo sociale e territoriale.
Per quanto riguarda le operazioni con entità controllate congiuntamente o collegate, nonché con le società partecipate rileva nti in ragione della presenza di significativi legami partecipativi e finanziari, si segnalano da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. :
– operazioni ordinarie di natura creditizia a favore di Grenke Italia S.p.A., CBI S.c.p.a. Società Benefit, ISM Investimenti S.p.A., Camfin Alternative Assets S.r.l., Società per l’Aeroporto Civile di Bergamo S.p.A.;
– la modifica del contratto di servizio in essere con Intrum Italy S.p.A. per l’attività di gestione e recupero dei crediti NPL ;
– la sottoscrizione di contratti di fornitura con Destination Gusto S.r.l.;
– operazioni in strumenti finanziari OTC con la Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. e Futura Invest S.p.A.;
– la sottoscrizione di un aumento di capitale di RCN Finanziaria S.p.A.;
– la cessione di crediti a Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. nell’ambito di un ordinario processo di sindacazione;
e – il completamento, da parte di Isybank S.p.A., della revisione dell’assetto delle relazioni finanziarie con Mooney Group S.p.A., avviata nel 2025.
Altre informazioni rilevanti Con riferimento alle società valutate al patrimonio netto, sono state registrate rettifiche di valore delle interessenze in C entai Institute S.p.A., Destination Gusto S.r.l. e Intrum Italy S.p.A.
Note illustrative – L’azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni
225 L’andamento del titolo Nel primo semestre 2026, i mercati azionari hanno esteso la performance positiva registrata nell’anno precedente, con fasi di elevata volatilità nel periodo per effetto del quadro geopolitico internazionale.
L’indice bancario dell’area euro è sceso di circa il 9% nei primi tre mesi dell’anno a causa dello scoppio del conflitto mili tare contro l’Iran a fine febbraio, che ha determinato una brusca correzione sui mercati azionari per i timori di una grave crisi energetica e di un nuovo picco inflazionistico: nel solo mese di marzo l’indice bancario europeo ha registrato, infatti, una flessione dell’11% circa. In seguito, tuttavia, i mercati azionari hanno iniziato a guardare oltre la crisi geopolitica, anti cipando una soluzione negoziata del conflitto nel breve termine e riprendendo una traiettoria rialzista, rafforzata dalla successiva definizione di un accordo di tregua tra Stati Uniti e Iran, con l’indice bancario dell’area euro che ha chiuso il semestre in rialzo dell’11,6%, segnando una performance migliore rispetto all’Euro Stoxx (+9,8%).
Nel primo semestre 2026 l’indice bancario italiano ha registrato un progresso dell’8,5% – guidato da risultati solidi, dalle generose politiche di remunerazione degli azionisti e dalla prosecuzione del processo di consolidamento del settore avviato alla fi ne del 2024 – mostrando un trend positivo, ma più contenuto rispetto sia al comparto europeo (11,6%), sia all’indice FTSE MIB (+15%).
La quotazione dell’azione ordinaria Intesa Sanpaolo nel primo semestre del 2026 ha registrato una dinamica correlata a quella degli indici relativi al settore bancario, con un andamento fluttuante nel primo bimestre, un calo nelle prime tre settimane di marzo, una ripresa fino a metà aprile e un andamento fluttuante nella restante parte del secondo trimestre, chiudendo il semestre in crescita dell’1,2% rispetto a fine 2025.
La capitalizzazione di Intesa Sanpaolo è salita a 105,9 miliardi a fine giugno 2026 da 103,1 miliardi a fine 2025 .
Utile per azione Il capitale sociale di Intesa Sanpaolo è costituito interamente da azioni ordinarie.
Il risultato netto loro attribuibile è determinato tenendo conto del valore dei dividendi unitari maturati, ripartendo poi la quota residua dell’utile netto semestrale – nell’ipotesi teorica di una sua totale assegnazione – in egual misura tra tutte le azi oni in circolazione.
L’indicatore Utile per azione (EPS – Earnings Per Share) viene presentato sia nella configurazione “base”, sia in quella “diluita”:
l’EPS base è calcolato rapportando l’utile teoricamente attribuibile ai portatori delle azioni alla media ponderata delle az ioni stesse in circolazione (escluse le azioni proprie riacquistate), mentre l’EPS diluito tiene conto anche degli effetti di even tuali future emissioni.
Note illustrative – L’azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni
226
Azioni ordinarie
30.06.2026 30.06.2025
Media ponderata azioni in circolazione (numero) (*) 17.373.246.931 17.731.681.336 Risultato attribuibile (milioni di euro) 5.554 5.216 Utile base per azione (basic EPS) (euro) 0,32 0,29 Utile diluito per azione (diluted EPS) (euro) 0,32 0,29 Utile base per azione (basic EPS) annualizzato (**) (euro) 0,64 0,59 Utile diluito per azione (diluted EPS) annualizzato (**) (euro) 0,64 0,59 (*) La media ponderata delle azioni in circolazione è calcolata escludendo le azioni proprie riacquistate.
(**) L'utile non è indicativo della previsione di redditività netta dell'intero esercizio in quanto ottenuto annualizzando il risultato di periodo.
Price/book value
L’indicatore riflette il valore attribuito dal mercato al capitale sociale di un’azienda quotata e, quindi, indirettamente, a l complesso delle attività ad essa riconducibili. Pur misurando il grado di apprezzamento che operatori ed analisti finanziari attr ibuiscono alle potenzialità reddituali ed alla solidità patrimoniale dell’azienda, il rapporto risente in misura significativa dei fatt ori esogeni che influiscono sulle quotazioni azionarie.
