2026
Relazione finanziaria semestrale
consolidata
al 30 Giugno 2026
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
1 Gruppo Monte dei Paschi di Siena
Relazione Finanziaria Semestrale consolidata 30 Giugno 2026
Sede Sociale in Piazza Salimbeni 3, Siena, Italia Capitale sociale: € 17.978.187.186,85 interamente versato Iscritta al Registro delle Imprese di Arezzo - Siena, numero di iscrizione e codice fiscale 00884060526 Gruppo IVA MPS – Partita IVA 01483500524 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Iscritta all’Albo delle banche al n. 5274 Gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena, iscritto all’Albo dei Gruppi bancari.
2 Relazione Finanziaria Semestrale
INDICE DEGLI ARGOMENTI
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ................................ ................................ ...................... 3 Dati economico -patrimoniali e indicatori di performance ................................ ................................ ................................ 4 Sintesi dei risultati ................................ ................................ ................................ ................................ .............................. 8 Azionariato ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ........ 11 Informazioni sul titolo BMPS ................................ ................................ ................................ ................................ ........... 11 Contesto di riferimento ................................ ................................ ................................ ................................ ..................... 13 Eventi rilevanti del primo semestre 2026 ................................ ................................ ................................ ........................ 16 Eventi rilevanti successivi alla chiusura del primo semestre 2026 ................................ ................................ ............... 19 Aggiornamento del Programma di Integrazione ................................ ................................ ................................ ............. 20 Piano Industriale 2026 -2030 ................................ ................................ ................................ ................................ ............ 22 Criteri gestionali di riclassificazione dei dati economici e patrimoniali ................................ ................................ ........ 23 Conto economico riclassificato ................................ ................................ ................................ ................................ .......29 Stato Patrimoniale riclassificato ................................ ................................ ................................ ................................ .....38 Adeguatezza patrimoniale ................................ ................................ ................................ ................................ ............... 49 Principali rischi e incertezze ................................ ................................ ................................ ................................ ............ 52 Attività Ispettive e procedimenti delle Autorità di Vigilanza ................................ ................................ .......................... 57 Risultati per Segmento Operativo ................................ ................................ ................................ ................................ ....60 Prospettive ed evoluzione prevedibile della gestione ................................ ................................ ................................ ....96
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ................................ ................................ .... 97
PROSPETTI CONTABILI ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ .... 98 Stato patrimoniale consolidato ................................ ................................ ................................ ................................ .............. 98 Conto economico consolidato ................................ ................................ ................................ ................................ .............. 100 Prospetto della redditività complessiva consolidata ................................ ................................ ................................ ........ 101 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato – 30 giugno 2026 ................................ ........................... 102 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato – 30 giugno 2025 ................................ ........................... 103 Rendiconto finanziario consolidato – metodo indiretto ................................ ................................ ................................ ... 104
NOTE ILLUSTRATIVE ................................ ................................ ................................ ................................ ............................. 105 Politiche contabili ................................ ................................ ................................ ................................ .......................... 106 Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato ................................ ................................ ................................ ..... 143 Informazioni sul conto economico consolidato ................................ ................................ ................................ .......... 155 Informativa sui rischi ................................ ................................ ................................ ................................ ..................... 162 I risultati per segmenti operativi ................................ ................................ ................................ ................................ ... 195 Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali ................................ ................................ .................. 199 Informazioni sulle transazioni con parti correlate ................................ ................................ ................................ ....... 202
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO AI SENSI DELL’ART. 81 -TER DEL
REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI .................... 208
RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE ................................ ................................ ................................ ......................... 209
ALLEGATI ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................ 212
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
3
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA
GESTIONE
Si segnala che i dati e le informazioni di natura previsionale e prospettica contenuti nel presente documento sono predispost i in prospettiva stand alone e dunque non riflettono i possibili effetti dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio totalitaria a nnunciata da Intesa Sanpaolo S.p.A in data 08 giugno 2026.
Relazione Finanziaria Semestrale
4 Dati economico -patrimoniali e indicatori di performance Di seguito sono rappresentati i principali valori economici e patrimoniali del Gruppo Montepaschi al 30 giugno 2026, calcolati sulla base dei prospetti contabili riclassificati, le cui modalità di costruzione sono illustrate nella sezione “Criteri gestionali di riclassificazione dei dati economici e patrimoniali ” della presente Relazione finanziaria semestrale , e confrontati con quanto rilevato rispettivamente nello stesso periodo dell’anno precedente e a fine anno precedente .
Sono, inoltre, rappresentati gli Indicatori Alternativi di Performance (IAP) individuati dagli amministratori per facilitare la comprensione dell’andamento economico e finanziario della gestione del Gruppo. Gli IAP, costruiti utilizzando i dati riclassificati riportati nei capitoli Conto economico riclassificato e Stato Patrimoniale riclassificato, sono basati sui dat i di contabilità, corrispondenti a quelli utilizzati nei sistemi interni di performance management e di reporting direzionale e coerenti con le metriche maggiormente diffuse nel settore bancario, a garanzia della comparabilità dei valori presentati. Gli IAP non sono previsti dai principi contabili internazionali IAS/IFRS e, pur essendo calcolati su dati di bilancio, non sono soggetti a revisione contabile completa o limitata.
I suddetti indicatori tengono conto degli Orientamenti emessi dall’ESMA il 5 ottobre 2015, che Consob ha incorporato nelle proprie prassi di vigilanza (Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015), e sono divenuti applicabili dal 3 luglio 2016. Con riferimento al contesto conseguente sia al conflitto militare fra Russia e Ucraina che ad eventuali impatti geopolitici si segnala che, in coerenza con le indicazioni ESMA, non sono stati introdotti nuovi indicatori, né sono state apportate modifiche agli indicatori normalmente utilizzati. Si evidenzia che per ciascun IAP è fornita evidenza della definizione e dei metodi di calcolo; le grandezze utilizzate sono tracciabili attraverso le informazioni contenute nelle tabelle che seguono o negli schemi di bilancio riclassificati contenuti nella presente Relazione finanziaria semestrale . Detti schemi sono stati costruiti a partire dagli schemi di bilancio previsti dalla Circolare di Banca d’Italia n. 262/2005 e successivi aggiornamenti attualmente in vigore seguendo i medesimi criteri di aggregazione e di classificazione adottati nell’esercizio precedente . I dettagli analitici delle riclassificazioni effettuate rispetto agli schemi contabili stabiliti Circolare di Banca d’Italia n. 262/2005 vengono forniti con distinti prospetti di raccordo pubblicati tra gli allegati del presente fascicolo, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
VALORI ECONOMICI e PATRIMONIALI
GRUPPO MONTEPASCHI
30 06 2026 30 06 2025 rideterminato Var.
VALORI ECONOMICI (mln di euro) Margine di interesse 2.097,5 2.091,1 0,3% Commissioni nette 1.288,4 1.243,9 3,6% Altri ricavi della gestione finanziaria 605,9 499,7 21,3% Altri proventi e oneri di gestione 32,6 31,6 3,2% Totale Ricavi 4.024,4 3.866,3 4,1% Oneri operativi (1.724,5) (1.736,1) -0,7% Costo del credito clientela (291,5) (274,0) 6,4% Altre rettifiche di valore 0,1 0,2 -50,0% Risultato operativo netto 2.008,5 1.856,6 8,2% Componenti non operative (38,7) (101,9) -62,0% Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 1.117,8 892,4 25,3%
UTILE (PERDITA) PER AZIONE (euro)
Utile (Perdita) base per azione (basic EPS) 0,368 0,708 -42,9% Utile (Perdita) diluito per azione (diluted EPS) 0,368 0,708 -42,9% I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo Mediobanca per il periodo ante acquis izione.
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5 DATI PATRIMONIALI CONSOLIDATI (mln di euro) 30 06 2026 31 12 2025 Var.
Totale Attivo* 245.898,1 241.990,4 1,6% Finanziamenti clientela 148.185,0 142.842,3 3,7% Raccolta Diretta 168.245,6 166.340,8 1,1% Raccolta Indiretta 203.066,4 194.644,7 4,3% di cui Risparmio Gestito 122.623,6 117.276,6 4,6% di cui Risparmio Amministrato 80.442,8 77.368,1 4,0% Patrimonio netto di Gruppo * 26.402,7 27.950,2 -5,5%
STRUTTURA OPERATIVA 30 06 2026 31 12 2025 Var.
Numero Dipendenti - dato puntuale 21.817 22.079 (262) Numero Filiali Rete Commerciale Italia 1.546 1.549 (3)
* I valori comparativi al 31 dicembre 2025 sono stati riesposti, rispetto a quanto pubblicato nel Bilancio 2025, a seguito dell’aggiornamento del processo di Purchase Price Allocation riferito all’acquisizione d el Gruppo Mediobanca .
INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
GRUPPO MONTEPASCHI 30 06 2026 30 06 2025* Var.
INDICATORI DI REDDITIVITA' CONSOLIDATA (%)
Cost/Income ratio 42,9 45,9 -3,0 R.O.E. (su patrimonio medio) 8,2 15,4 -7,2 Return on Assets (RoA) ratio 0,9 1,4 -0,5 ROTE (Return on tangible equity) 9,5 15,6 -6,1 INDICI DI QUALITA' DEL CREDITO (%) 30 06 2026 31 12 2025 Var.
Net NPE ratio 1,2 1,3 (0,1) Gross NPL ratio ** 2,1 2,1 n.s.
Tasso di variazione dei finanziamenti deteriorati * 0,8 (19,2) 20,0 Finanziamenti clientela in sofferenza/Finanziamenti clientela 0,3 0,3 n.s.
Finanziamenti clientela al costo ammortizzato stadio 2 / Finanziamenti clientela performing al costo ammortizzato 7,0 7,8 (0,8) Coverage finanziamenti clientela deteriorati ** 50,6 49,5 1,1 Coverage finanziamenti clientela in sofferenza ** 60,6 61,4 (0,8) Provisioning 0,39 0,40 n.s.
Texas ratio ** 15,2 14,8 0,4
* Tali valori comparativi corrispondono a quanto pubblicato alla data di riferimento, pertanto non includono il contributo del Gruppo Mediobanca e non risultano comparabili con i dati al 30 giugno 2026 .
** I valori comparativi al 31 dicembre 2025 sono stati riesposti per rappresentare le esposizioni lorde dei purchased credit impaired (PCI) rilevati nel contesto della business combination del Gruppo Mediobanca al fair value comprensivo delle perdite attese senza alcun impatto sulle esposizioni nette.
Cost/Income ratio : rapporto tra gli Oneri operativi (Spese amministrative e Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali) e Totale ricavi (per la composizione dell’aggregato cfr. schema del Conto economico riclassificato).
Return On Equity (ROE): rapporto tra il Risultato netto di periodo “annualizzato” e la media tra il Patrimonio netto di Gruppo (comprensivo dell’Utile e delle Riserve da valutazione) di fine periodo e quello di fine anno precedente.
Return On Asset (ROA): rapporto tra il Risultato netto di periodo “annualizzato” ed il Totale attivo di fine periodo .
6 Relazione Finanziaria Semestrale Return On Tangible Equity (ROTE) : rapporto tra il Risultato netto di periodo “annualizzato” e la media tra il Patrimonio netto tangibile1 di fine periodo e quello di fine anno precedente.
Net NPE Ratio: rapporto tra le esposizioni deteriorate nette verso la clientela e il totale delle esposizioni nette verso la clientela, entrambe al netto delle attività in via di dismissione (esclusi i titoli governativi).
Gross NPL Ratio2: incidenza lorda dei crediti deteriorati calcolata come rapporto tra i Finanziamenti clientela e banche3 deteriorati lordi, al netto delle attività in via di dismissione, e il totale Finanziamenti clientela e banche lordi, al nett o delle attività in via di dismissione.
Tasso di variazione dei finanziamenti deteriorati : rappresenta il tasso di crescita annuale dei Finanziamenti lordi non performing basato sulla differenza tra stock annuali omogenei.
Coverage finanziamenti clientela deteriorati e coverage finanziamenti clientela in sofferenza: il coverage ratio sui Finanziamenti clientela deteriorati e sui Finanziamenti clientela in sofferenza è calcolato come rapporto tra i relativi Fondi rettificativi e le corrispondenti Esposizioni lorde.
Provisioning : rapporto tra il Costo del credito clientela annualizzato e la somma dei Finanziamenti clientela4 e del valore dei titoli rivenienti da operazioni di cessione/cartolarizzazione di crediti non performing .
Texas Ratio: rapporto tra i Finanziamenti clientela deteriorati lordi e la somma, al denominatore, dei relativi fondi rettificativi e del Patrimonio netto tangibile.
INDICATORI REGOLAMENTARI
GRUPPO MONTEPASCHI
30 06 2026 31 12 2025 Var.
RATIO PATRIMONIALI (%)
Common Equity Tier 1 (CET1) ratio - phase in 16,3 16,2 0,1 Common Equity Tier 1 (CET1) ratio - fully loaded 16,3 16,2 0,1 Total Capital ratio - phase in 18,3 18,4 -0,1 Total Capital ratio - fully loaded 18,3 18,4 -0,1 MREL -TREA (total risk exposure amount) * 29,1 29,4 -0,3 MREL -LRE (leverage ratio exposure) * 10,8 10,5 0,3 INDICE DI LEVA FINANZIARIA (%) 30 06 2026 31 12 2025 Var.
Indice di leva finanziaria - transitional definition 6,5 6,2 0,3 Indice di leva finanziaria - fully phased 6,5 6,2 0,3 RATIO DI LIQUIDITA' (%) 30 06 2026 31 12 2025 Var.
LCR 169,3 167,4 1,9
NSFR 122,3 120,8 1,5
Asset encumbrance ratio 28,9 27,8 1,1 Loan to deposit ratio 88,1 85,9 2,2 Counterbalancing capacity a pronti (mld di euro) 47,8 53,8 -6,0
* Sulla base delle indicazioni ricevute da SRB, e in attesa che vengano assegnati i nuovi target MREL di Gruppo coerenti con l’ attuale perimetro post -acquisizione, i requisiti MREL continueranno ad essere monitorati su base standalone, vale a dire sulla base del perimetro de l Gruppo MPS ricostruito per escludere l’acquisizione d el Gruppo Mediobanca .
1 Patrimonio netto contabile del Gruppo comprensivo del risultato di periodo , depurato dell’avviamento e delle altre attività immateriali.
2 EBA Risk Dashboard .
3 I Finanziamenti banch e includono i conti correnti e i depositi a vista presso banche e banche centrali classificati nella voce “Cassa” dell’attivo patrimoniale.
4 I Finanziamenti clientela non includono al 31 dicembre 2025 i saldi del Gruppo Mediobanca.
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7 Al 31 dicembre 2025, i ratios patrimoniali nella versione “ phase -in” (o “ transitional ”) sono stati determinati secondo le disposizioni in materia di fondi propri in vigore alla data di riferimento, mentre i ratios nella versione “ fully loaded ” non incorporano nel calcolo gli effetti del regime transitorio relativo al filtro prudenziale relativo alla Riserva Other Comprehensive Income sui titoli di Stato, terminato al 31 dicembre 2025. Non essendo più presenti disposizioni transitorie applicabili ai fondi propri, al 30 giugno 2026 i ratios “ phase -in” (o “ transitional ”) corrispondono ai ratios “fully loaded ”. In ogni caso i ratios incorporano gli effetti del regime transitorio introdotto dalla CRR3 sulle attività ponderate per il rischio.
Common equity Tier 1 (CET1) ratio : rapporto tra Capitale primario di classe 1 e le Attività ponderate per il rischio complessive.
Total Capital ratio : rapporto tra Fondi propri e le Attività ponderate per il rischio complessive.
MREL -TREA: determinato come il rapporto tra la somma di Fondi propri e Passività ammissibili e l’importo delle Attività ponderate per il rischio complessive.
MREL -LRE: determinato come il rapporto tra la somma di Fondi propri e Passività ammissibili e l’importo delle esposizioni complessive di leva finanziaria.
Indice di leva finanziaria: calcolato come rapporto tra il Capitale di classe 1 (Tier 1) e le esposizioni complessive, secondo quanto previsto dall’art. 429 del Regolamento 575/2013.
Liquidity Coverage Ratio (LCR): indicatore di liquidità di breve termine corrispondente al rapporto tra l’ammontare degli High Quality Liquidity Asset (attività liquide di elevata qualità) e il totale dei deflussi di cassa netti nei 30 giorni di calendario successivi alla data di riferimento.
Net Stable Funding Ratio (NSFR): indicatore di liquidità strutturale a 12 mesi e corrisponde al rapporto tra l’ammontare disponibile di provvista stabile e l’ammontare obbligatorio di provvista stabile.
Asset encumbrance ratio : rapporto tra il totale del valore contabile delle attività vincolate e delle garanzie reali ricevute riutilizzate e il totale delle attività e garanzie totali ricevute disponibili.
Loan to deposit ratio : rapporto tra Finanziamenti clientela netti e la Raccolta diretta (debiti verso clientela e titoli emessi).
Counterbalancing capacity a pronti: sommatoria di poste certe e libere da qualsiasi impegno utilizzabili dal Gruppo per far fronte al proprio fabbisogno di liquidità, costituite da attivi finanziari e commerciali eligible ai fini delle operazioni di rifinanziamento con BCE e da attivi conferiti in MIC (mercato interbancario collateralizzato) e non utilizzati, cui viene prudenzialmente applicato lo scarto di garanzia ( haircut ) pubblicato giornalmente dalla BCE.
8 Relazione Finanziaria Semestrale Sintesi dei risultati Si riepiloga qui di seguito la dinamica dei principali aggregati economici e patrimoniali del Gruppo registrata al 30 giugno 2026 .
Si specifica che , al fine di garantire la comparabilità delle risultanze economico -patrimoniali tra i periodi posti a confronto , a seguito della variazione del perimetro di consolidamento conseguente all’acquisizione del Gruppo Mediobanca, perfezionata dalla Capogruppo nel precedente esercizio, i dati riferiti ai periodi del 2025 antecedenti all’operazione avvenuta in data 15 settembre 2025 sono stati rideterminati, con l’inclusione dei valori del gruppo acquisito. In particolare, il contributo economico del Gruppo Mediobanca è stato incluso linea per linea, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico “rideterminato”, quindi senza impatto sull’utile di periodo .
• Il Margine di Interesse al 30 giugno 2026 è risultato pari a 2.097 mln di euro , sostanzialmente stabile rispetto ai 2.091 mln di euro dello stesso periodo del 2025 . La crescita registrata in particolare sui rapporti con clientela al costo ammortizzato (+ 80,9 mln di euro), sui titoli di stato ed altri emittenti non bancari al costo ammortizzato (+36,2 mln di euro), sui derivati di copertura (+32,6 mln di euro) e sui portafogli di negoziazione (+ 35,0 mln di euro) è stata compensata dalla dinamica dei r apporti con le banche al costo ammortizzato (-83,5 mln di euro), dei r apporti con banche centrali (-35,4 mln di euro), dei titoli in circolazione emessi ( -30,7 mln di euro) e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ( -31,6 mln di euro) . La dinamica osservata sui rapporti con clientela al costo ammortizzato è riconducibile all’aumento dei volumi medi di impiego; la flessione dei tassi medi di impiego, legata anche alle decisioni di politica monetaria, è stata compensata da un’efficace gestione del costo della raccolta commerciale, nonostante la crescita dei volumi.
La riduzione del contributo dei rapporti con banche centrali, oltre a risentire delle decisioni di politica monetaria, riflette una riduzione dei saldi medi impiegati, a supporto dell’attività creditizia con la clientela.
• Le Commissioni Nette , al 30 giugno 2026 sono risultate pari a 1.288 mln di euro , in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3,6%, pari a +44,5 mln di euro), grazie alla crescita del comparto delle attività di gestione/intermediazione e consulenza (+5,4%, pari a + 42,6 mln di euro) che ha beneficiato sia di maggiori proventi legati all’operatività CIB sia di maggiori proventi legati alla gestione del risparmio (maggiori flussi collocati alla clientela e crescita dei volumi medi gestiti); sostanzialmente stabili le commissioni sull’attività bancaria commerciale ( +0,2%, pari a +1,1 mln di euro). In particolare, sulla prima area commissionale hanno agito in positivo le componenti di distribuzione e gestione portafogli (+4,9%, pari a 18,6 mln di euro) , di intermediazione e collocamento titoli e valute (+11,1%, pari a +20,1 mln di euro) e le a ltre commissioni di intermediazione/gestione e consulenza (+10,9%, pari a + 18,5 mln di euro), mentre sono risultati in crescita i costi per consulenti finanziari ( +14,3%, pari a -13,6 mln di euro) e sostanzialmente stabili le commissioni per distribuzione di prodotti assicurativi. Nell’area bancaria commerciale, hanno agito in positivo le commissioni sui finanziamenti ( +3,2%, pari a +6,6 mln di euro) e quelle su conti correnti ( +5,1%, pari a +5,6 mln di euro); sono risultate invece in flessione le commissioni sui servizi di incasso e pagamento ( -10,1%, pari a -4,6 mln di euro), sul servizio bancomat e carte di credito ( -7,5%, pari a -4,0 mln di euro) e, in misura minore, le altre commissioni nette ( -1,3 mln di euro) e quelle sulle garanzie ( -1,1 mln di euro). Il Risultato della gestione assicurativa risulta in crescita di 0,9 mln di euro rispetto al primo semestre 2025 (+8,9%) .
• Gli Altri ricavi della gestione finanziaria , sono risultati pari a 606 mln di euro, in aumento del 21,3% (pari a 106,2 mln di euro) rispetto al 30 giugno 2025. La crescita è stata registrata principalmente sul Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti (+63,5 mln di euro, riconducibili principalmente al rinnovato appeal del comparto azionario, che ha beneficiato di condizioni di mercato favorevoli, e ad alcune operazioni che hanno contribuito positivamente al risultato del primo semestre 2026). Andamento positivo anche per le voci dei Dividendi, proventi simili e Utili (Perdite) delle partecipazioni (+ 23,9 mln di euro, principalmente per effetto della maggiore contribuzione riveniente dalla partecipazione in Generali) e dell’Attività di copertura (+18,8 mln di euro).
• Gli Altri proventi/oneri di gestione , pari a + 33 mln di euro, risultano in crescita rispetto ai + 32 mln di euro conseguiti al 30 giugno 2025.
• A seguito delle dinamiche sopra descritte, i Ricavi totali si attestano a 4.024 mln di euro , in crescita rispetto a quelli conseguiti nell’anno precedente (+ 4,1%, pari a + 158,1 mln di euro).
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9 • Gli Oneri Operativi sono risultati pari a 1.724 mln di euro in riduzione rispetto ai 1.736 mln del 30 giugno 2025. In particolare, all’interno dell’aggregato, l e Spese per il Personale ammontano a 1.098 mln di euro , che si confrontano con costi per 1.076 mln di euro dello stesso periodo dell’anno precedente ; la dinamica è dovuta principalmente agli oneri connessi alla terza e alla quarta tranche dell’aumento delle retribuzioni previsto dal rinnovo del CCNL dei bancari (decorrenza a partire 1° giugno 2025 e 1° marzo 2026 rispettivamente) , oltre che a maggiori accantonamenti relativi al sistema incentivante . Le Altre Spese Amministrative ammontano a 495 mln di euro , in riduzione rispetto al 30 giugno 2025 ( -5,4%), grazie anche alla continua implementazione di un rigoroso processo di governo della spesa e alla focalizzazione sulle azioni di ottimizzazione dei costi. Le Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali ammontano a 131 mln di euro al 30 giugno 2026, inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025 (pari a 13 7 mln di euro).
• Il Costo del Credito Clientela è risultato pari a 292 mln di euro che si confrontano con i 274 mln di euro rilevati nello stesso periodo dell’anno precedente. La dinamica è principalmente riferibile a maggiori accantonamenti registrati sui portafogli rivenienti da Mediobanca, relativi al Consumer Finance , al Corporate e Investment Banking (CIB) e al Wealth Management ; in particolare, sul CIB e sul Wealth Management , nel primo semestre del 2025 erano state registrate riprese legate all’aggiornamento dei modelli. Sugli altri portafogli, nel primo semestre 2026 sono stati contabilizzati minori accantonamenti sulle posizioni performing (a seguito di un maggior flusso di esposizioni migrate da stage 2 a stage 1 rispetto al primo semestre 2025) e su quelle deteriorate, solo in parte compensati da maggiori accantonamenti rilevati sulle nuove posizioni in ingresso da bonis a crediti deteriorati . Il Tasso di Provisioning è pari a 39 bps.
• Il Risultato Operativo Netto al 30 giugno 2026 2026 è pari a 2.008 mln di euro e si pone in crescita del l’8,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il contributo del secondo trimestre è pari a 1.060 mln di euro e si pone in crescita del l’11,8% (pari a 112,3 mln di euro) .
• Alla dinamica dei suddetti aggregati economici si aggiungono le componenti non operative , che risultano pari a -39 mln di euro al 30 giugno 2026 , rispetto ai -102 mln di euro dell’anno precedente. Tali componenti includono:
gli Altri Accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri , pari a -10 mln di euro ( -24 mln di euro al 30 giugno 2025);
gli Altri utili/perdite da partecipazioni , con valore sostanzialmente nullo al 30 giugno 2026 e -13,4 mln di euro al 30 giugno 2025; gli Oneri di integrazione e incentivazione all’esodo , pari a -42 mln di euro ( -33 mln di euro al 30 giugno 2025); i costi connessi ai Fondi SRF, DGS e schemi similari , pari a -3 mln di euro al 30 giugno 2026 (-0,6 mln di euro il dato al 30 giugno 2025 ); il Canone DTA , pari a -3 mln di euro ( -29 mln di euro al 30 giugno 2025 ); il Risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali , pari a +17 mln di euro (-2,5 mln di euro al 30 giugno 2025 ); gli Utili/perdite da cessioni di investimenti , pari a + 2,1 mln di euro al 30 giugno 2026 (pari a zero al 30 giugno 2025 ).
• Come conseguenza di tali andamenti, uniti al contributo delle Imposte sul reddito di periodo pari a -648 mln di euro e dedotto l’Utile di pertinenza dei terzi (pari a 80,5 mln di euro) il Gruppo registra un Utile di periodo di pertinenza della Capogruppo ante PPA pari a 1.241 mln di eu ro.
• Al 30 giugno 2026 i volumi di Raccolta complessiva del Gruppo sono risultati pari a 371,3 mld di euro , in crescita del 3,0% rispetto al 31 marzo 2026 (pari a +10,7 mld di euro ; +11 ,8 mld di euro escludendo gli effetti della cessione di MP Banque ), trainati dalla Raccolta Indiretta (+8,6 mld di euro); in crescita anche la Raccolta Diretta (+2,1 mld di euro) . I volumi di Raccolta Diretta del Gruppo ammontano a 168,2 mld di euro , in aumento rispetto ai 166,1 mld di euro del 31 marzo 2026 (+2,1 mld di euro ; +3,0 mld di euro escludendo gli effetti della cessione di MP Banque ). La crescita delle obbligazioni (+1,5 mld di euro) e dei depositi a scadenza (+1,9 mld di euro) è stata parzialmente compensata dalla dinamica dei conti correnti ( -0,6 mld di euro , con dinamica principalmente riferibile alla predetta cessione di MP Banque ) e delle altre forme di raccolta diretta ( -0,4 mld di euro), a fronte di PCT sostanzialmente stabili ( -0,2 mld di euro) . La Raccolta Indiretta del Gruppo ammonta a 203,1 mld di euro, in crescita del 4,4% rispetto al 31 marzo 2026 sia sul risparmio gestito (+5,5%, pari a 6,3 mld di euro), sia sul risparmio amministrato (+2,8%, pari a 2,2 mld di euro). Entrambe le componenti beneficiano di un effetto mercato positivo; il risparmio ge stito ha registrato anche flussi netti positivi, in particolare sul comparto dei fondi . La Raccolta Complessiva si pone in aumento rispetto al 31 dicembre 2025 (+2,9%, pari a +10,3 mld di euro ; +11,4 mld di euro escludendo gli effetti della cessione di MP Banque ) grazie alla positiva dinamica, anche in questo caso, sia della Raccolta Diretta (+1,9 mld di euro ; +2,8 mld di euro escludendo gli effetti della cessione di MP Banque ) sia della Raccolta Indiretta (+8,4 mld di euro) . In particolare, relativamente alla Raccolta Diretta, l a crescita dei depositi a scadenza (+2,0 mld di euro) e delle obbligazioni (+2,6 mld di
10 Relazione Finanziaria Semestrale euro) è stata parzialmente compensata dall’andamento dei conti correnti ( -2,2 mld di euro), dei PCT ( -0,3 mld di euro) e delle altre forme di raccolta diretta ( -0,2 mld di euro). La positiva dinamica della raccolta indiretta è legata sia all’aumento del risparmio gestito (+5,3 mld di euro), sia alla crescita del risparmio amministrato (+3,1 mld di euro). Entrambe le componenti beneficiano di effetto mercato e di flussi netti positivi.
• I Finanziamenti Clientela del Gruppo ammontano a 148,2 mld di euro , in aumento rispetto al 31 marzo 2026 (+1,8 mld di euro), principalmente per effetto della crescita dei mutui (+2,0 mld di euro). I PCT e gli altri finanziamenti hanno registrato variazioni di minore entità ( -0,4 mld di euro e +0,2 mld di euro rispettivamente), mentre gli aggregati dei conti correnti e dei crediti deteriorati sono risultati sostanzialmente stabili . Nel confronto con il 31 dicembre 2025, l’aggregato risulta in crescita di 5,3 mld di euro, principalmente per effetto dello sviluppo dei mutui (+3,8 mld di euro), dei PCT (+1,4 mld di euro) e, in misura minore, dei conti correnti (+0,4 mld di euro). Rimangono sostanzialmente stabili gli altri finanziamenti ( -0,2 mld di euro) e i crediti deteriorati ( -0,1 mld di euro) .
• Al 30 giugno 2026 la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 50,6 %, in linea con il 31 marzo 2026. In particolare, la percentuale di copertura delle Sofferenze passa dal 60,7% al 60,6 %, quella delle Inadempienze probabili dal 45,0% al 45,5%, quella dei Finanziamenti scaduti deteriorati dal 56,4% al 5 2,9%.
La percentuale di copertura dei crediti deteriorati risulta in aumento rispetto al 31 dicembre 2025 (pari al 49,5%). A livello di singoli stati amministrativi, la percentuale di copertura delle Sofferenze passa dal 61,4% al 60,6 %, quella delle Inadempienze probabili dal 42,8% al 45,5%, quella dei Finanziamenti scaduti deteriorati dal 56,1% al 52,9 %.
Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 30 giugno 2026 il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato a 16,3 % (rispetto al 15,9 % del 3 1 marzo 2026 e al 16,2 % del 31 dicembre 202 5), e il Total Capital Ratio è risultato pari a 18,3 % (rispetto al 17,9 % del 31 marzo 2026 e al 18,4 % del 31 dicembre 202 5). Tali valori non includono gli utili di periodo, prevedendo un dividend pay -out fino al 100% dell’utile netto del Gruppo MPS.
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11 Azionariato
Al 3 0 giugno 2026 il capitale sociale della Capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. è pari a 17.978.187.186,85 euro, suddiviso in 3.038.418.183 azioni ordinarie.
Secondo quanto risulta dalle comunicazioni ricevute ai sensi dell’art. 120 TUF ed in base alle altre informazioni a disposizione , nonché sulla base di quanto risultante dal sito istituzionale della CONSOB, i soggetti che possiedono, direttamente e/o indirettamente, azioni ordinarie rappresentative di una percentuale superiore al 3% dei diritti di voto sul capitale sociale di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e che non ricadono nei casi di esenzione previsti dal Regolamento CONSOB n°11971 in materia di emittenti, risultano i seguenti :
Azionisti rilevanti BMPS al 3 0 giugno 2026 Dichiarante % di azioni possedute sul capitale sociale
ordinario
Delfin S.A.R.L. 17,53% Gruppo Francesco Gaetano Caltagirone (*) 10,26% MEF – Ministero dell’Economia e delle Finanze 4,86% BlackRock, Inc. (**) 4,66% Banco BPM S.p.A. (***) 3,74% Altri Azionisti 58,95%
(*) Fonte: sito www.consob.it - Partecipazioni e diritti di voto detenuti tramite società del Gruppo Caltagirone ; al pagamento del dividendo il 20 maggio 2026 il Gruppo Caltagirone risultava detenere il 13,49 % del capitale sociale .
(**) Partecipazioni e diritti di voto detenuti tramite società facenti parte del Gruppo BlackRock così come segnalato all’emittente tramite Modello 120/ B del 30 aprile 2026. Tale partecipazione è rappresentata da diritti di voto relativi ad azioni (4,665% del capitale sociale) e da partecipazioni potenziali e altre posizioni lunghe con regolamento fisico e in contanti (pari a 0,302% del capitale sociale) .
(***) Fonte: sito www.consob.it - Partecipazioni e diritti di voto detenuti anche tramite Anima Holding S.p.A..
Informazioni sul titolo BMPS L’azione BMPS ha chiuso il secondo trimestre 202 6 ad un valore pari a 10,86 euro , registrando una crescita del +46 ,3% dal 31 marzo 2026 , a fronte di una crescita del +24 ,6% dell’indice di settore FTSE All Share Banks e del + 16,6% del FTSE MIB. Sempre nell’arco del trimestre, il volume medio di titoli MPS scambiati giornalmente si è attestato a circa 30,5 milioni di pezzi.
RIEPILOGO STATISTICO QUOTAZIONI (dal 3 1/03/202 6 al 30/06/202 6)
Media 9,34
Minima 7,36
Massima 11,00
12 Relazione Finanziaria Semestrale
Rating
Moody’s:
Rating al 3 0 giugno 2026:
Agenzia di
rating Data ultima revisione Short term -
Debt Long -term
Debt (Senior
Unsecured) Long -term Deposits Outlook (Senior
Unsecured/
Deposits) Baseline
Credit
Assessment Subordinated
Debt
Moody’s 01/10/25 (P) Prime -3 Baa3 Baa1 Positivo Ba1 Ba2
Fitch Ratings:
Il 15 giugno , Fitch Rating s ha posto in Rating Watch Positive (“RWP”) i rating Issuer Default Rating di lungo e breve termine e i rating del debito della Banca , a seguito del lancio di un'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni di MPS promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A. . Successivamente, il 26 giugno, in sede di revisione annuale, l’agenzia ha confermato tutti i rating della Banca mantenendo il RWP .
Rating al 3 0 giugno 2026:
Agenzia di
rating Data ultima revisione Short -term
Issuer Default
Rating Long -term
Issuer Default
Rating Outlook (Long -
term IDR) Long - term Deposits Viability rating Subordinated
Debt
Fitch 26/06/26 F3 BBB- Rating Watch Positive BBB + bbb- BB
Morningstar DBRS:
Rating al 3 0 giugno 2026:
Agenzia di
rating Data ultima revisione Short -term
Issuer
Rating Long -term
Issuer
Rating Long -term
Deposits Subordinated
Debt Outlook Intrinsic
Assessment
Morningstar
DBRS 02/10/25 R-2 (high ) BBB BBB (high) BB (high) Positivo BBB
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13 Contesto di riferimento Lo scenario internazionale Il ciclo mondiale , esposto a significativi fattori di rischio legati in particolare alle tensioni in Medio Oriente che hanno provocato rincari energetici, accresciuto l'incertezza e condizionato le catene di approvvigionamento , mostra una certa tenuta grazie alla diffusione dell’Intelligenza Artificiale che sostiene gli investimenti, il commercio di beni e servizi ad alta tecnologia, i corsi azionari e, con essi, la ricchezza delle famiglie . Lo shock inflattivo ha mostra to una temporanea moderazion e con le quotazioni di gas e petrolio che sono arretrate dai picchi dopo la firma dell’intesa tra USA e Iran raggiunt a in giugno; ma la nuova escalation nel Golfo ha recentemente rinvigori to le pressioni sui prezzi energetici .
L’elevata incertezza si riflett e sui mercati finanziari con aumento dei premi per il rischio e dei rendimenti sovrani e rischi di correzioni in particolare per i listini più esposti sul comparto tecnologico . Oltre alle politiche tariffarie e alla geopolitica, assumono crescente rilevanza gli equilibri valutari internazionali, che influenzano la competitività tra paesi .
L’elevato indebitamento pubblico di alcune grandi economie pone dubbi sugli spazi di manovra di cui i Paesi potrebbero disporre qualora il ciclo economico dovesse deteriorarsi .
Negli Stati Uniti la crescita , pur mostrando solidità, ha rallentato nel secondo trimestre dell’anno (+1,5% t/t annualizzato per il PIL in stima preliminare dal +2,1% del primo quarter ). L’espansione è stata sostenuta dagli investimenti in nuove tecnologie, caratterizzati da alta intensità di importazioni; al contrario il potere d’acquisto delle famiglie ha risentito del contesto inflattivo. Con i dazi che hanno accresciuto i prezzi al le importazion i, e lo shock petrolifero che si è trasmesso rapidamente ai prezzi alla pompa , l’inflazione USA è cresciuta su livelli superiori a quelli europei nonostante l’autosufficienza energetica americana ; tuttavia, a giugno , l’indice di prezzo ha beneficia to del raffreddamento delle quotazioni energetiche concomitante alla tregua in Medio Oriente, rallentando decisamente più delle attese (al 3, 5% a/a dal 4,2% di maggio ); l’inflazione core5 si è attestat a al 2,6% a/a dal 2,9% precedente . Il mercato del lavoro ha mostrato resilienza nonostante alcuni segnali di debolezza; la disoccupazione in giugno è scesa leggermente (al 4,2% dal 4,3% precedente ). L'impiego della valuta americana nella fatturazione degli scambi petroliferi e la posizione degli USA quale esportatore netto di petrolio hanno favorito il recente trend di apprezzamento del dollaro verso le controparti con il biglietto verde tornato a svolgere la funzione di valuta rifugio.
L’intesa tra Stati Uniti e Iran annunciata a metà giugno avrebbe dovuto far cessare le ostilità, riaprire stabilmente Hormuz e avviare i negoziati su nucleare, sanzioni e sicurezza regionale ; tuttavia, a distanza di alcune settimane dalla firma , gli attacchi iraniani contro alcune navi commercial i, le incursioni statunitensi , la risposta di Teheran contro installazioni americane nel Golfo ed il recente coinvolgimento nel conflitto dei ribelli yemeniti Houthi che , con le loro azioni, rischia no di condizionare il transito delle navi cargo in ingresso nel Mar Rosso , hanno generato una nuova escalation con rialzo delle quotazioni energetiche e limitazione delle catene di fornitura globali.
In Area Euro l’attività ha risentito maggiormente dello shock energetico; il PIL dopo aver registrato una crescita congiunturale nulla nel primo trimestre , dipesa dall’andamento anomalo dei dati dell’economia irlandese6, ha registrato una ripresa nel secondo quarter (+0,4% t/t preliminare ). In molti settori le imprese hanno accumulato scorte di materie prime e semilavorati nel timore che il blocco del traffico internazionale comportasse interruzioni nelle forniture . I consumi sono cresciuti a tassi modesti. La domanda estera è risultata contenuta. Il ciclo degli investimenti si è rivelato robus to nei paesi entrati nella fase di completamento delle opere legate al PNRR e più limitato in Germania , dove il programma infrastrutturale del governo ha registrato un avvio più lent o del previsto . L’inflazione è tornata leggermente ad accelerare a luglio (2,9% a/a il dato preliminare) dopo aver rallentato in giugno grazie alla transitoria moderazione delle quotazioni energetiche ; anche l’inflazione di fondo è lievemente aumentata seppur su valori più contenuti (2,5% a/a preliminare a luglio ). Sul mercato del lavoro la disoccupazione si è mantenuta stabile intorno ai minimi storici (6,3% a giugno).
Con il nuovo pacchetto di primavera del semestre europeo 2026 , la Commissione UE ha definito orientamenti strategici per gli Stati membri riguardanti : il rafforzamento della competitività e l’autonomia dell’UE, la sicurezza economica, le catene del valore strategiche, l’innovazione, la coesione economica e sociale ; il tutto nel rispetto della sostenibilità delle finanze pubbliche e alla luce del l’elevato rapporto debito/PIL registrato in alcuni paesi . Lo shock sul mercato
5 Indice depurato dalle componenti di prezzo dei beni alimentari ed energetici (tipicamente più volatili).
6 In Irlanda hanno sede grandi multinazionali i cui i profitti , classificati nel PIL domestico , determinano spesso andamenti anomali della crescita condizionando il dato aggregat o dell’Eurozona. Molte di queste aziende , concentrate nel settore farmaceutico , hanno visto crescere i propri ricavi nel 2025, grazie al balzo dell’ export farmaceutico verso gli USA durante la fase di anticipazione dell'entrata in vigore dei daz i, ed in seguito contrazioni ad inizio 2026.
14 Relazione Finanziaria Semestrale dell’energia ha evidenziato l’urgenza di accelerare la transizione energetica e d è stata confermata la richiesta di rafforzare la difesa7.
Tra i paesi emergenti , in Cina il PIL, nel secondo trimestre ha rallentato più delle attese (+4,3% su base annua da +5% del primo quarter ) limitato in parte dalla dipendenza dall'estero per le forniture energetiche ; l’economia ha beneficiato del traino della manifattura avanzata (high tech ), dell’ expor t e della spesa pubblica, ma è stata frenata dalla debolezza dei consumi e dalla crisi immobiliare che continua a condiziona re gli investimenti. L’aumento dei prezzi internazionali dell’energia si è riflesso in una risalita dell’inflazione domestica (intorno l’1%) che resta comunque limitata dalla debole domanda interna; i prezzi alle esportazioni sono decisamente saliti . Le tensioni in Medio Oriente ed il blocco di Hormuz , hanno condizionato maggiormente l’economia indiana la cui crescita resta tra le più elevate fra le economie mondiali .
Italia: contesto economico In Italia, dopo un avvio d’anno robusto , la crescita , pur decelerando lievemente, ha mantenuto vigore nel secondo trimestre (+0,2% t/t per il PIL preliminare ). L’attività è stata trainata dal comparto terziario, mentre il valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria ha registrato flessioni. Gli investimenti hanno fornito un contributo positivo ma limitato dall’incertezza legata alle tensioni in Medio Oriente. L’accumulazione di capitale si è attenuata ; i consumi delle famiglie hanno risentito del peggioramento della fiducia e dei rincari energetici. L’apporto della domanda estera netta è stato negativo , mentre il rialzo dei prezzi dell’energia ha ampliato il disavanzo energetico . Grazie alla dinamica favorevole dei beni alimentari non lavorati e degli energetici non regolamentat i, a luglio l’inflazione preliminare ha rallentato (al 2,8% a/a dal 3, 0% di giugno ); stabile l’indicatore core (all’1,6% a/a ). Il mercato immobiliare , pur positivo, ha registrato segnali di moderazione. A giugno l ’occupazione è risultata invariata rispetto al mese precedente mentre la disoccupazione è risalita dai minimi (al 5 ,7% dal 5,3% di maggio) ; la crescita delle retribuzioni è rimasta contenuta.
Dal punto di vista legislativo, l’attività del Governo si è concentrata sull’adozione di provvedimenti volti a mitigare il rincaro dei prezzi dovuto alle tensioni internazionali, in particolare riguardo l’aumento dei costi energetici e il loro impatto su imprese e famiglie, in primo luogo con la conversione con legge 22 marzo 2026, n. 88 del c.d. decreto fiscale. Quest’ultimo, oltre a recare disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica, tra cui disposizioni sulla rideterminazione temporanea dell’applicazione delle accise (poi prorogate con successivi decreti, c.d. decreto bollette convertito con legge 10 aprile 2026, n. 49 e decreto accise carburanti, convertito con legge 25 giugno 2026, n.113), ha introdotto, tra l’altro, misure relative alla disciplina degli investimenti in beni strumentali, del concordato preventivo e al sostegno delle imprese nei settori marittimo, agricolo nonché misure in termini di pagamenti elettronici ed educazione finanziaria.
A seguito dell’esame parlamentare, il 23 giugno il Governo ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo di attuazione della delega di cui all’articolo 19 -bis della legge 5 marzo 2024, n. 21, per la riforma organica e il riordino del sistema sanzionatorio e di tutte le procedure sanzionatorie recati dal TUF. In materia di imprese e capitali, è stato anche pubblicato in G.U. il decreto legislativo 29 aprile 2026, n. 86 che recepisce il pacchetto europeo Listing Act , rendendo più facili e meno costose le procedure di quotazione in borsa per le piccole e medie imprese. Pubblicato inoltre in G.U . il D.Lgs 10 giugno 2026, n. 122, che recepisce la normativa AMLD2 (Second Anti -Money Laundering Directive ) introducendo modifiche sostanziali al D.Lgs , n. 231/2007 antiriciclaggio, che mira a rafforzare le politiche nazionali antiriciclaggio e antiterrorismo .
Da rilevare, inoltre, l’approvazione di due provvedimenti di carattere economico/sociale: i) Decreto -Legge 7 maggio 2026, n. 66 c.d.Decreto Piano Casa, convertito in legge 2 luglio 2026, n.116 che reca misure consistenti nella realizzazione e nella valorizzazione di immobili di edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata volti a incrementare l’offerta sostenibile di alloggi a prezzi accessibili in particolare volte a fornire una risposta ai fabbisogni abitativi di specifiche categorie di cittadin i; ii) Decreto -Legge 30 aprile 2026, n. 62 c.d. decreto 1 maggio, recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale .
Relativamente al PNRR , il Decreto -legge 19/2026 convertito con legge 20 aprile 2026, n. 50 e il Decreto -legge 26 giugno 2026, n. 107, attualmente in fase di discussione parlamentare, recano , tra l’altro, misure di semplificazione e accelerazione rivolte ormai alla conclusione, rendicontazione e chiusura amministrativa dei progetti, prevista per fine
7 A giugno è stata parzialmente estesa la flessibilità utilizzata per la difesa a investimenti che rafforzino la resilienza ene rgetica e riducano la dipendenza dai combustibili fossili (fino al 0.3% del PIL all’anno nel 2026 -2028 e tetto dello 0.6% cumulato), cui si affianca il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta alla crisi in Medio Oriente, adottato a maggio per sostenere i settori più esposti. Sul fronte della difesa sono stati approvati quasi tutti i piani nazionali presentati per richiedere prestiti SAFE - Security Action for Europe - (ca. 130 m ld di euro) e la politica di coesione ha reindirizzato 11,9 m ld di euro verso investimenti in difesa e beni a duplice uso.
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15 2026. All’inizio di giugno l’Italia ha incassato il pagamento della nona e penultima rata del PNRR, pari a 12,8 mld di euro . Il totale così ricevuto è salito a 166 miliardi8, equivalente a oltre un terzo dell’ammontare erogato ai paesi UE.
Il Documento di finanza pubblica (DFP) 2026 , approvato ad aprile, è stato trasmesso alla Commissione UE che ha giudicato nel complesso adeguato lo stato di avanzamento del percorso di rientro del disavanzo dell’Italia nell’ambito della Procedura per i disavanzi eccessivi .
Mercati finanziari e politica monetaria La tregua in Medio Oriente ed il successivo accordo tra USA e Iran annunciato a metà giugno hanno sostenuto la crescita de i listini azionari su nuovi massimi storici; tuttavia, la recente ripresa delle ostilità, unita ai timori di sopravvalutazione dei titoli tecnologici e di politiche monetarie più restrittive hanno determinato una correzione in luglio. Da inizio anno sino al 3 0 giugno 2026 il FTSE Mib ha guadagnato ca. il +15% e l’Euro Stoxx oltre il +9%. L’S&P500 ha registr ato un progresso del +9,6% ca. e lo Shanghai Shenzhen CSI 300 cinese del +7,5% ca. Particolarmente brillante il Nikkei ( oltre il +39%) sostenuto dai rialzi del le società collegate all’AI e all’industria dei chip e dal l’afflusso di capitali dall’estero.
Dopo il rialzo seguito allo scoppio del conflitto in Medio Oriente, i rendimenti governativi a lungo termine dei principali paesi risk-free sono rimasti su livelli elevati : l’accordo tra USA e Iran ed il temporaneo ridimensionamento dei prezzi energetici ne ha consentito una parziale discesa dai massimi raggiunti in maggio ( con il treasury vicino al 4,7% e d il Bund prossimo al 3,2% ); tuttavia con la nuova escalation nel Golfo , a luglio, i rendimenti sono tornati a salire . Al 30 giugno 2026 il decennale americano si è attestato al 4, 47%, quello tedesco al 2,86% e quello italiano al 3, 63%;
rispettivamente + 30 pb per il Treasury , +0 pb per il Bund e + 8 pb per il decennale italiano rispetto ai livelli di fine 2025 .
Dagli oltre 95 punti base toccati a fine marzo, lo spread BTP-Bund ha chiuso il semestre a 77 punti base (+ 7 pb dai livelli di fine 2025) . A maggio S&P’s ha confermato il rating sovrano dell'Italia a BBB+ mantenendo un outlook positivo .
Nel meeting di giugno, il primo presieduto dal nuovo presidente Kevin Warsh, la FED, come da attese, ha mantenuto invariati i tassi sui Fed funds nel range 3,50% -3,75%. L’orientament o di politica monetaria è apparso tuttavia meno accomodante con l’Autorità che ha ribadito il mandato sulla stabilità dei prezzi . Nella riunione di luglio la FED ha confermato i tassi invariati ma con decisione non unanime: tre membri del FOMC9 su dodici si sono opposti e hanno votato per un aumento immediato del costo del denaro , esprimendo preoccupazione per l'inflazione. In assenza di una forward guidance , le scarse indicazioni fornite dall’Autorità circa la direzione futura di politica monetaria hanno alimentato l’incertezza sulla possibilità di un rialzo dei tassi nel breve periodo; tuttavia, al momento, i mercati continuano a ritenere probabile tale eventualità. In un contesto di riforma interna alla FED , Warsh ha annunciato cinque commissioni allo scopo di rivedere comunicazione, bilancio, fonti informative, produttività e framework sull’inflazione .
Nella riunione di giugno la BCE, come da attese, ha aumentato di 25 punti base i tassi ufficiali, portando quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%, quello sui depositi presso l’Eurosistema al 2,25% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,65%. Le nuove previsioni di base rilasciate dallo staff della BCE hanno delineato un quadro di inflazione in rialzo e crescita in ribasso. Accanto allo scenario centrale di previsione sono stati inoltre rilasciat i tre scenari alternativi di previsione ( moderato , avverso , severo ) elaborati poco prima dell’annuncio dell’accordo tra USA e Iran . A luglio la BCE ha confermato invariat i i tassi di policy , con decisione unanime dei membri del board , anche se alcuni governatori hanno discusso circa l’opportunità di un aumento . In uno scenario di incertezza e con rischi sull’inflazione giudicati al rialzo , l’Autorità ha ribadito un approccio di politica monetaria data dependent , senza vincolarsi ad alcun particolare percorso sui tass i. I mercati prezzano la possibilità di un rialz o dei tassi nella riunione di settembre .
8 Alla fine del 2025 l’Italia aveva speso circa 110 m ld di euro del PNRR .
9 Federal Open Market Committee della Fed
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16 Eventi rilevanti de l prim o semestre 2026 In data 28 gennaio 2026 , Banca MPS ha sottoscritto, congiuntamente con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), BPER Banca S.p.A., Banco BPM S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., UniCredit S.p.A. e Banca Progetto S.p.A. in amministrazione straordinaria (BP), un term sheet vincolante per l’operazione di risanamento in favore di BP.
L’operazione di risanamento ha previsto la partecipazione del FITD e delle sopra citate cinque principali banche italiane al derisking degli attivi performing e non performing di BP, la ricapitalizzazione della stessa da parte del FITD e la successiva cessione alle cinque banche (per il tramite di BP Holding, società partecipata pariteticamente dalle stesse) della quota di capitale di BP da quest’ultimo sottoscritta, con il mantenimento in capo al FITD di una quota pari al 10% meno una azione. All’operazione hanno inoltre partecipato AMCO – Asset Management Company S.p.A. per il derisking degli attivi non performing e altri investitori istituzionali per il derisking degli attivi performing.
Fra la fine del mese di marzo e l’inizio del mese di aprile del corrente anno è stata data esecuzione, tramite la stipula di specifici accordi di dettaglio, agli impegni finalizzati al risanamento di Banca Progetto S.p.A. in amministrazione straordinaria (BP) previsti nel term sheet .
Alla data del 3 0 giugno 2026 risultano iscritti in bilancio :
- la partecipazione di collegamento, per un valore di bilancio di 8,5 mln di euro, pari al 20% del capitale sociale di BP Holding S.p.A., la financial holding company costituita in data 3 febbraio 2026 da parte delle suddette 5 banche aderenti all’operazione con quote paritarie e finalizzata all’acquisizione indiretta del 90% del capitale sociale di BP;
- il 5,8% delle quote del Fondo Ananteo – Fondo di investimento Alternativo Italiano di credito di tipo chiuso riservato – per un valore pari a 79,9 mln di euro, partecipato da AMCO e dalle altre 4 Banche finalizzato al derisking degli attivi non performing di BP; il Fondo investe prevalentemente in strumenti finanziari aventi natura di titoli “ asset backed securities ”, untranched e partially paid , emessi da società veicolo di cui all’art. 3 della Legge 130 nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di attivi non performing .
- l’1,0 % delle tranche senior (Class A1 Notes) emessa da Flare S.r.l. (SPV) per un valore di 13,1 mln di euro nell’ambito della cartolarizzazione di tipo retained
- il 2,9% delle tranche senior (Class A1 Notes), l’11,1% delle mezzanine (Class B) e l’11,0% delle Junior (Class J) emesse da Ember BP S.r.l. per un valore pari rispettivamente pari a 16,9 mln di euro, 34,6 mln di euro e 0,2 mln di euro nell’ambito della cartolarizzazione di tipo SRT .
Si evidenzia che e ntrambe le operazioni di cartolarizzazione hanno come sottostante gli attivi performing di BP.
In data 4 febbraio 2026 l’assemblea straordinaria di Banca MPS ha approvato le modifiche allo statuto sociale , successivamente autorizzate dalla Banca Centrale Europea in data 4 marzo 2026, aventi ad oggetto:
i) articoli 13 comma 3, lett. e) e 14 comma 5 con previsione della facoltà dell’Assemblea Ordinaria di incrementare il limite di 1:1 tra la componente variabile e quella fissa della remunerazione;
ii) articolo 15 commi 2, 3, 5, 6 e 7 e correlata modifica dell’art.17 comma 4 con previsione della facoltà del Consiglio di Amministrazione uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo dell’Organo;
iii) articolo 15 comma 10 relativamente alla sostituzione degli amministratori in corso di mandato;
iv) articolo 15 comma 1 relativamente alla rieleggibilità degli amministratori e conseguente abrogazione dell’articolo 20 comma 3 dello statuto che prevede la non applicabilità all’Amministratore Delegato del limite massimo di mandati previsto dal suddetto articolo 15 comma 1 oggetto di abrogazione;
v) articoli 17 comma 2 lettera j), 18 comma 2 e 21 commi 2 e 3 con previsione della facoltà del Consiglio di Amministrazione di nominare il Presidente e uno o due Vicepresidenti (di cui uno con funzioni vicarie), qualora non vi abbia provveduto l’Assemblea;
vi) articolo 25 comma 8 con previsioni relative all’ipotesi in cui sia presentata una sola lista per la nomina del
Collegio Sindacale;
vii) articolo 31 comma 1 lett. a) e lett. b) relativamente alla riduzione alla quota minima di legge della percentuale degli utili da destinare a riserva legale e all’eliminazione della riserva statutaria.
In data 27 febbraio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha approvato il Piano Industriale 2026 –2030, “From deep roots to new frontiers – A leading competitive force in banking ”. Il nuovo Piano Industriale segna un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del Gruppo, facendo leva sul percorso di trasformazione di successo realizzato negli ultimi anni e sull’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un
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17 gruppo bancario leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da solida redditività, robustezza patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti.
In data 10 marzo 2026 , i Consigli di Amministrazione di Banca MPS e di Mediobanca – Banca di Credito Finanziario Società per Azioni - hanno approvato il progetto di Fusione per l’incorporazione di Mediobanca in Banca MPS . La fusione rientra in un più ampio progetto di riorganizzazione che prevede anche:
(i) l’assegnazione delle attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta in favore di una società non quotata posseduta al 100% da Banca MPS, che assumerà la denominazione di “Mediobanca S.p.A.”, preservando così un brand di altissimo valore con un patrimonio unico di competenze e sinonimo di eccellenza nei servizi di consulenza alle imprese e ai privati. In tale contesto, sarà trasferita alla nuova “Mediobanca S.p.A.” anche la partecipazione in Assicurazioni Generali S.p.A.;
(ii) l’integrazione industriale delle reti di consulenti finanziari e delle attività retail e affluent wealth management di Mediobanca Premier e Banca Widiba. Nell’ambito di tale progetto di riorganizzazione , i Consigli di Amministrazione di Banca MPS, di Mediobanca Premier e di Banca Widiba hanno approvato all’unanimità il Progetto di Scissione mediante scorporo di Banca MPS a favore di Mediobanca Premier e il Progetto di Scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Widiba in data 22 giugno 2026 .
Tali operazioni troveranno attuazione, condizionatamente alla efficacia della Fusione, mediante, rispettivamente, la Scissione mediante scorporo e la Scissione parziale, sottopost e, anche per le finalità di cui all’art. 104 del D.Lgs.
58/1998 s.m.i. (“ TUF”), all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., di Mediobanca Premier S.p.A. e di Wise Dialog Bank S.pA subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti Autorità.
La Fusione è coerente con gli indirizzi del Piano Industriale 2026 -2030 approvato da Banca MPS nel febbraio u.s. e, insieme alle operazioni di riorganizzazione, consentirà di dare piena attuazione al perseguimento degli obiettivi industriali e finanziari e delle sinergie industriali, pari a circa 0,7 mld di euro, previsti dal Piano e già comunicati da Banca MPS al fine di massimizzare la creazione di valore a beneficio di tutti gli azionisti.
I Consigli di Amministrazione delle società partecipanti alla fusione, con l’assistenza dei rispettivi advisor finanziari, sono pervenuti alla determinazione del rapporto di cambio nella misura di n. 2,450 azioni BMPS, prive di indicazione di valore nominale, per ciascuna azione ordinaria Mediobanca in circolazione, anch’essa priva di valore nominale. La determinazione del rapporto di cambio tiene conto della distribuzione dei dividendi relativi all’esercizio al 31 dicembre 2025 resi noti al pubblico dai consigli di amministrazione di BMPS e di Mediobanca, rispettivamente, in data 10 febbraio 2026 e 9 febbraio 2026. Il rapporto di concambio non è soggetto ad aggiustamenti o conguagli in denaro.
Conseguentemente, Banca MPS procederà all’aumento del proprio capitale sociale per massimi €1.609.487.836,43 mediante emissione di massime n. 272.012.804 azioni ordinarie, prive di valore nominale, in applicazione del rapporto di concambio e delle modalità di assegnazione delle azioni dettagliate nel progetto di fusione.
In data 15 aprile 2026 l’Assemblea ordinaria ha deliberato favorevolmente in merito a tutti i punti all’ordine del giorno ad eccezione della richiesta di azioni di responsabilità promosse dal socio Bluebell Partners Ltd, rispettivamente contro l’ex Presidente del Consiglio di Amministrazione e l’ex Amministratore Delegato della Banca . In sede ordinaria le deliberazioni hanno riguardato, tra gli altri:
i) l’approvazione del bilancio d’esercizio 2025 della Capogruppo Banca Monte dei Paschi e la destinazione dell’utile netto dell’esercizio come segue i) agli azionisti con distribuzione di un dividendo unitario di 0,86 Euro per ogni azione in circolazione, avente diritto al pagamento del dividendo, per un importo complessivo massimo di Euro 2.613.039.637,38, ii) a riserva legale, per un importo pari al 5% dell’utile maturato corrispondente ad Euro 155.240.822,63, in conformità alle previsioni dell’art. 31 dello Statuto ed infine iii) a riserva straordinaria del residuo utile, per un importo pari a Euro 336.535.992,58. La distribuzione del dividendo ha avuto luogo a partire dal giorno 20 maggio 2026 (con stacco cedole il 18 maggio e record date il
19 maggio);
ii) la determinazione , in 15, del numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione - nominati tra i candidati della lista alla carica di amministratori presentata dal Consiglio di Amministrazione uscente ai sensi dell’art. 147 -ter.1 del D.lgs. n. 58/1998 s.m.i. (“TUF”) depositata in data 6 marzo 2026 e di ulteriori due liste alternative presentate dagli azionisti in data 24 marzo 2026 - per gli esercizi 2026, 2027 e 2028 e la loro
18 Relazione Finanziaria Semestrale successiva nomina nonché l’elezione del Presidente e degli altri membri del Collegio Sindacale per gli esercizi 2026, 2027 e 2028;
iii) l’elezione del Presidente e dei due Vice Presidenti del Consiglio di Amministrazione per gli esercizi 2026, 2027 e 2028: a seguito della rinuncia alla candidatura a Presidente dell’Avvocato Maione, resa nota direttamente in Assemblea ed in assenza di proposte di altre candidature da parte dei soci, ai sensi dello Statuto il Presidente è stato eletto dal Consiglio di Amministrazione fra i propri componenti; l’Assemblea ha inoltre deliberato di conferire specifica delega al Consiglio di Amministrazione per la determinazione – all’interno del medesimo organo – dei due Vice Presidenti;
iv) l’approvazione delle politiche di remunerazione dei piani di incentivazione al personale nonché l’innalzamento del limite tra la componente variabile e quella fissa della remunerazione.
