RELAZIONE
FINANZIARIA
SEMESTRALE
CONSOLIDATA
30.06.2026
2 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Banco di Desio e della Brianza S.p.A.
Sede legale: Via Rovagnati, 1 20832 Desio (MB) Tel. 0362 613.1
segreteriageneralesocietaria@bancodesio.it
www.bancodesio.it
Capitale sociale Euro 70.692.590,28 i.v.Iscritta alla Camera di Commercio Metropolitana di Milano, Monza e Brianza e Lodi
R.E.A. n. MB-129094
Codice Fiscale n.01181770155 - P .IVA 10537880964 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Iscritta all’Albo delle Banche al Cod. ABI n. 3440/5 Capogruppo del Gruppo Bancario Banco di Desio e della Brianza, iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari al n.3440/5
BILANCIO SEMESTRALE 2026
3 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Una banca del territorio, vicina alle personeMissione, visione e valori Da sempre Banco di Desio opera come banca di riferimento per famiglie, imprese e comunità locali, fondando la propria attività su una gestione prudente, responsabile e orientata alla creazione di valore nel tempo.
La missione del Gruppo è accompagnare i clienti nella realizzazione dei loro progetti, offrendo soluzioni finanziarie affidabili e servizi di qualità, basati su competenza, trasparenza e attenzione alle esigenze specifiche dei territori in cui opera.
La relazione con il cliente rappresenta un elemento centrale del modello di business. Essere una banca del territorio significa mantenere una presenza costante e concreta, fondata sull’ascolto, sulla conoscenza del contesto locale e sulla capacità di offrire risposte puntuali e sostenibili. In questo quadro, Banco di Desio contribuisce allo sviluppo economico e sociale delle comunità di riferimento, sostenendo famiglie e imprese nel loro percorso di crescita.
La visione del Gruppo è quella di una banca solida e affidabile, capace di consolidare il proprio ruolo nel sistema bancario nazionale senza rinunciare alla propria identità territoriale. La crescita viene perseguita in modo equilibrato, con l’obiettivo di generare valore condiviso e duraturo per tutti gli stakeholder, nel rispetto dei principi di stabilità, sostenibilità e responsabilità.
I valori che guidano l’azione di Banco di Desio si fondano sulla centralità delle persone, considerate il fulcro di ogni scelta strategica e operativa. Integrità, trasparenza e rispetto delle regole orientano i comportamenti quotidiani, rafforzando il rapporto di fiducia con clienti, collaboratori e istituzioni. Il radicamento territoriale, unito a una gestione attenta e prudente, consente al Gruppo di operare con continuità nel tempo, promuovendo uno sviluppo equilibrato e sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale.
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4 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sostenibilità come valore
condiviso
Ambiente – sostenibilità e attenzione al futuro Banco di Desio integra la sostenibilità ambientale nel proprio modello operativo, promuovendo un utilizzo responsabile delle risorse e sostenendo iniziative orientate alla transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili, a beneficio delle generazioni future.
Territorio – grande e piccola impresa Il Gruppo sostiene lo sviluppo del tessuto economico locale, affiancando grandi imprese e piccole e medie realtà imprenditoriali con soluzioni finanziarie adeguate alle specifiche esigenze, fondate su una profonda conoscenza dei territori di riferimento.
Famiglia – vicinanza e continuità La vicinanza alle famiglie rappresenta un elemento centrale dell’identità del Gruppo. Banco di Desio accompagna i clienti nelle diverse fasi della vita, costruendo relazioni basate sulla fiducia e sulla continuità nel tempo.
Cultura – impegno culturale e valorizzazione del patrimonio Il Gruppo sostiene iniziative culturali volte alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, riconoscendo alla cultura un ruolo fondamentale nello sviluppo sociale e nell’identità dei territori.
Sport – supporto alle iniziative sportive Attraverso il supporto alle iniziative sportive, in particolare a livello locale, il Gruppo promuove valori di inclusione, partecipazione e coesione sociale, contribuendo alla crescita delle comunità.
Sociale – responsabilità e impegno verso la comunità Banco di Desio sostiene progetti di carattere sociale e solidale, in collaborazione con enti e associazioni del territorio, contribuendo al benessere delle comunità e al rafforzamento della coesione sociale.indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
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5 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
Cariche sociali
di Banco di Desio e della Brianza S.p.A.
Sistema Monistico approvato dall'Assemblea del 12 marzo 2026
Presidente
STEFANO LADO
Amministratore Delegato
e Direttore Generale
STEFANO VITTORIO KUHN*
Consigliere
TITO GAVAZZI
Consigliere
VALENTINA CASELLA
Vice Presidente
GEROLAMO GAVAZZI*
Consigliere
FOLCO TRABALZA
Consigliere
PIETRO LADO
Consigliere
GRAZIELLA BOLOGNA*
Esponente aziendale A ntiriciclaggio
Consigliere
EMILIANO BARCAROLI
Consigliere
GIULIA CAVALLI
Consigliere
STEFANIA CHIARUTTINI
Consigliere
CRISTINA FINOCCHI MAHNE
Consigliere
LAURA TULLI
* Membri del Comitato EsecutivoConsiglio di amministrazione Nominato dall'assemblea del 29 aprile 2026 In carica fino all'approvazione del bilancio del 31 dicembre 2028
BILANCIO SEMESTRALE 2026
6 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Comitato per il Controllo sulla Gestione Nominato dall'assemblea del 29 aprile 2026 In carica fino all'approvazione del bilancio 31 dicembre 2028 Presidente Emiliano Barcaroli Componenti Stefania Chiaruttini
Giulia Cavalli
Direzione Generale
Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Vittorio Kuhn Dirigente Preposto ex art. 154-bis TUF Dirigente preposto Mauro Walter Colombo Società di Revisione Società di Revisione KPMG S.p.A.
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7 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Cariche sociali (Banco di Desio e della Brianza s.p.a.) 5 Gruppo Banco Desio in sintesi 8 Struttura del Gruppo Banco Desio e presenza territoriale 9 Relazione intermediaria sulla gestione al 30 giugno 2026 10
Premessa 11
Principali dati del gruppo, indicatori alternativi di performance e altri indicatorI 12 Lo scenario macroeconomico 17 Canali distributivi 21 Eventi societari di rilievo 24 Risorse umane 28 Andamento della gestione 31 L'andamento delle società controllate 59 Altre informazioni 69 Evoluzione prevedibile della gestione e principali rischi ed incertezze 71Bilancio semestrale consolidato abbreviato al 30 giugno 2026 72 Prospetti contabili 73 Note illustrative 82 Politiche contabili 83 Informativa sul fair value 119 Principali aggregati patrimoniali ed economici 127 Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 189 Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda 220 Operazioni con Parti correlate 223 Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 226 Informativa di settore 229 Attestazione ai sensi dell’art. 154-bis, commi 3 e 4, del d.lgs. 58/98 al bilancio semestrale abbreviato 232 Attestazione della società di revisione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato 233 Conto economico consolidato – evoluzione trimestrale 235Indice
BILANCIO SEMESTRALE 2026
8 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Redditività Affidabilità Solidità patrimoniale Rating finanziario Rating di sostenibilità
9,8%
Return on equity (ROE) (target ROE > 8% al 2026)2,9% NPL Ratio (Lordo) (target NPL Ratio < 4% al 2026)17,7% CET1 ratio Gruppo Banco Desio (target CET1 ratio > 15% al 2026)BBB-
Standard & Poor’s
Outlook STABILEEE/Strong
Standard Ethics Rating (target di crescita al 2026)
55,9%
Cost/Income
(target Cost/Income 55% al 2026)178,8% Liquidity Coverage Ratio (LCR) (target LCR > 150% al 2026)50% Payout ratio di giugno 2026 (target al 50% al 2026)BBB-
Fitch Ratings
Outlook STABILE47/Adeguate
S&P Global ESG Score (target “40-60 Adeguate” al 2026) Euro 76 mln
Utile netto
(target > Euro 115 milioni al 2026)A MSCI ESG Rating Euro 321 mln
Ricavi netti
(target > Euro 620 milioni al 2026)Per maggiori informazioni sui rating/score di sostenibilità si veda
bancodesio.it/it/esg-e-sostenibilita/obiettivi/
le-nostre-ambizioniGruppo Banco Desio in sintesi Principali grandezze e indicatori al 30 giugno 2026 rispetto ai target del piano “Beyond26”
BILANCIO SEMESTRALE 2026
9indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Struttura del Gruppo Banco Desio e presenza territoriale Il perimetro di consolidamento al 30 giugno 2026 del Gruppo Banco Desio include le seguenti
società:
In data 30 aprile 2026 Banco Desio ha perfezionato l’operazione di acquisizione del controllo di Solutions Capital Management SIM S.p.A (“SCM SIM”) mediante offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria. Alla data del 30 giugno 2026, Banco Desio detiene una partecipazione dell’88,403% del capitale sociale di SCM SIM (per maggiori dettagli sull’operazione di acquisizione si rimanda al paragrafo “Eventi societari di rilievo”).Sede/Filiali Banco Desio Sede/Negozi finanziari Fides Negozi finanziari Dynamica
100%
100%60% 88% 15%
Dynamica Retail
Agenzia in att.
finanziaria S.r.l.
Sede SCM SIM
BILANCIO SEMESTRALE 2026
RELAZIONE INTERMEDIA
SULLA GESTIONE
AL 30 GIUGNO 20261
11 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
Premessa
La Relazione finanziaria semestrale consolidata (di seguito anche “Relazione”), predisposta ai sensi dell’art. 154-ter del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (TUF) e successivi aggiornamenti, è costituita dal bilancio consolidato semestrale abbreviato e dalla relazione intermedia sulla gestione contenente i fatti di rilievo del semestre e l’evoluzione prevedibile della gestione.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002, come più specificamente indicato nella successiva informativa sulle “Politiche contabili”.
I dati e gli indici inseriti nella relazione intermedia sulla gestione, laddove riconducibili, fanno riferimento allo schema di Stato Patrimoniale del Bilancio semestrale abbreviato nonché al Conto Economico riclassificato, come da apposito paragrafo, a sua volta predisposto a partire dallo schema di Conto Economico del Bilancio semestrale abbreviato.
I saldi esposti negli schemi di bilancio e nelle relative tabelle di dettaglio per il periodo di riferimento esprimono gli effetti derivanti dall’acquisizione di Solutions Capital Management SIM, realizzata il 30 aprile 2026, ivi inclusi quelli derivanti dal processo di Purchase Price Allocation (PPA) provvisoriamente determinato, ai sensi dell’IFRS 3 Aggregazioni aziendali.
La Relazione finanziaria semestrale consolidata è soggetta a revisione contabile limitata da parte di KPMG S.p.A.
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12indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 1 . Principali dati del Gruppo, indicatori alternativi di performance e altri indicatori Gli indicatori alternativi di performance (IAP) esposti nella presente Relazione sono stati individuati per facilitare la comprensione della performance del Gruppo Banco Desio. Gli IAP non sono previsti dai principi contabili internazionali, rappresentano informazioni supplementari rispetto alle misure definite in ambito IAS/IFRS e non sono in alcun modo sostitutivi di queste ultime.
Per ciascun IAP è fornita evidenza della formula di calcolo e le grandezze utilizzate sono desumibili dalle informazioni contenute nelle relative tabelle e/o negli schemi di bilancio riclassificati contenuti nella sezione “Risultati” della presente Relazione.
I suddetti indicatori si basano sulle linee guida dell’European Securities and Markets Authority (ESMA) del 5 ottobre 2015 (ESMA/2015/1415), incorporate nella Comunicazione Consob n.
0092543 del 3 dicembre 2015. Aderendo alle indicazioni contenute nell’aggiornamento del documento “ESMA 32-51-370 – Questions and answers – ESMA Guidelines on Alternative Performance Measures (APMs)”, pubblicato il 17 aprile 2020, non è stata apportata alcuna modifica agli IAP né sono stati introdotti nuovi indicatori ad hoc per evidenziare in modo separato gli effetti delle crisi geo-politiche internazionali.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
13indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
Valori patrimoniali
30.06.2026 31.12.2025 Variazioni Importi in migliaia di euro Assoluta % Totale attivo 19.511.415 19.564.001 (52.586) -0,3% Attività finanziarie 4.994.325 4.961.229 33.096 0,7% Cassa e disponibilità liquide (1)113.380 691.992 (578.612) -83,6% Crediti verso banche (2)1.211.576 395.012 816.564 206,7% Crediti lordi verso clientela (2)12.811.562 13.036.991 (225.429) -1,7% di cui Crediti lordi verso clientela ordinaria 12.811.562 12.663.654 147.908 1,2% di cui Crediti lordi verso clientela istituzionale 0 373.337 (373.337) -100,0% Crediti netti verso clientela (2)12.518.770 12.741.999 (223.229) -1,8% di cui Crediti netti verso clientela ordinaria 12.518.770 12.368.662 150.108 1,2% di cui Crediti netti verso clientela istituzionale - 373.337 (373.337) -100,0% Attività materiali (3)222.416 222.943 (527) -0,2% Attività immateriali 52.307 45.123 7.184 15,9% Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione (4)20.015 2.867 17.148 598,1% Debiti verso banche 480.747 795.190 (314.443) -39,5% Debiti verso clientela (5) (6)13.116.510 13.462.508 (345.998) -2,6% Titoli in circolazione 3.601.504 3.264.642 336.862 10,3% Patrimonio (incluso l'Utile di periodo) 1.494.283 1.490.516 3.767 0,3% Fondi Propri 1.446.876 1.465.694 (18.818) -1,3% Raccolta indiretta totale 26.070.159 23.572.063 2.498.096 10,6% di cui Raccolta indiretta da clientela ordinaria 17.322.540 15.319.624 2.002.916 13,1% di cui Raccolta indiretta da clientela istituzionale 8.747.619 8.252.439 495.180 6,0%(1) Alla data del 30 giugno 2026 nella voce Cassa e Disponibilità Liquide risultano contabilizzati i conti correnti e i depositi a vista. Alla data del 31 dicembre 2025 tale voce includeva altresì l’importo a vista di 0,6 miliardi di euro relativo alla liquidità eccedente rispetto all’impegno di mantenimento della Riserva obbligatoria, investita in depositi overnight, che alla data di riferimento risulta iscritto nella voce "Crediti verso Banche".
(2) in base alla Circolare 262 il saldo della voce da schema di bilancio include i titoli di debito Held to collect (HTC) rilevati al costo ammortizzato, che nei presenti dati di sintesi sono esposti tra le attività finanziarie e non include i conti correnti e depositi a vista rilevato nella voce Cassa e disponibilità liquide.
(3) il saldo della voce al 30 giugno 2026 include i diritto d'uso (RoU Asset) pari a Euro 54,7 milioni a fronte dei contratti di leasing operativo rientranti nell'ambito di applicazione del principio contabile IFRS16 Leases entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 2019.
(4) il saldo della voce è composto da crediti NPL per cui alla data di riferimento risultano sottoscritti ma non ancora perfezionati i contratti di cessione.
(5) il saldo della voce non include la passività rilevata nella voce Debiti verso clientela dello schema di bilancio a fronte dei contratti di leasing operativo rientranti nell'ambito di applicazione del principio contabile IFRS16.
(6) Incluse operazioni di pronti contro termine di raccolta con clientela istituzionale per Euro 0,7 miliardi (Euro 1,0 miliardi al 31 dicembre 2025).
BILANCIO SEMESTRALE 2026
14indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Valori economici (7) 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni Importi in migliaia di euro Assoluta % Proventi operativi 324.619 299.121 25.498 8,5% di cui Margine di interesse 181.451 176.471 4.980 2,8% Oneri operativi 181.576 177.379 4.197 2,4% Risultato della gestione operativa 143.043 121.742 21.301 17,5% Risultato corrente al netto delle imposte 75.851 70.386 5.465 7,8% Risultato non ricorrente al netto delle imposte 206 0 206 n.s.
Utile (perdita) di periodo di pertinenza della Capogruppo 76.052 70.386 5.666 8,0%(7) da Conto Economico Riclassificato.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
15indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Indici patrimoniali, economici e di rischiosità 30.06.2026 31.12.2025 Variazione assoluta Patrimonio / Totale attivo 7,7% 7,6% 0,1% Patrimonio / Crediti verso clientela 11,9% 11,7% 0,2% Patrimonio / Debiti verso clientela 11,4% 11,1% 0,3% Patrimonio / Titoli in circolazione 41,5% 45,7% -4,2% Capitale primario di classe 1 (CET1) / Attività di rischio ponderate (Common Equity Tier1) (8) 17,7% 18,3% -0,6% Totale capitale di classe 1 (T1) / Attività di rischio ponderate (Tier1) (8)17,7% 18,3% -0,6% Totale Fondi Propri / Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) (8)18,7% 19,3% -0,6% Attività finanziarie / Totale attivo 25,6% 25,4% 0,2% Crediti verso banche / Totale attivo 6,2% 2,0% 4,2% Crediti verso clientela / Totale attivo 64,2% 65,1% -0,9% Crediti verso clientela / Raccolta diretta da clientela 74,9% 76,2% -1,3% Debiti verso banche / Totale attivo 2,5% 4,1% -1,6% Debiti verso clientela / Totale attivo 67,2% 68,8% -1,6% Titoli in circolazione / Totale attivo 18,5% 16,7% 1,8% Raccolta diretta da clientela / Totale attivo 85,7% 85,5% 0,2% 30.06.2026 30.06.2025 Variazione assoluta Oneri operativi / Proventi operativi (Cost/Income ratio) 55,9% 59,3% -3,4% (Oneri operativi + Oneri relativi al sistema bancario) / Proventi operativi (Cost/Income ratio) 55,9% 59,3% -3,4% Margine di interesse / Proventi operativi 55,9% 59,0% -3,1% Risultato della gestione operativa / Proventi operativi 44,1% 40,7% 3,4% Risultato corrente al netto delle imposte / Patrimonio - annualizzato (9) (10)9,8% 9,3% 0,5% Utile d'esercizio / Patrimonio (9) (R.O.E.) - annualizzato (10) (11)9,8% 9,3% 0,5% Risultato corrente al lordo delle imposte / Totale attivo (R.O.A.) - annualizzato (10)1,1% 1,0% 0,1% 30.06.2026 31.12.2025 Variazione assoluta Sofferenze nette / Crediti verso clientela 0,2% 0,2% 0,0% Crediti deteriorati netti / Crediti verso clientela 1,5% 1,4% 0,1% % Copertura sofferenze 78,4% 78,2% 0,2% % Copertura sofferenze al lordo delle cancellazioni 78,5% 78,3% 0,2% % Copertura totale crediti deteriorati 49,8% 50,2% -0,4% % Copertura crediti deteriorati al lordo delle cancellazioni 49,9% 50,3% -0,4% % Copertura crediti in bonis 0,87% 0,93% -0,06%(8) Coefficienti patrimoniali consolidati calcolati in capo a Banco Desio. I ratios riferiti al perimetro di vigilanza prudenziale in capo a Brianza Unione al 30 giugno 2026 sono:
Common Equity Tier1 13,0%; Tier 1 13,8%;
Total Capital Ratio 15,7%.
(9) al netto del risultato di periodo.
(10) al 30.06.2025 è riportato il dato consuntivo di fine esercizio 2025.
(11) il ROE anualizzato al 30.06.2026 non considera il Risultato netto di gestione non ricorrente.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
16indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Dati di struttura e produttività 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assoluta %
Numero dipendenti 2.491 2.495 (4) -0,2% Numero filiali 273 275 (2) -0,7% Importi in migliaia di euro Crediti verso clientela per dipendente (12) 5.022 5.066 (44) -0,9% Raccolta diretta da clientela per dipendente (12)6.706 6.651 55 0,8% 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assoluta %
Proventi operativi per dipendente (12) - annualizzato (10)257 242 15 6,2% Risultato della gestione operativa per dipendente (12) - annualizzato (10)111 96 15 15,6%(12) in base al numero di dipendenti quale media aritmetica tra il dato di fine periodo e quello di fine esercizio precedente.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
17indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Le esportazioni registrano un incremento del +1,3%, ma la crescita si presenta selettiva per settori e mercati di destinazione. Tale andamento conferma la capacità di alcune componenti del sistema produttivo di mantenere posizioni competitive sui mercati internazionali, ma evidenzia al tempo stesso la necessità di rafforzare la base industriale e la domanda interna per sostenere una crescita più equilibrata.
Sul fronte della finanza pubblica prosegue il percorso di consolidamento. L’indebitamento netto si attesta al 3,1% del PIL nel 2025 ed è previsto al di sotto della soglia del 3,0% a fine 2026.
Il saldo primario torna positivo, pur in un contesto ancora condizionato dall’elevato costo del debito e dalla limitata dinamica della crescita economica. La manovra 2026-2028 si orienta al sostegno degli investimenti, della competitività e dei redditi. In parallelo, emerge con maggiore evidenza il tema dell’accessibilità abitativa, rispetto al quale il Piano Casa assume un ruolo crescente come strumento di intervento pubblico e di risposta alle criticità sociali connesse al mercato immobiliare. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza continua a rappresentare un fattore determinante per la tenuta e il rilancio dell’economia italiana. L’Italia ha ricevuto quasi l’80% delle risorse previste, confermando l’importanza della fase attuativa e della capacità di trasformare gli stanziamenti in investimenti effettivi, innovazione e rafforzamento dei servizi territoriali.
Stati Uniti
Per gli Stati Uniti ci si attende uno scenario di crescita ancora solido, seppur in graduale rallentamento, con un PIL atteso in aumento del 2,3% nel 2026 e dell'1,9% nel 2027. Il quadro evidenzia una minore capacità di tenuta della domanda interna, a causa dell’erosione del potere d’acquisto delle famiglie determinata dalla persistenza delle pressioni inflazionistiche.
L’andamento dell’attività economica nel corso dell’anno appare disomogeneo. Dopo una crescita del PIL nel primo trimestre inferiore alle aspettative, il secondo trimestre dovrebbe registrare un’accelerazione, sostenuta dalla resilienza degli investimenti e dell’attività produttiva. Nella seconda parte dell’anno, tuttavia, prevediamo un progressivo indebolimento dei consumi delle famiglie, una maggiore cautela negli investimenti al di fuori dei settori legati all’intelligenza artificiale e il permanere di un contributo negativo del commercio estero.
Il tasso di disoccupazione si è mantenuto stabile al 4,3%, tuttavia, la disoccupazione di lunga durata è aumentata sensibilmente nell’ultimo anno. Permangono inoltre marcate differenze legate al livello di istruzione, con tassi di disoccupazione significativamente più elevati tra i lavoratori meno qualificati.2 . Scenario macroeconomico 2.1. Il quadro macroeconomico
Scenario internazionale
Lo scenario macroeconomico conferma una fase di crescita dell’economia mondiale, sebbene in un contesto caratterizzato da maggiore instabilità e da un’accresciuta rilevanza dei fattori geopolitici nelle dinamiche economiche, finanziarie ed energetiche. Le più recenti previsioni internazionali delineano una dinamica in rallentamento, con una intensità più sostenuta negli Stati Uniti rispetto all’Area Euro e con l’Italia collocata su un sentiero di crescita ancora fragile.
Il principale elemento di discontinuità è rappresentato dalla recrudescenza del conflitto in Medio Oriente, che ha riacceso le tensioni sui mercati energetici e determinato nuove pressioni al rialzo sul prezzo del petrolio. In tale contesto, la geopolitica torna ad assumere un ruolo centrale nella definizione degli equilibri macroeconomici globali, incidendo sulle aspettative degli operatori, sui costi di approvvigionamento e sulle prospettive di crescita. Per l’Italia, la trasmissione dello shock energetico risulta particolarmente rilevante in ragione dell’elevata dipendenza dall’estero per il fabbisogno energetico, pari a circa il 73%. L’aumento dei prezzi dell’energia si riflette sui costi di produzione, sui trasporti, sulla logistica e sui beni intermedi, con effetti potenzialmente diffusi lungo le filiere produttive e sui prezzi finali al consumo.
Le pressioni inflazionistiche tornano a rappresentare un fattore di attenzione. Ad aprile 2026 i prezzi al consumo registrano un incremento del +2,8% su base annua, mentre l’inflazione acquisita per l’anno in corso si attesta al +2,4%. Gli aumenti risultano concentrati soprattutto nelle componenti legate ad abitazione, energia, trasporti e prodotti alimentari, confermando la sensibilità del quadro interno all’evoluzione dei prezzi delle materie prime.
L’economia italiana continua a mostrare segnali di tenuta, pur in presenza di una dinamica complessivamente moderata e disomogenea. Nel primo trimestre del 2026 il PIL cresce del +0,2% su base congiunturale e del +0,7% su base annua, con una crescita acquisita per l’intero anno pari al +0,5%. Il contributo positivo proviene prevalentemente dai servizi e dalle esportazioni, mentre industria e agricoltura evidenziano un apporto negativo e la domanda interna permane debole.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
18indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati mantenere invariati i principali tassi di riferimento. Più incisiva appare la politica fiscale, che nel 2026 continua a rappresentare il principale strumento di sostegno all’attività economica.
Nel complesso, la Cina dovrebbe continuare a crescere nei prossimi trimestri, seppur a ritmi inferiori rispetto agli anni passati. Il sostegno continuerà a provenire dalla manifattura ad alta tecnologia, dall’export e dagli investimenti pubblici, mentre consumi privati e mercato immobiliare resteranno i principali fattori di debolezza.
India
L’economia indiana ha continuato a distinguersi tra le principali economie mondiali per dinamismo, registrando nel primo trimestre del 2026 una crescita del PIL del 7,5% su base annua, sostenuta principalmente dalla robustezza dei consumi privati, dall’espansione degli investimenti pubblici in infrastrutture, trasporti, logistica ed energia, nonché dal contributo dei servizi avanzati e del settore delle costruzioni.
Inoltre, l’aumento del reddito disponibile, il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro nelle aree urbane e le misure di sostegno fiscale hanno contribuito a mantenere elevata la domanda interna.
Gli effetti delle tensioni geopolitiche si sono riflessi negativamente sull’attività economica all’inizio del secondo trimestre, ma i più recenti indicatori suggeriscono una capacità di recupero relativamente rapida.
Anche qui l’inflazione rappresenta l’elemento di maggiore attenzione per la politica economica.
Dopo il rallentamento osservato nella seconda metà del 2025 grazie alla discesa dei prezzi alimentari, la dinamica dei prezzi ha mostrato una graduale risalita nel corso del 2026, spinta soprattutto dall’aumento dei costi energetici.
In questo contesto, la Reserve Bank of India ha mantenuto un approccio prudente. A giugno 2026 il tasso repo è stato confermato al 5,25%, riflettendo la volontà di bilanciare il sostegno alla crescita economica con il controllo delle pressioni inflazionistiche e la stabilità del cambio.
Per quanto riguarda la politica fiscale, il Governo ha confermato l’obiettivo di riduzione del deficit fiscale al 4,3% del PIL nel biennio 2026-27 e una progressiva diminuzione del rapporto debito pubblico/PIL nel medio periodo. Per il 2026 si prevede una crescita del PIL prossima al 6%, penalizzata solo temporaneamente dagli effetti della crisi energetica e commerciale legata allo Stretto di Hormuz. Nel 2027 la crescita potrebbe accelerare ulteriormente, sostenuta Dopo una fase di sostanziale stagnazione nel 2025, il reddito disponibile reale ha iniziato a ridursi nel corso del 2026. In tale contesto, il rincaro dell’energia rappresenta il principale canale attraverso cui le tensioni sui prezzi si trasmettono all’economia reale, riducendo la capacità di spesa delle famiglie.
Nel complesso, il rischio principale rimane quello di una persistenza dell’inflazione (attesa al 3,9% quest’anno) che, costringendo la Federal Reserve a mantenere condizioni monetarie restrittive più a lungo, potrebbe compromettere ulteriormente la tenuta dei consumi e determinare un rallentamento più marcato dell’economia rispetto alle attese.
Cina
Nel primo trimestre del 2026 l’economia cinese ha registrato una crescita del 5% su base annua, pari a un incremento dell’1,3% rispetto al trimestre precedente, mostrando un’accelerazione rispetto alla fine del 2025. L’interpretazione dei dati commerciali di inizio anno risulta tuttavia particolarmente complessa, sia per gli effetti stagionali legati al Capodanno cinese, sia per gli impatti derivanti dalle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e dalla crisi dello Stretto di Hormuz.
I principali indicatori congiunturali mostrano tuttavia segnali di rallentamento. Nei mesi di aprile e maggio si è registrata una moderazione della crescita delle vendite al dettaglio, della produzione industriale e degli investimenti. Un elemento di novità è rappresentato dall’indebolimento degli investimenti pubblici, che negli ultimi anni avevano sostenuto la domanda interna. Sul fronte dei consumi, le vendite al dettaglio hanno evidenziato una flessione che riflette la persistente fragilità della fiducia delle famiglie, influenzata dalle preoccupazioni legate al mercato del lavoro.
L’inflazione rimane contenuta e si mantiene intorno all’1%, livello che riflette una domanda interna ancora debole.
Sul fronte estero si osserva un significativo aumento dei prezzi delle esportazioni e per la prima volta da diversi anni, infatti, la Cina non contribuisce più alla moderazione dell’inflazione globale attraverso l’esportazione di beni a basso costo.
La politica monetaria continua a mantenere un orientamento accomodante, difatti la People's Bank of China ha confermato la disponibilità a sostenere l’economia attraverso strumenti quali la riduzione dei tassi di interesse e dei coefficienti di riserva obbligatoria, ma finora ha preferito
BILANCIO SEMESTRALE 2026
19indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati dell’autonomia strategica dell’Unione attraverso un’azione coordinata in materia di sicurezza economica, sviluppo delle filiere strategiche e innovazione. La recente crisi energetica ha ulteriormente evidenziato la necessità di accelerare la transizione energetica, considerata il principale strumento per ridurre la dipendenza europea dalle fonti fossili importate e rafforzare la resilienza del sistema economico, con l’avvio di iniziative adottate negli ultimi mesi che si inseriscono nel solco del programma RepowerEU.
La necessità di rafforzare le capacità difensive europee continua a rappresentare una priorità dell’agenda comunitaria. In tale direzione si colloca l’approvazione della quasi totalità dei piani nazionali presentati nell’ambito dello strumento SAFE, che mobiliterà complessivamente circa 130 miliardi di euro di finanziamenti.
Nello scenario previsivo il disavanzo pubblico dell’Area Euro è destinato ad aumentare dal 2,9% del PIL registrato nel 2025 al 3,5% nel 2026, mantenendosi al di sopra della soglia del 3% anche negli anni successivi.
In tal senso, tra le maggiori economie dell’area emergono differenze significative. La Francia prosegue gradualmente il percorso di riduzione del deficit, mentre la Germania registra un deterioramento più marcato dei saldi di finanza pubblica, legato soprattutto all’attuazione del piano di rilancio economico e all’incremento degli investimenti in infrastrutture e difesa. In questo contesto, il rapporto debito/PIL dell’Area Euro è atteso in aumento, passando dall’88,7% del 2025 a valori prossimi al 91% nei prossimi anni.
In conclusione, il quadro europeo continua a essere caratterizzato dalla necessità di conciliare tre obiettivi strategici: rafforzare la sicurezza energetica, consolidare le capacità di difesa e preservare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
Italia
Nel corso del periodo di riferimento, il quadro macroeconomico nazionale è rimasto caratterizzato da un contesto di elevata incertezza, influenzato dalle persistenti tensioni geopolitiche, dall’evoluzione dei mercati finanziari e dal permanere di condizioni monetarie restrittive. Sul fronte della finanza pubblica si è registrato un incremento del fabbisogno del settore pubblico, riconducibile principalmente alla crescita della spesa per interessi passivi e al rafforzamento degli investimenti pubblici, pur in presenza di un andamento favorevole delle entrate tributarie.dalla solidità della domanda interna, dal proseguimento degli investimenti infrastrutturali e dall’espansione della base manifatturiera nazionale.
Europa
Nel primo trimestre del 2026 l’economia dell’Area Euro ha registrato una lieve contrazione dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Tale andamento è riconducibile quasi esclusivamente alla forte flessione dell’attività economica in Irlanda, dove il PIL ha subito una brusca correzione dopo la straordinaria espansione osservata nel 2025. Al netto dell’Irlanda, l’Area Euro avrebbe invece mostrato una crescita positiva pari allo 0,3% nel trimestre.
Il principale sostegno è provenuto dalla domanda interna e, in particolare, dai consumi delle famiglie, mentre anche il contributo delle esportazioni nette è tornato positivo. La crescita è stata trainata prevalentemente dai servizi orientati al mercato, ma sono emersi segnali di miglioramento anche nel settore manifatturiero, che prosegue un graduale percorso di recupero dopo la lunga fase di debolezza degli ultimi anni.
Tra le principali economie dell’Unione Monetaria, l’Italia ha continuato a mostrare una performance relativamente favorevole. Nel primo trimestre del 2026 il PIL è risultato superiore dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando una dinamica migliore rispetto a quella tedesca, sostanzialmente in linea con la Francia e inferiore soltanto a quella della Spagna, che continua a beneficiare di una crescita particolarmente robusta.
Sul fronte qualitativo, gli indicatori di fiducia dell’Area Euro hanno mostrato a maggio un moderato miglioramento dopo il peggioramento registrato nel mese precedente. Tuttavia, il recupero appare ancora parziale e non uniforme tra i diversi settori produttivi.
Sul fronte consumi, permane una certa cautela tra i consumatori, ancora influenzati dall’incertezza geopolitica e dalle persistenti pressioni sui costi energetici.
In sintesi, l’economia dell’Area Euro continua a muoversi in un contesto caratterizzato da una crescita contenuta ma resiliente. Al netto delle forti distorsioni derivanti dal caso irlandese, il quadro congiunturale appare più favorevole di quanto emerga dai dati aggregati, grazie al contributo della domanda domestica e ai primi segnali di recupero dell’industria.
Per quanto riguarda la politica economica, le indicazioni contenute nel nuovo Pacchetto di Primavera della Commissione Europea confermano il rafforzamento della competitività e
BILANCIO SEMESTRALE 2026
20indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati principali al 2,40% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,65%.
La decisione riflette la necessità di contrastare le pressioni inflazionistiche, accentuate dall’aumento dei prezzi energetici, pur in presenza di prospettive di crescita economica più moderate. Le proiezioni della BCE indicano un’inflazione media pari al 3,0% nel 2026, destinata a ridursi progressivamente al 2,3% nel 2027 e al 2,0% nel 2028.
Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha mantenuto invariato il corridoio dei Fed Funds tra il 3,50% e il 3,75%, confermando un approccio prudente e dipendente dall’evoluzione dei dati macroeconomici, in un contesto caratterizzato da un’inflazione ancora superiore all’obiettivo di lungo periodo.
Sui mercati monetari dell’Area Euro, l’Euribor a tre mesi ha registrato un lieve incremento, attestandosi al 2,23% nella media del mese di maggio (2,17% nel mese precedente), mentre il tasso swap a dieci anni è rimasto sostanzialmente stabile al 3,08%. Il differenziale tra tasso swap decennale ed Euribor a tre mesi si è mantenuto positivo, attestandosi a circa 86 punti base, riflettendo aspettative di graduale normalizzazione delle condizioni finanziarie. Nel complesso, le condizioni monetarie dell’Area Euro hanno evidenziato un moderato allentamento rispetto ai mesi precedenti, pur permanendo in un contesto di politica monetaria complessivamente restrittiva.
Nel corso del primo semestre 2026 i mercati azionari internazionali hanno evidenziato un andamento complessivamente positivo, sostenuto dalla resilienza dell’attività economica, dalle aspettative sugli utili societari e dall’evoluzione delle politiche monetarie delle principali banche centrali, pur in un contesto caratterizzato da persistenti tensioni geopolitiche.
Nel mese di maggio, negli Stati Uniti, l’S&P 500 ha registrato un incremento del 6,9% rispetto al mese precedente e del 27,6% su base annua, mentre il Nasdaq ha segnato una crescita del 10,9% su base mensile e del 40,3% rispetto a maggio 2025, sostenuto in particolare dal comparto tecnologico. In Giappone, il Nikkei 225 ha evidenziato un aumento dell’8,6% nel mese e del 66,5% su base annua.
Nell’Area Euro, il Dow Jones Euro Stoxx è cresciuto dell’1,2% rispetto al mese precedente e del 13,6% su base annua. Tra i principali listini europei, il FTSE MIB ha registrato una delle migliori performance, con un incremento del 4,0% nel mese e del 24,2% rispetto all’anno precedente, mentre il DAX tedesco è salito del 2,9% (+4,0% a/a). Il CAC 40 francese e il FTSE 100 britannico hanno invece evidenziato una lieve flessione mensile (-0,8% e -1,1% rispettivamente), pur mantenendo una crescita positiva su base annua (+4,0% e +19,7%).Il gettito fiscale ha evidenziato una crescita sostenuta, trainata soprattutto dall’incremento delle imposte indirette e, in particolare, dell’IVA, mentre le imposte dirette hanno mostrato un’evoluzione più moderata, sostenuta prevalentemente dalle ritenute sui redditi da lavoro.
Parallelamente, la spesa in conto capitale ha continuato a espandersi, grazie all’accelerazione degli investimenti degli enti territoriali e ai trasferimenti a favore del sistema produttivo, con particolare attenzione agli interventi nel settore delle infrastrutture di trasporto e delle reti strategiche.
L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, determinato dal rialzo dei tassi di interesse e dal mutato scenario internazionale, ha comportato un incremento del costo del debito pubblico, incidendo sulle prospettive di finanza pubblica. Le più recenti previsioni delineano infatti un quadro di crescita economica più contenuta rispetto alle precedenti stime, accompagnato da un graduale percorso di consolidamento dei conti pubblici, sostenuto dal progressivo miglioramento del saldo primario, ma parzialmente compensato dalla maggiore incidenza della spesa per interessi.
Permangono, tuttavia, limitati margini di intervento per la politica di bilancio, anche in considerazione delle misure di sostegno ai comparti maggiormente esposti agli effetti dell’attuale contesto economico e delle priorità connesse agli investimenti strategici. In tale scenario, si prevede il mantenimento di un livello elevato della spesa per investimenti pubblici, finalizzata a favorire la transizione energetica, lo sviluppo infrastrutturale e la competitività del sistema economico.
2.2. Mercato dei capitali e il sistema bancario in
Italia
Mercati monetari e finanziari Nel corso del primo semestre 2026, i mercati monetari e finanziari sono rimasti condizionati dall’evoluzione dello scenario macroeconomico internazionale, dalle persistenti tensioni geopolitiche e dalle conseguenti decisioni di politica monetaria delle principali banche centrali.
Nel mese di giugno la Banca Centrale Europea ha innalzato di 25 punti base i tassi di interesse ufficiali, portando il tasso sui depositi al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento
BILANCIO SEMESTRALE 2026
21indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 3. Canali distributivi Il Gruppo Banco Desio è presente sul territorio italiano in 11 regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Umbria (mantenendo anche il marchio Banca Popolare di Spoleto), Lazio, Toscana, Marche, Abruzzo e Sardegna.
Nel corso del primo semestre 2026, in un’ottica di razionalizzazione e ottimizzazione del modello distributivo, il Gruppo Banco Desio ha provveduto alla chiusura di 2 filiali in overlap geografico, trasferendo i rapporti nelle filiali più prossime geograficamente.
Pertanto, al 30 giugno 2026, la struttura distributiva è costituita da 273 filiali (rispetto al consuntivo di fine esercizio precedente pari a 275), 50 negozi finanziari aperti con insegne della controllata Fides e 14 negozi finanziari con insegna Dynamica (rispettivamente 51 e 14 al 31 dicembre 2025).
Inoltre, risultano attive 13 Convenzioni per la Mediazione Creditizia con riferimento a Fides (ex 14 convenzioni) e 5 società di mediazione creditizia con riferimento alla ex Dynamica (ex 7 convenzioni) - di cui n. 2 convenzioni in comune.
L’ingresso nel Gruppo di SCM SIM, a partire dal 30 aprile 2026, ha apportato 44 nuovi consulenti finanziari ed assicurativi.
Nell’attuale contesto, in costante e rapida evoluzione, i clienti bancari italiani stanno diventando sempre più digitali. In particolare, negli ultimi anni c’è stata una crescita a doppia cifra dell’utilizzo di internet e dei canali self. Per rispondere alle esigenze dei clienti e in linea con i più recenti trend di mercato, il Banco sta proseguendo nella realizzazione di una strategia omnicanale bilanciata e integrata con il modello di servizio complessivo che tiene conto sia delle caratteristiche del mercato che della segmentazione dei clienti.
Il Modello organizzativo prevede in particolare:
→l’organizzazione di una rete distributiva articolata in Aree territoriali, ciascuna presidiata da un Responsabile di Area, che assume il ruolo di principale referente commerciale sul territorio, supportato dal Responsabile Imprese e dal Responsabile Retail. Al Responsabile di Area rispondono gerarchicamente i Responsabili di Filiale, i Gestori Imprese e i Gestori Personal. Al responsabile di Filiale rispondono gerarchicamente (ove presenti) i Gestori Anche il comparto bancario ha confermato un andamento favorevole: l’indice Euro Stoxx Banks è aumentato del 2,4% nel mese e del 33,9% su base annua, mentre il FTSE Banche italiano ha registrato una crescita del 4,4% nel mese e del 25,7% rispetto all’anno precedente. La capitalizzazione complessiva del mercato azionario dell’Area Euro è infine aumentata dell’1,4% rispetto al mese precedente e dell’11,3% su base annua, confermando il rafforzamento dei mercati finanziari europei..
Mercati bancari
Nel corso del primo semestre 2026 il mercato bancario italiano ha evidenziato un andamento complessivamente positivo, sostenuto dalla crescita della raccolta e degli impieghi, in un contesto ancora caratterizzato da condizioni monetarie restrittive.
A maggio 2026 la raccolta complessiva da clientela è aumentata del 2,6% su base annua, grazie alla crescita dei depositi (+2,3%) e della raccolta obbligazionaria (+5,0%). È inoltre proseguito il rafforzamento della provvista dall’estero, che ha registrato un incremento dell’8,6% rispetto all’anno precedente. Il costo della raccolta si è mantenuto sostanzialmente stabile, mentre i rendimenti delle nuove operazioni hanno continuato a riflettere il permanere di un contesto di tassi elevati.
Sul fronte degli impieghi, i finanziamenti complessivi al sistema economico sono cresciuti del 2,7% rispetto all’anno precedente, con un incremento del 3,0% dei prestiti al settore privato.
La domanda di credito da parte delle imprese ha mostrato un rallentamento, principalmente per la riduzione delle esigenze di finanziamento degli investimenti, mentre quella delle famiglie si è mantenuta nel complesso stabile, sostenuta dalla crescita del credito al consumo. I tassi applicati ai nuovi finanziamenti hanno evidenziato segnali di sostanziale stabilizzazione rispetto ai mesi precedenti.
Nel comparto del risparmio amministrato e gestito è proseguito il rafforzamento delle masse affidate al sistema bancario, con i titoli in custodia presso le banche italiane in aumento del 6,7% su base annua e una crescita delle gestioni patrimoniali, a conferma della positiva dinamica della raccolta indiretta.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
22indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La tabella che segue offre il dettaglio delle filiali del Gruppo con l’indicazione di quelle che accolgono consulenti finanziari e private banker alla fine del primo semestre dell’anno, in comparazione con il consuntivo dell’esercizio 2025.Small Business, Gestori POE, Gestori Family, Gestori Affluent, oltre alle figure a supporto della clientela. Centralmente, a diretto riporto del Responsabile di Area Commerciale sono presenti i Responsabili di Segmento: Privati, Affluent/Personal e Small Business, quest’ultimo con una struttura dedicata. E’ presente, infine, un Responsabile Area Imprese, con struttura dedicata, cui rispondono funzionalmente i Gestori Imprese dislocati nelle Aree.
→un riporto gerarchico e funzionale dei Private Banker ai rispettivi Area Manager Private di riferimento, a loro volta coordinati dall’Area Private Banking a diretto riporto della Direzione Wealth Management.
→ un riporto gerarchico e funzionale dei Consulenti Finanziari all’Area Consulenti Finanziari, a diretto riporto della Direzione Wealth Management.
Il grafico seguente offre il dettaglio della presenza territoriale per regioni della rete distributiva.Grafico n. 1 . Ripartizione % rete distributiva delle filiali di Banco Desio per regioni di
riferimento
Veneto 4,4%
Toscana 5,5%
Lazio 12,5% Piemonte 4,8%Liguria 7,3%
Umbria 14,7%
Sardegna 4,0%Lombardia 37,0%
Marche 3,7%
Abruzzo 0,7% Emilia Romagna 5,4%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
23 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Tabella n. 1 . Ripartizione filiali di Gruppo con indicazione della presenza di consulenti finanziari e private banker
30.06.2026 31.12.2025
Ripartizione
per regioneFiliali Banco Desiodi cui filiali
con consulenti
finanziaridi cui filiali con
private bankerNegozi
finanziari FidesNegozi
finanziari
DynamicaFiliali Banco
Desiodi cui filiali
con consulenti
finanziaridi cui filiali con
private bankerNegozi
finanziari
FidesNegozi
finanziari
Dynamica
Lombardia 101 12 26 4 0 101 8 27 5 0 Piemonte 13 5 5 6 1 14 6 5 5 1 Emilia Romagna 15 8 5 3 2 15 8 5 3 2 Liguria 20 4 4 0 0 20 3 4 0 0 Veneto 12 3 2 0 0 13 2 2 0 0 Friuli Venezia Giulia 0 0 0 1 0 0 0 0 1 0 Toscana 15 0 4 6 0 15 0 4 6 0 Lazio 34 4 2 5 3 34 4 2 5 3 Umbria 40 4 4 2 0 40 5 4 2 0 Marche 10 5 2 4 0 10 5 2 4 0 Abruzzo 2 0 0 3 1 2 0 0 3 1 Sardegna 11 0 0 2 0 11 0 0 2 0 Basilicata 0 0 0 0 1 0 0 0 0 1 Calabria 0 0 0 5 1 0 0 0 5 1 Campania 0 0 0 2 2 0 0 0 2 2 Puglia 0 0 0 2 0 0 0 0 2 0 Sicilia 0 0 0 5 3 0 0 0 6 3 Totale 273 45 54 50 14 275 41 55 51 14
BILANCIO SEMESTRALE 2026
24indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 4 . Eventi societari di rilievo Adesione ai Principles for Responsible Banking In data 19 gennaio 2026, Banco Desio ha reso noto di aver aderito ai Principles for Responsible Banking e cioè al quadro di riferimento di UNEP FI (United Nations Environment Programme Finance Initiative), sviluppato in collaborazione con banche da tutto il mondo, che comprende una serie di azioni volte a contribuire a un settore bancario più sostenibile, rafforzando l’impegno per l’integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nella strategia e nel modello di business del Gruppo, in coerenza con i fattori abilitanti “ESG infusion” e relativi target definiti nel Piano Industriale Beyond26.
Decisione sul capitale per il Gruppo Banco Desio e per il Gruppo CRR Brianza Unione In data 21 gennaio 2026, la Banca d’Italia ha comunicato a Banco Desio e alla Capogruppo CRR Brianza Unione la propria decisione sul capitale a conclusione del periodico processo di revisione prudenziale (SREP). In sintesi, i requisiti patrimoniali assegnati al Gruppo CRR risultano pari a un CET1 ratio del 7,80%, un Tier 1 ratio del 9,60% e un Total Capital ratio dell’11,90%.
I coefficienti patrimoniali del Gruppo continuano a risultare ampiamente superiori ai requisiti di Vigilanza, confermando il mantenimento di significativi buffer di capitale e quindi l’ulteriore rafforzamento della solidità del Gruppo.
Adozione del sistema di amministrazione e
controllo monistico
In data 12 marzo 2026, l’Assemblea Straordinaria di Banco Desio ha approvato le modifiche statutarie funzionali all’adozione del sistema di amministrazione e controllo monistico, ai sensi degli articoli 2409 sexiesdecies e seguenti del Codice civile. Le modifiche, preventivamente autorizzate dalla Banca d’Italia, hanno trovato applicazione a decorrere dal primo rinnovo degli organi sociali successivo all’iscrizione della deliberazione assembleare presso il Registro delle Imprese e cioè dall’Assemblea Ordinaria tenutasi in data 29 aprile 2026.
La descrizione aggiornata del sistema adottato è riportata nel Progetto di Governo Societario pubblicato sul sito istituzionale di Banco Desio nella sezione Assemblee / Assemblea Straordinaria del 12 marzo 2026.
Accertamenti ispettivi in ambito AIRB In data 15 maggio 2026 si è conclusa l’attività ispettiva presso Banco Desio finalizzata a valutare la nuova generazione dei modelli AIRB oggetto di model change che era stata avviata dalla Banca d’Italia il 23 febbraio 2026. Banco Desio è in attesa delle risultanze ispettive.
Accordo di distribuzione nel comparto protection con Italiana Assicurazioni S.p.A.
In data 23 marzo 2026 Banco Desio e Italiana Assicurazioni S.p.A. hanno sottoscritto un nuovo accordo di distribuzione nel comparto Protection, finalizzato allo sviluppo e alla commercializzazione di soluzioni assicurative dedicate alla clientela retail, alle famiglie e alle piccole e medie imprese. L’accordo, di durata fino a tutto il 2034, prevede l’ampliamento dell’offerta di prodotti assicurativi, laddove tra le principali soluzioni previste figurano coperture nei rami malattia, long term care, TCM, multirischio casa, infortuni e PPI, oltre a nuove polizze dedicate al segmento PMI. Si tratta di ambiti nei quali il Banco prevede una significativa adesione da parte della clientela, sostenuta dall’elevata qualità delle soluzioni offerte.
La collaborazione prevede, inoltre, lo sviluppo di un modello operativo integrato tra banca e compagnia assicurativa, con iniziative congiunte in ambito di sviluppo prodotto, assistenza alla clientela, formazione della rete distributiva, integrazione tecnologica e sviluppo commerciale, anche attraverso la possibile costituzione di una Managing General Agency.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
25indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati annuale denominato “Sistema incentivante 2026”, basato sull’assegnazione di “Phantom Shares”, destinato all’Amministratore Delegato e Direttore Generale nonché al restante Personale più rilevante del Gruppo, (d) l’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni ordinarie proprie (“buyback 2026”), (e) la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione (cfr.
infra) e (f) l’integrazione, su proposta motivata del Collegio Sindacale, del corrispettivo della società di revisione KPMG S.p.A. per l’incarico di revisione legale conferito ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del D.lgs. n. 39/2010 per il periodo 2021-2029.
Nomina del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione Successivamente all’adozione del modello di amministrazione e controllo monistico, deliberato dall’Assemblea Straordinaria del 12 marzo 2026, l’Assemblea Ordinaria del 29 aprile 2026 ha quindi provveduto, previa determinazione in 13 del numero dei Consiglieri per il triennio 2026-
2028, alla nomina, con voto di lista, del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione nel rispetto dell’equilibrio fra i generi ai sensi della Legge 27 dicembre 2019 n. 160. Per la composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione e la sua articolazione interna in comitati consultivi si fa rimando al relativo comunicato stampa.
Acquisizione del controllo di Solutions Capital Management SIM S.p.A.
In data 27 aprile 2026 Banco Desio ha reso noti i risultati definitivi dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria (l’“Offerta”) promossa dall’Offerente e avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Solutions Capital Management SIM S.p.A. (“SCM” o l’”Emittente”), di cui al documento di offerta pubblicato in data 27 marzo 2026 (il “Documento di Offerta”).
Sulla base dei risultati definitivi comunicati da Equita SIM S.p.A., in qualità di Intermediario Incaricato del Coordinamento della Raccolta delle Adesioni, si rende noto che dal 30 marzo 2026 al 24 aprile 2026 (estremi inclusi) sono state portate in adesione all’Offerta complessive n. 2.182.102 Azioni, pari al 97,665% del capitale sociale e al 97,665% delle Azioni Oggetto dell’Offerta, per un controvalore complessivo pari ad Euro 10.059.490,22.Estinzione anticipata dei contratti di credito ai consumatori (cd. “sentenza Lexitor”) Facendo seguito alla rilevazione riferita alle estinzioni anticipate di contratti di credito ai consumatori condotta nel 2025, in data 9 aprile 2026 la Banca d’Italia ha, tra l’altro, chiesto alla controllata Fides di adottare un piano di rimedio recante misure correttive con riguardo alla gestione, ai sensi dell’art. 125-sexies del TUB, delle pregresse richieste di estinzione anticipata dei contratti di credito ai consumatori, per cui ha altresì richiesto di definire un programma di iniziative restitutorie.
Al riguardo Banco Desio e Fides stanno concludendo, con il supporto dei propri consulenti e il confronto in sede associativa (ABI e Assofin, stante la rilevanza per il settore di riferimento), gli approfondimenti volti a definire gli obblighi rispetto al diritto soggettivo della clientela che ha richiesto l’estinzione anticipata dei contratti di credito al consumo; la risposta, comprensiva del piano di rimedio e del programma di iniziative restitutorie, sarà trasmessa alla Banca d’Italia entro il termine del 14 agosto p.v. previa approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della controllata che è stato convocato per il 13 agosto p.v.
Principali deliberazioni assembleari di Banco Desio L’Assemblea Ordinaria del 29 aprile 2026 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025 e la relativa destinazione dell’utile con la distribuzione agli azionisti di un dividendo pari a Euro 0,5105 per ciascuna delle azioni ordinarie in circolazione alla “record date”. In ottemperanza al calendario di Borsa, il dividendo è stato posto in pagamento il giorno 6 maggio 2026, contro stacco della cedola n. 34; la data di “stacco”, ai fini delle quotazioni dei titoli, e la “record date” sono state rispettivamente il giorno 4 e 5 maggio 2026.
La medesima Assemblea Ordinaria ha approvato altresì (a) l’imputazione alla “Riserva per Utili (perdite) portati a nuovo” dell’importo di euro 12.842.500 della “Riserva Contributo Straordinario ex art. 1 co. 69 L. n. 199/2025” da utilizzare per il pagamento, come deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 10 febbraio 2026, del contributo straordinario di cui all’articolo 1, commi 69-71, della Legge 199/2025 e la destinazione alla “Riserva statutaria”, successivamente alla liquidazione del predetto contributo straordinario da eseguire nel 2026, della “Riserva 2023” con conseguente eliminazione di quest’ultima in quanto liberata da ogni vincolo, (b) la Relazione annuale sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, (c) il Piano di incentivazione
BILANCIO SEMESTRALE 2026
26indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Programma per l’acquisto di azioni proprie
(buyback 2026)
Il Consiglio di Amministrazione del Banco di Desio e della Brianza S.p.A., preso atto del provvedimento autorizzativo rilasciato in data 11 maggio 2026 dalla Banca d’Italia ai sensi degli artt. 77 e 78 del Reg. UE n. 575/2013 (“CRR”) e nell’ambito dell’autorizzazione conferita dall’Assemblea Ordinaria del 29 aprile 2026, ha deliberato di procedere all’avvio dell’operatività del programma di acquisto di azioni proprie (“Programma BuyBack 2026”) in data 1° giugno 2026.
Il Programma riguarda l’acquisto di massime n. 3.944.244 azioni proprie, pari al 3% del capitale, per un importo massimo complessivo quantificato in Euro 40 milioni ad un corrispettivo unitario che non sia superiore al prezzo più elevato tra il prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta indipendente più elevata corrente nelle sedi di negoziazione dove viene effettuato l’acquisto, fermo restando che non può comunque essere inferiore nel minimo del 10% e superiore nel massimo del 10% rispetto alla media del prezzo ufficiale registrato dal titolo Banco Desio nei 10 giorni di Borsa precedenti ogni singola operazione di acquisto.
Il Programma ha come finalità principale l’ottimizzazione del capitale rispetto alle esigenze prospettiche del Gruppo Banco Desio. Gli acquisti sono effettuati sul mercato con le modalità stabilite nelle applicabili disposizioni di legge e di regolamento tempo per tempo vigenti, ivi inclusi l’art. 132 TUF , le relative disposizioni di attuazione, l’art. 144-bis del Regolamento Consob n. 11971/1999 e nel rispetto delle condizioni e delle restrizioni relative alla negoziazione di cui agli artt. 3 e 4 del Regolamento (UE) n. 1052/2016.
Banco Desio ha incaricato Equita SIM S.p.A. come intermediario che darà esecuzione al Programma. Si precisa che il Provvedimento autorizzativo della Banca d’Italia ha durata 12 mesi (ovvero sino al 10 maggio 2027 e che, a decorrere dalla data del provvedimento autorizzativo, l’intero importo massimo complessivo («plafond») viene dedotto dai Fondi Propri consolidati e individuali. L’impatto della deduzione di 40 milioni di Euro sul patrimonio di vigilanza di Banco Desio è stato conseguentemente applicato a partire dalla segnalazione al 30 giugno 2026.Alla luce di quanto precede, sulla base dei risultati definitivi dell’Offerta, il 30 aprile 2026 Banco Desio è giunto a detenere alla Data di Pagamento (ossia il 30 aprile 2026), complessive n.
2.182.102 Azioni, pari al 97,665% del capitale sociale di SCM, confermando quindi l’avveramento della Condizione sulla Soglia.
Con riferimento alle restanti Condizioni dell’Offerta di cui all’Avvertenza A.2 del Documento di Offerta, Banco Desio ha reso noto: (i) l’avveramento della Condizione dell’Offerta di cui alla lettera (g) dell’Avvertenza A.2 del Documento di Offerta, tenuto conto del comunicato stampa diffuso da SCM in data 27 aprile 2026 (disponibile sul sito internet www.scmsim.it, Sezione “Investors” / “Comunicati Stampa”) avente ad oggetto le dimissioni rassegnate dai consiglieri e sindaci dell’Emittente (ivi inclusi i sindaci supplenti) e (ii), di rinunciare alle restanti Condizioni dell’Offerta di cui all’Avvertenza A.2 del Documento di Offerta.
L’Offerta è divenuta pertanto efficace.
Il pagamento del Corrispettivo di Euro 4,61 per ciascuna Azione portata in adesione all’Offerta durante il Periodo di Adesione è avvenuto – a fronte del contestuale trasferimento della proprietà di tali Azioni all’Offerente – alla Data di Pagamento del 30 aprile 2026.
Alla luce dei risultati definitivi dell'Offerta sopra indicati, Banco Desio – come dichiarato nel Documento di Offerta – ha altresì adempiuto all’Obbligo di Acquisto ai sensi dell’art. 108, comma 1, del TUF in relazione alle rimanenti n. 52.162 Azioni, pari al 2,335% del capitale sociale di SCM (le “Azioni Residue”), dando corso alla Procedura Congiunta.
Ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 108, comma 3, del TUF , come richiamate dall’art.
111 del TUF , e all’art. 9 dello Statuto, il Diritto di Acquisto è stato esercitato da Banco Desio riconoscendo un corrispettivo per ogni Azione pari al Corrispettivo dell’Offerta (i.e., Euro 4,61).
La Procedura Congiunta ha avuto efficacia in data 6 maggio 2026, nel momento in cui Banco Desio ha comunicato a SCM l’avvenuto deposito e la disponibilità delle somme per il pagamento del corrispettivo della Procedura Congiunta.
Borsa Italiana ha disposto la sospensione delle Azioni di SCM dalle negoziazioni su Euronext Growth Milan nelle sedute del 4 e del 5 maggio 2026 e il Delisting a partire dalla seduta del 6 maggio 2026.
In esecuzione dell’accordo quadro sottoscritto in data 25 novembre 2025 tra Banco Desio (“Cedente”) e i soci di The Shuttle Srl (veicolo societario riconducibile al management di SCM SIM, “Cessionario”), in data 27 maggio 2026 il Banco ha trasferito a The Shuttle la piena proprietà di n. 259.102 azioni di SCM SIM (pari all’11,597% del capitale sociale) a fronte del medesimo prezzo per azione previsto dall’OPA (Euro 4,61) e, pertanto, pari ad Euro 1.194.460,22.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
27indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Con riferimento al termine a partire dal quale il requisito MREL sarà vincolante, l’Autorità di Vigilanza ha confermato il periodo transitorio fino al 1° gennaio 2027. Non sono stati attribuiti requisiti addizionali di subordinazione.
Sostenibilità e rischio climatico-ambientale Nel periodo di riferimento Banco Desio ha proseguito nell’attuazione del “Piano ESG 2026” per la progressiva integrazione dei fattori di sostenibilità (in particolare quello climatico-ambientale) nel sistema decisionale di cui si è data informativa nei precedenti esercizi.
I fattori di sostenibilità sono diventati uno dei pilastri del Piano industriale 2024-2026 “Beyond26” stante la maggiore consapevolezza del Gruppo in merito agli impatti e alle opportunità che ne derivano, per il contesto competitivo e regolamentare, per le strategie, il business model e gli obiettivi, in relazione al suo ruolo di sostegno alle PMI e alle famiglie nel processo di transizione verso un’economia che affianchi alla sostenibilità economica quella ambientale e sociale.
Attraverso la marcata connotazione di sostenibilità del nuovo Piano Industriale “Beyond26”, denominata “ESG Infusion”, il Gruppo ambisce a diventare la migliore Banca di prossimità in Italia grazie anche all’innovazione digitale e alla vicinanza ai clienti.Programma di Obbligazioni Bancarie Garantite
(OBG)
In data 23 giugno 2026 Banco Desio ha concluso con successo il collocamento di un’emissione di Covered Bond a valere sul proprio programma di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG, rating AA+ da parte di Fitch) per un importo complessivo di 350 milioni di euro con scadenza 5,5 anni destinata ad investitori istituzionali.
Il bond ha attratto sul mercato una domanda qualificata, consentendo di fissare il rendimento a 41 punti base sopra il mid-swap. Al termine del collocamento sono stati registrati ordini per oltre 570 milioni di euro che hanno permesso di concludere l’emissione a condizioni competitive.
Il book è stato caratterizzato da una composizione di elevata qualità, con il 37% distribuito presso banche ed il 34% presso fund manager.
La distribuzione ha visto una significativa partecipazione internazionale, con circa il 41% degli ordini provenienti dall’estero e la rilevante presenza di grandi investitori europei. L'operazione è coerente con il Funding Plan 2026 e rappresenta per il Banco Desio una conferma della continuità di accesso al mercato del funding wholesale di differenti giurisdizioni.
Determinazione del requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL) Banco Desio rende noto in data 30 luglio 2026 di aver ricevuto da Banca d’Italia la notifica della decisione in materia di requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL, Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities).
Il Gruppo Banco Desio, su base consolidata, dovrà rispettare i seguenti requisiti:
→MREL in termini di TREA (Total Risk Exposure Amount) pari al 18,12% escluso il CBR Combined Buffer Requirement;
→MREL in termini di LRE (Leverage Ratio Exposure) pari al 5,34%.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
28indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 5 . Risorse umane Al 30 giugno 2026 il personale dipendente del Gruppo si è attestato a 2.491 dipendenti, con un decremento di 4 risorse rispetto al consuntivo di fine esercizio precedente.
L’andamento dell’organico del Gruppo verificatosi negli ultimi anni viene rappresentato dal grafico che segue.
Grafico n. 2 . Andamento personale dipendente di Gruppo negli ultimi anni Le tabelle che seguono offrono il dettaglio del totale delle risorse del Gruppo e delle relative dinamiche nel periodo di riferimento.050010001500200025003000 2022 2023 2024 2025 2026 2.115 2.391 2.535 2.495 2.491
BILANCIO SEMESTRALE 2026
29indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Tabella n. 2 . Ripartizione personale dipendente di Gruppo per qualifica Tabella n. 3 . Ingressi di risorse di Gruppo per qualifica nel semestre30.06.2026 31.12.2025 Numero dipendenti Donne Incidenza % Uomini Incidenza % Totale Donne Incidenza % Uomini Incidenza % Totale Personale dipendente del Gruppo 1.091 43,8% 1.400 56,2% 2.491 1.099 44,0% 1.396 56,0% 2.495 Dirigenti 6 16,7% 30 83,3% 36 6 19,4% 25 80,6% 31 Quadri direttivi 395 31,6% 855 68,4% 1.250 397 31,8% 853 68,2% 1.250 Restante personale 690 57,3% 515 42,7% 1.205 696 57,3% 518 42,7% 1.214 Collaboratori esterni 33 19,9% 133 80,1% 166 25 24,0% 79 76,0% 104 Consulenti finanziari 20 16,0% 105 84,0% 125 14 18,4% 62 81,6% 76 Altri collaboratori 13 31,7% 28 68,3% 41 11 39,3% 17 60,7% 28 Totale risorse 1.124 42,3% 1.533 57,7% 2.657 1.124 43,2% 1.475 56,8% 2.599
30.06.2026 30.06.2025
Numero dipendenti Donne Incidenza % Uomini Incidenza % Totale Donne Incidenza % Uomini Incidenza % Totale Personale dipendente del Gruppo 18 35,3% 33 64,7% 51 11 50,0% 11 50,0% 22 Dirigenti 0 0,0% 6 100,0% 6 0 n.s. 0 n.s. 0 Quadri direttivi 7 35,0% 13 65,0% 20 2 28,6% 5 71,4% 7 Restante personale 11 44,0% 14 56,0% 25 9 60,0% 6 40,0% 15 Collaboratori esterni 8 26,7% 22 73,3% 30 11 35,5% 20 64,5% 31 Consulenti finanziari 1 20,0% 4 80,0% 5 1 16,7% 5 83,3% 6 Altri collaboratori 7 28,0% 18 72,0% 25 10 40,0% 15 60,0% 25 Totale risorse126 32,1% 55 67,9% 81 22 41,5% 31 58,5% 53 (1) Nella voce in oggetto sono inclusi gli ingressi relativi al personale di SCM SIM, incorporata nel Gruppo alla data del 30 aprile 2026
BILANCIO SEMESTRALE 2026
30indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Tabella n. 4 . Uscite di risorse del Gruppo per qualifica nel semestre Tabella n. 5 . Ripartizione delle risorse del Gruppo per area di appartenenza30.06.2026 30.06.2025 Numero dipendenti Donne Incidenza % Uomini Incidenza % Totale Donne Incidenza % Uomini Incidenza % Totale Personale dipendente del Gruppo 28 49,1% 29 50,9% 57 10 31,3% 22 68,8% 32 Dirigenti 0 0,0% 1 100,0% 1 0 n.s. 0 n.s. 0 Quadri direttivi 12 46,2% 14 53,8% 26 3 15,0% 17 85,0% 20 Restante personale 16 53,3% 14 46,7% 30 7 58,3% 5 41,7% 12 Collaboratori esterni 7 41,2% 10 58,8% 17 15 44,1% 19 55,9% 34 Consulenti finanziari 0 n.s. 1 n.s. 1 1 25,0% 3 75,0% 4 Altri collaboratori 7 43,8% 9 56,3% 16 14 46,7% 16 53,3% 30 Totale risorse 35 47,3% 39 52,7% 74 25 37,9% 41 62,1% 66
30.06.2026 30.06.2025
Numero dipendenti Donne Incidenza % Uomini Incidenza % Totale Donne Incidenza % Uomini Incidenza % Totale Direzione generale e supporto operativo 307 42,1% 422 57,9% 729 296 42,4% 402 57,6% 698 Personale dipendente 294 42,7% 394 57,3% 688 285 42,5% 385 57,5% 670 Altri collaboratori 13 31,7% 28 68,3% 41 11 39,3% 17 60,7% 28 Rete distributiva 817 42,4% 1.111 57,6% 1.928 828 43,6% 1.073 56,4% 1.901 Personale dipendente 797 44,2% 1006 55,8% 1.803 814 44,6% 1011 55,4% 1.825 di cui Private banker 21 25,9% 60 74,1% 81 21 25,6% 61 74,4% 82 Consulenti finanziari 20 16,0% 105 84,0% 125 14 18,4% 62 81,6% 76 Totale risorse 1.124 42,3% 1.533 57,7% 2.657 1.124 43,2% 1.475 56,8% 2.599
BILANCIO SEMESTRALE 2026
31indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 6. Andamento della gestione 6.1. La raccolta del risparmio: le masse amministrate della clientela Il totale delle masse amministrate della clientela al 30 giugno 2026 è risultato pari a circa 42,8 miliardi di euro, in aumento di circa 2,5 miliardi di euro (+6,2%) rispetto al saldo di fine esercizio 2025, attribuibile all’andamento positivo della raccolta indiretta (+10,6%) supportata dal contributo positivo della controllata SCM SIM per 0,9 miliardi di euro, parzialmente compensato dall’andamento di quella diretta (-0,1%).
Le seguenti tabelle rappresentano rispettivamente l’andamento della raccolta nel periodo di riferimento ed il dettaglio della raccolta diretta e indiretta.
Tabella n. 6 . Raccolta totale da clientela Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Incidenza % 31.12.2025 Incidenza % Variazioni
Valore %
Debiti verso clientela 13.116.510 30,7% 13.462.508 33,4% (345.998) -2,6% Titoli in circolazione 3.601.504 8,4% 3.264.642 8,1% 336.862 10,3% Raccolta diretta 16.718.014 39,1% 16.727.150 41,5% (9.136) -0,1% Raccolta da clientela ordinaria 17.322.540 40,5% 15.319.624 38,0% 2.002.916 13,1% Raccolta da clientela istituzionale 8.747.619 20,4% 8.252.439 20,5% 495.180 6,0% Raccolta indiretta 26.070.159 60,9% 23.572.063 58,5% 2.498.096 10,6% Totale raccolta da clientela 42.788.173 100,0% 40.299.213 100,0% 2.488.960 6,2%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
32 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La raccolta diretta La raccolta diretta al 30 giugno 2026 ammonta a circa 16,7 miliardi di euro, -0,1% rispetto al 31 dicembre 2025, per effetto del calo dei debiti verso la clientela (-2,6%) parzialmente compensato dalla crescita dei titoli in circolazione (+10,3%).
