1
COPERTINA
2
3
Sommario
Cariche sociali ................................ ................................ ................................ ........... 5 Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo ................................ ........................ 9 Aspetti generali ................................ ................................ ................................ ................................ ....... 11 Prospetti contabili consolidati riclassificati ................................ ................................ .......................... 13 Evoluzione trimestrale riclassificata ................................ ................................ ................................ ...... 15 IAP - Indicatori Alternativi di Performance ................................ ................................ ............................ 16 Contributo dei Settori di attività ai risultati del Gruppo ................................ ................................ ......... 17 L’azione Banca Ifis ................................ ................................ ................................ ................................ .. 37 Fatti di rilievo avvenuti nel periodo ................................ ................................ ................................ ........ 40 Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ................................ ................................ ............... 43 Informativa su principali rischi e incertezze e su tensioni internazionali ................................ ............ 44 Evoluzione prevedibile della gestione ................................ ................................ ................................ .... 45 Altre informazioni ................................ ................................ ................................ ................................ ... 46 Bilancio consolidato semestrale abbreviato ................................ ............................. 53 Stato patrimoniale consolidato ................................ ................................ ................................ .............. 55 Conto economico consolidato ................................ ................................ ................................ ............... 57 Prospetto della redditività consolidata complessiva ................................ ................................ ............ 58 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2026 ................................ . 59 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2025 ................................ . 60 Rendiconto finanziario consolidato ................................ ................................ ................................ ....... 61 Note illustrative ................................ ................................ ................................ ........ 63 Politiche contabili ................................ ................................ ................................ ................................ ... 65 Situazione patrimoniale e andamento economico del Gruppo ................................ ............................ 99 Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura ................................ ............................. 119 Operazioni con parti correlate ................................ ................................ ................................ .............. 169 Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali ................................ .......................... 173 Informativa di Settore ................................ ................................ ................................ ........................... 178 Attestazioni e relazioni ................................ ................................ .......................... 183 Allegati ................................ ................................ ................................ .................. 189 Raccordo tra prospetti contabili consolidati riclassificati e schemi di Bilancio consolidati ............. 191
4
5
Cariche sociali
6
7 Cariche sociali e Società di revisione in carica all’approvazione de l presente documento
Presidente Onorario
Sebastien Egon Fürstenberg
Consiglio di Amministrazione Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio Vice Presidente Rosalba Benedetto Amministratore Delegato Frederik Herman Geertman (1) Consiglieri Simona Arduini
Monica Billio
Nicola Borri
Beatrice Colleoni
Roberto Diacetti
Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini
Roberta Gobbi
Luca Lo Giudice
Antonella Malinconico
Chiara Paol ino
Riccardo Preve
(1) All’Amministratore Delegato sono attribuiti i poteri per l’ordinaria amministrazione della Società.
Collegio Sindacale
Presidente Andrea Balelli Sindaci Effettivi Annunziata Melaccio
Franco Olivetti
Sindaci Supplenti Marinella Monterumisi
Emanuela Rollino
Direzione Generale
Condirettori Generali Fabio Lanza
Raffaele Zingone
Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Massimo Luigi Zanaboni
Società di Revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A.
Ragione sociale Capogruppo: Banca Ifis S.p.A.
Denominazione segnalante: Banca Ifis S.p.A.
Ragione sociale entità controllante: Fürstenberg Scogliera Holding S .A.
Sede segnalante: Venezia Forma giuridica: S.p.A.
Paese registrazione: Italia Principale luogo attività: Mestre - Venezia Sede legale ed amministrativa: Via Terraglio, 63 30174 Mestre - Venezia Natura attività segnalante: Attività creditizia Codice Fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Venezia: 02505630109 Partita IVA: 04570150278 Numero di iscrizione all’Albo delle Banche: 5508
8
9 Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo
10
11
Aspetti generali
La Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026 è costituita dalla Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo e dal Bilancio consolidato semestrale abbreviato, ed è corredata dall’attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari .
Gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico, all’interno della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo, sono rappresentati in forma riclassificata, secondo criteri gestionali, al fine di fornire in modo tempestivo indicazioni sull’andament o generale del Gruppo fondate su dati economico -finanziari aggregati di rapida e facile comprensione per consentire una lettura più immediata dei risultati, all’interno della Relazione sulla gestione del Gruppo viene predisposto un conto economico consolid ato riclassificato sintetico .
Per consentire una lettura più immediata dei risultati, all’interno della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sintetico. Si evidenzia che in relazione alle operazion i di acquisizione del controllo di illimity Bank S.p.A. e dell’ex Euclidea SIM S.p.A. (quest’ultima ridenominata Fürstenberg SIM S.p.A. a partire dal 26 gennaio 2026) effettuate nel corso dell’esercizio precedente , rispettivamente in data 4 luglio 2025 e in data 21 novembre 2025, e al conseguente ingresso nel perimetro di consolidamento del Gruppo Banca Ifis di tali società acquisite e, nel caso di illimity Bank, anche delle altre società appartenenti al c.d. “Gruppo illimity”, i dati economici del primo semestre 2026 non risultano pienamente comparabili con quelli dell ’omologo periodo dell’ esercizio precedente. Infatti, i dati economici comparati al 3 0 giugno 2025 non includono le contribuzioni del Gruppo illimity e di Fürstenberg SIM , in quanto riguardano un periodo antecedente alle date di acquisizione del controllo relative a tali aggregazioni aziendali . Tuttavia, si segnala che nelle tabelle e nei commenti alle singole voci economiche sono presentati , ove rilevant i, i contribut i del Gruppo illimity e di Fürstenberg SIM .
I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto agli Schemi di Bilancio consolidato, conformi alla Circolare 262 di Banca d’Italia, sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati (si rimanda alla sezione “Allegati” del presente documento), in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:
• le rettifiche/riprese di valore nette afferenti al Settore Npl sono riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati (e quindi all’interno della voce “Margine di interesse”) nella misura in cui rappresentative dell’operatività di tale business e parte integrante del rendimento dell’attività di business;
• gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri sono esclusi dal computo dei “Costi operativi”;
• le voci di costo e ricavo ritenute come “non ricorrenti” (ad esempio perché connesse direttamente o indirettamente ad operazioni di aggregazione aziendale, come il c.d. “gain on a bargain purchase” ai sensi dell’IFRS 3), sono esclusi dal computo dei “Costi operativi”, e pertanto sono stornati dalle rispettive voci da Schema di Bilancio da Circolare 262 di Banca d’Italia (es. “ Spese amministrative”, “Altri oneri/proventi di gestione”) e inseriti in una specifica voce “Oneri e proventi non ricorrenti”;
• gli oneri ordinari e straordinari introdotti a carico delle banche del Gruppo (Banca Ifis , Banca Credifarma e illimity Bank ) in forza dei meccanismi di risoluzione unico e nazionale (FRU e FRN) e del meccanismo di tutela dei depositi (c.d. DGS o FITD) sono esposti in una voce separata denominata “Oneri relativi al sistema bancario” (la quale è esclusa d al computo dei “Costi operativi”), anziché essere evidenziati nelle voci “Altre spese amministrative” o “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri”;
• sono ricondotti nell’ambito dell’unica voce “Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito”:
– le rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (ad eccezione di quelle relative al Settore Npl , di cui al punto sopra ) e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
– gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie
rilasciate;
12 – gli utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti al costo ammortizzato diversi da quelli del Settore Npl.
Per quanto attiene alle componenti patrimoniali si è provveduto ad effettuare aggregazioni senza effettuare alcuna riclassifica.
L’attribuzione ai Settori delle numeriche economico -patrimoniali è effettuata sulla base di criteri di riparto omogenei al fine di tenere conto sia della specificità dei diversi Settori sia della necessità di garantire un efficace monitoraggio delle perfor mance aziendali nel tempo.
Inoltre, l’informativa di Settore relativamente alle componenti di conto economico riclassificato espone i risultati fino all’utile netto.
13 Prospetti contabili consolidati riclassificati Stato patrimoniale consolidato riclassificato
VOCI DELL'ATTIVO
(in migliaia di euro) 30.06.2026 31.12.2025 Cassa e disponibilità liquide 568.052 787.290 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 16.282 27.473 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 757.417 780.619 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.513.295 1.659.271 Crediti verso banche valutati al costo ammortizzato 644.458 700.276 Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 16.367.748 16.135.996 Derivati di copertura 52.251 60.880 Partecipazioni 32.596 33.580 Attività materiali 255.337 256.210 Attività immateriali 116.849 128.999
di cui:
- avviamento 55.731 55.268 Attività fiscali: 326.347 368.495 a) correnti 67.957 117.727 b) anticipate 258.390 250.768 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.852 157.555 Altre attività 464.061 551.740 Totale dell'attivo 21.143.545 21.648.384
VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO
(in migliaia di euro) 30.06.2026 31.12.2025 Debiti verso banche 3.904.915 4.018.193 Debiti verso clientela 10.592.570 11.256.836 Titoli in circolazione 3.879.470 3.441.393 Passività finanziarie di negoziazione 18.160 26.566 Derivati di copertura 33.296 33.748 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (5.242) (2.936) Passività fiscali: 57.292 117.272 a) correnti 7.150 69.848 b) differite 50.142 47.424 Altre passività 485.731 498.447 Trattamento di fine rapporto del personale 8.893 11.441 Fondi per rischi e oneri 92.811 106.877 Riserve da valutazione (29.617) (16.840) Riserve 1.793.932 1.604.673 Acconti su dividendi ( -) - (73.296) Sovrapprezzi di emissione 232.671 229.093 Capitale 61.819 61.819 Azioni proprie ( -) (9.838) (13.701) Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 18.879 20.803 Utile (perdita) di periodo (+/ -) 7.803 327.996 Totale del passivo e del patrimonio netto 21.143.545 21.648.384
14 Conto economico consolidato riclassificato
VOCI DEL CONTO ECONOMICO
(in migliaia di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Margine di interesse 261.688 242.510 Commissioni nette 71.316 44.354 Altre componenti del margine di intermediazione 73.545 64.096 Margine di intermediazione 406.549 350.960 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (83.610) (19.160) Risultato netto della gestione finanziaria 322.939 331.800 Spese amministrative: (297.876) (204.344) a) spese per il personale (125.356) (85.097) b) altre spese amministrative (172.520) (119.247) Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali e immateriali (22.628) (13.628) Altri oneri/proventi di gestione 11.701 16.994 Costi operativi (308.803) (200.978) Oneri relativi al sistema bancario (63) (21) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (2.196) 5.535 Oneri e proventi non ricorrenti (1.651) (9.561) Utili (perdite) delle partecipazioni (1.245) -
Utili (perdite) da cessione di investimenti 4.243 -
Utile (perdita) dell'operatività corrente al lordo delle imposte 13.224 126.775 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (5.019) (38.882) Utile (perdita) del periodo 8.205 87.893 (Utile) perdita del periodo di pertinenza di terzi (402) (775) Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 7.803 87.118 Prospetto della redditività consolidata complessiva
REDDITIVITA’ COMPLESSIVA CONSOLIDATA
(in migliaia di euro) 30.06.2026 30.06.2025 Utile (perdita) del periodo 8.205 87.893 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico (9.536) 559 Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (6.661) 6.350 Redditività complessiva (7.992) 94.802 Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi (402) (775) Redditività complessiva consolidata di pertinenza della Capogruppo (8.394) 94.027
15 Evoluzione trimestrale riclassificata
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
RICLASSIFICATO: EVOLUZIONE TRIMESTRALE
(in migliaia di euro) ESERCIZIO
2026 ESERCIZIO 2025
2°Trim. 1°Trim. 4°Trim. 3°Trim. 2°Trim. 1°Trim.
Margine di interesse 134.328 127.360 186.544 130.291 111.756 130.754 Commissioni nette 37.596 33.720 40.129 38.091 23.829 20.525 Altre componenti del margine di intermediazione 18.213 55.332 26.391 17.053 36.582 27.514 Margine di intermediazione 190.137 216.412 253.064 185.435 172.167 178.793 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (73.331) (10.279) (78.553) (11.256) (10.991) (8.169) Risultato netto della gestione finanziaria 116.806 206.133 174.511 174.179 161.176 170.624 Spese per il personale (61.939) (63.417) (62.032) (62.777) (42.917) (42.180) Altre spese amministrative (89.039) (83.481) (95.329) (84.722) (61.952) (57.295) Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali e immateriali (11.235) (11.393) (12.588) (10.598) (7.183) (6.445) Altri oneri/proventi di gestione 3.454 8.247 18.580 10.784 8.612 8.382 Costi operativi (158.759) (150.044) (151.369) (147.313) (103.440) (97.538) Oneri relativi al sistema bancario (20) (43) (1.234) (26) (11) (10) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (2.162) (34) (7.496) (2.564) 5.398 137 Oneri e proventi non ricorrenti 3.132 (4.783) (170.148) 381.103 (5.137) (4.424)
- di cui: gain on a bargain purchase su acquisizione illimity Bank - - (90.484) 400.423 - -
Utili (perdite) delle partecipazioni (492) (753) 606 (408) - -
Utili (perdite) da cessione di investimenti 4.243 - 141 54 - -
Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte (37.252) 50.476 (154.989) 405.025 57.986 68.789 Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente 14.137 (19.156) 10.654 (19.675) (17.784) (21.098) Utile (perdita) di periodo (23.115) 31.320 (144.335) 385.350 40.202 47.691 (Utile) perdita di periodo di pertinenza di terzi (352) (50) 66 (203) (368) (407) Utile (perdita) di periodo di pertinenza della Capogruppo (23.467) 31.270 (144.269) 385.147 39.834 47.284
RISULTATO NORMALIZZATO: EVOLUZIONE
TRIMESTRALE
(in migliaia di euro) ESERCIZIO
2026 ESERCIZIO 2025
2°Trim. 1°Trim. 4°Trim. 3°Trim. 2°Trim. 1°Trim.
Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo (23.467) 31.270 (144.269) 385.147 39.834 47.284 gain on a bargain purchase su acquisizione illimity Bank - - 90.484 (400.423) - -
oneri (proventi) non ricorrenti al netto dell’effetto fiscale (2.909) 3.201 59.739 13.375 3.438 2.961 imposte su chiusura vertenza - - - 10.516 - -
Utile (perdita) normalizzato del periodo di pertinenza della Capogruppo (26.376) 34.471 5.954 8.615 43.272 50.245
16 IAP - Indicatori Alternativi di Performance Il Gruppo Banca Ifis ha definito alcuni indicatori, rappresentati nelle tabelle dei KPI di Gruppo, che forniscono Indicatori Alternativi di Performance (“IAP”, o “APMs - Alternative Performance Measures”) utili agli investitori in quanto facilitano l’ident ificazione di trend operativi e parametri finanziari significativi. Nell’identificazione di tali IAP sono state prese in considerazione le specifiche indicazioni sulle modalità di rappresentazione degli IAP pubblicate dall’ESMA in data 1° aprile 2022 (documento denominato “ESMA32 -51-370 Questions and answers – ESMA Guidelines on Alternative Performance Measures”).
Inoltre, lo statement rilasciato dall’ESMA in data 14 ottobre 2025 denominato “European common enforcement priorities for 2025 annual financial reports”, con specifico riferimento agli IAP sottolinea che i loro calcoli e definizioni dovrebbero essere coerenti nel corso del tempo, e che dovrebbe essere utilizzata cautela in caso di introduzione o di rettifica di IAP esclusivamente ai fini di rifle ttere impatti geopolitici (come ad esempio tariffe doganali). In generale, l’ESMA si raccomanda che gli IAP permettano un’analisi corretta (“fair review”) dello sviluppo e della performance con riferimento alla situazione e al business delle società.
Per una corretta interpretazione di tali IAP si evidenzia quanto segue:
• tali indicatori sono costruiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e non sono indicativi dell’andamento futuro del Gruppo medesimo;
• gli IAP non sono previsti dai principi contabili internazionali (“IFRS”) e, pur essendo derivati dal Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo, non sono assoggettati a revisione contabile;
• gli IAP non devono essere considerati sostituitivi degli indicatori previsti dai principi contabili di riferimento
(IFRS);
• la lettura di detti IAP deve essere effettuata unitamente alle informazioni finanziarie del Gruppo tratte dal Bilancio consolidato semestrale abbreviato ;
• le definizioni degli indicatori utilizzati dal Gruppo, in quanto non rivenienti dai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altre società/gruppi e quindi con
esse comparabili;
• gli IAP utilizzati dal Gruppo risultano elaborati con continuità e omogeneità di definizione e rappresentazione per tutti i periodi per i quali sono incluse informazioni finanziarie nel presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato .
Come richiesto dalle linee guida pubblicate dall’ESMA (ESMA/2015/1415), nel seguito si rappresenta nel dettaglio la modalità di calcolo di tali indicatori al fine di rendere l’informativa presentata maggiormente intellegibile.
Cost/income ratio riclassificato (in migliaia di euro) 30.06.2026 30.06.2025 A. Costi operativi 308.803 200.978 B. Margine di intermediazione 406.549 350.960 Cost/Income ratio riclassificato (A/B) 76,0% 57,3% (1) Il cost/income ratio riclassificato al 30 giugno 2026, pari a 76,0 %, inclu de la contribuzione del Gruppo illimity, che invece non è compresa nell’indicatore calcolato al 30 giugno 2025 (in quanto l’acquisizione del controllo Gruppo illimity è avvenuta a i nizio luglio 202 5). Escludendo tale contributo, il cost/ income ratio riclassificato al 30 giugno 2026 risulta pari a 76,8 %.
17 Contributo dei Settori di attività ai risultati del Gruppo Risultati per Settore di attività In base al principio IFRS 8, un’impresa deve fornire le informazioni che consentano agli utilizzatori del bilancio di valutare la natura e gli effetti sullo stesso bilancio delle attività da essa intraprese ed i contesti economici nei quali opera. È quindi necessario evidenziare il contributo dei diversi Settori operativi alla formazione del risultato economico del Gruppo.
L’identificazione dei Settori operativi è coerente con le modalità adottate dalla Direzione per l’assunzione di decisioni operative e si basa sulla reportistica interna, utilizzata ai fini dell’allocazione delle risorse ai diversi segmenti e dell’analisi d elle relative performance.
L’informativa per Settore si articola, coerentemente con la struttura utilizzata dalla Direzione per l’analisi dei risultati del Gruppo, in:
• Settore Commercial & Corporate Banking, che rappresenta l’offerta commerciale del Gruppo dedicata alle imprese (ad eccezione dell’offerta alle imprese fornita dalle società del c.d. “Gruppo illimity”, la quale è inserita specificamente nel Settore illimity , tranne la tesoreria che è centralizzata nel Settore Governance & Servizi e Non Core ) e comprende, inoltre, i prestiti personali con cessione del quinto dello stipendio o della pensione (CQS/CQP). Il Settore si sostanzia nelle Aree di business Factoring, Leasing e Corporate Banking & Lending. Tale Settore include, all’interno dell’Area Co rporate Banking & Lending, il contributo riveniente da Fürstenberg SIM (già Euclidea SIM) , società acquisita in data 21 novembre 2025;
• Settore Npl, dedicato all’acquisizione pro -soluto e gestione di crediti di difficile esigibilità, di servicing e nella gestione dei crediti non performing secured, ad eccezione dei crediti Npl appartenenti al c.d. “Gruppo illimity” (i quali sono inseriti specificamente nel Settore illimity);
• Settore illimity, il quale comprende il contributo delle business unit operative relative a tutte le società incluse all’interno del Gruppo illimity facente capo a illimity Bank;
• Settore Governance & Servizi e Non Core, che fornisce ai Settori operativi nei core business del Gruppo le risorse finanziarie ed i servizi necessari per lo svolgimento delle rispettive attività. Il Settore comprende l’attività di tesoreria di Gruppo, inclusiva dell’operatività in capo a illimity Bank, e il desk titoli di proprietà, oltre a taluni portafogli creditizi corporate posti in run -off in quanto ritenuti non strategici allo sviluppo del Gruppo .
L’attribuzione ai Settori delle numeriche economico -patrimoniali è effettuata sulla base di criteri di riparto omogenei al fine di tenere conto sia della specificità dei diversi Settori sia della necessità di garantire un efficace monitoraggio delle perfor mance aziendali nel tempo.
Inoltre, tenuto conto delle considerazioni sopra riportate, l’informativa di Settore relativamente alle componenti di Conto economico espone i risultati fino all’utile netto.
18
PRINCIPALI DATI
PATRIMONIALI
(in migliaia di euro) SETTORE COMMERCIAL & CORPORATE BANKING
SETTORE
NPL SETTORE
GOVER -
NANCE &
SERVIZI E
NON
CORE SETTORE
ILLIMITY TOTALE
CONS.
DI GRUPPO TOTALE
SETTORE
COMMER -
CIAL &
CORPORA -
TE BAN -
KING di cui: AREA FACTORING di cui:
AREA
LEASING di cui: AREA
CORPORATE
BANKING &
LENDING
Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate
al fair value con impatto a
conto economico
Dati al 30.06.2026 171.932 874 - 171.058 50.007 53.590 481.888 757.417 Dati al 31.12.2025 164.082 949 - 163.133 58.25 3 56.91 8 501.366 780.619 Variazione % 4,8% (7,9)% - 4,9% (14,2)% (5,8)% (3,9)% (3,0)% Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività
complessiva
Dati al 30.06.2026 1.226 - - 1.226 - 1.077.791 434.278 1.513.295 Dati al 31.12.2025 873 - - 873 - 1.114.264 544.134 1.659.271 Variazione % 40,4% - - 40,4% - (3,3)% (20,2)% (8,8)% Crediti verso clientela (1) Dati al 30.06.2026 7.436.860 2.756.019 1.676.926 3.003.916 1.580.787 2.716.378 4.633.723 16.367.748 Dati al 31.12.2025 7.216.527 2.772.130 1.673.498 2.770.899 1.592.328 2.281.560 5.045.581 16.135.996 Variazione % 3,1% (0,6)% 0,2% 8,4% (0,7)% 19,1% (8,2)% 1,4%
Avviamento
Dati al 3 0.06.202 6 17.711 - - 17.711 38.020 - - 55.731 Dati al 31.12.2025 17.248 - - 17.248 38.020 - - 55.268 Variazione % 2,7% - - 2,7% 0,0% - - 0,8%
Altre attività
Dati al 30.06.2026 78.778 78.778 - - - 220.995 164.288 464.061 Dati al 31.12.2025 114.656 114.656 - - - 195.170 241.914 551.740 Variazione % (31,3)% (31,3)% - - - 13,2% (32,1)% (15,9)% (1) Nel Settore Governance & Servizi e Non Core sono presenti al 3 0 giugno 2026 titoli di Stato per 2.129,5 milioni di euro (1.770,6 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e nel Settore illimity sono presenti al 3 0 giugno 2026 titoli di Stato per 1.02 4,5 milioni di euro (1.000,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025) .
19
DATI ECONOMICI
RICLASSIFICATI
AL 3 0.06.202 6
(in migliaia di euro) SETTORE COMMERCIAL & CORPORATE BANKING
SETTORE
NPL SETTORE
GOVER -
NANCE &
SERVIZI E
NON
CORE SETTORE
ILLIMITY TOTALE
CONS.
DI GRUPPO TOTALE
SETTORE
COMMER -
CIAL &
CORPORATE
BANKING di cui:
AREA
FACTO -
RING di cui:
AREA
LEASING di cui: AREA
CORPORATE
BANKING &
LENDING
Margine di interesse 107.069 46.342 27.113 33.614 84.317 10.379 59.923 261.688 Commissioni nette 48.734 29.402 6.151 13.181 (1.705) (4.829) 29.116 71.316 Altre componenti del
margine di
intermediazione 12.535 (69) - 12.604 12.275 32.840 15.895 73.545
Margine di
intermediazione 168.338 75.675 33.264 59.399 94.887 38.390 104.934 406.549 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (60.252) (34.196) (3.428) (22.628) 29 (942) (22.445) (83.610) Risultato netto della gestione finanziaria 108.086 41.479 29.836 36.771 94.916 37.448 82.489 322.939 Costi operativi (106.813) (59.172) (19.339) (28.302) (90.437) (27.793) (83.760) (308.803) Oneri relativi al sistema bancario - - - - - (63) - (63) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (2.344) (2.215) (286) 157 55 (113) 206 (2.196) Oneri e proventi non ricorrenti - - - - - (107) (1.544) (1.651) Utili (perdite) delle partecipazioni - - - - - (100) (1.145) (1.245) Utili (perdite) da cessione di investimenti - - - - - - 4.243 4.243 Utile (perdita) della operatività corrente al lordo dell'imposte (1.071) (19.908) 10.211 8.626 4.534 9.272 489 13.224 Imposte sul reddito del
periodo dell'operatività
corrente 406 7.556 (3.875) (3.275) (1.721) (3.518) (186) (5.019) Utile (perdita) del periodo (665) (12.352) 6.336 5.351 2.813 5.754 303 8.205 (Utile) perdita del periodo di pertinenza di terzi - - - - - (402) - (402) Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo (665) (12.352) 6.336 5.351 2.813 5.352 303 7.803
20
KPI DI SETTORE
(in migliaia di euro) SETTORE COMMERCIAL & CORPORATE BANKING
SETTORE
NPL SETTORE
GOVER -
NANCE &
SERVIZI E
NON
CORE(1) SETTORE
ILLIMITY(1) TOTALE
SETTORE
COMMER -
CIAL &
CORPORATE
BANKING di cui: AREA
FACTORING di cui: AREA
LEASING di cui: AREA
CORPORATE
BANKING &
LENDING
Costo del credito (2) Dati al 30.06.2026 1,67% 2,54% 0,41% 1,58% n.s. 0,34% n.s.
Dati al 31.12.2025 0,50% 0,30% 0,28% 0,84% n.s. (1,09)% n.s.
Variazione % 1,17% 2,24% 0,13% 0,74% n.s. 1,43% n.s.
Indice di copertura delle
sofferenze lorde
Dati al 30.06.2026 77,8% 88,8% 89,2% 45,7% n.s. 42,1% n.s.
Dati al 31.12.2025 73,8% 80,9% 86,6% 44,8% n.s. 41,0% n.s.
Variazione % 4,0% 7,9% 2,6% 0,9% n.s. 1,1% n.s.
RWA (3)
Dati al 30.06.2026 6.331.120 2.657.914 1.285.138 2.388.068 1.781.060 1.236.953 3.066.211 Dati al 31.12.2025 5.923.080 2.467.630 1.288.940 2.166.510 1.819.369 1.215.149 3.480.873 Variazione % 6,9% 7,7% (0,3)% 10,2% (2,1)% 1,8% (11,9)% (1) Nel Settore Governance & Servizi e Non Core sono presenti al 3 0 giugno 2026 titoli di Stato per 2.129,5 milioni di euro (1.770,6 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e nel Settore illimity sono presenti al 3 0 giugno 2026 titoli di Stato per 1.024,5 milioni di euro (1.000,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025 ).
(2) Tale indicatore è calcolato rapportando il valore “annualizzato” delle rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito sulla media annuale degli impieghi verso clientela (calcolata su base trimestrale).
(3) Risk Weighted Assets (Attività ponderate per il rischio); l’importo è relativo al solo rischio di credito.
Settore Commercial & Corporate Banking Il Settore Commercial & Corporate Banking accoglie le seguenti Aree di business:
• Factoring: Area dedicata a supportare il credito commerciale delle PMI che operano nel mercato domestico, che si sviluppano verso l’estero o che dall’estero si rivolgono a clientela italiana; include una business unit specializzata nell’acquisto di crediti fiscali ceduti da procedure concorsuali che opera con il marchio Fast Finance. Tale unità acquista crediti fiscali, maturati e maturandi, già chiesti a rimborso oppure futuri, sorti in costanza di procedura oppure nelle annualità precedenti;
• Leasing: Area che si rivolge al segmento dei piccoli operatori economici e delle PMI attraverso i prodotti del leasing finanziario e del leasing operativo, con esclusione del leasing real estate, non trattato dal
Gruppo;
• Corporate Banking & Lending: Area di business che include il contributo riveniente da Fürstenberg SIM , società acquisita a novembre 2025, e che aggrega più unità:
– Structured Finance, comparto dedicato al supporto delle imprese e dei fondi private equity nella strutturazione di finanziamenti, sia bilaterali che in pool;
– Equity Investments, comparto dedicato ad investimenti in partecipazioni di imprese non finanziarie e in quote di organismi interposti;
– Lending, comparto dedicato all’operatività del Gruppo a medio -lungo termine, orientato al sostegno del ciclo operativo dell’impresa e all’erogazione del credito al consumo sotto forma di operazioni di cessione del quinto della pensione o dello stipendio (C QS/CQP).
Di seguito si presentano i risultati del Settore al 3 0 giugno 2026.
21
DATI ECONOMICI RICLASSIFICATI
(in migliaia di euro) PRIMO SEMESTRE VARIAZIONE
2026 2025 ASSOLUTA %
Margine di interesse 107.069 108.880 (1.811) (1,7)% Commissioni nette 48.734 45.975 2.759 6,0% Altre componenti del margine di intermediazione 12.535 18.228 (5.693) (31,2)% Margine di intermediazione 168.338 173.083 (4.745) (2,7)% Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (60.252) (21.294) (38.958) 183,0% Risultato netto della gestione finanziaria 108.086 151.789 (43.703) (28,8)% Costi operativi (106.813) (86.527) (20.286) 23,4% Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (2.344) 3.946 (6.290) (159,4)% Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte (1.071) 69.208 (70.279) (101,5)% Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente 406 (21.226) 21.632 (101,9)% Utile (perdita) del periodo (665) 47.982 (48.647) (101,4)% Il Settore Commercial & Corporate Banking presenta una perdita netta pari a 0,7 milioni di euro, in riduzione di 48,6 milioni di euro rispetto al 30 giug no 2025, principalmente per il decremento del margine di intermediazione per 4,7 milioni di euro , per i maggiori costi operativi per 20,3 milioni di euro (principalmente in ragione del rafforzamento dell‘organico e dei maggiori ammortamenti) nonché per le maggiori rettifiche di valore nette per 39,0 milioni di euro, le quali includono rettifiche e accantonamenti prudenziali riconducibili agli esiti delle attività di revisione interna a seguito dell'ispezione on -site condotta dalla Banca d'Italia su Banca Ifis (per maggiori dettagli si veda quanto riportato nella sezione “ Altri aspetti ”, paragrafo “Eventi significativi del periodo” delle Note illustrative ).
Il margine di intermediazione del Settore è pari a 168,3 milioni di euro, in riduzione del 2,7% rispetto all’omologo periodo dell’ anno precedente a seguito della riduzione de i contributi dell’Area Corporate Banking & Lending ( -2,3 milioni di euro , principalmente riconducibili al comparto Corporate Banking) e dell’Area Factoring ( -3,4 milioni di euro) , il cui effetto ha più che compensato la crescita dell’Area Leasing (+ 1,0 milioni di euro). Complessivamente, a fronte della riduzione del margine di interesse ( -1,8 milioni di euro) e della crescita delle commissioni nette (+2,8 milioni di euro) , le altre componenti del margine di intermediazione si riducono di 5,7 milioni di euro come conseguenza del minore contributo del comparto Corporate Banking ; il risultato del corrispondente periodo del 2025 era positivamente influenzato dal realizzo di investimenti sottostanti a quote di OICR .
Il Settore registra al 3 0 giugno 2026 rettifiche di valore nette per 60,3 milioni di euro, in aumento di 39,0 milioni di euro rispetto all’omologo periodo dell’ esercizio precedente , principalmente a seguito dei sopraccitati accantonamenti .
I costi operativi sono pari a 106,8 milioni di euro al 3 0 giugno 2026 e risultano in aumento del 23,4 % rispetto all o stesso periodo dell ’esercizio precedente. Tale risultato è dato principalmente da maggiori spese del personale (soprattutto a causa dell’aumento dell’organico), da maggiori ammortamenti sui nuovi sviluppi software entrati in utilizzo nel periodo , nonché da maggiori altre spese amministrative ( connesse prevalentemente ad iniziative di comunicazione e marketing a supporto del business in questione).
La voce “accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” al 3 0 giugno 2026 presenta accantonamenti netti pari a 2,3 milioni di euro, rispetto a un dato comparato al 30 giugno 2025 che presentava rilasci netti p ari a 3,9 milioni di euro (i quali erano associabili principalmente alla positiva risoluzione di contenzios i relativ i all’Area Factoring) .
L’andamento della gestione delle Aree di business che compongono il Settore è descritto ed approfondito in seguito.
Nella tabella che segue vengono dettagliati i valori lordi, netti e le relative percentuali di copertura dei crediti verso la clientela per qualità del credito.
22
COMMERCIAL & CORPORATE
BANKING
(in migliaia di euro) SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI ESPOSIZIONI
SCADUTE TOTALE
DETERIORATO
(STAGE 3) BONIS
(STAGE 1 E 2) TOTALE
CREDITI
SITUAZIONE AL 3 0.06.202 6
Valore nominale 125.671 286.705 133.679 546.055 7.185.714 7.731.769 Rettifiche di valore (97.812) (137.702) (15.023) (250.537) (44.372) (294.909) Valore di bilancio 27.859 149.003 118.656 295.518 7.141.342 7.436.860 Coverage ratio 77,8% 48,0% 11,2% 45,9% 0,6% 3,8% Gross ratio 1,6% 3,7% 1,7% 7,1% 92,9% 100,0% Net ratio 0,4% 2,0% 1,6% 4,0% 96,0% 100,0%
SITUAZIONE AL 31.12.2025
Valore nominale 126.099 234.011 36.437 396.547 7.071.724 7.468.271 Rettifiche di valore (93.000) (112.790) (4.537) (210.327) (41.416) (251.744) Valore di bilancio 33.099 121.221 31.900 186.220 7.030.307 7.216.527 Coverage ratio 73,8% 48,2% 12,5% 53,0% 0,6% 3,4% Gross ratio 1,7% 3,1% 0,5% 5,3% 94,7% 100,0% Net ratio 0,5% 1,7% 0,4% 2,6% 97,4% 100,0% Al 30 giugno 2026 le attività deteriorate nette nel Settore Commercial & Corporate Banking si attestano a 295,5 milioni di euro, in aumento di 109, 3 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 202 5 (186,2 milioni di euro).
L’andamento è da ricondurre principalmente ad un incremento delle esposizioni classificate a past due per 86,8 milioni di euro (principalmente riconducibile all’Area Factoring ), che recepiscono alcune raccomandazioni di Banca d’Italia sulla classificazione a deteriorato in circostanze specifiche .
Il coverage ratio del portafoglio deteriorato è pari al 45,9 % al 3 0 giugno 2026 , in riduzione rispetto al dato del 53,0 % al 31 dicembre 202 5 principalmente per l’incremento dell’incidenza dei past due all’interno del portafoglio deteriorato.
Nel Settore Commercial & Corporate Banking sono presenti crediti , prevalentemente deteriorati , contabilmente classificati come POCI, riferiti principalmente ad attivi rinvenienti da operazioni di aggregazione aziendale (ad esclusione di quelli rivenienti dalla recente aggregazione relativa al Gruppo illimity): il valore netto di tali attività è di 7,2 milioni di euro al 3 0 giugno 2026 (8,4 milioni di euro al 31 dicembre 2025) , di cui 5,7 milioni di euro deteriorati (sostanzialmente in linea rispetto al dato al 31 dicembre 202 5).
KPI CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.202 6 31.12.202 5 ASSOLUTA %
Costo del credito (1) 1,67% 0,50% - 1,17%
RWA (2) 6.331.120 5.923.080 408.040 6,9%
(1) Tale indicatore è calcolato rapportando il valore “annualizzato” delle rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito sulla media annuale degli impieghi verso clientela (calcolata su base trimestrale).
(2) Risk Weighted Assets (Attività ponderate per il rischio); l’importo è relativo al solo rischio di credito.
Per una migliore comprensione dei risultati del periodo , vengono commentati di seguito i contributi delle singole Aree di business del Settore Commercial & Corporate Banking.
23
Area Factoring
DATI ECONOMICI RICLASSIFICATI
(in migliaia di euro) PRIMO SEMESTRE VARIAZIONE
2026 2025 ASSOLUTA %
Margine di interesse 46.342 49.731 (3.389) (6,8)% Commissioni nette 29.402 29.361 41 0,1% Altre componenti del margine di intermediazione (69) 5 (74) n.s.
Margine di intermediazione 75.675 79.097 (3.422) (4,3)% Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (34.196) 269 (34.465) n.s.
Risultato netto della gestione finanziaria 41.479 79.366 (37.887) (47,7)% Costi operativi (59.172) (49.658) (9.514) 19,2% Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (2.215) 4.098 (6.313) n.s.
Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte (19.908) 33.806 (53.714) n.s.
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente 7.556 (10.369) 17.925 n.s.
Utile (perdita) del periodo (12.352) 23.437 (35.789) n.s.
Al 30 giugno 2026 il contributo dell’Area Factoring al margine di intermediazione del Settore Commercial & Corporate Banking ammonta a 75,7 milioni di euro, in riduzione del 4,3% rispetto al risultato dell ’omologo periodo dello scorso esercizio principalmente per il minor contributo del margine di interesse ( -3,4 milioni di euro). Il turnover dei primi sei mesi del 2026 è pari a 6,3 miliardi di euro, in diminuzione di 140 milioni di euro rispetto al dato al 3 0 giugno 2025, mentre il monte crediti risulta pari a 3,3 miliardi di euro, in diminuzione di 219 milioni di euro rispetto al dato del medesimo periodo dell’esercizio precedente.
Le rettifiche nette di valore per rischio di credito sono pari a 34,2 milioni di euro al 3 0 giugno 2026 , in aumento di 34,5 milioni di euro rispetto al le riprese nette per 0,3 milioni di euro al 3 0 giugno 2025 (le quali recepivano la registrazione nel primo semestre 2025 di minori accantonamenti sul portafoglio deteriorato e di riprese su specifiche posizioni classificate a sofferenza) , principalmente per la presenza nel primo semestre 2026 di rettifiche e accantonamenti su alcune esposizioni creditizie di grandi dimensioni del comparto Workout e su esposizioni significative verso il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), riconducibili agli esiti delle attività di revisione interna a seguito dell'ispezione on -site condotta dalla Banca d'Italia su Banca Ifis Il risultato netto della gestione finanziaria si attesta quindi a 41,5 milioni di euro ( -47,7 % rispetto al risultato del 3 0 giugno 2025).
I costi operativi, pari a 59,2 milioni di euro al 3 0 giugno 2026, risultano in aumento di 9,5 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025. Tale incremento è dovuto, come precedentemente indicato, principalmente a maggiori spese del personale connesse all’aumento dell’organico, a maggiori ammortamenti sui nuovi sviluppi software entrati in utilizzo nel periodo nonché a maggiori altre spese amministrative (prevalentemente per iniziative di comunicazione e marketing a supporto del business in questione).
La voce “accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” presenta accantonamenti netti al 3 0 giugno 2026 pari a 2,2 milioni di euro, rispetto al dato comparato al 30 giugno 2025 che riportava i rilasci netti pari a 4,1 milioni di euro al 3 0 giugno 2025 (i quali, come precedentemente indicato, erano principalmente connessi alla positiva risoluzione di contenziosi esistenti) .
Per quanto riguarda i principali aspetti patrimoniali, al 3 0 giugno 2026 il totale degli impieghi netti dell’Area ammonta a 2.756,0 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al dato del 31 dicembre.
Nella tabella che segue vengono esposti i valori lordi, netti e le relative percentuali di copertura dei crediti verso la clientela per qualità del credito.
24
AREA FACTORING
(in migliaia di euro) SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI ESPOSIZIONI
SCADUTE TOTALE
DETERIORATO
(STAGE 3) BONIS
(STAGE 1 E 2) TOTALE
CREDITI
SITUAZIONE AL 3 0.06.202 6
Valore nominale 80.596 106.390 109.803 296.789 2.603.685 2.900.474 Rettifiche di valore (71.534) (52.867) (11.128) (135.528) (8.927) (144.455) Valore di bilancio 9.062 53.523 98.675 161.261 2.594.758 2.756.019 Coverage ratio 88,8% 49,7% 10,1% 45,7% 0,3% 5,0%
SITUAZIONE AL 31.12.2025
Valore nominale 85.714 73.254 16.207 175.175 2.715.440 2.890.615 Rettifiche di valore (69.359) (39.987) (615) (109.961) (8.523) (118.485) Valore di bilancio 16.355 33.267 15.592 65.214 2.706.916 2.772.130 Coverage ratio 80,9% 54,6% 3,8% 62,8% 0,3% 4,1% Il totale delle esposizioni deteriorate nette dell’Area ammonta a 161,3 milioni di euro, in aumento di 96,0 milioni di euro rispetto al dato del 31 dicembre 202 5, principalmente a seguito dell’incremento delle posizioni classificate ad inadempienza probabile e a past due (+20,3 milioni di euro e +83,1 milioni di euro rispettivamente ), solo parzialmente compensato dal decremento delle posizioni classifica a sofferenza ( -7,3 milioni di euro) . In termini complessivi il coverage delle esposizioni deteriorate si riduce dal 62,8 % al 45,7 % principalmente per effetto delle suddette variazioni a livello di incidenza delle inadempienze probabili e dei past due sul totale deteriorato.
KPI CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.202 6 31.12.202 5 ASSOLUTA %
Costo del credito (1) 2,54% 0,30% - 2,24%
RWA (2) 2.657.914 2.467.630 190.284 7,7%
(1) Tale indicatore è calcolato rapportando il valore “annualizzato” delle rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito sulla media annuale degli impieghi verso clientela (calcolata su base trimestrale).
(2) Risk Weighted Assets (Attività ponderate per il rischio); l’importo è relativo al solo rischio di credito.
Area Leasing
DATI ECONOMICI RICLASSIFICATI
(in migliaia di euro) PRIMO SEMESTRE VARIAZIONE
2026 2025 ASSOLUTA %
Margine di interesse 27.113 26.301 812 3,1% Commissioni nette 6.151 5.950 201 3,4% Margine di intermediazione 33.264 32.251 1.013 3,1% Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (3.428) (3.495) 67 (1,9)% Risultato netto della gestione finanziaria 29.836 28.756 1.080 3,8% Costi operativi (19.339 ) (16.585) (2.754) 16,6% Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (286) 91 (377) n.s.
Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 10.211 12.262 (2.051) (16,7)% Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (3.875) (3.761) (114) 3,0% Utile (perdita) del periodo 6.336 8.501 (2.165) (25,5)% Il margine di intermediazione dell’Area Leasing risulta pari a 33,3 milioni di euro, in aumento del 3,1% rispetto al dato al 3 0 giugno 2025, principalmente per il maggior contributo del margine di interesse (+0,8 milioni di euro) .
Tale aumento di 1,0 milioni di euro del margine di intermediazione è dovuto al comparto Leasing Finanziario per 0,3 milioni di euro e al comparto Rental per 0,7 milioni di euro.
Le rettifiche di valore nette su crediti ammontano a 3,4 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al dato al 30 giugno 2025.
25 I costi operativi sono pari a 19,3 milioni di euro, in aumento del 16,6 % rispetto al dato al 3 0 giugno 2025. Anche in questo caso, l’ incremento è dovuto, come precedentemente indicato, principalmente a maggiori spese del personale connesse all’aumento dell’organico nonchè a maggiori ammortamenti sui nuovi sviluppi software entrati in utilizzo nel periodo.
Al 30 giugno 2026 il totale degli impieghi netti dell’Area ammonta a 1.676,9 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al dato al 31 dicembre 202 5.
Nella tabella che segue vengono esposti i valori lordi, netti e le relative percentuali di copertura dei crediti verso la clientela suddivisi per qualità del credito.
AREA LEASING
(in migliaia di euro) SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI ESPOSIZIONI
SCADUTE TOTALE
DETERIORATO
(STAGE 3) BONIS
(STAGE 1 E 2) TOTALE
CREDITI
SITUAZIONE AL 3 0.06.202 6
Valore nominale 13.097 17.923 9.741 40.761 1.673.244 1.714.005 Rettifiche di valore (11.678) (11.341) (2.839) (25.858) (11.221) (37.080) Valore di bilancio 1.420 6.581 6.902 14.903 1.662.022 1.676.926 Coverage ratio 89,2% 63,3% 29,1% 63,4% 0,7% 2,2%
SITUAZIONE AL 31.12.2025
Valore nominale 13.266 16.693 9.612 39.571 1.669.784 1.709.355 Rettifiche di valore (11.485) (9.833) (2.853) (24.171) (11.686) (35.857) Valore di bilancio 1.781 6.860 6.759 15.400 1.658.098 1.673.498 Coverage ratio 86,6% 58,9% 29,7% 61,1% 0,7% 2,1% Le esposizioni nette deteriorate sono pari a 14,9 milioni di euro al 3 0 giugno 2026, in riduzione del 3,2% rispetto al 31 dicembre 2025, e sono caratterizzate da un coverage ratio associato pari al 63,4 %, in aumento rispetto al 61,1% di fine 2025 principalmente per effetto della crescita nel semestre del coverage medio delle inadempienze probabili . Il coverage dei crediti in bonis risulta pari allo 0,7%, in linea rispetto a dicembre 202 5.
KPI CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.202 6 31.12.202 5 ASSOLUTA %
Costo del credito (1) 0,41% 0,28% - 0,13%
RWA (2) 1.285.138 1.288.940 (3.802) (0,3)%
(1) Tale indicatore è calcolato rapportando il valore “annualizzato” delle rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito sulla media annuale degli impieghi verso clientela (calcolata su base trimestrale).
(2) Risk Weighted Assets (Attività ponderate per il rischio); l’importo è relativo al solo rischio di credito.
Area Corporate Banking & Lending
DATI ECONOMICI RICLASSIFICATI
(in migliaia di euro) PRIMO SEMESTRE VARIAZIONE
2026 2025 ASSOLUTA %
Margine di interesse 33.614 32.848 766 2,3% Commissioni nette 13.181 10.664 2.517 23,6% Altre componenti del margine di intermediazione 12.604 18.223 (5.619) (30,8)% Margine di intermediazione 59.399 61.735 (2.336) (3,8)% Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (22.628) (18.068) (4.560) 25,2% Risultato netto della gestione finanziaria 36.771 43.667 (6.896) (15,8)% Costi operativi (28.302) (20.284) (8.018) 39,5% Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 157 (243) 400 n.s.
Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 8.626 23.140 (14.514) (62,7)% Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (3.275) (7.096) 3.821 (53,8)% Utile (perdita) del periodo 5.351 16.044 (10.693) (66,6)%
26 Il margine di intermediazione dell’Area Corporate Banking & Lending è pari a 59,4 milioni di euro al 3 0 giugno 2026 , in riduzione di 2,3 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025 (-3,8%). La variazione negativa è determinata dall’effetto combinato dei seguenti fattori:
• crescita del margine di interesse di 0,8 milioni di euro, derivante principalmente dal maggior contribut o del comparto Lending per 0,7 milioni di euro;
• aumento delle commissioni nette per 2,5 milioni di euro , di cui 1 ,0 milion i di euro d erivante dal contributo di Fürstenberg SIM, 0,8 milioni di euro dal maggior contributo del comparto Lending e 0,7 milioni di euro da quello del comparto Corporate Banking ;
• decremento del contributo delle altre componenti del margine di intermediazione per 5,6 milioni di euro, rappresentato principalmente dalle minori rivalutazioni nel periodo del fair value sui titoli del comparto Corporate Banking .
Le rettifiche di valore nette su crediti ammontano a 22,6 milioni di euro, in aumento di 4,6 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025 , principalmente a seguito di maggiori accantonamenti registrati nel primo semestre 2026 su alcune esposizioni individualmente significative della business unit Structured Finance .
L’aumento dei costi operativi di 8,0 milioni di euro rispetto al 3 0 giugno 2025 è riconducibile principalmente a maggiori spese del personale connesse all’aumento dell’organico e a maggiori costi di gestione delle pratiche legati al business CQS/CQP coerentemente con i maggiori volumi erogati.
La voce “accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” presenta per il periodo in questione rilasci netti pari a 0,2 milioni di euro , contro il dato del 3 0 giugno 2025 che presentava accantonamenti netti per 0, 2 milioni di euro.
Al 30 giugno 2026 il totale dei crediti netti verso clientela dell’Area ammonta a 3.003,9 milioni di euro, in aumento di 233,0 milioni di euro rispetto al dato del 31 dicembre 202 5.
Nella tabella che segue vengono esposti i valori lordi, netti e le relative percentuali di copertura dei crediti verso la clientela suddivisi per qualità del credito.
AREA CORPORATE BANKING &
LENDING
(in migliaia di euro) SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI ESPOSIZIONI
SCADUTE TOTALE
DETERIORATO
(STAGE 3) BONIS
(STAGE 1 E 2) TOTALE
CREDITI
SITUAZIONE AL 3 0.06.202 6
Valore nominale 31.977 162.392 14.135 208.505 2.908.785 3.117.290 Rettifiche di valore (14.601) (73.494) (1.055) (89.150) (24.223) (113.374) Valore di bilancio 17.377 88.898 13.080 119.354 2.884.562 3.003.916 Coverage ratio 45,7% 45,3% 7,5% 42,8% 0,8% 3,6%
SITUAZIONE AL 31.12.2025
Valore nominale 27.119 144.064 10.618 181.801 2.686.500 2.868.301 Rettifiche di valore (12.156) (62.970) (1.069) (76.195) (21.207) (97.402) Valore di bilancio 14.963 81.094 9.549 105.606 2.665.293 2.770.899 Coverage ratio 44,8% 43,7% 10,1% 41,9% 0,8% 3,4% L’ammontare delle esposizioni deteriorate nette al 3 0 giugno 2026 , pari a 119,4 milioni di euro, risulta in aumento di 13,7 milioni di euro rispetto al valore di fine esercizio 202 5, principalmente a seguito dell 'incremento nel periodo delle posizioni classificate ad inadempienz a probabil e e in past due (+7,8 milioni di euro e +3,5 milioni di euro rispettivamente ). Il coverage dei crediti deteriorati aumenta dal 41,9 % di dicembre 202 5 al 42,8% di giugno 2026, principalmente a seguito della maggiore incidenza dei crediti in inadempienza probabile all’interno del portafoglio deteriorato .
27
KPI CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.202 6 31.12.202 5 ASSOLUTA %
Costo del credito (1) 1,58% 0,84% - 0,74%
RWA (2) 2.388.068 2.166.510 221.558 10,2%
(1) Tale indicatore è calcolato rapportando il valore “annualizzato” delle rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito sulla media annuale degli impieghi verso clientela (calcolata su base trimestrale).
(2) Risk Weighted Assets (Attività ponderate per il rischio); l’importo è relativo al solo rischio di credito.
Settore Npl
È il Settore del Gruppo Banca Ifis dedicato all’acquisizione pro -soluto e gestione di crediti sia unsecured sia secured di difficile esigibilità (ad esclusione di quelli appartenenti a società del Gruppo illimity, i quali sono inseriti nello specifico Settore illimity), nonché all’attività di gestione di portafogli di terzi. L’attività è strettamente connessa alla trasformazione in attività paganti e all’incasso di crediti deteriorati.
Nella tabella riportata di seguito viene rappresentato il portafoglio crediti del Settore Npl per modalità di trasformazione e criterio di contabilizzazione; gli “interessi a conto economico” si riferiscono alle componenti del margine di intermediazione derivanti dalla contabilizzazione a costo ammortizzato del relativo portafoglio crediti;
in par ticolare, sono inclusi gli interessi attivi da costo ammortizzato per 87,2 milioni di euro e altre componenti del margine di interesse da variazione cash flow per 19,5 milioni di euro, così come riportati nella tabella riepilogativa dei “Dati economici riclassificati” nel seguito del presente paragrafo.
PORTAFOGLIO DI
PROPRIETA’ DEL SETTORE
NPL (in migliaia di euro) VALORE NOMINALE
RESIDUO VALORI DI BILANCIO VAL ORI DI
BILANCIO /
VAL ORE NOMINALE
RESIDUO INTERESSI A CONTO
ECONOMICO
Costo 389.964 113.007 29,0% -
Stragiudiziale 7.533.208 492.421 6,5% 30.557 di cui: Massiva (curve) 6.939.143 170.900 2,5% (8.879) di cui: Piani 594.065 321.521 54,1% 39.436 Giudiziale 8.257.927 932.866 11,3% 76.149 di cui: Altre posizioni in corso di lavorazione giudiziale 1.226.674 151.887 12,4% -
di cui: Precetti, Pignoramenti,
ODA 2.056.411 612.169 29,8% 64.469
di cui: Secured e Corporate 4.974.842 168.810 3,4% 11.680 Totale 16.181.099 1.538.294 9,5% 106.706 L’attività può essere suddivisa in tre macrocategorie:
• gestione post acquisto, dove vengono espletate tutte le attività di ricerca informazioni propedeutiche all’instradamento della posizione verso le modalità di trasformazione più adeguate; il credito viene classificato in un’area cosiddetta di “staging” e co ntabilmente valorizzato al costo di acquisto ( 113,0 milioni di euro al 3 0 giugno 2026) senza contribuzione a conto economico in termini di margine. Di norma dopo 6 -12 mesi le posizioni vengono indirizzate verso la forma di gestione più adeguata alle caratteristiche delle stesse;
• gestione stragiudiziale, che accoglie le pratiche che possono essere gestite tramite attività di recupero a carattere transattivo. Le pratiche in attesa di conoscere l’esistenza o meno dello strumento di recupero più idoneo sono classificate in un bacino d enominato “gestione massiva” e ammontano al 3 0 giugno 2026 a 170,9 milioni di euro rispetto a 183,9 milioni di euro al 31 dicembre 202 5, in riduzione del 7,1%. Le pratiche su cui è stato concordato e formalizzato un piano di rientro si attestano a 321,5 milioni di euro al 30 giugno 2026 ;
• gestione giudiziale, che accoglie tutte le pratiche nei diversi stadi di lavorazione giudiziale che vanno dall’ottenimento del decreto ingiuntivo all’ottenimento di una Ordinanza di Assegnazione (ODA). Le
28 pratiche che sono in attesa dell’azionamento legale più appropriato sono incluse nella categoria “Altre posizioni in corso di lavorazione giudiziale” e risultano pari a 151,9 milioni di euro al 3 0 giugno 2026; le pratiche che si trovano nelle fasi di precetto, pignoramento e ODA trovano collocamento nell’apposito bacino si attestano a 612,2 milioni di euro. Nel bacino della gestione giudiziale rientrano le posizioni “Secured e Corporate”, di derivazione corporate bancaria o real estate, pari a 168,8 milioni di euro al 3 0 giugno 2026.
Si segnala infine che, cogliendo le opportunità di mercato e nel rispetto di quanto previsto dal proprio business model, il Gruppo può procedere con la cessione a terzi di portafogli del Settore Npl rappresentati da posizioni su cui sono state sostanzialme nte espletate tutte le attività di recupero e per le quali non si prevedono ulteriori recuperi significativi.
DATI ECONOMICI RICLASSIFICATI
(in migliaia di euro) PRIMO SEMESTRE VARIAZIONE
2026 2025 ASSOLUTA %
Margine di interesse 84.317 140.729 (56.412) (40,1)% Commissioni nette (1.705) (766) (939) 122,6% Altre componenti del margine di intermediazione 12.275 16.615 (4.340) (26,1)%
- di cui: Utili (perdite) da cessione di attività finanziarie 12.067 17.292 (5.225) (30,2)% Margine di intermediazione 94.887 156.578 (61.691) (39,4)% Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito 29 12 17 n.s.
Risultato netto della gestione finanziaria 94.916 156.590 (61.674) (39,4)% Costi operativi (90.437) (95.661) 5.224 (5,5)% Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 55 (105) 160 n.s.
Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 4.534 60.824 (56.290) (92,5)% Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (1.721) (18.654) 16.933 (90,8)% Utile (perdita) del periodo 2.813 42.170 (39.357) (93,3)% Il margine di interesse ammonta a 84,3 milioni di euro , in riduzione di 56,4 milioni di euro rispetto al dato dell’omologo periodo dell’ esercizio precedente . Tale decremento è da ricondurre principalmente ai minori contributi delle componenti attive del margine: gli interessi attivi da costo ammortizzato si riducono da 93,3 milioni di euro al 3 0 giugn o 2025 a 87,2 milioni di euro al 3 0 giugno 2026, gli interessi attivi su notes e altre componenti minoritarie passano da 1, 8 milioni di euro del primo semestre 2025 a 1,4 milioni di euro al 30 giugno 2026 , mentre le altre componenti del margine di interesse da variazione di cash flow variano da 66,0 milioni di euro del 3 0 giugno 2025 a 19,5 milioni di euro al 3 0 giugno 2026 . A quest’ultima voce contribuisce, da un lato, la gestione stragiudiziale negativa per 2,6 milioni di euro, a cui contribuiscono i piani di rientro per 18,5 milioni di euro più che compensati dall’effetto negativo dei modelli a curve per 21,1 milioni di euro , mentre d all’altro lato vi è il contributo della gestione legale per 22,1 milioni di euro, a seguito di azioni di precetto, pignoramento e ODA . Inoltre, il margine di interesse del Settore Npl nel primo semestre 2026 risente anche di un maggior contributo negativo da parte degli interessi passivi , pari a 23,8 milioni di euro al 30 giugno 2026 , i quali risultano in aumento di 3,4 milioni di euro rispetto al saldo dello stesso periodo dell’esercizio precedente.
Le commissioni nette rappresentano un costo di 1,7 milioni di euro al 3 0 giugno 2026, in aumento rispetto al costo per 0,8 milioni di euro del 3 0 giugno 2025.
Nel corso del primo semestre 2026 sono state realizzate cessioni di portafogli di crediti e di titoli di debito appartenenti al Settore Npl, in linea con le policy del Gruppo, da cui si sono generati utili netti da cessione pari a 12,1 milioni di euro, in riduzione di 5,2 milioni di euro rispetto al 3 0 giugno 2025.
Oltre ai sopraccitati utili da cessione, le altre componenti del margine di intermediazione del Settore Npl beneficiano nel periodo d ella rivalutazione positiva del fair value di quote OICR per 2,0 milioni di euro, in aumento
29 di 2,2 milioni di euro rispetto a giugno 2025 in quanto principalmente derivante da una posizion e sottoscritt a successivamente al primo semestre 2025.
In considerazione di quanto sopra, il margine di intermediazione del Settore Npl si attesta a complessivi 94,9 milioni di euro, in riduzione di 61,7 milioni di euro rispetto al 3 0 giugno 2025.
La voce “rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito” del Settore Npl è legata esclusivamente alla variazione del fondo svalutazione su titoli e finanziamenti connessi a operazioni di cartolarizzazione con sottostante crediti deteriorati.
I costi operativi, pari a 90,4 milioni di euro al 3 0 giugno 2026, risultano in riduzione di 5,2 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025, principalmente per minori spese di recupero .
In conseguenza di quanto sopra, l’utile netto di periodo del Settore Npl è pari a 2,8 milioni di euro, in riduzione di 39,4 milioni di euro rispetto al 3 0 giugno 2025.
Si riporta nel seguito il dettaglio dei crediti netti per qualità del credito.
DATI PATRIMONIALI
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.202 6 31.12.202 5 ASSOLUTA %
Crediti in sofferenza netti 1.108.229 1.136.236 (28.007) (2,5)% Inadempienze probabili nette 418.560 400.758 17.802 4,4% Esposizioni scadute deteriorate nette 4.392 3.995 397 9,9% Totale attività deteriorate nette verso clientela (Stage 3) 1.531.181 1.540.989 (9.808) (0,6)% Totale crediti in bonis netti (Stage 1 e 2) 49.606 51.339 (1.733) (3,4)%
- di cui: crediti di proprietà acquistati 7.113 7.826 (713) (9,1)%
- di cui: crediti erogati e conti correnti verso clientela 4.466 3.164 1.302 41,2%
- di cui: titoli di debito 35.857 37.439 (1.582) (4,2)%
- di cui: crediti connessi all'attività di servicer 2.170 2.910 (740) (25,4)% Totale crediti per cassa verso clientela 1.580.787 1.592.328 (11.541) (0,7)%
- di cui: crediti di proprietà acquistati e valutati al costo ammortizzato 1.538.294 1.548.815 (10.521) (0,7)% In merito ai crediti del Settore Npl, 1.538,3 milioni di euro sono rappresentati da crediti appartenenti alla categoria dei POCI (Purchased or originated credit -impaired ) prevista dal principio contabile IFRS 9, che rappresenta tutte quelle esposizioni che risultano deteriorate alla data di acquisto o a quella in cui sono state originate. Questi crediti rappresentano l’attività caratteristica del Settore. Restano esclusi da questa classificazione le nuove erogazioni di crediti in bonis, i titoli di debito valutati al costo ammortizzato e i crediti connessi all’attività di servicer per cont o terzi.
KPI CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.202 6 31.12.202 5 ASSOLUTA %
Valore nominale dei crediti gestiti 16.181.099 17.818.989 (1.637.890) (9,2)%
RWA (1) 1.781.060 1.819.369 (38.309) (2,1)%
(1) Risk Weighted Assets (Attività ponderate per il rischio); l’importo è relativo al solo rischio di credito.
La sommatoria dei flussi di cassa attesi lordi complessivi (ERC - Estimated Remaining Collections) è pari a 2,5 miliardi di euro.
30
ANDAMENTO PORTAFOGLIO CREDITI DETERIORATI
SETTORE NPL 30.06.202 6 31.12.202 5
Portafoglio crediti iniziale 1.548.815 1.507.421 Acquisti (+) 86.017 168.558 Cessioni ( -) (23.015) (77.455) Utili (perdite) da cessioni (+/ -) 12.107 32.632 Interessi da costo ammortizzato (+) 87.221 182.298 Altre componenti di interesse da variazione cash flow (+) 19.503 126.475 Incassi ( -) (192.354) (391.114) Portafoglio crediti finale 1.538.294 1.548.815 Il totale degli acquisti del Settore Npl del primo semestre 2026 ammonta a 86,0 milioni di euro, in aumento rispetto al dato di 75,9 milioni di euro del 3 0 giugno 2025. Nel corso dei primi sei mesi del 2026 sono state perfezionate operazioni di cessione di crediti del Settore Npl ad un prezzo di vendita complessivo di 23,0 milioni di euro che hanno prodotto utili netti per 12,1 milioni di euro.
Al 30 giugno 2026 il portafoglio gestito dal Settore Npl comprende n. 1.630.736 pratiche, per un valore nominale pari a 16,2 miliardi di euro.
Settore illimity
Il Settore illimity comprende il contributo delle business unit relative a tutte le società incluse all’interno del Gruppo illimity , ad eccezione della tesoreria che è stata integrata nella più ampia funzione del Gruppo e i cui risultati sono stati conseguentemente allocati al Settore Governance & Servizi e Non Core. Si ricorda come l’acquisizione dell’ex Gruppo illimity è stata comple tata nel secondo semestre 2025, e per tale motivo i dati di conto economico riflettono esclusivamente il periodo di competenza successivo all’acquisizione del Gruppo illimity (di conseguenza, non esistono i dati economici comparati al 3 0 giugno 2025 per tale Settore). I risultati sono inclusivi degli effetti della c.d. “PPA - Purchase Price Allocation”.
DATI ECONOMICI RICLASSIFICATI
(in migliaia di euro) PRIMO
SEMESTRE
2026
Margine di interesse 59.923 Commissioni nette 29.116 Altre componenti del margine di intermediazione 15.895 Margine di intermediazione 104.934 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (22.445) Risultato netto della gestione finanziaria 82.489 Costi operativi (83.760) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 206 Oneri e proventi non ricorrenti (1.544) Utili (perdite) delle partecipazioni (1.145) Utili (perdite) da cessioni di investimenti 4.243 Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 489 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (186) Utile (perdita) del periodo 303 Il margine di intermediazione del Settore si attesta a 104,9 milioni di euro, ed è determinato in particolare dalle
seguenti dinamiche:
• il margine di interesse risulta pari a 59,9 milioni di euro, ed include l’effetto relativo al c.d. “reversal” sul periodo degli adjustment della PPA sulle attività finanziarie al costo ammortizzato del Gruppo illimity;
• le commissioni nette sono pari a 29,1 milioni di euro , e includono sia le commissioni di servicing o di gestione delle controllate dirette di illimity Bank sia le commissioni operative di illimity Bank stessa;
31 • le altre componenti del margine di intermediazione sono pari a 15,9 milioni di euro; tale importo include anche i proventi da incasso di attività finanziarie valutate al fair value.
Per quanto concerne il costo del credito del periodo, esso evidenzia rettifiche nette per 22,4 milioni di euro .
I costi operativi si attestano a 83,8 milioni di euro, e sono composti da spese per il personale per 32,7 milioni di euro, altre spese amministrative per 50,1 milioni di euro, proventi netti di gestione per 5,8 milioni di euro e rettifiche nette su attività materiali e immateriali per 6,8 milioni di euro.
La voce “ accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri ” presenta riprese nette per 0,2 milioni di euro al 30 giugno 2026.
La voce “oneri e proventi non ricorrenti” presenta un saldo netto al 3 0 giugno 2026 negativo per 1,5 milioni di euro e comprende i costi operativi non ricorrenti di competenza del periodo connessi al processo di integrazione delle società del Gruppo illimity all’interno del Gruppo Banca Ifis, limitatamente alla quota sostenuta direttamente da società del Gruppo illimity. Tal e voce si compone di:
• altre spese amministrative non ricorrenti per 3,8 milioni di euro, le quali si riferiscono principalmente a costi in ambito ICT connessi al progetto di integrazione nel Gruppo Banca Ifis ;
• recuperi di spese per il personale per 2,3 milioni di euro, relativi alla ripresa parziale effettuata nel corso del primo semestre 2026 relativamente al fondo per oneri per il personale stanziato per originari 8,9 milioni di euro a fine 2025 relativamente alla gestione di uscite di alcuni dirigenti del Gruppo illimity nell’ambito dell’acquisizione da parte di Banca Ifis.
Al 30 giugno 2026 il Settore registra perdite nette su partecipazioni per 1,1 milioni di euro. Nello specifico, esso rappresenta l’effetto sul periodo della valutazione delle partecipazioni soggette a influenza notevole da parte di illimity Bank , e il saldo al 30 giugno 2026 è quasi interamente riferibile alla valutazione della società altermAInd .
Si precisa che d al secondo trimestre 2026 il perimetro di tali partecipazioni soggette a influenza notevole include anche Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency, le cui interessenze di controllo (precedentemente detenute dal Gruppo illimity tramite la partecipata Abilio) sono state cedute a COIMA a inizio maggio 2026 , con una quota pari al 60%, mentre illimity Bank (e di conseguenza il Gruppo Banca Ifis) ha sottoscritto una quota di minoranza pari al 40%. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato allo specifico paragrafo riportato all’interno della sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della presente Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo.
Il Settore illimity nel primo semestre 2026 registra utili netti da cessione investimenti per complessivi 4,2 milioni di euro, derivanti principalmente dalle operazioni di cessione relative a società precedentemente comprese nel Gruppo illimity, e cioè:
• la cessione a Servizilegali.net della quota dell’82% precedentemente detenuta da illimity Bank in Abilio;
• la cessione del controllo di Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency (le cui quote erano precedentemente detenute al 100% ciascuna da Abilio) a COIMA, che ne ha rilevato il 60% di ognuna, mentre il restante 40% è stato sottoscritto da illimity Bank;
• la cessione integrale a Prelios della partecipazione in ARECneprix , il cui 100% era prima in possesso di illimity Bank .
Per maggiori dettagli sulle suddette operazioni si rimanda anche in questo caso agli specifici paragrafi riportati all’interno della sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della presente Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo.
Per effetto delle dinamiche sopra rappresentate, il risultato del periodo del Settore illimity è pari a 0,3 milioni di euro. Rispetto al risultato netto contabile del Gruppo illimity, pari a 5,7 milioni di euro, ai fini del segment reporting deve essere depurato il risultato positivo di 5,4 milioni di euro dell’attività di tesoreria di illimity Bank, oggi totalmente integrata in quella della Capogruppo e quindi gestionalmente allocata al Settore Governance & Servizi e Non Core.
32 Al netto degli elementi straordinari e non ricorrenti che hanno impatto il conto economico del primo semestre 2026 del Settore illimity (relativi agli oneri e proventi non ricorrenti di cui sopra, pari ad un valore negativo per 0,8 milioni di euro al netto dell’effetto fiscale), il risultato netto del periodo sarebbe stato pari a 1,1 milioni di euro.
Per quanto riguarda i dati patrimoniali, al 3 0 giugno 2026 il totale dei crediti netti del Settore ammonta a 4.633,7 milioni di euro, in riduzione di 411,9 milioni di euro rispetto al dato al 31 dicembre 2025 pari a 5.045,6 milioni di euro. Si evidenzia che nel Settore illimity sono presenti attività finanziarie (crediti e titoli di debito) prevalentemente deteriorate appartenenti alla categoria dei POCI, riferiti sia all’attività di acquisto di Npl effettuata dal Gruppo illimity sia agli ulteriori attivi deteriorati emersi per effetto dell’aggregazione aziendale relativa all’acquisizione del Gruppo illimity da parte di Banca Ifis (ossia gli attivi che alla data di acquisto, 4 luglio 2025, erano clas sificati come deteriorati). I POCI del Settore illimity presentano un valore di bilancio di 1.016,3 milioni di euro al 3 0 giugno 2026, in riduzione rispetto al saldo di 1.093,2 milioni di euro a fine dicembre 2025.
Nella tabella che segue vengono esposti i valori lordi, netti e le relative percentuali di copertura delle attività finanziarie verso la clientela al costo ammortizzato suddivise per qualità del credito.
SETTORE ILLIMITY
(in migliaia di euro) SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI ESPOSIZIONI
SCADUTE TOTALE
DETERIORATO
(STAGE 3) BONIS
(STAGE 1 E 2) TOTALE
CREDITI(1)
SITUAZIONE AL 3 0.06.2026
Valore nominale 188.879 930.708 67.940 1.187.527 3.509.150 4.696.677 Rettifiche di valore (9.828) (11.553) (4.311) (25.692) (37.262) (62.954) Valore di bilancio 179.051 919.155 63.629 1.161.835 3.471.888 4.633.723 Coverage ratio 5,2% 1,2% 6,3% 2,2% 1,1% 1,3%
SITUAZIONE AL 31.12.2025
Valore nominale 172.989 920.440 77.343 1.170.772 4.121.680 5.292.452 Rettifiche di valore (1.224) (5.202) (3.547) (9.973) (236.898) (246.871) Valore di bilancio 171.765 915.238 73.796 1.160.799 3.884.782 5.045.581 Coverage ratio 0,7% 0,6% 4,6% 0,9% 5,7% 4,7% (1) Nel Settore sono presenti al 3 0 giugno 2026 titoli di Stato per 1.024,5 milioni di euro (1.000,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
I coverage delle attività deteriorate del Settore sono influenzati dai suddetti crediti POCI, i cui valori lordi già scontano la stima delle perdite attese.
KPI CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.2026 31.12.2025 ASSOLUTA %
RWA (1) 3.066.211 3.480.873 (414.662) (11,9)%
(1) Risk Weighted Assets (Attività ponderate per il rischio); l’importo è relativo al solo rischio di credito.
33 Settore Governance & Servizi e Non Core Nel Settore confluiscono, fra le altre, le risorse necessarie allo svolgimento dei servizi delle funzioni di Strategic Planning, Finance, Operations, Human Resources, Communication, Marketing, Public Affairs & Sustainability nonché le strutture preposte al la raccolta, alla gestione e all’allocazione ai Settori operativi delle risorse finanziarie.
Il Settore comprende l’attività di tesoreria di Gruppo, inclusiva dell’operatività in capo a illimity Bank, l’attività di Proprietary Finance (desk titoli di proprietà) e l’attività di Securitization & Structured Solutions (investimento in Asset Backed Securities, strumentali alla realizzazione di operazioni di cartolarizzazione). Il Settore include inoltre i portafogli in run -off originati dall’ex Interbanca nonché altri portafogli residuali di prestiti personali.