In data 7 giugno 2026 Banco BPM ha comunicato a Banca MPS l’intenzione di discutere e concordare un’operazione di aggregazione attuata nelle modalità tipiche dei cosiddetti merger of equals , finalizzata alla creazione di un nuovo Gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia . Il giorno seguente, Iìil Consiglio di amministrazione di Banca MPS ha preso atto della comunicazione ricevuta ed avviato le valutazioni preliminari .
In data 8 giugno 2026 Intesa Sanpaolo S.p.A. ha comunicato, ai sensi e per gli effetti dell'art. 102 del TUF e all’art. 37 del Regolamento emittenti (il “Comunicato 102”), la promozione di un'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria (“OPAS”), non preventivamente concordata con la Banca, sulla totalità delle azioni di Banca MPS ivi incluse le eventuali azioni di nuova emissione che dovessero essere emesse da Banca MPS ai fini del concambio della fusione con Mediobanca qualora l’OPAS si perfezionasse successivamente all’efficacia della fusione stessa. Per ulteriori approfondimenti si rimanda al paragrafo “Offerta pubblica di scambio volontario promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A su azioni Banca MPS ”.
In data 22 giugno 2026 i Consigli di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., di Mediobanca Premier S.p.A. e di Wise Dialog Bank S.pA. hanno approvato all’unanimità il progetto di scissione mediante scorporo di BMPS a favore di MB Premier (la “Scissione mediante Scorporo”) e il progetto di scissione parziale di MB Premier a favore di Widiba (la “Scissione Parziale” e unitamente alla Scissione mediante Scorporo, le “Scissioni”) rendendo possibile la prosecuzione delle sopracitate attività di riorganizzazione societaria.
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19 Eventi rilevanti successivi al la chiusura del primo semestre
2026
In data 16 luglio 2026 , in merito alla proposta di aggregazione con Banco BPM S.p.A., il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha ritenuto di proseguire, con il supporto degli advisors, analisi tecniche approfondite e rigorose tenuto altresì conto che la proposta prospetta una possibile operazione industriale fondata sulla valorizzazione dell’intero perimetro di BMPS e non presuppone la disaggregazione delle attività, della rete distributiva e del marchio della Banca.
Successivamente, in data 31 luglio 2026 , la Capogruppo ha preso atto delle considerazioni formulate in pari data da Crédit Agricole nel corso della presentazione dei risultati semestrali e della posizione successivamente espressa dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM che, pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto di cui alla lettera dello scorso 7 giugno, ha deliberato di interrompere le consultazioni, considerate da BMPS propedeutiche ad una eventuale successiva fase negoziale .
Offerta pubblica di scambio volontario promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A su azioni Banca MPS Come già segnalato nel paragrafo “Eventi rilevanti del primo semestre 2026”, in data 8 giugno 2026 Intesa Sanpaolo S.p.A. ha diffuso il Comunicato 102 avente ad oggetto la promozione di un’OPAS, non preventivamente concordata con la Banca, sulla totalità delle azioni di Banc a MPS .
In maggior dettaglio, il rapporto di concambio è stato fissato a 1,600 azioni di nuova emissione di Intesa Sanpaolo ed una componente in denaro pari ad 1,000 euro per ogni azione di Banc a MPS che comportava , alla data dell’annuncio , un prezzo implicito di offerta pari a 10,091 euro per azione e un corrispettivo complessivo di circa 30,6 mld di euro .
L’OPAS è sottoposta a condizioni di efficacia dettagliate nello stesso comunicato 102 di Intesa , tra cui l’approvazione da parte dell’A ssemblea straordinaria dei soci dell’ offerente - convocata per il 10 settembre 2026 – della proposta di delegare all’organo amministrativo di Intesa Sanpaolo l’aumento di capitale al servizio dell’ offerta e all’approvazione del Documento di offerta da parte di Consob all’esito della relativa istruttoria nei termini di cui all’art. 102, comma 4, del TUF.
In pari data Intesa Sanpaolo ha stipulato un accordo finalizzat o ad agevolare il superamento delle potenziali criticità concorrenziali derivanti dall’ operazion e con Unipol Assicurazioni S.p.A in base al quale quest’ultima si è impegnata, nell’ambito della propria strategia di sviluppo, ad acquisire, una volta perfezionata l’Offerta , una parte significativa delle attività di B anca MPS .
In data 8 giugno 2026 il Consiglio di amministrazione di Banca MPS ha preso atto dell’Offerta ricevuta avviando nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, la valutazione dell’offerta assistita dagli advisor finanziari UBS Europe SE e BofA Securities e da BonelliErede e White & Case in qualità di advisor legali.
In data 16 luglio 2026 , il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha esaminato le prime considerazioni presentate dagli advisor finanziari relative all'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A. sulla totalità delle azioni della Banca10. Il Consiglio ha ritenuto il premio implicito nell'OPAS (pari a circa il 12,5% rispetto al prezzo dell'azione antecedente all'annuncio dell'offerta) inferiore rispetto ai livelli medi riscontrati nelle principali operazioni comparabili del settore bancario ed uno sconto implicito del 3,3% rispetto al prezzo ufficiale del 15 luglio 2026.
Al riguardo il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha evidenziato che tali condizioni riflettono solo una quota limitata del valore stimato delle sinergie prospettate dall’Offerente e non sembra riflettere, tra l’altro, il cambio di controllo e il successivo break -up di BMPS.
Nel corso dell'esame preliminare sono state inoltre manifestate alcune riserve in relazione all'effettiva realizzabilità delle sinergie annunciate, nonché a potenziali criticità connesse ai profili antitrust, al trattamento della partecipazione in Assicurazioni Generali ai fini del regime del Danish Compromise , alla prevista cessione di attività al Gruppo Unipol e ai possibili impatti sul valore del franchise di Banca MPS.
Oltre a tali considerazioni, si evidenzia che la promozione dell'OP AS, ha comportato l’effetto di assoggettare Banc a MPS alla c.d. passivity rule ai sensi dell'art. 104 del TUF, in base alla quale il compimento di atti o operazioni che
10 Si rinvia al comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale di Banca MPS in data 16 luglio 2026 per un'analisi completa delle considerazioni espresse dal Consiglio di Amministrazione.
20 Relazione Finanziaria Semestrale possano contrastare gli obiettivi dell’OP AS sono soggetti all’autorizzazione dell’Assemblea ordinaria degli azionisti di Banc a MPS.
Aggiornamento del Programma di Integrazione Nel corso del primo semestre 2026, a valle del completamento dell a prima fase del Programma di Integrazione realizzatosi con l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione in data 26 febbraio 2026 del Piano Industriale 2026 -30 e del Piano di Integrazione del nuovo Gruppo in termini di riorganizzazione societaria, organizzativa, operativa, e IT, è stata avviata la seconda fase del Programma di Integrazione del Gruppo Mediobanca, attraverso 8 Cantieri di Integrazione e oltre 50 progetti realiz zativi che procedono secondo la pianificazione prevista, garantendo così il rispetto delle milestone funzionali al conseguimento della piena integrazione di Mediobanca entro fine 2026.
In particolare , nell’ambito delle attività di riorganizzazione societaria, a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena del 22 giugno 2026, sono proseguite le attività connesse ai progetti di scissione mediante scorporo di Banca Monte dei Paschi di Siena a favore di Mediobanca Premier S.p.A., e di scissione parziale di Mediobanca Premier S.p.A. a favore di Banca Widiba S.p.A.
Tali operazioni si inseriscono nel più ampio progetto di riorganizzazione societaria del Gruppo, volto ad assicurare coerenza tra l’assetto societario, il modello operativo e le strategie di sviluppo delle diverse aree di business, nonché a supportare la piena attuazione degli obiettivi industriali e finanziari previsti dal Piano Industriale.
Sono altresì completate le attività propedeutiche alla presentazione delle istanze di autorizzazione preventiva alle Autorità competenti in relazione ai progetti di fusione e di scissione, avvenuta in data 14 luglio u.s., nonché agli ulterior i adempimenti societari previsti dal disegno target.
Inoltre, nel primo semestre 2026 sono proseguite le attività di Business Transformation, finalizzate al l’implementazione del modello di business target del Gruppo e all’attivazione delle leve di sinergia tra le diverse fabbriche prodotto e reti distributive.
In particolare, sono stati definiti gli indirizzi relativi al ruolo target delle principali società prodotto del Gruppo, valorizzandone le competenze distintive, la specializzazione nei rispettivi ambiti di attività e la complementarità rispetto ai segmenti di clientela e ai canali distributivi serviti.
Sono stati inoltre consolidati i modelli di servizio e di coverage target per i diversi segmenti di clientela, definendo indirizzi comuni per l’evoluzione dell’offerta, dei processi di ingaggio commerciale e delle modalità di collaborazione tra le strutture di business e le fabbriche prodotto.
Con riferimento alle sinergie, sono già state attivate molteplici iniziative che hanno consentito di realizzare risultati tangibili che produrranno tutti i loro effetti entro il 2026, dando comfort di raggiungere ed eventualmente superare il target 2026 pari ad almeno il (30%) delle sinergie a regime .
Sono parimenti proseguite le attività di definizione e realizzazione degli interventi in ambito I nformation Technology e Security, necessari a supportare il modello operativo target, l’evoluzione dell’offerta commerciale e la progressiva integrazione delle piattaforme, dei dati e dei processi del Gruppo.
Infine, ne l corso del semestre sono proseguite le attività di presidio dei profili legali, regolamentari e di compliance connessi al Programma di Integrazione, inclus i le attività preparatorie alle comunicazioni rivolte alla clientela e alle terze parti, tra cui i fornitori e gli altri stakeholder rilevanti , e gli ulteriori adempimenti obbligatori.
La contabilizzazione dell’operazione di acquisizione In data 29 settembre 2025, a valle della conclusione positiva dell’OPAS lanciata da Banca MPS per l’acquisizione di Mediobanca, la Capogruppo ha ottenuto il controllo d el Gruppo Mediobanca . L’operazione si è configura ta come una “business combination ” ed è stata contabilizzata pertanto secondo il metodo dell’acquisizione previsto dall’IFRS 3. In base a tale metodo, alla data di acquisizione, l’acquirente deve procedere a:
- identificare l’acquirente e la data di acquisizione;
- determinare il costo dell’acquisizione;
- allocare il costo dell’acquisizione ( cosiddetta “ Purchase Price Allocation ”, di seguito “PPA” ), rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ritenute identificabili dell’acquisita ai relativi fair value a tale data, ad
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21 eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita secondo quanto previsto dall’IFRS 5.
L’eventuale eccedenza del costo dell’aggregazione non allocato deve essere iscritta come avviamento (“ goodwill ”);
diversamente la differenza negativa, derivante dalla contabilizzazione dell’aggregazione a prezzi favorevoli è rilevata nel conto economico come avviamento negativo (“ badwill ”).
In relazione alla data e al costo dell’Operazione, nel rinviare per un’informativa dettagliata a quanto riportato nella parte G della Relazione Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2025 , in questa sede ci si limita a rammentare che, ai fini del processo di PPA, la data di acquisizione - stante il regolamento dell’Offerta in data 15 settembre 2025 - è stata convenzionalmente assunta coincidere con il 30 settembre 2025; il costo dell’Operazione è risultato pari a 17.817,3 mln di euro costituito dalla sommatoria di (i) 14.880,8 mln di euro, pari al fair value delle azioni emesse dalla Capogruppo in sede di aumento di capitale ed assegnate agli azionisti di Mediobanca (n.1.778.728.477 valorizzate usando la quotazione di riferimento del titolo MPS al 12 settembre: 8,366 euro per azione), (ii) 632,0 mln di euro, pari al corrispettivo in denaro; (iii) 2.303,8 mln di euro pari al valore delle azioni di Mediobanca detenute da terzi e (iv) 0,7 mln di euro pari al valore delle azioni Mediobanca già possedute dalla Capogruppo.
Con riferimento all’allocazione del costo dell’acquisizione si ricorda che, nell’ambito della redazione della Relazione finanziaria consolidata al 31 dicembre 2025, il processo di PPA aveva riguardato principalmente: i) i crediti verso clientela e banche (sia in bonis che non performing ), (ii) il portafoglio immobiliare, (iii) le partecipazioni di collegamento, (iv) i titoli di debito e (v) le obbligazioni emesse e i debiti verso banche e clientela.
Inoltre , si era proceduto allo storno degli avviamenti consolidati rivenienti dal Bilancio del Gruppo Mediobanca in quanto ai sensi dell’IFRS 3, l’avviamento o il badwill riconosciuto nel bilancio consolidato del soggetto acquirente riassume, e pertanto sostituisce, le evidenze storiche degli avviamenti iscritti nei bilanci delle entità acquisite.
All’esito delle attività svolte, la differenza residua tra il corrispettivo trasferito e il fair value netto delle attività e passività acquisite aveva condotto alla determinazione di un goodwill provvisorio pari a 2.953 mln di euro.
Per una disamina delle valutazioni al fair value delle singole poste già oggetto di analisi al 31 dicembre 2025 le di cui valutazioni non hanno subito variazioni alla data della presente Relazione Finanziaria semestrale, si rinvia alla “Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda” della Relazione finanziaria annuale .
Nel corso del primo semestre 2026 è stato aggiornato e sostanzialmente definito il processo di PPA con l’identificazione e la stima del fair value delle attività immateriali non precedentemente iscritte nel bilancio di Mediobanca . Le attività hanno portato all’identificazione ed alla iscrizione di nuove attività intangibili - rappresentate da Brand, Customer relationship e Core Deposits - per un valore complessivo pari a 1.30 4 mln di euro (90 3 mln al netto dell’effetto fiscale).
Per il dettaglio della metodologia valutativa e delle relative risultanze in merito al processo di determinazione delle attività immateriali si rimanda a quanto esposto nel paragrafo “La stima e le assunzioni sul processo di Price Purchase Allocation (PPA)” della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata.
A seguito della valorizzazione delle nuove attività immateriali, sono state stornate le attività immateriali iscritte del Gruppo Mediobanca il cui valore alla data di acquisizione, ammonta va a complessivi 144,7 mln di euro (111,3 mln di euro al netto del relativo effetto fiscale). Si evidenzia che era già stato operato lo stralcio di un marchio per 12,3 mln (10,0 mln di euro al netto del relativo effetto fiscale) per evidenze di deterioramento già alla data di acquisizione ;
pertanto, il valore complessivo delle attività immateriali stornate è pari a 158,0 mln di euro (121,3 mln di euro al netto del relativo effetto fiscale).
La valorizzazione definitiva delle nuove attività immateriali, inclusi i relativi ammortamenti, e lo storno delle attività immateriali iscritte dal Gruppo Mediobanca, sono stati rilevati a partire dalla data del 30 settembre 2025 a rettifica dei valori dell’avviamento, coerentemente con le previsioni del principio contabile IFRS 3; questo prevede che gli aggiustamenti agli importi provvisori, effettuati nel corso del measurement period, siano rilevati retroattivamente in diretta contropartita dell’avviamento, come se la contabilizzazione dell'aggregazione aziendale fosse stata completata alla data di acquisizione. Pertanto , gli schemi comparativi di stato patrimoniale e conto economico al 31 dicembre 2025 sono stati riesposti per rappresentare retroattivamente, a partire dal 30 settembre 2025, gli effetti dell’aggiornamento del processo di allocazione della PPA e dei connessi effetti economici . Per i dettagli sulla riesposizione dei dati comparativi si rimanda a quanto contenuto nel successivo paragrafo “Riesposizione schemi comparativi al 31 dicembre 2025 per aggiornamento Purchased Price Allocation (PPA)”.
Gli effetti della procedura di allocazione del costo di acquisizione sopra descritta, al netto degli effetti fiscali correlati, sono risultati pari complessivamente a 4.351,1 mln di euro. Il confronto, dunque, tra il costo dell’aggregazione
22 Relazione Finanziaria Semestrale complessivo e il patrimonio netto consolidato di Mediobanca al 30 settembre 2025 al netto degli effetti aggiornati della PPA sopra rappresentati, determina un avviamento, determinato con il metodo del full goodwill , di 2.16 2,0 mln di euro.
Ai fini del conto economico riclassificato, alla voce “Effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte), sono stati ricondotti: (i) -144,3 mln di euro come ammortamento di competenza de i primi sei mesi del 2026, al lordo dell’ effetto fiscale , delle differenze emerse nel processo di PPA tra i fair value e i precedenti valori contabili di attivi e passivi in capo al soggetto acquisito e (ii) -40 mln di euro al lordo dell’effetto fiscale riferiti agli ammortamenti degli intangibili a vita utile definita iscritti a seguito dell’aggiornamento del processo di PPA. L’impatto economico complessivo, al netto del relativo effetto fiscale , imputato alla voce “Effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)” è, quindi, risultato pari a -123,5 mln di euro.
Piano Industriale 2026 -2030 Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, in data 26 febbraio 2026, ha approvato il Piano Industriale 2026 – 2030, “Da radici profonde a nuove frontiere – Una forza competitiva di primo piano nel settore bancario”.
Il nuovo Piano Industriale segna un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del Gruppo, facendo leva sul percorso di trasformazione di successo realizzato negli ultimi anni e sull’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da solida redditività, robustezza patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti.
L’operazione prevede fra l’altro la fusione per incorporazione di Mediobanca in Banca Monte dei Paschi di Siena11 , con l’obiettivo di creare un unico gruppo bancario integrato, preservando al contempo le identità distintive, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni e realizzando appieno il potenziale di sinergie pari a 700 mln di euro.
Per maggiori dettagli si rinvia alla Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
Il monitoraggio del Piano Industriale 2026 -2030 evidenzia il sostanziale raggiungimento al 30 giugno 2026 di tutti gli obiettivi chiave del Piano .
Funding strategy
Il Funding Plan 2026 -2030 ha l’obiettivo di finanziare la prevista crescita degli impieghi - che porta ad un incremento (in valore assoluto) dello sbilancio commerciale cumulato di circa 17,9 mld di euro a fine 2030 - e di consolidare il funding strutturale tenuto conto delle ingenti scadenze aggregate (2026: 10,5 mld di euro, 2027: 11 mld di euro e 2028: 8,4 mld di euro, 2029: 13,1 mld di euro, 2030: 11,7 mld di euro), al contempo riducendo ove possibile il ricorso al mercato istituzionale - in particolare unsecured - rispetto a quanto previsto nei Piani stand alone al fine di realizzare le sinergie di funding delineate nel Piano Industriale. A fronte delle scadenze sopra indicate sono previste operazioni di raccolta in arco piano pari a 16,7 mld di euro nel 2026, 18 mld di euro nel 2027, 15,7 mld di euro nel 2028, 16,1 mld di euro nel 2029 e 15,7 mld di euro nel 2030.
Nel corso del primo semestre 2026, nell’ambito del funding plan di Gruppo, sono state realizzate - in linea con il Piano -
le principali seguenti emissioni:
- Senior Preferred per 1,12 mld di euro di cui 0,56 mld di euro destinate ad investitori retail e 0,56 mld di euro destinate ad investitori istituzionali ;
- Covered bond per 1,75 mld di euro;
- ABS per 0, 8 mln di euro.
Le politiche e le strategie di funding di Gruppo saranno oggetto di aggiornamento annuale ed includeranno, con un maggior livello di dettaglio, le azioni effettive da intraprendere nel corso dell’anno di riferimento e le autorizzazioni all e strutture operative necessarie per la loro realizzazione.
11 Soggetto al completamento delle pertinenti approvazioni societarie e regolamentari.
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23 Criteri gestionali di riclassificazione dei dati economici e
patrimoniali
Gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico vengono di seguito rappresentati in forma riclassificata, secondo criteri gestionali, al fine di fornire indicazioni sull’andamento generale del Gruppo fondate su dati economici -
finanziari di rapida e facile determinazione.
Di seguito si fornisce informativa sulle aggregazioni e sulle principali riclassificazioni sistematicamente effettuate rispetto agli schemi di bilancio previsti dalla Circolare n. 262/05. I dettagli analitici di tali aggregazioni e riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al presente fascicolo, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
A seguito della variazione del perimetro di consolidamento conseguente all’acquisizione del Gruppo Mediobanca, perfezionata dalla Capogruppo nel precedente esercizio in data 15 settembre 2025 , i dati economici riferiti ai periodi del 2025 antecedenti all’operazione sono stati riesposti su base omogenea, includendo i valori del gruppo acquisito, al fine di garantire la piena comparabilità delle risultanze tra i periodi posti a confronto . In particolare, il contributo economico del Gruppo Mediobanca è stato incluso linea per linea, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico “rideterminato”, quindi senza impatto sull’utile di periodo . Nessuna necessità di rideterminazione si presenta, invece, per le tabelle di stato patrimoniale , dove i periodi di confronto (31 marzo 2026 e 31 dicembre 2025) sono successivi alla data di acquisizione e, pertanto, già comprensivi dell’apporto del Gruppo Mediobanca.
I dati patrimoniali a partire dal terzo trimestre 2025 sono stati riesposti a seguito dell’aggiornamento del processo di Purchase Price Allocation relativo all’acquisizione di Mediobanca che ha comportato la rilevazione, a partire dalla data del 30 settembre 2025, di nuove attività immateriali non precedentemente iscritte nel bilancio di Mediobanca, inclusi i relativi ammortamenti, e lo storno delle attività immateriali iscritte dal Gruppo Mediobanca; coerentemente sono stati riesposti anche i dati economici del quarto trimestre 2025 e del primo trimestre 2026.
Inoltre, i dati economici del quarto trimestre 2025 e del primo trimestre 2026 sono stati riesposti gestionalmente in conseguenza del recepimento di alcuni adeguamenti ai criteri di riclassificazione relativamente ai dati di Mediobanca (ciò riguarda, in particolare, alcune fattispecie di commissioni).
Per meglio rappresentare specifiche operatività, riferibili soprattutto all’attività di trading del gruppo acquisito, sono state introdotte a partire dal secondo trimestre 2026 talune variazioni nella rappresentazione di alcuni dettagli all’interno della voce “risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti”. I dati dei periodi comparativi sono stati riesposti rispetto a quanto pubblicato alle rispettive date d i riferimento al fine di consentire un confronto omogeneo.
Si evidenzia che le consistenze patrimoniali e gli effetti economici della controllata MP Banque, la cui cessione è stata finalizzata in data 29 maggio 2026, sono rappresentati linea per linea nelle corrispondenti voci di stato patrimoniale e conto economico fino alla suddetta data.
Infine, si precisa che i dati patrimoniali ed economici del primo trimestre 2026 e i dati comparativi del primo e terzo trimestre del 2025, riferiti alle collegate assicurative AXA MPS Assicurazioni Danni S.p.A. e AXA MPS Assicurazioni Vita S.p.A., sono da queste stimati utilizzando proxy o modelli di calcolo semplificati, stante la maggiore onerosità delle elaborazioni contabili in vigenza dei principi contabili IFRS 17 e IFRS 9 rispetto alle valutazioni effettuate in regime dei previgenti principi contabili IFRS 4 e IAS 39.
24 Relazione Finanziaria Semestrale
Dati economici
• La voce “ Margine di interesse ” accoglie il saldo delle voci di bilancio 10 “Interessi attivi e proventi assimilati” e 20 “Interessi passivi e oneri assimilati”, da cui sono stati scorporati:
- interessi netti per -41,2 mln di euro, relativi a rebates da prestito titoli, ricondotti alla voce “Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti”;
- la quota relativa all’accantonamento di fondi per rimborsi alla clientela riferiti ad anni precedenti ( -0,1 mln di euro) ricondotti alla voce “Altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri”;
- interessi netti per -148,6 di euro relativi agli effetti economici della Purchase Price Allocation (PPA), esposti in una voce separata .
L’aggregato è stato integrato degli interessi maturati sulle gambe pay e receive di asset swap di trading , contabilizzati sulla voce 80 “Risultato netto dell’attività di negoziazione” per un importo pari a 22,7 mln di euro .
Include, inoltre, la quota relativa alla controllata MP Banque pari a + 8,2 mln di euro contabilizzata nella voce 320 “Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”.
• La voce “ Commissioni nette ” accoglie il saldo delle voci di bilancio 40 “Commissioni attive” e 50 “Commissioni passive”, da cui sono stati scorporate:
- la quota relativa all’accantonamento di fondi per rimborsi alla clientela riferiti ad anni precedenti ( -1,7 mln di euro) ricondotti alla voce “Altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri”;
- commissioni relative ad operazioni di prestito titoli, per un importo pari a + 9,8 mln di euro, ricondotte alla voce Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti”.
L’aggregato è stato integrato per:
- un importo pari a + 11,3 mln di euro, relativo alla retrocessione, da parte delle controparti collocatrici, di penali su estinzioni anticipate di crediti al consumo, contabilizzata nella voce 230 “Altri oneri/proventi di
gestione”;
- un importo pari a -0,6 mln di euro, relativi a commissioni su asset swap di trading , contabilizzati sulla voce 80 “Risultato netto dell’attività di negoziazione”;
- l’importo di + 11,0 mln di euro contabilizzato nella voce 160 “risultato dei servizi assicurativi”;
- la quota relativa a MP Banque, pari a +2,9 mln di euro, contabilizzata nella voce 320 “utile (perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”.
• La voce “ Dividendi, proventi simili e Utili (Perdite) delle partecipazioni ” comprende la voce di bilancio 70 “Dividendi proventi e simili” e la quota di pertinenza degli utili delle partecipazioni collegate, pari a + 323,4 mln di euro, inclusa nella voce di bilancio 250 “Utili (Perdite) delle partecipazioni”. L’aggregato è stato, inoltre, depurato dei dividendi percepiti su titoli azionari diversi dalle partecipazioni (+ 169,9 mln di euro), ricondotti alla voce “Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti”.
• La voce “ Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti ” comprende i valori delle voci di bilancio:
- 80 “Risultato netto dell’attività di negoziazione”, da cui sono stati scorporati l’importo relativo agli interessi maturati sulle gambe pay e receive di asset swap di trading (+22,7 mln di euro), ricondotti alla voce “Margine di interesse” e commissioni su asset swap di trading (-0,6 mln di euro), ricondotti alla voce “Commissioni
nette” ;
- 100 “Utile (Perdite) da cessione o riacquisto”, depurata dal contributo dei finanziamenti alla clientela (+ 21,4 mln di euro), ricondotti alla voce riclassificata “Costo del credito clientela”;
- 110 “Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico”, depurata dal contributo dei finanziamenti a clientela (-0,3 mln di euro) e dei titoli rivenienti da operazioni di cessione/cartolarizzazione di crediti non performing (-1,2 mln di euro) ricondotti alla voce riclassificata “Costo del credito clientela”.
Tale aggregato incorpora altresì:
- i valori afferenti ai dividendi percepiti su titoli azionari diversi dalle partecipazioni (+ 169,9 mln di euro);
- la variazione di valore (-4,2 mln di euro) della collegata CLI Holdings II Limited , fondo rientrante tra i fondi seed capital , scorporata dalla voce 250 “ Utili (Perdite) delle partecipazioni” coerentemente con la rappresentazione degli altri fondi seed capital ;
- gli importi relativi a interessi ( -41,2 mln di euro) e commissioni (+ 9,8 mln di euro) su operazioni di prestito titoli; contabilizzati rispettivamente sulle voci di margine di interesse e commissioni;
- il risultato netto dell’operatività in commodities (-88,7 mln di euro, relativi a certificati EUA), contabilizzato sulla voce 230 “Altri oneri/proventi di gestione”;
- la quota relativa a MP Banque, per +0,1 mln di euro contabilizzata nella voce 320 “utile (perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
25 • La voce “ Risultato netto dell’attività di copertura ” comprende la voce di bilancio 90 “Risultato netto dell’attività di copertura ”.
• La voce “ Altri proventi/oneri di gestione ” accoglie il saldo della voce di bilancio 230 “Altri oneri/proventi di gestione” al netto di:
- recuperi di imposte indirette e tasse e altre spese che vengono ricondotti alla voce riclassificata “Altre Spese Amministrative” ( 206,7 mln di euro);
- recuperi di oneri di formazione, riclassificati a riduzione delle “Spese per il personale” (0, 6 mln di euro) e delle “Altre Spese Amministrative” (0,1 mln di euro);
- altri recuperi di spese del personale, riclassificati a riduzione delle “Spese per il personale” (0,3 mln di euro);
- altri oneri ricondotti alla voce “Altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” ( -0,3 mln di euro);
- risultato netto dell’operatività in commodities (certificati EUA), pari a -88,7 mln di euro, ricondotto alla voce “Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da
cessioni/riacquisti”;
- proventi relativi alla retrocessione, da parte delle controparti collocatrici, di penali su estinzioni anticipate di crediti al consumo, riclassificati a integrazione della voce “Commissioni nette” per 11,3 mln di euro;
- oneri relativi a contingent liabilities per 1,3 mln di euro, ricondotti alla voce 250 “Utili (Perdite) delle
partecipazioni”;
- oneri, riferiti all’effetto attualizzazione della passività legata alla trasformazione dei piani performance shares (1,6 mln di euro), ricondotti alla voce “Oneri di integrazione e incentivazione all’esodo”;
- oneri riferiti prevalentemente alla quota di Interest B di pertinenza dei partners terzi di Arma, riclassificati alla voce “Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi” per -3,7 mln di euro.
• La voce “ Spese per il Personale ” accoglie il saldo della voce di bilancio 190a “Spese per il personale” dalla quale sono stati scorporati:
- oneri pari a 12,9 mln di euro, connessi alle pregresse uscite del personale MPS attraverso l’Esodo o l’accesso al Fondo di Solidarietà, che sono stati riclassificati alla voce “Oneri di integrazione e incentivazioni
all’esodo”;
- oneri pari a 7,0 mln di euro, relativi a incentivi e severance riconosciuti nell’ambito del piano di riorganizzazione, che sono stati riclassificati alla voce “Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo”;
- oneri pari a 6,9 mln di euro, relativi ad iniziative di retention sostenute nei confronti di figure chiave del Wealth Management di Mediobanca, ricondotti alla voce “Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo”.
L’aggregato include, inoltre, il recupero di oneri di formazione (0, 6 mln di euro) ed altri recuperi di spese del personale (0,3 mln di euro) contabilizzati in bilancio nella voce 230 “Altri oneri/proventi di gestione” nonché la quota di costo relativa a MP Banque pari a 3,7 mln di euro e contabilizzata nella voce 320 “Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”.
• La voce “ Altre Spese Amministrative ” accoglie il saldo della voce di bilancio 190b “Altre Spese Amministrative” decurtato delle seguenti componenti di costo:
- canone sulle DTA ( Deferred Tax Assets ) trasformabili in credito di imposta, per 2,9 mln di euro, ricondotto alla voce riclassificata “Canone DTA”;
- oneri, pari a 0, 9 mln di euro, introdotti a carico delle banche in forza dei meccanismi di tutela dei depositi (FITD), ricondotti alla voce riclassificata “Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari”;
- oneri, pari a 2,1 mln di euro, riferiti al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita di cui alla legge del 30 dicembre 2023, n. 213, ricondotti alla voce riclassificata “Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi
similari”;
- oneri, pari a 0, 3 mln di euro, riferiti alle iniziative volte anche alla realizzazione di iniziative progettuali connesse al Piano Industriale, ricondotti alla voce riclassificata “Oneri di integrazione e incentivazioni
all’esodo”;
- oneri, pari a 10,1 mln di euro, ricondotti alla voce riclassificata “Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo”, relativi a consulenze nell’ambito del processo di integrazione;
- oneri, pari a 1,5 mln di euro, relativi al contributo di Vigilanza riferibile all’OPAS di Mediobanca su Banca Generali, ricondotti alla voce riclassificata “Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo”.
La voce incorpora, inoltre, le imposte indirette e tasse e altre spese recuperate dalla clientela ( 206,7 mln di euro) e il recupero di oneri sostenuti per la formazione (0,1 mln di euro) contabilizzati in bilancio nella voce 230 “Altri oneri/proventi di gestione”, nonché la quota di costo relativa a MP Banque per 6,1 mln di euro contabilizzata nella voce 320 “utile (perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”.
• La voce “ Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali” ricomprende i valori delle voci di bilancio 210 “ Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali” e 220 “Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali”. Dall’aggregato sono stat i scorporat i ammortamenti netti per 35,7 mln di euro riconducibili
26 Relazione Finanziaria Semestrale prevalentemente agli intangibili valorizzati nell’ambito della Purchase Price Allocation (PPA), che sono stati ricondotti a voce propria. Vi è altresì ricompresa la quota delle rettifiche relative a MP Banque per -0,6 mln di euro e contabilizzata nella voce 320 “utile (perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”.
• La voce “ Costo del credito clientela” comprende le componenti economiche afferenti i finanziamenti alla clientela delle voci di bilancio 100a “Utili/Perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” (+2 1,4 mln di euro), 110b “Risultato netto delle attività e passività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ” (-0,3 mln di euro), 130a “ Rettifiche e riprese di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” ( -189, 1 mln di euro), 140 “Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni” ( -0,6 mln di euro) e 200a “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per impegni e garanzie rilasciate ” (-15,5 mln di euro). La voce comprende inoltre le componenti economiche afferenti i titoli rivenienti da operazioni di cessione/cartolarizzazione di crediti non performing iscritte nella voce di bilancio 110b “Risultato netto delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ” (-1,2 mln di euro ).
• La voce “ Rettifiche di valore nette deterioramento titoli e finanziamenti banche ” comprende la quota relativa ai titoli (-1,3 mln di euro) e ai finanziamenti alle banche (+ 1,4 mln di euro) della voce di bilancio 130a “ Rettifiche e riprese di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” e la voce di bilancio 130b “Rettifiche e riprese di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva”.
• La voce “ Altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri ” accoglie il saldo della voce di bilancio 200 “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” decurtato della componente relativa ai finanziamenti clientela della voce 200a “ Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per impegni e garanzie rilasciate ” (-15,5 mln di euro) che è stata ricondotta alla voce specifica “Costo del credito clientela” e di un importo pari a -0,9 mln di euro, connessi all’operazione straordinaria e riclassificati a voce propria . La voce accoglie inoltre oneri per rimborsi alla clientela riferiti ad anni precedenti contabilizzati sulle voci “Interessi attivi e proventi assimilati” ( -0,1 mln di euro) e “Commissioni attive” ( -1,7 mln di euro) e altri oneri rilevati a decurtazione degli “ Altri proventi/oneri di gestione” (+0,3 mln di euro).
• La voce “ Altri utili (perdite) da partecipazioni ” accoglie il saldo della voce di bilancio 250 “Utili (Perdite) delle partecipazioni” decurtato della quota di pertinenza degli utili delle collegate pari a 323,4 mln di euro ricondotto alla voce riclassificata “Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni” e della variazione di valore ( -4,2 mln di euro) della collegata CLI Holdings II Limited, fondo rientrante tra i fondi seed capital , che è stata ricondotta alla voce riclassificata “Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti” . La voce incorpora, inoltre, oneri pari a 1,3 mln di euro riferibili a contingent liabilities , contabilizzati alla voce 230 “Altri oneri/proventi di gestione”.
• La voce “ Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo ” accoglie i seguenti importi:
- oneri di incentivazione contabilizzati in bilancio nella voce 190a “Spese per il personale” pari a 26,8 mln di euro, relativi a: (i) incentivi e severance pari a 7,0 mln di euro, (ii) iniziative di retention sostenute nei confronti di figure chiave del Wealth Management di Mediobanca pari a 6,9 mln di euro e (iii) pregresse uscite attraverso l’Esodo o l’accesso al Fondo di Solidarietà pari a 12,9 mln di euro;
- oneri di integrazione contabilizzati in bilancio nella voce 190b “Altre spese amministrative” pari a 11,9 mln di euro, relativi a: (i) consulenze nell’ambito del processo di integrazione, pari a 10,1 mln di euro, (ii) contributo di Vigilanza riferibile all’OPAS di Mediobanca su Banca Generali pari a 1,5 mln di euro e (iii) realizzazione di iniziative progettuali connesse al Piano Industriale pari a 0, 3 mln di euro;
- oneri contabilizzati in bilancio nella voce 230 “Altri oneri/proventi di gestione”, pari a 1,6 mln di euro, riferiti all’effetto attualizzazione della passività legata alla trasformazione dei piani performance shares ;
- altri oneri per 0,9 mln di euro contabilizzati in bilancio nella voce 200 “Accantonamenti netti ai fondi rischi e
oneri”;
- oneri per 0, 7 mln di euro inclusi nella voce 320 “Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”, relativi alla valutazione di MP Banque secondo il principio IFRS 5. Tale importo compensa il contributo positivo all’utile di Gruppo riveniente dalla stessa MP Banque ricondotto alle singole voci economiche di pertinenza .
• La voce “ Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari ” accoglie gli oneri connessi alle contribuzioni al fondo di risoluzione europeo (con saldo nullo al 30 giugno 2026), al fondo di garanzia dei depositi (0, 9 mln di euro) e al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita di cui alla legge del 30 dicembre 2023, n. 213 ( 2,1 mln di euro) , rilevati nella voce 190b “Altre Spese Amministrative”.
• La voce “ Canone DTA ” accoglie gli oneri relativi al canone sulle DTA trasformabili in credito di imposta rilevato nella voce 190b “Altre Spese Amministrative”, per un importo pari a 2,9 mln di euro.
• La voce “ Risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali ” accoglie il saldo della voce di bilancio 260 “Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali .
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
27 • La voce “ Utili (Perdite) da cessione di investimenti ” accoglie il saldo della voce di bilancio 280 “Utili (Perdite) da cessione di investimenti” .
• La voce “ Imposte sul reddito di periodo ” accoglie il saldo della voce 300 “Imposte sul reddito di periodo dell’operatività corrente”, depurata degli effetti economici della PPA pari a + 60,8 mln di euro che sono stati ricondotti a voce propria. La voce include la quota MP Banque per -0,1 mln di euro , contabilizzata nella voce 320 “Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”.
• La voce “ Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte ” accoglie il saldo della voce 320 “Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte” che è stata azzerata. Nel dettaglio, l’importo di -0,7 mln di euro riferito alla valutazione di MP Banque è stato riclassificato nella voce “Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo” e l’importo di 0, 7 mln di euro, riferito al risultato di periodo della controllata, è stato ricondotto alle singole voci economiche di pertinenza.
• La voce “Utile (Perdita) di periodo” accoglie il saldo della voce 330 “Utile (Perdita) di periodo”.
• La voce “Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi” accoglie il saldo della voce 340 “Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi”, integrato dell’importo di +3,7 mln di euro, contabilizzati nella voce 230 “Altri oneri/ proventi di gestione”, riferi ti prevalentemente alla quota Interest B di pertinenza dei partners terzi di Arma.
• La voce “Effetti economici netti della Purchase Price Allocation ” include gli oneri e i proventi di competenza del primo semestre 2026 direttamente correlati alla valutazione al fair value delle attività e passività acquisite nell’ambito dell’operazione di aggregazione aziendale riferita a Mediobanca, in particolare l’ammortamento delle differenze emerse in sede di PPA tra i fair value e precedenti valori contabili delle attività e passività finanzi arie oltre che gli agli ammortamenti degli intangibili a vita utile definita iscritti a seguito dell ’aggiornamento del processo di PPA . Tali effetti, rilevati nelle singole voci economiche di pertinenza sono pari, al netto del relativo effetto fiscale, a -123,5 mln di euro.
Dati patrimoniali
• La voce dell’attivo “ Cassa e disponibilità liquide ” ricomprende la voce di bilancio 10 “Cassa e disponibilità liquide”.
• La voce dell’attivo “ Finanziamenti banche centrali ” ricomprende la quota relativa ai rapporti con banche centrali della voce di bilancio 40 “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”.
• La voce dell’attivo “ Finanziamenti banche ” ricomprende la quota relativa ai rapporti con banche delle voci di bilancio 40 “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” e 20 “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” .
• La voce dell’attivo “ Finanziamenti clientela ” ricomprende la quota relativa ai finanziamenti con clientela delle voci di bilancio 20 “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” e 40 “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”, integrata della quota pari a 96,9 mln di euro contabilizzati nella voce 120 “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione ”.
• La voce dell’attivo “ Attività in titoli ” ricomprende la quota relativa ai titoli delle voci di bilancio 20 “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico”, 30 “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva”, 40 “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”. La voce include, inoltre, l’ammontare relativo a certificates quotati in mercati EUA per 1. 618,0 mln di euro, contabilizzato in bilancio nella voce 130 “Altre attività”.
• La voce dell’attivo “ Derivati ” ricomprende la quota relativa ai derivati delle voci di bilancio 20 “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” e 50 “Derivati di copertura”.
• La voce dell’attivo “ Partecipazioni ” ricomprende la voce di bilancio 70 “Partecipazioni”.
• La voce dell’attivo “ Attività materiali e immateriali ” ricomprende le voci di bilancio 90 “Attività materiali”, 100 “Attività immateriali” e gli importi, pari a 30,9 mln di euro relativi alle attività materiali e attività immateriali della voce di bilancio 120 “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” .
• La voce dell’attivo “ Attività fiscali ” ricomprende la voce di bilancio 110 “Attività fiscali”.
• La voce dell’attivo “ Altre attività ” ricomprende la voce di bilancio 60 “Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica”, e gli importi delle voci 130 “Altre attività” e 120 “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” non ricondotti nelle voci precedenti .
• La voce del passivo “ Debiti verso clientela ” ricomprende la voce di bilancio 10b “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – debiti verso clientela”, la componente relativa a titoli clientela delle voci di bilancio 10c
28 Relazione Finanziaria Semestrale “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – titoli in circolazione” e 30 “Passività finanziarie designate al fair value ”.
• La voce del passivo “ Titoli emessi ” ricomprende le voci di bilancio 10c “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Titoli in circolazione”, da cui è stata scorporata la componente relativa a titoli clientela, e 30 “Passività finanziarie designate al fair value ”.
• La voce del passivo “ Debiti verso Banche centrali ” ricomprende la quota della voce di bilancio 10a “ Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – debiti verso banche” relativa a rapporti con banche centrali.
• La voce del passivo “ Debiti verso Banche ” ricomprende la quota della voce di bilancio 10a “ Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – debiti verso banche” relativa a rapporti con banche (escluse le banche centrali ).
• La voce del passivo “ Passività finanziarie di negoziazione per cassa ” ricomprende la quota della voce di bilancio 20 “Passività finanziarie di negoziazione” depurata dagli importi relativi a derivati di negoziazione.
• La voce del passivo “ Derivati ” ricomprende la voce di bilancio 40 “Derivati di copertura” e la quota relativa ai derivati della voce di bilancio 20 “Passività finanziarie di negoziazione”.
• La voce del passivo “ Fondi a destinazione specifica ” ricomprende le voci di bilancio 90 “Trattamento di fine rapporto del personale”, 100 “Fondi per rischi e oneri”.
• La voce del passivo “ Passività fiscali ” ricomprende la voce di bilancio 60 “Passività fiscali”.
• La voce del passivo “ Altre passività ” ricomprende le voci di bilancio 50 “Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica”, 80 “Altre passività” e 110 “Passività assicurative”.
• La voce del passivo “ Patrimonio netto di Gruppo ” ricomprende le voci di bilancio 120 “Riserve da valutazione”, 150 “Riserve”, 160 “Sovrapprezz i di emissione”, 170 “Capitale” e 200 “Utile (Perdita) di periodo ”.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
29 Conto economico riclassificato Conto economico consolidato riclassificato con criteri gestionali
30 06 2026 30 06 2025
rideterminato Variazioni
GRUPPO MONTEPASCHI Ass. %
Margine di interesse 2.097,5 2.091,1 6,4 0,3% Commissioni nette 1.288,4 1.243,9 44,5 3,6% Margine intermediazione primario 3.385,8 3.335,0 50,8 1,5% Dividendi, proventi simili e Utili (Perdite) delle partecipazioni 332,0 308,1 23,9 7,8% Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti 271,9 208,4 63,5 30,5% Risultato netto dell'attività di copertura 2,0 (16,8) 18,8 n.s.
Altri proventi/oneri di gestione 32,6 31,6 1,0 3,2% Totale Ricavi 4.024,4 3.866,3 158,1 4,1% Spese amministrative: (1.593,6) (1.598,7) 5,1 -0,3% a) spese per il personale (1.098,5) (1.075,6) (22,9) 2,1% b) altre spese amministrative (495,1) (523,1) 28,0 -5,4% Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali (130,9) (137,4) 6,5 -4,7% Oneri Operativi (1.724,5) (1.736,1) 11,6 -0,7% Risultato Operativo Lordo 2.299,9 2.130,2 169,7 8,0% Costo del credito clientela (291,5) (274,0) (17,5) 6,4% Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche 0,1 0,4 (0,3) -75,0% Risultato operativo netto 2.008,5 1.856,6 151,9 8,2% Altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (10,0) (23,9) 13,9 -58,2% Altri utili (perdite) da partecipazioni (0,5) (13,4) 12,9 -96,3% Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo (41,9) (32,7) (9,2) 28,1% Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari (3,0) (0,6) (2,4) n.s.
Canone DTA (2,9) (28,7) 25,8 -89,9% Risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali 17,4 (2,5) 19,9 n.s.
Utili (Perdite) da cessione di investimenti 2,1 (0,0) 2,1 n.s.
Utile (Perdita) di periodo al lordo delle imposte 1.969,7 1.754,8 214,9 12,2% Imposte sul reddito di periodo (648,0) (177,9) (470,1) n.s.
Utile (Perdita) al netto delle imposte 1.321,8 1.576,9 (255,1) -16,2% Utile (Perdita) di periodo 1.321,8 1.576,9 (255,1) -16,2% Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 80,5 684,5 (604,0) -88,2% Utile (Perdita) di periodo ante PPA di pertinenza della capogruppo 1.241,3 892,4 348,9 39,1% Effetti economici netti della "Purchase Price Allocation" (123,5) - (123,5) n.s.
Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 1.117,8 892,4 225,4 25,3% I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo Mediobanca per il periodo ante acquisizione .
30 Relazione Finanziaria Semestrale Evoluzione trimestrale conto economico consolidato riclassificato con criteri gestionali Esercizio 2026 Esercizio 2025
2°Q 2026 1°Q 2026 4°Q 2025 3°Q 2025 2°Q 2025 1°Q 2025
GRUPPO MONTEPASCHI rideterminato rideterminato rideterminato Margine di interesse 1.061,7 1.035,8 1.016,9 1.022,3 1.055,0 1.036,1 Commissioni nette 670,1 618,3 601,2 573,5 614,8 629,0 Margine intermediazione primario 1.731,8 1.654,0 1.618,1 1.595,8 1.669,8 1.665,2 Dividendi, proventi simili e Utili (Perdite) delle partecipazioni 185,7 146,3 180,5 148,9 186,9 121,2 Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti 128,3 143,6 77,3 80,3 104,7 103,7 Risultato netto dell'attività di copertura 2,9 (0,9) 8,8 (2,1) (18,8) 2,0 Altri proventi/oneri di gestione 15,9 16,7 17,2 15,8 18,9 12,7 Totale Ricavi 2.064,7 1.959,7 1.901,9 1.838,7 1.961,5 1.904,8 Spese amministrative: (802,4) (791,2) (816,4) (758,8) (814,4) (784,3) a) spese per il personale (556,1) (542,4) (560,2) (520,0) (544,6) (531,0) b) altre spese amministrative (246,2) (248,9) (256,2) (238,8) (269,8) (253,3) Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali (64,6) (66,2) (67,7) (68,3) (72,3) (65,1) Oneri Operativi (867,0) (857,5) (884,1) (827,1) (886,7) (849,4) Risultato Operativo Lordo 1.197,7 1.102,2 1.017,8 1.011,6 1.074,8 1.055,4 Costo del credito clientela (137,9) (153,6) (149,0) (147,4) (130,7) (143,2) Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche 0,7 (0,6) (2,7) (0,5) (3,1) 3,5 Risultato operativo netto 1.060,4 948,1 866,2 863,8 941,0 915,6 Altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (0,7) (9,4) 6,4 (11,9) 2,2 (26,1) Altri utili (perdite) da partecipazioni 2,7 (3,2) (1,3) (1,3) (4,1) (9,3) Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo (19,2) (22,6) (40,7) (50,7) (19,5) (13,2) Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari (1,5) (1,5) (10,0) - - (0,6) Canone DTA (2,1) (0,8) (14,4) (14,4) (14,3) (14,4) Risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali 15,2 2,2 (21,6) 0,3 (4,6) 2,1 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 2,3 (0,2) 5,1 0,2 (0,1) 0,0 Utile (Perdita) di periodo al lordo delle imposte 1.057,2 912,5 789,7 786,0 900,7 854,1 Imposte sul reddito di periodo (353,8) (294,2) 882,4 (22,3) (77,2) (100,6) Utile (Perdita) al netto delle imposte 703,4 618,4 1.672,1 763,7 823,6 753,4 Utile (Perdita) di periodo 703,4 618,4 1.672,1 763,7 823,5 753,4 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 47,5 33,0 1,1 289,8 344,1 340,3 Utile (Perdita) di periodo ante PPA di pertinenza della capogruppo 655,9 585,4 1.671,0 473,9 479,4 413,1 Effetti economici netti della "Purchase Price Allocation" (45,7) (77,8) (334,5) - - -
Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 610,2 507,6 1.336,5 473,9 479,4 413,1 I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo Mediobanca per il periodo ante acquis izione. Inoltre i valori comparativi al 1°Q 2026 e 4°Q 2025 sono stati riesposti, rispetto a quanto pubblicato alle rispettive date di riferimento , a seguito dell’aggiornamento del processo di Purchase Price Allocation riferito all’acquisizione d el Gruppo Mediobanca.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
31 Lo sviluppo dei ricavi Al 30 giugno 2026 il Gruppo ha realizzato Ricavi complessivi per 4.024 mln di euro , in crescita rispetto ai 3.866 mln di euro del primo semestre 202 5 (+4,1%, pari a + 158,1 mln di euro) , grazie soprattutto alla positiva dinamica delle Commissioni Nette (+3, 6%, pari a + 44,5 mln di euro) e degli Altri Ricavi della Gestione Finanziaria (+ 21,3 %, pari a + 106,2 mln di euro). Andamento positivo anche per gli Altri Proventi e Oneri di Gestione ( +3,2%, pari a +1,0 mln di euro) , a fronte di un Margine di Interesse sostanzialmente stabile (+0,3%, pari a +6, 4 mln di euro).
Anche i Ricavi del secondo trimestre 2026 , pari a 2.065 mln di euro , risultano in aumento rispetto al trimestre precedente (+ 5,4%, pari a +104,9 mln di euro ): Margine di Interesse + 2,5% (pari a + 25,9 mln di euro), Commissioni Nette +8,4% (pari a + 51,8 mln di euro) e Altri Ricavi della Gestione Finanziaria + 9,7% (pari a + 28,0 mln di euro) ; in lieve flessione, invece, gli Altri Proventi e Oneri di Gestione -4,6% (pari a -0,8 mln di euro) .
In relazione alla rappresentazione dei ricavi per ciascuno dei segmenti operativi individuati secondo le previsioni del principio IFRS 8 si rimanda al capitolo dei “Risultati per Segmento Operativo” della presente Relazione finanziaria semestrale.
Il Margine di Interesse al 30 giugno 2026 è risultato pari a 2.097 mln di euro , sostanzialmente stabile rispetto ai 2.091 mln di euro dello stesso periodo del 2025 . La crescita registrata in particolare sui rapporti con clientela al costo ammortizzato (+ 80,9 mln di euro), sui titoli di stato ed altri emittenti non bancari al costo ammortizzato (+36,2 mln di euro), sui derivati di copertura (+32,6 mln di euro) e sui portafogli di negoziazione ( +35,0 mln di euro) è stata compensata dalla dinamica dei r apporti con le banche al costo ammortizzato (-83,5 mln di euro), dei r apporti con banche centrali (-35,4 mln di euro), dei titoli in circolazione emessi ( -30,7 mln di euro) e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ( -31,6 mln di euro) . La dinamica osservata sui rapporti con clientela al costo ammortizzato è riconducibile all’aumento dei volumi medi di impiego; la flessione dei tassi medi di impiego, legata anche alle decisioni di politica monetaria, è stata compensata da un’efficace gestione del costo della raccolta commerciale, nonostante la crescita dei volumi. La riduzione del contributo dei rapporti con banche centrali, oltre a risentire delle decisioni di politica monetaria, riflette una riduzione dei saldi medi impiegati, a supporto dell’attività creditizia con la clientela.
Il Margine di Interesse del secondo trimestre 2026, pari a 1.062 mln di euro, evidenzia un aumento del 2,5% (pari a + 25,9 mln di euro) rispetto al primo trimestre 2026. In questo caso, la crescita è stata registrata principalmente sui rapporti con clientela al costo ammortizzato ( +24,6 mln di euro ), grazie all’aumento dei volumi medi di impiego , a fronte di una sostanziale stabilità dei tassi ; in aumento anche il contributo dei rapporti con banche al costo ammortizzato (+15,4 mln di euro) e dei titoli di stato ed altri emittenti non bancari al costo ammortizzato (+9,5 mln di euro ). Tali andamenti sono stati parzialmente compensati dalla dinamica dei titoli in circolazione emessi (in attuazione del funding plan ) e dei rapporti con banche centrali (in relazione a minori volumi netti impiegati, anche a supporto dello sviluppo degli impieghi commerciali) .
Voci 30 06 2026 30 06 2025 rideterminato Variazione Y/Y 2°Q 2026 1°Q 2026 Variazione Q/Q ass. % ass. % Rapporti con la clientela al costo ammortizzato 2.249,5 2.168,6 80,9 3,7% 1.137,1 1.112,5 24,6 2,2% Rapporti con le banche al costo ammortizzato (161,7) (78,2) (83,5) n.s. (73,2) (88,6) 15,4 -17,4% Rapporti con banche centrali 32,4 67,8 (35,4) -52,2% 9,2 23,2 (14,0) -60,3% Titoli di stato e altri emittenti non bancari al costo ammortizzato 260,1 223,9 36,2 16,2% 134,8 125,3 9,5 7,6% Titoli in circolazione emessi (623,8) (593,1) (30,7) 5,2% (319,1) (304,7) (14,4) 4,7% Derivati di copertura 3,7 (28,9) 32,6 n.s. 1,6 2,1 (0,5) -23,8% Portafogli di negoziazione 166,1 131,1 35,0 26,7% 82,1 84,0 (1,9) -2,3% Portafogli valutati al fair value 25,0 12,4 12,6 n.s. 13,8 11,2 2,6 23,2% Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 93,1 124,7 (31,6) -25,3% 49,9 43,2 6,7 15,5% Altre attività e passività 53,1 62,7 (9,6) -15,3% 25,5 27,6 (2,1) -7,6% Margine interesse 2.097,5 2.091,1 6,4 0,3% 1.061,7 1.035,8 25,9 2,5% di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired 83,3 68,8 14,5 21,1% 35,0 48,3 (13,3) -27,5%
32 Relazione Finanziaria Semestrale Le Commissioni Nette al 30 giugno 2026 sono risultate pari a 1.288 mln di euro , in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3,6%, pari a +44,5 mln di euro), grazie al la crescita del comparto delle attività di gestione/intermediazione e consulenza (+5,4%, pari a + 42,6 mln di euro) che ha beneficiato sia di maggiori proventi legati all’operatività CIB sia di maggiori proventi legati alla gestione del risparmio (maggiori flussi collocati alla clientela e crescita dei volumi medi gestiti); sostanzialmente stabili le commissioni sull’attività bancaria commerciale ( +0,2%, pari a +1,1 mln di euro) . In particolare, sulla prima area commissionale hanno agito in positivo le componenti di distribuzione e gestione portafogli (+4,9%, pari a 18,6 mln di euro) , di intermediazione e collocamento titoli e valute (+11,1%, pari a +20,1 mln di euro) e le a ltre commissioni di intermediazione/gestione e consulenza (+10,9%, pari a + 18,5 mln di euro) , mentre sono risultati in crescita i costi per consulenti finanziari ( +14,3%, pari a -13,6 mln di euro) e sostanzialmente stabili le commissioni per distribuzione di prodotti assicurativi . Nell’area bancaria commerciale , hanno agito in positivo le commissioni sui finanziamenti ( +3,2%, pari a +6,6 mln di euro) e quelle su conti correnti (+5,1%, pari a +5,6 mln di euro) ; sono risultate invece in flessione le commissioni sui servizi di incasso e pagamento ( -
10,1%, pari a -4,6 mln di euro), su l servizio bancomat e carte di credito (-7,5%, pari a -4,0 mln di euro) e, in misura minore, le altre commissioni nette ( -1,3 mln di euro) e quelle sulle garanzie ( -1,1 mln di euro). Il Risultato della gestione assicurativa risulta in crescita di 0,9 mln di euro rispetto al primo semestre 2025 (+8,9%) .
Il risultato del secondo trimestre dell’esercizio 2026 è pari a 670 mln di euro e si pone in aumento rispetto al trimestre precedente (+8,4%, pari a +51,8 mln di euro). La crescita è stata registrata sia nel comparto dell’attività di gestione/intermediazione e consulenza (+8,3%, pari a +33,2 mln di euro), sia in quello dell’attività bancaria commerciale (+8,3%, pari a +17,6 mln di euro). Il primo comparto ha beneficiato, nell’ambito delle altre commissioni di intermediazione/gestione e consulenza, di maggiori commissioni legate all’operatività CIB , grazie alla finalizzazione di alcune grandi operazioni; i proventi sulla distribuzione e gestione portafogli e quelli sulla distribuzione di prodotti assicurativi hanno invece positivamente risentito della prosecuzione della crescita degli stock medi . La crescita delle commissioni nel comparto dell’attività bancaria commerciale è dovut a a maggiori proventi sui finanziamenti, in conseguenza dei maggiori volumi, e a maggiori commissioni sul servizio Bancomat e carte di credito. Il risultato della gestione assicurativa ha confermato una dinamica trimestrale in crescita (+24,5%, pari a +1,2 mln di euro).
Le commissioni nette includono anche i proventi netti connessi con la gestione assicurativa pari a 11,0 mln di euro (+8,9% pari a 0,9 mln di euro) . Nel dettaglio , i ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi al 30 giugno 2026 ammontano a 14, 4 mln di euro mentre i costi assicurativi derivanti da contratti di assicurazione emessi sono pari a 3, 4 mln di euro .
Servizi / Valori 30 06 2026 30 06 2025 rideterminato Variazione Y/Y 2°Q 2026 1°Q 2026 Variazione Q/Q ass. % ass. % Finanziamenti 211,8 205,2 6,6 3,2% 108,9 103,0 5,9 5,7% Conti correnti 115,8 110,2 5,6 5,1% 58,1 57,7 0,4 0,7% Servizi di incasso e pagamento 40,9 45,5 (4,6) -10,1% 20,8 20,1 0,7 3,5% Servizio Bancomat e carte di credito 49,4 53,4 (4,0) -7,5% 30,0 19,5 10,5 53,8% Garanzie rilasciate e ricevute 19,6 20,7 (1,1) -5,3% 10,5 9,0 1,5 16,7% Altre commissioni nette 5,2 6,5 (1,3) -20,0% 1,9 3,3 (1,4) -42,4% Attività bancaria commerciale 442,6 441,5 1,1 0,2% 230,1 212,5 17,6 8,3% Distribuzione e gestione portafogli 396,3 377,7 18,6 4,9% 203,6 192,8 10,8 5,6% Distribuzione di prodotti assicurativi 157,3 158,3 (1,0) -0,6% 80,3 76,9 3,4 4,4% Costi per consulenti finanziari (108,6) (95,0) (13,6) 14,3% (54,4) (54,2) (0,2) 0,4% Intermediazione e collocamento titoli e valute 200,8 180,7 20,1 11,1% 88,6 112,3 (23,7) -21,1%
Altre commissioni
intermediazione/gestione e consulenza 189,0 170,5 18,5 10,9% 115,9 73,0 42,9 58,8% Attività di gestione/intermediazione e consulenza 834,8 792,2 42,6 5,4% 434,0 400,8 33,2 8,3% Risultato gestione assicurativa 11,0 10,1 0,9 8,9% 6,1 4,9 1,2 24,5% Commissioni nette 1.288,4 1.243,9 44,5 3,6% 670,1 618,3 51,8 8,4% I Dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni ammontano a 332 mln di euro , in crescita del 7,8% rispetto al 30 giugno 2025 (pari a 308 mln di euro) , principalmente per effetto della maggiore contribuzione riveniente dalla partecipazione in Generali . Anche il risultato d el secondo trimestre 2026 , pari a 186 mln di euro, risulta in crescita
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
33 rispetto al trimestre precedente (+ 39,4 mln di euro), grazie sia al maggior contributo delle partecipate assicurative (+31 mln di euro , in particolare su Generali ), sia ai dividendi percepiti da Banca d’Italia nel mese di aprile 2026 (+6,2 mln di euro) .