Tabella n. 7 . Raccolta diretta Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Incidenza % 31.12.2025 Incidenza % Variazioni
Valore %
Debiti verso clientela 13.116.510 78,5% 13.462.508 80,5% (345.998) -2,6% Conti correnti e depositi 11.372.121 68,0% 11.382.525 68,0% (10.404) -0,1% conti correnti e depositi a vista 10.521.119 62,9% 10.594.820 63,3% (73.701) -0,7% depositi a scadenza e c/c vincolati 851.002 5,1% 787.705 4,7% 63.297 8,0% Pronti contro termine e presito titoli 716.527 4,3% 1.032.741 6,2% (316.214) -30,6% Finanziamenti ed altri debiti 1.027.862 6,2% 1.047.242 6,3% (19.380) -1,9% Titoli in circolazione 3.601.504 21,5% 3.264.642 19,5% 336.862 10,3% obbligazioni al costo ammortizzato e passività valutate al fair value 3.601.491 21,5% 3.264.619 19,5% 336.872 10,3% certificati di deposito e altri titoli 13 0,0% 23 0,0% (10) -43,5% Raccolta diretta 16.718.014 100,0% 16.727.150 100,0% (9.136) -0,1%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
33indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Nel corso del primo semestre 2026 l’attività di funding realizzata con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) è aumentata di 16,3 milioni di euro, determinando un incremento della provvista finanziaria destinata a PMI e Mid-Cap pari a complessivi 23 milioni di euro, a valere sulla prima tranche deliberata da 60 milioni di euro.
Si segnala inoltre che l'Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA) ha proposto di abbreviare il ciclo di regolamento per le operazioni su valori mobiliari dell’UE (quali azioni od obbligazioni eseguite nelle sedi di negoziazione dell'UE), restringendolo da due giorni a un giorno. A tal fine, il 13 ottobre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’UE il nuovo regolamento CSDR opportunamente emendato. L'iniziativa di settlement T+1 ha l'obiettivo di ridurre il periodo di regolamento delle transazioni finanziarie da due giorni lavorativi (T+2) a un giorno lavorativo (T+1) e mira a migliorare l'efficienza del mercato, ridurre il rischio di controparte e il rischio di credito, e aumentare la liquidità.
Il go live del nuovo ciclo di regolamento è stato stabilito per l’11 ottobre 2027 con adeguamenti per specifiche tematiche anche nel corso del 2026.
Banco Desio partecipa a gruppi di lavoro esterni, interni e con l’outsourcer, al fine di pianificare gli interventi necessari all’adeguamento ai nuovi standard regolamentari.Grafico n. 3 . Andamento raccolta diretta negli ultimi anni
Sul lato del funding, di particolare rilievo nel corso del mese di giugno 2026 è stata l’emissione per 350 milioni di euro di un Covered Bond del Banco con scadenza gennaio 2032 ed una cedola al 3,125%. Il bond ha attratto sul mercato una domanda qualificata, consentendo di fissare il rendimento a 41 punti base sopra il tasso mid-swap di periodo. Al termine del collocamento sono stati registrati ordini per oltre 570 milioni di euro che hanno permesso di concludere l’emissione a condizioni competitive. Il book è stato caratterizzato da una composizione di elevata qualità, con il 37% distribuito presso banche ed il 34% presso fund manager. La distribuzione ha visto una significativa partecipazione internazionale, con circa il 41% degli ordini provenienti dall’estero e la rilevante presenza di grandi investitori europei.
È proseguita la consueta attività di collocamento di propri prestiti obbligazionari alla clientela retail per un totale emesso da inizio anno di 77,3 milioni di euro.2
045791113141618
2025 2026 2024 2023 2022 12,6 14,7 15,8 16,7 16,7
BILANCIO SEMESTRALE 2026
34indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La raccolta indiretta La raccolta indiretta ha registrato al 30 giugno 2026 un saldo di 26,1 miliardi di euro, in aumento del 10,6% rispetto al saldo di fine esercizio precedente. La raccolta da clientela ordinaria si è attestata a 17,3 miliardi di euro, in aumento del 13,1% rispetto alla fine dell’esercizio precedente, a seguito dell’andamento positivo del risparmio amministrato (+13,1%) e del comparto gestito (+13,0%) supportati dal contributo positivo della controllata SCM SIM per 0,9 miliardi di euro.
La tabella che segue offre il dettaglio dell’aggregato in esame, evidenziando le variazioni intervenute nell’arco temporale considerato.
Tabella n. 8 . Raccolta indiretta Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Incidenza % 31.12.2025 Incidenza % Variazioni
Valore %
Risparmio amministrato 6.561.200 25,2% 5.799.230 24,6% 761.970 13,1% Risparmio gestito 10.761.340 41,2% 9.520.394 40,4% 1.240.946 13,0% Gestioni patrimoniali 1.819.872 7,0% 1.459.686 6,2% 360.186 24,7% Fondi comuni e Sicav 5.668.814 21,7% 5.063.823 21,5% 604.991 11,9% Prodotti bancario-assicurativi 3.272.654 12,5% 2.996.885 12,7% 275.769 9,2% Raccolta da clientela ordinaria 17.322.540 66,4% 15.319.624 65,0% 2.002.916 13,1% Raccolta da clientela istituzionale(1)8.747.619 33,6% 8.252.439 35,0% 495.180 6,0% Risparmio amministrato 7.719.809 29,6% 7.471.490 31,7% 248.319 3,3% Risparmio gestito 1.027.810 4,0% 780.949 3,3% 246.861 31,6% Raccolta indiretta 26.070.159 100,0% 23.572.063 100,0% 2.498.096 10,6% Amministrata 14.281.009 54,8% 13.270.720 56,3% 1.010.289 7,6% Gestita 11.789.150 45,2% 10.301.343 43,7% 1.487.807 14,4% (1) la raccolta da clientela istituzionale include titoli depositati per circa euro 1,97 miliardi sottostanti alle polizze Vita del comparto di bancassicurazione della Clientela ordinaria del Gruppo (circa 2,08 miliardi di euro al 31.12.2025).
BILANCIO SEMESTRALE 2026
35indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Grafico n. 5 . Ripartizione raccolta indiretta da clientela istituzionale per comparto al 30.06.2026Dagli approfondimenti svolti sugli investimenti detenuti dalla clientela (titoli, fondi, gestioni patrimoniali, ecc.) relativi a emittenti con sede in Russia, Bielorussia e Ucraina, o comunque aventi il rublo quale valuta di emissione, non emergono ad oggi profili di rischio rilevanti.
Il grafico seguente rappresenta la suddivisione per comparto della raccolta indiretta da clientela ordinaria e istituzionale al 30 giugno 2026, mentre quello successivo si focalizza sulle componenti del risparmio gestito al medesimo periodo, evidenziando come vi sia un’incidenza sempre più marcata della raccolta verso i fondi comuni e le sicav.
Grafico n. 4 . Ripartizione raccolta indiretta da clientela ordinaria per comparto al
30.06.2026
Risparmio amministrativo Risparmio gestito62,1% (ex 62,1%)37,9% (ex 37,9%) Risparmio gestito Risparmio amministrativo88,3% (ex 90,5%)11,7% (ex 9,5%)
BILANCIO SEMESTRALE 2026
36indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati tassi invariati nella prima parte dell’anno, rimandando eventuali tagli a fronte di un’inflazione ancora superiore al target e di un’economia resiliente, la BCE ha mantenuto una postura prudente, alzando i tassi dello 0,25%, pur in un contesto di crescita modesta.
Dal punto di vista dei mercati finanziari, il primo trimestre 2026 è stato caratterizzato da una correzione diffusa, con azioni e obbligazioni sotto pressione a causa della risalita dei rendimenti e delle aspettative di tassi più elevati più a lungo. Successivamente, i mercati hanno mostrato una capacità di recupero, con una netta sovraperformance della tecnologia e degli industriali a scapito dei temi più difensivi (farmaceutici e utility).
Nel complesso, il semestre ha segnato il passaggio da un contesto guidato prevalentemente dalla disinflazione e dal supporto monetario a uno dominato da incertezza, shock esogeni e crescente divergenza tra economie e mercati, rendendo più centrale la selezione e la gestione attiva del rischio.
In questo contesto, nella gestione Azionaria, abbiamo mantenuto un’esposizione pari a quella del parametro di riferimento. Dal punto di vista geografico gli Stati Uniti, pur continuando ad essere il peso principale, sono stati mantenuti in sottopeso, a favore del resto del mondo.
Neutrali sul Giappone.
Tra i settori, abbiamo mantenuto la preferenza per i tecnologici, gli industriali e i finanziari.
Nella gestione Obbligazionaria siamo rimasti ottimisti sulle obbligazioni indicizzate all'inflazione e abbiamo ribadito la nostra visione costruttiva sul mercato delle obbligazioni societarie, in particolare in Europa, dove abbiamo privilegiato i titoli con i rating più elevati e quelli del settore finanziario.
Infine, abbiamo proseguito a investire nei mercati emergenti in quanto hanno raggiunto un livello di resilienza strutturale che era inimmaginabile un decennio fa.Grafico n. 6 . Ripartizione raccolta indiretta per componenti risparmio gestito al 30.06.2026 La prima metà del 2026 ha confermato un contesto macro-finanziario complesso e meno sin-
cronizzato rispetto al passato recente. L’economia globale ha continuato a crescere, ma con traiettorie divergenti tra le diverse aree geografiche: dinamismo relativo negli Stati Uniti e in Asia, a fronte di una persistente debolezza europea.
Sullo sfondo, il riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto in Medio Oriente, ha inciso sulle aspettative di crescita e alimentato una nuova fase di incertezza. L’inflazione, dopo il progressivo rientro osservato nel 2025, ha mostrato segnali di riaccelerazione in diverse economie avanzate, spinta dal rialzo dei prezzi dell’energia.
Questo ha reso più complesso il lavoro delle banche centrali, che hanno adottato un approccio attendista e fortemente dipendente dai dati congiunturali: la Federal Reserve ha mantenuto i Fondi comuni e Sicav Bancassicurazione Gestioni patrimoniali30,4% (ex 31,5%)52,7% (ex 53,2%) 16,9% (ex 15,3%)
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37indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Grafico n. 7 . Andamento impieghi alla clientela negli ultimi anni
Gli scostamenti dei saldi nelle voci che compongono gli impieghi per forma tecnica vengono sintetizzati dalla tabella che segue.6.2. Gli impieghi alla clientela Il valore complessivo degli impieghi1 lordi verso clientela al 30 giugno 2026 si attesta a circa 12,8 miliardi di euro (ex 13,0 miliardi di euro) interamente relativi a impieghi verso clientela ordinaria (ex 12,6 miliardi di euro relativi a impieghi verso la clientela ordinaria e 0,4 miliardi di euro relativi a impieghi verso la clientela istituzionale).
Il valore complessivo degli impieghi1 netti verso clientela al 30 giugno 2026 si attesta a circa 12,5 miliardi di euro, (ex 12,7 miliardi di euro), interamente relativi a impieghi verso clientela ordinaria (ex 12,3 miliardi di euro relativi a impieghi verso la clientela ordinaria e 0,4 miliardi di euro relativi a impieghi verso la clientela istituzionale).
Sul portafoglio complessivo è proseguita, da parte della Direzione Crediti, l’attività di monitoraggio, dalle cui analisi delle posizioni emerge il mantenimento di un livello di deterioramento degli affidamenti in linea con quello registrato nel 2025.
I processi di monitoraggio del credito hanno garantito, tramite l’intercettamento tempestivo dei segnali di allerta, l’attivazione di azioni di contenimento e gestione del rischio.
Il monitoraggio delle posizioni direttamente o indirettamente più esposte all’attuale congiuntura politico-economica costituisce uno dei primi driver di attenzione al fine di garantire la migliore qualità del portafoglio crediti nel tempo e, al medesimo tempo, per individuare le migliori soluzioni per consentire alle imprese di proseguire il loro business.
Il grafico seguente riporta l’andamento complessivo degli impieghi alla clientela verificatosi negli ultimi anni che evidenzia un tasso di crescita degli ultimi cinque anni del +2,2%, per effetto della crescita dei volumi nel semestre di riferimento, in parte compensata dalla contrazione dei crediti deteriorati degli anni precedenti.2
0468101214
2025 2026 2024 2023 2022 11,5 11,7 12,0 12,7 12,5 1) Esclusi crediti deteriorati per Euro 20,0 milioni netti classificati nella voce “Attività in via di dismissione”.
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38indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Tabella n. 9 . Crediti verso clientela La sottovoce “Altre operazioni” ricomprende le operazioni di finanziamento diverse da quelle indicate nelle sottovoci precedenti (ad esempio finanziamenti di tipo bullet, anticipi su fatture ed effetti salvo buon fine, anticipi import/export e altre partite diverse).
Nell’ambito della distribuzione dei crediti lordi, inclusi quelli di firma, l’incidenza percentuale degli utilizzi riconducibile ai primi clienti alla fine del primo semestre dell’anno corrente continua ad esprimere un elevato grado di frazionamento del rischio.Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Incidenza % 31.12.2025 Incidenza % Variazioni
Valore %
Mutui 7.605.909 60,8% 7.699.738 60,5% (93.829) -1,2% a tasso fisso 4.668.312 37,3% 4.799.562 37,7% (131.250) -2,7% a tasso variabile 1.585.827 12,7% 1.294.905 10,2% 290.922 22,5% a tasso misto (1)1.351.770 10,8% 1.605.271 12,6% (253.501) -15,8% Conti correnti 1.016.517 8,1% 928.947 7,3% 87.570 9,4% Pronti contro termine e prestito titoli 0 0,0% 373.337 2,9% (373.337) n.s.
Leasing finanziario 153.118 1,2% 156.567 1,2% (3.449) -2,2% Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto 2.553.985 20,4% 2.375.062 18,6% 178.923 7,5% Altre operazioni 1.189.241 9,5% 1.208.348 9,5% (19.107) -1,6% Crediti verso clientela 12.518.770 100,0% 12.741.999 100,0% (223.229) -1,8% (1) Tale categoria di mutui ricomprende i finanziamenti il cui tasso d'interesse può passare da fisso a variabile a scadenze e/o a condizioni stabilite nel contratto.
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39indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Tabella n. 10 . Indici di concentrazione del credito sui primi clienti
Alla data del 30 giugno 2026, il coverage sui crediti deteriorati al netto delle garanzie pubbliche (MCC e SACE) risulta pari al 54,8% (ex 54,3% al 31 dicembre 2025).
La tabella che segue riepiloga gli indicatori lordi e netti relativi alla rischiosità dei crediti e ai relativi livelli di copertura (i valori ivi riportati sono lordizzati dell’importo relativo al minor fair value dei crediti acquisiti impaired del perimetro Lanternina nel corso del precedente esercizio).Numero clienti 30.06.2026 31.12.2025 Primi 10 1,31% 0,94% Primi 20 2,28% 1,70% Primi 30 3,09% 2,34% Primi 50 4,46% 3,44%
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40 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Tabella n. 11 . Indicatori sulla rischiosità dei crediti verso clientela e relative coperture Importi in migliaia di euro30.06.2026 Esposizione lorda Incidenza % sul totale dei creditiRettifiche di valore Coverage ratio Esposizione netta Incidenza % sul totale dei crediti Sofferenze 136.011 1,1% (106.580) 78,4% 29.431 0,2% Inadempimenti probabili 207.795 1,6% (73.483) 35,4% 134.312 1,1% Esposizioni scadute deteriorate 25.938 0,2% (4.089) 15,8% 21.849 0,2% Totale deteriorati 369.744 2,9% (184.152) 49,8% 185.592 1,5% Esposizioni in stage 1 10.873.228 84,9% (19.161) 0,18% 10.854.067 86,7% Esposizioni in stage 2 1.568.590 12,2% (89.479) 5,70% 1.479.111 11,8% Esposizioni non deteriorate 12.441.818 97,1% (108.640) 0,87% 12.333.178 98,5% Totale crediti verso la clientela 12.811.562 100,0% (292.792) 2,3% 12.518.770 100,0% Importi in migliaia di euro31.12.2025 Esposizione lordaIncidenza % sul totale dei creditiRettifiche di valore Coverage ratio Esposizione netta Incidenza % sul totale dei crediti Sofferenze 127.110 1,0% (99.355) 78,2% 27.755 0,1% Inadempimenti probabili 204.433 1,5% (74.298) 36,3% 130.135 1,0% Esposizioni scadute deteriorate 21.379 0,2% (3.338) 15,6% 18.041 0,2% Totale deteriorati 352.922 2,7% (176.991) 50,2% 175.931 1,4% Esposizioni in stage 1 11.049.022 84,8% (19.303) 0,17% 11.029.719 86,6% Esposizioni in stage 2 1.635.047 12,5% (98.698) 6,04% 1.536.349 12,0% Esposizioni non deteriorate 12.684.069 97,3% (118.001) 0,93% 12.566.068 98,6% Totale crediti verso la clientela 13.036.991 100,0% (294.992) 2,3% 12.741.999 100,0%
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41indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Vengono riepilogati di seguito i principali indicatori in merito alle coperture dei crediti deteriorati, considerando inoltre per le sofferenze in essere l’entità delle svalutazioni dirette apportate nel corso degli anni, e di quelle dei crediti in bonis.
Tabella n. 12 . Indicatori sulle coperture dei crediti verso clientela % di copertura crediti deteriorati e in bonis 30.06.2026 31.12.2025 % copertura sofferenze 78,36% 78,16% % copertura sofferenze al lordo delle cancellazioni 78,48% 78,29% % copertura totale crediti deteriorati 49,81% 50,15% % copertura crediti deteriorati al lordo delle
cancellazioni49,90% 50,25%
% copertura crediti in bonis 0,87% 0,93%
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42indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 6.3. Portafoglio titoli e posizione interbancaria Il portafoglio titoli Al 30 giugno 2026 le attività finanziarie complessive della Banca sono risultate pari a circa 5,0 miliardi di euro, in crescita dello 0,7% rispetto al consuntivo di fine anno precedente.
La tabella che segue offre il dettaglio dell’aggregato in esame, evidenziando le variazioni intervenute nell’arco temporale considerato.
Tabella n. 13 . Attività finanziarie: composizione del portafoglio di proprieta’ del Gruppo
Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Incidenza % 31.12.2025 Incidenza % Variazioni
Valore %
Portafoglio titoli e derivati (FVTPL) 277.339 5,6% 265.962 5,4% 11.377 4,3% Titoli di debito 4.592 8.509 Titoli di capitale 6.505 5.219 Fondi comuni e SICAV 228.018 210.382 Derivati di negoziazione e di copertura 38.224 41.852 Portafoglio bancario (FVOCI) 1.268.159 25,4% 1.276.686 25,7% (8.527) -0,7% Titoli di debito 1.252.187 1.260.594 Titoli di capitale 15.972 16.092 Attività finanziarie al costo ammortizzato (CA) 3.448.827 69,0% 3.418.581 68,9% 30.246 0,9% Titoli di debito (*)3.448.827 3.418.581 Attività finanziarie 4.994.325 100,0% 4.961.229 100,0% 33.096 0,7% di cui Portafoglio titoli 4.956.101 99,2% 4.919.377 99,2% 36.724 0,7%
* Include i titoli senior rivenienti da operazioni di cessione di crediti deteriorati propri.
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43indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Grafico n. 8 . Ripartizione % attività finanziarie al 30.06.2026 per tipologia titoli Con riferimento agli emittenti dei titoli, il Portafoglio complessivo alla fine del semestre è costituito per il 76,1% da Titoli di Stato, per il 13,4% da titoli di primari emittenti bancari e per la quota rimanente da altri emittenti, come di seguito graficamente rappresentato. La prima metà del 2026 è stata caratterizzata da un cambio di narrativa: dopo un avvio d’anno ancora dominato dall’ipotesi di una disinflazione ordinata e di banche centrali prossime a un atteggiamento più accomodante, il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente e il conseguente shock energetico hanno riportato al centro dell’attenzione il rischio di nuove pressioni inflazionistiche. Nell’Area Euro l’inflazione headline è salita al 3,2% a maggio, per poi rientrare al 2,8% a giugno, con core al 2,4% e servizi al 3,2%. In tale contesto, la BCE ha abbandonato l’attesa e a giugno ha alzato di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%, sulla scia di nuove stime al rialzo sui prezzi generate dal conflitto e rivedendo le stime 2026 verso un’inflazione media al 3,0% e una crescita dell’Area Euro allo 0,8%. La congiuntura europea è rimasta fragile: nel primo trimestre il PIL dell’Area Euro è sceso dello 0,2% congiunturale, pur in presenza di dinamiche differenziate tra Paesi. Negli Stati Uniti il PIL del primo trimestre è cresciuto del 2,1% annualizzato, sostenuto da investimenti, esportazioni, spesa pubblica e consumi, mentre l’inflazione CPI di maggio è salita al 4,2% annuo. Il mercato del lavoro ha tuttavia iniziato a mostrare segnali di raffreddamento, con soli 57 mila nuovi occupati a giugno;
la Fed ha quindi mantenuto fermi i tassi, segnalando un’economia ancora in espansione ma un’inflazione superiore al target. I mercati finanziari hanno confermato una notevole capacità di assorbimento degli shock. L’azionario globale ha recuperato con forza dai minimi di marzo, sostenuto dal ciclo di investimento legato all’intelligenza artificiale. In Europa, l’indice Eurostoxx 50 ha registrato una performance positiva di circa il 9% da inizio anno, mentre il mercato italiano si è distinto per forza relativa (+15%). Anche lo spread BTP-Bund, nonostante alcune oscillazioni in coincidenza con l’insorgere della crisi iraniana di marzo, termina il semestre al di sotto degli 80 punti base, a conferma della tenuta del rischio Italia.
L’attività di investimento dei portafogli è stata caratterizzata da una notevole attenzione al miglioramento dei ricavi da interessi attivi pur nell’ambito di un controllo rigoroso del rischio di credito dettato dal premio per il rischio espresso dai credit spread su livelli storicamente bassi.
Da segnalare inoltre nel corso del semestre di riferimento una leggera crescita dei portafogli relativa all’esposizione in bond. Al fine dell’ottimizzazione e del contenimento della duration complessiva di portafoglio e relativi impatti sugli indicatori di rischio tasso, sono stati chiusi nel primo semestre 2026 contratti di Interest Rate Swap per un totale di 70 milioni di euro, portando il totale in essere a 1,675 miliardi di euro (micro e macro Hedge). Strumenti derivati Titoli di capitale Titoli di debito Quote di O.I.C.R.0,8% (ex 0,8%)4,6% (ex 4,2%) 0,4% (ex 0,4%) 94,2% (ex 94,6%)
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44indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Grafico n. 9 . Ripartizione % attività finanziarie al 30.06.2026 per tipologia emittenti Si evidenzia che non esistono nel portafoglio di proprietà investimenti in strumenti finanziari di emittenti con sede in Russia, Bielorussia e Ucraina, o comunque strumenti finanziari aventi il rublo quale valuta di emissione.Banche Altri Stato10,5% (ex 11,2%) 13,4% (ex 13,5%) 76,1% (ex 75,3%)
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45indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Esposizioni detenute nei titoli di debito sovrano Con riferimento al documento n. 2011/266 pubblicato il 28 luglio 2011 dalla European Securities and Markets Authority (ESMA) riguardante l’informativa relativa al rischio sovrano da includere nelle Relazioni finanziarie annuali e semestrali redatte dalle società quotate che adottano i principi contabili internazionali IAS/IFRS, si dettagliano di seguito le posizioni riferite al 30.06.2026 tenendo presente che, secondo le indicazioni della predetta Autorità di vigilanza europea, per “debito sovrano” devono intendersi i titoli obbligazionari emessi dai Governi centrali e locali e dagli Enti governativi, nonché i prestiti agli stessi erogati.
Tabella n. 14 . Titoli di debito sovrano: composizione per portafoglio di appartenenza ed
emittente
Importi in migliaia di euro 30.06.2026 31.12.2025 Italia Francia Spagna USA Romania European CommunityTotale Italia Francia Spagna USA Romania Totale Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessivaValore nominale 1.191.000 40.000 2.633 5.000 1.238.633 1.191.000 40.000 2.553 10.000 1.243.553 Valore di bilancio 1.182.975 39.825 2.667 4.959 1.230.426 1.187.176 39.992 2.609 9.651 1.239.428 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzatoValore nominale 2.271.790 179.300 65.000 20.000 2.536.090 2.231.790 178.500 65.000 2.475.290 Valore di bilancio 2.295.034 178.915 64.842 20.130 2.558.921 2.249.613 178.205 64.961 2.492.779 Titoli di debito sovrano (1)Valore nominale 3.462.790 219.300 65.000 2.633 5.000 20.000 3.774.723 3.422.790 218.500 65.000 2.553 10.000 3.718.843 Valore di bilancio 3.478.009 218.740 64.842 2.667 4.959 20.130 3.789.347 3.436.789 218.197 64.961 2.609 9.651 3.732.207 (1) in tale rappresentazione non risulta incluso al 31.03.2026 l'investimento nei titoli HTC emessi da Invitalia per 0,5 milioni di euro (0,5 milioni di euro al 31.12.2025), da Amco-Ass Mng Co SpA per 2,543 milioni di euro (2,601 milioni di euro al 31.12.2025), da RAI per 1,042 milioni di euro (1,020 milioni di euro al 31.12.2025) e da Acquirente Unico per 5,0 milioni di euro
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46indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Tabella n. 15 . Titoli di debito sovrano: composizione per portafoglio di appartenenza, emittente e durata residua
Importi in migliaia di euro Italia Spagna Francia USA Romania European
Community30.06.2026
Valore nominale Valore di bilancio Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessivaSino a 1 anno 400.000 - 69.300 2.633 - - 471.933 474.007 Da 1 a 3 anni 381.000 - - - 5.000 - 386.000 385.018 Da 3 a 5 anni 40.000 - 20.000 - - - 60.000 57.973 Oltre 5 anni 370.000 - - - - - 370.000 362.696 Totale 1.191.000 - 89.300 2.633 5.000 - 1.287.933 1.279.694 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzatoSino a 1 anno 326.000 - 60.000 - - - 386.000 386.553 Da 1 a 3 anni 344.790 - 10.000 - - 10.000 364.790 364.122 Da 3 a 5 anni 410.000 65.000 60.000 - - - 535.000 539.806 Oltre 5 anni 1.191.000 - - - - 10.000 1.201.000 1.219.172 Totale 2.271.790 65.000 130.000 - - 20.000 2.486.790 2.509.653 Titoli di debito sovrano Sino a 1 anno 726.000 - 129.300 2.633 - - 857.933 860.560 Da 1 a 3 anni 725.790 - 10.000 - 5.000 10.000 750.790 749.140 Da 3 a 5 anni 450.000 65.000 80.000 - - - 595.000 597.779 Oltre 5 anni 1.561.000 - - - - 10.000 1.571.000 1.581.868 Totale 3.462.790 65.000 219.300 2.633 5.000 20.000 3.774.723 3.789.347
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47indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Gli strumenti finanziari derivati Il contesto economico e politico globale ha subito negli ultimi anni un forte stress causato in ultima battuta dai recenti eventi bellici.
Tenuto conto della politica monetaria adottata dalla Banca Centrale Europea, il Banco Desio ha posto in essere una strategia di copertura del proprio attivo ponendo in essere operazioni di copertura di tipo Micro Fair Value hedge e Macro Fair Value Hedge.
L’aggregato dei derivati di negoziazione netti corrisponde allo sbilancio fra i derivati compresi nella voce di bilancio 20 a) dell'attivo "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - detenute per la negoziazione" e 20 del passivo "Passività finanziarie di negoziazione"; tale aggregato si compone principalmente di derivati su tassi e valute intermediati con la clientela e da operazioni a termine in valuta.
La tabella che segue offre il dettaglio dell’aggregato in esame, evidenziando le variazioni intervenute nell’arco temporale considerato.
Tabella n. 16A . Gli strumenti finanziari derivati di gruppo: valore contabile Importi in migliaia di euro Valore contabile Variazioni 30.06.2026 31.12.2025 Valore % Strumenti finanziari derivati di copertura netti 25.669 31.236 (5.567) n.s.
Attività finanziarie di copertura 36.392 40.307 (3.915) -9,7% Passività finanziarie di copertura (10.723) (9.071) (1.652) 18,2% Strumenti finanziari derivati di negoziazione netti 87 61 26 n.s.
Attività finanziarie di negoziazione 1.832 1.545 287 18,6% Passività finanziarie di negoziazione (1.745) (1.484) (261) 17,6% Strumenti finanziari derivati netti 25.756 31.297 (5.541) n.s.
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48indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Tabella n. 16B . Gli strumenti finanziari derivati di gruppo: valore nozionale La voce “Strumenti finanziari di negoziazione” si riferisce al fair value degli strumenti finanziari derivati oggetto di discontinuing, per cui si è interrotta la relazione di copertura, e al fair value dei contratti swap e outright che sono oggetto di natural hedge. Importi in migliaia di euro Valore nozionale Variazioni 30.06.2026 31.12.2025 Valore % Strumenti finanziari derivati di copertura 1.675.000 1.605.000 70.000 4,4% Attività finanziarie di copertura 895.000 1.095.000 (200.000) -18,3% Passività finanziarie di copertura 780.000 510.000 270.000 52,9% Strumenti finanziari derivati di negoziazione 307.663 303.070 4.593 1,5% Attività finanziarie di negoziazione 153.836 160.534 (6.698) -4,2% Passività finanziarie di negoziazione 153.827 142.536 11.291 7,9% Strumenti finanziari derivati totali 1.982.663 1.908.070 74.593 3,9%
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49indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La posizione interbancaria netta La posizione interbancaria netta del Gruppo al 30 giugno 2026 è risultata a credito per circa 0,7 miliardi di euro, rispetto al saldo a credito per circa 0,2 miliardi di euro a fine esercizio precedente.
Di seguito viene riportata la tabella di dettaglio della posizione interbancaria netta.
Tabella n. 17 . La posizione interbancaria netta di Gruppo La BCE e la Fed hanno proseguito nel corso degli ultimi anni alla riduzione dei propri bilanci; in particolare si evidenzia come il Banco abbia completato i rimborsi (per naturale scadenza) delle rimanenti tranches di TLTRO III nel corso del 2024. Alla data del 30 giugno 2026 non risultano quindi più in essere finanziamenti TLTRO.Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Incidenza % 31.12.2025 Incidenza % Variazioni
valore
Crediti verso banche centrali 960.199 -131,4% 693.350 -387,7% 266.849 Crediti verso banche 251.376 -34,4% 280.658 -156,9% -29.282 Conti correnti e depositi a vista 28.553 -3,9% 25.877 -14,5% 2.676 Depositi a scadenza 7.877 -1,1% 10.845 -6,1% -2.968 Pronti contro termine e prestito titoli - 0,0% 24.996 14,0% -24.996 Finanziamenti ed altri crediti 214.946 -29,4% 218.940 -122,4% -3.994 Debiti verso banche 480.746 65,8% 795.186 444,7% -314.440 Conti correnti e depositi a vista 115 0,0% 6.524 3,6% -6.409 Pronti contro termine e prestito titoli 53.689 7,3% 212.953 119,1% -159.264 Finanziamenti ed altri debiti 426.942 58,5% 575.709 321,9% -148.767 Posizione interbancaria netta 730.829 100,0% 178.822 100% 552.007
BILANCIO SEMESTRALE 2026
50indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Nella tabella che segue è esposto il dettaglio dei titoli e prestiti rifinanziabili presso la Banca Centrale Europea.
Tabella n. 18 . Titoli e prestiti rifinanziabili presso BCE Al 30 giugno 2026 risultano disponibili presso la Tesoreria accentrata, nel conto c.d. Pooling, risorse riferibili a titoli e prestiti ammissibili al rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea, quantificabili in un ammontare complessivo, al netto degli scarti di garanzia previsti, di Euro 1.208 milioni disponibili per Euro 1.188 milioni (al 31 dicembre 2025 erano presenti nel conto Pooling risorse complessive per Euro 1.382 milioni disponibili per Euro 1.362 milioni).Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Incidenza % 31.12.2025 Incidenza % Variazioni
Valore %
Valore garanzia 1.207.783 100,0% 1.381.841 100,0% (174.058) -12,6% Quota impegnata 20.000 1,7% 20.000 1,4% - 0,0% Quota disponibile 1.187.783 98,3% 1.361.841 98,6% (174.058) -12,8%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
51indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Requisiti minimi patrimoniali e relativi coefficienti di
vigilanza prudenziale
I requisiti patrimoniali e i relativi coefficienti al 30 giugno 2026 sono determinati in applicazione del framework prudenziale previsto dal Regolamento (UE) n. 1623/2024 (c.d. Regolamento CRR3) e quantificando i requisiti patrimoniali per il rischio di credito con applicazione dei modelli AIR-B.
Il calcolo dei Fondi Propri e dei requisiti prudenziali consolidati che sono oggetto di trasmissione alla Banca d’Italia nell’ambito delle segnalazioni di vigilanza prudenziale (COREP) e delle segnalazioni statistiche (FINREP) è effettuato con riferimento a Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A. che, secondo la normativa europea, si configura come la capogruppo finanziaria del gruppo bancario. Nella presente sezione sono quindi esposti i risultati di tale calcolo, relativi al perimetro di consolidato prudenziale dalla società Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A. (la capogruppo finanziaria).
In data 21 gennaio 2026 è stato reso noto che la Banca d’Italia ha comunicato a Banco Desio e alla capogruppo finanziaria Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A. la propria decisione sul capitale a conclusione del periodico processo di revisione prudenziale (“SREP”) .
I requisiti per il Gruppo “CRR” Brianza Unione a livello consolidato sono nel seguito riportati:
→CET 1 ratio pari al 7,80%, composto da una misura vincolante del 5,30% (di cui 4,50% a fronte dei requisiti minimi regolamentari e 0,80% a fronte dei requisiti aggiuntivi determinati a esito dello SREP) e per la parte restante dalla componente di riserva di conservazione
del capitale;
→Tier 1 ratio pari al 9,60%, composto da una misura vincolante del 7,10% (di cui 6,00% a fronte dei requisiti minimi regolamentari e 1,10% a fronte dei requisiti aggiuntivi determinati a esito dello SREP) e per la parte restante dalla componente di riserva di conservazione
del capitale;
→Total Capital ratio pari all’11,90%, composto da una misura vincolante del 9,40% (di cui 8,00% a fronte dei requisiti minimi regolamentari e 1,40% a fronte dei requisiti aggiuntivi determinati a esito dello SREP) e per la parte restante dalla componente di riserva di conservazione del capitale.6.4. Patrimonio netto e adeguatezza patrimoniale Il patrimonio netto consolidato del gruppo bancario Il Patrimonio netto di pertinenza della Capogruppo al 30 giugno 2026, incluso l’utile di periodo, ammonta complessivamente a 1.494,3 milioni di euro, rispetto a 1.490,5 milioni di euro del consuntivo 2025. La variazione in aumento di 3,8 milioni di euro è riconducibile all’andamento della redditività complessiva di periodo positiva per 72,5 milioni di euro, compensata dal pagamento del dividendo dell’esercizio 2025 e dal riacquisto di azioni proprie.
Di seguito viene riportata la tabella di raccordo tra il Patrimonio netto e l’utile di periodo della Capogruppo con i corrispondenti valori a livello consolidato al 30 giugno 2026, esplicitando anche gli effetti patrimoniali ed economici correlati al consolidamento delle società controllate e delle imprese collegate.
Tabella n. 19 . Raccordo tra patrimonio netto e risultato netto della capogruppo e dati consolidati al 30.06.2026 Importi in migliaia di euro Patrimonio nettodi cui utile
di periodo
Saldi della capogruppo Banco Desio 1.493.154 76.043 Effetto del consolidamento delle società controllate 939 (28) Effetto della valutazione a patrimonio netto delle imprese collegate 190 375 Dividendi del periodo - (338) Saldi consolidati del gruppo Banco Desio 1.494.283 76.052
BILANCIO SEMESTRALE 2026
52indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati portano a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A., società controllante che detiene il 51,608% delle azioni in circolazione alla data di riferimento di Banco di Desio e della Brianza S.p.A..
I Fondi Propri consolidati calcolati a valere sulla capogruppo finanziaria Brianza Unione ammontano al 30 giugno 2026 ad Euro 1.219,1 milioni (CET1 + AT1 ad Euro 1.067,4 milioni + T2 ad Euro 151,7 milioni) rispetto a 1.233,7 milioni di euro di fine esercizio precedente. Il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier1 ratio, costituito dal Capitale primario di classe 1 (CET1) rapportato alle Attività di rischio ponderate, è risultato pari al 13,0% (13,5% al 31 dicembre 2025). Il Tier1 ratio, costituito dal totale Capitale di classe 1 (T1) rapportato alle Attività di rischio ponderate, è risultato pari al 13,8% (14,2% al 31 dicembre 2025), mentre il Total Capital ratio, costituito dal totale Fondi Propri rapportato alle Attività di rischio ponderate, è risultato pari al 15,7% (16,2% al 31 dicembre 2025).Il Gruppo è inoltre tenuto al rispetto del coefficiente di riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (SyRB) stabilito al 30 giugno 2026 nella misura dell’1% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia. Al 30 giugno 2026 il requisito aggiuntivo di CET1 rispetto agli RWA complessivi risulta pari a 0,76%.
Requisito di Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities (MREL) Infine, in materia di requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL, Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities), Banco Desio rende noto in data 30 luglio 2026 di aver ricevuto da Banca d’Italia la notifica della decisione in materia di requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL, Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities).
Il Gruppo Banco Desio, su base consolidata, dovrà rispettare i seguenti requisiti:
→MREL in termini di TREA (Total Risk Exposure Amount) pari al 18,12% escluso il CBR Combined Buffer Requirement;
→MREL in termini di LRE (Leverage Ratio Exposure) pari al 5,34%.
Con riferimento al termine a partire dal quale il requisito MREL sarà vincolante, l’Autorità di Vigilanza ha confermato il periodo transitorio fino al 1° gennaio 2027. Non sono stati attribuiti requisiti addizionali di subordinazione.
Fondi propri e requisiti di vigilanza consolidati della
capogruppo finanziaria
In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3 e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una “società di partecipazione finanziaria madre” sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal già menzionato regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni 30.06.2026
Fondi propri
Capitale primario dii classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) 1.011.104 Capitale di Classe 1 (Tier 1 capital) 1.067.397 Total fondi propri 1.219.064 Attività di rischio Attività di rischio ponderate 7.755.115 Coefficienti di vigilanza Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate (CET1 capital ratio) 13,038% Capitale di classe 1/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) 13,764% Totale fondi propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 15,719%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
53indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 6.5. Il conto economico riclassificato Per consentire una visione più coerente con l’andamento gestionale è stato predisposto un prospetto di Conto economico riclassificato rispetto a quello riportato nel Bilancio semestrale abbreviato, che costituisce la base di riferimento per i commenti specifici.
I criteri per la costruzione del prospetto vengono così riepilogati:
→esplicitazione di due aggregati di voci contabili, definiti “Proventi operativi” ed “Oneri operativi”, il cui saldo algebrico determina il “Risultato della gestione operativa”;
→suddivisione dell’Utile (Perdita) di periodo tra “Risultato corrente al netto delle imposte” e “Utile (Perdita) non ricorrente al netto delle imposte”;
→i “Proventi operativi” ricomprendono anche il saldo della voce 230 “Altri proventi/oneri di gestione”, pur al netto dei recuperi di imposta per bolli su e/c e depositi titoli della clientela ed imposta sostitutiva su finanziamenti a m/l termine, dei recuperi su spese legali nonché degli ammortamenti delle spese per migliorie su beni di terzi, riclassificati rispettivamente a riduzione della voce 180b) “Altre spese amministrative” e ad incremento della voce 220 “Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali” di cui all’aggregato “Oneri
operativi”;
→le componenti time value delle attività finanziarie deteriorate (calcolate sulla base dell’originario tasso di interesse effettivo) e le rettifiche di valore su interessi relativi a crediti deteriorati vengono riclassificati dalla voce “Margine di interesse” a quella del “Costo del
credito”;
→il saldo della voce 100a) “Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie al costo ammortizzato” dei “Proventi operativi” viene riclassificato, al netto della componente di utili (perdite) su titoli di debito al costo ammortizzato, all’apposita voce “Costo del Credito” (dove è inclusa anche la voce 130a) “Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti”), successiva al “Risultato della gestione operativa”;
→il saldo della voce 110 “Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” dei “Proventi operativi” per la parte riferita a quote di OICR chiusi sottoscritte ad esito del perfezionamento di cessione di crediti non performing viene riclassificato all’apposita voce “Costo del Credito” (dove è inclusa Fondi propri e requisiti di vigilanza consolidati del gruppo
bancario
Al 30 giugno 2026 i Fondi Propri consolidati calcolati invece a valere sul Gruppo Banco Desio, dopo le previsioni di pay out, come da policy sui dividendi, ammontano a 1.446,9 milioni di euro (CET1 + AT1 ad Euro 1.370,3 milioni + T2 ad Euro 76,6 milioni), rispetto a 1.465,7 milioni di euro di fine esercizio precedente.
Il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier1 ratio, costituito dal Capitale primario di classe 1 (CET1) rapportato alle Attività di rischio ponderate, è risultato pari al 17,7% (18,3% al 31 dicembre 2025). Anche il Tier1, costituito dal totale Capitale di classe 1 (T1) rapportato alle Attività di rischio ponderate è risultato pari al 17,7% (18,3% al 31 dicembre 2025), mentre il Total capital ratio, costituito dal totale Fondi Propri rapportato alle Attività di rischio ponderate è risultato pari al 18,7% (19,3% al 31 dicembre 2025).
Coefficienti patrimoniali che, scontando per intero gli impatti patrimoniali del buyback (-40 milioni sul patrimonio di vigilanza di Banco Desio), si confermano ampiamente superiori ai requisiti regolamentari. 30.06.2026
Fondi propri
Capitale primario dii classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) 1.370.258 Capitale di Classe 1 (Tier 1 capital) 1.370.258 Total fondi propri 1.446.876 Attività di rischio Attività di rischio ponderate 7.755.115 Coefficienti di vigilanza Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate (CET1 capital ratio) 17,669% Capitale di classe 1/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) 17,669% Totale fondi propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 18,657%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
54indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati anche la voce 130a) “Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti”), successiva al “Risultato della gestione operativa”;
→la componente della perdita attesa su titoli al costo ammortizzato inclusa nel saldo della voce 130a) “Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie al costo ammortizzato”, viene riclassificata nella voce 130b) “Rettifiche/riprese di valore nette su titoli di proprietà” (dove è incluso il saldo delle rettifiche di valore nette per rischio di credito su titoli al fair value con impatto sulla redditività complessiva);
→gli oneri per leasing operativi rientranti nell’ambito di applicazione del principio contabile IFRS16 “Leases”, iscritti contabilmente nella voce “20. Interessi passivi e oneri assimilati” e nella voce “210 Rettifiche di valore nette su attività materiali” sono ricondotti nella voce “190 b) Altre Spese Amministrative”;
→gli accantonamenti relativi ad azioni revocatorie su crediti in contenzioso vengono riclassificati dalla voce 200 "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - altri" alla voce "Costo del Credito", voci entrambe successive al “Risultato della gestione operativa”;
→le contribuzioni ordinarie ai fondi di risoluzione (“SRM”) e tutela dei depositanti (“DGS”) vengono ricondotte dalla voce “190 b) Altre Spese Amministrative” alla voce “Oneri relativi al sistema bancario”;
→gli accantonamenti e spese di natura straordinaria o “una tantum” vengono riclassificati alla voce "Accantonamenti a fondi per rischi e oneri, altri accantonamenti, spese e ricavi
una tantum";
→l'effetto fiscale sull'Utile (Perdita) non ricorrente viene riclassificato, unitamente a componenti fiscali di natura straordinaria, dalla voce 300 "Imposte sul reddito dell'operatività corrente" alla voce "Imposte sul reddito da componenti non ricorrenti".
L’Utile di periodo è pari a 76,1 milioni di euro, in crescita rispetto al risultato del periodo precedente dell’8,0%.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
55indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati i numeri corrispondenti alle voci aggregate dello schema ed i saldi oggetto delle riclassifiche apportate.
Tabella n. 20 . Conto economico riclassificato Al fine di agevolare la riconduzione del Conto economico riclassificato ai dati dello schema di bilancio, viene di seguito riportato per ciascun periodo il prospetto di raccordo che evidenzia Voci Importi in migliaia di euro30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Valore %
10+20 Margine di interesse 181.451 176.471 4.980 2,8% 70 Dividendi e proventi simili 588 567 21 3,7% 40+50 Commissioni nette 126.763 107.559 19.204 17,9% 80+90+100+110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie 14.184 12.496 1.688 13,5% 230 Altri proventi/oneri di gestione 1.633 2.028 (395) -19,5% Proventi operativi 324.619 299.121 25.498 8,5% 190a Spese per il personale (119.454) (116.828) (2.626) 2,2% 190b Altre spese amministrative (54.660) (53.506) (1.154) 2,2% 210+220 Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (7.462) (7.045) (417) 5,9% Oneri operativi (181.576) (177.379) (4.197) 2,4% Risultato della gestione operativa 143.043 121.742 21.301 17,5% 130a+100a Costo del credito (19.245) (11.150) (8.095) 72,6% 130b Rettifiche di valore nette su titoli di proprietà 102 254 (152) -59,8% 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (22) (101) 79 -78,2% 200a Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - impegni e garanzie rilasciate (245) 225 (470) n.s.
200b Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - altri (3.622) (1.506) (2.116) 140,5% Oneri relativi al sistema bancario 0 0 250 Utili (perdite) delle partecipazioni 375 146 229 156,8% Risultato corrente al lordo delle imposte 120.386 109.610 10.776 9,8% 300 Imposte sul reddito dell’operatività corrente (44.535) (39.224) (5.311) 13,5% Risultato corrente al netto delle imposte 75.851 70.386 5.465 7,8% 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 0 0 280 Utili (perdite) da cessione di investimenti 318 0 318 n.s.
Accantonamenti a fondi per rischi e oneri, altri accantonamenti, spese e ricavi "una tantum" 0 0 Risultato non ricorrente al lordo delle imposte 318 0 318 n.s Imposte sul reddito da componenti non ricorrenti (112) 0 (112) n.s.
Risultato non ricorrente al netto delle imposte 206 0 206 n.s 330 Utile (Perdita) d'esercizio 76.057 70.386 5.671 8,1% 340 Utili (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 5 0 5 n.s.
350 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della Capogruppo 76.052 70.386 5.666 8,0%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
56indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
VociDa schema
di bilancioRiclassifiche Prospetto
riclassificato
Importi in migliaia di euro30.06.2026 Effetti valutativi
crediti deterioratiRecupero
imposte / spesePerdita attesa su titoli al costo
ammortizzatoAmm.to migliorie
su beni di terziUtili (Perdite)
da cessione
o riacquisto
di creditiAcc.ti fondi rischi e oneri / altri acc.ti, spese e ricavi “una tantum”Oneri di sistema Riclassifiche IFRS16 - LeasingAccantonamenti netti ai fondi
per rischi
e oneri - altriImposte
sul reddito30.06.2026
10+20 Margine di interesse 181.781 (1.051) 721 181.451 70 Dividendi e proventi simili 588 588 40+50 Commissioni nette 126.763 0 126.763
80+90
+100+110Risultato netto delle attività e passività finanziarie 11.995 2.189 0 14.184 230 Altri proventi/oneri di gestione 23.498 (22.207) 342 0 1.633 Proventi operativi 344.625 (1.051) (22.207) 0 342 2.189 0 0 721 0 0 324.619 190 a Spese per il personale (119.454) 0 0 (119.454) 190 b Altre spese amministrative (70.479) 22.207 0 0 (6.388) (54.660) 210+220 Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (12.787) (342) 5.667 (7.462) Oneri operativi (202.720) 0 22.207 0 (342) 0 0 0 (721) 0 0 (181.576) Risultato della gestione operativa 141.905 (1.051) 0 0 0 2.189 0 0 0 0 0 143.043 130a+100a Costo del credito (18.328) 1.051 (144) (2.189) 365 (19.245) 130 b Rettifiche di valore nette su titoli di proprietà (42) 144 102 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (22) (22) 200 a Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - impegni e garanzie rilasciate(245) (245) 200 b Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - altri (3.257) (365) 0 (3.622) Oneri relativi al sistema bancario 0 0 250 Utili (Perdite) delle partecipazioni 375 375 Risultato corrente al lordo delle imposte 120.386 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 120.386 300 Imposte sul reddito dell’operatività corrente (44.647) 112 (44.535) Risultato corrente al netto delle imposte 75.739 0 0 0 0 0 0 0 0 0 112 75.851 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali0 0 280 Utili (perdite) da cessione di investimenti 318 318 Accantonamenti a fondi per rischi e oneri, altri accantonamenti, spese e ricavi "una tantum"0 0 0 0 0 Risultato non ricorrente al lordo delle imposte 318 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 318 Imposte sul reddito da componenti non ricorrenti (112) (112) Risultato non ricorrente al netto delle imposte 318 0 0 0 0 0 0 0 0 0 (112) 206 330 Utile (Perdita) d'esercizio 76.057 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 76.057 340 Utili (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 5 5 350 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della Capogruppo 76.052 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 76.052Tabella n. 21 . Raccordo tra schema di bilancio e conto economico riclassificato al 30.06.2026 Tabella n. 21 . Raccordo tra schema di bilancio e conto economico riclassificato al 30.06.2026
BILANCIO SEMESTRALE 2026
57indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Le dinamiche di seguito rappresentate includono, nel semestre di riferimento, il contributo dato dall’acquisizione del controllo di SCM SIM a partire dalla data del 30 aprile 2026.Tabella n. 22 . Raccordo tra schema di bilancio e conto economico riclassificato riesposto
al 30.06.2025
Sono di seguito analizzate le principali componenti di costo e di ricavo del conto economico riclassificato, commentando, laddove necessario, i casi di confronto su base non omogenea. Voci Da schema di bilancioRiclassifiche Prospetto
riclassificato
Importi in migliaia di euro 30.06.2025 Effetti valutativi
crediti
deterioratiRecupero
imposte / spesePerdita attesa su titoli al costo
ammortizzatoAmm.to per
migliorie
su beni di terziUtili (Perdite)
da cessione
o riacquisto
di creditiAcc.ti fondi rischi e oneri /
altri acc.ti,
spese e ricavi “una tantum”Oneri di sistema Riclassifiche IFRS16 - LeasingSpese del
personaleAccantonamenti
netti ai fondi
per rischi
e oneri - altriImposte
sul reddito30.06.2025
10+20 Margine di interesse 177.258 (1.513) 726 176.471 70 Dividendi e proventi simili 567 567 Utile (Perdite) delle partecipazioni in società collegate 0 40+50 Commissioni nette 107.559 0 107.559
80+90
+100+110Risultato netto delle attività e passività finanziarie 11.586 0 910 12.496 230 Altri proventi/oneri di gestione 21.847 (20.224) 405 0 2.028 Proventi operativi 318.817 (1.513) (20.224) 0 405 910 0 0 726 0 0 0 299.121 190 a Spese per il personale (116.828) 0 0 (116.828) 190 b Altre spese amministrative (67.336) 20.224 0 0 (6.394) (53.506) 210+220 Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (12.308) (405) 5.668 (7.045) Oneri operativi (196.472) 0 20.224 0 (405) 0 0 0 (726) 0 0 0 (177.379) Risultato della gestione operativa 122.345 (1.513) 0 0 0 910 0 0 0 0 0 0 121.742 130a+100a Costo del credito (11.628) 1.513 -201 (910) 76 (11.150) 130 b Rettifiche di valore nette su titoli di proprietà 53 201 254 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (101) (101) 200 a Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - impegni e garanzie
rilasciate225 225
200 b Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - altri (1.430) (76) 0 (1.506) Oneri relativi al sistema bancario 0 0 250 Utili (Perdite) delle partecipazioni 146 146 Risultato corrente al lordo delle imposte 109.610 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 109.610 300 Imposte sul reddito dell’operatività corrente (39.224) 0 (39.224) Risultato corrente al netto delle imposte 70.386 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 70.386 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali0 0 Accantonamenti a fondi per rischi e oneri, altri accantonamenti, spese e ricavi "una tantum"0 0 0 Risultato non ricorrente al lordo delle imposte 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 Imposte sul reddito da componenti non ricorrenti 0 0 Risultato non ricorrente al netto delle imposte 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 320 Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 0 0 0 0 0 330 Utile (Perdita) d'esercizio 70.386 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 70.386 340 Utili (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 0 0 350 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della Capogruppo 70.386 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 70.386Tabella n. 22 . Raccordo tra schema di bilancio e conto economico riclassificato riesposto al 30.06.2026
BILANCIO SEMESTRALE 2026
58indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati →del costo del credito (dato dal saldo delle rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie al costo ammortizzato e dagli utili (perdite) da cessione o riacquisto di crediti), pari a circa 19,2 milioni di euro (circa 11,1 milioni di euro del periodo precedente);
→delle rettifiche di valore nette su titoli di proprietà positive per 0,1 milioni di euro (positive per 0,3 milioni di euro nel periodo di confronto);
→degli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri negativi per 3,9 milioni di euro (negativi per 1,3 milioni di euro nel periodo di confronto ove esprimevano anche la valutazione del rischio in materia di trasparenza);
→degli utili delle partecipazioni pari a circa 0,4 milioni di euro (0,1 milioni di euro nel periodo
di confronto);
→delle imposte sul reddito dell’operatività corrente pari a 44,5 milioni di euro (ex euro 39,2 milioni di euro) con tax rate applicato alla fine del periodo di riferimento influenzato dalle modifiche introdotte dalla Legge n.199/2025 (Legge di Bilancio 2026) applicabili agli intermediari finanziari.
Risultato della gestione non ricorrente al netto delle
imposte
Al 30 giugno 2026 si registra un risultato della gestione non ricorrente positivo per 0,2 milioni di euro relativi a utili da realizzo per la cessione di immobili (nullo al periodo di confronto).
Risultato di periodo di pertinenza di terzi Al 30 giugno 2026, il risultato di periodo di pertinenza di terzi risulta pari a 5 migliaia di euro (nullo nel periodo di confronto) per effetto dell’acquisizione dell’88,403% di SCM SIM (cfr.
paragrafo “Variazioni dell’area di consolidamento”).Proventi operativi Le voci di ricavo caratteristiche della gestione operativa registrano un incremento di circa 25,5 milioni di euro (+8,5%) rispetto al periodo di confronto, attestandosi a 324,6 milioni di euro.
L’andamento è attribuibile alla crescita delle commissioni nette per 19,2 milioni di euro (+17,9% sostenuto da Bancassurance), del margine di interesse per 5,0 milioni di euro (+2,8%) e del risultato netto delle attività e passività finanziarie per 1,7 milioni di euro (+13,5%), parzialmente compensata dalla riduzione degli altri proventi ed oneri di gestione per 0,4 milioni di euro (-19,5%).
La voce dividendi si attesta a 0,5 milioni di euro in linea con il periodo di confronto.
Oneri operativi
L’aggregato degli oneri operativi, che include le spese per il personale, le altre spese amministrative e le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali, si attesta a circa 181,6 milioni di euro (177,4 milioni nel periodo di raffronto), evidenziando un andamento in crescita rispetto al periodo di confronto rispettivamente di 2,6 milioni di euro (+2,2%), 1,2 milioni di euro (+2,2%) e 0,4 milioni di euro (+5,9%).
Risultato della gestione operativa Il risultato della gestione operativa al 30 giugno 2026, conseguentemente, è pari a 143,0 milioni di euro, in aumento del 17,5% rispetto il periodo di confronto.
Risultato corrente al netto delle imposte Dal risultato della gestione operativa di 143,0 milioni di euro si perviene al risultato corrente al netto delle imposte di 75,9 milioni di euro, in aumento del 7,8% rispetto a quello di 70,4 milioni di euro del periodo di confronto, in considerazione principalmente:
BILANCIO SEMESTRALE 2026
59indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Risultato di periodo di pertinenza della Capogruppo La somma del risultato corrente e dell’utile non ricorrente, entrambi al netto delle imposte, considerato il risultato di pertinenza di terzi, determina l’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo al 30 giugno 2026 di 76,1 milioni di euro.
7. Andamento delle società
controllate
Al fine di consentire una lettura disaggregata dell’andamento della gestione precedentemente analizzata a livello consolidato, vengono di seguito illustrati i dati di sintesi con gli indici (IAP) patrimoniali, economici, di rischiosità e di struttura rilevanti delle società oggetto di consolidamento integrale con relative note di commento ad eccezione di Desio OBG e di Dynamica Agenzia in considerazione della loro irrilevanza.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
60indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 7.1. Banco di Desio e della Brianza S.p.A
Valori patrimoniali
Importi in migliaia di euro 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assoluta %
Totale attivo 18.884.388 18.834.166 50.222 0,3% Attività finanziarie 4.941.837 4.908.460 33.377 0,7% Cassa e disponibilità liquide (1)110.235 691.152 (580.917) -84,1% Crediti verso banche (2)1.182.295 367.965 814.330 221,3% Crediti lordi verso clientela (2)12.239.313 12.356.404 (117.091) -0,9% di cui Crediti verso clientela ordinaria 12.239.313 11.983.067 256.246 2,1% di cui Crediti verso clientela istituzionale - 373.337 (373.337) -100,0% Crediti netti verso clientela (2)11.956.880 12.070.983 (114.103) -0,9% di cui Crediti netti verso clientela ordinaria 11.956.880 11.697.646 259.234 2,2% di cui Crediti netti verso clientela istituzionale - 373.337 (373.337) -100,0% Attività materiali (3)216.262 219.855 (3.593) -1,6% Attività immateriali 36.336 36.725 (389) -1,1% Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione (4)20.015 2.867 17.148 n.s.
Debiti verso banche 108.428 294.378 (185.950) -63,2% Debiti verso clientela (5) (6)12.908.093 13.276.251 (368.158) -2,8% Titoli in circolazione 3.601.504 3.264.642 336.862 10,3% Patrimonio (incluso l'Utile di periodo) 1.493.154 1.490.165 2.989 0,2% Fondi Propri 1.465.604 1.478.091 (12.488) -0,8% Raccolta indiretta totale 25.203.231 23.572.063 1.631.168 6,9% di cui Raccolta indiretta da clientela ordinaria 16.455.612 15.319.624 1.135.988 7,4% di cui Raccolta indiretta da clientela istituzionale 8.747.619 8.252.439 495.180 6,0% (1) Alla data del 30 giugno 2026 nella voce Cassa e Disponibilità Liquide risultano contabilizzati i conti correnti e i depositi a vista. Alla data del 31 dicembre 2025 tale voce includeva altresì l’importo a vista di 0,6 miliardi di euro relativo alla liquidità eccedente rispetto all’impegno di mantenimento della Riserva obbligatoria, investita in depositi overnight, che alla data di riferimento risulta iscritto nella voce "Crediti verso Banche".
(2) in base alla Circolare 262 il saldo della voce da schema di bilancio include i titoli di debito Held to collect (HTC) rilevati al costo ammortizzato, che nei presenti dati di sintesi sono esposti tra le attività finanziarie e non include i conti correnti e depositi a vista rilevato nella voce Cassa e Disponibilità Liquide (3) il saldo della voce al 30 giugno 2026 include i diritto d'uso (RoU Asset) pari a Euro 48,9 milioni a fronte dei contratti di leasing operativo rientranti nell'ambito di applicazione del principio contabile IFRS16 Leases entrato in vigore a partire dal 1°
gennaio 2019
(4) il saldo della voce è composto da crediti NPL per cui alla data di riferimento risultano sottoscritti ma non ancora perfezionati i contratti di cessione (5) il saldo della voce non include la passività rilevata nella voce Debiti verso clientela dello schema di bilancio a fronte dei contratti di leasing operativo rientranti nell'ambito di applicazione del principio contabile IFRS16 (6) Incluse operazioni di pronti contro termine di raccolta con clientela istituzionale per Euro 0,7 miliardi (Euro 1,0 miliardi al 31 dicembre 2025)
BILANCIO SEMESTRALE 2026
61indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Valori economici (7) Importi in migliaia di euro 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assoluta %
Proventi operativi 305.827 285.541 20.286 7,1% di cui Margine d'interesse 159.621 159.631 -10 0,0% Oneri operativi 169.376 166.133 3.243 2,0% Risultato della gestione operativa 136.451 119.408 17.043 14,3% Risultato corrente al netto delle imposte 75.837 74.903 934 1,2% Risultato non ricorrente al netto delle imposte 206 0 206 n.s.
Utile (perdita) d'esercizio 76.043 74.903 1.140 1,5% (7) da Conto Economico riclassificato
BILANCIO SEMESTRALE 2026
62indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Indici patrimoniali, economici e di rischiosità
30.06.2026 31.12.2025 VariazionI ass.
Patrimonio / Totale attivo 7,9% 7,9% 0,0% Patrimonio / Crediti verso clientela 12,2% 12,1% 0,1% Patrimonio / Debiti verso clientela 11,6% 11,2% 0,4% Patrimonio / Titoli in circolazione 41,5% 45,6% -4,1% Capitale primario di classe 1 (CET1) / Attività di rischio ponderate (Common Equity Tier1) 20,2% 20,6% -0,4% Totale capitale di classe 1 (T1) / Attività di rischio ponderate (Tier1) 20,2% 20,6% -0,4% Totale Fondi Propri / Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 21,3% 21,7% -0,4% Attività finanziarie / Totale attivo 26,2% 26,1% 0,1% Crediti verso banche / Totale attivo 6,3% 2,0% 4,3% Crediti verso clientela / Totale attivo 64,8% 65,6% -0,8% Crediti verso clientela / Raccolta diretta da clientela 74,1% 74,7% -0,6% Debiti verso banche / Totale attivo 0,6% 1,6% -1,0% Debiti verso clientela / Totale attivo 68,4% 70,5% -2,1% Titoli in circolazione / Totale attivo 19,1% 17,3% 1,8% Raccolta diretta da clientela / Totale attivo 87,4% 87,8% -0,4% 30.06.2026 30.06.2025 VariazionI ass.
Oneri operativi / Proventi operativi (Cost/Income ratio) 55,4% 58,2% -2,8% (Oneri operativi + Oneri relativi al sistema bancario) / Proventi operativi (Cost/Income ratio) 55,4% 58,2% -2,8% Margine di interesse / Proventi operativi 52,2% 55,9% -3,7% Risultato della gestione operativa / Proventi operativi 44,6% 41,8% 2,8% Risultato corrente al netto delle imposte / Patrimonio - annualizzato (8) (9)9,8% 9,9% -0,1% Utile d'esercizio / Patrimonio (8) (R.O.E.) - annualizzato (9) (10)9,8% 9,9% -0,1% Risultato corrente al lordo delle imposte / Totale attivo (R.O.A.) - annualizzato (9)1,2% 1,0% 0,2% 30.06.2026 31.12.2025 VariazionI ass.
Sofferenze nette / Crediti verso clientela 0,2% 0,2% 0,0% Crediti deteriorati netti / Crediti verso clientela 1,4% 1,4% 0,0% % Copertura sofferenze 79,0% 78,7% 0,3% % Copertura sofferenze al lordo delle cancellazioni 79,1% 78,8% 0,3% % Copertura totale crediti deteriorati 50,5% 50,9% -0,4% % Copertura crediti deteriorati al lordo delle cancellazioni 50,6% 51,0% -0,4% % Copertura crediti in bonis 0,89% 0,96% -0,07% (8) al netto del risultato di periodo (9) al 30.06.2025 è riportato il dato consuntivo di fine esercizio 2025 (10) il ROE annualizzato al 30.06.2026 non considera il Risultato netto di gestione non ricorrente e dei dividendi delle controllate
BILANCIO SEMESTRALE 2026
63indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Il Patrimonio netto al 30 giugno 2026, incluso l’utile di periodo, ammonta complessivamente a 1.493,2 milioni di euro, rispetto a 1.490,2 milioni di euro del consuntivo 2025. La variazione positiva di 3,0 milioni di euro è riconducibile all’andamento della redditività complessiva di periodo positiva per 72,6 milioni di euro, parzialmente compensata dal pagamento del dividendo dell’esercizio 2025 e dall’acquisto di azioni proprie.
Il patrimonio calcolato secondo la normativa di Vigilanza, definito Fondi Propri, dopo le previsioni di pay out, come da policy sui dividendi, ammonta al 30 giugno 2026 a 1.465,6 milioni di euro (CET1 + AT1 a 1.389,0 milioni di euro + T2 a 76,6 milioni di euro), in riduzione di 12,5 milioni di euro rispetto a 1.478,1 milioni di euro di fine esercizio precedente.Dati di struttura e produttività
L’Utile di periodo è pari a 76,0 milioni di euro, in aumento rispetto al risultato del periodo precedente dell’1,5%.
Il valore complessivo degli impieghi2 lordi verso clientela al 30 giugno 2026 si attesta a circa 12,2 miliardi di euro (ex 12,4 miliardi di euro), interamente relativi a impieghi verso clientela ordinaria (ex 12,0 miliardi di euro relativi a impieghi verso la clientela ordinaria e 0,4 miliardi di euro relativi a impieghi verso la clientela istituzionale).
Il valore complessivo degli impieghi2 netti verso clientela al 30 giugno 2026 si attesta a circa 12,0 miliardi di euro (ex 12,1 miliardi di euro), interamente relativi a impieghi verso clientela ordinaria (ex 11,7 miliardi di euro relativi a impieghi verso la clientela ordinaria e 0,4 miliardi di euro relativi a impieghi verso clientela istituzionali).30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assoluta %
Numero dipendenti 2.345 2.360 (15) -0,6% Numero filiali 273 275 (2) -0,7% Importi in migliaia di euro Crediti verso clientela per dipendente (11)5.083 5.063 20 0,4% Raccolta diretta da clientela per dipendente (11)7.018 6.938 80 1,2% 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assoluta %
Proventi operativi per dipendente (11) - annualizzato (9)256 243 13 5,3% Risultato della gestione operativa per dipendente (11) - annualizzato (9)112 99 13 13,1% (9) al 30.06.2025 è riportato il dato consuntivo di fine esercizio 2025 (11) in base al numero di dipendenti quale media aritmetica tra il dato di fine periodo e quello di fine esercizio precedente 2) Esclusi crediti deteriorati per Euro 20,0 milioni netti classificati nella voce “Attività in via di dismissione.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
64indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 7.2. Fides S.p.A.
Valori patrimoniali
Importi in migliaia di euro 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
Assoluta %
Totale attivo 1.998.989 1.780.227 218.762 12,3% Crediti verso banche 52.791 49.743 3.048 6,1% Crediti verso clientela 1.919.928 1.705.617 214.311 12,6% Attività materiali 5.276 2.991 2.285 76,4% Attività immateriali 2.959 2.872 87 3,0% Partecipazioni 50 50 0 0,0% Debiti verso banche 1.661.174 1.462.385 198.789 13,6% di cui Debiti verso banche del gruppo 1.288.827 961.573 327.254 34,0% Debiti verso clientela 236.696 211.838 24.858 11,7% Patrimonio (incluso l'Utile d'esercizio) 77.112 76.900 212 0,3% Fondi Propri 75.335 72.419 2.916 4,0%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
65indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Valori economici (1) Importi in migliaia di euro 30.06.2026 30.06.2025
pro formaVariazioni
Assoluta %
Proventi operativi 16.924 22.630 (5.706) -25,2% di cui Margine d'interesse 16.551 12.902 3.649 28,3% Oneri operativi (12.948) (13.906) 958 -6,9% Risultato della gestione operativa 3.975 19.054 (15.079) -79,1% Risultato corrente al netto delle imposte 298 4.757 (4.459) -93,7% Utile d'esercizio 298 4.757 (4.459) -93,7% (1) da Conto Economico riclassificato
BILANCIO SEMESTRALE 2026
66indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Indici patrimoniali, economici e di rischiosità
30.06.2026 31.12.2025 Variazioni ass.
Patrimonio / Totale attivo 3,9% 4,3% -0,4% Patrimonio / Crediti verso clientela 4,0% 4,5% -0,5% Patrimonio / Debiti verso banche 4,6% 5,3% -0,7% Totale Fondi Propri / Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 7,5% 7,8% -0,3% Crediti verso clientela / Totale attivo 96,0% 95,8% 0,2% Debiti verso banche / Totale attivo 83,1% 82,1% 1,0%
30.06.2026 30.06.2025
pro formaVariazioni ass.
Oneri operativi / Proventi operativi (Costi/Income ratio) 76,5% 61,5% 15,0% Margine di interesse / Proventi operativi 97,8% 57,0% 40,8% Risultato della gestione operativa / Proventi operativi 23,5% 84,2% -60,7% Risultato corrente al netto delle imposte / Patrimonio (2) 0,8% 13,2% -12,4% Utile d'esercizio / Patrimonio (2) (R.O.E.) 0,8% 13,2% -12,4% Risultato corrente al lordo delle imposte / Totale attivo (R.O.A.) 0,1% 0,5% -0,3% 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni ass.