Anche per il Gruppo Intesa Sanpaolo il livello e l’evoluzione dell’indicatore – al 30 giugno 2026 calcolato sia su dati medi semestrali che su dati puntuali di fine periodo – risultano influenzati dalla dinamica dei mercati e del settore di appartenenza. I dati di raffronto relativi agli esercizi dal 2022 al 2025 presentati in tabella sono dati medi annui.
(milioni di euro) 30.06.2026 1° sem 2026 2025 2024 2023 2022 Capitalizzazione di borsa 105.918 99.572 88.923 63.323 45.144 38.433 Patrimonio netto del Gruppo 69.023 67.125 65.201 64.570 62.533 62.715 Price / book value 1,53 1,48 1,36 0,98 0,72 0,61
Rating
Si sintetizzano di seguito le azioni sui principali rating della Banca intrapresi dalle Agenzie internazionali nel corso del primo
semestre 2026:
− il 2 febbraio, S&P Global Ratings ha modificato l’outlook di Intesa Sanpaolo da “Stabile” a “Positivo”, rispecchiando l’analogo intervento del 30 gennaio sull’outlook del debito sovrano. Il rating del debito a lungo termine è stato confermato a “BBB+” e qu ello sul debito a breve termine ad “A -2”;
− il 20 maggio, Morningstar DBRS ha confermato i rating creditizi a lungo e breve termine di Intesa Sanpaolo rispettivamente ad “A (low)” ed “R -1 (low)”. Il trend è rimasto “Stabile”;
− in seguito all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria su Banca Monte dei Paschi di Siena annunciata l’8 giugno, il 15 giugno Fitch Ratings ha confermato il rating a lungo termine senior preferred (unsecured) di Intesa Sanpaolo ad “A -”, il rating dei depositi a breve termine ad “F1” e il Viability Rating ad “a -“. L’outlook “Stabile” è stato confermato.
Si riportano di seguito i giudizi di rating assegnati a Intesa Sanpaolo dalle principali agenzie internazionali, inalterati a lla data di approvazione della presente Relazione semestrale.
AGENZIE DI RATING
Morningstar
DBRS Fitch
Ratings Moody's S&P Global
Ratings
Debito a breve termine R-1(low)1 F1 P-2 A-2 Debito a lungo termine (senior preferred unsecured) A (low) A- A3 BBB+ Outlook / Trend sul debito a lungo termine Stabile Stabile Stabile Positivo Viability - a- - -
(1) Con Trend stabile.
Per la situazione sempre aggiornata dei rating di Intesa Sanpaolo si rinvia al sito istituzionale di Gruppo, nella sezione In vestor Relations/Rating.
Note illustrative – L’azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni
227 Dividendi pagati Il 20 maggio 2026 (con data stacco 18 maggio e record date 19 maggio) è stato messo in pagamento il saldo del dividendo relativo all’esercizio 2025 per un importo di 3.315.063.190,76 euro, corrispondente a 19 centesimi di euro per ciascuna delle n. 17.447. 701.004 azioni ordinarie prive di valore nominale in circolazione alla record date (escluse le n. 31.722.615 azioni proprie detenute dalla Banca alla medesima data, cui non spettano dividendi, per un importo pari a 6.027.296,85 euro che è stato girato a Ri serva straordinaria ed incluse le n. 66.034.006 azioni emesse con l’aumento di capitale gratuito del 12 maggio 2026).
Si rammenta che il 26 novembre 2025 (con stacco cedole il 24 novembre e record date il 25 novembre) è stato messo in pagamento l’acconto dividendi a valere sui risultati 2025, deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo del 31 ottobre 20 25 nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 4 dell’art. 2433 -bis del Codice Civile. L’acconto, pari a 18,60 centesimi di euro per azione, è stato corrisposto alle n. 17.386.262.670 azioni in circolazione alla record date per complessivi 3.233.844.85 6,62 euro (al netto della quota non distribuita relativa alle n. 27.126.943 azioni proprie in portafoglio alla record date, per un importo pari a 5.045.611,40 euro).
L’importo dei dividendi complessivamente distribuiti a valere sull’esercizio 2025 è stato pertanto di 37,60 centesimi di euro per azione, per un monte dividendi di 6.548.908.047,38 euro, equivalente al 70% dell’utile netto consolidato.
228 Informativa di settore
Distribuzione per settori di attività: dati economici (a) (milioni di euro)
Voci Banca
dei
Territori IMI
Corporate
&
Investment
Banking International
Banks Private
Banking Asset
Management Insurance Centro di
Governo
(b) Totale
Interessi netti 3.447 1.582 1.181 564 18 - 688 7.480 Commissioni nette 2.620 692 378 1.207 460 2 -228 5.131 Risultato dell'attività assicurativa - - - - - 972 1 973 Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 136 686 86 35 1 - -39 905 Altri proventi (oneri) operativi netti 2 - -23 13 34 -4 22 44 Proventi operativi netti 6.205 2.960 1.622 1.819 513 970 444 14.533 Spese del personale -1.605 -251 -345 -245 -48 -73 -613 -3.180 Spese amministrative (c) -1.292 -440 -263 -202 -56 -86 981 -1.358
Ammortamento immobilizzazioni
immateriali e materiali -1 -7 -65 -56 -6 -18 -531 -684 Costi operativi -2.898 -698 -673 -503 -110 -177 -163 -5.222 Risultato della gestione operativa 3.307 2.262 949 1.316 403 793 281 9.311 Rettifiche di valore nette su crediti -462 -45 5 16 2 - 56 -428 Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -66 -3 -14 -11 - -26 -66 -186 Altri proventi (oneri) netti - -40 - -9 - 2 -33 -80 Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - - - - - -
Risultato corrente lordo 2.779 2.174 940 1.312 405 769 238 8.617 Imposte sul reddito -996 -683 -282 -451 -104 -227 -132 -2.875 Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -48 -10 -27 -16 -1 -8 -6 -116 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -7 - -1 -9 -2 -3 -10 -32 Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) -1 - -18 1 - - -1 -19 Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - - - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - -1 3 -1 - -22 -21 Risultato netto al 30.06.2026 1.727 1.481 611 840 297 531 67 5.554 Risultato netto al 30.06.2025 1.657 1.202 719 813 272 481 72 5.216 (a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione intermedia sulla gestione.