Il Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti al 30 giugno 2026 ammonta a 272 mln di euro , in aumento rispetto ai valori del primo semestre dell’anno precedente (+63,5 mln di euro). Il risultato del secondo trimestre 2026 è pari a 128 mln di euro, che si confrontano con i 144 mln di euro del trimestre precedente . Dall’analisi dei principali aggregati emerge quanto segue :
• Risultato netto dell’attività di negoziazione positivo per 200 mln di euro , in crescita rispetto ai + 130 mln di euro al 30 giugno 2025 . L'incremento è riconducibile principalmente al rinnovato appeal del comparto azionario, che ha beneficiato di condizioni di mercato favorevoli , e ad alcune operazioni che hanno contribuito positivamente al risultato del primo semestre 2026 . Il contributo del secondo trimestre 2026 è pari a 94 mln di euro , che si confrontano con i 106 mln di euro del trimestre precedente .
• Risultato netto delle altre attività/passività valutate al fair value con impatto conto economico pari a +29 mln di euro , in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025 (+ 15,6 mln di euro) , a seguito principalmente della rinnovata attenzione della clientela verso i certificates a capitale garantito, che ha sostenuto i volumi e la redditività dell'attività nel corso del semestre . Il contributo del secondo trimestre 2026 risulta pari a +21 mln di euro, in crescita di 11,6 mln di euro rispetto trimestre precedente , a seguito dell’accelerazione della suddetta dinamica .
• Risultati da cessione/riacquisto (esclusi i finanziamenti clientela al costo ammortizzato) positivi per 42 mln di euro , rispetto al valore di 64 mln di euro dello stesso periodo dell’anno precedente . Il calo è principalmente riconducibile al contesto geopolitico particolarmente volatile che ha caratterizzato il secondo trimestre del 2026, influenzando negativamente l'operatività della clientela , le condizioni di mercato e le opportunità di ottimizzazione dei portafogli finanziari del Gruppo . Tale dinamica emerge con maggiore evidenza nel confronto trimestrale, con il risultato che passa dai +29 mln di euro del primo trimestre 2026 ai +14 mln di euro del secondo trimestre, registrando una contrazione di 15,1 mln di euro.
Voci 30 06 2026 30 06 2025 rideterminato Variazione Y/Y 2°Q 2026 1°Q 2026 Variazione Q/Q ass. % ass. % Attività finanziarie di negoziazione e attività/passività FVO 257,7 545,6 (287,9) -52,8% 692,6 (434,9) 1.127,5 n.s.
Passività finanziarie di negoziazione 4,5 (9,0) 13,5 n.s. (12,3) 16,8 (29,1) n.s.
Effetti cambio 39,8 70,6 (30,8) -43,6% 6,6 33,2 (26,6) -80,1% Strumenti derivati (101,5) (476,9) 375,4 -78,7% (592,5) 491,0 (1.083,5) n.s.
Risultato di negoziazione 200,4 130,3 70,1 53,8% 94,3 106,1 (11,8) -11,1% Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 29,4 13,8 15,6 n.s. 20,5 8,9 11,6 n.s.
Cessione/riacquisto (esclusi i finanziamenti clientela al costo ammortizzato) 42,1 64,4 (22,3) -34,6% 13,5 28,6 (15,1) -52,8% Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti 271,9 208,4 63,5 30,5% 128,3 143,6 (15,3) -10,7%
Contribuiscono alla formazione dei Ricavi anche le voci:
• Risultato netto dell’attività di copertura pari a +2 mln di euro , che si confrontano con i -17 mln di euro del primo semestre 2025 . Il risultato del trimestre è pari a +3 mln di euro , in crescita rispetto al risultato negativo per 1 mln di euro del trimestre precedente .
34 Relazione Finanziaria Semestrale Costi di gestione: gli oneri operativi Al 30 giugno 2026 gli Oneri Operativi sono risultati pari a 1.724 mln di euro in riduzione rispetto ai 1.736 mln del 30 giugno 2025. Gli oneri operativi del secondo trimestre 2026, pari a 867 mln di euro, si confrontano con gli 857 mln di euro del trimestre precedente. Esaminando in dettaglio i singoli aggregati emerge quanto segue :
• Le Spese Amministrative si sono attestate a 1.594 mln di euro , sostanzialmente stabili rispetto al 30 giugno 2025 (-
0,3%) ; il risultato del secondo trimestre 2026 è pari a 802 mln di euro e si confronta con il risultato di 791 mln di euro del trimestre precedente. All’interno dell’aggregato :
- Le Spese per il Personale ammontano a 1.09 8 mln di euro al 30 giugno 2026 , che si confrontano con costi per 1.076 mln di euro dello stesso periodo dell’anno precedente ; la dinamica è dovuta principalmente agli oneri connessi alla terza e alla quarta tranche dell’aumento delle retribuzioni previsto dal rinnovo del CCNL dei bancari (decorrenza a partire 1° giugno 2025 e 1° marzo 2026 rispettivamente) oltre che a maggiori accantonamenti relativi al sistema incentivante . I costi del secondo trimestre 2026 sono pari a 556 mln di euro e si confrontano con i 542 mln di euro del trimestre precedente ; anche in questo caso l’andamento è principalmente legat o al sopra citato rinnovo del CCNL dei bancari oltre che a maggiori accantonamenti sul sistema incentivante .
- Le Altre Spese Amministrative ammontano a 495 mln di euro , in riduzione rispetto al 30 giugno 2025 ( -5,4%), grazie anche alla continua implementazione di un rigoroso processo di governo della spesa e alla focalizzazione sulle azioni di ottimizzazione dei costi. Anche i l contributo del secondo trimestre 2026, pari a 246 mln di euro , evidenzia una riduzione ( pari -2,6 mln di euro) rispetto al trimestre precedente .
• Le Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali ammontano a 131 mln di euro al 30 giugno 2026, inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025 (pari a 13 7 mln di euro) . Il contributo del secondo trimestre 2026 è risultato pari a 65 mln di euro, che si confrontano con i 66 mln di euro del trimestre precedente .
Tipologia 30 06 2026 30 06 2025 rideterminato Variazione Y/Y 2°Q 2026 1°Q 2026 Variazione Q/Q ass. % ass. % Salari e stipendi (792,8) (763,6) (29,2) 3,8% (399,9) (392,9) (7,0) 1,8% Oneri sociali (194,8) (184,4) (10,4) 5,6% (96,4) (98,4) 2,0 -2,0% Altri oneri del personale (110,9) (127,6) 16,7 -13,1% (59,9) (51,1) (8,8) 17,2% Spese per il personale (1.098,5) (1.075,6) (22,9) 2,1% (556,1) (542,4) (13,8) 2,5% Imposte (196,3) (213,9) 17,6 -8,2% (101,1) (95,2) (5,9) 6,2% Spese mobiliari, immobiliari e di sicurezza (47,0) (44,7) (2,3) 5,1% (22,1) (24,9) 2,8 -11,2% Spese generali di funzionamento (108,7) (115,8) 7,1 -6,1% (53,9) (54,8) 0,9 -1,6% Spese per servizi ICT (141,9) (139,1) (2,8) 2,0% (71,6) (70,3) (1,3) 1,8% Spese legali e professionali (142,7) (157,7) 15,0 -9,5% (72,0) (70,7) (1,3) 1,8% Costi indiretti del personale (5,7) (4,7) (1,0) 21,3% (2,4) (3,3) 0,9 -27,3% Assicurazioni (9,4) (9,3) (0,1) 1,1% (5,0) (4,4) (0,6) 13,6% Pubblicità, sponsorizzazioni e promozioni (17,8) (25,4) 7,6 -29,9% (9,0) (8,8) (0,2) 2,3% Altre (32,5) (46,5) 14,0 -30,1% (17,4) (15,1) (2,3) 15,2% Recuperi spese 206,8 234,0 (27,2) -11,6% 108,2 98,6 9,6 9,7% Altre spese amministrative (495,1) (523,1) 28,0 -5,4% (246,2) (248,9) 2,6 -1,1% Immobilizzazioni materiali (83,8) (85,2) 1,4 -1,6% (41,9) (41,9) 0,0 0,0% Immobilizzazioni immateriali (47,1) (52,2) 5,1 -9,8% (22,8) (24,3) 1,6 -6,2% Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali (130,9) (137,4) 6,5 -4,7% (64,6) (66,2) 1,6 -2,4% Oneri operativi (1.724,5) (1.736,1) 11,6 -0,7% (867,0) (857,5) (9,5) 1,1%
Per effetto delle dinamiche sopra descritte, il Risultato Operativo Lordo del Gruppo è pari a 2.300 mln di euro , in crescita rispetto al risultato di 2.130 mln di euro dello stesso periodo del 2025. Il contributo del secondo trimestre 2026 risulta pari a 1.198 mln di euro, in crescita di 95,4 mln di euro rispetto al trimestre precedente .
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35 Costo del Credito Clientela Al 30 giugno 2026 il Gruppo ha contabilizzato un Costo del Credito Clientela pari a 292 mln di euro , che si confrontano con i 274 mln di euro rilevati nello stesso periodo dell’anno precedente . La dinamica è principalmente riferibile a maggiori accantonamenti registrati sui portafogli rivenienti da Mediobanca, relativi al Consumer Finance , al Corporate e Investment Banking (CIB) e al Wealth Management ; in particolare, sul CIB e sul Wealth Management , nel primo semestre del 2025 erano state registrate riprese legate all’aggiornamento dei modelli. Sugli altri portafogli , nel primo semestre 2026 sono stati contabilizzati minori accantonamenti sulle posizioni performing (a seguito di un maggior flusso di esposizioni migrate da stage 2 a stage 1 rispetto al primo semestre 2025) e su quelle deteriorate, solo in parte compensati da maggiori accantonamenti rilevati sulle nuove posizioni in ingresso da bonis a crediti deteriorati. Il Costo del Credito Clientela del secondo trimestre 2026 è risultato pari a 138 mln di euro ed evidenzia una diminuzione di 15,7 mln di euro rispetto al trimestre precedente , dovuta essenzialmente a minori accantonamenti richiesti sulle posizioni già deteriorate.
Al 30 giugno 2026 il Tasso di Provisioning , espresso come rapporto tra il Costo del Credito Clientela annualizzato e la somma dei Finanziamenti alla Clientela e del valore dei titoli rivenienti da operazioni di cessione/cartolarizzazione di crediti non performing si attesta a 39 bps (40 bps al 31 dicembre 2025).
Voci 30 06 2026 30 06 2025 rideterminato Variazione Y/Y 2°Q 2026 1°Q 2026 Variazione Q/Q ass. % ass. % Finanziamenti verso clientela al costo ammortizzato (296,6) (265,4) (31,2) 11,8% (146,8) (149,8) 3,0 -2,0% Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (0,6) (4,7) 4,1 -87,2% (0,4) (0,2) (0,2) 100,0% Utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti verso la clientela al costo ammortizzato 21,4 (1,8) 23,2 n.s. 19,0 2,4 16,6 n.s.
Variazione netta di valore finanziamenti valutati al fair value (0,3) 2,4 (2,7) n.s. 0,2 (0,5) 0,7 n.s.
Accantonamenti netti impegni e garanzie rilasciate (15,4) (4,5) (10,9) n.s. (9,9) (5,5) (4,4) 80,0% Costo del credito clientela (291,5) (274,0) (17,5) 6,4% (137,9) (153,6) 15,7 -10,2%
Il Risultato Operativo Netto del Gruppo al 30 giugno 2026 è pari a 2.008 mln di euro e si pone in crescita del l’8,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il contributo del secondo trimestre è pari a 1.060 mln di euro e si pone in crescita del l’11,8% (pari a 112,3 mln di euro) .
36 Relazione Finanziaria Semestrale La redditività extra -operativa, le imposte ed il risultato di periodo Alla formazione del Risultato di periodo concorrono anche le seguenti voci:
• Altri accantonamenti netti al fondo rischi e oneri pari a -10 mln di euro al 30 giugno 2026 , in riduzione rispetto ai -
24 mln di euro contabilizzati nello stesso periodo dell’anno precedente. Gli accantonamenti netti del trimestre si attestano a -0,7 mln di euro , evidenziando anche in questo caso una riduzione rispetto a gli accantonamenti netti per -9 mln di euro del trimestre precedente .
• Altri utili ( perdite) da partecipazioni , con valore sostanzialmente nullo al 30 giugno 2026 , rispetto alla perdita di 13 mln di euro del primo semestre 2025. L’utile del secondo trimestre 2026, pari a 3 mln di euro, si confronta con la perdita di 3 mln di euro del trimestre precedente.
• Oneri di integrazione e incentivazione all’esodo pari a -42 mln di euro , che si confrontano con i -33 mln di euro del primo semestre del 2025. La voce include , in particolare, l’effetto dell’attualizzazione degli oneri connessi alle pregresse uscite attraverso l’esodo o l’accesso al Fondo di Solidarietà, gli oneri per nuovi interventi di incentivazione all’esodo e di retention , costi di integrazione , oneri riferiti ad iniziative progettuali connesse al Piano Industriale e l’impatto derivante dalla valutazione della controllata MP Banque secondo il principio contabile IFRS 5. Nel secondo trimestre 2026 la voce si attesta a -19 mln di euro, evidenziando una riduzione di 3,4 mln di euro rispetto al trimestre precedente .
• Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari pari a -3 mln di euro , registrati equamente nei due trimestri.
Comprendono costi relativi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita per 2 mln di euro e costi relativi al FITD (Fondo Italiano Tutela Depositi) per 1 mln di euro e si confrontano con i -0,6 mln di euro del primo semestre 2025.
• Canone DTA pari a -3 mln di euro, che si confrontano con i -29 mln di euro registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Il contributo del secondo trimestre 2026 è pari a -2 mln di euro, a fronte dell’importo di -1 mln di euro del trimestre precedente. L’importo, determinato secondo i criteri del DL 59/2016 convertito in Legge n. 119 del 30 giugno 2016, rappresenta il canone di competenza al 30 giugno 2026 sulle DTA ( Deferred Tax Assets ) trasformabili in credito di imposta .
• Risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali pari a +17 mln di euro , che si confronta no con i -2 mln di euro dello stesso periodo dell’anno precedente . L’apporto del trimestre , conseguent e all’aggiornamento semestrale delle valutazioni immobiliari , è pari a +15 mln di euro, rispetto ai +2 mln di euro del trimestre precedente .
• Utili (Perdite) da cessione di investimenti , pari a +2 mln di euro (quasi interamente a valere sul secondo trimestre) , a fronte di un risultato sostanzialmente nullo nel primo semestre 202 5.
Per effetto delle dinamiche sopra evidenziate, l’Utile di periodo al lordo delle imposte del Gruppo è pari a 1.970 mln di euro , in aumento del l’12,2% rispetto al dato di 1.755 mln di euro registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato del secondo trimestre 2026, pari a 1.057 mln di euro, evidenzia una crescita di 144,7 mln di euro rispetto al trimestre precedente .
Le Imposte sul reddito di periodo registrano un onere pari a 648 mln di euro che rappresenta la fiscalità ordinaria relativa al risultato economico di periodo; la voce risente dell’effetto delle misure a carico del sistema bancario previste dalla Legge Finanziaria per il 2026, in particolare, della quota indeducibile degli interessi passivi (4%) e della maggiorazione di due punti percentuali dell’aliquota IRAP. Al 30 giugno 2025 la voce corrispondente registrava un onere di 178 mln di euro, determinato dalla fiscalità ordinaria di periodo parzialmente compensata dal provento per la rivalutazione delle DTA. L’onere del secondo trimestre 2026 è risultato pari a 354 mln di euro (294 mln di euro al 31 marzo 2026).
A seguito delle dinamiche sopra descritte e dedotto l’Utile di pertinenza dei terzi (pari a 80,5 mln di euro nel semestre), l’Utile di periodo di pertinenza della Capogruppo ante PPA ammonta a 1.241 mln di euro al 30 giugno 2026 , con un contributo del secondo trimestre di 656 mln di euro, in aumento rispetto al contributo del trimestre precedente pari a 585 mln di euro (+ 70,4 mln di euro, + 12,0%).
Considerando gli effetti netti della Purchase Price Allocation , pari a -123 mln di euro, l’ Utile di periodo di pertinenza della Capogruppo ammonta a 1.118 mln di euro , con un contributo del secondo trimestre pari a 610 mln di euro (+ 103 mln di euro rispetto al trimestre precedente, corrispondenti al + 20,2 %).
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37 Coerentemente con le istruzioni Consob, di seguito si riporta il prospetto di raccordo tra il patrimonio netto ed il risultato di periodo della Capogruppo con il consolidato:
Prospetto di raccordo tra utile e patrimonio individuale e consolidato
Patrimonio
netto Utile (Perdita)
di periodo
Saldo come da bilancio Capogruppo 26.642,7 1.246,3 di cui riserve da valutazione della Capogruppo 25,7 Effetto del consolidamento delle imprese controllate (422,1) 458,9 Effetto del consolidamento delle imprese controllate congiuntamente e collegate 106,1 32,3 Storno dividendi del periodo - (618,3) Storno svalutazioni partecipazioni 74,7 -
Altre rettifiche 6,3 (1,4) Riserve da valutazione di controllate e collegate (5,0) -
Bilancio consolidato 26.402,7 1.117,8 di cui riserve da valutazione 20,7
38 Relazione Finanziaria Semestrale Stato Patrimoniale riclassificato Di seguito si forniscono (i) lo schema di stato patrimoniale riclassificato al 30 giugno 2026 comparato con i saldi al 31 dicembre 2025 riespost i a seguito dell’aggiornamento del processo di Purchase Price Allocation riferito all’acquisizione del Gruppo Mediobanca e (ii) lo schema di evoluzione trimestrale dello stesso a partire dal terzo trimestre dell’anno precedente.
Stato Patrimoniale consolidato riclassificato Attività 30 06 2026 31 12 2025 Variazioni
ass. %
Cassa e disponibilità liquide 11.019,5 15.472,1 (4.452,6) -28,8% Finanziamenti banche centrali 987,8 1.094,2 (106,4) -9,7% Finanziamenti banche 6.616,2 7.120,3 (504,1) -7,1% Finanziamenti clientela 148.185,0 142.842,3 5.342,7 3,7% Attività in titoli 50.070,4 46.543,0 3.527,4 7,6% Attività in titoli trading 22.857,8 19.913,1 2.944,7 14,8% Titoli di Investimento e Banking Book 27.212,6 26.629,9 582,7 2,2% Derivati 6.731,2 6.059,6 671,6 11,1% Partecipazioni 7.635,2 7.829,0 (193,8) -2,5% Attività materiali e immateriali 6.987,0 6.987,1 (0,1) 0,0% di cui: avviamento 2.169,8 2.169,9 (0,1) 0,0% Attività fiscali 3.873,6 4.356,9 (483,3) -11,1% Altre attività 3.792,2 3.686,0 106,2 2,9% Totale dell'Attivo 245.898,1 241.990,4 3.907,7 1,6%
Passività 30 06 2026 31 12 2025 Variazioni
ass. %
Raccolta diretta 168.245,6 166.340,8 1.904,8 1,1% a) Debiti verso Clientela 121.433,7 121.164,2 269,5 0,2% b) Titoli emessi 46.811,9 45.176,6 1.635,3 3,6% Debiti verso Banche centrali 9.871,8 10.029,9 (158,1) -1,6% Debiti verso Banche 16.291,7 16.252,9 38,8 0,2% Passività finanziarie di negoziazione per cassa 7.887,7 6.187,8 1.699,9 27,5% Derivati 6.485,1 5.910,1 575,0 9,7% Fondi a destinazione specifica 1.027,0 1.097,3 (70,3) -6,4% a) Fondo tratt.to di fine rapporto di lavoro sub. 83,1 88,4 (5,3) -6,0% b) Fondo impegni e garanzie rilasciate 182,2 166,9 15,3 9,2% c) Fondi di quiescenza 3,1 3,2 (0,1) -3,1% d) Altri fondi 758,6 838,8 (80,2) -9,6% Passività fiscali 1.400,9 1.528,9 (128,0) -8,4% Altre passività 6.033,6 4.445,7 1.587,9 35,7% Patrimonio netto di Gruppo 26.402,7 27.950,2 (1.547,5) -5,5% a) Riserve da valutazione 20,7 58,8 (38,1) -64,8% d) Riserve 4.224,5 4.063,7 160,8 4,0% e) Sovrapprezzi di emissione 3.061,5 3.146,6 (85,1) n.s.
f) Capitale 17.978,2 17.978,2 - 0,0% g) Azioni proprie ( -) - (1,8) 1,8 n.s.
h) Utile (Perdita) di periodo 1.117,8 2.704,7 (1.586,9) -58,7% Patrimonio di pertinenza terzi 2.252,0 2.246,9 5,1 0,2% Totale del Passivo e del Patrimonio netto 245.898,1 241.990,4 3.907,7 1,6%
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39 Stato Patrimoniale consolidato riclassificato - Evoluzione Trimestrale Attività 30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 30 09 2025
Cassa e disponibilità liquide 11.019,5 10.196,3 15.472,1 14.820,1 Finanziamenti banche centrali 987,8 1.040,6 1.094,2 1.114,4 Finanziamenti banche 6.616,2 6.623,6 7.120,3 6.783,7 Finanziamenti clientela 148.185,0 146.337,1 142.842,3 142.879,2 Attività in titoli 50.070,4 48.533,3 46.543,0 45.898,1 Attività in titoli trading 22.857,8 21.163,3 19.913,1 20.336,9 Titoli di Investimento e Banking Book 27.212,6 27.370,0 26.629,9 25.561,3 Derivati 6.731,2 6.515,3 6.059,6 6.209,5 Partecipazioni 7.635,2 7.983,0 7.829,0 7.642,6 Attività materiali e immateriali 6.987,0 6.962,6 6.987,1 6.976,9 di cui: avviamento 2.169, 9 2.169,9 2.169,9 2.169,8 Attività fiscali 3.873,6 4.058,3 4.356,9 3.654,1 Altre attività 3.792,2 3.527,7 3.686,0 3.938,8 Totale dell'Attivo 245.898,1 241.777,8 241.990,4 239.917,5
Passività 30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 30 09 2025
Raccolta diretta 168.245,6 166.109,0 166.340,8 165.850,5 a) Debiti verso Clientela 121.433,7 120.823,4 121.164,2 121.634,9 b) Titoli emessi 46.811,9 45.285,6 45.176,6 44.215,6 Debiti verso Banche centrali 9.871,8 7.069,5 10.029,9 8.574,5 Debiti verso Banche 16.291,7 16.787,7 16.252,9 14.289,7 Passività finanziarie di negoziazione per cassa 7.887,7 7.036,3 6.187,8 6.981,5 Derivati 6.485,1 6.095,4 5.910,1 6.321,7 Fondi a destinazione specifica 1.027,0 1.097,0 1.097,3 1.124,5 a) Fondo tratt.to di fine rapporto di lavoro sub. 83,1 85,3 88,4 90,9 b) Fondo impegni e garanzie rilasciate 182,2 172,4 166,9 181,4 c) Fondi di quiescenza 3,1 3,1 3,2 3,4 d) Altri fondi 758,6 836,2 838,8 848,8 Passività fiscali 1.400,9 1.428,5 1.528,9 2.113,4 Altre passività 6.033,6 5.477,8 4.445,7 5.601,6 Patrimonio del Gruppo 26.402,7 28.401,5 27.950,2 26.742,2 a) Riserve da valutazione 20,7 10,0 58,8 56,7 d) Riserve 4.224,5 6.759,2 4.063,7 4.195,2 e) Sovrapprezzi di emissione 3.061,5 3.146,4 3.146,6 3.147,5 f) Capitale 17.978,2 17.978,2 17.978,2 17.978,2 g) Azioni proprie ( -) - (1,8) (1,8) (1,8) h) Utile (Perdita) di periodo 1.117,8 509,5 2.704,7 1.366,4 Patrimonio di pertinenza terzi 2.252,0 2.275,1 2.246,9 2.317,9 Totale del Passivo e del Patrimonio netto 245.898,1 241.777,8 241.990,4 239.917,5 L’evoluzione trimestrale rappresentata non include, con riferimento ai dati comparativi, i dati dei primi due trimestri del 2 025 in quanto antecedenti all’inclusione del Gruppo Mediobanca nel perimetro di consolidamento e pertanto non omogenei.
40 Relazione Finanziaria Semestrale Raccolta da clientela Al 30 giugno 2026 i volumi di Raccolta complessiva del Gruppo, sono risultati pari a 371,3 mld di euro , in crescita del 3,0% (pari a +10,7 mld di euro ; +11,8 mld di euro escludendo gli effetti della cessione di MP Banque ) rispetto al 31 marzo 2026 , trainati dalla Raccolta Indiretta (+8,6 mld di euro) ; in crescita anche la Raccolta Diretta (+2,1 mld di euro).
L’aggregato si pone in aumento anche rispetto al 31 dicembre 2025 (+2,9% , pari a +10,3 mld di euro ; +11,4 mld di euro escludendo gli effetti della cessione di MP Banque ) grazie alla positiva dinamica, anche in questo caso, sia della Raccolta Diretta (+1,9 mld di euro) sia della Raccolta Indiretta (+8,4 mld di euro).
Informazioni di sistema Nei primi cinque mesi del 202 6, la raccolta diretta del sistema bancario ha evidenziato una moderata espansione, registrando un incremento del +1,6% a maggio rispetto ai livelli di fine 2025. Tale andamento ha contribuito al rafforzamento della dinamica su base annua, con un tasso di crescita sui dodici mesi che si è attestato al +4,3%.
L’analisi delle principali componenti della provvista conferma l’assenza di tensioni sul lato del funding, sostenuta dalla cre scita della raccolta da clientela ordinaria e dal contestuale ridimensionamento del ricorso alle fonti sistemiche. In particolare, i depositi dei residenti sono aumentati di circa 14 mld di euro nei primi cinque mesi dell’anno (+0,7% rispetto a dicembre 2025) evidenziando un incremento di circa +56 mld su base annua (+2,8% ). È proseguito, inoltre, il ricorso alla componente obbligazi onaria le cui consistenze sono cresciute di ca 4,5 mld (+1,4%) da inizio anno e di circa +11 mld (+3,4%) su base annua. Contestualmente il ricorso alle operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema è rimasto sostanzialmente stabile intorno ai 16 miliardi, conferm andosi su livelli ormai marginali e prossimi ai minimi dell’ultimo anno.
La dinamica dei depositi si conferma, pertanto, favorevole, sostenuta principalmente dalla componente a vista mentre le altre forme tecniche di raccolta continuano a riflettere l’andamento dei rendimenti di mercato. In particolare, i conti correnti hanno registrato un incremento di circa 15 mld di euro (+1,1% a maggio rispetto al dato di fine 202 5); i depositi con durata prestabilita hanno evidenziato una nuova espansione (+ 7 mld di euro , pari al +5,6% da inizio anno) pur mantenendo una variazione ancora negativa su base annua ( -3,3% a/a).
Sotto il profilo del comportamento settoriale, l’espansione della raccolta è trainata prevalentemente dalla crescita del comparto produttivo non finanziario , i cui depositi risultano in crescita del +2,5% da inizio anno e del +4,0% su base annua. Più contenuta, invece, la dinamica dei depositi delle famiglie consumatrici , che registrano un moderato incremento del +0,6% nei primi cinque mesi dell’anno ed in crescita del +2,6% nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente. Il saldo positivo dei deposi ti dei residenti risulta, infine, ulteriormente sostenuto dalla componente riconducibile al settore delle società finanziarie.
Il costo della raccolta rimane sostanzialmente stabile, pur evidenziando lievi segnali di incremento.
A maggio il tasso d’interesse sui depositi di società non finanziarie e famiglie si attesta a circa 0,65%, in aumento di 3 bps rispetto a dicembre 2025: il tasso sui conti correnti non mostra variazioni di rilievo confermando, a maggio, il valore di fine anno d i circa 0,29% mentre quello sui depositi con durata stabilita si riduce di quasi 4 bps attestandosi a maggio sul 2,48%. Per quanto ri guarda le obbligazioni, il tasso medio sulle consistenze cresce marginalmente dal 2,82% di fine 2025 al 2,84% di maggi o (+2 bps).
Sul mercato del risparmio gestito, nei primi 5 mesi dell’anno, i fondi aperti hanno registrato un saldo netto positivo di raccolta per 4,3 mld di euro e le gestioni patrimoniali retail hanno mostrato una raccolta netta positiva per 4, 1 mld di euro. A livello di categorie, sono scresciuti in particolare i fondi monetari (+3,5 mld di euro di raccolta netta) mentre per quanto riguarda i fondi di lu ngo termine i risparmiatori hanno indirizzato le proprie scelte prevalentemente sui fondi obbligazionari e azionari (+500 mln di euro e +320 di raccolta netta da gennaio a maggio) , mentre hanno segnato una fase di smobilizzo la classe dei fondi bilanciati ( -1,1 mld di euro) e flessibili (-721 mln di euro). Per il mercato assicurativo vita, nei primi cinque mesi dell’anno, è stata registrata nuova produzione per 41, 6 mld di euro, rispetto ai 41,7 mld di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, un dato dunque, sostanzialmente invariato. Sul canale distributivo degli sportelli bancari e postali, nei primi cinque mesi del 202 6, si è assi stito ad una crescita sul collocamento de lle unit classiche (+21,7%) mentre risultano in calo le soluzioni tradizionali ( -5,9%) e i prodotti ibridi (-2,9% a/a), Con riferimento ai canali di collocamento dei prodotti assicurativi vita, nei primi cinque mesi dell’anno, gli sportelli bancari e postali hanno intermediato un volume d’affari in crescita del +2,1% a/a mentre il canale agenziale ha registrato un +1,5%.
Andamento in flessione invece per i consulenti finanziari (-2,9% a/a).
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
41 Raccolta complessiva da clientela
30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 Var. Q/Q Var. 31/12 Ass. % Ass. % Raccolta diretta 168.245,6 166.109,0 166.340,8 2.136,6 1,3% 1.904,8 1,1% Raccolta indiretta 203.066,4 194.496,3 194.644,7 8.570,2 4,4% 8.421,7 4,3% Raccolta complessiva 371.312,0 360.605,3 360.985,5 10.706,8 3,0% 10.326,5 2,9% I volumi di Raccolta Diretta del Gruppo ammontano a 168,2 mld di euro , in aumento rispetto ai 166,1 mld di euro del 31 marzo 2026 (+2,1 mld di euro ; +3,0 mld di euro escludendo gli effetti della cessione di MP Banque) . La crescita delle obbligazioni (+1,5 mld di euro) e dei depositi a scadenza (+1,9 mld di euro) è stata parzialmente compensata dalla dinamica dei conti correnti ( -0,6 mld di euro , con dinamica principalmente riferibile alla predetta cessione di MP Banque ) e delle altre forme di raccolta diretta ( -0,4 mld di euro), a fronte di PCT sostanzialmente stabili ( -0,2 mld di euro).
L’aggregato risulta in aumento anche rispetto al 31 dicembre 2025 (+1,9 mld di euro ; +2,8 mld di euro escludendo gli effetti della cessione di MP Banque ). La crescita dei depositi a scadenza (+2,0 mld di euro) e delle obbligazioni (+2,6 mld di euro) è stata parzialmente compensata dall’andamento dei conti correnti ( -2,2 mld di euro), dei PCT ( -0,3 mld di euro) e delle altre forme di raccolta diretta ( -0,2 mld di euro).
Raccolta Diretta
30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 Var. Q/Q Var. 31/12 Tipologia Ass. % Ass. % Conti Correnti 90.531,9 91.118,9 92.754,0 (587,0) -0,6% (2.222,1) -2,4% Depositi a scadenza 18.683,9 16.801,8 16.703,4 1.882,1 11,2% 1.980,5 11,9% Pronti Contro Termine passivi 8.399,5 8.635,7 8.727,7 (236,2) -2,7% (328,2) -3,8% Obbligazioni 46.812,0 45.285,6 44.169,8 1.526,4 3,4% 2.642,2 6,0% Altre forme di Raccolta Diretta 3.818,3 4.267,0 3.985,9 (448,7) -10,5% (167,6) -4,2% Totale 168.245,6 166.109,0 166.340,8 2.136,6 1,3% 1.904,8 1,1% Al 30 giugno 2026 la Raccolta Indiretta del Gruppo ammonta a 203,1 mld di euro, in crescita del 4,4% rispetto al 31 marzo 2026 sia sul risparmio gestito (+5,5%, pari a 6,3 mld di euro), sia sul risparmio amministrato (+2,8%, pari a 2,2 mld di euro) . Entrambe le componenti beneficiano di un effetto mercato positivo; il risparmio gestito ha registrato anche flussi netti positivi, in particolare sul comparto dei fondi.
Nel confronto con il 31 dicembre 2025 si assiste ad una crescita della raccolta indiretta di 8,4 mld di euro, sia per l’aumento del risparmio gestito (+5,3 mld di euro), sia per la crescita del risparmio amministrato (+3,1 mld di euro).
Entrambe le componenti beneficiano di effetto mercato e di flussi netti positivi.
Raccolta indiretta
30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 Var. Q/Q Var. 31/12 Ass. % Ass. % Risparmio gestito 122.623,6 116.282,0 117.276,6 6.341,6 5,5% 5.347,0 4,6% Fondi 70.979,6 66.196,4 65.870,9 4.783,2 7,2% 5.108,6 7,8% Gestioni Patrimoniali 18.343,6 17.436,3 18.278,4 907,3 5,2% 65,2 0,4% Bancassurance 33.300,5 32.649,3 33.127,3 651,2 2,0% 173,2 0,5% Risparmio amministrato 80.442,8 78.214,3 77.368,1 2.228,6 2,8% 3.074,7 4,0% Titoli di Stato 29.328,1 21.080,3 28.547,5 8.247,8 39,1% 780,6 2,7% Altri 51.114,8 57.134,0 48.820,6 (6.019,2) -10,5% 2.294,1 4,7% Totale 203.066,4 194.496,3 194.644,7 8.570,2 4,4% 8.421,7 4,3%
42 Relazione Finanziaria Semestrale
Finanziamenti clientela
Al 30 giugno 2026 i Finanziamenti Clientela del Gruppo, ammontano a 148,2 mld di euro , in aumento rispetto al 31 marzo 2026 (+1,8 mld di euro), principalmente per effetto della crescita dei mutui (+2,0 mld di euro). I PCT e gli altri finanziamenti hanno registrato variazioni di minore entità (-0,4 mld di euro e +0,2 mld di euro rispettivamente), mentre gli aggregati dei conti correnti e dei crediti deteriorati sono risultati sostanzialmente stabili.
Nel confronto con il 31 dicembre 2025, l’aggregato risulta in crescita di 5,3 mld di euro, principalmente per effetto dello sviluppo dei mutui (+3,8 mld di euro), dei PCT (+1,4 mld di euro) e, in misura minore, dei conti correnti (+0,4 mld di euro).
Rimangono sostanzialmente stabili gli altri finanziamenti ( -0,2 mld di euro) e i crediti deteriorati ( -0,1 mld di euro).
Con riferimento alle specifiche misure a sostegno del sistema produttivo previste in seguito alla pandemia da Covid -
19, si evidenzia che sono stati complessivamente erogati, da inizio pandemia, finanziamenti garantiti dallo Stato (in applicazione del Decreto Legge c.d. “Liquidità” n. 23 dell’8 aprile 2020), per un ammontare di 11,7 mld di euro dei quali 9,4 mld di euro con garanzia fornita da Fondo di Garanzie, 2,2 mld di euro da SACE e circa 0,1 mld di euro da ISMEA. Al 30 giugno 2026 il valore lordo residuo dei suddetti finanziamenti è pari a 1,7 mld di euro di cui 0,3 mld di euro classificati tra i crediti non performing . Il dato si pone in riduzione rispetto ai 2,1 mld di euro ed ai 2,6 mld di euro rilevati rispettivamente al 31 marzo 2026 ed al 31 dicembre 2025 a seguito dei rimborsi intervenuti nel periodo .
Informazioni di sistema Nei primi cinque mesi del 202 6, il credito bancari o a clientela ordinaria ha mostrato segnali di progressivo rafforzamento, sostenuto dalla dinamica positiva dei prestiti alle famiglie e dall’accelerazione dei finanziamenti alle imprese.
I prestiti al settore privato (al netto dei p ronti contro termine con controparti centrali e corretti per le esposizioni cedute e cancellate) sono aumentati del +0,7% rispetto al la fine del 2025 consolidando, a maggio, una crescita del 2,6% su base annua . Il credito alle società non finanziarie ha evidenziato un andamento favorevole, con un’accelerazione a partire dal mese di marzo; a maggio le consistenze risultavano superiori di quasi l’1,2% rispetto a dicembre 2025 e del +2,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente . La crescita ha interessato soprattutto le imprese di maggiori dimensioni, per le quali i finanziamenti sono aumentati del +4,1% con contributi positivi riconducibili ai comparti manifatturiero e dei servizi; nel dettaglio si è raffor zata la componente dei prestiti con durata originaria inferiore all’anno, anche in relazione alle maggiori esigenze di capitale circo lante connesse con l’aumento dei costi energetici. Il credito alle famiglie ha proseguito il percorso di crescita avviato gi à nel 2025;
infatti, n ei primi cinque mesi dell’anno il flusso netto è risultato positivo per circa 7 miliardi di euro, corrispondente ad un incremento del +1% rispetto alla fine del 2025; su base annua le consistenze sono aumentate di 17 miliardi di euro, pari al + 2,6% a/a.
La dinamica è stata sostenuta sia dai mutui per acquisto abitazione, cresciuti del +2,2% da inizio anno e del +4,3% su base annua, sia dal credito al consumo che ha mostrato una lieve accelerazione. Quest’ultimo aggregato , favorito dalla spesa in beni durevoli , ha registra to un incremento del +1, 3% da inizio anno e di oltre il +3,4% nei dodici mesi .
L’indagine sul credito bancario ( Bank Lending Survey di luglio 202 6) per il secondo trimestre dell’anno, indica che i criteri di offerta delle banche si sono lievemente allentati per i prestiti alle imprese; per quanto riguarda le famiglie, i criteri di concessi one dei finanziamenti non hanno registrato variazioni nel comparto dei mutui, mentre sono stati ulteriormente irrigiditi per il credi to al consumo; la domanda di credito, nel complesso, è aumentata . Le attese degli intermediari per il terzo trimestre riportano un, ulteriore, lieve aumento della richesta di finanziamenti da parte delle imprese.
L’aumento dei tassi di mercato continua a trasmettersi ai tassi di interesse applicati dalle banche sui nuovi prestiti a fami glie e imprese. Con riferimento alle consistenze, il tasso d’interesse medio dei prestiti alle società non finanziarie si è attestato al 4,12% a maggio , con un aumento di 8 punti base rispetto a dicembre 202 5. Analoga dinamica si osserva per i prestiti alle famiglie , il cui tasso medio ha raggiunto, a maggio, il 4,0% (+8 bps rispetto a dicembre). Anche s ulle nuove operazioni a imprese , il tasso medio si accresce di oltre 8 bps dai valori di fine 202 5, collocandosi al 3,67% a maggio rispetto al 3,59% di dicembre. Sulle nuove operazioni a famiglie è di nuovo in crescita il tasso sui prestiti per acquisto abitazioni, che si attesta al 3,50% a maggio ( +12 bps circa rispetto a dicembre) ; più marcato l’incremento del tasso sul credito al consumo, che raggiunge l’8,6% (+27 bps rispetto a dicembre).
Nei primi mesi dell’anno lo stock di sofferenze nei bilanci bancari a residenti in Italia non ha registrato tensioni e sembra stabilizzato su livelli storicamente contenuti; nel complesso la qualità del credit o è rimasta su livelli di fine 202 5.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
43 Finanziamenti clientela Tipologia 30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 * Var. Q/Q Var. 31/12 Ass. % Ass. % Conti Correnti 5.764,9 5.739,2 5.397,3 25,7 0,4% 367,6 6,8% Mutui 89.281,1 87.263,2 85.438,1 2.017,9 2,3% 3.843,0 4,5% Altri finanziamenti 38.585,3 38.407,8 38.759,3 177,5 0,5% (174,0) -0,4% Pronti contro termine 12.705,8 13.079,6 11.295,9 (373,8) -2,9% 1.409,9 12,5% Crediti deteriorati 1.847,9 1.847,3 1.951,7 0,6 0,0% (103,8) -5,3% Totale 148.185,0 146.337,1 142.842,3 1.847,9 1,3% 5.342,7 3,7% Primo stadio (stage 1) 135.774,7 133.128,2 129.076,1 2.646,5 2,0% 6.698,6 5,2% Secondo stadio (stage 2) 10.192,8 10.394,0 10.926,2 (201,2) -1,9% (733,4) -6,7% Terzo stadio (stage 3) 1.679,3 1.660,2 1.757,6 19,1 1,2% (78,3) -4,5% Impaired acquisiti/originati 322,3 323,6 306,7 (1,3) -0,4% 15,6 5,1% Finanziamenti bonis valutati al fair value 214,5 829,8 774,4 (615,3) -74,2% (559,9) -72,3% Finanziamenti deteriorati valutati al fair value 1,4 1,3 1,3 0,1 7,7% 0,1 7,7%
* I valori comparativi al 31 dicembre 2025 sono stati riesposti per rappresentare la ripartizione delle esposizioni nette dei fi nanziamenti clientela tra i purchased credit impaired (PCI) rilevati al fair value comprensivo delle perdite attese, e gli atri stadi di rischio rilevati nel contesto della business combination relativa al Gruppo Mediobanca senza impatti sul valore complessivo.
Finanziamenti
clientela al
costo
ammortizzato 30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 * Var. Q/Q Var. 31.12
Primo stadio
(stage 1)
Secondo stadio
(stage 2)
Totale fin. clientela performing al costo
ammortizzato
Totale fin. clientela al
costo ammortizzato
Primo stadio
(stage 1)
Secondo stadio
(stage 2)
Totale fin. clientela performing al costo
ammortizzato
Totale fin. clientela al
costo ammortizzato
Primo stadio
(stage 1)
Secondo stadio
(stage 2)
Totale fin. clientela performing al costo
ammortizzato
Totale fin. clientela al
costo ammortizzato
Primo stadio
(stage 1)
Secondo stadio
(stage 2)
Primo stadio
(stage 1)
Secondo stadio
(stage 2)
Esposizione
lorda 136.267,1 10.816,8 147.083,9 151.061,1 133.623,1 10.999,8 144.622,9 148.590,3 129.556,7 11.543,0 141.099,7 145.318,1 Rettifiche 492,4 624,0 1.116,4 3.092,0 494,9 605,8 1.100,7 3.084,3 480,6 616,8 1.097,4 3.103,3
Esposizione
netta 135.774,7 10.192,8 145.967,5 147.969,1 133.128,2 10.394,0 143.522,2 145.506,0 129.076,1 10.926,2 140.002,3 142.214,8 Coverage ratio 0,4% 5,8% 0,8% 2,0% 0,4% 5,5% 0,8% 2,1% 0,4% 5,3% 0,8% 2,1% 0,0% 0,3% 0,0% 0,5%
Incidenza %
crediti
clientela al
costo
ammortizzato 91,8% 6,9% 100,0% 91,5% 7,1% 100,0% 90,8% 7,7% 100,0% 0,3% -0,2% 1,0% -0,8%
* I valori dei finanziamenti clientela al costo ammortizzato classificati negli stadi 1 e 2 al 31 dicembre 2025 sono stati ri esposti al fine di riflettere la ripartizione tra le esposizioni dei purchased credit impaired (PCI) rilevati nel contesto della business combin ation relativa al Gruppo Mediobanca e gli altri stadi senza impatti sul valore netto complessivo dei finanziamenti.
L’esposizione lorda dei crediti classificati nel primo stadio è pari a 136,3 mld di euro al 30 giugno 2026, in crescita rispetto al 31 marzo 2026 (pari a 133,6 mld di euro) e al 31 dicembre 2025 (pari a 129,6 mld di euro). L’andamento è legato alle nuove erogazioni del semestre.
Le posizioni classificate nel secondo stadio, la cui esposizione lorda ammonta al 30 giugno 2026 a 10, 8 mld di euro, risultano sostanzialmente stabili rispetto agli 11,0 mld di euro del 31 marzo 2026 e in calo di 0,7 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2025 . La dinamica del semestre è da ricondurre al miglioramento della qualità creditizia che ha comportato la riclassificazione in stage 1.
44 Relazione Finanziaria Semestrale Esposizioni deteriorate dei finanziamenti clientela Nelle tabelle di seguito riportate, i Finanziamenti Clientela Deteriorati sono rappresentati da tutte le esposizioni per cassa, sotto forma di finanziamenti verso la clientela, qualunque sia il portafoglio contabile di appartenenza.
Il Totale Finanziamenti Clientela Deteriorati del Gruppo al 30 giugno 2026 è risultato pari a 3,7 mld di euro , sostanzialmente stabili rispetto al 31 marzo 2026 (pari a 3,7 mld di euro) e in flessione rispetto ai 3,9 mld di euro del 31 dicembre 2025 . Nel dettaglio:
• l’esposizione lorda delle sofferenze, pari a 1, 1 mld di euro, è sostanzialmente stabile sia rispetto al 31 marzo 2026 (pari a 1,1 mld di euro) sia rispetto al 31 dicembre 2025 (pari a 1,2 mld di euro);
• l’esposizione lorda delle inadempienze probabili, pari a 2, 3 mld di euro, sostanzialmente stabile sia rispetto al 31 marzo 2026 (pari a 2,3 mld di euro) sia rispetto al 31 dicembre 2025 (pari a 2,4 mld di euro);
• l’esposizione lorda dei finanziamenti scaduti deteriorati, pari a 363,5 mln di euro, è in lieve aumento sia rispetto al 31 marzo 2026 (pari a 325,0 mln di euro) sia rispetto al 31 dicembre 2025 (pari a 330,1 mln di euro).
Al 30 giugno 2026 l’esposizione netta in termini di Finanziamenti Clientela Deteriorati del Gruppo è risultata pari a 1,8 mld di euro , sostanzialmente stabile al 31 marzo 2026 e in flessione rispetto ai 2,0 mld di euro del 31 dicembre 2025 .
Finanziamenti verso clientela Sofferenze Inadempienze
probabili Finanziamenti
scaduti
deteriorati Totale
finanziamenti
clientela
deteriorati Finanziamenti
in bonis Totale
finanziamenti
clientela
30 06 2026 Esposizione lorda 1.075,0 2.298,9 363,5 3.737,4 147.471,7 151.209,1 Rettifiche 651,4 1.045,8 192,3 1.889,5 1.134,6 3.024,1 Esposizione netta 423,6 1.253,1 171,2 1.847,9 146.337,1 148.185,0 Coverage ratio 60,6% 45,5% 52,9% 50,6% 0,8% 2,0% Incidenza % crediti clientela 0,3% 0,8% 0,1% 1,2% 98,8% 100,0%
Finanziamenti verso clientela Sofferenze Inadempienze
probabili Finanziamenti
scaduti
deteriorati Totale
finanziamenti
clientela
deteriorati Finanziamenti
in bonis Totale
finanziamenti
clientela
31 03 2026 Esposizione lorda 1.097,7 2.317,5 325,0 3.740,2 145.608,8 149.349,0 Rettifiche 665,8 1.043,8 183,3 1.892,9 1.119,0 3.011,9
Esposizione
netta 431,9 1.273,7 141,7 1.847,3 144.489,8 146.337,1 Coverage ratio 60,7% 45,0% 56,4% 50,6% 0,8% 2,0% Incidenza % crediti clientela 0,3% 0,9% 0,1% 1,3% 98,7% 100,0%
Finanziamenti verso clientela Sofferenze Inadempienze
probabili Finanziamenti
scaduti
deteriorati Totale
finanziamenti
clientela
deteriorati Finanziamenti
in bonis Totale
finanziamenti
clientela
31 12 2025 * Esposizione lorda 1.162,9 2.374,4 330,1 3.867,4 142.005,7 145.873,1 Rettifiche 713,5 1.016,9 185,3 1.915,7 1.115,1 3.030,8
Esposizione
netta 449,4 1.357,5 144,8 1.951,7 140.890,6 142.842,3 Coverage ratio 61,4% 42,8% 56,1% 49,5% 0,8% 2,1% Incidenza % crediti clientela 0,3% 1,0% 0,1% 1,4% 98,6% 100,0%
* L'esposizione lorda e le rettifiche di valore al 31 dicembre 2025 dei finanziamenti clientela deteriorati sono state riespo sti per riflettere la rappresentazione delle attività finanziarie impaired acquisite nell'ambito della business combination relativa al Gruppo Mediobanca al fair value comprensivo delle perdite attese senza impatti sulle esposizioni nette.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
45 Al 30 giugno 2026 la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 50,6 %, in linea con il 31 marzo 2026. In particolare, la percentuale di copertura delle Sofferenze passa dal 60,7% al 60,6 %, quella delle Inadempienze probabili dal 45,0% al 45,5 %, quella dei Finanziamenti scaduti deteriorati dal 56,4% al 52,9 %.
La percentuale di copertura dei crediti deteriorati risulta in aumento rispetto al 31 dicembre 2025 (pari al 49,5%). A livello di singoli stati amministrativi, la percentuale di copertura delle Sofferenze passa dal 61,4% al 60,6 %, quella delle Inadempienze probabili dal 42,8% al 45,5%, quella dei Finanziamenti scaduti deteriorati dal 56,1% al 52,9 %.
Variazione delle esposizioni lorde ass/% Sofferenze Inadempienze
probabili Esposizioni
scadute
deteriorate Totale
crediti
deteriorati Crediti in bonis Totale crediti
clientela
Q/Q ass. (22,7) (18,6) 38,5 (2,8) 1.862,9 1.860,1 % -2,1% -0,8% 11,8% -0,1% 1,3% 1,2%
31.12* ass. (87,9) (75,5) 33,4 (130,0) 5.466,0 5.336,0 % -7,6% -3,2% 10,1% -3,4% 3,8% 3,7% Variazioni dei coverage ratio
Sofferenze Inadempienze
probabili Esposizioni
scadute
deteriorate Totale
crediti
deteriorati Crediti in bonis Totale crediti
clientela
Q/Q -0,1% 0,5% -3,5% -0,1% 0,0% 0,0%
31.12 * -0,8% 2,7% -3,2% 1,0% 0,0% -0,1%
* L'esposizione lorda e le rettifiche di valore al 31 dicembre 2025 dei finanziamenti clientela deteriorati sono state riespo sti per riflettere la rappresentazione delle attività finanziarie impaired acquisite nell'ambito della business combination al fair value comprensi vo delle perdite attese senza impatti sulle esposizioni nette.
Dinamica finanziamenti
clientela deteriorati* 30 06 2026 2°Q 2026 1°Q 2026 Var. 2°Q 2026/
1°Q 2026
totale esposizioni
deteriorate Totale
esposizioni
deteriorate
di cui
Sofferenze
Totale
esposizioni
deteriorate
di cui
Sofferenze
Totale
esposizioni
deteriorate
di cui
Sofferenze
ass. %
Esposizione Lorda Iniziale 3.867,4 1.162,9 3.740,2 1.097,7 3.867,4 1.162,9 (127,2) -3,3% Ingressi da crediti in bonis 693,6 18,6 346,5 15,9 347,1 2,7 (0,6) -0,2% Uscite verso crediti in bonis (202,5) (1,4) (84,8) (1,3) (117,7) (0,1) 32,9 -28,0% Incassi (inclusi realizzi per cessioni) (542,4) (137,0) (236,2) (59,0) (306,2) (78,0) 70,0 -22,9% Cancellazioni (incluse perdite da cessioni) (161,0) (33,5) (86,1) (17,9) (74,9) (15,6) (11,2) 15,0% +/- Altre variazioni 82,3 65,4 57,8 39,6 24,5 25,8 33,3 n.s.
Esposizione Lorda Finale 3.737,4 1.075,0 3.737,4 1.075,0 3.740,2 1.097,7 (2,8) -0,1% Rettifiche iniziali (1.915,7) (713,5) (1.892,9) (665,8) (1.915,7) (713,5) 22,8 -1,2% Rettifiche / Riprese di periodo (229,8) 27,8 (113,9) 18,5 (115,9) 9,3 2,0 -1,7% +/- Altre variazioni 256,0 34,3 117,3 (4,1) 138,7 38,4 (21,4) -15,4% Rettifiche finali (1.889,5) (651,4) (1.889,5) (651,4) (1.892,9) (665,8) 3,4 -0,2% Esposizione netta finale 1.847,9 423,6 1.847,9 423,6 1.847,3 431,9 0,6 0,0%
46 Relazione Finanziaria Semestrale Altre Attività/Passività finanziarie Al 30 giugno 2026 le Attività in titoli del Gruppo, sono risultate pari a 50,1 mld di euro , in aumento del 3,2% (pari a +1,5 mld di euro) rispetto al 31 marzo 2026 grazie alla crescita delle Attività in titoli di trading (+8,0%, pari a +1,7 mld di euro);
il comparto dei Titoli di investimento e banking book risulta invece sostanzialmente stabile ( -0,6%, pari a 0,2 mld di euro).
L’aggregato risulta in aumento rispetto al 31 dicembre 2025 (+3,5 mld di euro) sia sulle Attività in titoli di trading (+2,9 mld di euro) sia sui Titoli di investimento e banking book (+0,6 mld di euro); all’interno di quest’ultimo aggregato, la crescita sui Crediti verso clientela al costo ammortizzato (+0,8 mld di euro) è stata in parte compensata dalla flessione sulle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ( -0,6 mld di euro); le altre componenti presentano variazioni in crescita di minore entità.
Le Passività finanziarie di negoziazione per cassa si attestano al 30 giugno 2026 a 7,9 mld di euro , che si confrontano con i 7,0 mld di euro al 31 marzo 2026 e con i 6,2 mld di euro al 31 dicembre 2025.
Al 30 giugno 2026 la Posizione netta in derivati del Gruppo risulta positiva per 0,2 mld di euro , che si confronta con la posizione positiva di 0,4 mld di euro al 31 marzo 2026 e con il saldo netto positivo di 0,1 mld di euro al 31 dicembre 2025.
Voci 30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 Var. Q/Q Var. 31/12 ass. % ass. % Attività in titoli trading 22.857,8 21.163,3 19.913,1 1.694,5 8,0% 2.944,7 14,8% Titoli di Investimento e Banking Book 27.212,6 27.370,0 26.629,9 (157,4) -0,6% 582,7 2,2% Attività finanziarie designate al fair value 1.130,4 1.088,6 905,0 41,8 3,8% 225,4 24,9% Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.120,1 1.070,2 959,6 49,9 4,7% 160,5 16,7% Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.358,8 6.646,3 6.966,1 (287,5) -4,3% (607,3) -8,7% Attività in via di dismissione 0,0 0,0 0,0 0,0 n.s. 0,0 n.s.
Crediti verso clientela al costo ammortizzato 17.593,9 17.546,0 16.789,9 47,9 0,3% 804,0 4,8% Crediti verso banche al costo ammortizzato 1.009,4 1.018,9 1.009,3 (9,5) -0,9% 0,1 0,0% Attività in titoli 50.070,4 48.533,3 46.543,0 1.537,1 3,2% 3.527,4 7,6% Passività finanziarie di negoziazione per cassa (7.887,7) (7.036,3) (6.187,8) (851,4) 12,1% (1.699,9) 27,5% Posizioni nette in derivati 246,1 419,9 149,5 (173,8) -41,4% 96,6 64,6% Altre attività/passività finanziarie 42.428,8 41.916,9 40.504,7 511,9 1,2% 1.924,1 4,8%
Voci 30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 Attività in titoli Passività
finanziarie di
negoziazione
per cassa Attività in titoli Passività
finanziarie di
negoziazione
per cassa Attività in titoli Passività
finanziarie di
negoziazione
per cassa
Titoli di debito 41.140,1 - 40.261,1 - 38.086,9 -
Titoli di capitale e
O.I.C.R. 8.930,4 - 8.272,2 - 8.456,1
Debiti - (7.887,7 ) - (7.036,3 ) - (6.187,8 ) Totale 50.070,5 (7.887,7 ) 48.533,3 (7.036,3 ) 46.543,0 (6.187,8 )
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
47 Raccolta e impieghi verso banche Al 30 giugno 2026, la posizione interbancaria netta del Gruppo, si è attestata a 8,2 mld di euro in raccolta, che si confronta con la posizione interbancaria netta di 6,7 mld di euro in raccolta del 31 marzo 2026; sulla dinamica incidono principalmente il maggiore ricorso alla raccolta presso BCE (+2,8 mld di euro), al netto della contestuale crescita del saldo netto impiegato in depo facility (+0,9 mld di euro).
Sulla variazione rispetto 31 dicembre 2025 ( -4,8 mld di euro) influisce principalmente la riduzione del saldo netto impiegato in depo facility (-4,2 mld di euro).
Rapporti interbancari
Var. Q/Q Var. 31/12 30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 Ass. % Ass. % Finanziamenti attivi verso banche 6.616,2 6.623,6 7.120,3 (7,4) -0,1% (504,1) -7,1% Finanziamenti passivi da banche 16.291,7 16.787,7 16.252,9 (496,0) -3,0% 38,8 0,2% Conti correnti e depositi a vista presso banche (Cassa) 1.314,5 1.429,5 1.420,0 (115,0) -8,0% (105,5) -7,4% Posizione netta banche (8.361,0) (8.734,6) (7.712,6) 373,6 -4,3% (648,4) 8,4% Finanziamenti attivi verso banche centrali 987,8 1.040,6 1.094,2 (52,8) -5,1% (106,4) -9,7% Finanziamenti passivi da banche centrali 9.871,8 7.069,5 10.029,9 2.802,3 39,6% (158,1) -1,6% Conti correnti e depositi a vista presso banche centrali (Cassa) 9.042,7 8.103,5 13.238,3 939,2 11,6% (4.195,6) -31,7% Posizione netta banche centrali 158,7 2.074,6 4.302,6 (1.915,9) -92,4% (4.143,9) -96,3% Posizione interbancaria netta (8.202,3) (6.660,0) (3.410,0) (1.542,3) 23,2% (4.792,3) n.s.
Al 30 giugno 2026 la posizione di liquidità operativa presenta un livello di Counterbalancing Capacity non impegnata pari a 47,8 mld di euro , che si confrontano con i 48,9 mld di euro del 31 marzo 2026 e con i 53,8 mld di euro del 31 dicembre 2025 .
Altre Attività
La voce Altre Attività include il valore dei diamanti, pari a 4 1,0 mln di euro, oggetto dell’azione di ristoro avviata dalla Capogruppo nel corso del 2018 che ha previsto il riconoscimento alla clientela di un corrispettivo fino a un importo pari a quello da quest’ultima originariamente pagato a Diamond Private Investment per l’acquisto delle pietre, con contestuale cessione delle stesse alla Banca e perfezionamento di idonea transazione.