Sofferenze nette / Crediti verso clientela 0,1% 0,1% 0,0% Crediti deteriorati netti / Crediti verso clientela 0,7% 0,7% 0,0% % Copertura sofferenze 61,2% 66,0% -4,8% % Copertura totale crediti deteriorati 37,2% 37,6% -0,4% % Copertura crediti in bonis 0,14% 0,15% -0,01% (2) al netto del risultato d'esercizio.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
67indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati di euro alla data di riferimento, con una variazione positiva di 214,3 milioni di euro (+12,6%).
Il Patrimonio netto contabile al 30 giugno 2026, incluso il risultato di periodo, ammonta complessivamente a 77,1 milioni di euro, rispetto a 76,9 milioni di euro del consuntivo 2025 (per effetto della destinazione del risultato al 31 dicembre 2025 e dell’andamento della redditività complessiva di periodo). I Fondi Propri di vigilanza passano da 72,4 milioni di euro di fine 2025 a 75,3 milioni di euro.Dati di struttura e produttività
Alla data di riferimento la capogruppo Banco di Desio e della Brianza S.p.A. detiene una partecipazione del 100%.
Ad esito dell’operazione di fusione per incorporazione di Dynamica Retail S.p.A. con efficacia giuridica dal 6 dicembre 2025 ed efficacia contabile e fiscale retroattiva, a far data dal 1° gennaio 2025, la controllata Fides S.p.A. risulta detentrice della partecipazione totalitaria in Dynamica Agenzia S.r.l. (precedentemente detenuta da Dynamica Retail S.p.A.).
Il Risultato corrente al netto delle imposte al 30 giugno 2026 si attesta a circa 0,3 milioni di euro (ex 4,8 milioni di euro); i proventi operativi si attestano a 16,9 milioni di euro in riduzione di 5,7 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025, gli oneri operativi a 12,9 milioni di euro (ex 13,9 milioni di euro), il risultato della gestione operativa a 4,0 milioni di euro (ex 19,1 milioni di euro). Il Costo del credito pari a circa 3,0 milioni di euro e le imposte per 0,7 milioni di euro (rispettivamente ex 1,3 milioni di euro e 2,7 milioni di euro) conducono al risultato di periodo.
Gli impieghi verso la clientela passano da 1.705,6 milioni di euro di fine 2025 a 1.919,9 milioni 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
ass. %
Numero dipendenti 126 130 (4) -3,1% Importi in migliaia di euro 30.06.2026 31.12.2025 Variazioni
ass. %
Crediti verso clientela per dipendente (3)14.999 13.377 1.622 12,1% Importi in migliaia di euro 30.06.2026 30.06.2025
pro formaVariazioni
ass. %
Proventi operativi per dipendente (3) - annualizzato 132 n.d. n.s. n.s.
Risultato della gestione operativa per dipendente (3) - annualizzato 31 n.d. n.s. n.s.
(3) in base al numero di dipendenti quale media aritmetica tra il dato di fine periodo e quello di fine esercizio precedente.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
68indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Indici patrimoniali, economici e di rischiosità 7.3. Solution Capital Management SIM
Valori patrimoniali
Valori economici1Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Totale attivo 5.986 Crediti verso banche 1.146 Crediti verso clientela 1.603 Attività materiali 782 Attività immateriali 58 Debiti verso clientela 1.316 Patrimonio (incluso l'Utile d'esercizio) 2.902 Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Proventi operativi 2.214 di cui Margine d'interesse 116 Oneri operativi (2.463) Risultato della gestione operativa (249) Risultato corrente al netto delle imposte (379) Risultato non ricorrente al netto delle imposte -
Utile d'esercizio (379) (1) da Conto Economico riclassificato30.06.2026 Patrimonio / Totale attivo 48,5% Patrimonio / Crediti verso clientela 181,1% Patrimonio / Debiti verso banche 220,4% Crediti verso clientela / Totale attivo 26,8%
30.06.2026
Oneri operativi / Proventi operativi (Costi/Income ratio) 111,3% Margine di interesse / Proventi operativi 5,2% Risultato della gestione operativa / Proventi operativi -11,3% Risultato corrente al netto delle imposte / Patrimonio (2) - annualizzato -23,1% Utile d'esercizio / Patrimonio (2) (R.O.E.) - annualizzato -23,1% Risultato corrente al lordo delle imposte / Totale attivo (R.O.A.) -
annualizzato-12,7%
30.06.2026
Sofferenze nette / Crediti verso clientela 5,6% Crediti deteriorati netti / Crediti verso clientela 11,9% % Copertura sofferenze 49,7% % Copertura totale crediti deteriorati 32,5% % Copertura crediti in bonis 1,05% (2) al netto del risultato di periodo.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
69indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 8. Altre informazioni 8.1. Azioni proprie e dell’impresa controllante
Al 30 giugno 2026, il Banco detiene n. 225.829 azioni proprie acquistate nell’ambito del programma di acquisto di azioni proprie autorizzato dall’Assemblea dei soci di Banco Desio in data 29 aprile 2026 su proposta del Consiglio di Amministrazione della Banca, a seguito del provvedimento autorizzativo rilasciato in data 11 maggio 2026 dalla Banca d’Italia ai sensi degli artt. 77 e 78 del Reg. UE n. 575/2013 (“CRR”).
8.2. Rating finanziario In data 29 aprile 2026, l’Agenzia internazionale Fitch Ratings, a seguito della revisione annuale del rating, ha confermato tutti i ratings assegnati a Banco Desio.
Il giudizio dell’Agenzia riflette la qualità dei fondamentali della Banca, con particolare riferimento alla diversificazione delle fonti di ricavo e alla qualità dell’attivo uniti ad una solida patrimonializzazione e ad un profilo di funding adeguatamente diversificato.
L’Agenzia riconosce alla Banca la consolidata capacità di raggiungere i propri obiettivi economico-finanziari, tra cui la crescita dei ricavi commissionali, il derisking dei propri asset e l’espansione del business anche attraverso acquisizioni.
I Ratings aggiornati sono pertanto i seguenti:
→Long term IDR: confermato a “BBB-” Outlook Stabile →Viability Rating: confermato a “bbb-” →Short term IDR: confermato a “F3” →Government Support Rating: confermato a “No Support”Dati di struttura e produttività A seguito dell’acquisizione descritta nel precedente paragrafo “Eventi societari di rilievo del periodo” e nella successiva informativa “Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda”, alla data del 30 giugno 2026 la capogruppo Banco di Desio e della Brianza S.p.A.
detiene una partecipazione dell’88,403%.
Al 30 giugno 2026 il Risultato corrente al netto delle imposte risulta positivo per circa 40 migliaia di euro; il risultato della gestione operativa risulta positivo per 79 migliaia di euro. Gli accantonamenti netti e le imposte conducono al risultato di periodo.
Gli impieghi verso la clientela, costituiti da crediti di natura commerciale, si attestano a 1,6 milioni di euro alla data di riferimento.
Il Patrimonio netto contabile al 30 giugno 2026, incluso il risultato di periodo, ammonta complessivamente a 2,9 milioni di euro.
Alla data del 30 giugno 2026, il contributo della controllata SCM SIM al risultato di periodo del Gruppo Banco Desio è risultato positivo per 40 migliaia di euro (per i mesi di maggio e giugno).30.06.2026 Numero dipendenti 16 Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Crediti verso clientela per dipendente (3)n.d.
Importi in migliaia di euro 30.06.2026 Proventi operativi per dipendente (3) - annualizzato n.d.
Risultato della gestione operativa per dipendente (3) - annualizzato n.d.
(3) in base al numero di dipendenti quale media aritmetica tra il dato di fine periodo e quello di fine esercizio precedente.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
70indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 8.5. Operazioni con parti correlate e/o soggetti
collegati
Per una descrizione delle procedure che regolano le operazioni con Parti correlate (ai sensi dell’art.2391-bis c.c.) e/o con Soggetti collegati (ai sensi dell’art. 53 del TUB) si rimanda al paragrafo 5 della “Relazione annuale sul Governo Societario”, resa disponibile, ai sensi dell’art. 123-bis del TUF , sul sito internet di Banco Desio, all’indirizzo www.bancodesio.it, nella sezione “Home / Chi siamo / Governance / Sistema di Goveranance / Relazione di Corporate Governance”. Per ulteriori informazioni si rimanda alla specifica sezione del Bilancio semestrale abbreviato consolidato.
8.6. Informazioni sui piani di incentivazione Nell’ambito della politica di remunerazione, particolare rilevanza hanno lo short term incentive e il long term incentive, piani di incentivazione che coinvolgono il personale nel raggiungimento degli obiettivi aziendali e del Gruppo, di breve e di medio lungo termine.
Lo short term incentive rappresenta una leva gestionale per valorizzare il contributo del personale e riconoscere il merito individuale. Il long term incentive supporta il Piano Industriale 2024-2026 “Beyond 26” e allinea gli interessi del management a quelli degli stakeholder rilevanti per il Gruppo.
In particolare, i più recenti piani di incentivazione adottati da Banco Desio a livello di Gruppo sono basati sull’assegnazione di “phantom shares” relative a Banco Desio destinate all’Amministratore Delegato e Direttore Generale e al restante personale più rilevante di Banco Desio e della controllata Fides.
Ulteriori informazioni sono contenute alla specifica sezione “Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali”, mentre l’informativa dettagliata sulla politica di remunerazione del Gruppo è contenuta nella “Relazione annuale sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti”, redatta in conformità alle disposizioni di vigilanza e resa disponibile, ai sensi dell’art. 123-ter del TUF , all’indirizzo www.bancodesio.it, nella sezione “Home / Relazioni sulla remunerazione”. →Deposit Rating BT: confermato a “F3“ →Deposit Rating MLT: confermato a “BBB” 8.3. Rating di sostenibilità In data 12 marzo 2026, Banco Desio ha reso noto di aver ricevuto da MSCI, tra le principali agenzie di rating ESG conosciute a livello globale, l’MSCI ESG Rating pari ad “A”. Gli MSCI ESG Ratings mirano a misurare la resilienza di un'azienda ai rischi ESG di lungo periodo. Le società vengono valutate, con un approccio relativo al settore di appartenenza, secondo una scala che va da AAA a CCC, sulla base delle questioni chiave più rilevanti, determinate in funzione del modello di business dell’azienda.
In data 30 marzo 2026 è stato reso noto l’ultimo aggiornamento del Corporate rating SER assegnato dall’agenzia Standard Ethics che ha confermato il giudizio “EE / Strong” e innalzando il Long Term Expected Rating a “EE+ / Very Strong”, riconoscendo i progressi compiuti nell’integrazione delle tematiche ESG, nell’evoluzione della governance e nelle politiche di sostenibilità.
Si conferma pertanto il buon posizionamento di Banco Desio nel settore di riferimento, come evidenziato nel sito istituzionale di Banco Desio (bancodesio.it/it/esg-e-sostenibilita/ obiettivi/le-nostre-ambizioni) in cui sono riportati i rating/score assegnati dalle più accreditate agenzie di rating di sostenibilità.
8.4. Esistenza delle condizioni degli artt. 15 e 16 del “Regolamento Mercati” Permangono le condizioni previste dagli artt. 15 e 16 del “Regolamento Mercati”, adottato con delibera Consob n. 20249 del 28 dicembre 2017 riferite, nella fattispecie, alla società Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A., controllante di Banco di Desio e della Brianza S.p.A., così come si desume dalla descrizione della società riportata nella “Relazione annuale sul Governo Societario e sugli Assetti Societari” di Banco Desio prevista dall’art. 123-bis del TUF e resa disponibile sul sito internet all’indirizzo www.bancodesio.it, nella sezione “Home / Chi siamo / Governance / Sistema di Goveranance / Relazione di Corporate Governance”.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
71indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati focalizzata su innovazione, digitale, applicazione dei criteri ESG e vicinanza ai clienti.
In considerazione della solidità patrimoniale, della gestione operativa in crescita con riferimento alle principali priorità commerciali di piano strategico, dell’attenta gestione della qualità del credito e del ridotto NPL ratio a conferma della forza commerciale e resilienza del Gruppo Banco Desio pur in un contesto monetario e macroeconomico in costante evoluzione, la Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026 è stata quindi predisposta nella prospettiva della continuità aziendale.
Nella precedente informativa relativa allo “Scenario macroeconomico” sono stati descritti l’andamento del contesto macroeconomico e dei mercati finanziari da cui sono desumibili i correlati rischi di contesto, mentre i controlli sulla gestione aziendale delle varie tipologie di rischio sono dettagliatamente illustrate nella successiva informativa relativa alle “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura”.
Desio, 30 luglio 2026 Il Consiglio di Amministrazione 9. Evoluzione prevedibile della gestione e principali rischi ed
incertezze
Sulla base dei risultati consuntivati nel periodo di riferimento si ritiene ragionevole ipotizzare per l’esercizio in corso il raggiungimento di risultati positivi, sempre che lo scenario macroeconomico e/o dei mercati di riferimento del Gruppo non evidenzino consistenti eventi critici avversi al di fuori del controllo del management.
Tra i principali fattori di instabilità che potrebbero influenzare la strategia commerciale e di funding del Banco Desio l’andamento dell’inflazione rimane la variabile di maggiore interesse e significatività per gli effetti che sta avendo sulle decisioni di politica monetaria. Di possibili notevole rilevanza anche l’eventuale prosecuzione del conflitto IRAN/Israele/USA per gli effetti sulla disponibilità e i prezzi del petrolio grezzo e di altre materie prime interessate dal blocco dello stretto di Hormuz.
Anche nel 2026 il Gruppo Banco Desio, in linea con le direttrici del nuovo Piano industriale “Beyond 26”, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo il 24 Novembre 2023, continua ad operare per sostenere la propria clientela attraverso un’offerta di prodotti e servizi efficace ed efficiente e per il perseguimento di livelli di redditività e di patrimonializzazione in linea con i migliori peers di settore.
La mission di Banco Desio continua quindi a svilupparsi attorno alla propria clientela con l’obiettivo di sostenere le famiglie, le PMI nelle loro attività e nella gestione del risparmio attraverso una crescita programmata degli impieghi e del risparmio gestito.
All’interno delle direttrici del Piano Industriale, la banca è orientata al rafforzamento della propria efficienza economica e finanziaria confermando l’obiettivo di portare i principali indici di redditività in linea con le best performance di sistema mantenendo una forte attenzione sulla qualità degli impieghi.
Anche per la seconda parte dell’anno l’ambizione rimane quella di rendere ancor più delineata la configurazione del Gruppo Banco Desio quale gruppo indipendente riconosciuto per solidità patrimoniale, resilienza economica, qualità dei servizi offerti e con una strategia sempre più
BILANCIO SEMESTRALE 2026
BILANCIO
SEMESTRALE
CONSOLIDATO
ABBREVIATO
PROSPETTI
CONTABILI2
74 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Stato patrimoniale consolidato
Attivo
30.06.2026 31.12.2025 Variazioni Voci dell’attivo Assolute % 10. Cassa e disponibilità liquide 113.380 691.992 (578.612) -83,6% 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 240.947 225.655 15.292 6,8% a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 13.073 10.362 2.711 26,2% c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 227.874 215.293 12.581 5,8% 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.268.159 1.276.686 (8.527) -0,7% 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 17.150.620 16.529.715 620.905 3,8% a) Crediti verso banche 1.819.717 1.007.247 812.470 80,7% b) Crediti verso clientela 15.330.903 15.522.468 (191.565) -1,2% 50. Derivati di copertura 36.392 40.307 (3.915) -9,7% 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (27.192) (27.097) (95) 0,4% 70. Partecipazioni 5.054 5.161 (107) -2,1% 90. Attività materiali 222.416 222.943 (527) -0,2% 100. Attività immateriali 52.307 45.123 7.184 15,9%
di cui:
avviamento 22.751 15.322 7.429 48,5% 110. Attività fiscali 86.089 88.158 (2.069) -2,3% a) correnti 2.081 316 1.765 558,5% b) anticipate 84.008 87.842 (3.834) -4,4% 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 20.015 2.867 17.148 598,1% 130. Altre attività 343.228 462.491 (119.263) -25,8% Totale dell’attivo 19.511.415 19.564.001 (52.586) -0,3%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
75 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
Passivo
30.06.2026 31.12.2025 Variazioni Voci del passivo e del patrimonio netto Assolute % 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 17.255.561 17.576.453 (320.892) -1,8% a) Debiti verso banche 480.747 795.190 (314.443) -39,5% b) Debiti verso clientela 13.173.310 13.516.621 (343.311) -2,5% c) Titoli in circolazione 3.601.504 3.264.642 336.862 10,3% 20. Passività finanziarie di negoziazione 1.745 1.484 261 17,6% 40. Derivati di copertura 10.723 9.071 1.652 18,2% 60. Passività fiscali 18.856 9.965 8.891 89,2% a) correnti 10.881 961 9.920 n.s.
b) differite 7.975 9.004 (1.029) -11,4% 80. Altre passività 649.105 390.084 259.021 66,4% 90. Trattamento di fine rapporto del personale 11.693 12.855 (1.162) -9,0% 100. Fondi per rischi e oneri 69.108 73.569 (4.461) -6,1% a) impegni e garanzie rilasciate 3.164 2.919 245 8,4% c) altri fondi per rischi e oneri 65.944 70.650 (4.706) -6,7% 120. Riserve da valutazione 10.885 14.406 (3.521) -24,4% 150. Riserve 1.322.965 1.261.963 61.002 4,8% 160. Sovrapprezzi di emissione 16.145 16.145 170. Capitale 70.693 70.693 180. Azioni proprie (-) (2.457) - (2.457) 0,0% 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 341 4 337 n.s.
200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 76.052 127.309 (51.257) -40,3% Totale del passivo e del patrimonio netto 19.511.415 19.564.001 (52.586) -0,3%
BILANCIO SEMESTRALE 2026
76 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Conto economico consolidato Voci 30.06.2026 30.06.2025 Variazioni
Assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 288.427 285.119 3.308 1,2% di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 235.896 226.979 8.917 3,9% 20. Interessi passivi e oneri assimilati (106.646) (107.861) 1.215 -1,1% 30. Margine di interesse 181.781 177.258 4.523 2,6% 40. Commissioni attive 136.196 115.224 20.972 18,2% 50. Commissioni passive (9.433) (7.665) (1.768) 23,1% 60. Commissioni nette 126.763 107.559 19.204 17,9% 70. Dividendi e proventi simili 588 567 21 3,7% 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 2.526 2.020 506 25,0% 90. Risultato netto dell’attività di copertura (747) (70) (677) 967,1% 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 10.969 9.176 1.793 19,5% a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 8.762 5.344 3.418 64,0% b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.156 3.791 (1.635) -43,1% c) passività finanziarie 51 41 10 24,4% 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (753) 460 (1.213) n.s.
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (753) 460 (1.213) n.s.
120. Margine di intermediazione 321.127 296.970 24.157 8,1% 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (18.370) (11.575) (6.795) 58,7% a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (18.328) (11.628) (6.700) 57,6% b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (42) 53 (95) n.s.
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (22) (101) 79 -78,2% 150. Risultato netto della gestione finanziaria 302.735 285.294 17.441 6,1% 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 302.735 285.294 17.441 6,1% 190. Spese amministrative: (189.933) (184.164) (5.769) 3,1% a) spese per il personale (119.454) (116.828) (2.626) 2,2% b) altre spese amministrative (70.479) (67.336) (3.143) 4,7% 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (3.502) (1.205) (2.297) 190,6% a) impegni per garanzie rilasciate (245) 225 (470) n.s.
b) altri accantonamenti netti (3.257) (1.430) (1.827) 127,8% 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (9.530) (9.693) 163 -1,7% 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (3.257) (2.615) (642) 24,6% 230. Altri oneri/proventi di gestione 23.498 21.847 1.651 7,6% 240. Costi operativi (182.724) (175.830) (6.894) 3,9% 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 375 146 229 156,8% 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 318 - 318 n.s.
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 120.704 109.610 11.094 10,1% 300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell’operatività corrente (44.647) (39.224) (5.423) 13,8% 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 76.057 70.386 5.671 8,1% 330. Utile (Perdita) d'esercizio 76.057 70.386 5.671 8,1% 340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi 5 - 5 n.s.
350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 76.052 70.386 5.666 8,0%
30.06.2026 30.06.2025
Utile base per azione (euro) 0,58 0,53 Utile diluito per azione (euro) 0,58 0,53
BILANCIO SEMESTRALE 2026
77 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Prospetto della redditività
consolidata complessiva
Voci 30.06.2026 30.06.2025 10. Utile (Perdita) d'esercizio 76.057 70.386 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 20 . Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (120) 171 70. Piani a benefici definiti (223) (104) Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 150. Attività finanziarie (diverse da titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (3.178) 2.669 200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (3.521) 2.736 210. Redditività complessiva (Voce 10+200) 72.536 73.122 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi - -
230. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 72.536 73.122
BILANCIO SEMESTRALE 2026
78 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30
giugno 2026
Esistenze al
31.12.2025 Modifica
saldi
apertura Esistenze
al
01.01.2026 Allocazione
risultato
esercizio
precedente Variazioni dell’esercizio
Patrimonio
netto del
gruppo
al
30.06.2026 Patrimonio
netto di terzi al
30.06.2026 Riserve
Dividendi
e altre
destinazioni
Variazioni
di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività
complessiva
esercizio
30.06.2026 Emissione
nuove
azioni Acquisto
azioni
proprie Distribuzione
straordinaria
dividendi Variazione
strumenti
di capitale Derivati
su proprie
azioni Stock
options Variazioni
interessenze
partecipative
Capitale:
a) azioni ordinarie 70.693 - 70.693 - - - - - - - - - - - 70.693 -
b) altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 16.145 - 16.145 - - - - - - - - - - - 16.145 -
Riserve:
a) di utili 1.242.974 - 1.242.974 67.124 - (30) - - - - - - - - 1.310.068 -
b) altre 18.993 - 18.993 (6.933) - (21) - - - - - - 1.194 - 12.897 336 Riserve da valutazione: 14.406 - 14.406 - - - - - - - - - - (3.521) 10.885 -
Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie - - - - - (2.457) - - - - (2.457) -
Utile (Perdita) d'esercizio 127.309 - 127.309 (60.191) (67.118) - - - - - 76.057 76.052 5
Patrimonio netto
del gruppo 1.490.516 - 1.490.516 - (67.118) (55) -(2.457) - - - - 861 72.536 1.494.283 -
Patrimonio netto di terzi 4 - 4 - - 4 - - - - - - 333 - - 341 Nota: L’Assemblea Ordinaria del 29 aprile 2026 ha deliberato di approvare (i) l’imputazione alla “Riserva per Utili (perdite) portati a nuovo” dell’importo di euro 12.842.500 della “Riserva Contributo Straordinario ex art. 1 co. 69 L.n. 199/2025” per il pagamento del contributo straordinario di cui all’articolo 1, commi 69-71, della Legge 199/2025 e (ii) la destinazione alla “Riserva statutaria”, successivamente alla liquidazione del predetto contributo straordinario, della “Riserva 2023” con conseguente eliminazione di quest’ultima in quanto libera da ogni vincolo
BILANCIO SEMESTRALE 2026
79 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30
giugno 2025
Esistenze al
31.12.2024 Modifica
saldi
apertura Esistenze al
01.01.2025 Allocazione
risultato
esercizio
precedente Variazioni dell’esercizio
Patrimonio
netto del
gruppo
al
30.06.2025 Patrimonio
netto di terzi al
30.06.2025 Riserve
Dividendi
e altre
destinazioni
Variazioni
di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività
complessiva
esercizio
30.06.2025 Emissione
nuove
azioni Acquisto
azioni
proprie Distribuzione
straordinaria
dividendi Variazione
strumenti
di capitale Derivati
su proprie
azioni Stock
options Variazioni
interessenze
partecipative
Capitale:
a) azioni ordinarie 70.693 - 70.693 - - - - - - - - - - - 70.693 -
b) altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 16.145 - 16.145 - - - - - - - - - - - 16.145 -
Riserve:
a) di utili 1.210.692 - 1.210.692 65.325 - - - - - - - - - - 1.276.017 -
b) altre 18.709 - 18.709 670 - (430) - - - - - - (544) - 18.401 4 Riserve da valutazione: 12.624 - 12.624 - - - - - - - - - - 2.736 15.360 -
Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie (5.625) - (5.625) - - - -(14.575) - - - - - - (20.200) -
Utile (Perdita) d'esercizio 124.856 1.363 126.219 (65.995) (60.224) - - - - - - - 70.386 70.386 -
Patrimonio netto
del gruppo 1.447.546 1.363 1.448.909 (60.224) (430) -(14.575) - - - - - 73.122 1.446.802 -
Patrimonio netto di terzi 548 - 548 - - - - - - - - - (544) - - 4 Nota; I saldi esposti nella colonna “Modifica saldi di apertura” includono gli effetti derivanti dal completamento della Purchase Price Allocation (PPA) connessa all’acquisizione del ramo sportelli di Banca Popolare Puglia e Basilicata realizzata il 7 dicembre 2024. Come previsto dall’IFRS 3, il Banco Desio ha rilevato le rettifiche degli importi provvisori iscritti come se la contabilizzazione dell’aggregazione aziendale fosse stata completata alla data di acquisizione e ha quindi proceduto a modificare le informazioni comparative per l’esercizio 2024 (cfr. nota esplicativa “Comparabilità degli schemi del bilancio” riportata nella Parte generale delle Politiche contabili della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2025).
BILANCIO SEMESTRALE 2026
80 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Rendiconto finanziario consolidato
- Metodo diretto
30.06.2026 30.06.2025
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1. Gestione 114.739 85.131
- interessi attivi incassati (+) 277.254
- interessi passivi pagati (-) (106.527) 271.271
- dividendi e proventi simili (+) 588 (107.115)
- commissioni nette (+/-) 123.053 567
- spese per il personale (-) (112.669) 103.924
- premi netti incassati (+) (110.010)
- altri proventi/oneri assicurativi (+/-)
- altri costi (-) (81.006) (73.549)
- altri ricavi (+) 58.693 39.264
- imposte e tasse (-) (44.647) (39.221)
- costi/ricavi relativi alle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale(+/-) 2. Liquidità generata (assorbita) dalle attività finanziarie (520.008) (297.426)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (3.050) (3.984)
- attività finanziarie designate al fair value
- altre attività valutate obbligatoriamente al fair value (13.250) (9.569)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.080 (128.799)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (631.682) (297.321)
- altre attività 124.894 142.247 3. Liquidità generata (assorbita) dalle passività finanziarie (113.132) (63.311)
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (321.784) (306.385)
- passività finanziarie di negoziazione 261 936
- passività finanziarie designate al fair value
- altre passività 208.391 242.138 Liquidità netta generata (assorbita) dall’attività operativa (A) (518.401) (275.606)
segue →
BILANCIO SEMESTRALE 2026
81 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
← segue
30.06.2026 30.06.2025
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 283
- vendite di partecipazioni
- dividendi incassati su partecipazioni
- vendite di attività materiali 283
- vendite di attività immateriali
- vendite di società controllate e di rami d'azienda 2. Liquidità assorbita da (13.105) (4.687)
- acquisti di partecipazioni
- acquisti di attività materiali (2.664) (2.869)
- acquisti di attività immateriali (10.441) (1.818)
- acquisti di società controllate e di rami d'azienda Liquidità netta generata (assorbita) dall'attività d'investimento (B) (12.822) (4.687)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie 17.743 (14.575)
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale
- distribuzione dividendi e altre finalità (67.118) (60.224)
- vendita/acquisto di controllo di terzi Liquidità netta generata (assorbita) dall'attività di provvista (C) (49.375) (74.799)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA (ASSORBITA) NELL'ESERCIZIO (A+B+C) (580.598) (355.092)
RICONCILIAZIONE
30.06.2026 30.06.2025
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 691.992 1.019.658 Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio (580.598) (355.092) Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi 1.986 1.762 Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 113.380 666.328
BILANCIO SEMESTRALE 2026
NOTE
ILLUSTRATIVE3
83 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
Note illustrative
Le presenti note illustrative sono state predisposte facendo riferimento alla struttura della nota integrativa prevista dalla Circolare n. 262 di Banca d’Italia per la relazione finanziaria annuale, seppure con un contenuto informativo limitato trattandosi di una relazione finanziaria semestrale in forma abbreviata.
Parte A . Politiche contabili A.1 Parte generale Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili
internazionali
Il presente bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Banco Desio è redatto secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
Per l’interpretazione e l’applicazione dei principi contabili internazionali si è fatto riferimento (i) al quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio (“Conceptual Framework”) e (ii) alle Implementation Guidance, Basis for Conclusions ed eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall’IFRIC, seppur non omologati dalla Commissione Europea.
I principi contabili applicati per la redazione del presente bilancio sono quelli in vigore al 30 giugno 2026 (inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRIC).
Si sono inoltre considerate, per quanto applicabili, le comunicazioni degli Organi di Vigilanza (Banca d’Italia, BCE, EBA, Consob ed ESMA) e i documenti interpretativi sull’applicazione degli IAS/IFRS predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), con cui sono state fornite raccomandazioni sull’informativa da riportare nella relazione finanziaria, su taluni aspetti di maggior rilevanza in ambito contabile, sul trattamento contabile di particolari operazioni, sulle incertezze del contesto macroeconomico, sugli impatti correlati ai rischi climatici.
I principi contabili utilizzati per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, sono quelli adottati per la predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, cui si fa rimando per l’illustrazione dei criteri di iscrizione, classificazione, valutazione, cancellazione e rilevazione delle componenti reddituali relative alle voci di bilancio.
Dal 1° gennaio 2026 trova altresì applicazione il Regolamento UE n. 1047/2025 del 27 maggio 2025 – Modifiche alla classificazione e alla valutazione degli strumenti finanziari. Con riferimento agli aspetti di maggiore interesse per il Gruppo, le modifiche introdotte forniscono chiarimenti sulla classificazione delle attività finanziarie con caratteristiche ESG (o caratteristiche analoghe) e impongono obblighi di informativa volti ad accrescere la trasparenza in relazione agli strumenti finanziari con variabilità nei flussi di cassa al verificarsi di eventi contingenti.
In relazione alla classificazione delle attività finanziarie caratterizzate da clausole relative ad eventi contingenti, sono state definite le scelte applicative in continuità rispetto alla già vigente policy IFRS 9 di Gruppo, da cui non sono emersi impatti di prima adozione al 1° gennaio 2026, ai sensi dello IAS 8, con riferimento agli strumenti finanziari già iscritti. In relazione ai nuovi requisiti di informativa, si evidenzia che la relativa disclosure quantitativa sarà fornita secondo le indicazioni della Banca d’Italia nell’ambito delle previsioni della Circolare 262/05 in corso di aggiornamento.
Con riferimento all’informativa fornita, si rappresenta che il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto in forma sintetica, in conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS 34 “Bilanci intermedi”. Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto con intento di chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria, nonché il risultato economico di Banco Desio e delle società/entità controllate alla data di riferimento, come descritto nel paragrafo “Area e metodi di consolidamento”.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
84 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Il presente documento è redatto adottando l’euro come moneta di conto; gli importi sono esposti, ove non diversamente specificato, in migliaia di euro.
Politiche contabili rilevanti ed incertezze sull’utilizzo di stime nella predisposizione del bilancio consolidato semestrale abbreviato La redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello stato patrimoniale e nel conto economico, nonché sull’informativa di bilancio.
L’impiego di tali stime implica l’utilizzo delle informazioni disponibili e l’adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull’esperienza storica, ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura, non è quindi possibile escludere che le ipotesi assunte, per quanto ragionevoli, possano non trovare conferma nei futuri scenari in cui il Gruppo si troverà ad operare.
I risultati che si consuntiveranno in futuro potrebbero pertanto differire dalle stime effettuate ai fini della redazione della situazione patrimoniale ed economica alla data di riferimento e potrebbero conseguentemente rendersi necessarie rettifiche ad oggi non prevedibili né stimabili rispetto al valore contabile delle attività e delle passività iscritte nello stato patrimoniale.
Tra i principali fattori di incertezza che potrebbero incidere sugli scenari futuri in cui il Gruppo Banco Desio si troverà ad operare non devono essere sottovalutati gli effetti negativi sull’economia globale e italiana direttamente o indirettamente collegati al perdurare dei conflitti bellici (in particolare in Europa e in Medio Oriente), alle tensioni geopolitiche, all’inasprimento delle politiche commerciali (con l’applicazione di dazi) che potrebbero difatti determinare impatti rilevanti sia sul PIL nazionale che sui livelli attesi di inflazione aprendo, conseguentemente, a prospettive di rialzo dei tassi di interessi con effetti sulla catena di valore delle imprese clienti con possibili ricadute sul costo del rischio.
A fronte di tali incertezze il Gruppo mantiene i propri presidi di rischio rafforzati e monitora attentamente i settori potenzialmente maggiormente esposti, così come dedica specifica attenzione all'evoluzione dei mercati dove l'aumento della volatilità sta interessando in misura significativa le quotazioni dei titoli azionari e obbligazionari in portafoglio.
Le crisi geopolitiche, infatti, influenzano profondamente le dinamiche internazionali, generando instabilità economica e politica e spingendo la comunità internazionale ad adottare misure sanzionatorie per esercitare pressione sugli Stati coinvolti. Queste misure incidono su settori Sezione 2 - Principi generali di redazione La Relazione finanziaria semestrale consolidata (di seguito anche “Relazione”), predisposta ai sensi dell’art. 154-ter del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (TUF) e successivi aggiornamenti, è costituita dal bilancio consolidato semestrale abbreviato e dalla relazione intermedia sulla gestione contenente i fatti di rilievo del semestre e l’evoluzione prevedibile della gestione.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalle Note illustrative in cui sono tra l’altro riportati l’informativa sul fair value, i dettagli dei principali aggregati patrimoniali ed economici, informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, informazioni sulle operazioni con parti correlate e le informazioni di settore (oltre alle informazioni sul patrimonio in allegato). Il bilancio semestrale consolidato abbreviato è corredato, inoltre, dalla Relazione intermedia degli Amministratori sull’andamento della gestione consolidata.
Per la predisposizione del bilancio consolidato sono state applicate le disposizioni pubblicate dalla Banca d’Italia con la Circolare n. 262 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione” del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti, emanata dalla Banca d’Italia nell’esercizio dei poteri stabiliti dal citato D. Lgs. n. 38/2005 (di seguito anche “Circolare n. 262”).
Gli schemi di bilancio forniscono, oltre al dato contabile al 30 giugno 2026, l’informativa comparativa relativa al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, ad eccezione dello stato patrimoniale che risulta comparato con l’ultimo bilancio approvato al 31 dicembre 2025.
Per una corretta comparazione si deve precisare che negli schemi al 30 giugno 2026 figurano, linea per linea, i saldi di Solutions Capital Management SIM S.p.A. (“SCM SIM”), a seguito dell’acquisizione del controllo avvenuta in data 30 aprile 2026, come illustrato in dettaglio nel paragrafo “Acquisizione del controllo di Solutions Capital Management SIM e relativi impatti contabili” contenuto nella successiva sezione “Altri aspetti rilevanti ai fini delle politiche contabili di Gruppo”.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM in data 30 luglio 2026, è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società di revisione KPMG S.p.A., in applicazione dell’incarico conferito a detta società con delibere assembleari di Banco Desio del 23 aprile 2021.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
85 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Pertanto, tenuto conto degli elementi di cambiamento macroeconomico ancora presenti nell’attuale contesto di mercato, il Gruppo ha valutato prudenzialmente di non aggiornare le previsioni macroeconomiche utilizzate per la stima delle perdite attese rispetto a quelle considerate nella predisposizione del bilancio 2025.
Le principali caratteristiche del modello di determinazione della perdita attesa, degli scenari macroeconomici ivi incorporati e degli interventi di management overlay, in cui risultano già considerati gli effetti del cambiamento climatico, sono più nel dettaglio descritti nella successiva parte “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” cui si fa rimando.
Anche la determinazione delle perdite attese sul portafoglio crediti deteriorato (stage 3) implica significativi elementi di giudizio, con particolare riferimento alla stima dei flussi ritenuti recuperabili e della relativa tempistica di recupero. Nel corso del periodo di riferimento si è agito con gli opportuni interventi al fine di poter adeguatamente gestire il contesto macroeconomico contingente ed assicurare comunque la corretta classificazione e valutazione di recuperabilità delle esposizioni classificate a deteriorato con conseguente riflesso sul costo del credito deteriorato di periodo, tenuto conto delle cessioni nel frattempo intervenute e delle possibili future opportunità di derisking in linea con la propria NPLs strategy.
Alla luce di quanto sopra esposto, non si può escludere che differenti metodologie, parametri, assunzioni nella determinazione del valore recuperabile delle esposizioni creditizie (influenzati peraltro anche da possibili strategie alternative di recupero delle stesse, deliberate dai competenti organi aziendali, nonché dall’evoluzione del contesto economico-finanziario e regolamentare di riferimento) possano determinare valutazioni differenti rispetto a quelle condotte ai fini della redazione del presente documento di bilancio.
Per gli aggiornamenti introdotti nella misurazione delle perdite attese sulle esposizioni non deteriorate si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo “Modello di misurazione delle perdite attese su esposizioni non deteriorate” alla successiva parte “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura”.
Ricognizione dei potenziali trigger di impairment delle partecipazioni, delle attività immateriali a vita utile indefinita (avviamenti) e delle attività immateriali a vita utile definita
(attività intangibili)
Ai sensi dello IAS 36 Riduzione di valore delle attività, le partecipazioni, gli avviamenti e le attività intangibili devono essere sottoposte almeno annualmente al test di impairment, al fine di verificarne la recuperabilità del valore. In aggiunta, il principio stabilisce che i risultati del chiave come il commercio e la finanza, imponendo restrizioni che spaziano dall'embargo di determinati prodotti o tecnologie al congelamento dei fondi. Questi elementi, unitamente alla sempre maggiore consapevolezza del rischio climatico a livello internazionale, rappresentano i principali elementi di incertezza per gli scenari futuri.
Al riguardo, viene di seguito fornita un’illustrazione dell’attività di accertamento del rischio di sostenibilità e quindi dei processi di stima che, più in generale, richiedono il ricorso a significativi elementi di giudizio nella selezione di ipotesi ed assunzioni sottostanti e le conseguenti soluzioni applicative adottate dal Gruppo, allineandole all’evoluzione del contesto tempo per tempo riscontrata, consapevole del proprio ruolo nel fornire il necessario supporto ai propri stakeholder, persone e imprese, nell’attuale contesto caratterizzato da rilevanti fattori di incertezza e volatilità.
Determinazione delle perdite attese sulle esposizioni creditizie iscritte nell’attivo
patrimoniale
Relativamente alla valutazione, si ricorda che il principio IFRS 9 Strumenti Finanziari richiede espressamente che un’entità proceda alla stima delle perdite attese su crediti prendendo in considerazione tutte le informazioni correnti e future disponibili ritenute ragionevoli e dimostrabili (reasonable and supportable).
Le Autorità regolamentari e di vigilanza europee e gli standard setter (le Autorità) che si sono espresse sull’argomento sono state concordi nel suggerire estrema cautela nel modificare gli scenari valutativi.
In considerazione del perdurare delle motivazioni sottostanti, restano quindi confermate le scelte nel tempo individuate per la predisposizione delle relazioni finanziarie che, alla luce dell’andamento del contesto macroeconomico di riferimento, sono state tempo per tempo oggetto di calibrazione e affinamento in ragione dell’evoluzione del quadro macroeconomico generale e di settore.
Il Gruppo ha analizzato gli aspetti di valutazione in allineamento alle indicazioni dei diversi regulators tenendo conto delle indicazioni contenute nei documenti pubblicati da diverse istituzioni internazionali (ESMA, EBA, BCE-SSM, IFRS Foundation), mirando al raggiungimento di un equilibrio tra l’esigenza di evitare ipotesi eccessivamente procicliche nei modelli utilizzati per la stima delle perdite attese su crediti e la necessità di assicurare che i rischi correlati al contesto macroeconomico cui il Banco è (o sarà) esposto, si riflettano adeguatamente nelle valutazioni contabili e prudenziali.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
86 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati recupero deve essere fondato su ragionevoli previsioni reddituali desumibili dai piani strategici e previsionali approvati, tenuto anche conto che ai fini IRES la normativa fiscale prevede la riportabilità a nuovo delle perdite fiscali senza alcun limite temporale. Tale giudizio risulta essere un esercizio complesso, in particolar modo se riferito alle DTA sulle perdite fiscali riportabili a nuovo, la cui stessa esistenza potrebbe essere un indicatore del fatto di non disporre in futuro di redditi imponibili sufficienti per il loro recupero. In base a quanto previsto dal principio contabile IAS 12 Imposte sul reddito, il suddetto giudizio di recuperabilità (c.d. probability test) richiede un’attenta ricognizione di tutte le evidenze a supporto della probabilità di disporre in futuro di redditi imponibili sufficienti.
L’analisi delle principali assumption considerate per verificare l’eventuale esistenza di presupposti (c.d. trigger event) che comportassero la necessità di dover rieseguire i test di impairment delle partecipazioni consolidate integralmente ha dato esito negativo; conseguentemente non si è reso necessario sviluppare previsioni andamentali aggiornate rispetto a quelle considerate per l’ultimo bilancio annuale.
Per l’informativa qualitativa sulla modalità di verifica della recuperabilità delle attività per imposte anticipate, si fa rinvio a quanto contenuto nella successiva sezione “Attività fiscali – Voce 110”, contenuta nella successiva informativa “Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato”.
Valorizzazione degli strumenti finanziari al fair value Ai fini della presente informativa finanziaria si è proceduto ad aggiornare la valutazione degli strumenti finanziari al fair value sulla base delle correnti condizioni di mercato, in linea con quanto previsto dall’IFRS 13 Valutazione del fair value e dalla Policy di fair value di Gruppo.
In particolare, per gli investimenti al fair value che derivano il loro valore direttamente, nel caso dei titoli quotati, o indirettamente, nel caso di investimenti convertibili o strettamente legati a strumenti quotati/valutati con multipli di mercato, da quotazioni di mercato (valutati quindi con metodologie ascrivibili ai livelli di fair value 1 e 2), si è proceduto ad aggiornare le valutazioni sulla base dei prezzi di borsa.
È da ritenersi piuttosto marginale l’impiego di significativi elementi di giudizio nella valutazione degli strumenti finanziari in portafoglio in considerazione del fatto che il Gruppo continua a mantenere un’allocazione molto prudente, per cui il ricorso a modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi (livello 3), sostanzialmente riconducibili a quote di OICR di fondi chiusi, riguarda una contenuta porzione degli investimenti test annuale possano essere considerati validi ai fini delle successive valutazioni infrannuali, purché sia considerata remota la probabilità che il valore recuperabile delle attività immateriali sia inferiore rispetto al valore contabile. Tale giudizio può basarsi sull’analisi dei fatti intervenuti e delle circostanze modificatesi successivamente al più recente test di impairment annuale condotto.
Il processo di impairment, definito nella relativa policy di Gruppo, è finalizzato a verificare che il valore contabile (carrying amount) delle Cash Generating Unit (o CGU chle per il Gruppo Banco Desio coincidono con le legal entity) non sia superiore al relativo valore recuperabile (recoverable amount), inteso come il maggiore fra il valore ritraibile dall’uso continuato (value in use o valore d’uso) e il possibile prezzo di cessione sul mercato (fair value al netto dei costi di vendita, o valore di scambio) della CGU stessa.
Alla data di riferimento è stata quindi condotta una ricognizione volta ad escludere l’eventuale esistenza di indicatori di impairment, tali da mettere in dubbio la recuperabilità dei relativi valori di carico, per cui si fa rinvio a quanto riportato nelle successive sezioni “Partecipazioni – voce 70” e “Attività immateriali – voce 100” contenute nella successiva informativa “Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato”.
Stima della recuperabilità delle attività fiscali per imposte anticipate Tra le attività patrimoniali sono altresì presenti significative attività fiscali per imposte anticipate (DTA - Deferred Tax Asset) principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di determinati costi aziendali e la data nella quale i medesimi costi potranno essere dedotti, nonché derivanti da perdite fiscali riportabili a nuovo.
In base a quanto previsto dallo IAS 12 Imposte sul reddito, l’iscrizione di tali attività ed il successivo mantenimento in bilancio presuppone un giudizio di probabilità in merito al recupero delle stesse, che dovrà peraltro considerare le disposizioni normative fiscali vigenti alla data di redazione del bilancio.
Nel dettaglio, le attività per imposte anticipate che rispondono ai requisiti richiesti dalla Legge 214/2011 sono automaticamente trasformabili in crediti di imposta nell’ipotesi di rilevazione di una “perdita civilistica”, di una “perdita fiscale” ai fini IRES e di un “valore della produzione netto negativo” ai fini IRAP; il loro recupero è quindi certo, in quanto prescinde dalla capacità di generare una redditività futura.
Per le residue attività fiscali non trasformabili in crediti di imposta il giudizio sulla probabilità di
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87 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Stima delle obbligazioni relative ai benefici a favore dei dipendenti La determinazione delle passività associate ai benefici a favore dei dipendenti, con particolare riferimento ai piani a benefici definiti ed ai benefici a lungo termine, implica un certo grado di complessità; le risultanze della valutazione dipendono, in larga misura, dalle ipotesi attuariali utilizzate di natura sia demografica (quali tassi di mortalità e di turnover dei dipendenti) sia finanziaria (quali tassi di attualizzazione e tassi di inflazione).
Risulta pertanto fondamentale il giudizio espresso dal management nella selezione delle basi tecniche più opportune per la valutazione della fattispecie, che risulta influenzato dal contesto socioeconomico in cui il Gruppo si trova ad operare, nonché dall’andamento dei mercati finanziari.
Si deve precisare che l’elenco dei processi valutativi sopra indicati viene fornito al solo fine di consentire al lettore una migliore comprensione delle principali aree di incertezza, ma non è inteso in alcun modo a suggerire che assunzioni alternative, allo stato attuale, possano essere più appropriate.
Per ulteriori dettagli si fa rinvio alla sezione “Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 90” contenuto nell’informativa “Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato”.
Determinazione del processo di Purchase Price Allocation (PPA) Il processo di PPA seguito per la contabilizzazione delle operazioni di aggregazione richiede che la differenza tra il costo dell’aggregazione ed il patrimonio netto contabile sia attribuito agli adeguamenti di fair value delle attività nette identificabili acquisite. L’eventuale eccedenza residua del costo dell’aggregazione è iscritta come avviamento (goodwill); diversamente, il minor costo dell’aggregazione è rilevato a conto economico come ricavo (badwill).
Tenuto conto della complessità del processo di PPA, che richiede di considerare tutte le informazioni disponibili riferite a fatti e circostanze esistenti alla data dell’aggregazione, il principio contabile IFRS 3 concede un periodo di misurazione di un anno per il suo completamento.
Tale processo implica, per definizione, elementi di stima complessi e soggettivi: la ricognizione dei suddetti elementi informativi, l’utilizzo di tecniche di valutazione, la selezione di assunzioni ed input non osservabili ai fini della misurazione del fair value delle attività nette identificabili acquisite richiedono, infatti, un significativo giudizio, influenzando in tal modo il valore del goodwill/badwill risultante dall’aggregazione.detenuti. Con particolare riferimento ai fondi di investimento di tipo chiuso classificati tra gli strumenti finanziari obbligatoriamente valutati al fair value sono stati recepiti gli effetti economici scaturiti dall’aggiornamento della valutazione sulla base degli ultimi elementi informativi disponibili (NAV, business plan, ecc.) secondo quanto previsto dalla richiamata Policy di fair value di Gruppo.
Per l’informativa qualitativa e quantitativa sulla modalità di determinazione del fair value si fa rinvio a quanto contenuto nella successiva “Informativa sul fair value”.
Stima dei fondi per rischi e oneri La complessità delle situazioni ed operazioni societarie che sono alla base dei contenziosi in essere, unitamente alle problematiche interpretative riguardanti la legislazione applicabile, richiedono significativi elementi di giudizio nella stima delle passività che potranno emergere al momento della definizione delle liti pendenti. Le difficoltà di valutazione interessano sia l’an sia il quantum nonché i tempi di eventuale manifestazione della passività e risultano particolarmente evidenti qualora il procedimento avviato sia nella fase iniziale e/o sia in corso la relativa istruttoria.
La peculiarità dell’oggetto del contendere e la conseguente assenza di giurisprudenza riferita a vertenze paragonabili, nonché i diversi orientamenti espressi dagli organi giudicanti, sia ai vari livelli del procedimento contenzioso, sia da organi del medesimo livello a distanza di tempo, rendono difficile la valutazione delle passività potenziali anche qualora siano disponibili le sentenze provvisorie emesse a seguito dei primi gradi di giudizio. L’esperienza storica dimostra che in diversi casi le decisioni assunte dai giudici nei primi gradi di giudizio sono state completamente sovvertite nei giudizi di appello o di cassazione e ciò sia a favore che a sfavore dei soggetti passivi.
In tale contesto la classificazione delle passività potenziali e la conseguente valutazione degli accantonamenti necessari è basata su elementi di giudizio non oggettivi che richiedono il ricorso a procedimenti di stima talvolta estremamente complessi. Non si può quindi escludere che a seguito dell’emissione delle sentenze definitive gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri stanziati a fronte delle passività potenziali connesse alle vertenze legali e fiscali possano rivelarsi carenti od eccedenti.
Per l’informativa sulle principali posizioni di rischio relative a controversie legali (azioni revocatorie e cause passive in corso) si fa rinvio alla sezione “Fondi per rischi e oneri – Voce 100” contenuta nella successiva informativa “Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato”..
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88 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento 1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva 2. Valutazioni e assunzioni significative per determinare l’area di consolidamento
Società controllate
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato comprende le risultanze patrimoniali ed economiche della Capogruppo Banco di Desio e della Brianza S.p.A. e delle sue entità controllate dirette e indirette, incluse le entità strutturate, ai sensi di quanto previsto dal principio contabile IFRS 10 Bilancio consolidato.
In base al citato principio, il requisito del controllo è alla base del consolidamento di tutti i tipi di entità, incluse le entità strutturate, e si realizza qualora siano contemporaneamente presenti i seguenti tre requisiti in capo all’investitore:
→potere di decisione sulle attività rilevanti dell’entità;
→esposizioni, o diritti, ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l’entità;Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto rappresentato nella “Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda”.
Attività ispettive in corso da parte delle Autorità di Vigilanza Alla data di approvazione della presente Relazione finanziaria, non sono in corso attività ispettive da parte delle Autorità di Vigilanza.
Dichiarazione di continuità aziendale Con riferimento a quanto richiesto da Banca d’Italia, Consob e Isvap nel Documento Congiunto n. 4 del 3 marzo 2010, il bilancio semestrale consolidato abbreviato al 30 giugno 2026 è stato predisposto nel presupposto della continuità aziendale.
A tal proposito gli Amministratori ritengono che non siano emersi rischi ed incertezze tali da far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale, giudicando che il Gruppo abbia la ragionevole aspettativa di poter continuare ad operare in un futuro prevedibile.
Ai fini dell’espressione del suddetto giudizio, gli Amministratori hanno peraltro valutato gli effetti conseguenti alle incertezze correlate allo scenario macroeconomico di riferimento, tenuto conto delle tensioni geopolitiche in atto, che ragionevolmente potrebbero comportare ricadute negative sui futuri risultati aziendali. L’entità di tali effetti è tuttavia ritenuta tale da non indurre incertezze sul punto della continuità aziendale, anche in considerazione della solidità, attuale e prospettica, nella struttura patrimoniale e finanziaria del Gruppo.
Per l’informativa sui rischi e sui relativi presidi si fa rinvio al successivo paragrafo “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura”.Denominazioni imprese Sede Tipo di rapportoRapporto di partecipazione
Impresa
partecipanteQuota %
Fides S.p.A. Roma 1 Banco Desio 100,000 Dynamica Retail Agenzia in Attività Finanziaria S.r.l.Roma 1 Fides S.p.A. 100,00 Solutions Capital Management SIM S.p.A.Milano 1 Banco Desio 88,403 Desio OBG S.r.l. (*) Conegliano 1 Banco Desio 60,000 Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria 4 = altre forme di controllo (*) Società veicolo di operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo
BILANCIO SEMESTRALE 2026
89 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Società governate mediante diritti di voto Con riferimento alla situazione del Gruppo esistente alla data di riferimento, sono considerate controllate in via esclusiva tutte le società di cui si detiene la maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria, in quanto non sono state individuate evidenze che altri investitori abbiano la capacità pratica di dirigere le attività rilevanti.
Entità strutturate consolidate Il controllo delle entità strutturate, ossia delle entità per le quali i diritti di voto non sono considerati rilevanti per stabilire il controllo, è ritenuto esistere laddove il Gruppo disponga dei diritti contrattuali di gestire le attività rilevanti dell’entità e risulti esposto ai rendimenti variabili delle stesse.
Su tali basi, le entità strutturate che hanno comportato la necessità di un consolidamento ai fini del bilancio consolidato semestrale abbreviato alla data di riferimento sono rappresentate dalla sola Desio OBG S.r.l., Società veicolo di operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo.
Alla data di riferimento, le analisi svolte sugli investimenti detenuti dal Gruppo in fondi comuni di investimento e assimilabili hanno portato ad escludere l’esistenza di un controllo sugli stessi;
nessun fondo risulta pertanto incluso nell’area di consolidamento.
Partecipazioni in imprese controllate in modo congiunto e sottoposte a influenza notevole Sono considerate società collegate, cioè sottoposte a influenza notevole, le società non controllate in cui si esercita un’influenza significativa. Si presume che la società eserciti un’influenza significativa in tutti i casi in cui detiene il 20% o una quota superiore dei diritti di voto e, indipendentemente dalla quota posseduta, qualora sussista il potere di partecipare alle decisioni gestionali e finanziarie delle partecipate, in virtù di particolari legami giuridici, quali patti parasociali, aventi la finalità per i partecipanti al patto di assicurare la rappresentatività negli organi di gestione e di salvaguardare l’unitarietà di indirizzo della gestione, senza tuttavia averne il controllo.
Le partecipazioni in imprese controllate in modo congiunto e sottoposte a influenza notevole vengono valutate in base al metodo del patrimonio netto, sulla base dei più recenti bilanci disponibili della società collegata/sottoposta a controllo congiunto, opportunamente rettificati per tenere conto di eventuali eventi o transazioni significative. →capacità di esercitare il proprio potere per incidere sull’ammontare dei suoi rendimenti, per effetto del suo rapporto con l’entità (collegamento tra potere e rendimenti).
Più in dettaglio, l’IFRS 10 stabilisce che, per detenere il controllo, l’investitore debba avere la capacità di dirigere le attività rilevanti dell’entità, per effetto di un diritto giuridico o per una mera situazione di fatto, ed essere altresì esposto alla variabilità dei risultati che derivano da tale potere.
Alla luce dei riferimenti normativi sopra illustrati, il Gruppo deve pertanto consolidare tutti i tipi di entità qualora siano soddisfatti tutti e tre i requisiti del controllo.
Generalmente, quando un’entità è diretta per il tramite dei diritti di voto, il controllo deriva dalla detenzione di più della metà di tali diritti.
Negli altri casi, la determinazione dell’area di consolidamento richiede di considerare tutti i fattori e le circostanze che conferiscono all’investitore la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti dell’entità (controllo di fatto). A tal fine risulta necessario considerare un insieme di fattori, quali, a mero titolo di esempio:
→lo scopo ed il disegno dell’entità;
→l’individuazione delle attività rilevanti e di come sono gestite;
→qualsiasi diritto detenuto tramite accordi contrattuali che attribuiscono il potere di governare le attività rilevanti, quali il potere di determinare le politiche finanziarie e gestionali dell’entità, il potere di esercitare la maggioranza dei diritti di voto nell’organo deliberativo o il potere di nominare o di rimuovere la maggioranza dell’organo con funzioni
deliberative;
→eventuali diritti di voto potenziali esercitabili e considerati sostanziali;
→coinvolgimento nell’entità nel ruolo di agente o di principale;
→la natura e la dispersione di eventuali diritti detenuti da altri investitori.
Di seguito si forniscono considerazioni di maggiore dettaglio sul perimetro delle entità controllate in via esclusiva alla data di riferimento, separatamente tra le società governate attraverso diritti di voto e le entità strutturate.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
90indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Con riferimento alla situazione del Gruppo esistente alla data di riferimento, è considerata sottoposta a influenza notevole Anthilia Capital Partner SGR, in quanto sono state individuate evidenze tali per cui Banco Desio ha il potere di partecipare alle decisioni gestionali e finanziarie della società in virtù degli accordi di partnership sottoscritti.
Variazioni dell’area di consolidamento L’unica variazione intervenuta sull’area di consolidamento rispetto al Bilancio 2025 riguarda l’acquisizione del controllo di Solutions Capital Management SIM S.p.A (“SCM SIM”) mediante offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da SCM SIM a far data dal 30 aprile 2026. Alla data del 30 giugno 2026, Banco Desio detiene una partecipazione dell’88,403% del capitale sociale di SCM SIM (come illustrato al paragrafo “Eventi societari di rilievo” della Relazione sulla gestione e nella successiva sezione “Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda” della Nota integrativa cui si fa rinvio).
3. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi significative 3.1 Interessenze di terzi, disponibilità dei voti di terzi e dividendi distribuiti ai terzi 3.2 Partecipazioni con interessenze di terzi: informazioni contabili Denominazioni imprese Interessenze dei terzi % Dividendi distribuiti ai terzi Desio OBG S.r.l. 40,000 -
Denominazioni Totale
attivoCassa e
disponibilità
liquideAttività
finanziarie Attività
materiali e
immaterialiPassività
finanziarie Patrimonio
netto Margine di
interesseMargine di
interme-
diazioneCosti
operativiUtile
(perdita)
della
operatività
corrente al
lordo delle
imposteUtile
(perdita)
della
operatività
corrente al
netto delle
imposteUtile
(perdita)
dei gruppi
di attività in
via di
dismissione
al netto
delle
imposteUtile
(perdita)
d'esercizio
(1)Altre
componenti
reddituali al
netto delle
imposte (2)Redditività
complessiva
(3) = (1) + (2) Desio OBG S.r.l. 66 52 - - - 10 - 55 (55) - - - - - -
BILANCIO SEMESTRALE 2026
91 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento del
bilancio
Nel periodo compreso tra la data di riferimento del bilancio (30 giugno 2026) e la data di approvazione del progetto di bilancio da parte del Consiglio di Amministrazione (30 luglio 2026) non vi sono stati, come rappresentato nella Relazione sulla gestione (cui si fa rimando), eventi significativi che, ai sensi del principio contabile IAS 10, abbiano comportato una rettifica dei saldi in bilancio, in quanto espressione di situazioni sorte successivamente alla data di riferimento del bilancio.
Sezione 5 - Altri aspetti Aspetti di maggior rilievo per le valutazioni di bilancio Impatti dei conflitti Russia-Ucraina e Medio Oriente Le tensioni geopolitiche in essere alla data di redazione del presente bilancio, relative al conflitto Russia-Ucraina ed al conflitto in Medio Oriente, rappresentano ulteriori sfide e incertezze all’ambiente macroeconomico, aumentandone il rischio di una limitata predittività.
In prospettiva, tali incertezze potrebbero comportare una revisione di stima delle poste di bilancio, sulla base della disponibilità di nuove informazioni, ad oggi tuttavia non prevedibili.
In linea con le raccomandazioni formulate dalle autorità di vigilanza, finalizzate a garantire un corretto presidio sulle tematiche valutative impattate dai conflitti in esame ed una completa e trasparente informativa di bilancio, si evidenzia che le esposizioni del Gruppo direttamente o indirettamente interessate dal conflitto Russia-Ucraina, Israelo-Palestinese e Iraniano risultano nulle. Con riferimento alle ripercussioni globali derivanti dai blocchi alla libera circolazione nello stretto di Hormuz, Banco Desio ha rafforzato le attività di monitoraggio del portafoglio al fine di adottare criteri più cautelativi per anticipare gli effetti sul deterioramento creditizio delle conseguenze relative, anzitutto, ai costi energetici e alle catene di approvvigionamento.
Aspetti climatici e ambientali e relativi impatti contabili il Gruppo Banco Desio definisce il rischio di sostenibilità come il rischio di un effetto negativo 4. Restrizioni significative Non si rilevano restrizioni (per esempio restrizioni legali, contrattuali e normative) alla capacità della Capogruppo di accedere alle attività, o di utilizzarle, e di estinguere le passività del Gruppo, quali, nello specifico, limitazioni alla capacità della Capogruppo o delle sue controllate di trasferire disponibilità liquide o limitazioni ai trasferimenti di fondi sotto forma di dividendi, prestiti o anticipazioni concessi ad (o da) altre società del Gruppo.
5. Altre informazioni I criteri di consolidamento, definiti nell’IFRS 10, sono regolati come segue:
→controllate in via esclusiva: le attività, le passività, il patrimonio netto, le “operazioni fuori bilancio”, i costi e i ricavi sono integrati nelle relative componenti del consolidato, secondo il metodo del consolidamento integrale. L’eventuale differenza positiva emergente dal raffronto tra il valore di carico di ciascuna partecipazione e la rispettiva frazione del patrimonio netto della società controllata residuale dopo l’eventuale allocazione a voce propria è iscritta come avviamento e assoggettata alla procedura cosiddetta d’impairment
test;
→collegate: le partecipazioni nelle società collegate sono consolidate con il metodo definito del patrimonio netto (tale criterio è applicabile alla data di riferimento del presente bilancio in quanto la Capogruppo ha acquisito la partecipazione in Anthilia Capital Partners SGR S.p.A. che in forza degli accordi di partnership sottoscritti, si configura come una interessenza in società collegata).
BILANCIO SEMESTRALE 2026
92 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati analisi sopra menzionate sono condotte sugli attivi aziendali (es. crediti, immobili a garanzia, immobili di proprietà) utilizzando score ESG forniti da info-provider esterni che tengono in considerazione diversi scenari climatici. Nel dettaglio gli score si basano sulle coordinate geospaziali specifiche delle sedi legali e produttive delle imprese, degli immobili a garanzia dei finanziamenti e degli immobili di proprietà4 della Banca e tengono in considerazione il livello di sensibilità ai diversi fattori climatico-ambientali in base al settore di appartenenza delle controparti.
Il Gruppo continuerà ad affinare la propria metodologia di valutazione man mano che saranno disponibili più dati sui rischi climatici per supportare l'identificazione dei rischi sia di transizione che fisici allo scopo di determinare la significatività finanziaria, tuttavia, le conclusioni non hanno portato ad aggiustamenti allo staging o alle perdite di credito attese modellizzate, poiché gli impatti si manifestano in un periodo di tempo più lungo rispetto alle scadenze dei finanziamenti.
Sia i rischi di transizione che quelli fisici sono gestiti tramite aggiustamenti di modello (euro 3,7 milioni) e post modello (euro 7,5 milioni) che coprono i rischi correlati alla componente climatico-ambientale nel suo complesso (euro 11,2 milioni).
Per ulteriori informazioni si fa rimando a quanto illustrato nella nota “Inclusione del rischio climatico ambientale (fisico e transizione)” del paragrafo “2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese” contenuto nella sezione “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” della presente Nota Integrativa, in corrispondenza della sezione dedicata al rischio di credito.
Le analisi di accertamento condotte alla data di riferimento hanno quindi comportato un aggiornamento del framework relativo alla determinazione delle perdite attese sulle esposizioni creditizie iscritte nell’attivo patrimoniale per includere il rischio climatico ambientale; non sono stati invece aggiornati, sempre ad esito delle suddette analisi di accertamento, altri framework valutativi (es. strumenti finanziari, impairment test, ecc.).
Strumenti finanziari “ESG” caratterizzati da una variazione successiva del tasso d’interesse non legata a rischio di credito In coerenza con la marcata connotazione di sostenibilità del piano industriale “Beyond26”, denominata “ESG Infusion”, per supportare la transizione climatico-ambientale e sociale della significativo sulle proprie prestazioni, inclusi effetti finanziari e reputazionali, dovuto a eventi o condizioni ambientali, sociali e di governance (ESG) attuali o futuri. Il rischio di sostenibilità è quindi considerato un driver trasversale dei rischi esistenti (i convenzionali rischi di vigilanza prudenziale) come delineato nella tassonomia dei rischi del Gruppo, che può ulteriormente acutizzare i rischi che Banco Desio sta già affrontando. Banco Desio può essere esposto al rischio di sostenibilità attraverso le proprie operazioni e impegni strategici e dalle attività delle sue varie controparti a monte e a valle nella catena del valore.
Il rischio di credito è considerato il tipo di rischio più materialmente influenzato dai driver di sostenibilità a lungo termine, di cui il rischio climatico è attualmente il più urgente di tutti i driver correlati all'ESG in grado di influenzare il rischio di credito del Banco. In termini di rischi derivanti dalle attività finanziarie, i rischi correlati al clima sono stati considerati i più rilevanti per le attività di impiego del Banco. Il rischio climatico riguarda i rischi di transizione, che sono i rischi associati al passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio, e i rischi fisici derivanti dai cambiamenti climatici previsti, inclusi sia i cambiamenti a lungo termine (cambiamenti cronici) sia i cambiamenti causati da eventi (cambiamenti acuti) nei modelli meteorologici. Il rischio di credito sarà influenzato da entrambi questi rischi correlati al clima nel medio e lungo termine e si stanno compiendo sforzi per migliorare la visione a lungo termine del rischio climatico nei diversi settori merceologici.
Nel corso dell’esercizio 2025 Banco Desio ha perfezionato l'analisi dei canali di trasmissione dei rischi climatico-ambientali3 sui rischi finanziari, nel rispetto della tassonomia dei rischi definita dalle Autorità di Vigilanza Europea e Nazionale, tenuto conto della complessità operativa, dimensionale e organizzativa del Gruppo. A seguito dell'analisi dei canali di trasmissione il Gruppo ha condotto un'analisi di materialità finanziaria con l'obiettivo di identificare i rischi e le opportunità che hanno o di cui si può prevedere un'influenza rilevante sullo sviluppo del Banco, sulla sua situazione patrimoniale-finanziaria, risultato economico, sui flussi finanziari, nel breve medio o lungo termine.
A fronte delle evidenze emerse, il Gruppo ha quindi svolto l’analisi di accertamento focalizzata sulla valutazione (delle opportunità e) dei rischi derivanti dai fattori climatico-ambientali (fisico e transizione), funzionale alla quantificazione del relativo impatto sugli attivi aziendali.
L'identificazione, il monitoraggio e l'accertamento dei rischi climatico-ambientale è quindi integrato nel processo di gestione complessiva dei rischi finanziari già presidiati dal Banco. Le 3) Ad oggi focalizza su rischio fisico e rischio di transizione 4) Immobili di proprietà che sono comunque contabilizzati con il metodo del costo al netto delle quote di ammortamento
BILANCIO SEMESTRALE 2026
93 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati allocazione del costo di acquisto” della parte “A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio” e nella parte “Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda”.
Contribuzione al Fondo di Risoluzione (SRM) e al Sistema di Garanzia dei Depositi (DGS) Nel corso dell’esercizio 2015 sono entrate in vigore le Direttive europee che disciplinano i meccanismi di risoluzione delle banche appartenenti all’Unione Europea ed il funzionamento dei sistemi di garanzia dei depositi. In particolare:
→la Direttiva 2014/59/EU (Direttiva Bank Recovery and Resolution Directive), recepita nella legislazione nazionale con D. Lgs. n. 180 del 16 novembre 2015, definisce le regole di risoluzione e prevede l’attivazione di meccanismi di risoluzione mediante la costituzione di Fondi per contribuzione “ex ante”, il cui livello target da raggiungere entro il 31 dicembre 2024 è pari all’1% dell’ammontare dei depositi protetti di sistema;
→la Direttiva 2014/49/EU (Direttiva Deposit Guarantee Schemes), recepita nella legislazione nazionale con D. Lgs. n. 30 del 15 febbraio 2016, prevede che i fondi nazionali di tutela dei depositi (in Italia il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi - FITD) si dotino di fondi commisurati ai depositi garantiti, da costituire mediante un sistema di contribuzione ex ante fino a raggiungere, entro il 2024, il livello target pari allo 0,8% dei depositi garantiti.
Pertanto, a seguito di quanto sopra esposto, gli oneri relativi ai contributi ordinari e straordinari versati sono contabilizzati a conto economico nella voce “150 b) Altre spese amministrative”, come da indicazioni contenute nella comunicazione di Banca d’Italia del 19 gennaio 2016.
Le contribuzioni ordinarie all’SRM e al DGS si sono concluse rispettivamente nel 2023 e nel 2024, salvo successive richieste di ulteriori fondi a titolo straordinario ovvero per revisione della dotazione obiettivo.
A dicembre 2025, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi – FITD ha infatti richiesto un contributo nell'ambito dell'ordinario processo di aggiustamento del livello obiettivo.
