RELAZIONE FINANZIARIA
SEMESTRALE CONSOLIDATA
2026AGIRE
OGNI GIORNO
PER IL
DOMANI
GRUPPO BANCARIO CRÉDIT AGRICOLE ITALIA
RELAZIONE FINANZIARIA
SEMESTRALE CONSOLIDATA
AL 30 GIUGNO 2026
Sommario
3
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
SOMMARIO
Cariche sociali e Società di Revisione 4 Il Gruppo Crédit Agricole nel mondo 6 Il Gruppo Crédit Agricole in Italia 7 Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia 9 Fatti di rilievo 12 Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance 14 Relazione intermedia sulla gestione 17 Prospetti contabili consolidati 40 Note illustrative al bilancio consolidato semestrale
abbreviato
48 Attestazione del bilancio semestrale consolidato abbreviato ai sensi dell’art. 154 Bis del D.Lgs. n. 58/1998 105 Relazione della Società di Revisione 106 Prospetti contabili della Capogruppo 108
Cariche sociali e Società di Revisione 4 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
CARICHE SOCIALI
E SOCIETÀ DI REVISIONE
Consiglio di Amministrazione
PRESIDENTE
Giampiero Maioli
VICE PRESIDENTE
Annalisa Sassi
Jérôme Grivet
CHIEF EXECUTIVE OFFICER
Hugues Brasseur
CONSIGLIERI
Maria Anghileri(°)
Valentina Aureli(°)
Nicolas Denis
Anna Maria Fellegara(°)
Gino Gandolfi
Christine Gandon
Nicolas Langevin
Hervé Le Floc’h Michel Le Masson
Véronique Racossout-Sorosina
Roberto Zangani(°)
(°) Amministratori indipendenti.
Cariche sociali e Società di Revisione 5
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Collegio Sindacale
PRESIDENTE
Luigi Capitani
SINDACI EFFETTIVI
Maria Ludovica Giovanardi Francesca Michela Maurelli
Germano Montanari
Enrico Zanetti
SINDACI SUPPLENTI
Alberto Guiotto
Chiara Perlini
Direzione Generale
CONDIRETTORE GENERALE
Roberto Ghisellini
VICE DIRETTORE GENERALE RETAIL E DIGITAL
Vittorio Ratto
DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI
Simona Lo Sinno
SOCIETÀ DI REVISIONE
PricewaterhouseCoopers S.p.A.
Forte dei suoi 140 anni di storia, Crédit Agricole vuole essere un partner di fi ducia per i suoi clienti e sostenerli in tutte le esigenze fi nanziarie e patrimoniali: fi nanziamento, gestione del risparmio, mezzi di pagamento, assicurazioni, immobili, accompagnamento all’internazionalizzazione.
Collaborazione e coordinamento tra tutte le attività del Gruppo sono alla base della Banca Universale di Prossimità, un modello che off re ai clienti una gamma completa di prodotti e servizi bancari e non, attraverso tutti i canali in Francia e all’estero.IL GRUPPO CRÉDIT AGRICOLE
NEL MONDO
I NUMERI CHIAVE 2025
RATING4 Banca Retail dell’Unione Europea1 Operatore Europeo nel risparmio gestito2 Banca Cooperativa e Mutualistica al mondo3 54 milioni di clienti46
Paesi
9 mld€
utile netto sottostante157.000
collaboratori
136%
Liquidity Coverage Ratio17,4 % Ratio Cet 1 Moody’s DBRS Fitch Ratings S&P Global Ratings 1 Posizionamento per numero di clienti.
2 Fonte: IPE 2024 E « Top 500 Asset Managers », juin 2024.
3 Posizionamento per ricavi. Fonte: The 2023 World Cooperative Monitor a gennaio 2024.
4 Issuer/LT senior preferred debt.
IL GRUPPO CRÉDIT AGRICOLE
IN ITALIA
1 1 Dati riferiti al 31 dicembre 2025.
I NUMERI CHIAVE 2025IL GRUPPO CRÉDIT AGRICOLE
IN ITALIA
3
Operatore italiano
nel risparmio gestito 6 milioni di clienti
346 mld€
raccolta totale 1.402 mln€
utile netto
1 Indice di Raccomandazione Cliente strategico di Crédit Agricole Italia fra le banche universali. Indagine effettuata tra luglio e ottobre 2025 su specifici profili di Clienti della Banca, confrontati con Clienti di banche concorrenti nei territori di presenza di Filiali Crédit Agricole Italia.
2 Fonte: Assofin.
3 Fonte: Assogestioni.ca. 16.100
collaboratori
5.149 mln€
ricavi103 mld€
impieghiOperatore italiano
nel credito al consumo2 1 IRC in ItaliaL’Italia è l’unico paese oltre alla Francia dove Crédit Agricole è presente con tutte le linee di business: dalla banca commerciale, al credito al consumo, al corporate and investment banking, all’asset management, al comparto assicurativo, fi no al completamento della gamma di off erta con i servizi dedicati ai grandi patrimoni.
IL GRUPPO BANCARIO
CRÉDIT AGRICOLE ITALIA
Capogruppo del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia è una delle principali banche italiane, fortemente radicata sul territorio nazionale, che ha origine da istituti di credito locali.
Società di riferimento del Gruppo per il leasing. Crédit Agricole Leasing Italia opera nel leasing strumentale, targato, immobiliare, aeronavale e energie rinnovabili. Il portafoglio crediti a fine 2025 ammonta a oltre 3,1 miliardi.
Società consortile del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia in cui sono confluite attività relative agli ambiti Processi Operativi, Sistemi Informativi, Tecnico Logistica, Sicurezza, Business Continuity e Gestione Immobili.Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia che è costituito, oltre che dalla capogruppo Crédit Agricole Italia S.p.A., dalle società controllate, controllate in modo congiunto e dalle società collegate, si pone come Banca Commerciale coprendo tutti i segmenti di mercato, grazie a un posizionamento distintivo costruito attorno al cliente. Di seguito si riportano le principali società del gruppo:
IL GRUPPO BANCARIO
CRÉDIT AGRICOLE ITALIA
Oltre 2,9
milioni di clientiOltre 12.200
collaboratori
* Esposizione lorda, esclusi i titoli governativi al costo ammortizzato.3,1 mld€ proventi operativi netti797 mln€ utile netto di Gruppo
Circa 990
punti vendita68 mld€*
impieghi complessivi
161%
Liquidity Coverage Ratio13,4 % Ratio Cet 1
RATING
Moody’s Al livello più alto del sistema bancario italianoI NUMERI CHIAVE 2025
IL GRUPPO BANCARIO
CRÉDIT AGRICOLE ITALIA
Oltre 2,9
milioni di clientiOltre 12.200
collaboratori
* Esposizione lorda, esclusi i titoli governativi al costo ammortizzato.3,1 mld€ proventi operativi netti797 mln€ utile netto di Gruppo
Circa 990
punti vendita68 mld€*
impieghi complessivi
161%
Liquidity Coverage Ratio13,4 % Ratio Cet 1
RATING
Moody’s Al livello più alto del sistema bancario italianoI NUMERI CHIAVE 2025QUOTE DI SPORTELLI
PER REGIONE
Quote sportelli
0-2%
2-5%
5-10%
>10%
3,2%
9,3%
5,6%13,1 %0,6 %
6,2%
3,8%
3,3%
2,6%
2,9%0,3 %
4,2%
6,7%10,7 %
N. Sportelli Sistema aggiornato al 30 giugno 2026.
Fatti di rilievo 12 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
FATTI DI RILIEVO
GENNAIO
Il Gruppo Crédit Agricole Italia si certifica TOP EMPLOYERS per il diciottesimo anno consecu-
tivo, a conferma dell’impegno costante, da parte del Gruppo, nel creare ambienti di lavoro posi-
tivi, inclusivi e orientati al benessere e alla crescita professionale dei dipendenti.
Crédit Agricole rinnova il proprio impegno a favore dell’inclusione e della formazione con la seconda edizione del Progetto GénérAction, realizzato in collaborazione con ELIS – ente no profit che promuove progetti di innovazione e formazione – con l’obiettivo di rafforzare il legame tra Crédit Agricole e i territori, promuovendo la crescita responsabile delle nuove generazioni, anche attraverso percorsi formativi in ambito finanziario.
Crédit Agricole Italia, a seguito dell’adesione all’iniziativa “Una donna, un lavoro, un conto” promossa da ABI, ha lanciato una promozione commerciale che prevede la gratuità di conto alle clienti cointestatarie e alle donne prospect, con l’obiettivo di offrire una misura concreta per promuovere l’autonomia finanziaria e contrastare il fenomeno della violenza economica.
FEBBRAIO
I Servizi di Tesoreria e Cassa di Crédit Agricole Italia ottengono il rinnovo della Certificazione ISO 9001 – Sistema di Gestione per la Qualità da parte di Bureau Veritas – ente certificatore leader a livello mondiale – a conferma della coerenza dei servizi offerti rispetto agli standard di qualità richiesti.
Crédit Agricole Italia e Crédit Agricole Corporate & Investment Banking si posizionano, anche quest’anno, ai primi posti della Trade Finance Survey di Euromoney. Il riconoscimen-
to, volto a premiare i migliori istituti finanziari a livello globale, conferma la solidità, la com-
petenza e la vicinanza ai clienti delle entità del Gruppo.
Si rinnova la partnership tra il Gruppo e Save the Children con una nuova edizione di Volontari di Valore, il progetto di volontariato aziendale che intende creare una rete di relazioni tra colleghi, cittadini, imprese ed ambiente, con il fine di contrastare la pover-
tà educativa digitale.
MARZO
Dopo il successo della prima edizione, torna Empirìa – Romagna Marche Crea Impresa, il pro-
gramma di innovazione territoriale promosso da Crédit Agricole Italia, Le Village by CA Trive-
neto e Wylab, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali sul territorio, favorendo la nascita di startup e progetti ad alto contenuto innovativo.
In coerenza con l’attenzione e l’impegno nel contrasto alla violenza di genere, Crédit Agricole Italia ha attivato un servizio di assistenza legale per la copertura delle relative spese per le col-
leghe e i colleghi vittime di violenza di genere nella vita privata: una misura concreta pensata per offrire un supporto tempestivo a chi si trovi ad affrontare situazioni di particolare vulnerabilità.
APRILE
Crédit Agricole Italia S.p.A. è Main Sponsor del Festival del Management, evento che acco-
glie accademici, istituzioni, manager, imprenditori e dedica attenzione all’innovazione, al cam-
biamento, al ruolo del sistema bancario, alla crescita delle competenze manageriali e all’im-
portanza delle relazioni nei processi di crescita professionale.
Fatti di rilievo 13
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Crédit Agricole Italia è Main Sponsor del green Economy Festival, appuntamento dedicato ad approfondire il tema della green economy quale motore di sviluppo sostenibile, con parti-
colare attenzione al futuro delle politiche industriali europee e al ruolo che il sistema bancario può offrire per accompagnare le aziende nei processi di transizione green.
Crédit Agricole Italia e i giovani imprenditori di Confindustria hanno avviato una collabora-
zione triennale finalizzata a sostenere la crescita del nuovo tessuto imprenditoriale italiano e rafforzare il patrimonio di competenze delle giovani imprese, ponendo particolare attenzione ai temi dell’internazionalizzazione, transizione tecnologica e sostenibilità.
MAGGIO
Crédit Agricole Italia S.p.A. è Official Partner al CeMI - Commodities Exchange Milano, evento annuale che si conferma essere abilitatore di relazioni strategiche per il mondo delle agrocommodity in Italia, quale settore impattato da tensioni geopolitiche e carat-
terizzato da alta volatilità dei prezzi e rischi esogeni.
University Bank è il nuovo progetto di Crédit Agricole Italia pensato per rafforzare il dialogo tra Banca e mondo accademico, portando la formazione universitaria dentro i luoghi dell’a-
zienda. Attraverso lezioni, incontri e momenti di confronto con manager e professionisti, il progetto integra sapere accademico, competenze tecniche e visione concreta dei mestieri bancari. L’iniziativa consente di costruire relazioni strutturate con gli atenei, anche come veicolo di attraction di giovani talenti, e di valorizzare il Gruppo Crédit Agricole come partner formativo e innovativo.
GIUGNO
Crédit Agricole Italia ha perfezionato con successo la sua prima emissione dell’anno di Obbliga-
zioni Bancarie Garantite (OBG) in formato Premium.
L’emissione, di importo pari a 1 miliardo di euro, ha visto un’elevata partecipazione di investitori internazionali, a conferma del solido posizionamento dell’emittente nel segmento OBG e il co-
stante apprezzamento del mercato per Crédit Agricole Italia.
Crédit Agricole S.A. lancia, in continuità con quanto fatto negli ultimi anni, un aumento di capi-
tale sociale riservato ai dipendenti del Gruppo, con l’obiettivo di fidelizzare i collaboratori e aumentare progressivamente la partecipazione al capitale sociale di Crédit Agricole S.A..
Crédit Agricole Italia vince il Premio ABI “Diversità & Inclusione” 2026, dimostrando di agire come attore di cambiamento sociale grazie alla realizzazione di iniziative in grado di generare ricadute positive sia sui dipendenti che sul contesto socioeconomico, creando valore concreto e duraturo per le comunità e i territori.
Crédit Agricole Italia dà attuazione a quanto previsto dalla Direttiva Europea 2023/970, rece-
pita nell’ordinamento italiano con il Decreto Legislativo n. 96/2026, con decorrenza 7 giugno.
La normativa introduce nuove misure finalizzate a rafforzare il principio della parità di retri-
buzione tra donne e uomini per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, promuovendo una maggiore trasparenza nella determinazione e comunicazione delle retribuzioni.
Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance 14 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
DATI DI SINTESI E INDICATORI
ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
IAP - INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha definito alcuni indicatori, rappresentati nelle tabelle dei KPI di Gruppo, che forniscono Indicatori Alternativi di Performance (“IAP”) utili agli investitori in quanto facilitano l’identificazione di trend operativi e parametri finanziari significativi.
Per i bilanci intermedi alcuni indicatori presentati nell’informativa annuale sono ritenuti non rappresentativi.
Per una corretta interpretazione di tali IAP si evidenzia quanto segue:
• tali indicatori sono costruiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e non sono indicativi dell’an-
damento futuro del Gruppo medesimo;
• gli IAP non sono previsti dai principi contabili internazionali (“IFRS”) e, pur essendo derivati dai Bilanci consolidati del Gruppo, non sono assoggettati a revisione contabile;
• gli IAP non devono essere considerati sostituitivi degli indicatori previsti dai principi contabili di riferimento
(IFRS);
• la lettura di detti IAP deve essere effettuata unitamente alle informazioni finanziarie del Gruppo tratte dal Bilancio consolidato semestrale abbreviato;
• le definizioni degli indicatori utilizzati dal Gruppo, in quanto non rivenienti dai principi contabili di riferi-
mento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altre società/gruppi e quindi con esse
comparabili;
• gli IAP utilizzati dal Gruppo risultano elaborati con continuità e omogeneità di definizione e rappresenta-
zione per tutti i periodi per i quali sono incluse informazioni finanziarie.
Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance 15
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Dati Economici(a)
(migliaia di euro)30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
Interessi netti 862.114 846.917 15.197 1,8 Commissioni nette 707.213 661.812 45.401 6,9 Dividendi 11.420 12.297 -877 -7,1 Risultato dell’attività finanziaria 26.741 26.304 437 1,7 Altri proventi (oneri) di gestione 3.979 9.352 -5.373 -57,5 Proventi operativi netti 1.611.467 1.556.682 54.785 3,5 Oneri operativi -787.314 -774.297 13.017 1,7 Risultato della gestione operativa 824.153 782.385 41.768 5,3 Costo del rischio(b)-95.647 -99.698 -4.051 -4,1 di cui Rettifiche di valore nette su crediti -97.259 -96.713 546 0,6 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 478.115 468.265 9.850 2,1
Dati Patrimoniali(a)
(migliaia di euro)30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
Crediti verso clientela 73.422.931 73.489.329 -66.398 -0,1 di cui titoli valutati al costo ammortizzato 6.100.854 6.835.430 -734.576 -10,8 Attività/Passività finanziarie al fair value nette 155.244 148.148 7.096 4,8 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.802.894 3.090.117 712.777 23,1 Partecipazioni 29.528 28.036 1.492 5,3 Attività materiali e immateriali 2.568.263 2.602.881 -34.618 -1,3 Crediti verso banche netti 9.108.743 4.074.565 5.034.178 123,6 Totale attività nette 93.382.316 91.797.123 1.585.193 1,7 Raccolta da clientela 78.944.455 79.147.888 -203.433 -0,3 Raccolta indiretta da clientela 115.687.945 112.370.018 3.317.927 3,0 di cui gestita 59.076.301 57.191.815 1.884.486 3,3 Patrimonio netto 8.782.673 8.558.302 224.371 2,6 Struttura operativa 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
Numero dei dipendenti 12.338 12.264 74 0,6 Numero medio dei dipendenti(c)11.569 11.623 -54 -0,5 Numero degli sportelli bancari 947 993 -46 -4,6 (a) I dati economici e patrimoniali sono quelli riesposti nei prospetti contabili riclassificati di cui alle pagine 35 e 32. Il tutto in conformità alle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. 0031948 del 10 marzo 2017 e nella Raccomandazione dell’ESMA sugli indicatori alternativi di performance.
(b) Il costo del rischio comprende l’accantonamento a fondi rischi e oneri, le rettifiche nette su crediti e l’impairment titoli.
(c) Il numero medio è calcolato come media ponderata dei dipendenti e dei lavoratori atipici, dove il peso è dato dal numero dei mesi lavorati nell’anno; il personale part-time è convenzionalmente ponderato al 50%.
Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance 16 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
DATI DI SINTESI E INDICATORI DI BILANCIO
Indici di struttura(a)30.06.2026 31.12.2025 Impieghi netti/Totale attività nette 72,1% 72,6% Raccolta diretta da clientela/Totale attività nette 84,5% 86,2% Raccolta gestita/Raccolta indiretta da clientela 51,1% 50,9% Impieghi netti/Raccolta diretta da clientela 85,3% 84,2% Totale attivo(b)/Patrimonio netto 10,8 10,9 Indici di redditività(a)30.06.2026 30.06.2025 Interessi netti/Proventi operativi netti 53,5% 54,4% Commissioni nette/Proventi operativi netti 43,9% 42,5% Cost/income 48,9% 49,7% Utile netto/ Patrimonio netto medio (ROE)(c) 11,2% 11,4% Utile netto/ Patrimonio tangibile netto medio (ROTE)(c)13,6% 14,0% Utile netto/Totale attivo(b) (ROA) 1,0% 1,0% Utile netto/Attività di rischio ponderate 2,1% 2,5% Indici di rischiosità(a)(^)30.06.2026 31.12.2025 Sofferenze lorde/Impieghi lordi verso clientela 0,8% 0,8% Sofferenze nette/Impieghi netti verso clientela 0,2% 0,3% Crediti deteriorati lordi/Impieghi lordi verso clientela (NPE ratio lordo) 2,5% 2,6% Crediti deteriorati netti/Impieghi netti verso clientela (NPE ratio netto) 1,0% 1,1% Rettifiche di valore nette su Crediti/Impieghi netti verso clientela 0,29% 0,34% Costo del rischio(d)/ Risultato della gestione operativa 11,6% 18,9% Sofferenze nette/Total Capital(e)1,7% 2,2% Rettifiche di valore complessive su crediti deteriorati/Crediti deteriorati lordi 61,2% 59,4% Rettifiche di valore complessive su crediti bonis/Crediti bonis lordi 0,6% 0,6% Indici di produttività(a) (economici) 30.06.2026 31.12.2025 Oneri operativi/N. dipendenti (medio) 137 143 Proventi operativi/N. dipendenti (medio) 281 265 Indici di produttività(a) (patrimoniali) 30.06.2026 31.12.2025 Impieghi verso clientela/N. dipendenti (medio) 5.819 5.734 Raccolta diretta da clientela/N. dipendenti (medio) 6.824 6.809 Prodotto bancario lordo(f)/N. dipendenti (medio) 22.642 22.211 Coefficienti patrimoniali 30.06.2026 31.12.2025 Common Equity Tier 1(g)/Attività di rischio ponderate (CET 1 ratio) 13,2% 13,4% Tier 1(h)/Attività di rischio ponderate (Tier 1 ratio) 15,3% 15,1% Total Capital(e)/Attività di rischio ponderate (Total Capital Ratio) 18,0% 17,7% Common Equity Tier 1 (migliaia di euro) 6.026.234 5.870.184 Attività di rischio ponderate (migliaia di euro) 45.526.138 43.759.890 Liquidity Coverage Ratio (LCR) 193% 161% Net Stable Funding Ratio (NSFR) 133% 133% (a) Indici sono costruiti sulla base dei dati economici e patrimoniali esposti nei prospetti contabili riclassificati. Il tutto in conformità alle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. 0031948 del 10 marzo 2017 e nella Raccomandazione dell’ESMA sugli indicatori alternativi di performance.
Gli impieghi clientela sono considerati al netto della componente titoli.
(b) Indicatore calcolato sulla base del totale attivo del prospetto contabile.
(c) Utile netto rapportato alla media ponderata del patrimonio (per il ROTE al netto degli intangibles).
(d) Il costo del rischio comprende l’accantonamento a fondi rischi e oneri, le rettifiche nette su crediti e l’impairment titoli.
(e) Total Capital: totale fondi propri regolamentati.
(f) Impieghi verso clientela + Raccolta diretta + Raccolta indiretta.
(g) Common Equity Tier 1: Capitale primario di classe 1.
(h) Tier 1: Capitale di classe 1.
(^) Al fine della rappresentazione della qualità del credito e relativi ratio, gli impieghi verso clientela non comprendono i titoli al costo ammortizzato (sia titoli governativi che non governativi).
AGIRE
OGNI GIORNO
PER IL
DOMANI
RELAZIONE
FINANZIARIA SEMESTRALE
CONSOLIDATAAGIRE
OGNI GIORNO
PER IL
DOMANI
Relazione sulla gestione 18 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
RELAZIONE INTERMEDIA
SULLA GESTIONE
CENNI SULLO SCENARIO MACROECONOMICO
GENERALE E SUL SISTEMA FINANZIARIO
CONTESTO MACROECONOMICO INTERNAZIONALE 20261,2
Nei primi sei mesi del 2026 l’attività economica internazionale ha registrato una crescita complessivamente positiva, sebbene articolata in due fasi distinte. Nella prima parte dell’anno il quadro macroeconomico glo-
bale ha beneficiato della riduzione delle tensioni commerciali, di condizioni finanziarie complessivamente accomodanti e di ingenti investimenti legati al ciclo tecnologico dell’intelligenza artificiale.
A partire da fine febbraio, l’acuirsi delle tensioni geopolitiche ha condotto l’economia globale in una fase di maggiore pressione. In un contesto già caratterizzato da elevati livelli di incertezza geopolitica e finanziaria, le nuove tensioni in Medio Oriente, che hanno coinvolto l’Iran e lo stretto di Hormuz, hanno contribuito ad accrescere la volatilità dei mercati e i rischi al ribasso per le prospettive economiche globali. L’aumento dei prezzi di petrolio e gas naturale si è progressivamente trasmesso a input produttivi critici come fertilizzanti e prodotti petrolchimici, con ripercussioni diffuse sui costi di produzione, sulla fiducia di famiglie e imprese e, più in generale, sulla domanda globale. Le tensioni hanno inoltre generato criticità nelle catene di approv -
vigionamento e nei flussi commerciali internazionali, amplificando l’impatto dei rincari energetici sull’attività economica.
L’inflazione ha continuato a rappresentare un tema centrale per le principali economie avanzate, sebbene in un contesto differente rispetto agli anni precedenti. Dopo il progressivo percorso di rientro verso gli obiettivi fissati dalle rispettive autorità monetarie, l’acuirsi delle tensioni geopolitiche e il conseguente incremento dei prezzi delle materie prime energetiche hanno determinato nuove pressioni inflazionistiche. Tale contesto ha contribuito a rallentare il processo di disinflazione osservato negli ultimi anni, mantenendo la dinamica dei prezzi su livelli superiori alle attese e inducendo alcune banche centrali a riconsiderare il precedente orienta-
mento di politica monetaria.
Alcuni elementi hanno tuttavia continuato a sostenere il quadro complessivo: il mercato del lavoro ha mante-
nuto condizioni solide e gli investimenti legati all’intelligenza artificiale hanno continuato a sostenere la cre-
scita delle economie più integrate nella filiera tecnologica, in un contesto in cui la domanda di semiconduttori avanzati ha costantemente superato l’offerta disponibile, alimentando investimenti lungo l’intera catena – dai produttori di chip ai fornitori di infrastrutture digitali, capacità computazionale ed energia. Lo stesso com-
parto tecnologico ha rappresentato uno dei principali fattori di sostegno dei mercati finanziari internazionali, sebbene con valutazioni sempre più elevate e una crescente concentrazione su un numero ristretto di società ad alta capitalizzazione. Pur riflettendo aspettative favorevoli sulla diffusione delle applicazioni di intelligenza artificiale, tale configurazione ha accresciuto l’attenzione degli operatori rispetto al rischio di possibili corre-
zioni in presenza di un ridimensionamento delle aspettative di crescita del settore.
Nel corso del secondo trimestre le pressioni sui prezzi energetici e le condizioni finanziarie si sono progres-
sivamente attenuate, pur senza un pieno ritorno ai livelli di inizio anno, lasciando una crescita complessi-
vamente in linea con le attese iniziali ma con una composizione sempre più eterogenea tra le diverse aree economiche.
L’area euro ha evidenziato un andamento in lieve flessione nel primo trimestre dell’anno: il PIL è diminuito del -0,2% rispetto al trimestre precedente, interrompendo così la fase di moderata espansione osservata nel corso del 2025. Il trend è stato influenzato negativamente sia dal rallentamento del commercio estero sia 1 Prometeia, Rapporto di Previsione (giugno 2026).
2 ISTAT, Nota sull’Andamento dell’Economia Italiana (luglio 2026); OECD, Economic Outlook (luglio 2026).
Relazione sulla gestione 19
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
dalla riduzione degli investimenti fissi lordi; positivo è stato invece il contributo dei consumi delle famiglie, anche se su livelli contenuti. La dinamica è stata influenzata in misura significativa dalla forte contrazione dall’economia irlandese (-12,1% congiunturale e -16,8% tendenziale), riflesso del marcato ridimensionamento delle esportazioni. Il calo risente in larga parte di un effetto base sullo stesso periodo dell’anno precedente, quando l’export aveva segnato una performance eccezionale, in particolare verso gli Stati Uniti, per anticipa-
re l’introduzione dei dazi da parte dell’amministrazione americana. Al netto dell’Irlanda, il PIL dell’Eurozona avrebbe evidenziato una crescita del +0,3%, delineando quindi una sostanziale tenuta dell’attività economica, nonostante la diffusa incertezza geopolitica. Sul fronte dei prezzi, le persistenti pressioni inflazionistiche – soprattutto nel comparto energetico e in quello dei servizi – hanno spinto la BCE a disporre un aumento di 25 bps del tasso di riferimento nel mese di giugno, interrompendo la precedente fase di allentamento monetario durata due anni.
Nel primo trimestre 2026, l’economia statunitense ha mostrato una crescita resiliente, con un PIL annualiz-
zato pari al +2,1%, sostenuto dai consumi e dagli investimenti. Il mercato del lavoro si è confermato solido, seppur in graduale raffreddamento: la disoccupazione è rimasta stabile al 4,3%, mentre la crescita salariale ha rallentato al +3,4% annuo. Sul fronte dei prezzi, il CPI (Consumer Price Index) di giugno, dopo il picco registrato nel mese precedente in scia all’accelerazione avviata in marzo, ha evidenziato un netto rallenta-
mento, attestandosi al 3,5% annuo; rimanendo comunque ben al di sopra degli obiettivi della banca centrale.
Contestualmente, il PPI (Producer Price Index) si è attestato al 5,5% segnalando persistenti pressioni a monte della catena produttiva, sebbene in riduzione rispetto al livello massimo raggiunto in maggio (6,0%). Con l’e-
scalation del conflitto in Medio Oriente, le interruzioni ai flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e i contraccolpi sulle catene logistiche globali, il deterioramento del contesto internazionale rappresenta il principale fattore di rischio. In questo scenario si è insediato Kevin Warsh alla guida della Fed: nella riunione di giugno 2026, la prima sotto la sua presidenza, il FOMC ha mantenuto i tassi invariati al 3,50-3,75%, rivisto al rialzo le stime di inflazione al 3,6% e adottato un orientamento più hawkish, abbandonando la forward guidance e lasciando aperta la porta la possibilità di ulteriori rialzi nel corso dell’anno.
In Cina, nel secondo trimestre del 2026, l’economia ha registrato una crescita del +4,3% su base annua, in calo rispetto al +5,0% del primo trimestre. Si tratta della variazione più debole dal quarto trimestre del 2022, al di sotto delle aspettative del mercato e del target ufficiale di crescita previsto per l’anno corrente del 4,5%-5% (il più basso dal 1991). Il rallentamento è attribuibile alla debolezza della domanda interna e degli investimen-
ti privati, anche a causa del perdurare della crisi immobiliare e della guerra in Medio Oriente. Al contrario, esportazioni e produzione industriale hanno registrato una buona performance, confermandosi tra i principali fattori di sostegno dell’economia cinese. Le prospettive restano comunque di crescita positiva, ma inferiore rispetto al passato. La politica monetaria resta accomodante ma prudente, orientata a garantire liquidità senza forzare un allentamento aggressivo, mentre la politica fiscale è più attiva, ma ancora insufficiente, con investimenti in infrastrutture e innovazione.
Politiche monetarie1
Le principali Banche Centrali internazionali, pur condividendo un approccio data-dependent comune, hanno adottato linee di intervento eterogenee nel corso del primo semestre 2026. Il contesto di riferimento è stato dominato dall’impatto dello shock energetico riconducibile al conflitto in Medio Oriente, che ha determinato un significativo rialzo dei prezzi del petrolio e del gas rispetto ai livelli pre-bellici, con conseguenti pressioni sul profilo dell’inflazione nel breve termine e marcata incertezza sulle prospettive di crescita. In dettaglio:
• La Federal Reserve3, per la quarta riunione consecutiva, ha mantenuto inalterato l’intervallo obiettivo per il tasso dei federal funds, confermato nella forchetta compresa tra il 3,50% e il 3,75%. Tale decisione, adot-
tata all’unanimità dal FOMC nella riunione del 17 giugno 2026 – prima sotto la presidenza di Kevin Warsh, subentrato a Jerome Powell – si inserisce in un orientamento prudente che riflette la persistenza delle pressioni inflazionistiche ben al di sopra del target. Le valutazioni del Comitato si sono basate sul perdurare dell’espansione dell’attività economica a un ritmo sostenuto, nonché su un mercato del lavoro complessiva-
mente solido, con un tasso di disoccupazione stabile al 4,3%. Tuttavia, le pressioni inflazionistiche perman-
gono significativamente al di sopra del livello target: il Consumer Price Index ha registrato un incremento del +3,5% su base annua a giugno 2026 (con una componente core al +2,6%), mentre l’indice dei prezzi alla produzione ha segnato un aumento del +5,5% annuo. Sul piano della comunicazione, Warsh ha segnato una discontinuità netta rispetto alla prassi precedente, abbandonando la forward guidance e adottando un approccio più restrittivo, con un orientamento della politica monetaria che si conferma data-dependent e soggetto a un’analisi dinamica dell’evoluzione del quadro macroeconomico, allo scopo di rendere “l’impen-
nata dell’inflazione degli ultimi cinque anni solo un ricordo”. A partire dal 1° aprile 2026, la FED ha riformato 3 www.federalreserve.gov, Monetary Policy.
Relazione sulla gestione 20 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 i requisiti di capitale extra imposti agli istituti “troppo grandi per fallire”, rendendoli più proporzionali alla loro grandezza e interconnessione. Questa revisione riduce il vincolo patrimoniale, permettendo agli istituti una gestione del bilancio più efficiente.
• La Banca Centrale Europea4, nel corso del primo semestre 2026, ha invertito il ciclo di normalizzazione avviato nel 2024, procedendo a un rialzo dei tassi di riferimento di 25 punti base nella riunione dell’11 giu-
gno 2026, in risposta alle prime pressioni inflazionistiche. I tassi di interesse sui depositi presso la Banca Centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale si sono attestati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal 17 giugno 2026. Le nuove pro-
iezioni degli esperti dell’Eurosistema indicano un’inflazione complessiva media al 3,0% nel 2026, al 2,3% nel 2027, con revisioni al rialzo per il 2026 e 2027 rispetto all’esercizio di marzo, principalmente per effetto della traiettoria più elevata dei prezzi dell’energia. Il Consiglio direttivo ha ribadito un approccio data-
dependent, con decisioni assunte di volta in volta a ogni riunione, sulla base delle prospettive di inflazione e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.
Sul fronte del bilancio, i portafogli del APP (Asset Purchase Programme) e del PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) continuano a ridursi a un ritmo misurato e prevedibile, in quanto l’Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza.
• La Bank of England5 ha mantenuto invariato il Bank Rate al 3,75% anche nell’ultima riunione del primo se-
mestre (17 giugno 2026), con il Monetary Policy Committee (MPC) che ha votato con una maggioranza di 7 a 2 a favore dello status quo, mentre i due membri dissenzienti avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base al 4,00%. La decisione si colloca in un contesto dominato dall’impatto dello shock energetico, che ha determinato un significativo rialzo dei prezzi del petrolio e del gas rispetto ai livelli pre-bellici, con ricadute dirette sul profilo dell’inflazione nel breve termine. L’inflazione CPI si è attestata al 2,8% a maggio, in calo rispetto al 3,3% di marzo, ma è attesa in rialzo nella seconda parte dell’anno per effetto del progressivo trascinamento dei prezzi energetici: il Comitato prevede un livello di poco superiore al 3,25% nel quarto trimestre 2026. Il MPC ha ribadito che la politica monetaria non può influenzare direttamente i prezzi dell’energia, ma deve impedire che gli effetti secondari si radichino nelle dinamiche salariali e di prezzo, in modo da garantire un rientro sostenibile dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% nel medio termine.
• Nel corso del primo semestre 2026, la Bank of Japan (BoJ) ha proseguito il ciclo di normalizzazione della propria politica monetaria, portando il tasso di interesse di riferimento sull’uncollateralized overnight call rate all’1,00% nella riunione di giugno, ai livelli più alti dal 1995, giudicando appropriato un ulteriore ag-
giustamento del grado di accomodamento monetario nell’ottica del conseguimento sostenibile e stabile dell’obiettivo di stabilità dei prezzi al 2%. Obiettivo che ha trovato riflesso nelle ultime rilevazioni del tasso di variazione tendenziale del CPI (al netto degli alimentari freschi) che si è collocato al di sotto del 2%, per effetto delle misure governative di contenimento dell’onere energetico sulle famiglie, ma con un rischio al rialzo crescente legato alla progressiva trasmissione dei prezzi del greggio ai prezzi al consumo in un’am-
pia gamma di beni. Parallelamente, la BoJ ha proseguito la riduzione programmata degli acquisti mensili di Japanese Government Bond, con un piano di diminuzione graduale di circa 200 miliardi di yen per tri-
mestre fino a raggiungere circa 2.000 miliardi di yen mensili a partire dall’aprile 2027. Questa manovra si inserisce nel contesto del forte calo dello yen, condizionato dai tassi d’interesse più alti negli Stati Uniti e dalle tensioni globali. Una valuta eccessivamente debole potrebbe infatti alimentare l’inflazione importata, aumentare il costo delle importazioni energetiche e può rappresentare un fattore di rischio per la stabilità finanziaria, considerato il ricorso diffuso allo yen come valuta di finanziamento nelle strategie di carry trade.
Economie principali1
Dopo un 2025 caratterizzato da una buona tenuta dell’economia mondiale, nel primo trimestre del 2026 la crescita del PIL globale ha evidenziato un andamento moderato, risentendo del permanere delle tensioni geopolitiche e commerciali. Nel complesso, lo sviluppo economico si è confermato eterogeneo tra le prin-
cipali economie avanzate, mentre i Paesi emergenti hanno mantenuto ritmi di crescita più marcati, favoriti dall’orientamento espansivo delle politiche economiche adottate in diversi Paesi per sostenere consumi e investimenti e, nel caso delle economie asiatiche, dalla crescita delle esportazioni di beni tecnologici e dalla forte domanda di semiconduttori:
• L’economia degli Stati Uniti6, nel primo trimestre 2026, ha mostrato una tenuta complessivamente solida, con una crescita del PIL annualizzata del +2,1%, trainata dalla domanda interna – in particolare consumi e investimenti – a fronte di un mercato del lavoro in graduale raffreddamento. Lo scenario esterno si è dete-
riorato sensibilmente con l’escalation del conflitto in Medio Oriente che ha provocato interruzioni nei flussi 4 www.ecb.europa.eu, Decisioni di Politica Monetaria.
5 www.bankofengland.co.uk, Monetary Policy Summary.