Nell’aggregato sono altresì ricompresi i crediti d’imposta connessi con il Decreto Legge “Rilancio” (D.L. 34/2020), che ha introdotto misure fiscali di incentivazione a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elet trici negli edifici (cd. Superbonus/ Ecobonus /Sismabonus). Nel dettaglio, al 3 0 giugno 2026 il valore nominale dei crediti d’imposta complessivamente acquistati ammonta a 4. 112 mln di euro ( 4.012 mln di euro e 3.186 mln di euro rispettivamente al 31 marzo 2026 ed al 31 dicembre 2025). Tenuto conto dei crediti finora compensati, pari a 2.928 mln di euro, il valore nominale residuo al 3 0 giugno 2026 ammonta a 1.182 mln di euro. Il corrispondente valore di bilancio, esposto nella voce di stato patrimoniale “Altre attività” in base al costo ammortizzato, che tiene conto del prezzo di acquisto, e delle competenze nette maturate al 3 0 giugno 2026, ammonta a 1. 067 mln di euro ( 1.456 mln di euro e 1.613 mln di euro rispettivamente al 31 marzo 2026 ed al 31 dicembre 2025). Si evidenzia altresì che il Gruppo, alla data del 3 0 giugno 2026, ha ricevuto richieste di cessione di ulteriori crediti per un ammontare complessivo di circa 347 mln di euro, attualmente in corso di verifica/lavorazione. L’ammontare complessivo dei crediti acquistati e delle richieste di cessione in corso di lavorazione – queste ultime opportunamente corrette per fattorizzare l’incidenza delle pratiche abbandonate e/o rifiutate dalla Banca -, è in linea con la stima della capienza fiscale complessiva (c.d. “Tax Capacity”) ovvero dei versamenti tributari/contributivi che il Gruppo prevede di effettuare e che sono disponibili per la compensazione con i crediti fiscali da “Bonus Edilizi”. La suddetta valutazione tiene altresì conto della significativa contrazione della “Tax Capacity” prospettica stimata indotta dalle modifiche alle regole sottese all’utilizzo dei crediti fiscali acquistati introdotte dalla legge n. 67 del 23 maggio 2024 che ha convertito in legge, con modificazioni, il D.L. n.
39/2024 (c.d. decreto agevolazioni fiscali).
48 Relazione Finanziaria Semestrale
Patrimonio netto
Al 30 giugno 2026 il Patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi risulta pari a 28, 7 mld di euro, che si confronta con i 30,7 mld di euro al 31 marzo 2026 ; la differenza (pari a -2,0 mld di euro) è dovuta al combinato effetto del pagamento, nel mese di maggio, del dividendo 2025 per un importo pari a 2,6 mld di euro e dell’utile registrato nel secondo trimestre.
Rispetto al 31 dicembre 2025, il Patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi è inferiore di 1, 5 mld di euro, anche in questo caso quale conseguenza dell’utile del primo semestre 2026 e della distribuzione del dividendo 2025 .
Stato Patrimoniale riclassificato Patrimonio Netto 30 06 2026 31 03 2026 31 12 2025 Var. Q/Q Var. 31.12 ass. % ass. % Patrimonio netto di Gruppo 26.402,7 28.401,5 27.950,2 (1.998,8) -7,0% (1.547,5) -5,5% a) Riserve da valutazione 20,7 10,0 58,8 10,7 n.s. (38,1) -64,8% d) Riserve 4.224,5 6.759,2 4.063,7 (2.534,7) -37,5% 160,8 4,0% e) Sovrapprezzi di emissione 3.061,5 3.146,4 3.146,6 (84,9) n.s. (85,1) -2,7% f) Capitale 17.978,2 17.978,2 17.978,2 - 0,0% - 0,0% g) Azioni proprie ( -) - (1,8) (1,8) 1,8 n.s. 1,8 (1,0) h) Utile (Perdita) di periodo 1.117,8 509,5 2.704,7 608,3 n.s. (1.586,9) -58,7% Patrimonio di pertinenza terzi 2.252,0 2.275,1 2.246,9 (23,1) -1,0% 5,1 0,2% Totale Patrimonio Netto del Gruppo e di pertinenza di Terzi 28.654,7 30.676,6 30.197,0 (2.021,9) -6,6% (1.542,3) -5,1%
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49 Adeguatezza patrimoniale Patrimonio di vigilanza e requisiti regolamentari Ad esito della revisione della SREP Decision 2024, operata dalla BCE per tener conto sia della conclusione dello SREP condotto su Banca MPS e su Mediobanca nel corso del 2025, che degli esiti dell’EBA Stress Test 2025, la Capogruppo ha ricevuto la decisione finale della stessa Autorità riguardante i requisiti patrimoniali da soddisfare su base consolidata. A partire dal 1° dicembre 2025 la Capogruppo deve mantenere un livello di TSCR pari a 10,20% che include un P1R dell’8% ai sensi dell’art. 92 del CRR e un P2R del 2,20% che dovrà essere rispettato almeno per il 56,25% con CET1 e per almeno il 75% con Tier 1.
Per quanto riguarda la Pillar II Capital Guidance (P2G) , la BCE si aspetta che la Capogruppo si adegui su base consolidata ad un requisito dell’1%, da soddisfare interamente con Capitale Primario di Classe 1 in aggiunta al requisito complessivo di capitale (OCR). La non osservanza di tale linea guida di capitale non equivale comunque al mancato rispetto dei requisiti di capitale.
Si precisa che, a partire dal 1° gennaio 2019 il Capital Conservation Buffer (CCB) è pari al 2,5%, e che a partire dal 31 dicembre 2024 il Gruppo è tenuto al rispetto del Systemic Risk Buffer (SyRB), pari all’1% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia (pari allo 0,5% dal 31 dicembre 2024 fino al 29 giugno 2025).
Infine, si segnala che la Banca d’Italia ha identificato per il 2026 il Gruppo MPS come istituzione a rilevanza sistemica (Other Systemically Important Institutions , O-SII) autorizzata in Italia e che pertanto , a partire dal 1° aprile 2026, il gruppo deve rispettare un O -SII Buffer pari allo 0,50% delle proprie esposizioni complessive ponderate per il rischio.
Di conseguenza, il Gruppo deve rispettare a livello consolidato al 30 giugno 2026 i seguenti requisiti :
- 9,51% CET1 Ratio;
- 11,42% Tier1 Ratio;
- 13,97% Total Capital Ratio.
I suddetti ratio comprendono, oltre al P2R, il 2,5% in termini di Capital Conservation Buffer, lo 0,10% in termini di Countercyclical Capital Buffer (CCyB)12, 0,68% in termini di Systemic Risk Buffer e 0,50% in termini di O -SII Buffer .
12 Calcolato considerando l’esposizione al 30 giugno 2026 nei vari paesi in cui il Gruppo MPS opera e i requisiti stabiliti dall e competenti autorità nazionali.
50 Relazione Finanziaria Semestrale Al 30 giugno 2026 il livello patrimoniale del Gruppo, su base transitional , si presenta come da tabella seguente:
Categorie/Valori 30 06 2026 31 12 2025 Variazioni su 31 12 2025
ass. %
FONDI PROPRI
Common Equity Tier 1 (CET1) 14.973,4 14.251,1 722,3 5,07% Tier 1 (T1) 15.068,3 14.346,1 722,2 5,03% Tier 2 (T2) 1.690,5 1.803,5 (113,0) -6,27% Total capital (TC) 16.758,8 16.149,6 609,2 3,77%
ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE
Rischio di credito e di controparte 72.793,7 69.361,8 3.431,9 4,95% Rischio di aggiustamento della valutazione del credito 1.041,9 867,1 174,8 20,16% Rischi di mercato 4.564,6 4.265,6 299,0 7,01% Rischio operativo 13.218,7 13.218,7 - 0,00% Totale attività di rischio ponderate 91.618,9 87.713,2 3.905,7 4,45%
COEFFICIENTI DI VIGILANZA
CET1 capital ratio 16,34% 16,25% 0,10% Tier1 capital ratio 16,45% 16,36% 0,09% Total capital ratio 18,29% 18,41% -0,12%
Rispetto al 31 dicembre 2025, il CET1 registra un incremento complessivo pari a +722 mln di euro.
Tale variazione è principalmente riconducibile all'inclusione nel CET1 di una quota del risultato di esercizio al 31 dicembre 2025, al decremento delle deduzioni relative alle DTA (Attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e non derivano da differenze temporanee) e agli "Investimenti significativi in strumenti di CET1 di altri soggetti del settore finanziario", alla riduzione delle deduzioni da avviamento, parzialmente compensate dall'incremento delle deduzioni relative ad altre attività immateriali e dall'azzeramento del filtro prudenziale relativo alla Riserva Other Comprehensive Income sui titoli di Stato.
Il Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) è sostanzialmente invariato rispetto al 31 dicembre 2025, mentre il Tier 2 registra un decremento di -113 mln di euro rispetto a fine dicembre 2025. Tale variazione è principalmente ascrivibile al minor apporto degli strumenti subordinati di Tier 2 ( -96 mln di euro) e al minor contributo degli interessi di minoranza, parzialmente compensati dall'incremento dell’eccedenza delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese.
Il Total Capital Ratio riflette pertanto un incremento complessivo dei fondi propri pari a +609 mld di euro.
Rispetto al 31 dicembre 2025, gli RWA registrano un incremento netto di 3,9 mld di euro riconducibile essenzialmente al rischio credito (3,4 mld) che, al 3 0 giugno 2026, è stato impattato dai seguenti fenomeni:
• incremento delle esposizioni creditizie per effetto delle nuove erogazioni ;
• aggiornamento dei modelli IRB del rischio credito che fattorizzano le novità del Model Change 2024, nonché la risoluzione di alcuni finding BCE;
• passaggio dal metodo IRB al metodo FIRB delle classi regolamentari “Other corporate” e “SME Corporate”;
I rischi di mercato e il rischio CVA sono in leggera crescita dovuta principalmente all’operatività in derivati.
Al 3 0 giugno 2026 la Capogruppo, su base consolidata, rispetta quindi tutti i requisiti patrimoniali compresi quelli relativi alla P2G.
Al 30 giugno 2026 il Gruppo presenta un leverage ratio del 6, 50% superiore al minimo regolamentare del 3%.
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51 MREL capacity Ai sensi dell’articolo 45 della Direttiva 2014/59/UE, così come successivamente modificata, le banche devono rispettare in qualsiasi momento un requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (il MREL) allo scopo di assicurare che, in caso di applicazione del bail-in, abbiano passività sufficienti per assorbire le perdite e per assicurare il rispetto del requisito di Capitale primario di classe 1 previsto per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria , nonché per generare nel mercato una fiducia sufficiente in essa.
Con lettera del 29 novembre 2024 la Capogruppo ha ricevuto da Banca d’Italia, in qualità di Autorità di Risoluzione, la decisione SRB/EES/2024RPC/57 del Comitato di Risoluzione Unico sulla determinazione del requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili. Si precisa che i target MREL stabiliti in tale decisione continueranno ad applicarsi al solo Gruppo MPS al netto del contributo del Gruppo Mediobanca nell’attesa di ricevere un target MREL determinato sulla base del nuovo perimetro.
Al 30 giugno 2026 la Capogruppo deve dunque rispettare, su base consolidata (Gruppo MPS ante acquisizione di Mediobanca), un MREL pari al 23,59% in termini di TREA, a cui va sommato il Requisito Combinato di Riserva di Capitale (CBR) pari al 3,28%13, e il 6,43% in termini di LRE. A questi si aggiungono gli ulteriori requisiti di MREL subordinato, da soddisfarsi con fondi propri e strumenti subordinati, pari a 13,99% di TREA, a cui va aggiunto il CBR, e 6,43% di LRE.
Al 30 giugno 2026 il Gruppo presenta valori superiori ai requisiti, nel dettaglio:
• una MREL capacity del 29,07% in termini di TREA e del 10,82% in termini di LRE (“ Leverage ratio exposure measure ”); e • una MREL subordination capacity del 22,11% in termini di TREA e del 8,23% in termini di LRE.
Al riguardo, si evidenzia che le strategie di funding del Gruppo si pongono l’obiettivo di garantire – per quanto riguarda in particolare i piani di emissioni obbligazionarie – il costante soddisfacimento dei requisiti MREL.
13 Calcolato con riferimento al solo Gruppo MPS al netto del contributo del Gruppo Mediobanca. Si segnala inoltre che il CBR non tiene conto dell’O -SII Buffer in quanto il Gruppo MPS, nella sua nuova configurazione, è stato identificato dalla Banca d’Italia come istituzione a rilevan za sistemica nazionale solo a seguito dell’operazione di acquisizione del Gruppo Mediobanca.
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52 Principali rischi e incertezze Identificazione dei rischi I principali rischi ed incertezze del Gruppo sono rappresentati dal rischio di credito, rischio di mercato (incluso il rischio di tasso sul banking book ed il rischio emittente) e rischio operativo (ivi compresi rischio legale e cyber risk ), il rischio di partecipazione, il rischio di business e strategico nonché il rischio di liquidità per le componenti di funding risk e lo short term liquidity risk.
Si segnalano inoltre altri rischi ed incertezze connessi ai potenziali esiti degli esercizi di stress test regolamentari, agli accertamenti delle Autorità di Vigilanza, al rischio reputazionale, ai rischi connessi al contesto economico – politico, ai rischi del settore immobiliare e d ai rischi climatici ed ambientali.
Di seguito si rappresentano più in dettaglio i rischi classificati a rilevanza alta nonché altri rischi specifici cui il Grup po è esposto.
Rischio di credito L’attività creditizia rappresenta il core business del Gruppo e la principale componente di rischio . La classificazione quale rischio alto è rimasta invariata rispetto all’anno precedente, soprattutto in funzione della persistente incertezza sul quadro macroeconomico generale e di settore.
Nel dettaglio, il perdurare delle tensioni geopolitiche internazionali derivanti dal conflitto Russia -Ucraina e dall’aggravarsi delle tensioni in Medio Oriente, con impatto negativo in termini di sicurezza e costi sul commercio internazionale, potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità della clientela del Gruppo di onorare gli impegni assunti e determinare, di conseguenza, un significativo peggioramento della qualità del credito della Capogruppo e/o del Gruppo, con possibili effetti negativi sulle attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria della Capogruppo e/o del Gruppo.
Inoltre, eventuali oscillazioni degli indici immobiliari potrebbero comportare una riduzione del valore delle garanzie ipotecarie a valere sui finanziamenti erogati che, congiuntamente alla presenza di eventi di insolvenza delle controparti dovuti anche al mutato scenario macroeconomico, determinerebbero la necessità di maggiori accantonamenti con effetti negativi sui risultati del Gruppo. Similmente, il peggioramento dell’andamento del settore immobiliare potrebbe comportare una diminuzione della solvibilità delle proprie controparti operanti nella costruzione, nella locazione e/o nella compravendita di immobili che, riflettendosi sui prezzi di vendita e/o di locazione, condiziona la situazione economico -finanziaria delle imprese finanziate riflettendosi in un peggioramento della qualità creditizia del portafoglio crediti del Gruppo.
In tale contesto il Gruppo nel 2026 ha continuato a monitorare le aziende affidate operanti nel settore immobiliare, mentre, sui crediti non performing , ha proseguito le attività finalizzate al contenimento dello stock degli NPL.
Rischio di mercato Il rischio di mercato rappresenta un fattore di rischio rilevante per il Gruppo, in considerazione della volatilità delle principali variabili finanziarie e dell’elevato grado di incertezza che continua a caratterizzare il contesto macroeconomico e geopolitico di riferimento. Lo scenario è caratterizzato da prospettive di crescita contenute e da rischi al ribasso per l’attività economica, con possibili riflessi sull’andamento dei mercati obbligazionari, sul livello deg li spread creditizi in particolare sovrani e sull’incremento della volatilità dei tassi di interesse. La persistenza di tensioni geopolitiche a livello internazionale rappresenta un importante fattore di rischio per i mercati finanziari. I conflitti in diverse aree del mondo, le incertezze legate alle relazioni commerciali tra le principali economie e il rischio di nuove misure protezionistiche possono aumentare la volatilità dei mercati, influenzando negativamente la fiducia degli investitori. Inoltre, eventuali interruzioni nelle catene di approvvigionamento o shock sui prezzi delle materie prime, in particolare dell'energia, potrebbero generare pressioni inflazionistiche e incidere sulle prospettive di crescita economica globale. In questo contesto, permane un elevato livello di attenzione sull'evoluzione dello scenario geopolitico e sui suoi possibili impatti sui mercati finanziari. Tra i rischi di mercato si segnala in particolare il rischio di cambio che nell'attuale contesto geopolitico e macroeconomico, caratterizzato da elevati livelli di incertezza e volatilità, resta significativo . Tale rischio potrebbe manifestarsi attraverso movimenti avversi dei tassi di cambio, indotti dall'evoluzione delle politiche monetarie, dalle dinamiche dei flussi di capitale e dal mutamento delle aspettative degli operatori di mercato, con potenziali impatti sulle esposizioni in valuta estera .
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53 In particolare, l’esposizione del Gruppo al rischio di mercato è riconducibile prevalentemente alle posizioni sovereign sia del trading book , sia del banking book , in particolare su titoli governativi italiani classificate in FVOCI ( Fair Value through Other Comprehensive Income ) con una progressiva diversificazione verso titoli governativi europei core. Anche per il portafoglio di Mediobanca valgono le medesime considerazioni: un incremento della volatilità dei tassi di interesse unito ad un allargamento degli spread creditizi sovereign e financials potrebbe avere dei considerevoli impatti sia sul portafoglio di trading (investito principalmente su titoli finanziari) che sul portafoglio di banking book in FVOCI (prevalentemente investito in titoli governativi italiani).Tra i punti di attenzione si evidenzia l’esposizione e concentrazione in titoli di stato italiani in termini di rischio emittente, per posizioni in prevalenza classificate al costo ammortizzato, e la relativa vulnerabilità del portafoglio a fronte di cambiamenti sfavorevoli delle condizioni di mercato, in particolare sui tassi di interesse e sul credit spread Italia.
Nel primo semestre del 2026, il contesto macroeconomico e geopolitico ha registrato un’evoluzione significativa, inducendo la BCE a modificare l’orientamento della propria politica monetaria: gli impatti sui prezzi dell’energia e sulle pressioni inflazionistiche derivanti dalle tensioni nell’area mediorientale hanno determinato una revisione delle aspettative dei mercati finanziari. In tale scenario, nella riunione di giugno 2026, il Consiglio direttivo della BCE ha effettuato il primo rialzo dei tassi ufficiali dal settembre 2023 portando il tasso sulla Deposit Facility dal 2,00% al 2,25% .
La decisione è stata accompagnata da un aggiornamento al rialzo delle stime di inflazione – al 3,0% per il 2026, al 2,3% per il 2027 e al 2,0% per il 2028 - nonché da una lieve revisione al ribasso delle prospettive di crescita economica -
nell’ordine di circa 10 punti base annui - per il 2026 e il 2027.
In questo contesto, il Gruppo ha mantenuto un approccio prudente nella gestione del rischio di tasso di interesse, preservando una sensitività del margine di interesse alle variazioni dei tassi di mercato sostanzialmente prossima alla neutralità.
Tale risultato è stato perseguito attraverso una gestione attiva e dinamica delle strategie di copertura sul portafoglio degli attivi e mediante interventi selettivi sul passivo, con l’obiettivo di tutelare sia il valore economico del capitale si a la stabilità del margine di interesse prospettico.
Considerata la persistente incertezza del quadro macroeconomico internazionale, il Gruppo continuerà a orientare la propria strategia verso il contenimento dell’esposizione al rischio di tasso sugli attuali livelli, accompagnando tale approccio con un attento e costante monitoraggio delle dinamiche di mercato. Qualora le condizioni lo rendessero necessario, saranno adottate ulteriori misure volte a proteggere il margine di interesse e a garantire nel tempo la sostenibilità della redditività e la solidità patrimoniale.
Rischio operativo
Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio legale, di condotta ed il rischio IT e di Sicurezza.
Raccogliendo l’invito dell’Autorità di Vigilanza a mantenere un approccio prudente anche rispetto alla possibilità che il contesto geopolitico, l’evoluzione dei rischi climatici e ambientali, la crescente adozione di nuove tecnologie, possano causare la manifestazione di eventi estremi seppur poco probabili, il livello di rischio operativo viene confermato di livello alto.
Anche in relazione alle modifiche organizzative e societarie che il Gruppo sta attraversando, tale classificazione è stata mantenuta invariata rispetto all’anno precedente, nonostante l’andamento positivo delle perdite operative dell’ultimo anno, in relazione alle contestazioni di natura legale riferite: i) al procedimento penale 33714/16 in tema di crediti deteriorati e ii) alle cessioni di crediti non performing , per cui le incertezze sono legate all’esito delle contestazioni ancora pendenti per presunte violazioni di clausole contrattuali ( Representations & Warranties ) nonché alle modifiche organizzative e societarie che il Gruppo sta attraversando.
In considerazione della centralità del sistema informativo e delle innovazioni tecnologiche a supporto del proprio piano strategico, tra le altre componenti del rischio operativo il Gruppo presta particolare attenzione al rischio ICT e di sicurezza , anche in ragione dell’evoluzione del contesto normativo, delle evoluzioni tecnologiche e delle incertezze legate al continuo cambiamento del panorama delle minacce esterne. Nell’ambito del rafforzamento della risk culture vengono effettuati di continuo interventi di formazione e sensibilizzazione del personale sul cyber risk.
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Rischio di Partecipazione Il rischio di partecipazione è definito come il rischio di incorrere in potenziali perdite derivanti dalla variazione del val ore delle partecipazioni a seguito dei mutati scenari macroeconomici e di mercato, del persistere di situazioni di squilibrio patrimoniale, reddituale e/o finanziario. La valutazione del rischio di partecipazione, sia attuale che prospettica, avviene con un modello in linea con le prescrizioni normative.
La principale fonte di rischio è costituita dal portafoglio partecipazioni di proprietà delle società del Gruppo.
Rischio di business e strategico Il rischio di business e strategico è definito come rischio attuale e/o prospettico di incorrere in perdite inattese generate da elevata volatilità del business (rischio di business ), decisioni strategiche errate e/o scarsa reattività a cambiamenti del contesto competitivo (rischio strategico).
Sebbene, al momento, gli indicatori di redditività siano risultati più che in linea al Piano 2026 -2030 (per maggiori dettagli si veda il paragrafo “Piano Industriale di Gruppo 2026 -2030” della presente Relazione consolidata sulla gestione), la rapida evoluzione del contesto economico e tecnologico rappresenta una sfida rilevante per il Gruppo e per la sua capacità di sviluppare l’attuale modello di business in modo idoneo a mantenere rendimenti ricorrenti adeguati e a garantirne, anche in un contesto sostanzialmente diverso, la sostenibilità a lungo termine, mantenendo al contempo adeguati livelli di capitale.
A fronte di tale contesto il Gruppo analizza e rivede le proprie iniziative strategiche per rispondere ai cambiamenti in corso, con focus particolare sul Programma di Combinazione MPS -Mediobanca, che mira a realizzare una piena combinazione industriale e strategica tra i due Gruppi.
Funding risk e Liquidity risk In generale, nel corso del primo semestre 2026, il profilo di liquidità del Gruppo si è mantenuto su livelli di robustezza.
Relativamente al funding risk , la sostenibilità del profilo di finanziamento (inteso come capacità di finanziare le attività bancarie con risorse stabili) si mantiene solida, come evidenziano sia i livelli degli indicatori di liquidità di medio/lungo termine sia la ormai consolidata presenza sul mercato delle emissioni istituzionali.
Con riferimento allo short term liquidity risk , dopo aver sperimentato, nel passato, fasi di stress sulla liquidità, il Gruppo ha mantenuto, negli ultimi anni, indicatori di liquidità a breve termine su livelli elevati. Alla data del 30 giugno 2026 l’ammontare complessivo delle aste con BCE è pari a 9,8 mld di euro (6,8 mld di euro MRO e 3 mld di euro di LTRO) in lieve riduzione rispetto ai 10 mld di euro complessivi al 31 dicembre 2025.
A prescindere dai livelli di adeguatezza, la classificazione di tale rischio resta comunque “alta”, in ragione della specifica natura del rischio di liquidità, in quanto le crisi sistemiche e/o idiosincratiche possono svilupparsi in maniera improvvisa (cd. fast moving ), con potenziali immediate e forti ripercussioni sia sui comportamenti della clientela che sull’accesso ai mercati, anche in considerazione dell’attuale scenario ge opolitico.
Altri rischi e incertezze Rischi connessi agli esercizi di stress test regolamentari Nell’ambito delle attività di vigilanza prudenziale, la BCE, in cooperazione con l’EBA e le altre Autorità di Vigilanza competenti, effettua periodicamente esercizi di stress test sulle banche vigilate al fine di verificare la resilienza delle banche rispetto a scenari macroeconomici di base e stressati. L’impatto di tali esercizi dipende dalle metodologie di valutazione, dagli scenari di stress e dall’esito delle attività di quality assurance presi a riferimento dall’Autorità di Vigilanza. Il Gruppo Montepaschi è pertanto esposto alle incertezze derivanti dagli esiti di tali esercizi, consistenti nella possibilità di incorrere in un potenziale inasprimento dei requisiti patrimoniali da soddisfare, qualora i risultati evidenzino una particolare vulnerabilità del Gruppo medesimo agli scenari di stress ipotizzati dalle suddette Autorità di Vigilanza. Si ricorda che il Gruppo ha effettuato l’EBA EU -wide Stress Test, che si è svolto nella prima metà del 2025, e l’ECB Geopolitical Reverse Stress Test in ottica integrata MPS -Mediobanca che si è svolto nella prima metà del 2026.
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55 Rischi connessi agli accertamenti delle Autorità di Vigilanza Il Gruppo è esposto al rischio che a seguito degli accertamenti delle Autorità di Vigilanza possano emergere carenze procedurali che potrebbero implicare la necessità di adottare interventi di carattere organizzativo e di rafforzamento dei presidi volti a colmare tali carenze. L’eventuale inadeguatezza delle azioni correttive e dei piani di rimedio intrapresi dalla Banca per il recepimento delle eventuali raccomandazioni formulate dalle Autorità di Vigilanza potrebbe determinare ingenti effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo e possibili procedimenti sanzionatori anche di natura interdittiva, con conseguenti ricadute di natura reputazionale.
Rischi connessi al Contesto Economico – Politico I risultati del Gruppo sono influenzati dal contesto economico generale e dalla dinamica dei mercati finanziari e, in particolare, dall’andamento dell’economia italiana.
In una fase di relativa resilienza del ciclo globale, il contesto resta complesso e caratterizzato da un’elevata incertezza, legata all’evoluzione delle tensioni geopolitiche e delle politiche commerciali internazionali. Le tensioni in Medio Oriente e la nuova escalation militare dopo i tentativi di intesa, la prosecuzione del con flitto in Ucraina, la politica internazionale americana, unitamente alle misure protezionistiche che determinano dazi all’import verso gli USA più elevati ed il ricorso alla tariffa come elemento di pressione, condizionano le prospettive di crescita internazionali e domestiche con potenziali impatti sulla dinamica di business del Gruppo. L’acuirsi dei conflitti in corso, con ricadute sui mercati energetici e sulle rotte commerciali14 rappresentano un rischio di persistenza per l’inflazione globale.
Qualora la progressiva ricomposizione dei prezzi dai massimi raggiunti a seguito dello scoppio del conflitto in Iran si interrompesse, anche a causa di effetti inflattivi legati ai dazi, le Autorità potrebbero essere indotte a portare i tassi di riferimento su livelli più elevati, con possibili effetti di rallentamento su un ’economia fragile e conseguenti tensioni sui mercati finanziari. Un’eventuale intensificazione delle politiche protezionistiche, tali da configurare una vera propria guerra commerciale potrebbe contribuire ad accrescere le tensioni diplomatiche globali e accelerare i processi di frammentazione degli attuali assetti di governance mondiale, con effetti sugli scambi internazionali, sulla tenuta del ciclo economico complessivo e sulla stabilità dei mercati. Un ulteriore fattore di rischio per lo scenario economico globale deriva poi dalla possibilità che le elevate aspettative di crescita nei confronti del settore tecnologico e dell’AI, che sinora hanno contribuito a sostenere l’espansione dell’attività economica, espongano i mercati finanziari a brusche correzioni in caso di delusioni sugli utili attesi. L'elevato debito pubblico di alcune grandi economie (tra cui gli Stati Uniti), riduce inoltre i margini disponibili di manovra dei vari paesi per fronteggiare un eventuale peggioramento del ciclo economico.
Un ritorno alla politica delle sfere d’influenza (ie, controversie sulla Groenlandia, frizioni nell’area del Pacifico tra Cin a e Taiwan) e la possibile espansione dei conflitti regionali sia in Medio Oriente che ai paesi NATO limitrofi all’Ucraina, rischiano di frammentare ulteriormente lo scacchiere internazionale ed alimentare le tensioni. Un ipotetico e progressivo disimpegno degli Stati Uniti dalle politiche climatiche, sanitarie e di difesa, un controllo più rigido dei fluss i migratori ed un deterioramento del debito federale statunitense, potrebbero avere ricadute negative sulla crescita globale nel medio termine. In Europa, permangono difficoltà nel raggiungimento di un consenso su dossier strategici quali competitività e politiche commerciali, rapporti con la Cina, sostegno all’Ucraina, politiche fiscali, energia e innovazione tecnologia, completamento dell’unione bancaria e dei mercati dei capitali. Carenze di politica estera e di sicurezza comune potrebbero limitare la capacità dell’Unione Europea di reagire in modo tempestivo e coordinato ad eventuali shock esterni specie in un contesto di instabilità politica che sta interessando alcuni paesi. Germania e Francia scontano inoltre rispettivamente la debolezza del proprio tessuto produttivo e l’elevato indebitamento pubblico. Il rallentamento dell’economia cinese, condizionata dalla crisi del mercato immobiliare domestico, le possibili tensioni valutarie internazionali, ed il rischio di un ritorno del terrorismo internazionale contribuiscono ulteriormente ad influenzare il contesto.
A livello domestico, un’attuazione parziale/ritardata o la non attuazione delle misure previste dalla revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si avvia ormai verso la sua scadenza, potrebbe comportare un minore sostegno alla crescita, in un contesto di domanda interna ancora moderata. La restrizione richiesta alla politica fiscale nazionale, alla luce dell’entrata in vigore della riforma delle regole di bilancio comunitarie potrebbe pesare sul reddito disponibile delle famiglie e sugli utili delle aziende. Contestualmente, un’eventuale percezione della politica di bilancio non pienamente in linea con l’obiettivo della sostenibilità dei conti pubblici potrebbe influenzare negativamente la
14 Con la navigazione dello Stretto di Hormuz fortemente compromessa, i ribelli yemeniti Houthi, alleati dell'Iran, hanno recent emente minacciato di bloccare lo Stretto di Bab el -Mandeb, crocevia strategico che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e attraverso cui transita una quota rilevante del commercio mondiale.
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valutazione del rischio -Paese, alimentando il rialzo dello spread ed inasprendo le condizioni di finanziamento. Dal lato dell’attività, con particolare riferimento ad alcuni settori economici, l’Italia potrebbe subire maggiormente le ricadute negative degli incrementi tariffari verso i mercati americani a causa dei forti legami commerciali con gli Stati Uniti e la dipendenza di alcuni comparti dalle forniture internazionali di energia o dalle catene globali di approvvigionamento.
Transizione climatica, innovazione tecnologica e le dinamiche demografiche acquisiranno inoltre sempre più importanza nelle decisioni dei policy maker con impatti non trascurabili sulle dinamiche economiche nazionali. Qualora tali rischi determinino un ristagno o un andamento recessivo dell’economia italiana nel medio periodo, la dinamica dei principali aggregati bancari potrebbe essere condizionata negativamente con impatti potenzialmente rilevanti sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale della Banca e del Gruppo. In particolare, potrebbe manifestarsi per il settore bancario una contrazione della domanda di credito, una diminuzione della raccolta da clientela principalmente con riferimento alle imprese, rallentamento dell’attività bancaria ordinaria, deterioramento del portafoglio crediti con contestuale aumento degli stock di crediti deteriorati e delle situazioni di insolvenza, deterioramento dei ricavi e aumento delle rettifiche su crediti, con effetti negativi sull’attività e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Nuove pressioni inflazionistiche potrebbero inoltre comportare un incremento dei costi di funzionamento.
Si noti infine che eventuali scostamenti significativi tra le effettive dinamiche macroeconomiche e quelle assunte nei processi di pianificazione pluriennale potrebbero determinare ricadute sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria prospettica del Gruppo.
Rischi climatici ed ambientali Il Gruppo è esposto ai rischi ambientali legati o meno al cambiamento climatico che si declinano in i) rischio fisico, ovvero il rischio che eventi climatici naturali estremi (rischio fisico acuto), mutamenti climatici progressivi (rischio fisico cronico) o eventi a carico degli ecosistemi (rischio fisico ambientale non climatico) possano determinare direttamente o indirettamente danni materiali, calo della produttività e interruzione della catena produttiva con impatto negativo sia sulla capacità di famiglie ed imprese di far fronte ai propri impegni finanziari sia sul valore delle garanzie reali prestate e ii) rischio di transizione derivante da possibili perdite in cui un soggetto può incorrere, direttamente od indirettamente, a seguito del processo di aggiustamento verso un’economia a basse emissioni di carbonio (rischio transizione climatico) o verso un utilizzo e relativo impatto più sostenibili nei confronti degli asset eco-sistemici (rischio di transizione ambientale non climatico).
Inoltre, i rischi fisici e di transizione ambientali (climatici e non) possono causare per il Gruppo perdite derivanti direttamente o indirettamente da azioni legali ovvero generare un danno reputazionale qualora l’ente venga percepito come associato ad attività o a soggetti che abbiano recato danni rilevanti all’ecosistema.
Ulteriori elementi – anche quantitativi - sui fattori di rischio tipici delle attività del Gruppo sono contenuti nel par.
“Rischi ESG ” a cui si rinvia.
Rischi connessi all’integrazione del Gruppo Mediobanca La natura dell’operazione presenta dei rischi connessi tipici delle operazioni di integrazione, con particolare riferimento, a titolo esemplificativo, al necessario coordinamento dei management , all’integrazione dei sistemi informatici, delle strutture e dei servizi dell’ex Gruppo Mediobanca con quelli del Gruppo Montepaschi.
Ciò potrebbe comportare specifici rischi, tra cui:
• rischi relativi ad una revisione non efficiente della Corporate Governance;
• potenziali ritardi nelle attività di integrazione, con impatti negativi in termini di efficienza, affidabilità, coerenza delle funzioni operative, amministrative e di controllo;
• rischi inerenti alla gestione dei sistemi informatici;
• la capacità di trattenere e gestire le figure chiave nel processo di integrazione e di mantenere rapporti con la clientela nella fase di integrazione.
Il Gruppo Montepaschi potrebbe sostenere costi aggiuntivi di natura legale, contabile e amministrativa connessi all’integrazione, rischio di perdite operative e reputazionali derivanti dal non corretto funzionamento di processi e tecnologie con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Montepaschi.
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57 Attività Ispettive e procedimenti delle Autorità di Vigilanza
Nel corso del normale svolgimento della propria attività, il Gruppo è oggetto di accertamenti ispettivi promossi dalle Autorità di Vigilanza. In particolare, nell’ambito del sistema europeo di vigilanza bancaria ( Single Supervisory Mechanism ), il Gruppo è soggetto alla vigilanza prudenziale della Banca Centrale Europea (BCE); con riferimento a specifiche tematiche, l’attività di vigilanza è di competenza diretta della Banca d’Italia e di Consob.
Di seguito si riportano le principali attività avviate dagli Organi di Vigilanza sorte nel semestre o con significativi aggiornamenti rispetto a quanto pubblicato nel Bilancio 202 5.
Attività ispettiva in materia di Internal Governance and Risk Management (OSI 0259894) Nel mese di febbraio 2025 BCE ha avviato una ispezione in loco in materia di internal governance e risk management , con l’obiettivo di verificare i relativi processi di governo e gestione del rischio implementati dalla Capogruppo. L’attività è terminata nel mese di maggio 2025; la Capogruppo ha ricevuto il rapporto ispettivo in data 07 ottobre 2025, in cui sono stati segnalati nove finding , e la lettera di Follow Up in data 24 aprile 2026, in cui sono state indicate le raccomandazioni associate ai suddetti finding. È in corso di implementazione il piano delle azioni di rimedio.
Supervisory monitor assessment dell’implementazione del piano delle azioni di rimedio sui rischi climatici ed ambientali In data 01 agosto 2025 la BCE ha inviato alla Capogruppo una feedback letter in relazione all’esito dell’ assessment svolto sulle attività implementate al 31 dicembre 2024 a seguito della revisione tematica sui rischi climatici ed ambientali condotta a partire dal 2022; sono emersi alcuni aspetti relativi alla necessità di un ulteriore rafforzamento del quadro di riferimento per i rischi climatici e ambientali. Le azioni conseguenti, già delineate e pianificate, sono state attuate, come richiesto nella suddetta lettera, entro il 31 marzo 2026.
Si segnala che anche Mediobanca ha ricevuto analoga lettera da parte della BCE in data 22 luglio 2025 , le azioni di rimedio risultano completate.
Attività ispettiva in materia di rischio informatico (OSI 0 259917 ) Nel mese di ottobre 2025 BCE ha avviato un’ispezione in loco sui processi di gestione dell’infrastruttura informatica e dei relativi processi di sicurezza logica, le verifiche si sono concluse nel mese di gennaio 2026. La Banca, in data 08.04.2026, ha ricevuto la versione finale del report ispettivo, in cui sono stati segnalati otto finding , resta in attesa di ricevere la versione finale della lettera di follow up .
Attività ispettiva in materia di Internal Governance and Risk Management (OSI 0276583) Nel mese di aprile 2026 BCE ha avviato una ispezione in loco in materia di internal governance e risk management , con l’obiettivo di svolgere verifiche sulla funzione di Internal Audit di Banca MPS. L’attività è terminata in data 26 giugno 2026 e la Capogruppo resta in attesa di ricevere il report ispettivo.
Lettera BCE in materia di Cyber Risk e sistemi di Intelligenza Artificiale di nuova generazione Con lettera del 07 luglio 2026 la BCE ha richiamato l’attenzione delle banche significative sui nuovi rischi cyber derivanti dall’evoluzione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale; in tale contesto ha richiesto la predisposizione di uno specifico Action Plan, da trasmettere entro il 31 ottobre 2026, finalizzato a rafforzare ulteriormente il presidio dei rischi ICT e cyber .
Attività ispettiva della Banca d’Italia e UIF in materia di antiriciclaggio In data 27 aprile 2026 è stato avviato un accertamento ispettivo on -site presso Banca MPS da parte dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), in ambito Sanctions e Correspondent Banking (processi e procedure ).
58 Relazione Finanziaria Semestrale
Nel corso dell’ispezione sono stati effettuati degli incontri con le Funzioni AML, Audit e d Estero. I n data 12 giugno 2026 sono stati richiesti alla Banca specifici approfondimenti su alcune posizioni campionate, fornite al team ispettivo entro il 27 luglio 2026.
Ispezione sportellare sul trattamento del contante A marzo 2026 la Banca d’Italia ha condotto verifiche sui dispositivi automatici utilizzati per il ricircolo del contante su un campione di 11 filiali delle regioni Sicilia e Campania; allo stato attuale non sono pervenuti rilievi dall’Autorità.
Attività ispettiva sulla gestione della cybersecurity e degli aspetti ad essa collegati (OSI -2024 -ITMDB -0241584) –
Mediobanca –
Nel periodo maggio – settembre 2024 la BCE ha condotto un’attività ispettiva con l’obiettivo di valutare l’adeguatezza della gestione della cybersecurity, principalmente focalizzata sulla sub -consolidata e sulle società controllate individuate come più rilevanti per il perimetro dell’indagine come Mediobanca Innovation Services, fornitore dei servizi IT del Gruppo, Mediobanca Premier e Compass Banca. In data 15 gennaio 2025 Mediobanca ha ricevuto il report ispettivo in cui sono state segnalate aree di miglioramento.
Mediobanca ha ricevuto in data 10 febbraio 2026 la lettera definitiva di follow up con indicazione delle aspettative della Vigilanza su 17 raccomandazioni e relative tempistiche di implementazione. La Capogruppo ha inviato a BCE un piano delle azioni di rimedio ed ha effettuato un self assessment ed una gap analysis volti a valutare quali aree di miglioramento identificate su Mediobanca risultano riscontrabili anche a livello Montepaschi. Proseguono le attività di risoluzione delle raccomandazioni segnalate dal supervisore in linea con le scadenze imposte.
Attività ispettiva sui modelli interni - Internal Model Investigation sul modello interno Prestiti al Consumo e Carte di Credito Compass Banca (IMI -2025 -ITMDB -0265429) Nel periodo ottobre – dicembre 2025 la BCE ha svolto un’attività ispettiva volta a fornire l’autorizzazione a modifiche materiali ai modelli interni AIRB ( Advanced Internal Rating -Based ) dei portafogli Prestiti al Consumo e Carte di Credito nell’ambito del perimetro Compass Banca, ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di credito, sia a live llo individuale sia a livello consolidato. La banca ha ricevuto l’assessment report del team ispettivo in data 27 marzo 2026.
Si rimane in attesa della decision letter con la declinazione delle obligation da porre in essere.
Attività ispettiva sui modelli interni - Internal Model Investigation sul modello interno PD Large Corporate di Mediobanca (IMI -2024 -ITMDB -0241763) Nel periodo settembre – novembre 2024 la BCE ha condotto un’attività ispettiva on-site per l’approvazione dell’istanza di autorizzazione presentata da Mediobanca per modifiche sostanziali al modello di Probabilità di Default (PD) del proprio portafoglio Large Corporate per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di credito. A luglio 2025, Mediobanca ha ricevuto dalla BCE la lettera di decisione che autorizza ad apportare le modifiche al modello interno, evidenziando una limitation e 4 obligations . A tal proposito, si segnala che la limitation e una delle obligation sono state indirizzate con una notifica ex-ante di dicembre 2025 con implementazione nel secondo trimestre 2026. Le restanti tre obligation ed i finding con severità bassa saranno indirizzati nell’ambito del piano Return to Compliance dei modelli interni .
Attività ispettiva sul ICAAP – Mediobanca (OSI -2025 -ITMDB -0259691) Il 20 marzo 2025 Mediobanca ha ricevuto una lettera di notifica relativa a un’ispezione in loco avente ad oggetto l’adeguatezza patrimoniale, finalizzata alla valutazione dell’ICAAP. L’ispezione si è svolta dal 5 maggio 2025 al 25 luglio 2025. A partire dai finding individuati nel report ispettivo di novembre 2025, la Capogruppo ha ricevuto la draft follow -up letter con la descrizione delle raccomandazioni del supervisore e resta in attesa di ricevere la lettera di follow -up in versione definitiva .
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59 Attività ispettiva sul rischio di credito e di controparte - Mediobanca (OSI -2023 -ITMDB -0221207) Nel periodo compreso tra il 25 settembre 2023 e il 26 gennaio 2024 la BCE ha condotto un’ispezione avente ad oggetto il rischio di credito e di controparte, finalizzata a valutare i processi di identificazione, gestione, monitoraggio e controllo del rischio di credito. A partire dal report ispettivo condiviso con la banca in data 2 luglio 2024, la BCE ha trasmesso in data 30 giugno 2025 la lettera finale di follow -up con le aree di miglioramento e le raccomandazioni da implementare ; in data 30 giugno 2026 Mediobanca ha completato l’implementazione del piano delle azioni di rimedio.
Ispezione sportellare su Direttiva MCD – Mediobanca Premier Nel mese di maggio 2025 è stata avviata da Banca d’Italia una visita ispettiva sportellare sul rispetto delle disposizioni della Direttiva “MCD” (2014/17/UE), su 8 filiali di Mediobanca Premier. Banca d’Italia ha inviato a fine ottobre 2025 il rapporto conclusivo che ha evidenziato alcuni rilievi e profili di miglioramento in prevalenza legati ad aspetti di chiarezza informativa. Mediobanca Premier ha definito un piano di rimedio e fornito riscontro all’Autorità in data 30 gennaio 2026. Le attività di rimedio definite proseguono come da pianificazione. A fine maggio 2026, l’Autorità ha inviato una richiesta di approfondimenti in merito al piano di rimedio, rilevando che alcune iniziative prospettate non risultano pienamente idonee ad assicurare il completo superamento delle anomalie riscontrate. La banca sta predisponendo il riscontro, valutando le soluzioni più idonee da implementare.
Procedimento Garante Privacy per e -mail marketing – Compass L’Autorità ha concluso il procedimento, avviato nei confronti della Banca a seguito di reclamo presentato dal cliente interessato, in relazione all’invio di un’e -mail promozionale a quest’ultimo, benché avesse revocato il proprio consenso marketing. Con provvedimento del 7 aprile 2026, il Garante Privacy, pur rilevando un errore umano nella gestione manuale di una lista di contatto, effettuata al di fuori del processo automatizzato ordinario, ha qualificato le violazioni come “minori”, senza irrogare alcuna sanzione pecuniaria alla Banca, ma rivolgendo comunque un ammonimento, disponendo la pubblicazione del provvedimento sul proprio sito istituzionale e l’annotazione nel registro interno.
Polizze abbinate non connesse ai finanziamenti – Compass Nell’ambito del contenzioso relativo al collocamento di polizze non connesse in abbinamento con i prestiti personali , a seguito della sentenza del Consiglio di Stato dell’8 luglio 2025, che ha annullato il Provvedimento AGCM n. 28011 del 27 novembre 2019, e della successiva revoca in autotutela del Provvedimento n. 28345 dell’8 settembre 2020, nei mesi di settembre e ottobre 2025 è stato autorizzato ed erogato a Compass il rimborso della prima sanzione, pari a 4,7 mln di euro, oltre agli interessi. Inoltre, nei mesi di febbraio e marzo 2026, è stato autorizzato ed erogato il rimborso della sanzione amministrativa per inottemperanza, pari a 0,3 mln di euro, oltre agli interessi legali.
Attività ispettiva da parte di ACPR su CMB Nel periodo febbraio - maggio 2024 la ACPR (Banque de France) ha svolto una attività ispettiva avente ad oggetto la gestione dell’attività e dei rischi per CMB - Compagnie Monégasque de Banque . Il rapporto ispettivo è stato ricevuto da CMB in data 9 settembre 2024 e la c.d. “Lettre de suite” in data 10 novembre 2025, CMB ha fornito risposta il 9 gennaio 2026. Si segnala che tutte le azioni di rimedio sono state completate.
Attività ispettiva da parte di CSSF su Mediobanca Management Company A marzo 2026, la CSSF (Autorità di vigilanza sugli intermediari finanziari lussemburghese) ha svolto un’attività ispettiva avente ad oggetto temi di corporate governance. L’Autorità ha trasmesso le proprie osservazioni preliminari il 25 giugno e la società ha predisposto ed inviato la risposta a tali osservazioni entro il termine del 21 luglio 2026 fissato dall’Autorità .
60 Relazione Finanziaria Semestrale
Risultati per Segmento Operativo Individuazione dei Segmenti Operativi Conformemente a quanto previsto dal principio IFRS 8, i segmenti operativi sono stati individuati in base ai principali settori di business in cui il Gruppo opera. Conseguentemente, adottando il cosiddetto “ business approach ”, i dati reddituali e patrimoniali consolidati sono scomposti e riaggregati sulla base dei criteri quali l’area di business presidiata, la rilevanza e la strategicità dell’attività svolta, i cluster di clientela servita.
In seguito all’approvazione del Piano Industriale 2026 -2030, l’Alta Direzione della Capogruppo monitora regolarmente le Business Line previste nel Piano, che dispongono di informazioni finanziarie distinte. La nuova struttura organizzativa del Gruppo diverrà definitiva con il completamento del processo di integrazione in corso.
Ciò premesso, nella rappresentazione al 30 giugno 2026 i contributi reddituali e i saldi patrimoniali sono esposti con riferimento ai segmenti operativi che corrispondono alle cinque divisioni di business , cui si aggiunge l’attività di Principal Investing che include la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali. I contributi d el Gruppo Mediobanca, rappresentat o al 31 dicembre 2025 e al 31 marzo 2026 come business unit autonoma, sono stati riallocati alle divisioni di business , come descritto nel seguito. Eventuali affinamenti potrebbero rendersi necessari con la definizione di tutti gli aspetti della riorganizzazione.
A seguito della variazione del perimetro di consolidamento conseguente all’acquisizione del Gruppo Mediobanca, perfezionata dalla Capogruppo nel precedente esercizio, i dati riferiti ai periodi del 2025 antecedenti all’operazione sono stati riesposti su base omogenea, includendo i valori del gruppo acquisito, al fine di garantire la piena comparabilità delle risultanze economico -patrimoniali tra i periodi posti a confronto.
Si precisa, infine, che nel mese di maggio 2026 è stata perfezionata la cessione della controllata MP Banque. Come più ampiamente descritto nel paragrafo “Criteri gestionali di riclassificazione dei dati economici e patrimoniali” a cui si rinvia, gli effetti economici e le consistenze patrimoniali fino al deconsolidamento sono rappresentati, linea per linea, nelle corrispondenti voci di conto economico e di stato patrimoniale all’interno del Corporate Center .
Sulla base di quanto sopra rappresentato, sono quindi definiti i seguenti segmenti operativi/divisioni:
• Retail & Commercial Banking , che include i risultati economico/patrimoniali della clientela Retail MPS con riferimento al modello di servizio Valore (comprensivo dei segmenti Valore Famiglie e Valore POE), della clientela Imprese MPS con riferimento ai modelli di servizio Small Business , PMI e Corporate Client e le attività di Speciality finance facenti capo alle controllate MBFacta e MBPS LEASING ;
• Asset Gathering & Wealth Management , che include i risultati economico/patrimoniali della clientela Private MPS (segmenti Private e Family Office ), della clientela Retail MPS con riferimento ai modelli di servizio Premium e Premium Top, Banca Widiba SpA , Mediobanca Premier (Consulenti Finanziari), Mediobanca SGR , Polus e RAM ;
• Corporate & Investment Banking , che include i risultati economico/patrimoniali della clientela Large Corporate e delle Business Unit Corporate Finance e Investment Banking e Global Markets di MPS e quelli della divisione C&IB di Mediobanca (comprensiva di Arma Partners e Messier & Assocíes );
• Private Banking , che include i risultati economico/patrimoniali della clientela di Mediobanca Private Banking in Italia, CMB Monaco nel Principato di Monaco e Mediobanca Premier (Bankers) e la fiduciaria Spafid ;
• Consumer Finance , che include i risultati economico/patrimoniali della controllata Compass e le sue partecipazioni dirette ( Compass RE, HeidiPay AG e le sue controllate Heidipay Ltd e Holipay e HeyLight SA) ;
• Principal Investing , che include i risultati economico/patrimoniali del portafoglio di partecipazioni e investimenti facente capo al gruppo acquisito, tra cui la quota in Assicurazioni Generali ;
• Corporate Center , che accoglie le elisioni a fronte delle partite infragruppo ed i risultati dei seguenti centri di
business :
- clientela Non Performing gestita centralmente dalla Non Performing Loans Unit ;
- società consolidate con il metodo del patrimonio netto e quelle in via di dismissione (fatto salvo le società facenti capo a Mediobanca che sono incluse nel Principal Investing );
- rami operativi quali, ad esempio, l’attività di finanza proprietaria, tesoreria e capital management ;
- strutture di servizio che forniscono supporto all’attività del Gruppo, con particolare riguardo allo sviluppo e gestione dei sistemi informativi.
Nei paragrafi successivi vengono mostrati i risultati economico -patrimoniali per ciascun segmento operativo individuato.
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61 Risultati in sintesi Nella tabella seguente sono riportati i principali aggregati economici e patrimoniali che hanno caratterizzato i segmenti operativi del Gruppo al 30 giugno 2026:
SEGMENT REPORTING Segmenti Commerciali
Principal
Investing Corporate
Center Totale
Gruppo
Montepaschi Principali settori di business Retail &
Commercial
banking Consumer
Finance Asset
Gathering &
Wealth
Management Private
Banking Corporate
&
Investment
Banking
(milioni di euro) 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26
AGGREGATI ECONOMICI
Totale Ricavi 1.049,8 664,1 779,7 339,3 639,2 315,5 236,8 4.024,4 Oneri operativi (561,9) (180,5) (338,8) (224,7) (242,6) (3,0) (172,9) (1.724,5) Risultato Operativo Lordo 487,9 483,5 440,9 114,6 396,5 312,5 63,9 2.299,9 Costo del credito clientela / Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche (122,0) (162,0) 2,6 0,9 (17,3) - 6,3 (291,4) Risultato Operativo Netto 365,9 321,6 443,5 115,5 379,3 312,5 70,2 2.008,5 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26
AGGREGATI PATRIMONIALI
Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela (*) 68.796 18.439 3.941 17.602 23.584 - 17.771 150.134 Raccolta diretta 43.081 - 32.901 25.320 5.094 - 61.849 168.246 Raccolta indiretta 13.350 - 111.496 57.652 10.824 - 9.744 203.066 Risparmio Gestito 6.959 - 86.682 28.459 158 - 365 122.624 Risparmio Amministrato 6.391 - 24.813 29.193 10.666 - 9.379 80.443 Titoli per partecipazione Generali - - - - - 6.903 - 6.903 (*) Il valore esposto nel Gruppo così come quello nei segmenti commerciali è rappresentato dai Finanziamenti vivi lordi verso clientela, non inclusivi quindi dei fondi rettificativi.
I Ricavi del Gruppo sono attribuibili per il 26% alla divisione Retail & Commercial Banking , per il 19% alla divisione Asset Gathering & Wealth Management , per il 17% al Consumer Finance , per il 16% alla divisione Corporate & Investment Banking , per l’8% al Private Banking , per l’8% al Principal Investing e per il 6% al Corporate Center .
La contribuzione in riferimento al Risultato operativo netto è attribuibile per il 22% alla divisione Asset Gathering & Wealth Management , per il 19% alla divisione Corporate & Investment Banking , per il 18% alla divisione Retail & Commercial Banking , per il 16% al Consumer Finance , per il 16% al Principal Investing , per il 6% al Private Banking e per il 3% al Corporate Center .
62Relazione Finanziaria Semestrale Retail & Commercial Banking Aree di business Clienti Divisione con presenza capillare sul territorio nazionale, principale motore di relazione e origination e punto di riferimento per famiglie e imprese, che offre un’esperienza cliente sempre più digitale e omnicanale, con focus sul consolidamento della leadership nel credito ipotecario, sul rafforzamento della bancassicurazione, sullo sviluppo di specializzazioni nei verticali strategici e nella S pecialty finance e sul potenziamento delle capacità tecnologiche.
La divisione include:Valore MPS , con focus su:
• Aumento soddisfazione cliente e diffusione prodotti core (finanziamenti, protezione, pagamenti, investimenti).
• Promozione canali digitali/innovativi per servizi a basso valore.
• Presidio qualità del credito e gestione delle posizioni a rischio.
Corporate Banking (Small Business, PMI, Corporate Client MPS), con focus su:
• Intermediazione creditizia e offerta di prodotti e servizi finanziari alle imprese anche attraverso la collaborazione strategica con associazioni di categoria e con i Confidi, con organismi di garanzia (anche pubblici) e con soggetti istituzionali tramite i quali acquisire provvista a condizioni favorevoli.
• Offerta di factoring e leasing per le imprese, gli artigiani, i professionisti, tramite le controllate della divisione.
• Servizi di custodia e deposito c/terzi di prodotti caseari (tramite la controllata Magazzini Generali Fiduciari di Mantova SpA, società autorizzata altresì al rilascio di titoli rappresentativi della merce, che permettono un più agevole accesso a operazioni bancarie di finanziamento).
MBFACTA , con focus su:
• Servizi di cessione e sconto di crediti commerciali (pro -
solvendo, pro -soluto, maturity , credito di fornitura) per il rifinanziamento del capitale circolante aziendale che può includere una componente assicurativa (garanzia contro insolvenza o ritardi nei pagamenti). L’offerta della piattaforma factoring è specificamente orientata allo sviluppo del segmento Mid Corporate, in sinergia con gli altri servizi offerti dal CIB a questa categoria di imprese.
MBPS LEASING (nuova denominazione di Selma BPM ), con
focus su:
• Leasing finanziario con un’offerta su ampia gamma di prodotti con specifiche competenz eanche sul leasing immobiliare (commerciale e produttivo) e sul leasing nautico entrambi con importanti sinergie con la clientela CIB e Private.I clienti del Retail & Commercial Banking sono circa 2,8 mln.
Ripartizione per tipologia Valore - 95,5% Small Business - 3,1%
PMI - 1%
Corporate Client - 0,1% Speciality Finance - 0,3%
Ripartizione geografica
Nord Est - 17,5% Nord Ovest - 15,3% Centro - 35,2% Sud - 32,0%
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63 Risultati economico -patrimoniali Al 30 giugno la Raccolta Complessiva del Retail & Commercial Banking (interamente riferibile ai modelli di servizio commerciali di MPS) è risultata pari a 56,4 mld di euro , in aumento di 2,6 mld di euro rispetto ai livelli di marzo 2026 e di 1,0 mld di euro su fine anno 2025. In maggior dettaglio:
• la Raccolta Diretta , pari a 43,1 mld di euro , risulta in crescita di 1,7 mld di euro rispetto al 31 marzo 2026 per effetto dell’incremento della raccolta a vista (+1,9 mld di euro), mentre risultano sostanzialmente stabili la raccolta a breve termine ( -0,2 mld di euro) e quella a medio lungo. L’aggregato risulta in aumento di 1,0 mld di euro nel confronto con il 31 dicembre 2025, anche in questo caso sulla raccolta a vista (+1,0 mld di euro), mentre risultano sostanzialmente stabili la raccolta a breve termine e quella a medio lungo temine.
• la Raccolta Indiretta , pari a 13,4 mld di euro , registra una crescita di 0,8 mld di euro rispetto ai livelli di marzo 2026, sia sul risparmio gestito (+0,4 mld di euro) che sul risparmio amministrato (+0,4 mld di euro). L’aggregato risulta in linea rispetto al 31 dicembre 2025 (la crescita del risparmio gestito, pari a +0,3 mld di euro, è stata compensata dal calo del risparmio amministrato).
Relativamente all’attività creditizia, i Finanziamenti “vivi” lordi verso clientela del Retail Banking & Commercial Banking si attestano a 68,8 mld di euro , in crescita sia rispetto a marzo 2026 (+1,2 mld di euro) sia rispetto dicembre 2025 (+1,9 mld di euro).
Retail & Commercial Banking - Aggregati patrimoniali (milioni di euro) 30/06/26 31/03/26 31/12/25 Var.
Ass.
Q/Q Var. % Q/Q Var.
Ass.
31/12 Var. %
31/12
Raccolta diretta 43.081 41.354 42.059 1.727 4,2% 1.022 2,4% Risparmio Gestito 6.959 6.546 6.652 413 6,3% 307 4,6% Risparmio Amministrato 6.391 5.969 6.671 423 7,1% (280) -4,2% Raccolta indiretta da clientela 13.350 12.515 13.323 835 6,7% 28 0,2% Raccolta complessiva 56.432 53.870 55.382 2.562 4,8% 1.050 1,9% Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela 68.796 67.624 66.883 1.173 1,7% 1.913 2,9%
Per quanto concerne i risultati economici, al 30 giugno 2026 il Retail & Commercial Banking ha realizzato Ricavi complessivi pari a 1.050 mln di euro , in calo del 3,8% rispetto al 30 giugno 2025, principalmente a causa dell’impatto della flessione dei tassi sul margine di interesse. All’interno dell’aggregato:
• il Margine di Interesse è risultato pari a 604 mln di euro, in calo di 47 mln di euro rispetto al 30 giugno 2025; la dinamica è dovuta principalmente alla flessione dei tassi di interesse;
• le Commissioni Nette sono risultate pari a 436 mln di euro, in crescita di 5 mln di euro rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, per i maggiori proventi sul credito ;
• gli Altri ricavi della gestione finanziaria e assicurativa sono risultati pari a 16 mln di euro, in calo di 1 mln di euro rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.
• gli Altri proventi e oneri di gestione sono pari a -7 mln di euro, che si confronta con un valore di -9 mln di euro al 30 giugno 2025.
Considerando l’impatto degli Oneri Operativi, in calo del 2,2% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, il Retail Banking & Commercial Banking ha conseguito un Risultato Operativo Lordo pari a 488 mln di euro (516 mln di euro
Raccolta diretta
Valore - 47,9% Small Business - 17,3%
PMI - 21,7%
Corporate Client - 13,1% Composizione raccolta indiretta Bancassurance - 25,3% Gestioni Patrimoniali - 2,5% Fondi e Sicav - 24,3% Risparmio Amministrato - 47,9% Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela Valore - 48% Small Business - 12,6%
PMI - 20,3%
Corporate Client - 13% Speciality Finance - 6,2%
64 Relazione Finanziaria Semestrale
al 30 giugno 2025). Il Costo del credito si attesta a -122 mln di euro , in miglioramento rispetto al dato di -167 mln di euro del 30 giugno 2025.