(b) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.
(c) Le spese amministrative del Centro di Governo includono i riaddebiti dal Centro di Governo alle unità di business per ser vice puri e di indirizzo e controllo.
Note illustrative – Informativa di settore
229 In applicazione del principio contabile IFRS 15, in particolare dei paragrafi 114 e 115 che richiedono di illustrare la disaggregazione dei ricavi provenienti dai contratti con i clienti, vengono di seguito esposte le commissioni attive e passiv e per setto re di attività.
(milioni di euro) Voci (a) Banca dei
Territori IMI
Corporate
&
Investment
Banking International
Banks Private
Banking Asset
Management Insurance Centro di
Governo
(b) Totale
Garanzie rilasciate 50 182 31 2 - - - 265 Servizi di incasso e pagamento 224 74 116 4 - - 4 422 Conti correnti 537 16 83 5 - - - 641 Servizio Bancomat e carte di credito 332 1 132 12 - - - 477 Attività bancaria commerciale 1.143 273 362 23 - - 4 1.805 Intermediazione e collocamento titoli 933 161 30 212 340 - -739 937 Intermediazione valute 3 1 1 2 - - 1 8 Gestioni patrimoniali 44 - 29 1.164 956 - -139 2.054 Distribuzione prodotti assicurativi 461 - 25 380 - 2 -2 866 Altre commissioni intermediazione / gestione 184 58 11 131 1 - 2 387 Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.625 220 96 1.889 1.297 2 -877 4.252 Altre commissioni nette 124 360 68 21 87 - 55 715 Commissioni attive 2.892 853 526 1.933 1.384 2 -818 6.772 Commissioni passive -272 -161 -148 -726 -924 - 590 -1.641 Commissioni nette 30.06.2026 2.620 692 378 1.207 460 2 -228 5.131 Commissioni nette 30.06.2025 2.559 604 364 1.132 432 2 -202 4.891 (a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione intermedia sulla gestione.
(b) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.
Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali (a)
(milioni di euro)
Voci Banca
dei
Territori IMI
Corporate
&
Investment
Banking International
Banks Private
Banking Asset
Management Insurance Centro di
Governo
(b) Totale
Finanziamenti verso clientela 30.06.2026 219.940 134.524 52.353 14.609 324 - 15.375 437.125 31.12.2025 219.992 124.132 48.944 14.685 351 - 16.929 425.033 Raccolta diretta bancaria 30.06.2026 260.098 133.696 67.237 45.941 - - 105.373 612.345 31.12.2025 260.614 127.337 64.693 45.675 - - 101.880 600.199 (a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione intermedia sulla gestione.
(b) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.
Note illustrative – Informativa di settore
230 Distribuzione per aree geografiche: dati economici e patrimoniali (a) (milioni di euro) Italia Europa Resto del Mondo Totale Proventi operativi netti 30.06.2026 11.395 2.466 672 14.533 30.06.2025 10.688 2.533 574 13.795 Variazione % 6,6 -2,6 17,1 5,3 Finanziamenti verso clientela 30.06.2026 332.539 77.689 26.897 437.125 31.12.2025 328.097 73.062 23.874 425.033 Variazione % 1,4 6,3 12,7 2,8 Raccolta diretta bancaria 30.06.2026 517.388 87.744 7.213 612.345 31.12.2025 505.791 86.953 7.455 600.199 Variazione % 2,3 0,9 -3,2 2,0 I raggruppamenti per aree geografiche sono effettuati facendo riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gru ppo.
(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione intermedia sulla gestione.
231 Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’art. 154 -bis del D. Lgs. n. 58/1998
1. I sottoscritti Carlo Messina, in qualità di Consigliere Delegato e CEO, e Elisabetta Stegher, in qualità di Dirigente prepost o alla redazione dei documenti contabili societari, di Intesa Sanpaolo, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154 bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
– l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e – l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, nel corso del primo semestre 2026.
2. La verifica dell’adeguatezza e dell’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è avvenuta sulla base di metodologie definite da Intesa Sanpaolo in coe renza con i modelli COSO e, per la componente IT, COBIT, che costituiscono framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionale69.