DATI ECONOMICI RICLASSIFICATI
(in migliaia di euro) PRIMO SEMESTRE VARIAZIONE
2026 2025 ASSOLUTA %
Margine di interesse 10.379 (7.099) 17.478 n.s.
Commissioni nette (4.829) (855) (3.974) 464,8% Altre componenti del margine di intermediazione 32.840 29.253 3.587 12,3% Margine di intermediazione 38.390 21.299 17.091 80,2% Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (942) 2.122 (3.064) n.s.
Risultato netto della gestione finanziaria 37.448 23.421 14.027 59,9% Costi operativi (27.793) (18.790) (9.003) 47,9% Oneri relativi al sistema bancario (63) (21) (42) 200,0% Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (113) 1.694 (1.807) n.s.
Oneri e proventi non ricorrenti (107) (9.561) 9.454 (98,9)% Utili (perdite) delle partecipazioni (100) - (100) n.a.
Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 9.272 (3.257) 12.529 n.s.
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (3.518) 998 (4.516) n.s.
Utile (perdita) del periodo 5.754 (2.259) 8.013 n.s.
(Utile) perdita del periodo di pertinenza di terzi (402) (775) 373 (48,1)% Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 5.352 (3.034) 8.386 n.s.
Il margine di intermediazione del Settore si attesta a 38,4 milioni di euro, in aumento di 17,1 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025, ed è determinato in particolare dalle seguenti dinamiche:
• il margine di interesse risu lta pari a 10,4 milioni di euro , in miglioramento di 17,5 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025. La variazione positiva è dovuta per 18,7 milioni di euro alla maggiore marginalità nell’ambito della tesoreria e per 0,3 milioni di euro al maggior margine di interesse del portafoglio del comparto Non Core , i cui effetti sono stati parzialmente compensati per 1,4 milioni di euro dal minore contributo del comparto Proprietary Finance;
• le commissioni nette risultano negative e pari a 4,8 milioni di euro, in peggioramento di 4,0 milioni di euro rispetto a l prim o semestre del 2025 , principalmente per il contributo riveniente dall’attività di tesoreria ;
• le altre componenti del margine di intermediazione registrano un incremento di 3,6 milioni di euro. La variazione positiva è dovuta principalmente alle migliori performance registrate sul portafoglio proprietario del Settore, dove gli effett i positiv i derivanti dai maggiori dividendi per 6,8 milioni di euro e dal maggior risultato netto dell'attività di negoziazione per 1,3 milioni di euro sono stati parzialmente compensati dal minore contributo delle valutazioni al fair value delle attività finanziarie del comparto Non Core per circa 4 milioni di euro .
Sul versante della raccolta, “Rendimax Conto Deposito” e “illimitybank.com” costituiscono la principale fonte di finanziamento del Gruppo, con masse medie pari a 6.707,2 milioni di euro e un tasso medio del 2,71 %.
34 Al 30 giugno 2026 il valore di bilancio delle obbligazioni emesse a livello di Gruppo Banca Ifis (sia quelle emesse dalla Capogruppo Banca Ifis sia quelle emesse da illimity Bank) ammonta a 2.821,4 milioni di euro, in aumento di 337,9 milioni di euro rispetto al dato al 31 dicembre 202 5 (2.483,4 milioni di euro) a seguito principalmente dall’emissione da parte di Banca Ifis in data 13 gennaio 2026 di un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 da 400 milioni di euro con scadenza ad aprile 2036, finalizzata a sostituire le altre obbligazioni subordinate attualmente circolanti emesse da Banca Ifis e illimity Bank (per maggiori dettagli a riguardo si rimanda alla sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” all’interno della presente Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo ).
Si precisa altresì che nel corso del primo semestre 2026 il Gruppo ha avviato il suo primo Euro -Commercial Paper Programme (ECP Programme), destinato al collocamento di debito a breve termine esclusivamente ad investitori professionali, caratterizzato da u na durata prevista di tre anni, un importo massimo complessivo che può arrivare a 1 miliardo di euro e dalla possibilità di emettere note denominate sia in euro che in dollari americani. Al 30 giugno 2026 il valore di bilancio della raccolta tramite ECP Programme ammonta a 24,8 milioni di euro. Per maggiori dettagli su tale operazione si veda quanto riportato nella sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della presente Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo.
La raccolta effettuata tramite cartolarizzazioni ( incluse quelle relative al Gruppo illimity) risulta pari a 1.033,3 milioni di euro al 3 0 giugno 2026, ed è in aumento di 75,4 milioni di euro rispetto al dato del 31 dicembre 202 5 principalmente per effetto della nuova emissione di titoli connessa alla cartolarizzazione ABCP Programme effettuata a giugno 2026 dalla Capogruppo Banca Ifis (per maggiori dettagli si veda quanto riportato nella sezione “Informazioni sui rischi e sulle r elative politiche di copertura”, sottosezione “Rischi del consolidato prudenziale”, paragrafo “Rischio di credito”, sottoparagrafo “Operazioni di cartolarizzazione” ). Gli interessi passivi maturati al 30 giugno 2026 ammontano a 13,2 milioni di euro .
Si segnala inoltre l’accesso al funding tramite le seguenti operazioni con la BCE: un’operazione di tipo MRO un valore nominale di 400,0 milioni di euro, rimborsata in data 1° luglio 2026 , e un’operazione con la BCE di tipo OT (Other Type of operation) per 115 milioni di USD (pari a 100,9 milioni di euro), rimborsata in data 2 luglio 2026.
Complessivamente, il costo medio del funding allocato al Settore si attesta al 3,0% al 3 0 giugno 2026, in diminuzione rispetto al dato del 3,4% relativo alla media del primo semestre 2025 (il quale non includeva la raccolta del Gruppo illimity) .
Per quanto concerne il costo del credito, il dato al 30 giugno 2026 evidenzia rettifiche nette per 0,9 milioni di euro, rispetto al dato comparato al 30 giugno 2025 che presentava riprese nette per 2,1 milioni di euro (le quali riflettevano la positiva ristrutturazione di una posizione individualmente significativa) .
I costi operativi si attestano a 27,8 milioni di euro, registrando un incremento di 9,0 milioni di euro rispetto al 3 0 giugno 2025, connesso principalmente a maggiori costi di consulenza.
La voce “oneri relativi al sistema bancario” include i costi sostenuti nel periodo per il funzionamento dei fondi di garanzia del sistema bancario, e risulta pari a 63 mila euro .
Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri risultano pari a 0,1 milioni di euro nel primo semestre 2026, contro riprese nette per 1,7 milioni di euro nei primi sei mesi del 2025 (le quali erano riconducibili principalmente al Fondo di Solidarietà della Capogruppo Banca Ifis) .
La voce “oneri e proventi non ricorrenti” presenta un saldo netto negativo al 3 0 giugno 2026 per 0,1 milioni di euro , che è composto da:
• l’effetto positivo per 8,0 milioni di euro relativ o alle riprese registrate dalla Capogruppo Banca Ifis nel corso del primo semestre 2026 sui fondi per oneri del personale stanziati a fine 2025 per complessivi 40,0 milioni di euro a fronte della conclusione, in data 31 maggio 2026, del periodo di adesione previsto dall’accordo sottoscritto da parte di Banca Ifis di un’intesa con le Organizzazioni Sindacali avente per oggetto un piano di uscite, su base volontaria, f inalizzato all’accompagnamento alla pensione di dipendenti della Banca anche attraverso il ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di solidarietà del settore del credito . Pertanto, tenuto conto delle adesioni nominative raccolte nonché delle specifiche
35 caratteristiche contrattuali delle singole posizioni interessate, si è proceduto alla rilevazione di una ripresa a livello di fondi su oneri per il personale rispetto all’accantonamento effettuato al 31 dicembre 2025 ;
• l’effetto negativo per 8,1 milioni di euro, il quale si riferisce ai costi operativi non ricorrenti di competenza del primo semestre 2026, connessi principalmente al processo di integrazione delle società del Gruppo illimity all’interno del Gruppo Banca Ifis, limitatamente alla quota sostenuta direttamente da Banca Ifis . In altri termini, i costi non ricorrenti sostenuti da società del Gruppo illimity sono esclusi, in quanto inseriti nello specifico Settore illimity .
Il dato al 30 giugno 2026 della voce “oneri e proventi non ricorrenti” risulta in riduzione di 9,5 milioni di euro rispetto al saldo di 9,6 milioni di euro del primo semestre 2025, il quale rifletteva principalmente i costi sostenuti per l’OPAS su illimity Bank avviata a gennaio 2025.
Per effetto delle dinamiche sopra rappresentate, il risultato del periodo del Settore Governance & Servizi e Non Core risulta in utile per 5,8 milioni di euro, in significativo miglioramento rispetto al dato al 3 0 giugno 2025 che ammontava ad un a perdita di 2,3 milioni di euro. Escludendo l’utile di pertinenza di terzi di competenza del Settore (402 mila euro) , il contributo del Settore all’utile di pertinenza della Capogruppo risulta pari a 5,4 milioni di euro.
Depurando il risultato del periodo dagli oneri e proventi non ricorrenti (al netto del relativo effetto fiscale) , i quali presentano un valore positivo per 0,5 milioni di euro, il Settore Governance & Servizi e Non Core risulterebbe in utile per 4,8 milioni di euro.
Per quanto riguarda i dati patrimoniali, al 30 giugno 2026 il totale dei crediti netti del Settore ammonta a 2.716,4 milioni di euro, in aumento di 434,8 milioni di euro rispetto al dato al 31 dicembre 202 5 (2.281,6 milioni di euro) , principalmente per la variazione positiva dei titoli di Stato allocati a tale Settore (+ 358,9 milioni di euro) .
Si evidenzia che nel Settore Governance & Servizi e Non Core sono presenti crediti , prevalentemente deteriorati , appartenenti alla c .d. categoria dei POCI, riferiti principalmente a operazioni di business combination effettuate dal Gruppo Banca Ifis nel corso degli esercizi precedenti (ad esclusione dei crediti rivenienti dall’aggregazione aziendale relativa al Gruppo illimity) , composti da crediti deteriorati per un valore di bilancio di 10,5 milioni di euro crediti in bonis caratterizzati da un valore netto di 4,5 milioni di euro al 30 giugno 2026.
Nella tabella che segue vengono esposti i valori lordi, netti e le relative percentuali di copertura dei crediti verso la clientela suddivisi per qualità del credito.
SETTORE GOVERNANCE &
SERVIZI E NON CORE
(in migliaia di euro) SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI ESPOSIZIONI
SCADUTE TOTALE
DETERIORATO
(STAGE 3) BONIS
(STAGE 1 E 2) TOTALE
CREDITI(1)
SITUAZIONE AL 3 0.06.202 6
Valore nominale 10.153 45.404 6.141 61.698 2.675.904 2.737.602 Rettifiche di valore (4.275) (12.196) (1.558) (18.029) (3.195) (21.224) Valore di bilancio 5.878 33.208 4.583 43.669 2.672.709 2.716.378 Coverage ratio 42,1% 26,9% 25,4% 29,2% 0,1% 0,8%
SITUAZIONE AL 31.12.2025
Valore nominale 9.208 41.125 7.046 57.379 2.243.188 2.300.567 Rettifiche di valore (3.778) (10.941) (2.217) (16.936) (2.072) (19.008) Valore di bilancio 5.430 30.184 4.829 40.443 2.241.117 2.281.560 Coverage ratio 41,0% 26,6% 31,5% 29,5% 0,1% 0,8% (1) Nel Settore sono presenti al 3 0 giugno 2026 titoli di Stato per 2.129,5 milioni di euro (1.770,6 milioni di euro al 31 dicembre 2025) .
I crediti netti deteriorati del Settore Governance & Servizi e Non Core risultano pari a 43,7 milioni di euro, in aumento di 3,2 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025 . I crediti in bonis risultano in aumento di 431,6 milioni di euro rispetto al saldo alla fine dell’esercizio precedente, principalmente riconducibile ai titoli di Stato del Settore (i quali sono passati da 1.770,6 milioni di euro al 31 dicembre 202 5 a 2.129,5 milioni di euro a fine giugno 2026).
36 I coverage delle attività deteriorate del Settore sono influenzati dai crediti POCI, i cui valori lordi già scontano la stima delle perdite attese. Tale coverage si attesta al 29,2% al 30 giugno 2026 , sostanzialmente in linea rispetto al 31 dicembre 202 5. Il coverage del portafoglio nel suo complesso risulta pari allo 0, 8%, anch’esso sostanzialmente stabile rispetto a fine 2025.
37 L’azione Banca Ifis
La quotazione
Le azioni ordinarie di Banca Ifis S.p.A. sono quotate presso il segmento STAR, e la Banca risulta operativa nell’indice Ftse Italia Mid Cap. Di seguito sono esposti i valori di quotazione a lla fine di ogni periodo di riferimento.
Prezzo ufficiale azione 30.06.2026 31.12.2025 31.12.2024 31.12.2023 31.12.2022 Prezzo del titolo a fine periodo 12,71 25,38 21,18 15,70 13,31
Price/book value
È esposto di seguito il rapporto tra prezzo di Borsa a fine periodo e patrimonio netto di pertinenza della Capogruppo in rapporto alle azioni in circolazione.
Price/book value 30.06.2026 31.12.2025 31.12.2024 31.12.2023 31.12.2022 Prezzo del titolo a fine periodo 12,71 25,38 21,18 15,70 13,31 Patrimonio netto di pertinenza della Capogruppo per azione 33,56 34,70 32,95 32,01 30,24 Price/book value 0,38 0,73 0,64 0,49 0,44
Azioni in circolazione 30.06.2026 31.12.2025 31.12.2024 31.12.2023 31.12.2022 Numero azioni in circolazione a fine periodo (in migliaia)(1) 61.285 61.080 52.572 52.468 52.433 (1) Le azioni in circolazione si intendono al netto delle azioni proprie detenute in portafoglio.
Earnings per share (EPS) Di seguito è evidenziato l’Earnings per share (EPS), cioè il rapporto tra utile netto di periodo di pertinenza della Capogruppo e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione nel periodo di riferimento, al netto delle azioni proprie in portafoglio.
Utile per azione e utile diluito per azione 30.06 .202 6 30.06.202 5 Utile netto di periodo di pertinenza della Capogruppo (in migliaia di euro) 7.803 87.118 Numero medio azioni in circolazione (1) 61.141.671 52.895.386 Numero medio di azioni in circolazione ai fini dell'utile per azione diluito 61.565.211 53.603.186 Utile per azione (EPS) 0,13 1,65 Utile per azione (EPS) diluito 0,13 1,63 Utile netto di periodo di pertinenza della Capogruppo normalizzato (in migliaia di euro) (2) 8.095 93.517 Utile per azione (EPS) normalizzato 0,13 1,77 Utile per azione (EPS) diluito normalizzato 0,13 1,74 (1) Le azioni in circolazione si intendono al netto delle azioni proprie detenute in portafoglio.
(2) Per le logiche di normalizzazione dell’utile netto di periodo di pertinenza della Capogruppo si veda quanto riportato nel paragrafo “Aggregati economici riclassificati” della sezione “Situazione patrimoniale e andamento economico del Gruppo” all’intern o delle Note illustrative del presente documento.
Le regole di Corporate Governance Banca Ifis ha aderito al Codice di Corporate Governance delle società quotate. Risultano costituiti, nell’ambito del Consiglio di Amministrazione della Banca, il Comitato Controllo e Rischi, il Comitato Nomine e il Comitato Remunerazioni. Il Consiglio di A mministrazione ha inoltre nominato un Organismo di Vigilanza dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo di cui al D. Lgs. 231/2001.
38 Le regole di internal dealing La regolamentazione di Banca Ifis in materia di internal dealing è conforme alla disciplina di derivazione comunitaria (Regolamento UE n. 596/2014, c.d. Market Abuse Regulation) e mira ad assicurare la massima trasparenza informativa nei confronti del mercato.
La “Politica in materia di operazioni compiute da Soggetti Rilevanti e da Persone ad essi Strettamente Legate su quote, titoli di credito e strumenti finanziari collegati emessi da Banca Ifis S.p.A.” (Politica Internal Dealing)
disciplina:
• gli adempimenti connessi all’identificazione dei Soggetti Rilevanti e delle persone “strettamente legate”;
• la gestione delle informazioni relative alle operazioni oltre la soglia minima di importo su quote, titoli di credito o strumenti collegati emessi da Banca Ifis, compiute, direttamente o indirettamente, da un Soggetto Rilevante o da una “Persona Strettamen te Legata” e soggetta agli obblighi di notifica;
• la gestione dei “periodi di chiusura”, intervalli temporali nell’ambito dei quali i Soggetti Rilevanti devono astenersi dal compiere operazioni su quote e altri titoli di credito emessi da Banca Ifis, nonché su strumenti finanziari a essi collegati.
I Soggetti Rilevanti sono:
• i componenti del Consiglio di Amministrazione;
• i componenti del Collegio Sindacale;
• I dirigenti con responsabilità “strategica” che attualmente sono:
– Condirettore Generale Chief Operating Officer (COO);
– Condirettore Generale Chief Commercial Officer (CCO);
– Responsabile Direzione Communication, Marketing, Public Affairs & Sustainability;
– Chief of Staff e Comunicazione di Presidenza;
– Chief Financial Officer (CFO);
– Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
– Chief Lending Officer (CLO);
– Responsabile Direzione Npl;
– Responsabile Internal Audit;
– Responsabile Compliance;
– Chief Risk Officer (CRO);
– Responsabile Anti -Money Laundering;
– Responsabile Direzione Human Resources;
– General Counsel;
– Responsabile Direzione Investor Relations & Corporate Development;
– Amministratore Delegato di Ifis Npl Servicing;
– Direttore Generale di Ifis Npl Servicing;
– Amministratore Delegato di Banca Credifarma.
• qualunque soggetto che detenga una partecipazione calcolata ai sensi dell’articolo 118 del Regolamento Emittenti, pari almeno al 10% del capitale sociale di Banca Ifis, rappresentato da azioni con diritto di voto ossia qualunque soggetto che controlli la Banca;
• gli ulteriori soggetti individuati come tali, anche per periodi di tempo circoscritti, con apposita delibera del Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis.
Sono sottoposti alla Politica Internal Dealing anche le “persone strettamente legate” ai Soggetti Rilevanti.
Tale documento è disponibile nella Sezione “Corporate Governance”, sottosezione “Internal Dealing” del sito internet aziendale www.bancaifis.it .
39 Le regole per la gestione delle informazioni privilegiate Le procedure interne in materia di gestione delle informazioni privilegiate e di gestione dell’elenco delle persone che hanno accesso ad informazioni privilegiate sono conformi alla Market Abuse Regulation.
In applicazione dell’art. 115 bis del D. Lgs. 58/1998, Banca Ifis ha istituito un registro (il c.d. registro degli insider) delle persone che, in ragione dell’attività lavorativa, professionale o delle funzioni svolte, hanno accesso ad informazioni privile giate, e ne cura il puntuale aggiornamento.
Il Gruppo si è inoltre dotato della “Politica di Gruppo per la gestione delle informazioni privilegiate”, al fine di:
• evitare che soggetti che, per le funzioni che svolgono, non hanno motivo di conoscere tale informazione abbiano accesso alle stesse;
• individuare in via continuativa le persone che hanno accesso alle informazioni stesse.
Tale politica descrive, inoltre, il processo di gestione delle informazioni privilegiate di emittenti terzi, anche con riferimento alla gestione dei sondaggi di mercato passivi.
40 Fatti di rilievo avvenuti nel periodo Il Gruppo Banca Ifis, adottando un approccio di trasparenza e tempestività nella comunicazione al mercato, pubblica costantemente informazioni sui fatti di rilievo tramite comunicati stampa. Si rimanda alla sezione “Media” del sito web istituzionale www.bancaifis.it per visualizzare tutti i comunicati stampa.
Emissione da parte di Banca Ifis di un bond Tier 2 decennale da 400 milioni di euro In data 13 gennaio 2026 Banca Ifis ha completato con successo il collocamento di un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 destinato ad investitori istituzionali. L’emissione ha durata decennale, con scadenza nell’aprile 2036, ha una cedola del 4,546% ed è richiamabile dopo 5 anni. L’importo emesso è pari a 400 milioni di euro.
Nel dettaglio, a fine collocamento, la Banca ha registrato un prezzo di emissione del 100%, equivalente a uno spread di 200 punti base rispetto al tasso di riferimento: si tratta del minor livello di spread della storia della Banca per una emissione subord inata Tier 2. L’emissione in questione è finalizzata a sostituire le altre obbligazioni subordinate attualmente circolanti, emesse da Banca Ifis e illimity Bank, e genererà nel medio periodo un significativo risparmio in termini di costo del funding per il Gruppo Banca Ifis.
L’obbligazione emessa è stata quotata presso il Luxembourg Stock Exchange, con un rating di Ba3 da parte di Moody’s e di BB - da parte di Fitch.
Cessione a Banca Sella della partecipazione detenuta da illimity Bank in Hype al prezzo di 85 milioni di euro A seguito dell’ottenimento delle autorizzazioni normative a inizio 2026, in data 6 febbraio 2026 la partecipazione detenuta da illimity Bank in Hype e corrispondente al 50% del capitale della società è stata oggetto di cessione al Gruppo Banca Sella al pre zzo concordato di 85 milioni di euro, con impatto pari a 55 bps in termini di CET1.
Cessione da parte di illimity Bank di impieghi creditizi per un controvalore pari a 41 milioni di euro In data 28 gennaio 2026, illimity Bank ha perfezionato un’operazione di cessione di impieghi creditizi iscritti tra le attività in via di dismissione per un controvalore pari a 41 milioni di euro, in linea con il valore di carico nel bilancio al 31 dicembr e 2025.
Banca Ifis diversifica le proprie fonti di funding e avvia il primo programma Euro -
Commercial Paper (ECP Programme) In data 16 marzo 2026 Banca Ifis ha ampliato la gamma di strumenti di funding a propria disposizione avviando il suo primo Euro -Commercial Paper Programme (ECP Programme), destinato al collocamento di debito a breve termine esclusivamente ad investitori pr ofessionali. In questo modo, Banca Ifis conferma la propria capacità di raggiungere nuove tipologie di investitori per costruire forme di finanziamento flessibili e a breve termine, così da intercettare con tempestività le necessità di mercato. L’ECP Programme di Banca Ifis ha ottenuto il Rating “P -3” da Moody’s ed è stato predisposto in conformità ai criteri e requisiti stabiliti dalla Market Convention on Short -
Term European Paper (STEP), ottenendo la relativa certificazione di conformità (STEP Label ). Nel dettaglio, l’ECP Programme di Banca Ifis ha una durata prevista di tre anni, un importo massimo complessivo che può arrivare a 1 miliardo di euro e prevede la possibilità di emettere note denominate sia in euro che in dollari americani. Le commercial paper emesse prevedono un valor e nominale unitario minimo pari a 100.000 euro, o importo equivalente in dollari, e scadenza massima a 12 mesi. I titoli saranno emessi in forma dematerializzata e accentrati presso Monte Titoli S.p.A.. L’avvio del primo ECP Programme rappresenta la seconda operazione di ottimizzazione del funding operata da Banca Ifis nel corso del 2026, dopo l’emissione del bond Tier 2 decennale a gennaio 2026.
L’Assemblea degli Azionisti approva il Bilancio d’esercizio 2025 e la distribuzione di un dividendo di 0,92 euro per azione a titolo di saldo per l’esercizio In data 16 aprile 2026, l’Assemblea Ordinaria degli Azionisti di Banca Ifis, riunitasi sotto la Presidenza di Ernesto Fürstenberg Fassio, ha approvato:
41 • il Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025, con la Relazione sulla gestione presentata dal Consiglio di
Amministrazione;
• la distribuzione di un saldo di dividendo per l’esercizio 2025 pari a 0,92 euro per ciascuna azione ordinaria Banca Ifis emessa e in circolazione (e quindi escludendo le azioni proprie detenute dalla Banca). Tale saldo è stato successivamente messo in pagamento con stacco cedola (ex date) il 18 maggio 2026, data di legittimazione al pagamento del dividendo stesso (record date) il 19 maggio 2026 e data di pagamento (payment date) il 20 maggio 2026;
• la compensazione della riserva negativa denominata “Riserva contributo straordinario Legge n.199/2025” con la “Riserva extra -profitti”, mediante riduzione dell’ammontare di quest’ultima da 23.905.112 euro ad
17.331.206 euro;
• la “Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti” nelle Sezioni I e II;
• la nomina, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2386, comma 1, del Codice civile e dell’art. 11 dello statuto, quali Consiglieri della Banca di Riccardo Preve e Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, già cooptati in data 11 dicembre 2025;
• il rinnovo della polizza assicurativa a fronte della responsabilità civile degli esponenti degli organi sociali (D&O).
Completa ta la cessione di Abilio a Servizilegali.net, che ne rilancerà lo sviluppo con un piano biennale , e trasferimento del controllo di Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency a COIMA In data 11 maggio 2026 Banca Ifis ha perfezionato la cessione di Abilio S.p.A. a Servizilegali.net S.r.l., che ha rilevato il 100% della società. Precedentemente, Abilio S.p.A. era detenuta per l’82% da illimity Bank e per il 18% da COIMA. L’operazione è stata finalizzata a consentire il pieno rilancio di Abilio S.p.A. all’interno di un gruppo interamente focalizzato sulle attività di business della società. Per facilitare questo percorso, Banca Ifis ha dotato Abilio della provvista economica necessaria per il rilancio aziendale, coerentemente con la tradizionale attenzione del Gruppo per la valorizzazione delle qualità professionali delle persone.
La cessione di Abilio S.p.A. a Servizilegali.net S.r.l. non ha compreso , invece le sue controllate: Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency. Queste sono state rilevate da COIMA, con una quota pari al 60%, e illimity Bank, con una quota pari al 40%. L’operazione è finalizzata a garantire alle due società la migliore strategia per la crescita e rientra nella rinn ovata partnership tra Banca Ifis e il gruppo COIMA, che rappresenta il best owner naturale per guidare il futuro delle due agenzie.
Il valore contabile alla data di cessione delle quote di tali società oggetto di vendita era pari a complessivi 13,0 milioni di euro e pertanto, a fronte di un corrispettivo pari a 0,3 milioni di euro, l’operazione ha generato per il Gruppo Banca Ifis una perdita da cessione di 12,6 milioni di euro, registrata nella voce “utili (perdite) da cessione di investimenti”.
Ispezione generale di Banca d’Italia presso Banca Ifis Nell’ambito delle ordinarie attività di vigilanza, Banca d’Italia nel corso del primo semestre 2026 ha condotto un’ispezione generale presso la Capogruppo Banca Ifis. Alla data del presente documento il processo ispettivo on site è concluso e il rapporto finale di Banca d’Italia non è stato ancora emesso. In particolare, al 30 giugno 2026 sono stati rilevati su alcune esposizioni creditizie accantonamenti straordinari per 30 milioni di euro, relativi a rettifiche proattivamente recepite a seguito delle risultanze preliminari di tale ispezione generale.
Avviato il processo competitivo per la vendita del business Npl volto al deconsolidamento e accelera zione della trasformazione del modello di Banca ancora più specializzata sui servizi finanziari alle imprese In data 25 giugno 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha completato la revisione delle prospettive dell’esercizio 2026 nell’ambito del riposizionamento strategico del Gruppo sulla banca commerciale e sull’ampliamento dell’offerta a servizio di imprese, imprenditori e famiglie.
42 A tal fine, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’avvio di un processo competitivo di mercato riguardante la vendita delle attività di Banca Ifis nel Settore Npl volto al deconsolidamento, attualmente sviluppate dalle società controllate Ifis Npl Servicing e Ifis Npl Investing. Tramite queste società il Gruppo amministra crediti deteriorati prevalentemente concentrati nel segmento di mercato cosiddetto small tickets unsecured, cioè riguardante crediti di piccolo taglio e senza garanzia.
La scelta effettuata da Banca Ifis rientra nell’ambito del percorso di sviluppo che ha visto il Gruppo impegnato in due operazioni straordinarie nel corso del 2025: le acquisizioni di illimity Bank e di Euclidea SIM, oggi Fürstenberg SIM. Queste due operaz ioni, unite alla dismissione delle attività non strategiche (Hype, Abilio, ARECneprix ), alla rinegoziazione dei contratti IT e alle iniziative di ottimizzazione del capitale di illimity Bank, consentiranno al Gruppo di sviluppare il proprio percorso di crescita futura, mantenendo al contempo solidi livelli di patrimonializzazione e una sos tenibile remunerazione degli azionisti, anche a fronte del processo di deconsolidamento del portafoglio Npl.
Nel 2027 è atteso il pieno conseguimento delle sinergie derivanti dalle operazioni straordinarie concluse, insieme alla valorizzazione del potenziale commerciale di illimity Bank, ai benefici in termini di funding e allo sviluppo di nuove competenze e oppo rtunità di business. La posizione patrimoniale, il framework di gestione dei rischi e i progressi nell’integrazione e nel de -risking continuano a sostenere le ambizioni di lungo periodo.
Oltre all’avvio del processo competitivo per la vendita del ramo Npl, il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha aggiornato la guidance di utile per l’esercizio 2026, che sarà compresa tra 100 e 110 milioni di euro rispetto ai 170-190 milioni di euro della precedente stima. Tale guidance non include gli effetti conne ssi al previsto deconsolidamento del portafoglio Npl né gli eventuali ulteriori impatti derivanti dall’esito del processo ispettivo della Banca d’Italia.
In continuità con la consueta disciplina sui costi e salvaguardando le priorità strategiche, Banca Ifis sta adottando una cost review basata sulla nuova operatività e volta a adeguare specularmente la cost base del Gruppo.
Completata la cessione del 100% di ARECneprix a Prelios per circa 30 milioni di euro In data 30 giugno 2026 Banca Ifis ha perfezionato la cessione a Prelios S.p.A. del 100% di ARECneprix , asset management company specializzata nella gestione di crediti deteriorati, asset immobiliari e operazioni complesse. Precedentemente, ARECneprix era detenuta interamente da illimity Bank S.p.A. (società controllata del Gruppo Banca Ifis).
La cessione, per un corrispettivo pari a 29,3 milioni di euro, ha generato per il Gruppo Banca Ifis un beneficio patrimoniale di circa 10 punti base di CET1. Contestualmente al perfezionamento dell’operazione, ARECneprix e illimity Bank hanno sottoscritto un accordo pluriennale di servicing, volto a garantire la continuità nella gestione dei portafogli del Gruppo Banca Ifis.
L’accordo si inserisce nella strategia del Gruppo Banca Ifis di focalizzazione sulle attività core, valorizzando al contempo asset e competenze distintive all’interno di realtà industriali specializzate. Inoltre, grazie all’accordo pluriennale di servicing, Banca Ifis ha ottimizza to il proprio profilo operativo e patrimoniale, facendo leva su una partnership industriale con un operatore di primario standing e garantendo al contempo continuità nella gestione dei portafogli.
Il valore contabile di ARECneprix alla data di cessione era pari a 12,4 milioni di euro e pertanto, a fronte di un corrispettivo di 29,3 milioni di euro, l’operazione ha generato per il Gruppo Banca Ifis un utile da cessione di 16,9 milioni di euro, registrato nella voce “utili (perdite) da cessione di investimenti”.
43 Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo Non sono intervenuti fatti di rilievo tra la chiusura del periodo e la data di approvazione della Relazione finanziaria semestrale consolidata da parte del Consiglio di amministrazione.
44 Informativa su principali rischi e incertezze e su tensioni internazionali Il presente paragrafo vuole fornire una specifica disclosure sugli impatti generati dalle tensioni internazionali, soprattutto con riferimento al Medio Oriente e al perdurare del conflitto Russia -Ucraina, a cui si sono aggiunte le tensioni internazionali r elative alle politiche commerciali restrittive principalmente attuate dall’amministrazione Trump.
Le incertezze riconducibili al contesto geopolitico e, più in generale, all’evoluzione dello scenario macroeconomico sono state tenute in debita considerazione nei processi di stima rilevanti oltre che nelle attività di monitoraggio dei rischi. In particol are, il Gruppo svolge un monitoraggio attento a livello di rischio Paese sulle nazioni coinvolte nei conflitti. Tali monitoraggi continuativi hanno evidenziato un numero limitato di controparti presenti nelle zone interessate dalle tensioni internazionali in corso a cui corrispondono esposizioni creditizie dirette modeste.
Analogamente, non sono state evidenziate particolari criticità con riferimento al portafoglio crediti commerciali.
Inoltre, la funzione Risk Management, in aggiunta ai fattori di rischio usualmente considerati, continua a ritenere ragionevole includere l’attuale situazione di tensione geopolitica quale ulteriore fattore di rischio.
Considerata l’esigenza di opportunamente fattorizzare tali elementi di incertezza nei principali processi di stima, è stata assicurata la massima coerenza possibile tra le ipotesi utilizzate e le relative assunzioni sottostanti applicate nei vari modelli.
Per quanto riguarda le analisi effettuate dal Gruppo Banca Ifis in merito agli impatti connessi all’introduzione dei dazi doganali da parte dell’amministrazione statunitense sui prodotti europei, si rimanda a quanto dettagliato all’interno del sottoparagra fo “Metodi di misurazione delle perdite attese”, paragrafo “Rischio di credito” della sezione “Rischi del consolidato prudenziale” all’interno della macrosezione “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” contenuti nell e Note illustrative del presente documento .
45 Evoluzione prevedibile della gestione Nel contesto macroeconomico attuale, l’economia italiana ed europea sta attraversando una fase di crescita moderata ma stabile, dopo il rallentamento registrato nel 2025. Le più recenti previsioni per il 2026 indicano per l’Italia un aumento del PIL attorn o all’1%, sostenuto dal miglioramento della fiducia delle imprese, dalla graduale ripresa degli investimenti e da una domanda interna in recupero, pur in presenza di un quadro internazionale ancora caratterizzato da elevata volatilità.
L’inflazione, dopo il picco osservato nel biennio precedente, si sta progressivamente riportando verso livelli più coerenti con il target di medio termine della politica monetaria, favorendo un allentamento delle condizioni finanziarie. Tale evoluzione sos tiene il credito e la raccolta, ma continua a esercitare una pressione al ribasso sul margine di interesse bancario, richiedendo una gestione attenta della liquidità, del funding e delle politiche di pricing. Negli ultimi due mesi, tale trend di riduzione dei tassi di interesse si è temporaneamente invertito, con un rialzo dei tassi di interesse, anche a seguito dell'evoluzione del contesto geopolitico; resta tuttavia da verificare se si tratti di un cambiamento strutturale o di una dinamica t ransitoria, con una successiva ripresa del trend ribassista di lungo periodo.
A livello internazionale, permangono infatti rilevanti fattori di incertezza connessi alla situazione geopolitica, incluso il conflitto che coinvolge l’Iran, che ha accresciuto la volatilità dei mercati energetici e potrebbe determinare effetti su inflazione, crescita e costo del rischio qualora il conflitto dovesse protrarsi. Nel complesso, le condizioni macroeconomiche previste per il secondo semestre 2026 restano coerenti con il mantenimento di un quadro di stabilità per il sistema bancario italiano, pur in uno scenario più incerto che richiede particolare attenzione all’evoluzione dei rischi geopolitici, regolamentari e creditizi.
In data 2 5 giugno 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha deliberato l'avvio di un processo competitivo riguardante la vendita delle attività del Gruppo nel comparto Npl volto al deconsolidamento del portafoglio di circa 1,5 miliardi di euro di NBV (Net Book Value) di crediti deteriorati, prevalentemente concentrati nel segmento di mercato cosiddetto small tickets unsecured, cioè riguardante crediti di piccolo taglio e senza garanzia. La scelta effettuata da Banca Ifis rientra nell’ambito del percorso di sviluppo che ha visto il Gruppo bancario impegnato in due operazioni straordinarie nel corso del 2025: le acquisizioni di illimi ty Bank e di Euclidea SIM, oggi Fürstenberg SIM. Queste due operazioni , unite alla dismissione delle attività non strategiche (Hype, Abilio, ARECneprix), alla rinegoziazione dei contratti IT e alle iniziative di ottimizzazione del capitale di illimity Bank, consentiranno al Gruppo Banca Ifis di sviluppare il proprio percorso di crescita futura, mantenendo al contempo solidi livelli di patrimonializzazione e una sostenibile remunerazione degli azionisti, anche a fronte del processo di deconsolidamento del portafoglio Npl, per i cui aspetti contabili si rimanda alla successiva sezione “Altri aspetti” delle “Politiche contabili” all’interno delle Note illustrative .
Banca Ifis ha inoltre annunciato la revisione della guidance di utile netto per l’esercizio 2026 da 170 -190 milioni di euro a 100 -110 milioni di euro, principalmente per effetto di circa 70 milioni di euro di accantonamenti straordinari.
Di questi, 30 milioni di euro sono già stati rilevati al 30 giugno 2026, come precedentemente evidenziato, e sono relativi a rettifiche proattivamente recepite a seguito delle risultanze preliminari d ell’ispezione generale condotta dalla Banca d’Italia nel primo semestre 2026 , mentre 40 milioni di euro derivano dall’aggiornamento delle attese di recupero del portafoglio non core di Npl del Gruppo illimity. Di tali 40 milioni di euro, circa 4 milioni di euro sono stati già recepiti al 30 giugno 2026, essendosi verificati i presupposti, mentre i rimanenti 36 milioni di euro sono inclusi nelle stime prospettiche considerate ai fini della guidance aggiornata per l’esercizio 2026 . Banca Ifis è attualmente in attesa della relazione finale di Banca d'Italia, anche al fine di valutarne eventuali ulteriori riflessi economico -patrimoniali. Di conseguenza, il nuovo obiettivo di utile netto per l’esercizio 2026 non incorpora né gli effetti derivanti dal deconsolidamento del business Npl, né eventuali ulteriori impatti che potrebbero emergere dalle conclusioni definitive dell'attività ispettiva condotta dalla Banca d'Italia .
Continuerà inoltre il percorso di integrazione con illimity, che si prevede di completare pienamente nel quarto trimestre dell’esercizio con il completamento della prospettata fusione .
46
Altre informazioni
Fondi propri e coefficienti patrimoniali I Fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti patrimoniali al 3 0 giugno 2026 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD) e nel Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) che recepiscono nell’Unione Europea gli standard previsti dal Comitat o di Basilea.
In data 19 giugno 2024 sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento (UE) 1623/2024 (cd CRR3) del 31 maggio 2024 e la Direttiva (UE) 2024/1619/UE (cd CRD IV) del 31 maggio 2024 che modificano rispettivamente il Regolamen to (UE) n. 575/2013 (CRR) e la Direttiva 2013/36/UE (CRD).
Salvo talune eccezioni, le modifiche sono entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2025.
Tale quadro normativo, è reso applicabile in Italia, per il tramite della circolare n. 285 di Banca d’Italia pubblicata in data 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti.
FONDI PROPRI E COEFFICIENTI PATRIMONIALI:
(in migliaia di euro) Dati al 30.06.202 6 (*) 31.12.202 5 (**) Capitale primario di classe 1 (CET1) 1.857.023 1.802.310 Capitale di classe 1 (T1) 1.857.912 1.803.194 Totale Fondi propri 2.557.099 2.131.775 Totale attività ponderate per il rischio 13.865.978 13.913.593 Ratio – Capitale primario di classe 1 13,39% 12,95% Ratio – Capitale di classe 1 13,40% 12,96% Ratio – Totale Fondi propri 18,44% 15,32% (*) Il CET1, il Tier 1 e il totale Fondi Propri (Total Capital) non includono gli utili maturati dal Gruppo Bancario al 30 giugno 2026 .
(**) Il CET1, il Tier 1 e il totale Fondi Propri (Total Capital) includono gli utili maturati dal Gruppo Bancario al 31 dicembre 2025, al netto del relativo dividendo, inclusa la quota distribuita in acconto nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 4 dell’ art. 2433 del C odice civile.
Al 30 giugno 2026, tenendo conto anche della conclusione del periodo transitorio adottato per sterilizzare gli effetti degli utili/ perdite non realizzati derivanti da valutazioni al fair value con impatto sulla redditività complessiva, corrispondente alle esposizioni verso amministrazioni centrali, i Fondi propri ammontano a 2.557 milioni di euro.
I Fondi propri tengono altresì conto dell’importo applicabile della copertura insufficiente così come previsto dal Regolamento (UE) 630/2019 del 17 aprile 2019.
47
DATI PATRIMONIALI
(in migliaia di euro) SETTORE
COMMER
CIAL &
CORPO -
RATE
BANKING SETTORE COMMERCIAL &
CORPORATE BANKING SETTO -
RE NPL SETTORE
GOVER -
NANCE &
SERVIZI E
NON
CORE SETTO -
RE
ILLIMI -
TY TOTALE
CONS. DI
GRUPPO
di cui:
AREA
FACTO -
RING di cui:
AREA
LEASING di cui:
AREA
CORPORA
TE
BANKING &
LENDING
Totale RWA Settore 6.331.120 2.657.914 1.285.138 2.388.068 1.781.060 1.236.953 3.066.211 12.415.344 Rischio di mercato 142.760 Rischio operativo 1.193.979 Rischio di aggiustamento della valutazione del
credito 113.895
Totale RWA 13.865.978 RWA per Settori al 3 0 giugno 2026 Al 30 giugno 2026 gli attivi ponderati per il rischio ammontano a 13.866 milioni di euro, ascrivibili principalmente alla componente di rischio di credito e controparte e, in misura minore, al rischio operativo e di mercato.
I coefficienti di solvibilità al 30 giugno 2026, includono gli effetti derivanti:
• dalla cessione del 50% delle quote di Hype effettuata nel primo trimestre 2026 ;
• dalla riduzione delle deduzioni dal c.d. “calendar provisioning”, principalmente dovuta alla cessione di alcune esposizioni distressed;
• dalla riduzione delle riserve di patrimonio netto, principalmente dovuta al decremento delle riserve di
valutazione;
• dalla rimozione del filtro prudenziale sui titoli di Stato valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (c.d. FVOCI), per via del termine del phase -in Basilea 4;
• dall’incremento delle deduzioni rivenienti da attività per imposte anticipate (DTA);
• dalla flessione delle attività ponderate per il rischio registrate nel primo semestre 2026 sul Gruppo.
Sulla base di quanto sopra specificato, i coefficienti patrimoniali al 3 0 giugno 2026 si attestano sui seguenti valori:
• Common Equity ratio pari a 13,39 %;
• Tier 1 ratio pari a 13,40 %;
• Total Capital ratio pari a 18,44 %.
Fondi propri e coefficienti patrimoniali consolidati - Fully loaded Al 30 giugno 2026, escludendo il filtro transitorio derivante dalla sterilizzazione degli utili/perdite non realizzati derivanti da valutazioni al fair value con impatto sulla redditività complessiva , relativo alle esposizioni verso amministrazioni centrali, i Fondi propri ammontano a 2.557 milioni di euro e gli RWA in regime di piena applicazione ammontano a 14.593 milioni di euro .
48
FONDI PROPRI E COEFFICIENTI PATRIMONIALI:
(in migliaia di euro) Dati al 30.06.202 6 (*) 31.12.202 5 (**) Capitale primario di classe 1 (CET1) 1.857.023 1.791.696 Capitale di classe 1 (T1) 1.857.912 1.792.853 Totale Fondi propri 2.557.099 2.121.434 Totale attività ponderate per il rischio 14.593.294 14.741.738 Ratio – Capitale primario di classe 1 12,73% 12,16% Ratio – Capitale di classe 1 12,73% 12,16% Ratio – Totale Fondi propri 17,52% 14,39% (*) Il CET1, il Tier 1 e il totale Fondi Propri (Total Capital) non includono gli utili maturati dal Gruppo Bancario al 30 giugno 2026 .
(**) Il CET1, il Tier 1 e il totale Fondi Propri (Total Capital) includono gli utili maturati dal Gruppo Bancario al 31 dicembre 2025, al netto del relativo dividendo, inclusa la quota distribuita in acconto nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 4 dell’ art. 2433 del C odice civile.
Processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP) Per comparazione con i risultati conseguiti, si segnala che al 30 giugno 2026, Banca Ifis, a livello consolidato, nell’ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP) è tenuta a rispettare i seguenti requisiti di
capitale:
• coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1 ratio) pari all’8,8 3%, vincolante nella misura del 5,50%;
• coefficiente di capitale di classe 1 (Tier 1 ratio) pari al 10,7 3%, vincolante nella misura del 7,4%;
• coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio) pari al 13,1 3%, vincolante nella misura del 9,80%.
Al fine di garantire un livello di capitale che possa assorbire eventuali perdite derivanti da scenari di stress, di cui all’articolo 104 ter della direttiva UE 36/2013, Banca d’Italia ha previsto altresì che il Gruppo Banca Ifis detenga i seguenti livelli di capitale, ai quali si aggiunge il coefficiente anticiclico specifico:
• coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1 ratio) pari al 9,8 3%, composto da un OCR CET1 ratio pari a 8,8 3% e da una componente target (Pillar 2 Guidance) di 1,00%;
• coefficiente di capitale di classe 1 (Tier 1 ratio) pari all’11,7 3%, composto da un OCR T1 ratio pari a 10,7 3% e da una componente target (Pillar 2 Guidance) pari a 1,00%;
• coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio) pari al 14,1 3%, composto da un OCR TC ratio pari a 13,1 3% e da una componente target (Pillar 2 Guidance) pari a 1,00%.
Al 30 giugno 2026 la riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (systemic risk buffer, SyRB ) è calcolata al tasso obiettivo dell’1,0% applicato alle esposizioni rilevanti, sia a livello consolidato sia a livello individuale.
Di seguito si riporta una tabella riassuntiva dei requisiti in vigore.
Overall Capital Requirement (OCR) Pillar 2
Guidance Total
Art.
92
CRR SREP TSCR REQUISITO COMBINATO *
OCR
ratio P2G OCR e P2G RCC RISERVA
ANTICICLICA RISCHIO
SISTEMICO
CET1 4,50% 1,00% 5,50% 2,50% 0,03% 0,80% 8,83% 1,00% 9,83%
Tier 1 6,00% 1,40% 7,40% 2,50% 0,03% 0,80% 10,7 3% 1,00% 11,7 3%
TC 8,00% 1,80% 9,80% 2,50% 0,03% 0,80% 13,1 3% 1,00% 14,1 3%
Al 30 giugno 2026 il Gruppo Banca Ifis soddisfa ampiamente i requisiti sopra menzionati.
49 Procedimento di determinazione del requisito minimo di passività soggette a bail -in I requisiti minimi di Fondi propri e passività ammissibili (MREL) comunicati da Banca d’Italia alla Capogruppo Banca Ifis a seguito della conclusione del procedimento di revisione dello stesso, da mantenere a livello individuale, sono pari al 13,1 31% del TREA (Total Risk Exposure Amount) e al 4,6 7% del LRE (Leverage Ratio Exposure).
Al 3 0 giugno 2026, a seguito del processo di monitoraggio, entrambi gli indicatori risultano ampiamente soddisfatti.
Si segnala inoltre che, a seguito di quanto introdotto dalla Direttiva UE 2024/1174 (c.d. Daisy Chain Act), non è più previsto un requisito minimo MREL nei confronti della controllata Banca Credifarma.
Posizione e coefficienti di liquidità del Gruppo Il Gruppo dispone di una dotazione di liquidità al 3 0 giugno 2026 (tra riserve e attivi liberi finanziabili in BCE) tale da permettere un ampio rispetto de l limit e di LCR (con indic e superiore al 550%).
Informativa in merito al debito sovrano In data 5 agosto 2011 la Consob (riprendendo il documento ESMA n. 2011/266 del 28 luglio 2011) ha emesso la Comunicazione n. DEM/11070007, in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito alle esposizioni detenute dalle società quotate nei titoli di debito sov rano ed in merito all’evoluzione dei mercati, alla gestione delle esposizioni al debito sovrano ed agli effetti economici e patrimoniali.
In conformità a quanto richiesto dalla citata comunicazione, si segnala che al 30 giugno 2026 il valore di bilancio delle esposizioni al debito sovrano ammonta a 4.301 milioni di euro al netto della riserva da valutazione negativa pari a 17,5 milioni di euro.
Si segnala inoltre che tali titoli, il cui valore nominale ammonta a circa 4.437 milioni di euro, presentano una vita media residua ponderata di circa 81 mesi.
I fair value utilizzati per la valutazione delle esposizioni in titoli del debito sovrano al 3 0 giugno 2026 sono considerati di Livello 1.
In conformità alla comunicazione Consob , oltre alle esposizioni in titoli del debito sovrano, devono essere considerati gli impieghi erogati nei confronti di Stati sovrani (Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda e Spagna): tali esposizioni alla data del 3 0 giugno 2026 ammontano a 276 milioni di euro, di cui 63 milioni di euro relativi a crediti fiscali.
Processo di semplificazione normativa adottato con delibera Consob n. 18079 del 20
gennaio 2012
In data 21 gennaio 2013 il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha deliberato, ai sensi dell’art. 3 della Delibera Consob n. 18079 del 20 gennaio 2012, di aderire al regime di opt -out di cui agli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1‐ bis, del Regolamento Emittenti, avvalendosi pertanto della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissi one, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.
1 In alternativa, il calcolo del MREL può essere effettuato non deducendo dal numeratore il requisito combinato di riserva di capitale e calcolando la soglia minima sommando i seguenti requisiti: requisito regolamentare ex art. 92, par.1 lettera c) Re g.
575/2013, pari all’8%, requisito aggiuntivo SREP pari ad 1,8% e un add on doppio del requisito combinato di riserva del capitale tempo per tempo vigente, che alla data di riferimento è pari al 6,6 6%. La soglia minima sommando le suddette componenti è pari a 16,4 6%.
50 Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari Con riferimento alla “Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari ” si rimanda all'ultima predisposta in conformità al terzo comma dell’art. 123 bis del D.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (TUF), cioè quella predisposta per l’esercizio 202 5 sottoforma di relazione distinta dalla Relazione sulla gestione del Gruppo, approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 12 marzo 202 6 e pubblicata congiuntamente al Bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 202 5. Tale documento viene inoltre messo a disposizione Sezione “Chi Siamo”, sottosezione “Corporate governance”, paragrafo “Relazioni e documenti”, sottoparagrafo “Assetti e Organizzazione di Governo Societario” del sito internet aziendale www.bancaifis.it .
La “Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari” è stata predisposta sulla base del format messo a disposizione da Borsa Italiana.
Politiche di remunerazione Nella Sezione “Chi Siamo”, sottosezione “Corporate governance”, paragrafo “Remunerazione” del sito internet aziendale www.bancaifis.it è disponibile la “Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti - 2026”, redatta ai sensi dell’art. 123 ter del TUF, dove è illustrata la politica di remunerazione valevole per l’esercizio 202 6 per il Gruppo Banca Ifis.
Misure sulla Privacy Il Gruppo Banca Ifis ha consolidato un progetto di adeguamento al Regolamento (UE) 2016/679 al fine di recepire le disposizioni normative nel modello di gestione della privacy interno, prevedendo una serie di interventi di carattere sia tecnologico che org anizzativo, con impatto su tutte le società del Gruppo.
Direzione e coordinamento da parte della controllante Ai fini del disposto degli artt. dal 2497 al 2497 sexies del codice civile, si precisa che la società controllante Fürstenberg Scogliera Holding S .A. (già La Scogliera S.A.) non esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti di Banca Ifis, e ciò in espressa deroga al disposto dell’art. 2497 sexies del Codice civile, in quanto l’attività di direzione e coordinamento delle banche e società finanziarie partecipate è espressamente esclusa nell’oggetto sociale d i Fürstenberg Scogliera Holding S.A. e in coerenza la controllante non esercita, di fatto, alcuna attività di direzione e coordinamento di Banca Ifis.
Operazioni su azioni proprie Al 31 dicembre 202 5 Banca Ifis deteneva n. 739.255 azioni proprie, per un controvalore di 13,7 milioni di euro ed un valore nominale di 739.255 euro .
Nel corso del primo semestre 2026 Banca Ifis ha assegnato all’Alta Direzione :
• a titolo di remunerazione variabile di breve periodo, nell’ambito del cosiddetto Sistema incentivante di breve termine (“STI ”), n. 109.285 azioni proprie al prezzo medio di 19,19 euro, per un controvalore di 2,1 milioni di euro ed un valore nominale di 109.285 euro ;
• a titolo di remunerazione variabile di lungo periodo, nell’ambito dell’esercizio da parte dei vari beneficiari delle stock option a loro assegnate per effetto del cosiddetto “Piano Long Term Incentive 2021 -2023” (il “Piano LTI”), n. 95.580 azioni proprie al prezzo medio di 12,92 euro (lo strike price delle stock option), per un controvalore di 1,2 milioni di euro ed un valore nominale di 95.580 euro. La relativa riserva stock option associata alle opzioni oggetto di esercizio nel corso del primo semestre 2026 ammonta complessivamente a 0,2 milioni di euro.
Per maggiori dettagli sul Sistema incentivante di breve termine e sul Piano LTI 2021 -2023 si rimanda alla sezione “Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali” all’interno delle Note illustrative del presente documento.
Nel corso del periodo non vi sono state ulteriori operazioni su azioni proprie, oltre a quanto indicato sopra.
51 Considerando le operazioni di cui sopra, la giacenza al 30 giugno 2026 risulta pari a n. 534.390 azioni proprie, per un controvalore di 9,8 milioni di euro ed un valore nominale di 534.390 euro.
Si precisa che il Gruppo Banca Ifis non detiene, direttamente o indirettamente, azioni della controllante Fürstenberg Scogliera Holding S .A..
Operazioni con società del Gruppo e parti correlate In conformità a quanto stabilito dalla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, nonché dalle disposizioni di Vigilanza prudenziale per le banche di cui alla Circolare nr. 285 di Banca d’Italia del 17 dicembre 2013, Parte terza, Ca pitolo 11 (in tema di “Attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati”), le eventuali operazioni con parti correlate e soggetti connessi sono effettuate nel rispetto della procedura approvata dal Consiglio di Amministrazio ne denominata “Politica di Gruppo in materia di operazioni con parti correlate, soggetti collegati ed Esponenti Aziendali ex art. 136 T.U.B.”, il cui ultimo aggiornamento è a disposizione del pubblico nella Sezione “Chi Siamo”, sottosezione “Corporate Gove rnance”, paragrafo “Relazioni e documenti”, sottoparagrafo “Parti correlate e soggetti collegati” del sito internet aziendale www.bancaifis.it .
Nel corso del primo semestre 2026 non sono state effettuate operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate esterne al perimetro della Relazione finanziaria semestrale consolidata .
Operazioni atipiche o inusuali Nel corso de i primi sei mesi del 2026 il Gruppo Banca Ifis non ha effettuato operazioni atipiche o inusuali, così come definite nella Comunicazione Consob n. 6064293 del 28 luglio 2006.
Sedi della Banca La Banca ha sede legale in Venezia‐Mestre, nonché Uffici istituzionali della Presidenza in Roma e uffici operativi in Milano. Non risultano in essere sedi secondarie.
Risorse umane
Al 30 giugno 2026 i dipendenti del Gruppo Banca Ifis sono rappresentati da n. 2.369 unità , di cui 17 connessi all’acquisizione di Fürstenberg SIM e 339 relativi al Gruppo illimity oggetto di acquisizione . Il dato dei dipendenti del Gruppo illimity è al netto del personale delle società che nel corso del primo semestre 2026 sono state deconsolidate a seguito della cessione del loro controllo, cioè ARECneprix, Abilio, Quimmo Prestige e Quimmo Prestige Agency . Si riporta di seguito un dettaglio della forza lavoro ripartita per livello di inquadramento.
DIPENDENTI DEL GRUPPO PER
LIVELLI DI INQUADRAMENTO 30.06.202 6 31.12.202 5 VARIAZIONI
Numero % Numero % Numero % Dirigenti 143 6,0% 167 6,2% (24) (14,4)% Quadri direttivi 896 37,8% 988 36,7% (92) (9,3)% Impiegati 1.330 56,1% 1.540 57,1% (210) (13,6)% Totale dipendenti del Gruppo 2.369 100,0% 2.695 100,0% (326) (12,1)%
52 Attività di ricerca e sviluppo Il Gruppo, in considerazione dell’attività svolta, non ha attivato programmi di ricerca e sviluppo nel corso del periodo .
Venezia - Mestre, 4 agosto 2026
Per il Consiglio di Amministrazione
L’Amministratore Delegato
Frederik Herman Geertman
53
Bilancio consolidato semestrale abbreviato
54
55 Stato patrimoniale consolidato
VOCI DELL'ATTIVO
(in migliaia di euro) 30.06.2026 31.12.2025 10. Cassa e disponibilità liquide 568.052 787.290 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 773.699 808.092 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 16.282 27.473 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 757.417 780.619 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.513.295 1.659.271 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 17.012.206 16.836.272 a) crediti verso banche 644.458 700.276 b) crediti verso clientela 16.367.748 16.135.996 50. Derivati di copertura 52.251 60.880 70. Partecipazioni 32.596 33.580 90. Attività materiali 255.337 256.210 100. Attività immateriali 116.849 128.999
di cui:
- avviamento 55.731 55.268 110. Attività fiscali: 326.347 368.495 a) correnti 67.957 117.727 b) anticipate 258.390 250.768 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.852 157.555 130. Altre attività 464.061 551.740 Totale dell'attivo 21.143.545 21.648.384
56
VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO
(in migliaia di euro) 30.06.2026 31.12.2025 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 18.376.955 18.716.422 a) debiti verso banche 3.904.915 4.018.193 b) debiti verso clientela 10.592.570 11.256.836 c) titoli in circolazione 3.879.470 3.441.393 20. Passività finanziarie di negoziazione 18.160 26.566 40. Derivati di copertura 33.296 33.748 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (5.242) (2.936) 60. Passività fiscali: 57.292 117.272 a) correnti 7.150 69.848 b) differite 50.142 47.424 80. Altre passività 485.731 498.447 90. Trattamento di fine rapporto del personale 8.893 11.441 100. Fondi per rischi e oneri: 92.811 106.877 a) impegni e garanzie rilasciate 8.132 8.600 b) quiescenza e obblighi simili 419 364 c) altri fondi per rischi e oneri 84.260 97.913 120. Riserve da valutazione (29.617) (16.840) 150. Riserve 1.793.932 1.604.673 155. Acconti su dividendi ( -) - (73.296) 160. Sovrapprezzi di emissione 232.671 229.093 170. Capitale 61.819 61.819 180. Azioni proprie ( -) (9.838) (13.701) 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 18.879 20.803 200. Utile (perdita) del periodo (+/ -) 7.803 327.996 Totale del passivo e del patrimonio netto 21.143.545 21.648.384
57 Conto economico consolidato
VOCI
(in migliaia di euro) 30.06.202 6 30.06.202 5 10. Interessi attivi e proventi assimilati 506.702 368.452 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 501.498 362.071 20. Interessi passivi e oneri assimilati (264.517) (191.969) 30. Margine di interesse 242.185 176.483 40. Commissioni attive 90.552 54.196 50. Commissioni passive (19.236) (9.842) 60. Commissioni nette 71.316 44.354 70. Dividendi e proventi simili 29.411 17.257 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 3.463 (437) 90. Risultato netto dell’attività di copertura (1.430) (118) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 23.667 29.397 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 18.246 28.078 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 5.782 1.478 c) passività finanziarie (361) (159) 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 18.210 17.991 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 18.210 17.991 120. Margine di intermediazione 386.822 284.927 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (64.118) 47.093 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (64.444) 47.391 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 326 (298) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 322.704 332.020 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 322.704 332.020 190. Spese amministrative: (299.590) (213.926) a) spese per il personale (115.060) (85.097) b) altre spese amministrative (184.530) (128.829) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (1.961) 5.315 a) impegni e garanzie rilasciate 235 (220) b) altri accantonamenti netti (2.196) 5.535 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (9.980) (6.679) 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (12.648) (6.949) 230. Altri oneri/proventi di gestione 11.701 16.994 240. Costi operativi (312.478) (205.245) 250. Utili (perdite) delle partecipazioni (1.245) -
280. Utili (perdite) da cessioni di investimenti 4.243 -
290. Utile (perdita) dell'operatività corrente al lordo delle imposte 13.224 126.775 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (5.019) (38.882) 330. Utile (perdita) del periodo 8.205 87.893 340. Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi (402) (775) 350. Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 7.803 87.118
58 Utile per azione e utile diluito per azione 30.06.2026 30.06.2025 Utile per azione (EPS) 0,13 1,65 Utile per azione (EPS) diluito 0,13 1,63 Prospetto della redditività consolidata complessiva
VOCI
(in migliaia di euro) 30.06.202 6 30.06.202 5 10. Utile (perdita) del periodo 8.205 87.893 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico (9.536) 559 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (463) 2.573 40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (9.238) (2.090) 70. Piani a benefici definiti 115 77 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 50 -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (6.661) 6.350 120. Differenze di cambio (1.514) (34) 150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (5.147) 6.384 200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (16.197) 6.909 210. Redditività complessiva (Voce 10 + 200) (7.992) 94.802 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi (402) (775) 230. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della Capogruppo (8.394) 94.027
59 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2026 (dati in migliaia di euro) Esistenze al 31.12.202 5 Modifica saldi apertura Esistenze all'01.01.202 6 Allocazione
risultato esercizio
precedente
Variazioni del periodo Patrimonio netto consolidato al
30.06.202 6
Patrimonio netto del Gruppo al
30.06.202 6
Patrimonio netto di terzi al 30.06.202 6 Riserve Dividendi e altre destinazioni Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività complessiva del periodo Emissione nuove azioni Acquisto azioni proprie Acconti su dividendi
Distribuzione straordinaria
dividendi
Variazione strumenti di
capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Variazioni interessenze
partecipative
Capitale: X X X X X X X X X X X X X X X X X X
a) azioni ordinarie 67.508 X 67.508 - X X - - X X X X X (11) X 67.497 61.819 5.678 b) altre azioni 4.126 X 4.126 - X X - - X X X X X (188) X 3.938 - 3.938 Sovrapprezzi di emissione 235.673 X 235.673 - X 4.109 (531) X X X X X X (4.989) X 234.262 232.671 1.591
Riserve: X X X X X X X X X X X X X X X X X X
a) di utili 1.570.495 - 1.570.495 198.082 X (23.806) - - X - X X X 4.019 X 1.748.790 1.742.556 6.234 b) altre 37.649 - 37.649 - X 14.989 - X X - X - (245) - X 52.393 51.376 1.017 Riserve da valutazione (16.815) - (16.815) X X 3.420 X X X X X X X (6) (16.197) (29.598) (29.617) 19 Strumenti di capitale - X - X X X X X X X - X X - X - - -
Acconti su dividendi (73.296) X (73.296) X 73.296 X X X - X X X X X X - - -
Azioni proprie (13.701) X (13.701) X X X 3.863 - X X X X X X X (9.838) (9.838) -
Utile (perdita) del periodo 328.908 - 328.908 (198.082) (130.826) X X X X X X X X X 8.205 8.205 7.803 402 Patrimonio netto consolidato 2.140.547 - 2.140.547 - (57.530) (1.288) 3.332 - - - - - (245) (1.175) (7.992) 2.075.649 X X Patrimonio netto del Gruppo 2.119.744 - 2.119.744 - (56.379) (1.288) 3.332 - - - - - (245) - (8.394) 2.056.770 2.056.770 X Patrimonio netto di terzi 20.803 - 20.803 - (1.151) - - - - - - - - (1.175) 402 18.879 X 18.879
60 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2025 (dati in migliaia di euro) Esistenze al 31.12.2024 Modifica saldi apertura Esistenze all'01.01.2025 Allocazione
risultato esercizio
precedente
Variazioni del periodo Patrimonio netto consolidato al
30.06.2025
Patrimonio netto del Gruppo al
30.06.2025
Patrimonio netto di terzi al
30.06.2025 Riserve
Dividendi e altre destinazioni Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività complessiva del periodo Emissione nuove azioni Acquisto azioni proprie Acconti su dividendi
Distribuzione straordinaria
dividendi
Variazione strumenti di
capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Variazioni interessenze
partecipative
Capitale: X X X X X X X X X X X X X X X X X X
a) azioni ordinarie 59.589 X 59.589 - X X - - X X X X X - X 59.589 53.811 5.778 b) altre azioni - X - - X X - - X X X X X - X - - -
Sovrapprezzi di emissione 87.011 X 87.011 - X 8.350 (377) X X X X X X - X 94.984 93.364 1.620
Riserve: X X X X X X X X X X X X X X X X X X
a) di utili 1.536.582 - 1.536.582 50.218 X (7.875) - - X - X X X - X 1.578.925 1.572.588 6.337 b) altre 13.970 - 13.970 - X - - X X - X - (1.081) - X 12.889 11.852 1.037 Riserve da valutazione (28.126) - (28.126) X X (337) X X X X X X X - 6.909 (21.554) (21.573) 19 Strumenti di capitale - X - X X X X X X X - X X - X - - -
Acconti su dividendi (63.084) X (63.084) X 63.084 X X X - X X X X X X - - -
Azioni proprie (20.971) X (20.971) X X X 7.270 - X X X X X X X (13.701) (13.701) -
Utile (perdita) del periodo 163.174 - 163.174 (50.218) (112.956) X X X X X X X X X 87.893 87.893 87.118 775 Patrimonio netto consolidato 1.748.146 - 1.748.146 - (49.872) 138 6.893 - - - - - (1.081) - 94.802 1.799.025 X X Patrimonio netto del Gruppo 1.732.310 - 1.732.310 - (48.827) 138 6.893 - - - - - (1.081) - 94.027 1.783.459 1.783.459 X Patrimonio netto di terzi 15.836 - 15.836 - (1.045) - - - - - - - - - 775 15.566 X 15.566
61 Rendiconto finanziario consolidato
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO
Metodo indiretto (in migliaia di euro) 30.06.202 6 30.06.202 5
A. ATTIVITA' OPERATIVA
1. Gestione 105.256 74.600
- risultato del periodo (+/ -) 8.205 87.893
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico ( -/+) (21.673) (17.554)
- plus/minusvalenze su attività di copertura ( -/+) 1.430 118
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/ -) 64.118 (47.093)
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/ -) 22.628 13.628
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/ -) 6.454 (1.677)
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/ -) 5.019 38.882
- altri aggiustamenti (+/ -) 19.075 403 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 110.144 (168.160)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione 22.587 (1.619)
- altre attività obbligatoriamente valutate al fair value 82.412 1.805
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 141.148 (289.551)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (248.940) 128.410
- altre attività 112.937 (7.205) 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (444.846) 85.127
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (332.403) 45.813
- passività finanziarie di negoziazione (16.339) 62
- altre passività (96.104) 39.252 Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa (+/ -) (229.446) (8.433)
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 86.147 -
- vendite di partecipazioni 85.003 -
- vendite di società controllate e di rami d’azienda 1.144 -
2. Liquidità assorbita da (19.729) (42.031)
- acquisti di partecipazioni (133) -
- acquisti di attività materiali (10.199) (30.641)
- acquisti di attività immateriali (9.397) (11.390) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di investimento (+/ -) 66.418 (42.031)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie 1.235 4.892
- distribuzione dividendi e altre finalità (57.445) (49.814) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (+/ -) (56.210) (44.922)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO (219.238) (95.386)
RICONCILIAZIONE
CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE ALL'INIZIO DEL PERIODO 787.290 505.016
LIQUIDITA' TOTALE NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO (219.238) (95.386)
CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE: EFFETTO DELLA VARIAZIONE DEI CAMBI - -
CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE ALLA CHIUSURA DEL PERIODO 568.052 409.630
62
63
Note illustrative
64
65
Politiche contabili
Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è redatto secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e relative interpretazioni dell’International Financial Reporting In terpretations Committee (IFRIC), adottati dall’Unione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n.1606 del 19 luglio 2002.
Per l’interpretazione e l’applicazione dei principi contabili internazionali si è fatto riferimento ai seguenti documenti, seppur non omologati dall’Unione Europea:
• Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio (“Conceptual Framework”);
• Implementation Guidance, Basis for Conclusions ed eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall’IFRIC a completamento dei principi contabili emanati.
I principi contabili applicati per la redazione del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato sono quelli in vigore al 30 giugno 2026 (inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRIC).
Per una panoramica sui principi contabili e sulle relative interpretazioni omologati dalla Commissione Europea, la cui applicazione obbligatoria decorre successivamente alla data di riferimento del presente Bilancio semestrale consolidato abbreviato, si fa rinvio a quanto successivamente illustrato.
Si sono inoltre considerate, per quanto applicabili, le comunicazioni degli Organi di Vigilanza (Banca d’Italia, BCE, Consob ed ESMA) con i quali sono state fornite raccomandazioni sull’informativa da riportare nella Relazione finanziaria, su taluni aspett i di maggior rilevanza in ambito contabile o sul trattamento contabile di particolari operazioni.
I principi contabili utilizzati per la redazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato sono quelli adottati per la predisposizione del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, al quale si fa rimando per l’illustrazione dei criteri di iscrizione, classificazione, valutazione, cancellazione e rilevazione delle componenti reddituali relative alle voci di bilancio.
Con riferimento all’informativa fornita, si rappresenta che il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è redatto in forma sintetica, in conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS 34 “Bilanci intermedi”.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A..
Principi generali di redazione Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito da:
• gli Schemi del Bilancio consolidato (composti dagli schemi di stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato e dal re ndiconto finanziario consolidato);
• specifiche Note illustrative.
ed è inoltre corredato dalla Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è stato redatto con l’applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1, facendo riferimento anche al “Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio” (il cosiddetto “Framework” recep ito dallo IASB) con particolare riguardo ai principi fondamentali di redazione del bilancio che riguardano la prevalenza della sostanza sulla forma, il concetto della rilevanza e significatività dell’informazione, il principio della competenza economica e nella prospettiva della continuazione dell’attività.
Per la compilazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato si è fatto riferimento agli schemi emanati da Banca d’Italia con la Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005, 8° aggiornamento del 17 novembre 2022.
66 In linea con la citata Circolare, negli schemi non sono riportate le voci che non presentano importi per il periodo di riferimento e per il periodo utilizzato ai fini dei dati comparati.
Gli schemi di bilancio forniscono, oltre al dato contabile al 30 giugno 2026, l’informativa comparativa relativa, per i saldi di Stato patrimoniale, all’ultimo Bilancio consolidato approvato al 31 dicembre 2025 e, per i saldi relativi a Conto economico, Pr ospetto della redditività complessiva, Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e Rendiconto finanziario, quelli della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2025.
Si evidenzia che in relazione alle operazioni di acquisizione del controllo di illimity Bank S.p.A. e dell’ex Euclidea SIM S.p.A. (quest’ultima ridenominata Fürstenberg SIM S.p.A. a partire dal 26 gennaio 2026) effettuate nel corso dell’esercizio precedent e, rispettivamente in data 4 luglio 2025 e in data 21 novembre 2025, e al conseguente ingresso nel perimetro di consolidamento del Gruppo Banca Ifis di tali società acquisite e, nel caso di illimity Bank, anche delle altre società appartenenti al c.d. “Gru ppo illimity”, i dati economici del primo semestre 2026 non risultano pienamente comparabili con quelli dell’omologo periodo dell’esercizio precedente. Infatti, i dati economici comparati al 30 giugno 2025 non includono le contribuzioni del Gruppo illimity e di Fürstenberg SIM, in quanto riguardano un periodo antecedente alle date di acquisizione del controllo relative a tali aggregazioni aziendali. Tuttavia, si segnala che nelle tabelle e nei commenti alle singole voci economiche sono presentati, ove rilevanti, i contributi del Gruppo illimity e di Fürstenberg SIM.