Il Risultato Operativo Netto al 30 giugno 2026 è positivo per 366 mln di euro , ponendosi in crescita rispetto al risultato del corrispondente periodo del 2025 (pari a 350 mln di euro) Le componenti non operative si attestano a +5 mln di euro, rispetto al valore di -10 mln di euro del 30 giugno 2025 .
Il Risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a 371 mln di euro , in crescita rispetto al risultato del corrispondente periodo del 2025 (pari a 339 mln di euro).
Il cost/income del Segmento Operativo è pari a 53,5% (a fronte di 52,7% del 30 giugno 2025).
Retail & Commercial Banking - Aggregati economici
Var. Y/Y
(milioni di euro) 30/06/26 30/06/25 Ass. % Margine di interesse 604,5 651,2 (46,8 ) -7,2% Commissioni nette 436,0 431,1 4,9 1,1% Altri ricavi della gestione finanziaria e assicurativa 16,4 17,2 (0,9) -5,0% Altri proventi e oneri di gestione (7,1) (8,9) 1,8 -20,1% Totale Ricavi 1.049,8 1.090,7 (40,9 ) -3,8% Oneri operativi (561,9) (574,3) 12,4 -2,2% Risultato Operativo Lordo 487,9 516,4 (28,5 ) -5,5% Costo del credito clientela /Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche (122,0) (166,7) 44,7 -26,8% Risultato Operativo Netto 365,9 349,7 16,2 4,6% Componenti non operative 4,8 (10,4) 15,2 n.s.
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 370,7 339,3 31,5 9,3%
Composizione dei ricavi Valore - 41,4% Small Business - 20,2%
PMI - 22,9%
Corporate Client - 11,1% Speciality Finance - 4,4%
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65 Risultato di MBFACTA Al 30 giugno 2026, i Ricavi complessivi di MBFACTA si attestano a 31,9 mln di euro, in crescita rispetto al primo semestre 2025 (+11,4%), trainati dal margine di interesse (pari a 29,6 mln di euro, +13,6% rispetto all’anno precedente) a fronte di impieghi per 2,7 mld di euro e un turnover di 4,6 mld di euro.
Il Risultato ante imposte è pari a 22,6 mln di euro (+13,7% rispetto all’anno precedente), assorbendo oneri per -7,9 mln di euro e un costo del credito pari a -1,5 mln di euro.
Risultato di MBPS Leasing (ex Selma BPM ) Al 30 giugno 2026, l’operatività in leasing, svolta con il nuovo marchio MBPS Leasing nell’ambito di una intensa attività commerciale sulla rete del Gruppo, ha generato Ricavi complessivi pari a 14,0 mln di euro, in crescita rispetto al primo semestre 2025 (+8,5%), a fronte di impieghi per 1,6 mld di euro (post acquisizione dalla Capogruppo di un portafoglio leasing performing di 525 mln di euro) che fino allo scorso trimestre faceva capo ai modelli di servizio Corporate Banking MPS .
Il Risultato ante imposte è pari a 8,7 mln di euro (+17,5% rispetto all’anno precedente), assorbendo oneri per -9,4 mln di euro, un costo del credito sostanzialmente nullo e componenti non operative positive per 4 mln di euro.
Contesto di mercato e principali iniziative commerciali
Valore MPS
Finanziamenti e mutui Retail:
Tra le attività realizzate nel primo Semestre 2026, si segnalano in particolare:
- attivazione del nuovo prodotto Mutuo per Acquisto Immobili in Asta destinato a soddisfare le specifiche esigenze della clientela sul comparto delle Aste Immobiliari
- ampliamento del catalogo prodotti con soluzioni di maggior flessibilità della rata attraverso il Mutuo Surroga Tandem che assicura al mutuatario la facoltà di variare la tipologia di tasso nel tempo
- estensione delle regole di finanziabilità per mutuatari con età fino a 80 anni
- allungamento della durata massima del Mutuo per Acquisto Immobili Green fino a 40 anni in linea con il
prodotto ordinario
- introduzione della previsione per i mutui con finalità acquisto, della finanziabilità fino al massimo del 90% del prezzo di acquisto (cd LTC 90)
- proseguimento vendite del Mutuo con garanzia Consap (LTV 80% e 100%) per acquisto abitazione principale, con particolare focus sulle esigenze dei giovani under 36;
- rafforzamento della partnership con le reti terze;
- revisione del pricing e gestione attiva per massimizzare il posizionamento nel comparto;
- sviluppo di un piano di formazione dedicato agli addetti mutuo con focus sui processi operativi e commerciali e sulle policy di credito
- evoluzione dei processi operativi con benefici sui tempi di erogazione mutui.
Sul segmento dei Piccoli Operatori Economici (POE) sono state ulteriormente sviluppate soluzioni di finanziamento a erogazione semplificata e rapida, quali Fast Lending e Quick Lending. Contestualmente, sono state realizzate campagne commerciali e iniziative di contatto dedicate all’attività di sviluppo (Prospect, Network professionisti, Clienti MBPS Leasing , clienti Agridop ed Energy ). Tali attività hanno consentito di ampliare la base clienti, migliorare il profilo qualitativo della nuova produzione e sostenere la crescita degli impieghi attraverso una maggiore focalizzazione sui segmenti a più elevato potenziale.
Consumer Finance
Nell’ambito delle sinergie sviluppate nel percorso di integrazione con Compass nel comparto del credito al consumo, è stato introdotto a inizio esercizio il nuovo prodotto di microcredito Mini On, una linea di fido collegata al conto corrente, supportato da iniziative commerciali dedicate rilasciate per la Rete Filiale.
A tale iniziativa si sono affiancati l’avvio di attività di sviluppo commerciale sulla rete dei dealer Compass e il rafforzamento dei servizi di recupero crediti, grazie alle sinergie realizzate con MBCredit Solutions, società controllata da Compass.
66 Relazione Finanziaria Semestrale
Nel corso dell’esercizio sono inoltre proseguite le attività di predisposizione e collaudo finalizzate al lancio di ulteriori iniziative commerciali e di nuovi prodotti, nonché al potenziamento della proposta di valore sui canali digitali.
Sono state, altresì, riviste le politiche commerciali relative ai prestiti personali e ottimizzati i processi distributivi de i prodotti Compass . Contestualmente, è stata ulteriormente rafforzata la collaborazione con la rete agenziale nel comparto della cessione del quinto, con effetti positivi sull’andamento dei volumi intermediati. Quest’ultimo comparto è stato ulteriormente supportato da iniziative commerciali rilasciate per la Rete Filiale.
Conti Correnti, Incassi e Pagamenti Tra le attività realizzate nel primo semestre 2026, si segnalano in particolare gli ulteriori interventi di adeguamento al Regolamento (UE) 886/2024, mediante il rilascio della reportistica regolamentare relativa ai bonifici SEPA istantanei e l’introduzione di ulteriori affinamenti evolutivi dei processi operativi, tra cui l’estensione delle verifiche di corrispondenza IBAN/nominativo del beneficiario anche agli ordini permanenti, al fine di consolidare il presidio dei requisiti normativi e migliorare l’esperienza della clientela.
Sono stati inoltre realizzati interventi di efficientamento dei processi di controllo previsti dal Regolamento (UE) 1113/2023 sui trasferimenti di fondi, attraverso l’implementazione di soluzioni tecniche volte a rafforzare i presidi in materia di sanzioni finanziarie e contrasto al finanziamento del terrorismo, incrementando al contempo l’efficienza operativa.
Nel corso del semestre è stato altresì completato l’adeguamento dei processi operativi, della documentazione contrattuale e delle procedure commerciali alle disposizioni di cui all’art. 54 -bis del Codice del Consumo, al fine di disciplinare il diritto di recesso della clientela consumatrice per i prodotti e servizi bancari collocati mediante tecniche di comunicazione a distanza.
È proseguita, infine, l’attività di efficientamento dei processi di vendita e post -vendita attraverso la revisione delle modalità di gestione delle preferenze della clientela relative all’invio delle comunicazioni periodiche, con l’obiettivo di garantire una gestione più puntuale a livello di singolo prodotto.
Monetica
Tra le attività realizzate nel primo Semestre 2026 , si segnalano in particolare:
• il sostegno allo sviluppo commerciale delle carte di credito Business e Corporate, con iniziative finalizzate ad accrescere la diffusione dei prodotti presso i segmenti professionali e imprenditoriali;
• il proseguimento del percorso di digitalizzazione dei processi di vendita delle carte di credito, mediante l'integrazione delle funzionalità di credit scoring volte a semplificare e rendere più efficiente il collocamento
dei prodotti;
• l'evoluzione dell'offerta acquiring mediante il rilascio di nuovi servizi e soluzioni innovative per gli esercenti, tra cui Smart PA, per l'esecuzione dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione tramite SmartPOS, nuove soluzioni gestionali di cassa e il servizio Pay by Bank, che consente di effettuare pagamenti online direttamente dal conto corrente, ampliando l'offerta di soluzioni digitali e rafforzando il posizionamento della Banca nell'ambito dei pagamenti innovativi;
• il potenziamento dei servizi collegati all'ecosistema Bancomat, mediante il rilascio di nuove funzionalità dedicate alla gestione delle contestazioni (con conseguente miglioramento dell'efficienza operativa e della qualità del servizio reso alla clientela) ed il completamento dell’attestazione alla nuova infrastruttura centralizzata realizzata dal circuito domestico;
• l’adeguamento dei processi operativi, della documentazione contrattuale e delle procedure commerciali alle disposizioni di cui all’art. 54 -bis del Codice del Consumo, al fine di disciplinare il diritto di recesso della clientela consumatrice per i prodotti e servizi bancari collocati mediante tecniche di comunicazione a
distanza;
• l’efficientamento dei processi di vendita e post -vendita attraverso la revisione delle modalità di gestione delle preferenze della clientela relative all’invio delle comunicazioni periodiche, con l’obiettivo di garantire una gestione più puntuale a livello di singolo prodotto e di dare attuazione agli interventi previsti dal piano di rimedio conseguente agli esiti ispettivi della Banca d’Italia;
• il consolidamento delle partnership strategiche e la valorizzazione delle sinergie industriali, al fine di sostenere l'innovazione dell'offerta e cogliere nuove opportunità di sviluppo.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
67 Factoring MPS
Nel corso del primo semestre 2026, l’attività commerciale nel comparto Factoring ha beneficiato ulteriormente del consolidamento delle sinergie tra la Direzione Factoring e le Direzioni Territoriali Imprese e Private (DTIP), nonché delle opportunità commerciali derivanti dall’acquisizione del gruppo Mediobanca.
I risultati conseguiti mostrano, anche nel corso del primo semestre 2026, una crescita dei volumi degli impieghi factoring mediamente superiore al 12% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, garantendo sempre elevati livelli di servizio alla clientela.
Tale andamento si conferma significativamente superiore a quello registrato dal mercato di riferimento.
Nel corso del 2026, lo sviluppo commerciale del comparto è stato sostenuto da specifiche iniziative, tra cui:
• il monitoraggio puntuale del rapporto tra accordato e utilizzato sulla clientela già acquisita, finalizzato all’ottimizzazione delle linee di credito esistenti;
• l’individuazione di clientela operante nel comparto factoring a livello di sistema bancario ma non ancora servita dalla Banca;
• lo sviluppo di nuovi accordi di reverse factoring e confirming con buyer di rilevanza nazionale;
• azioni commerciali mirate nei confronti dei fornitori di grandi buyer caratterizzati da plafond disponibili ma
sottoutilizzati;
• la definizione e contrattualizzazione di alcune operazioni di significativa complessità e valore economico, gestite attraverso un approccio specialistico e personalizzato.
È inoltre proseguito il percorso di innovazione tecnologica del business factoring, sostenuto dagli investimenti dedicati all’evoluzione della piattaforma gestionale e degli applicativi correlati, con l’obiettivo di garantire un costante allineamento alle migliori pratiche di mercato e supportare ulteriormente l’efficienza operativa e la qualità del servizio offerto alla clientela.
Imprese MPS
Digitalizzazione dei processi Nel corso del 2026 Banca MPS ha continuato a lavorare sulla digitalizzazione dei processi creditizi e dei processi di vendita dei finanziamenti alle imprese, incentivando in prima battuta l’utilizzo della nuova piattaforma di vendita online dei finanziamenti, lanciata nel 2025, coinvolgendo nel complesso oltre 500 controparti.
Il processo viene riservato, al momento, alle Aziende che possiedono il canale PasKey aziendaonline e il servizio di Firma Digitale Remota fornito dalla Banca, ma nel corso del 2026 sono state avviate le attività necessarie ad estenderlo anche al Digital Banking, appannaggio soprattutto delle ditte individuali.
Accanto a questo processo, totalmente automatizzato e rivolto alle operazioni più semplici e standardizzate, è stata rilasciata anche la funzionalità di firma digitale remota per i finanziamenti chirografari alle imprese. Questa funzionalità, che può abbracciare un’ampia gamma di operazioni, di caratteristiche ed importi eterogenei, prevede che sia il gestore della relazione a predisporre l’istruttoria del finanziamento ed il relativo contratto di vendita, con la particolarità che il contratto viene prodotto in forma digitale e pertanto può essere firmato digitalmente in filiale o nel centro con Firma Elettronica Avanzata (FEA) o Firma Digitale Remota (FDR) oppure in Remote Collaboration tramite Digital banking/ICB - Internet Corporate Banking con FDR.
In parallelo, sono in corso le attività per l’estensione della possibilità di firma digitale dei finanziamenti chirografari a lle imprese anche tramite il processo Pec -to-Pec.
Infine, si sta lavorando ad una revisione del processo di lavorazione degli anticipi commerciali, per arrivare anche per questi ultimi al perfezionamento tramite Remote Collaboration e Pec -to-Pec.
Finanziamenti e Garanzie Nel corso del primo semestre del 2026 è proseguita l’attività di sostegno alle imprese, anche per far fronte alle straordinarie e urgenti esigenze di contenimento degli effetti economici negativi derivanti dalle tensioni internazionali, mediante l’intervento pubblico del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.
La Banca ha ulteriormente consolidato la collaborazione con SACE attraverso la sottoscrizione, nel corso del primo semestre 2026, della Convenzione SACE Internazionalizzazione , finalizzata a sostenere i programmi di sviluppo e crescita delle imprese italiane sui mercati esteri. A supporto dell'operatività prevista dalla Convenzione, la Capogruppo ha deliberato un plafond operativo pari a euro 500 mln di euro, destinato a supportare investimenti e progetti volti a
68 Relazione Finanziaria Semestrale
rafforzare la competitività internazionale delle imprese, favorendone i processi di espansione commerciale e produttiva oltre i confini nazionali. Al 30 giugno 2026 risultano completate le principali attività propedeutiche all'avvio dell'operatività.
In ambito domestico, sono contestualmente in corso le attività per l’adesione alla garanzia di SACE Garanzia Archimede a supporto degli investimenti infrastrutturali e produttivi strategici in Italia, favorendo la crescita, la competitività e la sostenibilità del sistema economico nazionale, con particolare attenzione all’addizionalità dell’operazione e agli impatti positivi generati dal progetto finanziato.
Nel contempo, Banca MPS ha proseguito il presidio delle iniziative precedentemente avviate nell'ambito della collaborazione con SACE. In particolare, fino alla conclusione della relativa operatività, avvenuta il 31 dicembre 2025, è stata utilizzata la Garanzia SACE Growth , strumento che aveva accorpato le precedenti garanzie “Green New Deal” e “Futuro”, consentendo il sostegno a programmi di investimento orientati alla transizione sostenibile, all'innovazione tecnologica, alla digitalizzazione, allo sviluppo infrastrutturale, al rafforzamento delle filiere strategiche e alla valorizzazione dei territori. Lo strumento ha altresì contribuito al sostegno di iniziative connesse all'imprenditoria femminile e agli investimenti collegati al PNRR, favorendo la competitività e la produttività del Sistema Paese. A seguito della cessazione dell'operatività della Garanzia Growth, l'azione di Banca MPS nell'ambito della partnership con SACE è oggi orientata verso i nuovi strumenti di supporto allo sviluppo e all'internazionalizzazione delle imprese.
A testimonianza del costante impegno della Banca nel ruolo di partner di riferimento per la DOP Economy e per l’intero comparto agroalimentare italiano, il Gruppo ha continuato a promuovere iniziative volte a sostenere il tessuto produttivo attraverso un’offerta dedicata di credito e servizi specialistici, sviluppando soluzioni finanziarie in grado di rispondere alle specifiche esigenze delle imprese del settore.
Particolare rilevanza ha inoltre assunto il prodotto di apertura di credito in conto corrente assistita da pegno rotativo non possessorio su prodotti agroalimentari, ideato per supportare le aziende durante i periodi di stagionatura, stoccaggio o invecchiamento delle produzioni a denominazione di origine. Lo strumento consente alle imprese di accedere a linee di credito utilizzando quale garanzia i prodotti detenuti presso magazzini, cantine o stabilimenti, propri o di terzi, senza che ciò ne comporti la perdita della disponibilità materiale.
Attraverso tale soluzione è stata significativamente ampliata l’operatività della Banca nel comparto agroalimentare, estendendo l’utilizzo del pegno rotativo non possessorio ai prodotti DOP e IGP, inclusi i prodotti vitivinicoli e le bevande spiritose.
La validità dell’iniziativa trova conferma anche nei due importanti accordi sottoscritti all’inizio del 2026 con i Consorzi del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, finalizzati a sostenere le filiere produttive e i territori di riferimento.
Nell’ambito del costante ampliamento della gamma di soluzioni dedicate al settore, ha inoltre riscosso un significativo interesse il prodotto “Anticipo Contributi”, rivolto alle aziende che intendono ottenere l’anticipazione dei contributi pubblici concessi a fronte di specifici programmi di investimento. Lo strumento è destinato alle imprese che hanno già ricevuto la comunicazione di concessione del contributo da parte dell’Ente erogatore, ma che necessitano di risorse finanziarie per realizzare preventivamente gli interventi richiesti ai fini dell’effettiva erogazione del beneficio.
Il prodotto si rivolge, in particolare, alle imprese impegnate nella partecipazione a bandi pubblici e programmi di incentivazione, inclusi quelli relativi agli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, della sostenibilità ambienta le e dell’innovazione tecnologica. Attraverso questa soluzione, la Capogruppo conferma il proprio ruolo di supporto allo sviluppo del sistema produttivo, facilitando l’accesso alle misure agevolative e contribuendo ad accelerare la realizzazione degli investimenti programmati dalle imprese.
Finanziamenti ESG
Tra le principali iniziative in continuità si segnala il finanziamento “Energia Verde”, finalizzato a supportare le aziende nella realizzazione di investimenti connessi alla transizione energetica e ambientale, tra cui impianti fotovoltaici, parchi solari e sistemi agrivoltaici. Esso si concretizza in una specializzazione del prodotto di finanziamento alle imprese rilasciato nell’aprile del 2025 denominato “Green Loan”, rivolto alle Imprese che intendono finanziare o rifinanziare, in tutto o in parte, progetti green ammissibili, nuovi e/o esistenti.
Tali strumenti si inseriscono nel più ampio percorso di accompagnamento delle imprese verso modelli produttivi sempre più sostenibili e in linea con gli obiettivi di innovazione e decarbonizzazione del settore.
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69 Covenant ESG per la sostenibilità idrica e per il Turismo DOP Nel luglio 2026 i prodotti di Finanziamento alle imprese definiti “ Sustainability Linked Loan ” (“SLL”) sono stati implementati con ulteriori importanti impegni per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità (denominati “ Covenant ESG”) e precisamente:
• Impegni funzionali al raggiungimento di obiettivi relativi alla sostenibilità idrica , in particolare:
o Riduzione percentuale dei prelievi di acqua dolce (m³/anno);
o Intensità idrica – Riduzione percentuale dei volumi di acqua prelevata rispetto al Valore della Produzione (m3 / valore produzione);
o Indice di riuso dei volumi d’acqua post trattamento reflui (in termini percentuali) (m³ d’acqua riutilizzata / m³ reflui trattati);
o Copertura del fabbisogno idrico con stoccaggio acqua (per progetti di bacini di accumulo o vasche prima pioggia) in termini percentuali (Valore medio annuo di m3 stoccati/fabbisogno idrico);
o Percentuale di acque reflue trattate nell’impianto di depurazione rispetto al totale delle acque reflue generate (m3 reflui trattati/m3 reflui totali generati);
che si aggiungono ai covenant già attivi ( EQUALITAS per la certificazione del vino sostenibile e EQUIPLANET per la certificazione del sistema di gestione della verifica la coerenza delle performance aziendali con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile della Agenda ONU 2030, cd. “ Sustainable Development Goals ”, SDGs).
Il raggiungimento di tali obiettivi comporta l’attivazione di un sistema di incentivazione, preventivamente concordato e strettamente legato alle performance di sostenibilità, e identificato, per i prodotti di finanziamento alle imprese, in una riduzione del tasso di interesse contrattuale da applicarsi a far data dalla prima scadenza utile successiva alla data di verifica.
Nel corso dell’ultimo biennio si è registrata una progressiva diffusione degli SLL, utilizzati principalmente per accompagnare e premiare il processo di transizione delle imprese verso un’economia più sostenibile.
Adesione a protocolli nazionali per la sostenibilità sociale, sicurezza sul lavoro e sviluppo territoriale Con queste adesioni la Capogruppo conferma il proprio ruolo attivo nel promuovere iniziative che rafforzano la sostenibilità sociale e territoriale, coerentemente con il percorso intrapreso dal Gruppo in ambito ESG e con l’obiettivo di favorire lo sviluppo responsabile dell’economia italiana:
Resto al Sud 2.0/Autoimpiego Centro Nord Convenzione tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ABI e Invitalia per la regolamentazione dei conti correnti vincolati ai fini dell’erogazione delle agevolazioni per l’autoimpiego.
La Convenzione riguarda la regolamentazione dei c/c vincolati per facilitare l’erogazione delle agevolazioni previste dal Decreto Coesione 60/24 che istituisce il Piano Integrato Autoimpiego per favorire l’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero -professionali.
Protocollo d’intesa tra la Struttura di missione ZES e l’ABI L’accordo, attraverso la creazione di un tavolo permanente di confronto tra le parti, si pone l’obiettivo di favorire l'accesso al credito per le imprese operanti nelle regioni ed aree della ZES unica, sostenere lo sviluppo economico e la crescita nelle regioni interessate attraverso la realizzazione degli investimenti delle imprese ubicate nella ZES unica.
Protocollo d’intesa ABI -INAIL Attraverso il Protocollo ABI –INAIL, Banca MPS contribuisce a facilitare l’accesso al credito delle imprese beneficiarie delle misure previste dal Bando ISI INAIL, sostenendo la realizzazione di investimenti finalizzati al miglioramento documentato della sicurezza e alla diffusione di tecnologie innovative per la tutela dei lavoratori.
L’iniziativa rientra in un più ampio impegno del Gruppo a promuovere condizioni di lavoro sicure, inclusive e orientate al benessere delle persone.
Collaborazione con Trentino Sviluppo S.p.A.
La Capogruppo ha aderito all’avviso pubblico per la collaborazione con gli Istituti Bancari emesso da Trentino Sviluppo S.p.A., società che opera come agenzia di sviluppo territoriale e Business Innovation Centre nella provincia autonoma di Trento: la finalità è di sviluppare opportunità di dialogo e conoscenza degli strumenti finanziari, supportare ed accompagnare le imprese del Trentino nel processo di accesso al credito.
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Finanza Agevolata
Banca MPS supporta le imprese ad orientarsi nel complesso panorama degli strumenti agevolativi pubblici di natura comunitaria, nazionale, regionale e locale, per arricchire la gamma dei servi bancari con l’obiettivo di supportare i progetti di sviluppo delle imprese e favorirne le opportunità di crescita, reperendo fonti di finanziamento complementari al credito bancario e a condizioni preferenziali rispetto a quelle di mercato.
La value proposition di MPS è quella di posizionarsi come punto di riferimento per il cliente con una proposizione completa e «pronta all’uso». Nell’intento di valorizzare maggiormente il comparto della finanza agevolata e garantire un più capillare e tempestivo supporto alla Rete e alla clientela incrementando l’efficacia commerciale del comparto, sono state consolidate le collaborazioni con controparti di comprovata esperienza in tema di advisory sulla finanza agevolata finalizzate a:
• accompagnare le aziende nel percorso di rilancio e modernizzazione;
• fornire consulenza specializzata alle imprese sulla sostenibilità del loro business e accompagnarle alla
certificazione ESG;
• offrire alla clientela un servizio professionale chiavi in mano: supporto consulenziale specializzato per le aziende clienti - con particolare attenzione a quelle sprovviste di consulenti di riferimento - arricchendo di fatto la gamma di offerta con un servizio qualificato e distintivo svolto da controparti referenziate;
• fornire una proposta strategica, sinergica e complementare con l’attività bancaria.
Nel corso del 2026 è proseguita l’attività di affiancamento alle imprese nel processo di concessione delle agevolazioni dei Contratti di Filiera Agricoli sia come Banca Autorizzata attraverso l’asseverazione dei SAL dei 26 contratti di filiera in corso di realizzazione, che come Banca Finanziatrice (in pool con Cassa Depositi e Prestiti) per il sostegno dei progetti di investimento delle aziende agricole.
Sviluppo Business Agridop La Capogruppo ha proseguito nel percorso di rafforzamento e sviluppo del network di relazioni, sia a livello locale sia nazionale, all’interno del comparto AgriDOP, attraverso il consolidamento dei poli territoriali denominati “Centri AgriDOP”. Queste strutture, presidiate da figure specializzate, rappresentano un punto di riferimento per le imprese del settore e hanno l’obiettivo di rendere sempre più efficace l’interazione con i clienti e con le realtà economiche dei territori di competenza.
In tale contesto, i Centri AgriDOP svolgono un ruolo fondamentale nell’individuare e valorizzare le opportunità derivanti dal PNRR e dai principali bandi nazionali e regionali, supportando le aziende in percorsi di crescita e sviluppo orientati all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità. L’offerta di consulenza e di soluzioni dedicate consente infatti di accompagnare le imprese agricole e agroalimentari nell’affrontare le sfide del mercato e nel cogliere le opportunità di investimento disponibili.
Al termine del 2025 risultavano operativi 32 Centri AgriDOP, distribuiti sull’intero territorio nazionale. In linea con quanto previsto dal Piano Industriale, la Banca intende proseguire nel percorso di ampliamento della rete, con particolare attenzione ai territori caratterizzati da produzioni di eccellenza e alle aree considerate strategiche per lo sviluppo del business. Nel corso del primo semestre 2026 sono state avviate le attività propedeutiche all’apertura di nuovi Centri AgriDOP nelle sedi di Lecce, Terni, Faenza, Polistena, Roma e Campobasso, rafforzando ulteriormente la presenza della Banca a supporto delle filiere agroalimentari di qualità.
Sviluppo Business Energia Verde Alla luce degli importanti interventi previsti nell’ambito del PNRR sul tema della transizione energetica, la Capogruppo dal 2024 ha sviluppato una business line verticale incentrata su consulenza e offerta di finanziamenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, con il supporto di una Rete di Specialisti e di partner terzi.
A dicembre 2025 risultavano aperti 19 Centri “Energia Verde”, presidiati da Specialisti, al fine di rafforzare la presenza e la vicinanza al territorio. Nel corso del primo semestre 2026 è stato aperto un ulteriore Centro “Energia Verde” portando il numero complessivo a 20 Centri attivi a giugno 2026. L’obiettivo è di implementare sul territorio l’apertura a regime di 40 Centri Energia Verde , anch’essi presidiati da Specialisti .
Nel 2026 è prevista, inoltre, l’evoluzione del ruolo degli Specialisti Energy con competenze anche sul comparto ESG .
In tale ambito è già presente nel catalogo prodotti il “ Finanziamento Energia Verde ”, destinato a sostenere le esigenze finanziarie connesse alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e/o impianti per la produzione di Biometano ed agli investimenti in impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile che
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71 beneficiano di specifiche agevolazioni definite nell'ambito di iniziative pubbliche, tra cui l’Agrivoltaico, il Biometano o l e agevolazioni concesse alle Comunità Energetiche Rinnovabili (c.d. CER).
A supporto degli investimenti agevolati nel settore della transizione energetica, è stato inoltre sviluppato il prodotto “Finanziamento Anticipo Contributi ”, destinato ad anticipare contributi a fondo perduto concessi da soggetti pubblici per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e per altri investimenti aziendali agevolati, favorendo l’allineamento dei flussi finanziari dell’impresa con i tempi di incasso dei contributi concessi.
Asset Gathering & Wealth Management Aree di business Clienti Piattaforma di gestione patrimoniale di nuova generazione che, integrando le competenze di Widiba e Mediobanca Premier , offre consulenza avanzata e rappresenta un motore di crescita basato su ricavi commissionali grazie a un mix equilibrato di AuM e AuC, promuovendo l’integrazione delle reti e delle competenze, il rafforzamento del servizio per la clientela affluent e upper affluent e lo sviluppo di soluzioni di investimento distintive basate su competenze proprietarie e architettura aperta.
La divisione include:
Private e Family Office MPS , con focus su:
• Raccolta del risparmio, erogazione creditizia, offerta di prodotti assicurativi servizi finanziari e non a favore di clientela private.
• Servizi e prodotti rivolti alla clientela di elevato standing in materia di gestione patrimoniale e pianificazione finanziaria, consulenza su servizi non strettamente finanziari (tax planning, real estate, art & legal advisory).
• Servizi fiduciari e trust (tramite la controllata MPS Fiduciaria).
Premium e Premium top MPS , con focus su:
• Gestione esclusiva e personalizzata di portafogli clienti.
• Sviluppo di competenze specialistiche negli investimenti e conoscenze base sull’offerta retail .
• Valorizzazione e fidelizzazione della clientela, con attenzione alle relazioni ad alto potenziale.
• Erogazione di consulenza evoluta e personalizzata.
• Gestione e sviluppo del perimetro clienti, favorendo la crescita verso segmenti superiori e l’individuazione di nuovi clienti.
Banca Widiba , con focus su • Prodotti e Servizi di banking, conto deposito, carte e sistemi di pagamento evoluti; operatività della clientela in modalità self attraverso i canali digitali della banca o in modalità assistita con il supporto di un Consulente Finanziario.
• Piattaforma online completamente personalizzabile che si avvale di una rete di 573 consulenti finanziari presenti su tutto il territorio.
• Raccolta del Risparmio e Servizio di Consulenza I clienti della divisione Asset Gathering & Wealth Management sono circa 1,0 mln.
Ripartizione per tipologia Premium - 47,8% Private - 3,8% Widiba - 25,9% MB Premier - 22,5%
Ripartizione geografica
Nord Est - 16,6% Nord Ovest - 20,8% Centro - 33,4% Sud - 0,1%
72 Relazione Finanziaria Semestrale
globale e pianificazione finanziaria attraverso la piattaforma evoluta WISE e le competenze della rete dei consulenti finanziari.
• Mutui, fidi e prestiti personali.
• Interazione innovativa tramite pc, smartphone, tablet, Watch e TV .
Mediobanca Premier (Consulenti Finanziari), con focus su:
• gestione del risparmio e degli investimenti di professionisti, imprenditori e famiglie italiane;
• consulenza, gestione e protezione dei patrimoni, con prodotti di Asset Management ;
• sviluppo di servizi di finanza straordinaria in collaborazione con lo Speciality Finance e Corporate & Investment Banking di Mediobanca e favorito dalle interazioni con la rete MPS .
• offerta multicanale, fondata su una rete di 704 consulenti finanziari e strumenti di collaborazione digitale ( wealth advisory mobile e internet banking ).
WEALTH MANAGEMENT MB , con focus su:
Attività di gestione del risparmio a favore delle diverse categorie di clientela e di asset management . Include le società di Asset Management (Polus Capital, Mediobanca SGR, Mediobanca Management Company, e RAM Active Investments); con Mediobanca AM focalizzata su fondi e gestioni patrimoniali a supporto delle reti private e retail e le piattaforme alternative (Polus e RAM) che si rivolgono in prevalenza a investitori istituzionali o di fascia più alta.
Risultati economico -patrimoniali Al 30 giugno 2026 la Raccolta Complessiva dell’ Asset Gathering & Wealth Management è risultata pari a 144,4 mld di euro , in crescita rispetto al 31 marzo 2026 (+5,7 mld di euro) e rispetto al 31 dicembre 2025 (+6,1 mld di euro). In
maggior dettaglio:
• la Raccolta Diretta si attesta a 32,9 mld di euro , sostanzialmente stabili rispetto ai livelli di marzo 2026 e di rispetto al 31 dicembre 2025;
• la Raccolta Indiretta , pari a 111,5 mld di euro , risulta in crescita di 6,0 mld di euro rispetto al 31 marzo 2026, trainata dal risparmio gestito (+4,8 mld di euro); in crescita anche il risparmio amministrato (1,2 mld di euro).
L’aggregato aumenta rispetto a fine anno 2025 di 6,3 mld di euro, grazie, anche in questo caso, soprattutto allo stock del risparmio gestito (+4,8 mld di euro); in aumento anche lo stock del risparmio amministrato (+1,5 mld di euro).
Relativamente all’attività creditizia, i Finanziamenti “vivi” lordi verso clientela risultano sostanzialmente stabili sia rispetto al 31 marzo 2026, sia rispetto al 31 dicembre 2025, attestandosi a 3,9 mld di euro .
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73 Asset Gathering & Wealth Management - Aggregati Patrimoniali (milioni di euro) 30/06/26 31/03/26 31/12/25 Var.
Ass.
Q/Q Var. % Q/Q Var.
Ass.
31/12 Var. %
31/12
Raccolta diretta 32.901 33.154 33.058 (253) -0,8% (156) -0,5% Risparmio Gestito 86.682 81.866 81.845 4.816 5,9% 4.838 5,9% Risparmio Amministrato 24.813 23.643 23.363 1.171 5,0% 1.450 6,2% Raccolta indiretta da clientela 111.496 105.509 105.208 5.987 5,7% 6.288 6,0% Raccolta complessiva 144.397 138.663 138.266 5.734 4,1% 6.132 4,4% Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela 3.941 3.932 3.908 9 0,2% 33 0,8%
Per quanto concerne i risultati economici, al 30 giugno 2026 l’ Asset Gathering & Wealth Management ha realizzato Ricavi complessivi pari a 780 mln di euro , in crescita di 4 9 mln rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. All’interno
dell’aggregato:
• il Margine di Interesse è risultato pari a 281 mln di euro, in crescita di 13 mln di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
• le Commissioni Nette sono state pari a 469 mln di euro, in crescita di 34 mln di euro rispetto al 30 giugno 2025, grazie al maggior contributo delle commissioni di collocamento e continuing ;
• gli Altri Ricavi della Gestione Finanziaria e Assicurativa sono stati pari a 30 mln di euro, in linea rispetto al 30
giugno 2025;
• gli Altri proventi e oneri di gestione sono pari a -1 mln di euro, in linea rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.
Considerando l’impatto degli oneri operativi, in calo del l’1,8% rispetto al 30 giugno 2025, l’ Asset Gathering & Wealth Management ha conseguito un Risultato Operativo Lordo pari a 441 mln di euro , in crescita rispetto al risultato di 38 6 mln di euro del 30 giugno 2025. Includendo il Costo del credito , che presenta riprese nette pari a 3 mln di euro , il Risultato Operativo Netto è pari a 444 mln di euro (385 mln di euro il risultato al 30 giugno 20 25).
Le componenti non operative si attestano a -7 mln di euro ( -5 mln di euro al 30 giugno 2025).
Il Risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte è pari a 437 mln di euro , ponendosi in crescita rispetto al risultato di 38 0 mln di euro del 30 giugno 2025.
Il cost/income del Segmento Operativo è pari a 43,5% (a fronte di 47, 2% al 30 giugno 2025).
Raccolta diretta
Premium - 67,6% Private &FO - 10,4% Widiba - 10,2% MB Premier - 11,7% Composizione raccolta indiretta Bancassurance - 21,8% Gestioni Patrimoniali - 8,7% Fondi e Sicav - 47,2% Risparmio Amministrato - 22,3% Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela Premium - 56,9% Private &FO - 13% Widiba - 24,8% MB Premier - 5,2%
74 Relazione Finanziaria Semestrale
Asset Gathering & Wealth Management - Aggregati Economici
Var. Y/Y
(milioni di euro) 30/06/26 30/06/25 Ass. % Margine di interesse 281,1 267,8 13,3 5,0% Commissioni nette 469,1 435, 0 34,1 7,8% Altri ricavi della gestione finanziaria e assicurativa 30,2 29,6 0,5 1,8% Altri proventi e oneri di gestione (0,7) (1,2) 0,6 -45,3% Totale Ricavi 779,7 731, 2 48,5 6,6% Oneri operativi (338,8) (345,0) 6,2 -1,8% Risultato Operativo Lordo 440,9 386,2 54,7 14,2% Costo del credito clientela /Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche 2,6 (1,2) 3,8 n.s.
Risultato Operativo Netto 443,5 385,0 58,5 15,2% Componenti non operative (6,7) (4,7) (2,0) 41,6% Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 436,9 380, 3 56,6 14,9%
Risultato di Banca Widiba SpA Al 30 giugno 2026, Banca Widiba ha registrato una Raccolta Complessiva pari a 12,7 mld di euro , in crescita di +0,7 mld di euro rispetto al 31 marzo 2026 (+6,0%) e di circa 0,8 mld di euro rispetto a fine 2025 (+6,7%). Tale risultato è stato sostenuto sia dall'andamento favorevole dei mercati finanziari, che nel semestre ha contribuito positivamente alla Raccolta Indiretta, sia da Flussi Netti di Raccolta positivi, pari a 422 mln di euro, concentrati prevalentemente sulla Raccolta Indiretta e sulla Rete dei Consulenti Finanziari. La performance commerciale risulta inoltre in miglioramento rispetto al primo semestre 2025.
Sul fronte economico, i Ricavi Complessivi al 30 giugno 2026 si attestano a 46,7 mln di euro , sostanzialmente in linea con il dato dell'anno precedente. La diminuzione del Margine di Interesse, dovuta principalmente al calo dei tassi sulle poste infragruppo, è stata compensata dalla crescita delle Commissioni Nette , pari a 13,6 mln di euro (+8,6%), sostenuta soprattutto dai comparti del Risparmio Gestito, della Consulenza Globale e del Risparmio Amministrato.
Gli Oneri Operativi risultano in diminuzione rispetto al primo semestre 2025 grazie alla riduzione delle ASA e del costo del personale. Di conseguenza, il Risultato Operativo Lordo si attesta a 16,5 mln di euro (+2,2%), mentre il Risultato Operativo Netto raggiunge 16,4 mln di euro (+13,1%), beneficiando anche di un Costo del Credito particolarmente contenuto.
Nonostante la presenza di alcune Componenti Non Operative , tra cui gli oneri straordinari legati all'integrazione con Mediobanca, il Risultato dell'Operatività Corrente al Lordo delle Imposte si attesta a 14,6 mln di euro , in crescita dell'11,5% rispetto all'anno precedente. L' Utile Netto del semestre è pari a 8,9 mln di euro , in lieve aumento rispetto al primo semestre 2025 (+2,6%).
Composizione dei ricavi Premium - 68% Private &FO - 12,2% Widiba - 6% MB Premier - 6,3%
MB SGR - 7,5%
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75 Risultato di MPS Fiduciaria Al 30 giugno 2026, i Ricavi complessivi della controllata si attestano a 2,1 mln di euro, sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo del 2025.
Il Risultato ante imposte è pari a 0,2 mln di euro ( -64,9% rispetto al 30 giugno 2025), assorbendo accantonamenti per -
0,1 mln in crescita di +0,2 mln rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Al 30 giugno 2026 la controllata ha realizzato un utile di esercizio pari a 0,14 mln di euro (0,42 mln di euro al 30 giugno 2025).
Mediobanca Premier (Consulenti finanziari ) Al 30 giugno 2026, l’attività dei consulenti finanziari ex Premier ha apportato ricavi per 49,5 mln di euro ( +3,9% rispetto al 30 giugno 2025 ), di cui 29,9 mln di euro margine di interesse (+1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e 19,6 mln di euro commissioni nette; in particolare le commissioni nette (+7,4% rispetto al 30 giugno 2025) vedono un maggiore contributo della componente ricorrente , in parte bilanciato da minori commissioni in upfront e maggiori retrocessioni.
Il Risultato ante imposte è pari a 15,4 mln di euro (21,6 mln di euro al 30 giugno 2025), assorbendo oneri per -29,3 mln di euro e un contributo delle componenti non operative negativo per 4,7 mln di euro.
Al 30 giugno 2026, la raccolta complessiva è pari a 16,9 mld di euro (+1,2 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2025), di cui 3,9 mld di euro Raccolta diretta e 13 mld di euro Raccolta indiretta (rispettivamente +0,3 mld di euro e +1,0 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2025).
Asset Management (include Mediobanca Asset Management, Polus Capital e RAM Active Investments) Al 30 giugno 2026, i Ricavi Complessivi delle tre fabbriche dell’ asset management si attestano a 58,8 mln di euro, in calo del 3% rispetto al corrispondente periodo del 2025; il venir meno delle performance fees (circa 5,5 mln di euro a giugno 2025 di cui 5,0 mln riferiti a Polus ) è stato sostanzialmente compensato dal buon andamento delle altre componenti ricorrenti delle fabbriche alternative e dallo sviluppo dell’attività SGR sulla rete MPS.
Il Risultato ante imposte è pari a 11,5 mln di euro ( -12,7% rispetto al 30 giugno 2025), assorbendo oneri per -47,3 mln di euro sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel mercato istituzionale, Polus Capital ha collocato 2 CLOs, uno in Europa (400 mln di euro) e l’altro negli Stati Uniti (344 mln di euro) ed altri 2 sono in fase di warehousing in entrambi i mercati. Le masse in gestione sono pari a 11,2 mld di euro inclusi il Master Fund e lo Special Situations che hanno raggiunto rispettivamente 1,9 mld di dollari ed 1 mld di euro (con previsione del lancio del secondo vintage nel terzo trimestre). Il patrimonio in gestione di RAM Active Investments si attesta a 2,1 mld pur scontando nel trimestre prese di profitto di taluni clienti istituzionali (NNM: -78 mln di euro) che inficia dato semestrale ( -39 mln di euro). Da segnalare flussi netti positivi sul fondo Emerging Markets Equities (+27 mln di euro) ed il premio Lipper Fund Award 2026 in Svizzera nella categoria " Alternative Credit Focus " per RAM Strata Credit. MB Asset Management incrementa le masse in gestione a 20,5 mld di euro, grazie anche all’intensa attività sulla rete MPS (409 mld di euro nel semestre).
76 Relazione Finanziaria Semestrale
Contesto di mercato e principali iniziative commerciali
Premium e Premium top MPS
Nel corso del semestre è proseguito il processo di upgrade della clientela in target e si è proceduto alla creazione di 19 nuovi portafogli Premium Top (di cui 13 su Filiali non ancora attive sul nuovo modello di Servizio) in coerenza con le caratteristiche del nuovo modello di servizio attivato nel luglio 2025.
In parallelo, i gestori Premium Top hanno effettuato la formazione necessaria e progressivamente stanno sostenendo gli esami per l’iscrizione all’Albo dei consulenti abilitati all’operatività “fuori sede”. È stato inoltre consolidato l’ampliamento dell’offerta dei prodotti di investimento dedicata al Premium Top e le attività info -formative relative.
Raccolta, Risparmio Gestito e Bancassurance Nel primo semestre 2026, per la clientela Privati, il focus dell’attività di consulenza sugli investimenti è rimasto il ribilanciamento del portafogli della clientela , con particolare attenzione alla coerenza tra profili rischi/rendimento dichiarati e allocazioni effettive degli asset. L’attività è stata prevalentemente concentrata sulle azioni di mitigazione della volatilità, attraverso la proposizione di strumenti atti a stabilizzare nel tempo i flussi cedolari e/o cogliere opportunità su mercati più dinamici e sulla progressiva conversione di amministrato verso prodotti di risparmio gestito maggiormente diversificati ed in grado di cogliere meglio le mutate dinamiche di mercato. Sono state pertanto attivate sia promozioni dedicate che iniziative a supporto, in coordinamento con le strutture territoriali.
Il bacino prioritario delle iniziative sono stati i clienti Premium “Non operativi” e i clienti “Risparmiatori” (clienti Premium non possessori di risparmio gestito).
Particolare attenzione è stata dedicata alle iniziative sulla clientela con Modello di Servizio Valore e Piccoli Operatori Economici, focalizzando l’effort commerciale sulle loro esigenze di risparmio e sulle opportunità di ribilanciamento dei portafogli.
Inoltre, per favorire l’acquisizione di denaro fresco sono state rilasciate mensilmente iniziative dedicate ai clienti multibancarizzati e al passaggio generazionale.
La Raccolta indiretta a medio/lungo termine, grazie all’accordo di distribuzione rinnovato a fine dicembre 2025, si è concentrata sul collocamento di 3 certificate emessi da Mediobanca con sottostanti panieri di indici azionari e obbligazionari e durata a 5 e 7 anni. L’ultimo collocamento è stato avviato a fine giugno protraendosi per tutto il mese di luglio.
Nell’ambito della Raccolta Diretta , l’offerta si è confermata con l’intero catalogo CID (aggiornato nel pricing in funzione dell’andamento dei tassi di mercato) e i prodotti di liquidità a tasso fisso, in abbinamento alla vendita di un Piano di Accumulo su fondi o SICAV a scelta tra i comparti disponibili, il CID PAC e il CID PAC PLUS.
Nell’ambito del Risparmio Gestito per i segmenti Premium, Premium Top e Valore si è consolidata l’offerta sia di fondi aperti gestiti dai partner Anima, JP Morgan, BlackRock, Pimco, Algebris e Fidelity (questi ultimi due AM dedicati al segmento Premium Top) che “a finestra”, che hanno visto l’ingresso nel catalogo di tutti i segmenti di clientela dei fondi “a finestra” di Mediobanca. Il segmento Private ha mantenuto un’offerta più ampia, che prevede la disponibilità a catalogo di fondi gestiti da 22 case di investimento, ivi comprese quelle offerte anche nei segmenti su menzionati. È stata confermata l’attenzione alle soluzioni con politiche di investimento ESG, ambito nel quale la Capogruppo già a partire dal 2022 ha adottato i presidi necessari per una corretta proposizione alla clientela, ampliando nel corso del 2023 e del 2024 l’approfondimento sulle preferenze ESG all’interno del questionario di profilazione MiFID. Nei primi mesi del 2026 (dati al 31 maggio) in termini di stock la percentuale di fondi ESG è pari al 37% circa rispetto al totale dei fondi in collocamento, corrispondente a quasi 11 mld di euro.
Per quanto riguarda gli interventi in ambito Gestioni Patrimoniali si è andati in continuità d’offerta con soluzioni sempre aggiornate, in linea con le dinamiche di mercato. Alla fine del primo semestre 2026 le gestioni patrimoniali ESG risultano complessivamente investite per il 74% in fondi art. 8 e per il 17% in fondi art. 9 secondo la classificazione SFDR.
Nel primo semestre del 2026, nell’ambito dell’offerta di Prodotti Assicurativi Savings è proseguito il collocamento delle polizze Unit Linked in tranche attraverso 3 nuove emissioni della famiglia “Rendimento Plus” e 2 della famiglia “Rendimento Dinamico”. In particolare, Rendimento Plus è caratterizzata da un investimento del sottostante in un paniere di titoli obbligazionari e dalla distribuzione di una cedola periodica. Rendimento Dinamico, invece, investe inizialmente in un portafoglio di titoli corpora te e prevede un incremento dell’esposizione ai mercati azionari nelle fasi
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77 di ribasso. Nell’ambito degli sviluppi della digitalizzazione dell’offerta, è stata introdotta la possibilità di utilizzare l a firma elettronica anche attraverso il canale Digital Banking, mediante la funzionalità di Remote Collaboration.
Nell’ambito dell’ offerta assicurativa Danni è stato realizzato un importante aggiornamento della polizza multigaranzia “Mia Protezione”, finalizzato i) ad arricchire e razionalizzare la proposta dedicata alla tutela della persona, della famiglia e del patrimonio, ii) a garantire continuità a seguito del delisting delle polizze della gamma “Pagamento Protetto”, che offrivano coperture a tutela dell’utilizzo fraudolento dei mezzi di pagamento e dei relativi effetti personali. È stato introdotto il nuovo pacchetto “Casa in affitto”, dedicato alla clientela affittuaria; è stato, inoltre, integrato con nuove garanzie incendio del fabbricato e del contenuto a Primo Rischio Assoluto, volte a semplificare la scelta delle coperture e a rendere l’offerta più flessibile e comprensibile per la clientela. Contestualmente, sono stati realizzati gli adeguamenti organizzativi e procedurali necessari per consentire la distribuzione del prodotto in ottica multicanale, predisponendone la commercializzazione anche tramite canali a distanza. Sono stati infine recepiti gli aggiornamenti normativi previsti dal nuovo Codice della Strada, con l’esclusione dei monopattini elettrici dalle coperture di Responsabilità Civile interessate.
Consulenza finanziaria e non finanziaria Nel 2026, per la clientela Privati, sono stati introdotte ulteriori innovazioni e funzionalità nell’ambito dei servizi di consulenza offerti tramite la piattaforma MPS Athena. I nuovi rilasci incrementano il valore consulenziale per la clientela, introducendo elementi di semplificazione dell’operatività del Gestore.
Di seguito le principali innovazioni introdotte.
Advisory Management (Iniziative di Consulenza): è la nuova funzionalità in MPS Athena che, in linea con i piani commerciali di periodo, traduce le strategie di investimento e disinvestimento della Banca in opportunità concrete di contatto e consulenza personalizzata.
In questo modo il gestore dispone di specifiche iniziative di consulenza da sottoporre ad un target di clientela opportunamente selezionati. La nuova funzionalità è stata sviluppata per:
o migliorare la proposizione di consulenza finanziaria;
o indirizzare in modo strutturato e mirato l'azione commerciale della rete;
o supportare il gestore nel programmare le attività e raggiungere i target commerciali;
o incrementare i benefici per il cliente e per la Banca migliorando l’aderenza, l’adeguatezza e la qualità della proposta di consulenza.
Le iniziative di consulenza coniugano quindi, le liste di contatto assegnate al singolo Gestore con le funzionalità introdotte a fine 2025 con l’Ottimizzatore dell’ Asset Allocation di Portafoglio, al fine di supportare l’analisi dei Gestori sui portafogli, permettere l’elaborazione di proposte di consulenza guidate sui portafogli della clientela incrementando la proposizione commerciale in linea con gli indirizzi commerciali definiti centralmente.
Processo di integrazione di Mediobanca: sono in corso le attività propedeutiche di censimento dei prodotti all’interno dei cataloghi prodotti di Gruppo per rendere operativa la generazione delle proposte di consulenza sul perimetro ampliato MB Premier e WIDIBA.
Accanto alle innovazioni introdotte, continua il processo di evoluzione e miglioramento continuo della Piattaforma di consulenza MPS Athena, basato su un modello di ascolto attivo delle esigenze espresse dalla Rete commerciale e dalle strutture centrali della Banca, oltre che alle modifiche richieste da aspetti regolamentari (es.: ius poenitendi). Le attività di fine tuning funzionale consentono di recepire tempestivamente suggerimenti ed esigenze operative, traducendoli in interventi mirati volti a semplificare i processi, aumentare l'efficienza dei Gestori e migliorare la qualità della consulenza erogata alla clientela.
Private MPS
Nel primo semestre 2026, la programmazione commerciale del Private Banking si è sviluppata secondo tre principali driver strategici, in coerenza con il piano marketing annuale: Crescita, Sviluppo della Consulenza e Sinergie . Per ogni ambito sono state implementate iniziative specifiche, supportate anche da leve e offerte promozionali per target e cluster mirati di clientela. In particolare:
78 Relazione Finanziaria Semestrale
• Crescita: sono state rilasciate alcune leve promozionali riservate sia ai nuovi clienti, sia alla clientela private che aveva trasferito masse negli ultimi anni, con l’obiettivo di incrementare il business e valorizzare l’approccio consulenziale. Oltre all’istituzione, assieme agli altri mercati ed in continuità con il 2025, di un plafond a sostegno sia della retention di liquidità che dell’ acquisition di nuove masse, sono stati creati specifici focus sul risparmio gestito, mediante leve e target utili a favorirne lo sviluppo mediante l’acquisizione di nuove masse e la conversione di raccolta diretta e amministrata.
• Sviluppo Consulenza : con l’obiettivo di offrire un servizio di sempre maggiore qualità ai clienti, sono state varate iniziative di efficientamento dei portafogli attraverso soluzioni di risparmio gestito a valore aggiunto, anche per favorire una costante aderenza alle esigenze espresse dai clienti. È stato inoltre posto un focus costante sui clienti con margini di ottimizzazione del patrimonio per assicurare alla clientela un’efficiente diversificazione degli investimenti e una copertura completa dei bisogni finanziari attraverso l’utilizzo dell’intera gamma di offerta disponibile ed il costante supporto dei presidi sul territorio degli Specialisti WM e Global Advisor .
• Sinergie: in continuità con il 2025, sono state consolidate le iniziative di sviluppo della clientela imprenditoriale, mediante l’attività di sinergia tra il mercato Private e il mercato Imprese, con l’obiettivo di fornire un supporto specialistico alle esigenze personali e aziendali dei clienti.
Nell’ambito del percorso di Combination con Mediobanca, inoltre, sono state avviate alcune iniziative utili per il potenziamento del business Private e per il consolidamento dei servizi rivolti alla clientela Private e Family Office , con particolare riferimento alla gestione del patrimonio dell'imprenditore intercettando i momenti di discontinuità (passaggio generazionale e liquidity events ).
Come di consueto, la programmazione commerciale è stata corroborata anche da un articolato programma di iniziative formative rivolte alle risorse operanti nei segmenti Private e Family Office , riunite all’interno del progetto “Private Academy, per il consolidamento e l’ampliamento delle competenze dei banker e delle figure manageriali.
Grazie al contributo delle case di investimento partner sono state inoltre realizzate iniziative info -formative sul territorio, alcune anche con la partecipazione dei clienti, finalizzate a fornire un supporto tempestivo e mirato in relazione ai diversi scenari di mercato, contribuendo così al consolidamento delle competenze necessarie per offrire un servizio alla clientela coerente con il contesto di riferimento.
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79 Corporate & Investment Banking Aree di business Struttura di riferimento per imprese e imprenditori italiani, con una presenza internazionale in crescita, che integra competenze avanzate di consulenza con un’offerta completa nei servizi di debito, mercati e commercial banking , con l’obiettivo di confermare la leadership nel CIB in Italia, accelerare la crescita internazionale e potenziare il modello di Private Investment Banking attraverso il cross -selling.
La divisione include:
Large Corporate, Corporate Finance e Investment Banking e Global Markets di MPS con focus su:
• Intermediazione creditizia finalizzata al seguimento specialistico delle grandi imprese, con fornitura di prodotti e servizi tailor made in ottica di coverage team ;
• Corporate Finance , con particolare riferimento all’operatività di Acquistion Finance , Project Financing & Real Estate e
Finanza d’impresa;
• Servizi di advisory finanziaria dedicati alle operazioni di finanza straordinaria;
• Finanza client driven tramite la business unit Global Markets .
Divisione C&IB di Mediobanca che, con una piattaforma internazionale e competenze specifiche di industry è
focalizzata su:
• Attività di corporate finance, incluse valutazioni societarie o di asset, acquisizioni, fusioni e cessione di società, ristrutturazioni societarie e ricerca di investitori, joint -venture e partnership ;
• Equity e Debt capital market : supporto alle aziende in momenti decisivi di crescita con operazioni di IPO ( Initial Public Offerings ), aumenti di capitale o emissione di obbligazioni convertibili, emissioni obbligazionarie, collocamenti privati e strutturazione di soluzioni su tassi, credito e prodotti alternativi;
• Attività di Market solutions che includono, per la parte equity, la strutturazione di operazioni di finanza straordinaria, finanziamenti garantiti da azioni, gestione delle partecipazioni azionarie e, per la parte Fixed income , la strutturazione di prodotti su tassi/credito e di prodotti alternativi sia per clientela Private che per tesorerie
corporate;
• Sviluppo del modello PIB ( Private Investment Banking ) che rappresenta un unicum in Italia e che, facendo leva sulla conoscenza del tessuto imprenditoriale italiano e sull’esperienza in ambito di acquisizioni e mercato dei capitali, permette di offrire ai clienti soluzioni integrate e sofisticate di gestione dei patrimoni e di consulenza alle imprese.
Risultati economico -patrimoniali La Raccolta Complessiva del Corporate & Investment Banking al 30 giugno 2026, interamente riferibile al modello di servizio Large Corporate di MPS, è risultata pari a 15,9 mld di euro , in calo di 0,4 mld di euro rispetto al 31 marzo 2026, per effetto della diminuzione della Raccolta Indiretta di 0,7 mld di euro mentre cresce di 0,3 mld di euro la Raccolta Diretta. L’aggregato risulta in crescita di 1,9 mld di euro rispetto a fine dicembre 2025, trainato dalla Raccolta Indiretta (+1,6 mld di euro); in aumento anche la Raccolta Diretta (+0,2 mld di euro). La dinamica dell’indiretta rispetto al 31 marzo 2026 è legata alla flessione registrata sul valore dei titoli a custodia su una grande posizione, senza impatti sulla redditività, mentre la crescita da inizio anno è essenzialmente legata all’effetto mercato positivo. La crescita sulla Raccolta Diretta è riferibile a forme tecniche a scadenza.
Relativamente all’attività creditizia, al 30 giugno 2026 i Finanziamenti “vivi” lordi verso clientela del Corporate & Investment Banking sono risultati pari a 23,6 mld di euro , in crescita di 0,5 mld di euro rispetto al 31 marzo 2026 e di 1,1 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2025 (soprattutto su forme tecniche a medio/lungo termine) .
80 Relazione Finanziaria Semestrale
Corporate & Investment Banking - Aggregati Patrimoniali (milioni di euro) 30/06/26 31/03/26 31/12/25 Var.
Ass.
Q/Q Var. % Q/Q Var.
Ass.
31/12 Var. %
31/12
Raccolta diretta 5.094 4.789 4.856 305 6,4% 238 4,9% Risparmio Gestito 158 156 37 2 1,2% 121 n.s.
Risparmio Amministrato 10.666 11.360 9.162 (694) -6,1% 1.503 16,4% Raccolta indiretta da clientela 10.824 11.516 9.199 (693) -6,0% 1.624 17,7% Raccolta complessiva 15.918 16.306 14.056 (387) -2,4% 1.862 13,3% Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela 23.584 23.061 22.465 523 2,3% 1.119 5,0%
Sul fronte reddituale, al 30 giugno 2026 il Corporate & Investment Banking ha realizzato Ricavi pari a 639 mln di euro (+15,0% rispetto all’anno precedente). All’interno dell’aggregato:
• il Margine di Interesse è risultato pari a 224 mln di euro, in crescita di 9 mln di euro su base annua, grazie anche al maggior contributo del Large Corporate;
• le Commissioni Nette si attestano a 247 mln di euro, in crescita di 27 mln di euro rispetto al 30 giugno 2025, e sono riferibili, in particolare, per 213 mln di euro alla divisione CIB di Mediobanca (+17,6% rispetto al 30 giugno 2025) e per 43 mln di euro al Large Corporate (+24,5% su base annua). Relativamente al contributo del CIB di Mediobanca, in forte accelerazione nel trimestre (121 mln di euro; +32%), l a quota dell' Advisory raggiunge 156,5 mln di euro (+20% rispetto al 30 giugno 2025; +91% rispetto al 31 marzo 2026), il Corporate Finance domestico cresce del 20% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente mentre la quota estera del +39% con un contributo eccezionale da Messier & Associes (oltre 80 mln di euro), che compensa le dinamiche del settore Tech principale ambito di attività di Arma; importante anche la crescita del segmento MID (+53% rispetto al 30 giugno 2025) con un contribuito della filiale di Francoforte avviata lo scorso anno; l'ECM contribuisce per 8,4 mln di euro, in accelerazione; il contributo del DCM si conferma solido e in crescita (+15% su base annua); mentre il Lending sconta il minor flusso di acquisition finance (30,3 mln di euro, - 13% rispetto al 30 giugno 2025 e -11% rispetto al 31 marzo 2026);
• gli Altri Ricavi della Gestione Finanziaria e Assicurativa sono stati pari a 168 mln di euro, in aumento di 49 mln di euro rispetto all’anno precedente. In dettaglio, il contributo di Global Markets è stato pari a 73 mln di euro, in forte crescita su base annua (+30%), beneficiando della situazione dei mercati e della forte integrazione con le filiere commerciali nella strutturazione di prodotti di copertura e di wealth management ; in crescita anche il contributo di Mediobanca, pari a 93,7 mln di euro (+51,8% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente), grazie all’attività della Markets Division (+83,5% su base annua) ed in particolare nel comparto Equity (+36,3% rispetto al 30 giugno 2025), sostenuto oltre che dalla solida attività sui Certificates , dalla ripresa delle operazioni bespoke ; positivo anche l’apporto del Fixed Income (10,2 mln di euro) ottenuto sfruttando la volatilità ed il buon flusso di operazioni del BTP specialist . Il trading proprietario ha registrato un risultato pari a 20 mln di euro, in lieve flessione rispetto al corrispondente periodo del 2025 ( -8,7%) seppure con contributi positivi da Fixed Income (7,8 mln di euro) ed Equity (12,1 mln di euro) ;
• gli Altri proventi e oneri di gestione sono pari a 1 mln di euro, che si confrontano con i 3 mln di euro al 30 giugno 2025.