Emissione bond subordinato Tier 2 In data 3 luglio 2023, Banco di Desio e della Brianza S.p.A. ha sottoscritto, con la capogruppo finanziaria Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A., un accordo per la sottoscrizione da parte di quest’ultima di un Bond Tier 2 Subordinato 10Y non call 5Y per un importo pari a 60 milioni di euro. L’emissione del Bond Tier 2 Subordinato da parte di clientela, il Gruppo Banco Desio ha arricchito la propria offerta di finanziamenti che in funzione delle finalità dell’iniziativa e dell’allineamento alla Tassonomia UE, possono comportare una variazione successiva del tasso in funzione del raggiungimento, o meno, di specifici KPI o target di efficientamento energetico da parte del debitore.
L’offerta del Gruppo è articolata in termini sia di prodotti caratterizzati da un’elevata standardizzazione sia di prodotti caratterizzati da un maggior livello di personalizzazione che, nel complesso, al 30 giugno 2026 evidenziano un’esposizione residua nel portafoglio crediti pari a circa 21,2 milioni di euro. Nel portafoglio titoli non sono invece presenti investimenti in bond con possibile variabilità del tasso di interesse per clausole relative ai sopra richiamati eventi contingenti.
In merito al test SPPI degli strumenti finanziari caratterizzati da una possibile variabilità successiva del tasso di interesse in funzione del raggiungimento, o meno, di specifici KPI o target ESG da parte del debitore, si segnala che, a seguito delle analisi quali-quantitative deputate a verificare la natura e l’incidenza (relativa e assoluta) delle clausole sui flussi contrattuali complessivi dello strumento, tali clausole ESG non sono considerate critiche.
Tali risultati sono confermati dall’applicazione della policy definita dal Gruppo alla luce dei chiarimenti contenuti nelle modifiche all’IFRS 9, dalla cui prima applicazione non derivano impatti sul patrimonio netto né riclassifiche delle grandezze patrimoniali.
Altri aspetti rilevanti ai fini delle politiche contabili di Gruppo Acquisizione del controllo di Solutions Capital Management SIM e relativi impatti contabili Come illustrato nella Relazione sulla gestione del Gruppo, ad esito dell’Offerta Pubblica di Acquisto, in data 30 aprile 2026 il Gruppo Banco Desio ha acquisito il controllo di Solutions Capital Management SIM (“SCM SIM”).
Ai fini di un corretto confronto dei saldi comparativi, si deve segnalare che, a partire dal 1° maggio 2026, i saldi patrimoniali ed economici di SCM SIM confluiscono, linea per linea, nel bilancio consolidato.
Per i dettagli relativi al trattamento contabile previsto per le operazioni di acquisizione del controllo dall’IFRS 3 e agli effetti conseguenti al processo di Purchase Price Allocation dell’operazione di acquisizione del controllo di SCM SIM si rinvia rispettivamente a quanto illustrato nel paragrafo “16 – Altre informazioni, Operazioni di aggregazione aziendale:
BILANCIO SEMESTRALE 2026
94 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati ossia nel portafoglio detenuto con l’obiettivo di incassare i flussi di cassa contrattuali (cosiddetto Business Model “Held to Collect” o “HTC”), il principio contabile IFRS 9 prevede che la loro cessione avvenga nel rispetto di determinate soglie di significatività o di frequenza, in prossimità della scadenza, in presenza di un incremento del rischio di credito o al ricorrere di circostanze eccezionali di stress di liquidità.
Tenuto conto dell’aggiornamento sopra richiamato, la gestione dei titoli di debito classificati nei portafogli “HTC” e “Held To Collect and Sell” (o “HTCS”) prosegue in continuità con le scelte operate in precedenza; nel corso del periodo di riferimento non si è pertanto verificato alcun cambiamento di business model che abbia comportato una riclassifica di portafoglio.
Opzione per il consolidato fiscale nazionale Le società del Gruppo Banco Desio (ad eccezione di Desio OBG S.r.l., stante la sua natura di SPV) hanno adottato il cosiddetto “consolidato fiscale nazionale”, disciplinato dagli artt.
117-129 del TUIR, introdotto nella legislazione fiscale dal D.Lgs. n. 344/2003. Esso consiste in un regime opzionale, in virtù del quale il reddito complessivo netto o la perdita fiscale di ciascuna società controllata partecipante al consolidato fiscale – unitamente alle ritenute subite, alle detrazioni e ai crediti d’imposta – sono trasferiti alla società controllante, in capo alla quale è determinato un unico reddito imponibile o un’unica perdita fiscale riportabile (risultanti dalla somma algebrica dei redditi/perdite propri e delle società controllate partecipanti) e, conseguentemente, un unico debito/credito d’imposta.
Alla data di riferimento del 30 giugno 2026 non è inclusa nel perimetro di consolidamento fiscale la controllata SCM SIM, in assenza dei presupposti di legge stabiliti per la tassazione di gruppo.
Costituzione del Gruppo IVA Banco Desio e le società del Gruppo che hanno i requisiti per parteciparvi hanno optato per la costituzione del Gruppo IVA, disciplinato dagli articoli da 70-bis a 70-duodecies del DPR n.
633/1972.
L’opzione è efficace dal 1° gennaio 2019 e ha durata triennale, con rinnovo automatico di anno in anno, salvo revoca. Banco Desio è stato contestuale all’emissione, da parte di Brianza Unione, di un prestito obbligazionario nella forma di private placement con le medesime caratteristiche, interamente sottoscritto da investitori professionali.
Entrambi i Bond Tier 2 Subordinati sono stati destinati alla negoziazione sul Segmento ExtraMOT PRO del Mercato ExtraMOT gestito da Borsa Italiana S.p.A. Le due emissioni di Bond Tier 2 Subordinati si collocano nel più ampio contesto di un’operazione finalizzata a determinare l’apposizione di una passività Tier 2 nel quadro della disciplina prudenziale applicabile ai sensi del Regolamento n. 575 del 2013 (CRR).
Per ulteriori informazioni, si rinvia al documento informativo del 3 luglio 2023, redatto da Banco Desio ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del Regolamento OPC che è stato messo a disposizione del pubblico, nei termini di legge.
Al 30 giugno 2026 Banco Desio ha in essere strumenti Tier 2, emessi nel 2023, per un valore nominale di 60,0 milioni di euro; il valore di bilancio delle suddette emissioni, esposto nella voce “10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato” ammonta a 65,5 milioni di euro, pari al corrispettivo incassato, dedotti i costi di transazione direttamente attribuibili e sommate le cedole in corso di maturazione (5,6 milioni di euro).
La variazione rispetto al dato del 31 dicembre 2025 (62,7 milioni), positiva per 2,8 milioni è relativa all’incasso delle cedole. Nel periodo di riferimento, come nel periodo di confronto, non sono stati effettuati riacquisti.
Vendite relative al business model “Held to Collect” Nel corso del semestre di riferimento, sono intervenute operazioni di cessione riferite ad esposizioni non deteriorate classificate nel portafoglio delle “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”.
In particolare, si segnala che nell’anno sono stati conseguiti utili derivanti dalla cessione di titoli obbligazionari iscritti nel portafoglio HTC per Euro 8,7 milioni di Euro (rilevati nella voce “100.
Utile (perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”).
Le operazioni di cessione per nominali 269 milioni di euro sono avvenute nel rispetto delle soglie di turnover previste per il portafoglio HTC (turnover al 30 giugno 2026 pari al 4,73% rispetto al 10% di valore soglia).
Trattandosi di esposizioni classificate tra le “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”,
BILANCIO SEMESTRALE 2026
95 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati bilancio bancario, disciplinato nella Circolare n. 262 della Banca d’Italia.
In considerazione delle novità introdotte dall’IFRS 18, peraltro richiamate dall’ESMA nell’ambito delle “European common enforcement priorities for 2025 corporate reporting”, il Gruppo Banco Desio sta svolgendo le analisi preliminari per l’adozione del principio IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements volte, in particolare, a identificare (sulla base della bozza in consultazione dell’aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d’Italia) le Main Business Activities (MBAs), a livello individuale di singola legal entity e a livello consolidato (per Banco Desio e Brianza Unione), e le Management-defined Performance Measures (MPMs).
Oltre agli impatti in termini di una diversa rappresentazione dell’informativa, dall’introduzione del principio in esame non sono attesi impatti sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo.
Revisione legale
Il presente bilancio semestrale abbreviato consolidato è sottoposto a revisione contabile limitata da parte di KPMG S.p.A. in esecuzione della delibera assembleare del 23 aprile 2021 che ha attribuito a questa società l’incarico per gli esercizi dal 2021 al 2029 compreso.Regime di “adempimento collaborativo” Banco Desio ha presentato istanza nel 2024 per essere ammesso al regime di “adempimento collaborativo” previsto dal D. Lgs. n. 128/2015 ed ha ottenuto il provvedimento di ammissione dall’Agenzia delle Entrate nel 2025. L’adesione ha effetto dal periodo d’imposta 2024.
Nuovi principi contabili/interpretazioni o modifiche di quelli esistenti Nuovo IFRS 18 “Presentazione e informative di bilancio” Il Regolamento (UE) 2026/338 del 13 febbraio 2026 ha omologato il nuovo principio contabile IFRS 18 “Presentazione e informative di bilancio”, in sostituzione dello IAS 1 “Presentazione del bilancio”, che era stato pubblicato dallo IASB il 9 aprile 2024.
Il nuovo standard ha l’obiettivo di migliorare il modo in cui le aziende rappresentano al mercato le informazioni del bilancio, con particolare attenzione a quelle relative al conto economico, e di fornire agli utilizzatori di bilancio una base migliore per analizzare e comparare le performance aziendali.
Come il vigente IAS 1, l’IFRS 18 non prescrive degli schemi obbligatori di bilancio o una struttura specifica per le informazioni di nota integrativa, ma indica le informazioni minime richieste, lasciando al redattore del bilancio la discrezionalità in merito alle informazioni da fornire che meglio siano in grado di rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un’entità.
Il nuovo principio, applicabile a partire dal 1° gennaio 2027 con richiesta di presentare l’informativa comparativa dell’esercizio precedente, si basa sui seguenti tre principi ispiratori:
→migliorare la comparabilità delle informazioni di conto economico introducendo specifiche categorie di presentazione dei risultati;
→raggruppare in maniera più utile le informazioni di bilancio;
→favorire una maggiore trasparenza delle misure di performance definite dal management (MPM).
Le suddette modifiche, intervenendo sulla presentazione del conto economico e sulla disclosure di bilancio, dovranno trovare opportuno coordinamento con le regole di compilazione del
BILANCIO SEMESTRALE 2026
96 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati In particolare, sono oggetto di rilevazione in questa voce:
→i titoli di debito e i finanziamenti non riconducibili quindi ai business model “HTC” o “HTCS” (che sono quindi inclusi in un business model “Altro/Negoziazione”) o che non superano il test SPPI;
→gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (c.d.
“FVOCI option”);
→le quote di OICR.
La voce accoglie, inoltre, i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. È possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.
Secondo le regole generali previste dall’IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale per cui non è consentita alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l’entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall’IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassifica e gli effetti della stessa operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell’attività finanziaria riclassificata è rideterminato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l’allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell’impairment.
Criteri di iscrizione La rilevazione iniziale delle attività finanziarie è effettuata alla data di regolamento per i titoli di debito e di capitale e alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio I criteri di valutazione di seguito descritti, utilizzati nella redazione del presente documento, sono conformi ai principi contabili internazionali IAS/IFRS omologati dalla Commissione Europea in vigore alla data di riferimento dello stesso e sono applicati nella prospettiva della continuità aziendale.
Per le operazioni di compravendita di attività finanziarie standardizzate, e cioè dei contratti per cui la consegna avviene in un arco di tempo stabilito da regolamenti o da convenzioni di mercato, si fa riferimento alla data di regolamento.
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a cont o economico (FVTPL) Criteri di classificazione Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:
→le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di
negoziazione;
→le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell’interesse sull’importo del capitale da restituire (SPPI test non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (“HTC”) o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (“HTCS”);
→le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un’entità può designare irrevocabilmente all’iscrizione un’attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico solamente se così facendo elimina o riduce significativamente un’incoerenza valutativa.
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97 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) Criteri di classificazione Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti
condizioni:
→l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita
(HTCS) e
→i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da restituire (SPPI test superato).
Sono inoltre inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per cui al momento della rilevazione iniziale è stata esercitata l’opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI option).
In particolare, sono oggetto di rilevazione in questa voce:
→i titoli di debito che sono riconducibili ad un modello di business HTCS e che hanno superato il test SPPI;
→le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l’opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (“FVOCI option”).
Secondo le regole generali previste dall’IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale per cui non è consentita alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l’entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall’IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassifica e gli effetti della stessa operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla All’atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono rilevate al fair value, che corrisponde al corrispettivo pagato, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso che sono imputati nel Conto Economico.
Criteri di valutazione Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell’applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico.
Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato. Per i titoli di capitale non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità dei metodi di valutazione, ovvero in presenza di un’ampia gamma di possibili stime del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.
Criteri di cancellazione Le attività finanziarie sono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Qualora sia stata invece mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.
Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie sono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall’esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.
Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un’obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.
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98 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell’origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) è contabilizzata, ad ogni data di reporting, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l’intera vita residua dello strumento finanziario. Non sono assoggettati al processo di impairment i titoli di capitale.
Criteri di cancellazione Le attività finanziarie sono cancellate dal bilancio sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato Criteri di classificazione Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
→l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (HTC), e →i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da restituire (SPPI test superato, anche con riferimento alla possibile variabilità del tasso di interesse per eventi contingenti).
In particolare, sono oggetto di rilevazione in questa voce:
→gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al
paragrafo precedente;
→gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al
paragrafo precedente;
→i titoli di debito che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente.categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l’utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell’attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a Conto Economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.
Criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale delle attività finanziarie è effettuata alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale.
All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.
Criteri di valutazione Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, diverse dai titoli di capitale, sono valutate al fair value con la rilevazione a Conto Economico degli impatti derivanti dall’applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell’impairment e dell’eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value sono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l’attività finanziaria non è cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l’utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione sono riversati, in tutto o in parte, a Conto Economico.
Gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto non devono essere successivamente trasferiti a Conto Economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.
Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.
Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono soggette alla verifica dell’incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall’IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a Conto Economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli
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99 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l’ammortamento cumulato (calcolato col richiamato metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l’importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e quindi nettato delle rettifiche di valore.
Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell’attività, per capitale ed interesse, all’ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all’attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l’effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un’attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.
Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività (valorizzate al costo storico) la cui breve durata fa ritenere trascurabile l’effetto dell’applicazione della logica dell’attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.
I criteri di valutazione sono strettamente connessi all’inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stadi di rischio creditizio (c.d. “stage”) previsti dall’IFRS 9, l’ultimo dei quali (stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.
Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto Economico:
→all’atto dell’iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
→all’atto della valutazione successiva dell’attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all’iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell’ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
→all’atto della valutazione successiva dell’attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all’iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all’intera vita residua prevista contrattualmente
per l’attività;
→all’atto della valutazione successiva dell’attività, ove la “significatività” di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all’adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l’intera vita residua dello strumento (“lifetime”) ad una a dodici mesi.Secondo le regole generali previste dall’IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l’entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie.
In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall’IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell’apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale dell’attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.
In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si verifichi, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L’iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all’ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall’origine dell’operazione, ancorché liquidati in un momento successivo.
Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.
Criteri di valutazione Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo: l’attività è rilevata per un
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100 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.
In generale, le modifiche di un’attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all’iscrizione di una nuova attività quando sono “sostanziali”. La valutazione circa la “sostanzialità” della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell’attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.
Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la “sostanzialità” delle modifiche contrattuali apportate ad un’attività finanziaria, dovranno pertanto considerare:
→le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
• le prime, volte a “trattenere” il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l’onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogni qualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
• le seconde, effettuate per “ragioni di rischio creditizio” (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recovery dei cash flow del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile è quella effettuata tramite il “modification accounting” - che implica la rilevazione immediata alla voce di conto economico “140. “Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni” della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o “tranche” di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli di rating interno in uso (Credit Rating System) opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.
Qualora oltre ad un incremento significativo del rischio di credito si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l’importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell’attività (classificata come “deteriorata”, al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte) e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L’importo della perdita, da rilevare a Conto Economico, è definito sulla base di un processo di valutazione analitica o determinato per categorie omogenee e, quindi, attribuito analiticamente ad ogni posizione e tiene conto di informazioni forward looking con l’inclusione dei possibili scenari alternativi di recupero (“disposal scenario”).
Rientrano nell’ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d’Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di vigilanza europea.
I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.
Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.
Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.
I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.
I crediti per interessi di mora maturati su attività deteriorate sono rilevati solo al momento del loro incasso effettivo.
In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l’attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio
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101 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro-coperture).
Criteri di classificazione Le operazioni di copertura hanno lo scopo di neutralizzare determinati rischi di perdita potenziale su attività o passività finanziarie tramite strumenti finanziari specifici, il cui utilizzo è finalizzato ad attutire gli effetti sul conto economico degli strumenti finanziari oggetto di copertura.
La tipologia di copertura utilizzata può essere del tipo:
→Fair Value Hedge (copertura specifica del fair value): l’obiettivo è la copertura del rischio di variazione del fair value dello strumento coperto (attività, passività o impegno irrevocabile non iscritto esposti a variazioni di fair value attribuibili ad un rischio particolare che possono influenzare il conto economico, incluso il rischio di variazione nei tassi di cambio di una
valuta estera);
→Cash Flow Hedge (copertura dei flussi finanziari): l’obiettivo è la copertura della variazione di flussi di cassa attribuibili a particolari rischi dello strumento di bilancio (attività, passività o operazione programmata altamente probabile esposte a variazioni dei flussi di cassa attribuibili ad un rischio particolare che possono influenzare il conto economico).
Criteri di iscrizione Gli strumenti derivati, pertanto anche quelli di copertura, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value.
L’iscrizione in bilancio delle operazioni di copertura presuppone:
→il coinvolgimento di controparti esterne al Gruppo Banco Desio;
→una specifica designazione e identificazione degli strumenti finanziari di copertura e oggetto di copertura utilizzati per l’operazione;
→la definizione degli obiettivi di risk management perseguiti, specificando la natura del
rischio coperto;
→il superamento del test d’efficacia all’accensione della relazione di copertura e in via prospettica, con modalità e periodicità di misurazione specifiche; →la presenza di specifici elementi oggettivi (“trigger”) che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.
Criteri di cancellazione Le attività finanziarie sono cancellate dal bilancio sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali Il criterio di valutazione al costo ammortizzato genera nel conto economico una traslazione dei costi di transazione e dei ricavi accessori lungo la durata dell’attività finanziaria anziché movimentare il conto economico dell’esercizio di prima iscrizione.
Gli interessi che maturano nel tempo per effetto dell’attualizzazione dei crediti deteriorati sono rilevati a conto economico nella voce interessi attivi.
Gli effetti derivanti dalle valutazioni analitiche e collettive sono imputati a conto economico.
Il valore originario del credito è ripristinato al venir meno dei motivi della rettifica di valore effettuata, rilevandone gli effetti a conto economico.
In caso di crediti acquistati per il tramite di aggregazione aziendale, l’eventuale maggior valore iscritto nel bilancio consolidato alla prima iscrizione viene rilasciato con effetto a conto economico lungo la vita del credito in base al proprio piano di ammortamento oppure integralmente nell’esercizio in cui il credito viene estinto.
I crediti oggetto di operazioni di copertura di fair value sono valutati al fair value e le variazioni di valore sono imputate a conto economico nella voce “Risultato netto dell’attività di copertura”, analogamente alle variazioni di fair value dello strumento di copertura.
4. Operazioni di copertura Il Gruppo Banco Desio si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell’IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di “hedge accounting” (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per
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102 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati In particolare, a patrimonio netto deve essere iscritto il minore tra l’utile/perdita complessiva sullo strumento di copertura dall’inizio della stessa e la variazione complessiva di fair value (valore attuale dei flussi finanziari attesi) sull’elemento coperto dall’inizio della copertura.
L’eventuale utile o perdita residuo sullo strumento di copertura o la componente non efficace è rilevato nel conto economico.
Criteri di cancellazione L’iscrizione in bilancio delle operazioni di copertura è interrotta quando non sono più rispettati i requisiti d’efficacia, quando esse sono revocate, quando lo strumento di copertura o lo strumento coperto giungono a scadenza, sono estinti o venduti.
Se lo strumento oggetto di copertura è soggetto alla valutazione al costo ammortizzato la differenza tra il fair value determinato alla data del discontinuing (interruzione della relazione di copertura) e il costo ammortizzato è ripartita sulla sua durata residua.
5. Partecipazioni
Criteri di classificazione La voce include le interessenze detenute in entità collegate o sottoposte a controllo congiunto, disciplinate dallo IAS 28. Le altre partecipazioni minoritarie seguono il trattamento previsto dall’IFRS 9, sono classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL) o le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI).
Sono considerate sottoposte ad una influenza notevole (collegate) le entità in cui si possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto “potenziali”) o in cui, pur detenendo una quota di diritti di voto inferiore, si ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.
Sono considerate sottoposte a controllo congiunto (joint venture) le entità per cui, su base contrattuale, il controllo è condiviso con uno o più altri soggetti, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo. →la predisposizione della documentazione formale completa della relazione di copertura.
Criteri di valutazione Un’operazione di copertura si definisce efficace quando le variazioni del fair value (o dei flussi di cassa futuri) dello strumento finanziario di copertura compensano le variazioni dello strumento finanziario oggetto di copertura nei limiti dell’intervallo 80% - 125% stabilito dallo IAS 39.
I test d’efficacia sono eseguiti a ogni chiusura di bilancio o situazione infrannuale, sia in ottica retrospettiva, per la misura dei risultati effettivi alla data, sia prospettica, per la dimostrazione dell’efficacia attesa per i periodi futuri.
Se le verifiche non confermano l’efficacia della copertura e tenuto conto della policy interna, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto esposto, è interrotta, il contratto derivato di copertura è classificato tra gli strumenti di negoziazione e lo strumento finanziario coperto riacquisisce il criterio di valutazione corrispondente alla sua classificazione di bilancio.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali – Fair value hedge Le variazioni di fair value dei derivati di copertura e degli strumenti finanziari coperti (per la parte attribuibile al rischio coperto) sono registrate in contropartita al conto economico, questa disposizione si applica anche quando l’elemento coperto è valutato al costo.
Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a conto economico, alla voce 90 “Risultato netto dell’attività di copertura”, delle variazioni di valore riferite sia all’elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L’eventuale differenza, ne costituisce di conseguenza l’effetto economico netto.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali – Cash Flow hedge L’utile o la perdita sullo strumento di copertura devono essere contabilizzati come segue:
→la parte di utile/perdita definita efficace è registrata a patrimonio netto in contropartita alle riserve di valutazione;
→la parte inefficace della copertura è registrata a conto economico.
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103 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Criteri di cancellazione Le partecipazioni sono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività finanziarie o quando sono cedute con trasferimento sostanziale di tutti i rischi e benefici connessi.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali I dividendi sono contabilizzati quando matura il diritto a ricevere il relativo pagamento. Gli utili/perdite da cessione sono determinati in base alla differenza tra il valore di carico della partecipazione in base al criterio del costo medio ponderato e il corrispettivo della transazione, al netto degli oneri accessori direttamente imputabili.
6. Attività materiali Criteri di classificazione Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili, il patrimonio artistico, gli impianti, i mobili e gli arredi e le altre attrezzature. Si tratta di attività materiali detenute per essere utilizzate nella fornitura di servizi (attività ad uso funzionale), e per essere affittate a terzi (attività detenute a scopo di investimento) e che si ritiene di utilizzare per più di un esercizio. Sono inoltre inclusi i diritti d’uso acquisiti con il leasing e relativi all’utilizzo di un’attività materiale (per le società locatarie), le attività concesse in leasing operativo (per le società locatrici).
Criteri di iscrizione Le attività materiali sono registrate inizialmente al costo d’acquisto, comprensivo degli oneri accessori sostenuti per l’acquisto e la messa in funzione del bene.
In occasione della prima adozione dei principi contabili IAS/IFRS ci si è avvalsi dell’esenzione prevista dall’IFRS 1 art. 16, optando per la valutazione degli immobili al fair value quale sostituto del costo alla data del 1° gennaio 2004. Successivamente a tale data, per la valutazione degli immobili si è adottato il modello del costo.
I costi di manutenzione straordinaria aventi natura incrementativa sono imputati a incremento del valore dei cespiti cui si riferiscono. Gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati direttamente a conto economico.
In applicazione dell’IFRS 16 i leasing sono contabilizzati sulla base del modello del right of Criteri di iscrizione Le partecipazioni sono iscritte alla data di regolamento. L’iscrizione iniziale è al costo inclusivo degli oneri accessori direttamente attribuibili. Per le partecipazioni in valuta estera la conversione in euro viene effettuata usando il tasso di cambio in essere alla data di regolamento.
Criteri di valutazione Il criterio della valutazione successiva alla prima iscrizione è il patrimonio netto.
A ogni data di riferimento del bilancio viene accertata l’eventuale obiettiva evidenza che la partecipazione abbia subito una perdita durevole di valore (test d’impairment).
La perdita durevole di valore si verifica quando il valore contabile dell’attività risulta superiore al suo valore recuperabile, pari al maggiore tra il prezzo netto di vendita (cioè l’importo ottenibile dalla vendita dell’attivo in un’ipotetica transazione tra terzi, al netto dei costi di dismissione) e il valore d’uso (pari al valore attuale dei flussi finanziari futuri attesi che si stima arriveranno dall’uso permanente e dalla dismissione dell’attività alla fine della sua vita utile).
A completamento del processo di impairment test, tenuto conto della policy interna, viene effettuato anche uno “stress test” di alcuni parametri chiave considerati nel modello di valutazione al fine di portare il valore recuperabile al valore di iscrizione in bilancio.
In relazione a quanto stabilisce lo IAS 36, il test d’impairment deve essere effettuato annualmente;
ad ogni chiusura infrannuale, inoltre, si procede a verificare l’eventuale esistenza di presupposti che comportino la necessità di dover effettuare nuovamente il test di impairment: in particolare si effettua un monitoraggio di alcuni indicatori quantitativi e qualitativi di presunzione di riduzione di valore della partecipazione (trigger event).
Le eventuali rettifiche di valore dovute a perdita di valore (impairment), sono da rilevare in contropartita al conto economico.
Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di evento verificatosi successivamente alla rilevazione della perdita di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico.
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104 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati accerti che il valore di carico di un cespite risulti superiore al proprio valore di recupero, detto valore di carico subisce l’opportuna rettifica in contropartita al conto economico.
Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo a una ripresa di valore, che non può superare il valore che l’attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.
Con riferimento all’attività consistente nel diritto di utilizzo, contabilizzata in base all’IFRS 16, essa viene misurata utilizzando il modello del costo secondo lo IAS 16 Immobili, impianti e macchinari; in questo caso l’attività è successivamente ammortizzata e soggetta a un impairment test nel caso emergano degli indicatori di impairment.
Criteri di cancellazione Le attività materiali sono cancellate all’atto della loro dismissione.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali Gli ammortamenti e le eventuali perdite di valore sono rilevati a conto economico tra le rettifiche di valore nette su attività materiali.
7. Attività immateriali Criteri di classificazione Nelle attività immateriali sono iscritti l’avviamento e le altre attività immateriali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali (attività immateriali basate sulla tecnologia o legate ai rapporti con la clientela derivanti da operazioni di aggregazione). Sono inoltre inclusi i diritti d’uso acquisiti con il leasing e relativi all’utilizzo di un’attività immateriale (per i locatari) e le attività concesse in leasing operativo (per i locatori). I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà (c.d. migliorie su beni di terzi) sono iscritti tra le Altre attività.
Criteri di iscrizione L’avviamento rappresenta la differenza positiva tra il costo d’acquisto e il fair value delle attività e passività acquisite in operazioni di aggregazione. Esso è iscritto in bilancio tra le attività immateriali quando sia effettivamente rappresentativo dei benefici economici futuri degli elementi patrimoniali acquisiti.use, per cui, alla data iniziale, il locatario ha un’obbligazione finanziaria a effettuare pagamenti dovuti al locatore per compensare il suo diritto a utilizzare il bene sottostante durante la durata del leasing.
Quando l’attività è resa disponibile al locatario per il relativo utilizzo (data iniziale), il locatario riconosce sia la passività che l’attività consistente nel diritto di utilizzo.
Criteri di valutazione Le attività materiali sono rappresentate in bilancio al costo d'acquisto, comprensivo degli oneri accessori sostenuti, dedotto l’ammontare degli ammortamenti effettuati e delle eventuali perdite di valore subite, ad eccezione del patrimonio artistico che è valutato secondo il metodo della rideterminazione del valore.
Per le attività materiali soggette alla valutazione secondo il metodo della rideterminazione del
valore:
→se il valore contabile di un bene è incrementato a seguito di una rideterminazione di valore, l’incremento deve essere rilevato nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo e accumulato nel patrimonio netto sotto la voce riserva di rivalutazione;
invece nel caso in cui ripristini una diminuzione di valore della stessa attività rilevata precedentemente nel conto economico deve essere rilevato come provento;
→se il valore contabile di un bene è diminuito a seguito della rideterminazione di valore, la diminuzione deve essere rilevata nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo come eccedenza di rivalutazione nella misura in cui vi sia una riserva di valutazione positiva in riferimento a tale attività; altrimenti tale riduzione va contabilizzata nel conto economico.
Le immobilizzazioni materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio il metodo a quote costanti, mediante aliquote tecnico-economiche rappresentative della residua possibilità d’utilizzo dei beni. Fanno eccezione i terreni e le opere d’arte, non sottoposti ad ammortamento data l’indeterminazione della loro vita utile, e in considerazione del fatto che il relativo valore non è destinato normalmente a ridursi in funzione del trascorrere del tempo. I costi di manutenzione straordinaria aventi natura incrementativa sono ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo dei cespiti cui si riferiscono.
Con periodicità annuale è prevista la verifica di eventuali indici di perdita di valore. Qualora si
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105 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati di valore nette su attività immateriali.
Le rettifiche di valore relative ai costi di ristrutturazione d’immobili non di proprietà sono rilevate a conto economico tra gli altri oneri di gestione.
8. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione Criteri di classificazione Sono classificate nella voce dell’attivo “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione”, e in quella del passivo “Passività associate ad attività in via di dismissione”, le attività/passività non correnti ed i gruppi di attività/passività il cui valore contabile sarà presumibilmente recuperato mediante la vendita anziché attraverso l’uso continuativo.
Criteri di iscrizione Per essere classificate nelle predette voci, le attività o passività (o gruppo in dismissione) devono essere immediatamente disponibili per la vendita e devono essere riscontrati programmi attivi e concreti tali da far ritenere come altamente probabile la loro dismissione entro un anno rispetto alla data di classificazione come attività in via di dismissione.
Criteri di valutazione In seguito alla classificazione nella suddetta categoria, tali attività sono valutate al minore tra il loro valore contabile ed il relativo fair value, al netto dei costi di vendita, fatta eccezione per alcune tipologie di attività - riconducibili, ad esempio, a tutti gli strumenti finanziari rientranti nell’ambito di applicazione dell’IFRS 9 - per le quali il principio IFRS 5 prevede si debba continuare ad applicare i criteri valutativi del principio contabile di riferimento.
Nell’ipotesi in cui i beni in dismissione siano ammortizzabili, a decorrere dall’esercizio di classificazione tra le attività non correnti in via di dismissione cessa il processo di ammortamento.
I proventi e gli oneri riconducibili a gruppi di attività e passività in via di dismissione, qualora riconducibili alla fattispecie delle attività operative cessate (“discontinued operations” ai sensi dell’IFRS 5), sono esposti nel conto economico, al netto dell’effetto fiscale, nella voce “320.
Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte” mentre quelli relativi a singole attività non correnti in via di dismissione sono iscritti nella voce di conto economico più idonea.Le altre attività immateriali sono iscritte al costo, e solo se rispettano i requisiti di autonoma identificabilità e separazione dall’avviamento, di probabile realizzo di futuri benefici economici, e di attendibile misurabilità del costo stesso.
Criteri di valutazione Le attività immateriali sono rappresentate in bilancio al costo di acquisto, comprensivo degli oneri accessori sostenuti, dedotto l’ammontare degli ammortamenti effettuati e delle eventuali perdite di valore subite.
Per le attività immateriali a vita utile definita, gli ammortamenti sono calcolati in modo sistematico a quote costanti mediante aliquote tecnico-economiche rappresentative della residua vita utile.
L’avviamento non è soggetto ad ammortamento in considerazione della vita utile indefinita, ed è sottoposto con periodicità annuale alla verifica dell’adeguatezza del valore di iscrizione (impairment test). A tal fine viene identificata l’unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l’avviamento. Nell’ambito del Gruppo Banco Desio le unità generatrici di flussi finanziari (CGU) corrispondono alle legal entity.
L’ammontare dell’eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell’avviamento e il suo valore di recupero, se inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell’unità generatrice di flussi finanziari attesi, al netto degli eventuali costi di vendita, e il relativo valore d’uso.
Eventuali rettifiche di valore dovute a perdita di valore (impairment), sono da rilevare in contropartita al Conto Economico, senza possibilità di avere successive riprese di valore.
I costi per indennità di abbandono locali inerenti agli immobili non di proprietà sono ammortizzati con aliquote determinate in ragione della durata del corrispondente contratto d’affitto (compreso rinnovo).
Criteri di cancellazione Le attività immateriali sono eliminate dall’attivo al momento della loro dismissione o quando non si attendono più benefici economici futuri.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali Gli ammortamenti e le eventuali perdite di valore sono rilevati a conto economico tra le rettifiche
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106 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 10. Fondi per rischi ed oneri Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull’impairment ai sensi dell’IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stadi di rischio creditizio (stage) e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Altri fondi per rischi ed oneri I fondi per rischi e oneri accolgono gli accantonamenti effettuati a fronte di obbligazioni legali o riferiti a rapporti di lavoro, oppure a contenziosi, anche fiscali, che siano il risultato di eventi passati, per le quali sia probabile l’impiego di risorse economiche per l’adempimento delle obbligazioni stesse, purché possa essere effettuata una previsione attendibile del relativo ammontare.
Gli accantonamenti rispettano la miglior stima dei flussi di cassa futuri necessari per adempiere l’obbligazione esistente alla data di bilancio. Nei casi in cui l’effetto tempo sia un aspetto rilevante, gli importi accantonati sono sottoposti ad attualizzazione considerando la stima della scadenza temporale dell’obbligazione. Il tasso d’attualizzazione riflette le valutazioni correnti del valore attuale del denaro, tenendo conto dei rischi specifici connessi alla passività.
La valutazione dei premi anzianità ai dipendenti è curata da attuari indipendenti esterni, e segue le medesime logiche di calcolo già descritte per il fondo di Trattamento di Fine Rapporto del personale. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali L’accantonamento è rilevato a Conto Economico.
Gli effetti derivanti dal trascorrere del tempo per l’attualizzazione dei flussi futuri di cassa sono registrati a Conto Economico tra gli accantonamenti.Per “attività operative cessate” si deve intendere un importante ramo autonomo o area geografica di attività, anche facente parte di un unico programma coordinato di dismissione, piuttosto che una società controllata acquisita esclusivamente in funzione di una sua rivendita.
Criteri di cancellazione Le attività ed i gruppi di attività non correnti in via di dismissione sono eliminati dallo stato patrimoniale al momento della dismissione.
9. Fiscalità corrente e differita Le imposte sul reddito d’esercizio sono computate stimando l’onere fiscale nel rispetto della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Oltre alla fiscalità corrente, determinata in relazione alle vigenti norme tributarie, si rileva anche la fiscalità differita, originatasi per effetto delle differenze temporanee tra i valori patrimoniali iscritti in bilancio e i corrispondenti valori fiscali. Le imposte rappresentano quindi il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell’esercizio.
L’iscrizione di attività per imposte anticipate attive è effettuata quando il loro recupero è probabile, cioè quando si prevede che possano rendersi disponibili in futuro imponibili fiscali sufficienti a recuperare l’attività. Esse sono rilevate nell’attivo dello Stato Patrimoniale alla voce Attività fiscali – anticipate.
Le passività per imposte differite passive sono imputate, viceversa, nel passivo dello Stato Patrimoniale alla voce Passività fiscali – differite.
Allo stesso modo, le imposte correnti non ancora pagate sono distintamente rilevate alla voce Passività fiscali – correnti. In presenza di pagamenti in acconto eccedenti, il credito recuperabile è contabilizzato alla voce Attività fiscali – correnti.
Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico, le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve (es. riserve da valutazione) quando previsto.
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107 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 12. Passività finanziarie di negoziazione Criteri di iscrizione e classificazione Gli strumenti finanziari imputati a questa voce sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione a un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente imputabili agli stessi.
Sono iscritti in questa voce, in particolare, gli strumenti derivati di negoziazione con fair value negativo.
Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Le Passività finanziarie di negoziazione sono valutate al fair value con registrazione degli effetti a Conto Economico.
Criteri di cancellazione Le Passività finanziarie detenute per negoziazione sono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.
14. Operazioni in valuta Criteri di iscrizione Le operazioni in valuta estera sono contabilizzate al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all’importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell’operazione.
Criteri di valutazione A ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale le poste di bilancio in valuta sono così
valutate:
→le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
→le poste non monetarie sono valutate al costo sono conversione al tasso di cambio alla data dell’operazione;11. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato Criteri di classificazione I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati. Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall’impresa in qualità di locatario nell’ambito di operazioni di leasing.
Criteri di iscrizione La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito. La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all’ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione.
Criteri di valutazione Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo. Fanno eccezione le passività a breve termine, per cui il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato. I debiti per leasing vengono rivalutati quando vi è una lease modification (e.g. una modifica del perimetro del contratto), che non è contabilizzata/considerata come contratto separato.
Criteri di cancellazione Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi; la differenza tra valore contabile della passività e l’ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.
Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.
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108 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
Altre attività
Nella presente voce sono iscritte le attività non riconducibili nelle altre voci dell’attivo dello stato patrimoniale. La voce può includere a titolo esemplificativo:
→l’oro, l’argento e i metalli preziosi;
→i ratei attivi diversi da quelli che vanno capitalizzati sulle relative attività finanziarie, ivi inclusi quelli derivanti da contratti con i clienti ai sensi dell’IFRS 15;
→i crediti connessi alla fornitura di beni o servizi non finanziari;
→le partite fiscali debitorie diverse da quelle rilevate nella voce “110. Attività fiscali” →i crediti d’imposta connessi con i Decreti-legge “Cura Italia” e “Rilancio” acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti.
Possono anche figurarvi eventuali rimanenze (di “saldo debitore”) di partite viaggianti e sospese non attribuite ai conti di pertinenza, purché di importo complessivamente irrilevante.
Altre passività
Nella presente voce figurano le passività non riconducibili nelle altre voci del passivo dello stato patrimoniale.
La voce include a titolo esemplificativo:
→gli accordi di pagamento che l’IFRS 2 impone di classificare come debiti;
→i debiti connessi con il pagamento di forniture di beni e servizi non finanziari;
→i ratei passivi diversi da quelli da capitalizzare sulle pertinenti passività finanziarie, ivi inclusi quelli derivanti da contratti con i clienti ai sensi dell’IFRS 15;
→le partite fiscali creditorie varie diverse da quelle rilevate nella voce “60. Passività fiscali” connesse, ad esempio, all’attività di sostituto d’imposta. →le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel Conto Economico del periodo in cui sorgono.
Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch’essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.
16. Altre informazioni Cassa e disponibilità liquide La voce comprende le valute aventi corso legale, comprese le banconote e le monete divisionali estere, i conti correnti ed i depositi “a vista” verso le Banche Centrali, ad eccezione della riserva obbligatoria, nonché i crediti “a vista” verso le banche. In quest’ultima definizione rientrano le disponibilità che possono essere ritirate in qualsiasi momento senza preavviso o con un preavviso di 24 ore o di un giorno lavorativo.
La voce è iscritta per il valore facciale. Per le divise estere il valore facciale viene convertito in euro al cambio di chiusura della data di fine periodo.
Adeguamento di valore delle attività finanziarie e delle passività finanziarie oggetto di
copertura generica
Nelle presenti voci figurano rispettivamente le variazioni di fair value di attività e passività finanziarie oggetto di copertura generica (“macrohedging”) dal rischio di tasso di interesse, in base al rispettivo saldo, sia esso positivo (voce “60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica”) che negativo (voce “50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica”), la cui contropartita economica è rappresentata dalla voce “90. Risultato netto dell’attività di copertura”, così come per le coperture specifiche di fair value.
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109 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Riconoscimento dei costi e dei ricavi I ricavi possono essere riconosciuti:
→in un momento preciso, quando l’entità adempie l’obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o →nel corso del tempo, mano a mano che l’entità adempie l’obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.
Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo.
In particolare:
→gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati
finanziari:
a. di copertura di attività e passività che generano interessi;
b. classificati nello Stato Patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);
c. connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze.
Si evidenzia, inoltre, che nel bilancio la voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche l’ammortamento, di competenza dell’esercizio, delle differenze da fair-value rilevate con riferimento ad operazioni di aggregazione aziendale, in ragione della maggiore o minore redditività riconosciuta alle attività classificate fra i crediti e alle passività classificate fra i debiti e titoli in circolazione. Tuttavia, in caso di estinzione di tali crediti (acquistati per il tramite di aggregazione aziendale), l’eventuale maggior valore iscritto in bilancio alla prima iscrizione viene rilasciato integralmente nell’esercizio in cui il credito viene estinto con effetto a Conto Economico (voce Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato);Trattamento di fine rapporto del personale Criteri di valutazione Il fondo per trattamento di fine rapporto del personale è valorizzato in bilancio con l’impiego di tecniche di calcolo attuariale.
La valutazione è affidata ad attuari indipendenti esterni, con il metodo dei benefici maturati, utilizzando il criterio del credito unitario previsto (Projected Unit Credit Method). L’importo così determinato rappresenta il valore attuale, calcolato in senso demografico-finanziario, delle prestazioni spettanti al lavoratore (liquidazioni di TFR) per l’anzianità già maturata, ottenuto riproporzionando il valore attuale complessivo dell’obbligazione al periodo di lavoro già prestato alla data di valutazione, tenuto conto della probabilità di dimissioni e richieste di anticipi.
Per determinare il tasso di attualizzazione si fa riferimento ad un indice rappresentativo del rendimento di un paniere di titoli di aziende primarie che emettono titoli nella stessa valuta utilizzata per il pagamento delle prestazioni spettanti ai lavoratori (c.d. high quality corporate bond). In linea con l’orientamento prevalente si è scelto un indice di classe “AA”.
Criteri di rilevazione delle componenti reddituali L’accantonamento al fondo Trattamento di Fine Rapporto del personale, derivante dalla valutazione attuariale, come previsto dallo IAS 19, è registrato in contropartita alle riserve di valutazione per la componente di utile (perdita) attuariale, e in contropartita del conto economico tra gli accantonamenti, per le altre componenti quali gli interessi maturati per effetto del trascorrere del tempo (attualizzazione).
Riserve da valutazione Tale voce comprende le riserve da valutazione di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI), di contratti derivati di copertura di flussi finanziari, le riserve di valutazione costituite in applicazione di leggi speciali in esercizi passati e le riserve da valutazione attuariale dei benefici ai dipendenti in applicazione dello IAS 19. Sono inoltre inclusi gli effetti derivanti dall’applicazione del fair value quale sostituto del costo delle attività materiali effettuata in sede di prima applicazione degli IAS/IFRS.
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110 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Si evidenzia, inoltre, che i costi relativi alle Contribuzioni al Fondo di Risoluzione (SRM) e al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (DGS) vengono contabilizzati a conto economico nella voce “180 b) Altre spese amministrative” tenuto conto dell’interpretazione IFRIC 21 e della comunicazione di Banca d’Italia del 19 gennaio 2016. In particolare, il contributo (DGS) viene contabilizzato al verificarsi del “fatto vincolante” derivante dalle disposizioni del nuovo Statuto del FITD in base a cui il Fondo costituisce risorse finanziarie fino, al raggiungimento del livello obiettivo, attraverso contribuzioni ordinarie delle banche aderenti al 30 settembre di ciascun anno.
Pagamenti basati su azioni o azioni fantasma Si tratta di pagamenti a favore dei dipendenti, come corrispettivo dell’attività lavorativa prestata, regolati con strumenti rappresentativi del capitale, che consistono, ad esempio,
nell’assegnazione di:
→diritti a sottoscrivere aumenti di capitale a pagamento (stock option);
→diritti a ricevere azioni o azioni fantasma (cd. “phantom shares”) al raggiungimento di determinati obiettivi.
Ai fini contabili, ai sensi del principio IFRS 2, i pagamenti basati su “phantom shares” adottati da Banco Desio si configurano come piani "cash settled”, da rilevare in base al fair value delle prestazioni lavorative ricevute.
In considerazione delle difficoltà di stima diretta del fair value delle prestazioni lavorative ricevute in contropartita dell’assegnazione di azioni, è possibile misurare il valore delle prestazioni ricevute, in modo indiretto, facendo riferimento al fair value degli strumenti rappresentativi di capitale, alla data della loro assegnazione.
I piani di incentivazione del personale basati su azioni proprie vengono quindi rilevati a conto economico (voce “190. a) Spese per il personale”) in contropartita di un corrispondente incremento del patrimonio netto (voce “100. c) altri fondi per rischi e oneri”), sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione ed in funzione del criterio di competenza della prestazione lavorativa fornita.
In particolare, quando le azioni assegnate non sono immediatamente “usufruibili” dal dipendente, ma lo saranno quando il dipendente avrà completato uno specifico periodo di servizio, l’impresa riconosce il costo, come corrispettivo della prestazione resa, lungo il periodo di maturazione delle condizioni stesse (“vesting period”). →gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto Economico solo al momento del loro effettivo incasso;
→i dividendi sono rilevati nel Conto Economico quando sorge il diritto a riceverne il pagamento, è probabile che i benefici economici derivanti dagli stessi affluiranno alla Banca e l'ammontare può essere attendibilmente valutato;
→le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell’esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso effettivo, sono rilevate tra gli
interessi;
→i ricavi o i costi derivanti dall’intermediazione di strumenti finanziari di negoziazione, determinati dalla differenza tra il prezzo della transazione e il fair value dello strumento, vengono riconosciuti a conto economico in sede di rilevazione dell’operazione se il fair value è determinabile con riferimento a parametri o transazioni recenti osservabili sullo stesso mercato nel quale lo strumento è negoziato (livello 1 e livello 2 della gerarchia del fair value). Qualora questi valori non siano agevolmente riscontrabili o essi presentino una ridotta liquidità (livello 3), lo strumento finanziario viene iscritto per un importo pari al prezzo della transazione, depurato dal margine commerciale; la differenza rispetto al fair value affluisce al Conto Economico lungo la durata dell’operazione attraverso una progressiva riduzione, nel modello valutativo, del fattore correttivo connesso con la ridotta liquidità dello strumento;
→gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti a Conto Economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato e il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
→i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l’obbligazione di fare nei confronti del cliente.
I costi sono rilevati in Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all’ottenimento e l’adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi. Se l’associazione tra costi e ricavi può essere effettuata in modo generico e indiretto, i costi sono iscritti su più periodi con procedure razionali e su base sistematica. I costi che non possono essere associati ai proventi sono rilevati immediatamente in conto economico.
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111 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Se però il rapporto esistente tra la società originator e la società veicolo di cartolarizzazione (ovvero il patrimonio separato da questa gestito) ricade nella definizione di controllo5 definita dal principio contabile IFRS 10 questa viene ricompresa nel perimetro di consolidamento del Gruppo Banco Desio.
Tra le Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato sono rilevati, secondo la pertinente composizione merceologica, i crediti verso la clientela oggetto di operazioni di cartolarizzazione successive al 1° gennaio 2004, per cui non sussistono i requisiti richiesti dall’IFRS 9 per la cancellazione dal bilancio, ovvero per le operazioni con cui vengono ceduti crediti a società veicolo di cartolarizzazione e in cui, anche in presenza del formale trasferimento della titolarità giuridica dei crediti, viene mantenuto il controllo sui flussi finanziari derivanti dagli stessi e la sostanzialità dei rischi e dei benefici.
A fronte di detti crediti, il corrispettivo ricevuto per la cessione degli stessi, al netto dei titoli emessi dalla società veicolo e riacquistati dall’originator, è allocato tra le Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato.
Leasing
L’IFRS 16 definisce il leasing come quel contratto, o parte di un contratto, in base al quale il locatore concede al locatario il diritto di utilizzare un bene identificato (c.d. ROU - “Right Of Use”) per un certo periodo di tempo in cambio di un determinato corrispettivo. Gli elementi chiave per definire se un contratto, o una sua parte, rispetti la definizione di leasing sono rappresentati dal fatto che il bene sia identificato, che il locatario abbia il diritto di controllare l’utilizzo dello stesso e di riceverne sostanzialmente tutti i benefici economici.
Contabilizzazione nel bilancio del locatario Qualora il Gruppo agisca nella veste di locatario, il modello contabile IFRS 16 prevede la rilevazione nella situazione patrimoniale di una passività sulla base del valore attuale dei canoni futuri da pagare per la durata contrattuale in contropartita dell’iscrizione, tra le attività, del diritto d’uso del bene oggetto del contratto di leasing.
Nel dettaglio, la data di rilevazione iniziale dell’attività e della passività nella situazione Anche per le società controllate, i piani di incentivo basati su “phantom shares” della Capogruppo, e non su azioni proprie, si configurano come piani “cash settled”. Ai sensi dell’IFRS 2, nei rispettivi bilanci d’impresa e nell’ottica del bilancio consolidato, il costo di competenza viene quindi rilevato tra le spese per il personale in contropartita di un incremento della voce “100. c) altri fondi per rischi e oneri per la componente cash e di un incremento della voce “150. Riserve” per la componente azionaria) regolata tramite le “phantom shares” della Capogruppo.
Pronti contro termine, prestito titoli e riporti Le operazioni di pronti contro termine o di riporto, con cui il Gruppo vende a terzi dei titoli con l'obbligo di riacquisto degli stessi alla scadenza delle operazioni ad un prezzo predeterminato, vengono iscritte nei debiti verso banche o verso clientela a seconda della controparte. Analogamente, le operazioni di pronti contro termine o di riporto, con le quali il Gruppo acquista da terzi dei titoli con l'obbligo di rivendita degli stessi alla scadenza delle operazioni ad un prezzo predeterminato, sono contabilizzate come crediti verso banche o clientela (categoria contabile delle “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”), a seconda della controparte. La differenza tra il prezzo a pronti e il prezzo a termine delle sopra menzionate operazioni è contabilizzata come interesse (passivo o attivo a seconda dei casi) e registrata per competenza lungo la vita dell’operazione. Le operazioni di prestito titoli nelle quali la garanzia è rappresentata da contante che rientra nella piena disponibilità economica del prestatore vengono rilevate in bilancio come le anzidette operazioni di pronti contro termine.
Nel caso di operazioni di prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli, ovvero senza garanzia, il prestatore e il prestatario continuano a rilevare nell’attivo dello stato patrimoniale, rispettivamente, il titolo oggetto del prestito e quello eventualmente dato in garanzia. La remunerazione di tale operatività è rilevata dal prestatore nella voce “40. Commissioni attive” e dal prestatario nella voce “50. Commissioni passive”.
Cartolarizzazioni
Le esposizioni verso le cartolarizzazioni (nella forma di titoli junior o di deferred purchase price) sono allocate nella voce Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.
5) In base a tale definizione, un investitore controlla un’entità oggetto di investimento quando ha potere sulle attività rilevanti di questa, è esposto a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con tale entità ed ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere sulla stessa.
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112 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati nel successivo periodo qualora nei 18 mesi antecedenti la scadenza del primo periodo o del successivo rinnovo il locatario non abbia dato disdetta al locatore.
Successivamente all’iscrizione:
→il diritto d’uso deve essere valutato al costo in base allo IAS 16 ed oggetto di ammortamento ed eventuale impairment lungo la durata del contratto o la vita utile del bene;
→la passività viene valutata al costo ammortizzato, ovvero viene incrementata a seguito della maturazione degli interessi passivi e progressivamente ridotta per effetto del pagamento dei canoni.
In caso di modifica nei pagamenti dovuti per il leasing, la passività deve essere rideterminata, in contropartita all’attività per diritto d‘uso. La modifica può determinare l’iscrizione di un leasing separato (se aumenta l’oggetto del contratto in essere) oppure la modifica del contratto esistente (cosiddetta “lease modification”). In presenza di una “lease modification” si rende necessario rilevare la variazione del debito per leasing alla data di efficacia della modifica, in contropartita dell’attività relativa al diritto d’uso, ad eccezione degli utili e delle perdite derivanti dalla cancellazione (parziale o totale) della locazione che confluiscono a conto economico.
Contabilizzazione nel bilancio del locatore Qualora il Gruppo agisca in qualità di locatore, il modello contabile IFRS 16 prevede che sia necessario distinguere se trattasi di beni concessi in leasing finanziario piuttosto che di beni concessi in leasing operativo, in funzione del diverso trattamento contabile applicabile alle due fattispecie.
In dettaglio, un leasing è classificato come finanziario se trasferisce sostanzialmente tutti i rischi e i benefici al locatario. Il leasing finanziario rappresenta, di fatto, un contratto di finanziamento con cui la società di leasing acquista, in vece del locatario, un bene cedendogli il diritto d’uso.
La contabilizzazione nel bilancio del locatore avviene con il metodo finanziario, mediante l’iscrizione di un credito di ammontare pari alla quota capitale dei canoni da percepire (aumentato dei costi esterni di transazione "up-front" non recuperati e ridotto dei ricavi di transazione "up-front" che concorrono alla remunerazione del credito), come se si trattasse di un’operazione di finanziamento.
Successivamente, il credito viene valutato al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, diminuito o aumentato dell’ammortamento - calcolato col patrimoniale della società corrisponde alla data di decorrenza del contratto, ovvero alla data in cui l’attività viene resa disponibile al locatario.
A tale data il locatario rileva:
→tra le “Attività materiali”, l’attività per il diritto d’uso, determinata dalla somma dei seguenti
valori:
• valore attuale dei pagamenti futuri (valore della passività iscritta);
• costi diretti iniziali (come, ad esempio, i costi per agenti);
• canoni di leasing pagati in anticipo (maxicanone);
• stima di eventuali costi per la rimozione e il ripristino, rilevati in ottemperanza allo IAS 37;
• al netto di eventuali incentivi al leasing ricevuti dal locatore;
→tra le “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato”, la passività finanziaria, pari al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing. Il tasso di attualizzazione utilizzato è pari al tasso di interesse marginale (“incremental borrowing rate”) alla data di stipula del contratto.
Nell’identificare un contratto di leasing, il Gruppo Banco Desio si avvale della facoltà concessa dall’IFRS 16 di non considerare i contratti “short term”, ossia quelli aventi una scadenza inferiore ai 12 mesi, e quelli “low value” ossia aventi un valore dei beni a nuovo inferiore a 5.000 euro. Tale facoltà può essere fatta valere contratto per contratto; in tal caso, i costi dei canoni vengono registrati direttamente a conto economico al momento della maturazione.
Con riferimento alla durata del leasing, oltre al periodo non annullabile in cui il Gruppo non può sottrarsi dal pagamento dei canoni, vengono considerate le opzioni di proroga qualora sia ritenuto ragionevolmente certo il loro esercizio da parte del Gruppo, tenuto conto di tutti i fatti e le circostanze. In particolare, con riferimento ai contratti che prevedono la facoltà del locatario di rinnovare la locazione al termine del primo periodo il Gruppo considera la durata iniziale del contratto di affitto (es. durata di 12 anni per i contratti di affitto 6 anni + 6 anni) e, decorsa tale durata, il successivo primo periodo di rinnovo (es. successivi 6 anni), laddove non vi siano evidenze ragionevoli che possano portare ad un ulteriore periodo di rinnovo o, viceversa, alla fine del contratto. Inoltre, si assume che il contratto di leasing venga rinnovato
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113 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati “200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: a) impegni e garanzie rilasciate”.
Modalità di determinazione delle perdite di valore degli strumenti finanziari IFRS 9
(impairment)
Ad ogni data di bilancio o di situazione infrannuale, i finanziamenti e i titoli di debito classificati nelle voci delle “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” e delle “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” - nonché le esposizioni fuori bilancio rappresentate dagli impegni ad erogare fondi e dalle garanzie rilasciate - devono essere assoggettate ad un processo di impairment, finalizzato a stimare le perdite di valore attese per rischio di credito (cosiddette “ECL – Expected Credit Losses”).
Aspetti generali del modello di impairment Secondo il modello di calcolo delle Expected Credit Losses le perdite devono essere registrate non solo facendo riferimento alle oggettive evidenze di perdite di valore già manifestatesi alla data di valutazione, ma anche sulla base dell’aspettativa di perdite di valore future non ancora verificatesi.
In particolare, il modello ECL prevede che i sopracitati strumenti debbano essere classificati in tre distinti “Stage”, in funzione della loro qualità creditizia assoluta o relativa rispetto all’erogazione iniziale, a cui corrispondono diversi criteri di misurazione delle perdite attese.
Nel dettaglio:
→Stage 1: accoglie le attività finanziarie performing, originate o acquisite, per le quali non si osserva un significativo deterioramento del rischio di credito (“SICR – Significant Increase in Credit Risk”) rispetto alla data di rilevazione iniziale;
→Stage 2: accoglie le attività finanziarie performing che alla data di valutazione hanno registrato un significativo deterioramento del rischio di credito (SICR) rispetto alla prima iscrizione, sebbene non deteriorate;
→Stage 3: comprende tutte le esposizioni per le quali si riscontrino uno o più eventi in grado di impattare negativamente sui flussi finanziari (evidenze di impairment), ossia le esposizioni che sono considerate come deteriorate.
Per le esposizioni rientranti nello Stage 1 la perdita attesa viene contabilizzata, alla data di metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l’ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito. I crediti sono soggetti alle regole dell’impairment. Per maggiori dettagli sulle regole di contabilizzazione dei crediti valutati al costo ammortizzato si fa rinvio al punto “3.
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” della presente parte A.2.
Per le operazioni di leasing operativo, nel bilancio del locatore continuano a figurare i beni di proprietà concessi in leasing ed i canoni di locazione sono iscritti a conto economico come ricavi. A livello di Gruppo la fattispecie è riconducibile agli immobili di proprietà concessi in affitto; in tal caso detti immobili continuano ad essere rilevati tra le “Attività materiali a scopo di investimento”, in base al relativo criterio di valutazione (costo). Nel conto economico i proventi derivanti dalla locazione dei suddetti attivi confluiscono nella voce degli “altri proventi di gestione”.
Esposizioni creditizie fuori bilancio - garanzie rilasciate ed impegni Le esposizioni creditizie fuori bilancio sono rappresentate dalle garanzie rilasciate e dagli impegni ad erogare fondi a condizioni e termini predefiniti che comportano l’assunzione di un rischio creditizio e rientrano nel perimetro delle disposizioni in tema di impairment previsti dall’IFRS 9.
Il valore di prima iscrizione delle garanzie rilasciate è pari al fair value, che normalmente corrisponde all’importo ricevuto al momento dell’emissione della garanzia.
Successivamente le garanzie rilasciate sono valutate al maggiore tra l’importo rilevato in sede di prima iscrizione, al netto di eventuale quota ammortizzata, e l’importo stimato per adempiere
all’obbligazione
Ai fini del calcolo della perdita attesa sono utilizzate le stesse metodologie di allocazione nei tre stadi di rischio creditizio previste dall’IFRS 9 e già descritte nell’ambito della parte “3 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” e “2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” nonché nella parte “16 – Altre informazioni, Modalità di determinazione delle perdite di valore di attività finanziarie (impairment)”.
Come rappresentato nella parte “10 – Fondi per rischi e oneri”, i fondi correlati alla svalutazione di garanzie rilasciate ed impegni ad erogare fondi sono iscritti nella voce di stato patrimoniale “100. Fondi per rischi e oneri: a) impegni e garanzie rilasciate”, in conformità alle disposizioni contenute nella Circolare n. 262 di Banca d’Italia; la contropartita è la voce di conto economico
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114 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati In aggiunta, la normativa di Banca d’Italia, in linea con gli standard dell’EBA, ha introdotto la definizione di “esposizioni oggetto di concessione” (cosiddette “Forborne Exposure”). Trattasi in particolare delle esposizioni beneficiarie di misure di tolleranza, che consistono in concessioni, in termini di modifica e/o di rifinanziamento di un preesistente credito, nei confronti di un debitore esclusivamente in ragione di, o per prevenire, un suo stato di difficoltà finanziaria che potrebbe avere effetti negativi sulla sua capacità di adempiere agli impegni contrattuali originariamente assunti, e che non sarebbero state concesse ad un altro debitore con analogo profilo di rischio non in difficoltà finanziaria. Dette concessioni devono essere identificate a livello di singola linea di credito e possono riguardare esposizioni di debitori classificati sia nello status performing che nello status non performing (deteriorato).
Per le esposizioni con misure di forbearance, classificate tra le inadempienze probabili, il ritorno tra le esposizioni performing, ed in particolare tra le esposizioni dello “Stage 2”, può avvenire solo dopo che sia trascorso un anno dal momento della concessione (cosiddetto “probation period”) e che siano soddisfatte tutte le altre condizioni previste dal paragrafo 157 dell’ITS dell’EBA.
In ogni caso, le esposizioni rinegoziate non devono essere considerate forborne quando il debitore non si trovi in una situazione di difficoltà finanziaria: trattasi di rinegoziazioni concesse per motivi commerciali.
Perdite di valore su strumenti finanziari performing Per le attività finanziarie performing, ossia per quelle attività non considerate deteriorate come in precedenza definite, si rende necessario valutare, a ciascuna reporting date, a livello di singolo rapporto, la presenza di un significativo deterioramento del rischio creditizio (SICR – “Significant Increase in Credit Risk”), tramite confronto tra il rischio di credito associato allo strumento finanziario all’atto della valutazione e quello al momento iniziale dell’erogazione o dell’acquisizione. Tale confronto viene effettuato assumendo a riferimento sia criteri quantitativi che qualitativi. Più in dettaglio, al fine di accertare l’esistenza di un significativo deterioramento della qualità creditizia ed il conseguente passaggio dello strumento finanziario dallo Stage 1 allo Stage 2, il Gruppo Banco Desio ha individuato i seguenti criteri (“Stage Assignment”):
→criteri quantitativi relativi, basati su osservazioni statistiche o su variazioni della PD oltre una determinata soglia considerata come un indicatore di backstop, ritenute espressione di intervenuto significativo incremento del rischio di credito nel tempo;
→criteri qualitativi assoluti, rappresentati dall’identificazione di trigger event o dal superamento di soglie assolute nell’ambito del processo di monitoraggio del credito;rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, su un orizzonte temporale fino a un anno; per quelle riconducibili allo Stage 2 e 3 le perdite attese vengono rilevate in un orizzonte temporale che considera tutta la vita residua dello strumento (lifetime).
Eccezione a quanto sopra è rappresentata dalle attività finanziarie considerate come deteriorate fin dalla loro acquisizione o origine (cosiddetti “POCI – Purchased or Originated Credit Impaired”), per la quale si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo “Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate”.
Il perimetro delle esposizioni classificate nello Stage 3 corrisponde a quello delle esposizioni deteriorate, individuate sulla base delle definizioni stabilite dalla normativa di vigilanza (Circolare di Banca d’Italia n. 272 “Matrice dei conti”) e richiamate dalla Circolare di Banca d’Italia n. 262 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione”, in quanto ritenute coerenti con la normativa contabile IAS/IFRS, in termini di evidenze obiettive di impairment. Nel dettaglio, le richiamate circolari individuano le seguenti categorie di attività deteriorate:
→Sofferenze: rappresentano il complesso delle esposizioni per cassa e “fuori bilancio” nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla Banca;
→Inadempienze probabili (“unlikely to pay”): rappresentano le esposizioni per cassa e fuori bilancio, per cui non ricorrono le condizioni per la classificazione del debitore fra le sofferenze e per le quali si ritiene improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione viene effettuata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. La classificazione tra le inadempienze probabili non è necessariamente legata alla presenza esplicita di anomalie, quali il mancato rimborso, ma è legata alla sussistenza di elementi indicativi di una situazione di rischio di inadempimento del debitore (ad esempio, una crisi del settore industriale in cui opera il debitore);
→Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: le esposizioni per cassa, diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili, che, alla data di riferimento, presentano una posizione scaduta e/o sconfinante da più di 90 giorni, secondo le soglie di significatività previste dalla citata normativa. Per il Gruppo le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono determinate facendo riferimento alla posizione del singolo debitore.
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115 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La valutazione analitica prevede invece criteri minimi di perdita diversificati in funzione dello stato di rischio della controparte al momento della quantificazione (Sofferenza, Inadempienza Probabile, Past Due), della tipologia di esposizione (Secured, Unsecured), della presenza di garanzie diverse da quelle ipotecarie (fidejussioni, pegni, confidi). Nel dettaglio, per le esposizioni Secured la valutazione si basa sulla valorizzazione dei beni sottostanti (collateral) e sull’applicazione di opportuni haircut in funzione della tipologia di garanzia immobiliare, mentre per quelle Unsecured la previsione di perdita è definita come complemento rispetto alle curve di recupero basate sull’osservazione delle serie storiche interne, tenuto conto di eventuali elementi mitiganti derivanti dalla presenza di altre garanzie. In aggiunta, ai fini della previsione di perdita si considera il cosiddetto “time value”, ossia il tempo stimato per il recupero del credito differenziato in funzione del vintage nonché la probabilità di passaggio allo stato di sofferenza (Danger Rate) per le esposizioni classificate ad Inadempienza probabile.
In coerenza con gli obiettivi di cessione delle esposizioni creditizie deteriorate, di volta in volta stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, la quantificazione delle perdite attese delle predette esposizioni include elementi forward looking, attraverso l’introduzione di specifici scenari di vendita, laddove la strategia NPL del Gruppo preveda che il recupero delle citate esposizioni possa avvenire attraverso una cessione sul mercato, nell’ottica di perseguire una strategia di derisking volta a ridurre l’NPL ratio, ossia l’incidenza percentuale delle esposizioni deteriorate rispetto al complesso delle esposizioni.
Conseguentemente, la stima delle perdite attese di tali posizioni riflette, oltre che il recupero atteso attraverso la gestione ordinaria (work out) anche la presenza, opportunamente calibrata, dello scenario di vendita e quindi dei relativi flussi di cassa.
Per ulteriori dettagli sul modello di determinazione delle perdite attese sulle esposizioni deteriorate, con particolare riferimento ai criteri di stage assignment, alla modalità di calcolo dei parametri di rischio, agli scenari previsionali macroeconomici e alle relative probabilità di accadimento, si fa rimando a quanto illustrato nel paragrafo “Metodi di misurazione delle perdite attese” contenuto nella parte “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” delle presenti Note illustrative, in corrispondenza della sezione dedicata al rischio di credito.
Considerazione del rischio climatico ambientale Come indicato nella precedente informativa relativa al “Aspetti climatici e ambientali e relativi impatti contabili”, nel corso dell’esercizio precedente Banco Desio ha aggiornato l'analisi dei canali di trasmissione dei rischi climatico-ambientali sui rischi finanziari e l’analisi di accertamento focalizzata sulla valutazione (delle opportunità e) dei rischi derivanti dai fattori →backstop indicators, ovvero fattori di “delinquency” del credito, la cui manifestazione fa presumere che si sia verificato un significativo incremento del rischio di credito, a meno di evidenze contrarie.
Per ulteriori dettagli sul modello di determinazione delle perdite attese sulle esposizioni non deteriorate, con particolare riferimento ai criteri di stage assignment, alla modalità di calcolo dei parametri di rischio, agli scenari previsionali macroeconomici e alle relative probabilità di accadimento, si fa rimando a quanto illustrato nel paragrafo “Metodi di misurazione delle perdite attese” contenuto nella parte “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” delle presenti Note illustrative, in corrispondenza della sezione dedicata al rischio di credito.
Perdite di valore su strumenti finanziari deteriorati Come in precedenza illustrato, per le attività finanziarie deteriorate, alle quali è associata una probabilità di default del 100%, l’ammontare delle rettifiche di valore per le perdite attese relative a ciascun credito è pari alla differenza tra il valore di bilancio (situazione infrannuale) dello stesso al momento della valutazione (costo ammortizzato), ed il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario o una sua ragionevole approssimazione laddove il tasso originario non sia direttamente reperibile. I flussi finanziari sono stimati sulla base delle previsioni di recupero attese lungo l’intera durata dell’attività (lifetime), tenuto conto del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.
Al fine della stima dei previsti flussi incassati e relativa tempistica, i crediti in esame sono oggetto di un processo di valutazione analitica. Per alcune categorie omogenee di crediti deteriorati, i processi valutativi contemplano che le previsioni di perdita siano basate su metodologie di calcolo di tipo “forfettario”, da ricondurre in modo analitico ad ogni singola posizione. Il perimetro delle esposizioni assoggettate ad un processo di valutazione forfettaria
è rappresentato:
→dalle sofferenze e inadempienze probabili con esposizione inferiore o uguale ad una soglia di rilevanza stabilita pari a 25 mila Euro;
→dal complesso delle esposizioni “past due” deteriorate a prescindere dalla soglia di rilevanza dell’esposizione. Trattasi in particolare dei crediti che presentano sconfinamenti continuativi o ritardati pagamenti, individuati in via automatica a cura delle procedure informatiche del Gruppo, secondo le citate regole dell’Organo di Vigilanza.