La moneta di conto è l’euro, i valori sono espressi in migliaia di euro, se non diversamente indicato. Le tabelle riportate nelle Note illustrative possono contenere arrotondamenti di importi; eventuali incongruenze e/o difformità tra i dati riportati nell e diverse tabelle sono conseguenza di tali arrotondamenti.
Compensazioni tra attività e passività e tra costi e ricavi sono effettuate solo se richiesto o consentito da un principio o da una sua interpretazione.
I criteri di iscrizione, valutazione e cancellazione delle poste dell’attivo e del passivo, e le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, adottati nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 sono rimasti sostanzialmente invar iati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2025 del Gruppo Banca Ifis, a cui si rimanda.
I dati contabili utilizzati per la stesura del Bilancio semestrale abbreviato sono quelli predisposti dalle società controllate con riferimento al 30 giugno 2026, rettificati, ove necessario, per adeguarli ai principi contabili utilizzati dal Gruppo.
Se le informazioni richieste dai principi contabili internazionali e dalle disposizioni contenute nella citata Circolare sono ritenute non sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, nelle Note illustrative sono fornite informazioni compl ementari necessarie allo scopo.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto nel rispetto dei seguenti principi generali:
• continuità aziendale: il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto nella prospettiva della continuità dell’attività del Gruppo, come successivamente illustrato nel dettaglio;
• rilevazione per competenza economica: il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto secondo il principio della rilevazione per competenza economica;
• coerenza di presentazione: la presentazione e la classificazione delle voci nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato viene mantenuta costante da un periodo all’altro a meno che un principio o una interpretazione non richieda un cambiamento nella pres entazione o che un’altra presentazione o classificazione non sia più appropriata. In quest’ultimo caso nelle Note illustrative viene fornita l’informativa riguardante i cambiamenti effettuati rispetto al periodo precedente;
• rilevanza e aggregazione: gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico sono costituiti da voci (contrassegnate da numeri arabi), da sottovoci (contrassegnate da lettere) e da ulteriori dettagli informativi (i “di cui” delle voci e delle sottovoci) . Le voci, le sottovoci e i relativi dettagli informativi costituiscono i conti del Bilancio consolidato semestrale abbreviato. Agli schemi di Bilancio consolidato semestrale abbreviato precedentemente descritti possono essere aggiunte nuove voci qualora di rilievo
67 se il loro contenuto non è riconducibile ad alcuna delle voci già previste dagli schemi. Le sottovoci previste dagli schemi possono essere raggruppate quando ricorre una delle due seguenti condizioni:
– l'importo delle sottovoci sia irrilevante;
– il raggruppamento favorisce la chiarezza del Bilancio consolidato semestrale abbreviato;
• prevalenza della sostanza sulla forma: le operazioni e gli altri eventi sono rilevati e rappresentati in conformità alla loro sostanza e realtà economica e non solamente secondo la loro forma legale;
• compensazione: le attività e le passività, i proventi e i costi non vengono compensati a meno che ciò non sia consentito o richiesto da un principio contabile internazionale o da una sua interpretazione o da quanto disposto dalla citata Circolare n. 262 di Banca d’Italia;
• informazioni comparative: per ogni conto dello stato patrimoniale e del conto economico viene fornita l’informazione comparativa relativa al periodo precedente, a meno che un principio contabile o una interpretazione non consentano o prevedano diversamente . I dati relativi al periodo precedente possono essere opportunamente adattati, ove necessario, al fine di garantire la comparabilità delle informazioni relative al periodo di riferimento. L’eventuale non comparabilità, l’adattamento o l’impossibilità di quest’ultimo sono segnalati e commentati nelle Note illustrative.
Informazioni sulla continuità aziendale Banca d’Italia, Consob e Isvap con il documento n. 2 del 6 febbraio 2009 "Informazioni da fornire nelle relazioni finanziarie sulla continuità aziendale, sui rischi finanziari, sulle verifiche per riduzione di valore delle attività e sulle incertezze nell’ utilizzo di stime", nonché con il successivo documento n.4 del 4 marzo 2010, hanno richiesto agli Amministratori di svolgere valutazioni particolarmente accurate in merito alla sussistenza del presupposto della continuità aziendale, così come previsto dall o IAS 1.
Le incertezze dell’attuale contesto economico anche legate alle tensioni geopolitiche e i relativi riflessi potenziali sui mercati finanziari e sull’economia reale richiedono di svolgere valutazioni particolarmente accurate in merito alla sussistenza del p resupposto della continuità aziendale, in quanto la storia di redditività del Gruppo e di facile accesso alle risorse finanziarie potrebbero nell’attuale contesto non essere più sufficienti.
In proposito, alla luce della situazione patrimoniale e finanziaria della Capogruppo Banca Ifis e, esaminati i rischi derivanti dall’attuale contesto macroeconomico, anche a seguito della situazione corrente, alle tensioni geopolitiche ed alle relative pos sibili implicazioni macroeconomiche ivi incluse quelle rivenienti dalle tensioni internazionali connesse al Medio Oriente, gli amministratori ritengono che il Gruppo Banca Ifis abbia la ragionevole aspettativa di continuare ad operare in un futuro prevedibile. Gli amministratori, infatti, non hanno ravvisato rischi ed incertezze tali da far sorgere dubbi riguardo alla continui tà aziendale e pertanto il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è predisposto è predispost a nel presupposto della continuità aziendale .
Per maggiori dettagli sulle analisi condotte con riferimento alle tensioni internazionali si rimanda allo specifico paragrafo della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo denominato “ Informativa su principali rischi e incertezze e su tensioni internazionali ”.
Area e metodi di consolidamento
Società controllate
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Banca Ifis è stato redatto sulla base delle situazioni contabili al 30 giugno 2026 predisposte dagli amministratori delle società incluse nell’area di consolidamento sulla base di principi contabili omogenei. La tabella al punto seguente espone le società controllate facenti parte del Gruppo Banca Ifis.
68 Partecipazioni in società controllate in via esclusiva
DENOMINAZIONI IMPRESE SEDE
OPERATIVA SEDE LEGALE TIPO DI
RAPPORTO (1) RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE DISPONIBILITÀ
VOTI % (2) IMPRESA
PARTECIPANTE QUOTA %
Ifis Finance Sp. z o.o. Varsavia Varsavia 1 Banca Ifis S.p.A. 100% 100% Ifis Rental Services S.r.l. Milano Milano 1 Banca Ifis S.p.A. 100% 100% Ifis Npl Investing S.p.A. Firenze,
Milano e
Mestre (VE) Mestre (VE) 1 Banca Ifis S.p.A. 100% 100% Cap.Ital.Fin. S.p.A. Napoli Napoli 1 Banca Ifis S.p.A. 100% 100% Fürstenberg SIM S.p.A. Milano Milano 1 Banca Ifis S.p.A. 100% 100% Ifis Npl Servicing S.p.A. Mestre (VE) Mestre (VE) 1 Ifis Npl Investing
S.p.A. 100% 100%
Ifis Finance I.F.N. S.A. Bucarest Bucarest 1 Banca Ifis S.p.A. 99,99% 99,99% Banca Credifarma S.p.A. Roma Roma 1 Banca Ifis S.p.A. 87,96% 87,96% Ifis Npl 2021 -1 SPV S.r.l. Conegliano
(TV) Conegliano
(TV) 1 Banca Ifis S.p.A. 51% 51% Indigo Lease S.r.l. Conegliano
(TV) Conegliano
(TV) 4 Altra 0% 0% Ifis ABCP Programme S.r.l. Conegliano
(TV) Conegliano
(TV) 4 Altra 0% 0% Emma S.P.V. S.r.l. Conegliano
(TV) Conegliano
(TV) 4 Altra 0% 0% illimity Bank S.p.A. Milano Milano 1 Banca Ifis S.p.A. 100% 100% Aporti S.r.l. (SPV) Milano Milano 1-4 illimity Bank S.p.A. 66,7% 66,7% Soperga RE S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Doria Leas eCo S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Doria SPV S.r.l. (SPV) Milano Milano 1-4 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Friuli LeaseCo. S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Friuli SPV S.r.l. (SPV) Milano Milano 1-4 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Pitti Leas eCo S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Pitti SPV S.r.l. (SPV) Milano Milano 1-4 illimity Bank S.p.A. 100% 100% River Leas eCo S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% River SPV S.r.l. (SPV) Milano Milano 1-4 illimity Bank S.p.A. 100% 100% River immobiliare S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Fürstenberg SGR S.p.A. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% IREC LEASECO S.r.l. Conegliano
(TV) Conegliano
(TV) 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% MAUI SPE S.r.l. Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% Piedmont SPV S.r.l. Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% Dagobah LeaseCo S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Dagobah SPV S.r.l. Milano Milano 1-4 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Spicy Green SPV S.r.l. Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% SpicyCo2 S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% INGENII Open Finance Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% Sileno SPV S.r.l. Milano Milano 1-4 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Mida RE S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% GRO SPV S.r.l. Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% Montes LeaseCo S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Montes S.P.V. S.r.l. Milano Milano 1-4 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Mia SPV S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Farky SPV S.r.l. Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0%
69
DENOMINAZIONI IMPRESE SEDE
OPERATIVA SEDE LEGALE TIPO DI
RAPPORTO (1) RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE DISPONIBILITÀ
VOTI % (2) IMPRESA
PARTECIPANTE QUOTA %
Space Direct Lending Fund Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% Iside SPE S.r.l. Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% Farm SPV S.r.l. Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% Dome SPV S.r.l. Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% SpicyCo S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Enervitabio San Giuseppe Società Agricola S.r.l. Milano Milano 1 SpicyCo S.r.l. 100% 100% Renit CPV S.r.l. Milano Milano 1 SpicyCo S.r.l. 100% 100% Little Spicy S.r.l. Milano Milano 1 SpicyCo S.r.l. 100% 100% Vela 2023 LeaseCo S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% Eolo LeaseCo S.r.l. Milano Milano 1 illimity Bank S.p.A. 100% 100% INGENII Boost Finance Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% Havana SPV S.r.l. Milano Milano 4 illimity Bank S.p.A. 0% 0% Lexbridge S.p.A. in liquidazione Milano Milano 1 Ifis Npl Investing S.p.A.
Ifis Npl Servicing
S.p.A. 100% 100%
Legenda
(1) Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria 2 = influenza dominante nell’assemblea ordinaria 3 = accordi con altri soci 4 = altre forme di controllo 5 = direzione unitaria ex art. 39, comma 1, del “decreto legislativo 136/2015” 6 = direzione unitaria ex art. 39, comma 2, del “decreto legislativo 136/2015” (2) Disponibilità voti nell’assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali Tutte le società sono state consolidate utilizzando il metodo integrale.
Relativamente alle società controllate sulla base di quanto successivamente illustrato incluse nell’area di consolidamento al 3 0 giugno 2026, rispetto alla situazione di fine 2025 si segnalano le seguenti variazioni dell’area di consolidamento :
• uscit a del veicolo CR Please Real Estate S.r.l ., appartenent e al perimetro del Gruppo illimity, a seguito della sua chiusura nel corso del periodo .
• uscita di Abilio S.p.A., a seguito della cessione a Servizilegali.net a inizio maggio 2026 della quota del 82% precedentemente detenuta da illimity Bank;
• uscita di Quimmo Agency S.r.l. e Quimmo Prestige Agency S.r.l. (le cui quote erano precedentemente detenute al 100% ciascuna dalla sopraccitata Abilio), a seguito della cessione a inizio maggio 2026 del loro controllo a COIMA, che ne ha rilevato il 60% di ognuna, mentre il restante 40% è stato sottoscritto da illimity Bank (cambiando di conseguenza la configurazione delle relative partecipazioni nell’ambito del Gruppo Banca Ifis da “partecipazioni in società controllate in via esclusiva” a “partecipazioni in società sottoposte a influenza notevo le”);
• uscita di ARECneprix S.p.A., a seguito della cessione integrale a Prelios a fine giugno 2026 della relativa partecipazione, il cui 100% era prima in possesso di illimity Bank ;
• entrata di Lexbridge S.p.A. in liquidazione (già Justlex Italia S.T.A.P.A.) , in quanto nel corso del primo semestre 2026, in aggiunta alla quota di possesso del 20% già detenuta da Ifis Npl Investing, è stata sottoscritta un’ulteriore quota dell’80% da parte di Ifis Npl Servicing , così da configurare una relazione di controllo ai sensi dell’IFRS 10 e , pertanto , da modificare la configurazione della società in questione da “società sottoposta a influenza notevole” a fine 2025 a “società controllata in via esclusiva” al 30 giugno
2026;
70 Per maggiori dettagli sulle operazioni di cessione relative ad Abilio, Quimmo Agency, Quimmo Prestige Agency e ARECneprix si rimanda a quanto riportato nella sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” all’interno della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo.
Si segnala inoltre che nel corso del primo semestre 2026 è avvenuto il r imborso dell’operazione di cartolarizzazione River SPV e della relativa LeaseCo. Si specifica che illimity Bank continua a detenere il capitale sociale di River SPV S.r.l. e di River Leas eCo S.r.l., sebbene i patrimoni separati siano stati rimborsat i. Pertanto, tali società al 30 giugno 2026 sono state mantenute nell’area di consolidamento come società controllate.
Con riferimento agli effetti di tali variazioni dell’area di consolidamento sulla situazione patrimoniale e sull’andamento economico del Gruppo Banca Ifis al 30 giugno 2026:
• l’impatto dell a variazion e in uscita afferent e al veicolo CR Please Real Estate S.r.l. risulta non significativo;
• per le cessioni di Abilio, Quimmo Agency, Quimmo Prestige Agency e ARECneprix:
– gli effetti economici al 30 giugno 2026 delle cessioni delle loro quote di controllo sono riportati all’interno della voce di conto economico “utili (perdite) da cessioni di investimenti”, e pertanto si rimanda ai commenti riguardo a tali operazioni nella sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” all’interno della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo . I costi, i ricavi, le altre componenti di redditività complessiva e i flussi finanziari d i tali controllate cedut e sono inclusi nel presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato fino alla data di cessione. Si precisa inoltre che, con riferimento a Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency, gli effetti economici della valutazione con il metodo del patrimonio netto delle loro partecipazioni (limitatamente al periodo successivo alla cessione del loro controllo e a l conseguente mantenimento di una influenza notevole su di esse) sono riportati all’interno della voce di conto economico “utili (perdite) delle partecipazioni”, e dunque anche in questo caso si rimanda ai successivi commenti di dettaglio a tale voce;
– a livello patrimoniale, l’impatto complessivo in termini di riduzione del totale attivo consolidato risulta non significativo, rapportato al totale attivo consolidato del Gruppo Banca Ifis. Con riferimento agli impatti sulle singole voci patrimoniali, nei commenti a tali voci nelle presenti Note illustrative si riporta la magnitudo di tali impatti, ove ritenuta significativa ai fini della comprensione delle variazioni rispetto al dato comparato al 31 dicembre 2025.
I prospetti contabili della controllata polacca Ifis Finance Sp. z o.o. e della controllata rumena Ifis Finance I.F.N.
S.A., espressi entrambi in valuta estera, vengono convertiti in euro applicando alle voci dell’attivo e del passivo patrimoniale il cambi o di fine periodo , mentre per le poste di conto economico viene utilizzato il cambio medio. Le risultanti differenze di cambio, derivanti dall’applicazione di cambi diversi per le attività e passività e per il conto economico, nonché le differenze di cambio derivanti dalla conversione del patrimonio netto di ciascuna partecipata, sono imputate a riserve di patrimonio netto.
I rapporti patrimoniali attivi e passivi, le operazioni fuori bilancio, i proventi e gli oneri, nonché i profitti e le perdit e intercorsi tra società incluse nell’area di consolidamento sono elisi.
Valutazioni e assunzioni significative per determinare l’area di consolidamento Al fine di determinare l’area di consolidamento, Banca Ifis ha verificato se ricorrono i requisiti previsti dall’IFRS 10 per esercitare il controllo sulle società partecipate o su altre entità con cui intrattiene rapporti contrattuali di qualunque natura.
La definizione di controllo prevede che un’entità controlla un’altra entità qualora ricorrano contemporaneamente le seguenti condizioni:
• il potere di governare le attività rilevanti delle entità;
• l’esposizione alla variabilità dei risultati;
• la capacità di influenzarne i risultati.
71 Più in dettaglio, l’IFRS 10 stabilisce che, per detenere il controllo, l’investitore debba avere la capacità di dirigere le attività rilevanti dell’entità, per effetto di un diritto giuridico o per una mera situazione di fatto, ed essere altresì esposto al la variabilità dei risultati che derivano da tale potere.
Alla luce dei riferimenti sopra illustrati, il Gruppo deve pertanto consolidare tutti i tipi di entità qualora siano soddisfatti tutti e tre i requisiti del controllo.
Generalmente, vi è la presunzione che la maggioranza dei diritti di voto comporti il controllo. Il Gruppo riconsidera se ha o meno il controllo di una partecipata se i fatti e le circostanze indicano che ci siano stati dei cambiamenti in uno o più dei tre elementi rilevanti ai fini della definizione di controllo.
Negli altri casi, la determinazione dell’area di consolidamento richiede di considerare tutti i fattori e le circostanze che conferiscono all’investitore la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti dell’entità (controllo di fatto) . A tal fine risulta necessario considerare un insieme di fattori, quali, a mero titolo di esempio:
• lo scopo ed il disegno dell’entità;
• l’individuazione delle attività rilevanti e di come sono gestite;
• qualsiasi diritto detenuto tramite accordi contrattuali che attribuiscono il potere di governare le attività rilevanti, quali il potere di determinare le politiche finanziarie e gestionali dell’entità, il potere di esercitare la maggioranza dei diritti di voto nell’organo deliberativo o il potere di nominare o di rimuovere la maggioranza dell’organo con funzioni deliberative;
• eventuali diritti di voto potenziali esercitabili e considerati sostanziali;
• coinvolgimento nell’entità nel ruolo di agente o di principale;
• la natura e la dispersione di eventuali diritti detenuti da altri investitori.
Per le entità strutturate, ossia le entità per le quali i diritti di voto non sono considerati rilevanti per stabilire il controllo, lo stesso è ritenuto esistere laddove il Gruppo disponga dei diritti contrattuali di gestire le attività rilevanti dell’ent ità e risulti esposto ai rendimenti variabili delle stesse.
In particolare, le entità strutturate che hanno comportato la necessità di un consolidamento ai fini del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 sono rappresentate da alcune società veicolo di operazioni di cartolarizzazione originate da società del Gruppo, incluse quelle rinvenienti dall a operazione di aggregazione aziendale relativa a illimity Bank effettuata nel corso dell’esercizio precedente e alle società da essa controllate.
Per tali veicoli, gli elementi ritenuti rilevanti ai fini dell’identificazione del controllo e del conseguente consolidamento sono rappresentati dallo scopo di tali società, dall'esposizione ai risultati dell’operazione , dalla capacità di strutturare le operazioni e di dirigere le attività rilevanti e assumere le decisioni critiche per mezzo di contratti di servicing nonché dell'abilità di disporre della loro liquidazione.
L’analisi condotta ha portato ad includere nel perimetro di consolidamento alla data di riferimento le società controllate tramite maggioranza dei diritti di voto (le società con tipo di rapporto “1” di cui alla tabella precedente), nonché le SPV (Special Purpose Vehicle) istituite per le operazioni di cartolarizzazione per le quali si è valutato sussistere una relazione di controllo ai sensi dell’IFRS 10. Tali SPV non sono società giuridicamente facenti parte del Gruppo Banca Ifis, ad esclusione dei seguenti veicoli per i quali il Gruppo detiene la maggioranza delle quote
partecipative:
• Ifis N pl 2021 -1 SPV S.r.l.;
• Aporti S.r.l. (SPV);
• Doria SPV S.r.l. (SPV);
• Friuli SPV S.r.l. (SPV);
• Pitti SPV S.r.l. (SPV);
• River SPV S.r.l. (SPV);
• Dagobah SPV S.r.l.;
• Sileno SPV S.r.l.;
• Montes S.P.V. S.r.l.;
• Mia SPV S.r.l..
72 L’utile (perdita) del periodo e ciascuna delle altre componenti della redditività complessiva sono attribuite ai soci della controllante e alle partecipazioni di minoranza. Quando necessario, vengono apportate le opportune rettifiche ai prospetti contabili delle controllate, al fine d i garantire la conformità alle politiche contabili del Gruppo.
Tutte le attività e passività, il patrimonio netto, i ricavi, i costi e i flussi finanziari infragruppo relativi a operazioni tra entità del Gruppo sono eliminati completamente in fase di conso lidamento.
Le variazioni nelle quote di partecipazione in una società controllata che non comportano la perdita di controllo sono considerate come “equity transactions” ai sensi del par. 23 dell’IFRS 10 e sono pertanto contabilizzate direttamente a patrimonio netto.
Le entità controllate sono oggetto di consolidamento a partire dalla data in cui il Gruppo acquisisce il controllo, secondo il metodo dell’acquisto (“purchase method ”), e cessano di essere consolidate dal momento in cui viene a mancare una situazione di controllo.
Il consolidamento integrale consiste nell’acquisizione “linea per linea” degli aggregati di stato patrimoniale e di conto economico delle entità controllate. Ai fini del consolidamento, il valore contabile delle interessenze partecipative detenute dalla Ca pogruppo o dalle altre società del Gruppo è eliminato, a fronte dell’assunzione delle attività e delle passività delle partecipate, in contropartita della corrispondente frazione di patrimonio netto di pertinenza del Gruppo e della quota di spettanza di te rzi, tenuto altresì conto dell’allocazione del costo in sede di acquisizione del controllo (cosiddetta “Purchase Price Allocation - PPA”).
Per le entità controllate, la quota di terzi relativa al patrimonio netto, all’utile (perdita) del periodo e alla redditività complessiva è oggetto di rappresentazione separata nei rispettivi schemi contabili , rispettivamente nelle voci:
“Patrimonio di pertinenza di terzi”, “Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi”, “Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi”.
Al riguardo si precisa che nessun effetto sul patrimonio netto, sull’utile (perdita) del periodo e sulla redditività complessiva di pertinenza di terzi è conseguente al consolidamento dei patrimoni separati detenuti dalle società veicolo delle cartolarizzazioni originate dal Gruppo, non oggetto di “derecognition” nei prospetti contabili separati delle banche del Gruppo cedenti.
I costi, i ricavi, le altre componenti di redditività complessiva e i flussi finanziari dell’entità controllata sono inclusi nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato a partire dalla data di acquisizione del controllo. I costi, i ricavi, le altre componenti di redditività complessiva e i flussi finanziari di una controllata ceduta sono inclusi nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato fino alla data di cessione. In caso di cessione di una controllata, la differenza tra il corrispettivo della cessione ed il valore contabile delle attività nette della stessa è oggetto di rilevazione nella voce di conto economico “Utili (perdite) da cessi one di investimenti”. In presenza di una cessione parziale dell’entità controllata che non determina la perdita di controllo, la differenza tra il corrispettivo della cessione ed il relativo valore contabile viene rilevata in contropartita del patrimonio n etto.
Le attività, le passività, le operazioni fuori bilancio, i proventi, gli oneri e i flussi finanziari relativi a transazioni intercorse tra imprese consolidate vengono integralmente eliminati.
Società sottoposte a controllo congiunto (joint venture) Un accordo a controllo congiunto è un accordo contrattuale nel quale due o più controparti dispongono di controllo congiunto. Il controllo congiunto è la condivisione, su base contrattuale, del controllo di un accordo, che esiste unicamente quando per le d ecisioni relative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Secondo il principio IFRS 11 gli accordi a controllo congiunto devono essere classificati quali joint operation o joint venture in funzione dei diritti e delle obbligazioni contrattuali detenuti dal Gruppo:
• una joint operation è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività e obbligazioni rispetto alle passività dell’accordo;
• una joint venture è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività nette dell’accordo.
73 Le partecipazioni in società controllate congiuntamente e qualificabili come joint venture sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto, sulla base dei più recenti prospetti contabili disponibili della società controllata congiuntamente, opportunamente rettificati per tenere conto di eventuali eventi o transazioni significative.
Al 30 giugno 2026 non sono presenti società sottoposte a controllo congiunto all’interno del Gruppo Banca Ifis , in quanto in data 6 febbraio 2026 la partecipazione al 50% detenuta da illimity Bank in Hype S.p.A., l’unica società sottoposta a controllo congiunto in essere al 31 dicembre 2025, è stata oggetto di cessione al Gruppo Banca Sella (per maggiori dettagli si rimanda allo specifico paragrafo presente nella sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo ).
Società sottoposte a influenza notevole (società collegate) Sono considerate società collegate, cioè sottoposte a influenza notevole, le società non controllate in cui si esercita un’influenza significativa.
Si presume che la società eserciti un’influenza significativa in tutti i casi in cui detiene il 20% o una quota superiore dei diritti di voto e, indipendentemente dalla quota posseduta, qualora sussista il potere di partecipare alle decisioni gestionali e finanziarie delle partecipate, in virtù di particolari legami giuridici, quali patti parasociali, aventi la finalità per i partecipanti al patto di assicurare la rappresentatività negli organi di gestione e di salvaguardare l’unitarietà di indirizzo della gestione, senza tuttavia averne il controllo.
Le partecipazioni in imprese sottoposte a influenza notevole vengono valutate in base al metodo del patrimonio netto, sulla base dei più recenti prospetti contabili disponibili della società collegata, opportunamente rettificati per tenere conto di eventua li eventi o transazioni significative. La partecipazione agli utili e alle perdite post -
acquisizione è rilevata in Conto economico alla voce “utili (perdite) delle partecipazioni”, mentre l’eventuale distribuzione di dividendi è portata a riduzione del val ore di iscrizione della partecipazione.
Al 30 giugno 2026 le società sottoposte a influenza notevole sono le seguenti:
• Edulia S.r.l., la cui interessenza è detenuta per il 20% da Banca Ifis;
• altermAInd S.r.l., posseduta al 48% da illimity Bank;
• Quimmo Agency S.r.l., posseduta al 40% da illimity Bank;
• Quimmo Prestige Agency S.r.l., anch’essa posseduta al 40% da illimity Bank;
Rispetto alla situazione di fine 2025 si segnalano le seguenti variazioni relativamente alle società sottoposte a influenza notevole :
• uscita dal perimetro di:
– LAISA - Società tra Avvocati per Azioni, la cui interessenza del 9,99% precedentemente detenuta da ARECneprix è stata oggetto di cessione a giugno 2026 (prima della cessione della stessa ARECneprix da parte di illimity Bank, quest’ultima avvenuta in data 3 0 giugno 2026);
– Redacta S.T.A.a.r.l., la cui quota del 33% precedentemente detenuta da Ifis Npl Servicing è stata ceduta nel corso del mese di giugno 2026;
– Lexbridge S.p.A. in liquidazione (già Justlex Italia S.T.A.P.A.) in quanto nel corso del primo semestre 2026, in aggiunta alla quota di possesso del 20% detenuta da Ifis Npl Investing, è stata sottoscritta un’ulteriore quota dell’80% da parte di Ifis Npl Servicing, così da configurare una relazione d i controllo ai sensi dell’IFRS 10 e , pertanto , da modificare la configurazione della società in questione da “società sottoposta a influenza notevole” a fine 2025 a “società controllata in via esclusiva” al 30 giugno 2026;
• entrata nel perimetro di Quimmo Agency S.r.l. e di Quimmo Prestige Agency S.r.l. ( che precedentemente erano entrambe possedute al 100% da Abilio , e pertanto erano inserite all’interno del Gruppo Banca Ifis come “società controllate in via esclusiva” ), le cui quote del 60% di ciascuna sono state cedute a inizio maggio 2026 a COIMA, mentre illimity Bank ha sottoscritto il restante 40% (per maggiori dettagli si rimanda a quanto descritto in precedenza e a quanto riportato nella sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della Relazione intermed ia sulla gestione del Gruppo).
74 Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi significative Interessenze di terzi, disponibilità dei voti dei terzi e dividendi distribuiti ai terzi Denominazioni imprese Interessenze dei terzi % Disponibilità voti dei terzi %(1) Dividendi distribuiti ai terzi Banca Credifarma S.p.A. 12,04% 12,04% 1.151 (1) Disponibilità voti nell’assemblea ordinaria
Denominazioni Totale
attivo Cassa e
disponi -
bilità
liquide Attività
finan -
ziarie Attività
materiali
e
immate -
riali Passività
finanzia -
rie Patrimo -
nio netto Margine di
interes -
se Margine
di
interme -
diazione Costi
operativi Utile
(Perdita)
dell’ope -
ratività
corrente
al lordo
delle
imposte Utile
(Perdita)
dell’ope-
ratività
corrente
al netto
delle
imposte Utile
(Perdita)
dei
gruppi di
attività
in via di
dismis -
sione al
netto
delle
imposte Utile
(Perdita)
del
periodo
(1) Altre
compo -
nenti
redditual
i al netto
delle
imposte
(2) Redditi -
vità
com -
ples -
siva
(3) =
(1) + (2)
Banca
Credifarma S.p.A. 821.182 29.787 774.503 1.284 644.103 126.979 14.539 17.304 (7.965) 7.436 4.708 - 4.708 (3) 4.705
75 Eventi successivi alla data di riferimento del Bilancio consolidato semestrale
abbreviato
Non si segnalano eventi significativi intervenuti nel periodo compreso tra la data di riferimento del Bilancio consolidato semestrale abbreviato (30 giugno 2026) e la data di approvazione dello stesso da parte del Consiglio di Amministrazione (4 agosto 202 6), riconducibili alla fattispecie degli “adjusting events” ai sensi del principio contabile IAS 10, ossia eventi che comportano una rettifica delle informazioni patrimoniali ed economiche alla data del Bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Non si segnalano altri eventi successivi di natura “non adjusting”.
Altri aspetti
Eventi significativ i del periodo Deliberato l’a vvio processo competitivo per la vendita del business Npl In data 25 giugno 2026, il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha deliberato l’avvio di un processo competitivo di mercato riguardante la vendita delle attività nel comparto Npl, attualmente sviluppate dalle società controllate I fis Npl Servicing e Ifis Npl Investing , e volto al loro deconsolidamento . Ad oggi, il Gruppo Banca amministra circa 1,5 miliardi di euro di NBV (Net Book Value) di crediti deteriorati, prevalentemente concentrati nel segmento di mercato cosiddetto small tickets unsecured , cioè riguardante crediti di piccolo taglio e senza garanzia. In considerazione di quanto indicato dall’IFRS 5, il perimetro target del business Npl in cessione può essere definito come una “separate major line of business” dato che il perimetro in cessione costituisce un importante ramo di attività per il Gruppo Banca Ifis e i relativi flussi possono essere identificati dal resto della entità.
Nonostante il commitment espresso dal management della Banca, alla data del 30 giugno 2026 non sono stati considerati soddisfatti tutti i presupposti indicati dall’IFRS 5 per poter qualificare l’operazione di cessione come altamente probabile ai sensi del principio e, conseguentemente, non si ritiene che ricorrano gli estremi per la riclassifica del perimetro oggetto di cessione nella voce “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione ” ai fini del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026. In particolare, alla reporting date risultano completate solo alcune attività preparatorie, quali la nomina di advisor finanziari e la predisposizione di un teaser preliminare di alto livello; tali elementi sono indicativi dell’avvio organizzativo del processo e del commitment del management, ma non sono stati da ritenersi sufficienti, considerati isolatamente, a dimostrare il soddisfacimento congiunto dei requisiti IFRS 5.
Alla data del 30 giugno 2026, infatti, risultano ancora non avviate alcune attività fondamentali per ritenere il programma di cessione avviat o, quali la definizione del perimetro effettivo oggetto di cessione, il prezzo di cessione o un relativo range, la documentazione finanziaria completa a supporto del processo, inclusi l’Information Memorandum finanziario e l’eventuale Vendor Due Diligence.
In aggiunta, gli elementi che normalmente supportano la conclusione circa l’effettivo avvio di un processo competitivo di vendita , quali l’individuazione di una lista di potenziali acquirenti, l’avvio di contatti con investitori o controparti industriali, l’apertura della virtual data room (VDR ) per consentire la due diligence, la ricezione di manifestazioni di interesse o offerte non vincolanti e l’avvio di negoziazioni avanzate con uno o più potenziali acquirenti , risultano collocarsi nella fase successiva al 30 giugno 2026.
Pertanto, alla data del 30 giugno 2026 il processo di cessione deve essere qualificato come ancora in una fase preliminare e organizzativa, e non in una fase pienamente esecutiva tale da soddisfare i requisiti IFRS 5 relativi all’avvio di un programma atti vo per individuare un acquirente e alla vendita altamente probabile. Tale valutazione dovrà essere aggiornata tempo per tempo alla luce dell’evoluzione del processo e del verificarsi degli elementi successivi sopra richiamati, che potranno rilevare ai fini di una eventuale riclassifica in una data successiva.
Infine, tenuto conto della riduzione del valore delle azioni di Banca Ifis a seguito del comunicato stampa dello scorso 25 giugno 2026 che riportava l’avvio di un processo di cessione delle attività del Gruppo Banca Ifis nel
76 Settore Npl , pur non essendo stati ravvisati indicatori di impairment specifici, la riduzione della capitalizzazione in seguito a tale comunicato è stata considerata di per sé un indicatore ancorchè indiretto. Pertanto, si è sottoposto ad impairment test al 30 giugno 2026 l’avviamento associato al Settore Npl , il quale include le suddette attività del Gruppo per cui è stato avviato il processo di cessione . I dettagli di tale impairment test sono presentati nel successiv o paragrafo denominato “Rischi e incertezze legati all’utilizzo di stime” della presente sezione “Altri aspetti” .
Accordo per un piano di uscite su base volontaria dei dipendenti, anche tramite ricorso al Fondo di
solidarietà
In data 29 dicembre 2025 è stata sottoscritta dalla Capogruppo Banca Ifis un’intesa con le Organizzazioni Sindacali avente per oggetto un piano di uscite, su base volontaria, finalizzato all’accompagnamento alla pensione di n. 120 dipendenti anche attraverso il ricorso alle prestaz ioni straordinarie del Fondo di solidarietà del settore del credito.
La migliore stima dell’onere da sostenere, sulla base delle informazioni disponibili alla data del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 , è stata pari a 40 ,0 milioni di euro, interamente riferiti alla Capogruppo Banca Ifis.
A seguito della conclusione del periodo di adesione previsto dall’accordo, scaduto in data 31 maggio 2026, le adesioni volontarie perfezionatesi hanno comportato una quantificazione del costo complessivo pari a 32,0 milioni di euro . Pertanto, tenuto conto delle adesioni nominative raccolte nonché delle specifiche caratteristiche contrattuali delle singole posizioni interessate, si è proceduto alla rilevazione di una ripresa a livello di fondi su oneri per il personale per 8,0 milioni di euro rispetto all’accantonamento effettuato al 31 dicembre 2025.
Il saldo al 30 giugno 2026 del suddetto fondo ammonta a 31,9 milioni di euro, considerate le sopraccitate riprese per 8,0 milioni di euro e l’utilizzo per 0,1 milioni di euro relativo alle cessazioni dei rapporti di lavoro del periodo.
Operazioni di cessione del controllo di società del Gruppo effettuate nel periodo A livello di Gruppo Banca Ifis nel corso del primo semestre 2026 sono state effettuate , nell’ambito del processo di razionalizzazione e di dismissione dei business non core avviato dal Gruppo, le seguenti operazioni di cessione del controllo di società del Gruppo:
• cessione ad un prezzo di 85,0 milioni di euro del 50% della partecipazione in Hype S.p.A., la quale era una società sottoposta a controllo congiunto facente parte del perimetro del Gruppo illimity che al 31 dicembre 2025 era già stata classificata nella vo ce patrimoniale “attività in via di dismissione”, in quanto era stata accettata in data 3 novembre 2025 l’offerta di 85 milioni di euro ricevuta dal Gruppo Banca Sella. A seguito dell’ottenimento delle autorizzazioni normative a inizio 2026, in data 6 febb raio 2026 tale partecipazione è stata oggetto di cessione al prezzo concordato;
• cessione della quota del 82% in Abilio S.p.A., precedentemente detenuta da illimity Bank, a Servizilegali.net a inizio maggio 2026;
• cessione a inizio maggio 2026 della quota di controllo di Quimmo Agency S.r.l. e Quimmo Prestige Agency S.r.l. (le cui quote erano precedentemente detenute al 100% ciascuna dalla sopraccitata Abilio) a COIMA, che ne ha rilevato il 60% di ognuna, mentre il restante 40% è stato sottoscritto da illimity Bank (cambiando di conseguenza la configurazione delle relative partecipazioni nell’ambito del Gruppo Banca Ifis da “partecipazioni in società controllate i n via esclusiva” a “partecipazioni in società sottoposte a influenza
notevole”);
• cessione integrale della partecipazione in ARECneprix S.p.A. a Prelios a fine giugno 2026, il cui 100% era prima in possesso di illimity Bank.
I costi, i ricavi, le altre componenti di redditività complessiva e i flussi finanziari d elle sopraccitate società controllate oggetto di cessione sono stati inclusi nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 fino alla data di cessione di ciascuna (con l’eccezione di Hype, in quanto società soggetta a controllo congiunto) .
Per ogni cessione, la differenza tra il corrispettivo ed il valore contabile delle attività nette della stessa è stata rilevata nella voce di conto economico “Utili (perdite) da cessione di investimenti”. In particolare:
77 • con riferimento alle quote oggetto di cessione di Abilio, Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency, il loro valore contabile alla data di cessione era pari a complessivi 13,0 milioni di euro e pertanto, a fronte di un corrispettivo pari a 0,3 milioni di euro, l’operazione ha generato per il Gruppo Banca Ifis una perdita da cessione di 12,6 milioni di euro, regis trata nella voce “utili (perdite) da cessione di investimenti” ;
• relativamente al 100% delle quote di ARECneprix oggetto di cessione, il loro valore contabile alla data di cessione era pari a 12,4 milioni di euro e, a fronte di un corrispettivo di 29,3 milioni di euro, l’operazione ha generato per il Gruppo un utile da cessione di 16,9 milioni di euro, registrato nella voce “utili (perdite) da c essione di investimenti”.
Per maggiori dettagli sulle operazioni di cessione relative ad Hype, Abilio, Quimmo Agency, Quimmo Prestige Agency e ARECneprix si rimanda a quanto riportato nella sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” all’interno della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo e nel precedente paragrafo “Area e metodi di consolidamento” della presente sezione “Politiche contabili” .
Consolidato fiscale nazionale: estensione dell’adesione al consolidato fiscale con Banca Ifis a illimity Bank , Fürstenberg SGR e Fürstenberg SIM In data 26 febbraio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha approvato l’estensione del perimetro di consolidamento fiscale, esercitando l’opzione per il regime di consolidato fiscale nazionale, con Banca Ifis in qualità di consolidante fiscal e, e le società illimity Bank S.p.A., Fürstenberg SGR S.p.A. (già illimity SGR S.p.A.) e Fürstenberg SIM S.p.A. nel ruolo di consolidate.
L’adesione al regime del consolidato fiscale permette la compensazione degli imponibili fiscali delle società partecipanti (con utilizzo delle perdite realizzate in costanza di adesione).
In forza dell’applicazione di tale istituto, gli acconti versati, le perdite e gli utili fiscali di ciascuna società realizza ti nel corso del primo semestre 2026 costituiscono dei crediti/debiti c.d. “infragruppo” ai sensi del consolidato contabile . Essi sono , pertanto, elisi nell’ambito delle scritture di consolidamento e pertanto non sono inclusi all’interno delle voci “Altre attività” e “Altre passività” dello stato patrimoniale consolidato del Gruppo Banca Ifis.
Aspetti di maggior rilievo per le valutazioni al 30 giugno 202 6 In data 14 ottobre 2025 l’ESMA ha pubblicato un richiamo di informativa (“European common enforcement priorities for 2025 corporate reading”) contenente taluni argomenti e raccomandazioni con riferimento:
• alla predisposizione dell’informativa finanziaria, relativamente a:
– rischi e incertezze geopolitici;
– informativa di Settore (c.d. Segment reporting);
• alla predisposizione della Rendicontazione di sostenibilità, relativamente a:
– considerazioni di materialità nella reportistica secondo gli ESRS;
– perimetro e struttura della Rendicontazione di sostenibilità;
• alle priorità connesse alla reportistica in ambito ESEF (European Single Electronic Format), in merito a errori comuni rilevati nel rendiconto finanziario;
• ad alcune considerazioni generali, fra cui di particolare importanza vi è la connettività tra l’informativa finanziaria e quella di sostenibilità.
Nella seguente sezione si fornisce un’illustrazione degli aspetti considerati come prioritari per le valutazioni condotte ai fini della redazione dell’informativa finanziaria contenuta nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 e per la relativa disclosure, in linea con le raccomandazioni fornite da ESMA con comunicazione del 14 ottobre 2025 intitolata “European common enforcement priorities for 2025 corporate reading” e limitatamente a quanto applicabile ad un Bilancio consolidato semestrale abbreviato predisposto in conformità allo IAS 34. Relativamente alle raccomandazioni in ambito Rendicontazione di sostenibilità, esse si riferiscono ad un documento predisposto con cadenza annuale, e pertanto non sono applicabili al presente
78 documento (si rimanda pertanto alla sezione “Rendicontazione di sostenibilità” del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo Banca Ifis).
Considerazioni su rischi e incertezze geopolitici Al riguardo l’ESMA evidenzia come il conflitto Russia - Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e nei rapporti commerciali internazionali hanno continuato a generare elevata volatilità nei prezzi dell’energia e delle materie prime, interruzioni nelle catene d i fornitura e modifiche negli equilibri del commercio globale. Alla luce di tali dinamiche, l’ESMA ritiene che i rischi e le incertezze di natura geopolitica rappresentino un elemento di significativa rilevanza per l’informativa finanziaria, in considerazi one dei potenziali impatti sull'andamento aziendale, sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sull'informativa da fornire. Secondo l’ESMA, tali rischi possono avere implicazioni rilevanti su diverse aree valutative.
Per garantire trasparenza e coerenza informativa, l’ESMA invita gli emittenti a:
• fornire informazioni chiare, specifiche e dettagliate sugli effetti che le incertezze geopolitiche possano avere sulla situazione finanziaria e sulla performance aziendale;
• aggiornare le analisi di sensitività, illustrando in che modo modifiche ragionevolmente possibili delle principali ipotesi valutative potrebbero influenzare i valori contabili;
• valutare, con giudizio, l’inserimento di informazioni aggiuntive, rispetto a quelle previste dagli IFRS, qualora utili a migliorare la comprensione degli effetti sulla posizione finanziaria, sui flussi di cassa e sulla performance.
Alla luce di quanto precedentemente illustrato, le incertezze riconducibili al contesto geopolitico e, più in generale, all’evoluzione dello scenario macroeconomico sono state tenute in debita considerazione nei processi di stima rilevanti oltre che nelle attività di monitoraggio dei rischi. In particolare, il Gruppo Banca Ifis svolge un monitoraggio attento a livello di rischio Paese sulle nazioni coinvolte nei conflitti. Tali monitoraggi continuativi hanno evidenziato un numero limitato di controparti pre senti nelle zone interessate dalle tensioni internazionali in corso a cui corrispondono esposizioni creditizie dirette modeste. Analogamente, non sono state evidenziate particolari criticità con riferimento al portafoglio crediti commerciali.
Inoltre, la funzione Risk Management, in aggiunta ai fattori di rischio usualmente considerati, continua a ritenere ragionevole includere l’attuale situazione di tensione geopolitica quale ulteriore fattore di rischio.
Considerata l’esigenza di opportunamente fattorizzare tali elementi di incertezza nei principali processi di stima, è stata assicurata la massima coerenza possibile tra le ipotesi utilizzate e le relative assunzioni sottostanti applicate nei vari modelli.
Per ulteriori approfondimenti, si rinvia a quanto successivamente illustrato per le principali voci di bilancio e in particolare nel successivo paragrafo “Rischi e incertezze legati all’utilizzo di stime” della presente sezione “Politiche contabili”, e al sottoparagrafo “Metodi di misurazione delle perdite attese”, all’interno del paragrafo “Rischio di credito” , inserito all’interno dei “Rischi del consolidato prudenziale” della sezione “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” delle presenti Note illustrative.
Considerazioni sull’informativa di Settore L’ESMA evidenzia la necessità di garantire coerenza tra le informazioni sui Settori operativi fornite nel bilancio, nella relazione sulla gestione e nel reporting gestionale utilizzato dalla direzione aziendale (Chief Operating Decision Maker - CODM).
L’ESMA evidenzia, altresì, che il paragrafo 80 dello IAS 36 prevede che le Cash Generating Unit (CGU) cui è allocato l’avviamento ai fini dell’impairment test non possano avere un perimetro superiore rispetto ai singoli Settori operativi individuati ai sen si dell’IFRS 8.
Inoltre, viene ricordato che i criteri di aggregazione previsti dal paragrafo 12 dell’IFRS 8 possono essere applicati esclusivamente a Settori operativi che presentano caratteristiche economiche simili. Gli emittenti sono pertanto tenuti a fornire un’adegu ata informativa in merito ai giudizi adottati nell’applicazione dei già menzionati criteri,
79 includendo una descrizione dei Settori aggregati e, ove rilevante, degli indicatori a supporto della sussistenza delle medesime caratteristiche economiche.
L’ESMA sottolinea altresì la necessità di fornire informativa puntuale sui ricavi e sui costi dei Settori operativi, nella misura in cui gli stessi siano evidenziati nel reporting gestionale utilizzato dalla direzione aziendale, evidenziandone eventuali co mponenti inusuali o non ricorrenti.
Da ultimo, l’ESMA richiama l’attenzione sugli obblighi informativi contenuti nei paragrafi 33 e 34 dell’IFRS 8, relativi alla ripartizione dei ricavi per aree geografiche e in funzione dei principali clienti.
Il Gruppo Banca Ifis ha rivisto il proprio modello nel corso del 2025 al fine di considerare gli impatti conseguenti all’acquisizione del controllo del Gruppo illimity.
In particolare, nell’identificazione dei Settori operativi del Gruppo Banca Ifis, sono state opportunamente considerate le modalità adottate dalla Direzione di Banca Ifis per l’assunzione di decisioni operative e le modalità di predisposizione della report istica interna, utilizzata ai fini dell’allocazione delle risorse ai diversi segmenti e dell’analisi delle relative performance.
Al 30 giugno 2026, l’informativa per Settore si articola, coerentemente con la struttura utilizzata dalla Direzione per l’analisi dei risultati del Gruppo, in:
• Settore Commercial & Corporate Banking;
• Settore Npl;
• Settore illimity;
• Settore Governance & Servizi e Non Core.
L’attribuzione ai Settori delle numeriche economico -patrimoniali è effettuata sulla base di criteri di riparto omogenei al fine di tenere conto sia della specificità dei diversi Settori sia della necessità di garantire un efficace monitoraggio delle perfor mance aziendali nel tempo.
Con riferimento a quanto enfatizzato dall’ESMA in merito alla rilevanza, nell’attuale contesto di incertezza geopolitica e barriere commerciali, dell’informativa sulle aree geografiche sui principali clienti richiesta dai paragrafi 33 e 34 dell’IFRS 8, si specifica che per il Gruppo Banca Ifis i ricavi verso l’estero sono molto contenuti, e limitati a quelli registrati dalle società estere Ifis Finance Sp. z o.o . e Ifis Finance I.F.N. S.A., residenti rispettivamente in Polonia e Romania. Si specifica altresì che per il Gruppo Banca Ifis non vi sono fattispecie rientranti della definizione di “ricavi con principali clienti” ai sensi del paragrafo 34 dell’IFRS 8, c ioè ricavi con singoli clienti esterni che eccedono il 10% dei ricavi totali.
Per maggiori dettagli sull’informativa di Settore del Gruppo Banca Ifis, sulle logiche di identificazione dei Settori e di allocazione dei dati patrimoniali ed economici, si rimanda alla sezione “Contributo dei Settori di attività ai risultati del Gruppo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo e alla sezione “Informativa di Settore” delle presente Note illustrative.
Rischi ed incertezze legati all’utilizzo di stime L’applicazione dei principi contabili implica talvolta il ricorso a stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori iscritti in bilancio e sull’informativa fornita in merito alle attività e passività potenziali. Ai fini delle assunzioni alla base delle st ime formulate viene considerata ogni informazione disponibile alla data di redazione del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato nonché ipotesi e ogni altro fattore considerato ragionevole alla luce dell’esperienza storica e delle evoluzioni future prevedibili.
Per loro natura, non è quindi possibile escludere che le ipotesi assunte, per quanto ragionevoli, possano non trovare conferma nei futuri scenari in cui il Gruppo si troverà ad operare. I risultati futuri potrebbero pertanto differire dalle stime effettuat e e potrebbero conseguentemente rendersi necessarie rettifiche, alla data del presente documento non prevedibili né stimabili, rispetto al valore contabile delle attività e passività iscritte in bilancio. Al riguardo si evidenzia che le rettifiche nelle stime di bilancio potrebbero rendersi necessarie a seguito
80 dei mutamenti nelle circostanze sulle quali le stesse erano fondate, di nuove informazioni o della maggiore esperienza registrata.
Di seguito si illustrano le politiche contabili considerate maggiormente critiche al fine della rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo, sia per la materialità dei valori da iscrivere in bilan cio impattati da tali politiche, sia per l’elevato grado di giudizio richiesto nelle valutazioni che implica il ricorso a stime ed assunzioni da parte del management. In particolare, gli aspetti che hanno richiesto il ricorso a stime complesse e particolar mente caratterizzate da significative assunzioni sono:
• determinazione delle altre entità nell’area di consolidamento ai sensi dell’IFRS 10;
• determinazione del fair value relativo ai crediti e agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
• misurazione dei crediti del Settore Npl;
• misurazione dell’Expected Credit Loss (ECL) per i crediti diversi dal Settore Npl e per i titoli di debito;
• stima dei fondi per rischi e oneri;
• stima di recuperabilità del valore dell’avviamento iscritto;
• valutazione circa la recuperabilità delle attività per imposte anticipate (DTA - Deferred Tax Assets).
Per le fattispecie sopra elencate si presentano nei paragrafi seguenti le principali tematiche in tema di rischi e incertezze connessi a stime.
Determinazione delle altre entità incluse nell’area di consolidamento ai sensi dell’IFRS 10 Il Gruppo Banca Ifis, anche a seguito dell’acquisizione nell’esercizio del Gruppo illimity, opera per il tramite di entità che presentano strutture diversificate e che includono oltre alle tradizionali società controllate, veicoli di cartolarizzazione, fon di di investimento e altre entità strutturate. La valutazione circa l’esistenza del controllo ai fini del consolidamento in base al principio IFRS 10 richiede in talune circostanze un significativo livello di giudizio.
In particolare, il controllo esiste quanto il Gruppo ha:
• il potere di governare le attività rilevanti delle entità;
• l’esposizione alla variabilità dei risultati;
• la capacità di influenzarne i risultati.
Al fine di valutare i presupposti del controllo, sono tenute in considerazione tutte le informazioni rilevanti, ivi inclusi lo scopo e il disegno dell’entità, come sono esercitati i diritti decisionali, gli accordi contrattuali nonché i diritti di voto att uali e potenziali. Queste valutazioni possono risultare particolarmente complesse per le c.d. entità strutturate per le quali il controllo non deriva da diritti di voto ma da altri meccanismi contrattuali.
Per ulteriori informazioni si rimanda a quanto riportato in precedenza all’interno della presente sezione “Politiche contabili” nel paragrafo “Area e metodi di consolidamento”, sottoparagrafo “Società controllate”, “Valutazioni e assunzioni significative per determinare l’area di consolidamento”.
Determinazione del fair value relativo ai crediti e agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi In presenza di crediti e strumenti finanziari non quotati su mercati attivi o di strumenti illiquidi e complessi si rende necessario attivare adeguati processi valutativi caratterizzati da una certa componente di giudizio in merito alla scelta dei modelli di valutazione e dei relativi parametri di input, che potrebbero talvolta non essere osservabili sul mercato. Margini di soggettività esistono nella valutazione in merito all’osservabilità o meno di taluni parametri e nella conseguente classificazione in c orrispondenza dei Livelli di gerarchia dei fair value. Per l’informativa qualitativa e quantitativa sulle modalità di determinazione del fair value degli strumenti misurati al fair value, si rimanda al paragrafo “A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio” del Bil ancio consolidato al 31 dicembre 2025.
Misurazione dei crediti del Settore Npl Qualora all’atto della rilevazione iniziale un’esposizione creditizia risulti essere deteriorata, la stessa si qualifica come “Attività finanziaria deteriorata acquisita o originata” (cosiddetta “POCI - Purchase or Originated Credit Impaired”). Un’attività si considera deteriorata al momento della rilevazione iniziale qualora il rischio di credito sia
81 molto elevato e, in caso di acquisto, il prezzo sia stato pagato con un significativo sconto rispetto al debito residuo contrattuale. Per tali attività il costo ammortizzato e conseguentemente gli interessi attivi sono calcolati considerando un tasso di in teresse effettivo corretto per il credito (cosiddetto “credit -adjusted effective interest rate”). Rispetto alla determinazione del tasso di interesse effettivo, la citata correzione per il credito consiste nel considerare nella stima dei flussi di cassa futuri anche le perdite creditizie attese lungo l’intera durata residua dell’attività.
In aggiunta, le attività in esame prevedono un trattamento particolare anche per quanto riguarda il processo dell’impairment, in quanto le stesse sono sempre soggette alla determinazione di una perdita attesa lungo la vita dello strumento finanziario; succ essivamente all’iscrizione iniziale devono quindi essere rilevati a conto economico gli utili o le perdite derivanti dall’eventuale variazione delle perdite attese lungo tutta la vita del credito rispetto a quelle iniziali. Per tali attività non è quindi p ossibile che il calcolo delle perdite attese possa avvenire prendendo come riferimento un orizzonte temporale pari a un anno.
La misurazione dei crediti della specie viene effettuata con un significativo ricorso a modelli proprietari valutativi oggetto di verifica e adeguamento in via continuativa. In particolare, la funzione Risk Management esamina periodicamente, nell’ambito de l processo di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP), anche il c.d.
rischio modello, in quanto le caratteristiche del modello di business determinano un elevato grado di variabilità con riferimento sia all’importo che alla data di effettivo inca sso.
In particolare, per i crediti in gestione stragiudiziale, il modello proprietario in uso stima i flussi di cassa proiettando lo “smontamento temporale” del valore del credito in base al profilo di recupero storicamente osservato in cluster omogenei. A ques to si aggiunge, relativamente alle posizioni caratterizzate da raccolta di piani di rientro, un modello a “carattere deterministico” basato sulla valorizzazione delle rate future del piano, al netto del tasso di insoluto storicamente osservato. In tale ott ica assume particolare rilevanza una puntuale ed attenta gestione dei flussi di cassa. Al fine di assicurare una corretta valutazione dei flussi attesi, anche in ottica di un pricing corretto delle operazioni realizzate, l’evoluzione degli incassi rispetto ai flussi previsionali viene posta sotto attento monitoraggio.
Per i crediti in gestione giudiziale, cioè le posizioni per le quali è stata verificata la presenza di un posto di lavoro o di una pensione, è stato sviluppato un modello per la stima dei flussi di cassa antecedentemente all’ottenimento dell’Ordinanza di A ssegnazione (ODA). In particolare, vengono stimati i flussi di cassa per tutte quelle posizioni che hanno ottenuto un decreto non opposto dal debitore a partire dal 1° gennaio 2018.
Le altre pratiche in corso di lavorazione giudiziale restano iscritte al costo di acquisto, fino al momento in cui tali requisiti sono rispettati o fino all’ottenimento dell’ODA.
All’ODA i flussi di cassa futuri vengono analiticamente determinati sulla base degli elementi oggettivi conosciuti per ogni singola posizione; in questo caso quindi le stime applicate sono perlopiù relative all’identificazione della durata del piano di pag amento.
La lavorazione giudiziale si completa, oltre a quanto sopra descritto, con attività di recupero intesa come azione esecutiva immobiliare, caratterizzata da diverse fasi e applicata a portafogli originati in settori corporate, bancari o real estate ove i fl ussi di cassa sono valorizzati tramite previsione analitica del gestore.
Si rinvia a quanto più dettagliatamente esposto nella sezione “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” delle presenti Note illustrative.
Misurazione dell’Expected Credit Loss (ECL) per i crediti diversi dal Settore Npl e per i titoli di debito La determinazione della ECL per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato è un processo articolato che richiede il ricorso a assunzioni e stime significative.
Per le attività finanziarie per le quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita, ossia per le esposizioni non deteriorate (“performing ”), il modello di impairment, comporta la necessità di individuare l’esistenza o meno di un significativo deterioramento rispetto alla data di rilevazione iniziale dell’esposizione e l’allocazione nei tre stadi di rischio creditizio previsti dall’IFRS 9 de i crediti e dei titoli di debito classificati tra le
82 Attività finanziarie al costo ammortizzato e tra le Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Il modello di impairment IFRS 9 richiede, infatti, che le perdite siano determinate con riferimento all’orizzonte temporale di un anno per le attività finanziarie che non hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla ril evazione iniziale (Stage 1) piuttosto che facendo riferimento all’intera vita dello strumento qualora sia stato accertato un significativo deterioramento o un indicatore di impairment (Stage 2 e Stage 3).
Ne consegue che il calcolo delle relative perdite attese, necessita di un processo articolato di stima che riguarda
principalmente:
• la determinazione dei parametri di rischio PD ed LGD comprensivi di informazioni prospettiche (forward
looking);
• la valutazione della presenza di significativo incremento di rischio di credito (SICR), basata su criteri che considerano informazioni qualitative e quantitative;
• la valutazione di taluni elementi necessari per la determinazione delle stime dei flussi di cassa futuri rivenienti dai crediti deteriorati: i tempi di recupero attesi, il presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie, i costi che si ritiene verr anno sostenuti per il recupero dell’esposizione creditizia ed infine la probabilità di vendita per le posizioni per le quali esiste un piano di dismissione.
Nell’ambito dei possibili approcci ai modelli di stima consentiti dai principi contabili internazionali di riferimento, il ricorso a specifiche metodologie o la selezione di taluni parametri estimativi può influenzare in modo significativo la valutazione d i tali attività. Tali metodologie e parametri sono necessariamente soggetti ad un continuo processo di aggiornamento anche alla luce delle evidenze storiche disponibili, con l’obiettivo di affinare le stime per meglio rappresentare il valore presumibile di realizzo dell’esposizione creditizia.
Con specifico riferimento ai fattori di rischio climatici e ambientali, l’analisi di materialità condotta ha portato a quantificare gli stessi come non materiali.
Per maggiori informazioni in merito alle modalità e ai modelli di determinazione dell’ECL si fa rinvio a quanto illustrato nel sottoparagrafo “Metodi di misurazione delle perdite attese (ECL)” contenuto nel paragrafo “Rischio di credito” della sezione “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” delle presenti Note illustra tive.
Stima dei fondi per rischi e oneri Le società facenti parte del Gruppo sono soggetti passivi in talune tipologie di contenzioso e sono altresì esposte a numerose fattispecie di passività potenziali. Le complessità delle specifiche situazioni che sono alla base dei contenziosi in essere, unitamente ad eventuali problematiche interpretative, richie dono in lacune circostanze significativi elementi di giudizio nella stima delle passività che potranno emergere al momento della definizione delle liti pendenti. Le difficoltà di valutazione interessano sia l’an sia il quantum, nonché i tempi di eventuale manifestazione della passività, e risultano particolarmente evidenti qualora il procedimento avviato sia nella fase iniziale. Tali circostanze rendono difficile la valutazione delle passività potenziali; ne cons egue che la classificazione delle passività potenziali e la conseguente valutazione degli accantonamenti necessari sono basate talvolta su elementi di giudizio non oggettivi e che richiedono il ricorso a procedimenti di stima anche complessi.
Nello specifico il Gruppo ricorre alla rilevazione di una passività quando:
• esiste un’obbligazione attuale (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
• è probabile che sarà necessario l’esborso di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere
all’obbligazione;
• può essere effettuata una stima attendibile dell’ammontare dell’obbligazione.
Se tutte queste condizioni non sono soddisfatte, non viene rilevata alcuna passività.
83 L’importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all’obbligazione e riflette i rischi e le incertezze che attengono ai fatti e alle circostanze in esame.
Laddove l’effetto del differimento temporale nel sostenimento dell’onere sia significativo, l’ammontare dell’accantonamento è determinato come il valore attuale della miglior stima del costo per estinguere l’obbligazione. Viene in tal caso utilizzato un ta sso di attualizzazione, tale da riflettere le valutazioni correnti di mercato.
I fondi accantonati sono periodicamente riesaminati ed eventualmente rettificati per riflettere la migliore stima corrente. Quando, a seguito del riesame, il sostenimento dell’onere diviene improbabile, l’accantonamento viene stornato.
I fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate accolgono i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull’impair ment ai sensi dell’IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre Stage (stadi di rischio creditizio) e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valu tate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva .
Stima di recuperabilità del valore dell’avviamento iscritto In base al principio IAS 36, l’avviamento deve essere sottoposto almeno annualmente ad impairment test per verificarne la recuperabilità del valore. Lo IAS 36 richiede, inoltre, ad ogni data di riferimento di reporting, ivi incluse, dunque, le rendicontazi oni infrannuali, un'analisi volta ad individuare la presenza di eventuali indicatori di perdita (cd. "Trigger Events") al verificarsi dei quali occorre procedere con l’impairment test. Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il Valore d’Uso ed il fair value, al netto dei costi di vendita. Al 3 0 giugno 2026 l’avviamento iscritto nell’attivo risulta composto da:
• 38,0 milioni di euro (valore invariato rispetto al 31 dicembre 2025) quale avviamento riveniente dall’aggregazione aziendale dell’ex Gruppo Fbs, integralmente allocato alla Cash Generating Unit (CGU) “Settore Npl” ;
• 17,7 milioni di euro , quale differenza positiva di valore derivante dal processo ancora provvisorio di PPA associato all’acquisizione dell’ex Euclidea SIM (ora ridenominata Fürstenberg SIM ), effettuata nel mese di novembre 2025 . Tale valore risulta in aumento di 0,5 milioni di euro rispetto al valore di 17,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025 , a seguito dell’aggiornamento del meccanismo di aggiustamento prezzo previsto contrattualmente tra le parti .
Per quanto riguarda invece l’impairment test annuale, gli esiti del test condotto al 31 dicembre 2025 hanno portato a confermare la recuperabilità del valore iscritto nel Bilancio consolidato a tale data.
Per quanto riguarda i dettagli dell’impairment test dell’avviamento al 31 dicembre 2025, si rimanda a quanto più diffusamente indicato nella “Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato, Attivo”, “Sezione 10 -
Attività immateriali - Voce 10 0”, Paragrafo “10.3 Altre informazioni” del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.
Con riferimento alla valutazione al 3 0 giugno 2026 circa presenza di eventuali indicatori di perdita (cd. "Trigger Events"), al verificarsi dei quali occorre procedere all’impairment test, tale analisi non ha riscontrato nessun indicatore di perdita relativamente all’avviamento derivante dall’acquisizione dell’ex Euclidea SIM anche alla luce della recente acquisizione della società . Con riferimento invece all’avviamento di 38,0 milioni di euro allocato al Settore Npl, si è ritenuto di procedere all’aggiornamento del test di impairment. In particolare, tale approccio è stato guidato dalla riduzione del valore delle azioni di Banca Ifis a seguito del comunicato stampa dello scorso 25 giugno 2026 che riportava l’avvio di un processo di cessione delle attività del Gruppo Banca Ifis nel Settore Npl (per maggiori dettagli si veda quanto riportato nella sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo) . Pur non essendo stati ravvisati indicatori di impairment specifici, la riduzione della capitalizzazione in seguito a tale comunicato è stata considerata di per sé un indicatore ancorchè indiretto. Per i dettagli di tale impairment test sull’avviamento al 30 giugno 2026 del Settore Npl si rimanda al paragrafo successivo.
84 Impairment test al 30 giugno 2026 dell’avviamento allocato alla CGU Settore Npl Definizione delle Cash Generating Unit (CGU) La stima del valore recuperabile ai sensi dello IAS 36, di attività immateriali a vita indefinita (inclusi gli avviamenti) che non generano flussi finanziari se non con il concorso di altre attività aziendali, richiede la preliminare attribuzione di tali attività immateriali ad unità org anizzative relativamente autonome nel profilo gestionale, in grado di generare flussi di risorse finanziarie largamente indipendenti da quelle prodotte da altre aree di attività, ma interdipendenti all’interno dell’unità organizzativa che li genera. Tali u nità organizzative sono denominate Cash Generating Unit (CGU).
Dal testo dello IAS 36 si deduce la necessità di correlare il livello al quale l’avviamento è testato con il livello di reporting interno al quale la direzione controlla le dinamiche accrescitive e riduttive di tale valore. Sotto questo profilo, la definiz ione di tale livello dipende strettamente dai modelli organizzativi e dall’attribuzione delle responsabilità gestionali ai fini della definizione degli indirizzi dell’attività operativa e del conseguente monitoraggio. I modelli organizzativi possono presci ndere (e nel caso del Gruppo Banca Ifis prescindono) dall’articolazione delle entità giuridiche attraverso le quali è sviluppata l’operatività e, molto spesso, sono strettamente correlati con la definizione dei segmenti operativi del business che sono alla base della rendicontazione per Settori operativi prevista dall’IFRS 8. Queste considerazioni con riferimento ai criteri per la determinazione delle CGU per l’impairment test dell’avviamento sono, peraltro, coerenti con la definizione di valore recuperabil e di un’attività (la cui determinazione è alla base degli impairment test) secondo la quale è rilevante l’importo che l’impresa si attende di recuperare da quella attività, considerando le sinergie con altre attività.
Dunque, in coerenza con le logiche di formazione dei prezzi che hanno dato origine alla contabilizzazione dell’avviamento, il valore recuperabile ai fini degli impairment test della CGU cui l’avviamento è allocato deve includere la valorizzazione delle sin ergie non solo esterne (o universali) ma anche quelle interne, che lo specifico acquirente può ritrarre dall’integrazione delle attività acquisite nelle proprie combinazioni economiche, evidentemente in funzione dei modelli di gestione del business definit i.
In considerazione di quanto sopra, e in linea con la Policy di Gruppo, sono state identificate le CGU con i Settori operativi così come definiti nell’informativa del presente documento.
Valore contabile delle CGU Il valore contabile delle CGU deve essere determinato in modo coerente con il criterio con cui è stimato il valore recuperabile delle stesse. Nell’ottica di una società bancaria non è possibile individuare i flussi generati da una CGU senza considerare i f lussi derivanti da attività/passività finanziarie, posto che queste ultime rappresentano il core business aziendale. In altri termini, il valore recuperabile delle CGU è influenzato dai suddetti flussi e pertanto il valore contabile delle stesse deve esser e determinato coerentemente al perimetro di stima del valore recuperabile e deve, quindi, includere anche le attività/passività finanziarie.
Seguendo questa impostazione, il valore contabile delle CGU del Gruppo Banca Ifis può essere determinato in termini di contributo al patrimonio netto consolidato, inclusa l’eventuale parte di pertinenza di terzi. In ogni caso, nell’ambito delle due operazi oni di aggregazione aziendale da cui è derivata l’iscrizione di un avviamento (quella dell’ex Gruppo Fbs e quella di Euclidea SIM, entrambe effettuate dalla Capogruppo da Banca Ifis) non risulta alcuna quota di avviamento di pertinenza di terzi poiché ad esse è conseguito un controllo al 100%.
Pertanto, il valore di carico della CGU composta da società che appartengono ad un singolo Settore è stato determinato attraverso la sommatoria dei singoli contributi patrimoniali a livello consolidato.
Con riferimento alla situazione della CGU Settore Npl prima di essere assoggettata alla verifica di impairment, il valore contabile al 30 giugno 2026 ammonta a 456,2 milioni di euro, di cui 38,0 milioni di euro relativi alla quota di avviamento ad essa allocata.
85 Criterio per la determinazione del valore recuperabile In base al principio contabile IAS 36, l’ammontare dell’eventuale riduzione di valore è determinato dalla differenza tra il valore di carico della CGU, individuato sulla base dei criteri precedentemente descritti, ed il suo valore recuperabile, se inferior e. Il valore recuperabile è definito come il maggiore tra il:
• Valore d’Uso (Value in Use - VIU), cioè il valore attuale dei flussi di cassa futuri che si prevede abbiano origine dall’uso continuo di una specifica attività o da una CGU;
• fair value dedotti i costi di vendita, ossia l’ammontare ottenibile dalla vendita di un’attività in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili.
Per la CGU Settore Npl il test di impairment è stato condotto prendendo a riferimento il Valore d’Uso.
Il Valore d’Uso è il valore attuale dei flussi di cassa futuri stimati che derivano dall’uso continuativo dell’attività e dalla sua cessione alla fine della sua vita utile.
I flussi di cassa sono composti dai flussi di cassa generati dall’attività nella sua attuale condizione, e dai flussi di cassa derivanti da previsioni di budget, proiezione a breve termine e cosiddetto “Terminal Value” (TV), rettificati per i rischi specif ici della società.
In particolare, lo IAS 36 richiede proiezioni dei flussi finanziari basate su presupposti ragionevoli e sostenibili specifiche per CGU, che riflettano il valore della CGU nelle sue condizioni attuali e che rappresentino la migliore stima effettuabile dal m anagement in merito all’insieme di condizioni economiche esistenti nel corso della restante vita utile della CGU.
Ai fini della procedura di impairment test, si è fatto riferimento al valore d’uso stimato sulla base dell’approccio valutativo identificabile con il metodo conosciuto nella dottrina come “Discounted Cash Flow - DCF”. Il metodo stima il Valore d’Uso di un’ attività mediante l’attualizzazione dei flussi finanziari attesi, determinati sulla base di proiezioni economico -finanziarie elaborate dal management in riferimento all’attività valutata.
Nel caso delle banche e istituzioni finanziarie in genere, il flusso finanziario disponibile è inteso come il flusso finanziario distribuibile tenendo conto dei vincoli patrimoniali imposti dall’Autorità di Vigilanza o ritenuti congrui per il presidio del rischio tipico dell’attività analizzata. Per quanto concerne la determinazione del Valore d'Uso delle CGU in questione, si è ritenuto opportuno applicare la metodologia della valutazione del Dividend Discount Model ("DDM") nella variante dell'Excess Capital. Il metodo in parola rientra tra i metodi basati sui flussi di cassa prospettici, in questo caso rappresentati da dividendi futuri, riconosciuti dalla maggiore dottrina e prassi, soprattutto con riferimento alle società o rami di essa soggette al rispetto dei requisiti minimi di capitale regolamentare.
Tale metodologia consente di tenere conto dell’attuale consistenza patrimoniale delle società/rami d’azienda oggetto di valutazione rispetto ai requisiti di vigilanza e delle loro prospettive reddituali riflesse nelle proiezioni. Il flusso dell’ultimo eser cizio di previsione analitica viene proiettato in perpetuità attraverso un appropriato tasso di crescita di lungo periodo “g” ai fini della stima del Terminal Value.
I flussi finanziari futuri devono essere attualizzati ad un tasso che rifletta le valutazioni correnti del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. In particolare, i tassi di attualizzazione da utilizzare devono incorporare i valor i correnti di mercato con riferimento alla componente risk free (r f) e premio per il rischio correlati alla componente azionaria osservati su un arco temporale sufficientemente ampio per riflettere condizioni di mercato e cicli economici differenziati, e utilizzando un coefficiente Beta (β) appropriato in considerazione d ella rischiosità dei rispettivi ambiti operativi.
