Acceleration
in action
Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 Liberato il potenziale , guardiamo a un futuro senza limiti.
I
Indice
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 3
Cariche sociali e Società di revisione 5 Note introduttive 7
RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2026 9
Glossario 265
Contatti 275
Avvertenze
Nelle tavole sono utilizzati i seguenti segni convenzionali:
• linea ( -) quando il fenomeno non esiste;
• “n.m.” quando i dati non raggiungono il valore minimo considerato o risultano comunque non significativi.
L’eventuale mancata quadratura tra i dati esposti nel presente fascicolo dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.
I
UniCredit S.p.A.
Sede Sociale e Direzione Generale: Piazza Gae Aulenti, 3 - Tower A - 20154 Milano Capitale sociale euro 21.509.089.303 interamente versato Banca iscritta all’Albo delle Banche e Capogruppo del Gruppo Bancario UniCredit, Albo dei Gruppi Bancari: cod. 02008.1
Cod. ABI 02008.1
Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano -Monza -Brianza -Lodi, Codice Fiscale e P. IVA n.00348170101 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Imposta di bollo, ove dovuta, assolta in modo virtuale - Autorizzazione Agenzia delle Entrate, Ufficio di Roma 1, n.143106/07 rilasciata il 21.12.2007
Consiglio di Amministrazione e Società di revisione al 30 giugno 202 6 UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 5 Cariche sociali e Società di revisione Consiglio di Amministrazione
Pietro Carlo Padoan Presidente
Elena Carletti Vice Presidente Vicario
Andrea Orcel Amministratore Delegato
Paola Bergamaschi Consiglieri
Paola Camagni
Vincenzo Cariello
Antonio Domingues
Julie B. Galbo Jeffrey Alan Hedberg
Doris Honold
Beatriz Lara Bartolomé
Maria Pierdicchi
Marco Rigotti
Francesca Tondi
Gabriele Villa
Paola Maria Di Leonardo Segretario
Comitato per il Controllo sulla Gestione
Marco Rigotti Presidente
Paola Camagni Componenti Julie B. Galbo
Gabriele Villa
Bonifacio Di Francescantonio Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
KPMG S.p.A. Società di revisione
Consiglio di Amministrazione e Società di revisione al 30 giugno 202 6 UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 6
Note introduttive
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 7 Note introduttive
Aspetti generali
La presente Relazione finanziaria semestrale consolidata, predisposta in attuazione dell’articolo 154 -ter comma 2 del D.Lgs. 58 del 24 febbraio 1998, è redatta secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, in conformità a quanto indicato dallo IAS34 relativo al l’informativa infra annuale, nella versione sintetica prevista dal paragrafo 10, in luogo dell’informativa completa pre vista per il bilancio annuale.
La Relazione finanziaria semestrale consolidata comprende:
• la Relazione intermedia sulla gestione consolidata nella quale vengono utilizzati schemi di bilancio consolidato riclassifica ti, che include, oltre ai commenti sui risultati del periodo ed a quelli sugli altri fatti di rilievo, le ulteriori informazioni ri chieste da Consob;
• gli Schemi di bilancio consolidato predisposti in ottemperanza ai prospetti di Banca d’Italia come disciplinati dalla Circolare 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi aggiornamenti);
• le Note illustrative che comprendono, oltre alle informazioni di dettaglio richieste dallo IAS34 esposte secondo gli schemi a dottati in bilancio, le ulteriori informazioni richieste da Consob e quelle ritenute utili per dare una rappresentazione migliore d ella situazione aziendale;
• l’Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’art .81-ter del Regolamento Consob 11971/99 e successive modifiche e
integrazioni;
• la Relazione della Società di revisione nella forma della revisione contabile limitata;
• gli Allegati.
Le definizioni dei principali termini utilizzati in questo documento sono descritte nel capitolo Glossario. Gli acronimi/sigl e non esplicitati nel Glossario sono riportati per esteso la prima volta che vengono indicati.
Sul sito web di UniCredit sono inoltre disponibili i comunicati stampa relativi ai fatti di rilievo del periodo e la presenta zione effettuata al mercato sui risultati del Gruppo.
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 8
Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno
2026
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 9 RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRAL E CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 202 6 Relazione intermedia sulla gestione consolidata 13 Premessa e principali dati del Gruppo 13 Premessa alla Relazione intermedia sulla gestione consolidata del gruppo UniCredit 13 Principali dati del Gruppo, indicatori alternativi di performance e altri indicatori 13 Schemi di bilancio consolidato riclassificati 16 Dati di sintesi per settore di attività 24 Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit 25 Risultati del Gruppo 27 Scenario macroeconomico, contesto bancario e mercati finanziari 27 Principali risultati e performance del periodo 30 Gestione del capitale e creazione di valore 37 Principi di creazione del valore e allocazione del capitale 37 Coefficienti patrimoniali 38 Esposizioni ponderate per il rischio 44 Rafforzamento patrimoniale 45 Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo 45 Contributo dei settori di attività ai risultati di Gruppo 46 Altre informazioni 49 Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie 49 Modello organizzativo 51 Trasformazione di attività per imposte anticipate (DTA) in crediti d'imposta 51 Attestazioni e altre comunicazioni 51 Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione 52 Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo 52 Evoluzione prevedibile della gestione 53 Bilancio consolidato semestrale abbreviato 55 Schemi di bilancio consolidato 55 Stato patrimoniale consolidato 55 Conto economico consolidato 57 Prospetto della redditività consolidata complessiva 58 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato 59 Rendiconto finanziario consolidato 61 Note illustrative 65 Parte A - Politiche contabili 65 A.1 - Parte generale 65 Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali 65 Sezione 2 - Principi generali di redazione 65 Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento 72 Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento 86 Sezione 5 - Altri aspetti 87 A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio 96 A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie 96 A.4 - Informativa sul fair value 96 Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato 108
Attivo 108
Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Conto economico -
Voce 20 108 Informativa relativa alle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund 110 Informativa relativa agli investimenti nello Schema Volontario 110 Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Voce 30 112 Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40 113 Sezione 10 - Attività immateriali - Voce 100 114
Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno
2026
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 10 Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 120 dell'attivo e Voce 70 del passivo 116
Passivo 118
Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10 118 Sezione 2 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce 20 119 Sezione 3 - Passività finanziarie designate al fair value - Voce 30 120 Sezione 7 - Passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 70 121 Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100 121 Sezione 11 - Passività assicurative - Voce 110 123 Sezione 13 - Patrimonio del Gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180 125 Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato 126 Sezione 1 - Interessi - Voce 10 e 20 126 Sezione 2 - Commissioni - Voci 40 e 50 127 Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - Voce 70 128 Sezione 4 - Risultato netto dell’attività di negoziazione - Voce 80 129 Sezione 5 - Risultato netto dell’attività di copertura - Voce 90 130 Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100 130 Sezione 7 - Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a Conto economico - Voce 110 131 Sezione 8 - Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 130 132 Sezione 10 - Risultato dei servizi assicurativi - Voce 160 133 Sezione 11 - Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa - Voce 170 134 Sezione 12 - Spese amministrative - Voce 190 134 Contributi a fondi di Risoluzione e Garanzia 136 Canoni di garanzia per la conversione di DTA 136 Sezione 13 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 200 137 Sezione 16 - Altri oneri e proventi di gestione - Voce 230 138 Sezione 25 - Utile per azione 139 Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 140
Premessa 140
Sezione 1 - Rischi del consolidato contabile 147 Informazioni di natura quantitativa 147 A. Qualità del credito 147 A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica 147 Informativa relativa alle esposizioni Sovrane 148 Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale 151 2.1 Rischio di credito 151 Informazioni di natura qualitativa 151 1. Aspetti generali 151 2. Politiche di gestione del rischio di credito 153 3. Esposizioni creditizie deteriorate 164 4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni 167 Informazioni di natura quantitativa 168 A. Qualità del credito 168 B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie 170 E. Consolidato prudenziale - Modelli per la misurazione del rischio di credito 172 2.2 Rischi di mercato 172 Strategie e processi di gestione del rischio 172 Struttura ed organizzazione 176 Sistemi di misurazione e di reporting 177
Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno
2026
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 11 Politiche di copertura e di attenuazione del rischio 177 Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il Portafoglio di negoziazione regolamentare 178 2.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza 183 Informazioni di natura qualitativa 183 Informazioni di natura quantitativa 184 2.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio bancario 186 Informazioni di natura qualitativa 186 2.2.3 Rischio di cambio 189 Informazioni di natura qualitativa 189 Rischio di credit spread 189 Stress test 190 2.4 Rischio di liquidità 192 Informazioni di natura qualitativa 192 2.5 Rischi operativi 200 Informazioni di natura qualitativa 200 A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
operativo 200
B. Rischi derivanti da pendenze legali 204 C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche 209 D. Rischi derivanti da contenziosi di natura tributaria 210 E. Altre contestazioni della clientela 211 Informazioni di natura quantitativa 213 2.6 Altri rischi 214 Altri rischi inclusi nel Capitale Economico 214 1. Rischio di business 214 2. Rischio immobiliare 214 3. Rischio di investimenti finanziari 214 Rischio reputazionale 216 Rischi principali ed emergenti 217 1. Conflitti in corso 217 2. Rischi macroeconomici e (geo -)politici 217 3. Rischio di sicurezza informatica 218 4. Sviluppi nel contesto normativo europeo 218 Rischi climatici e ambientali 221 Sezione 3 - Rischi delle imprese di assicurazione 241 Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato 243 Sezione 1 - Il patrimonio consolidato 243 A. Informazioni di natura qualitativa 243 Parte H - Operazioni con parti correlate 244
Premessa 244
Informazioni sulle transazioni con parti correlate 245 Parte L - Informativa di settore 248 La struttura organizzativa 248 A - Schema primario 249 Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato 253 Relazione della Società di revisione 255
Allegati 259
Allegato 1 - Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio 259
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 12
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Premessa e principali dati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 13 Relazione intermedia sulla gestione conso lidata Premessa e principali dati del Gruppo Premessa alla Relazione intermedia sulla gestione consolidata del gruppo
UniCredit
La presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata illustra il commento all’andamento della gestione del gruppo UniC redit ed i relativi dati e risultati. Essa contiene informazioni finanziarie quali i Principali dati del Gruppo, gli Schemi di bila ncio riclassificati e loro Evoluzione trimestrale, i Dati di sintesi per settore di attività, i Dati storici del Gruppo e dell’azione UniCredit ed i commenti sui “Risultati del G ruppo”.
A supporto dei commenti sui risultati del periodo, nella Relazione intermedia sulla gestione consolidata vengono presentati e d illustrati gli schemi di bilancio riclassificati adottati anche nella redazione delle relazioni trimestrali dei periodi precedent i.
Le informazioni presentate in questa relazione sono corredate, al fine di fornire ulteriori indicazioni in merito alle perfor mance conseguite dal Gruppo, da taluni indicatori alternativi di performance (IAP) quali: Cost/Income ratio, Economic Value Added ( EVA), Return On Tangible Equity (ROTE), Crediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela, Crediti deteriorati netti/Crediti verso clientela, Capitale asso rbito, Return On Allocated Capital (ROAC), Return On Assets (ROA), Costo del rischio.
Ancorché alcune di tali informazioni, compresi taluni IAP, non siano estratte o direttamente riconducibili al Bilancio consol idato semestrale abbreviato, nella Relazione intermedia sulla gestione consolidata, negli Allegati e nel Glossario si è provveduto a fornirne la descrizione esplicativa in merito al contenuto ed, al caso, alle modalità di calcolo utilizzate, in linea con gli orientamenti pubblicati il 5 ottobr e 2015 dall’European Securities and Markets Authority (ESMA/2015/1415).
In particolare, il raccordo tra gli schemi riclassificati e gli schemi di bilancio è riportato nell’Allegato 1, come richiesto dalla Consob con la Comunicazione n.6064293 del 28 luglio 2006.
Gli ammontari relativi all’esercizio 202 5 del Conto e conomico riclassificato e degli Indici di redditività differiscono da quelli pubblicati alla data.
Per ulteriori informazioni si faccia riferimento a quanto riportato nei “Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi consolidati riclassificati di Conto economico”.
Per l’informativa sui rapporti e le operazioni con parti correlate si rimanda alla Parte H - Operazioni con parti correlate, Note illustrative del Bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Per una compiuta descrizione dei rischi e delle incertezze che il Gruppo deve fronteggiare nell’attuale situazione di mercato , si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura e al paragrafo “Rischi ed incertezze legati all’utilizzo di s time”, Parte A -
Politiche contabili, A.1 Parte generale, Sezione 2 - Principi generali di redazione delle Note illustrat ive del Bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Principali dati del Gruppo, indicatori alternativi di performance e altri indicatori
Dati economici
(milioni di €)
1° SEMESTRE
2026 2025 VARIAZIONE %
Ricavi 13.394 12.701 + 5,5%
di cui:
- Interesse netto 7.245 7.304 - 0,8%
- Dividendi 1.117 446 n.m.
- Commissioni 4.782 4.477 + 6,8% Costi operativi (4.595) (4.636) - 0,9% Risultato lordo di gestione 8.799 8.065 + 9,1% Accantonamenti per perdite su crediti (377) (192) + 96,2% Risultato netto di gestione 8.422 7.873 + 7,0% Risultato ante imposte 8.262 8.206 + 0,7% Risultato netto contabile del Gruppo 6.123 6.115 + 0,1%
I dati sono riferiti allo schema consolidato riclassificato di Conto economico.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Premessa e principali dati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 14
Dati patrimoniali
(milioni di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2026 31.12.2025 VARIAZIONE %
Totale dell'attivo 932.091 870.238 + 7,1% Attività finanziarie di negoziazione 74.569 62.715 + 18,9% Crediti verso clientela 475.850 433.541 + 9,8% Passività finanziarie di negoziazione 46.733 38.443 + 21,6% Debiti verso clientela e titoli in circolazione 674.040 633.568 + 6,4%
di cui:
- debiti verso clientela 564.576 535.371 + 5,5%
- titoli in circolazione 109.464 98.198 + 11,5% Patrimonio di pertinenza del Gruppo 70.423 67.711 + 4,0%
I dati sono riferiti allo schema consolidato riclassificato di stato patrimoniale .
Indici di redditività
1° SEMESTRE
2026 2025 VARIAZIONE
EPS (€) 8,044 7,768 0,276
Cost/Income ratio 34,3% 36,5% - 2,2% EVA (milioni di €) 3.614 3.780 (165)
RoTE 23,7% 24,7% - 1,0%
ROA 1,3% 1,4% - 0,1%
Nota:
EPS (Earnings Per Share): Utile per azione. Dato annualizzato. Per maggiori dettagli si rimanda alla “Sezione 25 - Utile per azione ”, Note illustrative, Parte C - Informazioni sul Conto economico consolidato.
Indici di rischiosità
DATI AL
30.06.2026 31.12.2025 VARIAZIONE %
Crediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela 0,26% 0,29% -0,03% Crediti deteriorati netti/Crediti verso clientela 1,36% 1,56% -0,20%
Per i valori si faccia riferimento alla tabella “Crediti verso clientela - Qualità del credito” esposta nel paragrafo “Gli Accantonamenti per perdite su crediti” di questa Relazione intermedia sulla gestione consolidata, Risultati del Gruppo, Principali ri sultati e performance del periodo.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Premessa e principali dati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 15 Personale e sportelli
DATI AL
30.06.2026 31.12.2025 VARIAZIONE
Numero dipendenti 66.180 67.118 - 938 Numero sportelli 3.031 3.075 - 44
di cui:
- Italia 1.941 1.941 -
- Estero 1.090 1.134 - 44
Note:
Il numero dei dipendenti è conteggiato in base alle ore di effettiva presenza (su base Equivalente a Tempo Pieno - Full Time Equivalent, FTE).
Il numero di sportelli comprende solo le filiali Retail.
Coefficienti patrimoniali transitori del Gruppo
DESCRIZIONE DATI AL
30.06.2026 31.12.2025 VARIAZIONE
Totale Fondi Propri (milioni di €) 57.245 56.304 + 941 Totale RWEA (milioni di €) 308.852 296.327 + 12.525 Coefficiente - Capitale primario di classe 1 14,26% 14,75% -0,49% Coefficiente - Totale Fondi Propri 18,53% 19,00% -0,47%
Per maggiori dettagli si rimanda ai paragrafi “Coefficienti patrimoniali” e “Esposizioni ponderate per il rischio” di questa Relazione intermedia sulla gestione consolidata, Risultati del Gruppo, Gestione del capitale e creazione di valore.
Rating
DEBITO DEBITO RATING
A BREVE A MEDIO LUNGO OUTLOOK INDIVIDUALE
Fitch Ratings F2 A- stabile a-
Moody's Investors Service P-2 A3 in revisione(*) baa2(*) Standard & Poor's A-2 A- positivo a-
Nota:
(*) Outlook modificato da “ stabile” a “ in revisione” in seguito all’apertura di una revisione per possibile miglioramento del rating individuale .
Dati sui rating aggiornati al 22 luglio 202 6.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Schemi di bilancio consolidato riclassificati UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 16 Schemi di bilancio conso lidato riclassif icati Variazioni intervenute nell’area di consolidamento Nel corso del primo semestre del 202 6 sono intervenute le seguenti variazioni all’interno dell’area di consolidamento:
• le società consolidate integralmente, incluse la Capogruppo e quelle riclassificate, in base al principio contabile IFRS5, fr a le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono diminuite di 6 (3 entrate e 9 uscite), passando da 284 al 31 dicembre 202 5 a 278 al 30 giugno 202 6;
• le società consolidate con il metodo del patrimonio netto, incluse quelle riclassificate fra le attività non correnti e grupp i di attività in via di dismissione, sono rimaste invariate (i.e. 21) rispetto al 31 dicembre 202 5 per effetto dell’acquisizione di 1 nuova società di 1 esclusione per variazione nel metodo di consolidament o.
Per ulteriori informazioni si rinvia alle Note illustrative, Parte A - Politiche contabili, A.1 - Parte Generale, Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento.
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione Al 30 giugno 202 6, le principali attività riclassificate, in base al principio contabile IFRS5, tra le attività non correnti e i gruppi di att ività in via di dismissione, si riferiscono alle seguenti singole attività e passività in via di dismissione e gruppi di attività i n via di dismissione e passività associate che non soddisfano i requisiti previsti dall’IFRS5 per l’iscrizione fra le attività operative cessate:
• ad 1 controllat a;
• alle esposizioni creditizie incluse in alcune iniziative di cessione di portafogli;
• alle proprietà immobiliari detenute da alcune società del Gruppo.
Per ulteriori informazioni si rinvia alle Note illustrative, Parte B - Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato - Attivo, Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 120 dell’attivo e Voce 70 del passivo.
Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli Schemi consolidati riclassificati di stato patrimoniale Le principali riclassifiche, i cui importi sono riportati in modo analitico negli schemi di raccordo in allegato al presente fascicolo, hanno riguardato:
• l’inclusione nella voce “Crediti verso banche” della voce di bilancio “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a ) crediti verso banche”, al netto dei titoli di debito che vengono riclassificati nelle “Altre attività finanziarie”, e dei finanzi amenti relativi alla voce di bilancio “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Conto economico: c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” ;
• l’inclusione nella voce “Crediti verso clientela” della voce di bilancio “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato : b) crediti verso clientela”, al netto dei titoli di debito e delle attività di leasing ai sensi del principio contabile IFRS16 ch e vengono riclassificati nelle “Altre attività finanziarie”, e dei finanziamenti relativi alla voce di bilancio “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair val ue”;
• l’aggregazione nella voce “Altre attività finanziarie” delle voci di bilancio (i) “Attività finanziarie valutate al fair valu e con impatto a conto economico:
b) attività finanziarie designate al fair value e c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” al netto dei finanziamenti che vengono riclassificati nei “Crediti verso banche e clientela”, (ii) “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e (iii) “Partecipazioni”, oltre alle riclassi fiche (iv) dei titoli di debito dalle voci di bilancio “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) crediti verso banche e b) crediti verso clientela” e (v) delle attività di leasing ai sensi del principio contabile IFRS16 dalla voce di bilanci o “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) crediti verso banche e b) crediti verso clientela;
• l’inclusione nella voce “Altre passività finanziarie” del debito verso gli azionisti per erogazione dividendi provenienti dalla voce “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato”: b) debiti verso clientela, e delle passività di leasing ai sensi del principio contabile IFRS16 relative alla voce di bilancio “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato”: a) debiti verso banche e b) debiti verso clientela;
• il raggruppamento in unica voce denominata “Coperture”, sia nell’attivo che nel passivo di bilancio delle voci “Derivati di c opertura” e “Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica”;
• l’inclusione delle voci di bilancio “Trattamento di fine rapporto del personale” e “Fondi per rischi e oneri” nella voce “Alt re passività”.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Schemi di bilancio consolidato riclassificati UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 17 Stato patrimoniale consolidato riclassificato (milioni di €)
CONSISTENZE AL VARIAZIONE
ATTIVO 30.06.2026 31.12.2025 AMMONTARE %
Cassa e disponibilità liquide 45.864 38.455 + 7.409 + 19,3% Attività finanziarie di negoziazione 74.569 62.715 + 11.854 + 18,9% Crediti verso banche 52.132 48.875 + 3.257 + 6,7% Crediti verso clientela 475.850 433.541 + 42.309 + 9,8% Altre attività finanziarie 246.413 246.982 - 569 - 0,2% Coperture (2.460) (2.554) + 95 - 3,7% Attività assicurative 161 152 + 8 + 5,5% Attività materiali 8.601 8.811 - 209 - 2,4% Avviamenti 840 843 - 3 - 0,4% Altre attività immateriali 2.077 2.097 - 20 - 1,0% Attività fiscali 9.711 10.721 - 1.011 - 9,4% Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 274 248 + 26 + 10,6% Altre attività 18.059 19.352 - 1.293 - 6,7% Totale dell'attivo 932.091 870.238 61.853 + 7,1%
(milioni di €)
CONSISTENZE AL VARIAZIONE
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 30.06.2026 31.12.2025 AMMONTARE %
Debiti verso banche 52.377 52.181 + 196 + 0,4% Debiti verso clientela 564.576 535.371 + 29.205 + 5,5% Titoli in circolazione 109.464 98.198 + 11.267 + 11,5% Passività finanziarie di negoziazione 46.733 38.443 + 8.290 + 21,6% Altre passività finanziarie 25.511 24.415 + 1.095 + 4,5% Coperture (7.246) (8.335) + 1.090 - 13,1% Passività fiscali 2.789 2.822 - 33 - 1,2% Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 0 0 + 0 -
Altre passività 26.356 20.662 + 5.694 + 27,6% Passività assicurative 40.715 38.372 + 2.343 + 6,1% Patrimonio di pertinenza di terzi 393 398 - 5 - 1,4% Patrimonio di pertinenza del Gruppo 70.423 67.711 + 2.712 + 4,0%
di cui:
- capitale e riserve 64.300 56.796 + 7.504 + 13,2%
- risultato netto contabile del Gruppo 6.123 10.915 - 4.792 - 43,9% Totale del passivo e del patrimonio netto 932.091 870.238 + 61.853 + 7,1%
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Schemi di bilancio consolidato riclassificati UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 18 Stato patrimoniale consolidato riclassificato - Evoluzione trimestrale (milioni di €)
CONSISTENZA AL CONSISTENZA AL
ATTIVO 30.06.2026 31.03.2026 31.12.2025 30.09.2025 30.06.2025 31.03.2025
Cassa e disponibilità liquide 45.864 48.180 38.455 48.153 41.804 43.971 Attività finanziarie di negoziazione 74.569 67.924 62.715 60.062 60.371 54.972 Crediti verso banche 52.132 52.535 48.875 61.655 58.779 54.851 Crediti verso clientela 475.850 447.786 433.541 435.863 433.153 424.347 Altre attività finanziarie 246.413 248.703 246.982 241.979 231.231 183.767 Coperture (2.460) (2.788) (2.554) (2.190) (1.711) (1.526) Attività assicurative 161 159 152 146 164 -
Attività materiali 8.601 8.760 8.811 8.715 8.824 8.760 Avviamenti 840 841 843 1.090 1.091 294 Altre attività immateriali 2.077 2.071 2.097 2.174 2.180 2.201 Attività fiscali 9.711 9.881 10.721 9.500 9.914 9.382 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 274 230 248 234 949 899 Altre attività 18.059 17.883 19.352 13.174 13.579 14.017 Totale dell'attivo 932.091 902.165 870.238 880.555 860.328 795.935
(milioni di €)
CONSISTENZA AL CONSISTENZA AL
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 30.06.2026 31.03.2026 31.12.2025 30.09.2025 30.06.2025 31.03.2025
Debiti verso banche 52.377 57.901 52.181 94.480 85.862 77.791 Debiti verso clientela 564.576 547.407 535.371 507.480 494.291 492.895 Titoli in circolazione 109.464 102.133 98.198 99.085 96.015 93.582 Passività finanziarie di negoziazione 46.733 41.021 38.443 31.818 34.426 32.393 Altre passività finanziarie 25.511 27.521 24.415 24.279 23.677 15.804 Coperture (7.246) (10.160) (8.335) (8.005) (7.801) (8.808) Passività fiscali 2.789 3.040 2.822 2.749 2.413 1.888 Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 0 1 0 0 373 345 Altre passività 26.356 23.963 20.662 22.002 26.390 24.339 Passività assicurative 40.715 40.531 38.372 37.288 36.264 -
Patrimonio di pertinenza di terzi 393 383 398 385 395 384 Patrimonio di pertinenza del Gruppo 70.423 68.424 67.711 68.994 68.023 65.322
di cui:
- capitale e riserve 64.300 65.206 56.796 60.246 61.908 62.551
- risultato netto contabile del Gruppo 6.123 3.218 10.915 8.748 6.115 2.771 Totale del passivo e del patrimonio netto 932.091 902.165 870.238 880.555 860.328 795.935
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Schemi di bilancio consolidato riclassificati UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 19 Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli Schemi consolidati riclassificati di conto economico Le principali riclassifiche, i cui importi sono riportati in modo analitico negli schemi di raccordo in allegato al presente fascicolo, hanno riguardato:
• l’inclusione nell’“Interesse netto” (i) della quota interessi su accantonamenti per DBO (Defined Benefit Obligation), TFR (Tr attamento di Fine Rapporto) e Jubilee provenienti dalle “Spese per il personale”, (ii) della componente interessi su strumenti derivati relativi a copertura economica delle posizioni del portafoglio bancario e (iii) degli importi relativi al risultato netto dei derivati su materie prime, gli ultimi due entrambi provenienti dalla voce “Risultato netto dell’attività di negoziazione”;
• nei “Dividendi” l’inclusione degli “Utili (Perdite) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto”;
• l’inclusione nelle “Commissioni” (i) delle commissioni di strutturazione e mandato sui certificati e relativi derivati emessi o collocati dal Gruppo, (ii) del Mark -up commissionale sulle attività di copertura del cliente, (iii) del risultato delle attività di collocamento e di gestione del business assicurativo, riconducibile ai consulenti finanziari delle banche del Gruppo;
• l’inclusione nel “Risultato netto della gestione assicurativa” delle quote di pertinenza delle imprese di assicurazione relat ive a “Margine di interesse”, “Commissioni nette”, “Dividendi e proventi simili”, “Risultato netto delle attività di negoziazione”, “Risultato netto dell’attività di copertura”, “Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla reddit ività complessiva”, “Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fa ir value con impatto a conto economico” unitamente al “Risultato dei servizi assicurativi” e al “Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa”. Il “Risultato dei servizi assicura tivi” è considerato escludendo le commis sioni riconducibili ai consulenti finanziari delle banche del Gruppo per il collocamento e la gestione dei prodotti assicurat ivi e i relativi oneri operativi (“spese del personale” e “altre spese amministrative”);
• l'inclusione tra il “Risultato dell’attività di negoziazione” (i) del risultato netto dell’attività di negoziazione, (ii) del risultato netto dell’attività di copertura, (iii) del risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair valu e con impatto a Conto economico, (iv) degli utili/perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, (v) degli uti li (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato rappresentati da titoli di debito, (vi) degli utili (perdite) da cessione o riacquisto di passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, (vii) degli interessi attivi e passivi derivanti dalle operazioni del p ortafoglio di trading, (viii) degli utili (perdite) su commodities detenuti con finalità di negoziazione dagli “Altri oneri/proventi di gestione”, (ix) dei divid endi su titoli rappresentativi di capitale detenuti per negoziazione , (x) dei dividendi su partecipazioni, azioni e titoli di capitale obbligatoriamente valutati al fair value e (xi) del costo della raccolta relativo ai certificates, provenient e dal “Margine di interesse” ;
• l’inclusione negli “Altri oneri/proventi” (i) degli “Altri oneri/proventi di gestione”, con l’esclusione dei recuperi di spes a non relativi ad accordi di collocamento di carte di credito, (ii) del risultato riferito alle società industriali, (iii) degli ut ili (perdite) da cession e o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato rappresentati da finanziamenti non deteriorati , (iv) delle rettifiche/riprese di valore delle attività materiali in leasing operativo (v) dei costi legati alle ca rtolarizzazioni sintetiche derivanti da garanzie fornite da terze parti , provenienti dalle Commissioni nette;
• l’inclusione nei “Costi del personale” delle spese del personale riconducibili ai consulenti finanziari delle banche del Grup po per il collocamento e la gestione dei prodotti assicurativi;
• l’inclusione negli “Altri costi diversi dal personale” (i) dei recuperi di imposte, esclusa la tassazione sulle transazioni f inanziarie della clientela non addebitabili, dagli “Altri oneri/proventi di gestione”, (ii) delle rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi dagli “Altri oneri/proventi di gestione”, (iii) della componente di sconto inerente la maturazione del diritto a richiedere specifici servizi riconosciuto nell’ambito di acc ordi relativi al collocamento di carte di credito e a servizi di pagamento dalle “Commissioni nette”, (iv) le altre spese amministrative riconducibili ai consulenti finanziari delle banche del Gruppo per il collocamento e la gestione dei prodotti assicurativi;
• la presentazione a voce propria dei “Recuperi di spesa”, diversi dai recuperi di imposte e non relativi ad accordi di colloca mento di carte di credito, agli “Altri oneri/proventi di gestione”;
• negli “Accantonamenti per perdite su crediti”, l’inclusione (i) delle rettifiche/riprese di valore sulle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value con impatto sulla redditività complessiva al netto dei titoli di debito, (ii) degli utili (perdite) da cession e o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato con esclusione dei titoli di debito e dei finanziamenti non deteriorati, (iii) deg li accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri sugli impegni e garanzie rilasciate, (iv) dei costi per servizi di recupero crediti per la componente variabile dei servizi in outsourcing di recupero crediti non performing non recuperata dai clienti e addebitata alla Banca in base ai volumi recuperat i dalle “Altre spese amminis trative”, (v) del “Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto ec onomico: b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value”, relativo ai finanziamenti deteriorati;
• negli “Altri oneri e accantonamenti” l’inclusione (i) dei Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), dei Sistemi di garanzie de i depositi (DGS), delle Bank Levy, del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e dei Canoni di garanzia DTA riclassificati dal le “Altre spese amministrative”, (ii) delle penali sulla distribuzione di prodotti di terze parti riclassificati dalla voce “Commissioni nette”;
• l’inclusione negli “Oneri di integrazione” della componente relativa alle operazioni di riorganizzazione degli “Altri oneri/p roventi”, dei “Costi del personale”, degli “Altri costi diversi dal personale”, degli “Ammortamenti e svalutazioni” e degli “Altri oneri e accantonamenti”;
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Schemi di bilancio consolidato riclassificati UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 20 • l’inclusione nei “Profitti netti da investimenti” (i) delle rettifiche/riprese di valore sulle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value con impatto sulla redditività complessiva - titoli di debito, (ii) del risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali, (iii) degli utili/perdite delle partecipazioni e da cessione di investimenti, ivi compresi gli effetti delle valutazion i derivanti da attività o gruppi di attività relativi a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 non classificate alla voce “Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione”, (iv) del risultato netto delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value relativamente ai titoli di debito e OICR riconducibili a esposizioni creditizie deteriorate (incluse cartolarizzazioni), (v) delle rettifiche e delle riprese di valore relative alle rimanenze di attività materiali IAS2 derivanti dal recupero di crediti deteriorati e (vi) delle rettifiche/ripres e di valore dei diritti d’uso di terreni e fabbricati ad uso funzionale ;
• l’inclusione nell’“Allocazione costi di acquisizione (PPA)” degli effetti associati alla Purchase price allocation relativi a lle imprese di assicurazione.
I dati del Conto economico consolidato riclassificato relativi al 2025 sono stati riesposti, a partire da marzo 2026, princip almente per gli effetti di:
• riclassifica da Risultato dell’attività di negoziazione a Interesse netto degli importi relativi al risultato netto dei deriv ati su materie prime;
• riclassifica da Interesse netto a Risultato dell’attività di negoziazione del costo della raccolta relativo ai certificates;
• riclassifica da Commissioni a Altri oneri e proventi dei costi legati alle cartolarizzazioni sintetiche derivanti da garanzie fornite da terze parti (inclusi i costi sostenuti per Credit Linked notes emesse a garanzia della performance di specifici portafo gli crediti precedentemente classificati a Interesse
netto);
• riclassifica da Altri oneri e proventi a Commissioni dei costi che la Banca deve rimborsare alle compagnie assicurative in ca so non riesca a mantenere il prodotto del cliente secondo le tempistiche previste da specifici contratti.
I dati del Conto economico consolidato riclassificato relativi al 2025 sono stati riesposti, a partire da giugno 2026, per l' effetto della riclassifica da Risultato dell’attività di negoziazione a Profitti netti da Investimenti di OICR il cui portafoglio s ottostante consiste in titoli di debito relativi a crediti deteriorati.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Schemi di bilancio consolidato riclassificati UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 21 Conto economico consolidato riclassificato (milioni di €)
1° SEMESTRE VARIAZIONE
2026 2025 C/ECONOMICO % % A CAMBI
COSTANTI
Interesse netto 7.245 7.304 - 59 - 0,8% - 1,1% Dividendi 1.117 446 + 671 n.m. n.m.
Commissioni 4.782 4.477 + 305 + 6,8% + 6,8% Risultato netto della gestione assicurativa 184 - + 184 n.m. n.m.
Risultato dell'attività di negoziazione 229 514 - 285 - 55,4% - 54,1% Altri oneri/proventi (163) (40) - 123 n.m. n.m.
Ricavi 13.394 12.701 + 693 + 5,5% + 5,5% Costi del personale (2.849) (2.865) + 16 - 0,5% - 0,7% Altri costi diversi dal personale (1.297) (1.301) + 4 - 0,3% - 0,5% Recuperi di spesa 37 43 - 6 - 13,5% - 13,5% Ammortamenti e svalutazioni (486) (513) + 27 - 5,3% - 5,8% Costi operativi (4.595) (4.636) + 41 - 0,9% - 1,1%
RISULTATO LORDO DI GESTIONE 8.799 8.065 + 734 + 9,1% + 9,4%
Accantonamenti per perdite su crediti (377) (192) - 185 + 96,2% + 94,4%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 8.422 7.873 + 550 + 7,0% + 7,2%
Altri oneri e accantonamenti (296) (442) + 146 - 33,1% - 36,3% di cui: oneri sistemici (299) (227) - 72 + 31,8% + 26,6% Oneri di integrazione (85) (70) - 14 + 20,4% + 20,3% Profitti netti da investimenti 220 846 - 626 - 74,0% - 74,3%
RISULTATO ANTE IMPOSTE 8.262 8.206 + 55 + 0,7% + 1,0%
Imposte sul reddito (2.012) (2.058) + 46 - 2,2% - 2,1% Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione - - - - n.m.
RISULTATO NETTO DI PERIODO 6.250 6.149 + 101 + 1,6% + 2,0%
Risultato di pertinenza dei terzi (32) (34) + 1 - 4,4% - 4,4%
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL
GRUPPO ANTE PPA 6.218 6.115 + 103 + 1,7% + 2,1%
Allocazione costi di acquisizione (PPA) (95) - - 95 n.m. n.m.
Rettifiche di valore su avviamenti - - - - n.m.
RISULTATO NETTO CONTABILE DI GRUPPO 6.123 6.115 + 8 + 0,1% + 0,5%
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Schemi di bilancio consolidato riclassificati UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 22 Conto economico consolidato riclassificato - Evoluzione trimestrale (milioni di €)
2026 2025
2° TRIM. 1° TRIM. 4° TRIM. 3° TRIM. 2° TRIM. 1° TRIM.
Interesse netto 3.658 3.587 3.627 3.541 3.643 3.661 Dividendi 709 408 287 248 317 129 Commissioni 2.350 2.431 2.073 2.071 2.149 2.327 Risultato netto della gestione assicurativa 106 78 101 88 - -
Risultato dell'attività di negoziazione (246) 476 (285) 284 18 497 Altri oneri/proventi (56) (107) (94) (59) (12) (28) Ricavi 6.521 6.873 5.709 6.173 6.115 6.586 Costi del personale (1.418) (1.431) (1.576) (1.432) (1.429) (1.436) Altri costi diversi dal personale (658) (639) (711) (624) (653) (647) Recuperi di spesa 21 16 30 20 22 21 Ammortamenti e svalutazioni (244) (243) (258) (255) (254) (259) Costi operativi (2.298) (2.297) (2.514) (2.291) (2.315) (2.321)
RISULTATO LORDO DI GESTIONE 4.223 4.576 3.195 3.882 3.800 4.265
Accantonamenti per perdite su crediti (192) (185) (356) (113) (109) (83)
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 4.031 4.392 2.839 3.768 3.691 4.182
Altri oneri e accantonamenti (39) (257) (371) (49) (235) (207) di cui: oneri sistemici (61) (237) (93) (62) (40) (187) Oneri di integrazione (61) (23) (1.053) (53) (40) (30) Profitti netti da investimenti 20 200 417 (27) 877 (31)
RISULTATO ANTE IMPOSTE 3.951 4.311 1.832 3.639 4.293 3.913
Imposte sul reddito (981) (1.031) 426 (959) (934) (1.124) Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione - - - - - -
RISULTATO NETTO DI PERIODO 2.970 3.280 2.257 2.680 3.359 2.790
Risultato di pertinenza dei terzi (16) (16) (14) (16) (15) (19)
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO
ANTE PPA 2.954 3.264 2.244 2.664 3.344 2.771
Allocazione costi di acquisizione (PPA) (48) (46) (76) (31) - -
Rettifiche di valore su avviamenti - - - - - -
RISULTATO NETTO CONTABILE DI GRUPPO 2.905 3.218 2.167 2.633 3.344 2.771
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Schemi di bilancio consolidato riclassificati UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 23 Conto economico consolidato riclassificato - Confronto secondo trimestre 2026/2025 (milioni di €)
2° TRIMESTRE VARIAZIONE
2026 2025 C/ECONOMICO % % A CAMBI
COSTANTI
Interesse netto 3.658 3.643 + 15 + 0,4% + 0,2% Dividendi 709 317 + 392 n.m. n.m.
Commissioni 2.350 2.149 + 201 + 9,3% + 9,2% Risultato netto della gestione assicurativa 106 - + 106 n.m. n.m.
Risultato dell'attività di negoziazione (246) 18 - 264 n.m. n.m.
Altri oneri/proventi (56) (12) - 44 n.m. n.m.
Ricavi 6.521 6.115 + 407 + 6,6% + 6,7% Costi del personale (1.418) (1.429) + 11 - 0,8% - 0,9% Altri costi diversi dal personale (658) (653) - 4 + 0,7% + 0,5% Recuperi di spesa 21 22 - 1 - 2,4% - 2,4% Ammortamenti e svalutazioni (244) (254) + 11 - 4,2% - 4,7% Costi operativi (2.298) (2.315) + 17 - 0,7% - 0,9%
RISULTATO LORDO DI GESTIONE 4.223 3.800 + 423 + 11,1% + 11,4%
Accantonamenti per perdite su crediti (192) (109) - 83 + 76,3% + 76,1%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 4.031 3.691 + 340 + 9,2% + 9,5%
Altri oneri e accantonamenti (39) (235) + 195 - 83,3% - 85,4% di cui: oneri sistemici (61) (40) - 22 + 55,0% + 44,3% Oneri di integrazione (61) (40) - 21 + 53,5% + 53,3% Profitti netti da investimenti 20 877 - 856 - 97,7% - 98,0%
RISULTATO ANTE IMPOSTE 3.951 4.293 - 342 - 8,0% - 7,8%
Imposte sul reddito (981) (934) - 47 + 5,0% + 5,4% Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione - - - - n.m.
RISULTATO NETTO DI PERIODO 2.970 3.359 - 389 - 11,6% - 11,5%
Risultato di pertinenza dei terzi (16) (15) - 1 + 4,3% + 4,3%
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL
GRUPPO ANTE PPA 2.954 3.344 - 390 - 11,7% - 11,6%
Allocazione costi di acquisizione (PPA) (48) - - 48 n.m. n.m.
Rettifiche di valore su avviamenti - - - - n.m.
RISULTATO NETTO CONTABILE DI GRUPPO 2.905 3.344 - 438 - 13,1% - 13,0%
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Dati di sintesi per settori di attività UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 24 Dati di sintesi per settore di attività
Dati di sintesi per settore di attività
ITALIA GERMANIA AUSTRIA EUROPA
CENTRALE
ORIENTALE RUSSIA GROUP
CORPORATE
CENTRE(*) TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
Dati economici
Ricavi (milioni di €) Primi 6 mesi 2026 6.016 2.946 1.321 2.495 428 188 13.394 Primi 6 mesi 2025 5.850 2.855 1.321 2.356 664 (345) 12.701 Costi operativi (milioni di €) Primi 6 mesi 2026 (1.954) (1.041) (489) (823) (98) (190) (4.595) Primi 6 mesi 2025 (1.967) (1.094) (503) (825) (108) (139) (4.636)
RISULTATO LORDO DI GESTIONE (milioni di €)
Primi 6 mesi 2026 4.062 1.905 832 1.672 330 (2) 8.799 Primi 6 mesi 2025 3.883 1.761 817 1.531 556 (484) 8.065
RISULTATO ANTE IMPOSTE (milioni di €)
Primi 6 mesi 2026 3.760 1.740 846 1.394 346 176 8.262 Primi 6 mesi 2025 4.238 1.656 834 1.423 599 (543) 8.206
Dati patrimoniali
CREDITI VERSO CLIENTELA(**) (milioni di €)
al 30 giugno 2026 157.040 129.318 63.337 85.661 521 6.748 442.625 al 31 dicembre 2025 148.439 126.408 61.555 80.774 626 1.229 419.032
DEPOSITI CLIENTELA(**) (milioni di €)
al 30 giugno 2026 190.892 146.436 60.970 99.469 2.316 3.763 503.847 al 31 dicembre 2025 190.938 137.065 61.767 96.928 2.744 2.306 491.748 RWEA TOTALI (milioni di €) al 30 giugno 2026 113.862 68.366 39.444 62.256 11.394 13.530 308.852 al 31 dicembre 2025 112.700 67.586 39.756 58.720 10.650 6.914 296.327
EVA (milioni di €) Primi 6 mesi 2026 1.402 582 400 520 (317) 1.028 3.614 Primi 6 mesi 2025 2.187 592 358 585 (67) 125 3.780
Cost/income ratio
Primi 6 mesi 2026 32,5% 35,3% 37,0% 33,0% 22,9% n.m. 34,3% Primi 6 mesi 2025 33,6% 38,3% 38,1% 35,0% 16,3% n.m. 36,5%
Numero Dipendenti
al 30 giugno 2026 26.017 8.265 4.085 18.608 1.358 7.848 66.180 al 31 dicembre 2025 26.484 8.345 4.030 18.970 1.563 7.724 67.118
Note:
La voce "Group Corporate Centre" comprende Corporate Centre Global Functions, elisioni e rettifiche di consolidamento non att ribuite ai singoli settori di attività.
I Crediti verso clientela e i depositi clientela sono al netto dei pronti contro termine e rapporti intragruppo.
I dati sono stati ricostruiti, ove necessario, su base omogenea per tenere conto delle variazioni intervenute nei perimetri d ei settori di attività e nella metodologia di calcolo. Con riferimento alle variazioni nei perimetri di settori di attività si rima nda all e Note illustrative, Parte L - Informativa di settore, La struttura organizzativa.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Dati storici del Gruppo e dell’azione UniCredit UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 25 Dati storici del Gruppo e dell’a zione UniCredit
Dati storici del Gruppo 2016 - 2026
IAS/IFRS
1° SEM.
2026 2025 2024 2023 2022 2021 2020 2019 2018 2017 2016 Conto economico riclassificato (milioni di €) Ricavi 13.394 24.536 24.844 23.843 20.343 17.954 17.140 18.839 19.723 19.619 18.801 Costi operativi (4.595) (9.441) (9.405) (9.471) (9.560) (9.797) (9.805) (9.929) (10.698) (11.350) (12.453) Risultato lordo di gestione 8.799 15.094 15.439 14.372 10.782 8.158 7.335 8.910 9.025 8.268 6.348 Risultato ante imposte 8.262 13.677 12.860 11.451 7.289 1.236 (1.546) 3.065 3.619 4.148 (10.978) Risultato netto di periodo 6.250 11.086 9.775 9.537 6.473 1.570 (1.842) 3.559 4.112 5.790 (11.061) Risultato netto contabile di Gruppo 6.123 10.915 9.719 9.507 6.458 1.540 (2.785) 3.373 3.892 5.473 (11.790) Stato patrimoniale riclassificato (milioni di €) Totale dell'attivo 932.091 870.238 784.004 784.974 857.773 916.671 931.456 855.647 831.469 836.790 859.533 Crediti verso clientela 475.850 433.541 418.378 429.452 455.781 437.544 450.550 482.574 471.839 447.727 444.607 di cui: sofferenze 1.241 1.279 944 753 601 1.121 1.645 2.956 5.787 9.499 10.945 Debiti verso clientela e titoli in circolazione 674.040 633.568 590.213 585.561 594.300 596.402 600.964 566.871 560.141 561.498 567.855 Patrimonio di pertinenza del Gruppo 70.423 67.711 62.441 64.079 63.339 61.628 59.507 61.416 55.841 59.331 39.336 Indici di redditività (%) Risultato lordo di gestione/Totale dell'attivo 0,94 1,73 1,97 1,83 1,26 0,89 0,79 1,04 1,09 0,99 0,74 Cost/Income ratio 34,3 38,5 37,9 39,7 47,0 54,6 57,2 52,7 54,2 57,9 66,2
I dati esposti sono riferiti a quanto pubblicato nel periodo di riferimento.
Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit
Informazioni sul titolo azionario
1°SEM.
2026 2025 2024 2023 2022 2021 2020 2019 2018 2017 2016 Prezzo ufficiale azione ordinaria (€)
- massimo 80,080 70,920 42,840 25,565 15,850 13,576 14,174 13,494 18,212 18,350 25,733
- minimo 59,630 38,345 24,850 13,446 8,021 7,420 6,213 9,190 9,596 12,160 8,785
- medio 70,579 57,463 35,166 20,463 11,087 10,088 8,650 11,193 14,635 15,801 13,820
- fine periodo 78,260 69,350 38,525 24,565 13,272 13,544 7,648 13,020 9,894 15,580 13,701 Numero azioni (milioni)
- in circolazione a fine periodo 1.508 1.513 1.551 1.712 1.935 2.211 2.237 2.233 2.230 2.226 6.180
- con diritto di godimento del dividendo 1.498 1.503 1.542 1.703 1.926 2.201 2.228 2.224 2.220 2.216 6.084 di cui: azioni di risparmio - - - - - - - - - 0,25 2,52
- medio 1.508 1.546 1.631 1.838 2.079 2.231 2.236 2.233 2.229 1.957 6.110
Dividendo
- complessivo (milioni di €) - 4.750 3.726 3.015 1.875 1.170 268 - 601 726 -
- unitario per azione ordinaria - 3,149 2,402 1,803 0,987 0,538 0,120 - 0,270 0,320 -
- unitario per azione di risparmio - - - - - - - - - - -
Note:
A seguito di operazioni societarie straordinarie che comportano lo stacco di diritti, di operazioni di frazionamento o raggru ppamento di azioni, operazioni di scissione nonché distribuzioni di dividendi straordinari, i corsi azionari possono subire una var iazione sistematica tale da non essere più confrontabili tra di loro. Pertanto, viene esposta la serie storica delle quotazio ni rettificata per ripristinare la continuità dei prezzi.
Il numero di azioni, esistente alla fine del periodo di riferimento, è al netto delle azioni proprie e comprende n.9.675.640 di azioni detenute a titolo di usufrutto a seguito del contratto stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell ’emissione di titoli convertibili denominati “Cashes”. Le azioni detenute a titolo di usufrutto sono escluse dal numero di az ioni con diritto godimento del dividendo evidenziate al rigo "con diritto godimento del dividendo".
Il Dividendo complessivo 2025 include acconto su dividendi per 2.172 milioni pagato a novembre 202 5.
Si riportano di seguito alcune informazioni di dettaglio con riferimento alle variazioni del capitale e alle distribuzioni ag li azionisti nella forma di acquisto di azioni proprie e dividendi per cassa, intervenute nel corso del primo semestre 2026.
In data 9 febbraio 2026 si è concluso il programma di acquisto di azioni ordinarie comunicato al mercato in data 23 ottobre 2 025 e d avviato in pari data in attuazione dell'autorizzazione conferita dall'Assemblea degli Azionisti tenutasi in data 27 marzo 2025 (la "Seconda T ranche del Residuo SBB 2024"). In esecuzione della Seconda Tranche del Residuo SBB 2024, UniCredit ha acquistato u n totale di n.26.228.783 azioni, pari all'1,68% del capitale sociale, per un controvalore complessivo pari a euro 1.774.461.9 97,22.
In data 16 febbraio 2026 è stato eseguito l’aumento di capitale di 55 milioni deliberato dal Consiglio di Amministrazione l’8 febbraio 2026 con emissione a titolo gratuito di n.4.011.787 azioni ordinarie per l'esecuzione dei piani incentivanti di Gruppo.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Dati storici del Gruppo e dell’azione UniCredit UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 26 In data 19 febbraio 2026, in esecuzione della delibera assunta dall'Assemblea degli azionisti del 27 marzo 2025 è stato dispo sto l'annullamento di n.53.733.948 azioni proprie senza riduzione del capitale sociale. Il numero delle azioni annullate è pari alla somma delle azio ni acquistate in esecuzione della "Prima Tranche del Residuo Share Buy -Back 2024" il cui completamento è avvenuto in data 29 settem bre 2025 e non annullate in precedenza e delle azioni acquistate in esecuzione della "Seconda Tranche del R esiduo Share Buy -Back 2024" il cui completamento è avvenuto in data 9 febbraio 2026.
In data 22 aprile 2026 è stato erogato il dividendo per cassa deliberato dall'Assemblea degli Azionisti del 31 marzo 2026 per un importo complessivo di 2.578 milioni a valere sulla destinazione dell'utile d'esercizio 2025, pari ad un dividendo unitario di euro 1,7208 per ogni azione in circolazione avente diritto alla data di godimento.
Indici di rendimento
IAS/IFRS
1°SEM.
2026 2025 2024 2023 2022 2021 2020 2019 2018 2017 2016 Patrimonio netto (milioni di €) 70.423 67.711 62.441 64.079 63.339 61.628 59.507 61.416 55.841 59.331 39.336 Risultato netto di pertinenza del Gruppo (milioni di €) 6.123 10.915 9.719 9.507 6.458 1.540 (2.785) 3.373 3.892 5.473 (11.790) Patrimonio netto per azione (€) 46,70 44,76 40,25 37,42 32,73 27,87 26,60 27,50 25,04 26,65 6,36 Price/Book value 1,68 1,55 0,96 0,66 0,41 0,49 0,29 0,47 0,40 0,58 0,43 Utile per azione (€) 8,044 6,973 5,841 5,105 3,085 0,680 (1,306) 1,462 1,712 2,79 (1,98) Payout ratio (%) - 43,5 38,3 31,7 29,0 76,0 - - 15,4 13,3 -
Dividendo azione ordinaria/prezzo medio (%) - 5,48 6,83 8,81 8,90 5,33 1,39 - 1,84 2,03 -
Nota:
I dati relativi all'"Utile per azione" sono annualizzati.
I dati esposti in tabella sono “dati storici” pubblicati nei diversi periodi e vanno contestualizzati al periodo cui si rifer iscono.
Ai fini del calcolo dell'utile per azione l'utile netto di esercizio è stato ridotto per i seguenti importi derivanti dagli e sborsi addebitati al patrimonio netto e relativi al corrispettivo inerente al contratto di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell’emissione di titoli convertibili denominati “Cashes”: 128 milioni nel 2016, 32 milioni nel 2017, 93 milioni nel 2018, 124 milioni nel 2019, 122 milioni nel 2020, 30 milioni nel 2021, relativi all’ult imo pagamento riferito ai risultati dell’esercizio 2019, 74 milioni nel 2022, riferiti ai risultati dell’esercizio 2021, 175 milioni nel 2023 , riferiti ai risultati dell’esercizio 2022 , 247 milioni nel 2024 , 206 milioni nel 2025 e 97 milioni nel primo semestre del 202 6.
Il dato relativo all'Utile per azione del primo semestre 202 6 è annualizzato. -1,982,79
1,712 1,462
-1,3060,6803,0855,1055,8416,9738,044
-9,00-7,00-5,00-3,00-1,001,003,005,007,009,00
2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 27 Risultati del Gruppo Scenario macroeconomico, contesto bancario e mercati finanziari
Scenario internazionale
L'economia globale ha mostrato una notevole capacità di tenuta nel primo semestre del 2026, nonostante un contesto geopolitic o particolarmente complesso. L'andamento dell'attività economica è stato influenzato da due forze contrapposte: da un lato, lo shoc k negativo dal lato dell'offerta derivante dal conflitto in Medio Oriente , dall'altro, l'impulso positivo proveniente dall'accelerazione del ciclo tecnologico globale, sostenuto dai progressi nell'intelligenza artificiale. Sebbene il conflitto abbia alimen tato preoccupazioni circa la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, l'andamento delle materie prime e le prospettive inflazionistiche, il suo impatto sull'attività economica mondiale si è rivel ato più contenuto di quanto inizialmente temuto. Parall elamente, gli investimenti legati alle nuove tecnologie hanno continuato a sostenere la crescita nelle economie maggiormente integrate nelle catene globali del valore del settore tecnologico. Le prospettive di crescita hanno continuato a divergere signific ativamente tra i diversi paesi, in funzione della loro esposizione alle importazioni energetiche, alle tensioni geopolitiche e del loro grado di partecipazione al ciclo tecnologico globale. In tale contesto, le principali banche centrali hanno progressivamente differenz iato i rispe ttivi orientamenti di politica monetaria. La Federal Reserve statunitense ha mantenuto un approccio attendista , poich é le pressioni inflazionistiche derivanti dai dazi commerciali, la volatilità dei mercati energetici e la robusta dinamica degli investimenti trainati dall'intelligenza artificiale hanno continuato ad alimentare rischi al rialzo per l'inflazione, nonostante un parziale a ttenuarsi delle preoccupazioni relative al mercato del lavoro. Al contrario, la Banca Centrale Europea (BCE) ha ulteriormente irrigidito l'orientamento di politica monetaria al fine di ancorare le aspettative di inflazione e rafforzare la fiducia nel ritorno stabile dell'inflazione verso l'obiettivo del 2% nel medio termine .
L'economia cinese ha continuato a confrontarsi con sfide sia interne sia esterne. La domanda interna è rimasta debole, risent endo del protrarsi della crisi del settore immobiliare, della scarsa fiducia dei consumatori e delle persistenti pressioni deflazio nistiche. I consumi delle famiglie hanno continuato a essere frenati dagli effetti negativi sulla ricchezza derivanti dal calo dei prezzi delle abitazioni, dall'eleva ta propensione al risparmio precauzionale e da prospettive ancora deboli per il mercato de l lavoro. Il settore immobiliare ha continuato a rappresentare un importante freno alla crescita, con investimenti nel settore residenziale ancora in diminuzione a causa dell'elevato indebitamento delle società immobiliari. Questi fattori avversi sono stati parzialmente compensati dalla solida performance delle esportazioni, in particolare nei comparti dell'alta tecnologia e della manifattura associata alla transizione ecologica, che hanno contribuito a sostener e la crescita nonostante il persistere delle i ncertezze commerciali.
Le ulteriori misure di sostegno adottate dalle autorità hanno fornito un certo supporto all'economia ma si sono rivelate insu fficienti a promuovere un riequilibrio duraturo del modello di crescita a favore dei consumi.
In Giappone, la crescita economica è rimasta contenuta nel primo semestre del 2026, riflettendo la debolezza della domanda in terna, il rallentamento della domanda estera e la persistenza delle incertezze legate al commercio internazionale. Sebbene la crescita salariale abbia continuato a rafforzarsi, sostenendo il reddito delle famiglie, i consumi privati hanno mostrato un andamento disomogeneo, po iché l'aumento dei prezzi ha contribuito a comprimere il potere d'acquisto. L'inflazione si è mantenuta al di s opra dell'obiettivo della Banca del Giappone , consentendo all'autorità monetaria di proseguire gradualmente il processo di normalizzazione della politica monetaria. Tuttavia, le preoc cupazioni circa la fragilità della ripresa economica hanno limitato i margini per ulteriori interventi restrittivi. N el Regno Unito, l'economia ha continuato a espandersi a un ritmo moderato nel corso del primo semestre dell'anno. I consumi delle famiglie sono rimasti deboli nonostante la tenuta del mercat o del lavoro, poiché l a modesta crescita dei redditi reali, l'elevato livello di risparmio e condizioni monetarie ancora restrittive hanno continuato a frenare la spesa. La crescita è stata , inoltre , limitata dalla debole dinamica della produttività, dagli investimenti privati contenuti e da l consolidamento fiscale . Allo stesso tempo, le pressioni inflazionistiche hanno continuato a rappresentare un elemento di preoccupazione, poiché l'aumento dei pre zzi dell'energia legato al conflitto in Medio Oriente ha accresciuto il rischio di una nuova accelerazione dell'inflazione. In questo contesto, la Banca d’Inghilterra ha mantenuto un orientamento monetario restrittivo, lasciando invariati i tassi di interesse e perseguendo l'obiettivo di garant ire un ritorno dell'inflazione verso il target del 2% .
L'economia dell'area Euro (al netto dei volatili tà dei dati irlandesi) ha mostrato una tenuta relativamente elevata nel primo semestre del 2026, nonostante le tensioni geopolitiche. La crescita è stata sostenuta dagli investimenti pubblici finanziati attraverso il progr amma NextGenerationEU e dai piani di esp ansione fiscale della Germania, mentre gli investimenti legati alle tecnologie dell'informazione e comunicazione (ICT) e all' intelligenza artificiale hanno continuato a supportare l'attività economica. Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente ha , tuttavia , pesato sugli indicatori congiunturali di breve periodo, riflettendosi in consumi più deboli, un deterioramento della fiducia, nuove pressioni lungo l e catene di approvvigionamento e un parziale indebolimento degli indicatori del mercato del lavoro. Tali s viluppi hanno evidenziato la dipendenza dell'area dell'Euro dalle importazioni energetiche e la sua vulnerabilità agli shock sui prezzi dell'energia a livello globale. Sebbene il su ccessivo cessate il fuoco abbia contribuito a stabilizzare il contesto econ omico, il conflitto ha continuato a gravare sulle prospettive di crescita nel breve termine, soprattutto attraverso il suo impatto sul potere d'acquisto delle famiglie e sul clima di fiducia dei consumatori. Ciononosta nte, gli indicatori del mercato del la voro hanno recuperato parte del terreno perso e continuano a segnalare una situazione di sostanziale resilienza piuttosto che un vero e proprio deterioramento ciclico, forse anche grazie a fenomeni di labour hoarding da parte delle imprese, che hanno prefe rito mantenere la forza lavoro nonostante il rallentamento dell'attività economica .
L'aumento dei prezzi dell'energia ha temporaneamente interrotto il processo di disinflazione nell'area Euro, riportando l'inflazione generale ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della BCE. Le pressioni sui prezzi si sono trasmesse con particolare rapidità al settore dei servizi, dove l'aumento dei costi di trasporto, logistica e produzione è stato prontamente trasferito ai consumatori.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 28 Sebbene il conflitto in Medio Oriente abbia accresciuto i rischi al rialzo per l'inflazione attraverso il rincaro dell'energia e il possibile innesco di effetti di secondo impatto su salari e aspettative di inflazione, esso ha anche esercitato un effetto frenante su i redditi reali, sulla fiducia e sulla domanda interna, generando nel medio termine forze disinflazionistiche compensative. Ulteriori pressioni al ribasso sull'inflazione s ono derivate dall'indebolimento della domanda globale e dall'intensificars i della concorrenza delle importazioni cinesi in un contesto di persistenti tensioni commerciali. In questo contesto, la BCE ha aumentato i tassi di riferimento di 25 punti base nel la riunione di giugno. Nel frattempo, l'eccesso di liquidità nel sistema bancario dell'area Euro ha continuato a ridursi nel primo semestre del 2026, in linea con il progressivo ridimensionamento del bilancio dell'Eurosistema. Tale ridimensionamento è sta to determinato principalmente dalla continua riduzione dei titoli detenuti n ell'ambito dell'Asset Purchase Programme (APP) e del Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) dopo la cessazione dei reinvestimenti, con conseg uente riduzione della liquidità immessa attraverso i portafogli di politica monetaria. Al contrario, il ricor so alle operazioni di rifinanziamento è rimasto contenuto e sostanzialmente invariato, riflettendo la posizione di liquidità ancora confortevole delle banche e la facilità d i accesso alle fonti di finanziamento sul mercato .
L'economia statunitense ha mantenuto una solida dinamica di crescita nel primo semestre del 2026. La crescita economica è stata sostenuta da una politica fiscale espansiva, da bilanci ancora robusti del settore privato, dalla forte crescita degli investimenti legati all'intelligenza artificiale e dalla tenuta della spesa delle famiglie a reddito più elevato. Un u lteriore fattore alla base della buona performance dell'economia americana è stata la sua ridotta esposizione agli shock energetici. In quanto espo rtatore netto di energia, gli Stati Uniti risultano infatti meno vulnerabili all'aumento dei prezzi energetici rispetto all’area Euro. L'ampio settore energetico domestico non solo attenua l'impatto dei rincari dell'energia su famiglie e imprese, ma favorisce anche un incremento degli investimenti nella produzione energetica, contribuendo a compensare eventuali segnali di debolezza in a ltri comparti dell'economia. L'inflazione è salita oltre il 4%, sospinta dall'aumento dei prezzi dell'energia , in particola re della benzina , e dal permanere di pressioni inflazionistiche di fondo legate alla forte domanda e agli investimenti trainati dall'intelligenza artificiale. Di conseguenza, il processo di disinflazione si è arrestato e le pressioni sui prezzi si sono diffuse a una gamma s empre più ampia di beni e servizi. In questo contesto, la Federal Reserve ha abbandonato a giugno il proprio orientamento favorevole a futuri allentamenti monetari, richiamando la solidità de l mercato del lavoro e un'inflazione ulteriorme nte allontanatasi dalla propria zona di comfort. Anche il cosiddetto dot plot ha registrato una significativa revisione al rialzo:
nove membri del Federal Open Market Committee hanno infatti indicato l'aspettativa di tassi di interesse superiori ai livelli correnti entro la fine dell'anno .
Contesto bancario e mercati finanziari La ripresa del credito al settore privato nell’area Euro si è ulteriormente rafforzata nel primo semestre del 2026. A giugno , la crescita annua dei prestiti alle società non finanziarie si è avvicinata al 4%, rispetto al 3% registrato alla fine del 2025, mentre la crescita dei prestiti alle famiglie è rimasta sostanzialmente stabile intorno al 3%. Nonostante lo scoppio del conflitto in Medi o Oriente, il continuo rafforzamento della dinamica del credito è stato sostenuto principalmente dalla resilienza della domanda interna nell’area Euro, in particolare degli investimenti fissi, nonché dal limitato adeguamento al rialzo dei costi di finanziamento per il settore privato. Permangono , tuttavia , rischi legati agli sviluppi geopolitici e alle persistenti tensioni sui mercati energetici, che potrebbero indurre famiglie e imprese ad assumere un atteggiamento più prude nte, con effetti negativi sulla domanda di credito.
L’espansione dei prestiti al settore privato è proseguita nei principali paesi di riferimento del gruppo UniCredit (Austria, Germania e Italia). In Italia si è osservato un netto miglioramento, con una crescita del credito alle imprese che ha accelerato nel corso del primo semestre dell’anno. Il tasso di crescita annuo si è avvicinato al 4%, rispetto a circa il 2% alla fine del 2025, sostenuto dall’andamento degli investimenti. Il credito alle imprese è in espansione dalla metà del 2025. La crescita dei pre stiti alle famiglie si è invece sostanzialmente stabilizzata nel periodo. Una dinamica analoga si è registrata in Germania per i prestiti alle famiglie che hanno continuato a crescere a d un ritmo di circa il 2% su base annua. Al contrario, la crescita dei prestiti alle società non finanziarie, pur mostrando un lieve miglioramento, è rimasta modesta, al di sotto dell’1% annuo . Il protrarsi di una fase di debole attività economica ha probab ilmente continuato a pesare sulla domanda di credito delle imprese ted esche. In Austria, la crescita del credito alle imprese è rimasta robusta, attestandosi a poco più del 3% su base annua, mentre il credito alle famiglie ha proseguito i l proprio recupero, registrando un aumento di circa il 2% annuo alla fine del primo seme stre del 2026.
Per quanto riguarda la raccolta, i depositi di famiglie e società non finanziarie hanno sostanzialmente confermato le tendenz e positive osservate negli ultimi mesi del 2025 nei principali paesi di riferimento del gruppo UniCredit. I depositi hanno continuato a crescere a un ritmo sostenuto in tutti e tre i paesi, accompagnati da un aumento della componente dei depositi a vista in un contesto di tassi d’interesse più bassi, almeno durante i primi mesi del 2026.
In conseguenza delle tensioni in Medio Oriente, le condizioni di finanziamento per imprese e famiglie si sono nuovamente irri gidite, anche a seguito della decisione della BCE di aumentare i tassi di interesse nel mese di giugno. I tassi applicati ai presti ti alle imprese sono aumentati leggermente in tutti i paesi di riferimento, mentre anche quelli sui prestiti alle famiglie hanno mostrato una moderata crescita. In Italia, i tassi sui prestiti alle società non finanziarie sono aumentati di 12 punti base ri spetto a dicembre 2025, raggiungendo il 3,8%; in Germania sono rimasti sostanzialmente stabili intorno al 3,7%, mentre in Austria si sono attestati su livelli leggermente inferiori, intorno al 3,5%. Anche i tassi sui mut ui per l’acquisto di abitazioni hann o seguito una moderata tendenza al rialzo, avvicinandosi al 4% in Germania e al 3,5% in Italia e Austria. Nel frattempo, i ta ssi sui depositi sono rimasti nel complesso stabili durante il periodo. Di conseguenza, gli spread bancari (definiti come la differ enza tra il tasso medio applicato ai prestiti e il tasso medio riconosciuto sui depositi) si sono ampliati leggermente nel primo semestre del 2026 rispetto alla fine del 2 025.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 29 Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente alla fine di febbraio ha determinato un significativo aumento della volatilità sui mercati finanziari, alimentato principalmente dalle preoccupazioni per l’impatto inflazionistico del forte rialzo dei prezzi dell’e nergia. In una prima fase ha prevalso un clima di avversione al rischio, che ha portato a un riallineamento dei rendimenti obbligazionari in seguito alle aspettative di ulteri ori rialzi dei tassi da parte delle banche centrali, finalizzati a evitare un dis ancoraggio delle aspettative di inflazione nel breve termine. Anche i mercati azionari hanno registrato una fase di vendite generalizzate nella fase iniziale del conflitto . Nello stesso periodo, il dollaro statunitense si è rafforzato, confermando il proprio tradizionale ruolo di bene rifugio in un contesto di elevata incertezza. Tuttavia, questa fase di “risk -off” sui mercati azionari si è rivelata relativamente breve per due ragioni principali. In primo luogo, gli investitori hanno considerato temporanea l’intensificazione delle tensioni in Medio Oriente.
In secondo luogo, il conflitto ha sostenuto alcuni settori, in particolare quello energetico. In questo contesto, la performa nce dei mercati azionari globali è rimasta nel complesso positiva. Gli indici azionari di Italia e Austria hanno messo a segno forti guadagni da inizio anno, attestandosi intorno al 20% rispetto a dicembre 2025 . Al contrario, il mercato azionario tedesco ha mostrato una performance inferiore rispetto agli altri principali mercati europei, con un rialzo da inizio anno appena positivo .
Paesi CEE (Central and Eastern Europe) La crescita economica è rimasta solida nella maggior parte delle economie dell’Europa centrale e orientale (CEE) nel primo se mestre del 2026, sostenuta principalmente dai consumi delle famiglie, che continuano a rappresentare il principale motore dell’atti vità economica, e d egli investimenti.
Sebbene il sentiment delle imprese nei confronti degli investimenti rimanga debole e disomogeneo, gli investimenti pubblici i n infrastrutture hanno accelerato nella maggior parte dei paesi della regione , grazie al magg iore utilizzo delle risorse del dispositivo europeo di ripresa e resilienza (Recovery and Resilience Facility - RRF), la cui scadenza è prevista entro la fine dell’anno. Le esportazioni nette hanno invece continuato a fornire un contributo negativo alla crescita nella maggior parte dei Paesi, poiché la domanda esterna rimane debole a causa delle sfi de strutturali ch e interessano l’industria automobilistica europea e dei finora limitati effetti di trasmissione dello stimolo fiscale introdott o in Germania .
La CEE è destinata a confermarsi una delle regioni più resilienti d’Europa in termini di crescita economica. L’attività econo mica continuerà a essere sostenuta dalla solidità della domanda interna, dagli investimenti finanziati dall’Unione Europea e dal pr ogressivo ridimensionamento dei rischi energetici, nonostante i governi siano chiamati a confrontarsi con le sfide del consolidamento fiscale e con pressioni inflaz ionistiche. Nella maggior parte dei paesi della CEE, la crescita del PIL dovrebbe mantenersi compresa tra il 2% e il 3% nel 2026, sostenuta principalmente dai consumi delle famiglie e da un più intenso utilizzo dei fondi europei. Al contrario, in Romania e Slovacchia l’attività economica ha risent ito degli interventi di consolidamento fiscale, mentre in Ungheria la contrazione degli investimenti fissi ha continua to a rappresentare un freno alla crescita. La riapertura dello Stretto di Hormuz ha attenuato uno dei principali rischi al ribasso per le prospettive economiche della regione, riduce ndo i timori di interruzioni nelle forniture energetiche e di un ulteriore aumento delle pressioni inflazionistiche. Permangono tuttavia elementi di incer tezza legati alla situazione in Medio Oriente. Parallelamente, lo stimolo fiscale e l’aumento della spesa pe r la difesa in Germania dovrebbero fornire un ulteriore impulso alle esportazioni dei Paesi dell’Europa centro -orientale a partire dal 2027 .
L’inflazione continua a rappresentare una delle principali sfide per la regione. Dopo il forte aumento dei prezzi del petroli o e del gas registrato tra marzo e maggio, in concomitanza con l’inizio del conflitto in Medio Oriente, il processo di disinflazion e osservato nella seconda metà del 2025 si è temporaneamente interrotto. L’impatto dell’aumento dei prezzi energetici sui prezzi al consumo è tuttavia risultato molto ete rogeneo tra i diversi paesi, a seconda delle misure regolamentari adottate per attenua rne la trasmissione ai consumatori finali. Nella maggior parte dei paesi, i tagli alle imposte hanno parzialmente compensato gli aumenti dei prezzi dei carburanti, mentre Ungheria, Polonia e Serbia hanno introdot to tetti ai prezzi dei carburanti. Gli effetti inflazionistici più marcati si sono osservati in Bulgaria e Roman ia, dove i prezzi al dettaglio riflettono più direttamente l’andamento del mercato oppure le misure di sostegno sono limitate a sussidi mirati per specifiche fasce di reddito .
Il recente calo dei prezzi dell’energia dovrebbe migliorare sensibilmente le prospettive inflazionistiche nei prossimi trimes tri. In Romania, dove l’inflazione ha superato il 10% su base annua nel primo semestre del 2026, le pressioni sui prezzi potrebbero già iniziare ad attenuarsi dalla seconda metà dell’anno grazie al graduale esaurirsi dello shock energetico e al venir meno dagli indici annuali degli effetti derivanti dagli aumenti delle imposte e delle tariffe elettriche per le famiglie. In Polonia l’i nflazione potrebbe registrare un lieve incremento nella seconda metà del 2026, ma dovrebbe comunque rimanere inferiore al 3% per l’intero anno. In Ungheria, dati sull’inflazione inferiori alle attese e il ra ffreddamento delle pressioni provenienti dai prez zi dell’energia e dei beni alimentari dovrebbero contribuire a mantenere l’inflazione al di sotto dell’obiettivo del 3% nella seconda metà del l’anno . In Repubblica Ceca, invece, il minore contributo disinflazionistico dei prezzi alimentari potrebbe riporta re l’inflazione su livelli superiori al target del 2%.
Le sorprese al ribasso registrate dall’inflazione nei primi mesi del 2026 hanno creato margini per modesti tagli dei tassi di interesse, pari a 25 punti base, in Polonia e Ungheria nel primo trimestre dell’anno. Tuttavia, con l’avvio del conflitto in Medio Oriente nel mese di marzo, le banche centrali della regione hanno adottato un atteggiamento più prudente, alla luce della maggiore volatilità del contesto finanziario inte rnazionale e dei possibili effetti di secondo impatto derivanti dall’aumento dei pre zzi dell’energia. La Banca Centrale Ceca è stata l’unica della regione a seguire l’orientamento della BCE, aumentando i tassi di interesse di 25 punti base fino al 3,75% nel mese di giugno. Rimane possibile un ultimo rialzo nella seconda metà del 2026, che porterebbe il tasso di riferimento al 4,0%, sebbene si preveda che tali aumenti vengano successivamente riassorbiti nel corso della seconda metà del 2027. In Romania, l’aumento dei rischi politici dopo la rottura della coalizione di governo e l’ incertezza sulle prospettive fiscali hanno contribuito all’orientamento prudente della banca centrale, che ha mantenuto il tasso di riferimento al 6,50%. Si prevede che la Banca Nazionale di Romania guardi oltre l’attuale shock inflazionistico di offerta e avvii una fase di riduzione dei t assi nella seconda metà del 2027, quando l’inflazione tornerà su livelli prossimi all’obiettivo.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 30 Dopo aver riavviato a giugno un graduale ciclo di allentamento monetario con un taglio di 25 punti base, la banca centrale ungherese dovrebbe proseguire nella riduzione dei tassi nel corso della seconda metà del 2026, portando il tasso di riferimento al 5,0% entro la fine dell’anno. Le banche centrali di Polonia e Se rbia dovrebbero invece mantenere invariati i tassi, rispettivamente al 3,75% e al 5,75%, per il resto del 2026, avviando solo nel 2027 cicli di allentamento monetario contenuti e graduali.
Principali risultati e performance del periodo
Introduzione
Nel primo semestre del 2026, UniCredit ha avviato con successo la nuova fase strategica “UniCredit Unlimited”, evoluzione nat urale del precedente piano “Unlocked”, fondata sulla continuità dei risultati conseguiti negli ultimi anni e orientata a consolidar e un modello di crescita sostenibile, redditizio e strutturalmente proiettato al lungo periodo. “Unlimited” rappresenta un cambio di paradigma, basato su un’esecuz ione rigorosa, sull’innovazione tecnologica, sulla centralità delle persone e sulla creazione di valore sostenibile.
L’avvio della fase strategica “Unlimited” ha confermato la robustezza del modello operativo del Gruppo e segnato un significa tivo cambio di passo, consentendo di rafforzare ulteriormente la posizione di leadership nei principali indicatori finanziari e ind ustriali. I risultati raggiunti confermano la capacità di coniugare risultati di breve periodo con una trasformazione strutturale di lungo termine mirata a creare una banc a preparata per il futuro e capace di competere sia con operatori bancari tradizional i sia con fintech e hyperscalers . L’implementazione della strategia si è sviluppata lungo due direttrici principali: da un lato, l’accelerazione del core business, attraverso una crescita profittevole e disciplinata dei volumi e della base clienti orientata ai segmenti strategici con mag giore potenziale; dall’altro, una trasformazione strutturale volta a rendere il modello operativo sempre più efficiente, scalabile e resiliente rispetto alle sfide future. In tale contesto , il Gruppo continua ad investire in nuove tecnologie, con particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale, che rappresenta una delle principali leve di innovazione e trasformazione digitale. La progressiva adozione di tali soluzioni favorirà una maggiore efficienza operativa, una ulteri ore razionalizzazione dei costi ed un costante miglioramento della qualità del servizio offerto al cliente.
Tutte le principali aree geografiche del Gruppo hanno contribuito positivamente ai risultati del primo semestre del 2026 . L’Italia ha evidenziato un ulteriore rafforzamento della propria redditività operativa , sostenuto da una solida dinamica commerciale e da elevati livelli di efficienza operativa.
Germania e Austria hanno raggiunto un profilo di redditività elevato e resiliente, accompagnato da progressi costanti nei processi di trasformazione.
L’Europa Centrale e Orientale ha continuato a distinguersi come area ad alta crescita, grazie a dinamiche commerciali robuste e a livelli di redditività strutturalmente elevati .
I risultati conseguiti nel periodo confermano dunque la solidità del modello operativo del Gruppo e la sua capacità di manten ere elevati livelli di performance anche in un contesto macroeconomico e geopolitico caratterizzato da crescente incertezza.
Nel primo semestre del 2026 il Gruppo ha registrato un risultato netto contabile pari a 6.123 milioni, rispetto ai 6.115 milioni conseg uiti nel primo semestre del 2025 in aumento di 8 milioni (0,1% a cambi correnti, 0,5% a cambi costanti) nonostante il primo semestr e dell’anno precedente avesse beneficiato, tra l’altro, di un effetto positivo non ricorrente pari a 653 milioni, derivante dalla rivalutazione delle parte cipazioni già detenute in CNP UniCredit Vita e UniCredit Allianz Vita a seguito dell’acquisizione del controllo delle due società .
L’utile netto di Gruppo1 del primo semestre dell’anno in corso , come anche quello del corrispondente periodo 202 5, risulta allineato al risultato netto contabile data l’assenza , nei due periodi , di iscrizioni o cancellazioni di DTA su perdite fiscali pregresse derivanti dall’aggiornamento dei test di sostenibilità.
I Ricavi
Nel primo semestre del 2026 i ricavi del Gruppo sono risultati pari a 13.394 milioni, in aumento del 5,5% rispetto al primo semestre dell’anno precedente (ovvero in progresso del 5,5% a cambi costanti) con la crescita registrata su dividendi, commissioni e risultato dell’attività assicurativa solo parzialmente controbilanciato dal minore contributo su base annua del risultato delle attività di negoziazione, degli al tri proventi e oneri e, in misura minore , del margine di interesse.
L’interesse netto di Gruppo è stato pari a 7.245 milioni, in lieve contrazione dello 0,8% (59 milioni) rispetto al primo semestre 2025 (in calo dell’ 1,1% a cambi costanti); la crescita dei volumi commerciali, sia prestiti che depositi, assieme alla gestione accurata del beta sui depositi2 hanno permesso di compensare gli effetti della dinamica non favorevole dei tassi di mercato, con l’Euribor 3 mesi medio del primo semestre 2 026 in calo di 18 punti base rispetto a quello del primo semestre del 2025, nonch é gli impatti negativi della riduzione delle attività in Russia ( -72 milioni a cambi correnti rispetto al primo semestre 2025). Lo slancio commerciale che ha sostenuto la crescita dei crediti è stato focalizzato sui seg menti di business caratterizzati da un adeguato profilo di rischio/rendimento permettendo di mantenere rendimenti resilienti nonostante il contesto dei tassi di interesse.
Si evidenzia inoltre l’incremento del margine di interesse nel secondo trimestre dell’anno rispetto al primo, grazie alla din amica crescente dei volumi ed alla ripresa dei tassi di interesse di mercato. Infine il crescente contributo di AION Bank S.A. e Vodeno Sp.zo.o. , consolidate dal primo trimestre del 2025, ha determinato un ulteriore apporto positivo al margine di interesse.
1 Risultato netto contabile di Gruppo al netto delle iscrizioni o cancellazioni di DTA su perdite pregresse derivanti dall’aggi ornamento dei test di sostenibilità.
2 Il Beta sui depositi è la percentuale del tasso interbancario a breve termine retrocessa ai clienti e viene espressa come il rapporto tra il costo dei depositi e l’Euribor 3 mesi o tasso di mercato equivalente a seconda delle geografie .
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 31 Nel dettaglio, i crediti verso clientela del Gruppo hanno registrato un incremento per 42,7 miliardi, pari al 9,9% (ovvero un progresso del 9,7% a cambi costanti), passando da 433,2 miliardi al 30 giugno 2025 a 475,8 miliardi al 30 giugno 2026.
La componente pronti contro termine ha registrato un aumento di 9,9 miliardi mentre gli altri crediti verso clientela hanno fatto segnare un incremento di 32,8 miliardi pari all’ 8,0% (7,8% a cambi costanti) attestandosi a 442,6 miliardi. In dettaglio, gli impieghi dell’Italia hanno registrato un aumento del 7,9% pari a 11,4 miliardi trainato dalla crescita delle erogazioni sia a breve che a medio lungo termine del Large Corporate , Small and Medium Enterprises . La Germania ha fatto segnare una variazione pos itiva pari a 3,4 miliardi (pari ad un incremento del 2,7% ) spiegata dai segmenti Large Corporate, Retail e Private mentre l’Austria ha registrato un progresso di 3,4 miliardi pari al 5,7% sostenuta dai segmenti Large Corporate e Small and Medium Enterprises . Nella Central Eastern Europe, i crediti verso clientela hanno fatto segnare un incremento di 9,1 miliardi rispetto al 30 giugno dello scorso anno ( 11,9% a cambi correnti corrispondente ad una crescita del 10,8% a costanti) sostenuto dal contributo posit ivo di tutti i paesi; in particolare la Repubblica Ceca segna un aumento di 1,5 miliardi pari al 5,9% (3,9% a cambi costanti), la Croazia di 1,7 miliardi, la Bulgaria 2,2 miliardi, l’Ungheria 1,3 miliardi e la Romania di 1,0 miliardi. AION Bank S.A. e Vodeno Sp.zo.o. hanno registrato una crescita di 1,0 miliard o su base annuale mentre la Russia con un portafoglio impieghi pari a 0,5 miliardi al 30 giugno 2026 ha registrato una contrazione su base annua per 0,5 miliardi.
I depositi da clientela del Gruppo si sono attestati al 30 giugno 2026 a 564,6 miliardi, in aumento di 70,3 miliardi rispetto al 30 giugno dell’anno precedente; escludendo la componente pronti contro termine, in crescita di 31,7 miliardi, i depositi da clientela risultano in crescita di 38,6 miliardi (pari ad un incremento dell’ 8,3% a cambi correnti e dell’ 8,1% a cambi costanti). A livello di geografie, l’Italia ha registrato un aumento del 5,9% pari a 10,6 miliardi rispetto al 30 giugno 2025; tale crescita è stata sostenuta da tutti i segmenti di business, con un contributo particolarmente significativo delle divisioni Small and Medium Enterprises e Retail . In Germania lo stock di depositi registra un progresso del 12,5% pari a 16,3 miliardi; la crescita, diffusa su tutti i segmenti, risulta principalmente sostenuta dal Large Corporate, dal Private e dallo Small and Medium Enterprises . L’Austria ha fatto segnare una variazione positiva di 2,1 miliardi (pari ad un aumento del 3,6% ); i paesi della Central East ern Europe hanno fatto segnare un incremento del 9,2% pari a 8,4 miliardi (equivalente ad un aumento dell’ 8,0% a cambi costanti) grazie principalmente al contributo positivo della Repubblica Ceca in aumento di 2,3 miliardi (pari ad un incremento de l 9,0% a cambi correnti ovvero 6,9% a cambi costanti) , della Bulgaria in aumento di 1,8 miliardi (pari ad una crescita del 13,0% a cambi correnti e costanti), dell’Ungheria (in aumento di 1,6 miliardi pari al 20,1% a cambi correnti ed al 7,0% a cambi costanti) e della Croa zia (in crescita di 1.0 miliard o pari al 5.8% ); AION Bank S.A. e Vodeno Sp.zo.o.
hanno registrato una crescita sui depositi da clientela pari a 2,2 miliardi. Infine la Russia fa segnare una diminuzione del 31,4% pari a 1,1 miliardi a cambi correnti (33,6% misurato a cambi costanti).
I dividendi e altri proventi su partecipazioni del Gruppo (che includono gli utili delle società valutate al patrimonio netto ) nel primo semestre dell’esercizio si sono attestati a 1.117 milioni, in progresso di 671 milioni rispetto al primo semestre del 2025. L’incremento registrato anno su anno risente del maggiore utile relativo alla partecipazione detenuta da UniCredit in Commerzbank , determinato sia dall’aumento della quota partecipativa avvenuto successivamente al 30 giugno 2025 sia dal consolidamento con il metodo del patrimonio netto per l’intero primo semestre 2026, e del riconoscimento di una quota di utile relativo alla partecipazione detenuta in Alpha Bank conseguente al consolidamento con il metodo del patrimonio netto.
Le commissioni del Gruppo nel primo semestre del 2026 sono state pari a 4.782 milioni, in aumento di 305 milioni ovvero in crescita del 6,8% (6,8% a cambi costanti) rispetto al primo semestre 2025; il risultato è stato sostenuto soprattutto dalla crescita delle commission i sui prodotti di investimento, in particolare fondi di investimento e certificates, unitamente al l’incremento delle commissioni connesse alle attività di finanziamento e advisory .
In dettaglio, le commissioni sui servizi di investimento registrano una robusta crescita rispetto al primo semestre del 2025 pari a 143 milioni in aumento del 10,4% , (10,3% a cambi costanti) trainata dalla positiva performance delle commissioni di gestione e di collocamento sui fondi di investimento del Gruppo nonché dall’incremento delle commissioni sui certificates, data l’alta domanda da parte della cliente la per questi p rodotti.
Contribuisce positivamente alla crescita su base annua anche l’andamento de lle commissioni generate dal collocamento di obbligazioni del Gruppo e di titoli di Stato.
Le commissioni sui prodotti assicurativi evidenziano una crescita del 5,9% pari a 27 milioni rispetto al medesimo semestre del 2025; Il risultato è supportato dal buon andamento sia del comparto non life, trainato dallo sviluppo delle polizze di protezione dei finanziament i, che dal segmento delle assicurazioni vita.
La componente legata alle attività di finanziamento ed advisory registra un progresso di 106 milioni, pari ad una variazione positiva dell’ 11,5% rispetto al primo semestre 2025 ( 11,5% a cambi costanti); l’andamento è stato sostenuto soprattutto dalla dinamica positiva delle commissioni su nuove erogazioni di credito e su operazioni di finanza strutturata, con un contributo particolarmente significativo del merca to italiano, nonché dall a solida performance delle attività di Advisory e Capital Markets.
Le commissioni sui servizi transazionali e sui conti correnti registrano complessivamente una variazione negativa pari a 4 milioni (pari ad un calo dello 0,3% rispetto al primo semestre del precedente esercizio ovvero dello 0,4% a cambi costanti); la dinamica risente del venir meno del contributo di Card Complete in Austria, visibile soprattutto nelle commissioni su carte, a seguito della cessione della società avvenuta nel terzo trimestre del 2025 , e della flessione delle commissioni sui sistemi di pagamen to in Russia, coerentemente con le scelte strategiche intraprese dal Gruppo.
Al netto di questi effetti, le commissioni sui servizi transazionali e sui conti correnti registrano una variazione positiva rispetto al primo semestre dello scorso anno.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 32 Le commissioni su prodotti di copertura per la client ela si sono attestate a 492 milioni, in aumento su base annua di 33 milioni pari ad un progresso del 7,2% a cambi correnti e del 7,4% a cambi costanti. Su tale andamento ha inciso positivamente il risultato di Italia, Germania e Central Eastern Europe solo parzialmente controbilanciato dal calo della Russia. Nel complesso, il Gruppo ha confermato il proprio ruolo di p artner di riferimen to per la clientela, supportandola nella protezione dei risultati e ne lla gestione dei rischi connessi all’attività d’impresa.
Il risultato dell’attività assicurativa ha originato nel primo semestre 2026 ricavi per 184 milioni grazie all’internalizzazione delle due società assicurative, UniCredit Life Insurance (ULI) e UniCredit Vita Assicurazioni (UVA), consolidate integralmente nel gruppo UniCr edit a partire da fine giugno 2025.
Complessivamente nel primo semestre del 2026 la voce aggregata di commissioni e risultato dell’attività assicurativa ha gener ato ricavi per 4.965 milioni rispetto a i 4.477 milioni del primo semestre del 2025 con una variazione positiva del 10,9% .
La variazione del risultato dell’attività di negoziazione del Gruppo nel primo semestre dell’anno risulta negativa rispetto a l primo semestre dell’anno precedente facendo registrare una diminuzione di 285 milioni pari ad un calo del 55,4% a cambi correnti ovvero del 54,1% a cambi costanti passando dai 514 milioni del primo semestre 2025 ai 229 milioni del semestre corrente. Tale andamento ha risentito principalmente del minore contributo delle attività di negoziazione in Russia e del minore risultato regist rato in Germania.
Infine, nei primi sei mesi dell’anno il saldo altri proventi e oneri di Gruppo è risultato pari a -163 milioni, rispetto al saldo di -40 milioni del primo semestre 2025; la flessione è riconducibile soprattutto ai maggiori oneri connessi alle operazioni di cartolarizzazione, in linea con le sce lte strategiche del Gruppo ed in secondo luogo ad alcuni effetti non ricorrenti.
Ricavi
(milioni di €)
1° SEMESTRE VARIAZIONE
% 2° TRIM
2026 VARIAZIONE %
SU 1° TRIM 2026 2026 2025
Interesse netto 7.245 7.304 - 0,8% 3.658 + 2,0% Dividendi 1.117 446 n.m. 709 + 73,8% Commissioni 4.782 4.477 + 6,8% 2.350 - 3,3% Risultato netto della gestione assicurativa 184 - n.m. 106 + 36,9% Risultato dell'attività di negoziazione 229 514 - 55,4% (246) n.m.
Altri oneri/proventi (163) (40) n.m. (56) - 47,7% Ricavi 13.394 12.701 + 5,5% 6.521 - 5,1%
I costi operativi I costi operativi del Gruppo , pari a 4.595 milioni , risultano in calo rispetto ai primi sei mesi del 2025 facendo segnare un decremento dello 0,9% a cambi correnti (41 milioni) pari ad un calo dell’1,1% a cambi costanti; escludendo gli impatti derivanti dai nuovi perimetri, ovvero da AION Bank S.A.
e Voden o Sp.zo.o. e dal consolidamento delle attività assicurate avvenuto a giugno 2025, i costi registrano una contrazione del 2,2% su base annuale, confermando la comprovata esperienza del Gruppo nel perseguire l’efficienza operativa ottenuta grazie alla costan te disciplina e rigore adottati nella gestione delle spese, alle riduzioni di costi mirate, ai significativi investimenti e ai costi di integrazione precedentemente registrati; tutto ciò ha consentito al Gruppo di mitigare l’impatto dell’inflazione e degli aumenti salariali legati principalmente ai contratti collettivi nei principali paesi in cui il Gruppo opera o è presente.
I costi del personale sono stati pari a 2.849 milioni, in riduzione di 16 milioni pari allo 0,5% rispetto ai primi sei mesi d el 2025 pari ad una diminuzione dello 0,7% a cambi costanti. Escludendo gli effetti di perimetro sopra descritti, i costi del perso nale fanno segnare un calo dell’1,6%.
Tale risultato è stato conseguito principalmente grazie agli effetti positivi generati dalla perdurante dinamica di riduzione del personale che ha permesso di compensare i maggiori costi legati agli incrementi salarial i. In dettaglio, il numero di dipendenti del Gruppo ha registrato, rispetto al 30 giugno 2025, un calo del 3,7% pari a 2.529 unità con FTE medi in diminuzione di 2.447 unità.
Gli altri costi diversi dal personale nel semestre del 2026 sono risultati pari a 1.297 milioni, in diminuzione dello 0,3% ri spetto allo stesso semestre dell’anno precedente pari ad un calo di 4 milioni; escludendo l’impatto dei nuovi perimetri la contrazi one risulta pari al 2,6%; sulla dinamica annuale, hanno inciso le ulteriori azioni di razionalizzazione degli immobili volte a liberare spazi, le iniziative finalizzate alla r iduzione dei costi energetici nonchè le ulteriori azioni di effic ientamento strut turale della base costi; i risparmi così conseguiti hanno più che controbilanciato le maggiori spese su Information & Technology nonch é l’incremento dei costi di marketing a supporto delle attività di business;
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 33 I recuperi di spesa dell’esercizio corrente sono stati pari a 37 milioni, in leggera riduzione rispetto ai 43 milioni dei pri mi sei mesi del 2025 (pari ad un calo del 13,5%) per effetto principalmente di minori recuperi di spese amministrative e accessorie .
Infine, nei primi sei mesi dell’anno in corso sono stati effettuati ammortamenti e svalutazioni per 486 milioni, in diminuzio ne per 27 milioni pari al 5,3% rispetto ai 513 milioni del primo semestre dell’anno precedente. Si precisa che tali importi sono pe r lo più costituiti da ammortamenti che, su base annua, hanno risentito principalmente degli effetti positivi derivanti dalla dismissione, avvenuta alla fine del precede nte esercizio, di alcune attività afferenti all’ambito Information & Technology non più in uso.
Costi operativi
(milioni di €)
1° SEMESTRE VARIAZIONE
% 2° TRIM
2026 VARIAZIONE %
SU 1° TRIM 2026 2026 2025
Costi del personale (2.849) (2.865) - 0,5% (1.418) - 0,9% Altri costi diversi dal personale (1.297) (1.301) - 0,3% (658) + 3,0% Recuperi di spesa 37 43 - 13,5% 21 + 34,2% Ammortamenti e svalutazioni (486) (513) - 5,3% (244) + 0,5% Costi operativi (4.595) (4.636) - 0,9% (2.298) + 0,1%
La crescita dei ricavi (pari al 5,5%) , unita alla riduzione dei costi operativi (in calo dello 0,9%) , ha determinato il raggiungimento di un risultato lordo di gestione di Gruppo pari a 8.799 milioni, in aumento del 9,1% rispetto al primo semestre dell’anno precedente (9,4% a cambi costanti).
Contestualmente il cost income ratio di Gruppo ha registrato un significativo miglioramento attestandosi al 34,3%, rispetto al 36,5% del primo semestre del 2025 in calo di 2,2 punti percentuali.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 34 Gli Accantonamenti per perdite su crediti Gli accantonamenti per perdite su crediti del Gruppo al 30 giugno 2026 ammontano a 377 milioni, rispetto ai 192 milioni regis trati al 30 giugno 2025.
Escludendo il segmento Russia, gli accantonamenti ammontano a 386 milioni, rispetto ai 212 milioni registr ati nel primo semestre del 2025.
L’ammontare degli accantonamenti al 30 giugno 2026 è stato determinato dall’effetto combinato dei seguenti eventi: (i) accant onamenti legati ai flussi a default per 450 milioni, (ii) riprese legate ai rientri in bonis per 75 milioni e (iii) rettifiche lega te ad altre dinamiche di portafoglio per 2 milioni, ed inclusive degli accantonamenti legati all’aggiornamento degli scenari macroeconomici ai fini IFRS9.
Gli accantonamenti legati ad altre dinamiche di portafoglio includono rettifiche di valore pari a 74 milioni derivanti dall’aggiornamento dello scenario macroeconomico a fini IFRS9, che è stato condotto nel secondo trimestre nell’ambito dell’ordinario processo di adeguamento de gli accantonamenti per rischio di credito alle p iù recenti proiezioni macroeconomiche.
Il costo del rischio del Gruppo nel primo semestre del 2026 è stato pari a 17 punti base, in aumento rispetto ai 9 punti base del primo semestre del 2025. Anche escludendo il segmento Russia , il costo del rischio si attesta a 17 punti base, in aumento rispetto ai 10 punti base del primo semestre del 2025.
Più in dettaglio, la divisione Italia registra un costo del rischio di 24 punti base, leggermente inferiore rispetto ai 26 pu nti base del primo semestre del 2025. La Germania registra un costo del rischio di 22 punti base, in aumento rispetto ai 12 punti b ase del primo semestre del 2025. L’Austria registra un costo del rischio negativo di -12 punti base mentre nel primo semestre del 2025 era stato pari a -15 punti base. La Central Eastern Europe registra un costo del rischio di 13 punti base, maggiore rispe tto al costo del rischio negativo di -11 punti base del primo semestre del 2025.
I crediti deteriorati lordi di Gruppo al 30 giugno 2026 ammontano a 12 miliardi, in riduzione rispetto al 31 dicembre 2025.
L’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale crediti è passata dal 2,73% di dicembre 2025 al 2,48% di giugno 2026, per effetto combinato dei minori crediti deteriorati e dei maggiori volumi al denominatore.
Il rapporto di copertura dei crediti deteriorati lordi di Gruppo al 30 giugno 2026 è pari al 45,9% , in aumento rispetto al 31 dicembre 2025.
Le sofferenze lorde al 30 giugno 2026 si attestano a 3,8 miliardi, che rappresentano il 32% del totale crediti deteriorati lo rdi, con un rapporto di copertura del 67,4%.
Crediti verso clientela - Qualità del credito (milioni di €)
SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI ESPOSIZIONI
SCADUTE
DETERIORATE TOTALE
DETERIORATI CREDITI NON
DETERIORATI TOTALE
CREDITI
Situazione al 30.06.2026 Esposizione lorda 3.803 7.511 694 12.008 472.628 484.636 incidenza sul totale crediti 0,78% 1,55% 0,14% 2,48% 97,52% Rettifiche di valore 2.561 2.721 232 5.514 3.272 8.786 in rapporto all'esposizione lorda 67,35% 36,22% 33,36% 45,92% 0,69% Valore di bilancio 1.241 4.790 463 6.494 469.355 475.850 incidenza sul totale crediti 0,26% 1,01% 0,10% 1,36% 98,64% Situazione al 31.12.2025 Esposizione lorda 3.448 8.001 634 12.084 430.141 442.224 incidenza sul totale crediti 0,78% 1,81% 0,14% 2,73% 97,27% Rettifiche di valore 2.169 2.910 234 5.313 3.371 8.684 in rapporto all'esposizione lorda 62,92% 36,37% 36,91% 43,97% 0,78% Valore di bilancio 1.279 5.091 400 6.770 426.770 433.541 incidenza sul totale crediti 0,29% 1,17% 0,09% 1,56% 98,44%
Nota:
L'ammontare del totale dei crediti verso clientela non include i crediti rivenienti dalle sublocazioni derivanti dalla applic azione del principio IFRS16.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 35 Dal Risultato netto di gestione al Risultato ante imposte Il risultato lordo di gestione registrato nel primo semestre 2026 (pari a 8.799 milioni) ed il livello contenuto degli accantonamenti per perdite su crediti (pari a 377 milioni corrispondenti ad un costo del rischio di 17 punti base) hanno determinato il conseguimento di un risultato netto di gestione di Gruppo pari a 8.422 milioni, in aumento di 550 milioni rispetto al primo semestre dell’anno precedente pari ad una crescita del 7,0% (ovvero 7,2% a cambi costanti).
Gli altri oneri e accantonamenti di Gruppo ammontano a -296 milioni in calo rispetto ai -442 milioni dei primi sei mesi del 2025.
La voce include accantonamenti netti per procedimenti legali e passività stimate di varia natura risulta nti nel primo semestre del 2026 pari a 3 milioni che si confrontano con il dato di -215 milioni del primo semestre 2025. Nella stessa voce sono poi ricompresi gli oneri sistemici che ammontano invece a -299 milioni in aumento di 72 milioni rispetto ai -227 milioni dei primi sei mesi del 2025; tale incremento è riconducibile principalmente ai maggiori oneri sostenuti in Ungheria per il pagamento della tassa sugli extraprofitti.
Gli oneri d’integrazione di Gruppo del primo semestre 2026 sono stati pari a -85 milioni e si confrontano con i -70 milioni dei primi sei mesi dell’anno precedente.
I profitti netti da investimenti di Gruppo nel semestre ammontano a 220 milioni, rispetto agli 846 milioni registrati nei sei mesi dell’anno precedente.
Il dato del primo semestre 2026 include 130 milioni derivanti dal riconoscimento di un badwill relativo all’impatto dello share buy back di Commerzbank e 102 milioni derivanti dal badwill riveniente dall’acquisto di un’ulteriore quota di partecipazione in Alpha Bank e dall’impatto dello share buy back .
Il risultato registrato nel primo semestre del 2025 includeva un impatto positivo pari a +653 milioni derivante dalla rivalut azione delle quote già detenute in CNP UniCredit Vita (+170 milioni) e UniCredit Allianz Vita (+482 milioni) a seguito dell’acquisi zione del controllo nelle due società avvenuto nel secondo trimestre del 2025. A questi si aggiungevano ulteriori 230 milioni relativi al riconoscimento di un avvi amento negativo derivante dall’acquisizione dell’influenza notevole su Commerzbank con conseg uente cambiamento del trattamento contabile della partecipazione diretta dal metodo del fair value al metodo del patrimonio netto.
Per effetto delle poste sopra descritte, nel primo semestre dell’anno corrente si è determinato un risultato ante imposte di Gruppo pari a 8.262 milioni, 55 milioni più elevato degli 8.206 milioni registrati nel primo semestre 2025 pari ad una crescita dello 0,7% (1,0% a cambi costanti).
Risultato ante imposte per settori di attività (milioni di €)
RICAVI COSTI
OPERATIVI ACCANTONAMENTI PER
PERDITE SU CREDITI RISULTATO
NETTO
DI GESTIONE RISULTATO ANTE IMPOSTE
PRIMI 6 MESI
2026 2025
Italia 6.016 (1.954) (200) 3.862 3.760 4.238 Germania 2.946 (1.041) (146) 1.759 1.740 1.656 Austria 1.321 (489) 38 870 846 834 Europa Centrale Orientale 2.495 (823) (56) 1.616 1.394 1.423 Russia 428 (98) 9 339 346 599 Group Corporate Centre 188 (190) (22) (24) 176 (543) Totale Gruppo 13.394 (4.595) (377) 8.422 8.262 8.206
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 36 Il Risultato netto contabile di Gruppo Nel primo semestre dell’esercizio 2026 la voce imposte sul reddito di Gruppo è stata pari a -2.012 milioni, in diminuzione di 46 milioni rispetto ai -2.058 milioni del primo semestre 2025.
L’utile delle attività in via di dismissione al netto delle imposte ammonta a 0 milioni, invariato rispetto al primo semestre dell’anno precedente.
Il risultato netto di periodo ammonta a 6.250 milioni in aumento di 101 milioni rispetto ai 6.149 milioni dei sei mesi dell’anno precedente.
Il risultato di pertinenza di terzi, convenzionalmente esposto con segno negativo, è stato pari a -32 milioni contro i -34 milioni del primo semestre 2025.
La Purchase Price Allocation risulta pari a -95 milioni rispetto a 0 milioni registrati nel primo semestre 2025; il dato del semestre corrente è stato rilevato principalmente a seguito del consolidamento integrale, a partire dal secondo semestre del 2025, derivante dall’acqui sizione della quota residua del 51% in CNP UniCredit Vita e del 50% in UniCredit Allianz Vita.
Il primo semestre dell’anno non è stato impattato da rettifiche su avviamenti, in linea con il semestre dell’anno precedente.
Di conseguenza, il risultato netto contabile di Gruppo del primo semestre 2026 è risultato pari a 6.123 milioni in progresso di 8 milioni rispetto ai 6.115 milioni dei primi sei mesi del 2025.
Formazione del risultato netto contabile di Gruppo (milioni di €)
1° SEMESTRE VARIAZIONE
% 2° TRIM
2026 VARIAZIONE %
SU 1° TRIM 2026 2026 2025
Ricavi 13.394 12.701 + 5,5% 6.521 - 5,1% Costi operativi (4.595) (4.636) - 0,9% (2.298) + 0,1%
RISULTATO LORDO DI GESTIONE 8.799 8.065 + 9,1% 4.223 - 7,7%
Accantonamenti per perdite su crediti (377) (192) + 96,2% (192) + 4,0%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 8.422 7.873 + 7,0% 4.031 - 8,2%
Altri oneri ed accantonamenti (296) (442) - 33,1% (39) - 84,7% Oneri di integrazione (85) (70) + 20,4% (61) n.m.
Profitti netti da investimenti 220 846 - 74,0% 20 - 89,8%
RISULTATO ANTE IMPOSTE 8.262 8.206 + 0,7% 3.951 - 8,4%
Imposte sul reddito (2.012) (2.058) - 2,2% (981) - 4,8% Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione - - - - -
RISULTATO NETTO DI PERIODO 6.250 6.149 + 1,6% 2.970 - 9,5%
Risultato di pertinenza dei terzi (32) (34) - 4,4% (16) - 1,7%
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO
ANTE PPA 6.218 6.115 + 1,7% 2.954 - 9,5%
Allocazione costi di acquisizione (PPA) (95) - n.m. (48) + 4,0% Rettifiche di valore su avviamenti - - -. - -
RISULTATO NETTO CONTABILE DI GRUPPO 6.123 6.115 + 0,1% 2.905 - 9,7%
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 37 Gestione del capitale e creazione di valore
Principi di creazione del valore e allocazione del capitale Al fine di creare valore per gli azionisti, le linee guida strategiche del Gruppo sono volte ad ottimizzare la composizione d el portafoglio di attività.
Tale obiettivo è perseguito attraverso il processo di allocazione del capitale alle differenti linee di business in rapporto agli specifici profili di rischio e alla capacità di generare utili sostenibili misurati come EVA (Economic Value Added), il principale indicatore di performance correlato al TSR (Total Shareholder Return). Il capitale allocato alle l inee di business è quantificato applicando gli obiettivi interni di capitalizzazione agli importi dell’esposizione ponderata per il rischio (RWEAs) e considerando gli impatti sulle deduzioni regolamentari delle attività di business.
Lo sviluppo dell’operatività del Gruppo in ottica di creazione di valore richiede un processo di allocazione e gestione del c apitale disciplinato e integrato nelle diverse fasi in cui si articola il processo di pianificazione e controllo, ovvero:
• la formulazione della proposta di propensione al rischio e degli obiettivi di patrimonializzazione;
• l’analisi dei rischi associati ai driver del valore e conseguente allocazione del capitale alle linee di attività;
• l’assegnazione degli obiettivi di performance aggiustate per il rischio;
• l’analisi dell’impatto sul valore del Gruppo e della creazione di valore per gli azionisti;
• l’elaborazione e proposta del piano finanziario, del piano del capitale e della dividend policy.
Il Gruppo gestisce dinamicamente il capitale monitorando i ratio patrimoniali regolamentari, anticipando gli opportuni interv enti necessari all’ottenimento degli obiettivi definiti e ottimizzando la composizione dell’attivo e del patrimonio. La pianificazi one ed il monitoraggio si riferiscono, da un lato, al totale dei Fondi Propri (Common Equity Tier 1, Additional Tier 1 e Tier 2 Capital) e, dall’altro, agli importi de ll’esposizione ponderata per il rischio (RWEAs). Gli RWEAs, per i portafogli gestiti tram ite i modelli interni avanzati, non dipendono solo dal valore nominale degli asset ma anche dai corrispondenti parametri creditizi. Oltre alle dinamiche dei volumi, è quindi cruciale il monitoraggio e la previsione de ll’evoluzione della qualità creditizia del portafoglio in funzione dello scenario macroeconomico (il cosiddetto effetto pro -ciclicità).
In seguito alla crisi finanziaria scoppiata nel 2007 -2008, l'Unione Europea ha attuato una riforma sostanziale del quadro regolamentare dei servizi finanziari per aumentare la resilienza degli enti finanziari. Questa riforma era basata in larga parte su no rme internazionali concordate nel 2010 dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, note come quadro di Basilea III. Tra le numerose misure, il pacchetto di rifor me comprendeva l'adozione del Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento europeo e del Con siglio e della Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno rafforzato i requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento.
Tali norme sono state modificate dal Regolamento (UE) 876/2019 del Parlamento europeo e del Consiglio (cosiddetto CRR2), del 20 maggio 2019, che modifica il Regolamento (UE) 575/2013 e dalla Direttiva 2019/878/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (cos iddetto CRDV), del 20 maggio 2019, che modifica la Direttiva 2013/36/UE. Successivamente , il Regolamento (UE) 873/2020, conosciuto come Quick -Fix, pubblicato il 26 giugno 2020 e divenuto effettivo il 27 giugno 2020, ha anticipato taluni trattamenti regolam entari, in risposta alla pandemia di Covid -19, divenuti poi parte del Regolamento (UE) 876/2019 (CRR2), applicabile a partire dal 30 giugno 2021.
Il 19 giugno 2024, dopo intense negoziazioni e l’approvazione del Parlamento e del Consiglio dell’Unione Europea, sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale gli atti legislativi che implementano la versione definitiva delle regole di Basilea III nell’U nione ed entreranno in vigore dopo 20 giorni, si tratta di:
• il Regolamento (EU) 2024/1623 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 31 maggio 2024 che modifica il regolamento (UE) 575/2 013 per quanto concerne i requisiti per il rischio di credito, il rischio di aggiustamento della valutazione del credito, il rischi o operativo, il rischio di mercato e l’output floor (CRR3) ;
• la Direttiva (UE) 2024/1619 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 31 maggio 2024 che modifica la direttiva 2013/36/UE per quanto riguarda i poteri di vigilanza, le sanzioni, le succursali di paesi terzi e i rischi ambientali, sociali e di governance (CRD6) .
Il CRR3 introduce diverse modifiche ai requisiti di capitale relative a tutti i rischi e al cosiddetto Output Floor. Le modifiche recepiscono il testo finale del framework di Basilea III, inizialmente pubblicato a dicembre 2017. Le regole del CRR3 sono generalmente applicabili da ge nnaio 2025, ma la Commissione Europea ha proposto di postporre a gennaio 2027 le regole relative al rischio di mercato (Fundamental Review of the Trading Book -
FRTB) che erano già state posticipate a gennaio 2026 per garantire l a consistenza a livello globale.
La CRD6 contiene diversi cambiamenti per quanto riguarda i poteri di vigilanza, le sanzioni, le succursali di paesi terzi e i rischi ambientali, sociali e di governance . I paesi membri dovranno trasporre la CRD6 in leggi nazionali per garantirne l’applicazione da gennaio 2026. In Italia la Direttiva (UE) 2024/1619 (CRD6) è stata recepita mediante il Decreto Legislativo n.208 del 31 dicembre 2025, entrato in vigore nel gennaio 2 026.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 38 Coefficienti patrimoniali Il calcolo dei requisiti di capitale si basa sul quadro regolamentare denominato “Basilea 4”, trasposto nel Regolamento 575/2 013/UE relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (Capital Requirements Regulation - CRR ) e successivi aggiornamenti, e nella Direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sull e imprese di investimento (Capital Requirements Directive - CRD) e successivi aggiornamenti, secondo il recepimento nella normativa regolamentare italiana.
Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:
• Capitale di classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:
- Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e;
- Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1).
• Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2);
• La somma del Capitale di classe 1 e del Capitale di classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).
Requisiti, riserve e ratios di capitale per il gruppo UniCredit Di seguito si riporta uno schema di sintesi dei requisiti di capitale e delle riserve applicabili al 30 giugno 202 6 per il gruppo UniCredit che evidenzia inoltre i requisiti di “Total SREP Capital Requirement” (TSCR) e i requisiti di “Overall Capital Requirement” (OCR) richiesti a seguito degli esiti dello SREP condotto nel 202 5 ed applicabili per il 202 6.
Requisiti e riserve di capitale per il gruppo UniCredit
REQUISITO CET1 T1 CAPITALE
TOTALE
A) Requisiti di Pillar 1 4,50% 6,00% 8,00% B) Requisiti di Pillar 2 1,13% 1,50% 2,00%
C) TSCR (A+B) 5,63% 7,50% 10,00%
D) Requisito combinato di riserva di capitale: 4,58% 4,58% 4,58%
di cui:
1. riserva di conservazione del capitale (CCB) 2,50% 2,50% 2,50% 2. riserva per gli enti a rilevanza sistemica (O -SII) 1,25% 1,25% 1,25% 3. riserva di capitale anticiclica specifica per UniCredit (CCyB) 0,52% 0,52% 0,52% 4. riserva di capitale sistemica per UniCredit (SyRB) 0,31% 0,31% 0,31%
E) OCR (C+D) 10,21% 12,08% 14,58%
La tabella di seguito riporta i ratios patrimoniali transitori del gruppo UniCredit al 30 giugno 202 6 ed il confronto con i periodi precedenti.
Coefficienti patrimoniali transitori del Gruppo
DESCRIZIONE 30.06.2026
COEFFICIENTE DELTA T/T DELTA A/A 31.03.2026 31.12.2025 30.09.2025 30.06.2025
Capitale primario di classe 1 14,26% 0,07% -1,76% 14,19% 14,75% 14,76% 16,02% Capitale di classe 1 15,86% -0,32% -1,88% 16,18% 16,42% 16,46% 17,74% Totale Fondi Propri 18,53% -0,25% -1,83% 18,79% 19,00% 19,09% 20,36%
Coefficienti patrimoniali transitori di UniCredit S.p.A.
La tabella di seguito riporta i ratios patrimoniali transitori di UniCredit S.p.A. al 3 0 giugno 2026 ed il confronto con i periodi precedenti.
Coefficienti patrimoniali transitori di UniCredit S.p.A.
DESCRIZIONE 30.06.2026
COEFFICIENTE DELTA T/T DELTA A/A 31.03.2026 31.12.2025 30.09.2025 30.06.2025
Capitale primario di classe 1 19,81% -0,71% -2,62% 20,53% 19,32% 20,71% 22,44% Capitale di classe 1 22,09% -1,21% -2,87% 23,31% 21,64% 23,14% 24,96% Totale Fondi Propri 25,68% -1,05% -2,89% 26,73% 25,02% 26,67% 28,57%
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 39 Utile/perdita di periodo consolidato riconosciuto nei Fondi Propri • L’utile netto consolidato di Gruppo al 30 giugno 202 6 risulta pari a 6.1 23 milioni .
• Al 30 giugno 202 6, l’ammontare dell’utile netto incluso nei Fondi Propri consolidati è pari a 1.410 milioni, la riduzione pari a 4.713 milioni è relativa all’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. , ai fini di calcolo dei Fondi Propri , di una deduzione totale per dividendi, distribuzioni e oneri prevedibili in linea con la Politica di Distribuzione Ordinaria 2026, pari all’80% del “Net Profit”. A questo proposito, per “Net Profit” si intende l’utile netto consolidato rettificato per il risultato del test di sostenibilità delle perdite fiscali pregresse e aggiustato per l’avviamento negativo (badwill) generato nel primo semestre 2026. Il dettaglio della distribuzione maturata pari a 4.713 milioni è il seguente:
(i) dividendo in contanti per 2. 946 milioni, pari a al 50% del “Net Profit” consolidato al primo semestre 2026;
(ii) componente share buyback pari a 1.767 milioni, a completamento del dividendo cash, risultante in una distribuzione totale pari all’80% del “Net Profit” .
Riserva di capitale anticiclica (CCyB) In coerenza con l’articolo 130 della CRD, la riserva di capitale anticiclica (CCyB buffer), viene calcolata trimestralmente. In riferimento al secondo trimestre 202 6, la riserva di capitale anticiclica per il gruppo UniCredit risulta pari a 0, 52%.
Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (SyRB) Al 30 giugno 202 6, la riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (SyRB) per il gruppo UniCredit risulta pari a 0,3 1%, a fronte dei seguenti requisiti applicabili su base consolidata :
• 0,29% di riserva di capitale , a fronte del SyRB pari a 1% definito da Banca d’Italia , da applicare alle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso controparti residenti in Italia.
• 0,02% di riserva di capitale , a fronte del SyRB pari al 1,00% definito dall’autorità di vigilanza tedesca (BaFin) , da applicare (i) alle esposizioni IRB garantite da immobili residenziali situati in Germania e (ii) alle esposizioni basate sul metodo standard pienamente e totalm ente garantite da ipoteche su immobili residenziali (di cui all'articolo 125, paragrafo 2, d el Regolamento (UE) 575/2013 e successive modifiche), situate in Germania.
A seguito della Raccomandazione ESRB/2022/4, il 20 ottobre 2022 la Banca d’Italia ha reciprocato la misura macroprudenziale tedesca chiedendone l’applicabilità a partire dal primo trimestre 2023 ;
• 0,01% di riserva di capitale , a fronte del SyRB pari al 1,00% definito dall’autorità di vigilanza austriaca (FMA ), da applicare a tutte le esposizioni relative al settore dell’immobiliare commerciale (incluse le esposizioni fu ori bilancio), la cui controparte ha come attività principale la preparazione di cantieri , attività di installazione edile e altre attività di costruzione o altre attività immobiliari. A seguito della Raccomandazio ne ESRB/202 5/10, il 30 gennaio 2026 la Banca d’Italia ha reciprocato la misura macroprudenziale austriaca chiedendone l’applicabilità a partire dal secondo trimestre 2026.
Deduzion i per investimenti in società del settore finanziario ed attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee In riferimento al 30 giugno 202 6, UniCredit eccede , per un importo pari a 3.339 milioni, la soglia del 10% dell'importo residuo degli elementi del capitale primario di classe 1 a seguito dell'applicazione delle rettifiche e delle detrazioni di cui agli articoli da 32 a 36 del CRR, connessa a investimenti significativi in strumenti di capitale primario di classe 1 emessi da entità del settore finanziario come definito dall’articolo 48 del CRR .
UniCredit eccede per un importo pari a 340 milioni la soglia del 17,65% dell'importo residuo degli elementi del capitale primario di classe 1 a seguito dell'applicazione delle rettifiche e delle detrazioni di cui agli articoli da 32 a 36 del CRR, connessa a investimenti signif icativi in strumenti di capitale primario di classe 1 emessi da entità del settore finanziario e attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e deriv ano da differenze temporanee come definito dall’articolo 48 del CRR.
Fondo Atlante e Italian Recovery Fund (ex Fondo Atlante II) Al 30 giugno 202 6, l’investimento detenuto da UniCredit nelle quote del Fondo Atlante e nell’Italian Recovery Fund (ex Fondo Atlante II), pari a circa 149 milioni, è sostanzialmente riferito ad investimenti in note di cartolarizzazione connesse a crediti deteriorati: il trattamen to regolamentare delle quote dei Fondi iscritte nel bilancio di UniCredit prevede che il relativo ammontare di RWEA venga calcolat o in base alla rischiosità dei sottostanti del fondo stesso (attività del fondo), in linea con quanto previsto dall’art icolo 152(2) e (4b) del CRR.
In riferimento agli impegni residui, pari a 8,5 milioni, il trattamento regolamentare prevede l’applicazione di un fattore di conversione del 100% (“rischio pieno” in applicazione dell’Allegato I del CRR), mentre per il calcolo delle relative esposizioni p onderate per il rischio è prevista l’applicazione dell’articolo 152(9) CRR.
Conglomerato finanziario
Alla data del 30 giugno 202 6, il gruppo UniCredit risulta soggetto a lla vigilanza supplementare come conglomerato finanziario , a seguito di una decisione BCE, presa in accordo con IVASS, che revoca l’esenzione concessa fino al 31 dicembre 2025 .
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 40 Tabella EU CC1 - Composizione dei Fondi Propri regolamentari (milioni di €)
DESCRIZIONE a b
AMMONTARI AL
30.06.2026 AMMONTARI AL
31.03.2026 FONTE BASATA
SUI RIFERIMENTI DI
NUMERI/LETTERE
DEL BILANCIO
NELL'AMBITO DEL
PERIMETRO DI
CONSOLIDAMENTO
REGOLAMENTARE
Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve 1 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni (A) 20.907 20.907 31-32 di cui: Azioni ordinarie 20.907 20.907 0 di cui: strumento tipo 2 - - 0 di cui: strumento tipo 3 - - 0 2 Utili non distribuiti 34.804 34.804 29 3 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) (B) (1.779) (1.918) 9-20-21-22-23-30 EU-3a Fondi per rischi bancari generali - - 0 4 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni so ggetti a eliminazione progressiva dal CET1 - - 0 5 Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) 162 154 35 EU-5a Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili (C) 1.410 819 36 6 Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 55.504 54.766 0 Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari 7 Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) (708) (557) 38 8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) (D) (3.469) (3.322) 4 9 Non applicabile 10 Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da differenze temporanee (al nett o delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (impor to negativo) (E) (2.745) (2.969) 10 11 Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finan ziari che non sono valutati al valore equo 190 257 17-21 12 Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese - - 43 13 Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo negativo) - - 0 14 I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni del merito di credito 101 86 39 15 Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) (69) (44) 37 16 Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) (43) (34) 34 17 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali so ggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) - - 0 18 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quan do l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni cort e ammissibili) (importo negativo) - - 0 19 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quand o l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte amm issibili) (importo negativo) (F) (3.339) (3.987) 0 20 Non applicabile EU-20a Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di ponderazione del rischi o pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione (136) (128) 0 EU-20b di cui: partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) - - 0 EU-20c di cui: posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) (124) (128) 41 EU-20d di cui: operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) (12) (0) 42 21 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia del 10%, al netto delle relat ive passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) - - 0 22 Importo che supera la soglia del 17,65% (importo negativo) (F) (340) (781) 0 23 di cui: strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente e sinteticament e, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (233) (516) 1-2-3 24 Non applicabile 25 di cui: attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (106) (265) 10 EU-25a Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) - - 0 EU-25b Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente adatta di conseguenza l'importo degl i elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi riducano l'importo fino a concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla copertura di rischi o perdite (importo negativo) - - 0 26 Non applicabile 27 Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi dell'AT1 dell'ente (importo negativ o) - - 0 27a Altre rettifiche regolamentari (G) (907) (856) 44 28 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) (11.465) (12.336) 0 29 Capitale primario di classe 1 (CET1) 44.039 42.430 0
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 41 segue: Tabella EU CC1 - Composizione dei Fondi Propri regolamentari (milioni di €)
DESCRIZIONE a b
AMMONTARI AL
30.06.2026 AMMONTARI AL
31.03.2026 FONTE BASATA
SUI RIFERIMENTI DI
NUMERI/LETTERE
DEL BILANCIO
NELL'AMBITO DEL
PERIMETRO DI
CONSOLIDAMENTO
REGOLAMENTARE
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti 30 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 4.961 5.925 26 31 di cui: classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili (H) 4.961 5.925 0 32 di cui: classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili - - 0 33 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni so ggetti a eliminazione progressiva dall'AT1 - - 0 EU-33a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494bis, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 - - 0 EU-33b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494ter, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 - - 27 34 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi 28 27 45 35 di cui: strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva - - 0 36 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari 4.989 5.951 0 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari 37 Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) (30) (2) 46 38 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali sogg etti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente ( importo negativo) - - 0 39 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente no n ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibil i) (importo negativo) - - 0 40 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) - - 0 41 Non applicabile 42 Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2 dell'ente (importo negativo) - - 0 42a Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 - - 0 43 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) (30) (2) 0 44 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) 4.959 5.949 0 45 Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) 48.997 48.379 0 Capitale di classe 2 (T2): strumenti 46 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni (I) 7.517 7.072 15-33 47 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni so ggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo 486, paragrafo 4, del CRR - - 0 EU-47a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494bis, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 - - 0 EU-47b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494ter, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 - - 16 48 Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi 54 55 48 49 di cui: strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva - - 0 50 Rettifiche di valore su crediti 822 803 49 51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari 8.394 7.930 0 Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari 52 Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negat ivo) (59) (57) 50 53 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticam ente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fo ndi propri dell'ente (importo negativo) - - 0 54 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticam ente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posi zioni corte ammissibili) (importo negativo) - - 0 54a Non applicabile 55 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) (87) (85) 51 56 Non applicabile EU-56a Deduzioni di passività ammissibili che superano le soglie degli elementi di passività ammissibili dell'ente (importo negativo ) - - 0 EU-56b Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 - - 52 57 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale di classe 2 (T2) (146) (142) 0 58 Capitale di classe 2 (T2) 8.248 7.788 0 59 Capitale totale (TC= T1+T2) 57.245 56.167 0 60 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 308.852 298.934 0
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 42 segue: Tabella EU CC1 - Composizione dei Fondi Propri regolamentari (milioni di €)
DESCRIZIONE a b
AMMONTARI AL
30.06.2026 AMMONTARI AL
31.03.2026 FONTE BASATA
SUI RIFERIMENTI DI
NUMERI/LETTERE
DEL BILANCIO
NELL'AMBITO DEL
PERIMETRO DI
CONSOLIDAMENTO
REGOLAMENTARE
Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale 61 Capitale primario di classe 1 14,26% 14,19% 0 62 Capitale di classe 1 15,86% 16,18% 0 63 Capitale totale 18,53% 18,79% 0 64 Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente (J) 10,21% 10,20% 0 65 di cui: requisito della riserva di conservazione del capitale 2,50% 2,50% 0 66 di cui: requisito della riserva di capitale anticiclica 0,52% 0,53% 0 67 di cui: requisito della riserva a fronte del rischio sistemico 0,31% 0,30% 0 EU-67a di cui: requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G -SII) o degli altri enti a rilevanza sistemica (O -SII) 1,25% 1,25% 0 EU-67b di cui: requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva 1,13% 1,13% 0 68 Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) disponibile dopo aver soddisfatto i r equisiti patrimoniali minimi (K) 8,36% 8,57% 0 Minimi nazionali (se diversi da Basilea III) 69 Non applicabile 70 Non applicabile 71 Non applicabile Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio) 72 Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o indirettamente, quando l'ent e non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammiss ibili) 3.163 2.395 0 73 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un i nvestimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 17,65% e al netto di posizioni corte ammissibili) 4.598 4.256 0 74 Non applicabile 75 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 17,65%, al netto delle re lative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) 2.098 2.187 0 Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2 76 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo standardizzato (prima dell'ap plicazione del massimale) - - 0 77 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo standardizzato - - 0 78 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo basato sui rating interni (pr ima dell'applicazione del massimale) 1.202 1.374 0 79 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo basato sui rating interni 822 803 0 Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra l'1 gennaio 2014 e l'1 gennaio 2022) 80 Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva - - 0 81 Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) - - 0 82 Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva - - 0 83 Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) - - 0 84 Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva - - 0 85 Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) - - 0
Nota:
La tabella sopra è predisposta in accordo al Regolamento (UE) 3172/2024. La colonna “b” non è compilata in quanto fa riferime nto ad altra tabella rilevante solo ai fini dell’Informativa Pillar 3.