6 OECD, World Economic Outlook (giugno 2026); U.S. Bureau of Labour Statistics (luglio 2026).
Relazione sulla gestione 21
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
energetici attraverso lo Stretto di Hormuz e danni alle infrastrutture produttive della regione, riducendo l’offerta globale di petrolio e gas e alimentando forti tensioni sui prezzi delle materie prime. In questo qua-
dro, la posizione degli Stati Uniti come esportatore netto di energia ha generato riflessi positivi sul settore estero: i prezzi delle esportazioni sono aumentati del +11,2% su base annua a maggio 2026, sostenuti da beni energetici e materiali industriali connessi, mentre i prezzi delle importazioni sono cresciuti del +6,7%, con un’impennata particolarmente marcata per i combustibili (+45,1% annuo, +47% nel periodo febbraio– maggio). Sul mercato del lavoro, i dati di maggio confermano un quadro solido ma in progressivo asse-
stamento: la disoccupazione si è mantenuta al 4,3%, livello sostanzialmente stabile dall’estate 2025, con il tasso di partecipazione alla forza lavoro (61,8%) e il rapporto occupazione/popolazione (59,2%) anch’essi pressoché invariati. La crescita dell’occupazione rimane concentrata nei servizi – tempo libero, sanità e am-
ministrazioni locali – mentre le attività finanziarie segnano una contrazione. La crescita salariale, attestata al +3,4% annuo, segnala un allentamento delle pressioni retributive. Sul fronte dei prezzi, dopo l’impennata dei mesi precedenti, il CPI di giugno ha rallentato al +3,5% annuo, beneficiando di un raffreddamento della crescita dei beni energetici grazie al recente accordo con l’Iran; in calo anche la componente core al +2,6%, rispetto al +2,9% di maggio. Il PPI per la domanda finale è salito del +5,5% annuo, segnalando pressioni persistenti sui costi lungo la catena produttiva, amplificate dall’aumento dei costi di trasporto e dai ral-
lentamenti logistici nell’area del Golfo Persico, anche se calmierate rispetto al periodo marzo-maggio. Lo scenario precedentemente descritto si innesta in un contesto di finanza pubblica già strutturalmente teso, alle prese con una spesa per la difesa in rapida crescita. Il debito federale statunitense ha oltrepassato i 39.000 miliardi di dollari (di cui oltre un terzo con una scadenza entro i dodici mesi), pari al 123% del PIL, mentre la spesa per interessi ha superato i 1.000 miliardi di dollari annui, risultando ormai superiore alle uscite destinate alla difesa. Gli interessi passivi assorbono quasi il 20% delle entrate fiscali federali, un livello vicino ai massimi registrati nei primi anni Novanta e nettamente superiore alla media storica del 12% circa.
• In Cina7, i dati del primo semestre 2026 hanno confermato un avvio d’anno positivo per l’economia, con una crescita del PIL del +4,7% su base annua. Nel secondo trimestre è tuttavia emerso un rallentamento dell’attività economica, con un incremento del PIL pari al +4,3%, in calo rispetto al +5,0% registrato nei primi tre mesi dell’anno; si tratta del ritmo di crescita più contenuto dall’ultimo trimestre del 2022. L’attività economica cinese è stata sostenuta sia dal comparto industriale sia dalla domanda estera. La produzione industriale ha registrato un incremento del +5,4% su base annua: le produzioni tradizionali mostrano un andamento più moderato rispetto ai comparti tecnologicamente avanzati, con il settore manifatturiero trainato soprattutto dai settori dell’high tech (+13,1%) e dei beni strumentali (+9,3%). In particolare, la pro-
duzione di dispositivi per stampa 3D, batterie agli ioni di litio e robot industriali ha registrato incrementi rispettivamente del +48,5%, +39,3% e +28,0%, confermando il crescente orientamento dell’industria cinese verso i settori innovativi e a maggior valore aggiunto. Sul versante della domanda interna, i consumi hanno continuato a espandersi, seppur con intensità moderata: le vendite al dettaglio di beni di consumo sono au-
mentate del +1,3%, mentre i servizi hanno evidenziato una dinamica più favorevole (+5,3%). Gli investimenti in attività fisse hanno, invece, mostrato una contrazione del -5,7% a/a, riflettendo soprattutto la persistente debolezza del settore immobiliare (-18,0%), solo parzialmente compensata dalla crescita degli investimenti nei prodotti di proprietà intellettuale (+9,4%) e nei settori ad alta tecnologia (+4,6%). Il commercio estero ha continuato a fornire un contributo rilevante alla crescita, con un incremento complessivo del +16,9% nel primo semestre, sostenuto dalla competitività delle esportazioni e dal contributo dei comparti a più alto contenuto tecnologico. Secondo gli ultimi dati pubblicati, nel mese di giugno il surplus commerciale si è attestato a 125,62 miliardi di dollari, il valore mensile più elevato del semestre e superiore alle aspettative del mercato, mentre il dato complessivo dei primi sei mesi si mantiene su livelli storicamente elevati, pur risultando inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In tale contesto, l’inflazione si è man-
tenuta su livelli contenuti, con l’indice dei prezzi al consumo (CPI) in crescita del +1,0% sia nel primo seme-
stre sia nel solo mese di giugno, riflettendo il permanere di una domanda interna ancora non pienamente consolidata. Contestualmente, i prezzi alla produzione hanno mostrato segnali di graduale miglioramento, registrando un incremento su base annua del +1,5% nel semestre e del +4,1% a giugno, dopo una fase pro-
lungata di debolezza. Parallelamente, il significativo aumento dei prezzi all’esportazione ha determinato, per la prima volta da maggio 2023, il venir meno del contributo della Cina alla trasmissione di pressioni deflazionistiche all’economia globale, segnando la fine della fase di “export di disinflazione”. Sul mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione urbana è rimasto sostanzialmente stabile, attestandosi in media al 5,2% nel primo semestre e scendendo al 5,0% nel mese di giugno, confermando la resilienza complessiva del mercato occupazionale, pur in presenza di differenze tra settori e fasce di età.
• Nel Regno Unito8, l’attività economica ha evidenziato una crescita moderata nel primo trimestre del 2026, registrando un incremento del PIL del +0,6% su base congiunturale, trainato dalle performance del settore 7 OECD, World Economic Outlook (giugno 2026); National Bureau of Statistic of China (luglio 2026).
8 OECD, World Economic Outlook (giugno 2026); ECO, World Macro-Economic Scenario (giugno 2026).
Relazione sulla gestione 22 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 dei servizi (+0,8%), mentre su base tendenziale l’andamento del PIL è stato del +0,8%. Tuttavia, gli indica-
tori congiunturali più recenti evidenziano un indebolimento del quadro economico britannico: l’indice PMI composito, infatti, è sceso a 49,3 punti a giugno, dai 49,7 di maggio, registrando il secondo mese consecu-
tivo di contrazione dell’attività del settore privato dopo undici mesi di espansione e attestandosi sui livelli più bassi degli ultimi quattordici mesi. L’indice di fiducia dei consumatori ha evidenziato una continua fles-
sione (-23 punti a giugno 2026, invariato rispetto a maggio), posizionandosi sui livelli minimi da fine 2023, e la conferma del Bank Rate al 3,75% ha esercitato pressioni al rialzo per il costo di finanziamento di famiglie e settore pubblico. Dal punto di vista occupazionale, nel primo trimestre 2026 il tasso di disoccupazione si è attestato al 5,0% rispetto al 5,2% registrato a fine 2025, in un contesto caratterizzato dal rallentamento della domanda di lavoro, soprattutto nei settori maggiormente esposti all’incremento dei salari minimi.
L’andamento dell’inflazione è stato influenzato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, il cui impatto sui prezzi dell’energia e delle importazioni ha temporaneamente rallentato il calo dell’indice, salito al 3,3% a marzo. Tuttavia, l’introduzione delle misure fiscali previste dall’Autumn Budget ha contribuito a contene-
re i costi energetici e dei carburanti per i consumatori, favorendo una riduzione dell’inflazione al 2,8% ad aprile. Parallelamente, il continuo allentamento delle tensioni sul mercato del lavoro ha favorito la pro-
gressiva riduzione delle pressioni sui prezzi interni, mentre l’aliquota tariffaria effettiva sulle esportazioni nazionali verso gli Stati Uniti rimane sostanzialmente invariata, nonostante la sentenza della Corte Suprema USA, che a febbraio 2026 ha stabilito che il Presidente non aveva l’autorità legale per imporre dazi unila-
terali invocando l’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) del 1977, e stabilendo l’esclusiva competenza del Congresso in materia fiscale. A causa dell’instabilità politica e della perdita degli ancoraggi istituzionali a seguito delle dimissioni rassegnate a giugno dal Primo Ministro Starmer, i Gilt hanno tempo-
raneamente sottoperformato rispetto ad altri titoli di Stato europei, tuttavia la tempestiva scelta del nuovo Primo Ministro britannico, Andy Burnham, ha fatto sì che il contraccolpo sui mercati fosse minimo.
• Nel corso del primo semestre del 2026, l’economia russa8 ha manifestato segnali di indebolimento strut-
turale e di una progressiva stagnazione entrando in una fase in cui si pone la questione principale della sostenibilità nel medio periodo del modello di crescita legato allo sforzo bellico. Dopo due anni sostenuti dalla spesa militare e dagli investimenti pubblici, il PIL ha registrato nel periodo gennaio-marzo una con-
trazione del -0,3% su base tendenziale, la prima dal 2023, con la produzione industriale che ha risentito del forte calo degli investimenti fissi, penalizzati dagli elevati costi di finanziamento. Anche il quadro fiscale ha evidenziato crescenti tensioni: le pressioni sulla spesa pubblica, sempre impegnata a sostenere il settore della difesa, hanno portato il deficit a raggiungere, nei primi cinque mesi dell’anno, il 2,6% del PIL, am-
piamente al di sopra dell’obiettivo annuo. Principale fattore di equilibrio dell’economia russa continua ad essere il settore energetico: l’aumento dei prezzi del petrolio legato alla nuova crisi del Medio Oriente ha offerto respiro alle entrate, ma gli sconti imposti sul greggio russo, i maggiori costi logistici e le restrizioni finanziarie continuano a gravare sui ricavi effettivi. Sul fronte monetario, in un contesto di pressioni inflazio-
nistiche consolidate, la Banca Centrale ha mantenuto un’impostazione restrittiva, operando solo un taglio di 25 punti base sul tasso di riferimento nel mese di giugno, portandolo al 14,25%. Questo intervento è stato guidato dalla volontà dell’autorità monetaria di contenere l’inflazione e ancorarne le aspettative per le fami-
glie, che sul finire del primo semestre del 2026 risultavano ancora molto elevate. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto su livelli minimi storici (2,1% a maggio), ma tale dato è il probabile riflesso di mobilitazione militare, emigrazione di lavoratori qualificati e invecchiamento demografico.
EUROZONA1
Nel primo trimestre 2026, i dati macroeconomici dell’Area Euro hanno mostrato un andamento in lieve con-
trazione: il PIL è diminuito del -0,2% rispetto al trimestre precedente, interrompendo una fase di moderata espansione. La frenata ha interessato l’attività economica complessiva ed è stata accentuata dall’arretramen-
to registrato dall’Irlanda (-12,1%), la quale ha risentito del riassorbimento tecnico dell’export dopo il picco straordinario del 2025. Tuttavia, escludendo l’impatto dell’Irlanda, il PIL reale dell’area avrebbe registrato un incremento del +0,3%, in lieve rallentamento rispetto al +0,4% evidenziato nel quarto trimestre del 2025. La dinamica generale è stata condizionata negativamente oltre che dal rallentamento del commercio estero (-0,3 p.p.), anche dal calo degli investimenti fissi lordi (-0,1 p.p.), mentre i consumi delle famiglie hanno offerto un supporto marginale (+0,1 p.p.). A livello nazionale, permane una certa eterogeneità tra i principali Paesi:
Spagna +0,6%, Germania +0,3%, Italia +0,3% e Francia -0,1%.
L’inflazione9 dell’area euro, a giugno 2026, è stimata al +2,8% su base annua, registrando un rallentamento rispetto al +3,2% a/a osservato nel mese di maggio. La variazione tendenziale è stata guidata principalmen-
te dal comparto dei beni energetici, attestatosi al tasso annuo più elevato (+8,7% a/a), mostrando tuttavia una marcata decelerazione rispetto al +10,8% a/a del mese precedente. Seguono i servizi, in decelerazione 9 Fonte: Eurostat, Inflation in the euro area (luglio 2026).
Relazione sulla gestione 23
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
al +3,2% a/a (dal +3,5% di maggio), i beni alimentari, alcolici e tabacchi, in flessione al +1,6% a/a (rispetto al +1,9% del mese precedente), e infine i beni industriali non energetici, rimasti stabili al +0,9% a/a. Il parziale allontanamento dell’inflazione dal target del 2%, causato dalle persistenti pressioni sui beni energetici e nei servizi, ha spinto la Banca Centrale Europea a invertire il precedente orientamento accomodante, operando un rialzo di 25bps del tasso di riferimento a giugno 2026.
La produzione industriale10 ha evidenziato una leggera risalita nei primi mesi del 2026, registrando un lieve incremento ad aprile (+0,1% rispetto a marzo) e una crescita annua del +0,3%. L’andamento rispetto a marzo è stato sostenuto dalla crescita dei beni di consumo non durevoli (+1,7%) e durevoli (+1,0%), a fronte di una flessione di beni capitali (-0,5%) ed energia (-0,4%). Viceversa, nel confronto con aprile 2025 la crescita è stata trainata principalmente da beni capitali (+3,4%) ed energia (+1,6%).
Il tasso di disoccupazione11, pari al 6,2% a maggio 2026, è risultato stabile rispetto al mese precedente e in leggero calo rispetto a maggio 2025 (6,3%); il numero di disoccupati si è attestato a 10,986 milioni, in riduzio-
ne di 55 mila unità rispetto ad aprile 2026, e in contrazione di 158 mila unità rispetto a maggio 2025.
Il 3 giugno la Commissione europea ha pubblicato il Pacchetto di primavera del Semestre europeo 202612, che definisce le priorità strategiche dell’Unione in un contesto di elevata incertezza geopolitica. Il documen-
to pone al centro dell’azione europea il rafforzamento della competitività, dell’autonomia strategica e della resilienza economica e sociale, ribadendo la necessità di coniugare investimenti e sostenibilità di bilancio.
Gli Stati membri sono stati invitati a colmare il divario in materia di innovazione, a promuovere la decarbo-
nizzazione, a rafforzare il mercato unico e a sostenere il capitale umano attraverso occupazione di qualità e aggiornamento delle competenze. Sul piano della governance economica, il pacchetto ha confermato la cen-
tralità delle raccomandazioni specifiche per Paese, fondate sull’analisi dei progressi nell’attuazione dei piani strutturali di bilancio di medio termine. La sorveglianza fiscale tiene conto della flessibilità introdotta dalla clausola di salvaguardia nazionale per la difesa, che consente deviazioni temporanee dai percorsi di aggiu-
stamento per finanziare spese connesse alla sicurezza e alla resilienza energetica, entro un limite complessivo dell’1,5% del PIL. La Commissione ha inoltre registrato progressi soddisfacenti per la maggior parte degli Stati membri in materia di disciplina fiscale, raccomandando l’abrogazione della procedura per disavanzo eccessi-
vo nei confronti di Malta e avviando una valutazione per la Bulgaria.
Per quanto riguarda l’Italia13, la Commissione ha valutato complessivamente positivo il percorso di finanza pubblica, rilevando una dinamica della spesa netta nel 2026 – stimata tra l’1,4% e l’1,6% – sostanzialmente in linea con i parametri europei. Il Paese continua, tuttavia, ad essere classificato tra quelli con squilibri macro-
economici, pur in assenza di una situazione eccessiva, e la Commissione richiama la necessità di preservare margini di bilancio adeguati a fronteggiare eventuali shock di natura geopolitica ed energetica.
Un richiamo specifico ha riguardato il livello della spesa per la difesa. Secondo la classificazione COFOG (Classification Of the Functions Of Government), nel 2023 l’Italia ha destinato a tale funzione 25,6 miliardi di euro, pari all’1,2% del PIL, un valore inferiore alla media europea e distante dagli obiettivi impliciti nelle nuove strategie di sicurezza dell’Unione. Gli stanziamenti ordinari previsti dalla legge di bilancio si attestano a 31,3 miliardi nel 2025, con un profilo sostanzialmente stabile nel biennio successivo (31,2 miliardi nel 2026 e 31,7 miliardi nel 2027). Il nuovo quadro fiscale europeo offre margini aggiuntivi – seppur limitati – attraverso le clausole di flessibilità per la difesa e la sicurezza energetica, che il Paese potrà utilizzare per accelerare il per-
corso di adeguamento, in un equilibrio complesso tra esigenze di sicurezza nazionale, sostenibilità dei conti pubblici e rispetto delle regole europee.
In Germania14, il PIL ha evidenziato un incremento del +0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre su base annua, si registra una crescita del +0,5%, confermando un quadro di generale stabilizzazione rispetto al recente passato. Il rafforzamento congiunturale è attribuibile principalmente al commercio estero, con le esportazioni di beni e servizi in aumento del +3,3% rispetto al trimestre precedente, sostenute in particolare dai comparti chimico-farmaceutico e manifatturiero. Le importazioni hanno invece registrato una crescita marginale (+0,1%), contribuendo comunque al miglioramento del saldo estero netto. Dal lato della domanda interna, i consumi finali sono aumentati complessivamente del +0,4% su base trimestrale, trainati principal-
mente dalla spesa pubblica (+1,1%), mentre i consumi delle famiglie si sono mantenuti sostanzialmente sta-
10 Fonte: Eurostat, Industrial production (giugno 2026).
11 Fonte: Eurostat, Euro area unemployment (luglio 2026).
12 Commissione europea, Pacchetto di primavera del semestre europeo 2026.
13 Ufficio Parlamentare di Bilancio, Rapporto sulla politica di bilancio, giugno 2026.
14 Statistisches Bundesamt, Gross domestic product: detailed economic performance in the 1st quarter of 2026, maggio 2026.
Relazione sulla gestione 24 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 zionari. Sul versante degli investimenti, la formazione lorda di capitale fisso ha registrato una contrazione si-
gnificativa (-1,5%), determinata sia dal calo degli investimenti in macchinari e attrezzature (-1,2%) sia dalla più marcata flessione del comparto delle costruzioni (-2,5%), anche a causa di condizioni climatiche sfavorevoli nei mesi invernali. Dal lato dell’offerta, il valore aggiunto ha mostrato un incremento marginale (+0,1%), con segnali di recupero nel settore manifatturiero (+0,7%), pur con divergenze settoriali: in particolare, a fronte della solida espansione delle commesse nel comparto dei mezzi di trasporto legati alla difesa, il settore auto-
motive ha evidenziato una contrazione dei volumi e dello stock di ordinativi, risentendo di pesanti pressioni competitive globali e di complesse riorganizzazioni strutturali. Permangono criticità nella metallurgia, nella meccanica e nell’edilizia (-0,6%), mentre il comparto dei servizi si è mantenuto complessivamente stabile. Per rilanciare il PIL e allontanare lo spettro di una stagnazione prolungata, il governo tedesco ha recentemente presentato un piano di riforma incentrato su pensioni, mercato del lavoro e tagli per 10 miliardi di euro alle tasse per redditi medi e bassi, con l’obiettivo di contrastare i dazi USA e la forte concorrenza della Cina nel settore dell’automotive.
In Francia15 si è registrata una lieve contrazione del PIL (-0,1% rispetto al trimestre precedente), interrom-
pendo la modesta crescita osservata nel quarto trimestre 2025 (+0,2% vs T3-25) e confermando una fase di stagnazione dell’attività economica. Il risultato è riconducibile principalmente al contributo negativo del commercio estero (-0,9 p.p.), conseguenza della marcata riduzione delle esportazioni (-3,5% vs T4-25) a fronte di una flessione più contenuta delle importazioni (-0,9%). Anche la domanda interna al netto delle scorte ha fornito un apporto negativo alla crescita economica (-0,2 p.p.), riflettendo il calo sia dei consumi delle famiglie (-0,2%) – che hanno risentito soprattutto della riduzione della spesa per beni energetici e ali-
mentari - sia degli investimenti fissi lordi (-0,6%), dove la contrazione è risultata particolarmente intensa nel settore delle costruzioni (-1,7%). L’entità della contrazione del PIL è stata solo in parte limitata dal contributo positivo della variazione delle scorte (+1,0 p.p.), concentrato in particolar modo nel comparto aeronautico. È risultato positivo anche l’andamento della spesa delle amministrazioni pubbliche (+0,3%), pur non riuscendo a compensare la debolezza delle altre componenti della domanda. Sul fronte dei consumi, la crescita del reddito disponibile delle famiglie è stata interamente assorbita dall’accelerazione dei prezzi, determinando una riduzione, seppur lieve, del potere di acquisto per unità di consumo (-0,1%). In tale contesto, le famiglie hanno incrementato ulteriormente il tasso di risparmio al 17,9% del reddito disponibile, segnale di un clima di fiducia ancora debole. Sul lato dell’offerta, la produzione ha mostrato un andamento lievemente positivo (+0,1%) e molto eterogeneo: alla moderata crescita dell’industria manifatturiera (+0,6%) e dei servizi (+0,4%) si è contrapposta una forte flessione del settore delle costruzioni (-1,8%). Il mercato del lavoro ha mostrato una sostanziale stabilità: le ore lavorate sono rimaste pressoché invariate (-0,1%) e l’occupazione complessiva non ha evidenziato variazioni significative. Tuttavia, continua ad avanzare il tasso di disoccupazione, anche se in misura moderata (8,2% vs 8,0% del T4-25).
In Spagna16, il PIL ha segnato una crescita congiunturale del +0,6% nei primi tre mesi del 2026, in lieve ridi-
mensionamento rispetto al trimestre precedente (+0,8%). Tale dinamica è il risultato della combinazione po-
sitiva della domanda interna (+0,5 p.p.) e di un contributo più contenuto della domanda estera (+0,1 p.p.). Nel dettaglio, la componente interna è stata sostenuta principalmente dalla spesa per consumi finali delle fami-
glie, in crescita del +0,6% su base trimestrale, e dalla spesa delle amministrazioni pubbliche (+0,5%), mentre gli investimenti fissi lordi hanno registrato un incremento più contenuto (+0,1%), in rallentamento rispetto ai trimestri precedenti. Dal lato del commercio con l’estero, le esportazioni di beni e servizi hanno mostrato una contrazione (-0,6%), accompagnata da un calo anche delle importazioni (-1,0%), determinando un contributo estero alla crescita complessivamente modesto. La dinamica tendenziale del PIL si attesta al +2,7%, in lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente (+2,6%), sostenuta in larga parte dalla domanda interna, che contribuisce per +3,5 punti percentuali, a fronte di un apporto negativo della domanda estera (-0,8 p.p.). Nel dettaglio, i consumi finali crescono del +3,0% su base annua (+3,2% le famiglie e +2,4% il settore pubblico), mentre gli investimenti mostrano una dinamica particolarmente robusta (+5,8% a/a). Sul fronte dei prezzi, si è registrata una crescita del +3,2% in termini tendenziali, in rallentamento rispetto al trimestre precedente, mentre la dinamica delle retribuzioni rimane sostenuta (+7,2% a/a), a conferma della solidità del mercato del lavoro. In espansione anche l’occupazione, con i posti di lavoro equivalenti a tempo pieno in aumento del +2,8% su base annua.
15 ECO, Perspectives, Word Scenario, 26 giugno 2026; INSEE, Quarterly national accounts, giugno 2026; Prometeia, Rapporto di Previsione (luglio 2026).
16 Instituto Nacional de Estadìstica, Quarterly National Spanish Accounts, giugno 2026.
Relazione sulla gestione 25
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
PIL Euro Zona: variazione congiunturale I° trimestre 2026 Fonte: Eurostat, GDP (giugno 2026).
ECONOMIA ITALIANA
Nel primo trimestre 2026 l’economia italiana ha segnato una crescita del +0,3%17 rispetto al trimestre conclu-
sivo del 2025, mentre su base annua l’espansione si è attestata al +0,8% (rivista al rialzo la stima preliminare del +0,7%); il contesto europeo è risultato invece più debole, con il Pil in calo congiunturale sia nell’area euro (-0,2%) che nell’UE (-0,1%), mentre su base tendenziale si è registrata una crescita rispettivamente del +0,3% e +0,7%. La dinamica positiva del PIL italiano è stata sostenuta principalmente dalla domanda interna al netto delle scorte, che ha contribuito per +0,4 punti percentuali, grazie soprattutto ai consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (+0,3 p.p.) e, in misura minore, agli investimenti (+0,1 p.p.). Al contrario, la variazione delle scorte ha fornito un contributo fortemente negativo (-1,1 p.p.), compensato in larga parte dal significa-
tivo apporto della domanda estera netta (+0,9 p.p.). Dal lato dell’offerta, si registra una flessione nell’agricol-
tura (-0,5%), una sostanziale stagnazione dell’industria (0,0%) e una crescita del settore dei servizi (+0,4%).
La spesa delle famiglie18 per consumi finali si è confermata in crescita nel primo trimestre dell’anno, regi-
strando una variazione su base annua del +2,9% (+1,4% I trim-26 vs IV trim-25) grazie all’impulso del reddito disponibile lordo, in incremento del +3,2% nel medesimo periodo. Anche il potere d’acquisto delle famiglie ha consolidato la propria progressione, crescendo del +1,5% su base tendenziale, beneficiando dell’andamen-
to della curva inflattiva. La propensione al risparmio si è attestata all’8,0% nell’orizzonte gennaio-marzo, in aumento di +0,2 p.p. sia nel raffronto su base annuale che trimestrale.
A giugno 2026, il clima di fiducia dei consumatori19 si è attestato in calo rispetto al mese precedente, portan-
dosi a 92.4 da 93,4, ma in recupero se confrontato con il minimo toccato ad aprile (90,8). Tra le componenti si è registrato un miglioramento del clima economico e di quello futuro, contrapposto al peggioramento del clima personale e di quello corrente. Il clima di fiducia delle imprese ha invece mostrato un andamento inverso portandosi a 95,2 dal 94,2 di maggio. L’indice è migliorato in tutti i comparti economici indagati.
17 Fonte: ISTAT, Conti Economici Trimestrali (maggio 2026).
18 Fonte: ISTAT, Conto Trimestrale delle AP, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società (luglio 2026).
19 Fonte: ISTAT, Fiducia dei consumatori e delle imprese (giugno 2026).
Relazione sulla gestione 26 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 L’incremento più ampio si è osservato nel settore del commercio al dettaglio, che ha evidenziato una crescita passando a 105, da 101,3.
La pubblica amministrazione20 nei primi tre mesi del 2026 ha registrato un indebitamento netto pari al -7,8% del PIL, in miglioramento rispetto al -8,4% del corrispondente periodo dell’anno precedente, come risultato congiunto dell’aumento su base tendenziale di uscite totali (+2,6%) ed entrate totali (+4,0%). In termini di incidenza sul PIL, il saldo primario e il saldo corrente sono risultati negativi, attestandosi rispettivamente al -4,4% (dal -4,7% del primo trimestre del 2025) e al -2,9% (dal -3,3% del medesimo periodo dello scorso anno).
In leggera risalita la pressione fiscale, che si è attestata al 37,6% del PIL, registrando una variazione di +0,3 p.p. nel confronto annuale.
La produzione industriale21 a maggio 2026 ha evidenziato una lieve flessione su base mensile (-0,3% rispetto ad aprile) interrompendo una fase di tre mesi consecutivi di crescita. Il calo è risultato comune ai principali raggruppamenti industriali, con l’unica eccezione del comparto energia (+4,6%), mentre la contrazione mag-
giore ha interessato i beni intermedi (-0,8%). I beni di consumo (-0,5%) hanno scontato il contributo negativo di entrambe le componenti, con i beni durevoli in riduzione del -2,5%; in sostanziale stabilità, invece, i beni strumentali (-0,1%). Per quanto riguarda i settori di attività economica, le performance congiunturali migliori sono state osservate nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+6,1%), nella fornitura di ener-
gia elettrica, gas, vapore ed aria (+4,4%) e nell’industria del legno, della carta e della stampa (+2,2%). Tra le flessioni più rilevanti, invece, si segnalano la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-2,2%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature (-2,0%). Il confronto annuo, al netto degli effetti di calendario, evidenzia un miglioramento del quadro produttivo: a maggio 2026 l’indice generale è cresciuto del +1,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e, nell’arco dei primi cinque mesi dell’anno, l’incremento è stato del +0,6%. La dinamica positiva tendenziale è stata trainata in particolar modo dai beni strumentali (+5,0% a/a), mentre i beni di consumo hanno continuato ad evidenziare segnali di debolezza (-3,2% a/a). Tra i comparti più dinamici si segnalano la fabbricazione di mezzi di tra-
sporto (+11,6% a/a), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,5% a/a) e la fabbricazione di prodotti chimici (+3,3% a/a).
Il primo trimestre 2026 ha visto gli investimenti fissi lordi21 aumentare del +0,7% rispetto al quarto trimestre del 2025, mentre la variazione tendenziale si è attestata al +4,6%, in un quadro complessivamente più ete-
rogeneo e maggiormente concentrato su specifici comparti. La dinamica congiunturale ha evidenziato una crescita moderata e una ricomposizione delle fonti di crescita, con un contributo sempre più concentrato sulla componente dei beni strumentali: gli investimenti in impianti, macchinari e armamenti crescono del +2,3% (+2,0% i mezzi di trasporto), a fronte di incrementi più contenuti nei prodotti di proprietà intellettuale (+0,8%). Al contrario, il comparto delle costruzioni ha mostrato segnali di debolezza (-0,4%), sintesi del calo marcato della componente residenziale (-2,7%) e della crescita dei fabbricati non residenziali e altre opere (+1,3%). Sul piano tendenziale è emersa una discontinuità importante tra le principali voci di spesa: a fronte del significativo recupero delle abitazioni (+16,6% a/a), dell’andamento sostenuto degli investimenti in mac-
chinari e armamenti (+6,6% a/a) e della crescita più contenuta dei prodotti di proprietà intellettuale (+2,3%), i fabbricati non residenziali e le altre opere hanno evidenziato una contrazione del -3,2% su base annua.
Il commercio estero22, nei primi quattro mesi del 2026, ha registrato una crescita tendenziale delle esporta-
zioni del +3,2% a/a, più sostenuta rispetto a quella delle importazioni (+1,4% a/a). Il saldo commerciale si è confermato ampiamente positivo, con un avanzo che sale a +15,2 miliardi di euro, mostrando un miglioramen-
to rispetto all’anno precedente (+11,3 miliardi di euro). Per quanto riguarda l’export, tra i settori che hanno più contribuito alla crescita su base annua spiccano metalli di base e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti, +32,9%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+52,0%) e autoveicoli (+16,1%). La dinamica positiva dell’import è stata attenuata dal calo registrato dai beni di consumo (-4,0%) e dall’energia (-6,1%).
I dati di giugno 2026 hanno indicato una lieve decelerazione dei prezzi al consumo23 (NIC), il cui incremento si è attestato al +3,0% su base annua (+3,2% il dato del mese di maggio), mentre è risultata nulla la varia-
zione su base mensile. Il trend ha riflesso l’attenuarsi delle tensioni sia nella componente beni, guidata dal rallentamento dei prezzi degli alimentari non lavorati (+4,5% a/a vs +5,5% a maggio), sia nella componente servizi, in particolare i trasporti (+1,1% a/a vs +1,7% a maggio), mentre una dinamica opposta è stata registrata dall’accelerazione dei beni energetici (per i regolamentati +9,3% vs 5,6% a maggio e per i non regolamentati 20 Fonte: ISTAT, Conto Trimestrale delle AP, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società (giugno 2026).
21 Fonte: ISTAT, Produzione Industriale (luglio 2026).
22 Fonte: ISTAT, Commercio con l’estero e prezzi all’import (giugno 2026).
23 Fonte: ISTAT: Prezzi al consumo, dati provvisori (giugno 2026).
Relazione sulla gestione 27
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
12,9% vs 12,5% a maggio). L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato una variazione del +0,1% su base mensile e del +3,1% su base annua, mostrando un marginale allentamento rispetto al +3,2% osservato nel mese di maggio. In flessione anche la crescita tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa”, che è scesa al +1,6% rispetto al +1,9% del mese precedente, così come l’inflazione di fondo, che si è ridotta lievemente attestandosi al 1,6% da 1,7%.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro24, dopo aver seguito una traiettoria di crescita nella prima parte dell’anno, a maggio 2026 il tasso di disoccupazione si è attestato al 5,0% (in calo di 0,1 p.p. rispetto al dato di aprile), posizionandosi ampiamente al di sotto dei livelli storici recenti e confermando il trend di flessione rispetto all’anno precedente. Il tasso di occupazione ha registrato un lieve rallentamento portandosi al 63,0% (-0,1 p.p.), mentre il tasso di inattività (33,6%) è risultato in aumento nel confronto mensile (+0,2 p.p.) ma in calo su base annuale. Da segnalare che il numero degli occupati ha raggiunto i 24,336 milioni, consolidando i massimi storici e segnando un incremento di 228 mila unità rispetto a maggio 2025.
Il quadro di riforme previsto dal Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza (PNRR), con i suoi complessivi 194,4 miliardi di euro, continua a rappresentare uno dei principali strumenti per lo sviluppo e la modernizza-
zione dell’economia italiana. La nona e penultima rata di finanziamento, pari a 12,8 miliardi di euro e collegata al raggiungimento di 50 obiettivi del secondo semestre 2025, è stata approvata dalla Commissione europea il 29 aprile e versata il 3 giugno. Ad oggi, l’Italia ha ricevuto 166 miliardi di euro, pari all’85% delle risorse asse-
gnate, e ha conseguito 416 Milestone e Target, corrispondenti al 72% dei 575 obiettivi complessivi previsti dal Piano. Il termine per il completamento del Piano resta fissato al 31 agosto di quest’anno, data entro la quale dovranno essere verificati i restanti 159 obiettivi ancora da raggiungere, a cui è collegata l’ultima rata di circa 28,4 miliardi di euro, da versare entro il 31 dicembre 2026.
Italia: Pil e componenti Fonte: ISTAT, variazioni tendenziali.
24 Fonte: ISTAT, Occupati e disoccupati (luglio 2026, dati provvisori).Consumi delle famiglie Investimenti in beni strumentali PIL (scala a destra) Esportazioni Investimenti in costruzioni+4,8% 2022 2023 202416 14 12 10 8 6 4 2 0 -25 4 3 2 1 0 -1
-2+0,7%
+0,5%+0,8%+0,7%
2025 1T26
Relazione sulla gestione 28 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
SISTEMA BANCARIO1,25,26,27
I primi mesi del 2026 sono stati caratterizzati da un contesto geopolitico e macroeconomico ancora estre-
mamente incerto, segnato dal rischio di una nuova crisi energetica. Uno scenario di questo tipo potrebbe alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche, determinare un irrigidimento delle condizioni finanziarie e com-
portare una revisione al ribasso delle prospettive di crescita, specialmente per quanto riguarda l’Italia.
Le possibili ripercussioni sui mercati finanziari, sulle politiche monetarie e sull’economia reale hanno riportato l’attenzione sulla tenuta del settore bancario. Tra i principali fattori di rischio figurano il potenziale peggio-
ramento della capacità di rimborso della clientela, penalizzata dall’incremento dei costi energetici, nonché il persistere di un’elevata volatilità sui mercati e di un quadro geopolitico incerto. Tali rischi risultano tuttavia mitigati dalla solidità complessiva del sistema bancario italiano che, anche grazie al processo di consolida-
mento, continua a presentare elevati livelli di patrimonializzazione, liquidità e redditività; a ciò si aggiunge il mantenimento di politiche di accantonamento improntate a criteri di prudenza, che contribuiscono a raffor-
zarne la capacità di assorbimento degli shock.
Nel primo trimestre del 2026 il sistema bancario italiano ha confermato livelli di redditività elevati: per i sei principali istituti gli utili sono risultati in crescita di quasi il +3% rispetto al corrispondente periodo del 2025, con un ROE ancora superiore al 15%. La dinamica dei ricavi ha ribadito la già osservata ricomposizione delle fonti reddituali: il margine d’interesse ha continuato a mostrare segnali di attenuazione, risentendo dell’e-
voluzione del quadro dei tassi e della maggiore complessità dello scenario macroeconomico, andamento compensato dalla performance commissionale e dal contributo crescente dei ricavi non core (specialmente dividendi e risultato dell’attività assicurativa). Nel complesso, la redditività del settore ha beneficiato anche del contenimento degli oneri operativi e di rettifiche su crediti confermatesi su livelli minimi, pur in presenza di impatti rilevanti legati alla fiscalità straordinaria (incremento dell’aliquota IRAP per banche e intermediari finanziari).
Le voci di costo si sono mantenute complessivamente sotto controllo, con gli investimenti in tecnologia, digitalizzazione e sicurezza informatica mitigati dagli effetti degli interventi di razionalizzazione struttura-
le. Le spese IT hanno assunto un rilievo crescente nei piani industriali recentemente presentati dai principali gruppi bancari, anche per effetto della progressiva adozione dell’intelligenza artificiale nei processi interni, nei modelli di servizio alla clientela e nelle attività di presidio dei rischi. La componente tecnologica tende, inoltre, ad assumere natura sempre più ricorrente per effetto dell’aggiornamento continuo delle piattaforme operative, del rafforzamento dei sistemi di cybersecurity e dell’esternalizzazione di componenti infrastruttu-
rali, riducendo il grado di discrezionalità della voce di spesa. Rilevanti anche i costi del personale, influenzati dal rinnovo contrattuale e dai piani di incentivazione all’esodo, nonché gli oneri connessi alla maggiore com-
plessità regolamentare e di compliance.
Per quanto riguarda l’attività creditizia, nei primi mesi del 2026 si è osservato un consolidamento della ripresa del credito al settore privato, pur con ritmi complessivamente moderati. I prestiti alle famiglie hanno conti-
nuato a crescere, sostenuti sia dai finanziamenti per l’acquisto di abitazioni, favoriti dalla ripresa del mercato immobiliare e dal miglioramento della domanda di mutui registrato nella parte finale del 2025, sia dal credito al consumo, seppure in un contesto di maggiore cautela legato all’erosione del reddito reale. Anche il credito alle imprese, dopo la dinamica negativa degli anni precedenti, ha confermato il proprio rilancio, beneficiando del miglioramento della domanda di finanziamenti, sostenuta dalla crescente necessità di finanziare investi-
menti fissi, e di risorse liquide in decremento (anche se ancora su livelli decisamente positivi).