Raccolta diretta
Large Corporate MPS - 100% Mediobanca CIB - 0% Composizione raccolta indiretta Bancassurance - 0,3% Gestioni Patrimoniali - 1,1% Fondi e Sicav - 0% Risparmio Amministrato - 98,5% Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela Large Corporate MPS - 22,4% Mediobanca CIB - 77,6%
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81 Considerando l’impatto degli Oneri Operativi, in crescita del 2,1% rispetto al 30 giugno 2025, il Risultato Operativo Lordo risulta pari a 397 mln di euro , in aumento rispetto ai 318 mln di euro del 30 giugno 2025.
Il Risultato Operativo Netto si attesta a 379 mln di euro (330 mln di euro al 30 giugno 2025), a fronte di un Costo del credito pari a -17 mln di euro (che si confronta con rilasci netti di 12 mln di euro al 30 giugno 2025).
Le componenti non operative sono pari a -1,1 mln di euro (+0,8 mln di euro al 30 giugno 2025).
Il Risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte è pari a 378 mln di euro , in aumento rispetto al risultato di 331 mln di euro del primo semestre 2025.
Il cost income del Corporate&Investment Banking si attesta al 38,0% (che si confronta con il 42,7% registrato al 30 giugno 2025).
Corporate & Investment Banking - Aggregati economici
Var. Y/Y
(milioni di euro) 30/06/26 30/06/25 Ass. % Margine di interesse 224,0 215,1 8,9 4,1% Commissioni nette 246,5 219,3 27,2 12,4% Altri ricavi della gestione finanziaria e assicurativa 167,6 118,7 48,9 41,2% Altri proventi e oneri di gestione 1,1 2,8 (1,8) -61,5% Totale Ricavi 639,2 555,9 83,3 15,0% Oneri operativi (242,6) (237,6) (5,0) 2,1% Risultato Operativo Lordo 396,5 318,3 78,3 24,6% Costo del credito clientela /Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche (17,3) 11,8 (29,1 ) n.s.
Risultato Operativo Netto 379,3 330,1 49,1 14,9% Componenti non operative (1,1) 0,8 (1,9) n.s.
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 378,2 330,9 47,3 14,3%
Composizione dei ricavi Large Corporate MPS - 30,1% Mediobanca CIB - 69,9%
82 Relazione Finanziaria Semestrale
Contesto di mercato e principali iniziative commerciali Large Corporate, Corporate Finance e Investment Banking e Global Markets MPS
Large Corporate
Nel primo semestre del 2026 il Mercato Large Corporate ha evidenziato una dinamica di sviluppo particolarmente positiva, conseguendo una crescita diffusa su tutte le principali grandezze commerciali e rafforzando ulteriormente il posizionamento nel segmento delle grandi imprese.
La performance è stata sostenuta dall'intensificazione dell'attività relazionale e dalla capacità di intercettare in modo efficace le esigenze finanziarie della clientela. In tale contesto, sia la raccolta sia gli impieghi hanno registrato un significativo incremento, confermando la validità del modello di servizio basato su una presenza commerciale costante e su una forte integrazione tra competenze specialistiche e offerta bancaria tradizionale.
Particolarmente rilevante è stata la crescita della raccolta, favorita dall'ampliamento delle relazioni operative con la clientela e dal rafforzamento del presidio sui flussi di tesoreria e di cash management . La capacità di accompagnare le imprese nella gestione della liquidità ha consentito di incrementare in misura significativa i volumi amministrati, consolidando il ruolo della Banca quale interlocutore di riferimento per le esigenze finanziarie e operative delle grandi aziende.
Sul fronte degli impieghi, il semestre è stato caratterizzato da un'elevata vitalità commerciale e da un progressivo ampliamento delle opportunità di business. L 'attività di finanziamento ha accompagnato i processi di crescita e investimento delle imprese clienti, con una crescita dei volumi distribuita sui diversi comparti produttivi e sviluppata nel rispetto degli obiettivi di qualità del credito e di sostenibilità della redditività nel lungo periodo.
Un contributo particolarmente importante ai risultati conseguiti è derivato dal comparto factoring, che ha evidenziato tassi di crescita importanti. L 'integrazione sempre più efficace tra il Large Corporate e le strutture specialistiche ha permesso di ampliare la diffusione delle soluzioni dedicate al capitale circolante, consolidando il ruolo del factoring come leva strategica per lo sviluppo delle relazioni con la clientela corporate e per la generazione di nuovo business.
Parallelamente, la collaborazione con la funzione Estero ha continuato a rappresentare un fattore distintivo dell'azione commerciale. L 'approccio integrato ha consentito di proporre alle imprese soluzioni sempre più articolate e personalizzate, accrescendo il livello di penetrazione commerciale e la capacità di cogliere opportunità su tutta la gamma dei servizi offerti dal Gruppo in particolare sulla clientela come quella Large Corporate fortemente orientata sui mercati internazionali.
Particolare rilievo hanno assunto le attività legate alle coperture dei rischi finanziari, che hanno registrato una significativa espansione grazie al rafforzamento delle sinergie tra le diverse strutture specialistiche. L 'incremento delle operazioni di copertura del rischio tasso, del rischio cambio e delle coperture su commodities testimonia la crescente attenzione delle imprese alla gestione degli scenari di volatilità e conferma la capacità della Banca di affiancare la clientela con soluzioni consulenziali ad elevato valore aggiunto.
I risultati del primo semestre 2026 confermano pertanto un percorso di crescita solido e bilanciato su tutte le aree di attività del Mercato Large Corporate. L 'espansione della raccolta, l'incremento degli impieghi, il forte sviluppo del factoring e il rafforzamento delle sinergie commerciali rappresentano elementi che hanno contribuito a consolidare la presenza di Banca MPS nel mercato di riferimento e a rafforzarne il ruolo di partner strategico per le grandi imprese italiane.
Corporate Finance
Acquisition Finance – Nel corso del primo semestre 2026, la Capogruppo ha confermato ancora una volta il proprio significativo posizionamento competitivo nell’attività di acquisition e leveraged finance , in particolare nel segmento Mid Corporate , per operazioni contraddistinte da forti connotati industriali ed importanti ricadute commerciali per il Gruppo MPS.
Infatti , è proseguita l’attività di origination e strutturazione di operazioni di acquisizione a supporto di controparti di primario standing, focalizzandosi su integrazioni industriali realizzate da operatori corporate e mantenendo altresì un forte presidio sul mercato dei LBO’s promossi dai principali operatori di private equity in Italia.
Tra le principali operazioni organizzate e finanziate - con il ruolo di MLA - si segnalano le seguenti:
- acquisizione di Baroncelli Giulia - fondata oltre 80 anni fa è tra i principali player italiani nella supply chain di tessuti per importanti marchi dei segmenti premium e fast fashion per abbigliamento femminile - da parte dell’operatore di private equity Supernova Capital Partners (LBO);
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83 - acquisizione di Geosec - gruppo ingegneristico, leader in Europa, specializzato in interventi geotecnici non invasivi per il consolidamento del terreno, la stabilizzazione delle pavimentazioni e la mitigazione del rischio sismico - da parte dell’operatore di private equity Algebris (LBO);
- acquisizione di Sopran - player, leader in Italia, nelle attività di installazione e manutenzione di sistemi antiincendio (inclusa la vendita di materiale antincendio), servizi di consulenza e corsi sulla sicurezza nel lavoro
- da parte dell’operatore di private equity Clessidra (LBO);
- acquisizione di Giovanni Bozzetto - operatore leader a livello mondiale nella formulazione, produzione e vendita di sostanze chimiche per diversi settori di utilizzo e si qualifica per posizionamento di mercato, solide performance economico -finanziarie, capacità innovative, elevato numero di prodotti ESG (+ di 1.500) e capacità di penetrazione in nuove geografie e verticali - da parte dell’operatore di private equity One Equity Partners (LBO).
Al riguardo, si evidenzia che un importante numero di dossier ed operazioni risultano già strutturate e deliberate ma, per effetto del protrarsi delle tempistiche sul fronte M&A , vedranno il loro perfezionamento solo nel secondo semestre del 2026.
Project Financing & Real Estate – Nel primo semestre 2026 la Banca ha confermato il proprio posizionamento tra le principali banche in Italia per i finanziamenti al settore delle energie rinnovabili e delle infrastrutture su base Project Financing , nonché nel settore del Real Estate con importanti interventi di riqualificazione immobiliare ed operazioni rivolte a clientela istituzionale qualificata (es. Fondi Immobiliari). Tra le operazioni di finanziamento perfezionate nel primo semestre 2026, si segnalano:
Infrastrutture e Real estate
- Finanziamento a medio lungo termine a favore di un operatore specializzato nella gestione di trophy assets immobiliari nel settore retail high street presente sul mercato europeo e UK a supporto del portafoglio immobiliare italiano presente sulla piazza di Milano e Roma. L’intervento finanziario è stato strutturato ed integralmente sottoscritto da MPS per un importo complessivo di 77 mln di euro svolgendo il ruolo di Banca Agente, Banca Depositaria e Banca Hedging dell’operazione.
- finanziamento a medio lungo termine a favore del gruppo Maire nello sviluppo e lancio di un portafoglio immobiliare nel settore Hospitality 5 stelle attraverso lo sviluppo di 4 strutture alberghiere in rinomate località turistiche con brand “le Graal”. L’intervento finanziario è stato strutturato ed integralmente sottoscritto da MPS per un importo complessivo di 140 mln di euro svolgendo il ruolo di Banca Agente, Banca Depositaria e Banca Hedging dell’operazione.
Project Finance & Energia
- finanziamento a favore della Società Agricola Eusan S.r.l. finalizzato alla realizzazione di un portafoglio di impianti agrivoltaici ubicati nelle regioni Puglia e Calabria per una potenza cpl pari a ca 29,6 MWp.
L’operazione ha visto la concessione di un finanziamento su basi project finance , articolato su diverse linee di credito, per un importo complessivo di 46,25 mln di euro ove Banca MPS ricopre il ruolo di Lender , Mandated Lead Arranger, Account Bank, Agent ed Hedging Bank ;
- finanziamento a favore di RenewRome S.r.l. finalizzato alla realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione (WTE) presso il comune di Santa Palomba (RM) per il trattamento termico dei rifiuti indifferenziati provenienti dalla Città di Roma e produzione di energia elettrica. L’intervento finanziario è stato concluso in pool per complessivi 1.058 mln di euro, in cui Banca MPS ha partecipato con una quota di 67,7 mln di euro assumendo i ruoli di Lender , Bookrunner , Mandated Lead Arranger ed Hedging Bank .
Finanza d’Impresa – In un contesto globale che continua a essere caratterizzato dall’instabilità legata ai conflitti in corso e dall’incertezza sul fronte delle politiche tariffarie internazionali oltre che da volatilità dei prezzi delle materie prime e dell’energia, l’attività di concessione di finanziamenti nell’esercizio 2026 ha continuato a svilupparsi con continuità, in particolare a supporto di imprese del Gruppo appartenenti ai modelli di servizio Large Corporate , Corporate Client e PMI, sia per inve stimenti che per l’ottimizzazione della struttura finanziaria, anche con il ricorso agli strumenti di garanzia messi a disposizione da SACE. Per quanto riguarda i settori di operatività, i finanziamenti chiusi hanno interessato imprese operanti nel settore industriale (siderurgia, cantieristica/infrastrutture, componentistica, moda e accessori, prodotti alimentari, chimica di base, applicazioni digitali), dei servizi (servizi ferroviari, servizi digitali e
84 Relazione Finanziaria Semestrale
innovazione tecnologica, GDO abbigliamento, servicing portafoglio crediti, EPC per oil&gas e chimica), in ambito utilities (gestori SII, produzione energia elettrica da fonti rinnovabili). Tra le operazioni di finanziamento perfezionate nel primo semestre 2026, si segnalano:
• Sottoscrizione di un finanziamento in pool, con il ruolo di Global Coordinator (insieme ad altri istituti), Banca Finanziatrice e Banca Agente, di 60 mln di euro (quota sottoscritta dalla Capogruppo pari a 30 mln di euro), a favore della holding italiana di un importante player internazionale della produzione di energia da fonti rinnovabili (solare, eolico, bioenergy ), attivo in particolare nelle regioni del Sud Italia, con oltre 110 MW già in produzione. Il finanziamento è volto a supportare la realizzazione della pipeline di nuovi progetti.
• Sottoscrizione di un nuovo finanziamento con il ruolo di Global Coordinator e Banca Agente dell’importo complessivo pari a euro 300 mln di euro, ripartito in 3 linee di credito, destinato in parte al rifinanziamento dell’esposizione dei debiti relativi a precedenti operazioni in pool ed in parte alla implementazione di capex come previsto da piano industriale. Il Prenditore è una grande azienda nel mercato del fast fashion , punto di riferimento delle famiglie italiane soprattutto per l’abbigliamento bambino, attraverso una rete costituita da 2.660 negozi e 8.000 dipendenti nel mondo.
Investment Banking
La Capogruppo ha confermato il proprio impegno nel sostenere la clientela di riferimento attraverso servizi di advisory finanziaria dedicati alle operazioni di finanza straordinaria.
In particolare, ha assistito le imprese nella strutturazione e nell’esecuzione delle operazioni, fornendo supporto specialistico sia nelle fasi di sviluppo sia nel processo di raccolta dei capitali necessari al buon esito delle iniziative.
Con riferimento al mercato dei capitali, l’ Investment Banking ha affiancato le imprese, dai Grandi Gruppi alle PMI, nei processi di raccolta delle risorse finanziarie tramite operazioni di emissione e collocamento obbligazionario, con particolare attenzione a strutture coerenti con i principi ESG. In tale contesto, Banca MPS ha partecipato con il ruolo di Joint Lead Manager all’emissione di European Green Bonds a 6 anni da parte di Hera S.p.A. e di Blue Bonds a 6 anni da parte di Acea S.p.A.
Inoltre, in virtù del proprio ruolo di Specialist in Titoli di Stato italiani, Banca MPS ha continuato a svolgere il proprio ruolo riconosciuto tra i principali operatori nei sindacati di collocamento di titoli governativi italiani, sia con il ruolo di Joint Lead Manager e Bookrunner , sia con il ruolo di Co-Lead Manager , contribuendo in tale ruolo anche al collocamento di titoli sovranazionali in euro.
Infine, la Capogruppo ha supportato attivamente le operazioni di raccolta attraverso l’emissione di Titoli di Stato italiani dedicati alla clientela retail, partecipando nel ruolo di Co-Dealer alla Settima Emissione del BTP Valore ed alla prima emissione del BTP Italia Sì.
Finanza Client Driven Nel corso del primo semestre del 2026 l’attività sui mercati e con la clientela istituzionale e corporate ha ottenuto risultati eccellenti, a dimostrazione della capacità delle strutture commerciali di rispondere efficacemente alle esigenze della clientela di riferimento tenendo conto delle mutevoli condizioni di mercato.
La struttura Sales e Financial Solutions ha continuato a svolgere la sua attività di canalizzazione dei flussi della clientela istituzionale e corporate sull’intera gamma delle linee di business .
L’attività con la clientela istituzionale ha registrato un andamento complessivamente positivo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, è risultata in forte incremento l’attività in derivati che ha visto un deciso impulso da parte della componente azionaria. In linea rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente la negoziazione di titoli obbligazionari sul mercato secondario.
Le operazioni di copertura per la clientela corporate della Banca hanno registrato un deciso incremento dei volumi e dei ricavi complessivi, anche grazie alle dinamiche di mercato che hanno visto una marcata volatilità sui diversi comparti.
In particolare, per quanto riguarda le coperture tasso si è rilevato un deciso incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo fenomeno è riconducibile alla diffusa percezione da parte della clientela di una favorevole congiuntura per la neutralizzazione del rischio di futuri aumenti dei tassi di mercato. Allo stesso modo, la volatilità delle materie prime ha determinato una performance positiva rispetto allo scorso anno.
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85 La struttura di Market Execution ha continuato l’attività di esecuzione degli ordini trasmessi dai clienti della Rete, dai clienti istituzionali e da Widiba.
Anche l'attività di strutturazione e trading di prodotti di Wealth Management rivolti alla clientela del Gruppo ha registrato volumi in decisa crescita. Nel corso del semestre è proseguito lo sviluppo di soluzioni di investimento innovative, ampliando l'offerta di strategie quantitative/tematiche e valorizzando le sinergie con Mediobanca, con i consolidati partner strategici Anima e AXA, nonché con ulteriori asset manager. Tale approccio ha consentito di rispondere in modo efficace alle diverse esigenze della clientela e di cogliere le opportunità offerte dall'evoluzione dei mercati finanziari, contribuendo al rafforzamento dell'offerta di Wealth Management del Gruppo.
La gestione dei portafogli a supporto dell'attività client -driven è proseguita mantenendo un approccio improntato alla prudenza nella gestione dei rischi, con indicatori di Value at Risk (VaR) e livelli di utilizzo dei limiti operativi sostanzialmente in linea con quelli rilevati nei periodi precedenti. È inoltre proseguita la storica presenza di Banca MPS sul mercato dei titoli di Stato italiani, in qualità di Specialista in Titoli di Stato, affiancata dal consolidamento dell'attività sul mercato del debito dell'Unione Europea emesso nell'ambito del programma NextGenerationEU.
Coverage Rete
Nel primo semestre del 2026, in continuità con l’esercizio precedente, la funzione Coverage CIB , a diretto riporto della struttura Marketing, Sales & Coverage , ha proseguito l’attività di supporto specialistico alla rete commerciale di Banca MPS, orientata alla crescita degli impieghi e delle commissioni su clientela corporate , attraverso i prodotti distintivi della finanza strutturata e del capital market .
Divisione C&IB Mediobanca Il mercato europeo dell’M&A ha registrato nel semestre appena concluso un incremento del 67%, la crescita è stata trainata dalle transazioni di grandi dimensioni con una maggiore attività strategica da parte delle corporate nonché di una ripresa dell’attività da parte degli operatori di private equity (+61%); per contro, il numero di operazioni annunciate è diminuito del 6%.
Il mercato italiano ha confermato la tendenza positiva osservata nei trimestri precedenti (+121% nei volumi) come negli altri core markets (Regno Unito +178%, Germania +111%, in Francia +94% e in Spagna +8%). Mediobanca ha confermato il suo posizionamento di advisor di riferimento in Italia, partecipando alle più importanti operazioni annunciate, e ha rafforzato il profilo internazionale completando complessivamente 32 operazioni nel semestre. Tra le principali operazioni completate in Italia si evidenziano nel settore Infrastructure l’acquisizione da parte di Ardian e Finint di Milione da DWS e InfraVia, nel settore Consumer la cessione da parte di Permira di Golden Goose a HSG e Temasek e la cessione da parte di Campari dei business Averna e Zedda Piras a Illva Saronno Holding, nel settore Industrials la cessione a Lone Star delle Business Area Specialty Chemicals e High Performance Polymers di RadiciGroup, nel settore Energy l’acquisizione da parte di Snam di OLT – Offshore LNG Toscana da Igneo Infrastructure Partners e la cessione da parte di Graded Holding di una partecipazione di maggioranza in Grastim a White Summit Capital, nel settore TMT la cessione di una partecipazione in Impresa SGPS a MFE -MediaForEurope, nel settore Real Estate l’acquisizione da parte di Ardian di Casaforte, la cessione da parte di CDS Holding della componente real estate di cinque resort Open Air italiani a Swiss Life Asset Managers France e la joint venture tra Lefay Resorts e Marriott International, oltre ad alcune operazioni nel segmento Mid-cap, tra cui la cessione da parte di Columna Capital di una partecipazione di maggioranza in MSA Mizar a Towerbrook, l’acquisizione da parte di Nexture (Investindustrial) di Sipral Padana, la cessione da parte di Finomnia (Apax Partners) di Cabel Industry ad Accenture e la cessione da parte di Bravo Invest dell’intero capitale sociale di Lodestar a Renaissance Partners.
Per quanto riguarda l’ Advisory a livello europeo si evidenziano nel mercato francese la cessione di una partecipazione di controllo in Groupe Atlantic a Paloma Rheem Holdings, la joint venture tra CMA CGM e Stonepeak con la creazione di UNITED PORTS e la cessione da parte di American Industrial Partners di Aluminium Dunkerque ad Aluminium Bahrain, mentre nel mercato spagnolo si evidenzia la cessione da parte di Metric Capital dell’intero capitale di BeeDigital a GPF Partners.
Nel settore Digital Economy , Arma Partners si conferma tra i principali advisor in Europa con otto operazioni completate nel semestre: tra le operazioni più rilevanti che la società ha seguito si segnalano nei comparti del Software e della Cybersecurity la cessione da parte di Bowmark Capital di Totalmobile a Five Arrows e DBAG, la cessione di EfficientIP a Francisco Partners, l’aumento di capitale in FYLD da parte di Energy Impact Partners e Partech, e l’investimento in Eye Security da parte di Sofina. Il buon andamento dell’ Advisory dovrebbe confermarsi, nonostante uno scenario
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macroeconomico e geopolitico caratterizzato da un’elevata incertezza, alla luce delle operazioni annunciate sul mercato domestico ed internazionale, tra cui nel settore TMT la cessione di Sparkle da parte di TIM ad un consorzio formato dal MEF e da Retelit e l’acquisizione da parte di Poste Italiane di TIM, nel settore Healthcare l’acquisizione da parte di CVC di Recordati, nel settore Energy il riassetto della compagine azionaria di Plenitude da parte di Eni, nel settore FIG l’acquisizione da parte di CDP di una quota in Nexi, nel settore Infrastructure la partnership strategica tra GEK TERNA e Motor Oil e nel settore Digital Economy la cessione da parte di Finastra della divisione Universal Banking a Pollen Street Capital.
Il mercato Equity Capital Markets , seppur permanga un'elevata selettività degli investitori nelle IPO, ha mostrato buoni segnali di ripresa dovuti ad operazioni secondarie, sostenuti da un contesto di mercato favorevole e da un allentamento delle tensioni geopolitiche. In questo scenario, Mediobanca ha preso parte ad alcune tra le principali operazioni ECM del mercato italiano, operando in qualità di Joint Global Coordinator nel collocamento primario da 500 mln di euro di Fincantieri e nel collocamento secondario da 169 mln di euro di Carel da parte di Athena. Sul fronte internazionale, Mediobanca ha agito in qualità di Joint Bookrunner nel collocamento secondario da 89 mln di euro di Cirsa da parte di Blackstone in Spagna, nella Fully Marketed Offering da 4,5 mld di euro di PPC in Grecia, e in qualità di Co-Bookrunner nel collocamento primario da 768 mln di euro di Merlin Properties in Spagna.
Con riferimento al Debt Capital Markets , La Banca ha appena completato un trimestre record partecipando ad alcune delle maggiori emissioni obbligazionarie senior e subordinated sia per corporate sia per istituzioni finanziarie in Italia (tra cui UniCredit, Mundys, Enel, Hera, Generali, Italgas, Stellantis, Snam, Acea, Cassa Centrale Banca, Fineco) e negli altri core markets (tra cui Clariane, Commerzbank, Redeia, Erste Bank, Telefonica, Abertis, Millennium BCP, Vodafone Spain, Universal Music Group, BBVA).
Nell’ambito dell’attività di Lending , in uno scenario di mercato caratterizzato da una graduale ripresa dell’attività relativa a finanziamenti destinati all’attività straordinaria delle imprese, Mediobanca continua a evidenziare una marcata vivacità nelle operazioni di natura ordinaria, in linea con le dinamiche fortemente relazionali che caratterizzano tale comparto. In tale contesto, continua ad affiancare i propri clienti italiani ed internazionali sia in esercizi di supporto al la crescita organica e di rifinanziamento (tra cui Brightstar, Snam, Ista, Pirelli e Nice) che nell’attività di acquisition (come per Ali Group). Inoltre, in linea con il precedente esercizio, Mediobanca mira a integrare le commissioni dell'area debito con attività di underwriting e acquisition financing (come nel caso di Milione, la holding che controlla l’aeroporto di Venezia, e Recordati nell’ambito della offerta pubblica di acquisto da parte di CVC e GBL) oltre che con i mandati di debt advisory (come per Hofi e Casaforte).
Per le attività di Markets , il Credit Trading ha registrato una performance resiliente nel primo semestre, nonostante un contesto di mercato sfidante gestendo con successo i periodi di elevata volatilità, posizionandosi efficacemente in corrispondenza delle tensioni geopolitiche legate alla guerra in Iran e cogliendo opportunità sia durante la fase di allargamento degli spread sia nella successiva fase di restringimento. Il flow business ha mantenuto e rafforzato una forte attività con la clientela, in particolare nel segmento financial , dove il team ha negoziato oltre 4 miliardi di strumenti AT1 da inizio anno, rafforzando la propria posizione di leadership nel settore, in particolare all'interno della comunità degli hedge funds . L'attività di emissione di prodotti strutturati è risultata inferiore alle attese, principalmente a causa dei minori volumi provenienti dal canale Private Banking, in gran parte compensati da un aumento dell'attività attraverso le reti di distribuzione esterne e i mercati internazionali, come Francia e Svizzera.
L'attività di trading e arbitraggio su prodotti strutturati è rimasta dinamica, generando valore da selezionate dislocazioni di mercato, incluse opportunità legate al credit skew e al negative basis . Il desk ha inoltre continuato a costruire posizioni in una serie di opportunità strutturate che si prevede contribuiranno ai risultati nella seconda metà dell'anno. Il desk ha ulteriormente ampliato la gamma di prodotti offerti introducendo sia obbligazioni callable sia certificati a lungo termine collegati all e tranche di indici di credito, per rispondere alla forte domanda della clientela. È stato inoltre impresso un forte impulso all'espansione della presenza sia presso la clientela family office e holding , attraverso soluzioni di investimento avanzate e personalizzate, sia, all'altro estremo dello spettro, presso reti retail di terze parti, facendo leva su un business più consolidato di fondi di tipo UCITS . Nel complesso, le attività hanno dimostrato una solida capacità di esecuzione, mantenuto un forte coinv olgimento con il mercato e continuato a sviluppare slancio sulle principali iniziative strategiche. Tra le asset class alternative, il desk ha mantenuto esposizione verso titoli ABS sia relativi ad operazioni pubbliche che ad operazioni private, sia di tipo cash che sintetiche che garantiscono un’adeguata remunerazione del capitale, sebbene si sia assistito ad un decremento generalizzato degli spread e ha proseguito nell’aumento dell’esposizione a CLO (“Collateralized Loan Obligations ”) fino a circa 2 mld d i euro complessivi. Tali strategie offrono elevata remunerazione del capitale grazie alla combinazione di: rendimenti superiori, modesto consumo di capitale, basso rischio di credito (AAA rating o polizza assicurativa a supporto) e intrinseca copertura ai tassi (strumenti a cedola variabile). Nel corso del semestre, il desk Macro ha conseguito risultati di particolare rilievo, sostenuti dal continuo investimento nell’innovazione di prodotto e nello sviluppo dell’attività di
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87 trading . In questo contesto, la performance della Banca ha registrato un miglioramento generalizzato sia sul mercato regolamentato sia nell’attività con la clientela, con progressi significativi nei principali indicatori di rendimento, efficienza e qualità dell’esecuzione.
Nel corso del semestre, Mediobanca ha consolidato il proprio ruolo nel mercato primario dei titoli di Stato italiani, partecipando in qualità di Specialista a 30 sessioni d’asta. Complessivamente, attraverso tali operazioni il MEF ha collocato circa 206 mld di euro, dei quali Mediobanca ha intermediato una quota superiore al 4,5%. La presenza d i Mediobanca sul mercato primario è stata ulteriormente rafforzata dalla partecipazione, in qualità di Co-Lead Manager , alle quattro operazioni sindacate realizzate dal Tesoro nel corso del semestre. Anche l’attività con la clientela istituzionale è crescita in maniera consistente. Inoltre, Mediobanca è stata coinvolta in transazioni per un controvalore complessivo di circa 125 mld di euro, sviluppate con una base di controparti ampia e diversificata, sia domestica sia internazionale.
È proseguita, inoltre, la crescita dell’attività bespoke e di repack su titoli governativi. Tra le nuove attività da segnalare lo sviluppo di una promettente attività di strutturazione di prodotti di tasso destinati alla clientela retail e istituzionale ampliando la gamma delle soluzioni offerte e concludendo alcune operazioni di particolare rilievo. L’attività di Equity Trading ha registrato una forte crescita dei ricavi nel primo semestre del 2026 sostenuta dalla significativa crescita del business con Family Office e HNWI , grazie ad una riconosciuta capacità nella strutturazione di operazioni complesse, da un forte aumento dei volumi del business dei Certificates , nel semestre sono stati collocati più di 1,3 mld di euro di euro, grazie sia all’incremento significativo della propria market share verso le reti terze italiane e svizzere che alle prime emissioni strutturate per la rete di MPS; dalla attività di trading che ha monetizzato la volatilità dei mercati azionari registrata nella prima parte del 2026.
88 Relazione Finanziaria Semestrale
Private Banking
Aree di business Clienti La divisione di Private Banking è focalizzata su imprenditori e clientela ad elevato patrimonio, serviti attraverso una presenza internazionale e un’offerta integrata sui mercati pubblici e privati che fa leva sulla capacità di proporre soluzioni personalizzate, complesse e sofisticate cui si aggiunge:
• l’unicità ed esclusività del modello Private & Investment Banking , che consente di offrire una consulenza globale ai nostri clienti imprenditori in termini di servizi di Wealth Management per la gestione dei propri patrimoni e servizi di Corporate & Investment Banking per le loro
società;
• una storica conoscenza dei Private Markets , che da l’accesso a servizi di investimento alternativi, esclusivi e altamente specializzati investendo in strumenti illiquidi.
• in particolare, per la clientela Premier, un’offerta multicanale integrata con gli strumenti di collaborazione digitale (dall’evoluta suite di wealth advisory ai canali di mobile e internet banking ).
La divisione include:
• le reti Private di Mediobanca e di CB Monaco (costituite rispettivamente da 65 e 46 bankers ).
CMB Monaco è leader di settore nel Principato di Monaco dove la presenza storica, la collocazione geografica e l'assoluta indipendenza ne fanno un'istituzione di primaria importanza.
• la rete dei bankers di Mediobanca Premier (576 bankers ) focalizzata sul segmento Affluent;
• la fiduciaria Spafid e Spafid Trust S.p.A I clienti private sono circa 470.000.
Risultati economico -patrimoniali La Raccolta Complessiva del Private Banking al 30 giugno 2026 è risultata pari a 83,0 mld di euro , in crescita di 1,7 mld di euro rispetto al 31 marzo 2026, grazie all’aumento della Raccolta Indiretta (+2,5 mln di euro); in calo la Raccolta Diretta ( -0,7 mld di euro). L’aggregato risulta in flessione di 0,9 mld di euro rispetto a fine dicembre 2025, per effetto del calo della Raccolta Diretta ( -1,4 mld di euro), solo in parte compensato dall’aumento della Raccolta Indiretta (+0,5 mld di euro).
L’effetto mercato nei sei mesi è stato positivo sia su Premier che sul Private di Mediobanca.
Relativamente all’attività creditizia, al 30 giugno 2026 i Finanziamenti “vivi” lordi verso clientela del Private Banking sono risultati pari a 17,6 mld di euro , in linea rispetto al 31 marzo 2026 e rispetto al 31 dicembre 2025 .
Ripartizione per tipologia MB Private Banking & CMB -
2,8%
MB Premier bankers - 97,2%
Ripartizione geografica
Nord Est - 13,0% Nord Ovest - 41,3% Centro - 22,2% Sud - 21,9% Estero - 1,6%
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89 Private Banking - Aggregati Patrimoniali (milioni di euro) 30/06/26 31/03/26 31/12/25 Var.
Ass.
Q/Q Var. % Q/Q Var.
Ass.
31/12 Var. %
31/12
Raccolta diretta 25.3 20 26.032 26.745 (712) -2,7% (1.425) -5,3% Risparmio Gestito 28.459 27.195 28.560 1.265 4,6% (101) -0,4% Risparmio Amministrato 29.193 28.006 28.599 1.188 4,2% 594 2,1% Raccolta indiretta da clientela 57.652 55.200 57.159 2.452 4,4% 493 0,9% Raccolta complessiva 82.964 81.232 83.904 1.732 2,1% (940) -1,1% Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela 17.602 17.562 17.605 40 0,2% (3) 0,0%
Sul fronte reddituale, al 30 giugno 2026 il Private Banking ha realizzato Ricavi pari a 339 mln di euro (-5,9% rispetto 30 giugno 2025). All’interno dell’aggregato:
• il Margine di Interesse è risultato pari a 153 mln di euro, in calo di 15 mln di euro su base annua. La dinamica, oltre a riflettere la flessione dei tassi di mercato, sconta anche, in particolare nel Private domestico, le iniziative volte alla stabilizzazione delle masse su depositi e finanziamenti Lombard;
• le Commissioni Nette si attestano a 180 mln di euro, in riduzione di 1 7 mln rispetto al 30 giugno 2025; la flessione è riferibile al Private ( -15% su base annua) e concentrata nel mercato domestico (con CMB in crescita a livello di gettito commissionale del +10,9% rispetto al 30 giugno 2025); la flessione del Private è stata solo in parte compensata dalla rete Premier, sostanzialmente stabile su base annua. In termini di contribuzione, la dinamica delle commissioni evidenzia una crescita delle managemen t fees (129 mln di euro, +4% su base annua) e delle banking f ees (16 mln di euro, +11% su base annua) mentre calano i proventi in upfront (-39% a 34 mln di euro), in particolare nel Private domestico;
• gli Altri Ricavi della Gestione Finanziaria e Assicurativa sono stati pari a 5 mln di euro, in linea rispetto al 30
giugno 2025;
• gli Altri proventi e oneri di gestione sono pari a 1 mln di euro, in crescita di 11 mln di euro rispetto al 30 giugno 2025.
Considerando l’impatto degli Oneri Operativi, in calo del 5, 7% rispetto al 30 giugno 2025, il Risultato Operativo Lordo risulta pari a 115 mln di euro (123 mln di euro al 30 giugno 2025).
Il Risultato Operativo Netto si attesta a 116 mln di euro (144 mln di euro al 30 giugno 2025), a fronte di un Costo del credito che presenta riprese nette pari a +0,9 mln di euro (che si confrontano con le riprese nette pari a +22 mln di euro al 30 giugno 2025 legate ad una revisione dei modelli PD).
Le componenti non operative sono pari a -13 mln di euro ( nulle al 30 giugno 2025) e includono gli interventi di retention e fidelizzazione della rete commerciale per circa 11 mln di euro.
Il Risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte è pari a 102 mln di euro (+144 mln di euro il risultato al 30 giugno 2025).
Il cost/income del Private B anking si attesta al 66,2% (che si confronta con il 6 6,0% registrato al 30 giugno 2025).
90 Relazione Finanziaria Semestrale
Private Banking - Aggregati economici
Var. Y/Y
(milioni di euro) 30/06/26 30/06/25 Ass. % Margine di interesse 153,2 167,9 (14,7) -8,8% Commissioni nette 179,7 196,2 (16,5) -8,4% Altri ricavi della gestione finanziaria e assicurativa 5,5 6,3 (0,8) -13,4% Altri proventi e oneri di gestione 1,0 (9,8) 10,7 n.s.
Totale Ricavi 339,3 360,7 (21,4) -5,9% Oneri operativi (224,7) (238, 2) 13,5 -5,7% Risultato Operativo Lordo 114,6 122,5 (7,9) -6,4 Costo del credito clientela /Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche 0,9 21,9 (21,1 ) -96,1% Risultato Operativo Netto 115,5 144,5 (29,0 ) -20,0% Componenti non operative (13,3) (0,0) (13,3 ) n.s.
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 102,2 144, 4 (42,2) -29,2%
Contesto di mercato e principali iniziative commerciali Nel primo semestre lo scenario macro economico è stato caratterizzato da un marcato aumento dell’incertezza legato al contesto geopolitico e al riemergere di pressioni inflazionistiche connesse al rialzo dei prezzi energetici. L ’acuirsi delle ostilità in Iran dopo una fase di fragile tregua e l’emergere di dubbi sull’effettiva redditività futura degli ingenti investimenti in infrastrutture legate all’Intelligenza Artificiale (AI) hanno accresciuto la volatilità dei mercati e indotto una revisione delle aspettative di politica monetaria a favore di maggiore restrizione. L ’orientamento prudente e attendista delle principali banche centrali potrebbe lasciare spazio nei prossimi trimestri a misurate manovre restrittive volte ad ancorare le aspettative d’inflazione. In tale contesto i mercati finanziari hanno recuperato la caduta occorsa allo scoppio delle ostilità grazie alle prospettive di sviluppo e adozione nei processi produttivi dell’AI: i corsi azionari hanno raggiunto nuovi massimi a fine periodo, mentre i mercati obbligazionari hanno risentito del rialzo dei rendimenti e di una maggiore volatilità degli spread sovrani. Nel complesso, il semestre si è chiuso con un atteggiamento più cauto degli investitori e una rotazione verso settori tradizionali con una buona visibilità sulle prospettive di profitti, in attesa di maggiore chiarezza sull’evoluzione del quadro geopolitico e macroeconomico.
In questo contesto, il segmento Private ha mantenuto il suo focus sull’offerta di soluzioni di investimento per la clientela UHNWI sia nella componente di Private Markets che di Public Markets . Nei Private Markets è continuato il collocamento di fondi evergreen in collaborazione con i partner internazionali con una raccolta complessiva lorda di circa 500 milioni. La divisione mantiene un dialogo continuo con i gestori al fine di monitorare l’evoluzione del mercato del private credit verso il quale l’esposizione della clientela è di circa 690 mln di euro. Quanto all’offerta nei Public Market , la produzione di Certificates rimane sostenuta (726 mln di euro di collocamenti lordi nel semestre pressoché equamente distribuiti nei trimestri); per contro calano le Gestioni Patrimoniali ( stock: 7,9 mld di euro). Il modello Private & Investment Banking fattorizza circa 1,1 mld di liquidity events , di cui quasi la metà realizzati in partership col CIB.
Quanto al segmento Premier è continuato il collocamento dei fondi in delega di gestione della SGR captive in partnership con primari Asset Manager internazionali (NNM: 11 mln di euro) e il collocamento di prodotti target maturity Mediobanca Selezione Cedola I edizione 2031 e II edizione 2031 (+80 mln di euro), oltre a prodotti target maturity di terzi (circa 77 mln di euro). Lo stock di gestioni patrimoniali salda a 304 mln di euro. Il collocamento di titoli nel semestre ha incluso il BTP Valore (313 mln di euro), BTP Italia SI (179 mln di euro), certificates (103 mln di euro) e obbligazioni Mediobanca (32 mln di euro).
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91 Consumer Finance Aree di business Clienti Compass, tra i leader del settore del credito al consumo, che si distingue per solidità, sostenibilità e spiccata propensione all’innovazione, opera attraverso una piattaforma scalabile di eccellenza e rappresenta un centro di competenza a livello di Gruppo, che valorizza le sinergie con la rete MPS, promuovendo il cross -selling , l’integrazione e lo sviluppo del modello a livello internazionale.
L’offerta di Compass, svolta anche attraverso le controllate MBCredit Solutions S.p.A., Compass RE S.A., Compass Rent, Compass Link e HeyLight AG, include in particolare:
• prestiti personali, che rappresentano la principale area di business ;
• finanziamenti finalizzati, che vanno dal targato (auto e moto) all’elettronica di consumo e ai servizi alla persona (viaggi, palestre);
• carte di credito;
• cessione del quinto dello stipendio.
Compass è inoltre all’avanguardia nella proposizione di prodotti innovativi, concepiti per trarre i massimi benefici dalla digitalizzazione a servizio dei clienti, come HeyLight, la soluzione di Buy Now Pay Later (BNPL) che permette di rateizzare un acquisto in negozio e instant lending . I clienti Consumer Finance sono circa 3,3 mln.
Risultati economico -patrimoniali Al 30 giugno 2026 i Finanziamenti “vivi” lordi verso clientela del Consumer Finance sono risultati pari a 18,4 mld di euro , in crescita di 0,4 mld di euro rispetto al 31 marzo 2026 e di 0,8 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2025 .
Nel semestre Compass ha erogato 5,3 mld di euro (+12% rispetto al 30 giugno 2025 e +4,6% rispetto al 31 marzo 2026) con un contributo positivo in particolare del comparto auto (+18,8% su base annua) e nei prestiti personali (+10,8% su base annua) dove, oltre alla vivace dinamica del canale diretto (1,8 mld di euro; +7% rispetto al 30 giugno 2025), si evidenzia la crescente integrazione con la rete BMPS (433 mln di euro; +35% rispetto al corrispondente dell’anno precedente). L’erogato BNPL continua a crescere in modo sostenuto attestandosi a 495 mln di euro (+32% rispetto al 30 giugno 2025) di cui 395 mln di euro sul mercato domestico e circa 100 mln di euro in Svizzera.
Lo stock degli impieghi netti è costituito, in particolare per circa il 51% dai prestiti personali, che ammontano a 8.863 mln di euro (+2,6% rispetto al primo semestre 2025), per il 30% dai prestiti auto e finalizzati, che risultano rispettivamente pari a 3.792 e 1.414 mln di euro (+1,5% e 1,9% rispetto al 30 giugno 2025), per il 12% dalle cessioni del quinto, che si posizionano a 2.035 mln di euro (+2,5% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente) e per il 3% dal BNPL che risultano pari a 497 mln di euro (+4,9% su base annua).
Consumer Finance - Aggregati patrimoniali (milioni di euro) 30/06/26 31/03/26 31/12/25 Var.
Ass.
Q/Q Var. % Q/Q Var.
Ass.
31/12 Var. %
31/12
Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela 18.439 18.049 17.675 390 2,2% 765 4,3%
Ripartizione geografica
Nord Est - 13,3% Nord Ovest - 19,0% Centro - 18,5% Sud - 49,2%
92 Relazione Finanziaria Semestrale
Sul fronte reddituale, al 30 giugno 2026 il Consumer Finance ha realizzato Ricavi pari a 664 mln di euro (+5,1% rispetto 30 giugno 2025). All’interno dell’aggregato:
• il Margine di Interesse è risultato pari a 606 mln di euro, in crescita di 28 mln di euro su base annua (+5%), sulla scorta dell’accelerazione degli impieghi (saldi medi +8% rispetto al 30 giugno 2025); la tenuta dei rendimenti (ROA stabile a 9, 3%) è in parte assorbita dall’incremento dei costi di funding ;
• le Commissioni Nette si attestano a 35 mln di euro, in crescita di 1 mln rispetto al 30 giugno 2025, con contributi crescenti di Heylight (da 11 a 13 mln di euro) e dal collocamento di polizze (da 13 a 15 mln di euro) a fronte della maggiore incidenza delle provvigioni riconosciute alle reti distributive terze;
• gli Altri Ricavi della Gestione Finanziaria e Assicurativa sono stati pari a 0,4 mln di euro, rispetto ai -0,9 mln di euro dell’anno precedente;
• gli Altri proventi e oneri di gestione sono pari a 22 mln di euro, in crescita di 2 mln di euro rispetto al 30 giugno 2025, in linea coi maggiori volumi.
Considerando l’impatto degli Oneri operativi, in calo del 2,7% rispetto al 30 giugno 2025, il Risultato Operativo Lordo risulta pari a 484 mln di euro , in crescita rispetto ai 446 mln di euro del 30 giugno 2025.
Il Risultato Operativo Netto si attesta a 322 mln di euro (312 mln di euro al 30 giugno 2025), a fronte di un Costo del credito pari a -162 mln di euro (pari a -135 mln di euro al 30 giugno 2025). La dinamica del Costo del credito è effetto del mix di prodotto che privilegia i prestiti personali, nonché conseguenza dell’inasprimento dello scenario macroeconomico, per il tramite di variabili particolarmente reattive legate all’inflazione; tali fenomeni sono stati accompagnati da un rilascio di overlay di 29 mln di euro circa, con un saldo che scende a 94 mln di euro. Le rettifiche su crediti si riferiscono, in particolare, per 107,4 mln di euro ai prestiti personali (92,9 mln di euro al 30 giugno 2025) caratterizzati da una rischiosità media più elevata. I prestiti auto e finalizzati contabilizzano rettifiche rispettivamente per 19,5 mln di euro e 11,5 mln di euro (11,7 mln di euro e 6,4 mln di euro al 30 giugno 2025).
Le Componenti non operative sono pari a -0,1 mln di euro, in linea con il 30 giugno 2025.
Il Risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte è pari a 321 mln di euro , in aumento rispetto al risultato di 311 mln di euro del 30 giugno 2025.
Il cost/income del Consumer Finance si attesta al 27,2% (che si confronta con il 29,4% registrato al 30 giugno 2025).
Consumer Finance - Aggregati economici
Var. Y/Y
(milioni di euro) 30/06/26 30/06/25 Ass. % Margine di interesse 606,2 577,9 28,3 4,9% Commissioni nette 35,0 34,3 0,6 1,8% Altri ricavi della gestione finanziaria e assicurativa 0,4 (0,9) 1,3 n.s.
Altri proventi e oneri di gestione 22,4 20,3 2,1 10,6% Totale Ricavi 664,1 631,7 32,4 5,1% Oneri operativi (180,5) (185,5) 4,9 -2,7% Risultato Operativo Lordo 483,5 446,2 37,3 8,4% Costo del credito clientela /Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche (162,0) (134,5) (27,4 ) 20,4% Risultato Operativo Netto 321,6 311,6 9,9 3,2% Componenti non operative (0,1) (0,2) 0,2 -67,8% Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 321,5 311,4 10,1 3,2%
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93 Contesto di mercato e principali iniziative commerciali Nel primo semestre 2026 il mercato del credito al consumo ha registrato volumi erogati pari a 32,9 mld di euro, in crescita del +4,9% rispetto al corrispondente periodo del 2025 (fonte Assofin). La dinamica è risultata positiva in tutte le principali forme tecniche, con incrementi nei prestiti personali (+4,2%), nei finanziamenti finalizzati auto/moto (+6,8%), negli altri finalizzati (+5,8%) e nella cessione del quinto (+9,4%). Le carte di credito fruttifere mostrano una lie ve contrazione ( –0,8%), pur in presenza di un aumento del numero di operazioni. In tale contesto, come sopra detto, Compass ha realizzato erogazioni pari a 5,3 mld di euro (+12% rispetto al 30 giugno 2025), con una crescita superiore a quella del mercato. Il comparto dei prestiti personali ha raggiunto 2.582 mln di euro (+10,8% rispetto al 30 giugno 2025), confermandosi la principale linea di business del Gruppo; i finanziamenti finalizzati auto/moto si sono attestati a 850 mln di euro (+18,8% rispetto al 30 giugno 2025), beneficiando della positiva dinamica delle immatricolazioni; gli altri prestiti finalizzati hanno totalizzato 601 mln di euro (+5,2% rispetto al 30 giugno 2025); la cessione del quinto ha registrato erogazioni pari a 308 mln di euro (+13,1% rispetto al 30 giugno 2025); mentre le carte di credito fruttifere hanno movimentato 278 mln di euro ( –0,4% rispetto al 30 giugno 2025), in linea con l’andamento del mercato. La crescita è stata sostenuta da tutti i principali canali distributivi, con un contributo particolarmente rilevante da parte de l canale diretto e del canale bancario della Capogruppo. Nel complesso, il semestre evidenzia una dinamica di sviluppo solida, un rafforzamento del posizionamento competitivo nei principali comparti del credito al consumo e una struttura distributiva in progressivo consolidamento.
94 Relazione Finanziaria Semestrale
Principal Investing
Aree di business Area che comprende il portafoglio di partecipazioni e investimenti facente capo al gruppo acquisito, tra cui la quota in Assicurazioni Generali pari al 13,66%, partecipazioni storiche minori (Italmobiliare, RCS, IEO e CLI Holding le più rilevanti) e quote di seed capitale delle società di asset management .
La divisione continua a contribuire in maniera positiva alla creazione dei ricavi e degli utili del Gruppo, migliorandone stabilità e visibilità grazie alla bassa correlazione con le attività di core banking .
Risultati economic i Sul fronte reddituale, al 30 giugno 2026 il Principal Investing chiude il semestre con un Risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte pari a 314 mln di euro, in aumento del 10,6% rispetto al 30 giugno 2025 grazie a Ricavi pari a 316 mln di euro (+10,0% rispetto 30 giugno 2025), che si riferiscono principalmente alla valutazione ad equity method della partecipazione in Assicurazioni Generali (290 mln di euro, +9,8% su base annua) . Il maggior contributo a conto economico riflette la positiva performance della Compagnia in tutti i settori di business , in particolare nel Vita ; il semestre è stato caratterizzato da minusvalenze nette sui fondi in portafoglio che incidono sul contributo della Banca per circa 23 mln di euro.
Principal Investing - Aggregati economici
Var. Y/Y
(milioni di euro) 30/06/26 30/06/25 Ass. % Margine di interesse (16,0) (3,5) (12,5 ) n.s.
Commissioni nette (0,4) (0,4) 0,0 3,0% Altri ricavi della gestione finanziaria e assicurativa 332,0 290,9 41,0 14,1% Altri proventi e oneri di gestione - - 0,0 n.d Totale Ricavi 315,5 287,0 28,6 10,0% Oneri operativi (3,0) (3,1) 0,1 -1,7% Risultato Operativo Lordo 312,5 283,9 28,6 10,1% Costo del credito clientela /Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche - - 0,0 n.d Risultato Operativo Netto 312,5 283,9 28,6 10,1% Componenti non operative 1,4 - 1,4 n.d Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 313,9 283,9 30,0 10,6%
Corporate Center
Il Corporate Center comprende:
• i risultati economico/patrimoniali della clientela Non Performing gestita centralmente dalla Non Performing Loans Unit ;
• rami operativi quali, ad esempio, l’attività di finanza proprietaria, tesoreria e capital management ;
• strutture di servizio e supporto al business , con particolare riguardo allo sviluppo e alla gestione dei sistemi
informativi;
• holding functions : funzioni di governo non collegate al business e che non vengono allocati su BU/MDS;
• le elisioni a fronte delle partite infragruppo e i risultati delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto e di quelle in via di dismissione, in particolare MP Banque.
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95 Per quanto riguarda la clientela Non Performing gestita centralmente dalla Non Performing Loans Unit , al 30 giugno 2026, i Finanziamenti “vivi” lordi verso clientela sono pari a 1,2 mld di euro; il contributo ai risultati economici del Corporate Center è risultato pari a 16 mln di euro di Ricavi, -23 mln di euro di Oneri Operativi e 7 mln di euro di riprese di valore di Costo del Credito.
Per quanto riguarda l’attività di finanza di MPS , le vendite di titoli realizzate nei primi sei mesi del 2026 ammontano a 415 mln di euro su attività finanziarie valutate al fair value e 1.099 mln di euro su attività classificate a costo ammortizzato. A compensazione, sono stati riacquistati titoli per 480 mln di euro circa classificati a fair value e 1.175 mln di euro classificati a costo ammortizzato. Per quanto riguarda, invece, l’operatività di tesoreria di Mediobanca, le vendite di titoli realizzate nei primi sei mesi del 2026 ammontano a 889 mln di euro riferibili alle attività finanziarie valutate al fair value . A compensazione, sono stati riacquistati titoli per 1.378 mln di euro circa classificati, anche in questo caso, al fair value .
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96 Prospettive ed evoluzione prevedibile della gestione Il credito all’economia è atteso continuare ad espandersi pur risentendo della crisi in Medio Oriente e della maggiore inflazione che condizionano l’attività economica. La crescita dei prestiti alle famiglie è prevista consolidarsi su ritmi leggermente inferiori rispetto al passato; la rimodulazione degli incentivi legati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare potrà influenzare la domanda di mutui, così come il possibile aumento dei tassi; il credito al consumo potrà risentire della riduzione di spesa delle famiglie. I prestiti alle imprese, attesi crescere in misura più contenuta e collegata a progetti di investimento specifici (ie. digitalizzazione, innovazione tecnologica, transizione energetica), potrebbero registrare una leggera revisione al rialzo beneficiando di una crescita economica italiana rivelatasi più vivace del previsto in avvio d’anno. Il graduale esaurimento dei fondi PNRR potrà portare a un maggior fabbisogno finanziario delle imprese. La rischiosità del credito è attesa in lieve aumento nei prossimi trimestri, in particolare nei comparti più energivori, senza tuttavia generare particolari tensioni.
L’attuale fase d’incertezza internazionale alimenta la crescita dei depositi della clientela, in particolare nella componente a vista; quella vincolata, per effetto del rialzo atteso dei tassi di policy , potrebbe beneficiare della riallocazione verso forme di deposito a termine più remunerate. La buona propensione agli investimenti in titoli di Stato è attesa proseguire e anche il risparmio gestito è previst o crescere con dinamiche simili a quelle registrate negli ultimi trimestri.
Con l’aumento dei tassi di politica monetaria ed una dinamica del credito positiva, a livello di sistema, il margine d’interesse è atteso in crescita nell’anno, sostenuto anche dal contributo rilevante degli interessi sul portafoglio titoli che beneficiano dei rendimenti governativi più elevati e dei maggiori investimenti delle banche. Le commissioni nette dovrebbero crescere ad un ritmo più contenuto rispetto al passato scontando, nel breve periodo, le ripercussioni del clima di incertezza sulla domanda di servizi bancari e finanziari da parte della clientela, in un contesto di crescenti pressioni concorrenziali che si concentrano in particolare nel comparto dei pagamenti (sottoposto alle spinte innovative provenienti da operatori non bancari e al cambiamento tecnologico). Con il riassorbimento dei fattori di incertezza le commissioni nette dovrebbero tornare ad accelerare, sostenute anche da un più vivace contributo della gestione e intermediazione del risparmio. Il ROE di settore dovrebbe mantenersi ancora elevato, pur condizionato da alcuni elementi di attenzione sui costi: gli investimenti in tecnologia e AI resteranno imprescindibili per sostenere la competitività; i costi del personale sono attesi aumentare incorporando gli effetti dei rinnovi contrattuali e dei piani di incentivazione all’esodo al netto dei riflessi di un possibile ulteriore consolidamento del comparto bancario.
In tale contesto di settore si inserisce la prosecuzione del Programma di integrazione tra MPS e Mediobanca, sulla base del nuovo Piano Industriale 2026 -2030, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 26 febbraio 2026. L’integrazione mira a conseguire importanti sinergie, valorizzando le persone, le competenze e gli asset distintivi dei due Gruppi.
Nel 2026, nonostante l’attuale fase di incertezza internazionale, i ricavi del Gruppo sono attesi beneficiare della positiva dinamica delle commissioni attive supportate anche dall’attuazione delle iniziative commerciali previste dal nuovo Piano Industriale. Il margine di interesse è atteso invece beneficiare della crescita dei volumi, sostenuti dal progressivo sviluppo delle sinergie, nonché del rialzo dei tassi.
Con riferimento agli oneri operativi, continueranno le azioni di razionalizzazione ed efficientamento volte a contenere, sul fronte delle altre spese amministrative, gli impatti delle dinamiche inflattive e, sul fronte delle spese del personale, gli effetti del rinnovo del CCNL e i selezionati interventi di retention .
Il costo del rischio verrà attentamente presidiato, mantenendo elevati standard di concessione e proseguendo nel continuo miglioramento del processo di monitoraggio.
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97
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE
ABBREVIATO
98 Relazione Finanziaria Semestrale
PROSPETTI CONTABILI
Stato patrimoniale consolidato Voci dell'attivo 30 06 2026 31 12 2025 * 10. Cassa e disponibilità liquide 11.019,5 14.632,0 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 29.795,6 26.355,2 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 27.329,2 23.751,7 b) attività finanziarie designate al fair value 1.218,3 1.506,4 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.248,1 1.097,1 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.358,8 6.966,1 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 174.110,4 167.790,8 a) crediti verso banche 8.613,3 9.215,8 b) crediti verso clientela 165.497,1 158.575,0 50. Derivati di copertura 641,9 882,2 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (856,5) (1.013,6) 70. Partecipazioni 7.635,2 7.829,0 80. Attività assicurative - -
90. Attività materiali 3.308,5 3.240,5 100. Attività immateriali 3.647,6 3.685,7 -di cui avviamento 2.169, 9 2.169,9 110. Attività fiscali 3.873,5 4.355,8 a) correnti 96,8 267,4 b) anticipate 3.776,7 4.088,4 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 96,9 1.202,0 130 Altre attività 6.266,7 6.064,8 Totale dell'attivo 245.898,1 241.990,4
* I valori comparativi al 31 dicembre 2025 sono stati riesposti , rispetto a quanto pubblicato nel Bilancio 2025, a seguito dell’aggiornamento del processo di Purchase Price Allocation riferito all’acquisizione d el Gruppo Mediobanca.
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99 segue: Stato patrimoniale consolidato Voci del passivo e del patrimonio netto 30 06 2026 31 12 2025 * 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 189.022,5 186.034,4 a) debiti verso banche 26.163,5 26.282,4 b) debiti verso la clientela 120.839,6 120.257,9 c) titoli in circolazione 42.019,4 39.494,1 20. Passività finanziarie di negoziazione 13.464,6 11.245,7 30. Passività finanziarie designate al fair value 5.386,7 5.682,5 40. Derivati di copertura 908,2 852,2 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 50,1 (9,8) 60. Passività fiscali 1.400,9 1.527,9 a) correnti 166,7 218,1 b) differite 1.234,2 1.309,8 70. Passività associate ad attività in via di dismissione - 975,9 80. Altre passività 5.905,2 4.309,9 90. Trattamento di fine rapporto del personale 83,1 85,7 100. Fondi per rischi e oneri: 944,0 1.008,6 a) impegni e garanzie rilasciate 182,2 166,7 b) quiescenza e obblighi simili 3,1 3,2 c) altri fondi per rischi e oneri 758,7 838,7 110. Passività assicurative 78,1 80,4 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 78,1 80,4 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività - -
120. Riserve da valutazione 20,7 58,8 150. Riserve 4.224,5 4.063,7 160. Sovrapprezzi di emissione 3.061,5 3.146,6 170. Capitale 17.978,2 17.978,2 180. Azioni proprie ( -) - (1,8) 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 2.252,0 2.246,9 200. Utile (Perdita) di periodo (+/ -) 1.117,8 2.704,7 Totale del passivo e del patrimonio netto 245.898,1 241.990,4
* I valori comparativi al 31 dicembre 2025 sono stati riesposti, rispetto a quanto pubblicato nel Bilancio 2025, a seguito dell’aggiornamento del processo di Purchase Price Allocation riferito all’acquisizione d el Gruppo Mediobanca.