3. Si attesta, inoltre, che:
3.1. Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026:
– è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
– corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
– è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
3.2. La relazione intermedia sulla gestione comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell’esercizio e alla loro incidenza sul bilancio consolidato semestrale abbreviato, unitamente a una d escrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell’esercizio. La relazione intermedia sulla gestione comprende, altresì, un’analisi attendibile sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Milano, 29 luglio 2026
Carlo Messina Elisabetta Stegher Consigliere Delegato e CEO Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
69 Il COSO Framework è stato elaborato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission, organismo statunite nse che ha l’obiettivo di migliorare la qualità dell’informativa societaria, attraverso la definizione di standard etici ed un sis tema di corporate governance ed organizzativo efficace. Il COBIT Framework - Control OBjectives for IT and related technology è un insieme di regole predisposto dall’IT Governance Institute, organismo statunitense che ha l’obiettivo di definire e migliorar e gli standard aziendali nel settore IT.
233
Relazione della Società di revisione
235
237
Allegati
Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati
Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 modificato
Raccordo tra Conto economico consolidato al 30 giugno 2025 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 giugno 2025 modificato
Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati/modificati e prospetti contabili
consolidati riesposti
Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 riesposto
Raccordo tra Conto economico consolidato al 30 giugno 2025 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 giugno 2025 riesposto
Prospetti contabili consolidati riesposti
Stato patrimoniale consolidato
Conto economico consolidato riesposto
Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati
Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato e Stato patrimoniale consolidato riclassificato
Raccordo tra Conto economico consolidato riesposto e Conto economico consolidato riclassificato
Allegati
239
Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati
modificati
Allegati
241 Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 modificato
Lo Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 pubblicato non ha necessitato di modifiche.
Allegati
242 Raccordo tra Conto economico consolidato al 30 giugno 2025 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 giugno 2025 modificato
Il Conto economico consolidato al 30 giugno 2025 pubblicato non ha necessitato di modifiche.
Allegati
243
Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati/modificati e prospetti contabili
consolidati riesposti
Allegati
245 Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 riesposto
Lo Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2025 pubblicato non ha necessitato di riesposizioni.
Allegati
246 Raccordo tra Conto economico consolidato al 30 giugno 2025 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 giugno 2025 riesposto (milioni di euro)
30.06.2025 Variazione
perimetro
di
consolidamento
(a) Cessione
Ramo
Custody
(b) 30.06.2025
Riesposto
10. Interessi attivi e proventi assimilati 14.398 - - 14.398 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell’interesse effettivo 12.790 - - 12.790 20. Interessi passivi e oneri assimilati -5.697 - - -5.697 30. Margine di interesse 8.701 - - 8.701 40. Commissioni attive 5.812 4 - 5.816 50. Commissioni passive -1.421 3 - -1.418 60. Commissioni nette 4.391 7 - 4.398 70. Dividendi e proventi simili 530 - - 530 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 811 - - 811 90. Risultato netto dell’attività di copertura -14 - - -14 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 92 - - 92 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 101 - - 101 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 38 - - 38 c) passività finanziarie -47 - - -47 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 103 - - 103 a) attività e passività finanziarie designate al fair value -213 - - -213 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 316 - - 316 120. Margine di intermediazione 14.614 7 - 14.621 130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: -645 - - -645 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -578 - - -578 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -67 - - -67 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -9 - - -9 150. Risultato netto della gestione finanziaria 13.960 7 - 13.967 160. Risultato dei servizi assicurativi 900 - - 900 a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 1.646 - - 1.646 b) costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi -705 - - -705 c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 36 - - 36 d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione -77 - - -77 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa -1.882 - - -1.882 a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi -1.883 - - -1.883 b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 1 - - 1 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 12.978 7 - 12.985 190. Spese amministrative: -5.065 -6 -12 -5.083 a) spese per il personale -3.078 -3 - -3.081 b) altre spese amministrative -1.987 -3 -12 -2.002 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -75 - - -75 a) impegni e garanzie rilasciate 15 - - 15 b) altri accantonamenti netti -90 - - -90 210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -297 - - -297 220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -551 - - -551 230. Altri oneri/proventi di gestione 558 - - 558 240. Costi operativi -5.430 -6 -12 -5.448 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 3 -1 - 2 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - - - -
270. Rettifiche di valore dell’avviamento - - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 57 - - 57 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 7.608 - -12 7.596 300. Imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente -2.376 - 4 -2.372 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 5.232 - -8 5.224 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 5.232 - -8 5.224 340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -16 - 8 -8 350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 5.216 - - 5.216 (a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 6 mesi del 2025 del ramo di attività ceduto da Fideuram As set Management UK a Eurizon Slj Capital e della controllata Neva SGR.
(b) La riesposizione si riferisce alle risultanze economiche dei primi 6 mesi del 2025 riferite all'operatività IT a supporto del business di Custody cedute a State Street Bank International.