Note alla tabella EU CC1 - Composizione dei Fondi Propri regolamentari Laddove non diversamente specificato gli ammontari contenuti nelle note riportate di seguito fanno riferimento al 30 giugno 2 026.
A.
La presente voce non include 609 milioni connessi alle azioni ordinarie sottostanti il contratto di usufrutto (Cashes), che s ono riclassificati nel Tier 2 a partire dall’1 gennaio 2022, nella voce “46. Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprez zo azioni” a seguito della fine del regime transitorio di CRR1, risultando Tier 2 compliant secondo le condizioni di eligibilità previste dal CRR attualmente in vigore.
B.
La variazione rispetto al 31 marzo 202 6 (positiva per 139 milioni) è riferita principalmente a: (i) variazione positiva (pari a 224 milioni) della riserva cambio, pricipalmente dovuta all’apprezzamento del Rublo ; parzialmente compensata da (ii) variazione negativa (pari a 51 milioni) dell e riserve attuariali .
C.
Si rimanda al paragrafo “Utile/perdita di periodo consolidato riconosciuto nei Fondi Propri” nella sezione introduttiva del p resente capitolo.
D.
La variazione rispetto al 31 marzo 202 6 (negativa per 147 milioni) è riferita principalmente alla deduzione relativa ai software assets .
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 43 E.
La variazione rispetto al 31 marzo 2026 (positiva per 224 milioni) è principalmente dovuta all‘utilizzo delle DTA Tax Losses Carryed Forward.
F.
Si rimanda al paragrafo “Deduzione per investimenti in società del settore finanziario ed attività fiscali differite che dipe ndono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee” nella sezione introduttiva del presente capitolo.
G.
L’ammontare riportato nella presente voce (pari a 907 milioni) include principalmente: (i) la deduzione aggiuntiva, pari a 5 93 milioni, in linea con l’articolo 3 del CRR in accordo con le linee guida della BCE sui crediti deteriorati; (ii) il filtro prudenziale su Profitti e perdite di fair value (valore equo), negativo per 6 2 milioni, derivante dal rischio di credito proprio dell'ente correlato a derivati passivi.
H.
La variazione rispetto al 31 marzo 202 6 (negativa per 9 64 milioni) è connessa principalmente all’esecuzione, in data 3 giugno 202 6, dell’autorizzazione ricevuta dall'autorità di vigilanza per il rimborso anticipato dello strumento di AT1 (ISIN XS1963834251 ).
I.
La variazione rispetto al 31 marzo 202 6 (positiva per 446 milioni) è connessa principalmente a (i) la nuova emissione, in data 19 maggio 2026, dello strumento di T2 (ISIN IT0005710055 ) computato per 1.250 milioni ; parzialmente compensato dal riacquisto tramite tender offer sullo strumento di T2 (ISIN XS2101558307 ) che riduce il computabile di 702 milioni .
J.
Si rimanda alla tabella “Requisiti e riserve di capitale per il gruppo UniCredit” nella sezione introduttiva del presente cap itolo.
K.
L’ammontare riportato nella presente voce è calcolato sottraendo dal ratio di Capitale primario di classe 1 alla data (i.e. v oce 61: 1 4,26%): (i) il requisito minimo di Capitale primario di classe 1 (pari a 4,5%) ; (ii) il requisito di Pillar 2 sul CET1 (pari a 1,13%) in coerenza con i risultati dello SREP condotto nel 202 5 e con l’applicazione dell'articolo 104a.4 della CRD sulla base del quale è possibile soddisfare il requisito di Pillar 2 anch e attraverso strumenti di AT1 e di T2 (i.e. almeno il 75% con T1 e almeno il 56,25% con CET1); (iii) il deficit sul requisito di AT1 coperto tramite CET1 (pari a 0, 27%).
La variazione rispetto al 31 marzo 202 6 dipende principalmente dai seguenti elementi: (i) aumento del Capitale primario di classe 1 pari a 1.609 milioni; (ii) aumento delle esposizioni ponderate per il rischio pari a 9.918 milioni.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 44 Esposizioni ponderate per il rischio
Tabella EU OV1 - Quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio (milioni di €)
DESCRIZIONE IMPORTI COMPLESSIVI DELLESPOSIZIONE AL RISCHIO
(TREA) REQUISITI TOTALI DI FONDI
PROPRI
a b c 30.06.2026 31.03.2026 30.06.2026 1 Rischio di credito (escluso il CCR) 227.076 221.208 18.166 2 Di cui metodo standardizzato 92.002 87.438 7.360 3 Di cui metodo IRB di base (F -IRB) 50.989 51.319 4.079 4 Di cui slotting 1.966 1.826 157 EU 4a Di cui strumenti di capitale IRB soggetti al metodo della ponderazione semplice - - -
5 Di cui metodo IRB avanzato (A -IRB) 73.234 72.284 5.859 6 Rischio di controparte (CCR) 8.159 5.825 653 7 Di cui metodo standardizzato 1.115 964 89 8 Di cui metodo dei modelli interni (IMM) 6.423 4.320 514 EU 8a Di cui esposizioni verso una CCP 545 440 44 9 Di cui altri CCR 76 101 6 10 Rischio di aggiustamento della valutazione del credito - Rischio di CVA 2.269 1.126 182 EU 10a Di cui metodo standardizzato (SA) 1.972 883 158 EU 10b Di cui metodo di base (F -BA e R -BA) 297 243 24 EU 10c Di cui metodo semplificato - - -
11 Non applicabile 12 Non applicabile 13 Non applicabile 14 Non applicabile 15 Rischio di regolamento 13 12 1 16 Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di negoziazione (dopo il cap): 10.845 10.250 868 17 Di cui metodo SEC - IRBA 5.357 4.967 429 18 Di cui metodo SEC - ERBA (incluso IAA) 3.064 2.905 245 19 Di cui metodo SEC - SA 2.283 2.232 183 EU 19a Di cui 1250%/deduzioni - - -
Di cui trattamento specifico per i segmenti senior delle cartolarizzazioni ammissibili di esposizioni deteriorate 141 146 11 20 Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (Rischio di mercato) 10.190 10.376 815 21 Di cui metodo standardizzato alternativo (ASA) - - -
EU 21a Di cui metodo standardizzato semplificato (SSA) - - -
22 Di cui metodo alternativo dei modelli interni (AIMA) - - -
EU 22a Grandi esposizioni - - -
23 Riclassificazioni tra posizioni del portafoglio di negoziazione e posizioni esterne al portafoglio di negoziazione - - -
24 Rischio operativo 50.286 50.129 4.023 EU 24a Esposizioni alle cripto -attività 14 8 1 25 Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a fattore di ponderazione del rischio del 250%) 16.769 16.143 1.342 26 Output floor applicato (%) 55,00% 55,00% 27 Rettifica per l'applicazione della soglia minima (prima dell'applicazione del massimale transitorio) - -
28 Rettifica per l'applicazione della soglia minima (in seguito all'applicazione del massimale transitorio) - -
29 Totale 308.852 298.934 24.708
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 45 Rafforzamento patrimoniale Nel corso del 2026 UniCredit S.p.A. ha realizzato le seguenti transazioni sugli strumenti Additional Tier 1 (cosiddetti “Non -Cumulative Temporary Write -Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes”) contabilizzate nella voce “Strumenti di Capitale” del patrimonio netto:
• in data 12 gennaio 2026 , UniCredit S.p.A. ha collocato una emissione di strumenti Additional Tier 1 destinata ad investitori istituzionali per un totale di 1 miliardo (al lordo degli oneri) contribuendo al rafforzamento del proprio Tier 1 Ratio. I titoli sono perpetui (c on scaden za collegata alla durata societaria di UniCredit S.p.A.) e possono essere richiamati dall'Emittente, soggetto al rispetto dei requisiti regolam entari applicabili, in qualsiasi giorno di calendario nel semestre che inizia il 3 dicemb re 2035 e termina il 3 giugno 2036 e successivamente in qualsiasi data di pagamento cedola. La cedola a tasso fisso riconosciuta fino a giugno 2036 è pari a 5,8% all'anno pagata su base semestrale; s e non verrà esercitata la facoltà di rimborso anticipato, la stessa verrà ridefinita ad intervalli di 5 anni sulla base del tasso swap di pari scadenza vigente al momento e maggiorato di 301,3 punti base, calcolato su base annuale e rideterminato su base semestrale come da prassi di merc ato. Come previsto dai re quisiti regolamentari, il pagamento della cedola è pienamente discrezionale ;
• in data 21 aprile 2026 in conformità con le previsioni dei termini e condizioni dei Titoli, UniCredit S.p.A., avendo ricevuto l'autorizzazione dell'Autorità Competente, ha esercitato l'opzione di rimborso integrale degli strumenti Additional Tier 1 emessi nel 2019 in via anticipata in data 3 giugno 2026. Gli strumenti di capitale sono stati rimborsati alla pari insieme agli interessi maturati e non corrisposti.
Per dettagli sulle variazioni del capitale e sui dividendi erogati nell’esercizio, sia in contanti che tramite programmi di a cquisto di azioni proprie, si rimanda al capitolo “Dati storici del Gruppo e dell’azione UniCredit” della presente Relazione interm edia sulla gestione consolidata .
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo Il Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo, incluso il risultato di periodo pari a +6.1 23 milioni, si attesta al 30 giugno 202 6 a 70.423 milioni a fronte dei 6 7.711 milioni rilevati al 31 dicembre 202 5.
Nella seguente tabella sono evidenziate le principali variazioni intervenute nel primo semestre 202 6.
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo (milioni di €)
Patrimonio netto al 31 dicembre 2025 67.711 Dividendi e altre destinazioni (2.613) Riacquisto di azioni proprie (641) Variazione delle riserve relative a cedole su strumenti AT1 (161) Oneri connessi al contratto di usufrutto relativo all'operazione denominata "Cashes" (97) Variazione delle riserve da differenze di cambio 342 Altre variazioni (241) Utile (Perdita) del periodo 6.123 Patrimonio netto al 30 giugno 2026 70.423
Note:
La variazione delle riserve da differenze di cambio è prevalentemente ascrivibile al Rublo russo.
La voce "Altre variazioni" include la rilevazione degli effetti associati alle variazioni nel patrimonio netto di società col legate conseguente all'esecuzione di riacquisto di azioni proprie e gli effetti associati alla vendita di partecipazioni al fair va lue con impatto sulla redditività complessiva.
Per ulteriori dettagli si rimanda al Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, Schemi di bilancio consolid ato.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 46 Contributo dei settori di attività ai risultati di Gruppo Per la descrizione della struttura organizzativa si rimanda alla Parte L - Informativa di settore, Note illustrative.
Italia
Conto economico e principali indicatori (milioni di €)
ITALIA 1° SEMESTRE VARIAZIONE
% 2° TRIM
2026 VARIAZIONE %
SU 1° TRIM 2026 2026 2025
Ricavi (milioni di €) 6.016 5.850 + 2,8% 3.033 + 1,7% Costi operativi (milioni di €) (1.954) (1.967) - 0,7% (977) - 0,0% Accantonamenti per perdite su crediti (milioni di €) (200) (207) - 3,2% (100) - 0,7%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE (milioni di €) 3.862 3.677 + 5,0% 1.957 + 2,7%
RISULTATO ANTE IMPOSTE (milioni di €) 3.760 4.238 - 11,3% 1.916 + 3,9%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 157.040 145.595 + 7,9% 157.040 + 3,4% Depositi Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 190.892 180.305 + 5,9% 190.892 + 1,1% Totale RWEA (consistenze finali) (milioni di €) 113.862 108.424 + 5,0% 113.862 + 2,5%
EVA (milioni di €) 1.402 2.187 - 35,9% 709 + 2,2% Capitale assorbito (milioni di €) 14.664 13.600 + 7,8% 14.705 + 0,6% ROAC + 31,0% + 44,1% - 13,1 p.p. + 31,2% + 0,4 p.p.
Cost/Income 32,5% 33,6% - 1,1 p.p. 32,2% - 0,6 p.p.
Costo del rischio 24 pb 26 pb - 2 pb 23 pb - 2 pb Dipendenti (numero "Full time equivalent" -
consistenze finali) 26.017 26.156 - 0,5% 26.017 - 1,7%
Germania
Conto economico e principali indicatori (milioni di €)
GERMANIA 1° SEMESTRE VARIAZIONE
% 2° TRIM
2026 VARIAZIONE %
SU 1° TRIM 2026 2026 2025
Ricavi (milioni di €) 2.946 2.855 + 3,2% 1.450 - 3,1% Costi operativi (milioni di €) (1.041) (1.094) - 4,8% (521) + 0,2% Accantonamenti per perdite su crediti (milioni di €) (146) (80) + 83,0% (68) - 13,4%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE (milioni di €) 1.759 1.681 + 4,6% 861 - 4,2%
RISULTATO ANTE IMPOSTE (milioni di €) 1.740 1.656 + 5,1% 854 - 3,6%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 129.318 125.948 + 2,7% 129.318 - 0,7% Depositi Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 146.436 130.112 + 12,5% 146.436 + 5,0% Totale RWEA (consistenze finali) (milioni di €) 68.366 67.688 + 1,0% 68.366 - 2,5%
EVA (milioni di €) 582 592 - 1,7% 269 - 13,8% Capitale assorbito (milioni di €) 8.981 8.687 + 3,4% 9.006 + 0,6% ROAC + 23,2% + 23,5% - 0,3 p.p. + 22,3% - 1,8 p.p.
Cost/Income 35,3% 38,3% - 3,0 p.p. 35,9% 1,2 p.p.
Costo del rischio 22 pb 12 pb 9 pb 20 pb - 4 pb Dipendenti (numero "Full time equivalent" -
consistenze finali) 8.265 8.618 - 4,1% 8.265 - 0,8%
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 47 Austria
Conto economico e principali indicatori (milioni di €)
AUSTRIA 1° SEMESTRE VARIAZIONE
% 2° TRIM
2026 VARIAZIONE %
SU 1° TRIM 2026 2026 2025
Ricavi (milioni di €) 1.321 1.321 + 0,0% 676 + 4,6% Costi operativi (milioni di €) (489) (503) - 2,8% (246) + 0,8% Accantonamenti per perdite su crediti (milioni di €) 38 44 - 13,7% 13 - 45,3%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE (milioni di €) 870 861 + 1,0% 443 + 3,9%
RISULTATO ANTE IMPOSTE (milioni di €) 846 834 + 1,5% 445 + 10,7%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 63.337 59.916 + 5,7% 63.337 + 1,9% Depositi Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 60.970 58.838 + 3,6% 60.970 + 2,7% Totale RWEA (consistenze finali) (milioni di €) 39.444 38.825 + 1,6% 39.444 - 0,9%
EVA (milioni di €) 400 358 + 11,6% 201 + 1,0% Capitale assorbito (milioni di €) 5.164 5.116 + 0,9% 5.153 - 0,4% ROAC + 26,8% + 25,0% + 1,8 p.p. + 26,9% + 0,3 p.p.
Cost/Income 37,0% 38,1% - 1,1 p.p. 36,4% - 1,4 p.p.
Costo del rischio - 12 pb - 15 pb 3 pb - 8 pb 7 pb Dipendenti (numero "Full time equivalent" -
consistenze finali) 4.085 4.162 - 1,8% 4.085 + 0,5%
Europa Centrale Orientale
Conto economico e principali indicatori (milioni di €)
EUROPA CENTRALE ORIENTALE 1° SEMESTRE VARIAZIONE
% 2° TRIM
2026 VARIAZIONE %
SU 1° TRIM 2026 2026 2025
Ricavi (milioni di €) 2.495 2.356 + 5,9% 1.255 + 1,2% Costi operativi (milioni di €) (823) (825) - 0,3% (412) + 0,3% Accantonamenti per perdite su crediti (milioni di €) (56) 39 n.m. (24) - 24,4%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE (milioni di €) 1.616 1.570 + 3,0% 819 + 2,7%
RISULTATO ANTE IMPOSTE (milioni di €) 1.394 1.423 - 2,1% 793 + 32,0%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 85.661 76.557 + 11,9% 85.661 + 3,8% Depositi Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 99.469 91.050 + 9,2% 99.469 + 1,4% Totale RWEA (consistenze finali) (milioni di €) 62.256 55.799 + 11,6% 62.256 + 4,1%
EVA (milioni di €) 520 585 - 11,2% 338 + 86,0% Capitale assorbito (milioni di €) 7.635 7.024 + 8,7% 7.745 + 2,9% ROAC + 27,4% + 30,2% - 2,8 p.p. + 31,4% + 7,9 p.p.
Cost/Income 33,0% 35,0% - 2,0 p.p. 32,8% - 0,3 p.p.
Costo del rischio 13 pb - 11 pb 24 pb 11 pb - 4 pb Dipendenti (numero "Full time equivalent" -
consistenze finali) 18.608 19.534 - 4,7% 18.608 - 1,3%
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Risultati del Gruppo UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 48 Russia
Conto economico e principali indicatori (milioni di €)
RUSSIA 1° SEMESTRE VARIAZIONE
% 2° TRIM
2026 VARIAZIONE %
SU 1° TRIM 2026 2026 2025
Ricavi (milioni di €) 428 664 - 35,5% 196 - 15,6% Costi operativi (milioni di €) (98) (108) - 9,4% (49) - 0,7% Accantonamenti per perdite su crediti (milioni di €) 9 19 - 53,6% 0 - 95,4%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE (milioni di €) 339 575 - 41,0% 148 - 23,0%
RISULTATO ANTE IMPOSTE (milioni di €) 346 599 - 42,2% 157 - 17,4%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 521 1.024 - 49,1% 521 - 7,8% Depositi Clientela (netto PCT e IC) (milioni di €) 2.316 3.376 - 31,4% 2.316 - 12,7% Totale RWEA (consistenze finali) (milioni di €) 11.394 11.444 - 0,4% 11.394 + 7,5%
EVA (milioni di €) (317) (67) n.m. (180) + 31,3% Capitale assorbito (milioni di €) 1.405 1.498 - 6,2% 1.430 + 3,5% ROAC - 22,4% + 14,5% - 36,9 p.p. - 27,6% - 10,5 p.p.
Cost/Income 22,9% 16,3% 6,6 p.p. 24,9% 3,7 p.p.
Costo del rischio - 316 pb - 332 pb 16 pb - 29 pb 550 pb Dipendenti (numero "Full time equivalent" -
consistenze finali) 1.358 2.355 - 42,4% 1.358 - 8,8%
Relazione intermedia sulla gestione consolidata
Altre informazioni
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 49 Altre informazioni Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie
Operazioni ed iniziative su partecipazioni
Investimento in Commerzbank Al 30 giugno 2026, UniCredit detiene una partecipazione azionaria diretta pari al 26.8% e, includendo strumenti finanziari co n opzione di regolamento fisica, una posizione complessiva pari a circa il 29.9% del capitale sociale di Commerzbank AG.
La partecipazione in Commerzbank è consolidata con il metodo del patrimonio netto.
In data 16 marzo 2026, UniCredit S.p.A. ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica volontaria di scambio rivolta alla tot alità delle azioni di Commerzbank AG. L’operazione prevedeva un corrispettivo in azioni, pari a 0 ,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank portata in adesione.
Per ulteriori informazioni si faccia riferimento ai paragrafi “Fatti di rilievo successivi alla chiusura de l periodo” della presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata.
Investimento in Alpha Bank Al 30 giugno 2026, UniCredit detiene una partecipazione azionaria diretta pari al 29.8% e, includendo strumenti finanziari, u na posizione complessiva pari a circa il 32% del capitale sociale di Alpha Bank.
La partecipazione in Alpha Bank è consolidata con il metodo del patrimonio netto.
Fusione per incorporazione di UniCredit SA/NV in UniCredit S.p.A.
Al fine di semplificare la struttura del Gruppo, assicurare una maggiore efficienza, valorizzare le sinergie operative ed eli minare duplicazioni con conseguente ottimizzazione dei costi, i Consigli di Amministrazione di UniCredit S.p.A. e della sua control lata (100%) UniCredit SA/NV (già Aion Bank SA/NV) hanno approvato, nel febbraio 2026, il progetto di fusione transfrontaliera per incorporazione di UniCredit SA/NV in UniCredit S.p.A.
Il perfezionamento dell’operazione, soggetto all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, tra cui l’approvazione della Ba nca Centrale Europea avvenuta il 19 giugno 2026, è previsto possa avvenire entro il 2026.
Altre informazioni sulle attività del Gruppo
Partecipazione diretta e i diritti di voto in Alpha Bank S.A.
In data 5 gennaio 2026 Uni Credit S.p.A. ha reso noto di aver convertito in azioni una posizione sintetica pari a circa il 20% in Alpha Bank S.A.
portando la sua partecipazione azionaria fisica e i diritti di voto effettivi a circa il 29,8%.
Colloca mento di bond Senior Preferred per 2 miliardi In data 8 gennaio 2026 UniCredit S.p.A. ha comunicato l’emissione di un bond Senior Preferred con scadenza 4,5 anni richiamabile dopo 3,5 anni per un importo di 1,25 miliardi e un titolo Senior Preferred con scadenza a 10 anni per 750 milioni, rivolti a investitori is tituzionali.
Collocamento di strumenti Additional Tier 1 per 1 miliardo In data 12 gennaio 2026 UniCredit S.p.A. ha collocato strumenti Additional Tier 1 (c osiddetti Non-Cumulative Temporary Write -Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes) destinati a investitori istituzionali per un totale di 1 miliardo.
Gli strumenti pagheranno cedole a tasso fisso pari al 5,80% annuo fino a giugno 2036 su base semestrale; in seguito, se non v errà esercitata la facoltà di rimborso anticipato, le stesse verranno ridefinite a intervalli di 5 anni .
Standard & Poor's: miglioramento rating e outlook In data 2 febbraio 2026 UniCredit S.p.A. ha reso noto che l 'agenzia di rating Standard & Poor's ha migliorato l'outlook del rating di UniCredit S .p.A.
da “stabile ” a “positivo ”, confermando al contempo l'Issuer Credit Rating (ICR) e il rating Senior Preferred ad "A -".
La forte affidabilità creditizia complessiva del gruppo UniCredit ha consentito di assegnare un outlook positivo anche alle s ue controllate in Germania e Austria, che beneficiano del supporto del Gruppo.
Il profilo di credito autonomo è stato confermato a "a -", mentre i rating di controparte a lungo e breve termine sono stati confermati rispettivamente a “A” e "A -1". Il rating di credito a breve termine dell'emittente è stato confermato a "A -2".
Relazione intermedia sulla gestione consolidata
Altre informazioni
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 50 Programmi di acquisto azioni proprie In data 10 febbraio 2026 UniCredit S.p.A. ha comunicato la conclusione, il 9 febbraio 2026 , del programma di acquisto di azioni proprie denominato “Seconda Tranche del Residuo Share Buy -Back 2024”.
In data 19 febbraio 2026 UniCredit S .p.A. ha re so noto che, in esecuzione della delibera assunta dall'Assemblea degli azionisti del 27 marzo 2025, è stato disposto l'annullamento di n.53.733.948 azioni proprie senza riduzione del capitale sociale.
Il numero delle azioni annullate è pari alla somma delle azioni acquistate in esecuzione della "Prima Tranche del Residuo Sha re Buy -Back 2024 ”, il cui completamento è avvenuto in data 29 settembre 2025 e non annullate in precedenza, e delle azioni acquistate in esecuzione della "Seconda Tranche del Residuo Share Buy -Back 2024".
Moody's: conferma rating In data 19 marzo 2026 UniCredit S.p.A. ha reso noto che l 'agenzia di rating Moody's ha confermato i rating Senior Preferred e Long -Term Deposit di UniCredit S .p.A. ad “A3” con outlook “Stabile ”.
Requisiti MREL fissati dalle Autorità di Risoluzione In data 1 aprile 2026 sono stati resi noti, a seguito della decisione del Single Resolution Board (SRB) e della comunicazione ricevuta da Banca d'Italia, i requisiti minimi di fondi propri e passività ammissibili (MREL) per UniCredit S.p.A. su base consoli data.
A fine 2025, i suddetti requisiti risultavano da UniCredit amp iamente rispettati.
Colloca mento di un bond Senior Non -Preferred per 1 miliardo In data 9 aprile 2026 UniCredit S.p.A. ha reso noto di aver emesso un bond Senior Non -Preferred con scadenza 6 anni richiamabile dopo 5 anni per un importo di 1 miliardo, rivolto a investitori istituzionali.
Colloca mento di un bond Senior Non -Preferred per 400 milioni di GBP In data 1 7 aprile 2026 UniCredit S.p.A. ha reso noto di aver emesso un'obbligazione callable Senior Non -Preferred in sterline con scadenza ottobre 2031 per un importo di 400 milioni di GBP, rivolta a investitori istituzionali.
Rimborso anticipato titoli per 1. 000 milioni In data 2 1 aprile 2026 UniCredit S.p. A. ha reso noto che, con riferimento ai titoli Non-Cumulative Temporary Write -Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes (ISIN XS1963834251 ) per 1. 000 milioni, avrebbe esercitato l'opzione di rimborso integrale in via anticipata in data 3 giugno 2026.
Rimborso anticipato titoli per USD 1.000 milioni In data 2 9 aprile 2026 , avendo ricevuto l'autorizzazione del Single Resolution Board, UniCredit S.p.A. ha reso noto che avrebbe esercitato l'opzione di rimborso integrale in via anticipata , in data 3 giugno 2026 , dei titoli 1.982% Fixed -to-Fixed Rate Preferred Senior Callable Notes due 2027 (ISIN XS2348710562 , US904678AW97, US904678AX70 ) per USD 1.000 mil ioni.
Accordo non vincolante per la cessione di parte delle attività in Russia In data 7 maggio 2026 UniCredit ha annunciato la sottoscrizione di un term sheet non vincolante per la cessione di una parte delle attività della propria controllata russa (AO Bank).
L'acquirente è un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti, con relazioni di lungo corso con la com unità istituzionale e imprenditoriale locale, in relazione al quale UniCredit ha effettuato le previste verifiche di conformità.
Le parti collaboreranno per finalizzare la struttura dell'operazione, gli accordi correlati e la comunicazione al mercato nei tempi opportuni.
Il perfezionamento dell'operazione è atteso nel primo semestre del 2027 .
Offerta di acquisto di obbligazioni e emissione di nuove obbligazioni Tier 2 In data 12 maggio 2026 UniCredit S.p.A. ha comunicato:
• il lancio di un'offerta di riacquisto per cassa del proprio prestito obbligazionario subordinato denominato in euro a tasso f isso "Fixed Rate Resettable Tier 2 Subordinated Callable Notes due 15 January 2032" (ISIN: XS2101558307)" per un importo complessivo di 1 ,25 miliardi ;
• l'emissione di un titolo obbligazionario subordinato Tier 2 con scadenza a 10 anni, richiamabile dopo 5 anni, tasso fisso per un importo pari a 1,25 miliardi nell'ambito del proprio Programma Euro Medium Term Note destinato a investitori istituzionali, in conformità alle disposizion i di legge e regolamentari applicabili.
Fitch: innalzamento rating In data 12 maggio 2026 UniCredit S.p.A. ha reso noto che l'agenzia di rating Fitch Ratings ha alzato il Long -Term Deposit Rating di UniCredit S.p.A.
da "A" ad "A+" per riflettere la maggiore protezione per i depositanti derivante dall'applicazione dei nuovi criteri di ratin g per le banche adottati di recente.
Il Long -Term Issuer Default Rating è stato confermato a 'A -', con outlook che rimane “Stabile ”.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata
Altre informazioni
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 51 Rimborso anticipato titoli per 1. 250 milioni In data 2 3 giugno 2026 UniCredit S.p.A. ha reso noto che, con riferimento ai titoli Fixed to Floating Rate Callable Non -Preferred Senior Notes due 22 July 2027 ( ISIN: XS2207976783 ) per 1. 250 milioni, avrebbe esercitato l'opzione di rimborso integrale in via anticipata in data 22 luglio 2026.
Modello organizzativo
Modifiche organizzative rilevanti nel primo semestre
L’assetto organizzativo
Durante il primo semestre del 2026, l’assetto organizzativo è stato rivisto in linea con la strategia del Gruppo e con il mod ello di business/operativo, con l’obiettivo di semplificare e rafforzare l’organizzazione, ad esempio attraverso i seguenti cambiam enti organizzativi:
• nell’ambito del Group Chief Operating Office (GCOO), attribuzione delle responsabilità relative alla progettazione, al monito raggio e alla rendicontazione, ove delegate, dei Controlli di Primo Livello connessi ai rischi di Compliance (AML, MiFID e Traspare nza Bancaria) per Client
Solutions;
• nell’ambito di Group Compliance, centralizzazione delle attività di gestione dei dati in un unico Data Hub e riallocazione delle attività di Quality Assurance ai pertinenti ambiti/pillar normativi, al fine di rafforzare la supervisione dei controlli;
• nell’ambito di Group Legal, riallocazione delle attività tra le relative funzioni nonché trasferimento delle attività amminis trativo -contabili relative ai processi di Shareholdings a Group Finance, mantenendo tuttavia in capo alla Funzione Legal la respons abilità per la gestione delle partecipazioni, nonché il ruolo di riferimento per la supervisione normativa e per la validazione dei relativi aspetti legali e regolamentari ;
• nell’ambito di Group Finance e Italy, trasferimento delle attività di contabilità generale e dei relativi controlli per il pe rimetro Italy da Operations Italy a Group Finance, mantenendo in capo a Italy le responsabilità amministrative e di gestione delle eventuali discrepanze contabili;
• nell’ambito della divisione Central Europe & Eastern Europe, evoluzione dell’assetto organizzativo delle strutture centrali d i business riallocando internamente le attività di business steering & strategic projects , nonché istituendo il ruolo di Head of Client Solutions CEE, a riporto del Responsabile della Divisione, con il compito di facilitare le interazioni tra le fabbriche di prodotto di Client Solutions e i Paesi CEE, supportando l’implementazione dei prodotti di Client Solutions e assicurando una vis ione complessiva /integrata dell’area Client Solutions CEE.
Trasformazione di attività per imposte anticipate (DTA) in crediti d'imposta In relazione all’esercizio 2025, per le società UniCredit S.p.A., UniCredit Leasing S.p.A., UniCredit Factoring S.p.A. e UniC redit Bank GmbH non si sono verificate le condizioni per dare corso, nel 2026, alla trasformazione in crediti d’imposta delle impos te anticipate per IRES e IRAP in quanto hanno conseguito utili civilistici nei rispettivi bilanci individuali (rispettivamente 8.120 milioni, 22 .4 milioni, 38 .5 milioni e 267 milioni).
Attestazioni e altre comunicazioni Con riferimento al comma 10 dell’art.2.6.2 - “Obblighi Informativi”, Titolo 2.6 - “Obblighi degli emittenti” del “Regolamento dei Mercati Organizzati e Gestiti da Borsa Italiana S.p.A.”, datato 3 ottobre 2011, si rimanda al paragrafo “Attestazioni e altre comunicazioni” del documento Bilanci e Relazioni 202 4, Bilancio consolidato e Relazioni 202 4 del gruppo UniCredit, Relazione sulla gestione consolidata, Altre informazioni.
Con riferimento al comma 8 dell’art.5 - “Informazioni al pubblico sulle operazioni con parti correlate” del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con parti correlate (adottato dalla Consob con delibera n.17221 del 12 marzo 201 0 e successivamente modificato con delibera n.17389 del 23 giugno 2010) si segnala che:
a) in base alla Global Policy “Operazioni con parti correlate, soggetti collegati ed Esponenti Aziendali ex art.136 TUB” adottat a dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. in data 12 dicembre 2024 , e pubblicata sul sito internet www.unicreditgroup.eu , nel primo semestre 2026 non è pervenuta al Presidio Unico della Banca alcuna operazione di maggior rilevanza conclusa nel periodo;
b) nel corso del primo semestre 2026 non sono state effettuate operazioni con parti correlate, così come definite ai sensi dell’articolo 2427, comma 22-bis, del codice civile, a condizioni diverse dalle normali condizioni di mercato che hanno influito in misura rilevante sulla situazione pat rimoniale ed economica del Gruppo;
c) nel corso del primo semestre 2026 non vi sono state modifiche o sviluppi di singole operazioni con parti correlate già descritte nell’ultima relazione annuale che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo nel periodo di riferimento.
Per ulteriori informazioni relative alle operazioni con parti correlate si rimanda alla Parte H - Operazioni con parti correlate, Note illustrative .
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 52 Fatti di rilievo successivi a lla chiu sura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo3 Come comunicato in data 8 luglio 2026, alla chiusura del periodo di adesione dell’offerta pubblica volontaria di scambio rivo lta alla totalità delle azioni di Commerzbank AG, il tasso di adesione all’offerta è risultato pari al 17,60% del capitale sociale di Commerzbank.
Per ulteriori informazioni si faccia riferimento al paragrafo “Investimento in Commerzbank” nel capitolo Altre informazioni, Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie, Operazioni ed iniziative su partecipazioni della p resente Relazione sulla gestione consolidata.
In data 15 luglio 2026 UniCredit ha reso noto che l’agenzia di rating Standard & Poor's ha confermato i rating, con outlook “ positivo”, per UniCredit S.p.A. e le sue controllate tedesca e austriaca.
L'Issuer Credit Rating e il Senior Preferred rating sono stati entrambi confermati a “A -“, mentre il Rating di Credito a Breve Termine dell'emittente è stato confermato ad “A -2”. Le prospettive rimangono “positive”.
In data 21 luglio 2026 UniCredit ha reso noto che l'agenzia di rating Moody's ha posto il rating autonomo di UniCredit S.p.A. sotto revisione per un possibile upgrade a seguito dell'offerta su Commerzbank.
Secondo l'agenzia, il rating autonomo di UniCredit potrebbe essere alzato da “baa2” a “baa1” qualora la banca ottenga tutte l e autorizzazioni necessarie e proceda al regolamento delle azioni oggetto dell'offerta, acquisendo il controllo e consolidando Comm erzbank.
Allo stesso tempo Moody's ha confermato i rating del debito senior privilegiato e dei depositi a lungo termine di UniCredit S .p.A.
3 Sino alla data di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del 2 2 luglio 202 6 che ne ha autorizzato la diffusione pubblica in pari data, anche ai sensi dello IAS10.
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 53 Evoluzione prevedibile della gestione L’economia globale continua a essere esposta a molteplici fattori di rischio, con il mercato energetico internazionale, in pa rticolare, che rimane vulnerabile alle possibili ricadute delle tensioni in Medio Oriente. Questo nonostante gli sforzi diplomatici di Stati Uniti e Iran, che hanno portato alla firma di un memorandum d’intesa a metà giugno e favorito una riduzione dei prezzi dei prodotti energetici rispetto ai massimi registrati tra marzo e maggio. In questo contesto, lo scenario di base prevede che la crescita statunitense si mantenga resiliente, attestandosi al 2,2% nel 2026 e al 2,0% nel 2027, sostenuta dal ciclo di investimenti legati all’intelligenza artificiale e dalla buona tenuta dei consumi privati. L ’inflazione dovrebbe attestarsi in media a l 3,6% nel 2026 e al 2,5% nel 2027. Kevin Warsh ha assunto la guida della Federal Reserve e ha annunciato l’intenzione di app ortare modifiche alla strategia operativa della Fed, ribadendo al contempo l’impegno a mantenere sotto controllo le pressioni infla zionistiche. I tassi di politica monetaria statunitensi si prevede che rimarranno invariati nell’orizzonte di previsione. In Cina, è atteso un rallen tamento della crescita al 4,6% nel 2026 e al 4,2% nel 2027, dal 5,0% del 2025. Il settore industriale conti nua a rappresentare il principale motore dell’economia, sostenuto dalla robusta domanda globale di prodotti cinesi legati alla transizione energetica, mentre la domanda interna rimane debole.
Si stima che il PIL dell’area Euro, al netto dell’Irlanda, cresca dello 0,9% nel 2026 e acceleri all’1,2% nel 2027. Gli investimenti dovrebbero continuare a beneficiare del sostegno fornito dal “bazooka” fiscale tedesco, dalle risorse del programma NGEU e dalla dinamic a favorevole della spesa ICT delle imprese. Le famiglie potrebbero adottare un atteggiamento più prudente a fronte della risalita dell’inflazion e; tuttavia, i consumi privati dovrebbero continuare a espandersi grazie alla resilienza del mercat o del lavoro. In Italia, dopo un buon avvio d’anno, è atteso un indebolimento dell’attività economica nel secondo e nel terzo trimestre. Su base annua, stimiamo una crescita del PIL dello 0 ,5% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027. Nel corso di quest’anno, l’espa nsione dei consumi privati e dei servizi risentirà dell’impatto dello shock energetico. Le esportazioni dovrebbero rimanere deboli, frenate dall’incertezza legata alla politica commerciale statunitense, mentre gli investimenti co ntinueranno a beneficiare dell’impulso derivante dall’attuazione del PNRR.
Nell’area Euro, l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi attorno al 3% nella seconda parte dell’anno per poi convergere gradualmente verso il 2% entro la metà del 2027. E’ atteso un ultimo rialzo dei tassi BCE di 25 punti base a settembre.
In un contesto macroeconomico caratterizzato da elevata volatilità e incertezza su crescita, inflazione e credito, il Gruppo può contare su solide linee di difesa a tutela di risultati, capitale e capacità di distribuzione.
La resilienza del modello di business è sostenuta da una struttura dei ricavi bilanciata tra margine di interesse e commissioni. Il margine di interesse rimane protetto e potenzialmente favorito dai rialzi dei tassi, mentre la disciplina sui margini e la diversificazione delle fonti commissionali contribuiscono a mitigare eventuali pressioni sui volumi e la volatilità dei mercati. Inoltre, l’approccio orie ntato ad una crescita disciplinata degli impieghi, focalizzata sui segmenti più strategici e sui mercat i prioritari, rafforza ulteriormente il profilo difensivo del Gruppo.
Sul fronte dei costi, UniCredit beneficia di un livello di efficienza best-in-class , risultato di un percorso di trasformazione già realizzato, che continua a generare benefici strutturali e a sostenere la redditività prospettica.
La qualità degli attivi rappresenta un ulteriore elemento di forza. Il portafoglio creditizio mantiene livelli di copertura s olidi, supportati da significativi livelli di overlay a presidio dei rischi macroeconomici.
Grazie a questi fattori, redditività e capacità di distribuzione rimangono pienamente protette.
La conclusione dell’offerta su Commerzbank e il raggiungimento del 49,65% dei diritti di voto aprono una nuova fase, nella qu ale all’investimento finanziario si affianca una prospettiva di creazione di valore industriale.
Tale evoluzione potrà rafforzare ulteriormente il profilo del gruppo UniCredit, accrescendone la diversificazione geografica e della base clienti e sostenendone la crescita, nel rispetto della disciplina e della solidità patrimoniale.
Milano, 22 luglio 202 6
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
IL PRESIDENTE L’AMMINISTRATORE DELEGATO
PIETRO CARLO PADOAN ANDREA ORCEL
Relazione intermedia sulla gestione consolidata Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 54
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Schemi di bilancio consolidato Schemi di bilancio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 55 Bilancio conso lidato semestrale abbreviato Schemi di bilancio consolidato
Stato patrimoniale consolidato (milioni di €)
CONSISTENZE AL
VOCI DELL'ATTIVO 30.06.2026 31.12.2025
10. Cassa e disponibilità liquide 45.864 38.455 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 111.527 98.839 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 74.569 62.715 b) attività finanziarie designate al fair value 293 269 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 36.665 35.855 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 89.056 93.201 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 632.258 586.100 a) crediti verso banche 66.050 64.770 b) crediti verso clientela 566.208 521.330 50. Derivati di copertura 986 941 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (3.446) (3.495) 70. Partecipazioni 16.124 13.972 80. Attività assicurative 160 152 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività 26 18 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 134 134 90. Attività materiali 8.601 8.811 100. Attività immateriali 2.917 2.940 di cui: avviamento 840 843 110. Attività fiscali: 9.711 10.721 a) correnti 1.922 2.052 b) anticipate 7.789 8.669 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 274 248 130. Altre attività 18.059 19.353 Totale dell'attivo 932.091 870.238
Stato patrimoniale consolidato
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Schemi di bilancio consolidato Schemi di bilancio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 56 (milioni di €)
CONSISTENZE AL
VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 30.06.2026 31.12.2025
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 727.501 687.008 a) debiti verso banche 52.384 52.191 b) debiti verso clientela 565.653 536.619 c) titoli in circolazione 109.464 98.198 20. Passività finanziarie di negoziazione 46.733 38.443 30. Passività finanziarie designate al fair value 24.426 23.158 40. Derivati di copertura 1.827 1.317 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (9.072) (9.653) 60. Passività fiscali: 2.789 2.823 a) correnti 2.136 2.197 b) differite 653 626 70. Passività associate ad attività in via di dismissione - -
80. Altre passività 19.632 12.863 90. Trattamento di fine rapporto del personale 246 251 100. Fondi per rischi e oneri: 6.477 7.547 a) impegni e garanzie rilasciate 972 1.091 b) quiescenza e obblighi simili 2.611 2.740 c) altri fondi per rischi e oneri 2.894 3.716 110. Passività assicurative 40.716 38.372 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 40.710 38.370 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività 6 2 120. Riserve da valutazione (3.918) (4.271) 130. Azioni rimborsabili - -
140. Strumenti di capitale 4.963 4.952 150. Riserve 41.723 39.744 155. Acconti su dividendi ( -) - (2.172) 160. Sovrapprezzi di emissione 23 23 170. Capitale 21.509 21.454 180. Azioni proprie ( -) - (2.934) 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 393 398 200. Utile (Perdita) del periodo (+/ -) 6.123 10.915 Totale del passivo e del patrimonio netto 932.091 870.238
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Schemi di bilancio consolidato Schemi di bilancio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 57 Conto economico consolidato (milioni di €) AL
VOCI 30.06.2026 30.06.2025
10. Interessi attivi e proventi assimilati 13.311 13.825 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell’interesse effettivo 12.450 12.302 20. Interessi passivi e oneri assimilati (6.038) (6.810) 30. Margine di interesse 7.273 7.015 40. Commissioni attive 4.652 4.660 50. Commissioni passive (1.007) (952) 60. Commissioni nette 3.645 3.708 70. Dividendi e proventi simili 592 549 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 1.218 1.019 90. Risultato netto dell’attività di copertura (224) (64) 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: 186 234 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 63 109 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 120 110 c) passività finanziarie 3 15 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 496 (122) a) attività e passività finanziarie designate al fair value (226) (331) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 722 209 120. Margine di intermediazione 13.186 12.339 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (497) (216) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (501) (212) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4 (4) 140. Utili/Perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - 1 150. Risultato netto della gestione finanziaria 12.689 12.124 160. Risultato dei servizi assicurativi 183 -
a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 385 -
b) costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi (196) -
c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 8 -
d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione (14) -
170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (942) -
a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (943) -
b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 1 -
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 11.930 12.124 190. Spese amministrative: (4.738) (4.796) a) spese per il personale (2.823) (2.945) b) altre spese amministrative (1.915) (1.851) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: 169 (146) a) impegni e garanzie rilasciate 165 75 b) altri accantonamenti netti 4 (221) 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (309) (279) 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (275) (297) 230. Altri oneri/proventi di gestione 276 486 240. Costi operativi (4.877) (5.032) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 1.098 1.123 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 10 (8) 270. Rettifiche di valore dell'avviamento - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 1 (1) 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 8.162 8.206 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (2.007) (2.057) 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 6.155 6.149 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - -
330. Utile (Perdita) del periodo 6.155 6.149 340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi (32) (34) 350. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 6.123 6.115
Utile per azione (€) 4,022 3,884 Utile per azione diluito (€) 3,994 3,854
Conto economico consolidato
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Schemi di bilancio consolidato Schemi di bilancio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 58
Prospetto della redditività consolidata complessiva (milioni di €) AL
VOCI 30.06.2026 30.06.2025
10. Utile (Perdita) del periodo 6.155 6.149 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 146 356 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 132 111 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) 3 15 40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (109) -
50. Attività materiali (3) 8 60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti 64 216 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - (5) 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 59 11 100. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 260 827 110. Copertura di investimenti esteri (33) (33) 120. Differenze di cambio 335 698 130. Copertura dei flussi finanziari 53 (64) 140. Strumenti di copertura (elementi non designati) (3) -
150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (212) 216 160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (26) 10 180. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi 146 -
190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione - -
200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte 406 1.183 210. Redditività complessiva (Voce 10+200) 6.561 7.332 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 25 30 230. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della Capogruppo 6.536 7.302
Prospetto della redditività consolidata complessiva
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Schemi di bilancio consolidato Schemi di bilancio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 59 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2026 (milioni di €)
ALLOCAZIONE
RISULTATO
ESERCIZIO
PRECEDENTE VARIAZIONI DEL PERIODO
OPERAZIONI SUL PATRIMONIO NETTO
ESISTENZE AL 31.12.2025
MODIFICA AI SALDI DI APERTURA
ESISTENZE AL 01.01.2026
RISERVE
DIVIDENDI E ALTRE DESTINAZIONI
VARIAZIONI DI RISERVE
EMISSIONE NUOVE AZIONI
ACQUISTO AZIONI PROPRIE
ACCONTI SU DIVIDENDI
DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA DIVIDENDI
VARIAZIONE STRUMENTI DI CAPITALE
DERIVATI SU PROPRIE AZIONI
STOCK OPTIONS
VARIAZIONI INTERESSENZE PARTECIPATIVE
REDDITIVITÀ COMPLESSIVA 1° SEMESTRE 2026
TOTALE PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2026
PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO AL 30.06.2026
PATRIMONIO NETTO DI TERZI AL 30.06.2026
Capitale: 21.540 - 21.540 - - - 55 - - - - - - - - 21.595 21.509 86
- azioni ordinarie 21.540 - 21.540 - - - 55 - - - - - - - - 21.595 21.509 86
- altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 60 - 60 - - - - - - - - - - - - 60 23 37 Riserve: 39.983 - 39.983 6.163 - (4.139) (55) - - - - - 43 - - 41.995 41.723 272
- di utili 29.554 - 29.554 6.163 - (808) (55) - - - - - - - - 34.854 34.706 148
- altre 10.429 - 10.429 - - (3.331) - - - - - - 43 - - 7.141 7.017 124 Riserve da valutazione (4.299) - (4.299) - - (59) - - - - - - - - 406 (3.952) (3.918) (34) Strumenti di capitale 4.952 - 4.952 - - - - - - - 11 - - - - 4.963 4.963 -
Acconti su dividendi (2.172) - (2.172) - 2.172 - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie (2.934) - (2.934) - - - 3.575 (641) - - - - - - - - - -
Utile (Perdita) del periodo 10.979 - 10.979 (6.163) (4.816) - - - - - - - - - 6.155 6.155 6.123 32 Totale patrimonio netto 68.109 - 68.109 - (2.644) (4.198) 3.575 (641) - - 11 - 43 - 6.561 70.816 70.423 393 Patrimonio netto del gruppo 67.711 - 67.711 - (2.613) (4.199) 3.575 (641) - - 11 - 43 - 6.536 70.423 Patrimonio netto di terzi 398 - 398 - (31) 1 - - - - - - - - 25 393
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato
Per ulteriori dettagli relativi alle variazioni del Patrimonio netto si rimanda alla Parte B - Passivo, Sezione 13 delle Note illustrative.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Schemi di bilancio consolidato Schemi di bilancio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 60 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2025 (milioni di €)
ALLOCAZIONE
RISULTATO
ESERCIZIO
PRECEDENTE VARIAZIONI DEL PERIODO
OPERAZIONI SUL PATRIMONIO NETTO
ESISTENZE AL 31.12.2024
MODIFICA AI SALDI DI APERTURA
ESISTENZE AL 01.01.2025
RISERVE
DIVIDENDI E ALTRE DESTINAZIONI
VARIAZIONI DI RISERVE
EMISSIONE NUOVE AZIONI
ACQUISTO AZIONI PROPRIE
ACCONTI SU DIVIDENDI
DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA DIVIDENDI
VARIAZIONE STRUMENTI DI CAPITALE
DERIVATI SU PROPRIE AZIONI
STOCK OPTIONS
VARIAZIONI INTERESSENZE PARTECIPATIVE
REDDITIVITÀ COMPLESSIVA 1° SEMESTRE 2025
TOTALE PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2025
PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO AL 30.06.2025
PATRIMONIO NETTO DI TERZI AL 30.06.2025
Capitale: 21.476 - 21.476 - - (2) 86 - - - - - - - - 21.560 21.454 106
- azioni ordinarie 21.476 - 21.476 - - (2) 86 - - - - - - - - 21.560 21.454 106
- altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 66 - 66 - - 1 - - - - - - - - - 67 23 44 Riserve: 33.454 - 33.454 5.985 - 543 (86) - - - - - 50 - - 39.946 39.706 240
- di utili 26.888 - 26.888 5.985 - (3.460) (86) - - - - - - - - 29.327 29.212 115
- altre 6.566 - 6.566 - - 4.003 - - - - - - 50 - - 10.619 10.494 125 Riserve da valutazione (5.447) - (5.447) - - (2) - - - - - - - - 1.183 (4.266) (4.237) (29) Strumenti di capitale 4.958 - 4.958 - - - - - - - 4 - - - - 4.962 4.962 -
Acconti su dividendi (1.440) - (1.440) - 1.440 - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Utile (Perdita) del periodo 9.774 - 9.774 (5.985) (3.789) - - - - - - - - - 6.149 6.149 6.115 34 Totale patrimonio netto 62.841 - 62.841 - (2.349) 540 - - - - 4 - 50 - 7.332 68.418 68.023 395 Patrimonio netto del gruppo 62.441 - 62.441 - (2.315) 541 - - - - 4 - 50 - 7.302 68.023 Patrimonio netto di terzi 400 - 400 - (34) (1) - - - - - - - - 30 395
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Schemi di bilancio consolidato Schemi di bilancio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 61 Rendiconto finanziario consolidato (metodo indiretto) (milioni di €) AL
30.06.2026 30.06.2025
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1. Gestione 8.836 9.376
- risultato del periodo (+/ -) 6.155 6.149
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico ( -/+) 32 390
- plus/minusvalenze su attività di copertura ( -/+) 224 64
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/ -) 1.684 1.450
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/ -) 574 584
- accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/ -) (999) (750)
- ricavi e costi netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione ( -/+) 759 -
- imposte, tasse e crediti d’imposta non liquidati (+/ -) 189 1.294
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/ -) - -
- altri aggiustamenti (+/ -) 218 195 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (43.114) (25.431)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (4.532) (4.035)
- attività finanziarie designate al fair value (20) (35)
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (222) (91)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.904 3.491
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (47.511) (29.383)
- altre attività 5.267 4.622 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 44.723 19.124
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 39.869 15.013
- passività finanziarie di negoziazione 506 1.328
- passività finanziarie designate al fair value 1.161 1.470
- altre passività 3.187 1.313 4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in riassicurazione 1.830 -
- contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/ -) 1.831 -
- cessioni in riassicurazione che costituiscono attività/passività (+/ -) (1) -
Liquidità netta generata/assorbita dall’attività operativa 12.275 3.069
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 585 410
- vendite di partecipazioni - 10
- dividendi incassati su partecipazioni 456 263
- vendite di attività materiali 84 134
- vendite di attività immateriali - 1
- vendite di società controllate e di rami d’azienda 45 2 2. Liquidità assorbita da (2.133) (982)
- acquisti di partecipazioni (1.665) -
- acquisti di attività materiali (222) (260)
- acquisti di attività immateriali (246) (223)
- acquisti di società controllate e di rami d’azienda - (499) Liquidità netta generata/assorbita dall’attività d’investimento (1.548) (572)
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie (641) -
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale 4 (5)
- distribuzione dividendi e altre finalità (2.875) (2.569)
- vendita/acquisto di controllo di terzi - (2) Liquidità netta generata/assorbita dall’attività di provvista (3.512) (2.576)
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO 7.215 (79)
Rendiconto finanziario consolidato
Legenda:
(+) generata ;
(-) assorbita .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Schemi di bilancio consolidato Schemi di bilancio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 62
Riconciliazione
(milioni di €) AL
VOCI DI BILANCIO 30.06.2026 30.06.2025
Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo 38.455 41.442 Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo 7.215 (79) Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi 194 441 Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo 45.864 41.804
La conversione in azioni della posizione sintetica in Alpha Bank S.A. e Commerzbank AG ha assorbito liquidità per 1.653 milio ni.
Con riferimento all’informativa prevista dal paragrafo 44 B dello IAS7, si precisa che le variazioni delle passività derivant i da attività di finanziamento ammontano a 50.051 milioni e sono riferibili per (i) 41.536 milioni a liquidità generata, (ii) 8.515 milioni che non hanno determinato entrate e uscite di cassa.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Schemi di bilancio consolidato Schemi di bilancio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 63
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 64
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 65 Note illustrat ive Parte A - Politiche contabili A.1 - Parte generale
Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali Il presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto in conformità al principio contabile internazionale applicab ile per l’informativa finanziaria infrannuale secondo lo IAS34. In base al paragrafo 10 del citato IAS34, il Gruppo si è avvalso della facoltà di redigere il Bilancio consolidato semestrale in versione abbreviata.
In particolare sono state applicate le regole previste dai principi contabili internazionali in merito all’iscrizione inizial e, alla valutazione e alla cancellazione delle attività e passività e al riconoscimento di costi e ricavi inclusi i documenti inter pretativi SIC e IFRIC, omologati dalla Commissione Europea fino al 30 giugno 202 6, come previsto dal Regolamento (UE) 1606/2002 recepito in Italia dal Decreto Legislativo 38 del 28 febbraio 2005, ed ai sensi dell’articolo 154 -ter, comma 3 del Testo Unico d ella Finanza (TUF, D. Lgs. 24/2/1998 n.58).
Esso costituisce inoltre parte integrante della Relazione finanziaria semestrale consolidata come previsto dall'articolo 154 -ter, comma 2, del TUF.
Come prescritto dall’articolo 154 -ter, comma 2 del TUF, la Relazione finanziaria semestrale consolidata comprende il Bilancio consolidato semestrale abbreviato, la Relazione intermedia sulla gestione consolidata e l’Attestazione prevista dall’articolo 154 -bis, comma 5 del TUF.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è soggetto a revisione contabile limitata da parte di KPMG S.p.A. come da delib era dell'Assemblea degli Azionisti del 9 aprile 2020.
Sezione 2 - Principi generali di redazione La redazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è avvenuta, come precedentemente indicato, in base ai principi contabili internazionali omologati dalla Commissione Europea.
A livello interpretativo e di supporto nell’applicazione dei principi contabili IAS/IFRS, sono stati utilizzati i seguenti do cumenti, seppure non tutti omologati dalla Commissione Europea:
• The Conceptual Framework for Financial Reporting;
• Implementation Guidance, Basis for Conclusions, IFRIC ed eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall’IFRIC (Inter national Financial Reporting Interpretations Committee) a complemento dei principi contabili emanati;
• i documenti interpretativi sull’applicazione degli IAS/IFRS in Italia predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC ) e dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI);
• Tavolo di coordinamento fra Banca d'Italia, Consob ed Ivass in materia di applicazione degli IAS/IFRS, in particolare Documen to 9, del 5 gennaio 2021, “Trattamento contabile dei crediti d’imposta connessi con i Decreti Legge “Cura Italia” e “Rilancio” acqu istati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti”; tale documento è stato successivamente aggiornato da Banca d’Italia il 2 4 luglio 2023 con una nota di chiarimenti “Rischio di credito - Metodo Standardizzato e IRB - Nota di chiarimenti”;
• i documenti ESMA (European Securities and Markets Authority), European Banking Authority, European Central Bank e Consob che richiamano l’applicazione di specifiche disposizioni negli IAS/IFRS anche con particolare riferimento alla rappresentazione degli e ffetti derivanti dalle tensioni geopolitiche sugli impatti degli stessi sui processi valutativi. Più in particolare si fa riferimento alle comunicazioni dell ’ESMA del 29 ottobre 2021, 14 marzo 2022, del 13 maggio 2022, 28 ottobre 2022, 25 ottobre 2023 , 24 ottobre 2024 , 14 ottobre 2025 ; e al richiamo di attenzione Consob del 18 marzo 2022 , 19 maggio 2022 e 20 dicembre 2024.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario (elaborato applicando il “metodo indiretto”) , dalle Note illustrative e dagli Allegati.
Gli schemi del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 sono coerenti con le istruzioni in materia di bilancio delle banche di cui alla Circolare 262 del 22 dicembre 2005 di Banca d’Italia (e successivi aggiornamenti) e detti schemi espongono i dati comparativi, per lo Stato patrimoniale, al 31 dicembre 202 5, mentre per il Conto economico, il Prospetto della redditività complessiva, il Prospetto delle variazioni del patrimonio netto ed il Rendiconto finanziario, al 30 giugno 202 5.
Gli Schemi di Bilancio consolidato e le Note illustrative salvo quando diversamente indicato, sono redatti in milioni di euro .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 66 Rischi ed incertezze legati all’utilizzo di stime In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l’applicazione de i principi contabili e gli ammontari delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché l’informa tiva relativa ad attività e passività potenziali.
Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e sul quadro informativo disponibile con riferimento al contesto attuale ed atteso e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività ove lo stesso non sia facilmente desumib ile da altre fonti.
Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni derivanti da tali revisioni sono rilevate nel period o in cui la revisione è stata effettuata, qualora la stessa interessi solo quel periodo. Se la revisione riguarda sia l'esercizio c orrente sia quelli futuri, la variazione è rilevata di conseguenza sia nell'esercizio corrente sia in quelli futuri.
In particolare, per la rilevazione e la valutazione di alcune delle principali voci del Bilancio consolidato semestrale abbre viato del gruppo UniCredit al 30 giugno 202 6 sono stati utilizzati valori stimati, come richiesto dai principi contabili, dalle comunicazioni e dai regolamenti sopra desc ritti.
Al 30 giugno 2026, il contesto di mercato continua a essere caratterizzato da un persistente livello di incertezza. A tale ri guardo, le proiezioni macroeconomiche della BCE aggiornate a giugno 20264 evidenziano che le prospettive economiche dell’area dell’euro rimangono altamente incerte nel contesto della guerra in Medio Oriente, della chiusura dello Stretto di Hormuz e dell’elevata volatilità dei prezzi del p etrolio.
Gli indicatori di breve periodo segnalano una crescita economica contenuta nel prossimo futuro, poiché l’aumento dei prezzi d ell’energia e il maggiore livello di incertezza incidono negativamente sul la domanda interna ; in particolare, l’incremento dei costi energetici riduce il reddito disponibile reale delle famiglie e indebolisce la fiducia dei consumatori; di conseguenza, la crescita dei consumi delle fami glie (uno dei principali motori della crescita nel 2025) dovrebb e rallentare sensibilmente nel corso dell’anno.
Assumendo una risoluzione relativamente rapida del conflitto e una conseguente riduzione dell’incertezza, si prevede che la d ebolezza della crescita dei consumi privati sia temporan ea. Nel medio termine, la domanda interna dovrebbe beneficiare della ripresa del reddito disponibile reale, favorita dalla diminuzione dei prezzi dell’energia e dalla solidità del mercato del lavoro, nonché dall’aumento della spesa p ubblica per infrastruttur e e difesa, in particolare in Germania, integrata dagli investimenti lega ti all’intelligenza artificiale (IA). Sul fronte esterno, la crescita delle esportazioni dovrebbe rimanere limitata a causa delle persistenti criticità in termini di competitività, con gli esportatori dell’area eur o che continuano a perdere quote di mercato a livello globale. Lo scenario di ba se prevede una crescita annua del PIL reale pari allo 0,8% nel 2026, 1,2% nel 2027 e 1,5% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di marzo 2026, la crescita del PIL è stata rivista al ribasso per effetto dell’impatto della guerra in Medio Oriente, risultato più forte delle attese, mentre per il 2028 è stata rivista al rialzo in quanto tale impatto è previsto in riduzione .
L’inflazione complessiva, misurata tramite l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (HICP), è aumentata dal 2,1% nel 2025 a l 3,0% nel 2026, per poi diminuire al 2,3% nel 2027 e ritornare all’obiettivo del 2,0% nel 2028. Le prospettive per l’inflazione HI CP sono state riviste al rialzo a causa delle ipotesi di maggiori prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari, inclusi effetti indiretti più marcati sull’inflazione al n etto della componente energetica.
In un contesto caratterizzato da persistente incertezza, il gruppo UniCredit ha definito diversi scenari macroeconomici da utilizzare ai fini dei processi valutativi per il Bilancio consolidato semestrale abbreviato del primo semestre 2026.
In particolare, oltre allo scenario “Base”, che riflette le aspettative ritenute più probabili riguardo all’evoluzione macroe conomica, sono stati elaborati uno Scenario Alternativo e uno Scenario Positivo, che riflettono rispettivamente una previsione peggiorativa e migliorativa dei parametri macroeconomici e, conseguentemente, della redditività attesa del business.
Tali scenari aggiornati sono stati utilizzati per la valutazione delle esposizioni creditizie, delle attività per imposte anticipate e dell’avviamento; per queste ultime due categorie non è stato considerato lo Scenario Positivo.
Scenari macroeconomici
Al fine di riflettere l’accresciuta incertezza, il Gruppo ha sviluppato i seguenti scenari:
• Scenario base: è il principale scenario di riferimento, che incorpora le seguenti ipotesi: (i) crescita del PIL dell’area euro pari a +0,8% nel 2026, influenzata dalle tensioni geopolitiche e dal conseguente shock energetico, con un miglioramento nel periodo 2027 -2028, sostenuto anche dalla spesa fiscale in Germania e dall’aumento delle spese per la difesa nell’intera area euro; (ii) inflazione in aumento nel 2026 anno su anno, per effetto dei maggiori costi energetici, seguita da una graduale discesa e da una stabilizzazione su livelli prossimi all’obiettivo del 2% della BCE a partire dal secondo semestre del 2027; (iii) politica monetaria della BCE coerente con l’andamento dell’inflazione, con il tasso sui depositi presso la BCE pari a 225 punti base da giugno 2026 e assunto al 2,50% da settembre 2026; (iv) Euribor a 3 mesi previsto in aumento nel 2026, fino a circa il 2,6% a fine anno, per poi mantenersi sostanzialmente stabile nel biennio 2027 -2028 ; (v) rating sovrano della Russia mantenuto a CCC.
Per l’Italia si prevede una crescita leggermente al di sotto della media dell’area euro, con +0,5% nel 2026 (rispetto allo 0, 8% dell’area euro - “AE”) +0,6% nel 2027 (rispetto all’1,1% dell’ AE), in quanto è tra i paesi maggiormente esposti agli shock energetici (l’aumento dei costi dell’energia potrebbe infatti limitare la ripresa del settore manifatturiero).
Per la Germania il PIL è atteso in crescita nel 2026 (+0,9%) e negli anni successivi (+1,3% nel 2027 e nel 2028), sostenuto d agli investimenti pubblici e dalle misure di stimolo fiscale.
Per l’Austria il PIL dovrebbe beneficiare di una moderata ripresa del settore delle costruzioni e degli altri investimenti ne l 2026 (+0,8%) con ulteriore miglioramento negli anni successivi (+1,2% nel 2027 e +1,5% nel 2028).
Per l’Europa Centrale e Orientale (esclusa la Russia) il PIL è previsto in crescita dell’1,6% nel 2026, di circa il 2,3% e il 2,7% rispettivamente nel 2027 e nel 2028.
Per la Russia la crescita del PIL è stimata intorno all’1,2% nel 2026, con un miglioramento nel 2027 (+1,6%) e nel 2028 (+2,0 %).
Con riferimento ai tassi di cambio, lo Scenario Base assume un progressivo deprezzamento del rublo russo, fino a raggiungere quota 119 a fine
4 Proiezioni macroeconomiche degli esperti della BCE per l’area dell’euro, giugno 2026 .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 67 2028, riflettendo la riduzione dei prezzi energetici e delle esportazioni di gas.
L’inflazione media (esclusa la Russia) è prevista in aumento nel 2026, per poi convergere verso il 2% nel 2028, pur rimanendo superiore a tale livello nell’area dell’Europa Centrale e Orientale.
È inoltre assunta una pressione al rialzo sullo spread BTP -Bund (85 punti base a fine 2026, 105 punti base a fine 2027 e 120 punti base a fine 2028), al fine di incorporare la volatilità e le incertezze relative al debito sovrano italiano e all’evoluzione del contesto macroeconomico.
• Scenario a lternativ o/recessione : questo scenario incorpora condizioni macroeconomiche stressate e assume che le negoziazioni tra Stati Uniti e Iran non abbiano esito positivo, con una nuova escalation delle tensioni e una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz ri spetto a quanto previsto nello Scenario Base.
Gli shock energetici e alle catene di approvvigionamento determinano un temporaneo irrigidimento della politica monetaria, cu i seguono riduzioni dei tassi d’interesse a fronte del deterioramento delle condizioni economiche nel 2027. Lo shock è ipotizzato a partire dal terzo trimestre del 2026, con effetti macrofinanziari che si accumulano fino a raggiungere il picco nel 2027 e una debole ripresa nel 2028, man mano ch e lo shock energetico si riduce.
Ci si attende che il PIL dell’area euro (i) si riduca di -0,5% nel 2026; (ii) di -1,4% nel 2027; (iii) aumenti nel 2028 di +0,4%.
Per Italia, Germania e Austria, il PIL dovrebbe registr are una contrazione nel 2026 -2027, seguit o da una ripresa nel 2028.
Per l’Europa Centrale e Orientale (esclusa la Russia), lo shock di crescita rispetto allo Scenario Base è stimato in circa -7pp (cumulati nel periodo 2026 -2028 rispetto al Base) .
Per la Russia, lo shock di crescita rispetto allo Scenario Base è stimato in circa -4pp (cumulati nel 2026 -2028 ) rispetto allo scenario base .
Per quanto riguarda l’inflazione, i livelli attesi risultano superiori a quelli dello Scenario Base, principalmente a causa d ell’aumento dei costi energetici.
Lo spread BTP -Bund è previsto su livelli significativamente più elevati rispetto allo Scenario Base (125pb a fine 2026, 175pb a fine 2027 e 195pb a fine 2028), riflettendo il peggioramento delle condizioni economiche.
Si assume inoltre che la B anca Centrale Europea aumenti inizialmente i tassi d’interesse per contrastare i rischi inflazionistici, invertendo successivamente la rotta dalla metà del 2027 e nel corso del 2028 a seguito del deterioramento del le condizioni economiche.
• Scenario Positivo : questo scenario incorpora prevision i al rialzo dei principali parametri macroeconomici e della redditività attesa del busines s; in particolare, esso assume una rapida e duratura de -escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, favorita da importanti progressi diplomatici, da un rapido miglioramento del contesto di sicurezza regionale e da una riduzione dell’incertezza rel ativa alla politica commerciale degli Stati Uniti. La riduzione dei costi energetici produce un significativo incremento del reddito disponibile reale, migliora la redditività dei settori ad elevata intensità energetica e sostiene una ripresa diffusa dei consumi e degli investimenti.
L’inflazione rimane relativamente elevata nel 2026, anche per effetto di fattori ritardati e di confronto statistico, ma dimi nuisce rapidamente nel 2027 grazie al marcato calo dei prezzi dell’energia e dei trasporti. Coerentemente , le condizioni de l mercato del lavoro migliora no, il tasso di disoccupazione rimane sostanzialmente in linea con lo Scenario Base nel 2026, ma diminuisce in maniera più evidente dal 2027 in avanti, riflettendo una crescita sostenuta e supportata dall’offerta piuttosto che un mero rimbalzo ciclico.
I mercati finanziari si adeguano ordinatamente al miglioramento del quadro macroeconomico, con una maggiore propensione al ri schio ma senza segnali di surriscaldamento.
Per Italia, Germania e Austria il PIL cresce costantemente nei 3 anni dell’orizzonte di previsione rispettivamente del 3,3%, 6,0% e 4,9% su base cumulata.
Per l’Europa Centrale e Orientale (esclusa la Russia), il PIL è previsto in crescita dell’8,5% (su base cumulata nel periodo 2026 -2028 ).
Per la Russia, il PIL aumenterebbe complessivamente del 6,7% (2026 - 2028 ), a un ritmo inferiore rispetto a quello registrato nell’area dell’Europa Centrale e Orientale.
Con riferimento all’inflazione, si prevedono livelli inferiori rispetto allo Scenario Base grazie ai minori costi energetici.
Lo spread BTP -Bund è atteso su livelli inferiori rispetto allo Scenario Base, riflettendo il miglioramento delle condizioni economiche .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 68
TASSI DI INTERESSE, INFLAZIONE ED INDICATORI FINANZIARI 2025 Actual 2026 2027 2028
Scenario Base Euribor 3M (Fine periodo, pb) 203 256 256 255 Spread BTP - Bund (Fine periodo, pb) 69 85 105 120 Crescita del PIL reale a/a, % Italia 0,7 0,5 0,6 0,8 Germania 0,4 0,9 1,3 1,3 Austria 0,6 0,8 1,2 1,5 CEE (escl. Russia) 1,6 1,6 2,3 2,7 Russia 1,0 1,2 1,6 2,0 Inflazione media % Italia 1,6 3,2 2,1 1,8 Germania 2,2 2,7 2,3 2,2 Austria 3,6 3,0 2,6 2,1 CEE (escl. Russia) 4,5 4,9 3,7 2,9 Russia 8,7 5,3 4,0 4,0 Scenario Alternativo/Recessione Euribor 3M (Fine periodo, pb) - 285 244 155 Spread BTP - Bund (Fine periodo, pb) - 125 175 195 Crescita del PIL reale a/a, % Italia - (0,8) (2,5) (0,2) Germania - (0,6) (1,6) 0,9 Austria - (0,8) (1,7) 0,3 CEE (escl. Russia) - 0,4 (1,5) 0,6 Russia - (0,5) (0,2) 1,5 Inflazione media % Italia - 4,6 5,1 2,5 Germania - 4,0 5,0 3,2 Austria - 4,5 5,1 3,1 CEE (escl. Russia) - 5,9 6,6 3,8 Russia - 11,9 11,1 8,4 Scenario Positivo Euribor 3M (Fine periodo, pb) - 230 233 230 Spread BTP - Bund (Fine periodo, pb) - 85 85 74 Crescita del PIL reale a/a, % Italia - 0,9 1,2 1,2 Germania - 1,3 2,3 2,4 Austria - 1,1 1,8 2,0 CEE (escl. Russia) - 2,1 3,0 3,4 Russia - 1,7 2,3 2,7 Inflazione media % Italia - 2,7 1,5 1,6 Germania - 2,4 1,7 1,8 Austria - 2,7 1,8 2,0 CEE (escl. Russia) - 4,4 3,4 2,8 Russia - 5,2 4,4 4,1
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 69 Principali poste soggette a incertezza valutativa
Attività per imposte anticipate Con riferimento alle attività per imposte anticipate, ai fini del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6, si è proceduto alle seguenti analisi sul perimetro fiscale italiano (che comprende la maggior parte delle imposte differite attive): (i) verifica dell’evoluzione degli scenari macroeconomici sopra descritti rispetto a quelli sottostanti il processo valut ativo al 31 dicembre 202 5, (ii) confronto fra l’utile ante imposte realizzato e il budget sottostante il test eseguito a dicembre 2025; (iii) conferma della validità delle ulteriori assunzioni metodologiche (normativa fiscale di riferimento, perimetro di società appartenenti al consolidato fiscale italiano ); e (iv) aggiornamento del parametro di volatilità sottostant e il modello e dell’utilizzo delle attività per imposte anticipate non convertibili utilizzate nel processo valutativo. In seguito a tale analisi, è stato eseguito il test di sostenibilità delle attività per imposte anticipate che ha condotto a confermare sia lo stock dell e attività per imposte anticipate derivanti dal riporto a nuovo delle perdite fiscali (“Tax Loss Carried Forward - TLCF”) non utilizzate sia di quelle associate a differenze temporanee.
Relativamente ai punti sopra descritti, si riportano i rispettivi risultati:
• con riferimento allo scenario macroeconomico, il confronto tra (i) gli scenari Base e Alternativo, alla base delle proiezioni pluriennali e utilizzati nel processo di valutazione al 31 dicembre 2025, e (ii) lo scenario macroeconomico aggiornato, ha evidenz iato che il PIL cumulato italiano per il periodo 2026 -2028 è leggermente inferiore rispetto allo scenario Base utilizzato nella precedente valutazione, ma significativamente super iore rispetto allo scenario Blended (65% Base; 35% Alternativo). Inoltre, i t assi di interesse sono più elevati rispetto a quelli utilizzati nelle proiezioni pluriennali per il periodo 2026 -2028, mentre le aspettative di inflazione risultano più elevate nel biennio 2026 -2027 e allineate nel 2028; pertanto, da una prospettiva macroe conomica, i KPI confermano le proiezioni ufficiali;
• l’utile ante imposte del Perimetro Fiscale Italiano è risultato superiore al budget;
• non si sono verificati cambiamenti nelle assunzioni metodologiche alla base dell’esecuzione del test.
Pertanto, l’esecuzione del test di sostenibilità delle attività per imposte anticipate al 30 giugno 2026 , ha confermato sia lo stock di DTA TLCF sia la sostenibilità delle differenze temporanee.
I risultati di queste valutazioni potranno essere soggetti a cambiamenti in funzione dell’evoluzione dei parametri sottostanti, principalmente: utile ante imposte, parametro di volatilità, livello di confidenza utilizzato nel modello di calcolo Monte Carlo, le cui variazioni, che possono anche dipendere dall’evoluzione dell o scenario macroeconomic o, potrebbero determinare una revisione delle valutazioni.
Avviamento
Al 30 giugno 2026, i l gruppo UniCredit ha rilevato un avviamento complessivo di 840 milioni, derivante dai processi di allocazione del prezzo di acquisto posti in essere al momento dell’acquisizione di Alpha Bank Romania (36 million), Aion Bank e Vodeno (25 4 million), UniCredit Life Insurance (ULI, 144 million) and UniCredit Vita Assicurazioni (UVA, 406 million) . Tale avviamento è stato allocato alle Divisioni operative del Gruppo, identificate come Unità Generatrici di Cassa (CGU s), ed è stato sottoposto a impairment test attraverso il calcolo del Valore d’Uso applicando un modello di Free Cash Flow to Equity.
Più nel dettaglio, i flussi di cassa e gli altri parametri alla base del test (CET1 ratio, tassi di crescita, costo del capit ale) sono stati determinati considerando sia lo scenario “Base” sia lo scenario “Alternativo/Recessione” sopra descritti, ponderand oli rispettivamente al 65% e al 35%.
A tal proposito, al 30 giugno 2026 sono state svolte specifiche analisi mediante: (i) l’aggiornamento del test di fine esercizio 2025, attraverso lo slittamento del valore temporale di due trimestri; (ii) la ricalibrazione del Ke 2026 sulla base del più recente scenario macroeconomico e del tasso di cambio spot aggiornato dalla chiusura di dicembre 2025 a quella di giugno.
Le analisi hanno evidenziato la sostenibilità dell’avviamento iscritto, considerando che: (i) non sono emerse differenze significative tra gli scenari Base e Alternativo, sottostanti alle proiezioni pluriennali e utilizzat i nel processo di valutazione al 31 dicembre 2025, e lo scenario macroeconomico aggiornato; (ii) i risultati a consuntivo delle Cash Generating Unit sono in linea con il budget; (iii) il test eseguito al 31 dicembre 2025 ha evidenziato un’eccedenza del valore recuperabile rispetto al valor e contabile.
Inoltre, con specifico riferimento alle partecipazioni in Alpha Bank e Commerzbank, la sostenibilità dei valori iscritti è st ata valutata confrontando il valore contabile della partecipazione con il relativo valore recuperabile. Poiché quest’ultimo è risul tato superiore al valore contabile, non è stata rilevata alcuna perdita di valore .
L’esito dell’impairment test e la sostenibilità dell’avviamento sono influenzati dall’evoluzione dei parametri sottostanti; p ertanto, una redditività inferiore rispetto a quella incorporata nel test , oppure un cambiamento sfavorevole nei parametri di mercato, anche conseguente a un aumento delle tensioni geopolitiche e a un peggioramento delle condizioni macroeconomiche , potrebbe determinare la rilevazione di una perdita di valore sull’avviamento.
Valutazione del portafoglio immobiliare Sempre con riferimento alla valutazione delle attività non finanziarie, la valutazione del portafoglio immobiliare è divenuta rilevante a seguito dell'adozione, a partire dal 31 dicembre 2019, del modello del fair value (attività detenute a scopo di invest imento) e del modello della rideterminazione del valore (attività ad uso funzionale). Per tali attività, con riferimento alla data di reporting del 30 giugno 202 6, il fair value è stato determinato attraverso perizie esterne, secondo le linee guida del Gru ppo.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 70 In tale ambito, si noti che, nei prossimi esercizi, il fair value di dette attività potrà differire da quello stimato al 30 giugno 202 6 per effetto della possibile evoluzione del mercato immobiliare, che dipenderà anche dall'evoluzione dello scenario macroeconomico, collegata , ma non limitata alle tensioni geopolitiche nonché all'evoluzione delle condizioni macroeconomiche.
Valutazione delle esposizioni creditizie Con riferimento alle esposizioni creditizie al 30 giugno 202 6, gli scenari macroeconomici utilizzati nel calcolo dei parametri creditizi (Probability of Default, Loss Given Default ed Exposure at Default) sono stati aggiornati in coerenza con le regole di Gruppo, sulla base deg li scenari sopra evidenziati. Alla luce del persistente livello di incertezza, lo scenario base è stato ponderato al 60% , quello alternativo /recessione al 35% e quello positivo al 5% . Per maggiori informazioni in merito alla valutazio ne delle esposizioni creditizie si rimanda al paragrafo “2.1 Rischio di credito”, Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale.
Si precisa che l’ammontare delle rettifiche di valore è determinato considerando: (i) la classificazione (attuale e prospetti ca) delle esposizioni creditizie come “deteriorate”, (ii) i prezzi attesi di cessione, per quelle esposizioni creditizie deteriorat e il cui recupero è atteso attraverso la cessione a controparti terze e (iii) i parametri creditizi (Probability of Default, Loss Given Default ed Exposure at Default) che, in ottemperanza al principio contabile IFRS9, incorporano, tra gli altri fattori, i nformazioni forward -looking e l’evoluzione attesa dello scenario macroeconomico.
Pertanto, anche in questo caso le valutazioni risentono del menzionato grado di incertezza in merito all'evoluzione delle ten sioni geopolitiche , così come dell’evoluzione delle condizioni macroeconomiche.
L’evoluzione di tali fattori potrebbe, infatti, determinare la necessità, nei futuri periodi di reporting, di ulteriori class ificazioni delle esposizioni creditizie fra le esposizioni deteriorate , determinando quindi la rilevazione di ulteriori rettifiche di valore inerenti sia a queste esposizioni sia alle esposizioni non deteriorate, per effetto dell’aggiornamento dei parametri creditizi.
In aggiunta, l’adeguamento delle rettifiche di valore potrebbe derivare dall’affermarsi di uno scenario macroeconomico divers o da quello stimato per il calcolo dei parametri creditizi o dall’emergere sul mercato dei crediti deteriorati di prezzi diversi ri spetto a quelli considerati nell’ambito delle valutazioni.
Inoltre, l’evoluzione del mercato immobiliare , in termini di revisione al ribasso dei prezzi degli immobili, potrebbe influenzare (i) il valore degli immobili ricevuti in garanzia e potrebbe richiedere un adeguamento delle rettifiche di valore ; o (ii) la capacità di alcune controparti, operanti nel mercato immobiliare, di onorare il proprio debito .
Infine, a partire dal 2024 la misurazione delle esposizioni creditizie riflette il rischio climatico e ambientale incorporand o tale rischio nell’evoluzione dei parametri di rischio di credito (Probability of Default, Loss Given Default ove appropriato) che sono stati calibrati considerando diverse ipotesi in termini di implementazione delle politiche di transizione e di severità del rischio fisico. Pertanto , cambiamenti avversi nei rischi climatici che possono comportare un inasprimento delle politiche di t ransizione e dei costi associati o un aumento della severità del rischio fisico possono richiedere il riconoscimento di ulteriori rettifiche di valore.
Russia
Il gruppo UniCredito è esposto in Russia attraverso (i) i suoi investimenti in AO UniCredit Bank, l a sua controllat a OOO UniCredit Leasing, e (ii) le esposizioni verso controparti russe detenute attraverso controllate non russe.
Le tensioni geopolitiche derivanti dal conflitto Russia e Ucraina hanno comportato sanzioni e contro sanzioni tra le parti; l’amministrazione russa ha anche intrapreso azioni verso gli investitori occidentali, in termini di, ad esempio: (i) gestione temporaneamente affidata a entità russe di società controllate d a investitori occidentali; (ii) mancanza di procedure di rimpatrio dei capitali dalla Russia; (iii) limitazione della possibilità per le controllate russe di distribuire dividendi agli investitori occidentali; (iv) sentenze delle Corti russe che hanno considerato le controllate locali di investitori occidentali responsabili in solido in presenza di cause legali .
L’evoluzione di queste tensioni geopolitiche può avere impatti, anche significativi, sul valore di tali attività e passività determinando la possibile necessità di riconoscere perdite addizionali.
Con riferimento al tasso di cambio del rublo russo, la BCE ha interrotto la quotazione del tasso di cambio EUR/RUB a partire dal 2 marzo 2022.
Pertanto, al 30 giugno 202 6 e in coerenza con i precedenti esercizi, il Gruppo ha applicato un tasso di cambio OTC fornito da Electronic Broking Service (EBS5). A tale riguardo non si può escludere che, una volta che la BCE riprenda a quotare il tasso di cambio EUR/RUB, tale tasso s ia diverso da quello EBS determinando un impatto a patrimonio netto e a Conto economico.
Per ulteriori informazioni sul tasso di cambio, si rimanda alla “Sezione 5 - Altri Aspetti” della Not e illustrative , Parte A - Politiche contabili, A.1 Parte generale.
Altre valutazioni
Le seguenti ulteriori poste di bilancio possono essere significativamente influenzate nella loro valutazione da rischi ed inc ertezze, anche se non direttamente connesse al rallentamento dell’attività economica e all’associato grado di incertezza della ripr esa economica:
• fair value relativo agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
• trattamento di fine rapporto (in Italia) e altri benefici dovuti ai dipendenti (incluse le obbligazioni relative ai piani a b enefici definiti);
• fondi per rischi e oneri.
5 EBS è una piattaforma elettronica di trading utilizzata per lo scambio di valute fra banche market making. È parte del gruppo CME (Chicago Mercantile Exchange).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 71 Sebbene le valutazioni siano state effettuate sulla base di informazioni ritenute ragionevoli e sostenibili al 30 giugno 202 6, le stesse potranno subire cambiamenti al momento non prevedibili per effetto delle evoluzioni nei parametri alla base delle rispettive valutazioni.
Inoltre, i seguenti fattori, in aggiunta a quelli sopra illustrati, potrebbero influenzare i futuri risultati del Gruppo e de terminare esiti significativamente differenti da quelli derivanti dalle valutazioni: (i) condizioni economiche ed industriali gener ali delle aree in cui il Gruppo opera o detiene investimenti significativi; (ii) esposizione ai vari rischi di mercato (es. rischio cambio); (iii) instabilità politica nelle aree in cui il Gruppo opera o detiene investimenti significativi; (iv) cambiamenti legislativi, normativi, fiscali, inclusi i requisiti in materia di capitale regolamentare e di liquidità, e la maggiore regolamentazione in risposta alla crisi finanziaria ; (v) cambiamenti climatici avversi che potrebbero influenzare il valore delle attività detenute e/o la capacità dei clienti di onorare il proprio debito6. Altri fattori sconosciuti ed imprevedibili potrebbero determinare degli scostamenti materiali tra i risultati effettivi e quelli previsti.
Dichiarazione di continuità aziendale Nel documento congiunto n.4 del 3 marzo 2010, Banca d’Italia, Consob e ISVAP avevano svolto alcune considerazioni in merito a lla situazione dei mercati e delle imprese, chiedendo di fornire nelle Relazioni finanziarie una serie di informazioni indispensabi li per una migliore comprensione degli andamenti e delle prospettive aziendali. Anche sulla base di tale linea guida, si è rilasciata la presente dichiarazione di c ontinuità aziendale.
Gli Amministratori di UniCredit hanno osservato che durante il primo semestre 2026 le tensioni geopolitiche nel Medio Oriente si sono intensificate e il conflitto t ra la Federazione Russa e l’Ucraina è continuato. Inoltre è persist ita l’incertezz a sulle politiche commerciali internazionali .
Tali eventi hanno determinato una rilevante incertezza delle previsioni macroeconomiche, in particolare in termini di crescita del PIL, dinamica dei tassi di inflazione e d evoluzione dei tassi di interesse.
Gli Amministratori hanno analizzato tali circostanze, ed hanno concluso, con ragionevole certezza, che il Gruppo continuerà a d operare proficuamente in un futuro prevedibile e, di conseguenza, in conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS1, i l Bilancio consolidato del gruppo UniCredit al 3 0 giugno 2026 è stato predisposto in una prospettiva di continuità aziendale.
I criteri di valutazione adottati sono pertanto coerenti con il presupposto della continuità aziendale e rispondono ai princi pi di competenza, di rilevanza e significatività dell’informazione contabile e di prevalenza della sostanza economica sulla forma g iuridica.
Tali criteri non hanno subito modifiche rispetto all’esercizio precedente.
Infine, per il rilascio di tale dichiarazione e delle relative valutazioni, si è tenuto peraltro conto anche dei principali i ndicatori regolamentari del Gruppo al 30 giugno 202 6, in termini di dati puntuali: coefficiente di Capitale Primario di classe 1 pari al 1 4,26% e coefficiente MREL pari a 3 0,58% di RWEA e 9,74% della Leva finanziaria che sono superiori rispetto ai requisiti minimi regolamentari (coefficiente di Capitale Primario di classe 1:
eccesso di 378 punti base; MREL Ratio: eccesso di 332 punti base in termini di RWEA e 374 punti base in termini di Leva finanziaria).
6 Per ulteriori informazioni in merito al rischio climatico e agli impatti a livello di Gruppo, si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura - I rischi climatici e ambientali.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 72 Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento Di seguito si espongono i criteri e i principi di consolidamento adottati nella predisposizione della Relazione finanziaria s emestrale consolidata al 30 giugno 202 6.
Situazioni oggetto di consolidamento Per la formazione della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 sono state utilizzate le seguenti fonti :
• la situazione semestrale al 30 giugno 202 6 della capogruppo UniCredit S.p.A.;
• le situazioni semestrali al 30 giugno 202 6 delle altre società consolidate integralmente o delle società collegate valutate secondo il metodo del patrimonio netto7, opportunamente riclassificate ed adeguate per tenere conto delle esigenze di consolidamento e, ove necessario, per uniforma rle ai principi contabili di Gruppo.
La conversione degli importi espressi in valuta estera avviene per lo Stato patrimoniale al cambio di fine periodo; per il Co nto economico è invece utilizzato il cambio medio.
I prospetti di bilancio e le note illustrative delle principali società consolidate integralmente, predisposti secondo gli IAS/IFRS ai fini del Bilancio consolidato, sono assoggettati a revisione contabile limitata da parte di primarie Società di revisione.
Società controllate
Sono controllate le entità, incluse le entità strutturate, nelle quali il Gruppo dispone di controllo diretto o indiretto.
Il controllo su un’entità si evidenzia attraverso:
• l’esistenza di potere sulle attività rilevanti;
• l’esposizione alla variabilità dei rendimenti;
• la capacità di utilizzare il potere detenuto per influenzare i rendimenti a cui il Gruppo è esposto.
Al fine di verificare l’esistenza di controllo, il Gruppo considera i seguenti fattori:
• lo scopo e la struttura della partecipata, al fine di identificare quali sono gli obiettivi dell’entità, le attività che determinano i suoi rendiment i e come tali attività sono governate;
• il potere, al fine di comprendere se il Gruppo ha diritti contrattuali che attribuiscono la capacità di governare le attività rilevanti; a tal fine sono considerati solamente diritti sostanziali che forniscono capacità pratica di governo;
• l’esposizione detenuta nei confronti della partecipata, al fine di valutare se il Gruppo ha rapporti con la partecipata i cui rendimenti sono soggetti a variazioni dipendenti dalla performance della partecipata;
• l’esistenza di potenziali relazioni “preponente - agente” ( principal - agent ).
Laddove le attività rilevanti siano governate attraverso diritti di voto, l’esistenza di controllo è oggetto di verifica cons iderando i diritti di voto, anche potenziali, detenuti e l’esistenza di eventuali accordi o di patti parasociali che attribuiscano il diritto di controllare la maggioranza dei diritti di voto stessi, di nominare la maggioranza dell’organo di governo o comunque il potere di determinare le politiche finanziarie e operative dell’ entità.
Tra le controllate possono essere comprese anche le cosiddette “entità strutturate” nelle quali i diritti di voto non sono si gnificativi ai fini della sussistenza del controllo, ivi incluse società o entità a destinazione specifica ( “special purpose entities ”) e fondi di investimento.
Nel caso di entità strutturate, l’esistenza del controllo è oggetto di verifica considerando sia i diritti contrattuali che c onsentono il governo delle attività rilevanti dell’entità (ovvero quelle che contribuiscono maggiormente ai risultati) sia l’esposi zione del Gruppo ai rendimenti variabili derivanti da tali attività.
Il valore contabile delle interessenze partecipative in società consolidate integralmente, detenute dalla Capogruppo o dalle altre società del Gruppo, è eliminato, a fronte dell’ iscrizione delle attività e passività delle partecipate, in contropartita della corrispondente frazione di patrimonio netto di pertinenz a del Gruppo.
I rapporti patrimoniali attivi e passivi, le operazioni fuori bilancio, i proventi e gli oneri, nonché i profitti e le perdit e intercorsi tra società incluse nell’area di consolidamento sono elisi integralmente, coerentemente alle modalità di consolidament o adottate.
I costi e i ricavi di una controllata sono inclusi nel consolidato a partire dalla data di acquisizione del controllo. I cost i e i ricavi di una controllata ceduta sono inclusi nel Conto economico consolidato fino alla data della cessione, vale a dire fino al momento in cui si cessa di avere il controllo della partecipata. La differenza tra il corrispettivo di cessione della controllata e il valore contabile delle sue attività nette alla stessa data è rilevata : (i) nel Conto economico alla voce “280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti” in caso la vendita determini la perdita del controllo; (ii) in contropartita del patrimonio netto, qualora la cessione non comporti la perdita del controllo.
7 In casi limitati sono stati utilizzati bilanci o relazioni risalenti a 3 mesi antecedenti alla data del 3 0 giugno 2026, ove non disponibili relazioni più aggiornate .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 73 La quota di pertinenza di terzi è presentata nello Stato patrimoniale alla voce “190. Patrimonio di pertinenza di terzi”, sep aratamente dalle passività e dal patrimonio netto di pertinenza del Gruppo. Anche nel Conto economico la quota di pertinenza di ter zi è presentata separatamente alla voce “340. Utile (Perdita) d ’esercizio di pertinenza di terzi”.
Per le società che sono incluse per la prima volta nell’area di consolidamento, il fair value del corrispettivo sostenuto per ottenere il controllo di tale partecipazione è misurato alla data di acquisizione.
Accordi a controllo congiunto Un accordo a controllo congiunto è un accordo contrattuale ai sensi del quale due o più controparti dispongono di controllo c ongiunto su un’entità.
Il controllo congiunto è la condivisione, su base contrattuale, del controllo che esiste unicamente quando per le decisioni r elative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Secondo il principio IFRS11 - Accordi a controllo congiunto, gli accordi a controllo congiunto devono essere classificati quali Joint operation o Joint Venture in funzione dei diritti e delle obbligazioni contrattuali del Gruppo.
Una Joint Operation è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività e obbligazioni rispetto alle passività dell’a ccordo.
Una Joint Venture è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività nette dell’accordo.
Il Gruppo ha valutato la natura degli accordi a controllo congiunto e ha determinato che le proprie partecipazioni controllat e congiuntamente sono del tipo Joint Ventures. Tali partecipazioni sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto.
Il valore di bilancio delle Joint Venture è testato ai sensi dello IAS36 come un singolo asset, comparando lo stesso con il valore recuperabile (definito come il maggiore tra valore d’uso e fair value al netto dei costi di dismissione).
Società collegate
Una società collegata è un’impresa nella quale la partecipante esercita un’influenza notevole e che non è né controllata in m aniera esclusiva né controllata in modo congiunto. L’influenza notevole si presume quando la partecipante:
• detiene, direttamente o indirettamente, almeno il 20%8 del capitale di un’altra società, oppure • è in grado, anche attraverso patti parasociali, di esercitare un‘influenza significativa attraverso:
- la rappresentanza nell’organo di governo dell’impresa;
- la partecipazione nel processo di definizione delle politiche, ivi inclusa la partecipazione nelle decisioni relative ai divi dendi oppure ad altre
distribuzioni;
- l’esistenza di transazioni significative;
- lo scambio di personale manageriale;
- la fornitura di informazioni tecniche essenziali.
Si precisa che possono essere classificate fra le società a influenza notevole solamente quelle entità il cui governo è eserc itato attraverso i diritti di voto.
Le partecipazioni in società collegate sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto. Il valore di bilancio delle soci età collegate è testato ai sensi dello IAS36 come un singolo asset, comparando lo stesso con il valore recuperabile (definito come il maggiore tra valore d’uso e fair value al netto dei costi di dismissione).
Metodo del patrimonio netto Il valore contabile delle società valutate secondo il metodo del patrimonio netto include l’avviamento (al netto di qualsiasi perdita di valore) p agato per l’acquisizione. La partecipazione agli utili e alle perdite post -acquisizione delle partecipate è rilevata in Conto economico alla voce “250. Utili (Perdite) delle partecipazioni”. L’eventuale distribuzione di dividendi è portata a riduzione del valore di iscrizione della partecipazione.
Se la quota di interessenza nelle perdite della partecipata eguaglia o supera il valore di iscrizione della stessa, non sono rilevate ulteriori perdite, a meno che non siano state contratte specifiche obbligazioni a favore della società o non siano stati e ffettuati dei pagamenti a favore della stessa.
Gli utili e le perdite rivenienti da transazioni con società collegate o a controllo congiunto sono eliminati in proporzione della percentuale di partecipazione nella società stessa.
Le variazioni delle riserve da valutazione delle società collegate o a controllo congiunto, registrate in contropartita delle variazioni di valore dei fenomeni a tal fine rilevanti, sono evidenziate separatamente nel Prospetto della redditività complessiva .
Nella tabella seguente sono elencate le società incluse nell’area di consolidamento.
8 10% per le società quotate.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 74 Partecipazioni in società oggetto di consolidamento integrale e al patrimonio netto
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
A. SOCIETA' CONSOLIDATE INTEGRALMENTE
1 UNICREDIT SPA MILANO MILANO ITALIA CAPOGRUPPO
Capitale sociale EUR 21.509.089.303
2 ALLEGRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
3 ALMS LEASING GMBH. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.000
4 ALPHA RENT DOO BEOGRAD BELGRADO BELGRADO SERBIA 1 3 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH 100,00
Capitale sociale RSD 3.285.948.900
5 AO UNICREDIT BANK(4) MOSCA MOSCA RUSSIA 1 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale RUB 41.787.805.174
6 ARABELLA FINANCE DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
7 ARGENTAURUS IMMOBILIEN -VERMIETUNGS -
UND VERWALTUNGS GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 5 HVB PROJEKT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 511.300
8 ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.337 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H. 99,80
9 ARTS CONSUMER 2023 SRL
(CARTOLARIZZAZIONE: CONSUMER 2023) VERONA VERONA ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
10 ARTS CONSUMER SRL (CARTOLARIZZAZIONE:
CONSUMER IV) VERONA VERONA ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
11 BA CA SECUND LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
12 BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT ZEGA LEASING -GESELLSCHAFT
M.B.H. 100,00
Capitale sociale EUR 363.364
13 BA GEBAEUDEVERMIETUNGSGMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 3 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 89,00
Capitale sociale EUR 36.336 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH 1,00
BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG
GES.M.B.H. 10,00
14 BA-CA ANDANTE LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.500
15 BA-CA LEASING DREI GARAGEN GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 35.000 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 99,80
16 BA-CA LEASING MAR IMMOBILIEN LEASING
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
17 BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG
GES.M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 127.177
18 BA-CA PRESTO LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
19 BA/CA -LEASING BETEILIGUNGEN GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 454.000 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH 99,80
20 BACA HYDRA LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
21 BACA KOMMUNALLEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.500
22 BACA LEASING UND
BETEILIGUNGSMANAGEMENT GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 98,80
Capitale sociale EUR 18.287 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
23 BAL HESTIA IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
24 BAL HORUS IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH 99,80
25 BAL HYPNOS IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH 99,80
26 BAL OSIRIS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 75 RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
27 BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
IMMOBILIENANLAGEN GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H. 99,80
28 BANK AUSTRIA LEASING ARGO IMMOBILIEN
LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 WOEM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
29 BANK AUSTRIA LEASING IKARUS IMMOBILIEN
LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
30 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN -
KAPITALANLAGE GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN -
MANAGEMENT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 5.000.000
31 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN -
MANAGEMENT GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 94,95
Capitale sociale EUR 10.900.500
32 BANK AUSTRIA WOHNBAUBANK AG VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 18.765.944
33 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.500
34 BREWO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.337
35 CABET -HOLDING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 290.909
36 CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 CABET -HOLDING GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
37 CALG 307 MOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT ZEGA LEASING -GESELLSCHAFT
M.B.H. 100,00
Capitale sociale EUR 36.500
38 CALG 443 GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 98,80
Capitale sociale EUR 36.336 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 1,00
39 CALG 445 GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,40
Capitale sociale EUR 18.168 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 99,60
40 CALG ANLAGEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
41 CALG ANLAGEN LEASING GMBH, WIEN & CO.
GRUNDSTUECKSVERMIETUNG UND -
VERWALTUNG KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,90
Capitale sociale EUR 2.326.378
42 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.336 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,80
43 CALG GAMMA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.337 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 99,80
44 CALG GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
45 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 254.355 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,80
46 CALG MINAL GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 18.286 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,80
47 CAPITAL MORTGAGE SRL
(CARTOLARIZZAZIONE: CAPITAL MORTGAGE
2007 - 1) VERONA VERONA ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
48 CASTELLANI LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT ZEGA LEASING -GESELLSCHAFT
M.B.H. 90,00
Capitale sociale EUR 1.800.000 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 10,00
49 CHARADE LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
50 CHEFREN LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.500
51 CIVITAS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
52 COIMA LAMPUGNANO REGENERATION FUND MILANO MILANO ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 76 RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
53 COMMUNA - LEASING
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 REAL -LEASE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. 99,80
Capitale sociale EUR 36.337 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
54 CONTRA LEASING -GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 74,80
Capitale sociale EUR 36.500 JAUSERN -LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. 25,00
UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
55 CORDUSIO SOCIETA' FIDUCIARIA PER AZIONI MILANO MILANO ITALIA 1 2 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 520.000
56 DLV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 90,00
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 10,00
57 DUODEC Z IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
58 EBS FINANCE S.R.L. MILANO MILANO ITALIA 1 2 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 10.000
59 EBS FINANCE S.R.L. (PATR.SEPARATO) MILANO MILANO ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
60 EDILTRENNO S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE MILANO MILANO ITALIA 1 3 VISCONTI SRL 100,00
Capitale sociale EUR 103.200
61 ELEKTRA PURCHASE NO. 28 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
62 ELEKTRA PURCHASE NO. 31 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
63 ELEKTRA PURCHASE NO. 32 S.A. -
COMPARTMENT 1 LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
64 ELEKTRA PURCHASE NO. 33 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
65 ELEKTRA PURCHASE NO. 350 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
66 ELEKTRA PURCHASE NO. 36 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
67 ELEKTRA PURCHASE NO. 38 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
68 ELEKTRA PURCHASE NO. 43 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
69 ELEKTRA PURCHASE NO. 54 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
70 ELEKTRA PURCHASE NO. 56 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
71 ELEKTRA PURCHASE NO. 66 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
72 ELEKTRA PURCHASE NO. 69 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
73 ELEKTRA PURCHASE NO. 71 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
74 ELEKTRA PURCHASE NO. 79 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
75 ELEKTRA PURCHASE NO. 82 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
76 ELEKTRA PURCHASE NO. 84 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
77 ELEKTRA PURCHASE NO. 85 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
78 EUROLEASE ANUBIS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
79 EUROLEASE ISIS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
80 EUROLEASE MARDUK IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
81 EUROLEASE RA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
82 EUROLEASE RAMSES IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.336 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
83 EUROPA INGATLANBEFEKTETESI ALAP (EUROPE
REAL -ESTATE INVESTMENT FUND) BUDAPEST BUDAPEST UNGHERIA 4 2 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. ... (3)
84 FACTORBANK AKTIENGESELLSCHAFT VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 3.000.000
85 FINN ARSENAL LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 99,60
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 77 RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
86 FOLIA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.336 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 99,80
87 FONDO AURORA MILANO MILANO ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
88 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 27.434 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 99,80
89 GEBAEUDELEASING
GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 98,80
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
90 GEMEINDELEASING
GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 37,30
Capitale sociale EUR 18.333 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 37,50
91 GEMMA VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH &
CO. VERMIETUNGS KG PULLACH PULLACH GERMANIA 1 2 HVB PROJEKT GMBH 98,69
Capitale sociale EUR 74.248.181
92 GRUNDSTUECKSVERWALTUNG LINZ -MITTE
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 35.000 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
93 H.F.S. LEASINGFONDS DEUTSCHLAND 7 GMBH &
CO. KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 HVB IMMOBILIEN AG 99,43
Capitale sociale EUR 85.430.630
94 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH GRUENWALD GRUENWALD GERMANIA 1 5 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 26.000 95 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO.
DEUTSCHLAND 10 KG EBERSBERG EBERSBERG GERMANIA 4 5 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH ... (3)
96 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO.
DEUTSCHLAND 11 KG EBERSBERG EBERSBERG GERMANIA 4 5 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH ... (3)
97 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO.
DEUTSCHLAND 12 KG EBERSBERG EBERSBERG GERMANIA 4 5 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH ... (3)
98 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO.
DEUTSCHLAND 8 KG EBERSBERG EBERSBERG GERMANIA 4 5 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH ... (3)
99 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO.
DEUTSCHLAND 9 KG EBERSBERG EBERSBERG GERMANIA 4 5 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH ... (3)
100 HVB IMMOBILIEN AG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 UNICREDIT BANK GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 520.000
101 HVB PROJEKT GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 3 UNICREDIT BANK GMBH 10,00
Capitale sociale EUR 25.633.778 HVB IMMOBILIEN AG 90,00
102 HVB TECTA GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 HVB IMMOBILIEN AG 94,00
Capitale sociale EUR 1.534.000 UNICREDIT BANK GMBH 6,00
103 HVB VERWA 4.4 GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 UNICREDIT BANK GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
104 ICE CREEK POOL NO. 5 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
105 IDEA FIMIT SGR FONDO SIGMA IMMOBILIARE ROMA ROMA ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
106 INTRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 PROJEKT -LEASE
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
107 ISB UNIVERSALE BAU GMBH IN LIQUIDATION BERLINO BERLINO GERMANIA 1 5 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 6.288.890
108 JAUSERN -LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
109 KAISERWASSER BAU - UND ERRICHTUNGS GMBH
UND CO OG VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 3 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 99,80 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
110 KUTRA GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.337 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH 99,80
111 LAGEV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
112 LARGO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
VAPE COMMUNA LEASINGGESELLSCHAFT
M.B.H. 98,80
113 LEASFINANZ ALPHA ASSETVERMIETUNG GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 3 LEASFINANZ GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
114 LEASFINANZ GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BACA LEASING UND
BETEILIGUNGSMANAGEMENT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 218.019
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 78 RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
115 LEGATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
116 LIPARK LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
Capitale sociale EUR 36.500 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 74,80
UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
117 LIVA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 99,80
118 M. A. V. 7., BANK AUSTRIA LEASING
BAUTRAEGER GMBH & CO.OG. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 1,97
Capitale sociale EUR 3.707 UNICREDIT LUNA LEASING GMBH 98,04
119 MBC IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
120 MENUETT GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.337 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
121 MOMENTUM ALLWEATHER STRATEGIES - LONG
TERM STRATEG HAMILTON HAMILTON BERMUDA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
122 MOMENTUM LONG TERM VALUE FUND HAMILTON HAMILTON BERMUDA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
123 OCT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 99,80
124 OLG HANDELS - UND
BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
125 OMNIA GRUNDSTUCKS -GMBH & CO. OBJEKT
HAIDENAUPLATZ KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 3 HVB IMMOBILIEN AG 94,00
Capitale sociale EUR 26.000 UNICREDIT BANK GMBH 6,00
126 OOO UNICREDIT LEASING(4) MOSCA MOSCA RUSSIA 1 2 AO UNICREDIT BANK 100,00
Capitale sociale RUB 149.160.248
127 ORBIT PERFORMANCE STRATEGIES - ORBIT US
CLASSE I U HAMILTON HAMILTON BERMUDA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
128 OTHMARSCHEN PARK HAMBURG GMBH & CO.
GEWERBEPARK KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 5 HVB PROJEKT GMBH 10,00
Capitale sociale EUR 51.129 T & P FRANKFURT DEVELOPMENT B.V. 30,00
T & P VASTGOED STUTTGART B.V. 60,00
129 PADEL FINANCE 01 DAC DUBLINO DUBLINO IRLANDA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
130 PAI (BERMUDA) LIMITED HAMILTON HAMILTON BERMUDA 1 2 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale USD 12.000
131 PALAIS ROTHSCHILD VERMIETUNGS GMBH & CO
OG VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 3 SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT 100,00
Capitale sociale EUR 2.180.185
132 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
133 PENSIONSKASSE DER HYPO VEREINSBANK
VVAG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 4 5 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
134 PIANA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
135 PIRTA VERWALTUNGS GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 3 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 2.067.138
136 POLLUX IMMOBILIEN GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 3 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH 0,20
137 POSATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 74,80
138 PROJEKT -LEASE
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H. 74,80
139 QUADEC Z IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
140 QUART Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,80
141 QUINT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 79 RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
142 RANA -LIEGENSCHAFTSVERWERTUNG GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 3 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH 99,90
Capitale sociale EUR 72.700
143 REAL -LEASE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 99,80
144 REAL -RENT LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 73.000 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
145 REDEUS FUND MILANO MILANO ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
146 ROSENKAVALIER 2008 GMBH FRANCOFORTE FRANCOFORTE GERMANIA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
147 ROSENKAVALIER 2015 UG FRANCOFORTE FRANCOFORTE GERMANIA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
148 ROSENKAVALIER 2020 UG FRANCOFORTE FRANCOFORTE GERMANIA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
149 ROSENKAVALIER 2022 UG FRANCOFORTE FRANCOFORTE GERMANIA 4 2 UNICREDIT BANK GMBH ... (3)
150 SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 99,99
Capitale sociale EUR 20.000.000 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH 0,01
151 SCHOELLERBANK INVEST AG SALISBURGO SALISBURGO AUSTRIA 1 2 SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT 100,00
Capitale sociale EUR 2.543.549
152 SECA -LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH 74,80
153 SEXT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH 99,80
154 SIGMA LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 18.286 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 0,40
CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,40
155 SOCIETA' AGRICOLA TENUTA CESARINA SRL ROMA ROMA ITALIA 1 3 VISCONTI SRL 100,00
Capitale sociale EUR 5.000.000
156 SOCIETA' AGRICOLA TENUTA DEL GHIRLANDAIO
SRL IN LIQUIDAZIONE MILANO MILANO ITALIA 1 3 VISCONTI SRL 100,00
Capitale sociale EUR 10.000
157 SPECTRUM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 WOEM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
158 STEWE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.337 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 75,80
PROJEKT -LEASE
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. 24,00
159 T & P FRANKFURT DEVELOPMENT B.V. MONACO DI
BAVIERA AMSTERDAM OLANDA 1 5 HVB PROJEKT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 4.938.271
160 T & P VASTGOED STUTTGART B.V. MONACO DI
BAVIERA AMSTERDAM OLANDA 1 5 HVB PROJEKT GMBH 87,50
Capitale sociale EUR 10.769.773
161 TERRENO GRUNDSTUCKSVERWALTUNG GMBH
& CO. ENTWICKLUNGS - UND
FINANZIERUNGSVERMITTLUNGS -KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 3 HVB TECTA GMBH 75,00
Capitale sociale EUR 920.400
162 TERZ Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 99,80
163 UCLA AM WINTERHAFEN 11 IMMOBILIENLEASING
GMBH & CO OG VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT ZEGA LEASING -GESELLSCHAFT
M.B.H. 50,00
Capitale sociale EUR 0 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH 50,00
164 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H. 90,00
Capitale sociale EUR 10.000 BA-CA ANDANTE LEASING GMBH 10,00
165 UCTAM RU LIMITED LIABILITY COMPANY(4) MOSCA MOSCA RUSSIA 1 5 UNICREDIT TURN -AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH 100,00
Capitale sociale RUB 4.000.000
166 UFFICIUM IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 95,00
Capitale sociale EUR 36.337 KUTRA GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. 5,00
167 UNICOM IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
168 UNICREDIT ACHTERHAUS LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 10,00
Capitale sociale EUR 35.000 UNICREDIT ZEGA LEASING -GESELLSCHAFT
M.B.H. 90,00
169 UNICREDIT AURORA LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 219.000
170 UNICREDIT BANK A.D. BANJA LUKA BANJA LUKA BANJA LUKA BOSNIA
ERZEGOVINA 1 1 UNICREDIT SPA 99,67
Capitale sociale BAM 97.055.000
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 80 RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
171 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 1.681.033.521
172 UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND
SLOVAKIA, A.S. PRAGA PRAGA REPUBBLICA
CECA 1 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale CZK 8.754.617.898
173 UNICREDIT BANK D.D. MOSTAR MOSTAR BOSNIA
ERZEGOVINA 1 1 ZAGREBACKA BANKA D.D. 99,30 99,31
Capitale sociale BAM 119.195.000
174 UNICREDIT BANK GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 2.407.151.016
175 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. BUDAPEST BUDAPEST UNGHERIA 1 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale HUF 24.118.220.000
176 UNICREDIT BANK S.A. BUCAREST BUCAREST ROMANIA 1 1 UNICREDIT SPA 89,09
Capitale sociale RON 1.312.483.938
177 UNICREDIT BANK SERBIA JSC BELGRADO BELGRADO SERBIA 1 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale RSD 23.607.620.000
178 UNICREDIT BANKA SLOVENIJA D.D. LUBIANA LUBIANA SLOVENIA 1 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 20.383.698
179 UNICREDIT BPC MORTAGE SRL (COVERED
BONDS) VERONA VERONA ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
180 UNICREDIT BPC MORTGAGE S.R.L. VERONA VERONA ITALIA 1 2 UNICREDIT SPA 60,00
Capitale sociale EUR 12.000
181 UNICREDIT BROKER S.R.O. BRATISLAVA BRATISLAVA SLOVACCHIA 1 2 UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. 100,00
Capitale sociale EUR 8.266
182 UNICREDIT BULBANK AD SOFIA SOFIA BULGARIA 1 1 UNICREDIT SPA 99,45
Capitale sociale EUR 145.746.104
183 UNICREDIT CAPITAL MARKETS LLC NEW YORK NEW YORK U.S.A. 1 2 UNICREDIT U.S. FINANCE LLC 100,00
Capitale sociale USD 100.100
184 UNICREDIT CENTER AM KAISERWASSER GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 3 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
185 UNICREDIT CONSUMER FINANCING EAD SOFIA SOFIA BULGARIA 1 2 UNICREDIT BULBANK AD 100,00
Capitale sociale EUR 1.428.000
186 UNICREDIT CONSUMER FINANCING IFN S.A. BUCAREST BUCAREST ROMANIA 1 2 UNICREDIT BANK S.A. 50,10
Capitale sociale RON 173.269.200 UNICREDIT SPA 49,90
187 UNICREDIT DIRECT SERVICES GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 3 UNICREDIT BANK GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 767.000
188 UNICREDIT FACTORING CZECH REPUBLIC AND
SLOVAKIA, A.S. PRAGA PRAGA REPUBBLICA
CECA 1 2 UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND
SLOVAKIA, A.S. 100,00
Capitale sociale CZK 222.600.000
189 UNICREDIT FACTORING SPA MILANO MILANO ITALIA 1 2 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 414.348.000
190 UNICREDIT FLEET MANAGEMENT EOOD SOFIA SOFIA BULGARIA 1 3 UNICREDIT BULBANK AD 100,00
Capitale sociale EUR 51.129
191 UNICREDIT FLEET MANAGEMENT S.R.O. PRAGA PRAGA REPUBBLICA
CECA 1 3 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
Capitale sociale CZK 5.000.000
192 UNICREDIT FLEET MANAGEMENT S.R.O. BRATISLAVA BRATISLAVA SLOVACCHIA 1 3 UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. 100,00
Capitale sociale EUR 6.639
193 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 EUROLEASE RAMSES IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. 99,80
Capitale sociale EUR 57.000 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
194 UNICREDIT GUSTRA LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 10,00
Capitale sociale EUR 35.000 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH 90,00
195 UNICREDIT HAMRED LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH 90,00
Capitale sociale EUR 35.000 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 10,00
196 UNICREDIT INSURANCE BROKER EOOD SOFIA SOFIA BULGARIA 1 2 UNICREDIT LEASING EAD 100,00
Capitale sociale EUR 2.556
197 UNICREDIT INSURANCE BROKER GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 PIRTA VERWALTUNGS GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 156.905
198 UNICREDIT INSURANCE BROKER SRL BUCAREST BUCAREST ROMANIA 1 2 UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. 100,00
Capitale sociale RON 150.000
199 UNICREDIT INTERNATIONAL BANK
(LUXEMBOURG) SA NIEDERANVEN NIEDERANVEN LUSSEMBURGO 1 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 13.406.600
200 UNICREDIT INVEST ALTERNATIVES GMBH GRUENWALD GRUENWALD GERMANIA 1 2 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 125.000
201 UNICREDIT INVEST LUX S.A. SENNINGERBERG SENNINGERBERG LUSSEMBURGO 1 2 UNICREDIT INTERNATIONAL BANK
(LUXEMBOURG) SA 100,00
Capitale sociale EUR 125.500
202 UNICREDIT JELZALOGBANK ZRT. BUDAPEST BUDAPEST UNGHERIA 1 1 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. 100,00
Capitale sociale HUF 3.000.000.000
203 UNICREDIT KFZ LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H. 100,00
Capitale sociale EUR 648.000
204 UNICREDIT LEASED ASSET MANAGEMENT SPA MILANO MILANO ITALIA 1 3 UNICREDIT LEASING SPA 100,00
Capitale sociale EUR 1.000.000
205 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 89,98
Capitale sociale EUR 17.296.134 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH 0,02
BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG
GES.M.B.H. 10,00
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 81 RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
206 UNICREDIT LEASING ALPHA ASSETVERMIETUNG
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 3 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
207 UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. BUCAREST BUCAREST ROMANIA 1 2 UNICREDIT CONSUMER FINANCING IFN S.A. 0,05
Capitale sociale RON 90.989.013 UNICREDIT BANK S.A. 99,96
208 UNICREDIT LEASING CROATIA D.O.O. ZA
LEASING ZAGABRIA ZAGABRIA CROAZIA 1 2 ZAGREBACKA BANKA D.D. 100,00
Capitale sociale EUR 3.810.000
209 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. PRAGA PRAGA REPUBBLICA
CECA 1 2 UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND
SLOVAKIA, A.S. 100,00
Capitale sociale CZK 981.452.000
210 UNICREDIT LEASING EAD SOFIA SOFIA BULGARIA 1 2 UNICREDIT BULBANK AD 100,00
Capitale sociale EUR 1.328.550
211 UNICREDIT LEASING FLEET MANAGEMENT S.R.L. BUCAREST BUCAREST ROMANIA 1 3 PIRTA VERWALTUNGS GMBH 90,02
Capitale sociale RON 680.000 UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. 9,99
212 UNICREDIT LEASING HUNGARY ZRT BUDAPEST BUDAPEST UNGHERIA 1 2 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. 100,00
Capitale sociale HUF 50.000.000
213 UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. BRATISLAVA BRATISLAVA SLOVACCHIA 1 2 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
Capitale sociale EUR 26.560.000
214 UNICREDIT LEASING SPA MILANO MILANO ITALIA 1 2 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 1.106.877.000
215 UNICREDIT LEASING SRBIJA D.O.O. BEOGRAD BELGRADO BELGRADO SERBIA 1 2 UNICREDIT BANK SERBIA JSC 100,00
Capitale sociale RSD 2.067.955.401
216 UNICREDIT LEASING TECHNIKUM GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 LEASFINANZ GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 35.000 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
217 UNICREDIT LIFE INSURANCE S.P.A. MILANO MILANO ITALIA 1 4 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 381.698.529
218 UNICREDIT LUNA LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
219 UNICREDIT MOBILIEN UND KFZ LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 98,80
220 UNICREDIT NV/SA BRUXELLES BRUXELLES BELGIUM 1 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 316.388.562
221 UNICREDIT OBG S.R.L. VERONA VERONA ITALIA 1 2 UNICREDIT SPA 60,00
Capitale sociale EUR 10.000
222 UNICREDIT OBG SRL (COVERED BONDS) VERONA VERONA ITALIA 4 2 UNICREDIT SPA ... (3)
223 UNICREDIT OK1 LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT ZEGA LEASING -GESELLSCHAFT
M.B.H. 90,00
Capitale sociale EUR 35.000 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 10,00
224 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 74,80
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
225 UNICREDIT POJISTOVACI MAKLERSKA SPOL.S
R.O. PRAGA PRAGA REPUBBLICA
CECA 1 2 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
Capitale sociale CZK 510.000
226 UNICREDIT POLARIS LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
227 UNICREDIT RE SERVICES S.P.A. MILANO MILANO ITALIA 1 3 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 500.000
228 UNICREDIT STERNECK LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH 90,00
Capitale sociale EUR 35.000 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 10,00
229 UNICREDIT TECHRENT LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 99,00
Capitale sociale EUR 36.336 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 82 RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
230 UNICREDIT TURN -AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 5 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 750.000
231 UNICREDIT U.S. FINANCE LLC NEW YORK WILMINGTON U.S.A. 1 2 UNICREDIT BANK GMBH 100,00
Capitale sociale USD 130
232 UNICREDIT VITA ASSICURAZIONI S.P.A. MILANO MILANO ITALIA 1 4 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 112.200.000
233 UNICREDIT ZEGA LEASING -GESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
234 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 5 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 32.715.000
235 VAPE COMMUNA LEASINGGESELLSCHAFT
M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH 74,80
236 VERMIETUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO
OBJEKT MOC KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 5 HVB IMMOBILIEN AG 89,45 89,40
Capitale sociale EUR 48.728.161
237 VISCONTI SRL MILANO MILANO ITALIA 1 3 UNICREDIT SPA 76,00
Capitale sociale EUR 2.649.992
238 VODENO SP.ZO.O. VARSAVIA VARSAVIA POLONIA 1 3 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale PLN 695.642.840
239 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 UNICREDIT BANK GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 26.000
240 WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 5 WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT
GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
241 WEALTHCAP EQUITY GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 WEALTHCAP INITIATOREN GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 500.000
242 WEALTHCAP FONDS GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 WEALTHCAP INITIATOREN GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 512.000
243 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT
GMBH 100,00 50,00
Capitale sociale EUR 5.000
244 WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT
GMBH 94,34 50,00
Capitale sociale EUR 10.600 WEALTHCAP VORRATS -2 GMBH 5,66 50,00
245 WEALTHCAP IMMOBILIENANKAUF
KOMPLEMENTAER GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 5 WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
246 WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND
36 KOMPLEMENTAR GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 3 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.565
247 WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND
38 KOMPLEMENTAR GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 3 WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
248 WEALTHCAP INITIATOREN GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 1.533.876
249 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 UNICREDIT BANK GMBH 10,00
Capitale sociale EUR 4.000.000 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH 90,00
250 WEALTHCAP INVESTORENBETREUUNG GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 60.000
251 WEALTHCAP LEASING GMBH GRUENWALD GRUENWALD GERMANIA 1 2 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
252 WEALTHCAP MANAGEMENT SERVICES GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 50.000 253 WEALTHCAP OBJEKT -VORRAT 35 GMBH & CO.
KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 UNICREDIT INVEST ALTERNATIVES GMBH 79,80 25,00
Capitale sociale EUR 10.000 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
254 WEALTHCAP OBJEKT -VORRAT 37 GMBH & CO.
KG MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 UNICREDIT INVEST ALTERNATIVES GMBH 79,80 25,00
Capitale sociale EUR 10.000 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
255 WEALTHCAP PEIA KOMPLEMENTAR GMBH GRUENWALD GRUENWALD GERMANIA 1 5 WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 26.000
256 WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 UNICREDIT BANK GMBH 6,00
Capitale sociale EUR 1.023.000 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH 94,00
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 83 RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE OPERATIVA SEDE LEGALE STATO TIPO DI
RAPPORTO
(1) SETTORE
DI
ATTIVITA
(5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
% DISPONIBILITA'
VOTI
EFFETTIVI %
(2)
257 WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 60.000
258 WEALTHCAP SPEZIAL - AIF-SV BUERO 8 GRUENWALD GRUENWALD GERMANIA 4 2 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH ... (3)
259 WEALTHCAP VORRATS -2 GMBH MONACO DI
BAVIERA MONACO DI
BAVIERA GERMANIA 1 2 WEALTHCAP FONDS GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
260 WEICKER S.A R.L. * LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO 1 3 UNICREDIT BANK GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 20.658.840
261 WOEM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS -
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.336 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
262 Z LEASING ALFA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
263 Z LEASING ARKTUR IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
264 Z LEASING AURIGA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 99,80
265 Z LEASING DORADO IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 CALG GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH 99,80
266 Z LEASING GAMA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
267 Z LEASING GEMINI IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 99,80
268 Z LEASING HEBE IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 GEBAEUDELEASING
GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H. 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
269 Z LEASING HERCULES IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 99,80
270 Z LEASING IPSILON IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH 99,80
271 Z LEASING ITA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H. 99,80
272 Z LEASING KALLISTO IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
273 Z LEASING LYRA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H. 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
274 Z LEASING NEREIDE IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
275 Z LEASING OMEGA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 0,20
Capitale sociale EUR 36.500 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH 99,80
276 Z LEASING PERSEUS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA AUSTRIA 1 2 UNICREDIT ZEGA LEASING -GESELLSCHAFT
M.B.H. 90,00
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO -BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG 10,00
277 ZAGREBACKA BANKA D.D. ZAGABRIA ZAGABRIA CROAZIA 1 1 UNICREDIT SPA 96,19
Capitale sociale EUR 850.068.233
278 ZB EPLUS ZAGABRIA ZAGABRIA CROAZIA 4 2 ZAGREBACKA BANKA D.D. ... (3)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 84
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE LEGALE SEDE OPERATIVA STATO TIPO DI
RAPPORTO (1) SETTORE DI
ATTIVITA (5) IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA % DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI %
(2)
IMPRESE VALUTATE AL PATRIMONIO NETTO
A.2 SOTTOPOSTE A CONTROLLO
CONGIUNTO
1 FIDES LEASING GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 7 2 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 50,00
Capitale sociale EUR 36.000
A.3 SOTTOPOSTE A INFLUENZA
NOTEVOLE
2 ALLIANZ ZB D.O.O. DRUSTVO ZA
UPRAVLJANJE OBVEZNIM I
DOBROVOLJNIM MIROVINSKIM
FONDOVIMA ZAGABRIA ZAGABRIA CROAZIA 8 2 ZAGREBACKA BANKA D.D. 49,00
Capitale sociale EUR 13.935.895
3 ALPHA BANK S.A. ATENE ATENE GRECIA 8 1 UNICREDIT SPA 29,80(6) 32,07(7)
Capitale sociale EUR 671.000.000
4 BKS BANK AG KLAGENFURT KLAGENFURT AUSTRIA 8 1 CABO
BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H. 23,15
Capitale sociale EUR 91.612.000 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 6,63
5 BP HOLDING S.P.A. MILANO MILANO ITALIA 8 2 UNICREDIT SPA 20,00
Capitale sociale EUR 42.500.000
6 BTV VIER LAENDER BANK AG INNSBRUCK INNSBRUCK AUSTRIA 8 1 CABO
BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H. 37,53
Capitale sociale EUR 74.250.000 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 9,85
7 CAMFIN S.P.A. MILANO MILANO ITALIA 8 5 UNICREDIT SPA 8,53 15,82
Capitale sociale EUR 110.000.000
8 CASH SERVICE COMPANY AD SOFIA SOFIA BULGARIA 8 5 UNICREDIT BULBANK AD 25,00
Capitale sociale EUR 6.391.125
9 CBD INTERNATIONAL SP.ZO.O. VARSAVIA VARSAVIA POLONIA 8 5 UNIVERSALE INTERNATIONAL
REALITAETEN GMBH 49,75
Capitale sociale PLN 100.500
10 COMMERZBANK AG FRANCOFORTE
SUL MENO FRANCOFORTE
SUL MENO GERMANIA 8 1 UNICREDIT SPA 26,77(8) 29,99(9)
Capitale sociale EUR 1.081.000.000
11 COMPAGNIA AEREA ITALIANA S.P.A. ROMA ROMA ITALIA 8 5 UNICREDIT SPA 36,59
Capitale sociale EUR 352.940
12 COMTRADE GROUP GMBH ZUG ZUG SVIZZERA 8 5 UNICREDIT BANK GMBH 21,05
Capitale sociale EUR 4.522.000
13 DA VINCI S.R.L. ROMA ROMA ITALIA 8 5 IDEA FIMIT SGR FONDO SIGMA
IMMOBILIARE 37,50
Capitale sociale EUR 100.000
14 NOTARTREUHANDBANK AG VIENNA VIENNA AUSTRIA 8 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 25,00
Capitale sociale EUR 8.030.000
15 OBERBANK AG LINZ LINZ AUSTRIA 8 1 CABO
BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H. 23,76
Capitale sociale EUR 105.917.000 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 3,41
16 OESTERREICHISCHE KONTROLLBANK
AKTIENGESELLSCHAFT VIENNA VIENNA AUSTRIA 8 1 CABET -HOLDING GMBH 24,75
Capitale sociale EUR 130.000.000 SCHOELLERBANK
AKTIENGESELLSCHAFT 8,26
UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 16,14
17 OESTERREICHISCHE
WERTPAPIERDATEN SERVICE GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 8 5 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 29,30
Capitale sociale EUR 100.000
18 PSA PAYMENT SERVICES AUSTRIA
GMBH VIENNA VIENNA AUSTRIA 8 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 24,00
Capitale sociale EUR 285.000
19 RCI FINANCIAL SERVICES S.R.O. PRAGA PRAGA REPUBBLICA
CECA 8 2 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 50,00 49,86
Capitale sociale CZK 70.000.000
20 UNICREDIT ALLIANZ ASSICURAZIONI
S.P.A. MILANO MILANO ITALIA 8 4 UNICREDIT SPA 50,00
Capitale sociale EUR 52.000.000
21 WKBG WIENER KREDITBUERGSCHAFTS -
UND BETEILIGUNGSBANK AG VIENNA VIENNA AUSTRIA 8 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 21,54
Capitale sociale EUR 9.205.109
Note alla tabella delle partecipazioni in società oggetto di consolidamento integrale e al patrimonio netto:
* Le Società rappresentano nel bilancio consolidato i propri attivi e passivi rispettivamente nelle voci "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e “Passività associate ad attività in via di dismissione” secondo quanto previsto da I FRS5.
(1) Tipo di rapporto:
1= maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria;
2= influenza dominante nell'assemblea ordinaria;
3= accordi con altri soci;
4= altre forme di controllo;
5= direzione unitaria ex art.39 comma 1, del "decreto legislativo 136/2015";
6= direzione unitaria ex art.39 comma 2, del "decreto legislativo 136/2015";
7= controllo congiunto;
8= imprese collegate.
(2) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria. I diritti di voto sono riportati solo laddove diversi dalla % di partecipazi one al capitale.
(3) Entità consolidate, ai sensi IFRS10, in virtù della simultanea disponibilità del potere di governo sulle attività rilevan ti e dell’esposizione alla variabilità dei risultanti rendimenti.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 85 (4) Si precisa che al 3 0 giugno 2026 i diritti di voto esercitabili direttamente o indirettamente relativi alle società controllate con sede in Russia, o soggette ad influenza notevole da parte delle stesse, risultano esercitabili e non si rilevano indicazioni che inducano a riconsiderare l’ effettività del rapporto di partecipazione nei confronti di tali società alla medesima data.
(5) Settore di attività:
1= Enti creditizi;
2= Enti finanziari;
3= Enti strumentali;
4= Imprese di assicurazione;
5= Imprese non finanziarie;
6= Altre partecipazioni.
(6) Percentuale calcolata considerando il numero di azioni emesse da Alpha Bank al 30 giugno 2026. Considerando il numero di azioni in circolazione, al netto di quelle riacquistate nell'ambito del programma di buy -back, la percentuale di partecipazione sarebbe pari al 30,61% . Per maggiori dettagli in merito all’acquisizione dell’influenza notevole su Alpha Bank S.A. si veda “Sezione 5 - Altri aspetti”, in Parte A - Politiche contabili, A.1 Parte generale.
(7) Si precisa che al 30 giugno 2026 il totale dei diritti di voto pari al 32,07% è costituito da: (i) diritti di voto direttamente esercitabili da UniCredit pari al 29,80%; e (ii) diritti di voto rivenienti dai derivati Total Return Swap (TRS), convertibili in azioni pari al 2,27%. Le percentuali sono calcolate considerando il numero di azioni di Alpha Bank emesse al 30 giugno 2026. Considerando il numero di azioni in circolazione, al netto di quelle riacquistate nell'ambito del programma di buy -back, la p ercentuale dei diritti di voto sarebbe pari al 3 2,94%. Per maggiori dettagli in merito all’acquisizione dell’influenza notevole su Alpha Bank S.A. si veda “Sezione 5 - Altri aspetti”, in Parte A - Politiche contabili, A.1 Parte generale.
(8) Percentuale calcolata considerando il numero di azioni emesse da Commerzbank al 30 giugno 2026. Considerando il numero di azioni in circolazione, al netto di quelle riacquistate nell'ambito del programma di buy -
back, la percentuale di partecipazione sarebbe pari al 27,93%. Per maggiori dettagli in merito all’acquisizione dell’influenza notevole su Commerzbank AG si veda “Sezione 5 - Altri aspetti”, in Parte A - Politiche contabili, A.1 Parte generale.
(9) Si precisa che al 30 giugno 2026 il totale dei diritti di voto pari al 29,99% è costituito da: (i) diritti di voto direttamente esercitabili da UniCredit pari al 26,77%; e (ii) diritti di voto rivenienti dai derivati Total Return Swap (TRS), correntemente convertibili in azioni pari allo 3,22%. Le percentuali sono calcolate considerando il numero di azioni di Commerzbank emesse al 30 giugno 2026. Considerando il numero di azioni in circolazione, al netto di quelle riacquistate nell'ambito del programma di buy -back, la percentuale dei diritti di voto sarebbe pari al 3 1,29%. Per maggiori dettagli in merito all’acquisizione dell’influenza notevole su Commerzbank AG si veda “Sezione 5 - Altri aspetti”, in Parte A - Politiche contabili, A.1 Parte generale.
Variazioni nell'area di consolidamento Le società consolidate integralmente, comprese la Capogruppo e quelle riclassificate fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono diminuite complessivamente di 6 entità rispetto al 31 dicembre 202 5 (3 nuove entrate e 9 uscite per cessioni /liquidazioni , variazioni del metodo di consolidamento e fusioni), passando da 284 al 31 dicembre 202 5 a 278 al 30 giugno 202 6.
Le società consolidate con il metodo del patrimonio netto, incluse quelle riclassificate fra le attività non correnti e grupp i di attività in via di dismissione, restano invariate (i.e. 21) rispetto al 31 dicembre 202 5 per effetto dell’acquisizione di 1 nuova società e di 1 esclusione per variazion e nel metodo di consolidament o.
Con riferimento al 30 giugno 202 6, si precisa che 1 23 entità controllate (di cui 17 appartenenti al gruppo bancario) non sono state oggetto di consolidamento per materialità e/o per l’avvio delle relative procedure di liquidazione. Sulla base delle informazioni disponibili, si ritie ne che il consolidamento delle stesse non avrebbe comunque determinato effetti significativi sul patrimonio netto di Gruppo.
Società consolidate integralmente Nella tabella che segue sono indicate le variazioni intervenute nelle partecipazioni in società controllate in via esclusiva (consolidate integralmente).
Partecipazioni in società controllate in via esclusiva (consolidate integralmente): variazioni annue
NUMERO DI SOCIETÀ
A. Rimanenze iniziali (da esercizio precedente) 284 B. Variazioni in aumento 3 B.1 Costituzioni -
B.2 Variazione del metodo di consolidamento 2 B.3 Entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio 1 C. Variazioni in diminuzione 9 C.1 Cessioni/Liquidazioni 7 C.2 Variazione del metodo di consolidamento 2 C.3 Fusioni in altre società del Gruppo -
D. Rimanenze finali 278
Le variazioni intervenute in aumento e in diminuzione nel corso del primo semestre a livello di singola società risultano come segue.
Variazioni in aumento
Variazione del metodo di consolidamento
DENOMINAZIONE SEDE
SOCIETA' AGRICOLA TENUTA CESARINA SRL ROMA
EDILTRENNO S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE MILANO
Entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio
DENOMINAZIONE SEDE
SOCIETA' AGRICOLA TENUTA DEL GHIRLANDAIO
SRL IN LIQUIDAZIONE MILANO
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 86 Variazioni in diminuzione
Cessioni/Liquidazioni
DENOMINAZIONE SEDE DENOMINAZIONE SEDE
MONNET 8 -10 S.A R.L. LUSSEMBURGO ELEKTRA PURCHASE NO. 74 DAC DUBLINO
ELEKTRA PURCHASE NO. 37 DAC DUBLINO ELEKTRA PURCHASE NO. 83 DAC DUBLINO
ELEKTRA PURCHASE NO. 46 DAC DUBLINO PAI MANAGEMENT LTD DUBLINO
CA-ZETA REAL ESTATE DEVELOPMENT LIMITED
LIABILITY COMPANY BUDAPEST
Variazione del metodo di consolidamento
DENOMINAZIONE SEDE
NUOVA COMPAGNIA DI PARTECIPAZIONI - SOCIETA'
A RESPONSABILITA' LIMITATA ROMA
WEALTHCAP EQUITY MANAGEMENT GMBH MONACO
Società integrali che hanno modificato la denominazione sociale nel corso dell'esercizio
DENOMINAZIONE SEDE
UNICREDIT INVEST ALTERNATIVES GMBH (ex
WEALTHCAP
KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH) GRUENWALD
UNICREDIT INVEST LUX S.A. (ex STRUCTURED
INVEST SOCIETE ANONYME) SENNINGERBERG
Partecipazioni in società sottoposte a controllo congiunto e ad influenza notevole (consolidate al patrimonio netto): variazi oni annue
NUMERO DI SOCIETÀ
A. Rimanenze iniziali (da esercizio precedente) 21 B. Variazioni in aumento 1 B.1 Costituzioni 1 B.2 Variazione del metodo di consolidamento -
B.3 Entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio -
C. Variazioni in diminuzione 1 C.1 Cessioni/Liquidazioni -
C.2 Variazione del metodo di consolidamento 1 C.3 Fusioni in altre società del Gruppo -
C.4 Altre variazioni -
D. Rimanenze finali 21
Variazioni in aumento
Costituzione di nuove società
DENOMINAZIONE SEDE
BP HOLDING S.P.A. MILANO
Variazioni in diminuzione
Variazione del metodo di consolidamento
DENOMINAZIONE SEDE
ASSET BANCARI II MILANO
Si precisa che al 30 giugno 202 6 sono state mantenute al costo 7 partecipazioni (tutte detenute direttamente o da imprese consolidate) in società collegate.
Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento Non si rilevano eventi significativi verificatisi dopo il 30 giugno 202 6 che renderebbero necessario modificare le informazioni fornite nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato alla medesima data.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 87 Sezione 5 - Altri aspetti Nel corso del 202 6 sono entrate in vigore (i) Modifiche alla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari - modifiche a IFRS9 e IFRS7 (Reg.UE 2025/1047); (ii) Contratti relativi all’elettricità derivante da fonti naturali - Modifiche all’IFRS9 e all’IFRS7 (Reg.UE 2025/1266); e (iii) Perfezionamenti annuali Volume 11 (Reg.UE 2025/1331) .
Con riferimento a: (i) Contratti relativi all’elettricità derivante da fonti naturali - Modifiche all’IFRS9 e all’IFRS7 (Reg.UE 2025/1266) ; e (ii) Perfezionamenti annuali Volume 11 (Reg.UE 2025/1331) , tali modifiche non hanno determinato impatti significativi sui saldi rilevati in Stato patrimoniale e Conto economico.
Con specifico riferimento alle modifiche a IFRS9 e IFRS7, queste chiariscono: (i) il test SPPI per le attività finanziarie la cui remunerazione dipende da eventi contingenti, inclusi quelli legati a clausole ESG; (ii) il momento della cancellazione contabi le e l’introduzione della possibilità di adottare una policy contabile per le passività estinte tramite sistemi di pagamento elettronici quando sono soddisfatti specifici crit eri; (iii) le linee -guida per le attività con caratteristiche non ‑recourse e per gli strumenti contrattualmente collegati (CLI).
Inoltre, le Modifiche richiedono nuova e maggiore informativa. Nel dettaglio:
• con riferimento alla valutazione SPPI per le attività finanziarie la cui remunerazione dipende da eventi contingenti, le modi fiche chiariscono come valutare se i flussi finanziari contrattuali restano coerenti con un basic lending arrangement quando l’even to contingente non è direttamente collegato ai rischi di base del finanziamento e ai costi. L’analisi richiede di considerare tutti gli scenari contrattualment e possibili. Una caratteristica contingente può comunque superare il test SPPI se i flussi contra ttuali non risultano significativamente diversi da quelli di uno strumento finanziario con termini identici ma senza la caratteristica contingente;
• con riferimento alla cancellazione contabile, le modifiche chiariscono la data di cancellazione delle passività finanziarie e introducono un’opzione di politica contabile per cancellare una passività finanziaria prima della data di regolamento quando il pa gamento avviene tramite un sistema elettronico di pagamento idoneo. Le condizioni includono: (i) impossibilità pratica di revocare/interrompere/annullare il pag amento; (ii) impossibilità pratica di accedere alla liquidità dopo l'invio dell’istruzione; (iii ) rischio di regolamento irrilevante, con un tempo molto breve tra istruzione e esecuzione del pagamento;
• con riferimento alle attività con caratteristiche non ‑recourse e ai CLI, le modifiche chiariscono cosa significhi “non‑recourse ” nella pratica e affinano i requisiti look ‑through sia per i finanziamenti non ‑recourse sia per i CLI .
Le modifiche rafforzano la disclosure relativa a: (i) investimenti in strumenti di capitale designati al FVOCI, al fine di mig liorare la trasparenza sugli importi rilevati nella redditività complessiva; (ii) strumenti con caratteristiche contingenti, per i quali è richiesto di illustrare natura e termini delle caratteristiche che possono modificare tempistica o ammontare dei flussi finanziari (es. trigger ESG) e come queste impattano sul rischio e sulla performance.
A questo riguardo il Gruppo ha svolto un progetto finalizzato a (i) valutare l’impatto dei nuovi requisiti in particolare sugli strumenti legati a parametri ESG, (ii) garantire la conformità ai nuovi requisiti modificando coerentemente, se necessario, le proprie policy e i propri p rocessi, e (iii) produrre l’informa tiva richiesta.
Non si prevedono impatti significativi poiché le policy di Gruppo sono state valutate come sostanzialmente già conformi ai nu ovi requisiti.
Alla data del 3 0 giugno 2026, il principio IFRS18 Presentazione e informativa di bilancio (Reg.UE 2026/338 ) è stato omologat o dalla Commissione Europea con applicabili tà a partire dall’1 gennaio 202 7.
Nel dettaglio, l ’IFRS18 sostituisce lo IAS1 e introduce tre insiemi di requisiti per migliorare la comunicazione della performance finanziari a nel conto economico: (i) la presentazione di nuovi specifici subtotali nel conto economico, (ii) l’informativa su definite misure di performance manageriali (MPM
- Management -defined Performance Measures), e (iii) requisiti più stringenti per il raggruppamento (aggregazione e disaggregazione) delle informazioni.
Per quanto riguarda la presentazione dei nuovi subtotali definiti, il principio richiede all’entità di: (i) classificare rica vi e costi nelle categorie di conto economico: operativa, di investimento, di finanziamento, imposte sul reddito e operazioni cessa te, e (ii) presentare due nuovi specifici subtotali: utile operativo e utile prima della gestione finanziaria e delle imposte.
La categoria operativa include tutti i ricavi e costi non classificati nelle categorie investimento, finanziamento, imposte s ul reddito o operazioni cessate, e comprende pertanto ricavi e costi derivanti dalle principali attività dell’entità.
La categoria investimento include: (i) ricavi e costi da attività che generano rendimenti separatamente dalle attività primar ie dell’entità; e (ii) ricavi e costi da disponibilità liquide e strumenti equivalenti e da partecipazioni in collegate e joint ven ture.
La categoria finanziamento include ricavi e costi relativi alle passività.
La categoria imposte sul reddito include i costi (o ricavi) fiscali rilevate a conto economico in ottemperanza allo IAS12, Im poste sul reddito.
La categoria operazioni cessate include ricavi e costi da operazioni classificate come tali ai sensi dell’IFRS5, Attività non correnti detenute per la vendita e attività cessate.
Per le banche, il principio prevede che ricavi e costi che altrimenti sarebbero classificati nelle categorie investimento o f inanziamento (come interessi attivi e passivi, commissioni attive e passive, svalutazioni su crediti e utili da negoziazione) siano inclusi nel risultato operativo. Di conseguenza, le banche non presenterebbero il subtotale “utile prima della gestione finanziaria e delle imposte”.
Con riferimento alle MPM , il principio richiede l’informativa su subtotali di ricavi e costi, diversi da quelli indicati dall’IFRS18 o da quelli specificamente richiesti da altri principi contabili IFRS, che una società utilizza in comunicazioni pubbliche al di fuori de l bilancio pe r comunicare agli investitori la visione del management sulla performance finanziaria.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 88 Con riferimento ai requisiti relativi al raggruppamento delle informazioni l’IFRS18 fornisce indicazioni su come raggruppare transazioni ed altri eventi nelle voci degli schemi di bilancio e nelle informazioni riportate nella Nota integrativa. A tal propos ito, il principio richiede di presentare nella categoria operativa i costi per natura o funzione.
L’entrata in vigore dell’IFRS18 comporterà inoltre un aggiornamento della Circolare 262 di Banca d’Italia, con l’obiettivo di adeguare gli schemi di bilancio e le tabelle informative ai requisiti previsti dal principio.
A tal riguardo, il Gruppo ha avviato un progetto finalizzato a (i) classificare i proventi e gli oneri nelle categorie previs te dal nuovo principio e (ii) aggiornare i processi interni e i template utilizzati per la predisposizione del bilancio, al fine di garantirne la conformità ai requisiti dell’IFRS18 e della Circolare 262 di Banca d’Italia.
Con specifico riferimento agli MPM (Management Performance Measures), il progetto prevede (i) l’analisi degli indicatori di p erformance attualmente pubblicati nella Relazione consolidata sulla gestione, nei comunicati stampa e nelle presentazioni al mercat o, al fine di individuare quelli che soddisfano i requisiti previsti dall’IFRS18 per essere qualificati come MPM, e (ii) la predisposizione delle riconciliazioni tra gli MPM così identificati e i relativi totali o subtotali del conto economico, nonché dell e relative informazioni integrative (disclosure) .
L’applicazione dei seguenti principi, modifiche o interpretazioni ai principi contabili esistenti , emanati dallo IASB , è soggetta al completamento del processo di omologazione da parte degli organismi competenti della Commissione Europea: (i) IFRS19 Società controllate senza responsabilità pubblica: Informativa (maggio 2024); (ii) IFRS20 Attività e passività regolamenta ri (maggio 2026); (iii) Modifiche allo IAS21 Gli effetti delle variazioni nei tassi di cambio: Traduzione in una valuta di presentazione ipe rinflazionaria (novembre 2025); (iv) Modifiche all’IFRS19 Società controllate senza responsabilità pubblica: Informativa (agosto 2025) , e (v) Modifiche alla Fair Value Option nello IAS 28 Partecipazioni in società collegate e joint venture (giugno 2026) . Tali nuovi principi e modifiche non dovrebbero avere impatti significativi sugli importi rilevati in Stato patrimoniale o Conto economico .
Il deposito dell’intero documento presso le sedi e le istituzioni competenti è effettuato ai sensi di legge.
Il documento “Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6” è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 2 2 luglio 2026 ed è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della Società di revisione KPMG S.p.A.
Acquisizione di influenza notevole su Commerzbank AG L’8 maggio 2025, UniCredit ha ricevuto, dalle autorità regolamentari, l’autorizzazione ad incrementare la sua partecipazione in Commerzbank AG fino al 29,99%. Tali autorizzazioni hanno consentito ad UniCredit di esercitare potenzialmente l’opzione di convertire in azioni i derivati Total Return Swap (TRS) che preved ono il regolamento fisico . Considerando che:
• ai sensi dello IAS28, (i) si presume l’esistenza di influenza notevole se l’investitore detiene almeno il 20% dei diritti di voto della partecipata e (ii) tale valutazione deve considerare i diritti di voto sia reali sia potenziali, attualmente esercitabili; e • l’8 maggio 2025, UniCredit deteneva azioni e investimenti in TRS che gli attribui vano diritti di voto attuali e potenziali superiori al 20% del capitale sociale di Commerzbank , l’influenza notevole su Commerzbank è stata considerata acquisita a partire da tale data.
Al 30 giugno 2026, la partecipazione detenuta in Commerzbank è pari al 27,9% (calcolata sulla base delle azioni in circolazione al netto di quelle riacquistate da Commerzbank , pari al 26,8% considerando le azioni emesse), con un incremento dell'1,1% rispetto al 31 dicembre 2025, a seguito della conversione di posizioni in derivati e dell'esecuzione del programma di riacquisto di azioni proprie (Share Buy Back) da part e di Commerzbank. Con riferimento a ciascuna quota increm entale:
• il patrimonio netto di Commerzbank è stato stimato sulla base del più recente bilancio disponibile, rettificato per considera re: (i) il risultato maturato dal 1 gennaio 2026 fino alla data di acquisizione di ciascuna quota incrementale; (ii) gli effetti de rivanti dal pagamento delle cedole sugli
strumenti AT1;
• il fair value delle attività e passività identificabili di Commerzbank è stato determinato sulla base delle informazioni pubb licamente disponibili, comportando la rilevazione di rettifiche relative a: (i) fair value delle attività e passività finanziarie; (ii) attività immateriali di nuova rilevazione9; (iii) attività e passività fiscali differite.
Nel primo semestre del 2026, l'applicazione del metodo del patrimonio netto (equity method) e gli effetti derivanti dagli inc rementi della partecipazione hanno comportato la rilevazione di un utile complessivo pari a 698 milioni.
Acquisizione di influenza notevole su Alpha Bank S.A.
L'11 dicembre 2025 UniCredit ha ricevuto dalle autorità di vigilanza tutte le autorizzazioni necessarie per aumentare la prop ria partecipazione in Alpha Bank S.A. fino al 29,99%. Tali autorizzazioni hanno consentito a UniCredit di esercitare potenzialmente l'opzione di conversione in azioni dei derivati Total Return Swap (TRS) c he prevedono il regolamento fisico. Considerato che:
• ai sensi dello IAS28, (i) si presume l'esistenza di un'influenza significativa qualora l'investitore detenga almeno il 20% de i diritti di voto della partecipata e (ii) tale valutazione deve tenere conto sia dei diritti di voto attuali sia di quelli potenzi ali, immediatamente esercitabili;
• alla data dell'11 dicembre 2025 UniCredit deteneva azioni e investimenti in TRS che attribuivano diritti di voto effettivi e potenziali superiori al 20% del capitale sociale di Alpha Bank, l’influenza notevole su Alpha Bank è stata considerata acquisita a partire da tale data .
9 Le attività immateriali sono principalmente costituite da relazioni con la clientela e da depositi core, valutati rispettivamente mediante: (i) il metodo del “Relief from Royalty ”, che proietta i ricavi lungo la vita utile dell'attività applicando tassi di royalty di mercato; (ii) il metodo dei redditi eccedenti su base pluriennale (Multi ‑Period Excess Earnings Method), che stima i flussi di cassa netti attribuibili all ’attivit à lungo la sua vita utile.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 89 Al 30 giugno 2026, la partecipazione detenuta in Alpha Bank è pari al 30,6 % (calcolata sulla base delle azioni in circolazione al netto di quelle riacquistate da Alpha Bank , pari al 29,8% considerando le azioni emesse) , con un incremento del 20,7% rispetto al 31 dicembre 2025, a seguito della conversione di posizioni in derivati e dell'esecuzione del programma di riacquisto di azioni proprie (Share Buy Back) da part e di Alpha Bank. Con riferimento a ciascuna quota incre mentale:
• il patrimonio netto di Alpha Bank è stato stimato sulla base del più recente bilancio disponibile, rettificato per considerar e: (i) il risultato maturato dal 1 gennaio 2026 fino alla data di acquisizione di ciascuna quota incrementale; (ii) gli effetti der ivanti dal pagamento delle cedole sugli strumenti
AT1;
• il fair value delle attività e passività identificabili di Alpha Bank è stato determinato sulla base delle informazioni pubbl icamente disponibili, comportando la rilevazione di rettifiche relative a: (i) fair value delle attività e passività finanziarie; ( ii) attività immateriali di nuova identificazione10; (iii) attivit à e passivit à fiscali differite.
Nel primo semestre del 2026, l'applicazione del metodo del patrimonio netto (equity method) e gli effetti derivanti dagli inc rementi della partecipazione hanno comportato la rilevazione di un utile complessivo pari a 223 milioni.
Intervento in Banca Progetto Il 27 marzo 2026 l’assemblea straordinaria degli azionisti di Banca Progetto ha deliberato un aumento di capitale pari a 750 milioni di euro, interamente sottoscritto e versato dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) nell’ambito di un interve nto preventivo ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto del Fondo e che ha visto la partecipazione di cinque banche fra cui UniCredit.
L’aumento di capitale è parte di un’operazione di risanamento, autorizzata recentemente dalle Autorità, che prevede:
• la chiusura delle operazioni di cartolarizzazion e di Banca Progetto esistenti con finalità di funding, mediante riacquisto dei crediti sottostanti e rimborso dei relativi titoli;
• la cessione pro -soluto di un portafoglio di crediti non performing, pari a 2,1 miliardi di euro, a un Fondo d’Investimento Alternativo (FIA) sottoscritto per il 50% da AMCO - Asset Management Company S.p.A. (“AMCO”) e per il restante 50% dalle cinque Banche;
• la cessione di un portafoglio di crediti performing della Banca alle cinque Banche e ad altri investitori istituzionali, mediante operazioni di cartolarizzazione con significativo trasferimento del rischio;
• la cessione da parte del FITD a una società veicolo (BP Holding partecipata pariteticamente dalle cinque Banche) del 90%+1 del capitale di Banca Progetto post aumento del capitale sociale.
UniCredit, analogamente alle cinque banche partecipanti all’Intervento, ha sottoscritto una quota pari al 20% di BP Holding per 8,5 milioni. A tal proposito la governance di BP Holding prevede che: (i) il Consiglio di Amministrazione (CdA) di BP Holding è composto da cinque membri, ciascuno nominato da una delle cinque banche, (ii) le decisioni del CdA sono adottate a maggioranza semplice, fatta eccezione per un n umero limitato di materie riservate a l CdA, quali le operazioni straordinarie, che richiederann o una maggioranza qualificata e (ii) le decisioni dell’assemblea dei soci sono assunte con le maggioranze previste dalla normativa applicabile.
Pertanto, ai sensi dello IAS28 e considerando (i) la quota di partecipazione detenuta (20%) e (ii) la governance prevista, la partecipazione in BP Holding è stata classificata come partecipazione in società collegata e iscritta in voce “70 Partecipazioni”.
Gli asset sottoscritti (quote di fondo per 148 milioni e titoli di cartolarizzazione per 112 milioni) sono stati classificati in voce “20c. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” o in voce. “40. Attività finanziarie valutate a l costo ammortizzato” in funzione della circostanza che le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali rispettino i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato.
Implicazioni delle tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina sulla Relazione finanziaria semestrale consolidata Il gruppo UniCredit detiene attività e passività potenzialmente esposte alle conseguenze delle tensioni geopolitiche tra Russ ia e Ucraina, in dettaglio: (i) le controllate russe incluse nel perimetro di consolidamento contabile; (ii) le a ttività finanziarie verso controparti russe detenute da UniCredit S.p.A. e dalle sue controllate non russe verso controparti russe.
Le sezioni che seguono riportano ulteriori dettagli specificamente per le controllate russe (sezione “ Attività e passività de lle controllate russe ”) e per le attività finanziarie verso controparti russe detenute da UniCredit S.p.A. e dalle sue controllate non russe (sezione “ Attività finanziarie detenute verso le controparti russe detenute da UniCredit S.p.A. e le sue controllate non russe ”).
10 Le attività immateriali sono principalmente costituite da relazioni con la clientela e da depositi core, valutati rispettivam ente mediante: (i) il metodo del “Relief from Royalty”, che proietta i ricavi lungo la vita utile dell'attività applicando tassi d i royalty di mercato; (ii) l metodo dei redditi eccedenti su base pluriennale (Multi ‑Period Excess Earnings Method), che stima i flussi di cassa netti attribuibili all’attività lungo la sua vita utile.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 90 1. Attività e passività delle controllate russe Il Gruppo detiene partecipazioni in Russia attraverso AO UniCredit Bank e la sua controllat a OOO UniCredit Leasing.
Il consolidamento integrale ha determinato la rilevazione di un totale attivo per 6.088 milioni rispetto a 6.048 milioni al 31 dicembre 202 5.
L’incremento del totale attivo è principalmente attribuibile all’apprezzamento del Rublo sull’Euro rispetto al 31 dicembre 202 5 il quale più che compensa la riduzione del totale attivo in valuta locale11.
Al 30 giugno 2026, le riserv e di valutazione, il cui trattamento prevede il rigiro a Conto economico, in caso di cancellazione contabile delle relative attività e passività, sono pari a -2.406 milioni derivant i principalmente dalla riserva oscillazione cambi risultante dalla conversione di attività e passività di queste società in euro ; la variazione positiva per 323 milioni rispetto a fine anno 202 5 (-2.729 milioni) è principalmente dovuta all’apprezzamento del rublo durante il periodo12.
La perdita di controllo su AO UniCredit Bank determinerebbe la cancellazione contabile di patrimonio netto avent e un valore di bilancio pari a 6. 982 milioni13 (che includ e anche le riserve di valutazione negative), con conseguente impatto negativo di Conto economico, nel caso in cui gli eventi che determinano la derecognition non preved ano il pagamento di un prezzo ; da un punto di vista regolamentare l’impatto negativo sul CET1 relativo alla riserva di valutazione (-2.406 milioni) è sostanzialmente neutrale in quanto è già considerato in base alla sua natura e al suo segno (anche tenendo in considerazione i filtri regolamentari).
Le tabelle che seguono espongono lo Stato patrimoniale di tali società unitamente alla loro incidenza sulle corrispondenti voci di Stato patrimoniale consolidato (a livello di gruppo UniCredit)14.
(milioni di €)
CONSISTENZE AL % SULLE VOCI
CONSOLIDATE VOCI DELL'ATTIVO 30.06.2026
10. Cassa e disponibilità liquide 1.262 2,8% 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 1 0,0% a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 1 0,0% b) attività finanziarie designate al fair value - 0,0% c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - 0,0% 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4 0,0% 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 4.618 0,7% a) crediti verso banche 3.616 5,5% b) crediti verso clientela 1.002 0,2% 50. Derivati di copertura 24 2,4% 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) - 0,0% 70. Partecipazioni - 0,0% 80. Attività assicurative - 0,0% a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - 0,0% b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività - 0,0% 90. Attività materiali 163 1,9% 100. Attività immateriali - 0,0% di cui: avviamento - 0,0% 110. Attività fiscali: 4 0,0% a) correnti - 0,0% b) anticipate 4 0,1% 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 12 4,4% 130. Altre attività - 0,0% Totale dell'attivo 6.088 0,7%
11 Il totale a ttivo in valuta locale si è ridotto da RUB 583 miliardi a RUB 542 miliardi.
12 Infatti il tasso di cambio Rublo/Euro al 30 giugno 202 6 era uguale a 89,04 rispetto a 96,35 al 31 dicembre 202 5.
13 Importo che include l’iscrizione in Conto economico, conseguentemente alla perdita di controllo, di perdite da impairment sui finanziamenti intercompany e del rigiro della riserva di copertura su investimenti esteri in valuta.
14 Gli importi riportati rappresentano la contribuzione al Bilancio consolidato delle controllate menzionate pertanto al netto d elle attività e delle passività intercompany.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 91 (milioni di €)
CONSISTENZE AL % SULLE VOCI
CONSOLIDATE VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 30.06.2026
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 2.748 0,4% a) debiti verso banche 426 0,8% b) debiti verso clientela 2.322 0,4% c) titoli in circolazione - 0,0% 20. Passività finanziarie di negoziazione 5 0,0% 30. Passività finanziarie designate al fair value - 0,0% 40. Derivati di copertura 8 0,4% 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) - 0,0% 60. Passività fiscali: 96 3,4% a) correnti 27 1,3% b) differite 69 10,6% 70. Passività associate ad attività in via di dismissione - 0,0% 80. Altre passività 1.302 6,6% 90. Trattamento di fine rapporto del personale - 0,0% 100. Fondi per rischi e oneri: 63 1,0% a) impegni e garanzie rilasciate 4 0,4% b) quiescenza e obblighi simili 21 0,8% c) altri fondi per rischi e oneri 38 1,3% 110. Passività assicurative - 0,0% a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività - 0,0% b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività - 0,0% Patrimonio netto 1.866 Totale del passivo e del patrimonio netto 6.088 0,7%
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 92 1.1 Scenario macroeconomico IFRS9 Gli scenari macroeconomici IFRS9 per le controllate russe sono stati aggiornati al 30 giugno 202 6 coerentemente con le altre geografie del Gruppo .
In linea con il principio IFRS9 e con le raccomandazioni ESMA, la ECL è calcolata su un approccio multiscenario, nel dettagli o sono stati considerati i seguenti scenari, coerenti con il Budget/Piano pluriennale:
• Scenario Base, sostanzialmente allineato allo scenario applicato per l’impairment test sulle partecipazioni e per il test di sostenibilità sulle attività per imposte anticipate (DTA). Le differenze tra i due scenari sono principalmente attribuibili alla te mpistica degli aggiornamenti (aprile per IFRS9 rispetto a maggio per DTA), mentre le previsioni macroeconomiche risultano sostanzialmente coerenti15. Rappresenta lo scenario centrale di riferimento con la maggiore probabilità di realizzazione (60%);
• Scenario Alternativo , in linea con lo scenario Alternativo/Recessione adottato per Budget/Multi -year Plan, che incorpora un deterioramento del contesto macroeconomico, ma con una probabilità di realizzazione inferiore rispetto allo scenario Base (35%);
• Scenario Positivo, che riflette previsioni macroeconomiche migliori rispetto allo scenario Base, con una probabilità inferior e rispetto agli altri due scenari (5%).
L’aggiornamento dello scenario macroeconomico IFRS9 per le controllate russe ha portato alla rilevazione, al 30 giugno 202 6, di ulteriori rettifiche per un importo non significativo, principalmente riconducibili a previsioni di crescita del PIL più deboli, complessivamente inferiori di circa 1,5 punti percentuali nel periodo 2026 -2028 rispetto alle stime di dicembre 2025 .
Per una descrizione delle principali assunzioni sottostanti gli scenari IFRS9 e alla relativa probabilità di realizzazione si rimanda a Parte A - Politiche Contabili, A.1. Parte Generale, Sezione 2 - Principi generali di redazione.
1.2 Classificazione e re -rating delle esposizioni di credito A partire dal 31 marzo 2022 in linea con le previsioni del principio IFRS916, le esposizioni creditizie di AO UniCredit Bank sono state interamente classificate a stadio 2 poiché le circostanze macroeconomiche hanno determinato un significativo incremento del rischio di cr edito, considerata la crisi geopolitica e la riduzione atte sa nel PIL della Russia per il periodo 2022 -2024, osservato a partire dal primo trimestre 2022.
In aggiunta, i rating interni delle esposizioni governative russe (derivanti dal modello IRB di gruppo di PD sovrane) sono st ati rivisti nel corso del 2022 e sono stati infine oggetto di downgrading per incorporare tempestivamente il peggioramento del meri to creditizio della Russia, determinato dalla severità delle sanzioni dei paesi occidentali, dalla risposta delle autorità russe (divieto di trasferimento di valuta all’estero) e dagli effetti economici della guerra.
Il downgrade del rating sovrano interno ha causato il downgrade dei gruppi multinazionali (i.e. MNC) e delle banche (la parte preponderante del downgrade) aventi la Russia come rischio paese. Tali downgrade hanno determinato un incremento della perdita att esa su crediti (risultante dalla combinazione dei parametri PD, LGD e EAD) e delle rettifiche di valore.
A partire da giugno 2024, la classificazione a stadio 2 delle esposizioni creditizie di AO UniCredit Bank è stata rimossa: di conseguenza, lo staging è determinato dall’ordinario framework IFRS9 ; le ragioni sottostanti la rimozione delle misure di staging collettivo sono motivate dalle seguenti analisi dei rischi osservati durante un periodo di circa 2 anni:
• regolare andamento dei rimborsi del portafoglio locale;
• basso livello di ingressi in default;
• significativo de -risking del portafoglio raggiunto a partire dal primo trimestre del 2022, riducendo così ulteriormente i futuri rischi di def ault e perdite
attes e;
• portafoglio locale progressivamente oggetto di re -rating, che incorpora pertanto informazioni quali -quantitative rappresentative di una situazione post crisi nei moduli finanziario e qualitativo;
• sostanziale irrilevanza delle misure di moratoria governative a sostegno dell’economia attivate nel 2022;
• minore rischiosità del portafoglio domestico onshore rispetto al portafoglio transfrontaliero/offshore russo contabilizzato a l di fuori di AO UniCredit Bank.
Al 30 giugno 202 6 lo stock di rettifiche di valore sui crediti performing è sostanzialmente in linea con il coverage di Gruppo su un’esposizione lorda di 4.111 milioni , il cui dettaglio è riportato di seguito:
• 3.623 milioni sono rappresentati da esposizioni verso banche (a dicembre 202 5 l’esposizione lorda era pari a 3.522 milioni );
• 488 milioni sono rappresentati da esposizioni verso clienti ( a dicembre 2025 l’esposizione lorda era uguale a 589 milion i).
15 Le principali differenze riguardano le previsioni relative alle CEE, tra cui un incremento del tasso medio di disoccupazione dello 0,2% in Repubblica Ceca nell’orizzonte 2026 -2028, un incremento cumulato del HPI dell’1,6% in Ungheria e un incremento del t asso di disoccupazione dell’1,1% in Slovenia nel 2028. Ulteriori differenze riguardano le aspettative di crescita del PIL in Germania per il 2027 e 2028, pari rispettivamente a 1,6% e 2,0% nello scenario Base IFRS9, rispetto all’1,3% e 1,3% nello scenario DTA.
16 IFRS9 par. B5.5.17.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 93 1.3 Classificazione e re -rating dei titoli governativi russi Nel 2022 i titoli di debito russi appartenenti ai portafogli al costo ammortizzato e al FVTOCI sono stati classificati a stad io 2 e oggetto di downgrading, considerato l’incremento del rischio di credito in base ai modelli interni, coerentemente alle espos izioni creditizie .
A partire da giugno 2024, la classificazione a stadio 2 delle esposizioni in titoli di AO UniCredit Bank è stata rimossa coer entemente a quanto fatto per le esposizioni creditizie di conseguenza, lo staging è determinato dall’ordinario framework IFRS9.
Al 30 giugno 2026, il relativo stock di rettifiche di valore ammonta -38 milioni (-43 milioni a fine anno 202 5) con riferimento ad un’esposizione lorda pari a 541 milioni ( 538 milioni a fine anno 202 5)17.
Con riferimento al calcolo del fair value, a partire dal 28 febbraio 2022, la borsa di Mosca (MOEX) ha cessato l’attività, e le q uotazioni in rubli dei titoli sono diventate rare, disperse e di fatto non eseguibili. Nonostante il MOEX abbia progressivamente ri preso le negoziazioni a partire dal 21 marzo 2022, le quotazioni dei bond non sono state ritenute idonee ai fini valutativi a livello consolidato: in effetti, dalla prospettiva del gruppo UniCredit (i.e. istituzione finanziaria sita in occidente), il m ercato russo non è accessibile e non può essere rappresentativo del fair value ai fini della valutazione a livello consolidato; di conseguenza, il fair value dei titoli di debito governativi russi è stato determinato a pplicando un approccio mark -
to-model18, invece di un approccio mark -to-market.
A partire dalla fine di marzo 2026, è tuttavia emerso un progressivo deterioramento dell’affidabilità dei risultati prodotti dal suddetto approccio mark -
to-model a causa di (i) indisponibilità di uno spread USD/RUB che rifletta condizioni di mercato corren ti; (ii) assenza di quotazioni di input affidabili (iii) spread impliciti nei bond prossimi alla scadenza non realistici in quanto eccessivamente elevati. Alla luce di tali evi denze e della limitata materialità del fenomeno19, a decorrere dalla fine di giugno 2026, è stato deciso di interrompere l’utilizzo di tale metodologia e di assumere i prezzi rilevati a fine marzo 2026, senza ulteriori rettifiche, come migliore proxy del fair value.
1.4 Asset quality La tabella che segue fornisce la composizione delle attività finanziarie detenute dalle controllate russe aperte per portafog lio contabile e qualità del credito.
(milioni di €)
ATTIVITÀ DETERIORATE ATTIVITÀ NON DETERIORATE
TOTALE
(ESPOSIZIONE
NETTA) PORTAFOGLI/QUALITÀ ESPOSIZIONE
LORDA RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE ESPOSIZIONE
NETTA WRITE -OFF(*)
PARZIALI
COMPLESSIVI ESPOSIZIONE
LORDA RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE ESPOSIZIONE
NETTA
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 221 201 20 - 4.649 52 4.597 4.617 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - 4 - 4 4 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - - - - -
5. Attività finanziare in corso di dismissione 27 15 12 - - - - 12 Totale 30.06.2026 248 216 32 - 4.653 52 4.601 4.633
1.5 Esposizioni in derivati Nel 2022, le sanzioni e le restrizioni hanno indotto le controparti impattate ad interrompere l’operatività (interruzione del regolamento e inosservanza della richiesta di marginazione); di conseguenza è stato avviato un processo di chiusura in accordo con l’ISDA Master Derivatives Agreement/Credit Support Annex. Tale circostanza ha determinato la rilevazione di utili/perdite da negoziazione per -94 milioni nell’esercizio 2022, e di rettifiche di valore per -45 milioni negli esercizi 2022 e 2023 (queste ult ime si riferiscono principalmente a svalutazioni riconosciute sull’”eccesso” di garanzia, postato dalla controparte e misurato nello Stato patrimoniale di Gruppo al costo ammortizzato). Nel primo semestre 2026 sono state rilevate rettifiche di valore addiz ionale per circa 1 milione, di conseguenza la relativa esposizione netta alla data è pari a 13 milioni.
Con riferimento alla determinazione del fair value, è stato introdotto a partire dal 31 marzo 2022, un aggiornamento delle me todologie di XVA, e in particolare della calibrazione degli input di rischio, per riflettere il rischio offshore (i.e. valutazione del rischio Russia fuori dalla Russia). Infatti, fino a febbraio 2022, la mappatura del rischio CVA ha assimilato il rischio paese “Russia” alla media delle controparti dell’Europa orientale; poi a partire da marzo 2022 è stata introdotta una nuova mappatu ra del rischio CVA per valutare il rischio di credito della controparte russa prendendo a riferimento il Credit Default Swap (CDS) governativo russo, separato dalle controparti dell’Europa orientale alla luce del mutato contest o geopolitico.
L’impatto complessivo da XVA, nel primo semestre 2026 è stato pari a 3 milioni, derivante dalla già menzionata attività di de -risking che ha determinato un decremento nel perimetro degli strumenti soggetti a tali aggiustamenti.
17 Esposizione netta pari a circa 503 milioni al 30 giugno 202 6 rispetto a circa 495 milioni a fine 202 5.
18 Più dettagliatamente, gli spread impliciti del debito della Federazione russa in USD sono utilizzati dal gruppo UniCredit per valutare i bond della federazione russa in rubli, rettificati da un extra -spread osservato negli ultimi prezzi scambiati nel 2022, che è aggiunto sulla curva L1 utilizzata per calcolare i prezzi mark -to-model. La curva è stata rivista rimuovendo la dipendenza dal livello di CDS (rimasto invariato da settembre 2022) e per stabilizzare i punti a breve/medio termine.
19 Al 30 giugno 2026 , il portafoglio di titoli governativi russi, ivi inclusi quelli emessi da amministrazioni pubbliche, di AO UniCredit Bank va lutati al fair value è composto da titoli classificati in voce 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla re dditività complessiva aventi valore contabile pari 3 milioni .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 94 1.6 Portafoglio immobiliare Il portafoglio immobiliare delle controllate russe (principalmente composto da immobili strumentali di proprietà siti nel dis tretto commerciale di Mosca e San Pietroburgo) è stato soggetto a perizie esterne indipendenti in prossimità del 3 0 giugno 2026; la valutazione, volta ad aggiornare il fair value degli immobili, ha portato a rilevare effetti non materiali.
2. Attività finanziarie detenute verso le controparti russe detenute da UniCredit S.p.A. e le sue controllate non russe La presente sezione fornisce informazioni relativamente al valore delle esposizioni creditizie soggette al rischio Russia det enute da UniCredit S.p.A.
e dalle sue controllate non -russe (i.e. tali esposizioni non includono né le posizioni detenute dalle società russe appartenenti al gruppo UniCredit né le lettere di credito).
L’esposizione lorda complessiva di 165 milioni è composta come segue:
• 38 milioni attribuibili alle esposizioni creditizie del segmento operativo Russia ;
• 127 milioni sostanzialmente relativi alle esposizioni detenute dalle società del Gruppo non appartenenti al segmento operativo Ru ssia, aventi le caratteristiche che seguono: (i) esposizioni per cassa per circa 1 14 milioni che beneficiano di garanzia ECA; (ii) il relativo coverage riflette sostanzialmente la presenza di garanzie ECA per la maggior parte delle esposizioni.
La riduzione di -10 milioni rispetto a fine 2025 (esposizione lorda per 175 milioni e rettifiche di valore complessive per -28 milioni) è principalmente attribuibile a rimborsi delle esposizioni per cassa.
ATTIVITÀ NON DETERIORATE
ESPOSIZIONE LORDA RETTIFICHE DI VALORE
COMPLESSIVE ESPOSIZIONE NETTA
Depositi - - -
Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - -
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 161 26 135 Totale esposizioni per cassa 161 26 135 Esposizioni fuori bilancio 4 - 4 Totale 30.06.2026 165 26 139 Totale 31.12.2025 175 28 147
Nota:
Le attività deteriorate presentano un’esposizione lorda di 58 milioni e rettifiche di valore complessive per -21 milioni (di cui le esposizioni non assistite da garanzia ECA ammontano a 29 milioni in termini di esposizione lorda e -21 milioni in termini di rettifiche di valore complessive).
2.1 Classificazione e re -rating dei crediti verso controparti russe detenute da UniCredit S.p.A. e le sue controllate non russe Nel corso del 2022, l’analisi riportata nel precedente paragrafo (i.e. riclassifica a stadio 2 e downgrade del rating) è stat a applicata anche alle esposizioni verso controparti russe detenute da UniCredit S.p.A. e dalle sue controllate non russe.
Inoltre, è stata eseguita un’analisi sull’ammontare di rettifiche di valore per garantire la loro capacità di riflettere nell a misurazione la differenziazione nella valutazione delle attività tra investitori onshore e offshore, dove questi ultimi sono pena lizzati nella loro capacità di recuperare i propri investimenti in Russia. Infatti, nella prospettiva di un investitore offshore esposto verso debitori con rischio diretto sull a Russia, si prevede che tali esposizioni siano soggette a un rischio maggiore d i mancato adempimento dell'obbligazione creditizia, come conseguenza delle limitazioni apportate dalle sanzioni e delle potenziali azioni accelerate di de -leveraging .
Tale analisi è ancora valida al 3 0 giugno 2026, infatti, il persistere delle sanzioni contro la Russia indica che la menzionata differenziazione nella valutazione delle attività osservata nel 2022 continua ad esistere, giustificando pertanto il mantenimento sia (i) dello stag ing collettivo, a diff erenza di quanto definito per il portafoglio di AO UniCredit Bank per il quale si è provveduto alla rimozione dello staging collettivo; sia (ii) di specifiche misure.
A tal riguardo, le rettifiche di valore addizionali sono state quantificate assumendo una copertura comparabile alla classificazione proattiva di queste esposizioni come inadempienze probabili.
Al 30 giugno 202 6, lo stock di rettifiche di valore complessive è pari a -26 milioni (-28 milioni a fine anno 202 5).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 95 2.2 Classificazione e re -rating dei titoli governativi verso controparti russe detenute dalle controllate non russe Al 30 giugno 2026 l ’investimento complessivo in titoli governativi russi detenuti dalle controllate non russe (al netto de gli scoperti tecnici ) nel portafoglio di trading risulta non materiale (0, 4 milioni) .
3. Tassi di cambio utilizzati al 3 0 giugno per la conversione delle esposizioni denominate in rubli In conseguenza delle tensioni geopolitiche, la BCE ha sospeso la quotazione EUR/RUB dal 2 marzo 2022 (ultima quotazione 1 mar zo 2022), mentre la Banca Centrale Russa (BCR) ha continuato a fornire una quotazione verso le altre valute. Nonostante tale sospen sione, la disponibilità del tasso di cambio del Rublo è necessaria ai fini della predisposizione del Bilancio consolidato per la conversione in Euro di:
• esposizioni denominate in Rublo detenute da UniCredit S.p.A. e controllate che hanno una valuta di presentazione del bilancio diversa dal Rublo;
• attivi netti delle controllate russe (e relative riserve cambio) nei risultati consolidati del gruppo UniCredit.
In base ai requisiti dello IAS21 (che prevede che, quando disponibili diversi tassi di cambio, il tasso utilizzato sia quello a cui i flussi di cassa futuri rappresentati dall'operazione avrebbero potuto essere regolati se tali flussi si fossero verificati alla data di valutazione), il Gruppo ha deciso di adottare la quotazione del Rublo fornita dall’Electronic Broking Service (EBS) in mancanza del tasso ufficiale EUR/RUB. La sc elta del provider è stata effettuata a seguito di un’analisi quali -quantitativa, che ha condotto al seguente risultato: (i) le quotazioni del Rublo pubblicate dalla piattaforma sono rappresentative di effettive delle transazioni tra partecipanti al mercato; (ii) le quotazioni sono sostanzialmente alli neate a quelle fornite da altre fonti; (iii) la quotazione del Rublo dell’EBS è il risultato delle effettive transazioni tra operatori non russi, garantendo du nque che tale tasso rappresenti effettivamente una stima dei partecipanti al mercato del valore del Rublo e conseguentemente delle condizioni economiche della Russia20. Più in dettaglio, il citato tasso EBS è stato utilizzato sia per convertire le esposizioni denominate in Rubli detenute da soggetti aventi l’Euro come valuta di presentazione, sia per consolidare il patrimonio netto di AO UniCredit Bank (Russia) e determ inare la relativa riserva cambi.
In aggiunta a quanto sopra, si ricordi che le esposizioni detenute dalle controllate russe e denominate in valute diverse dal Rublo ai fini della redazione del Bilancio consolidato devono essere preliminarmente convertite in Rubli; a tale riguardo, nonosta nte l’adozione della quotazione EBS del Rublo sarebbe appropriata, la conversione in Rubli delle esposizioni denominate in valute differenti detenute dalle contr ollate russe è stata eseguita considerando il tasso fornito da BCR in linea con l’approccio seg uito gli scorsi anni.
4. Cause in relazione a garanzie e sanzioni Ad agosto 2023, UniCredit Bank GmbH (“UCB GmbH ”) è stata citata come convenuta in una causa relativa a richieste di pagamento di una garanzia intentata da una società energetica russa presso un tribunale di San Pietroburgo, in Russia. Per ulteriori informazioni in me rito a questa causa si rimanda al par agrafo B. Rischi derivanti da pendenze legali Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, 2.5 Rischi operativi.
In aggiunta, UniCredit S.p.A. ha presentato un ricorso al Tribunale dell’Unione Europea per ottenere un chiarimento definitiv o sul piano legale circa gli obblighi stabiliti dalla Banca Centrale Europea (BCE) per la ulteriore riduzione dei rischi associati alle attività di UniCredit in Russia, svolte da società controllate tra cui AO UniCredit Bank. In tale ambito, UniCredit ha adottato una serie di strategie per limitare la p ropria attività nella Federazione Russa, con conseguente significativa riduzione de lla propria esposizione transfrontaliera e domestica, a partire dall'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022. Tuttavia, le circostanze senza precedenti e la complessità del contesto geo -politico ed economico, la mancanza ad oggi di un quadro normati vo univoco applicabile allo scenario attuale, e le possibili gravi conseguenze derivanti dall'attuazione della decisione che impatterebbero non solo sulle controllate in Russia ma anche su UniCredit S.p.A., hanno imposto al Consiglio di Amministrazio ne di UniCredit di ottenere certezza e chiarezza sugli obblighi e sulle azioni da intraprendere. A questo scopo, UniCredit ha deciso di presenta re ricorso al Tribunale dell’Unione Europea così da dirimere ogni dubbio circa gli obblighi a cui UniCredit dovrà adem piere. La BCE è stata informata di tale intenzione con totale trasparenza. Nelle more del giudizio, UniCredit ha chiesto la sospensione provvisoria della decisione della BCE che gl i è stata negata dal Tribunale dell’Unione Europea a novembre 2024. Nel cors o del giudizio di merito, UniCredit ha continuato a interagire con la BCE e, grazie al dialogo di vigilanza e ai chiarimenti ricevuti nel corso del procedimento, ha progettato e implementato misure di mitigazione del rischio idonee a garantire il rispetto dei requisiti prudenziali stabiliti dalla BCE. Alla luce di ciò, il 30 gennaio 2026 UniCredit ha depositato dinanzi al Tribun ale dell’Unione europea un atto di rinuncia al ricorso, non avendo più un interesse concreto alla prosecuzione del procedimento, che si è pertanto concluso.
20 Tali conclusioni sono state anche corroborate dalla riunione tenuta da BCE - Foreign Exchange Contact Group nel maggio 2022 in cui il rappresentante di EBS ha riferito che il mercato EBS EUR/RUB continu a a funzionare e che la liquidità del rublo russo è a l di sotto dei livelli pre -invasione, con l'attività concentrata principalmente tra le banche più grandi nei mercati offshore.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 96 A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio Per quanto riguarda i criteri di classificazione e valutazione delle principali voci di bilancio si rimanda alla “Parte A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio” del documento Bilanci e Relazioni 202 5, Bilancio consolidato e Relazioni 202 5 del gruppo UniCredit, Nota integrativa consolidata , Parte A - Politiche contabili.
A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie Non ci sono stati trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie nel corso del primo semestre del 202 6.
A.4 - Informativa sul fair value
Informativa di natura qualitativa La presente sezione comprende l’informativa sul fair value così come richiesta dall’IFRS13.
Il fair value (valore equo) è il corrispettivo che potrebbe essere ricevuto per vendere un’attività, o pagato per trasferire una passività, in una transazione ordinaria tra controparti di mercato nel mercato principale alla data di misurazione ( exit price ).
Il fair value di una passività finanziaria che sia esigibile (ad esempio un deposito a vista) non può essere inferiore all’im porto esigibile a richiesta, attualizzato dalla prima data in cui ne potrebbe essere richiesto il pagamento.
Nel caso di strumenti finanziari quotati in mercati attivi il fair value è determinato a partire dalle quotazioni ufficiali d el mercato principale al quale il Gruppo ha accesso ( Mark to Market ).
Uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi quotati sono prontamente e regolarmente resi disponibili da un listino; un operatore, un intermediario un’agenzia di determinazione del prezzo o un’autorità di regolamentazion e e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni. Se la quotazione ufficiale in un mercat o attivo non esiste per uno strumento finanziario nel suo complesso, ma esistono mercati attivi per l e parti che lo compongono, il fair value può essere determinato sulla base dei prezzi di mercato rilevanti per le parti che lo compongono .
Il Gruppo può ricorrere a modelli valutativi, quali:
• metodo della valutazione di mercato (utilizzo di quotazioni di mercato di attività, passività o strumenti di patrimonio simil i detenuti come attività da altri attori di mercato);
• metodo del costo (ossia il costo di sostituzione che sarebbe richiesto al momento per sostituire la capacità di servizio di u n’attività);
• metodo reddituale (tecnica del valore attualizzato basata sui flussi di cassa futuri attesi da una controparte di mercato che detiene una passività o uno strumento di patrimonio netto come attività).
Il Gruppo utilizza metodi di valutazione ( Mark to Model ) in linea con i metodi generalmente accettati e utilizzati dal mercato. I modelli di valutazione includono tecniche basate sull’attualizzazione dei flussi di cassa futuri e sulla stima della volatilità e sono oggetto di re visione sia durante il loro sviluppo sia periodicamente, al fine di garantirne la piena coerenza con gli obiettivi della valutazione.
Dette metodologie usano input basati sui prezzi formatisi in transazioni recenti nello strumento oggetto di valutazione e/o p rezzi/quotazioni di strumenti con caratteristiche simili per profilo di rischio. Questi prezzi/quotazioni risultano, infatti, rilev anti per determinare i parametri significativi, in termini di rischio credito, liquidità, prezzo ed ogni altro rischio rilevante, relativi allo strumento oggetto di valutazione .
Il riferimento ai parametri di mercato consente di limitare la discrezionalità nella valutazione, garantendo anche la verific abilità del risultante fair value. Se, per uno o più fattori di rischio, non risulti possibile riferirsi a dati di mercato, i model li valutativi impiegati utilizzano come input stime basate su dati storici.
A ulteriore garanzia dell’oggettività delle valutazioni rivenienti da modelli valutativi, il Gruppo pone in essere:
• processi di verifica indipendente del prezzo (Independent Price Verification o IPV);
• fair value adjustment (FVA).
I processi di verifica indipendente del prezzo prevedono che i prezzi siano verificati almeno mensilmente da unità di Risk Management indipendenti dalle unità che assumono l’esposizione al rischio.
Tale verifica può prevedere la comparazione e l’adeguamento del prezzo alle valutazioni rivenienti da partecipanti al mercato indipendenti.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 97 Nel caso di strumenti non quotati su mercati attivi, il menzionato processo di verifica assume a riferimento i prezzi contrib uiti da info-provider , attribuendo maggior peso a quei prezzi che si considerano più rappresentativi dello strumento oggetto di valutazione.
Detta valutazione può includere l’eventuale eseguibilità della transazione al prezzo osservato, il numero di contributori, il grado di similitudine degli strumenti finanziari, la coerenza nel prezzo contribuito da fonti differenti, il processo seguito dall ’info-provider per ottenere il dato.
A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati Di seguito si riportano le informazioni richieste dall’IFRS13 con riguardo ai portafogli contabili sia valutati al fair value su base ricorrente, sia non valutati al fair value o valutati al fair value su base non ricorrente.
Attività e Passività misurate al fair value su base ricorrente
Titoli di debito I titoli di debito sono valutati attraverso due processi principali in base alla liquidità del mercato di riferimento. Gli st rumenti liquidi in mercati attivi sono valutati al prezzo di mercato ( mark -to-market ) e, conseguentemente, allocati a Livello 1 della gerarchia del fair value21.
Gli strumenti non scambiati in mercati attivi sono valutati a mark -to-model utilizzando un modello di attualizzazione dei flussi di cassa i cui input includono credit spread impliciti. In questo senso, in funzione della rappresentatività della curva di cre dit spread applicata, le obbligazioni sono classificate come Livello 2 o Livello 3 rispettivamente. Nella valutazione a fair value, vengono applicate delle rettifiche d i valore (fair value adjustments) a fronte della ridotta liquidità e del rischio di mode llo al fine di compensare la mancanza di parametri di mercato osservabili per le posizioni classificate a Livello 2 e Livello 3.
Nel processo globale di IPV delle obbligazioni, l’accuratezza dei prezzi di mercato delle obbligazioni di Livello 1 e dei mod elli di valutazione per le obbligazioni illiquide sono regolarmente sottoposte a verifica.
Prodotti finanziari strutturati Il Gruppo determina il fair value dei prodotti finanziari strutturati non quotati in mercati attivi utilizzando l’appropriato metodo di valutazione in funzione della natura della struttura incorporata (quando questa non debba essere fatta oggetto di scorpo ro). Tali strumenti sono classificati al Livello 2 o al Livello 3 a seconda dell’osservabilità degli input significativi del modello.
Asset Backed Securities Il processo valutativo del gruppo UniCredit assegna i prezzi considerando le quotazioni disponibili sul mercato.
In seconda istanza, i prezzi sono verificati utilizzando come benchmark per ogni strumento un pool di strumenti finanziari simili con una quotazione di mercato affidabile. Un approccio alternativo consiste nel valutare lo strumento per mezzo di modelli matematici, applicabili ogni volta che l’informazione sulle assunzioni dei partecipanti al mercato riguardo ai parametri del modello sia ragionevolmente disponibile senza com portare costi o sforzi eccessivi.
Gli ABS vengono assegnati rispettivamente al Livello 2 o al Livello 3 a seconda dell’osservabilità dei prezzi o degli input d i modello.
Derivati
Il fair value dei derivati non scambiati su un mercato attivo deriva dall’applicazione di tecniche di valutazione mark to model.
Dove è presente un mercato attivo per i parametri di input al modello valutativo delle differenti componenti del derivato, il fair value viene determinato in base alle quotazioni di mercato delle stesse. Le tecniche di valutazione basate su input osservabi li sono classificate come Livello 2 mentre quelle basate su significativi input non osservabili sono classificate come Livello 3.
Titoli di capitale I titoli di capitale sono assegnati al Livello 1 quando è disponibile una quotazione su un mercato attivo considerato liquido e al Livello 3 quando non vi sono quotazioni o le quotazioni sono state sospese a tempo indeterminato. Tali strumenti sono classif icati come Livello 2 solo nel caso in cui il volume di attività sul mercato non sia sufficiente a qualificare il mercato come attivo.
Fondi di investimento Il Gruppo detiene investimenti in fondi di investimento che pubblicano il Net Asset Value (NAV) per quota, inclusi fondi comu ni, fondi private equity , hedge funds (compresi fondi di fondi) e fondi immobiliari. Gli investimenti del Gruppo includono investimenti in fondi gestit i dal Gruppo e investimenti in fondi gestiti da terzi, ed in particolare:
• I fondi immobiliari: questi fondi sono classificati come Livello 1 in caso essi siano quotati su un mercato attivo; in caso c iò non si verifichi, essi sono classificati come Livello 3 e sono valutati attraverso un credit adjustment del NAV basato sulle car atteristiche specifiche del singolo fondo ;
• Altri fondi: il Gruppo detiene investimenti anche in fondi comuni, hedge funds e fondi private equity . I Fondi sono classificati generalmente come Livello 1 quando una quotazione su un mercato attivo è disponibile. I Fondi sono classificati come Livello 2 e Livello 3 a se conda della disponibilità del NAV, la trasparenza del portafoglio e di possibili vinc oli/limitazioni legate a clausole di uscita; tali fondi sono misurati sulla base di analisi interne che considerano ulteriori informazioni, incluse quelle fornite dai gestori.
21 Nel caso specifico dei titoli governativi italiani, vale la pena sottolineare che questi vengono scambiati sul mercato MTS la rgamente riconosciuto come principale piattaforma attiva per tale classe di titoli.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 98 Finanziamenti Il fair value dei finanziamenti valutati al fair value è determinato utilizzando dei prezzi quotati o tramite l’attualizzazio ne dei flussi di cassa. Sono classificati a l Livello 2 se le curve degli spread creditizi, nonché ogni altro parametro utilizzato per la determinazione del fair value, so no osservabili sul mercato. Nel caso in cui le curve degli spread non siano osservabili vengono ricavate utilizzando un modello di spread interno che si basa sia su input osservabili che non osservabili e, nel caso l' impatto relativo ad input non osservabili sia significativo, vengono classificati come Livello 3. Tali finanziamenti comprendono i prestiti alle imprese e alle famiglie per i quali non è disponibile alcuna indicazione del credit spread applicabile e per i quali, pertanto, è stato determinato il fair value attraverso parametri interni di rischio di credito.
Attività materiali valutate al fair value Il Gruppo detiene attività materiali per cui, a partire dal 31 dicembre 2019, il proprio criterio di contabilizzazione passan do da un modello di costo ad un modello di fair value per gli immobili detenuti a scopo di investimento e un modello di rivalutazio ne per gli immobili adibiti ad attività commerciale.
Per entrambe le tipologie il modello di fair value/rivalutazione è determinato sulla base di una valutazione da parte di un p erito indipendente in possesso di una qualifica professionale riconosciuta e rilevante che ne effettua la valutazione visitando dir ettamente l'immobile e in considerazione di analisi di mercato (es. full appraisal) o, sempre tenendo conto dell'analisi di mercato, sulla base di una conoscenza indi retta del patrimonio attraverso le informazioni messe a disposizione dal proprietario e re lative alla localizzazione, consistenza, destinazione (es. desktop appraisal).
L’attribuzione dei livelli di fair value è funzione dell’osservabilità dei parametri utilizzati nelle misurazioni. La corrent e composizione del portafoglio prevede una attribuzione prevalentemente a Livello 3.
Fair Value Adjustment (FVA) Il Fair Value Adjustment è definito come quella quantità che deve essere aggiunta al prezzo mid osservato sul mercato piuttosto che al prezzo teorico generato dal modello al fine di ottenere un fair value della posizione. Gli FVA consentono quindi di assicurare che i l fair value rifletta il prezzo di realizzo di una transazione di mercato effettivam ente possibile.
Tra i vari tipi di aggiustamento si segnalano:
• Credit/Debit Valuation Adjustment (CVA/DVA);
• Funding Cost and Benefit Value Adjustment (FCA/FBA);
• rischio di modello;
• costo di chiusura;
• altri aggiustamenti.
Credit/Debit Valuation Adjustment (CVA/DVA) Gli adjustment CVAs e DVAs sono incorporati nella valutazione dei derivati per riflettere l’impatto sul fair value rispettivamente del rischio di credit o della controparte e della qualità del credito del gruppo UniCredit stesso.
La metodologia CVA/DVA utilizzata dal gruppo UniCredit si basa sui seguenti input:
• EAD derivante da tecniche di simulazione. La simulazione dell’esposizione tiene inoltre conto dello Specific Wrong Way Risk c he deriva da transazioni dove c’è una correlazione tra il rischio di credito della controparte e i fattori di rischio sottostanti i l derivato;
• PD implicite nei tassi di default del mercato corrente, ottenuti attraverso Credit Default Swaps;
• LGD basata sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento della controparte e definito in funzione dei tassi im pliciti di default del mercato corrente, ottenuti attraverso i Credit Default Swaps .
Funding Cost and Benefit Value Adjustment (FCA/FBA) Funding Valuation Adjustment (FundVa) è la somma del Funding Cost Adjustment (FCA) e del Funding Benefit Adjustment (FBA) che invece contabilizza i funding costs/benefits futuri attesi per i derivati che non sono interamente collateralizzati. Le principali contribuzioni sono relative a contratti in the money conclusi con controparti non collateralizzate.
La metodologia FundVA del gruppo UniCredit è basata sui seguenti elementi:
• profili di esposizione positivi e negativi ottenuti facendo leva su ipotesi risk -neutral del modello di interno per il rischio di controparte;
• struttura a termine delle PD implicite nei tassi di default di mercato dei credit default swaps;
• una curva di tasso di rifinanziamento che è rappresentativa della media del tasso di rifinanziamento di gruppi finanziari con frontabili.
Rischio di modello Modelli finanziari sono utilizzati per determinare il valore di uno strumento finanziario laddove un’osservazione diretta di mercato non sia ritenuta affidabile. In generale il rischio di modello rappresenta la possibilità che la valutazione di uno strumen to finanziario sia effettivamente sensibile alla scelta del modello. È possibile valutare il medesimo strumento finanziario utilizzando modelli alternativi di valutazione che possono determinare risultati diversi in termini di prezzo. L’aggiustamento per i l rischio di modello si riferisce al rischio che l’effettivo fair value dello strumento sia differente dal valore prodotto dal modello.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 99 Costo di chiusura Apprezza il costo implicito nella chiusura della posizione che può essere raggiunto mediante la vendita della posizione lunga (o l’acquisto della posizione corta), o anche entrando in una nuova transazione (o più d’una) che immunizzi la posizione aperta. I costi di chiusura sono tipicamente derivati dallo spread bid/ask osservato sul mercato assumendo che una posizione marcata al mid possa essere chiusa al bid o all’ask alternativamente. Tale aggiustamento non è necessario nel caso in cui la posizione sia s tata marcata al bid o ask e già rappresenti un exit price . Un aggiustamento viene anche applicato sul NAV dei fondi di investimento quando sono previste delle penalties in caso di uscita.
Altri aggiustamenti
Altri aggiustamenti del fair value, non inclusi nelle precedenti categorie, possono essere presi in considerazione ai fini di allineare la valutazione all’exit price anche in funzione del livello di liquidità dei mercati/dei parametri di valutazione, per esempio aggiustamenti nel prezzo di uno strumento azionario la cui quotazione sul mercato non sia rappresentativa dell’effettivo exit price.
Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente Gli strumenti finanziari non valutati al fair value (FV), compresi debiti e crediti verso la clientela e verso banche non son o gestiti sulla base del fair value.
Per tali strumenti, il fair value è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste d’informativa al mercato e non ha impa tto sul bilancio o in termini di profitti o perdite. Inoltre, dal momento che tali strumenti non vengono generalmente scambiati, la determinazione del fair value si basa sull’utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato come definiti dall’IFRS13.
Cassa e disponibilità liquide Dato il loro orizzonte a breve ed il loro trascurabile rischio di credito il valore contabile della cassa e delle disponibili tà liquide approssima il fair value.
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato Per i titoli, il fair value si determina in modo coerente con quanto già descritto nella sezione “Attività e passività misura te al fair value su base ricorrente - Titoli di debito”.
Il fair value dei crediti verso banche e clientela invece, è principalmente determinato utilizzando un modello di valore attu ale aggiustato per il rischio.
Per alcuni portafogli sono applicati altri approcci semplificati, che tengono comunque in consideraz ione le caratteristiche finanziarie degli strumenti finanziari in essi contenuti.
Attività materiali a uso funzionale Il fair value degli immobili in costruzione, ottenuto attraverso l'escussione delle garanzie ricevute e del diritto d'uso dei beni locati è determinato sulla base di una stima effettuata da esperti esterni indipendenti con riconosciute e pertinenti qualifi che professionali che conducono la propria valutazione visionando direttamente la proprietà e sulla base di analisi di mercato (i.e. perizie full) o, sempre considerand o analisi di mercato, sulla base di una conoscenza indiretta degli asset attraverso le i nformazioni rese disponibili dalla proprietà relative a localizzazione, consistenza, destinazione d’uso dei locali, (i.e. perizie desktop).
L’attribuzione dei livelli di fair value è funzione del grado di osservabilità dei principali parametri utilizzati nelle misu razioni. In particolare, data l’attuale composizione del portafoglio, la maggior parte delle posizioni è di livello 3.
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato Il fair value dei titoli di debito di propria emissione è determinato attraverso l’utilizzo di un modello di attualizzazione dei flussi di cassa aggiustato per il rischio emittente associato al gruppo UniCredit. Il Credit Spread tiene in considerazione il livello di seniority del debito.
Allo stesso modo, il fair value delle altre passività finanziarie è determinato attraverso l’utilizzo di un modello di attual izzazione dei flussi di cassa aggiustato per il rischio emittente associato al gruppo UniCredit.
Descrizione delle tecniche di valutazione Tecniche di valutazione specifiche sono utilizzate per valutare posizioni per le quali le fonti di mercato non forniscono un prezzo di mercato direttamente osservabile. Il Gruppo utilizza tecniche di valutazione diffuse sul mercato per determinare il fair value di strumenti finanziari e non, che non sono quotati e attivamente scambiati sul mercato. Le tecniche di valutazione utilizzate per le attività e le passività di Livello 2 e Livello 3 sono descritte di seguito.
Option Pricing Model L’Option pricing model è generalmente utilizzato per strumenti nei quali il detentore ha un diritto o un obbligo contingente basato sul verificarsi di un evento futuro, come il superamento da parte del prezzo di un’attività di riferimento di un predetermin ato prezzo di strike. Gli Option pricing model stimano la probabilità che uno specifico evento si verifichi incorporando assunzioni come la volatilità delle stime, il prezz o dello strumento sottostante e il tasso di ritorno atteso.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 100 Discounted cash flow Le tecniche di valutazione basate su discounted cash flow , generalmente consistono nella determinazione di una stima dei flussi di cassa futuri attesi lungo la vita dello strumento. Il modello richiede la stima dei flussi di cassa e l’adozione di parametri di mercato p er lo sconto: il tasso o il margine di scont o riflette lo spread di credito e/o di finanziamento richiesti dal mercato per strumenti con profili di rischio e di liquidità simili, al fine di definire un “valore attualizzato”. Il fair value del contratto è dato dalla somma dei flussi di cassa futuri attualizzati.
Hazard Rate Model La rivalutazione di strumenti CDS (Credit Default Swap) richiede la conoscenza della probabilità di sopravvivenza dell’entità in questione nelle necessarie date future.
La stima di questa curva di probabilità impiega il modello standard per le probabilità di sopravvivenza e richiede come param etri le quotazioni di mercato dei credit default swap sulle future date di scadenza standard in aggiunta alla curva dei tassi risk-free e al recovery rate atteso. L' Hazard Rate è parte del processo descritto e indica possibilità istantanea di default ai vari istanti temporali futuri.
Market Approach
Tecnica di valutazione in cui il valore è determinato utilizzando i prezzi generati dal mercato o da transazioni precedenti c he coinvolgono attività, passività o gruppi di attività e passività identiche o paragonabili.
Gordon Growth Model Modello utilizzato per determinare il valore intrinseco di un’azione, basato su una serie di dividendi futuri che crescono ad un tasso costante. Dato un dividendo pagabile in un anno e l'ipotesi che il dividendo cresca ad un tasso costante nel tempo, il mo dello calcola il valore attuale dei dividendi futuri.
Dividend Discount Model Modello utilizzato per determinare il valore di una azione, basandosi sulla previsione del flusso di dividendi futuri.
Dato un dividendo pagabile in un anno e l’ipotesi sulla crescita annua dei dividendi, ad un tasso costante, il modello calcol a il fair value di una azione come la somma del valore attuale di tutti i dividendi futuri.
Adjusted NAV (Net Asset Value) Il NAV è la differenza tra il valore totale delle attività del fondo e le sue passività. Un aumento del NAV coincide con un a umento nella misura del fair value. Solitamente per i fondi classificati a Livello 3, in base alla metodologia utilizzata dal Fondo per il calcolo del NAV, il fair value viene aggiustato per considerare il rischio di default dell’emittente ed il rischio liquidità.
Sum of the parts L’approccio determina il valore economico di una società o di una unità di business come la somma dei valori di capitale econ omico attribuibili alle differenti linee di business all’interno della stessa struttura corporate.
Equity method
In caso di investimenti non quotati per i quali è disponibile un set informativo limitato che non consente l’adozione di altr i metodi, la parte di equity degli shareholders indicata nell’ultimo bilancio o reportistica ad interim (trimestrale o semestrale), approvata dalla società, può essere utilizzata come miglior proxy del fair value. Al fine di determinare l’equity degli shareholders, deve essere considerata anche la valut azione delle riserve.
Simple equity method Il valore è determinato come differenza tra i valori correnti di attività e passività della società; il metodo consiste quind i nel definire i singoli valori correnti di attività e passività, evidenziando ogni guadagno o perdita in base al valore contabile.
Complex equity method In aggiunta al metodo Simple equity, questo metodo misura alcuni asset “non tangibili” che non sono presenti nel bilancio com e ad esempio avviamento, marchi, brevetti, proprietà intellettuale, concessioni.
Mixed equity/income method Determina il valore di una società considerando obbiettivi e aspetti verificabili dell’Equity method, senza comunque trascura re i flussi di cassa attesi, che rappresentano una componente essenziale del valore del capitale economico e che sono rappresentati nell’Income method.
Descrizione degli input utilizzati nella misurazione del fair value degli strumenti di Livello 2 e 3 Si riporta di seguito la descrizione dei principali input significativi utilizzati nella misurazione del fair value degli str umenti appartenenti ai Livelli 2 e 3 della gerarchia del fair value .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 101 Volatilità La volatilità è l’espressione della variazione nel tempo del prezzo di uno strumento finanziario. In particolare, la volatili tà misura la velocità e l’entità delle variazioni dei prezzi di mercato di uno strumento, parametro o indice di mercato data l’effe ttiva variazione di valore nel tempo di quel dato strumento, parametro o indice di mercato, espressa come una percentuale della variazione relativa del prezzo. Maggiore è la v olatilità del sottostante, maggiore è il rischio legato allo strumento. In genera le, posizioni lunghe in opzioni beneficiano degli aumenti della volatilità mentre posizioni corte in opzioni ne sono danneggiate.
Esistono diverse macro -categorie di volatilità:
• volatilità del tasso d’interesse;
• volatilità dell’inflazione;
• volatilità del tasso di cambio;
• volatilità delle azioni o degli indici/prezzi dei sottostanti.
Correlazione
La correlazione è una misura della relazione esistente tra i movimenti di due variabili. Quando i parametri sono positivament e correlati, un aumento della correlazione determina generalmente un incremento del fair value. Al contrario, data una posizione co rta di correlazione, un aumento della correlazione, ceteris paribus , determinerà una diminuzione nella misura del fair value. Di conseguenza variazioni nei livelli di correlazione possono avere impatti, favorevoli e non, sul fair value di uno strumento, a seconda del tipo di correlazione.
La correlazione è un input nella valutazione di un prodotto derivato dove il payoff è determinato da molteplici rischi sottostanti. Il livello della correlazione utilizzata nella valutazione dei derivati con molteplici rischi sottostanti dipende da una varietà di fattori co mpresa la natura di tali rischi.
Dividendi
La determinazione di un prezzo forward per un’azione individuale o un indice è importante sia per la misurazione del fair value di contratti forward e swaps , sia per la misurazione del fair value attraverso l’utilizzo dei modelli di pricing delle opzioni. La relazione tra il prezzo corrente dell’azione e il prezzo forward è basata su una combinazione tra i livelli dei dividendi attesi, la periodicità dei pagamenti e, in modo minore, dei tassi ri levanti di finanziamento applicabili all’azione considerata.
Il rendimento e la periodicità dei dividendi rappresenta il parametro più significativo per la determinazione del fair value di strumenti sensibili al prezzo forward di un’azione.
Curva dei tassi d’interesse La determinazione dei tassi di interesse da utilizzare nelle tecniche di valutazione è effettuata in base ad una selezione de gli strumenti finanziari più appropriati per ogni valuta, seguita da una procedura di bootstrapping che trasforma i tassi di interesse osservati in tassi zero -coupon.
La curva dei tassi per le valute poco liquide si riferisce ai tassi delle valute per le quali non esiste un mercato liquido i n termini di rigidità, profondità e resistenza.
Tassi swap sull’inflazione La determinazione dei livelli forward per gli indici di inflazione si basa sulle quotazioni degli swap sugli indici di inflazione. Gli swap sull’inflazione possono risultare poco liquidi qualora non esista un mercato liquido in termini di rigidità, profondità e resistenza.
Credit spreads
Lo spread creditizio riflette la qualità del credito dell’emittente.
Lo spread di credito di una particolare security è riportato in relazione al rendimento della security o del tasso di riferim ento utilizzati come benchmark ed è generalmente espresso in termini di punti base. Nel modello di valutazione dei finanziamenti, i l credit spread è utilizzato al fine di stimare il premio al rischio di mercato da applicare all’attualizzazione dei flussi di cassa.
Loss Given Default (LGD)/Recovery Rate LGD, anche conosciuto come loss severity (il concetto inverso di recovery rate ) rappresenta la percentuale dei flussi di cassa contrattuali persi in caso di fallimento, espresso come la perdita netta relativa al saldo contabile. Un aumento della loss severity , tenendo invariati gli altri elementi, implica una diminuzione nella misura del fair value. Il loss given default deve essere valutato caso per caso poiché le perdite sono generalmente influenzate da caratteristiche specifiche della transazione come la presenza di collateral e il grado di subordinazione.
Prezzo
Dove i prezzi di mercato non sono osservabili, il comparable approach attraverso l’identificazione di una proxy è utilizzato per misurare il fair value dello strumento.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 102 Prepayment Rate (PR) Il tasso di prepayment è il tasso stimato a cui sono attesi dei pagamenti anticipati del principal relativo ad uno strumento di debito. Tali pagamenti volontari e inattesi cambiano i flussi di cassa attesi per l’investitore e di conseguenza cambiano il fai r value di un titolo od altro strumento finanziario.
In generale, a fronte di una variazione nella velocità del prepayment, la vita media ponderata dello strumento cambia, andand o ad impattare la valutazione positivamente o negativamente a seconda della natura e della direzione della variazione della vita me dia ponderata.
Probability of Default (PD) La probability of default è la stima della probabilità di non ricevere l’ammontare previsto dal contratto. Essa definisce una stima della probabilità che un cliente di un’istituzione finanziaria sia insolvente lungo un certo orizzonte temporale. La PD di u n debitore non dipende solo dalle caratteristiche di rischio di quel particolare debitore ma anche dalle condizioni di mercato e dal livello di influenza che tali condizioni h anno sul debitore.
Early conversion
La early conversion è la stima della probabilità che il debito venga convertito in equity anticipatamente.
EBITDA
L'EBITDA dà un'indicazione della corrente redditività operativa del business, cioè quanto profitto fa attraverso l’utilizzo d ei suoi assets e la commercializzazione dei prodotti che produce.
Ke Il Ke (costo del capitale) rappresenta il tasso di rendimento minimo che un’azienda deve offrire ai propri azionisti al fine di remunerare i fondi da questi ricevuti.
Growth rate
È il tasso di crescita costante utilizzato per stimare i dividendi futuri.
A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni Il Gruppo verifica che il valore assegnato ad ogni posizione rifletta il fair value corrente in modo appropriato. Le misurazi oni al fair value delle attività e delle passività sono determinate utilizzando varie tecniche, fra cui (ma non solo) modelli del t ipo discounted cash flows e modelli interni. Sulla base dell’osservabilità degli input utilizzati, tutte le misurazioni sono classificate come Livello 1, Livello 2 o Livello 3 della gerarchia del fair value.
Quando uno strumento finanziario misurato al fair value è valutato mediante l’utilizzo di uno o più input significativi non d irettamente osservabili sul mercato, un’ulteriore procedura di verifica del prezzo è posta in essere. Tali procedure comprendono la revisione dei dati storici rilevanti, l’analisi dei profitti e delle perdite, la valutazione individuale di ciascuna componente di un prodotto strutturato e il benchmarking . Questo approccio prevede l’utilizzo di pareri soggettivi e di giudizi basati sull ’esperienza e, di conseguenza, può richiedere aggiustamenti alle valutazioni che tengano in conto il bid/ask spread, la liquidità e il rischio di controparte, oltre che la tipologia del modello di valutazione adottato.
Secondo le linee guida della Group Market Risk Governance, affinché sia assicurata la giusta separazione tra le funzioni prep oste alle attività di sviluppo dei modelli e le funzioni responsabili dei processi di validazione, tutti i modelli di valutazione s viluppati dal front office delle società del Gruppo sono testate a livello centrale in modo indipendente e validate dalle funzioni di Risk Management. Lo scopo di questa struttura di controllo indipendente è quello di valutare il rischio di modello derivan te dalla solidità teorica degli stessi, dalle tecniche di calibrazione eventualmente applicate e dall’appropriatezza del modello per uno specifico prodotto in un mercato definito.
Oltre alla valutazione giornaliera mark to market o mark to model , l’Independent Price Verification (IPV) viene applicato dalla funzione di Market Risk con l’obiettivo di fornire un fair value indipendente per tutti gli strumenti inclusi quelli illiquidi.
A.4.3 Gerarchia del fair value Il principio IFRS13 stabilisce una gerarchia del fair value in funzione del grado di osservabilità degli input delle tecniche di valutazione adottate per le valutazioni.
Il livello di gerarchia del fair value associato alle attività e passività è definito come il livello minimo fra tutti gli in put significativi utilizzati.
Generalmente, un input di valutazione non è considerato significativo per il fair value di uno strumento se i restanti input spiegano la maggioranza della varianza del fair value stesso.
Sono previsti, in particolare, tre livelli:
• Livello 1: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a prezzi di quotazione osservat i su mercati attivi;
• Livello 2: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a modelli valutativi i cui inpu t significativi risultino osservabili su mercati attivi;
• Livello 3: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato sulla base di modelli valutativi i cui input significativi risultino non osservabili su mercati attivi.
Agli strumenti finanziari viene associato un certo livello di fair value sulla base dell’osservabilità degli input utilizzati per la valutazione.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 103 Livello 1 (prezzi quotati in mercati attivi) : prezzi quotati in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione. Un mercato attivo è tale se le operazioni relative all’attività o alla passività oggetto di valutazione si verif icano con una frequenz a e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa (es. il mercato MTS a r iferimento i prezzi di molti titoli governativi ivi negoziati).
Livello 2 (input osservabili) : input diversi dai prezzi di mercato già inclusi nel Livello 1, che sono osservabili per l’attività o la passività, direttamen te o indirettamente. Gli input sono considerati osservabili se sono sviluppati sulla base di informazioni disponibili al mercato riguardanti eventi o transazioni correnti e riflettono le assunzioni che le controparti di mercato utilizzerebbero per valutare l’attività o la pa ssività.
Livello 3 (input non osservabili) : sono input diversi da quelli inclusi nel Livello 1 e nel Livello 2, non direttamente osservabili sul mercato per la valutazione dell’attività o della passività, o utilizzati nella determinazione degli aggiustamenti significativi al fair valu e. Gli input no n osservabili devono comunque riflettere le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell’attività o pass ività, incluse le assunzioni sul rischio.
Nella scelta fra le diverse tecniche di valutazione il Gruppo utilizza quella che massimizza l’utilizzo degli input osservabi li.
Trasferimenti tra i livelli di gerarchia I principali fattori che contribuiscono ai trasferimenti tra i livelli di fair value (sia tra il Livello 1 ed il Livello 2, c he dentro/fuori il Livello 3) comprendono cambiamenti nelle condizioni di mercato (tra cui il parametro di liquidità) e affinamenti nei modelli valutativi e nei pesi relativi degli input non -
osservabili utilizzati nella misurazione del fair value.
A.4.4 Altre informazioni Il Gruppo si avvale dell’eccezione prevista dall’IFRS13 di misurare il fair value su base netta con riferimento ad attività e passività finanziarie con posizioni compensative dei rischi di mercato o del rischio di credito della controparte.
A partire dal 31 dicembre 2019, le attività del portafoglio immobiliare di UniCredit classificate come “detenute a scopo di i nvestimento” (da qui in avanti definiti come “Attività materiali a scopo di investimento”) così come le attività materiali ad uso f unzionale devono essere misurate al fair value, con l’adozione del modello del fair value determinato come previsto dall’IFRS13.
In questo contesto, UniCredit ha emanato una Global Policy specifica per la valutazione del portafoglio immobiliare, che ha l ’obiettivo di definire i principi comuni, le linee guida ed i modelli da seguire per le società del Gruppo nella valutazione delle proprie attività immobiliari; tale policy si applica a tutte le attività immobiliari del Bilancio consolidato del Gruppo. L’attribuzione dei livelli di fair value è funzione dell’osservabilità dei parametri utilizzati nelle misurazioni. La corrente composi zione del portafoglio prevede un ’attribuzione prevalentemente a Livello 3.
Con specifico riferimento alle attività materiali a scopo di investimento, il fair value è determinato secondo una “prospetti va di mercato”; ovvero, è il prezzo che una controparte terza pagherebbe per l’acquisto dell’attività in una transazione ordinaria alla data di misurazione, in base al presupposto del “massimo e miglior utilizzo”. Il presupposto del “massimo e miglior utilizzo” necessita di essere supportato da evidenze ragionevoli che l’utilizzo del bene sia fisicamente possibile, e legalmente e fina nziariamente consentito. Come regola, si assume che l’utilizzo di un dato bene, previsto dalle intenzioni manageriali di UniCredit, è già al “massimo e miglior utilizzo”, a meno che ci sia una chiara dimostrazione del co ntrario.
Al fine di ottenere il fair value delle attività immobiliari, sono utilizzati sia il metodo delle transazioni comparabili (ov vero, si prendono in considerazione le condizioni di mercato correnti e i prezzi delle transazioni osservabili) sia il metodo reddi tuale (ovvero, attualizzazione dei canoni di affitto di mercato).
La scelta del metodo di valutazione e delle assunzioni da utilizzare deve includere tutte le informazioni disponibili e rifle ttere la strategia sull’attività immobiliare; tutti gli input utilizzati nella valutazione sono supportati da evidenze interne (ad esempio: documenti tecnici, pianificazione e rendicontazione manageriale, contratti esistenti, ecc.) ed esterne (ad esempio: report di mercato, ricerche, ecc.).
Il fair value è determinato, sia per le attività materiali a scopo di investimento sia per le attività materiali ad uso funzi onale, da un esperto esterno, indipendente ed abilitato sia tramite perizia “full/on site” che tramite perizia “desktop” e soggetto a rimisurazione ogni sei mesi.
Con specifico riferimento alle proprietà ad uso investimento, l’intero portafoglio è soggetto a perizie “full/on site” ogni 3 anni; per cui, ogni anno, una parte del portafoglio è soggetta a perizia “full/on site”, mentre le perizie “desktop” sono effettua te su base semestrale per i restanti immobili.
Nel caso in cui la differenza tra il fair value risultante dalle perizie “desktop” e il fair value risultante dall’ultima valutazione “full/on site” superi il 10%, l’immobile sarà soggetto alla perizia “full/on site” anche se non sono ancora trascorsi 3 anni, se le caratteristiche fisiche e l e funzionalità dell’immobile sono state influenzate da eventi fisici (ad esempio eventi catastrofici) o da attività di ristrutturazione straordinaria.
Nel caso in cui sia applicato il metodo di valutazione delle transazioni comparabili, il fair value è determinato da periti e sterni, sulla base delle caratteristiche delle transazioni avvenute nel mercato delle proprietà immobiliari nella stessa area geogr afica e con le medesime caratteristiche del bene oggetto di valutazione. Nel caso in cui la proprietà non avesse transazioni comparabili, ai periti è richiesto di utiliz zare le transazioni disponibili più simili applicando un ragionevole sconto che riflett a l’intrinseca illiquidità della proprietà.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 104 Tale approccio:
• è applicato quando non è in corso un contratto di affitto di lungo periodo, nonché per gli appezzamenti di terreno senza svil uppi previsti o in corso;
• si basa su due parametri chiave: (i) l’area geografica della proprietà immobiliare; (ii) il valore per unità di superficie (m ediante rettifica di valori in operazioni comparabili).
La valutazione delle proprietà immobiliari è determinata attraverso la moltiplicazione della superficie per il valore per uni tà di superficie.
Nel caso in cui sia utilizzato il metodo reddituale, i periti esterni determinano il fair value convertendo i flussi di cassa futuri in un unico valore di capitale. Il flusso di reddito può essere derivato in base ai contratti, o può essere non contrattual e, facendo leva sulla versione più aggiornata dei Principi Internazionali di Valutazione.
Nel dettaglio, i flussi di cassa generati dalla proprietà verranno calcolati considerando i periodi di “free rent”, il tasso di crescita delle locazioni, i periodi di incentivo, la durata contrattuale totale, così come qualsiasi provento/spesa supplementar i direttamente connessi al contratto di locazione.
Il tasso di sconto da utilizzare è il “Weighted Average Cost of Capital” (misurato alla data di valutazione) di un’entità ipo tetica operante nel mercato specifico delle attività immobiliari di riferimento per lo specifico bene, finanziato con una media del la struttura debito/patrimonio netto di entità comparabili che operano nello stesso mercato.
Il metodo reddituale è preferibile quando vi è un contratto di locazione a lungo termine in corso e il contratto è in linea c on le condizioni di mercato, o quando vi è una riduzione di attività nel mercato. Tale metodo potrebbe essere utilizzato anche per gli appezzamenti di terreno con sviluppi previsti o in corso. In tal caso, il valore potrebbe essere determinato in base all’analisi dei flussi di cassa futuri attesi, assunto che si possa dimostrare una ragionevole aspettativa di domanda per lo sviluppo.
I fair value derivanti dalle perizie sono soggetti a controlli di plausibilità; a tal riguardo, si noti quanto segue:
• quando il metodo reddituale è utilizzato dai periti esterni, i principali input sottostanti la valutazione (flussi di cassa, tasso di capitalizzazione, ecc.) sono verificati internamente in termini di plausibilità;
• la plausibilità dei fair value derivanti dalle perizie esterne è valutata internamente attraverso un approccio di controllo c he prevede l’acquisizione di informazioni da diverse fonti esterne, determinando così un range di possibili fair value entro i qual i dovrebbe rientrare la valutazione; per le attività immobiliari più significative, l'analisi è ulteriormente supportata da un'analisi di attualizzazione dei flussi di cassa che confronta il fair value determinato dalla perizia esterna con il risultato ott enuto da un modello interno “Discounted Cash Flow”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 105 Informativa di natura quantitativa
A.4.5 Gerarchia del fair value Le tabelle seguenti riportano pertanto la ripartizione dei portafogli di attività e passività finanziarie valutati al fair va lue.
A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value (milioni di €)
ATTIVITÀ/PASSIVITÀ FINANZIARIE MISURATE AL FAIR
VALUE CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 52.771 52.732 6.024 48.950 44.546 5.343 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 20.896 51.606 2.067 18.007 42.719 1.989 b) Attività finanziarie designate al fair value 293 - - 269 - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 31.582 1.126 3.957 30.674 1.827 3.354 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 82.311 5.366 1.379 86.822 4.909 1.470 3. Derivati di copertura - 959 27 - 918 23 4. Attività materiali - - 5.930 - - 6.113 5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 135.082 59.057 13.360 135.772 50.373 12.949 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 6.903 38.258 1.572 5.840 31.101 1.502 2. Passività finanziarie designate al fair value - 22.210 2.216 - 22.350 808 3. Derivati di copertura - 1.822 5 - 1.271 46 Totale 6.903 62.290 3.793 5.840 54.722 2.356
La voce “1. c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” di Livello 3 al 30 giugno 202 6 comprende gli investimenti di 149 milioni nelle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund (già Atlante II).
Al 30 giugno 202 6 il Fair Value delle quote del fondo Atlante e Italian Recovery Fund (già Atlante II) è stato determinato utilizzando un model lo interno al fine di tenere conto delle variazioni del rischio di credito dei singoli ABS detenuti dal fondo Atlante.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla Sezione 2.5 - Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, Note illustrative, Parte B -
Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato - Attivo.
I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel corso del primo semestre del 202 6 riflettono principalmente l’evoluzione dei mercati di riferimento e l’affinamento dei processi per l’attribuzione dei livelli di fair value da parte di alcune società del Gruppo.
Oltre ai trasferimenti relativi alle attività e passività finanziarie valutate a livello 3 dettagliate nelle sezioni che segu ono si segnala che nel corso del semestre sono intervenuti trasferimenti:
• da Livello 1 a Livello 2 connessi al peggioramento degli indicatori di liquidità ed affidabilità dei prezzi (basati su bid -ask spread, relative size ed applicabilità dei prezzi pubblicati) raccolti da terze parti così come calcolati e registrati nell’ambit o del processo di Global Bond IPV:
- di attività finanziarie misurate al fair value con impatto a Conto economico (attività finanziarie detenute per la negoziazio ne, designate al fair value e obbligatoriamente valutate al fair value) per 39 milioni;
- di attività finanziarie misurate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 15 milioni ;
- di passività finanziarie detenute per la negoziazione per 1 milione.
• da Livello 2 a Livello 1 connessi al miglioramento degli indicatori di liquidità ed affidabilità dei prezzi (basati su bid -ask spread, relative size ed applicabilità dei prezzi pubblicati) raccolti da terze parti così come calcolati e registrati nell’ambit o del processo di Global Bond IPV (Independent
Price Verification):
- di attività finanziarie misurate al fair value con impatto a Conto economico (attività finanziarie detenute per la negoziazio ne, designate al fair value e obbligatoriamente valutate al fair value) per 45 milioni ;
- di attività finanziarie misurate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 29 milioni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 106 A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) (milioni di €)
MOVIMENTI DEL 1° SEMESTRE 2026
ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO
ECONOMICO ATTIVITÀ
FINANZIARIE
VALUTATE AL
FAIR VALUE
CON IMPATTO
SULLA
REDDITIVITÀ
COMPLESSIVA DERIVATI DI
COPERTURA ATTIVITÀ
MATERIALI ATTIVITÀ
IMMATERIALI TOTALE DI CUI: A)
ATTIVITÀ
FINANZIARIE
DETENUTE PER
LA
NEGOZIAZIONE DI CUI: B)
ATTIVITÀ
FINANZIARIE
DESIGNATE AL
FAIR VALUE DI CUI: C) ALTRE
ATTIVITÀ FINANZIARIE
OBBLIGATORIAMENTE
VALUTATE AL FAIR
VALUE
1. Esistenze iniziali 5.343 1.989 - 3.354 1.470 23 6.113 -
2. Aumenti 2.385 1.288 - 1.097 84 12 332 -
2.1 Acquisti 847 539 - 308 10 6 6 -
2.2 Profitti imputati a 814 491 - 323 21 4 160 -
2.2.1 Conto economico 814 491 - 323 9 2 55 -
- di cui plusvalenze 411 381 - 30 - 1 55 -
2.2.2 Patrimonio netto X X X X 12 2 105 -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 556 255 - 301 - - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 168 3 - 165 53 2 166 -
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - - -
3. Diminuzioni 1.704 1.210 - 494 175 8 515 -
3.1 Vendite 404 310 - 94 6 1 1 -
3.2 Rimborsi 271 - - 271 54 - - -
3.3 Perdite imputate a 758 653 - 105 62 2 207 -
3.3.1 Conto economico 758 653 - 105 7 2 81 -
- di cui minusvalenze 348 257 - 91 - - 45 -
3.3.2 Patrimonio netto X X X X 55 - 126 -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli 259 238 - 21 27 4 36 -
3.5 Altre variazioni in diminuzione 12 9 - 3 26 1 271 -
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - - -
4. Rimanenze finali 6.024 2.067 - 3.957 1.379 27 5.930 -
I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel corso del primo semestre del 202 6 riflettono principalmente l’evoluzione dei mercati di riferimento e l’affinamento dei processi per l’attribuzione dei livelli di fair value in alcune società del Gruppo e si riferiscono, in p revalenza, a consistenze detenute da UniCredit S.p.A. e dalle sue controllat e UniCredit Bank GmbH e UniCredit Bank Austria A G.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte A - Politiche contabili UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 107 A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) (milioni di €)
MOVIMENTI DEL 1° SEMESTRE 2026
PASSIVITÀ FINANZIARIE
DETENUTE PER LA
NEGOZIAZIONE PASSIVITÀ FINANZIARIE
DESIGNATE AL FAIR
VALUE DERIVATI DI COPERTURA
1. Esistenze iniziali 1.502 808 46 2. Aumenti 940 2.020 13 2.1 Emissioni 468 1.916 1 2.2 Perdite imputate a 262 68 7 2.2.1 Conto economico 262 53 7
- di cui minusvalenze 187 39 -
2.2.2 Patrimonio netto X 15 -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 179 27 -
2.4 Altre variazioni in aumento 31 9 5 di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - -
3. Diminuzioni 870 612 54 3.1 Rimborsi 207 - 6 3.2 Riacquisti 36 360 -
3.3 Profitti imputati a 258 45 43 3.3.1 Conto economico 258 43 6
- di cui plusvalenze 219 43 5 3.3.2 Patrimonio netto X 2 37 3.4 Trasferimenti ad altri livelli 362 200 4 3.5 Altre variazioni in diminuzione 7 7 1 di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - -
4. Rimanenze finali 1.572 2.216 5
I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel corso del primo semestre del 202 6 riflettono principalmente l’evoluzione dei mercati di riferimento e l’affinamento dei processi per l’attribuzione dei livelli di fair value in alcune società del Gruppo e si riferiscono, in p revalenza, a consistenze detenute da UniCredit S.p.A. e dalla controllata UniCredit Bank GmbH.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 108 Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato
Attivo
Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Conto economico -
Voce 20
2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 6.356 622 53 5.033 406 38 1.1 Titoli strutturati 30 414 36 28 271 13 1.2 Altri titoli di debito 6.326 208 17 5.005 135 25 2. Titoli di capitale 10.531 1 1 9.969 10 -
3. Quote di O.I.C.R. 598 1.722 7 670 1.858 4 4. Finanziamenti 1.260 12.148 - 581 10.172 91 4.1 Pronti contro termine - 981 - - 462 -
4.2 Altri 1.260 11.167 - 581 9.710 91 Totale (A) 18.745 14.493 61 16.253 12.446 133 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari 2.151 35.686 1.951 1.754 29.468 1.791 1.1 Di negoziazione 2.151 32.315 1.141 1.754 28.526 1.135 1.2 Connessi con la fair value option - 111 49 - 80 45 1.3 Altri - 3.260 761 - 862 611 2. Derivati creditizi - 1.427 55 - 805 65 2.1 Di negoziazione - 1.427 55 - 805 65 2.2 Connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 Altri - - - - - -
Totale (B) 2.151 37.113 2.006 1.754 30.273 1.856 Totale (A+B) 20.896 51.606 2.067 18.007 42.719 1.989
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 74.569 62.715
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l’osservabilità degli inpu t utilizzati nelle valutazioni.
Si rimanda per ulteriori informazioni al paragrafo “A.4 Informativa sul fair value”, Note illustrative, Parte A - Politiche contabili.
L’aumento della voce è principalmente dovuto all’incremento delle sottovoci “1 . Derivati finanziari” e “4.2 Finanziamenti - Altri”, riconducibile rispettivamente ad UniCredit S.p.A. e alla sua controllata UniCredit Bank GmbH.
Le attività e passività finanziarie relative ai derivati OTC ed alle operazioni di pronti contro termine gestite attraverso C ontroparti Centrali (CCP) sono oggetto di compensazione allorquando (i) i processi di regolamento delle CCP garantiscono l’eliminaz ione o riducono ad immateriale il rischio di credito e liquidità dei contratti in oggetto e (ii) l’entità ha intenzione di regolare le partite al netto, coerentemente alle previsio ni dello IAS32 - Offsetting, al fine di migliorare la rappresentazione del p rofilo di liquidità e rischio di controparte da essi determinato.
L’effetto della compensazione al 30 giugno 202 6, già incluso nel modello di esposizione a saldi netti delle operazioni in specie, ammonta a complessivi 130.245 milioni in diminuzione rispetto ai 137.624 milioni al 31 dicembre 202 5 per effetto dell’evoluzione delle condizioni dei mercati di riferimento , riconducibile principalmente all’operatività d i UniCredit S.p.A .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 109 2.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
1. Titoli di debito 293 - - 269 - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 293 - - 269 - -
2. Finanziamenti - - - - - -
2.1 Strutturati - - - - - -
2.2 Altri - - - - - -
Totale 293 - - 269 - -
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 293 269
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l’osservabilità degli inpu t utilizzati nelle valutazioni.
Si rimanda per ulteriori informazioni al paragrafo “A.4 Informativa sul fair value”, Note illustrative, Parte A - Politiche contabili.
2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
1. Titoli di debito 4.295 351 25 4.148 374 45 1.1 Titoli strutturati 94 183 3 80 157 3 1.2 Altri titoli di debito 4.201 168 22 4.068 217 42 2. Titoli di capitale 3.040 - 340 2.607 26 330 3. Quote di O.I.C.R. 24.247 293 2.370 23.919 424 2.227 4. Finanziamenti - 482 1.222 - 1.003 752 4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 482 1.222 - 1.003 752 Totale 31.582 1.126 3.957 30.674 1.827 3.354
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 36.665 35.855
Un’attività finanziaria è classificata fra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value qualora la stessa non soddisfi le condizioni, in termini di business model o di caratteristiche dei flussi di cassa, per la valutazione al costo amm ortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l’osservabilità degli inpu t utilizzati nelle valutazioni.
Si rimanda per ulteriori informazioni al paragrafo “A.4 Informativa sul fair value”, Note illustrative, Parte A - Politiche contabili.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 110 Informativa relativa alle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund Atlante è un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso di diritto italiano, riservato ad investitori professionali e gestito dalla società di gestione indipendente DeA Capital Alternative Funds SGR S.p.A. (DeA). La dimensione complessiva del fondo in sede di costituzione è stata pari a 4.249 milioni, cui UniCredit S.p.A. ha partecipato con una quota pari a circa il 19,9%.
La politica di investimento di Atlante prevede che il Fondo possa essere investito (i) in banche con coefficienti patrimonial i regolamentari inferiori ai minimi stabiliti nell’ambito SREP e che quindi realizzino, su richiesta dell’Autorità di Vigilanza, in terventi di rafforzamento patrimoniali mediante aumento di capitale e (ii) in Non Performing Loans (NPL) di una pluralità di banche italiane.
Con riferimento al Fondo Atlante, al 30 giugno 202 6 UniCredit S.p.A. detiene quote classificate tra gli strumenti finanziari obbligatoriamente valutati al fair value per un valore di bilancio pari a 75 milioni. Gli investimenti complessivamente effettuati nel tempo ammontano a 844 milioni a fronte dei quali sono state apportate svalutazioni per complessivi 684 milioni e complessive variazioni negative di fair value per 16 milioni. I rimborsi ricevuti ammontano a 6 9 milioni. Inoltre, a fronte delle medesime quote, UniCredit S.p.A. ha in essere un impegno per successivi versamenti nel fondo inferiore a 2 milioni.
In aggiunta a quanto sopra, al 30 giugno 202 6 UniCredit Vita Assicurazioni detiene quote classificate tra gli strumenti finanziari obbligatoriamente valutati al fair value per un valore di bilancio pari a 4,5 milioni.
Nel mese di agosto 2016 è stato costituito il Fondo Atlante II, successivamente ridenominato Italian Recovery Fund in data 27 ottobre 2017, un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso riservato ad investitori professionali, gestito sempre da DeA, che, a differenza del Fondo Atlante, può investire unicamente in NPL e, al fine di ridurre il rischio in linea con i parametri in uso presso i maggiori investitor i istituzionali del mondo, in strumenti collegati ad operazioni in NPL (come per esempio warr ant).
Con riferimento al fondo Italian Recovery Fund, al 30 giugno 202 6 UniCredit S.p.A. detiene quote per un valore di bilancio di 74 milioni classificate tra gli strumenti finanziari obbligatoriamente valutati al fair value. Gli investimenti complessivamente effettuati nel tempo ammontano a 187 milioni a fronte dei quali sono state apportate complessive variazioni negative di fair valu e per 17 milioni. I rimborsi ricevuti ammontano a 96 milioni. Inoltre, UniCredit S.p.A. ha in essere un impegno per successivi v ersamenti nel fondo per circa 8 milioni.
Al 30 giugno 202 6 il valore di bilancio (fair value) dei suddetti fondi è stato determinato utilizzando un modello interno al fine di tenere co nto delle variazioni del rischio di credito dei singoli ABS detenuti dal fondo Atlante. Tale valutazione al fair value ha determinato n el semestre un minor valore di 19 milioni iscritto nel Conto economico.
Dal punto di vista regolamentare, il trattamento delle quote detenute da UniCredit S.p.A. nel Fondo Atlante e nell’Italian Re covery Fund prevede il calcolo del RWEA sulla base di ciascuna attività sottostante degli OICR, ai sensi dell'articolo 152(2) e (4b ) del CRR. In riferimento agli impegni residui, il trattamento regolamentare prevede l’applicazione di un fattore di conversione del 100% (“rischio pieno” in applic azione dell’Allegato I del CRR) e per il calcolo delle relative esposizioni ponderate per il rischio si applica l'articolo 152(9) del CRR.
Informativa relativa agli investimenti nello Schema Volontario UniCredit S.p.A. ha aderito allo “Schema Volontario” (nel seguito anche SV), un soggetto privato introdotto dal Fondo Interba ncario di Tutela dei Depositi (nel seguito anche FITD), con apposita modifica del proprio statuto, nel novembre 2015. SV è stato co mpletamente svalutato a partire da dicembre 2022.
Lo SV costituisce uno strumento per la soluzione delle crisi bancarie attraverso interventi di sostegno a favore di banche ad esso aderenti, al ricorrere delle specifiche condizioni previste dalla normativa. Lo SV dispone di una dotazione finanziaria auton oma e le banche ad esso aderenti si impegnano a fornire le relative risorse su chiamata per l’effettuazione degli interventi. La dotazione iniziale dello SV è st ata fissata in 700 milioni (dei quali 110 milioni riferibili ad UniCredit S.p.A.).
Si richiamano di seguito le operazioni principali effettuate dallo SV .
Cassa di Risparmio di Cesena (CariCesena) Nel mese di giugno 2016 lo SV ha deliberato un intervento a favore di CariCesena, in relazione all’aumento di capitale dalla stessa deliberato in data 8 giugno 2016 per circa 280 milioni dei quali 44 milioni riferibili ad UniCredit S.p.A. In data 30 settem bre 2016 tale impegno si è tradotto in un esborso monetario che comportò il riconoscimento di strumenti di capitale classificati, in base al pre -vigente principio contabile IAS39, “disponibili per la vendita” per un ammontare di 44 milioni per UniCredit S. p.A. (coerente con l’esborso monetario). L’aggiornamento della valutazione degli strumenti al 31 dicembre 2016 in base ad un modello interno riveniente dall’applicazione del metodo dei multipli di borsa su un paniere di banche, integrato da stime relative al portafoglio creditizio della Cassa di Risparmio di Cesena e delle connesse esigenze/fabbisogni patrimoniali, ne ha comportato l’integrale svalutazione.
CariCesena, Cassa di Risparmio di Rimini (Carim) e Cassa di Risparmio di San Miniato (Carismi) Nel mese di settembre 2017, per fronteggiare l’intervento di Crédit Agricole CariParma a supporto di CariCesena, Carim e Cari smi, basato su un aumento di capitale di 464 milioni e sulla sottoscrizione di titoli rivenienti dalla cartolarizzazione degli NPL delle suddette banche per 170 milioni, il Fondo ha deliberato un incremento della propria dotazione patrimoniale per 95 milioni (portandola complessivamente a 795 mili oni), aumentando la quota residua di impegno di UniCredit S.p.A. a 81 milioni. Nello stes so mese UniCredit S.p.A. ha quindi versato 9 milioni a fronte della parte di intervento relativa all’aumento di capitale di Carim e Carismi, mentre nel mese di dicembre 2017 UniCredit S.p.A. ha versato i restanti 72 milioni (di cui 45 milioni destinati all a ricapitalizzazione e 27 milioni alla cartolarizzazione). A seguito di questi eventi, l’impegno residuo del gruppo UniCredit verso lo SV è risultato sostanzialmente azzerato.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 111 I versamenti effettuati a fronte della ricapitalizzazione delle banche hanno comportato il riconoscimento di strumenti di cap itale classificati, in base al pre-vigente principio contabile IAS39, “disponibili per la vendita” per un ammontare complessivo par i a 54 milioni per UniCredit S.p.A. interamente cancellati nel bilancio 2017 per effetto dell’avvenuta cessione delle banche a Crédit Agricole CariParma ad un prezzo simboli co.
Per quanto riguarda invece la quota di intervento relativa alla sottoscrizione da parte dello SV dei titoli Junior e Mezzanin e della cartolarizzazione, il valore di iscrizione (27 milioni per UniCredit S.p.A.) è stato rettificato nel 2017 per allinearlo al fair value dei titoli fornito dallo stesso SV (4 milioni per UniCredit S.p.A.) risultante dalle analisi dell’advisor incaricato delle valutazioni dei crediti sottostanti, elaborate in fu nzione delle evidenze di un modello Discounted Cash Flow basato sulle previsioni di recupero elaborate dagli special servicer.
L’aggiornamento della valutazione pervenuta dallo SV (supportata dalle analisi dell’advisor incaricato) alla data del 31 dice mbre 2022 ne ha comportato l’integrale svalutazione.
Banca Carige
In data 30 novembre 2018, l’Assemblea dello SV ha deciso di intervenire a favore di Banca Carige S.p.A. mediante sottoscrizio ne di un prestito subordinato Tier 2 (per un ammontare massimo pari a 320 milioni) emesso da Banca Carige S.p.A. e destinato alla c onversione in capitale nella misura necessaria a consentire un aumento di capitale previsto in 400 milioni.
Alla medesima data, nel quadro dell’accordo appositamente stipulato con lo SV, Banca Carige S.p.A. ha collocato obbligazioni per 320 milioni, dei quali 318,2 milioni sottoscritti direttamente tramite il medesimo SV. Le obbligazioni sono state emesse alla p ari (100% del valore nominale), cedola a tasso fisso pari al 13% e durata di 10 anni (scadenza 30 novembre 2028).
Dato il mancato conferimento, entro il 22 dicembre 2018, della delega al Consiglio di Amministrazione da parte dell’Assemblea Straordinaria di Banca Carige S.p.A. per aumentare a pagamento il capitale sociale per un importo massimo complessivo pari a 400 m ilioni, con effetto retroattivo, gli interessi sull’importo in linea capitale delle obbligazioni in essere di tempo in tempo maturano al tasso fisso nominale lordo del 16% a decorrere dalla data di emissione.
Con riferimento all’intervento a favore di Banca Carige S.p.A., il contributo di UniCredit S.p.A. nello SV è risultato pari, alla data di iscrizione iniziale, a 53 milioni, ed è stato identificato come uno strumento finanziario classificato, in base al vig ente principio contabile IFRS9, alla voce “20. c) Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a Conto economico”.
Al 31 dicembre 2018, a seguito del processo valutativo dello strumento finanziario, UniCredit S.p.A. ha rilevato svalutazioni per 16 milioni, a fronte delle quali il valore di bilancio è risultato pari a 37 milioni.
Al 31 dicembre 2019 UniCredit S.p.A. ha valutato il fair value dello strumento utilizzando modelli interni (Multipli di Merca to ed Analisi Multi Scenario) pari a 13 milioni, anche considerando l’avvenuto rimborso di interessi per 9 milioni.
L’aggiornamento della valutazione al 31 dicembre 2020 ha determinato un fair value pari a 5,1 milioni.
Allo stesso modo, il fair value dal 31 dicembre 2021 risulta pressochè azzerato.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 112 Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Voce 30
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
1. Titoli di debito 75.842 4.921 788 81.267 4.431 869 1.1 Titoli strutturati 131 23 - 144 55 -
1.2 Altri titoli di debito 75.711 4.898 788 81.123 4.376 869 2. Titoli di capitale 6.469 445 591 5.555 478 601 3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 82.311 5.366 1.379 86.822 4.909 1.470
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 89.056 93.201
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l’osservabilità degli inpu t utilizzati nelle valutazioni.
Si rimanda per ulteriori informazioni al paragrafo “A.4 Informativa sul fair value”, Note illustrative, Parte A - Politiche contabili.
La riduzione della voce è principalmente riconducibile a minori consistenze in titoli di debito detenuti da Un iCredit S.p.A.
La voce “2.Titoli di capitale” contiene l’investimento nelle quote del capitale di Banca d’Italia per un valore di 375 milion i.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 113 Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
VALORE DI BILANCIO VALORE DI BILANCIO
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI PRIMO E SECONDO
STADIO TERZO STADIO IMPAIRED ACQUISITE O
ORIGINATE PRIMO E SECONDO
STADIO TERZO STADIO IMPAIRED ACQUISITE O
ORIGINATE
A. Crediti verso Banche Centrali 20.436 - - 20.655 - -
1. Depositi a scadenza 4.336 - - 3.885 - -
2. Riserva obbligatoria 7.546 - - 10.178 - -
3. Pronti contro termine 8.412 - - 6.517 - -
4. Altri 142 - - 75 - -
B. Crediti verso banche 45.599 15 - 44.093 22 -
1. Finanziamenti 31.639 15 - 28.157 22 -
1.1 Conti correnti - - - - - -
1.2 Depositi a scadenza 2.354 - - 2.910 - -
1.3 Altri finanziamenti 29.285 15 - 25.247 22 -
- Pronti contro termine attivi 24.972 - - 21.319 - -
- Finanziamenti per leasing - - - 1 - -
- Altri 4.313 15 - 3.927 22 -
2. Titoli di debito 13.960 - - 15.936 - -
2.1 Titoli strutturati - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 13.960 - - 15.936 - -
Totale 66.035 15 - 64.748 22 -
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
VALORE DI BILANCIO VALORE DI BILANCIO
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI PRIMO E SECONDO
STADIO TERZO STADIO IMPAIRED ACQUISITE
O ORIGINATE PRIMO E SECONDO
STADIO TERZO STADIO IMPAIRED ACQUISITE
O ORIGINATE
1. Finanziamenti 467.802 6.268 208 425.135 6.598 190 1.1 Conti correnti 24.845 668 12 22.287 778 2 1.2 Pronti contro termine attivi 33.225 - - 14.508 - -
1.3 Mutui 184.689 1.960 39 180.447 1.969 44 1.4 Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto 22.729 365 3 21.531 340 4 1.5 Finanziamenti per leasing 10.103 261 - 10.332 263 -
1.6 Factoring 11.920 69 - 12.751 61 -
1.7 Altri finanziamenti 180.291 2.945 154 163.279 3.187 140 2. Titoli di debito 91.921 9 - 89.403 4 -
2.1 Titoli strutturati 494 1 - 379 1 -
2.2 Altri titoli di debito 91.427 8 - 89.024 3 -
Totale 559.723 6.277 208 514.538 6.602 190
La colonna “di cui: impaired acquisite o originate” comprende i crediti deteriorati acquistati nell’ambito di operazioni diverse dalle operazioni di aggregazione aziendale.
L’incremento della voce “1. Finanziamenti ” verso clientela al 30 giugno 202 6 rispetto al 31 dicembre 202 5 deriva principalmente dall’aumento dei volumi in operazioni di pronti contro termine attivi, riconducibili in particolare ad UniCredit S.p.A. e alla sua controllata UniCredit Ban k Austria A G.
Le sottovoci “1.2 Pronti contro termine attivi” e “1.7 Altri finanziamenti” non comprendono la forma tecnica del prestito tit oli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 114 4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid -19: valore lordo e rettifiche di valore complessive (milioni di €)
VALORE LORDO RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE
PRIMO STADIO
DI CUI:
STRUMENTI
CON BASSO
RISCHIO DI
CREDITO SECONDO
STADIO TERZO
STADIO IMPAIRED
ACQUISITE O
ORIGINATE PRIMO
STADIO SECONDO
STADIO TERZO
STADIO IMPAIRED
ACQUISITE O
ORIGINATE WRITE -OFF
PARZIALI
COMPLESSIVI(*)
Finanziamenti garantiti da garanzia pubblica Covid 19 2.538 - 461 294 2 2 6 65 - -
Totale 30.06.2026 2.538 - 461 294 2 2 6 65 - -
Totale 31.12.2025 4.151 - 658 431 2 5 9 91 - -
Sezione 10 - Attività immateriali - Voce 100 Le attività immateriali sono attività non monetarie, identificabili e prive di consistenza fisica.
Possedute per essere utilizzate in un periodo pluriennale, possono comprendere l’avviamento e, tra le altre attività immateri ali, marchi, customer relationships e software.
L’avviamento è rappresentato dall’eccedenza del costo di acquisizione sostenuto rispetto alla percentuale acquistata del fair value netto, alla data di acquisto, di attività e passività costituenti aziende o rami di aziende.
Il valore al 30 giugno 2026 di questa voce si riferisce quasi esclusivamente a software, avviamento e customer relationship s.
La voce riferita all’avviamento deriva dall’ acquisito del controllo delle seguenti entità (i) UniCredit NV/SA, (ii) Vodeno Sp .z o.o., (iii) UniCredit Life Insurance S.p.A., (iv) UniCredit Vita Assicurazioni S.p.A. , (v) Alpha Bank Romania S.A. (poi fusa in UniCredit Bank S.A. Romania).
La variazione della voce è dovuta esclusivamente all’effetto cambio sugli avviamenti rilevati su società aventi valuta funzio nale diversa d all’euro .
10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
ATTIVITÀ/VALORI DURATA DEFINITA DURATA INDEFINITA DURATA DEFINITA DURATA INDEFINITA
A.1 Avviamento X 840 X 843 A.1.1 Di pertinenza del gruppo X 840 X 843 A.1.2 Di pertinenza dei terzi X - X -
A.2 Altre attività immateriali 2.077 - 2.097 -
di cui: software 2.035 - 2.060 -
A.2.1 Attività valutate al costo 2.077 - 2.097 -
a) Attività immateriali generate internamente 1.689 - 1.705 -
b) Altre attività 388 - 392 -
A.2.2 Attività valutate al fair value - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 2.077 840 2.097 843
Totale durata definita e indefinita 2.917 2.940
Il Gruppo non utilizza il modello della rideterminazione del valore (fair value) per la valutazione delle attività immaterial i.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 115 10.2 Attività immateriali: variazioni annue (milioni di €)
MOVIMENTI DEL 1° SEMESTRE 2026
ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI
GENERATE INTERNAMENTE ALTRE
AVVIAMENTO DURATA
DEFINITA DURATA
INDEFINITA DURATA
DEFINITA DURATA
INDEFINITA TOTALE
A. Esistenze iniziali 843 6.972 - 2.957 - 10.772 A.1 Riduzioni di valore totali nette - 5.267 - 2.565 - 7.832 A.2 Esistenze iniziali nette 843 1.705 - 392 - 2.940 B. Aumenti - 211 - 55 - 266 B.1 Acquisti - 8 - 41 - 49 B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 197 - - - 197 B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- A patrimonio netto X - - - - -
- A conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - 4 - 6 - 10 B.6 Altre variazioni - 2 - 8 - 10 di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C. Diminuzioni 3 227 - 59 - 289 C.1 Vendite - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - 221 - 54 - 275
- Ammortamenti X 210 - 54 - 264
- Svalutazioni - 11 - - - 11 + Patrimonio netto X - - - - -
+ Conto economico - 11 - - - 11 C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- A patrimonio netto X - - - - -
- A conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di dismissione - - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative 3 2 - 2 - 7 C.6 Altre variazioni - 4 - 3 - 7 di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
D. Rimanenze finali nette 840 1.689 - 388 - 2.917 D.1 Rettifiche di valore totali nette - 5.498 - 2.607 - 8.105 E. Rimanenze finali lorde 840 7.187 - 2.995 - 11.022 F. Valutazione al costo - - - - - -
L’impairment test delle attività immateriali a durata indefinita rilevate in sede di operazioni di aggregazione aziendale Al 30 giugno 2026, il gruppo Uni Credit ha rilevato un goodwill complessivo di 8 40 milioni, derivante dal processo di allocazione del prezzo di acquisto eseguito al momento dell'acquisizione di Alpha Bank Romania (36 milioni), UniCredit NV/SA (122 milioni), Vodeno (131 milioni), UniCredit Life Insurance (ULI, 144 milioni) e UniCredit Vita Assicurazioni (UVA, 406 milioni).