100 Relazione Finanziaria Semestrale Conto economico consolidato Voci 30 06 2026 30 06 2025 10. Interessi attivi e proventi assimilati 3.487,5 1.971,1 di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 3.158,3 1.655,0 20. Interessi passivi e oneri assimilati (1.610,8) (889,3) 30. Margine di interesse 1.876,7 1.081,8 40. Commissioni attive 1.537,2 919,0 50. Commissioni passive (265,3) (120,6) 60. Commissioni nette 1.271,9 798,4 70. Dividendi e proventi simili 178,5 12,9 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 228,0 66,2 90. Risultato netto dell'attività di copertura 2,0 (0,5) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 63,5 37,8 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 50,1 43,2 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 9,5 (5,2) c) passività finanziarie 3,9 (0,2) 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (23,2) (10,0) a) attività e passività finanziarie designate al fair value (55,3) 0,8 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 32,1 (10,8) 120. Margine di intermediazione 3.597,4 1.986,6 130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (295,2) (150,9) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (295,4) (150,2) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 0,2 (0,7) 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (0,6) (4,6) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 3.301,6 1.831,1 160 Risultato dei servizi assicurativi 11,1 -
a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 14,5 b) costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi (3,4) -
170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (0,1) -
a) costi/ricavi netti di natura finanz iaria relativi ai contratti assicurativi emessi (0,1) -
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 3.312,6 1.831,1 190. Spese amministrative: (1.836,1) (1.017,8) a) spese per il personale (1.122,5) (646,8) b) altre spese amministrative (713,6) (371,0) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (24,9) (30,4) a) impegni e garanzie rilasciate (15,5) (4,6) b) altri accantonamenti netti (9,4) (25,8) 210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (79,1) (45,7) 220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (86,9) (32,9) 230. Altri oneri/proventi di gestione 156,6 122,9 240. Costi operativi (1.870,4) (1.003,9) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 320,0 32,7 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 17,4 (2,7) 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 2,1 -
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.781,7 857,2 300. Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (587,1) 35,2 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 1.194,6 892,4 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - (0,1) 330. Utile (Perdita) di periodo 1.194,6 892,3 340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 76,8 (0,1) 350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 1.117,8 892,4 30 06 2026 30 06 2025 Utile (Perdita) per azione base 0,368 0,708 Dell'operatività corrente 0,368 0,708 Delle attività operative cessate - (0,000) Utile (Perdita) per azione diluito 0,368 0,708 Dell'operatività corrente 0,368 0,708 Delle attività operative cessate - (0,000)
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101 Prospetto della redditività complessiva consolidata Voci 30 06 2026 30 06 2025 10. Utile (Perdita) di periodo 1.194,6 892,3 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 13,7 (6,7) 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (0,6) 0,2 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) 0,5 (2,0) 50. Attività materiali 5,8 1,0 70. Piani a benefici definiti (0,3) -
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - (5,5) 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 8,3 (0,4) Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (53,6) 13,2 120. Differenze di cambio 1,5 (2,9) 130. Copertura dei flussi finanziari (43,8) (0,5) 150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 0,7 17,7 170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (11,5) (1,1) 180. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (0,5) -
200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (39,9) 6,5 210. Redditività complessiva (Voce 10+200) 1.154,7 898,8 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 73,3 (0,1) 230. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 1.081,4 898,9
102 Relazione Finanziaria Semestrale Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato – 30 giugno 2026
Esistenze al 31 12 2025 * Modifica saldi apertura Esistenze al 01 01 2026 Allocazione
risultato
esercizio
precedente Variazioni del periodo Totale Patrimonio netto al 30 06 2026 Patrimonio netto del Gruppo al 30 06 2026 Patrimonio netto di terzi al 30 06 2026 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto
Redditività complessiva
al 30 06 2026 Riserve Dividendi e altre destinazioni Emissione di nuove azioni Acquisto azioni proprie
Distribuzione straordinaria
dividendi
Variazione strumenti di
capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Variazioni interessenze
partecipative
Capitale: 18.036,3 - 18.036,3 - - - - - - - - - - - 18.036,3 17.978,2 58,1
a) azioni
ordinarie 18.036,3 - 18.036,3 - - - - - - - - - - - 18.036,3 17.978,2 58,1 b) altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di
emissione 3.375,0 - 3.375,0 - - (85,0) - - - - - - - - 3.290,0 3.061,6 228,4 Riserve: 6.026,2 - 6.026,2 85,7 - 0,9 - - - - - - - - 6.112,8 4.224,5 1.888,3 a) di utili 5.039,9 - 5.039,9 85,7 - (84,0) - - - - - - - - 5.041,6 3.153,3 1.888,3 b) altre 986,3 - 986,3 - - 84,9 - - - - - - - - 1.071,2 1.071,2 -
Riserve da
valutazione 62,7 - 62,7 - - (1,7) - - - - - - - (39,9) 21,1 20,7 0,4
Strumenti di
capitale - - - - - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie (1,8) (1,8) 1,8 - - - - - - - - - -
Utile (Perdita) di periodo 2.698,7 - 2.698,7 (85,7) (2.613,0) - - - - - - - - 1.194,6 1.194,6 1.117,8 76,8
Totale Patrimonio
netto 30.197,1 - 30.197,1 - (2.613,0) (85,8) 1,8 - - - - - - 1.154,7 28.654,7 26.402,7 2.252,0
Patrimonio netto
del Gruppo 27.950,2 - 27.950,2 - (2.612,9) (17,8) 1,8 - - - - - - 1.081,4 26.402,7 26.402,7 X
Patrimonio netto
di terzi 2.246,8 - 2.246,8 - (0,1) (68,0) - - - - - - - 73,3 2.252,0 X 2.252,0
* Le esistenze al 31 dicembre 2025 sono state riesposte, rispetto a quanto pubblicato nel Bilancio 2025, a seguito dell’aggiornamento del processo di Purchase Price Allocation riferito all’acquisizione d el Gruppo Mediobanca .
Al 30 giugno 2026 il patrimonio netto, comprensivo del patrimonio netto dei terzi e del risultato di periodo, ammonta a 28.654, 7 mln di euro, contro i 30.197,1 mln di euro del 31 dicembre 202 5, con un decremento netto complessivo di 1.542,6 mln di euro. Tale andamento è principalmente dovuto: (i) all’utile di periodo pari a 1.194,6 mln di euro; (ii) alla distribuzione del dividendo 202 5 da parte della Capogruppo per un importo pari a 2.613,0 mln di euro e (iii) alla variazione netta negativa delle riserve da valutazione pari a 39,9 mln di euro, le cui componenti di dettaglio sono rappresentate nel prospetto della redditività complessiva a cui si rinvia.
Si segnala che, la riduzione della riserva sovrapprezzi di emissione pari a 85,0 mln di euro, è bilanciata da un incremento di pari ammontare della voce riserve -altre, così come deliberato dall’Assemblea della Capogruppo del 15 aprile 2026. Il predetto importo, relativo al contributo da versare per l'affrancamento della riserva extra -profitti, era stato imputato al 31 dicembre 2025 alla voce riserve -altre, la citata Assemblea ha deliberato l’imputazione di tale riserva negativa a compensazione della riserva sovrapprezzi di emissione, riducendone l’ammontare da 3.375 mln di euro a 3.062 mln di euro.
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103 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato – 30 giugno 2025
Esistenze al 31 12 2024 Modifica saldi apertura Esistenze al 01 01 2025 Allocazione
risultato
esercizio precedente Variazioni del periodo Totale Patrimonio netto al 30 06 2025 Patrimonio netto del Gruppo al 30 06 2025 Patrimonio netto di terzi al 30 06 2025 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto
Redditività complessiva
al 30 06 2025 Riserve Dividendi e altre destinazioni Emissione di nuove azioni Acquisto azioni proprie
Distribuzione straordinaria
dividendi
Variazione strumenti di
capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Variazioni interessenze
partecipative
Capitale: 7.454,0 - 7.454,0 - - - - - - - - - - - 7.454,0 7.453,5 0,5
a) azioni
ordinarie 7.454,0 - 7.454,0 - - - - - - - - - - - 7.454,0 7.453,5 0,5 b) altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - - -
Riserve: 2.183,0 - 2.183,0 867,2 - 5,8 - - - - - - - - 3.056,0 3.057,6 (1,6) a) di utili 2.186,2 - 2.186,2 867,2 - 5,8 - - - - - - - - 3.059,2 3.060,8 (1,6) b) altre (3,2) - (3,2) - - - - - - - - - - - (3,2) (3,2) -
Riserve da
valutazione 61,7 - 61,7 - - - - - - - - - - 6,5 68,2 66,9 1,3 Utile (Perdita) di periodo 1.950,6 - 1.950,6 (867,2) (1.083,4) - - - - - - - - 892,3 892,3 892,4 (0,1)
Totale Patrimonio
netto 11.649,3 - 11.649,3 - (1.083,4) 5,8 - - - - - - - 898,8 11.470,6 11.470,4 0,1
Patrimonio netto
del Gruppo 11.649,0 - 11.649,0 - (1.083,3) 5,8 - - - - - - - 898,9 11.470,4 11.470,4 X Patrimonio netto di terzi 0,3 - 0,3 - (0,1) - - - - - - - - (0,1) 0,2 X 0,1
Al 30 giugno 2025 il patrimonio netto, comprensivo del patrimonio netto dei terzi e del risultato di periodo, ammonta a 11.470,6 mln di euro, contro i 11.649,3 mln di euro del 31 dicembre 2024, con un decremento netto complessivo di 178,7 mln di euro. Tale andamento è principalmente dovuto: (i) all’utile di periodo pari a 892,3 mln di euro; (ii) alla distribuzione del dividendo 2024 da parte della Capogruppo per un importo pari a 1.083,4 mln di euro e (iii) alla variazione netta positiva delle riserve da valutazione pari a 6,5 mln di euro, le cui componenti di dettaglio sono rappresentate nel prospetto della redditività complessiva a cui si rinvia.
104 Relazione Finanziaria Semestrale Rendiconto finanziario consolidato – metodo indiretto
A. ATTIVITA' OPERATIVA 30 06 2026 30 06 2025
1. Gestione 1.594,1 1.381,7 risultato di periodo 1.194,6 892,3 plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e su attività/passività finanziarie valutate al fair value ( -/+) (599,5) 95,7 plus/minusvalenze su attività di copertura ( -/+) (2,0) 0,5 rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento (+/ -) 414,1 241,0 rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immat.(+/ -) 148,6 81,4 accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/ -) 35,1 35,8 imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+) 587,1 (35,2) rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/ -) 0,1 0,5 altri aggiustamenti (184,0) 69,7 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (8.162,9) (4.502,5) attività finanziarie detenute per la negoziazione (3.034,7) (2.265,7) attività finanziarie valutate al fair value 287,1 -
altre attività obbligatoriamente valutate al fair value (123,5) 5,6 attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 597,7 445,4 attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (6.686,5) (2.804,9) altre attività 797,0 117,1 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 5.221,5 2.747,7 passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.454,0 966,7 passività finanziarie di negoziazione 2.214,7 736,4 passività finanziarie designate al fair value (263,2) 2,8 altre passività 816,0 1.041,8 4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in riassicurazione (2,3) -
contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/ -) (2,3) -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa (1.349,6) (373,1)
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO 30 06 2026 30 06 2025
1. Liquidità generata da 523,8 7,4 vendite di partecipazioni 5,3 -
dividendi incassati su partecipazioni 473,6 -
vendite di attività materiali 44,9 7,4 2. Liquidità assorbita da (139,5) (8,4) acquisti di attività materiali (99,1) (5,1) acquisti di attività immateriali (40,4) (3,3) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento 384,3 (1,0)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA 30 06 2026 30 06 2025
emissione /acquisto di azioni proprie 1,8 -
distribuzione dividendi e altre finalità (2.649,0) (1.081,0) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (2.647,2) (1.081,0)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA nel periodo (3.612,5) (1.455,1)
Riconciliazione
Voci di bilancio 30 06 2026 30 06 2025 Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo 14.632,0 16.087,1 Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo (3.612,5) (1.455,1) Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo 11.019,5 14.632,0
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105
NOTE ILLUSTRATIVE
Relazione Finanziaria Semestrale
106 Politiche contabili Principi generali di redazione La Relazione finanziaria semestrale del Gruppo Monte dei Paschi di Siena al 30 giugno 2026, approvat a dal Consiglio di Amministrazione in data 6 agosto 2026, comprende la Relazione intermedia sulla gestione ed il Bilancio consolidato semestrale abbreviato ed è redatta in conformità agli obblighi di informativa finanziaria previsti dall’art. 154 -ter del D.
Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (T.U.F.) e in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall’ International Accounting Standards Board e le relative interpretazioni dell’IFRS Interpretations Committee adottati dall’Unione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002 ed in vigore al 30 giugno 2026.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato, predisposto utilizzando l’Euro quale moneta di conto, redatto in forma sintetica e conformità al principio IAS 34 “Bilanci intermedi”, è composto dallo Stato patrimoniale consolidato, dal Conto economico consolidato, dal Prospetto della redditività consolidata complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal Rendiconto finanziario consolidato e dalle Note illustrative; gli schemi di Bilancio consolidato semestrale abbreviato e le Note Illustrative, salvo quanto diversamente indicato, sono redatti in milioni di euro.
Per la predisposizione degli schemi del Bilancio consolidato intermedio abbreviato sono state applicate le disposizioni della Circolare di Banca d’Italia n. 262 del 22 dicembre 2005 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione” e successivi aggiornamenti, da ultimo l’8° aggiornamento pubblicato in data 17 novembre 202215.
Gli schemi del Bilancio consolidato intermedio abbreviato presentano, oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto al 31 dicembre 202 5 per lo stato patrimoniale consolidato e al primo semestre
2025 per:
- il Conto economico consolidato;
- il Prospetto della redditività consolidata complessiva;
- il Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato e
- il Rendiconto finanziario consolidato.
Al riguardo si deve segnalare che l’informativa comparativa al 31 dicembre 2025 è stata riesposta rispetto a quanto pubblicato nel bilancio al 31 dicembre 2025 a seguito dell a sostanzial e defini zione del processo di PPA. Per i dettagli sulla riesposizione dei dati comparativi si rimanda a quanto contenuto nel successivo paragrafo “Riesposizione schemi comparativi al 31 dicembre 2025 per aggiornamento Purchased Price Allocation (PPA) ”.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria, il risultato economico del periodo, la variazione del patrimonio netto e i flussi di cassa generati.
I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi sono rimasti invariati rispetto a quanto applicato al Bilancio consolidato al 31 dicembre 202 5, salvo l’emendamento all’IFRS 9 e all’IFRS 7 “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments , a cui si rimanda per maggiori dettagli.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è corredato dall’attestazione del Dirigente Preposto, ai sensi dell’art. 154 bis del TUF ed è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della Società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A..
Di seguito si riporta un’illustrazione dei nuovi principi contabili o delle modifiche ai principi esistenti approvati dallo IASB, nonché delle nuove interpretazioni o modifiche di quelle esistenti, pubblicate dall’IFRIC, con evidenza separata di quelli applicabili nell’esercizio 202 6 e di quelli applicabili negli esercizi successivi.
15 Il 5 agosto è stato pubblicato il 9° aggiornamento della Circolare n. 262 . Le modifiche sono volte principalmente a recepire: i) le modifiche all’IFRS 9 “Financial Instruments ” e all’IFRS 7 “ Financial Instruments: Disclosures ”, applicabili dal 1° gennaio 2026, ii) il nuovo principio contabile internazionale IFRS 18 “ Presentation and Disclosure in Financial Statement ””, applicabile dal 1° gennaio 2027 , e iii) le indicazioni fornite nella “ Comunicazione congiunta Banca d’Italia/Consob del 6 marzo 2025 ” con riferimento all’informativa di bilancio in materia di cripto attività, che sarà necessaria dai bilanci 2027 .
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107 Principi contabili IAS/IFRS e relative interpretazioni SIC/IFRIC omologati la cui applicazione è obbligatoria a partire dal Bilancio 202 6 Il Regolamento (UE) 2025/1047 del 28 maggio 2025 ha omologato l’emendamento all’IFRS 9 e all’IFRS 7 “ Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments ”. Le modifiche ai due principi chiariscono alcuni degli aspetti critici su classificazione e valutazione degli strumenti finanziari ai sensi dell’IFRS 9 emersi dalla post implementation review del principio. In particolare, i temi affrontati riguardano:
• la classificazione degli strumenti finanziari con rendimenti variabili legati a contingency events che modificano i flussi di cassa futuri , con particolare riferimento a contingency events collegati ad obiettivi ESG. Su tale argomento lo IASB ha previsto alcuni esempi, non esaustivi, di strumenti finanziari che determinano il superamento o meno del test SPPI. In maggior dettaglio:
o la presenza di una clausola che prevede il riconoscimento di interessi aggiuntivi nel caso in cui ad esempio il mutuatario raggiunga un obiettivo ESG ( come una riduzione delle emissioni di carbonio), la cui entità è predeterminata contrattualmente, ricade nel novero di un “ basic lending agreement ” quindi consente il passaggio del test;
o l’esistenza di una condizione che prevede l’adeguamento del tasso di interesse in base ad una variabile di mercato (ad esempio l’indice del prezzo del carbonio) non compensa il prestatore per i rischi e i costi associati al prestito dell’importo principale; pertanto non si delinea un accordo di basic lending .
• l’estinzione di passività mediante sistemi di pagamento elettronico. La modifica prevede che si possa estinguere una passività in contanti, utilizzando un sistema di pagamento elettronico, prima della data di regolamento (in deroga a quanto attualmente previsto) e se, e solo se, l’istruzione di pagamento che è stata
disposta dall’entità:
a) non può essere ritirata, interrotta o annullata;
b) il contante da utilizzare per il regolamento dell’istruzione di pagamento non è accessibile e c) il rischio di regolamento associato al sistema di pagamento elettronico non è significativo, ovvero quando il completamento dell’istruzione di pagamento segue un procedimento amministrativo standard ed il tempo che intercorre tra i requisiti (a) e (b) e la consegna del contante alla controparte è breve. Tuttavia, il rischio di regolamento non è poco significativo se il completamento dell’istruzione di pagamento è subordinato alla capacità dell’entità di consegnare il contante alla data di regolamento.
Si rileva infine che , con tale emendamento , lo IASB ha anche introdotto ulteriori requisiti di informativa, al fine di migliorare la trasparenza a beneficio degli investitori, per quanto concerne gli strumenti di capitale per i quali è stata esercitata l’opzione per la rilevazione nel prospetto della redditività complessiva delle variazioni di fair value (OCI election ). Le modifiche entrano in vigore per gli esercizi che iniziano a partire dal 1° gennaio 2026.
Dal citato emendamento non derivano impatti significativi sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Per una disamina delle analisi condotte in merito ai potenziali impatti derivanti dall’applicazione dell’emendamento IFRS 9 in team di eventi contingenti si rimanda al successivo paragrafo “ Analisi impatti emendamento IFRS 9 su classificazione strumenti finanziari con rendimenti variabili ”.
Il Regolamento (UE) 2025/1266 del 1° luglio 2025 ha omologato l’emendamento all’IFRS 9 e all’IFRS 7 “Contracts Referencing Nature dependent Electricity ”, pubblicato dallo IASB in data 18 dicembre 2024 con l’obiettivo di includere nell’informativa di bilancio anche una disclosure specifica per questa tipologia di contratti.
I contratti dipendenti da fattori naturali riguardano l’approvvigionamento elettrico da fonti rinnovabili e sono caratterizzati da termini contrattuali che espongono l’azienda alla variabilità della quantità di elettricità sottostante poiché la fonte di generazione dell’elettricità dipende da condizioni meteorologiche non controllabili (ad. esempio vento, sole, ecc..); può trattarsi sia di contratti “ buy or sell ” sia di strumenti finanziari che fanno riferimento all’elettricità.
Tali contratti sono spesso strutturati come accordi di acquisto di energia a lungo termine (“ Power Purchase Agreements
- PPA”) che:
• forniscono all’acquirente una quantità di elettricità generata dalla fonte energetica dipendente da fattori naturali a un prezzo fisso per unità (“PPA fisici”), nonché certificati ambientali; oppure
108 Relazione Finanziaria Semestrale • contengono uno swap che regola la differenza netta tra un flusso di cassa a prezzo fisso e un flusso di cassa a prezzo variabile correlato a una quantità di elettricità generata da fonte dipendente dalla natura (“PPA virtuali” o “VPPA”) e forniscono i relativi certificati ambientali.
Una caratteristica unica di questi Power Purchase Agreements è che le fonti dipendenti dalla natura determinano se e quanta elettricità viene generata dall’impianto di riferimento in un dato momento. Gli emendamenti pubblicati dallo
IASB riguardano:
• l’introduzione di linee guida per valutare se i contratti soddisfano i requisiti per “l’uso proprio” e se possono quindi continuare ad essere considerati come detenuti allo scopo di ricevere l’energia in linea con i criteri di utilizzo attesi dall’entità, con la conseguente esenzione dall’applicazione del trattamento contabile previsto per i contratti di buy or sell di elementi non finanziari e quindi la classificazione come strumenti finanziari da valutare al fair value . Ciò si verifica se l’entità è stata, e si aspetta di essere, un “acquirente netto” di elettricità per il periodo contrattuale ossia se acquista elettricità sufficiente a compensare eventuali vendite di elettricità inutilizzata nello stesso mercato in cui ha venduto l’elettricità ;
• l’integrazione del trattamento dell ’hedge accounting previsto dall’IFRS 9, qualora il contratto sia designato come strumento di copertura in una relazione di cash flow hedge . In questo caso, è possibile designare come elemento coperto l’importo nominale variabile delle transazioni elettriche previste, in modo che sia allineato con l’importo variabile del volume di elettricità che si prevede verrà consegnata dall’impianto di generazione, come indicato nello strumento di copertura ;
• l’introduzione di disclosure specifica relativamente ai contratti di acquisto di energia legata a fonti naturali che soddisfano i criteri per “l’uso proprio”.
Le modifiche si applicano a partire dal 1° gennaio 2026. È consentita l’applicazione anticipata. In particolare, le modifiche relative all’esenzione per “uso proprio” si applicano in modo retrospettivo ai sensi dello IAS 8 mentre le modifiche relative al trattamento dell’ hedge accounting si applicano prospetticamente alle relazioni designate alla data prima applicazione o successivamente.
Dal citato emendamento non derivano impatti significativi sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo.
Infine, il Regolamento (UE) 2025/1331del 10 luglio 2025 ha omologato il documento “ Annual Improvements Volume 11 ”, pubblicato dallo IASB in data 18 luglio 2024, che contiene chiarimenti, semplificazioni, correzioni e modifiche minori ai principi contabili IFRS volti a migliorarne la coerenza. I principi contabili interessati sono:
- IFRS 1 “ First -time Adoption of International Financial Reporting Standards ”,
- IFRS 7 “ Financial Instruments: Disclosure s” e la relativa Guidance on implementing IFRS 7,
- IFRS 9 “ Financial Instruments ”,
- IFRS 10 “ Consolidated Financial Statements ” e
- IAS 7 “ Statement of Cash Flow ”.
Le modifiche si applicano a partire dal 1° gennaio 2026. È consentita l’applicazione anticipata.
L’adozione del documento non comporta effetti significativi.
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109 Principi contabili IAS/IFRS e relative interpretazioni SIC/IFRIC omologati la cui applicazione obbligatoria decorre successivamente al 31 dicembre 202 6 Il Regolamento (UE) 2026/338 del 16 febbraio 2026 ha omologato l’IFRS 18 “ Presentation and Disclosure in Financial Statement ”, pubblicato dallo IASB in data 9 aprile 2024, che sostituisce lo IAS 1 “ Presentation of Financial Statements ”. Il nuovo principio stabilisce i requisiti per la presentazione e l’informativa nei bilanci con l’obiettivo di rendere le informazioni più trasparenti e comparabili e per far sì che rappresentino fedelmente le attività, le passività, il patrimonio netto, i ricavi e le spese dell’entità. Le principali novità rispetto allo IAS 1 sono:
• la classificazione dei proventi e degli oneri in cinque categorie ( operating, investing, financing, income taxes, discontinued operation s) sulla base delle principali attività di business dell’entità , la cui identificazione sia a livello di Gruppo sia di singola reporting entity del Gruppo , è cruciale per la corretta classificazione di proventi e oneri all’interno del prospetto dell’utile/perdita d’esercizio ;
• nuove voci di prospetto relativi a risultati intermedi, cosiddetti sub-totali : operating profit; profit before financing and income taxes ;
• maggiori obblighi relativi all’aggregazione e disaggregazione delle informazioni sulla base delle caratteristiche che gli elementi di bilancio condividono o meno; in particolare, con riferimento alle spese da presentare nella categoria “ operating” , le poste devono essere rappresentate nel modo pi ù fruibile possibile, scegliendo tra una classificazione per natura o per funzione o una combinazione delle due;
• la presentazione dell’avviamento in una voce separata di Stato Patrimoniale;
• l’introduzione d el concetto d i indici di misurazione della performance (MPMs), intesi come subtotali di conto economico diversi da quelli previsti dall’IFRS 18 o specificatamente richiesti da altri principi contabili IFRS c he sono utilizza ti nelle comunicazioni pubbliche diverse dal bilancio finanziario per riflettere la visione del management sulla performance finanziaria dell’azienda; con riferimento agli MPSs il principio introduce inoltre requisiti specifici di disclosure da fornire in una sezione dedicata della Nota integrativa, che includono la riconciliazione con i subtotali IFRS e la rappresentazione delle motivazioni sottostanti al loro utilizzo .
Il nuovo principio comporta inoltre modifiche limitate ad altri principi, tra cui, allo IAS 7 “ Statement of Cash Flows ”, allo IAS 33 “ Earnings per Share ” e allo IAS 34 “ Interim Financial Reporting ”.
L’applicazione decorre dal 1° gennaio 2027 , con possibilità di applicazione anticipata , con l’obbligo di presentare l’informativa comparativa per l’esercizio precedente ; ai sensi dello IAS 34 l’entità sarà tenuta a presentare il proprio conto economico in conformità ai requisiti dell’IFRS 18 al primo semestre 2027.
Le suddette modifiche interven gono principalmente sulla presentazione del conto economico e sulla disclosure di bilancio e saranno allineat e alle disposizioni del 9° aggiornamento del la Circolare n. 262 di Banca d’Italia , non ancora pubblicato . A tal proposito, l’analisi delle principali attività di business del Gruppo t iene in considerazione che, nell’ambito delle p roposte di modifica del conto economico consolidato applicabili al bilancio delle banche , Banca d’Italia assume convenzionalmente che l’ attività principale di un gruppo bancario sia quella di erogare finanziamenti e d investire in attività finanziarie e che , laddove l’area di consolidamento includa anche imprese di assicurazione, comprenda anche la prestazione di servizi assicurativi. Il Gruppo ha previsto una specifica progettualità con l’obiettivo di definire le ricadute applicative derivanti dall’applicazione del principio. Il progetto è articolato in più fasi i) analis i della normativa e ricadute operative, ii) definizione dei requisiti implementativi, iii) attività di implementazione. Le attività progettuali, in riferimento al primo modulo, hanno la finalità di analizzare le nuove disposizione normative con l’obiettivo di individuare tutti gli interventi necessari all‘adeguamento al principio entro i termini dell’entrata in vigore. Oltre agli impatti in termini di una diversa rappresentazione dell’informativa, dall’introduzione del principio in esame non sono attesi impatti significativi sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo.
Lo IASB ha pubblicato in data 26 giugno l’emendamento allo IAS 28 “ Amendments to the Fair Value Option for Investments in Associates and Joint Ventures ”. Il documento chiarisce quali entità possono avvalersi dell’opzione prevista dallo IAS 28 per la valutazione al fair value degli investimenti in società collegate e joint venture ; tale chiarimento risponde alla necessità di uniformare l’applicazione d ella suddetta opzione , ed i conseguenti effetti sul conto economico , ai sensi del nuovo IFRS 18 . Le modifiche entrano in vigore contestualmente alla prima applica zione dell’IFRS 18 e quindi a decorrere dal 1° gennaio 2027 .
Non è atteso un effetto significativo sul bilancio del Gruppo dall’adozione di questo emendamento .
110 Relazione Finanziaria Semestrale Principi contabili internazionali IAS/IFRS e relative interpretazioni SIC/IFRIC pubblicati dallo IASB e ancora in attesa di omologazione da parte della Commissione Europea Lo IASB ha pubblicato in data 9 maggio 2024 l’IFRS 19 “ Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures ”. Il nuovo principio consente alle società controllate che applicano i principi contabili internazionali, in costanza di determinate condizioni, di fornire un’informativa di bilancio ridotta alleggerendo in questo modo gli oneri per la preparazione del bilancio. Per poter applicare il principio la controllata: i) non deve avere “responsabilità pubblica” ossia non ha emesso strumenti di capitale o di debito quotati su un mercato regolamentato e non è in procinto di emetterli o non deve detenere attività, a titolo fiduciario, per un ampio gruppo di persone e ii) deve avere una controllante, finale o intermedia, che redige il bilancio consolidato ai sensi dei principi contabili internazionali. In data 21 agosto 2025 lo IASB ha pubblicato un emendamento all’IFRS 19 per consentire ulteriori riduzioni della dislcosure richiesta ai sensi di taluni principi, non considerati al momento della prima pubblicazione dell’IFRS 19.
L’applicazione dell’IFRS 19 , per i bilanci di società controllate da Capogruppo che redigono il bilancio consolidato secondo i principi IFRS, è facoltativa per le società controllate idonee e decorre dal 1° gennaio 2027. Non è atteso un effetto significativo per tali bilanci .
Lo IASB ha pubblicato in data 13 novembre 2025 l’emendamento allo IAS 21 “The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: translation to a "Hyperinflationary Presentation Currency ”. Il documento chiarisce come effettuare la conversione da una valuta non -iperinflazionata a una valuta iperflazionata.
• L'entità applica le modifiche se:
• la sua valuta funzionale è quella di un'economia non iperinflazionata e sta convertendo i suoi risultati economici e la sua situazione patrimoniale -finanziaria nella valuta di un'economia iperinflazionata; oppure, • sta convertendo nella valuta di un'economia iperinflazionata i risultati economici e la situazione patrimoniale -
finanziaria di una gestione estera la cui valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionata.
L’applicazione decorre dal 1° gennaio 2027 ed è consentita in via anticipata.
Non è atteso un effetto significativo sul bilancio del Gruppo dall’adozione di questo principio.
Infine, lo IASB ha pubblicato in data 27 maggio 2026 il principio IFRS 20 “Regulatory Assets and Regulatory Liabilities ”. Il documento sostituisce l’IFRS 14 e ha l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la comparabilità delle informazioni delle imprese operanti in settori regolamentati. In particolare, il nuovo principio definisce i requisiti per la rilevazione, la valutazione, la presentazione e l'informativa delle attività, passività, proventi e costi derivanti da attività regolamentate .
Le attività e le passività derivanti da attività regolamentate costituiscono un sottoinsieme dei diritti e degli obblighi creati da un accordo regolamentare. Le informazioni relative a questo sottoinsieme di diritti e obblighi consentono agli utilizzatori del bilancio di comprendere:
• i proventi e i costi derivanti da attività regolamentate di un'entità, che derivano dalle attività e passività derivanti da attività regolamentate , e quindi di ricevere indicazioni sul compenso totale consentito per beni o servizi regolamentati forniti dall'entità in un periodo di riferimento e, di conseguenza, sul risultato economico dell'entità e sulle prospettive di flussi di cassa futuri.
• le attività e le passività derivanti da attività regolamentate di un'entità e quindi di ricevere informazioni sulla posizione finanziaria dell'entità alla fine di un periodo di riferimento e sull'ammontare, la tempistica e l'incertezza dei flussi di cassa futuri dell'entità.
L’applicazione decorre dal 1° gennaio 2029 ed è consentita in via anticipata.
Non è atteso un effetto significativo sul bilancio del Gruppo dall’adozione di questo principio in quanto riguarda imprese soggette a regolamentazione tariffaria.
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111 Altri Aspetti Analisi impatti emendamento IFRS 9 su classificazione strumenti finanziari con rendimenti variabili Come precedentemente indicato, i l Regolamento (UE) 2025/1047 del 28 maggio 2025 ha omologato l’emendamento all’IFRS 9 e all’IFRS 7 “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments” introducendo taluni chiarimenti relativi ad aspetti critici su classificazione e valutazione degli strumenti finanziari ai sensi dell’IFRS 9 emersi dalla post implementation review del principio.
Con particolare riferimento alle valutazioni relative alla classificazione degli strumenti finanziari con rendimenti variabili collegati a contingent events , si evidenzia che l’attuale perimetro degli strumenti finanziari detenuti e commercializzati dal Gruppo che presentano eventi contingenti in grado di modificare il tasso di interesse contrattuale nei diversi periodi di reporting è riconducibile esclusivamente a finanziamenti destinati a progetti sostenibili .
Tali finanziamenti prevedono l’inclusione di clausole che subordinano l’ammontare dei flussi di cassa contrattuali al raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (c.d. ESG covenant ). Tali clausole sono finalizzate a premiare le imprese che intraprendono percorsi virtuosi di sostenibilità, attraverso la riduzione del proprio impatto ambientale ( Environmental ), l’adozione di politiche di inclusione e sostegno alle comunità (Social ) o il rafforzamento degli assetti organizzativi e di governo societario ( Governance ).
Il beneficio riconosciuto al debitore consiste in una riduzione dello spread applicato al finanziamento, entro una misura massima contrattualmente prestabilita (generalmente pari a 10 punti base), subordinata alla certificazione del raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità definiti per il singolo debitore.
Alla luce dei chiarimenti forniti dallo IASB, secondo cui, in presenza di flussi finanziari contrattuali non significativamente diversi tra i possibili scenari l’entità non è tenuta a effettuare una valutazione dettagliata , il Gruppo ritiene che le clausole ESG attualmente previste nei prodotti offerti alla clientela siano compatibili con il superamento del test SPPI anche in assenza di un’analisi qualitativa approfondita.
In particolare, la variazione massima del tasso di interesse, pari a 10 punti base, determina in ciascuno scenario possibile un rendimento che non risulta significativamente diverso rispetto a quello di uno strumento analogo privo di contingent events .
Pertanto, i prodotti creditizi del Gruppo che includono ESG covenant sono classificati nel portafoglio delle “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”, in coerenza con il modello di business Hold to Collect (HTC) e con l’esito positivo del test SPPI.
Analoghe considerazioni trovano applicazione anche con riferimento agli investimenti effettuati dal Gruppo in titoli che incorporano ESG covenant , ai fini della loro classificazione nei portafogli delle “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” e delle “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ”.
112 Relazione Finanziaria Semestrale Riesposizione schemi comparativi al 31 dicembre 2025 per a ggiornamento Purchased Price Allocation (P PA) Come illustrato nella parte “ Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda ” del Bilancio al 31 dicembre 2025 a cui si rinvia per maggiori dettagli , la contabilizzazione dell’acquisizione del Gruppo Mediobanca era stata determinata solo provvisoriamente. In tal circostanza, l’IFRS 3 prevede che entro 12 mesi dall’acquisizione siano rilevate in diretta contropartita dell’avviamento, con effetto retroattivo, le rettifiche di quei valori provvisori e determinati così i valori definitivi. Tali rettifiche per la contabilizzazione definitiva dell’aggregazione aziendale devono essere effettuate come se fossero state rilevate a partire dalla data di acquisizione. Conseguentemente, le informazioni comparative devono essere riesposte come se la contabilizzazione finale fosse stata completata alla data di acquisizione, tenendo conto, quindi, anche di eventuali ammortamenti e/o altri effetti economici.
Come rappresentato nel paragrafo “La stima e le assunzioni sul processo di Price Purchase Allocation (PPA)” della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata, nel corso del primo semestre 2026 è stato aggiornato e sostanzialmente definito il processo di PPA relativ o all’acquisizione del Gruppo Mediobanca mediante la rilevazione di nuove attività immateriali non precedentemente iscritte nel bilancio di Mediobanca . A riguardo, si evidenzia che le valorizzazioni al fair value delle attività e passività assunte condotte ai fini della redazione della Relazione finanziaria consolidata al 31 dicembre 2025 non hanno subito alcuna variazion e, pertanto in relazione ad essi nessuna rettifica è stata apportata ai valori dell’avviamento .
In accordo al le previsioni del suddetto principio contabile , la valorizzazione di nuove attività immateriali inclusi i relativi ammortament i e lo storno delle attività immateriali iscritte dal Gruppo Mediobanca , è stata effettuata a partire dalla data del 30 settembre 2025 a rettifica dei valori dell’avviamento .
Conseguentemente gli schemi comparativi di stato patrimoniale e conto economico al 31 dicembre 2025 sono stati riesposti al fine di rappresentare per lo stato patrimoniale :
i) le attività immateriali identificate pari a 1. 284,0 mln di euro, al netto dell’ammortamento pari a 20,0 mln di euro, e la relativa fiscalità differita pari a 395,2 mln di euro;
ii) lo storno delle attività immateriali precedentemente iscritte nella situazione patrimoniale di Mediobanca al 31 dicembre 2025 per 143,0 mln di euro, al netto del relativo ammortamento pari a 1,7 mln di euro e della relativa fiscalità differita pari a 33, 0 mln di euro;
iii) le rettifiche, al lordo della quota di ammortamento e del relativo effetto fiscale rilevat i a conto economico, sono state contabilizzate in contropartita della voce “100. Attività Materiali – di cui avviamento” per 791,4 mln di euro.
per il conto economico :
(i) l’ammortamento di competenza del quarto trimestre 2025 relativo alle customer relationship e ai core deposits pari , al netto del correlato effetto fiscale, a 13,9 milioni di euro ;
(ii) lo storno dell’ammortamento, al netto del relativo effetto fiscale, delle attività immateriali precedentemente iscritte nella situazione patrimoniale consolidata di Mediobanca al 31 dicembre 2025 per 1,3 milioni di euro ;
(iii) le complessive rettifiche pari a 12,6 mln di euro sono state rappresentate a riduzione: i) del risultato d’esercizio della Capogruppo per 11, 0 mln di euro e ii) dell’utile di spettanza di terzi per 1, 6 mln di euro;
L’impatto sul patrimonio netto , negativo per un importo pari a 12,6 mln di euro, è stato rilevato alla data del 1° gennaio 2026 in contropartita di apposita riserva di util i del patrimonio netto .
Le tabelle seguenti forniscono una riconciliazione dei saldi patrimoniali ed economici al 31 dicembre 202 5 a seguito degli effetti dell’aggiornamento della PPA sopra indicata .
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
113 Valorizzazione
intangibili
Fair value
adjustment
complessivo
Voci dell'attivo 31/12/2025
PUBBLICATO Iscrizione
nuovi
intangibili Storno
Intangibili
Gruppo
Mediobanca 31/12/2025
RIESPOSTO
10. Cassa e disponibilità liquide 14.632,0 14.632,0 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 26.355,2 26.355,2 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 23.751,7 23.751,7 b) attività finanziarie designate al fair value 1.506,4 1.506,4 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.097,1 1.097,1 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.966,1 6.966,1 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 167.790,8 167.790,8 a) crediti verso banche 9.215,8 9.215,8 b) crediti verso clientela 158.575,0 158.575,0 50. Derivati di copertura 882,2 882,2 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (1.013,6 ) (1.013,6 ) 70. Partecipazioni 7.829,0 7.829,0 80. Attività assicurative -
90. Attività materiali 3.240,5 3.240,5 100. Attività immateriali 3.336,1 492,6 (143,1) 349,6 3.685,7 -di cui avviamento 2.961,3 (791,4) (791,4) 2.169,9 -di cui marchi 482,7 (60,7) 422,0 422,0 -di cui customer relationship 665,7 (82,4) 583,3 583,3 -di cui core deposit 135,6 135,6 135,6 110. Attività fiscali 4.355,4 0,4 0,4 4.355,8 a) correnti 267,4 - 267,4 b) anticipate 4.088,0 0,4 - 0,4 4.088,4 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.202,0 - - - 1.202,0 130. Altre attività 6.064,8 - - - 6.064,8 Totale dell'attivo 241.640,5 493,0 (143,1) 349,8 241.990,4
114 Relazione Finanziaria Semestrale
Valorizzazione
intangibili
Fair value
adjustment
complessivo
Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2025
PUBBLICATO Iscrizione
nuovi
intangibili Storno
Intangibili
Gruppo
Mediobanca 31/12/2025
RIESPOSTO
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 186.034,5 186.034,5 a) debiti verso banche 26.282,4 26.282,4 b) debiti verso la clientela 120.257,9 120.257,9 c) titoli in circolazione 39.494,1 39.494,1 20. Passività finanziarie di negoziazione 11.245,7 11.245,7 30. Passività finanziarie designate al fair value 5.682,5 5.682,5 40. Derivati di copertura 852,2 852,2 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (9,8) (9,8) 60. Passività fiscali 1.165,3 395,6 (33,1 ) 362,5 1.527,7 a) correnti 218,1
218,1
b) differite 947,2 395,6 (33,1 ) 362,5 1.309,7 70. Passività associate ad attività in via di dismissione 975,9 975,9 80. Altre passività 4.309,9 4.309,9 90. Trattamento di fine rapporto del personale 85,7 85,7 100. Fondi per rischi e oneri: 1.008,6 1.008,6 a) impegni e garanzie rilasciate 166,7 166,7 b) quiescenza e obblighi simili 3,2 3,2 c) altri fondi per rischi e oneri 838,7 838,7 110. Passività assicurative 80,4 80,4 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passivit à 80,4 80,4 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passivit à - -
120. Riserve da valutazione 58,8 58,8 di cui relative ad attività operative cessate 4,0 4,0 130. Azioni rimborsabili - -
140. Strumenti di capitale - -
150. Riserve 4.063,7 4.063,7 160. Sovrapprezzi di emissione 3.146,6 3.146,6 170. Capitale 17.978,2 17.978,2 180. Azioni proprie ( -) (1,8) (1,8) 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 2.248,5 (1,8) 0,2 (1,6) 2.246,9 200. Utile (Perdita) di esercizio (+/ -) 2.715,7 (12,1 ) 1,1 (11,0 ) 2.704, 6 Totale del passivo e del patrimonio netto 241.640,5 381,6 (31,7 ) 349,9 241.990,4
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
115 Valorizzazione
intangibili Fair value
adjustment
complessivo
Voci 31/12/25 Iscrizione
nuovi
intangibili Storno
Intangibili
Gruppo
Mediobanca 31/12/25
RIESPOSTO PUBBLICATO
10. Interessi attivi e proventi assimilati 4.629,4 4.629,4 di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 3.896,1 3.896,1 20. Interessi passivi e oneri assimilati (2.084,1 ) (2.084,1 ) 30. Margine di interesse 2.545,3 2.545,3 40. Commissioni attive 2.090,3 2.090,3 50. Commissioni passive (314,0 ) (314,0 ) 60. Commissioni nette 1.776,3 1.776,3 70. Dividendi e proventi simili 38,3 38,3 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 83,4 83,4 90. Risultato netto dell'attività di copertura 8,3 8,3 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 93,5 93,5 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 88,6 88,6 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4,6 4,6 c) passività finanziarie 0,3 0,3 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (106,3 ) (106,3 ) a) attività e passività finanziarie designate al fair value (77,1 ) (77,1 ) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (29,2 ) (29,2 ) 120. Margine di intermediazione 4.438,7 4.438,7 130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (819,3 ) (819,3 ) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (817,7 ) (817,7 ) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (1,6) (1,6) 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (4,6) (4,6) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 3.614,7 3.614,7 160 Risultato dei servizi assicurativi 5,0 5,0 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa - -
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 3.619,6 3.619,6 190. Spese amministrative: (2.525,6 ) (2.525,6 ) a) spese per il personale (1.555,1 ) (1.555,1 ) b) altre spese amministrative (970,5 ) (970,5 ) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (17,4 ) (17,4 ) a) impegni e garanzie rilasciate 1,9 1,9 b) altri accantonamenti netti (19,3 ) (19,3 ) 210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (112,0 9 (112,0 ) 220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (74,8 ) (20,0 ) 1,7 (18,3 ) (93,1 ) 230. Altri oneri/proventi di gestione 489,0 - - - 489,0 240. Costi operativi (2.240,8 ) (20,0) 1,7 (18,3 ) (2.259,1 ) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 227,9 - 227,9 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali (23,7 ) - - - (23,7 ) 270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 5,1 - - - 5,1 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.588,0 (20,0 ) 1,7 (18,3 ) 1.569,7 300. Imposte sul reddito dell'operatività corrente 1.123,5 6,0 (0,4) 5,6 1.129,1 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.711,5 (13,9 ) 1,3 (2,7) 2.698,8 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte (0,2) - - - (0,2) 330. Utile (Perdita) 2.711,3 (13,9 ) 1,3 (12,6 ) 2.698,6 340. Utile (Perdita) di pertinenza di terzi (4,4) (1,8) 0,2 (1,6) (6,0) 350. Utile (Perdita) di pertinenza della capogruppo 2.715,7 (12,1 ) 1,1 (11,0 ) 2.704,6
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116 Pillar 2 – Global Minimum Tax (D.Lgs. 27 dicembre 2023 n. 209 - Direttiva (UE) 2022/2523 del Consiglio del 15
dicembre 2022)
Il Gruppo MPS rientra nell’ambito applicativo di tale normativa con efficacia, a decorrere dal 1° gennaio 2024, configurandosi un Gruppo multinazionale (con Banca MPS nella veste di controllante capogruppo, o UPE “Ultimate Parent Entity ”), ed integrando i presupposti soggettivi per l’applicazione del nuovo tributo.
A seguito dell’operazione di integrazione con il Gruppo Mediobanca, avvenuta nel corso del 2025, il Gruppo MPS risulta presente, oltreché in Italia, Francia, Irlanda e Cina (nelle quali si riscontrava la presenza del Gruppo MPS anche nel 2024), nelle seguenti ulteriori giurisdizioni: Regno Unito, Principato di Monaco, Germania, Stati Uniti d’America, Lussemburgo, Svizzera, Spagna, Gibilterra, Isole Cayman.
A tal proposito, preme evidenziare che Francia, Irlanda, Italia, Spagna, Germania, Regno Unito e Lussemburgo, oltre ad aver implementato l’imposta minima integrativa (IIR) e l’imposta minima nazionale (DMTT), hanno anche ottenuto, con riferimento a quest’ultima imposta, lo status di “qualificata” e quello di “safe harbour” (cfr. lista pubblicata nel sito istituzionale OCSE in data 15 gennaio 2025 e relativo comunicato MEF del 23 gennaio 2025).
Si segnala che il processo di integrazione dei dati e degli assetti informativi tra i due gruppi è tuttora in corso e potrebbe comportare progressivi affinamenti delle analisi di dettaglio per singola giurisdizione, come di seguito riepilogate.
Ciò posto, in base alle stime svolte sulla base del conto economico e della situazione patrimoniale consolidati al 30 giugno 2026 si evidenzia che:
i. con riferimento all’Italia e alla Francia non è risultato possibile accedere al TSH per il 2024 e, dunque, tale accesso risulta precluso anche per gli esercizi successivi sulla base del principio di matrice OCSE “ once out, always out ”; tuttavia, l’aliquota di imposizione effettiva applicabile per le società del Gruppo localizzate in tali giurisdizioni è risultata superiore all’aliquota minima della Global Minimum Tax (15%), con la conseguenza che nessuna imposizione integrativa risulta dovuta.
ii. in tutte le altre giurisdizioni in cui il Gruppo è presente risultano soddisfatti i requisiti per l’applicabilità dei regimi transitori semplificati CbCR Safe Harbour (TSH), con la conseguenza che nessuna imposta risulta dovuta .
Contribuzione per affrancamento Imposta straordinaria sull’incremento del margine di interesse In attuazione di quanto deliberato dai relativi Consigli di Amministrazione, Banca MPS, Banca Widiba, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. e Compass Banca S.p.A. hanno provveduto al versamento del contributo straordinario di cui all’art. 1, commi da 69 a 73, della Legge n. 199/2025, pari a complessivi 148,2 mln di euro, per l’affrancamento della riserva “Extraprofitti” (costituita ai sensi dell’art.26 comma 5 -bis del D.L. 104/2023, convertito nella Legge 136/2023). A seguito del perfezionamento dell’affrancamento, che avverrà con la liquidazione del contributo nella dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2025 da presentarsi entro il 2 novembre 2026, la riserva in questione potrà essere oggetto di distribuzione ai soci senza incorrere nell’obbligo di assolvimento dell’imposta straordinaria prevista dall’art. 26 del D.L. 104/2023, in misura pari al 40% della riserva medesima; sarà, inoltre, disapplicata la presunzione legale prevista dal comma 5 -ter dell’art. 26 del D.L. 104/2023 la quale, con effetto dalle distribuzioni di utili o riserve di utili operate dal 1° gennaio 2029, avrebbe comportato l’obbligo di assolvere la predetta imposta straordinaria.
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117 Stime e assunzioni nella predisposizione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato L’applicazione di alcuni principi contabili implica necessariamente il ricorso a stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività iscritti in bilancio e sull’informativa fornita in merito alle attività e passivi tà potenziali. Le assunzioni alla base delle stime formulate tengono in considerazione tutte le informazioni disponibili alla data di redazione del la presente Re lazione finanziaria semest rale nonché le ipotesi considerate ragionevoli, anche alla luce dell’esperienza storica. Per loro natura, non è quindi possibile escludere che le ipotesi assunte, per quanto ragionevoli, possano non trovare conferma nei futuri scenari in cui il Gruppo si troverà ad operare. In particolare, si segnala che nello scenario macroeconomico di riferimento continuano a permanere significativi elementi di incertezza legate al perdurare dell’instabilità geopolitica connessa ai conflitti ancora in corso e alle politiche commerciali degli USA . Ulteriore fonte di incertezza è rappresentata dagli effetti conseguenti al cambiamento climatico, le cui manifestazioni stanno diventando sempre più frequenti e di grave impatto.
Tali incertezze influenzano le stime del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato , richiedendo di ricorrere a significativi elementi di giudizio nella selezione delle ipotesi ed assunzioni sottostanti la stessa stima. I risultati che si consuntiveranno in futuro potrebbero pertanto differire dalle stime effettuate ai fini del bilancio e potrebbero conseguentemente rendersi necessarie rettifiche, ad oggi non prevedibili né stimabili, rispetto al valore contabile delle attività e passività iscritte. Si segnala infine che le stime di bilancio sono basate su una prospettiva stand -alone del Gruppo e dunque non riflettono i possibili effetti dell’Offerta Pubblica di Scambio totalitaria annunciata da Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 8 giugno 2026.
Di seguito si illustrano gli aspetti di novità e gli affinamenti nei processi valutativi che sono stati introdotti nel corso del primo semestre 2026, rinviando alle specifiche sezioni di nota integrativa del Bilancio consolidato al 31 dicembre 202 5 per un’informativa di dettaglio sui processi valutativi condotti.
Previsioni macroeconomiche 2026, 2027 e 2028 In data 1 1 giugno 2026 la BCE ha pubblicato il periodico aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l’area Euro predisposto dal proprio staff . Nello scenario di base delle proiezioni di giugno 2026 si ipotizza una diminuzione relativamente rapida delle quotazioni dell’energia nel corso dei prossimi trimestri, in linea con i prezzi impliciti nei contratti future; nondimeno l’evoluzione del conflitto, unitamente al suo impatto sulle quotazioni energetiche, sui corsi di alcune materie prime non energetiche e sull’attività economica, nonché la trasmissione dello shock sui prezzi dell’energia ai prezzi al consumo dei beni non energetici rimangono soggette a notevole incertezza determinando pertanto per l’area dell’euro prospettive economiche che restano molto incerte Nel dettaglio, si prevede che il tasso di incremento medio annuo del PIL in termini reali sia pari allo 0, 8% nel 2026, all’1, 2% nel 2027 e all’1, 5% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di marzo 2026, l’incertezza sulla futura evoluzione del conflitto ed il conseguente impatto sulle quotazioni energetiche, ha comportato una rivisitazione al ribasso di 0, 1 punti base sia per il 2026 che per il 2027, mentre le previsioni per il 2028 sono state riviste al rialzo di 0,1 punti base con la ripresa della domanda interna .
L’inflazione complessiva misurata sull’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), è stimata al 3,0% nel 2026, al 2,3% nel 2027 ed al 2, 0% nel 2028, in rialzo per il biennio 2027 -2028 rispettivamente di 0, 4 punti percentuali, 0, 3 punti percentuali rispetto alle previsioni di marzo (2,6% e 2,0%) e sostanzialmente invariata per l’anno 2028 ; l'inflazione è stata rivista al rialzo, per il 2026 ed il 2027 , in ragione dell'incremento dei prezzi dell'energia causato dalla guerra in Medio Oriente.
Le proiezioni macroeconomiche relative all’Italia sono state rilasciate da Banca d’Italia nel documento “Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana” pubblicato il 12 giugno 2026 nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema . Le proiezioni di crescita del prodotto interno lordo presuppongono una crescita contenuta nel 2026 e nel 2027 - dovuti al conflitto in Medio Oriente ed al conseguente repentino innalzamento dei prezzi energetici che incidono negativamente sulle prospettive a breve termine – che tenderà a rafforzarsi nel 2028 ; si prevede un aumento del PIL dello 0,5% nel 2026, dello 0,4% nel 2027 e dello 0, 9% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di aprile la crescita del prodotto è rivista marginalmente al ribasso nel 2027 – principalmente per gli effetti sui consumi di prezzi delle materie prime più elevati – e al rialzo nel 2028 (0,5%, 0, 5% e 0, 8% rispettivamente nelle previsioni di aprile ).
Le previsioni di inflazione, rivista al rialzo soprattutto nell’anno prevalentemente per via di ipotesi di prezzi delle materie prime più elevati rispetto alle previsioni di aprile , vedono un’inflazione al consumo - pari all’1,6% nella media del 2025 -
che si collocherebbe al 3,1% nell’anno in corso ( 2,6% ad aprile ), e rispettivamente al 2,0% ed all’1,9% nel 2027 e nel 2028 (1,8% e 1,9% rispettivamente nelle previsioni di aprile ).
118 Relazione Finanziaria Semestrale
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Per riflettere la maggiore incertezza del contesto recente, il Gruppo ha proceduto all’aggiornamento degli scenari macroeconomici, rispetto a quelli adottati al 31 dicembre 2025 ed al 31 marzo 2026.
Il set di scenari macroeconomici previsionali utilizzati per la presente Relazione Finanziaria semestrale, basato sulle previsioni formulate da provider esterno nel mese di aprile 2026 ed approvato dal Cda della Capogruppo nella seduta del 22 giugno 2026, consentono di riflette re l’aumento dei rischi legati al contesto della guerra in Medio Oriente, della chiusura dello Stretto di Hormuz e dell’elevata volatilità delle quotazioni petrolifere, nonché al perdurare delle tensioni commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti, che hanno contribuito a rendere il contesto del commercio internazionale più instabile e oneroso.
Nel seguito si riportano le informazioni relative ai principali indicatori macroeconomici e finanziari utilizzati negli scenari “baseline”, “severo ma plausibile” e “best”, riferite al triennio giugno 2026 - giugno 2029.
Scenario Anno Prodotto
Interno
lordo Tasso di disoccupazione Indice dei
prezzi al
consumo Tasso
d'interesse
interbancario
a 3 mesi Tasso
d'interesse
Eurirs 10y
(%) Tasso
d'interesse
sui Btp a
10 anni
Baseline 2026 0,33% 5,93% 1,04% 2,30% 3,24% 3,97% 2027 0,60% 5,79% 2,02% 2,38% 3,47% 4,18% 2028 0,42% 5,60% 2,03% 2,51% 3,67% 4,38%
AVG 0,45% 5,77% 1,70% 2,39% 3,46% 4,18%
Severo
plausibile 2026 -0,62% 6,61% 1,75% 2,27% 3,46% 4,66% 2027 0,47% 6,96% 1,77% 2,35% 3,69% 4,85% 2028 0,11% 7,03% 1,50% 2,48% 3,88% 5,01%
AVG -0,01% 6,87% 1,67% 2,36% 3,67% 4,84%
Best 2026 1,31% 5,37% 1,50% 2,52% 3,48% 3,92% 2027 0,88% 4,67% 1,72% 2,54% 3,71% 4,15% 2028 0,76% 4,31% 1,98% 2,54% 3,88% 4,35%
AVG 0,98% 4,78% 1,74% 2,54% 3,69% 4,14%
La variabile macroeconomica maggiormente rilevante ai fini della determinazione della ECL è il PIL ed è pertanto la variabile rappresentativa che guida tutte le altre: il valore medio nel triennio 2026 -2028 è pari a 0,45%, -0,01% e 0,98% rispettivamente nello scenario baseline, severo ma plausibile e best in peggioramento rispetto alla media osservata nel precedente set di scenari macroeconomici in uso (0,54%, 0,11% e 1,10% rispettivamente nello scenario baseline, severo ma plausibile e best).
L’aggiornamento degli scenari macroeconomici ha comportato la rilevazione di maggiori accantonamenti per 38,3 mln di euro .
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In tema di management overlay il Gruppo ha deciso di operare, ai fini del presente Bilancio consolidato semestrale , in sostanziale continuità metodologica rispetto a quanto agito nei precedenti esercizi . Si ricorda che, al 31 dicembre 2025, erano stati adottati dei “ post -model adjustment ” agli esiti delle metodologie di stima della ECL, nel quadro della flessibilità consentita dal principio IFRS 9 ed alla luce della maggiore prudenza necessaria per i rischi emergenti derivanti dal contesto corrente e prospettico. Gli overlays si sono resi necessari per integrare i risultati dei modelli in produzione, per meglio cogliere le incertezze e i rischi insiti nelle previsioni nonché gli scostamenti osservati/previsti rispetto alle serie storiche di lungo periodo.
Al 30 giugno 2026, il Gruppo ha mantenuto in essere i medesimi overlays adoperati per le valutazioni contabili al 31 dicembre 2025 ; nell’insieme nei fondi rettificativi insistono elementi di prudenza per circa 265, 9 mln di euro ,
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119 principalmente con lo scopo di includere nei livelli di copertura le persistenti incertezze del contesto geopolitico e macroeconomico (36,8 mln di euro) , le aspettative di graduale salita dei tassi di default verso livelli strutturali post Covid, in particolare per il credito al consumo (62,3 mln di euro) , ed il rischio climatico (28,3 mln di euro) . La parte restante degli overlay è riferita principalmente alle attività di backtesting condotte sul tasso di perdita atteso sui singoli modelli - adottati dalla Capogruppo e da Banca Widiba (93,4 mln di euro) e ad overlays, adottati da Mediobanca e le sue controllate , finalizzati ad includere nelle stime sia gli effetti della volatilità dell’ECL che gli effetti di modifiche ai processi relative al portafoglio NPL del credito al consumo non ancora integrati nei modelli (42,8 mln di euro).
Per il dettaglio delle tipologie di overlays adottate si rinvia a quanto riportato nelle specifiche sezioni di nota integrativa del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 .
Nel complesso i management overlay adoperati per le valutazioni contabili alla data del 3 0 giugno 2026 risultano in riduzione di 36,6 mln di euro e 44,9 mln di euro rispett o ai dati del 31 marzo 202 6 e 31 dicembre 202 5.
La dinamica in flessione rispetto è riconducibile prevalentemente i) all’aggiornamento della serie storica utilizzata ai fini dell’analisi di backtesting che ha determinato, per alcuni cluster della LGD statistica, dei tassi di perdita effettivi leggermente più bassi di quelli stimati nei periodi precedenti con conseguenti minori rettifiche rilevate a conto economico al 30 giugno 2026 ( 93,4 mln di euro rispetto ai 113,0 mln di euro rilevati sia 31 marzo 2026 che al 31 dicembre 2025) ed ii) al riversamento di parte degli overlays finalizzati ad includere nei livelli di copertura le persistenti incertezze del contesto geopolitico e macroeconomico (c.d overlays su rischi emergenti) a seguito dell’aggiornamento degli scenari macroeconomici (36,8 mln di euro rispetto ai 50,5 mln di euro ed i 52,0 mln di euro a l 31 marzo 2026 ed al 31 dicembre 2025).
Resta fermo il carattere transitorio dei suddetti management overlays legati al recepimento in ambito IFRS 9 di fine tuning al framework modellistico, in aggiunta alla considerazione che i risultati derivanti dai citati modelli sono influenzati da scenari macroeconomici in buona parte dipendenti da fenomeni non del tutto consolidati e comunque ancora soggetti ad estrema variabilità ed incertezza.
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La determinazione delle perdite attese sui crediti implica significativi elementi di giudizio, con particolare riferimento al modello utilizzato per la misurazione delle perdite e dei relativi parametri di rischio, ai trigger ritenuti espressivi di un significativo deterioramento del credito, alla selezione degli scenari macroeconomici. In particolare, l’inclusione dei fattori forward looking risulta essere un esercizio particolarmente complesso, in quanto richiede di formulare previsioni macroeconomiche, di selezionare scenari e relative probabilità di accadimento, nonché di definire un modello in grado di esprimere la relazione tra i citati fattori macroeconomici ed i tassi di inadempimento delle esposizioni oggetto di valutazione.
Al fine di valutare come i fattori forward looking possano influenzare le perdite attese si ritiene ragionevole effettuare un’analisi di sensitività nel contesto di differenti scenari basati su previsioni coerenti nell’evoluzione dei diversi fattor i macroeconomici. Le innumerevoli interrelazioni tra i singoli fattori macroeconomici sono, infatti, tali da rendere scarsamente significativa un’analisi di sensitività delle perdite attese basata sul singolo fattore macroeconomico.