La qualità del credito bancario si è confermata strutturalmente solida, beneficiando di indicatori di rischio-
sità che, nella prima parte del 2026, sono rimasti su livelli contenuti grazie alla resilienza di famiglie e imprese, alla solidità dei bilanci aziendali e alla prudenza delle politiche di accantonamento. Il contesto geopolitico ha tuttavia mantenuto elevata l’attenzione sui comparti più esposti ai rincari dei costi energetici e di trasporto e alla debolezza della domanda interna ed estera, su cui gravano pressioni crescenti in termini di tasso di deterioramento, che a fine 2025 era calato all’1,2% rispetto all’1,4% del 2024.
La patrimonializzazione del sistema bancario italiano si è mantenuta su un percorso virtuoso, sostenuta dall’autofinanziamento da utili, ancora su valori elevati, e da politiche di capital management coerenti con il contesto regolamentare. Tale solidità costruita nel tempo consente al sistema bancario italiano di affrontare 25 Prometeia, Previsione bilanci bancari (aprile 2026).
26 Prometeia, Banche italiane, nel primo trimestre utili in crescita (giugno 2026).
27 Banca d’Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria n.1 2026 (aprile 2026).
Relazione sulla gestione 29
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della Capogruppo
con adeguato equilibrio i crescenti rischi legati all’inasprirsi dello scenario geopolitico, alla volatilità dei mer-
cati e all’aumento delle minacce cibernetiche.
Come conseguenza di tale scenario, si registrano i seguenti andamenti economici28:
A maggio 2026 i prestiti a famiglie e imprese si sono attestati a 1.304 miliardi di euro, in aumento su base annua (stabili rispetto al mese precedente). In particolare, i finanziamenti alle famiglie ad aprile 2026 sono aumentati del +2,6% a/a (vs +2,7% di marzo), ciò a seguito dell’accelerazione sia dei prestiti per l’acquisto di abitazioni (+3,4% a/a) sia del credito a consumo (+4,7% a/a).
Ad aprile 2026 i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinan-
ti), al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti, sono diminuiti a 25,9 miliardi di euro (vs 27,7 miliardi di euro a dic-25), rimanendo ampiamente al di sotto del livello massimo di 196,3 miliardi di euro raggiunti nel 2015. In conseguenza di ciò, il rapporto tra crediti deteriorati netti ed impieghi si è attestato a 1,24%, in calo rispetto a dicembre 2025 (1,32%).
La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) nel mese di maggio 2026 si è attestata a 2.166 miliardi di euro, in aumento del +2,6% a/a. Tale dinamica riflette l’andamento positivo sia della componente dei depositi alla clientela (+2,3% a/a) sia delle obbligazioni (5,0% a/a).
I tassi di interesse applicati sui prestiti alla clientela a maggio 2026 hanno iniziato ad incorporare le aspet-
tative dei mercati di un rialzo del tasso di riferimento da parte della BCE (concretizzatosi a giugno), con il tasso sulle nuove erogazioni per acquisto di abitazioni in leggera risalita al 3,49% (vs 3,38% di dic-25 e 3,11% di dic-24) e il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti che si è attestato a 4,04% (rispetto al 3,96% di dic-25 e al 4,44% di dic-24). Unica eccezione è rappresentata dal tasso per i nuovi finanziamenti alle imprese sceso al 3,51% (vs 3,59% di dic-25 e 4,40% di dic-24).
Non ha subito sostanziali contraccolpi la dinamica del tasso di interesse sulla raccolta bancaria (0,91% a maggio 2026) stabile in confronto al mese precedente (-1bp) e in lieve aumento rispetto a dicembre 2025 (+3bps). Si segnala, ulteriormente, che il tasso sui depositi con durata prestabilita in euro verso le famiglie e società non finanziarie si attesta a maggio a 2,22%, in incremento di +10bps vs dic-25, mentre l’andamento si conferma negativo se confrontato con il dato di dicembre 2024 (-67bps).
Lo spread sulle nuove operazioni fra il tasso medio sui prestiti a famiglie e società non finanziarie e quello medio sulla raccolta è risultato in calo rispetto a fine 2025, attestandosi a maggio a 184 punti base (vs 213 dic-25).
Con riferimento al risparmio gestito29, a maggio 2026 si è registrato un deflusso netto di -3,6 miliardi di euro, riportando il dato progressivo ad una situazione di sostanziale pareggio (-0,4 miliardi di euro), con la dina-
mica delle gestioni collettive (+7,1 miliardi di euro) a compensare quasi totalmente le gestioni di portafoglio (-7,5 miliardi di euro). Nel totale dell’industria gestita, la quota impiegata nelle gestioni collettive (fondi aperti e chiusi) ammonta a 1.454 miliardi di euro, pari al 55% del totale; gli investimenti nelle gestioni di portafoglio ammontano a 1.213 miliardi di euro, corrispondenti al restante 45% del patrimonio complessivo.
Il tema della sostenibilità (ESG) continua a rappresentare un elemento sicuramente di rilievo per il settore bancario, pur in un quadro normativo che non ha accolto novità specifiche in tema di rendicontazione ESG. Il rischio climatico viene richiamato tra le principali sfide strutturali di medio periodo per le banche, in quanto comporta rilevanti costi di adattamento e richiede agli intermediari una crescente capacità di anticipare i rischi e adeguare il proprio modello operativo. In tale contesto, restano centrali gli investimenti e le inizia-
tive connesse alla transizione digitale ed energetica, anche attraverso il sostegno del credito ai comparti interessati dagli incentivi pubblici e dai programmi collegati al PNRR. Evento d’interesse in ambito ESG è stato l’approvazione del decreto legislativo dello scorso 10 giugno 2026 che adegua l’ordinamento italiano al Regolamento UE 2024/3005 in materia di rating ambientale, sociale e di governance. Le nuove previsioni mirano a rafforzare l’affidabilità e la comparabilità del sistema delle valutazioni di sostenibilità imponendo obblighi, per i fornitori, di autorizzazione, trasparenza metodologica, governance e gestione dei conflitti di interesse, senza determinare metodologie uniformi ma rendendo più chiari e condivisi criteri valutativi, limiti e presupposti dei giudizi. Elemento qualificante è l’attribuzione all’ESMA (European Securities and Markets Authority) e alla Consob, quale autorità competente sul territorio nazionale, di un ruolo centrale di vigilanza (tra cui l’autorizzazione ad operare per i fornitori di rating ESG), in modo da rafforzare i presidi sul mercato riducendo i rischi di opacità e greenwashing.
28 ABI Monthly Outlook (giugno 2026).
29 Fonte: Assogestioni, Mappa mensile del risparmio gestito (maggio 2026).
Relazione sulla gestione 30 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
EVENTI SIGNIFICATIVI DEL PERIODO
Covered Bond
Nel corso del mese di giugno 2026 il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha perfezionato una nuova emis-
sione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) in formato Premium per un controvalore di 1 miliardo di euro con una durata di 11 anni (scadenza 24 giugno 2037).
L’emissione, con un’elevata partecipazione di investitori internazionali, ha raccolto una domanda pari a oltre 1,6 miliardi di euro di richieste, evidenziando, dunque, un riscontro favorevole da parte del mercato.
Pillar II - Globe Le nuove norme fiscali internazionali stabilite dall’OCSE, con l’obiettivo di assoggettare i grandi gruppi inter-
nazionali ad una imposizione complementare quando l’aliquota fiscale effettiva (ETR) di una giurisdizione nella quale sono stabiliti è inferiore al 15%, sono entrate in vigore il 1° gennaio 2024.
Sulla base delle disposizioni della Direttiva Europea adottata a fine 2022 (Direttiva UE 2022/2523) e del suo recepimento nei Paesi dell’Unione Europea (avvenuto in Italia con il D. Lgs. n. 209 del 27/12/2023), il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha effettuato una stima dell’imposta complementare GloBE al 30 giugno 2026.
Ne risulta un’imposta complementare GloBE stimata pari a zero per la giurisdizione Italia al 30 giugno 2026.
Ottimizzazione territoriale
In un contesto di mercato caratterizzato da una crescente digitalizzazione della clientela, prosegue il piano di ottimizzazione territoriale di Crédit Agricole Italia finalizzato all’evoluzione del modello di servizio e alla razionalizzazione della presenza sul territorio.
Nel corso del primo semestre 2026 la revisione della struttura commerciale ha comportato la chiusura di 46 filiali, con l’obiettivo di adottare un modello di copertura territoriale più snello, efficace e differenziato in funzione delle specifiche caratteristiche dei territori serviti.
In tale contesto, resta tuttavia centrale il fattore umano, elemento fondamentale nella gestione del rapporto di fiducia con la clientela e nell’attività di consulenza a supporto dei bisogni più complessi.
Relazione sulla gestione 31
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della Capogruppo
L’ANDAMENTO DELLA GESTIONE
In uno scenario macroeconomico condizionato dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e dai relativi effetti sui mercati energetici, con conseguente incremento dei rischi di trasmissione dell’inflazione a beni e servizi, il Gruppo Crédit Agricole Italia ha confermato la propria solidità continuando a generare redditività sostenibile grazie ad un modello di business equilibrato e diversificato che permette di supportare con-
cretamente il tessuto economico nazionale e di accelerare la trasformazione tecnologia a beneficio della clientela.
Nel primo semestre del 2026 la dinamica commerciale delle principali linee di business si conferma solida con risultati generalmente superiori agli obiettivi di periodo ed in crescita rispetto allo stesso periodo dell’an-
no precedente.
In un contesto di mercato caratterizzato da una crescente digitalizzazione della clientela, prosegue la cre -
scita della base clienti, con l’acquisizione di oltre 100mila nuovi clienti sostenuta dalla strategia di sviluppo attraverso il canale digitale e dalle iniziative commerciali rivolte ai giovani, famiglie e imprese.
A testimoniare la fiducia riposta dalla clientela nel nostro Gruppo vi è, inoltre, la crescita delle masse inter-
mediate che hanno raggiunto i 262 miliardi di euro, in aumento di 12 miliardi di euro su base annua (+5%).
Nei primi 6 mesi il Gruppo ha erogato 5,3 miliardi di euro di finanziamenti (+9% a/a), collocato circa 8 miliardi di euro di risparmio gestito attraverso i propri canali di vendita e attratto nuovi flussi di raccolta per 1,6 miliar-
di di euro. Nell’ambito dell’attività di funding, Crédit Agricole Italia ha, inoltre, perfezionato con successo la sua prima emissione dell’anno di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) in formato Premium per 1 miliardo di euro; l’operazione si distingue come l’OBG con la scadenza più lunga collocata sul mercato da inizio anno.
Rimane costante il presidio sulla qualità del credito in cui l’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale si porta sotto l’1%; si rafforza, inoltre, il livello di copertura NPE, che passa dal 59,4% di dicembre al 61,2% di giugno 2026, confermando un’elevata qualità degli attivi. Il costo del credito si attesta a 29 bps.
Continua ad essere presente un ampio buffer di liquidità, con LCR pari al 192,9% e NSFR pari al 132,9%.
Relazione sulla gestione 32 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
ANDAMENTO DEGLI AGGREGATI PATRIMONIALI
I dati esposti nelle pagine seguenti sono espressi in migliaia di euro.
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO RICLASSIFICATO
Attività 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
Attività/Passività finanziarie al fair value nette 155.244 148.148 7.096 4,8 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.802.894 3.090.117 712.777 23,1 Crediti verso banche netti 9.108.743 4.074.565 5.034.178 Crediti verso clientela 73.422.931 73.489.329 -66.398 -0,1 Partecipazioni 29.528 28.036 1.492 5,3 Attività materiali e immateriali 2.568.263 2.602.881 -34.618 -1,3 Attività fiscali 1.459.967 1.615.501 -155.534 -9,6 Altre voci dell’attivo 2.834.746 6.748.546 -3.913.800 -58,0 Totale attività 93.382.316 91.797.123 1.585.193 1,7 Passività 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
Raccolta da clientela 78.944.455 79.147.888 -203.433 -0,3 Passività fiscali 278.750 381.062 -102.312 -26,8 Altre voci del passivo 4.773.215 3.061.086 1.712.129 55,9 Fondi a destinazione specifica 572.991 619.096 -46.105 -7,4 Capitale 1.102.071 1.102.071 - -
Strumenti di capitale 960.000 740.000 220.000 29,7 Riserve (al netto delle azioni proprie) 6.293.098 5.963.005 330.093 5,5 Riserve da valutazione -50.611 -43.771 6.840 15,6 Patrimonio di terzi 30.232 29.689 543 1,8 Utile (Perdita) di periodo 478.115 796.997 -318.882 -40,0 Totale patrimonio e passività nette 93.382.316 91.797.123 1.585.193 1,7
CREDITI VERSO CLIENTELA
Al 30 giugno 2026, lo stock dei finanziamenti netti alla clientela ammonta a 67,3 miliardi di euro, in crescita da inizio anno del +1,0%, sostenuto dalla richiesta di mutui da parte delle famiglie e prestiti alle imprese.
Il Gruppo ha confermato il suo impegno a supporto dell’economia reale con particolare attenzione alla tran-
sizione ESG, tramite:
• erogazioni di Mutui Casa per 1,8 miliardi di euro, in aumento (+1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e in progressiva crescita nel corso del semestre.
In linea con la strategia ESG del Gruppo, cresce al 27% del totale (rispetto al 24% del 2025) la quota di Mutui Green, concentrata sulle classi energetiche migliori (A, B), sostenuta dai risultati della campagna promozionale lanciata in febbraio;
• erogazione di prestiti e Mutui alle imprese per 3,1 miliardi di euro, in decisa crescita rispetto al 2025 (+17%) e con un presidio costante e prudente verso la gestione del rischio.
Relazione sulla gestione 33
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
QUALITÀ DEL CREDITO
La qualità del credito si conferma in progressivo e costante miglioramento, con il totale dei crediti deteriorati netti che si attesta a 0,7 miliardi di euro, in riduzione di 68 milioni di euro (-9% rispetto a dicembre 2025).
Positivo l’andamento dell’incidenza dei crediti deteriorati netti, che si attestano a 0,97%, in calo di -0,11 p.p.
rispetto a fine anno e dei crediti deteriorati lordi, che scendono al 2,5% con un calo di -0,16 p.p. rispetto a dicembre 2025.
Il livello di copertura dei deteriorati registra un ulteriore miglioramento e si attesta al 61,2%, in crescita di +1,8 punti rispetto a dicembre 2025.
RACCOLTA DA CLIENTELA
Le masse amministrate, risultanti dalla somma di raccolta diretta e indiretta, si attestano a 194,6 miliardi di euro, in aumento di oltre 3,1 miliardi (+1,6% rispetto al 31 dicembre 2025).
La raccolta indiretta supera i 115 miliardi di euro, in aumento di 3,3 miliardi di euro nel semestre (+3,0%) trainata in particolare dal risparmio gestito che sale a 59,1 miliardi di euro (+3,3% rispetto a dicembre 2025);
la raccolta amministrata risulta, anch’essa, in crescita di 1,4 miliardi di euro e raggiunge i 56,6 miliardi di euro (+2,6% rispetto a fine anno).
La raccolta diretta clientela rimane stabile a 78,9 miliardi di euro (in linea con dicembre 2025).
POSIZIONE INTERBANCARIA NETTA
Al 30 giugno 2026 la posizione interbancaria netta presenta una situazione creditoria di 9,1 miliardi di euro.
L’incremento rispetto al 31 dicembre 2025 (+5 miliardi di euro) risente della maggior liquidità depositata nella riserva obbligatoria a seguito del minor utilizzo dei depositi a vista presso BCE che al 31 dicembre 2025 erano classificati tra le disponibilità liquide.
La posizione di liquidità risulta ampiamente sopra i livelli regolamentari (LCR pari a 192,9%).
PATRIMONIO NETTO
Al 30 giugno 2026 il Patrimonio netto contabile del Gruppo risulta di 8,8 miliardi di euro, in aumento del 2,6% rispetto al 31 dicembre 2025; l’incremento risente principalmente dell’utile del periodo e dell’emissione di strumenti di capitale per 220 milioni di euro, al netto dei dividendi erogati nel semestre pari a 440 milioni.
Relazione sulla gestione 34 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Prospetto di raccordo tra il patrimonio netto ed il risultato di periodo dell’impresa Capogruppo e il patrimonio netto e il risul-
tato di periodo consolidati
30.06.2026
Patrimonio
nettodi cui: Utile di
periodo
Saldi dei conti della Capogruppo 8.736.526 474.583 Effetto del consolidamento delle imprese controllate 48.392 9.890 Effetto della valutazione del patrimonio netto delle partecipazioni rilevanti 4.684 602 Dividendi incassati nel periodo -6.384 -6.384 Altre rettifiche di consolidamento -545 -576 Saldi dei conti consolidati 8.782.673 478.115
FONDI PROPRI E ADEGUATEZZA PATRIMONIALE
La Banca Centrale Europea, nell’ambito del processo di vigilanza prudenziale annuale denominato SREP (Supervisory Review and Evaluation Process), ha confermato i requisiti minimi prudenziali richiesti a Crédit Agricole Italia su base consolidata. I requisiti SREP al 30 giugno 2026 risultano quindi pari a:
• 8,76% per il coefficiente di Capitale Primario di Classe 1 (CET1 ratio);
• 10,59% per il coefficiente di Capitale di Classe 1 (Tier1 ratio);
• 13,03% per il coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio).
I valori sopra riportati sono comprensivi del Requisito Combinato di Capitale, determinato dalla somma del buffer di conservazione del capitale (CCB, pari al 2,50%) e del buffer di capitale a fronte del rischio sistemico (SyRB, pari allo 0,78%).
Nell’ambito dell’ordinaria attività di gestione del capitale, Crédit Agricole Italia monitora nel continuo il rispet-
to, attuale e prospettico, di tutti i requisiti minimi regolamentari. Il monitoraggio degli indicatori, effettuato su base continuativa, è effettuato anche mediante l’analisi degli elementi che compongono i Fondi Propri, ottimizzando composizione e costi degli strumenti subordinati di tipo Additional Tier 1 e Tier 2.
Il Capitale Primario di Classe 1 si attesta a 6.026 milioni di euro al 30 giugno 2026, in crescita di 156 milioni di euro rispetto a dicembre 2025, recependo principalmente l’evoluzione delle poste di patrimonio netto contabile (tra cui il computo della quota di utile semestrale conservato e gli interessi pagati sullo stock di strumenti Additional Tier 1). I Fondi Propri complessivi nello stesso periodo evidenziano un incremento pari a 459 milioni di euro, beneficiando delle nuove emissioni di strumenti subordinati effettuate nel semestre.
Le attività ponderate per il rischio (RWA) si attestano a 45.526 milioni di euro al 30 giugno 2026, in aumento di 1.766 milioni di euro rispetto a dicembre 2025 principalmente a seguito della dinamica commerciale.
Sulla base delle dinamiche sopra riportate, il CET1 ratio al 30 giugno 2026 si attesta al 13,2% (13,4% al 31 di-
cembre 2025), il Tier 1 ratio si porta al 15,3% (15,1% al 31 dicembre 2025) e infine il Total Capital ratio raggiunge il 18,0% (17,7% al 31 dicembre 2025).
Anche nel primo semestre 2026 si conferma il mantenimento di un livello di coefficienti patrimoniali ben su-
periori ai requisiti minimi regolamentari, a dimostrazione della riconosciuta qualità e solidità patrimoniale del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia.
Relazione sulla gestione 35
SommarioIntroduzione
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della Capogruppo
L’ANDAMENTO DEI RISULTATI ECONOMICI
I dati esposti nelle pagine seguenti sono espressi in migliaia di euro.
CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO
30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
Interessi netti 862.114 846.917 15.197 1,8 Commissioni nette 707.213 661.812 45.401 6,9 Dividendi 11.420 12.297 -877 -7,1 Risultato dell’attività finanziaria 26.741 26.304 437 1,7 Altri proventi (oneri) di gestione 3.979 9.352 -5.373 -57,5 Proventi operativi netti 1.611.467 1.556.682 54.785 3,5 Spese del personale -508.438 -512.374 -3.936 -0,8 Spese amministrative -189.511 -171.631 17.880 10,4 Ammortamento immobilizzazioni materiali e immateriali -89.365 -90.292 -927 -1,0 Oneri operativi -787.314 -774.297 13.017 1,7 Risultato della gestione operativa 824.153 782.385 41.768 5,3 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 1.639 -4.381 6.020 Rettifiche di valore nette su crediti -97.259 -96.713 546 0,6 Impairment Titoli -27 1.396 -1.423 Utile (perdita) su altri investimenti 500 1.901 -1.401 -73,7 Risultato corrente al lordo delle imposte 729.006 684.588 44.418 6,5 Imposte sul reddito dell’operatività corrente -249.279 -214.843 34.436 16,0 Utile di periodo 479.727 469.745 9.982 2,1 Utile (perdita) di periodo di pertinenza di terzi -1.612 -1.480 132 8,9 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della Capogruppo 478.115 468.265 9.850 2,1 Il risultato netto del primo semestre 2026 è pari a 478 milioni di euro e risulta in aumento di 10 milioni di euro (+2,1%) rispetto allo stesso periodo del 2025.
Gli Interessi netti ammontano a 862 milioni di euro, in aumento di 15 milioni di euro (+1,8% a/a). Tale dina-
mica, inserita in un contesto di tassi di mercato in flessione rispetto allo stesso periodo del 2025, è stata conseguita attraverso la crescita degli stock medi della clientela, del portafoglio titoli, oltre all’efficacia delle politiche di copertura tassi.
Le commissioni nette risultano pari a 707 milioni di euro e in aumento di 45 milioni di euro (+6,9% a/a) grazie allo sviluppo dell’attività di gestione, intermediazione e consulenza che ha conseguito una crescita di 42 milioni di euro (+10,5%). In particolare, tale componente positiva, risente del contributo relativo all’attività di intermediazione e collocamento titoli (+31 milioni di euro, +17,8%) e distribuzione di prodotti assicurativi (+9 milioni di euro, +5,2%).
Le commissioni da attività bancaria commerciale ammontano a 224 milioni di euro, in progresso del 3,0% a/a; i maggiori incrementi derivano dal crescente utilizzo dei sistemi di pagamento.
I dividendi da partecipazioni si attestano a 11 milioni di euro, riconducibili per 9,6 milioni di euro dalla par-
tecipazione in Banca d’Italia. Nel raffronto annuo si registrano minori proventi su quote di OICR per circa 1 milione di euro.
Il risultato complessivo dell’attività finanziaria ammonta a 27 milioni di euro, stabile a/a.
In crescita l’attività d’intermediazione di strumenti richiesti dalla clientela a coperture di rischi in cambi e tas-
si, che ha generato proventi per 12 milioni di euro (+20% a/a). Realizzate nel semestre plusvalenze su titoli
Relazione sulla gestione 36 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 per 24 milioni (-1 milione di euro a/a). Le altre componenti valutative evidenziano uno sbilancio negativo di 9 milioni di euro, in linea con lo stesso periodo del 2025.
Il saldo della voce "Altri proventi (oneri) di gestione" risulta positivo per 4 milioni di euro rispetto 9 milioni del 30 giugno 2025 i quali includevano il rilascio di alcuni accantonamenti riferiti a esercizi precedenti, gestiti in ottica prudenziale tempo per tempo.
Gli oneri operativi ammontano a 787 milioni di euro in incremento di 13 milioni di euro (+1,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le spese per il personale, pari a 508 milioni di euro e in flessione rispetto all’anno precedente di 4 milioni di euro (-0,8%), riflettono sostanzialmente la percentuale di riduzione della pianta organica.
Le spese amministrative ammontano a 190 milioni di euro; l’incremento di 18 milioni di euro (+10,4% a/a) risente della minor incidenza di rilasci di accantonamenti riferiti ad esercizi precedenti gestiti tempo per tem-
po, in ottica prudenziale. Tuttavia, al netto di questi effetti, l’incremento risulterebbe di 3 milioni di euro, riflet-
tendo la prosecuzione del piano di investimenti IT a sostegno dell’innovazione e in coerenza con gli obiettivi del PMT e le contestuali azioni di ottimizzazione e contenimento costi, in particolare sull’ambito immobiliare.
Il Cost/Income si attesta al di sotto del 49%, in calo di circa 1 punto percentuale rispetto al 30 giugno 2025.
Il risultato della gestione operativa è pari a 824 milioni di euro e registra un incremento di 42 milioni di euro (+5,3%) rispetto al 2025.
Gli accantonamenti netti a fondo rischi e oneri presentano un saldo positivo di 2 milioni di euro e beneficia-
no del parziale rilascio di accantonamenti stanziati in esercizi precedenti relativi a contenziosi con la clientela.
Nello stesso periodo del 2025 la voce evidenziava accantonamenti netti per 4 milioni di euro.
Le rettifiche di valore nette su crediti e impairment titoli, che ammontano complessivamente a 97 milioni di euro – in lieve crescita (+2 milioni di euro, +2,1%) rispetto al 2025 – hanno consentito di rafforzare le coperture sui crediti deteriorati dal 59,4% di fine 2025 al 61,2% del 30 giugno 2026.
L’incidenza delle rettifiche sugli impieghi si attesta a 29 bps rispetto ai 30 bps del primo semestre 2025.
Gli utili/perdite da cessione di investimenti ammontano a 500 mila euro (in calo di 1,4 milioni di euro rispet-
to allo stesso periodo del 2025) e comprendono l’effetto della valutazione al patrimonio netto della parteci-
pazione detenuta in Fiere di Parma.
In conseguenza delle dinamiche descritte sopra, il risultato corrente lordo si è attestato a 729 milioni di euro, in aumento di 44 milioni di euro (+6,5%) rispetto al medesimo periodo 2025.
La voce imposte sul reddito ammonta a 249 milioni di euro, rispetto al carico fiscale di 215 milioni di euro (+16,0%) dell’anno precedente, risente delle misure contenute nella legge Finanziaria per il 2026 che hanno generato un onere aggiuntivo di circa 24 milioni di euro nei primi 6 mesi.
L’utile netto si attesta a 478 milioni di euro, in crescita di 10 milioni (+2,1%) rispetto a giugno 2025.
Relazione sulla gestione 37
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
ALTRE INFORMAZIONI
PREVEDIBILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE30
La persistente incertezza del contesto geopolitico continuerà a incidere negativamente sulle prospettive di crescita dell’economia mondiale, attesa al +3,0% nel 2026, contro una media del +3,5% registrata nel biennio 2024-2025. Il rallentamento risulta, tuttavia, parzialmente compensato dal rafforzamento del ciclo tecnologi-
co globale, sostenuto dagli investimenti nel campo dell’intelligenza artificiale e dalla sua progressiva integra-
zione nei sistemi produttivi, in un contesto in cui le pressioni inflazionistiche tornano ad accentuarsi a livello globale con un dato atteso al +4,7% nel 2026, in aumento dal +4,1% del 2025.
Negli Stati Uniti, il quadro economico rimane relativamente favorevole, con una crescita del PIL prevista al +2,3% nel 2026, sostenuta da politica fiscale e condizioni finanziarie accomodanti, nonché dalla solidità degli investimenti legati all’A.I., mentre l’impatto del conflitto resta contenuto grazie alla posizione del Paese quale esportatore netto di energia. Tuttavia, permangono pressioni inflazionistiche più marcate rispetto al recente passato e ben al di sopra del target fissato dalla FED.
In Cina, nonostante il buon andamento delle esportazioni e il forte sviluppo del settore high tech, la crescita è prevista in rallentamento al +4,6% nel 2026, a causa del rialzo dei prezzi energetici e dei persistenti fattori strutturali di debolezza (domanda interna e settore immobiliare).
Nell’area euro, dopo una crescita del +1,4% nel 2025, il PIL è atteso rallentare al +0,9% nel 2026. Le prospet-
tive risentono dell’aumento dei prezzi energetici, della debole fiducia dei consumatori e di una dinamica degli investimenti privati ancora debole. La domanda interna dovrebbe, invece, beneficiare della tenuta del mercato del lavoro, del parziale calo della propensione al risparmio delle famiglie e del sostegno fornito dagli investimenti pubblici legati ai fondi del Recovery and Resilience Facility.
Per quanto riguarda l’Italia, il PIL è previsto in crescita del +0,5% nel 2026, sostanzialmente in linea con la dinamica del 2025, sostenuto dagli investimenti finanziati tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ma attenuato dall’aumento dei prezzi energetici, che continua a esercitare pressioni su consumi, investimenti ed esportazioni.
RISCHI E INCERTEZZE
Le politiche di monitoraggio, gestione e controllo dei rischi restano princìpi cardine su cui le banche conti-
nuano a misurarsi, sia tra di loro che nei confronti dei mercati nazionali ed internazionali.
Gli organi di governance di Crédit Agricole Italia continuano a porre un’attenzione costante e rigorosa allo sviluppo e alla crescita sostenibile della Banca, attraverso un attento monitoraggio dei rischi a cui l’Istituto è esposto. Questo approccio si rende particolarmente necessario alla luce del complesso contesto geopo-
litico – divenuto oramai una costante strutturale del periodo storico attuale – e della persistente incertezza del quadro macroeconomico, condizionato anche dai probabili effetti di un nuovo shock energetico. Tali di-
namiche potrebbero generare impatti sulla struttura patrimoniale, finanziaria ed economica della Banca, che si impegna a gestire e contenere tali effetti entro soglie considerate accettabili. L’obiettivo primario resta la tutela del risparmio, e con esso la fiducia della clientela, nonché il sostegno al credito, elementi essenziali per alimentare una crescita sana e sostenibile.
Crédit Agricole Italia utilizza metodologie, criteri di misurazione e strumenti di controllo dei rischi coerenti in tutto il Gruppo Crédit Agricole e adeguati alla tipologia e all’entità dei rischi assunti anche in uno scenario economico particolarmente complesso come quello attuale.
L’attività economica internazionale, nel primo semestre del 2026, dopo un primo periodo caratterizzato da un andamento complessivamente favorevole, beneficiando dell’allentamento delle frizioni commerciali, con-
dizioni finanziarie accomodanti e ingenti investimenti legati all’intelligenza artificiale, è entrata in una fase di maggiore pressione e vulnerabilità a seguito del nuovo deterioramento del quadro geopolitico. In parti-
colare, le tensioni in Medio Oriente che hanno coinvolto l’Iran e lo Stretto di Hormuz hanno comportato un significativo rialzo dei prezzi di petrolio e gas naturale, con ripercussioni sui costi energetici e sullo scenario inflazionistico. Punti fermi rimangono la solidità del mercato del lavoro e il ruolo dell’innovazione tecnologica quale motore di crescita di diverse economie.
30 Fonti: International Monetary Fund, World Economic Outlook Update: Global Economy in Crosscurrents of War and Technology (luglio 2026); OECD, World Economic Outlook (giugno 2026).
Relazione sulla gestione 38 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 In questo contesto, le principali Banche Centrali internazionali hanno seguito strategie differenziate man-
tenendo tuttavia un orientamento comune improntato alla prudenza e al costante monitoraggio degli indi-
catori macroeconomici. Pur in presenza di una lieve risalita dei tassi di interesse, il comparto del credito ha consolidato la propria crescita supportato da una domanda in progressiva ripresa, confermando il percorso di contenimento dei livelli di rischiosità.
In uno scenario così complesso, le analisi svolte dagli organi di governance sulla base delle informazioni at-
tualmente disponibili consentono di concludere che Crédit Agricole Italia sarà in grado di fronteggiare i rischi e le incertezze derivanti dal nuovo contesto.
La valutazione a supporto della capacità di continuare ad operare come entità in funzionamento tiene con-
to del livello di patrimonializzazione consolidato, che evidenzia un rassicurante buffer rispetto ai requisiti richiesti da BCE, l’attuale livello di liquidità oltre soglia regolamentare e la sana e prudente gestione che ha sempre contraddistinto l’operato del Gruppo, assicurando al contempo un solido sviluppo tramite strategie di crescita sostenibile e l’impegno nel fornire il sostegno a famiglie e imprese.
Per quanto riguarda l’informativa sui principali rischi di Crédit Agricole Italia si rimanda alla specifica sezione delle note illustrative.
RISORSE UMANE
A fine 2025 è stato lanciato il nuovo Piano a Medio Termine 2026-2028, che riconferma la centralità delle donne e degli uomini del gruppo nella strategia aziendale.
Il nuovo Progetto Persone 2026-2028, infatti, prevede una serie di iniziative volte a sviluppare fiducia e senso di responsabilità di tutti i collaboratori per sviluppare ulteriormente il coinvolgimento di ciascuno in un’azien-
da che da attenzione alle proprie risorse. In un contesto che richiede maggiore velocità, agilità e continua espansione, la fiducia rappresenterà un elemento essenziale che permetterà al Gruppo di porsi come partner commerciale di lungo termine per i clienti, di riunire i team e promuovere la trasversalità e la collaborazione a tutti i livelli dell’organizzazione.
Sotto l’aspetto numerico si rileva che l’organico a libro matricola del Gruppo al 30 giugno 2026, risulta com-
posto da 12.338 dipendenti, così suddivisi tra le diverse entità:
RISORSE A LIBRO MATRICOLA
(dato puntuale)30.06.2026 31.12.2025 Crédit Agricole Italia 11.699 11.642 Crédit Agricole Group Solutions 573 562 Crédit Agricole Leasing Italia 62 56 Altre 4 4 Totale Risorse Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia* 12.338 12.264
* Le società incluse nel perimetro sono riportate Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento - "Partecipazioni in società controllate in via esclusiva" della parte A delle Note illustrative al bilancio semestrale abbreviato.
In linea con quanto già avvenuto negli ultimi anni, anche per il 2026 il Gruppo Bancario Credit Agricole Italia è stato certificato tra le aziende Top Employers. La ricerca annuale, condotta da Top Employers Institute, certi-
fica le migliori aziende al mondo in ambito HR: quelle che offrono eccellenti condizioni di lavoro, che formano e sviluppano i talenti a ogni livello aziendale e che si sforzano costantemente di migliorare e ottimizzare le loro Best Practices nel campo delle Risorse Umane.
FUSIONE DI CRÉDIT AGRICOLE GROUP SOLUTIONS
Nell’ambito del Piano a Medio Termine 2026-2028, una delle linee di intervento di rilevanza strategica è quella relativa alla semplificazione societaria ed alla linearizzazione dei processi decisionali e di Governance.
Nel quadro di tale strategia, si inserisce il progetto di integrazione di Crédit Agricole Group Solutions in Créd-
it Agricole Italia, tramite fusione semplificata, che completa gli interventi di razionalizzazione dell’assetto societario del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia.
Relazione sulla gestione 39
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
La Fusione avrà decorrenza 1° ottobre 2026 con retrodatazione al 1° gennaio 2026 degli effetti contabili e fiscali ai fini delle imposte dirette ex art. 172, comma 9, del D.P.R. del 22 dicembre 1986, n. 917.
INFORMATIVA SUI RAPPORTI CON PARTI CORRELATE
Le informazioni di dettaglio relative ai rapporti infragruppo e con parti correlate, comprese le informazioni sull’incidenza delle operazioni o delle posizioni in essere con dette controparti sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico, accompagnate dalle tabelle riepilogative di tali effetti, sono contenute nell’apposita sezione delle note illustrative.
DIREZIONE E COORDINAMENTO DA PARTE DELLA CONTROLLANTE
Ai fini del disposto degli artt. dal 2497 al 2497 sexies del codice civile, si precisa che la società controllante Crédit Agricole SA esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti di Crédit Agricole Italia S.p.A..
OPERAZIONI ATIPICHE O INUSUALI
Nel corso del primo semestre del 2026 il Gruppo Crédit Agricole Italia non ha effettuato operazioni atipiche o inusuali, così come definite nella Comunicazione Consob n. 6064293 del 28 luglio 2006.
RICERCA E SVILUPPO
Le attività di ricerca e sviluppo sono prevalentemente indirizzate a studiare la possibile applicazione delle novità tecnologiche nei rapporti con la clientela, miglioramento dell’offerta di prodotti/servizi ed efficienta-
mento dei processi interni aziendali.
Per maggiori informazioni si rimanda alla sezione “Piano strategico e linee di sviluppo aziendale” del bilancio 2025.
AZIONI PROPRIE
Al 30 giugno 2026 la Capogruppo Crédit Agricole Italia S.p.A. detiene n. 8.247 azioni proprie del valore nomi-
nale unitario di 1 euro per un controvalore di 8.247 euro. Nessuna società del Gruppo Bancario detiene azioni della Capogruppo. Le azioni proprie sono state dedotte dal patrimonio netto.
Per maggiori informazioni sul patrimonio netto si rimanda alla Parte F delle note illustrative.
EVENTI SUCCESSIVI ALLA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO
L’informativa relativa agli eventi successivi alla data di bilancio è fornita nelle note illustrative.