Stima dei flussi finanziari Il flusso di cassa atteso è inteso come il flusso finanziario distribuibile tenendo conto dei vincoli patrimoniali imposti dall’Autorità di Vigilanza o ritenuti congrui per il presidio del rischio tipico dell’attività analizzata. Pertanto, i flussi finanzi ari futuri sono identificabili come i flussi che potenzialmente potrebbero essere distribuiti dopo aver soddisfatto i vincoli minimi di capitale allocato. Nelle previsioni dei flussi finanziari disponibili è stato considerato il mantenimento di un livello di CET1 in linea con le disposizioni di Vigilanza, pari al 9,00%, cioè il valore minimo
86 previsto dall’ultimo SREP ricevuto e relativo al Gruppo Banca Ifis, compresa la componente Target, a fronte di una maggiore esposizione al rischio in condizioni di stress. Si ritiene di considerare il limite consolidato SREP in quanto soglie maggiori sono imposte internamente nel rispetto di un quadro di controllo, dove sono previste soglie di allerta e warning. Il limite consolidato viene rispettato come richiesto dall’Organo di Vigilanza. Implicitamente, tale limite si esplica in limiti superiori ai minim i regolamentari per le controllate. Le verifiche interne, con soglie più alte in ambito RAF, permettono prudenzialmente di evitarne gli sforamenti.
La determinazione del valore recuperabile poggia sull’attualizzazione dei flussi di cassa attesi come desumibili dalle proiezioni economiche e patrimoniali 2026 -2028 per la CGU di riferimento approvate dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo del 4 agosto 2026.
Nell’ambito dei criteri di valutazione di matrice finanziaria, quale è quello impiegato ai fini della stima del Valore d’Uso, il valore di un’impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi (il Terminal Value) è generalmente determinato capitalizzando all’infinito, ad un appropriato tasso “g” pari al l’1,95 %, il flusso di cassa conseguibile “a regime”.
Tassi di attualizzazione dei flussi Il Valore d’Uso è stimato attualizzando i flussi finanziari ad un tasso pari al 9,0% che considera gli attuali tassi di mercato riferiti sia alla componente del valore temporale sia alla componente relativa al rischio Paese, oltre ai rischi specifici delle attività considerate.
Il tasso di attualizzazione è stato determinato utilizzando il “Capital Asset Pricing Model” (CAPM). Sulla base di tale modello, il tasso di attualizzazione viene determinato quale somma del rendimento di investimenti privi di rischio e di un premio per il rischio, a sua volta dipendente dalla rischiosità specifica dell’attività (intendendo per tale sia la rischiosità del comparto operativo sia la rischiosità geografica rappresentata dal cosiddetto “rischio Paese”).
Scendendo nel dettaglio delle diverse componenti che contribuiscono alla determinazione dei tassi di attualizzazione si segnala che:
• con riferimento alla componente risk free (r f) ed al risk premium si è ritenuto, per il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026, di utilizzare:
– come risk free rate (r f) per la CGU Settore Npl il valore puntuale del rendimento lordo del titolo di Stato i taliano con scadenza 10 anni (3,6%), rilevato in data 30 giugno 2026;
– come Equity Risk Premium ( ERP) il dato di Market Risk Premium , pari al 5,7%, determinato sulla base del differenziale di rendimento di lungo periodo tra i titoli azionari e obbligazionari italiani
(fonte: Fernandez);
• il coefficiente Beta (β), pari a 0,9, che misura la rischiosità specifica della singola azienda o Settore operativo, è stato determinato utilizzando la media dei Beta di player comparabili quotati con un periodo di osservazione di 2 anni e con frequenza di rilevazione settimanale.
Risultati dell’impairment test Gli esiti dell’impairment test hanno evidenziato come, al 30 giugno 2026, il Valore d’Uso della CGU Settore Npl fosse superiore al rispettivo valore contabile. Non è stato dunque necessario procedere ad alcuna svalutazione dell’avviamento ad essa correlato , testato per impairment.
Analisi di sensitività Poiché il Valore d’Uso viene determinato attraverso il ricorso a stime ed assunzioni che possono presentare elementi di incertezza, sono state svolte, come richiesto dal principio IAS 36, delle analisi di sensitività finalizzate a verificare la sensibilità dei risultati ottenuti al variare di taluni parametri e ipotesi di fondo.
In particolare, per la CGU Settore Npl è stato verificato l’impatto sul Valore d’Uso di una variazione del k e del +/ -
1,0% (rispetto al tasso utilizzato del 9,0%) e di una variazione del tasso di crescita g del +/ - 1,0% (rispetto al tasso utilizzato dell’1,95%) mantenendo invariate le altre ipotesi. Nella tabella seguente sono riportate le variazioni
87 percentuali in termini di Valore d’Uso conseguenti alle suddette variazioni in termini di k e. Tutti gli scenari analizzati non evidenziano casistiche di impairment.
Dati in % Variazioni del costo del capitale (k e) 8,0% 8,5% 9,0% 9,5% 10,0%
Variazioni
del tasso
di crescita
(g) 0,95% 4,5% (0,3)% (4,6)% (8,4)% (11,8)% 1,45% 7,6% 2,2% (2,4)% (6,6)% (10,2)% 1,95% 11,1% 5,2% 0,0% (4,5)% (8,5)% 2,45% 15,2% 8,5% 2,8% (2,2)% (6,5)% 2,95% 20,1% 12,5% 6,0% 0,5% (4,3)% Inoltre, sono stati analizzati gli scenari in cui il valore recuperabile della CGU è stato testato come Excess Capital rispetto, anziché al requisito in termini di CET1 Ratio, a quelli a livello di Tier 1 Ratio o di Total Capital Ratio.
Le analisi di sensitività effettuate non hanno evidenziato situazioni di potenziale impairment loss.
Valutazione circa la recuperabilità delle attività per imposte anticipate (DTA - Deferred Tax Asset) Tra gli attivi iscritti figurano attività fiscali per imposte anticipate (DTA - Deferred Tax Asset) principalmente generate da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di determinati costi aziendali e la data nella quale i medesimi costi potranno essere dedotti, piuttosto che derivanti da perdite fiscali riportabili a nuovo.
In conformità con il principio contabile IAS 12, richiamato dalla “Politica di impairment di Gruppo”, un'attività fiscale può essere rilevata solo nella misura in cui è probabile che siano disponibili redditi imponibili futuri che ne consentano la recupera bilità.
L’iscrizione di tali attività ed il loro successivo mantenimento presuppone pertanto una valutazione circa la probabilità in merito al recupero delle stesse. Tale valutazione non è condotta per le imposte anticipate di cui alla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 che risultano trasformabili in crediti di imposta nell’ipotesi di rilevazione di una “perdita civilistica”, di una “perdita fiscale” ai fini dell’imposta IRES e di un “valore della produzione netto negativo” ai fini dell’imposta IRAP e per le quali conseguentemente il relativo recupero è quind i certo indipendentemente dalla capacità di generare redditi futuri.
Per le residue attività fiscali non trasformabili in crediti di imposta, il giudizio sulla loro probabilità è supportato da un esercizio valutativo di recuperabilità (c.d. probability test). In base a quanto previsto dal principio contabile IAS 12 e dalle considerazioni formulate dall’ESMA nel documento del 15 luglio 2019, il suddetto giudizio di recuperabilità richiede un’attenta ricognizione di tutte le evidenze a supporto della prob abilità di disporre in futuro di redditi imponibili sufficienti, tenuto anche conto delle circostanze che hanno generato le perdite fiscali, che andrebbero ricondotte a cause ben identificate, ritenute non ripetibili in futuro su basi ricorrenti.
Il totale complessivo delle DTA al 30 giugno 2026 risulta pari a 258,4 milioni di euro (di cui 76,7 milioni di euro allocate al Gruppo illimity), inclusivi della quota riferibile alla Legge 214/2011 ammontante a 63,1 milioni di euro (pari al 24,4% del totale DTA) , di cui 0,3 milioni di euro allocate al Gruppo illimity , che si riverserà e ntro il 2029 per espressa previsione normativa. Si ricorda che tali imposte anticipate che rispondono ai requisiti richiesti dalla citata Legge sono trasformabili in crediti di imposta nell’ipotesi di rilevazione di una “perdita civilistica”, di una “perdi ta fiscale” ai fini dell’imposta IRES e di un “valore della produzione netto negativo” ai fini dell’imposta IRAP;
il loro recupero è quindi certo, in quanto prescinde dalla capacità di generare una redditività futura. Il mantenimento della convertibilità i n crediti di imposta è subordinato all’esercizio dell’opzione prevista dal D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 30 giugno 2016, di cui il Gruppo ha deciso di avvalersi nei termini e nei modi previsti.
Sulla base dell’esercizio valutativo condotto sull’ammontare residuo il relativo recupero è stato valutato come probabile, ancorché in un orizzonte temporale di medio -lungo periodo. La quota riferibile alle perdite fiscali pregresse e alle eccedenze ACE ve rrebbe recuperata integralmente per una quota significativa (maggiore del 90%)
88 entro il 2033 . La restante quota è riferita principalmente alle attività finanziarie valutate a fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) ed è pertanto correlata all’andamento della relativa riserva.
In considerazione dell’incertezza circa la recuperabilità delle DTA su perdite fiscali ed eccedenze ACE sull’orizzonte temporale considerato, non si è proceduto a rilevare imposte anticipate per 2,9 milioni di eur o, afferenti a perdite fiscali ed eccedenze ACE maturate dalla controllata Cap.Ital.Fin. prima dell’ingresso della stessa all’interno Gruppo Banca Ifis (avvenuto nel corso del 2018).
Con riferimento alle società oggetto di acquisizione nel corso dell’esercizio precedente , non si è proceduto alla rilevazione di crediti per imposte anticipate come segue:
• illimity Bank per 76,8 milioni di euro, relativi a perdite fiscali maturate nel periodo d’imposta 2025;
• Fürstenberg SIM (già Euclidea SIM) per 3,6 milioni di euro, relativi a perdite fiscali ed eccedenze ACE maturate fino al periodo d'imposta 2025 .
Termini di approvazione e pubblicazione della Relazione finanziaria semestrale consolidata L’art. 154 -ter del D.Lgs. 59/98 (T.U.F.) prevede che quanto prima e comunque entro tre mesi dalla chiusura del primo semestre dell’esercizio, sia pubblicata la Relazione finanziaria semestrale consolidata comprendente il Bilancio semestrale consolidato abbreviato, la Relazione int ermedia sulla gestione del Gruppo e l’attestazione prevista dall’articolo 154 -bis, comma 5. La Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026 del Gruppo Banca Ifis è sottoposta all’approvazione del Consiglio di Amministrazione della Banca i n data 4 agosto 2026.
Entrata in vigore di nuovi principi contabili Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è stato predisposto in conformità allo IAS 34 (Bilanci intermedi) nel rispetto dei criteri di rilevazione e misurazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS in vigore alla data di ri ferimento. Per maggiori dettagli, si rimanda a quanto precedentemente riportato.
Di seguito si illustrano i nuovi principi contabili IAS/IFRS o le modifiche ai principi contabili già in vigore emanati dallo IASB, nonché le nuove interpretazioni o modifiche di quelle esistenti, pubblicate dall’IFRIC, con evidenza separata di quelli la c ui applicazione obbligatoria decorre successivamente alla data di riferimento del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Nuovi documenti emessi dallo IASB ed omologati dall’UE applicabili alla data di riferimento del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments - Amendments to IFRS 9 and IFRS 7” Il Regolamento (UE) 2025/1047 del 28 maggio 2025 ha omologato l’emendamento all’IFRS 9 e all’IFRS 7 “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments”. Le modifiche ai due principi chiariscono alcuni degli aspetti critici su classificazione e valutazione degli strumenti finanziari ai sensi dell’IFRS 9 emersi dalla post implementation review del principio con riferimento alla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari caratterizzati da clausole contrattuali contingenti, incluse quelle collegate al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità (Sustainability -Linked features). Le modifiche introducono chiarimenti in merito alla valutazione del requisito SPPI ("solely payments of principal and interest") e specifici obblighi informativi per determinate categorie di strumenti finanziari.
In particolare, viene rafforzata la necessità di valutare nel caso di contingency events che modificano i flussi di cassa futuri, se i flussi finanziari contrattuali che potrebbero derivare nel corso della vita dello strumento a causa di tale clausola siano esclusivamente pagamenti di ca pitale e interessi sul capitale residuo. Nel valutare se i flussi finanziari contrattuali di un’attività finanziaria saranno coerenti con un’operazione di finanziamento di base, dovrà essere valutato se in tutti gli scenari contrattualmente possibili, i fl ussi finanziari contrattuali non differirebbero in misura significativa da quelli di uno strumento finanziario con termini contrattuali identici, ma privo di tale clausola contingente.
89 In alcune circostanze, l’entità può effettuare tale valutazione mediante un’analisi qualitativa; in altre, potrebbe essere necessario ricorrere a un’analisi quantitativa. Se è evidente, con un’analisi minima o nulla, che i flussi finanziari contrattuali no n sono significativamente diversi, l’entità non è tenuta a svolgere una valutazione dettagliata.
A seguito delle analisi svolte, l'applicazione delle modifiche non ha comportato variazioni nella classificazione e misurazione degli strumenti finanziari esistenti né effetti significativi sul patrimonio netto di apertura o sul risultato del periodo .
Le analisi svolte sul perimetro prodotti del Gruppo Banca Ifis hanno evidenziato la presenza di strumenti e servizi con connotazione ESG riconducibili a diverse famiglie , quali i finanziamenti use -of-proceeds e i finanziamenti sustainability -linked.
Ai fini degli amendments IFRS 9/IFRS 7, la rilevanza contabile è stata valutata distinguendo i prodotti in cui l’elemento ESG riguarda esclusivamente la destinazione dei proventi o la natura dell’attività sottostante da quelli che possono incorporare claus ole contrattuali idonee a modificare i flussi di cassa futuri al verificarsi di specifici KPI o trigger ESG.
Dall’analisi svolta, i prodotti da considerare in scope ai fini degli amendments IFRS 9/IFRS 7 sono rappresentati dai finanziamenti sustainability -linked d ella Capogruppo Banca Ifis e delle società controllata illimity Bank; tali finanziamenti possono prevedere meccanismi di step -up, step -down, bonus/malus o altre variazioni dei flussi contrattuali collegate al raggiungimento o mancato raggiungimento di KPI ESG.
Tutti gli altri prodotti con connotazione ESG sono classificati out of scope quando l’elemento ESG non incide sui flussi contrattuali dello strumento finanziario.
Per i prodotti “in scope” (cioè i finanziamenti sustainability -linked di Banca Ifis e di illimity Bank ) il Gruppo Banca Ifis ha valutato che le clausole Sustainability -Linked presenti nei contratti oggetto di analisi risultano coerenti con i requisiti previsti dall'emendamento ai fini della permanenza della classificazione al costo ammortizzato in quanto le stesse non determinano variazioni materiali delle condizioni (+ - 10 bps).
Di seguito si riporta una sintesi delle analisi svolte sui contingent events attualmente applicabili ai prodotti erogati dal Gruppo Banca Ifis. In particolare, l a tabella seguente evidenzia i prodotti attualmente a catalogo che presentano caratteristiche ESG.
Società Prodotto / contratto Classificazione
prodotto Scope
IFRS 9/7 Razionali e verifiche richieste
- Banca
Ifis
- Illimity
Bank Finanziamenti
sustainability -linked Finanziamenti alle imprese In scope Le condizioni economiche possono variare in funzione di KPI ESG misurabili; occorre verificare delta tasso, trigger, materialità e disclosure IFRS 7.
Alla data del 30 giugno 2026 il valore contabile dei finanziamenti contenenti clausole Sustainability -Linked ammonta a circa 6 69 milioni di euro.
Il Gruppo Banca Ifis ha altresì valutato gli effetti delle modifiche introdotte dagli amendment s con riferimento alle attività finanziarie caratterizzate da c.d . elementi "non -recourse " e agli strumenti rientranti nell'ambito dei "contractually linked arrangements". A seguito delle analisi effettuate sulle operazioni della specie e in particolare sulle operazioni di cartolarizzazione detenute dal Gruppo, non sono emersi impatti sulla cl assificazione e sulla valutazione delle attività finanziarie precedentemente rilevate ai sensi dell'IFRS 9. Pertanto, l'applicazione delle modifiche non ha comportato rettifiche ai valori di bilancio né effetti sul patrimonio netto di apertura.
“Contracts Referencing Nature -dependent Electricity - Amendments to IFRS 9 and IFRS 7” In data 18 dicembre 2024, lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti finalizzati ad una migliore rappresentazione degli effetti dei contratti di fornitura di energia elettrica dipendenti da fonti naturali, spesso strutturati sotto forma di accordi di acquist o di energia (PPA). La quantità di elettricità generata nell'ambito di questi contratti può variare in base a fattori non controllabili, come ad esempio le condizioni meteorologiche. Gli attuali requisiti contabili,
90 infatti, potrebbero non cogliere adeguatamente le modalità con le quali questi contratti influenzano le prestazioni di un'azienda. Le modifiche comprendono:
• chiarimenti sull'applicazione dei requisiti per l’uso proprio (cosiddetto “own use”);
• la possibilità di utilizzare l'hedge accounting qualora tali contratti siano utilizzati come strumenti di
copertura;
• l'aggiunta di nuovi requisiti di informativa per consentire agli investitori di comprendere l'effetto di questi contratti sulla performance finanziaria e sui flussi di cassa di una società.
Per le suddette modifiche non è emerso alcun profilo di attenzione dal punto di vista contabile, in quanto tale operatività non è presente all’interno del Gruppo.
“Annual Improvements Volume 11” In data 18 luglio 2024, lo IASB ha emanato le consuete modifiche annuali agli IFRS “Annual Improvements to IFRS Accounting Standards - Volume 11”. Il documento racchiude chiarimenti, semplificazioni, correzioni e modifiche volte a migliorare l’efficacia dei principi in essere. Nello specifico tali perfezionamenti riguardano l’IFRS 1, l’IFRS 7, l’IFRS 9, l’I FRS 10 e lo IAS 7. Le modifiche sono entrate in vigore per i bilanci dal 1° gennaio 2026. Da tali modifiche non sono stati rilevati impatti significativi sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo, in considerazione della minor port ata di tali modifiche.
Nuovi principi contabili IFRS o modifiche ai principi contabili IFRS applicabili successivamente alla data di riferimento del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato A - Documenti omologati dall’UE “IFRS 18 “Presentation and Disclosure in Financial Statements” Lo IASB in data 9 aprile 2024 ha pubblicato il nuovo principio contabile IFRS 18 “Presentation and Disclosure in Financial Statements” che sostituirà lo IAS 1 “Presentation of Financial Statements ”. La prima applicazione del nuovo principio è prevista a partire dal 1° gennaio 2027, con obbligo di presentare l’informativa comparativa dell’esercizio precedente. È prevista l’applicazione anticipata purché ne venga data informativa.
Il nuovo principio ha l’obiettivo di migliorare la comparabilità, la trasparenza e la comprensibilità dell’informativa di bilancio introducendo nuovi requisiti di presentazione del conto economico e rafforzando le regole di aggregazione e disaggregazione d ell’informativa di bilancio.
In particolare, l’IFRS 18:
• introduce nuove categorie obbligatorie per la classificazione dei proventi e degli oneri (operativa, di investimento e di finanziamento), prevedendo nuovi subtotali obbligatori, tra i quali il risultato operativo;
• richiede una maggiore trasparenza circa l’utilizzo delle Management Performance Measures (MPM), mediante la riconciliazione con i subtotali IFRS e un’esplicitazione delle motivazioni sottostanti;
• rafforza i criteri di aggregazione e disaggregazione delle informazioni nei prospetti primari e nelle note, al fine di garantire una rappresentazione più chiara e coerente.
L’IFRS 18, così come lo IAS 1, non introduce schemi obbligatori di bilancio, né prevede una struttura predefinita per la Nota integrativa, ma definisce un set minimo di informazioni da presentare, lasciando al redattore del bilancio un adeguato margine di discrezionalità al fine di garantire la migliore rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’entità.
Le novità introdotte riguarderanno principalmente la presentazione del conto economico e la struttura dell’informativa, pertanto, sarà necessario garantire il coordinamento con la Circolare n. 262/2005 di Banca d’Italia, i cui aggiornamenti sono stati pubblicati nel corso del 2026 al fine di adeguare gli schemi del bilancio ai nuovi requisiti previsti dal nuovo principio. Tenuto conto che il nuovo principio inciderà prevalentemente sulle modalità di rappresentazione e non sui criteri di misurazione, no n sono attesi impatti sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo.
91 B - Principi e documenti emanati ma non ancora omologati Di seguito si riportano i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche agli stessi non ancora oggetto di omologazione da parte della Commissione Europea e la cui applicazione obbligatoria decorre successivamente alla data di riferimento del prese nte Bilancio consolidato semestrale abbreviato. Il Gruppo non si attende impatti significativi derivanti dall’adozione delle seguenti interpretazioni e modifiche dei principi contabili internazionali già esistenti.
IFRS 19 “Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures” Lo IASB in data 9 maggio 2024 ha pubblicato il nuovo principio contabile IFRS 19 “Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures” che sarà applicabile per i periodi di bilancio che hanno inizio il 1° gennaio 2027, con facoltà di adozione anticipat e.
L’IFRS 19 consente alle entità che soddisfano determinati requisiti di optare per un set ridotto di informazioni integrative, pur continuando ad applicare i criteri completi di rilevazione, valutazione e presentazione previsti dagli altri principi contabil i internazionali.
Per poter applicare l’IFRS 19, alla data di chiusura del periodo l’entità deve:
• essere una controllata, secondo la definizione dello IFRS 10;
• non avere una responsabilità pubblica (no public accountability);
• avere una capogruppo (ultima o intermedia) che redige un bilancio consolidato, disponibile per uso pubblico, redatto in conformità ai principi contabili IFRS.
Il nuovo principio sarà applicabile:
• alle controllate che per il proprio bilancio utilizzano gli IFRS per le piccole medie imprese (PMI) o i principi contabili nazionali (c.d. local GAAP) e che per i propri bilanci spesso sono tenute ad avere un doppio binario, data la diversità delle disposizioni contenute in tali principi rispetto a quelle dei principi contabili
IFRS;
• alle controllate che utilizzano i principi contabili IFRS per i propri bilanci e tenute a fornire informazioni integrative che possono essere sproporzionate rispetto alle esigenze informative dei loro utilizzatori.
Tale agevolazione è applicabile alle sole controllate che non abbiano “responsabilità pubblica”.
Una controllata ha responsabilità pubblica se:
• i suoi strumenti di debito o di capitale sono negoziati in un mercato pubblico o è in procinto di emettere tali strumenti per la negoziazione in un mercato pubblico (una borsa valori nazionale o estera o un mercato OTC, compresi i mercati locali e regional i), o • una delle sue attività principali consiste nel detenere attività a titolo fiduciario per un ampio gruppo di persone (ad esempio, banche, cooperative di credito, compagnie di assicurazione, intermediari di valori mobiliari, fondi comuni di investimento e ba nche d'investimento).
Le entità che presentano le caratteristiche di cui sopra possono, ma non sono obbligate, ad applicare l'IFRS 19 nel proprio bilancio consolidato, separato o individuale tenuto peraltro conto del necessario coordinamento con le istruzioni di Banca d’Italia per la redazione del bilancio.
Per la natura della propria struttura, Banca Ifis, in qualità di entità Capogruppo, redige sia il Bilancio d’esercizio che il Bilancio consolidato del Gruppo. Di conseguenza, la Banca non soddisfa i requisiti soggettivi previsti dall’IFRS 19 per poter appl icare il regime di informativa ridotta.
Pertanto, né il Bilancio separato né il Bilancio consolidato di Banca Ifis potranno avvalersi delle disposizioni introdotte dal nuovo principio.
Amendments to IFRS 19 “Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures” Le modifiche all’IFRS 19, pubblicate dallo IASB il 21 agosto 2025, introducono la possibilità per le controllate idonee di non comunicare talune disclosure relative ai principi emanati tra febbraio 2021 e maggio 2024. In
92 relazione all’operatività svolta dal Gruppo e alla composizione dello stesso, non si prevedono impatti correlati all’introduzione del principio in esame.
Amendments to IAS 21 “The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Translation to a Hyperinflationary
Presentation Currency”
Le modifiche in esame, pubblicate in data 13 novembre 2025 ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2027, chiariscono le modalità di conversione dei bilanci da una valuta non iperinflazionata a una iperinflazionata. Per il Gruppo non si prevedono impatti, no n svolgendo alcuna operatività in contesti iperinflazionati.
Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie Nel corso del primo semestre 2026 non sono stati effettuati trasferimenti di attività finanziarie tra portafogli.
Informativa sul fair value Informativa di natura qualitativa Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (os sia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un’altra tecnica di valutazione.
Il fair value di un’attività o passività è valutato adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell’attività o passività, presumendo che gli stessi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico.
Il principio IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value in funzione del grado di osservabilità degli input delle tecniche di valutazione adottate per le valutazioni delle attività/passività sottostanti; in particolare la gerarchia si compone di tre Livelli.
• Livello 1: il fair value dello strumento è determinato in base a prezzi di quotazione (non rettificati) osservati su mercati attivi;
• Livello 2: il fair value dello strumento è determinato in base a modelli valutativi che utilizzano input osservabili su mercati attivi, come ad esempio:
– prezzi quotati per attività o passività similari;
– prezzi quotati per attività o passività identiche o similari su mercati non attivi;
– parametri osservabili quali tassi di interesse o curve di rendimento, volatilità implicite, tassi di default e fattori di illiquidità;
– parametri non osservabili ma supportati e confermati da dati di mercato;
• Livello 3: il fair value dello strumento è determinato sulla base di modelli valutativi che utilizzano prevalentemente input non osservabili su mercati attivi.
Ogni attività o passività finanziaria del Gruppo viene ricondotta alternativamente ad uno dei precedenti Livelli, le cui valutazioni possono essere ricorrenti o non ricorrenti (cfr. IFRS 13, paragrafo 93, lettera a). La valutazione del fair value è classif icata interamente nello stesso Livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l’input di più basso Livello.
La scelta delle tecniche di valutazione non è opzionale, sono applicate in ordine gerarchico: la gerarchia del fair value attribuisce infatti la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).
Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value sono applicate in maniera uniforme e con continuità nel tempo, come descritto di seguito.
93 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati In assenza di una quotazione su un mercato attivo, la misurazione del fair value di uno strumento finanziario avviene utilizzando tecniche valutative che massimizzano l'utilizzo di input osservabili sul mercato.
L’utilizzo di una tecnica di valutazione ha l’obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di me rcato correnti. In questo caso la valutazione del fair value può essere di Livello 2 o Livello 3 in funzione del grado di osservabilità dei parametri in input considerati nel modello di pricing.
In assenza di prezzi rilevabili su mercati attivi per l’attività o passività finanziaria da valutare, il fair value degli strumenti finanziari è determinato attraverso il cosiddetto “comparable approach” (Livello 2) che presuppone l’utilizzo di modelli val utativi alimentati da parametri di mercato.
In questo caso la valutazione non è basata su quotazioni dello stesso strumento finanziario oggetto di valutazione (identical asset), ma su prezzi, credit spread o altri fattori desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio e caratteristiche di durata/rendimento, utilizzando una data metodologia di calcolo (modello di pri cing).
Nei casi in cui non fosse disponibile la quotazione su un mercato attivo di uno strumento similare o le caratteristiche stesse dello strumento da valutare non consentissero l’applicazione di modelli alimentati da input osservabili su mercati attivi, è nece ssario ricorrere a modelli valutativi che presuppongano l’utilizzo di parametri non direttamente osservabili sul mercato e che quindi comportano stime ed assunzioni da parte del valutatore (non observable input - Livello 3). In questi casi la valutazione dello strumento finanziario viene condotta utilizzando una data metodologia di calcolo basata su specifiche ipotesi riguardanti:
• lo sviluppo dei cash flow futuri, eventualmente condizionati a eventi futuri cui possono essere attribuite probabilità desunte dall’esperienza storica o sulla base di ipotesi di comportamento;
• il Livello di determinati parametri di input non quotati su mercati attivi, per la cui stima sono comunque privilegiate le informazioni acquisite da prezzi e spread osservati sul mercato. Nel caso non siano disponibili, si ricorre a dati storici del fattor e di rischio specifico sottostante o a ricerche specializzate in materia (ad esempio report di agenzie di rating o primari attori del mercato).
Nei casi descritti è sempre tenuta in considerazione l’opportunità di ricorrere a dei valuation adjustment che tengano conto dei risk premium che gli operatori tipicamente valutano in fase di pricing degli strumenti. I valuation adjustment, se non considerati esplicitamente nel modello di valutazione, possono includere:
• model adjustment: aggiustamenti che tengano conto di eventuali debolezze dei modelli valutativi evidenziate durante le fasi di calibrazione;
• liquidity adjustment: aggiustamenti per tener conto del bid -ask spread nel caso in cui il modello stimi un
mid price;
• credit risk adjustment : aggiustamenti connessi al rischio di controparte o al proprio rischio emittente;
• other risk adjustment: aggiustamenti connessi ad un risk premium “prezzato” sul mercato (ad esempio relativo alla complessità di valutazione dello strumento).
Per quanto riguarda la valutazione al fair value, il Gruppo adotta varie metodologie declinate a seconda delle specifiche caratteristiche dei prodotti oggetto di valutazione.
Per la valutazione dei crediti obbligatoriamente al fair value , il metodo utilizzato è prevalentemente il Discounted Cash Flow Model (DCF Model), declinato scontando i flussi di cassa attesi di ogni finanziamento ad un tasso di mercato costituito tenendo in considerazione elementi quali il tasso risk free (r f) per pari scadenze, il costo del funding (COF - “Cost of Funding”), il rischio di credito lifetime di controparte ed il costo dell’assorbimento di capitale. Tale tecnica è integrata con metodi di valutazione dell’enterprise value del soggetto debitore (e.g. multipli e transazioni comparabili) quando le caratteristiche del finanziamento ne rendono il valore dipendente dal valore della società. Tale dipendenza è normalmente indotta o dalla convertibilità in equity dei finanziamenti o dal loro grado di subordinazione.
94 Per la valorizzazione dei titoli di capitale non quotati, si utilizzano principalmente modelli reddituali e finanziari, in particolare la metodologia definita come “Multipli di mercato di società comparabili” alla quale viene confrontato un metodo di contr ollo come il “Discounted Cash Flow Model” o il “metodo delle Transazioni comparabili”.
Quest’ultimo metodo si applica su transazioni che presentano caratteristiche economiche e patrimoniali simili a quella oggetto di valutazione e aggiustamento per le grandezze economico e patrim oniali dell’asset valutato.
Con specifico riferimento alla valutazione delle quote di OICR, l’approccio utilizzato prevede come base di partenza per la determinazione del fair value il Net Asset Value (NAV). Successivamente si dovrà verificare se, nella determinazione del NAV, gli asset del fondo sono stati valutati a fair value secondo gli standard internazionali applicabili. Al NAV determinato viene applicato uno sconto mediante un tasso che tenga conto delle seguenti componenti di rischio:
• componente di liquidità: lo sconto di liquidabilità deve tenere conto dell’incapacità di smobilizzare l’impegno economico in tempi brevi;
• componente di credito: lo sconto sul rischio di credito deve tener conto della probabilità di default del sottostante in cui investe il fondo;
• altre componenti di rischio: rientra all’interno della categoria lo sconto di qualsiasi altro elemento significativo conosciuto dal gestore dello strumento al momento della valutazione.
Coerentemente con quanto richiesto dai principi contabili IFRS 13, la valutazione di tali strumenti mira a massimizzare l’utilizzo di parametri osservabili, purché questi siano aggiornati e ritenuti attendibili.
Per tale ragione, in presenza di informazioni di dettaglio sui sottostanti dei fondi, sui flussi di cassa previsti su di essi e quindi sulle distribuzioni attese dai fondi (business plan), aggiornate e adeguate in termini di granularità e affidabilità, il fattore di correzione del NAV verrà determinato attraverso un modello Discounted Cash Flow in cui le componenti di rischio sopra elencate vengono incorporate nel tasso di sconto da applicare alle distribuzioni attese.
Per i fondi per i quali non vengono rese disponibili informazioni adeguate di dettaglio sui sottostanti e sui flussi di distribuzione attesi, il fattore di sconto determinato come sopra viene applicato direttamente a diminuzione del NAV.
I derivati Over The Counter (OTC), il cui valore non può essere direttamente osservato sul mercato, vengono valutati con modelli e input specifici in virtù dell’asset class e delle caratteristiche del prodotto finanziario specifico. La valutazione dei deri vati OTC tiene in considerazione, oltre alle variabili di mercato a cui gli strumenti sono sensibili, i rischi specifici delle controparti con cui sono negoziati, in particolare:
• per le operazioni negoziate all’interno di accordi di compensazione e marginazione (CSA) il rischio di controparte è ritenuto non materiale e la valutazione degli strumenti si basa esclusivamente sui fattori di rischio sottostante secondo il principio di n on arbitraggio;
• per le operazioni negoziate in assenza di accordi di compensazione e marginazione la valutazione è effettuata sommando alla valutazione dello strumento come se fosse sottoposto a compensazione e marginazione gli aggiustamenti connessi al rischio di controp arte (i.e. CVA - Credit Valuation Adjustment e DVA - Debt Valuation Adjustment).
Il saldo al 30 giugno 2026 dei derivati per i quali non è presente l’elemento di mitigazione del rischio di controparte (CSA) ammonta a 35,9 milioni di euro per i derivati attivi e a 21,1 milioni di euro per i derivati passivi , quasi interamente ascrivibile al perimetro del Gruppo illimity.
Per quanto riguarda la valutazione di attività e passività finanziarie valutate al fair value su base non ricorrente e in particolare per il portafoglio crediti, il fair value viene convenzionalmente assunto pari al valore contabile per tutte le esposizion i classificate come deteriorate diverse da quelle del Settore Npl e le esposizioni che presentano una vita residua inferiore all’anno, in quanto si ritiene che il fair value possa essere assimilabile al valore di carico.
Per i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili, past due) diversi da quelli del Settore Npl, il fair value è assunto convenzionalmente pari al valore netto contabile ed è esposto nel Livello 3. Al riguardo si segnala che
95 nel recente passato sono state osservate sul mercato italiano significative transazioni di cessioni di crediti deteriorati con prezzi che hanno scontato le specifiche caratteristiche dei portafogli ceduti e dei differenti rendimenti richiesti dagli acquire nti. Il fair value determinato in base alle suddette transazioni sarebbe pertanto caratterizzato da un’elevata dispersione di valori, tale da rendere non oggettiva l’individuazione di un valore di riferimento.
Per la valorizzazione al fair value dei crediti in bonis, data l'assenza di prezzi direttamente rilevabili su mercati attivi e liquidi, si fa ricorso a tecniche valutative basate su un modello teorico rispondente ai requisiti indicati dai principi IAS/IFRS (Livello 3). L'approccio utilizzat o per la determinazione del fair value dei crediti in bonis è il sopraccitato DCF Model applicato ai crediti con vita residua superiore all’anno, mentre per gli altri crediti con scadenza a breve o privi di scadenza viene considerato il valore nominale. I flussi di cassa futuri sono composti dalla somma della quota capitale e interessi e attualizzati con un tasso formato dal credit spread (curve di coverage) e un tasso di mercato che rifletta le caratteristiche del sottostante (e.g. EONIA, Euribor).
Per quanto attiene al portafoglio crediti del Settore Npl che acquista e gestisce crediti in default prevalentemente verso persone fisiche, l'approccio utilizzato per la determinazione del fair value è il già citato DCF Model. In questo caso i flussi di cassa netti previsti sono scontati ad un tasso di mercato. Nel calcolo del tasso di mercato non è considerato un credit spread, in quanto il rischio di credito delle singole controparti è già incorpora to nel modello statistico di stima dei flussi di cassa futuri per quanto attiene alla gestione massiva (lavorazioni non giudiziali), il quale, sulla base delle evidenze storiche dei recuperi delle posizioni presenti nel portafoglio del Gruppo, proietta i flussi di cassa. Per quanto attiene alla gestione analitica (lavorazioni giudiziali) le proiezioni dei flussi di cassa future sono definite in base ad un algoritmo interno o dal gestore della posizione in funzione del tipo di lavorazione del credito sottost ante.
Per quanto riguarda le passività finanziarie al costo ammortizzato, il fair value calcolato a fini di informativa viene determinato applicando le metodologie seguenti:
• per le passività a medio e lungo termine, la valutazione viene effettuata attraverso l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri utilizzando un tasso di interesse che incorpora la componente relativa al proprio rischio di credito;
• per le passività a vista, con scadenza nel breve termine o indeterminata, il valore contabile di iscrizione rappresenta una buona approssimazione del fair value.
Processi e sensibilità delle valutazioni Come richiesto dal principio IFRS 13, il Gruppo, salvo quanto successivamente evidenziato, effettua per le attività finanziarie e per le passività finanziarie valutate al fair value di Livello 3, delle verifiche di sensitivity con riferimento al cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value, quali a titolo esemplificativo e non esaustivo gli elementi che vanno a comporre la curva di sconti dei flussi di cassa o i flussi di cassa attesi.
Per quanto riguarda le esposizioni in titoli di debito valutate al fair value di Livello 3, pari a 76,0 milioni di euro al 30 giugno 2026, gli effetti di potenziali variazioni dei parametri utilizzati sono ritenuti non significativi.
Per i titoli di capitale e le quote di OICR di Livello 3, rispettivamente al 30 giugno 2026 a 186,0 milioni di euro e 561,0 milioni di euro, non è di regola possibile elaborare alcuna analisi quantitativa di sensibilità del fair value rispetto al cambiamento degli input non osservabili, in quanto o il fair value è attinto da fonti terze, oppure è frutto di un modello i cui input sono specifici dell’entità oggetto di valutazione (ad esempio valori patrimoniali della società) e per i quali non si dispone delle informazioni necessarie per un’analisi di sensitività.
Gerarchia del fair value Con riferimento alle attività e passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente, il Gruppo Banca Ifis effettua passaggi di Livello sulla base delle seguenti linee guida:
• per i titoli di debito e i finanziamenti:
96 – il passaggio da Livello 3 a Livello 2 avviene nel caso in cui i parametri rilevanti utilizzati come input della tecnica di valutazione siano, alla data di riferimento, osservabili sul mercato;
– il passaggio dal Livello 3 al Livello 1 si realizza quando, alla data di riferimento, è stata verificata con successo la presenza di un mercato attivo;
– il passaggio da Livello 2 a Livello 3 si verifica quando, alla data di riferimento, alcuni dei parametri significativi nella determinazione del fair value non risultano direttamente osservabili sul mercato;
• per gli strumenti di capitale il trasferimento di Livello avviene:
– quando nel periodo si sono resi disponibili input osservabili sul mercato (ad esempio prezzi definiti nell’ambito di transazioni comparabili sul medesimo strumento tra controparti indipendenti e consapevoli). In questo caso, si procede alla riclassifica da l Livello 3 al Livello 2;
– quando gli elementi direttamente o indirettamente osservabili presi a base per la valutazione sono venuti meno o non sono più aggiornati (ad esempio transazioni comparabili non più recenti o multipli non più applicabili). In tal caso si ricorre a tecniche di valutazione che utilizzano input non osservabili.
Altre informazioni
Non vi sono ulteriori informazioni da riportare rispetto a quanto presentato nei paragrafi precedenti. Nello specifico, alla data di riferimento del Bilancio consolidato semestrale abbreviato non si hanno informazioni da riportare ai sensi dell’IFRS 13, paragrafi 51, 93 (lett. i), 96 in qua nto:
• non esistono attività valutate al fair value in base al “massimo e miglior utilizzo”;
• non ci si è avvalsi della possibilità di misurare il fair value a livello di esposizione complessiva di portafoglio, al fine di tenere conto della compensazione del rischio credito e del rischio di mercato di un determinato gruppo di attività o passività finanziarie (eccezione ex IFRS 13, par. 48).
Informativa di natura quantitativa Gerarchia del fair value Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per Livelli di fair value Attività/Passività finanziarie misurate al fair value (in migliaia di euro) 30.06.202 6 31.12.202 5
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valute al fair value con impatto a conto economico 8.667 16.257 748.775 8.885 27.401 771.806 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione - 16.257 25 47 27.401 25 b) attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 8.667 - 748.750 8.838 - 771.781 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.283.728 151.101 78.466 1.410.907 169.733 78.631 3. Derivati di copertura - 52.251 - - 60.880 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 1.292.395 219.609 827.241 1.419.792 258.014 850.437 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 18.160 - - 26.566 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - 33.296 - - 33.748 -
Totale - 51.456 - - 60.314 -
Legenda:
L1 = Livello 1: fair value di uno strumento finanziario quotato in un mercato attivo;
L2 = Livello 2: fair value misurato sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili su l mercato, diversi dalle quotazioni dello strumento finanziario;
L3 = Livello 3: fair value calcolato sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri non osservabi li sul mercato.
97 Le attività finanziarie di negoziazione e le passività finanziarie di negoziazione al 30 giugno 2026 comprendono quasi interamente strumenti derivati di trading, tutti classificati a Livello 2.
Per quanto riguarda le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, esse sono principalmente costituite da titoli quotati (Livello 1). Relativamente ai titoli nel Livello 3, l’importo include quote di partecipazione in Banca d’Italia per un valore di bilancio di 50,0 milioni di euro.
Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per Livelli del fair value Attività/Passività non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente (in migliaia di euro) 30.06.2026 31.12.202 5
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 17.012.206 3.613.139 21.615 13.383.004 16.836.272 3.245.648 22.334 13.608.780 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento 210 - - 210 210 - - 210 3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.852 - - 28.852 157.555 - - 157.555 Totale 17.041.268 3.613.139 21.615 13.412.066 16.994.037 3.245.648 22.334 13.766.545 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 18.376.955 2.762.907 - 15.421.753 18.716.422 2.535.144 - 16.116.854 2. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 18.376.955 2.762.907 - 15.421.753 18.716.422 2.535.144 - 16.116.854
Legenda:
VB = Valore di bilancio L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3 Per gli strumenti finanziari iscritti al costo ammortizzato e classificati tra i rapporti creditizi verso banche o clientela e tra le passività finanziarie, si è determinato un fair value ai fini di informativa, come richiesto dal principio contabile di riferimento IFRS 7.
La voce “attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” include titoli di debito verso banche e verso clientela valutati al costo ammortizzato per un valore di bilancio al 30 giugno 2026 pari a complessivi 4.784,1 milioni di euro. Tale perimetro comprende titoli di Stato al costo ammortizzato per un valore di bilancio a fine giugno 2026 di 3.154,1 milioni di euro, a cui corrisponde un fair value di Livello 1 di 3.126,7 milioni di euro. Il saldo riportato a Livello 3 comprende titoli di debito verso clientela (principalmente tranche senior di titoli di cartolarizzazione), caratterizzati da un fair value complessivo di 1.121,5 milioni di euro. Al netto di tale componente, il saldo residuo delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato di Livello 3 è costituito principalmente da esposizioni creditizie.
La voce “attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” si riferisce:
• per 23,9 milioni di euro a portafogli creditizi del Gruppo illimity;
• per 5,0 milioni di euro da alcune posizion i creditizi e individualmente significativ e della Capogruppo Banca Ifis per l e qual i si è realizzata la dismissione nel corso del mese di luglio 2026 .
Le passività finanziarie al costo ammortizzato di Livello 1 si riferiscono ai bond emessi dalla Capogruppo Banca Ifis e da illimity Bank.
Informativa sul cd. “day one profit/loss” Con riferimento a quanto previsto dall’IFRS 7 par. 28, uno strumento finanziario deve essere iscritto inizialmente per un valore pari al suo fair value che, salvo evidenze contrarie, è pari al prezzo pagato/incassato nella negoziazione. Il sopraccitato pri ncipio disciplina tali situazioni stabilendo che è legittima l’iscrizione dello strumento finanziario ad un fair value diverso dall’importo pagato/incassato solo se il fair value è determinato:
• facendo riferimento a transazioni di mercato correnti e osservabili nel medesimo strumento;
98 • attraverso tecniche di valutazione che utilizzano esclusivamente, quali variabili, soltanto dati derivanti da mercati osservabili.
In altri termini, la presunzione dello IFRS 9, secondo cui il fair value è pari al prezzo pagato/incassato, può essere superata solo nel caso in cui sussistano evidenze oggettive che il prezzo pagato/incassato non sia rappresentativo del reale valore di mercato dello strumento finanziario oggetto della negoziazione.
Dette evidenze devono essere desunte unicamente da parametri oggettivi e non confutabili, eliminando in questo modo ogni ipotesi di discrezionalità in capo al valutatore.
La differenza tra il fair value ed il prezzo negoziato, solamente al ricorrere delle condizioni sopra riportate, è rappresentativa del c.d. “day one profit” ed è iscritta immediatamente a conto economico.
Nell’ambito dell’attività svolta dal Gruppo nel corso del primo semestre 2026 non sono rilevabili operazioni ascrivibili a tale fattispecie.
99 Situazione patrimoniale e andamento economico del Gruppo
Aggregati patrimoniali
PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI
RICLASSIFICATI
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.2026 31.12.2025 ASSOLUTA %
Cassa e disponibilità liquide 568.052 787.290 (219.238) (27,8)% Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico 757.417 780.619 (23.202) (3,0)% Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.513.295 1.659.271 (145.976) (8,8)% Crediti verso banche valutati al costo ammortizzato 644.458 700.276 (55.818) (8,0)% Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 16.367.748 16.135.996 231.752 1,4% Attività materiali e immateriali 372.186 385.209 (13.023) (3,4)% Attività fiscali 326.347 368.495 (42.148) (11,4)% Altre voci dell'attivo 594.042 831.228 (237.186) (28,5)% Totale dell'attivo 21.143.545 21.648.384 (504.839) (2,3)% Debiti verso banche valutati al costo ammortizzato 3.904.915 4.018.193 (113.278) (2,8)% Debiti verso clientela valutati al costo ammortizzato 10.592.570 11.256.836 (664.266) (5,9)% Titoli in circolazione 3.879.470 3.441.393 438.077 12,7% Passività fiscali 57.292 117.272 (59.980) (51,1)% Fondi per rischi e oneri 92.811 106.877 (14.066) (13,2)% Altre voci del passivo 540.838 567.266 (26.428) (4,7)% Patrimonio netto consolidato 2.075.649 2.140.547 (64.898) (3,0)% Totale del passivo e del patrimonio netto 21.143.545 21.648.384 (504.839) (2,3)% Cassa e disponibilità liquide La voce cassa e disponibilità liquide include i conti correnti bancari a vista e al 30 giugno 2026 ammonta a 568,1 milioni di euro, in riduzione rispetto al dato di 787,3 milioni di euro a fine 2025 . Tale andamento n el corso del primo semestre 2026 è dovuto principalmente a una diminuzione dei depositi overnight della Capogruppo Banca Ifis e da un decremento delle liquidità verso le banche in relazione all’andamento degli impieghi sottostanti.
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate a fair value con impatto a conto economico Le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico ammontano comples sivamente a 757,4 milioni di euro al 30 giugno 2026. La voce è composta dai finanziamenti e dai titoli di debito che non hanno superato l’SPPI Test, da titoli di capitale riconducibili a partecipazioni di minoranza, nonché da quote di OICR.
La composizione della voce è di seguito riportata.
ATTIVITA’ FINANZIARIE OBBLIGATORIAMENTE
VALUTATE A FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO
ECONOMICO
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.2026 31.12.2025 ASSOLUTA %
Titoli di debito 75.652 95.227 (19.575) (20,6)% Titoli di capitale 107.568 90.228 17.340 19,2% Quote di O.I.C.R. 569.897 558.617 11.280 2,0% Finanziamenti 4.300 36.547 (32.247) (88,2)% Totale 757.417 780.619 (23.202) (3,0)% La riduzione complessiva della voce rispetto al 31 dicembre 2025 per 23,2 milioni di euro deriva dall’effetto combinato delle seguenti dinamiche :
100 • i titoli di debito risultano in diminuzione per 19,6 milioni di euro ( -20,6 %) a causa principalmente del contributo negativo pari a 18,1 milioni di euro per l’effetto combinato di nuove sottoscrizioni, cessioni e dinamica dei rimborsi e degli incassi del periodo con riferimento al portafoglio proprietario, a cui si è aggiunto l’effetto negativo delle variazioni nette di fair value per 1,4 milioni di euro;
• la crescita dei titoli di capitale risulta pari 17,3 milioni di euro (+ 19,2 %), ed è dovuta all ’effetto positivo delle variazioni di fair value nel periodo (+ 7,8 milioni di euro) e all’effetto netto positivo tra sottoscrizioni e cessioni di titoli (+ 9,5 milioni di euro);
• l’incremento nel periodo del saldo delle quote di OICR risulta pari a 11,3 milioni di euro (+ 2,0%) a seguito del contributo positivo delle nuove sottoscrizioni, al netto di rimborsi e incassi, per 20, 4 milioni di euro, parzialmente compensato dalla diminuzione registrata nelle valutazioni al fair value (9,2 milioni di euro);
• il valore contabile dei finanziamenti risulta in riduzione di 32,2 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025 (-88,2 %), e tale effetto è dovuto principalmente al rimborso nel periodo di una posizione individualmente significativa appartenente al perimetro del Gruppo illimity .
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ammontano complessivamente a 1.513,3 milioni di euro al 30 giugno 2026, in riduzione del l’8,8% rispetto al dato a dicembre 2025.
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva includono i titoli di debito caratterizzati da Business Model “Held to Collect & Sell” (HTC&S) che hanno superato l’SPPI test e i titoli di capitale per i quali il Gruppo ha esercitato la cosiddetta “OCI option” prevista dal principio IFRS 9.
ATTIVITA’ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE
CON IMPATTO SULLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.2026 31.12.2025 ASSOLUTA %
Titoli di debito 1.295.473 1.424.495 (129.022) (9,1)% di cui: titoli di Stato 1.122.848 1.198.777 (75.929) (6,3)% Titoli di capitale 217.822 234.776 (16.954) (7,2)% Totale 1.513.295 1.659.271 (145.976) (8,8)% I titoli di debito di proprietà valutati a fair value con impatto sulla redditività complessiva risultano pari a 1.295,5 milioni di euro al 30 giugno 2026, in riduzione di 129, 0 milioni di euro ( -9,1%) rispetto al saldo al 31 dicembre 2025, a causa principalmente dell’effetto netto negativo tra nuovi investimenti , dismissioni e altri incassi del periodo ( -
133,5 milioni di euro) e l’incremento nei valori delle valutazioni al fair value sul portafoglio proprietario ( +4,5 milioni di euro ). La relativa riserva negativa netta di fair value associata ammonta a 15,6 milioni di euro al 30 giugno 2026, di cui 15,1 milioni di euro rif erita a titoli di Stato.
Sono inoltre inclusi in tale voce anche titoli di capitale riconducibili a partecipazioni di minoranza che ammontano a 217,8 milioni di euro al 30 giugno 2026, in riduzione di 17,0 milioni di euro ( -7,2%) rispetto al saldo al 31 dicembre 2025 . Tale variazione è ascrivibile al l’effetto netto negativo tra investimenti e dismissioni effettuati nel corso del periodo ( -5,4 milioni di euro) e al decremento nei valori del fair value registrato nel corso del primo semestre 2026 (-11,6 milioni di euro). La riserva netta di fair value associata a tali titoli di capitale presenta un valore negativo pari a 8,7 milioni di euro al 30 giugno 2026 , in peggioramento rispetto al la riserva netta positiv a a fine 2025 che era pari a 2,5 milioni di euro , principalmente per le variazioni negative di fair value registrate nel corso del primo semestre 2026.
Crediti verso banche valuta ti al costo ammortizzato Il totale dei crediti verso banche valutati al costo ammortizzato ammonta al 30 giugno 2026 a 644,5 milioni di euro, in riduzione del l’8,0% rispetto al dato al 31 dicembre 2025 pari a 700,3 milioni di euro, principalmente riconducibile alla riduzione per complessivi 75,6 milioni degli impieghi di tesoreria del Gruppo , a fronte di una sostanziale stabilità del valore di bilancio dei titoli di debito di emittenti bancari a cui è associato un business model “Held to Collect (HTC)” e che hanno superato l’SPPI Test. Tali titoli al 30 giugno 2026 presentano un valore
101 di bilancio pari a 379,2 milioni di euro, in linea rispetto al dato di dicembre 2025 principalmente a causa della sostanziale compensazione tra gli effetti del le nuove sottoscrizioni e delle dismissioni su obbligazioni bancarie nel corso del periodo nei limiti previsti dalle policy definite dal Gruppo.
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato Il totale dei crediti verso la clientela valutati al costo ammortizzato è pari a 16,4 miliardi di euro. La voce include titoli di debito per 4,4 miliardi di euro, in aumento del 7,5% rispetto al dato di 4,1 miliardi di euro al 31 dicembre 2025. I titoli di debito verso clientela includono titoli di Stato per 3,2 miliardi di euro , in crescita di 383,3 milioni di euro (+ 13,8 %) rispetto al dato al 31 dicembre 2025.
I crediti verso la clientela, in assenza della componente titoli di debito, si attestano a 12,0 miliardi di euro, in linea rispetto al dato di dicembre 2025.
Si riportano qui di seguito le principali dinamiche per Settore:
• il Settore Commercial & Corporate Banking si attesta a 7,4 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto al dato di 7 ,2 miliardi di euro di dicembre 2025 , principalmente grazie al contributo dell’Area Corporate Banking & Lending (+233,0 milioni di euro , pari al +8,4%) , a fronte di una sostanziale invarianza dell’Area Leasing e dell’Area Factoring;
• i crediti verso clientela del Settore Npl si attestano a 1,6 miliardi di euro, sostanzialmente in linea rispetto al 31 dicembre 2025;
• il contributo del Settore illimity, che comprende tutti i crediti verso clientela appartenenti a società del Gruppo illimity, ammonta a 4,6 miliardi di euro al 30 giugno 2026, di cui 1,9 miliardi di euro relativi a titoli di debito, e risulta in riduzione di 411,9 milioni di euro rispetto al saldo di 5 ,0 miliardi di eu ro al 31 dicembre
2025;
• il contributo del Settore Governance & Se rvizi e Non Core si attesta a 2,7 miliardi di euro, in aumento di 434,8 milioni di euro (+ 19,1 %) rispetto al dato di fine 2025 , principalmente per la variazione positiva dei titoli di debito allocati a tale Settore (+ 345,8 milioni di euro ).
CREDITI VERSO LA CLIENTELA
COMPOSIZIONE SETTORIALE
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.2026 31.12.2025 ASSOLUTA %
Settore Commercial & Corporate Banking 7.436.860 7.216.527 220.333 3,1%
- di cui deteriorati 295.518 186.220 109.298 58,7% Area Factoring 2.756.019 2.772.130 (16.112) (0,6)%
- di cui deteriorati 161.261 65.214 96.047 147,3% Area Leasing 1.676.926 1.673.498 3.428 0,2%
- di cui deteriorati 14.903 15.400 (497) (3,2)% Area Corporate Banking & Lending 3.003.916 2.770.899 233.017 8,4%
- di cui deteriorati 119.354 105.606 13.748 13,0% Settore Npl 1.580.787 1.592.328 (11.541) (0,7)%
- di cui deteriorati 1.531.181 1.540.989 (9.808) (0,6)% Settore Governance & Servizi e Non Core (1) 2.716.378 2.281.560 434.819 19,1%
- di cui deteriorati 43.669 40.443 3.226 8,0% Settore illimity (1) 4.633.723 5.045.581 (411.858) (8,2)%
- di cui deteriorati 1.161.835 1.160.799 1.036 0,1% Totale crediti verso la clientela 16.367.748 16.135.996 231.752 1,4%
- di cui deteriorati 3.032.203 2.928.451 103.752 3,5% (1) Nel Settore Governance & Servizi e Non Core sono presenti al 3 0 giugno 2026 titoli di Stato per 2.129,5 milioni di euro (1.770,6 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e nel Settore illimity sono presenti al 3 0 giugno 2026 titoli di Stato per 1.02 4,5 milioni di euro (1.000,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
Il totale delle attività deteriorate nette, sul quale incidono in modo significativo i crediti del Settore Npl e i crediti di società appartenenti al Gruppo illimity (quest’ultimi allocati al Settore illimity), si attesta a 3,0 miliardi di euro al 30
102 giugno 2026 , in leggera crescita rispetto al 31 dicembre 2025 (+3,5%) . Al netto della componente relativa al Settore Npl, i crediti deteriorati netti si attestano a 1,5 miliardi di euro, in aumento di 113,6 milioni di euro rispetto al dato di 1,4 miliardi di euro al 31 dicembre 2025 principalmente per effetto de l contribut o del Settore Commercial & Corporate Banking.
Si rimanda alla sezione “Contributo dei Settori di attività ai risultati del Gruppo” della Relazione sulla intermedia sulla gestione del Gruppo per un’analisi di dettaglio delle dinamiche dei crediti verso la clientela.
Attività immateriali e materiali Le attività immateriali si attestano a 116,8 milioni di euro, in riduzione di 12,2 milioni di euro rispetto al dato al 31 dicembre 2025 pari a 129,0 milioni di euro principalmente per effetto del deconsolidamento di alcune società del Gruppo illimity (Abilio, Quimmo Agency, Quimmo Prestige e ARECneprix ) a seguito della relativa cessione del controllo nel corso del primo semestre 2026 . La voce è riferita:
• per complessivi 61,1 milioni di euro a software e ad attività immateriali generate internamente, in riduzione rispetto al saldo di 73,7 milioni di euro al 31 dicembre 2025 , principalmente a seguito del sopraccitato impatto della cessione del controllo di alcune società del Gruppo illimity ;
• per 38,0 milioni di euro all’avviamento conseguente all’acquisizione dell’ex Gruppo Fbs (valore invariato rispetto a quello al 31 dicembre 2025), per il quale è stato effettuato un impairment test aggiornato al 30 giugno 2026 da cui non è emersa la necessità di alcuna svalutazione (per maggiori dettagli si rimanda alla sezione “Politiche con tabili”, paragrafo “Altri aspetti”, sottoparagrafo “Rischi e incertezze legati all’utilizzo di stime” delle presenti Note illustrative) ;
• per 17,7 milioni di euro alla rilevazione provvisoria di una differenza positiva da allocare (avviamento provvisorio) connessa all'acquisizione dell’ex Euclidea SIM S.p.A. a novembre 2025 (ridenominata Fürstenberg SIM S.p.A. a partire dal 26 gennaio 2026) . Tale valore risulta in aumento di 0,5 milioni di euro rispetto al valore di 17,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025 , a seguito principalmente dell’aggiornamento del meccanismo di aggiustamento prezzo previsto contrattualmente tra le parti .
Le attività materiali si attestano a 255,3 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al saldo al 31 dicembre 2025 ( 256,2 milioni di euro ) in quanto l’effetto in diminuzione per la cessione del controllo d elle sopraccitate società del Gruppo illimity è stato di fatto com pensato dall’impatto positivo dei nuovi investimenti effettuati dalla Capogruppo Banca Ifis nel primo semestre 2026 .
Attività e passività fiscali Adesione al consolidato fiscale nazionale Nel corso del 2025 è stata esercitata un’opzione per il consolidato fiscale nazionale per il triennio 2025 -2027, con Banca Ifis in qualità di consolidante e le altre società del Gruppo residenti in Italia (ad eccezione dei neoacquisiti Gruppo illimity e Fü rstenberg SIM) in qualità di consolidate aventi i requisiti richiesti dal TUIR.
In data 26 febbraio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha approvato l’estensione del perimetro di consolidamento fiscale, esercitando l’opzione per il regime di consolidato fiscale nazionale, con Banca Ifis in qualità di consolidante fiscal e, e le società illimity Bank S.p.A., Fürstenberg SGR S.p.A. (già illimity SGR S.p.A.) e Fürstenberg SIM S.p.A. nel ruolo di consolidate. Per maggiori dettagli si rimanda al sottoparagrafo “ Eventi significativ i del periodo” all’interno del paragrafo “Altri aspetti” della sezione “Politiche contabili” delle presenti Note illustrative.
L’adesione al regime del consolidato fiscale permette la compensazione degli imponibili fiscali delle società partecipanti (con utilizzo delle perdite realizzate in costanza di adesione).
In forza dell’applicazione di tale istituto, gli acconti versati, le perdite e gli utili fiscali di ciascuna società realizza ti nel corso del primo semestre 2026 costituiscono dei crediti/debiti c.d. “infragruppo” ai sensi del consolidato contabile. Essi s ono, pertanto, elisi nell’ambito delle scritture di consolidamento e pertanto non sono inclusi all’interno delle voci “Altre attività” e “Altre passività” dello stato patrimoniale consolidato del Gruppo Banca Ifis.
103 Tra le attività e le passività fiscali correnti sono rilevate sia le partite relative agli acconti IRES, alla relativa addizionale e agli acconti IRAP, sia quelle riferite al debito IRES, alla relativa addizionale e all’IRAP di competenza stimata n el periodo di riferimento , determinate anche in funzione del ruolo di Banca Ifis quale consolidante fiscale.
Attività e passività fiscali: composizione Tali voci accolgono i crediti o debiti per imposte correnti e le attività o passività relative alla fiscalità differita.
Le attività fiscali ammontano a 326,3 milioni di euro, in riduzione di 42,1 milioni di euro rispetto al dato al 31 dicembre 2025 (di cui 2,7 milioni di euro a seguito dalla cessione del controllo di alcune società del Gruppo illimity) .
In particolare, le attività per imposte correnti ammontano a 68,0 milioni di euro, e risultano in riduzione di 49,8 milioni di euro ( -42,3 %) rispetto al dato al 31 dicembre 2025 , di cui 0,5 milioni di euro per il deconsolidamento di alcune società del Gruppo illimity .
Le attività per imposte anticipate (DTA - Deferred Tax Assets) ammontano a 258,4 milioni di euro, di cui 76,7 milioni di euro le DTA iscritte con riferimento al Gruppo illimity anche per effetto della fiscalità relativa agli adjustment connessi alla PPA sui dati del Gruppo illimity oggetto di acquisizione, e risultano in aumento di 7,6 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025 principalmente per il contributo della Capogruppo Banca Ifis (che ha più che compensato la riduzione della voce per 2,2 milioni di euro associata al le DTA relative alle società del Gruppo illimity le cui interessenze di controllo sono state oggetto di cessione nel corso del primo semestre 2026) . Le attività per imposte anticipate risultano composte principalmente:
• per 63,1 milioni di euro da attività iscritte per rettifiche di valore su crediti verso la clientela, potenzialmente trasformabili in crediti d’imposta ai sensi della Legge 214/2011 (63,4 milioni di euro al 31 dicembre 2025);
• per 75,7 milioni di euro da attività iscritte su perdite fiscali pregresse e beneficio ACE (65,4 milioni di euro al 31 dicembre 2025) ;
• per 119,6 milioni di euro da disallineamenti fiscali relativi principalmente alle attività finanziarie valutate a fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI), fondi per rischi e oneri e affrancamenti di avviamenti e altre attività immateriali (121,9 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
Con riferimento alla recuperabilità delle attività fiscali anticipate iscritte alla data di riferimento, si rimanda al sotto paragrafo “Rischi ed incertezze legati all’utilizzo di stime” all’interno del paragrafo “Altri aspetti” del la sezione “Politiche contabili” dell e presenti Note illustrative .
Le passività fiscali ammontano a 57,3 milioni di euro (117,3 milioni di euro al 31 dicembre 2025), e risultano composte come segue:
• da passività fiscali correnti, pari a 7,2 milioni di euro (69,8 milioni di euro al 31 dicembre 2025) in diminuzione per effetto dei versamenti delle imposte effettuati a giugno 2026 riferiti all’anno d’imposta
2025 ;
• da passività per imposte differite, pari a 50,1 milioni di euro (47,4 milioni di euro al 31 dicembre 2025), composte da 30,1 milioni di euro, riferito principalmente a passività fiscali della Capogruppo Banca Ifis su crediti iscritti per interessi di mora che saranno tassati al momento dell’incasso e dal residuo di 19,9 milioni di euro relativi al contributo del Gruppo illimity (relativo principalmente alla fiscalità relativa agli adjustment connessi alla PPA).
Le attività fiscali rientrano nel calcolo dei “requisiti patrimoniali per il rischio di credito”, in applicazione del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) e successivi aggiornamenti, recepiti nella Circolare di Banca d’Italia n. 285.
Di seguito si elencano i vari trattamenti suddivisi per tipologia e l’impatto sul CET1 e sulle attività ponderate per il rischio (RWA) al 30 giugno 2026:
• le “attività per imposte anticipate che si basano sulla redditività futura e non derivano da differenze temporanee” sono oggetto di detrazione dal CET1. Si precisa inoltre che l’importo delle DTA dedotte dal CET1, così come previsto dall’art. 38 par. 5 ex CRR, risulta essere compensato dalle corrispondenti passività fiscali differite;
104 • le “attività per imposte anticipate che si basano sulla redditività futura e derivano da differenze temporanee”, non vengono detratte dal CET1, ma ricevono una ponderazione di rischio pari al 250%.
L’importo sottoposto a ponderazione secondo un fattore del 250%, così come previsto dall’art. 38 par. 5 ex CRR, è esposto al netto della compensazione con le corrispondenti passività fiscali differite;
• le “attività per imposte anticipate di cui alla L. 214/2011”, relative a rettifiche di valore su crediti e convertibili in crediti d’imposta, ricevono una ponderazione di rischio pari al 100%;
• le “attività per imposte correnti” ricevono una ponderazione pari a 0% in quanto esposizioni nei confronti dell’amministrazione centrale.
Altre voci dell’attivo e del passivo Le altre voci dell’attivo sono pari a 594,0 milioni di euro al 30 giugno 2026, in riduzione del 28,5 % rispetto al saldo di 831,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025 .
Le altre voci dell’attivo sono così composte:
• attività finanziarie detenute per la negoziazione per 16,3 milioni di euro (in riduzione rispetto al dato di 27,5 milioni di euro al 31 dicembre 2025), riferit e pressoché interamente a operazioni in derivati pareggiate da posizioni speculari iscritte fra le passività finanziarie detenute per la negoziazione;
• derivati attivi di copertura, che presentano un fair value positivo per 52,3 milioni di euro al 3 0 giugno 2026 (in riduzione rispetto al saldo di 60,9 milioni di euro al 31 dicembre 2025). Complessivamente, tali strategie di copertura riguardano:
– micro fair value hedging sul rischio di prezzo associato a titoli di capitale valutati a fair value con impatto sulla redditività complessiva;
– micro fair value hedging sul rischio di tasso di interesse relativo a titoli di debito;
– micro fair value hedging sul rischio di tasso associato a titoli in circolazione emessi, relativo ad un emissione obbligazionaria di illimity Bank;
– macro fair value hedging sul rischio di tasso relativo a depositi passivi di illimity Bank;
• partecipazioni per un saldo pari a 32,6 milioni di euro, in riduzione di 1,0 milioni di euro di euro rispetto al dato al 31 dicembre 2025 principalmente a seguito dell’effetto delle valutazioni del primo semestre 2026 .
Il saldo è quasi interamente relativo a partecipazioni in società appartenenti al Gruppo illimity e soggette, direttamente o indirettamente, a influenza notevole da parte del Gruppo . Il saldo al 30 giugno 2026 riflette anche l’operazione effettuata nel periodo con riferimento alle società Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency (per le quali al 31 dicembre 2025 il 100% di ciascuna era detenuto dal Gruppo Banca Ifis per il tramite della società Abilio, con relativo consolidamento integrale delle due società), che ha previsto la cessione del 60% delle quote di cias cuna a COIMA e la sottoscrizione del 40% di ognuna da parte di illimity Bank. A seguito di questa operazione, nel corso del primo semestre 2026 è variata di conseguenza la configurazione delle relative partecipazioni nell’ambito del Gruppo Banca Ifis da “p artecipazioni in società controllate in via esclusiva” a “partecipazioni in società sottoposte a influenza notevole”, comportando una variazione positiva in aumento della voce partecipazioni per complessivi 0,1 milioni di euro per effetto della sottoscrizione del 40% di ognuna (per contro, al 31 dicembre 2025 tali partecipazioni, essendo configurate come di controllo a tale data, erano interamente stornate a livello consolidato) ;
• attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione per complessivi 28,9 milioni di euro, in riduzione rispetto al saldo di 157,6 milioni di euro al 31 dicembre 2025 principalmente per effetto delle cessioni nel corso del primo semestre 2026 di un portafoglio creditizio del Gruppo illimity per un controvalore pari a 41 milioni di euro, in linea con il valore di carico al 31 dicembre 2025, nonché della partecipazione in Hype S.p.A . che era detenuta da illimity Bank. Per maggiori dettagli su tali cessioni si rimanda alla specifica sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo . Il saldo della voce di 28,9 milioni di euro al 30 giugno 2026 è composto per 5,0 milioni di euro da alcune posizion i creditizi e individualmente significativ e della Capogruppo Banca Ifis , per le quali si è realizzata la dismissione nel corso del mese di luglio 2026 , e per 23,9 milioni di euro da portafogli creditizi del Gruppo illimity;
105 • altre attività per 464,1 milioni di euro, in riduzione del 15,9 % rispetto al saldo di 551,7 milioni di euro al 31 dicembre 2025. Tale voce comprende :
– crediti verso Erario per 167,2 milioni di euro, in riduzione rispetto al valore di bilancio pari a 262,3 milioni di euro al 31 dicembre 2025 ( -36,3%). Il saldo include 134,9 milioni di euro relativi a crediti di imposta per Super Ecobonus e altri bonus fis cali edilizi a cui corrisponde un valore nominale pari a 148,0 milioni di euro;
– partite transitorie e portafoglio effetti per 91,6 milioni di euro, in aumento rispetto al dato di 81,8 milioni di euro al 31 dicembre 2025 , principalmente per il contributo del portafoglio della Capogruppo Banca Ifis ;
– ratei e risconti attivi per 87,3 milioni di euro, il cui saldo risulta in aumento rispetto al saldo di 82,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025.
Le altre voci del passivo sono pari a 540,8 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al dato di 567,3 milioni di euro al 31 dicembre 2025, e sono composte principalmente da:
• derivati passivi di negoziazione per 18,2 milioni di euro (prevalentemente riferiti a operazioni pareggiate da posizioni opposte iscritte fra le attività finanziarie detenute per la negoziazione), in riduzione di 8,4 milioni di euro rispetto al saldo al 31 dicembre 2025;
• derivati passivi di copertura, che presentano un fair value negativo per 33,3 milioni di euro al 30 giugno 2026, sostanzialmente in linea rispetto al saldo al 31 dicembre 2025 (33,7 milioni di euro ).
Complessivamente, tali strategie di copertura riguardano:
– micro fair value hedging sul rischio di prezzo associato a titoli di capitale valutati a fair value con impatto sulla redditività complessiva;
– micro fair value hedging sul rischio di tasso di interesse relativo a titoli di debito;
– macro fair value hedging sul rischio di tasso relativo a depositi passivi di illimity Bank;
• adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica, che presenta un valore negativo per 5,2 milioni di euro (in aumento rispetto al saldo negativo per 2,9 milioni di euro al 31 dicembre 2025), ed è riferito alla contropartita patrimoniale a livello di elementi coperti delle strategie di macro fair value hedging dei depositi passivi di illimity B ank;
• debito per TFR per 8,9 milioni di euro, in riduzione del 22,3 % rispetto al dato di 11,4 milioni di euro al 31 dicembre 2025 , di cui -1,6 milioni di euro a seguito della cessione del controllo di alcune società del Gruppo illimity nel corso del primo semestre 2026 ;
• altre passività per 485,7 milioni di euro, in riduzione rispetto al saldo di 498,4 milioni di euro al 31 dicembre 2025 , principalmente a seguito della chiusura nel periodo della passività per complessivi 15,0 milioni di euro relativ a al contributo straordinario del 27,5% sulla c.d. “Riserva extraprofitti” costituita ai sensi dell’art.