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116 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati variazione delle perdite attese lungo tutta la vita del credito rispetto a quelle iniziali. Per tali attività non è quindi possibile che il calcolo delle perdite attese possa avvenire prendendo come riferimento un orizzonte temporale pari a un anno.
Crediti d’imposta connessi con i Decreti-legge “Cura Italia” e “Rilancio” acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti (es. ecobonus) I Decreti-legge n. 18/2020 (c.d. “Cura Italia”) e n. 34/2020 (c.d. “Rilancio”) hanno introdotto nell’ordinamento italiano misure fiscali di incentivazione connesse sia con spese per investimenti (es. eco e sismabonus) sia con spese correnti (es. canoni di locazione di locali ad uso non abitativo). Tali incentivi fiscali si applicano a famiglie o imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta (che in alcuni casi raggiunge anche il 110%) e sono erogati sotto forma di crediti d’imposta o di detrazioni d’imposta (trasformabili su opzione in crediti d’imposta). Le caratteristiche principali di tali crediti d’imposta sono (i) la possibilità di utilizzo in compensazione, (ii) la cedibilità a terzi acquirenti e (iii) la non rimborsabilità da parte dell’Erario.
La contabilizzazione dei crediti d’imposta acquistati da un soggetto terzo (cessionario del credito d’imposta) non è riconducibile ad uno specifico principio contabile internazionale. Lo IAS 8 prevede che, nei casi in cui vi sia una fattispecie non esplicitamente trattata da un principio contabile IAS/IFRS, la direzione aziendale definisca una accounting policy idonea a garantire un’informativa rilevante e attendibile di tali operazioni.
A tal fine il Gruppo, tenendo in considerazione le indicazioni espresse dalle Autorità di Vigilanza, si è dotato di una accounting policy che fa riferimento alla disciplina contabile prevista dall’IFRS 9, applicandone in via analogica le disposizioni compatibili con le caratteristiche dell’operazione e considerando che i crediti d’imposta in questione sono, sul piano sostanziale, assimilabili a un’attività finanziaria. Il Banco acquista i crediti secondo la propria tax capacity, con l’obiettivo di detenerli e utilizzarli per le compensazioni future, pertanto, tali crediti sono riconducibili ad un business model Hold to Collect e rilevati al costo ammortizzato, con rappresentazione della remunerazione nel margine di interesse durante l’arco temporale di recupero.
La valutazione di tali crediti dovrà essere effettuata considerando i flussi di utilizzo attraverso le compensazioni future stimate, non risulta invece applicabile alla specifica casistica il framework contabile previsto dall’IFRS 9 per il calcolo delle perdite attese, ossia su questi crediti d’imposta non viene calcolata ECL, in quanto non esiste un rischio di credito della controparte, tenuto conto che il realizzo del credito avviene tramite compensazione con dei debiti e non tramite incasso.climatico-ambientali (fisico e transizione), funzionale alla quantificazione del relativo impatto sugli attivi aziendali. Il rischio di credito è risultato essere il rischio convenzionale di vigilanza prudenziale più materialmente influenzato dai fattori climatico-ambientali (fisico e transizione) che sono stati considerati nella quantificazione del relativo impatto sugli attivi aziendali per cui si fa rimando a quanto illustrato nella nota “Inclusione del rischio climatico ambientale (fisico e transizione)” del paragrafo “2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese” contenuto nella sezione “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura”, in corrispondenza della sezione dedicata al rischio di credito.
Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate Qualora all’atto della rilevazione iniziale un’esposizione creditizia classificata nelle voci delle “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” o delle “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” risulti essere deteriorata, la stessa si qualifica come “Attività finanziaria deteriorata acquisita o originata” (cosiddetta “POCI – Purchase or Originated Credit Impaired”).
Un’attività si considera deteriorata al momento della rilevazione iniziale qualora il rischio di credito sia molto elevato e, in caso di acquisto, il prezzo sia stato pagato con un significativo sconto rispetto al debito residuo contrattuale. Tali attività sono inizialmente iscritte nello Stage 3, con possibilità di riclassificarle nello Stage 2, pertanto sulle stesse andrà rilevata una perdita attesa con modello di impairment basato su ECL lifetime.
Con riferimento ai criteri di rilevazione iniziale, valutazione e cancellazione si rimanda a quanto illustrato in corrispondenza delle voci di attività in cui possono essere classificate, salvo quanto di seguito specificato, con riferimento alla modalità di determinazione del costo ammortizzato e dell’impairment.
Nel dettaglio il costo ammortizzato e conseguentemente gli interessi attivi sono calcolati considerando un tasso di interesse effettivo corretto per il credito (cosiddetto “credit-adjusted effective interest rate”). Rispetto alla determinazione del tasso di interesse effettivo, la citata correzione per il credito consiste nel considerare nella stima dei flussi di cassa futuri anche le perdite creditizie attese lungo l’intera durata residua dell’attività.
In aggiunta, le attività in esame prevedono un trattamento particolare anche per quanto riguarda il processo dell’impairment, in quanto le stesse sono sempre soggette alla determinazione di una perdita attesa lungo la vita dello strumento finanziario; successivamente all’iscrizione iniziale devono quindi essere rilevati a conto economico gli utili o le perdite derivanti dall’eventuale
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117 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati L’IFRS 3 consente che la definitiva allocazione del costo dell’aggregazione possa essere effettuata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.
Fair value delle attività e passività acquisite Nella contabilizzazione di un’aggregazione aziendale (cd. business combination), l’entità determina il fair value delle attività, passività e passività potenziali, il quale viene rilevato separatamente solo se, alla data dell’acquisizione, tale valore soddisfa i seguenti criteri:
→nel caso di un’attività diversa da un’attività immateriale, sia probabile che gli eventuali benefici economici futuri affluiscano all’acquirente;
→nel caso di una passività diversa da una passività potenziale sia probabile che per estinguere l’obbligazione sarà richiesto l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici;
→nel caso di un’attività immateriale (IAS 38) o di una passività potenziale (IAS 37), il relativo fair value possa essere valutato in maniera attendibile.
Le attività e passività finanziarie devono essere valutate al fair value alla data dell’aggregazione aziendale ancorché nel bilancio della società acquisita siano misurate secondo altri criteri. Nel caso di strumenti finanziari non quotati su mercati attivi, trovano applicazione le modalità di determinazione del fair value descritte alla successiva Parte A.4, applicando il modello valutativo interno più appropriato in funzione del singolo strumento considerato.
Identificazione delle attività immateriali In base alle caratteristiche della realtà aziendale acquisita, si impongono approfondimenti sull’eventualità di contabilizzare separatamente assets non già iscritti tra le sue attività, quali possono essere le attività immateriali legate ai rapporti con la clientela (customer related intangible o client relationship) e al marketing (brand name).
Attività immateriali legate al cliente: rientrano nella categoria delle immobilizzazioni immateriali in quanto, anche se non sempre derivanti da diritti contrattuali come le attività immateriali legate al marketing, possono essere separabili e possono essere valutate attendibilmente.Tenuto conto che i crediti d’imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale fra le Altre Attività dello stato patrimoniale.
Operazioni di aggregazione aziendale: allocazione del costo di acquisto
Premessa
È di seguito descritto il processo generale richiesto dall’IFRS 3 Aggregazioni aziendali per la contabilizzazione delle aggregazioni aziendali, ovvero delle operazioni o altri eventi in cui una società acquisisce il controllo di una o più attività aziendali e prevede il consolidamento delle attività, passività e passività potenziali acquisite ai rispettivi fair value, incluse eventuali attività immateriali identificabili non già rilevate nel bilancio dell’impresa acquisita.
Secondo l’IFRS 36, innanzitutto va condotta l’analisi specifica richiesta per l’individuazione delle caratteristiche di “Attività aziendale (o Business)”, rispetto al perimetro acquisito, per procedere quindi all’individuazione di una aggregazione aziendale da contabilizzare sulla base del cd. Acquisition Method (o metodo dell’acquisizione del controllo).
L’entità procede quindi all’analisi qualitativa delle caratteristiche di quanto acquisito per verificare la presenza simultanea di i. Fattori di produzione, ii. Processi, iii. Produzione come definiti dall’IFRS 3 stesso, in particolare rispetto al concetto di Processo sostanziale.
Successivamente, sulla base dell’Acquisition Method si deve, con riferimento alla data di acquisizione del controllo, allocare il prezzo dell’aggregazione (Purchase Price Allocation – PPA) rilevando le attività acquisite e le passività (anche potenziali) assunte ai relativi fair value ed eventualmente gli interessi di minoranza ai relativi fair value, oltre ad identificare le attività immateriali implicite precedentemente non contabilizzate nella situazione contabile dell’acquisita. L’eventuale differenza che dovesse emergere fra il prezzo pagato per l’acquisizione (misurato anch’esso al fair value e considerando eventuali “corrispettivi potenziali”) ed il fair value (al netto degli effetti fiscali) delle attività e passività acquisite, se positiva, determina un avviamento da rilevare tra le voci dello stato patrimoniale, se negativa, determina un impatto che dovrà essere rilevato a Conto economico quale componente positiva (cd. “badwill” o avviamento negativo).
6) Le modifiche apportate all’IFRS 3 con Regolamento di omologazione 2020/551 hanno i. modificato il par. 3 e ii. introdotto i par. B7 – B12D rivedendo nella sostanza la definizione di “business” ai fini dell’identificazione delle operazioni quali-
ficabili come “business combination".
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118 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati principi contabili ammettono l’utilizzo di modelli valutativi che devono comunque incorporare assunzioni generalmente utilizzate e riconosciute dal mercato.
La determinazione del fair value nel caso di attività immateriali legate alla clientela si basa sull’attualizzazione dei flussi rappresentativi dei margini reddituali generati dai depositi lungo un periodo esprimente la durata residua attesa dei rapporti in essere alla data di acquisizione.
Generalmente, per la valutazione del brand sono utilizzati sia metodi di mercato, sia metodi basati sui flussi derivanti dalla gestione dello stesso brand e sulla base di una royalty di mercato.
Determinazione dell’Avviamento (del cd. “badwill” o Avviamento negativo) L’avviamento rappresenta l’importo residuale del costo di acquisizione, in quanto costituisce l’eccedenza del costo della Business Combination rispetto al fair value netto delle attività, passività e passività potenziali identificabili (ivi inclusi gli intangibles e le passività potenziali che abbiano i requisiti per l’iscrizione in bilancio).
Esso rappresenta il corrispettivo riconosciuto dall’acquirente in previsione di benefici economici futuri derivanti da attività che non possono essere identificate individualmente e rilevate separatamente, di fatto incorporando il valore delle sinergie attese, dell’immagine della società acquisita, del know-how, delle professionalità, delle procedure e altri fattori indistinti.
L’avviamento acquisito in una aggregazione aziendale non è ammortizzato. L’entità provvede a verificare annualmente, ovvero alla fine dell’esercizio in cui si è realizzata l’aggregazione e ogniqualvolta vi sia un’indicazione che il valore dell’attività possa aver subito un degrado, che l’importo iscritto non abbia subito delle riduzioni di valore (impairment test).
Qualora l’importo residuale derivante dall’allocazione del valore d’acquisto risultasse negativo, cd. badwill, esso viene riconosciuto come beneficio a Conto economico alla voce 230 “Altri oneri/proventi di gestione”.
Criteri di redazione dell’informativa di settore L’informativa di settore del Gruppo Banco Desio, in conformità ai requisiti informativi del principio IFRS 8, si basa sugli elementi che il management utilizza nel sistema di reporting interno tramite cui monitora l’andamento dei risultati e assume le decisioni operative in merito alle risorse da allocare.
La struttura organizzativa e direzionale del Gruppo si articola nei seguenti settori: Bancario e Parabancario. Rientrano in questa categoria:
→liste clienti: sono costituite da tutte le informazioni possedute sui clienti (data base contenenti: nomi, recapiti, storico di ordini, informazioni demografiche, ecc.) che, poiché possono essere oggetto di noleggio e scambio, hanno un valore riconosciuto dal mercato;
non possono essere considerate immobilizzazioni immateriali se sono considerate così confidenziali che nell’accordo di aggregazione ne venga vietata la vendita, la locazione o altri tipi di scambio;
→contratti con i clienti e rapporti con la clientela stabiliti in conseguenza di essi: i contratti con i clienti soddisfano il requisito contrattuale/legale per costituire un’attività immateriale anche se nel contratto di aggregazione ne viene vietata la vendita o il trasferimento separatamente dall’impresa acquisita; a tal fine, rilevano anche i contatti stabiliti di prassi con la clientela, indipendentemente dall’esistenza di un contratto formale, e tutte le relazioni non contrattuali, a condizione che siano separabili e autonomamente valutabili;
→relazioni con la clientela di natura non contrattuale: rientrano in questa categoria tutte le attività immateriali che, in quanto separabili e trasferibili separatamente dall’impresa acquisita, sono valutabili singolarmente e possono essere iscritte come intangibile.
Attività immateriali legate al marketing: marchi di fabbrica, nomi commerciali, marchi di servizi, marchi collettivi, marchi di qualità in quanto derivanti da diritti contrattuali o comunque in quanto risultano solitamente separabili. Tali attività tengono conto di quell’insieme di condizioni produttive correlate economicamente al nome commerciale, alla capacità relazionale, alla forza distributiva.
Un’attività immateriale deve essere misurata inizialmente al costo. Se questa è acquisita in una Business Combination, il suo costo è il fair value alla data di acquisizione del controllo.
Il fair value riflette, infatti, le aspettative di mercato circa la probabilità che i benefici economici futuri inerenti all’attività affluiranno all’entità che li controlla. L’entità deve valutare la probabilità che si verifichino benefici economici futuri usando presupposti ragionevoli e sostenibili che rappresentano la migliore stima della Direzione aziendale dell’insieme di condizioni economiche che esisteranno nel corso della vita utile dell’attività.
I principi contabili non prescrivono puntualmente il metodo di valutazione da utilizzare per la misurazione del fair value di tali attività ma, nell’ambito dei possibili metodi utilizzabili, privilegiano quelli che fanno riferimento a prezzi di mercato osservabili. In mancanza di ciò, i
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119 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati A.3.3 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business e tasso di interesse effettivo Come già rendicontato nei precedenti esercizi, a seguito del cambio di business model da parte della Capogruppo, avvenuto alla fine del terzo trimestre 2018, il portafoglio HTC è il portafoglio che risulta avere la posizione di strumenti finanziari in misura significativa rispetto al portafoglio HTCS.
Nel corso del 2020 sono stati aggiornati i limiti operativi del portafogli HTCS e del portafoglio di negoziazione al fine di renderne la composizione il più aderente possibile alle finalità di gestione dei business model alla luce dell’evoluzione nel frattempo intervenuta nel contesto dei mercati finanziari.
Nel corso del 2023 sono stati rivisti i criteri di ammissibilità delle vendite di attività finanziarie gestite con il modello di business HTC applicati al portafoglio titoli di proprietà. Al riguardo, è stata condotta un’analisi volta, tra l’altro, a rivedere l’impostazione adottata dalla Capogruppo rispetto alle attuali migliori prassi di mercato.
Tenuto conto dell’aggiornamento sopra richiamato, la gestione dei titoli di debito classificati nei portafogli HTC e HTCS prosegue in continuità con le scelte operate in precedenza; nel corso dell’esercizio di riferimento non si è pertanto verificato alcun cambiamento di business model che abbia comportato una riclassifica di portafoglio.
A.4 Informativa sul fair value Informativa di natura qualitativa Nel principio contabile IFRS 13 “Misurazione del fair value” il fair value è definito come il prezzo che sarebbe ricevuto nel caso di vendita di un’attività o pagato per trasferire una passività in una transazione ordinaria tra partecipanti al mercato (exit price). La definizione di fair value contenuta nell’IFRS 13 rende evidente che le tecniche di misurazione sono market based e non entity specific.
Il principio contabile indicato prevede l’obbligo di fornire sia informazioni riguardanti le tecniche Ai fini della predisposizione di detta informativa i risultati economici e patrimoniali attribuiti ai diversi settori di attività sono determinati in base ai principi contabili utilizzati nella redazione e presentazione del bilancio consolidato. L’utilizzo degli stessi criteri di rendicontazione consente una più agevole riconciliazione dei dati settoriali con quelli consolidati. Si evidenzia, inoltre, che al fine di rappresentare più efficacemente i risultati e per meglio comprenderne le componenti che li hanno generati, i saldi per ciascun settore oggetto di informativa sono rappresentati al lordo delle rettifiche di consolidamento e delle elisioni infragruppo; una specifica colonna denominata “Rettifiche di consolidamento” consente la riconduzione al dato consolidato.
A.3 Informativa sui trasferimenti tra portafogli di
attività finanziarie
A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, valore di bilancio e interessi attivi Con riferimento alle attività finanziarie riclassificate ancora iscritte nell’attivo alla data di riferimento di bilancio, nella colonna “Valore di bilancio riclassificato” è indicato l’importo trasferito dal portafoglio contabile HTCS al portafoglio contabile HTC (di originari 1.045.956 migliaia di euro), ivi inclusa la relativa riserva da valutazione OCI cumulata al 30 settembre 2018, negativa per circa 422 migliaia di euro (di originari 51.459 migliaia di euro, al lordo del relativo effetto fiscale), che alla data di riclassificazione è stata eliminata dal patrimonio netto in contropartita del fair value delle attività finanziarie riclassificate che, di conseguenza, sono rilevate come se fossero sempre state valutate al costo ammortizzato.Tipologia di
strumento
finanziario Portafoglio di provenienza Portafoglio di destinazione Data di riclassifi-
cazione Valore di bilancio riclassificato Interessi attivi
registrati nell’e-
sercizio (ante
imposte)
Titoli di debito HTCS HTC 01.10.2018 6.271 n.a.
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120 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati →la possibilità per l’entità di effettuare un’operazione con l’attività o con la passività al prezzo di quel mercato alla data di valutazione.
Il mercato principale è quello con il maggior volume e il massimo livello di attività o per la passività. In sua assenza, il mercato più vantaggioso è quello che massimizza l’ammontare che si percepirebbe per la vendita dell’attività o che riduce al minimo l’ammontare che si pagherebbe per il trasferimento delle passività.
A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e
input utilizzati
Il fair value delle attività e passività finanziarie è determinato con tecniche di valutazione in relazione alla tipologia dello strumento finanziario valutato.
Per il fair value di livello 2 si utilizzano valutazioni supportate da info provider esterni e applicativi interni che utilizzano input osservabili direttamente o indirettamente per l’attività o la passività,
e comprendono:
→prezzi quotati per attività o passività similari in mercati attivi;
→prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non attivi;
→dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l’attività o passività, per esempio:
• tassi di interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati;
• volatilità implicite;
• spread creditizi;
→input corroborati dal mercato.
Per il fair value di livello 3 si impiegano input non osservabili per l’attività o per la passività. Il ricorso a tali input, anche di fonte interna, è ammesso qualora non siano disponibili informazioni di mercato osservabili utili alla stima e devono riflettere le ipotesi che assumerebbero i partecipanti al mercato nella determinazione del prezzo. di valutazione e i parametri utilizzati per la valutazione delle attività e delle passività valutate al fair value su base ricorrente o su base non ricorrente dopo la prima iscrizione in bilancio, sia informazioni in merito agli effetti sulla redditività complessiva delle valutazioni degli strumenti valutati utilizzando in misura efficace parametri non osservabili.
Quando non è rilevabile un prezzo per un’attività o una passività identica, si valuta il fair value applicando una tecnica di valutazione che massimizzi l’utilizzo di input osservabili rilevanti e riduca al minimo l’utilizzo di input non osservabili.
In base al principio IFRS 13 e ai fini dalla determinazione del fair value dei derivati OTC va considerato il rischio di controparte.
La gerarchia del fair value prevede 3 livelli. È attribuita la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 2 e 3). La gerarchia del fair value dà priorità agli input delle tecniche di valutazione e non alle tecniche adottate per valutare il fair value. Una valutazione del fair value sviluppata utilizzando una tecnica del valore attuale potrebbe pertanto essere classificata nel Livello 2 o 3, secondo gli input significativi per l’intera valutazione e del livello della gerarchia del fair value in cui tali dati sono classificati.
Fair value determinato con input di livello 1 Il fair value è di livello 1 se determinato in base a prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica.
Per mercato attivo si intende quello in cui le operazioni relative all’attività o alla passività si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa.
Gli elementi fondamentali sono i seguenti:
→Identificazione del mercato principale dell’attività o della passività o, in assenza di un mercato principale, del mercato più vantaggioso dell’attività o della passività;
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121 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati loans, detto fair value (Livello 2 e 3), determinato tenendo conto di ipotesi multi-scenario che prevedono la combinazione tra la gestione interna e i c.d. “disposal scenario”, potrebbe non rappresentare l’eventuale exit price in considerazione di un certo margine di aleatorietà comunque insito nelle componenti di formazione del prezzo considerate da un potenziale terzo acquirente;
→i debiti e i certificati di deposito emessi dalle banche del Gruppo sono esposti al loro valore di bilancio, che rappresenta una ragionevole approssimazione del fair value (Livello 3);
→per i prestiti obbligazionari emessi dalle banche del Gruppo, il fair value è calcolato secondo la metodologia di attualizzazione dei flussi di cassa, applicando un credit spread (Livello 2);
→attività materiali detenute a scopo di investimento: il fair value è determinato sulla base di una stima effettuata utilizzando una serie di fonti informative relative al mercato immobiliare e apportando le opportune rettifiche/incrementi in relazione a parametri quali la localizzazione, la consistenza, la vetustà, la destinazione d’uso dei locali e la manutenzione straordinaria, nonché mediante il confronto con la stima eseguita da esperti esterni indipendenti (Livello 3).
A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni Le tecniche di valutazione e gli input selezionati sono utilizzati in modo costante nel tempo, salvo che si verifichino circostanze che rendano necessaria la loro sostituzione o modifica quali ad esempio: lo sviluppo di nuovi mercati, la disponibilità e/o indisponibilità di nuove informazioni, il miglioramento delle tecniche stesse di valutazione.
ll processo di valutazione degli strumenti finanziari si articola nelle fasi sotto di seguito sintetizzate:
→per ogni asset class sono identificati i parametri di mercato e le modalità secondo le quali tali dati devono essere recepiti e utilizzati;
→i parametri di mercato utilizzati sono controllati sia con riferimento alla loro integrità sia nel loro utilizzo nelle modalità applicative;;
→le metodologie utilizzate per le valutazioni sono confrontate con le prassi di mercato in modo da individuare eventuali evoluzioni e definire modifiche alle valutazioni.Per il fair value di livello 3 e con specifico riferimento ai derivati OTC in divisa estera, l’input inerente allo spread creditizio per la clientela non istituzionale è fornito dal modello interno di rating che classifica ogni controparte in classi di rischi aventi probabilità omogenea di insolvenza.
Si segnala, inoltre, l’applicazione del modello Credit Value Adjustment (CVA) per i derivati OTC con lo scopo di evidenziare l’impatto della qualità creditizia della controparte, fattore intrinseco nella quotazione degli strumenti obbligazionari ma non in quelli derivati. La modalità attuata consiste nel determinare il fair value mediante attualizzazione del Mark to Market (MTM) positivo del derivato con il Credit Spread ponderato per la vita residua dello strumento.
In relazione, invece, ai derivati OTC con Mark to Market (MTM) negativo il modello applicato è del Debit Value Adjustment (DVA) con lo scopo di evidenziare l’impatto della qualità del proprio merito creditizio. Il modello prevede l’applicazione della medesima formula di attualizzazione del CVA al valore negativo (MTM) del derivato con inclusione del Credit spread della banca.
Si segnala che, nell’applicazione di entrambi i modelli (CVA e DVA) e ai fini della determinazione dell’impatto della qualità creditizia della controparte, ovvero della qualità del proprio merito creditizio, viene tenuto in considerazione l’effetto di riduzione del rischio di credito in presenza di accordi di collateralizzazione (CSA).
Il fair value di attività e passività non finanziarie (crediti e debiti) è determinato con la metodologia di analisi dei DCF (discounted cash flows); il modulo in uso consente di integrare in modo consistente nella valutazione del fair value elementi di mercato, caratteristiche finanziarie dell’operazione e componenti di rischio di credito.
Con riferimento alle “attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente” per cui il cui il fair value è fornito ai soli fini dell’informativa di nota integrativa, si precisa quanto segue:
→per i crediti il fair value è calcolato per le posizioni performing oltre il breve termine mediante tecnica di valutazione che prevede l’attualizzazione dei flussi di cassa attesi considerando, altre al tasso free risk, il rischio di credito della relazione (in termini di PD e LGD rilevato nei modelli di rating interno in uso), mentre per le posizioni non performing e per quelle performing a breve termine il valore di bilancio è considerato una ragionevole approssimazione del fair value. In generale gli stessi sono classificati al Livello 3, fatto salvo nel caso in cui la significatività degli input osservabili rispetto all’intera valutazione sia superiore a una soglia prefissata (Livello 2), ovvero nel caso di attività in via di dismissione / transazioni in corso di perfezionamento alla data di riferimento (Livello 1). Tenuto conto dell’attuale contesto del mercato dei crediti, con particolare riferimento ai non performing
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122 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Con riferimento agli strumenti finanziari oggetto di valutazione al fair value su base ricorrente classificati nel Livello 3, non viene fornita l’analisi di sensibilità stante la loro natura e comunque la non rilevanza del dato salvo quanto successivamente indicato.
A.4.3 Gerarchia del fair value Con riferimento alle attività e passività finanziarie oggetto di valutazione al fair value su base ricorrente, la classificazione sulla base della predetta gerarchia di livelli riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni.
La perdita di qualifica di mercato attivo per un’attività o passività comporta la modifica della tecnica di valutazione e degli input utilizzati determinando una classificazione del fair value in un livello inferiore della gerarchia.
La tecnica di valutazione prescelta è utilizzata in modo costante nel tempo, salvo che sopraggiungano circostanze che rendano necessario sostituirla con un’altra più significativa come nel caso di sviluppo di nuovi mercati, disponibilità di nuove informazioni, cambi delle condizioni di mercato. Ciò comporta che un’attività o passività valutata in momenti differenti potrà essere classificata in un livello diverso della gerarchia.
L’applicazione dei principi adottati per la determinazione dei livelli avviene mensilmente A.4.4 Altre informazioni Nessuna ulteriore informazione oltre a quelle fornite in precedenza.
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123 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Alla data del 30 giugno 2026, l'impatto dell'applicazione del Credit Value Adjustment e del Debit Value Adjustment sui valori patrimoniali non è stato calcolato in quanto tutti i contratti derivati in essere sono assistiti da accordi di collaterilizzazione con le controparti a mitigazione del rischio di credito (CSA agreement).Informativa di natura quantitativa A.4.5 Gerarchia del fair value A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value.
Gli investimenti valutati sulla base di parametri non osservabili (livello 3) costituiscono una quota limitata di tutte le Attività misurate al fair value (12,07% al 30 giugno 2026 rispetto al 11,07% dell’esercizio precedente). Detti investimenti sono costituiti per la quasi totalità da investimenti in OICR obbligatoriamente valutati al fair value.30.06.2026 31.12.2025 Attività/Passività finanziarie misurate al fair value L1 L2 L3 L1 L2 L3 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 59.368 618 180.961 55.440 5.153 165.062 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 11.242 591 1.240 8.817 468 1.077 b) Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 48.126 27 179.721 46.623 4.685 163.985 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.252.187 10.345 5.627 1.252.187 18.752 5.747 3. Derivati di copertura - 36.392 - - 40.307 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 1.311.555 47.355 186.588 1.307.627 64.212 170.809 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 593 1.152 - 467 1.017 2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - 10.723 - - 9.071 -
Totale - 11.316 1.152 - 9.538 1.017 Legenda: L1 = Livello 1, L2 = Livello 2, L3 = Livello 3
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124 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessivaDerivati di
coperturaAttività
materialiAttività
immateriali
Totale di cui:
a) attività finanziarie detenute per la
negoziazionedi cui:
b) attività finanziarie
designate
al fair valuedi cui:
c) altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value 1. Esistenze iniziali 165.062 1.077 - 163.985 5.747 - - -
2. Aumenti 29.451 1.231 - 28.220 - - - -
2.1. Acquisti 25.143 - - 25.143 - - - -
2.2. Profitti imputati a: 4.308 1.231 - 3.077 - - - -
2.2.1. Conto Economico 4.308 1.231 - 3.077 - - - -
- di cui plusvalenze 4.302 1.231 - 3.071 - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X - - - - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - - - - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento - - - - - - - -
3. Diminuzioni 13.552 1.068 - 12.484 120 - - -
3.1. Vendite - - - - - - - -
3.2. Rimborsi 7.543 - - 7.543 - - - -
3.3. Perdite imputate a: 6.009 1.068 - 4.941 - - - -
3.3.1. Conto Economico 6.009 1.068 - 4.941 - - - -
- di cui minusvalenze 6.009 1.068 - 4.941 - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X - 120 - - -
3.4. Trasferimenti ad altri livelli - - - - - - - -
3.5. Altre variazioni in diminuzione - - - - - - - -
4. Rimanenze finali 180.961 1.240 - 179.721 5.627 - - -
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125 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)
Passività finanziarie detenute per la negoziazionePassività finanziarie designate al fair valueDerivati di copertura 1. Esistenze iniziali 1.017 - -
2. Aumenti 1.152 - -
2.1 Emissioni - - -
2.2. Perdite imputate a: 1.152 - -
2.2.1. Conto Economico 1.152 - -
- di cui minusvalenze 1.152 - -
2.2.2. Patrimonio netto X - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - -
2.4. Altre variazioni in aumento - - -
3. Diminuzioni 1.017 - -
3.1. Rimborsi - - -
3.2. Riacquisti - - -
3.3. Profitti imputati a : 1.017 - -
3.3.1. Conto Economico 1.017 - -
- di cui plusvalenze 1.017 - -
3.3.2. Patrimonio netto X - -
3.4. Trasferimento ad altri livelli - - -
3.5. Altre variazioni in diminuzione - - -
4. Rimanenze finali 1.152 - -
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126 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value A.5 Informativa sul C.D. “Day one profit/loss” Il principio IFRS9 – Strumenti finanziari prevede che il valore di iscrizione iniziale di uno strumento finanziario sia pari al fair value, il quale corrisponde di norma al prezzo di transazione (ossia all’importo erogato per le attività finanziarie e alla somma incassata per le passività finanziarie).
Tale affermazione risulta verificata per le transazioni di strumenti quotati in un mercato attivo.
Se il mercato di tale strumento finanziario non è attivo, è necessario determinare il fair value dello strumento mediante utilizzo di tecniche di valutazione. Qualora vi sia una differenza (c.d.
“day-one profit/loss”) tra il prezzo di transazione e l’importo determinato al momento della rilevazione iniziale attraverso l’utilizzo delle tecniche di valutazione e tale differenza non è rilevata immediatamente a conto economico, è necessario fornire l’informativa di cui al paragrafo 28 dell’IFRS 7 indicando le politiche contabili adottate per imputare a Conto Economico, successivamente alla prima iscrizione dello strumento, le differenze così determinate.
In relazione all’operatività posta in essere e sulla base delle metodologie interne di valutazione attualmente in uso, il fair value degli strumenti finanziari alla prima iscrizione coincide generalmente con il prezzo di transazione; tuttavia, qualora sia stata rilevata una differenza fra il prezzo di transazione e l’importo determinato mediante utilizzo di tecniche di valutazione, tale differenza è rilevata immediatamente a Conto Economico.Attività/Passività non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente 30.06.2026 31.12.2025
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 17.150.620 2.990.876 333.258 14.008.500 16.529.715 3.057.097 257.208 13.385.734 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento 3.624 - - 5.769 4.247 - - 6.751 3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 20.015 - - 20.015 2.867 - - 2.867 Totale 17.174.259 2.990.876 333.258 14.034.284 16.536.829 3.057.097 257.208 13.395.352 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 17.255.561 - 3.598.529 13.654.070 17.576.453 - 3.274.856 14.311.834 2. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 17.255.561 - - 3.598.529 13.654.070 17.576.453 - 3.274.856 14.311.834 Legenda: VB = Valore di bilancio, L1 = Livello 1, L2 = Livello 2, L3 = Livello 3
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127 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Parte B . Principali aggregati patrimoniali ed economici
ATTIVO
Sezione 1 - Cassa e disponibilità liquide - voce 10 1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione La voce dell’Attivo 10. “Cassa e disponibilità liquide” nel periodo di confronto ricomprende l’importo a vista di 579 milioni di euro relativo alla liquidità eccedente rispetto all’impegno di mantenimento della Riserva Obbligatoria investita in depositi Overnight.
Si precisa che il 26 marzo 2026 il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha adottato la decisione BCE/2026/10 modificando la decisione (UE) 2019/1743 relativa alla remunerazione delle riserve in eccesso, pertanto, a partire da giugno 2026, la liquidità eccedente è mantenuta interamente sul conto di Riserva Obbligatoria e rilevata alla voce 40.a) “Crediti verso banche”.30.06.2026 31.12.2025 a) Cassa 70.763 87.115 b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche
Centrali12.917 579.000
c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 29.700 25.877 Totale 113.380 691.992
BILANCIO SEMESTRALE 2026
128 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - voce 20 2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica
Voci/Valori30.06.2026 31.12.2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 4.565 - - 3.824 - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 4.565 - - 3.824 - -
2. Titoli di capitale 6.149 - - 4.835 - -
3. Quote di O.I.C.R. 528 - - 158 - -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale (A) 11.242 - - 8.817 - -
B. Strumenti derivati - - - - - -
1. Derivati finanziari - 591 1.240 - 468 1.077 1.1 di negoziazione - 591 1.240 - 468 1.077 1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) - 591 1.240 - 468 1.077 Totale (A+B) 11.242 591 1.240 8.817 468 1.077 Legenda: L1 = Livello 1, L2 = Livello 2, L3 = Livello 3
BILANCIO SEMESTRALE 2026
129 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/ contropartiLa voce 20 “Attività finanziarie detenute per la negoziazione” risulta composta da:
a. le attività per cassa destinate a finalità di negoziazione;
b. il valore positivo dei contratti derivati posti in essere con finalità di negoziazione.
Le variazioni della voce “A. Attività per cassa” sono connesse all’ordinario turnover sul portafoglio di trading. In particolare, l’importo indicato alla voce “B. Strumenti derivati” si riferisce prevalentemente al fair value degli strumenti finanziari derivati oggetto di discontinuing, per cui si è interrotta la relazione di copertura, e al fair value dei contratti swap e outright che sono oggetto di natural hedge.
I criteri adottati per la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli previsti dalla “gerarchia del fair value” sono riportati nella precedente sezione “A.4 Informativa sul fair value” della Parte A “Politiche contabili” della Nota integrativa.
Tutti gli strumenti finanziari iscritti tra le attività finanziarie per negoziazione sono valorizzati al loro fair value.Voci/Valori 30.06.2026 31.12.2025 A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 4.565 3.824 a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche 4.043 2.064 d) Altre società finanziarie 522 1.760 di cui: imprese di assicurazione 522 509 e) Società non finanziarie - -
2. Titoli di capitale 6.149 4.835 a) Banche 615 -
b) Altre società finanziarie 574 169 di cui: imprese di assicurazione - -
c) Società non finanziarie 4.960 4.666 d) Altri emittenti - -
3. Quote di O.I.C.R 528 158 4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale (A) 11.242 8.817 B. Strumenti derivati a) Controparti centrali 312 172 b) Altre 1.519 1.373 Totale (B) 1.831 1.545 Totale (A+B) 13.073 10.362
BILANCIO SEMESTRALE 2026
130 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati di Euro nominali con sottoscrizione di quote di Fondi Chiusi per 3.408 migliaia di Euro, valutati in coerenza con quanto previsto dalle policy di fair value di Gruppo.
Alla voce “3. Quote di OICR” risultano iscritte alla data di riferimento quote per 40.591migliaia di euro relative ai seguenti Fondi sottoscritti da Banco Desio:
→Planetarium Fund – Anthilia White, →Planetarium Fund – Anthilia Yellow,
→Anthilia Gap,
→Anthilia BIT V.2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione
merceologica
La voce “Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” comprende principalmente le quote di OICR non destinate a finalità di negoziazione; tali strumenti per loro natura non superano l’SPPI test (solely payments of principal and interests) previsto dal principio IFRS9 “Strumenti Finanziari”.
In particolare, alla voce “1.2 Altri titoli di debito” nel periodo di confronto risultava iscritto il titolo “senior” per 4.500 migliaia di euro sottoscritto per il finanziamento di un’iniziativa imprenditoriale per lo sviluppo di un data center in Italia; altri investitori istituzionali hanno sottoscritto le “mezzanine” e le “junior” notes.
Alla voce “3. Quote di OICR”, risultano iscritte le quote dei fondi chiusi sottoscritte ad esito del perfezionamento di cessioni di crediti non performing ai fondi medesimi; il fair value delle quote dei fondi (livello 3) è determinato applicando le policy previste dalla banca per tale tipologia di strumenti finanziari.
Nel corso del primo semestre 2026 si sono perfezionate cessioni di crediti per 11.277 migliaia Voci/Valori30.06.2026 31.12.2025
L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito - 27 - - 4.685 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - 27 - - 4.685 -
2. Titoli di capitale 356 - - 384 - -
3. Quote di O.I.C.R. 47.770 - 179.721 46.239 - 163.985 4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale 48.126 27 179.721 46.623 4.685 163.985 Legenda: L1= Livello 1, L2 = Livello 2, L3= Livello 3
BILANCIO SEMESTRALE 2026
131 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per
debitori/emittenti
Il valore della voce “1. Titoli di capitale” pari a 356 migliaia di euro si riferisce alla partecipazione in Yolo Group.
La voce “2. Titoli di debito” nel periodo di confronto era riconducibile principalmente al titolo “senior” di 4.500 migliaia di euro relativo al finanziamento di un’iniziativa imprenditoriale per lo sviluppo di un data center in Italia, altri investitori istituzionali avevano sottoscritto le notes “mezzanine” e le “junior”.30.06.2026 31.12.2025 1.Titoli di capitale 356 384 di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie 356 384 di cui: società non finanziarie - -
2. Titoli di debito 27 4.685 a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 27 4.685 di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
3. Quote di O.I.C.R. 227.491 210.224 4. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 227.874 215.293
BILANCIO SEMESTRALE 2026
132 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - voce 30 3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
composizione merceologica
La voce “30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva”
comprende:
→il portafoglio obbligazionario non destinato a finalità di negoziazione e non detenuto con esclusivo intento di incassare i flussi di cassa contrattuali;
→quote di partecipazioni in società non controllate e non collegate per le quali è stata adottata la c.d. “FVOCI option”.
Si evidenzia che la voce “2. Titoli di Capitale” include la partecipazione in Credito Lombardo Veneto S.p.A. di 2.550 migliaia di euro iscritta a seguito dell’adesione del Banco all’aumento di capitale deliberato dall’Assemblea della partecipata nel mese di dicembre 2025.Voci/Valori30.06.2026 31.12.2025
L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 1.252.187 - - 1.252.187 8.407 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 1.252.187 - - 1.252.187 8.407 -
2. Titoli di capitale - 10.345 5.627 - 10.345 5.747 3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 1.252.187 10.345 5.627 1.252.187 18.752 5.747 Legenda: L1= Livello 1, L2 = Livello 2, L3= Livello 3
BILANCIO SEMESTRALE 2026
133 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
composizione per debitori/emittenti Voci/Valori 30.06.2026 31.12.2025 1. Titoli di debito 1.252.187 1.260.594 a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 1.230.427 1.239.427 c) Banche 16.926 14.331 d) Altre società finanziarie - 1.999 di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 4.834 4.837 2. Titoli di capitale 15.972 16.092 a) Banche 12.550 12.550 b) Altri emittenti: 3.422 3.542
- altre società finanziarie 2.224 2.224 di cui: imprese di assicurazione - -
- società non finanziarie 1.198 1.318
- altri - -
3. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 1.268.159 1.276.686
BILANCIO SEMESTRALE 2026
134 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
valore lordo e rettifiche di valore complessive Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Write-off parziali
complessiviPrimo stadio di cui: Strumenti con basso rischio di creditoSecondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite o originatePrimo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite
o originate
Titoli di debito 1.252.432 1.252.432 - - - 245 - - - -
Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 30.06.2026 1.252.432 1.252.432 - - - 245 - - - -
Totale 31.12.2025 1.260.797 1.260.797 - - - 203 - - - -
BILANCIO SEMESTRALE 2026
135 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - voce 40 4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche Tipologia operazioni/Valori30.06.2026 31.12.2025 Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originateL1 L2 L3 Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originateL1 L2 L3 A. Crediti verso Banche Centrali 960.199 - - - - 960.199 114.350 - - - - 114.350 1. Depositi a scadenza - - - X X X - - - X X X 2. Riserva obbligatoria 960.199 - - X X X 114.350 - - X X X 3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X 4. Altri - - - X X X - - - X X X B. Crediti verso banche 859.518 - - 568.471 72.158 222.812 892.894 3 - 575.059 72.741 254.786 1. Finanziamenti 222.824 - - - - 222.812 254.783 3 - - - 254.786 1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X 1.2. Depositi a scadenza 7.877 - - X X X 10.845 - - X X X 1.3. Altri finanziamenti: 214.947 - - X X X 243.938 3 - X X X
- Pronti contro termine attivi - - - X X X 24.996 - - X X X
- Finanziamenti per leasing - - - X X X - - - X X X
- Altri 214.947 - - X X X 218.942 3 - X X X 2. Titoli di debito 636.694 - - 568.471 72.158 - 638.111 - - 575.059 72.741 -
2.1 Titoli strutturati 9.329 - - 4.007 5.329 - 9.581 - - 3.956 5.639 -
2.2 Altri titoli di debito 627.365 - - 564.464 66.829 - 628.530 - - 571.103 67.102 -
Totale 1.819.717 - - 568.471 72.158 1.183.011 1.007.244 3 - 575.059 72.741 369.136 Legenda: L1= Livello 1, L2= Livello 2, L3= Livello 3
BILANCIO SEMESTRALE 2026
136 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Nel saldo della voce “A. Crediti verso Banche Centrali” è appostato l’ammontare della Riserva Obbligatoria presso la Banca d’Italia. Il saldo puntuale, nell’ambito del rispetto del livello medio di mantenimento richiesto dalla normativa, può discostarsi, anche con variazioni significative, in relazione al fabbisogno contingente di tesoreria della Banca.
L’impegno di mantenimento della Riserva obbligatoria assunto dal Banco al 30 giugno 2026 ammonta a 116,0 milioni di euro (113,8 milioni di euro assunti a dicembre 2025).
A partire dal giugno 2026 la voce “A. Crediti vero Banche Centrali” accoglie anche l’importo a vista di 960 milioni di euro relativo alla liquidità eccedente rispetto all’impegno di mantenimento della Riserva obbligatoria, che alla fine del periodo precedente risultava ricompreso nella voce Cassa e disponibilità liquide (ex 579 milioni di euro).
I saldi della voce “B. Crediti verso banche” sono esposti al netto delle rettifiche di valore derivanti dall’applicazione dei modelli per la determinazione della perdita attesa sul portafoglio titoli di debito “held to collect” in applicazione del principio contabile “IFRS9 - Strumenti finanziari”.
Tra i crediti verso banche non figurano crediti classificabili come attività deteriorate.
Nella voce “2. Titoli di debito” sono inclusi i titoli detenuti nell’ambito del business model “held to collect”, ovvero detenuti con l’intento di incassare i flussi di cassa contrattuali.
La segmentazione in stadi (stage) avviene rispettando i seguenti requisiti previsti dal principio contabile “IFRS9 Strumenti finanziari” in vigore dal 1° gennaio 2018:
a. stage 1 per le esposizioni con performance in linea con le aspettative;
b. stage 2 per le esposizioni con performance sotto le aspettative ovvero che hanno registrato un significativo incremento del rischio di credito rispetto al momento in cui le stesse si sono originate (ovvero sono state acquistate);
c. stage 3 per le esposizioni non performing.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
137 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela Tipologia operazioni/Valori30.06.2026 31.12.2025 Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originateL1 L2 L3 Primo e
secondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite o
originateL1 L2 L3 1. Finanziamenti 12.329.355 182.347 7.068 - - 12.760.067 12.562.333 172.863 6.803 - -12.940.993 1. Conti correnti 995.310 20.989 218 X X X 908.815 19.905 228 X X X 2. Pronti contro termine attivi - - - X X X 373.337 - - X X X 3. Mutui 7.470.875 129.046 5.988 X X X 7.571.252 122.446 6.040 X X X 4. Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto2.532.522 21.463 - X X X 2.356.135 18.927 - X X X 5. Finanziamenti per leasing 149.939 3.179 - X X X 153.556 3.011 - X X X 6. Factoring 108.742 1.874 - X X X 112.764 2.104 - X X X 7. Altri finanziamenti 1.071.967 5.796 862 X X X 1.086.474 6.470 535 X X X 2. Titoli di debito 2.736.050 76.083 - 2.422.405 261.100 65.422 2.702.112 78.357 - 2.482.038 184.467 75.605 1. Titoli strutturati 15.143 - - - 15.224 - 18.308 - - - 18.524 -
2. Altri titoli di debito 2.720.907 76.083 - 2.422.405 245.876 65.422 2.683.804 78.357 - 2.482.038 165.943 75.605 Totale 15.065.405 258.430 7.068 2.422.405 261.100 12.825.489 15.264.445 251.220 6.803 2.482.038 184.467 13.016.598 Legenda: L1= Livello 1, L2= Livello 2, L3= Livello 3
BILANCIO SEMESTRALE 2026
138 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati tecnica di valutazione che prevede l’attualizzazione dei flussi di cassa attesi considerando il rischio di credito della relazione, mentre per le posizioni non performing e per quelle performing a breve termine il valore di bilancio è considerato una ragionevole approssimazione del fair value. Tenuto conto dell’attuale contesto del mercato dei crediti, con particolare riferimento ai non performing loans, detto fair value potrebbe non rappresentare l’eventuale exit price in considerazione di un certo margine di aleatorietà comunque insito nelle componenti di formazione del prezzo considerate da un potenziale terzo acquirente.
Nella voce “2. Titoli di debito” sono inclusi i titoli detenuti nell’ambito del business model “held to collect”, ovvero detenuti con l’intento di incassare i flussi di cassa contrattuali. Il valore dei titoli di debito è esposto al netto delle rettifiche di valore derivanti dall’applicazione dei modelli per la determinazione della perdita attesa sul portafoglio titoli di debito “held to collect” in applicazione del principio contabile “IFRS9 - Strumenti finanziari”.
Rientrano in questo portafoglio euro 76.083 migliaia di titoli senior emessi dal veicolo di cartolarizzazione “2Worlds s.r.l.” ed euro 1.354 migliaia di titoli senior emessi dal veicolo di cartolarizzazione Buonconsiglio 4 s.r.l. a seguito delle cessioni di crediti a sofferenza, ai sensi del D.L. 18/2016 (cosiddetta GACS), avvenute rispettivamente nel 2018 e nel 2021. Alla data di riferimento l’esposizione verso il veicolo 2Worlds s.r.l., ancorché interamente assistita dalla garanzia dello Stato italiano, risulta classificata nello status “deteriorato” (Stadio 3) in considerazione delle evidenze di underperformance dell’operazione stessa, in termini di incassi, mentre l’esposizione verso il veicolo Buonconsiglio 4 s.r.l. risulta classificata nello status “bonis” (Stadio 1) in considerazione del buon andamento dell’operazione stessa.
Al 30 giugno 2026 sono riclassificati nella voce “110. Attività in via di dismissione” crediti deteriorati per 20.015 migliaia di euro per cui alla data di riferimento sono stati sottoscritti i relativi contratti di cessione che si sono perfezionati all’inizio del periodo successivo.I finanziamenti lordi ammontano a complessivi 12.810.211 migliaia di euro (13.035.386 migliaia di euro alla fine dello scorso esercizio), di cui 12.441.818 (12.684.069 migliaia di euro alla fine dello scorso esercizio) relativi a crediti in bonis e 368.393 migliaia di euro (351.317 migliaia di euro alla fine dello scorso esercizio) a crediti deteriorati.
Le rettifiche di valore complessive relative agli stessi finanziamenti ammontano a 291.441migliaia di euro (293.386 migliaia di euro alla fine dello scorso esercizio), di cui 182.801 (175.386 migliaia di euro alla fome dello scorso esercizio) relative a crediti deteriorati e 108.640 migliaia di euro (118.000 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio) a crediti in bonis.
La tabella comprende altresì gli importi dei crediti ceduti non cancellati costituenti attivi idonei per il programma di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG); al 30 giugno 2026 tali crediti ammontano a 2.567.201 migliaia di euro (2.390.019 migliaia di euro al 31 dicembre 2025).
Si segnala, inoltre, che la sottovoce “Mutui” include l’ammontare dei mutui collateralizzati presso la Banca Centrale Europea (per il tramite della procedura A.Ba.Co) per 1.651.329 migliaia di euro (1.871.209 migliaia di euro a fine esercizio precedente).
Alla voce “Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto” risultano rilevati i crediti per prestiti personali e cessioni del quinto della Controllata Fides S.p.A. per 1.786.501 migliaia di euro, con inclusione dei crediti ceduti e non cancellati alla società veicolo Coppedè SPV S.r.l.
e Fauno SPV S.r.l., unitamente ai crediti per prestiti personali e cessione del quinto relativi ai crediti ceduti e non cancellati alla società veicolo Rainbow SPV.
La sottovoce “Altri finanziamenti” ricomprende invece le operazioni di finanziamento diverse da quelle indicate nelle altre sottovoci (ad esempio finanziamenti di tipo bullet, anticipi su fatture ed effetti salvo buon fine, anticipi import/export e altre partite diverse).
Nella voce sono ricompresi anche gli interessi conteggiati al 30 giugno ed esigibili il 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati a seguito dell’applicazione delle norme per il computo degli interessi nelle operazioni bancarie definite con il Decreto n. 343/2016 del MEF , in attuazione dell'art. 120 comma 2 del Testo Unico Bancario (T.U.B.).
La voce “di cui impaired acquisite o originate” accoglie quelle linee di finanziamento originate nell’ambito di “concessioni” effettuate su crediti deteriorati.
Il fair value dei crediti è calcolato per le posizioni performing oltre il breve termine mediante
BILANCIO SEMESTRALE 2026
139 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela Tipologia operazioni/Valori30.06.2026 31.12.2025 Primo e secondo stadio Terzo stadio Attività impaired
acquisite
o originatePrimo e secondo stadio Terzo stadio Attività impaired
acquisite
o originate
1. Titoli di debito 2.736.050 76.083 - 2.702.112 78.357 -
a) Amministrazioni pubbliche 2.571.288 - - 2.496.905 - -
b) Altre società finanziarie 101.004 76.083 - 135.783 78.357 -
di cui: imprese di assicurazione 6.706 - - 6.620 - -
c) Società non finanziarie 63.758 - - 69.424 - -
2. Finanziamenti verso: 12.329.355 182.347 7.068 12.562.333 172.863 6.803 a) Amministrazioni pubbliche 450.002 2.599 212 443.215 2.190 215 b) Altre società finanziarie 320.030 1.053 9 639.209 989 11 di cui: imprese di assicurazione 13.029 - - 15.800 5 -
c) Società non finanziarie 4.850.483 102.763 2.872 4.941.269 103.304 2.464 d) Famiglie 6.708.840 75.932 3.975 6.538.640 66.380 4.113 Totale 15.065.405 258.430 7.068 15.264.445 251.220 6.803
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140 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore
complessive
La tabella fornisce la distribuzione delle esposizioni misurate al costo ammortizzato (sia verso banche che verso clientela) e delle relative rettifiche di valore nei tre stadi con livello crescente di rischio di credito (in ragione dell’evoluzione nel tempo) previsti dal principio contabile IFRS9 “Strumenti finanziari”. In particolare, la segmentazione in stage avviene rispettando i seguenti
requisiti:
a. stage 1 per le esposizioni con performance in linea con le aspettative;
b. stage 2 per le esposizioni con performance sotto le aspettative ovvero che hanno registrato un significativo incremento del rischio di credito rispetto al momento in cui le stesse si sono originate (ovvero sono state acquistate);
c. stage 3 per le esposizioni non performing.
La ripartizione in stage è rilevante per l’applicazione del modello di calcolo dell’impairment basato sulle perdite attese, determinata sulla base di eventi passati, condizioni correnti e ragionevoli e «supportabili» previsioni future. In particolare, il modello di calcolo della perdita attesa è caratterizzato dai seguenti aspetti:
→orizzonte di calcolo della perdita attesa pari ad un anno (stage 1) oppure lifetime (stage 2 e 3); Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Write-off
parziali
complessiviPrimo stadio di cui:Strumenti
con basso
rischio di
creditoSecondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originatePrimo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Titoli di debito 3.360.200 3.307.700 19.396 78.542 - 1.020 5.832 2.459 - -
Finanziamenti 12.056.383 79.839 1.564.561 362.810 9.614 19.293 89.273 180.463 2.546 729 Totale 30.06.2026 15.416.583 3.387.539 1.583.957 441.352 9.614 20.313 95.105 182.922 2.546 729 Totale 31.12.2025 14.739.790 3.344.945 1.656.848 426.766 9.328 20.541 104.408 175.543 2.525 728 →inclusione nel modello di calcolo dell’impairment di componenti forward looking, ovvero delle variazioni attese dello scenario macroeconomico.
Per ulteriori informazioni si fa rimando a quanto illustrato nel paragrafo “2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese” contenuto nella sezione “Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” della presente Nota Integrativa consolidata semestrale, in corrispondenza della sezione dedicata al rischio di credito.
Con riferimento ai soli titoli di debito è attiva la c.d. “low credit risk exemption”, in base alla quale vengono identificate come esposizioni a basso rischio di credito e dunque da considerare nello stage 1 le esposizioni che, ad ogni data di riferimento, risulteranno possedere un rating pari o superiore a “investment grade” (o di qualità similare), indipendentemente dal peggioramento o meno del rating rispetto al momento dell’acquisto del titolo.
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141 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati OTC di tasso individuando la controparte centrale (Eurex Clearing) per la compensazione di operazioni in derivati.
Nel corso del primo semestre 2026 si sono perfezionate le sottoscrizioni di due nuove posizioni per la copertura tipo Macro Fair Value Hedge per un valore nominale complessivo di 70 milioni di euro.Sezione 5 - Derivati di copertura - voce 50 5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli Il Banco Desio ha posto in essere una strategia di copertura del proprio attivo.
In particolare, la voce accoglie:
→il fair value degli strumenti finanziari derivati posti in essere a copertura del rischio tasso di attività finanziarie classificate nel portafoglio held to collect (copertura di tipo fair value
hedge);
→il fair value degli strumenti finanziari derivati posti in essere a copertura delle oscillazioni dei tassi di mercato in relazione ai mutui a tasso fisso con status creditizio in Bonis conclusi con la clientela al fine di porre in essere un “hedge accounting” secondo un approccio definito Macro Fair Value Hedge dinamico.
Si evidenzia, inoltre, che a partire dal 2023 il Banco ha aderito al servizio di Clearing per i derivati 30.06.2026 31.12.2025 FV
VNFV
VN
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Derivati finanziari - 36.392 - 895.000 - 40.307 - 1.095.000 1) Fair Value - 36.392 - 895.000 - 40.307 - 1.095.000 2) Flussi Finanziari - - - - - - - -
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair Value - - - - - - - -
2) Flussi Finanziari - - - - - - - -
Totale - 36.392 - 895.000 - 40.307 - 1.095.000 Legenda: VN= Valore nozionale, L1= Livello 1, L2= Livello 2, L3= Livello 3
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142 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 6 - Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica - voce 60 6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti L’adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica si riferisce principalmente agli adeguamenti di fair value dei portafogli di mutui individuati come oggetto di copertura derivanti da relazioni di copertura del tipo Macro Coperture di Gruppo.Adeguamento di valore delle attività coperte / Valori 30.06.2026 31.12.2025 1. Adeguamento positivo 944 975 1.1 di specifici portafogli: 944 975 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 944 975 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
1.2 complessivo - -
2. Adeguamento negativo (28.136) (28.072) 2.1 di specifici portafogli: (28.136) (28.072) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (28.136) (28.072) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
2.2 complessivo - -
Totale (27.192) (27.097)
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143 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 7 - Partecipazioni - voce 70 ll saldo della voce si riferisce alla partecipazione nella società Anthilia Capital Management SGR S.p.A.
7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi 7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value edividendi percepiti 7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabiliDenominazioni Sede
legaleSede
operativaQuota di
partecipazione %Disponibilità
di voti % B. Imprese sottoposte ad influenza notevole Anthilia Capital Partners SGR S.p.A. Milano Milano 15,000 15,000 Denominazioni Valore di bilancio Fair value Dividendi percepiti B. Imprese sottoposte ad influenza notevole Anthilia Capital Partners SGR S.p.A. 5.054 - 338 Totale 5.054 - 338 Denominazioni Cassa e
disponibilità
liquideAttività
finanziarie Attività non
finanziarie Passività
finanziarie Passività
non finanziarie Ricavi totali Margine di
interesseRettifiche
e riprese
di valore
su attività
materiali e
immaterialiUtile
(perdita)
della
operatività
corrente al
lordo delle
imposteUtile
(perdita)
della
operatività
corrente al
netto delle
imposteUtile
(perdita)
dei gruppi
di attività
in via di
dismissione
al netto
delle
imposteUtile
(perdita)
d'esercizioAltre
componenti
reddituali al
netto delle
imposte
(2)Redditività
complessiva
(3) =
(1) + (2) B. Imprese sottoposte ad influenza notevole Anthilia Capital Partners SGR S.p.A. X 7.686 5.778 3.151 4.325 8.575 X X 2.391 1.606 - 1.606 - 1.606
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144 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati d. l’interscambio di personale dirigente; o e. la messa a disposizione di informazioni tecniche essenziali.
Con riferimento alla partecipazione in Anthilia Capital Management SGR S.p.A. (Anthilia), di cui Banco Desio ha sottoscritto un numero di azioni ordinarie pari al 15% del capitale sociale della stessa, sono stati considerati i contenuti (i) degli accordi di partnership (accordo d’investimento e accordo quadro commerciale) sottoscritti in data 4 novembre 2021 tra Banco Desio, Anthilia e la sua controllante Anthilia Holding S.r.l. (e le successive modifiche integrazioni, cfr. infra) e (ii) del patto parasociale sottoscritto in pari data e successive modifiche tra Banco Desio e Anthilia Holding S.r.l. avente ad oggetto i diritti e gli obblighi di Banco Desio in relazione al governo societario della SGR e al trasferimento della propria partecipazione. Dai complessivi contenuti di questi accordi è stata desunta la valenza strategica della relazione, qualificando il potere di partecipare alla determinazione delle politiche gestionali della partecipata come influenza notevole in virtù, in particolare, del peso sul processo decisionale attraverso la rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione di Anthilia.
7.8 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole Modifiche e aggiornamenti del patto parasociale con Anthilia Holding In considerazione della reciproca soddisfazione per i risultati complessivi derivanti dalla Partnership, le Parti hanno avviato interlocuzioni volte a rinnovare gli accordi raggiunti nel 2021 con rifermento alla Partnership e sottoscritto, in data 28 gennaio 2025, un accordo volto ad estendere i termini di esercizio dell’Opzione di Vendita BDB e dell’Opzione di Acquisto Anthilia, come previsti nell’Accordo di Investimento, sino al 31 marzo 2025.
Con il successivo accordo del 31 marzo 2025 (l’“Accordo”), le Parti hanno pertanto disciplinato i termini e le condizioni per il rinnovo della Partnership e, conseguentemente, in pari data hanno rinnovato e sottoscritto l’Accordo Quadro Commerciale, l’Amendment al Patto Parasociale e il nuovo Contratto di Opzione.
Nell’ambito del rinnovo della Partnership le Parti hanno, tra l’altro, stabilito:
i. la revoca dell‘aumento di capitale a servizio dei Warrant Anthilia SGR 2022-2025 e previo loro annullamento, l’emissione, e l’assegnazione a Banco Desio, di n. 842.578 warrant (i “Warrant Anthilia SGR 2025-2028”) convertibili in un numero variabile di azioni ordinarie della Società in funzione del raggiungimento degli obiettivi di Raccolta Netta Ricognizione dei potenziali trigger di impairment delle partecipazioni Per la suddetta partecipazione, la ricognizione secondo le disposizioni dello IAS 36 dei potenziali trigger di impairment (interni ed esterni), basata sull’evoluzione intervenuta nel semestre dei principali fattori per la misurazione del valore recuperabile della Cash Generation Unit – CGU di allocazione (redditività della CGU/entità, costo del capitale proprio e requisiti patrimoniali), non ha fatto emergere evidenze tali da mettere in dubbio la recuperabilità del relativo valore di carico.
Al riguardo si deve segnalare che la verifica della recuperabilità della partecipazione in esame è un esercizio complesso i cui risultati risentono delle metodologie valutative adottate, nonché dei parametri e delle assunzioni sottostanti, che potrebbero dover essere modificati per tenere conto delle nuove informazioni o di evoluzioni non prevedibili alla data di redazione della presente Relazione.
7.6 Valutazioni e assunzioni significative per stabilire l’esistenza di controllo congiunto o
influenza notevole
In conformità al principio contabile IAS 28 Partecipazioni in società collegate e joint venture, l’influenza notevole è il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata senza averne il controllo o il controllo congiunto. Lo IAS 28 introduce altresì una presunzione relativa di influenza notevole ogniqualvolta la partecipante possegga – direttamente o indirettamente – una percentuale di diritti di voto pari o superiore al 20%. In presenza di una partecipazione pari o superiore al 20% sarà onere della partecipante dimostrare l’eventuale assenza di influenza notevole. Di contro, laddove la partecipazione risulti inferiore al 20%, sarà onere della partecipante dimostrare l’esistenza di influenza notevole.
L’esistenza di influenza notevole è solitamente segnalata dal verificarsi di una o più delle
seguenti circostanze:
a. la rappresentanza nel consiglio di amministrazione, o nell’organo equivalente, della
partecipata;
b. la partecipazione nel processo decisionale, inclusa la partecipazione alle decisioni in merito ai dividendi o ad altro tipo di distribuzione degli utili;
c. la presenza di operazioni rilevanti tra l’entità e la partecipata;
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145 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati prodotta da Banco Desio dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027 previsti nel relativo regolamento (il “Regolamento Warrant Anthilia SGR 2025-2028”), con contestuale deliberazione dell’Aumento di Capitale Warrant;
ii. la concessione di opzioni di vendita e acquisto, rispettivamente in favore di Banco Desio e Anthilia Holding, sull’intera partecipazione di volta in volta detenuta da Banco Desio nella Società, esercitabili in caso di mancato raggiungimento di taluni obiettivi di Raccolta Netta prodotta da Banco Desio dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027;
iii. la conferma di una opzione call in favore di Anthilia Holding sull’intera partecipazione di volta in volta detenuta da Banco Desio nella Società, esercitabile nell’ipotesi in cui si verificasse un cambio di controllo su Banco Desio durante la Partnership.
7.9 Restrizioni significative Non si rilevano restrizioni significative (per esempio restrizioni legali, contrattuali e normative) alla capacità della società collegata di trasferire fondi alla Capogruppo sotto forma di dividendi, di rimborsi di prestiti o anticipazioni concessi dalla Capogruppo.
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146 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati →terminali e pc ad uso promiscuo: 4 anni.
All’interno delle singole tipologie di beni, ove necessario, vengono individuate alcune tipologie alle quali sono attribuite vite utili ulteriormente specificate.
L’ammortamento è calcolato in modo lineare per tutte le classi di attività materiali, fatta eccezione per i terreni e le opere d’arte che non vengono ammortizzati.
Alla voce “2. Diritti d’uso acquisiti con il leasing” sono rilevate, in applicazione del principio IFRS16 “Leases” in vigore dal 1° gennaio 2019, le attività consistenti nei diritto d’uso oggetto dei contratti di locazione (c.d. “Right of Use Asset” o “RoU Asset”), calcolate come sommatoria del debito per leasing, dei costi diretti iniziali, dei pagamenti effettuati alla data o prima della data di decorrenza del contratto (al netto degli eventuali incentivi al leasing ricevuti) e dei costi di smantellamento e/o ripristino. Sezione 9 - Attività materiali - voce 90 9.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo Il criterio di valutazione utilizzato per terreni e fabbricati è il valore rivalutato al 1° gennaio 2004 in sede di prima applicazione dei principi IAS. A regime il criterio adottato è il costo; tale criterio è adottato anche per tutte le altre attività materiali.
La vita utile stimata per le principali categorie di beni è così stabilita:
→fabbricati: 50 anni, →mobili per ufficio, arredi, impianti e attrezzature varie, banconi blindati e bussole, impianti di allarme: 10 anni,30.06.2026 31.12.2025
Attività/Valori
1. Attività di proprietà 164.105 166.537 a) terreni 54.007 54.260 b) fabbricati 91.682 92.945 c) mobili 2.766 2.873 d) impianti elettronici 4.496 5.115 e) altre 11.154 11.344 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 54.687 52.159 a) terreni - -
b) fabbricati 53.542 51.186 c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre 1.145 973 Totale 218.792 218.696 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie
ricevute- -
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147 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 9.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo Impegni per acquisto di attività materiali (IAS 16/74.c) Si segnala che alla chiusura del periodo di riferimento non vi sono impegni per l’acquisto di attività materiali.Attività/Valori30.06.2026 31.12.2025
Valore
di bilancioFair valueValore di bilancioFair value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività di proprietà 3.624 - - 5.769 4.247 - - 6.751 a) terreni 1.202 - - 1.874 1.592 - - 2.481 b) fabbricati 2.422 - - 3.895 2.655 - - 4.270 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - - - -
a) terreni - - - - - - - -
b) fabbricati - - - - - - - -
Totale 3.624 - - 5.769 4.247 - - 6.751 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute- - - - - - - -
Legenda: L1= Livello 1, L2= Livello 2, L3= Livello 3
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148 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati che per le indennità di abbandono locali è stimata pari alla durata del contratto di locazione, per il software connesso alle macchine è pari a 4 anni e per il software applicativo è di 4 o 5 anni in ragione della vita utile ulteriormente specificata all’interno della classe di attività.
La sottovoce A.2.1 b) “Altre attività” ricomprende gli intangible identificati nell’ambito del processo di Purchase Price Allocation del prezzo pagato a fronte di operazioni di Business Combination. L’IFRS 3 prevede infatti che l’acquisizione di una Business Combination debba essere contabilizzata usando il purchase method e che il prezzo pagato sia allocato alle attività acquisite e alle passività assunte misurate ai loro rispettivi fair value. Gli intangible identificati, che esprimono il valore delle relazioni acquisite, sono ammortizzati lungo la durata stimata del loro beneficio.Sezione 10 - Attività immateriali - voce 100 10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività Gli avviamenti iscritti in bilancio, in quanto a vita utile indefinita, non sono oggetto di sistematico ammortamento ma sottoposti ad impairment test almeno una volta all’anno ed in particolare ai fini della redazione del bilancio o comunque tutte le volte che si manifestano circostanze che facciano prevedere una riduzione di valore (cfr. il successivo paragrafo “Analisi dei trigger event per il test di impairment sull’avviamento”).
L’incremento della voce Avviamento deriva dal primo consolidamento di SCM SIM, avvenuto sulla base dell’allocazione del costo dell’aggregazione (cosiddetta PPA, “Purchase Price Allocation”) provvisoriamente determinata secondo il metodo dell’acquisizione di cui all’IFRS 3.
Le altre attività immateriali sono ammortizzate in modo lineare in ragione della loro vita utile, Voci30.06.2026 31.12.2025 Durata definita Durata indefinita Durata definita Durata indefinita A.1 Avviamento - 22.751 - 15.322 A.1.1 di pertinenza del gruppo - 22.751 - 15.322 A.1.2 di pertinenza di terzi - - - -
A.2 Altre attività immateriali 29.556 - 29.801 -
di cui: software 11.081 - 7.707 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 29.556 - 29.801 -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività 29.556 - 29.801 -
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 29.556 22.751 29.801 15.322
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149 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 11 - Attività fiscali e passività fiscali - voce 110 dell’Attivo e voce 60 del Passivo Le attività e le passività fiscali derivanti dall’applicazione della “fiscalità differita” sono originate per effetto delle differenze temporanee tra i valori patrimoniali iscritti in bilancio e i corrispondenti valori fiscali.
Le aliquote fiscali teoriche applicate alle differenze temporanee sono quelle in vigore al momento del loro assorbimento.
L’iscrizione delle attività per imposte anticipate è effettuata quando il loro recupero è probabile.
In particolare, si evidenzia che le stesse sono riferibili per un importo di 33.463 migliaia di euro a imposte di cui alla Legge 214/2011, che ha conferito certezza al recupero delle stesse rendendo di fatto automaticamente soddisfatto il probability test contemplato dallo IAS 12 Imposte sul reddito.
A tale riguardo si precisa che la Capogruppo Banco di Desio e della Brianza S.p.A. non è tenuta al versamento del canone annuale di garanzia per la trasformabilità delle attività per imposte anticipate di cui alla Legge 214/2011 in crediti d’imposta, introdotto dall’art.11 del D.L. n.