Allegati
247
Prospetti contabili consolidati riesposti
Allegati
248 Stato patrimoniale consolidato (milioni di euro) Voci dell'attivo 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 37.179 37.868 -689 -1,8 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 174.838 162.472 12.366 7,6 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 52.204 46.241 5.963 12,9 b) attività finanziarie designate al fair value 4 4 - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 122.630 116.227 6.403 5,5 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 170.118 163.441 6.677 4,1 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 553.776 532.710 21.066 4,0 a) crediti verso banche 47.801 46.005 1.796 3,9 b) crediti verso clientela 505.975 486.705 19.270 4,0 50. Derivati di copertura 5.837 7.372 -1.535 -20,8 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) -5.697 -5.982 -285 -4,8 70. Partecipazioni 2.867 2.735 132 4,8 80. Attività assicurative 707 669 38 5,7 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività 549 477 72 15,1 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 158 192 -34 -17,7 90. Attività materiali 8.523 8.645 -122 -1,4 100. Attività immateriali 9.853 10.003 -150 -1,5
di cui:
- avviamento 3.702 3.699 3 0,1 110. Attività fiscali 10.787 11.591 -804 -6,9 a) correnti 1.094 1.112 -18 -1,6 b) anticipate 9.693 10.479 -786 -7,5 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.114 1.065 49 4,6 130. Altre attività 22.767 27.298 -4.531 -16,6 Totale dell'attivo 992.669 959.887 32.782 3,4
Allegati
249 (milioni di euro) Voci del passivo e del patrimonio netto 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 636.774 623.444 13.330 2,1 a) debiti verso banche 61.373 57.715 3.658 6,3 b) debiti verso la clientela 477.292 466.380 10.912 2,3 c) titoli in circolazione 98.109 99.349 -1.240 -1,2 20. Passività finanziarie di negoziazione 40.628 39.656 972 2,5 30. Passività finanziarie designate al fair value 79.402 76.380 3.022 4,0 40. Derivati di copertura 2.882 2.695 187 6,9 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) -3.438 -2.923 515 17,6 60. Passività fiscali 2.637 2.881 -244 -8,5 a) correnti 617 865 -248 -28,7 b) differite 2.020 2.016 4 0,2 70. Passività associate ad attività in via di dismissione 62 45 17 37,8 80. Altre passività 24.198 14.693 9.505 64,7 90. Trattamento di fine rapporto del personale 596 614 -18 -2,9 100. Fondi per rischi e oneri 3.614 4.506 -892 -19,8 a) impegni e garanzie rilasciate 527 676 -149 -22,0 b) quiescenza e obblighi simili 51 53 -2 -3,8 c) altri fondi per rischi e oneri 3.036 3.777 -741 -19,6 110. Passività assicurative 136.165 132.518 3.647 2,8 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 136.122 132.481 3.641 2,7 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività 43 37 6 16,2 120. Riserve da valutazione -1.644 -1.512 132 8,7 130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 8.935 7.704 1.231 16,0 150. Riserve 20.820 18.539 2.281 12,3 155. Acconti su dividendi ( -) - -3.234 -3.234 160. Sovrapprezzi di emissione 25.090 24.279 811 3,3 170. Capitale 10.529 10.369 160 1,5 180. Azioni proprie ( -) -261 -240 21 8,8 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 126 152 -26 -17,1 200. Utile (Perdita) di periodo (+/ -) 5.554 9.321 -3.767 -40,4 Totale del passivo e del patrimonio netto 992.669 959.887 32.782 3,4
Allegati
250 Conto economico consolidato riesposto (milioni di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Riesposto assolute % 10. Interessi attivi e proventi assimilati 13.328 14.398 -1.070 -7,4 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell’interesse effettivo 12.541 12.790 -249 -1,9 20. Interessi passivi e oneri assimilati -4.545 -5.697 -1.152 -20,2 30. Margine di interesse 8.783 8.701 82 0,9 40. Commissioni attive 6.134 5.816 318 5,5 50. Commissioni passive -1.545 -1.418 127 9,0 60. Commissioni nette 4.589 4.398 191 4,3 70. Dividendi e proventi simili 702 530 172 32,5 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 463 811 -348 -42,9 90. Risultato netto dell’attività di copertura -3 -14 -11 -78,6 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 331 92 239 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 280 101 179 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 91 38 53 c) passività finanziarie -40 -47 -7 -14,9 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 2.903 103 2.800 a) attività e passività finanziarie designate al fair value -3.254 -213 3.041 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 6.157 316 5.841 120. Margine di intermediazione 17.768 14.621 3.147 21,5 130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: -551 -645 -94 -14,6 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -558 -578 -20 -3,5 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 7 -67 74 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -8 -9 -1 -11,1 150. Risultato netto della gestione finanziaria 17.209 13.967 3.242 23,2 160. Risultato dei servizi assicurativi 983 900 83 9,2 a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 1.803 1.646 157 9,5 b) costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi -776 -705 71 10,1 c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 17 36 -19 -52,8 d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione -61 -77 -16 -20,8 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa -4.338 -1.882 2.456 a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi -4.339 -1.883 2.456 b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 1 1 - -
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 13.854 12.985 869 6,7 190. Spese amministrative: -5.179 -5.083 96 1,9 a) spese per il personale -3.077 -3.081 -4 -0,1 b) altre spese amministrative -2.102 -2.002 100 5,0 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -57 -75 -18 -24,0 a) impegni e garanzie rilasciate 85 15 70 b) altri accantonamenti netti -142 -90 52 57,8 210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -272 -297 -25 -8,4 220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -568 -551 17 3,1 230. Altri oneri/proventi di gestione 496 558 -62 -11,1 240. Costi operativi -5.580 -5.448 132 2,4 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 22 2 20 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 1 - 1 270. Rettifiche di valore dell’avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 1 57 -56 -98,2 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 8.298 7.596 702 9,2 300. Imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente -2.723 -2.372 351 14,8 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 5.575 5.224 351 6,7 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 5.575 5.224 351 6,7 340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -21 -8 13 350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 5.554 5.216 338 6,5
Allegati
251
Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati
Allegati
252 Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato e Stato patrimoniale consolidato riclassificato (milioni di euro) Attività 30.06.2026 31.12.2025
Cassa e disponibilità liquide 37.179 37.868 Voce 10 Cassa e disponibilità liquide 37.179 37.868 Finanziamenti verso banche 44.038 41.622 Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche (Contributo comparto bancario) 42.997 41.536 Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche (Contributo comparto bancario) - -
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso banche (Contributo comparto bancario) 3 3 Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche (Contributo comparto bancario) 33 83 Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti verso banche (Contributo comparto bancario) 1.005 -