1, comma 69, della L. N. 199 del 30 dicembre 2005 per le banche del Gruppo (Banca Ifis, illimity Bank e Banca Credifarma), il quale è stato versato all’Erario a giugno 2026 , sulla base di quanto deliberato a febbraio 2026 dai rispettivi Consigli di Amministrazione e ad aprile 2026 da parte di ciascuna Assemblea degli azionisti (per maggiori dettagli sulla delibera da parte dell’Assemblea degli azionisti di Banca Ifis in data 16 aprile 2026 si rimanda alla sezione “Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo” all’interno della Relazione intermedia sulla gestione del Gru ppo). Le poste più significative che compongono tale voce sono da ricondursi principalmente alle seguenti fattispecie:
– debiti di funzionamento per 164,3 milioni di euro, in riduzione di 25,5 milioni di euro rispetto al 31
dicembre 2025;
– partite transitorie e somme da accreditare alla clientela in attesa di imputazione per 139,6 milioni di euro, in aumento di 40,0 milioni di euro rispetto alla fine dell’esercizio precedente.
106
Raccolta
RACCOLTA
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.2026 31.12.2025 ASSOLUTA %
Debiti verso banche 3.904.915 4.018.193 (113.278) (2,8)%
- Debiti verso banche centrali: 501.090 721.515 (220.425) (30,6)% di cui: MRO 400.160 500.239 (100.079) (20,0)% di cui: Altri depositi 100.930 221.277 (120.347) (54,4)%
- Conti correnti e depositi a vista 16.863 4.854 12.009 247,4%
- Depositi a scadenza 242.849 346.664 (103.815) (29,9)%
- Finanziamenti: 3.110.268 2.907.972 202.296 7,0% di cui: Pronti contro termine (PCT) 2.721.992 2.546.864 175.128 6,9% di cui: Altri finanziamenti 388.276 361.108 27.168 7,5%
- Altri debiti verso banche 33.845 37.188 (3.343) (9,0)% Debiti verso clientela 10.592.570 11.256.836 (664.266) (5,9)%
- Conti correnti e depositi a vista 2.221.617 2.215.201 6.416 0,3%
- Depositi a scadenza 7.015.139 7.803.055 (787.916) (10,1)%
- Finanziamenti 1.305.460 1.184.780 120.680 10,2% di cui: Pronti contro termine (PCT) 663.991 604.214 59.777 9,9% di cui: Altri finanziamenti 641.469 580.566 60.903 10,5%
- Altri debiti verso clientela 50.354 53.800 (3.446) (6,4)% Titoli in circolazione 3.879.470 3.441.393 438.077 12,7% Totale raccolta 18.376.955 18.716.422 (339.467) (1,8)% Il totale della raccolta al 30 giugno 2026 risulta pari a 18,4 miliardi di euro, sostanzialmente in linea rispetto al dato al 31 dicembre 2025 (18,7 miliard i di euro) , ed è rappresentata per il 57,6 % da debiti verso la clientela (60,1% al 31 dicembre 2025), per il 21,1 % da titoli in circolazione (18,4% al 31 dicembre 2025) e per il 21,2 % da debiti verso banche (21,5% al 31 dicembre 2025).
I debiti verso banche ammontano a 3,9 miliardi di euro, in riduzione del 2,8% rispetto al dato di fine dicembre 2025 a seguito principalmente della decrescita dei debiti verso banche centrali per 220,4 milioni di euro, la quale ha più che compensato l a variazione in aumento nel semestre dei PCT passivi verso banche per 175,1 milioni di euro .
Con riferimento in particolare ai debiti verso banche centrali :
• MRO: al 30 giugno 2026 è in essere un’operazione con la BCE di tipo MRO un valore nominale di 400,0 milioni di euro, rimborsata in data 1° luglio 2026 , mentre il saldo al 31 dicembre 2025 era relativo ad un’operazione di MRO di nominali 500,0 milioni di euro interamente rimborsata a inizio gennaio 2026 ;
• altri depositi verso banche centrali: al 30 giugno 2026 risulta in essere anche un’operazione con la BCE di tipo OT (Other Type of operation) per 115 milioni di USD (pari a 100,9 milioni di euro), rimborsata in data 2 luglio 2026, mentre il saldo comparato al 31 dicembre 2025 si riferiva ad un’altra operazione di tipo OT per 260 milioni di USD (pari a 221 milioni di euro), interamente rimborsata a inizio gennaio 2026 .
I debiti verso la clientela ammontano al 30 giugno 2026 a 10,6 miliardi di euro, in riduzione del 5,9% rispetto al 31 dicembre 2025 principalmente per la variazione nel semestre de lla raccolta tramite depositi a scadenza (-10,1 % rispetto al 31 dicembre 2025).
I titoli in circolazione ammontano al 30 giugno 2026 a 3,9 miliardi di euro, in aumento di 0,4 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2025 (+ 12,7 %). Tale incremento deriva prevalentemente dall’emissione da parte di Banca Ifis in data 13 gennaio 2026 di un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 da 400 milioni di euro con scadenza ad aprile 2036, finalizzata a sostituire le altre obbligazioni subordinate attualmente circolanti emesse da Banca Ifis e illimity Bank (per maggiori dettagli a riguardo si rimanda alla sezione “Fatti di rilievo a vvenuti nel periodo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo ).
107 I titoli in circolazione sono complessivamente composti al 30 giugno 2026 da:
• titoli emessi dal veicolo ABCP Programme per 1,0 miliardi di euro e relativi alla tranche senior , in aumento di 75,9 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025 . Si precisa che tale valore si riferisce ad una nuova emissione di titoli senior con scadenza giugno 2030 effettuata dal veicolo in data 25 giugno 2026, che ha sostanzialmente sostituito i titoli precedentemente emessi da tale veicolo, i quali sono stati oggetto di estinz ione (per maggiori dettagli si rimanda alla successiva sezione “ Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura ”, sottosezione “Rischi del consolidato prudenziale”, paragrafo “Rischio di credito”, sottoparagrafo “Operazioni di cartolarizzazione” );
• titoli emessi dai veicoli di cartolarizzazione appartenenti al perimetro del Gruppo illimity (Farky SPV e Havana SPV) per complessivi 4,8 milioni di euro;
• n. 2 prestiti subordinati emessi dalla Capogruppo Banca Ifis per complessivi 787,5 milioni di euro, in significativo aumento rispetto al dato di 373,2 milioni di euro al 3 1 dicembre 2025 per effetto della sopraccitata emissione di un nuovo bond subordinato a gennaio 2026 per nominali 400 milioni di euro;
• n. 5 obbligazioni senior emesse da Banca Ifis per complessivi 1,5 miliardi di euro, sostanzialmente in linea rispetto a dicembre 2025;
• obbligazioni emesse da illimity Bank per complessivi 507, 7 milioni di euro, di cui 202,1 milioni di euro relativi a prestiti subordinati ;
• note emesse dalla Capogruppo Banca Ifis per complessivi 24,8 milioni di euro al 30 giugno 2026, nell’ambito del primo Euro -Commercial Paper Programme (ECP Programme) del Gruppo Banca Ifis, avviato nel corso del primo semestre 2026 e caratterizzato da una durata prevista di tre anni e da un importo massimo complessivo che può arrivare a 1 miliardo di euro. Per maggiori dettagli su tale operazione si veda quanto riportato nella sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo Per effetto delle dinamiche rappresentate in precedenza, il costo del funding medio al 30 giugno 2026 risulta pari al 3,0%.
Fondi per rischi e oneri
FONDI PER RISCHI E ONERI
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.2026 31.12.2025 ASSOLUTA %
Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 8.069 8.538 (470) (5,5)% Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate 63 62 1 1,6% Fondi di quiescenza aziendali 419 364 55 15,1% Altri fondi per rischi ed oneri: 84.260 97.913 (13.653 ) (13,9% ) di cui: controversie legali e tributarie 14.132 18.679 (4.547) (24,3)% di cui: oneri per il personale 35.840 48.976 (13.136) (26,8)% di cui: altri 34.288 30.258 4.030 13,3% Totale fondi per rischi e oneri 92.811 106.877 (14.067) (13,2)% La composizione del fondo per rischi e oneri in essere al 30 giugno 2026, confrontata con i valori della fine dell’esercizio precedente, è nel seguito dettagliata per natura del contenzioso.
Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate Al 30 giugno 2026 il saldo pari a 8,1 milioni di euro ri flette la svalutazione degli impegni irrevocabili a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate dal Gruppo, e risulta in riduzione del 5,5% rispetto al dato al 31 dicembre 2025.
Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate Al 30 giugno 2026 il saldo della voce risulta pari a 63 mila euro , in linea rispetto al dato al 31 dicembre 2025.
108 Fondi di quiescenza aziendali La voce accoglie il fondo interno relativo al piano medico post -pensionistico (medical plan) a favore di alcuni dipendenti del Gruppo Banca Ifis: trattasi di un piano a benefici definiti che prevede l’assistenza sanitaria e altri benefici ai dipendenti, anche dopo il pensionamento. Il Gruppo è responsabile dei costi e dei rischi collegati all’erogazione di tali benefici.
Al 30 giugno 2026 il fondo in questione presenta un saldo pari a 0,4 milioni di euro, in aumento del 15,1% rispetto al 31 dicembre 2025 per effetto degli accantonamenti del periodo .
Controversie legali e tributarie Al 30 giugno 2026 sono iscritti fondi per controversie legali e tributarie per complessivi 14,1 milioni di euro, in riduzione rispetto al dato di 18,7 milioni di euro al 31 dicembre 2025 , principalmente per la chiusura di un contenzioso afferente al Gruppo illimity .
Oneri per il personale Al 30 giugno 2026 sono iscritti fondi relativi a oneri per il personale per 35,8 milioni di euro, in riduzione del 26,8 % rispetto al dato di 49,0 milioni di euro al 31 dicembre 2025. Si ricorda che la voce include :
• il fondo accantonato a fine 2025 per originari 40,0 milioni di euro a fronte della sottoscrizione da parte della Capogruppo Banca Ifis in data 29 dicembre 2025 di un’intesa con le Organizzazioni Sindacali avente per oggetto un piano di uscite, su base volontaria, finalizzato all’accompagnamento alla pe nsione di n.
120 dipendenti anche attraverso il ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di solidarietà del settore del credito. A seguito della conclusione del periodo di adesione previsto dall’accordo, scaduto in data 31 maggio 2026, le adesioni volontarie perfezionatesi hanno comportato una quantificazione del costo complessivo pari a circa 32,0 milioni di euro . Pertanto, tenuto conto delle adesioni nominative raccolte nonché delle specifiche caratteristiche contrattuali delle singole posizioni interessate, si è proceduto alla rilevazione di una ripresa di fondi per il personale per 8,0 milioni di euro rispetto all’accantonamento effettuato al 31 dicembre 2025. Il saldo al 30 giugno 2026 del suddetto fondo ammonta a 31,9 milioni di euro, considerate le riprese per 8,0 milioni di euro e l’utilizzo per 0,1 milioni di euro relativo alle cessazioni dei rapporti di lavoro del periodo ;
• il fondo accantonato a fine 2025 per originari 8,9 milioni di euro relativo al Gruppo illimity per la gestione delle uscite di alcuni dirigenti del Gruppo nell’ambito dell’acquisizione da parte di Banca Ifis . Il saldo al 30 giugno 2026 di tale fondo ammonta a 3,6 milioni di euro, considerat i i rilasci per 2,3 milioni di euro e l’utilizzo per 3,0 milioni di euro nel corso del semestre alla luce degli accordi intercorsi .
Altri fondi per rischi ed oneri Al 30 giugno 2026 sono in essere “Altri fondi” per 34,3 milioni di euro, in aumento del 13,3 % rispetto al dato al 31 dicembre 2025 che risultava essere pari a 30,3 milioni di euro. La voce al 30 giugno 2026 è costituita
principalmente da:
• 11,5 milioni di euro a copertura di rischi connessi a contenziosi in essere su crediti di imposta per Super Ecobonus e altri bonus fiscali edilizi acquistati dal Gruppo Banca Ifis;
• 3,6 milioni di euro per Indennità Suppletiva di Clientela, di cui 3,4 milioni di euro connessi all’Area Leasing;
• 2,3 milioni di euro per il fondo rischi connesso alle operazioni di cessione effettuate dalla Capogruppo
Banca Ifis;
• 2,6 milioni di euro per il fondo indennizzi stanziato a fronte di operazioni effettuate dalla controllata Ifis
Npl Investing;
• 0,4 milioni di euro per il fondo reclami;
• 7,8 milioni di euro per altri fondi per rischi e oneri relativi al Gruppo illimity, non riconducibili alle fattispecie di cui ai punti sopra.
109
Passività potenziali
Si dettagliano nel seguito le passività potenziali ai sensi dello IAS 37 maggiormente significative esistenti al 30 giugno 2026 il cui esito negativo è ritenuto dal Gruppo e dai propri consulenti legali non probabile ancorché possibile. Tale informativa non viene fornita con riferimento alle situazioni la cui probabilità di impiegare risorse atte a produrre benefici economici sia remota.
Contenzioso relativo a procedure concorsuali Nel corso del 2022 Banca Ifis è stata citata in giudizio da parte degli organi di una procedur a concorsual e che hanno chiesto la condanna della medesima al pagamento di 389,3 milioni di euro, a titolo di risarcimento del danno per abusiva concessione del credito nella sua qualità di finanziatore, seppur marginale, delle società ora in procedura. La richiesta è stata avanzata in solido con altri 23 istituti.
Contenzioso fiscale relativo alla presunta “stabile organizzazione” in Italia della società polacca Ifis Finance Sp. z o.o.
A seguito di una verifica fiscale sono stati notificati Avvisi di Accertamento per le annualità 2013/2017 con cui è stata contestata la “stabile organizzazione occulta” di Ifis Finance Sp. z o.o., società controllata con sede in Polonia.
L’Amministrazione Finanziaria ha ipotizzato che la sede in Polonia fosse utilizzata per l’esercizio dell’attività, nelle strategie di Gruppo, più come succursale/ufficio per la promozione e la vendita di servizi offerti, di fatto, dalla Capogruppo Banca If is piuttosto che costituire un autonomo soggetto giuridico indipendente ed autonomo nell’esercizio della sua attività.
Per tutte le annualità 2013/2017 i tribunali di primo e secondo grado hanno integralmente accolto le argomentazioni della Capogruppo Banca Ifis rigettando le contestazioni dell’Agenzia delle Entrate. Nel corso del 2024 è stato notificato il ricorso dall’Av vocatura di Stato di fronte alla Corte di Cassazione per le annualità 2013/2015.
Contenzioso fiscale in tema di imposta sul valore aggiunto (IVA) Per gli anni 2017 -2019 l’Agenzia delle Entrate ha effettuato delle verifiche in tema di IVA contestando a Banca Ifis il mancato versamento dell’imposta su operazioni in ambito “leasing autoveicoli” effettuate a favore di esportatori abituali, sulla base de lle loro lettere d’intenti presentate telematicamente.
Banca Ifis, considerati i più recenti orientamenti giurisprudenziali e il risparmio sanzionatorio, ha definito in via deflattiva le annualità 2017 e 2019, mentre per l’annualità 2018 è stato appostato un fondo rischi ed oneri per 0,7 milioni di euro .
Contenzioso fiscale relativo al Superammortamento della controllata Ifis Rental Services In data 17 marzo 2025, a seguito di una verifica fiscale sull’anno 2018, l’Agenzia delle Entrate ha notificato alla società controllata Ifis Rental Services un avviso di accertamento contestando, sulla base del principio di diritto n. 2/2020, l’utilizzo de l “Superammortamento” per 4,7 milioni di euro, oltre sanzioni ed interessi.
La Corte di Giustizia Tributaria (CGT) di primo grado ha rigettato il ricorso con riferimento alla annualità 2018. La sentenza ha omesso di pronunciarsi sui motivi di ricorso relativi all’illegittimità dell’avviso di accertamento impugnato per errata indiv iduazione del profilo oggettivo (contratto di noleggio), nonché sulla rilevanza o meno dei rischi di cui la società si fa carico.
In data 15 giugno 2026, è stato presentato appello, con relativa istanza di sospensione dal pagamento degli importi in pendenza di giudizio, presso la CGT della Lombardia.
In data 8 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate ha inoltre notificato l’avviso di accertamento per il periodo d’imposta 2019 per un importo pari a 4,4 milioni di euro, oltre sanzioni ed interessi, con contestazioni analoghe.
In data 30 giugno 2026 è stato presentato ricorso e istanza di sospensione del versamento del terzo.
110 Sulla base degli approfondimenti con i consulenti fiscali, tenuto conto delle argomentazioni che verranno sviluppate in sede contenziosa, il rischio di soccombenza è ritenuto possibile ma non probabile.
Patrimonio netto consolidato Il Patrimonio netto consolidato si attesta al 3 0 giugno 2026 a 2,1 miliardi di euro, in riduzione di 64,9 milioni di euro rispetto al dato al 31 dicembre 2025. Tale variazione è connessa principalmente:
• all’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo pari a 7,8 milioni di euro;
• alla variazione positiva per complessivi 1,8 milioni di euro in relazione alla assegnazione di premi all’Alta Direzione, legati al “Sistema incentivante a breve termine” (“STI”) e all’esercizio di stock option nell’ambito del “Piano Long Term Incentive 202 1-2023” (il “Piano LTI”);
• alla distribuzione del saldo di dividendo per l’esercizio 2025 a maggio 2026 per complessivi 56,4 milioni di euro, pari a 0,92 euro per ciascuna azione ordinaria Banca Ifis emessa e in circolazione;
• alla riduzione per 1,9 milioni di euro del patrimonio netto di terzi, principalmente a seguito de i seguenti effetti negativi (i quali hanno più che compensato la redditività positiva di pertinenza di terzi per 0,4 milioni di euro maturata nel periodo):
– variazione negativa per 1,0 milioni di euro relativa al deconsolidamento d el patrimonio netto di terzi associato a d Abilio , ex società controllata del Gruppo illimity precedentemente posseduta all’82% da illimity Bank , per effetto della cessione della sua interessenza di controllo nel corso del primo semestre 2026 (per maggiori dettagli si veda quanto riportato nella sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo) ;
– effetto negativo per 1, 2 milioni di euro relativo a lla quota distribuita a terzi del dividendo sugli utili 2025 dalla controllata Banca Credifarma ;
• alla variazione negativa per 1,5 milioni di euro relativa alle riserve di valutazione per differenze di cambio;
• alla variazione negativa legata alle riserve di valutazione per 5,6 milioni di euro generata dalle valutazioni delle attività finanziarie al fair value ad essi connesse;
• alla variazione negativa per 9,2 milioni di euro relativa all’effetto netto della copertura in micro fair value hedge di titoli di capitale valutati a fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Le principali variazioni del Patrimonio netto consolidato sono riepilogate nelle seguenti tabelle.
PATRIMONIO NETTO: COMPOSIZIONE
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.2026 31.12.2025 ASSOLUTA %
Capitale 61.819 61.819 - 0,0% Sovrapprezzi di emissione 232.671 229.093 3.578 1,6% Riserve da valutazione: (29.617) (16.840) (12.777) 75,9%
- titoli (20.318) (16.650) (3.668) 22,0%
- piani a benefici definiti (es. TFR) 945 906 39 4,3%
- differenze di cambio (6.788) (5.274) (1.514) 28,7%
- copertura di titoli di capitale al fair value con impatto sulla redditività complessiva (3.506) 4.178 (7.684) (183,9)%
- quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 50 - 50 n.a.
Riserve 1.793.932 1.604.673 189.259 11,8% Acconti su dividendi ( -) - (73.296) 73.296 (100,0)% Azioni proprie ( -) (9.838) (13.701) 3.863 (28,2)% Patrimonio di pertinenza di terzi 18.879 20.803 (1.924) (9,2)% Utile netto di pertinenza della Capogruppo 7.803 327.996 (320.193) (97,6)% Patrimonio netto consolidato 2.075.649 2.140.547 (64.898) (3,0)%
111
PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO: VARIAZIONI (migliaia di euro)
Patrimonio netto consolidato al 31.12.2025 2.140.547
Incrementi: 11.626
Utile del periodo di pertinenza della Capogruppo 7.803 Vendita/assegnazione azioni proprie 3.332 Variazione riserva da valutazione: 89
- piani a benefici definiti (es. TFR) 39
- quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 50 Patrimonio netto di terzi (redditività complessiva del periodo) 402
Decrementi: 76.524
Dividendi distribuiti 56.379 Variazione riserva da valutazione: 16.362
- titoli (al netto di realizzi) 5.610
- differenze di cambio 1.514
- copertura di titoli di capitale al fair value con impatto sulla redditività complessiva (al netto di realizzi) 9.238 Patrimonio netto di terzi: 2.326
- dividendi distribuiti da società controllate a terzi 1.151
- altre variazioni 1.175 Altre variazioni 1.457 Patrimonio netto consolidato al 30.06.2026 2.075.649 Si precisa che il Patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2025 comprende va, all’interno della voce “Riserve”, la riserva negativa per complessivi 15,0 milioni di euro relativa alla contabilizzazione a fine 2025 del contributo straordinario del 27,5% sulla c.d. “Riserva extraprofitti” costituita ai sensi dell’art. 1, comma 69, de lla L. N. 199 del 30 dicembre 2005 per le banche del Gruppo (Banca Ifis, illimity Bank e Banca Credifarma), il quale è stato versato all’Erario nel corso del mese di giugno 2026 sulla base di quanto deliberato a febbraio 2026 dai rispettivi Consigli di Amministrazione. L’identificazione della riserva di Patrimonio netto cui attingere per ass olvere al versamento di tale contributo straordinario è stata sottoposta ad aprile 2026 alle relative approvazioni da parte di ciascuna Assemblea degli azionisti, le quali hanno deliberato di procedere per ogni banca alla compensazione con la “Riserva extr a-profitti” (per maggiori dettagli sulla delibera da parte dell’Assemblea degli azionisti di Banca Ifis in data 16 aprile 2026 si rimanda alla sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” all’interno della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo ). A seguito di tali delibere, per ciascuna banca del Gruppo si è provveduto a registrare tale compensazione, chiudendo la relativa riserva negativa costituita a fine 2025 e riducendo di pari importo la “Riserva extraprofitti”, entrambe le quali sono classif icate all’interno della voce “Riserve”. Pertanto, tali registrazioni effettuate nel corso del primo semestre 2026 per ciascuna banca del Gruppo hanno rappresentato un mero giroconto patrimoniale all’interno della voce “Riserve”, senza alcun effetto in termini di variazioni del saldo complessivo di Patrimonio netto consolidato fra il 31 dicembre 2025 e il 30 giugno 2026.
112
Aggregati economici
In relazione alle operazioni di acquisizione del controllo di illimity Bank S.p.A. e dell’ex Euclidea SIM S.p.A.
(quest’ultima ridenominata Fürstenberg SIM S.p.A. a partire dal 26 gennaio 2026) effettuate nel corso dell’esercizio precedente, rispettivamente in data 4 luglio 2025 e in data 21 novembre 2025, e al conseguente ingresso nel perimetro di consolidamento del Gruppo Banca Ifis di tali società acquisite e, nel caso di illimity Bank, anche delle altre società appartenenti al c.d. “Gruppo illimity”, i d ati economici del primo semestre 2026 non risultano pienamente comparabili con quelli dell’omologo periodo dell’esercizio precedente. Infatti, i dati economici comparati al 30 giugno 2025 non includono le contribuzioni del Gruppo illimity e di Fürstenberg SIM, in quanto riguardano un periodo antecedente alle date di acquisizione del controllo relative a tali aggregazioni aziendali. Tuttavia, si segnala che nelle tabelle e nei commenti alle singole voci economiche sono presentati, ove rilevanti, i contributi del Gruppo illimity e di Fürstenberg SIM.
Formazione del margine di intermediazione Il margine di intermediazione si attesta a 386,8 milioni di euro, di cui 113,4 milioni di euro relativi al contributo del Gruppo illimity. Al netto di tale effetto, il margine si attesta a 273,4 milioni di euro, in riduzione rispetto al dato al 30 giugno 2025 pari a 284,9 milioni di euro a seguito principalmente del minor contributo del margine di interesse e delle altre componenti del margine di intermediazione .
Di seguito si presentano le principali componenti del margine di intermediazione e la relativa variazione rispetto all’omologo periodo dell’esercizio precedente.
FORMAZIONE DEL MARGINE DI
INTERMEDIAZIONE
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE (1) 30.06.2026 di cui:
Gruppo
illimity di cui:
Gruppo
Banca Ifis(2) 30.06.2025 ASSOLUTA % Margine di interesse 242.185 69.924 172.261 176.483 (4.222) (2,4)% Commissioni nette 71.316 27.544 43.772 44.354 (582) (1,3)% Altre componenti del margine di intermediazione 73.321 15.913 57.408 64.090 (6.682) (10,4)% Margine di intermediazione 386.822 113.381 273.441 284.927 (11.486) (4,0)% (1) La variazione esposta è riferita unicamente alle variazioni del solo Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Grupp o illimity.
(2) Per Gruppo Banca Ifis si intende il perimetro del Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Gruppo illimity e includ endo il contributo di Fürstenberg SIM.
Il margine di interesse risulta pari a 242,2 milioni di euro, di cui 69,9 milioni di euro rivenienti dal contributo del Gruppo illimity. Depurando la voce di tale effetto, essa risulta pari a 172,3 milioni di euro, in leggera diminuzione rispetto al dato al 30 giugno 2025 che risultava pari a 176,5 milioni di euro , in quanto i minori contributi del Settore Commercial & Corporate Banking e del Settore Npl sono stati quasi interamente compensati dal maggior margine registrato nel semestre da l Settore Governance & Servizi e Non Core (+17,5 milioni di eur o, principalmente grazie al maggior contributo del portafoglio del comparto Governance & Servizi ).
Le commissioni nette ammontano a 71,3 milioni di euro, di cui 27,5 milioni di euro riconducibili al risultato del primo semestre del Gruppo illimity. Al netto di tale componente, il margine commissionale ammonta a 43,8 milioni di euro , sostanzialmente in linea rispetto al 30 giugno 2025 . In particolare:
• le commissioni attive sono pari a 90,6 milioni di euro, di cui 33,4 milioni di euro riferiti al dato del Gruppo illimity. Al netto di tale effetto, le commissioni attive sono pari a 57,2 milioni di euro, in aumento di 3,0 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025, e si riferiscono principalmente a commissioni di factoring relative all’omonima Area del Settore Commercial & Corporate Banking, a valere sul turnover generato dai singoli clienti (in pro -soluto o in pro -solvendo, nella formula flat o mensile), a commissioni per operazion i di Structured Finance, ad operazioni di leasing (associate all’omonima Area del Settore Commercial & Corporate Banking), ad attività di servicing per conto terzi e da altri corrispettivi usualmente richiesti alla clientela a fronte dei servizi prestati;
113 • le commissioni passive sono pari a 19,2 milioni di euro, e tale dato include per 5,8 milioni di euro il costo commissionale connesso al Gruppo illimity per i primi sei mesi del 2026. Senza tale effetto, le commissioni passive risultano pari a 13,4 milioni di euro , in aumento di 3,6 milioni di euro rispetto al dato del 30 giugno 2025, e si riferiscono essenzialmente a commissioni riconosciute a banche e a intermediari finanziari quali commissioni di gestione, a commissioni riconosciute a terzi per la distribuzione di prodotti dell’Area Leasing nonché all’attività di intermediazio ne di banche convenzionate e altri mediatori creditizi.
Le altre componenti del margine di intermediazione risultano pari a 73,3 milioni di euro al 30 giugno 2026, e tale dato comprende per 15,9 milioni di euro il contributo del Gruppo illimity. Senza tale componente, tale aggregato economico risulta pari a 57,4 milioni di euro, in diminuzione di 6,7 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025.
Di seguito si riportano le componenti del saldo complessivo della voce al 30 giugno 2026:
• utili netti da cessione/riacquisto di attività e passività finanziarie per 23,7 milioni di euro, al cui interno sono ricompres e perdite nette per 0,2 milioni di euro relativ e all’effetto economico delle cessioni del Gruppo illimity effettuate nel primo semestre 2026. Al netto di tale effetto, gli utili netti ammontano a 23,9 milioni di euro (in diminuzione di 5,5 milioni di euro rispetto agli utili netti per 29,4 milioni di euro al 30 giugno 2025) e sono composti principalmente da:
– 12,4 milioni di euro connessi all’operatività su titoli del portafoglio di proprietà di Banca Ifis soprattutto per le dismissioni di titoli di debito (in aumento rispetto al dato di 12,2 milioni di euro del primo semestre 2025), quasi interamente relative a titoli di Stato;
– 12,1 milioni di euro derivanti dalle cessioni di crediti del Settore Npl (in riduzione rispetto al dato di 17,3 milioni di euro al 30 giugno 2025);
• risultato netto positivo delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico per 18,2 milioni di euro, e include per 14,0 milioni di euro il contributo positivo del Gruppo illimity, influenzato dal rimborso di attività finanziarie valutate a fair value. Al netto di tale componente, la voce ammonta a 4,2 milioni di euro e risulta in riduzione di 13,8 milioni di euro rispetto al dato al 3 0 giugno 2025, e riflette principalmente le variazioni negative nette di fair value nel primo semestre 2026 delle quote di fondi OICR di Banca Ifis e del Settore Npl per complessivi 1,5 milioni di euro ( -11,8 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025) ;
• dividendi e proventi simili generati da azioni presenti nel portafoglio di proprietà del Gruppo Banca Ifis per 29,4 milioni di euro, di cui 0,6 milioni di euro rivenienti dai dividendi registrati sul portafoglio proprietario del Gruppo illimity. Al netto di tale contributo, la voce ammonta a 28,8 milioni di euro (+ 11,5 milioni di euro rispetto al dato dei primi sei mesi del 2025);
• risultato netto positivo dell’attività di negoziazione per 3,5 milioni di euro, di cui 1,5 milioni di euro relativi al risultato positivo registrato da parte del Gruppo illimity. Senza tale effetto il risultato netto dell’attività di negoziazione risulta positivo per 2,0 milioni di euro, in significativo miglioramento (+ 2,4 milioni di euro) rispetto al risultato netto negativo per 0, 4 milioni di euro del primo semestre 2025 principalmente per le migliori performance dei derivati di trading (+ 1,6 milioni di euro rispetto al saldo del 30 giugno 2025) e il positivo effetto del periodo in termini di differenze di cambio (+ 0,6 milioni di euro);
• risultato netto negativo dell’attività di copertura per 1,4 milioni di euro al 30 giugno 2026, che comprende un contributo sostanzialmente nullo da parte del Gruppo illimity. Il risultato netto al 30 giugno 2025 risultava negativo per 0, 1 milioni di euro .
Formazione del risultato netto della gestione finanziaria Il risultato netto della gestione finanziaria è pari a 322,7 milioni di euro, di cui 91,3 milioni di euro relativi al contributo del Gruppo illimity. Senza tale effetto, il risultato netto risulta pari a 231,5 milioni di euro, in riduzione rispetto al dato di 332,0 milioni di euro del 30 giugno 2025 ( -30,3 %).
114
FORMAZIONE DEL RISULTATO NETTO
DELLA GESTIONE FINANZIARIA
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE (1) 30.06.2026 di cui:
Gruppo
illimity di cui:
Gruppo
Banca Ifis(2) 30.06.2025 ASSOLUTA % Margine di intermediazione 386.822 113.381 273.441 284.927 (11.486) (4,0)% Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (64.118) (22.130) (41.988) 47.093 (89.081) n.s.
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (64.444) (21.897) (42.547) 47.391 (89.938) n.s.
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 326 (233) 559 (298) 857 n.s.
Risultato netto della gestione finanziaria 322.704 91.251 231.453 332.020 (100.567) (30,3)% (1) La variazione esposta è riferita unicamente alle variazioni del solo Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Grupp o illimity.
(2) Per Gruppo Banca Ifis si intende il perimetro del Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Gruppo illimity e includ endo il contributo di Fürstenberg SIM.
Le rettifiche di valore nette per rischio di credito ammontano a 64,1 milioni di euro al 30 giugno 2026, e includono il costo del credito del periodo del Gruppo illimity pari a 22,1 milioni di euro . Depurando il contributo complessivo del Gruppo illimity in termini del costo del credito , le rettifiche nette per rischio di credito ammontano a 42,0 milioni di euro, rispetto al dato al 30 giugno 2025 che presentava riprese nette per 47,1 milioni di euro .
Per maggiori dettagli riguardo alle diverse dinamiche connesse al costo del credito riclassificato si rimanda a quanto più diffusamente commentato nel la sezione “Contributo dei Settori di attività ai risultati del Gruppo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo .
Formazione dell’utile netto La composizione dell’utile netto del periodo è riepilogata nella tabella seguente.
FORMAZIONE DELL'UTILE NETTO
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE (1) 30.06.2026 di cui:
Gruppo
illimity di cui:
Gruppo
Banca Ifis(2) 30.06.2025 ASSOLUTA % Risultato netto della gestione finanziaria 322.704 91.251 231.453 332.020 (100.567) (30,3)% Costi operativi (312.478) (85.395) (227.083) (205.245) (21.838) 10,6% Utili (perdite) delle partecipazioni (1.245) (1.144) (101) - (101) n.a.
Utili (perdite) da cessioni di investimenti 4.243 4.243 - - - n.a.
Utile (perdita) dell'operatività corrente al lordo delle imposte 13.224 8.955 4.269 126.775 (122.506) (96,6)% Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (5.019) (3.398) (1.621) (38.882) 37.261 (95,8)% Utile (perdita) del periodo 8.205 5.557 2.648 87.893 (85.245) (97,0)% (Utile) perdita del periodo di pertinenza di terzi (402) 165 (567) (775) 208 (26,8)% Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 7.803 5.722 2.081 87.118 (85.037) (97,6)% (1) La variazione esposta è riferita unicamente alle variazioni del solo Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Grupp o illimity.
(2) Per Gruppo Banca Ifis si intende il perimetro del Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Gruppo illimity e includ endo il contributo di Fürstenberg SIM.
I costi operativi sono pari a 312,5 milioni di euro, di cui 85,4 milioni di euro connessi all’operatività del Gruppo illimity. Il dato depurato da tale effetto del Gruppo illimity ammonta a 227,1 milioni di euro, in aumento del 10,6 % rispetto al dato al 30 giugno 2025.
115
COSTI OPERATIVI
(in migliaia di euro) d CONSISTENZE VARIAZIONE (1) 30.06.2026 di cui:
Gruppo
illimity di cui:
Gruppo
Banca Ifis(2) 30.06.2025 ASSOLUTA % Spese amministrative: 299.590 84.349 215.241 213.926 1.315 0,6% a) spese per il personale 115.060 30.402 84.658 85.097 (439) (0,5)% b) altre spese amministrative 184.530 53.947 130.583 128.829 1.754 1,4% Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 1.961 52 1.909 (5.315) 7.224 n.s.
Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali e immateriali 22.628 6.770 15.858 13.628 2.230 16,4% Altri oneri/proventi di gestione (11.701) (5.776) (5.925) (16.994) 11.069 (65,1)% Costi operativi 312.478 85.395 227.083 205.245 21.838 10,6% (1) La variazione esposta è riferita unicamente alle variazioni del solo Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Grupp o illimity.
(2) Per Gruppo Banca Ifis si intende il perimetro del Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Gruppo illimity e includ endo il contributo di Fürstenberg SIM.
Le spese per il personale sono pari a 115,1 milioni di euro, e comprendono per 30,4 milioni di euro il costo connesso al Gruppo illimity. Il saldo al 30 giugno 2026 include inoltre l’effetto positivo non ricorrente per 10,3 milioni di euro , composto da:
• 8,0 milioni di euro relativ i alle riprese registrate dalla Capogruppo Banca Ifis nel corso del primo semestre 2026 sui fondi per oneri del personale stanziati a fine 2025 per complessivi 40,0 milioni di euro a fronte della conclusione, in data 31 maggio 2026, del periodo di adesione previsto dall’accordo sottoscritto da parte di Banca Ifis di un’intesa con le Organizzazioni Sindacali avente per oggetto un piano di uscite, su base volontaria, f inalizzato all’accompagnamento alla pensione di dipendenti della Banca anche attraverso il ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di solidarietà del settore del credito . Pertanto, tenuto conto delle adesioni nominative raccolte nonché delle specifiche caratteristiche contrattuali delle singole posizioni interessate, si è proceduto alla rilevazione di una ripresa a livello di fondi su oneri per il personale rispetto all’acc antonamento effettuato al 31 dicembre 2025 ;
• 2,3 milioni di euro di competenza del Gruppo illimity quali riprese registrate nel primo semestre 2026 sui fondi per oneri del personale stanziati a fine 2025 per originari 8,9 milioni di euro a fronte della gestione di uscite di alcuni dirigenti del Gruppo illimity nell’ambito dell’acquisizione da parte di Banca Ifis.
Al netto del contributo del Gruppo illimity , le spese per il personale ammontano a 84,7 milioni di euro , e risultano sostanzialmente in linea rispetto al l’omologo periodo dell’esercizio precedente.
Il numero dei dipendenti del Gruppo Banca Ifis al 30 giugno 2026 è pari a 2.369 , mentre il dato comparato al 30 giugno 2025 si attestava a 2.043 risorse . La crescita è principalmente riconducibile a lle nuove risorse associate alle operazioni di aggregazione aziendale effettuate dal Gruppo Banca Ifis nel corso del secondo semestre 2026, cioè 339 risorse relativ e al Gruppo illimity e 17 nuove risorse conness e all’acquisizione d ell’ex Euclidea SIM (ora Fürstenberg SIM ). Il dato del personale del Gruppo illimity è al netto delle risorse associate alle società di tale Gruppo che nel corso del primo semestre 2026 sono state deconsolidate a seguito della cessione del loro controllo, cioè ARECneprix, Abilio, Quimmo Prestige e Quimmo Prestige Agency.
Le altre spese amministrative al 30 giugno 2026 sono pari a 184,5 milioni di euro, di cui 53,9 milioni di euro relativi al contributo del Gruppo illimity. Senza tale contributo, il dato ammonta a 130,6 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al 30 giugno 2025.
L’andamento della voce è dettagliato nella tabella seguente.
116
ALTRE SPESE AMMINISTRATIVE
(in migliaia di euro) d CONSISTENZE VARIAZIONE (1) 30.06.2026 di cui:
Gruppo
illimity di cui:
Gruppo
Banca Ifis(2) 30.06.2025 ASSOLUTA % Spese per servizi professionali 65.292 5.475 59.817 60.720 (903) (1,5)% Spese legali e consulenze 47.651 3.491 44.160 43.192 968 2,2% Compensi a società di revisione 1.267 658 609 624 (15) (2,4)% Servizi in outsourcing 16.374 1.326 15.048 16.904 (1.856) (11,0)% Imposte indirette e tasse 22.772 4.291 18.481 18.903 (422) (2,2)% Spese per acquisto di beni e altri servizi 84.456 40.302 44.154 39.624 4.530 11,4% Spese per informazione clienti 4.372 10 4.362 3.301 1.061 32,1% Assistenza e noleggio software 42.488 29.822 12.666 11.215 1.451 12,9% Spese spedizione e archiviazione documenti 1.551 62 1.489 1.400 89 6,4% Spese relative agli immobili 7.968 2.636 5.332 5.224 108 2,1% Pubblicità e inserzioni 8.418 488 7.930 7.597 333 4,4% Viaggi e trasferte 2.977 233 2.744 2.703 41 1,5% Gestione e manutenzione autovetture 2.670 130 2.540 1.849 691 37,4% Spese telefoniche e trasmissione dati 1.482 158 1.324 1.579 (255) (16,1)% Costi per cartolarizzazione 5.121 3.836 1.285 722 563 78,0% Altre spese diverse 7.409 2.927 4.482 4.034 448 11,1% Oneri relativi al sistema bancario 63 39 24 21 3 14,3% Spese amministrative non ricorrenti 11.947 3.840 8.107 9.561 (1.454) (15,2)% Totale altre spese amministrative 184.530 53.947 130.583 128.829 1.754 1,4% (1) La variazione esposta è riferita unicamente alle variazioni del solo Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Grupp o illimity.
(2) Per Gruppo Banca Ifis si intende il perimetro del Gruppo Banca Ifis escludendo il contributo del Gruppo illimity e includ endo il contributo di Fürstenberg SIM.
La sottovoce “spese per servizi professionali” risulta pari a 65,3 milioni di euro al 30 giugno 2026, di cui 5,5 milioni di euro per spese connesse al Gruppo illimity. Al netto di tale effetto, la sottovoce ammonta a 59,8 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al 3 0 giugno 2025. Le spese per servizi professionali si compongono
principalmente di:
• costi per “spese legali e consulenze”, che risultano pari a 47,7 milioni di euro nel primo semestre 2026, di cui 3,5 milioni di euro per i costi relativi al Gruppo illimity. Depurando il saldo da tale effetto, esso ammonta a 44,2 milioni di euro, in aumento del 2,2% rispetto al dato dell’omologo periodo dell’esercizio precedente principalmente per maggiori costi di consulenza;
• costi per “servizi in outsourcing”, che sono pari a 16,4 milioni di euro al 30 giugno 2026 e comprendono 1,3 milioni di euro a titolo di costi per le attività di outsourcing nell’ambito del Gruppo illimity. Senza tale contributo, i costi per le attività in outsourcing ammontano a 15,0 milioni di euro, registrando un decremento per 1,9 milioni di euro rispetto al dato dell’omologo periodo dell’esercizio precedente. La variazione è da ricondurre principalmente a minori costi di recupero relativi al Settore Npl.
La sottovoce “imposte indirette e tasse”, pari a 22,8 milioni di euro, include 4,3 milioni di euro afferenti alle spese per imposte indirette e tasse del Gruppo illimity. Al netto di tale effetto, la sottovoce risulta pari a 18,5 milioni di euro, in riduzione del 2,2% rispetto al dato al 3 0 giugno 2025.
La sottovoce “spese per acquisto di beni e altri servizi” risulta pari a 84,5 milioni di euro, di cui 40,3 milioni di euro afferenti al contributo del Gruppo illimity. Senza tale contributo, la sottovoce ammonta a 44,2 milioni di euro, in aumento del l’11,4 % rispetto al 30 giugno 2025. I fattori che influenzano principalmente il saldo di tale sottovoce
sono:
117 • costi per “ assistenza e noleggio software”, i quali sono pari a 42,5 milioni di euro e includono l’effetto riveniente dal Gruppo illimity per 29,8 milioni di euro. Al netto di ciò, tali costi risultano pari a 12,7 milioni di euro, in aumento del 12,9% rispetto al dato del 30 giugno 2025;
• “spese relative agli immobili”, pari a 8,0 milioni di euro e che includono per 2,6 milioni di euro il contributo del Gruppo illimity. Depurando tale contributo, le spese in questione ammontano a 5,3 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto a giugno 2025 ;
• spese per “pubblicità e inserzioni”, che passano da 7,6 milioni di euro a giugno 2025 a 8,4 milioni di euro a giugno 2026, di cui 0,5 milioni di euro per i costi promozionali del Gruppo illimity. Senza tale effetto, il saldo risulta pari a 7,9 milioni di euro (+ 0,3 milioni di euro rispetto al 3 0 giugno 2025).
La sotto voce “oneri relativi al sistema bancario” include i costi sostenuti nel periodo per il funzionamento dei fondi di garanzia del sistema bancario, e risulta pari a 63 mila euro al 30 giugno 2026, di cui 39 mila euro rappresentati dal contributo del Gruppo illimity.
La sotto voce “ spese amministrative non ricorrenti” presenta un saldo netto al 30 giugno 2026 negativo per 11,9 milioni di euro e si riferisce ai costi operativi non ricorrenti di competenza del primo semestre 2026, connessi principalmente al processo di integrazione delle società del Gruppo illimity all’interno del Gruppo Banca Ifis . Il dato comparato al 30 giugno 2025 risultava negativo per 9,6 milioni di euro e si riferiva prevalentemente ai costi operativi sostenuti per l’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (OPAS) sulla totalità delle azioni di illimity Bank, present ata da Banca Ifis a gennaio 2025.
Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri al 30 giugno 2026 presentano un saldo pari a 2,0 milioni di euro , incorpora ndo un contributo sostanzialmente nullo da parte del Gruppo illimity , mentre il saldo comparato al 30 giugno 2025 era pari a 5,3 milioni di euro. Si rimanda alla sezione precedente “Aggregati patrimoniali” per i dettagli circa la movimentazione del periodo dei fondi per rischi e oneri.
Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali e relative agli ammortamenti del periodo, risultano al 30 giugno 2026 pari a 22,6 milioni di euro, e sono comprensivi degli ammortamenti afferenti al Gruppo illimity pari a 6,8 milioni di euro. Senza tali effetti, il saldo risulta pari a 15,9 milioni di euro, in aumento del 16,4% rispetto al dato dell’omologo periodo dell’esercizio precedente, a seguito principalmente dell’entrata in produzione degli investimenti in attività materiali e immateriali effettuati dal Gruppo Banca Ifis nel corso del 2025 e del primo semestre 2026 e del loro conseguente ammortamento.
Gli altri proventi netti di gestione, pari a 11,7 milioni di euro al 30 giugno 2026, includono il contributo del Gruppo illimity, rappresentato da proventi netti per 5,8 milioni di euro. Senza tale effetto, gli altri proventi netti ammontano a 5,9 milioni di euro, in riduzione di 11,1 milioni di euro rispetto al dato al 30 giugno 2025 , principalmente in quanto il dato comparato includeva proventi “una tantum” per 4,6 milioni di euro connessi al recupero delle spese per ritardato pagamento verso clientela appartenente alla Pubblica Amministrazione . La voce si riferisce principalmente ai ricavi derivanti dal recupero di spese a carico di terzi, la cui relativa voce di costo è inclusa nelle altre spese amministrative, in particolare tra le spese legali e le imposte indirette, nonché da recuperi di spesa connessi all’attività di leasing.
Al 30 giugno 2026 si registrano perdite nette su partecipazioni per 1,2 milioni di euro, principalmente riferibili al Gruppo illimity. Nello specifico, tale dato incorpora l’effetto in termini di perdite nette per 1,1 milioni di euro che riflette la valutazione nel primo semestre 2026 delle partecipazioni soggette a influenza notevole da parte di illimity Bank.
Nel corso del primo semestre 2026 si sono inoltre registrati utili netti da cessione di investimenti per 4,2 milioni di euro, interamente afferenti al perimetro del Gruppo illimity. In particolare, la voce include principalmente l’effetto complessivo della cessione del controllo nel corso del primo semestre 2026 di alcune società del Gruppo illimity, cioè ARECneprix, Abilio, Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency. Anche in questo caso, per maggiori informazioni su tali operazioni si veda la sezione “F atti di rilievo avvenuti nel periodo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo.
118 L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte ammonta a 13,2 milioni di euro, ed incorpora il risultato economico di competenza del Gruppo illimity, rappresentato da un utile ante imposte di 9,0 milioni di euro .
Le imposte sul reddito al 3 0 giugno 2026 ammontano a 5,0 milioni di euro, e includono 3,4 milioni di euro riferiti alle imposte di competenza del Gruppo illimity (inclusive dell’effetto relativo alla fiscalità connessa alla PPA). A livello complessivo il tax rate è pari al 37,95%, in aumento rispetto al 30,67% del 3 0 giugno 2025.
Depurando l’utile di pertinenza di terzi per 0,4 milioni di euro , l’utile netto di pertinenza della Capogruppo ammonta a 7,8 milioni di euro, inclusi il contributo positivo del Gruppo illimity per 5,7 milioni di euro e gli effetti non ricorrenti connessi alle riprese sui fondi per oneri per il personale e ai costi sostenuti per i l processo di integrazione delle società del Gruppo illimity, i quali sono sintetizzati nella voce “oneri e proventi non ricorrenti”.
119 Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura Organizzazione del governo dei rischi La normativa di vigilanza prudenziale sulle banche sta continuando nel suo percorso di rafforzamento del sistema di regole ed incentivi che consentono di perseguire con maggiore efficacia gli obiettivi di una misurazione più accurata dei potenziali rischi connessi all’attività bancaria e finanziaria, nonché del mantenimento di una dotazione patrimoniale più strettamente commisurata all’effettivo grado di esposizione al rischio di ciascun intermediario.
Con riferimento al governo dei rischi, il Gruppo ne rivede periodicamente le direttrici strategiche declinate nel c.d.
Risk Appetite Framework, mentre nell’ambito del cosiddetto Secondo Pilastro trovano collocazione i processi ICAAP (Internal Capital Adequ acy Assessment Process) e ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process) in relazione ai quali il Gruppo effettua una autonoma valutazione, rispettivamente della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione sia ai rischi cosiddetti di Primo Pilastro (credito, controparte, mercato e operativo) si a agli altri rischi (tasso di interesse del banking book, concentrazione, ecc.) e della propria adeguatezza in relazione al governo e alla gestione del rischio di liquidità e del funding.
Nel periodo successivo all’acquisizione di Illimity Bank e in attesa del completamento dell’integrazione, il Gruppo Banca Ifis ha avviato specifiche attività volte ad assicurare l’ordinato inserimento del nuovo perimetro societario nei presidi di gestione e controllo dei rischi. In particolare, vi sarà allineamento delle politiche di gestione e monitoraggio del rischio ai principi di sana e prudente gestione già adottati da Banca Ifis. Per quanto riguarda i rischi finanziari e non finanziari, le linee strat egiche della Capogruppo Banca Ifis sono state naturalmente estese, o gestite attraverso specifiche disposizioni transitorie, alla nuova controllata illimity Bank e alle altre società del Gruppo illimity, e pertanto si è assistito nel corso degli ultimi mes i del 2025 ad un allineamento delle strategie e delle procedure tra le due realtà. La Capogruppo Banca Ifis a partire da settembre 2025 attua un monitoraggio a livello consolidato degli indicatori strategici definiti all’interno del Risk Appetite Framework della Capogruppo, comprendendo nel perimetro anche la nuova controllata illimity Bank e le altre società del Gruppo illimity. Inoltre, nel corso del primo trimestre del 2026 è stato predisposto un Risk Appetite Framework contenente indicatori e soglie opp ortunamente calibrati in coerenza con l’appetito per il rischio che il Gruppo Banca Ifis nella sua interezza ha definito.
Con riferimento al 31 dicembre 2025 e in ottemperanza agli obblighi previsti dalla disciplina del cosiddetto Terzo Pilastro (o Pillar 3), il Gruppo Banca Ifis ha pubblicato, congiuntamente al Bilancio consolidato 202 5, l’Informativa al Pubblico riguardante l’adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all’identificazione, misurazione e gestione degli stessi. Il documento è pubblicato sul sito internet www.bancaifis.it nella sezione “Investor Relations” e rimane valido alla data di approvazione della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6.
In relazione a quanto sopra e ai sensi di quanto indicato nella Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti “Disposizioni di Vigilanza per le banche”, il Gruppo Banca Ifis si è dotato di un Sistema di Controlli Interni che mira a garan tire un’affidabile e sostenibile generazione di valore in un contesto di rischio controllato e consapevolmente assunto, al fine di garantire l’adeguatezza patrimoniale e la solidità finanziaria ed economica del Gruppo.
Il Sistema dei Controlli Interni del Gruppo Banca Ifis è costituito dall’insieme delle regole, delle funzioni, delle strutture, delle risorse, dei processi e delle procedure che mirano ad assicurare, nel rispetto della sana e prudente gestione, il consegui mento delle seguenti finalità:
• l’attuazione delle strategie e delle politiche aziendali;
• il contenimento del rischio entro i limiti indicati nel quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio del Gruppo (Risk Appetite Framework - “RAF”);
• la salvaguardia del valore delle attività e la protezione dalle perdite;
• l’efficacia e l’efficienza dei processi aziendali;
• l’affidabilità e la sicurezza delle informazioni aziendali e delle procedure informatiche;
120 • la prevenzione del rischio che il Gruppo sia coinvolto, anche involontariamente, in attività illecite (con particolare riferimento a quelle connesse con il riciclaggio, l’usura ed il finanziamento al terrorismo);
• la conformità delle operazioni con la legge e la normativa di Vigilanza, nonché con le politiche, i regolamenti e le procedure interne.
I controlli coinvolgono, in diversa misura, tutto il personale e costituiscono parte integrante dell’attività quotidiana.
I controlli possono essere classificati in funzione delle strutture organizzative in cui sono collocati. Di seguito sono evidenziate a lcune tipologie:
• i controlli di linea, diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni. Essi sono effettuati dalle stesse strutture operative, incorporati nelle procedure o eseguiti nell’ambito dell’attività di back office. Le strutture operative sono le pri me responsabili del processo di gestione dei rischi: nel corso dell’operatività giornaliera tali strutture devono identificare, misurare o valutare, monitorare, attenuare e riportare i rischi derivanti dall’ordinaria attività aziendale in conformità con il processo di gestione dei rischi; esse devono rispettare i limiti operativi loro assegnati coerentemente con gli obiettivi di rischio e con le procedure in cui si articola il processo di gestione dei rischi;
• i controlli sui rischi e sulla conformità (c.d. “controlli di secondo livello”), con l’obiettivo di assicurare la corretta attuazione del processo di gestione dei rischi, il rispetto dei limiti operativi assegnati alle varie funzioni, la conformità dell’op eratività aziendale alle norme, incluse quelle di autoregolamentazione;
• l’attività di revisione interna (c.d. “controlli di terzo livello”), volta a individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare periodicamente la completezza, l’adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed effica cia) e l’affidabilità del sistema dei controlli interni e del sistema informativo, con cadenza prefissata in relazione alla natura e all’intensità dei rischi.
I ruoli dei diversi attori del sistema dei controlli interni (Consiglio di Amministrazione, Comitato Controllo e Rischi, Amministratore incaricato del Sistema di Controllo Interno e gestione dei Rischi, Organismo di Vigilanza ai sensi del D.lgs. 231/2001, funzione Internal Audit, funzione Risk Management, funzione Compliance, funzione Anti -
Money Laundering ) cui si aggiunge anche il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari in funzione della connotazione di realtà bancaria con azioni quotate, sono dettagliatamente descritti nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari” predisposta in conformità al terzo comma dell’art. 123 bis del D.lgs.
24 febbraio 1998 n. 58 (TUF) e successivi aggiornamenti, il cui ultimo aggiornamento è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis in data 12 marzo 2026 congiuntamente al Bilancio consolidato 2025 e pubblicato sul sito internet www.bancaifis.it nella sezione “Corporate Governance” .
Cultura del rischio La Capogruppo agevola lo sviluppo e la diffusione a tutti i livelli di una cultura del rischio integrata in relazione alle diverse tipologie di rischi ed estesa a tutto il Gruppo. In particolare, in collaborazione con le diverse funzioni aziendali e la fun zione Human Resources, sono sviluppati e attuati programmi di formazione per sensibilizzare i dipendenti in merito alle responsabilità in materia di prevenzione e gestione dei rischi.
In tale ambito, le funzioni di controllo di Capogruppo (Risk Management, Compliance, Anti -Money Laundering ) sono parti attive, per quanto di competenza, nei processi formativi. Viene promossa una cultura improntata a comportamenti di responsabilità diffusa, con azione capillare di formazione del personale, mirata sia ad acquisire la conoscenza del framework di presidio dei rischi (impostazioni, metodologie, applicazioni operative, regole e limiti, controlli), sia a interiorizzare i profili valoriali di Gruppo (codice etico, comportamenti, regole di condotta e relazione).
Nella present e macro sezione “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” delle Note illustrative sono fornite le informazioni riguardanti i profili di rischio di seguito indicati, le relative politiche di gestione e copertura messe in atto dal Gruppo e l’operatività in strumenti finanziari derivati:
• rischio di credito;
• rischi di mercato:
121 – di tasso di interesse;
– di prezzo;
– di cambio;
• rischio di liquidità;
• rischi operativi.
Gestione dei rischi legati al climate change Il Gruppo Banca Ifis nel corso degli anni ha attivato processi e definito specifiche responsabilità per identificare e gestire i principali rischi connessi al climate change e agli altri temi ESG.
Con specifico riferimento ai rischi climatici e ambientali, l’analisi delle aspettative di Banca d’Italia sui rischi climatici e ambientali e, a seguire, gli Orientamenti sulla gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (rischi ESG) pubblicati dall’European Banking Authority (EBA) hanno dato luogo all’avvio di un programma strutturato con lo scopo di integrare i fattori ambientali nelle strategie aziendali, nei sistemi di governo e controllo, nel risk management framework e nella disclosure. Ulteriore obiett ivo strategico è quello di incorporare i relativi rischi nei principali processi valutativi aziendali.
Il piano pluriennale di allineamento alle aspettative di vigilanza in materia di rischi climatici e ambientali, posto in essere da Banca Ifis e consegnato a Banca d’Italia a inizio 2023, si articola in stream progettuali che coinvolgono diverse aree.
Tra le attività già intraprese da Banca Ifis vi sono l’esercizio di un materiality assessment, funzionale all’individuazione dei fattori di rischio climatici e ai meccanismi causali secondo cui tali fattori si trasferiscono ai rischi tradizionali (canali di trasmissione).
Per quanto riguarda i fattori di rischio, si riconoscono i rischi fisici e i rischi di transizione. In particolare, per quant o riguarda i rischi fisici sono stati analizzati eventi climatici avversi, di natura cronica o acuta, e tra questi sono stati indiv iduati quelli rilevanti per il contesto in cui opera Banca Ifis. Tali effetti sono stati analizzati sulla base di diversi elementi quali, ad esempio, la georeferenziazione del portafoglio, dell’operatività aziendale e, più in generale, dei principali asset considerati importanti per la continuità operativa. In riferimento invece ai rischi di transizione i driver identificati sono raggruppati in tre categorie: l’innovazione tecnologica, la regolamentazione in evoluzione e le preferenze dei consumatori.
La tabella sottostante descrive le principali categorie e rispettivi driver di rischio associati ai rischi climatici fisici e di transizione con relativo orizzonte temporale.
Tipologia di rischio Driver di rischio Orizzonte temporale Rischi di transizione Normativo Policy a livello globale (e.g. Paris Agreement) possono limitare le attività e i settori con un alto livello di emissioni e rischio ambientale. A titolo di esempio, la regolamentazione sugli Energy Performance Certificate può impattare il valore degli immo bili in portafoglio Medio termine Tecnologico La transizione verso tecnologie a basso impatto ambientale richiede un costo maggiore da sostenere da parte delle imprese per adeguare gli impianti e le sedi produttive, potenzialmente impattando il modello di business e la capacità di generare ricavi e profitti Medio termine Mercato Un cambiamento nelle preferenze dei consumatori verso consumi più climate -friendly impatta potenzialmente tutti i settori maggiorente legati ad un alto consumo di energia e/o alti livelli di inquinamento Medio termine Rischi fisici Acuto Ondate di calore, incendi, inondazioni, siccità, frane, terremoti Breve termine Cronico Temperature estreme, erosione del suolo, stress idrico, incremento del livello del mare Medio termine/Lungo
termine
Le risultanze dell’esercizio di materiality assessment denotano un’esposizione nel complesso moderata ai rischi climatici e ambientali.
122 In linea con quanto previsto dalle aspettative di Banca d’Italia sui rischi climatici e ambientali (in particolare l’aspettativa VI), nel corso del primo semestre 2026 la Capogruppo Banca Ifis ha condotto autonomamente un aggiornamento delle analisi di Climate Stress Test, successivamente incluse nel Resoconto ICAAP . Lo studio degli effetti dei rischi climatici e ambientali sul rischio di credito è stato condotto analizzando il possibile impatto di gravi cambiamenti climatici sul conto economico attraverso il deterioramento della qualità del credito e dei parametri d i rischio.
Per l’esercizio è stato adottato lo scenario climatico “Net Zero”, nella versione aggiornata pubblicata a dicembre 2025 dal provider esterno, che rappresenta uno degli scenari più severi nel breve termine in termini di crescita economica. Lo scenario presu ppone l’introduzione coordinata a livello globale di politiche climatiche particolarmente stringenti finalizzate a limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,6°C entro il 2060 e a raggiungere emissioni nette di CO ₂ pari a zero entro il 2050.
Lo scenario incorpora sia gli effetti dei rischi di transizione sia quelli riconducibili agli impatti climatici di lungo periodo. Con riferimento ai rischi di transizione, sono previsti interventi regolamentari particolarmente incisivi, tra cui l’introduzi one di una carbon tax globale e misure volte ad accelerare la decarbonizzazione dell’economia.
L’aumento dei costi associati alle emissioni di carbonio è parzialmente compensato da una maggiore propensione agli investimenti e da incrementi di produttività derivanti dall’adozione di tecnologie più efficienti e sostenibili.
Al fine di riflettere adeguatamente il contesto geopolitico e macroeconomico corrente, lo scenario è stato ulteriormente stressato incorporando gli effetti di un deterioramento delle tensioni in Medio Oriente. In particolare, sono stati inclusi shock relat ivi ai prezzi delle materie prime energetiche, ai mercati finanziari, alle catene di approvvigionamento e ai tassi di interesse. In via prudenziale, il prezzo del petrolio è stato assunto pari a 140 dollari al barile per l’intero 2026, determinando ulterio ri pressioni inflazionistiche e un peggioramento delle prospettive di crescita economica.
Il risultato finale è uno scenario caratterizzato da una probabilità di accadimento contenuta ma coerente con le finalità proprie di uno stress test prudenziale. In termini di severità, pur risultando particolarmente sfidante, lo scenario climatico è legge rmente meno negativo rispetto a quello tipicamente utilizzato nell’ambito dell’EU -Wide Stress Test.
Rispetto allo scenario baseline, la crescita economica italiana registra una contrazione cumulata di circa 0,5% sui due anni, a fronte di una riduzione pari al 7,8% nello scenario avverso dell’EU -Wide Stress Test. L’inflazione italiana, invece, aumenta del 5,2% (contro il 4,8% dello scenario avverso EU -Wide), effetto riconducibile soprattutto alle pressioni sui prezzi energetici e all’introduzione della carbon tax, che acuisce le dinamiche dei costi legati all’approvvigionamento energetico.
Le esposizioni considerate nell’esercizio di Climate Stress Test coincidono con quelle incluse nel perimetro ICAAP e coprono pressoché la totalità del portafoglio crediti verso clientela, comprensivo delle esposizioni riconducibili a illimity Bank e alle altre società del Gruppo illimity. Gli impatti sul ri schio di credito sono stati stimati utilizzando la medesima infrastruttura metodologica adottata per l’ICAAP. Tale approccio consente di isolare gli effetti dello scenario climatico e di garantire la confrontabilità dei risultati ottenuti con quelli degli altri esercizi di stress testing.
Oltre all’esercizio di Climate Stress Test, i cui risultati sono stati riportati nel pacchetto ICAAP, nel corso del 2025 il Gruppo già a partire dal 2025 ha deciso di integrare direttamente i fattori climatici nella stima dei parametri di PD e LGD utilizzati per il calcolo delle svalutazioni forfettarie. In particolare, è stato introdotto uno specifico scenario climatico per la stima della componente forwar d looking . Maggiori dettagli relativi al peso applicato e alla descrizione dello scenario sono forniti al paragrafo “Metodi di misurazione delle perdite attese” all’interno della sezione “Rischi del consolidato prudenziale”, “Rischio di credito”, “Politiche di gestione del rischio di credito” della presente macrosezione “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” .
Anche per quanto riguarda gli altri rischi (rischio di mercato, rischio di liquidità e rischi operativi), come più diffusamente commentato nella Rendicontazione di sostenibilità inserita all’interno del Bilancio consolidato 2025 (cfr. 1.1 ESRS 2 – Informazioni Generali, sezione 1.1.4 Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità: Analisi
123 di doppia rilevanza, DP 20) , le analisi condotte dal Gruppo hanno portato a identificare impatti moderati per i rischi operativi mentre sono stati considerati come non materiali per il rischio di mercato e per il rischio di liquidità.
Rischi del consolidato contabile Informazioni di natura quantitativa Le esposizioni lorde indicate nelle tabelle nel seguito riportate tengono conto del differenziale fra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore contabile dei crediti iscritti nei bilanci delle controllate.
Qualità del credito Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di
bilancio)
Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili Esposizioni
scadute
deteriorate Esposizioni non
deteriorate Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.321.017 1.519.926 191.260 13.980.003 17.012.206 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - 1.295.473 1.295.473 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - 4.300 - 75.652 79.952 5. Attività finanziarie in corso di dismissione 875 27.977 - - 28.852 Totale 3 0.06.2026 1.321.892 1.552.203 191.260 15.351.128 18.416.483 Totale 31.12.202 5 1.354.984 1.541.446 114.519 15.454.147 18.465.096 Sono esclusi dalla presente tabella i crediti a vista verso banche (i quali sono classificati nella voce “Cassa e disponibilità liquide, conformemente alle disposizioni di Banca d’Italia), i titoli di capitale e le quote di OICR.
Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi
e netti)
Portafogli/qualità Deteriorate Non deteriorate
Totale
(esposi -
zione
netta) Esposizione
lorda Rettifiche di
valore
complessive Esposizione
netta Esposizione
lorda Rettifiche di
valore
complessive Esposizione
netta
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.326.461 (294.258 ) 3.032.203 14.065.454 (85.450 ) 13.980.003 17.012.206 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - 1.297.634 (2.161 ) 1.295.473 1.295.473 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - X X - -
4. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate
al fair value 4.300 - 4.300 X X 75.652 79.952 5. Attività finanziarie in corso di dismissione 34.213 (5.361 ) 28.852 - - - 28.852 Totale 30.06.202 6 3.364.974 (299.619 ) 3.065.355 15.363.088 (87.611 ) 15.351.128 18.416.483 Totale 31.12.202 5 3.255.603 (244.654) 3.010.949 15.614.874 (283.217) 15.454.147 18.465.096
124 Sono esclusi dalla presente tabella i crediti a vista verso banche (i quali sono classificati nella voce “Cassa e disponibilità liquide, conformemente alle disposizioni di Banca d’Italia), i titoli di capitale e le quote di OICR.
Informativa sulle entità strutturate (diverse dalle società per la cartolarizzazione) Non vi sono società strutturate non consolidate al 30 giugno 2026 diverse dalla società di cartolarizzazione rientranti nel perimetro del Gruppo Banca Ifis.
Rischi del consolidato prudenziale Rischio di credito
Aspetti generali
Il Gruppo, nell’ambito delle linee guida approvate dall’organo amministrativo della Capogruppo e in coerenza con l’evoluzione del quadro normativo di vigilanza, persegue l’obiettivo di rafforzare la propria posizione competitiva nel mercato che viene offer to alle piccole -medie imprese (PMI). In questo ambito il Gruppo si prefigge di ampliare la propria quota di mercato nei segmenti del credito commerciale, anche nei confronti di soggetti con fabbisogni specialistici come le farmacie, del leasing, del credit o fiscale e di quello di dubbia esigibilità, tramite l’offerta di servizi finanziari di alta qualità, elevato livello di personalizzazione, controllo del rischio di credito e redditività coerente con la qualità offerta. Costituisce mercato di riferimento c omplementare per l’attività creditizia del Gruppo Bancario anche il comparto Privati con un’offerta di prodotti orientata principalmente al noleggio operativo, alla cessione del quinto (CQS/CQP) oppure all’operatività riferita al comparto farmaceutico, svo lta dalla controllata Banca Credifarma, operatore bancario specializzato nella concessione di anticipazioni, finanziamenti a medio -lungo termine e servizi finanziari alle farmacie.
L’attività del Gruppo bancario si sviluppa alla data di riferimento del presente documento nei seguenti ambiti
operativi:
• l’attività di acquisto e gestione dei crediti d’impresa (factoring), che si caratterizza per l’assunzione diretta di rischio derivante dalla concessione di finanziamenti e anticipazioni, nonché di eventuale garanzia, sui crediti commerciali a favore preval entemente delle PMI. Una parte delle attività del segmento factoring comprende l’acquisto a titolo definitivo di crediti verso enti pubblici del comparto sanitario ed enti
territoriali;
• le attività di Corporate Lending e di Structured Finance, le quali si concentrano sull’offerta di finanziamenti a medio -lungo termine e di prodotti secured ed unsecured a sostegno di imprese operanti sul territorio nazionale per garantirne lo sviluppo per linee interne o esterne attraverso operazioni straordinarie, finalizzate al riposizionamento, all’espansione, a sviluppare alleanze o integrazioni, a favorire riorganiz zazioni o l’apertura del capitale a nuovi partner o investitori. Le controparti clienti tipiche di tale segmento sono società di capitali;
• gli investimenti in partecipazioni di imprese non finanziarie e in quote di organismi interposti;
• i finanziamenti a medio -lungo termine rivolti alle PMI, operanti nei principali settori produttivi, coperti dalla garanzia pubblica, ideata dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) del Fondo Centrale di Garanzia;
• le attività del segmento leasing, principalmente svolte nei confronti di piccoli operatori economici (POE) e PMI. In generale il leasing finanziario si rivolge a liberi professionisti e a imprese nel finanziamento di auto aziendali e veicoli commerciali e per facilitare l’investim ento in beni strumentali rivolta ad aziende e rivenditori. Il noleggio a lungo termine invece insiste prevalentemente su equipment finance , con prevalente incidenza di prodotti da ufficio e informatici, in misura ridotta in macchinari industriali ed
apparecchi medicali;
• l’attività di acquisizione di crediti di natura finanziaria di difficile esigibilità (Npl - Non performing loans), gestita principalmente dalla controllata Ifis Npl Investing, nei confronti prevalentemente di clientela retail;
• le attività di servicing (master and special services), gestione di portafogli Npl con attività di recupero giudiziale e stragiudiziale, consulenza in attività di due diligence e investitore autorizzato in operazioni su Npl, gestite principalmente dalla controllata Ifis Npl Servicing;
125 • la concessione di finanziamenti rivolti alla clientela retail anche mediante la definizione e il rifinanziamento di crediti non performing ceduti per i quali è previsto un rientro tramite CQS/CQP, gestita dalla controllata Cap.Ital.Fin.;
• l’attività di concessione di finanziamenti a breve e medio periodo in favore delle farmacie, gestita dalla controllata Banca Credifarma, anche attraverso lo smobilizzo dei crediti vantati nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e degli enti, p ubblici e privati, erogatori di prestazioni sanitarie;
• l’attività di gestione del portafoglio proprietario, effettuata in misura preponderante tramite investimenti di natura finanziaria su strumenti obbligazionari, in larga parte governativi, e azionari quotati;
• l’attività in ambito di operazioni di cartolarizzazione, che si rivolge ad operatori del comparto, in particolare ad originator ed investitori, attraverso l’offerta di finanza tramite investimenti in Asset Backed Securities (ABS) ed altre esposizioni verso schemi di cartolarizzazione e l’assunzione dei ruoli di arranger e sponsor nell’ambito di tali operazioni in un’ottica di cross selling. Gli investimenti si concentrano prevalentemente in tranches senior e mezza nine con sottostante attivi in bonis e con un trade off favorevole in termini di redditività attesa rispetto al loro risk weighting.
In considerazione delle particolari attività svolte dalle società del Gruppo, il rischio di credito configura l’aspetto più rilevante della rischiosità complessiva assunta. Il mantenimento di un’efficace gestione del rischio di credito costituisce un obiet tivo strategico per il Gruppo Banca Ifis ed è perseguito adottando strumenti e processi integrati al fine di assicurare una corretta gestione del credito in tutte le sue fasi (istruttoria, concessione, monitoraggio e gestione, intervento su crediti problem atici).