59/2016, in quanto la base imponibile, calcolata secondo le disposizioni normative, è negativa.Ricognizione dei potenziali trigger di impairment dell’avviamento Per il suddetto avviamento, la ricognizione secondo le disposizioni dello IAS 36 dei potenziali trigger di impairment (interni ed esterni), basata sull’evoluzione intervenuta nel semestre dei principali fattori per la misurazione del valore recuperabile della Cash Generation Unit – CGU di allocazione (redditività della CGU/entità, costo del capitale proprio e requisiti patrimoniali), non ha fatto emergere evidenze tali da mettere in dubbio la recuperabilità del relativo valore di carico.
Al riguardo si deve segnalare che la verifica della recuperabilità dell’avviamento in esame è un esercizio complesso i cui risultati risentono delle metodologie valutative adottate, nonché dei parametri e delle assunzioni sottostanti, che potrebbero dover essere modificati per tenere conto delle nuove informazioni o di evoluzioni non prevedibili alla data di redazione della presente Relazione.
Ricognizione dei potenziali trigger di impairment delle attività immateriali a vita utile definita (attività intangibili) Per le suddette attività immateriali a vita utile definita, la ricognizione secondo le disposizioni dello IAS 36 dei potenziali trigger di impairment (interni ed esterni), basata sull’evoluzione intervenuta nel semestre dei principali fattori per la misurazione del valore recuperabile delle Cash Generation Unit – CGU di allocazione (volumi delle masse sottostanti alla CGU/entità, redditività della CGU/entità, costo del capitale proprio), non ha fatto emergere evidenze tali da mettere in dubbio la recuperabilità del relativo valore di carico.
Al riguardo si deve segnalare che la verifica della recuperabilità delle attività immateriali a vita utile definita in esame è un esercizio complesso i cui risultati risentono delle metodologie valutative adottate, nonché dei parametri e delle assunzioni sottostanti, che potrebbero dover essere modificati per tenere conto delle nuove informazioni o di evoluzioni non prevedibili alla data di redazione della presente Relazione.
10.3 Altre informazioni Si segnala che alla chiusura del periodo di riferimento non vi sono impegni per acquisto di attività immateriali.
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150 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 11.1 Attività per imposte anticipate: composizione
IRES IRAP 30.06.2026 31.12.2025
A) In contropartita al conto economico:
Perdite fiscali 1.955 - 1.955 2.149 Avviamento fiscalmente deducibile 1.780 404 2.184 2.377 Svalutazione crediti clientela deducibili in quote costanti 37.610 6.919 44.529 47.372 Fondo svalutazione crediti forfetario 305 - 305 305 Ammortamento civilistico immobilizzazioni materiali 497 1 498 489 Accantonamento al fondo garanzie impegni e rischio paese 794 - 794 726 Accantonamento per oneri del personale 7.352 1.604 8.596 9.978 Accantonamento al Fdo cause legali 2.517 - 2.517 3.293 Accantonamento al Fdo revocatorie fallimentari 282 50 332 462 Accantonamento al fondo oneri vari 4.729 500 5.229 4.987 Accantonamento fiscale al TFR 12 - 12 9 Altre spese generali deducibili nell'esercizio successivo 3 - 3 7 Altre 10.580 692 11.272 11.245 Totale A 68.416 10.170 78.586 83.399 B) In contropartita al Patrimonio Netto:
Accantonamento fiscale al TFR 721 - 721 721 Svalutazione titoli classificati al FVOCI 3.816 831 4.647 3.663 Avviamento fiscalmente deducibile - - - 59 Altre 44 10 54 -
Totale B 4.581 841 5.422 4.443 Totale (A+B) 72.997 11.011 84.008 87.842
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151 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 11.2 Passività per imposte differite: composizione
IRES IRAP 30.06.2026 31.12.2025
A) In contropartita al conto economico:
Ammortamenti fiscali immobilizzazioni materiali - 13 13 13 Ammortamento fiscale avviamento 52 11 63 58 Intangibili fiscalmente non rilevanti 5.054 1.098 6.152 5.737 PPA Mercadante 674 Altre 1.421 149 1.570 1.591 Totale A 6.527 1.271 7.798 8.073 B) In contropartita al Patrimonio Netto accantonamento fiscale al TFR - - - 24 Rivalutazione titoli classificati al FVOCI 120 7 127 860 Rivalutazione partecipazioni 3 - 3 -
Rivalutazione patrimonio artistico 39 8 47 47 Totale B 162 15 177 931 Totale (A+B) 6.689 1.286 7.975 9.004
BILANCIO SEMESTRALE 2026
152 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La voce “Crediti d’imposta” si riferisce principalmente:
→per 130.190 migliaia di euro (251.462 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio) a crediti fiscali ecobonus/sismabonus acquistati ex art. 121 del Decreto-legge 34/2020 ed iscritti al costo ammortizzato come indicato nella “Parte relativa alle principali voci di bilancio” a cui si fa rimando;
→per 13.371 migliaia di euro, al credito connesso alla gestione dei mutui erogati per la ricostruzione post sisma Centro Italia del 2016 (12.689 migliaia di euro alla fine del
precedente esercizio);
→per 1.120 migliaia di euro, al credito connesso alla gestione dei mutui erogati per la ricostruzione post sisma Abruzzo del 2009 (valore invariato alla fine del precedente esercizio).
L’importo dei crediti fiscali ecobonus/sismabonus acquistati tiene conto della valutazione del potenziale rischio a cui Banco Desio potrebbe essere esposto a seguito del sequestro preventivo dei crediti d’imposta acquistati nel tempo (mercato primario e secondario) per complessivi 44,2 milioni di euro, tra cui l’impossibilità di compensazione degli stessi, per quelli che saranno i casi accertati di frodi. In considerazione della posizione assunta dalla giurisprudenza in merito alla inutilizzabilità del credito d’imposta in ragione di comportamenti che prescindono dal cessionario, degli elementi informativi acquisiti circa lo stato delle indagini delle Procure, nonché dell’analisi legale e tecnica condotta, la banca ha ritenuto opportuno mantenere cautelativamente lo stanziamento complessivo di 31,2 milioni di euro.
I “Crediti verso l’Erario per acconti versati” si riferiscono ad imposte per le quali sono stati effettuati maggiori versamenti in acconto rispetto al debito che risulterà dalle specifiche dichiarazioni; in dettaglio riguardano:
→il credito per imposta di bollo assolta in modo virtuale pari a 37.978 migliaia di euro (32.507 migliaia di euro alla fine del periodo precedente);
→il credito per l'acconto dell'imposta sostitutiva dovuto sul “capital gain” amministrato pari a 3.257 migliaia di euro, di cui all'art. 2, co. 5, del D.L. 30 novembre 2013, n. 133 (16.389 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio);
→ il credito per ritenute su interesse su depositi e conti correnti pari a 1.413 migliaia di euro (8.298 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio). Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 120 dell’attivo e Voce 70 del passivo Al 30 giugno 2026 la voce “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” accoglie crediti deteriorati per 20.015 migliaia di euro per cui alla data di riferimento sono stati sottoscritti i relativi contratti di cessione. Il closing di tali operazioni è atteso entro i primi mesi del secondo semestre.
Sezione 13 - Altre attività - voce 130 13.1 Altre attività: composizione
30.06.2026 31.12.2025
Crediti d'imposta - -
- quota capitale 146.391 267.228
- quota interessi - -
Crediti vs l'erario per acconti versati 44.372 58.043 Ritenute d'acconto subite 160 -
Assegni negoziati da regolare 12.881 11.972 Depositi cauzionali 31 3 Fatture emesse da incassare 139 172 Partite in corso di lavorazione e viaggianti con le filiali 45.075 22.935 Spese incrementative su beni di terzi 5.013 5.372 Ratei e risconti attivi 32.295 34.230 Altre partite 56.871 62.536 Totale 343.228 462.491
BILANCIO SEMESTRALE 2026
153 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati del precedente esercizio), e per 6.694 migliaia di euro (5.713 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio) relativi agli anticipi sui bonus di ingresso per i quali è stata emessa già fattura da parte dei consulenti;
→operazioni da regolare relativamente ai prelievi su apparecchi ATM per 1.788 migliaia di euro (1.455 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio);
→operazioni titoli da regolare verso SIM per 1.534 migliaia di euro (valore a zero alla fine del precedente esercizio).La voce “Partite in corso di lavorazione e viaggianti tra le filiali” accoglie poste relative ad operazioni che generalmente trovano sistemazione definitiva nei primi giorni dell’anno successivo. Le poste più significative sono quelle relative a:
→conti regolamento delle carte di debito per 10.244 migliaia di euro (3.474 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio);
→deleghe F24 per 9.604 migliaia di euro (3.061 migliaia di euro alla fine del precedente
esercizio);
→ recupero delle commissioni di messa a disposizione fondi dalla clientela per 8.965 migliaia di euro (9.029 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio);
→regolamento di competenze su c/c della clientela per 4.836 (valore a 0 alla fine del
precedente esercizio);
→ bonifici in attesa di essere regolati per 2.501 migliaia di euro (695 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio);
→ regolamento operazioni SDD (addebiti diretti) per 1.981 migliaia di euro (2.166 migliaia alla fine del precedente esercizio).
Le “Spese incrementative su beni di terzi” sono soggette ad ammortamento annuo in relazione al periodo residuo di valenza del contratto d’affitto.
Alla voce “Ratei e risconti attivi” trovano evidenza quelle posizioni non riconducibili a specifiche voci dell’Attivo patrimoniale; la principale componente di questa voce è relativa a risconti attivi su spese amministrative.
Tra le principali voci che compongono la voce “Altre partite” vi sono:
→ i crediti in attesa di riscossione relativi ad altre partite per 31.538 migliaia di euro (29.084 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio), riconducibili principalmente a crediti per imposta di bollo su estratti conto, crediti per servizi addebitati alla clientela trimestralmente e per proventi interbancari;
→ i crediti nei confronti dei promotori finanziari a titolo di bonus di ingresso per 7.884 migliaia di euro relativi alla quota maturata ma non ancora erogata (7.910 migliaia di euro alla fine
BILANCIO SEMESTRALE 2026
154 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
Passivo
Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - voce 10 1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche
30.06.2026 31.12.2025
VB Fair Value VB Fair Value Tipologia operazioni/Valori L1 L2 L3 L1 L2 L3 1. Debiti verso banche centrali - X X X - X X X 2. Debiti verso banche 480.747 X X X 795.190 X X X 2.1 Conti correnti e depositi a vista 115 X X X 6.524 X X X 2.2 Depositi a scadenza - X X X - X X X 2.3 Finanziamenti 107.910 X X X 287.450 X X X 2.3.1 Pronti contro termine passivi 53.689 X X X 212.953 X X X 2.3.2 Altri 54.221 X X X 74.497 X X X 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali- X X X - X X X 2.5 Debiti per leasing - X X X - X X X 2.6 Altri debiti 372.722 X X X 501.216 X X X Totale 480.747 - - 480.747 795.190 - - 795.190 Legenda: VB= Valore di bilancio, L1= Livello 1, L2= Livello 2, L3= Livello 3
BILANCIO SEMESTRALE 2026
155 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Alla voce “2.3.1 Pronti contro termine passivi” trovano evidenza i contratti di Long Term Repo su parte degli attivi di portafoglio (eligible e non) posti in essere con primarie controparti di mercato al fine di ottimizzare le attività di funding.
Alla voce “2.3.2 Altri” espone la passività relativa al mutuo passivo concesso da JP Morgan Milan Branch nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione Desio SME pari a 31.213 migliaia di euro (67.795 migliaia di euro alla fine del precedente esercizio).
La voce “2.6 Altri debiti” risulta composta principalmente dal debito verso sottoscrittori Notes Coppedè correlato all’operazione di cartolarizzazione Coppedè e Fauno per 372.319 migliaia di euro aventi come originator la controllata Fides S.p.A. (a fine esercizio precedente pari a 500.924 migliaia di euro).
1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela
30.06.2026 31.12.2025
VB Fair Value VB Fair Value Tipologia operazioni/Valori L1 L2 L3 L1 L2 L3 1. Conti correnti e depositi a vista 10.521.119 X X X 10.594.820 X X X 2. Depositi a scadenza 851.002 X X X 787.705 X X X 3. Finanziamenti 1.449.332 X X X 1.804.635 X X X 3.1 Pronti contro termine passivi 716.527 X X X 1.032.741 X X X 3.2 Altri 732.805 X X X 771.894 X X X 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali- X X X - X X X 5. Debiti per leasing 56.800 X X X 54.113 X X X 6. Altri debiti 295.057 X X X 275.348 X X X Totale 13.173.310 - - 13.173.310 13.516.621 - - 13.516.621 Legenda: VB= Valore di bilancio, L1= Livello 1, L2= Livello 2, L3= Livello 3
BILANCIO SEMESTRALE 2026
156 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Nella voce "3.2 Finanziamenti: Altri" è rilevato l'importo dei mutui passivi in essere con Cassa Depositi e Prestiti, che "pareggiano" l'importo dei mutui alla clientela concessi per la ricostruzione a seguito degli eventi sismici del 2009 in Abruzzo; risulta altresì rilevata la linea di finanziamento concessa da Cassa Depositi e Prestiti al Banco a fronte di finanziamenti al segmento retail, PMI e MID-CAP . In particolare:
→432 milioni di euro (423 milioni di euro nel periodo di confronto) relativo al segmento retail;
→300 milioni di euro (349 milioni di euro nel periodo di confronto) relativo al segmento corporate (PMI e MID-CAP).
Alla voce “5. Debiti per leasing” sono rilevate, in applicazione del principio IFRS16, le passività connesse ai debiti per leasing (c.d. “Lease Liability”), consistenti nel valore attuale dei pagamenti che, alla data di valutazione, devono essere ancora corrisposti al locatore.
Le principali poste della voce “6. Altri debiti” riguardano:
→debito verso sottoscrittori Notes Coppedè correlato all’operazione di cartolarizzazione Coppedè per 194.792 migliaia di euro avente come originator la controllata Fides (a fine esercizio precedente pari a 152.487 migliaia di euro);
→debito verso sottoscrittori Notes Senior e Mezzanine correlato all’operazione di cartolarizzazione Rainbow per 25.565 migliaia di euro (a fine esercizio precedente pari a 43.626 migliaia di euro) avente come originator la ex controllata Dynamica Retail (ora incorporata in Fides S.p.A.);
→gli assegni circolari per 37.801 migliaia di euro e gli assegni di traenza per 540 migliaia di euro (a fine esercizio precedente rispettivamente di 33.949 migliaia di euro gli assegni circolari e 540 migliaia di euro gli assegni di traenza);
BILANCIO SEMESTRALE 2026
157 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione Alla voce trova evidenza la raccolta rappresentata da titoli, che comprende obbligazioni e certificati di deposito, il cui valore di bilancio è determinato con il criterio del costo ammortizzato (ovvero al fair value laddove il titolo sia oggetto di copertura), comprensivo quindi dei ratei maturati. La raccolta complessiva è evidenziata al netto dei titoli riacquistati.
La voce “A.1.2 Obbligazioni: altre” include le Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) complessivamente emesse per 2.215 milioni di euro.
La sottovoce “A.2.2 Altri titoli: altri” è composta esclusivamente da certificati di deposito con scadenza a breve termine e relativi ratei maturati.
Si segnala che nel corso del semestre Banco Desio non ha emesso alcun prestito obbligazionario
subordinato.30.06.2026 31.12.2025
VB Fair Value VB Fair Value Tipologia operazioni/Valori L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 3.601.491 - 3.598.529 - 3.264.619 - 3.274.856 -
1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 3.601.491 - 3.598.529 - 3.264.619 - 3.274.856 -
2. altri titoli 13 - - 13 23 - - 23 2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri 13 - - 13 23 - - 23 Totale 3.601.504 - 3.598.529 13 3.264.642 - 3.274.856 23 Legenda: VB = Valore di bilancio, L1= Livello 1, L2= Livello 2, L3= Livello 3
BILANCIO SEMESTRALE 2026
158 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 1.4 Dettaglio della voce “10.c) Titoli in circolazione”: titoli subordinati In data 3 luglio 2023, Banco di Desio e della Brianza S.p.A. ha sottoscritto, con la capogruppo finanziaria Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A., un accordo per la sottoscrizione da parte di quest’ultima di un Bond Tier 2 Subordinato 10Y non call 5Y per un importo pari a 60 milioni di euro. L’emissione del Bond Tier 2 Subordinato da parte di Banco Desio è stato contestuale all’emissione, da parte di Brianza Unione, di un prestito obbligazionario nella forma di private placement con le medesime caratteristiche, interamente sottoscritto da investitori professionali.Prestiti Obbligazionari Data di emissione Data di scadenza Divisa Tasso 30.06.2026 31.12.2025
Codice ISIN IT0005554644 06.07.2023 06.07.2033 EUR TF 65.504 62.653
Totale 65.504 62.653
BILANCIO SEMESTRALE 2026
159 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 2 - Passività finanziarie di negoziazione - voce 20 2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica
30.06.2026 31.12.2025
VN Fair Value Fair Value * VN Fair Value Fair Value * Tipologia operazioni/Valori L1 L2 L3 L1 L2 L3 A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X 3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X 3.2 Altri titoli - - - - - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X 3.2.2 Altri - - - - X - - - - X Totale A - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari - - 593 1.152 - - - 467 1.017 -
1.1 Di negoziazione X - 593 1.152 X X - 467 1.017 X 1.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X 1.3 Altri X - - - X X - - - X 2. Derivati creditizi - - - - - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X 2.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X 2.3 Altri X - - - X X - - - X Totale B X - 593 1.152 X X - 467 1.017 X Totale (A+B) X - 593 1.152 X X - 467 1.017 X Legenda: VN = Valore nominale o nozionale, L1= Livello 1, L2= Livello 2, L3= Livello 3 Fair Value* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell’emittente rispetto alla data di emissione
BILANCIO SEMESTRALE 2026
160 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati A partire dall’anno 2023 il Banco ha aderito al servizio di Clearing per i derivati OTC di tasso individuando la controparte centrale (Eurex Clearing) per la compensazione di operazioni in derivati.La voce 20 “Passività finanziarie di negoziazione” si riferisce sostanzialmente al fair value negativo degli strumenti finanziari derivati oggetto di discontinuino, per cui si è interrotta la relazione di copertura, e al fair value dei contratti swap e outright che sono oggetto di natural hedge.
Sezione 4 - Derivati di copertura - voce 40 4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici Banco Desio ha posto in essere una strategia di copertura del proprio attivo. La voce accoglie:
→il fair value degli strumenti finanziari derivati posti in essere a copertura del rischio tasso di titoli di debito a tasso fisso classificati nel portafoglio held to collect (copertura di tipo fair value hedge);
→il fair value degli strumenti finanziari derivati posti in essere a copertura delle oscillazioni dei tassi di mercato in relazione ai mutui a tasso fisso con status creditizio in Bonis conclusi con la clientela al fine di porre in essere un “hedge accounting” secondo un approccio definito Macro Fair Value Hedge dinamico.Fair Value 30.06.2026 VN 31.12.2025 Fair Value 31.12.2025 VN 31.12.2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Derivati finanziari - 10.723 - 780.000 - 9.071 - 510.000 1) Fair value - 10.723 - 780.000 - 9.071 - 510.000 2) Flussi finanziari - - - - - - - -
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 10.723 - 780.000 - 9.071 - 510.000 Legenda: VN= Valore nozionale, L1= Livello 1, L2= Livello 2, L3= Livello 3
BILANCIO SEMESTRALE 2026
161 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La voce “Importi da versare all’Erario per conto di terzi” accoglie principalmente poste relative a Deleghe F24 da riversare per conto della clientela e somme da versare all’Erario relative a ritenute operate dal Banco.
Le “Partite in corso di lavorazione e le partite viaggianti con le Filiali” sono poste che generalmente trovano sistemazione definitiva nei primi giorni del periodo successivo. Le principali tra queste poste sono quelle relative a:
→operazioni in attesa di regolamento relative ad operazioni di compravendita titoli per 11.390 migliaia di euro (596 migliaia di euro alla fine dell’esercizio precedente);
→incassi relativi ad operazioni di factoring da clientela per 5.213 migliaia di euro (5.716 migliaia di euro alla fine dell’esercizio precedente);
→sistemazioni delle rate incassate relative ai mutui ceduti a Desio OBG e SME per 3.155 migliaia di euro (2.768 migliaia alla fine dell’esercizio precedente);
→operazioni in attesa di regolamento relative ad operazioni di sottoscrizione e rimborsi di quote di fondi sui conti correnti della clientela per 2.622 migliaia di euro (142 migliaia di euro alla fine dell’esercizio precedente);
→disposizioni canale CBILL per 1.988 migliaia di euro (1.020 migliaia di euro alla fine
dell’esercizio precedente);
→a bonifici in lavorazione per complessivi 638 migliaia di euro (1.783 migliaia di euro alla fine dell’esercizio precedente).
L’ammontare della voce “Scarti valute su operazioni di portafoglio” è il risultato della compensazione di partite illiquide dare e partite illiquide avere a fronte di diverse tipologie di operazioni che hanno interessato sia i conti della clientela sia quelli delle banche corrispondenti.
Nella voce “Debiti verso il personale” sono compresi i debiti relativi ai costi di esodazione del personale per complessive 252 migliaia di euro (328 migliaia di euro alla fine dell’esercizio precedente) e la valorizzazione delle ferie e festività non godute complessivamente per 553 migliaia di euro (869 migliaia di euro alla fine dell’esercizio precedente).
Le principali poste che compongono la voce “Creditori diversi” riguardano principalmente i bonifici da regolare in Stanza Compensazione in uscita a favore di correntisti di altri istituti di credito per complessivi 123.975 migliaia di euro (66.441 migliaia di euro alla fine dello scorso esercizio).Sezione 6 - Passività fiscali - voce 60 La composizione e movimentazione delle passività fiscali sono fornite nella Sezione 11 dell’Attivo unitamente alle informazioni relative alle imposte anticipate.
Sezione 8 - Altre passività - voce 80 8.1 Altre passività: composizione
30.06.2026 31.12.2025
Debiti verso l'Erario 512 14.546 Importi da versare all'Erario per conto Terzi 99.718 38.290 Contributi previdenziali da riversare 5.006 8.332 Azionisti conto dividendi 123 42 Fornitori 21.725 28.704 Somme a disposizione della clientela 21.945 15.041 Versamenti a fronte disposizione su effetti 13 95 Versamenti anticipati su crediti a scadere 6.043 2.738 Partite in corso di lavorazione e partite viaggianti con le
Filiali31.033 18.058
Scarti valute su operazioni di portafoglio 287.561 145.316 Debiti verso il personale 1.041 1.332 Creditori diversi 133.353 85.193 Ratei e risconti passivi 41.032 32.397 Totale 649.105 390.084
BILANCIO SEMESTRALE 2026
162 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati →premi anzianità e ferie aggiuntive per 4.001 migliaia di euro (valore invariato al 31 dicembre 2025).
La voce “4.3 altri” comprende:
→i fondi accantonati a fronte di incentivi previsti contrattualmente per i promotori finanziari al maturare di determinate condizioni per 14.276 migliaia di euro (13.587 migliaia di euro al 31 dicembre 2025);
→i fondi atti a fronteggiare oneri per altri rischi operativi, tra cui:
• 6.872 migliaia di euro relativi allo stanziamento effettuato per rischi operativi legati alla situazione di particolare incertezza giuridica che permane in materia di estinzione anticipata dei contratti di credito ai consumatori (7.420 migliaia di euro al 31 dicembre
2025);
• 4.648 migliaia di euro allo stanziamento sui futuri storni provvigionali (c.d. “refund liability” su commissioni riconosciute per il collocamento di polizze assicurative abbinate al prodotto prestito personale - PPI) da riconoscere alle compagnie assicurative in caso di estinzione anticipata del contratto (4.963 migliaia di euro al 31 dicembre 2025);
• 364 migliaia di euro relativi a futuri ristori da riconoscere per cessioni di crediti pro-
soluto.Sezione 10 - Fondi per rischi ed oneri - voce 100 10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione Nella voce “1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate” trova accoglimento il fondo rischi determinato applicando i modelli di calcolo della perdita attesa definiti in sede di prima applicazione del principio contabile “IFRS9 Strumenti finanziari”.
La sottovoce “4.1 controversie legali” comprende gli accantonamenti costituiti per fronteggiare le previsioni di perdita sulle cause passive, di cui 7.537 migliaia di euro a fronte di cause legali (10.541 migliaia di euro al 31 dicembre 2025) e 1.024 migliaia di euro a fronte di revocatorie fallimentari (1.395 migliaia di euro al 31 dicembre 2025).
La voce “4.2 oneri per il personale” comprende principalmente le passività:
→per il sistema premiante per 11.062 migliaia di euro (16.181 migliaia di euro al 31 dicembre
2025);
→premi aziendali e welfare 11.563 migliaia di euro (9.312 migliaia di euro al 31 dicembre 2025) che comprende lo stanziamento effettuato nel 2025 per il piano di esodazione rivolto ai dipendenti;Voci/Componenti 30.06.2026 31.12.2025 1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate3.164 2.919 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali - -
4. Altri fondi per rischi ed oneri 65.944 70.650 4.1 controversie legali e fiscali 9.872 11.936 4.2 oneri per il personale 28.259 31.167 4.3 altri 27.813 27.547 Totale 69.108 73.569
BILANCIO SEMESTRALE 2026
163 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 13 - Patrimonio del Gruppo - voci 120,130, 140, 150, 160, 170 e 180 13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione Il Capitale sociale di Banco Desio Brianza, interamente sottoscritto e versato, è composto da n.
131.474.807 azioni ordinarie prive del valore nominale.
Si evidenzia che il Consiglio di Amministrazione di Banco di Desio e della Brianza S.p.A., preso atto dell’Autorizzazione della Banca d’Italia rilasciata l’11 maggio 2026 (con durata di 12 mesi), ha deliberato, nell’ambito dell’autorizzazione conferita dall’Assemblea Ordinaria del 29 aprile 2026, di procedere in data 1° giugno 2026 all’avvio dell’operatività del Programma di Acquisto di Azioni Proprie prive di valore nominale, anche in più tranche o singoli programmi di acquisto.
Il programma di BuyBack riguarda l’acquisto di massime n. 3.944.244 azioni proprie, pari al 3% del capitale, per un importo massimo complessivo quantificato in 40 milioni di euro.
Alla data del 30 giugno 2026 la Banca detiene in portafoglio n. 225.829 azioni proprie.30.06.2026 31.12.2025 A. Capitale 70.693 70.693 A.1 Azioni ordinarie 70.693 70.693 A.2 Azioni di risparmio - -
A.3 Azioni privilegiate - -
B. Azioni proprie (2.457) -
B.1 Azioni ordinarie (2.457) -
B.2 Azioni di risparmio - -
B.3 Azioni privilegiate - -
Totale 68.236 70.693
BILANCIO SEMESTRALE 2026
164 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 14 - Patrimonio di pertinenza di terzi - voce 190 14.1 Dettaglio della voce 190 "patrimonio di pertinenza di terzi"
Nel corso del semestre si è perfezionata l’acquisizione del controllo di SCM SIM di cui Banco Desio detiene una quota del 88,403%, pertanto, alla data di riferimento, la frazione del patrimonio netto consolidato attribuibile ad azioni o quote di pertinenza dei terzi è riferito sia alla partecipazione in Desio OBG che in SCM SIM.Denominazione imprese 30.06.2026 31.12.2025 Partecipazioni in società consolidate con interessenze di terzi significative4 4 Desio OBG S.r.l. 4 4 Altre partecipazioni 337 -
Solutions Capital Management SIM S.p.A. 337 -
Totale 341 4
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165 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Parte C . Informazioni sul conto
economico consolidato
Sezione 1 - Interessi - voci 10 e 20 1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione Voci / Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni 30.06.2026 30.06.2025 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 643 - - 643 103 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 194 - - 194 65 1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 449 - - 449 38 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 14.546 - X 14.546 12.709 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 43.187 226.729 - 269.916 262.511 3.1 Crediti verso banche 10.705 8.638 X 19.343 24.048 3.2 Crediti verso clientela 32.482 218.091 X 250.573 238.463 4. Derivati di copertura X X (2.894) (2.894) 1.036 5. Altre attività X X 6.216 6.216 8.760 6. Passività finanziarie X X X - -
Totale 58.376 226.729 3.322 288.427 285.119 di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 2.146 - 2.146 2.466 di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 3.105 X 3.105 3.390
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166 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Gli interessi su “Attività finanziarie al costo ammortizzato” sono esposti al netto degli interessi di mora su attività deteriorate maturati e non incassati nel periodo di riferimento, perché gli stessi trovano evidenza in bilancio solo a incasso avvenuto. Complessivamente gli interessi della specie maturati a fine giugno ammontano a 1.057 migliaia di euro (1.300 migliaia di euro a giugno dello scorso anno).
Per contro alla voce sono stati contabilizzati interessi di mora riferiti ad esercizi precedenti e riscossi nell’esercizio per complessive 96 migliaia di euro (ex 182 migliaia di euro).
Il saldo della voce “3.2 Crediti verso clientela” include il rilascio della componente Time value delle attività finanziarie deteriorate pari a 2.113 migliaia di euro (ex 2.407 migliaia di euro) e le rettifiche di valore su interessi relativi a crediti deteriorati negative per circa 1.062 migliaia di euro (ex 895 migliaia di euro).
La voce “5. Altre attività” include gli interessi relativi ai crediti d’imposta Eco e Sismabonus iscritti dal Banco a seguito della cessione da parte della clientela la cui remunerazione è rilevata negli interessi attivi lungo l’arco temporale di recupero dei crediti stessi.
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167 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Alla voce “1.3 – Debiti verso clientela” sono iscritti:
→interessi passivi su conti correnti per 17.197 migliaia di euro (18.995 migliaia di euro lo
scorso esercizio);
→interessi su mutui passivi con controparte Cassa Depositi e Prestiti per 12.545 migliaia di euro (ex 12.661 migliaia di euro);
→interessi passivi sui PCT con controparte Cassa Compensazione e Garanzia per 6.230 miglia di euro (ex 9.564 migliaia di euro);
→interessi passivi su time deposit per 3.975 migliaia di euro (ex 9.714 migliaia di euro);1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione Alla voce “1.2 – Debiti verso banche” sono iscritti:
→la rilevazione di interessi relativi alle Notes correlate all’operazione di cartolarizzazione Coppedè e Fauno aventi come originator la controllata Fides per 6.465 migliaia di euro (ex 5.105 migliaia di euro);
→gli Interessi passivi su PCT per 2.070 migliaia di euro (ex 4.474 migliaia di euro) ridotti nel semestre di riferimento a seguito di naturale scadenza dei Long Term Repo;
→gli interessi passivi relativi al mutuo concesso da JP Morgan Milan Branch nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione Desio SME realizzata nel 2024 per 1.117 migliaia di euro (ex 2.394 migliaia di euro;Voci / Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni 30.06.2026 30.06.2025 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (59.306) (47.008) X (106.314) (107.704) 1.1 Debiti verso banche centrali - X X - -
1.2 Debiti verso banche (10.034) X X (10.034) (11.114) 1.3 Debiti verso clientela (49.272) X X (49.272) (58.836) 1.4 Titoli in circolazione X (47.008) X (47.008) (37.754) 2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X (304) (304) (40) 5. Derivati di copertura X X - - -
6. Attività finanziarie X X X (28) (117) Totale (59.306) (47.008) (304) (106.646) (107.861) di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (673) X X (673) (722)
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168 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Nella voce “6. Attività finanziarie” nel periodo di confronto trovavano accoglimento gli interessi passivi su titoli iscritti nel portafoglio FVOCI.
1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura La voce accoglie principalmente il differenziale interessi relativo ai derivati posti a copertura del rischio tasso di attività finanziarie classificate nel portafoglio held to collect (copertura di tipo fair value hedge).Voci 30.06.2026 30.06.2025 A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura - 1.036 B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura (2.894) -
C. Saldo (A-B) (2.894) 1.036
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169 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 2 - Commissioni - voci 40 e 50 2.1 Commissioni attive: composizione Tipologia servizi / Valori 30.06.2026 30.06.2025 a) Strumenti finanziari 15.115 11.845 1. Collocamento titoli 3.486 2.042 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 3.486 2.042 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 4.558 3.839 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 4.558 3.839 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti - -
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 7.071 5.964 di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 7.071 5.964 b) Corporate Finance - -
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni - -
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 347 -
d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive - -
f) Custodia e amministrazione 1.239 1.189 1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all’attività di custodia e amministrazione 1.239 1.189 g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria - -
segue →
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170 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
← segue
Tipologia servizi / Valori 30.06.2026 30.06.2025 i) Servizi di pagamento 56.323 56.177 1. Conti correnti 42.516 42.942 2. Carte di credito 3.198 1.991 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 2.628 2.785 4. Bonifici e altri ordini di pagamento 5.825 6.221 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 2.156 2.238 j) Distribuzione di servizi di terzi 51.852 35.909 1. Gestioni di portafogli collettive 25.596 21.308 2. Prodotti assicurativi 25.967 14.237 3. Altri prodotti 289 364 di cui: gestioni di portafogli individuali 174 171 k) Finanza strutturata 157 -
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione 1 1 m) Impegni a erogare fondi - -
n) Garanzie finanziarie rilasciate 1.186 1.291 di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 2.183 2.092 di cui: per operazioni di factoring 1.090 780 p) Negoziazione di valute 1.001 946 q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 6.792 5.774 di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 136.196 115.224
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171 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La voce “i) Distribuzione dei servizi di terzi” si incrementa rispetto al periodo di confronto relativamente al comparto dei prodotti assicurativi, che risentono positivamente degli accordi commerciali siglati nel corso del 2025.
La voce per “altre commissioni attive” include principalmente:
→canoni per il servizio di internet banking per 1.199 migliaia di euro (ex 1.182 migliaia di
euro),
→commissioni per contratti di promozione d’affari per 1.657 migliaia di euro (ex 1.272 migliaia di euro), →recupero spese sugli incassi delle rate di mutui per 913 migliaia di euro (ex 920 migliaia
di euro),
→commissioni per altre operazioni di credito rese ai clienti per 962 migliaia di euro (ex 857 migliaia di euro), →commissioni per la locazione delle cassette di sicurezza per 450 migliaia di euro (ex 413 migliaia di euro), →commissioni su conti correnti/conti deposito per la certificazione di per 378 migliaia di euro (ex 356 migliaia di euro), →recupero su operazioni in titoli per 405 migliaia di euro (ex 316 migliaia di euro).
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172 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 2.2 Commissioni passive: composizione Servizi / Valori 30.06.2026 30.06.2025 a) Strumenti finanziari (593) (37) di cui: negoziazione di strumenti finanziari (290) (37) di cui: collocamento di strumenti finanziari - -
di cui: gestione di portafogli individuali (303) -
- Proprie (303) -
- Delegate a terzi - -
b) Compensazione e regolamento - -
c) Gestione di portafogli collettive - -
1. Proprie - -
2. Delegate a terzi - -
d) Custodia e amministrazione (828) (732) e) Servizi di incasso e pagamento (1.269) (1.277) di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (354) (369) f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute (518) (679) di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (4.858) (3.515) j) Negoziazione di valute (4) -
m) Altre commissioni passive (1.363) (1.425) Totale (9.433) (7.665)
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173 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - voce 70 3.1 Dividendi e proventi simili: composizione La tabella evidenzia l’ammontare di dividendi su partecipazioni minoritarie classificate tra le “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e i dividendi relativi a titoli di capitale classificati fra le “Attività finanziarie detenute per la negoziazione”.La voce “i) Distribuzione dei servizi di terzi” si incrementa rispetto al periodo di confronto relativamente al comparto dei prodotti assicurativi, che risentono positivamente degli accordi commerciali siglati nel corso del 2025.
La voce “Altre commissioni passive” include principalmente:
→commissioni riconosciute per servizi “cash letter” per 449 migliaia di euro (ex 360 migliaia
di euro),
→commissioni riconosciute legate al servizio offerto alla clientela di “Anticipo Transato POS” per 267 migliaia di euro (ex 138 migliaia di euro), →commissioni riconosciute per servizi di mediazione erogati tramite canali digitali finalizzati all’erogazione di mutui alla clientela per 178 migliaia di euro (ex 186 migliaia di euro), →commissioni riconosciute a banche estere per la gestione di conti in divisa per 98 migliaia di euro (ex 118 migliaia di euro).Voci/Proventi 30.06.2026 30.06.2025 Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili A. Attività finanziarie di negoziazione 84 - 114 -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value- - - -
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva504 - 453 -
D. Partecipazioni - - - -
Totale 588 - 567 -
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174 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 4 - Risultato netto dell’attività di negoziazione -
voce 80
4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione Operazioni / Componenti reddituali Plusvalenze (A)Utili da negoziazione
(B)Minusvalenze
(C)Perdite da negoziazione
(D)Risultato netto
[(A+B)-(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 243 1.011 (590) (2) 662 1.1 Titoli di debito 26 280 - (1) 305 1.2 Titoli di capitale 217 617 (545) (1) 288 1.3 Quote di O.I.C.R. - 84 (45) - 39 1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - 30 - - 30 2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 2.004 4. Strumenti derivati 485 5.597 (485) (5.764) (140) 4.1 Derivati finanziari: 485 5.597 (485) (5.764) (140)
- Su titoli di debito e tassi di interesse 485 2.390 (485) (1.847) 543
- Su titoli di capitale e indici azionari - 3.207 - (3.917) (710)
- Su valute e oro X X X X 27
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X -
Totale 728 6.608 (1.075) (5.766) 2.526
BILANCIO SEMESTRALE 2026
175 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Alla voce “1. Attività finanziarie di negoziazione” è riportato il risultato economico riconducibile alle attività finanziarie detenute per la negoziazione.
Alla voce “3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio” è esposto il saldo positivo (o negativo) delle variazioni di valore delle attività e passività finanziarie denominate in valuta, diverse da quelle di negoziazione.
Alla voce “4. Strumenti derivati” è esposto il risultato economico di periodo riconducibile sostanzialmente ai derivati oggetto di discontinuing nei precedenti esercizi, per cui si è interrotta la relazione di copertura, e ai contratti swap e outright che sono oggetto di natural hedge.
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176 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 5 - Risultato netto dell’attività di copertura -
voce 90
5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione Alla voce è riportato principalmente il risultato netto derivante dall’attività di copertura del rischio tasso di attività finanziarie classificate nel portafoglio held to collect (copertura di tipo fair value hedge). Alle diverse sottovoci sono indicate le componenti di reddito derivanti dal processo di valutazione sia delle attività e passività oggetto di copertura che dei relativi contratti derivati di copertura.Componenti reddituali / Valori 30.06.2026 30.06.2025 A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 6.235 14.085 A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 6.268 -
A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) - -
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 12.503 14.085 B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (12.988) (748) B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (262) (13.407) B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) - -
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (13.250) (14.155) C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) (747) (70) di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -
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177 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati è rappresentato l’effetto economico delle vendite dell’esercizio, comprensivo del rilascio delle relative riserve da valutazione al lordo dell’effetto fiscale.
Con riferimento alle passività finanziarie, alla voce “3. Titoli in circolazione” è riportato il risultato degli utili/perdite derivanti dal riacquisto di propri prestiti obbligazionari.Sezione 6 - Utili (perdite) da cessione/riacquisto - voce 100 6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione Alla presente voce di bilancio è riportato il risultato economico derivante dalla cessione di attività finanziarie non comprese tra quelle detenute per la negoziazione e tra quelle valutate al fair value con variazioni a conto economico, e, inoltre, il risultato derivante dal riacquisto di propri titoli.
Alla voce “1.2 Crediti verso clientela” sono altresì riportati gli effetti economici rivenienti dalle cessioni di crediti deteriorati effettuate nel semestre di riferimento.
Alla voce “2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” Voci / Componenti reddituali30.06.2026 30.06.2025 Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 8.993 (231) 8.762 6.659 (1.315) 5.344 1.1 Crediti verso banche 254 - 254 - - -
1.2 Crediti verso clientela 8.739 (231) 8.508 6.659 (1.315) 5.344 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva2.156 - 2.156 4.399 (608) 3.791 2.1 Titoli di debito 2.156 - 2.156 4.399 (608) 3.791 2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività 11.149 (231) 10.918 11.058 (1.923) 9.135 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - - - - - -
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione 70 (19) 51 51 (10) 41 Totale passività 70 (19) 51 51 (10) 41
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178 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 7 - Risultato delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - voce 110 7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value La voce è composta dal risultato degli strumenti finanziari che sono obbligatoriamente valutati al fair value con impatto a conto economico, ancorché non detenuti per la negoziazione, per effetto del mancato superamento del test SPPI (Solely payments of principal and interest) previsto dal principio. La voce è prevalentemente composta da OICR che per loro natura non hanno delle caratteristiche compatibili con il superamento del test.Operazioni / Componenti reddituali Plusvalenze (A) Utili da realizzo (B) Minusvalenze (C) Perdite da realizzo (D) Risultato netto
[(A+B)-(C+D)]
1. Attività finanziarie 4.531 71 (5.200) (155) (753) 1.1 Titoli di debito - - (4) (155) (159) 1.2 Titoli di capitale - - (211) - (211) 1.3 Quote di O.I.C.R. 4.531 71 (4.985) - (383) 1.4 Finanziamenti - - - - -
2. Attività finanziarie: differenze di cambio X X X X -
Totale 4.531 71 (5.200) (155) (753)
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179 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Le “Riprese di valore – Primo e Secondo stadio” sono determinate sull’ammontare del portafoglio crediti in bonis.
Le “Riprese di valore - Terzo Stadio” si riferiscono a:
→pratiche a sofferenza ammortizzate in esercizi precedenti e con recuperi effettivi superiori a quelli attesi per 20 migliaia di euro (277 migliaia di euro a giugno 2025);
→ad incassi di crediti precedentemente svalutati per 10.213 migliaia di euro (10.297 migliaia di euro a giugno 2025);
→a riprese da valutazioni per 4.648 migliaia di euro (6.179 migliaia di euro a giugno 2025).
Le rettifiche di valore su finanziamenti e su titoli di debito sono determinate applicando i modelli Sezione 8 - Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito - voce 130 8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione La voce accoglie le rettifiche e le riprese di valore contabilizzate a fronte del rischio di credito delle attività valutate al costo ammortizzato (portafoglio crediti verso banche e verso clientela inclusi i titoli di debito). Con riferimento alle “Rettifiche di valore” il dato della colonna “Write-
off” registra le perdite a fronte della cancellazione definitiva di crediti classificati a sofferenza.
Le “Rettifiche di valore – Terzo Stadio”, determinate dalla valutazione analitica di probabilità di recupero sui crediti deteriorati e dall’attualizzazione dei flussi di cassa, si riferiscono a:
→Sofferenze per 11.278 migliaia di euro (8.901 migliaia di euro a giugno 2025);
→Inadempienze probabili per 28.166 migliaia di euro (22.264 migliaia di euro a giugno 2025);
→Esposizioni scadute per 2.694 migliaia di euro (1.969 migliaia di euro a giugno 2025). Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
30.06.2026 30.06.2025Operazioni/Componenti
redditualiPrimo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired acquisite
o originatePrimo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite
o originateWrite-off Altre Write-off Altre A. Crediti verso banche (8) - - - - - 145 - - - 137 21
- Finanziamenti (8) - - - - - 51 - - - 43 (38)
- Titoli di debito - - - - - - 94 - - - 94 59 B. Crediti verso clientela (602) (95) (512) (42.138) - - 592 9.409 14.881 - (18.465) (11.649)
- Finanziamenti (552) (95) (512) (42.138) - - 592 9.309 14.881 - (18.515) (11.791)
- Titoli di debito (50) - - - - - - 100 - - 50 142 Totale (610) (95) (512) (42.138) - - 737 9.409 14.881 - (18.328) (11.628)
BILANCIO SEMESTRALE 2026
180 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati per la determinazione della perdita attesa su crediti adottati dal Gruppo in applicazione del principio contabile “IFRS9 Strumenti finanziari”.
8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione La voce accoglie le rettifiche di valore derivanti dall’applicazione dei modelli per la determinazione della perdita attesa sul portafoglio titoli di debito “held to collect & sell” in applicazione del principio contabile “IFRS9 - Strumenti finanziari”.
Sezione 9 - Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - Voce 140 9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione La voce accoglie l’adeguamento operato ai valori contabili dei finanziamenti a clientela che subiscono delle modifiche ai flussi di cassa contrattuali senza dar luogo a cancellazioni contabili ai sensi del par. 5.4.3 e dell’Appendice A del principio contabile IFRS9.Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
30.06.2026 30.06.2025Operazioni/Componenti
redditualiPrimo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired acquisite
o originatePrimo
stadioSecondo
stadioTerzo
stadioImpaired
acquisite
o originate
Write-off Altre Write-off Altre A. Titoli di debito (108) - - - - - 66 - - - (42) 53 B. Finanziamenti - - - - - - - - - - - -
verso clientela - - - - - - - - - - - -
verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale (108) - - - - - 66 - - - (42) 53
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181 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 12.4 Altri benefici a favore dei dipendenti La voce “Stanziamento oneri vari” accoglie principalmente l’accantonamento al sistema premiante del personale dipendente.
Tra le principali componenti della voce “Altre” si segnalano gli oneri relativi alla fornitura di servizi per la ristorazione del personale (ticket restaurant) per 1.669 migliaia di euro (ex 1.518 migliaia di euro) e quelli relativi a premi assicurativi per 272 migliaia di euro (ex 134 migliaia di euro).Sezione 12 - Spese amministrative - voce 190 12.1 Spese per il personale: composizione
La voce “1.g - versamenti ai fondi di previdenza complementari esterni: a contribuzione definita” comprende la quota di TFR versata al Fondo Tesoreria e a Fondi pensione complementari.
Il dettaglio della voce “1.i - altri benefici a favore dei dipendenti” è fornito nella successiva tabella 12.4.Tipologia di spese/Valori 30.06.2026 30.06.2025 1) Personale dipendente (116.040) (113.591) a) salari e stipendi (75.850) (76.198) b) oneri sociali (20.412) (19.937) c) indennità di fine rapporto - -
d) spese previdenziali (11) (11) e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (123) (351) f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - -
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti - -
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (7.659) (7.621)
- a contribuzione definita (7.659) (7.621)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti
patrimoniali- -
i) altri benefici a favore dei dipendenti (11.985) (9.473) 2) Altro personale in attività (1.418) (1.461) 3) Amministratori e sindaci (1.996) (1.776) 4) Personale collocato a riposo - -
Totale (119.454) (116.828)30.06.2026 30.06.2025 Stanziamento oneri vari (7.938) (5.741) Contribuzione cassa assistenza (1.634) (1.465) Spese formazione e addestramento (413) (440) Canoni fabbricati ad uso dipendenti (37) (36) Altre (1.963) (1.791) Totale (11.985) (9.473)
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182 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La voce “Spese viaggi” include gli oneri sostenuti e quelli rimborsati a dipendenti per spese di trasferta, rimborsi piè di lista e chilometrici.
La voce “Spese per consulenze professionali” accoglie altresì i costi correlati all’operazione di acquisizione della neo controllata “SCM SIM” avvenuta nel corso del primo semestre.
Al 30 giugno 2026 la voce “Spese diverse” accoglie prevalentemente:
→la rilevazione delle spese verso fornitori per servizi diversi per 1.563 migliaia di euro (ex 1.550 migliaia di euro);
→contributi associativi per 618 migliaia di euro (ex 581 migliaia di euro).12.5 Altre spese amministrative: composizione La voce “Locazione immobili/cespiti” accoglie gli oneri relativi ai contratti di locazione/noleggio non ricompresi nel campo d’applicazione del principio IFRS 16 ed in particolare relativi a
software.30.06.2026 30.06.2025
Imposte indirette e tasse:
-Imposte di bollo (20.992) (18.669) -Altre (2.680) (2.815)
Altre spese:
-Spese informatiche (14.303) (14.615) -Locazione immobili/cespiti (1.145) (1.318) -Manutenzione immobili,mobili e impianti (5.753) (5.694) -Postali e telegrafiche (674) (598) -Telefoniche e trasmissione dati (2.737) (2.718) -Energia elettrica,riscaldamento, acqua (2.557) (2.079) -Servizi di pulizia (988) (1.113) -Stampanti,cancelleria e materiale cons. (273) (285) -Spese trasporto (728) (771) -Spese viaggio (781) (867) -Vigilanza e sicurezza (800) (899) -Pubblicitarie (1.111) (1.071) -Informazioni e visure (1.368) (1.756) -Premi assicurativi (810) (706) -Spese legali (2.124) (1.832) -Spese per consulenze professionali (6.172) (5.027) -Contribuzioni varie e liberalità (83) (75) -Spese diverse (4.400) (4.428) Totale (70.479) (67.336)
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183 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 13 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - voce 200 13.1 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione La voce impegni per garanzie rilasciate rappresenta l’accantonamento netto a fondo rischi determinato utilizzando i modelli di calcolo della perdita attesa definiti in applicazione del principio contabile “IFRS9 Strumenti finanziari”.
La voce oneri per controversie legali comprende gli accantonamenti costituiti nell’esercizio per fronteggiare le previsioni di perdita a fronte di cause legali e revocatorie fallimentari.
La voce altri accantonamenti comprende, in particolare, gli stanziamenti utili a fronteggiare i rischi operativi derivanti dalla situazione di particolare incertezza giuridica riferita all’operatività con la clientela nel comparto dei crediti al consumo.Accantonamenti Utilizzi 30.06.2026 30.06.2025 Impegni per garanzie rilasciate (379) 134 (245) 225 Oneri per controversie legali (2.868) 3.002 134 (972) Altri (6.869) 3.478 (3.391) (458) Totale (10.116) 6.614 (3.502) (1.205)
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184 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 14 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali - voce 210 14.1. Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione Le rettifiche di valore su immobili di proprietà si riferiscono esclusivamente agli ammortamenti calcolati in base alla vita utile dei cespiti. Alla voce “Diritti d’uso acquisiti con il leasing” risultano iscritti gli ammortamenti delle attività consistenti nel diritto d’uso oggetto dei contratti di locazione (c.d. “Right of Use Asset” o “RoU Asset”) rilevato in applicazione del principio contabile IFRS16 “Leases” e calcolato come sommatoria del debito per leasing, dei costi diretti iniziali, dei pagamenti effettuati alla data o prima della data di decorrenza del contratto (al netto degli eventuali incentivi al leasing ricevuti) e dei costi di smantellamento e/o ripristino.
Il dettaglio, per categorie di cespiti, dell’impatto a conto economico delle rettifiche su attività materiali, è riportato alla voce “C.2 Ammortamenti” della tabella “9.6 Attività materiali ad uso funzionale: Variazioni annue” e della tabella “9.7 Attività materiali detenute a scopo d’investimento: Variazioni annue” della Sezione 9 della Parte B.Attività/Componente reddituali Ammortamento (a)Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)Riprese di valore
(c)Risultato netto
(a + b - c) A. Attività materiali A.1 Ad uso funzionale (9.482) - - (9.482)
- Di proprietà (3.815) - - (3.815)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing (5.667) - - (5.667) A.2 Detenute a scopo di investimento (48) - - (48)
- Di proprietà (48) - - (48)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
A.3 Rimanenze X - - -
Totale (9.530) - - (9.530)
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185 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 15 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - voce 220 15.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione Le rettifiche di valore si riferiscono esclusivamente agli ammortamenti calcolati in base alla vita utile delle attività immateriali.Attività/Componenti reddituali Ammortamento (a) Rettifiche di valore per deterioramento (b)Riprese di valore (c) Risultato netto (a + b - c) A. Attività immateriali di cui: software (2.499) - - (2.499) A.1 Di proprietà (3.257) - - (3.257)
- Generate internamente dall'azienda - - - -
- Altre (3.257) - - (3.257) A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
Totale (3.257) - - (3.257)
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186 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La voce “Altri recuperi di spesa” comprende in particolare recuperi di spese di istruttoria su pratiche di mutuo per 458 migliaia di euro (ex 477 migliaia di euro), recuperi spese perizie su pratiche di mutuo per 266 migliaia di euro (ex 320 migliaia di euro), recuperi relativi a spese legali su posizioni a sofferenza per 193 migliaia di euro (ex 313 migliaia di euro).
La voce “Altri” ricomprende principalmente sopravvenienze attive non appartenenti ai raggruppamenti sopra indicati.Sezione 16 - Gli altri oneri e proventi di gestione - voce 230 16.1 Altri oneri di gestione: composizione 16.2 Altri proventi di gestione: composizione La voce “Recupero di imposte da terzi” include principalmente i recuperi relativi a imposta di bollo su conti correnti, conti depositi e altri investimenti della clientela per complessivi 20.244 migliaia di euro (ex 17.955 migliaia di euro) e i recuperi dell’imposta sostitutiva per 1.525 migliaia di euro (ex 1.680 migliaia di euro).
Alla voce “Recupero spese su conti correnti e deposito” sono compresi i recuperi per commissioni d’istruttoria veloce per 278 migliaia di euro (ex 328 migliaia di euro) e altri recuperi per comunicazioni diverse alla clientela per 284 migliaia di euro (ex 330 migliaia di euro). 30.06.2026 30.06.2025 Ammortamento spese per migliorie su beni di terzi (413) (476) Perdite da realizzo di beni materiali (19) (12) Oneri su servizi non bancari (1.105) (781) Totale (1.537) (1.269)
30.06.2026 30.06.2025
Recupero di imposte da terzi 22.077 19.929 Recupero spese su conti correnti e depositi 726 858 Fitti e canoni attivi 34 41 Altri recuperi di spesa 1.261 1.503 Utili da realizzo beni materiali - -
Altri 937 785 Totale 25.035 23.116
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187 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati La voce “2) A.1 Rivalutazioni” e “2) B.1 Svalutazioni” espongono il risultato economico di periodo della Collegata Anthilia Capital Partners SGR S.p.A. a fronte della valutazione della partecipazione col metodo del Patrimonio netto.
Sezione 20 - Utili / Perdite di valore da cessione di investimenti
- voce 280 20.1 Utile (perdite) da cessione di investimenti: composizioneSezione 17 - Utili (perdite) delle partecipazioni - voce 250 17.1 Utile (perdite) delle partecipazioni: composizione Componenti reddituali/Settori 30.06.2026 30.06.2025 1) Imprese a controllo congiunto A. Proventi - -
1. Rivalutazioni - -
2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri - -
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato Netto - -
2) Imprese sottoposte a influenza notevole A. Proventi 375 146 1. Rivalutazioni 375 146 2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri - -
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato Netto 375 146 Totale 375 146Componenti reddituali/settori 30.06.2026 30.06.2025 A. Immobili 318 -
Utili da cessione 318 -
Perdite da cessione - -
B. Altre Attività - -
Utili da cessione - -
Perdite da cessione - -
Risultato netto 318 -
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188 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 23 - Utile (perdita) d’esercizio di pertinenza di terzi
- voce 340 23.1 Dettaglio della voce 340 “Utile d’esercizio di pertinenza di terzi” Sezione 25 - Utile per azione
Sezione 21 - Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente - voce 300 21.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione L’incremento della voce “1. Imposte correnti” rispetto al periodo di confronto è influenzato dalle disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 30/12/2025 n. 199) che hanno previsto limitazioni alla deducibilità degli interessi passivi ai fini IRES e IRAP , nonché l’incremento dell’aliquota IRAP applicabile agli intermediari finanziari dal 5,57% al 7,57%, con conseguente aumento della fiscalità corrente del semestre.
La variazione della voce “4. Variazione delle imposte anticipate” rispetto al periodo di confronto è principalmente riconducibile alle deduzioni relative alle rettifiche di valore su crediti verso la clientela pregresse, alle quote residue derivanti dalla FTA dell’IFRS 9 e agli ammortamenti fiscali degli avviamenti, la cui deducibilità era stata integralmente sospesa per il solo esercizio 2025 dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207). Detta circostanza ha determinato maggiori riversamenti di imposte anticipate rispetto al semestre di confronto.Componente reddituali/Settori 30.06.2026 30.06.2025 1. Imposte correnti (-) (39.988) (37.182) 2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) - -
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) - -
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla Legge n. 214/2011 (+)- -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) (4.959) (2.511) 5. Variazione delle imposte differite (+/-) 300 469 6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) (44.647) (39.224)Denominazione imprese 30.06.2026 30.06.2025
Altre Partecipazioni
Solutions Capital Management SIM S.p.A. 5 -
Utile/(Perdita) di pertinenza di Terzi 5 -
30.06.2026 30.06.2025
Azioni
ordinarieAzioni di
risparmioAzioni
ordinarieAzioni di
risparmio
Utile netto di pertinenza del Gruppo attribuibile alle diverse categorie di azioni (migliaia di euro) 76.052 - 70.386 -
Numero medio azioni in circolazione 131.458.272 -132.328.198 -
Numero medio azioni potenzialmente diluitive - - - -
Numero medio azioni diluite 131.458.272 -132.328.198 -
Utile per azione (euro) 0,58 - 0,53 -
Utile per azione diluito (euro) 0,58 - 0,53 -
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189 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
Premessa
Il Sistema dei Controlli Interni e di Gestione dei Rischi è costituito dall’insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire l’identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi. Tale sistema è integrato negli assetti organizzativi e di governo societario adottati dal Gruppo.
Le linee guida del sistema sono definite in apposita normativa interna. Le disposizioni operative e informative di dettaglio in merito ai controlli posti in essere, ai vari livelli, sui processi aziendali sono contenute nella specifica normativa di funzione e procedure interne.
Il modello organizzativo adottato dal Gruppo prevede che la funzione di Risk Management sia a diretto riporto del Consiglio di Amministrazione e partecipi al processo di gestione dei rischi volto a identificare, misurare, valutare, monitorare, prevenire e attenuare nonché comunicare i rischi assunti o assumibili nell’esercizio di impresa. Tale funzione svolge l’attività anche nei confronti delle controllate, secondo quanto previsto da appositi Accordi di Servizio in materia.
Il Consiglio di Amministrazione approva, almeno su base annuale, il “Risk Appetite Framework (RAF)” e la “Policy di gestione dei rischi aziendali” del Gruppo che definiscono la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti nonché le regole e le metodologie di monitoraggio dei rischi. Nell’ambito di tali documenti sono previsti, a livello di singola entità giuridica, specifici indicatori di rischio con le relative soglie di attenzione, individuando le funzioni competenti per gli specifici meccanismi di controllo e prevedendo flussi informativi dedicati. È altresì parte del sistema di gestione dei rischi del Gruppo anche il processo interno di adeguatezza patrimoniale (ICAAP) e del sistema di governo e gestione del rischio di liquidità (ILAAP).
Si segnala che in data 25 giugno 2025 Banco Desio ha reso noto al mercato che Banca d’Italia ha autorizzato il Gruppo all’utilizzo del sistema interno di misurazione del rischio di credito A-IRB (esposizioni “al dettaglio” e “verso imprese”) a partire dalle segnalazioni di vigilanza del 30 giugno 2025.
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190 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Sezione 1 - Rischi del consolidato contabile Informazioni di natura quantitativa A. Qualità del credito A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenza, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabiliEsposizioni scadute
deteriorateEsposizioni scadute non deteriorateAltre esposizioni non
deteriorateTotale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 29.431 134.311 21.850 74.983 16.890.045 17.150.620 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla reddi-
tività complessiva- - - - 1.252.187 1.252.187 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value- - - - 27 27 5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - 20.015 Totale 30.06.2026 29.431 154.326 21.850 74.983 18.142.259 18.422.849 Totale 31.12.2025 27.755 133.002 18.043 63.754 17.555.307 17.797.861
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191 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) Portafogli/qualità Deteriorate Non deteriorate Totale
(esposizione netta)
Esposizione
lordaRettifiche di valore
complessiveEsposizione
nettaWrite-off*
parziali
complessiviEsposizione lorda Rettifiche di valore
complessiveEsposizione netta
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 368.407 (182.815) 185.592 729 17.083.099 (118.071) 16.965.028 17.150.620 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impat-
to sulla redditività complessiva- - - - 1.252.432 (245) 1.252.187 1.252.187 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - X X - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value- - - - X X 27 27 5. Attività finanziarie in corso di dismissione 28.820 (8.805) 20.015 - - - - 20.015 Totale 30.06.2026 397.227 (191.620) 205.607 729 18.335.531 (118.316) 18.217.242 18.422.849 Totale 31.12.2025 355.167 (176.367) 178..800 728 17.742.208 (127.832) 17.619.061 17.797.861 Portafogli/qualità Attività di evidente scarsa qualità creditiziaAltre attività Minusvalenze cumulate Esposizione netta Esposizione netta 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - 6.396 2. Derivati di copertura - - 36.392 Totale 30.06.2026 - - 42.788 Totale 31.12.2025 (86) 1.435 44.241
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192 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati generi una corrispondente variazione inattesa del valore della posizione creditoria. Pertanto, deve considerarsi una manifestazione del rischio di credito non solo la possibilità dell’insolvenza di una controparte, ma anche il semplice deterioramento del merito creditizio.
L’assetto organizzativo del Gruppo assicura un adeguato processo per il presidio e la gestione del rischio di credito, in una logica di separatezza fra funzioni di business e di controllo. Al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo è riservata in via esclusiva la determinazione di indirizzi che incidono sulla gestione generale degli affari dell’istituto, nonché, in tale ambito, le decisioni concernenti le linee e le operazioni strategiche ed i piani industriali e finanziari, e quelle concernenti, sempre a livello di supervisione strategica, il Sistema dei Controlli Interni e di Gestione dei Rischi in conformità alle Disposizioni di Vigilanza Prudenziale tempo per tempo vigenti. In linea con le previsioni della circolare 285/2013 di Banca d’Italia la Capogruppo ha attribuito alla Direzione Risk Management la verifica e la supervisione delle attività di monitoraggio e di recupero crediti svolta dalle competenti funzioni aziendali prevedendo la facoltà di intervento, ove necessario, in tema di classificazione del credito anomalo e di accantonamento-appostamento provvisionale.
2.2. Sistemi di gestione, misurazione e controllo I sistemi di gestione, misurazione e controllo del rischio di credito si sviluppano in un contesto organizzativo che vede coinvolto tutto il ciclo del processo del credito, dalla fase iniziale di istruttoria al riesame periodico e a quella finale di revoca e recupero.
Nelle fasi di istruttoria del credito la banca effettua indagini sia interne sia esterne sul cliente da affidare, e perviene alla decisione finale di concessione del credito considerando anche tutto l’insieme di informazioni relative al soggetto economico, frutto di una diretta conoscenza della clientela e del contesto economico ove opera.
Nel processo di erogazione del credito, il Gruppo opera avendo come linea guida sia il frazionamento del rischio fra una molteplicità di clienti operanti in settori di attività economica e segmenti di mercato diversi, sia la congruità del fido in funzione dell’autonoma capacità di credito del prenditore, della forma tecnica di utilizzo e delle garanzie collaterali acquisibili.
L’attività di analisi e monitoraggio del rischio connesso all’attività creditizia è svolta operando con il supporto di specifiche procedure operative. La finalità di un tempestivo sistema di monitoraggio è di individuare, quanto prima, segnali di deterioramento delle esposizioni per intervenire con azioni correttive efficaci. A tal fine le esposizioni creditizie sono monitorate mediante l’analisi andamentale dei rapporti e della centrale dei rischi tramite procedure dedicate. Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale 1.1 Rischio di credito Informazioni di natura qualitativa 1. Aspetti generali L’attività creditizia della banca è sviluppata in linea con gli indirizzi gestionali del Piano Industriale e indirizzata alle economie locali articolate principalmente nei mercati retail, small business e piccole medie imprese. In misura meno marcata l’attività creditizia è rivolta al mercato corporate.
Nelle attività rivolte alla clientela privata, small business (artigiani, famiglie produttrici, professionisti), PMI e Corporate e alla clientela con caratteristiche di società finanziaria, confluiscono i prodotti sostanzialmente relativi a: prestiti e depositi, servizi finanziari, bancari e di pagamento, credito documentario, leasing, factoring, prodotti finanziari, assicurativi e di risparmio gestito, carte di debito e di credito.
La politica commerciale è perseguita principalmente per mezzo della rete delle filiali sulla base di politiche creditizie orientate al sostegno delle economie locali. Particolare attenzione è posta al mantenimento delle relazioni instaurate con la clientela e al loro sviluppo sia nelle aree geografiche dove la banca è tradizionalmente presente, sia nei nuovi mercati d’insediamento con l’obiettivo di acquisire nuove quote di mercato ed agevolare la crescita del volume d’affari.
Le società controllate, attive nell’erogazione di finanziamenti a clientela privata nelle forme tecniche della cessione del quinto, dell’anticipo del trattamento di fine mandato e di prestiti personali, si avvalgono, nel collocamento dei propri prodotti, anche di agenti esterni alla rete commerciale della capogruppo. La banca opera inoltre aderendo agli accordi stipulati fra l’Associazione Bancaria Italiana, le Associazioni di categoria e le Associazioni imprenditoriali con la stipula di Convenzioni finalizzate al sostegno creditizio delle imprese in un’ottica di presidio della qualità degli attivi.
2. Politiche di gestione del rischio di credito 2.1. Aspetti organizzativi I fattori che generano rischio di credito sono riconducibili alla possibilità che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, nei confronti della quale esiste un’esposizione,
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193 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati interno di misurazione del rischio di credito A-IRB per le classi di esposizioni “Al dettaglio” e “Imprese” di Banco Desio, applicando altresì i fattori correttivi, in termini di floor e add-on, previsti nel Provvedimento del 24 maggio 2023.
A seguito di tale autorizzazione a far data dal 30 giugno 2025, a livello consolidato e individuale, per le esposizioni rientranti nel perimetro di prima validazione, le Segnalazioni di Vigilanza sono effettuate secondo la metodologia A-IRB.
Ai fini del calcolo del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di credito per le esposizioni non rientranti nel perimetro di prima validazione A-IRB, la banca segue le regole previste dalla normativa per il metodo standardizzato, ricorrendo, per determinate controparti, all’utilizzo dei rating forniti da ECAI esterne autorizzate.
2.3. Metodi di misurazione delle perdite attese L’approccio generale definito dal principio IFRS 9 Strumenti finanziari per stimare l’impairment si basa su un processo finalizzato a dare evidenza del deterioramento della qualità del credito di uno strumento finanziario alla data di reporting rispetto alla data di iscrizione iniziale. Le indicazioni normative in tema di assegnazione dei crediti ai diversi “stage” previsti dal Principio (“staging” o “stage allocation”) prevedono, infatti, di identificare le variazioni significative del rischio di credito facendo riferimento alla variazione del merito creditizio rispetto alla rilevazione iniziale della controparte, alla vita attesa dell’attività finanziaria e ad altre informazioni forward-
looking che possono influenzare il rischio di credito.
Coerentemente con quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti in bonis sono quindi suddivisi in due diverse categorie:
→Stage 1: in tale bucket sono classificate le attività che non presentano un significativo deterioramento del rischio di credito. Per questo Stage è previsto il calcolo della perdita attesa ad un anno su base collettiva;
→Stage 2: in tale bucket sono classificate le attività che presentano un significativo deterioramento della qualità del credito tra la data di reporting e la rilevazione iniziale.
Per tale bucket la perdita attesa deve essere calcolata in ottica lifetime, ovvero nell’arco di tutta la durata dello strumento, su base collettiva.
Nell’ambito del processo di monitoraggio on going del framework applicativo del principio contabile IFRS 9, in considerazione del contesto di riferimento ancora condizionato da forti Tale esame consente di individuare la clientela che presenta anomalie nella conduzione del rapporto rispetto a quella con andamento regolare.
Sulla clientela affidata prosegue l’attività di monitoraggio da parte della Direzione Crediti: dalle analisi delle posizioni, è emerso un incremento rispetto ai trimestri precedenti del deterioramento degli affidamenti in essere - seppure su livelli in linea con il periodo pre pandemico - su cui sono state attivate azioni di contenimento e gestione del rischio. Il monitoraggio delle posizioni indirettamente più esposte costituisce uno dei primi driver di attenzione al fine di garantire la migliore qualità del portafoglio crediti nel tempo e, al medesimo tempo, per individuare le migliori soluzioni per consentire alle imprese di proseguire il loro business.
Nell’ambito delle politiche di gestione dei rischi aziendali la banca ha previsto un sistema di limiti operativi e specifici Key Risk Indicators (KRI). Nel contesto di monitoraggio e controllo, a fronte del superamento delle soglie previste, la funzione Risk Management attiva procedure interne per l’intervento al fine di mantenere un livello di propensione al rischio coerente con quanto definito nel RAF e nelle politiche di gestione dei rischi.
Autorizzazione all’utilizzo del sistema interno di misurazione del rischio di credito A-IRB In data 25 giugno 2025 Banco di Desio e della Brianza ha reso noto al mercato che Banca d’Italia ha autorizzato il Gruppo Banco Desio (Gruppo CRR Brianza Unione) all’utilizzo del metodo Advanced Internal Rating Based (A-IRB) per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito, a livello consolidato e individuale, con riferimento alle classi regolamentari di attività “esposizioni verso imprese” ed “esposizioni al dettaglio”.