Ai sensi dello IAS36.99 i risultati del test sull'avviament o effettuati al 31 dicembre 20 25 sono stati utilizzati anche per il test del 30 giugno 20 26 (per il Gruppo e per le CGUs a cui l'avviamento è allocato). In particolare è stata effettuata un'analisi di indicatori di natura qua litativa sulle principali ipotesi sottostanti i calcoli per il test sull’avviamento al 31 dicembre 20 25.
Flussi finanziari per la determinazione del valore d’uso al 3 1 dicembre 20 25 Le proiezioni utilizzate per il test di impairment al 31 dicembre 2025 segue i requisiti ESMA, che richiedono agli emittenti di considerare scenari alternativi per la valutazione di elementi la cui sostenibilità dipende da previsioni future. A tal fine sono stati predisposti due scenari: uno scenario “Base”, sottostante le previsioni finanziarie (Utile Netto e RW EA) del Budget 2026, approvato dal Consiglio di Amministrazione nella riunione dell’8 febbraio 2026, e delle proiezioni per il 2027 e il 2028 presenta te al Consigli o di Amministrazione nella stessa data; uno scenario “Alternativo”, delle cui proiezioni ha preso visione il CdA nella medesima seduta.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 116 Analisi degli indicatori al 30 giugno 20 26 Con lo scopo di analizzare potenziali variazioni intercorse nel primo semestre del 20 26 nelle assunzioni sottostanti i calcoli del test sull’avviamento, è stata svolta un’analisi qualitativa degli indicatori di riferimento.
Ai sensi del principio IAS36.99, il risultato dell’analisi dei cambiamenti nelle circostanze prevalenti al 30 giugno 20 26 rispetto al 31 dicembre 20 25 e degli eventi intercorsi in questo periodo conferma la validità degli esiti del test di impairment sull’avviamento condotto al 31 dicembre 20 25, pertanto tali risultati sono validi anche per il test sull’avviamento al 30 giugno 20 26.
Più nello specifico sono stati considerati gli elementi sotto riportati:
• non ci sono cambiamenti sostanziali nella struttura dell’attivo e passivo delle CGUs;
• il risultato netto consuntivo22 e gli RW EA del Gruppo e delle CGUs cui sono allocati i valori di goodwill non mostrano scostamenti significativi rispetto ai target di Budget • il costo del capitale aggiornato a giugno 20 26 è in lieve aumento rispetto ai valori registrati a dicembre 20 25;
• non ci sono cambiamenti dei coefficienti patrimoniali target • non si rilevano scostamenti significativi fra gli scenari Base e Alternativo sottostanti le previsioni finanziarie utilizzate per il test al 31 dicembre 2025, e il più recente scenario macroeconomico;
• l’eccedenza del valore d’uso rispetto ai valori di carico che risultava nel test eseguito al 31 dicembre 2025
Risultati del test sull’avviamento Il risultato dell’analisi al 30 giugno 20 26, condotto sulla base degli eventi e circostanze intercorse dal 31 dicembre 20 25, ai sensi del principio IAS36.99 conferma il risultato del test sull’avviamento al 31 dicembre 20 25, che a sua volta aveva avvalorato la sostenibilità della recuperabilità dell’avviamento , senza che sia necessario procedere ad una svalutazione nel bilancio consolidato del gruppo UniCredit.
Si sottolinea che i parametri e le informazioni utilizzate per verificare la sostenibilità dell’avviamento (in particolare le proiezioni finanziarie per le CGU e i tassi di sconto utilizzati) sono significativamente influenzate dal contesto macroeconomico e di mercato, che può essere impattato da cambiamenti non prevedibili.
Gli effetti che questi cambiamenti possono avere nelle stime dei flussi di cassa delle CGUs, insieme alle assunzioni sottosta nti, potrebbero manifestare risultati diversi nei prossimi periodi.
Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 120 dell'attivo e Voce 70 del passivo Sono iscritte in queste voci le attività non correnti o gruppi di attività e passività direttamente collegat i, che costituiscono un insieme di attività generatrici di flussi finanziari, la cui vendita è altamente probabile.
Nella situazione patrimoniale al 30 giugno 202 6, rispetto al 31 dicembre 202 5, i principali scostamenti fanno riferiment o a: (i) alla nuova classificazione di alcuni immobili, principalmente in Germania ; (ii) alla vendit a di portafogli di crediti principalmente deteriorati ; (iii) alla vendita della società controllat a Monnet 8 -10 S.A R.L.
Le valutazioni al fair value al solo fine di adempiere alle richieste d’informativa al mercato sono classificate sulla base d i una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni al paragrafo “A.4 Informativa sul fair value”, Note illustrative , Parte A - Politiche contabili.
22 Ai tassi di cambio di Budget.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Attivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 117 12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività (milioni di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2026 31.12.2025
A. Attività possedute per la vendita A.1 Attività finanziarie 35 121 A.2 Partecipazioni - -
A.3 Attività materiali 239 126 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute - -
A.4 Attività immateriali - -
A.5 Altre attività non correnti - 1 Totale (A) 274 248 di cui: valutate al costo 24 114 di cui: valutate al fair value livello 1 - -
di cui: valutate al fair value livello 2 29 63 di cui: valutate al fair value livello 3 221 71 B. Attività operative cessate B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - -
- Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- Attività finanziarie designate al fair value - -
- Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
B.4 Partecipazioni - -
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali - -
B.7 Altre attività - -
Totale (B) - -
di cui: valutate al costo - -
di cui: valutate al fair value livello 1 - -
di cui: valutate al fair value livello 2 - -
di cui: valutate al fair value livello 3 - -
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita C.1 Debiti - -
C.2 Titoli - -
C.3 Altre passività - -
Totale (C) - -
di cui: valutate al costo - -
di cui: valutate al fair value livello 1 - -
di cui: valutate al fair value livello 2 - -
di cui: valutate al fair value livello 3 - -
D. Passività associate ad attività operative cessate D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - -
D.5 Altre passività - -
Totale (D) - -
di cui: valutate al costo - -
di cui: valutate al fair value livello 1 - -
di cui: valutate al fair value livello 2 - -
di cui: valutate al fair value livello 3 - -
Al 30 giugno 202 6 tra le attività possedute per la vendita e le attività operative cessate sono iscritte attività finanziarie ricadenti nel ter zo stadio di rischio per 24 milioni ( 68 milioni a dicembre 202 5).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Passivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 118 Passivo
Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche (milioni di €)
CONSISTENZE AL
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 30.06.2026 31.12.2025
1. Debiti verso banche centrali 5.809 7.674 2. Debiti verso banche 46.575 44.517 2.1 Conti correnti e depositi a vista 10.759 9.075 2.2 Depositi a scadenza 10.372 12.602 2.3 Finanziamenti 23.846 22.096 2.3.1 Pronti contro termine passivi 11.730 9.562 2.3.2 Altri 12.116 12.534 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - 83 2.5 Debiti per leasing 8 10 2.6 Altri debiti 1.590 651 Totale 52.384 52.191
La sottovoce “2.3 Finanziamenti” comprende anche i debiti relativi alle operazioni di pronti contro termine di raccolta concl use a fronte di titoli di proprietà emessi da società del Gruppo, questi ultimi elisi dall’attivo a livello consolidato.
La medesima sottovoce non comprende la forma tecnica del prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia.
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela (milioni di €)
CONSISTENZE AL
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 30.06.2026 31.12.2025
1. Conti correnti e depositi a vista 390.967 387.981 2. Depositi a scadenza 104.139 93.694 3. Finanziamenti 63.348 46.150 3.1 Pronti contro termine passivi 60.729 43.622 3.2 Altri 2.619 2.528 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
5. Debiti per leasing 1.077 1.248 6. Altri debiti 6.122 7.546 Totale 565.653 536.619
L’aumento della voce “2. Debiti verso clientela” deriva principalmente dall’aumento dei volumi in operazioni di pronti contro termine passivi, riconducibili in particolare ad UniCredit S.p.A. e alla sua controllata UniCredit Bank GmbH.
La voce “3. Finanziamenti” comprende anche i debiti relativi alle operazioni di pronti contro termine di raccolta concluse a fronte di titoli di proprietà emessi da società del Gruppo, questi ultimi elisi dall’attivo a livello consolidato; la medesima voce non comprende la forma tecnica del prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Passivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 119 Passività finanziarie al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione (milioni di €)
CONSISTENZE AL
TIPOLOGIA TITOLI/VALORI 30.06.2026 31.12.2025
A. Titoli
1. Obbligazioni 102.914 90.711 1.1 Strutturate 3.273 2.469 1.2 Altre 99.641 88.242 2. Altri titoli 6.550 7.487 2.1 Strutturati 49 48 2.2 Altri 6.501 7.439 Totale 109.464 98.198
La somma delle sottovoci “1.1 Obbligazioni - Strutturate” e “2.1. Altri titoli - Strutturati” ammonta complessivamente a 3.322 milioni e rappresenta il 3,03% del totale dei titoli.
Lo sbilancio del fair value dei derivati, incorporati in titoli strutturati e fatti oggetto di scorporo, risulta esposto a Vo ce 20 dell’Attivo e 20 del Passivo tra le valutazioni dei derivati di trading - Altri e presenta un saldo negativo per 79 milioni.
L’incremento della voce è principalmente riconducibile alle emissioni nette poste in essere da UniCredit S.p.A. e dalla sua controllata UniCredit Bank GmbH.
Sezione 2 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce 20
2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica (milioni di €)
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
VALORE
NOMINALE FAIR VALUE
FAIR VALUE* VALORE
NOMINALE FAIR VALUE
FAIR VALUE* LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche - 976 - - 976 - 852 - - 852 2. Debiti verso clientela 5 1.423 26 4 1.454 5 1.492 12 4 1.508 3. Titoli di debito 4.293 - 3.803 439 4.242 3.625 - 3.383 264 3.645 3.1 Obbligazioni 2.072 - 1.873 185 2.058 1.822 - 1.739 114 1.852 3.1.1 Strutturate 1.753 - 1.550 185 X 1.622 - 1.539 114 X 3.1.2 Altre obbligazioni 319 - 323 - X 200 - 200 - X 3.2 Altri titoli 2.221 - 1.930 254 2.184 1.803 - 1.644 150 1.793 3.2.1 Strutturati 2.221 - 1.930 254 X 1.803 - 1.644 150 X 3.2.2 Altri - - - - X - - - - X Totale (A) 4.298 2.399 3.829 443 6.672 3.630 2.344 3.395 268 6.005 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari X 4.504 33.300 1.116 X X 3.496 27.174 1.178 X 1.1 Di negoziazione X 4.504 30.081 1.075 X X 3.496 26.719 1.149 X 1.2 Connessi con la fair value option X - 207 34 X X - 204 - X 1.3 Altri X - 3.012 7 X X - 251 29 X 2. Derivati creditizi X - 1.129 13 X X - 532 56 X 2.1 Di negoziazione X - 1.129 13 X X - 532 56 X 2.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X 2.3 Altri X - - - X X - - - X Totale (B) X 4.504 34.429 1.129 X X 3.496 27.706 1.234 X Totale (A+B) X 6.903 38.258 1.572 X X 5.840 31.101 1.502 X
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 46.733 38.443
Nota:
Fair value* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell’emitte nte rispetto alla data di emissione.
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l’osservabilità degli inpu t utilizzati nelle valutazioni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Passivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 120 Si rimanda per ulteriori informazioni al paragrafo “A.4 Informativa sul fair value”, Note illustrative, Parte A - Politiche contabili.
L’aumento della voce è principalmente dovuto all’incremento dell a sottovoc e “1. Derivati finanziari”, riconducibile ad UniCredit S.p.A. e alla sua controllata UniCredit Bank GmbH.
Le attività e passività finanziarie relative ai derivati OTC ed alle operazioni di pronti contro termine gestite attraverso C ontroparti Centrali (CCP) sono oggetto di compensazione allorquando (i) i processi di regolamento delle CCP garantiscono l’eliminaz ione o riducono ad immateriale il rischio di credito e liquidità dei contratti in oggetto e (ii) l’entità ha intenzione di regolare le partite al netto, coerentemente all e previsioni dello IAS32 -
Offsetting, al fine di migliorare la rappresentazione del p rofilo di liquidità e rischio di controparte da ess e determinato.
L’effetto della compensazione al 30 giugno 202 6, già incluso nel modello di esposizione a saldi netti delle operazioni in oggetto , ammonta a complessivi 131.272 milioni in diminuzione rispetto ai 138.566 milioni al 31 dicembre 202 5 per effetto dell’evoluzione delle condizioni dei mercati di riferimento, riconducibile principalmente all’operatività di UniCredit S.p.A.
Le sottovoci “1. Debiti verso banche” e “2. Debiti verso clientela” comprendono scoperti tecnici per un ammontare pari a 2.408 milioni al 30 giugno 2026 (2.355 milioni al 31 dicembre 202 5) a cui non viene attribuito un valore nominale.
Sezione 3 - Passività finanziarie designate al fair value - Voce 30
3.1 Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica (milioni di €)
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI CONSISTENZE AL 30.06.2026 CONSISTENZE AL 31.12.2025
VALORE
NOMINALE FAIR VALUE
FAIR VALUE* VALORE
NOMINALE FAIR VALUE
FAIR VALUE* LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X 1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X 2. Debiti verso clientela 7.250 - 7.178 14 7.190 7.798 - 7.734 30 7.760 2.1 Strutturati - - - - X - - - - X 2.2 Altri 7.250 - 7.178 14 X 7.798 - 7.734 30 X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X 3. Titoli di debito 17.169 - 15.032 2.202 17.095 15.269 - 14.616 778 15.251 3.1 Strutturati 16.996 - 14.859 2.202 X 15.052 - 14.403 778 X 3.2 Altri 173 - 173 - X 217 - 213 - X Totale 24.419 - 22.210 2.216 24.285 23.067 - 22.350 808 23.011
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 24.426 23.158
Nota:
Fair value* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell’emitte nte rispetto alla data di emissione.
La classificazione di investimenti al portafoglio in esame è operata al fine di ridurre i disallineamenti dei risultati conta bili connessi all’utilizzo di strumenti misurati con variazioni di fair value a Conto economico al fine di gestirne il profilo di rischio.
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l’osservabilità degli inpu t utilizzati nelle valutazioni.
Si rimanda per ulteriori informazioni al paragrafo “A.4 Informativa sul fair value”, Note illustrative, Parte A - Politiche contabili.
La sottovoce “3.1 Titoli di debito - Strutturati” comprende i “Certificates”, titoli di debito strutturati, emessi da UniCredit S.p.A. e da altre società del Gruppo. Tali strumenti sono classificati come valutati al fair value in quanto le componenti deriv ative implicite non sono scorporabili.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Passivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 121 Sezione 7 - Passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 70 Si rimanda al paragrafo “Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 120 dell’attivo e Voce 70 del passivo” del Bilancio consolidato del gruppo UniCredit, Not e illustrative , Parte B - Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato - Attivo.
Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100
10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione (milioni di €)
CONSISTENZE AL
VOCI/VALORI 30.06.2026 31.12.2025
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 872 1.019 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate 100 72 3. Fondi di quiescenza aziendali 2.611 2.740 4. Altri fondi per rischi ed oneri 2.894 3.716 4.1 Controversie legali e fiscali 903 953 4.2 Oneri per il personale 1.421 2.199 4.3 Altri 570 564 Totale 6.477 7.547
Al 30 giugno 202 6 il Fondo rischi ed oneri si attesta a un valore pari a 6. 477 milioni di cui circa 9 72 milioni relativi alle rettifiche di valore complessive sulle esposizioni fuori bilancio, 2. 611 milioni relativi ai fondi di quiescenza aziendale e 2. 894 milioni relativi ad altri fondi per rischi ed oneri.
La voce “4. Altri fondi per rischi ed oneri” è composta da:
• stanziamenti per controversie legali e fiscali: cause passive e revocatorie fallimentari (maggiori informazioni relative alle cause passive sono riportate nei paragrafi “B. Rischi derivanti da pendenze legali” e “D. Rischi derivanti da contenziosi di natur a tributaria” Note illustrative, Parte E -
Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, 2.5 Rischi operativi, Informazioni di natura qualitativa );
• stanziamenti per oneri per il personale comprensivi anche degli oneri connessi all’esecuzione del Piano Strategico;
• stanziamenti altri: questi accolgono gli stanziamenti per rischi ed oneri non riconducibili alle voci di cui sopra, i cui det tagli sono illustrati nella successiva tavola 10.6.
10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti Esistono all’interno del Gruppo numerosi piani a benefici definiti, ovvero piani per i quali la prestazione è legata al salar io ed all'anzianità del dipendente, stabiliti in Italia ed all'estero. I piani in Austria, Germania e Italia rappresentano in total e oltre il 90% delle obbligazioni pensionistiche del Gruppo.
Il 60% circa dell’obbligazione complessiva per piani a benefici definiti prevede attività destinate. Tali piani sono stabiliti (i) i n Germania, tra cui il “Direct Pension Plan” (ovvero un fondo esterno gestito da fiduciari indipendenti), il “HVB Trust Pensionfond s AG” e il “Pensionkasse der Hypovereinsbank WaG”, da UniCredit Bank GmbH (UCB GmbH ), e (ii) nel Regno Unito, in Italia e in Lussemburgo da UCB GmbH e UniCredit S.p.A.
I piani a benefici definiti del Gruppo sono prevalentemente chiusi ai neo -assunti; la maggioranza di tali figure aderisce invece a piani a contribuzione definita ed i relativi contributi rappresentano una spesa di Conto economico.
In accordo con lo IAS19 le obbligazioni dei piani a benefici definiti sono determinate con il metodo della “Proiezione Unitar ia del Credito”, mentre per i piani con attività patrimoniali destinate, le stesse sono misurate al fair value alla data di redazio ne dello Stato patrimoniale. Lo Stato patrimoniale è il risultato del deficit o surplus (ovvero la differenza tra le obbligazioni e le attività patrimoniali destinate) al netto d ell’eventuale impatto del “limite sulle attività”; gli utili e le perdite attu ariali sono riconosciuti nel patrimonio netto ed esposti in apposita voce delle Riserve di valutazione nell’esercizio nel quale sono rilevati.
Le ipotesi attuariali usate per determinare le obbligazioni variano da paese a paese e da piano a piano; il tasso di attualiz zazione è determinato, in funzione della divisa di denominazione degli impegni e della durata finanziaria della passività, facendo riferimento ai rendimenti di mercato alla data di bilancio di un paniere di “titoli obbligazionari di aziende primarie” ( High Quality Corporate Bond - HQCB).
Alla luce della comune interpretazione circa la natura dei “titoli obbligazionari di aziende primarie” , UniCredit determina il tasso di attualizzazione referenziando un paniere di corporate bonds di emittenti con rating AA (HQCB). Si segnala inoltre che, al fine di modellizzar e la curva dei tassi riveniente dal paniere di titoli identificato è stato utilizza to il metodo Nelson Siegel rettificando il segmento di scadenza a lungo termine della curva al di sopra dell’“ultimo punto liquido” (definito come la sc adenza media delle ultime 5 obbligazioni disponibili) facendo affidamento su una curva di titoli governativi di emittenti con rating AA.
La misurazione degli impegni al 30 giugno 202 6 (comprensiv a di quelli relativi al “Trattamento di fine rapporto del personale ”) comporta un decremento rispetto ai livelli del 31 dicembre 202 5 del saldo negativo della riserva da valutazione relativa ad utili/perdite attuariali su piani previdenziali a benefici definiti pari a circa 64 milioni al netto delle imposte .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Passivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 122 10.6 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi (milioni di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2026 31.12.2025
4.3 Altri fondi per rischi e oneri - altri Rischi/oneri connessi al patrimonio immobiliare 47 50 Oneri per piani di ristrutturazione aziendale 19 23 Indennità di agenti della rete 78 78 Vertenze correlate a strumenti finanziari e contratti derivati 7 7 Oneri per passività assunte su cessioni di partecipazioni 1 1 Altri 418 405 Totale 570 564
Si noti che la sottovoce “Altri” include i fondi:
• destinati a fronteggiare i probabili rischi di perdita connessi a reclami da parte dei clienti. Maggiori informazioni sono ri portate al relativo paragrafo “E. Altre contestazioni della clientela”, Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sull e relative politiche di copertura, 2.5 Rischi operativi, Informazioni di natura qualitativa .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Passivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 123 Sezione 11 - Passività assicurative - Voce 110
11.3 Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita (milioni di €)
ELEMENTI SOTTOSTANTI ALLA MISURAZIONE DEL VALORE DI BILANCIO DEI CONTRATTI ASSICURATIVI EMESSI
30.06.2026 31.12.2025
VOCI/ELEMENTI SOTTOSTANTI ALLA MISURAZIONE VALORE ATTUALE
DEI FLUSSI
FINANZIARI AGGIUSTAMENTO
PER I RISCHI NON
FINANZIARI MARGINE SUI
SERVIZI
CONTRATTUALI TOTALE VALORE ATTUALE
DEI FLUSSI
FINANZIARI AGGIUSTAMENTO
PER I RISCHI NON
FINANZIARI MARGINE SUI
SERVIZI
CONTRATTUALI TOTALE
A. Valore di bilancio iniziale - -
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 36.303 62 1.318 37.683 - - - -
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività (18) - - (18) - - - -
3. Valore netto di bilancio all'1 gennaio 36.285 62 1.318 37.665 - - - -
B. Variazioni relative ai servizi attuali - -
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (164) (164) - - (144) (144) 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (6) - (6) - (6) - (6) 3. Modifiche connesse con l'esperienza (7) - - (7) 46 - - 46 4. Totale (7) (6) (164) (177) 46 (6) (144) (104) C. Variazioni relative ai servizi futuri - -
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali (8) 3 5 - (89) 6 81 (2) 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi - - - - - - - -
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento (262) 7 255 - (154) 7 147 -
4. Totale (270) 10 260 - (243) 13 228 (2) D. Variazioni relative ai servizi passati - -
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti 80 - - 80 (54) - - (54) E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) (197) 4 96 (97) (251) 7 84 (160) F. Costi/ricavi di natura finanziaria - -
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 739 - (4) 735 1.540 1 43 1.584 1.1. Imputati a conto economico 927 1 9 937 1.443 1 10 1.454 1.2. Imputati con impatto sulla redditività complessiva (188) (1) (13) (202) 97 - 33 130 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 739 - (4) 735 1.540 1 43 1.584 G. Importo complessivo imputato a conto economico e con impatto sulla redditività complessiva (E+F) 542 4 92 638 1.289 8 127 1.424 H. Altre variazioni (325) - 204 (121) 35.210 55 459 35.724 I. Movimenti di cassa - -
1. Premi ricevuti 5.765 - - 5.765 4.163 - - 4.163 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti (8) - - (8) (32) - - (32) 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (4.103) - - (4.103) (3.542) - - (3.542) 4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale 1.654 - - 1.654 589 - - 589 L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+G+H+I.5) 38.156 66 1.614 39.836 37.088 63 586 37.737
M. Valore di bilancio finale - -
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 38.986 65 885 39.936 36.303 62 1.318 37.683 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività (26) - - (26) (18) - - (18) 3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 38.960 65 885 39.910 36.285 62 1.318 37.665
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Passivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 124 11.3 Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita (milioni di €)
ELEMENTI SOTTOSTANTI ALLA MISURAZIONE DEL VALORE DI BILANCIO DEI CONTRATTI ASSICURATIVI EMESSI
30.06.2026 31.12.2025
VOCI/ELEMENTI SOTTOSTANTI ALLA MISURAZIONE VALORE ATTUALE
DEI FLUSSI
FINANZIARI AGGIUSTAMENTO
PER I RISCHI NON
FINANZIARI MARGINE SUI
SERVIZI
CONTRATTUALI TOTALE VALORE ATTUALE
DEI FLUSSI
FINANZIARI AGGIUSTAMENTO
PER I RISCHI NON
FINANZIARI MARGINE SUI
SERVIZI
CONTRATTUALI TOTALE
A. Valore di bilancio iniziale - -
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 349 32 306 687 - - - -
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio all'1 gennaio 349 32 306 687 - - - -
B. Variazioni relative ai servizi attuali - -
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (31) (31) - - (25) (25) 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (3) - (3) - (3) - (3) 3. Modifiche connesse con l'esperienza (11) - - (11) (11) - - (11) 4. Totale (11) (3) (31) (45) (11) (3) (25) (39) C. Variazioni relative ai servizi futuri - -
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali (1) 1 - - (21) 2 20 1 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi - - - - - - - -
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento (107) 3 104 - (89) 5 84 -
4. Totale (108) 4 104 - (110) 7 104 1 D. Variazioni relative ai servizi passati - -
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti 1 - - 1 26 - - 26 E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) (118) 1 73 (44) (95) 4 79 (12) F. Costi/ricavi di natura finanziaria - -
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi (2) (1) 4 1 2 - 5 7 1.1. Imputati a conto economico 2 - 4 6 1 - 5 6 1.2. Imputati con impatto sulla redditività complessiva (4) (1) - (5) 1 - - 1 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale (2) (1) 4 1 2 - 5 7 G. Importo complessivo imputato a conto economico e con impatto sulla redditività complessiva (E+F) (120) - 77 (43) (93) 4 84 (5) H. Altre variazioni (26) - (7) (33) 299 26 228 553 I. Movimenti di cassa - -
1. Premi ricevuti 214 - - 214 185 - - 185 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti (9) - - (9) (7) - - (7) 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (27) - - (27) (19) - - (19) 4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale 178 - - 178 159 - - 159 L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+G+H+I.5) 381 32 376 789 365 30 312 707
M. Valore di bilancio finale - -
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 397 32 380 809 349 32 306 687 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 397 32 380 809 349 32 306 687
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato -
Passivo
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 125 Sezione 13 - Patrimonio del Gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180
13.4 Riserve di utili: altre informazioni (milioni di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2026 31.12.2025
Riserva legale 1.618 1.618 Riserve statutarie 19.661 16.066 Riserve altre 13.427 11.756 Totale 34.706 29.440
13.6 Altre informazioni Riserve da valutazione: composizione (milioni di €)
CONSISTENZE AL
ATTIVITÀ/VALORI 30.06.2026 31.12.2025
1. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 286 155 2. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (175) 37 3. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (119) (10) 4. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) (103) (104) 5. Strumenti di copertura (elementi non designati) 13 16 6. Attività materiali 1.511 1.587 7. Attività immateriali - -
8. Copertura di investimenti esteri (309) (276) 9. Copertura dei flussi finanziari (209) (262) 10. Differenze di cambio (2.745) (3.087) 11. Attività non correnti in via di dismissione 43 27 12. Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti (2.508) (2.572) 13. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 63 31 14. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi e alle cessioni in riassicurazione 57 (90) 15. Leggi speciali di rivalutazione 277 277 Totale (3.918) (4.271)
Le riserve per differenze di cambio al 3 0 giugno 2026 sono principalmente riferibili al Rublo russo per -2.411 milioni , incluse nella voce “Differenze di cambio" la cui variazione rispetto al 31 dicembre 202 5 è pari a +303 milioni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 126 Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato Sezione 1 - Interessi - Voce 10 e 20
1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione (milioni di €)
AL 30.06.2026 AL
TITOLI DI DEBITO FINANZIAMENTI ALTRE OPERAZIONI 30.06.2025
VOCI/FORME TECNICHE TOTALE TOTALE
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 131 85 190 406 432 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 98 26 190 314 366 1.2 Attività finanziarie designate al fair value 2 - - 2 2 1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 31 59 - 90 64 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.243 - X 1.243 1.094 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.441 9.766 X 11.207 11.208 3.1 Crediti verso banche 169 1.357 X 1.526 1.725 3.2 Crediti verso clientela 1.272 8.409 X 9.681 9.483 4. Derivati di copertura X X 269 269 843 5. Altre attività X X 181 181 241 6. Passività finanziarie X X X 5 7 Totale 2.815 9.851 640 13.311 13.825 di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired 3 217 - 220 175 di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 230 X 230 271
1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione (milioni di €)
AL 30.06.2026 AL
DEBITI TITOLI ALTRE OPERAZIONI 30.06.2025
VOCI/FORME TECNICHE TOTALE TOTALE
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (3.119) (1.410) X (4.529) (4.648) 1.1 Debiti verso banche centrali (73) X X (73) (97) 1.2 Debiti verso banche (475) X X (475) (896) 1.3 Debiti verso clientela (2.571) X X (2.571) (2.408) 1.4 Titoli in circolazione X (1.410) X (1.410) (1.247) 2. Passività finanziarie di negoziazione - (70) (360) (430) (564) 3. Passività finanziarie designate al fair value (4) (69) - (73) (60) 4. Altre passività e fondi X X (47) (47) (36) 5. Derivati di copertura X X (945) (945) (1.493) 6. Attività finanziarie X X X (14) (9) Totale (3.123) (1.549) (1.352) (6.038) (6.810) di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (14) X X (14) (15)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 127 Sezione 2 - Commissioni - Voci 40 e 50
2.1 Commissioni attive: composizione (milioni di €)
TIPOLOGIA SERVIZI/VALORI AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
a) Strumenti finanziari 842 831 1. Collocamento titoli 609 615 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile 6 3 1.2 Senza impegno irrevocabile 603 612 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 152 143 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 108 101 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 44 42 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 81 73 di cui: negoziazione per conto proprio 3 3 di cui: gestione di portafogli individuali 79 71 b) Corporate Finance 59 49 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 8 8 2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance 51 41 c) Attività di consulenza in materia di investimenti 96 74 d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive 248 191 f) Custodia e amministrazione 159 146 1. Banca depositaria 14 13 2. Altre commissioni legate all’attività di custodia e amministrazione 145 133 g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive 1 1 h) Attività fiduciaria - -
i) Servizi di pagamento 1.079 1.112 1. Conti correnti 94 92 2. Carte di credito 108 168 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 297 290 4. Bonifici e altri ordini di pagamento 252 246 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 328 316 j) Distribuzione di servizi di terzi 650 833 1.Gestioni di portafogli collettive 385 341 2. Prodotti assicurativi 258 480 3. Altri prodotti 7 12 di cui: gestioni di portafogli individuali 1 1 k) Finanza strutturata 1 -
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione 12 9 m) Impegni a erogare fondi 59 58 n) Garanzie finanziarie rilasciate 175 179 di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 370 314 di cui: per operazioni di factoring 39 38 p) Negoziazione di valute 96 99 q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 805 764 di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 4.652 4.660
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 128 La voce “r) Altre commissioni attive” comprende principalmente:
• commissioni per servizi accessori collegati al conto corrente (e.g., token, bancomat): 364 milioni nel primo semestre 202 6, 366 milioni nello stesso periodo del 202 5 (-0,5%);
• commissioni per ottenimento immediata disponibilità dei fondi: 161 milioni nel primo semestre 202 6, 162 milioni nello stesso periodo del 202 5 (-0,6%);
• commissioni per garanzie commerciali : 110 milioni nel primo semestre 202 6, 91 milioni nello stesso periodo del 202 5 (+20,9%).
2.2 Commissioni passive: composizione (milioni di €)
SERVIZI/VALORI AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
a) Strumenti finanziari (48) (65) di cui: negoziazione di strumenti finanziari (45) (38) di cui: collocamento di strumenti finanziari (2) (25) di cui: gestione di portafogli individuali (2) (2)
- Proprie (1) (1)
- Delegate a terzi (1) (1) b) Compensazione e regolamento (2) (2) c) Gestione di portafogli collettive (23) (23) 1. Proprie (14) (16) 2. Delegate a terzi (9) (7) d) Custodia e amministrazione (142) (138) e) Servizi di incasso e pagamento (439) (452) di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (340) (399) f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - (11) g) Impegni a ricevere fondi (11) (9) h) Garanzie finanziarie ricevute (187) (112) di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (19) (24) j) Negoziazione di valute (3) (4) k) Altre commissioni passive (133) (112) Totale (1.007) (952)
Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - Voce 70
3.1 Dividendi e proventi simili: composizione (milioni di €)
AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
VOCI/PROVENTI DIVIDENDI PROVENTI SIMILI DIVIDENDI PROVENTI SIMILI
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 248 - 283 -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 44 9 59 4 C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 287 - 196 -
D. Partecipazioni 4 - 7 -
Totale 583 9 545 4
Totale Dividendi e proventi simili 592 549
I dividendi sono rilevati a conto economico nel momento in cui viene deliberata la distribuzione.
La voce “A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione” include i dividendi che UniCredit Bank GmbH ha ricevuto a fron te dei titoli di capitale rilevati fra le Attività finanziarie detenute per la negoziazione.
Le voci “B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” e “C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” includono i dividendi ricevuti relativamente alle partecipazioni non soggette a co ntrollo, a controllo congiunto o influenza notevole.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 129 Sezione 4 - Risultato netto dell’attività di negoziazione - Voce 80
4.1 Risultato netto dell’attività di negoziazione: composizione (milioni di €)
AL 30.06.2026
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI PLUSVALENZE
(A) UTILI DA
NEGOZIAZIONE
(B) MINUSVALENZE
(C) PERDITE DA
NEGOZIAZIONE
(D) RISULTATO
NETTO
[(A+B) -(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 2.120 31.189 (2.178) (31.237) (106) 1.1 Titoli di debito 109 126 (68) (69) 98 1.2 Titoli di capitale 819 1.053 (648) (547) 677 1.3 Quote di O.I.C.R. 74 81 (31) (27) 97 1.4 Finanziamenti 411 5.430 (1.135) (5.447) (741) 1.5 Altre 707 24.499 (296) (25.147) (237) 2. Passività finanziarie di negoziazione 355 382 (515) (383) (161) 2.1 Titoli di debito 222 286 (255) (60) 193 2.2 Debiti - - - (2) (2) 2.3 Altre 133 96 (260) (321) (352) 3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X (47) 4. Strumenti derivati 23.587 71.569 (24.153) (70.296) 1.532 4.1 Derivati finanziari 22.777 70.554 (23.382) (69.209) 1.565
- Su titoli di debito e tassi di interesse 9.110 49.665 (8.452) (49.875) 448
- Su titoli di capitale e indici azionari 6.876 3.181 (7.367) (3.596) (906)
- Su valute e oro X X X X 825
- Altri 6.791 17.708 (7.563) (15.738) 1.198 4.2 Derivati su crediti 810 1.015 (771) (1.087) (33) di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X -
Totale 26.062 103.140 (26.846) (101.916) 1.218
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 130 Sezione 5 - Risultato netto dell’attività di copertura - Voce 90
5.1 Risultato netto dell’attività di copertura: composizione (milioni di €)
COMPONENTI REDDITUALI/VALORI AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
A. Proventi relativi a A.1 Derivati di copertura del fair value 3.295 5.486 A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 573 515 A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 121 248 A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari 399 115 A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell’attività di copertura (A) 4.388 6.364 B. Oneri relativa a B.1 Derivati di copertura del fair value (2.921) (4.456) B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (511) (441) B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (760) (1.482) B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari (420) (49) B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell’attività di copertura (B) (4.612) (6.428) C. Risultato netto dell’attività di copertura (A -B) (224) (64) di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -
La variazione dei proventi e degli oneri dell’attività di copertura è principalmente riconducibile all’evoluzione nelle curve dei tassi di interesse di mercato osservata nel corso del primo semestre del 202 6.
Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100 Il risultato netto su attività finanziar ie valutate al costo ammortizzato deriva principalmente dalla cessione di strumenti obbligazionari .
Il risultato netto su attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva è essenzialmente riferito agli effetti delle vendite sui titoli di stato.
6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione (milioni di €)
AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
VOCI/COMPONENTI REDDITUALI UTILI PERDITE RISULTATO
NETTO UTILI PERDITE RISULTATO
NETTO
A. Attività finanziarie 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 105 (42) 63 394 (285) 109 1.1 Crediti verso banche 8 (10) (2) 9 (6) 3 1.2 Crediti verso clientela 97 (32) 65 385 (279) 106 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 132 (12) 120 487 (377) 110 2.1 Titoli di debito 132 (12) 120 487 (377) 110 2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 237 (54) 183 881 (662) 219 B. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - 1 (1) -
3. Titoli in circolazione 5 (2) 3 18 (3) 15 Totale passività (B) 5 (2) 3 19 (4) 15
Totale attività/passività finanziarie 186 234
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 131 Sezione 7 - Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a Conto economico - Voce 110
7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto econom ico:
composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair value (milioni di €)
AL 30.06.2026
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI PLUSVALENZE
(A) UTILI DA
REALIZZO
(B) MINUSVALENZE
(C) PERDITE DA
REALIZZO
(D) RIUSLTATO
NETTO
[(A+B) -(C+D)]
1. Attività finanziarie 4 - - - 4 1.1 Titoli di debito 4 - - - 4 1.2 Finanziamenti - - - - -
2. Passività finanziarie 287 191 (401) (307) (230) 2.1 Titoli in circolazione 283 190 (376) (306) (209) 2.2 Debiti verso banche - - - - -
2.3 Debiti verso clientela 4 1 (25) (1) (21) 3. Attività e passività finanziarie in valuta:
differenze di cambio X X X X -
Totale 291 191 (401) (307) (226)
Alle passività finanziarie rappresentate da titoli sono connessi derivati finanziari stipulati con finalità di copertura econ omica i cui risultati sono inclusi nella tabella “4.1 Risultato netto dell’attività di negoziazione : composizione ”, Note illustrative , Parte C - informazioni sul Conto economico consolidato, Sezione 4 - Risultato netto dell’attività di negoziazione - Voce 80 .
7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto econom ico:
composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (milioni di €)
AL 30.06.2026
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI PLUSVALENZE
(A) UTILI DA
REALIZZO
(B) MINUSVALENZE
(C) PERDITE DA
REALIZZO
(D) RISULTATO
NETTO
[(A+B) -(C+D)]
1. Attività finanziarie 1.073 437 (533) (255) 722 1.1 Titoli di debito 70 42 (62) (35) 15 1.2 Titoli di capitale 168 84 (89) (31) 132 1.3 Quote di O.I.C.R. 825 304 (328) (187) 614 1.4 Finanziamenti 10 7 (54) (2) (39) 2. Attività finanziarie in valuta: differenze di cambio X X X X -
Totale 1.073 437 (533) (255) 722
Le quote di O.I.C.R. includono gli effetti economici derivati dal fondo Atlante e Italian Recovery Fund, per i quali si riman da allo specifico commento in calce alla tabella 2.5 Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, Note illustrati ve, Parte B - Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato - Attivo, Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Conto economico - Voce 20 .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 132 Sezione 8 - Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 130 Al 30 giugno 2026 le rettifiche di valore nette per rischio di credito ammontano a -501 milioni.
Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo “2.1 Rischio di credito”, Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi del perimetro consolidato prudenziale, e, con specifico riferimento alle esposizioni soggette a rischio Russia, al paragrafo “Sezione 5 - Altri aspetti”, Note illustrative, Parte A - Politiche contabili, A.1 Parte generale .
8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: compos izione (milioni di €)
AL 30.06.2026 AL
RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE
TOTALE 30.06.2025
PRIMO
STADIO SECONDO
STADIO TERZO STADIO IMPAIRED ACQUISITE O
ORIGINATE
PRIMO
STADIO SECONDO
STADIO TERZO
STADIO IMPAIRED
ACQUISITE
O
ORIGINATE
OPERAZIONI/COMPONENTI
REDDITUALI WRITE -OFF ALTRE WRITE -OFF ALTRE TOTALE
A. Crediti verso banche (4) (2) - (7) - (1) 3 12 - - 1 9
- Finanziamenti (3) (2) - (7) - (1) 2 12 - - 1 11
- Titoli di debito (1) - - - - - 1 - - - - (2) B. Crediti verso clientela (426) (1.316) (27) (1.201) - (30) 697 1.063 733 5 (502) (221)
- Finanziamenti (416) (1.304) (27) (1.200) - (30) 692 1.051 733 5 (496) (251)
- Titoli di debito (10) (12) - (1) - - 5 12 - - (6) 30 Totale (430) (1.318) (27) (1.208) - (31) 700 1.075 733 5 (501) (212)
8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sul la redditività
complessiva: composizione
(milioni di €)
AL 30.06.2026 AL
RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE
TOTALE 30.06.2025
PRIMO
STADIO SECONDO
STADIO TERZO STADIO IMPAIRED ACQUISITE O
ORIGINATE
PRIMO
STADIO SECONDO
STADIO TERZO
STADIO IMPAIRED
ACQUISITE
O
ORIGINATE
OPERAZIONI/COMPONENTI
REDDITUALI WRITE -OFF ALTRE WRITE -OFF ALTRE TOTALE
A. Titoli di debito (3) (2) - (4) - - 7 1 5 - 4 (4) B. Finanziamenti - - - - - - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale (3) (2) - (4) - - 7 1 5 - 4 (4)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 133 Sezione 10 - Risultato dei servizi assicurativi - Voce 160
10.1 Ricavi e costi assicurativi derivanti da contratti di assicurazione emessi - Composizione (milioni di €)
AL 30.06.2026
VOCI \BASI DI AGGREGAZIONE BASE A1 BASE A2 BASE A3 BASE A4 BASE A5 TOTALE
A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM e al VFA A.1 Importi connessi con le variazioni della passività per residua copertura 241 70 - - - 311 1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi attesi 70 35 - - - 105 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari 6 3 - - - 9 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi forniti 159 31 - - - 190 4. Altri importi 6 1 - - - 7 A.2 Costi di acquisizione dei contratti di assicurazione recuperati 56 18 - - - 74 A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM o al VFA
(A.1+A.2) 297 88 - - - 385
A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA -
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni - Auto X X X X X -
- Segmento Danni - Non Auto X X X X X -
A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (A.3+A.4) 297 88 - - - 385 B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi - GMM o VFA 1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente attribuibili (11) (23) - - - (34) 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti (80) (1) - - - (81) 3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali perdite - - - - - -
4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei contratti di assicurazione (62) (19) - - - (81) 5. Altri importi - - - - - -
B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi - GMM o VFA (153) (43) - - - (196) B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA -
- Segmento Vita X X X X X -
- Segmento Danni - Auto X X X X X -
- Segmento Danni - Non Auto X X X X X -
B.8 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (B.6+B.7) (153) (43) - - - (196) C. Totale costi/ricavi netti derivanti dai contratti di assicurazione emessi (A.5+B.8) 144 45 - - - 189
Il dato comparativo al 30 giugno 2025 non è stato esposto in quanto, a tale data, il conto economico contribuito dalle società assicurative risultava pari a zero, essendo queste state consolidate integralmente per la prima volta proprio a partire dal 30 giugno 2025 .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 134 Sezione 11 - Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa - Voce 170
11.1 Costi e ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi (milioni di €)
AL 30.06.2026
VOCI \BASI DI AGGREGAZIONE BASE A1 BASE A2 BASE A3 TOTALE
1. Interessi maturati - (6) - (6) 2. Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e altre assunzioni finanziarie - - - -
3. Variazioni del fair value delle attività sottostanti ai contratti valutati in base al
VFA (1.051) - - (1.051)
4. Effetti della variazione dei tassi di cambio - - - -
5. Altri 114 - - 114 6. Totale ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi registrati in conto economico (937) (6) - (943)
Il dato comparativo al 30 giugno 2025 non è stato esposto in quanto, a tale data, il conto economico contribuito dalle societ à assicurative risultava pari a zero, essendo queste state consolidate integralmente per la prima volta proprio a partire dal 30 gi ugno 2025 .
Sezione 12 - Spese amministrative - Voce 190
12.1 Spese per il personale: composizione (milioni di €)
TIPOLOGIA DI SPESE/VALORI AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
1) Personale dipendente (2.813) (2.924) a) Salari e stipendi (1.939) (2.052) b) Oneri sociali (478) (473) c) Indennità di fine rapporto (7) (8) d) Spese previdenziali - -
e) Accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (5) (7) f) Accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili (71) (77)
- A contribuzione definita - (1)
- A benefici definiti (71) (76) g) Versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni (112) (114)
- A contribuzione definita (111) (113)
- A benefici definiti (1) (1) h) Costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (44) (53) i) Altri benefici a favore dei dipendenti (157) (140) 2) Altro personale in attività (9) (18) 3) Amministratori e sindaci (4) (4) 4) Personale collocato a riposo - -
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende 7 8 6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società (4) (7) Totale (2.823) (2.945)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 135 12.5 Altre spese amministrative: composizione (milioni di €)
TIPOLOGIA DI SPESE/SETTORI AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
1) Imposte indirette e tasse (547) (465) 1a. Liquidate (515) (450) 1b. Non liquidate (32) (15) 2) Contributi a Fondi di risoluzione, ai Sistemi di garanzia dei depositi (DGS) e al fondo di garanzia assicurativo dei Rami vita (58) (61) 3) Canoni di garanzia DTA (22) (29) 4) Costi e spese diversi (1.288) (1.296) a) Spese pubblicità marketing e comunicazione (91) (77) b) Spese relative al rischio creditizio (50) (49) c) Spese indirette relative al personale (35) (33) d) Spese relative all'Information Communication Technology (644) (638) Spese hardware: affitto e manutenzione (35) (36) Spese software: affitto e manutenzione (248) (230) Sistemi di comunicazione ICT (26) (29) Servizi ICT in outsourcing (273) (281) Infoprovider finanziari (62) (62) e) Spese per consulenze e servizi professionali (55) (69) Consulenze (38) (50) Spese legali e fiscali (17) (19) f) Spese relative agli immobili (159) (173) Fitti passivi per locazione immobili (14) (16) Utenze (60) (66) Altre spese immobiliari (85) (91) g) Spese operative (254) (257) Servizi di sicurezza e sorveglianza (24) (25) Contazione e trasporto valori (28) (29) Stampati e cancelleria (10) (9) Spese postali e trasporto di documenti (29) (32) Servizi amministrativi e logistici (77) (78) Assicurazioni (23) (27) Diritti, quote e contributi ad associazioni di categoria e contributi di funzionamento fondi di tutela (44) (41) Altre spese amministrative - altre (19) (16) Totale (1+2+3+4) (1.915) (1.851)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 136 Contributi a fondi di Risoluzione e Garanzia La voce “Altre spese amministrative” include i contributi ai fondi di risoluzione (Single Resolution Fund - SRF) e ai fondi garanzia (Deposit Guarantee Schemes - DGS), armonizzati e non, di cui alle direttive 49 e 59 del 2014.
In maggior dettaglio:
• la direttiva Europea 2014/59/UE (Direttiva “BRRD”) e il Regolamento UE sul Meccanismo Unico di Risoluzione (Regolamento (UE) 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014) ha istituito un quadro di risanamento e di risoluzione delle c risi degli enti creditizi, prevedendo in particolare un comitato unico di risoluzione e un fondo unico di risoluzione (SRF) nell’unione bancaria. La dir ettiva fissa un livello obiettivo di fondi di risoluzione, pari ad almeno l’1% dell’ammontare dei deposi ti protetti di tutti gli enti autorizzati in ciascun paese.
Tale livello è stato raggiunto dal SRF, ma se in futuro le risorse finanziarie disponibili dovessero scendere al di sotto del livello obiettivo, la raccolta dei contributi dalle banche riprenderà fino al recupero di tale livello. I l meccanismo di contribuzione ai fondi di risoluzione prevede contributi ex -
ante e contributi straordinari ex -post, quando le risorse finanziarie disponibili non sono sufficienti a coprire le perdite e i costi di eventuali interventi;
• la Direttiva UE 2014/49 relativa ai DGS, mira a rafforzare la tutela dei depositanti mediante l’armonizzazione della relativa legislazione nazionale.
La Direttiva fissa un livello obiettivo per i fondi di risoluzione nazionali pari ad almeno lo 0,8% dell’ammontare dei depositi coperti dei suoi membri.
Tale livello obiettivo è stato raggiunto da tutti i DGS nazionali dell’Unione Europea, ma se la capacità dovesse scendere al di sotto del livello obiettivo, la contribuzione ripartirà fino a che tale livello n on venga nuovamente raggiunto. In particolare se, dopo che il livello obiettivo è stato raggiunto per la prima volta, i mezzi finanziari disponibili si sono ridotti a meno di due terzi del livello -obiettivo, il contributo ordinario sarà fissato ad un livello che consenta di raggiungere il livello -obiettivo entro sei anni. Se le risorse finanziarie disponibili del DGS sono insufficienti a rimborsare i depositanti quando i depositi diventano indisponibili, i suoi membri pagheranno contributi straordinari non superiori allo 0, 5% dei loro depositi coperti per anno di calendario. In casi eccezionali e con il consenso dell’autorità competente i DGS posson o esige re contributi anche più elevati.
I contributi a questi fondi sono contabilizzati ai sensi di IFRIC21 “Tributi”. Di conseguenza gli stessi sono iscritti a Cont o economico nel momento in cui si verifica il fatto vincolante che genera l’obbligazione, identificato dalla legislazione (i.e., av ere depositi protetti ad una certa data) e da cui scaturisce il pagamento del contributo. L’obbligo economico di avere depositi protetti negli esercizi futuri o l’assunzione d i continuità aziendale non costituiscono, secondo IFRIC21, un’obbligazione attual e a pagare detti contributi negli esercizi futuri. I futuri contributi sono, quindi, iscritti per competenza al verificarsi del fatto vincolante. A tal riguardo, l’approccio di Gruppo prevede l’iscrizione di una spesa a Con to economico per l’importo totale dei contributi dovuti nell’esercizio, senza distinguere se gli stessi sono versati con importo monetario o mediante impegni i rrevocabili di pagamento. Conseguentemente, da una prospettiva regolamentare, l’importo totale dei contributi per l’esercizio ridu ce il capitale CET123.
Con riferimento al primo semestre 2026, sono stati iscritti a Conto economico contributi pari a -49 milioni ( -61 milioni a giugno 2025), la cui composizione è riportata di seguito:
• con riferimento alla direttiva 59 (contributi ai fondi di risoluzione), i contributi iscritti a Conto economico dal Gruppo am montano a -11 milioni (non risultano contributi rilevati da UniCredit S.p.A.). Tali contributi sono interamente riferiti a contributi ordinari pagati da alcune società a fondi di risoluzione locali; non sono stati rilevati contributi per SRF essendo stato raggiunto il relativo livello target. Il Gruppo non ha fatto ricorso ad Impegni Irrevocabili di Pagamento;
• con riferimento alla direttiva 49 (contributi DGS), i contributi iscritti a Conto economico dal Gruppo ammontano complessivam ente a -38 milioni (non risultano contributi rilevati da UniCredit S.p.A.) , di cui -33 milioni contributi ordinari e -5 milioni contributi addizionali e supplementari. Tali contributi includono altresì gli ammontari iscritti da UniCredit Bank GmbH e riferiti ai contributi agli Schemi di Compensazi one obbligatori e volontari delle banche tedesche24. Il Gruppo non ha fatto ricorso ad impegni irrevocabili di pagamento .
Canoni di garanzia per la conversione di DTA Al fine di conservare immutato anche per il futuro il regime di trasformabilità delle DTA in crediti d’imposta, superando le criticità sollevate dalla Commissione Europea su tale normativa in termini di possibile aiuto di Stato, con l’art.11 del DL 3 maggi o 2016 n.59 (cosiddetto “Decreto Banche”, convertito nella L. 30 giugno 2016 n.119), è stata introdotta la possibilità di optare, a partire dall’esercizio 2016 e fino al 2030, per il pagamento di un canone annuo nella misura del 1,5% su un aggregato costit uito dalla differenza tra:
• l’incremento delle DTA trasformabili iscritte in bilancio alla fine dell’esercizio e le DTA trasformabili iscritte al 31 dice mbre 2007 per l’IRES ed al 31 dicembre 2012 per l’IRAP, tenendo conto delle trasformazioni in crediti d’imposta effettuate;
• le imposte:
- IRES versata dal consolidato fiscale a partire dal l’1 gennaio 2008;
- IRAP versata dall’1 gennaio 2013 dalle società incluse nel consolidato fiscale con DTA trasformabili iscritte in bilancio;
- imposte sostitutive che hanno generato DTA trasformabili.
Il canone dovuto per l’esercizio 2026 è stato liquidato in data 30 giugno 2026 per un importo pari a 43, 544 milioni in relazione alle società facenti parte del Consolidato fiscale italiano, di cui 41,7 milioni relativi ad UniCredit S.p.A., 1,8 milioni per UniCredit Leasing S.p.A., 0,04 milioni per UniCredit Factoring S.p.A. e 0,004 milioni per UniCredit Bank GmbH - Milan Branch.
23 Negli esercizi precedenti, dal 2015 al 2020, il Gruppo ha anche fatto ricorso agli impegni irrevocabili di pagamento; i relat ivi importi (complessivamente pari a 165 milioni per SRF e DGS) sono stati spesati a Conto economico.
24 Entschädigungseinrichtung Deutscher Banken e Einlagensicherungsfonds des Bundesverbandes deutscher Banken e.V.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 137 Sezione 13 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 200
13.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: compos izione (milioni di €)
AL 30.06.2026
ACCANTONAMENTI RIATTRIBUZIONI DI
ECCEDENZE TOTALE
Impegni ad erogare fondi (162) 298 136 Garanzie finanziarie rilasciate (159) 173 14
13.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione (milioni di €)
AL 30.06.2026
ACCANTONAMENTI RIATTRIBUZIONI DI
ECCEDENZE TOTALE
Altri impegni 1 - 1 di cui: impegni per contributi a fondi di risoluzione e schemi di garanzia dei depositi - - -
Altre garanzie rilasciate (30) 44 14
13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione (milioni di €)
AL 30.06.2026 AL
ATTIVITÀ/COMPONENTI REDDITUALI ACCANTONAMENTI RIATTRIBUZIONI DI
ECCEDENZE TOTALE 30.06.2025
TOTALE
1. Altri fondi 1.1 Controversie legali (48) 65 17 (236) 1.2 Oneri per il personale - - - -
1.3 Altri (51) 38 (13) 15 Totale (99) 103 4 (221)
Gli accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri sono riferibili a revocatorie, cause risarcitorie, contenziosi legali e di a ltra natura, e sono aggiornati in base all’evolversi delle vertenze in atto e alla valutazione circa i loro previsti esiti.
Con riferimento alla voce “1.1 Controversie legali” si rimanda al paragrafo “B. Rischi derivanti da pendenze legali”, Note il lustrative, Parte E -
Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, 2.5 Rischi operativi, Informazioni di natura qualitativa.
Gli accantonamenti e i rilasci alla voce “1.3 Altri” sono prevalentemente alimentati dagli accantonamenti effettuati dalla capogruppo UniCredit S.p.A.
e da UniCredit Bank GmbH relativamente a rischi di varia natura per cui si rimanda al paragrafo “B. Rischi derivanti da pende nze legali”, Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertur a, 2.5 Rischi operativi, Informazioni di natura qualitativa.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 138 Sezione 16 - Altri oneri e proventi di gestione - Voce 230
Altri oneri/proventi di gestione: composizione (milioni di €)
COMPONENTI REDDITUALI/VALORI AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
Totale altri oneri di gestione (556) (848) Totale altri proventi di gestione 832 1.334 Altri oneri/proventi di gestione 276 486
16.1 Altri oneri di gestione: composizione (milioni di €)
TIPOLOGIA DI SPESA/VALORI AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
Spese per leasing operativo - -
Ritenute fiscali indeducibili altri oneri tributari (1) (1) Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi (19) (22) Altri oneri su attività di leasing finanziario (11) (14) Altre (525) (811) Totale altri oneri di gestione (556) (848)
La voce “Altre” comprende -321 milioni inerenti alla negoziazione di commodi ties, inclusi oro e metalli preziosi ( -588 milioni nello stesso periodo del 2025).
La parte rimanente comprende principalmente: (i) -91 milioni per oneri per transazioni/indennizzi vari e (ii) -23 milioni per oneri derivanti da attività non bancaria .
16.2 Altri proventi di gestione: composizione (milioni di €)
TIPOLOGIA DI RICAVO/VALORI AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
A) Recupero di spese 328 377 B) Altri ricavi 504 957 Ricavi da servizi amministrativi 11 16 Ricavi leasing operativo 91 98 Rimborsi vari su oneri sostenuti in esercizi precedenti 5 4 Altri proventi su attività di leasing finanziario 17 20 Altre 380 819 Totale altri proventi di gestione (A+B) 832 1.334
La voce B) “Altri ricavi - Altre” comprende : (i) 255 milioni inerenti alla negoziazione di commodi ties, inclusi oro e metalli preziosi ( 692 milioni nello stesso periodo del 202 5) e (ii) 70 milioni rilevati dalle società strumentali del Gruppo e dalle altre società diverse dalle banche e dalle società finanziarie principalmente riconducibili a proventi derivanti da attività non bancaria e a rimborsi per indennizzi e risarcim enti.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 139 Sezione 25 - Utile per azione
25.1 e 25.2 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito e altre informazioni
AL 30.06.2026 AL 30.06.2025
Utile (Perdita) netto di pertinenza del Gruppo (milioni di €) 6.026 6.006 Numero medio azioni in circolazione 1.498.293.020 1.546.306.105 Numero medio azioni potenzialmente diluitive 10.275.297 12.039.407 Numero medio azioni diluite 1.508.568.317 1.558.345.512 Utile per azione (€) 4,022 3,884 Utile per azione diluito (€) 3,994 3,854
L’utile netto di pertinenza del Gruppo del primo semestre 2026, pari a 6.123 milioni, si riduce di 97 milioni a seguito degli esborsi (addebitati al patrimonio netto) inerenti il contratto di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell’emissione di titoli convertibili denominati “Cashes” (1 09 milioni erano stati dedotti dall’utile netto di pertinenza del Gruppo del primo semestre 202 5).
Il numero medio di azioni in circolazione è da intendersi al netto del numero medio delle azioni proprie , che considera anche i riacquisti di azioni effettuati nel corso del primo semestre 2026 e interamente cancellat e, e delle n.9.675.640 azioni detenute a titolo di usufrutto.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 140 Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
Premessa
Il gruppo UniCredit controlla e gestisce i rischi ai quali è esposto attraverso metodologie e processi rigorosi, in grado di rivelarsi efficaci in tutte le fasi del ciclo economico. Il ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi di Gruppo è svolto dalla funzione Risk Management della Capogruppo.
La struttura Risk Management, sotto la responsabilità del Group Risk Officer (Group CRO) ha l’obiettivo di:
• ottimizzare la qualità dell’attivo del Gruppo minimizzando il costo dei rischi in coerenza con gli obiettivi di rischio/reddi tività assegnati al le aree di
business;
• garantire l’indirizzo strategico e la definizione delle politiche di gestione del rischio di Gruppo;
• definire e fornire ai Responsabili delle funzioni di business e alle società del Gruppo i criteri per la valutazione, la gest ione, la misurazione, il monitoraggio e la comunicazione dei rischi e garantire la coerenza dei sistemi e delle procedure di controllo dei rischi sia a livello di Gruppo che di singola società del Gruppo;
• contribuire alla creazione di una cultura del rischio estesa a tutto il Gruppo attraverso la formazione e lo sviluppo, d’inte sa con le competenti funzioni d i Group P eople & Culture;
• contribuire alla definizione di soluzioni per gli sbilanci patrimoniali, ove necessario, in coordinamento con il Group Financial Officer ;
• supportare le funzioni di business nel conseguimento dei loro obiettivi, contribuendo , tra l’altro, alle attività di sviluppo dei prodotti e dei business (quali, ad esempio, innovazione dei prodotti creditizi, opportunità competitive connesse all’accordo di Basilea);
• supportare l’Amministratore Delegato nella definizione della proposta di Group Risk Appetite, da condividere nel comitato manageriale Group Executive Committee e da sottoporre per approvazione al C onsiglio di Amministrazione , come atto preliminare e propedeutico al processo di budget annuale e pluriennale di competenza d el Group Financi al Officer . Il Group Risk Appetite è composto da una serie di parametri che s ono sviluppati dal Group Risk Officer con il contributo d el Group Financial Officer e delle strut ture di Gruppo rilevanti; ciascun parametro p uò essere corredato con indicazioni di limiti e soglie di tolleranza proposti dal Group R isk Officer e di targets proposti da Group F inancial Officer e/o dalle strutture di Gruppo rilevanti, ciascuna nel rispetto della propria mission e della normativa aziendale. Il Group R isk Officer ha il compito di garantire la coerenza complessiva dei parametri e dei valori proposti. Inoltre, il Group R isk Officer ha il compito di garantire al l’Amministratore Delegato nonché al Consiglio di Amministrazione l’adeguatezza del Group Risk Appetite con le linee strategiche del Gruppo, la coerenza del sistema degli obiettivi di budget con il Group Risk Appetite stesso ed il monitoraggio periodico del R isk Appetite Framework (RAF) . Il Group Financial Officer resta responsabile del monitoraggio delle perfo rmance del Gruppo e delle funzioni di business , al fine di identificare le possibili aree di underperformance e relative azioni correttive .
Tale missione viene assolta con il coordinamento della gestione dei rischi di Gruppo nel loro complesso . Nello specifico attraverso lo svolgimento delle seguenti macro -funzioni:
• governare e controllare i rischi di credito, cross -border, mercato, bilancio, liquidità, ICT, operativi e reputazionali, climatici e ambientali a livello di Gruppo nonché degli altri rischi del Secondo Pilastro di Basilea II (es. rischio strategico, immobiliare, sugli investimenti finanzi ari, di business), attraverso la definizione di strategie e limiti di rischio, lo sviluppo di metodologie per la misurazione dei r ischi, lo svolgimento delle attività di stress -
test e l’analisi del portafoglio;
• presidiare, a livello di Gruppo e per UniCredit S.p.A., le attività connesse all’Accordo di Basilea;
• coordinare il processo di misurazione del capitale interno nel contesto dell’Internal Capital Adequacy Assessment Process (IC AAP) e coordinare le attività per la redazione del l’ ICAAP Regulatory Report;
• svolgere le attività di convalida interna, a livello di Gruppo, dei sistemi per la misurazione dei rischi di credito, operati vo, di mercato e dei rischi di Secondo Pilastro di Basilea II , dei relativi processi e delle componenti di data quality e IT, nonché dei modelli di pricing degli strumenti finanziari, allo scopo di verificarne la rispondenza sia ai requisiti regolamentari che agli standard interni presidiando di conseguenza il risch io di non conformità per le normative rientranti nel proprio perimetro di responsabilità;
• assicurare adeguata reportistica sui rischi per gli organi/funzioni competenti;
• sviluppare la strategia e supervisionare la gestione, il processo, gli obiettivi e le cessioni delle Non -Performing Exposures/NPE, dei repossessed asset e di ogni altro asset deteriorato per l’intero Gruppo. Il Group Risk Officer definisce i criteri/regole per l’identificazione delle esposizioni e gli asset per la vendita ed i target di portafoglio;
• predisporre e gestire la normativa sui rischi, sia a livello di Gruppo (Global Rules), sia a livello di Capogruppo, per lo sv olgimento delle attività sui rischi di competenza di UniCredit S.p.A., nonché curandone il monitoraggio;
• definire ed eseguire i controlli di secondo livello sui rischi all’interno del Gruppo e della Capogruppo;
• attribuire il rating alle banche e alle esposizioni di Gruppo più rilevanti ed effettuare la relativa mappatura a livello di Gruppo, nonchè gestire il processo di rating override relativamente ai sistemi di rating Group -wide ed ai sistemi di rating per la misurazione del rischio di credito per le controparti di Uni Credit S .p.A.;
• definire gli standard minimi e le linee guida per la validazione delle infrastrutture tecnologiche e per la qualità dei dati, per i rischi di credito, operativi e del Secondo Pilastro di Basilea II , per l’alimentazione della reportistica di Gruppo e della Capogruppo sul rischio di credito e per l’alimentazione dei modelli per la misura del rischio di credito.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 141 A diretto riporto del Risk Management di Gruppo si colloca la struttura Group Internal Validation la quale ha la mission di v alidare, a livello di Gruppo e per Uni Credit S .p.A., e coordinare le validazioni locali delle metodologie di misurazione, i relativi processi, le componenti IT e il data qualit y per i rischi di Primo e Secondo Pilastro , i principali modelli gestionali e il Group Risk Reporting dandone adeguata informativa agli Organi Societari e all'Autorità di Vigilanza nonché valutare, monitorare , a livello di Gruppo , il rischio modello per i modelli inclusi nel Model Risk Management (MRM) framework, dandone informativa agli Organi Societari competenti ed al Consiglio d’A mministrazione.
Al fine di presidiare la capacità di indirizzo autonomo, il coordinamento ed il controllo dei rischi di Gruppo, di migliorare l’efficienza e la flessibilità nel processo decisionale e di agevolare l’interazione tra i risk stakeholders, sono operativi speci fici comitati :
• il Group Executive Committee (GEC) e il Group Risks and Controls Committee (GRC) supportano l’Amministratore Delegato nel suo ruolo di direzione, coordinamento e controllo sulle tematiche strategiche e di tutte le categorie di rischi (incluso il rischio di com pliance) a livello di Gruppo, nonché della definizione del Group Recovery Plan ;
• la Sessione “Rischi” del GEC, con funzioni approvative, propositive e consultive, supporta l ’Amministratore Delegato nell’indirizzo, coordinamento e controllo di tutte le categorie di rischio (incluso compliance risk), nella gestione e supervisione del Sistema dei Control li Interni (ICS) anche a livello di Gruppo nonché per la discussione e approvazione di temi di rischio di rilevanza strategica quali Risk Appetite Fra mework di Gruppo, ICAAP, ILAAP, SREP, strategia NPE coerentemente con il profilo di rischi o globale definito dal RAF e l’indirizzo delle tematiche di Environmental, Social and Governance (ESG) inclusi i Climate & Environmental Risks (rischi fisici e di transizione) ;
• la Sessione Group Recovery Plan del GEC con funzioni approvative, propositive e consultive supporta l ’Amministratore Delegato nella definizione della proposta del l’Amministratore Delegato da sottoporre all’approvazione del Consiglio di Amministrazione in tema di Group Recovery Plan e al fine di risolvere questioni che emergessero durante la fase di predisposizione e mantenimento del Piano ;
• Il “Group Risk and Controls Committee” (GRC), supporta l’Amministratore Delegato nel ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi di credito, finanziari e non finanziari (inclusi rischi Climate & Environmental ed Assicurativi) a livello di Gruppo anche media nte la gestione e supervisione del Sistema dei Controlli Interni ( ICS).
Al fine di comprendere e valutare le problematiche critiche significative aventi impatti sull’ICS nonché l’efficacia dei rela tivi controlli in essere, il Comitato i) esamina i report relativi alle tematiche ICS (e.g. prodotti dai Regulator esterni, Interna l Audit, funzioni di controllo di secondo livello, altre strutture/ funzioni del Gruppo con compiti di controllo o operanti nell’ambito del Sistema dei Controlli Interni, Audit or esterni); ii) valuta debolezze e carenze e, se necessario, indirizzando e pri oritizzando potenziali azioni correttive ; iii) monitora le principali milestones di implementazione dei piani correttivi e valutazione della revisione proposta.
Il Comitato permette il coordinamento delle cd. “ tre linee di difesa ” con l’obiettivo di identificare e condividere le priorità di Gruppo riguardanti i Rischi “Non -Finanziari” (e.g. eventi, normative o rischi emergenti), valutando e monitorando l’efficacia delle iniziative poste in essere al fine di un loro indirizzamento.
Il Comitato si articola nelle seguenti sessioni: (i) sessione Credit Risk, con l’obiettivo di definire le politiche, i limiti operativi e le metodologie di misurazione, gestione e controllo dei Rischi di Credito nonché delle metodologie di misurazione e controllo del capitale inte rno, (ii) sessione Rating approval, responsabile dell’approvazione degli overrid e di rating, (iii) sessione Market Risk, responsabile per l’approvazione delle strategie, policy e metodologie di Market Risk ed Insurance Risk e per i l monitoraggio dei relativi rischi, (iv) sessione ALCO, responsabile per l’approvazione delle strategie, policy e metodologie di Financial Risk e per il monitoraggio dei rischi relativi al Fund Transfer Pricing; (v) sessione General Non -
Financial Risks and Controls, responsabile della definizione e approvazione delle policies, limiti operativi e metodologie per la misurazione, la gestione e il controllo dei Rischi “Non -Finanziari” (escluso il rischio reputazionale), incluse le metodologie per la misurazione , la gestione e il controllo dei Rischi “Non -Finanziari” (Rischi Operativi e Reputazionali) che impattano sul capitale interno; (vi) sessione ICT, Security, Cyber, and Third party Risk, responsabile della valutazione e definizione delle linee guida per la gestione dei rischi relativi a ICT, Security, Cyber, contratti con “terze parti” e Business Continuity Plan; (vii) sessione Reputational Risk, responsabile della definizione e dell’approvazion e delle policy e metodologie per la misurazione, la gestione ed il controllo del rischio reputazionale e per la valutazione e la gestione del rischio reputazionale legato alle decisioni strategiche ed alle singole operazioni/ rapporti.
Processo di Valutazione dell’Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP - Internal Capital Adequacy Assessment Process) e Risk Appetite Il gruppo UniCredit valuta la sua adeguatezza di capitale seguendo un approccio going concern, assicurando che un capitale su fficiente sia mantenuto per proseguire le attività correnti anche in eventi di perdita gravi, come quelli causati da una recessione economica.
L’approccio del Gruppo al processo ICAAP è costituito dalle seguenti fasi:
1. Identificazione e mappatura dei rischi;
2. Misurazione del rischio e stress testing;
3. Definizione del “risk appetite” ed allocazione del capitale;
4. Monitoraggio e reporting.
1. Identificazione e mappatura dei rischi Il primo passo è costituito dall’identificazione e la mappatura dei rischi nel Gruppo e nelle società rilevanti, con focus particolare sui r ischi non coperti dal primo pilastro. Il risultato di questa attività è la Mappatura dei Rischi di Gruppo che include tutti i tipi di rischio quantificabili attraverso capitale economico.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 142 2. Misurazione del rischio e stress testing La seconda fase consiste nell’identificazione delle metodologie interne per la misurazione e la quantificazione dei different i profili di rischio, che confluiscono nel calcolo del capitale economico di Gruppo. Le misure di capitale economico sono completat e da stress test aggregati che rappresentano una parte fondamentale di una solida gestione del rischio. L’obiettivo dello stress testing è quello di valutar e la sopravvivenza della Banca rispetto ad eventi eccezionali ma plausibili. L’impatto degli scenari economici è valutato sulla posizione di capitale e di liquidità di Gruppo.
3. Risk Appetite e allocazione di capitale Il Risk Appetite è lo strumento manageriale chiave elaborato allo scopo di definire una corretta propensione al rischio che o rienti al meglio il business della Banca in linea con adeguati livelli di rischio (vedi la sezione RAF per dettagli). Il capitale d i Gruppo svolge un ruolo cruciale nei principali processi di governo societario che guidano le decisioni strategiche, come target e come soglia di tolleranza al ri schio, in termini di capitale regolamentare ed economico, ed è elemento chiave del RAF di Gru ppo.
4. Monitoraggio e reporting La valutazione dell’adeguatezza di Capitale è un processo dinamico che richiede un monitoraggio regolare per supportare i pro cessi decisionali.
La Banca monitora il profilo di rischio con una frequenza coerente con la natura di ogni singolo rischio. Un reporting trimes trale dei rischi integrati e dell’evoluzione del Risk Appetite è presentato ai principali comitati di rischio e organi aziendali, a l fine di implementare un efficiente ICAAP.
L’adeguatezza patrimoniale viene valutata considerando il bilanciamento tra i rischi assunti ed il capitale disponibile sia c on riferimento alla prospettiva regolamentare ed economica. Rispetto alla prospettiva economica e all’approccio di continuità azien dale, l’adeguatezza del capitale è valutata confrontando l’ammontare delle risorse finanziarie disponibili per assorbire le perdite e mantenere la continuità de lle attività del Gruppo, ovvero le Risorse Finanziarie Disponibili (Available Financial Resource s - AFR), con il capitale economico stimato internamente (Economic Capital -
EC). Le AFR sono computate secondo i principi di Gruppo e coerentemente con la normativa prudenziale, di fatto il patrimonio regolamentare (Own Funds) è la base di partenza per la quantificazione delle AFR. Vengono inclusi nelle AFR gli strumenti di capitale del Gruppo che soddisfano i tre
criteri principali:
• assorbimento delle perdite in continuità aziendale;
• permanenza;
• flessibilità dei pagamenti.
Il rapporto tra AFR e EC è definito come Risk Taking Capacity (RTC). Questo rapporto deve essere superiore al 100% (AFR>EC) p er evitare che le esposizioni ai rischi siano superiori al capitale disponibile. L’RTC è uno degli indicatori inseriti nel cruscott o RAF di Gruppo sui quali la Banca fa leva per determinare la misura di rischio -rendimento desiderata in linea con le strategie di business.
Un elemento fondamentale dell’ICAAP è il Risk Appetite, definito in UniCredit come il livello di rischio che il gruppo UniCre dit è disposto ad assumersi e il profilo di rischio -rendimento cui ambisce nel perseguimento dei propri obiettivi strategici e del business plan, tenendo in considerazione gli interessi dei propri stakeholder (e.g. clienti, autorità di regolamentazione e vigilanza, azionisti), nonc hé i requisiti di capitale e gli altri requisiti regolamentari e di legge. Il Risk Appetite di Gruppo vie ne approvato annualmente dal Consiglio di Amministrazione ed è oggetto di monitoraggio e reporting, almeno trimestrale, verso i comitati di riferimento, al fine di assicurare la coerenza con il profi lo rischio -rendimento definito dal C onsiglio di Amministrazione . A livello locale, il Risk Appetite viene stabilito per le principali società del Gruppo ed è approvato dalle funzioni competenti locali.
I principali obiettivi del Risk Appetite del gruppo UniCredit sono:
• valutare esplicitamente i rischi e le loro interconnessioni, che il gruppo UniCredit decide di assumere o di evitare in una p rospettiva di lungo
termine;
• specificare i tipi di rischio che il gruppo UniCredit intende assumere, stabilendo target, trigger e limiti in condizioni ope rative normali e di stress;
• assicurare “ex ante” un profilo di rischio -rendimento coerente con una crescita sostenibile a lungo termine, in coerenza con le proiezioni di rendimento del piano strategico pluriennale/budget;
• assicurare che il business si sviluppi entro i limiti di tolleranza al rischio stabiliti dal Consiglio di Amministrazione del la Capogruppo, in conformità alle vigenti regolamentazioni nazionali e internazionali;
• supportare le valutazioni sulle opzioni strategiche future con riferimento al profilo di rischio;
• indirizzare la visione degli stakeholder interni ed esterni su un profilo di rischio coerente con il posizionamento strategic o;
• fornire descrizioni qualitative riguardo ai rischi identificati al fine di guidare strategicamente i processi rilevanti, il sist ema dei controlli interni e garantire la prevenzione/intervento celere sui rischi emergenti.
Il Group Risk Appetite è definito coerentemente al modello di business del gruppo UniCredit. Pertanto, il Group Risk Appetite è integrato nel processo di budget, al fine di guidare la scelta del profilo di rischio -rendimento desiderato, coerentemente con l e linee guida del Piano Strategico e all’inizio del processo di budget.
La Remuneration Policy di UniCredit è coerente con il Group Risk Appetite al fine di implementare un’efficace remunerazione d el rischio per la definizione ed erogazione dei bonus.
Nel Gruppo la struttura del Risk Appetite comprende il Group Risk Appetite Statement e la Dashboard contenente i Group Risk A ppetite KPI.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 143 Il Risk Appetite Statement definisce il posizionamento della Banca rispetto ai propri obiettivi strategici e profili di risch io associati, al fine di soddisfare le aspettative degli stakeholders interni ed esterni, ed è caratterizzato da:
• una guida ai principali vincoli per il Gruppo in termini di attività di interesse;
• una definizione del profilo di rischio -rendimento desiderato, coerente con la strategia complessiva del Gruppo;
• uno statement dei rischi che il Gruppo accetta di assumere o di evitare sia in condizioni normali che di stress;
• un’indicazione sulle strategie di gestione dei principali rischi nel perimetro del Gruppo;
• descrizioni qualitative dei rischi difficilmente quantificabili al fine di assicurare la prevenzione/intervento immediato sui rischi emergenti.
Gli elementi quantitativi del Risk Appetite Framework, d’altra parte, sono rappresentati da una Dashboard, composta da un ins ieme di indicatori che si fondano sull’analisi delle aspettative degli stakeholder interni ed esterni al gruppo UniCredit, che port a alla identificazione delle seguenti categorie, che includono i rischi rilevanti a cui il Gruppo è esposto:
• Regulatory KPI: con l’obiettivo di garantire in ogni momento il rispetto dei KPI richiesti dall’Autorità di Vigilanza (ad ese mpio Common Equity Tier 1 Ratio, Liquidity Coverage Ratio);
• Managerial KPI: KPI chiave da un punto di vista strategico e di Risk Appetite, definiti per assicurare lo steering di tutti i rischi finanziari chiave (ad esempio Rischio di Credito, di Liquidità e di Tasso di Interesse, di Mercato e Rischio Sovrano), Prof ittabilità, rischi non finanziari (ad esempio Rischio Operativo, ICT, Rischio Cyber, Rischio di Compliance) e Rischi Climatici e Ambientali.
Per ciascuna delle dimensioni sopramenzionate, sono identificati uno o più KPI, in modo da poter misurare quantitativamente i l posizionamento del Gruppo attraverso diverse modalità: valori assoluti, ratio, analisi di sensitività su parametri definiti.
Vengono inoltre definiti vari livelli soglia, che fungono da early warning indicators, in grado di anticipare potenziali situ azioni di rischio, da segnalare tempestivamente agli opportuni livelli organizzativi. Nel caso di raggiungimento di determinate sog lie di risk appetite, devono essere adottate le opportune azioni di aggiustamento del profilo di rischio. Le seguenti soglie sono così identificate (su determinati KPI, potr ebbe non essere significativo definire tutte le tipologie di soglie):
• i Target rappresentano l’ammontare di rischio che il Gruppo intende assumere in condizioni di normale operatività in coerenza con le ambi tion di Gruppo. I Target sono da considerarsi come le soglie di riferimento per lo sviluppo e l’indirizzo del business;
• i Trigger rappresentano, dal punto di vista manageriale, la massima deviazione accettabile dai Target, o più in generale, rap presentano una soglia di attenzione; sono definiti per assicurare l’operatività del Gruppo anche in condizioni di stress entro il m assimo livello di rischio accettabile;
• i Limiti rappresentano, da un punto di vista statutario, il massimo livello di assunzione di rischio accettabile per il Grupp o.
La definizione delle soglie è valutata dalle funzioni competenti sulla base delle decisioni manageriali del Consiglio di Ammi nistrazione, nel rispetto dei requisiti regolamentari e degli Organi di Controllo, considerando le aspettative degli stakeholder e il posizionamento nel settore. Inoltre, UniCredit definisce una serie di limiti operativi trasversali e di metriche che coprono i principali profili di rischio, qual e supplemento al Risk Appetite Framework.
Come previsto dalle linee guida EBA, ogni anno vengono raccolte le informazioni su ICAAP per fini SREP e inviate alle Autorit à di Vigilanza. Il Consiglio di Amministrazione che autorizza l’invio delle informazioni alle autorità dichiara anche se il presidi o del rischio di Gruppo è adeguato, garantendo l’adeguatezza del sistema di risk management rispetto al profilo di rischio e alla strategia del Gruppo. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha approvato e firmato il Capital Adequacy Statement in occasio ne della riunione tenutasi il 12 marzo 2026. Nel Capital Adequacy Statement, il Consiglio di Amministrazione ha dichiarato che il Gruppo ha dimostrato di possedere una solida posizione patrim oniale, consentendo di mantenere nello scenario di base un'adegua ta riserva di capitale oltre al Requisito di Riserva Combinato (Combined Buffer Requirement - CBR) e, in caso di condizioni peggiori, garantire una riserva adeguata in aggiunta al Coefficiente di Capitale Totale SREP (Total SRE P Capital Ratio -
TSCR). Alla luce dell'attuale contesto geopolitico, la Direzione e il Consiglio di Amministrazione si impegnano a perseguire un approccio prudente e sostenibile, valutando ogni possibile impatto sull'adeguatezza patrimoniale e adottando le relative azioni di mitigazione, se necessario.
Il gruppo UniCredit è costantemente impegnato nell’identificare aree di miglioramento del processo ICAAP in linea con le rich ieste regolamentari.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 144 La cultura del rischio in UniCredit Nel contesto di un quadro regolamentare in continua evoluzione e alla luce delle recenti evoluzioni nel settore bancario, il tema della Risk Culture riveste un ruolo sempre più centrale per assicurare una governance solida ed efficace. In linea con gli ind irizzi del Financial Stability Board (FSB), del Basel Committee on Banking Supervision (BCBS) e delle Linee Guida dell’European Banking Authority (EBA), UniCredit promuo ve e sviluppa un approccio integrato e trasversale alla cultura del rischio a livello d i Gruppo.
La Risk Culture contribuisce pertanto a orientare le decisioni strategiche e operative, assicurando coerenza con il framework di Risk Appetite e con gli obiettivi di sostenibilità di lungo termine.
Una solida Risk Culture si fonda su quattro direttrici principali:
• tone from the Top: il Consiglio di Amministrazione e il Senior Management definiscono i valori guida e promuovono una cultura del rischio coerente attraverso comportamenti consapevoli, favorendo integrità, trasparenza e assunzione responsabile dei rischi;
• accountability: tutti i dipendenti sono chiamati a comprendere e applicare i principi di gestione del rischio, operando nel ri spetto del Risk Appetite Framework del Gruppo e assumendosi piena responsabilità delle proprie azioni e decisioni;
• effective communication and challenge: viene promosso un ambiente caratterizzato da comunicazione aperta, inclusiva e trasparente, che incoraggia il confronto costruttivo, la diversità di opinioni e la capacità di mettere in discussione pratiche esistenti al f ine di migliorare i proce ssi
decisionali;
• incentives: i sistemi incentivanti sono strutturati in modo da allineare i comportamenti individuali e i risultati conseguiti al profilo di rischio del Gruppo e ai suoi obiettivi strategici di lungo periodo.
Group Risk Management, in coerenza con il mandato ricevuto dal Consiglio di Amministrazione, adotta un approccio strutturato e integrato volto a rafforzare continuamente tali indicazioni, promuovendo iniziative trasversali e coordinate a livello di Gruppo.
Il Senior Management contribuisce attivamente attraverso iniziative di comunicazione (“Tone from the Top”) focalizzate sui pr incipali rischi emergenti e prospettici in grado di incidere significativamente sul profilo reputazionale e finanziario del Gruppo.
Particolare rilevanza è attribuita alle attività di formazione e sensibilizzazione, sviluppate nell’ambito di un framework di Gruppo coordinato dalla UniCredit Corporate University, all’interno del quale è stato definito un piano formativo strutturato e co ntinuativo, basato su un ampio catalogo di iniziative dedicate all’ampia popolazione UniCredit.
Tale offerta formativa si articola prevalentemente attraverso la Risk Teach in Series, un insieme di corsi in modalità digita le e sessioni di approfondimento che coprono tematiche trasversali alla Competence Line Risk - tra cui, a titolo esemplificativo, rischi cyber e ICT, rischi climatici e ambientali (ESG), rischi assicurativi e di condotta - ed è accessibile anche a una più ampia platea della popolazione UniCredit.
Le Risk Teach in Series rappresentano uno strumento chiave per la diffusione della Risk Culture, in quanto consentono di valo rizzare e mettere a fattor comune le competenze specialistiche dei Risk expert, rendendole disponibili in modo strutturato e scalabile, con l’obi ettivo di:
• rafforzare la consapevolezza sui rischi attuali ed emergenti;
• favorire la diffusione di conoscenze e best practice tra diverse funzioni del Gruppo;
• promuovere un approccio integrato alla gestione dei rischi, coerente con il Risk Appetite Framework;
• supportare l’adozione di comportamenti informati e responsabili nei processi decisionali e operativi;
La comunicazione interna rappresenta un ulteriore elemento chiave per la diffusione della Risk Culture. I valori aziendali , Integrity, Ownership e Caring , sono promossi attraverso canali dedicati e iniziative periodiche, tra cui la piattaforma sociale Viva Engage, nonché eventi e iniziative trasversali finalizzati a rafforzare l’engagement della Risk Community.
Il sistema di valutazione delle performance integra, accanto agli indicatori economico -finanziari, anche elementi qualitativi legati al rispetto delle normative, del Codice di Condotta e dei comportamenti attesi. L’accesso ai sistemi incentivanti è subordi nato al completamento delle attività formative obbligatorie, con particolare riferimento alla gestione delle relazioni con la clientela, agli obblighi di adeguata verifica della clientela (Know Your Customer) e, per i ruoli interessati, agli adempimenti in ambito MiFID.
UniCredit mira a consolidare una Risk Culture solida e coerente, quale elemento essenziale per una gestione efficace e sosten ibile dei rischi nel tempo .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 145 La tabella che segue riporta la riconciliazione dei dati di Stato patrimoniale tra consolidato civilistico e consolidato prud enziale.
(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026
VOCI DELL'ATTIVO CONSOLIDATO
CIVILISTICO CONSOLIDATO
PRUDENZIALE DELTA
10. Cassa e disponibilità liquide 45.864 45.215 (649) 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 111.527 80.636 (30.891) a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 74.569 74.569 -
b) attività finanziarie designate al fair value 293 293 -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 36.665 5.774 (30.891) 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 89.056 72.638 (16.418) 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 632.258 632.354 96 a) crediti verso banche 66.050 66.050 -
b) crediti verso clientela 566.208 566.304 96 50. Derivati di copertura 986 986 -
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (3.446) (3.446) -
70. Partecipazioni 16.124 18.879 2.755 80. Attività assicurative 160 - (160) a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività 26 - (26) b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 134 - (134) 90. Attività materiali 8.601 8.560 (41) 100. Attività immateriali 2.917 2.363 (554) di cui: avviamento 840 290 (550) 110. Attività fiscali: 9.711 8.833 (878) a) correnti 1.922 1.142 (780) b) anticipate 7.789 7.691 (98) 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 274 274 -
130. Altre attività 18.059 17.275 (784) Totale dell'attivo 932.091 884.567 (47.524)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 146
segue:
CONSISTENZE AL 30.06.2026
VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
CIVILISTICO CONSOLIDATO
PRUDENZIALE DELTA
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 727.501 728.445 944 a) debiti verso banche 52.384 52.384 -
b) debiti verso clientela 565.653 566.510 857 c) titoli in circolazione 109.464 109.551 87 20. Passività finanziarie di negoziazione 46.733 46.733 -
30. Passività finanziarie designate al fair value 24.426 17.814 (6.612) 40. Derivati di copertura 1.827 1.827 -
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (9.072) (9.072) -
60. Passività fiscali: 2.789 2.040 (749) a) correnti 2.136 1.841 (295) b) differite 653 199 (454) 70. Passività associate ad attività in via di dismissione - - -
80. Altre passività 19.632 19.250 (382) 90. Trattamento di fine rapporto del personale 246 246 -
100. Fondi per rischi e oneri: 6.477 6.459 (18) a) impegni e garanzie rilasciate 972 972 -
b) quiescenza e obblighi simili 2.611 2.611 -
c) altri fondi per rischi e oneri 2.894 2.876 (18) 110. Passività assicurative 40.716 - (40.716) a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 40.710 - (40.710) b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività 6 - (6) 120. Riserve da valutazione (3.918) (3.918) -
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 4.963 4.963 -
150. Riserve 41.723 41.723 -
155. Acconti su dividendi ( -) - -
160. Sovrapprezzi di emissione 23 23 -
170. Capitale 21.509 21.509 -
180. Azioni proprie ( -) - - -
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 393 402 9 200. Utile (Perdita) del periodo (+/ -) 6.123 6.123 -
Totale del passivo e del patrimonio netto 932.091 884.567 (47.524)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 147 Sezione 1 - Rischi del consolidato contabile
Informazioni di natura quantitativa Nelle tabelle che seguono il volume delle attività deteriorate secondo la definizione IFRS è equivalente a quello delle attiv ità non -performing definito secondo gli standard EBA.
A. Qualità del credito Ai fini delle informazioni di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine “esposizioni creditizie” si inten dono esclusi i titoli di capitale e le quote di OICR.
A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economi ca
A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) (milioni di €)
PORTAFOGLI/QUALITÀ SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI ESPOSIZIONI
SCADUTE
DETERIORATE ESPOSIZIONI
SCADUTE NON
DETERIORATE ALTRE
ESPOSIZIONI
NON
DETERIORATE TOTALE
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.244 4.771 467 6.542 619.234 632.258 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - 33 - - 81.518 81.551 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - 293 293 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - 41 - 3 6.331 6.375 5. Attività finanziare in corso di dismissione - 24 - - 10 34 Totale 30.06.2026 1.244 4.869 467 6.545 707.386 720.511 Totale 31.12.2025 1.283 5.224 400 7.310 665.162 679.379
A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) (milioni di €)
ATTIVITÀ DETERIORATE ATTIVITÀ NON DETERIORATE
PORTAFOGLI/QUALITÀ ESPOSIZIONE
LORDA RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE ESPOSIZIONE
NETTA WRITE -OFF(*)
PARZIALI
COMPLESSIVI ESPOSIZIONE
LORDA RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE ESPOSIZIONE
NETTA TOTALE
(ESPOSIZIONE
NETTA)
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 11.943 5.461 6.482 546 629.153 3.377 625.776 632.258 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 109 76 33 - 81.531 13 81.518 81.551 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - X X 293 293 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 204 163 41 - X X 6.334 6.375 5. Attività finanziare in corso di dismissione 48 24 24 - 10 - 10 34 Totale 30.06.2026 12.304 5.724 6.580 546 710.694 3.390 713.931 720.511 Totale 31.12.2025 12.438 5.531 6.907 597 669.384 3.496 672.472 679.379
Nota:
(*) Valore esposto a fini informativi.
(milioni di €)
ATTIVITÀ DI EVIDENTE SCARSA QUALITÀ CREDITIZIA ALTRE ATTIVITÀ
PORTAFOGLI/QUALITÀ MINUSVALENZE CUMULATE ESPOSIZIONE NETTA ESPOSIZIONE NETTA
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 4 15 61.694 2. Derivati di copertura - - 986 Totale 30.06.2026 4 15 62.680 Totale 31.12.2025 6 16 51.129
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 148 Informativa relativa alle esposizioni Sovrane In merito alle esposizioni Sovrane25 detenute dal Gruppo al 30 giugno 202 6, il valore di bilancio delle esposizioni della specie rappresentate da “titoli di debito” ammonta a 1 31.548 milioni26, di cui oltre iI 7 2% concentrato su otto Paesi tra i quali l’Italia, con 43.400 milioni, rappresenta una quota di circa il 3 3% sul totale complessivo. Per ciascuno di tali otto Paesi, nella tabella successiva sono riportati, per tipologia di portafog lio, il valore di bilancio e il fair value delle relative esposizioni al 30 giugno 202 6.
Esposizioni in titoli di debito sovrano ripartite per stato controparte e portafoglio di classificazione (milioni di €)
PAESE/PORTAFOGLIO DI CLASSIFICAZIONE CONSISTENZE AL 30.06.2026
VALORE DI BILANCIO FAIR VALUE
- Italia 43.400 43.661 attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) 914 914 attività finanziarie designate al fair value - -
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 840 840 attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 21.937 21.937 attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 19.709 19.970
- Spagna 17.371 17.406 attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) 52 52 attività finanziarie designate al fair value - -
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 172 172 attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 7.272 7.272 attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 9.875 9.910
- Francia 9.433 9.334 attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) 1.066 1.066 attività finanziarie designate al fair value - -
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 255 255 attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4.782 4.782 attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.330 3.231
- Germania 8.079 7.996 attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) 266 266 attività finanziarie designate al fair value - -
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 398 398 attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.054 3.054 attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 4.361 4.278
- Repubblica Ceca 4.985 4.995 attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) 32 32 attività finanziarie designate al fair value - -
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.796 2.796 attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.157 2.167
- Austria 4.628 4.609 attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) 19 19 attività finanziarie designate al fair value - -
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 69 69 attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.559 2.559 attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.981 1.962
- Bulgaria 3.626 3.611 attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) 4 4 attività finanziarie designate al fair value - -
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1 1 attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.569 1.569 attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.052 2.037
- Stati Uniti 3.350 3.350 attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) 958 958 attività finanziarie designate al fair value - -
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 39 39 attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.055 1.055 attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.298 1.298 Totale esposizioni per cassa 94.872 94.962
Nota:
(*) Include le esposizioni in Credit Derivatives. L'eventuale saldo negativo indica la prevalenza di posizioni di bilancio pa ssive.
25 Per esposizioni Sovrane si intendono i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi no nché i prestiti erogati agli stessi. Ai fini della presente esposizione di rischio sono escluse:
• le eventuali posizioni e le società del Gruppo classificate tra le “attività in via di dismissione” al 30 giugno 202 6;
• le eventuali posizioni detenute tramite ABS.
26 L’informativa relativa alle esposizioni Sovrane fa riferimento all’area di consolidamento della Relazione finanziaria semestr ale consolidata di UniCredit al 30 giugno 202 6, che è determinata in base agli standard IAS/IFRS.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 149 La vita media residua ponderata delle esposizioni Sovrane elencate nella tabella di dettaglio di cui sopra, suddivisa tra ban king27 e trading book, è la
seguente:
Vita media residua ponderata
(anni)
TRADING BOOK
PAESE BANKING BOOK POSIZIONI DI BILANCIO
ATTIVE POSIZIONI DI BILANCIO
PASSIVE
Italia 3,86 6,94 7,82 Spagna 6,06 13,82 11,43 Francia 5,95 9,94 18,45 Germania 4,47 8,12 7,45 Repubblica Ceca 5,16 3,40 3,14 Austria 7,14 9,97 1,76 Bulgaria 4,57 8,90 7,67 Stati Uniti 8,69 11,13 -
Il restante 2 8% del totale delle esposizioni Sovrane in titoli di debito, pari a 36.676 milioni, sempre riferito al valore di bilancio al 30 giugno 202 6, è suddiviso tra 52 Paesi, tra cui: Romania (3.331 milioni), Croazia (3.157 milioni), Slovacchia (2.619 milioni), Ungheria (2.497 milioni), Polonia (2.164 milioni), Belgio (1.757 milioni), Serbia (958 milioni), Portogallo (851 milioni), Bosnia e Erzegovina (659 milioni), Slovenia (606 milioni) e Finlandia (599 milio ni).
Per le esposizioni in questione non si ravvedono evidenze di default al 30 giugno 202 6 ed il Gruppo segue attentamente l’evoluzione della situazione.
Con particolare riferimento al valore di bilancio delle esposizioni in titoli di debito Sovrani nei confronti della Russia pari a 503 milioni al 30 giugno 2026, si precisa che la quasi totalità è detenuta in valuta locale dalla Banca controllata russa e classificata dalla stessa nel po rtafoglio bancario . Per maggiori informazioni sui criteri adottati per le valutazioni delle controparti russe si rimanda Sezione 5 - Altri aspetti, Note illustrative, Parte A -
Politiche contabili, A.1 Parte generale.
Si segnala inoltre che tra la citata restante parte delle esposizioni Sovrane in portafoglio al 30 giugno 202 6 risultano anche titoli di debito verso organizzazioni sovranazionali quali l’Unione Europea, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria ed il Meccanismo Europeo di S tabilità per 14.958 milioni.
La tabella sottostante riporta la classificazione dei titoli di debito appartenenti al banking book e la loro rilevanza perce ntuale sul totale del portafoglio di appartenenza.
Esposizioni in titoli di debito sovrano ripartite per portafoglio di attività finanziarie (banking book)
CONSISTENZE AL 30.06.2026
ATTIVITÀ FINANZIARIE
DESIGNATE AL FAIR
VALUE ATTIVITÀ FINANZIARIE
OBBLIGATORIAMENTE
VALUTATE AL FAIR
VALUE ATTIVITÀ FINANZIARIE
VALUTATE AL FAIR
VALUE CON IMPATTO
SULLA REDDITIVITA'
COMPLESSIVA ATTIVITÀ FINANZIARIE
VALUTATE AL COSTO
AMMORTIZZATO TOTALE
Valore di bilancio (milioni di €) 293 2.109 58.236 67.034 127.672 % portafoglio di appartenenza 100,00% 5,75% 65,39% 10,60% 16,84%
Alle esposizioni Sovrane in titoli di debito vanno altresì aggiunti i “finanziamenti”28 erogati a governi centrali e locali ed agli enti governativi.
Nella tabella sottostante è riportato l’ammontare dei finanziamenti del portafoglio attività finanziarie valutate al costo am mortizzato al 30 giugno 202 6 nei confronti dei Paesi verso i quali l’esposizione complessiva è superiore a 100 milioni, che rappresentano circa il 96% del totale.
27 Il cosiddetto portafoglio bancario include le Attività finanziarie designate al fair value, quelle obbligatoriamente valutate al fair value, quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e quelle valutate al costo ammortizzato.
28 Escluse le partite fiscali.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 150 Finanziamenti verso controparti sovrane ripartite per stato controparte (milioni di €)
PAESE CONSISTENZE AL 30.06.2026
VALORE DI BILANCIO
- Germania(*) 9.681
- Austria(**) 6.608
- Italia 4.229
- Croazia 1.944
- Romania 854
- Qatar 595
- Indonesia 465
- Ungheria(***) 378
- Slovacchia 320
- Angola 305
- Serbia 298
- Egitto 295
- Bosnia e Erzegovina 229
- Repubblica Ceca 227
- Bulgaria 212
- Slovenia 164
- Turchia 118
- Kenya 105 Totale esposizioni per cassa 27.027
Note:
(*) di cui 188 milioni tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value.
(**) di cui 2 3 milioni tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value.
(***) di cui 5 milioni tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value.
Si segnala altresì che in aggiunta, al 30 giugno 202 6, risultano anche finanziamenti verso organizzazioni sovranazionali per 263 milioni classificati tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato .
Si segnala infine che le posizioni assunte o pareggiate attraverso strumenti derivati sono negoziate all’interno di ISDA mast er agreement e accompagnate da Credit Support Annexes, che prevedono l’utilizzo di cash collateral o di titoli stanziabili a basso rischio.
Per maggiori dettagli sulle analisi di sensitivity ai credit spread e sui risultati di stress test si rimanda al capitolo Str ess test della successiva Sezione 2.2 - Rischi di mercato, mentre per le politiche di gestione della liquidità si veda la successiva Sezione 2.4 - Rischio di liquidità.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 151 Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale
2.1 Rischio di credito
Informazioni di natura qualitativa
1. Aspetti generali
Politiche di Credito In UniCredit, l’attuale modello di governance del rischio di credito, inteso come rischio di perdite di valore di un’esposizi one creditizia derivante da un inatteso deterioramento del merito di credito della controparte, prevede l’esercizio di due livelli di controllo:
• da un lato, il presidio in capo alle funzioni di Capogruppo che svolgono un ruolo di indirizzo e governo del rischio di credi to e che esercitano un coordinamento manageriale nei confronti delle corrispondenti funzioni di Risk Management delle Società contr ollate;
• dall’altro, il presidio svolto dalle funzioni di Risk Management delle Società controllate a cui sono assegnate le responsabi lità di controllo e indirizzo del portafoglio rischi a livello paese.
Con riferimento agli aspetti di gestione del rischio di credito, i meccanismi di interazione tra la Capogruppo e le società d el Gruppo sono definiti attraverso specifiche regole di governance creditizia che da un lato ne disciplinano le relative responsabi lità e dall’altro assicurano la conformità del framework sul rischio di credito al quadro regolamentare di riferimento a cui la Capogruppo è soggetta.
Relativamente al suo ruolo di indirizzo, supporto e controllo, la Capogruppo agisce sulle seguenti aree: normative creditizie (principi, politiche e processi), strategie creditizie e limiti di rischio di credito, sviluppo dei modelli, validazione dei siste mi di rating, gestione dei grandi fidi, monitoraggio e reportistica del rischio creditizio di portafoglio.
In linea con tali regole di governance creditizia, le società del Gruppo chiedono il parere del Comitato Crediti o di Funzion i di Group Risk Management prima della nuova concessione/riesame di linee di credito in essere su singole controparti/ Gruppi Economici nel caso in cui dette linee eccedano soglie di importo predefinite , anche in riferimento all’osservanza dei limiti di concentrazione dei rischi creditizi, da porre in relazione al patrimonio di Vigilanza.
In conformità al ruolo attribuito dalla governance aziendale alla Capogruppo, e specificamente alla funzione Group Risk Manag ement, sono definite disposizioni generali ( “Principi Generali di Gruppo per l’ Attività Creditizia ”, “Framework per la gestione del rischio creditizio di Gruppo ”, “Linee Guida per la Classificazione dei Crediti e Forbearance ”, “Parametri Rischi di Credito e Modelli IFRS9 e Pianificazione ”, “Strategie di Rischio di Credito ”, “Strategie di rischio per esposizioni deteriorate ”, “Mitigazione del Rischio di Credito ”), relative allo svolgimento dell'attività creditizia a livello di Gruppo, che dettano le regole ed i principi volti ad indirizzare, classificare, gestire, disciplinare ed omogeneizzare la valutazione e la gestione del rischio di credito, nonché lo svilupp o dei suoi modelli, in linea con i requisiti regolamentari e la best practice di Gruppo. Tali disposizioni di carattere generale so no ulteriormente integrate da policy che, disciplinando specifiche tematiche (es. area di business, segmento di attività, tipologia di controparte/transazione), si distinguono in due categorie:
• policy dedicate a tematiche considerate “Group -wide”, definite ed emanate dalla Capogruppo e indirizzate a tutte le società;
• policy sviluppate a livello locale dalle singole Società che, in piena coerenza con le linee guida definite a livello di Capo gruppo, disciplinano prassi creditizie legate a regole e peculiarità del mercato locale, e che pertanto hanno validità limitatament e al rispettivo perimetro di applicabilità.
Le policy creditizie, che hanno di norma un approccio di tipo statico e vengono aggiornate all’occorrenza (es. in caso di evo luzione del framework normativo esterno di riferimento), sono integrate con le strategie creditizie che, invece, sono riviste con f requenza almeno annuale e definiscono con quali clienti/prodotti, in quali segmenti industriali e in quali aree geografiche il Gruppo e le società del Gruppo intendono sviluppare il proprio business creditizio.
A livello di singola Società del Gruppo e di Capogruppo, le policy sono ulteriormente dettagliate tramite istruzioni operative che declinano regole funzionali allo svolgimento dell’operatività quotidiana. In UniCredit S.p.A. l’attività creditizia è opportunamente disciplin ata da un framework normativo in costante aggiornamento. Tale framework include le linee guida e le procedure operative per la gestione delle varie fasi de l ciclo di vita del credito tenendo conto delle potenziali modifiche nella strategia creditizia e dei progressivi miglioramenti di processo e procedurali.
Più nello specifico, vengono disciplinat e le seguenti fasi di processo :
• la valutazione del merito creditizio della singola controparte, incluse le procedure di assegnazione dei rating;
• la delibera di concessione delle linee di credito, il loro perfezionamento e le regole di gestione delle stesse;
• l’acquisizione, la gestione e il monitoraggio del valore delle garanzie;
• il processo di monitoraggio andamentale e le iniziative per migliorare la sostenibilità della controparte, il processo di cla ssificazione della clientela;
• la ristrutturazione e il processo di recupero del credito (debt collection policy/workout policy).
La valutazione del merito creditizio prevede l’analisi della controparte, di eventuali soggetti garanti e della tipologia di finanziamento; tali analisi prevedono un percorso strutturato di raccolta dei dati del cliente e sono supportate da un approccio co mbinato di valutazioni soggettive e processi automatizzati. In particolare, l’analisi della controparte richiede la preliminare assegnazione di un rating, che include, a seconda della tipologia di cliente e della complessità/dimensione dell’operazione cred itizia, una componente quantitativa e una componente qualitativa. L’analisi della capacità di rimborso della controparte viene svolta, dalle funzioni di Business che gestiscono la relazione con il cliente, in ottica prospettica, valutando anche
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 152 possibili scenari avversi. A seconda del segmento di clientela, del settore economico di riferimento, della complessità e della dimensione dell’operazione vengono presi in considerazione nell’analisi aspetti di rischio reputazionale, legale e i rischi climatici (r ischio di transizio ne e rischio fisico).
La revisione delle proposte creditizie a valere su clientela con una esposizione superiore ad una determinata soglia viene af fidata a figure specialistiche della funzione Risk Management, che predispongono opinioni motivate a favore degli organi aziendali o comitati deputati a prendere le decisioni creditizie. La delibera delle operazioni creditizie è demandata agli organi facoltizzati con apposita subdelega di poteri, aggiornata regolarmente per tenere conto della rischiosità dei portafogli e degli eventua li cambiamenti organizzativi occorsi nel frattempo.
I debitori sono soggetti a regolare revisione su base annuale, ove non sia prevista una frequenza maggiore per i casi in cui si siano manifestati dei segnali di deterioramento del profilo di rischio creditizio. Le esposizioni creditizie sono inoltre sottop oste nel continuo ad un processo di monitoraggio andamentale, attraverso il quale il Business e delle figure specialistiche di Monitoraggio Crediti indipendenti, valutano gli eventuali segnali di deterioramento del profilo di rischio, stabiliscono eventual i strategie di mitigazione del rischio e provvedono, ove opportuno, a classificare la clientela in apposte ‘watch -list’ manageriali o a proporre, nei casi più gravi, il passaggio della gestione del cliente a strutture di Risk Management specializzate nella gestione dei clienti per finalità di ristrutturazione o recupero del credito.
Le garanzie immobiliari reali, ove presenti, sono soggette ad una valutazione da parte di un soggetto indipendente dal proces so creditizio in fase di concessione sebbene il valore della garanzia, ad esclusione dei finanziamenti cosiddetti asset -based, è da considerare un elemento di mitigazione del rischio di credito e non costituisce l’unico elemento di valutazione. Le garanzie immobiliari vengono assoggettate ad un regolare monitoraggio per valutarne la consistenza nel corso del tempo, in linea con i requ isiti previsti dal CRR in materia di mitigazione del rischio di credito.
Le attività di concessione, revisione monitoraggio crediti in UniCredit sono svolte in linea con le EBA GL on loan origination and monitoring .
La Strategia per la gestione delle Esposizioni Non Performing (NPE) rappresenta la base su cui si sviluppano i processi specializzati di recupero del credito. La Strategia NPE definisce, sia a livello di Gruppo che di singola società, l'approccio qualitativo alla gestione de gli NPE e gli obi ettivi quantitativi da conseguirsi entro un limite di tempo, suddivisi in termini di orizzonte temporale e dinamica (cancellazioni, recuperi, ces sioni, flussi ecc.) con l'obiettivo di gestire lo stock di NPE in modo chia ro, credibile e realizzabile.
Il portafoglio clienti del Gruppo è misto ed eterogeneo, e a livello gestionale è organizzato attraverso segmentazioni che consentono di gestire con competenza la clientela mediante funzioni dedicate, oltre che attraverso prodotti/iniziative su misura.
Le iniziative di recupero sono supportate da un approccio combinato di valutazioni soggettive e processi automatizzati.
In funzione della strategia e dell'assetto organizzativo attuato localmente dalle società del Gruppo, le regole di recupero d el credito di Gruppo prevedono un trasferimento anticipato delle posizioni/clienti alle funzioni specializzate indipendentemente da , e con largo anticipo su, un eventuale default. Ciò viene effettuato per anticipare ed evitare il materializzarsi delle inadempienze attraverso un sistema di gestione delle relazioni focalizzato nella gestione proattiva del rischio.
Per consentire una gestione proattiva del rischio e la relativa riduzione dell'esposizione esistente a livello cliente, le so cietà del Gruppo possono concedere misure di forbearance come descritto nella relativa sezione della presente Nota integrativa consolidata . L'obiettivo principale di tale attività è quello di tutelare la struttura economico -finanziaria dei clienti -debitori. Nell'ambito delle misure di forbearance, l’attività di ristrutturazione può essere condotta prevedendo la classificazione delle e sposizioni come performing o non performing in funzione delle previsioni del quadro normativo di riferimento che regola la classificazione del credito.
La cooperazione da parte dei clienti è una condizione preliminare per qualsiasi attività di ristrutturazione. L'interazione s tretta e diretta con il cliente -
debitore, nonché con altre controparti/stakeholder coinvolti, è fondamentale per il successo del pr ocesso di ristrutturazione. UniCredit opera in linea con il proprio Codice di Condotta, adottando un comportamento adeguato ed un linguaggio appropriato al fine di costruire e ma ntenere una relazione di fiducia con il cliente (ad esempio, mediante un lingu aggio non coercitivo ed un atteggiamento non vessatorio). Per questo motivo il rapporto con il cliente è assegnato a funzioni specializzate che mantengono la responsabilità verso il cliente fintanto che è in essere la ristrutturazione del credito. Nel caso in cui le attività di ristrutturazione del credito non siano percorribili o non abbiano successo, o non vi sia un miglioramento del profilo di rischio del cliente, le attività di Workout mirano a massimizzare il recupero del credito e l'es posizione credit izia deve essere classificata nel relativo stato di default, se non già effettuato in precedenza. Tali attività sono attentamente studi ate per garantire il miglior mantenimento possibile delle relazioni instaurate con i clienti.
Le attività di recupero del credito in UniCredit sono svolte in linea con le Linee Guida EBA inerenti la gestione dei crediti problematici e delle esposizioni forborne.
Strategie creditizie
Più in generale, le strategie creditizie di Gruppo rappresentano un efficace strumento di governo del rischio di credito, con tribuendo alla definizione degli obiettivi di budget in coerenza con il Risk Appetite del Gruppo, di cui sono parte integrante. Ess e costituiscono inoltre uno strumento gestionale in quanto traducono in forma concreta le metriche definite all’interno del Risk Appetite.
Sulla base dello scenario macroeconomico e creditizio, dell’outlook a livello di settore economico, nonché delle iniziative/strategie di business, le strategie creditizie forniscono un insieme di linee guida e di target operativi rivolti ai paesi e ai segmenti di business in cui il Gruppo opera e sono declinate sulle strutture operative di ogni società del Gruppo e incluse nelle rispettive politiche commerciali. L’obiettivo ultimo è di assicurare una crescita commerciale sostenibile, coerente con il profilo di rischio di ogni Società, rimanendo nei limiti definiti dal Group risk appetite framework.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 153 Nell’ambito delle strategie sottostanti all’attività creditizia, il rischio di concentrazione è considerato di particolare ri levanza. Trattasi del rischio connesso a perdite generate da una singola esposizione o gruppo di esposizioni tra loro correlate che (in relazione al capita le di una Banca, totale degli attivi o al livello di rischio complessivo) possono generare effetti potenzialmente gravosi per la solidità e l’operati vità “core” del Gruppo.
In conformità con il quadro regolamentare di riferimento, il gruppo UniCredit gestisce il rischio creditizio di concentrazion e attraverso limiti appositi che rappresentano il rischio massimo che il Gruppo intende accettare nei confronti , per esempio, di:
• singole controparti o gruppi di controparti collegate (Single Name Bulk Risk);
• controparti appartenenti allo stesso settore economico (Industry Concentration Risk).
I risultati delle simulazioni di stress test relativi alla perdita attesa costituiscono parte integrante della definizione de lle strategie creditizie.
2. Politiche di gestione del rischio di credito
2.1 Aspetti organizzativi
Fattori che generano il rischio di credito Nello svolgimento della propria attività creditizia il Gruppo è esposto al rischio che una variazione inattesa del merito cre ditizio di una controparte possa generare una corrispondente variazione inattesa nel valore della relativa esposizione creditizia c he porti ad una cancellazione totale o parziale dei crediti. Tale rischio è sempre inerente all'attività tradizionale di erogazione del credito, a prescindere dalla forma in cui il fido si estrinseca (di tesoreria o di firma, garantito e non, ecc.).
Le principali cause d'inadempienza sono riconducibili al venir meno dell'autonoma capacità del debitore di rimborsare il debito (per mancan za di liquidità, insolvenza, ecc.), come pure anche al manifestarsi di circostanze macro -economiche e politiche che si riflettono sulle condizioni finanziarie del debitore.
Altre attività bancarie, oltre alle tradizionali di prestito e deposito, possono esporre il Gruppo ad ulteriori rischi di cre dito. Il rischio di credito “non tradizionale” può, per esempio, derivare da:
• sottoscrizione di contratti in derivati;
• compravendite di titoli, futures, valute o merci;
• detenzione di titoli di terzi.
Le controparti di tali transazioni o gli emittenti di titoli detenuti da società del Gruppo potrebbero risultare inadempienti a causa di insolvenza, eventi politici ed economici, mancanza di liquidità, deficienza operativa o per altre ragioni. Inadempiment i di un elevato numero di transazioni ovvero di una o più operazioni di importo significativo, avrebbero un effetto materialmente negativo sull’attività, sulla condizione finanz iaria e sui risultati operativi del Gruppo. Il Gruppo pertanto controlla e gest isce lo specifico rischio di ciascuna controparte così come il rischio complessivo del portafoglio crediti attraverso processi, strutture e regole volte ad indirizzare, controllare e standardizzare la valutazione e la gestione di tale rischio, in linea c on i principi e la best practice di Gruppo.
Struttura organizzativa
La gestione del rischio di credito nel gruppo UniCredit è sotto la responsabilità della Competence Line Group Risk Management , responsabile dell’attività di indirizzo, governo, controllo del rischio di credito. La gestione operativa delle attività creditiz ie è normalmente suddivisa fra funzioni di Business e di Credit Risk Operations a livello locale, con le attività di concessione, revisione periodica e monitoraggio and amentale che prevedono la cooperazione fra Gestori delle relazioni commerciali, Analisti Creditizi a supporto dei Gestori e Credit Risk Manager delle funzioni di Credit Operations (Credit Underwriting, Credit Monitoring) che intervengono per i casi di maggiore complessità o importo, mentre le attività di classificazione, ristrutturazione e recupero del credito sono sotto la responsabilità di funzioni di Credit Operations locali , al loro interno articolati su diversi livelli organizzativi:
• funzioni con responsabilità a livello di Gruppo;
• funzioni con responsabilità a livello paese.
• Per ciò che riguarda il Group Risk Management, le funzioni con responsabilità a livello di Gruppo sono:
• Group Credit Risk;
• Group Enterprise Risk Management .
Group Credit Risk La struttura ha la seguente missione:
responsabile della direzione e della governance complessiva del rischio creditizio a livello di Gruppo, inclusi, ad esempio, la definizione delle strategie di rischio creditizio del Gruppo, il monitoraggio e il controllo del framework e delle metodologie d el rischio creditizio, la pianificazione e la supervisione della qualità degli asset, delle grandi transazioni di credito, della valutazione FIBS a livello di gruppo, nonc hé il monitoraggio dei rischi nazionali e dei rischi transfrontalieri.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 154 La struttura del "Rischio di Credito di Gruppo" si suddivide nelle seguenti strutture:
• Credit Risk Strategies and Rating Desk La struttura ha la seguente missione:
responsabile a livello di Gruppo, sia per quanto riguarda i crediti performing che nonperforming, di definire strategie di ri schio creditizio, pianificare, monitorare e controllare i KPI rilevanti del rischio creditizio del portafoglio del Gruppo (ad esemp io Qualità degli Asset, Provision), nonché per definire e applicare i controlli del rischio creditizio per identificare le aree di rischio e le azioni di mitigazione. Quest e responsabilità si applicano anche al portafoglio CE&EE registrato presso Entità Gi uridiche o in UniCredit S.p.A. (Profit Center Milano), sia per il segmento Retail che Corporate. In riferimento al PCM, vengono svolte ulteriori attività per analizzare e monitorare direttamente il portafoglio.
• Group Credit Transactions La struttura ha la seguente missione:
è responsabile della valutazione, del monitoraggio e della supervisione a livello di Gruppo delle Large Credit Transactions e della gestione del global credit model di Financial Institutions, Banche e Stati Sovrani (FIBS). Inoltre, è responsabile della val utazione, dell'approvazione e della gestione quotidiana dei Rischi Paese e dell'assunzione di rischio creditizio cross -border e della mappatura dei Gruppi economici definiti come “Top”. Infine, ha il compito di supportare, come punto di riferimento a livel lo di Gruppo, le operazioni di credito al di sopra di soglie definite o secondo altre normative vigenti, la predisposizione e il coordinamento delle varie fasi procedurali e dei flussi informativi per facilitare il funzionamento dei processi di approvazion e e di reporting che coinvolgono i Comitati di sua competenza o gli Organi superiori.
Group Enterprise Risk Management La struttu ra ha la seguente missione:
responsabile della supervisione e del coordinamento cross -risk, inclusi il Risk Appetite Framework (RAF), il Processo di Valutazione Interna dell'Adeguatezza del Capitale (ICAAP) e i test integrati di stress.
Inoltre, la funzione è responsabile di supportare il Group CRO nella definizione dell'evoluzione strategica del "Group Risk M anagement", inclusa l'organizzazione organizzativa e gli accordi di governance, e di guidare l'integrazione dei rischi climatici e ambientali nel quadro complessivo della gestione del rischio.
Infine, è anche responsabile dello sviluppo, della manutenzione, della governance e della supervisione della modellazione del rischio creditizio e finanziario sia a scopo regulamentare che manageriale in tutta l'organizzazione.
Per quanto riguarda la copertura del rischio di credito, la struttura si suddivide nel modo seguente:
• Risk Governance and RWA Analysis Responsabile dell’orientamento dell’evoluzione delle pressioni normative, della pianificazione di tutti gli interventi sui mo delli IRB (incluso il roll -out IRB) a livello di Gruppo, del monitoraggio dei progressi e della rendicontazione agli Organi di Gove rnance della Società, con un ruolo centrale di indirizzo e coordinamento a livello di Gruppo per garantire l’allineamento del framework di governance della modellistica di Risk Management.
• Risk Modelling and Data Analytics La struttura ha la seguente missione:
responsabile di sviluppare e mantenere metodologie, modelli, governance e architetture del Gruppo riguardanti il rischio di credito e il r ischio finanziario per garantire il coinvolgimento, l'esecuzione e la responsabilità sia a livello di Gruppo che di UniCredit S.p. A.
Per quanto riguarda il rischio di credito, sono attivi i seguenti Comitati specifici:
• la sessione “Rischi” del Group Executive Committee (GEC), con funzioni approvative, propositive e consultive, supporta l’Ammi nistratore Delegato nell’indirizzo, coordinamento e controllo di tutte le categorie di rischio (incluso compliance risk), nella ges tione e supervisione del sistema dei controlli interni anche a livello di Gruppo nonché per la discussione e approvazione di temi di rischio di rilevanza strategi ca quali Risk Appetite Framework di Gruppo, ICAAP, ILAAP, SREP, strategia NPE coerentemente co n il profilo di rischio globale definito dal RAF e l’indirizzo delle tematiche di Environmental , Social and Governance (ESG) inclusi i Climate & Environmental Risks (i.e. rischi fisici e di transizione);
• il Group Risks and Controls Committee (GRC) supporta l’Amministratore Delegato nel ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi di credito e finanziari (inclusi rischi Climate & Environmental) a livello di Gruppo anche mediante la gestione e supervisione d el relativo Sistema dei Control li Interni (ICS) e si articola in varie sessioni, di cui due sono rilevanti nella gestione del rischio di credito: (i) sessio ne Credit Risk, responsabile della definizione delle politiche, dei limiti operativi e d elle metodologie per la misurazione, la gestione e il controllo del rischio di credito, nonché della definizione delle metodologie per la misurazione e il controllo del capitale interno e della valutazion e del reporting sui rischi e la stima degli accanton amenti sui rischi; ii) sessione Rating approval, responsabile, relativamente al proprio perimetro di competenza e nell’ambito dei propri poteri delegati, di approvare modifiche dei rating (rating override);
• il Group Transactional Committee (GTC) che si articola nelle seguenti sessioni:
- Group Credit Committee Session (GCC) si riunisce, con funzioni consultive e propositive per la definizione delle proposte dell’Amministratore Delegato al Consiglio di Amministrazione, sui seguent temi:
• per operazioni di “Debt to Equity” o per operazioni sulle partecipazioni derivanti dalle operazioni di “Debt to Equity” nel c aso in cui il potere deliberativo o di emissione di “Non Binding Credit Opinion” (NBCO) non sia delegato al Group Credit Committee.
- Group Credit Committee Session (GCC) si riunisce, con funzione deliberativa/NBCO (delibera e/o rilascio di Non Binding Credit Opinion alle Legal Entities del Gruppo) nell'ambito dei poteri delegati per:
• subdeleghe al personale della Banca, senza facoltà di ulteriori subdelega, dei poteri di assumere decisioni nelle materie di cui alle lettere A, N, O, Q e R della Delega di Poteri del Consiglio di Amministrazione;
• proposte creditizie concernenti qualsivoglia posizione, ivi incluse quelle a “restructuring” e “workout”;
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 155 • stato di classificazione delle posizioni;
• strategie rilevanti e azioni correttive da assumere per le posizioni “watchlist”;
• limiti specifici per operazioni connesse al mercato dei capitali di debito sul Trading Book;
• limiti all’esposizione per singolo emittente sul Trading Book;
• superamenti temporanei/annuali dei limiti del rischio di concentrazione per la singola controparte nell’ambito di soglie defi nite dalle normative di Gruppo di competenza;
• operazioni di “Debt to Equity” ed operazioni sulle partecipazioni derivanti dalle operazioni di “Debt to Equity”;
• le operazioni del Debt Capital Market (DCM) che emettono Non Binding Credit Opinion (NBCO);
• operazioni di Equity Capital Market (ECM) sopra predefinite soglie.
- Group Transactional Credit Committee Session (GTCC) si riunisce con funzioni deliberanti, rilascio di Pareri Creditizi Non Vincolanti/NBCO alle Entità del Gruppo, entro i poteri delegati, per:
• proposte creditizie riferite a tutte le tipologie di operazione creditizia, con incluso le transazioni Group NPE;
• decisioni in merito a proposte relative alla concessione del credito rientranti nei limiti di autonomia deliberativa e compet enza degli organi facoltizzati relativamente ai perimetri di Large Corporates, Corporates CE&EE, Group Financial Institutions nel c aso di escalation eventualmente attivata da questi a fronte di opinione “favorevole subordinata a condizioni vincolanti” o “non favorevole” esp ressa dal Responsabile di Group Credit Risk e/o dal Responsabile di Group Credit Transactions, previa raccolta di elementi di giudizio nuovi rispetto a quelli portati in sede di emissione dell’opinione;
• stato di classificazione delle posizioni;
• strategie ed azioni correttive da intraprendere per le posizioni in “watch -list”;
• limiti all’esposizione per singolo emittente sul portafoglio di negoziazione (Trading Book);
• operazioni di “Debt to Equity” e/o azioni/esercizio di diritti relativi a partecipazioni derivanti da operazioni di “Debt to Equity” nell’ambito dei
poteri delegati;
• operazioni di “Debt to Asset” e/o azioni/esercizio di diritti relativi ad attività derivanti da operazioni di “Debt to Asset” nell’ambito dei poteri
delegati;
• proposte di cessione di crediti deteriorati, nell’ambito dei poteri delegati e con modalità e limitazioni previste dalla norm ativa vigente in materia;
• emissione di Non Binding Credit Opinion/NBCO su transazioni di Debt Capital Market (DCM);
• l’approvazione semestrale della cosiddetta “lista DCM pre -approvata”: lista riguardante un gruppo selezionato di nomi con i relativi impegni assunti, per i quali non c’è necessità di avere una NBCO per la singola transazione;
• operazioni di Equity Capital Market (ECM) sopra predefinite soglie;
• i superamenti temporanei/annuali dei limiti del rischio di concentrazione per la singola controparte nell’ambito di soglie de finite dalle normative di Gruppo di competenza.
I comitati specifici per il funzionamento di UniCredit S.p.A. sono descritti nel paragrafo “2.1 Aspetti organizzativi” del Bi lancio dell’impresa 2025 di UniCredit S.p.A., Nota integrativa, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 1 - Rischio di credito, Informazioni di natura qualitativa, 2. Politiche di gestione del rischio di credito, che qui si intende integr almente riportato.
2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo
2.2.1 Gestione rischio di credito Il rischio di credito, associato alla perdita potenziale derivante dal default del cliente/emittente o da un decremento del v alore di mercato di un'obbligazione finanziaria dovuta al deterioramento del suo merito creditizio, è misurato a livello di singola controparte/transazione e a livello di intero portafoglio.
L’attività creditizia nei confronti dei singoli clienti, sia nella fase di erogazione che in quella di monitoraggio, è suppor tata dal processo di assegnazione del rating, differenziato per segmenti di clientela e prodotto. La valutazione del merito crediti zio di una controparte, in sede di esame della proposta di affidamento, scaturisce dall’analisi dei dati finanziari e qualitativi (posizionamento competitivo dell'azi enda, struttura societaria ed organizzativa, ecc.), del contesto geo -settoriale cui appart iene e del comportamento della stessa all’interno dell’entità o del sistema bancario (ad esempio Centrale dei Rischi di Banca d’Italia). Tale analisi confluisce nell'assegnazione di un rating, ovvero la probabilità di default (PD) della controparte, con un orizzonte temporale di un anno.