Prospetti contabili consolidati 40 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PROSPETTI CONTABILI
CONSOLIDATI
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO
Voci dell’attivo 30.06.2026 31.12.2025 10. Cassa e disponibilità liquide 832.446 4.377.990 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 238.963 228.556 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 83.562 77.559 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 155.401 150.997 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.802.894 3.090.117 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 84.232.072 79.134.571 a) crediti verso banche 10.809.141 5.645.242 b) crediti verso clientela 73.422.931 73.489.329 50. Derivati di copertura 803.621 891.363 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -535.687 -619.995 70. Partecipazioni 29.528 28.036 90. Attività materiali 1.006.080 1.026.755 100. Attività immateriali 1.562.183 1.576.126
- di cui avviamento 1.315.925 1.315.925 110. Attività fiscali 1.459.967 1.615.501 a) correnti 402.372 510.383 b) anticipate 1.057.595 1.105.118 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 350 1.475 130. Altre attività 1.734.016 2.097.713 Totale dell’attivo 95.166.433 93.448.208
Prospetti contabili consolidati 41
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Voci del passivo e del patrimonio netto 30.06.2026 31.12.2025 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 80.930.250 81.001.578 a) debiti verso banche 1.703.920 1.574.258 b) debiti verso la clientela 63.058.682 63.373.745 c) titoli in circolazione 16.167.648 16.053.575 20. Passività finanziarie di negoziazione 83.719 80.408 40. Derivati di copertura 1.568.233 1.741.029 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -598.146 -711.329 60. Passività fiscali 278.750 381.062 a) correnti 238.836 335.076 b) differite 39.914 45.986 80. Altre passività 3.517.731 1.748.373 90. Trattamento di fine rapporto del personale 69.520 81.867 100. Fondi per rischi ed oneri 503.471 537.229 a) impegni e garanzie rilasciate 110.690 104.027 b) quiescenza e obblighi simili 24.383 25.632 c) altri fondi per rischi e oneri 368.398 407.570 120. Riserve da valutazione -50.611 -43.771 140. Strumenti di capitale 960.000 740.000 150. Riserve 2.797.728 2.467.635 160. Sovrapprezzi di emissione 3.495.378 3.495.378 170. Capitale 1.102.071 1.102.071 180. Azioni proprie (+/-) -8 -8 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 30.232 29.689 200. Utile (Perdita) di periodo 478.115 796.997 Totale del passivo e del patrimonio netto 95.166.433 93.448.208
Prospetti contabili consolidati 42 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
Voci 30.06.2026 30.06.2025 10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.284.659 1.425.500 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell’interesse effettivo 1.281.401 1.422.324 20. Interessi passivi e oneri assimilati (423.497) (579.842) 30. Margine di interesse 861.162 845.658 40. Commissioni attive 731.812 685.066 50. Commissioni passive (24.720) (23.413) 60. Commissioni nette 707.092 661.653 70. Dividendi e proventi simili 11.420 12.297 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 11.753 9.759 90. Risultato netto dell’attività di copertura (10.223) (5.985) 100. Utile (perdite) da cessione o riacquisto di: 41.598 45.485 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 28.579 21.357 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 13.019 24.121 c) passività finanziarie - 7 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (236) (4.009) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (236) (4.009) 120. Margine di intermediazione 1.622.566 1.564.858 130. Rettifiche/riprese di valore nette per il rischio di credito di: (103.016) (111.887) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (99.739) (109.934) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (3.277) (1.953) 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (374) (1.361) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 1.519.176 1.451.610 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 1.519.176 1.451.610 190. Spese amministrative: (895.638) (858.113) a) spese per il personale (508.438) (512.374) b) altre spese amministrative (387.200) (345.739) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (5.024) (1.253) a) impegni e garanzie rilasciate (6.663) 3.128 b) altri accantonamenti netti 1.639 (4.381) 210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (45.586) (46.392) 220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (44.793) (43.990) 230. Altri oneri/proventi di gestione 199.401 180.844 240. Costi operativi (791.640) (768.904) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 618 1.048 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - (140) 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 852 974 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 729.006 684.588 300. Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente (249.279) (214.843) 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 479.727 469.745 330. Utile (Perdita) di periodo 479.727 469.745 340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi (1.612) (1.480) 350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 478.115 468.265
Prospetti contabili consolidati 43
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ CONSOLIDATA
COMPLESSIVA
Voci 30.06.2026 30.06.2025 10. Utile (Perdita) di periodo 479.727 469.745 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico - -
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 212 5.444 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) - -
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti (601) 87 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - 4 100. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico - -
110. Copertura di investimenti esteri - -
120. Differenze di cambio - -
130. Copertura di flussi finanziari - -
140. Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (6.452) 13.572 160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
180. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi - -
190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione - -
200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (6.841) 19.107 210. Redditività complessiva (Voce 10+170) 472.886 488.852 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 1.611 1.479 230. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 471.275 487.373
Prospetti contabili consolidati 44 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO
NETTO CONSOLIDATO AL 30 GIUGNO 2026
Capitale:
azioni
ordinarieSovrapprezzi
di emissioneRiserve: Riserve da
valutazioneStrumenti
di capitaleAzioni
proprieUtile
(Perdita)
di periodo Patrimonio
netto
di utili altre
PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO
AL 31.12.2025 1.102.071 3.495.378 2.480.765 -13.130 -43.771 740.000 -8 796.997 8.558.302
PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA
DI TERZI AL 31.12.2025 20.516 3.408 692 2.939 -22 - - 2.156 29.689
ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE - - - - - - - - -
Riserve - - 359.598 - - - - -359.598 -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - -439.555 -439.555
VARIAZIONI DELL ’ESERCIZIO - - - - - - - - -
Variazioni di riserve - - -297 - - - - - -297 Operazioni sul patrimonio netto - - - - - - - - -
Emissione nuove azioni - - - - - - - - -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - -
Variazione strumenti di capitale - - -28.120 - - 220.000 - - 191.880 Beneficenza - - - - - - - - -
Rettifiche di consolidamento - - - - - - - - -
Azioni e diritti su azioni della Capogruppo assegnate a dipendenti e amministratori - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative - - - - - - - - -
Redditività complessiva - - - - -6.841 - - 479.727 472.886
PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO
AL 30.06.2026 1.102.071 3.495.378 2.810.858 -13.130 -50.611 960.000 -8 478.115 8.782.673
PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA
DI TERZI AL 30.06.2026 20.516 3.408 1.780 2.939 -23 - - 1.612 30.232
Prospetti contabili consolidati 45
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO
NETTO CONSOLIDATO AL 30 GIUGNO 2025
Capitale:
azioni
ordinarieSovrapprezzi
di emissioneRiserve: Riserve da
valutazioneStrumenti
di capitaleAzioni
proprieUtile
(Perdita)
di periodo Patrimonio
netto
di utili altre
PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO
AL 31.12.2024 1.102.071 3.495.378 2.225.146 -13.636 -64.720 740.000 -6 808.284 8.292.517
PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA
DI TERZI AL 31.12.2024 20.516 3.408 -1.303 2.939 -23 - - 1.993 27.530
ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE - - - - - - - - -
Riserve - - 377.419 - - - - -377.419 -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - -432.858 -432.858
VARIAZIONI DELL ’ESERCIZIO - - - - - - - - -
Variazioni di riserve - - -4.642 - - - - - -4.642 Operazioni sul patrimonio netto - - - - - - - - -
Emissione nuove azioni - - - - - - - - -
Acquisto azioni proprie - - - - - - -2 - -2 Variazione strumenti di capitale - - -29.445 - - - - - -29.445 Beneficenza - - - - - - - - -
Rettifiche di consolidamento - - - - - - - - -
Azioni e diritti su azioni della Capogruppo assegnate a dipendenti e amministratori - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative - - -4 - - - - - -4 Redditività complessiva - - - - 19.108 - - 469.745 488.853
PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO
AL 30.06.2025 1.102.071 3.495.378 2.566.481 -13.636 -45.612 740.000 -8 468.265 8.312.939
PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA
DI TERZI AL 30.06.2025 20.516 3.408 690 2.939 -23 - - 1.480 29.010
Prospetti contabili consolidati 46 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO
30.06.2026 30.06.2025
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1. Gestione 1.104.488 1.124.030
- risultato di periodo (+/-) 478.115 468.265
- plus/minus su attività finanz. detenute per la negoz. e su attività/passività finanz. valutate al fair value con impatto a conto economico(-/+) -1.150 3.464
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) 9.849 3.751
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 97.754 112.183
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 90.379 90.382
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 5.024 1.253
- imposte, tasse e crediti d’imposta non liquidati (+/-) 249.279 214.843
- rettifiche/riprese di valore nette dei gruppi di attività in via di dismissione al netto dell’effetto fiscale (-/+) - -
- altri aggiustamenti (+/-) 175.238 229.889 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie -5.455.695 688.762
- attività finanziarie detenute per la negoziazione -4.617 11.940
- attività finanziarie designate al fair value - -
- attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -4.640 4.649
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -725.082 670.015
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -5.200.782 -86.690
- altre attività 479.426 88.848 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 1.068.013 1.101.632
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato -172.945 -99.426
- passività finanziarie di negoziazione 3.311 -11.096
- passività finanziarie designate al fair value - -
- altre passività 1.237.647 1.212.154 Liquidità netta generata/assorbita dall’attività operativa -3.283.194 2.914.424
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da: 19.131 19.155
- vendite di partecipazioni - 450
- dividendi incassati su partecipazioni 11.420 12.297
- vendite di attività materiali 7.711 -
- vendite di attività immateriali - 6.408
- vendite di società controllate e rami d’azienda - -
2. Liquidità assorbita da: -33.806 -33.554
- acquisti di partecipazioni -1.224 -
- acquisti di attività materiali -2.426 -2.383
- acquisti di attività immateriali -30.156 -31.171
- acquisti di società controllate e rami d’azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall’attività d’investimento -14.675 -14.399
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie - -2
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale 191.880 -29.445
- distribuzione dividendi e altre finalità -439.555 -432.858
- vendita/acquisto di controllo di terzi - -4 Liquidità netta generata/assorbita dall’attività di provvista -247.675 -462.309
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO -3.545.544 2.437.716
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio 30.06.2026 30.06.2025 Cassa e disponibilità liquide all’inizio dell’esercizio 4.377.990 5.296.488 Liquidità totale netta generata/assorbita nell’esercizio -3.545.544 2.437.716 Cassa e disponibilità liquide alla chiusura nel periodo 832.446 7.734.204 Legenda: (+) generata (-) assorbita
Prospetti contabili consolidati 47
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
In linea con l’amendment allo IAS 7, introdotto con il Regolamento 1990 del 6 novembre 2017, da applica-
re per la prima volta a decorrere dal 1° gennaio 2017, di seguito si forniscono le informazioni richieste dal paragrafo 44 B al fine di valutare le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento, siano esse variazioni derivanti dai flussi finanziari o variazioni non in disponibilità liquide.
31.12.2025 Variazioni
derivanti dai
flussi finanziari
da attività di
finanziamentoVariazioni
derivanti
dall’ottenimento
o dalla perdita del controllo di controllate o di
altre aziendeVariazioni
del fair value
(valore equo)Altre
variazioni30.06.2026
Passività derivanti
da attività di
finanziamento
(voce 10, 20 e 30 del passivo) 81.081.986 -161.835 93.818 - 81.013.969
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 48 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
NOTE ILLUSTRATIVE AL
BILANCIO CONSOLIDATO
SEMESTRALE ABBREVIATO
PARTE A – POLITICHE CONTABILI
A.1 PARTE GENERALE
Sezione 1 – Dichiarazione di conformità ai principi contabili
internazionali
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia al 30 giugno 2026 è stato redatto e presentato in conformità allo IAS 34 “Bilanci intermedi” che definisce il contenuto minimo del-
le informazioni e identifica i principi contabili e di valutazione da applicare ad un bilancio semestrale abbre-
viato. Il bilancio è stato redatto secondo le prescrizioni dell’articolo 154-ter del TUF, trattandosi di emittente strumenti finanziari aventi l’Italia come stato membro di origine.
I principi contabili e le interpretazioni utilizzati per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbre-
viato, con riferimento alla classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi attinenti, sono in linea a quelli adottati dal Grup-
po Bancario Crédit Agricole Italia (di seguito anche il “Gruppo”) per la redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, redatto secondo i principi contabili IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell’IFRS Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
Per quanto attiene ai principi e criteri che non hanno subito modifiche rispetto a quelli adottati per la predi-
sposizione del bilancio al 31 dicembre 2025, si rimanda all’informativa del bilancio 2025.
Si sono inoltre considerate, per quanto applicabili, le comunicazioni degli Organi di Vigilanza (Banca d’Italia, BCE, EBA, Consob ed ESMA) ed i documenti interpretativi sull’applicazione degli IFRS predisposti dall’Or-
ganismo Italiano di Contabilità (OIC), dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e dall’Organismo Italiano di Valutazione (OIV), con i quali sono state fornite raccomandazioni sull’informativa da riportare nella Relazione finanziaria, su taluni aspetti di maggior rilevanza in ambito contabile o sul trattamento contabile di particolari operazioni.
Lo IAS 34 prevede che, per esigenze di tempestività dell’informazione, nel bilancio intermedio (“bilancio abbreviato”) possa essere fornita un’informativa più limitata rispetto a quella contenuta nel bilancio annuale e finalizzata essenzialmente a fornire un aggiornamento rispetto all’ultimo bilancio annuale completo; conse-
guentemente il bilancio abbreviato dovrà essere letto unitamente al bilancio consolidato annuale del Gruppo per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 49
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA
ED ENTRATI IN VIGORE NEL 2026
In ottemperanza allo IAS 8, nella tabella seguente si riportano i nuovi principi contabili internazionali, o le modifiche di principi già in vigore, ed i relativi Regolamenti di omologazione la cui applicazione è divenuta obbligatoria dall’esercizio 2026.
Norme, emendamenti o interpretazioni Data di pubblicazioneData di prima
applicazione
Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments (Amendments to IFRS 9 and IFRS 7)28 maggio 2025 (UE) 2025/1047 1° gennaio 2026 Contracts Referencing Nature-dependent Electricity - Amendments to IFRS 9 and IFRS 71° luglio 2025 (UE) 2025/1266 1° gennaio 2026 Annual Improvements Volume 11 (IFRS 1 - IFRS 7 - IFRS 9 - IFRS 10 - IAS 7) 10 luglio 2025 (UE) 2025/1331 1° gennaio 2026
AMENDMENTS TO IFRS 9 AND IFRS 7 - CLASSIFICAZIONE E VALUTAZIONE
DEGLI STRUMENTI FINANZIARI
Il 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IFRS 9 and IFRS 7 - Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments”.
Le modifiche all’IFRS 9 e all’IFRS 7, applicabili a partire dagli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2026, sono state recepite da parte dell’Unione Europea con il Regolamento 2025/1047 e hanno toccato i seguenti aspetti:
• chiarimenti circa la data di rilevazione e cancellazione contabile di alcune attività e passività finanziarie, con una nuova eccezione per alcune passività finanziarie regolate tramite un sistema di pagamento elettronico;
• aggiornamento dell’informativa per gli strumenti rappresentativi di capitale designati al fair value con im-
patto sulla redditività complessiva (FVOCI) con dettagli richiesti in merito agli impatti economici delle dismissioni e dei dividendi incassati;
• chiarimenti e integrazioni di ulteriori indicazioni per valutare se un’attività finanziaria, con caratteristiche ESG soddisfa il cd SPPI test e richiesta di nuova informativa per alcuni strumenti con termini contrattuali che possono modificare i flussi di cassa (come alcuni strumenti con caratteristiche legate al raggiungimen-
to di obiettivi ambientali, sociali e di governance ESG).
Su questo ultimo punto, lo IASB ha chiarito attraverso questi emendamenti il trattamento di strumenti i cui flussi di cassa variano a seconda di uno o più eventi potenziali. Quando la natura del fatto futuro stesso non è direttamente correlata a cambiamenti nei rischi e nei costi tipici dello strumento, l’attività finanziaria pre-
senta flussi finanziari contrattuali che soddisfano l’SPPI test se, e solo se, in tutti gli scenari contrattualmente possibili, i flussi finanziari contrattuali non differiscono in modo significativo dai flussi finanziari contrattuali di uno strumento finanziario con le stesse condizioni contrattuali, ma senza un tale evento potenziale. Gli strumenti che presentano flussi di cassa variabili in base a criteri ambientali, sociali e di governance aziendale (i cosiddetti “ESG”) sono considerati dallo IASB come non direttamente correlati e sono quindi soggetti a tali modifiche.
Poiché il Gruppo eroga questo tipo di strumenti, è stata stabilita una regola metodologica di analisi da parte della capogruppo nell’ambito del test SPPI. Pertanto, fatte salve le altre condizioni del test SPPI, la nozione di flusso di cassa “non significativamente diverso” di uno strumento senza target ESG è considerata soddisfatta se la variabilità dei flussi di cassa indotta dai target ESG è inferiore o uguale al 10% della remunerazione dello strumento finanziario (riportato allo scenario in cui non sono rispettati i criteri ESG). Qualsiasi strumento con una variabilità superiore al 10% non passerebbe il test SPPI e verrebbe contabilizzato in base al fair value. Il Gruppo ha esaminato il proprio approccio contabile alla luce di tali modifiche, senza particolari impatti tenu-
to conto del fatto che le soglie di significatività applicate fino ad ora in ambito SPPI test risultano già allineate alle regole metodologiche sopra descritte emanate dalla Capogruppo.
In relazione a questa nuova metodologia, l’aggiornamento della Circolare 262 di Banca d’Italia prevista entro fine anno includerà una nuova nota esplicativa dedicata alle informazioni richieste da queste modifiche sulle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva e sulle passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, che presentano questi obiettivi ESG.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 50 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA
MA NON ANCORA ENTRATI IN VIGORE
Nella seguente tabella vengono riportati i principi contabili internazionali omologati dall’Unione Europea ma ancora non entranti in vigore al 30 giugno 2026 e, pertanto, non applicabili dal Gruppo.
Norme, emendamenti o interpretazioni Data di pubblicazioneData di prima
applicazione
IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statement che sostituisce lo IAS 1 “Presentation of Financial Statements”16 febbraio 2026 (UE) 2026/338 1° gennaio 2027 IFRS 18 - Presentazione e informativa in bilancio L’IFRS 18 “Presentazione e informativa in bilancio” omologato dall’Unione Europea a febbraio 2026 sostituirà lo IAS 1 “Presentazione del bilancio” e sarà applicabile a partire dal 1° gennaio 2027.
Il nuovo principio stabilisce i requisiti per la presentazione e la disclosure nel bilancio, al fine di migliorare il modo in cui le aziende rappresentano al mercato le informazioni del bilancio e fornire agli utilizzatori una base migliore per analizzare e comparare le performance aziendali. Il principio non modifica i criteri di valuta-
zione delle poste di bilancio né le modalità per la rilevazione dei costi e dei ricavi ma interviene sulle modalità di presentazione.
L’IFRS 18 imporrà una nuova struttura del conto economico e subtotali obbligatori con una classificazione dei ricavi e dei costi in 3 categorie:
• sezione operativa;
• sezione investimento;
• sezione finanziaria;
• oltre alle categorie imposte e attività cessate già presenti nello schema di conto economico.
L’IFRS 18 richiederà, inoltre, maggiori informazioni sugli indicatori di performance definiti dal management e utilizzati nella comunicazione pubblica.
Tali modifiche, intervenendo sulla presentazione del conto economico e disclosure di bilancio, dovranno tro-
vare opportuno coordinamento con la Circolare n. 262 di Banca d’Italia che disciplina le regole di compilazio-
ne del bilancio bancario. In tale contesto Banca d’Italia nel corso del secondo trimestre 2026 ha sottoposto a consultazione la bozza del 9° aggiornamento della Circolare 262 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione” che riespone l’informativa di bilancio, prendendo a riferimento la fattispecie di una banca, la cui attività aziendale principale ai sensi dell’IFRS 18 consiste nella concessione di finanziamenti ai clienti e nell’investimento in attività finanziarie; la bozza introduce significative modifiche agli schemi e all’informativa di bilancio, con particolare riferimento ai seguenti aspetti:
• l’introduzione nello schema di conto economico di tre nuove categorie in cui classificare le voci di ricavo e di costo, in base all’attività aziendale principale dell’intermediario (“ricavi e costi operativi”, “investimenti”
e “finanziamenti”);
• l’inclusione di specifici risultati intermedi (c.d. subtotali) da presentare in via obbligatoria nello schema di conto economico, tra cui l’“Utile (Perdita) operativo (operativa)”;
• la presentazione dell’avviamento in una voce separata dell’attivo dello stato patrimoniale rispetto alla voce riferita alle “Attività immateriali”;
• l’utilizzo nello schema di rendiconto finanziario (metodo indiretto), dell’“Utile (Perdita) operativo (opera-
tiva)” come voce di partenza ai fini della determinazione della liquidità generata/assorbita dalla gestione dell’attività operativa, in luogo della voce “Utile (Perdita) d’esercizio”;
• l’introduzione di specifici requisiti di informativa con riferimento ai cd. indici di misurazione della perfor-
mance definiti dalla direzione aziendale (Management-defined performance measures).
La consultazione di Banca d’Italia è terminata il 1° giugno 2026 ed è attesa nel secondo semestre la pubbli-
cazione della versione definitiva del 9° aggiornamento della Circolare 262.
L’applicazione decorre dal 1° gennaio 2027 ed è richiesta l’applicazione retroattiva sia nel bilancio annuale che in quello infrannuale; in conformità allo IAS 34 l’entità sarà tenuta a presentare il proprio conto economi-
co in conformità ai requisiti dell’IFRS 18 al primo semestre 2027.
È in corso il progetto di gruppo dedicato e finalizzato alla valutazione degli impatti derivanti dall’introduzio-
ne del nuovo principio.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 51
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Annual improvements
I miglioramenti annuali forniscono un meccanismo per lo IASB per emettere in modo efficiente una raccolta di modifiche minori agli standard contabili.
PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI NON OMOLOGATI DALL’UNIONE
EUROPEA
I principi e le interpretazioni pubblicati dallo IASB, ma non ancora adottati dall’Unione Europea, non sono applicabili dal Gruppo.
Titolo documento Data emissione da parte dello IASBData di entrata in vigore del documento IASBData di prevista
omologazione da
parte dell’UE
IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures 9 maggio 2024 1° gennaio 2027 TBD Amendments to IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures 21 agosto 2025 1° gennaio 2027 TBD Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency 13 novembre 2025 1° gennaio 2027 TBD IFRS 20 Regulatory Assets and Regulatory Liabilities (issued on 27 May 2026) 27 maggio 2026 1° gennaio 2029 TBD Amendments to IAS 28 - Amendments to the Fair Value Option for Investments in Associates and Joint Venture 28 giugno 2026 1° luglio 2027 TBD
IFRS 19 - CONTROLLATE SENZA RESPONSABILITÀ PUBBLICA
In data 9 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 19 che sarà applicabile ai bilanci a partire dal 1° gennaio 2027, previa adozione da parte dell’Unione Europea.
Il principio contabile è rivolto alle società senza responsabilità pubblica controllate da una capogruppo che redige il bilancio in conformità ai principi IFRS e ha l’obiettivo di semplificare la preparazione dei bilanci delle società controllate ammissibili all’applicazione, consentendo alle stesse di applicare i principi contabili IFRS con requisiti di informativa ridotti.
Una controllata ha responsabilità pubblica se i suoi strumenti di debito o di capitale sono negoziati in un mercato pubblico o se una delle sue attività principali consiste nel detenere attività a titolo fiduciario per un ampio gruppo di persone (es. banche, intermediari di valori mobiliari, fondi comuni d’investimento, ecc…).
Sezione 2 – Principi generali di redazione Il bilancio semestrale consolidato abbreviato è costituito da:
• lo Stato patrimoniale;
• il Conto economico;
• il Prospetto della redditività complessiva;
• il Prospetto delle variazioni del patrimonio netto;
• il Rendiconto finanziario;
• le Note illustrative.
Il bilancio semestrale consolidato abbreviato è inoltre corredato della relazione intermedia sulla gestione.
Il bilancio semestrale consolidato abbreviato è stato redatto secondo gli schemi e le istruzioni previste dall’8° aggiornamento della Circolare n. 262 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione”.
Il bilancio semestrale consolidato abbreviato è redatto utilizzando l’euro quale moneta di conto. Gli importi dei prospetti contabili, le note illustrative e la Relazione sulla gestione, sono redatti in migliaia di euro, ove non diversamente specificato.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 52 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Il presente bilancio semestrale consolidato abbreviato è stato redatto, conformemente al bilancio chiuso al 31 dicembre 2025, in una prospettiva di continuità aziendale.
Come già descritto nel precedente paragrafo, si sono inoltre considerate, per quanto applicabili, le comuni-
cazioni degli Organi di Vigilanza (Banca d’Italia, BCE, EBA, Consob ed ESMA) ed i documenti interpretativi sull’applicazione degli IAS/IFRS predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e dall’Organismo Italiano di Valutazione (OIV), con i quali sono state fornite racco-
mandazioni sull’informativa da riportare nella Relazione finanziaria, su taluni aspetti di maggior rilevanza in ambito contabile o sul trattamento contabile di particolari operazioni.
Come riportato nel paragrafo “Rischi e incertezze” della Relazione finanziaria semestrale consolidata, le ana-
lisi svolte sulla base delle informazioni attualmente disponibili, in una fase di persistente incertezza sul quadro macroeconomico generale, indotta principalmente dalle tensioni geopolitiche – divenute oramai una co-
stante strutturale del periodo storico attuale riconducibile, in particolare, ai continui conflitti armati Russia-
Ucraina e del Medio Oriente – e dalle recenti politiche commerciali USA sui dazi e relative conseguenze nelle relazioni commerciali internazionali, consentono di concludere che il Gruppo sarà in grado di fronteggiare i rischi e le incertezze derivanti dal contesto economico.
La valutazione tiene conto del livello di patrimonializzazione raggiunto, che evidenzia un adeguato buffer rispetto ai requisiti richiesti da BCE, dell’attuale livello di liquidità che si colloca oltre la soglia regolamentare e dalla sana e prudente gestione che ha sempre contraddistinto l’operato del Gruppo, assicurando al contem-
po un solido sviluppo tramite strategie di crescita sostenibile e l’impegno nel fornire il sostegno a famiglie e imprese.
UTILIZZO DI STIME E ASSUNZIONI NELLA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO
SEMESTRALE CONSOLIDATO
La redazione del bilancio semestrale consolidato richiede il ricorso a stime ed assunzioni che possono deter-
minare significativi effetti sui valori iscritti nello Stato patrimoniale e nel Conto economico, nonché sull’infor-
mativa relativa ad attività e passività potenziali riportate in bilancio.
L’elaborazione di tali stime implica l’utilizzo delle informazioni disponibili e l’adozione di valutazioni sogget-
tive.
Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare da un esercizio all’altro e, pertanto, non è da escludere che nei prossimi periodi gli attuali valori iscritti in bilancio possano differire anche in misura significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate. Gli effetti economici derivanti dalle incertezze dello scenario macroeconomico, caratterizzato in particolare dai conflitti tra Russia e Ucraina nonché in Medio Oriente, impongono un’attenta analisi e ponderazione del nuovo contesto economico nei modelli di valutazione del valore recuperabile degli asset del Gruppo. Tali stime e valutazioni comportano, pertanto, inevitabili elementi di incertezza.
Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l’impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:
• la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie;
• l’utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati
attivi;
• l’utilizzo di modelli valutativi per gli investimenti partecipativi;
• la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali e materiali;
• la quantificazione dei fondi per rischi e oneri, dei fondi del personale e delle obbligazioni relative ai benefici a favore dei dipendenti;
• la stima di recuperabilità della fiscalità differita attiva;
• la determinazione del fair value degli strumenti finanziari da utilizzare ai fini dell’informativa di bilancio.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 53
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Impatti dei conflitti Russia-Ucraina e Medio Oriente Le tensioni geopolitiche internazionali, ancora rilevanti alla data di redazione del presente bilancio, costi-
tuiscono uno dei principali fattori di incertezza sul piano macroeconomico e finanziario. Il quadro globale rimane caratterizzato da elementi di complessità, determinati in via principale dal protrarsi del conflitto tra Russia e Ucraina e dalla situazione nell’area del Medio Oriente. Con riferimento a tale scenario, si rileva l’inten-
sificarsi di iniziative diplomatiche e di interlocuzioni tra le parti che, pur lasciando intravedere la possibilità di una convergenza su un accordo di massima, presentano ancora profili di incertezza circa l’esito finale. In tale contesto, le aspettative di stabilizzazione non risultano pienamente consolidate e continuano a riflettersi in una persistente, seppur contenuta, volatilità sui mercati energetici e delle materie prime.
Eventuali mutamenti nell’evoluzione nel contesto geopolitico potrebbero riflettersi negativamente sulle ca-
tene di approvvigionamento globali, sull’andamento dei prezzi e sui costi logistici. Tali dinamiche esterne potrebbero influenzare le politiche monetarie delle banche centrali, con possibili impatti sui tassi di interesse e sulle condizioni finanziarie generali. L’evoluzione di tali variabili esterne, di natura non governabile, potreb-
be rendere necessaria una successiva revisione delle stime di bilancio e impattare sulle valutazioni relative ai principali indicatori economico-finanziari, riducendone la visibilità e la capacità predittiva a medio termine.
Si evidenzia, infine, che alla data odierna le esposizioni dirette verso la Russia e l’Ucraina risultano pressoché inesistenti e si registrano esposizioni marginali nei confronti dei Paesi coinvolti nei recenti conflitti o nelle aree attualmente interessate da tensioni geopolitiche di rilievo.
Sezione 3 – Area e metodi di consolidamento
AREA DI CONSOLIDAMENTO
Il perimetro di consolidamento è costituito, oltre che dalla capogruppo Crédit Agricole Italia S.p.A., dalle so-
cietà controllate, controllate in modo congiunto e dalle società collegate in seguito specificate.
In applicazione del Principio contabile internazionale IFRS 10, sono considerate controllate le società nelle quali Crédit Agricole Italia S.p.A., direttamente o indirettamente, possiede contemporaneamente:
• il potere di influenzare le attività chiave della società;
• l’esposizione e/o diritto alla variabilità dei rendimenti;
• la possibilità di esercitare il suo potere per influenzare i rendimenti.
Sono considerate controllate le società nelle quali Crédit Agricole Italia S.p.A., direttamente o indirettamente, possiede più del 50% dei diritti di voto in assemblea.
Il controllo può esistere anche nelle situazioni in cui il Gruppo, pur in assenza della maggioranza dei diritti di voto, detiene diritti sufficienti ad avere la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata ovvero in presenza di:
• sostanziali diritti potenziali di voto attraverso underlying call option o strumenti convertibili;
• diritti derivanti da altri accordi contrattuali che, combinati con i diritti di voto, conferiscono al Gruppo la capacità effettiva di condurre i processi produttivi, altre attività gestionali o finanziarie in grado di incidere in maniera significativa sui rendimenti della partecipata;
• potere di incidere, per mezzo di norme statutarie o altri accordi contrattuali, sulla governance e sulle mo-
dalità di assumere decisioni in merito alle attività rilevanti;
• maggioranza dei diritti di voto attraverso accordi contrattuali formalizzati con altri titolari di diritti di voto (ad esempio, patti di sindacato e patti parasociali).
Le società veicolo (SPE/SPV) sono incluse quando ne ricorrano i requisiti, anche indipendentemente dall’esi-
stenza di una quota partecipativa di maggioranza.
Secondo il principio contabile IFRS 11 sono considerate controllate congiuntamente le imprese per cui vi sono accordi contrattuali o di altra natura in base ai quali è necessario il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo per l’assunzione di decisioni finanziarie e gestionali rilevanti. Nel va -
lutare se un soggetto abbia il controllo congiunto di un accordo a controllo congiunto, il soggetto deve innanzitutto stabilire se tutte le parti, o se soltanto un gruppo di esse, detengono il controllo dell’ac -
cordo. Se tutte le parti, o un gruppo di parti, considerate collettivamente, hanno la capacità di dirigere le
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 54 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 attività che incidono significativamente sui rendimenti dell’accordo (ossia, le attività rilevanti), allora le parti controllano l’accordo collettivamente. Dopo aver stabilito che tutte le parti, o che un gruppo di parti, control-
la l’accordo a controllo congiunto collettivamente, il soggetto deve valutare se ha il controllo congiunto dell’accordo. Il controllo congiunto esiste soltanto nel momento in cui le decisioni in merito alle attività rilevanti richiedono il con senso unanime delle parti che collettivamente controllano l’accordo. Il requisito dell’unanimità del consenso comporta che qualsiasi parte che detiene il controllo congiunto nell’ambito di un accordo può impedire a una qualsiasi altra parte, o a un gruppo di parti, di assumere decisioni unilaterali (in merito alle attività rilevanti) senza il proprio consenso.
Secondo il principio contabile IAS 28 sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali Crédit Agricole Italia S.p.A., direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei di-
ritti di voto oppure, pur con una quota di diritti di voto inferiore e in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato, ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata. Allo stesso modo l’influenza notevole sulla partecipata, pur in presenza di una interessenza di almeno il 20%, può non realizzarsi per effetto di legami giuridici o patti di sindacato o altri elementi di rilievo che influenzano la governance dell’entità.
I metodi utilizzati per il consolidamento dei dati delle società controllate (consolidamento integrale) e delle società collegate (consolidamento a patrimonio netto) sono rimasti invariati rispetto a quelli adottati per la redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 55
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva Nel prospetto che segue sono indicate le partecipazioni comprese nell’area di consolidamento con l’indica-
zione di:
• la denominazione e la sede;
• tipo di rapporto;
• le quote percentuali di capitale possedute, direttamente o per il tramite di società fiduciarie o per interpo-
sta persona, dall’impresa capogruppo e da ciascuna delle imprese controllate;
• la percentuale dei voti complessivamente spettanti nell’assemblea ordinaria, distinguendo tra quelli effet-
tivi e quelli potenziali.
Denominazioni imprese Sede Tipo di rapporto(1)Rapporto di partecipazione Disponibilità
voti effettivi
%(2) Impresa partecipante Quota %
A. Imprese
Capogruppo
Crédit Agricole Italia S.p.A. Parma A1. Consolidate integralmente 1. Crédit Agricole Leasing Italia S.r.l. Milano 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 85,00% 85,00% 2. Crédit Agricole Italia OBG S.r.l. Milano 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 60,00% 60,00% 3. Crédit Agricole Group Solutions S.c.p.a. Parma 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 97,83% 97,83%
Crédit Agricole
Leasing Italia S.r.l. 1,19% 1,19% 4. Crédit Agricole Real Estate Italia S.r.l. Parma 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 100,00% 100,00% 5. Agricola Le Cicogne S.r.l. Faenza 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 50,01% 50,01% 6. Le Village by CA Parma S.r.l. Parma 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 66,67% 66,67% 7. Stelline Real Estate S.r.l. Sondrio 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 100,00% 100,00% 8. Le Village by CA Triveneto S.r.l. Padova 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 51,00% 51,00% 9. Le Village by CA delle Alpi società Benefit S.r.l. Sondrio 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 66,22% 66,22% 10. Le Village by CA Milano S.r.l. Milano 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 51,00% 51,00% 11. Le Village by CA Sicilia S.r.l. Catania 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 71,32% 71,32% 12. Le Village by CA Campania S.r.l. Napoli 1Crédit Agricole Italia S.p.A. 100,00% 100,00%
Legenda:
(1) Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria.
2 = influenza dominante nell’assemblea ordinaria.
3 = accordi con altri soci.
4 = altre forme di controllo.
5 = direzione unitaria ex art. 39, comma 1, del “decreto legislativo 136/2015”.
6 = direzione unitaria ex art. 39, comma 2, del “decreto legislativo 136/2015”.
7 = controllo congiunto.
8 = influenza notevole.
(2) Disponibilità voti nell’assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 56 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 2. Partecipazioni in imprese controllate in modo congiunto e sottoposte a influenza notevole Denominazioni imprese Sede Tipo di rapporto(1)Rapporto di partecipazione Disponibilità
voti effettivi
%(2) Impresa partecipante Quota % A2. Consolidate con il metodo del patrimonio netto 1. Fiere di Parma S.p.A. Parma 8Crédit Agricole Italia S.p.A. 26,42% 26,42% 2. BDX S.p.A. Collecchio (PR) 8Crédit Agricole Italia S.p.A. 15,00% 15,00% 3. Blank S.p.A. Milano 8Crédit Agricole Italia S.p.A. 49,00% 49,00%
Legenda:
(1) Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria.
2 = influenza dominante nell’assemblea ordinaria.
3 = accordi con altri soci.
4 = altre forme di controllo.
5 = direzione unitaria ex art. 39, comma 1, del “decreto legislativo 136/2015”.
6 = direzione unitaria ex art. 39, comma 2, del “decreto legislativo 136/2015”.
7 = controllo congiunto.
8 = influenza notevole.
(2) Disponibilità voti nell’assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali.
Variazioni dell’area di consolidamento intervenute nel primo
semestre 2026
Le principali variazioni dell’area di consolidamento rispetto al 31 dicembre 2025 hanno interessato le seguenti
entità:
• San Piero Immobiliare S.r.l.: in data 30 gennaio 2026 si è svolta l’assemblea dei soci di San Piero Immobiliare S.r.l., controllata al 100% da Crédit Agricole Italia S.p.A., che ha approvato il bilancio finale di liquidazione;
in data 19 febbraio 2026 la società è stata cancellata dal registro delle Imprese.
• San Giorgio Immobiliare S.r.l.: in data 30 gennaio 2026 si è svolta l’assemblea dei soci di San Giorgio Immo-
biliare S.r.l., controllata al 100% da Crédit Agricole Italia S.p.A., che ha approvato il bilancio finale di liquida-
zione; in data 19 febbraio 2026 la società è stata cancellata dal registro delle Imprese.
• Valtellina Golf Club S.p.A.: in data 10 marzo 2026 si è perfezionata la cessione integrale delle azioni detenute da Crédit Agricole Italia S.p.A. in Valtellina Golf Club S.p.A.. L’operazione non ha determinato impatti nel conto economico consolidato.
3. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi significative
3.1 INTERESSENZE DI TERZI, DISPONIBILITÀ DEI VOTI DEI TERZI E DIVIDENDI
DISTRIBUITI AI TERZI
Denominazione imprese Interessenze dei terzi %Disponibilità voti dei terzi %Dividendi distribuiti ai terzi 1. Crédit Agricole Leasing Italia S.r.l. 15,00% 15,00% – Sezione 4 – Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio Non si sono verificati eventi nel periodo tra la chiusura al 30 giugno 2026 e la data di approvazione da parte dell’organo amministrativo del Bilancio consolidato semestrale abbreviato tali da avere impatto sulla situa-
zione patrimoniale ed economica al 30 giugno 2026.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 57
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Sezione 5 – Altri aspetti
ALTRE INFORMAZIONI
Impairment test - Stima delle perdite presunte di valore a fronte di attività immateriali a vita utile indefinita (Avviamento) Ai sensi dello IAS 36, tutte le attività immateriali a vita utile indefinita devono essere sottoposte almeno annualmente al test di impairment, al fine di verificarne la recuperabilità del valore. In aggiunta, il principio stabilisce che i risultati del test annuale possano essere considerati validi ai fini delle successive valutazioni, purché sia considerata remota la probabilità che il valore recuperabile delle attività immateriali sia inferiore rispetto al valore contabile.
Tale giudizio può basarsi sull’analisi dei fatti intervenuti e delle circostanze modificatesi successivamente al più recente test di impairment annuale condotto.
Sulla base delle disposizioni contenute nel citato principio, Crédit Agricole Italia ha scelto di effettuare una verifica di impairment delle attività immateriali a vita utile indefinita con riferimento al 31 dicembre di ogni anno: gli esiti delle suddette verifiche possono considerarsi validi per le successive situazioni infrannuali, a meno che dovessero emergere evidenze tali da richiedere una conduzione anticipata di un test di impairment volto ad accertare la recuperabilità del valore delle suddette attività immateriali a vita utile indefinita.
In linea con quanto previsto dai processi interni, nel primo semestre è stata effettuata una analisi volta a confermare la non sussistenza di indicatori di impairment tali da mettere in dubbio la recuperabilità dei re-
lativi valori di carico. La ricognizione dei potenziali trigger di impairment (interni ed esterni), è stata basata sull’evoluzione intervenuta nel semestre di tutti i fattori rilevanti per la misurazione del valore recuperabile degli avviamenti emersi nell’ambito delle operazioni di acquisto di Crédit Agricole FriulAdria, dei 173 sportelli Crédit Agricole Italia e dei 29 sportelli Crédit Agricole FriulAdria (realizzate nel 2007), degli 81 sportelli Crédit Agricole Italia e dei 15 sportelli Crédit Agricole FriulAdria (realizzate nel 2011) e di Crédit Agricole Carispezia (realizzata nel 2011); l’avviamento iscritto nell’ambito delle operazioni sopra descritte risulta completamente allocato alla CGU Retail e Private per un valore pari a 1.316 milioni di euro.
I risultati della ricognizione dei potenziali triggers di impairment non hanno fatto emergere la necessità di effet tuare un nuovo test di impairment.
PILLAR II - GLOBE
Le nuove norme fiscali internazionali stabilite dall’OCSE, con l’obiettivo di assoggettare i grandi gruppi inter-
nazionali ad una imposizione complementare quando l’aliquota fiscale effettiva (ETR) di una giurisdizione nella quale sono stabiliti è inferiore al 15%, sono entrate in vigore il 1° gennaio 2024.
Sulla base delle disposizioni della Direttiva Europea adottata a fine 2022 (Direttiva UE 2022/2523) e del suo recepimento nei Paesi dell’Unione Europea (avvenuto in Italia con il D.Lgs. n. 209 del 27/12/2023), il Gruppo ha effettuato una stima dell’imposta complementare GloBE al 30 giugno 2026.
Ne risulta un’imposta complementare GloBE stimata pari a zero per la giurisdizione Italia al 30 giugno 2026.
Opzione per il consolidato fiscale nazionale A marzo 2016 è stata data vita, già con effetti dal periodo 2015, al consolidato fiscale nazionale del Gruppo Crédit Agricole in Italia, introdotto dall’art. 6 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147, che consente l’opzione per la tassazione su base consolidata anche alle società “sorelle” italiane la cui controllante risiede in uno Stato appartenente all’Unione Europea.
Hanno inizialmente aderito a tale regime 18 società del Gruppo Crédit Agricole in Italia e, come da designa-
zione di Crédit Agricole S.A., Crédit Agricole Italia S.p.A. ha assunto il ruolo di società Consolidante. Tenuto conto dell’ingresso di nuove entità nei precedenti esercizi e della chiusura di altre, il consolidato fiscale, al 30 giugno, è costituito da 25 entità.
Tale regime fa sì che le società consolidate trasferiscano il proprio reddito imponibile (o la propria perdita fiscale) IRES alla consolidante Crédit Agricole Italia S.p.A., la quale determina un reddito imponibile unico o un’unica perdita fiscale del Gruppo, quale somma algebrica dei redditi e/o delle perdite delle singole società, ed iscrive un unico debito o credito d’imposta nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 58 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Nel bilancio delle consolidate, quale contropartita delle imposte/minori imposte per perdite fiscali da tra-
sferire al consolidato, ovvero ritenute, detrazioni e simili, è movimentata una voce di debiti/crediti verso consolidante.
Il bilancio individuale della consolidante evidenzia simmetricamente posizioni a debito/credito verso le con-
solidate.
In particolare, i saldi infragruppo derivanti dal regime del consolidato fiscale trovano iscrizione nella voce:
• “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – crediti verso banche”, ovvero “Attività finanziarie valu-
tate al costo ammortizzato – crediti verso clientela”, a seconda della natura della controparte, per la stima dell’IRES trasferita dalle consolidate al consolidato;
• “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – debiti verso banche”, ovvero “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – debiti verso clientela”, a seconda della natura della controparte, per il trasferimento di perdite fiscali da parte delle consolidate al consolidato.
Infine, nelle passività o attività fiscali correnti viene iscritto il debito o il credito d’imposta del consolidato fiscale nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria a seconda che il debito IRES sia superiore o inferiore agli acconti versati.
Opzione per il Gruppo IVA A novembre 2018 è stata esercitata l’opzione, con effetti dal 1° gennaio 2019, per la costituzione del Gruppo IVA, introdotto dall’art. 1, comma 24 della Legge n. 232 dell’11 dicembre 2016, e che comprende le società con-
trollate da Crédit Agricole Italia S.p.A. tra cui sussistono contemporaneamente vincoli finanziari, economici ed organizzativi, stabiliti dal D.M. 6 aprile 2018 e dalla Circolare n. 19/2018.
Crédit Agricole Italia S.p.A. ha assunto il ruolo di società rappresentante del Gruppo IVA. Il perimetro del Gruppo IVA, inizialmente costituito da 15 entità, per effetto di talune incorporazioni avvenute nei prece -
denti esercizi e della chiusura di altre entità, al 30 giugno, è ora costituito da 12 entità del Gruppo Crédit Agricole Italia. Tale regime consente alle società partecipanti di operare, ai fini IVA, in qualità di unico soggetto passivo IVA nei confronti delle società esterne, con un’unica partita IVA. Il principale vantaggio derivante da tale opzione consiste nell’irrilevanza, in generale, ai fini IVA, dei rapporti che intercorrono tra le società aderenti al Gruppo IVA.
REVISIONE LEGALE DEI CONTI
L’incarico di revisione legale dei conti del Gruppo Crédit Agricole Italia è affidato ad una società di revisione che svolge le attività previste dall’articolo 14, comma 1 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39.
L’incarico di revisione legale è attribuito alla società PricewaterhouseCoopers S.p.A. per il periodo 2021-2029.
Il presente Bilancio semestrale consolidato abbreviato è oggetto di revisione contabile limitata da parte della suddetta società di revisione.
INFORMATIVA SUL FAIR VALUE
INFORMATIVA DI NATURA QUALITATIVA
CLASSIFICAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DELLE ATTIVITÀ/PASSIVITÀ NON
FINANZIARIE
L’informativa sulla gerarchia del fair value richiesta dall’IFRS 13 si applica agli strumenti finanziari e ad at-
tività/passività non finanziarie che sono valutate al fair value (indipendentemente dal fatto che esse siano valutate su base ricorrente o non ricorrente).
La norma classifica i fair value secondo tre livelli in funzione dell’osservabilità degli input utilizzati nella va-
lutazione:
• Livello 1: fair value che corrispondono alle quotazioni (senza aggiustamenti) su mercati attivi. Appartengo-
no al livello 1 gli strumenti finanziari direttamente quotati sui mercati attivi.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 59
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Si tratta in particolare di azioni e obbligazioni quotate su mercati attivi, fondi d’investimento quotati su mer-
cati attivi (ETF) e derivati scambiati su mercati regolamentati.
Un mercato è considerato attivo se le quotazioni sono facilmente e regolarmente disponibili presso la bor-
sa, un broker, un intermediario, un servizio di valutazione dei prezzi o un’agenzia regolamentare e se questi prezzi rappresentano delle transazioni reali che hanno regolarmente corso sul mercato in condizioni di con-
correnza normale.
• Livello 2: fair value determinati con modelli valutativi basati su parametri di mercato osservabili o indi-
rettamente osservabili (ad esempio determinazione della curva dei tassi effettuata sulla base dei tassi di interesse direttamente osservabili sul mercato ad una data di riferimento). Appartengono al livello 2:
–le azioni e obbligazioni quotate su un mercato considerato non attivo o non quotate su un mercato attivo, ma per le quali il fair value è determinato utilizzando un modello valutativo basato su dei dati di mercato osservabili o indirettamente osservabili;
–gli strumenti finanziari per i quali il fair value è determinato con modelli valutativi che utilizzano dati di mercato osservabili.
• Livello 3: fair value definiti tramite modelli valutativi per i quali almeno uno degli input significativi è basato su parametri non osservabili sul mercato. La determinazione del fair value di alcuni strumenti complessi, non trattati sul mercato attivo, si basa su delle tecniche di valorizzazione che utilizzano dati di input non osservabili sul mercato oppure si utilizza la valutazione comunicata da operatori qualificati di mercato.
Si tratta principalmente di strumenti complessi di tasso, di derivati azionari e di crediti strutturati dove la valorizzazione dei parametri di correlazione o di volatilità non sono direttamente comparabili a dei dati di mercato.
Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati • Livello 2: appartengono a questo livello tutti gli strumenti finanziari per i quali non esiste un mercato attivo ma la cui valutazione è basata su dati di mercato osservabili. Sono stati pertanto definiti modelli valutativi che fanno riferimento a parametri osservabili sul mercato.
In particolare, i titoli obbligazionari, riferibili ad attività o passività finanziarie, sono valutati, se a tasso fis-
so mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri previsti dal piano contrattuale del titolo, se a tasso variabile mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri stimati sulla base dei tassi forward in funzione dei parametri di indicizzazione.
I contratti derivati sono valutati utilizzando specifici algoritmi di calcolo in funzione della tipologia delle diverse categorie di operazioni. Le metodologie utilizzate sono quelle normalmente adottate sul mercato per quegli strumenti derivati trattandosi principalmente di strumenti plain vanilla.
• Livello 3: appartengono a questo livello tutti gli strumenti finanziari per i quali non esiste un mercato attivo e la cui determinazione è effettuata attraverso tecniche di valutazione dove almeno uno degli input signi-
ficativi è basato su parametri non osservabili sul mercato, oppure si utilizza la valutazione comunicata da operatori qualificati di mercato.
Credit Valuation Adjustment (CVA) e Debit Valuation Adjustment (DVA) Il contesto normativo regolato dall’IFRS 13 prevede che il pricing di un derivato, oltre ad essere funzione dei fattori di mercato, rifletta anche gli effetti del rischio di inadempimento della controparte, che comprende il rischio associato al merito creditizio della stessa, attraverso la determinazione del Credit Valuation Adjust-
ment (CVA) e del Debt Valuation Adjustment (DVA).
Con il termine di CVA si identifica la rettifica al valore di un derivato over the counter (OTC), stipulato dalla Banca con una controparte esterna, che riflette la possibilità di perdita derivante dal peggioramento del me-
rito creditizio/default della controparte. Specularmente, il DVA rappresenta il valore di CVA dal punto di vista della controparte esterna e consiste in un aggiustamento del fair value del derivato funzione dalla variazione del merito creditizio della Banca.
Sulla base di tali considerazioni, il valore di un portafoglio di derivati OTC in essere con una data contro -
parte di mercato, è dato dal valore dello stesso portafoglio risk-free meno il CVA più il DVA.
Come previsto dall’IFRS 13, in determinate condizioni, è possibile utilizzare strumenti di mitigazione del ri-
schio quali accordi quadro di compensazione (ISDA Agreement) e Credit Support Annex (CSA). La sotto-
scrizione degli ISDA Agreement, accordi quadro che rappresentano lo standard internazionale di riferimen-
to in materia di derivati OTC, consente alla Banca di effettuare il calcolo del CVA e DVA per netting set o per controparte, dopo aver considerato l’effetto compensativo potenzialmente generabile da tali accordi, in luogo del calcolo per singolo contratto derivato. Parallelamente, la mitigazione del rischio può avvenire
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 60 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 attraverso il perfezionamento di Credit Support Annex (CSA), accordi allegati al Contratto ISDA con cui le parti si accordano per depositare in garanzia, presso la parte creditrice, un importo pari al valore mark-to-market dell’esposizione. Tale garanzia (collateral) consente di ridurre l’esposizione corrente ed il rischio conseguente e, periodicamente deve essere rivista per valutarne la congruità.
In accordo all’IFRS 13, il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha mutuato dalla casamadre francese Crédit Agricole S.A. un modello che riflette, oltre che gli effetti delle variazioni del merito creditizio della contro-
parte (Credit Valuation Adjustment - CVA), anche le variazioni del proprio merito creditizio (Debt Valuation Adjustment - DVA).
Secondo tale impostazione, il calcolo del CVA dipende dall’esposizione, dalla probabilità di default (PD) e dalla Loss Given Default (LGD) delle controparti. Tale modello prevede l’utilizzo di una PD pluriennale fun-
zione della tipologia di controparte alla quale viene attribuito uno spread credit default swap (CDS) o sua “proxy”. A tal fine le controparti esterne vengono suddivise in tre categorie:
• la prima categoria include le controparti per le quali esiste un CDS direttamente osservabile sul mercato;
• la seconda categoria include le controparti per le quali non esiste una quotazione ufficiale del dato ma alle quali è possibile attribuire una “proxy” di CDS sulla base del valore osservabile di mercato attribuito a con-
troparti con medesime caratteristiche in termini di settore di attività economica, rating ed area geografica
di appartenenza;
• la terza categoria corrisponde alle controparti alle quali non è possibile associare una “proxy” e per le quali, di conseguenza, si utilizzano dati storici.
Il calcolo del DVA dipende, invece, dall’esposizione, dalla probabilità di default (PD) e dalla Loss Given Default (LGD) della Banca e rappresenta il potenziale guadagno dovuto alla variazione dei prezzi di mercato sul derivato in oggetto, a causa del peggioramento del merito creditizio/default della Banca stessa. In questo caso è previsto l’utilizzo di una PD.
Al 30 giugno 2026 il valore del CVA per il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, calcolato secondo la meto-
dologia appena illustrata, è pari a euro -2,02 milioni di euro.
Analogamente, il valore del DVA al 30 giugno 2026 è pari a euro +0,86 milioni di euro.
La differenza tra gli importi calcolati per il CVA e per il DVA (pari a -1,16 milioni di euro per il Gruppo), al netto della medesima componente già contabilizzata al 31 dicembre 2025 (pari a euro -1,43 milioni di euro), rappre-
senta una componente positiva di reddito (pari a +0,27 milioni di euro per il Gruppo).
Processi e sensibilità delle valutazioni La Funzione Finanza di Crédit Agricole Italia S.p.A. ha il compito di definire i livelli di fair value degli strumenti finanziari esposti in bilancio. La scelta tra le suddette metodologie non è opzionale, dovendo le stesse essere applicate in ordine gerarchico: è attribuita assoluta priorità ai prezzi ufficiali disponibili su mercati attivi per le attività e passività da valutare (livello 1) ovvero per attività e passività misurate sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili sul mercato (livello 2) e priorità più bassa a attività e passività il cui fair value è calcolato sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri non osservabili sul mercato e, quindi, maggiormente discrezionali (livello 3).
L’IFRS 13 richiede, inoltre, che, per le valutazioni del fair value ricorrenti classificate nel Livello 3 della gerar-
chia del fair value, venga fornita una descrizione narrativa della sensibilità della valutazione del fair value ai cambiamenti che intervengono negli input non osservabili, qualora un cambiamento di tali input comportas-
se una valutazione del fair value notevolmente superiore o inferiore.
I parametri non osservabili in grado di influenzare la valutazione degli strumenti classificati come Livello 3 sono principalmente rappresentati dalle stime ed assunzioni sottostanti ai modelli utilizzati per misurare gli investimenti in titoli di capitale, fondi e derivati OTC. Per tali investimenti non è stata elaborata alcuna analisi quantitativa di sensitivity del fair value rispetto al cambiamento degli input non osservabili, in quanto o il fair value è stato attinto da fonti terze apportando adjustment legati principalmente alla liquidità degli stessi, oppure è frutto di un modello i cui input sono specifici dell’entità oggetto di valutazione (esempio valori pa-
trimoniali della società) e per i quali non è ragionevolmente ipotizzabile prevedere valori alternativi.
Si rimanda all’analisi di dettaglio della composizione delle fattispecie in esame fornita nell’ambito della suc-
cessiva sezione relativa alle informazioni quantitative.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 61
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Gerarchia del fair value Per le attività e passività rilevate in bilancio, la Finanza determina se siano intervenuti dei trasferimenti tra i livelli della gerarchia rivedendone la categorizzazione ad ogni chiusura di bilancio.
La stessa provvede al trasferimento dal livello 1 a livello 2 solo nel caso di strumenti finanziari che sono quota-
ti in un mercato regolamentato ma non attivo e per i quali è possibile procedere a una valutazione con model-
li standard di pricing interni al Gruppo; provvede, inoltre, al trasferimento a livello 3 solo nel caso di strumenti finanziari che non sono più quotati in un mercato regolamentato e per i quali non è possibile procedere a una valutazione con modelli standard di pricing interni al Gruppo.
Trasferimenti tra portafogli Fattispecie non presente.
Altre informazioni
Non si riscontrano fattispecie previste all’IFRS 13 paragrafi 51, 93 lettera (i) e 96.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 62 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
INFORMATIVA DI NATURA QUANTITATIVA
GERARCHIA DEL FAIR VALUE
Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente:
ripartizione per livelli di fair value Attività/Passività finanziarie misurate al fair value30.06.2026 31.12.2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valute al fair value con impatto a conto economico 4 83.509 155.450 4 77.555 150.997 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 4 83.509 49 4 77.555 -
b) attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) altre attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value - - 155.401 - - 150.997 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.552.164 211.271 39.459 2.839.274 211.271 39.572 3. Derivati di copertura - 803.611 10 - 891.357 6 4. Attività materiali - - - - - -
5.Attività immateriali - - - - - -
Totale 3.552.168 1.098.391 194.919 2.839.278 1.180.183 190.575 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 83.670 49 - 80.408 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - 1.568.233 - - 1.741.029 -
Totale -1.651.903 49 -1.821.437 -
Legenda:
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 63
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economicoAttività
finanziarie
valutate
al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessivaDerivati di
coperturaAttività
materialiAttività
immateriali
Totale Di cui: a)
attività
finanziarie
detenute
per la
negoziazioneDi cui: b)
attività
finanziarie
designate
al fair
valueDi cui:
c) altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al
fair value
1. Esistenze iniziali 150.997 - - 150.997 39.572 6 - -
2. Aumenti 12.635 82 - 12.668 565 4 - -
2.1 Acquisti 11.347 - - 11.497 49 -
2.2 Profitti imputati a: 1.206 82 - 1.171 516 4 - -
2.2.1 Conto Economico 1.206 82 - 1.171 - 4 - -
- di cui:
plusvalenze 161 82 - 127 - 4 - -
2.2.2 Patrimonio netto - - - - 516 - - -
2.3 Trasferimenti
da altri livelli 82 - - - - - - -
2.4 Altre variazioni in aumento - - - - - - - -
3. Diminuzioni 8.311 33 - 8.264 678 - - -
3.1 Vendite 344 1 - 343 101 - - -
3.2 Rimborsi 6.513 - - 6.513 - - - -
3.3 Perdite imputate a: 1.454 32 - 1.407 577 - - -
3.3.1 Conto Economico 1.454 32 - 1.407 - - - -
- di cui minusvalenze 1.454 32 - 1.407 - - - -
3.3.2 Patrimonio netto - - - - 577 - - -
3.4 Trasferimenti
ad altri livelli - - - - - - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - - - 1 - - - -
4. Rimanenze finali 155.321 49 - 155.401 39.459 10 - -
Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)
Passività
finanziarie
detenute per la
negoziazionePassività
finanziarie
designate al fair
valueDerivati di
copertura
1. Esistenze iniziali - - -
2. Aumenti 81 - -
2.1 Emissioni - - -
2.2 Perdite imputate a: 81 - -
2.2.1 Conto economico 81 - -
- di cui Minusvalenze 81 - -
2.2.2 Patrimonio netto X - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli - - -
2.4 Altre variazioni in aumento - - -
3. Diminuzioni 32 - -
3.1 Rimborsi - - -
3.2 Riacquisti - - -
3.3 Profitti imputati a: - - -
3.3.1 Conto economico - - -
- di cui Plusvalenze - - -
3.3.2 Patrimonio netto X - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli 32 - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - - -
4. Rimanenze finali 49 - -
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte A 64 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli del fair value
Attività/Passività non
misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente30.06.2026 31.12.2025
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 84.232.072 5.556.060 10.829.856 67.135.007 79.134.571 6.319.698 5.645.241 66.549.097 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento 97.684 - - 139.829 101.310 - - 133.926 3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 350 - - 350 1.475 - - 1.475 Totale 84.330.106 5.556.060 10.829.856 67.275.186 79.237.356 6.319.698 5.645.241 66.684.498 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 80.930.250 -78.335.537 2.707.185 81.001.578 -77.604.369 3.502.821 2. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 80.930.250 -78.335.537 2.707.185 81.001.578 -77.604.369 3.502.821
Legenda:
VB = Valore di bilancio L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
INFORMATIVA SUL C.D. “DAY ONE PROFIT/LOSS”
Il paragrafo 28 dell’IFRS 7 disciplina la specifica fattispecie in cui, in caso di acquisto di uno strumento finan-
ziario valutato al fair value ma non quotato su di un mercato attivo, il prezzo della transazione, che general-
mente rappresenta la miglior stima del fair value in sede di riconoscimento iniziale, differisca dal fair value determinato sulla base delle tecniche valutative utilizzate dall’entità.
In tal caso, si realizza un utile/perdita valutativo in sede di acquisizione del quale deve essere fornita adegua-
ta informativa per classe di strumenti finanziari.
Si evidenza che all’interno del bilancio consolidato del Gruppo tale casistica non è presente.
INFORMATIVA SULL’OPERATIVITÀ IN CRIPTO-ATTIVITÀ
La Banca e le altre società del Gruppo Crédit Agricole Italia, nel corso del primo semestre 2026, non hanno operato con criptovalute e o in criptoasset; di conseguenza, il gruppo non registra esposizioni di questa na-
tura in bilancio.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte B 65
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
PARTE B - INFORMAZIONI SULLO STATO
PATRIMONIALE CONSOLIDATO
Stato Patrimoniale consolidato riclassificato Attività 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
Attività/Passività finanziarie al fair value nette 155.244 148.148 7.096 4,8 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.802.894 3.090.117 712.777 23,1 Crediti verso banche netti 9.108.743 4.074.565 5.034.178 Crediti verso clientela 73.422.931 73.489.329 -66.398 -0,1 Partecipazioni 29.528 28.036 1.492 5,3 Attività materiali e immateriali 2.568.263 2.602.881 -34.618 -1,3 Attività fiscali 1.459.967 1.615.501 -155.534 -9,6 Altre voci dell’attivo 2.834.746 6.748.546 -3.913.800 -58,0 Totale attività 93.382.316 91.797.123 1.585.193 1,7 Passività 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
Raccolta da clientela 78.944.455 79.147.888 -203.433 -0,3 Passività fiscali 278.750 381.062 -102.312 -26,8 Altre voci del passivo 4.773.215 3.061.086 1.712.129 55,9 Fondi a destinazione specifica 572.991 619.096 -46.105 -7,4 Capitale 1.102.071 1.102.071 - -
Strumenti di capitale 960.000 740.000 220.000 29,7 Riserve (al netto delle azioni proprie) 6.293.098 5.963.005 330.093 5,5 Riserve da valutazione -50.611 -43.771 6.840 15,6 Patrimonio di terzi 30.232 29.689 543 1,8 Utile (Perdita) di periodo 478.115 796.997 -318.882 -40,0 Totale patrimonio e passività nette 93.382.316 91.797.123 1.585.193 1,7
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte B 66 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Tabella di raccordo tra stato patrimoniale e stato patrimoniale
riclassificato
Lo schema di stato patrimoniale sotto esposto è rappresentato in forma riclassificata, secondo criteri gestio-
nali, al fine di fornire in modo tempestivo indicazioni sull’andamento generale del Gruppo fondate su dati economico-finanziari di rapida e facile determinazione.
Detti prospetti sono stati costruiti a partire dagli schemi di bilancio previsti dalla Circolare di Banca d’Italia n. 262/2005 e successivi aggiornamenti, seguendo i medesimi criteri di aggregazione e di classificazione applicati in sede di predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.
Attività 30.06.2026 31.12.2025 Attività/Passività finanziarie al fair value nette 155.244 148.148 20 a. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 83.562 77.559 20 c. Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 155.401 150.997 20. Passività finanziarie di negoziazione -83.719 -80.408 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.802.894 3.090.117 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.802.894 3.090.117 Crediti verso banche netti 9.108.743 4.074.565 40 a. Crediti verso banche 10.809.141 5.645.242 10 a. Debiti verso banche -1.703.920 -1.574.258 a dedurre: Debiti per leasing 3.522 3.581 Crediti verso clientela 73.422.931 73.489.329 40 b. Crediti verso la clientela 73.422.931 73.489.329 Partecipazioni 29.528 28.036 70. Partecipazioni 29.528 28.036 Attività materiali e immateriali 2.568.263 2.602.881 90. Attività materiali 1.006.080 1.026.755 100. Attività immateriali 1.562.183 1.576.126 Attività fiscali 1.459.967 1.615.501 110. Attività fiscali 1.459.967 1.615.501 Altre voci dell’attivo 2.834.746 6.748.546 10. Cassa e disponibilità liquide 832.446 4.377.990 130. Altre attività 1.734.016 2.097.713 50. Derivati di copertura (Attivo) 803.621 891.363 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica -535.687 -619.995 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 350 1.475 Totale attività 93.382.316 91.797.123
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte B 67
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Passività 30.06.2026 31.12.2025 Raccolta da clientela 78.944.455 79.147.888 10 b) Debiti verso clientela 63.058.682 63.373.745 a dedurre: Debiti per leasing -281.875 -279.432 10 c) Titoli in circolazione 16.167.648 16.053.575 Passività fiscali 278.750 381.062 60. Passività fiscali 278.750 381.062 Altre voci del passivo 4.773.215 3.061.086 10 a. Debiti verso banche: di cui Debiti per leasing 3.522 3.581 10 b. Debiti verso clientela: di cui Debiti per leasing 281.875 279.432 40. Derivati di copertura (Passivo) 1.568.233 1.741.029 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica -598.146 -711.329 80. Altre passività 3.517.731 1.748.373 Fondi a destinazione specifica 572.991 619.096 90. Trattamento di fine rapporto del personale 69.520 81.867 100. Fondi per rischi ed oneri 503.471 537.229 Capitale 1.102.071 1.102.071 170. Capitale 1.102.071 1.102.071 Strumenti di capitale 960.000 740.000 140. Strumenti di capitale 960.000 740.000 Riserve (al netto delle azioni proprie) 6.293.098 5.963.005 150. Riserve 2.797.728 2.467.635 160. Sovrapprezzi di emissione 3.495.378 3.495.378 180. Azioni proprie (+/-) -8 -8 Riserve da valutazione -50.611 -43.771 120. Riserve da valutazione -50.611 -43.771 Patrimonio di pertinenza di terzi 30.232 29.689 190. Patrimonio di pertinenza di terzi 30.232 29.689 Utile (Perdita) di periodo 478.115 796.997 200. Utile (perdita) di periodo 478.115 796.997 Totale passività e patrimonio 93.382.316 91.797.123 Le tabelle di dettaglio dei principali aggregati patrimoniali successivamente esposte sono coerenti con gli schemi riclassificati sopra rappresentati.
Le principali voci sono state commentate nella relazione sulla gestione a cui si rimanda.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte B 68 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Crediti e debiti verso banche Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
composizione merceologica dei crediti verso banche Tipologia operazioni/valori 30.06.2026 31.12.2025 Valore bilancio Fair value Valore bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite
o originateL1 L2 L3 Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite
o originateL1 L2 L3 A. Crediti verso Banche Centrali 6.374.375 - - -6.374.375 - 678.516 - - - 678.516 -
1. Depositi a scadenza - - - X X X - - - X X X 2. Riserva obbligatoria 6.341.522 - - X X X 645.664 - - X X X 3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X 4. Altri 32.853 - - X X X 32.852 - - X X X B. Crediti verso Banche 4.434.766 - - -4.434.766 4.966.726 - - -4.966.726 -
1. Finanziamenti 4.434.766 - - - -4.966.726 - - -4.966.726 -
1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X 1.2 Depositi a scadenza 2.920.634 - - X X X 2.959.569 - - X X X 1.3 Altri finanziamenti: 1.514.132 - - X X X 2.007.157 - - X X X
- Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X
- Finanziamenti per leasing - - - X X X - - - X X X
- Altri 1.514.132 - - X X X 2.007.157 - - X X X 2. Titoli di debito - - - - - - - - - - -
2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito - - - - - - - - - - -
Totale 10.809.141 - - -10.809.141 5.645.242 - - -5.645.242 -
Legenda:
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte B 69
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
composizione merceologica dei debiti verso banche
Tipologia operazioni/
Valori30.06.2026 31.12.2025
VB Fair value VB Fair value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali - X X X - X X X 2. Debiti verso banche 1.703.920 X X X1.574.258 X X X 2.1 Conti correnti e depositi a vista 48.972 X X X 17.567 X X X 2.2 Depositi a scadenza 358.565 X X X 344.384 X X X 2.3 Finanziamenti 1.285.607 X X X1.193.043 X X X 2.3.1 Pronti contro
termine
passivi - X X X - X X X 2.3.2 Altri 1.285.607 X X X1.193.043 X X X 2.4 Debiti per
impegni di
riacquisto di
propri strumenti
patrimoniali - X X X - X X X 2.5 Debiti per leasing 3.522 X X X 3.582 X X X 2.6 Altri debiti 7.254 X X X 15.682 X X X Totale 1.703.920 1.703.920 1.574.258 -1.574.258 -
Legenda:
VB = Valore di bilancio L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte B 70 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Crediti verso clientela Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
- Conti correnti 2.791.382 2.623.363 168.019 6,4
- Mutui 43.650.926 43.203.156 447.770 1,0
- Anticipazioni e finanziamenti 20.226.005 20.106.083 119.922 0,6
- Crediti deteriorati 653.764 721.297 -67.533 -9,4 Impieghi verso clientela 67.322.077 66.653.899 668.178 1,0 Titoli valutati al costo ammortizzato 6.100.854 6.835.430 -734.576 -10,7 Totale Crediti verso la clientela 73.422.931 73.489.329 -66.398 -0,1 Crediti verso clientela: qualità del credito Voci 30.06.2026 31.12.2025
Esposizione
lorda Rettifiche
di valore
complessive Esposizione
netta copertura
%Esposizione
lorda Rettifiche
di valore
complessive Esposizione
netta copertura
% Sofferenze 538.615 396.385 142.230 73,6% 575.926 409.175 166.751 71,0% Inadempienze probabili 1.142.419 634.743 507.676 55,6% 1.196.235 644.929 551.306 53,9% Crediti scaduti/sconfinanti 5.670 1.812 3.858 32,0% 4.790 1.550 3.240 32,4% Crediti deteriorati 1.686.704 1.032.940 653.764 61,2% 1.776.951 1.055.654 721.297 59,4% Bonis - stage 2 6.800.481 298.632 6.501.849 4,4% 5.748.144 282.231 5.465.913 4,9% Bonis - stage 1 60.249.879 83.415 60.166.464 0,1% 60.551.584 84.895 60.466.689 0,1% Crediti in bonis 67.050.360 382.047 66.668.313 0,57% 66.299.728 367.126 65.932.602 0,55% Impieghi verso clientela 68.737.064 1.414.987 67.322.077 2,1% 68.076.679 1.422.780 66.653.899 2,1% Titoli al costo ammortizzato 6.116.105 15.251 6.100.854 0,2% 6.851.423 15.993 6.835.430 0,2% Totale Crediti verso la clientela 74.853.169 1.430.238 73.422.931 1,9% 74.928.102 1.438.773 73.489.329 1,9% Raccolta da clientela Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
- Depositi 471.187 1.635.708 -1.164.521 -71,2
- Conti correnti ed altri conti 61.730.973 60.802.315 928.658 1,5
- Altre partite 574.647 656.290 -81.643 -12,4 Debiti verso clientela 62.776.807 63.094.313 -317.506 -0,5 Titoli in circolazione 16.167.648 16.053.575 114.073 0,7 Totale raccolta diretta 78.944.455 79.147.888 -203.433 -0,3 Raccolta indiretta 115.687.945 112.370.018 3.317.927 3,0 Massa amministrata 194.632.400 191.517.906 3.114.494 1,6
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte B 71
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Raccolta indiretta
30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
- Patrimoni gestiti 30.547.058 29.296.906 1.250.152 4,3
- Prodotti assicurativi 28.529.243 27.894.909 634.334 2,3 Totale risparmio gestito 59.076.301 57.191.815 1.884.486 3,3 Raccolta amministrata 56.611.644 55.178.203 1.433.441 2,6 Raccolta indiretta 115.687.945 112.370.018 3.317.927 3,0 Attività e passività finanziarie valutate al fair value 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
Attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
- Titoli di debito 758 759 -1 -0,1
- Titoli di capitale e quote di O.I.C.R. 154.647 150.242 4.405 2,9
- Strumenti finanziari derivati con FV positivo 83.558 77.555 6.003 7,7 Totale attività 238.963 228.556 10.407 4,6
- Strumenti finanziari derivati con FV negativo 83.719 80.408 3.311 4,1 Totale passività 83.719 80.408 3.311 4,1 Totale netto 155.244 148.148 7.096 4,8 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
- Titoli di debito 3.552.163 2.839.273 712.890 25,1
- Titoli di capitale 250.731 250.844 -113 0,0 Totale 3.802.894 3.090.117 712.777 23,1 Titoli governativi in portafoglio
30.06.2026 31.12.2025
Valore
nominaleValore di
bilancioRiserva di
valutazioneValore
nominaleValore di
bilancioRiserva di
valutazione
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (detenute per
la negoziazione)
Titoli di Stato Italiano 1 1 - 1 1 -
Titoli di Stato Argentini 87 - X 87 - X Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli di Stato Italiano 3.520.000 3.552.164 7.136 2.798.000 2.839.274 15.639 Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
Titoli di Stato Italiani 5.480.000 5.481.753 X 6.202.000 6.205.254 X Totale 9.000.088 9.033.918 7.136 9.000.088 9.044.529 15.639
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte B 72 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Fondi a destinazione specifica 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
Trattamento di fine rapporto del personale 69.520 81.867 -12.347 -15,1 Fondi per rischi ed oneri 503.471 537.229 -33.758 -6,3 a) impegni e garanzie rilasciate 110.690 104.027 6.663 6,4 b) quiescenza e obblighi simili 24.383 25.632 -1.249 -4,9 c) altri fondi per rischi e oneri 368.398 407.570 -39.172 -9,6 Totale fondi a destinazione specifica 572.991 619.096 -46.105 -7,4 I Fondi a destinazione specifica si attestano a 573 milioni di euro in diminuzione di 46 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025.
Fondi per rischi e oneri: variazioni di periodo
Fondi di
quiescenzaAltri fondi per rischi e oneriTotale A. Esistenze iniziali 25.632 407.570 433.202 B. Aumenti 737 11.959 12.696 B.1 Accantonamento dell’esercizio - 10.302 10.302 B.2 Variazioni dovute al passare del tempo 379 1.429 1.808 B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - 132 132 B.4 Altre variazioni 358 96 454 C. Diminuzioni 1.986 51.131 53.117 C.1 Utilizzo nell’esercizio 1.495 25.353 26.848 C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto 491 109 600 C.3 Altre variazioni - 25.669 25.669 D. Rimanenze finali 24.383 368.398 392.781 Gli Altri fondi sono distinti in:
• controversie legali e fiscali: il fondo è costituito essenzialmente per fronteggiare le previsioni di esborso sulle cause passive e sulle revocatorie fallimentari. Relativamente alla parte fiscale, che presenta un rischio complessivamente non significativo, il fondo è costituito a copertura di parte dei possibili oneri relativi a contenziosi fiscali il cui valore non sia già stato imputato a conto economico alla voce propria, fermo re-
stando che la banca ritiene di avere agito correttamente per tutti i contenziosi in essere;
• oneri per il personale: il fondo include gli oneri per l’incentivazione all’esodo;
• altri rischi e oneri: si riferiscono principalmente a stanziamenti destinati a fronteggiare gli oneri connessi all’integrazione del Credito Valtellinese, di Cassa di Risparmio di San Miniato, di Cassa di Risparmio di Cesena e di Cassa di Risparmio di Rimini, gli oneri connessi alla cessione di portafogli di crediti NPL e altri contenziosi con la clientela.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte B 73
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della Capogruppo
Contenzioso
Nel corso del primo semestre 2026, l’andamento del contenzioso ha evidenziato una dinamica fisiologica, in linea con le attese e con il contesto nazionale di riferimento.