Banca d’Italia ha altresì autorizzato l’estensione progressiva del metodo A-IRB (c.d. “roll-
out”) concedendo l’esclusione in via provvisoria dal calcolo del metodo A-IRB delle classi di esposizioni con riguardo ai rami d’azienda di recente acquisizione per cui si prevede un piano di estensione progressiva (cd. “roll-out”) secondo tempistiche prestabilite, nonché l’utilizzo parziale permanente (cd. “PPU”) del metodo standardizzato per alcune categorie di esposizioni e del gruppo e per tutte le esposizioni riferite alla controllata Fides S.p.A., ai sensi dell’art.
150 del CRR. L’autorizzazione condizionava qualsiasi beneficio patrimoniale ad una serie di interventi di rimedio preliminari che sono stati completati nei 18 mesi successivi.
Con provvedimento del 24 giugno 2025 Banca d’Italia, sulla base delle risultanze degli accertamenti ispettivi condotti in relazione agli interventi di rimedio preliminari e dell’attività istruttoria, ha autorizzato il Gruppo Banco Desio (gruppo CRR Brianza Unione) all’effettivo utilizzo ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali, su base individuale e consolidata, del sistema
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194 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati r rappresenta il tasso di sconto;
t rappresenta il numero di cash flow;
T rappresenta il numero complessivo di cash flow, limitato ai 12 mesi successivi per i rapporti in stage 1, e riferito a tutta la vita residua per gli stage 2.
Come rappresentato al paragrafo “Inclusione dei fattori forward looking”, le curve di PD stimate sono distinte per ciascuno scenario macroeconomico selezionato e vengono applicate per Il calcolo dell’ECL per ciascuno di tali scenari.
La misura di perdita attesa finale è ottenuta ponderando le misure di Expected Credit Loss condizionate agli scenari macroeconomici per le rispettive probabilità di accadimento.
I modelli utilizzati per la stima dei suddetti parametri derivano dagli omologhi parametri sviluppati in base alle più recenti linee guida in ambito regolamentare, apportando specifici adattamenti per tenere conto dei differenti requisiti e finalità del modello di impairment IFRS 9 rispetto a quello regolamentare.
La definizione dei suddetti parametri ha quindi tenuto conto dei seguenti obiettivi:
→rimozione degli elementi previsti ai soli fini regolamentari, quali la componente down turn considerata nel calcolo LGD regolamentare per tenere conto del ciclo economico avverso, i margin of conservativism previsti per la PD, LGD ed EAD e l’add-on dei costi indiretti con l’obiettivo di evitare un effetto double-counting sul conto economico;
→inclusione delle condizioni del ciclo economico corrente (Point-in-Time risk measures) in sostituzione di una misurazione dei parametri lungo il ciclo economico (TTC – Through The Cycle) prevista ai fini regolamentari;
→introduzione di informazioni previsionali riguardanti la futura dinamica dei fattori macroeconomici (Forward looking risk) ritenuti potenzialmente in grado di influenzare la situazione del debitore;
→estensione dei parametri di rischio ad una prospettiva pluriennale, tenendo conto della durata dell’esposizione creditizia da valutare (lifetime).
Di seguito si forniscono informazioni di maggior dettaglio sulla modalità con le quali il Gruppo elementi di incertezza, tra cui il conflitto bellico tra Russia e Ucraina, il conflitto bellico USA-
Iran-Israele con il susseguirsi dei blocchi alla libera circolazione nello stretto di Hormuz e gli impatti incerti delle politiche commerciali adottate dagli Stati Uniti, si evidenzia che nella predisposizione della presente reportistica finanziaria il Banco ha tenuto conto delle indicazioni contenute nei documenti pubblicati da diverse istituzioni internazionali (ESMA, EBA, BCE-SSM, IFRS Foundation), mirando al raggiungimento di un equilibrio tra l’esigenza di evitare ipotesi eccessivamente procicliche nei modelli utilizzati per la stima delle perdite attese su crediti e la necessità di assicurare che i rischi cui la Banca è (o sarà) esposto si riflettano adeguatamente nelle valutazioni contabili e prudenziali.
In tale contesto, il Banco Desio ha ritenuto opportuno non aggiornare le previsioni macroeconomiche utilizzate per la stima delle perdite attese al fine di includere gli elementi di cambiamento macroeconomico attuali e prospettici forniti dai provider specializzati.
Stima della perdita attesa (Expected Credit Loss) – Stage 1 e Stage 2 Il modello di calcolo dell’Expected Credit Loss (ECL) per la misurazione dell’impairment degli strumenti non deteriorati, differenziato in funzione della classificazione dell’esposizione nello Stage 1 o nello Stage 2, si basa sulla seguente formula:
dove:
PDt rappresenta la probabilità di default ad ogni data di cash flow. Trattasi della probabilità di passare dallo stato performing a quello del deteriorato nell’orizzonte temporale di un anno (PD a 1 anno) o lungo l’intera durata dell’esposizione (PD lifetime);
EADt rappresenta l’esposizione di controparte ad ogni data di cash flow;
LGDt rappresenta la perdita associata per controparte a ogni data di cash flow. Trattasi della percentuale di perdita in caso di default, sulla base dell’esperienza storica osservata in un determinato periodo di osservazione, nonché dell’evoluzione prospettica lungo l’intera durata dell’esposizione (lifetime);
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195 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati →generazione della curva PD cumulata lifetime come media delle curve di PD cumulate di ogni scenario macroeconomico selezionato ponderato per le rispettive probabilità di accadimento.
Si fa rinvio al successivo paragrafo “Inclusione dei fattori forward looking” per ulteriori dettagli sulla modalità di costruzione del parametro PD.
Stima del parametro LGD I parametri LGD sono stati opportunamente calibrati, per riflettere i tassi di perdita in base alle condizioni correnti (PiT) e a quelle prospettiche (forward looking). Detti parametri sono stimati non solo con riferimento all’orizzonte dei dodici mesi successivi alla data di reporting, ma anche negli anni futuri, in modo da consentire il calcolo degli accantonamenti lifetime.
Per il Gruppo, le curve di LGD lifetime sono distinte per segmenti e condizionate agli scenari prospettici macroeconomici.
Ad ogni esposizione tramite modelli interni viene associata la relativa curva di LGD lifetime. Di seguito i principali step metodologici utilizzati per la stima del parametro:
→stima Point in Time (PiT) della probabilità di migrazione allo stato di Sofferenza (in seguito P-Soff) e del tasso di perdita in stato di Sofferenza (in seguito LGS), sulla base dei dati storici degli ultimi 3 anni per ogni segmento di rischio;
→determinazione dei parametri P-Soff ed LGS futuri per i primi tre anni successivi rispetto alla data di reporting, ottenuto condizionandolo in base ad alcuni selezionati scenari macroeconomici, tramite modelli satellite in grado di esprimere la sensitività delle misure di rischio rispetto alle variazioni delle principali grandezze economiche. Tali modelli satellite sono differenziati per segmento Imprese e Privati ed utilizzano variabili specifiche per ogni
segmento;
→ottenimento delle LGD lifetime tramite l’applicazione dei parametri PiT e forward looking per i primi tre anni, come in precedenza calcolati, nel modello di calcolo a componenti della LGD. Dal quarto anno in poi viene utilizzata la LGD TTC ipotizzata costante in ogni periodo t, basata sui parametri stimati sulle medie di lungo periodo.ha determinato i citati parametri di rischio IFRS 9 compliant, con particolare riferimento alla modalità con la quale sono stati inclusi i fattori forward looking.
Al riguardo si deve precisare che l’aggiornamento delle serie storiche dei parametri e conseguentemente l’attività di ricalibrazione degli stessi è effettuata su base annua.
Stima del parametro PD I parametri PD sono stati opportunamente calibrati, mediante modelli satellite, per riflettere i tassi di inadempienza in base alle condizioni correnti (PiT) e a quelle prospettiche (forward looking). Detti parametri devono essere stimati non solo con riferimento all’orizzonte dei dodici mesi successivi alla data di reporting, ma anche negli anni futuri, in modo da consentire il calcolo degli accantonamenti lifetime.
Per il Gruppo, le curve di PD lifetime sono state costruite moltiplicando tra loro, con approccio markoviano, le matrici di migrazione del rating a 12 mesi distinte per segmenti e condizionate agli scenari prospettici macroeconomici. Ad ogni classe di rating assegnata alle controparti tramite modelli interni viene associata la relativa curva di PD lifetime. Di seguito i principali step metodologici utilizzati per la stima del parametro PD lifetime:
→costruzione delle matrici di migrazione Point in Time (PiT) storiche per ogni segmento di rischio definito dai modelli di rating e, sulla base della media di tali matrici, ottenimento delle matrici di migrazione a 3 anni per ogni segmento di rischio.
→determinazione delle matrici di migrazione PiT future per i primi tre anni successivi rispetto alla data di reporting, ottenute sulla base delle matrici di migrazione PiT condizionate in base ad alcuni selezionati scenari macroeconomici, tramite modelli satellite (metodo Merton) in grado di esprimere la sensitività delle misure di PD rispetto alle variazioni delle principali grandezze economiche. Tali modelli satellite sono differenziati per segmento Imprese e Privati ed utilizzano variabili specifiche per ogni segmento;
→ottenimento delle PD cumulate per classe di rating e scenario, mediante prodotto matriciale (markov chain techniques) delle matrici di migrazione Pit future per i primi tre anni, come in precedenza calcolate, mentre dal quarto anno in poi viene utilizzata la matrice 1-yr TTC ipotizzata costante in ogni periodo t, ottenuta mediante il decondizionamento delle singole matrici di migrazione annuali osservate negli ultimi cinque anni attraverso il metodo
di Merton–Vasicek;
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196 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Inclusione del rischio climatico ambientale (fisico e transizione) Nel semestre di riferimento, il Gruppo ha aggiornato gli interventi sui modelli interni utilizzati per la valutazione del rischio di credito per incorporare le componenti di rischio climatico ambientale in coerenza con le evidenze derivanti dall'analisi dei canali di trasmissione e dall'analisi di accertamento focalizzata sulla valutazione (delle opportunità e) dei rischi derivanti dai fattori climatico-ambientali (fisico e transizione), funzionale alla quantificazione del relativo impatto sugli attivi aziendali.
Alla data di riferimento della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata, per tener conto dei rischi derivanti dai fattori climatico-ambientali ( model) nel calcolo delle perdite attese (impairment) in applicazione del principio contabile internazionale IFRS9 è stato aggiornato l’ aggiustamento alle componenti modellistiche dei parametri di rischio adottati (si veda il successivo punto “In-Model Adjustment”) accompagnato, per una prudente copertura delle perdite attese nell’attuale contesto di incertezza sugli scenari futuri, da rettifiche post modello (si veda il successivo punto “Management Overlay”) che determinano un impatto complessivo sugli attivi aziendali di euro 11,2 milioni correlati alla componente climatico-ambientale (12,9 milioni di euro alla fine del precedente esercizio).
Al riguardo si fa ulteriormente rimando a quanto illustrato (i) nella nota ““La misurazione e la gestione dei rischi” della relazione sulla gestione, (ii) nell’informativa “Aspetti climatici e ambientali e relativi impatti contabili” della “Parte A – Politiche Contabili, A.1 Parte generale, Sezione 5 – Altri aspetti, Aspetti di maggiori rilievo per le valutazioni di bilancio” della nota integrativa e (iii) nel paragrafo “11.1.4 Valutazione della rilevanza” della Rendicontazione di sostenibilità contenuta nella relazione sulla gestione consolidata al 31 dicembre 2025.
In-Model Adjustment
Nel corso del semestre il Gruppo ha ritenuto opportuno aggiornare i correttivi "in model " per riflettere il rischio climatico-ambientale (fisico e di transizione) nelle svalutazioni collettive.
In particolare, il correttivo climatico ambientale è risultato ad esito del processo di valutazione degli score elaborati da qualificato provider esterno, ovvero di rischio fisico e di rischio di transizione in relazione alle esposizioni del segmento gestionale sia Imprese che Privati.
Il framework prevede pertanto di applicare aggiustamenti manageriali nei casi in cui lo score sia “Alto” e “Molto Alto”, mediante la penalizzazione delle probabilità di default (PD) e dei tassi di perdita (LGD) utilizzati per il calcolo della ECL.Stima EAD Per le esposizioni per cassa, il parametro EAD è rappresentato, ad ogni data di pagamento futura, dal debito residuo sulla base del piano di ammortamento, maggiorato delle eventuali rate non pagate e/o scadute.
Per le esposizioni fuori bilancio, rappresentate dalle garanzie e dagli impegni ad erogare fondi irrevocabili o revocabili, l’EAD è pari al valore nominale ponderato per un apposito fattore di conversione creditizia (CCF – Credit Conversion Factor), determinato in conformità ai modelli interni ed utilizzando l’approccio standard per le rimanenti esposizioni.
Inclusione dei fattori forward looking Ai fini della determinazione delle perdite attese, l’inclusione delle informazioni forward looking è ottenuta considerando gli effetti sui parametri di rischio, derivanti da differenti scenari macroeconomici. Nel dettaglio, i molteplici possibili scenari macroeconomici alternativi sono stati ricondotti ad un numero limitato di tre scenari (positivo, base e negativo) che costituiscono l’input dei cosiddetti “modelli satellite”. Il ricorso a questi ultimi modelli permette di definire, tramite tecniche di regressione statistica, la relazione tra un numero limitato di variabili macroeconomiche significative, assunte a riferimento, ed i tassi di decadimento dei diversi segmenti. Il risultato di queste stime è utilizzato per creare dei fattori di stress, distinti per scenario e segmenti di rischio.
Ai fini di includere valutazioni di rischio prospettiche distinte per settori commerciali ed aree geografiche, i “modelli satellite” della PD sono distinti per macro-settore commerciale per il segmento Imprese e per macro-area geografica per il segmento Privati. Dunque, la stima della relazione econometrica sopra citata tra il tasso di default e le variabili macroeconomiche esplicative è condotta con un maggiore livello di granularità in modo da cogliere l’impatto asimmetrico di eventi economici storici su diversi settori ed aree geografiche e di inglobare elementi previsionali differenziati che riflettono maggiormente la rischiosità prospettica del portafoglio.
Infine, considerato il persistere dell’incertezza dell’attuale contesto economico, , è stato mantenuto invariato il mix delle probabilità di accadimento affiancando allo scenario “base” ritenuto maggiormente probabile (con probabilità del 55%), uno scenario alternativo “negativo” (con probabilità del 35%) ed uno “positivo” (con probabilità del 10%).
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197 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati →per i mutui verso imprese, l’attrattività settoriale attribuita partendo da specifici studi di settore e la presenza di indicatori predittivi di rischio sulla base dell’analisi interne effettuata sul portafoglio «Imprese»;
→per i mutui verso i privati, un Loan to Value > 50% combinato con aree geografiche critiche e rischio fisico alto/molto alto.
Con particolare riferimento ai settori considerati meno attrattivi, si è deciso di mantenere invariata l’attenzione a tutti i settori che in passato sono stati classificati a bassa attrattività (utilizzati come driver per le specifiche azioni di monitoraggio e contenimento del rischio nell’ambito delle politiche creditizie, ivi inclusa la classificazione ai settori a media attrattività che hanno evidenziato maggiori classificazioni a default):
All’interno delle posizioni in stage 2, per i mutui verso imprese sono stati individuati specifici cluster di maggior rischio cui applicare una copertura minima crescente.Di seguito gli elementi presi in considerazione ai fini dell’attribuzione degli score di rischio
climatico:
Post-Model Adjustment
Coerentemente con l’approccio cautelativo adottato nel monitoraggio andamentale delle esposizioni, sono stati mantenuti e aggiornati gli aggiustamenti post modello (cd. management overlay) per l’allocazione delle esposizioni in stage 2 e per la determinazione delle perdite attese su specifici cluster, in considerazione dei già richiamati elementi di incertezza e che caratterizzano l’attuale contesto macroeconomico e geopolitico.
Focalizzandosi sui rating pari o peggiori alla classe mediana (rating 5) sono pertanto stati definiti aggiustamenti post modello (management overlay) che prendano in considerazione per il passaggio in stage 2:Rischio Fisico Rischio di Transizione Frana Aspetti regolatori, legislativi e di mercato Alluvione Classificazione secondo la Tassonomia dell’UE e i successivi Atti Delegati Vento (eventi legati al vento estremo) Analisi dell’intensità delle emissioni Incendio Elementi aggiuntivi (rifiuti, consumo e in generale, rilevanza per DNSH, ecc.) Onde estreme (onde estreme, mareggiate) Occorrenze di gelo Occorrenze di calore (eventi di calore estremo, anche di breve durata) Ondata di calore
Aridità
Tsunami (non climatico) Sismico (non climatico) Erosione del suolo da precipitazioni Erosione delle coste Innalzamento del livello del mareCodice Settore Attrattività da 1 a 3 Agricoltura BASSA da 13 a 15 Tessile e Abbigliamento BASSA 24-25 Metallurgia BASSA 29 Automotive BASSA 35 Produzione e Fornitura Energia Elettrica, Gas MEDIA da 41 a 45 Costruzioni BASSA 47 Commercio al dettaglio BASSA 55 Alloggio e Ristorazione MEDIA 56 Alloggio e Ristorazione BASSA 68 Immobiliare BASSA 70, 73, 77, 78, 80, 81, 82 Servizi alle Imprese MEDIA 79, 90, 91, 92, 93 Attività Ricreative, Sportive e Agenzie Viaggio BASSA 46 Commercio all'ingrosso MEDIA 28 Altra Manifattura MEDIA
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198 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati singoli fattori macroeconomici sono, infatti, tali da rendere scarsamente significativa un’analisi di sensitività delle perdite attese basata sul singolo fattore macroeconomico.
Il Gruppo ha pertanto ritenuto ragionevole effettuare un’analisi di sensitività considerando una probabilità di accadimento dello scenario negativo del 70%, da cui deriverebbe un ulteriore incremento delle rettifiche di valore sul portafoglio in bonis per 1,5 milioni di euro (1,7 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito Nello sviluppo del processo operativo che porta all’erogazione del credito, pur alla presenza di valutazioni positive circa i requisiti necessari, il Gruppo acquisisce ogni qualvolta possibile garanzie accessorie reali e/o personali finalizzate alla mitigazione del rischio.
Sul complesso dei crediti appare preminente la garanzia reale rappresentata dall’ipoteca, riferita principalmente alla forma tecnica dei mutui (particolarmente su immobili residenziali).
Sempre su livelli significativi, sono presenti anche fattispecie di garanzia pubblica quali garanzie e controgaranzie rilasciate dal Fondo di Garanzia per le PMI ex L. 662/96, dalla SACE o dal Fondo Europeo per gli Investimenti, nonché garanzie pignoratizie su valori mobiliari e/o denaro.
Le garanzie ricevute sono redatte su schemi contrattuali, in linea con gli standard di categoria e con gli orientamenti giurisprudenziali, approvati dalle competenti funzioni aziendali. Il processo di gestione delle garanzie, in coerenza con quanto richiesto dalla regolamentazione di vigilanza, prevede attività di monitoraggio e specifici controlli finalizzati alla verifica dell’eleggibilità.
Le fattispecie di garanzia pubblica quali garanzie e controgaranzie rilasciate dal Fondo di Garanzia per le PMI ex L. 662/96 e da SACE sono state modellizzate nel calcolo della perdita attesa (ECL); sulla parte di esposizione garantita è stata peraltro determinata una perdita attesa che rifletta il rischio di una controparte pubblica. Analogo approccio è stato adottato per le garanzie finanziarie eleggibili a fini prudenziali.
3. Esposizioni creditizie deteriorate 3.1 Strategie e politiche di gestione L’attuale quadro regolamentare prevede la classificazione delle attività finanziarie deteriorate in funzione del loro stato di criticità. In particolare, sono previste tre categorie: “sofferenze”, “inadempienze probabili” ed “esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate”. Nella definizione dei suddetti cluster sono stati utilizzati i criteri già adottati per lo staging overlay, integrati per riflettere una maggiore cautela sulle filiali ubicate nelle province colpite dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Toscana e Marche, su controparti cui è associato un rischio fisico alto/molto alto, sulle esposizioni con garanzia pubblica e su altri elementi oggettivi di classificazione a stage 2.
Per la definizione delle coperture minime da applicare sui vari cluster identificati, in un range compreso tra il 5,5% e il 17,4%, sono stati presi a riferimento i livelli di copertura media espressi dal modello su fasce di rischio differenti. Per la quota non garantita di mutui con garanzia pubblica clusterizzati è stata confermata, in continuità con il precedente esercizio, una percentuale di copertura minima pari al 28,7% quale media tra la copertura degli scaduti deteriorati (17,4%) e la copertura da policy per inadempienze probabili chirografare verso imprese (40%), con l’aggiunta di una copertura pari al 2% per la quota garantita.
Al 30 giugno 2026 le rettifiche post-modello ammontano a circa 66 milioni di euro (69 milioni di euro al 31 dicembre 2025), di cui 7,5 milioni di euro relativi al già menzionato rischio climatico ambientale (8,8 milioni di euro al 31 dicembre 2025). Il Gruppo continua a mantenere significativi aggiustamenti post-modello a causa del perdurare delle già citate incertezze macroeconomiche e geopolitiche.
Analisi di sensitività delle perdite attese Come rappresentato nel paragrafo “Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione del bilancio “ contenuto nella parte “Politiche contabili”, la determinazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti implica significativi elementi di giudizio, con particolare riferimento al modello utilizzato per la misurazione delle perdite e dei relativi parametri di rischio, ai trigger ritenuti espressivi di un significativo deterioramento del credito, alla selezione degli scenari macroeconomici.
In particolare, l’inclusione dei fattori forward looking risulta essere un esercizio particolarmente complesso, in quanto richiede di formulare previsioni macroeconomiche, di selezionare scenari e relative probabilità di accadimento, nonché di definire un modello in grado di esprimere la relazione tra i citati fattori macroeconomici ed i tassi di inadempimento delle esposizioni oggetto di valutazione, come illustrato nel precedente paragrafo.
Al fine di valutare come i fattori forward looking possano influenzare le perdite attese si ritiene ragionevole effettuare un’analisi di sensitività nel contesto di differenti scenari basati su previsioni coerenti nell’evoluzione dei diversi fattori macroeconomici. Le innumerevoli interrelazioni tra i
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199 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati eventuali scostamenti alle funzioni competenti per gli interventi di riallineamento, e supervisiona le attività di recupero del credito deteriorato, sia gestite direttamente dalle preposte funzioni che attraverso operatori esterni specializzati.
L'elemento temporale inerente all’attualizzazione del credito deteriorato è determinato da specifiche valutazioni, effettuate per singoli tipi di attività, redatte sulla base delle informazioni relative alle singole piazze giudiziarie ed oggetto di aggiornamento periodico.
In coerenza con gli obiettivi di riduzione dello stock di crediti deteriorati della banca indicati nel piano industriale e nel Piano di Gestione degli NPL e in ottica di massimizzazione dei recuperi, le competenti funzioni aziendali definiscono la migliore strategia di gestione delle esposizioni deteriorate, che, sulla base delle caratteristiche soggettive della singola controparte/esposizione e delle policy interne, possono essere identificate in una revisione dei termini contrattuali (forbearance), nell’assegnazione ad una unità di recupero interna piuttosto che ad un operatore terzo specializzato, all’identificazione di possibilità di cessione a terzi del credito (a livello di singola esposizione oppure nell’ambito di un complesso di posizioni con caratteristiche omogenee). In particolare, nel corso dell’esercizio si è proseguito nel monitoraggio proattivo delle esposizioni favorendo il rientro ed il recupero degli unlikely to pay (UTP), e finalizzando altresì operazioni di cessione a terzi formalizzatesi entro l’anno, per quelle esposizioni dove l’intervento di investitori potesse essere migliorativo rispetto alle ordinarie azioni di contenimento del rischio della banca. Per quanto riguarda le sofferenze, si è proceduto all’azione di recupero del credito favorendo soluzioni a stralcio, laddove convenienti, e procedendo anche alla cessione di perimetri di crediti sia ipotecari che chirografari.
In esecuzione della propria strategia di capital management, anche nel periodo di riferimento il Gruppo Banco Desio ha portato a compimento cessioni di NPL, con riferimento sia a crediti classificati a sofferenze sia a crediti classificati ad UTP . Le ulteriori operazioni di dismissione perfezionate nel corso del semestre hanno portato l’NPL Ratio lordo al 2,9% e il livello di copertura complessivo dei crediti deteriorati pari a 49,8% (rispettivamente pari a 2,7% e 50,2% a fine 2025).
L’azione di contenimento dello stock degli UTP viene conseguita attraverso due azioni:
1. prevenzione dei flussi in ingresso a UTP;
2. gestione efficace del portafoglio deteriorato finalizzata al mantenimento di buone percentuali di recupero e/o ritorno in bonis, insieme con una politica di cessioni mirate volte ad ottimizzarne il controvalore. →Sofferenze: esposizione nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle previsioni di perdita formulate dall'intermediario.
→Inadempienze probabili (UTP): le esposizioni per le quali l'intermediario giudichi improbabile l'integrale adempimento da parte del debitore senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, indipendentemente dalla presenza di importi scaduti e/o sconfinanti.
→Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (Past Due): le esposizioni, diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili, che presentano importi scaduti e/o sconfinanti in modo continuativo da oltre 90 gg.
È inoltre prevista la tipologia delle “esposizioni oggetto di concessioni – forbearance”, riferita alle esposizioni oggetto di rinegoziazione e/o di rifinanziamento per difficoltà finanziaria (manifesta o in via di manifestazione) del cliente. Tali esposizioni possono costituire un sotto insieme sia dei crediti deteriorati (esposizioni oggetto di concessioni su posizioni deteriorate) che di quelli in bonis (esposizioni oggetto di concessioni su posizioni in bonis). La gestione di tali esposizioni, nel rispetto delle previsioni regolamentari rispetto a tempi e modalità di classificazione, è coadiuvata attraverso processi di lavoro e strumenti informatici specifici.
Il Gruppo dispone di una policy che disciplina criteri e modalità di applicazione delle rettifiche di valore che, in funzione del tipo di credito deteriorato, della forma tecnica originaria e del tipo di garanzia a supporto, fissano le percentuali minime da applicare per la determinazione delle previsioni di perdita. La gestione delle esposizioni deteriorate di Capogruppo è delegata ad una specifica unità organizzativa, l’Area NPL, responsabile della identificazione delle strategie per la massimizzazione del recupero sulle singole posizioni e della definizione delle rettifiche di valore da applicare alle stesse. Le sole esposizioni “scadute/sconfinanti deteriorate” assoggettate a svalutazione forfetaria e con elevate probabilità di riclassificazione tra le esposizioni “in bonis” sono gestite dalla funzione delegata al monitoraggio andamentale del credito, che procede eventualmente alla classificazione tra le “inadempienze probabili”, trasferendone la gestione all’Area NPL.
La previsione di perdita rappresenta la sintesi di più elementi derivanti da diverse valutazioni (interne ed esterne) circa la rispondenza patrimoniale del debitore principale e degli eventuali garanti, e, nel caso degli UTP tiene altresì conto dei driver utilizzati nella definizione del parametro LGD. Il monitoraggio delle previsioni di perdita è costante e rapportato allo sviluppo della singola posizione. La funzione Risk Management controlla periodicamente il rispetto delle percentuali di dubbio esito previste dalla policy di gestione dei crediti deteriorati, segnalando
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200 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Conseguentemente, la stima delle perdite attese di tali posizioni rifletterà, oltre che il recupero atteso attraverso la gestione ordinaria (work out) anche la presenza, opportunamente calibrata, dello scenario di vendita e quindi dei relativi flussi di cassa.
Come espressamente previsto dall’ITG1 dello IASB, nella determinazione delle perdite attese è infatti possibile considerare i flussi recuperabili per il tramite della vendita, nella misura in cui sia possibile elaborare aspettative ed assunzioni desunte in base ad informazioni ragionevoli e dimostrabili (si veda al riguardo il documento: “Meeting Summary – 11 December 2015 -
Inclusion of cash flows expected from the sale on default of a loan in the measurement of expected credit losses”).
In caso di introduzione di specifici scenari di vendita, la stima dei flussi recuperabili sarà quindi pari alla media ponderata per le probabilità assegnate ai due scenari delle stime dei flussi di cassa che il Gruppo si aspetta di ricevere nei due suddetti scenari. Le perdite attese saranno quindi determinate sulla base della differenza tra il valore lordo dell’esposizione creditizia ed i minori flussi recuperabili stimati.
In tali casi, la metodologia di stima delle perdite attese prevede quindi i seguenti passaggi:
→la segmentazione del portafoglio in differenti cluster ritenuti rilevanti ai fini dell’analisi del portafoglio, in funzione dello status (sofferenze o inadempienze probabili), della data di ingresso tra le esposizioni deteriorate (vintage), dell’ammontare delle esposizioni, dell’esistenza di vendite programmate;
→l’assegnazione a ciascun cluster di una differente probabilità di cessione, in coerenza con il raggiungimento del livello di cessioni target deliberate dai competenti organi;
→la determinazione dei flussi di recupero tramite la vendita, fondata su un modello interno di attualizzazione dei flussi di cassa recuperabili, in base alla tecnica del “discounted cash flows”, in funzione di alcuni parametri ritenuti rappresentativi nell’ottica del potenziale acquirente, con l’obiettivo di addivenire ad un prezzo dell’ipotetica cessione di ogni cluster, opportunamente calibrati al fine di tenere conto delle transazioni comparabili osservate sul mercato.
Tenuto conto che le esposizioni oggetto di probabile cessione possono non essere singolarmente identificabili alla data di reporting, il modello prevede che a ciascun credito sia associata una probabilità di cessione.Poiché le controparti imprese rappresentano una quota significativa, in termini di volume, l’attenzione viene maggiormente focalizzata alla riduzione dei trasferimenti ad UTP per questa tipologia di crediti.
Le modalità e gli strumenti operativi in uso presso Banco Desio, mediante i quali sono individuate e gestite le posizioni che presentano anomalie creditizie e fattori di criticità, sono disciplinate e formalizzate nella documentazione interna. In particolare, l’attività di monitoraggio è fortemente focalizzata sulle analisi di andamento delle singole posizioni di rischio intercettate in base a controlli periodici e puntuali, sulla base delle segnalazioni sistematiche prodotte dalla procedura informatica interna (Credit Quality Manager) e rilevate dal Cruscotto di Monitoraggio.
Quest’ultimo strumento, oltre a fotografare e monitorare periodicamente l'andamento delle anomalie, fornisce, ai fini di controllo ed eventuale intervento, una valutazione delle singole filiali, attribuendo ad ognuna di esse un ranking, calcolato sulla base di indicatori di rischiosità.
Tale strumento di reportistica, utilizzato anche a supporto dell’Alta Direzione e della Rete di Capogruppo, permette di interpretare, elaborare e storicizzare i dati presenti in varie fonti alimentanti certificate, al fine di rilevare la qualità del credito della Capogruppo stessa, delle Aree Territoriali, delle Filiali.
In coerenza con gli obiettivi di cessione, di volta in volta stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, le esposizioni del Gruppo classificate nello status di sofferenza o di inadempienza probabile possono essere valutate attraverso la configurazione di due differenti stime dei flussi di cassa
attesi:
→la prima, determinata assumendo a riferimento lo scenario di recupero dal debitore sulla base dell’attività interna, secondo le linee guida di valutazione ordinaria seguite dal Gruppo in precedenza illustrate (scenario work out);
→la seconda assumendo a riferimento lo scenario di recupero tramite cessione del credito (scenario vendita), la cui stima discende dall’importo definito per il recupero interno.
La quantificazione delle perdite attese delle predette esposizioni può includere elementi forward looking, attraverso l’introduzione di specifici scenari di vendita, laddove la strategia NPL del Gruppo preveda che il recupero delle citate esposizioni possa avvenire attraverso una cessione sul mercato, nell’ottica di perseguire una strategia di derisking volta a ridurre l’NPL ratio, ossia l’incidenza percentuale delle esposizioni deteriorate rispetto al complesso delle esposizioni.
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201 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati agli eventuali crediti che, alla data di redazione del bilancio, sono già identificati analiticamente come destinati alla vendita, in relazione ai quali ricorrono le condizioni previste dal principio contabile IFRS 5 per la classificazione nel portafoglio delle attività in via di dismissione. La valutazione di tali crediti è effettuata considerando il solo scenario di cessione, a cui è assegnata una probabilità del 100% ed assumendo a riferimento i prezzi di vendita o comunque le informazioni contenute negli accordi perfezionati con le controparti (offerte vincolanti).
3.2 Write-off
Le esposizioni deteriorate per le quali non vi sia possibilità di recupero (sia totale che parziale) vengono assoggettate a cancellazione (write-off) dalle scritture contabili in coerenza con le policy tempo per tempo vigenti, approvate dal Consiglio di Amministrazione del Gruppo.
Tra le strategie individuate per il contenimento dei crediti deteriorati è stato previsto, per le inadempienze probabili, anche un approccio gestionale basato sulle cessioni “single name” con particolare riferimento a quei crediti gestiti in ottica liquidatoria o di rientro totale (gone concern).
Con riferimento agli indicatori utilizzati per valutare le aspettative di recupero, il Gruppo si è dotato di specifiche policy di valutazione analitica dei crediti deteriorati che prevedono apposite percentuali di rettifica distinguendo la presenza e la tipologia delle garanzie sottostanti (reali o personali), la sottoposizione dei clienti ad una specifica procedura (concordati in bianco;
concordati liquidatori; concordati in continuità; crisi da sovraindebitamento; ex art. 67 L.F .; ex art. 182 L.F .).
3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate Come indicato dal principio contabile “IFRS 9 – Strumenti finanziari”, in alcuni casi, un’attività finanziaria è considerata deteriorata al momento della rilevazione iniziale poiché il rischio di credito è molto elevato e, in caso di acquisto, è acquistata con significativi sconti (rispetto al valore di erogazione iniziale). Nel caso in cui le attività finanziarie in oggetto, sulla base dell’applicazione dei driver di classificazione (ovvero SPPI test e Business model), siano classificate tra le attività valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva, le stesse sono qualificate come “Purchased or Originated Credit Impaired Asset” (in breve “POCI”) e sono assoggettate ad un trattamento peculiare. In particolare, a fronte delle stesse, sin dalla data di rilevazione iniziale e per tutta la loro vita, vengono contabilizzate rettifiche di valore pari all’Expected credit loss (ECL) lifetime. Alla luce di quanto esposto, le attività finanziarie POCI sono inizialmente iscritte tra le attività deteriorate, ferma restando la possibilità di essere spostate successivamente fra i crediti performing, nel qual caso continuerà ad essere rilevata La perdita attesa delle esposizioni in esame è quindi pari alla media ponderata per le probabilità assegnate ai due scenari delle stime dei flussi di cassa recuperabili nei due scenari (workout e vendita).
L’assegnazione delle probabilità ai vari scenari avviene assumendo a riferimento la segmentazione del portafoglio complessivo dei crediti classificati come sofferenza o inadempienza probabile del Gruppo in funzione delle principali caratteristiche che influenzano il valore attribuito dal mercato ai crediti della specie (vintage, ammontare delle esposizioni).
L’assegnazione delle probabilità ai vari cluster è guidata dall’ammontare delle cessioni target approvato di volta in volta dal Consiglio di Amministrazione. In altre parole, le probabilità sono assegnate ai vari cluster in modo tale che la sommatoria dei valori nominali complessivi di ciascun cluster moltiplicato per la relativa probabilità di cessione (di seguito anche “valore atteso di cessione”) sia pari al suddetto ammontare di cessioni target approvato dal Consiglio di Amministrazione. Le probabilità assegnate ai vari cluster sono pertanto variabili nel tempo e possono andare da un minimo pari allo 0%, per quelle posizioni che si ritiene di escludere dalla vendita per le loro caratteristiche intrinseche, fino ad un massimo del 90%, assegnato al cluster in cui sono inseriti i crediti che si ritiene più probabile possano essere ceduti (vendite programmate). Anche la composizione dei cluster è variabile nel tempo in funzione dell’andamento dell’appetito del mercato per le varie tipologie di esposizioni e delle conseguenti valutazioni di convenienza effettuate dai competenti organi della Banca.
Per volumi target di cessioni propedeutiche al mantenimento di livelli di NPL Ratio già raggiunti, le operazioni sono considerate di carattere fisiologico, con conseguente applicazione del solo scenario di workout interno nella determinazione delle perdite attese.
Per la determinazione dei flussi di recupero tramite la vendita, la metodologia valutativa utilizzata è fondata su un processo di attualizzazione dei flussi di cassa recuperabili (“discounted cash flows”), che tiene in considerazione i principali parametri che vengono normalmente considerati dai potenziali acquirenti in sede di definizione del prezzo di acquisto opportunamente calibrati al fine di tenere conto delle transazioni comparabili osservate sul mercato. In maggior dettaglio, i fattori considerati nel processo di stima sono: la stima del valore recuperabile in coerenza con il valore stimato nello scenario workout; le spese che l’acquirente dovrà sostenere per recuperare il credito; la stima dei tempi di recupero, fondata su informazioni di mercato (es. tempi medi dei tribunali); i tassi di rendimento attesi dagli acquirenti e fattori specifici di mercato definiti anche in funzione della tipologia dell’operazione di cessione posta in essere.
Si ritiene opportuno precisare che la metodologia in precedenza illustrata non trova applicazione
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202 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati una perdita attesa pari all’ECL lifetime. Un’attività finanziaria “POCI” è pertanto qualificata come tale nei processi segnaletici e di calcolo della perdita attesa (ECL).
4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di
concessioni
A fronte di difficoltà creditizie del debitore le esposizioni possono essere oggetto di modifiche dei termini contrattuali in senso favorevole al debitore al fine di rendere sostenibile il rimborso delle stesse. A seconda delle caratteristiche soggettive dell’esposizione e delle motivazioni alla base delle difficoltà creditizie del debitore le modifiche possono agire nel breve termine (sospensione temporanea dal pagamento della quota capitale di un finanziamento o proroga di una scadenza) o nel lungo termine (allungamento della durata di un finanziamento, revisione del tasso di interesse) e portano alla classificazione dell’esposizione (sia in bonis che deteriorata) come “forborne”. Le esposizioni “forborne” sono soggette a specifiche previsioni in ottica di classificazione, come indicato negli ITS EBA 2013-35 recepite dalle policy creditizie del Gruppo;
qualora le misure di concessione vengano applicate a esposizioni in bonis, queste sono tenute in considerazione nell’ambito del processo di assegnazione del rating interno gestionale e rientrano nel novero delle esposizioni in stage 2. Tutte le esposizioni classificate “forborne” sono inserite in specifici processi di monitoraggio da parte delle preposte funzioni aziendali.
Nello specifico, tali funzioni, attraverso il supporto di adeguate procedure informatiche, monitorano l’efficacia delle misure concesse, rilevando miglioramenti o peggioramenti nella situazione finanziaria del cliente successivamente alla concessione. Qualora al termine del periodo di monitoraggio la posizione rispetti tutti i criteri previsti dalla normativa in materia, la stessa non è più considerata fra i crediti “forborne”; viceversa continua a permanere fra le esposizioni “forborne”.
È facoltà della rete commerciale procedere, qualora ne ravvisi l’opportunità, ad una revisione delle condizioni applicate alle esposizioni dei clienti anche in assenza di difficoltà finanziarie, nell’ambito delle autonomie tempo per tempo vigenti.
In tal caso l’esposizione non ricade nel novero delle esposizioni “forborne”.
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203 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Informazioni di natura quantitativa A. Qualità del credito A.1.4 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche:
valori lordi e netti Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti complessiviEsposizione
nettaWrite-off
parziali
complessivi*Tipologie esposizioni/valori Primo
stadioSecondo
stadioTerzo stadio Impaired
acquiste o
originate Primo
stadioSecondo
stadioTerzo stadio Impaired
acquiste o
originate
A. Esposizioni creditizie per cassa A.1 A vista 42.628 42.628 11 11 42.617 -
A) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
B) Non deteriorate 42.628 42.628 11 11 42.617 -
A.2 Altre 1.841.233 1.837.190 - - - 547 547 - - -1.840.686 A) Sofferenze -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
B) Inadempienze Probabili - X - - - - X - - - - -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
C) Esposizioni scadute deteriorate - X - - - - X - - - - -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
D) Esposizioni scadute non deteriorate - - - X - - - - X - - -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
E) Altre esposizioni non deteriorate 1.841.233 1.837.190 - X - 547 547 - X - 1.840.686 di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
Totale (A) 1.883.861 1.879.818 - - - 558 558 - - -1.883.303 B. Esposizioni creditizie fuori bilancio - - - - - - -
A) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
B) Non deteriorate 86.370 29.531 1 1 86.369 -
Totale (B) 86.370 29.531 - - - 1 1 - - - 86.369 -
Totale (A+B) 1.970.231 1.909.349 - - - 559 559 - - -1.969.672 -
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204 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati A.1.5 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti complessiviEsposizione
nettaWrite-off
parziali
complessivi
Tipologie esposizioni/valori Primo
stadioSecondo
stadioTerzo stadio Impaired
acquiste o
originate Primo
stadioSecondo
stadioTerzo stadio Impaired
acquiste o
originate
A. Esposizioni creditizie per cassa a) Sofferenze 135.628 X - 133.866 1.762 106.197 X - 105.157 1.040 29.431 729
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 13.984 X - 13.673 311 9.673 X - 9.475 198 4.311 -
b) Inadempienze probabili 235.648 X - 231.828 3.820 81.322 X - 80.023 1.299 154.326 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 67.850 X - 65.137 2.713 23.855 X - 22.831 1.024 43.995 -
c) Esposizioni scadute deteriorate 25.939 X - 25.937 2 4.089 X - 4.089 - 21.850 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 2.231 X - 2.231 - 394 X - 394 - 1.837 -
d) Esposizioni scadute non deteriorate 76.719 33.283 43.431 X 5 1.736 93 1.643 X - 74.983 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 1.725 - 1.725 X - 210 - 210 X - 1.515 -
e) Altre esposizioni non deteriorate 16.422.182 14.797.982 1.541.085 X 4.024 116.044 19.918 93.461 X 206 16.306.138 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 34.852 - 34.282 X 570 4.675 - 4.597 X 78 30.177 -
Totale (A) 16.896.116 14.831.265 1.584.516 391.631 9.613 309.388 20.011 95.104 189.269 2.545 16.586.728 729 B. Esposizioni creditizie fuori bilancio a) Deteriorate 48.545 X - 48.545 - 1.843 X - 1.843 - 46.702 -
b) Non deteriorate 5.010.410 3.181.811 137.091 X - 1.320 537 783 X - 5.009.090 -
Totale (B) 5.058.955 3.181.811 137.091 48.545 - 3.163 537 783 1.843 - 5.055.792 -
Totale (A+B) 21.955.071 18.013.076 1.721.607 440.176 9.613 312.551 20.548 95.887 191.112 2.545 21.642.520 729
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205 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni A.2.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating esterni (valori lordi) Esposizioni Classi di rating esterni Senza rating Totale Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6 A. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 215.508 508.325 3.869.144 642.663 94.135 48.929 12.072.802 17.451.506 Primo stadio 215.454 491.178 3.767.924 535.986 78.558 36.467 10.291.018 15.416.585 Secondo stadio 54 17.147 100.948 106.663 15.577 12.462 1.331.107 1.583.958 Terzo stadio - - 270 14 - - 441.066 441.350 Impaired acquisite o originate - - 2 - - - 9.611 9.613 B. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva42.499 - 1.048.162 7.747 - - 154.024 1.252.432 Primo stadio 42.499 - 1.048.162 7.747 - - 154.024 1.252.432
Secondo stadio
Terzo stadio - - - - - - - -
Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - 7.415 6.129 - 15.276 28.820 Primo stadio - - - - - - - -
Secondo stadio - - - - - - - -
Terzo stadio - - - 7.415 6.129 15.276 28.820 Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
Totale (A+B+C) 258.007 508.325 4.917.306 657.825 100.264 48.929 12.242.102 18.732.758 D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate 34.503 249.881 394.683 145.431 42.488 12.997 2.517.726 3.397.709 Primo stadio 34.263 246.637 367.762 141.022 39.564 12.943 2.369.881 3.212.072 Secondo stadio 240 3.244 26.921 4.409 1.975 54 100.249 137.092 Terzo stadio - - - - 949 - 47.596 48.545 Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
Totale (D) 34.503 249.881 394.683 145.431 42.488 12.997 2.517.726 3.397.709 Totale (A+B+C+D) 292.510 758.206 5.311.989 803.256 142.752 61.926 14.759.828 22.130.467
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206 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati L'attribuzione di rating esterni si riferisce alle posizioni del portafoglio titoli di proprietà del Gruppo e alle posizioni di finanziamento per le quali l’ECAI (External Credit Assessment Institution) Cerved ha attribuito un rating sul rischio di credito.
Di seguito, si fornisce una tabella di raccordo tra le classi di rating indicate nella tabella A.2.1 e quelle fornite dalle ECAI Moody's e Mode Finance, le agenzie a cui fa riferimento il Gruppo per la determinazione dei rating esterni.
Classi di merito di credito Rating Moody's Mode finance 1 da Aaa a Aa3 da EA1 a EA2-
2 da A1 a A3 da EA3+ a EA3-
3 da Baa1 a Baa3 da EB1+ a EB1-
4 da Ba1 a Ba3 da EB2+ a EB2-
5 da B1 a B3 da EB3+ a EB3-
6 Caa1 e inferiori EC1+ e inferiori
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207 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati A.2.2 Consolidato prudenziale – Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating interni (valori lordi) Il Gruppo utilizza modelli di rating interno per la determinazione dei requisiti patrimoniali.
Classi di rating interni Senza
ratingTotale
(A+B+C+D)
Esposizioni Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6 Classe 7 Classe 8 Classe 9 Classe 10 Classe 11 A. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.220.340 1.438.296 1.591.782 1.416.180 1.440.099 714.818 189.961 53.213 24.336 7.194 273.744 9.081.543 17.451.506 Primo stadio 1.205.247 1.420.712 1.458.533 1.327.968 915.130 386.488 64.627 7.609 128 29 - 8.630.114 15.416.585 Secondo stadio 15.093 17.470 132.578 87.444 524.545 328.124 125.074 44.609 24.101 7.165 - 277.755 1.583.958 Terzo stadio - - - - - - - - - - 270.984 170.366 441.350 Impaired acquisite o originate - 114 671 768 424 206 260 995 107 - 2.760 3.308 9.613 B. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditivitàcomplessiva- - - - - - - - - - - 1.252.432 1.252.432 Primo stadio - - - - - - - - - - - 1.252.432 1.252.432 Secondo stadio - - - - - - - - - - - - -
Terzo stadio - - - - - - - - - - - - -
Impaired acquisite o originate - - - - - - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - - - - - 28.129 691 28.820 Primo stadio - - - - - - - - - - - - -
Secondo stadio - - - - - - - - - - - - -
Terzo stadio - - - - - - - - - - 28.129 691 28.820 Impaired acquisite o originate - - - - - - - - - - - - -
Totale (A+B+C) 1.220.340 1.438.296 1.591.782 1.416.180 1.440.099 714.818 189.961 53.213 24.336 7.194 301.873 10.334.666 18.732.758 D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate805.000 786.338 675.171 372.908 206.304 85.755 29.193 4.856 6.200 556 45.024 380.404 3.212.072 Primo stadio 802.902 774.344 621.733 361.050 194.043 72.652 25.858 3.347 184 79 - 355.880 3.212.072 Secondo stadio 2.098 11.994 53.438 11.858 12.261 13.103 3.335 1.509 6.016 477 - 21.003 137.092 Terzo stadio - - - - - - - - - - 45.024 3.521 48.545 Impaired acquisite o originate - - - - - - - - - - - - -
Totale (D) 805.000 786.338 675.171 372.908 206.304 85.755 29.193 4.856 6.200 556 45.024 380.404 3.397.709 Totale (A+B+C+D) 2.025.340 2.224.634 2.266.953 1.789.088 1.646.403 800.573 219.154 58.069 30.536 7.750 346.897 10.715.070 22.130.467
BILANCIO SEMESTRALE 2026
208 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Con riferimento alla normativa di vigilanza vigente è stata rilevata la seguente situazione al 30 giugno 2026 con riferimento alla capogruppo finanziaria Brianza Unione:
Le posizioni rilevate sono riconducibili a:
→attività fiscali della banca e titoli governativi italiani;
→garanzie prestate dal Fondo di garanzia L.23.12.1996 N.662;
→partecipazione al capitale della Banca d’Italia;
→operatività in pronti contro termine con Cassa di Compensazione e Garanzia, →esposizioni con Crédit Agricole per liquidità depositata nell’ambito dell’operazione di covered bond, per titoli di debito inclusi nel portafoglio di proprietà e scarto su long term
repo;
→esposizioni verso Eurex Clearing come controparte centrale per la compensazione di operazioni in derivati;
→esposizioni verso lo stato francese per titoli governativi;
→garanzie prestata dal Fondo di Garanzia per la Prima Casa per il 50% rivolta ai cittadini che, alla data di presentazione della domanda di mutuo per l’acquisto della prima casa, non sono proprietari di altri immobili a uso abitativo e richiedano un finanziamento non superiore a 250.000 euro;
→garanzie prestate da SACE.B.4 Grandi esposizioni Con riferimento alla normativa di vigilanza vigente è stata rilevata la seguente situazione al 30 giugno 2026 con riferimento al Gruppo Banco Desio:
Le posizioni rilevate sono riconducibili a:
→attività fiscali della banca e titoli governativi italiani;
→garanzie prestate dal Fondo di garanzia L.23.12.1996 N.662;
→partecipazione al capitale della Banca d’Italia;
→operatività in pronti contro termine con Cassa di Compensazione e Garanzia, →esposizioni con Crédit Agricole per liquidità depositata nell’ambito dell’operazione di covered bond, per titoli di debito inclusi nel portafoglio di proprietà e scarto su long term
repo;
→esposizioni verso Eurex Clearing come controparte centrale per la compensazione di operazioni in derivati;
→esposizioni verso lo stato francese per titoli governativi.Descrizione Importo Nominale Importo Ponderato Numero posizioni Grandi esposizioni 8.330.186 269.005 7Descrizione Importo Nominale Importo Ponderato Numero posizioni Grandi esposizioni 8.599.323 269.005 9
BILANCIO SEMESTRALE 2026
209 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati interessata. Il modello VaR utilizza la tecnica della simulazione Monte Carlo ove, fatte le opportune assunzioni e correlazioni, stima, mediante il calcolo di una serie di rivalutazioni possibili, il valore del portafoglio e, dato il vettore dei rendimenti attesi del portafoglio, si determina il percentile desiderato della distribuzione. Il modello utilizza un intervallo di confidenza del 95% con un periodo temporale pari a 1 giorno. L’applicativo utilizzato per il calcolo del VaR è l’infoprovider Bloomberg.
Il modello interno non è utilizzato per il calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato.
Informazioni di natura quantitativa 1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: modelli interni e altre metodologie di analisi
della sensitività
Il monitoraggio effettuato fino al terzo trimestre sul portafoglio di negoziazione di vigilanza evidenzia una struttura con rischi di mercato contenuti. Il VaR simulazione Monte Carlo alla data del 30.06.2026 ammonta a 164 migliaia di euro con una percentuale pari a 1,45% del portafoglio di negoziazione.
1.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio bancario Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo La misurazione del rischio di tasso di interesse è effettuata dalla Direzione Risk management.
L’attività è svolta per la Capogruppo, che copre la quasi totalità del portafoglio bancario.
L’insieme dell’attività commerciale del Gruppo connessa con la trasformazione delle scadenze dell’attivo e del passivo del bilancio, il portafoglio titoli, l’operatività di tesoreria e i rispettivi derivati di copertura sono monitorati con metodologie Asset and Liability Management (A.L.M.) mediante l’applicativo ERMAS5.
Le analisi poste in essere permettono di misurare gli impatti prodotti dalle variazioni della struttura dei tassi d’interesse espressi in termini sia di variazione del valore economico del patrimonio sia del margine di interesse. In questo ambito sono presentati i risultati del portafoglio bancario ai fini di bilancio escludendo dall’analisi gli strumenti finanziari rientranti nel portafoglio di negoziazione di vigilanza.1.2 Rischi di mercato 1.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali Le variazioni inattese nei tassi di mercato, in presenza di differenze nelle scadenze e nei tempi di revisione tra tassi di interesse delle attività e quelli delle passività, determinano una variazione del flusso netto degli interessi e quindi del margine d’interesse. Inoltre, tali fluttuazioni inattese, espongono il Gruppo a variazioni nel valore economico delle attività e delle passività.
Il Gruppo ha adottato una strategia atta a consolidare un rendimento in linea con il budget pur garantendo un basso profilo di rischio mediante una bassa duration di portafoglio.
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso d’interesse e del rischio
prezzo
Nell’esercizio delle proprie attribuzioni in materia di direzione e coordinamento il Consiglio di Amministrazione di Capogruppo, ha emanato specifiche disposizioni in materia di controlli.
L’attività di negoziazione dell’Area Finanza di Capogruppo è soggetta a limiti operativi così come declinato nella “Policy di rischio” e nei testi di normativa interna; al fine di contenere il rischio di mercato sono fissati specifici limiti di consistenza, di sensibilità (duration), di redditività (stop loss) e Valore a Rischio (Value at Risk – VaR). Uno specifico sistema di reporting è lo strumento finalizzato a fornire alle unità organizzative coinvolte un’adeguata informativa.
Il monitoraggio degli indicatori e dei limiti operativi è eseguito, come presidio di primo livello, nel continuo dall’Area Finanza mentre la Direzione Risk Management esegue il monitoraggio di secondo livello, attivando eventuali procedure di escalation in caso di sconfini secondo quanto previsto dalla normativa interna.
Per la quantificazione dei rischi generici e specifici, il Gruppo ha adottato un modello basato sul concetto di Valore a Rischio (Value at Risk – VaR) in modo da esprimere sinteticamente e in termini monetari la massima perdita probabile di un portafoglio statico con riferimento ad uno specifico orizzonte temporale e ad uno specifico livello di confidenza in normali condizioni di mercato. Tale metodologia presenta il vantaggio di consentire l’aggregazione delle posizioni assunte inerenti a fattori di rischio di natura eterogenea; fornisce, inoltre, un numero sintetico che, essendo un’espressione monetaria, è agevolmente utilizzato dalla struttura organizzativa
BILANCIO SEMESTRALE 2026
210 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Informazioni di natura quantitativa 2. Portafoglio bancario - modelli interni e altre metodologie per l’analisi di sensitività L’impostazione gestionale e strategica del Banco è volta a considerare la volatilità del margine di interesse e del valore economico complessivo dei fondi propri.
L’esposizione al rischio non evidenzia particolari criticità, mantenendosi entro i limiti previsti dalla normativa di vigilanza prudenziale. La distribuzione delle poste di bilancio per scadenza e data di riprezzamento conferma un assetto sostanzialmente stabile, coerente con il profilo di rischio e con gli obiettivi di equilibrio strutturale perseguiti dal Gruppo. Il Gruppo effettua regolarmente analisi di scenario e di stress per stimare il possibile impatto di variazioni dei tassi di mercato sul margine di interesse, nell’orizzonte temporale di un anno, e sul valore economico, come prescritto dalla normativa europea.
Con l’obiettivo di affinare tali analisi tenendo conto dell’effettiva velocità di riprezzamento delle poste prive di scadenza contrattuale, è stata approvata l’adozione di un modello di stima comportamentale delle poste a vista in sostituzione di quello previsto dall’Allegato C della Circ.
285. Il modello è stato validato dalla funzione di Convalida interna del Gruppo. Inoltre, a partire da marzo 2026 è stato introdotto un modello comportamentale di stima dei rimborsi anticipati dei mutui, finalizzato a rappresentare in modo più accurato la persistenza nel tempo delle masse proiettate. Anche tale modello è stato sottoposto a validazione da parte della funzione di Convalida Interna del Gruppo.
Per quanto riguarda le analisi di impatto sul valore economico, la metodologia utilizzata è basata sull’integrazione delle risultanze del modello gestionale che rappresenta le poste di bilancio in termini di volumi e bucket di riprezzamento, includendo gli esiti del modello comportamentale delle poste a vista, applicando una metodologia in linea con l’approccio descritto nell’allegato C della Circolare 285.
In questo approccio di rivalutazione semplificata, l’impatto di rialzi dei tassi diminuirebbe il valore economico del portafoglio bancario, mentre una diminuzione dei tassi produrrebbe un aumento.
Il Banco ha posto in essere operazioni di copertura di Fair Value con approccio macro-hedge e micro-hedge per gestire il rischio tasso del banking book (per maggiori dettagli si rimanda alla successiva Sezione “Politiche di copertura contabile”).La variabilità del margine di interesse, determinata da variazioni positive e negative dei tassi su un orizzonte temporale di 365 giorni, è stimata con la metodologia Full Evaluation al tasso FTP tramite l’applicativo Ermas5. Le variazioni del valore economico delle attività e delle passività sono analizzate mediante l’applicazione di approcci di Sensitivity Analysis. A partire dal Settembre 2024 la Banca ha predisposto l’invio delle segnalazioni obbligatorie in materia di rischio di tasso di interesse nel portafoglio bancario.
Le analisi sono eseguite considerando anche spostamenti non paralleli della curva dei rendimenti e l’applicazione di modelli comportamentali delle poste a vista. Nell’analisi di simulazione è possibile prevedere specifici scenari di variazione dei tassi di mercato.
Il contesto economico e politico globale ha subito negli ultimi tre anni un forte stress causato recenti eventi bellici, dall’andamento dell’inflazione e dal quadro macro-economico globale.
Come richiamato in precedenza, la Banca Centrale Europea, al fine di rispondere ad una serie di shock esogeni, nel corso del 2022, 2023 ha provveduto a mettere in atto una politica monetaria restrittiva con un innalzamento dei tassi di interesse ufficiali delle operazioni dell'Eurosistema;
nella seconda parte del 2024 la banca centrale ha dato inizio ad una politica di aggiustamento al ribasso dei tassi di interesse in vista del raggiungimento degli obiettivi di inflazione. Il processo di allentamento della politica monetaria è proseguito fino alla prima metà del 2025. Tuttavia, gli sviluppi di rilievo intervenuti nel contesto internazionale a partire dall’inizio del 2026 hanno determinato un rafforzamento delle pressioni inflazionistiche, portando la Banca Centrale Europea a rivedere il proprio orientamento di politica monetaria e ad aumentare i tassi ufficiali nella seconda metà dell’anno.
In questo contesto di tassi variabili, il Gruppo ha predisposto una strategia di copertura del proprio attivo, attraverso la sottoscrizione di strumenti finanziari derivati di copertura.
Si evidenzia inoltre che nel corso del 2023 il Banco ha aderito al servizio di Clearing per i derivati OTC di tasso individuando la controparte centrale (Eurex Clearing) per la compensazione di operazioni in derivati.
Per maggiori dettagli si rimanda alla “Sezione 5 - Derivati di copertura - voce 50 della Nota integrativa”.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
211 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 1.3 Gli strumenti derivati e le politiche di copertura 1.3.2 Le coperture contabili Informazioni di natura qualitativa A. Attività di copertura del Fair Value Il Gruppo ha posto in essere operazioni di copertura di Fair Value con approccio micro-hedge e macro-hedge per gestire il rischio tasso del banking book.
B. Attività di copertura dei flussi finanziari Nell’ottica di una gestione atta a ridurre l’esposizione a variazioni avverse dei flussi di cassa attesi, il Banco svolge l’attività di copertura di tipo Cash Flow Hedge; l’obiettivo è quello di stabilizzare i flussi di cassa dello strumento coperto con i flussi dello strumento di copertura.
D. Strumenti di copertura Come strumenti di copertura si utilizzano strumenti derivati, rappresentati da Interest Rate Swap impiegati al fine della copertura del solo rischio di tasso di interesse.
E. Elementi coperti Ad oggi gli strumenti coperti si riferiscono alle seguenti categorie:
→alle passività (prestiti obbligazionari emessi) mediante micro coperture specifiche →impieghi a tasso fisso (obbligazioni) tramite micro-coperture specifiche →impieghi a tasso fisso (finanziamenti) tramite macro-coperture Come strumenti di copertura si utilizzano strumenti derivati, rappresentati da Interest Rate Swap impiegati al fine della copertura del solo rischio di tasso di interesse.
Il Banco ha predisposto un modello in grado di gestire l’hedge accounting coerentemente con la normativa di riferimento dettata dai principi contabili Internazionali. La metodologia utilizzata per effettuare i test di efficacia è il “Dollar Offset Method” (hedge ratio) su base cumulativa.Si evidenzia, inoltre, che nel corso del primo semestre 2023 il Banco ha aderito al servizio di Clearing per i derivati OTC di tasso individuando la controparte centrale (Eurex Clearing) per la compensazione di operazioni in derivati.
1.2.3. Rischio di cambio Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio Il Gruppo è esposto al rischio di cambio in conseguenza della propria attività di negoziazione sui mercati valutari e per la propria attività di investimento e di raccolta fondi con strumenti denominati in una valuta diversa da quella nazionale.
L’esposizione al rischio cambio è marginale. In riferimento alle sole realtà bancarie italiane, l’operatività in cambi è gestita dall’Area Finanza della Capogruppo.
Il rischio cambio è amministrato mediante limiti operativi sia per aree di divisa sia per concentrazione su ogni singola divisa. Inoltre, sono stabiliti limiti operativi di stop/loss giornalieri ed annuali.
B. Attività di copertura del rischio di cambio L’Obiettivo primario del Gruppo è quello di gestire in maniera prudente il rischio cambio, tenendo sempre in considerazione la possibilità di cogliere eventuali opportunità di mercato, di conseguenza le operazioni che comportano assunzione di rischio cambio sono gestite mediante opportune strategie di hedging.
Informazioni di natura quantitativa 2. Modelli interni e altre metodologie per l’analisi di sensitività ll profilo di rischio cambio assunto dal Gruppo è poco significativo, considerata l’esposizione in valuta delle poste presenti e le relative coperture realizzate mediante strumenti finanziari derivati.
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212 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati l’applicativo ERMAS5 che, sviluppando tutti i flussi di cassa delle operazioni, consente di valutare e di gestire nei diversi periodi l'eventuale fabbisogno di liquidità della banca generato dallo squilibrio dei flussi in entrata ed uscita.
L’analisi della liquidità strutturale complessiva, è sviluppata su base mensile con la tecnica della Gap Liquidity Analysis, ossia si evidenziano gli sbilanci per data liquidazione dei flussi di capitale nell’orizzonte temporale predefinito.
Al fine di valutare l’impatto di eventi negativi sull’esposizione al rischio si effettuano prove di stress test, condotte a livello consolidato; gli eventi considerati, in particolare, sono:
→deflusso dei conti correnti passivi a vista definiti “non core”;
→mancato afflusso delle poste contrattuali (mutui, leasing, prestiti personali) e a “a vista” a causa dell’aumento del credito deteriorato;
→riduzione di valore del portafoglio titoli di proprietà (Held to collect and sell “HTCS” e Held to collect “HTC”);
→riacquisto Prestiti Obbligazionari emessi;
→utilizzo dei margini disponibili su linee di credito revocabili (rischio chiamata).
Ai fini dell’analisi si costruiscono tre tipologie di scenari:
1. Idiosincratico, definito come perdita di confidenza da parte del mercato del Gruppo;
2. Mercato, definito come perdita derivante da eventi esogeni e come impatto di un generale
declino economico;
3. Combinato, combinazione congiunta degli scenari 1 e 2.
L’orizzonte di simulazione previsto per tutti gli scenari simulati è pari a 1 mese, periodo in cui la Banca dovrà fronteggiare la crisi prima di avviare interventi strutturali.
In relazione alla politica di funding la strategia di finanziamento adottata dal Gruppo, data la situazione economica finanziaria in atto, è indirizzata verso una stabilizzazione della raccolta a breve termine da parte della clientela ordinaria, privilegiando la clientela di dettaglio rispetto 1.4. Gruppo bancario - Rischio di liquidità Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità La gestione del rischio liquidità è effettuata tramite l’Area Finanza di Capogruppo con l’obiettivo di verificare la capacità del Gruppo di far fronte al fabbisogno di liquidità evitando situazioni d’eccessiva e/o insufficiente disponibilità, con la conseguente necessità di investire e/o reperire fondi a tassi sfavorevoli rispetto a quelli di mercato.
L’attività di monitoraggio e reporting periodico sul rischio di liquidità compete alla funzione di Risk Management in coerenza con la soglia di tolleranza al rischio determinata nella Policy per la gestione del rischio di liquidità. L’attività di Tesoreria consiste nell’approvvigionamento e allocazione della liquidità disponibile tramite il mercato interbancario, operazioni di mercato aperto, operazioni in Pronti contro Termine e derivati.
La gestione della liquidità operativa ha l’obiettivo di assicurare la capacità del Gruppo di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti o imprevisti, in un contesto di “normale corso degli affari” (going concern) su un orizzonte temporale di breve termine non superiore ai 3 mesi. Il perimetro di riferimento del report giornaliero della liquidità operativa si riferisce alle poste con elevato livello di volatilità e forte impatto sulla base monetaria. Il monitoraggio e il controllo del rispetto dei limiti operativi sono realizzati mediante l’acquisizione delle informazioni derivanti dalle operazioni di incasso e pagamento, dalla gestione dei conti per i servizi e dall’attività di negoziazione di strumenti finanziari dei portafogli di proprietà.
Il calcolo della counterbalancing capacity permette di integrare il report con tutte quelle attività libere che possono essere prontamente utilizzate sia per essere stanziabili per il rifinanziamento presso la BCE sia per essere smobilizzate. Accanto all’applicazione degli haircut determinati da BCE per i titoli stanziabili e i finanziamenti A.Ba.Co., si predispongono adeguati fattori di sconto (suddivisi per tipologia titolo, rating, divisa) anche per tutti i titoli non stanziabili ma comunque considerati negoziabili opportunamente posizionati in intervalli temporali.
Ulteriore supporto alla gestione del rischio di liquidità deriva dal monitoraggio della liquidità strutturale con l’obiettivo primario del mantenimento di un adeguato rapporto dinamico tra passività ed attività a medio/lungo termine.
L’operatività è misurata con metodologie Asset and Liability Management (A.L.M.) mediante
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213 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati →Monitoraggio e reporting: raccolta e organizzazione strutturata dei risultati al fine di monitorare l’evoluzione dell’esposizione al rischio operativo;
→Determinazione del requisito patrimoniale: che include tutte quelle attività che portano alla determinazione del requisito patrimoniale allocato su tale rischio;
→Mitigazione e controllo: trasferimento del rischio e miglioramento dei processi aziendali.
A supporto del modello di gestione dei rischi operativi sono stati formalizzati i seguenti processi
operativi:
→Loss Data Collection – processo strutturato per la raccolta delle perdite operative manifestate all’interno della Banca;
→Risk Self Assessment – processo strutturato per la valutazione dei rischi operativi potenziali finalizzato ad avere una visione complessiva degli eventi di rischio operativo rappresentata per macro-processo aziendale;
→Determinazione del requisito patrimoniale SMA – il Gruppo calcola il requisito patrimoniale con metodo denominato “Standardised Measurement Approach”. Il Gruppo, al fine di adempiere ai requisiti normativi in materia, si è dotato di uno strumento informatico per la definizione del requisito patrimoniale secondo SMA e sono in corso le attività per la finalizzazione del relativo processo.
La Direzione Risk Management, nell’ambito di quanto definito nella normativa interna, ha strutturato un’adeguata attività di monitoraggio e reporting in tema rischi operativi integrandola con i dettami della normativa di vigilanza in merito a quanto previsto in tema di Coordinamento tra le funzioni di controllo. Relativamente agli eventi pregiudizievoli raccolti nel Database delle Perdite Operative Aziendale (DBPOA), è stato implementato un sistema di reporting in grado di fornire tutte le informazioni riguardanti gli eventi medesimi: numero eventi, ammontare perdite lorde ed eventuali recuperi oltre che specifici approfondimenti richiesti tempo per tempo a livello gestione Tale reportistica è integrata anche con le risultanze del processo di Risk Self Assessment che è svolto con cadenza annuale.
In linea con quanto previsto dalla normativa di riferimento i risultati del processo di Loss Data Collection sono comunicati tramite flusso COREP a Banca d’Italia.
In tema di gestione e monitoraggio del rischio di Terze Parti è stata definita e implementata una specifica metodologia di valutazione.quella all’ingrosso, e a un maggiore ricorso alle operazioni di funding strutturale a medio/ lungo termine, mediante emissioni di obbligazioni garantite (Covered Bond), cartolarizzazioni, prestito titoli ed operazioni in derivati.
Venuta meno la disponibilità della provvista TLTRO III a seguito della conclusione del programma e del completamento dei relativi rimborsi, il Gruppo ha attivato con primarie controparti di mercato linee di finanziamento mediante operazioni di Long Term Repo su attivi di portafoglio, sia eligible sia non eligible. Tale forma di provvista è destinata a essere utilizzata in modo costante e ricorrente, consolidandosi quale componente strutturale del profilo di funding del Banco.
La liquidità del Gruppo al 30 giugno 2026 è ampiamente sotto controllo con un indicatore LCR (Liquidity coverage Ratio) pari a 178,8%.