Il rating di ciascuna controparte è rivisto almeno annualmente sulla base delle nuove informazioni acquisite. Ciascuna contro parte è valutata anche nell’ambito dell’eventuale gruppo economico di appartenenza tendendo in considerazione, quando necessario, i l rischio dell’intero gruppo.
Il rating interno assegnato a ciascuna controparte e l’esposizione del gruppo economico di appartenenza sono alla base del ca lcolo dei livelli deliberativi, definiti in modo che, a parità di importi da erogare, le deleghe di poteri, conferite a ciascun org ano deliberante per l'esercizio dell'attività creditizia, si riducono progressivamente in funzione dell'accentuarsi della rischiosità del cliente.
Il modello organizzativo corrente del gruppo UniCredit prevede l’esistenza di una funzione dedicata, indipendente dalle funzi oni commerciali e di erogazione, responsabile di valutare eventuali “override”, ovvero correzioni del giudizio automatico espresso dal sistema di rating (ove quest’ultimo lo preveda).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 156 Il monitoraggio sistematico del rating è incentrato sulla gestione della performance della controparte, usando tutte le infor mazioni interne ed esterne disponibili al fine di ottenere uno score che rappresenta una valutazione sintetica del rischio associat o. Tale score è ottenuto usando una funzione statistica che sintetizza le informazioni disponibili tramite un insieme di variabili prenditrici dell’evento di default entr o un orizzonte di 12 mesi.
In aggiunta alla consueta stima dei parametri di rischio con orizzonte annuale, parametri di rischio multi -periodali sono stimati per fornire una valutazione più robusta della performance ponderata per il rischio e per ottemperanza con quanto richiesto dai principi contabili.
Tutti i sopra citati parametri di rischio sono soggetti ad una validazione iniziale e ad un regolare processo di monitoraggio per ciascun sistema di rating in tutte le sue componenti: modelli, processi, sistemi IT e data quality. La finalità è di attestare la conformità dei sistemi, evidenziando aree di miglioramento così come eventuali disallineamenti nelle metodologie che possano limitare la piena comparabilità delle risulta nti misure di rischio.
2.2.2 Parametri di rischio Oltre alle metodologie riassunte nei sistemi di rating, la funzione Group Risk Management utilizza modelli di portafoglio in grado di misurare il rischio di credito ai fini del Secondo Pilastro di Basilea a livello aggregato e di individuare il contributo di singoli sotto -portafogli o controparti al rischio complessivo.
Le misure di rischio di credito a livello di portafoglio sono fondamentalmente due, calcolate e valutate su un orizzonte temp orale di un anno:
• Expected Loss (EL);
• Credit Value at Risk (Credit VaR).
La stima del Credit VaR a livello complessivo di portafoglio è ottenuta dalla distribuzione delle perdite ricavata via simula zione Monte Carlo sull’orizzonte di un anno, considerando le correlazioni tra le controparti. La perdita complessiva in ogni scenar io di default è la somma delle singole perdite, definita come prodotto di LGD TTC (Loss Given Default Th rough the Cycle) e EAD (Exposure at Default) per le transazioni relative a controparti simulate in default. Per le esposizioni classificate a costo ammo rtizzato, in ogni scenario di simulazione l’eventuale perdita legata al deterioramento di merito creditizio simulato viene sommata al totale delle perdite relative alle controparti in default.
Nell’ambito del framework Credit Var, la perdita attesa (Expected Loss - EL) a livello di portafoglio è pari alla somma del prodotto di PD, LGD (entrambe TTC) e EAD per ogni debitore nel portafoglio considerato più un onere per il rischio di migrazione rel ativo al deterioramento atteso del merito creditizio per le esposizioni classificate al costo ammortizzato.
Il Value at Risk (VaR) rappresenta la soglia monetaria di perdita superata solo per un prefissato valore di probabilità (un V aR con livello di confidenza del 99,9% implica che la soglia di perdita sia superata in 1 caso su 1.000). Il Capitale Economico è d erivato dal Value at Risk sottraendone la perdita attesa ed è un input per determinare il Capitale Economico a copertura delle perdite potenziali deriv anti da tutte le fonti di rischio (si rimanda al paragrafo “Altri rischi inclusi nel Capitale Economico”, Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 2.6 Altri rischi).
Le misure di Capitale Economico basate sul Credit VaR rappresentano, inoltre, un input fondamentale per la predisposizione ed applicazione delle strategie creditizie, per l’analisi dei limiti creditizi e di concentrazione dei rischi. Il motore di calcolo d el Capitale Economico è altresì uno degli strumenti utilizzati per le analisi di stress test sul portafoglio creditizio.
Anche il modello interno di Credit VaR è oggetto di valutazione nell’ambito della validazione del Secondo Pilastro di Basilea .
Il calcolo del Capitale Economico creditizio è disponibile su un’unica piattaforma tecnologica (Group Credit Portfolio Model, GCPM) e con una comune metodologia per le strutture di UniCredit S.p.A. e delle principali società del Gruppo.
Al fine di valutare il trasferimento del rischio di credito realizzato da cartolarizzazioni originate dal Gruppo, è stato svi luppato altresì un applicativo (Structured Credit Analyser) che simula la distribuzione delle perdite del portafoglio cartolarizzat o e delle tranches, sia per le operazioni sintetiche (in cui il rischio è trasferito tramite garanzie/derivati di credito) sia per quelle tradizionali (in cui gli attivi sono ceduti ad una società veicolo).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 157 2.2.3 Sistemi di rating Per la determinazione del requisito patrimoniale sui rischi di credito, il gruppo UniCredit si avvale dei Metodi IRB così com e previsto dal provvedimento Banca d’Italia n.365138 del 28 marzo 2008 e successiv e autorizzazion i da parte dell’Autorità di Vigilanza .
Con specifico riferimento al rischio di credito, il Gruppo è attualmente autorizzato ad utilizzare le stime interne dei param etri PD, LGD ed EAD per i portafogli crediti di Gruppo (Stati Sovrani e Global Project Finance) e per i portafogli creditizi locali delle principali società controllate (Imprese ed Esposizioni al dettaglio). In linea con le previsioni del CRR3, solo i modelli interni di PD sono utilizzati per le Banche & Istituzioni Finanziarie ed Imprese Multinazionali . A partire dal 2025, il ritorno all'utilizzo dell’approccio standardizzato (Utilizzo Parziale Permanente) è stato autorizzato in UniCredit Bank SA in Romania per tutti i portafogli IRB Group -Wide e locali ed in UniCredit Bulbank AD per tutti i portafogli IRB locali.
A partire da luglio 2025, UniCredit International Bank (Luxembourg) SA è autorizzata ad utilizzare il modello PD GW per le Imprese Multinazionali .
Nella tabella seguente sono riepilogati i sistemi di rating autorizzati dall’Autorità di Vigilanza per ciascuna principale cl asse di esposizione/Entit à Giuridiche .
ASSET CLASS PREVALENTE SISTEMA DI RATING SOCIETÀ
Amministrazioni centrali e
banche centrali
Group -Wide Stati Sovrani (PD, LGD,EAD) UCI S.p.A., UCB GmbH, UCBA AG, UCB CZ & SK Enti Banche & Istituzioni Finanziarie (PD) UCI S.p.A., UCB GmbH, UCBA AG, UCB CZ & SK, UCB
SLO, UCB BG, UCB HU
Imprese Imprese Multinazionali (PD) UCI S.p.A., UCB GmbH, UCBA AG, UCB CZ & SK, UCB
SLO, UCB BG, UCB HU, AO UCB(*) , UCI LUX
Global Project Finance (PD, LGD, EAD) UCI S.p.A., UCB GmbH, UCBA AG, UCB CZ & SK Local Rating Integrato Corporate (RIC) (PD, LGD) UCI S.p.A.
Mid Corporate (PD, LGD, EAD) UCB GmbH, UCBA AG, UCB CZ & SK, UCB HU(*)
Foreign Small and Medium -sized Enterprises (PD, LGD, EAD) UCB GmbH Income Producing Real Estate (IPRE) (PD, LGD, EAD) UCB GmbH, UCB CZ & SK Income Producing Real Estate (IPRE) (Slotting criteria) UCI S.p.A., UCBA AG Acquisition and Leveraged Finance (PD, LGD, EAD) UCB GmbH Wind Project Finance (PD, LGD, EAD) UCB GmbH Real Estate (PD, LGD) UCI S.p.A.
Commercial Real Estate Finance (PD, LGD, EAD) UCB GmbH Real Estate Customers Rating (PD, LGD, EAD) UCBA AG Esposizioni al dettaglio Rating Integrato Small Business (RISB) (PD, LGD) UCI S.p.A.
Rating Integrato Privati (RIP -One) (PD, LGD, EAD) UCI S.p.A.
Small Business (PD, LGD, EAD) UCB GmbH, UCBA AG, UCB CZ & SK
Private Individuals (PD, LGD, EAD) UCB GmbH, UCBA AG, UCB CZ & SK Cartolarizzazioni Asset Backed Commercial Paper (PD, LGD, EAD) UCB GmbH
Nota:
(*) Queste società sono attualmente autorizzate all’utilizzo dell’approccio IRB Foundation e dunque utilizzano solo la stima interna di PD ai fini del calcolo del requisito patrimoniale . Inoltre per AO UCB l’utilizzo dell’approccio FIRB è solo ai fini consolidati.
Legenda:
UCI S.p.A.: UniCredit S.p.A .
UCB GmbH : UniCredit Bank GmbH UCBA AG: UniCredit Bank Austria AG UCB CZ & SK: portafoglio ceco e slovacco di UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia a.s .
UCI LUX: UniCredit International Bank (Luxembourg) SA UCB BG: UniCredit Bulbank AD UCB SLO: UniCredit Banka Slovenija d.d.
UCB HU: UniCredit Hungary Zrt.
AO UCB: AO UniCredit Bank (Russia)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 158 2.2.4 Stress test Nell’ambito delle strategie di governo del rischio di credito, particolare rilevanza riveste l’uso dello Stress test, il cui obiettivo è quello di analizzare la vulnerabilità del portafoglio in caso di ciclo economico negativo o cambiamento strutturale del lo scenario economico. Nell’esecuzione degli esercizi di Stress Test, sono considerati differenti scenari, basati su livelli di severità crescenti. Inoltre, gli scenari possono es sere definiti anche sulla base di specifiche ipotesi economiche.
I modelli di Stress Test di credito (o modelli satellite) sono modelli che hanno l’obiettivo di tradurre gli scenari macroeco nomici nei parametri di rischio di credito (PD/LGD). All’interno del framework di Stress Test i modelli sono la base per il calcolo delle proiezioni di PD/LGD stressate sotto scenari avversi. Sono usati allo stesso modo per la stima della componente prospettica all’interno del framework dell’IFRS9.
Per quanto concerne la metodologia seguita, l’attuale framework prevede di stimare la relazione tra i fattori macroeconomici e i tassi di default/recupero interni storicamente osservati a livello di cluster (Paese/Segmento), attraverso analisi di regressio ni su serie storiche e/o panel.
Tuttavia, relativamente ai portafogli con basso tasso di insolvenza (Multinazionali, Banche, Titoli sovrani) per i quali non sono disponibili sufficienti eventi di default, sono considerati approcci alternativi. Questi impli cano anche di far leva sia sui dati esterni (i.e. rating esterni) o stressare direttamente l’input del sistema di rating Group wide (e.g. Sistema di Rating Sovrano).
L’output dei modelli in termini di variazione di PD/LGD condizionato agli scenari macroeconomici è quindi usato per ottenere PD/LGD stressate per ciascuna esposizione di credito. Partendo da PD/LGD stressate, le metriche di rischio di credito di Primo Pila stro (Accantonamenti e RWEA) sono calcolate attraverso motori di simulazione e considerando la metodologia EBA, mentre le metriche stressate di Secondo Pilastr o (Capitale economico e AFR) sono calcolate considerando la seguente metodologia:
• Capitale Economico di Credito: le PD e LGD stressate sono usate come base per il ricalcolo del capitale economico di credito utilizzando il GCPM.
Il valore ottenuto rappresenta il capitale economico di credito che si otterrebbe sul portafoglio corrente del la Banca in caso di realizzazione dello scenario di stress;
• AFR: l’ammontare derivante dalla differenza tra le perdite stressate attese (calcolate attraverso le PD -TTC e LGD -TTC) e le perdite attese reali è dedotto dall’AFR .
2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese
Pratiche di gestione del rischio di credito
2.3.1 Staging allocation e calcolo dell’Expected Credit Losses I processi descritti nel paragrafo precedente, per la Gestione, Misurazione e Controllo del Rischio di Credito sono altresì u tilizzati per il calcolo delle rettifiche di valore dei finanziamenti e dei titoli di debito, classificati nelle voci attività fina nziarie al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e le rilevanti esposizioni fuori bilancio, come richiesto dalla normativa IFR S9.
A questo proposito, il calcolo delle rettifiche di valore secondo le logiche della “perdita attesa” è fondato su due aspetti principali, ovvero:
• L’allocazione fra stadi (“Stage Allocation”) delle esposizioni creditizie;
• il relativo calcolo della perdita attesa.
Stage allocation - Struttura generale Nel gruppo UniCredit, la Stage allocation è basata sull’applicazione di componenti qualitative e quantitative. Con riferimento alla componente quantitativa del modello di allocazione ai diversi stadi, il Gruppo ha adottato un approccio statistico il cui obiettivo è definire una so glia in termini di variazione massima accettabile fra la misura della PD al momento de ll’erogazione e quella rilevata alla data di riferimento .
In maggior dettaglio, tra gli altri elementi quantitativi e qualitativi da analizzare, i seguenti sono valevoli di essere evi denziati:
• il confronto a livello di transazione fra la misura della PD al momento dell’erogazione e quella rilevata alla data di report ing, quantificate secondo modelli interni e sulla base di una vista Multiperiodale attraverso l’utilizzo di soglie fissate in modo tale da considerare tutte le variabili chiave di ciascuna transazione che possano influenzare l’aspettativa della Banca circa le variazioni della PD nel tempo (es. scadenza r esidua, livello della PD al momento dell’erogazione). Nel confronto tra le PD Mult iperiodali al momento dell’erogazione e alla data di segnalazione, oltre a considerare le specifiche condizioni correnti e prospettiche come elemento chiave che influisce sul confronto tra le PD, anche la struttura di rimborso (nello specifico bullet/ballo on rispetto ai prestiti con piano di ammortamento) è presa in considerazione nel confronto tra le PD, al fine di fattorizzare la maggiore rischiosità degli strumenti finanziari con un significativo ripagamento a scadenza, dove il rischio che si verifichi u n default potrebbe non necessariamente diminuire con il passare del tempo29;
• ulteriori criteri quantitativi, al fine di supportare l’identificazione tempestiva dell’Incremento Significativo del Rischio di Credito, nello specifico:
- incremento di tre volte della PD Multiperiodale; la classificazione a Stadio 2 è azionata nell’eventualità che la PD Multiper iodale alla data di reporting date risulti superiore di tre volte quella alla data di erogazione degli strumenti finanziari, in linea con le aspettative di Vigilanza;
- adozione di un valore soglia di PD IFRS9 ad 1 anno pari o superiore al 20% come criterio di Stadio 2; tale soglia, adottata tenendo in considerazione il valore di riferimento rinvenibile all’interno del ECB Asset Quality Review Manual, ha lo scopo di identificare strumenti f inanziari che, con limitati margini di interpretabilità, abbiano registrato un Incremento Significativo del Rischio di Credito dalla data di erogazione e co n elevato rischio di migrazione a default;
29 In linea con IFRS9 Par. B5.5.11. A tal riguardo, la PD Multiperiodale per i prestiti bullet/balloon, ed usata nel confronto d elle PD per l’allocazione dello staging, è anche consistentemente adottata per il calcolo della Perdita Attesa Creditizia .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 159 • elementi assoluti previsti dalla normativa (es.30 giorni di scaduto). In questo caso, il gruppo UniCredit ha deciso di non ri gettare la presunzione di significativo deterioramento dopo i 30 giorni di scaduto allocando sempre in Stadio 2 le transazioni con più di 30 giorni di sconfino30;
• ulteriori evidenze interne, incluse rinegoziazioni di strumenti finanziari concessi a fronte di difficoltà finanziarie del de bitore (es. nuova classificazione fra le esposizioni oggetto di concessione - Forborne) e certe tipologie di watchlist definite nel l’ambito del monitoraggio dei crediti.
La Stage Allocation è verificata ad ogni data di riferimento, per rilevare tempestivamente evidenze di significativo deterioramento e d el suo inverso, in modo simmetrico, e allocare correttamente ciascuna transazione al corretto stadio e al relativo modello di misur azione della perdita attesa. A tal riguardo si nota che al fine di ottenere una minore volatilità nelle migrazioni tra classificazioni di Stadio, le seguenti misure sono applicate:
• adozione di un tempo minimo di permanenza in Stadio 2 di almeno 3 mesi , dalla data di classificazione in questo stadio, prevenendo la riclassificazione a Stadio 1 da Stadio 2 al venire meno delle condizioni quantitative e/o qualitative sottostanti l’Increment o Significativo del Rischio di Credito prima che un periodo minimo in Stadio 2 sia trascorso , stabilizzando le migrazioni di Stadio;
• pieno allineamento della classificazione in Stadio 2 allo status di Forborne Performing, assicurando pertanto che il periodo minimo di permanenza dei clienti in difficoltà finanziaria sia uguale al Probation Period regolamentare. Tale misura rende consiste nte i criteri di entrata/uscita allo/dallo Stadio 2 dovuti allo status di Forborne Performing, evitando rientri potenzialmente prematuri a Stadio 1 per debitori aventi ancora un rischio di credito significativamente più elevato del portafoglio performing o rdinario.
Il risultato della Stage Allocation è la classificazione delle esposizioni creditizie nello Stadio 1, Stadio 2 o Stadio 3 a seconda della loro qualità creditizia assoluta o relativa rispetto all’erogazione iniziale. Nello specifico:
• lo Stadio 1 comprende:
- le esposizioni creditizie di nuova erogazione o acquisizione;
- le esposizioni che non hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione i niziale;
- le esposizioni a basso rischio (low credit risk exemption), identificabili come Titoli Investment Grade nonchè prestiti a cli enti aventi PD IFRS9 ad 1 anno inferiore allo 0,3%31. Tale trattamento di questi tipi di esposizione consente di stabilizzare le migrazioni a Stadio 2, riducen do volatilità ed evitando classificazioni in Stadio 2 per clienti caratterizzati da basso livello di rischio di credito .
• lo Stadio 2 comprende le esposizioni creditizie che, sebbene non deteriorate, hanno subito un significativo deterioramento de l rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale;
• lo Stadio 3 comprende le esposizioni creditizie deteriorate. Con riferimento allo Stadio 3 si precisa che lo stesso è costitu ito dalle esposizioni deteriorate corrispondenti, secondo quanto previsto dalla Circolare 272 del 30 luglio 2008 e successivi aggio rnamenti di Banca d’Italia, all’aggregato Non-Performing Exposures di cui agli ITS EBA (EBA/ITS/2013/03/rev1 24 luglio 2014). In particolare, l’EBA32 ha definito Non -Performing le esposizioni che soddisfano uno o entrambi i seguenti criteri:
- esposizioni materiali scadute da più di 90 giorni;
- esposizioni per le quali la Banca valuta improbabile che il debitore possa adempiere interamente alle sue obbligazioni credit izie, senza procedere all’escussione e al realizzo delle garanzie, a prescindere dall’esistenza di esposizioni scadute e/o sconfina nti e dal numero dei giorni di scaduto.
Il risultato della Stage Allocation ha un effetto sull’ammontare delle perdite creditizie attese oggetto di rilevazione in bi lancio (si fa rimando al prossimo
titolo). Infatti:
• per le esposizioni in Stadio 1, le rettifiche di valore complessive sono pari alla perdita attesa calcolata su un orizzonte t emporale fino ad un anno;
• per le esposizioni appartenenti agli Stadi 2 o 3 le rettifiche di valore complessive sono pari alla perdita attesa calcolata su un orizzonte temporale pari all’intera durata della relativa esposizione.
Calcolo della Expected credit loss - Struttura generale Il Gruppo ha sviluppato specifici modelli per il calcolo della perdita attesa che fanno leva sui parametri di PD, LGD e EAD, oltre che sul tasso di interesse effettivo. In particolare:
• la PD (Probability of Default), esprime la probabilità di accadimento di un evento di insolvenza (default) della posizione cr editizia, in un determinato arco temporale (es. 1 anno);
• la LGD (Loss Given Default), esprime la percentuale di perdita stimata, e quindi il tasso atteso di recupero, all’accadimento di un evento di insolvenza (“default”) della posizione creditizia;
• la EAD (Exposure at Default), esprime la misura della esposizione al momento dell’evento di insolvenza (default);
• il tasso di interesse effettivo è il tasso di sconto espressione del valore temporale del denaro.
30 In UniCredit S.p.A., l’unica eccezione all'adozione dei 30 giorni di scaduto come backstop è la presenza di crediti acquistati pro -soluto a livello di cliente . Infatti, data la peculiarità dell'attività di factoring, caratterizzata dal roll-over del pagamento dei crediti e dalle tempistiche tecniche per la gestione del pagamento dei crediti, lo scaduto oltre i 30 giorni di scaduto può essere attribuibile a ragi oni puramente tecniche. Di conseguenza, la presunzione di significativo deterioramento a fronte di 30 giorni di scaduto può essere confutata dimostrando che la maggior parte delle esposizioni dei clienti in 30 giorni scaduti è correlata ad attività di fact oring. In tal caso, il backstop per 30 giorni di scaduto è fissato a 60 giorni di scaduto.
31 Tale soglia, oltre ad essere un valore di riferimento della Vigilanza rinvenibile nel ECB Asset Quality Review Manual, è altr esì consistente con un livello di rischio equivalente all’Investment Grade.
32 Il quadro normativo relativo alla nuova definizione di esposizioni deteriorate è stato integrato a partire dall’1 gennaio 202 1 con l’entrata in vigore delle “Guidelines on the application of the definition of default under Article 178 of Regulation (EU) 57 5/2013” (EBA/GL/2016/07) .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 160 Tali parametri sono calcolati a partire dagli omologhi parametri usati a fini regolamentari apportando specifici adeguamenti per assicurare la piena coerenza, al netto delle differenti richieste normative, fra trattamento contabile e regolamentare. I principali adeguamenti sono stati finalizzati a:
• rimuovere il conservativismo richiesto ai soli fini regolamentari;
• introdurre adeguamenti ad un dato periodo (point -in-time) sostituendo la vista di lungo periodo (through -the-cycle) prevista a fini regolamentari;
• includere informazioni prospettiche (forward looking);
• estendere i parametri di rischio creditizio ad una prospettiva pluriennale.
In merito alle PD calcolate lungo la vita dello strumento (lifetime), le curve di PD calcolate lungo il ciclo economico ( through -the-cycle) sono calibrate per riflettere previsioni ad un dato periodo (point -in-time) e prospettiche (forward -looking) circa i tassi d’inadempienza di portafoglio. Il tasso di recupero incorporato nella LGD calcolata lungo il ciclo economico (through -the-cycle) è adattato per rimuovere il margine di conservativismo e riflettere i trend più attuali dei tassi di recupero così come le aspettative sui trend futuri attualizzati al tasso d’interesse effettivo o alla sua migliore approssimazione.
La EAD calcolata lungo la vita dello strumento (lifetime) è ottenuta estendendo il modello ad un anno prudenziale o manageria le, rimuovendo il margine di conservativismo. I forecast in termini di variazione nel tasso di insolvenza (Default rate) e variazione nel tasso di recupero (Recovery Rate), determinati tramite modelli che stimano una relazione tra tali variabili ed indicatori macroeconomici, sono inglobati all’interno dei parametri di PD ed LGD in fase di calibrazione. I parametri creditizi, infatti, sono di solito calibrati su un orizzonte che considera l’intero ciclo economico (Through -the-cycle - TTC), pertanto si rende necessaria una loro calibrazione puntuale ad un dato momento (Point -in-time - PIT) e prospettica (Forward -looking - FL) per riflett ere in tali parametri creditizi la situazione corrente e le aspettative sull’evoluzione futura del ciclo economico.
La perdita creditizia attesa derivante dai parametri in precedenza descritti considera previsioni macroeconomiche attraverso l’applicazione di scenari multipli ai componenti prospettici (forward looking) al fine di compensare la parziale non linearità che è naturalmente insita nella correlazione fra le variazioni macroeconomiche e la perdita creditizia attesa. Specificamente l’effetto di non linearità viene incorporato attrav erso la stima di un fattore correttivo applicato direttamente alla perdita creditiz ia attesa (ECL) di portafoglio.
Calcolo della Expected credit loss - correttivi applicati al 30 giugno 202 6
Overlay
Al 30 giugno 2026, alla luce dell e persisten ti tensioni geopolitiche e commerciali, tra cui la recrudescenza del protezionismo globale, la frammentazione della catena di approvvigionamento e la prolungata incertezza del mercato, con una ripresa delle tensioni energetiche, i corr ettivi rilevanti con im patto sul riconoscimento degli accantonamenti per perdite su crediti sono stati mantenuti.
A tal riguardo , UniCredit ha applicato l’overlay geopolitico per la clientela corporate considerando i potenziali settori economici il cui rischio di credito potrebbe essere influenzato negativamente da ll'intensifica rsi delle tensioni geopolitiche , commerciali ed energetiche , sia direttamente, essendo tali settori dipendenti o dalle esportazioni o sensibili ai costi energetici , sia attraverso un effetto di ricaduta per quei settori industriali interconnessi e maggiormente esposti alla domanda esterna .
L’approccio metodologico per la rivalutazione dell’overlay geopolitico corporate si basa su:
• l’identificazione di “perimetri di settori potenziali” affetti dalla vulnerabilità commerciale, a rischi geopolitici persiste nti, nonché sensibili alle tensioni energetiche, considerando sia gli impatti diretti sui settori esposti alle esportazioni / sensibili ai costi energetici sia le ricadute indirette sui settori
interconnessi;
• un tasso di default aggiustato specifico per paese/settore deriva nte dalla stima dei modelli sate llite applicando, come condizioni macroeconomiche, lo Scenario Alternativo .
Quindi, il tasso di default aggiustato risultante è applicato alle relative categorie per stimare i nuovi flussi attesi di es posizioni in default a livello di settore e, infine, sono state calcolate le LLP addizionali applicando ai nuovi flussi attesi dell e esposizioni in default un tasso di copertura delle perdite per crediti deteriorati.
Infine, l'overlay geopolitico corporate è integrato con una classificazione di staging proattiva delle esposizioni creditizie . Infatti, i settori economici interessati dagli overlay hanno potenzialmente subito un aumento del rischio di credito a seguito de lle tensioni geopolitiche e commerciali. Pertanto, le esposizioni appartenenti a tali settori e classificate in "Watch Moderato" sono proattivamente classificate in Stadio 2 (se n on già classificate in Stadio 2 dal framework ordinario).
Al 30 giugno 2026, a seguito dell’approccio qui delineato, l’ammontare totale di overlay è pari a 1.5 92 milioni, di cui UniCredit S.p.A. 8 39 milioni, con un ammontare di esposizioni classificate proattivamente in Stadio 2 pari a 7.995 milioni (esposizioni per cassa e fuori bilancio), di cui UniCredit S.p.A. 2. 318 milioni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 161 2.3.2 Posizioni Deteriorate Relativamente alle posizioni deteriorate (Stadio 3) l’ammontare stimato di recupero, e quindi la perdita creditizia , è il valore attualizzato dei futuri flussi di cassa attesi che possono essere recuperati, utilizzando come tasso di attualizzazione il tasso di interesse al mome nto dell’origine.
Quindi, le principali determinanti di questo valore sono:
• i flussi di cassa attesi;
• le scadenze di questi flussi di cassa;
• il tasso d’interesse effettivo utilizzato per l’attualizzazione.
I flussi di cassa attesi per le esposizioni già deteriorate sono calcolati su base individuale per quei crediti individualmen te significativi.
I flussi di cassa attesi per le esposizioni già deteriorate che non sono individualmente significative sono calcolati o su ba se individuale o su base collettiva.
Se una società del Gruppo ha un numero di esposizioni rilevanti relative ad un'unica controparte, si deve stimare ogni posizi one su base individuale considerando l’esposizione della controparte nella sua interezza.
I futuri flussi di cassa devono essere stimati considerando l’andamento storico dei recuperi per le esposizioni con caratteri stiche creditizie simili. Tale trend storico deve considerare anche l’andamento della situazione economica al momento della stima ed includere le previsioni economiche attese.
2.3.3 Scenari di vendita Nella valutazione delle esposizioni deteriorate (Stadio 3) sono inoltre considerati i possibili scenari di vendita laddove la strategia NPE del Gruppo preveda esperire il recupero anche attraverso la loro cessione sul mercato.
A tal fine, il presunto valore di recupero delle esposizioni creditizie con status di classificazione a Sofferenza e Inadempi enza Probabile è determinato come media ponderata fra due scenari:
• lo scenario di recupero interno, il cui valore di recupero atteso è stimato ipotizzando un processo di recupero interno secon do quanto in
precedenza descritto;
• lo scenario di vendita, in cui il valore di recupero atteso è stimato sulla base della vendita delle esposizioni sul mercato. L’atteso prezzo di cessione è determinato considerando informazioni di mercato o interne sulla base della seguente gerarchia:
- prezzi derivanti da passate cessioni di crediti deteriorati aventi caratteristiche omogenee a quelli oggetto di valutazione;
- prezzi osservabili sul mercato per crediti deteriorati aventi caratteristiche omogenee a quelli oggetto di valutazione;
- modelli interni di valutazione.
In linea con la strategia che ha lo scopo di massimizzare il valore del portafoglio non performing attraverso tutte le leve d isponibili, anche nel corso del primo semestre 2026 sono state intraprese azioni di deleverage di posizioni non performing per le quali la cessione è sta ta ritenuta la soluzione ottimizzante.
Il perimetro residuale in UniCredit S.p.A. valutato secondo lo scenario di vendita IFRS9 al 30 giugno 2026 è di 53 milioni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 162 2.3.4 Scenari e Sensitivity In linea con l’IFRS9 e la regolamentazione interna di Gruppo, i parametri IFRS9 sono stati calibrati considerando gli scenari macroeconomici aggiornati al secondo trimestre 2026 .
Nello specifico, il Gruppo ha selezionato tre scenari macroeconomici per determinare la componente previsionale delle perdite attese su crediti
(ECL):
• Scenario Base , sostanzialmente allineato allo scenario applicato per l’impairment test sulle partecipazioni e per il test di sostenibilità sulle attività per imposte anticipate (DTA). Le differenze tra i due scenari sono principalmente attribuibili alla tempistica d egli aggiornament i (aprile per IFRS9 rispetto a maggio per DTA), mentre le prevision i macroeconomiche risultano sostanzialmente coerenti33. Rappresenta lo scenario centrale di riferimento con la maggiore probabilità di realizzazione (60%);
• Scenario Recessione , in linea con lo scenario Alternativo /Recessione adottato per Budget/Multi -year Plan , che incorpora un deterioramento del contesto macroeconomic o, ma con una probabilità di realizzazione inferiore rispetto allo scenario Base (35%);
• Scenario Positivo , che riflette previsioni macroeconomiche migliori rispetto allo scenario Base , con una probabilità inferiore rispetto agli altri due scenari (5%).
Per una descrizione delle principali ipotesi sottostanti agli scenari “ Base ”, “Alternativo/Recessione ” e “Positivo” , si rimanda alla Parte A - Politiche contabili, A.1 Parte Generale, Sezione 2 - Principi generali di redazione.
Le probabilità assegnate del 60% allo scenario Base , del 35% a quello Recessione e del 5% a quello Positivo riflettono un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da significativa incertezza. Lo scenario Base ipotizza una crescita moderata impattata dalle pressioni inflazionistiche legate all’energia a seguito dello scoppio del conflitto in Medio Oriente e sostenuta da politiche fiscali espansive e da solidi fondamentali delle famiglie e imprese . Allo scenario Recessione è assegnata una probabilità maggiore rispetto allo scenario Positivo , in ragione della più elevata probabilità percepita di shock avversi. Lo scenario Positivo , sebbene plausibile, dipende da una combinazione meno probabile di sviluppi favorevoli a livello globale e regionale. Tale distribuzione asimmetrica supporta un approccio prudente alla valutazione dei rischi e alla pianificazione, coerente con le attuali condizioni macro -finanziarie.
Ai fini del calcolo dell'ECL IFRS9, determinata come media ponderata dell'ECL sottostante a ciascuno scenario, l'andamento de i tassi di interesse nello scenario Recessione è stato determinato applicando una soglia minima pari ai valori dello scenario Base , al fine di garantire risultati coerenti in termini di ECL , ossia un’ ECL dello scenario Recessione superiore a quella dello scenario Base .
Oltre all’aggiornamento deg li scenari macroeconomici, sono stati aggiornati di conseguenza anche i tassi di default e d i tassi di recupero sottostanti alla calibrazione della PD e LGD IFRS9, in linea con il processo ordinario.
L'aggiornamento degli scenari macroeconomici secondo le regole sopra descritte ha comportato la rilevazione di svalutazioni per circa 74 milioni di euro nel primo semestre del 2026. Tale impatto riflette l’aggiornamento dei fattori macroeconomici e dei pesi attribuiti agli scenari, con la seguente ripartizione per area geografica:
• Germania: 23 milioni di euro di svalutazioni;
• Europa Centro -Orientale: 34 milioni di euro di svalutazioni;
• Italia: 17 milioni di euro di svalutazioni nette complessive, di cui UniCredit S.p.A. contribuisce per 16 milioni di euro di svalutazioni nette .
Sensitivity delle perdite creditizie attese La sensitivity delle perdite creditizie attese IFRS9 alle variazioni degli scenari è stimata confrontando l’ECL calcolat a attribuendo alternativamente un peso del 100% agli scenari Recessione , Base e Positivo.
Rispetto allo scenario Base, nello scenario Recessione l’ECL aumenterebbe di circa il 8,7% (5,8% per UniCredit S.p.A.) , pari a 367 milioni di euro (di cui 102 milioni di euro per UniCredit S.p.A.). Mentre nello scenario positivo l’ECL diminuirebbe dell’2,3% (1,5% per UniCredit S.p.A.) , pari a a 96 milioni di euro (di cui 27 milioni di euro per UniCredit S.p.A.).
Inoltre , è stato calcolato un fattore di sensitivity ad una variazione di 1 punto percentuale di PIL , cumulata sull ’orizzonte temporale di riferimento 2026 -2028. Più nello specifico, la sensitivity dell’ECL alle variazioni del PIL è calcolata come rapporto tra:
• la differenza tra l’ECL stimata negli scenari alternativi (Recessione e Positivo) e lo scenario Base ;
• le deviazioni in termini di punti di PIL , su base cumulata triennale, tra gli scenari alternativi e lo scenario Base .
33 Le principali differenze riguardano le previsioni relative alle CEE, tra cui un incremento del tasso medio di disoccupazione dello 0 ,2% in Repubblica Ceca nell’orizzonte 2026 -2028, una crescita cumulata del HPI d ell’1,6% in Ungheria e un incremento del tasso di disoccupazione de ll’1,1% in Slovenia nel 2028 . Ulteriori differenze riguardano le aspettative di crescita del PIL in Germania per il 2027 e 2028, pari rispettivamente a 1,6% e 2 ,0% nello scenario Base IFRS9 , rispetto a ll’1,3% e 1 ,3% nello scenario DTA.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 163 Le ipotesi implicite sono le seguenti :
• la crescita del PIL è considerata il fattore economico più rilevante quale indicatore della severità dello scenario ;
• per ciascuna Società del Gruppo , ai fini del calcolo della rispettiva sensitivity, è considerato il PIL del Paese di riferimento (ad esempio, il PIL italiano per UniCredit S.p.A., il PIL tedesco per UniCredit Bank GmbH, ecc.) .
I risultati, considerando gli attuali scenari IFRS9 e il portafoglio corrente, sono i seguenti :
• per un aumento di 1 punto percentuale del PIL (cumulato su 3 anni), l’ECL a livello di Gruppo diminuisce di -1,4% ( -1,1% per UniCredit S.p.A.);
• per una diminuzione di 1 punto percentuale del PIL (cumulata su 3 anni), l’ECL a livello di Gruppo aumenta di +1,4% (+1,1% pe r UniCredit S.p.A.).
Integrazione del rischio climatico nel calcolo degli accantonamenti (Perdita attesa) A partire dal 2024, i potenziali impatti del cambiamento climatico, sia relativi al rischio di transizione sia al rischio fisico, sono stati incorporati nella stima delle perdite attese su crediti.
L’approccio prevede di modellizzare sia il rischio di transizione sia il rischio fisico direttamente nell’evoluzione dei para metri prospettici (PD/LGD) e di utilizzarli per calcolare le perdite attese su crediti secondo l’IFRS9 .
In linea con le migliori pratiche di settore e con gli standard IFRS9, gli impatti derivanti dai rischi C&E sono stati calibrati considerando ipotesi alternative in termini di politiche di transizione e severità del rischio fisico . Gli scenari climatici rilevanti ai fini IFRS9, basati su quelli definiti dal Network for Greening the Financial System (NGFS), sono :
• Net Zero 2050 - questo scenario limita il riscaldamento globale a 1,5°C attraverso politiche climatiche stringenti e innovazione, raggiungend o emissioni globali nette di CO ₂ pari a zero intorno al 2050. Alcune giurisdizioni raggiungono entro tale data l ’obiettivo di emissioni nette pari a zero per tutti i gas serra. I rischi fisici sono relativamente contenuti, mentre i rischi di transizione sono elevati ;
• Delayed Transition - questo scenario assume che le emissioni annue globali non diminuiscano fino al 2030, poiché non vengono introdotte nuove politiche climatiche prima di tale anno. Successivamente, sono richieste politiche incisive per limitare il riscaldamento glo bale al di sotto dei 2°C. Il livello di azione differisce tra Paesi e regioni sulla base delle politiche attualmente implementate. Ciò comporta rischi sia di transizione sia fisici più elevati rispetto allo scenario Net Zero 2050 ;
• Current Policies - questo scenario assume che siano mantenute solo le politiche attualmente implementate, determinando un rischio di transizione limitato ma rischi fisici severi .
L’inclusione dei rischi climatici di transizione e fisici al momento della prima adozione nel 2024 ha comportato accantonamenti aggiuntivi per 106 milioni di euro. Nel secondo trimestre del 2026 , gli scenari rimangono invariati rispetto al quarto trimestre del 2025 . Al netto delle dinamiche di portafoglio intervenute nel corso del primo semestre dell’anno, lo stock di accantonamenti è rimasto stabile a circa 101 milioni di euro, in linea con il livello osservato nel quarto trimestre del 2025.
Il prossimo aggiornamento dell ’ECL relativa ai rischi climatici è previsto entro la fine dell’anno, al fine di includere eventuali modifiche negli scenari climatici.
2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito Il gruppo UniCredit utilizza varie tecniche di mitigazione del rischio di credito per ridurre le perdite potenziali dell’obbl igato principale in caso di “default”. Come da “Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 sui requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (CRR)” e successivi aggiornamenti o modifiche, il gruppo UniCredit è impegnato a soddi sfare i requisiti per la corretta applicazione delle tecniche di Credit Risk Mitigation (CR M) secondo i differenti approcci adottati, Standardizzato, IRB Foundation (F -IRB) o IRB Avanzato (A -IRB), sia a fini gestionali sia a fini regolamentari.
Sono in vigore specifiche linee guida per il gruppo UniCredit emesse dalla Capogruppo , tra le quali la Global Policy Mitigazione del rischio di credito (CRM), che definiscono regole e principi comuni per l’indirizzo, il governo e la gestione delle tecniche di mitigazione del rischio, in linea con i requisiti regolamentari in materia.
Ad integrazione di queste linee guida, le singole società del Gruppo hanno emanato normative locali, specificando processi, s trategie e procedure per la gestione delle garanzie. In particolare, tali normative dettagliano, in conformità con il sistema giuri dico locale, le regole per l’ammissibilità, l’acquisizione, la valutazione ed il monitoraggio delle garanzie, assicurandone la validità, l’opponibilità giuridica e la te mpestività di realizzo.
Le società del Gruppo sono responsabili della gestione delle garanzie e della verifica della conformità delle tecniche di mit igazione del rischio ai requisiti regolamentari, con focus in particolare sui processi di applicazione dei sistemi di rating intern i e sui relativi approcci , sulla verifica della presenza di una documentazione adeguata e di procedure formalizzate per l’utilizzo delle tecniche di mitigazione del rischio ai fini del calcolo del capitale regolamentare.
Secondo le policy creditizie, le garanzie, reali o personali, possono essere acquisite come supporto sussidiario del fido, ma non devono essere intese come elementi sostitutivi dell’autonoma capacità di rimborso del cliente. Pertanto, oltre alla più ampia analisi del merito creditizio e dell’autonoma capacità di rimborso del debitore principale, esse sono oggetto di specifica valutazione ed analisi al fine di verificarne il ruolo di fonte sussidiaria di rimborso dell’esposizione debitoria34.
34 Fatta eccezione per i finanziamenti “Asset based”, che individuano la fonte primaria di rimborso nella garanzia a sostegno de l prestito in luogo dei flussi di cassa/reddito del debitore, che di norma rappresentano la fonte di reddito da considerare ai fini della valutazione del prenditore.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 164 Relativamente alle garanzie reali utilizzate dalle società del Gruppo a supporto del credito, le principali tipologie sono:
• le immobiliari, sia residenziali che commerciali;
• le garanzie finanziarie, inclusi i depositi in contante, le obbligazioni, azioni e quote di Organismi di Investimento Collett ivo in Valori Mobiliari (OICVM).
Sono altresì previsti altri tipi di garanzie, quali polizze assicurative e pegno su merci o su crediti (quest’ultima fattispe cie è meno comune).
Il gruppo UniCredit si avvale anche, tra le protezioni di tipo reale, di accordi bilaterali di compensazione riguardanti prin cipalmente operazioni di derivati OTC (tramite la sottoscrizione di accordi ISDA e CSA), pronti contro termine e prestito titoli qu alora le controparti siano, in genere, Istituzioni Finanziarie.
Relativamente alle garanzie personali, queste rappresentano uno strumento particolarmente diffuso nell’ambito del gruppo UniC redit, con caratteristiche differenziate nei diversi mercati di riferimento; esse vengono acquisite quali elementi complementari ed accessori alla concessione del fido. Le garanzie personali possono essere rilasciate da banche, governi, banche centrali e altri enti pubblici, assicura zioni e da altri soggetti.
L’ultima categoria comprende le garanzie personali fornite da persone fisich e, la cui ammissibilità dal punto di vista CRM dipende dall’approccio utilizzato dalle diverse Società del Gruppo.
Nel caso in cui la garanzia sia rappresentata da derivati creditizi, i fornitori di protezione sono principalmente banche e c ontroparti istituzionali. La fattispecie dei garanti ammissibili dipende dallo specifico approccio adottato da ciascuna società del Gruppo. In particolare:
• sia nell’approccio standardizzato che in quello F -IRB, è prevista una lista ristretta di garanti ammissibili, di cui fanno parte stati sovrani, banche centrali, enti del settore pubblico, enti territoriali, banche multilaterali di sviluppo, intermediari vi gilati ed imprese non finanziarie con rating esterno attribuito da un’ECAI riconosciuta;
• nell’approccio A -IRB, ai fini del riconoscimento nel calcolo dei requisiti patrimoniali delle garanzie personali, oltre al soddisfacimento dei requisiti minimi previsti, rileva anche che la società possa effettuare la valutazione del merito creditizio del garante, attraverso un sistema di rating interno, al momento dell’acquisizione della protezione e per tutta la durata della stessa.
La gestione delle tecniche di mitigazione del rischio di credito è parte integrante del processo di approvazione e monitoragg io del credito, a supporto dei controlli di qualità, valutazione delle garanzie e corretta categorizzazione. Controlli e relative r esponsabilità sono formalizzati e documentati in norme interne e procedure operative. Sono stati altresì implementati processi per il presidio delle informazioni utili all'id entificazione e la valutazione delle garanzie e per il loro corretto inserimento n ei sistemi. Nel processo di acquisizione di una garanzia, il gruppo UniCredit attribuisce particolare rilevanza ai processi e al sistema dei controlli per il rispetto dei requisiti legali (“certezza giuridica”) dei contratti, n onché alla valutazione della congruità della garanzia e nel caso di garanzie personali, della solvibilità e del profilo di rischio del fornitore di protez ione (o del venditore di protezione, in caso di credit default swap) e della valutazione del grado di correlazione tra il garante e l’obbligato. I processi di monitoraggio delle garanzie sono volti invece ad assicurare il mantenimento fino alla scadenza dei requisiti di ammissibilità, sia generali sia specifici, previsti dalle policy creditizie, dalla normativa interna e dai requisiti dell’Organo di Vigilanza in materia.
Nell’ambito di tali processi si evidenzia anche quello relativo al rischio di concentrazione che si manifesta quando la maggi or parte degli strumenti finanziari acquisiti a garanzia dal Gruppo (a livello di portafoglio) è rappresentata da una ristretta tip ologia di garanzie reali, di strumenti di protezione, ovvero quando è prestata da una ristretta cerchia di specifici garanti.
Tale concentrazione viene monitorata e controllata dai seguenti processi/meccanismi:
• in caso di garanzie personali/derivati creditizi è attribuito al garante/fornitore di protezione un debito potenziale (in ter mini di rischio indiretto). Nella fase di istruttoria del credito, in capo al garante viene posta una responsabilità sussidiaria il cui effetto si riflette sull’esposizione complessiva ad esso riferita, calcolata e approvata in conformità al sistema di deleghe interno a ciascuna società del Gruppo;
• nel caso in cui il garante/fornitore di protezione, direttamente o indirettamente, sia una Banca centrale o uno Stato sovrano , deve essere attribuito uno specifico limite di credito; se il garante è un soggetto estero, è necessario valutare, caso per caso, la definizione di un limite per il paese di appartenenza.
3. Esposizioni creditizie deteriorate
3.1 Strategie e politiche di gestione Allo scopo di garantire un approccio omogeneo nella classificazione delle esposizioni creditizie a fini regolamentari e di re porting, UniCredit ha definito linee guida valide a livello di Gruppo per la classificazione delle esposizioni non -performing che f anno riferimento ai principi riportati negli Implementing Technical Standards emessi dall’Autorità Bancaria Europea nel 2014. Tale definizione delle esposizioni non perfo rming complementa le definizioni di “default”, disciplinata dalle Linee Guida EBA sull ’applicazione della definizione di default ai sensi dell’articolo 178 del Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento e del Consiglio Europeo (EBA/GL/2016/07) entrata in vigore dal 1 gennaio 2021, e di “impaired”, sancito dai principi contabili IFRS9. Si è perseguito un sostanziale allineamento all’interno del Gruppo tra le tre definizioni, fornendo alle Aut orità di Vigilanza una vista armonizzata di tali concetti e rafforzando gli strumenti a disposizione delle Autorità stesse per la valutazione della qualità dell’attivo.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 165 I criteri di classificazione a default in vigore dal 1 gennaio 2021 prevedono, tra i principali aspetti, soglie armonizzate a livello europeo di materialità per il calcolo dello scaduto rilevante e nuovi eventi di Inadempienza Probabile ulteriormente disciplinati dalle EBA/GL/2016/ 07 rispetto alle previsioni di alto livello dell’articolo 178 del Regolamento (UE) 575/2013. A tal riguardo, si evidenzia quello relativo alla Ristrutturazione O nerosa per esposizioni oggetto di concessione, dove è stata fissata u na soglia massima di diminuzione del Valore Attuale Netto dell'1%, nonché requisiti specifici sugli effetti di contagio del default nel caso di clienti connessi (principalmente, gruppi di società, cointestazio ni tra privati e legami tra persone fisiche e s ocietà a responsabilità illimitata). Inoltre, è previsto un probation period minimo obbligatorio prima di ritornare nello sta to non deteriorato.
Inoltre, in conformità con le disposizioni della Circolare 272/2008 di Banca d’Italia, le esposizioni creditizie deteriorate di ogni entità del Gruppo devono essere classificate in una delle seguenti classi di rischio:
• esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: esposizioni problematiche scadute o sconfinanti da più di 90 giorni su una o bbligazione rilevante (quest’ultima valutata in linea con l’articolo 178 (2d) del Regolamento (UE) 575/2013 e gli Standard Tecnici dell’EBA);
• inadempienze probabili: la classificazione è il risultato del giudizio della Banca circa l’improbabilità che, senza il ricord o ad azioni quale l’escussione della garanzia, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi scaduti e non pagati;
• sofferenze: esposizioni nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche se non accertato giudizialmente) o in situ azioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente da eventuali previsioni di perdita formulate dalla Banca.
Secondo le regole di Gruppo, tutti i debitori presenti nel portafoglio della Banca devono essere mappati nelle classi definit e da Banca d’Italia, indipendentemente dalla reportistica locale la quale deve essere posta in essere secondo i principi contabili locali e/o le istruzioni e regolamenti dell’autorità di controllo locale.
Tali regole di classificazione sono ulteriormente integrate da quanto stabilito all’interno dei principi contabili IFRS9, sec ondo cui le esposizioni creditizie devono essere allocate in tre “stadi” (per il dettaglio si rimanda al paragrafo “2.3 Metodo di m isurazione delle perdite attese"). Nell’ambito delle esposizioni deteriorate, si evidenzia l’allocazione allo “Stadio 3” che avviene nel momento in cui lo stato del cliente muta in “non -performing”.
Trattasi di una classificazione a livello di controparte e non di transazione sulla base di specifiche regolamentari sulla classificazione del credito deteriorato.
In conformità con l’articolo 156 EBA ITS, un’esposizione deve rimanere classificata come non -performing35 fintanto che i seguenti criteri (criteri di uscita) non sono soddisfatti contemporaneamente:
• il cliente presenta una situazione finanziaria migliorata e tale da far ritenere probabile il rimborso integrale degli impegn i assunti;
• il debitore non presenta un ammontare past due superiore ai 90 giorni.
Specifici criteri di uscita devono essere applicati nel caso di misure di Forbearance estese ad esposizioni non -performing, qui di seguito elencati:
• è trascorso almeno un anno dal momento più prossimo tra la data del riconoscimento della misura di concessione e la data di c lassificazione ad
esposizione deteriorata;
• nessun ammontare scaduto è presente a livello di singolo debitore;
• da una valutazione soggettiva dell’organo deliberante facoltizzato, non sussistono dubbi circa l’integrale rimborso dell’impo rto dovuto dal debitore.
Nella gestione delle esposizioni creditizie deteriorate, il gruppo UniCredit adotta determinate strategie che definiscono ope rativamente le attività opportune al raggiungimento degli obiettivi prefissati annualmente.
Le suddette strategie riguardanti i crediti deteriorati comprendono:
• un’efficace attività interna di restructuring, finalizzata a riportare pienamente la clientela nel portafoglio non -deteriorato grazie a risorse qualificate aventi competenze specifiche e dedicate alla gestione dei crediti classificati come inadempienze pro babili;
• una gestione proattiva del portafoglio tramite procedure giudiziarie ed extra -giudiziarie gestite da professionalità interne del Workout o affidate ad agenzie esterne specializzate nel recupero del credito;
• un’ottimizzazione delle performance di recupero grazie alla formalizzazione di partnerships con servicers specializzati;
• il ricorso ad attività di dismissione dei crediti deteriorati sia per singole posizioni, sia per portafogli di crediti deteri orati, già classificati come sofferenze e inadempienze probabili , adottato in maniera selettiva in base alle opportunità di mercato.
Un’ottimale esecuzione della strategia sui crediti deteriorati richiede un’efficace interazione tra la struttura di Group Ris k Management e le funzioni dedicate alla gestione delle esposizioni deteriorate a diretto riporto dei CRO locali delle società del Gruppo.
Nello specifico, all’interno del Group Risk Management, alla struttura Credit Risk Strategies & Rating Desk è affidato il com pito di assicurare un adeguato presidio sull’esecuzione e monitoraggio della Strategia NPE.
35 Il quadro normativo relativo al passaggio tra esposizioni deteriorate e esposizioni non deteriorate (“criteria for a return t o a non -defaulted status”) è stato integrato con l’entrata in vigore delle “Guidelines on the application of the definition of defa ult under art.178 of Regulation (EU) 575/2013” (EBA/GL/2016/07) a partire dall’1 gennaio 2021.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 166 In tutte le Società del Gruppo sono presenti strutture dedicate alla gestione delle esposizioni deteriorate; esse coprono tut te le fasi del ciclo di vita degli NPEs, tengono conto delle regolamentazioni locali e delle caratteristiche specifiche dei portafo gli, monitorano e gestiscono l’ammontare degli NPEs del Gruppo in conformità da un lato alle Linee Guida della Banca Centrale Europea e dall’altro al modello organizzativo di Gruppo.
Le strutture dedicate alla gestione operativa delle esposizioni deteriorate sono pertanto definite per ogni stato del ciclo d i vita del credito non -
performing, partendo da un attento monitoraggio del portafoglio in bonis, fino all’attività di recupero che include la dismissione del credito o la “repossession” della garanzia.
Nello specifico, l’attività di monitoraggio è finalizzata a prevenire flussi a default e a ridurre l’ammontare delle esposizi oni scadute e/o sconfinanti deteriorate grazie a segnali di rischio di deterioramento e di allerta precoce, così come ad identifica re le misure correttive utili a gestire il potenziale deterioramento delle esposizioni a partire dai primi segnali di peggioramento della qualità creditizia della controparte.
Le attività di “soft collection”, “porta -a-porta” e di “re -management” che riguardano sia controparti in bonis (ma già sconfinate), sia clienti già classificati a default, sono effettuate tramite l’utilizzo di molteplici canali, ricorrendo anche a soluzion i di esternalizzazione a società terze (in particolare per l’attività di recupero porta -a-porta). Queste attività sono volte a prevenire i flussi a default, a facilitare il ritorno in bonis di una controparte deteriorata (focus principale), favorendo perta nto una riduzione complessiva dell’ammontare delle esposizioni non -performing.
In alcune Società del Gruppo le attività sopra menzionate possono essere gestite sia all’interno delle strutture di Monitorag gio o di Restructuring o di Workout; con riferimento invece a UniCredit S.p.A. le stesse sono sotto la responsabilità d ella struttura di Corporate Proactive Management & NPE all’interno della quale è stato creato un department ad hoc (Customer Recovery) dedicato esclusivamente a soft collection e r e-management sul portafoglio retail.
Nell’ambito della gestione complessiva delle esposizioni deteriorate, l’attività di Restructuring è volta a mitigare il risch io di insolvenza e la qualità delle esposizioni con accordi di ristrutturazione e piani di riorganizzazione aziendali e a ridurre l ’ammontare di inadempienze probabili con recuperi e ritorni in performing tramite misure di concessione (i.e. Forbearance). Nello specifico, tra le strategie di gestione delle i nadempienze probabili verso controparti societarie sono presenti anche le piatt aforme di ristrutturazione (fino a questo momento limitate al mercato italiano), la vendita di singole esposizioni e le operazioni di finanza straordinaria.
Il coordinamento e l’attuazione delle attività di recupero sulle posizioni classificate come sofferenze sono invece di compet enza “Workout”, le cui strutture sottostanti identificano le strategie ottimali per la massimizzazione dei recuperi, includendo la tempestiva escussione delle garanzie.
In alcune Società del Gruppo, l’attività è posta in essere anche facendo leva su accordi di servizio con fornitori esterni.
Per quanto riguarda le attività di cessione, queste si riferiscono all’organizzazione ed esecuzione dei processi di vendita ( tanto di portafogli creditizi quanto di singole posizioni), mediante l’applicazione di processi e metodologie trasparenti e competi tive. L’esecuzione delle attività di cessione ricade all’interno delle responsabilità dei Capital & Portfolio Management (Group Finance), che valuta le varie opzioni alternative di cessione in cooperazione con le strutture di Restructuring e Workout delle singole società del gruppo.
3.2 Write -off Le linee guida generali del gruppo UniCredit per il write -off prevedono che ogni volta che un prestito sia ritenuto non recuperabile, debba essere tempestivamente identificato e adeguatamente trattato in conformità con la regolamentazione vigente. Il write -off può riguardare una posizione finanziaria nella sua interezza o parte di essa.
Nel valutare la recuperabilità dei crediti deteriorati e nel determinare gli approcci di write -off per tali crediti vengono presi in considerazione, in particolare, le seguenti casistiche:
• esposizioni con arretrati prolungati: si valuta la recuperabilità di un’esposizione che presenta arretrati per un periodo pro lungato di tempo. Se, a seguito di tale valutazione, un'esposizione o parte di essa è considerata non recuperabile deve essere stra lciata in modo tempestivo, con l’uso di soglie diverse stabilite sulla base dei diversi portafogli;
• esposizioni in regime di insolvenza: laddove la garanzia collaterale dell'esposizione sia marginale, le spese legali assorbon o una parte significativa dei proventi della procedura di fallimento e pertanto i recuperi stimati sono previsti molto bassi;
• una cancellazione parziale può essere giustificata laddove ci siano ragionevoli elementi per dimostrare l'incapacità del debi tore di rimborsare l'intero ammontare del debito, ossia un livello significativo di debito, anche dopo aver concesso una misura di forbearance e/o dopo l’escussione di garanzie reali.
Di seguito un elenco, non esaustivo, dei segnali che implicano, con elevata probabilità, la non recuperabilità dell'esposizio ne, e che pertanto vengono valutati per il write -off totale o parziale:
• la Banca non riesce a rintracciare il/i garante/i o i suoi beni non sono sufficienti per il recupero delle esposizioni del de bitore;
• esito negativo delle iniziative giudiziali e/o stragiudiziali con l'assenza di altre attività che possono essere escusse in c aso di inesigibilità delle esposizioni del debitore;
• impossibilità di avviare azioni per recuperare crediti;
• procedura di insolvenza aperta, che stabilisce che le esposizioni non garantite non avranno risarcimento;
• prestiti non assistiti da garanzia ipotecaria superiore a 3 anni che non hanno registrato rimborsi/riscossioni durante i prim i 3 anni dalla classificazione a NPE.
Nello specifico al 30 giugno 202 6 l’ammontare delle cancellazioni complessive su attività finanziarie al costo ammortizzato ancora soggette a procedura di escussione è pari a 5.507 milioni, di cui parziali 546 milioni e totali 4.961 milioni. Le cancellazioni complessive (sia parziali che totali) relative alla prima metà del 202 6 sono pari a 113 milioni. L’ammontare di cancellazioni al 30 giugno 202 6, non corrisponde alle cancellazioni riportate nella dinamica delle esposizioni deteriorate lorde, in quanto q ueste ultime includono anche le cancellazioni con rinuncia del credito (“debt forgiveness”) nonchè i portafogli diversi dalle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 167 3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate Le “Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate” Purchased Originated Credit Impaired (POCI) sono esposizioni creditizie che risultano essere deteriorate all’atto dell’iscrizione iniziale. Di conseguenza, ogni acquisto di un’esposizione creditizia di clienti N on-Performing o significative nuove erogazioni fatte su clienti già in Non -Performi ng, considerando il pieno allineamento tra stato impaired e quello Non -Performing, deve essere considerato come POCI (sebbene, in generale, la classificazione POCI sia la risultanza della ristrutturazione di esposizioni impaired che ha determinato l’erogazione di significativa nuova finanza, sia in termini assoluti che relativi, comparata all’esposizione orig inaria).
Tali esposizioni sono oggetto di gestione, misurazione e controllo secondo i principi descritti nel paragrafo “2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo”, Note illustrative , Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale, 2.1 Rischio di credito, Informazioni di natura qualitativa, 2. Politiche di gestione del rischio di credito.
In particolare, le perdite creditizie attese rilevate all’iscrizione iniziale nell’ambito del valore di carico dello strument o sono oggetto di periodica revisione in base ai processi descritti nei paragrafi precedenti.
La perdita attesa per queste esposizioni è sempre calcolata su un orizzonte temporale pari alla loro durata, e tali esposizio ni sono convenzionalmente presentate nell’ambito dello Stadio 3, o nello Stadio 2 qualora, a seguito di un miglioramento del merito creditizio della controparte successivo all’iscrizione iniziale, le attività risultino “in bonis”.
Tali attività non sono mai classificate nell’ambito dello Stadio 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre cal colata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.
4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni Le rinegoziazioni di strumenti finanziari che determinano una modifica delle condizioni contrattuali possono derivare da:
• iniziative commerciali, che possono essere definite specificatamente per ciascun cliente oppure applicate a portafogli di cli enti, anche a seguito di dedicate iniziative promosse da organismi pubblici o da associazioni bancarie;
• rinegoziazioni di strumenti finanziari concesse a fronte di difficoltà finanziarie del debitore (Forbearance).
Tali variazioni sono contabilizzate in funzione della significatività della modifica contrattuale medesima. A tal proposito, si rimanda al para grafo “A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio”, Note illustrative, Parte A - Politiche contabili.
Da un punto di vista contabile le rinegoziazioni di strumenti finanziari concesse a fronte di difficoltà finanziarie del debi tore, cosiddette iniziative Forbearance, di norma non sono considerate significative.
4.1 Classificazione delle esposizioni nelle categorie di rischio ed esposizioni oggetto di concessione (cosiddette forborne e xposures) Nel luglio 2014, l’Autorità Bancaria Europea ha emesso gli Implementing Technical Standards (ITS) sulle esposizioni non -performing e Forborne, con l’obiettivo di consentire, uno stretto monitoraggio regolamentare sulle prassi bancarie in ambito Forbearance . In linea con gli ITS menzionati, una transazione è da considerare come Forborne quando sono contemporaneamente verificate due condizioni:
• l’esistenza di una concessione, a favore del debitore, intesa come (i) modifica dei termini contrattuali (“contractual modifi cation”); o (ii) come erogazione di un nuovo finanziamento per consentire il soddisfacimento dell’obbligazione preesistente (“re -financing”);
• la sussistenza dello stato di difficoltà finanziaria del cliente.
Al fine di un allineamento con gli ITS EBA, dal 2015 UniCredit S.p.A ., ha operato sulla definizione di un comune framework metodologico relativo al processo Forbearance, emettendo linee guida sulla gestione delle esposizioni Forborne e implementando un’infrastruttura infor matica condivisa anche con le altre società del Grup po, il cosiddetto motore Forbearance. Quest’ultimo, nello specifico, è in grado di verificare automaticamente, sulla base di criteri predefiniti (i.e. Test di difficoltà finanziaria) la d ifficoltà finanziaria del cliente cui è stata accordata una concessione. Coerentemente con la soluzione complessiva, le Società controllate hanno applicato degli accorgimenti per adeguare al framework di Gruppo l e pratiche creditizie e gli applicativi del credito locali.
A partire dal 2017, il framework regolamentare relativo alla gestione delle esposizioni Forborne si è ulteriormente ampliato con la pubblicazione dei
seguenti documenti:
• “Guidance to banks on non -performing loans”, emesse dalla Banca Centrale Europea nel marzo 2017, che chiedono alle banche di definire una strategia chiara sulla gestione del portafoglio non -performing al fine di una sua progressiva riduzione;
• “Guidelines on management of non -performing and forborne exposures”, emesse nell’ottobre 2018 dall’ Autorità Bancaria Europea, che ribadiscono quanto già indicato nelle Guidance di BCE;
• “Guidelines on disclosure of non -performing and forborne exposures”, emesse nel dicembre 2018 dall’Autorità Bancaria Europea, che focalizzano l’attenzione sui template da utilizzare nelle disclosure regolamentari ufficiali di Gruppo.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 168 Per un costante e progressivo allineamento alle richieste regolamentari e di supervisione sopra menzionate, in ambito Forbear ance, la Capogruppo ha finalizzato le seguenti attività:
• revisione della lista di potenziali misure di Forbearance (i) distinguendo tra misure “short -term” (con durata inferiore a 24 mesi) e “long -term” (con durata maggiore uguale a 24 mesi), (ii) prevedendo la possibilità di concedere al cliente una combinazion e di misure tra le short/long term e (iii) specificando i criteri di sostenibilità (i.e. “ viability criteria ”) definiti dal Supervisor per ogni misura di Forbearance;
• rafforzamento del processo di valutazione del merito creditizio della controparte al momento della concessione di una misura di Forbearance, con specifico riferimento ai casi di concessione multipla su una stessa transazione;
• rafforzamento dei criteri di difficoltà finanziaria al fine di cogliere meglio il significativo aumento del deterioramento de l rischio di credito e di essere più sensibili alle evidenze gestionali del monitoraggio del credito;
• raccolta e monitoraggio delle informazioni rilevanti nell’ambito della reportistica FINREP all’interno della quale si fornisce disclosure su:
- portafoglio performing e non -performing;
- garanzie accordate;
- inflow e outflow dei flussi a/da default;
- lista delle misure di FBE concesse.
Informazioni di natura quantitativa Nelle tabelle che seguono, il volume delle attività deteriorate secondo la definizione IFRS, è equivalente a quello delle att ività non -performing definito secondo gli standards EBA.
A. Qualità del credito Ai fini delle informazioni di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine “esposizioni creditizie” si inten dono esclusi i titoli di capitale e le quote di O.I.C.R.
A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economi ca
A.1.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio) (milioni di €)
PORTAFOGLI/STADI DI RISCHIO PRIMO STADIO SECONDO STADIO TERZO STADIO IMPAIRED ACQUISITE O
ORIGINATE
DA 1
GIORNO A
30 GIORNI DA
OLTRE 30
GIORNI
FINO A 90
GIORNI OLTRE 90
GIORNI DA 1
GIORNO
A 30
GIORNI DA
OLTRE 30
GIORNI
FINO A 90
GIORNI OLTRE 90
GIORNI DA 1
GIORNO
A 30
GIORNI DA
OLTRE 30
GIORNI
FINO A 90
GIORNI OLTRE 90
GIORNI DA 1
GIORNO
A 30
GIORNI DA
OLTRE 30
GIORNI
FINO A 90
GIORNI OLTRE 90
GIORNI
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.481 133 156 1.874 695 120 277 324 2.349 2 2 49 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - - - - - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - - - 12 - - -
Totale 30.06.2026 3.481 133 156 1.874 695 120 277 324 2.361 2 2 49 Totale 31.12.2025 3.649 123 172 1.941 572 638 807 306 2.493 5 5 50
I valori di attività scadute da oltre 90 giorni e relativi alle esposizioni classificate al primo e secondo stadio si riferis cono a crediti per i quali non ricorrono le condizioni per la classificazione tra le esposizioni scadute deteriorate (al di sotto d ella soglia di materialità).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 169 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa verso banche: valori lordi e netti (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026
ESPOSIZIONE LORDA RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE E ACCANTONAMENTI
COMPLESSIVI
TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI PRIMO
STADIO SECONDO
STADIO TERZO
STADIO IMPAIRED
ACQUISITE
O
ORIGINATE PRIMO
STADIO SECONDO
STADIO TERZO
STADIO IMPAIRED
ACQUISITE
O
ORIGINATE ESPOSIZIONE
NETTA WRITE -OFF
PARZIALI
COMPLESSIVI(*)
Esposizioni creditizie per cassa A.1 A Vista 42.133 41.442 585 73 33 85 3 - 57 26 42.048 -
a) Deteriorate 106 X - 73 33 82 X - 57 26 24 -
b) Non deteriorate 42.027 41.442 585 X - 3 3 - X - 42.024 -
A.2 Altre 80.438 75.539 4.045 23 - 41 22 10 8 - 80.397 -
a) Sofferenze 4 X - 4 - 4 X - 4 - - -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
b) Inadempienze probabili 19 X - 19 - 4 X - 4 - 15 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
c) Esposizioni scadute deteriorate - X - - - - X - - - - -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
d) Esposizioni scadute non deteriorate 16 16 - X - - - - X - 16 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni non deteriorate 80.399 75.523 4.045 X - 33 22 10 X - 80.366 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
Totale A 122.571 116.981 4.630 96 33 126 25 10 65 26 122.445 -
Nota:
(*) Valore esposto a fini informativi.
Le attività per cassa verso banche si riferiscono a tutte le attività finanziarie indipendentemente dal portafoglio contabile di appartenenza (di negoziazione, designate al fair value, obbligatoriamente al fair value, al fair value con impatto sulla reddit ività complessiva, al costo ammortizzato, in via di dismissione).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 170 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: valori lordi e netti (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026
ESPOSIZIONE LORDA RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE E ACCANTONAMENTI
COMPLESSIVI
TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI PRIMO
STADIO SECONDO
STADIO TERZO
STADIO IMPAIRED
ACQUISITE
O
ORIGINATE PRIMO
STADIO SECONDO
STADIO TERZO
STADIO IMPAIRED
ACQUISITE
O
ORIGINATE ESPOSIZIONE
NETTA WRITE -OFF
PARZIALI
COMPLESSIVI(*)
Esposizioni creditizie per cassa a) Sofferenze 3.809 X - 3.722 57 2.565 X - 2.508 28 1.244 537 di cui: esposizioni oggetto di concessioni 772 X - 768 4 479 X - 478 2 293 22 b) Inadempienze probabili 7.768 X - 7.421 174 2.919 X - 2.768 18 4.849 10 di cui: esposizioni oggetto di concessioni 4.064 X - 3.862 159 1.388 X - 1.337 14 2.676 1 c) Esposizioni scadute deteriorate 699 X - 694 5 232 X - 231 - 467 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni 21 X - 21 1 4 X - 4 - 17 -
d) Esposizioni scadute non deteriorate 6.854 3.858 2.989 X 5 326 23 304 X - 6.528 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni 221 - 220 X 1 28 - 28 X - 193 -
e) Altre esposizioni non deteriorate 630.497 561.922 46.122 X 13 3.027 749 2.278 X - 627.470 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni 4.877 15 4.825 X 2 314 - 314 X - 4.563 -
Totale A 649.627 565.780 49.111 11.837 254 9.069 772 2.582 5.507 46 640.558 547
Nota:
(*) Valore esposto a fini informativi.
Le attività per cassa verso clientela si riferiscono a tutte le attività finanziarie indipendentemente dal portafoglio contab ile di appartenenza (di negoziazione, designate al fair value, obbligatoriamente al fair value, al fair value con impatto sulla red ditività complessiva, al costo ammortizzato, in via di dismissione).
Per la descrizione delle regole di identificazione delle esposizioni “oggetto di concessione” si rimanda al paragrafo “4. Att ività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni”, Note illustrative, Parte E - Informa zioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 2 Rischio del consolidato prudenziale, 2.1 Rischio di credito, Informazioni di natura qualitativa.
B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie
B.4 Grandi esposizioni
30.06.2026
a) Ammontare valore di bilancio (milioni di €) 338.188 b) Ammontare valore ponderato (milioni di €) 67.521 c) Numero 23
Conformemente a quanto previsto dall’art.4.1 39 del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR), in presenza di esposizioni verso un insi eme di clienti formato da un’Amministrazione Centrale e da gruppi di clienti connessi, l’esposizione segnaletica verso l’Amministra zione Centrale è ripetuta in ciascun gruppo di clienti connessi; diversamente dalla rappresentazione segnaletica, gli ammontari di cui alle lettere a) e b ) nonché la numerosità di cui alla lettera c) riportati nella presente tabella considerano una sola v olta l’esposizione verso l’Amministrazione Centrale.
Le imposte differite attive rientranti nell’esposizione verso l’Amministrazione Centrale, sono state esentate e, pertanto il loro valore ponderato è nullo.
Il valore di bilancio ed il valore ponderato includono anche le esposizioni indirette verso gli emittenti dei titoli ottenuti in garanzia nell’ambito delle operazioni di vendita con patto di riacquisto attive incluse in accordi quadro, in applicazione dell ’EBA Q&A n.5496.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 171 Altre transazioni Con riferimento alle indicazioni di cui al documento Banca d’Italia/Consob/IVASS n.6 dell’8 marzo 2013 - Trattamento contabile delle operazioni di “repo strutturati a lungo termine”, si segnala l’insussistenza di operazioni della specie.
Informativa relativa ai derivati di negoziazione con la clientela Il modello di Business connesso alla negoziazione di strumenti derivati con la clientela prevede la centralizzazione dei risc hi di mercato presso la divisione Group Client Risk Management, mentre il rischio creditizio viene assunto dalle società del Gruppo che, in funzione del modello di segmentazione divisionale o geografica della clientela, gestiscono il rapporto con la stessa.
In base al modello operativo di Gruppo, l’operatività in derivati di negoziazione con la clientela è quindi svolta, nell’ambi to dell’autonomia operativa delle
singole società:
• dalle Banche e divisioni commerciali che concludono operazioni in derivati OTC al fine di fornire alla clientela non istituzionale p rodotti per la gestione dei rischi di cambio, tasso e prezzo. Nell’ambito di tale operatività, le Banche trasferiscono il rischio di mercato alla divisione Group Client Risk Management con operazioni uguali e contrarie, mantenendo il solo rischio di controparte. Le banche effettuano anche il servizio di collocamento e/o raccolta ordini in conto terzi di prodotti di investimento che hanno una componente derivativa implicita (ad esempio, obbliga zioni strutturate) ;
• dalle Banche CE e EE che operano direttamente con la propria clientela (ed eventualmente gestiscono il rischio di mercato connesso a specifici prodotti e/o fattori di rischio) .
Il gruppo UniCredit negozia prodotti derivati OTC su un’ampia varietà di sottostanti, quali quelli relativi a Tassi di intere sse, Tassi di cambio, Prezzi/Indici azionari, Commodities (metalli preziosi, metalli base, petrolio e materie energetiche) e diritt i di credito.
Gli strumenti derivati OTC offrono un’elevata possibilità di personalizzazione; nuovi profili di payoff possono essere costru iti mediante la combinazione di più strumenti derivati OTC (ad esempio, un IRS plain vanilla e una o più opzioni plain vanilla/esot iche). Il rischio e la complessità delle strutture così ottenute dipendono dalle caratteristiche delle singole componenti (parametri di riferimento e meccanismi di indicizzazione) e dalle modalità con cui vengono combinate.
I rischi di credito e di mercato associati all’operatività in derivati OTC sono presidiati dalla competence line “Chief Risk Officer” (CRO) della Capogruppo e/o delle Divisioni/Società. Tale presidio viene operato attraverso la definizione di linee guida e policies per la gestione, misurazione e controllo dei rischi, in termini di principi, regole e processi, oltre che di determinazione dei limiti di VAR.
Nell’ambito di tale operatività, le operazioni con Clientela non istituzionale non prevedono (normalmente) l’utilizzo di marg ini, mentre quelle effettuate con controparti istituzionali possono fare ricorso all’utilizzo di tecniche di credit risk mitigation (CRM) quali l’utilizzo di accordi di compensazione e/o di collateralizzazione.
Le rettifiche e riprese di valore per rischio di controparte su prodotti derivati sono determinate in modo coerente alle moda lità di determinazione delle valutazioni sulle altre esposizioni creditizie. In particolare:
• i metodi di quantificazione delle esposizioni non deteriorate nei confronti di Clientela sono basati su modelli che mappano le esposizioni (EAD) con l’utilizzo di tecniche di simulazione che tengono conto del Wrong Way Risk e le valutano in termini di PD (Probabilità di Default) e LGD ( Loss Given Default ) in funzione dei tassi impliciti di default del mercato corrente, ottenuti attraverso i credit & loan -credit default swap , al fine di ottenere una misurazione secondo le logiche di perdita attesa (EL) da utilizzare per le poste misurate al fair value, massimizzando l’ utilizzo di parametri di
mercato ;
• i metodi di quantificazione sulle posizioni deteriorate si basano sul valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi, come st imati in base agli specifici segnali di impairment (sulla cui base vengono qualificati il momento e l’ammontare dei flussi stessi).
Di seguito, si analizza il dettaglio della composizione della voce “20. Attività finanziarie valutate al fair value con impat to a Conto economico: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione” dell’attivo di Stato patrimoniale e della voce “20. Pas sività finanziarie di negoziazione” del passivo di Stato patrimoniale.
Per la distinzione tra clientela e controparti bancarie si è preso come riferimento la definizione contenuta nella Circolare 262 del 22 dicembre 2005 di Banca d’Italia (e successivi aggiornamenti), utilizzata per la predisposizione del bilancio.
Sono stati considerati prodotti strutturati i contratti derivati che inglobano nello stesso strumento forme contrattuali tali da generare esposizione a più tipologie di rischio (ad eccezione dei Cross -Currency Swap) e/o effetti leva.
Il Fair Value dei derivati OTC gestiti attraverso Controparti Centrali viene esposto su base netta. L’effetto di tale riduzio ne, rispetto agli ammontari lordi, è pari a 1 30.245 milioni sull’attività di negoziazione (voce “20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Conto economico: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione”) ed a 131.272 milioni sulle passività di negoziazione (voce “20. Passività finanziarie di negoziazione”).
Il saldo della voce “20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Conto economico: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione” del Bilancio consolidato relativo ai contratti derivati ammonta a 41.270 milioni (per un nozionale di 5.790.106 milioni), di cui 28.200 milioni con clientela.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 172 Il valore nozionale dei derivati con clientela ammonta a 5.408.496 milioni di cui 5.385.955 milioni plain vanilla (per un fair value di 27.723 milioni) e 22.541 milioni derivati strutturati (per un fair value di 477 milioni).
Il valore nozionale dei derivati con controparti bancarie ammonta a 381.610 milioni (fair value 13.070 milioni), di cui 6.450 milioni riferibili a derivati strutturati (fair value 759 milioni).
Il saldo della voce “20. Passività finanziarie di negoziazione” del Bilancio consolidato relativo ai contratti derivati ammon ta a 40.062 milioni (per un nozionale di 5.477.182 milioni), di cui 27.627 milioni con clientela. Il valore nozionale dei derivati con clientela ammonta a 5.107.985 milioni, di cui 5.092.551 milioni plain vanilla (per un fair value di 26.955 milioni) e 15.434 milioni derivati strutturati (per un fair value di 672 milioni).
Il valore nozionale dei derivati con controparti bancarie ammonta a 369.197 milioni (fair value 12.435 milioni), di cui 9.709 milioni riferibili a derivati strutturati (fair value 1 milion e).
E. Consolidato prudenziale - Modelli per la misurazione del rischio di credito Al 30 giugno 202 6, la perdita attesa sul perimetro di rischio di credito del Gruppo36 risultava pari allo 0, 38% dell’esposizione totale. Il risultato non tiene in considerazione posizioni deteriorate che sono migrate, in corso d’anno, verso lo stato di default e pertanto non ent rano nel computo di tale parametro di rischio. Inoltre, poiché i sistemi di misurazione del rischio tendon o ad essere anticiclici, ciò può comportare una minore elasticità ai rapidi cambiamenti dello scenario macroeconomico.
Al 31 marzo 202 637, il rapporto tra capitale economico creditizio (inclusivo di una componente a copertura del rischio di migrazione) e la rela tiva esposizione creditizia è pari a 1,79%.
2.2 Rischi di mercato Il rischio di mercato deriva dall’effetto che variazioni nelle variabili di mercato (tassi d’interesse, prezzi dei titoli, ta ssi di cambio, ecc.) possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo che comprende le attività detenute sia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel portafoglio bancario, ovvero l’operatività connessa con la gestione caratteristica della Banca commerciale e con le scelte d’i nvestimento strategiche. La gestione del rischio di mercato nel gruppo UniCredi t ricomprende, perciò, tutte le attività connesse con le operazioni di tesoreria e di gestione della struttura patrimoniale, sia nella Capogruppo, sia nelle singole società che compongono il Gruppo stesso.
Dal punto di vista regolamentare, il rischio di mercato deriva da tutte le posizioni incluse nel portafoglio di negoziazione delle banche, nonché dalle posizioni di rischio su materie prime e su tassi di cambio nell'intero bilancio.
Pertanto, i rischi soggetti ai requisiti di capitale per il rischio di mercato includono ma non sono limitati a:
• rischio di default, rischio di tasso d’interesse, rischio di spread creditizio, rischio azionario, rischio di cambio (FX) e r ischio delle materie prime (commodity) per gli strumenti del portafoglio di negoziazione;
• rischio cambi e commodity per strumenti di portafoglio bancario.
Da un punto di vista gestionale, il Gruppo estende la definizione di rischio di mercato per includere le attività finanziarie designate al fair value con impatto a Conto economico (ovvero FVtPL) e le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (ovvero FVtOCI, al netto delle coperture del fair value micro), che sono quindi monitorati e limitati attraverso un insieme di metriche specific he del rischio di mercato.
Anche i titoli a costo ammortizzato (AC) sono inclusi nell'ambito di applicazione allo scopo di verificare la coerenza con il piano di investimenti.
Il modello organizzativo in essere garantisce la capacità di indirizzo, coordinamento e controllo delle attività di alcuni ri schi aggregati (cosiddetti Portafogli Rischi), tramite centri di responsabilità dedicati (Gestori di Portafoglio Rischi), interamen te focalizzati e specializzati su tali rischi, in ottica di Gruppo e inter -divisionale.
In base a tale organizzazione la struttura di primo riporto al Group Risk Management, dedicata al governo dei rischi di merca to, è il dipartimento Group Financial Risk.
Strategie e processi di gestione del rischio Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo stabilisce le linee guida strategiche per l’assunzione dei rischi di mercato definendo, in funzione della propensione al rischio e degli obiettivi di creazione di valore in rapporto ai rischi assunti, l’allo cazione del capitale per la Capogruppo stessa e le società controllate. La Capogruppo ha definito le Global Rules per gestire e controllare il rischio di mercato, incluse le strategie e i processi da seguire. Le strategie per il rischio di mercato sono sta bilite dalla Capogruppo con cadenza almeno annuale, rispecchiando la propensione al rischio complessiva del Gruppo, e riportate alle società del Gruppo. La propensione al rischio di mercato è anche fondamentale per lo sviluppo della strategia di business d el Gruppo, assicurando la coerenza tra i ricavi iscritti a budget e la determinazione dei limiti del Valore a rischio.
In questo contesto, annualmente la funzione Market Risk Management di Capogruppo concorda con le funzioni di Market Risk loca li i possibili cambiamenti al framework del Market Risk di Gruppo. Le modifiche al framework possono includere cambiamenti al perim etro per il calcolo delle metriche di rischio di mercato manageriali e cambiamenti metodologici nel sistema di monitoraggio dei limiti.
36 Sono escluse dal calcolo le esposizioni verso le banche centrali, le esposizioni in titoli emessi da governi o altre entità s ovranazionali, ed il portafoglio deteriorato.
37 Ultimi dati disponibili.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 173 A tale fine, Market Risk Management di Capogruppo raccoglie le informazioni necessarie per impostare la Market Risk Strategy di Gruppo per l’anno successivo. In particolare, Market Risk Management riceve dalla funzione competente il Framework di Risk Appet ite di Gruppo, che imposta, tra l’altro, i relativi KPI di Rischio di mercato, e dalle funzioni locali di Rischio di mercato, la lista delle società di G ruppo/Business Lines autorizzate ad assumere le esposizioni al rischio di mercato, i livelli di severit y dei relativi limiti e le proposte di revisione delle misure di rischio di mercato.
Sulla base di questi input, la Market Risk Strategy di Gruppo è definita includendo:
• la proposta relativa alla Market Risk Takers Map;
• la proposta dei limiti e dei Warning Levels per i risk takers presenti nella Market Risk Takers Map;
• qualsiasi cambiamento occorso nel sistema dei limiti di rischio rispetto all’anno precedente;
• una panoramica sullo scenario macroeconomico e i relativi rischi per il Gruppo;
• Market Risk RAF KPI;
• la strategia di business e le iniziative chiave a sostegno della proposta del limite.
Dopo che gli Organismi rilevanti di Gruppo hanno approvato la Market Risk Strategy di Gruppo e fornito pareri non vincolanti (NBOs) per i limiti di rischio di mercato locali, ne viene data comunicazione alle funzioni locali.
Per quanto riguarda il monitoraggio, le società svolgono le attività periodiche (es. monitoraggio giornaliero del VaR, monito raggio settimanale del VaR Regolamentare, IRC e SVaR, monitoraggio mensile degli Stress Test Warning Level) sotto il coordinamento della funzione Market Risk Management di Capogruppo e gli sforamenti sono tempestivamente segnalati al Senior Management locale e alla Capogruppo.
Infine, è opportuno evidenziare che sono adottate a livello di Gruppo Global Rules riguardanti la definizione della Market Ri sk Strategy, l’impostazione dei limiti, il monitoraggio, l’escalation ed il reporting.
Portafoglio di negoziazione Conformemente a quanto previsto dalla Capital Requirements Regulation, e come definito dalla policy “Governance guidelines di Gruppo per il rischio di mercato”, il portafoglio di negoziazione è definito come l'insieme delle posizioni in strumenti finanziari e su materie prime detenute per la negoziazione o per la copertura del rischio inerente a posizioni detenute a fini di negoziazione.
I book detenuti con finalità di negoziazione sono composti da:
• posizioni derivanti dal servizio alla clientela e dal market making;
• posizioni destinate ad essere rivendute a breve termine;
• posizioni destinate a beneficiare di differenze di prezzo effettive o previste a breve termine tra i prezzi di acquisto e di vendita o di altre variazioni di prezzo o di tasso di interesse.
Inoltre, il portafoglio di negoziazione può includere derivati di copertura interni o infra -gruppo trasferendo il rischio dal portafoglio bancario al portafoglio di negoziazione abilitat e a gestire il relativo rischio e aventi accesso al mercato dei derivati.
Il requisito essenziale per l’assegnazione al portafoglio di negoziazione di vigilanza è un chiaro “intento di negoziazione”, come definito sopra, a cui un trader deve attenersi e che deve confermare in modo continuativo. In aggiunta, i cosiddetti requisiti di “negoziabilità”, “commerciabilità” e “cope rtura” devono essere considerati al fine di valutare l’appropriatezza dell’assegnazione al portafoglio di negoziazione:
• la “negoziabilità” si riferisce alle posizioni esenti da restrizioni e coerentemente rappresentate nel “Trader Mandate” del “ risk taker”;
• la “commerciabilità” riguarda posizioni per le quali un affidabile Fair Value sia determinabile in misura più ampia possibile sulla base di parametri di mercato osservabili e verificabili in modo indipendente;
• la “copertura” riguarda le posizioni per le quali vi è la possibilità di copertura. La copertura è intesa a riguardare i risc hi “materiali” di una posizione il che implica che non necessariamente tutte le varie caratteristiche di rischio debbano essere cop erte.
Per l’apertura di un nuovo book, il book manager effettua la proposta di gestire il book all’interno del portafoglio di negoziazione oppure del portafoglio bancario sulla base dell’attività di negoziazione prevista. Questo deve essere conforme con le norme interne della Banca e con i criteri stabiliti per l’assegnazione al portafoglio di negoziazione o al portafoglio bancario. Deve chiaramente dichiarare l’intento di negoziazione e quindi spiegare la strategia di business sottostante la richiesta di assegna zione al portafoglio di negoziazione. Il book manager è anche responsabile per tutte le posizioni incluse nel suo book e che i criteri per l’assegnazione al portafoglio di negoziazione siano rispettati nel continuo.
Relativamente alla fase di monitoraggio, per dimostrare l’adeguatezza dell’intento di negoziazione i seguenti criteri minimi devono essere rispettati e verificati almeno trimestralmente:
• almeno 5 operazioni durante gli ultimi 90 giorni lavorativi;
• minimo del 5% del volume di ogni portafoglio deve essere movimentato negli ultimi 90 giorni lavorativi con riferimento all’ul timo giorno del periodo.
Nel caso di sforamenti, viene valutata la possibilità di riclassificare il book.
Con riferimento alla metodologia utilizzata per assicurare che le policy e le procedure implementate per la gestione del portafoglio di negoziazione siano appropriate, occorre evidenziare che ogni nuova/aggiornata normativa è preliminarmente condivisa con le principali funz ioni/società impattate al fine di raccogliere il loro feedback. Inoltre, la funzione di Gruppo di competenza valuta il rischio di conformità con riferimento alle normative riguardanti il suo perimetro di competenza. Infine, prima dell’emi ssione, la rule è sottoposta al competente organo/funzione per l’approvazione.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 174 Gli strumenti finanziari (attività o passività, liquidità o strumento derivato) detenuti dal Gruppo sono esposti a cambi di v alore nel tempo dovuti a variazioni dei fattori di rischio di mercato. Tali fattori di rischio sono classificati nelle seguenti cin que categorie standard:
• Rischio di credito: rischio che il valore di uno strumento decresca per la variazione di spread creditizi, correlazione tra e mittenti, tassi di recupero;
• Rischio di corso azionario: rischio che il valore di uno strumento decresca per l’aumento/diminuzione dei prezzi di indici/az ioni, della volatilità dei titoli azionari, della correlazione implicita;
• Rischio di tasso d'interesse: rischio che il valore dello strumento decresca per la variazione di tassi di interesse, rischio base, volatilità degli stessi;
• Rischio di tasso di cambio: rischio che il valore di uno strumento decresca per la variazione dei tassi di cambio e della vol atilità sui tassi di cambio;
• Rischio di prezzo delle materie prime: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei prezzi de lle materie prime, per esempio oro, petrolio greggio, o della variazione della volatilità dei prezzi delle materie prime.
Il rischio di mercato nel gruppo UniCredit è definito e limitato essenzialmente attraverso due tipologie di misure: misure co mplessive di rischio di mercato e misure granulari di rischio di mercato.
• Misure complessive di rischio di mercato : queste misure hanno lo scopo di stabilire un limite all'assorbimento del capitale regolamentare e alla perdita economica accettata per le esposizioni FVtOCI e/o FVtPL. Le limitazioni delle misure complessive di rischio di mercat o devono essere riviste al meno una volta l'anno nel contesto della stesura delle Group e Local Market Risk Strategies e devono essere coerenti con il b udget assegnato dei ricavi, la capacità di assunzione del rischio definita (processo ICAAP) e gli indicatori chiave di prestazione del Gruppo. Le limitazioni relative alle misure complessive di rischio di mercato assegnate ad uno specifico market risk taker devono essere coerenti tr a loro.
Questa coerenza deve essere verificata ogni volta che un livello per una misura complessiva di rischio di mercato viene defin ito. La funzione di Market Risk della singola società deve fornire evidenza di tale coerenza quando richiesto. Le misure complessiv e sono:
- Value at Risk (VaR): rappresenta la potenziale perdita giornaliera di valore di un portafoglio per un intervallo di confidenz a del 99% calcolato attraverso la simulazione storica in rivalutazione totale, usando le ultime 250 osservazioni giornaliere, equam ente pesate;
- Stressed VaR (SVaR): rappresenta il potenziale VaR di un portafoglio calcolato usando un periodo di 250 giorni di particolare stress finanziario;
- Incremental Risk Charge (IRC), che rappresenta l’ammontare di patrimonio regolamentare necessario a contrastare eventi credit izi negativi (rischi di migrazione e di default) che possono colpire un portafoglio in un periodo di un anno e con un intervallo di confidenza del 99,9%;
- PL a 60 giorni, definito come la perdita/il profitto accumulata/o in una finestra mobile di 60 giorni, senza azzeramento a fi ne anno; la limitazione di questa metrica si chiama Loss Warning Level (LWL);
- Worst Stress test result, che rappresenta la peggiore perdita condizionale di valore di un portafoglio, risultante dall’appli cazione di scenari predeterminati; la limitazione di questa metrica si chiama Stress Test Warning Level (STWL); per tutti gli STWL inseriti nella Market Risk Taker Map, il monitoraggio effettuato dalla Capogruppo si basa su un insieme di scenari definiti nella Strategia di rischio di merc ato di Gruppo; le società possono aggiungere scenari specifici ai fini del monitoraggio locale.
Il Gruppo ha iniziato una revisione progressiva del perimetro delle misure di rischio di mercato e, dal 2019, Warning Levels per le PL a 60 giorni e il Worst Stress test result sono stati definiti sui perimetri FVtPL e FVtOCI;
• Misure granulari di rischio di mercato : rispetto alle misure complessive di rischio di mercato, queste misure consentono un controllo più dettagliato e stringente delle esposizioni al rischio. Le limitazioni sulle misure granulari di rischio di mercato (chiamate Limiti Granulari di Mercato, GMLs) sono limiti specifici per fattori di rischio individuali o gruppi di fattori di rischio:
- Sensitivities , che rappresentano la variazione nel valore di mercato di uno strumento finanziario a causa dei movimenti dei fattori di rischio d i mercato rilevanti. Tra i quali particolarmente importanti, anche se non gli unici, sono le Sensitivity in punti base che, con siderata la struttura di attività e passività della Banca commerciale, misurano i cambiamenti del valore attuale delle posizioni sensibili ai tassi di interesse per via di shift paralleli delle curve di tasso pari ad 1 pb, e i Credit Point V alue - Sensitivity, che misurano i cambiamenti del valore attuale delle posizioni sensibili al rischio di credito per via di shift paralleli dei credit spread pari ad 1 pb (per emittente, rating o settore);
- scenari di stress, che rappresentano i cambiamenti del valore di mercato degli strumenti finanziari causati da profondi movimenti dei fa ttori di rischio di mercato rilevanti;
- nominali, che sono calcolati sulla base del nozionale dell’esposizione.
Gli obiettivi principali dei limiti granulari di mercato sono:
- supportare il management nella gestione del rischio di mercato;
- assicurare che il desk si focalizzi su esposizioni a rischi che rientrano nel proprio mandato;
- limitare il rischio di concentrazione, ovvero prevenire l’accumulo di posizioni che, seppur coerenti con i limiti di VaR asse gnati, potrebbe diventare problematico dismettere in caso di turbolenze sul mercato e nel caso di ridotta liquidità;
- integrare la gestione del rischio di mercato quando il VaR non copre adeguatamente uno specifico fattore di rischio;
- agevolare l’interazione con i trader, i quali gestiscono le proprie posizioni in base alle sensitivities o ad analisi di scen ario;
- limitare la volatilità dei guadagni/perdite dovuti ad uno specifico fattore di rischio;
- integrare il quadro normativo di riferimento (ad esempio Volcker rule e il German Trennbanken act).
I limiti granulari di mercato devo no essere coerenti con le misure complessive di rischio di mercato.
Al fine di monitorare anche i titoli a costo ammortizzato, la Market Risk Strategy definisce limiti granulari di nozionale e CPV sul perimetro del portafoglio bancario regolamentare. In questo modo si garantisce il monitoraggio del rischio di Credit Spread nel portafoglio bancario, che deriva principalmente dagli investimenti in titoli di stato detenuti ai fini di liquidità. Il contributo principale all’esposizione di credit spread è legato al rischio Sovrano italiano per gli investimenti del perimetro Ital ia.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 175 Per quanto riguarda il rischio di cambio del portafoglio bancario, la Policy Globale FX Management & Control vigente richiede a ciascuna società del Gruppo di impostare processi e controlli locali per trasferire le esposizioni di rischio di cambio transazionale ad una singo la Unit, generalmente nel Dipartimento Treasury, incaricata di gestire l'esposizione aperta entro i limiti assegnati e la propensione generale al rischio di mercato.
Infine, il Gruppo è esposto al rischio FX in relazione alla detenzione di società controllate, collegate e joint venture che presentano i loro bilanci in valute diverse dall'euro ( rischio di cambio strutturale). Per limitare gli impatti dei movimenti del cambio sui coefficienti di capitale, a livello di Gruppo è stabilito un RAF KPI sul rischio di cambio strutturale che identifica il livello di rischio che la Banca è disposta a mante nere per il quale in caso di superamento delle soglie stabilite è previsto un meccanismo di escalation. La strategia FX può prevedere la gestione del risc hio FX a livello di singola società o mediante l’assunzione da parte della Capogruppo di posizioni deliberatamente prese per proteggere dalla volatilità del cambio il coefficiente di capitale totale. Su base annuale, la strategia viene presentata ai comitati di Gruppo rilevanti e approvata d al CdA. La potenziale perdita derivante dalla strategia è limitata tramite metriche di rischio di mercato. La politica generale è quella di coprire l'esposizione relativa a dividendi e agli utili in corso di formazione in valuta estera, tenendo conto del costo di copertura e delle condizioni di me rcato. L'esposizione FX è coperta con cont ratti forward e opzioni. Tale regola generale è valida per la Capogruppo. La strategia di copertura è valutata dai comitati d i rischio pertinenti su base periodica.
Portafoglio bancario
Le principali componenti del rischio di mercato del Portafoglio bancario sono: rischio di Credit Spread, rischio di cambio ed il rischio di tasso d’interesse.
Per le prime due componenti (rischio di Credit Spread e rischio di cambio), si rimanda a quanto riportato all’interno del pre sente paragrafo nella sezione relativa al Portafoglio di negoziazione.
Per la terza componente (rischio tasso di interesse), l’esposizione è misurata e monitorata come definito all’interno della m etodologia di RAF in termini di sensitività al valore economico e al margine d’interesse.
Il Group Risk Committee (GRC) è responsabile di definire la strategia di gestione del rischio tasso del Portafoglio bancario, inclusa la strategia di gestione del capitale e del gap strutturale tra attività e passività non sensibili al tasso di interesse.
Il principale obiettivo della gestione del rischio tasso di interesse del Portafoglio bancario è la riduzione degli impatti n egativi sul margine di interesse, in un orizzonte pluriennale, al fine di conseguire un flusso di utili e una redditività del capit ale coerente con il piano strategico. La strategia non prevede nessun posizionamento direzionale o discrezionale volto a generare utili addizionali, se non approvato dagli orga ni competenti e monitorato separatamente. Unica eccezione è per le funzioni auto rizzate ad assumere posizioni sui tassi di interesse all’interno dei limiti approvati dai Comitati di Rischio.
Le funzioni di tesoreria gestiscono il rischio tasso derivante dalle transazioni commerciali mantenendo l’esposizione entro i limiti fissati dai Comitati di Rischio ed ottimizzando le opportunità di copertura naturale tra asset e liabilities. L’esposizione viene misurata e monitorata giornalmente dalle funzioni di Risk Management.
La strategia di gestione del rischio tasso è fissata considerando anche i principali impatti derivanti dagli aspetti comporta mentali della clientela, che possono impattare sul valore dei margini di interesse e del valore economico del portafoglio bancario quali ad esempio i rimborsi anticipati dei finanziamenti erogati (“prepayment”) e la stabilità delle poste a vista.
Il rischio di rimborso anticipato viene gestito modificando il profilo contrattuale sulla base del comportamento dei clienti dedotto dai dati storici, laddove rilevante all’interno del Gruppo.
La stabilità delle poste a vista viene valutata attraverso un modello interno che stima il volume stabile e la relativa porzi one non sensibile ai tassi di interesse (“Core Deposit”).
La strategia di copertura per i depositi core viene proposta da Finance ed approvata dal GRC. Tale strategia ha l’obiettivo d i stabilizzare il margine di Interesse netto nel tempo nel rispetto della metodologia di RAF. Nella determinazione del volume e del la durata finanziaria media della strategia di hedging viene mantenuto un approccio prudenziale al fine di contenere il rischio di sovracopertura.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 176 Struttura ed organizzazione Group Financial Risk è responsabile della governance, delle linee guida e del controllo, nonché della valutazione dell’esposizione ai rischi finanzi ari del Gruppo, attraverso la definizione del framework in stretta collaborazione con la funzione Metodologie dell’Enterprise Ris k Management. La struttura è inoltre responsabile della definizione delle strategie da sottoporre alle funzioni/organi competenti al fine di m itigare tali rischi e contenere le relative perdite e gli asset ponderati per il rischio, non ché della predisposizione del monitoraggio e controllo continu i e indipendent i.
Inoltre, garantisce che le attività di controllo del rischio affidate alle Filiali Estere di UniCredit S.p.A. siano monitorat e e riportate al Group Risk Officer e al Top Management.
Infine, la struttura governa le attività del Gruppo volte ad assicurare il controllo indipendente del processo e dei parametr i rilevanti del Front Office per il calcolo del fair value.
La struttura si articola come sotto indicato:
I Comitati rilevanti di riferimento sono:
• Group Risks and Controls Committee (GRC) - Market Risk session;
• Group Executive Committee (GEC) - Risk Session.
Il “Group Risks and Controls Committee (GRC) - Market Risk session ” si riunisce mensilmente ed è responsabile per l’approvazione delle strategie, policy e metodologie di rischio di mercato, rischio di credito di controparte, rischio di margine creditizio nel portafoglio bancario e per il monitoraggio dei rischi, con l’obi ettivo di ottimizzare l’utilizzo di risorse finanziarie (ossia, capitale) in coerenza con il Risk Appetite e le strategie di Business. È inoltre responsabile della valutazione dell’impatto delle operazioni che incidono significativamente sul profilo di portafoglio rischio di mercato complessivo.
Il “Group Executive Committee (GEC) - Risk Session” con funzioni approvative, propositive e consultive, si riunisce mensilmente e supporta l’Amministratore Delegato nell’indirizzo, coordinamento e controllo di tutte le categorie di rischio (incluso complia nce risk), nella gestione e supervisione del Sistema dei Controlli Interni anche a livello di Gruppo nonché per la discussione e approvazione di temi di rischio di rilevanza strategica quali Risk Appetite Framework di Gruppo, ICAAP, ILAAP, SREP, strategia NPE coerentemente con il profilo di rischio globale definito dal RAF e l’indirizzo delle tematiche di Environmental, Social and Governance (ESG) inclusi i Climate & Environmental Risks (i.e. rischi fisici e di transizione).
Gli organi direttivi della Capogruppo delegano al Group Risk Committee (GRC) lo sviluppo di regolamenti interni con lo scopo di stabilire un sistema di gestione del rischio tasso del Portafoglio bancario coerente e integrato all’interno del Gruppo e di fac ilitare un processo decisionale e di governance efficace.
I comitati locali rilevanti per le liquidity reference banks (LRBs) o le Società del Gruppo (in accordo con le norme locali v igenti), nell’ambito delle loro responsabilità e deleghe, sono responsabili per l’implementazione del sistema di gestione del risch io tasso del Portafoglio bancario stabilito dal GRC, considerando anche le particolarità di ciascuna LRB o Società del Gruppo e date le linee guida e indicazioni dei rispett ivi organi direttivi (entrambe responsabili della supervisione strategica e del man agement).
Il GRC è anche responsabile del monitoraggio del rischio tasso d’interesse a livello di Gruppo, con una prospettiva più ampia che include anche il rischio di mercato. In considerazione dell'operatività complessiva e delle esposizioni ai rischi del Gruppo, coinvolge il Group Executive Committee (GEC) nell'ambito delle proprie responsabilità e dei poteri delegati.
GROUP FINANCIAL RISK
“Trading & Investment Risk ”, responsabile della governance, delle linee guida e del controllo, sia a livello di Gruppo sia a livello di Uni Credit S.p.A. (incluse le filiali estere) del rischio di controparte da collateral, del rischio di credito di controparte (CCR) nonch é della governance e del controllo del rischio di mercato e del credit spread risk relativo al non -trading book .
“Asset & Liability Risk”, responsabile della governance, delle linee guida e del controllo del rischio di liquidità, del rischio di tasso d’interesse del bilancio ed il credit spread risk relativ o al non -trading book e del rischio delle Legal Entity Strutturate, sia a livello di Gruppo che a livello di UniCredit S.p.A. (incluse le Filiali Estere) e del Paese Italia (ove applicabile), nonché della predisposizione e del coordinamento dell’Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP).
“Valuation Risk & Analytics”, responsabile di sviluppare e mantenere un’adeguata valutazione degli strumenti finanziari appartenenti sia al banking book che al trading book, sia a livello di Gruppo che a livello di UniCredit S.p.A., attraverso u na stretta collaborazione con Risk Modeling & Data Analytics per lo sviluppo delle analytics richieste.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 177 La funzione del Comitato nella gestione del rischio di tasso di interesse riguarda:
• l’approvazione originaria e di eventuali modifiche di fondo del sistema di calcolo e controllo dei rischi di tasso di interes se del Portafoglio bancario con il supporto della funzione di validazione interna (ove necessario);
• la definizione delle strategie operative (per esempio il portafoglio di replica).
Sistemi di misurazione e di reporting
Portafoglio di negoziazione Il gruppo UniCredit ha continuato a migliorare e consolidare i modelli di rischio di mercato al fine di misurare, rappresenta re e controllare opportunamente il profilo di rischio del Gruppo, anche attraverso l’adeguamento dei sistemi di reportistica . In merito ai sistemi di misurazione, maggiori dettagli s ono riportati nel paragrafo “Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il Portafoglio di negoziazione di Vigilanza”, mentre i processi di reportistica giornaliera e m ensile sono periodicamente aggiornati all’interno delle Global Process Regulation.
All’interno del contesto organizzativo descritto in precedenza, la politica seguita dal gruppo UniCredit nell’ambito della ge stione del rischio di mercato è finalizzata a una progressiva adozione ed utilizzo di principi, regole e processi comuni in termini di propensione al rischio, definizione dei limiti, sviluppo dei modelli, pricing e disamina dei modelli di rischio.
Il dipartimento Group Financial Risk è specificamente chiamato a garantire che principi, regole e processi siano in linea con la miglior prassi di settore e coerenti con le norme e gli usi dei diversi paesi in cui vengono applicati.
Il principale strumento utilizzato dal gruppo UniCredit per la misurazione del rischio di mercato sulle posizioni di trading è il Valore a Rischio (VaR), calcolato secondo l’approccio della simulazione storica. Per ulteriori dettagli sui modelli di valutaz ione del rischio si veda il capitolo successivo.
Il Group Financial Risk definisce gli standard di reportistica sui rischi di mercato, sia in termini di contenuti sia di frequenza, e fornisce puntualmente informazioni al Top Management e alle autorità di vigilanza sul profilo di rischio di mercato a livello consolidato.
In aggiunta al VaR ed alle misure di rischio di Basilea 2, gli stress test sono un efficace strumento di gestione del rischio , in quanto forniscono ad UniCredit l’indicazione di quanto capitale potrebbe servire per assorbire perdite in caso di forti shock finanziari. Lo stress testing è parte integrante dell’Internal Capital Adequacy Assessment Process (ICAAP), dove si richiede a UniCredit di eseguire uno stress testing rigoroso e forward -looking al fine di identificare possibili eventi o cambiamenti nelle condizioni di mercato che possano ripercuotersi in maniera sfavorevole per la Banca .
Portafoglio bancario
La responsabilità primaria per il monitoraggio ed il controllo della gestione del rischio di mercato nel Portafoglio bancario risiede presso gli organi competenti della Banca. Per esempio, la Capogruppo è responsabile per il processo di monitoraggio del ri schio di mercato sul Portafoglio bancario a livello consolidato. In quanto tale, definisce la struttura, i dati rilevanti e la frequenza per un adeguato reporting a live llo di Gruppo.
La misura di rischio di tasso di interesse per il Portafoglio bancario riguarda il duplice aspetto di valore economico e di m argine d’interesse. In particolare, le due prospettive sono complementari e riguardano:
• Valore Economico: variazioni nei tassi di interesse che possono ripercuotersi sul valore economico di attivo e passivo. Il va lore economico della Banca può essere visto come il valore attuale dei flussi di cassa netti attesi della Banca, cioè i flussi atte si dell’attivo meno quelli del passivo; una misura di rischio rilevante è la sensitività del valore economico per bucket temporale per una variazione dei tassi di 1 pb. Questa misura è riportata ai comitati competenti al fine di valutare l'impatto sul valo re economico di possibili cambiamenti nella curva dei rendimenti. Inoltre, la sensitività al valore economico è calcolata anche per gli scenari regolamentari (“Supervisory Outlier Test” descritti nella normativa EBA/GL /2022/14);
• Margine d’interesse: l’analisi si concentra sull’impatto che la variazione dei tassi d’interesse ha sul Margine di Interesse. Un esempio di misura di rischio rilevante è la sensitività al margine d’interesse per una variazione parallela dei tassi di 200 pb . Questa misura è riportata ai comitati competenti al fine di valutare l’impatto che tale variazione avrebbe sul margine d’interesse nel corso dei prossimi 12 mesi s otto ipotesi di portafoglio costante, come previsto dal regolamento (“Supervisory Outlier T est” descritto all’interno dell’ EBA/GL/20222/14).
Per quanto riguarda le altre fonti di rischio, quali rischio di Credit Spread e rischio cambio, si rimanda a quanto riportato nel paragrafo Strategie e processi di gestione del rischio, relativo alla sezione Portafoglio di negoziazione.
Politiche di copertura e di attenuazione del rischio
Portafoglio di negoziazione Il rischio del Portafoglio di negoziazione viene mitigato attraverso la Market Risk Strategy, che definisce i limiti compless ivi e granulari. L’effettivo utilizzo del limite viene riportato al “Group Risks and Controls Committee (GRC) ” (attraverso il report Market Risk Overview) e i relativi sforamenti di limite sono comunicati all’organismo competente, in base alla severity assegnata dalla Market Risk Strategy. Il processo di “ escalation”, disciplinato dalla Policy Globale "Governance guidelines di Gruppo per il rischio di mercato", definisce la natura delle varie soglie/limiti applicati, così come gli organismi competenti da coinvolgere per stabilire il più appropriato piano di azione per ricondurre le esposizioni nei limiti approvati.
Su base trimestrale un insieme di indicatori di rischio è fornito anche al Group Executive Committee (e successivamente al Ri sk Committee e al CdA) attraverso il Group Risk Appetite Framework (RAF) and Integrated Risk Report (IRR).
Un focus, se richiesto, è fornito ai comitati competenti su specifici business line/desk al fine di assicurare il più elevato livello di comprensione e di discussione dei rischi in date aree che sono ritenute meritevoli di particolare attenzione.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 178 Portafoglio bancario Con cadenza periodica, almeno trimestrale, la relativa esposizione al rischio tasso d’interesse, integrata dall'analisi sul r ispetto dei limiti, deve essere comunicata agli organi di gestione e ai comitati interni. In linea di principio, il rispetto dei li miti deve essere segnalato a consigli e comitati in funzione del loro ruolo nella definizione dei limiti ed è proporzionato alla gerarchia di gravità.
Il Group Risk Committee (GRC) riceve una segnalazione in merito ai KPI RAF e ai limiti e trigger di Gruppo e LRB granulari co n la stessa frequenza delle riunioni del comitato. Lo stesso processo di rendicontazione deve essere attuato all'interno delle LRB nei confronti dei Comitati Locali competenti (in accordo con le norme locali vigenti).
Violazioni dei limiti e delle soglie di attenzione, se presenti, vengono riportati agli organi suddetti. Di conseguenza, il p rocedimento di escalation si attiva in linea con le procedure descritte nella relativa Policy, per implementare le misure più appro priate per riportare l’esposizione all’interno dei limiti approvati.
Le operazioni strutturali di copertura dal rischio di tasso di interesse al fine di attenuare l’esposizione verso il business della clientela sono eseguite dalle funzioni di Tesoreria. Le operazioni strategiche del Portafoglio bancario sono gestite dal dip artimento di CFO.
Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il Portafoglio di negoziazione regolamentare L’attuale modello interno per i rischi di mercato si basa sul calcolo del VaR (Valore a rischio), integrato con altre misure di rischio: Incremental Risk Charge (IRC) e Stressed VaR (SVaR) con lo scopo di ridurre la prociclicità dei requisiti minimi di cap itale per il rischio di mercato, in linea con le direttive europee vigenti.
Tutti i requisiti regolamentari all’interno del contesto del Market Risk sono stati recepiti tramite lo sviluppo interno di m odelli e di strutture IT necessarie, invece di ricorrere all’acquisizione di soluzioni esterne già pronte.
Questo ha consentito ad UniCredit di creare soluzioni che per molti aspetti possono essere considerate all’estremo più sofist icato dello spettro di soluzioni che possono essere trovate in questo settore. In merito a questo, un elemento distintivo della str uttura implementata per il rischio di mercato (e controparte) in UniCredit è il “full revaluation approach” che utilizza le medesime librerie di Pricing del Front Office.
Il gruppo UniCredit calcola VaR e SVaR per il rischio di mercato su posizioni di negoziazione attraverso il metodo della simulazione storica. Tale metodo prevede la rivalutazione giornaliera (in full revaluation approach) delle posizioni sulla base dell’andamento dei prez zi di mercato su un opportuno intervallo temporale di osservazione. La distribuzione empirica di utili/perdite che ne deriva viene analizzata per determinare l’effetto di movimenti estremi del mercato sui portafogli.
Dato un portafoglio, una probabilità e un orizzonte temporale, il VaR è definito in modo che la probabilità che la perdita da ta dal mark - to - market su un portafoglio, per un determinato orizzonte temporale, non ecceda tale valore ad un livello di confidenza stabilito (assu mendo nessuna negoziazione nel portafoglio). I parametri utilizzati per il calcolo del VaR sono i seguenti: intervallo di co nfidenza del 99%; orizzonte temporale di 1 giorno; distribuzione a pesi costanti di utili/perdite ottenute da un o scenario storico che copre gli ultimi 250 giorni.
Gli scenari storici sono costruiti basandosi su shock proporzionali per rischi di prezzo e di cambio, e su shock assoluti per i rischi di tasso e di credit spread. Il modello VaR di UniCredit simula tutti i fattori di rischio, sia in riferimento al rischio generale sia a quello specifico, fornendo così una diversificazione in un approccio diretto. Il modello è ricalibrato giornalmente. L’utilizzo di un orizzonte temporale di 1 gi orno consente un confronto immediato con gli utili/perdite realizzati, e tale c onfronto è il cuore del back -testing.
Il VaR è una misura consistente tra tutti i portafogli ed i prodotti in quanto:
• permette un confronto del rischio tra business diversi;
• fornisce uno strumento di aggregazione e di netting di posizioni all’interno di un portafoglio in grado di riflettere la corr elazione e le compensazioni tra asset class diversi;
• semplifica il confronto del rischio di mercato sia nel tempo che per i risultati giornalieri.
Sebbene il VaR sia un prezioso indicatore di rischio, deve essere utilizzato consapevolmente dei suoi limiti:
• la simulazione storica si basa sugli eventi passati per prevedere potenziali perdite. In caso di deviazioni estreme potrebbe non essere appropriato;
• la lunghezza della finestra usata per generare la stimata distribuzione includerà necessariamente un trade -off tra la reattività delle metriche alle recenti evoluzioni del mercato (finestra breve) e lo spettro di scenari che vorrà includere (finestra lunga );
• assumendo un orizzonte costante di 1 e 10 giorni non si discrimina tra differenti fattori di rischio di liquidità.
Il computo dello SVaR è basato sulla stessa metodologia e architettura del VaR, ed è analogamente calcolato con un livello di confidenza al 99% e un orizzonte temporale di un giorno su base settimanale, ma su un periodo stressato di osservazione di 250 giorni. Il periodo storico scelto identifica un intervallo di osservazione di un anno che produce la misura più elevata per il portafoglio attuale.
Le finestre di SVaR sono ricalibrate su base mensile e sono personalizzate per il portafoglio di ogni società del Gruppo soggetta a modello i nterno, e per il Gruppo stesso che è rilevante per il calcolo delle attività di rischio ponderate a livello consolidato. La finestr a temporale di stress utilizzata per UniCredit S.p.A. a livello di Gruppo è il periodo “Covid - 19” (2020 -2021), mentre per UniCredit S.p.A. a livello individuale, per UniCredit Bank GmbH e per UniCredit Bank Austria AG è il periodo della “ Crisi Lehman” (2008 -2009).
Il requisito a 10 giorni di VaR e SVaR per il calcolo del capitale regolamentare è tuttavia ottenuto estendendo le misure da 1 giorno a 10 giorni prendendo il massimo tra la radice quadrata delle misure riscalate e l’approccio di convoluzione che converte la distribuzione a 1 giorno nella distribuzione a 10 giorni. Le misure giornaliere sono invece usate attivamente per la gestione del rischio di mercato.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 179 Al fine di convalidare la coerenza dei modelli interni di VaR impiegati per il calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato, sono effettuati test retrospettivi (back - testing) confrontando le previsioni di rischio del modello interno con i risultati a posteriori dei profitti e perdite del po rtafoglio, al fine di verificare se le misure di rischio al 99esimo percentile effettivamente coprano il 99% dei risultati del Port afoglio di negoziazione.
L’esercizio si basa sugli ultimi dodici mesi di dati (250 osservazioni giornaliere). Qualora il numero di eccezioni nell’anno precedente superi quanto previsto dal livello di confidenza scelto, è attivata una revisione dei parametri e delle assunzioni del modello.
Group Internal Validation ha eseguito una validazione periodica del framework di VaR/SVaR per verificarne la conformità ai re quisiti regolamentari, includendo un’analisi di back -testing indipendente per la quale sono definiti parametri diversi, e approfond endo i risultati per un sottoinsieme di portafogli rappresentativi del business della Banca.
L’IRC cattura sia il rischio di default che quello di migrazione per i prodotti non cartolarizzati tenuti nel Portafoglio di negoziazione. Il Modello interno sviluppato, usando una versione multivariata del modello di tipo Merton, simula l’evento di migraz ione di rating di tutti gli emittenti rilevanti per le posizioni del Portafoglio di negoziazione del Gruppo su un orizzonte temporale di un anno. Le probabilità di migrazione e le correlazioni di settore sono calibrate su base storica, mentre le correlazio ni idiosincratiche sono derivate dalla formula di correlazione IRB. Le migrazioni simulate sono convertite in scenari di credit spread mentre gli eventi di default sono associati a un simulato tasso di recupero. Così face ndo, si assume l’ipotesi di una pos izione costante e che a tutti i prodotti sia conservativamente attribuito un comune orizzonte di liquidità di un anno.
In ogni scenario tutto l’insieme di prodotti rilevanti è valutato tramite tale spread e default , producendo una distribuzione simulata di utili e perdite che riflette pienamente la convessità, il rischio base, gli effetti di portafoglio e il rischio di concentrazione del portafo glio. In questo modo un alto numero di simulazioni Monte Carlo genera una distribuzione di utili e perdite per il Gruppo (e ogni foglia del suo albero di portafoglio).
L’IRC è definito come il 99,9 percentile di tale distribuzione.
Il capitale addizionale per prodotti di credito e cartolarizzazioni non coperte da IRC è calcolato attraverso l’approccio sta ndardizzato.
La seguente tabella riassume le caratteristiche principali delle misure che definiscono i requisiti di capitale per il rischi o di mercato in UniCredit.
MISURA TIPO DI RISCHIO ORIZZONTE QUANTILE SIMULAZIONE CALIBRAZIONE
VaR Tutti i fattori di Rischio di Mercato 10g 99% Storica Finestra di 1 anno, giorni equipesati SVaR Tutti i fattori di Rischio di Mercato 10g 99% Storica Finestra di 1 anno, giorni equipesati IRC Migrazione Rating e Default 1a 99,9% Monte Carlo Through -the-cycle (min 16 anni)
Il modello di IRC è sottoposto a un programma trimestrale di stress test atto a valutare la robustezza del modello. I parametri rilevanti come i tassi di recupero, le probabilità di transizione, le correlazioni idiosincratiche, gli shock di Credit Spread sono sottopost i a stress e gli impatti sono calcolati sulle misure di IRC.
Il Dipartimento “Group Internal Validation" ha svolto attività di validazione sulla robustezza metodologica dei modelli di IR C, per integrare le analisi disponibili svolte in fase di sviluppo e verificare l’adeguatezza dell’ambiente di risk management ai r equisiti regolamentari rilevanti e agli standard interni. Come già evidenziato dalle stesse Autorità di Vigilanza, metodologie di back - testing basate sulla verifica di solidità, dat o un intervallo di confidenza del 99,9% e un orizzonte temporale di un an no, non possono essere estese alle metriche di IRC dato l’orizzonte temporale di un anno della misura di rischio.
Di conseguenza, da una parte la validazione dei modelli di IRC ha fatto molto affidamento su metodologie indirette (tra le qu ali stress test, analisi di sensitivity e di scenario), dall’altra, al fine di verificare la ragionevolezza qualitativa e quantitat iva dei modelli, un’attenzione particolare è stata posta sull’analisi specifica del comportamento dei portafogli di UniCredit.
Il Dipartimento “Group Internal Validation ” ha mantenuto un ambito di analisi il più ampio possibile, al fine di ricomprendere le diverse problematiche che si possono configurare nello sviluppo di tali modelli (disegno generale del modello, adeguatezza regolamentare, implement azione computazionale, spiegazione delle risultanze). Group Internal Validation ha effettuato un ampio spettro di analisi di validazione sulla misur a di IRC utilizzando le sue librerie di replica interna. Tale replica consente una semplice verifica dei risultati ottenuti nell’a mbiente di produzione e, inoltre, un’implementazione più dinamica e su misura dei test necessari. Lo spettro di analisi comprende la stabilità Monte Carlo, ana lisi e stress di correlazione, valutazione della concentrazione del portafoglio, il calcolo della sensitività dei parametri, analisi dei contributi marginali e confronti con modelli alternativi. Tutti i principali parametri sono stati analizzati, quali matrici di correlazione, matrici di probabilit à di transizione, shock di transizione, tassi di recup ero, probabilità di default , numero di scenari. Al fine di capire la performance complessiva del modello nel replicare i fenomeni reali di migrazione e fallimento, Group Internal Validation effettua anche un esercizio di performance storiche conf rontando le migrazioni e i fallimenti predetti dal modello IRC di UniCredit con quelli realmente osservati dal 1981 (per disponibilità dei dati).
La Banca d’Italia ha autorizzato il gruppo UniCredit all’uso dei modelli interni per il calcolo dei requisiti di capitale per il rischio di mercato. Ad oggi le società del Gruppo con sede nei paesi CEE sono quelle che principalmente stanno utilizzando un a pproccio standardizzato per il calcolo dei requisiti di capitale concernenti posizioni di negoziazione. Comunque, il VaR è in uso per la gestione del rischio di mercato nelle sud dette società.
Per il VaR del Portafoglio di negoziazione la Banca distingue tra una vista regolamentare ed una gestionale. Le misure gestio nali sono usate per il monitoraggio del rischio e la guida del business come descritto nella Market Risk Framework: in particolare i limiti di VaR rappresentano la metrica principale che permette di trasportare il Risk Appetite all’interno del Market Risk Framework.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 180 Il VaR manageriale ha un perimetro più ampio di applicazione: è utilizzato sia per il monitoraggio del Portafoglio di negozia zione che per quello bancario (precisamente posizioni FVtPL e FVtOCI), includendo anche le società del Gruppo per le quali il Metod o Standard è applicato a fini regolamentari, ai fini di avere una vista completa del rischio con impatto a Conto economico e sul capitale. Inoltre, l’espos izione derivante dalle coperture delle sensitivity XVA è esclusa dal monitoraggio del VaR manageriale ma viene inclusa nei limiti di VaR Regolamentare per una corretta gestione degli RWEA di mercato; in aggiunta, le rispettive sensitivities sono costantemente monitorate contro il rischio XVA.
Il metodo di misurazione standardizzato si applica anche al calcolo del capitale che copre il rischio dell’esposizione a valu te estere nel Portafoglio bancario di UniCredit S.p.A., in quanto il Modello Interno per la simulazione del rischio cambio non è st ato approvato. Relativamente a questo , il rischio cambio, sia per il Portafoglio di negoziazione sia per il Portafoglio bancario, è incluso nel VaR e SVaR ai fini rego lamentari per quelle società del Gruppo per le quali è stato approvato (UniCredit Bank Gm bH e UniCredit Bank Austria AG); per quanto riguarda la vista manageriale l’FX Risk del Portafoglio bancario è incluso nel perimetro complessivo (Portafoglio di negoziazione e Portafoglio bancario). Il modello interno di UniCredit è integrato dal framework del Risk Not in model Engine, che stima la completezza dei fattori di rischio inclusi in VaR, SVaR e IRC.
Il framework RNIME conferma che il modello interno di UniCredit cattura adeguatamente i rischi principali. A scopo prudenzial e, tuttavia, UniCredit calcola un add -on di capitale attraverso stress test a partire dal quarto trimestre 2019.
Riassumendo , si può dire che il modello interno è usato a fini regolamentari per UniCredit S.p.A., UniCredit Bank GmbH, UniCredit Bank Aus tria AG e UniCredit Bank Austria sub -group, mentre è u tilizzato per tutte le società del Gruppo (comprese le CEE) per fini manageriali.
Infine , i Portafogli di negoziazione sono sottoposti a stress test in base a un’ampia serie di scenari semplici e complessi. Gli scenari semplici, che prevedono lo shock di singole asset class, sono definiti nel contesto di Rischio di tasso/Rischio di prezzo/Rischio di cambio /Rischio di Credit Spread Sensitivit y. Gli scenari complessi applicano variazioni simultanee a più fattori di rischio . Entrambi gli scenari semplici e complessi sono applicati a tutto il Portafoglio di negoziazione. Descrizioni dettagli ate sono incluse nel paragrafo stress test.
I risultati degli stress test sono calcolati nel sistema di Group Market Risk, così da assicurare un approccio metodologico comune nel Gruppo.
I risultati sono calcolati applicando l’approccio di full revaluation, il che significa che tutte le posizioni vengono rivalu tate sotto condizioni di stress;
nessun modello ad hoc o funzione di prezzo viene applicato per lo stress testing.