Politiche di gestione del rischio di credito Nello svolgimento della propria attività creditizia il Gruppo Banca Ifis è esposto al rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte possa generare una corrispondente variazione inattesa nel valore della relativa esposizione c reditizia che porti ad una perdita di valore totale o parziale dei crediti. Tale rischio è sempre inerente all'attività tradizionale di erogazione del credito, a prescindere dalla forma in cui il fido si estrinseca.
Le principali cause d'inadempienza sono riconducibili al venir meno dell'autonoma capacità del prenditore di assicurare il servizio e il rimborso del debito (per mancanza di liquidità, insolvenza, ecc.), come pure anche al manifestarsi di circostanze che s i riflettono sulle condizioni economico/finanziarie del debitore, quali il “rischio Paese”.
In riferimento ai crediti acquistati deteriorati (POCI), un ulteriore rischio a cui il Gruppo è esposto è il rischio di inadeguato recupero, cioè le perdite sostenute per il mancato recupero dei crediti vantati verso controparti in default.
Aspetti organizzativi
I principi e le linee guida che il Gruppo Banca Ifis intende darsi in materia di concessione del credito sono espressi all’interno della “Politica Creditizia di Gruppo”. Al suo interno sono declinati:
• i ruoli e le responsabilità degli organi aziendali e delle strutture organizzative coinvolte nel processo del
credito;
• la definizione delle strategie creditizie e delle regole creditizie con riferimento ai segmenti di clientela, controparti e tipologie di operazioni assumibili, i limiti di affidamento assegnati su controparti non bancarie, i limiti di esposizione assegnati per le diverse tipologie di attività economiche, l’individuazione delle Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) per la verifica preventiva di coerenza delle stesse con i limiti e gli obiettivi di rischio definiti nel Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo, i limiti di rischio assegnati per le operazioni con soggetti collegati e/o con esponenti aziendali ex 136 T.U.B.. Le attività di monitoraggio, revisione e aggiornamento delle strategie e delle regole creditizie prevedono il coinvolgimento:
– delle unità organizzative di Area CLO (Chief Lending Officer) di Capogruppo, nel coordinamento del processo di formulazione delle proposte di revisione e aggiornamento delle politiche creditizie da sottoporre per l’approvazione al Consiglio di Amministrazi one della Capogruppo;
126 – della funzione Risk Management della Capogruppo, nel monitoraggio dei risultati conseguiti dal Gruppo in termini di volumi e posizionamento complessivo effettivo sul mercato del credito coerentemente con le strategie creditizie definite;
• gli elementi maggiormente qualificanti nell’ambito del processo del credito con particolare riferimento:
– alla definizione delle categorie di rischio da assegnare alla clientela, in funzione del diverso profilo di rischio attribuibile alle forme tecniche di finanziamento oggetto di affidamento, in stretto raccordo con i processi operativi legati al “Sistema de lle deleghe di Gruppo” in materia di assunzione del rischio di credito;
– all’esame di tutte le informazioni utili, sia di natura interna che esterna, funzionali alla determinazione del merito creditizio del cliente e della solvibilità futura del debitore effettuando la valutazione del rischio di credito, in primo luogo, sulle n ormali fonti di rientro dell’esposizione e in via successiva, considerando l’utilizzo delle garanzie accessorie collegate all’intervento
creditizio;
• le attività di monitoraggio e revisione del modello di definizione delle facoltà creditizie, cioè la matrice delle facoltà di concessione del credito ed i relativi massimali;
• l’articolazione del processo del credito, nel suo ciclo complessivo, nei due macro -processi “istruttoria ed erogazione del credito” e “monitoraggio e recupero del credito”.
A livello operativo, le diverse società del Gruppo declinano in Procedure organizzative o Note operative le specifiche modalità gestionali di applicazione delle regole creditizie.
Nell’ambito del Gruppo Banca Ifis, un ruolo fondamentale nella gestione e nel controllo del rischio di credito è svolto dagli organi societari di Banca Ifis e delle altre banche e società finanziarie controllate che, secondo le rispettive competenze, assicurano l’adeguato presidio del rischio di credito individuando gli orientamenti strategici, le politiche di gestione e controllo del rischio, verificandone nel continuo l’e fficienza e l’efficacia e definendo i compiti e le responsabilità delle funzioni aziendali coinvolte nei relativi processi.
Nell’attuale assetto organizzativo intervengono nel presidio e governo del rischio di credito specifiche aree di responsabilità centrali che garantiscono, con l’adeguato livello di segregazione, lo svolgimento delle attività di gestione e dei controlli di primo e secondo livello del rischio, mediante l’adozione di adeguati processi e applicativi informatici.
In linea generale, il processo creditizio nel suo insieme, pur conservando le specificità derivanti dai differenti prodotti/portafogli, risponde ad un criterio organizzativo comune articolato principalmente su fasi operative, ruoli, responsabilità e contro lli di vario livello.
La struttura organizzativa di Banca Ifis si articola, in particolare, nelle seguenti business unit declinate per tipologia di attività, accentrate nell’area del Condirettore Generale Chief Commercial Officer (CCO):
• Commercial & Corporate Banking Underwriting, dedicata sia con riferimento alla prima concessione del credito sia con riguardo alle attività di rinnovo - revisione, alla valutazione del merito di credito delle controparti nonché il rischio insito nelle oper azioni e delibera gli affidamenti nel rispetto dei poteri ad essa attribuiti dal Consiglio di Amministrazione e formalizzati nel Sistema delle Deleghe di Gruppo per l’assunzione del rischio di credito;
• Commercial Banking, dedicata alla promozione di servizi di finanziamento alle imprese domestiche e straniere e alla cura del corretto rapporto con le controparti sviluppate direttamente o indirettamente, oltre ai debitori (domestici o esteri) acquisiti nel l’ambito delle operazioni effettuate;
• Corporate & Investment Banking, dedicata all’offerta di operazioni di Structured Finance o di investimento in imprese non finanziarie in bonis o in quote di organismi interposti;
• Farmacie, gestisce direttamente i rapporti del portafoglio in essere con controparti farmacie domestiche in stretta collaborazione con le unità organizzative della controllata Banca Credifarma;
• Insurance, dedicata ai prodotti assicurativi offerti alla propria clientela;
127 • Leasing & Rental, dedicata all’erogazione e alla gestione di prodotti di leasing e renting;
• Marketing & Business Strategy, a supporto delle business unit che riferiscono al Condirettore Generale Chief Commercial Officer;
• Tax Credit & Distressed Financing, dedicate alle seguenti attività:
– acquisto di crediti erariali da società in procedura concorsuale, in liquidazione volontaria e da aziende in bonis;
– supporto finanziario alle aziende, non già clienti del Gruppo Banca Ifis, che si trovino in uno stato di temporanea tensione finanziaria ma con prospettive di continuità;
• Individuals , dedicata allo sviluppo di prodotti, servizi e opportunità di business legati ai servizi transazionali e ai servizi bancari di raccolta in relazione al segmento della clientela Privati;
• Anti-Fraud, dedicata al presidio del coordinamento trasversale delle strutture del Gruppo che gestiscono l’offerta di prodotti alla clientela rispetto all’esecuzione dei controlli in materia di prevenzione e valutazione dei tentativi di frode e di attuazio ne delle azioni di risposta.
Infine, alla data di riferimento della presente informativa, intervengono le attività svolte dalle seguenti società
controllate:
• Ifis Npl Investing S.p.A., società dedicata all’acquisizione e alla cessione di crediti non performing (Npl), prevalentemente originati da istituzioni finanziarie e banche;
• Ifis Npl Servicing S.p.A., società specializzata nella gestione di crediti Npl e nell’attività di servicing e recupero per conto terzi;
• Cap.Ital.Fin . S.p.A., società operante nel comparto della cessione del quinto dello stipendio/pensione (CQS/CQP), delegazione di pagamento (DP) e nell’attività distributiva di prodotti finanziari quali mutuo e
prestito personale;
• Banca Credifarma S.p.A., operatore bancario rivolto prevalentemente al mondo della farmacia e della sanità e operante nel business relativo alla concessione a farmacie di anticipazioni, finanziamenti a medio -lungo termine e servizi finanziari;
• Ifis Finance Sp. z o.o . e Ifis Finance I.F.N. S.A., società di factoring operanti rispettivamente in Polonia e
Romania;
• Ifis Rental Services S.r.l., società non regolamentata specializzata nel segmento del noleggio operativo;
• illimity Bank S.p.A. e le altre società incluse nel c.d. “Gruppo illimity” (oggetto di acquisizione da parte di Banca Ifis in data 4 luglio 2025), le quali mettono a disposizione delle aziende:
– un’offerta di Corporate Banking, tramite servizi di Structured Finance, Turnaround & Credit Opportunities , e Factoring.
– servizi in ambito Investment Banking, dalle operazioni sui Capital Markets alla Securitization;
• Fürstenberg SIM S.p.A. (già Euclidea SIM S.p.A. , società acquisita da Banca Ifis in data 21 novembre 2025), una società di intermediazione mobiliare che offre servizi di analisi e gestione di portafogli.
Aspetti organizzativi credito ordinario In via iniziale, ciascuna unità organizzativa, relativamente al proprio comparto di attività, sviluppa e gestisce le relazioni commerciali e le opportunità di business in collaborazione con le filiali presenti sul territorio nazionale, nel rispetto degli i ndirizzi e degli obiettivi strategici definiti dal Consiglio di Amministrazione.
Relativamente al processo di concessione del credito, ciascuna business unit individua la possibilità di nuove operazioni nel rispetto delle politiche di credito vigenti e sulla base del risk appetite definito; in tale contesto effettua l’esame istruttorio delle domande di nuovi affidamenti e procede alla formalizzazione di una pr oposta da sottoporre ai competenti soggetti deliberanti, assicurando l’applicazione delle politiche di credito, dei controlli stabiliti ed effettuando un’analisi di merito creditizio come previsto dalla normativa interna vigente.
Le proposte di affidamento e/o di acquisizione di crediti vengono presentate ai competenti soggetti deliberanti che, sulla base dei rispettivi poteri delegati, esprimono la propria decisione in materia di concessione del fido
128 richiesto; la decisione creditizia si riferisce sempre alla globalità dell’esposizione concessa alla controparte (o eventuali gruppi collegati).
Le filiali di Banca Ifis non hanno autonomia deliberativa nell’assunzione del rischio di credito; ad esse viene attribuita, nei limiti e con le modalità stabilite in delibera da parte dei soggetti competenti di Direzione, la gestione dell’ordinaria operati vità dei rapporti con la clientela sotto il costante monitoraggio delle strutture centrali.
Le operatività delle società controllate prevedono delle autonomie deliberative locali stabilite nell’ambito del perimetro operativo ed organizzativo definito dalla Capogruppo Banca Ifis.
Segue la fase di perfezionamento del credito che si riflette nella stipula del contratto, nelle attività relative all’acquisizione delle eventuali garanzie, nell’erogazione del finanziamento concesso. In tali fasi le business unit sono affiancate da specifiche unità organizzative di supporto cui competono la predisposizione del contratto coerentemente ai disposti di delibera, nonché i controlli sul corretto adempimento di tutte le attività che portano all’erogazione del finanziamen to.
La gestione operativa del credito, svolta per la clientela performing , comprende principalmente le attività di gestione ordinaria e di monitoraggio effettuate da strutture istituite presso ciascuna società del Gruppo al fine di garantire la verifica continua e proattiva della clientela affidata. Tale attività è affiancata d a un monitoraggio svolto a livello di Gruppo da una specifica unità organizzativa istituita presso la Capogruppo, allo scopo di identificare le controparti che presentano anomalie andamentali , al fine di anticipare il manifestarsi di casi problematici e a fornire un adeguato reporting alle competenti funzioni aziendali.
Nel caso in cui la posizione di credito presenti oggettive situazioni di problematicità nel rimborso, la stessa viene trasferita a specifiche funzioni specializzate per prodotto nella gestione e recupero di operazioni deteriorate.
Aspetti organizzativi credito acquistato deteriorato (POCI) Si definiscono “Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate (POCI - Purchase or Originated Credit Impaired)” le esposizioni che risultano deteriorate alla data di acquisto o a quella in cui sono originate.
Sono comprese nei POCI anche le esposizioni creditizie acquisite nell’ambito di operazioni di cessione (individuale o di portafoglio) e di aggregazione aziendale.
Gli interessi contabilmente rilevati sono determinati mediante applicazione di un tasso di interesse effettivo corretto per il credito, cioè il tasso che, al momento della rilevazione iniziale, attualizza tutti i futuri incassi stimati dell’attività consid erando nella stima anche le perdite attese lungo l’intera vita residua dello strumento finanziario (“ECL lifetime”).
Tali perdite creditizie attese sono oggetto di periodica revisione determinando la rilevazione a conto economico di rettifiche o di riprese di valore. Le variazioni favorevoli delle ECL lifetime sono rilevate come riprese di valore, anche qualora tali ECL lifetime risultassero inferiori a quelle che sono state incluse nelle stime dei flussi di cassa al momento della rilevazione iniziale.
I POCI sono convenzionalmente presentati all’iscrizione iniziale nell’ambito dello Stage 3.
Qualora, a seguito di un miglioramento del merito creditizio della controparte, le attività POCI risultino “in bonis” le stesse sono classificate nell’ambito dello Stage 2.
Tali attività non sono mai classificate nell’ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua (in altri termini, deve essere sempre mantenuto un orizzonte “li fetime” e non a 12 mesi, come invece è previsto per le posizioni in Stage 1).
Rientrano tra le “attività deteriorate acquisite” i crediti acquisiti dalle controllate Ifis Npl Investing e Ifis Npl Servicing a valori sensibilmente inferiori rispetto al valore nominale, nonché gli attivi deteriorati rinvenienti dalle varie business com bination in ambito IFRS 3 effettuate dal Gruppo Banca Ifis nel corso dei vari esercizi (come quelle relative a illimity Bank S.p.A., all’ex Gruppo GE Capital Interbanca, all’ex Gruppo Fbs, alle società Credifarma S.p.A., Cap.Ital.Fin. S.p.A., Farbanca S.p.A. e Revalea S.p.A. nonché al ramo d’azienda ex Aigis Banca). Tali attivi
129 deteriorati sono inseriti all’interno del perimetro POCI sulla base della sussistenza, per ciascun singolo rapporto, della qualità del credito deteriorata al momento della relativa acquisizione, come previsto dal principio IFRS 9.
In riferimento al processo di acquisizione del portafoglio crediti non performing (POCI) adottato dalle strutture del Settore Npl , sono previste fasi organizzative analoghe a quelle del credito ordinario riassumibili in:
• origination, con l’individuazione delle controparti con cui effettuare le operazioni di acquisto e la valutazione dell’interesse commerciale nell’eseguire dette operazioni;
• due diligence, con le attività di valutazione del portafoglio oggetto di acquisizione svolte da personale altamente qualificato, tese a valutare la qualità del portafoglio oggetto di cessione, nonché gli impatti organizzativi. Successivamente alla fase di due diligence vengono fissate le condizioni economiche di offerta/acquisto del portafoglio crediti e definite le modalità di gestione interna (analitica o massiva) con i relativi impatti sulle strutture operative;
• delibera, con le attività di predisposizione del fascicolo istruttorio, assunzione, recepimento ed attuazione della delibera da parte del competente organo deliberante;
• perfezionamento, con le attività di predisposizione e successiva stipula del contratto di acquisto e pagamento del prezzo.
Gli acquisti sono effettuati direttamente da originator e/o veicoli dedicati (mercato primario) o, in alcune circostanze, da operatori che abbiano acquistato sul mercato primario e che intendano dismettere per varie ragioni il loro investimento (mercato se condario). I crediti (derivanti da operazioni di credito al consumo tradizionale, carte di credito e prestiti finalizzati) si caratterizzano per essere prevalentemente non garantiti (“unsecured ”); si riscontra anche la presenza di saldi di conto corrente nel caso di cessioni da parte di banche.
Nella fase immediatamente successiva all’acquisto, in attesa che vengano espletate tutte le attività di ricerca di informazioni propedeutiche al corretto instradamento della posizione verso le modalità di recupero più adeguate, il credito viene classificat o in un’area cosiddetta di “staging” e contabilmente valorizzato al costo di acquisto senza contribuzione a conto economico in termini di margine.
A valle di tale fase, che dura di norma 6 -12 mesi, le posizioni vengono indirizzate verso la forma di gestione più adeguata alle loro caratteristiche (gestione stragiudiziale e gestione giudiziale), che svolge un’attività strettamente connessa alla trasfor mazione in posizioni paganti e all’incasso dei crediti.
La gestione operativa del recupero dei crediti rivenienti da operazioni di acquisto di crediti di difficile esigibilità è curata sia da risorse interne ad alcune società controllate del Gruppo Banca Ifis (fra cui Ifis Npl Investing e Ifis Npl Servicing), s ia da una diffusa e collaudata rete di società di esazione e di agenti in attività finanziaria operanti sull’intero territorio nazionale.
L’attività di gestione stragiudiziale consiste prevalentemente nell’attivazione del credito mediante sottoscrizione da parte del debitore di piani cambiari o piani di rientro volontari; l’attività di gestione giudiziale consiste, invece, nella trasformazio ne mediante azione legale volta all’ottenimento da parte del tribunale dell’ordinanza di assegnazione (ODA) del quinto della pensione o dello stipendio (la cui esistenza è il presupposto necessario per l’avvio di tale forma di trasformazione) o della vendi ta sul mercato dell’asset a garanzia del credito (gestione secured). Di tali gestioni viene data di seguito specifica informativa.
Viene, infine, valutata altresì la convenienza ad effettuare operazioni di cessione di portafogli di crediti non performing (Npl ), prevalentemente rappresentati da code di lavorazione, crediti prescritti o di proprietà di debitori deceduti, da sottoporre per l’approvazione ai competenti organi deliberanti, coerentemente agli obiettivi di redditività prefissati e previa analisi degl i impatti contabili, segnaletici, legali ed operativi che da esse discendono.
A tal fine, si avvale degli approfondimenti operati per gli ambiti di rispettiva competenza dalle pertinenti funzioni aziendali della Capogruppo.
Gestione stragiudiziale
Le posizioni che non hanno i requisiti per la lavorazione giudiziale, completate le attività propedeutiche al rilascio in lavorazione, vengono classificate in un portafoglio cosiddetto di gestione “massiva”, in attesa che il processo
130 di recupero tramite call center o reti di recupero possa culminare con una raccolta di piani di rientro di cui sopra (nella forma di proposta/accettazione da cliente a banca). In questa fase le posizioni sono valorizzate al costo ammortizzato calcolato com e valore attuale dei flussi di cassa attesi determinati sulla base di un modello statistico proprietario sviluppato dalla funzione Risk Management su dati storici interni, denominato “modello a curve”; tale modello proietta delle aspettative di incasso su cluster di crediti omogenei in base al profilo di recupero storicamente osservato (macroregione, importo del credito, anzianità della pratica rispetto alla data di DBT, cedente), a cui sono aggiunti dei correttivi prudenziali quali, a titolo esemplificativ o, il cap dei flussi di cassa simulati per quei debitori che hanno un’età superiore alle aspettative di vita presenti nelle tavole di mortalità fornite dall’Istat. Tale modalità di valorizzazione dei flussi di recupero del credito comporta che il profilo di recu pero atteso sia decrescente al trascorrere del tempo rispetto alla data di acquisto dello stesso, fino ad arrivare ad azzerare il valore patrimoniale del credito al raggiungimento del decimo anno dalla data di acquisto.
Per quanto riguarda il modello “massiva a curve”, nel corso del 2025 sono state svolte le attività di ristima volte a rivedere il model design nella sua interezza e ad includere i flussi di cassa raccolti dalla gestione negli anni più recenti. In particola re, il processo di stima è stato rivisto al fine di garantire maggiore robustezza e prudenzialità , recependo anche le considerazioni indicate all’interno dei precedenti report di validazione, ed è stato ridotto il numero di curve di recupero attraverso un nuovo processo di risk differentiation volto a selezionare esclusivamente le variabili esplicativ e e statisticamente significative.
Tale modello è stato sottoposto parallelamente allo sviluppo, come da procedura interna, a validazione da parte della funzione predisposta alla convalida dei modelli interni.
Le aspettative di incasso tengono altresì conto della probabilità di ottenimento di un piano di rientro al netto delle relative probabilità di insoluto.
I piani di rientro (raccolta) che possono essere sottoscritti sono di due fattispecie:
• piani cambiari: l’insieme di posizioni creditizie per cui il debitore ha sottoscritto un piano di rientro supportato dal rilascio di cambiali. Si specifica che sono in continuo calo i volumi di piani cambiari (raccolta interna) in portafoglio in quanto per scelta strategica non vengano più raccolti piani stragiudiziali con tale modalità di pagamento. L’eventuale nuova raccolta è quindi esclusivamente frutto di pratiche
acquistate paganti;
• Manifestazioni di Volontà (MdV ): le pratiche per cui il processo di recupero ha condotto alla raccolta di un piano di rientro su base volontaria formalizzato da parte del debitore.
Nel momento in cui la posizione ottiene un piano di rientro pagante (c.d. “piani attivi”), cioè dopo aver osservato il pagamento di almeno tre volte il valore della rata media del piano, i flussi di cassa del “modello a curve” vengono sostituiti dai flussi di cassa del “modello deterministico”, che proietta le rate future del piano di rientro concordato con il debitore al netto del tasso di insoluto storicamente osservato e tenendo conto anche in questo caso di un cap ai flussi di cassa simulati laddove l’età del debitore ecceda quanto riportato nelle tavole di mortalità dell’Istat in ordine alle aspettative di vita.
Le posizioni che non ottengono un piano di rientro pagante restano valorizzate tramite il “modello a curve”; ciò comporta che man mano che trascorre il tempo si riduce la probabilità di incasso anche tramite piano e conseguentemente i cash flow attesi si r iducono fino ad azzerarsi.
Come già iniziato nel corso del 2021, anche negli esercizi dal 2022 al 2025 nonché nel primo semestre 2026 la gestione si è vista partecipe di una nuova modalità di chiusura, cosiddetta “saldo e stralcio delle posizioni”, al fine di anticipare il recupero pur concedendo una riduzione dell’importo dovuto (stralcio) al debitore. Tale modalità di incasso non si so stituisce alle modalità sopra descritte ma vede partecipe alcune campagne su posizioni specifiche e individuate dalla gestione.
131
Gestione giudiziale
Le posizioni che hanno i requisiti (presenza di un posto di lavoro o di una pensione) per la lavorazione giudiziale vengono avviate nella relativa gestione. In tale bacino sono ricomprese anche delle pratiche (minoritarie) che vengono lavorate in una logic a di pignoramento immobiliare.
La lavorazione giudiziale, intesa come azione esecutiva mobiliare presso terzi, è caratterizzata da diverse fasi legali finalizzate all’ottenimento di un titolo esecutivo, che nel loro complesso durano di norma 18 -24 mesi (le durate e la relativa volatilit à dipende dal tribunale in cui viene gestita la pratica) e sono così declinate:
• ottenimento decreto ingiuntivo;
• precetto;
• pignoramento mobiliare;
• ODA (Ordinanza di Assegnazione somme).
Tali posizioni sono valorizzate al costo ammortizzato calcolato come valore attuale dei flussi di cassa attesi determinati sulla base di due modelli proprietari sviluppati dalla funzione Risk Management su dati storici interni, denominati cd. “modello Lega l Factory pre ODA” e “modello ODA”.
Per quanto riguarda il modello pre ODA, nel corso del 2025 sono terminate le attività di ristima volte ad aggiornare le serie storiche, a valutare modifiche rilevanti nei processi di cui tener conto nella definizione del perimetro, alla quantificazione delle variabili target (ad esempio mo duli durata, probabilità di migrazione, rata, spese, tasso di efficacia economica dei pensionati) nonché alla realizzazione di un fine tuning dell’impianto metodologico (ad esempio revisione della long list di ogni modulo, delle tecniche di clustering e di quantificazione delle stime). Tale modello è stato sottoposto parallelamente allo sviluppo, come da procedura interna, a validazione da parte della funzione predisposta alla convalida dei modelli interni.
La lavorazione giudiziale si completa, oltre a quanto sopra descritto, con attività di recupero intesa come azione esecutiva immobiliare, altresì caratterizzata da diverse fasi e applicata a portafogli originati in comparti corporate, bancari o real estate .
Sistemi di gestione, misurazione e controllo Il rischio di credito è presidiato nel continuo con l’ausilio di procedure e strumenti che consentono una tempestiva individuazione delle posizioni che presentano particolari anomalie.
Il Gruppo Banca Ifis nel tempo si è dotato di strumenti e procedure che consentono di valutare e monitorare il rischio in modo specifico per ciascuna tipologia di clientela e di prodotto.
Superata con esito positivo la fase di valutazione e avviata l’operatività con il cliente, si procede con il monitoraggio nel continuo del rischio di credito verificando la puntualità dei rimborsi, la correttezza del rapporto, le informazioni segnalate dal sistema alla Centrale dei Rischi o a banche dati selezionate e il profilo reputazionale e ad esaminare, per ciascuna di queste, le cause sottostanti.
Con riferimento alle attività di controllo del portafoglio, come riportato in precedenza, i crediti verso la clientela sono monitorati da specifiche unità all’interno delle citate business unit alle quali è demandata la verifica continua e proattiva della clientela affidata (controlli di primo livello); si affiancano ulteriori attività di controllo di secondo livello, svolte a livello centralizzato dal Risk Management della Capogruppo, con lo sc opo di identificare situazioni di anomalia da attenzionare alle strutture di riferimento. I controlli sono sia di carattere massivo, basati sull’utilizzo di modelli di analisi andamentale , che specifici sulle singole posizioni individuate tramite criteri di campionamento guidati da indicatori di rischio gestionali.
Alle esposizioni di rischio creditizio verso imprese viene attribuito un rating sulla base di modelli sviluppati internamente. Tali modelli sono differenziati per segmento di clientela, in modo da garantire l’applicazione di modelli appropriati su popolazi one omogenea dal punto di vista delle caratteristiche e della rischiosità. Esistono dunque modelli per società di capitali, differenziati per due cluster dimensionali, e un modello per società semplici
132 o di persone e ditte individuali. I modelli di rating si compongono di diversi moduli che indagano più aree informative a seconda della tipologia di controparte e si integrano con informazioni qualitative di diversa natura.
La classe di rating rappresenta un driver fondamentale per il calcolo delle svalutazioni sui crediti performing ; oltre a collegare direttamente la perdita attesa al livello di rischio specifico della singola controparte, i modelli di rating consentono l’attivazione del criterio di stage allocation quantitativo, che prevede, mediante il confronto tra la rischiosità al momento della concessione e quella attuale, di valutare il significativo incremento di rischio e quindi l’appostazione a Stage 2 della posizione. Nel framework di determinazione della perdita attesa rientrano anche i modelli satellite funzionali all’introduzione di elementi forward looking nelle stime dei parametri di rischio in totale conformità con quanto richiesto dal principio contabile IFRS 9.
Nell’espletamento delle attività di misurazione e controllo assume un’importanza fondamentale l’attività svolta dal Risk Management nell’ambito dei controlli di secondo livello.
Con riferimento ai rischi creditizi, la funzione di Risk Management:
• presidia, monitora e valuta i rischi creditizi, eseguendo i controlli e le analisi secondo le linee guida definite;
in particolare:
– valuta la qualità del credito, garantendo il rispetto degli indirizzi e delle strategie creditizie attraverso il monitoraggio nel continuo degli indicatori di rischio di credito;
– monitora costantemente l’esposizione al rischio di credito e il rispetto dei limiti operativi assegnati alle strutture operative in relazione all’assunzione del rischio di credito;
– verifica, mediante controlli di secondo livello, il corretto svolgimento del monitoraggio andamentale sulle singole esposizioni, in particolare di quelle deteriorate, e valuta la coerenza delle classificazioni e la congruità degli accantonamenti;
– monitora l’esposizione al rischio di concentrazione e l’andamento delle esposizioni classificate come “Grandi esposizioni”;
• svolge attività di analisi quantitativa a supporto delle business unit per l’utilizzo gestionale delle misure di
rischio;
• presidia il processo di sorveglianza del valore delle garanzie reali, personali e finanziarie acquisite;
• analizza la coerenza rispetto al RAF di Gruppo per quanto riguarda gli ambiti di asset quality e costo del credito.
Il Gruppo Banca Ifis pone particolare attenzione alla concentrazione del rischio di credito con riferimento a tutte le società del Gruppo sia a livello individuale che consolidato. Il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha dato mandato all’Alta Dire zione di agire in funzione di un contenimento delle “Grandi esposizioni”. In linea con le indicazioni del Consiglio, sono sottoposte a monitoraggio in via sistematica anche le posizioni a rischio che impegnano il Gruppo in misura rilevante.
In relazione al rischio di credito connesso agli investimenti in titoli obbligazionari e di capitale, il Gruppo è costantemente impegnato nel monitoraggio della qualità creditizia; adeguata informativa periodica viene fornita al Consiglio di Amministrazion e ed all’Alta Direzione della Capogruppo Banca Ifis.
Nell’ambito dei principi Basilea 3, per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di credito di primo pilastro, Banca Ifis ha scelto di avvalersi del metodo standardizzato; con riferimento alla determinazione del requisito patrimonia le a fronte del rischio di concentrazione single -name, incluso fra i rischi di secondo pilastro, il Gruppo applica il metodo Granularity Adjustment definito nell’allegato B, Titolo III della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 al quale viene aggiunto un add-on di capitale calcolato con la metodologia ABI per la stima del rischio di concentrazione geo -settoriale.
La Capogruppo Banca Ifis, al fine di valutare le proprie vulnerabilità a livello di gestione del capitale e della liquidità, ha sviluppato delle tecniche quantitative e qualitative con le quali valuta la propria esposizione ad eventi eccezionali ma plausib ili. Tali analisi, definite analisi di stress, misurano gli effetti per la Banca e le sue controllate,
133 in termini di rischiosità, derivanti da movimenti congiunti delle variabili economico -finanziarie in ipotesi di scenari avversi. Tali analisi interessano in maniera rilevante il rischio di credito.
Le analisi di stress consentono di verificare la resilienza del Gruppo, simulando e stimando gli impatti di situazioni avverse, e forniscono importanti indicazioni in merito alla propria esposizione ai rischi, all’adeguatezza dei relativi sistemi di mitiga zione e controllo ed alla capacità di far fronte a perdite inattese anche in ottica prospettica e di pianificazione. Al fine dell’esecuzione delle prove di stress test, il Gruppo ha sviluppato internamente delle metodologie che permettono, anche sfruttando sinergie con i modelli satellite utilizzati in ambito IFRS 9, di proiettare la qualità degli attivi in coerenza con scenari macroeconomici avversi e valutare le ricadute in termini di diversi indicatori di qualità del credito, quali l’incidenza del credit o deteriorato o l’incremento delle rettifiche sui crediti.
La Capogruppo Banca Ifis, a fini regolamentari, effettua esercizi di stress nell’ambito della definizione del Risk Appetite Framework (RAF), della predisposizione del Recovery Plan e del Resoconto ICAAP e ILAAP, almeno su base annuale, come richiesto dalla normativa di vigilanza prudenziale vigente. In tale contesto valuta, fra gli altri, la sostenibilità delle strategie creditizie in condizioni avverse.
Metodi di misurazione delle perdite attese In questa sezione vengono descritti gli approcci metodologici in vigore per quanto attiene la definizione delle svalutazioni sul portafoglio performing del Gruppo Banca Ifis. Si sottolinea che sono presenti alcune differenze nel processo di gestione dell’impairment collettivo tra il perimetro del Gruppo illimity e il restante perimetro del Gruppo Banca Ifis e ne sarà data disclosure, prediligendo la narrativa completa del framework di Capogruppo.
Sono previste attività volte alla convergenza nelle metriche di valutazione nel corso del secondo semestre 2026 .
Con riferimento alla misurazione delle perdite attese, nel corso del primo semestre 2026 è stato effettuato il consueto aggiornamento degli scenari macroeconomici utilizzati ai fini dell’applicazione delle componenti forward -looking . I dettagli relativi a tali scenari sono riportati nei paragrafi successivi della presente sezione.
Scenari e ponderazione degli stessi sono allineati con quelli del perimetro del Gruppo illimity. Le attività di ordinaria manutenzione del framework di impairment IFRS 9 non hanno avuto impatti significativi né in termini assoluti né in termini di livello di copertura del portafoglio.
La perdita attesa definita sulla base del modello viene integrata eventualmente con aggiustamenti manageriali (cosiddetti "post model adjustment" o "overlay") al fine di fattorizzare taluni elementi valutativi non adeguatamente intercettati dai modelli in uso.
Di seguito viene fornita illustrazione del framework di misurazione delle perdite attese adottato dal Gruppo, compresi eventuali cambiamenti introdotti nei modelli e nei criteri di calcolo delle perdite attese nell’ambito del continuo processo di revisione dei modelli, in funzione della tipologia di intervento (valutazione del SICR, stima delle forward -looking information e altre modifiche del modello).
In base al principio IFRS 9, tutte le attività finanziarie non oggetto di misurazione in bilancio al fair value con impatto nel conto economico e diverse dai POCI per i quali si rimanda a quanto precedentemente illustrato, rappresentate da titoli di debito e finanziamenti, e le esposizioni fuori bilancio (impegni e garanzie rilasciate) devono essere assoggettate al modello di impairment basato sulle perdite attese (ECL - Expected Credit Losses).
Gli aspetti più significativi che caratterizzano tale approccio riguardano:
• la classificazione dei crediti in tre diversi livelli (o “Stage”) a cui corrispondono distinte metodologie di calcolo delle perdite da rilevare; nello Stage 1 rientrano le posizioni performing che non hanno subito un incremento significativo del rischio cr editizio altrimenti posizionate in Stage 2; nello Stage 3 rientrano tutte le posizioni classificate come non performing classificate a sofferenza, inadempienza probabile o scaduto deteriorato secondo i criteri e le regole specificatamente adottate dal Gruppo;
• il calcolo della perdita attesa calcolata a 12 mesi per lo Stage 1 o per l’intera vita utile del credito (lifetime) per gli Stage 2 e 3;
134 • le condizioni del ciclo economico corrente (Point -in-Time) in sostituzione di una misurazione dei parametri lungo il ciclo economico (Through the cycle) richiesta ai fini regolamentari;
• le informazioni previsionali riguardanti la futura dinamica dei fattori di macroeconomici (forward looking) ritenuti potenzialmente in grado di influenzare la situazione del debitore.
In tale contesto, il Gruppo ha adottato, nell’ambito della stima delle rettifiche di valore dei crediti performing , una metodologia di determinazione dell’incremento “significativo” del rischio di credito rispetto alla data di rilevazione inziale, che comporta la classificazione degli strumenti negli Stage 1 e 2, combinando elementi statistici (c.d.
quantitativi) e an damentali (c.d. qualitativi). Si fa presente che non viene applicato un probation period per l’uscita delle posizioni performing da Stage 2.
Per indicare il “significativo” aumento del rischio di credito, il Gruppo Banca Ifis si avvale dei “transfer criteria” quantitativi e qualitativi descritti di seguito, applicati al portafoglio crediti in funzione della tipologia di controparte definita mediante opportuna portafogliazione creditizia:
• l’unico transfer criteria quantitativo è il c.d. “PD comparison” per il quale, al fine di identificare il significativo aumento del rischio di credito, per le esposizioni dei portafogli rated , è stato impiegato un approccio sostenuto da analisi quantitative che determina la classificazione in Stage 2 qualora la variazione della PD a un anno tra la data di origination e quella di valutazione risulti superiore ad una soglia predefinita. La scelt a di ricorrere al confronto tra le PD a 1 anno in luogo di un approccio lifetime , determinata anche in considerazione della soluzione messa a disposizione dall’outsourcer del motore di impairment, è supportata da apposite analisi che evidenziano un’elevata correlazione tra la metrica SICR calcolata in ottica lifetime e quella calcolat a in ottica 1 anno. Tale soglia viene assegnata in base al rating ad origination (se disponibile) e al tipo di prodotto per ogni rapporto ed è rappresentata dalla variazione di PD per cui il rischio di credito del rapporto è da considerarsi significativamente incrementato. Pertanto, se la variazione di PD tra l’origination e la data di riferimento supera la soglia associata al rapporto, tale rapporto viene allocato a Stage 2. L’identificazione delle soglie deriva da un approccio statistico che prevede l’analisi delle distribuzioni di PD a 1 anno su cluster di rischio omogen eo al fine di ottimizzare l’allocazione in Stage 2 di controparti che potrebbero evidenziare segnali di deterioramento e il ritorno in Stage 1 di controparti con effettivo miglioramento del rating interno;
• transfer criteria qualitativi:
– “Rebuttable presumption - 30 days past due”: il principio IFRS 9 afferma che, indipendentemente dal modo in cui l'entità valuti aumenti significativi del rischio di credito, vi è una presunzione relativa che il rischio di credito dell'attività finanziaria sia aumentato significativamente dopo la rilevazione iniziale quando i pagamenti contrattuali sono scaduti da oltre 30 giorni. L'entità può confutare tale presunzione qualora abbia informazioni ragionevoli che dimostrano che il rischio di credito non è significativamente aumentato dopo la rile vazione iniziale anche se i pagamenti contrattuali sono scaduti da oltre 30 giorni. Tale possibilità non è stata però perseguita dal Gruppo
Ifis;
– “Forbearance”: tale criterio prevede che uno strumento finanziario venga allocato in Stage 2 nel momento in cui per tale esposizione viene registrato uno status di forbearance;
– “Watchlist”: il criterio prevede di trasferire a Stage 2 posizioni che risultano attenzionate nell’ambito del processo di definizione di posizioni particolarmente rischiose nella fase di monitoraggio dei crediti;
– “ECB backstop”: il criterio prevede di trasferire a Stage 2 posizioni con PD alla “reporting date” con una variazione superiore del 200% (c.d. threefold) rispetto all’”origination date” oppure con PD alla “reporting date” superiore al 20%.
I criteri di Stage allocation descritti sono presenti nel framework IFRS 9 della Capogruppo Banca Ifis, e si possono riscontrare differenze con l’impianto efficace in illimity Bank e nelle altre società del Gruppo illimity sul 30 giugno 2026 . In particolare, il criterio quantitativo nel Gruppo illimity è basato su delta notch e non sono presenti criteri di backstop basati su standard ECB.
135 Con riferimento ai titoli di debito, la metodologia utilizzata per l’allocazione dei rapporti nei diversi Stage si basa, al contrario di quanto sopra esposto per le esposizioni creditizie, su driver di tipo quantitativo (c .d. delta notch ), su valutazioni interne effettuate dalla funzione Risk management di concerto con le funzioni coinvolte e su una regola pratica consentita espressamente dal principio IFRS 9 (LCRE - Low Credit Risk Exemption ). Per quanto riguarda quest’ultimo, la normativa stabilisce che per determinare se uno strumento finanziario è a basso rischio di credito, l'entità può utilizzare i propri rating interni del rischio di credito o altre metodologie coerenti con una definizi one globalmente condivisa di basso rischio di credito, che prendano in considerazione i rischi e il tipo di strumenti finanziari oggetto di valutazione. In particolare, un’esposizione è ritenuta avere “basso rischio di credito” qualora lo strumento finanzi ario presenti un basso rischio di inadempimento, ossia se il mutuatario ha una forte capacità di onorare i suoi obblighi in materia di flussi finanziari contrattuali a breve termine e se variazioni sfavorevoli delle condizioni economiche e commerciali a pi ù lungo termine potrebbero ridurre, ma non necessariamente ridurranno, la capacità del mutuatario di adempiere ai suoi obblighi in materia di flussi finanziari contrattuali.
Coerentemente a quanto previsto dal principio, infatti il Gruppo Banca Ifis ha deciso di adottare, pur in presenza di informazioni di misure di rischio di credito alla data di origination, l’assunzione secondo la quale si può presumere non significativamen te deteriorata la qualità creditizia di un’emissione governativa di rating “investment grade”, avvalendosi pertanto dell’opzione di Low Credit Risk Exemption (LCRE). Pertanto, sono allocati in Stage 1 i soli titoli che, alla data di riferimento, presentano rating pari ad "investment grade", mentre le mono -
tranche associate a titoli in default sono classificate in Stage 3.
Nello specifico, la formula di calcolo dell’impairment per le tranches dei titoli in Stage 1 e 2 risulta coerente con l’approccio adottato per le esposizioni creditizie. La Stage allocation dei titoli di debito performing , presuppone l’utilizzo di un rating esterno dell’emissione; la classificazione in Stage viene definita secondo specifici criteri connessi a tale tipologia di portafoglio. Le esposizioni in titoli di debito sono classificate in Stage 3 nei casi in cui il rischio creditizio sia deteriorato al punto da considerare il titolo impaired, ossia classificato tra i deteriorati.
La valutazione delle perdite attese su crediti (Expected Credit Losses - ECL) considera i mancati incassi (cash shortfall ), la probabilità di default (PD), e il valore monetario del tempo. In particolare, il Gruppo valuta il fondo a copertura delle perdite dello strumento finanziario per un importo pari alle:
• perdite attese entro 12 mesi per i rapporti che non hanno subito un significativo deterioramento del merito creditizio (Stage 1); in altri termini il Gruppo stima i mancati pagamenti derivanti da possibili eventi di default entro i successivi 12 mesi, pond erati per la probabilità che tali eventi si verifichino;
• perdite attese "lifetime" per i rapporti che hanno subito un significativo deterioramento del merito creditizio (Stage 2); ossia il Gruppo stima i mancati pagamenti derivanti da possibili eventi di default lungo tutta la vita residua dello strumento, ponde rati per la probabilità che tali eventi si verifichino ed attualizzati alla data di valutazione.
Al fine di realizzare la maggiore aderenza possibile ai requisiti normativi nei processi di calcolo delle proprie svalutazioni collettive, il Gruppo ha definito uno specifico framework metodologico sottoposto a backtesting almeno annuale nonché a validazione da parte della funzione predisposta alla convalida dei modelli interni. Tale attività ha previsto lo sviluppo di metodologie e analisi di natura quantitativa basate su dati proprietari e di natura qualitativa, volte ess enzialmente alla modellazione dei seguenti parametri di rischio ed aspetti metodologici rilevanti per il calcolo dell’impairment IFRS 9:
• stima della Probability of Default (PD), che esprime la probabilità di accadimento di un evento di insolvenza della posizione creditizia in un determinato arco temporale. La metodologia di stima prevede di ricorrere ad un opportuno stimatore per il calcolo dei Cumulative Default Rate (di seguito anche CDR), cioè della probabilità storicamente osservata che si realizzi un evento di default entro un determinato orizzonte di tempo. I CDR vengono successivamente interpolati utilizzando una forma funzionale
appropriata;
• stima della Loss Given Default (LGD), che esprime la percentuale di perdita stimata in caso di insolvenza della posizione creditizia. È stato scelto un approccio “workout LGD” basato su dati interni; pertanto, tale
136 parametro viene definito sulla base delle evidenze di recupero storiche osservate per ogni perimetro ove
possibile;
• definizione dei transfer logic di Stage allocation, che prevedono la ricalibrazione delle soglie di SICR;
• calcolo delle perdite attese comprensive di elementi point -in-time: i parametri creditizi sono calibrati su un orizzonte che considera l’intero ciclo economico, pertanto, in accordo con il principio contabile IFRS 9, si rende necessaria una correzione PIT (“point in time”) per riflettere nei parametri la condizione corrente;
• calcolo delle perdite attese comprensive di elementi forward looking : i parametri creditizi sono calibrati su un orizzonte che considera l’intero ciclo economico; pertanto, in accordo con il principio contabile IFRS 9, si rende necessaria l’inclusione di elementi forward looking per riflettere le aspettative sull’evoluzion e futura del ciclo economico.
Per quanto riguarda il Gruppo illimity le metodologie sviluppate per la stima e la calibrazione del parametro di PD sono differenti e presentano caratteristiche di difformità anche all’interno del portafoglio del Gruppo illimity (rating interni, rating est erni, approcci “di portafoglio”). Tali differenze sono imputabili, oltre che ad aspetti tecnici connessi all’articolazione degli asset del Gruppo illimity, anche a peculiarità dei singoli business in termini di profilo di rischio e regole di gestione.
A seguito dell’acquisizione di illimity Bank sono in corso attività di convergenza del framework di svalutazioni collettive in ottica di estendere gli standard di Gruppo anche al portafoglio di crediti acquisiti. Al 30 giugno 2026 è stato perseguito totale allineamento per quanto attiene agli scenari macroeconomici e le relative ponderazioni utilizzate per il condizionamento dei parametri di rischio.
Le suddette metodologie sono state sviluppate tenendo conto di molteplici soluzioni, della complessità attuale e prospettica del portafoglio del Gruppo nonché delle logiche di mantenimento e aggiornamento dei parametri di rischio.
Le serie storiche alla base della stima dei parametri di rischio sono aggiornate con cadenza annuale; calibrazioni che vedono coinvolte la componente di scenari prospettici sono aggiornate con cadenza almeno annuale, sulla base dell’evoluzione del contesto . Per quanto riguarda l’EAD non insiste una modellistica interna, e il valore di EAD è pari al valore contabile corretto mediante l’applicazione del fattore di conversione creditizia o CCF (Credit Conversion Factor) per tutta la durata dell’esposizione.
Con riferimento alla PD di esposizioni nei confronti di banche, amministrazioni centrali ed enti del settore pubblico (low default portfolio) sono stati usati tassi di default associati a matrici di migrazioni fornite da informazioni pubbliche della societ à di rating Moody’s o da altri provider esterni.
La LGD è stimata su evidenze storiche proprietarie ad eccezione di alcune residuali operatività (per mancanza di sufficienti dati storici oggettivi dato il business recente o data la particolare tipologia di controparte – i.e. banche, amministrazioni centr ali ed enti territoriali) per le quali è stato fatto ricorso ad una LGD di settore. I flussi di cassa utilizzati nella stima della LGD sono attualizzati al tasso di interesse effettivo (EIR - Effective Interest Rate).
Al fine di determinare i parametri di rischio in una logica forward looking , il Gruppo si è dotato di modelli econometrici (basati sul framework degli stress test - c.d. modelli satellite) finalizzati a prevedere l’evoluzione dei fattori di rischio dell’istituto (ossia principalmente PD e migrazioni tra stati per rischio di credi to) sulla base di una previsione congiunta dell’evoluzione degli indicatori economici e finanziari (scenario macroeconomico). I modelli satellite utilizzati rispondono alla necessità di individuare l’esistenza di una relazione significativa tra le condizio ni economiche generali (variabili macroeconomiche e finanziarie) e una variabile proxy del fattore di rischio (variabile target), cioè il merito creditizio delle controparti (che rappresenta la rispettiva probabilità d’insolvenza a sintesi del fattore PD) che nella sua forma aggregata a livello di istituto viene rappresentato da un’attenta calibrazione dei tassi di deterioramento rilevati da Banca d’Italia.
Sfruttando la relazione individuata tra variabile target e i fattori macroeconomici, è dunque possibile ottenere valori previsionali dei tassi di deterioramento applicando le proiezioni future delle variabili esplicative provenienti da info -
provider estern o, impiegate anche a fini di informativa istituzionale e dalla funzione di Strategic Planning nell’ambito delle attività di competenza. La funzione Risk Management, in ottemperanza al principio IFRS 9,
137 impiega scenari macroeconomici che descrivono tre contesti caratterizzati da livelli crescenti di severità e criticità delle previsioni: uno scenario “baseline”, uno scenario “adverse” e uno scenario “climate”. Tali scenari producono tre diverse previsioni dei modelli satellite, rendendo necessaria una ponderazione: per l’esercizio in corso è stato definito di bilanciare i pesi degli scenari baseline, adverse e climate in considerazione dell’incertezza del quadro macroeconomico, che vede, da un lato, nel contesto geopolitico uno dei principali fattori di instabilità, e dall’altro il possibile manifestarsi di rischi non trascurabili connessi con l’evoluzione dell’attivit à economica globale.
La funzione Risk Management ha pertanto incluso le previsioni definite dai propri modelli satellite nelle strutture a termine di PD lifetime.
I modelli satellite sviluppati per la PD sono stati applicati in maniera speculare anche al Danger Rate, cioè alle migrazioni tra stati del credito, utilizzato in ambito LGD, il quale nella sua configurazione point in time & forward looking conferisce una struttura multi periodale alla LGD.
Misurazione delle perdite attese (ECL) Con riferimento all’inclusione dei fattori Forward Looking alimentanti il processo di provisioning IFRS 9, mediante utilizzo dei modelli satellite, la funzione Risk Management nel corso del primo semestre 2026 ha provveduto ad aggiornare gli scenari macroeconomici reperendoli da un info provider esterno e ponendoli a confronto con fonti ufficiali.
L’aggiornamento degli scenari riflette un contesto macroeconomico caratterizzato da un elevato grado di incertezza, riconducibile principalmente al perdurare delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e ai relativi effetti sui mercati energetici e sulle catene globali di approvvigionamento. Lo scenario centrale incorpora l’ipotesi di una graduale normalizzazione delle condizioni di mercato successivamente alle recenti interruzioni dei flussi commerciali e del traffico marittimo nelle principali rotte ener getiche, pur mantenendo aspettative di crescita economica più contenute e livelli di inflazione temporaneamente superiori rispetto alle previsioni formulate all’inizio dell’anno.
In coerenza con il framework adottato dal Gruppo, sono stati considerati tre distinti scenari macroeconomici, ponderati in funzione della probabilità di accadimento: uno scenario base (60%), uno scenario avverso (30%) e uno scenario climate (10%) :
• lo scenario base rappresenta l’evoluzione ritenuta maggiormente probabile del quadro macroeconomico e presuppone una progressiva attenuazione delle tensioni geopolitiche e dei relativi effetti sui mercati delle materie prime energetiche. In tale contesto, l’economia italiana registrerebbe una crescita moderata, con un incremento del PIL pari allo 0,3% nel 2026, allo 0,8% nel 2027 e allo 0,9% nel 2028. L’inflazione, sostenuta nel breve termine dall’aumento dei prezzi energetici, si attesterebbe al 3,0% nel 2 026 per poi convergere verso livelli più contenuti nel biennio successivo ;
• lo scenario avverso, denominato “Prolonged Iran War”, ipotizza invece un significativo deterioramento dello scenario geopolitico internazionale, caratterizzato dal protrarsi del conflitto, da una prolungata compromissione delle principali rotte energetiche globali e da persistenti pressioni sui pr ezzi del petrolio e del gas. Tale scenario determinerebbe un marcato rallentamento dell’attività economica globale, associato ad un forte incremento dell’inflazione e a politiche monetarie più restrittive. Per l’economia italiana si prevede una contrazione del PIL dell’1,0% nel 2026 e dello 0,2% nel 2027, accompagnata da un significativo aumento dei rendimenti dei titoli governativi e da un peggioramento delle condizioni di
finanziamento ;
• lo scenario climate, identificato come “Short -Term Disasters and Policy Stagnation”, prevede il verificarsi di eventi climatici estremi di elevata intensità e frequenza, in un contesto caratterizzato da un limitato avanzamento delle politiche di mitigazione e adattamento. La successione di eventi meteorol ogici avversi determina effetti negativi sulla capacità produttiva, sulla dotazione di capitale e sulla crescita economica, con una contrazione del PIL italiano pari all’1,0% nel 2026 e all’1,2% nel 2027, seguita da un graduale recupero nel medio termine .
138 Gli scenari e le relative ponderazioni sono stati utilizzati ai fini della determinazione delle componenti forward -
looking delle perdite attese e risultano allineati tra il perimetro del Gruppo Banca Ifis e quello del Gruppo illimity.
INDICATORI FINANZIARI
FINE ESERCIZIO (%) Scenario base Scenario avverso Scenario climate 2026 2027 2028 2026 2027 2028 2026 2027 2028 Crescita (decrescita) del PIL reale italiano a/a 0,3% 0,8% 0,9% (1,0)% (0,2)% 1,7% (1,0)% (1,2)% 1,2% Disoccupazione italiana 5,3% 5,7% 6,0% 5,5% 6,1% 6,2% 5,3% 6,2% 6,4% Euribor 3M 2,3% 2,2% 2,1% 2,6% 2,0% 1,7% 2,0% 1,1% 1,1% Rendimento BTP 10 anni 3,7% 3,8% 3,9% 6,4% 7,0% 6,2% 4,4% 4,5% 4,2% Crescita (decrescita) del prezzo del petrolio al barile Brent a/a 30,5% (22,3)% (15,3)% 81,1% (31,5)% (24,9)% 35,2% (21,5)% (16,5)% Inflazione italiana 3,0% 1,6% 1,7% 5,3% 2,0% 0,5% 3,6% 1,9% 0,8% Con riferimento alle probabilità di accadimento degli scenari, in linea con quanto effettuato per gli esercizi 2024 e 2025 e con la perdurante elevata incertezza del contesto geopolitico e macroeconomico, allo scenario baseline è stata attribuita una probabilità di accadimento del 60%, allo scenario avverso del 30% e allo scenario climatico del 10%. In ottica di prudenza, non sono stati considerati scenari “best case” .
Al fine di fornire informazioni tali da consentire una chiara comprensione degli elementi di giudizio utilizzati dal management e i relativi impatti, sono estate effettuate apposite analisi di sensitività. L’inclusione dei fattori forward looking per la misurazione delle perdite attese risulta, infatti, essere un esercizio particolarmente complesso, in quanto richiede di formulare previsioni macroeconomiche, di selezionare scenari e relative probabilità di accadimento nonché di definire un modello in grado di esprimere la relazione tra i citati fattori macroeconomici e i tassi di inadempimento delle esposizioni oggetto di valutazione.
Per tale motivo, al fine di poter apprezzare gli impatti sulle perdite attese conseguenti alla selezione di differenti scenari macroeconomici e in ottemperanza alle raccomandazioni formulate dall’ESMA, vengono di seguito fornite apposite analisi di sensiti vity, in termini di ECL. Tali analisi sono state condotte attribuendo una ponderazione del 100% a ciascun singolo scenario macroeconomico (“base”, “avverso” e “climatico”) rispetto all’approccio multiscenario seguito ai fini della redazione del presente documento.
La selezione di una sensitività multifattoriale, ottenuta facendo variare più parametri contemporaneamente ed implicita nella scelta di considerare scenari macroeconomici alternativi, è giustificata dal fatto che vi sono innumerevoli interrelazioni tra i d iversi fattori macroeconomici tali da rendere meno rappresentativa un’analisi di sensitività basata sul singolo fattore (a titolo di esempio, alla variazione del PIL sarebbero infatti correlate le variazioni di molte altre variabili macroeconomiche).
La base di riferimento per le analisi di sensitivity è rappresentata dalle perdite attese (ECL) relative alle esposizioni creditizie verso la clientela del Gruppo Banca Ifis (incluso il perimetro del Gruppo illimity), cioè i finanziamenti per cassa i e cre diti di firma. Trattasi, in particolare, dell’ECL determinata sulla base dei modelli in uso.
In particolare, la ponderazione al 100% “adverse” porterebbe ad un impatto sull’ECL da modello pari a circa il +1, 6%, la ponderazione 100% “baseline” porterebbe ad un impatto di circa -1,0%, mentre la ponderazione 100% “climate” comporterebbe un impatto di circa +1,4% .
Tecniche di mitigazione del rischio di credito Rientrano nell’ambito delle tecniche di mitigazione del rischio di credito quegli strumenti che contribuiscono a ridurre la perdita che il Gruppo andrebbe a sopportare in caso di default della controparte; nello specifico, ci si riferisce alle garanzie ric evute dalla clientela, sia di tipo reale sia personale, e ad eventuali contratti che possono determinare una riduzione del rischio di credito.
In linea generale, nell’ambito del processo di concessione e gestione del credito, per talune tipologie di affidamenti, viene incentivato il rilascio da parte della clientela di idonee garanzie atte a ridurne la rischiosità. Esse possono essere rappresenta te da:
139 • garanzie reali che gravano su beni, quali ad esempio i pegni su attività finanziarie, le ipoteche su immobili (residenziali/non residenziali); e/o • garanzie personali (tipicamente le fideiussioni) che gravano su un soggetto terzo ove la persona (fisica o giuridica) si costituisca garante della posizione debitoria del cliente in caso di insolvenza.
In particolare:
• nell’ambito dell’attività di factoring, qualora la tipologia e/o la qualità del credito ceduto non risultino pienamente soddisfacenti o, più in generale, il cliente cedente non risulti di merito creditizio sufficiente, è prassi consolidata, a maggior tutel a del rischio di credito assunto dal Gruppo nei confronti del cliente cedente, acquisire garanzie fideiussorie aggiuntive da parte di soci o amministratori dei clienti cedenti.
Per quanto riguarda i debitori ceduti nei rapporti di factoring, ove si ritenga che gli elementi di valutazione disponibili sul debitore ceduto non siano adeguati a una corretta valutazione/assunzione del rischio di credito connesso alla controparte debitrice, o che l’ammontare di rischio proposto superi i limiti individuati nella va lutazione della controparte, si acquisisce idonea copertura dal rischio di default del debitore ceduto. La copertura prevalentemente utilizzata su debitori ceduti esteri con operatività pro -soluto è realizzata attraverso garanzie rilasciate da factor corrispondenti e/o polizze assicurative sottoscritte con
operatori specializzati;
• in ambito finanziamenti verso imprese, ove possibile, si acquisiscono idonee garanzie del Fondo Centrale di Garanzia o da altre società rientranti nel perimetro pubblico come SACE S.p.A.;
• in relazione all’operatività di Structured Finance, si acquisiscono garanzie in funzione allo standing della controparte, alla durata ed alla tipologia del finanziamento. Tra queste garanzie rientrano oltre alle garanzie ipotecarie, i privilegi su impianti e macchinari, i pegni, le fideiussioni, l e assicurazioni del credito ed i depositi collaterali;
• in relazione all’operatività relativa al leasing finanziario, occorre sottolineare che il rischio di credito è attenuato dalla presenza del bene oggetto del leasing. Il locatore ne mantiene la proprietà sino all’esercizio dell’eventuale opzione di acquisto finale, garantendosi un maggior tasso di recupero in caso di insolvenza del cliente;
• in relazione all’operatività in crediti di difficile esigibilità ed acquisto di crediti fiscali da procedure concorsuali, ed al relativo modello di business, non vengono di norma realizzate azioni volte ad acquisire copertura a fronte dei rischi creditizi;
• la cessione del quinto è una forma tecnica poco rischiosa, in considerazione delle particolarità di questo prodotto che prevede obbligatoriamente una copertura assicurativa per il rischio di decesso e/o di perdita di impiego del cliente ed il vincolo, a ma ggior garanzia del finanziamento, del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturato dal cliente.
• l’operatività di finanziamento alle farmacie prevede un’anticipazione accompagnata da una cessione o da un mandato all’incasso dei crediti con la possibilità di utilizzare le anticipazioni successive a decurtazione dei finanziamenti in essere.
In linea con quanto stabilito dal Decreto Liquidità (D.L. 8 aprile 2020 n. 23) il Gruppo ha usufruito delle garanzie offerte dal Fondo di Garanzia statale per la tipologia di clientela e finanziamenti previsti dal Decreto, con coperture che possono arrivar e fino al 100%. Tale garanzia consente una riduzione degli RWA relativi al rischio di credito, in proporzione alla quota di esposizione coperta dal Fondo.
Nell’ambito dei portafogli Npl acquisiti sono incluse posizioni garantite da ipoteche su immobili che presentano una rischiosità inferiore rispetto al portafoglio complessivo acquisito.
La determinazione dell’ammontare complessivo degli affidamenti concedibili allo stesso cliente e/o gruppo giuridico ed economico tiene conto di appositi criteri per la ponderazione delle diverse categorie di rischio e delle garanzie. In particolare, al val ore di stima delle garanzie reali vengono applicati “scarti” prudenziali, differenziati per tipologia di garanzia.
140 Il Gruppo verifica nel continuo la qualità e l’adeguatezza delle garanzie acquisite sul portafoglio crediti, con presidi di secondo livello effettuati dalla funzione di Risk Management della Capogruppo e svolti in ambito Single File Review (SFR).
Esposizioni creditizie deteriorate Strategie e politiche di gestione Il Gruppo adotta un business model che presenta elementi peculiari rispetto alla maggior parte degli istituti bancari nazionali che operano sul mercato prevalentemente come banche generaliste.
Tale peculiarità del business si riverbera nei processi e sugli assetti gestionali, generando dinamiche dei flussi e degli stock che si riflettono nelle poste dell’attivo e relativi indicatori.
Nondimeno, la Capogruppo ritiene che il riferimento a ratio gestionali e strutturali “di sistema” e il mantenimento dei propri indicatori su livelli di eccellenza, rappresenti un elemento di qualità e valore da perseguire come specifico obiettivo, sia per il rafforzamento degli assetti aziendali sia per il miglioramento dei processi interni.
Tra questi, la qualità degli attivi riveste un carattere di assoluta priorità che deve esprimersi sia nella capacità di erogare credito, minimizzando i rischi di deterioramento delle esposizioni, sia nella capacità di gestire le esposizioni deteriorate, ot timizzando le performance di recupero in termini di ammontare e relative tempistiche.
In tal senso l’azione del Gruppo è orientata verso una duplice direzione:
• una costante tensione al miglioramento non solo dei processi di selezione ed erogazione del credito, ma anche dei processi di gestione dei crediti in bonis, risalendo, ove opportuno, fino alle politiche commerciali e/o di selezione delle singole operazioni , al fine di contenere al meglio la generazione di crediti deteriorati;
• una gestione proattiva del credito in bonis che presenta segnali di difficoltà e una gestione del recupero del credito deteriorato volta alla massimizzazione del valore, nel rispetto di soglie quantitative coerenti con gli obiettivi prefissati.
Nella gestione di tali aspetti il Gruppo deve, peraltro, necessariamente tenere conto dei diversi segmenti di attività e correlate tipologie di credito, declinando soluzioni ed azioni coerenti con le specificità dei singoli comparti, al fine di assicurare il miglior risultato in termini di tutela del valore e velocità di soluzione.
Indipendentemente dalla congiuntura in atto, il perseguimento dell’obiettivo di generale contenimento dello stock di crediti deteriorati permane ed è atteso che avvenga attraverso una strategia differenziata in relazione alla specificità dei singoli portaf ogli interessati (tenendo in considerazione la tipologia di controparte e la specificità dei singoli prodotti). In linea generale, le azioni che verranno adottate sono essenzialmente riconducibili alle seguenti direttrici, peraltro da tempo perseguite:
• contenimento del default rate al fine di ridurre l’afflusso di posizioni a non performing attraverso l’estensione e il rafforzamento dell’attività di monitoraggio delle relazioni creditizie volta ad anticipare, ed eventualmente a prevenire, il deterioramen to delle posizioni;
• miglioramento dei tassi di rientro “in bonis” grazie all’utilizzo esteso degli strumenti previsti dal rinnovato Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza;
• sfruttamento dell’expertise presente nel Gruppo Banca Ifis e dei virtuosi processi di recupero esistenti per massimizzare i tassi di recupero;
• riduzione dello stock di crediti deteriorati attraverso la valutazione di cessioni massive degli stock più datati o cessioni selettive di singole posizioni rilevanti, nonché attraverso l’applicazione delle vigenti politiche di write -off.
Le posizioni deteriorate o le posizioni performing che presentano comunque criticità marcate sono tutte gestite direttamente da specifiche unità organizzative del Gruppo.
141
Write -off
Il write off costituisce, come specificato dall’IFRS 9, un evento che dà luogo a una cancellazione contabile totale o parziale quando non si hanno più ragionevoli aspettative di recuperare l’attività finanziaria. Esso può verificarsi prima che le azioni legali per il recupero dell’attività finanziaria siano terminate e non comporta necessariamente la rinuncia al diritto legale di recuperare il credito.
L’eliminazione integrale di un credito è effettuata quando lo stesso è considerato irrecuperabile con rinuncia al diritto legale di recuperare il credito da parte del Gruppo. A titolo esemplificativo e non esaustivo ciò avviene in presenza della chiusura d i una procedura concorsuale, morte del debitore senza eredi, sentenza definitiva di insussistenza del credito, ecc.
Per quello che riguarda le cancellazioni totali o parziali senza rinuncia al credito, al fine di evitare il mantenimento in bilancio di crediti che, pur continuando ad essere gestiti dalle strutture di recupero, presentano possibilità di recupero molto mar ginali, su base almeno semestrale si procede all’individuazione dei rapporti da assoggettare ad una cancellazione contabile che presentano determinate caratteristiche definite a livello di singolo prodotto.
A livello di Gruppo si procede all’individuazione dei rapporti da assoggettare ad una cancellazione contabile che presentano contemporaneamente le seguenti caratteristiche:
• svalutazione totale del credito;
• anzianità di permanenza nello status sofferenza superiore a 5 anni;
• avvenuta dichiarazione di fallimento, o ammissione a liquidazione coatta amministrativa (LCA) o altra procedura concorsuale in corso.
La cancellazione dei crediti irrecuperabili rappresenta una buona pratica gestionale. Consente, infatti, alle strutture di concentrarsi sui crediti ancora recuperabili, garantisce un’adeguata rappresentazione del rapporto tra crediti anomali e crediti comp lessivi e assicura una corretta rappresentazione degli attivi di bilancio.
A livello organizzativo, le modalità operative di stralcio delle esposizioni creditizie seguite dalle diverse strutture del Gruppo e di informativa all’Alta Direzione, sono riportate dettagliatamente nelle politiche di monitoraggio e recupero del credito p redisposte a livello di Gruppo.
Attività finanziarie impaired acquisite o originate (POCI)
Aspetti organizzativi
Per gli aspetti organizzativi relativamente alle attività finanziarie impaired acquisite o originate (c.d. POCI) si rimanda al precedente paragrafo ad hoc inserito nella sottosezione “Aspetti organizzativi” della presente sezione “Rischi del consolidato prudenziale”.
Informazioni quantitative
Relativamente al portafoglio proprietario di Ifis Npl Investing, il valore nominale residuo è di 16.181 milioni di euro.
Tali crediti, il cui valore nominale alla data d’acquisto era di 17.858 milioni di euro, sono stati acquistati a fronte di un corrispettivo pagato di 1.325 milioni di euro che corrisponde ad un prezzo medio pari al 7,42 % del valore nominale storico. Nel corso del primo semestre 2026 sono stati acquistati crediti per un valore nominale di 480 milioni di euro a fronte di un corrispettivo di 86 milioni di euro, che corrisponde ad un prezzo medio del 17,9 %. Il portafoglio complessivo dei crediti deteriorati acquistati e non ancora incassati presenta un’anzianità complessiva media ponderata di 68 mesi rispetto alla data di acquisizione degli stessi.
Per quanto riguarda le singole fasi di lavorazione dei crediti Npl, così come descritte al precedente paragrafo “Aspetti organizzativi” relativo al rischio di credito, il valore di bilancio al 30 giugno 2026 delle posizioni in gestione stragiudiziale ammonta a 492,4 milioni di euro, mentre il valore di bilancio delle posizioni in gestione giudiziale ammonta a 932,9 milioni di euro. In aggiunta, vi sono i crediti in gestione post acquisto, dove vengono espletate tutte le attività di ricerca informazioni propedeutiche all’instradamento della posizione verso le modalità di trasformazione più adeguate. Nello specifico, il credito viene classificato in un’area cosiddetta di “staging” e contabilmente valorizzato al costo di acquisto senza contribuzione a conto economico in termini di margine. Di
142 norma dopo 6 -12 mesi le posizioni vengono indirizzate verso la forma di gestione più adeguata alle caratteristiche delle stesse. Il valore di bilancio dei crediti in gestione post acquisto è pari a 113,0 milioni di euro al 30 giugno 2026.
Pertanto, il valore di bilancio complessivo al 30 giugno 2026 del portafoglio proprietario di Ifis Npl Investing ammonta a 1.538,3 milioni di euro. Tale valore include POCI appartenenti al portafoglio proprietario di Ifis Npl Investing, i quali al 30 giugno 2026 sono classificati come non deteriorati, per un valore di bilancio di 7,1 milioni di euro.
Si segnala, infine, che, per cogliere le opportunità di mercato che dovessero presentarsi e nel rispetto di quanto previsto dal proprio business model, Ifis Npl Investing può procedere con la cessione a terzi di portafogli rappresentati da code di lavorazi one. Nel corso del primo semestre 2026 sono state perfezionate varie operazioni significative di vendita di portafogli a primari player attivi nell’acquisto di crediti Npl. Complessivamente sono stati ceduti crediti per un valore di bilancio di 10,9 milioni di euro a fronte di un prezzo complessivo di vendita pari a 23,0 milioni di euro , producendo utili netti per 12,1 milioni di euro .
Oltre al portafoglio proprietario di Ifis Npl Investing, per effetto dell’acquisizione di illimity Bank sono in essere al 30 giugno 2026 POCI appartenenti a società del Gruppo illimity per un valore di bilancio di 1.016,3 milioni di euro, i quali sono riferiti sia all’attività di acquisto di Npl effettuata dal Gruppo illimity sia agli ulteriori attivi deteriorat i emersi per effetto dell’aggregazione aziendale relativa all’acquisizione del Gruppo illimity (ossia gli attivi che alla data di acquisto, 4 luglio 2025, erano classificati come deteriorati).
In aggiunta alle suddette fattispecie di POCI appartenenti al portafoglio proprietario di Ifis Npl Investing e al perimetro del Gruppo illimity, vi sono ulteriori POCI per un valore di bilancio al 30 giugno 2026 di 22,2 milioni di euro, riferiti principalmente a operazioni di business combination effettuate dal Gruppo Banca Ifis nel corso degli esercizi precedenti (ad esclusione dei sopraccitati crediti rivenienti dall’aggregazione aziendale relativa al Gruppo illimity).
Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni Durante la vita delle attività finanziarie e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie possono essere oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l’attività originaria debba continuare ad essere rilevata in bilancio (cosiddetta “modification senza derecognition ”) o se, al contrario, lo strumento originario debba essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba quindi essere rilevato un nuovo strumento finanziario.
In generale, le modifiche di un’attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all’iscrizione di una nuova attività quando sono “sostanziali”. La valutazione circa la “sostanzialità” della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell’attività ed alla iscrizione di un nuovo stru mento finanziario.
Le analisi (quali -quantitative) volte a definire la “sostanzialità” delle modifiche contrattuali apportate ad un’attività finanziaria, dovranno pertanto considerare:
• le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
– le prime, volte a “trattenere” il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte a adeguare l’onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio
143 economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta il Gruppo effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e il Gruppo subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
– le seconde, effettuate per “ragioni di rischio creditizio” (misure di forbearance ), sono riconducibili al tentativo del Gruppo di massimizzare la recovery dei cash flow del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappres entazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella effettuata tramite il “modification accounting”, che implica la rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario, e non tramite la derecognition;
• la presenza di specifici elementi oggettivi che incidono sulle modifiche sostanziali delle caratteristiche e/o dei flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio la modifica della tipologia di rischio controparte a cui si è esposti), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.
Al 30 giugno 2026 l’impatto sul Gruppo Banca Ifis delle rinegoziazioni commerciali o delle concessioni che costituiscono “modification senza derecognition” ai sensi dell’IFRS 9 è sostanzialmente nullo.
Operazioni di cartolarizzazione Non formano oggetto di rilevazione nella presente sezione le operazioni di cartolarizzazione nelle quali siano originator banche del medesimo consolidato prudenziale e il complesso delle passività emesse (ad esempio, titoli ABS, finanziamenti nella fase di warehousing, ecc.) dalle società veicolo sia sottoscritto all’atto dell’emissione da una o più società del medesimo consolidato prudenziale. In altri termini, le operazioni di autocartolarizzazione interamente sottoscritte da società appartenenti al consolidato prudenziale del Gruppo Banca Ifis (quali quelle dei veicoli Ifis Npl 2021 -1 SPV S.r.l., Emma S.P.V. S.r.l. e Indigo Lease S.r.l.), sono trattate in una sezione successiva in ambito di rischio di liquidità a cui si rimanda.