Il trend in progressiva riduzione ha riguardato sia i nuovi ingressi, riflettendo l’evoluzione ormai consolidata e osservata nei periodi precedenti, sia i contenziosi pendenti, la cui riduzione è effetto anche della strategia volta a limitare il rischio di esborso e assicurare un’efficace gestione del rischio legale, con azioni mirate a comporre i contenziosi attraverso un efficace utilizzo delle procedure di risoluzione alternativa (ADR).
Complessivamente alla chiusura dell’esercizio, per Crédit Agricole Italia, le posizioni pendenti risultano essere 1.614, a fronte del quale sono stati appostati fondi e accantonamenti per 44,2 milioni di euro.
La maggioranza delle azioni giudiziarie e riguarda posizioni classificate a NPE o relative a crediti ceduti, se-
guono le posizioni a contenzioso su posizioni in bonis ovvero azionate da terzi non clienti, mentre risultano marginali le posizioni relative ai contenziosi fiscali e giuslavoristici.
Ai fini della presente nota informativa, si è ritenuto opportuno adottare una rappresentazione per tipologie omogenee di contenzioso, ritenuta più efficace rispetto alla descrizione analitica delle singole vertenze, in quanto consente di fornire una visione sintetica e significativa delle principali aree di rischio legale.
Il contenzioso della Banca al 30 giugno 2026 può essere ricondotto alle seguenti macro-categorie:
• Revocatorie fallimentari: controversie promosse da curatori fallimentari o commissari liquidatori per la restituzione di somme erogate a debitori successivamente dichiarati insolventi;
• Responsabilità da concessione o revoca del credito: richieste risarcitorie avanzate da clienti per asserita concessione abusiva di credito, omessa o tardiva revoca di affidamenti, o per indebita segnalazione alla
Centrale Rischi;
• Contenzioso da anatocismo, interessi e altre condizioni economiche praticate in conto corrente e nei contratti di finanziamento: azioni promosse dalla clientela per la restituzione di somme asseritamente percepite dalla Banca a titolo di capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi, di interessi ultralegali o di commissioni di massimo scoperto;
• Contenzioso da intermediazione finanziaria: controversie relative alla prestazione di servizi di investi-men-
to (violazione degli obblighi di adeguatezza, appropriatezza, informativa precontrattuale, conflitti di inte-
resse) e al collocamento di prodotti finanziari e assicurativi;
• Altri contenziosi bancari: controversie di natura contrattuale, risarcitorie per danni a terzi, opposizioni a decreti ingiuntivi, contestazioni in materia di trasparenza bancaria, obblighi di diligenza, frodi connesse all’utilizzo di strumenti di pagamento (in particolare carte, bonifici e acquisti on-line) e altri contenziosi non riconducibili alle categorie precedenti;
• Contenzioso giuslavoristico: sono ricomprese le vertenze relative al personale dipendente, anche cessato, e attengono alla violazione dei Patti di Non Concorrenza e Patti di Prolungato Preavviso, oltre a proce-
di-menti disciplinari o richieste risarcitorie in genere;
• Contenzioso fiscale e tributario: si tratta di rilievi e contenziosi avviati dall’Amministrazione Finanziaria relativamente al pagamento di imposte.
Con riferimento ai contenziosi fiscali si segnala l’esistenza di alcuni accertamenti notificati anche a Crédit Agricole Italia in qualità di consolidante designata del consolidato fiscale cui partecipano entità italiane con-
trollate, direttamente o indirettamente, da Crédit Agricole S.A., ma che riguardano in realtà la determinazione del reddito di società estranee al Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, il cui onere, se del caso, sarà posto a carico di tali società.
Per le altre entità del Gruppo al 30.06.2026 risultano accantonamenti per contenziosi in essere pari a 1,5 milioni di euro principalmente riconducibili alla controllata Crédit Agricole Leasing Italia per contestazioni inerenti la gestione dei contratti di leasing e/o relative ai beni concessi in locazione.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte C 74 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PARTE C - INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO
CONSOLIDATO
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO RICLASSIFICATO
30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
Interessi netti 862.114 846.917 15.197 1,8 Commissioni nette 707.213 661.812 45.401 6,9 Dividendi 11.420 12.297 -877 -7,1 Risultato dell’attività finanziaria 26.741 26.304 437 1,7 Altri proventi (oneri) di gestione 3.979 9.352 -5.373 -57,5 Proventi operativi netti 1.611.467 1.556.682 54.785 3,5 Spese del personale -508.438 -512.374 -3.936 -0,8 Spese amministrative -189.511 -171.631 17.880 10,4 Ammortamento immobilizzazioni materiali e immateriali -89.365 -90.292 -927 -1,0 Oneri operativi -787.314 -774.297 13.017 1,7 Risultato della gestione operativa 824.153 782.385 41.768 5,3 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 1.639 -4.381 6.020 Rettifiche di valore nette su crediti -97.259 -96.713 546 0,6 Impairment Titoli -27 1.396 -1.423 Utile (perdita) su altri investimenti 500 1.901 -1.401 -73,7 Risultato corrente al lordo delle imposte 729.006 684.588 44.418 6,5 Imposte sul reddito dell’operatività corrente -249.279 -214.843 34.436 16,0 Utile di periodo 479.727 469.745 9.982 2,1 Utile (perdita) di periodo di pertinenza di terzi -1.612 -1.480 132 8,9 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della Capogruppo 478.115 468.265 9.850 2,1
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte C 75
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Tabella di raccordo tra conto economico ufficiale e conto economico riclassificato Lo schema di conto economico sotto esposto è rappresentato in forma riclassificata, secondo criteri gestio-
nali, al fine di fornire in modo tempestivo indicazioni sull’andamento generale del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia fondate su dati economico-finanziari di rapida e facile determinazione.
Il prospetto è stato costituito a partire dagli schemi di bilancio previsti dalla Circolare di Banca d’Italia n. 262/2005 e successivi aggiornamenti, seguendo i medesimi criteri di aggregazione e di classificazione applicati in sede di predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.
30.06.2026 30.06.2025
Interessi netti 862.114 846.917 30. Margine interesse 861.162 845.658 230. Plusvalenza IAS Calit 952 1.259 Commissioni nette 707.213 661.812 60. Commissioni nette 707.092 661.653 200. Altri oneri/proventi di gestione: di cui Commissioni Istruttoria Veloce 121 159 Dividendi = voce 70 11.420 12.297 Risultato dell’attività finanziaria 26.741 26.304 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 11.753 9.759 90. Risultato netto dell’attività di copertura -10.223 -5.985 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) di cui titoli classificati tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 13.822 5.492 100. Utile (perdita) da cessione o riacquisto di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 13.019 24.121 a dedurre: rilascio impairment su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -2.508 -4.048 100. Utile (perdita) da cessione o riacquisto di: c) passività finanziarie - 7 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico -236 -4.009 a dedurre: b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value di cui valutazione strumenti finanziari 1.114 967 Altri proventi (oneri) di gestione 3.979 9.352 230. Altri oneri/proventi di gestione 199.401 180.844 a dedurre: recuperi di spesa -192.110 -168.130 a dedurre: recuperi di spese gestione crediti deteriorati -2.195 -1.835 a dedurre: Commissioni Istruttoria Veloce -121 -159 a dedurre: Plusvalenza IAS Calit -952 -1.259 a dedurre: utili/perdite da contratti di leasing IFRS 16 -44 -109 Proventi operativi netti 1.611.467 1.556.682 Spese del personale = voce 190 a) -508.438 -512.374 Spese amministrative -189.511 -171.631 190. Spese amministrative: b) altre spese amministrative -387.200 -345.739 230. Altri oneri/proventi di gestione: di cui recuperi di spesa 192.110 168.130 190. Spese amministrative: b) altre spese amministrative: di cui spese gestione crediti deteriorati 5.579 5.978
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte C 76 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
30.06.2026 30.06.2025
Ammortamento immobilizzazioni materiali e immateriali -89.365 -90.292 210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali -45.586 -46.392 a dedurre: impairment/riprese di impairment su immobilizzazioni e diritto d’uso IFRS 16 1.014 90 220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali -44.793 -43.990 Oneri operativi -787.314 -774.297 Risultato della gestione operativa 824.153 782.385 Rettifiche di valore su avviamenti = voce 270 - -
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri = voce 200 b) altri accantonamenti netti 1.639 -4.381 170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: b) altri accantonamenti netti 1.639 -4.381 Rettifiche di valore nette su crediti -97.259 -96.713 100. Utile/perdita da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 28.579 21.357 a dedurre: utile (perdita) da cessione o riacquisto di titoli classificati tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -13.822 -5.492 a dedurre: rilascio impairment su titoli valutati al costo ammortizzato -1.492 -1.335 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico di: b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: di cui valutazione strumenti finanziari -1.114 -967 130. Rettifiche di valore nette per rischio di credito di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -99.739 -109.934 a dedurre: rettifiche di valore nette per rischio di credito di titoli classificati tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 750 2.034 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -374 -1.361 190. Spese amministrative: b) altre spese amministrative: di cui spese gestione crediti deteriorati -5.579 -5.978 a dedurre: recuperi di spese gestione crediti deteriorati 2.195 1.835 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: a) impegni e garanzie rilasciate -6.663 3.128 Impairment titoli -27 1.396 130. Rettifiche di valore nette per rischio di credito di: a) titoli classificati tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -750 -2.034 130. Rettifiche di valore nette per rischio di credito di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -3.277 -1.953 a dedurre: rilascio impairment su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.508 4.048 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) di cui rilascio impairment su titoli valutati al costo ammortizzato 1.492 1.335 Utile (perdita) su altri investimenti 500 1.901 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 618 1.048 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - -140 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 852 974 210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali: di cui impairment/riprese su immobilizzazioni e diritto d’uso IFRS 16 -1.014 -90 230. Altri oneri/proventi di gestione: di cui utili/perdite da contratti di subleasing
IFRS 16 44 109
Risultato corrente al lordo delle imposte 729.006 684.588 Imposte sul reddito dell’operatività corrente = voce 300 -249.279 -214.843 300. Imposte sul reddito di periodo dell’operatività corrente -249.279 -214.843 Utile di periodo 479.727 469.745 Utile di periodo di pertinenza di terzi -1.612 -1.480 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 478.115 468.265 Le tabelle di dettaglio dei principali aggregati economici successivamente esposte sono coerenti con gli schemi riclassificati sopra rappresentati.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte C 77
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Interessi netti
Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
Rapporti con clientela 857.145 842.893 14.252 1,7 Rapporti con banche 74.308 104.868 -30.560 -29,1 Titoli in circolazione -224.209 -275.379 -51.170 -18,6 Attività finanziarie di negoziazione - 1 -1 Attività valutate al fair value 182 16 166 Titoli valutati al costo ammortizzato 84.168 85.581 -1.413 -1,7 Titoli con impatto sulla redditività complessiva 36.777 42.653 -5.876 -13,8 Altri interessi netti 33.743 46.283 -12.540 -27,1 Interessi netti 862.114 846.917 15.197 1,8
Commissioni nette
Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
- garanzie rilasciate 8.210 7.490 720 9,6
- servizi di incasso e pagamento 47.326 46.272 1.055 2,3
- conti correnti 121.896 119.835 2.060 1,7
- servizio Bancomat e carte di credito 46.660 43.977 2.683 6,1 Attività bancaria commerciale 224.092 217.574 6.518 3,0
- intermediazione e collocamento titoli 202.702 172.061 30.641 17,8
- intermediazione valute 3.331 3.798 -467 -12,3
- gestioni patrimoniali 8.510 7.919 591 7,5
- distribuzione prodotti assicurativi 188.070 178.694 9.376 5,2
- altre commissioni intermediazione/gestione 41.251 39.160 2.091 5,3 Attività di gestione, intermediazione e consulenza 443.863 401.632 42.231 10,5 Altre commissioni nette 39.258 42.606 -3.348 -7,9 Totale commissioni nette 707.213 661.812 45.401 6,9
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte C 78 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Risultato dell’attività finanziaria Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
Attività su tassi di interesse 6.017 4.329 1.688 39,0 Attività su valute 5.390 5.348 42 0,8 Attività su merci 345 83 262 Totale utili (perdite) su attività finanziarie di negoziazione 11.753 9.760 1.993 20,4 Totale utili (perdite) su attività di copertura -10.223 -5.985 4.238 70,8 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value 878 -3.043 3.921 Totale utile (perdite) titoli dell’attivo e del passivo valutati al costo ammortizzato 13.822 5.499 8.323 Totale utile (perdite) titoli con impatto sulla redditività complessiva 10.511 20.073 -9.562 -47,6 Risultato dell’attività finanziaria 26.741 26.304 437 1,7
Oneri operativi
Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
Spese del personale -508.438 -512.374 -3.936 -0,8
- spese generali di funzionamento -47.211 -42.850 4.361 10,2
- spese per servizi informatici -98.877 -89.256 9.621 10,8
- imposte indirette e tasse -92.404 -87.738 4.666 5,3
- spese di gestione immobili -8.511 -7.566 945 12,5
- spese legali e professionali -10.666 -4.867 5.799
- spese pubblicitarie e promozionali -7.303 -8.578 -1.275 -14,9
- costi indiretti del personale -2.392 -2.043 349 17,1
- altre spese -114.258 -96.864 17.394 18,0
- recupero di spese ed oneri 192.111 168.131 23.980 14,3 Spese amministrative -189.511 -171.631 17.880 10,4
- immobilizzazioni immateriali -44.793 -43.990 803 1,8
- immobilizzazioni materiali -44.572 -46.302 -1.730 -3,7 Ammortamenti -89.365 -90.292 -927 -1,0 Oneri operativi -787.314 -774.297 13.017 1,7
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte C 79
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
- revocatorie 124 -38 162
- contenzioso non creditizio -5.485 -8.343 -2.858 -34,3
- altri 7.000 4.000 3.000 75,0 Totale fondi a destinazione specifica 1.639 -4.381 6.020 Rettifiche di valore nette su crediti 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
- sofferenze -6.119 -11.279 -5.159 -45,7
- inadempienze probabili -53.424 -67.902 -14.478 -21,3
- scaduti -1.333 -2.084 -751 -36,0 Crediti deteriorati -60.877 -81.265 -20.388 -25,1
- bonis stage 2 -26.690 -11.865 14.825 124,9
- bonis stage 1 1.843 -239 2.082 870,3 Crediti in bonis -24.848 -12.105 12.743 105,3 Rettifiche nette per deterioramento dei crediti -85.724 -93.370 -7.645 -8,2 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -374 -1.361 -987 -72,5 Valutazione strumenti finanziari -1.114 -967 147 15,2 Spese/recuperi per gestione crediti -3.384 -4.143 -759 -18,3 Rettifiche nette per garanzie e impegni -6.663 3.128 -9.791 -313,0 Rettifiche di valore nette su crediti -97.259 -96.713 547 1
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 80 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PARTE E - INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE
RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA
IL PRESIDIO DEI RISCHI
Nel presente paragrafo si fornisce un aggiornamento sui rischi e sulle politiche di copertura al 30 giugno 2026, rispetto a quanto già indicato nella Parte E del Bilancio chiuso al 31 dicembre 2025.
Crédit Agricole Italia attribuisce una forte importanza alla misurazione, gestione e controllo dei rischi, quale condizione indispensabile per assicurare uno sviluppo sostenibile in un contesto economico come quello attuale.
Crédit Agricole Italia riveste in Italia il ruolo di Capogruppo operativa e svolge funzioni di indirizzo e controllo complessivo dei rischi, agendo sia come soggetto coordinatore, sia in qualità di banca commerciale dotata di una propria rete distributiva.
Nel configurare l’impianto di governo dei rischi, Crédit Agricole Italia tiene conto sia della normativa italiana (con particolare attenzione alla circolare Banca d’Italia 285/2013 e successivi aggiornamenti, nonché del Re-
golamento Delegato 2017/565), sia delle linee guida della Capogruppo Crédit Agricole S.A..
Le società del Gruppo declinano al loro interno i presidi e dispositivi di gestione e controllo previsti dal Grup-
po, agiscono commercialmente sul perimetro di riferimento e beneficiano delle funzioni presidiate diretta-
mente da Crédit Agricole Italia S.p.A., quando accentrate.
RESOCONTO INTERNAL CAPITAL ADEQUACY ASSESSMENT
PROCESS (ICAAP)
Crédit Agricole Italia è tenuta a produrre e inviare l’ICAAP alla Banca Centrale Europea e, ai sensi della Circo-
lare n. 285 di Banca d’Italia (Parte Prima, Titolo III, Cap. 1, Sez. I, Par. 1), all’Autorità di Vigilanza nazionale, con riferimento al perimetro consolidato (Gruppo Bancario).
Il processo interno di determinazione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP), insieme a quello dell’adegua-
tezza del sistema di governo e gestione del rischio di liquidità (ILAAP), rappresenta la prima fase del pro-
cesso di controllo prudenziale. La seconda fase consiste nel processo di revisione e valutazione prudenziale effettuato dalle Autorità di Vigilanza (Supervisory Review and Evaluation Process - SREP), che riesaminano l’ICAAP e l’ILAAP e formulano un giudizio complessivo sul Gruppo.
Relativamente all’esercizio effettuato sulla situazione consolidata di dicembre 2025, le analisi quantitative han-
no portato a considerare assorbimenti di capitale, ulteriori rispetto a quelli riferiti ai rischi di Primo Pilastro, ri-
venienti dall’esposizione del Gruppo Bancario al rischio di concentrazione (single name e geosettoriale), rischio sovrano, rischio di variazione nel valore portafoglio titoli, rischio di tasso di interesse globale (comprensivo del rischio di base, definito come il rischio indotto da un’evoluzione quantitativamente diversa tra i vari indici del mercato monetario su operazioni a tasso variabile, e del rischio di refixing, definito come il rischio indotto da differenze di repricing fra raccolta e impieghi), rischio di prezzo della liquidità, rischio di business e, conforme-
mente alle linee guida della capogruppo Crédit Agricole S.A., rischio cambio (Rischi di Secondo Pilastro). Dalle analisi è emerso che il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia dispone di un capitale complessivo adeguato a fronteggiare tutti i rischi a cui è esposto in relazione alla sua operatività ed ai mercati di riferimento.
Sono state, invece, utilizzate valutazioni qualitative, misure di controllo o di attenuazione basate sui processi, a fronte dei seguenti rischi: liquidità (per la parte non riferita al rischio di prezzo della liquidità), reputazio-
nale, di non conformità e giuridico, ambientale, ICT e sicurezza dei sistemi informativi, esternalizzazione, residuo, immobiliare e modello. Il rischio di leva eccessiva viene monitorato mediante l’indicatore di leva fi-
nanziaria. Infine, sono stati sottoposti a valutazione nell’ICAAP, oltre ai rischi considerati rilevanti nell’ambito della mappatura dei rischi, anche il rischio di trasferimento, il rischio base e il rischio paese, come da previsio-
ni normative contenute nella Circolare n. 285 di Banca d’Italia.
A marzo 2026, Crédit Agricole Italia ha trasmesso alle Autorità di Vigilanza un set documentale ai fini della valutazione dei dispositivi di gestione del capitale interno comprendente, oltre alle evidenze quantitative, una “Dichiarazione ICAAP” contenente l’opinione dell’organo di direzione circa l’adeguatezza patrimoniale del Gruppo e un estratto della documentazione interna volta a fornire una visione d’insieme del dispositivo ICAAP.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 81
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
RESOCONTO INTERNAL LIQUIDITY ADEQUACY ASSESSMENT
PROCESS (ILAAP)
Unitamente alla documentazione ICAAP, a fine marzo 2026, il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha tra-
smesso alle Autorità di Vigilanza il Resoconto ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process). Tale resoconto è volto a fornire una autovalutazione in merito ai processi di individuazione, misurazione, gestione e monitoraggio della liquidità interna e descrive: il dispositivo di inquadramento della liquidità, la struttura del rifinanziamento del Gruppo, la composizione delle riserve di liquidità, il meccanismo di allocazione dei costi di rifinanziamento, i test di resistenza, il contingency funding plan e le aree di ulteriore sviluppo del modello metodologico.
L’esercizio ha confermato la conformità del framework di gestione del rischio di liquidità del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia alle prescrizioni del Regolatore. Il dispositivo adottato permette, infatti, di assicurare il pilotaggio della liquidità ed un attento monitoraggio del rispetto dei limiti.
SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI
Il sistema dei controlli interni è definito come l’insieme dei dispositivi organizzativi, procedurali e normativi che mirano al controllo delle attività e dei rischi di ogni natura, per assicurare la corretta esecuzione e la si-
curezza delle operazioni.
Il perimetro di controllo interno di Crédit Agricole Italia comprende tutte le strutture proprie, sia Centrali che della Rete Commerciale, le funzioni di Information Technology e i servizi essenziali esternalizzati nonché i servizi acquisiti da terze parti a supporto delle funzioni critiche e importanti così come definite ai sensi del regolamento DORA..
Nel rispetto degli standard della Controllante Crédit Agricole S.A., il controllo interno viene esercitato secon-
do due diverse modalità: controllo permanente e controllo periodico.
Nel Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, la funzione Rischi e Controlli Permanenti e la funzione Compliance sono deputate alle attività di controllo permanente, mentre alla funzione Audit è riservata l’attività di con-
trollo periodico.
In base alla regolamentazione vigente, le funzioni di controllo forniscono agli organi dirigenziali con re-
sponsabilità strategiche un’informativa periodica sui singoli rischi, sia attraverso un opportuno reporting sia partecipando a specifici Comitati, organizzati a livello di Gruppo, fra cui in particolare il Comitato Rischi e Controllo Interno che sintetizza le evidenze delle attività delle tre funzioni di controllo (Audit, Compliance, Risk Management).
RISCHIO DI CREDITO
In coerenza con le linee guida della capogruppo francese Crédit Agricole S.A., ai fini di un adeguato presidio del Rischio di Credito, i processi creditizi interni al Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia risultano consolidati e formalizzati, con maggior dettaglio tali processi sono volti:
• al raggiungimento di obiettivi sostenibili e coerenti con la propria propensione al rischio e con le attese di creazione di valore del Gruppo, assicurando, nel contempo, il sostegno e il supporto ai bisogni del sistema produttivo, delle famiglie e dell’economia reale;
• alla diversificazione del portafoglio, limitando e monitorando nel continuo la concentrazione delle esposi-
zioni su controparti/gruppi, settori di attività economica o aree geografiche;
• ad un’adeguata selezione dei gruppi economici e dei singoli affidati, attraverso approfondite analisi finaliz-
zate a sviluppare e a sostenere le relazioni con la clientela di miglior merito creditizio, nonché ad anticipare e contenere il rischio di insolvenza.
Il framework del rischio di credito è inquadrato all’interno del Risk Appetite Framework e della Strategia Rischi condivisa con la Capogruppo che stabilisce precisi orientamenti qualitativi e quantitativi entro cui la nuova produzione creditizia e la qualità degli attivi devono collocarsi per ciascun segmento di clientela. A tal fine, è attivo un sistema di controlli permanenti da parte della Funzione Rischi che ne assicura il rispetto, prevedendo – se opportuno – le necessarie procedure di segnalazione e la definizione delle azioni di rimedio.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 82 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 I processi creditizi sono definiti e normati da procedure operative al fine di identificare i criteri per l’assun-
zione e la gestione del rischio, le attività da porre in essere per la corretta applicazione dei criteri, le unità responsabili dello svolgimento delle diverse attività, le procedure e gli strumenti a supporto.
L’articolazione delle fasi di processo e l’attribuzione delle relative responsabilità è operata in funzione di obiettivi di efficacia e di efficienza complessiva.
L’intero corpus normativo, che regola l’attività di concessione creditizia attraverso linee guida declinate a livello di segmento di clientela, di tipologia di cliente e a livello di singolo prodotto, è costantemente aggior-
nato integrando tutti gli aspetti di carattere operativo legati alle fasi di concessione e monitoraggio, in piena coerenza con le disposizioni normative.
In fase di concessione, la mitigazione del rischio di credito viene perseguita tramite la stipulazione di con-trat-
ti accessori o l’adozione di adeguati strumenti e tecniche di attenuazione. In tale ambito, viene riservata una peculiare attenzione alla raccolta ed alla gestione delle garanzie, mediante la definizione di requisiti generali e specifici, con particolare riferimento alle regole e alle procedure di monitoraggio della persistenza dei requisiti delle garanzie (certezza giuridica, tempestività di realizzo e congruità del loro valore rispetto all’e-
sposizione garantita).
La qualità del portafoglio crediti è oggetto:
–di costante monitoraggio condotto a livello complessivo, analizzando la composizione dello stesso sulla base dei parametri di misurazione del rischio adottati dal Gruppo (sistemi di Rating interno, indicatori di “early warning”, altri indicatori di anomalia andamentale);
–monitoraggio puntuale, attraverso processi di approvazione strutturati e recepiti in apposite procedure che regolano tutte le fasi gestionali delle singole relazioni di affidamento, con l’obiettivo di assicurare una gestione preventiva del rischio di default.
La struttura organizzativa, le procedure e gli strumenti a supporto dei processi di gestione delle esposizioni che presentano anomalie garantiscono la tempestiva attivazione delle azioni opportune ai fini del ripristino di una situazione di regolarità, oppure, qualora le condizioni impediscano la prosecuzione del rapporto, del recupero del credito.
La Funzione Rischi assicura un sistema di controlli permanenti sia sui rischi di controparte che sull’intero por-
tafoglio creditizio nell’ambito dei ruoli che le sono assegnati dal quadro normativo, inclusa la redazione dei reporting indirizzati agli Organi di Governo del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia e della Capogruppo.
Dal punto di vista strategico, il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha continuato nel perseguimento delle proprie ambizioni trasformative in ambito creditizio, con particolare focus sui seguenti ambiti:
–gestione anticipatoria e proattiva del credito;
–automazione di processi e di reporting;
–introduzione sistemi di analisi prospettica del rischio di credito.
L’obiettivo di tutte le iniziative trasformative creditizie è la massimizzazione della soddisfazione del cliente
attraverso:
–una riduzione dei tempi di risposta incrementando la percentuale di informazioni recuperate in automatico (anche grazie al supporto di strumenti di strumenti di AI) e concedendo maggiori autonomie alla rete ove il rischio è contenuto;
–un aumento dell’efficienza grazie alla riduzione delle attività operative manuali.
In particolare, il primo semestre 2026 ha visto la realizzazione di iniziative che hanno consentito di introdurre:
• migliorare la gestione anticipatoria e proattiva del credito attraverso l’utilizzo di sistema di Early Warning interno secondo le linee guida del gruppo Crédit Agricole, l’introduzione nei processi di indicatori ESG e la creazione di workflow con evidenza di tutti gli indicatori creditizi;
• predisposizione di strumenti di Governance Creditizi automatici grazie ai dati disponibili nella Credit Data Platform (“Data Lake”);
• predisposizione di sistemi decisionali completamente automatici senza necessità di ratifica o intervento
utente;
• progettare ulteriori elementi di automazione nel processo di forbearance detection;
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 83
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della Capogruppo
• un nuovo sistema di analisi dei dati forward looking, che con l’utilizzo dei dati storici e di bilancio e attraver-
so l’inserimento dei business plan consente di effettuare delle stime di affidabilità delle previsioni inerziali, degli impatti legati ai dati settoriali, rapportandoli anche ai KPI dei principali competitor nel medesimo ambito. Il sistema è sviluppato per contribuire a migliorare la conformità ai principi definiti dagli articoli 118, 128 e 129 delle Linee guida sul “Loan Origination and Monitoring” pubblicate da BCE nel 2021;
• introdurre sistemi decisionali automatici per quanto riguarda la rateizzazione delle spese di conto corrente.
Per quanto riguarda il credito a default, nel primo semestre 2026 in coordinamento con la Funzione Rischi di Crédit Agricole Italia, si è proceduto all’aggiornamento del “Regolamento NPE” e delle “Policy NPE-Stage 3”, che sono stati incorporati in un unico documento, il T.U.N. (Testo Unico NPE), al fine di assicurare ulteriore presidio al governo del rischio di credito.
Il portafoglio a default è stato oggetto di continua analisi e monitoraggio, contestualizzando rispetto all’e-
voluzione del mercato l’andamento delle posizioni a rischio e determinando per ciascuna la migliore azione gestionale e di tutela; contestualmente si è provveduto, ove nel caso, all’integrazione dei fondi di copertura in essere, operando secondo le linee guida approvate dalle Policy interne, che recepiscono le normative tempo per tempo vigenti. Il livello di copertura complessivo dei crediti deteriorati risulta in aumento attestandosi al 61,2% rispetto al 59,4% del 31 dicembre 2025.
L’attività di riduzione del deteriorato dei primi 6 mesi del 2026 (circa 300 milioni) ha bilanciato i nuovi flussi a default e ha permesso di ridurre lo stock NPE di circa 90 milioni di euro riducendo al 2,45% l’NPE Ratio Lordo (2,6% al 31 dicembre 2025).
Continua, con risultati positivi (recovery rate complessivo pari a circa il 20%), il progetto in capo alla Strut-
tura NPE denominato “Ermes” che vede l’esternalizzazione, a servicer specializzati, delle seguenti tipologie di crediti non performing:
1. crediti granulari classificati a UTP (chirografi inferiori a 50 mila euro);
2. crediti classificati a Bad Loans (sia chirografi che ipotecari inferiori a 500 mila euro);
3. mutui residenziali classificati sia a UTP che a Bad Loans inferiori a 500 mila euro.
Inoltre, sempre in riferimento al suddetto progetto, all’interno della Struttura Outsourcing, Costo e Credit Disposal, è operativa la “torre di controllo”, cioè il presidio di monitoraggio e indirizzo dell’attività dei servicer, con l’obiettivo di verificare, attraverso azioni sia generali sia mirate, l’efficacia, l’economicità e la puntualità delle azioni di recupero poste in essere dai service, che sono quindi misurate attraverso KPI contrattuali di natura qualitativa e quantitativa.
All’interno della medesima struttura è attivo il team a presidio del processo di escussione delle garanzie MCC inerenti il portafoglio deteriorato; in particolare, è focalizzato sulle pratiche garantite del portafoglio Bad Loans (senza limiti di importo) e del portafoglio UTP (per i crediti granulari fino a 50 mila euro).
QUALITÀ DEL CREDITO
Voci ESPOSIZIONE LORDE - INCIDENZA SUL TOTALE Variazione
giugno 2026 dicembre 2025 Assoluta %
- Sofferenze 538.615 0,8% 575.926 0,8% -37.311 -6,5%
- Inadempienze probabili 1.142.419 1,7% 1.196.235 1,8% -53.816 -4,5%
- Crediti scaduti/sconfinanti 5.670 0,0% 4.790 0,0% 880 18,4% Crediti deteriorati 1.686.704 2,5% 1.776.951 2,6% -90.247 -5,1%
- Bonis stage 2 6.800.481 9,9% 5.748.144 8,4% 1.052.337 18,3%
- Bonis stage 1 60.249.879 87,7% 60.551.584 88,9% -301.705 -0,5% Crediti in bonis 67.050.360 97,5% 66.299.728 97,4% 750.632 1,1% Impieghi lordi verso clientela 68.737.064 100,0% 68.076.679 100,0% 660.385 1,0%
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 84 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
Voci ESPOSIZIONE NETTE - TASSO DI COPERTURA Variazione
giugno 2026 dicembre 2025 Assoluta %
- Sofferenze 142.230 73,6% 166.751 71,0% -24.521 -14,7%
- Inadempienze probabili 507.676 55,6% 551.306 53,9% -43.630 -7,9%
- Crediti scaduti/sconfinanti 3.858 32,0% 3.240 32,4% 618 19,1% Crediti deteriorati 653.764 61,2% 721.297 59,4% -67.533 -9,4%
- Bonis stage 2 6.501.849 4,4% 5.465.913 4,9% 1.035.936 19,0%
- Bonis stage 1 60.166.464 0,1% 60.466.689 0,1% -300.225 -0,5% Crediti in bonis 66.668.313 0,57% 65.932.602 0,55% 735.711 1,1% Impieghi netti verso clientela 67.322.077 2,1% 66.653.899 2,1% 668.178 1,0% La qualità degli attivi si conferma in miglioramento: lo stock di crediti deteriorati netti è in calo del 9% rispetto i dati rilevati a dicembre 2025.
Si confermano in miglioramento sia il livello di copertura del portafoglio NPE, che sale al 61,2% (+1,8pp rispet-
to a dicembre 2025), sia l’NPE ratio lordo che si attesta al 2,45%, in riduzione rispetto al 2,6% di dicembre 2025.
GOVERNANCE E STIMA DELL’ECL
La struttura dei Rischi e Controlli Permanenti (RCP) è responsabile della definizione dell’ambito metodologi-
co e della supervisione del processo di svalutazione per perdita attesa delle esposizioni creditizie. Il calcolo delle perdite di valore delle attività performing è rappresentato nell’ambito del complessivo processo del costo del credito, coordinato dalla Struttura Credit Intelligence.
Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, nella definizione dei parametri IFRS 9 necessari al calcolo dell’ECL, ha fatto riferimento in via prioritaria al modello di rating interno adottato e agli altri processi regolamentari già implementati.
La valutazione del rischio di credito è fondata su un modello di anticipazione delle perdite ed estrapolazione sulla base di scenari futuri ragionevoli. Tutte le informazioni disponibili, pertinenti, ragionevoli e giustificabili, comprese le informazioni di natura prospettica, devono essere prese in considerazione.
Nel rispetto dei requisiti previsti dal principio contabile, pertanto, ai fini della stima dei parametri si utilizzano una serie di scenari forward looking ciascuno pesato con la relativa probabilità di accadimento. Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, in conformità con la casamadre Crédit Agricole S.A., utilizza quattro differenti scenari macroeconomici. Questi scenari possono essere riepilogati come di seguito:
• scenario centrale, rappresenta lo scenario maggiormente probabile;
• scenario avverso moderato, è lo scenario economico in condizioni moderatamente avverse;
• scenario di budget stressato, è lo scenario maggiormente degradato utilizzato nell’ambito dell’esercizio di Stress a fine del processo di formazione del budget;
• scenario favorevole, rappresenta lo scenario economico in condizioni favorevoli.
I pesi da attribuire ai quattro scenari – che possono variare ad ogni ristima dei parametri – sono definiti a livello di Gruppo Crédit Agricole (funzione ECO di Crédit Agricole S.A.) e condivisi con il management locale.
Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia aggiorna la stima dei parametri con cadenza almeno annuale. La formula di calcolo dell’ECL incorpora i parametri di:
• probabilità di default – PD.
• perdita in caso di default – LGD.
• esposizione al momento del default – EAD.
Come già evidenziato, anche i parametri indicati sono stati definiti facendo riferimento ampiamente ai mo-
delli interni utilizzati nell’ambito della normativa di vigilanza prudenziale (ove presenti), sebbene essi abbiano richiesto adattamenti per determinare una ECL conforme alle indicazioni dell’IFRS 9. Lo standard contabile richiede infatti un’analisi effettuata in modo puntuale alla data di chiusura di bilancio (Point in Time), pur tenendo conto dei dati di perdita storicamente registrati e dei dati prospettici macroeconomici (Forward
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 85
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della Capogruppo
Looking). Quanto evidenziato distingue, quindi, l’approccio contabile dal quadro prudenziale, in cui le analisi sono pluriennali e considerano il ciclo economico di riferimento (Through The Cycle) per la stima della proba-
bilità di default – PD; esse, inoltre, richiedono di includere la fase di recessione (Downturn) nell’ambito della stima della perdita in caso di default – LGD (effetto, per contro, non contemplato dalla LGD IFRS 9).
Le modalità di calcolo dell’ECL sono distinte in funzione delle tipologie di prodotto: strumenti finanziari e strumenti fuori bilancio. Le perdite creditizie attese sono attualizzate al Tasso Interno Effettivo – TIE, deter-
minato al momento della rilevazione iniziale dello strumento finanziario. Il backtesting dei modelli e parametri utilizzati è effettuato con cadenza almeno annuale a cura dei Rischi e Controlli Permanenti.
DETERIORAMENTO SIGNIFICATIVO DEL RISCHIO DI CREDITO
Crédit Agricole Italia valuta, per ciascuno strumento finanziario, il deterioramento del rischio di credito dalla data di rilevazione iniziale alla data di chiusura contabile, per poi assegnare una certa classe di rischio a se-
guito di tale deterioramento (Stage).
Il monitoraggio del deterioramento significativo riguarda, salvo eccezioni, ogni strumento finanziario e non è previsto alcun “contagio” nel passaggio dallo stage 1 allo stage 2 degli strumenti finanziari di una medesima controparte.
In aggiunta, deve riguardare l’andamento del rischio di credito del debitore principale, senza tener conto della garanzia, anche in quei casi in cui le operazioni beneficiano di una garanzia del socio.
Per ogni esposizione, viene valutato il deterioramento del rischio di credito attraverso l’utilizzo di criteri quantitativi (relativi o assoluti) e criteri qualitativi.
Criteri quantitativi relativi: sono state definite delle soglie (SICR - Significant Increase in Credit Risk) che misurano la variazione della PD cumulata forward looking dalla data di rilevazione iniziale a ciascuna data di riferimento.
Tale valutazione dell’andamento del rischio di credito porta alla classificazione delle operazioni per classe di rischio.