Conformemente alla regolamentazione nazionale, alcuni scenari rilevanti sono inoltre materia di reporting regolamentare su ba se trimestrale.
Inoltre, un set di scenari viene generato mensilmente su tutto il perimetro di Gruppo, così da coprire sia le posizioni del P ortafoglio di negoziazione sia quelle del Portafoglio bancario. I risultati sono condivisi mensilmente nel Market Risk Stress Test Open Forum che include rappresenta nti della funzione di Rischi di Mercato di tutte le società del Gruppo e rappresentanti del Business.
I risultati sono analizzati a fondo nel report mensile “Monthly Overview on Market Stress Test”.
Gli Stress Test Warning Levels sono monitorati mensilmente. Maggiori dettagli sui Warning Levels e sulle Strategie sono forni ti all’interno del paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio.
VaR, SVaR e IRC
VaR, SVaR e IRC diversificati sono calcolati considerando la diversificazione proveniente dalle posizioni di differenti socie tà appartenenti al perimetro I -mod (cioè per le quali è approvato l’uso del modello interno per il calcolo del rischio). Ciò nonost ante, la misura di VaR è in vigore per tutte le società del Gruppo e il suo valore è riportato nella sezione del VaR manageriale, a titolo informativo.
La riduzione d i VaR osservata nel secondo trimestre del 202 6 è dovuta principalmente a variazioni del Portafoglio di negoziazione di UniCredit Bank GmbH, che hanno interessato diverse classi di rischio, in particolare Credit Spread. Mentre l’aumento di SVaR nel secondo trimestre è dovuto principalmente a variazioni del Portafoglio di negoziazione di UniCredit S.p.A. e UniCredit Bank GmbH , che hanno interessato diverse classi di rischio , in particolare tassi di interesse e Equity.
Il trend dell’IRC osservato nel corso del primo semestre del 202 6 è dovut o principalmente a variazioni dell’esposizione al rischio creditizio della Repubblica italiana nel portafoglio di negoziazione di UniCredit S.p.A.
Rischiosità del portafoglio di negoziazione
VaR giornaliero Portafoglio di negoziazione regolamentare (*) (milioni di €)
25 GIUGNO 2026 MEDIA
ULTIMI 60
GIORNI 2026 2025
PERIMETRO I -MOD MEDIA MASSIMO MINIMO MEDIA
Diversificato gruppo UniCredit 6,8 4,5 6,1 9,6 3,6 6,2
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 181 Rischiosità del portafoglio di negoziazione
SVaR giornaliero portafoglio di negoziazione regolamentare (*) (milioni di €)
25 GIUGNO 2026 MEDIA
ULTIME 12
SETTIMANE 2026 2025
PERIMETRO I -MOD MEDIA MASSIMO MINIMO MEDIA
Diversificato gruppo UniCredit 21,7 17,2 16,8 22,5 11,5 14,4
Rischiosità del portafoglio di negoziazione
IRC portafoglio di negoziazione regolamentare (*) (milioni di €)
25 GIUGNO 2026 MEDIA
ULTIME 12
SETTIMANE 2026 2025
PERIMETRO I -MOD MEDIA MASSIMO MINIMO MEDIA
Diversificato gruppo UniCredit 32,4 47,1 43,6 64,4 28,1 56,1
Nota:
(*) La data di fine mese delle metriche regolamentari a differenza di quelle gestionali fanno riferimento all'ultimo giovedì del mese.
EU MR4 Confronto tra stime di VaR e profitti/perdite Si riporta di seguito il grafico con le analisi di back -testing relativ e ai rischi di mercato del Portafoglio di negoziazione, nei quali i dati di VaR degli ultimi dodici mesi sono confrontati con i risultati ipotetici di “profit and loss” (P&L) per il Gruppo (perimetro I -Mod).
Durante il primo semestre del 202 6, si sono verificati due sforamenti a livello del gruppo UniCredit :
• 30 marzo 2026 (Hypo e Actual): le violazioni dell’Hypothetical P&L e dell’Actual P&L sono state causate da un movimento di mercato avverso combinato di diversi fattori di rischio, principalmente dei tassi di interesse in euro, che ha interessato differenti portafo gli in tutte le società del Gruppo . L’Actual P&L è inoltre influenzato dall’aggiornamento mensile dei Fair Value Adjustments (FVA) ;
• 11 giugno 2026 (Hypo): la violazione dell’Hypothetical P&L è stata causata da un movimento di mercato avverso combinato di diversi fattori di rischio, principalmente tassi di interesse, dividendi azionari e spread creditizi, che ha interessato diversi portafogli e società del Gruppo.
-40-30-20-10 - 10 20 30 40(milioni di €) VaR 1d Hypothetical P&L
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 182 VaR Gestionale Di seguito si riportano i valori a fine giugno 202 6 del VaR Gestionale diversificato del Portafoglio di negoziazione a livello di Gruppo e Regional Center e il VaR Gestionale non diversificato del Portafoglio di negoziazione a livello di Gruppo, calcolato sommando i valori di tutte le società del Gruppo (s enza tener conto dell’effetto di diversificazione). Le differenze con il VaR Regolamentare sono state descritte in precedenza .
VaR giornaliero portafoglio di negoziazione gestionale (milioni di €)
PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE 30 GIUGNO 2026
Diversificato gruppo UniCredit come da modello interno 6,4
Germania 1,9
Italia 3,4
Europa Centrale 1,0
Austria 0,1
Repubblica Ceca 0,9
Ungheria 0,3
Slovenia 0,0
Europa Orientale 5,6
Bosnia 0,0
Bulgaria 0,0
Croazia 0,0
Romania 0,1
Russia 5,7
Serbia 0,2
Non Diversificato gruppo UniCredit 12,5
VaR Marginale Regolamentare La tabella che segue fornisce uno spaccato del VaR a 10 giorni (cioè riferito a un orizzonte temporale di 10 giorni) per i pr incipali rischi di mercato (debito, equity, FX, commodity) e la sua evoluzione durante l’anno, nella forma del template C24 del COR EP.
Rischiosità del Portafoglio di negoziazione per classi di strumenti
VaR a 10 giorni Portafoglio di negoziazione regolamentare (milioni di €)
2026 2025
1° TRIM 2° TRIM 4° TRIM
Traded Debt Instruments 21,3 14,3 19,2 TDI - Rischio Generale 15,8 14,3 13,3 TDI - Rischio Specifico 8,1 5,7 11,5 Equity 10,3 5,9 9,1 Equity - Rischio Generale - - -
Equity - Rischio Specifico 10,3 5,9 9,1 Rischio Cambio 3,6 3,3 3,8 Rischio Commodity 4,8 6,6 3,2 Totale Rischio Generale 17,3 16,1 13,6 Totale Rischio Specifico 12,5 7,2 13,8
CVA Di seguito vengono riportati i valori di CVA in termini di requisiti di capitale per il Gruppo (considerando il beneficio di diversificazione). I requisiti di capitale sono calcolati sulla base della volatilità del CVA (perimetro regolamentare), collegata a movimenti degli spread creditizi delle controparti e di fattori di rischio di mercato sottostanti le esposizioni.
A partire dal primo trimestre del 2025, il calcolo è effettuato secondo le prescrizioni normative CRR3, attraverso:
• il modello standardizzato (SA -CVA) per le esposizioni coperte dal modello interno CCR;
• il modello full basic approach (BA -CVA) per le esposizioni fuori dal perimetro del modello interno di CCR.
Per la copertura dell’esposizione CVA all’interno del gruppo UniCredit è stato predisposto l’XVA Desk specializzato, con lo scopo di fornire un servizio di Front Office centralizzato responsabile del pricing e della gestione dell’esposizione XVA per i derivati OTC. L’XVA Desk copre attivamente l’esposizione ai fattori di rischio nel rispetto dei limiti prestabiliti in UniCredit S.p.A., UniCredi t Bank GmbH e UniCredit Bank Austria AG .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 183 L’aumento osservato tra il primo ed il secondo trimestre del 2026 è dovuto ad attività connesse ad operazioni strategiche.
Requisito di Capitale Regolamentare da CVA (milioni di €)
2026 2025
1° TRIM 2° TRIM 4° TRIM
CVA 89,6 181,1 76,2
Standardised approach (SA) 70,6 157,8 58,5 Full Basic approach (F -BA) 19,0 23,4 17,7
2.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza
Informazioni di natura qualitativa
Rischio di tasso
A. Aspetti generali Il rischio di tasso di interesse deriva da posizioni finanziarie assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio d i mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati. A prescindere dall’utilizzo dei modelli interni nel calcolo dei requi siti patrimoniali, le posizioni di rischio nel Gruppo sono monitorate e soggette a limiti attribuiti ai portafogli sulla base delle responsabilità manageriali e non puramente su c riteri regolamentari.
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l’illustrazione delle met odologie utilizzate per l’analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.
Per quanto riguarda gli stress test, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo Stress Test.
Oltre al monitoraggio dei Granular Market Limits, Group Market Risk procede con periodicità almeno mensile al calcolo di sens itivity analysis, ovvero effetto di Conto economico conseguente alla variazione di valore di singoli fattori di rischio o di più fa ttori di rischio dello stesso tipo.
Oltre la sensitivity degli strumenti finanziari rispetto alle variazioni del fattore di rischio sottostante, si procede altre sì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità di tassi di interesse ipotizzando una variazione negativa e positiva del 3 0% delle curve o matrici di volatilità
Rischio di prezzo
A. Aspetti generali La rischiosità di prezzo riferita ad azioni, commodity, O.I.C.R. e relativi prodotti derivati presenti nel Portafoglio di neg oziazione, origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e l e autonomie assegnati.
Il rischio di prezzo derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzion ali che di relative value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC e il ricorso al security lend ing. Strategie di trading di volatilità sono perseguite utilizzando prodotti opzionali e derivati complessi.
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio, che l’illustrazione delle me todologie utilizzate per l’analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modell i interni.
Per quanto riguarda gli stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo “Strategie e processi di gestione del risch io” e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo “Stress test ”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 184 Informazioni di natura quantitativa
1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e dei derivati finanziari La presente tabella non è stata redatta in quanto vengono riportate le sensitivity al tasso di interesse in base al modello i nterno.
2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i pr incipali Paesi del mercato di quotazione La presente tabella non è stata redatta in quanto vengono riportate le sensitivity al rischio di prezzo in base al modello in terno.
3. Portafoglio di negoziazione di vigilanza - modelli interni e altre metodologie per l’analisi di sensitività Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l’illustrazione delle met odologie utilizzate per l’analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.
Rischio di tasso
Sensitivity ai tassi di interesse La sensitivity ai tassi di interesse è calcolata ipotizzando sia movimenti paralleli delle curve di tasso, sia variazioni del la relativa inclinazione.
Per quanto riguarda i movimenti paralleli si analizzano gli effetti dovuti a movimenti delle principali curve per ±1 pb/±10 pb/±100 pb.
Ad uno spostamento della curva di 1 pb, viene calcolata la sensitivity in corrispondenza di diversi time -bucket. Per le variazioni nell'inclinazione delle curve dei tassi, si riporta la sensitivity a variazioni delle stesse sia in senso orario (clockwise turning : Turn CW), rappresentativa di un incremento dei tassi a breve termine e di una contemporanea diminuzione di quelli a lungo termine, sia in senso antiorario (counter -clockwise turning :Turn CCW), rappresentativa di una diminuzione dei tassi a breve e di un corrispondente incremento di quelli a lungo termine.
In particolare, la rotazione oraria e anti -oraria attualmente implementata prevede rispettivamente le seguenti variazioni in termini assoluti:
• +50 pb/-50 pb in corrispondenza del bucket a 1 giorno;
• 0 pb in corrispondenza del bucket a 1 anno;
• -50 pb/+50 pb in corrispondenza del bucket a 30 anni e oltre;
• per bucket compresi tra quelli indicati, lo spostamento da applicare è ricavato per interpolazione lineare.
Il Gruppo procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità del tasso interesse ipotizzando, in particola re, una variazione negativa e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.
Le tabelle sottostanti mostrano le sensitivity per il Portafoglio di negoziazione.
(milioni di €)
TASSI DI
INTERESSE +1 PB
INFERIORE
A 1 MESE +1 PB DA 1
MESE A 6
MESI +1 PB DA 6
MESI A 1
ANNO +1 PB DA 1
A 5 ANNI +1 PB DA 5
A 10 ANNI +1 PB DA
10 A 20
ANNI +1 PB
OLTRE 20 +1 PB
TOTALE -10 PB +10 PB -100 PB +100 PB CW CCW
Totale -0,1 -1,2 0,1 -0,2 0,7 -0,4 -0,1 -1,2 11,5 -10,7 132,9 -110,3 -19,8 31,5
di cui:
EUR 0,0 -1,0 0,0 0,0 1,0 0,0 0,0 -1,2 8,6 -7,8 113,6 -82,1 -15,1 26,9
USD 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 -1,5 1,4 -15,5 13,0 -6,0 5,8
GBP 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,2 -0,2 2,1 -2,5 0,1 -0,1
CHF 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,4 -0,4 4,1 -4,2 0,3 -0,3
JPY 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 -0,1 0,8 -0,8 0,2 -0,2
(milioni di €)
-30% +30%
Tassi di interesse -16,9 1,7
EUR -16,8 1,5
USD -0,1 0,2
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 185 Rischio di prezzo
Sensitivity ai corsi azionari La sensitivity rispetto ai corsi azionari è espressa in due modalità:
• come “Delta cash -equivalent”, ovvero come controvalore in euro della quantità di sottostante che esporrebbe la Banca allo stesso rischio derivante dal portafoglio reale;
• come risultato economico derivante dall’aumento e diminuzione dei prezzi spot del 1%, 10% e 20%.
Il Delta cash -equivalent ed il Delta 1% (ovvero l’impatto economico risultante dall’aumento dei prezzi spot dell’1%) sono calcolati sia dettagliatamente per regione geografica (immaginando che tutti i mercati azionari appartenenti a ciascuna regione siano perfettamente correlati) sia per totale (assumendo pertanto una perfetta correlazione fra tutti i mercati azionari). Le sensitivity rispetto a variazioni del 10% e 20% sono calcolate esclusivamente per totale.
Il Gruppo procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità delle equity ipotizzando, in particolare, una variazione negativa e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.
In aggiunta si procede anche al calcolo della sensitivity ai prezzi delle materie prime secondo i criteri sopra indicati. Que st’ultima, considerata la secondarietà dell’esposizione rispetto a quella verso le altre tipologie di rischio, è articolata in un’u nica categoria.
Le tabelle sottostanti mostrano le sensitivity per il Portafoglio di negoziazione.
(milioni di €)
AZIONI
TUTTI I MERCATI DELTA
CASH -EQUIVALENT -20% -10% -1% +1% +10% +20%
Europa 38,1 - - - 0,4 - -
USA 10,9 - - - 0,1 - -
Giappone -1,8 - - - 0,0 - -
Asia ex -Giappone -1,7 - - - 0,0 - -
America Latina -0,2 - - - 0,0 - -
Altro -43,8 - - - -0,4 - -
Totale 1,4 15,1 -2,2 -0,2 0,0 -1,6 -6,8 Commodity -27,3 4,8 2,5 0,3 -0,3 -2,2 -4,1
(milioni di €)
-30% +30%
Azioni -38,0 10,9
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 186 2.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio bancario
Informazioni di natura qualitativa
Rischio di tasso
A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso d’interesse e del rischio di prezzo a) Il rischio tasso di interesse si riferisce al rischio attuale o prospettico per il capitale e gli utili della Banca deriva nte da movimenti sfavorevoli dei tassi di interesse che influiscono sulle posizioni della Banca. Quando i tassi di interesse cambia no, il valore attuale e la tempistica dei flussi di cassa futuri cambiano e questo, a sua volta, cambia il valore sottostante delle attività, passività e voci fuori bilancio di una Ba nca e quindi il suo valore economico. Le variazioni dei tassi di interess e influiscono anche sulla formazione del margine di interesse e, pertanto, sugli utili della Banca.
Monitoraggio e procedure di gestione del rischio di tasso di interesse dedicate sono applicati a tutte le posizioni sensibili alla variazione dei tassi di interesse escludendo il portafoglio di negoziazione e il portafoglio per Defined Benefit Obligations (DBO) per i quali è prev isto un monitoraggio specifi co all’interno della gestione del rischio di mercato.
Le fonti principali del rischio di tasso di interesse si possono classificare come segue:
• rischio di “gap”: nasce dalla struttura a termine del portafoglio bancario; trattasi del rischio che emerge dalla tempistica delle variazioni di tasso sullo strumento. La misura della variazione del “gap” dipende anche dal fatto se la variazione della stru ttura a termine dei tassi avviene in modo consistente su tutta la curva dei tassi (rischio parallelo) o in modo differenziato per periodo (rischio non parallelo). Il r ischio di “gap” include anche il rischio di riprezzamento, ovvero il rischio di cambiamen ti nel margine di interesse quando il tasso di un contratto finanziario viene rifissato; lo stesso si riferisce anche al rischio della curva dei rendimenti che si verifica quando uno spostamento della curva di tasso i mpatta il valore economico delle attivi tà e passività sensibili al rischio di tasso;
• rischio base: può essere suddiviso in due tipi di rischio:
- rischio “tenor”: deriva dalla mancata corrispondenza tra scadenza dello strumento e variazione dei tassi di interesse;
- rischio valuta: deriva dalla potenziale mancata compensazione tra le sensitività al tasso di interesse emergenti da diverse v alute.
• rischio delle opzioni: deriva da posizioni in derivati o dagli elementi opzionali incorporati in molte attività, passività e voci fuori bilancio della Banca, dove o la Banca o il cliente hanno la facoltà di modificare l’ammontare e la tempistica dei flussi di cassa.
b) Il Group Risk Committee è responsabile di definire la strategia operativa di gestione del rischio tasso del portafoglio ba ncario, inclusa la strategia di gestione del capitale e del gap strutturale tra attività e passività non sensibili al tasso di inte resse.
La gestione del rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario è volta a garantire la riduzione della volatilità del margine di interesse netto, dovuto alla variazione dei tassi di interesse, con un orizzonte temporale pluriennale al fine di conseguire un flusso di util i e una redditività del capitale coerente con il piano strategico. La strategia non prevede nessun posizionamento direzionale o discrezionale volto a generare utili addizionali, se non approvato dagli organi competenti e monitorato se paratamente. L’unica eccezione riguarda le funzioni autorizzate ad assumere posizioni sui tassi di interesse all’interno dei limiti approvati dai Comitati di Rischio.
Le funzioni di tesoreria gestiscono il rischio di tasso delle transazioni commerciali mantenendo l’esposizione nei limiti fissati dai Comitati di Rischio.
Limiti e soglie d’allerta sono definiti, per ogni Banca o Società del Gruppo in termini di sensibilità al valore economico o al margine d’interesse.
L’insieme di metriche è definito a seconda del livello di complessità del business della Società e ciascuna delle banche o società del Gruppo ha la responsabilità di gestire l'esposizione al rischio di tasso di interesse entro i limiti definiti.
A livello consolidato, la funzione del Group Risk Management è incaricata della misurazione del rischio di tasso di interesse e riporta al Group Risk Committee le esposizioni e le analisi del rischio tasso di interesse del portafoglio bancario, con frequen za mensile.
La strategia di gestione del rischio tasso è fissata considerando anche i principali impatti derivanti dagli aspetti comporta mentali della clientela, che possono impattare sul valore dei margini di interesse e del valore economico del portafoglio bancario quali ad esempio i rimborsi anticipati dei finanziamenti erogati (“prepayment”) e la stabilità delle poste a vista.
L’attività di monitoraggio è seguita da una costante attività di Stress Test mirata a verificare il rispetto dei limiti sotto scenari di stress più severi di quelli attesi e presenti sul mercato. La calibrazione degli scenari di monitoraggio e di stress te st deve avvenire almeno con frequenza annuale.
Le funzioni di Internal Validation effettuano periodicamente una autonoma valutazione della corretta applicazione delle metod ologie di misurazione applicate dalle funzioni di rischio sull’intero perimetro di monitoraggio del portafoglio bancario incluse le ipotesi comportamentali.
Le funzioni di Audit assicurano l’adeguatezza ed il rispetto della regolamentazione interna e regolamentare, su base almeno a nnuale.
c) Il rischio tasso di interesse è monitorato giornalmente in termini di sensibilità del valore economico, per uno shock ista ntaneo e parallelo di +1 punto base della struttura a termine dei tassi di interesse. La funzione responsabile della gestione del r ischio di tasso di interesse, verifica su base giornaliera l'utilizzo dei limiti per l’esposizione al rischio tasso di interesse a seguito di uno shock di 1 pb. Attraverso le rispettive metriche di “IR Basis” ed “IR Vega” sono inoltre considerati giornalme nte anche il rischio di base ed il rischio derivante delle opzionalità. Su base mensile sono monitorate la sensibilità del Valore Economico per gli shock, paralleli e non, più severi sulla struttura a termine dei tassi e quella del Margine di interesse, de scritti al paragrafo precedente.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 187 d) La misurazione del rischio di tasso di interesse include:
• l’analisi di sensibilità dei proventi da interessi netti alla variazione dei tassi d’interesse: un’analisi di bilancio costan te (presupponendo che le posizioni rimangano costanti durante il periodo), e una simulazione di impatto sul margine di interesse pe r l'attuale periodo, considerando anche le ipotesi di elasticità per le poste a vista. Inoltre, con un'analisi di simulazione, si valuta l'impatto sul reddito di shock diversi delle curve dei tassi d’interesse, inclusi gli scenari del Supervisory Outlier T est richiesti dalle linee guida EBA (EBA/GL/2022/14) e altri scenari di shock istantanei e paralleli. Scenari aggiuntivi sono simulati per considerare il rischio base e altri shock non paralleli;
• l’analisi di sensibilità del Valore Economico alla variazione dei tassi d’interesse: include il calcolo delle misure di durat ion, sensibilità del valore economico delle poste di bilancio per i diversi punti della curva, così come l'impatto sul valore econo mico derivante da grandi variazioni dei tassi di mercato, in linea con gli scenari SOT richiesti dalle linee guida EBA di cui sopra.
e) Le assunzioni ed i parametri dei modelli comportamentali utilizzati per i sistemi di misurazione interni sono gli stessi u tilizzati per generare le esposizioni regolamentari pubblicate nella tabella EU IRRBB1.
f) La mitigazione del rischio di tasso di interesse e le attività di copertura del portafoglio bancario sono effettuate attra verso l’uso di derivati regolamentati oppure Over the Counter (OTC) con sottostante tasso di interesse. L’ottimizzazione del natura l hedge delle poste attive con le poste passive della Banca viene gestito dalla funzione di Tesoreria nelle singole società. Il rischio tasso di interesse rimanente viene trasferito principalmente dal portafoglio bancario regolamentare al portafoglio di tr ading ottimizzando i costi di hedging del gruppo e le esternalizzazioni sul mercato. I contratti derivati a copertura del rischio tasso del portafoglio bancario e non detenuti per negoziazione sono isc ritti in contabilità come coperture di flussi finanziar i (cash flow hedge) oppure coperture di valore corrente (cosiddetto fair value hedge).
g) La presenza e gli effetti delle opzioni comportamentali nello stato patrimoniale vengono presi in considerazione attravers o lo sviluppo e l'applicazione di modelli comportamentali. Il profilo delle scadenze, nonché il profilo di riprezzamento dei deposi ti a vista, tengono conto dell'identificazione della quota "stabile" dei saldi, ovvero dell'importo del deposito che potrebbe rappresentare una fonte s tabile di finanziamento nonostante la breve scadenza contrattuale, nonché dell'identificazione della part e "core" dei saldi, ovvero l'importo del deposito che è stabile e difficilmente rivalutabile anche in presenza di variazioni significative del contesto dei tassi di interesse e/o altri deposi ti con limitata sensibilità ai tassi di interesse. Entrambe le co mponenti sono stimate tramite modelli statistici valutando la stabilità del volume e dell'elasticità del tasso del cliente (ovvero il parametro beta). La strategia di copertura per i depositi Core viene proposta da Finance ed approvata dal Group Ri sk Commi ttee. Tale strategia ha l’obiettivo di ottimizzare nel tempo il margine d’interesse nel rispetto dei limiti RAF di IRRBB. Nella determin azione del volume e della durata finanziaria media della strategia di hedging viene mantenuto un approccio prudenziale al fine di contenere il rischio di sovracopertura.
Il profilo di scadenza nonché la scadenza media di riprezzamento dei mutui e dei prestiti al dettaglio tengono conto dell'opz ionalità del pagamento anticipato, che viene valutata tramite la stima statistica del CPR (tasso di rimborso anticipato condizionat o) sul portafoglio prestiti.
h) Gli scenari utilizzati nella tabella EU IRRBB1 relativamente alla variazione del valore economico corrispondono agli scena ri del Supervisory Outlier Test richiesti dalle linee guida EBA (EBA/GL/2022/14).
i) La durata media di riprezzamento del portafoglio dei depositi a vista è 3, 2 anni (la scadenza di riprezzamento più lunga arriva fino a 25 anni per una componente residuale del portafoglio che copre in modo naturale il rischio tasso delle attività in alcune banche del grup po).
Rischio di prezzo
A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di prezzo Il rischio di prezzo del portafoglio bancario si origina principalmente dalle partecipazioni detenute dalla Capogruppo e dall e sue controllate con finalità di stabile investimento, nonché dalle quote di OICR non comprese nel Portafoglio di negoziazione in quanto detenute anch’esse con finalità di stabile investimento.
Per quanto riguarda gli Stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischi o e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo Stress test.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 188 2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività
Rischio di tasso La sensitività del valore economico e del margine di interesse ad una variazione dei tassi è calcolata come previsto dalle li nee guida EBA (EBA/GL/2022/14) e dall’aggiornamento della regolamentazione (2024/856) che recepisce il “Regulatory Technical Standa rd on SOTs”.
La tabella EU IRRBB1 sotto riportata contiene le esposizioni delle metriche di rischio tasso d’interesse al 30 giugno 2026 ed al 31 dicembre 2025.
Per la descrizione degli scenari si rimanda alla sezione Informazioni di natura qualitativa - Rischio di tass o. Per quanto concerne la sensitività del valore economico, il peggiore dei sei scenari di SOT risulta essere il “Parallel up” e per tale scenario viene applicata una variazione istantanea dei tassi d’interesse, differenziata per valuta. La sensitività al valore economico del peggiore dei sei scenari prudenziali SOT al 30 giugno 202 6 era pari a - 4.372 milioni di euro. La variazione di sensitività del valore economico nel primo semestre del 2026 è principalmente dovuta all’aggiornamento della rappresentazione dei depositi a vista all’interno del Gruppo parzialmente controbilanciata dall’e secuzione della strategia di replica dei depositi a vista .
Al 30 giugno 2026, la sensitività del margine di interesse (con prospettiva annuale e a bilancio costante) per il peggiore de i due scenari SOT (“Parallel down”) risulta va essere pari a - 905 milioni di euro. Lo scenario “Parallel down” prevede l’applicazione ai tassi di interesse di “shock” istantanei e paralleli differenziati per valuta ( ad esempio -200 pb per EUR e USD, -300 pb per HUF etc.). La variazione di sensitività del margine di interesse nel primo semestre del 2026 è principalmente dovuta all’esec uzione della strategia di replica dei depositi a vista all’interno del perimetro WEu.
Tabella EU IRRBB1 - Rischi di tasso di interesse delle posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione (milioni di €)
SCENARI PRUDENZIALI DI SHOCK a b c d
VARIAZIONI DEL VALORE ECONOMICO DEL
CAPITALE PROPRIO VARIAZIONI DEI PROVENTI DA INTERESSI NETTI
30.06.2026 31.12.2025 30.06.2026 31.12.2025 1 Parallel up (4.372) (5.311) (605) 68 2 Parallel down 2.127 2.907 (905) (1.615) 3 Steepener 1.100 1.532 - -
4 Flattener (769) (397) - -
5 Short rates up (1.930) (1.850) - -
6 Short rates down 1.989 1.747 - -
Nota:
La tabella sopra è predisposta sulla base del Regolamento (UE) 2022 /631 del 13 aprile 2022 che modifica le norme tecniche di attuazione stabilite dal Regolamento di esecuzione (UE) 2021 /637 per quanto riguarda l’informativa sulle esposizioni al rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione.
Al 30 giugno 2026 la sensitività del margine di interesse ad una variazione istantanea e parallela dei tassi di +100 pb era p ari a - 79 milioni di euro, mentre la sensitività ad una variazione istantanea e parallela dei tassi di -100 pb era pari a - 177 milioni di euro.
Sensitività dei proventi da interessi netti agli scenari +/ -100 pb (milioni di €)
SCENARI DI RISCHIO TASSO D’INTERESSE a b
VARIAZIONI DEI PROVENTI DA INTERESSI NETTI
30.06.2026 31.12.2025
1 NII +100 pb (79) 297 2 NII -100 pb (177) (549)
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 189 2.2.3 Rischio di cambio
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio Il rischio di cambio in UniCredit si origina sia dalla presenza nel Gruppo di banche che operano in aree valutarie diverse da ll’Area Euro, sia da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo, entro i limiti e l e autonomie assegnati.
Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di “relative value” attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC. Strategie di trading di volatilità s ono perseguite utilizzando prodotti opzionali. Il rischio viene costantemente monitorato e misurato utilizzando i modelli interni sviluppati dalle società che compongono il Gruppo.
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l’illustrazione delle met odologie utilizzate per l’analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni. Tali modelli vengono inoltre utilizzati nel calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato a fronte dell’esposizione a tale tipologia di rischio.
Per quanto riguarda gli stress test , si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo “Strategie e processi di gestione del rischio” e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo “Stress test ”.
B. Attività di copertura del rischio di cambio L’attività di copertura del rischio cambio all’interno del Portafoglio di negoziazione è finalizzata a mantenere il rischio F X entro i Limiti Granulari e Globali definiti.
Per il Portafoglio bancario il Gruppo attua una politica di copertura economica sia degli utili che dei dividendi provenienti dalle controllate non appartenenti all’Area Euro, tenendo in considerazione le condizioni di mercato nell’implementazione di tali strategie.
Rischio di credit spread
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali Il rischio relativo ai credit spread e ai relativ i prodotti derivati presenti nel Portafoglio di negoziazione si origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati.
Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati ed OTC.
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l’illustrazione delle met odologie utilizzate per l’analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni, Not e illustrative , Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, 2.2 Rischio di mercato.
Per quanto riguarda gli Stress Test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo “Strategie e processi di gestione del risch io” e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo “Stress Test”, Nota i llustrative , Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, 2.2 Rischio di mercato.
Informazioni di natura quantitativa
Sensitivity ai Credit Spread Le sensitivity ai credit spread sono calcolate ipotizzando un peggioramento del merito di credito risultante in un movimento parallelo delle curve di credit spread per +1 pb/+10 pb/+100 pb.
Tali sensitivity sono calcolate sia a livello complessivo, ipotizzando un movimento parallelo di tutte le curve di credit spr ead, sia in corrispondenza di specifiche classi di rating e di settori economici.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 190 La tabella sottostante mostra le sensitivity per il Portafoglio di negoziazione.
(milioni di €)
+1 PB
INFERIORE
A 1 MESE +1 PB
DA 1 MESE
A 6 MESI +1 PB
DA 6 MESI
A 1 ANNO +1 PB
DA 1
A 5 ANNI +1 PB
DA 5
A 10 ANNI +1 PB
DA 10
A 20 ANNI +1 PB
OLTRE
20 ANNI +1 PB
TOTALE +10PB +100PB
Totale 0,2 0,0 0,1 0,9 0,5 -0,3 0,0 1,4 14,0 136,2
Rating
AAA 0,0 -0,0 -0,0 -0,0 0,1 -0,0 0,0 0,1 0,5 0,3
AA -0,0 -0,0 -0,0 0,1 0,0 -0,1 0,0 0,1 0,6 9,5
A -0,0 0,0 0,1 0,3 0,1 -0,0 -0,0 0,4 4,2 42,6
BBB 0,3 -0,0 0,0 0,4 0,3 -0,2 -0,1 0,7 7,0 67,9
BB 0,0 -0,0 0,0 0,1 0,0 -0,0 -0,0 0,1 1,1 10,4
B -0,0 -0,0 0,0 0,0 -0,0 0,0 -0,0 0,0 0,5 4,8
CCC and NR 0,0 -0,0 0,0 0,0 0,0 -0,0 0,0 0,0 0,1 0,8
Settore
Governativi e Relativi 0,3 -0,0 0,0 0,0 0,1 -0,2 0,0 0,1 0,8 8,9
ABS e MBS 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,3
Servizi Finanziari -0,0 0,0 0,1 0,2 0,1 -0,0 -0,0 0,3 3,2 31,3 Tutte le imprese -0,0 -0,0 0,0 0,7 0,3 0,0 0,0 1,0 10,0 95,7 Materie Prime 0,0 -0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,7 6,3 Comunicazioni 0,0 -0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 0,1 1,2 11,6 Beni di consumo ciclici -0,0 -0,0 0,0 0,3 0,1 0,0 0,0 0,4 3,6 34,6 Beni di consumo non ciclici -0,0 -0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 0,2 1,7 16,5 Energia 0,0 -0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,3 3,3 Tecnologia 0,0 -0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,9 Industriale 0,0 -0,0 -0,0 0,1 0,1 0,0 0,0 0,2 1,6 15,5 Servizi Pubblici -0,0 -0,0 -0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,7 6,7 Tutti le altre imprese 0,0 -0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 2,9 79,0
Stress test
Gli Stress test costituiscono una metrica di rischio complementare al VaR e all’analisi di sensitivity e permettono l’esame d ei rischi potenziali da una differente prospettiva. L’esercizio di Stress testing prevede la valutazione d el portafoglio all’interno sia di scenari semplici (costruiti variando i fattori di rischio singolarmente), sia di scenari complessi (costruiti variando i fattori di rischio sistematicamente).
Di seguito sono riportate le descrizioni degli scenari complessi, che combinano movimenti di tassi di interesse, prezzi, tass i di cambio, credit -spread.
Per le descrizioni degli scenari semplici si vedano i paragrafi precedenti.
Per quanto riguarda gli scenari complessi, diversi scenari sono stati applicati al Portafoglio di negoziazione e al Portafogl io bancario (in particolare posizioni FVtPL e FVtOCI) su base mensile e riportati al Top Management.
Recession Scenario
In questo scenario, si ipotizza il fallimento dei negoziati bilaterali tra gli Stati Uniti e l’Iran, che le tensioni si intensifichino nuovamente e che lo stretto di Hormuz rimanga chiuso per un periodo più lungo rispetto a quanto previsto nello scenario di base. Le scorte di prodotti en ergetici si riducono rapidamente. La perdita cumulata di offert a e il progressivo venir meno della fiducia nell'adeguatezza delle riserve strategiche spingono i prezzi del petrolio e del gas naturale su livelli significativa mente superiori rispetto allo scenario di base. I prezzi dell'energia rimangono il principale canale di trasmissione dello shock, mentre l'intensificarsi del deterioramento delle catene di approvvigionamento ne amplifica ulterior mente gli effetti.
Gli effetti indiretti e di secondo impatto risultano più marcati rispetto allo scenario di base. Le aspettative di inflazione si attestano su livelli più elevati. Una significativa erosione del potere d'acquisto delle famiglie, un forte incremento dei cost i di produzione per le imprese (in particolare nei settori ad alta intensità energetica) , la carenza di forniture e un marcato deterioramento della fiducia gravano sulla crescita economica globale e sui mercati finanziari. Il mercato del lavoro si deterior a, mentre la politica monetaria si trova ad affrontare un difficile compromesso.
Le banche centrali si concentrano principalmente sui rischi di inflazione nel primo anno. Successivamente, il peggioramento d elle prospettive di crescita e il graduale attenuarsi dello shock energetico consentono alle banche centrali di ridurre i tassi di interesse a livelli inferiori rispetto a quelli dello scenario di base. I prezzi degli immobili, sia nel segmento residenziale sia in quello commerciale, entrano in una fase di correzione, poiché lo shock di fiducia si aggiunge al deterioramento dei fondam entali economici. In termini temporali, si assume che lo shock abbia inizio nel terzo trimestre del 2026, con i massimi effetti macro -finanziari che si manifestano nel 2027.
Nell'Eurozona, l'attività inizia a contrarsi nel 2026 ( -0,5%) e la recessione si aggrava nel 2027 ( -1,4%). Segue una modesta ripresa nel 2028 (+0,4%), grazie all'attenuazione graduale degli shock energetici. L’impatto cumulativo sulla crescita del PIL è di 4,8 punti percentuali.
Le tensioni nel settore energetico e le interruzioni delle catene di approvvigionamento, insieme ai loro effetti di propagazi one sull'economia, spingono l'inflazione dell'area euro al 4,4% nel 2026 e al 4,8% nel 2027.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 191 Lo shock all’inflazione si attenua nel 2028 (2,8%), grazie alla diminuzione dei prezzi dell'energia e all'allentamento delle frizioni commerciali, mentre la recessione contribuisce a ridurre le pressioni inflazionistiche di fondo. Nel complesso, l’inflazio ne si colloca cumulativamente a un livello superiore di 4,6 punti percentuali rispetto allo scenario di base. L’aumento delle aspettative di inflazione accresce le pressioni sull a BCE affinché adotti un orientamento più restrittivo della politica monetaria . Negli Stati Uniti, l’inflazione si mantiene ben al di sopra del target della Federal Reserve, con una media del 4,2% nel 2026 e del 4,4% nel 2027, per poi rientrare al 2,8% nel 2028.
La BCE aumenta i tassi di interesse di 25 bp fino al 2,75% nel 2026 per contrastare i crescenti rischi di inflazione, ma inve rte successivamente la rotta nel 2027 e nel 2028 a causa del deterioramento dell'attività economica e del progressivo allentamento del mercato del lavoro. Il tasso sui depositi scende all'1,50% entro il 2028, ossia 1 punto percentuale al di sotto dello scenario di base.
Lo shock all’inflazione induce la Federal Reserve a mantenere invariati i tassi nel 2026, seguit e da riduzioni che portano il tasso al 3,0% entro il 2028 (50 punti base al di sotto dello scenario Baseline).
Gli spread del credito sovrano subirebbero una moderata pressione al rialzo a causa delle minori prospettive di crescita. Si prevede che i BTP registrino un allargamento di 75 punti base in Asset Swap una volta che lo shock si materializza. Anche gli spread creditizi societari sarebbero sottoposti a pressioni crescenti, soprattutto all'estremità inferiore della scala di rating . I settori maggiormente ciclici, in particolare quelli ad alta intensità energetica, come l'automotive e le utilities, e le obbligaz ioni societarie con rating più basso, soffrirebbero particolarmente. Tuttavia, gli elevati prezzi del petrolio dovrebbero attenuare l'impatto negativo della recessione sulle società del settore energetico. Le emissioni finanziarie con rating elevato dovreb bero invece mantenersi relativamente resilienti.
Si prevede che i mercati azionari registrino perdite significative, pari a circa il 25%, riflettendo il contesto recessivo.
Per quanto riguarda i tassi di cambio, si prevede un indebolimento dell’EUR -USD rispetto allo scenario baseline. Per contro, sia il CHF che il JPY continueranno a essere valute rifugio. Si prevede che il GBP -USD si indebolisca in misura più contenuta.
Severe Recession
In questo scenario, si ipotizza una nuova escalation delle tensioni in Medio Oriente e un’interruzione dei flussi energetici più grave rispetto a quella prevista nello scenario Recession. Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso per un periodo prolungato, mentre nuovi danni alle infrastrutture energetiche fisiche, inclusi gli oleodotti regionali, riducono ulteriormente l'offerta di energia. La crisi si estende poiché i gruppi al leati dell'Iran (in particolare il movimento Houthi) minacciano di interrompere il tra ffico attraverso Bab el -Mandeb, un altro snodo strategico del commercio marittimo mondiale nella regione. Le scorte di prodotti energetici si riducono molto rapidamente.
La perdita cumulata di offerta e il progressivo venir meno della fiducia nell'adeguatezza delle riserve spingono i prezzi del petrolio e del gas naturale su livelli superiori a quelli previsti nello scenario di Recessione. I prezzi dell'energia continuano a rappresentare il principale canale di trasmissione dello shock, mentre l'aggravarsi delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento ne amplifica ulteriormente gli effetti . Gli effetti indiretti e di secondo ordine risultano più marcati rispetto all o scenario Recession. Le aspettative di inflazione perdono ancoraggio. L'erosione del potere d'acquisto delle famiglie, l'aumento dei costi di produzione delle imprese (in particolare nei settori ad alta intensità ener getica) le carenze di approvvigionamen to e il venir meno della fiducia risultano più pronunciati rispetto allo scenario Recession. I mercati del lavoro registrano un marcato deterioramento. La politica monetaria si trova ad affrontare un difficile compromesso, in un contesto in cui l'inflazion e accelera bruscamente mentre l'attività economica subisce una forte contrazione. Nel primo anno le banche centrali si concentrano principalmente sui risch i inflazionistici;
successivamente, nel contesto recessivo e grazie al graduale attenuarsi dello shoc k energetico, riducono i tassi di interesse a livelli inferiori rispetto allo scenario di base entro la fine dell'orizzonte previsivo. I prezzi degli immobili, sia nel comparto residenziale sia in q uello commerciale, diminuiscono poiché lo shock di fiducia si somma al deterioramento dei fondamentali economici.
In termini temporali, si assume che lo shock abbia inizio nel terzo trimestre del 2026, con il picco degli effetti macrofinan ziari previsto nel 2027.
Il PIL dell'Eurozona si contrarrebbe in tutti e tre gli anni. La recessione raggiungerebbe il punto di massima intensità nel 2027, quando il PIL si ridurrebbe del 3 ,4%. L’impatto cumulativo sulla crescita del PIL è di 8 punti percentuali.
Le difficoltà legate all'energia e alle catene di approvvigionamento, insieme ai loro ampi effetti di propagazione sull'econo mia, spingono l'inflazione dell'area euro al 4,4% nel 2026 e al 4,8% nel 2027. Lo shock all’inflazione si attenua gradualmente nel 2028 (3,8%), grazie al calo dei prezzi dell'energia e all'allentamento delle frizioni commerciali, mentre la recessione riduce le pressioni inflazionistiche di fond o.
La BCE aumenta i tassi di interesse di 50 punti base, portandoli al 3% nel 2026, al fine di evitare un disancoraggio delle as pettative di inflazione.
Successivamente, nel 2027 e nel 2028, inverte l'orientamento della politica monetaria in risposta al deter ioramento dell'attività economica e al progressivo allentamento delle tensioni sul mercato del lavoro. Il tasso sui depositi scende all'1,75% entro il 2028, un live llo inferiore di 75 punti base rispetto allo scenario di base.
Lo shock inflazionistico induce la Fed a mantenere invariati i tassi nel 2026 ; seguono poi riduzioni che portano il tasso al 3,25% entro il 2028 (25 punti base al di sotto dello scenario di base).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 192 Si prevede che gli spread del credito sovrano subiscano pressioni moderate, a causa del rallentamento della crescita. Si prev ede un ampliamento degli spread BTP Asset Swap di 115 punti base una volta che lo shock si materializza. Sulla base degli attuali l ivelli di mercato, ciò comporterebbe un picco dello spread BTP -Bund decennale intorno a 220 punti base.
Gli spread del credito societario sarebbero soggetti a una forte pressione al rialzo, soprattutto all'estremità inferiore del la scala di rating, in quanto i tassi di default aumenterebbero sensibilmente. I settori ciclici e quelli ad alta intensità energet ica, come utilities, industriali e automobilistico sarebbero sottoposti a pressioni più forti in questo scenario, a causa del massiccio crollo della domanda interna ed esterna.
Per quanto riguarda i tassi di cambio, si ipotizza un indebolimento dell’EUR -USD più marcato rispetto allo scenario Recession. Mentre, sia il CHF che il JPY continuerebbero a essere valute rifugio. Il GBP -USD dovrebbe indebolirsi maggiormente rispetto allo scenario Recession.
Si prevede che i mercati azionari registrino perdite molto significative, in media al 40%, riflettendo il contesto recessivo.
Stress Test sul Portafoglio di negoziazione(*) (milioni di €)
25 GIUGNO 2026
RECESSION SCENARIO SEVERE RECESSION
Totale gruppo UniCredit 138 217 Germania 31 35 Italia 77 133 Europa Centrale -12 -16 Europa Orientale 42 64
Nota:
(*) La data di fine mese per i risul tati di Stress Test fa riferimento all'ultimo giovedì del mese .
Sono stati riportati i risultati ipotetici del portafoglio di negoziazione manageriale, come definito sopra. I profitti ipotetici ne gli scenari Recession e Severe Recession provengono principalmente da UCI S.p.A. e sono causati da prodotti strutturati di fondi e di credito nella linea di business Equity & Brokerage Trading .
2.4 Rischio di liquidità
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi operativi e metodi di misurazione del rischio di liquidità Il rischio di liquidità è definito come il rischio che il Gruppo possa trovarsi nell’impossibilità di far fronte agli impegni di pagamento (per cassa o per consegna) attuali e futuri, previsti o imprevisti senza pregiudicare l’operatività quotidiana o la propria condizione finanzi aria.
I principi chiave
Le liquidity reference banks L’obiettivo del Gruppo è mantenere la liquidità ad un livello che consenta di svolgere le principali operazioni in condizioni di sicurezza, finanziare le proprie attività alle migliori condizioni di tasso in normali circostanze operative e rimanere sempre nella condizione di far fronte agli impegni di pagamento.
A tale scopo, il Gruppo si attiene scrupolosamente alle disposizioni normative e regolamentari imposte dalle Banche Centrali e dalle autorità nazionali dei vari paesi in cui opera.
Oltre a soddisfare i requisiti legali e regolamentari locali, la Capogruppo, sotto la supervisione del Group Risk Management, ha definito politiche e metriche da adottare a livello di Gruppo, al fine di garantire che la posizione di liquidità di ciascuna s ocietà risponda ai requisiti dello stesso.
Per tali ragioni, l’organizzazione del Gruppo è basata su criteri di tipo manageriale, definiti coerentemente con il concetto di liquidity reference bank.
Le liquidity reference banks sono società che operano come poli/hubs nella gestione della liquidità. Esse:
• intervengono nel processo di gestione e concentrazione dei flussi di liquidità delle varie società che ricadono all’interno d el loro perimetro;
• sono responsabili dell’ottimizzazione del processo di funding effettuato nei principali mercati locali e del coordinamento de ll’accesso ai mercati di breve e di lungo termine da parte delle società del Gruppo appartenenti al loro perimetro;
• infine, sono responsabili, a livello locale, dell’implementazione delle regole sulla liquidità di Gruppo, in conformità con l e Linee guida di governance di Gruppo e con le vigenti norme locali.
Un ruolo particolarmente importante è svolto dalla Capogruppo, in qualità di soggetto responsabile della supervisione e del c ontrollo del Gruppo. In tema di liquidità tale ruolo consiste nel guidare, coordinare e controllare tutti gli aspetti riguardanti l a liquidità dell’intero Gruppo.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 193 La Capogruppo ha la responsabilità di definire il risk appetite di Gruppo e di sub -allocare i limiti, in accordo con le liquidity reference banks e/o le singole società. In particolare, la Capogruppo è responsabile per le seguenti funzioni:
• definire le strategie per la gestione del rischio di liquidità su tutto il perimetro di Gruppo;
• sviluppare metriche e metodologie per il rischio di liquidità;
• determinare limiti specifici per le esposizioni al rischio di liquidità, in linea con il risk appetite di Gruppo;
• ottimizzare l’allocazione della liquidità fra le varie società, in ottemperanza alla normativa locale e ai limiti alla libera circolazione dei fondi;
• coordinare l’accesso ai mercati finanziari per la gestione della liquidità;
• definire il piano di finanziamento ordinario e di contingenza per il Gruppo, coordinare e monitorare la sua realizzazione;
• valutare l’adeguatezza delle riserve di liquidità, sia a livello di singola società, che di Gruppo;
• coordinare le operazioni di rifinanziamento con la Banca Centrale Europea;
• definire e rivedere periodicamente l’ILAAP di Gruppo e approvare i Report ILAAP di Gruppo con cadenza annuale .
Inoltre, la Capogruppo agisce come liquidity reference bank per il perimetro Italia.
Il principio di “autosufficienza” Questo tipo di organizzazione favorisce l’autosufficienza del Gruppo accedendo ai mercati locali e globali in modo controllato e coordinato.
Coerentemente alle politiche di Gruppo, i surplus di liquidità strutturale possono essere trasferiti alla Capogruppo a meno c he non sussistano impedimenti legali. La liquid ità disponibile a livello di singolo Paese può essere assoggettata a restrizioni di tipo legale, regolamentare e politico.
Il cosiddetto “large exposure regime”, valido in Europa, oltre a norme specifiche valide a livello nazionale come il “German Stock Corporation Act”, sono esempi di vincoli legali alla libera circolazione di fondi nell’ambito di un Gruppo bancario transnazi onale38.
Come principio generale, il large exposure regime, regolato dal CRR No 575/2013 (dall’articolo 387 in avanti) e successive modifiche , limita le esposizioni interbancarie ad un ammontare massimo pari al 25% del capitale Tier 1 dell’istituto bancario: questa regola si ap plica anche alle esposizioni infragruppo.
Tuttavia, tale direttiva è stata implementata in maniera non uniforme nei vari paesi Europei. In alcuni paesi CE&EE è valido il limite massimo del 25% del capitale, ma in altri paesi sono presenti regole più stringenti; in Austria, sulla base della normati va nazionale, il limite massimo del 25% del capitale non si applica alle esposizioni verso la società madre, se domiciliata in un paese dell’Area Economica Europea; infi ne, in Germania l’Autorità di Vigilanza nazionale ha previsto una procedura per un’esen zione dall’obbligo di rispetto del limite previsto dal large exposure regime per le esposizioni infragruppo.
In assenza di limiti ufficiali validi a livello nazionale, le Autorità di Vigilanza austriaca e tedesca si riservano la facol tà di valutare il livello di esposizione caso per caso. Nell’attuale contesto economico, in alcuni dei Paesi in cui il Gruppo opera , le autorità di vigilanza adottano misure volte a ridurre l’esposizione del proprio sistema bancario nazionale verso altre giurisdizioni con potenziali impatti negativi sull a capacità del Gruppo di finanziare le proprie attività.
In tale contesto è previsto nell’ambito della “ Group Liquidity Management & Control Policy” un ulteriore principio per migliorare la sana e prudente gestione della liquidità; ogni società, con accesso al mercato deve migliorare la sua autosufficienza dal punto di vista dell a liquidità, favorendo in questo mo do lo sfruttamento dei suoi punti di forza. Inoltre, la normativa di Gruppo prevede che ciascuna società (inclusa la liquidit y reference bank) dovrebbe essere autosufficiente dal punto di vista della liq uidità sulla sua valuta locale, sia indipendentemente sia facendo leva sulla liquidity reference bank.
Questo principio di autosufficienza è riflesso in una specifica “struttura dei limiti”: i limiti sono definiti sia a livello di Gruppo sia a livello individuale, con l’obiettivo di evitare/controllare sbilanci importanti tra le società.
Questo tipo di organizzazione garantisce che le società appartenenti al Gruppo siano auto -sufficienti, accedendo ai mercati della liquidità, globali e locali, in maniera controllata e coordinata. In tal modo si rende possibile ottimizzare i) i surplus e i deficit di liquidità tra le società appartenenti al Gruppo ii) il costo complessivo del funding a livello di Gruppo.
L’adozione da parte del Gruppo del Single Point of Entry implica che la Capogruppo fornisca MREL interno a tutte le altre sus sidiarie all’interno dell’Europa, rappresentando l’unica eccezione al principio di autosufficienza.
Ruoli e responsabilità Sono state identificate a livello di Gruppo, tre strutture principali per la gestione della liquidità: la competence line di Group risk management, la competence line di Group Finance, e la funzione di Group Treasury , ognuna con ruoli e responsabilità differenti.
In particolare, le funzioni operative sono proprie di Finanza e Tesoreria, mentre la funzione Risk Management ha responsabili tà di controllo e reportistica indipendente rispetto alle funzioni operative (in linea con quanto stabilito dalla vigente normativa di Banca d’Italia).
Più specificamente, la funzione di Group Risk Management è responsabile per il controllo indipendente del rischio di liquidità e del rischio di tasso e del rischio di cambio a livello di Gruppo e per gli stress test interni e regolamentari.
38 Anche le disposizioni di Banca d’Italia, Circolare 285, prevedono che il gruppo debba assicurare il mantenimento nel tempo di riserve adeguate presso tutte le unità, in modo da tenere conto di eventuali vincoli di natura normativa (Parte Prima, Titolo IV, capitolo 6, Sezione III, paragrafo 7).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 194 In dettaglio:
• definire le politiche e le metodologie per la misurazione e il controllo del rischio di liquidità, sviluppare, aggiornare e p resentare alle funzioni competenti report indipendenti sul rischio (controlli di secondo livello);
• definire le regole e i controlli volti a impostare e a monitorare i limiti in vigore per gestire il rischio di liquidità in l inea con la propensione al rischio della Banca al fine di monitorare i diversi fattori materiali del rischio di liquidità;
• contribuire alla definizione del risk appetite framework;
• valutare e monitorare le tendenze dell’esposizione al rischio di liquidità a livello di Gruppo e di liquidity reference bank confrontandoli con i rispettivi limiti e triggers;
• verificare la corretta implementazione delle mapping rules concordate;
• supervisionare le attività collegate all’esecuzione del Piano di finanziamento ordinario e di emergenza di Gruppo, nonché il monitoraggio della loro
esecuzione;
• sviluppare e d eseguire gli stress test per il rischio di liquidità a livello di Gruppo, analizzando il risultato, delineando nuovi scenari da analiz zare e coordinare il piano di azione inerente ai risultati dello stress test; è inoltre responsabile di rivedere periodicamente la struttura degli stress test di
liquidità;
• monitorare il rischio di liquidità e la produzione periodica dei report relativi al rischio su base consolidata in linea con i principi di Basilea “Principles for effective risk data aggregation and risk reporting”, definire l’insieme di standard comuni in termini di presentazione e comunicazione dei report.
• compiere le attività di validazione interna a livello di Gruppo sui sistemi per la misurazione del rischio di liquidità, sui rispettivi processi, di qualità del dato e delle componenti informatiche per le società rilevanti e sui modelli per la definizione del prezzo di strumenti finanziari per controllare che questi siano conformi con i requisiti regolamentari e gli standard interni;
• sviluppare e fare il back -testing dei modelli comportamentali per la misurazione del rischio di liquidità;
• validare, controllando l’implementazione e rilasciando giudizi indipendenti sui modelli di mappatura del profilo di liquidità delle poste patrimoniali (i.e. modelli comportamentali sulla stickiness dei depositi, rimborso anticipato dei prestiti , etc.).
La Tesoreria di Gruppo agisce come organo di coordinamento nella gestione dei flussi finanziari infra -gruppo, derivanti dai deficit/surplus di liquidità delle varie società appartenenti al Gruppo, e applica gli appropriati tassi di trasferimento alle trans azioni infra -gruppo. Eseguendo tali funzioni, la Tesoreria garantisce un accesso al mercato disciplinato ed efficiente.
La competence line di Group Finance è responsabile del coordinamento del processo di pianificazione finanziaria a livello di Gruppo, di liquidity reference banks e delle società più rilevanti, al fine di assicurare efficientemente la stabilità e la sosteni bilità della struttura finanziaria nel tempo, gestendo la composizione e le scadenze delle attività e delle passività, nel rispetto dei limiti e dei triggers definiti per la liquidità e le metriche di bilancio.
È inoltre responsabile per l’esecuzione della strategia di finanziamento a medio lungo termine del Gruppo (incluse le operazi oni di cartolarizzazione), per il coordinamento dell’accesso ai mercati nazionali ed internazionali per tutti le liquidity referenc e banks e le società rilevanti, sfruttando le opportunità dei mercati locali, al fine di ridurre i costi di finanziamento e diversificare le fonti di liquidi tà.
In aggiunta a questo, la funzione esegue controlli di primo livello sulle posizioni gestite da Group Finance e Group Treasury con l’obiettivo di assicurare un appropriato flusso di informazioni di Conto economico e liquidità relativamente alle varie operazioni e definisce le condizioni e le regole per l’applicazione dei prezzi di trasferimento.
Tutte le questioni più rilevanti in tema di rischio di liquidità vengono discusse nel comitato GRC (Group risks and controls committee - sessione ALCO).
Il comitato è responsabile per l’approvazione delle strategie, policy e metodologie per i Rischi Finanziari e per il monitora ggio dei rischi relativi al Fund Transfer Pricing, tra banche di riferimento della liquidità, funzioni business e singole società, con l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzo di risorse finanziarie (i.e. liquidità e capitale) in coerenza con l’appetito al rischio e le strategie di Business.
E’ inoltre responsabile per l’approvazione del Piano Finanziario, Piano di generazione della Counterbalancing Capacity ordina ria e Piano di Finanziamento in contingenza da sottoporre al Consiglio di Amministrazione da parte dell’Amministratore Delegato cos ì come della valutazione dell’impatto delle operazioni che incidono significativamente sul profilo di rischio finanziario complessivo .
L’ottimizzazione del rischio di liquidità è perseguita stabilendo limiti specifici per l’attività bancaria standard di trasfo rmazione delle scadenze a breve, medio e lungo termine. Tale processo è implementato nel rispetto delle disposizioni normative e re golamentari di ciascun paese e delle policy e regole interne delle società del Gruppo tramite modelli di gestione adottati nelle liquidity reference banks.
I modelli sono sottoposti ad analisi condotte dal Risk Management locale o dalla struttura equivalente con le stesse responsa bilità, di concerto con la funzione di Risk Management del Gruppo al fine di garantire il rispetto delle metriche e degli obiettivi definiti dal liquidity framework del G ruppo.
Inoltre, le regole regionali devono essere conformi ai requisiti normativi e regolamentari nazionali.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 195 Sistemi di misurazione e reporting del rischio
Tecniche di misurazione del rischio I diversi tipi di liquidità gestiti dalla Banca sono:
• il rischio di liquidità di breve termine si riferisce al rischio derivante da disallineamenti negli importi e/o nelle scadenze dei flussi di cassa in entrata ed in uscita nel breve termine (inferiore all’anno);
• il rischio di liquidità di mercato è il rischio che la Banca possa fronteggiare un cambiamento di prezzo notevole e avverso, generato da fattori esogeni ed endogeni che comportino delle perdite, nella vendita di attivi considerati liquidi. Nel caso peggior e, la Banca potrebbe non essere capace di liquidare queste posizioni;
• il rischio di liquidità intra -giornaliero emerge quando un’istituzione finanziaria non può onorare i pagamenti o le obbligazioni di liquidazione in maniera tempestiva sia in condizioni normali sia in condizioni di stress;
• il rischio di liquidità strutturale è definito come l’incapacità della Banca di procurarsi, in modo stabile e sostenibile, i fondi necessari per mantenere un rapporto adeguato tra le attività e le passività a medio/lungo termine (oltre l’anno) ad un prezzo ragionevole senza impattare le operazioni giornaliere o la situazione finanziaria della Banca. Potrebbe avere un potenziale impatto sul costo del finanziamento (credit spread della Banca o di mercato) con conseguenze sui risultati dell’istituzione;
• il rischio di stress o contingenza è legato alle obbligazioni future ed inattese (per esempio l’utilizzo di linee di credito irrevocabili, prelievo di depositi, aumento nelle garanzie prestate) e potrebbe richiedere alla Banca un ammontare maggiore di liqu idità rispetto a quanto considerato necessario per gestire il business ordinario;
• il rischio di liquidità intra -gruppo ha origine da un’eccessiva esposizione o dipendenza verso/da una controparte del Gruppo;
• il rischio di concentrazione delle passività emerge qualora una Banca faccia leva su un numero limitato di fonti di finanziamento, la cui importanza diviene tale che il ritiro di una di esse potrebbe generare problemi di liquidità;
• il rischio di liquidità in valuta estera, generato dai disallineamenti tra flussi di cassa in entrata ed in uscita attuali o prospettici in valuta estera (rischio di rifinanziamento in valuta estera) o relativi alla distribuzione delle scadenze degli attiv i e dei passivi in valuta estera (rischio di mismatch strutturale di valuta).
L’esposizione del Gruppo e delle sue società ad ognuno di questi rischi è misurata associando ad ognuno di essi una metrica o un insieme di metriche. Ogni società del Gruppo è esposta ai rischi sopra indicati in modo differente: per definire il perimetro d i gestione e controllo del rischio di liquidità si esegue un’analisi di materialità.
Il rischio di liquidità, per la sua particolare natura, è affrontato tramite tecniche di analisi dei gap, stress test della l iquidità e misure complementari (principalmente una serie di indicatori, come: gap prestiti -depositi, liquidity coverage ratio).
In particolare, le analisi dei gap sono elaborate entro due orizzonti temporali distinti:
• giornalmente, una metodologia basata sul mismatch degli sbilanci di liquidità controlla il rischio di liquidità di breve term ine derivante da scadenze dall’overnight fino a 12 mesi;
• mensilmente, i gap ratio controllano il rischio dal medio al lungo termine (liquidità strutturale) per le scadenze pari all’a nno o superiori.
Il framework di gestione del rischio di liquidità Il liquidity framework del Gruppo si basa sul Liquidity Risk Mismatch Model , caratterizzato dai seguenti principi fondamentali:
• gestione del rischio di liquidità sul breve termine (liquidità operativa) , che considera gli eventi che avrebbero un impatto sulla posizione di liquidità del Gruppo da un giorno fino ad un anno. L’obiettivo primario è quello di conservare la capacità del Gruppo di far fronte agl i impegni di pagamento ordinari e straordinari mini mizzandone contestualmente i costi;
• gestione del rischio di liquidità strutturale (rischio strutturale) , che considera gli eventi che avrebbero un impatto sulla posizione di liquidità del Gruppo oltre l’anno. L’obiettivo primario è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività a medio/lungo termine e at tività a medio/lungo termine, rivolto ad evitare pressioni sulle fonti di finanziamento, attuali e prospettiche, a breve termine, ottimizzando contestualmente il c osto del
funding;
• stress test : il rischio di liquidità è un evento di scarsa probabilità e di forte impatto. Pertanto, le tecniche di stress testing rappr esentano un eccellente strumento per valutare le potenziali vulnerabilità del bilancio. La Banca riproduce diversi scenari, spazian do dalla generale crisi di mercato alla crisi idiosincratica e loro combinazioni.
In tale contesto, i modelli per la gestione della liquidità considerano tutte le attività, passività, posizioni fuori bilanci o ed eventi presenti e futuri che generano flussi di cassa certi o potenziali per il Gruppo, proteggendo così le Banche/Società app artenenti allo stesso dai rischi correlati alla trasformazione delle scadenze.
Inoltre, il rischio di liquidità è incluso nel risk appetite framework di Gruppo attraverso una serie di indicatori specifici.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 196 Gestione della liquidità di breve termine L’obiettivo della gestione della liquidità consolidata di breve termine è di garantire che il Gruppo resti nella condizione d i far fronte agli impegni di pagamento, previsti o imprevisti, focalizzandosi sulle esposizioni relative ai primi dodici mesi.
Le misure standard adottate a tal fine sono:
• gestione dell’accesso ai sistemi di pagamento (gestione della liquidità operativa);
• gestione dei pagamenti da effettuare e monitoraggio delle riserve di liquidità e del livello di utilizzo delle stesse (analis i e gestione attiva della maturity ladder).
Questi principi sono applicabili a livello di Gruppo e a livello di ciascuna liquidity reference bank .
La operative maturity ladder è composta dai flussi di cassa netti ( in/outflows ) contrattuali che impattano la posizione di liquidità presso le Banche Centrali e il conto Nostro.
Si tratta di flussi che impattano direttamente la “ core liquidity ” della Banca, su predefiniti bucket temporali.
La operative maturity ladder è composta da:
• primary gap, è il fabbisogno netto di rifinanziamento wholesale nei diversi bucket temporali;
• counterbalancing capacity, è l’ammontare di titoli non impegnati accettati come garanzia dalle Banche Centrali o dalle contro parti di mercato.
L’ammontare di counterbalancing capacity è rappresentata al cosiddetto “liquidity value” (il market value meno l’ haircut applicabile);
• cumulative gap, è la somma dei componenti precedenti;
• riserva per flussi inattesi, rappresenta aggiustamenti di liquidità della operative maturity ladder per considerare un buffer che può essere utilizzato dalla Tesoreria per rifinanziare deflussi imprevisti che incidono sulla posizione della Banca Centrale ( incluso nei bucket a breve termine). La riserva per flussi inattesi tiene conto della volatilità dei bisogni di finanziamento del portafoglio di attività commerciali , la volatilità delle fonti di finanziamento commerciali, compresi gli effetti potenziali d i concentrazione, la variazione di valore della counterbalancing capacity dovuta a cambiamenti dei prezzi di mercato.
La operative maturity ladder è inclusa nel risk appetite framework di Gruppo, con un limite di 0 sul bucket a 3 mesi.
Il Gruppo adotta anche il “cash horizon” come indicatore sintetico dei livelli di rischio relativi alla posizione di liquidit à a breve termine.
Il cash horizon identifica il numero di giorni al termine dei quali la società in esame non è più in grado di onorare le prop rie obbligazioni, così come rappresentate nella operative maturity ladder, una volta esaurita la counterbalancing capacity disponib ile.
Gestione della liquidità strutturale L’obiettivo della gestione della liquidità strutturale del Gruppo è di limitare le esposizioni al rifinanziamento sulle scade nze superiori all’anno, riducendo così i bisogni di rifinanziamento sul più breve termine. Il mantenimento di un adeguato rapporto tra le attività e le passività di medio/lungo termine mira ad evitare pressioni sulle fonti, attuali e prospettiche, a breve termine.
Le misure standard adottate a tal fine sono:
• la distribuzione delle scadenze delle operazioni di finanziamento, per ridurre le fonti di funding meno stabili, ottimizzando contestualmente il costo della raccolta (gestione integrata della liquidità strategica e della liquidità tattica);
• il finanziamento della crescita tramite attività strategiche di funding, stabilendo le scadenze più appropriate (piano di fin anziamento annuale);
• la conciliazione di requisiti di finanziamento a medio -lungo termine con l’esigenza di minimizzare i costi diversificando le fonti, i mercati nazionali, le valute di emissione e gli strumenti impiegati (realizzazione del piano di finanziamento annuale).
La metrica principale utilizzata per misurare la posizione a medio lungo termine è il net stable funding ratio, nella version e prescritta dal CRR2.
In generale, il net stable funding ratio è calcolato come il rapporto tra passività e attività stabili .
Tutte le voci di bilancio sono mappate con riferimento alla loro scadenza contrattuale. Inoltre, ad ognuna delle poste è asse gnato un peso che riflette, per le passività, il loro grado di stabilità all’interno del bilancio e, per le attività, la porzione c he a scadenza è rinnovata dalla Banca o che, più in generale, non può essere negoziata sul mercato per reperire un giusto rifornimento di liquidità alla Banca.
Il limite interno , fissato al 102, 40% per il 2026, significa che le passività stabili devono coprire totalmente il fabbisogno di finanziamento generato dalle attività di bilancio.
In aggiunta alla prospettiva regolamentare offerta dal net stable funding ratio, una metrica interna, denominata structural l iquidity ratio, è utilizzata per rafforzare la gestione del rischio di liquidità strutturale da un punto di vista economico, i.e. considerando il rischio di liquidità originato dalle diverse poste di bilancio sotto la prospettiva dei modelli interni.
Un’altra metrica strutturale chiave, dedicata alla misurazione delle necessità di finanziamento generate dall’attività commer ciale della Banca è il loans to deposits ratio.
Esso misura la necessità di finanziamento che la Banca ha nel mercato interbancario. L'indicatore, presente nel risk appetite framework, ha l'obiettivo di monitorare e gestire il livello di finanziamento dei crediti netti verso la clientela, proveniente da fonti di finanziamento non ottenute esclusivamente attraverso l'attività di Tesoreria/Finanza.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 197 Liquidità in condizioni di stress Lo Stress test è una tecnica di gestione del rischio impiegata per valutare i potenziali effetti che uno specifico evento e/o movimento, in una serie di variabili finanziarie, esercitano sulla condizione finanziaria di un’istituzione.
Trattandosi di uno strumento previsionale, lo stress test della liquidità valuta il rischio di liquidità di un’istituzione. In particolare, i risultati degli stress test sono utilizzati per:
• valutare l’adeguatezza dei limiti di liquidità sia in termini quantitativi che qualitativi;
• pianificare e attuare operazioni di finanziamento alternative al fine di controbilanciare i deflussi di cassa;
• strutturare/modificare il profilo di liquidità degli asset del Gruppo;
• fornire supporto allo sviluppo del liquidity contingency plan.
Al fine di eseguire stress test uniformi in tutte le liquidity reference banks, il Gruppo adotta una metodologia centralizzat a in base alla quale ogni liquidity reference bank è tenuta a riprodurre lo stesso scenario sotto il coordinamento del Group Risk Management tramite l’attivazione di procedure locali.
Il Gruppo esegue regolarmente scenari di liquidità e analisi di sensitività. Queste ultime valutan o l’impatto esercitato sulla condizione finanziaria di un’istituzione , dal movimento in un particolare fattore di rischio, mentre i test di scenario tendono a considerare le ripercussioni di movimenti simultanei in diversi fattori di rischio, sulla base di uno scenario di stress ipotetico ben definito e coerente.
Il Gruppo identifica tre diversi tipi di potenziale crisi di liquidità:
• di mercato (sistemica, globale o settoriale): market downturn scenario. Tale scenario consiste in un’improvvisa turbolenza in un mercato monetario e di capitali che potrebbe essere causata dalla chiusura (o dall’accesso limitato) al sistema di mercato/rego lamento, da eventi politici critici, crisi regionale, credit crunch, e cc.;
• specifica del Gruppo o di parte di esso (idiosincratico): crisi sul nome; il presupposto potrebbe essere il rischio operativo , eventi connessi ad un aumento del rischio reputazionale del Gruppo e ad un declassamento del rating di UniCredit S.p.A. o altre s ocietà del Gruppo;
• una combinazione della crisi di mercato e di quella specifica: scenario combinato.
Questi scenari causano una sostanziale riduzione nella raccolta proveniente da clienti rating -sensitive , da investitori di CD/CP e dal mercato interbancario. In aggiunta, è considerato un possibile maggior ricorso alle linee di credito non utilizzate.
Il Combined Scenario prevede un generale contesto negativo del sistema bancario abbinato ad un problema specifico o di mercato riguardante il Gruppo.
Nella prima metà del 2026 il risultato degli stress test di liquidità del Gruppo nel combined scenario è stato sempre positivo sull’orizzonte temporale rilevante ai fini del sistema dei limiti interni.
In aggiunta allo stress test interno, la Banca adotta e monitora il liquidity coverage ratio (LCR) calcolato secondo le dispo sizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2016/322 in vigore a partire dall’1 ottobre 2016 come rivisto da DR (EU) 2018/1620. Questo è il rapporto tra gli attivi liquidi di alta qualità (HQLA) ed i flussi di cassa netti attesi per i prossimi 30 giorni, sotto condizioni di stress. Il rispetto di questo requisito regolamentare è costantement e monitorato impostando, all’interno del risk appetite framework, delle limitazioni interne superiori al livello minimo vincolante di 100%.
Tra i flussi di liquidità in uscita che avvengono in situazioni di stress, la Banca monitora con cadenza mensile l'impatto in termini di addizionali garanzie collaterali che la Banca dovrebbe fornire in caso di downgrade del suo rating creditizio. A tal fine sono presi in considerazione i rating fornit i da tutte le principali agenzie di rating. I controlli sono effettuati a livello di singola società. È effettuata, inoltre, un ’attività di reportistica a livello consolidato, per consentire la valutazione del l'impatto a livello di Gruppo. Attenzione particolare è riservata ai veicoli (SPV) .
A livello di Gruppo l’ammontare di flussi di cassa in uscita rilevanti dovuti al deterioramento del proprio merito di credito , inclusi tra le componenti del Liquidity Coverage Ratio, è uguale a €125 milioni al 30 giugno 2026.
Mitigazione del rischio
Monitoraggio e reportistica Nel Gruppo la governance di liquidità e il controllo del rischio ad essa relativo sono eseguiti attraverso l’impostazione e i l monitoraggio delle restrizioni, gestionali e regolamentari, volte a prevenire potenziali vulnerabilità nella capacità della Banca di far fronte ai propri obblighi di flussi di cassa e incorporate in limiti o livelli di warning/trigger.
I limiti a valere sulla liquidità a breve termine sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base giornaliera. Gli indici di liquidità strutturale e l’eventuale mancato rispetto dei limiti sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base mensile. Il periodo di sopravvivenza e i risultati dei Liquidity Stress Test sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base mensile.
In entrambe le violazioni, di limite o di warning, a livello di Gruppo, la funzione di Risk Management del Gruppo analizza la causa degli eventi, attivando un appropriato processo di escalation e segnalando al comitato competente.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 198 Fattori di mitigazione Il rischio di liquidità è considerato una categoria di rischio rilevante ai fini della determinazione della propensione al ri schio del Gruppo.
I processi e le pratiche di gestione incluse nella “ Group Liquidity Management & Control Policy”, che definisce i principi che la Capogruppo e le Società devono applicare per coprire e mitigare questo rischio e i ruoli interpretati dai vari comitati e funzioni. In aggiun ta ad avere un liquidity buffer per far fronte a deflussi di cassa inaspettati e stress test solidi, aggiornati periodicamente, i principali fattori di mitigazione della liquidità per il Gruppo
sono:
• un’accurata pianificazione della liquidità sul breve e medio -lungo termine sottoposta ad un’attività di monitoraggio mensile;
• un’efficiente Contingency Liquidity Policy caratterizzata da un Contingency Action Plan, fattibile e aggiornato, da attuare i n caso di crisi;
• un insieme di indicatori di early warning utili ad intercettare potenziali crisi di liquidità, dando così al Gruppo il tempo necessario per ristabilire un solido profilo di liquidità.
Piano di funding Il funding plan ricopre un ruolo fondamentale nella gestione generale della liquidità, influenzando sia la posizione di breve termine che la posizione strutturale.
Il funding plan, definito a tutti i livelli (es. di Gruppo, di liquidity reference bank e di società), è sviluppato in coerenza con una a nalisi sostenibile di utilizzi e fonti sia sulla posizione a breve, sia strutturale.
Uno degli obiettivi dell’accesso ai canali di medio -lungo termine è quello di evitare pressioni sulla posizione di liquidità a breve termine.
Il funding plan deve essere aggiornato almeno annualmente e deve essere approvato dal Consiglio di Amministrazione. Inoltre, deve essere allineato con il processo di definizione del budget e con il risk appetite framework.
La Capogruppo è responsabile per l’accesso al mercato per gli strumenti di capitale di Gruppo.
La Capogruppo coordina l’accesso al mercato da parte delle liquidity reference banks e delle società, mentre le liquidity ref erence banks coordinano l’accesso delle società che appartengono al proprio perimetro.
Ogni società o liquidity reference bank può accedere ai mercati per il finanziamento di medio e lungo temine, in modo da incr ementare l’autosufficienza, sfruttare le opportunità di mercato e la specializzazione funzionale, tutelando l’ottimizzazione del co sto dei finanziamenti del Gruppo.
La competence line del Group Finance è responsabile per l’elaborazione del funding plan. La funzione di risk management ha la responsabilità di rilasciare una valutazione indipendente del funding plan.
Contingency liquidity management del Gruppo Le crisi di liquidità di norma si sviluppano rapidamente e i segnali di allerta precoce possono essere difficili da interpretare o addirittura assent i; è quindi importante individuare con chiarezza gli attori, i poteri, le responsabilità, i criteri di comunicazione e la reportis tica, al fine di incrementare significativamente la probabilità di superare con successo lo stato di emergenza. Una crisi di l iquidità può essere classificata sistemica (es. evento di crollo complessivo del mercato monetario e di cap itali), specifica (es. specifica della Banca) o come una combinazione di entrambe.
La capacità di agire tempestivamente è essenziale per ridurre al minimo le conseguenze potenzialmente distruttive di una cris i di liquidità.
Le analisi degli stress test rappresenteranno un valido strumento per individuare le conseguenze attese e definire con anticipo l e azioni più adeguate per affrontare uno specifico scenario di crisi.
In combinazione con gli early warning indicators, il Gruppo può addirittura riuscire ad attenuare gli effetti negativi di liq uidità già nelle prime fasi della crisi.
Pertanto, è stato definito un modello operativo specifico per situazioni di crisi, che può essere attivato efficacemente, sul la base di una procedura approvata. Per poter agire tempestivamente, è stata predefinita una serie di azioni di mitigazione. A seco nda della situazione, alcune di queste azioni possono essere approvate per l’esecuzione.
L’obiettivo delle regole di contingency liquidity management di Gruppo è di assicurare l’attuazione tempestiva di interventi efficaci fin dal principio (dalle prime ore) di una crisi di liquidità, attraverso la definizione di linee guida specifiche su attivazione delle fasi, c onvocazione di meetings, decisioni, azio ni e procedure di comunicazione.
Tale scopo è raggiunto attraverso:
• una serie di early warning indicators che possono aiutare ad identificare una potenziale crisi emergente di liquidità;
• l’attivazione di un modello operativo straordinario e di governo della liquidità, legato a indicatori inclusi sia nel risk Appetite che nel Recovery Plan;
• una serie di azioni disponibili in stand -by per mitigare gli effetti negativi sulla liquidità;
• una coerente comunicazione interna ed esterna.
Una parte fondamentale della contingency liquidity management è costituita dal contingency funding plan. Questo piano consist e in un insieme di azioni di gestione potenziali ma concrete da attuare in una fase di crisi.
Tali azioni sono dettagliate in termini di strumenti, importi e tempi di esecuzione volti a migliorare la posizione di liquid ità della Banca durante la fase di crisi. Il contingency funding plan è sviluppato sulla base del Piano di Finanziamento annuale.
Il Gruppo e le principali società sono dotate di un sistema di early warning indicators, finalizzato a monitorare su base continuativa le situazioni di stress, le quali possono essere originate dal mercato, dal settore o da eventi idiosincratici.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 199 Questi indicatori sono basati su variabili macroeconomiche o di mercato che riflettono l’andamento della politica monetaria d elle Banche Centrali, o, ancora, su specifiche metriche interne. Il sistema di early warning indicators aiuta ad intercettare possibili crisi di liquidità o potenziali difficoltà di rifinanziamento del Gruppo, attivando una serie di decisioni prese dal senior management.
Per ogni indicatore, si è adottato un sistema “a semaforo”, tale da garantire sufficiente tempo per informare il senior manag ement e mettere in piedi adeguate azioni correttive volte a riportare la liquidità del Gruppo ai livelli ordinari.
Adeguatezza del Liquidity Risk Management Durante il processo annuale di ILAAP, è richiesto ai dirigenti di più alto livello di dare un giudizio di adeguatezza sulla p osizione di liquidità e sulla stabilità delle fonti di finanziamento, all’interno di un documento definito Liquidity Adequacy State ment (LAS). Questo giudizio ha l’obiettivo di mostrare quali sono i principali motivi di variazione della posizione di liquidità nell’ultimo anno e di fornire spiegazioni anche sull’evoluzione delle metriche principali usate per indirizzare i differenti as petti del rischio di liquidità. Nella prima metà del 2026, la situazione di liquidità del Gruppo è reputata adeguata e l’organizzazione della gestione del rischio di liquidità dell’istituzione assicura che i sistemi di gesti one del rischio di liquidità in uso sono adeguati al profilo e alla strategia dell’istitu zione.
I sistemi di misurazione e dei limiti in essere hanno l’obiettivo di assicurare che il Gruppo abbia sempre un buffer o riserv a di liquidità che consente di far fronte a pagamenti attesi e inattesi.
Nell’operatività giornaliera della Tesoreria, la riserva gestionale di liquidità è rappresentata dalla counterbalancing capac ity (CBC).
La Tesoreria di Gruppo, nel suo ruolo di funzione operativa per la gestione della liquidità, è incaricata a monetizzare anche le obbligazioni che fanno parte dei portafogli di negoziazione (Trading books), quando ciò si rende necessario per ripristinare la posizione di liquidità, prevalendo su qualsiasi attività/disposizione già vigente o strategia di gestione del rischio.
Da un punto di vista regolamentare, la riserva di liquidità è rappresentata dall’ammontare di high quality liquid assets (HQL A).
Essi rappresentano il numeratore del liquidity coverage ratio (LCR), composto da strumenti che possono essere facilmente e pr ontamente convertiti in denaro liquido senza perdite significative di valore, anche in periodi di severi shock idiosincratici e di mercato. Questi strumenti devono essere disponibili, ossia liberi da qualsiasi tipo di onere legale, regolamentare, contrattuale che non consenta alla Banca di liqui darli, venderli, trasferirli o assegnarli.
L’adeguatezza della riserva sotto entrambe le prospettive è monitorata e controllata attraverso le limitazioni imposte sia su lla operative maturity ladder (gestionale) sia sul LCR (regolamentare), come descritto sopra.
Nel primo semestre del 2026 l’operative maturity ladder del Gruppo, misurata considerando gli impedimenti al trasferimento della liquidità tra le varie società, è stata costantemente sopra il trigger del Risk Appetite, definito a un livello che assicura che il Gruppo abbia liq uidità sufficiente per sopravvivere a un periodo di stress.
Allo stesso modo il liquidity coverage ratio è stato sempre al di sopra del trigger (fissato a un livello superiore rispetto al requisito regolamentare del 100%), confermando che la riserva di liquidità è sufficientemente dimensionata per coprire le ipotes i di stress su base mensile disegnate dai regolatori.
Mentre l’operative maturity ladder e LCR garantiscono che le riserve di liquidità siano adeguate, il rispetto dei limiti sul loans to deposits ratio e sulle altre metriche di liquidità strutturale assicura che la Banca mantenga un equilibrio appropriato tra attività e passività nel medio -lungo termine (oltre l’anno), prevenendo ulterior i pression i sulla posizione di liquidità di breve periodo.
Nel primo semestre del 2026, il net stable funding ratio , il loans to deposits ratio e lo structural liquidity ratio risultavano conformi ai limiti fissati nel risk appetite framework, confermando in questo modo la relativa stabilità delle fonti di finanziamento del Gruppo.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 200 2.5 Rischi operativi
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo
Definizione di rischio operativo Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi in terni, personale, sistemi o danni causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale.
Ad esempio, possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezz a sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell’azienda, interruzioni dell’operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi , disservizi ed inadempienze di terze parti .
Framework di Gruppo per la gestione dei rischi operativi Il gruppo UniCredit ha definito il sistema di gestione dei rischi operativi l’insieme di normative e procedure per l’identificazione, la valutazione e la misurazione, la gestione e la mitigazione, il monitoraggio e la reportistica dei rischi operativi nel Gruppo e nelle società controllate. Al fine di assicurare che il framework dei Rischi Operativi sia applicato coerentemente in tutto il Gruppo, garantendo l'adozione di un adeguato e proporzionato meccanismo di presidio anche con riferimento alle Entità di minori dimensioni , è stato definito il modello di “Operational Risk Oversight” di Gruppo.
Le normative di rischio operativo, applicabili alle società del Gruppo secondo quanto stabilito dall’Operational Risk Oversig ht model, sono principi comuni che stabiliscono il ruolo degli organi aziendali, della funzione di controllo dei rischi, nonché le interazioni con le altre funzioni coinvolte nel processo.
La Capogruppo coordina le società del Gruppo secondo quanto stabilito nella normativa interna, dai Meccanismi di governance e responsabilità manageriale e dal Regolamento Aziendale e Applicazione. Le metodologie di classificazione e controllo di completezza dei dati, analisi di scenario, indicatori di rischio, monitoraggio e reporting, misurazione del capitale di rischio, self -assessment su rischi e controlli e strategie di mitigazione dei rischi so no responsabilità della struttura Group Non Financial Risks di Capogruppo (GNFR) e sono applicate dalle società del Gruppo. Elemento funzionale al sistema di controllo è l’applicativo informatico a supporto per la raccolta dei dati, il controllo dei rischi e la misurazi one del capitale.
La conformità del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi alla normativa esterna e agli standard di Gruppo è valutata attraverso un processo di convalida interna; responsabile di questo processo è il Group Internal Validation Department del la Capogruppo, struttura indipendente da Group Non -Financial Risks.
Dal mese di marzo 2025 il Gruppo utilizza l’approccio standardizzato (S MA) di Basilea IV per il calcolo del capitale a fronte dei rischi operativi per il Gruppo e per tutte le società appartenenti ad esso.
Struttura organizzativa
L’Alta Direzione è responsabile per l’approvazione di tutti gli aspetti rilevanti del framework di Gruppo dei rischi operativ i, per la verifica dell’adeguatezza del sistema di misurazione e controllo; viene informata regolarmente circa le variazioni del pr ofilo di rischio e l’esposizione ai rischi operativi, con l’eventuale supporto di appositi comitati rischi.
Il Comitato “Group Risks and Controls Committee ” (GRC) supporta l’Amministratore Delegato nel ruolo di indirizzo e controllo dei Rischi Non -
Finanziari (NFRs, inclusi i rischi climatici e ambientali) a livello Gruppo, anche supervisionando il correlato Sistema dei C ontrolli Interni (ICS).
Il GRC permette il coordinamento delle tre linee di difesa con l’obiettivo di identificare e condividere le priorità di Grupp o riguardanti i Rischi “Non -
Finanziari” (es. eventi, normative o rischi emergenti), valutando e monitorando l’efficacia delle inizi ative poste in essere al fine di un loro indirizzamento.
Fatto salvo il ruolo riservato al Consiglio di Amministrazione dalle disposizioni vigenti, il GRC, al fine di supportare l’Am ministratore Delegato nell’implementazione delle linee guida strategiche e delle politiche generali di gestione dei Rischi di Grupp o, è responsabile di:
• definire e approvare policies, limiti operativi e metodologie per la misurazione, la gestione e il controllo dei Rischi Non -Finanziari, anche con riferimento ai Rischi Non -Finanziari (Rischi Operativi e Reputazionali) che impattano sul capitale interno;
• valutare e definire le linee guida per la gestione dei rischi relativi a ICT, Security, Cyber, contratti con “terze parti” e Business Continuity Plan;
• valutare e definire le linee guida per la gestione del rischio reputazionale anche su transazioni di singolo cliente.
In particolare, con riferimento al rischio operativo, GRC si riunisce sia con funzioni approvative che con funzioni consultiv e per:
1) Approvare:
• priorità e strategie di mitigazione di Non -Financial Risks per il Gruppo;
• policies generali di governance delle differenti tipologie di NFRs;
• policies e metodologie di Gruppo per la misurazione, gestione e controllo dei NFRs nonché per la misurazione e monitoraggio d el relativo capitale
interno;
• strategie assicurative di Gruppo proposte dalle competenti funzioni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 201 2) Consulenza e informativa inerente:
• i principali NFRs, per il settore e per il Gruppo, e complessive strategie per la loro ottimizzazione;
• le questioni significative a livello di Gruppo e di società del Gruppo locali (anche emergenti dalle attività condotte dai Co mitati Non -Financial Risk locali) riguardanti temi NFR e ICS, valutando debolezze e carenze e, se necessario, raccomandando e prior itizzando azioni correttive, e monitorando le principali milestones dei relativi piani di implementazione;
• gli eventi esterni aventi potenziale impatto sul profilo dei NFRs di Gruppo, e “best practices” e/o “lessons learned” derivan ti da eventi, valutazioni e piani di azione definiti dalle società del Gruppo;
• il reporting periodico predisposto dalla funzione Risk Management sulle perdite operative (con particolare focus sugli eventi aventi impatti finanziari significativi), mancati incidenti, Attività Ponderate per il Rischio ( Risk Weighted Exposure Amounts /RWEA), Indicatori e Analisi di
Scenario;
• le evidenze dei controlli di secondo livello svolti da Compliance e Risk Management, nonch é evidenze degli impatti correnti e attesi derivanti dalle
normative monitorate;
• i rischi significativi a livello Gruppo/criticità evidenziate dalla funzione Internal Audit, per casi specifici e in relazion e a specifiche aree o geografie;
• reportistica su rischi operativi significativi o elementi critici emersi dai report prodotti da Regulator esterni, altre Funzi oni di Gruppo con compiti di controllo o operanti nell’ambito del Sistema dei Controlli Interni e Auditor esterni.
La struttura Group Non Financial Risks (GNFR) è responsabile del governo e del controllo dei rischi non finanziari e della va lutazione dell’esposizione del Gruppo e di UniCredit S.p.A. a tali rischi attraverso la definizione del framework e delle relative meto dologie.
La struttura è inoltre responsabile di definire le strategie da sottoporre alle funzioni/organi competenti, volte a mitigare i rischi non finanziari e contenere le relative perdite e le attività ponderate per il rischio, nonché per impostarne il monitoragg io e il controllo continuo e indipendente. La struttura ha il compito di garantire analisi e reporting integrati, in allineamento con le altre funzioni di controllo (i.e. Compliance, Audit, Group Internal Validation) sui principali rischi non finanziari de l Gruppo e di UniCredit S.p.A.
La Struttura è inoltre responsabile del governo e del controllo dei rischi digitali, facendo leva sul framework metodologico definito (il “Framework”), delle valutazioni sull'adeguatezza delle misure di mitigazione sui processi digitali per UniCredit S.p.A ., della supervisione dell'attuazione del Framework in tutte le Società del Gruppo nonché per il reporting periodico al Top Management del Gruppo per supportare il pro cesso decisionale risk-based.
La struttura è articolata come segue:
• Operational and Reputational Risk Management responsabile di definire i principi e le regole a livello di Gruppo per l’identificazione, la valutazione, il controllo e il reporting dei rischi operativi e reputazionali, monitorandone la corretta applicazione da part e delle Entità del Gruppo. La struttura è inoltre responsabile di definire le metodologie di misurazione del capitale economico di rischio operativo e reputazionale, conducend o analisi dell’esposizione del Gruppo e di UniCredit S.p.A. al rischio op erativo, anche sulla base di modelli analitici. Inoltre, la struttura individua le aree strategiche di priorità del rischio operativo, coordinando e monitorando la definizione e pianificazione delle relative azioni di mitigazione dei rischi rilevanti da pa rte delle Entità del Gruppo ed è responsabile della definizione delle metriche di competenza del Risk Appetite Framework/RAF nonché del loro relativo monitoraggio periodico. La struttura è anche responsabile della definizione dei principi e dei requi siti m inimi necessari per identificare e fronteggiare i rischi derivanti dallo sviluppo di nuovi prodotti o modifiche significative dei prodotti esiste nti, valutando l’impatto dei rischi operativi e reputazionali per i prodotti a portata globale (es. quelli prop osti dalle funzioni “Client Solutions”) o rientranti nel perimetro UniCredit S.p.A. di concerto con la competente funzione di Group Compliance. La struttura fornisce inoltre presidio e challen ge sull'esecuzione delle valutazioni dei rischi operativi per il perimetro Holding e Funzioni Globali, assicurando anche uno specifico presidio sull'identificazione, governo e gestione delle attività del Gruppo connesse ai Settori Reputazionali Sensibili ed è responsabile di definire le met odologie per la valutazione d ei rischi reputazionali connessi alle attività svolte dal Gruppo, fornendo valutazioni del rischio reputazionale per UniCredi t S.p.A. e pareri non vincolanti per le altre Entità Legali del Gruppo.La struttura svolge inoltre le attività come da dedicato acc ordo di servizio, per il perimetro di propria competenza, anche per la società UniCredit Leasing S.p.A.
Infine la struttura supporta le attività di organizzazione del “Group Risks and Controls Committee” (GRC) per il perimetro di competenza predisponendo i casi da discutere e fornendo reporting sui rischi operativi e reputazionali.
• Digital and Third party Risk Management responsabile di definire i principi e le regole a livello di Gruppo per l'identificaz ione, la valutazione, il controllo e il reporting - portando la valutazione, il monitoraggio e la supervisione a livello di Gruppo - dei rischi digitali e terze parti, con l'obiettivo di consentire al Gruppo di essere una Banca digitale sicura, protetta e resiliente. Determinare le aree più rilevanti all’interno dell’operational risk framework con riferimento al perimetro di attività Digital del Gruppo, in coerenza con il Risk Appetite Framework/RAF e gli obiettivi strategici del Gruppo, nonché definire le linee guida per il controllo dei rischi Digital (i.e. IT e Cyber) e Third Parties svolti dalle Soc ietà del Gruppo, monitorandone l’ esecuzione. La Struttura ha inoltre la responsabilità di identificare, valutare, rispondere, monitorare e segnalare i rischi digitali che incidono sui processi appartenenti all'area Digital & Information del Gruppo oltre a monitorare, per UniCredit S.p.A., i rischi ICT e Cyber attraverso specifici indicatori di rischio e/o controlli di secondo livello e definire le opportune azioni di mitigazione.
Reporting
È stato sviluppato dalla Capogruppo un sistema di reporting per mantenere regolarmente informati l’Alta Direzione e l’organo di gestione sull’esposizione ai rischi operativi del Gruppo e sulle azioni intraprese per mitigarli.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 202 In particolare, con periodicità settimanale viene fornito un report sull’andamento delle perdite operative e le principali in iziative intraprese per prevenire o mitigare i rischi operativi nelle varie aree di business e sui principali eventi. Le stime del capitale a rischio e il monitoraggio delle metriche RAF sono fornite trimestralmente. I report relativi alle perdite operative, p resentati al comitato Group Non -Financial Risks and Controls vengono periodicamente forniti ai Regulator.
Indirizzo e mitigazione del rischio Su base annuale, le priorità NFR vengono definite a livello di Gruppo e locale sulla base sia di dati interni (perdite, scena ri, incidenti, indicatori di rischio) che di informazioni esterne (eventi esterni, trend di mercato e rischi emergenti).
Per indirizzare le Priorità NFR individuate, le Strategie di Mitigazione sono definite attraverso l’identificazione di linee guida strategiche volte a garantire un efficace presidio delle priorità di Gruppo e locali.
Le priorità NFR rappresentano la base per l’identificazione e pianificazione delle relative Strategie di mitigazione. Le prio rità NFR sono definite annualmente da GNFR e dalle funzioni NFR locali attraverso la valutazione qualitativa di driver chiave di ri schio selezionati in ottica prospettica, derivanti da dati interni ed esterni, quali i trend evolutivi di settore e di mercato e ulteriori driver di Gruppo o locali.
Le prioritià NFR definite vengono analizzate da GNFR e dalle funzioni locali NFR per identificare le linee guida strategiche più opportune per mitigare tali priorità e i loro punti di debolezza ed attenzione (con riferimento al complesso delle Strategie di Mitigazione di Gruppo e Locali).
Le priorità NFR e le Strategie di Mitigazione di Gruppo, in particolare, sono allineate al Risk Appetite Framework (RAF), con divise con le altre Funzioni di Controllo per garantire una complessiva coerenza e sono fornite alle funzioni NFR locali come rifer imento per le loro ulteriori analisi e definizioni (con l'obiettivo di definire le Priorità e le Strategie NFR di Gruppo applicabili a livello locale e per identifi care eventuali Priorità e Strategie NFR specifiche rilevanti a livello locale).
La funzione NFR locale analizza la rilevanza a livello locale di ogni priorità NFR di Gruppo per definire se sia applicabile anche alla propria Società, coerentemente con l’approccio di Gruppo e le altre istruzioni metodologiche eventualmente fornite da GN FR.
Inoltre, le funzioni locali di gestione del NFR devono identificare e valutare le priorità aggiuntive che influenzano le loro Società, considerate rilevanti sulla base degli andamenti del mercato locale, delle evidenze di business dell’anno passato ed in c orso e delle specificità della Società. Per ogni priorità NFR rilevante a livello locale, la funzione NFR definisce le attività di controllo di secondo livello (cioè le Strat egie di Mitigazione locali) che indirizzano il relativo rischio. Le Priorità e le Strategie di Mitigazione della NFR di Gruppo/Locale sono quindi presentate all'approvazione del Comitato NFR di Gruppo/Locale o al Comitato rischi preposto.
Successivamente, lo stato delle relative azioni di mitigazione a livello di Gruppo e locale viene regolarmente monitorato con un approccio risk -based da parte di GNFR e delle Funzioni NFR locali, segnalando qualsiasi deviazione rilevante ai Comitati design ati. In particolare, il monitoraggio è svolto
attraverso:
• i Controlli di secondo Livello, allo scopo di verificare che le azioni definite tramite le linee guida strategiche di NFR di competenza siano eseguite efficacemente e tempestivamente ed in caso di modifiche significative della tempistica di realizzazione, dell’efficacia dell’azione di mitigazione o dell’esposizione al rischio, la funzione NFR locale è responsabile dell’identificazione della risoluzione appropriata, coinvo lgendo le funzioni rilevanti al bisogno, e/o scalando la problematica al Comitato Risch i preposto. Lo stesso ruolo è svolto da GNFR per le azioni di mitigazione di Gruppo. La funzione NFR locale deve anche informare tempestivamente GNFR;
• la supervisione, durante la quale GNFR verifica le azioni segnalate dalle funzioni NFR sulla base di un approccio risk -based e in caso di criticità individuate durante la fase di monitoraggio delle azioni di mitigazione locali e di Gruppo, GNFR e le funzio ni NFR locali possono prendere accordi su eventuali azioni di recupero e/o su eventuale escalation ad un preposto Comitato Rischi locale o di Gruppo.
Operational Risk Permanent Work Group (PWG) La Global Operational Regulation Monitoraggio e Controllo del Rischio Operativo regola il PWG, un gruppo di lavoro interfunzi onale costituito all’interno delle Società con lo scopo d i identificare la fonte dei rischi operativi e ridurre l’esposizione ai Rischi Operativi delle Società del Gruppo, facendo leva principalmente sull’esperienza delle funzioni di gestione del NFR e delle altre funzioni competenti (ad esempio, Compliance, Security, le funzioni di Business, ecc. ) coinvolte di volta in volta.
Le riunioni, che hanno frequenza almeno trimestrale, contribuiscono ad identificare i rischi, a proporre le azioni di mitigaz ione ed a monitorare il loro stato d’implementazione.
Assicurazione come mitigazione del rischio GNFR/funzione locale di gestione del NFR, rispettivamente a livello di Gruppo/Locale, è coinvolta nel processo decisionale re lativo alle assicurazioni, fornendo analisi sull’esposizione ai rischi operativi, l’efficacia delle franchigie e dei limiti delle p olizze. Tali funzioni informano regolarmente il management sulle tematiche assicurative legate ai rischi operativi. Il ruolo di GNFR e della funzione locale di gestione del NFR nella gestione delle assicurazioni è definito nella Global Operational Regulati on Monitoraggio e Controllo del Rischio Operativo. Qualsiasi cambiamento rilevante alla strategia di trasferimento del rischio tramite assicurazione è sottoposto alle funzioni/Organi competenti per approvazione. I rischi operativi generalmente assicurati n el Gruppo sono quelli sui beni materiali, frodi e responsabilità verso terzi.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 203 In base alla classificazione del rischio, il Gruppo ha in essere contratti assicurativi nelle seguenti forme:
• frodi interne: polizza “Bankers Blanket Bond” (BBB), nella clausola assicurativa infedeltà dei dipendenti;
• frodi esterne: polizza BBB nelle clausole assicurative per perdita valori e trasporto valori (inclusa la perdita di proprietà derivante da furto e rapina), contraffazione o alterazione, criminalità informatica, inclusi i casi di “impersonificazione fraudol enta” di controparte finalizzati all’esecuzione di transazioni fraudolente (ad esempio, le cosiddette “frodi dell’Amministratore Delegato”);
• violazioni informatiche: polizza Cyber, copertura per responsabilità verso terzi in caso di reclamo/azione legale (inclusi sp ese legali e costi di notifica alla clientela) e costi legati all’interruzione dell’operatività dei sistemi (inclusi danni al grupp o UniCredit causati dall’interruzione di sistemi di fornitori IT esterni). La copertura si estende anche a responsabilità per i multimedia del Gruppo (cioè violazione dei diritt i di copyright, diffamazione e negligenza generica in corso di pubblicazione);
• copertura responsabilità manageriale degli amministratori, spese legali incluse: polizza Directors and Officers Liability (D& O);
• responsabilità verso dipendenti: copertura responsabilità civile della Banca per eventuali danni arrecati ai dipendenti (equi parati a terzi);
• responsabilità verso terzi: copertura responsabilità civile generale della Banca per eventuali danni arrecati a terzi;
• eventi esterni: polizze “Property all risks” ed “EDP (Electronic Data Processing) all risks”, a protezione di fabbricati e be ni, estese agli eventi naturali e catastrofali, atti vandalici e terrorismo, polizza Fine Art a protezione degli oggetti d’arte aff idati o di proprietà.
Non-Financial Risks Appetite (NFRs Appetite) Le metriche di appetite ai rischi Non -Financial (Indicatori chiave di performance - KPIs) sono rivisti annualmente e monitorati trimestralmente; i KPIs sono calati a livello di Società (in linea con il perimetro definito da RAF).
L'ELOR (Expected Losses on Revenues, perdite attese su ricavi) è una metrica che comprende tutti i NFRs nel framework RAF; in aggiunta, i rischi di Sicurezza ICT, ICT, Crimini Finanziari, Terze Parti e Reputazionale sono monitorati attraverso KPIs dedicati e/o statement qualitativi che coprono i principali fattori di rischio identificati.
L’ELOR è un rapporto stimato mediante un modello statistico basato sulle serie storiche di perdite operative e alcuni fattori forward -looking, a numeratore, e i ricavi a budget, a denominatore.
L’ELOR è monitorato sulla base dei dati effettivi di perdite e ricavi alla chiusura di trimestre. Il confronto tra le soglie stimate all’inizio dell’anno e il valore attuale calcolato ogni trimestre permette un attento monitoraggio da parte della Capogrupp o di interventi e reazioni attivate dalle società per ridurre e prevenire i rischi. Queste analisi sono anche utilizzate per valutare l’impatto delle azioni di mitigazione realizz ate nel passato e come base per future strategie e attività di mitigazione no nché per il miglioramento di quelle esistenti.
Un approccio strutturato per il monitoraggio delle perdite attese e l’implementazione delle azioni correttive assicura congru enza con gli standard della best practice di riferimento, favorendo l’attribuzione di responsabilità e l’allineamento tra le funzio ni di business e quelle deputate al presidio del rischio.
Sistema di misurazione e allocazione del capitale Il requisito patrimoniale viene calcolato applicando il Business Indicator Component (BIC) come previsto dalla CRR3 e dall'EB A/CP/2024/05. Ciò significa che il requisito patrimoniale per il rischio operativo e i corrispondenti RWEA vengono quantificati uti lizzando il Business Indicator (BI) e il fattore di scala appropriato. Pertanto, in primo luogo, il Business Indicator viene determinato utilizzando le fonti dati del le voci di Conto economico del Gruppo riportate in Tagetik (ovvero la piattaforma IT utili zzata dalle funzioni Finance come sistema di contabilità interna). I calcoli vengono eseguiti in ARGO (ovvero la piattaforma IT utilizzata dalla funzione Rischi Non Finanziari del Gruppo).
Più in dettaglio, il Business Indicator (BI) è calcolato come la somma delle voci degli ultimi tre anni: BI = ILDC + SC + FC
dove:
ILDC = Componente interessi, leasing e dividendi, SC = Componente servizi, FC = Componente finanziaria.
Il requisito viene calcolato come Business Indicator Component (BIC) applicando una percentuale crescente (12%, 15%, 18%) al Business Indicator tra parentesi come definito di seguito (BI in miliardi di €):
L'importo equivalente di RWEA per il rischio operativo (ovvero l'importo dell'esposizione al rischio) si ottiene come segue: OpRisk RWEA = 12.5 * BIC.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 204 In base alle direttive della funzione Finance di Gruppo, tutti gli RWEA OpRisk di Gruppo devono essere allocati alle Entità L egali, in base alla visione di Gruppo (non correlati a requisiti normativi individuali o subconsolidati). Pertanto, è stata definit a un'allocazione in collaborazione tra la funzione OpRisk e la funzione Finance di Gruppo, tenendo conto dei seguenti punti:
• il BI non è additivo a causa delle regole per la sua costruzione (vale a dire, minimo tra NI e il 2,25% di AC, massimo tra FI e FE, massimo tra OOI e OOE, valori assoluti di P&L finanziario per il portafoglio di negoziazione e il portafoglio bancario).
• Il BIC è, in generale, iperadditivo (vale a dire, BIC(Group) ≥ ∑BIC(LEs)) a causa dei suoi coefficienti di scala crescenti (vale a dire, il 12% del BI fino a 1 miliardo, il 15% tra 1 miliardo e 30 miliardi e il 18% oltre i 30 miliardi) .
Il meccanismo di allocazione è stato definito come additivo (vale a dire BIC(Gruppo) = ∑ Requisito di capitale (LE)) come seg ue
E quindi: OpRisk RWEA (LEi) = 12.5 * Capital Requirement (LEi).
Stress test
A partire dal 2017, il Gruppo conduce regolarmente analisi di stress sul rischio operativo. Tali analisi comprendono un eserc izio di stress testing complessivo volto a valutare, mediante l’applicazione di un modello statistico -econometrico, l’impatto poten ziale sulle perdite operative e le relative implicazioni sul capitale economico a rischio, derivanti da variazioni delle principali variabili macroeconomiche. L’esercizi o si basa su scenari macroeconomici sviluppati internamente e definiti dallo Stress Tes t Council di Gruppo, sulla base di proposte fornite dalla funzione Research. Esso è svolto con cadenza semestrale, ovvero su base ad hoc, qualora tale valutazione sia ritenuta necessaria per valutare i risch i associati ad un potenziale deterioramento del c ontesto macroeconomico.
B. Rischi derivanti da pendenze legali Sussistono numerosi procedimenti giudiziari pendenti nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e di altre società appar tenenti al gruppo UniCredit.
In particolare, al 30 giugno 2026 sussistevano 23.857 procedimenti giudiziari, di cui 4.403 riferiti a lla capogruppo UniCredit S.p.A. (diversi da quelli giuslavoristici, fiscali e attinenti al recupero del credito nell’ambito dei quali siano proposte domande riconvenzionali o s ollevate eccezioni relativamente alle ragioni di credito delle società del Grupp o) pendenti nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e di altre società appartenenti al gruppo UniCredit. Inoltre, di volta in volta, amministratori, esponenti e dipendenti, anche cessati, possono essere coinvolti in cau se civili e/o penali i cui de ttagli il gruppo UniCredit potrebbe non essere legittimato a conoscere o a comunicare.
È anche necessario che il Gruppo adempia in modo appropriato ai diversi requisiti legali e regolamentari in relazione a diver si aspetti della propria attività quali le norme in materia di conflitti di interesse, questioni etiche, anti -riciclaggio, sanzioni irrogate dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti d’America e a livello internazionale, beni dei clienti, concorrenza, privacy e sicurezza delle informazioni ed altre normative.
Il mancato adempimento effettivo o asserito a tali disposizioni potrebbe comportare ulteriori contenziosi e indagini, nonché rendere il Gruppo soggetto a richieste di risarcimento del danno, multe irrogate dalle Autorità di Vigilanza, altre sanzioni e/o da nni reputazionali. Inoltre, occorre segnalare che una o più società del Gruppo e/o i loro amministratori attualmente in carica e/o cessati sono, o potrebbero in futuro essere, sogge tti ad indagini e/o procedimenti da parte delle competenti Autorità di Vigi lanza o procure nei diversi Paesi in cui operano. Tali indagini e/o procedimenti riguardano, inter alia, aspetti dei sistemi informativi e dei controlli interni e casi di effettive o potenziali violazioni della normativa reg olamentare da parte delle societ à del Gruppo e/o dei propri clienti.
Considerata la natura delle attività del gruppo UniCredit e la riorganizzazione che nel corso del tempo lo ha interessato, vi è il rischio che richieste o questioni inizialmente relative a una sola delle società possano coinvolgere o produrre effetti anche nei confronti di altre società del Gruppo.
In molti casi vi è una notevole incertezza circa il possibile esito dei procedimenti e l’entità dell’eventuale perdita. Ove s ia possibile stimare in modo attendibile l’entità dell’eventuale perdita e tale perdita sia ritenuta probabile, vengono effettuati accantonamenti in bilancio nella misura ritenuta congrua a giudizio della capogruppo UniCredit S.p.A., o della società del Gruppo coinvolta, secondo le circostanze e coerentemente con i Principi Contabili Internazionali (IAS).
A presidio delle eventuali passività e costi che potrebbero scaturire dai procedimenti giudiziari pendenti (diversi da quelli giuslavoristici e fiscali), il gruppo UniCredit ha in essere, al 30 giugno 2026, un fondo per rischi ed oneri pari a 797,73 milion i, di cui 491,9 milioni riferiti alla capogruppo UniCredit S.p.A.
Al 30 giugno 2026 il petitum complessivo riferito ai procedimenti giudiziari diversi da quelli giuslavoristici, fiscali e att inenti al recupero del credito era pari a circa 5,3 miliardi, di cui circa 3,8 miliardi riferiti alla capogruppo UniCredit S.p.A.
Tale dato risente tanto della natura disomogenea dei contenziosi pendenti, quanto della molteplicità delle diverse giurisdizi oni e delle relative peculiarità in cui società del gruppo UniCredit sono coinvolte in contenziosi passivi.
La stima delle predette obbligazioni che potrebbero ragionevolmente scaturire nonché l’entità del predetto fondo sono basati sulle informazioni attualmente disponibili ma implicano anche, a causa delle numerose incertezze scaturenti dai procedimenti giudiz iari, significativi elementi di giudizio.
Pertanto, gli eventuali accantonamenti potrebbero risultare insufficienti a far fronte interamente agli oneri, alle spese, al le sanzioni ed alle richieste risarcitorie e restitutorie connesse alle cause pendenti.
Si riportano di seguito alcune sintetiche informazioni incluse, ove rilevanti e/o indicate, quelle relative ai singoli petita con riferimento alle questioni significative che coinvolgono il gruppo UniCredit e che non sono reputate del tutto infondate o nor mali nel contesto dell’attività delle società del Gruppo.
𝐶𝑎𝑝𝑖𝑡𝑎𝑙 𝑅𝑒𝑞𝑢𝑖𝑟𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡 𝐿𝐸𝑖 =𝐵𝐼(𝐿𝐸𝑖)×𝐵𝐼𝐶(𝐺𝑟𝑜𝑢𝑝)
𝐵𝐼(𝐿𝐸𝑗)𝑛
𝑗=1
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 205 Il presente paragrafo contiene, tra l’altro, una descrizione dei procedimenti pendenti nei confronti della capogruppo UniCred it S.p.A. e/o di altre società appartenenti al gruppo UniCredit e/o di dipendenti (anche se ex dipendenti) che la capogruppo UniCre dit S.p.A. considera rilevanti ai fini della presente informativa ma che, allo stato attuale, non rappresentano ancora richieste definite o non sono ancora quantificabili.
Salvo ove diversamente specificato, le controversie giuslavoristiche e fiscali o attinenti al recupero del credito sono sinte ticamente descritte, all’interno di note inserite in altre sezioni del documento e, pertanto, sono escluse dalla presente sezione. In conformità con quanto previsto dallo IAS37, informazioni che potrebbero pregiudicare in maniera significativa la posizione della società coinvolta nella controversia potrebbero esser e omesse .
Contenziosi che coinvolgono la capogruppo UniCredit S.p.A.
Azioni conseguenti all’acquisizione di UniCredit Bank GmbH (UCB - precedentemente UniCredit Bank AG) da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. e alla riorganizzazione del Gruppo
Squeeze -out dei soci di minoranza di UCB (Appraisal Proceeding) Nel 2008, circa 300 ex azionisti di minoranza di UCB hanno depositato, dinanzi alla Corte Distrettuale di Monaco di Baviera, una richiesta di revisione del prezzo versato da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. in sede di squeeze out (cosiddetta “Apprai sal Proceeding”), pari a 38 euro per azione. Oggetto di contestazione è la valutazione di UCB, che rappresenta la base per il calcolo dell’ammontare dovuto da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. agli ex azionisti di minoranza. In data 22 giugno 2022 la competente Corte di Monaco ha respinto tutte le istanze volte a ottenere una remunerazione maggiore di quella pagata dalla capogruppo UniCredit S.p.A. agli ex azionisti di minoranza di UC B, respingendo, pertanto, tutti i ricorsi. Alcuni attori hanno appel lato la decisione e i relativi procedimenti sono pendenti presso la Corte d’Appello bavarese dal 2022 .
Squeeze -out degli azionisti di minoranza di UCB Austria (Appraisal Proceeding) Nel 2008, circa 70 ex soci di minoranza di UCB Austria, ritenendo non adeguato il prezzo versato in sede di squeeze out pari a 129,4 euro per azione, hanno avviato, avanti la Corte Commerciale di Vienna, un procedimento con il quale chiedono alla corte di verificare l’adeguatezza dell’importo loro riconosciuto (Appraisal Proceeding). Nell'aprile 2025, il Tribunale commerciale di Vienna ha emesso la sua decisione di primo grado, stabilendo che il prezzo adeguato che avrebbe dovuto essere pagato agli azionist i di minoranza esclusi dallo squeeze -out doveva essere fissato a 154 euro per azione. Di conseguenza, la capogruppo UniCredit S.p.A., in qualità di azionista principale, dovrebbe e ffettuare un pagamento aggiuntivo di 24,60 euro per azione (ossia la differe nza tra 154 e 129,40 euro). Gli interessi, pari a circa il 4% annuo dal 2007 fino alla data della decisione finale, più le spese, aumentano l'esposizione di UniCredit S.p.A.
La decisione del tribunale non è esecutiva ed è stata impugnata da UniCredit S.p.A. e da alcuni ricorrenti che chiedono un ri sarcimento ancora più elevato. Allo stato, la capogruppo UniCredit S.p.A. ha effettuato accantonamenti che ritiene opportuni a fron te dei rischi connessi ai procedimenti.
Titoli di stato denominati in Euro emessi da paesi dell’Unione Europea In data 31 gennaio 2019, la capogruppo UniCredit S.p.A. e UCB hanno ricevuto uno “Statement of Objections” dalla Commissione Europea nell'ambito dell'indagine della Commissione Europea su presunte violazioni della normativa antitrust in relazione a titoli di stato europei. L’indagine si riferisce ad alcuni periodi tra il 2007 e il 2011 e copre attività di UCB tra settembre e novembre 2011. La Commissione Europ ea ha concluso la sua indagine con l’adozione della sua decisione del 20 maggio 2021. La decisione prevede l’imposizione di una sanzione pecuniaria pari a 69 milioni nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e UCB.
La capogruppo UniCredit S.p.A. e UCB hanno contestato le risultanze della Commissione Europea e il 30 luglio 2021 hanno prese ntato un ricorso per l’annullamento della decisione di quest’ultima al Tribunale dell’Unione Europea. Il 26 marzo 2025, il Tribunal e dell’Unione europea ha emesso una decisione che ha ridotto l'importo della sanzione precedentemente inflitta, ma ha altrimenti confermato la decisione dell a Commissione. Nel giugno 2025, la capogruppo UniCredit S.p.A. e UCB hanno presentato un ricorso al la Corte di giustizia dell’Unione Europea, contestando la sentenza del Tribunale.
Contenzioso legato a certe forme di operazioni bancarie Il gruppo UniCredit è soggetto a numerosi contenziosi passivi relativi a fenomeni collegati alle proprie operazioni con la cl ientela che non riguardano specificamente il gruppo UniCredit, ma coinvolgono il sistema finanziario nel suo complesso.
Al riguardo, al 30 giugno 2026, si segnalano (i) il contenzioso relativo al fenomeno dell’anatocismo, tipico del mercato ital iano, con riferimento al quale il petitum complessivo nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. risultava pari a 289 milioni, comprensivo delle mediazioni; (ii) il contenzioso legato ai prodotti derivati, relativo principalmente al mercato italiano (con riferimento al quale il petitum com plessivo nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. risultava pari a 255 milioni, compr ensivo delle mediazioni); nonché (iii) il contenzioso connesso ai finanziamenti in valute straniere, principalmente relativo ai Paesi della CE&EE (con riferimento al quale il petitum complessivo risultava par i a 314 milioni).
Il contenzioso relativo al fenomeno dell’anatocismo riguarda la richiesta, da parte della clientela, di danni conseguenti all a presunta illegittimità delle modalità di calcolo e dell’ammontare degli interessi passivi relativi a determinati rapporti bancari . Ad oggi, la capogruppo UniCredit S.p.A. ha riconosciuto accantonamenti ritenuti congrui a coprire il rischio di causa.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 206 Con riguardo al contenzioso connesso a prodotti derivati si segnala che diverse istituzioni finanziarie, comprese società fac enti parte del gruppo UniCredit, hanno concluso una molteplicità di contratti derivati, sia con investitori istituzionali, sia con clienti non istituzionali. In Germania e Italia sono pendenti contenziosi contro società del Gruppo connessi a contratti derivati promossi da investitori istituzionali e non istituzionali. La promozione di questi contenziosi colpisce il sistema finanziario in generale e non specificatamente la capogruppo UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo. Allo stato la capogruppo UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo interessate hanno predisposto, sulla base della mig lior stima dell’impatto derivante da queste ini ziative giudiziarie, accantonamenti ritenuti congrui.
Per quanto riguarda le controversie relative ai finanziamenti in valute straniere (FX), si evidenzia che negli ultimi dieci a nni, un significativo numero di clienti nell’Europa centrale e orientale ha contratto tali tipi di mutui e prestiti in una valuta s traniera. In molti casi i clienti o le associazioni di consumatori che agiscono per loro conto, hanno cercato di rinegoziare le condizioni di tali prestiti e mutui FX, ivi compreso che il capitale e i pagamenti degli interessi connessi al prestito fossero ridefiniti nella valuta locale al momento dell’erogazione del finanziamento e che il tasso d’interesse passasse retroattivamente da variabile a fisso. Inoltre, in diversi Paesi sono state proposte o sono state approv ate normative che hanno un impatto sui p restiti FX. Tali sviluppi hanno provocato l’insorgere di contenziosi contro società controllate dalla capogruppo UniCredit S. p.A. in diversi Paesi dell’area CEE tra cui Croazia, Slovenia e Serbia.
Nel 2015, la Repubblica di Croazia ha emanato delle modifiche alla Legge sul Credito al Consumo e alla Legge sugli Istituti d i Credito, imponendo, con efficacia retroattiva, la conversione dei finanziamenti che avevano come valuta di riferimento il franco svizzero (CHF) in finanziamenti aventi come valuta di riferimento l’Euro (la “Leggi sulla Conversione”).
Nel 2019 la Corte Suprema della Repubblica di Croazia ha stabilito l’invalidità della clausola valutaria in franchi svizzeri (CHF) contenuta nella documentazione relativa ai mutui ed ai prestiti (posizione confermata anche dalla Corte Costituzionale nel ma rzo 2021). Nel marzo 2020 la Corte Suprema ha stabilito che i contratti conclusi successivamente alle Leggi sulla Conversione sulla base dei quali i clienti han no convertito i loro mutui o prestiti denominati in franchi svizzeri in Euro sono validi e che n on è dovuto alcun ulteriore pagamento.
Nel maggio 2022, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGE) ha emesso una pronuncia pregiudiziale nel procedimento contro Zagrebacka banka d.d. (Zaba) statuendo che la Direttiva concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori non si applica ai casi in cui la conversione si basava sul dirit to nazionale (come in Croazia). La C GE ha anche demandato alle corti locali croate le decisioni definitive sugli accordi di conversione e i relativi effetti. Nel dicembre 2022, la Corte Supre ma ha annunciato pubblicamente tre posizioni relative alle conversioni di prestiti
in CHF:
• clienti che hanno convertito i loro prestiti in base alle Leggi sulla conversione non hanno diritto al risarcimento dei danni ;
• clienti che hanno convertito i loro prestiti hanno pieno diritto a richiedere sia gli interessi che il capitale;
• clienti che hanno convertito i loro prestiti hanno diritto agli interessi di mora sui pagamenti in eccesso effettuati prima d ella conversione.
La terza posizione, sostenuta da una maggioranza di 13 giudici, è stata ufficialmente confermata e, conseguentemente, sono st ati predisposti degli accantonamenti. Nel luglio 2024, la CGE ha emesso la sua decisione nel caso Hann Invest (C -554/21), contestan do la procedura della Corte Suprema croata di non emettere sentenze definitive sulle sue sentenze del dicembre 2022. In risposta, tra ottobre 2024 e genn aio 2025, la Corte Suprema croata ha emesso sentenze vincolanti sulle sentenze del dicembre 2022.
Queste sentenze hanno introdotto un'ulteriore incertezza giuridica e aumentato il rischio di deflussi per la Banca. Gli accan tonamenti sono stati adeguati per riflettere questi sviluppi.
Nel giugno 2026, la Corte Suprema croata, riunita in composizione allargata di tredici giudici, ha adottato un orientamento i n merito alle richieste di risarcimento relative ai prestiti in CHF oggetto di conversione. La Corte ha confermato che la conversio ne dei prestiti in CHF in euro ha definito gli obblighi contrattuali delle parti con riferimento al capitale del finanziamento, ritenendo tuttavia che i consumatori possano avere diritto agli interessi moratori di legge su determinati importi versati in ec cedenza. Tale decisione potrebbe comportare ulteriori esborsi finanziari, principalmente connessi agli interessi moratori e ai costi del contenzioso. Sulla base della valutazione attuale della Banca e delle analisi di scenario effettuate, il livello degli accantonamenti è ritenuto appropriato. La Banca continua a monitorare l’evoluzione del quadro normativo e della giurisprudenz a e riesaminerà il proprio approccio in materia di accantonamenti qualora emergano ulteriori orientamenti interpretativi. La questi one relativa agli effetti giuridici della conversione dei prestiti rimane pendente dinanzi alla Corte Costituzionale .
Ditta individuale Paolo Bolici Nel maggio 2014 la ditta individuale Bolici Paolo ha citato la capogruppo UniCredit S.p.A. dinanzi al Tribunale di Roma, chie dendo la restituzione di 12 milioni di interessi anatocistici (con asserita componente usuraria), oltre a 400 milioni a titolo di r isarcimento danni. La ditta è successivamente fallita. La capogruppo UniCredit S.p.A. ha vinto il giudizio di primo grado e, nel corso dell’appello promosso dalla contropa rte, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e il giudizio si è chiuso in via definitiva, anche in seguito alla declaratoria di inamissibilità dell’intervento spiegato dalla Signora Beatrice Libernini, altro socio della ditta Paolo Bolici. Alla fine del 2025, gli attori hanno avviato un nuovo giudizio volto a ottenere la declarator ia di nullità dell’accordo transattivo e il risarcimento dei danni. Il procedimento è pendente e la causa è stata rinviata pe r la decisione a settembre 2027.
In data 31 luglio 2020 UniCredit S.p.A. ha ricevuto la notifica di un atto di citazione da parte della signora Libernini, ave nte ad oggetto richieste risarcitorie fondate su analoghe fattispecie a quelle già poste a fondamento della richiesta del 2014. Uni Credit S.p.A. è risultata vittoriosa sia nel giudizio di primo grado sia nel giudizio di appello. La controparte ha proposto ricorso per Cassazione e il procedimento è pe ndente.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 207 Nel febbraio 2023 i Sigg. Bolici e Libernini hanno promosso una nuova causa dinanzi al Tribunale di Roma, nella quale, nel ri chiamare gran parte delle richieste già avanzate da entrambi e individuando la Banca quale principale artefice del tracollo finanzi ario del Gruppo, richiedono ulteriori danni a vario titolo e richiamando nuove allegazioni. UniCredit S.p.A. è risultata vittoriosa sia nel giudizio di primo grado sia nel giudizio di appello.
La controparte ha proposto ricorso dinanzi alla Corte Suprema e il procedimento è pendente.
Giovanni Lombardi Stronati Con ricorso depositato dinanzi al Tribunale di Roma notificato nel giugno 2023, il Sig. Giovanni Lombardi Stronati chiede che venga accertata la responsabilità contrattuale della Banca per aver disposto la vendita dei titoli al medesimo intestati, oggetto di sequestro preventivo nell’ambito di un procedimento penale che lo vedeva imputato e poi assolto per appropriazione indebita e per bancarotta fraudolenta. La richies ta di risarcimento ammonta a 420 milioni. Nel settembre 2024, il Tribunale ha emesso una sentenza a favore della Banca, respingendo le argomentazioni dell'attore.
L'attore ha poi presentato un appello contro la decisione, che è attualmente in corso .
Franco Colaiacovo
Nel giugno 2025, Franco Colaiacovo Gold S.r.l. in liquidazione ha promosso un’azione risarcitoria nei confronti della Banca d inanzi al Tribunale di Milano, allegando una responsabilità precontrattuale in relazione alla decisione della Banca di non conceder e un finanziamento nel 2014. La Banca ha depositato la propria comparsa di risposta, sollevando, tra l’altro, un’eccezione di prescrizione. In seguito alla prima u dienza del 13 gennaio 2026, il Giudice ha ammesso l’escussione dei testimoni. Il procedimento è pertanto nella sua fase istruttoria .