Finanziamenti verso clientela 437.125 425.033 Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 432.205 421.555 Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela (Contributo comparto bancario) 423.054 412.847 Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri) (Contributo comparto bancario) 9.151 8.708 Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 4.920 3.478 Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela (Contributo comparto bancario) 5 10 Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela (Contributo comparto bancario) - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela (Contributo comparto bancario) 1.294 988 Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti verso clientela (Contributo comparto bancario) 3.621 2.480 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 78.571 69.610 Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (banche) (Contributo comparto bancario) 4.804 4.469 Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) (Contributo comparto bancario) 73.767 65.141 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 57.439 50.731 Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione (Contributo comparto bancario) 52.155 46.199 Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito (Contributo comparto bancario) 1 1 Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Contributo comparto bancario) 5.283 4.531 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 92.066 87.470 Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (Contributo comparto bancario) 92.066 87.470 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato 3 9 Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso Banche (Contributo comparto assicurativo) - -
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela (Contributo comparto assicurativo) 3 9 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value con impatto a conto economico 116.096 110.687 Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione (Contributo comparto assicurativo) 44 32 Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value (Contributo comparto assicurativo) - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Contributo comparto assicurativo) 116.020 110.625 Voce 50 (parziale) Derivati di copertura (Contributo comparto assicurativo) 32 30 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value con impatto sulla redditività comple ssiva 73.426 73.491 Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (Contributo comparto assicurativo) 73.426 73.491 Partecipazioni 2.867 2.735 Voce 70 Partecipazioni 2.867 2.735 Attività materiali e immateriali 18.376 18.648 Attività di proprietà 17.338 17.628 Voce 90 (parziale) Attività materiali 7.485 7.625 Voce 100 Attività immateriali 9.853 10.003 Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.038 1.020 Voce 90 (parziale) Attività materiali 1.038 1.020 Attività fiscali 10.787 11.591 Voce 110 Attività fiscali 10.787 11.591 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.114 1.065 Voce 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.114 1.065 Altre voci dell'attivo 23.582 29.327 Voce 50 Derivati di copertura (Contributo comparto bancario) 5.805 7.342 Voce 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) -5.697 -5.982 Voce 80 Attività assicurative 707 669 Voce 130 Altre attività 22.767 27.298 Totale attività 992.669 959.887
Allegati
253 (milioni di euro)
Passività
30.06.2026 31.12.2025
Debiti verso banche al costo ammortizzato 60.986 56.716 Voce 10 a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (Contributo comparto bancario) 60.988 56.718
- Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) (Contributo comparto bancario) -2 -2 Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 572.628 563.519 Voce 10 b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso la clientela (Contributo comparto bancario) 477.174 466.261 Voce 10 c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione (Contributo comparto bancario) 96.520 98.308
- Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) (Contributo comparto bancario) -1.066 -1.050 Passività finanziarie di negoziazione 40.617 39.648 Voce 20 Passività finanziarie di negoziazione (Contributo comparto bancario) 40.617 39.648 Passività finanziarie designate al fair value 29.838 27.196 Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value (Contributo comparto bancario) 29.838 27.196 Passività finanziarie al costo ammortizzato di pertinenza delle imprese di assicurazione 2.092 2.156 Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (Contributo comparto assicurativo) 385 997 Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso la clientela (Contributo comparto assicurativo) 118 119 Voce 10 c) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione (Contributo comparto assicurativo) 1.589 1.041
- Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) (Contributo comparto assicurativo) - -
- Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) (Contributo comparto assicurativo) - -1 Passività finanziarie di negoziazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 43 62 Voce 20 (parziale) Passività finanziarie di negoziazione (Contributo comparto assicurativo) 11 8 Voce 40 (parziale) Derivati di copertura (Contributo comparto assicurativo) 32 54 Passività finanziarie designate al fair value di pertinenza delle imprese di assicurazione 49.564 49.184 Voce 30 (parziale) Passività finanziarie designate al fair value (Contributo comparto assicurativo) 49.564 49.184 Passività fiscali 2.637 2.881 Voce 60 Passività fiscali 2.637 2.881 Passività associate ad attività in via di dismissione 62 45 Voce 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 62 45 Altre voci del passivo 24.678 15.464 Voce 40 Derivati di copertura (Contributo comparto bancario) 2.850 2.641 Voce 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) -3.438 -2.923 Voce 80 Altre passività 24.198 14.693 +Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) (Contributo comparto bancario) 2 2 Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) (Contributo comparto assicurativo) - -
+Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) (Contributo comparto bancario) 1.066 1.050 +Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) (Contributo comparto assicurativo) - 1 Passività assicurative 136.165 132.518 Voce 110 Passività assicurative 136.165 132.518 Fondi per rischi e oneri 4.210 5.120 Voce 90 Trattamento di fine rapporto del personale 596 614 Voce 100 a) Fondi per rischi e oneri - Impegni e garanzie rilasciate 527 676 Voce 100 b) Fondi per rischi e oneri - Quiescenza e obblighi simili 51 53 Voce 100 c) Fondi per rischi e oneri - Altri fondi per rischi e oneri 3.036 3.777 Capitale 10.529 10.369 Voce 170 Capitale 10.529 10.369 Riserve 45.649 42.578 Voce 130 Azioni rimborsabili - -
Voce 150 Riserve 20.820 18.539 Voce 160 Sovrapprezzi di emissione 25.090 24.279
- Voce 180 Azioni proprie ( -) -261 -240 Riserve da valutazione -1.241 -1.138 Voce 120 Riserve da valutazione (Contributo comparto bancario ed inclusiva di Riserve IAS19 di pertinenza comparto assicurativo) -1.241 -1.138 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -403 -374 Voce 120 Riserve da valutazione (Contributo comparto assicurativo) -403 -374 Acconti su dividendi - -3.234 Voce 155 Acconti su dividendi ( -) - -3.234 Strumenti di capitale 8.935 7.704 Voce 140 Strumenti di capitale 8.935 7.704 Patrimonio di pertinenza di terzi 126 152 Voce 190 Patrimonio di pertinenza di terzi 126 152 Risultato netto 5.554 9.321 Voce 200 Utile (Perdita) di periodo (+/ -) 5.554 9.321 Totale passività e patrimonio netto 992.669 959.887
Allegati
254 Raccordo tra Conto economico consolidato riesposto e Conto economico consolidato riclassificato
(milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025
Riesposto
Interessi netti 7.480 7.432 Voce 30 Margine di interesse 8.783 8.701
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Contributo comparto assicurativo) -1.237 -1.181
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) 16 27 + Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Commissioni periodiche c/c con saldi attivi (tassi negativi)) - -
- Voce 30 (parziale) Componenti degli Interessi netti correlate al Risultato dell'attività di negoziazione (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) -8 -6 + Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap -50 -87 + Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) -14 -14 + Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Importi ricondotti a Interessi netti - Iniziativa For Funding) -1 -