1.5. Rischi operativi Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo Per “rischio operativo” si intende il rischio di perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni oppure da eventi esogeni, ivi compresi, tra l’altro, il rischio giuridico, il rischio di modello o il rischio relativo alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) ma non il rischio strategico e di reputazione (cfr.
regolamento UE 2024/1623).
Il Gruppo utilizza la definizione di rischio operativo sopra riportata all’interno del modello di gestione dei Rischi Operativi approvato e formalizzato nella normativa aziendale.
In tale ambito è stato definito uno specifico macro-processo di gestione dei rischi operativi (definito Framework di Operational Risk Management - ORM) che si compone delle seguenti
fasi:
→Identificazione: rilevazione, raccolta e classificazione delle informazioni relative ai rischi
operativi;
→Valutazione: valutazione in termini economici dei rischi operativi rilevati connessi
all’operatività aziendale;
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214 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati →procedure antifrode in progressivo potenziamento rispetto alle dinamiche evolutive delle tecniche di attacco informatico;
→procedure di gestione degli incidenti di sicurezza;
→procedure di gestione dei change applicativi ed infrastrutturali;
→sistemi di alerting da minacce anche attraverso il ricorso a servizi SOC (Security Operation Center) da parte di operatori specializzati;
→un servizio di monitoraggio giornaliero delle performance di sicurezza ICT mediante un sistema di rating (valutazione esterna da parte di operatore specializzato ampiamente diffuso a livello mondiale).
Con riferimento ai più recenti sviluppi interni legati alla necessità di far evolvere i framework di gestione del rischio in linea con normative e best practice di riferimento, sono stati effettuati i seguenti principali interventi con impatto sulla normativa interna in ambito IT Operation ed IT Risk Management nonché sugli strumenti a supporto dei processi:
→rafforzamento del framework di gestione del Rischio Informatico e di Sicurezza mediante il progressivo affinamento delle tassonomie interne di scenari e minacce di rischio informatico e l’identificazione di nuovi ambiti di controllo (e.g. artificial intelligence);
→affinamento della metodologia per l’identificazione delle c.d. Critical or Important Functions (CIFs), così come definite dal Regolamento DORA;
→rafforzamento del framework di gestione del Rischio Terze Parti mediante l’introduzione del concetto di materialità, al fine di rendere più specifiche le attività di valutazione del rischio ex-ante, garantendo una maggiore accuratezza nell’individuazione dei servizi strutturalmente a supporto di Critical or Important Functions (CIFs);
→rafforzamento della metodologia di Business Impact Analisys (BIA);
→rafforzamento del processo di incident management e di gestione degli eventi di sicurezza (inclusi i c.d. early warnings);
→creazione di sinergie nella gestione della c.d. “value chain” in ambito ICT mediante l’implementazione ed il costante sviluppo di tool informatici di supporto, con l’obiettivo La sicurezza informatica e la protezione dei dati rappresentano priorità di Banco Desio, che attribuisce importanza centrale alle strategie di gestione dei rischi adottando nel continuo misure conformi alle disposizioni vigenti in materia di privacy, alle normative di sicurezza ed ai principali standard di settore con l’obiettivo di garantire la protezione dei sistemi informativi da eventi che possano avere impatti negativi su Banco Desio e della Brianza e sui diritti degli interessati.
La gestione, il controllo e la misurazione dei rischi informatici e di sicurezza, ivi incluso il rischio cyber, è incardinata nel più ampio sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi adottato dal Banco Desio.
Con riferimento ai principali presidi operativi ed organizzativi attualmente in essere per garantire la sicurezza e la protezione dei dati si rappresenta che il Banco Desio è dotato di:
→un processo di ICT Risk Assessment volto a identificare e misurare l’esposizione al rischio informatico e di sicurezza. Tale processo è inclusivo della valutazione dei rischi derivanti dal sistema informativo della banca acquisito in full-outsourcing da Cedacri S.p.a.;
→un sistema di key risk indicators atti a monitorare nel continuo l’esposizione alle principali minacce informatiche, tra cui: eventi che possano incidere sui rischi connessi alle attività esternalizzate presso il main IT Outsourcer di Gruppo, eventi relativi alla gestione dei processi di IT service management (gestione degli incidenti, change management), eventi connessi ai sistemi di pagamento, ad inclusione di quelli con impatto sul fraud management, eventi in ambito sicurezza informatica (gestione delle vulnerabilità, malware protection, threat intelligence, formazione aziendale in tema di sicurezza informatica);
→un processo di valutazione delle terze parti e dei presidi organizzativi e tecnologici che queste ultime attuano per garantire, tra gli altri aspetti, la sicurezza informatica e la continuità operativa nell’ambito dei servizi erogati sia in fase di contrattualizzazione, sia durante l’intero ciclo di vita del rapporto;
→un processo di DPIA (Data Protection Impact Assessment), volto a valutare la necessità e la proporzionalità dei trattamenti privacy, valutare e gestire gli eventuali rischi per i diritti e le libertà dei soggetti interessati, stabilire la necessità di implementare misure di mitigazione a fronte di eventuali carenze riscontrate in merito all’esistenza e all’efficacia di adeguati presidi fisici, organizzativi e tecnologici;
→formazione interna relativamente alla normativa in tema di sicurezza informativa, data protection ed alle modalità di trattamento e protezione dei dati;
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215 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati di integrazione di una soluzione di transaction monitoring individuata tra i best player di
mercato;
→rafforzato le misure di sicurezza per accesso da remoto del personale con i dispositivi aziendali mediante una soluzione Zero Trust.
Business Continuity Management In particolare, il business continuity management ha assicurato la continuità operativa dei processi critici e sistemici mediante l’individuazione di risorse di business continuity e la possibilità di operare in Smart working, fornendo a tutto il personale individuato dispositivi laptop e smartphone. I nuovi standard implementati all’interno della Business Impact Analysis (BIA) e le analisi di rischio inerente (RIA) hanno portato ad una metodologia più accurata e di dettaglio nell’analisi della resilienza in ottica business continuity. Sono stati inoltre svolti test a garanzia della correttezza delle procedure nei seguenti ambiti: sistemi informativi interni (inclusa la connettività), sistemi esterni (i.e. IT outsourcer Cedacri S.p.A.) dove sono stati eseguiti sia il test “in bolla” (effettuato in un ambiente isolato senza interdipendenze tra sistemi e canali) sia il test dei canali digitali, mercati finanziari e sistemi di erogazione dell’energia elettrica.
Inoltre, sono stati definiti piani di comunicazione e di gestione delle crisi che sono stati testati con una simulazione organizzata con il coinvolgimento del top management. Infine, sono stati definiti, nell’ambito dell’ultimo aggiornamento della normativa interna di riferimento, i Piani di Ripristino per gli scenari previsti dalla regolamentazione cogente.
Rischio relativo alle responsabilità amministrative Per il presidio dei rischi di commissione di reati ai sensi del D.Lgs. n.231/2001 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”, le Società del Gruppo hanno adottato un modello organizzativo di prevenzione. La vigilanza sull’efficace attuazione dei predetti modelli è stata demandata a uno specifico organismo interno.
Rischi connessi al contenzioso legale in essere Per quanto riguarda il rischio legale le singole funzioni aziendali, nei rapporti con la clientela, operano con schemi contrattuali standard e comunque previamente valutati dalle strutture aziendali preposte. Ciò premesso va evidenziato che la maggior parte delle cause passive in corso alla data di riferimento sono ricomprese nell’ambito di vertenze riguardanti controversie relative a contestazioni per usura e per anatocismo ed estinzione anticipata.di efficientare i processi di IT Operations e Risk Management mediante l’integrazione di informazioni e lo scambio di dati.
Gestione Sicurezza Logica In risposta alle esigenze straordinarie emerse in connessione anche al contesto geopolitico di riferimento e in ottica di continuo miglioramento, il Gruppo ha:
→rafforzato le misure di sicurezza contro gli attacchi cyber in coerenza con le iniziative dichiarate nello specifico piano investimenti dichiarato nel documento di "Piano di
Sicurezza Informatica";
→manutenuto e aggiornato le policy rule presenti nei sistemi firewall e i controlli di Office 365 mediante strumenti di analisi avanzati;
→sviluppato ulteriori sinergie con il SOC (Security Operation Center) con adozione di nuovi sistemi di controllo basati su motori di AI con attivazione di sistemi in cloud per la protezione degli utenti in mobilità e la navigazione Internet;
→rivisto le politiche di antispam mediante l’attivazione delle configurazioni di dominio ed il loro monitoraggio (attività di controllo periodica);
→potenziato sistemi di protezione della posta elettronica aziendale alla luce degli attacchi di canale sempre più sofisticati con acquisizione di strumenti avanzati di mercato;
→previsto uno specifico programma formativo per tutti gli utenti interni del Banco Desio in tema di cyber security con particolare focus sugli attacchi di phishing, smishing e vishing;
→rafforzato l’impianto normativo in materia di sicurezza con la redazione di un set documentale ispirato alle best practices internazionali in materia di Sicurezza delle Informazioni (ISO27001) e in ottica di adeguamento al Regolamento DORA;
→potenziati i temi di vulnerability management con definizione di processi di gestione e valutazione delle vulnerabilità dei sistemi informativi anche in ottica di adeguamento RTS del Regolamento DORA;
→rivisto i processi di Fraud Management in ottica di raccolta delle evidenze delle operazioni di online banking e relativa reportistica per le funzioni Legali e di controllo con un progetto
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216 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati coinvolti per l’erogazione dei finanziamenti; le Banche convenute, tra cui Banco Desio, si sono opposte in quanto strumentale ed irrilevante alla luce delle evidenze documentali già depositate. Il Giudice all’udienza per la discussione dei mezzi istruttori ha disposto CTU chiamata per il giuramento alla data del 10 febbraio 2025; gli istituti hanno quindi depositando i documenti contabili utili all’istruttoria. Nel corso delle operazioni peritali il CTU ha proposto alle parti l’esperimento di un tentativo di conciliazione. Il ceto bancario ha proposto alla curatela la somma complessiva di un milione di euro che è stata respinta dalla procedura. È stata quindi disposta la CTU con esame della stessa all’udienza cartolare del 26 maggio 2026. Si è in attesa della fissazione di un’ulteriore udienza;
→Petitum di Euro 7,3 milioni. La Curatela, con citazione notificata nel 2013, ha convenuto avanti al Tribunale di Perugia l’incorporata Banca Popolare di Spoleto unitamente a Banca delle Marche e a Monte dei Paschi di Siena al fine di sentire accertare e dichiarare la nullità e/o inefficacia e/o inopponibilità alla curatela attrice della cessione del credito e, quindi, sentirle condannare, in solido, a versare la somma. La domanda appare destituita di ogni fondamento come confermato anche dal legale fiduciario al quale è stato affidato l’incarico per la costituzione in giudizio. La Banca, unitamente agli altri due istituti di credito, in data 2 dicembre 2009 (circa tre anni prima della dichiarazione di fallimento intervenuta con sentenza del 21 marzo 2013), aveva concesso una apertura di credito alla società fallita, utilizzabile nella forma tecnica dell’anticipo su contratti verso enti pubblici e/o pubblica amministrazione, per l’ammontare di Euro 1 milioni da parte di ciascuna banca; nell’atto di concessione è stata espressamente convenuta la rotatività dell’anticipazione accordata. Il Tribunale di Perugia con sentenza di primo grado nel rigettare le prime due domande, ha accolto la domanda relativa alla proposta di azione revocatoria e per l’effetto ha dichiarato l’inefficacia del contratto di cessione di credito, condannando le tre banche in solido tra loro a restituire al fallimento la somma di Euro 21,9 milioni oltre interessi legali e spese legali. Le banche hanno proceduto ad appellare la sentenza di primo grado che si ritiene infondata in fatto e in diritto, la cui esecutività è stata sospesa medio tempore dalla Corte d’Appello. quest’ultima ha poi rimesso la causa in decisione e si è in attesa di conoscere le scadenze dell’espletamento della CTU;
→Petitum di Euro 5,5 milioni. L’attrice, ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi ex “Legge Marzano”, aveva già promosso nel maggio 2022 un primo giudizio nei confronti del Banco Desio chiedendo al Tribunale di Roma una revocatoria fallimentare per Euro 0,7 milioni. Verso la fine del mese di dicembre 2022 i Commissari Straordinari hanno fatto notificare un secondo atto di citazione, relativo questa volta ad una richiesta risarcitoria per una somma complessiva pari a Euro 389,3 milioni calcolata sulla base dell’aggravio del deficit patrimoniale (o del netto patrimoniale) Nell’ambito della propria operatività, il Gruppo è coinvolto in procedimenti giudiziari in presenza dei quali, ove ritenuto opportuno dalle competenti funzioni aziendali, sono valutate specifiche previsioni di perdita. La seguente tabella riepiloga i contenziosi in corso alla chiusura del periodo di riferimento con i relativi accantonamenti:
Di seguito sono descritte le principali controversie, con petitum superiore ad un milione di euro, in essere alla data di riferimento:
→Petitum di Euro 42,0 milioni. Il credito del Banco Desio, ceduto ad altra società nel dicembre 2017, è stato ammesso al passivo del fallimento per complessivi Euro 1.125.000 collocati, come da domanda, nella classe dei privilegiati ipotecari. In data 28 maggio 2020 era pervenuta, dalla Curatela Fallimentare, lettera di diffida con la quale si formulava richiesta di risarcimento, quantificando il danno nella misura ora reclamata. Identica iniziativa era stata assunta anche nei confronti delle altre banche già affidanti. Nella comunicazione si sosteneva che Banco Desio, pur consapevole dello stato di insolvenza in cui versava la società fallita, avrebbe proseguito il rapporto fiduciario in essere e deliberata l’erogazione di nuovo credito (in parte destinato al ripianamento di precedenti sospesi). È stato immediatamente conferito incarico ad un legale esterno per dare riscontro al Curatore con sollecito quanto fermo diniego ad ogni pretesa. Successivamente alla diffida del fallimento di cui sopra, è pervenuto il formale atto di citazione notificato al Banco ed agli Istituti di Credito coinvolti, per il 31 gennaio 2022 avanti il Tribunale di Roma. La richiesta di risarcimento e la somma sono riconfermate come anche le motivazioni poste a fondamento della domanda giudiziale. Il CTP del Banco ha svolto una consulenza tecnica preliminare ove precisa che deve (anche) escludersi l’imputabilità al Banco del danno come determinato dal ricorrente. All’udienza del 31 ottobre 2022 la Curatela Fallimentare ha insistito per la CTU e l’ordine di esibizione dei fascicoli relativi alle istruttorie compiute dagli istituti Milioni di euro 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 Numero Petitum Fondi stanziatiNumero Petitum Fondi
stanziati
Revocatorie 3 7,4 1,0 6 8,4 1,4 Altre cause passive 1.937 73,2 9,6 1.986 77,6 11,7 Totale 1.940 80,6 10,6 1.992 86,0 13,1
BILANCIO SEMESTRALE 2026
217 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati di parte attrice, che ha proposto appello avverso tale sentenza e la causa è chiamata alla prima udienza dell’11 novembre 2026;
→Petitum di Euro 1,8 milioni. Trattasi di opposizione ad atto di precetto di complessivi Euro 28,1 milioni per un finanziamento bancario in pool in cui Banco Desio è esposto per Euro 1,8 milioni. Il Giudice, con provvedimento notificato il 10 dicembre 2024 ha ritenuto di non concedere la sospensione “inaudita altera parte” ed ha fissato l’udienza per la trattazione in contradditorio al 16 gennaio 2025 poi rinviata al 23 gennaio 2025; in tale udienza, dopo il contraddittorio delle parti in merito all’esecutività e validità del titolo, il Giudice si è riservato. Successivamente, con provvedimento avente data 5 febbraio 2025 il Giudice ha rinviato l’udienza di prima comparizione al 15 maggio 2025. A tale udienza il Giudice si è riservato di decidere sulle istanze istruttorie proposte dall’attrice, a cui le parti convenute, tra cui Banco Desio si sono opportunamente opposte. Il Tribunale di primo grado si è pronunciato a favore del Banco e controparte ha promosso appello chiamato alla prima udienza del 15 settembre 2026;
→Petitum di Euro 1,7 milioni. Controparte ha citato Banco Desio avanti al Tribunale di Prato chiedendo la condanna alla restituzione dell’importo di Euro 1.674.882. Controparte sostiene di essere stata consigliata nel mese di marzo 2020 all’acquisto di un titolo obbligazionario emesso da International Finance Corporation in rubli con scadenza il 24 marzo 2022. Alla scadenza del titolo la Banca ha provveduto ad accreditare sul conto corrente in rubli di controparte la somma rimborsata, relativa al pagamento dell’ultima cedola e al rimborso del capitale, senza renderla disponibile per poi confiscarla alla fine del mese di dicembre 2024 in conformità agli obblighi di cui all’art. 9 del decreto del Presidente della Federazione Russa del 19 marzo 2024, n. 198. Banco Desio ha in un primo momento comunicato l’impossibilità oggettiva di operare in rubli, per via delle sanzioni adottate in conseguenza del conflitto russo-ucraino, ed ha successivamente comunicato la confisca, avvenuta in data 30 dicembre 2024, dell’importo in rubli secondo istruzioni che la banca stessa ha ricevuto dalla banca depositaria. Banco Desio si è costituito in giudizio a ministero dello Studio Pedersoli per resistere alla domanda. La causa è in fase istruttoria ed è stata rinviata al 10 dicembre 2026 per escussione testimoniale;
→Petitum di Euro 1,6 milioni. La parte attrice contesta un conto corrente chiuso in data 6 dicembre 2017 per passaggio a sofferenza con saldo negativo per complessivi Euro 310.217. La controparte cita in giudizio Banco Desio sulla scorta di una perizia econometrica redatta al solo fine di far verificare, dal Tribunale competente, l’applicazione di tassi non contrattualizzati, presuntivamente illegittimi o comunque illegali, nonché il presunto superamento del tasso soglia di usura. Sempre a dire di controparte, proprio in forza della della società concretizzatosi dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2017. La domanda di condanna risarcitoria è stata proposta in via solidale ad un pool composto da 32 istituti di credito e società di factoring, tra cui Banco Desio, ad una società di revisione e ai componenti del consiglio di gestione e del consiglio di sorveglianza di parte attrice. Alla luce dei primi approfondimenti effettuati, stante il fatto che la causa è soltanto all’inizio, la banca allo stato ritiene le richieste di controparte sostanzialmente infondate in considerazione del fatto che gli elementi informativi acquisiti nella fase istruttoria che ha portato alla concessione del mutuo chirografo concesso nel mese di luglio 2016 non erano tali da palesare elementi di dissesto economico-finanziario della controparte che si trovava in una fase di sviluppo del proprio business con investimenti nel settore delle concessioni (anche all’estero e anche mediante l'acquisizione di aziende con specifici know how). La causa è stata interrotta per il decesso di uno dei legali. L’attrice ha depositato ricorso per la riassunzione della causa e il Tribunale ha fissato la prima udienza il 25 febbraio 2025 nel corso della quale, il Giudice - preso atto della mancata ricezione della prova di avvenuta notifica della citazione ad uno dei convenuti (che non risulta, allo stato, ancora costituito in giudizio) e della richiesta di rinvio d’udienza - ha rinviato la causa, con salvezza dei diritti di prima udienza, alla data del 1° luglio 2025; alla predetta udienza il Giudice, alla luce della transazione intervenuta tra la procedura e le parti convenute, ha dichiarato l’estinzione parziale del giudizio limitatamente a queste parti (tra cui Banco Desio) ed ha rinviato la causa al 18 novembre 2025 per verificare il perfezionamento della notifica della citazione al convenuto non costituito Banco Do Brasil S.A.. La prima udienza è fissata per il 26
settembre 2026;
→Petitum di Euro 2,6 milioni. Controparte ha convenuto in giudizio il Banco avanti il Tribunale di Brescia per ottenere la restituzione della somma derivante dalla perdita subita investendo in strumenti finanziari derivati legati a indici di borsa sulle materie prime Oil & Gas. L’attore ha aperto un deposito amministrato nell’ambito del quale ha svolto diverse compravendite in strumenti finanziari prima di concentrare la maggior parte dei propri investimenti negli strumenti finanziari contestati. L’attore tra le varie contestazioni relative alla propria profilatura, alla consulenza svolta dal Banco negli strumenti finanziari, alla presunta gestione surrettizia da parte della Banca nell’ambito dei propri investimenti, lamenta che gli strumenti finanziari siano stati consigliati dalla Banca e che la relativa scheda prodotto non contenesse la spiegazione che a fronte di una certa percentuale di perdita tali strumenti finanziari sarebbero stati ritirati dal mercato e rimborsati al valore ribassato, generando la minusvalenza lamentata da controparte. La contrattualistica risulta correttamente firmata con una profilatura del cliente per cui gli investimenti effettuati risultano appropriati/ adeguati. La causa in decisione è stata rimessa in istruttoria per escussione testimoniale e successivamente è stata disposta CTU. Il Tribunale in primo grado ha respinto le domande
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218 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Rischi connessi al contenzioso tributario in essere Avviso di Rettifica e Liquidazione ai fini dell’imposta di registro operazione Lanternina – In data 1° luglio 2025, la Direzione Provinciale II di Milano dell’Agenzia delle Entrate (l’Ufficio) ha notificato al Banco l’Avviso di Rettifica e Liquidazione Atto n. 2023 IT 020572 000 (“l’Avviso”), emesso ai fini dell’imposta di registro relativamente all’Operazione Lanternina. L’Avviso accerta un maggior valore dei due rami d’azienda e quindi una maggiore imposta di registro pari a 0,578 milioni di euro, oltre alle relative sanzioni pari a 0,598 milioni di euro, per un totale di 1,176 milioni di euro oltre a interessi. Le motivazioni recate dall’Avviso, valutate dal Banco con il supporto di qualificati consulenti, sono da ritenersi inadeguate e prive di fondamento. In data 29 settembre 2025 Banco Desio ha provveduto ad impugnare l’Avviso dinnanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Milano. L’Agenzia delle Entrate si è costituita in giudizio resistendo ai motivi di impugnativa formulati e chiedendo il rigetto del ricorso, con la condanna di Banco Desio alla refusione delle spese di lite. In esito all’udienza del 9 febbraio u.s., la Corte ha successivamente depositato sentenza di parziale accoglimento del ricorso annullando l’Avviso per la parte relativa alle sanzioni e riducendo, pertanto, l’importo complessivamente contestato a 0,578 milioni di euro. Banco Desio convinto dell’illegittimità della pretesa, al fine di ottenere l’annullamento anche della maggiore imposta di registro accertata, proseguirà il contenzioso impugnando la sentenza di primo grado.segnalazione a sofferenze di cui sopra, l’attrice avrebbe visto progressivamente ridursi il proprio credito, sia da parte degli istituti di credito, sia da parte dei fornitori. Tale difficoltà economico finanziaria, in base a quanto argomentato da controparte, avrebbe pertanto causato un presunto danno patrimoniale, complessivamente quantificato da controparte in Euro 1,4 milioni, nonché un presunto danno non patrimoniale quantificato in Euro 85 mila per ogni anno di segnalazione, da liquidarsi anche in via equitativa. A scioglimento della riserva assunta all'udienza del 17 gennaio 2022, il Giudice ha solo parzialmente ammesso le prove articolate, rinviando all’udienza del 4 luglio 2022 ove la banca, come disposto dal Giudice, ha prodotto l’originale del contratto di conto corrente e la documentazione relativa, mentre controparte ha insistito nella richiesta di CTU. Banco Desio, dopo aver eccepito l’infondatezza di quanto ex adverso dedotto, ha chiesto il rinvio per la precisazione delle conclusioni. Il Giudice ha disposto CTU grafologica da verificare all’udienza del 24 aprile 2024, disponendo la custodia in cassaforte dell’originale prodotto in atti. A tale udienza il Giudice si è riservato di decidere sulle ulteriori istanze istruttorie proposte dall’attrice. La causa è ora in decisione;
→Petitum di Euro 1,6 milioni. Parte attrice ha convenuto in giudizio Banco Desio avanti al Tribunale di Teramo per ottenere la restituzione di Euro 1,6 milioni a seguito di operazioni ritenute nulle e illegittime aventi ad oggetto delle gestioni patrimoniali e un atto di pegno a garanzia di una società. Controparte contesta di non aver mai disposto la vendita di strumenti finanziari per il complessivo importo di un milione di euro da una gestione patrimoniale (vendita che sarebbe stata disposta da soggetto non facoltizzato, legale rappresentante della società garantita) il cui importo sarebbe servito per l’apertura di due nuove gestioni patrimoniali poste a garanzia di affidamenti della società che controparte afferma non aver mai costituito ed essere di conseguenza stata costretta a bonificare importi per 460.000 euro al fine di ripianare gli affidamenti della società. A seguito di escussione testimoniale, la causa è rinviata al 18 gennaio 2028 per precisazione delle conclusioni;
→Petitum di Euro 1,5 milioni. Parte attrice ha convenuto in giudizio il nostro Istituto avanti il Tribunale di Spoleto per ottenere la restituzione di Euro 1,5 milioni che ritiene essere stati illegittimamente percepiti dal Banco principalmente per: anatocismo, interessi ultralegali, commissione di massimo scoperto, commissione istruttoria veloce (civ), commissione messa a disposizione fondi, commissioni e spese non pattuite con riferimento a due conti correnti ordinari e ai relativi affidamenti. Alla prima udienza del 15 aprile 2025 è stata disposta CTU.
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219 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Informazioni di natura quantitativa Il numero di eventi pregiudizievoli rilevati dal Gruppo al 30 giugno 2026 ammonta a 1.511 eventi, la numerosità deriva in via prevalente dall’incertezza giuridica determinata dalla c.d.
“sentenza Lexitor” gestita dalle controllate Fides e Dynamica Retail. Il risultato del processo di raccolta degli eventi pregiudizievoli è riassunto nella tabella di seguito riportata:
Il valore di perdita operativa lorda è pari a 1.415 migliaia di euro su cui, nel corso del periodo di riferimento, sono stati effettuati accantonamenti per 498 migliaia di euro e si sono manifestati recuperi per 0 migliaia di euro; conseguentemente la perdita operativa netta ammonta a 1.415 migliaia di euro.Tipo Evento % Eventi % perdita lorda sul totale% perdita netta sul totale% Recuperi FRODE INTERNA Perdite dovute ad atti di frode, appropriazione indebita, aggiramento di statuti, leggi o politiche aziendali (esclusi gli episodi di discriminazione), che coinvolgono almeno un membro interno della banca0,00% 0,00% 0,00% 0,00% FRODE ESTERNA Perdite dovute ad atti di frode, appropriazione indebita, aggiramento di statuti, leggi o politiche aziendali (esclusi gli episodi di discriminazione) perpetuati da parte di terzi0,60% 5,18% 5,18% 0,00% CONTRATTO DI LAVORO E SICUREZZA SUL POSTO DI LAVORO Perdite dovute ad azioni in contrasto con le leggi e i contratti di lavoro, sanitarie e sicurezza sul posto di lavoro, e al risarcimento per infortunio o per episodi di discriminazione0,13% 2,22% 2,22% 0,00% ATTIVITA’ RELAZIONALE CONNESSA A CLIENTI, PRODOTTI E CANALI Perdite per incapacità (non intenzionale o per negligenza) di realizzare impegni professionali presi con la clientela (compresi i requisiti fiduciari e di adeguata informazione sugli investimenti45,40% 71,00% 71,00% 0,00% DANNI AGLI ASSET Rientrano in questa categoria gli eventi di origine naturale o riconducibili ad azioni compiute da soggetti esterni che provocano danni ai beni materiali della banca0,07% 0,04% 0,04% 0,00% INTERRUZIONE ATTIVITA’ E DISFUNZIONI DEI SISTEMI Perdite derivanti dal blocco di sistemi informatici o di collegamenti di linea 0,07% 0,36% 0,36% 0,00%
ESECUZIONE DELLE DISPOSIZIONI, EROGAZIONE DEI PRODOTTI E GESTIONE DEI PROCESSI 53,73% 21,20% 21,20% 0,00%
TOTALE Gruppo Banco Desio e della Brianza 100,00% 100,00% 100,00% 0,00%
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220 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Desio ha corrisposto agli aventi diritto il corrispettivo in denaro (ossia 4,61 euro per ciascuna azione SCM portata in adesione) e così per un totale di 10.059.490,22 euro.
Alla luce dei risultati definitivi dell'Offerta sopra indicati, Banco Desio ha altresì adempiuto all’Obbligo di Acquisto ai sensi dell’art. 108, comma 1, del TUF in relazione alle rimanenti n.
52.162 Azioni, pari al 2,335% del capitale sociale di SCM (le “Azioni Residue”), dando corso alla Procedura Congiunta.
In data 6 maggio 2026, a fronte dell’avvenuto deposito e la disponibilità delle somme per il pagamento del corrispettivo della Procedura Congiunta per un totale di 240.466,82 euro (ossia 4,61 euro per ciascuna delle Azioni Residue), Banco Desio ha ottenuto in pari data il trasferimento della proprietà delle n. 52.162 Azioni Residue.
Borsa Italiana ha disposto la sospensione delle azioni di SCM dalle negoziazioni su Euronext Growth Milan nelle sedute del 4 e del 5 maggio 2026 e il Delisting a partire dalla seduta del 6 maggio 2026.
Per un’informativa dettagliata si rinvia al Documento di Offerta, al Prospetto informativo e a tutta la documentazione messa a disposizione ai sensi di legge, nonché alle singole comunicazioni tempo per tempo effettuate circa l’evoluzione dell’Offerta e del suo esito.
In esecuzione dell’accordo quadro sottoscritto in data 25 novembre 2025 con i soci di The Shuttle Srl, veicolo societario riconducibile al management di SCM SIM, Banco Desio in data 27 maggio 2026 ha trasferito a The Shuttle la piena proprietà di n. 259.102 azioni SCM (pari all’11,597% del capitale sociale) a fronte del medesimo prezzo per azione previsto dall’OPA (ossia 4,61 euro per azione) e così per un totale di 1.194.460,22 euro.
Trattamento contabile dell’operazione L’Offerta Pubblica di Acquisto che ha permesso di ottenere il controllo di SCM da parte di Banco Desio si configura come una “business combination” (aggregazione aziendale) da contabilizzare in base alle previsioni dell’International Financial Reporting Standard (IFRS) 3, che prevede l’applicazione del metodo dell’acquisizione.
Il principio prevede l’applicazione del metodo dell’acquisizione, sulla base del quale, alla data dell’acquisizione che è identificata nella data di regolamento dell’Offerta (30 aprile 2026), la Capogruppo in qualità di acquirente deve, in estrema sintesi, allocare il costo dell’aggregazione (cosiddetta PPA, “Purchase Price Allocation”) alle attività identificabili acquisite ed alle Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami
d’azienda
Acquisizione del controllo di Solutions Capital Management SIM S.p.A.
In data 25 novembre 2025 il Consiglio di Amministrazione di Banco di Desio e della Brianza S.p.A. (di seguito “Banco Desio”) ha approvato il lancio di un’Offerta Pubblica di Acquisto volontaria per cassa (di seguito “OPA” o “Offerta”), avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Solutions Capital Management SIM S.p.A. (“SCM SIM” o “SCM”), pari a 2.234.264 azioni ordinarie.
Alla data dell’Offerta, Banco Desio non deteneva azioni ordinarie di SCM. Al riguardo si precisa che HPS Holding Partecipazioni Societarie S.r.l. (“HPS”), all’epoca azionista di controllo di SCM, alla medesima data aveva assunto nei confronti di Banco Desio l’impegno di portare in adesione all’Offerta le azioni dalla stessa detenute in SCM, pari, alla data di sottoscrizione dell’impegno di adesione, a complessive n. 1.793.680 azioni ordinarie di SCM, rappresentative dell’80,28% del capitale sociale.
L’efficacia dell’Offerta era subordinata all’ottenimento delle Autorizzazioni Preventive e al verificarsi di ciascuna delle Condizioni di Efficacia dell’OPA per cui si rinvia al Documento di Offerta e al Prospetto informativo.
Il corrispettivo unitario dell’Offerta era pari ad 4,61 euro in contanti (il “Corrispettivo”) con un periodo di adesione all’Offerta previsto tra il 30 marzo 2026 e il 24 aprile 2026 (successivamente prorogato all’8 maggio 2026).
In data 27 aprile 2026, Banco Desio ha comunicato l’avveramento della condizione soglia minima del 95% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee di SCM, ottenuta durante il periodo di adesione. Alla chiusura di tale periodo, risultavano portate in adesione n. 2.182.102 azioni SCM, pari al 97,665% del capitale sociale. Pertanto, in considerazione dell’avveramento (ovvero rinuncia) delle rimanenti Condizioni di Efficacia, l’OPA è divenuta efficace.
In data 30 aprile 2026, a fronte del trasferimento del diritto di proprietà delle azioni SCM, Banco
BILANCIO SEMESTRALE 2026
221 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati evidenziandone le differenze con il relativo valore contabile; in considerazione del breve lasso temporale tra l’acquisizione, intervenuta il 30 aprile 2026, e la chiusura del periodo di riferimento (30 giugno 2026), le analisi volte alla determinazione dei fair value ai fini della PPA definitiva saranno condotte, con il supporto di un primario esperto terzo indipendente, ai fini della redazione del Bilancio 2026.
Situazione patrimoniale di SCM SIM al 30 aprile 2026passività assunte, entrambe misurate ai relativi fair value. L’eventuale eccedenza del costo dell’aggregazione non allocato deve essere iscritta come avviamento (goodwill); diversamente la differenza negativa, derivante dalla contabilizzazione dell’aggregazione a prezzi favorevoli è rilevata nel conto economico come avviamento negativo (negative goodwill o badwill).
L’IFRS 3 permette che la contabilizzazione iniziale di una aggregazione aziendale possa essere provvisoria e concede all’acquirente un periodo di 12 mesi7 per ottenere le informazioni necessarie a identificare e valutare gli elementi necessari ai fini della contabilizzazione definitiva dell’aggregazione aziendale, rettificando gli importi provvisori con effetto retroattivo dalla data di acquisizione. Avvalendosi di tale facoltà prevista dal principio, in occasione della Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 è stato determinato un importo provvisorio del goodwill derivante dall’aggregazione aziendale che sarà reso definitivo ai fini della redazione del Bilancio 2026, alla luce delle ulteriori informazioni che saranno ottenute nel processo di PPA.
Per quanto riguarda la determinazione del costo dell’aggregazione, il corrispettivo trasferito in una aggregazione aziendale deve essere determinato sulla base dei fair value, alla data di acquisizione, delle attività trasferite dall’acquirente ai precedenti soci dell’acquisita, delle passività sostenute dall’acquirente per tali soggetti e delle interessenze emesse dall’acquirente.
Nel caso di specie il corrispettivo trasferito è risultato pari a 10,30 mln di euro, costituito dalla sommatoria di (i) 10,06 mln di euro, pari al corrispettivo in denaro per l’OPA regolata il 30 aprile 2026, e di (ii) 0,24 mln di euro, pari al corrispettivo in denaro per lo squeeze out ex art. 108, comma 1, del TUF regolato il 6 maggio 2026.
Ai fini della contabilizzazione dell’acquisizione si è proceduto innanzitutto a confrontare il patrimonio netto di SCM SIM al 30 aprile 2026 pari a 2,87 mln di euro con il costo dell’aggregazione complessivo (10,30 mln di euro).
La situazione patrimoniale di primo consolidamento è rappresentata dai saldi di SCM acquisiti alla data del 30 aprile 2026, che confluiscono, linea per linea, nel bilancio consolidato del Gruppo alla medesima data mentre il contributo di SCM al conto economico consolidato è stato recepito a partire dal 1° maggio 2026.
Al fine della determinazione del goodwill, le principali attività sottostanti alla finalizzazione della PPA riguardano la valutazione al fair value delle poste di bilancio della società acquisita Euro/000 Voci dell'attivo SCM SIM Differenze di FV FV di acquisizione 10. Cassa e disponibilità liquide 1.215 1.215 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato1.208 - 1.208 c) crediti verso clientela 1.208 1.208 80. Attività materiali 781 781 90. Attività immateriali 58 58 100. Attività fiscali 704 - 704 a) correnti 29 29 b) anticipate 675 675 120. Altre attività 2.163 2.163 Totale attivo 6.129 - 6.129 7) L’IFRS 3, par. 45, prevede che il periodo di misurazione entro il quale ottenere le informazioni necessarie per effettuare la valutazione al fair value delle attività nette acquisite - e terminare quindi il processo di allocazione dell’aggregazione - ter -
mini non appena l’acquirente abbia ricevuto tutte le informazioni necessarie alla data di acquisizione o abbia appurato che non sia possibile ottener maggiori informazioni per la misurazione a fair value delle poste acquisite. In ogni caso il periodo di valutazione non potrà protrarsi per oltre un anno dalla data di acquisizione.
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222 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Rilevazione e valutazione dell'avviamento Il confronto, dunque, tra il costo dell’aggregazione complessivo e il patrimonio netto di SCM al 30 aprile 2026 al netto degli effetti preliminari della PPA sopra rappresentati, determina un avviamento provvisorio di 7,4 mln di euro.Euro/000 Voci del passivo e del patrimonio netto SCM SIM Differenze di FV FV di acquisizione 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato1.327 - 1.327 a) debiti 1.327 1.327 60. Passività fiscali 2 - 2 a) correnti - -
b) differite 2 2 80. Altre passività 1.491 1.491 90. Trattamento di fine rapporto del personale215 215 100. Fondi per rischi ed oneri 223 223 110. Capitale 2.234 2.234 140. Sovrapprezzi di emissione 341 341 150. Riserve 709 709 160. Riserve da valutazione 6 6 170. Utile (Perdita) d'esercizio (419) (419) Totale passivo e patrimonio netto 6.129 - 6.129 Patrimonio Netto al 30.04.2026 2.871 Euro/000 Costo di acquisizione del 100% CS (corrispettivo trasferito ex IFRS 3.37)10.300 di cui corrispettivo pagato in denaro il 30 aprile 2026 per l’OPA10.060 di cui corrispettivo pagato in denaro il 6 maggio 2026 per lo squeeze out240 Rilevazione e valutazione dell'avviamento o di un utile derivante da un acquisto a prezzi favorevoli
(ex IFRS 3.32)
Patrimonio Netto di SCM SIM alla data di acquisizione 2.871 [A] Valore di acquisizione 10.300 [B] Storno degli avviamenti iscritti da SCM SIM - [C] Goodwill al lordo degli adeguamenti al fair value delle poste contabili7.429 [D] = - [A] + [B]
+ [C]
Effetti di adeguamento al fair value delle poste contabili - [E] Patrimonio Netto di SCM SIM al fair value alla data di acquisizione2.871 [F] = [A] + [C] + [E] Goodwill alla data di acquisizione 7.429 [G] = [B] - [F]
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223 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati b. sulle altre eventuali singole operazioni con parti correlate, come definite ai sensi dell’articolo 2427, secondo comma, del codice civile, concluse nel periodo di riferimento, che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo;
c. su qualsiasi modifica o sviluppo delle operazioni con parti correlate descritte nell'ultima relazione annuale che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo, nel semestre di riferimento si segnala la realizzazione dell’operazione di acquisizione di Solutions Capital Management SIM SpA di cui infra, al paragrafo “Società controllate” (si rimanda al precedente paragrafo “Eventi societari di rilievo”), I rapporti con parti correlate sono generalmente regolati a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard e trovano comunque la loro giustificazione nell’interesse del gruppo di appartenenza. Il raffronto con le condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard viene indicato nella rendicontazione periodica verso gli Organi Sociali delle operazioni poste in essere.
In tale contesto, non si segnalano operazioni in essere al 30 giugno 2026 che presentino profili di rischio particolare rispetto a quelli valutati nell’ambito dell’ordinario esercizio dell’operatività di natura bancaria e della connessa attività finanziaria o che comunque presentino profili di atipicità/inusualità degni di nota.
Nei paragrafi seguenti sono riepilogati, in un logica prudenziale di gestione unitaria dei potenziali conflitti d’interesse, i rapporti in essere con la Società Controllante, le Società Controllate e Collegate, nonché con gli altri soggetti collegati ai sensi dell’art. 53 TUB e/o dell’Art. 2391-bis c.c. (inclusi i soggetti trattati ai sensi dell’Art. 136 T.U.B. in conformità alla normativa anche interna vigente), evidenziando in particolare i saldi dei rapporti di c/c e dei dossier titoli alla chiusura del semestre.
I – Società controllante In data 3 luglio 2023, Banco Desio ha sottoscritto con la Controllante Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A. (“Brianza Unione”), un accordo per la sottoscrizione da parte di quest’ultima di un Bond Tier 2 Subordinato 10Y non call 5Y per un importo pari a 60 milioni di euro.
L’emissione del Bond Tier 2 Subordinato da parte di Banco Desio è stata contestuale all’emissione, Operazioni con parti correlate 1 - Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica Per le informazioni sui compensi relativi a chi ha il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della Banca, definizione in cui rientrano gli amministratori, i membri degli organi di controllo e i dirigenti con tali responsabilità strategiche si rinvia alla “Relazione sulla Politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti” al 31 dicembre 2025 redatta ai sensi dell’Art. 123-ter T.U.F . e pubblicata sul sito internet all’indirizzo www.bancodesio.it.
2 - Informazioni sulle transazioni con parti correlate La Procedura Interna (“Regolamento Interno”) per la gestione delle operazioni con soggetti collegati e soggetti inclusi nel perimetro di applicazione dell’Art. 136 TUB, adottata in conformità al Regolamento Consob n. 17221/2010, come aggiornato dalla Delibera n. 21624/2020 ed integrata a suo tempo in conformità alle Disposizioni di Vigilanza Prudenziale in materia di attività di rischio e conflitti d’interessi nei confronti dei soggetti collegati alla Banca o al Gruppo bancario ai sensi dell’Art. 53 TUB e da ultimo integrata in conformità al 35° aggiornamento della Circolare Banca d’Italia n. 285 e relativo atto di emanazione in attuazione della Direttiva UE c.d. CRD5, è descritta nella “Relazione Annuale sul Governo Societario” al 31 dicembre 2025. La Procedura stessa è pubblicata, in ottemperanza al Regolamento citato, sul sito internet all’indirizzo www.bancodesio.it, sezione “Chi siamo/Governance/Documenti societari/Soggetti Collegati”.”.
Premesso che, ai sensi dell’art. 5 del Regolamento Consob n. 17221/2010 e dell’art. 154-ter del TUF dallo stesso richiamato, vanno fornite informazioni periodiche:
a. sulle singole operazioni “di maggiore rilevanza” concluse nel periodo di riferimento, per tali intendendosi le operazioni che, anche cumulativamente, superano le soglie previste nell’Allegato 3 del Regolamento citato8;
8) Per quanto attiene all’indice di rilevanza del controvalore delle operazioni con parti correlate, la Procedura Interna fa riferimento ad una soglia di rilevanza pari ad Euro 37,5 milioni (corrispondente al 5% del patrimonio di vigilanza consolidato rilevato alla data di adozione della Procedura stessa).
BILANCIO SEMESTRALE 2026
224 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati del capitale sociale della SGR - e dei contenuti previsti dagli accodi di partnership rinnovati (accordo di investimento, accordo quadro commerciale, patti parasociali), risulta attualmente in essere una partecipazione di collegamento con la predetta società.
Banco Desio risulta inoltre tra i principali investitori del Fondo “Anthilia GAP – Special Situation Fund”. L’operazione di investimento (fino ad un ammontare massimo Euro 23.000.000) nel predetto fondo di investimento alternativo è stata sottoposta al parere preventivo del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati in considerazione delle caratteristiche di “non ordinarietà” dell’operazione stessa. Per completezza si segnalano le sottoscrizioni per un controvalore di Euro 7.000.000 nei Fondi aperti Planetarium Fund – Anthilia White e Planetarium Fund – Anthilia Yellow.
Banco Desio risulta altresì tra i principali investitori del nuovo Fondo “Anthilia BIT V” (con un investimento pari ad Euro 20 milioni). L’operazione è stata analogamente sottoposta al parere preventivo del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati in considerazione delle caratteristiche di “non ordinarietà” della stessa.
Per maggiori dettagli si rinvia a quanto descritto nella Nota Integrativa della presente relazione alla voce “Le Partecipazioni – voce 70”.
II - Operazioni con Esponenti e con soggetti riconducibili agli stessi9 Per quanto riguarda le operazioni di affidamento approvate nel primo semestre 2026 ai sensi dell'art. 53 del TUB (anche in conformità alle nuove disposizioni introdotte dal Decreto Legislativo di recepimento della Direttiva 2013/36/UE, c.d. CRD IV) e/o dell’art. 2391-bis c.c.
(inclusi i soggetti trattati ai sensi dell’Art. 136 TUB in conformità alla normativa anche interna vigente), si segnala che si è trattato principalmente di ordinarie operazioni di erogazione del credito a Esponenti del Banco e/o a soggetti agli stessi connessi (per tali intendendosi gli amministratori, i componenti degli organi di controllo ed i dirigenti con responsabilità strategiche nel Banco e nelle società in rapporto di controllo). Tali legami non hanno influito sull’applicazione dei normali criteri di valutazione del merito creditizio. L’ammontare complessivo accordato sulle n. 32 posizioni in essere al 30 giugno 2026 è pari ad Euro 7,3 Milioni circa e i relativi utilizzi ammontano globalmente a Euro 2 Milioni circa.
Per quanto concerne i rapporti di raccolta intrattenuti dal Banco direttamente con gli Esponenti, nonché con soggetti connessi si segnala altresì che i saldi complessivi al 30 giugno da parte di Brianza Unione, di un prestito obbligazionario nella forma di private placement con le medesime caratteristiche, interamente sottoscritto da investitori professionali.
Le due emissioni di Bond Tier 2 Subordinati - tuttora in essere - si collocano nel più ampio contesto di un’operazione finalizzata a determinare l’apposizione di una passività Tier 2 nel quadro della disciplina prudenziale applicabile ai sensi del CRR ai fini di vigilanza prudenziale individuale e consolidata, rispettivamente di Banco Desio e del Gruppo Bancario Banco Desio (l’“Operazione”).
Per i dettagli dell’Operazione, si rinvia al documento informativo, redatto da Banco Desio ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del Regolamento OPC reso disponibile al pubblico, nei termini di legge, presso la sede sociale di Banco Desio, sulla piattaforma di stoccaggio 1INFO (all’indirizzo www.1info.it), nonché sul sito internet di Banco Desio (sezione Chi siamo/Governance/ Documenti societari/Soggetti collegati).
Alla chiusura del semestre, i saldi debitori (verso clientela) nei confronti della Controllante Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado SapA ammontano a complessivi Euro 0,4 milioni.
Si segnala, altresì, la posizione relativa al Dossier Titoli pari ad Euro 1 miliardo.
Con la medesima Società è stato rinnovato l’accordo di servizio disciplinante i diritti e obblighi reciproci inerenti alle attività contabili e segnaletiche delegate a Banco Desio relativamente al consolidamento prudenziale ai sensi degli artt. 11 e 99 del Regolamento UE n. 575/2013 (CRR) ed è stato stipulato un contratto di locazione per una porzione immobiliare ad uso ufficio in Desio per la durata da febbraio 2025 a dicembre 2026. I corrispettivi a favore di Banco Desio sono di ammontare esiguo e sono stati comunque determinati con la stessa metodologia degli analoghi accordi con le società Controllate. Si precisa che anche tale operazione ricade nell’ambito di applicazione dell’art. 136 TUB in virtù delle cariche rivestite da alcuni Esponenti di cui al successivo paragrafo “Operazioni con Esponenti e con soggetti riconducibili agli stessi”.
Società collegate
Si rammenta che, in data 29 giugno 2022, a seguito dell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni di legge, è stata data esecuzione agli Accordi di partnership per l’ingresso di Banco Desio nel capitale sociale di Anthilia Capital Partners SGR S.p.A. (di seguito “Anthilia” o la “SGR”). In virtù dell’entità della partecipazione detenuta nella predetta Società - pari al 15% 9) Soggetti collegati ai sensi dell’art. 53 TUB (inclusi i soggetti trattati ai sensi dell’A rt. 136 TUB) e/o dell’art. 2391-bis c.c. (diversi dalla Società Controllante e dalle Società in rapporto di controllo/collegamento)
BILANCIO SEMESTRALE 2026
225 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati 2026 ammontano ad Euro 520,8 milioni circa nei debiti verso la clientela (comprensivo di Euro 483,3 milioni circa nei dossier titoli).
Sono esclusi dai computi suddetti le operazioni e i saldi riferiti alla Società controllante di cui al precedente paragrafo I ed alle Società controllate e collegate.
Il dettaglio relativo ai predetti rapporti di affidamento e di raccolta di cui al presente paragrafo è esposto nella seguente tavola:
In conformità alla Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 si precisa che l’incidenza complessiva dei saldi, indicati nei precedenti paragrafi, sotto il profilo patrimoniale, finanziario ed economico, risulta sostanzialmente marginale.Saldi al 30.06.2026 (Espressi in €/milioni) Operazioni di affidamento:
Ammontare accordato 7,3 Ammontare utilizzato 2 Operazioni di raccolta:
Ammontare c/c e d/r (a) 37,5 Ammontare dossier titoli (b) 483,3 Totale (a+b) 520.8
BILANCIO SEMESTRALE 2026
226 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati – anche con l’individuazione di specifici KPI - come declinate nel Masterplan aziendale. La politica in materia di remunerazione del Gruppo Banco Desio è neutrale rispetto al genere del personale.
La remunerazione del personale dipendente del Gruppo prevede una componente variabile (incentivo) collegata al sistema di incentivazione con periodicità annuale (Short Term Incentive), il cui riconoscimento è subordinato alla contestuale positiva verifica di predefinite condizioni di accesso (cancelli) costituite da indicatori di adeguatezza patrimoniale, adeguatezza della liquidità e di redditività. Successivamente alla verifica dei cancelli, ma in via anticipata rispetto alle eventuali erogazioni, l’ammontare delle risorse economiche effettivamente disponibile è determinato in ragione dei risultati economici conseguiti, definiti e monitorati, in coerenza con il quadro di propensione al rischio del Gruppo, nell’ambito del Risk Appetite Framework.
L’incentivo del personale più rilevante identificato nell’anno 2025 è corrisposto nell’arco di cinque anni, suddiviso in una quota up-front e in quattro quote differite annuali subordinate alla positiva verifica di future condizioni. La quota up-front a prescindere dal beneficiario è pari al:
→60% dell’incentivo riconosciuto, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua sia inferiore a 436 mila euro;
→40% dell’incentivo riconosciuto, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua sia pari o superiore a 436 mila euro.
Il valore di 436 mila euro rappresenta per il Gruppo il livello di remunerazione variabile di importo particolarmente elevato, determinato in coerenza al criterio stabilito dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia.
Il 50% della quota up-front dell’incentivo è riconosciuto in “phantom shares Banco Desio” rappresentative di azioni ordinarie di Banco Desio. Le quote differite sono costituite da:
→quattro quote annue differite nel periodo quadriennale successivo all’anno di maturazione della quota up-front, per il 50% in phantom shares Banco Desio, per il personale più rilevante non indicato al punto precedente.
→cinque quote annue differite nel periodo quinquennale successivo all’anno di maturazione della quota up-front, per il 55% in phantom shares Banco Desio, per il personale più rilevante apicale nel caso in cui l’importo della remunerazione variabile individuale annua riconosciuta sia pari o superiore a 436 mila euro;Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali A. Informazioni di natura qualitativa 1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri
strumenti patrimoniali
1.1 Remunerazione collegata a sistemi di incentivazione: piani di compensi basati su azioni Banco di Desio e della Brianza S.p.A., in qualità di Capogruppo, predispone l'annuale Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione della Banca d'Italia (Circolare n. 285/2013, 37° aggiornamento del 24 novembre 2021, Parte Prima, Titolo IV, Capitolo 2 "Politiche e prassi di remunerazione e incentivazione"), dell'art.123-ter del Decreto Legislativo 58/1998 ("Testo Unico della Finanza" o "TUF") e successive modificazioni e dell'art.
84-quater della delibera Consob n.11971/1999 e successive modificazioni ("Regolamento Emittenti").
La politica in materia di remunerazione ("Policy") rappresenta un’importante leva gestionale, ai fini di attrarre, motivare e trattenere il management e il personale e di orientarne i comportamenti verso una logica di contenimento dei rischi assunti dall’intermediario (inclusi quelli legali e reputazionali) e di tutela e fidelizzazione del cliente, in un’ottica di correttezza delle condotte e gestione dei conflitti di interesse. Essa è inoltre funzionale al perseguimento del successo sostenibile, che si sostanzia nella creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti tenendo conto degli interessi di tutti gli stakeholder rilevanti per il Gruppo.
La Policy 2026 definisce le linee guida dei sistemi di remunerazione e incentivazione del personale del Gruppo con l’obiettivo di favorire il perseguimento delle strategie, degli obiettivi e dei risultati di lungo periodo, in coerenza con il quadro generale di politiche di governo e di gestione dei rischi nel rispetto dei livelli di liquidità e patrimonializzazione.
Con riferimento ai fattori ESG (Environmental, Social, Governance), la Policy 2026, proseguendo il percorso avviato negli anni scorsi, rafforza ulteriormente la correlazione tra la remunerazione variabile del management e del personale e le azioni strategiche inerenti alle tematiche ESG
BILANCIO SEMESTRALE 2026
227 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati →la relazione sui compensi corrisposti nell’esercizio 2025 contenuta nella Sezione II della medesima “Relazione sulla politica in materia di remunerazione 2026 e sui compensi corrisposti 2025”.
Per maggiori informazioni di dettaglio si rinvia a quanto contenuto nei documenti “Relazione sulla politica in materia di remunerazione 2026 e sui compensi corrisposti 2025” e “Documento Informativo relativo al Piano “sistema incentivante 2026” basato sull’assegnazione di phantom shares” e “Documento informativo relativo al piano di incentivazione di lungo termine “LTI 2024-2026” basato sull’assegnazione di phantom shares”, pubblicati nel sito istituzionale all’indirizzo www.bancodesio.it.
.
1.2 Piani di compensi basati su azioni di esercizi precedenti Il Consiglio di Amministrazione di Banco Desio in data 10 febbraio 2026 ha preso atto della maturazione, nell’esercizio 2026 della componente azionaria delle quote differite di incentivo di breve termine, riferite ai Piani di incentivazione basati sull’assegnazione di phantom shares Banco Desio in corso di validità e approvati sulla base delle precedenti delibere assembleari.
Per un maggior dettaglio sulle modalità e sui termini di attribuzione delle azioni a valere sui Piani sopra richiamati si rinvia ai relativi “Documenti Informativi” pubblicati sul sito istituzionale all’indirizzo www.bancodesio.it.
1.3 Rappresentazione dei piani di compensi basati su azioni Le componenti di remunerazione per il personale più rilevante sopra descritte (STI 2022, STI 2023, STI 2024, STI 2025 e LTI 2024-2026), che prevedono il pagamento basato su phantom shares di Banco Desio, si configurano come piani di gruppo "cash settled" in accordo con le previsioni del principio contabile IFRS 2 Pagamenti basati su azioni.
Tali pagamenti basati su azioni sono rilevati nel bilancio consolidato nella voce dello stato patrimoniale passivo "Fondi per rischi ed oneri" in contropartita del conto economico nella voce "Spese per il personale".
Le società controllate invece, nel proprio bilancio separato, contabilizzano il costo di competenza del periodo nella voce di conto economico "Spese per il personale" in contropartita della voce “Riserve” di patrimonio netto.Come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua risulti inferiore o pari alla soglia di rilevanza di 50 mila euro e contestualmente inferiore o pari a un terzo della remunerazione totale individuale annua, il relativo importo riconosciuto è erogato cash e in un’unica soluzione.
Per allineare gli interessi tra management e azionisti e supportare il Piano Strategico Beyond 26, remunerando le risorse strategiche del Gruppo in funzione della creazione di valore nel medio-lungo termine, il Gruppo ha in essere il piano Long Term Incentive (LTI) correlato alle performance da conseguire nel triennio 2024-2026, che si affianca al piano Short Term Incentive (STI) 2026.
Il Piano “LTI 2024-2026” è destinato a circa 40 ruoli manageriali del Gruppo (inclusi gli appartenenti alle funzioni di controllo, mediante KPI dedicati), selezionati in base al livello della posizione e all’impatto sul business, incluso l’Amministratore Delegato in carica al momento della definizione del Piano e i dirigenti con responsabilità strategiche di Capogruppo e di Fides, considerati fondamentali per le rispettive competenze al fine dell’implementazione e del successo del Piano Strategico 2024-2026 “Beyond 26”, approvato dal Consiglio di Amministrazione il 23 novembre 2023, con facoltà di individuarne eventualmente ulteriori in ragione di cambiamenti organizzativi o in ottica di attraction e retention (i “Destinatari”).
L’incentivo correlato al Piano LTI (incentivo LTI) prevede anche l’assegnazione di “phantom shares Banco Desio” che avverrà al termine del periodo di performance, nel 2027, a valle della verifica del conseguimento dei risultati nel periodo di Vesting.
Per i Piani Short Term Incentive e Long Term Incentive, per le azioni maturate (up-front e differite) è previsto un periodo di retention di un anno, che decorre dal momento della maturazione;
l’effettivo riconoscimento al beneficiario avviene al termine di tale periodo.
Sia la quota up-front, sia le quote differite sono soggette a meccanismi di malus e di claw-back, così come declinati nella Policy.
Oltre ai piani di compensi basati su phantom shares della Capogruppo, relativi al Piano Short Term Incentive 2026 e al Piano Long Term Incentive 2024-2026, l'Assemblea Ordinaria degli Azionisti di Banco di Desio e della Brianza S.p.A. in data 29 aprile 2026 ha approvato:
→la politica in materia di remunerazione per l’esercizio 2026 contenuta nella Sezione I della “Relazione sulla politica in materia di remunerazione 2026 e sui compensi corrisposti 2025” e
BILANCIO SEMESTRALE 2026
228 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati B. Informazioni di natura quantitativa 2. Altre informazioni Con riferimento a quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Banco Desio in data 12 marzo 2026 relativamente al piano di compensi basati su azioni approvato dall’Assemblea ordinaria degli azionisti del 17 aprile 2025, sono state complessivamente assegnate n. 59.744 phantom shares Banco Desio a 10 beneficiari (9 dipendenti di Banco Desio e 1 della controllata Fides) di cui (i) n. 35.850 relative alla quota upfront e (ii) n. 23.894 relative alle quote differite nei due anni successivi, la cui maturazione rimane subordinata alle regole del Piano, ivi comprese la positiva verifica di future condizioni consolidate nonché l’assenza di comportamenti di misconduct. Si precisa che la Capogruppo Banco Desio ha riconosciuto ai propri 9 beneficiari n. 56.068 phantom shares Banco Desio, di cui n. 33.644 relative alla quota up-front e n. 22.424 relative alle quote differite come sopra specificato.
2.1 Impatti economici Relativamente ai sistemi di incentivazione in azioni del personale più rilevante, per il primo semestre dell’anno 2026 il Gruppo ha stanziato un onere atteso di 0,94 milioni di euro da ricondursi sostanzialmente al “Piano Phantom Shares 2026” della Capogruppo ed un minor onere di 0,5 milioni di euro di adeguamento del Piano Phantom Shares 2025”. Per quanto attiene, invece, il Piano “LTI 2024-2026” al 30 giugno 2026 risulta stanziato un onere atteso di 0,88 milioni di euro ed un minor onere di 0,5 milioni di euro per adeguamento della valutazione del bonus pool avvenuta nel 2026.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
229 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Informativa di settore Il Gruppo Banco Desio opera svolgendo la tradizionale attività di intermediazione creditizia, la gestione del risparmio, offrendo servizi di gestione di portafogli e consulenza patrimoniale ed offerta di prodotti di bancassicurazione vita e danni.
In coerenza con il sistema di reporting interno sulla cui base il management monitora l’andamento dei risultati e assume le decisioni operative in merito alle risorse da allocare, l’informativa di settore tiene conto della struttura organizzativa e direzionale di seguito descritta.
Il settore “bancario” comprende la banca rete del Gruppo, ovvero la Capogruppo Banco di Desio e della Brianza S.p.A., e la Società veicolo “Desio OBG S.r.l.”, costituita appositamente per il programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite.
Il settore “parabancario” comprende alla data di riferimento la controllata Fides S.p.A., intermediaria finanziaria iscritta all’albo di cui all’art. 106 TUB, la controllata Dynamica Retail Agenzia in attività finanziaria S.r.l. ed include il contributo dato dall’acquisizione del controllo della società Solutions Capital Management SIM S.p.A. a partire dalla data del 30 aprile 202 ;
nel periodo di confronto includeva anche la ex controllata Dynamica Retail S.p.A. che è stata incorporata in Fides S.p.A. nel 2025.
Nella colonna “rettifiche di consolidato” sono incluse le scritture di consolidamento e le elisioni infragruppo.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
230 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Dati economici Bancario Parabancario Rettifiche di consolidato Totale 30.06.2026 Margine della gestione finanziaria e assicurativa (1) 326.098 18.655 (150) 344.603 Costi di struttura (2)(190.627) (11.892) (201) (202.720) Accantonamenti e rettifiche (3)(15.817) (5.607) (448) (21.872) Utili (Perdite) sulle partecipazioni valutate al P .N. - - 375 375 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 318 - - 318 Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 119.972 1.156 (424) 120.704 Dati patrimoniali Bancario Parabancario Rettifiche di consolidato Totale 30.06.2026 Attività finanziarie 4.941.837 52.488 - 4.994.325 Crediti verso banche (4) 1.155.739 45.720 (18.436) 1.183.023 Crediti verso clientela (4) 11.956.880 1.869.043 (1.307.153) 12.518.770 Debiti verso banche 108.428 1.661.174 (1.288.855) 480.747 Debiti verso clientela 12.958.978 238.107 (23.775) 13.173.310 Titoli in circolazione 3.601.504 - - 3.601.504 Raccolta indiretta, amministrata e gestita 25.203.231 866.928 26.070.159 (1) inclusi altri oneri/proventi di gestione e gli utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (2) spese amministrative, rettifiche nette su attività materiali ed immateriali (3) rettifiche nette per deterioramento di crediti ed attività finanziarie, accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri, avviamento (4) al netto dei titoli di debito Held to collect (HTC) rilevati al costo ammortizzato ed esposti tra le Attività finanziarie
BILANCIO SEMESTRALE 2026
231 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Dati economici Bancario Parabancario Rettifiche di consolidato Totale 30.06.2025 Margine della gestione finanziaria e assicurativa (1) 307.697 23.044 (12.025) 318.716 Costi di struttura (2)(185.297) (11.451) 276 (196.472) Accantonamenti e rettifiche (3)(10.942) (3.454) 1.616 (12.780) Utili (Perdite) sulle partecipazioni valutate al P .N. - - 146 146 Utili (Perdite) da cessione di investimenti - - - -
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 111.458 8.139 (9.987) 109.610 Dati patrimoniali Bancario Parabancario Rettifiche di consolidato Totale 31.12.2025 Attività finanziarie 4.908.459 52.770 - 4.961.229 Crediti verso banche (4) 342.928 42.911 (16.704) 369.135 Crediti verso clientela (4) 12.070.983 1.652.975 (981.959) 12.741.999 Debiti verso banche 294.378 1.462.385 (961.573) 795.190 Debiti verso clientela 13.327.581 211.937 (22.897) 13.516.621 Titoli in circolazione 3.264.642 - - 3.264.642 Raccolta indiretta, amministrata e gestita 23.572.063 - 23.572.063 (1) inclusi altri oneri/proventi di gestione e gli utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (2) spese amministrative, rettifiche nette su attività materiali ed immateriali (3) rettifiche nette per deterioramento di crediti ed attività finanziarie, accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri, avviamento (4) al netto dei titoli di debito Held to collect (HTC) rilevati al costo ammortizzato ed esposti tra le Attività finanziarie
BILANCIO SEMESTRALE 2026
232 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Attestazione ai sensi dell’art. 154-bis, commi 3 e 4, del D.lgs. 58/98 al bilancio semestrale abbreviato
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO SEMESTRALE ABBREVIATO CONSOLIDATO AI SENSI
DELL’ART. 81 -TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E
SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI
1. I sottoscritti Stefano Vittorio Kuhn , nella sua qualità di Amministratore Delegato di Banco di Desio e della Brianza S.p.A. e Mauro W . Colombo, nella sua qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Banco di Desio e della Brianza S.p.A. attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154 -bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
- l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e
- l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio semestrale abbreviato consolidato nel corso del primo semestre 2026 .
2. La valutazione dell’adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio semestrale abbreviato consolidato al 30 giugno 20 26 si è basata su di un modell o definito da Banco di Desio e della Brianza S.p.A. in coerenza con l’”Internal Control Integrated Framework (CoSo) ”, che rappresenta un o standard di riferimento generalmente accettato a livello internazionale.
3. I sottoscritti attesta no, inoltre, che:
3.1 il bilancio semestrale abbreviato consolidato:
a. è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
b. corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c. è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
3.2 la relazione intermedia sulla gestione comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell’esercizio e alla loro incidenza sul bilancio semestrale abbreviato consolidato, unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mes i restanti dell’esercizio. La relazione intermedia sulla gestione comprende, altresì, un’analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Desio, 30 luglio 2026
BILANCIO SEMESTRALE 2026
233 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Attestazione della società di revisione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato
KPMG S.p.A.
Revisione e organizzazione contabile Via Giovanni Battista Pirelli, 38
20124 MILANO MI
Telefono +39 02 6763.1 Email it -fmauditaly@kpmg.it
PEC kpmgspa@pec.kpmg.it
Ancona Bari Bergamo Bologna Bolzano Brescia Catania Como Firenze Genova Lecce Milano Napoli Novara Padova Palermo Parma Perugia Pescara Roma Torino Treviso Trieste Varese Verona Società per azioni
Capitale sociale
Euro 10.415.500,00 i.v.
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KPMG S.p.A.
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Relazione di revisione contabile limitata sul bilancio consolidato
semestrale abbreviato
Agli Azionisti d i Banco di Desio e della Brianza S.p.A.
Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata dell’allegato bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note il lustrative del Gruppo Banco Desio al 30 giugno 2026 . Gli A mministratori di Banco di Desio e della Brianza S.p.A. sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell’effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della Banca responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio e altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolt a in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisi one contabile completa.
Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
BILANCIO SEMESTRALE 2026
234 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati
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Gruppo Banco Desio Relazione di revisione contabile limitata sul bilancio consolidato semestrale abbreviato 30 giugno 202 6
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Banco Desio al 30 giugno 2026 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea.
Milano, 3 agosto 2026 KPMG S.p.A.
Alessandro Nespoli
Socio
BILANCIO SEMESTRALE 2026
235 indice || relazione intermedia sulla gestione || prospetti contabili || note illustrative || allegati Voci 2° trimestre 2026 1° trimestre 2026 2° trimestre 2025 1° trimestre 2025 10. Interessi attivi e proventi assimilati 147.674 140.753 138.260 146.859 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 120.100 115.796 111.535 115.444 20. Interessi passivi e oneri assimilati (53.066) (53.580) (51.437) (56.424) 30. Margine di interesse 94.608 87.173 86.823 90.435 40. Commissioni attive 65.620 70.576 58.029 57.195 50. Commissioni passive (5.034) (4.399) (3.797) (3.868) 60. Commissioni nette 60.586 66.177 54.232 53.327 70. Dividendi e proventi simili 124 464 97 470 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 1.213 1.313 729 1.291 90. Risultato netto dell’attività di copertura 79 (826) 37 (107) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 5.359 5.610 5.853 3.323 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 4.266 4.496 3.619 1.725 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.053 1.103 2.219 1.572 c) passività finanziarie 40 11 15 26 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 1.648 (2.401) 1.202 (742) a) attività e passività finanziarie designate al fair value - - - -
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.648 (2.401) 1.202 (742) 120. Margine di intermediazione 163.617 157.510 148.973 147.997 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (10.577) (7.793) (6.797) (4.778) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (10.554) (7.774) (6.831) (4.797) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (23) (19) 34 19 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (17) (5) (72) (29) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 153.023 149.712 142.104 143.190 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 153.023 149.712 142.104 143.190 190. Spese amministrative: (96.018) (93.915) (93.275) (90.889) a) spese per il personale (59.871) (59.583) (58.177) (58.651) b) altre spese amministrative (36.147) (34.332) (35.098) (32.238) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (2.520) (982) (1.743) 538 a) impegni per garanzie rilasciate (124) (121) (21) 246 b) altri accantonamenti netti (2.396) (861) (1.722) 292 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (4.817) (4.713) (4.878) (4.815) 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (1.656) (1.601) (1.337) (1.278) 230. Altri oneri/proventi di gestione 12.855 10.643 11.850 9.997 240. Costi operativi (92.156) (90.568) (89.383) (86.447) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 218 157 47 99 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 256 62 - -
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 61.341 59.363 52.768 56.842 300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell’operatività corrente (22.889) (21.758) (19.032) (20.192) 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 38.452 37.605 33.736 36.650 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - - -
330. Utile (Perdita) d'esercizio 38.452 37.605 33.736 36.650 340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi 5 - 342 (342) 350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 38.447 37.605 33.394 36.992 EVOLUZIONE TRIMESTRALE DEL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATOEvoluzione trimestrale del conto economico consolidato
BILANCIO SEMESTRALE 2026
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