Mazza
Nel 2005, la capogruppo UniCredit S.p.A. ha sporto denuncia penale contro un notaio, il Dott. Mazza, i legali rappresentanti di certe società e alcuni dipendenti infedeli della capogruppo UniCredit S.p.A. in relazione ad alcune operazioni creditizie illeci te in favore di alcuni clienti per 84 milioni.
Il procedimento penale si è concluso in primo grado con l’assoluzione degli imputati pronunciata dal Tribunale di Roma.
Tale sentenza è stata riformata a seguito dell’Appello proposto dalla Banca con la condanna a vario titolo di tutti gli imput ati. A seguito del successivo ricorso in Cassazione, pur rilevando l’intervenuta prescrizione per alcune posizioni, sono state conf ermate le condanne disposte in appello circa le statuizioni civili. A seguito di ciò la Banca nel mese di maggio 2022 ha ottenuto il rimborso da parte della Compagnia assicurativa dell’indennizzo previsto dalla polizza, pari a 33 milioni derivante dal dann o subito.
A seguito della sentenza assolutoria nel primo grado del procedimento penale, il Dott. Mazza e altri soggetti coinvolti nel p rocedimento penale hanno avviato due azioni di risarcimento danni contro la capogruppo UniCredit S.p.A.: (i) la prima (instaurata d al Dott. Mazza, con un petitum di 15 milioni), decisa dal Tribunale di Roma a favore della capogruppo UniCredit S.p.A. con sentenza passata in giudicato; (ii) nel la seconda (instaurata da Como S.r.l. e dal Sig. Colella, con un petitum di 379 milioni) il Tr ibunale di Roma ha deciso in favore di UniCredit S.p.A. La decisione è stata appellata da controparte con riduzione del petitum a 100 milioni. Si è in attesa della sentenza.
Procedimenti penali
Alcune società del gruppo UniCredit e alcuni suoi esponenti (anche cessati), sono coinvolti in diversi procedimenti penali e/ o, per quanto a conoscenza della capogruppo UniCredit S.p.A., oggetto di indagini da parte delle autorità competenti in merito a di verse fattispecie legate all’operatività bancaria.
Sino ad oggi tali procedimenti penali non hanno comportato impatti negativi rilevanti sulla situazione economico, patrimonial e e/o finanziaria della capogruppo UniCredit S.p.A., tuttavia sussiste il rischio che, qualora la capogruppo UniCredit S.p.A. e/o l e altre società del gruppo UniCredit ovvero loro esponenti (anche cessati), venissero condannati, tale circostanza possa avere degli impatti dal punto di vista reputazio nale per la capogruppo UniCredit e/o per il gruppo UniCredit.
In relazione al procedimento penale relativo all’offerta di diamanti, si rimanda al paragrafo “E. Altre contestazioni della c lientela - Offerta di diamanti” Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezio ne 5 - Rischi operativi, Informazioni di natura qualitativa.
Altri contenziosi
Procedimenti relativi a pagamenti di garanzie e sanzioni Nell'agosto 2023, UCB è stata citata come convenuta in una causa relativa a richieste di pagamento di una garanzia, intentata da una società energetica russa presso un tribunale di San Pietroburgo, in Russia. UCB aveva emesso parte di un pacchetto di garan zie a favore della società russa per conto di un cliente tedesco. La società russa aveva utilizzato le garanzie avanzando richieste di pagamento a UCB, che quest'ultima non aveva potuto onorare in virtù delle sanzioni UE applicabili. Nonostante un’anti -suit injunction ottenuta da UCB nel gennaio 2024 presso i tribunali inglesi (l'ASI inglese), la società russa ha proseguito il contenzioso in Russia e ha chiamato in causa AO UniCredit Bank (me mbro del gruppo UniCredit e Banca operante in Russia, AO Bank) com e co-convenuta nella causa. Il 26 giugno 2024, il tribunale russo ha soddisfatto pienamente le richieste della società russa. Ulteriori appelli presentati da UCB e AO Bank sono stati respinti nel febbraio e nell’agosto 2 025. UCB e AO Bank hanno presentato un'ulteriore impugnazione presso la Corte Suprema russa, che è stata rigettata nel gennaio 2026. UCB ha proposto immediatamente un reclamo al Presidente della Sezione per le controversie economiche della Corte Suprema, respinto nel marzo 2026. Nel dicembre 2025, UCB ha promosso un’azione di regresso nei confronti del proprio cliente tedesco.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 208 Inoltre, nel dicembre 2024, la società russa ha ottenuto da un tribunale russo un'anti -suit injunction (ASI russa) che obbliga UCB ad astenersi dall'intraprendere azioni legali contro la società russa in qualsiasi giurisdizione e ad adottare misure per ann ullare l'ASI inglese. Se l'ASI russo venisse violato, UCB potrebbe essere responsabile di una sanzione giudiziaria da pagare alla società russa. Alla luce di ques to obbligo, nel febbraio 2025, UCB ha ottenuto dalla Corte d'Appello inglese un'ordinanza di m odifica del provvedimento del gennaio 2024 e di revoca dell'ASI inglese. UCB ha presentato ricorso alla Corte Suprema russa contro questa decisione, ma il ricorso è stato respinto nel giugno 2025 .
Procedimenti relativi a pagamenti di controgaranzie e sanzioni Nell'aprile 2024, UCB è stata convenuta in una causa intentata da AO Bank presso un tribunale di Mosca, in Russia, in relazio ne a richieste di pagamento di garanzie. UCB aveva emesso controgaranzie a favore di AO Bank per garanzie rilasciate da AO Bank a u na società russa. Quando AO Bank ha effettuato un pagamento in base alle garanzie alla società russa, AO Bank ha richiesto a UCB il pagamento delle co ntrogaranzie, che UCB non ha potuto onorare a causa delle sanzioni UE applicabili. Nell'ottobre 2024, il t ribunale russo ha ordinato a UCB di pagare gli importi della garanzia più gli interessi. UCB ha presentato appello contro la sentenza. Ulteriori appelli presentati da UCB sono stati resp inti nel gennaio e nel novembre 2025. UCB ha presentato un’ulteriore impugnazione presso la Corte Suprema russa, respinta nel marzo 2026. UCB ha proposto immediatamente un reclamo al Vicepresidente della Corte Suprema, respinto nell’aprile 2026. Nel marzo 2025, AO Bank ha avviat o iniziative per garan tire l’esecuzione nei con fronti di UCB e ha poi promosso formalmente il procedimento esecutivo .
Procedimenti legati a crediti fiscali Il 31 luglio 2014 il Supervisory Board di UCB ha concluso le proprie indagini interne relative alle operazioni cosiddette “cu m-ex” (la negoziazione di azioni in prossimità delle date di pagamento dei dividendi e le richieste relative a crediti fiscali) di UCB.
In tale contesto, sono state condotte indagini penali nei confronti di attuali o ex dipendenti di UCB e UCB stessa in qualità di parte ancillare da parte delle Procure di Francoforte sul Meno, Colonia e Monaco. Con riferimento a UCB, tutte i procedimenti p romossi da tale Procure si sono chiusi in via definitiva con il pagamento di una sanzione o con una confisca.
Nel dicembre 2018, nell’ambito di un’indagine in corso nei confronti di altri istituti finanziari e di ex dipendenti, UCB è s tata informata da parte della Procura di Colonia dell’avvio di un nuovo procedimento amministrativo in relazione a operazioni “cum -ex” su Exchange -Traded Funds (ETF).
Nell’aprile 2019, tali indagini sono state estese alle cosiddette operazioni Ex/Ex, in cui è stato prospettato un coinvolgime nto della Banca nell’origine di operazioni “cum -ex” di altri partecipanti al mercato alla ex -dividend date. UCB sta analizzando i fatti internamente e collaborando con le Autorità.
In data 28 luglio 2021 il Tribunale Penale Federale (BGH) ha emesso una sentenza con la quale, per la prima volta, ha statuit o che le strutture cum -
ex costituiscono un reato. Con decisioni del 6 aprile, 17 novembre 2022, 20 settembre 2023, 29 ottobre 2024 e 27 maggio 2025, 7 e 8 luglio 2025, il BGH ha confermato otto sentenze penali del Tribunale Regionale di Bonn, del Tribunale Regionale di Francoforte e del Tribunal e Regionale di Wiesbaden in altri casi cum -ex, consolidando ancora, pertanto, la propria gi urisprudenza. Inoltre, nella sentenza dell’8 luglio 2025, il BGH ha trattato e validato per la prima volta il tema della confisca; tale decisione si è dunque spinta oltre una mera conferma della respons abilità penale delle strutture cum -ex. La Corte costit uzionale federale ha respinto diversi ricorsi contro le decisioni del BGH, confermando così la giurisprudenza del BGH. UCB sta monitorando gli sviluppi.
Nel giugno 2023, le autorità fiscali di Monaco hanno concluso le verifiche fiscali nei confronti di UCB, in relazione agli an ni dal 2013 al 2016, che includono, tra l’altro, l’analisi di operazioni di negoziazione di azioni in prossimità delle date di paga mento dei dividendi (cosiddette operazioni cum -
cum). Nel corso di tali anni UCB ha eseguito, tra l’altro, operazioni di prestito titoli (securities lending) con diverse con troparti, come ad esempio operazioni cum -cum. Non è ancora chiaro se, e a quali cond izioni, crediti fiscali o rimborsi di imposte possano essere applicati ai diversi tipi di operazioni cum/cum. Tuttavia, il Tribunale Tributario Federale (BFH) ha fornito alcuni chiarimenti attraverso la sua giurispr udenza, da ultimo con la decisione del 13 novembre 2024. Alcune delle imposte accreditate dalle transazioni cum/cum non sono attualmente riconosciute ai fini tributari dalla verifica fiscale. UCB ha presentato ricorso contro gli accertamenti fiscali per gli anni dal 2013 al 2015, che sono stati m odificati sulla base dei risultati della verifica fiscale relativa alla transazione cum/cum. Inoltre, non si può escludere che, con riferimento alle operazioni cum/cum per le quali la controparte di UCB ha richiesto crediti fiscali in passato, UCB possa es sere esposta a pretese da parte di terzi in base alle norme civilistiche.
Procedimento antitrust romeno Nell’ottobre 2022, il Consiglio della Concorrenza della Romania (CCR) ha avviato un’indagine antitrust relativa alla determin azione dei tassi di riferimento ROBOR/ROBID. L’indagine si è concentrata su una presunta condotta coordinata tra le principali banc he rumene partecipanti al panel di fissazione del ROBOR. A seguito di un’approfondita attività istruttoria, nel primo trimestre del 2026 il CCR ha pubblicato il proprio rapporto preliminare d’indagine, nel quale conclude che le banche hanno effettuato uno scambio di informazioni riservate, strategiche e non pubbliche relative alle quotazioni ROBOR; di conseguenza, i presunti comportamenti non conformi si sarebbero verificati a partire dal n ovembre 2018.
Nel giugno 2026, il Plenum (Consiglio) del CCR ha annunciato la propria decisione, che prevede l’irrogazione di sanzioni a tu tti gli istituti di credito coinvolti (di cui un importo pari a circa 431 milioni di RON (circa 82 milioni) attribuito a UniCredit Bank Romania S.A.). Alla data di riferimento d i questa informativa , la motivazione integrale della decisione non è ancora disponibile. La decisione dell’autorità garante della concorrenza pot rà e sarà impugnata dinanzi alla Corte d’Appello entro 30 giorni dalla notifica della decisione motivata; inoltre, la Banca richiederà la sospensione del pagamento e dell’esecuzione della sanzione avvalendosi di tutti i mezzi di tutela giuridica disponibili.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 209 L’esito finale della controversia, inclusi eventuali effetti correlati, dipenderà dall’esito delle impugnazioni proposte dall a Banca contro la decisione del CCR e dalle successive pronunce giudiziarie. Sussiste un significativo grado di incertezza sia rigu ardo alle decisioni dei tribunali sia in merito ai tempi necessari per giungere a una definizione definitiva della vicenda.
Sulla base della valutazione dei fatti e delle circostanze attualmente disponibili, incluse le consulenze legali esterne, il management ha concluso che, alla data di riferimento del bilancio, non risultano soddisfatti i requisiti previsti dallo IAS37 per l a rilevazione di un accantonamento.
Di conseguenza, l’esposizione massima associata a tale controversia ammonta a 431 milioni di RON (circa 82 milioni), al netto di eventuali interessi o sanzioni accessorie che potrebbero maturare. La Banca continuerà a monitorare l’evoluzione della vicenda e a riesaminare la propria posizione, nonché il relativo trattamento contabile, man mano che il procedimento proseguirà nelle competenti sedi giudiziarie.
VIP 4 Medienfonds Diversi investitori di “Film & Entertainment VIP Medienfonds 4 GmbH & Co. KG”, ai quali UCB aveva finanziato la partecipazion e in detto fondo, hanno promosso azioni legali nei confronti di UCB. Gli attori lamentano che la Banca, nel contesto della conclusi one dei contratti di finanziamento, avrebbe fornito un’informativa inadeguata rispetto alla struttura del fondo e alle relative conseguenze fiscali. È stato ragg iunto un accordo con la grande maggioranza degli attori. Non è stata ancora emessa la decisione finale circa la responsabilità da prospetto di UCB nel procedimento ai sensi della Legge sul modello di procedura per gli investitori nel mercato dei capitali (Kapitalanleger -Musterverfahrensgesetz), attualmente all’esame dell’Alta Corte Regionale di Mona co, che comunque è relativa soltanto ad alcuni casi pendenti .
Alpine Holding GmbH I procedimenti civili nei confronti di UCB Austria derivarono dalle domande degli obbligazionisti formulate nel giugno/luglio 2013. Tali domande scaturirono dal fallimento di Alpine Holding GmbH (una società a responsabilità limitata), in quanto UCB Austri a aveva agito in qualità di “joint -lead manager”, insieme con un’altra banca, nel collocamento delle emissioni obbligazionarie di Alpine Holding GmbH nel 2010 e 2011. Le domande degli obbligazionisti fanno riferimento alla responsabilità da prospetto dei “ joint-lead manager” e, solo in una minoranza di casi, anche ad una pretesa consulenza illecita in materia di investimenti. Nel luglio 2025, nell’ambito del procedimento relativo alle domande di respon sabilità da prospetto avanzate dagli obbligazionisti, la Corte Suprema austriaca ha confermato la posizione giuridica di UCB Austria e delle altre banche emittenti, ritenendo che i prospetti fossero corretti e completi, e ha respinto integralmente le domande degli obbligazionisti basate su lla responsabilità da prospetto. Sulla base di questa decisione di riferimento a favore di UCB Austria e delle successive transazioni, il valore co mplessivo delle pretese è stato ridotto a circa 10,3 milioni, la maggior parte dei quali riferiti alla responsabilit à da prospetto.
In aggiunta ai procedimenti già pendenti nei confronti di UCB Austria in seguito all’insolvenza di Alpine, sono state minacci ate e in futuro potrebbero essere avviate ulteriori azioni relative ad Alpine. Le azioni pendenti e quelle future potrebbero avere conseguenze negative per UCB Austria.
Nonostante la menzionata consulenza tecnica favorevole, è, al momento, impossibile stimare le tempistiche e gli esiti dei var i procedimenti, né l’importo dell’eventuale responsabilità.
Causa Bitminer nella Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina Nel 2019, un cliente locale, Bitminer Factory d.o.o. Gradiška (Bitminer), ha promosso una causa presso la Sezione Commerciale del Tribunale di Banja Luka, chiedendo il risarcimento dei danni che avrebbe patito in seguito alla chiusura pretestuosamente ingi ustificata dei propri conti correnti da parte di UniCredit Bank a.d. Banja Luka (UCBL), società controllata dalla capogruppo UniCredit S.p.A. nella Repubblica Ser ba di Bosnia ed Erzegovina. Bitminer asserisce che la chiusura dei propri conti avrebbe ostaco lato la propria Initial Coin Offering (ICO) in relazione a un progetto start-up nel settore del mining di criptovalute con energie rinnovabili in Bosnia ed Erzegovina.
In data 30 dicembre 2021, il Tribunale di primo grado ha accolto la maggior parte delle domande di Bitminer e ha condannato U CBL a risarcire i danni per un importo di 256.326.152 marchi bosniaci (131 milioni) (la “Sentenza”). UCBL ha appellato la decisione nel gennaio 2022. In data 18 aprile 2023, il Tribunale di secondo grado ha riformato integralmente la Sentenza pronunciando una decisione definitiva, esec utiva e vincolante (la “Sentenza di Secondo Grado”). In particolare, il Tribunale di secondo grado ha dichiarato l’infondatezza della domanda di Bitminer e l’assenza di responsabilità per danni di UCBL. Bitminer ha depositato un’istanza di revisione, un mezzo di impugnazione straordinario, pre sso la Corte Suprema della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzego vina. Il procedimento di revisione non sospende, né ha alcun effetto sul carattere definitivo ed esecutivo della Sentenza di Secondo Grado. Nell'aprile 2024, la Corte Suprema della Repubblica Serba ha emesso la sentenza e ha respint o le revisioni.
Bitminer ha presentato ricorso alla Corte costituzionale della Bosnia -Erzegovina, tuttora pendente.
Il 2 febbraio 2026, la Procura Distrettuale di Banja Luka ha avviato un’indagine nei confronti di alcune persone fisiche e de lla persona giuridica collegate al caso Bitminer (Darko Šljivar, Milica Vranjković e Bitminer). Nel maggio 2026, un rappresentante della Banca ha reso una dichiarazione nell’ambito della riapertura delle indagini penali. Nel giugno 2026, la Banca, per il tramite dei propri legali esterni, ha t rasmesso alla Procura una relazione tecnica intitolata “Assessment of Methodology and Validat ion of Damages Calculation”, contenente la valutazione della Banca in merito alle perdite economiche asseritamente subite quale conseguenza della sentenza di primo grado.
C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche UniCredit è parte di contenziosi di natura giuslavoristica. In generale, tutte le cause di natura giuslavoristica sono assist ite da accantonamenti adeguati per fronteggiare eventuali esborsi e , in ogni caso , UniCredit non ritiene che le eventuali passività correlate all ’esito delle vertenze in corso possano avere un impatto rilevante sulla propria situazione patrimoniale, economica e/o finanziaria.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 210 Cause promosse contro UniCredit S.p.A. da iscritti al Fondo ex Cassa di Risparmio di Roma Pendono in Cassazione cause decise nei gradi precedenti in favore della Banca in cui viene chiesta in via principale la ricos tituzione del patrimonio del Fondo della ex Cassa di Risparmio di Roma e l’accertamento e la quantificazione delle singole posizion i previdenziali individuali riferibili agli iscritti. Il petitum di queste cause con riferimento alla domanda principale è quantificabile in 384 milioni. Non sono stati fatti accantonamenti in quanto si ritengono questi ricorsi infondati.
D. Rischi derivanti da contenziosi di natura tributaria L’informativa che segue concerne le controversie più rilevanti sorte nel primo semestre 2026 nonché quelle già in essere per le quali si sono avute decisioni ovvero altre definizioni. Per quanto non viene in questa sede menzionato, si rinvia ai precedenti bilanci.
Pendenze sopravvenute
Nel corso del primo semestre 2026 non constano pendenze sopravvenute di importo significativo.
Aggiornamenti su contenziosi pendenti e verifiche fiscali In relazione al contenzioso instaurato dalla Banca a seguito del provvedimento di diniego espresso opposto alle istanze di ri mborso dell’IRPEG e dell’IRAP anno di imposta 2000 e 2001, valore di lite complessivo 9,2 milioni, la sentenza della Corte di Giust izia Tributaria di secondo grado della Liguria che ha accolto l’appello della Banca è stata impugnata dall’Ufficio sia in Cassazione che con ricorso per revocazione dinanzi alla stessa Corte di Giustizia di secondo grado. La sentenza sulla revocazione, sfa vorevole alla Banca, è stata impugnata dinanzi alla Corte di Cassazione.
I procedimenti sono stati riuniti e l’udienza di trattazione si è tenuta il 21 maggio 2026. In attesa deposito sentenza .
In relazione al contenzioso instaurato dalla Banca avverso il provvedimento di fermo amministrativo emesso dall’Amministrazio ne Finanziaria a fronte dell’istanza di rimborso dell'imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine versata a titol o di acconto per il secondo semestre dell'anno 2002, valore di lite 2,5 milioni, la Corte di Cassazione, con sentenza depositata il 22 settembre 2025, ha accolto il ricorso della Banca con rinvio della causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo gr ado dell'Emilia -Romagna, in diversa composizione. Il giudizio è stato riassunto entro i termini di legge e l’udienza di trattazione è fissata per il 6 luglio 2026.
In relazione al contenzioso instaurato dalla Banca innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma a seguit o del diniego tacito opposto all’istanza di rimborso dell’imposta sostitutiva dell’IRES e dell’IRAP (e relative addizionali), relat iva alla rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale di Banca d’Italia in relazione all’anno di imposta 2014, valore di lite 399,6 milioni, la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma con sentenza depositata il 3 giugno 2025 ha resp into il ricorso della Banca e compensato le spese di lite. La Banca ha impugnato la sentenza , la trattazione dell’appello si è tenuta il 4 giugno 2026. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio, con di spositivo depositato l’11 giugno 2026, ha respinto l’appello della Banca con condanna alle spese. In attesa deposito sentenza con m otivazioni.
In relazione al contenzioso instaurato dalla Banca, in qualità di incorporante di Pioneer Global Asset Management S.p.A., inn anzi alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Milano a seguito del diniego tacito opposto all’istanza di rimborso dell’ IRAP sui dividendi in relazione all’anno di imposta 2014, valore di lite 2,6 milioni, conclusosi in primo grado con sentenza sfavorevole alla Banca. La sentenza è stata impugnata innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia c he ha sospeso il giudizio in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla fattispecie oggetto di causa. In seguito al deposito, il 1° agosto 2025, della sentenza con cui la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha accertato l’ incompatibilità della normativa interna con la direttiva madre -figlia, la trattazione della causa è stata fissata per il 16 febbraio 2026. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia con sentenza depositato il 12 marzo 2026 - ha accol to l’appello della Banca con condanna dell’Ufficio alle spese di lite. In pendenza dei termini per la Cassazione, sono in corso trattative per concordare i termini del rimborso .
Contenzioso instaurato dalla Banca innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma a seguito del diniego ta cito opposto all’istanza di rimborso dell’IRES assolta sui dividendi distribuiti dalla Banca d’Italia in relazione all’anno di impo sta 2014, valore di lite 21,9 milioni, l’udienza di trattazione si è tenuta il 5 giugno 2026, in attesa deposito sentenza.
Contenzioso instaurato dalla Banca innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma a seguito del diniego ta cito opposto all’istanza di rimborso dell’IRES assolta sui dividendi distribuiti dalla Banca d’Italia in relazione all’anno di impo sta 2015, valore di lite 19,6 milioni, l’udienza di trattazione si è tenuta il 5 giugno 2026, in attesa deposito sentenza.
Nell’ambito del gruppo di cause attive in carico ad UniCredit S.p.A. a seguito della retrocessione, in data 29 giugno 2020, d ei crediti a suo tempo ceduti alla società Banca Farmafactoring S.p.A., si segnalano i seguenti aggiornamenti .
Diniego di rimborso di credito IRPEG 1989 della ex Cassa di Risparmio Reggio Emilia, valore di lite 1,9 milioni a titolo di I RPEG e 1,82 milioni per interessi; la CTR Emilia -Romagna, con sentenza depositata il 3 gennaio 2022, ha respinto l’appello dell’Uff icio confermando il diritto della Banca al rimborso di 1,9 milioni. L’Ufficio ha fatto ricorso in Cassazione e la Banca ha depositato il controricorso con ricorso incid entale. In attesa fissazione udienza di trattazione.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 211 Diniego di rimborso di credito IRPEG 1997 della ex Banca di Roma S.p.A. valore di lite complessivo 43,5 milioni; la sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio che ha respinto l’appello della Banca è stata impugnata sia in Cassa zione che con ricorso per revocazione dinanzi alla stessa Corte di Giustizia di secondo grado. In Cassazione non è stata ancora fissata l’udienza di trattazione. L a Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio, con sentenza depositata il 10 dic embre 2024, ha accolto l’appello della Banca e disposto una nuova istruttoria nominando un consulente tecnico per esaminare la documentazione in atti e relazionare al collegio. L’elaborato peritale con l e osservazioni dei consulenti di parte è stato deposi tato il 10 giugno 2025 e il 25 giugno 2025 si è tenuta l’udienza di trattazione. Con sentenza depositata il 27 gennaio 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio ha riconosciuto il diritto della Banca al rimborso di 11 mi lioni in lin ea capitale. La Banca con ricorso in Cassazione, depositato il 6 maggio 2026, ha impugnato la sentenza per la parte di credito non riconosciu ta. L’Ufficio si è costituito e a sua volta ha impugnato la sentenza contestando la parte di credito riconosciuta. In attesa fissazione udienza di trattazione.
Diniego di rimborso di credito IRPEG anni 1994 -1997 e ILOR 1996, valore di lite 31 milioni dell’ex Banca Mediterranea S.p.A.; la Corte di Giustizia Tributaria di 2° della Basilicata con sentenza depositata il 22 gennaio 2024 ha rigettato l’appello della Ba nca. La Banca ha impugnato la sentenza con ricorso per Cassazione, in attesa fissazione udienza di trattazione.
In relazione ai contenziosi definiti, si segnala che:
In relazione ai contenziosi instaurati da Uni Credit S.p.A. avverso gli accertamenti IRES -IRAP annualità 2006 -2007, valore di lite complessivo 5,12 milioni, la Corte di Cassazione con sentenza depositata il 28 aprile 2026 ha accolto il ricorso della Banca per i rilievi esc lusi da precedente conciliazio ne. Sono in corso interlocuzioni con l’Ufficio per il recupero delle somme versate in pendenza del contenzioso.
È in corso una verifica fiscale su Uni Credit Leasing S.p. A. per imposte dirette, IVA, IRAP, sostituti di imposta in relazione all’anno di imposta 2021.
Al 31 dicembre 2025, l’importo complessivamente accantonato da UniCredit S.p.A. a copertura di rischi fiscali per contenziosi e verifiche fiscali ammontava a 92,54 milioni, di cui 1,71 milioni per spese legali. Al 30 giugno 2026 il fondo rischi ed oneri am monta a 87,94 milioni, di cui 1,55 milioni per spese legali.
Procedimenti fiscali in Germania Si precisa che a seguito della verifica fiscale per le annualità 2009 -2012 erano stati formulati alla Banca alcuni rilievi per i quali è in corso la fase amministrativa precontenziosa.
In estrema sintesi, i versamenti effettuati nell'ambito del procedimento tributario sono: (i) Imposta sul reddito delle socie tà/Imposta Commerciale:
ripartizione costi operazioni cum/ex e “Caso Roth” riferito alla branch di Londra 14,8 milioni.
Si segnala che a seguito della verifica fiscale per le annualità 2013 -2016 erano stati formulati alla Banca alcuni rilievi per i quali la fase amministrativa precontenziosa è iniziata nel primo semestre 2025.
In estrema sintesi, i versamenti effettuati nell'ambito del procedimento tributario sono: (i) Imposta sul reddito delle socie tà/Imposta Commerciale:
ripartizione costi operazioni cum/ex riferiti alla branch di Londra 10,3 milioni (ii) aggiustamenti svaluta zione crediti 9,1 milioni (iii) rettifiche ricavi a seguito “letter of comfort” UC Lux/HypoVereinsFinance N.V. 5,1 milioni (iv) ritenute di imposta non riconosciute relative ad operazioni cum -cum 15,8 milioni (v) adeguamenti svalutazioni altre operazioni d i finanziamento 3,2 milioni (vi) rettifiche al fondo di dotazione di UCB Milan branch 0,6 milioni (vii) un contenzioso di modesta entità 0,01 milioni.
E. Altre contestazioni della clientela La funzione di Compliance, a supporto del business, presidia l’evoluzione del contesto normativo in materia di prodotti e ser vizi bancari, relativamente a tematiche quali ad esempio trasparenza, prestazione di servizi d’investimento e di consulenza e usura . In tale ambito, in qualità di funzione di controllo, elabora regole, verifica procedure, prassi e monitora l’evoluzione dei reclami. La funzione di Complia nce, unitamente alla funzione Legal, supporta altresì le fasi di analisi e valutazione dell'adeguat ezza di possibili azioni di "customer care" o altre iniziative atte a comporre situazioni particolari nelle quali UniCredit S.p.A. potrebbe essere coinvolta, al fine della migliore definizione delle stess e.
Tenuto conto della complessità del quadro normativo di riferimento e di interpretazioni non sempre omogenee al riguardo, UniC redit S.p.A. valuta l’iscrivibilità tempo per tempo di fondi per rischi e oneri atti a fronteggiare esborsi, ritenuti probabili, in un contesto che ha registrato un incremento della “litigiosità” a livello di sistema bancario.
Con riferimento al finanziamento del credito al consumo, la Direttiva UE 2008/48 stabilisce che “il consumatore ha il diritto in qualsiasi momento di adempiere, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano dal contratto di credito. In tal caso, egli ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto”.
In esito alla decisione del settembre 2019 della Corte di Giustizia europea (sentenza C -383/18 riferita al caso “Lexitor”) e della comunicazione della Banca d’Italia emessa nel dicembre 2019 , UniCredit S.p.A. ha provveduto ad adeguarsi alla più recente interpretazione di tale normativa, anche in esito alla declaratoria di incostituzionalità della legge 106 del 2021.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 212 Offerta di diamanti Nel corso degli anni, nell'ambito della diversificazione degli investimenti a cui indirizzare il patrimonio disponibile e con siderando in tale contesto anche quelli con caratteristiche del cosiddetto “bene rifugio” con un orizzonte temporale di lungo perio do, diversi clienti di UniCredit S.p.A. hanno storicamente investito in diamanti per il tramite di società di intermediazione specializzata, con cui la Banca ha stipulato, fin dal 1998, un accordo di collaborazione in qualità di “Segnalatore”, al fine di d isciplinare appunto le modalità di "segnalazione" dell'offerta dei diamanti da parte della stessa società ai clienti UniCredit S.p.A.
Dalla fine del 2016, la liquidità disponibile sul mercato per assolvere le richieste dei clienti che intendevano disinvestire le proprie attività in diamanti si è molto contratta, fino ad annullarsi completamente , con la sospensione del servizio da parte della società d'intermediazione.
Nel corso del 2017 UniCredit S.p.A. ha avviato un'iniziativa di “customer care” che prevede, al ricorrere di determinate cond izioni, la disponibilità della Banca ad intervenire per il riconoscimento alla clientela dell'originario costo sostenuto per l'acqu isto dei preziosi ed il conseguente ritiro delle pietre. L'iniziativa è stata adottata dalla Banca valutando l'assenza di profili di responsabilità per il proprio ruolo di "S egnalatore"; tuttavia, l'AGCM ha stabilito per UniCredit S.p.A. la responsabilità per pratica commerciale scorretta (confermata in appello dal Tribunale Amministrativo Regionale nel secondo semestre 2018), comminando, nel 2017, una sanzione di 4 milioni liquidata nello stesso anno. La Banca ha proposto ric orso al Consiglio di Stato. Con sentenza dell'11 marzo 2021 il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il ricorso proposto da UniCredit S.p.A. contro la s anzione comminata riducendo l'importo di tale sanzione a 2,8 milioni e condannando AGCM alla restituzione di 1,2 milioni, rimborsa ta nel corso del mese di giugno 2021.
Si segnala per completezza che in data 8 marzo 2018, è intervenuta una specifica comunicazione da parte della Banca d ’Italia, avente ad oggetto le “Attività connesse esercitabili dalle banche”, nel cui ambito è stata data ampia attenzione all'attività di segnalazione pres so gli sportelli bancari di operazioni di acquisto e vendita di diamanti da parte di società terze spe cializzate.
L’indagine della Procura di Milano relativa alle ipotesi di truffa e autoriciclaggio con riferimento alle attività di segnala zione alla clientela per l’acquisto di diamanti è stata perseguita prima dinanzi al Tribunale di Milano e quindi dinanzi al Tribunale di Trieste per ragioni di competenza territoriale.
Nel febbraio 2023 il procedimento relativo alla responsabilità amministrativa della Banca è stato archiviato.
Nel maggio 2024, la Procura di Milano ha presentato una richiesta di archiviazione in linea con le richieste delle difese per le residue imputazioni di truffa rinviate alla competenza del Tribunale di Milano.
In assenza di opposizioni, seguirà la definitiva archiviazione da parte del Giudice di tutte le imputazioni.
Al 30 giugno 202 6, nel contesto della citata iniziativa di “customer care”, UniCredit S.p.A. ha ricevuto richieste complessive di rimborso per circa 41 8 milioni (controvalore degli acquisti originari effettuati dai Clienti), procedendo a rimborsi per circa 41 1 milioni. Al fine di fronteggiare i probabili rischi di perdita connessi ai riacquisti dei diamanti, è stato mantenuto un apposito Fondo per rischi ed oneri.
Infine, si riporta che le pietre acquistate a fronte dell’ iniziativa sono iscritte per circa 3 0 milioni alla voce “120. Altre attività” dello Stato patrimoniale.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 213 Informazioni di natura quantitativa Il gruppo UniCredit utilizza l’approccio standardizzato (SMA) di Basilea IV per il calcolo del capitale a fronte dei rischi o perativi. In particolare, il requisito patrimoniale regolamentare viene calcolato applicando il Business Indicator Component (BIC) come previsto dal CRR3 e dall'EBA/CP/2024/05.
Si riporta di seguito la composizione percentuale a livello di Gruppo delle fonti di rischio operativo per tipologia di event o, secondo quanto definito dagli standard del Comitato di Basilea .
Le classi di riferimento per categoria di rischio sono le seguenti:
• frode interna: perdite dovute ad attività non autorizzata, frode, appropriazione indebita o violazione di leggi, regolamenti o direttive aziendali che coinvolgano almeno una risorsa interna della Banca;
• frode esterna: perdite dovute a frode, appropriazione indebita o violazione di leggi da parte di soggetti esterni alla Banca;
• rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro: perdite derivanti da atti non conformi alle leggi o agli accordi in materia di im piego, salute e sicurezza sul lavoro, dal pagamento di risarcimenti a titolo di lesioni personali o da episodi di discriminazione o di mancata applicazione di condizioni
paritarie;
• clientela, prodotti e pratiche di business: perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti ovvero dalla natura o dalle caratteristiche del prodotto o del servizio prestato;
• danni a beni materiali: perdite derivanti da eventi esterni, quali catastrofi naturali, terrorismo, atti vandalici;
• interruzioni dell’operatività e disfunzioni dei sistemi: perdite dovute a interruzioni dell’operatività, a disfunzioni o a in disponibilità dei sistemi;
• esecuzione, consegna e gestione dei processi: perdite dovute a carenze nel perfezionamento delle operazioni o nella gestione dei processi, nonché perdite dovute alle relazioni con controparti commerciali, venditori e fornitori.
Le categorie “rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro” e “frode interna” non sono rappresentate nel grafico in quanto nel periodo di riferimento hanno registrato un impatto positivo per effetto dei recuperi e rilasci fondi.
Nel corso della prima metà del 2026 , la principale fonte di manifestazione di rischi operativi è risultata essere la categoria “clientela, prodotti e pratiche di business” che include le perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti ovvero dalla natura o da lle caratteristiche del prodotto o del servizio prestato. 65,2%14,7%
14,1%
3,8%
2,2%Perdite operative 1H 2026 per categoria di rischio Pratiche di business Esecuzione di processi
Frode esterna
Danni a beni materiali Interruzione dell'attività e guasti ai
sistemi tecnologici
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 214 La seconda categoria per ammontare delle manifestazioni delle perdite si riferisce a “esecuzione, consegna e gestione dei pro cessi”, legate a tematiche di carenza nel perfezionamento o gestione delle operazioni.
Si sono altresì manifestate, in ordine decrescente di incidenza, perdite dovute a “frode esterna”, “danni a beni materiali” e “Interruzione dell'attività e guasti ai sistemi tecnologici” .
Ulteriori informazioni sui rischi operativi sono riportate nel paragrafo 2.5 Rischi operativi, B. Rischi derivanti da pendenz e legali, C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche e D. Rischi derivanti da contenziosi e verifiche di natura tributaria”, Not e illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale.
2.6 Altri rischi
Altri rischi inclusi nel Capitale Economico Come riportato nel paragrafo “Premessa”, Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, tra i rischi del Gruppo ce ne sono altri relativi al Secondo Pilastro, i quali sono il Rischio di Business, il Rischio Im mobiliare, il Rischio di Investimenti Finanziari ed il Rischio Reputazionale (quest’ultimo è descritto nel paragrafo “Rischio Reputazionale”, Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, 2.6 Altri rischi). P er ogni rischio, il calcolo del Capitale Economico è effettuato adottando un livello di confidenza pari al livello regolamentare (99,90%) e un orizzonte temporale di un anno.
1. Rischio di business Il rischio di business è definito come una variazione sfavorevole e imprevista del volume dell’attività e/o dei margini di gu adagno su un orizzonte temporale di un anno; in questo contesto il margine è definito come la differenza tra ricavi e costi che non è spiegata da fattori di rischio già altrove ricompresi, es. rischio di credito, di mercato, operativo. Può avere origine innanzitutto da cambiamenti nella situazione con correnziale o nel comportamento dei clienti, ma anche da cambiamenti del quadro norma tivo di riferimento.
I dati di esposizione inclusi nel calcolo del rischio di business sono derivati dai conti economici delle Società del Gruppo per le quali tale rischio risulta rilevante.
Le volatilità e le correlazioni sono stimate sulla base delle serie storiche delle poste rilevanti di Conto economico.
Il calcolo del Rischio di Business è effettuato su base trimestrale a fini di monitoraggio e a fini di planning secondo le te mpistiche relative.
2. Rischio immobiliare Il rischio immobiliare è definito come la perdita potenziale derivante dalle fluttuazioni dei valori di mercato del portafogl io immobiliare del Gruppo, incluse le società veicolo immobiliari. Esso non considera le proprietà detenute come garanzia, che sono incluse all’interno del rischio di credito.
I dati rilevanti per il calcolo del rischio immobiliare includono, oltre alle informazioni generali relative agli immobili, g li indici di area o regionali necessari per il calcolo di volatilità e correlazioni.
Il calcolo del rischio immobiliare è effettuato a scopo di monitoraggio su base trimestrale e a fini di planning secondo le tempistiche relative.
3. Rischio di investimenti finanziari Il rischio di investimenti finanziari deriva da partecipazioni in società non appartenenti al perimetro di consolidamento di Gruppo.
Il portafoglio di riferimento include principalmente azioni quotate e non, derivati con sottostante azionario, private equity, quote di fondi comuni, hedge fund e fondi di private equity. Per tutte le esposizioni in equity del Gruppo, l’assorbimento di capitale può essere ca lcolato in base a un approccio PD/LGD o ad un approccio di mercato. Le partecipazioni quotat e, i fondi e i derivati , che rappresentano una componente del rischio di investimenti finanziari, sono trattate basandosi sull’infrastruttura del Modello Interno di Rischio di Mercato.
La componente non quotata è valutata nel Group Credit Portfolio Model (GCPM). Il calcolo del rischio si basa su una misura di Valore a Rischio (VaR) calcolata con un livello di confidenza del 99 ,90% ed è realizzato nei modelli di rischio credito e mercato a seconda della natura del portafoglio sottostante. Il Rischio di Investimenti Finanziari è calcolato trimestralmente per il monitoraggio e a fini di planning secon do le tempistiche relative.
Metodi di misurazione del rischio
1.Capitale Economico
Come descritto nel paragrafo Premessa, Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, nell’ambito del processo di valutazione interna dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP), coerentemente con il principio di pr oporzionalità normato dal Secondo Pilastro di Basilea II, il profilo di rischio del Gruppo e delle principali società del Gruppo è calcolato per tutte le tipol ogie di rischio previste (rischi di Credito, Mercato, Operativo, Reputazionale, Business, Investi menti Finanziari e Immobiliare).
Il Capitale Economico rappresenta il capitale necessario a fronte delle possibili perdite relative alle attività del Gruppo e prende in considerazione tutte le tipologie di rischio di Secondo Pilastro riportate sopra che sono quantificabili in termini di C apitale Economico. Viene anche considerato l’effetto di diversificazione tra le tipologie di rischio (“inter -diversificazione”) e di diversificazione a livello di portafoglio (“intra -diversificazione”).
Inoltre, un add -on di Capitale è considerato come cus hion prudenziale a fronte del Rischio Modello.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 215 Come per i componenti, Il Capitale Economico è calcolato con un orizzonte temporale di un anno e ad un livello di confidenza pari al livello regolamentare (99,90%). A fini di controllo, il Capitale Economico è calcolato trimestralmente e condiviso con il s enior management trimestralmente attraverso il RAF Monitoring & Integrated Risk report; è inoltre calcolato a fini di planning secondo le tempistiche relative .
Coerentemente con il sistema di governance, la funzione di Strategic & Integrated Risk di UniCredit S.p.A. è responsabile del lo sviluppo della metodologia e della misurazione del Capitale Economico e della definizione e implementazione dei relativi process i di Gruppo.
Le relative “Group Rules”, dopo l’approvazione, sono inviate alle Società del Gruppo interessate, per l’approvazione e l’impl ementazione locali.
2.Stress Test
La natura multi dimensionale del rischio richiede di integrare la misurazione del capitale economico con analisi di stress te st, non solo al fine di stimare le perdite in alcuni scenari, ma anche di cogliere l’impatto delle determinanti delle stesse. Lo st ress test è uno degli strumenti utilizzati per il controllo dei rischi rilevanti al fine di valutare la vulnerabilità della Banca ad eventi eccezionali ma plausibili, fornendo informazioni aggiuntive rispetto alle attività di monitoraggio.
Le attività di stress test, in coerenza con quanto richiesto dalle Autorità di Vigilanza, sono effettuate sulla base di un in sieme di scenari di stress definiti internamente, che includono le principali geografie in cui il Gruppo è presente e vengono effet tuati almeno due volte l’anno.
Nell’ambito delle attività di misurazione dei rischi effettuate secondo le prescrizioni del Secondo Pilastro, la metodologia di stress prevista dal Gruppo considera i diversi impatti sui vari rischi derivanti dalla materializzazione degli scenari macroecon omici avversi. Gli scenari di stress test vengono definiti analizzando sia eventi macroeconomici attuali che possibili eventi futuri che potrebbero manifestarsi e che siano considerati penalizzanti per il Gruppo.
L’esercizio di stress test è effettuato sia in riferimento alle singole tipologie di rischio, sia nel suo complesso e conside rando quindi eventuali interazioni. I risultati dell’esercizio sono rappresentati dalle perdite attese addizionali e dal livello di Capitale Economico stressato. I risultati complessivi considerano sia la variazione dell’ammontare dei singoli rischi che l’eventuale beneficio derivante dalla diversi ficazione.
A partire dal 2017, due approcci complementari sono considerati nell’ambito delle attività di stress test: la cosiddetta “Nor mative Perspective” valuta gli impatti degli scenari avversi sulle metriche di capitale regolamentare, mentre la “Economic Perspect ive” quantifica gli impatti degli scenari sul capitale economico.
Il Top Management del Gruppo è coinvolto negli esercizi di stress test Group -wide per le seguenti fasi:
• nell’approvazione degli scenari macroeconomici avversi usati per stimare gli impatti sul capitale sia regolamentare che econo mico;
• a valle dell’esercizio, con l’approvazione dei risultati e degli impatti e l’eventuale discussione delle azioni per rientrare nei limiti di capitale predefiniti.
L’adeguatezza delle singole metodologie di misurazione dei rischi sottostanti l’ICAAP, inclusi gli stress test e l’aggregazio ne dei rischi, è oggetto dell’attività di verifica da parte delle funzioni di validazione interna.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 216 Rischio reputazionale Il rischio di reputazione è definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante dalla percezione sfavorevole dell’immagine dell'istituto finanziario da parte di clienti, controparti (inclusi i debitori, gli analisti di mercato, altre parti interessate, quali ad esempio la società civile, le ONG, i media, ecc.), azionisti/investitori, autorità di controllo o dipendenti (parti interessate).
Il rischio di reputazione è un rischio secondario generato come effetto "knock -on" da altre categorie di rischio, come i rischi di credito, di mercato, operativi e di liquidità e tutti gli altri tipi di rischio (ad es. rischio aziendale, rischio strategico, rischio ESG , che considera gli aspetti di natura ambientale, sociale e di governance degli investimenti responsabili). Il rischio reputazionale potrebbe essere generato anche da eventi materiali.
La gestione del rischio reputazionale si basa su:
• definizione di regole e linee guida generali chiare per:
- definire il profilo delle relazioni (con clienti e altre controparti rilevanti come fornitori) e delle operazioni (principalm ente supporto finanziario, ma anche investimenti e altri prodotti e servizi finanziari offerti) che il Gruppo è disponibile a gesti re e sviluppare;
- definire il profilo di ciò che il Gruppo non considera in linea con i propri principi fondanti e standard reputazionali. Ques te regole e linee guida sono progettate per garantire l’allineamento con leggi, regolamenti interni ed esterni, best practice del s ettore e riflettere l’appetito al rischio e la sensibilità del Gruppo;
• definizione di ulteriori regole e linee guida specifiche per i settori considerati sensibili (Carbone, Petrolio & Gas, Difesa , Nucleare, Miniere, Infrastrutture idriche) e per contribuire agli impegni del Gruppo su temi specifici (Foresta pluviale, Tabacco , Diritti umani, Capitale
naturale/Biodiversità);
• richiesta, per ogni relazione, della valutazione di conformità alle regole e linee guida sopra menzionate;
• garanzia del rispetto delle regole per ogni operazione, effettuando una specifica valutazione del rischio reputazionale che c oinvolga la funzione dedicata al rischio reputazionale e altre funzioni specialistiche/competenti (es. ESG, Compliance, Legale) in caso di potenziali deviazioni, e rifiutando le operazioni in violazione di tali regole;
• definizione di condizioni, controlli o limitazioni, ove ritenuto necessario, per ridurre il rischio reputazionale residuo mat eriale per il Gruppo, indipendentemente dal settore collegato al caso;
• valutazione, indipendentemente dal settore, del rischio di responsabilità/contenzioso che può derivare dal supporto a un’oper azione che potrebbe produrre un impatto ambientale o sociale negativo, quando l’operazione rientra negli Equator Principles (EP);
• assunzione delle decisioni corrette al giusto livello di autorizzazione nei casi di potenziale rischio reputazionale, coinvol gendo il Group Risks and Controls Committee (GRC ) per i casi di rischio più elevato.
Il gruppo UniCredit monitora costantemente il mercato per valutare l’opportunità/necessità di regolamentare nuovi settori eco nomici e/o temi trasversali che assumono rilevanza dal punto di vista del rischio reputazionale e ESG, o di aggiornare le disposizi oni dei settori sensibili attualmente regolamentati.
In questo contesto, nella prima metà del 2026, le normative interne relative ai settori Difesa e Oil & Gas sono state aggiorn ate per riflettere l’appetito al rischio della banca e l’evoluzione dei settori stessi.
La gestione del rischio reputazionale è in carico al Dipartimento Group Non -Financial Risks di UniCredit S.p.A. e alle funzioni dedicate delle società del Gruppo.
Il Group Risks and Controls Committee (GRC) si riunisce con funzioni approvative, secondo la normativa vigente, per i seguenti argomenti:
• Policy di governance e linee guida per la gestione del rischio reputazionale su settori sensibili e relazioni con la clientel a;
• Binding Opinions (Pareri Vincolanti), in presenza di un rischio reputazionale rilevante su decisioni strategiche o su singole operazioni/rapporti specifici, come previsto dal Regolamento Interno, da fornire alle funzioni di UniCredit S.p.A.;
• Non Binding Opinions (Pareri non Vincolanti), in presenza di un rischio reputazionale rilevante su singole specifiche operazi oni/rapporti, come previsto dal Regolamento Interno, su casi sottoposti da NFRC locale, da fornire alle altre legal entities del Gr uppo.
Il Comitato si riunisce con funzioni consultive e informative per i seguenti argomenti, valutando e fornendo linee guida con riferimento a:
• Rischi reputazionali relativi a trends emergenti o eventi rilevanti, per le loro implicazioni su strategie, iniziative, trans azioni, progetti, clienti o altre attività di business del Gruppo e Locali, facendo leva su evidenze e valutazioni fornite da Risk Management, Compliance, Legal, Group ESG, Group Institutional Affairs e Group Marketing and Communication;
• Reportistica periodica fornita dalle strutture competenti di Gruppo sulle attività di business e sulle decisioni prese in rel azione ai settori sensibili definiti.
Nell’ambito del framework di gestione dei rischi del gruppo UniCredit e in conformità ai principi di Basilea (Pillar 2 e Pillar 3), è stata sviluppata una metodologia proprietaria per la misurazione del rischio reputazionale e la determinazione del relativo Value -at-Risk (VaR).
La metodologia si basa sulla stima dei rapporti causali tra il media sentiment relativo a UniCredit , come riflesso nel Media Tonality Index, elaborato da CISION Ltd, società specializzata in Reputation Intelligence e Media Monitoring , i reclami dei clienti e le aspettative di mercato in merito alle variazioni dei profitti netti attesi del Gruppo. Tali aspettative sono desunte dai prezzi delle azioni attraverso un processo di reverse engineering applicato ad un dividend discount model , opportunamente rettifi cato per neutralizzare gli effetti sistemici che interessano il settore bancario europeo.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 217 In tale contesto, il VaR reputazionale rappresenta la massima riduzione potenziale dei profitti netti futuri, con un livello di confidenza pari al 99,9%, sulla base dei parametri stimati del modello e della distribuzione congiunta del Media Tonality Index e dei reclami dei clienti.
Il rischio reputazionale è monitorato nell’ambito del processo ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process) ai sensi del Secondo Pilastro, mentre le informazioni di natura qualitativa sono fornite nell’ambito del Terzo Pilastro, in linea con i requ isiti applicabili di trasparenza e disciplina di mercato.
Rischi principali ed emergenti In UniCredit, la gestione e il monitoraggio dei rischi si basa su un approccio dinamico; il Top management è tempestivamente informato sui principali rischi e/o rischi emergenti attraverso un rigoroso processo di monitoraggio integrato nel processo di valutazione del rischio .
Il Risk Management identifica e stima tali rischi e li sottopone regolarmente al Senior/Top management e al Consiglio di Ammi nistrazione che adottano le azioni appropriate per gestire e mitigarli.
I seguenti rischi principali e/o emergenti sono stati considerati rilevanti durante il 2026:
1. Conflitti in corso;
2. Sfide macroeconomiche e geopolitiche nel mondo;
3. Rischio di sicurezza informatica;
4. Rischi derivanti dagli attuali sviluppi normativi europei.
1. Conflitt i in corso I conflitti militari in corso (Russia -Ucraina e Medio Oriente) e le rinnovate escalation previste per il 2025 -2026, in particolare quelle che coinvolgono Stati Uniti, Israele, Iran e le più ampie tensioni regionali, continuano a rappresentare rischi al rib asso per l’economia globale. Questi sviluppi contribuiscono ad accrescere l’incertezza geopolitica, con ripercussioni sull’inflazione, sulla volatilità dei mercati finanz iari, sulle interruzioni delle catene di approvvigionamento energetico e sulla pressio ne al rialzo sui prezzi delle materie prime e dell’energia.
Devono essere considerati i seguenti effetti in corso: 1) potenziale intensificazione delle sanzioni alla Russia; 2) continui cambiamenti della politica energetica verso un accesso sicuro e una diversificazione delle fonti; 3) l’accresciuta concorrenza per materiali, attrezzature e materie prime critiche. Persiste il livello di incertezza sull’evoluzione di questi conflitti insieme al rischio di escalation con potenzia li impatti umanitari, politi ci ed economici su scala più ampia che ostacolano la ripresa g lobale post -pandemia.
L’Europa sta portando avanti la graduale eliminazione delle importazioni di energia dalla Russia, già fortemente ridotte dal 2022, aumentando l’approvvigionamento da Stati Uniti, Medio Oriente (ad esempio Qatar) e Nord Africa e producendo più biocarburanti . In questo contesto, l’attenzione alle catene di approvvigionamento e ai prezzi, a fronte dei conflitti in corso e dei rischi correlati, rimane elevata per l’E uropa.
Per ulteriori informazioni sull’aggiornamento degli scenari macroeconomici e sui suoi effetti sulla valutazione degli asset d el Gruppo si rimanda alla “Sezione 2 - Criteri generali di redazione”, Not e illustrative , Parte A - Politiche contabili.
Gli attacchi informatici rimangono un importante fattore di rischio. Dall'inizio del conflitto, si sono verificati numerosi a ttacchi informatici anche nel settore bancario. A seconda dell’evoluzione del conflitto, si prevede che la minaccia informatica continuerà ad essere rileva nte.
2. Rischi macroeconomici e (geo -)politici L’incertezza macroeconomica persiste, amplificata dalle tensioni geopolitiche e dalla crescente frammentazione politico -economica che rischia di minare la domanda e la fiducia.
Crescita più debole, volatilità del mercato e restringimento monetario sono tra i principali svantaggi della ripresa economic a. Le vulnerabilità delle imprese persistono in quanto le condizioni finanziarie si sono inasprite e le prospettive economiche si s ono indebolite.
Ulteriori potenziali svantaggi sono i seguenti: 1) vulnerabilità strutturali del settore dell’intermediazione finanziaria non bancaria (Non -Bank Financial Intermediation - NBFI) sotto forma di squilibrio di liquidità e leva finanziaria, considerando la str etta interconnessione con il sistema bancario; 2) progressi tecnologici nell’Intelligenza Artificiale (IA) che potrebbero erodere la fiducia sociale e sconvolgere imprese e me rcati; 3) aumento del fabbisogno di spesa per la difesa che, tra gli altri fattor i, potrebbe esacerbare le pressioni fiscali per alcuni stati sovrani fortemente indebitati; 4) l’incertezza derivante dai conflitti commerciali, dai rischi geopolitici e dalla volatilità del mercato potrebbe influenzare il settore assicurativo attraverso la valutazione del portafoglio, la liquidità e i canali di sottoscrizione; 5) impatti derivanti dai cambiamenti climatici come meglio dettagliati nella sezione “I rischi climatici e ambientali”, Note illustrative , Parte E - Informazioni sui rischi e sulle r elative politiche di copertura.
Oltre ai fattori sopra menzionati, le seguenti tendenze e sfide sull'arena geopolitica rimangono rilevanti:
• Tensioni USA -Cina su Taiwan ;
• Tensioni sui dazi commerciali (USA/UE/Cina);
• L’ascesa del nazionalismo, del protezionismo e dei movimenti populisti ha creato un ambiente incerto, che potrebbe potenzialme nte portare a un rallentamento della globalizzazione .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 218 3. Rischio di sicurezza informatica Nel corso del 2025 e nella prima metà del 2026 , il profilo di rischio informatico per le grandi istituzioni finanziarie ad alto tasso di digitalizzazione si è mantenuto elevato e dinamico e in progressivo aumento di complessità .
Oltre alle minacce tradizionali, che persistono, gli autori delle minacce hanno ulteriormente evoluto e industrializzato la loro operatività , in particolare attraverso l'uso sempre più pervasivo dell'intelligenza artificiale generativa/agentica per automatizzare gli attacchi di social engineering, le frodi basate su deepfake (anche in tempo quasi reale) e orchestrare catene di attacco modulari e adattive , mentre il ransomware e l'estorsione di dati rimangono tra le principali minacce sistemiche in tutti i s ettori , con modelli sempre più orientati all’access brokerage e alla monetizzazione rapida dei dati.
La diffusione di questi schemi, che vede il persistere delle migrazioni di affiliati tra i gruppi di ransomware unitamente alla crescente specializzazione degli attaccanti , l'aumento del phishing e dell'impersonificazione assistiti dall'intelligenza artificiale e l'innovazione negli infostealer, la crescita di malware fileless e attacchi alle identi tà digitali, rafforza ulteriormente la necessità di capacità di rilevamento e risposta proattive all'avanguardia.
La minaccia DDoS (Distributed Denial of Service) ha continuato a intensificarsi in termini di volumi, frequenza e sofisticazione , con l'automazione potenziata dall'intelligenza artificiale che continua ad abbattere le barriere all'ingresso per gli hacktivisti, spesso in coincidenza con focolai geopolitici ed eventi importanti. I servizi finanziari rimangono un obiettivo di grande visibilità per tali campagne di disturbo.
Parallelamente, le attività informatiche motivate da ragioni geopolitiche (in particolare collegate alle tensioni in Europa orientale e Medio Oriente) hanno continuato a colpire le istituzioni europee, sfruttando botnet volontarie e campagne coordinate contro banche e servizi pubblici, anche attraverso campagne ibride e c oordinate, aumentando il rischio sistemico per la disponibilità e la fiducia dei clienti.
Il rischio di concentrazione su terze parti e sul cloud si conferma tra i principali fattori di attenzione anche nel 2026 . Gli incidenti che hanno interessato il settore nel 2025 e nei primi mesi del 2026 hanno dimostrato come le interruzioni a monte nelle catene di fornitura o gli errori software negli hyperscaler , nei servizi SaaS (Software as a Service) e nelle piattaforme API (Application Programming Interface) critiche possano ripercuotersi a cascata su vasta scala , sottolineando il rischio di concentr azione e la necessità di strategie multi -vendor, resilienza architetturale e maggiore segregazione , disporre di solide procedure di continuità operativa e ripristino di emergenza (BCP - Business Continuity Plan /DR - Disaster Recovery) e prevedere obblighi di resilienza contrattualmente vincolanti per i fornitori critici.
Assume inoltre crescente rilevanza il rischio legato alla gestione delle identità, privilegi e accessi nei modelli cloud. Di conseguenza, anche il contesto normativo è evoluto dalla fase di definizione a quella di implementazione e superv isione attiva nel 2025 -2026 , definendo e rafforzando le aspettative in materia di gestione del rischio informatico. Tra queste figurano il Digital Operational Resilience Act (DORA) dell'UE , ora in fase di piena applicazione e superv isione, che impone requisiti armonizzati i n materia di gestione del rischio ICT, classificazione/segnalazione degli incidenti, test di resilienza (compreso il TLPT - Threat -Led Penetration Testing) e supervisione dei fornitori terzi critici di ICT , e l'Artificial Inte lligence Act, in corso di implementazione graduale, oltre al Cyber Resilience Act che introduce nuovi obblighi per la sicurezza dei prodo tti e delle supply chain digitali.
In questo contesto, il gruppo UniCredit ha continuato a dare priorità alla resilienza ICT end -to-end, alla difesa “in profondità” e alla gestione del rischio di terze parti, in linea con i pilastri del DORA e le aspettative di vigilanza. Il Gruppo si è inoltre concentrato su l mig lioramento della prevenzione delle frodi, sulla condivisione di informazioni sulle minacce, sul rafforzamento della mitigazione degli attacchi DDoS , sul rafforzamento della sicurezza delle identità attraverso impianto normativo IAM (Identity e Access Management), protezione dedicate PAM (Privileged Asset Management) e sul rafforzamento della supervisione dei fornitori e dei test di resilienza , inclusi scenari avanzati TLPT.
In prospettiva, si prevede che il panorama del rischio informatico rimarrà altamente volatile e in ulteriore evoluzione.
La proliferazione di vettori di attacco basati sull'intelligenza artificiale, inclusi agenti autonomi e deepfake, è destinata ad accelerare, con livelli crescenti di sofisticazione e difficoltà di rilevamento .
La pressione normativa continuerà ad intensificarsi con l'applicazione e la piena operatività del DORA e l’ampli amento del controllo sui fornitori terzi di ICT critici, mentre l'attuazione graduale della legge UE sull’intelligenza artificiale e l’introduzione degli obblighi previsti dal Cyber Resilience Act richiederanno continui miglioramenti della governance. Inoltre, i progressi nel calcolo quantistico stanno aumentando l'urgenza di programmi di cripto -agility e di migrazione verso standard di sicurezza quantistica.
Si prevede che le tensioni geopolitiche e la guerra ibrida alimenteranno rischi elevati di campagne ibride e sponsorizzate da stati , in particolare mirate ai servizi finanziari in quanto infrastrutture critiche.
Il rischio di concentrazione negli ecosistemi cloud e SaaS continuerà a rappresentare un elemento critico , con le autorità di regolamentazione e gli organismi di settore che porranno l’accento sui test di resilienza operativa e la diversificazione dei fornitori.
In questo contesto, il gruppo UniCredit continuerà a investire in intelligence delle minacce basata sull'intelligenza artificiale, architetture zero -trust, e protezione delle identità, sicurezza del cloud e resilienza “by design” , garantendo una solida protezione della privacy e dell'integrità dei dati, della continuità del servizio e della conformità normativa in un contesto normativo e di minacce in continua evoluzione.
4. Sviluppi nel contesto normativo europeo Negli ultimi anni il quadro normativo in cui agiscono le istituzioni finanziarie è diventato sempre più complesso e più rigor oso. Questa complessità è ulteriormente aumentata in seguito all'introduzione di nuovi regolamenti finanziari, alcuni dei quali son o ancora in discussione, e al ruolo centrale della BCE nella vigilanza di gran parte del sistema bancario europeo.
Tutti questi cambiamenti potrebbero influenzare significativamente UniCredit e introdurre ulteriori sfide per la redditività del settore bancario generale e i requisiti patrimoniali.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 219 I cambiamenti più rilevanti sono:
• Il MREL "Secondo Pilastro" è specifico per la banca ed è stato introdotto dalla BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) nel 2014 successivamente modificato nel giugno 2019 (BRRD2) e nuovamente nel 2026 (BRRD3) con l’adozione del pacchetto Crisis Manag ement and Deposit Insurance framework (CMDI). MREL è definito annualmente da parte delle Autorità di risoluzione europee, inclusa la su a componente subordinata, i.e. per soddisfare i requisiti relativi agli strumenti subordinati ;
• Il pacchetto di riforme CMDI è stato adottato formalmente il 30 marzo 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'UE il 2 0 aprile 2026. La nuova normativa dell'Unione Bancaria Europea armonizza gli strumenti di salvataggio bancario, estendendo le proce dure di risoluzione anche alle banche di piccole e medie dimensioni. Un profilo di particolare rilevanza per i grandi gruppi bancari riguarda la maggiore ar monizzazione nella gerarchia dei creditori, che rende più uniforme tra gli Stati membri la distinzio ne tra passività ordinarie, strumenti subordinati e altre categorie di creditori. Tale intervento riduce le discrepanze nazionali nella struttura della liability side dei bilanci bancari, con effe tti diretti sulla prevedibilità del trattamento delle passiv ità in caso di bail -in. Per i gruppi cross -border contribuisce a rendere più efficiente la pianificazione della risoluzione, limitando il rischio di esiti divergenti tra giurisdizioni ;
• Implementazione di Basilea III: L’Unione Europea ha recepito le riforme finali di Basilea 3 tramite CRR3/CRD6 entrate formalm ente in vigore nel giugno 2024. La maggior parte delle disposizioni in CRR3 hanno iniziato ad applicarsi dall’1 gennaio 2025, anche se per alcune misure sono previste date di applicazione differenziate, norme transitorie o forme di applicazione graduale (ad es., l’applicazione dell’ output floor a livello di singola giurisdizione). Il framework sui rischi di mercato, già posticipato un a volta, si applicherà a partire da gennaio 2027. Lato CRD6, gli stati membri hanno avuto 18 mesi dall’entrata in vigore per recepire la Direttiva ( scadenza il 9 gennaio 2026). Questa implementazione graduale mantiene le riforme finali di Basilea 3 come tema attuale nel 2026 -2027, mentre ulteriori standard tecnici e aggiornamenti di reporting e disclosure continuano ad essere sviluppati nelle diverse giurisdizioni;
• A gennaio 2025 l’EBA ha avviato un esercizio di stress test con lo scopo di valutare la resilienza delle banche dell'UE ad un a serie comune di shock economici negativi; lo scenario avverso si basa su un ipotetico aggravamento delle tensioni geopolitiche co n un severo declino del PIL.
I risultati sono stati pubblicati ad agosto 2025 .
Negli anni in cui non si tiene la prova di stress dell’EBA, la BCE, in collaborazione con le autorità nazionali di vigilanza, sottopone gli enti significativi su cui vigila direttamente a esercizi di stress a fronte di uno specifico tipo di shock.
Per il 2026, la BCE ha lanciato un reverse stress test sul rischio geopolitico. Si tratta del primo reverse stress test mai r ealizzato su questo tipo di rischio: in un reverse stress test viene prefissato un risultato e ciascuna banca definisce lo scenario in cui tale risultato si materializzerebbe. Alle banche viene raccomandato di individuare e quantificare in che modo gli eventi geopolitici rilevanti le influenzerebbero. Ino ltre, si chiede loro di descrivere come, se necessario, agirebbero per ridurre ta le impatto, al fine di garantire la presenza di solidi assetti di governance e di resilienza operativa.
Il reverse stress test non influenzerà direttamente il Pillar 2 Guidance (P2G) delle banche. I suoi risultati saranno utilizz ati per integrare il processo SREP in modo qualitativo e in linea con il più ampio processo ICAAP 2026. I risultati saranno pubblic ati dalla BCE su base aggregata nell’estate
del 2026;
• Aggiornamenti delle normative del rischio climatico e ambientale:
- La BCE ha pubblicato a novembre 2020 una Guida con aspettative di vigilanza, basata sulla normativa vigente, su come le banche dovrebbero incorporare i rischi legati al clima e ambientali nella strategia aziendale, governance, processo di concessione del cr edito, Risk Appetite Framework, framework di gestione del rischio, processi di liquidità e adeguatezza patrimoniale, attraverso scenari di stress testing dedicati;
- Il quadro aggiornato CRR/CRD (Banking Package 2021) introduce nuovi obblighi per le banche di integrare i rischi climatici ne lla valutazione delle garanzie e di considerare gli impatti ambientali di lungo periodo nelle loro strategie e nei loro processi. E sso attribuisce inoltre all’EBA il mandato di sviluppare stress test climatici, definire standard minimi sui rischi ESG e valutare possibili trattamenti prudenz iali dei rischi legati al clima entro il 2027 ;
- Le norme di disclosure ESG di Pilastro 3 (a partire dal 2023) richiedono alle banche di pubblicare informazioni standardizzat e sui rischi ESG, comprese disclosure qualitative, indicatori di attivi verdi come il GAR e le emissioni Scope 3, migliorando la tr asparenza sui rischi climatici e di
transizione ;
- Gli sviluppi recenti (2025 - 2026) prevedono la sospensione temporanea della disclosure di metriche chiave della tassonomia (ad es. GAR e BTAR) fino alla fine del 2026, con le autorità di vigilanza chiamate ad applicare un approccio flessibile nell’attività di en forcement durante ques ta fase transitoria ;
- Le linee guida dell’EBA sulla gestione dei rischi ESG (2025), applicabili da gennaio 2026, richiedono la piena integrazione d ei rischi ESG nella governance, nel risk appetite, nei processi di credito, nell’ICAAP e negli stress test, con requisiti rafforzat i in termini di dati e approccio
prospettico ;
- Le linee guida dell’EBA sull’analisi di scenario ambientale (2025), efficaci da gennaio 2027, definiscono le aspettative di v igilanza su come le banche dovrebbero condurre le analisi di scenario climatico e ambientale ;
• Aggiornamenti delle normative europee in materia di mercato dei capitali, pagamenti e finanza digitale:
- Regolamentazione dei mercati delle criptovalute (MiCAR);
- I negoziati tra Parlamento e Consiglio sul regolamento relativo alla creazione di un euro digitale sono entrati in una fase a vanzata, anche se il quadro legislativo non è ancora chiuso. La proposta legislativa della Commissione risale al 28 giugno 2023 e s erve a creare il quadro giuridico che consentirebbe alla BCE, se lo decidesse, di emettere l’euro digitale come forma digitale di moneta di banca centrale, acc anto al contante. I due rischi chiave legati all’emissione dell’euro digitale sono: i) in caso di limiti di detenzione eccessivamente alti, l’euro digitale rischia di trasformare una parte dei depositi bancari in moneta di banca centrale digitale, aumentando costi di funding, rischi di liqui dità e pressione sul modello di intermediazione; e ii) un mod ello di remunerazione non adeguato ostacolerebbe il recupero, da parte delle banche, dei significativi
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 220 costi di investimento sostenuti. Il Consiglio ha già adottato la propria posizione negoziale a dicembre 2025 mentre il Parlam ento si sta avvicinando alla definizione della sua posizione. Una volta che il Parlamento avrà definito la sua posizione , potranno partire i negoziati finali con il Consiglio per arrivare al testo finale del regolamento. In parallelo, la BCE continua i lavori tecnici, con l’avvio di una fase pilota nella seconda metà del 2027. ma potrà decidere formalmente sull’emissione so lo dopo l’a dozione della normativa. Se il percorso legislativo si chiuderà nel 2026, l’orizzonte indicato per una possibile introduzione dell’euro digitale resta il 2029 ;
- Il 27 novembre 2025 i negoziatori europei hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla Payment Services Regulation (PSR). Il t esto è attualmente in attesa dell’adozione formale da parte dei co -legislatori, prevista entro la fine del 2026. Il testo di riform a rafforza gli obblighi antifrode per le banche, includendo la verifica obbligatoria della corrispondenza nome ‑beneficiario e la piena responsabilit à in caso di misure antifrode non adeguate. L ’accordo introduce inoltre un nuovo regime di responsabilit à per lo spoofing, che impone il rimborso integrale delle vittime quando i truffatori si spacciano per un PSP (Payments Service Providers), a condizione che l ’episodio sia denunciato alle autorità competenti e al PSP. Il nuovo pacchetto legislativo promuove l’open finance garantendo ai fornitori autorizzati di open banki ng un accesso non discriminatorio ai dati dei conti di pagamento e prevedendo un elenco di ostacoli vietati. Le nuove norme richiederanno alle banche di migliorare i propri sistemi di monitorag gio frodi, rinforzare i processi di autenticazione e potenziare le pratiche di disclosure;
- Nel novembre 2025, la Commissione europea ha presentato una proposta legislativa per un Omnibus Digitale sull’Intelligenza Artific iale, introducendo modifiche mirate all ’Artificial Intelligence Act (AI Act) al fine di renderne l’attuazione più semplice e prevedibile. L’obiettivo è affrontare questioni pratiche, tra cui i ritardi ne ll’adozione degli standard tecnici, la disponibilità degli strumenti di compliance , la designazione delle autorità nazionali e la riduzione di alcuni oneri amministrativi ;
- Il 7 maggio 2026 , il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo provvisorio nel corso dei loro negoziati finali. L’elemento chiave dell’accordo consiste nel rinvio dell’applicazione delle norme relative ai sistemi di IA ad alto rischio a date prestabilite , in sostituzione di un meccanismo collegato alla disponibilità degli standard tecnici. In particolare, le norme applicabili ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dalle banche per valutare il merito creditizi o delle persone fisiche si applicherebbero a decorrere dal 2 dicembre 2027.L’entrata in vigore è prevista per luglio 2026 ;
- Il Digital Operational Resilience Act (DORA) stabilisce un quadro normativo armonizzato in tutta l'UE per rafforzare la gestio ne del rischio ICT e la resilienza operativa delle banche. Questo regolamento impone agli istituti finanziari di implementare misur e adeguate per prevenire e mitigare i rischi informatici, garantendo la continuità operativa in caso di incidenti informatici. Entrato in vigore nel gennaio 2023 , il regolamento è diventato pienamente applicabile alle banche nel gennaio 2025, imponendo lo ro di conformarsi ai requisiti in materia di gestione del rischio ICT, segnalazione degli incidenti, ai test di resilienza e alla gestione delle terze parti ;
• Aggiornamento delle normative in materia di Mercato Unico dei Capitali:
- Nel 2025 - 2026 l’UE ha accelerato la revisione del quadro normativo a supporto dello sviluppo e dell’integrazione dei mercati dei capit ali, con impatti rilevanti su modelli distributivi, ricavi e allocazione del risparmio. In particolare ;
- Strategia per gli investimenti al dettaglio: L’iter legislativo è stato avviato dalla Commissione europea nel maggio 2023 con la presentazione di un ampio pacchetto di revisione delle regole di distribuzione dei prodotti finanziari (MiFID II, IDD, PRIIPs), nell’ambito della strategia volta a rafforzare la partecipazione degli investitori al dettaglio ai mercati dei capitali. Dopo un lungo negoziato, Parlamento e Co nsiglio hanno raggiunto a fine 2025 un accordo politico, con finalizzazione dei testi attesa n el 2026 e applicazione non prima del 2027. Il nuovo quadro rafforza le regole in materia di rapporto costi -benefici dei prodotti, incentivi e trasparenza, senza introdurre un divieto generalizzato delle retrocessioni.
Permangono tuttavia incertezze legate all’attuazione e al grado di convergenza tra gli Stati membri, che potrebbero incidere sull’efficacia complessiva del nuovo quadro e sulla sua capacità di sostenere lo sviluppo integrato dei mercati dei capitali ;
- Revisione del quadro sulle cartolarizzazioni - La proposta della Commissione del giugno 2025, tuttora in discussione nel 2026, mira a rilanciare il mercato semplificando gli obblighi operativi e rendendo più risk sensitive il trattamento prudenziale. L’esito delle negoziaz ioni (attese non prima della seconda metà del 2026) sarà determinante per il ruolo della cartolarizzazione come strumento chiave di funding e trasferiment o del rischio ;
- Pacchetto per l’integrazione e la vigilanza dei mercati finanziari: Pubblicato nel dicembre 2025, il pacchetto punta a ridurr e la frammentazione dei mercati finanziari europei attraverso maggiore armonizzazione normativa e un rafforzamento del ruolo dell’E SMA, con trasferimento di alcune competenze di vigilanza a livello europeo. Le misure incidono su trading, post trading, gestione del risparmio e infrastruttu re di mercato (incl.
DLT e crypto assets) e mirano a favorire attività cross border più efficienti . Il processo legislativo nel 2026 sarà cruciale per definire il grado effettivo di integrazione e centralizzazione della vigilanza ;
- Sviluppo del quadro europeo per il risparmio e le pensioni (PEPP/IORP): Nell’ambito della strategia europea per l’Unione dei Mercati dei Capitali, le iniziative relative al PEPP 2.0 (Pan -European Personal Pension Product) e alla revsione della Direttiva IORP (fondi pensione occupazionali) mirano a mobilitare il risparmio delle famiglie verso i mercati dei capitali e a rafforzare i pilastri pensionistici compleme ntari (secondo e terzo pilastro), contribuendo così al finanziamento degli investimenti di lungo termine. La capacità effettiva di tali strumenti di stimolare la domanda e ampliare la partecipazione degli investitori retail dipenderà dal grado di semplificazione del quadro normativo ;
• Antiriciclaggio. Nel giugno 2024, l’Unione europea ha adottato una revisione organica del quadro normativo in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, introducendo tra l’altro la nuova Autorità europea antiriciclaggio (AMLA). Il nuovo assetto, in progressiva applicazione d al 2025 e con avvio della vigilanza diretta previsto a partire dal 2028, segna il passaggio verso un modello di supervisione più centralizzato a livello europeo. Tale evoluzione rappresenta un cambiamento strutturale del quadro di vigilanza, con potenziali impatti sui modelli di controllo, sui costi di conformità e sull’interazione con le autorità.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 221 Rischi climatici e ambientali
E1 - Cambiament o climatic o Il cambiamento climatico ha acquisito un'importanza crescente negli ultimi anni e ciò si riflette in quadri globali come l'Ac cordo di Parigi e l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che UniCredit ha sempre sostenuto. In particolare, il processo di identificazione e valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità legati al cambiamento climatico e alle emissioni di gas serra si è basato sul r iconoscimento che il cambiamento climatico è sempre stato uno dei temi più significat ivi per UniCredit, sia internamente che a livello di finanziamenti. Infatti, come evidenziato nella rendicontazione degli anni precedenti, UniCredit monitora costantemente le proprie emissioni e quelle delle controparti finanziate, in quanto rappresentano gli impatti effettivi che la Banca ha sull'ambiente. Parallelamente, UniCredit promuove la consapevolezza del clima tra le controparti e il suo impegno si concretizza nel sostegno a iniziative di efficienza energetica e a progetti finanziari sulle fonti ri nnovabili.
Come descritto nel capitolo Strategy - Material impacts, risks and opportunities and their interaction with strategy and business model, della Rendicontazione di sostenibilità del 2025, l'approccio di UniCredit alle tematiche climatiche ed ambientali si basa su azioni tangibili che generano impatti diretti e indiretti. Il Gruppo si impegna a limitare gli effetti negativi e a generare impatti positivi per preservar e il capitale naturale a beneficio delle comunità in cui UniCredit opera e di s é stessa.
L’approccio strategico del Gruppo si basa sul concetto di doppia materialità, che considera sia una prospettiva interna che e sterna.
Prospettiva interna : gestire gli impatti diretti e indiretti che le operazioni e i prestiti del Gruppo hanno sull'ambiente:
Impatti indiretti - accompagnare i clienti del Gruppo nel loro percorso di transizione ecologica attraverso:
• la valutazione e il monitoraggio dell'esposizione del portafoglio del Gruppo verso la maggior parte dei settori legati al cli ma;
• l'identificazione e la valutazione degli impatti sul clima;
• l'attuazione di un quadro di politica settoriale;
• la definizione di un percorso verso il Net Zero delle emissioni del portafoglio.
Impatti diretti - ridurre l'impronta ambientale attraverso:
• l'orientamento del comportamento del Gruppo verso il Net Zero delle emissioni di Gruppo;
• l'approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili;
• il miglioramento dell'efficienza energetica e dello spazio;
• la promozione dell'uso efficiente delle risorse.
Prospettiva esterna : prepararsi a misurare le conseguenze commerciali dello stress climatico e della transizione socio -economica associata e sfruttare le opportunità emergenti attraverso:
• l'esecuzione della strategia di Gruppo;
• la gestione corretta dei rischi climatici e ambientali, in linea con il Risk Appetite Framework (RAF) concordato e con i requ isiti dello stress -test climatico della BCE.
La strategia ESG di UniCredit è allineata alle Linee Guida dell’EBA in materia di gestione dei rischi ESG, che richiedono all e istituzioni di valutare la propria esposizione ai cambiamenti strutturali determinati dai fattori ESG e di considerare il potenzi ale impatto negativo dei rischi ESG , in particolare i rischi di transizione ambientale e i rischi fisici , sulla sostenibilità del proprio modello di business e della propria strategia. Di conseguenza, UniCredit integra le considerazioni sui rischi ESG nell a propria pianificazione strategica e incorpora fattori ESG prospettici nei processi finanziari e di gestione dei rischi.
UniCredit effettua una valutazione annuale della materialità dei rischi ESG, fornendo una visione prospettica della rilevanza finanziaria di tali rischi per il proprio modello di business e il profilo di rischio. In linea con le Linee Guida dell’EBA, la va lutazione considera la probabilità e il potenziale impatto finanziario dei rischi ESG su orizzonti di breve, medio e lungo termine, in maniera proporzionata alla natura, dimens ione e complessità della Banca.
I risultati della valutazione supportano la strategia ESG di UniCredit, la gestione dei rischi e la pianificazione della tran sizione, assicurando che metodologie, metriche e governance siano allineate ai rischi materiali identificati. La valutazione è appl icata in modo coerente a livello di Gruppo e contribuisce a soddisfare le aspettative di vigilanza, nonché gli obblighi di informativa sulla sostenibilità previsti dal qu adro normativo CSRD.
La tabella seguente fornisce una panoramica di ciascun rischio climatico identificato, indicandone i potenziali impatti, gli orizzonti temporali (breve, medio e lungo termine) e le azioni intraprese per monitorare e mitigare tali rischi.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 222
POTENZIALI RISCHI
LEGATI AL CLIMA
ORIZZONTE
TEMPORALE
PRINCIPALI IMPATTI
POTENZIALI
AZIONI SPECIFICHE
AZIONI GENERALI
Rischi di
transizione
Modifiche o
introduzione di
politiche pubbliche
e/o normative
ambientali Breve e medio/lungo periodo Riduzione del giro d’affari per i clienti corporate con potenziali ricadute sulla loro affidabilità creditizia e solvibilità
Implicazioni finanziarie
derivanti da normative
ambientali/ESG e
limiti alle emissioni di gas serra e/o da imposte applicate ai clienti che operano in
specifici settori
economici
Riduzione degli utili del Gruppo dovuta dalla
concentrazione su
settori più sensibili ai rischi climatici Inclusione dei rischi ESG considerando sia lo
scoring delle
controparti (compreso
l'uso di un
questionario
sviluppato
internamente) sia i
certificati di
prestazione
energetica (EPC) nella
valutazione delle
richieste di credito
Miglioramento del
Market and
Liquidity Risk
Framework
per
incorporare la
valutazione,
il monitoraggio e il controllo dei rischi ESG
Integrazione dei
segnali di indirizzo
settoriali nell’ambito
del Credit Risk
Strategies
Framework, sulla
base dei pertinenti fattori climatici e ambientali (C&E) Definizione dei processi di governance dei dati e dei relativi investimenti IT per integrare il rischio ESG nel quadro di gestione del rischio
Partecipazione a
gruppi di lavoro e
impegni
internazionali
relativi al clima, come la Net Zero Banking Alliance, le iniziative
di coinvolgimento
degli stakeholder e la
collaborazione attiva
con i responsabili
delle politiche
economiche
Processo di identificazione dei rischi e valutazione
della materialità,
compresi gli stress test,
per valutare
l’importanza dei rischi legati al clima negli orizzonti di breve, medio e lungo periodo Inclusione di KPI specifici relativi ai rischi di transizione e fisici all'interno del Risk Appetite Framework.
La propensione al rischio viene quindi applicata a cascata a livelli sempre più granulari attraverso le policy e le strategie in materia di risc hio Promozione di una cultura
della sostenibilità
all’interno
dell’organizzazione
mediante lo sviluppo di corsi di formazione e workshop su temi ESG Rischi di transizione Cambiamenti tecnologici Breve e medio/lungo periodo Aumento dei costi per i clienti corporate con
potenziali ricadute
sulla loro affidabilità creditizia e solvibilità Rischi di transizione
Cambiamenti nelle
preferenze dei
clienti/consumatori Breve e medio/lungo periodo Riduzione del giro d’affari per i clienti corporate con potenziali ricadute sulla loro affidabilità creditizia e solvibilità
Potenziali modifiche
dell'offerta di prodotti e servizi ai clienti Rischi di transizione
Cambiamenti nella
percezione dei clienti o della comunità Breve e medio/lungo periodo Effetti negativi sulla
reputazione o
percezioni sfavorevoli
da parte della
comunità
o degli
stakeholder per
via di una
gestione
inadeguata dei
rischi legati al clima Politiche ambientali di settore e loro
successiva
attuazione
Una valutazione del
rischio reputazionale
per determinare il
posizionamento dei
clienti e di specifici progetti in relazione a temi legati al clima
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 223
Rischi fisici
Acuti
Eventi meteorologici
estremi come alluvioni, siccità, piogge torrenziali, ondate di calore, incendi e
grandinate
Cronici
Eventi meteorologici
cronici, come le variazioni delle temperature medie e l'innalzamento del livello dei mari Breve e medio/lungo periodo Implicazioni finanziarie derivanti dai danni subiti dai clienti corporate/retail a causa di eventi meteorologici estremi, con potenziali ricadute sulla loro affidabilità creditizia e
solvibilità
Potenziale danno
alle infrastrutture
del Gruppo
e possibile
interruzione delle
operazioni
Aumento dei costi delle forniture energetiche a causa della maggiore
domanda di
riscaldamento/elettricità
Potenziali incendi, causati
dall'aumento delle
temperature, in aree in prossimità degli edifici
del Gruppo
Potenziale impatto
dell’innalzamento del
livello dei mari sugli edifici situati in aree
costiere
Calo della produttività
imputabile
all’aumento delle
temperature Inclusione dei rischi ESG
considerando lo
scoring delle
controparti
Monitoraggio dei rischi fisici sia per le
controparti all'interno
del portafoglio che per le singole garanzie reali Definizione dei processi di governance dei dati e dei relativi investimenti IT per integrare il rischio ESG nel quadro di gestione del rischio Partecipazione a gruppi di lavoro e impegni
internazionali relativi
al clima, come la Net
Zero Banking
Alliance, le iniziative
di coinvolgimento
degli stakeholder e
la collaborazione
attiva con i
responsabili delle
politiche
economiche
Processo di identificazione dei rischi e valutazione
della materialità,
compresi gli stress test, per valutare l’importanza dei rischi legati al clima negli orizzonti di breve, medio e lungo periodo Inclusione di KPI specifici relativi ai rischi di transizione e fisici all'interno del Risk Appetite Framework. La propensione al rischio viene quindi applicata a cascata a livelli sempre più granulari attraverso le policy e le strategie in materia di risc hio Promozione di una cultura
della sostenibilità
all’interno
dell’organizzazione
mediante lo sviluppo di corsi di formazione e workshop su temi ESG Firma (2022) del Finance for Biodiversity Pledge (FfB) e partecipazione come membro al tavolo di lavoro sulla biodiversità dell'UNEP FI
(United Nations
Environment
Programme Finance
Initiative)
POTENZIALI RISCHI
LEGATI AL CLIMA
ORIZZONTE
TEMPORALE
PRINCIPALI IMPATTI
POTENZIALI
AZIONI SPECIFICHE
AZIONI GENERALI
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 224 Gestione del rischio climatico UniCredit riconosce i fattori di rischio climatico e ambientale come elementi cruciali per salvaguardare i portafogli e gli a sset dei propri clienti dai rischi legati al clima. Per raggiungere questo obiettivo, UniCredit sta integrando i fattori climatici e ambientali nei propri processi e procedure di gestione del rischio. La gestione del rischio climatico comprende l'identificazione, la misurazione e il monitoraggio di ques ti rischi e l'implementazione di misure di mitigazione. Il Gruppo si impegna attiva mente e supporta i propri clienti nella transizione verso un modello di attività a basse emissioni di carbonio, sfruttando appieno le opportunità commerciali green. Inoltre, il Gruppo mira ad assistere i prop ri clienti nel raggiungimento di una transizione equa, garantendo l'equità dell'intero processo .
Identificazione del rischio Come previsto nel Processo di Valutazione dell’Adeguatezza Patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP), nel Risk Appetite e nel Processo di Valutazione dell’ Adeguatezza della Liquidità (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process - ILAAP) , il primo passo di UniCredit è l'identificazione e la mappatura di tutti i rischi incorporati nel Gruppo e nelle relative Legal Entity , con particolare attenzione ai rischi non esplicitamente coperti dal quadro normativo del Pilastro I.
Questo processo, definito come processo di identificazione dei rischi, è un quadro completo per identificare in modo proattiv o tutti i potenziali rischi che il Gruppo può incontrare e viene eseguito su base annuale. L'esito primario di questa attività è l' inventario dei rischi di UniCredit, che comprende un elenco completo dei rischi quantitativi e qualitativi a cui il Gruppo è , o potrebbe essere , esposto. Il processo di identificazione dei rischi consente a UniCredit di valutare quali rischi sono, o potreb bero essere, rilevanti in considerazione delle loro esposizioni. I rischi rilevanti sono determinati annualmente utilizzando un approccio quantitativo che prevede la valutazione del livello di rischio rispetto alla soglia di r ilevanza.
In linea con le aspettative dell'Autorità Bancaria Europea (EBA) e della Banca Centrale Europea (BCE), il processo di identif icazione del rischio di UniCredit copre le dimensioni dei rischi ESG, considerando che queste potrebbero influenzare positivamente o negativamente le tipologie di rischio già incorporate nel framework di gestione dei rischi di UniCredit.
I rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) riguardano eventuali conseguenze finanziarie negative che potrebbero inter essare il Gruppo, a seguito di impatti esistenti o futuri dei fattori ESG sulle nostre controparti o sugli asset oggetto di investi mento.
I fattori climatici e ambientali (C&E) sono legati alla qualità e al funzionamento dell’ambiente naturale e dei suoi sistemi e includono fattori quali il cambiamento climatico, la biodiversità, il consumo di energia, l’inquinamento e la gestione dei rifiut i.
I fattori sociali e di governance, per i quali il Gruppo ha assegnato un impatto sul rischio reputazionale, ruotano intorno a i diritti, al benessere e agli interessi degli individui e delle comunità e includono le disposizioni di governance per i fattori a mbientali e sociali nelle politiche e nelle procedure delle controparti.
In linea con le " Guide ECB sui rischi climatici e ambientali " (2020), i rischi legati al clima possono essere suddivisi in due principali categorie: (i) rischi relativi alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e (ii) rischi relativi agli impatti fisici d ei cambiamenti climatici, descritti di seguito nel dettaglio.
I rischi di transizione si riferiscono ai rischi derivanti dalla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, che potrebbero comportare vasti cambiamenti a livello politico, giuridico, tecnologico e di mercato per rispondere ai requisiti di mitigazio ne relativi a i cambiamenti climatici. A seconda della natura, del ritmo e dell’obiettivo di tali cambiamenti, i rischi di transizione possono comportare diversi livelli di rischio finanziario e reputazionale per le organizzazioni:
• Rischi normativi e giuridici derivanti da azioni normative in continua evoluzione, che cercano di limitare comportamenti che contribuiscono agli effetti negativi dei cambiamenti climatici o che cercano di promuovere l’adattamento a questi ultimi, e da cont enziosi o rischi legali;
• Rischio tecnologico derivante da miglioramenti o innovazioni tecnologiche che supportano la transizione verso un sistema econ omico a basse emissioni di carbonio ed efficiente dal punto di vista energetico e che può avere un impatto significativo sulle organizzazioni nella misura in cui le nuove tecnologie sostituiscono i vecchi sistemi e rinnovano alcune parti del sistema economico esistente;
• Rischio di mercato derivante dalle potenziali variazioni nella domanda e nell’offerta di materie prime, prodotti e determinat i servizi;
• Rischi reputazionali derivanti dal cambiamento nella percezione del cliente o della comunità verso il contributo o potenziale danno dell’organizzazione nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
I rischi fisici si riferiscono ai rischi legati all'impatto fisico dei cambiamenti climatici. Questi tipi di rischio possono essere determina ti da eventi (acuti) o da cambiamenti a lungo termine (cronici) nei modelli climatici e, come tali, i loro effetti possono essere avvertiti sia a breve che a medio -
lungo termine.
• i rischi fisici acuti sono determinati dagli eventi, tra cui l'aumento della gravità dei fenomeni meteorologici estremi (ad ese mpio siccità, inondazioni,
ecc.);
• i rischi cronici si riferiscono a cambiamenti a lungo termine nei modelli climatici (ad esempio temperature più elevate prolung ate).
Le connessioni tra i fattori di rischio climatico e i rischi cui sono esposte le banche sono denominat e canali di trasmissione.
La comprensione di questi canali di trasmissione è fondamentale per valutare l'impatto dei fattori di rischio climatico nel q uadro di gestione del rischio di UniCredit.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 225 La figura seguente illustra i fattori di rischio legati al clima, i canali di trasmissione rilevanti e i tipi di rischio che possono essere interessati .
IRO-1 - Integrazione del rischio climatico nel Framework dei rischi - impatti a breve/medio/lungo termine Con particolare riferimento all'identificazione e al monitoraggio del cambiamento climatico, viene effettuata una valutazione annuale di materialità del portafoglio, integrata nella Valutazione di Doppia Materialità secondo il processo descritto nella sezione " Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale " della Rendicontazione di sostenibilità 2025 , per identificare i driver di rischio legati al clima che possono avere un impatto significativo sul portafoglio a livello di singola categoria di rischio, facendo leva su metriche co muni e su una soglia unica per i rischi e gli orizzonti temporali, attraverso l'analisi degli scenari. Per ciascun rischio e nell'ambito del breve (12 m esi), del medio (2028) e del lungo termine (fino al 2050), le metriche sono definite secondo un concetto di per dita inattesa annualizzata, mentre la soglia per l'identificazione di un fattore di rischio come rilevante è fissata coerentemente con la soglia di materialità interna dell'ICAAP.
L'insieme degli scenari climatici considerati per l'analisi è fornito da un fornitore esterno qualificato e ha lo scopo di va lutare e quantificare le potenziali vulnerabilità per gli orizzonti di breve e medio/lungo termine. Le principali ipotesi climatich e incorporate negli scenari in termini di politiche di transizione e livello di emissioni/temperatura sono coerenti con quelle dell'NGFS/AIE39 per garantire la coerenza con i percorsi scientifici dei cambiamenti climatici per valutare correttamente l'impatto dei fattori di rischio fisici e di transizione. Gli scenari sono a mpliati con un insieme più completo di variabili (climatiche e macroecono miche) disaggregate a un livello di granularità più elevato per adattarsi meglio al profilo di rischio della Banca.
In particolare, viene considerato uno scenario centrale (vale a dire, Baseline), che considera le politiche di transizione, l e prospettive macroeconomiche centrali e le ipotesi climatiche simili allo scenario STEPS dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) che incorpora politiche ritenute sufficientemente credibili da concretizzarsi in azione, nonché due scenari di stress polarizzati con probabilità mol to bassa di accadimento .
Per tenere conto dell'impatto del rischio climatico puro, viene considerato uno scenario controfattuale di base, che rimuove dallo scenario di base qualsiasi impatto derivante dal rischio climatico.
39 Network for Greening the Financial System/Agenzia Internazionale dell’Energia.
CANALI DI TRASMISSIONE
•Carbon price/carbon tax •Nuove normative sul clima
•Immobilizzazioni
•Danni alla proprietà •Variazioni dei prezzi e dei valori degli
asset
•Aumento della volatilità dei prezzi degli
asset
•Rendimento inferiore degli asset
•Interruzioni operative
•Variazioni nella produttività •Perdita di opportunità commerciali
•Contenziosi, reclami
•Livello dei tassi di interesse •Cambiamenti nelle abitudini degli individui •Cambiamenti nelle aspettative dei clienti
•Decisioni politiche
•Attestati di prestazione energetica
•Disponibilità/accessibilità/costo delle
assicurazioni
TIPI DI RISCHIO POTENZIALMENTE
INTERESSATI
•Rischio di credito •Rischio di mercato
•Rischio operativo
•Rischio reputazionale
•Rischio d'impresa
•Rischio immobiliare
•Diversificazione tra i rischi •Rischio di liquidità
FATTORI DI RISCHIO LEGATI
AL CLIMA
Fattori di rischio fisico
•Acuto
•Cronico
Fattori di rischio legati alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio •Cambiamenti nelle politiche
•Cambiamenti tecnologici
•Cambiamenti nei
comportamenti e nelle
preferenze dei
consumatori
•Cambiamenti nella percezione dei clienti o della comunità
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 226 Di seguito sono descritte le narrative degli scenari per l'analisi degli scenari di rischio climatico 2025.
Lo scenario di riferimento e gli scenari di stress polarizzati sono modellati come deviazioni dalle prospettive macroeconomic he dello scenario controfattuale di base e, in quanto tali, sono intesi a catturare gli esiti determinati dal rischio climatico, co n varie combinazioni di rischio fisico (principale fattore dello scenario Crisi Climatica) e di transizione (principale fattore dello scenario Transizione Ritardata ) o entrambi (Baseline).
I risultati della valutazione della materialità del portafoglio 2025 suggeriscono un impatto limitato dei fattori di rischio legati al clima nel breve termine, mentre mostrano un impatto rilevante del rischio fisico nel lungo termine per il Rischio di credito. Il Rischio fisico è quindi da considerarsi un fattore di rischio rilevante per il portafoglio di UniCredit.
Benché il rischio di transizione per il Rischio di credito sia stato valutato come non materiale secondo l’attuale framework quantitativo, è stato comunque considerato come rilevante dal punto di vista manageriale, tenendo conto del contesto caratterizzato da incertezza d i mercato e percorsi di transizione in evoluzione e della significativa attenzione esterna e delle aspettative di vigilanza associate ai rischi di transizione le gati al clima, confermando così il forte impegno del Gruppo su questo tema, com e evidenziato dal solido framework di governance del rischio in essere (incluse politiche, monitoraggi e controlli dedicati).
Per ulteriori dettagli occorre fare riferimento al la Rendicontazione di sostenibilità 2025 , SBM -3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale, Impatto, rischi e opportunità materiali (IROs) risultanti dall’analisi di materialità.
La heatmap include anche la valutazione del Rischio di liquidità, basata sul framework ILAAP; per ulteriori dettagli, si rimanda alla sezione “Rischio finanziario” riportata di seguito.
Rischio di
Credito Rischio di
Mercato Rischio
Operativo Rischio
d’impresa Rischio
Immobiliare Rischio
Reputazionale Rischio di Liquidità Rischio di
Transizione Breve
termine
Medio
termine
Lungo
termine
Rischio di
Credito Rischio di
Mercato Rischio
Operativo Rischio
d’impresa Rischio
Immobiliare Rischio
Reputazionale Rischio di
Liquidità Rischio
Fisico Breve
termine
Medio
termine
Lungo
termine
Basso Medio Basso Medio Materiale
L'esito dello scenario di base, non riportato sopra, mostra la bassa entità dei rischi fisici e di transizione in tutti e tre gli orizzonti considerati.
Come descritto in precedenza, la valutazione della materialità del portafoglio è il punto di partenza che consente di identif icare i fattori di rischio che devono essere inclusi nel quadro generale di gestione dei rischi per gestirli, monitorarli e mitigar li correttamente.
TRANSIZIONE RITARDATA
Scenario in situazione di stress collegato al rischio di transizione Descrizione: le politiche vengono introdotte nel 2030, dando inizio alla transizione.
L'inizio ritardato implica che per ottenere risultati climatici simili entro il 2050 è necessaria una politica più rigorosa, con conseguenti impatti economici maggiori.
Politiche aggressive e poco chiare in materia di tassazione del carbonio provocano forti pressioni inflazionistiche, stranded asset e instabilità finanziaria. Le entrate pubbliche derivanti dalla carbon tax sono sufficienti a coprire i costi fiscali della
transizione
CRISI CLIMATICA
Scenario in situazione di stress collegato al
rischio fisico
Descrizione: politiche climatiche incerte e ambizioni in calo ostacolano la transizione energetica, con investimenti green insufficienti e una persistente dipendenza dai combustibili fossili. Le emissioni aumentano drasticamente, causando impatti significativi legati ai rischi fisici .
Lo scenario considera anche le stime dei danni fisici attribuiti alle variazioni della volatilità delle temperature e alla crescente probabilità di eventi acuti
BASELINE
Scenario centrale
Descrizione: proiezione dell'impegno e delle misure attualmente adottate dai diversi Paesi. Ipotesi climatiche allineate con lo Scenario delle Politiche Statiche
dell'AIE
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 227 Nell'ambito del quadro complessivo di gestione dei rischi, i potenziali impatti dei rischi climatici sono stati incorporati n ella metodologia di accantonamento IFRS9 (si rimanda alle Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e relative politiche di copertura, 2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese, 2.3.4 Scenari e Sensitivity) e nel Processo di Valutazione dell’Adeguatezza Patrimoniale per valutare l 'adeguatezza patrimoniale della banca rispetto ai rischi legati al clima. Quest'ultima, ef fettuata attraverso l'analisi di scenario, prevede la copertura completa delle tipologie di rischio (es. Rischio di credito, Rischio di mercato, ecc.) e l'integrazione di elementi prospettici. Sulla base delle stime, il Rischio climatico è incluso nel calcolo del Capitale Economico e la resilienza della Banca è garantita in tutti gli orizzonti temporali.
Nelle sezioni seguenti, verrà ulteriormente descritta l'integrazione del Rischio di transizione e del Rischio fisico nel portafoglio di credito. Ulteriori dettagli sono riportati anche per i Rischi finanziari e non finanziari, considerando la loro rilevanza per il gruppo UniCredit.
Integrazione del rischio climatico nel RAF Il Risk Appetite di UniCredit fornisce una visione integrata della strategia aziendale e di rischio, garantendo l'esecuzione del piano strategico entro la capacità di rischio che la banca è disposta ad assumere. Stabilisce il profilo di rischio desiderato dal Gruppo, guidando gli obiettivi strategici di breve e lungo termine, ed è supervisionato dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit.
Nell’ambito del proprio Risk Appetite Framework, UniCredit ha progressivamente introdotto, nel corso degli anni, un insieme s empre più granulare di KPI relativi ai rischi Climatici e Ambientali (C&E), considerando sia il rischio di transizione (inclusi i r ischi legati alla natura e l’impegno Net Zero) sia il rischio fisico. Tali indicatori , sia qualitativi sia quantitativi , sono stati estesi alle diverse Legal Entity, garantendo un monitoraggio e una gestione coerenti dei rischi C&E, nonché dei percorsi di allineamento del Gruppo verso il Net Zero. Questo progressivo aumento della g ranularità e la diffusione interna hanno raf forzato l’integrazione delle considerazioni C&E nella cultura del rischio del Gruppo, nei processi di governance e nella pianificazione strategica.
Dal punto di vista qualitativo, il Risk Appetite Statement (RAS) di UniCredit incorpora specifiche dichiarazioni ESG, definen do obiettivi nei confronti della clientela (ad esempio il supporto a una transizione giusta ed equa e il potenziamento degli strume nti finanziari), nonché principi e limiti per la gestione dei rischi legati al clima.
Dal punto di vista quantitativo, sono stati definiti specifici KPI di rischio di transizione a livello di Gruppo e di Legal E ntity, inclusi anche indicatori relativi all’impegno Net Zero.
L’indicatore High Transition Risk (incluse le considerazioni di nature risk), definito come il rapporto tra l’EAD relativo ai clienti in bonis classificati con profilo di rischio molto elevato ed elevato (sulla base dell’ultima valutazione effettuata trami te il Climate & Environmental Questionnaire) e il corrispondente EAD totale di tutte le controparti incluse nel perimetro della stessa valutazione, è volto a misurare l’esposi zione della Banca verso controparti più vulnerabili lungo un percorso di transizi one verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Tale indicatore considera i clienti corporate (trasversalmente ai settori) con le maggiori esposizioni i.e. multinational e corporate clients esaminati dai Comit ati Crediti della Holding (GTCC e GCC) e d ai comitati locali transazionali/CEEE Senior Risk Management.
Inoltre, gli indicatori Net Zero sono stati integrati nei principali processi bancari di gestione del rischio, con l’obiettiv o di porre i clienti al centro del processo decisionale della Banca e supportarli in una transizione giusta ed equa.
A partire dal 2023, i settori Net Zero sono stati progressivamente inclusi nei processi di definizione e declinazione dei tar get, nonché nei processi di pianificazione e nella definizione e monitoraggio annuale del RAF. Tutti i settori Net Zero sono inclus i all'interno del RAF a diversi livelli di tiering, in base alla rilevanza del settore.
In particolare, il KPI è monitorato a livello di Gruppo e trasmesso a cascata a tutte le Legal Entity per i settori petrolio e gas, produzione di energia elettrica, automobile, acciaio, mentre per il Commercial Real Estate solo a Italia, Germania e Austria (essendo questo il perimetro dell'impegno Net Zero) e per il Residential Real Estate solo in Italia, Germania e Austria e a scopo di monitoraggio (nessun target/soglia RAF ).
I KPI del RAF climatico e ambientale di UniCredit sopra descritti , l’High Transition Risk EAD e gli indicatori Net Zero , garantiscono una copertura completa della parte più significativa del portafoglio corporate da una prospettiva prudenziale e basata sul rischio. La metr ica High Transition Risk EAD applica una metodologia trasversale ai diversi settori, che consente di cat turare in modo coerente il rischio di transizione in tutte le industrie.
Parallelamente, il KPI Net Zero è volutamente selettivo e si c oncentra sui settori più rilevanti dal punto di vista climatico e a maggiore impatto, nei quali i percorsi di decarbonizzazione e le aspettative di transizione settoriale sono più materiali (in linea anche con la va lutazione di materialità sopra descritta) . Nel loro insieme, questi KPI forniscono un quadro coerente e allineato al rischio, che consente a UniCredit di monitorare, indirizzare e gestire i rischi legati al clima sia sull’intero universo corporate sia sui settori maggiormente critici dal punto di vista della transizione climatica.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 228 Il Risk Appetite Framework include inoltre il rischio fisico climatico sia da una prospettiva qualitativa sia quantitativa. È stato sviluppato uno specifico Risk Appetite Statement (RAS) per definire i principi e i limiti nella gestione e nel monitoraggio delle esposizioni al rischio fisico. Dal punto di vista quantitativo, è stato definito uno specifico KPI , % di danno sul Fair Value totale , a livello sia di Gruppo sia di singola Legal Entity. Il KPI Physical Risk Damage è finalizzato a misurare il potenzi ale danno che eventi estremi legati al rischio fisico climatico potrebbero causare al portafoglio di garanzie della Banca; esso è calcolato come il rapporto tra la stima del danno annuo atteso sulle garanzie della Banca situat e in aree geografiche esposte a eventi di rischio fisico climatico e il Fair Value totale delle garanzie del portafoglio mutui del la Banca.
Essendo parte integrante del processo di monitoraggio del Risk Appetite del Gruppo, i C&E KPI sono soggetti a un processo di escalation (in caso di violazione della soglia di tolleranza al rischio) con la definizione delle relative azioni correttive/di mit igazione, quando necessario. Il Consiglio di amministrazione del Gruppo viene informato trimestralmente della violazione e delle eventuali azioni correttive nell'ambito d el processo di condivisione periodica delle informazioni.
Nelle sezioni seguenti verrà ulteriormente descritta l’integrazione del rischio di transizione e del rischio fisico nel porta foglio creditizio. Ulteriori dettagli sono riportati anche per i rischi Finanziari e Non Finanziari, considerata la loro rilevanza per il gruppo UniCredit.
Integrazione del rischio di transizione nel portafoglio crediti - Strategia del rischio di credito e valutazione a livello di controparte.
UniCredit gestisce il rischio di transizione attraverso processi dedicati per la sua identificazione, misurazione, monitoragg io e mitigazione. Il rischio di transizione del portafoglio è misurato con diverse metriche, che includono anche la concentrazione e la distribuzione del portafoglio crediti per settore e geografia.
È in vigore un approccio completo per valutare e gestire il rischio di transizione; il framework di gestione del rischio defi nito è pienamente coerente con il RAF e si basa su 3 pilastri:
• l'adozione di politiche specifiche per il rischio reputazionale (si veda il successivo paragrafo " Rischi non finanziari ");
• segnali di orientamento del settore dedicati, basati su fattori C&E pertinenti (legati al rischio di transizione) inclusi nel framework delle strategie di rischio di credito, rivisto almeno una volta all'anno;
• valutazione a livello di gruppo e di singolo cliente, utilizzando sia un questionario C&E dedicato, sia dati esterni.
In particolare, i segnali di orientamento del settore e i relativi limiti del settore incorporano i fattori C&E rilevanti, sf ruttando principalmente una heatmap basata su punteggi armonizzati di rischio di transizione per attività economica (integrando il questionario C&E, se disponibile).
Ulteriori principi sono inoltre integrati all'interno di linee guida qualitative (compresa l'indicazione Net zero, se pertine nte, nonch é le considerazioni di nature risk) dell’attività per valutare e mitigare i rischi di ogni specifico settore. La trasmissione a cascata alle società del Gruppo, insieme ai processi di monitoraggio e di escalation a livello locale e di holding, orientano i diversi portafogli di cr edito in linea con il RAF.
Al fine di valutare il profilo di rischio Climatico e Ambientale (C&E) dei clienti multinazionali e delle grandi imprese è st ato sviluppato internamente uno specifico questionario.
Questo strumento si basa su un insieme di domande sia trasversali ai diversi settori (in totale 12, considerando le varie sez ioni) sia su ulteriori domande specifiche per settore, che misurano indicatori chiave qualitativi e quantitativi, attuali e prospet tici, lungo i seguenti tre principali driver.
I tre principali driver del questionario C&E sono:
• Esposizione C&E - le 6 domande consentono di analizzare il livello attuale di esposizione del Gruppo Economico oggetto di valutazione: (i) live llo di emissioni di gas a effetto serra (GHG) (Scope 1, 2 e 3); (ii) allineamento alla Tassonomia UE; (iii) biodiversità; (iv) in quinamento; (v) consumo idrico; (vi) produzione di rifiuti e riciclo;
• Vulnerabilità C&E - le 4 domande consentono di analizzare, in ottica prospettica, il livello di maturità nella gestione del cambiamento climatico , coprendo: (i) rating indipendente di terze parti; (ii) obiettivi di riduzione delle emissioni GHG; (iii) policy e procedure i n essere; (iv) piano di investimenti della società legato al clima;
• Impatto economico - le 2 domande consentono di analizzare i potenziali impatti sulle performance finanziarie e industriali dei clienti corporate, in termini di costi e ricavi.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 229 Per determinare il risultato del questionario si applicano tre fasi, come illustrato di seguito:
In dettaglio:
• calcolo degli indicatori specifici per domanda in base alle risposte fornite e i report sulla sostenibilità dei clienti (è attivo un sistema di penalità che viene applicato quando non è stato possibile raccogliere le informazioni);
• conversione degli indicatori, relativi alle singole domande, per uniformare i punteggi delle diverse risposte e garantire la comparabilità dei risultati;
• ponderazione dei punteggi specifici delle domande secondo una tabella predefinita (che tiene conto della rilevanza delle doma nde) e calcolo del punteggio di sintesi per le diverse dimensioni:
- somma dei punteggi specifici delle domande (e delle penalità, se necessario) per ciascuna domanda nel cluster Esposizione; il risultato viene tracciato sull’asse verticale della matrice;
- somma dei punteggi specifici delle domande (e delle penalità, se necessario) per ciascuna domanda nel cluster Vulnerabilità; il risultato viene tracciato sull’asse orizzontale della matrice;
• determinazione delle valutazioni del punteggio C&E (Rischio 1 -Basso; 2 -Medio -basso; 3 -Medio -alto; 4 -Alto), come mostrato nella matrice sottostante.
Metodologia di punteggio della matrice
• ca.1.400 : numero di controparti valutate con il questionario C&E;
• 45%-50% copertura del portafoglio corporate;
• rischio dei nostri clienti:
- maggiore di 90% Medio/Basso;
- minore di 10% Alto/Molto Alto.
Esposizione
C&E 5
Rischio di transizione Molto alto D D 4 3 Rischio di transizione
-Alto C
2 1 Medio - B T 0 1 2 3 Rischio di transizione 4 5
Vulnerabilità C&E
A
Controparti con rischio di transizione C&E elevato
A Basso
Clienti con rischio di transizione C&E
nullo/limitato
B
Medio
Clienti con rischio di transizione C&E
moderato
C
Alto
Clienti con rischio di transizione
C&E tangibile
D Molto alto Clienti con rischio di transizione
C&E elevato
Basso rischio
1 QUESTIONARIO
11 domande qualitative e quantitative intersettoriali e 2 specifiche per il settore C&E
2 PUNTEGGI E PONDERAZIONE
Domande e risposte convertite in punteggi omogenei su una scala da 1 a 5 e ponderati per rilevanza per consentire la differenziazione
3 RISULTATI E MATRICE
La somma del punteggio ponderato posiziona ciascuna controparte sulla matrice di valutazione del rischio di
transizione
Posizionamento delle controparti
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 230 Il Questionario C&E integra KPI relativi alla natura, inclusi biodiversità (presenza di attività in aree sensibili dal punto di vista della biodiversità), inquinamento (quantità di sostanze inquinanti rilasciate nell’aria, nell’acqua e nel suolo), intensit à del consumo idrico e produzione di rifiuti (totale rifiuti, quota avviata a recupero ed elementi pericolosi).
La copertura congiunta di KPI climatici e legati alla natura garantisce una maggiore comparabilità tra settori e risulta alli neata ai quadri normativi, quale la CSRD.
Per i clienti operanti nei segmenti mid -corporate e PMI che non rientrano nell’ambito del Questionario C&E, UniCredit adotta un approccio su due fronti e si avvale di due strumenti: (i) un ecosistema collaborativo basato su dati effettivi, ossia Open -es, e (ii) una metodologia di scoring esterna basata su informazioni pubbliche e statistiche.
Attraverso Open -es i clienti mid-corporate e PMI possono valutare il proprio livello di maturità in termini di sostenibilità, identificare azioni di miglioramento e confrontarsi con i propri pari. La Banca utilizza le informazioni generate da Open -es sia per rafforzare le proprie valutazi oni ESG interne sia per supportare i clienti nel colmare le lacune individuate, migliorando così il loro accesso a strumenti di finan ziamento sostenibile.
Open -es, tra le varie funzionalità, raccoglie dati ESG direttamente dal cliente e genera un Transition Score che, quando prodotto tramite la piattaforma, viene considerato come valutazione di transizione del cliente.
Quando è disponibile un Transition Score Open -es validato, questo è considerato metodologicamente più robusto per la valutazione del rischio C&E a livello di controparte ed è quindi utilizzato come input nel processo di concessione del credito.
Per i clienti appartenenti ai settori Net Zero di UniCredit, la Banca rafforza la valutazione complessiva del profilo di risc hio della controparte attraverso un’analisi approfondita di: (i) il livello delle emissioni del cliente rispetto all’impronta emiss iva settoriale della Banca; (ii) il grado di maturità della strategia di transizione del cliente. Per rafforzare ulteriormente le proprie capacità di engagement e consulenza, nonc hé per supportare la valutazione dei clienti sopra citati, UniCredit ha imple mentato una metodologia proprietaria e strutturata di Transition Plan, basata su framework riconosciuti a livello internazionale e su iniziative globali di riferimento quali GFANZ, CDP e CA100+.
Questa metodologia è progettata per fornire una valutazione rigorosa e olistica dei piani di transizione delle controparti lu ngo cinque
dimensioni/componenti critiche:
• Strategia ;
• Target e metriche ;
• Emissioni storiche ;
• Gestione dei rischi ;
• Governance .
Basata su un insieme completo di domande analitiche, la metodologia valuta in che misura ciascuna azienda affronta efficaceme nte tali componenti all’interno del proprio Transition Plan. Essa integra criteri sia qualitativi sia quantitativi, sfruttando indi catori attuali e prospettici , tra cui traiettorie delle emissioni, pratiche di definizione degli obiettivi, assetti di governance e processi di gestione dei rischi , al fine di valutare completezza, credibilità e maturità dei framework di transizione dei cl ienti.
Tutte le domande fanno parte del Questionario C&E sopra descritto e vengono compilate annualmente, in linea con i processi creditizi della Banca.
Le risposte sono fornite direttamente dai clienti e si basano sulle informazioni da essi rese disponibili, integrate dalle pi ù recenti disclosur e pubbliche (ad esempio bilanci annuali, siti web aziendali) o da altri dati sulla controparte disponibili internamente alla Banca.
Attraverso il sistema di scoring, le risposte vengono tradotte in un punteggio, che porta a tre livelli di valutazione:
• Strategia di transizione sviluppata (Developed Transition Strategy) ;
• Strategia di transizione in fase iniziale (Early -stage Transition Strategy) ;
• Strategia di transizione assente (Absent Transition Strategy) .
È inoltre in essere un processo di monitoraggio trimestrale per verificare l’evoluzione dei punteggi dei Transition Plan dei clienti in tutti i settori Net Zero. Nel 2025, la valutazione dei Transition Plan è stata estesa ai clienti appartenenti a tutti i settori Net Zero di UniCredit. A due anni dall’implementazione della metodologia, è stata raggiunta una copertura di circa il 70% delle imprese corporate e multin azionali incluse nel perimetro Net Zero, con l’obiettivo di conseguire una copertura completa nel prossimo futuro.
Per garantire la robustezza del modello e la correttezza dei dati raccolti, sono stati attivati specifici controlli ed è stat a predisposta una griglia dedicata al caricamento dei documenti utilizzati dal gestore della relazione per la raccolta dei dati, in modo da verificare le fonti e la correttezza delle informazioni. Controlli analoghi sono inoltre in essere per gli altri strumenti menzionati, ad esempio il Questionario C&E, i n linea con il framework dei controlli di secondo livello.
I risultati della valutazione climatico -ambientale, siano essi derivati dalla compilazione del questionario interno o da Open -es/provider esterno , sono integrati nella domanda di credito, consentendo al decisore di tenere effettivamente conto dei fattori climatici e ambientali nella fase di delibera del credito. È stato definito e trasmesso alle società del Gruppo tramite la regolamentazione interna un processo specifico, che tiene con to del rischio di transizione (insieme al rischio reputazionale, Net Zero e rischio fisico laddove rilevante), al fine di integrare le considerazioni C&E nella valutazione complessiva del cliente. Sfruttando il punteggio di rischio di transizione, l’applicazione del processo si traduce in specifi che strategie (in termini di prodotti ammissibili) per orientare l’esposizione del portafoglio corporate favorendo la transizione green dei clienti e riducen do contestualmente l’esposizione di UniCredit ai rischi C&E. Più in dettaglio, nei casi in cui al cliente venga assegnato un punteg gio di rischio di transizione alto o molto alto, la strategia richiede che il cliente adotti prodotti ESG in via, rispettivamente, maggioritaria o esclusiva. L’esito de lla valutazione del rischio fisico a livello di controparte ha lo scopo di integrare la strategia con la richiesta di azioni di mitigazione del rischio fisico ogniqualvolta ritenuto necessario.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 231 Rischio di transizione a livello di garanzia Gli elementi C&E devono essere valutati anche per tutti i real estate assets acquisiti come garanzia per nuove erogazioni (os sia nuovi mutui concessi a privati e imprese, inclusi i nuovi contratti di leasing immobiliare).
Per quanto riguarda il rischio di transizione, gli standard/KPI di efficienza energetica dell’immobile (ad es. classe EPC, em issioni di CO ₂, PED) vengono raccolti e resi disponibili al perito come parte del pacchetto informativo. Di conseguenza, la classificazione della prestazione energetica (EPC) deve essere considerata come uno degli elementi nell ’ambito della valutazione complessiva effettuata dal perito per determinare il valore di mercato del bene.
Con l’obiettivo di misurare il rischio di transizione associato agli asset accettati come collateral al fine di adempiere agl i obblighi regolamentari (Pillar 3, Tassonomia UE, stress test) e rispondere alle esigenze manageriali, è stata condotta una raccolta di dati degli attestati di prestazione energetica (EPC - Energy Performance Certification ) in tutte le società del Gruppo:
• per lo stock, dove i dati puntuali non potevano essere recuperati (dai clienti o dai registri pub blici), il Gruppo ha fatto leva su fornitori specializzati esterni, che hanno sviluppato un modello di stima;
• per quanto riguarda i nuovi flussi, saranno obbligatoriamente raccolti e presi adeguatamente in considerazione in fase di val utazione i seguenti KPI di rischio di transizione:
- Certificazione EPC (con indicazione dei dati stimati/riportati);
- Domanda di energia primaria (PED) misurata in kWh/mq;
- Emissioni di CO 2;
- Anno di emissione EPC.
Tali informazioni sono state integrate nell'infrastruttura informatica globale di ESG e sono disponibili sulle piattaforme un derwriting locali nella fase di origination nonch é supportano un adeguato monitoraggio e indirizzo del rischio del portafoglio lungo tutto il ciclo di vita delle garanzie immob iliari.
Rischio fisico nel portafoglio crediti e nella valutazione dei collateral Il rischio fisico è attentamente monitorato sia per le controparti del portafoglio del Gruppo sia per i singoli asset costitu iti in garanzia. Ciò comporta la valutazione di un'ampia gamma di eventi pericolosi, con particolare attenzione ai seguenti:
• eventi di pericolo rilevante relativi al rischio fisico a livello di controparte;
• eventi di pericolo materiale legati al rischio fisico a livello di garanzie.
Per quanto riguarda il rischio fisico, la valutazione è prevalentemente demandata ai periti, in conformità con la tassonomia del Gruppo, ed è integrata nella valutazione complessiva dell’immobile, tenendo conto sia della localizzazione (ossia l’indirizzo) sia delle caratteristiche specifiche del bene (ad es. stato di conservazione, piano).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 232 Eventi di pericolo rilevante legati al rischio fisico a livello di controparte:
TIPO DI RISCHIO
FISICO
(ACUTO/CRONICO)
Acuto EVENTO DI PERICOLO
CON UN RISCHIO
FISICO RILEVANTE
Frane DESCRIZIONE
DELL'EVENTO DI PERICOLO
CON UN RISCHIO FISICO
Rischio di eventi franosi, lunga serie di dati storici
METRICA/APPROCCIO
Probabilità annuale di un evento di elevata gravità RISOLUZIONE
SPAZIALE
griglia di 200
metri/cella
censuaria
FONTE
Dati di terze parti, del
Bundesanstalt für
Geowissenschaften
und Rohstoffe e dell’Istituto di Ricerca per la Protezione
Idrogeologica
Acuto Alluvioni Rischio di eventi alluvionali legati a corsi d’acqua e piogge
torrenziali, modello
predittivo Probabilità annuale di evento con alta con possibilità che si ripresenti ogni 50 anni griglia di 100
metri/cella
censuaria Dati di terze parti e
dell'Istituto Superiore
per la Protezione e la
Ricerca Ambientale
(ISPRA)
Acuto Vento (eventi estremi legati al vento) Probabilità di eventi estremi legati al vento in base all’impronta della tempesta, misurata sulla scala Bedfort, periodo di ritorno 50 anni Probabilità annuale di eventi estremi (11 -12 scala Bedfort) griglia H3 Dati di terze parti Acuto Incendio Classi di rischio dipendenti dai giorni ad alto rischio di incendio in base al tipo di ambiente in cui si trova l’azienda, scenario 4.5 del
Representative
Concentration Pathways
(RCP) Giorni medi all’anno ad alto rischio di incendio, in funzione del tipo di ambiente griglia di 4 chilometri Dati di terze parti,
dati dell'Agenzia
Spaziale Europea
(ESA) e dati
Copernicus
Acuto Onde estreme
(onde estreme,
mareggiate) Probabilità di mareggiate e onde ad alta energia Altezza delle onde in RCP 8.5 con un periodo di ritorno di 50 anni griglia di 25 chilometri Dati di terze parti Acuto Episodi di gelo Probabilità di eventi di freddo estremo (gelate, anche di breve durata), modello predittivo Numero medio di eventi all'anno griglia di 10 chilometri Dati di terze parti Acuto Episodi di calore Probabilità di eventi
caratterizzati da
temperature elevate
(anche di breve durata), modello predittivo Numero medio di eventi all'anno griglia di 10 chilometri Dati di terze parti
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 233
TIPO DI RISCHIO
FISICO
(ACUTO/CRONICO)
Acuto EVENTO DI PERICOLO
CON UN RISCHIO
FISICO RILEVANTE
Ondate di calore DESCRIZIONE DELL'EVENTO
DI PERICOLO CON UN
RISCHIO FISICO
Probabilità di ondate di calore (eventi di caldo estremo > 3 giorni), dati
storici
METRICA/APPROCCIO
Numero di eventi (> 3 giorni) osservati in un periodo di 60 anni RISOLUZIONE
SPAZIALE
griglia di 10
chilometri
FONTE
Dati di terze parti Acuto Siccità Probabilità di fenomeni di siccità (rapporto
precipitazioni/
evaporazione), modello
predittivo Precipitazioni medie annue
(P)/evapotraspirazione
media annua (ETP) griglia di 500 metri Dati di terze parti Cronico Innalzamento del livello dei mari Stima del livello dei mari con diversi modelli meteorologici Altezza massima dell'onda al 2050, periodo di ritorno di 50 anni griglia di 25 chilometri Dati di terze parti
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 234 Eventi di pericolo con un rischio a livello di garanzia reale:
TIPO DI RISCHIO
FISICO
(ACUTO/CRONICO)
Cronico EVENTO DI
PERICOLO CON UN
RISCHIO FISICO
RILEVANTE
Innalzamento
del livello dei
mari DESCRIZIONE DELL'EVENTO
DI PERICOLO CON UN
RISCHIO FISICO
Stima del livello dei mari con diversi modelli
meteorologici
METRICA/APPROCCIO
Innalzamento del livello
dei mari
Zone di pericolo per l’innalzamento del livello dei mari definite in base all’Indice di elevazione
(determinato dalla
topografia costiera) e
dall’indice di
innalzamento del livello dei mari (dettato
dall’innalzamento del
livello dei mari). Le informazioni sul pericolo di innalzamento del livello dei mari sono disponibili per diversi
scenari RISOLUZIONE
SPAZIALE
Risoluzione di 30 metri per il rischio
di inondazione
dovuto
all’innalzamento
del livello dei mari a livello globale
FONTE
Dati di terze parti:
Per le zone
interessate
dall’innalzamento del
livello del mare è stato creato un modello utilizzando i dati altimetrici ad alta risoluzione ricavati da modelli altimetrici e
proiezioni
dell’innalzamento dei
mari ricavate da
modelli climatici
Acuto Alluvioni:
• Alluvioni fluviali
• Alluvioni
improvvise • Esondazioni fluviali:
Rischio di eventi di
esondazione fluviale,
connesso ai corsi d’acqua e agli eventi di
pioggia intensa
• Le alluvioni improvvise sono eventi di breve durata che possono essere causate da più
temporali caratterizzati
da piogge intense che
colpiscono un’unica
area Esondazioni fluviali: il
modello climatico
globale e i modelli globali della superficie terrestre forniscono una stima delle variazioni nei picchi di deflusso dell’acqua a livello di bacino idrologico.