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) -9 -8 Commissioni nette 5.131 4.891 Voce 60 Commissioni nette 4.589 4.398
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Comparto assicurativo 488 422
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento - 2
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Commissioni periodiche c/c con saldi attivi (tassi negativi)) - -
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) 57 51 + Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates) 174 149 + Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze assicurative stipulate a favore d elle Reti di consulenti finanziari) 4 -
+ Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi (Contributo comparto bancario) Commissioni consulenti finanziari Divisione Private -38 -32 + Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri sistemi di incentivazione di personale dipendente delle reti distributive) -62 -39 + Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese) -79 -60 + Voce 230 b) (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Importi correlati a commissioni nette) -2 -
Risultato dell'attività assicurativa 973 922 Voce 160 Risultato dei servizi assicurativi 983 900 Voce 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa -4.338 -1.882 + Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Contributo comparto assicurativo) 1.237 1.181 + Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Contributo Comparto assicurativo) -488 -422 + Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (inclusi i dividend i su OICR) (Contributo comparto assicurativo) 453 317 + Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Contributo comparto assicurativo) -25 -4 + Voce 90 (parziale) Risultato netto dell'attività di copertura (Contributo comparto assicurativo) - -
+ Voce 100 b) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (Contributo comparto assicurativo) -158 -109 + Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (Contributo comparto assicurativo) -2.689 454 + Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Contributo comparto assicurativo) 5.645 217 + Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (Contributo comparto assicurativo) 19 -55
- Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - Spese del personale 186 184
- Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - Altre Spese Amministrative 76 75
- Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - Ammortamenti Immob. Materiali 6 8
- Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - Ammortamenti Immob. Immateriali 28 26
- Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi (Contributo comparto bancario) Commissioni consulenti finanziari Divisione Private 38 32
- Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - rilascio passività assicurative - -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali di pertinenza del comparto assicurativo - -
Allegati
255 (milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025
Riesposto
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 905 552 Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 463 811 Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura -3 -14 Voce 110 a) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (a) attività e passività finanziarie designate al fair value -3.254 -213 Voce 110 b) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 6.157 316 Voce 100 b) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 91 38 Voce 100 c) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di passività finanziarie -40 -47 + Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (inclusi i dividend i su OICR) (Contributo comparto bancario) 249 213 + Voce 30 (parziale) Componenti degli Interessi netti correlate al Risultato dell'attività di negoziazione (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) 8 6
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) -57 -51
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Contributo comparto assicurativo) 25 4
- Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap 50 87
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Importi correlati a Rettifiche di valore nette su crediti) -7 -
- Voce 90 (parziale) Risultato netto dell'attività di copertura (Contributo comparto assicurativo) - -
- Voce 100 b) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (Contributo comparto assicurativo) 158 109 + Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione 262 95 + Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (Banche) (Contributo comparto bancario) - Effetto correlato al risultato di negoziazione -2 5
- Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates) -174 -149
- Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (a) attività e passività designate al fair value (Contributo comparto assicurativo) 2.689 -454
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Contributo comparto assicurativo) -5.645 -217
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze assicurative stipulate a favore d elle Reti di consulenti finanziari) -66 5
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario) -2 1
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Importi ricondotti a rettifiche di valore nette su crediti) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) 3 7 Altri proventi (oneri) operativi netti 44 -2 Voce 70 Dividendi e proventi simili 702 530 Voce 230 Altri oneri / proventi di gestione 496 558 + Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento - -2
- Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (inclusi i dividend i su OICR) (Contributo comparto bancario) -249 -213
- Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (inclusi i dividend i su OICR) (Contributo comparto assicurativo) -453 -317
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi spese) -8 -10
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) -609 -561
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Proventi/oneri non ricorrenti o non correlati alla gestione caratteristica) 92 1
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Importi correlati a rettifiche di valore nette su altre attività) 17 2
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) 4 4
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) -3 -7
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Importi correlati a commissioni nette) 2 -
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
leasing operativo) - -2 + Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa - leasing operativo) - -15 + Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa - leasing operativo) - -1 + Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (valutate al patrimonio netto) 53 31 Proventi operativi netti 14.533 13.795
Allegati
256
(milioni di euro)
Voci
30.06.2026 30.06.2025
Riesposto
Spese del personale -3.180 -3.192 Voce 190 a) Spese per il personale -3.077 -3.081
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo) 6 20
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) 14 14
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri sistemi di incentivazione di personale dipendente delle reti distributive) 62 39 + Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze assicurative stipulate a favore d elle Reti di consulenti finanziari) 1 -
+ Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - Spese del personale -186 -184 + Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi spese) - -
Spese amministrative -1.358 -1.360 Voce 190 b) Altre spese amministrative -2.102 -2.002
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Importi ricondotti a Interessi netti - Iniziativa For Funding) 1 -
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) 19 21
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 23 23
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese) 79 60