La variazione di PD viene calcolata come PDCClosing Date > ß * PDCFOriginal Date dove:
• PDCFOriginal Date sono le PD cumulate forward looking osservate all’origine del rapporto, condizionate al tem-
po già trascorso da origination;
• PDCClosing Date sono le PD cumulate forward looking osservate alla data di riferimento;
• ß è un parametro stimato sul portafoglio di Crédit Agricole S.A., comune al gruppo.
Si precisa che la regola viene applicata solo se la PD pit a un anno maggiore allo 0,3%.
La data di origination corrisponde alla data di prima registrazione del contratto o alla sua revisione più re-
cente in caso di rinnovo commerciale o revisione del fido (origination) è intesa come la data di regolamento, ovvero quando la Banca diventa parte delle disposizioni contrattuali che regolano lo strumento finanziario.
Per gli impegni di finanziamento e di garanzia, l’origine s’intende come la data d’impegno irrevocabile.
Altri criteri: per il perimetro di esposizioni prive di un modello di rating interno, il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia valuta la presenza di sconfino alla data di riferimento e nei 12 mesi precedenti. La presenza di sconfino – alla data o nei mesi precedenti – fa scattare la classificazione del rapporto in stage 2.
Per le esposizioni diverse dai titoli per le quali sono stati implementati ed applicati modelli di rating, Crédit Agricole Italia considera che tutte le informazioni incorporate nel rating consentono di condurre una valuta-
zione più pertinente rispetto al solo criterio dell’insoluto superiore ai 30 giorni, ferma restando l’applicazione della regola dei 30 giorni di sconfino come soglia cosiddetta di back-stop.
A fronte di queste considerazioni, si integrano le motivazioni che fanno scattare la classificazione delle espo-
sizioni in stage 2 con le seguenti ulteriori regole:
• il superamento di soglie di PD pari per Crédit Agricole Italia al 12% per il portafoglio non retail e al 15% per il portafoglio retail (soglie Crédit Agricole S.A.);
• una PD pit a un anno maggiore di 20%;
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 86 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 • l’assenza del rating alla data di valutazione se associata a rapporti erogati da più di sei mesi;
• la classificazione del rapporto nello stato di forborne performing;
• classificazione in watchlist secondo l’indicatore interno di Early Warning (IMA – Indicatore di Monitoraggio Andamentale) in base all’informazione più recente disponibile al momento del calcolo ovvero, al mese precedente la data di riferimento per le esposizioni del segmento Retail e due mesi precedenti la data di riferimento per le esposizioni del segmento Corporate;
• la selezione di porzioni di portafoglio considerate a rischio elevato a seguito di carotaggi specifici condotti dalla Direzione Rischi e Controlli Permanenti, come ad esempio:
–classi di rating Sub-Investment Grade a ridosso del perimetro di crediti Sensibili (soglie applicate dal Gruppo Bancario Crédit Agricole più restrittive);
• settori o segmenti di clientela comuni a più Entità, dove il declassamento è giustificato da fattori macroe-
conomici comuni e secondo indicazioni di Gruppo.
Criteri qualitativi: la degradazione in stage 2 può avvenire per posizioni single-name segnalate dal Chief Lending Officer (CLO) e validate dalla Direzione Rischio e Controlli Permanenti.
Al venire meno delle condizioni che hanno fatto scattare la classificazione a stage 2, la svalutazione può essere riportata all’ECL a 12 mesi (stage 1).
Per il portafoglio titoli, Crédit Agricole Italia utilizza l’approccio che consiste nell’applicare un livello assoluto di rischio di credito, come consentito dall’IFRS9, oltre il quale le esposizioni saranno classificate nello stage 2 e coperte da accantonamento in base all’ECL a scadenza. Pertanto, le seguenti regole saranno applicate per il monitoraggio del deterioramento significativo dei titoli:
• i titoli con un rating «Investment Grade» (IG) alla data di chiusura contabile, sono classificati nello stage 1 e svalutati in base all’ECL a 12 mesi;
• i titoli con un rating «Non-Investment Grade» (NIG), alla data di chiusura contabile, devono essere sottopo-
sti a monitoraggio del deterioramento significativo, fin dall’inizio, ed essere classificati nello stage 2 (ECL lifetime) in caso di deterioramento significativo del rischio di credito.
Il relativo deterioramento deve essere valutato a monte del verificarsi di un’insolvenza avvenuta (stage 3).
CALCOLO MULTI-SCENARIO
Ai fini della stima dei parametri utilizzati nel calcolo degli scenari forward looking per la chiusura di giugno 2026 le ponderazioni definite dalla casamadre Credit Agricole S.A. sono le seguenti:
• scenario centrale: 60%;
• scenario avverso moderato: 25%;
• scenario di budget stressato: 10%;
• scenario favorevole: 5%.
Nel rispetto di quanto riportato dal principio contabile IFRS 9, la stima dell’ECL è il risultato della pondera-
zione degli scenari prospettici, pertanto, sono stati ponderati i vari scenari in considerazione della loro pro-
babilità di accadimento sopra esposta.
A seguito dell’accordo del 15 giugno e del conseguente abbassamento dei prezzi, il COCOR ha stabilito di rivedere le ponderazioni dello scenario budget stressato e favorevole rispettivamente a 5% e 10%, non po-
tendo però riflettere la diversa ponderazioni dei parametri IFRS9 si è tenuto conto della nuova ponderazione tramite un aggiustamento manuale. Le analisi di sensitivity sotto riportate fanno riferimento alle ponderazioni effettivamente in produzione (scenario di budget stressato 10% e scenario favorevole 5%).
I principali indicatori macroeconomici presi in considerazione nella definizione degli scenari sono stati elabo-
rati dalla struttura ECO della casamadre Crédit Agricole S.A. specializzata in studi macroeconomici.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 87
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della Capogruppo
Indicatori utilizzati al 30 giugno 2026
Indicatori utilizzati
al 30.06.2026Centrale Avverso Moderato Budget stressato Favorevole 2025 2026 2027 2028 2025 2026 2027 2028 2025 2026 2027 2028 2025 2026 2027 2028
GDP ITA 0,70% 0,30% 0,60% 0,70% 0,70% -0,60% -1,18% 1,20% 0,70% -2,60% -1,80% 0,60% 0,70% 0,88% 0,85% 0,92%
GDP ZE 2,20% 0,80% 1,10% 1,20% 2,20% 0,17% -0,90% 1,49% 2,20% -3,29% -1,74% 1,46% 2,20% 1,23% 1,34% 1,36%
Inflazione ITA 1,70% 3,20% 1,60% 1,50% 1,70% 6,60% 5,87% -1,80% 1,70% 5,60% 4,30% 2,40% 1,70% 1,60% 1,32% 1,62%
Investimenti in
costruzioni 4,00% 1,80% -0,30% 0,50% 4,00% 0,20% -3,98% 3,21% 4,00% -5,00% -6,80% -2,10% 4,00% 1,51% -0,38% 0,65%
Investimenti in
macchinari 3,50% -0,60% -1,00% 1,60% 3,50% -1,97% -5,90% 3,53% 3,50% -9,30% -4,50% 3,10% 3,50% 0,45% 2,19% 1,51% Investimenti fissi 3,80% 1,00% -0,20% 1,00% 3,80% -0,26% -3,74% 3,05% 3,80% -5,60% -4,80% 0,20% 3,80% 1,22% 0,79% 1,09%
Tasso di
disoccupazione 6,10% 6,00% 6,20% 6,20% 6,10% 6,00% 6,60% 6,20% 6,10% 7,00% 7,90% 7,90% 6,10% 5,83% 6,00% 6,00% Domanda interna 0,90% 0,10% 0,40% 0,40% 0,90% -0,71% -0,99% 0,47% 0,90% -0,90% -0,40% -0,20% 0,90% 0,80% 0,82% 0,77% Domanda mondiale di petrolio 0,87% 0,00% 0,38% 0,67% 0,87% -0,10% -1,92% 0,98% 0,87% -1,06% 0,00% 0,97% 0,87% 0,67% 0,95% 0,66% Produttività del lavoro -0,20% -0,31% 0,74% 1,40% -0,20% -1,03% -0,92% 1,25% -0,20% -1,90% -1,20% 0,60% -0,20% 2,17% 2,85% 0,50%
Indice produzione
industriale -0,30% -0,07% 1,61% 2,73% -0,30% -3,20% -1,60% 6,06% -0,30% -3,90% -3,90% -3,90% -0,30% 0,82% 1,77% 1,87%
Propensione al
consumo 0,68% 0,11% -0,17% -1,06% 0,68% -0,32% -0,04% 0,78% 0,68% -0,34% 2,02% -0,55% 0,68% -0,15% 0,26% 0,62% Peso 60% 25% 10% 5% I principali assunti alla base sono:
• scenario centrale: prevede la riapertura graduale e incompleta dello Stretto di Hormuz e la riduzione dei prezzi del petrolio e del gas che restano tuttavia elevati. Le performance economiche degli Stati restano adeguate, nonostante l’inflazione energetica e i dazi. Nell’area euro non si rilevano criticità significative, pur assistendo a una maggiore vulnerabilità ai prezzi mondiali dell’energia, non potendo più contare sulla tendenza disinflazionistica che si osservava pre-guerra. Lo shock dell’offerta energetica e l’aumento dell’in-
flazione sono amplificati da possibili vincoli sulla capacità, un irrigidimento delle condizioni finanziarie e un’incertezza maggiore, ostacolando l’accelerazione prevista degli investimenti. Si osserva un aumento contenuto dei tassi di interesse;
• scenario avverso moderato: prevede un allungamento del conflitto tra Stati Uniti – Iran, interruzioni nelle catene di approvvigionamento (ritardi nelle consegne, carenze) e uno shock più violento e duraturo sui prezzi dell’energia. Si registra un aumento temporaneo dei costi di produzione e dell’inflazione, con conse-
guente calo dei consumi e degli investimenti. La BCE aumenta inizialmente i tassi nel 2026 per poi allentare la crescita a partire dal 2027;
• scenario di stress: prevede un aggravamento delle tensioni commerciali e geopolitiche, con una nuova of-
fensiva tariffaria di Trump, che punta a un forte aumento delle tariffe settoriali ripristinando i dazi al 20%.
L’UE rifiuta di impegnarsi a importare maggiori quantità di GNL, e come reazione Trump limita le esporta-
zioni e i prezzi del gas aumentano. SI ipotizza inoltre un blocco parziale di alcune vie marittime chiave ed un aumento dei tempi di consegna con interruzioni sporadiche delle catene di approvvigionamento. Come conseguenza i mercati finanziari “oscillano”, e l’inflazione aumenta;
• scenario favorevole: avviene una risoluzione molto rapida della guerra nel golfo Persico, con conseguente calo dei prezzi del petrolio e ritorno del traffico abituale nello stretto di Hormuz. Nella zona euro l’inflazione scende rapidamente fino a raggiungere, nel 2026, l’1,8% a fine anno ma 2,2% in media. La BCE effettua un solo aumento dei tassi «preventivo» (25 pb) per evitare che le aspettative diventino non controllabili.
Si riportano inoltre gli scenari economici utilizzati nella relazione dicembre 2025 e semestrale 2025 al fine di cogliere le principali variazioni occorse rispetto al multi-scenario utilizzato per il bilancio giugno 2026.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 88 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Indicatori utilizzati al 31 dicembre 2025
Indicatori utilizzati
al 31.12.2025Centrale Avverso Moderato Budget stressato Favorevole 2025 2026 2027 2028 2025 2026 2027 2028 2025 2026 2027 2028 2025 2026 2027 2028
GDP ITA 0,45% 0,56% 0,94% 0,90% 0,35% -0,98% 0,80% 0,79% 0,65% -2,58% -1,75% 0,57% 0,45% 0,69% 0,96% 0,90%
GDP ZE 1,30% 1,30% 1,50% 1,60% 1,10% -0,50% 1,00% 1,60% 0,93% -2,00% -1,76% 1,50% 1,30% 1,70% 1,90% 2,00%
Inflazione ITA 1,72% 1,23% 1,34% 1,62% 1,80% 3,00% 2,40% 2,00% 1,62% 5,60% 4,35% 2,35% 1,72% 0,77% 1,49% 1,76%
Investimenti in
costruzioni 3,08% 1,80% 1,45% 0,71% 2,90% -1,65% 1,25% 0,66% 2,05% -5,05% -6,79% -2,07% 3,08% 2,48% 3,11% 1,14%
Investimenti in
macchinari 2,74% 2,89% 1,71% 1,21% 2,40% -1,50% 1,17% 0,65% 2,03% -9,34% -4,55% 3,06% 2,74% 3,69% 1,84% 9,53% Investimenti fissi 2,74% 1,98% 1,56% 1,01% 2,54% -1,23% 1,28% 0,81% 1,95% -5,61% -4,85% 0,19% 2,74% 2,93% 2,46% 1,14%
Tasso di
disoccupazione 6,28% 6,40% 6,50% 6,50% 6,28% 6,70% 6,70% 6,60% 6,15% 6,95% 7,85% 7,90% 6,28% 6,08% 6,20% 6,20% Domanda interna 0,51% 0,60% 0,76% 0,77% 0,46% -0,25% 0,51% 0,59% 0,63% -0,90% -0,44% -0,21% 0,51% 0,47% 0,53% 0,72%
Domanda mondiale
di petrolio 0,68% 0,77% 0,76% 0,66% 0,68% 0,38% 0,48% 0,48% 0,68% -1,15% 0,49% 0,68% 0,68% 0,77% 0,76% 0,66%
Produttività del
lavoro -0,25% -0,57% 0,06% 0,82% -0,65% -1,16% 0,73% 1,05% -0,33% -1,95% -1,23% 0,56% -0,25% 0,72% -0,31% 0,76%
Indice produzione
industriale -0,90% 0,82% 1,77% 1,87% -1,09% -2,18% 2,09% 1,77% 0,70% -3,88% -3,88% -3,88% -0,90% 4,30% 0,16% 0,92%
Propensione al
consumo -0,82% -0,77% -0,66% 0,27% -1,60% -0,78% -0,21% 0,38% 0,64% -0,26% 1,96% -0,54% -1,39% 1,49% 1,07% 1,12% Peso 55% 25% 15% 5% Indicatori utilizzati al 30 giugno 2025
Indicatori utilizzati
al 30.06.2025Centrale Avverso Moderato Budget stressato Favorevole 2025 2026 2027 2028 2025 2026 2027 2028 2025 2026 2027 2028 2025 2026 2027 2028
GDP ITA 0,57% 1,04% 0,87% 0,65% 0,04% -1,05% -0,42% 0,23% -2,35% -1,73% 1,29% 1,29% 0,82% 1,17% 0,88% 0,65%
GDP ZE 1,00% 1,50% 1,60% 1,60% 0,80% 0,40% 1,40% 1,50% -5,37% -1,62% 1,00% 0,00% 1,30% 1,90% 2,00% 2,00%
Inflazione ITA 1,67% 1,67% 1,19% 1,20% 1,27% 3,00% 1,08% 1,08% 3,18% 1,19% 1,60% 1,60% 1,33% 1,22% 1,34% 1,34%
Investimenti in
costruzioni -0,66% -0,66% -0,96% 0,58% -1,67% -4,35% -0,69% 0,97% -10,31% -11,89% 2,11% 2,11% -0,56% 0,02% 0,69% 1,01%
Investimenti in
macchinari 0,81% 0,81% 1,33% 1,46% -0,87% -3,50% -0,52% 1,96% -10,22% -4,60% -10,23% -10,23% 1,03% 1,61% 1,46% 1,21% Investimenti fissi -0,15% -0,15% 0,20% 1,04% -1,22% -3,12% -0,25% 1,40% -11,56% -10,89% -4,96% -4,96% -0,03% 0,79% 1,09% 1,17% Tasso di disoccupazione 6,50% 6,68% 6,70% 6,70% 6,40% 7,00% 7,50% 7,50% 8,51% 9,25% 8,98% 8,98% 6,28% 6,35% 6,40% 6,40% Domanda interna 0,89% 0,89% 0,76% 0,53% 0,83% 0,26% 0,49% 0,75% -1,32% -3,23% 0,01% 0,01% 0,89% 0,76% 0,53% 0,49% Domanda mondiale di petrolio 0,97% 0,87% 0,96% 0,76% 0,49% 0,48% 0,48% 0,48% -0,91% -0,49% 1,48% 0,00% 0,97% 0,87% 0,96% 0,76% Produttività del lavoro -0,04% -0,04% 0,83% 0,77% -0,15% -0,07% 0,73% 0,83% -1,87% -1,15% 1,04% 1,04% 0,71% 1,25% 0,46% 0,71%
Indice produzione
industriale 0,10% 0,10% 2,10% 2,21% 0,83% 3,89% 3,09% 4,09% -1,45% -0,79% 5,29% 5,29% 1,67% 3,58% 0,48% 1,26%
Propensione al
consumo -0,24% 0,00% -0,33% -0,47% -0,64% -0,97% 0,11% 0,26% 0,50% -5,85% -1,38% 0,00% -0,85% 0,33% -0,49% -0,33% Peso 25% 51% 23% 1% Analisi di sensitività degli scenari In occasione della revisione dei parametri utilizzati per il calcolo IFRS9 del bilancio di giugno 2026, Crédit Agricole Italia ha svolto una stima di sensitivity del valore di ECL a fronte dei differenti scenari macroecono-
mici forniti dalla funzione ECO del Gruppo Crédit Agricole, specializzata in studi macroeconomici. Per con-
durre la stima di impatto, a fronte dei differenti scenari identificati, è stata associata la ponderazione massima a ciascuno scenario azzerando ogni volta il contributo degli altri nella determinazione dei parametri di rischio prospettici e valutando, in questo modo, il contributo marginale di ciascuno scenario alla determinazione del risultato finale.
Le stime di sensitivity sono state condotte sulle elaborazioni di marzo 2026 in ambiente di laboratorio e suc-
cessivamente applicate ai dati di chiusura di giugno 2026. L’applicazione delle variazioni osservate ai risultati delle elaborazioni di giugno 2026 per Crédit Agricole Italia è riepilogata nella tabella in calce che mostra il ventaglio di valori ottenibili con la metodologia sopra descritta.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 89
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
€/mln Esposizione EAD ECL MultiscenarioAnalisi di sensitivity: ECL per singolo scenario
Centrale Avverso
moderatoBudget
stressatoFavorevole
RETAIL 42.652 41.610 175 160 190 250 134
Stage 1 39.809 38.803 40 34 51 63 24 Stage 2 2.843 2.807 135 126 140 187 110
CORPORATE/
ALTRO 61.535 36.804 236 207 263 311 180
Stage 1 53.417 31.675 52 46 62 73 39 Stage 2 8.118 5.129 184 161 201 238 141
TITOLI 8.979 8.979 14 12 16 24 9
Stage 1 8.969 8.969 13 11 15 23 9 Stage 2 11 11 1 1 1 1 0
TOTALE 113.166 87.394 425 377 472 613 314
Scostamento -11,5% 10,9% 44,0% -26,2% Peso 60% 25% 10% 5% La tabella espone il risultato dell’analisi di sensitività applicata all’ECL in funzione degli scenari simulati e la relativa percentuale di scostamento dal “multi-scenario” utilizzato per l’ECL contabile, la quale può variare si-
gnificativamente: da 314 milioni di euro con lo scenario Favorable (riduzione del -26,2%) a 613 milioni di euro con lo scenario Stress budgétaire utilizzato per le simulazioni di budget in condizioni di stress (incremento del 44%). Il dato contabilizzato di 425 milioni di euro rispecchia le ponderazioni concentrate sugli scenari Central e Adverse modéré.
Aggiornamenti primo semestre 2026 Dal punto di vista metodologico, gli interventi introdotti nel primo semestre 2026 sono stati relativi a:
• aggiornamento dei parametri forward looking a seguito della ricezione dei nuovi macro-scenari economici forniti dal centro studi di Crédit Agricole S.A. (ECO) e aggiornamento dei parametri PD e LGD retail in base ai modelli RTCP;
• rimozione dell’overlay relativo al motore Forbereance in condivisione con Crédit Agricole S.A. DRG;
• rimozione dell’overlay relativo ai modelli di Early Warning (progetto projet d’alerte précoce), in quanto gli esiti del motore di Early Warning sono stati integrati nel framework IFRS9 a partire dal primo trimestre 2026 (si veda punto seguente);
• declassamento in stage 2 per le posizioni in watchlist secondo l’indicatore interno di Early Warning (IMA – Indicatore di Monitoraggio Andamentale) in base alle informazioni più aggiornate alla data del calcolo, ovvero al mese precedente la data di riferimento per le posizioni del segmento Retail e due mesi precedenti la data di riferimento per le posizioni del segmento Corporate;
• rimozione del declassamento diretto in stage 2 delle posizioni in watchlist per almeno tre degli ultimi quat-
tro mesi rispetto alla data di riferimento vista l’integrazione del motore di Early Warning nel framework
IFRS 9;
• introduzione di un overlay in riduzione al fine di anticipare il beneficio derivante dalla modifica della pon-
derazione degli scenari stabilita dal COCOR del 19 giugno. La firma dell’accordo tra USA e IRAN avvenuta il 15 giugno e la conseguente diminuzione del prezzo del petrolio non hanno modificato significativamente gli scenari previsionali, ma hanno reso meno probabili scenari fortemente avversi. Come indicato prece-
dentemente alla luce di queste evidenze, il COCOR ha previsto un cambio di ponderazione rispetto a quella utilizzata per l’aggiornamento dei parametri forward looking, dando più rilevanza allo scenario favorevole rispetto a quello fortemente avverso. Per questioni temporali però non è stato possibile aggiornare le curve con le nuove ponderazioni stabilite; pertanto, si è deciso di tenere conto del beneficio atteso tramite un aggiustamento manuale di ECL in riduzione.
Tali interventi sono riepilogati assieme agli altri nel paragrafo seguente “overlay/post-model adjustments”.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 90 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Overlay/Post model adjustments A seguito del calcolo ECL Forward Looking Local relativo a giugno 2026, il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha effettuato management overlays, i quali possono essere ricondotti a due tipologie:
• aggiustamenti effettuati su specifiche posizioni:
–a seguito della missione OSI corporate sono stati declassati in stage 2 specifici dossier relativi alla Credit File Review e il relativo coverage aumentato come da indicazione del team ispettivo;
–aggiustamenti su singole posizioni che permettono di allineare i risultati alle aspettative – in termini di profilo di rischio – del gruppo di lavoro IFRS 9. Secondo il processo normato, sulla base dei risultati ot-
tenuti applicando la metodologia di calcolo definita dal Gruppo e sulla base delle informazioni gestionali delle singole controparti, nel caso in cui il valore di perdita attesa associato ad una specifica contro-
parte non rispecchi esattamente la rischiosità della stessa, è possibile effettuare la modifica manuale dell’accantonamento della controparte ad un livello considerato come appropriato. Fanno parte degli aggiustamenti single-names eseguiti sul 30 giugno 2026 anche le rettifiche del valore di ECL associato ad esposizioni verso:
–Banca d’Italia;
–Tesoro dello Stato;
–posizioni infragruppo (con effetti sui bilanci individuali delle entità del Gruppo);
–declassamento diretto in stage 2:
–delle posizioni Retail Imprese con PD superiori o uguali a 11% e delle posizioni Corporate con PD supe-
riori o uguali a 5% (cosiddetti rating sensibili);
–delle posizioni pre-sensibili, ovvero dei clienti Retail con rating I08 e P07 e dei clienti Corporate con
rating D-;
–dei clienti appartenenti al settore vendita al dettaglio automotive e della produzione della componen-
tistica;
–dei contratti POCI (Purchased or Originated Credit Impaired) acquisiti nell’ambito dell’operazione Creval in Stage 3 e rientrati in bonis nel corso degli anni;
–dei clienti comuni segnalati in stage 2 da altre entità del gruppo;
• aggiustamenti di portafoglio effettuati tramite allocazione degli importi identificati su tutte le posizioni in proporzione all’ECL. Rientrano in tale fattispecie i seguenti interventi:
–intervento legato a potenziali finding metodologici relativi alla missione OSI corporate attualmente in
corso;
–intervento sui settori volto a considerare la maggiore rischiosità dei settori a maggiore consumo energe-
tico, crescente a causa alle conseguenze dell’attuale crisi sullo scenario economico futuro;
–intervento atto a mitigare gli impatti sulle svalutazioni a fronte della presenza di garanzie statali (applica-
zione alla quota garantita). Inoltre, in continuità con i trimestri precedenti per il perimetro Crédit Agricole Italia è stato considerato il coverage dei titoli di stato;
–intervento legato a possibili sottostime del parametro LGS Retail (emerso durante analisi di backtesting) che impatta le curve LGD impiegate in ambito IFRS9;
• ulteriori interventi di allocazione fondi su specifici portafogli o sul portafoglio complessivo della clientela Bonis alla data di riferimento. Nel primo semestre 2026, sono stati considerati i seguenti interventi:
–correttivi richiesti dal Servizio Convalida in sede di review annuale facente riferimento al prossimo ag-
giornamento del modello di pre-payment;
–add-on che anticipa dei correttivi della base dati legati ai contratti bullet e amortizing;
–intervento che anticipa il beneficio derivante dalla riponderazione degli scenari avvenuta a seguito del COCOR del 19 giugno che ha ridotto la ponderazione dello scenario macro-economico fortemente avver-
so a fronte del miglioramento delle condizioni geo-politiche.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 91
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
RISCHIO DI MERCATO
PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE
Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia non è caratterizzato da una significativa attività di trading proprie-
tario, inoltre Crédit Agricole Italia S.p.A., in qualità di entità sub-consolidante del Gruppo Crédit Agricole, è assoggettata alle normative Volcker Rule e “Loi française de séparation et de régulation des activitès bancaires” (LBF) che impongono il divieto di effettuare operazioni speculative per conto proprio.
L’attività di negoziazione è, quindi, strumentale al soddisfacimento delle esigenze della clientela.
Il dispositivo di controllo sui rischi di mercato garantito da Crédit Agricole Italia S.p.A. verso tutte le entità del Gruppo assicura nel continuo il mantenimento di un livello di rischio coerente con gli obiettivi prefissati.
Le entità del Gruppo calcolano gli assorbimenti patrimoniali di primo pilastro relativi al Rischio di Mercato utilizzando metodologie standardizzate, stante la scarsa significatività delle esposizioni a rischio.
PORTAFOGLIO BANCARIO
L’attività di gestione e controllo dell’equilibrio finanziario (Asset & Liability Management) è riferita a tutte le esposizioni bancarie appartenenti al portafoglio bancario. Gli impatti seguenti a modifiche nella struttura del-
la curva a termine dei tassi di interesse sul margine di interesse e sul valore economico del capitale, vengono monitorati e mitigati da apposite operazioni di copertura stipulate tramite derivati con sottostante tassi di interesse, anche per mezzo di opportune modellizzazioni delle poste di bilancio e dei trend comportamentali (behavioural models).
Crédit Agricole Italia, in qualità di Capogruppo, esercita il coordinamento sui profili di rischio tasso e di ri-
schio prezzo del portafoglio bancario del Gruppo, gestendo in modo accentrato l’operatività finanziaria e le attività di misurazione e controllo dei rischi.
Il modello di Governo attribuisce:
• al Comitato ALM il compito di indicare le linee strategiche e di indirizzo della funzione di gestione, di vali-
dare la corretta applicazione delle norme e delle metodologie di misurazione dell’esposizione al rischio di tasso d’interesse, di esaminare il reporting fornito dalla Funzione Finanza e di deliberare eventuali inter-
venti da porre in atto;
• al Comitato Rischi e Controllo Interno il compito di esaminare gli esiti del controllo sul rispetto dei limiti e soglie di allerta di Risk Appetite Framework (RAF) e Strategia Rischi e le eventuali procedure di allerta avviate.
Conformemente alle norme di Gruppo e alla normativa prudenziale, il sistema dei limiti relativi al rischio di tasso di interesse è rivisto di norma annualmente all’interno del processo di RAF, con declinazione operati-va nella Strategia Rischi di Crédit Agricole Italia che viene presentata al Comitato Rischi del Gruppo Crédit Agricole ed approvata dal Consiglio di Amministrazione delle singole entità. Altresì vengono presentati al Comitato Validazione Modelli Interni gli esiti della validazione iniziale e periodica dei modelli interni ed ester-
ni di stima dei rischi finanziari censiti nella Cartografia Modelli in uso nel Gruppo per la gestione del rischio modello.
Il sistema dei limiti si articola in limiti globali, limiti operativi e soglie di allerta (declinati per ogni singola entità del Gruppo).
Relativamente ai limiti sul tasso d’interesse la Strategia Rischi ha confermato:
• limite globale in termini di Valore Attuale Netto (VAN);
• limite globale di gap suddiviso in diverse fasce temporali;
• limite globale in termini di VAN Index.
Per quanto riguarda il rischio di prezzo del portafoglio bancario, sono definiti dei limiti globali in base alla tipologia di strumenti detenibili, espressi con riferimento a metriche di comune utilizzo (Fair Value, valore nominale), e sono individuati dedicati limiti globali e soglie di allerta relativamente a esercizi di stress test sul Fair Value di portafoglio.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 92 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
ATTIVITÀ DI COPERTURA DEL FAIR VALUE
L’attività di copertura del rischio di tasso d’interesse si pone l’obiettivo di immunizzare il portafoglio bancario dalle variazioni nel valore di raccolta e impieghi, causate dai movimenti avversi della curva dei tassi d’inte-
resse.
I principali strumenti finanziari per la gestione delle coperture del rischio di tasso di interesse sono rappre-
sentati dalle Interest Rate Option e dagli Interest Rate Swap che, per loro natura, sono contratti che afferi-
scono al rischio di tasso “puro”. In particolare, sono oggetto di copertura i prestiti obbligazionari emessi a tasso fisso (copertura specifica), i mutui con componenti opzionali erogati alla clientela (copertura generica), i titoli di stato (copertura specifica), i conti correnti coperti attraverso operazioni di macro hedging (coper-
tura generica) e i mutui a tasso fisso coperti attraverso operazioni di macro hedging (copertura generica).
Nel rispetto delle norme di bilancio, l’attività di verifica dell’efficacia delle coperture è svolta dalla Finanza, che mensilmente effettua i relativi test e mantiene la formale documentazione per ogni relazione di coper-
tura.
RISCHIO DI LIQUIDITÀ
Il dispositivo di gestione ed inquadramento del Rischio di Liquidità mira ad assicurare la continuità delle atti-
vità essenziali a fronte del rischio di illiquidità e della riduzione delle risorse. Il modello di gestione comprende metodologie di misurazione ed aggregazione dei rischi e di stress testing coerenti con la normativa UE e con le norme del sistema di gestione della liquidità del Gruppo Crédit Agricole.
Il sistema dei limiti è basato su scenari di stress il cui fine è garantire un surplus di liquidità su vari orizzonti temporali e scenari di gravità crescente. Le ipotesi di stress coprono crisi idiosincratiche, crisi sistemiche e crisi globali.
Dal punto di vista regolamentare la soglia di rischio di liquidità di breve termine è rappresentata dall’indi-
catore Liquidity Coverage Ratio (LCR), che al 30 giugno 2026 a livello di Gruppo si attesta a 192,89% e si conferma stabilmente oltre i livelli di conformità.
Inoltre, è stata definita una soglia di allerta sul rifinanziamento a breve termine con controparti di mercato (RCT – Refinancement Court Term) che mira a limitare l’esposizione di mercato a breve termine sull’orizzonte temporale di un anno e una soglia di allerta sull’indicatore DCC (Différence Collecte Crédit) che garantisce un adeguato livello di copertura degli impieghi clientela attraverso la raccolta clientela.
Il monitoraggio del rischio di liquidità con un orizzonte temporale di più lungo termine è rappresentato a li-
vello regolamentare dall’indicatore Net Stable Funding Ratio (NSFR). La composizione di tale indicatore, che deve essere superiore al 100%, prevede al numeratore la raccolta (ASF - Available Stable Funding), mentre al denominatore gli elementi dell’attivo di bilancio (RSF - Required Stable Funding). Il ratio NSFR a livello di Gruppo si è sempre mantenuto su livelli ampiamente superiori al 100% .
La gestione della liquidità di medio lungo periodo prevede anche l’individuazione di soglie di allerta e limiti attraverso la definizione degli indicatori Position en Resources Stables (PRS) e Concentration des échéances MLT. Essi mirano a garantire l’equilibrio tra le risorse stabili (di mercato, clientela e mezzi propri) e gli impieghi durevoli (di mercato, clientela, immobilizzazioni ed investimenti), nonché a limitare la concentrazione delle scadenze della raccolta a medio/lungo termine.
La Banca monitora altresì il rischio di liquidità infragiornaliero attraverso un insieme di indicatori dedicati, sviluppati in coordinamento con la Capogruppo, calcolati con cadenza settimanale e mensile, sia in condi-
zioni di mercato normali sia in condizioni di stress. La struttura dei limiti è completata da ulteriori indicatori gestionali, nonché indicatori di allerta previsti nel Contingency Funding Plan.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 93
SommarioIntroduzione
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della Capogruppo
RISCHI OPERATIVI
RIPARTIZIONI DELLE PERDITE
Le perdite operative pure nette contabilizzate dal Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia nel primo semestre 2026 ammontano a circa 10 milioni di euro.
In merito alle fonti di manifestazione del rischio operativo, si evidenzia la distribuzione delle perdite contabi-
lizzate, a fine giugno 2026, per tipologie di evento (LET, “Loss Event Type”), al netto dei recuperi non assicu-
rativi ed escludendo le perdite di confine con il rischio di credito (cosiddette “boundary”).
35% 30%
25% 20%
15% 10%
5%
0%9,3%33,3%
5,0%
1,5%
Errori operativi18,8%
Pratiche commercialiRisorse umane e sicurezza Illeciti esterniIlleciti interni0,3%31,8% Sistemi tecnologiciDisastri o altri eventi
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 94 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
RISCHIO DI SICUREZZA INFORMATICA
Nei documenti di Policy Interna, conformemente alle disposizioni normative si definisce come rischio infor-
matico “qualunque circostanza ragionevolmente identificabile in relazione all’uso dei sistemi informatici e di rete che, qualora si concretizzi, può compromettere la sicurezza dei sistemi informatici e di rete, di eventuali strumenti o processi dipendenti dalle tecnologie, di operazioni e processi, oppure della fornitura dei servizi causando effetti avversi nell’ambiente digitale o fisico”.
La Governance, per quanto riguarda gli aspetti di gestione della sicurezza e della gestione del rischio ICT, si basa sui seguenti criteri:
• formalizzazione dei ruoli e responsabilità in materia di sicurezza informatica e Resilienza Operativa;
• attuazione del principio di segregazione dei compiti, al fine di ripartire in modo opportuno le responsabi-
lità;
• valutazione dell’analisi del rischio informatico eseguita con cadenza periodica o a fronte di cambiamenti significativi. In funzione del livello di rischio vengono identificate le misure di sicurezza a mitigazione dello stesso. L’attività di analisi del rischio è condotta anche a fronte di nuove iniziative o progetti che presen-
ta-no impatti sul sistema informativo della Banca.
Ai fini di analisi e valutazione del rischio ICT e di sicurezza sulle risorse informatiche, il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia applica e sviluppa i concetti fondamentali della metodologia di analisi dei rischi della capogruppo Crédit Agricole S.A., integrandola, per giungere ad una rappresentazione complessiva dello stato di rischio, attraverso:
• l’applicazione della tassonomia dei rischi del sistema informativo (Themerit) definita dalla Capogruppo Crédit Agricole S.A. e articolata in nove ambiti di rischio (Governance, Operation &Incident, Application project & Development, Sicurezza ICT, Cybersecurity, Resilience, Obsolescenze, Suppliers e Compliance);
• la realizzazione di un Risk Self Assessment sui processi impattati dal rischio informatico;
• la raccolta e l’analisi degli incidenti IT e delle relative perdite operative;
• l’applicazione nel continuo del complessivo framework dei controlli permanenti;
• la predisposizione di flussi informativi verso il top management e il CdA relativamente alla situazione del rischio informatico.
Nell’ambito dell’attività progettuale dell’adeguamento al Regolamento DORA (Regolamento sulla resilienza operativa digitale per il settore finanziario) il Gruppo CAI ha identificato una lista di Funzioni essenziali o importanti (cosiddette CIF, Critical Important Function) sulle quali estende le attività di verifica e controllo in ambito di rischi legati alla resilienza operativa. In ottemperanza alla normativa le CIF sono state definite come “funzioni la cui interruzione comprometterebbe sostanzialmente i risultati finanziari di un’entità finanziaria o ancora la solidità o la continuità dei suoi servizi e delle sue attività, o la cui esecuzione interrotta, carente o insufficiente comprometterebbe sostanzialmente il costante adempimento, da parte dell’entità finanziaria, delle condizioni e degli obblighi inerenti alla sua autorizzazione o di altri obblighi previsti dalla normativa applicabile in materia di servizi finanziari”.
Nel corso del 2025 è stata completata l’attività di analisi di rischio sulle CIF sulla base del modello di rischio che ricalca le prassi già in uso presso la struttura dei Rischi Operativi rappresentando i risultati al CDA del 2026. Nel corso del primo semestre si è poi riverificato il perimetro delle CIF confermando l’insieme definito in fase di primo impianto. Si è inoltre provveduto a aggiornare il Documento di Orientamento Strategico in materia di Resilienza (DORS).