Il Gruppo Banca Ifis ha predisposto la “Politica di Gruppo per la gestione delle operazioni di cartolarizzazione nel ruolo di Cedente/Promotore/Investitore”, con la quale disciplina il processo di gestione delle operazioni di cartolarizzazione nelle ipotes i in cui intervenga nel ruolo di “cedente” (cioè di soggetto che ha partecipato al contratto originario che ha costituito le obbligazioni che originano le esposizioni cartolarizzate o che ha acquistato le esposizioni di un terzo e successivamente procede a lla loro cartolarizzazione), di “investitore” (cioè di soggetto sottoscrittore dei titoli) o di “promotore” (cioè di soggetto che struttura l’operazione così come definito dell’art. 2 del Regolamento UE 2017/2402). Tale politica definisce con chiarezza, pe r ciascuna delle fattispecie identificate, i compiti delle unità organizzative e degli organi aziendali coinvolti, sia con riferimento alle attività propedeutiche di due diligence sia con riguardo al monitoraggio, nel continuo, delle performance dell’opera zione.
Di seguito sono elencate le operazioni di cartolarizzazione in essere al 30 giugno 2026.
Cartolarizzazione Ifis ABCP Programme Nel 2016 ha preso avvio un programma revolving di cartolarizzazione di crediti commerciali verso debitori ceduti di durata triennale. A fronte della ricessione iniziale dei crediti da parte di Banca Ifis (originator) per un ammontare pari a 1.254,3 milioni di euro, il veicolo denominato Ifis ABCP Programme S.r.l. ha emesso titoli senior, sottoscritti da veicoli di investimento che fanno riferimento alle banche co -arrangers dell’operazione, per un ammontare pari a 850 milioni di euro, aumentato a 1.000 milioni di euro nel corso del 2018, contestualmente all’ allungamento di due anni del periodo revolving. Un ulteriore quota di titoli senior, del valore nominale massimo di 150 milioni di euro, inizialmente emessi per 19,2 milioni di euro e con adeguamento successivo in funzione della composizione del portafogli o riceduto, era stata sottoscritta da Banca Ifis. Nel corso del 2019 tale quota è stata dapprima parzialmente rimborsata dal veicolo e successivamente ceduta ad una banca terza per il valore complessivo residuo di 98,9 milioni di euro. Il differenziale fra il valore del portafoglio crediti e i titoli senior emessi rappresenta
144 il supporto di credito per i portatori dei titoli stessi, che ha la forma di un prezzo di cessione differito (c.d. deferred purchase price - DPP ).
A fine giugno 2024 tale cartolarizzazione è stata oggetto di ristrutturazione per un valore di 1,2 miliardi di euro.
Tale operazione di ristrutturazione ha portato Banca Ifis, che ha assunto il ruolo di Lead -Arranger e Calculation Agent, a migliorare le condizioni economiche della cartolarizzazione e ad allargare la platea degli investitori, che è passata da sei a otto istituti. Alle banche già coinvolte nel progetto si sono aggiunte Cassa Depositi e Prestiti (CDP), il cui impegno mira a garantire nuova finanza alle Pmi, e Natixis CIB, quest’ultima assumendo anche il ruolo di co -arranger. La ristrutturazione ha previsto complessivamente il mantenimento delle caratteristiche strutturali attuali, al netto dell’estensione del revolving period per un periodo di 24 mesi, dell’estensione della final maturity date dei titoli e di una revisione delle condizioni economiche applicate. I titoli della cartolarizzazione sono oggi quotati presso il segmento ExtraMOT PRO di Borsa Italiana. Tale oper azione di ristrutturazione non ha avuto impatti sulla situazione economica e patrimoniale del Gruppo Banca Ifis.
Nel corso del mese di giugno 2026 l’operazione è stata oggetto di nuova ristrutturazione comportando un aumento del valore massimo nonché della platea di investitori. Nella fattispecie, in data 25 giugno 2026 il veicolo Ifis ABCP Programme S.r.l. ha emesso nuovi titoli senior, sottoscritti da veicoli di investimento che fanno riferimento alle banche co -arrangers dell’operazione , caratterizzati da scadenza finale giugno 2030 , un valore nominale complessivo di 1.400,0 milioni di euro e un corrispondente valore di emissione iniziale di 1.082,1 milioni di euro.
La Capogruppo Banca Ifis ha provveduto a sottoscrivere tali titoli senior per una quota pari al 5% del totale emesso, corrispondente ad un valore nominale di 70,0 milioni di euro e un valore di emissione iniziale di 54,1 milioni di euro.
Anche per tale nuova emissione, i l differenziale fra il valore del portafoglio crediti e i titoli senior emessi costituisce il supporto di credito per i portatori dei titoli stessi nella forma di deferred purchase price (DPP) .
L’attività di servicing è svolta dalla stessa Banca Ifis che, con la propria struttura, si occupa di:
• seguire giornalmente le attività per la gestione degli incassi e la verifica dei flussi di cassa;
• assicurare ad ogni cut off date la quadratura delle evidenze di fine periodo;
• procedere ad ogni cut off date alla verifica, al completamento e alla trasmissione del Service report contenente le informazioni del portafoglio cartolarizzato richieste dal veicolo e dalle banche finanziatrici.
Il programma di cartolarizzazione prevede che gli incassi ricevuti dalla Banca vengano trasmessi al veicolo quotidianamente, mentre le cessioni periodiche del nuovo portafoglio avvengono con cadenza di circa sei volte al mese; in questo modo viene garantit o un elapsed temporale ravvicinato fra i flussi in uscita dalla Banca e i flussi in entrata relativi al pagamento delle nuove cessioni.
Si evidenzia che i crediti verso debitori ceduti cartolarizzati sono solo in parte iscritti nell’attivo di bilancio, in particolare per la parte che la Banca ha acquistato dal cedente a titolo definitivo, cioè con il trasferimento al cessionario di tutti i rischi e benefici. Le tabelle riportate nell’informativa quantitativa riportano pertanto solamente tale porzione di portafoglio.
In ossequio ai principi contabili IAS/IFRS, l’operazione di cartolarizzazione allo stato non configura trasferimento sostanziale di tutti i rischi e benefici, in quanto non soddisfa i requisiti per la derecognition. Inoltre, si è provveduto al consolidamen to del veicolo Ifis ABCP Programme S.r.l. in quanto, a seguito di un’analisi circa i requisiti stabiliti dall’IFRS 10, esso è risultato come soggetto al controllo di Banca Ifis ( per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo “Area e metodi di consolidamento” della sezione “Politiche contabili” delle presenti Note illustrative ).
La perdita teorica massima che può subire Banca Ifis è rappresentata dalle eventuali perdite che possono manifestarsi all’interno del portafoglio crediti riceduti, i cui impatti sono i medesimi che Banca Ifis subirebbe in assenza del programma di cartolari zzazione stesso; di conseguenza, la cartolarizzazione in bilancio è stata rilevata come segue:
• i crediti acquistati a titolo definitivo cartolarizzati rimangono iscritti, nell’ambito dei “crediti verso clientela”, alla sottovoce “factoring”;
• il finanziamento ottenuto attraverso l’emissione dei titoli senior sottoscritti da terzi è stato iscritto nella voce “titoli in circolazione” del passivo di stato patrimoniale;
145 • gli interessi attivi sui crediti sono rimasti iscritti nella medesima voce di conto economico “interessi attivi e proventi assimilati”;
• gli interessi passivi maturati sui titoli sono iscritti negli “interessi passivi e oneri assimilati” nella sottovoce “titoli in circolazione”;
• le commissioni di organizzazione dell’operazione sono state interamente spesate nel conto economico dell’esercizio in cui ha avuto inizio il programma.
Altre cartolarizzazioni
Al 30 giugno 2026 il Gruppo Banca Ifis detiene complessivamente un portafoglio di titoli emessi da veicoli di cartolarizzazione per complessivi 1,3 miliardi di euro, di cui 1,1 miliardi di euro valutati al costo ammortizzato, 151,1 milioni di euro valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e 75,4 milioni di euro valutati al fair value con impatto a conto economico. Tali dati includono:
• cartolarizzazioni multioriginator nelle quali il Gruppo ha assunto, insieme ad altre banche, anche il ruolo di cedente. Il Gruppo ha sottoscritto titoli il cui valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a 536,9 milioni di euro. Per ulteriori dettagli si rimanda al successivo paragrafo “Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente”, all’interno della sottosezione “Operazioni di cessione” della presente sezione “Rischi del consolidato prudenziale” ;
• titoli monotranche caratterizzati da un valore di bilancio al 30 giugno 2026 pari a 26,4 milioni di euro (32,6 milioni di euro al 31 dicembre 2025) ;
• titoli con sottostante attività non finanziarie per un valore di bilancio al 30 giugno 2026 pari a 11,6 milioni di euro .
Tale portafoglio di titoli di cartolarizzazione di complessivi 1,3 miliardi di euro comprende per 1,0 miliardi di euro i saldi relativi alle cartolarizzazioni di terzi del Gruppo illimity. Con riferimento a tali cartolarizzazioni derivanti dal Gruppo illimity , le valutazioni delle note senior sono state assoggettate a specifiche valutazioni che hanno coinvolto le funzioni aziendali competenti. In particolare, le funzioni di business sono responsabili delle valutazioni dei flussi di recupero futuri dei crediti Npl sottostanti. Tali flussi di recupero sono stati rivisti sia in seguito a eventi ordinari (ad es. le review da parte dei servicer), sia per tenere conto di eventi straordinari (i.e. specifiche sentenze relative a crediti il cui recupero è giudiziale), nonchè dei risultati della due diligence effettuata nell’ambito dell’acquisizione da parte del Gruppo Banca Ifis. Tali valutazioni sono state altresì oggetto di specifici audit periodici.
Operazioni di cessione Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente Le operazioni di trasferimento che non hanno comportato la cancellazione dal bilancio delle sottostanti attività finanziarie sono rappresentate da:
• operazioni di cartolarizzazione di esposizioni creditizie verso la clientela;
• operazioni di pronti contro termine (PCT) passive su titoli di proprietà, in prevalenza classificati nei portafogli delle “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e “Attività finanziarie valutate al costo ammo rtizzato”.
Per le operazioni passive di PCT, la mancata “derecognition ” del titolo, oggetto di cessione a pronti, deriva dal fatto che il Gruppo trattiene sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici connessi al titolo, avendo l’obbligo di riacquistarlo a termine ad un prezzo stabilito contrattualmente. I titoli oggetto di t rasferimento continuano pertanto a trovare rappresentazione nei portafogli contabili di appartenenza; il corrispettivo della cessione viene rilevato tra le “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) debiti verso le banche o b) debiti verso l a clientela”, in funzione della tipologia di controparte. Al riguardo si deve segnalare che nelle seguenti tabelle non trovano rappresentazione le operazioni di pronti contro termine passivi effettuate su titoli non iscritti in bilancio, qualora la disponi bilità degli stessi consegua ad operazioni di PCT attivi.
146 Per le operazioni di cartolarizzazione, descritte nel precedente paragrafo “C. Operazioni di cartolarizzazione”, la mancata “derecognition ” consegue alla sottoscrizione, da parte del Gruppo, delle tranche dei titoli junior o di esposizioni analoghe, che comportano, in capo allo stesso, il rischio delle prime perdite e, parimenti, il beneficio connesso al rendimento del portafoglio delle atti vità trasferite. A fronte del trasferimento, il corrispettivo incassato viene rilevato in contropartita della rilevazione di un debito verso la società veicolo, al netto delle tranche di titoli sottoscritti o di utilizzi di forme di sostegno di liquidità a favore del veicolo al fine di effettuare pagamenti in linea capitale. Il finanziamento così iscritto verso la società veicolo è destinato a ridursi per effetto delle somme incassate dall’originator, in qualità di “ servicer”, e trasferite allo stesso veicolo.
Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente con rilevazione del continuo coinvolgimento Il Gruppo non ha effettuato operazioni di cessione per le quali sia necessario fornire informazioni ai sensi dell’IFRS 7.
Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente Al 30 giugno 2026 il Gruppo detiene titoli cartolarizzati e quote di fondi comuni d’investimento acquisite a seguito di operazioni di cessione di attività finanziarie cancellate integralmente, effettuate nel corso del primo semestre 2026 ed in esercizi pre cedenti. Tali operazioni hanno comportato la cessione di attività finanziarie, costituite da finanziamenti, da parte del Gruppo a società veicolo per la cartolarizzazione o a fondi comuni d’investimento e la loro cancellazione ai sensi dell’IFRS 9, a segui to della verifica che l’originator stesso (la Capogruppo Banca Ifis o altre società del Gruppo) abbia trasferito sostanzialmente i rischi ed i benefici delle attività cedute e non abbia contemporaneamente mantenuto alcun controllo sulle medesime attività. In sostituzione di tali attività cancellate, sono state invece iscritte tra le attività finanziarie i titoli cartolarizzati o le quote dei fondi ricevuti nelle medesime operazioni.
Si riporta di seguito l’informativa relativa alle operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi, in particolare di quelli “unlikely to pay”, riconducibili a cessione dei crediti a un fondo comune di investimento con attribuzione de lle relative quote agli intermediari cedenti o a società veicolo di cartolarizzazione.
Nella seguente tabella viene fornito il dettaglio dei fondi e degli altri assets detenuti (ad esempio titoli di cartolarizzazione), con evidenza della società di gestione del fondo (o della società veicolo in caso di operazioni di cartolarizzazione) del va lore di bilancio al 30 giugno 2026.
147 Nome dell’operazione Valore di bilancio al
30.06.2026
(in migliaia di euro) Società di gestione del Risparmio o società veicolo Fondo Keystone 37.234 Kryalos SGR illimity Credit & Corporate Turnaround Fund 5.005 Fürstenberg SGR (già illimity SGR ) City Regeneration Fund 8.243 Redo SGR IDeA Corporate Credit Recovery (CCR) I - comparto Crediti 4.452 Dea Capital Alternative Funds SGR IDeA Corporate Credit Recovery (CCR) II - comparto Crediti 5.926 Dea Capital Alternative Funds SGR IDeA Corporate Credit Recovery (CCR) II - comparto Shipping 62 Dea Capital Alternative Funds SGR BCC NPLs 2020 22.215 BCC NPLs 2020 S.r.l .
BCC NPLs 2021 3.066 BCC NPLs 2021 S.r.l .
Luzzatti POP NPLs 2024 S.r.l. 8.977 Luzzatti POP NPLs 2024 S.r.l.
Luzzatti POP NPLs 2025 S.r.l. 28.608 Luzzatti POP NPLs 2025 S.r.l.
Fondi Olympus 271.661 Finint Investments SGR Fondo UTP Italia 19.999 Sagitta SGR Fondo Persefone 12.750 P&G SGR Fondo iREC 31.878 Fürstenberg SGR (già illimity SGR ) Fondo Granulare NPL 3.233 Fürstenberg SGR (già illimity SGR ) Fondo UTP Restructuring 16.523 Sagitta SGR Vela 1 239.496 Vela 2023 SPV S.r.l.
Vela 2 93.374 Bolina SPV S.r.l.
Vela 3 119.976 Zefiro SPV S.r.l.
Mela 12.886 Aporti S.r.l. -Comparto V Bela 10.052 Bela 2022 SPV S.r.l.
Operazioni concluse nel primo semestre 2026
Fondo Keystone
Fondo comune di investimento di tipo chiuso e riservato ad investitori professionali per la gestione e valorizzazione di crediti prevalentemente unlikely -to-pay (UTP), istituito nel febbraio 2022 da parte di Kryalos SGR e finalizzato a favorire la massimizzazione del recupero, anche attraverso il ricorso alla nuova finanza, dei crediti apportati al fondo.
Nel mese di gennaio 2026 illimity Bank ha sottoscritto quote per un valore complessivo di iscrizione iniziale del fair value di 39,4 milioni di euro in concomitanza con la cessione al fondo di alcuni crediti “single name” deteriorati.
Il valore di partecip azione di illimity Bank nel fondo è di circa il 9,1%.
Il valore di bilancio del fondo al 30 giugno 2026 è pari a 37,2 milioni di euro.
Operazioni concluse negli esercizi precedenti Fondo “illimity Credit & Corporate Turnaround Fund” Fondo di restructuring gestito da Fürstenberg SGR (la quale prima del 18 dicembre 2025 era denominata illimity SGR), costituito nel 2021 con l’obiettivo di acquistare crediti non performing vantati dalle banche verso aziende impegnate in processi di ristru tturazione.
La sottoscrizione delle quote del fondo da parte della Capogruppo Banca Ifis è avvenuta nel mese di aprile 2024 con un investimento di 7,4 milioni di euro, importo coincidente con il prezzo di cessione di crediti vantati nei confronti di una azienda del se ttore automotive. All’atto della sottoscrizione l’investimento della Capogruppo è risultato rappresentare il 3,3% del fondo, e successivamente sono intervenuti vari closing, che non hanno interessato Banca Ifis, e che hanno ridotto la partecipazione al fon do al 2,68%.
Nel corso del 2024 è pervenuta una prima distribuzione. Il valore di bilancio al 30 giugno 2026 delle quote detenute da Banca Ifis è pari a 5,0 milioni di euro.
148 Fondo "City Regeneration Fund" Fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso e riservato a investitori professionali istituito nel novembre 2020 con l’obiettivo di effettuare investimenti sostenibili in iniziative immobiliari volte alla rigenerazione urbana e avent i impatto sociale, con focalizzazione su Social Housing, Senior Living e Student Housing.
Nel novembre 2023 Banca Ifis ha ceduto il credito vantato nei confronti di un unico debitore, titolare del più grande progetto di rigenerazione urbana in Italia, con un valore nominale di 9,2 milioni di euro ed un valore di bilancio di 5,9 milioni di euro. A fronte della transazione, Banca Ifis ha ricevuto le quote del fondo “City Regeneration Fund” iscritte ad un fair value di 6,3 milioni di euro.
Al 30 giugno 2026, il valore di bilancio della quota di partecipazione di Banca Ifis è pari a 8,2 milioni di euro.
Fondo IDeA CCR I - comparto Crediti Fondo costituito a gennaio 2016, con l’obiettivo di acquistare crediti e strumenti non performing vantati dalle banche nei confronti di società coinvolte in processi di ristrutturazione.
Banca Ifis è divenuta quotista nel mese di luglio 2019, nell’ambito dell’ultimo closing realizzato dal comparto, attraverso la sottoscrizione di quote per un controvalore di 15,9 milioni di euro, in concomitanza con la cessione al fondo di crediti e strume nti partecipativi vantati nei confronti di un operatore del settore automotive. La quota di partecipazione al fondo di Banca Ifis è rappresentativa del 13,66% del comparto. Nel 2024, giunto a scadenza, il fondo è stato posto in liquidazione. Il team di gestione del comparto è focalizzato nella vendita dell’ultimo asset in portafoglio da cui deriverà il rimborso finale delle quote.
Il suo valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a 4,5 milioni di euro.
Fondo IDeA CCR II - comparto Crediti Fondo costituito nel 2017, replica del fondo CCR I avviato in precedenza, con l’obiettivo di acquistare crediti e strumenti non performing vantati dalle banche nei confronti di società coinvolte in processi di ristrutturazione.
Nel 2017 Banca Ifis ha sottoscritto quote per un valore iniziale complessivo di 8,8 milioni di euro in concomitanza con la cessione al fondo del credito vantato nei confronti di unico debitore operante nel settore manufatturiero.
Al momento della sottoscrizione la quota del comparto detenuta da Banca Ifis era pari al 3,72%. A seguito dei successivi closing posti in essere dal fondo, che non hanno riguardato la quota di Banca Ifis, la partecipazione al comparto del fondo si è ridott a allo 0,44%.
Nel mese di dicembre 2024 Banca Ifis ha sottoscritto ulteriori n. 209,910 quote del fondo per un controvalore di 3,8 milioni di euro in concomitanza con la cessione allo stesso del credito vantato nei confronti di una società operante nel settore arredamen to. All’atto della sottoscrizione le nuove quote rappresentavano lo 0,64% del totale quote emesse. A seguito di ulteriori closing intervenuti entro fine anno, la percentuale è scesa a 0,53% per un valore pari a 3,1 milioni di euro.
Nel corso degli anni sono intervenute varie distribuzioni a favore dei quotisti. Il suo valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a 5,9 milioni di euro.
Fondo IDeA CCR II - comparto Shipping Comparto istituito nel 2018 all’interno del Fondo CCR II avviato nel 2017, specifico per crediti non performing rivenienti da operazioni con operatori del settore navale. Il comparto è denominato in dollari statunitensi.
La sottoscrizione delle quote del comparto da parte di Banca Ifis è avvenuta a dicembre 2018 con un investimento di 37,7 milioni di dollari, importo coincidente con il prezzo di cessione di crediti garantiti da ipoteca navale, vantati nei confronti di altr ettanti operatori. La quota di partecipazione di Banca Ifis rappresenta il 19,34% delle quote del comparto.
149 Nel corso degli anni il fondo ha operato importanti distribuzioni dei proventi realizzati attraverso l’attività di ristrutturazione dei crediti, repossess delle navi e successiva vendita di parte di esse, anticipando di molto la recovery attesa dai quotisti. Il suo valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a 0,1 milioni di euro.
In aggiunta a quanto sopra, sempre nell'ottica di perseguire l'attività di de -risking, Banca Ifis ha partecipato a due operazioni di cartolarizzazione multioriginator rispettivamente nel 2020 e nel 2021.
Cartolarizzazione “BCC NPLs 2020” Operazione multioriginator con cui si è perfezionata a novembre 2020, da parte di 90 banche di cui 88 appartenenti al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea e due banche esterne a tale gruppo (Banca Ifis e Banca Popolare Valconca), la cessione di altrettanti portafogli di crediti deter iorati classificati a sofferenza alla data di cessione per una pretesa creditoria complessiva di nominali 2,3 miliardi di euro (di cui 249,0 milioni di euro relativi al portafoglio ceduto da Banca Ifis) a favore di una società veicolo (“BCC NPLs 2020 S.r.l.”) costituita ai sensi della Legge 130/1999 attraverso la realizzazione di una cartolarizzazione assistita dalla garanzia dello Stato sulle passività emesse (c.d. “GACS”) ai sensi del D.L. 14 febbraio 2016, n.18.
BCC NPLs 2020 S.r.l. ha finanziato l’acquisto del portafoglio crediti mediante l’emissione di titoli asset -backed, ai sensi del combinato disposto degli articoli 1e 5 della Legge 130, per un valore nominale complessivo pari a circa 585 milioni di euro, art icolati nelle seguenti classi:
• 520 milioni di euro di titoli senior (di cui nominali 55 milioni di euro sottoscritti da Banca Ifis), scadenza gennaio 2045 e dotati di rating Baa2 e BBB rilasciati, rispettivamente, da Moody’s Italia S.r.l. e Scope;
• 41 milioni di euro di titoli mezzanine, con scadenza gennaio 2045 e dotati di rating Caa2 e CC rilasciati, rispettivamente, da Moody’s Italia S.r.l. e Scope;
• 24 milioni di euro di titoli junior, con scadenza gennaio 2045 e privi di rating.
I titoli mezzanine ed i titoli junior sono stati sottoscritti da investitori indipendenti che non hanno relazioni e/o legami con le banche cedenti, fermo restando che ciascuna banca cedente, inclusa la Capogruppo Banca Ifis, si è impegnata al mantenimento di una quota almen o pari al 5% del valore nominale di ciascuna tranche di titoli emesse nel contesto dell’operazione.
Nel contesto di tale operazione la Capogruppo Banca Ifis ha beneficiato della derecognition contabile e prudenziale delle attività cedute. Il valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a 22,1 milioni di euro per le quote senior e a 163 mila euro per le quote mezzanine, mentre le quote junior hanno un valore non rilevante.
Cartolarizzazione “BCC NPLs 2021” Operazione multioriginator con cui si è perfezionata a novembre 2021, da parte di 77 banche, di cui 74 appartenenti al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea e 3 banche esterne a tale gruppo (Banca Ifis, Cassa di Risparmio di Asti e Guber Banca), la cessione di altrettanti portafogli d i crediti deteriorati classificati a sofferenza alla data di cessione per una pretesa creditoria complessiva di nominali 1,3 miliardi di euro (di cui 86,9 milioni di euro relativi al portafoglio ceduto da Banca Ifis) a favore di una società veicolo (“BCC NPLs 2021 S.r.l.”) costituita ai sensi della Legge 130/1999 attraverso la realizzazione di una cartolarizzazione assistita dalla garanzia dello Stato sulle passività emesse (c.d. “GACS”) ai sensi del D.L. 14 febbraio 2016, n.18.
BCC NPLs 2021 S.r.l ha finanziato l’acquisto del portafoglio crediti mediante l’emissione di titoli asset -backed, ai sensi del combinato disposto degli articoli 1 e 5 della Legge 130, per un valore nominale complessivo pari a 336,5 milioni di euro, articol ati nelle seguenti classi:
• 284 milioni di euro di titoli senior (di cui nominali 7,8 milioni di euro sottoscritti da Banca Ifis), con scadenza aprile 2046 e dotati di rating Baa2, BBB e BBB rilasciati, rispettivamente, da Moody’s Italia S.r.l., Scope e Arc Rating S.A.;
• 39,5 milioni di euro di titoli mezzanine, con scadenza aprile 2046 e dotati di rating Caa2, CCC e CCC+ rilasciati, rispettivamente, da Moody’s Italia S.r.l, Scope e Arc Rating S.A.;
150 • 13 milioni di euro di titoli junior, con scadenza aprile 2046 e privi di rating.
I titoli mezzanine ed i titoli junior sono stati sottoscritti da investitori indipendenti che non hanno relazioni e/o legami con le banche cedenti, fermo restando che ciascuna banca cedente, inclusa la Capogruppo Banca Ifis, si è impegnata al mantenimento di una quota almeno pari al 5% del valore nominale di ciascuna tranche di titoli emesse nel contesto dell’operazione.
Nel contesto di tale operazione, Banca Ifis ha beneficiato della derecognition contabile e prudenziale delle attività cedute. Il valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a 3,0 milioni di euro per le quote senior e a 9 1 mila euro per le quote mezzanine, mentre le quote junior hanno un valore non rilevante.
Luzzatti POP NPLs 2024 Nel mese di dicembre 2024 la controllata Ifis Npl Investing ha partecipato all’operazione cartolarizzazione multioriginator denominata “Popolari NPLs 2024” con oggetto crediti di titolarità di nove banche o intermediari finanziari, inclusa Ifis Npl Investing, derivanti da crediti in sofferenza ipotecari o chirografari. L’operazione è stata perfezionata con l’acquisizione dei crediti da parte della società veicolo Legge n. 130/1999 denominata Luzzatti POP NPLs 2024 S.r.l. e ha comportato per Ifis Npl Investing la cessione di un portafoglio sofferenze (interamente costituito da posizioni unsecured in fase di recupero stragiudiziale) per un valore di bilancio pari a 10,3 milioni di euro e un valore nominale residuo pari a 24,3 milioni di euro.
I titoli sono stati emessi in tre classi: una classe senior offerta in sottoscrizione a ciascuna delle cedenti alla pari e pro quota e dotata di un rating “investment grade” area BBB; una classe mezzanine e una classe junior entrambe collocate da IMI sul m ercato istituzionale al netto di una quota del 5% sottoscritta dai cedenti conformemente alle previsioni sul mantenimento di un interesse economico netto rilevante (c.d. “risk retention”). Successivamente alla sottoscrizione pro quota da parte di Ifis Npl Investing dei titoli senior, gli stessi sono stati ceduti alla Capogruppo Banca Ifis, al netto di una quota del 5% trattenuta da Ifis Npl Investing.
L’importo dei titoli senior al 30 giugno 2026 risulta pari rispettivamente a 8,2 milioni di euro per Banca Ifis e 0,4 milioni di euro per Ifis Npl Investing, mentre il valore di bilancio dei titoli mezzanine e junior detenuti da Ifis Npl Investing è sostanzialmente nullo.
Al fine di sostenere il rating dei titoli senior, Ifis Npl Investing e le altre cedenti hanno perfezionato un finanziamento a esigibilità limitata (“Limited Recourse Loan”) con la società veicolo Luzzatti POP NPLs 2024 S.r.l., volto principalmente a finanziare, in maniera commisurata al prezzo del portafoglio rispettivamen te ceduto, la cash reserve iniziale del veicolo. Al 30 giugno 2026 l’importo erogato da Ifis Npl Investing risulta pari a 0,3 milioni di euro.
Luzzatti POP NPLs 2025 Nel mese di dicembre 2025 la controllata Ifis Npl Investing ha partecipato all’operazione cartolarizzazione multioriginator denominata “Popolari NPLs 2025” avente ad oggetto crediti di titolarità di varie banche o intermediari finanziari, inclusa Ifis Npl Investing, derivanti da crediti in sofferenza ipotecari o c hirografari.
L’operazione, dal valore complessivo di 333 milioni di euro, è stata perfezionata con l’acquisizione dei crediti da parte della società veicolo Legge n. 130/1999 denominata Luzzatti POP NPLs 2025 S.r.l. e ha comportato per Ifis Npl Investing la cessione di un portafoglio sofferenze per un valore di bilancio pari a 23,5 milioni di euro.
I titoli sono stati emessi in tre classi:
• una classe senior per complessivi 35 milioni di euro, offerta in sottoscrizione a ciascuna delle cedenti alla pari e pro quota e dotata di un rating BBB+;
• una classe mezzanine e una classe junior, rispettivamente per 6 milioni di euro e 1 milione di euro, entrambe collocate da IMI sul mercato istituzionale al netto di una quota del 5% sottoscritta dai cedenti conformemente alle previsioni sul mantenimento di un interesse econom ico netto rilevante (c.d. “risk retention”).
Successivamente alla sottoscrizione pro quota da parte di Ifis Npl Investing dei titoli senior, gli stessi sono stati ceduti alla Capogruppo Banca Ifis, al netto di una quota del 5% trattenuta da Ifis Npl Investing.
151 L’importo dei titoli senior al 30 giugno 2026 sottoscritti dal Gruppo risulta pari rispettivamente a 25,8 milioni di euro per Banca Ifis e 1,4 milioni di euro per Ifis Npl Investing, mentre il valore di bilancio dei titoli mezzanine e junior detenuti da Ifis Npl Investing è pari a complessivi 15 mila euro.
Al fine di sostenere il rating dei titoli senior, Ifis Npl Investing e le altre cedenti hanno perfezionato un finanziamento a esigibilità limitata (“Limited Recourse Loan”) con la società veicolo Luzzatti POP NPLs 2025 S.r.l., volto principalmente a finanziare, in maniera commisurata al prezzo del portafoglio rispettivamente ceduto, la cash reserve iniziale del veicolo. Al 30 giugno 2026 l’importo erogato da Ifis Npl Investing risulta pari a 1,4 milioni di euro.
Fondi Olympus
Fondi comuni di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso e riservato a investitori professionali istituiti nel settembre 2023 da parte di Finint Investments SGR e finalizzati all’ottimizzazione e valorizzazione del profilo economico, reddituale e finanziario del patrimonio raccolto in fase di avvio dell'operatività dei Fondi aventi come sottostante crediti deteriorati e beni immobiliari.
Nel 2023 illimity Bank ha sottoscritto quote per un valore complessivo di iscrizione iniziale del fair value di 354,5 milioni di euro in concomitanza con la cessione ai fondi di un portafoglio di attività costituito da crediti deteriorati, note di cartolarizzazione, immobili e strumenti finanziari partecipativi. Il valore di partecipazione di illimity Bank nei d ue fondi è di circa il 48%. Nel fondo partecipa una altra primaria banca italiana che detiene il 52% delle quote dei due fondi.
Nel corso degli esercizi sono intervenute varie distribuzioni a favore dei quotisti. Il valore di bilancio dei due fondi al 30 giugno 2026 è pari a 271,7 milioni di euro.
Fondo UTP Italia Fondo di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso e riservato a investitori professionali, istituito nel novembre 2022 da Sagitta SGR, destinato all’investimento in crediti a unlikely to pay ipotecari e chirografari conferiti (o acquisiti) dalle b anche e/o dai servicer.
Nel 2023 illimity Bank ha sottoscritto quote per un valore complessivo di iscrizione iniziale del fair value di 29,3 milioni di euro in concomitanza con la cessione al fondo di un portafoglio di attività costituito da crediti deteriorati.
Il valore di part ecipazione di illimity Bank nel fondo era inizialmente di circa il 7,2% (poi diluitosi a fronte dei successivi conferimenti da parte di altre banche). Nel fondo partecipano altre primarie banche italiane.
Nel corso degli esercizi sono intervenute varie distribuzioni a favore dei quotisti. Il valore di bilancio del fondo al 30 giugno 2026 è pari a 20,0 milioni di euro.
Fondo Persefone
Fondo di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso e riservato a investitori professionali istituito nel mese di marzo 2022 da illimity SGR (ora Fürstenberg SGR). Si concentra sulla gestione e valorizzazione di portafogli di crediti deteriorati, pr incipalmente nella forma di UTP (unlikely to pay ), garantiti da beni immobiliari.
Nel 2023 illimity Bank ha sottoscritto quote per un valore complessivo di iscrizione iniziale del fair value 13,5 milioni di euro in concomitanza con la cessione al fondo di un portafoglio di attività costituito da crediti deteriorati.
Il valore di parteci pazione di illimity Bank nel fondo era inizialmente di circa il 12% (poi diluitosi al 10% circa a fronte dei successivi conferimenti da parte di altre banche). Nel fondo partecipano altre primarie banche italiane.
Nel corso degli esercizi sono intervenute distribuzioni a favore dei quotisti. Il valore di bilancio del fondo al 30 giugno 2026 è pari a 12,8 milioni di euro.
Fondo iREC
Fondo di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso e riservato a investitori professionali istituito nel mese di marzo 2022 da illimity SGR (ora Fürstenberg SGR). Si concentra sulla gestione e valorizzazione di portafogli di crediti deteriorati, pr incipalmente nella forma di UTP garantiti da beni immobiliari.
152 Nel 2022 illimity Bank ha sottoscritto quote, in una serie di apporti successivi, per un valore complessivo di iscrizione iniziale del fair value di 20,6 milioni di euro in concomitanza con la cessione al fondo di un portafoglio di attività costituito da crediti deteriorati. Successivamente illimity Bank ha apportato al fondo nel corso del 2023 ulteriori crediti deteriorati per un valore riconosciu to di circa 20 milioni di euro, comportando l’aumento della quota partecipativa al 24,5% (quota che infine si è diluita al 17% a fronte dei successivi conferimenti da parte di altri quotisti). Nel fondo partecipano altre primarie banche italiane.
Nel corso degli esercizi sono intervenute varie distribuzioni a favore dei quotisti. Il valore di bilancio del fondo al 30 giugno 2026 è pari a 31,9 milioni di euro.
Fondo Granulare NPL Fondo di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso e riservato a investitori professionali istituito nel mese di giugno 2024 da illimity SGR (ora Fürstenberg SGR). Si concentra sulla gestione e valorizzazione di portafogli di crediti deteriorati pr incipalmente di piccole e medie imprese (PMI).
Nel 2024 illimity Bank ha sottoscritto quote per un valore complessivo di iscrizione iniziale del fair value di 3,8 milioni di euro in concomitanza con la cessione al fondo di un portafoglio di attività costituito da crediti deteriorati.
Il valore di parte cipazione di illimity Bank nel fondo è di circa il 22%. Nel fondo partecipano altre primarie banche italiane.
Il valore di bilancio del fondo al 30 giugno 2026 è pari a 3,2 milioni di euro.
Fondo UTP Restructuring Fondo di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso e riservato a investitori professionali istituito nel mese di febbraio 2024 da Sagitta SGR, costituito tramite apporto di crediti deteriorati “single name” da parte di primarie banche italiane vant ati verso mid -large corporate italiane.
Nel 2024 illimity Bank ha sottoscritto quote per un valore complessivo di iscrizione iniziale del fair value di 29,5 milioni di euro in concomitanza con la cessione al fondo di alcuni crediti “single name” deteriorati. Il valore di partecipazione di illimity Bank nel fondo era inizialmente di circa il 12,8% (poi diluito all’11,4% a fronte di successivi apporti d a parte di altre banche). Nel fondo partecipano altre primarie banche italiane.
Il valore di bilancio del fondo al 30 giugno 2026 è pari a 16,5 milioni di euro.
Cartolarizzazione “Vela 1” Operazione di cartolarizzazione finalizzatasi nel mese di marzo 2024 per cui illimity Bank ha ceduto al veicolo Vela 2023 SPV S.r.l. un portafoglio di crediti performing (costituito principalmente dai crediti PPC - Public Procurement Claims) e un portafogl io di crediti deteriorati.
Vela 2023 SPV S.r.l. ha finanziato l’acquisto del portafoglio crediti mediante l’emissione di titoli asset -backed , ai sensi del combinato disposto degli articoli 1 e 5 della Legge 130, per un valore nominale complessivo pari a circa 442 milioni di euro:
• note senior: totale nominale 353,6 milioni di euro (80% del totale delle note emesse) interamente sottoscritte/acquistate da illimity Bank;
• note mezzanine : totale nominale 46,2 milioni di euro (10,45% del totale delle note emesse) sottoscritte/acquistate da un investitore terzo per il 95% (43,9 milioni di euro) e da illimity Bank per il 5% (2,3 milioni di euro in osservanza degli obblighi regolamentari di r isk retention);
• note junior: totale nominale 42,2 milioni di euro (9,55% del totale delle note emesse) sottoscritte/acquistate da un investitore terzo per il 95% (40,1 milioni di euro) e da illimity Bank per il 5% (2,1 milioni di euro in osservanza degli obblighi regolame ntari di risk retention).
A favore di illimity Bank è prevista anche una remunerazione ulteriore costituita da un detachable coupon, fino a ulteriori massimi nominali 25 milioni di euro di cash flows, in subordine rispetto all'integrale rimborso delle note senior.
153 I titoli mezzanine ed i titoli junior sono stati sottoscritti da un investitore terzo ed indipendente che non ha relazioni e/o legami con illimity Bank. Nel contesto di tale operazione illimity Bank ha beneficiato della derecognition contabile delle attivi tà cedute.
Il valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a 239,5 milioni di euro, interamente riferito alle note senior in quanto le note mezzanine, il detachable coupon e le note junior sono state integralmente svalutate. Tali note sono classificate come attività finanziarie deteriorate acquisite (POCI).
Cartolarizzazione “Vela 2” Operazione di cartolarizzazione finalizzatasi nel mese di giugno 2024 per cui illimity Bank ha ceduto al veicolo Bolina SPV S.r.l. un portafoglio di crediti deteriorati.
Bolina SPV S.r.l. ha finanziato l’acquisto del portafoglio crediti mediante l’emissione di titoli asset -backed, ai sensi del combinato disposto degli articoli 1 e 5 della Legge 130, per un valore nominale complessivo pari a 185,2 milioni
di euro:
• note senior: totale nominale 148,2 milioni di euro (80% del totale delle note emesse), interamente sottoscritte/acquistate da illimity Bank;
• note junior: totale nominale 37 milioni di euro (20% del totale delle note emesse) sottoscritte/acquistate da un investitore terzo per il 95% (35,1 milioni di euro) e da illimity Bank per il 5% (1,9 milioni di euro in osservanza degli obblighi regolamentar i di risk retention).
Le note junior sono state sottoscritte da un investitore terzo ed indipendente che non ha relazioni e/o legami con illimity Bank. Nel contesto di tale operazione illimity Bank ha beneficiato della derecognition contabile delle attività cedute.
Il valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a 93,4 milioni di euro per le note senior, mentre le note junior sono state integralmente svalutate. Tali note sono classificate come attività finanziarie deteriorate acquisite (POCI).
Cartolarizzazione “Vela 3” Operazione di cartolarizzazione finalizzatasi nel mese di luglio 2024 per cui illimity Bank ha ceduto al veicolo Zefiro SPV S.r.l. un portafoglio di crediti deteriorati.
Zefiro SPV S.r.l. ha finanziato l’acquisto del portafoglio crediti mediante l’emissione di titoli asset -backed, ai sensi del combinato disposto degli articoli 1 e 5 della Legge 130, per un valore nominale complessivo pari a circa 272,8 milioni di euro:
• note senior: totale nominale 218,2 milioni di euro (80% del totale delle note emesse) interamente sottoscritte/acquistate da illimity Bank;
• note junior: totale nominale 54,6 milioni di euro (20% del totale delle note emesse) sottoscritte/acquistate da un investitore terzo per il 95% (51,9 milioni di euro) e da illimity Bank per il 5% (2,7 milioni di euro in osservanza degli obblighi regolament ari di risk retention).
Le note junior sono state sottoscritte da un investitore terzo ed indipendente che non ha relazioni e/o legami con illimity. Nel contesto di tale operazione e delle specifiche caratteristiche illimity Bank ha proceduto alla derecognition contabile delle attività cedute.
Il valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a complessivi 120,0 milioni di euro per le note senior, mentre le note junior sono state integralmente svalutate . Tali note sono classificate come attività finanziarie deteriorate acquisite (POCI).
Cartolarizzazione “Mela”
Operazione di cartolarizzazione finalizzatasi nel mese di giugno 2021 per cui illimity Bank ha ceduto al veicolo Aporti S.r.l. - comparto V un portafoglio di crediti deteriorati.
154 Aporti S.r.l. - comparto V ha finanziato l’acquisto del portafoglio crediti mediante l’emissione di titoli asset -backed, ai sensi del combinato disposto degli articoli 1 e 5 della Legge 130, per un valore nominale complessivo pari a 78,2 milioni di euro:
• note senior: totale nominale 64,7 milioni di euro (82,7% del totale delle note emesse) interamente sottoscritte/acquistate da illimity Bank;
• note mezzanine : totale nominale 9,5 milioni di euro (12,1% del totale delle note emesse) sottoscritte/acquistate da un investitore terzo per il 95% (9 milioni di euro) e da illimity Bank per il 5% (0,5 milioni di euro in osservanza degli obblighi regolamentari di risk r etention).
• note junior: totale nominale 4 milioni di euro (5,2% del totale delle note emesse) sottoscritte/acquistate da un investitore terzo per il 95% (3,8 milioni di euro) e da illimity Bank per il 5% (0,2 milioni di euro in osservanza degli obblighi regolamentari di risk retention).
Le note mezzanine e junior sono state sottoscritte da un investitore terzo ed indipendente che non ha relazioni e/o legami con illimity Bank. Nel contesto di tale operazione illimity Bank ha beneficiato della derecognition contabile delle attività cedute.
Nel corso del mese di dicembre 2021 è stata quindi ceduta sul mercato circa il 30,1% della nota senior, e a seguito di ciò illimity Bank risulta titolare di circa il 69,86% della nota senior emessa dal veicolo Aporti S.r.l. - comparto V.
Il valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a complessivi 12,9 milioni di euro, di cui 12,8 milioni di euro per le note senior e 0,1 milioni di euro per le note mezzanine, mentre il valore delle note junior è non rilevante.
Cartolarizzazione “Bela”
Operazione di cartolarizzazione finalizzatasi nel mese di aprile 2022 per cui illimity Bank ha ceduto al veicolo Bela 2022 SPV S.r.l. un portafoglio di crediti deteriorati.
Bela 2022 SPV S.r.l. ha finanziato l’acquisto del portafoglio crediti mediante l’emissione di titoli asset -backed, ai sensi del combinato disposto degli articoli 1 e 5 della Legge 130, per un valore nominale complessivo pari a 74,1 milioni di euro:
• note senior: totale nominale 60 milioni di euro (81% del totale delle note emesse) interamente sottoscritte/acquistate da illimity Bank;
• note mezzanine: totale nominale 10 milioni di euro (13,5% del totale delle note emesse) sottoscritte/acquistate da un investitore terzo per il 95% (9,5 milioni di euro) e da illimity Bank per il 5% (0,5 milioni di euro in osservanza degli obblighi regolame ntari di risk retention);
• note junior: totale nominale 4,1 milioni di euro (5,5% del totale delle note emesse) sottoscritte/acquistate da un investitore terzo per il 95% (3,9 milioni di euro) e da illimity Bank per il 5% (0,2 milioni di euro in osservanza degli obblighi regolamenta ri di risk retention).
Le note mezzanine e junior sono state sottoscritte da un investitore terzo ed indipendente che non ha relazioni e/o legami con illimity Bank. Nel contesto di tale operazione illimity Bank ha beneficiato della derecognition contabile delle attività cedute.
Il valore di bilancio al 30 giugno 2026 è pari a 10,1 milioni di euro, interamente riferito alle note senior in quanto le note mezzanine e junior sono state integralmente svalutate. Tali note sono classificate come attività finanziarie deteriorate acquisite (POCI).
Operazioni di covered bond Il Gruppo Banca Ifis non ha effettuato operazioni di covered bond.
Consolidato prudenziale – modelli per la misurazione del rischio di credito Il Gruppo Banca Ifis non dispone di modelli interni di portafoglio sul rischio di credito (metodologia VAR).
155 Rischi di mercato Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - portafoglio di negoziazione di vigilanza
Aspetti generali
Nel corso del primo semestre 2026 sono proseguite le strategie di investimento disciplinate nella “Politica di gestione del Portafoglio di Proprietà di Banca Ifis” e nella “Politica di gestione dell’operatività di investimento di Securitization & Structured Solutions”, articolate in coerenza con l’appetito al rischio formulato dal Consiglio di Amministrazione nell’ambito del processo del Risk Appetite Framework (RAF) e declinato nella “Politica di Gruppo del Risk Management per la gestione dei rischi di merc ato” e con il sistema di obiettivi e limiti.
In coerenza con la “stance” conservativa declinata nei documenti sopra citati, per il primo semestre del 202 6 la strategia di investimento complessiva si è focalizzata nel contenimento del rischio, attuata principalmente ricercando titoli caratterizzati da un’elevata liquidabilità e da una strategia di ritorni costanti nel medio termine.
Nel corso del periodo è stato comunque scelto di aumentare progressivamente la duration del portafoglio, con contestuale aumento del controvalore investito, al fine di perseguire una maggior stabilità dei flussi di interesse in presenza di rendimenti futuri attesi in ribasso. La modifica della composizione del portafoglio è stata accompagnata da un continuo monitoraggio dell’esposizione dei rischi da essa generati. Il rispetto dei limiti di rischio stabiliti dal Gruppo Banca Ifis è stato sempre oggetto di verifica da parte dell a funzione Risk Management.
Con l’acquisizione di illimity Bank, le linee strategiche di Capogruppo sono state naturalmente estese alla nuova controllata e alle altre società del Gruppo illimity, e pertanto si è assistito nel corso degli ultimi mesi del 20 25 e del primo trimestre del 2026 ad un allineamento delle strategie e delle procedure tra le due realtà.
Si segnala inoltre che, a partire dal 2024 sono state poste in essere alcune operazioni di hedge accounting (micro fair value hedge) su alcuni titoli di capitale valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva, realizzate mediante combinazioni di opzioni call e put ed aventi scadenza entro i 36 mesi. Tali operazioni perseguono una finalità di riduzione del rischio prezzo dei titoli sottostanti , e sono continuate anche nel corso del 2025 e del primo semestre 2026 .
La componente afferente al “portafoglio di negoziazione” (trading book) da cui si origina il rischio di mercato in oggetto è risultata marginale rispetto al totale degli investimenti nel banking book, sia in termini assoluti di valori di rischio rilevati c he rispetto ai limiti stabiliti. Il portafoglio di negoziazione risulta principalmente composto da opzioni e future derivanti da operazioni di hedging ed enhancement ancillari alla strategia di investimento negli asset facenti parte del “portafoglio bancario” (banking book) e dal portafoglio di “discretionary trading”, caratterizzato da un’ottica speculativa di breve periodo e da un’esposizione marginale.
All’interno del portafoglio di negoziazione sono inoltre presenti operazioni in derivati con controparte clientela corporate del Gruppo Banca Ifis (quasi interamente relativi a illimity Bank). Tali posizioni risultano essere gestiti “a libro”, monitorando e gestendo nel continuo il rischio di greche generato dal portafoglio. Le metriche di rischio osservate sono risultati estremamente contenuti.
Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo Le linee guida sull’assunzione e sul monitoraggio del rischio di mercato sono declinate a livello di Gruppo nella “Politica di Gruppo del Risk Management per la gestione dei rischi di mercato”, in cui sono state altresì indicate, ai fini di una più rigoros a e dettagliata rappresentazione delle attività di processo, le metriche di misurazione e monitoraggio di tale rischio.
In particolare, la misurazione e valutazione dei rischi di mercato si basa sulle diverse caratteristiche (in termini di orizzonte temporale, strumenti di investimento, ecc.) delle strategie di investimento declinate nei documenti “Politica di gestione del Portafoglio di Proprietà di Banca Ifis” e “Politica di gestione dell’operatività di investimento di Securitization & Structured Solutions” in termini di struttura dei portafogli, strumenti oggetto di operatività e attività in dettaglio.
156 In tale ambito, il monitoraggio della coerenza del profilo di rischio dei portafogli del Gruppo rispetto agli obiettivi di rischio/rendimento si basa su un sistema di limiti (strategici e operativi) che prevede l’utilizzo combinato di diversi indicatori. I n particolare, sono definiti:
• limite di Massima Perdita Accettabile;
• limite di Massimo Impatto Finanziario Lordo negativo;
• limite di VaR (Value at Risk);
• limiti di sensitivity e di greche;
• eventuali limiti sulla tipologia di strumenti finanziari ammessi;
• eventuali limiti di composizione;
• stock di riserva OCI.
Il rispetto dei limiti assegnati a ogni portafoglio è oggetto di verifica giornaliera.
L’indicatore di sintesi utilizzato per la valutazione dell’esposizione ai rischi in oggetto è il Value at Risk (VaR), che rappresenta lo standard di mercato per il monitoraggio dei rischi derivanti dall’operatività nei mercati finanziari. Si precisa comunque che il VaR e i limiti che da questo derivano, pur non essendo utilizzati dal Gruppo come modello inter no proprietario per la determinazione dei requisiti patrimoniali, sono utilizzati nel continuo a fini di valutazioni gestionali. In un’ottica più ampia relativa all’operatività sui mercati finanziari, viene prudenzialmente monitorato secondo la logica dei rischi di mercato e soggetto a specifici limiti anche il portafoglio bancario, ossia le posizioni a cui è associato un business model HTC&S (Held to Collect and Sell) e contabilizzate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI), nonché le posizioni contabilizzate a fair value con impatto a conto economico (FVTPL), le cui variazioni di valore potrebbero avere impatti significativi su lle riserve (e conseguentemente sui valori patrimoniali) e/o sul conto economico del Gruppo.
Il VaR è una misura statistica che consente di stimare la perdita che potrebbe verificarsi a seguito di movimenti avversi dei fattori di rischio.
Nello specifico, il VaR viene misurato utilizzando un intervallo di confidenza del 99% e un holding period pari a 1 giorno, ed esprime la “soglia” di perdita giornaliera che, sulla base di ipotesi probabilistiche, potrebbe essere superata solo nell’1% dei casi. La metodologia utilizzata per il calcolo del VaR è quella della simulazione storica.
Con questo appr occio il portafoglio viene rivalutato applicando tutte le variazioni dei fattori di rischio registrate nell’anno precedente (256 osservazioni). I valori così ottenuti sono confrontati con il valore corrente del portafoglio, determinando la relativa serie d i perdite o guadagni ipotetici. Il VaR corrisponde alla media tra il secondo e terzo peggior risultato tra quelli ottenuti.
Il VaR viene inoltre ripartito, con finalità di monitoraggio, tra i fattori di rischio afferenti al portafoglio.
Ad integrazione delle indicazioni di rischio derivanti dal VaR, viene utilizzato gestionalmente, con finalità di monitoraggio, anche l’Expected Shortfall (ES), che esprime la perdita giornaliera che eccede il dato di VaR, e lo Stressed VaR, che rappresenta un VaR calcolato in un periodo storico particolarmente turbolento, che nel caso specifico corrisponde alla crisi del debito italiano del 2011 -2012 e alla pandemia Covid -19 del 2020.
La capacità previsionale del modello di misurazione dei rischi adottato è verificata attraverso un’analisi giornaliera di backtesting , che effettua un test retrospettivo in cui viene confrontato il VaR relativo alle posizioni presenti nel portafoglio al tempo t -1 con il conto economico generato da tali posizioni al tempo t.
Nel corso del primo semestre 2026 l’utilizzo del VaR del Gruppo è risultato ampiamente sempre al di sotto del limite assegnato, anche in conseguenza della bassa volatilità registrata dalle varie asset class, come si può osservare dal grafico di seguito riportato. Il dato registrato a fine giugno 2026 si assesta a 3,6 milioni di euro, a fronte di livelli di risk appetite pari a circa 19 milioni di euro.
157
Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - portafoglio bancario Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo L’assunzione di un significativo rischio di tasso d’interesse è in linea di principio estranea alla gestione del Gruppo.
Esso comunque contribuisce alla generazione del reddito d’impresa attraverso l’esercizio dello scambio di scadenze secondo gli indirizzi e i limiti disciplinati dalle politiche interne. In termini di composizione dello stato patrimoniale con riferimento alla fattispecie di rischio in oggetto, relativamente alla componente passiva, la fonte di provvista prevalente continua ad essere costituita dai conti di deposito online e conti corrente (in particolare Rendimax e illimityBank.com), declinati nelle forme tecniche di conti deposito della clientela a tasso fisso per la componente vincolata, e a tasso variabile non indicizzato, rivedibile unilateralmente da parte del Gruppo nel rispetto delle norme e dei contratti, per le forme tecniche di conti correnti liberi a vista e a chiamata. Le ulteriori componenti principali di provvista riguardano raccolta obbligazionaria a tasso fisso, operazioni di cartolarizzazione a tasso variabile, pronti contro termine (PCT) sia a tasso fisso che variabile e i prestiti con l’Eurosistema (c.d. LTRO, MRO e altri tipi di operazioni con BCE) a tasso variabile.
Relativamente all’attivo gli impieghi alla clientela rimangono prevalentemente a tasso variabile, sia con riguardo alla componente di credito commerciale che di finanziamenti corporate.
Nell’ambito dell’operatività in crediti di difficile esigibilità svolta principalmente dalle controllate Ifis Npl Investing e Ifis Npl Servicing , la prima risulta caratterizzata da un modello di business focalizzato sull’acquisto di crediti a valori inferiori rispetto al nominale e rileva un potenziale rischio di tasso d’interesse connesso all’incertezza sui tempi di incasso.
Al 30 giugno 2026 il portafoglio titoli obbligazionari complessivo è composto principalmente da titoli governativi, per una percentuale pari all’8 9%; la modified duration media e scadenza media del portafoglio risultano rispettivamente pari a 4, 3 anni e a 6,3 anni. Su questi titoli sono comunque iscritte alcune posizioni derivative, in regime di hedge accounting, finalizzate a ridurre la rischiosità di rischio tasso del portafoglio (micro fair value hedge). Pertanto, l’effettiva duration media del portafogli o, inclusiva dei derivati, al 30 giugno 2026 risulta essere di 2,5 anni.
158 La funzione Capital Markets è preposta a garantire la gestione del rischio di tasso e, in linea con il risk appetite stabilito, definisce le azioni necessarie al perseguimento dello stesso. Alla funzione Risk Management spetta il compito di proporre il ris k appetite, individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento delle masse attive e passive in relazione ai limiti prefissati. L’Alta Direzione propone annualmente al Consiglio della Capogruppo Banca Ifis le politiche di impiego e raccolta e di gestione del rischio di tasso, nonché suggerisce in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell’attività in coerenza con le politiche di rischio approvate nell’ambito del Gruppo.
La posizione di rischio di tasso è oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nell’ambito della specifica reportistica mensile predisposta dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali.
Il rischio di tasso di interesse trova collocazione tra i rischi di secondo pilastro; le linee guida sull’assunzione e sul monitoraggio del rischio tasso di interesse sono declinate a livello di Gruppo nella vigente “Politica di Gruppo per la gestione del rischio di tasso di interesse e di differenziale creditizio sul banking book”, in cui sono state altresì indicate, ai fini di una più rigorosa e dettagliata rappresentazione delle attività di processo, le metriche di misurazione e monitoraggio del rischio in argomento. Il monitoraggio viene effettuato a livello consolidato, incluso il nuovo perimetro del Gruppo illimity a cui sono applicate le stesse metodologie di misurazione e gli stessi processi già utilizzati per il resto del Gruppo Banca Ifis.
A partire dal 2023 il Gruppo Banca Ifis utilizza strumenti di copertura del rischio tasso classificati in regime di hedge accounting. In particolare, il Gruppo adotta varie strategie di tipo “fair value hedge”, in cui gli strumenti di copertura sono contra tti derivati di tipo IRS plain vanilla, e gli “elementi coperti” sono alcuni titoli di debito valutati al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. L’acquisizione di illimity Bank ha portato, inoltre, ad assorbire alcuni derivati in regime di hedge accounting su strumenti precedentemente non coperti nel Gruppo Banca Ifis. Nello specifico, oltre ai derivati a ppena menzionati sui titoli dell’attivo, sono presenti delle coperture su un prestito obbligazionario, sempre in ambito micro fair value hedge, e alcune operazioni di copertura sui depositi vincolati della clientela di tipo macro fair value hedge.
La classificazione dei titoli obbligazionari detenuti tra le “Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva” introduce il rischio di oscillazione delle riserve patrimoniali del Gruppo come conseguenza della variazione del fai r value dei titoli. È inoltre presente una quota residuale di titoli di capitale, caratterizzati dall’appartenenza ai maggiori indici europei e ampiamente liquidi, detenuti anch’essi tra le “attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva”. Quota parte di tali attività è oggetto di operazioni di copertura economica attraverso l’utilizzo di operazioni derivate facenti parte del portafoglio di negoziazione, non rappresentate contabilmente tramite il regime di hedge accounting.
Si riportano di seguito le analisi di sensitivity per le principali voci di bilancio patrimoniali, sia attive che passive, con l’evidenza dell’effetto di un movimento in aumento o in riduzione di 1 punto base, riportando di fianco anche la relativa duratio n.
Macro voce (dati in migliaia di euro) Sensitivity
-1bps Sensitivity
+1bps Duration
1. Attività per cassa 4.252 (4.248) 2,11 1.1 Titoli di debito 2.352 (2.350) 3,69 1.2 Finanziamenti a banche 2 (2) 0,02 1.3 Finanziamenti a clientela 1.898 (1.896) 1,47 2. Passività per cassa (2.037) 2.036 1,10 2.1 Debiti verso clientela e titoli emessi (1.830) 1.829 1,25 2.2 Debiti verso banche (207) 207 0,53 3.1 Derivati di copertura - gamba variabile 456 (455) 1,40 3.2 Derivati di copertura - gamba fissa (1.136) 1.136 3,49 Totale 1.534 (1.531) 0,63
159 Si riporta nella tabella seguente l’analisi di sensitivity con riferimento all’impatto a livello della voce economica “Margine di interesse”, e di conseguenza a livello di risultato del periodo ante imposte, di una variazione in aumento o in riduzione di 1 punto base, declinata a livello delle associate componenti patrimoniali produttive di interessi.
Macro voce (dati in migliaia di euro) Sensitivity -1 bps Sensitivity +1 bps Titoli di debito (149,6) 149,6 Crediti verso banche (79,2) 79,2 Crediti verso clientela (681,1) 681,0 Debiti verso clientela e titoli in circolazione 504,1 (504,0 ) Debiti verso banche 259,4 (259,3 ) Derivati di copertura (40,2) 40,2 Totale (186,7) 186,7 Si precisa che, come da richiesta normativa, i valori proposti nelle precedenti tabelle rappresentano analisi di sensitivity riferite ad un orizzonte temporale di 12 mesi.
Rischio di cambio Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio L’assunzione del rischio di cambio, intesa quale componente gestionale potenzialmente idonea a consentire migliori performance di tesoreria, rappresenta un’operatività estranea alle politiche del Gruppo. Le operazioni in divisa del Gruppo Banca Ifis si sos tanziano principalmente in operazioni di incasso e pagamento correlate alla tipica attività di factoring e nella copertura di asset denominati in divisa, come quote di fondi OICR. In tale ottica le attività in oggetto sono generalmente coperte da depositi e/o finanziamenti acquisiti da banche espressi nella stessa divisa eliminando sostanzialmente il rischio di perdite connesso all’oscillazione dei cambi. In taluni casi la copertura viene effettuata utilizzando strumenti sintetici.
Un rischio di cambio residuale si manifesta quale conseguenza del fisiologico mismatching tra gli utilizzi da parte della clientela ed i relativi approvvigionamenti di valuta da parte della funzione Capital Markets, prevalentemente connessi alla difficoltà di formulare previsioni esatte sulle dinamiche finanziarie connesse all’attività di fact oring, con particolare riferimento ai flussi d’incasso da parte dei debitori ceduti rispetto alle scadenze dei finanziamenti accesi alla clientela, nonché all’effetto degli interessi sugli stessi.
La funzione Capital Markets è impegnata a minimizzare questa differenza, riallineando nel continuo il dimensionamento e la cadenza temporale delle posizioni in valuta.
L’assunzione e la gestione del rischio di cambio connesso all’attività avvengono nel rispetto delle politiche di rischio e dei limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, ed è disciplinata da precise deleghe operative in materia che f issano limiti di autonomia per i soggetti autorizzati ad operare, nonché limiti alla posizione giornaliera netta in cambi particolarmente stringenti.
Le funzioni aziendali preposte a garantire la corretta gestione del rischio di cambio sono la funzione Capital Markets, che si occupa, fra le sue varie attività, della gestione diretta del funding e della posizione in cambi, la funzione di Risk Management, cui spetta il compito di individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento in relazione ai limiti prefissati, e l’Alta Direzione, cui spetta il compito, sulla base delle proposte effettuate dalla funzione Capital Markets, di as severare tali suggerimenti e proporre quindi annualmente al Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis le politiche di funding e di gestione del rischio cambio nonché suggerire in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgiment o dell’attività del Gruppo in coerenza con le politiche di rischio approvate.
Per quanto concerne le controllate Ifis Finance Sp. z o.o. e Ifis Finance I.F.N. S.A., operanti rispettivamente su mercato polacco e rumeno, le esposizioni in zloty e in leu rivenienti dall’attività di factoring vengono finanziate mediante provvista nella medesima valuta.
160 Con l’acquisizione della partecipata polacca, Banca Ifis ha assunto in proprio il rischio di cambio rappresentato dall’investimento iniziale nel capitale di Ifis Finance Sp. z o.o . per 21,2 milioni di zloty e dal successivo aumento di capitale sociale di importo pari a 66 milioni di zloty.
Per quanto riguarda invece la controllata rumena Ifis Finance I.F.N. S.A., Banca Ifis ha assunto in proprio il rischio di cambio al momento della sua costituzione tramite il versamento iniziale nel capitale sociale per complessivi 14,7 milioni di leu romen i e al momento dei versamenti a titolo di aumento di capitale nel corso del secondo semestre 2022, del primo e del secondo semestre 2023 rispettivamente di 9,6 milioni di leu, 24,7 milioni di leu e 49,0 milioni di leu.
La funzione Risk Management è impegnata nel monitoraggio dei limiti prefissati, finalizzati a verificare che il rischio cambio del Gruppo rimanga contenuto. Al 30 giugno 2026 la posizione netta complessiva ammonta a 5,6 milioni di euro (pari allo 0, 2% dei Fondi propri), con un’esposizione massima sulla singola divisa pari a 2,9 milioni di euro.
Attività di copertura del rischio di cambio Per quanto riguarda il perimetro del Gruppo illimity, il rischio di cambio derivante dalle esposizioni del portafoglio bancario viene annullato attraverso il pareggio sistematico delle stesse, con operazioni di funding/impiego nella stessa divisa della tra nsazione originaria e marginalmente tramite strumenti finanziari derivati su cambi.
Relativamente al perimetro residuo, in considerazione della dimensione della posizione e di quanto sopra riportato in merito alle modalità di gestione non si è ritenuto nec essario provvedere ad una specifica copertura del conseguente rischio di cambio.
Gli strumenti derivati e le politiche di copertura Gli strumenti derivati di negoziazione
Derivati finanziari
Si rinvia a quanto descritto nel paragrafo precedente “Rischi di mercato”.
Derivati creditizi
Il Gruppo Banca Ifis non detiene derivati creditizi.
Le coperture contabili Attività di copertura del fair value L’attività di copertura implementata dal Gruppo Banca Ifis è finalizzata a ridurre l’esposizione complessiva della Banca verso il rischio tasso di interesse, causata da movimenti della curva dei tassi, nonché verso il rischio di prezzo, causata dalle flutt uazioni di mercato. Nello specifico, le strategie di copertura sono relative a:
• un “pacchetto” di coperture specifiche su titoli a tasso fisso del Portafoglio di Proprietà del Gruppo a cui è associato un business model “HTC” (Held to Collect). Si tratta di :
– titoli di debito bancari che superano il c.d. “SPPI test” prescritto dall’IFRS 9, e pertanto classificati nella voce di bilancio patrimoniale “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - crediti
verso banche”;
– titoli di Stato emessi dal Governo italiano (BTP) che superano il c.d. “SPPI test” prescritto dall’IFRS 9, e di conseguenza classificati nella voce di bilancio patrimoniale “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - crediti verso clientela”;
• coperture specifiche su alcuni titoli a tasso fisso del Portafoglio di Proprietà del Gruppo a cui è associato un business model “HTC&S” (Held to Collect & Sell). Si tratta di titoli di Stato italiani ed esteri che superano il c.d. “SPPI test” prescritto da ll’IFRS 9, e pertanto sono classificati nella voce di bilancio patrimoniale “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva”;
161 • coperture specifiche su alcuni titoli di capitale per i quali il Gruppo Banca Ifis ha esercitato la c.d. “OCI Option” prevista dall’IFRS 9, e che pertanto sono classificati nella voce di bilancio patrimoniale “Attività finanziarie valutate al fair value co n impatto sulla redditività complessiva”;
• coperture specifiche su un’emissione obbligazionaria di illimity Bank, classificata nella voce “titoli in circolazione” del passivo;
• coperture generiche su alcuni depositi passivi di illimity Bank, classificati nella voce “debiti verso clientela” del passivo.
Il Gruppo in ambito hedge accounting applica il principio IFRS 9 e alla data di riferimento del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato adotta sia coperture specifiche (micro fair value hedge) che coperture generiche (macro fair value hedge).
Nell’ambito del micro fair value hedge sono coperti titoli di debito e titoli di capitale dell’attivo, nonché titoli in circolazione del passivo. Nell’ambito invece del macro fair value hedge sono coperti depositi passivi verso clientela.
Le principali tipologie di derivati di copertura utilizzati sono rappresentate da:
• interest rate swap (IRS) plain, non quotati su mercati regolamentati ma negoziati nell’ambito dei circuiti over the counter (OTC);
• opzioni put e call.
Attività di copertura dei flussi finanziari Il Gruppo Banca Ifis al 30 giugno 2026 non effettua coperture contabili di tipo “cash flow hedge” (copertura dei flussi finanziari).
Attività di copertura di investimenti esteri Il Gruppo Banca Ifis al 30 giugno 2026 non effettua coperture contabili di tipo “net investment hedging in a foreign entity” (copertura di investimenti esteri).
Strumenti di copertura Le principali cause di inefficacia del modello adottato dal Gruppo per la verifica dell’efficacia delle coperture sono imputabili ai seguenti fenomeni:
• disallineamento tra nozionale del derivato e del sottostante coperto rilevato al momento della designazione iniziale o generato successivamente, come nel caso di eventuali cessioni parziali dei titoli oggetto di copertura;
• applicazione di curve diverse su derivato di copertura ed oggetto coperto ai fini dell’effettuazione del test di efficacia sulle coperture di tipo fair value hedge. I derivati sono scontati alle curve Overnight, mentre gli oggetti coperti sono scontati alla curva di indicizzazione dello strumento di copertura;
• inclusione nel test di efficacia del valore della gamba variabile del derivato di copertura, nell’ipotesi di copertura di tipo fair value hedge.
L’inefficacia della copertura è prontamente rilevata ai fini:
• della determinazione dell’effetto a conto economico o direttamente a livello di redditività complessiva (nel caso di fair value hedge su titoli di capitale valutati a fair value con impatto sulla redditività complessiva);
• della valutazione in merito alla possibilità di continuare ad applicare le regole di hedge accounting.
Il Gruppo non utilizza le coperture dinamiche, così come definite nell’IFRS 7, paragrafo 23C.
Elementi coperti
Le principali tipologie di elementi coperti sono, alla data di riferimento del presente documento , titoli di debito e titoli di capitale dell’attivo, nonché titoli in circolazione e depositi del passivo. Tali tipologie sono coperte in
162 relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge (tranne i depositi passivi che sono coperti tramite macro fair value hedge), utilizzando interest rate swap (IRS) e opzioni put e call come strumenti di copertura.
In genere sono coperti il rischio di tasso di interesse o il rischio di prezzo per tutta o per la maggior parte della durata dell’obbligazione.
Per verificare l’efficacia della copertura, il Gruppo utilizza un test di efficacia prospettico misurato attraverso il rapporto tra i delta fair value di ciascun strumento di copertura e del correlato elemento coperto sulla base di analisi di sensitività al variare di uno shock parallelo della curva per i titoli di debito, mentre la verifica dell'efficaci a della copertura sui titoli di capitale è effett uata mediante un test prospettico su uno shock del -20% del prezzo dell'asset sottostante. La verifica dell’efficacia della copertura attraverso il prospettico sopra descritto viene effettuata prima della designazione della relazione di copertura, come sti ma ex -ante, e successivamente viene monitorata nel continuo ed è oggetto di reporting periodico verso l’Alta Direzione.
Altre informazioni sugli strumenti derivati (di negoziazione e di copertura) Non sono presenti in portafoglio compensazioni effettuate in bilancio per i derivati i cui accordi di compensazione soddisfano i criteri previsti dallo IAS 32 par. 42.
Rischio di liquidità Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità Il rischio di liquidità è rappresentato dalla possibilità che il Gruppo non riesca a mantenere i propri impegni di pagamento a causa dell’incapacità di reperire fondi o dell’incapacità di cedere attività sul mercato per far fronte ad esigenze di liquidità. Rappresenta altresì rischio di liquidità l’incapacità di reperire nuove risorse finanziarie adeguate, in termini di ammontare e di costo, rispetto alle necessità/opportunità operative, che costringa il Gruppo a rallentare o fermare lo sviluppo dell’attivi tà, o sostenere costi di raccolta eccessivi per fronteggiare i propri impegni, con impatti negativi significativi sulla marginalità della propria attività.
Al 30 giugno 2026 le fonti finanziarie sono rappresentate principalmente dal patrimonio, dalla raccolta online (principalmente prodotti Rendimax e illimityBank.com) composta da depositi a vista e vincolati, dai prestiti obbligazionari a medio -lungo termine emessi nell’ambito del programma EMTN, da operazioni di cartolarizzazione a medio -lungo termine nonché dalla raccolta da clientela corporate; la raccolta sotto forma di pronti contro termine (PCT), stipulati con primarie realtà bancarie, si è confermata a nche nel primo semestre 2026 una rilevante fonte di funding. Per quanto infine concerne la raccolta presso l’Eurosistema (LTRO, MRO e altri tipi di operazioni con BCE), la Capogruppo partecipa in maniera continuativa alle aste settimanali . Alla data del 30 giugno 2026 risulta no in essere un’operazione di tipo MRO un valore nominale di 400,0 milioni di euro, rimborsata in data 1° luglio 2026 , e un’operazione di tipo OT (Other Type of operation) per 115 milioni di USD, rimborsata in data 2 luglio 2026 .