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
leasing operativo) - 2
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (tasse straordinarie controllate estere) 81 40 + Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - Altre Spese Amministrative -76 -75 + Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) 609 561 + Voce 230 (parziale) Altri oneri /proventi di gestione (Recuperi di spese) 8 10 Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -684 -708 Voce 210 Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali -272 -297 Voce 220 Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali -568 -551
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali di pertinenza del comparto assicurativo - -
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) 19 23
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Svalutazioni) 7 2
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa - leasing operativo) - 15 + Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - Ammortamenti Immob. Materiali -6 -8 + Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - Ammortamenti Immob. Immateriali -28 -26
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) 121 107
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Svalutazioni) 16 -
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) 27 26
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa - leasing operativo) - 1 Costi operativi -5.222 -5.260 Risultato della gestione operativa 9.311 8.535 Rettifiche di valore nette su crediti -428 -505 Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -8 -9 Voce 200 a) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate 85 15 + Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti (Contributo comparto bancario) 13 -
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri) (Contributo comparto bancario) 7 1
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) (Contributo comparto bancario) 5 13 + Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Importi ricondotti a rettifiche di valore nette su crediti) - -
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti (Contributo comparto bancario) -532 -536
- Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri) (Contributo comparto bancario) 2 -3 + Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti (Contributo comparto bancario) -3 -2 + Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Importi correlati a Rettifiche di valore nette su crediti) 7 -
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti) -4 16
Allegati
257
(milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025
Riesposto
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -186 -107 Voce 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 1 -
Voce 200 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti -142 -90 + Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze assicurative stipulate a favore d elle Reti di consulenti finanziari) 61 -5 + Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) (Contributo comparto bancario) -31 -31 + Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (Banche) (Contributo comparto bancario) 3 -
+ Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito (Contributo comparto bancario) -9 -10
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (Contributo al Fondo di Garanzia Assicurativo dei Rami Vita) - 43
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) - -
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) 9 8
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti) 4 -16
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti (Importi correlati ad Altri proventi (oneri) netti) -32 -
+ Voce 160 b) (parziale) Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - rilascio passività assicurative - -
- Voce 260 (parziale) Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Svalutazioni) -7 -2 + Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) -16 -
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni - Importi correlati ad Altri proventi (oneri) netti) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Importi correlati a rettifiche di valore nette su altre attività) -17 -2 + Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) -10 -2 Altri proventi (oneri) netti -80 21 Voce 250 Utili (Perdite) di partecipazioni 22 2 Voce 280 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 1 57 Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) (Contributo comparto bancario) 262 95 Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (Banche) (Contributo comparto bancario) -2 5
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione -262 -95
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (Banche) (Contributo comparto bancario) - Effetto correlato al risultato di negoziazione 2 -5 + Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Effetto correlato a Utili (perdite) delle partecipazioni (Contributo comparto bancario) - -8 + Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti (Importi correlati ad Altri proventi (oneri) netti) 32 -
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni - Importi correlati ad Altri proventi (oneri) netti) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Proventi/oneri non ricorrenti o non correlati alla gestione caratteristica) -92 -1 + Voce 260 (parziale) Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - -
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (valutate al patrimonio netto) -53 -31
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) 10 2 Utile (Perdita) delle attività operative cessate - -
Voce 320 Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte - -
+ Voce 320 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) - -
Risultato corrente lordo 8.617 7.944
Allegati
258
(milioni di euro) Voci 30.06.2026 30.06.2025
Riesposto
Imposte sul reddito -2.875 -2.500 Voce 300 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -2.723 -2.372 + Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (tasse straordinarie controllate estere) -81 -40
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) -53 -50
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) -16 -21
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi e al Fondo di Garanzia Assicurativo dei Rami Vita) -2 -17
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili) - -
- Voce 320 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) - -
Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -116 -125 + Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all'esodo) -6 -20 + Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) -19 -21 + Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) - -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) -19 -23 + Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) -121 -107 + Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) -4 -4 + Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) 53 50 Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -32 -45 + Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) -16 -27 + Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - (Contributo comparto bancario) -5 -13 + Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) -27 -26 + Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) 16 21 Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) -19 -50 + Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario) 2 -1 + Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (Contributo al Fondo di Garanzia Assicurativo dei Rami Vita) - -43 + Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -23 -23 + Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi e al Fondo di Garanzia Assicurativo dei Rami Vita) 2 17 Rettifiche di valore dell’avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - -
Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento - -
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili) - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -21 -8 Voce 340 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -21 -8
Risultato netto
5.554 5.216
259
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