Per il primo semestre 2026 RCP ha continuato l’attività di monitoraggio del rischio informatico con i presidi attivati nei precedenti esercizi. In particolare, mediante la rendicontazione e il reporting tramite i seguenti
documenti:
• Report Rischi che prevede la rendicontazione del rischio informatico al Consiglio di Amministrazione del Crédit Agricole Group Solutions con aggiornamenti trimestrali;
• rendicontazione dei controlli permanenti con frequenza almeno semestrale a copertura di tutti gli ambiti di rischio informatico identificati;
• relazione annuale sul rischio informatico: ovvero la relazione sintetica del rischio informatico e che ha riguardato analisi specifiche per l’anno 2025;
• relazione annuale sui rischi correlati alle attività eseguite da terze parti, dove sono state fatte anche speci-
fiche considerazioni sulle esternalizzazioni ICT;
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte E 95
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
• informativa all’interna del Report Rischi della Banca sulla situazione del rischio informatico al Consiglio di Amministrazione di Crédit Agricole Italia;
• parere sul documento di Riesame del Quadro del Rischio Informatico previsto dalla normativa DORA.
Nel primo semestre del 2026 è stata avviata l’annuale attività di revisione dei controlli permanenti, in consi-
derazione anche dei nuovi punti di controllo richiesta dalla casamadre Crédit Agricole S.A.. La prima rendi-
contazione a seguito della revisione sarà eseguita a partire da luglio 2026.
Le attività a presidio del rischio informatico e i monitoraggi attuati hanno riportato una bassa esposizione a rischi rilevanti evidenziando quindi una situazione positiva e sotto controllo.
RISCHI CLIMATICI E AMBIENTALI
Nel corso del 2026, il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha avviato le attività di messa in conformità ai nuovi requisiti normativi rappresentati dagli “Orientamenti sulla gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance” entrati in vigore l’11 gennaio 2026 e dagli “Orientamenti per l’analisi degli scenari ambientali” che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027. Rispetto al primo testo normativo l’EBA impone l’integrazione strutturale dei rischi ESG nei sistemi di governance e gestione del rischio, richiedendo all’organo direttivo di supervisionare direttamente tali fattori e adottare piani di transizione prudenziali. Il framework in ambito ambientale viene, a seguire, ulteriormente rafforzato dal Regolatore rispetto agli scenari richiedendo alle istituzioni finanziarie di valutare l’impatto dei rischi climatici sulla propria stabilità attraverso una doppia prospettiva: stress test a breve termine e analisi di resilienza per il lungo termine. Le norme costituiscono l’evoluzione vincolante della “Guida sui rischi climatici e ambientali - Aspettative di vigilanza in materia di gestione dei rischi e di informativa” pubblicata a novembre 2020.
Proseguono inoltre le ordinarie attività afferenti ai rischi climatici e ambientali tra le quali: rafforzamento del framework dei controlli permanenti, la pubblicazione della CSR 2025, prosecuzione del graduale recepimen-
to delle politiche settoriali, avvio di attività per il rafforzamento della strategia climatica del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia in ambito decarbonizzazione dei portafogli, reporting periodici interni di monitoraggio, redazione di pareri ad hoc sulle tematiche di sostenibilità (nuovi prodotti, processo di valutazione rafforzata dei dossier creditizi che rientrano in specifiche casistiche relative a temi ESG, policy settoriali), evoluzione delle metodologie di stress test climatico ed esecuzione di un esercizio interno nel corso del primo semestre dell’anno.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte F 96 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PARTE F - INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO
CONSOLIDATO
Patrimonio netto
Voci 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assolute %
Capitale sociale 1.102.071 1.102.071 - -
Sovrapprezzo di emissione 3.495.378 3.495.378 - -
Riserve 2.797.728 2.467.635 330.093 13,4 Strumenti di capitale 960.000 740.000 220.000 29,7 Riserve da valutazione di attività finanziarie con impatto sulla redditività complessiva -6.555 -315 6.240 Riserve di valutazione utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti -44.056 -43.456 600 1,4 Azioni proprie -8 -8 - -
Utile di periodo 478.115 796.997 -318.882 -40,0 Totale patrimonio netto contabile 8.782.673 8.558.302 224.371 2,6 Fondi propri e adeguatezza patrimoniale*
30.06.2026 31.12.2025
Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) 6.026.234 5.870.184 Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) 960.000 740.000 Capitale di classe 1 (Tier 1 - T1) 6.986.234 6.610.184 Capitale di classe 2 (Tier 2 -T2) 1.214.529 1.131.148 Fondi propri 8.200.763 7.741.333 Attività di Rischio Ponderate 45.526.138 43.759.890 di cui per rischio di credito e di controparte e di aggiustamento della valutazione del credito 35.353.373 32.729.336
COEFFICIENTI DI CAPITALE
Common Equity Tier 1 ratio 13,2% 13,4% Tier 1 ratio 15,3% 15,1% Total Capital ratio 18,0% 17,7%
* I dati esposti in tabella sono relativi al perimetro di consolidamento prudenziale, che secondo quanto disposto dalla normativa viene effettuato per i componenti del Gruppo Bancario. Alla data del 30 giugno 2026 il Gruppo Bancario Crédit Agricole è costituito da Crédit Agricole Italia S.p.A., Crédit Agricole Group Solutions S.c.p.a., Crédit Agricole Leasing Italia S.r.l, Crédit Agricole Italia OBG S.r.l., Stelline Real Estate S.p.A. e Crédit Agricole Reale Estate Italia S.p.A..
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte G 97
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della Capogruppo
PARTE G - OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE
RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D’AZIENDA
Nel primo semestre 2026 non hanno avuto luogo operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte H 98 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PARTE H - OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
La disciplina emanata da Banca d’Italia, in data 12 dicembre 2011, in tema di attività di rischio e conflitti di in-
teresse nei confronti di soggetti collegati, si inserisce nel quadro normativo dedicato alle parti correlate (art.
2391 bis c.c., art. 53 TUB, Regolamento CONSOB n. 17221/10) e mira “a presidiare il rischio che la vicinanza di taluni soggetti ai centri decisionali della banca possa compromettere l’oggettività e l’imparzialità delle deci-
sioni relative alla concessione di finanziamenti ed altre transazioni nei confronti di tali soggetti, con possibili distorsioni nel processo di allocazione delle risorse, esposizione della banca a rischi non adeguatamente misurati o presidiati, potenziali danni per depositanti e azionisti”. Tale normativa, come è noto, è entrata in vigore il 31 dicembre 2012 e, conseguentemente, si è provveduto ad effettuare la prima segnalazione di vigi-
lanza il 31 marzo 2013, così come richiesto dalle Autorità.
Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia si era già dotato di un Regolamento per le operazioni con parti correlate in recepimento della originaria normativa CONSOB del 2010; successivamente in data 11 dicembre 2012, Crédit Agricole Italia ha approvato, in ossequio alla normativa di Banca d’Italia, il documento “Rego-
la-mento per le Attività di Rischio e Conflitti di interessi nei confronti di Soggetti Collegati al Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia”, al fine di dotare il Gruppo di un’apposita normativa interna in materia e per rendere organiche ed uniformi le varie discipline in essere, successivamente aggiornato in data 29 luglio 2014.
In data 25 luglio 2018, il Consiglio di Amministrazione di Crédit Agricole Italia ha approvato l’adozione del nuovo “Regolamento per le Operazioni con Soggetti Collegati”, successivamente recepito dalle altre banche e società del Gruppo Bancario che formalizzava, in un unico corpo normativo, le procedure che le Banche e le Società del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia dovevano applicare alle operazioni con soggetti colle-
gati, in ottemperanza alle normative allora in vigore della CONSOB e della Banca d’Italia. Successivamente, la delibera Consob n. 21624 del 10 dicembre 2020 ha apportato modifiche al Regolamento Operazioni con Parti Correlate di cui alla precedente delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010. Le modifiche introdotte sono entrate in vigore dal 1° luglio 2021, per cui si è reso necessario provvedere all’allineamento del “Regolamento per le Operazioni con Soggetti Collegati” del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia.
Nel documento sono state, inoltre, recepite le modifiche introdotte con il 33° aggiornamento del 23 giugno 2020 della Circolare n. 285/2013 “Disposizioni di Vigilanza per le banche - Attività di rischio e conflitti di inte-
ressi nei confronti di soggetti collegati”, che ha aggiunto il nuovo Capitolo 11 nella Parte III, già contenuto nella Circolare n. 263/2006, adeguandolo al nuovo quadro normativo e, in particolare, ha escluso, a determinate condizioni, le partecipazioni in imprese assicurative dall’applicazione dei limiti prudenziali.
Successivamente Banca d’Italia, attraverso il 35° aggiornamento della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 165 del 15 luglio 2021, ha disposto l’obbligo per le banche di adeguarsi – entro il 31 gennaio 2022 – a quanto previsto dall’articolo 88, paragrafo 1, capoversi 4 e 5, della direttiva (UE) 2013/36 (CRD), come modificata dalla direttiva (UE) 2019/878 (CRD V), in materia di prestiti agli esponenti e alle loro parti correlate. Pertanto, nel mese di gennaio 2022 il Regolamento è stato aggiornato, recependo le nuove disposizioni della Vigilanza.
In conseguenza del mutato assetto societario venutosi a determinare nel perimetro del Gruppo con la fusione del Credito Valtellinese S.p.A. e di Crédit Agricole FriulAdria S.p.A. nella Capogruppo Crédit Agricole Italia S.p.A., si è reso opportuno provvedere ad un ulteriore aggiornamento del Regolamento per le Operazioni con Soggetti Collegati.
Infatti, l’assenza nel perimetro del Gruppo Bancario di entità con azioni quotate/diffuse tra il pubblico in maniera rilevante, ha sollevato la Banca dall’obbligo di applicare le disposizioni contenute nel Regolamento Consob n. 17221 in materia di parti correlate.
Pertanto, il Consiglio di Amministrazione in data 17 marzo 2026 ha proceduto ad approvare il suddetto Regolamento nella sua versione ultima aggiornata.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha, inoltre, approvato le Politiche Interne in materia di con-
trolli sulle attività di rischio e sui conflitti di interesse nei confronti dei Soggetti Collegati del Gruppo. Detto documento descrive, in relazione alle caratteristiche operative e alle strategie della Banca e del Gruppo, i settori di attività e le tipologie di rapporti di natura economica – anche diversi da quelli comportanti assun-
zione di attività di rischio – in relazione ai quali possono determinarsi conflitti d’interesse, nonché i presidi inseriti negli assetti organizzativi e nel sistema dei controlli interni per assicurare il rispetto costante dei limiti prudenziali e delle procedure deliberative richiamate nel succitato Regolamento.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte H 99
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della Capogruppo
Il “Regolamento per le Operazioni con Soggetti Collegati”, oltre ad individuare le parti correlate e i relativi soggetti connessi del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, stabilisce, in conformità ai principi dettati dalla Disciplina di riferimento sulle parti correlate, i procedimenti e le regole volte ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate e relativi soggetti connessi rea-
lizzate da Crédit Agricole Italia direttamente o per il tramite di sue società controllate. Il citato Regolamento definisce altresì i casi, i criteri, le condizioni e le circostanze nei quali, fermi gli adempimenti comunque richie-
sti, è consentita l’esclusione parziale o integrale dell’applicazione delle disposizioni contenute nello stesso.
Esso recepisce inoltre i limiti prudenziali per le attività di rischio nei confronti dei soggetti collegati, stabilisce le modalità con cui si istruiscono e si approvano le operazioni con parti correlate, definisce regole puntuali con riguardo alle operazioni con parti correlate effettuate dalle società appartenenti al Gruppo e fissa mo-
dalità e tempi con cui le informazioni e l’idonea documentazione relativa alle operazioni vengono fornite, (i) agli amministratori indipendenti/comitato parti correlate nonché, ove necessario, (ii) agli organi di controllo.
Per quanto riguarda l’aspetto dei controlli, vengono svolte, a diverso titolo e nelle differenti fasi del proces-
so, da parte delle diverse funzioni aziendali interessate, le necessarie attività di presidio al fine di garantire il rispetto costante dei limiti prudenziali e delle procedure deliberative stabiliti dalla normativa, perseguendo, altresì, l’obiettivo di prevenire e gestire correttamente i potenziali conflitti di interesse inerenti ai rapporti intercorrenti con i soggetti collegati.
PERIMETRO DELLE PARTI CORRELATE
I principi contabili internazionali disciplinano l’informativa sulle operazioni con parti correlate ai sensi dello IAS 24, principio approvato con Regolamento (UE) n. 1126/2008 e successivi aggiornamenti.
In base alla definizione contenuta nel paragrafo 9 dello IAS 24, una parte correlata è una persona o un’entità correlata all’entità che redige il bilancio. In particolare:
• una persona, o un suo stretto familiare, che:
(i) ha il controllo o il controllo congiunto dell’entità che redige il bilancio;
(ii) ha un’influenza notevole sull’entità che redige il bilancio, o (iii) è uno dei dirigenti con responsabilità strategiche dell’entità che redige il bilancio o di una sua con-
trollante (intesa come Crédit Agricole S.A.);
• un’entità cui si applica una qualsiasi delle seguenti condizioni:
(i) l’entità e l’entità che redige il bilancio fanno parte dello stesso gruppo, il che significa che ciascuna controllante, controllata e società del gruppo è correlata alle altre;
(ii) è una collegata o una joint venture dell’altra entità (o una collegata o una joint venture facente parte del gruppo di cui fa parte l’altra entità inteso come il Gruppo Crédit Agricole Italia);
(iii) è una joint venture di una stessa terza controparte;
(iv) è una joint venture di una terza entità e l’altra entità è una collegata della terza entità;
(v) è costituita da un piano per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti dell’entità che redige il bilancio o di un’entità ad essi correlata;
(vi) è controllata o controllata congiuntamente da una persona identificata al punto (a);
(vii) una persona identificata al punto (a)(i) ha un’influenza significativa sull’entità o è uno dei dirigenti con responsabilità strategiche dell’entità (o di una sua controllante);
(viii) l’entità, o un qualsiasi membro di un gruppo a cui essa appartiene, presta servizi di direzione con responsabilità strategiche all’entità che redige il bilancio o alla controllante dell’entità che redige il bilancio.
Nella definizione di parte correlata, come previsto dal paragrafo 12 dello IAS 24, una società collegata com-
prende le controllate della società collegata e una joint venture comprende le controllate della joint venture.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte H 100 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Si considerano stretti familiari di una persona quei familiari che ci si attende possano influenzare o essere influenzati da tale persona nei loro rapporti con l’entità, tra cui:
• i figli e il coniuge o il convivente di quella persona;
• i figli del coniuge o del convivente di quella persona;
• le persone a carico di quella persona o del coniuge o del convivente di quella persona.
Tali soggetti sono riportati nella colonna “Altre parti correlate” della tabella riportata al paragrafo “Informa-
zioni sulle transazioni con parti correlate”.
Vengono di seguito fornite le informazioni sulle transazioni con parti correlate come richiesto dalla circolare n. 262 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione” del 22 dicembre 2005, emanata dalla Banca d’Italia, e successivi aggiornamenti, in linea con quanto previsto nello IAS 24.
INFORMAZIONI SULLE TRANSAZIONI CON PARTI CORRELATE
Le operazioni sono costituite dalle transazioni con soggetti collegati (parti correlate e relativi soggetti con-
nessi), che comportano assunzione di attività di rischio, trasferimento di risorse, servizi o obbligazioni, indi-
pendentemente dalla previsione di un corrispettivo, incluse le operazioni di fusione e di scissione.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte H 101
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della Capogruppo
Principali rapporti patrimoniali con parti correlate Tipologia parti correlate Cassa e
disponibilità
liquideAttività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
a conto
economicoAttività
finanziarie
valutate al
fair value con
impatto sulla
redditività
complessiva Attività
finanziarie
valutate
al costo
ammortizzato:
crediti verso
clientela Attività
finanziarie
valutate
al costo
ammortizzato:
crediti verso
banchePassività
finanziarie
valutate
al costo
ammortizzato:
debiti verso
clientelaPassività
finanziarie
valutate
al costo
ammortizzato:
debiti verso
bancheGaranzie
rilasciate
Controllante 282.597 - - - 2.920.408 - 1.567.234 18.004 Entità esercitanti influenza notevole sulla Società - - - - - 51.262 - -
Collegate - - - 940 - 5.894 - 994 Amministratori e dirigenti
con responsabilità
strategiche - - - 7.310 - 10.720 - 231 Altre parti correlate 57.505 83.722 3.508 4.917.742 1.242.722 649.221 34.595 143.242 Totale 340.102 83.722 3.508 4.925.992 4.163.130 717.097 1.601.829 162.471 Principali rapporti economici con parti correlate Importi in migliaia di euro Interessi
nettiCommissioni
netteSpese per il
personale
Controllante -43.728 -1.417 -131 Entità esercitanti influenza notevole sulla Società -609 81 -
Collegate - 31 -
Amministratori e dirigenti con responsabilità strategiche 62 142 -5.556 Altre parti correlate 93.779 315.405 858
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte L 102 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PARTE L - INFORMATIVA DI SETTORE
L’OPERATIVITÀ E LA REDDITIVITÀ PER AREE DI BUSINESS
In conformità all’IFRS 8 “Segmenti operativi”, i dati relativi all’operatività ed alla redditività per aree di busi-
ness sono stati esposti adottando il “management reporting approach”.
In particolare l’elaborazione del Segment Reporting, in osservanza delle disposizioni Banca d’Italia, è stata ef-
fettuata, in linea con la reportistica gestionale del Gruppo, utilizzando la metodologia del TIT multiplo (tasso interno di trasferimento) che integra anche il costo di liquidità.
Il Gruppo Crédit Agricole Italia opera attraverso una struttura organizzativa articolata in:
• canali Retail, Private e Consulenti Finanziari che sono al servizio di clienti privati e famiglie e imprese del segmento small business;
• canale Banca d’Impresa che è al servizio di imprese di dimensioni più rilevanti.
Pertanto, data la natura del Gruppo, il canale Altro ha carattere residuale ed include le attività di pertinenza delle funzioni centrali, in particolare quelle legate all’esercizio di governo.
I dati sono esposti in coerenza con gli schemi riclassificati presenti nella relazione sulla gestione e confrontati con il primo semestre 2025; i dati patrimoniali sono esposti in coerenza con gli schemi civilistici.
In evidenza nel periodo il miglioramento dell’efficienza operativa: crescita del margine di intermediazione trainato dalle commissioni; margine da interesse in miglioramento; costi “ordinari” sotto controllo e costo del credito che permane su livelli contenuti. Complessivamente un rapporto costi/ricavi in flessione (-88bps) a 48,9%.
I canali “Retail, Private e Consulenti Finanziari” hanno conseguito Proventi operativi per 1.290 milioni di euro (+5,1%): Interessi netti (+2,4%), Commissioni nette (+8,1%), in crescita i proventi da negoziazione di attività finanziarie; Oneri Operativi (+3,5%) sotto l’effetto della componente inflattiva e degli incrementi inerziali del costo del lavoro. Il Risultato operativo si attesta a 684 milioni di euro (+6,6%). Al netto del Costo del rischio di 42 milioni di euro (+5,7% e pari a 22 bps) e della fiscalità, il Risultato netto si attesta a 424 milioni di euro (+2,8%).
Il canale “Banca d’Impresa” ha conseguito Proventi operativi per 308 milioni di euro (+3,2%): Interessi netti (+3,3%), Commissioni nette (+2,3%) e proventi da negoziazione di attività finanziarie a +10,5%; Oneri Opera-
tivi (+5,8%); il Risultato operativo si attesta a 221 milioni di euro (+2,2%). Al netto del Costo del rischio di 59 milioni di euro (pari a 55 bps) e della fiscalità, il Risultato netto si attesta a 106 milioni di euro (+0,7%).
Le attività per segmento (volumi puntuali) sono costituite dai Crediti netti verso clientela; al 30 giugno 2026 le attività dei canali Retail, Private e Consulenti Finanziari ammontano a 38.478 milioni di euro (-0,7%), quelle di Banca d’Impresa si attestano a 21.310 milioni di euro (+5,9%); sul canale “altro” sono allocati 7.533 milioni di euro, composti prevalentemente da controparti istituzionali” la cui gestione è attribuita alle funzioni centrali di direzione.
Le passività per segmento (volumi puntuali) sono composte dalla Raccolta diretta da clientela. All’interno di tale aggregato la raccolta dei canali Retail, Private e Consulenti Finanziari ammonta a 49.648 milioni di euro (-3,1%); Banca d’Impresa presenta un saldo pari a 11.714 milioni di euro (-0,7%); sul canale “altro” sono allocati 4.187 milioni di euro composti prevalentemente controparti istituzionali.
Si evidenzia che all’interno delle attività e passività non allocate viene registrato il complesso delle operazioni interbancarie, i Covered bond, oltre che altri aggregati patrimoniali quali: attività materiali/immateriali non allocate, attività/passività fiscali e fondi a destinazione specifica.
Conformemente all’IFRS 8 si specifica che il business del Gruppo è sostanzialmente incentrato sul territorio nazionale; non sono oggetto di presentazione periodica al management report sulle performance che espon-
gano distinzioni per aree geografiche estere. Il Gruppo non ha conseguito ricavi provenienti da operazioni con singoli clienti esterni per un ammontare superiore al 10% dei proventi iscritti in bilancio.
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte L 103
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della Capogruppo
INFORMATIVA DI SETTORE AL 30 GIUGNO 2026
Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Retail e Private Banca d’Impresa Altro Totale
Proventi Operativi
Interessi netti 654.409 212.619 -4.914 862.114 Commissioni nette 636.731 80.838 -10.356 707.213 Dividendi - - 11.420 11.420 Risultato dell'attività finanziaria 1.764 10.031 14.946 26.741 Altri proventi netti di gestione -2.774 4.986 1.767 3.979 Proventi Operativi netti 1.290.130 308.474 12.863 1.611.467 Spese personale, amministrative e ammortamenti -605.843 -87.588 -93.883 -787.314 Risultato della gestione operativa 684.287 220.886 -81.020 824.153 Ammortamenti netti ai fondi per rischi e oneri -1.445 -1.916 5.000 1.639 Rettifiche di valore nette su crediti -40.107 -57.152 - -97.259 Impairment titoli - - -27 -27 Totale Costo del Rischio -41.552 -59.068 4.973 -95.647 Utili (Perdite) su altri investimenti - - 500 500 Risultato corrente al lordo imposte 642.735 161.818 -75.547 729.006 Imposte -218.945 -55.699 25.365 -249.279 Utile (Perdita) di periodo 423.790 106.119 -50.182 479.727 Attività e Passività Attività per segmento (clientela) 38.478.260 21.310.359 7.533.458 67.322.077 Partecipazioni in collegate - - 29.528 29.528 Attività non allocate - - 26.030.711 26.030.711 Totale Attività 38.478.260 21.310.359 33.593.697 93.382.316 Passività per segmento 49.647.536 11.713.826 4.187.401 65.548.763 Passività non allocate - - 19.020.648 19.020.648 Totale Passività 49.647.536 11.713.826 23.208.049 84.569.411
Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato - Parte L 104 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
INFORMATIVA DI SETTORE AL 30 GIUGNO 2025
Importi in migliaia di euro 30.06.2025 Retail e Private Banca d’Impresa Altro Totale
Proventi Operativi
Interessi netti 638.872 205.787 2.258 846.917 Commissioni nette 589.009 79.052 -6.249 661.812 Dividendi - - 12.297 12.297 Risultato dell'attività finanziaria 1.724 9.079 15.501 26.304 Altri proventi netti di gestione -2.550 4.913 6.990 9.353 Proventi Operativi netti 1.227.055 298.830 30.797 1.556.682 Spese personale, amministrative e ammortamenti -585.267 -82.790 -106.240 -774.297 Risultato della gestione operativa 641.788 216.040 -75.443 782.385 Ammortamenti netti ai fondi per rischi e oneri -1.763 -2.617 -1 -4.381 Rettifiche di valore nette su crediti -37.546 -59.160 -7 -96.713 Impairment titoli - - 1.396 1.396 Totale Costo del Rischio -39.309 -61.777 1.388 -99.698 Utili (Perdite) su altri investimenti - - 1.901 1.901 Risultato corrente al lordo imposte 602.479 154.263 -72.154 684.588 Imposte -190.334 -48.900 24.391 -214.843 Utile (Perdita) di periodo 412.145 105.363 -47.763 469.745 Attività e Passività Attività per segmento (clientela) 37.970.061 20.273.833 7.532.251 65.776.145 Partecipazioni in collegate - - 28.733 28.733 Attività non allocate - - 25.821.057 25.821.057 Totale Attività 37.970.061 20.273.833 33.382.041 91.625.935 Passività per segmento 49.403.512 11.653.536 4.558.499 65.615.547 Passività non allocate - - 17.668.439 17.668.439 Totale Passività 49.403.512 11.653.536 22.226.938 83.283.986
105
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO
SEMESTRALE CONSOLIDATO
ABBREVIATO AI SENSI
DELL’ART. 154 BIS
DEL D. LGS. N. 58/1998
Attestazione del Bilancio semestrale consolidato abbreviato ai sensi dell’art. 154 bis del D.Lgs. n. 58/1998
Relazione della Società di Revisione 106 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
RELAZIONE DELLA
SOCIETÀ DI REVISIONE
Relazione di revisione cont abile limitata sul bilancio consolidato semestrale abbreviato Agli Azionisti di Crédit Agricole Italia SpA
Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata dell’a llegato bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto de lle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note illustrative di Crédit Agricole Italia SpA e controllate (Gruppo Crédit Agricole Italia) al 30 gi ugno 2026. Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile IAS 34 emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri pe r la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera 10867/1997. La revisione contab ile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell’effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio e altre procedure di revisione contabile limitata.
La portata di una revisione contabile limitata è so stanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicure zza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revi sione contabile completa.
Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bi lancio consolidato semestrale abbreviato.
Relazione della Società di Revisione 107
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e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
2 di 2
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bi lancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Crédit Agricole Italia al 30 giugno 2026 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile IAS 34 emanato dall’International Acco unting Standards Board e adottato dall’Unione Europea applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale.
Milano, 30 luglio 2026 Pricewaterhous eCoopers SpA
Pasquale Tuccillo
(Revisore legale)
Prospetti contabili della Capogruppo 108 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PROSPETTI CONTABILI
DELLA CAPOGRUPPO
STATO PATRIMONIALE
Voci dell’attivo (in unità di euro) 30.06.2026 31.12.2025 10. Cassa e disponibilità liquide 832.263.383 4.377.172.164 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 238.812.500 228.556.063 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione; 83.561.980 77.559.052 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 155.250.520 150.997.011 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.799.384.957 3.086.608.169 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 84.121.756.111 79.059.232.179 a) crediti verso banche 10.809.140.370 5.645.198.027 b) crediti verso clientela 73.312.615.741 73.414.034.152 50. Derivati di copertura 803.621.081 891.362.674 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -535.686.756 -619.995.211 70. Partecipazioni 187.873.613 188.799.589 80. Attività materiali 920.938.022 931.610.670 90. Attività immateriali 1.359.537.375 1.368.147.719
- di cui avviamento 1.315.925.274 1.315.925.274 100. Attività fiscali 1.435.179.570 1.588.722.787 a) correnti 398.263.927 505.007.065 b) anticipate 1.036.915.643 1.083.715.722 110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 349.767 1.474.609 120. Altre attività 1.669.830.762 2.054.533.458 Totale dell’attivo 94.833.860.385 93.156.224.870
Prospetti contabili della Capogruppo 109
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
PROSPETTI CONTABILI DELLA
CAPOGRUPPO
STATO PATRIMONIALE
Voci del passivo e del patrimonio netto (in unità di euro) 30.06.2026 31.12.2025 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 80.969.517.326 81.022.760.549 a) debiti verso banche 1.689.769.691 1.553.068.629 b) debiti verso la clientela 63.110.849.849 63.414.716.617 c) titoli in circolazione 16.168.897.786 16.054.975.303 20. Passività finanziarie di negoziazione 83.718.912 80.408.495 40. Derivati di copertura 1.568.233.014 1.741.029.337 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -598.145.740 -711.329.023 60. Passività fiscali 275.061.257 376.961.232 a) correnti 238.352.053 334.659.107 b) differite 36.709.204 42.302.125 80. Altre passività 3.240.788.998 1.527.315.510 90. Trattamento di fine rapporto del personale 67.198.008 78.976.403 100. Fondi per rischi ed oneri 490.962.938 524.433.627 a) impegni e garanzie rilasciate 108.299.514 101.631.158 b) quiescenza e obblighi simili 24.382.689 25.632.233 c) altri fondi per rischi e oneri 358.280.735 397.170.236 110. Riserve da valutazione -50.118.935 -43.296.138 130. Strumenti di capitale 960.000.000 740.000.000 140. Riserve 2.754.621.124 2.440.310.835 150. Sovrapprezzi di emissione 3.495.378.045 3.495.378.045 160. Capitale 1.102.071.064 1.102.071.064 170. Azioni proprie (-) -8.247 -8.240 180. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 474.582.621 781.213.174 Totale del passivo e del patrimonio netto 94.833.860.385 93.156.224.870
Prospetti contabili della Capogruppo 110 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
CONTO ECONOMICO
Voci 30.06.2026 30.06.2025 10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.265.373.779 1.405.929.261 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell’interesse effettivo 1.262.165.776 1.402.816.365 20. Interessi passivi e oneri assimilati (423.111.316) (579.136.637) 30. Margine di interesse 842.262.463 826.792.624 40. Commissioni attive 730.821.325 683.037.289 50. Commissioni passive (24.457.367) (23.167.685) 60. Commissioni nette 706.363.958 659.869.604 70. Dividendi e proventi simili 17.788.985 12.296.732 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 11.752.640 9.755.760 90. Risultato netto dell’attività di copertura (10.223.250) (5.985.281) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 41.598.007 45.485.387 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 28.579.455 21.357.405 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 13.018.552 24.121.478 c) passività finanziarie - 6.504 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (235.732) (4.008.669) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (235.732) (4.008.669) 120. Margine di intermediazione 1.609.307.071 1.544.206.157 130. Rettifiche/riprese di valore nette per il rischio di credito di: (98.511.244) (108.484.513) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (95.234.576) (106.531.630) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (3.276.668) (1.952.883) 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (373.885) (1.360.064) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 1.510.421.942 1.434.361.580 160. Spese amministrative: (929.961.201) (889.422.307) a) spese per il personale (462.521.354) (466.933.241) b) altre spese amministrative (467.439.847) (422.489.066) 170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (5.010.140) 14.196 a) impegni e garanzie rilasciate (6.668.356) 4.339.465 b) altri accantonamenti netti 1.658.216 (4.325.269) 180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (39.825.427) (40.516.343) 190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (8.610.344) (10.481.223) 200. Altri oneri/proventi di gestione 192.570.422 173.821.960 210. Costi operativi (790.836.690) (766.583.717) 220. Utili (Perdite) delle partecipazioni (2.053.675) (3.174.490) 250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 267.678 975.060 260. Utile (perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 717.799.255 665.578.433 270. Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente (243.216.634) (209.876.945) 280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 474.582.621 455.701.488 300. Utile (Perdita) di periodo 474.582.621 455.701.488
Prospetti contabili della Capogruppo 111
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA
Voci 30.06.2026 30.06.2025 10. Utile (Perdita) di periodo 474.582.621 455.701.488 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 212.168 5.443.761 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) - -
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti (583.086) 87.909 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserva da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 100. Copertura di investimenti esteri: - -
110. Differenze di cambio - -
120. Copertura dei flussi finanziari - -
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (6.451.879) 13.571.898 150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
160.Quota delle riserva da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (6.822.797) 19.103.568 180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 467.759.824 474.805.056
Prospetti contabili della Capogruppo 112 Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO
NETTO AL 30 GIUGNO 2026
(in unità di euro) Capitale:
azioni
ordinarieSovrapprezzi
di emissioneRiserve: Riserve da
valutazioneStrumenti
di capitaleAzioni
proprieUtile (Perdita)
di periodoPatrimonio
netto
di utili altre
PATRIMONIO NETTO
AL 31.12.2025 1.102.071.064 3.495.378.045 2.436.035.756 4.275.079 -43.296.138 740.000.000 -8.240 781.213.174 8.515.668.740
ALLOCAZIONE RISULTATO
ESERCIZIO PRECEDENTE
Riserve - - 342.725.725 - - - - -342.725.725 -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - -438.487.449 -438.487.449
VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO
Variazioni di riserve - - -295.271 - - - - - -295.271 Operazioni sul patrimonio netto Emissione nuove azioni - - - - - - - - -
Acquisto azioni proprie - - - - - - -7 - -7 Distribuzione straordinaria dividendi - - - - - - - - -
Variazione strumenti di capitale - - -28.120.165 - - 220.000.000 - - 191.879.835 Derivati su proprie azioni - - - - - - - - -
Azioni e diritti su azioni della Capogruppo assegnate a dipendenti e amministratori - - - - - - - - -
Redditività complessiva - - - - -6.822.797 - - 474.582.621 467.759.824
PATRIMONIO NETTO
AL 30.06.2026 1.102.071.064 3.495.378.045 2.750.346.045 4.275.079 -50.118.935 960.000.000 -8.247 474.582.621 8.736.525.672
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO
NETTO AL 30 GIUGNO 2025
(in unità di euro) Capitale:
azioni
ordinarieSovrapprezzi
di emissioneRiserve: Riserve da
valutazioneStrumenti
di capitaleAzioni
proprieUtile (Perdita)
di periodoPatrimonio
netto
di utili altre
PATRIMONIO NETTO
AL 31.12.2024 1.102.071.064 3.495.378.045 2.195.068.415 3.829.739 -64.223.718 740.000.000 -6.221 793.627.390 8.265.744.714
ALLOCAZIONE RISULTATO
ESERCIZIO PRECEDENTE
Riserve - - 360.768.640 - - - - -360.768.640 -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - -432.858.750 -432.858.750
VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO
Variazioni di riserve - - -4.641.858 - - - - - -4.641.858 Operazioni sul patrimonio netto Emissione nuove azioni - - - - - - - - -
Acquisto azioni proprie - - - - - - -1.501 - -1.501 Distribuzione straordinaria dividendi - - - - - - - - -
Variazione strumenti di capitale - - -29.445.229 - - - - - -29.445.229 Derivati su proprie azioni - - - - - - - - -
Azioni e diritti su azioni della Capogruppo assegnate a dipendenti e amministratori - - - - - - - - -
Redditività complessiva - - - - 19.103.568 - - 455.701.488 474.805.056
PATRIMONIO NETTO
AL 30.06.2025 1.102.071.064 3.495.378.045 2.521.749.968 3.829.739 -45.120.150 740.000.000 -7.722 455.701.488 8.273.602.432
Prospetti contabili della Capogruppo 113
SommarioIntroduzione
e ProfiloRelazione intermedia sulla gestioneBilancio Consolidato semestrale abbreviatoProspetti contabili
della Capogruppo
RENDICONTO FINANZIARIO
(in unità di euro) 30.06.2026 30.06.2025
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1. Gestione 1.037.388.149 1.058.904.043
- risultato di periodo (+/-) 474.582.621 455.701.488
- plus/minus su attività finanz. detenute per la negoz. e su attività/passività finanz. valutate al fair value con impatto a conto economico(-/+) -1.150.583 3.463.603
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) 9.849.232 3.751.101
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 95.920.526 113.002.356
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 48.435.771 50.997.566
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 5.010.140 -14.196
- imposte, tasse e crediti d’imposta non liquidati (+/-) 243.216.634 209.876.945
- rettifiche/riprese di valore nette dei gruppi di attività in via di dismissione al netto dell’effetto fiscale (-/+) - -
- altri aggiustamenti (+/-) 161.523.808 222.125.180 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie -5.399.561.405 970.154.204
- attività finanziarie detenute per la negoziazione -4.616.613 11.940.436
- attività finanziarie designate al fair value - -
- attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -4.489.241 4.649.519
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -725.081.316 670.015.853
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -5.165.805.359 54.286.513
- altre attività 500.431.124 229.261.883 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 1.047.537.085 854.419.530
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato -171.145.670 -107.689.693
- passività finanziarie di negoziazione 3.310.417 -11.095.883
- passività finanziarie designate al fair value - -
- altre passività 1.215.372.338 973.205.106 Liquidità netta generata/assorbita dall’attività operativa -3.314.636.171 2.883.477.777
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da: 19.795.688 19.077.053
- vendite di partecipazioni 96.203 450.000
- dividendi incassati su partecipazioni 17.788.985 12.296.732
- vendite di attività materiali 1.910.500 6.330.321
- vendite di attività immateriali - -
- vendite di rami d’azienda - -
2. Liquidità assorbita da: -3.460.677 -2.775.404
- acquisti da partecipazioni -1.223.902 -600.000
- acquisti di attività materiali -2.236.775 -2.175.404
- acquisti di attività immateriali - -
- acquisti di rami d’azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall’attività d’investimento 16.335.011 16.301.649
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie -7 -1.501
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale 191.879.835 -29.445.229
- distribuzione dividendi e altre finalità -438.487.449 -432.858.750 Liquidità netta generata/assorbita dall’attività di provvista -246.607.621 -462.305.480
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO -3.544.908.781 2.437.473.946
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio (in unità di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Cassa e disponibilità liquide all’inizio del periodo 4.377.172.164 5.295.825.535 Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo -3.544.908.781 2.437.473.946 Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi 832.263.383 7.733.299.481 Legenda: (+) generata (-) assorbita
Crédit Agricole Italia S.p.A.
Sede Legale Via Università, 1 - 43121 Parma Capitale Sociale euro 1.102.071.064,00 i.v.
Iscritta al Registro Imprese di Parma, Codice Fiscale e Partita Iva n. 02113530345.
Codice ABI 6230.7. Iscritta all’Albo delle Banche al n. 5435. Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia.
Capogruppo del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari al n. 6230.7 Società soggetta all’attività di Direzione e Coordinamento di Crédit Agricole S.A.