Queste variazioni nei picchi di deflusso vengono poi utilizzate per scalare le attuali mappe delle esondazioni fluviali. Le proiezioni sono disponibili per
diversi scenari
Alluvioni improvvise: la mappa delle alluvioni improvvise si basa su
dati meteorologici,
nonché su dati relativi al suolo, al terreno e idrografici (pendenza e accumulo di flusso). I
dati meteorologici
comprendono la
quantità, la variabilità e
l’andamento delle
precipitazioni in
situazioni estreme • Alluvioni fluviali:
30 metri
• Alluvioni
improvvise:
circa 250 metri Dati di terze parti:
• l’andamento delle
precipitazioni in
situazioni
estreme
• Alluvioni
improvvise: mappe
relative
all’impermeabilizzaz
ione del suolo
(rilevate
osservando le
superfici
impermeabili),
curvatura (da dati
altimetrici
multirisoluzione
globali relativi al
terreno), pendenza
e accumulo di flussi (da dati relativi al
terreno) vengono
utilizzate come
modificatori per
generare la mappa finale delle alluvioni
improvvise
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 235
TIPO DI RISCHIO
FISICO
(ACUTO/CRONICO)
Acuto EVENTO DI
PERICOLO CON UN
RISCHIO FISICO
RILEVANTE
Tempeste DESCRIZIONE
DELL'EVENTO DI PERICOLO
CON UN RISCHIO FISICO
Tempeste (incluse
bufere di neve, tempeste di polvere e
sabbia):
tempeste extratropicali e
mareggiate
METRICA/APPROCCIO
Tempeste extratropicali: Le principali variabili dell'analisi dell'esposizione sono: il vento di avanzamento, la velocità massima del vento, la pressione minima nel punto centrale, il raggio della velocità massima del vento, lo spostamento del punto centrale (occhio) a intervalli di 3 -6 ore Mareggiate: per ogni tratto di costa vengono simulate diverse altezze d’onda e viene calcolata la massima estensione. Sono stati inoltre presi in considerazione i dati relativi alla velocità del vento e alla
batimetria RISOLUZIONE
SPAZIALE
• Tempeste
extratropicali: circa 5
chilometri
• Mareggiate: circa
30 metri
FONTE
Dati di terze parti Acuto Incendi Classi di rischio in funzione dei giorni con elevato rischio di incendio, in base al tipo di ambiente in cui si trova l’azienda, scenario RCP 4.5 Indice meteorologico degli incendi (Fire Weather Index - FWI) che combina la probabilità di innesco, la velocità e capacità di
propagazione
dell’incendio e la disponibilità di materiale combustibile Circa 1 chilometro Dati di terze parti:
modellato sulla base di
informazioni giornaliere
relative a temperatura, precipitazioni, umidità e
vento
Acuto Grandine Le grandinate intense sono solitamente innescate da fronti freddi estesi.
Occasionalmente, temporali
locali di caldo intenso, dovuti a un'intensa insolazione su terreni o pendii montuosi, causano anche forti grandinate localizzate. Record globali standardizzati di dati
meteorologici. La
mappa della grandine si basa su una serie di
condizioni atmosferiche
con il potenziale di creare una grandinata.
I seguenti parametri sono stati presi in considerazione per il
calcolo:
- Evapotraspirazione media
annuale [mm]
- Gradiente di temperatura medio annuale [°C/km]
- Altezza potenziale media annuale di caduta della grandine [m] Dati di terze parti
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 236 Rischio finanziario La funzione Financial Risk ha progressivamente sviluppato un approccio solido e integrato per includere i rischi ESG nel fram ework di rischio finanziario del Gruppo, incorporando i driver ESG nelle pratiche esistenti di gestione del rischio e definendo un insieme di metriche per monitorare e riportare regolarmente le esposizioni ai rischi climatici e ambientali.
Il framework metodologico di Climate & Environmental risk, sviluppato dalla funzione Financial Risk, garantisce coerenza tra i processi di rischio di mercato, di controparte, di liquidità e di governance dei prodotti, e fornisce la base per una valutazione complessiva del ri schio supportata da un’architettura coerente e robusta di monitoraggio e reporting. A tale scopo, il framework misura sia i rischi di transizione sia i rischi fi sici all’interno del perimetro rilevante di Financial risk, combinando score interni di rischio di transizione (ossia il Questionario C&E), metriche climatiche esterne e, ove appropriato, indicatori a livello settoriale, per garantire un’ampia copertura su portafogli di trading e investimento, e sposizioni verso controparti e buffe r di liquidità.
Di conseguenza, i fattori di rischio climatico e ambientale sono integrati nel sistema dei limiti del Gruppo, nei meccanismi di early warning, nell’architettura di stress testing e nei processi decisionali. Essi sono inoltre incorporati nella valutazione d i nuovi prodotti e nelle analisi di inclusione/esclusione allineate alle policy settoriali, in particolare nei settori sensibili come carbone e Oil&Gas.
Nel framework del Rischio di mercato è stato definit o un insieme di limiti al fine di monitorare regolarmente l’esposizione ai rischi ESG, in linea con il Risk Appetite climatico e alla strategia ESG del Gruppo. Limiti di mercato granulari (GMLs - Granular Market Limits ) sull'esposizione ad alto rischio di transizione/fisico vengono applicati sia agli strumenti azionari e di credito non sovrani nel portafoglio di negoziazione, sia ai titoli di debito non sovrani nel portafoglio di investimento. I risultati di stress test climatici sono inclusi nel framework dei limiti esistente attraverso il monitoraggio degli Stress Test Warning Levels.
I processi di Rischio di credito di controparte includono la valutazione e il monitoraggio dei profili di rischio di transizione e fisico de lle controparti, facendo leva sia su score interni di rischio di transizione sia su metriche climatiche fornite da provider esterni . Specifici indicatori di early warning sono applicati alle esposizioni pre -settlement verso controparti caratterizzate da elevati livelli di rischio di transizione e fisico, assicurando l’identificazione tempestiva di eventuali vulnerabilità. Gli impatti dei rischi climatici sulle esposizioni di rischio di credito di controparte sono inoltre valutati attraverso scenari climatici dedicati nell’ambito del framework di stress testing della funzione Financial Risk.
Le considerazioni C&E sono inoltre integrate sistematicamente nei processi di product governance. Nella valutazione di nuovi strumenti finanziari, le Legal Entity verificano se siano presenti elementi climatici o ambientali nella struttura o nei flussi del prodotto e garantiscono la piena coerenza con la strategia ESG del Gruppo, coinvolgendo ove necessario le funzioni specialistiche.
Le attività di monitoraggio e reporting sono svolte regolarmente a supporto degli organi di governo societario e coprono le c oncentrazioni di rischio climatico su posizioni azionarie e di credito sia nel trading book sia nel portafoglio di investimento, le esposizioni verso controparti e le componenti della capacità di bilanciamento. Il framework include valutazioni sia del rischio di transizione sia del rischio fisico ed è integrato da analisi sull’esposizione ai rischi fisici e sulla carbon footprint del portafoglio di investimento, garantendo al top management una piena e continua visibilità sull’impronta climatica del perimetro Financial risk.
Nell’ambito del rischio di liquidità, il Gruppo valuta come i rischi climatici di transizione e fisici possano influenzare la liquidità attraverso diversi canali, tra cui:
• la capacità di bilanciamento, inclusa la possibile riprezzatura degli attivi;
• maggiori ritiri di depositi o fabbisogni di liquidità da parte di clienti colpiti da eventi climatici o dalle pressioni della transizione;
• maggiori utilizzi delle linee committed;
• possibili aumenti delle margin call dovuti alla volatilità di mercato legata al clima.
Il Gruppo considera inoltre le implicazioni reputazionali derivanti da un’inadeguata adattabilità alle normative climatiche i n evoluzione, già incluse attraverso scenari dedicati nei test di stress di liquidità.
Per quantificare tali impatti, il Gruppo applica ipotesi di stress ai clienti identificati con rischio climatico medio -alto, sulla base del Questionario C&E e di score esterni. Tali tassi di deflusso stressati sono progettati per riflettere condizioni comp arabili a scenari interni severi di stress di liquidità. Per il rischio di transizione, gli shock sono adattati per tener conto della strategia Net Zero del Gruppo, in particolare per setto ri come Oil&Gas, produzione di energia e automotive. Inoltre, gli s cenari climatici utilizzati nell’ICAAP sono applicati alle variabili di mercato rilevanti per valutare un potenziale deterioramento del buffer di liquidità o variazioni nelle esposizioni in derivati.
Gli impatti risultanti sono applicati a:
• Operative Maturity Ladder (OML) , • Liquidity Coverage Ratio (LCR) , • Net Stable Funding Ratio (NSFR) , al fine di valutare le implicazioni di breve e medio -lungo termine.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 237 In tutti i casi, i risultati confermano che la materialità del rischio di liquidità legato al clima è contenuta. Gli impatti di breve termine sono generalmente limitati e principalmente connessi a potenziali deflussi di depositi o margin call in condizioni di stress, mentre gli impatti di lungo termine risultano trascurabili grazie alla solida struttura del bilancio del Gruppo. Sia i rischi fisici sia quelli di transi zione rientrano nell’intervallo medio -basso della scala interna di severità e risultano pie namente assorbibili dai buffer di liquidità esistenti.
Nel complesso, sebbene la materialità dei rischi climatici e ambientali nei profili di rischio di mercato, di controparte e d i liquidità del Gruppo rimanga contenuta, UniCredit mantiene un framework rigoroso e prospettico per identificare, valutare e gesti re tali rischi. Il rischio climatico è pertanto pienamente integrato nei processi di gestione del rischio finanziario del Gruppo, in linea con le aspettative di vigilanza e coerente con gli impegni di sostenibilità di lungo termine.
Rischio non finanziario I rischi non finanziari possono essere influenzati dai fattori ambientali, sociali e di governance in generale e, in particol are, dai cambiamenti climatici, in due modi distinti:
• Rischio reputazionale : rischio per il Gruppo di essere percepito negativamente e criticato per il supporto, attraverso i propri prodotti e servizi finanziari, a settori, clienti, attività e progetti che potrebbero danneggiare l’ambiente, aggravando il cambiamento climatic o, e le persone, con impatti sulle comunità, nonché per le relazioni con terze parti;
• Rischio operativo : rischio per il Gruppo di subire interruzioni temporanee o indisponibilità di sedi chiave (ad esempio data center, centri op erativi, sede centrale) oppure discontinuità dei servizi offerti da alcuni fornitori terzi a causa di condizioni climatiche estreme avverse.
Il Gruppo ha implementato processi adeguati per mitigare i rischi sopra menzionati.
Rischio reputazionale
Il Gruppo definisce il rischio reputazionale come il rischio attuale o prospettico per utili e capitale derivante dalla perce zione negativa dell’immagine dell’istituzione finanziaria da parte dei diversi stakeholder, tra cui clienti, azionisti/investitori, autorità di vigilanza, dipendenti, obbligazionisti, analisti di mercato, società civile, ONG, media e altri soggetti rilevanti.
Il Gruppo integra le considerazioni ESG al centro del proprio framework di gestione del rischio reputazionale, garantendo che i fattori ambientali, sociali ed etici siano sistematicamente valutati insieme alle dimensioni tradizionali di rischio. Il rischio reputazionale è gestito attraverso un insieme completo di regole, normative settoriali e processi decisionali progettati per salvaguardare l’integrità del Gruppo e la fidu cia degli stakeholder nel lungo periodo.
Principi chiari definiscono sia le tipologie di relazioni e attività che il Gruppo è disposto a supportare, sia quelle incomp atibili con i valori di UniCredit, le aspettative normative e gli impegni di sostenibilità. Un processo strutturato di Reputational Risk Assessment, che coinvolge anche funzioni specialistiche quali ESG, Compliance e Legal, assicura che ogni operazione sia valutata in termini di aderenza a tali princip i. Eventuali deviazioni vengono sottoposte agli organi di governance com petenti, fin o al Group Risks and Controls Committee per i casi più rilevanti.
Il framework di gestione del rischio reputazionale si basa su:
• Definizione di regole e linee guida generali chiare per:
- stabilire il profilo delle relazioni (con clienti e altre controparti rilevanti, come i fornitori) e delle operazioni (princi palmente supporto finanziario, ma anche investimenti e altri prodotti e servizi finanziari) che il Gruppo intende sviluppare;
- individuare ciò che non è considerato coerente con i principi fondamentali e gli standard reputazionali del Gruppo. Tali rego le e linee guida garantiscono l’allineamento con leggi, normative interne ed esterne e best practice di settore, riflettendo l’appe tito al rischio e la sensibilità del
Gruppo;
• Definizione di regole e linee guida specifiche per settori considerati sensibili (carbone, Oil&Gas, difesa, nucleare, estrazione mineraria, infrastrutture idriche) e per tematiche oggetto di specifici impegni del Gruppo (foreste pluviali, tabacco, diritti umani, ca pitale naturale/biodiversità);
• Obbligo di valutare, per ogni relazione, la conformità alle regole e linee guida sopra citate;
• Garanzia del rispetto delle regole per ogni operazione, tramite specifiche valutazioni di rischio reputazionale che coinvolgo no la funzione dedicata e altre funzioni competenti (ad es. ESG, Compliance, Legal) nei casi di potenziale deviazione, con possibil ità di rifiuto delle operazioni non
conformi;
• Definizione di condizioni, controlli o limiti, ove necessario, per ridurre il rischio reputazionale residuo rilevante per il Gruppo, indipendentemente
dal settore;
• Valutazione, indipendentemente dal settore, del rischio di responsabilità/contese legali derivante dal supporto a operazioni che potrebbero generare impatti ambientali o sociali negativi, quando tali operazioni rientrano nel framework degli Equator Princip les (EP);
• Assunzione delle decisioni appropriate al livello autorizzativo corretto nei casi di potenziale rischio reputazionale, coinvo lgendo il Group Risks and Controls Committee (GRC) nei casi a più elevato rischio e/o per decisioni strategiche.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 238 Global Policy Reputational Risk Management La Global Policy Reputational Risk Management ha come obiettivo identificare ed escludere attività di finanziamento che possa no arrecare danno all’ambiente o compromettere l’equità e la giustizia sociale. All’interno di tale framework, integrità e conformi tà normativa operano come pilastri reciprocamente rafforzanti, guidando sia l’indirizzo strategico sia le decisioni operative quotidiane. L’integrità garantisce che le azioni riflettano onestà, correttezza e coerenza con i valori del Gruppo, mentre la conf ormità normativa assicura il rispetto di leggi, regolamenti e standard interni quale base imprescindibile. Insieme, questi elementi garantiscono che le decisioni non siano solo giuridicamente corrette, ma anche eticamente solide.
Dal punto di vista operativo, ciò si traduce in un approccio proattivo: le unità di business sono tenute a individuare ed esc alare potenziali criticità anche quando un’iniziativa appare formalmente conforme, poiché il rispetto delle norme può risultare ins ufficiente qualora non siano soddisfatte le aspettative etiche o considerate le sensibilità degli stakeholder, esponendo la banca a rischi. La Policy richiede inoltre l’ applicazione dello standard più elevato nei contesti transfrontalieri o multi -giurisdiz ionali, garantendo che le regole interne , spesso più stringenti rispetto a quelle locali , siano sempre rispettate. In pratica, ciò implica il rifiuto o la rimodulazione di operazioni che presentano disallineamenti etici, l’integrazione dei controlli di conformità ed etici nella progettazione dei prodotti e nelle interazioni con la clientela, la promozione di una cultur a orientata alla rilevazione precoce dei rischi, alla trasparenza e alla tracciabilità delle decisioni nei processi operativi. Combinando int egrità e rigorosa disciplina di compliance, il Gruppo rafforza la propria resilienza reputazionale e la capacità di assumere decisioni coerenti, difendibili e in linea con la fiducia di lungo periodo degli stakeholder.
Questo framework richiede l’applicazione dei più elevati standard disponibili e l’identificazione proattiva di situazioni eti camente sensibili. Attraverso questo articolato sistema di regole, controlli e meccanismi di governance, il Gruppo assicura che le considerazioni ESG siano pienamente integrate nei processi decisionali in ambito reputazionale, rafforzando l’impegno verso una conduzione responsabile del business e la t utela della propria reputazione in tutte le attività.
Il gruppo UniCredit ha inoltre definito un processo strutturato per la valutazione del rischio reputazionale, individuando i casi in cui è necessaria una valutazione dedicata, come illustrato di seguito .
Valutazione del rischio reputazionale:
Gli organi decisionali responsabili della valutazione dei casi di rischio reputazionale possono variare in funzione della ril evanza del caso e del suo allineamento con le disposizioni della policy.
È richiesta una valutazione del rischio reputazionale (RepRisk) :
PROGRAMMATA
A. VERIFICA ANNUALE
es. Ogniqualvolta un cliente è oggetto di revisione annuale del merito di credito
AL VERIFICARSI
DI UN EVENTO
B. VERIFICA SUL RISCHIO REPUTAZIONALE - Ogniqualvolta si verifichi, in relazione a un cliente, un evento che potrebbe avere un impatto sulla reputazione del gruppo UniCredit es. Il cliente è coinvolto in uno scandalo di interesse pubblico e la vicenda viene ripresa anche dai media, che forniscono informazioni al riguardo es. Il cliente è accusato dall’autorità giudiziaria di aver violato la legge in materia di antiriciclaggio C. APPROVAZIONE DI UNA SINGOLA OPERAZIONE - Quando un cliente, appartenente a uno o più “settori sensibili”, chiede un sostegno finanziario per un progetto o un finanziamento generico es. Il cliente chiede una lettera di credito per l’esportazione di armi in un Paese straniero es. Il cliente, operante nel settore Petrolio e gas, chiede un finanziamento generico
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 239 Organi decisionali Reputational Risk (Gruppo):
Per UniCredit S.p.A., i casi che presentano una potenziale elevata rilevanza con appetito al rischio già definito sono portat i all’attenzione dell’Head of Group Non ‑Financial Risks (con il supporto del Reputational Risk Office, che include, se del caso, i rappresentanti delle Funzioni Spec ialistiche di Gruppo). I casi che presentano una potenziale elevata rilevanza con appetito al rischio non ancora definito sono sott oposti all’attenzione e alla decisione del Group Risks & Controls Committee (GRC), presiedu to dal Group CEO.
Strutture analoghe sono state istituite a livello locale all’interno di ciascuna Legal Entity del Gruppo. A livello locale, i l Reputational Risk Office e il GRC confluiscono nel Local Non ‑Financial Risk Committee (LNFRC), presieduto dal l’Amministratore Delegato locale.
Una decisione sul rischio reputazionale assunta a livello locale in una specifica Legal Entity richiede inoltre un Non ‑Binding Opinion (NBO) da parte della Capogruppo in due situazioni specifiche:
• quando il caso, autorizzato dal LNFRC, presenta un Rischio Reputazionale Elevato e deve essere sottoposto a un Group Credit Committee (GCC
o GTCC);
• quando esplicitamente richiesto dalla policy (ad esempio, in caso di concessione di eccezioni).
Settori Sensibili
Nel monitoraggio continuo del mercato e delle aspettative degli stakeholder, il Gruppo può definire policy dedicate per setto ri sensibili. Attualmente sono stati identificati sei settori sensibili , Carbone, Oil&Gas, Estrazione mineraria, Difesa, Infrastrutture idriche e Nucleare civile , per i quali sono previste ulteriori disposizioni, regole, procedure e responsabilità specifiche, disciplinate da regolamentazioni interne dedi cate, al fine di valutare le attività di finanziamento e le operazioni dei clienti .
L’aggiornamento delle disposizioni esistenti, così come l’introduzione di nuove, avviene su base continuativa, tenendo conto dell’evoluzione del mercato e del livello di sensibilità del Gruppo nei confronti di tali settori.
A tale riguardo, nel primo semestre del 2026 sono state aggiornate le normative interne relative ai settori Defence e Oil&Gas , al fine di riflettere l’evoluzione dell’appetito al rischio della banca e dei rispettivi settori.
Amministratore Delegato del Gruppo con membri selezionati del GEC GRC •Casi che presentano un RepRisk alto o per cui la propensione al RepRisk non è stata definita
Responsabile Non -Financial Risk e Responsabili di funzioni
specifiche
HEAD OF NON -FINANCIAL
RISKS/ RRO
Responsabile RepRisk e
Responsabili funzioni
specifiche
FUNZIONE REPRISK
E FUNZIONI SPECIFICHE
Azienda
proponente
AZIENDA PROPONENTE
Funzioni specifiche: ESG, Crimini finanziari, Sanzioni, Antiriciclaggio, Media e
comunicazione, Legale
RAPPORTI OPERAZIONI
•Casi che presentano un RepRisk alto e per cui la propensione al RepRisk è già stata definita in decisioni
precedenti
•Casi pienamente conformi alle disposizioni e consentiti dalla policy (nessuna
violazione)
•Controlli di secondo livello svolti dalla
funzione RepRisk
•Casi che presentano un RepRisk basso o medio o laddove la policy lo richieda esplicitamente (cliente che rientra nelle classi A, B, C per quanto riguarda il settore del carbone )
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 240
Rischio Operativo
Il Gruppo integra le considerazioni ESG, e in particolare i rischi legati al clima, nel proprio framework di Operational Risk , valutando sistematicamente la resilienza di sedi critiche, processi e fornitori terzi rispetto a eventi climatici avversi. Viene condotta una valutazione strutturata su tutte le legal entity per identificare edifici e siti operativi la cui indisponibilità potrebbe compromettere la continuità operativa, garant endo al contempo adeguate soluzioni di backup. Inoltre, il Gruppo rafforza la propria resilienza operativa potenziando il processo di valutazione dei fornitori (Third Party Assessment), analizzando i partner non solo rispetto alle tradizionali dimensioni di rischio, ma anche in relazi one all’adeguatezza delle loro misure di busin ess continuity per gestire potenziali eventi climatici avversi. Attraverso questo approccio multilivello, le considerazioni c limatiche sono integrate nella gestione del rischio operativo, rafforzando la capacità del Gruppo di garantire continuità operativa e preparazione rispetto alle sfide ESG in evoluzione.
Per tutte le legal entity, il Gruppo svolge inoltre una valutazione finalizzata a identificare le località critiche la cui indisponibilità potreb be compromettere la continuità operativa (ad esempio data center, sedi centrali e centri operativi).
Analisi di scenario
Sono stati selezionati 103 edifici per la valutazione. Ciascun sito è stato classificato in base ai rischi attuali derivanti da condizioni climatiche estreme (alluvioni fluviali, alluvioni improvvise e incendi boschivi) che potrebbero interessarlo. Inoltre , un insieme di edifici (7), attualmente non esposti a condizioni climatiche avverse, è oggetto di monitoraggio al fine di verificare eventuali cambiamenti del profilo di rischio e poter adottare tempestivamente azioni correttive.
CARBONE
SETTORE MINERARIO
PETROLIO E GAS
INFRASTRUTTURA IDRICA
NUCLEARE
(per la produzione di energia)
Combustibili
fossili
Ambientale
Sensibile
Framework del rischio reputazionale del Gruppo
DIFESA
(comprese le armi nucleari)
TUTTI GLI ALTRI SETTORI/TUTTI I RAPPORTI
Analisi di continuità operativa sul sito secondario
Alto
Medio -Alto
Medio -Basso
Basso
A
10 edifici
MA MB
93 edifici
B
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 241 Tra quelli selezionati, dieci edifici sono risultati potenzialmente esposti a un rischio medio -alto o elevato; i relativi business continuity plan sono stati analizzati per verificarne l’efficacia in caso di condizioni climatiche avverse.
Laddove i piani di continuità operativa hanno evidenziato l’inadeguatezza dei siti di backup (ad esempio perché esposti allo stesso rischio della sede principale), sono state individuate adeguate misure di mitigazione (ad esempio definizione di una nuova s ede di backup, piena implementazione dello smart working, ecc.). Per un edificio, il Consiglio di Amministrazione della relativa legal entity ha formalmente deliberato l’assunzione del rischio, considerando l’assenza di ulteriori misure mitigative.
È stata inoltre valutata l’esposizione al rischio percepito in uno scenario di +4°C al 2030. In questo contesto, sono stati i dentificati ulteriori 7 edifici attualmente non esposti ma potenzialmente vulnerabili in tale scenario. In collaborazione con il Gr oup Real Estate, sono stati definiti specifici KPI per monitorare gli eventi climatici futuri, confrontandoli con lo storico delle singole località, con l’obiettivo di attivare tempestivamente azioni correttive in caso di peggioramento dell’esposizione al rischio climatico. Il KPI è monitorato con cadenza semestrale e nelle rilevazioni non sono emerse deviazioni rispetto allo storico di tali edifici.
Per valutare la resilienza dei fornitori terzi rispetto ai cambiamenti climatici, il processo di Third -Party Assessment (effettuato in fase di onboarding dei nuovi fornitori e successivamente su base annuale) è stato potenziato includendo anche la valutazi one dei piani di continuità operativa adottati per gestire potenziali eventi climatici avversi.
Sezione 3 - Rischi delle imprese di assicurazione
Rischi assicurativi
Le Compagnie di Assicurazione di diritto italiano del Gruppo, UniCredit Life Insurance S.p.A. e UniCredit Vita Assicurazioni S.p.A. sono attive nel Ramo Vita e sono quindi esposte ai rischi relativi a tale ramo, ovvero rischi tipici assicurativi, finanziar i e altri rischi.
Rischi tipici assicurativi I rischi di natura assicurativa del portafoglio assicurativo Ramo Vita sono collegati ai rischi sottostanti il rischio di sot toscrizione. Quest’ultimo infatti comprende sia rischi biometrici, legati all’incertezza delle ipotesi considerate nell’ambito dell e valutazioni delle passività assicurative (ad esempio il tasso di mortalità/longevità), sia rischi derivanti ovvero dal comportamento degli assicurati (ad esempio tasso di riscatto) e dall’incertezza dell’ammontare delle spese .
Per le due Compagnie di Assicurazione del gruppo UniCredit, la natura dei contratti per la gran parte delle tariffe è a prevalente componente di risparmio; la restante è a componente di puro rischio, mentre trascurabile è il peso delle rendite. Quindi le tipologie di ri schio di sottoscrizione a cui le Compagnie sono esposte sono principalmente i rischi legati ai prodotti che offrono un minimo garantito/garanzie al cliente ed i rischi connessi ad aspetti demografici peculiari dei prodotti di puro rischio. I rischi di sottoscrizione rilevanti a cui le Compagnie sono principalmente esposte sono quindi rappresentati dal rischio di mortalità, di estinzione anticipata e spese.
Il rischio di riscatto rappresenta il rischio tecnico più rilevante per le Compagnie di Assicurazione che gestiscono attraver so la previsione, all’interno del processo di disegno di un nuovo prodotto, sia di penalità in caso di riscatto/interruzione del pa gamento premi prima della scadenza stabilita all’interno del contratto sia tramite la definizione di garanzie finanziarie sostenibili.
Di seguito sono esposti i risultati dell’analisi di sensitività condotta sui principali parametri di rischio assicurativo.
L’informativa riporta gli impatti stimati sul Margine sui Servizi Contrattuali (Contractual Service Margin - CSM).
L’analisi ha identificato i fattori di rischio rilevanti per le Compagnie Assicurative del gruppo UniCredit e le relative ipotesi operative oggetto di stress, come di seguito riportato:
• incremento del 10% delle ipotesi di spesa (scenario “Spese +10%”);
• incremento del 10% delle ipotesi di riscatto (scenario “Lapse +20%”).
L’esercizio di sensitività evidenzia che un incremento del 20% nelle ipotesi di riscatto comporta una riduzione complessiva d el CSM pari a -51 milioni, configurandosi quale principale driver tecnico di sensitività per le Compagnie del Gruppo. L’effetto tipicamente neg ativo sul CSM, a seguito dello stress sui riscatti, dipende dalla perdita di margini futuri a seguito di una riduzione più rapida delle masse gestite sia per quanto riguarda le Gestioni Separate che le Unit Linked.
L’effetto connesso alla revisione delle ipotesi relative alle spese operative determina, invece, un impatto complessivo negat ivo pari a -33 milioni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 242 Rischi finanziari legati al life insurance business
Rischio di liquidità Il rischio di liquidità è il rischio che l’impresa di assicurazione o di riassicurazione non sia in grado di liquidare invest imenti e altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza. L’esposizione al rischio di li quidità viene calcolato in entrambe le Compagnie tramite indicatori di liquidità che pongono in rapporto le risorse disponibili e gli outflows previsti sia nello scenario base che ne llo scenario stressato, su un orizzonte temporale di breve -medio periodo, monitorandone l’andamento e il rispetto di specifiche soglie definite nell’ambito del Risk Appetite Framework (RAF). Il monitoraggio di tali indicatori non ha fatto emergere criticità, evidenziando un livello di liquid ità adeguato per entrambe le Compagnie.
Rischio di mercato Le Compagnie di Assicurazione che esercitano il ramo vita devono investire i premi raccolti in asset finanziari sia nel breve sia nel lungo periodo al fine di garantire il rendimento atteso dagli assicurati, rispettando gli impegni futuri assunti. I rischi a cui sono esposte le Compagnie derivano quindi da rischi di mercato che possono determinare delle perdite o della variazione sfavorevole della situazione finanziaria deriva nte, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività e delle passività in bilancio.
Il rischio di mercato può essere valutato mediante l’analisi del rischio di mercato delle passività e delle attività poste a copertura delle stesse.
Per quanto riguarda l’analisi del rischio di mercato tipicamente misurato in ambito assicurativo, di seguito sono riportati i risultati dell’analisi di sensitività rispetto al rischio tasso di interesse sul CSM, in base ad un aumento parallelo della curva di sconto pari a 100 punti base (Interest Rate Up +100 punti base, giudicato scenario rilevante per il portafoglio assicurativo delle Compagnie, che determina un impatto co mplessivo negativo sul CSM pari a 74 milioni dovuto principalmente a portafogli di Gestioni separate.
Portafogli di Investimento I portafogli di investimento ammontano complessivamente, a valore di bilancio alla data del 30 giugno 2026, a 47.575 milioni, cosi suddivisi:
• 1.665 milioni relativ i a Patrimonio Libero e puro rischio ;
• 15.636 milioni relativ a a Gestioni Separate ;
• 30.274 milioni relativi a Unit Linked .
In considerazione del diverso tipo di rischiosità, l’analisi dei portafogli investimenti dettagliata nel seguito è incentrata sugli attivi detenuti a copertura delle polizze a Gestione Separata e del patrimonio libero.
A fine giugno, la composizione per asset class delle due Compagnie aggregate sui portafogli rivalutati a Fair Value è la seguente:
• Titoli obbligazionari 16.443 milioni pari al 95% circa delle attività ;
• Titoli di capitale a 120 milioni, pari al 1%;
• Investimenti in OICR, Private Equity e Hedge Fund di 741 milioni, pari al 4%.
La distribuzione per fasce di rating del portafoglio di tipo Classe C è la seguente: gli attivi di tipo obbligazionario con r ating AAA/AA pesano per il 8% del totale investito in titoli obbligazionari, mentre il 23% circa si colloca nell’area single A. I titoli dell’area low investment grade (BBB) costituiscono il 68% del totale, mentre è residuale ( 1%) la quota di titoli speculative grade o unrated.
Per maggiore dettaglio, i titoli obbligazionari governativi si concentrano principalmente in titoli governativi italiani ( 73% del totale degli investimenti), francesi (9%), spagnoli ( 6%), emessi dall’Unione Europea (3%).
L’analisi dell’esposizione in termini di emittenti/controparti evidenzia le seguenti componenti: i titoli emessi da Governi, Banche Centrali e altri enti pubblici rappresentano circa il 63% dei titoli obbligazionari mentre i titoli di emittenti corporate (società finanziarie e industriali) contribuiscono per circa il 37% dell’esposizione.
Altri rischi legati al life insurance business
Rischi operativi
Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi in terni, personale, sistemi o danni causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di Compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale.
Il gruppo UniCredit ha definito il sistema di gestione dei rischi operativi come l’insieme di normative e procedure volte all’ide ntificazione, valutazione e misurazione, gestione e mitigazione, nonché al monitoraggio e reportistica dei rischi operativi a livel lo di Gruppo. Il sistema si basa su una tassonomia dei rischi operativi rilevante anche per il settore assicurativo, in quanto le Compagnie di Assicurazione sono esp oste a tipologie di rischio operativo analoghe a quelle delle banche. Pertanto, tale si stema viene esteso anche alle Compagnie di Assicurazione attraverso l’adozione della regolamentazione di Gruppo.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 243 Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato Sezione 1 - Il patrimonio consolidato
A. Informazioni di natura qualitativa Il gruppo UniCredit assegna un ruolo prioritario alle attività volte alla gestione e all’allocazione del capitale in funzione dei rischi assunti, ai fini dello sviluppo dell’operatività del Gruppo in ottica di creazione di valore. Le attività si articolano nelle diverse fasi del processo di pianificazione e controllo del Gruppo e, in particolare:
• nei processi di pianificazione e budget:
- formulazione della proposta di propensione al rischio e degli obiettivi di patrimonializzazione;
- analisi dei rischi associati ai driver del valore e allocazione del capitale alle linee di attività e business unit;
- assegnazione degli obiettivi di performance aggiustate per il rischio;
- analisi dell’impatto sul valore del Gruppo e della creazione di valore per gli azionisti;
- elaborazione e proposta del piano del capitale e della dividend policy;
• nei processi di monitoraggio:
- analisi delle performance conseguite a livello di Gruppo e di business unit e preparazione dei dati gestionali per uso intern o ed esterno;
- analisi e controllo dei limiti;
- analisi e controllo andamentale dei ratio patrimoniali di Gruppo e individuali.
Il Gruppo si pone l’obiettivo di generare un reddito superiore a quello necessario a remunerare i rischi (cost of equity) e q uindi di creare valore per i propri azionisti attraverso l’allocazione del capitale alle differenti linee di attività e business un it in funzione degli specifici profili di rischio. A supporto dei processi di pianificazione e controllo, il Gruppo adotta la metodologia di misurazione delle performance aggiustate per i l rischio (RAPM ) predisponendo una serie di indicatori in grado di un ire e sintetizzare tra loro le variabili economiche, patrimoniali e di rischio da considerare.
Il capitale di Gruppo e la sua allocazione, quindi, assumono un’importanza rilevante nella definizione delle strategie di Gru ppo perché da un lato esso rappresenta l’investimento nel Gruppo da parte degli azionisti che deve essere remunerato in modo adegua to, dall’altro è una risorsa scarsa soggetta a limiti esogeni, definiti dalla normativa di vigilanza.
Nel processo di allocazione, le definizioni di capitale utilizzate sono:
• capitale di rischio o impiegato: è la consistenza patrimoniale conferita dagli azionisti (capitale impiegato), che deve esser e remunerata attraverso un profitto maggiore o almeno pari alle aspettative (costo dell’equity);
• capitale a rischio: è la quota parte dei mezzi propri che fronteggia (a preventivo : capitale allocato) o ha fronteggiato (a consuntivo : capitale assorbito) i rischi assunti per perseguire gli obiettivi di creazione di valore.
Se il capitale a rischio è misurato tramite il cosid detto approccio di “secondo pilastro” che richiede alle banche di definire processi e sistemi per determinare il livello di capitale adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, non limitandosi alle categorie di risch io previste dalle regole relative ai requisiti di capitale (primo pilastro), allora è definito come capitale interno; se è misurato secondo la normativa di vig ilanza di “primo pilastro” relativa ai requisiti di capitale, per rischi di cr edito di mercato e operativi, allora è definito come capitale regolamentare. Le differenze tra il capitale interno ed il capitale regolamentare non sono limitate alle categorie di rischio coperte. Infatti, il primo quantifica dirett amente l’ammontare di ca pitale necessario a coprire eventi avversi con un livello di probabilità molto elevato mentre il secondo è quantificato applicando a i RWEA il CET1 ratio target identificato nel contesto del processo di definizione del Risk Appetite. Il CET1 ratio target è definito in base all’appetito per il rischio del Gruppo e considera le aspettative delle Autorità di Vigilanza, le prospettive di evoluzione del contesto normativo, come il G ruppo intende confrontarsi con gli altri principali gruppi bancari Europei, e fatt orizza le Strategie di Business prescelte. Il capitale allocato alle linee di Business è quantificato in base al capitale regolamentare.
Il gruppo UniCredit ha identificato un target di Common Equity Tier 1 Ratio target tra il 12,5% e il 13% .
In aggiunta alla definizione del livello target di capitalizzazione, le attività di gestione del capitale includono la defini zione del piano del capitale il monitoraggio dei ratio di capitale di primo pilastro (Common Equity Tier 1, Tier 1, Total Capital, MREL, RWEA) e del capitale interno disponibile (secondo la definizione prevista dal secondo pilastro).
Le attività di gestione del capitale mirano ad identificare dinamicamente gli investimenti più appropriati e gli strumenti di capitale (azioni ordinarie e altri strumenti di capitale) per raggiungere i target definiti. Se vi è un gap di capitale, si proced e alla sua quantificazione e alla identificazione delle misure di capitale, il cui costo ed efficacia sono misurati secondo la metodologia RAPM. In questo contesto, l’analisi di cre azione del valore è arricchita per considerare ogni aspetto rilevante, come , tra gli altri, le regole di vigilanza, i principi contabili, il contesto finanziario e di mercato, considerazioni fiscali, valutazioni di gestione del rischio e considerando anche gli aspetti evolutivi della regolamentazione in merito a questi aspetti.
In questo modo, si possono effettuare le necessarie valutazioni e fornire tutte le indicazioni necessarie alle funzioni della Capogruppo o delle società controllate chiamate a realizzare queste azioni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte H - Operazioni con parti correlate UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 244 Parte H - Operazioni con parti correlate
Premessa
Ai fini dell’informativa finanziaria trova applicazione, come prescritto dal Regolamento UE 632/2010 della Commissione del 19 luglio 2010, il testo dello IAS24 che definisce il concetto di parte correlata ed individua il rapporto di correlazione tra questa e l’entità che redige il bilancio . Lo IAS24 chiarisce inoltre che l’informativa deve avere per oggetto, tra le altre, le operazioni concluse con le controllate di società collegat e e di joint venture.
Ai sensi dello IAS24 le parti correlate di UniCredit S.p.A. comprendono:
• le società appartenenti al gruppo UniCredit e le società controllate da UniCredit S.p.A. ma non consolidate40;
• le società collegate e le joint venture nonché le loro controllate;
• i “Dirigenti con responsabilità strategiche” di UniCredit S.p.A.;
• i familiari stretti dei “Dirigenti con responsabilità strategiche” e le società controllate (o controllate congiuntamente ) dal dirigente con responsabilità strategiche o da loro stretti familiari;
• i piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti del gruppo UniCredit.
Altresì ai fini della gestione delle operazioni con parti correlate si richiamano la disciplina definita dal Regolamento Cons ob 17221/2010 , come successivamente modificato con delibera 21624 del 10 dicembre 2020 (derivante dal disposto dell’art.2391 -bis del Codice Civile) e dalla Circolare Banca d’Italia 285/2013 (Parte III, Capitolo 11), nonché le disposizioni ai sensi dell’art.136 del D.Lgs. 385/1993, in forza delle quali gli esponenti aziendali possono assumere obbligazioni nei confronti della Banca che amministrano, dirigono o controllano soltanto previa unanime deliberazione dell’organo di amministrazione della Banca e voto favorevole del Comitato per il Controllo sulla Gestione .
In questo contesto, UniCredit S.p.A., in quanto emittente quotato e soggetto vigilato da Banca d’Italia, ha adottato la Globa l Policy “Operazioni con parti correlate, soggetti collegati ed Esponenti Aziendali ex art.136 TUB”, approvata dal Consiglio di Amm inistrazione di UniCredit S.p.A. con il parere favorevole del Comitato Parti Correlate e del Comitato per il Controllo sulla Gestione e pubblicata sul sito istituzionale di UniCredit (www.unicreditgroup.eu), volta a stabilire regole istruttorie e deliberat ive con riguardo alle operazioni poste in essere direttamente o per il tramite di società controllate, con parti correlate nonché a disciplinare, tenendo in considerazione delle specificità che contraddistin guono le sopra citate disposizioni, le procedure per adempiere agli obblighi di informativa verso gli organi sociali, le autorità di vigilanza di settore e verso il mercato.
Le istruzioni contenute nella Global Policy sono destinate alle strutture di UniCredit S.p.A. e alle società controllate appa rtenenti al Gruppo fornendo le indicazioni necessarie per adempiere sistematicamente ai sopra richiamati obblighi.
In conformità con le previsioni regolamentari C onsob ed alle disposizioni di vigilanza Banca d’Italia , il Consiglio di Amministrazione ha costituito il Comitato Parti Correlate composto esclusivamente da Consiglieri “indipendenti” ai sensi del Codice di Corporate Governance.
Inoltre, UniCredit S.p.A. si è dotata di specifiche procedure in tema di controlli interni sulle attività di rischio con sogg etti in conflitto d’interesse disciplinate nella Global Policy “Operazioni con parti correlate, soggetti correlati ed Esponenti Aziendali ex art.136 TUB” .
Nel corso del primo semestre 2026, le operazioni con parti correlate segnalate nei flussi informativi previsti dalle norme di riferimento sono state concluse avendone riscontrato la convenienza economica e l’interesse del Gruppo.
40 Ai fini della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 i rapporti patrimoniali ed economici tra le società consolidate sono stati invece oggetto di elisione come spiegato in Parte A.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte H - Operazioni con parti correlate UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 245 Informazioni sulle transazioni con parti correlate Nel prospetto che segue sono indicate le attività, le passività e le garanzie e gli impegni in essere, distintamente per le d iverse tipologie di parti correlate ai sensi dello IAS24.
Transazioni con parti correlate: voci di stato patrimoniale (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026
SOCIETÀ
CONTROLLATE
NON
CONSOLIDATE JOINT
VENTURE SOCIETÀ
COLLEGATE DIRIGENTI CON
RESPONSABILITÀ
STRATEGICHE ALTRE PARTI
CORRELATE TOTALE % SU VOCE
BILANCIO AZIONISTI % SU VOCE
BILANCIO
Cassa e disponibilità liquide - - 257 - - 257 0,56% - -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 15 - 555 - - 570 0,51% 252 0,23% a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 15 - 533 - - 548 0,73% 252 0,34% c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - 22 - - 22 0,06% - -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - 99 - - 99 0,11% - -
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2 12 1.332 - - 1.346 0,21% 21 -
a) Crediti verso banche - - 681 - - 681 1,03% - -
b) Crediti verso clientela 2 12 651 - - 665 0,12% 21 -
Altre attività - - 82 - - 82 0,45% - -
Totale dell'attivo 17 12 2.325 - - 2.354 0,26% 273 0,03% Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 35 - 6.949 22 5 7.011 0,96% - -
a) Debiti verso banche - - 5.900 - - 5.900 11,26% - -
b) Debiti verso clientela 35 - 1.049 22 5 1.111 0,20% - -
Passività finanziarie di negoziazione e designate al fair value 1 - 293 - - 294 0,41% - -
Altre passività 10 - 18 - 1 29 0,15% 4 0,02% Totale del passivo 46 - 7.260 22 6 7.334 0,89% 4 -
Garanzie rilasciate e Impegni 20 - 1.614 - - 1.634 - - 1190000,00%
Note:
Azionisti e relativi gruppi societari, che detengono in UniCredit una partecipazione superiore al 3% del capitale sociale rap presentato da azioni aventi diritto di voto.
I valori “Totale dell’attivo” e “Totale del passivo” si riferiscono alle sole voci esposte nella presente tabella.
Si precisa che la voce “Garanzie rilasciate e Impegni” è comprensiva degli impegni revocabili.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte H - Operazioni con parti correlate UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 246 Nel prospetto che segue si evidenzia il dettaglio dell’impatto delle transazioni sulle voci di Conto economico, distintamente per le diverse tipologie di parti correlate ai sensi dello IAS24.
Transazioni con parti correlate: voci di conto economico (milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2026
SOCIETÀ
CONTROLLATE
NON
CONSOLIDATE JOINT
VENTURE SOCIETÀ
COLLEGATE DIRIGENTI CON
RESPONSABILITÀ
STRATEGICHE ALTRE PARTI
CORRELATE TOTALE % SU VOCE
BILANCIO AZIONISTI % SU VOCE
BILANCIO
10. Interessi attivi e proventi assimilati - - 21 - - 21 0,16% - -
20. Interessi passivi e oneri assimilati - - (65) - - (65) 1,08% - -
30. Margine d'interesse - - (44) - - (44) 0,60% - -
40. Commissioni attive - - 120 - - 120 2,58% 40 0,86% 50. Commissioni passive (1) - (10) - - (11) 1,09% (4) 0,40% 60. Commissioni nette (1) - 110 - - 109 2,99% 36 0,99% 70. Dividendi e proventi simili 3 - - - - 3 0,51% 1 0,17% 190. Spese amministrative (4) - (171) - (1) (176) 3,71% - -
a) Spese per il personale (1) - 1 - - - - - -
b) Altre spese amministrative (3) - (172) - (1) (176) 9,19% - -
230. Altri oneri/proventi di gestione 1 - (19) - - (18) 6,52% - -
Nota:
Azionisti e relativi gruppi societari, che detengono in UniCredit una partecipazione superiore al 3% del capitale sociale rap presentato da azioni aventi diritto di voto.
Con riferimento alla voce “Spese amministra tive a) Spese per il personale” , l’eventuale saldo positivo indica la prevalenza dei recuperi di spese.
Per quanto riguarda la categoria “Altre parti correlate” si precisa che la stessa raggruppa i dati relativi:
• agli stretti familiari dei dirigenti con responsabilità strategiche (ovvero quei familiari che ci si attende possano influenz are, o essere influenzati da, il
soggetto interessato);
• alle controllate (anche congiuntamente) dei “ Dirigenti con responsabilità strategiche” o dei loro stretti familiari;
• ai piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti del gruppo UniCredit.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte H - Operazioni con parti correlate UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 247 Si evidenziano le seguenti considerazioni relative alle operazioni di particolare rilevanza con controparti correlate :
• a partire dal 2012 la controllata UniCredit Services S.C.p.A. (UCS), già UniCredit Business Integrated Solutions S.C.p.A (UBI S), ha assunto il ruolo di sub-holding operativa per fornire i servizi strumentali del Gruppo sia in Italia che all’estero.
Il Consiglio di Amministrazione di UCS, nella riunione del 19 aprile 2013, ha approvato il piano esecutivo del progetto volto alla creazione di una joint venture dedicata alla fornitura di servizi tecnologici infrastrutturali (hardware, data center, ecc.), dedicati al Commercial Banking, con un altro primario operatore del settore, IBM Italia S.p.A. (IBM). L’operazione si è perfezionata con il conferimento, con efficacia 1 settembre 2013, del ramo d’azienda “Infrastrutture Tecnologiche”, da parte di UCS ver so la società denominata “Value Transformation Services S.p.A.” (V -TServices), costituita e controllata da IBM Italia S.p.A. A seguito dell’operazione, il capitale sociale di V -TService è detenuto per il 49% da UCS e per il restante 51% da IBM (che ne deti ene il controllo).
Il 23 dicembre 2016 è stato siglato il “Restatement and Amendment Agreement” tra UniCredit Services e V -TService al fine di incrementare la creazione di valore e l’abilità di cogliere le nuove opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica, estendendo anche la sua durata fino al 2026.
Il 22 dicembre 2019 è stato siglato il “Second Restatement and Amendment Agreement” tra UniCredit Services e V -TService , con effetto dall’1 gennaio 2020, estendendo la sua durata di ulteriori 3 anni fino al 2029. Si rileva che a partire dal l’1 ottobre 2022 e con efficacia a partire dal l’1 gennaio 2022, UniCredit Services S.C.p.A. (UCS) è stata fusa in UniCredit S.p.A. e quest’ultima è subentrata nei contratti so pramenzionati ;
• si segnala l’esistenza di accordi di distribuzione di prodotti assicurativi nei confronti delle seguenti società:
- UniCredit Life Insurance S.p.A.41 (ex CNP UniCredit Vita S.p.A.);
- UniCredit Vita Assicurazioni S.p.A. 41 (ex UniCredit Allianz Vita S.p.A.);
- UniCredit Allianz Assicurazioni S.p.A.42 • i rapporti con le altre parti correlate includono quelli intercorrenti con i fondi pensione esterni (riferiti ai dipendenti d i UniCredit S.p.A.) in quanto dotati di propria personalità giuridica. Tali operazioni risultano concluse a condizioni analoghe a q uelle applicate per operazioni concluse con soggetti terzi indipendenti. I rapporti con detti fondi pensione sono per lo più rappresentati da rapporti compresi nei Debit i verso clientela (e relativi interessi).
41 Si noti che a partire dal 30 giugno 2025 la società è diventata controllata e pertanto consolidata integralmente nel gruppo U niCredit .
42 La società è una collegata .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte L - Informativa di settore UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 248 Parte L - Informativa di settore La struttura organizzativa
La struttura organizzativa del Gruppo è articolata in aree geografiche (tavola A - Schema primario) sulla base delle responsabilità aziendali, in linea con il quadro di governance del Gruppo, come di seguito indicato :
• Italia;
• Germania;
• Austria;
• Europa Centrale e Orientale (include Repubblica Ceca e Slovacchia, Ungheria, Slovenia , Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Romania,
Serbia );
• Russia.
A partire dal primo trimestre 2022 la struttura organizzativa del Gruppo è stata aggiornata isolando le attività in Russia e le esposizioni cross -border contabilizzate in UniCredit S.p.A. verso tale paese in uno specifico segmento del Segment Reporting.
Oltre alla Russia, anche l’Europa Centrale e l’Europa Orientale includono le rispettive esposizioni cross -border contabilizzate in UniCredit S.p.A.
Tale struttura garantisce l'autonomia di Paesi e Banche locali su specifiche attività al fine di assicurare maggiore vicinanz a al cliente (per tutti i segmenti di clientela Retail e Corporate) ed efficienti processi decisionali.
Tutte le geografie del Gruppo sono dotate di funzioni di supporto e controllo dedicate quali: People and Culture, Finance, Digital & Information Office e Operations , Compliance, Legal e Risk.
Alle cinque aree geografiche si affianca il Group Corporate Centre , che comprende altresì Aion e Vodeno , con l’obiettivo di guidare, supportare e controllare la gestione delle attività e dei relativi rischi sia del Gruppo nel suo insieme che delle singole società nelle a ree di rispettiva competenza;
comprende anche le società del Gruppo in via di dismissione.
Coerentemente al principio contabile IFRS8, il Segment Reporting è allineato alla struttura organizzativa del Gruppo così des critta.
Inoltre, ciascuna area è suddivisa in Retail (Private Banking, Retail, Insurance), Corporates (Small/Medium Enterprises e Lar ge Corporate) e Central Functions (tavola B - Schema secondario), sulla base della tipologia del cliente e su soglie definite del r elativo patrim onio mobiliare .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte L - Informativa di settore UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 249 A - Schema primario
Informativa di settore 202 6
A.1 - Distribuzione per settore di attività: dati economici
ITALIA GERMANIA AUSTRIA EUROPA
CENTRALE
ORIENTALE RUSSIA GROUP
CORPORATE
CENTRE TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
30.06.2026
Interesse netto 3.170 1.652 728 1.687 315 (306) 7.245 Dividendi 18 0 129 8 0 960 1.117 Commissioni 2.575 1.008 419 745 85 (49) 4.782 Risultato netto della gestione assicurativa 181 - - - - 3 184 Risultato dell'attività di negoziazione 223 277 37 52 29 (389) 229 Altri oneri/proventi (151) 9 8 2 (0) (31) (163) Ricavi 6.016 2.946 1.321 2.495 428 188 13.394 Costi del personale (1.161) (560) (266) (407) (42) (412) (2.849) Altri costi diversi dal personale (701) (452) (206) (328) (35) 426 (1.297) Recuperi di spesa 16 1 - 2 - 18 37 Ammortamenti e svalutazioni (107) (31) (17) (89) (20) (223) (486) Costi operativi (1.954) (1.041) (489) (823) (98) (190) (4.595)
RISULTATO LORDO DI GESTIONE 4.062 1.905 832 1.672 330 (2) 8.799
Accantonamenti per perdite su crediti (200) (146) 38 (56) 9 (22) (377)
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 3.862 1.759 870 1.616 339 (24) 8.422
Altri oneri ed accantonamenti (22) (6) (39) (220) (7) (3) (296) Oneri di integrazione (24) (13) (22) (3) 0 (23) (85) Profitti netti da investimenti (57) (0) 37 0 15 225 220
RISULTATO ANTE IMPOSTE 3.760 1.740 846 1.394 346 176 8.262
A.2 - Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali e totale attivo ponderato (RWEA)
DATI PATRIMONIALI ITALIA GERMANIA AUSTRIA EUROPA
CENTRALE
ORIENTALE RUSSIA GROUP
CORPORATE
CENTRE TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
30.06.2026
CREDITI VERSO CLIENTELA (NETTO PCT E IC) 157.040 129.318 63.337 85.661 521 6.748 442.625
DEPOSITI CLIENTELA (NETTO PCT E IC) 190.892 146.436 60.970 99.469 2.316 3.763 503.847
TOTALE ATTIVO PONDERATO PER IL RISCHIO (BASILEA 3) 113.862 68.366 39.444 62.256 11.394 13.530 308.852
A.3 - Dati di struttura
ITALIA GERMANIA AUSTRIA EUROPA
CENTRALE
ORIENTALE RUSSIA GROUP
CORPORATE
CENTRE TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
30.06.2026
DATI DI STRUTTURA
Numero dipendenti "full time equivalent" 26.017 8.265 4.085 18.608 1.358 7.848 66.180
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte L - Informativa di settore UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 250 Informativa di settore 202 5
A.1 - Distribuzione per settore di attività: dati economici
ITALIA GERMANIA AUSTRIA EUROPA
CENTRALE
ORIENTALE RUSSIA GROUP
CORPORATE
CENTRE TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
30.06.2025
Interesse netto 3.220 1.567 713 1.594 387 (176) 7.304 Dividendi 67 1 151 10 - 216 446 Commissioni 2.407 895 387 673 127 (12) 4.477 Risultato netto della gestione assicurativa - - - - - - -
Risultato dell'attività di negoziazione 245 357 51 51 149 (340) 514 Altri oneri/proventi (90) 35 18 29 1 (33) (40) Ricavi 5.850 2.855 1.321 2.356 664 (345) 12.701 Costi del personale (1.164) (573) (272) (403) (49) (403) (2.865) Altri costi diversi dal personale (708) (487) (213) (326) (41) 476 (1.301) Recuperi di spesa 16 2 - 2 - 23 43 Ammortamenti e svalutazioni (111) (35) (19) (97) (18) (234) (513) Costi operativi (1.967) (1.094) (503) (825) (108) (139) (4.636)
RISULTATO LORDO DI GESTIONE 3.883 1.761 817 1.531 556 (484) 8.065
Accantonamenti per perdite su crediti (207) (80) 44 39 19 (8) (192)
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 3.677 1.681 861 1.570 575 (492) 7.873
Altri oneri ed accantonamenti (24) (11) (44) (142) (3) (218) (442) Oneri di integrazione (14) (13) (11) (7) - (25) (70) Profitti netti da investimenti 599 (1) 27 3 26 192 846
RISULTATO ANTE IMPOSTE 4.238 1.656 834 1.423 599 (543) 8.206
A.2 - Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali e totale attivo ponderato (RWEA)
DATI PATRIMONIALI ITALIA GERMANIA AUSTRIA EUROPA
CENTRALE
ORIENTALE RUSSIA GROUP
CORPORATE
CENTRE TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
31.12.2025
CREDITI VERSO CLIENTELA (NETTO PCT E IC) 148.439 126.408 61.555 80.774 626 1.229 419.032
DEPOSITI CLIENTELA (NETTO PCT E IC) 190.938 137.065 61.767 96.928 2.744 2.306 491.748
TOTALE ATTIVO PONDERATO PER IL RISCHIO (BASILEA 3) 112.700 67.586 39.756 58.720 10.650 6.914 296.327
A.3 - Dati di struttura
ITALIA GERMANIA AUSTRIA EUROPA
CENTRALE
ORIENTALE RUSSIA GROUP
CORPORATE
CENTRE TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
31.12.2025
DATI DI STRUTTURA
Numero dipendenti "full time equivalent" 26.484 8.345 4.030 18.970 1.563 7.724 67.118
Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte L - Informativa di settore UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 251
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 252
Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’art.81 -
ter del Regolamento Consob n.11971/99 e successive modifiche e integrazioni UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 253 Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato 1. I sottoscritti, Andrea Orcel, nella sua qualità di Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., e Bonifacio Di Francescant onio, nella sua qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di UniCredit S.p.A., attestano , tenuto anche conto di quanto previsto dall’art.154 -
bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, 58:
• l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa, e • l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abb reviato nel corso del primo semestre 202 6.
2. La valutazione dell’adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato seme strale abbreviato 202 6 è basata su un modello definito da UniCredit S.p.A., in coerenza con l’“ Internal Control - Integrated Framework (CoSO) ” e con il ” Control Objective for IT and Related Technologies (Cobit) ”, che rappresentano standard di riferimento per il sistema di controllo interno e per il Financial Reporting in particolare, generalmente accettati a livello internazionale.
3. I sottoscritti attestano , inoltre, che:
3.1 il Bilancio consolidato semestrale abbreviato 202 6:
a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’e mittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
3.2 la Relazione intermedia sulla gestione comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono ve rificati nei primi sei mesi dell’esercizio e alla loro incidenza sul Bilancio consolidato semestrale abbreviato, unitamente a una d escrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell’esercizio. La Relazione finanziaria semestrale consolidata comprende, altresì, un’ana lisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Milano, 2 2 luglio 202 6
Andrea ORCEL Bonifacio DI FRANCESCANTONIO
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 254
KPMG S.p.A.
Revisione e organizzazione contabile Via Giovanni Battista Pirelli, 38
20124 MILANO MI
Telefono +39 02 6763.1 Email it -fmauditaly@kpmg.it
PEC kpmgspa@pec.kpmg.it
Ancona Bari Bergamo Bologna Bolzano Brescia Catania Como Firenze Genova Lecce Milano Napoli Novara Padova Palermo Parma Perugia Pescara Roma Torino Treviso Trieste Varese Verona Società per azioni
Capitale sociale
Euro 10.415.500,00 i.v.
Registro Imprese Milano Monza Brianza Lodi e Codice Fiscale N. 00709600159 R.E.A. Milano N. 512867 Partita IVA 00709600159 VAT number IT00709600159 Sede legale: Via Giovanni Battista Pirelli, 38 20124 Milano MI ITALIA
KPMG S.p.A.
è una società per azioni di diritto italiano e fa parte del network KPMG di entità indipendenti affiliate a KPMG International Limited, società di diritto inglese.
Relazione di revisione contabile limitata sul bilancio consolidato
semestrale abbreviato
Agli Azionisti di UniCredit S.p.A.
Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata dell’allegato bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note illustrative, del Gruppo UniCredit al 30 giugno 2026. Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea. E’ nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell’effettuar e colloqui, prevalentemente con il personale della Banca responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svo lta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revi sione contabile completa.
Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
2
UniCredit S.p.A.
Relazione di revisione contabile limitata sul bilancio consolidato semestrale abbreviato 30 giugno 202 6
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo UniCredit al 30 giugno 202 6 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea.
Milano 3 0 luglio 202 6 KPMG S.p.A.
Bruno Verona
Socio
Relazione della Società di revisione UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 257
Relazione della Società di revisione UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 258
Allegati | Allegato 1 Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 259 Allegati Si riportano di seguito gli schemi di riconduzione utilizzati per la predisposizione della situazione patrimoniale ed economi ca in forma riclassificata.
A spiegazione dei criteri adottati per le principali riclassifiche effettuate per la predisposizione degli Schemi di Bilancio consolidato riclassificati si fa rimando alla Relazione intermedia sulla gestione consolidata inclusa nel presente documento.
Stato patrimoniale consolidato
(milioni di €)
CONSISTENZE AL
ATTIVO 30.06.2026 31.12.2025
Cassa e disponibilità liquide 45.864 38.455 Voce 10. Cassa e disponibilità liquide 45.864 38.455 Attività finanziarie di negoziazione 74.569 62.715 Voce 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 74.569 62.715 Crediti verso banche 52.132 48.875 Voce 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) Crediti verso banche 66.050 64.770 a dedurre: Titoli di debito (13.959) (15.936) a dedurre: Attività di leasing IFRS16 (0) (0) + Finanziamenti (da Voce 20 c) 42 42 Crediti verso clientela 475.850 433.541 Voce 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) Crediti verso clientela 566.208 521.330 a dedurre: Titoli di debito (91.929) (89.406) a dedurre: Attività di leasing IFRS16 (90) (98) + Finanziamenti (da Voce 20 c) 1.662 1.715 Altre attività finanziarie 246.413 246.982 Voce 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b) attività finanziarie designate al fair value 293 269 Voce 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 36.665 35.855 a dedurre: Finanziamenti (a Crediti verso banche) (42) (42) a dedurre: Finanziamenti (a Crediti verso clientela) (1.662) (1.715) Voce 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 89.056 93.201 Voce 70. Partecipazioni 16.124 13.972 + Titoli di debito (da Voce 40 a) 13.959 15.936 + Titoli di debito (da Voce 40 b) 91.929 89.406 + Attività di leasing IFRS16 (da Voce 40 a) 0 0 + Attività di leasing IFRS16 (da Voce 40 b) 90 98 Coperture (2.460) (2.554) Voce 50. Derivati di copertura 986 941 Voce 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (3.446) (3.495) Attività assicurative 161 152 Voce 80. Attività assicurative 160 152 Attività materiali 8.601 8.811 Voce 90. Attività materiali 8.601 8.811 Avviamenti 840 843 Voce 100. Attività immateriali di cui: avviamento 840 843 Altre attività immateriali 2.077 2.097 Voce 100. Attività immateriali al netto dell'avviamento 2.077 2.097 Attività fiscali 9.711 10.721 Voce 110. Attività fiscali 9.711 10.721 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 274 248 Voce 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 274 248 Altre attività 18.059 19.352 Voce 130. Altre attività 18.059 19.353 Totale dell'attivo 932.091 870.238
Allegato 1 - Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio
Allegati | Allegato 1 Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 260 segue: Stato patrimoniale consolidato (milioni di €)
CONSISTENZE AL
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 30.06.2026 31.12.2025
Debiti verso banche 52.377 52.181 Voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) Debiti verso banche 52.384 52.191 a dedurre: Passività di leasing IFRS16 (8) (10) Debiti verso clientela 564.576 535.371 Voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) Debiti verso clientela 565.653 536.619 a dedurre: Passività di leasing IFRS16 (1.077) (1.248) Titoli in circolazione 109.464 98.198 Voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: c) Titoli in circolazione 109.464 98.198 Passività finanziarie di negoziazione 46.733 38.443 Voce 20. Passività finanziarie di negoziazione 46.733 38.443 Altre passività finanziarie 25.511 24.415 Voce 30. Passività finanziarie designate al fair value 24.426 23.158 + Passività di leasing IFRS16 (da Voce 10 a) 8 10 + Passività di leasing IFRS16 (da Voce 10 b) 1.077 1.248 Coperture (7.246) (8.335) Voce 40. Derivati di copertura 1.827 1.317 Voce 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (9.072) (9.653) Passività fiscali 2.789 2.822 Voce 60. Passività fiscali 2.789 2.823 Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 0 0 Voce 70. Passività associate ad attività in via di dismissione - -
Altre passività 26.356 20.662 Voce 80. Altre passività 19.632 12.863 Voce 90. Trattamento di fine rapporto del personale 246 251 Voce 100. Fondi per rischi e oneri 6.477 7.547 Passività assicurative 40.715 38.372 Voce 110. Passività assicurative 40.716 38.372 Patrimonio di pertinenza di terzi 393 398 Voce 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 393 398 Patrimonio di pertinenza del Gruppo: 70.423 67.711
- Capitale e riserve 64.300 56.796 Voce 120. Riserve da valutazione (3.918) (4.271) Voce 140. Strumenti di capitale 4.963 4.952 Voce 150. Riserve 41.723 39.744 Voce 155. Acconti su dividendi ( -) - (2.172) Voce 160. Sovrapprezzi di emissione 23 23 Voce 170. Capitale 21.509 21.454 Voce 180. Azioni proprie ( -) - (2.934)
- Risultato netto contabile del Gruppo 6.123 10.915 Voce 200. Utile (Perdita) del periodo (+/ -) 6.123 10.915 Totale del passivo e del patrimonio netto 932.091 870.238
segue: Stato patrimoniale consolidato
Allegati | Allegato 1 Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 261 Conto economico consolidato
(milioni di €)
1° SEMESTRE
2026 2025
Interesse netto 7.245 7.304 Voce 30. Margine di interesse 7.273 7.015 a dedurre: Riclassifica interessi netti derivanti da strumenti del Portafoglio di negoziazione (50) (9) a dedurre: Costo della raccolta relativo ai certificates 139 180 a dedurre: Unwinding derivati di copertura relativi a prestiti cartolarizzati degli anni precedenti 19 -
+ Quota interessi su accantonamenti per DBO/TFR/Jubilee (da Voce 190) (56) (55) + Strumenti Derivati - Coperture economiche - Altri - Componente interessi (50) (3) + Altro (da Voce 60) - 5 + Rettifiche su crediti - storno interessi a copertura chiusura contenziosi (da Voce 130 a) 0 13 + Costo della raccolta per commodities trading 201 157 a dedurre: Contributo comparto assicurativo (230) -
Dividendi 1.117 446 Voce 70. Dividendi e proventi simili 592 549 a dedurre: Dividendi su titoli rappresentativi di capitale detenuti per negoziazione inclusi in Voce 70 (248) (282) a dedurre: Dividendi su partecipazioni, azioni e titoli di capitale obbligatoriamente valutate al fair value (53) (64) Voce 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni - di cui: Utile (Perdita) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto 829 243 a dedurre: Contributo comparto assicurativo (3) -
Commissioni 4.782 4.477 Voce 60. Commissioni nette 3.645 3.708 a dedurre: Penali sulla distribuzione di prodotti di terze parti 0 0 a dedurre: Importi relativi ad accordi di collocamento carte di credito 2 4 a dedurre: Sconti per specifici servizi maturati su accordi collocamento carte di credito e servizi di pagamento (11) (11) a dedurre: Costi relativi alle cartolarizzazioni e alle polizze su crediti 160 114 + Commissioni di Strutturazione e Mandato sui certificati emessi o collocati dal Gruppo (da Voce 110) 90 78 + Commissioni di Strutturazione e Mandato sui certificati emessi o collocati dal Gruppo e relativi derivati (da Voce 80) 77 64 + Mark -up commissionale sulle attività di copertura del cliente (da Voce 80) 601 554 + Indennizzi per risoluzione anticipata (26) (34) Contributo comparto assicurativo 244 -
Risultato netto della gestione assicurativa 184 -
Voce 160. Risultato dei servizi assicurativi 183 -
a dedurre: Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi (comparto assicurativo) (83) -
Voce 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (942) -
Contributo comparto assicurativo 1.026 -
Risultato dell'attività di negoziazione 229 514 Voce 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 1.218 1.019 a dedurre: Strumenti Derivati - Coperture economiche - Altri - Componente interessi 50 3 a dedurre: Commissioni di Strutturazione e Mandato sui certificati emessi o collocati dal Gruppo e relativi derivati (77) (64) a dedurre: Mark -up commissionale sulle attività di copertura del cliente (601) (554) a dedurre: Costo della raccolta per commodities trading (201) (157) Voce 90. Risultato netto dell'attività di copertura (224) (64) Voce 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: c) passività finanziarie 3 15 Voce 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla reddi tività complessiva 120 110 Voce 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 496 (122) a dedurre: Commissioni di Strutturazione e Mandato sui certificati emessi o collocati dal Gruppo (90) (78) a dedurre: Risultato netto di Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al FV - Titoli di debito e oicr riconducibili a esposizioni creditizie deteriorate, incluse cartolarizzazioni 19 21 a dedurre: Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti deteriorati 29 -
+ Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di debito (da Voce 100 a) 68 108 + Dividendi su titoli rappresentativi di capitale detenuti per negoziazione (da Voce 70) 248 282 + Dividendi su partecipazioni, azioni e titoli di capitale obbligatoriamente valutate al fair value (da Voce 70) 53 64 + Utili (Perdite) su commodities detenuti con finalità di negoziazione (da Voce 230) (67) 104 + Riclassifica interessi netti derivanti da strumenti del Portafoglio di negoziazione 50 9 + Costo della raccolta relativo ai certificates (139) (180) a dedurre: Contributo comparto assicurativo (726) -
Altri oneri/proventi (163) (40) Voce 230. Altri oneri/proventi di gestione 276 486 a dedurre: Oneri di integrazione 0 (1) a dedurre: Recuperi di spesa esclusi gli importi relativi ad accordi di collocamento carte di credito (325) (320) a dedurre: Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi su attività non scindibili 19 22 a dedurre: Utili (Perdite) su commodities detenuti con finalità di negoziazione 67 (104) a dedurre: Utili (Perdite) su pietre preziose 4 5 a dedurre: Altri proventi di gestione altri - chiusura fatture da ricevere inerenti ad attività materiali - (0) a dedurre: Ottimizzazione dell’occupazione degli immobili in locazione 2 25 a dedurre: Indennizzi per risoluzione anticipata 26 34 a dedurre: Altro - (4) + Penali sulla distribuzione di prodotti di terze parti - (0) + Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - finanziamenti non deteriorati (da Voce 100 a) (3) (1) + Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali in leasing operativo (da Voce 210) (52) (54) + Utili (Perdite) da cessione di investimenti in leasing operativo (da Voce 280) 3 1 + Importi relativi ad accordi di collocamento carte di credito (da Voce 60) (2) (4) + Importi relativi ad accordi di collocamento carte di credito (da Voce 190) (1) (9) + Costi relativi alle cartolarizzazioni e alle polizze su crediti (160) (114) + Unwinding derivati di copertura relativi a prestiti cartolarizzati degli anni precedenti (19) -
Ricavi 13.394 12.701
Allegati | Allegato 1 Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 262 segue: Conto economico consolidato (milioni di €)
1° SEMESTRE
2026 2025
Ricavi 13.394 12.701 Costi del personale (2.849) (2.865) Voce 190. Spese amministrative: a) spese per il personale (2.823) (2.945) a dedurre: Oneri di integrazione 46 25 a dedurre: Quota interessi su accantonamenti per DBO/TFR/Jubilee 56 55 + Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi (comparto assicurativo) (128) -
Altri costi diversi dal personale (1.297) (1.301) Voce 190. Spese amministrative: b) altre spese amministrative (1.915) (1.851) a dedurre: Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), Sistemi di garanzie dei depositi (DGS), Bank Levy, Fondo assicurativo dei rami vita e Canoni di garanzia DTA 288 217 a dedurre: Oneri di integrazione 26 22 a dedurre: Altre spese amministrative - imposta sostitutiva su transazioni intragruppo/IMREL issuances 0 0 a dedurre: Costi per tassazione sulle transazioni finanziarie della clientela non addebitabili 66 59 a dedurre: Parte variabile dei costi di recupero crediti sugli NPE esternalizzati a terzi e non recuperati dai clienti 15 19 a dedurre: Importi relativi ad accordi di collocamento carte di credito 1 9 a dedurre: Tobin Tax 1 8 a dedurre: Sponsorizzazioni - Spese non deducibili ma registrate al 100% come credito fiscale 3 -
+ Sconti per specifici servizi maturati su accordi collocamento carte di credito e servizi di pagamento (da Voce 60) 11 11 + Recuperi di imposte esclusa la tassazione sulle transazioni finanziarie della clientela non addebitabili (da Voce 230) 233 229 + Altro (da Voce 230) - (1) + Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi su attività non scindibili (da Voce 230) (19) (22) + Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi (comparto assicurativo) (6) -
Recuperi di spesa 37 43 + Recuperi di spesa esclusi gli importi relativi ad accordi di collocamento carte di credito e a recuperi di imposte (da Voce 230) 37 43 Ammortamenti e svalutazioni (486) (513) Voce 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (309) (279) a dedurre: Rettifiche/Riprese di valore nette su rimanenze di attività materiali IAS2 derivanti dal recupero crediti deterior ati 18 6 a dedurre: Svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relative a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 12 1 a dedurre: Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali in leasing operativo 52 54 a dedurre: Rettifiche/riprese di valore del diritto d’uso di terreni e fabbricati ad uso funzionale 2 (18) a dedurre: Oneri di integrazione 0 (0) Voce 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (275) (297) a dedurre: Oneri di integrazione 12 19 a dedurre: Svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relative a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 - 2 + Altri proventi di gestione altri - chiusura fatture da ricevere inerenti ad attività materiali (da Voce 230) - 0 Costi operativi (4.595) (4.636)
RISULTATO LORDO DI GESTIONE 8.799 8.065
Accantonamenti per perdite su crediti (377) (192) Voce 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 63 109 a dedurre: Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - finanziamenti non deteriorati 3 1 a dedurre: Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di debito (68) (108) Voce 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: a) attività finanziarie valutate al costo amm ortizzato (501) (212) a dedurre: Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: a) attività finanziarie valutate al costo am mortizzato - titoli di debito 5 (27) a dedurre: Rettifiche su crediti - storno interessi a copertura chiusura contenziosi (0) (13) Voce 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: b) Attività finanziarie valutate al fair valu e con impatto sulla redditività complessiva 4 (4) a dedurre: Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: b) Attività finanziarie valutate al fair val ue con impatto sulla redditività complessiva - titoli di debito (4) 4 Voce 140. Utili (Perdite) da modifiche contrattuali senza cancellazioni - 1 Voce 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri: a) impegni e garanzie rilasciate 165 75 + Parte variabile dei costi di recupero crediti sugli NPE esternalizzati a terzi e non recuperati dai clienti (da Voce 190) (15) (19) + Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti deteriorati (da Voce 110) (29) -
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 8.422 7.873
segue: Conto economico consolidato
Allegati | Allegato 1 Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 263 segue: Conto economico consolidato (milioni di €)
1° SEMESTRE
2026 2025
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 8.422 7.873
Altri oneri e accantonamenti (296) (442) Voce 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri: b) altri accantonamenti netti 4 (221) a dedurre: Vertenze fiscali relative ad imposte sul reddito (esclusi interessi e sanzioni) (0) (0) a dedurre: Oneri di integrazione (1) 6 + Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), Sistemi di garanzie dei depositi (DGS), Bank Levy, Fondo assicurativo dei rami vit a e Canoni di garanzia DTA (da Voce 190 b) (288) (217) + Impatto netto delle imposte sulle transazioni finanziarie (da Voce 190 b e da Voce 230) (11) (10) + Penali sulla distribuzione di prodotti di terze parti (0) -
Oneri di integrazione (85) (70) + Spese per il personale - Spese amministrative - di cui: a) spese per il personale - oneri di integrazione (da Voce 190) (46) (25) + Altre spese amministrative - Spese amministrative - di cui b) altre spese amministrative - oneri di integrazione (da Voce 190) (26) (22) + Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali - Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali - oneri di integrazioni (da Voce 210) (0) 0 + Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali - Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali - oneri di integrazioni (da Voce 220) (12) (19) + Altri oneri ed accantonamenti - Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - oneri di integrazione (da Voce 200) 1 (6) + Saldo altri proventi e oneri - Atri oneri/proventi di gestione - oneri di integrazione (da Voce 230) (0) 1 Profitti netti da investimenti 220 846 Voce 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni - di cui: riprese/rettifiche e utile/perdita da cessioni delle partecipazioni 269 880 Voce 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 10 (8) Voce 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 1 (1) a dedurre: Utili (Perdite) da cessione di investimenti in leasing operativo (3) (1) + Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui: a) attività finanziarie valutate al costo amm ortizzato - titoli di debito (da Voce 130) (5) 27 + Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui: b) attività finanziarie valutate al fair valu e con impatto sulla redditività complessiva - titoli di debito (da Voce 130) 4 (4) + Rettifiche/Riprese di valore nette su rimanenze di attività materiali IAS2 derivanti dal recupero crediti deteriorati (18) (6) + Svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relative a partecipazioni controllate soggette a IFRS5 (12) (2) + Utili (Perdite) su pietre preziose (da Voce 230) (4) (5) + Rettifiche/riprese di valore del diritto d’uso di terreni e fabbricati ad uso funzionale (da Voce 210) (2) 18 + Ottimizzazione dell’occupazione degli immobili in locazione (da Voce 230) (2) (25) + Risultato netto di Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al FV - Titoli di debito e oicr riconducibili a esposizioni creditizie deteriorate, incluse cartolarizzazioni (da Voce 110) (19) (21) + Tobin Tax (da Voce 190 b) (1) (8) a dedurre: Effetti economici della "Purchase Price Allocation" 3 -
RISULTATO ANTE IMPOSTE 8.262 8.206
Imposte sul reddito (2.012) (2.058) Voce 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (2.007) (2.057) + Altre spese amministrative - imposta sostitutiva su transazioni intragruppo/IMREL issuances (0) (0) + Altri oneri ed accantonamenti - Vertenze fiscali relative ad imposte sul reddito (esclusi interessi e sanzioni) - (da Voce 200 b) 0 0 + Sponsorizzazioni - Spese non deducibili ma registrate al 100% come credito fiscale (3) -
a dedurre: Effetti economici della "Purchase Price Allocation" (1) -
Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione - -
Voce 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - -
RISULTATO NETTO DI PERIODO 6.250 6.149
Risultato di pertinenza dei terzi (32) (34) Voce 340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi (32) (34)
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE PPA 6.218 6.115
Allocazione costi di acquisizione (PPA) (95) -
Contributo comparto assicurativo (PPA) (93) -
Altri (PPA) (2) -
Rettifiche di valore su avviamenti - -
Voce 270. Rettifiche di valore dell'avviamento - -
RISULTATO NETTO CONTABILE DI GRUPPO 6.123 6.115
segue: Conto economico consolidato
Allegati | Allegato 1 Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 264
Glossario
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 265 Glossario
VOCE DESCRIZIONE
ABCP Conduits - Asset Backed Commercial Paper Conduits Gli Asset Backed Commercial Paper Conduits sono una specifica tipologia di “SPV - Special Purpose Vehicle” (vedi voce) costituita per la cartolarizzazione di diverse tipologie di attività e finanziata attraverso l’emissione di Commercial Paper.
Tali Commercial Paper sono tipicamente titoli aventi scadenza fino a 270 giorni, per i quali il rimborso del capitale e il pagamento di interessi dipendono dai flussi di cassa degli attivi sottostanti.
In base al numero dei portafogli di attivi sottostanti, gli ABCP Conduits possono essere classificati come single -seller o multi -seller. Generalmente le strutture di ABCP Conduits prevedono la costituzione di diverse società veicolo. Le società di primo li vello, infatti, emettono le "Commercial Paper" e finanziano una o più società veicolo di secondo livello "Purchase companies" (vedi voce) che acquistano le attività oggetto di cartolarizzazione.
Elementi tipici di un ABCP Conduit sono i seguenti:
• emissione di titoli di breve periodo che determinano una asimmetria di rimborso maturity mismatch fra attività detenute e
titoli emessi;
• presenza di linee di liquidità volte a coprire tale asimmetria di rimborso;
• presenza di garanzie a fronte del rischio di insolvenza degli attivi sia di tipo specifico sia a valere sul programma nel s uo complesso.
ABE Autorità Bancaria Europea/"EBA - European Banking Authority") L'Autorità bancaria europea è un'autorità indipendente dell'Unione europea (UE), che opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo. Gli obiettivi generali dell'Autorità sono assicurare la stabilità finanziaria nell'UE e garantire l'integrità, l'efficienza e il regolare funzionamento del settore bancario.
ABS - Asset Backed Securities Titoli di debito, generalmente emessi da una Società Veicolo “SPV - Special Purpose Vehicle” (vedi voce), garantiti da portafogli di attività di varia tipologia, quali mutui, crediti al consumo, crediti derivanti da transazioni con carte di cre dito, ecc.
Il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi dipendono dalla performance delle attività oggetto di cartolarizzazion e e dalle eventuali ulteriori garanzie a supporto della transazione. I titoli ABS sono suddivisi in diverse tranches (senior, mezza nine, junior) a seconda della priorità loro attribuita nel rimborso del capitale e degli interessi.
AC Attività finanziarie al costo ammortizzato.
Acquisition & Leveraged Finance Il modello “Acquisition and Leveraged Finance” (ALF) viene utilizzato per la valutazione di progetti di finanziamento/rifinanziamento di operazioni di acquisizione aziendale, in cui al normale debito operativo dell'azienda acquisita si aggiungono ulteriori passività bancarie al fine di finanziare l'acquisizione.
Acquisition finance Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali. La forma più diffusa di Acquisition finance è il Leveraged buy-out (vedi voce "Leveraged finance").
ALM - Asset & Liability Management Gestione integrata delle attività e delle passività finalizzata ad allocare le risorse in un’ottica di ottimizzazione del rap porto rischio -rendimento.
Asset management Attività di gestione degli investimenti finanziari di terzi.
Audit Processo di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit) che da società di revisione esterne (external audit).
Back -testing Tecnica statistica che consiste nel confronto delle stime dei parametri di rischio con le evidenze empiriche successive alla stima.
Bank Levy Oneri imposti a livello nazionale specificatamente alle istituzioni finanziarie in gran parte basati su dati di stato patrimo niale, o parte di esso.
Banking book Portafoglio che identifica le forme tecniche di impiego e raccolta tipiche dell'operatività strutturale della banca, tra cui prestiti al consumo e residenziali, investimenti in titoli, depositi, etc.
Basilea 2 Accordo internazionale sul capitale con il quale sono state ridefinite le linee guida per la determinazione dei requisiti patrimoniali minimi delle banche. La regolamentazione prudenziale, entrata in vigore in Italia nel 2008, si basa su tre pilastri.
Pillar 1 (primo pilastro) Fermo restando l'obiettivo di un livello di capitalizzazione pari all'8% delle esposizioni ponderate per il rischio, è stato delineato un nuovo sistema di regole per la misurazione dei rischi tipici dell'attività bancaria e finanziaria (di credito, d i controparte, di mercato e operativi) che prevede metodologie alternative di calcolo caratterizzate da diversi livelli di complessità con la possibilità di utilizzare, previa autorizzazione dell'Organo di Vigilanza, modelli sviluppati internamente ;
Pillar 2 (secondo pilastro) Prevede che le banche debbano dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di capitale interno complessivo (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP) adeguato a fronteggiare tutte le tipologie di rischio, anche diverse da quelle p residiate dal requisito patrimoniale complessivo (primo pilastro), nell’ambito di una valutazione dell’esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell’evoluzione del contesto di riferimento.
All'Autorità di Vigilanza spetta il co mpito di esaminare il processo ICAAP, formulare un giudizio complessivo ed attivare, ove necessario, le opportune misure correttive;
Pillar 3 (terzo pilastro) Riguarda gli obblighi di pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e l e caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali rischi.
Basilea 3 A seguito della crisi economica che ha colpito i mercati finanziari a partire dal 2008, il Comitato di Basilea per la vigilan za bancaria ha approvato il sostanziale rafforzamento dei requisiti patrimoniali minimi e modifiche alla regolamentazione in materi a di liquidità degli istituti bancari (cosiddetta Basilea 3), prevedendo la graduale entrata in vigore dei nuovi requisiti prudenziali a partire dall’1 gennaio 2014. Tali regole sono state attuate a livello europeo dal “Pacchetto” CRD IV.
Glossario
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 266 VOCE DESCRIZIONE Basilea 4 Nell’ambito del processo di revisione del quadro normativo di Basilea 3, il Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria (Basel Committee on Banking Supervision, BCBS) ha pubblicato nel 2017 il documento “Basel III: Finalising post -crisis reforms”, conten ente le proposte di modifica del sistema di regolamentazione bancaria (il cosiddetto Basilea IV).
Il pacchetto si concentra sulla standardizzazione dei calcoli delle attività ponderate per il rischio (Risk -Weighted Assets, RWA), sull’introduzione di un output floor volto a limitare l’utilizzo dei modelli interni e sul rafforzamento dei requisiti patrim oniali per il rischio operativo e di credito.
Tali regole sono implementate gradualmente a partire da gennaio 2025 e mirano a rafforzare la resilienza delle banche e la coerenza nella misurazione del rischio.
BCE - Banca Centrale Europea Banca centrale per la moneta unica europea, l’euro. Il compito principale della BCE è preservare il potere di acquisto della moneta unica e quindi assicurare il mantenimento della stabilità dei prezzi nell’area dell’euro.
Best practice Comportamento commisurato alle esperienze più significative e/o al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.
BRRD -Bank Recovery and Resolution Directive Direttiva Europea che ha introdotto regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi delle banche e delle imprese di investimento.
Capitale allocato Rappresenta l’ammontare di capitale detenuto dal Gruppo e dalle Divisioni per supportare le attività di business e per fronteggiare tutti i tipi di rischi ad esse correlati. E' misurato dal Capitale Regolamentare ottenuto moltiplicando (i) l’at tivo pondera to per il rischio per (ii) il Common Equity Tier 1 ratio target, più alcune deduzioni regolamentari (per esempio shortfall e cartolarizzazioni).
Capitale di classe 1 Si veda contenuto riportato nel documento di Informativa del Gruppo UniCredit (Pillar III) al capitolo Fondi Propri.
Capitale economico Misura di rischio rappresentativa della stima di capitale necessaria per coprire le perdite inattese (i.e. perdite in eccesso rispetto a quelle attese) che potrebbero verificarsi con un determinato livello di confidenza ed un determinato orizzonte temporal e.
Capitale medio allocato Per la misura da inizio anno la media è basata sulla media RWEA YTD come media semplice delle medie semplici trimestrali, per i trimestri isolati è calcolato utilizzando la media semplice del trimestre.
Capitale primario di classe 1 Si veda contenuto riportato nel documento di Informativa del Gruppo UniCredit (Pillar III) al capitolo Fondi Propri.
Cartolarizzazione Operatività che prevede il trasferimento di portafogli di attività a Società Veicolo “SPV - Special Purpose Vehicle” (vedi voce) e l’emissione da parte di quest’ultima di titoli aventi diversi gradi di subordinazione nel sopportare le eventuali per dite sulle attività sottostanti.
Le cartolarizzazioni possono essere:
• tradizionale, struttura di cartolarizzazione nella quale il trasferimento dei portafogli di attività avviene attraverso l’e ffettiva cessione degli stessi allo "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce);
• sintetica, struttura di cartolarizzazione nella quale il trasferimento dei portafogli di attività avviene attraverso l’util izzo di derivati su crediti o analoghe forme di garanzia che consentono di trasferire il rischio dello stesso portafoglio.
CDS - Credit Default Swap Contratto derivato con il quale un soggetto (venditore di protezione) si impegna, a fronte del pagamento di un importo, a corrispondere ad un altro soggetto (acquirente di protezione) un ammontare prefissato, nel caso si verifichi un prestabilito evento co nnesso al deterioramento del merito creditizio di una terza controparte (reference entity).
CGU - Cash Generating Unit Un’unità generatrice di flussi finanziari è il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono chiaramente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.
Classe di merito di credito (o merito creditizio) Raggruppamento in classi delle controparti utilizzato per assegnare le ponderazioni nell’ambito degli approcci basati sui rating esterni per il rischio di credito.
Corporate Segmento di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni.
Cost/Income Ratio Basato sul Conto economico riclassificato, è il rapporto tra i costi operativi e i ricavi. È uno dei principali indicatori dell'efficienza gestionale della banca: minore è il valore espresso da tale indicatore, maggiore l'efficienza della banca.
Costo del rischio Basato sul Conto economico e lo Stato patrimoniale riclassificato, è calcolato come il rapporto annualizzato tra le rettifich e nette su crediti e i volumi medi netti dei crediti verso clientela (incluso i pronti contro termine attivi, esclusi i titoli di debito e gli asset riclassificati in IFRS5). È uno degli indicatori della rischiosità degli attivi della banca: al decrescere di tale indicatore diminuisce la rischiosità degli attivi della banca.
Counterbalancing Capacity (CBC) Riserva di attività prontamente monetizzabili costituita principalmente da attività non vincolate e accettabili come garanzia presso Banche Centrali o controparti di mercato. La Counterbalancing Capacity è utilizzata per fronteggiare esigenze di liquidità inattese ed è generalmente misurata al netto degli haircut applicabili.
Covered bond Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) che, oltre alla garanzia della banca emittente, usufruiscono anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, ad un apposito SPV (vedi voce).
CRD - Capital Requirement Directive Direttiva europea sui requisiti patrimoniali (2013/36/UE - CRD IV) che sostituisce le Direttive (UE) 2006/48 e 2006/49, successivamente modificata da:
- Direttiva (UE) 2019/878 del 20 maggio 2019 che modifica la direttiva 2013/36/UE per quanto riguarda le entità esentate, le società di partecipazione finanziaria, le società di partecipazione finanziaria mista, la remunerazione, le misure e i poteri di vigilanza e le misure di conservazione del capitale (CRD V);
- Direttiva (UE) 2024/1619 del 31 maggio 2024 che modifica la direttiva 2013/36/UE per quanto riguarda i poteri di vigilanza, le sanzioni, le succursali di paesi terzi e i rischi ambientali, sociali e di governance (CRD VI).
Glossario
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 267 VOCE DESCRIZIONE Crediti deteriorati I crediti sono sottoposti ad una periodica ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione (al valore di mercato pari, di norma, all’importo erogato comprensivo dei costi e ricavi di transaz ione che sono direttamente attribuibili all’erogazione del credito) mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Rientrano in tale ambito i crediti ai quali è stato attribuito lo status di sofferenze, incagli, ristrutturati e s caduti, secondo le regole di Banca d'Italia coerenti con la normativa IAS/IFRS (vedi voce).
CRM Attenuazione del rischio di credito (Credit Risk Mitigation) è un insieme di tecniche, contratti accessori al credito o altri strumenti (ad esempio attività finanziarie, garanzie) che consentono una riduzione dei requisiti di capitale di rischio di credito .
CRR - Capital Requirements Regulation Regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, e successivi aggiornamenti:
- Regolamento (UE) 2019/876 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 maggio 2019 (CRR2), relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il Regolamento (UE) 648/2012.
- Regolamento (UE) 2024/1623 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024 (CRR3), che modifica il regolamento (UE) 575/2013 relativo ai requisiti per il rischio di credito, il rischio di aggiustamento della valutazione del credito, il rischio operativo, il rischio di mercato e l’output floor CVA - Credit Valuation Adjustment Aggiustamento del valore di un portafoglio di transazioni che riflette il valore di mercato del rischio creditizio delle controparti.
Default Identifica la condizione di dichiarata impossibilità a onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.
Duration Generalmente è calcolata come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati a un titolo obbligazionario e costituisce un indicatore del rischio di tasso d’interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazion ario.
EAD - Exposure At Default Con riferimento alle posizioni in bilancio e fuori bilancio, l'EAD è definita come la stima del valore futuro di un'esposizio ne al momento del default del debitore. Solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione del metodo avanzato "IRB -
Interna l Rating Based" (vedi voce) sono autorizzate a stimare l'EAD. Le altre banche sono tenute a fare riferimento a stime regolamentari.
Economic value rischio di tasso d’interesse) Il valore economico nel rischio di tasso d’interesse può essere definito come il valore attuale dei flussi di cassa attesi provenienti da attività e passitività fruttifere di interessi. Cambiamenti dei tassi d’interesse posso influenzare il valore attuale e, di conseguenza, determinare variazioni del valore economico EL - Expected Losses (Perdite attese) Ammontare delle esposizioni al rischio di credito che ci si attende di perdere a causa di un evento di default del debitore nell’orizzonte temporale di un anno.
ELOR - Expected Losses on Revenues (Perdite attese su ricavi) Rapporto stimato per il Gruppo e per le principali società, mediante un modello statistico basato sulle serie storiche di perdite operative e alcuni fattori forward -looking e i ricavi a budget.
EPS - Earnings Per Shares (Utile per azione) Indicatore della redditività di una società calcolato dividendo l'utile netto per il numero medio delle azioni in circolazion e (al netto delle azioni proprie e delle azioni detenute a titolo di usufrutto).
ESG - Environmental, Social and Governance (ambientali, sociali e di governance) Si riferisce a criteri utilizzati per misurare l’impatto ambientale, sociale e di governance dell’impresa e mettere in eviden za la sostenibilità delle proprie iniziative.
Esposizioni “Junior”, “Mezzanine” e “Senior” In un’operazione di cartolarizzazione le esposizioni possono essere così classificate:
• "junior", sono le esposizioni rimborsate per ultime che conseguentemente assorbono le prime perdite prodotte dall’operazione di cartolarizzazione;
• “mezzanine”, sono le esposizioni aventi priorità di rimborso intermedie tra le “senior” e le “junior”;
• "senior", sono le esposizioni rimborsate per prime.
Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (“Past Due”) Esposizioni problematiche che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti da più di 90 giorni su una obbligazione rilevante, come da regolamento sui requisiti prudenziali di pertinenza. Il past due può essere determinato sia a livello di debitore che a livello di singola transazione in seguito alle disposizioni regolamentari locali di pertinenza sui requisiti prudenziali.
EVA - Economic Value Added Indicatore del valore creato da un’azienda. Esso esprime la capacità di creare valore in termini monetari ed è dato dalla differenza tra il Profitto Netto dopo AT1/Cashes (Vedi voce) e il costo del Capitale Allocato. Un fattore correttivo è applic ato al Profitto Netto divisionale dopo AT1/Cashes quando vi è un livello di capitalizzazione più elevato del livello obiettivo del Gruppo.
Expected Shortfall Misura di rischio che esprime la perdita attesa del portafoglio (o di una controparte) valutata sugli scenari di perdita che eccedono il VaR.
Factoring Contratto di cessione pro soluto (con rischio di credito a carico del cessionario) o pro solvendo (con rischio di credito a carico del cedente), di crediti commerciali a banche o a società specializzate, ai fini di gestione e di incasso, al quale pu ò esser e associato un finanziamento a favore del cedente.
Fair value Corrispettivo al quale, in un mercato di libera concorrenza, un bene può essere scambiato o una passività estinta, tra parti consapevoli e indipendenti.
FINREP Schema di reporting contente dati contabili e statistici definiti dall'Autorità Bancaria Europea, organismo indipendente dell'Unione Europea che opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale uniforme nel settore bancario eu ropeo. La finalità del FINREP è di raccogliere dati utilizzati dalle Autorità di Vigilanza e dalla Banca Centrale per la loro attività di supervisione.
FL - Forward looking Aggiustamento IFRS9 che permette di riflettere nei parametri creditizi le aspettative sull’evoluzione futura del ciclo economico.
Glossario
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 268 VOCE DESCRIZIONE Forbearance/Esposizioni oggetto di concessione Ai sensi degli Implementing Technical Standard EBA, si definiscono Forborne le esposizioni a cui sono state estese misure di Forbearance, ossia concessioni nei confronti di un debitore che ha affrontato, oppure che è in procinto di affrontare, difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari (financial difficulties).
Forwards Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati "OTC - Over The Counter" (vedi voce), nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà a una data futura predeterminata, anche mediante l’incasso o il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri di mercato diversi a seconda dell’oggetto del contratto.
FTE - Full Time Equivalent Numero di dipendenti di un'azienda che lavorano a tempo pieno. Eventuali dipendenti con orario incompleto (part -time, maternità, etc) vengono conteggiati pro -quota.
Full Revaluation Approach Una metodologia di calcolo del VaR tramite simulazioni storiche, per cui il valore del portafoglio oggetto di analisi viene totalmente rivalutato secondo i risultati della simulazione.
Funding Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell’attività aziendale o di particolari operazio ni finanziarie.
Futures Contratti standardizzati con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valute, val ori mobiliari o beni. Tali contratti sono negoziati su mercati regolamentati, dove viene garantita la loro esecuzione.
FVtOCI Attività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo.
FVtPL Attività finanziarie designate al fair value (valore equo).
GAR - Green Asset Ratio (Coefficiente di attività verde) Coefficiente di attività verdi (green asset ratio, GAR), che indica la quota di esposizioni relative ad attività allineate al la tassonomia (Reg. (EU) 2020/852 come integrato da Reg. (EU) 2021/2178) rispetto agli attivi totali di tali enti creditizi.
Garanzia mitigante Si riferisce ad una garanzia che consente una riduzione dei requisiti di capitale di rischio di credito.
GERMAS - Group Ermas Piattaforma di Gruppo per il calcolo delle metriche di rischio di tasso d'interesse (IRR - Interest rate risk).
Goodwill Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una quota partecipativa, pari alla differenza tra il costo e la corrispondente quota di patrimonio netto, per la parte non attribuibile ad elementi dell'attivo della società acquisita.
GW BANKS Modello di calcolo IRB - Group Wide - Istituzioni Finanziarie & Banche.
GW GPF Modello di calcolo IRB - Group Wide - Il modello di rating di gruppo Global Project Finance (GPF) è dedicato alle operazioni/clienti di project finance GW MNC Modello di calcolo IRB - Group Wide - Imprese Multinational.
GW Sovereign Modello di calcolo IRB - Group Wide - Modello di rating di gruppo Sovereign dedicato alle controparti sovrane Hedge Fund Fondo comune di investimento speculativo che adotta tecniche di copertura, normalmente non utilizzate dagli ordinari fondi comuni, allo scopo di fornire rendimenti costanti scarsamente correlati a quelli del mercato di riferimento. Gli Hedge Funds sono con traddistinti da un ristretto numero di soci partecipanti e dall’elevato investimento minimo richiesto.
HQLA - High Quality Liquid Assets (Attività liquide di qualità elevata) Attività che devono essere: (i) un bene, diritto o interesse detenuti da un istituto di credito e libera da ogni impegno, che possa fornire denaro entro 30 giorni; (ii) non essere emesse dall’ente creditizio stesso o da altri organismi quali imprese d i investimento, imprese di assicurazione o società di partecipazione finanziaria; (iii) consentire una valutazione del loro valore sulla base di prezzi di mercato facilmente disponibili; (iv) essere quotate su una borsa riconosciuta o negoziabile mediante vendi ta diretta o semplice patto di riacquisto.
IAS/IFRS Principi contabili internazionali (International Accounting Standards - IAS) emanati dall'International Accounting Standard Board (IASB), ente internazionale di natura privata costituito nell'aprile 2001, al quale partecipano le professioni contabil i dei p rincipali Paesi nonché, in qualità di osservatori, l'Unione Europea, lo IOSCO (International Organization of Securities Commissions) e il Comitato di Basilea. Tale ente ha raccolto l'eredità dell'International Accounting Standards Committee (IASC), costitu ito nel 1973 allo scopo di promuovere l'armonizzazione delle regole per la redazione dei bilanci delle società.
Con la trasformazione dello IASC in IASB si è deciso, fra l'altro, di denominare i nuovi principi contabili "International Financial Reporting S tandards" (IFRS). A livello internazionale è in corso il tentativo di armonizzazione degli IAS/IFRS con gli “US GAAP - United States Generally Accepted Accounting Principles” (Principi contabili emessi dal Financial Accounting Statement Board -"FASB", gener almente accettati negli Stati Uniti d'America).
ICAAP - Internal Capital Adequacy Assessment Process La disciplina del “Secondo Pilastro” (Titolo III) richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti (Internal Capital Adequacy Assessment Process, ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio , anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo (“Primo Pilastro”), nell’ambito di una valutazione dell’esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell’evoluzione del contesto di riferimento.
ILAAP - Internal Liquidity Adequacy Assessment Process Prevede che le banche devono dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di liquidità interno complessivo (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process - ILAAP) adeguato a fronteggiare il rischio di liquidità, nell’ambito di una valutazion e dell’esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell’evoluzione del contesto di riferimento. All'Autorità di Vigilanza spetta il compito di esaminare il processo ILAAP, formulare un giudizio complessivo ed attivare, ove necessa rio, le opportune misure correttive.
Inadempienze probabili (“Unlikely to Pay”) La classificazione in tale categoria è il risultato del giudizio della banca circa l’improbabilità che, senza il ricorso ad a zioni quale l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati.
Glossario
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 269 VOCE DESCRIZIONE Indici di riferimento UE allineati con l’accordo di Parigi (PAB) I Paris Aligned Benchmarks (PAB) sono indici finanziari strutturati per allineare i portafogli d’investimento agli obiettivi dell'Accordo di Parigi, mirando a limitare l'aumento del riscaldamento globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindust riali e mantenerlo al di sotto di 1,5°C. I Paris Aligned Benchmarks includono solo asset sottostanti selezionati in modo che le emissioni di gas serra associate al portafoglio risultante siano allineati con gli obiettivi a lungo termine di riduzione del ri scaldamento globale, come stabilito dall'Accordo di Parigi sul clima. Questi indici sono costruiti in conformità con gli standard minimi previsti dagli atti delegati Investor Soggetto, diverso dallo “Sponsor” (vedi voce) e dall’“Originator” (vedi voce), che detiene un’esposizione verso una cartolarizzazione.
IRB - Internal Rating Based Metodo per la determinazione dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito nell’ambito del Pillar 1 di "Basilea 2" (vedi voce). La disciplina si applica alle esposizioni del Portafoglio bancario. Peraltro, nei metodi IRB le ponderazioni di rischio delle attività sono determinate in funzione delle valutazioni interne che le banche effettuano sui debitori (o, in talun i casi, sulle operazioni). Attraverso l’utilizzo dei sistemi basati sui rating interni, le banche determinano l’esposizione pondera ta per il rischio. I metodi IRB si distinguono in un metodo di base e in uno avanzato, differenziati in relazione ai parametri di rischio che le banche devono stimare: nel metodo di base le banche utilizzano proprie stime di “PD -
Probabilità of Default” e i valori regolamentari per gli altri parametri di rischio; nel metodo avanzato le banche utilizzano proprie stime di “PD - Probabily of Default”, “LGD - Loss Given Default”, “CCF - Credit Conversion Factor” e, ove previsto, “M - Maturity” (vedi voci). L’u tilizzo dei metodi IRB ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali è subordinato all’autorizzazione della Banca d’Italia.
IRC - Incremental Risk Charge Incremental Risk Charge è una misura delle perdite potenziali derivanti dai rischi di default e di migrazione di prodotti di credito non cartolarizzati sull’orizzonte di capitale di 1 anno ad un livello di confidenza del 99,9%, tenendo in considerazi one gli orizzonti di liquidità delle singole posizioni.
IRS - Interest Rate Swap Vedi voce “Swap”.
Joint venture Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni.
Ke Il costo del capitale è la remunerazione minima dell’investimento richiesta dall’azionista. È la somma di un tasso privo di rischio e di un differenziale di rendimento che remuneri l’investitore per il rischio di mercato e per la volatilità del prez zo dell’azione. Il costo del capitale è calcolato utilizzando le medie di medio -lungo periodo di parametri di mercato.
KPI - Key Performance Indicators (Indicatori Chiave di Prestazione) Insieme di indicatori che permettono di misurare le prestazioni di una determinata attività o processo.
LCR - Liquidity Coverage Ratio Coefficiente di copertura della liquidità pari al rapporto tra la riserva di liquidità dell’ente creditizio e i deflussi nett i di liquidità dello stesso nell’arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario.
Leasing Contratto con il quale una parte (locatore) concede all'altra (locatario) per un tempo determinato il godimento di un bene, acquistato o fatto costruire dal locatore su scelta e indicazione del locatario, con facoltà per quest'ultimo di acquistare l a propr ietà del bene a condizioni prefissate al termine del contatto di locazione.
Leveraged finance/Leveraged buy -
out Finanziamenti erogati principalmente a fondi di Private Equity al fine di finanziare l’acquisizione di una società attraverso un’operazione finanziaria basata sulla capacità di generare flussi di cassa da parte della stessa società oggetto della transazion e. Tali operazioni determinano generalmente un livello di indebitamento del prestatario più elevato e quindi anche un più elevato grado di rischio. Questi finanziamenti possono essere oggetto di successiva sindacazione.
LGD - Loss Given Default Valore atteso (eventualmente condizionato a scenari avversi) del rapporto, espresso in percentuale, tra la perdita che ha dato origine al default e l’importo dell’esposizione al momento del default “EAD - Exposure At Default” (vedi voce).
Liquidity Adequacy Statement (LAS) Valutazione formale espressa dal Senior Management nell'ambito del processo ILAAP volta ad attestare l'adeguatezza della posizione di liquidità e della stabilità delle fonti di finanziamento dell'istituzione, tenuto conto del profilo di ris chio, della strategia e delle condizioni operative.
Liquidity Reference Bank Entità giuridica del Gruppo che opera come polo di riferimento per la gestione della liquidità all'interno di un determinato perimetro. È responsabile del coordinamento e della concentrazione dei flussi di liquidità, dell'ottimizzazione del funding s ui mercati di riferimento e dell'applicazione delle regole di liquidità definite a livello di Gruppo.
LLP - Loan Loss Provision La Loan Loss Provision (LLP) è una riserva contabile che le banche costituiscono per coprire perdite future attese sui prestiti che potrebbero non essere rimborsati.
Loans to Deposits Ratio Indicatore che misura il rapporto tra gli impieghi verso la clientela e la raccolta da clientela. Esso rappresenta il fabbiso gno di finanziamento della banca sui mercati all'ingrosso e costituisce una misura dell'equilibrio tra attività creditizia e font i di raccolta commerciali.
M - Maturity Media, per una data esposizione, delle durate residue contrattuali dei pagamenti, ciascuna ponderata per il relativo importo.
Margine di interesse La variazione dei tassi di interesse influisce sugli interessi attivi e passivi modificamdo il margine netto e a seconda del trattamento contabile delle singole poste di bilancio si può riflettere direttamente sul patrimonio netto, a seguito della variazio ne del loro valore di mercato.
MDA - Maximum Distributable Amount (Importo massimo distribuibile) Importo massimo distribuibile. Indica il limite per gli utili distribuibili al fine di preservare il requisito combinato di r iserva di capitale.
Merito creditizio (o classe di merito di credito) Si veda voce "Classe di merito di credito".
Glossario
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 270 VOCE DESCRIZIONE MREL - Minimum requirement for eligible liabilities Requisiti minimi per i fondi propri e le passività ammissibili è concepito per garantire che vi siano risorse sufficienti per svalutare o convertire in azioni gli strumenti finanziari eleggibili se una banca o un altro istituto finanziario è in crisi. Ciò consente alle Autorità competenti, di intervenire rapidamente al fine di mantenere le operazioni critiche di tale istituzione , senza utilizzare le risorse pubbliche.
NPE - Non-performing exposures (Esposizioni non -performing) Ai sensi degli Implementing Technical Standard EBA, le esposizioni non -performing sono tutti gli strumenti di debito e le esposizioni fuori bilancio per i quali si vedono soddisfatti i seguenti criteri: (i) esposizioni rilevanti scadute (past due) da più di 90 giorni; (ii) esposizioni per cui banca giudica improbabile l’integrale adempienza del debitore senza il ricorso ad azion i quali l'escussione delle garanzie, a prescindere dall’esistenza di un ammontare scaduto o dal numero di giorni di scaduto.
OICR - Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio consistono in OICVM “Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari” (vedi voce) che possono assumere la forma contrattuale di fondo comune di investimento, (gestito da una società di gestione), di «trust» («unit trust») oppure la forma statutaria di società di investimento, FIA “Fondo di Investimento Alternativi” o FIA non -EU.
OICVM - Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari La voce comprende i fondi comuni di investimento mobiliare aperti, italiani ed esteri, e le società di investimento a capital e variabile (Sicav). Queste ultime sono società per azioni a capitale variabile aventi per oggetto esclusivo l'investimento collett ivo del patrimonio raccolto mediante l'offerta al pubblico di proprie azioni.
Operative Maturity Ladder Strumento gestionale utilizzato per monitorare il profilo temporale dei flussi di cassa e la posizione di liquidità della ban ca mediante la rappresentazione dei flussi attesi in entrata e in uscita suddivisi per fasce temporali predefinite. Consente di individuare eventuali squilibri di liquidità nel breve termine.
Option Rappresenta il diritto, ma non l’impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario a un prezzo determinato (strike price) oppure entro una data futura determinata (American option /European option).
Originator Soggetto che ha originato direttamente oppure acquistato da terzi le attività successivamente oggetto di operazione di cartolarizzazione.
OTC - Over The Counter La negoziazione OTC Over The Counter consiste nello scambio di strumenti finanziari quali azioni, obbligazioni, derivati o merci direttamente fra due controparti. I mercati OTC non hanno contratti e modalità di compravendita standardizzati e non sono legat i a una serie di norme (ammissioni, controlli, obblighi informativi, ecc.) che regolamentano i mercati ufficiali.
Patrimonio netto tangibile Patrimonio netto (incluso l'utile consolidato del periodo) meno attività immateriali (avviamento e altre attività immateriali , incluse le attività immateriali in via di dismissione), meno le componenti AT1.
Payout ratio Indica la percentuale di “Profitto Netto” (vedi voce) distribuita o da distribuire come dividendi agli azionisti, dipende dal le esigenze di autofinanziamento della banca e dal rendimento atteso dagli azionisti. Nell'ambito del Piano Strategico “UniCredit U nlocked”, la remunerazione degli azionisti prevede una combinazione di dividendi e di riacquisti di azioni proprie (Share buy -back) e il pay -out è calcolato anche come quota del Capitale Generato Organicamente..
PD - Probabilità di default (Probability of Default) Probabilità che una controparte passi allo stato di “default” (vedi voce) entro un orizzonte temporale di un anno.
PEPP - Pandemic Emergency Purchase Programme (Programma di acquisto per l’emergenza pandemica) Massiccio pacchetto di stimoli da parte della BCE per sostenere l'economia della zona euro in risposta alla crisi del Covid -
19 (coronavirus).
Piano di Finanziamento in Contingenza Piano che definisce l'insieme delle azioni straordinarie di finanziamento e gestione della liquidità attivabili in situazioni di crisi. Il piano identifica le possibili misure di mitigazione, le responsabilità operative e le modalità di esecuzione finali zzate a preservare o ripristinare un adeguato profilo di liquidità.
PIL - Prodotto Interno Lordo Valore di mercato aggregato di tutte le merci e i servizi prodotti dei residenti di un Paese in un dato periodo di tempo.
PIT - Point in time Tipo di calibrazione dei parametri creditizi su un orizzonte che considera la situazione economica corrente.
POCI - Purchased Originated Credit Impaired (Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate) Esposizioni creditizie che risultano essere deteriorate all’atto dell’iscrizione iniziale.
Preference shares Strumenti di capitale che associano a forme di remunerazione ancorate ai tassi di mercato caratteristiche di subordinazione particolarmente accentuate, ad esempio il mancato recupero negli esercizi successivi degli interessi non corrisposti dalla banca e l a partecipazione alle perdite della banca stessa, nel caso in cui esse determinino una rilevante riduzione dei requisiti patrimoniali. Le istruzioni di Vigilanza fissano le condizioni in base alle quali le preference share possono esser e computate nel patr imonio di base delle banche e dei gruppi bancari.
Private equity Investimenti nel capitale di rischio di società, generalmente non quotate, ma con alto potenziale di sviluppo e con capacità di generare flussi di cassa costanti. Gli investimenti in private equity comprendono un’ampia gamma di operazioni sia in funzione d ella fase di vita dell’azienda considerata sia delle tecniche di investimento utilizzate. Tra queste ultime sono compresi i fondi chiusi di private equity.
Profitto Netto Profitto Netto Contabile rettificato per gli impatti derivanti dal test di sostenibilità relativo ad attività per imposte ant icipate su perdite pregresse.
Profitto Netto Contabile Risultato netto contabile Profitto Netto dopo AT1/Cashes "Profitto Netto" (Vedi voce) rettificato per gli oneri di Additional Tier 1 (AT1) e Cashes (costo delle cedole per emissioni AT1 e Cashes). Il risultato è utilizzato nel calcolo del rapporto tra dividendi maturati e distribuiti, così come nel calcolo del RoTE (Vedi voce).
Glossario
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 271 VOCE DESCRIZIONE Profitto Netto dopo gli oneri di Capitale "Profitto Netto" (Vedi voce) rettificato pergli oneri di Additional Tier 1 (costo delle cedole per emissioni AT1), oneri di g ruppo T2/Senior Preferred/Senior Not Preferred (costo delle emissioni T2, SP, SNP per soddisfare i requisiti patrimoniali regolamen tari di gruppo) al netto dei costi iMREL locali (sterilizzazione del costo su 3 mesi di Euribor per le emissioni locali per i requisiti regolamentari di T2 e SNP). Utilizzato solo come numeratore per il calcolo del ROAC.
Purchase companies "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce) utilizzati nell’ambito di strutture di "ABCP Conduits - Asset Backed Commercial Paper Conduits" (vedi voce) che acquistano le attività oggetto di cartolarizzazione e che sono a loro volta finanziate dal veicolo C onduit che emette le "Commercial Paper".
RAF - Risk Appetite Framework All'interno dei processi ICAAP, il RAF rappresenta uno strumento manageriale per assicurare l'evoluzione del business verso una crescita sana e sostenibile e indirizzare la strategia di lungo e breve termine.
Rating Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria dell a società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di mode lli interni.
Ratio - Capitale di classe 1 Si veda contenuto riportato nel documento di Informativa del Gruppo UniCredit (Pillar III) al capitolo Fondi Propri.
Ratio - Capitale primario di classe 1 Si veda contenuto riportato nel documento di Informativa del Gruppo UniCredit (Pillar III) al capitolo Fondi Propri.
Ratio - Totale Fondi Propri Si veda contenuto riportato nel documento di Informativa del Gruppo UniCredit (Pillar III) al capitolo Fondi Propri.
Real Estate Modello di calcolo IRB - Modello di rating di gruppo dedicato alle controparti Real Estate, ossia aziende che si occupano principalmente di acquistare, costruire o ristrutturare immobili (sia residenziali che non residenziali) con l'obiettivo di venderli e affittarli.
Retail Segmento di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.
RIC Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Corporate.
RIP Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Privati.
RISB Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Small Business.
Rischio di corso azionario Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa delle variazioni dei prezzi di azioni o indici.
Rischio di credito Rappresenta il rischio che una variazione del merito creditizio di una controparte, del valore delle garanzie da questa prestate, o ancora dei margini da essa utilizzati in caso di insolvenza, generi una variazione inattesa nel valore della posizione credi toria della banca.
Rischio di credito di controparte Rischio che la controparte di una transazione che riguarda strumenti finanziari possa andare in default prima del regolamento di tutti i flussi di cassa concordati.
Rischio di liquidità Rappresenta il rischio che l’impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa dell’incapacità di smobilizzare attività o di ottenere in modo adeguato fondi dal mercato (funding liquidity risk) ovvero a causa della difficoltà/impossibi lità di monetizzare facilmente posizioni in attività finanziarie senza influenzarne in misura significativa e sfavorevole il prezzo per via dell’insufficiente profondità del mercato finanziario o di un suo temporaneo malfunzionamento (market liquidity risk ).
Rischio di mercato Rappresenta l’effetto che variazioni nelle variabili di mercato possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo, dove quest’ultimo comprende le attività detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscri tte nel banking book, ovvero l’operatività connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte di investimento strategiche.
Rischio di perdite di valore (Impairment) Nell'ambito degli “IAS/IFRS” (vedi voce), si riferisce alla perdita di valore di un'attività di bilancio, rilevata nel caso i n cui il valore di bilancio sia maggiore del valore recuperabile ossia dell'importo che può essere ottenuto con la vendita o l'util izzo dell'attività.
Rischio di prezzo delle materie prime Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei prezzi delle materie prime (ad esempio: oro, greggio).
Rischio di sicurezza informatica Probabilità di esposizione o perdita derivante da un attacco informatico o da una violazione dei dati all'interno dell'organizzazione.
Rischio di tasso di cambio Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di cambio.
Rischio di tasso d'interesse - (IRR -
Interest Rate Risk) Rischio tasso di interesse esprime l'esposizione a fronte di variazioni sfavorevoli dei tassi di interesse sul valore economi co del capitale proprio e sui proventi da interessi netti.
Rischio operativo Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi in terni, personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di Compliance, ma esclude quell o strategico e reputazionale.
Ad esempio, possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell’azienda, interruzioni dell’operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi.
Rischio reputazionale Il rischio di reputazione è definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante dalla percezione sfavorevole dell'immagine dell'istituto finanziario da parte di clienti, controparti (inclusi anche i debitori, gl i analisti di mercato, altre parti rilevanti, come la società civile, le ONG, i media, ecc.), azionisti/investitori, autorità d i controllo o dipendenti (parti interessate).
Il rischio di reputazione è un rischio secondario generato come effetto "knock -on" da altre categorie di rischio, come i rischi di credito, di mercato, operativi e di liquidità e tutti gli altri tipi di rischio (ad es. Rischio di business, rischio strat egico, rischio ESG che considera gli aspetti di natura ambientale, sociale e di governance degli investimenti responsabili). Il rischio reputazionale potrebbe essere generato anche da eventi materiali.
RMBS RMBS (Titoli Garantiti da Mutui Residenziali): Strumenti finanziari creati mediante l'aggregazione di mutui residenziali e la vendita di interessi nel pool agli investitori. Gli RMBS offrono agli investitori l'esposizione ai flussi di cassa generati d ai pagamenti dei mutui effettuati dai proprietari di abitazioni.
Glossario
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 272 VOCE DESCRIZIONE RNIME - Risk Not in the Model Engines Framework che stima la completezza dei fattori di rischio inclusi in VaR, SVaR e IRC.
ROA - Return On Assets Rendimento delle attività calcolato come rapporto tra Risultato netto contabile e Totale dell'attivo. Nelle situazioni infrannuali il Risultato netto contabile viene annualizzato, mentre il Totale attivo è quello puntuale di fine esercizio/peri odo.
ROAC - Return On Allocated Capital Rapporto annualizzato tra il "Profitto Netto dopo gli oneri di Capitale" (vedi voce) e il "capitale medio allocato" (vedi voc e).
Esprime in punti percentuali la capacità reddituale per unità di capitale allocato. Un fattore correttivo è applicato al Prof itto Netto divisionale dopo gli oneri di Capitale quando vi è un livello di capitalizzazione più elevato del livello obiettivo de l Gruppo.
RoTE - Return on Tangible Equity Rapporto annualizzato tra il "Profitto Netto dopo AT1/Cashes" (vedi voce) e il "Patrimonio Netto Tangibile" medio (vedi voce) al netto dei componenti Cashes e dei dividendi maturati e riacquisti di azioni proprie RWEA - Risk Weighted Exposure Amounts (Importi dell’esposizioni ponderati per il rischio) Importi delle esposizioni ponderate per il rischio relativo alle attività in bilancio e agli elementi fuori bilancio (derivat i creditizi e garanzie) calcolato applicando a tutte le esposizioni, a meno che non siano dedotte dai fondi propri, dei fattori di ponderazione del rischio conformemente alle disposizioni del CRR e in funzione della classe in cui l'esposizione è classificata e della relativa qualità creditizia al fine di determinare i requisiti di capitale.
SA - Approccio standardizzato Applicando questa metodologia, il requisito di rischio operativo viene determinato basandosi sulle voci di conto economico del Gruppo che compongono l’indicatore di business e considerando il fattore di scala appropriato.
Scopo 1 - Emissioni di gas a effetto serra (GHG) Emissioni dirette generate dall'azienda, la cui fonte è di proprietà o controllata dall'azienda.
Scopo 2 - Emissioni di gas a effetto serra (GHG) Emissioni indirette generate dall'energia acquistata dall’azienda.
Scopo 3 - Emissioni di gas a effetto serra (GHG) Comprende tutte le altre emissioni indirette (non incluse nello Scopo 2) che vengono generate dalla catena del valore dell'azienda.
Sensitivity Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazio ni dei tassi o di altri parametri di riferimento.
Sofferenze (“Bad Loans”) Il complesso delle esposizioni nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca (es.
indipen dentemente dalla presenza di garanzie a copertura delle esposizioni).
Sponsor Soggetto, diverso dall’"Originator" (vedi voce) e dall'"Investor" (vedi voce), che istituisce e gestisce un programma di "ABC P Conduits - Asset Backed Commercial Paper Conduits" (vedi voce) o altri schemi di cartolarizzazione, che prevedono l’acquisto da t erze parti delle attività da cartolarizzare.
SPV - Special Purpose Vehicle Società veicolo, entità legale (nella forma di società di persone, di capitali, trust ecc.) costituita al fine di perseguire specifici obiettivi, quali l’isolamento del rischio finanziario o l’ottenimento di particolari trattamenti regolamentari e/o fiscal i riguardanti determinati portafogli di attività finanziarie.
Per tale ragione l’operatività delle SPV è circoscritta attraverso la definizione di una serie di norme finalizzate a limitar ne l’ambito di attività.
Generalmente le SPV non sono partecipate dalla società per conto della quale sono costituite, ma al contrario il capitale è detenuto da terzi soggetti al fine di assicurare l’assenza di legami partecipativi con lo "Sponsor" (vedi voce).
Le SPV sono normalmente strutture Bankruptcy remote, poiché le loro attività patrimoniali non possono essere escusse dai creditori della società per conto della quale sono costituite, anche in caso di insolvenza di quest’ultima.
Stress Test Esercizio di valutazione delle vulnerabilità della banca, sia in termini di solidità patrimoniale che di liquidità, al possib ile verificarsi di eventi avversi di natura idiosincratica o connessi a scenari macroeconomici.
Structural Liquidity Ratio Indicatore gestionale utilizzato per monitorare il rischio di liquidità strutturale nel medio -lungo termine. Misura l'equilibrio tra attività e passività attraverso una prospettiva economica che tiene conto anche delle caratteristiche comportamentali delle poste di bilancio.
Subprime (Mutui residenziali) Sebbene non esista univoca definizione di mutui subprime, si qualificano in questa categoria i finanziamenti erogati a controparti caratterizzate da passate difficoltà nel rimborso del debito, quali episodi di ritardo nei pagamenti, insolvenza o bancarotta , oppure che presentano probabilità di inadempienza più alte della media per effetto di un elevato rapporto rata/reddito oppure esposizione/garanzia.
SVaR - Stressed VaR Quantificazione delle esposizioni a particolari perdite estreme che possono essere inflitte alla Banca durante tensioni di mercato, modellizzando la risposta del portafoglio con dati storici di un periodo (continuo di 12 mesi) di significativo stre ss finan ziario.
Swap Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali.
Nel caso di uno swap di tassi d'interesse (IRS), le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base d i un ta sso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile).
Nel caso di uno swap di valute (currency swap), le controparti si scambiano specifici importi di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale (nozionale) sia i flussi dei tass i d'interesse.
Tassonomia EU La tassonomia dell'UE è un sistema di classificazione che stabilisce un elenco di attività economiche ecosostenibili. Il Regolamento sulla Tassonomia Europea è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 22 giugno 2020 ed è entrato in vigore il 12 luglio 2020.
Glossario
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 273 VOCE DESCRIZIONE TLAC -Total Loss Absorbing Capacity Il TLAC rappresenta l’indicatore della capacità totale di assorbimento delle perdite, nuovo requisito di Pillar I previsto da l Regolamento (UE) 2019/876 (CRR2), in vigore dal 27 giugno 2019, per le Banche di rilevanza sistemica globale (G -SIBs).
La discipl ina TLAC prevede che le G -SIBs detengano un numero sufficiente di passività con un’elevata capacità di assorbimento delle perdite.
Totale fondi propri Si veda contenuto riportato nel documento di Informativa del Gruppo UniCredit (Pillar III) al capitolo Fondi Propri.
TSR - Total Shareholder Return È la remunerazione complessiva, in termini di capital gain e dividendi, che l’azionista ottiene dal possesso delle azioni.
TTC - Through the cycle Tipo di calibrazione dei parametri creditizi su un orizzonte che considera l’intero ciclo economico.
UGRM - UniCredit global Risk Monitor Insieme degli strumenti software, dell’architettura IT e del database utilizzati all’interno del Gruppo per l’analisi dei ris chi finanziari.
VaR - Value at Risk (Valore a rischio) Una misura di rischio della perdita potenziale, per un definito orizzonte temporale e per un dato intervallo di confidenza, c he può verificarsi su una posizione o su un portafoglio.
VaR giornaliero Dovrebbe riflettere le misure di rischio calibrate su un periodo di detenzione di 1 giorno con l’intervallo di confidenza del 99%.
Warehousing Attività propedeutica a operazioni di cartolarizzazione, che prevede l’acquisizione di attività da parte di un “SPV - Special Purpose Vehicle” (vedi voce) durante un determinato periodo di tempo fino al raggiungimento di un volume sufficiente da consentire l’emissione di "ABS - Asset Backed Securities" (vedi voce).
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 274
Contatti
UniCredit Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 202 6 275 Contatti UniCredit S.p.A.
Direzione generale
Piazza Gae Aulenti 3 - Tower A
20154 Milano
+39 02 88 62.1
Media Relations:
E-mail: mediarelations@unicredit.eu
Investor Relations:
Tel. +39 02 88621028; e -mail: investorrelations@unicredit.eu