Con riferimento alle attività del Gruppo esse sono composte dall’operatività inerente al factoring, derivante principalmente da crediti commerciali e presso la Pubblica Amministrazione con scadenze entro l’anno, da crediti con durata a medio -lungo termine rivenienti principalmente dall’operatività di Leasing, Corporate banking, Structured Finance e Workout, Restructuring & Recovery; di notevole importanza anche l’attività di gestione del portafoglio titoli, composto principalmente da titoli governativi italiani eleggibili e prontamente liquidabili.
Relativamente all’attività svolta dal Gruppo nell’ambito del Settore Npl e del comparto relativo all’acquisto di crediti fiscali da procedure concorsuali, le caratteristiche del modello di business determinano un elevato grado di variabilità con riferimento sia all’importo che alla data di effettivo incasso. In tale ottica ass ume particolare rilevanza una puntuale ed attenta gestione dei flussi di cassa. Al fine di assicurare una corretta valutazione dei flussi attesi, anche in ottica di un pricing corretto delle operazioni realizzate, l’evoluzione degli incassi rispetto ai flussi previsionali viene posta sotto attento monitoraggio.
Il Gruppo è costantemente impegnato nell’armonico sviluppo delle proprie risorse finanziarie, sia dal punto di vista dimensionale che dei costi, al fine di disporre di riserve di liquidità disponibili adeguate ai volumi di attività attuali e prospettici.
163 Nell’ambito del continuo processo di adeguamento delle procedure e politiche inerenti al rischio di liquidità e tenuto conto dell’evoluzione delle disposizioni di vigilanza prudenziale di riferimento, il governo, il monitoraggio e la gestione del rischio vengono formalizzati nella “Politica d i Gruppo del Risk Management per la gestione del rischio di liquidità", in coerenza con le linee guida di Gruppo per la gestione integrata dei rischi, definite nel Risk Appetite Framework, che individua gli indicatori strategici per il rischio di specie.
L’ammontare delle riserve di liquidità di elevata qualità (costituite principalmente dal saldo del conto di gestione con Banca d’Italia e dalla quota libera di titoli eleggibili) consente di soddisfare i requisiti normativi (rispetto dei limiti LCR e NSFR) e interni relativi alla prudente gestione del rischio di liquidità.
La gestione della liquidità operativa di Gruppo ha l’obiettivo di assicurare la capacità del Gruppo Banca Ifis di far fronte agli impegni di pagamento per cassa nell’orizzonte temporale di breve termine. La condizione essenziale per la normale continuità o perativa dell’attività bancaria è il mantenimento di uno sbilancio sostenibile tra flussi di liquidità in entrata e in uscita nel breve termine. Dal punto di vista gestionale la metrica di riferimento in tale ambito è la differenza tra il flusso netto cumu lato di cassa e la Counterbalancing Capacity, cioè il saldo netto cumulato di liquidità, inteso come la riserva di liquidità che permette di fronteggiare condizioni di stress di breve termine. Tale grandezza è calcolata mediante la Maturity Ladder Operativa (MLO), articolata in bucket temporali che vanno da 1 giorno a 1 anno. A tale metrica gestionale si affianca, inoltre, la misura regolamentare del Liquidity Coverage Ratio (LCR). Dal punto di vista del brevissimo termine, il Gruppo adotta il sistema di analisi e di monitoraggio della liquidità intraday con l’obiettivo di garantire il normale sviluppo della giornata di tesoreria della Banca e la sua capacità d i far fronte ai propri impegni di pagamento infragiornalieri.
La gestione della liquidità strutturale di Gruppo mira ad assicurare l’equilibrio finanziario della struttura per scadenze sull’orizzonte temporale superiore all’anno. Il mantenimento di un adeguato rapporto tra passività e attività a medio/lungo termine è finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti di raccolta a breve termine, sia attuali, sia prospettiche. Le metriche di riferimento fanno riferimento all’indicatore regolamentare del Net Stable Funding Ratio (NSFR) e, gestionalmente ai gap ratio che misurano sia il rapporto tra il totale della raccolta e degli impieghi con scadenza oltre 1 anno nonchè oltre 3 e 5 anni.
In aggiunta agli indicatori sopra richiamati, Banca Ifis presidia il rischio di liquidità attraverso il monitoraggio continuativo di un insieme strutturato di indicatori strategici e gestionali, volto ad assicurare una rappresentazione completa, puntuale e sempre aggiornata del relativo profilo di rischio.
Il Gruppo Banca Ifis, quindi, ha implementato un framework di controllo (con la relativa reportistica) che prevede attività di monitoraggio con frequenza infragiornaliera, giornaliera, settimanale, mensile e trimestrale, finalizzate a presidiare tutti i pr ofili di liquidità, sia nel breve che nel medio -lungo termine, in condizioni di “normale corso degli affari” e attraverso simulazioni di scenari di stress. L’adozione di questi ultimi ha lo scopo di verificare l’adeguatezza della posizione patrimoniale e d i liquidità, cioè di valutare specifici ambiti di vulnerabilità nell’esposizione al rischio. Gli stress test sono condotti con cadenza giornaliera sul perimetro consolidato e includono scenari macroeconomici e idiosincratici, ai fini della determinazione d el Survival Period, nonché scenari combinati.
Tra i principali indicatori utilizzati dal Gruppo Banca Ifis per la valutazione del profilo di liquidità vi sono i seguenti:
• Liquidity Coverage Ratio (LCR), che rappresenta l’indicatore di liquidità di breve termine e corrisponde al rapporto tra l’ammontare degli High Quality Liquidity Asset (attività liquide di elevata qualità) e il totale dei deflussi di cassa netti nei 30 giorni di calendario successivi. A partire dal 2018 l’indicatore è soggetto ad un requisito minimo regolamentare del 100%;
• Net Stable Funding Ratio (NSFR), che rappresenta l’indicatore di liquidità strutturale a 12 mesi e corrisponde al rapporto tra l’ammontare disponibile di provvista stabile e l’ammontare obbligatorio di provvista stabile. Per tale indicatore il requisito mi nimo regolamentare è stato definito a partire dal 2021 pari al 100%.
164 Di seguito si riportano i due indicatori nel periodo di riferimento a confronto con l’anno precedente.
1° TRIM.
2025 2° TRIM.
2025 3° TRIM.
2025 4° TRIM.
2025 1° TRIM.
2026 2° TRIM.
2026
LCR 720% 290% 767% 747% 708% 557%
NSFR 130% 125% 121% 118% 117% n.d.
Entrambi gli indicatori permangono quindi ampiamente al di sopra dei limiti regolamentari, confermando una più che adeguata posizione di liquidità sia sul fronte della liquidità operativa che su quello della liquidità strutturale.
Inoltre, le valutazioni p rospettiche effettuate evidenziano che l’acquisizione di illimity Bank è coerente con il mantenimento, nel medio -lungo termine, di livelli degli indicatori regolamentari di liquidità (LCR e NSFR) in linea con il benchmark di sistema e superiori ai requisit i normativi applicabili.
Con specifico riferimento ai fattori di rischio climatici e ambientali, l’analisi di materialità condotta ha portato a quantificare gli stessi come non materiali, in virtù dello scarso impatto di tali fattori in termini di riserve di liquidità disponibili e relativi deflussi di liquidità sulla raccolta del Gruppo.
Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione della politica di liquidità sono la funzione Capital Markets, che si occupa della gestione diretta della liquidità, la funzione di Risk Management, cui spetta il compito d i proporre il risk appetite, individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento in relazione ai limiti prefissati e supportare l’attività dell’Alta Direzione. A quest’ultima spetta il compito, con il supporto della funzione Capit al Markets, di proporre annualmente al Consiglio di Amministrazione le politiche di funding e di gestione del rischio liquidità e suggerire in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell’attività in piena coerenza con le politiche di rischio approvate.
In conformità alle disposizioni di vigilanza il Gruppo è altresì dotato di un piano di emergenza (Contingency Funding Plan) al fine di salvaguardarsi da danni o pericoli derivanti da una eventuale crisi di liquidità e garantire la continuità operativa azie ndale anche in condizioni di grave emergenza derivante dagli assetti interni e/o dalla situazione dei mercati.
La posizione di rischio di liquidità è oggetto di periodico reporting predisposto dalla funzione Risk Management per il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis, che include ora anche il perimetro del Gruppo illimity.
Il Gruppo Banca Ifis svolge con frequenza annuale l’esercizio di Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP), ai fini del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). L’obiettivo del processo ILAAP è la valutazione dell’adeguatezza del profilo di rischio liquidità e funding e dell’impianto di governo, gestione e monitoraggio del rischio stes so. Con riferimento alle partecipate polacca e rumena, l’attività di tesoreria è coordinata dalla Capogruppo.
Operazioni di autocartolarizzazione Si precisa che nel corso del primo semestre 2026 è avvenuta la chiusura delle due operazioni di autocartolarizzazione relative al Gruppo illimity, denominate Colt SPV e Energia Sostenibile SPV, relativamente alle quali illimity Bank aveva sottoscritto la totalità dei titoli emessi dal relativo veicolo. Pertanto, a l 30 giugno 2026, illimity Bank non ha più in essere operazioni di autocartolarizzazione di cui è originator .
Per le restanti operazioni di autocartolarizzazione in essere al 30 giugno 2026 per il Gruppo Banca Ifis si rimanda a quanto riportato di seguito.
Ifis Npl 2021 -1 Spv A marzo 2021 Banca Ifis ha realizzato a scopo di finanziamento, tramite la controllata Ifis Npl Investing, la prima cartolarizzazione in Italia di un portafoglio non performing costituito per la maggior parte da crediti unsecured assistiti da ordinanze di assegnazione (ODA). L’operazione si è configurata come una novità per questa tipologia di crediti deteriorati dove l’iter di recupero degli stessi, mediante esecuzione forzata (pignoramento del quinto dello stipendio), è in stadi o avanzato. L’operazione aveva come obiettivo la raccolta per Ifis Npl Investing fino a 350 milioni di euro di liquidità sul mercato istituzionale senza deconsolidare i crediti sottostanti. I portafogli di
165 crediti oggetto dell’operazione (un portafoglio di crediti secured e un portafoglio unsecured assistito da ODA) di proprietà di Ifis Npl Investing, sono stati trasferiti a un veicolo di nuova costituzione denominato Ifis Npl 2021 -1 Spv S.r.l., che ha emess o dei titoli di cartolarizzazione suddivisi fra le tranche senior, mezzanine e junior. Tali tranche sono state inizialmente interamente sottoscritte da Ifis Npl Investing, e successivamente le tranche senior (al netto del 5% trattenuto da Ifis Npl Investing in qualità di originator ai sensi della retention rule) sono state cedute a Banca Ifis.
Al 30 giugno 2026 i titoli emessi dal veicolo risultano pertanto interamente sottoscritti dal Gruppo Banca Ifis. Si segnala che le tranche senior detenute da Banca Ifis sono state utilizzate per operazioni di pronti contro termine (PCT) “long term” con pri marie controparti bancarie.
Sulla base delle condizioni contrattuali sottostanti la cartolarizzazione in oggetto, non si realizza dal punto di vista contabile il trasferimento sostanziale (c.d. derecognition ai sensi dell’IFRS 9) di tutti i rischi e benefici relativi ai crediti ogget to di cessione al veicolo.
Emma S.P.V.
L’operazione di cartolarizzazione denominata Emma, predisposta dall’ex Farbanca (ora ridenominata Banca Credifarma a seguito della fusione per incorporazione dell’ex Credifarma realizzatasi ad aprile 2022), è entrata nell’ambito del Gruppo Banca Ifis per effetto dell’acquisizione del controllo di tale società nel corso del 2020.
Tale cartolarizzazione è stata perfezionata autonomamente dall’ex Farbanca a marzo 2018 per un valore nominale complessivo pari a 460 milioni di euro. Il portafoglio dei crediti oggetto di cessione ha riguardato crediti in bonis relativi a contratti di mut uo fondiari, ipotecari e chirografari, caratterizzati da un seasoning medio di 7 anni.
L’operazione, strutturata da Banca IMI (Gruppo Intesa Sanpaolo), è stata perfezionata con l’acquisizione dei crediti da parte della società veicolo Legge n. 130/1999 denominata Emma S.P.V. S.r.l.. I titoli sono stati emessi in tre classi: una classe senior per un importo pari a 322 milioni di euro (interamente sottoscritta da investitori istituzionali tramite collocamento privato), una classe mezzanine pari a 46 milioni di euro e una classe junior pari a 96 milioni di euro (entrambe sottoscritte integralmente dall’ex Farbanca).
L’operazione in questione è stata oggetto di ristrutturazione nel corso del mese di giugno 2021. La ristrutturazione, che ha previsto l’estensione del c.d. revolving period ed un size increase dell’operazione fino a complessivi 540 milioni di euro, è stata realizzata con il coinvolgimento della Capogruppo Banca Ifis e di Intesa Sanpaolo in qualità di co -arrangers. A seguito di tale ristrutturazione, i titoli sono stati emessi in tre classi con natura partly paid: la classe senior, per un valore nominale pari a 397,5 milioni di euro, è stata interamente sottoscritta da Duomo Funding Plc mentre le classi mezzanine e junior, con un valore nominale pari rispettivamente a 53,0 milioni di euro e 90,1 milioni di euro, sono state interamente sottoscritte dall’ex Farbanca (ora Banca Credifarma), la quale adempie anche agli obblighi di retention ai sensi della CRR in quali tà di originator.
Per effetto della struttura revolving dell’operazione, nel corso del 2023 sono state effettuate cessioni di ulteriori n.
312 nuovi crediti, per un controvalore complessivo di 104,7 milioni di euro (importo di stipula residuo in essere, compreso di capitale non pagato e interessi e spese su rate scadute e non pagate).
Nel corso del 2025 la Capogruppo Banca Ifis ha acquistato da Duomo Funding Plc la totalità dei titoli senior.
Pertanto, al 30 giugno 2026 i titoli emessi dal veicolo risultano interamente sottoscritti dal Gruppo Banca Ifis e di conseguenza, dal punto di vi sta consolidato, tale operazione si configura come autocartolarizzazione.
La suddetta operazione di cartolarizzazione non soddisfa i requisiti per la derecognition ai sensi dell’IFRS 9, non configurando un trasferimento sostanziale di tutti i rischi e benefici connessi. Pertanto, le attività cedute e non cancellate riferibili a crediti oggetto di tali cartolarizzazioni, non presentando i requisiti previsti per la derecognition, sono state “riprese” nei saldi contabili consolidati del Gruppo Banca Ifis.
Indigo Lease
Nel 2016 il Gruppo Banca Ifis, tramite la società originator ex Ifis Leasing S.p.A. (da maggio 2018 incorporata in Banca Ifis), ha perfezionato un’operazione di cartolarizzazione che ha comportato la cessione alla società veicolo Indigo Lease S.r.l. di un portafoglio di crediti in bonis per un ammontare di 489 milioni di euro.
166 All’operazione è stato attribuito un rating dalle agenzie Moody’s e da DBRS, le quali si occupano inoltre del monitoraggio annuale per tutta la durata dell’operazione.
Il prezzo a pronti del portafoglio crediti ceduto, pari a 489 milioni di euro, è stato pagato dal veicolo all’incorporata ex Ifis Leasing utilizzando i fondi rivenienti dall’emissione di titoli senior per l’importo di 366 milioni di euro, a cui è stato att ribuito un rating di Aa3 (sf) da parte di Moody’s e di AA (sf ) da parte di DBRS, il cui rimborso è legato agli incassi realizzati sul portafoglio crediti. Inoltre, sono stati emessi dal veicolo titoli junior acquistati dalla stessa ex Ifis Leasing, a cui non è stato attribuito un rating, per un valore pari a 138 mil ioni di euro. Inoltre, a quest’ultima è stato conferito specifico mandato di servicing per la riscossione e la gestione dei crediti.
Nel corso del 2017, a seguito della ristrutturazione dell’operazione, è stato avviato un sistema revolving che prevede cessioni mensili di nuovi crediti al veicolo, fino a luglio 2021. Contestualmente è stato incrementato il valore nominale massimo dei tit oli senior e junior rispettivamente a 609,5 e 169,7 milioni di euro. Nello stesso periodo, Banca Ifis ha acquistato la totalità dei titoli senior emessi dal veicolo. A seguito della fusione per incorporazione a maggio 2018 dell’ex Ifis Leasing in Banca Ifi s, quest’ultima è divenuta sottoscrittrice anche dei titoli junior.
Una seconda ristrutturazione è poi avvenuta a giugno 2021, con conferma del valore nominale dei titoli e contestuale prolungamento del periodo di revolving fino a luglio 2023.
A luglio 2023 Banca Ifis ha finalizzato la ristrutturazione della cartolarizzazione, la quale ha comportato l’estensione del revolving period per un ulteriore biennio ed un incremento del principal amount outstanding dei titoli senior, nonché il derating ed il delisting degli stessi dalla Borsa di Lussemburgo (a far data dal 20 luglio 2023), oltre all’ottenimento della qualifica di cartolarizzazione STS (cartolarizzazioni “Semplici, Trasparenti e Standardizzate“) ai sensi del Regolamento UE 2017/2402 (“Re golamento Cartolarizzazioni”).
Nell’ambito dell’operazione Banca Ifis ha ceduto ad UniCredit Bank AG l’intero ammontare dei titoli senior, corrispondenti ad un valore nominale pari a 609,5 milioni di euro e un principal amount outstanding pari a 400 milioni di euro. I titoli junior, per un principal amount outstanding pari a 147,6 milioni di euro, sono stati integralmente ritenuti dal Banca Ifis in qualità di originator.
Nel corso del 2025 la Capogruppo Banca Ifis ha effettuato un ulteriore ristrutturazione dell’operazione, a seguito della quale i titoli relativi alla tranche senior sono stati sottoscritti dalla Capogruppo. Pertanto, al 30 giugno 2026 i titoli emessi dal v eicolo risultano interamente sottoscritti dalla Capogruppo Banca Ifis, e dunque tale operazione si configura come autocartolarizzazione.
La suddetta operazione di cartolarizzazione non soddisfa i requisiti per la derecognition ai sensi dell’IFRS 9, non configurando un trasferimento sostanziale di tutti i rischi e benefici connessi. Pertanto, le attività cedute e non cancellate riferibili a crediti oggetto di tali cartolarizzazioni, non presentando i requisiti previsti per la derecognition, sono state “riprese” nei saldi contabili consolidati del Gruppo Banca Ifis.
Operazioni di cartolarizzazione Si rinvia a quanto commentato nel paragrafo precedente denominato “Rischio di credito” in ordine alle operazioni di cartolarizzazione in essere al 30 giugno 202 6 e alle finalità per le quali sono state effettuate.
Rischi operativi
Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Non rientrano in tale definizione il rischio strategico ed il rischio di reputazione, mentre risultano ricompresi il rischio legale (ossia il rischio di perdite derivanti da violazioni di leggi o regolamenti, da responsabilità contrattuale o extra -contrattuale oppure da altre controversie), il rischio informatico, il rischi o di mancata conformità, il rischio di frode, il rischio di riciclaggio e finanziamento al terrorismo nonché il rischio di errata informativa finanziaria.
167 Le fonti principali di manifestazione del rischio operativo sono rappresentate, ad esempio, da errori operativi, inefficienza o inadeguatezza dei processi operativi e dei relativi controlli/presidi, frodi interne ed esterne, mancata conformità della regola mentazione interna alle norme esterne, esternalizzazione di funzioni aziendali, livello qualitativo della sicurezza fisica e logica, inadeguatezza o indisponibilità dei sistemi hardware e software, crescente ricorso all’automazione, sotto -dimensionamento d egli organici rispetto al livello dimensionale dell’operatività ed infine inadeguatezza delle politiche di gestione e formazione del personale.
La gestione del rischio si articola attraverso processi strutturati, quali:
• l’attività di Loss Data Collection, ossia la raccolta e il censimento delle perdite derivanti da eventi di rischio
operativo;
• le campagne periodiche di Risk Self Assessment e Model Risk Self Assessment, volte a fornire una visione complessiva dei rischi in termini di frequenza, impatto potenziale e presidi organizzativi;
• la definizione e il monitoraggio di processi, indicatori e soglie di rischio, per rilevare tempestivamente variazioni nell’esposizione ai rischi operativi (incluso, laddove applicabile il rischio frode).
Per la definizione del Risk Appetite Framework (RAF), nell’ambito del Resoconto ICAAP e del Recovery Plan, sono inoltre condotte analisi di stress per verificare la resilienza del Gruppo in scenari avversi.
Ai fini della determinazione del requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, il Gruppo Banca Ifis ha adottato il cosiddetto Standardised Measurement Approach (SMA) previsto dalla normativa prudenziale.
La funzione Risk Management di Capogruppo, in collaborazione con le altre funzioni aziendali, supervisiona altresì i rischi connessi alle esternalizzazioni di funzioni aziendali, valuta i rischi associati all’introduzione di nuovi prodotti e servizi e anal izza l’impatto operativo di modifiche massive alle condizioni contrattuali.
Parallelamente alla gestione del rischio operativo, è attivo un processo di gestione del rischio reputazionale. Il rischio reputazionale rappresenta il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negati va dell’immagine del Gruppo da parte di clienti, controparti, azionisti del Gruppo, investitori o Autorità di Vigilanza. La gestione del rischio reputazionale, analogamente a quella del rischio operativo, è affidata alla funzione di Risk Management della C apogruppo. Tale funzione definisce il framework complessivo, che include processi specifici di valutazione e un set di indicatori di rischio monitorati in modo continuativo, in conformità alle prescrizioni normative e alle best practice di settore. L’obiet tivo è garantire un presidio efficace del rischio reputazionale, attraverso l’identificazione, la valutazione e il monitoraggio dei rischi assunti o potenzialmente assumibili dalle varie unità organizzative del Gruppo.
Con specifico riferimento al monitoraggio dell’evoluzione del rischio ICT e di Sicurezza e della valutazione dell’efficacia delle misure di protezione delle risorse ICT, il Gruppo Banca Ifis ha definito un framework finalizzato a garantire l’identificazion e, la valutazione e il monitoraggio dei rischi informatici e di sicurezza, assicurando al contempo un’adeguata comunicazione ai livelli gerarchici competenti. In conformità con il requisito normativo il Gruppo ha optato per un modello condiviso di responsa bilità assegnando i compiti alle funzioni aziendali di controllo Risk Management e Compliance, in relazione ai ruoli, alle responsabilità e alle competenze proprie di ciascuna delle due funzioni. In particolare, la funzione Risk Management, conduce i proce ssi di analisi dei rischi ICT e di sicurezza secondo il quadro di riferimento organizzativo e metodologico approvato dal Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis, che si sostanzia nelle attività di misurazione dei rischi informatici sui servizi IT e sui processi che supportano, con l’obiettivo di rilevare potenziali minacce e vulnerabilità che possano compromettere la disponibilità, l’integrità e la riservatezza delle informazioni. A questa attività si aggiunge la definizione e il monitoraggio di un set d i indicatori di rischio ICT e di Sicurezza e relative soglie in grado di evidenziare prontamente l’insorgenza di potenziali vulnerabilità. Inoltre, il quadro prevede la valutazione dei rischi sui progetti che comportano modifiche sostanziali ai sistemi inf ormativi, per assicurare che le evoluzioni tecnologiche siano coerenti con il livello di rischio accettabile e con le misure di protezione in essere.
Infine, il Gruppo adotta un approccio strutturato alla gestione dei rischi connessi ai servizi IT forniti da terze parti, in linea con il quadro regolamentare di riferimento, DORA. Le analisi di rischio, svolte sia in fase precontrattuale sia nel continuo, assicurano un’adeguata valutazione dei principali profili di rischio, incluso quello di
168 concentrazione, e supportano la tutela della continuità operativa, della sicurezza dei dati e della conformità complessiva.
Tutti questi processi sono accompagnati dall’impegno della funzione Risk Management alla diffusione di una cultura orientata alla gestione proattiva dei rischi.
Il Gruppo Banca Ifis si è dotato di politiche interne e regolamenti e ne cura il periodico aggiornamento. Tali documenti definiscono il framework metodologico, le modalità di identificazione, valutazione e mitigazione dei rischi, nonché le responsabilità d elle funzioni coinvolte. Esse rappresentano il riferimento per garantire un approccio strutturato, coerente e conforme alle normative vigenti.
In relazione alle società del Gruppo Banca Ifis, si specifica che la gestione dei rischi operativi, reputazionali, ICT e di sicurezza risultano assicurate dallo stretto coinvolgimento della Capogruppo Banca Ifis che assume decisioni in ordine alle strategi e per quanto riguarda la gestione dei rischi. Il framework complessivo di gestione di tali rischi è stato pertanto esteso, sulla base del principio di proporzionalità, mediante l’adozione del medesimo approccio metodologico e degli strumenti informatici sv iluppati presso la Capogruppo.
Rischi delle imprese di assicurazione Il Gruppo Banca Ifis non effettua operazioni da cui conseguono rischi da riportare nella presente sezione.
Rischi delle altre imprese Non si segnalano significativi ulteriori rischi per le restanti imprese incluse nel perimetro di consolidamento non facenti parte del Gruppo Bancario, che non siano già stati riportati nella sezione relativa al Gruppo Bancario.
169 Operazioni con parti correlate In conformità a quanto stabilito dalla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 (e successivamente modificato con delibera n. 17389 del 23 giugno 2010), e a quanto prescritto da Banca d’Italia con la circolare 263/2006 (Titolo V, Capitolo 5), è stata pre disposta la “Politica di Gruppo in materia di operazioni con parti correlate, soggetti collegati ed Esponenti Aziendali ex art. 136 T.U.B.”. Tale documento è a disposizione del pubblico nella Sezione “Corporate Governance” del sito internet aziendale www.bancaifis.it .
Nel corso del primo semestre 2026 non sono state effettuate con parti correlate operazioni concluse nel periodo che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo.
Per quanto riguarda le operazioni di maggiore rilevanza effettuate con parti correlate così come definite dalle politiche del Gruppo ai sensi dell’art. 4 del regolamento Consob recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate, si veda lo s pecifico paragrafo al successivo paragrafo “Informazioni sulle transazioni con parti correlate” della presente sezione .
Al 30 giugno 2026 il Gruppo Banca Ifis è controllato dalla società Fürstenberg Scogliera Holding S.A. ed è composto dalla Capogruppo Banca Ifis S.p.A. e dalle società da essa controllate . Per un dettaglio completo di tali società si rimanda all’elenco di cui alla sezione “Politiche contabili”, paragrafo “ Area e metodi di consolidamento” delle presenti Note illustrative .
Le tipologie di parti correlate, così come definite dallo IAS 24, significative per il Gruppo Banca Ifis, comprendono:
• la società controllante Fürstenberg Scogliera Holding S.A.;
• le società collegate e le società sottoposte a controllo congiunto (joint venture);
• i dirigenti con responsabilità strategica della Capogruppo o della società controllante Fürstenberg Scogliera Holding S.A.;
• gli stretti familiari dei dirigenti con responsabilità strategica della Capogruppo o le società controllate dagli (o collegate agli) stessi o dai (ai) loro stretti familiari.
Con riferimento al perimetro delle società collegate e delle società sottoposte a controllo congiunto (joint venture) al 30 giugno 2026, rispetto alla situazione in essere al 31 dicembre 2025 si segnalano le seguenti variazioni:
• uscita dal perimetro di :
– Hype (la quale al 31 dicembre 2025 era classificata come joint venture), a seguito della cessione del 50% delle quote a febbraio 2026;
– LAISA - Società tra Avvocati per Azioni (la quale al 31 dicembre 2025 figurava come società collegata), la cui interessenza del 9,99% precedentemente detenuta da ARECneprix è stata oggetto di cessione a giugno 2026 (prima della cessione della stessa ARECneprix da parte di illimity Bank, quest’ultima avvenuta in data 30 giugno 2026);
– Redacta S.T.A.a.r.l. (che al 31 dicembre 2025 figurava come società collegata) , la cui quota del 33% precedentemente detenuta da Ifis Npl Servicing è stata ceduta nel corso del mese di giugno
2026;
– Lexbridge S.p.A. in liquidazione (già Justlex Italia S.T.A.P.A.) in quanto nel corso del primo semestre 2026, in aggiunta alla quota di possesso del 20% detenuta da Ifis Npl Investing, è stata sottoscritta un’ulteriore quota dell’80% da parte di Ifis Npl Servicing, così da configurare una relazione d i controllo ai sensi dell’IFRS 10 e , pertanto , da modificare la configurazione della società in questione da “società collegata ” a fine 2025 a “società controllata in via esclusiva” al 30 giugno 2026;
• entrata nel perimetro delle società collegate di Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency (che al 31 dicembre 2025 figuravano come società controllate in via esclusiva), a seguito della cessione del loro controllo nel corso del primo semestre 2026 con mantenimento, tramite sottoscrizione da parte di illimity Bank, di una interessenza in ciascuna del 40%, che ne qualifica l’influenza notevole.
170 Per maggiori dettagli sulle suddette variazioni in termini di società collegate e joint venture si rimanda alla sezione “Fatti di rilievo avvenuti nel periodo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo e al paragrafo “Area e metodi di consolidam ento” all’interno della sezione “Politiche contabili” delle presenti Note illustrative.
Si forniscono di seguito le informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica e quelle sulle transazioni con le diverse tipologie di parti correlate.
Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategiche La definizione di dirigenti con responsabilità strategiche, secondo lo IAS 24, comprende quei soggetti che hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della Capogr uppo Banca Ifis, inclusi gli amministratori (esecutivi o non esecutivi) della Banca.
Conformemente alle previsioni della Circolare di Banca d’Italia n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti, sono inclusi fra i dirigenti con responsabilità strategica anche i membri del Collegio Sindacale.
Dirigenti con responsabilità strategica in carica al 30 giugno 2026 Dati in migliaia di euro Benefici a
breve termine
per i
dipendenti Benefici
successivi al
rapporto di
lavoro Altri benefici
a lungo
termine Indennità per
cessazione
del rapporto
di lavoro Pagamenti basati su azioni Stock option Altri
pagamenti
basati su
azioni
Organi di amministrazione e controllo (1) 4.266 - 53 - - 103 Altri manager (2) 2.870 7 119 176 - 236 Totale al 30.06.2026 7.136 7 172 176 - 339 (1) Sono riferiti a cariche nel Consiglio di Amministrazione (o organi assimilati) e del Collegio Sindacale della Capogruppo Banca Ifis.
(2) Sono riferiti a manager con carica di Condirettore Generale o altro dirigente con responsabilità strategica della Capogru ppo Banca Ifis.
171 Informazioni sulle transazioni con parti correlate Nel prospetto che segue sono indicate le attività, le passività e le garanzie e gli impegni in essere al 30 giugno 2026 , distintamente per le diverse tipologie di parti correlate ai sensi dello IAS 24.
Transazioni con parti correlate: voci di stato patrimoniale e fuori bilancio Voci di bilancio (dati in migliaia di euro) Società
controllante Società
sottoposte a
controllo
congiunto e
società
collegate Dirigenti con
responsabi -
lità
strategica Altre parti correlate Totale % su voce di
bilancio
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a impatto a conto economico - 7.089 - 99 7.188 0,9% Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - 406 - 2.208 2.614 0,2% Crediti verso banche valutati al costo ammortizzato - - 10.007 10.007 1,6% Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato - 3.698 4.203 16.752 24.653 0,2% Partecipazioni - 32.596 - - 32.596 100,0% Attività materiali - - - 991 991 0,4% Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - - 0,0% Altre attività 3.560 - - 487 4.047 0,9% Totale attività 3.560 43.789 4.203 30.544 82.096 0,4% Debiti verso clientela valutati al costo ammortizzato 2.129 2.862 1.958 18.606 25.555 0,2% Altre passività 1.209 6.244 53 - 7.506 1,5% Riserve da valutazione - (189) - - (189) 0,6% Totale passività 3.338 8.917 2.011 18.606 32.872 0,2% Impegni e garanzie (fuori bilancio) - - 663 - 663 n.a.
172 Transazioni con parti correlate: voci di conto economico Voci di bilancio (dati in migliaia di euro) Società
controllante Società
sottoposte a
controllo
congiunto e
società
collegate Dirigenti con
responsabi -
lità
strategica Altre parti correlate Totale % su voce di
bilancio
Interessi attivi e proventi assimilati - 136 36 119 291 0,1% Interessi passivi e oneri assimilati - - (13) (9) (22) 0,0% Commissioni attive - - - 20 20 0,0% Commissioni passive - - - - - 0,0% Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - - - 22 22 0,1% Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito - - - 121 121 (0,2)% Spese amministrative (1.416) (38.911) (491) (23) (40.841) 13,6% Altri oneri e proventi di gestione - 39 - - 39 0,3% Utili (Perdite) delle partecipazioni - (1.015) - - (1.015) 81,5%
Altre informazioni
Con riferimento al comma 8 dell’art. 5 “Informazioni al pubblico sulle operazioni con parti correlate” del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con parti correlate (adottato dalla Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 201 0 e successive modifiche), per il Gruppo Banca Ifis non risultano operazioni di maggiore rilevanza concluse nel corso del primo semestre 2026.
173 Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali Di seguito si riportano gli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali, così come definiti dall’IFRS 2, previsti per il personale del Gruppo Banca Ifis.
Per tutto il personale dipendente è previsto un sistema di remunerazione variabile.
Le politiche di remunerazione e incentivazione vengono definite per tutto il personale del Gruppo, fatte salve le disposizioni di maggior dettaglio previste per i soli membri del personale che hanno un impatto sostanziale sul profilo di rischio del Gruppo (c.d. “Personale più Rilevante ” o “ PPR”). Questi ultimi soggetti vengono periodicamente identificati dalla Capogruppo almeno annualmente .
La componente variabile è soggetta ai meccanismi di malus/claw back, i quali possono determinare l’azzeramento dell’importo al verificarsi di determinate condizioni.
Gate di accesso L’accesso alla parte variabile per tutto il personale è subordinato al rispetto delle condizioni di accesso (c.d. “gate”) previste dai seguenti indicatori rilevati alla data di fine esercizio:
• Return On Risk -Adjusted Capital (RORAC) a livello di Gruppo, definito come il rapporto tra l’utile netto consolidato e il Capitale assorbito dai rischi di Primo pilastro (cioè l’8% dei Risk Weighted Assets di Primo pilastro), superiore alla soglia di tolerance definita annualmente nel Risk Appetite Framework (RAF) del Gruppo Banca Ifis a livello consolidato;
• rispetto della soglia di tolerance, superiore al limite minimo regolamentare, dell’indicatore Liquidity Coverage Ratio (LCR) di Gruppo, così come definita annualmente nel RAF del Gruppo Banca Ifis a livello consolidato nel rispetto della normativa di vigil anza vigente;
• rispetto della soglia di tolerance , superiore al limite minimo regolamentare, dell’indicatore Net Stable Funding Ratio (NSFR) di Gruppo, così come definita annualmente nel RAF del Gruppo Banca Ifis a livello consolidato nel rispetto della normativa di vigilanza vigente;
• Total Capital Ratio consolidato superiore alla soglia di tolerance definita annualmente nel RAF del Gruppo Banca Ifis a livello consolidato, la quale è superiore ai requisiti di capitale (Overall Capital Requirement ) comunicati dall’Organo di Vigilanza nell’ambito delle “Decisioni sul Capitale” a conclusione del periodico processo di revisione prudenziale (SREP).
Il mancato raggiungimento di uno dei suddetti parametri impedirà la corresponsione della componente variabile.
Ferma l’apertura dei gate di accesso, in presenza di scenari avversi, di situazioni eccezionali e non prevedibili, nonché in caso di una misura dell’ utile lordo a livello di Bilancio consolidato inferiore alle attese del 20%, il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis può valutare , su proposta del Comitato Remunerazioni e previo parere del Comitato Controllo e Rischi , una ridefinizione dell’ammontare di remunerazione variabile per le differenti categorie di personale, con conseguente riduzione pro quota. Si specifica che per le società controllate Fürstenberg SGR e Fürstenberg SIM sono previsti, in aggiunta ai suddetti gate di Gruppo, degli ulteriori gate di accesso e logiche di apertura del sistema di breve termine:
• per Fürstenberg SGR, l’ulteriore gate è che il Patrimonio di vigilanza della società sia maggiore o uguale a 2 volte il requisito patrimoniale minimo al 31 dicembre 2026;
• per Fürstenberg SIM, l’ulteriore gate è che i Fondi propri della società siano maggiori uguali a 1,5 volte il requisito regolamentare al 31 dicembre 2026.
Remunerazione dell’Amministratore Delegato della Capogruppo Fatta salva l’apertura dei gate di accesso al pagamento della remunerazione variabile sopra descritti, la remunerazione variabile dell’Amministratore Delegato della Banca è legata al raggiungimento di specifici obiettivi di performance qualitativi e quanti tativi.
174 In particolare, l’Amministratore Delegato è destinatario di un Sistema incentivante di breve termine (“STI”). Egli è stato inoltre destinatario di un “Piano Long Term Incentive 2021 -2023” (il “Piano LTI”), giunto a scadenza in data 31 dicembre 2023, per il quale si rimanda all’informativa riportata nel paragrafo specifico in questa sezione.
Per quanto riguarda il Sistema Incentivante di breve termine (STI), gli obiettivi previsti per il 2026 per l’Amministratore Delegato rappresentano una combinazione di criteri quantitativi e qualitativi, riferiti ai risultati del Gruppo, nonché agli aspetti qualitativi relativi all’azione strategica.
La performance scorecard prevede la declinazione dei seguenti KPI:
• KPI economico -finanziari con peso del 65%, declinati su tre specifici driver (redditività, costo del credito ed efficienza), coerenti con gli obiettivi 2026 del Gruppo;
• KPI di strategia e sostenibilità con peso del 35%, che mirano a valutare il conseguimento delle direttive strategiche nonché il conseguimento degli obiettivi del Gruppo in ambito ESG.
Il cap massimo di remunerazione variabile di breve termine erogabile all’Amministratore Delegato è fissato nel 60% della retribuzione fissa; la remunerazione variabile matura sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi prevedendo un’erogazione della s tessa secondo una progressione lineare tra il 60% e il 100% del bonus target .
Tale componente variabile viene corrisposta per una quota pari al 40% con un pagamento non differito (up front) e per una quota pari al 60% con un pagamento differito per un periodo di tempo di cinque anni (a decorrere dall’anno successivo all’anno di matu razione della quota up front), in conformità a quanto previsto dalle disposizioni di vigilanza in materia per le remunerazioni variabili di importo particolarmente elevato.
La quota della remunerazione variabile sottoposta a differimento (pari al 60%) viene così corrisposta:
• 55% (cioè il 33% della remunerazione variabile complessiva) in azioni di Banca Ifis esercitabili al termine dell’ulteriore periodo di retention di 1 anno;
• 45% (cioè il 27% della remunerazione variabile complessiva) per cassa (“cash”), oggetto di rivalutazione annuale al tasso legale tempo per tempo vigente.
La quota della remunerazione variabile up front (pari al 40%) viene così corrisposta:
• 50% (cioè il 20% della remunerazione variabile complessiva) in azioni di Banca Ifis esercitabili al termine dell’ulteriore periodo di retention di 1 anno;
• 50% (cioè il 20% della remunerazione variabile complessiva) erogato “cash”.
Sistemi incentivanti di breve termine (“Short Term Incentive Plan” o “STI”) Il Gruppo definisce annualmente un piano di incentivazione di breve termine (c.d. “Short Term Incentive Plan” o “STI”), la cui erogazione , subordinata all’apertura dei suddetti gate d’accesso , è legata al raggiungimento di specifici obiettivi di performance qualitativi e quantitativi, assegnati ai destinatari del piano. Tali obiettivi, dal cui livello di raggiungimento dipende il riconoscimento del premio sono declinati all’interno di una performance scorecard individuale.
In considerazione del processo di integrazione di illimity nel Gruppo e della conseguente fase transitoria di progressiva armonizzazione dei sistemi di remunerazione, per l’esercizio 2026 il relativo sistema incentivante è strutturato in modo da garantire coerenza, gradualità e continuità applicativa.
In tale contesto, è stato adottato un unico “Piano di Incentivazione di Breve Termine 2026 ”, applicabile a tutto il c.d. “p ersonale più rilevante del Gruppo ”, indipendentemente dalla società di appartenenza, al fine di assicurare un allineamento omogeneo agli obiettivi strategici e di performance del Gruppo.
Sistemi incentivanti di medio -lungo termine Il sistema di incentivazione del Gruppo può comprendere anche sistemi incentivanti di medio -lungo termine, funzionali ad allineare il management verso il raggiungimento dei piani industriali e strategici di medio -lungo periodo tempo per tempo adottati dai co mpetenti organi. Il Gruppo potrà valutare nel corso del presente esercizio
175 i possibili termini di un nuovo piano di medio -lungo periodo, da strutturarsi nel rigoroso rispetto dei requisiti regolamentari , anche in termini di rapporto tra remunerazione fissa e variabile, individuazione di KPI, modalità di erogazione, e cc.. da quindi sottoporre per approvazione all’Assemblea degli Azionisti (anche ai sensi dell’art. 114 -
bis TUF), previa informativa nei termini di legge.
Il precedente sistema incentivante di medio -lungo termine predisposto dal Gruppo Banca Ifis, denominato “ Piano di Long Term Incentive (LTI) 2021 -2023 ”, è giunto a maturazione in data 31 dicembre 2023 e, alla data del presente documento, risultano ancora in essere stock option assegnate a fronte di tale piano. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato di seguito.
Piano di Long Term Incentive (LTI) 2021 -2023 per l’Amministratore Delegato, i Condirettori Generali e altri dipendenti del Gruppo Piano LTI per l’Amministratore Delegato L’Amministratore Delegato di Banca Ifis è stato destinatario di un Piano di Long Term Incentive (LTI) 2021 -2023, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 24 giugno 2021 e dall’Assemblea degli Azionisti della Capogruppo in data 28 luglio 2021, e giunto a maturazione in data 31 dicembre 2023. Il Piano ha previsto l’assegnazione all’Amm inistratore Delegato, a titolo gratuito, di un determinato numero di opzioni che danno diritto di acquistare, a un prezzo di esercizio unitario (c.d. “strike price”) pari a 12,92 euro, un corrispondente numero di azioni di Banca Ifis.
Il Piano ha previsto a favore dell’Amministratore Delegato di Capogruppo il diritto di ricevere, al termine del periodo di vesting e al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano medesimo, sino a un massimo di n. 696.000 opzioni.
Considerata la maturazione del Piano al 31 dicembre 2023 al termine del periodo di vesting triennale (2021 -2023), le opzioni sono diventate esercitabili a valle di un ulteriore anno di retention , subordinatamente alla circostanza che il rapporto tra la Banca e l’Amministratore Delegato fosse ancora in essere, e che fossero stati raggiunti predeterminati obiettivi quantitativi e qualitativi, finanziari e non finanziari, legati a strategie di lungo termine del Gruppo.
La consuntivazione effettuata ha confermato il raggiungimento del livello minimo con riferimento agli obiettivi TSR e del livello massimo con riferimento agli indicatori economico -finanziari e a quelli ESG. Conseguentemente, sulla base della delibera dell’ Assemblea degli Azionisti di Banca Ifis del 18 aprile 2024 all’Amministratore Delegato sono state assegnati n. 609.000 diritti di opzione, che sono diventate esercitabili a valle di un anno di retention secondo le tempistiche regolamentari previste.
L’assegnazione delle opzioni all’Amministratore Delegato è effettuata per il 40% come up front e per il 60% come differito in 5 anni.
Nel corso del 2025 l’Amministratore Delegato ha esercitato n. 243.600 diritti d’opzione ad uno strike price di 12,92 euro, ricevendo in assegnazione n. 243.600 azioni Banca Ifis , mentre nel corso del primo semestre 2026 l’Amministratore Delegato ha esercitato n. 73.080 diritti d’opzione ad uno strike price di 12,92 euro, ricevendo in assegnazione n. 73.080 azioni della Capogruppo .
Piano LTI per i Condirettori Generali e altri dipendenti del Gruppo Come previsto dal Piano approvato dall’Assemblea del 28 luglio 2021, e in esecuzione del mandato in tale sede conferito al Consiglio di Amministrazione, in data 9 giugno 2022 è stata da quest’ultimo deliberata l’inclusione nel Piano LTI, oltre all’Amminist ratore Delegato, di n. 13 “ulteriori beneficiari”, con assegnazione agli stessi dei medesimi obiettivi già previsti per l’Amministratore Delegato e illustrati nella Politica di Remunerazione 2022. Tali integrazioni del Piano sono state poi approvate dall’A ssemblea degli azionisti di Banca Ifis del 28 luglio 2022.
Anche per tali ulteriori beneficiari, rappresentati da manager di elevato livello (tra cui n. 12 dirigenti con responsabilità strategiche, Condirettori Generali inclusi), il Piano ha previsto l’assegnazione di un determinato numero di opzioni che daranno diritto di acquistare, a titolo gratuito e sempre allo strike price unitario di 12,92 euro, di un corrispondente numero di azioni di Banca Ifis.
176 Un’ulteriore integrazione a tale Piano, proposta dal Consiglio di Amministrazione e approvata dall’Assemblea dei soci del 20 aprile 2023, ha avuto ad oggetto aspetti operativi di meccanica del Piano (che rimane per il resto immutato in tutti i suoi element i essenziali e strutturali, per come già approvati alle precedenti sedute assembleari citate). In particolare, l’integrazione ha consistito nel riconoscere la possibilità per i beneficiari, in occasione dell’apertura di ciascuna finestra di esercizio delle opzioni, di posticipare l’esercizio di tutte o parte delle opzioni eventualmente maturate ed esercitabili già in tale finestra nelle successive “finestre di esercitabilità” previste dal Piano.
Si rileva al riguardo che nel corso del 2023 si sono registrate le dimissioni di un dirigente con responsabilità strategica incluso nel Piano, con conseguente perdita della qualità di beneficiario del Piano stesso.
Per effetto delle sopraccitate novità intercorse nel 2022 e nel 2023, i beneficiari del Piano in aggiunta all’Amministratore Delegato ammontano complessivamente a 12, di cui 11 dirigenti con responsabilità strategiche, e l’ammontare massimo di opzioni asse gnabili è pari a n. 300.000.
Anche questo Piano è giunto a maturazione il 31 dicembre 2023 al termine del periodo di vesting, e le opzioni diventeranno esercitabili a valle di un ulteriore anno di retention , subordinatamente alla circostanza che il rapporto tra il Gruppo e i beneficiari sia ancora in essere, e che siano stati raggiunti predeterminati obiettivi quantitativi e qualitativi, finanziari e non finanziari, legati a strategie di lungo termine del Gr uppo. Le opzioni saranno esercitabili al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano e per un numero complessivo sino ad un massimo di 300.000 opzioni (320.000 originarie) complessivamente assegnabili ai 12 ulteriori beneficiari.
Le suddette opzioni sono computate per ciascuno dei beneficiari, ai fini del calcolo del rapporto fra remunerazione fissa e variabile, al 50% per l’esercizio 2022 e al restante 50% per l’esercizio 2023.
La consuntivazione è stata effettuata, per quanto riguarda gli obiettivi di TSR e quelli di utile lordo, per l’arco temporale di vesting biennale mentre per gli altri obiettivi la consuntivazione è avvenuta in base ai risultati raggiunti al 31 dicembre 2023 (considerando quindi l’intera durata del Piano 2021 -2023).
L’esito della consuntivazione del Piano ha rilevato che gli obiettivi TSR non sono stati raggiunti in considerazione del periodo di vesting biennale anziché triennale; gli altri obiettivi sono stati raggiunti al livello massimo.
Conseguentemente, mediante delibera dell’Assemblea degli Azionisti di Banca Ifis del 18 aprile 2024 per i restanti 12 beneficiari sono state assegnati complessivament e n. 225.000 diritti di opzione che saranno esercitabili al termine del periodo di retention di un anno.
Nel corso del 2025 tali ulteriori beneficiari hanno esercitato n. 135.000 diritti d’opzione ad uno strike price di 12,92 euro, ricevendo in assegnazione n. 135.000 azioni Banca Ifis , mentre nel corso del primo semestre 2026 hanno esercitato n. 22.500 diritti d’opzione ad uno strike price di 12,92 euro, ricevendo in assegnazione n. 22.500 azioni della Capogruppo .
Rappresentazione contabile al 30 giugno 2026 del Piano LTI 2021 -2023 A livello contabile tale piano di stock option è stato rappresentato conformemente alle disposizioni dell’IFRS 2 per le operazioni regolate con strumenti rappresentativi di capitale (c.d. equity settled transactions). In considerazione della difficoltà di valutare attendibilmente il fair value delle prestazioni ricevute come contropartita delle stock option, viene fatto riferimento al fair value iniziale di quest’ultime.
Il fair value dei pagamenti regolati con l’emissione di tali opzioni a fronte delle prestazioni oggetto del Piano LTI è rilevato come costo a conto economico alla voce “Spese amministrative: a) spese per il personale” in contropartita della voce “Riserve” del patrimonio netto secondo il criterio di competenza in proporzione al periodo di vesting in cui viene fornita la prestazione. Per il primo semestre 2026 non vi sono costi registrati a Conto economico , in quanto il periodo di vesting è terminato a fine 2023 . L’apposita riserva di patrimonio netto in contropartita dei costi registrati negli esercizi precedenti, associata alle sole stock option effettivamente assegnate tramite delibera dell’Assemblea del 18 aprile 2024, ammontava al 31 dicembre 2024 complessiv amente a 2,2 milioni di euro. Nel corso del 2025 sono state esercitate complessivamente n. 378.600 opzioni ad uno strike price di 12,92 euro (di cui 243.600 da parte dell’Amministratore Delegato e 135.000 da parte degli ulteriori beneficiari), a cui è asso ciata
177 una riserva stock option di complessivi 1,1 milioni di euro. Pertanto, la riserva stock option residua al 31 dicembre 2025 ammonta va a 1,1 milioni di euro. Nel corso del primo semestre 2026 sono state esercitate complessivamente n. 95.580 opzioni ad uno strike price di 12,92 euro ( di cui 73.080 da parte dell’Amministratore Delegato e 22.500 da parte degli ulteriori beneficiari) a cui corrisponde una riserva stock option di complessivi 0,2 milioni di euro . Di conseguenza, la riserva stock option residua al 30 giugno 2026 è pari a 0,9 milioni di euro.
Modalità di corresponsione della remunerazione variabile L’assegnazione di azioni di Banca Ifis interessa, oltre all’Amministratore Delegato , il personale dipendente individuato come “personale più rilevante ” ai sensi della Circolare n. 285/2013 e del Regolamento Delegato n.
923/2021 laddove la componente variabile della retribuzione risulti superiore a 50 mila euro o rappresenti più di un terzo della remunerazione totale annua.
Al fine dell’assegnazione della remunerazione variabile in strumenti finanziari, cioè in azioni di Banca Ifis, la Banca calcola il fair value dell’azione, al momento dell’assegnazione, in base alla media del prezzo di Borsa con riferimento al mese precedente alla data di approvazione del Bilancio di esercizio di Banca Ifis da parte dell’Assemblea (o, in caso assegnazione di remunerazione variab ile a qualsiasi titolo successiva all’Assemblea medesima, dalla data dell’evento, con tale intendendosi eventuali date di sottoscrizione di accordi o in mancanza di questi, le date di approvazione da parte degli organi competenti dei relativi riconosciment i). Il numero delle azioni è determinato all’intero più prossimo.
La remunerazione variabile cash sottoposta a differimento temporale (periodo di vesting) è oggetto di rivalutazione annuale al tasso legale tempo per tempo vigente.
Altre informazioni
Per maggiori dettagli sugli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali per il Gruppo Banca Ifis si rimanda alla “Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti - 2026”, redatta ai sensi dell’art. 123 ter d el TUF, disponibile sul sito internet aziendale www.bancaifis.it , dove è illustrata la politica di remunerazione valevole per l’esercizio 2026 per il Gruppo.
178 Informativa di Settore In base al principio IFRS 8, un’impresa deve fornire le informazioni che consentano agli utilizzatori del bilancio di valutare la natura e gli effetti sullo stesso bilancio delle attività da essa intraprese ed i contesti economici nei quali opera. È quindi necessario evidenziare il contributo dei diversi Settori operativi alla formazione del risultato economico del Gruppo.
L’identificazione dei Settori operativi è coerente con le modalità adottate dalla Direzione per l’assunzione di decisioni operative e si basa sulla reportistica interna, utilizzata ai fini dell’allocazione delle risorse ai diversi segmenti e dell’analisi d elle relative performance.
L’informativa per Settore si articola, coerentemente con la struttura utilizzata dalla Direzione per l’analisi dei risultati del Gruppo, in:
• Settore Commercial & Corporate Banking, che rappresenta l’offerta commerciale del Gruppo dedicata alle imprese (ad eccezione dell’offerta alle imprese fornita dalle società del c.d. “Gruppo illimity”, la quale è inserita specificamente nel Settore illimity , tranne la tesoreria che è centralizzata nel Settore Governance & Servizi e Non Core) e comprende, inoltre, i prestiti personali con cessione del quinto dello stipendio o della pensione (CQS/CQP). Il Settore si sostanzia nelle Aree di business Factoring, Leasing e Corporate Banking & Lending. Tale Settore include, all’interno dell’Area Corporate Banking & Lending, il contributo riveniente da Fürstenberg SIM (già Euclidea SIM), società acquisita in data 21 novembre 2025;
• Settore Npl, dedicato all’acquisizione pro -soluto e gestione di crediti di difficile esigibilità, di servicing e nella gestione dei crediti non performing secured, ad eccezione dei crediti Npl appartenenti al c.d. “Gruppo illimity” (i quali sono inseriti s pecificamente nel Settore illimity);
• Settore illimity, il quale comprende il contributo delle business unit operative relative a tutte le società incluse all’interno del Gruppo illimity facente capo a illimity Bank;
• Settore Governance & Servizi e Non Core, che fornisce ai Settori operativi nei core business del Gruppo le risorse finanziarie ed i servizi necessari per lo svolgimento delle rispettive attività. Il Settore comprende l’attività di tesoreria di Gruppo, incl usiva dell’operatività in capo a illimity Bank, e il desk titoli di proprietà, oltre a taluni portafogli creditizi corporate posti in run -off in quanto ritenuti non strategici allo sviluppo del Gruppo.
L’attribuzione ai Settori delle numeriche economico -patrimoniali è effettuata sulla base di criteri di riparto omogenei al fine di tenere conto sia della specificità dei diversi Settori sia della necessità di garantire un efficace monitoraggio delle perfor mance aziendali nel tempo.
Inoltre, tenuto conto delle considerazioni sopra riportate, l’informativa di Settore relativamente alle componenti di Conto economico espone i risultati fino all’utile netto.
179
PRINCIPALI DATI
PATRIMONIALI
(in migliaia di euro) SETTORE COMMERCIAL & CORPORATE BANKING
SETTORE
NPL SETTORE
GOVER -
NANCE &
SERVIZI E
NON
CORE SETTORE
ILLIMITY TOTALE
CONS.
DI GRUPPO TOTALE
SETTORE
COMMER -
CIAL &
CORPORA -
TE BAN -
KING di cui: AREA FACTORING di cui:
AREA
LEASING di cui: AREA
CORPORATE
BANKING &
LENDING
Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate
al fair value con impatto a
conto economico
Dati al 30.06.2026 171.932 874 - 171.058 50.007 53.590 481.888 757.417 Dati al 31.12.2025 164.082 949 - 163.133 58.25 3 56.91 8 501.366 780.619 Variazione % 4,8% (7,9)% - 4,9% (14,2)% (5,8)% (3,9)% (3,0)% Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività
complessiva
Dati al 30.06.2026 1.226 - - 1.226 - 1.077.791 434.278 1.513.295 Dati al 31.12.2025 873 - - 873 - 1.114.264 544.134 1.659.271 Variazione % 40,4% - - 40,4% - (3,3)% (20,2)% (8,8)% Crediti verso clientela (1) Dati al 30.06.2026 7.436.860 2.756.019 1.676.926 3.003.916 1.580.787 2.716.378 4.633.723 16.367.748 Dati al 31.12.2025 7.216.527 2.772.130 1.673.498 2.770.899 1.592.328 2.281.560 5.045.581 16.135.996 Variazione % 3,1% (0,6)% 0,2% 8,4% (0,7)% 19,1% (8,2)% 1,4%
Avviamento
Dati al 30.06.2026 17.711 - - 17.711 38.020 - - 55.731 Dati al 31.12.2025 17.248 - - 17.248 38.020 - - 55.268 Variazione % 2,7% - - 2,7% 0,0% - - 0,8%
Altre attività
Dati al 30.06.2026 78.778 78.778 - - - 220.995 164.288 464.061 Dati al 31.12.2025 114.656 114.656 - - - 195.170 241.914 551.740 Variazione % (31,3)% (31,3)% - - - 13,2% (32,1)% (15,9)% (1) Nel Settore Governance & Servizi e Non Core sono presenti al 30 giugno 2026 titoli di Stato per 2.129,5 milioni di euro (1.770,6 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e nel Settore illimity sono presenti al 30 giugno 2026 titoli di Stato per 1.02 4,5 milioni di euro (1.000,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
180
DATI ECONOMICI
RICLASSIFICATI
AL 30.06.2026
(in migliaia di euro) SETTORE COMMERCIAL & CORPORATE BANKING
SETTORE
NPL SETTORE
GOVER -
NANCE &
SERVIZI E
NON
CORE SETTORE
ILLIMITY TOTALE
CONS.
DI GRUPPO TOTALE
SETTORE
COMMER -
CIAL &
CORPORATE
BANKING di cui:
AREA
FACTO -
RING di cui:
AREA
LEASING di cui: AREA
CORPORATE
BANKING &
LENDING
Margine di interesse 107.069 46.342 27.113 33.614 84.317 10.379 59.923 261.688 Commissioni nette 48.734 29.402 6.151 13.181 (1.705) (4.829) 29.116 71.316 Altre componenti del
margine di
intermediazione 12.535 (69) - 12.604 12.275 32.840 15.895 73.545
Margine di
intermediazione 168.338 75.675 33.264 59.399 94.887 38.390 104.934 406.549 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (60.252) (34.196) (3.428) (22.628) 29 (942) (22.445) (83.610) Risultato netto della gestione finanziaria 108.086 41.479 29.836 36.771 94.916 37.448 82.489 322.939 Costi operativi (106.813) (59.172) (19.339) (28.302) (90.437) (27.793) (83.760) (308.803) Oneri relativi al sistema bancario - - - - - (63) - (63) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (2.344) (2.215) (286) 157 55 (113) 206 (2.196) Oneri e proventi non ricorrenti - - - - - (107) (1.544) (1.651) Utili (perdite) delle partecipazioni - - - - - (100) (1.145) (1.245) Utili (perdite) da cessioni di investimenti - - - - - - 4.243 4.243 Utile (perdita) della operatività corrente al lordo dell'imposte (1.071) (19.908) 10.211 8.626 4.534 9.272 489 13.224 Imposte sul reddito del
periodo dell'operatività
corrente 406 7.556 (3.875) (3.275) (1.721) (3.518) (186) (5.019) Utile (perdita) del periodo (665) (12.352) 6.336 5.351 2.813 5.754 303 8.205 (Utile) perdita del periodo di pertinenza di terzi - - - - - (402) - (402) Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo (665) (12.352) 6.336 5.351 2.813 5.352 303 7.803
181 Per quanto riguarda specificamente il Settore Npl, si riporta nel seguito il dettaglio dei crediti netti per qualità del credito.
DATI PATRIMONIALI
(in migliaia di euro) CONSISTENZE VARIAZIONE
30.06.2026 31.12.2025 ASSOLUTA %
Crediti in sofferenza netti 1.108.229 1.136.236 (28.007) (2,5)% Inadempienze probabili nette 418.560 400.758 17.802 4,4% Esposizioni scadute deteriorate nette 4.392 3.995 397 9,9% Totale attività deteriorate nette verso clientela (Stage 3) 1.531.181 1.540.989 (9.808) (0,6)% Totale crediti in bonis netti (Stage 1 e 2) 49.606 51.339 (1.733) (3,4)%
- di cui: crediti di proprietà acquistati 7.113 7.826 (713) (9,1)%
- di cui: crediti erogati e conti correnti verso clientela 4.466 3.164 1.302 41,2%
- di cui: titoli di debito 35.857 37.439 (1.582) (4,2)%
- di cui: crediti connessi all'attività di servicer 2.170 2.910 (740) (25,4)% Totale crediti per cassa verso clientela 1.580.787 1.592.328 (11.541) (0,7)%
- di cui: crediti di proprietà acquistati e valutati al costo ammortizzato 1.538.294 1.548.815 (10.521) (0,7)% Per una maggiore analisi dei risultati dei Settori di attività si rimanda alla sezione “Contributo dei Settori di attività ai risultati del Gruppo” della Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo.
Si precisa che le attività e i proventi operativi sono prevalentemente conseguiti in Italia, a conferma del radicamento sul territorio nazionale, considerato quale raggio primario di azione del Gruppo Banca Ifis. L’incidenza delle attività e dei proventi o perativi conseguiti all’estero è da ritenersi trascurabile.
Con particolare riferimento a quanto enfatizzato dall’ESMA in merito alla rilevanza, nell’attuale contesto di incertezza geopolitica e barriere commerciali, dell’informativa sulle aree geografiche sui principali clienti richiesta dai paragrafi 33 e 34 dell ’IFRS 8, si specifica che per il Gruppo Banca Ifis i ricavi verso l’estero sono molto contenuti, e limitati a quelli registrati dalle società estere Ifis Finance Sp. z o.o . e Ifis Finance I.F.N. S.A., residenti rispettivamente in Polonia e Romania. Si specifica altresì che per il Gruppo Banca Ifis non vi sono fattispecie rientranti della definizione di “ricavi con principali clienti” ai sensi del paragrafo 34 dell’IFRS 8, c ioè ricavi con singoli clienti esterni che eccedono il 10% dei ricavi totali.
Venezia - Mestre, 4 agosto 2026
Per il Consiglio di Amministrazione
L’Amministratore Delegato
Frederik Herman Geertman
182
183 Attestazion i e relazioni
184
185 Attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 ai sensi dell’art.
154-bis, paragrafo 5, del D.lgs. 58 del 24 febbraio 1998 e dell’art. 81 -ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni
1. I sottoscritti Frederik Herman Geertman, Amministratore Delegato, e Massimo Luigi Zanaboni, Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Banca Ifis S.p.A. attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154 -bis, commi 3 e 4, del decreto legisl ativo 24 febbraio 1998, n. 58:
• l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa;
• l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato, nel corso del periodo 1° gennaio 2025 – 30 giugno 202 6.
2. La verifica dell’adeguatezza e dell’effettiva applicazione delle procedure amministrativo -contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è stata condotta sulla base di una metodologia sviluppata da Banca Ifis S.p.A. ispirata alle linee guida fornite dall’Internal Control – Integrated Framework emanato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (CoSO), standard riconosciuto a livello internazionale.
3. Si attesta, inoltre, che:
3.1 Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato:
– è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicati riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
– corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
– è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
3.2 La Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell’esercizio e alla loro incidenza sul Bilancio consolidato semestrale abbreviato, unitame nte a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell’esercizio. La Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo comprende, altresì, un’analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Venezia - Mestre, 4 agosto 2026
Amministratore Delegato Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Frederik Herman Geertman Massimo Luigi Zanaboni
186 Relazione della società di revisione contabile limitata al Bilancio consolidato
semestrale abbreviato
187 1
188 2
189
Allegati
190
191 Raccordo tra prospetti contabili consolidati riclassificati e schemi di Bilancio
consolidati
RACCORDO TRA VOCI DELL'ATTIVO E VOCI DELL'ATTIVO
RICLASSIFICATO
(in migliaia di euro) 30.06.202 6 31.12.202 5 Cassa e disponibilità liquide 568.052 787.290 + 10. Cassa e disponibilità liquide 568.052 787.290 Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico 757.417 780.619 + 20.c Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 757.417 780.619 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.513.295 1.659.271 + 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.513.295 1.659.271 Crediti verso banche valutati al costo ammortizzato 644.458 700.276 + 40.a Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) crediti verso banche 644.458 700.276 Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 16.367.748 16.135.996 + 40.b Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) crediti verso clientela 16.367.748 16.135.996 Attività materiali e immateriali 372.186 385.209 + 90. Attività materiali 255.337 256.210 + 100. Attività immateriali 116.849 128.999 Attività fiscali 326.347 368.495 + 110.a Attività fiscali: a) correnti 67.957 117.727 + 110.b Attività fiscali: b) anticipate 258.390 250.768 Altre voci dell’attivo 594.042 831.228 + 20.a Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 16.282 27.473 + 50. Derivati di copertura 52.251 60.880 + 70. Partecipazioni 32.596 33.580 + 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.852 157.555 + 130. Altre attività 464.061 551.740 Totale dell'attivo 21.143.545 21.648.384
192
RACCORDO TRA VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO E
VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO RICLASSIFICATO
(in migliaia di euro) 30.06.202 6 31.12.202 5 Debiti verso banche 3.904.915 4.018.193 + 10.a Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) debiti verso banche 3.904.915 4.018.193 Debiti verso clientela 10.592.570 11.256.836 + 10.b Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) debiti verso clientela 10.592.570 11.256.836 Titoli in circolazione 3.879.470 3.441.393 + 10.c Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: c) titoli in circolazione 3.879.470 3.441.393 Passività fiscali 57.292 117.272 + 60.a Passività fiscali: a) correnti 7.150 69.848 + 60.b Passività fiscali: b) differite 50.142 47.424 Fondi per rischi e oneri 92.811 106.877 + 100.a Fondi per rischi e oneri: a) impegni e garanzie rilasciate 8.132 8.600 + 100.b Fondi per rischi e oneri: b) quiescenza e obblighi simili 419 364 + 100.c Fondi per rischi e oneri: c) altri fondi per rischi e oneri 84.260 97.913 Altre voci del passivo 540.838 567.266 + 20. Passività finanziarie di negoziazione 18.160 26.566 + 40. Derivati di copertura 33.296 33.748 + 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+ / -) (5.242) (2.936) + 80. Altre passività 485.731 498.447 + 90. Trattamento di fine rapporto del personale 8.893 11.441 Patrimonio netto consolidato 2.075.649 2.140.547 + 120. Riserve da valutazione (29.617) (16.840) + 150. Riserve 1.793.932 1.604.673 + 155. Acconti su dividendi ( -) - (73.296) + 160. Sovrapprezzi di emissione 232.671 229.093 + 170. Capitale 61.819 61.819 + 180. Azioni proprie ( -) (9.838) (13.701) + 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 18.879 20.803 + 200. Utile (perdita) d el periodo (+/-) 7.803 327.996 Totale del passivo e del patrimonio netto 21.143.545 21.648.384
193
RACCORDO TRA CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO E
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO RICLASSIFICATO
(in migliaia di euro) 30.06.202 6 30.06.202 5 Margine di interesse 261.688 242.510 + 30. Margine di interesse 242.185 176.483 + 10. Interessi attivi e proventi assimilati 506.702 368.452 + 20. Interessi passivi e oneri assimilati (264.517) (191.969) + 130.a (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette del Settore Npl nella misura rappresentativa dell'operatività del business 19.503 66.027 Commissioni nette 71.316 44.354 + 60. Commissioni nette 71.316 44.354 + 40. Commissioni attive 90.552 54.196 + 50. Commissioni passive (19.236) (9.842) Altre componenti del margine di intermediazione 73.545 64.096 + 70. Dividendi e proventi simili 29.411 17.257 + 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 3.463 (437) + 90. Risultato netto dell’attività di copertura (1.430) (118) + 100.a Utili (perdite) da cessione/riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 18.246 28.078
- 100.a (parziale) Utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti al costo ammortizzato diversi da quelli del Settore Npl 224 6 + 100.b Utili (perdite) da cessione/riacquisto di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 5.782 1.478 + 100.c Utili (perdite) da cessione/riacquisto di: c) passività finanziarie (361) (159) + 110.b Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 18.210 17.991 Margine di intermediazione 406.549 350.960 + 120. Margine di intermediazione 386.822 284.927 + 130.a (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette del Settore Npl nella misura rappresentativa dell'operatività del business 19.503 66.027
- 100.a (parziale) Utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti al costo ammortizzato diversi da quelli del Settore Npl 224 6 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (83.610) (19.160) + 130.a Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (64.444) 47.391
- 130.a (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette del Settore Npl nella misura rappresentativa dell'operatività del business (19.503) (66.027) + 130.b Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 326 (298) + 100.a (parziale) Utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti al costo ammortizzato diversi da quelli del Settore Npl (224) (6) + 200.a (parziale) Accantonamenti netti per rischio di credito su impegni e garanzie rilasciate diversi dal Settore Npl nella misura rappresentativa dell'operatività del business 235 (220) Risultato netto della gestione finanziaria 322.939 331.800 + 150. Risultato netto della gestione finanziaria 322.704 332.020 + 200.a (parziale) Accantonamenti netti per rischio di credito su impegni e garanzie rilasciate diversi dal Settore Npl nella misura rappresentativa dell'operatività del business 235 (220)
194
RACCO RACCORDO TRA CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO E
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO RICLASSIFICATO
(in migliaia di euro) 30.06.2026 30.06.202 5 Spese amministrative (297.876) (204.344) a) spese per il personale (125.356) (85.097) + 190.a a) spese per il personale (115.060) (85.097)
- 190.a (parziale) Oneri per incentivo all'esodo del personale (10.296) -
b) altre spese amministrative (172.520) (119.247) + 190.b b) altre spese amministrative (184.530) (128.829)
- 190.b (parziale) b) altre spese amministrative: oneri non ricorrenti 11.947 9.561
- 190.b (parziale) b) altre spese amministrative: contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi 63 21 Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali e immateriali (22.628) (13.628) + 210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (9.980) (6.679) + 220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (12.648) (6.949) Altri oneri/proventi di gestione 11.701 16.994 + 230. Altri oneri/proventi di gestione 11.701 16.994 Costi operativi (308.803) (200.978) + 240. Costi operativi (312.478) (205.245)
- 190.a (parziale) Oneri per incentivo all'esodo del personale (10.296) -
- 190.b (parziale) b) altre spese amministrative: oneri non ricorrenti 11.947 9.561
- 190.b (parziale) b) altre spese amministrative: contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi 63 21
- 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 1.961 (5.315) Oneri relativi al sistema bancario (63) (21) + 190.b (parziale) b) altre spese amministrative: contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi (63) (21) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (2.196) 5.535 + 200.b Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: b) altri accantonamenti netti (2.196) 5.535 Oneri e proventi non ricorrenti (1.651) (9.561) + 190.a (parziale) Oneri per incentivo all'esodo del personale 10.296 -
+ 190.b (parziale) b) altre spese amministrative: oneri non ricorrenti (11.947) (9.561) Utili (perdite) delle partecipazioni (1.245) -
+ 250. Utili (perdite) delle partecipazioni (1.245) -
Utili (perdite) da cessioni di investimenti 4.243 -
+ 280. Utili (perdite) da cessioni di investimenti 4.243 -
Utile (perdita) dell'operatività corrente al lordo delle imposte 13.224 126.775 + 290. Utile (perdita) dell’operatività corrente al lordo delle imposte 13.224 126.775 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (5.019) (38.882) + 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (5.019) (38.882) Utile (perdita) del periodo 8.205 87.893 + 330. Utile (perdita) d el periodo 8.205 87.893 (Utile) perdita d el periodo di pertinenza di terzi (402) (775) + 340. Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi (402) (775) Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 7.803 87.118 + 350. Utile (perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 7.803 87.118
195
196