Di seguito viene pertanto presentata una tabella che evidenzia la sensitivity per i principali portafogli creditizi del Gruppo costituiti da crediti per cassa verso clientela appartenenti ai segmenti corporate e retail di Banca MPS, Widiba e delle società Compass, Mediobanca S.p.a , Mediobanca premier, Selma e Facta appartenenti al Gruppo Mediobanca;
complessivamente il perimetro cosi identificato rappresenta circa il 77% della complessiva esposizione lorda verso la clientela di Gruppo, al netto dei crediti classificati nel portafoglio delle attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione.
L’analisi mostra, in linea con il medesimo approccio adoperato per l’esercizio 2025, l’impatto per ogni stadio di rischio sulle esposizioni lorde, sulle rettifiche e sul coverage ratio nelle ipotesi di utilizzo di un peso pari al 100% rispettivamente degli scenari baseline , severo ma plausibile e best in luogo dello scenario definito ponderato - in quanto basato sulle ponderazioni che il Gruppo ha attribuito a ciascun scenario16 - utilizzato dal Gruppo ai fini della stima degli stadi di rischio e delle rettifiche di valore riferite al 30 giugno 2026:
• la sensitivity del portafoglio allo scenario severo ma plausibile vedrebbe (i) uno scivolamento di controparti in stage 2, la cui esposizione lorda subirebbe un incremento pari a 1.135,1 mln di euro (+9,83%), con un conseguente aumento dell’ECL stimato attorno al 18,58% (circa 108,9 mln di euro), e un maggior coverage medio di circa 40 bps, (ii) una speculare riduzione di controparti in stage 1, la cui esposizione subirebbe un
16 Lo scenario ponderato è stato determinato utilizzando una ponderazione del 21,05%, 52,6% e 26,32% rispettivamente per gli sce nari Best, Baseline e Severo ma plausibile.
120 Relazione Finanziaria Semestrale decremento di 1.135,1 mln di euro ( -0,94%), un aumento dell’ECL del 6,63% (circa 25,6 mln di euro) con un coverage medio sostanzialmente invariato;
• la sensitivity del portafoglio allo scenario baseline vedrebbe (i) un decremento di controparti in stage 2 , la cui esposizione subirebbe una lieve flessione pari a circa 127,9 mln di euro ( -1,11%) con una conseguente diminuzione dell’ECL stimata attorno all’1,97% (circa 11,6 mln di euro) ed un coverage medio sostanzialmente invariato, (ii) un modesto incremento in termini di esposizioni pari a circa 127,9 mln di euro (+0,11%) con una ECL ( -0,4 mln di euro pari allo 0,11% ) ed un coverage medio sostanzialmente invariati per lo stage 1;
• viceversa, l’analisi di sensitività del portafoglio allo scenario best, vedrebbe (i) una riduzione dello stock di posizioni in stage 2 pari a 945,8 mln di euro (riduzione del 8,19%) con un potenziale beneficio economico sull’ECL di circa 89,7 mln di euro (15,31%), e conseguente diminuzione dell’indice di copertura di circa 39 bps; (ii) un incremento di controparti in stage 1, la cui esposizione subirebbe una crescita pari a 945,8 mln di euro (incremento dello 0,78%), una flessione dell’ECL del 6,91% circa (circa 26,7 mln di euro) e un coverage medio sostanzialmente invariato.
L’analisi di sensitivity delle rettifiche delle esposizioni deteriorate vedrebbe un incremento di circa 35,2 mln di euro (+1,78%) e 4,8 mln di euro (+0,24%) rispettivamente nello scenario severo ma plausibile e baseline e una riduzione di 33,2 mln di euro ( -1,68%) nello scenario baseline .
Scenari (Delta in € /mln) Ponderato best Severo
Plausibile Baseline
STAGE 1 Esposizione lorda 120.507,9 945,8 (1.135,1) 127,9 di cui CORPORATE 60.040,3 468,5 (954,6) 105,5 di cui RETAIL 60.467,6 477,3 (180,6) 22,4 STAGE 1 Rettifiche 386,2 (26,7) 25,6 (0,4) di cui CORPORATE 116,4 (7,0) 4,5 1,2 di cui RETAIL 269,8 (19,6) 21,1 (1,6) STAGE 1 coverage ratio (%) 0,32% 0,30% 0,34% 0,32% di cui CORPORATE 0,19% 0,18% 0,20% 0,20% di cui RETAIL 0,45% 0,41% 0,48% 0,44% STAGE 2 Esposizione lorda 11.548,2 (945,8) 1.135,1 (127,9) di cui CORPORATE 7.269,5 (468,5) 954,6 (105,5) di cui RETAIL 4.278,7 (477,3) 180,6 (22,4) STAGE 2 Rettifiche 586,0 (89,7) 108,9 (11,6) di cui CORPORATE 272,9 (53,4) 76,7 (9,8) di cui RETAIL 313,1 (36,3) 32,2 (1,8) STAGE 2 coverage ratio (%) 5,07% 4,68% 5,48% 5,03% di cui CORPORATE 3,75% 3,23% 4,25% 3,67% di cui RETAIL 7,32% 7,28% 7,74% 7,31% STAGE 3 Esposizione lorda 3.959,7 - - -
di cui CORPORATE 2.318,4 - - -
di cui RETAIL 1.641,3 - - -
STAGE 3 Rettifiche 1.979,1 (33,2) 35,2 4,8 di cui CORPORATE 1.217,4 (17,4) 14,8 (0,2) di cui RETAIL 761,8 (15,8) 20,5 5,0 STAGE 3 coverage ratio (%) 49,98% 49,14% 50,87% 50,10% di cui CORPORATE 52,51% 51,76% 53,15% 52,50% di cui RETAIL 46,41% 45,45% 47,66% 46,72% TOTALE Rettifiche 2.951,4 (149,6) 169,7 (7,2) di cui CORPORATE 1.606,7 (77,8) 96,0 (8,9) di cui RETAIL 1.344,7 (71,8) 73,7 1,7
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121 Non è tuttavia possibile escludere che un deterioramento della situazione creditizia dei debitori, anche in conseguenza dei possibili effetti negativi sull’economia correlati al contesto macroeconomico, possa comportare la rilevazione di ulteriori perdite, anche significative, rispetto a quelle considerate al 3 0 giugno 2026.
Impairment test delle partecipazioni In conformità allo IAS 36, a ogni data di bilancio o relazione infrannuale, il Gruppo MPS verifica per gli investimenti partecipativi iscritti nell’attivo patrimoniale, che non esistano obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle suddette attività.
La metodologia adottata dal Gruppo MPS prevede in prima istanza il ricorso ad un set di indicatori di impairment in base a diversi fattori, riferiti alla partecipata, tra i quali la tipologia di business , la quotazione sul mercato ed obiettivi di budget . La presenza di indicatori di impairment comporta la rilevazione di una svalutazione nella misura in cui il valore recuperabile risulti inferiore al valore di iscrizione. Il valore recuperabile ai sensi del principio IAS 36 è identificato c ome il valore più alto tra il suo fair value , al netto dei costi di vendita, e il suo valore d’uso, pari al valore attuale dei flussi di cassa futuri che l’azienda si attende dall’uso continuativo dell’ asset e dalla sua dismissione al termine della vita utile dello stesso.
Le analisi effettuate dal Gruppo al 30 giugno 2026 hanno evidenziato per le società collegate AXA Danni e AXA Vita una potenziale indicazione di perdite durevoli di valore per il mancato rispetto di taluni triggers di impairment specificatamente individuati per le due partecipate.
Il Gruppo ha pertanto proceduto alla determinazione del valore recuperabile attraverso l’adozione di due distinti
approcci:
- per la società AXA Danni è stato utilizzato il metodo valutativo basato sull’attualizzazione dei flussi di dividendi distribuibili dalla società partecipata (DDM);
- per la società AXA Vita è stato utilizzato il metodo Appraisal Value .
Per entrambe le società, il test di impairment ha confermato valori recuperabili ampiamente superiori ai rispettivi valori contabili. Non sono pertanto state eseguite rettifiche sul valore contabile delle partecipazioni.
Valutazione degli immobili Il Gruppo adotta il criterio della rideterminazione di valore per la valutazione del patrimonio immobiliare ad uso funzionale ai sensi dello IAS 16 e del fair value per gli immobili di investimento ai sensi dello IAS 40, per la valutazione successiva all’iscrizione iniziale. Il metodo della rideterminazione del valore prevede che le attività ad uso funzionale, il cui fair value possa essere attendibilmente misurato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore, al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite per riduzione di valore accumulate. Per gli immobili detenuti a scopo di investimento, il Gruppo ha scelto il metodo di valutazione al fair value , secondo il quale, successivamente alla rilevazione iniziale, tutti gli investimenti immobiliari sono valutati al fair value .
Il fair value degli immobili, siano essi ad uso funzionale che di investimento, viene determinato attraverso il ricorso ad apposite perizie predisposte da parte di indipendenti società qualificate ed operanti nello specifico settore in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base degli standard RICS Valuation, che garantiscono che il fair value venga determinato coerentemente alle indicazioni del principio contabile internazionale IFRS 13 e che i periti presentino dei requisiti professionali, etici e di indipendenza allineati alle previsioni degli standard internazionali ed europei.
Il Gruppo esegue la valutazione del patrimonio immobiliare con periodicità semestrale sia per gli investimenti immobiliari sia per gli immobili ad uso funzionale. Al 30 giugno 202 6 è stato sottoposto a valutazione l’intero portafoglio immobiliare di proprietà del Gruppo composto da n. 1. 144 asset di proprietà di cui n. 6 77 immobili ad uso strumentale (IAS 16), n. 32 immobili merce (IAS 2), n. 2 74 immobili ad uso investimento (IAS 40), n. 1 42 immobili a classificazione mista e n. 19 immobili detenuti per la vendita (IFRS 5).
La valutazione eseguita al 30 giugno 2026 ha tenuto conto delle riclassifiche degli asset avvenute tra le diverse categorie nel corso del primo semestre.
Le metodologie valutative applicate dall’esperto valutatore sono in linea con la prassi internazionale IVS (International Valuation Standards ) e con quanto prescritto nel Red Book del Royal Institute of Chartered Surveyors (RICS) e sono rimaste invariate rispetto alle precedenti valutazioni del patrimonio immobiliare, avvenute in data 31 dicembre 2025 e in data 30 giugno 202 5. Per approfondimenti circa le metodologie valutative nonché l’approccio valutativo adottati dal Gruppo si rimanda al paragrafo A.4 - l’Informativa sul fair value contenuto nelle Politiche Contabili della Parte A del Bilancio consolidato 202 5.
Le perizie sono state redatte in modalità full per n. 180 degli immobili rientranti nel perimetro (ossia per il 1 5,7% della numerosità complessiva e per il 33,4 % del valore di bilancio complessivo al 30 giugno 202 6) e sulla base di analisi in modalità desktop per i restanti immobili (ossia per l’8 4,3% della numerosità complessiva e per il 66,6 % del valore di
122 Relazione Finanziaria Semestrale bilancio complessivo al 30 giugno 202 6). Il valore di mercato del portafoglio è stato stimato complessivamente in 2.657,5 mln di euro che ha comportato una complessiva rivalutazione del patrimonio immobiliare per 22,9 mln di euro
di cui:
- rivalutazioni riferite per 14, 6 mln di euro ad immobili classificati IAS 40 e per 9, 1 mln di euro ad immobili classificati IAS 16
- svalutazion i per 0,8 mln di euro riferite ad immobili classificati IAS 2.
La rivalutazione complessiva di 22,9 mln di euro è stata rilevata in contropartita a:
- voce 260 di conto economico – “Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali” per un valore complessiv amente positivo pari a 12,6 mln di euro al lordo della relativa fiscalità;
- voce 120 di stato patrimoniale – “Riserva di valutazione” per un valore complessivamente positivo pari a 10,3 mln di euro al lordo della relativa fiscalità.
Per completezza si evidenzia che nel corso del primo semestre sono stati classificati ad IFRS 5 immobili in prevalenza della Capogruppo con un effetto economico complessivamente positivo di 4,8 mln di euro rilevato a voce 260 di conto economico.
La stima e le assunzioni sulla recuperabilità delle attività fiscali per imposte anticipate In conformità alla disciplina prevista dal principio contabile IAS 12 ed alla comunicazione dell’ESMA del 15 luglio 2019 l’iscrizione iniziale delle DTA ed il successivo mantenimento in bilancio richiedono un giudizio di probabilità ( probability test) in merito alla recuperabilità dei valori iscritti. Tale valutazione è stata effettuata in sostanziale continuità con la metodologia adottata per il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025. Per maggiori informazioni, in generale, circa l’approccio metodologico utilizzato dal Gruppo nella valutazione delle imposte anticipate si rinvia al par. 11.8 “Altre informazioni” della Nota integrativa consolidata – Parte B del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo MPS.
La possibilità di iscrivere le attività per imposte nella relazione semestrale al 30 giugno 2026 è stata, pertanto, verificata come di seguito riportato.
I redditi imponibili futuri, idonei a consentire il recupero delle attività per imposte anticipate, sono stati determinati:
a. per il triennio successivo alla data di bilancio, sulla base dell’evoluzione prevista dei conti economici del Gruppo desunta dal Piano Industriale 2026 -2030, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 26 febbraio 2026, in luogo delle proiezioni utilizzate per il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025 che sono state desunte dalla combinazione dei Piani industriali 2024 -2028 e 2025 -2028 approvati, rispettivamente, da Banca MPS e da Mediobanca;
b. per gli esercizi successivi al primo triennio e fino al ventesimo, proiettando in avanti un risultato ante imposte che, rivalutato ad un tasso di crescita g pari al 2% annuo, consenta di esprimere un tasso di remunerazione medio del capitale proprio (ROE) di Gruppo non superiore al ROE medio registrato nel settore bancario negli ultimi 20 anni.
Al fine di ri flettere l’incertezza connessa alla effettiva realizzazione dei risultati economici ipotizzati, viene utilizzato un fattore di sconto degli stessi basato anche su dati osservabili sul mercato e coerenti con le metriche di rischio dell’investimento in azioni di Banca MPS. Tale fattore di sconto alla data del 30 giugno 2026 è stato pari al 9%, invariato rispetto a quello utilizzato per il Bilancio al 31 dicembre 2025; in ragione della suddetta incertezza, si ritiene in ogni caso che ai fini del test l’orizzonte considerato dei redditi imponibili, la cui realizzazione è ritenuta probabile, non possa superare i 20 anni.
Nello sviluppo del probability test , ove applicabile, si tiene conto degli accordi di consolidato fiscale nazionale, per le società del Gruppo che vi aderiscono e dell’opzione esercitata nella dichiarazione dei redditi riguardo all’eventuale attribuzione delle perdite fiscali residue nelle ipotesi di interruzione anticipata della tassazione di gruppo.
Al 30 giugno 2026 il probability test , condotto secondo la suddetta metodologia, ha evidenziato l’integrale iscrivibilità delle DTA del Gruppo nell’attivo dello Stato Patrimoniale, confermando il risultato dell’analoga valutazione riferita al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025.
Nel grafico seguente si evidenzia, sulla base della metodologia utilizzata per il probability test , l’evoluzione prevista del rientro delle DTA iscritte in bilancio al 30 giugno 2026, sia quantitativamente che temporalmente, distinte tra DTA trasformabili ex L. 214/2011, DTA da perdite non trasformabili ed altre DTA non trasformabili.
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Oltre alle proiezioni economiche desunte dal Piano Industriale, il modello di probability test in uso nel Gruppo MPS include alcuni altri dati di input , le cui oscillazioni di valore possono incidere sul risultato finale della valutazione; si tratta, nello specifico, di:
1. ammontare del “reddito medio tendenziale” o “ cap” (reddito ante imposte, proiettato per gli esercizi oltre quelli del primo triennio desunti dal Piano Industriale - dal 30/6/2029 per il presente bilancio - tale da esprimere una redditività non superiore al ROE medio del settore bancario);
2. tasso di sconto dei risultati prospettici (coefficiente utilizzato nel Risk -adjusted profits approach );
3. tasso di crescita g, assunto pari al tasso di crescita nominale dell’economia.
Grazie al livello di redditività prospettica stimato per il Gruppo, oscillazioni di valore ragionevolmente ipotizzabili delle predette variabili non incidono sulla integrale iscrivibilità delle DTA al 30 giugno 2026; l’effetto di tali oscillazioni si manifesta unicamente sulla tempistica di recupero delle DTA da perdite fiscali; nella seguente tabella si rappresenta la sensitività del modello nella stima di dette tempistiche al variare, sia in aumento che in diminuzione, di ciascuno dei dati di input sopra elencati:
Da tale esercizio emerge una sensitività del modello relativamente contenuta al variare dei parametri di input indicati, dovuta al livello di redditività prospettica stimato per il Gruppo. Si evidenzia, inoltre, che in assenza del fattore di scon to applicato ai risultati economici futuri, ipotesi considerata nelle ultime colonne della tabella, le DTA da perdite fiscali consolidate risulterebbero integralmente recuperabili entro il 2031 e quelle da perdite fiscali ai fini dell’addizionale IRES entro il 2033.
Recuperi % Recuperi % Recuperi % Recuperi % Recuperi % Recuperi % Recuperi % entro arco piano (2030) 1.807,5 72,2% 1.737,2 69,4% 1.867,0 74,5% 1.876,1 74,9% 1.750,2 69,9% 1.803,5 72,0% 1.811,5 72,3% 2.202,4 87,9% entro 6 anni (2032) 597,3 23,8% 624,8 24,9% 545,8 21,8% 538,2 21,5% 634,8 25,3% 599,6 23,9% 595,0 23,8% 290,7 11,6% entro 10 anni (2036) 92,1 3,7% 112,4 4,5% 92,1 3,7% 90,5 3,6% 96,9 3,9% 87,2 3,5% 97,2 3,9% 11,6 0,5% oltre 10 anni 7,9 0,3% 30,5 1,2% 0,0 0,0% 0,0 0,0% 22,9 0,9% 14,6 0,6% 1,0 0,0% 0,0 0,0% Totale recupero 2.504,8 100,0% 2.504,8 100,0% 2.504,8 100,0% 2.504,8 100,0% 2.504,8 100,0% 2.504,8 100,0% 2.504,8 100,0% 2.504,8 100,0%Orizzonte di recuperoReddito medio tendenziale di Gruppo (cap) proiettato dal 2029Tasso di sconto dei risultati prospettici Tasso di crescita gPrevisione in assenza del tasso di sconto Recuperi %-400 milioni +400 milioni -1% +1%Previsione al 30
giugno 2026
-1% +1%
124 Relazione Finanziaria Semestrale Diritti d’uso nell’ambito di contratti di leasing Il principio IFRS 16, in analogia con quanto accade per gli asset di proprietà, indica che le attività per il diritto d’uso acquisiti mediante contratti di leasing devono essere sottoposti alla verifica dell’eventuale esistenza di indicazioni che dimostrino la perdita di valore subita da un’attività. In caso positivo, si procede al confronto tra il valore di carico dell’asset ed il suo valore di recupero, pari al maggiore tra il fair value ed il valore d’uso, quest’ultimo inteso come il valore attuale dei flussi futuri originati dall’asset. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.
Al fine di individuare eventi o situazioni che potrebbero comportare perdite durevoli di valore, il principio IAS 36 richiede di far riferimento ad indicatori provenienti da:
- fonti interne, come segnali di obsolescenza e/o deterioramento fisico del bene, piani di ristrutturazione e
chiusure sportelli;
- fonti esterne, come l’incremento dei tassi di interesse o di altri tassi di rendimento di mercato sugli investimenti che possono determinare un significativo decremento del valore recuperabile dell’attività.
Alla data del 30 giugno 202 6 il Gruppo ha provveduto alle seguenti verifiche:
- andamento dei tassi utilizzati per l’attualizzazione dei canoni;
- presenza di immobili in locazione non utilizzati.
Le suddette verifiche non hanno evidenziato indicazioni di perdita di valor e per le attività per i diritt i d’uso iscritti in bilancio .
La stima e le assunzioni sul processo di Price Purchase Allocation (PPA) A seguito di operazioni di aggregazion e aziendal e, l’acquirente, alla data d’acquisizione, deve procedere ad allocare il costo dell’aggregazione aziendale rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ritenute identi ficabili dell’acquisita ai relativi fair value a tale data. Tale processo implica, per de finizione, elementi di stima complessi e soggettivi: la ricognizione dei suddetti elementi informativi, l’utilizzo di tecniche di valutazione, la selezione di assunzioni ed input non osservabili ai fini della misurazione del fair value delle attività nette identi ficabili acquisite richiedono, infatti, un significativo giudizio, in fluenzando in tal modo il valore del goodwill/badwill risultante dall’aggregazione. L’IFRS 3 prevede che tale valutazione termini non appena l’acquirente abbia ricevuto tutte le informazioni necessarie in essere alla data di acquisizione o abbia appurato che non è possibile ottenere maggiori informazioni per effettuare le valutazioni delle poste acquisite. In ogni caso il periodo di valutazione non può protrarsi per oltre un anno dalla data di acquisizione.
Con riferimento all’acquisizione del Gruppo Mediobanca avvenuta nel settembre 2025, la valutazione al fair value delle singole poste contabili oggetto di acquisizione, condotta nel corso del quarto trimestre 2025 - ai fini della redazione della Relazione finanziaria consolidata al 31 dicembre 2025 - con il supporto di espert i indipendent i aveva riguardato principalmente: i) i crediti verso clientela e banche (sia in bonis che non performing ), (ii) il portafoglio immobiliare , (iii) le partecipazioni di collegamento , (iv) i titoli di debito e (v) le obbligazioni emesse e i debiti verso banche e clientela.
La citata procedura di allocazione aveva comportato la rilevazione di un avviamento provvisorio, determinato con il metodo del full goodwill , di 2.953 mln di euro .
Nel corso del primo semestre 2026 è stato aggiornato e sostanzialmente finalizzato il processo di PPA con l’identificazione e la stima del fair value delle attività immateriali non precedentemente iscritte nel bilancio di Mediobanca .
Pertanto, la Relazione Finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 è stata predisposta sulla base di una PPA sostanzialmente definitiva in considerazione che è ancora in corso la PPA riferita all e attività e passività identificabili della collegata Assicurazioni Generali S.p.A. che , in coerenza con quanto previsto dallo IAS 28 e con il concetto di periodo di misurazione applicabile per analogia con l'IFRS 3 , sarà finalizzata entro il termine del 30 settembre 2026 .
Tale esercizio valutativo non influirà sulla determinazione dell’avviamento dell’acquisizione ma potrà impattare sulla definizione dell’avviamento implicito nella collegata provvisoriamente determinato al 31 dicembre 2025 in 4.064 mln di euro, ed eventualmente sulla valorizzazione della partecipazione eseguita con il metodo del patrimonio netto in misura non rilevant e sulla situazione patrimoniale ed economica del Gruppo .
Con riferimento alle attività immateriali identificate, si riporta di seguito una breve illustrazione della metodologia valutativa e delle relative risultanze . Per una disamina delle valutazion i al fair value delle singole poste già oggetto di analisi al 31 dicembre 2025 le di cui valutazion i non hanno subito variazioni alla data della presente Relazione
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125 Finanziaria semestrale , si rinvia alla “Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda” della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025 ”.
Attività intangibili non rilevate in precedenza dal soggetto acquisito Ai sensi dell'IFRS 3, nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation le attività intangibili sono attività non monetarie identificabili, prive di consistenza fisica iscrivibili in bilancio separatamente dall’avviamento solo se identificabili . Lo IAS 38 precisa che un’attività immateriale soddisfa il criterio di identificabilità esclusivamente quando:
• è separabile, ossia può essere scorporata dall’entità e venduta, trasferita, concessa in licenza, locata o scambiata, sia individualmente sia unitamente al relativo contratto, attività o passività; oppure • deriva da diritti contrattuali o da altri diritti legali, indipendentemente dal fatto che tali diritti siano trasferibili o separabili dall’impresa o da altri diritti e obbligazioni;
• il fair value dell’attività può essere determinato attendibilmente.
Inoltre, con riferimento al criterio di separabilità, l’IFRS 3 prevede che un’attività immateriale acquisita soddisfi tale requisito qualora esista evidenza di operazioni di scambio per attività analoghe, anche se tali operazioni non sono frequenti e indipendentemente dal coinvolgimento dell’acquirente. Qualora un’attività immateriale acquisita in un’aggregazione aziendale sia separabile o derivi da diritti contrattuali o legali, si presume che siano disponibili informazioni sufficienti per determinarne attendibilmente il fair value .
Nel corso del primo semestre 2026, a lla luce di tali principi, la valorizzazione delle attività immateriali connesse all’acquisizione del Gruppo Mediobanca è stata effettuata con il supporto di un primario esperto indipendente operante nel settore del Financial Advisory, che ha identificato le seguenti categorie di intangibili:
• Brands , connesso al valore della brand equity, comprensiva dei diritti legali e della riconoscibilità commerciale, espressione della reputazione e del posizionamento competitivo della società, nonché della capacità di attrarre clientela e generare ricavi futuri. Trattandosi di un’attività i cui benefici economici attesi non sono limitati nel tempo, è classificata a vita utile indefinita, non soggetta ad ammortamento ma ad impairment test annuale .
• Customer Relationship , connesso alla raccolta indiretta e finalizzato a cogliere i benefici economici futuri connessi a solide relazioni instaurate con la clientela. Nel caso specifico, le customer relationships sono state valorizzate considerando l’attività di asset management e private banking di Mediobanca e delle sue controllate, nelle sue diverse forme tecniche . Poiché i contratti con la clientela hanno vita definita, l’intangibile è classificato come tale e sottoposto ad ammortamento .
• Core Deposits (CD), intangibile connesso alla raccolta diretta e finalizzato a cogliere i benefici economici legati al minor costo della raccolta acquisita rispetto a fonti alternative di finanziamento ( mark -down ). Pertanto, il valore attribuibile ai CD è determinato sulla base della differenza ( spread di raccolta) tra il costo effettivo della provvista da CD e il costo di fonti di funding alternative, approssimato dai tassi di mercato del sistema interbancario (es. interbank market rates ). L’intangibile è classificato a vita utile definita e sottoposto ad ammortamento .
Per le attività Customer Relationship e Core Deposits , la stima del valore è stata effettuata , seguendo le migliori passi valutative di mercato, utilizzando il metodo valutativo “ Multi Period Excess Earnings Method ” basato sul l’attualizzazione dei flussi economici netti attesi lungo un orizzonte temporale definito. I flussi sono stati determinati considerando i volumi operativi, la marginalità netta, i costi operativi e l’assorbimento patrimoniale connesso al rischio operativo specifico.
L’attualizzazione dei flussi è stata effettuata utilizzando il costo del capitale proprio stimato attraverso il Capital Asset Pricing Model (CAPM) in coerenza col costo del capitale proprio impiegato per la stima del fair value delle altre attività acquisite .
La vita utile di tali intangibili è stata determinata sulla base dei tassi di decadimento della clientela acquisita in base alla tipologia di intangibile, in particolare:
- per le customer relationship come media storica del tasso di uscita della clientela osservato, articolato per tre cluster al fine di riflettere le differenti caratteristiche comportamentali dei segmenti serviti ( High Net Worth Individual , Retail e Corporate) ;
126 Relazione Finanziaria Semestrale
- per i core deposits sulla base dello smontamento sottostante l’evoluzione del modello comportamentale interno, che stima l’evoluzione attesa dei volumi di raccolta su un orizzonte di 10 anni tenendo conto del comportamento storico della clientela.
Sulla base della vita utile stimata è stato determinato l’ammortamento delle customer relationship e dei core deposits pari alla data del 30 giugno 2026 a complessivi 60,0 mln di euro al lordo del relativo effetto fiscale, di cui 20,0 mln di euro riferiti al quarto trimestre 2025.
Per quanto riguarda i marchi , la valutazione è stata effettuata mediante il Royalty Relief Method , secondo il quale il valore del marchio corrisponde al valore attuale dei canoni di royalty che l’impresa dovrebbe corrispondere a terzi per l’utilizzo del brand, nell’ipotesi in cui non ne detenga la proprietà.
L’attualizzazione dei flussi prospettici è stata effettuata utilizzando il medesimo tasso impiegato per le altre attività immateriali, mentre i flussi sono stati stimati lungo un orizzonte di previsione esplicita17, cui è stato aggiunto un valore terminale (terminal value), al fine di riflettere la natura a vita utile indefinita dell’attività.
Il fair value stimato degli intangibili include inoltre la componente relativa al Tax Amortization Benefit (TAB) , rappresentativo del beneficio fiscale potenziale per un terzo acquirente derivante dalla deducibilità fiscale dell’ammortamento dell’attività immateriale, nell’ipotesi di una transazione regolata per cassa , stimato ipotizzando una deduzione massima in diciotto esercizi e applicando le aliquote fiscali effettive per ciascuna legal entity .
Sulla base delle analisi condotte, sono state rilevate nuove attività intangibili per un valore complessivo pari a 1.303,9 mln di euro , al lordo del relativo effetto fiscale, iscritte in contropartita a d una riduzione del goodwill. In particolare:
• 482,7 mln di euro relativi al valore de i brands ;
• 139,0 mln di euro relativi al valore dei Core Deposits ;
• 682,2 mln di euro alla customer relationship .
A seguito della valorizzazione delle nuove attività immateriali, sono state stornate le attività immateriali iscritte a seguito di precedenti PPA del Gruppo Mediobanca il cui valore alla data di acquisizione , al lordo del relativo effetto fiscale, ammonta a complessivi 1 44,7 mln di euro (111,3 mln di euro al netto del relativo effetto fiscale). Per completezza si evidenzia che era già stato operato lo stralcio di un marchio per 12,3 mln (10,0 mln di euro al netto del relativo effetto fiscale) per evidenze di deterioramento già alla data di acquisizione ; pertanto, il valore complessivo delle attività immateriali stornate è pari a 158,0 mln di euro (121,3 mln di euro al netto del relativo effetto fiscale).
Effetti Fiscali
Gli effetti fiscali derivanti dall ’iscrizione delle nuove attività immateriali nell’ambito del processo di PPA ammontano a circa 401,2 mln di euro (367,8 tenuto conto della componente fiscale stornata a seguito della cancellazione delle attività immateriali iscritte ). La determinazione di tali effetti è stata effettuata applicando le ali quote fiscali vigenti alla data della business combination della singola società del Gruppo Mediobanca sulle quali sono s tati identificat i gli intangibil i. In conformità alle disposizioni dello IAS 12, gli effetti fiscali così determinati sono stati rilevati in contropartita del goodwill emerso all’esito del processo di PPA .
**************
A seguito dell ’aggiornamento del processo di PPA – i cui aggiustamenti agli importi provvisori sono stati rilevati retroattivamente alla data di acquisizione del 30 settembre 2025 coerentemente con le previsioni del principio contabile IFRS 3 - gli effetti della procedura di allocazione del costo di acquisizione, al netto degli effetti fiscali correlati, sono risultati pari complessivamente a 4.351,1 mln di euro in incremento rispetto al valore provvisorio di 3.559,4 rilevato al 31 dicembre 2025 . Il confronto, dunque, tra il costo dell’aggregazione complessivo e il patrimonio netto consolidato di Mediobanca al 30 settembre 2025 al netto degli effetti della PPA, determina un avviamento, determinato con il metodo del full goodwill , di 2.162,0 mln di euro ( 2.953, 0 mln di euro al 31 dicembre 2025 ).
L’allocazione del costo di acquisto al 30 giugno 2026, come riportata nella successiva tabella, è da intendersi sostanzialmente definitiva. Al fine di evidenziarne le variazioni, la stessa viene confrontata con l’allocazione provvisoria precedentemente effettuata.
17 Per orizzonte di previsione esplicita si intende il periodo futuro per il quale i flussi economico -finanziari sono stimati in modo analitico e puntuale, sulla base di ipotesi dettagliate. Nel caso specifico sono stati presi a riferimento i flussi economici desunti dal piano industriale 2026 -2030 delle singole società del Gruppo Mediobanca per le quali è stato identificato un brand .
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127 Goodwill
provvisorio variazione Goodwill definitivo (mln di euro)
Nuovi
intangibili Storno
Intangibili
Patrimonio netto Gruppo MB al 30 settembre 2025 11.305 11.305 a Valore di acquisizione (metodo full goodwill) 17.817 17.817 b Storno degli immateriali iscritti dal Gruppo MB * (863) (863) c Goodwill al lordo degli adeguamenti al fair value delle singole poste contabili 7.376 7.376 d=b-a-c Effetti di adeguamento al fair value delle singole poste contabili 4.422 5.213 e di cui Crediti v/ clientela 2.201 2.201 di cui Crediti v/ banche 38 38 di cui Titoli di Debito Attivo 91 91 di cui partecipazioni in collegate 2.875 2.875 di cui Immobili 600 600 di cui attività immateriali - 1.304 (145) 1.159 di cui Titoli di Debito Passivo (240) (240) di cui Debiti v/ banche 2 2 di cui Debiti v/ clientela (409) (409) di cui Altre poste (13) (13) di cui effetti fiscali connessi (722) (402) 33 (1.09 1) Patrimonio netto Gruppo MB al fair value al 30 settembre 2025 14.864 902 (111) 15.6 55 f=a+c+e Goodwill 2.953 (902) 111 2.162 b-f *Valore comprensivo dello storno degli avviamenti consolidati rivenienti dal Bilancio del Gruppo Mediobanca pari a 850 mln di euro alla data di acquisizione e dello stralcio di un marchio per 12,3 mln per evidenze di deterioramento già alla data di acquisizione
128 Relazione Finanziaria Semestrale La situazione patrimoniale di primo consolidamento del Gruppo Mediobanca Sulla base degli aggiornamenti riepilogati in precedenza relativi alla misurazione al fair value delle attività e delle passività identi ficabili, si riporta di seguito la situazione patrimoniale del Gruppo Mediobanca così come contabilizzata alla data di acquisizione da parte di MPS riesposta alla luce degli aggiornamenti del processo di PPA avvenuti . Nel dettaglio, la situazione patrimoniale fornisce evidenza alla data di acquisizione dei dati patrimoniali sulla base dei valori contabili rivenienti dal Gruppo Mediobanca e dei valori di prima iscrizione ( fair value ) nel bilancio consolidato di MPS e degli aggiustamenti successivi che hanno modificato retroattivamente il valore contabile alla data di acquisizione .
Voci dell'attivo Valore
contabile
al 30.09 PPA provvisoria Iscrizione intangibili Fair value
aggiornato alla
data di
acquisizione Iscrizione
nuovi
intangibili Storno
Intangibili
Gruppo
Mediobanca
10. Cassa e disponibilità liquide 1.500 - - - 1.500 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 18.006 - - - 18.006 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4.987 - - - 4.987 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 70.810 2.329 - - 73.139 50. Derivati di copertura 327 - - - 327 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (2) 2 - - -
70. Partecipazioni 4.077 2.875 - - 6.952 80. Attività assicurative - - - - -
90. Attività materiali 612 577 - - 1.189 100. Attività immateriali 1.081 (863) 1.304 (145) 1.377 -di cui avviamento 851 (851) - - -
-di cui: marchi 73 (12) 483 (61) 483 -di cui: customer relationship 84 - 682 (84) 682
- di cui: core deposit - - 139 139 110. Attività fiscali 625 253 0,4 - 878 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 7 - - - 7 130. Altre attività 2.553 8 - - 2.561 Totale dell'attivo 104.583 5.181 1.304 (145) 110.923
Voci del passivo e del patrimonio netto
Valore
contabile
al 30.09 PPA provvisoria Iscrizione intangibili Fair value
aggiornato
alla data di
acquisizione Iscrizione
nuovi
intangibili Storno
Intangibili
Gruppo
Mediobanca
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 75.749 614 - - 76.363 20. Passività finanziarie di negoziazione 8.917 - - - 8.917 30. Passività finanziarie designate al fair value 5.113 - - - 5.113 40. Derivati di copertura 1.002 - - - 1.002 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (3) 3 - - -
60. Passività fiscali 725 975 402 (33) 2.068 70. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - -
80. Altre passività 1.545 13 - - 1.558 90. Trattamento di fine rapporto del personale 19 - - - 19 100. Fondi per rischi e oneri: 116 17 - - 133 110. Passività assicurative 81 - - - 81 120. - 200 Voci di patrimonio netto 11.305 3.559 903 (111) 15.655 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 14 - - - 14 Totale del passivo e del patrimonio netto 104.583 5.181 1.304 (145) 110.923
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129 Impairment test delle attività immateriali a vita utile indefinita In base al principio IAS36, l’impairment test deve essere effettuato con cadenza almeno annuale per le attività a vita utile indefinita e per l’avviamento, in qualsiasi periodo dell’anno, a condizione che si svolga sempre nel medesimo momento dell’esercizio a meno che emergano evidenze tali da richiedere una conduzione anticipata del test. Il Gruppo svolge detto esercizio il 31 dicembre di ogni anno, tuttavia, come indicato nel precedente paragrafo , nel corso del primo semestre è stato aggiornato e sostanzialmente definito il processo di PPA che ha condotto alla determinazione dell’avviamento e di ulteriori intangibili a vita utile definita e indefinita rivenienti dall’operazione di acquisizione del Gruppo Mediobanca. Tale evento , considerata altresì la nuova rappresentazione della informativa settoriale resa in coerenza con le divisioni di business previste dal Piano Industriale 2026 -2030 e con la reportistica direzionale e la circostanza che il Gruppo, ai fini della definizione delle CGU cui attribuire l’avviamento derivante dalle operazioni di aggregazione aziendale, si riconduce al segment reporting definito dal Gruppo medesimo, in quanto ognuno dei segmenti operativi rappresenta il più piccolo gruppo di attività che genera flussi finanziari indipendenti ed anche il livello minimo al quale i processi di pianificazione e rendicontazione interni vengono gestiti, si è ritenuto opportuno alla data del 30 giugno 2026 effettuare un test di impairment dell’avviamento e del le attività immateriali a vita utile definita e indefinita .
Pertanto, è stato finalizzato il processo di identificazione delle nuove Cash Generating Units (CGU) del Gruppo, individuando le unità per le quali risulta possibile separare le attività operative e analizzare i flussi reddituali prospett ici generati. Tale processo è stato condotto , come sopra indicato, in coerenza con l’informativa settoriale presentata nel bilancio consolidato e, conseguentemente, con il sistema di reporting direzionale adottato dal Gruppo.
Le CGU, individuate sulla base di quanto sopra richiamato, sono le seguenti:
• Retail & Commercial Banking ;
• Asset Gathering & Wealth Management ;
• Corporate & Investment Banking ;
• Consumer Finance ;
• Private Banking .
Come previsto dallo IAS 36, si è proceduto pertanto ad allocare l’avviamento e le attività immateriali a vita utile definita e indefinita su ciascuna CGU a cui dette attività sono riferite. L ’avviamento , pari a 2.1 70,0 mln di euro di cui 2.16 2,0 mln di euro riferito all’acquisizione di Mediobanca avvenuta nel 2025 e 8,0 mln di euro afferenti al ramo di promozione finanziaria acquisito da Banca Widiba nel 2014 , è stato allocato sulla base del valore economico che ciascuna CGU è attesa generare, stimato mediante l’applicazione del Dividend Discount Model (DDM) con approccio excess capital .
Il test di impairment viene effettuato confrontando il valore contabile delle CGU , comprensivo del valore degli intangibili allocati ed il valore recuperabile .
Modalità di calcolo del valore contabile delle singole CGU Il valore contabile delle CGU è dato dalla componente di intangibili a vita utile ed indefinita allocati, come sopra riportato, ed il capitale attribuito alla CGU, in termini di Common Equity Tier 1 (CET1), rappresentativo del capitale allocato a livello gestionale in funzione delle attività di rischio ponderate (RWA) della stessa; la metodologia di allocazione del capitale definisce, in ottica conservativa, un requisito di capitale corrispondente al coefficiente patrimoniale target per la fine 2026, pari a 13,68 %, da cui deriva un sistema di pesi differenziato per tipologia di rischio.
Tale approccio consente di attribuire a ciascuna CGU ad ogni data di riferimento, un ammontare di capitale coerente con il profilo di rischio assunto , mediante l'applicazione agli RWA di ciascuna unità dei relativi coefficienti di ponderazione definiti.
Si riporta di seguito il valore contabile complessivo, pari alla somma del capitale allocato su ciascuna C GU e delle attività immateriali a vita utile definita ed indefinita:
130Relazione Finanziaria Semestrale Dati in mln Valore contabile di cui avviamento di cui marchi Retail & Commercial Banking MPS 3.802 537 -
Consumer finance 1.900 444 95 Asset Gatering & Wealth Management* 1.120 557 -
Private banking 1.440 221 18 Corporate&Investment Banking 2.886 410 220 Totale CGU 11.148 2.170 333 *comprensivo del valore dell’avviamento di8,0 mln di euro afferenti al ramo di promozione finanziaria acquisito da Banca Widiba nel 2014 Determinazione del valore recuperabile della CGU In base al principio contabile IAS 36, l’ammontare dell’eventuale riduzione di valore è determinato dalla differenza tra il valore di carico della CGU, ed il suo valore recuperabile, se inferiore. Il valore recuperabile è de finito come il maggiore
tra il:
- Fair value al netto dei costi di vendita -valore inteso come ammontare ottenibile, al netto dei costi di dismissione, dalla vendita di un’attività in una regolare operazione tra operatori di mercato;
- Valore d’uso -pari al valore attuale dei flussi di cassa futuri che l’azienda si attende dall’uso continuativo di una speci fica attività oppure da una Cash Generating Unit (CGU).
Il processo di impairment test dell’avviamento allocato sulle singole CGU è stato condotto identi ficando il valore recuperabile dell e CGU nel valore d’uso, stimato attraverso l’attualizzazione dei flussi finanziari distribuibili futuri.
Il valore recuperabile è stato stimato mediante l’applicazione del Dividend Discount Model (DDM) nella versione Excess Capital. Secondo tale metodo, il valore di un’azienda è funzione del flusso di dividendi che essa è in grado di generare in chiave prospettica. Nella fattispecie, il metodo utilizzato è il DDM nella variante Excess Capital , il quale assume che il valore economico di una società sia pari alla somma del valore attuale dei flussi di cassa futuri generati nell’orizzonte temporale di piani ficazione prescelto e distribuibili agli azionisti mantenendo un livello di patrimonializzazione adeguato a garantire lo sviluppo futuro atteso, e la capitalizzazione perpetua del flusso dell’ultimo anno di previsione, in funzione della redditività a regime. L’applicazione del DDM comporta l’utilizzo della seguente formula:
dove:
- W = Valore generale del capitale economico.
- Div t= flussi finanziari potenzialmente distribuibili agli azionisti nell’orizzonte di proiezione esplicita mantenendo un livello di patrimonializzazione target in termini di requisiti di capitale. Nel caso di specie si è sviluppato il modello in c.d. tre stadi, testando il rispetto contemporaneo dei requisiti di capitale in termini di CET1, Tier1 e Total Capital.
- ke = pari al tasso di rendimento dei mezzi propri richiesto dagli investitori/azionisti per investimenti con analoghe caratteristiche di rischio. Tale tasso è stato stimato attraverso il Capital Asset Pricing Model (CAPM) .
- TV = valore attuale del valore terminale calcolato quale valore di una rendita perpetua stimata sulla base di un flusso distribuibile normalizzato economicamente sostenibile e coerente con il tasso di crescita di lungo termine (g).
Sintesi dei parametri valutativi Ai fini della determinazione del valore recuperabile di ciascuna CGU si riporta di seguito una sintesi dei parametri
valutativi adottati:
- I flussi finanziari prospettici sono stati definiti sulla base delle scelte del management nell’ambito dell’informativa per settori di Gruppo e a partire dal piano consolidato del Gruppo MPS, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 26 febbraio 2026 ;
𝑊 = ൭ 𝐷𝐼𝑉𝑡
ሺ1+𝐾𝑒ሻ𝑡𝑛
𝑡=1+𝐷𝐼𝑉𝑛𝑥ሺ1+𝑔ሻ
𝐾𝑒−𝑔𝑥ሺ1+𝐾𝑒ሻ−𝑛൱
TV
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131 - Il terminal value è stato determinato considerando un flusso finanziario normalizzato tenuto conto dei requisiti target su CET1 per ciascuna CGU ed un tasso di crescita di lungo termine ipotizzato , per ciascuna CGU, pari a 2,0%, approssimato attraverso il tasso di in flazione atteso per l’Italia nel lungo periodo (“ Inflation, end of period consumer prices” - “International Monetary Fund, World Economic Outlook Database, October 2025 ”).
Per l’attualizzazione dei flussi potenzialmente distribuibili è stato utilizzato il tasso Ke pari al tasso di rendimento dei mezzi propri richiesto dagli investitori/azionisti per investimenti con analoghe caratteristiche di rischio. Tale tasso è stato stimato attraverso il Capital Asset Pricing Model (CAPM) secondo la seguente formula :
𝐾𝑒 = 𝑅𝑓 + 𝛽 × (𝑅𝑚 – 𝑅𝑓ሻ + α
dove:
- Rf = risk free pari al tasso di rendimento di investimenti privi di rischio, individuato nel rendimento medio annuo dei Buoni del Tesoro decennali emessi dallo Stato italiano ;
- β = fattore di correlazione tra il rendimento effettivo di un’azione e il rendimento complessivo del mercato di riferimento (misura della volatilità di un titolo rispetto al mercato) ; tale fattore tiene in considerazione i rendimenti storici di campioni di società quotate comparabili a quelle oggetto di valutazione risultando pertanto diverso per le differenti tipologie di business ;
- Rm - Rf = premio per il rischio richiesto dal mercato ; il management ha utilizzato un equity risk premium indistinto per le diverse tipologie di business
- α = additional risk premium che tiene conto della rischiosità percepita dal mercato e non completamente riflessa nei parametri sottostanti il CAPM Nella tabella seguente si riepilogano , per ogni CGU, il valore d’uso determinato tenuto conto dei parametri di attualizzazione utilizzati (Ke - g) e del Taget CET1 ratio utilizzato per la determinazione del terminal value:
Dati in mln "KE" "G" CET 1 Valore d’
uso Valore
contabile
Retail & Commercial Banking MPS 9,93% 2,00% 10,56% 7.831 3.802 Consumer finance 9,20% 2,00% 10,16% 6.479 1.900 Asset Gatering & Wealth Management 11,20% 2,00% 13,23% 8.003 1.120 Private banking 9,18% 2,00% 10,13% 3.225 1.440 Corporate&Investment Banking 9,27% 2,00% 11,37% 5.975 2.886 Totale CGU 31.513 11.148
In conclusione, l’impairment test degli avviamenti e delle attività intangibili a vita utile definita ed indefinita non evidenzia perdite di valore per nessuna CGU, poiché il valore recuperabile risulta sempre superiore al valore contabile .
È stata effettuata un’analisi di sensitività del valore recuperabile al fine di valutarne la variabilità al variare dei princ ipali parametri utilizzati nelle valutazioni, mantenendo inalterate tutte le altre assunzioni sottostanti al test. In particolare, l’analisi è stata condotta ipotizzando variazioni dei parametri Ke e CET1 entro un intervallo massimo di ±50 punti base rispetto ai valori impiegati nel test. I risultati riportati nella tabella seguente rappresentano, per ciascuna CGU, il differenziale tra il valore recuperabile e il valore contabile (di seguito, il “margine” del test) negli scenari di variazion e minima e massima dei parametri Ke e CET1 considerati nell’analisi.
Sensitivity MARGINE
Min +50 bp Max -50 bp Centrale Retail & Commercial Banking MPS 3.395 4.728 4.029 Consumer finance 4.100 5.120 4.579 Asset Gatering&Wealth Management 6.445 7.370 6.883 Private banking 1.530 2.073 1.785 Corporate & Investment Banking 2.579 3.666 3.090 Totale 18.050 22.957 20.366
Le analisi di sensitivity svolte sul target capital e sul costo del capitale (ke ) mostrano margini positivi evidenziando la solidità della posizione patrimoniale delle CGU .
132 Relazione Finanziaria Semestrale Inoltre, è stato effettuato un ulteriore impairment test (c.d. impairment test di secondo livello ) volto a verificare che il valore recuperabile delle diverse CGU risulti superiore al relativo valore contabile anche tenendo conto dei costi e dei ricavi riferibili ad attività aziendali centralizzate (corporate assets )18 che non è stato possibile allocare alle singole CGU secondo criteri ragionevoli e coerenti nonché dalle ulteriori attività nette che non rientrano nel processo di allocazione alle CGU e sono pertanto considerate autonomamente nell'ambito della valutazione complessiva del Gruppo.
Al 30 giugno 2026, il patrimonio netto consolidato del Gruppo ammonta a 26.403 mln di euro , a fronte di una capitalizzazione di borsa pari a 33.007 mln di euro , determinata sulla base dei prezzi ufficiali di mercato rilevati alla medesima data. Tale evidenza conferma che il valore economico attribuito alle CGU sulla base delle rispettive capacità reddituali prospettiche , unitamente al contributo dei corporate assets non allocati e delle altre attività nette considerate nella valutazione complessiva del Gruppo , trova pieno riconoscimento nelle valutazioni espresse dal mercato e supporta pertanto la recuperabilità del valore contabile delle attività oggetto di analisi.
L'ammissibilità di tale impostazione trova riscontro nella prassi valutativa e nei Principi Italiani di Valutazione, i quali evidenziano come, in presenza di un'allocazione parziale o assente di corporate asset s alle singole CGU, la verifica della recuperabilità del valore dell'impresa nel suo complesso possa essere supportata da indicatori esterni di mercato idonei a rappresentarne il valore recuperabile, tra i quali assume particolare rilievo una capitalizzazione di borsa superiore al patrimonio netto contabile di riferimento.
Continuità aziendale
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è stato redatto ritenendo appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale.
Dopo aver valutato l’evoluzione prospettica della posizione patrimoniale e della posizione di liquidità, con riferimento alle indicazioni fornite nell’ambito del Documento n. 2 del 6 febbraio 2009 e del Documento n. 4 del 3 marzo 2010, emanati congiuntamente da Banca d’Italia, Consob e ISVAP e successivi aggiornamenti, gli Amministratori ritengono che vi sia la ragionevole aspettativa che il Gruppo continui ad operare come un’entità in funzionamento in un futuro prevedibile e pertanto ritengono appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale nella predisposizione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato.
18 Rientrano in tale categoria, ad esempio, i costi delle funzioni corporate, le attività patrimoniali non strumentali alle CGU (quali surplus asset, partecipazioni non funzionali e attività fiscali differite non allocate) nonché eventuali eccedenze patrimoniali rispetto ai livelli obiettivo.
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133 Area e metodi di consolidamento Partecipazioni in società controllate in via esclusiva
Denominazione imprese Sede operativa Sede legale Tipo di rapporto (*) Rapporto di partecipazione Disponib.
Voti %
(**) Impresa
partecipante Quota %
A Imprese
A.0 BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.p.a. Siena Siena
Consolidate integralmente
A.1 MONTE PASCHI FIDUCIARIA S.p.a. Siena Siena 1 A.0 100,00
A.2 WISE DIALOG BANK S.p.a. - WIDIBA Milano Milano 1 A.0 100,00
A.3 MPS TENIMENTI POGGIO BONELLI E CHIGI SARACINI SOCIETA'
AGRICOLA S.p.a. Castelnuovo Berardenga (SI) Castelnuovo Berardenga (SI) 1 A.0 100,00 A.4 G.IMM ASTOR S.r.l. Lecce Lecce 1 A.0 52,00
A.5 MAGAZZINI GENERALI FIDUCIARI DI MANTOVA S.p.a. Mantova Mantova 1 A.0 100,00
A.6 MPS COVERED BOND S.r.l. Conegliano Conegliano 1 A.0 90,00 A.7 MPS COVERED BOND 2 S.r.l. Conegliano Conegliano 1 A.0 90,00 A.8 CIRENE FINANCE S.r.l. Conegliano Conegliano 1 A.0 60,00 A.9 SIENA MORTGAGES 07 -5 S.p.a. Conegliano Conegliano 4 A.0 7,00 A.10 SIENA PMI 2016 S.r.l. Conegliano Conegliano 4 A.0 10,00
A.11 MEDIOBANCA - BANCA DI CREDITO FINANZIARIO S.p.a. Milano Milano 1 A.0 86,35 87,07
A.11.1 SPAFID S.p.a. Milano Milano 1 A.11 100,00
A.11.2 MEDIOBANCA INNOVATION SERVICES - S.c.p.a Milano Milano 1 A.11 100,00
A.11.3 CMB MONACO S.A.M. Montecarlo Montecarlo 1 A.11 100,00 A.11.4 CMG MONACO S.A.M. Montecarlo Montecarlo 1 A.11.3 100,00
A.11.5 MEDIOBANCA INTERNATIONAL (LUXEMBOURG) S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 A.11 99,00
1 A.11.6 1,00
A.11.6 COMPASS BANCA S.p.a. Milano Milano 1 A.11 100,00 A.11.7 MEDIOBANCA PREMIER S.p.a. Milano Milano 1 A.11 100,00 A.11.8 MBCREDIT SOLUTIONS S.p.a. Milano Milano 1 A.11.6 100,00 A.11.9 MBPS LEASING S.P.A. Milano Milano 1 A.11 100,00 A.11.10 MB FUNDING LUXEMBOURG S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 A.11 100,00
A.11.11 MEDIOBANCA SECURITIES USA LLC New York Delaware 1 A.11 100,00
A.11.12 MB FACTA S.p.a. Milano Milano 1 A.11 100,00 A.11.13 QUARZO S.r.l. Milano Milano 1 A.11.6 90,00
A.11.14 MEDIOBANCA COVERED BOND S.r.l. Milano Milano 1 A.11.7 90,00
A.11.15 COMPASS RE (LUXEMBOURG) S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 A.11.6 100,00
A.11.16 MEDIOBANCA INTERNATIONAL IMMOBILIERE S. A R.L. Lussemburgo Lussemburgo 1 A.11.5 100,00
A.11.17 POLUS CAPITAL MANAGEMENT GROUP LIMITED Londra Londra 1 A.11 89,07 (1) 64,89
A.11.18 POLUS CAPITAL MANAGEMENT LIMITED Londra Londra 1 A.11.17 100,00
A.11.19 POLUS CAPITAL MANAGEMENT (US) INC. Delaware Delaware 1 A.11.17 100,00
A.11.20 POLUS CAPITAL MANAGEMENT INVESTMENTS LIMITED (non
operativa) Londra Londra 1 A.11.17 100,00 A.11.21 POLUS INVESTMENT MANAGERS LIMITED (non operativa) Londra Londra 1 A.11.17 100,00
A.11.22 BYBROOK CAPITAL BURTON PARTNERSHIP (GP) LIMITED Grand Cayman Grand Cayman 1 A.11.17 100,00
A.11.23 SPAFID TRUST S.r.l. Milano Milano 1 A.11.1 100,00 A.11.24 MEDIOBANCA MANAGEMENT COMPANY S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 A.11 100,00 A.11.25 MEDIOBANCA SGR S.p.a. Milano Milano 1 A.11 100,00
A.11.26 RAM ACTIVE INVESTMENTS S.A. Ginevra Ginevra 1 A.11 98,3 (2) 93,50
A.11.27 MESSIER ET ASSOCIES S.A.S. Parigi Parigi 1 A.11 100 (3) 98,95
A.11.28 MESSIER ET ASSOCIES L.L.C. New York New York 1 A.11.27 100 (3) 50,00
A.11.29 MBCONTACT SOLUTIONS S.r.l. Milano Milano 1 A.11.8 100,00
A.11.30 COMPASS RENT S.r.l. Milano Milano 1 A.11.6 100,00 A.11.31 COMPASS LINK S.r.l. Milano Milano 1 A.11.6 100,00 A.11.32 CMB REAL ESTATE DEVELOPMENT S.A.M. Montecarlo Montecarlo 1 A.11.3 60,00
1 A.11 40,00
A.11.33 ARMA PARTNERS LLP Londra Londra 1 A.11 100,00
A.11.34 ARMA PARTNERS CORPORATE FINANCE LTD Londra Londra 1 A.11.33 100,00
A.11.35 ARMA DEUTSCHLAND GmbH Monaco Monaco 1 A.11.33 100,00 A.11.36 HEYLIGHT SA Ginevra Ginevra 1 A.11.6 100,00 A.11.37 SPV PROJECT 2224 S.r.l. Milano Milano 4 A.11 -
A.11.38 HEIDI PAY AG Ginevra Ginevra 1 A.11.6 100 (4) A.11.39 HEIDI PAY LTD Londra Londra 1 A.11.38 100 (4) A.11.40 HOLIPAY S.r.l. Cervia Cervia 1 A.11.39 100 (4)
(*) Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria 2 = influenza dominante nell’assemblea ordinaria 3 = accordi con altri soci 4 = altre forme di controllo 5 = direzione unitaria ex art. 39, comma 1, del “decreto legislativo 136/2015 ” 6 = direzione unitaria ex art. 39, comma 2, del “decreto legislativo 136/2015 ”
134 Relazione Finanziaria Semestrale (**) Disponibilità voti nell’assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali .
(1) Tenuto conto dell’opzione put & call esercitabile per i prossimi 3anni; senza includere i piani di investimento a favore di d ipendenti e piani strategici.
(2) Tenuto conto delle opzioni di put & call esercitabili dal 3 al 10 anno successivo alla data di stipula dell’operazione.
(3) Tenuto conto delle opzioni di put & call esercitabile entro il prossimo esercizio.
(4) Tenuto conto dell’opzione di put & call esercitabile entro ottobre 2030.
(5) Tenuto conto delle azioni proprie detenute dalla controllata Mediobanca e quindi del numero di azioni possedute dalla Capogru ppo rispetto all’effettivo numero di azioni in circolazione della controllata.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato comprende le risultanze patrimoniali ed economiche della Capogruppo e delle sue controllate dirette e indirette. In particolare, l’area di consolidamento – come specificamente previsto dai principi IAS/IFRS – include tutte le società controllate, prescindendo dalla forma giuridica, dall’operatività in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo, dallo status di società in attività o in liquidazione, dal fatto che l’investimento sia costituito da un’operazione di merchant banking . Nell’area di consolidamento rientrano tutte le tipologie di entità, indipendentemente dalla loro natura, per le quali rileva il concetto di controllo introdotto dall’IFR S 10. Sono consolidate anche entità strutturate, quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall’esistenza di una quota partecipativa.
Per quanto riguarda i metodi di consolidamento si fa rinvio alla “Nota integrativa consolidata” del Bilancio al 31 dicembre 2025 , Parte A “Politiche contabili”.
Rispetto alla situazione al 31 dicembre 2025 si segnala l’uscita dall’area di consolidamento della partecipata MONTE PASCHI BANQUE S.A., per cessione perfezionata in data 29 maggio 2026. Tale uscita non ha generato impatti in conto economico, già rilevati dal momento della classificazione della partecipazione fra le attività in via di dismissione, e non ha determinato parimenti impatti significativi sul CET1 ratio del Gruppo.
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135 Informativa sul fair value Le metodologie di determinazione del fair value non sono variate rispetto all’esercizio 202 5 e pertanto si rimanda, per una lettura esaustiva, all’informativa fornita nella sezione A.4 “Informativa sul Fair Value ” della Nota Integrativa Consolidata al 31 dicembre 202 5.
Attività e passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente
Attività/passività finanziarie
misurate al fair value 30 06 2026 31 12 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico di cui 21.758,9 6.410,6 1.626,0 29.795,5 18.240,4 6.775,4 1.339,3 26.355,1 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 20.438,1 6.378,8 512,3 27.329,2 17.473,2 5.797,7 480,8 23.751,7 b) Attività finanz iarie designate al fair value 1.106,7 19,9 91,7 1.218,3 539,4 967,0 - 1.506,4 c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 214,1 11,9 1.022,0 1.248,0 227,8 10,7 858,5 1.097,0 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.095,0 12,0 251,8 6.358,8 6.569,9 119,5 276,7 6.966,1 3. Derivati di copertura - 641,9 - 641,9 - 882,2 - 882,2 4. Attività materiali - - 2.562,8 2.562,8 - - 2.519,2 2.519,2 6. Altre attività* 1.618,0 1.618,0 1.375,6 1.375,6 Totale attività 27.853,9 7.064,5 4.440,6 39.359,0 24.810,3 7.777,1 4.135,2 36.722,6 1. Passività finanziarie di negoziazione 9.160,1 4.259,3 45,1 13.464,5 7.073,6 4.133,5 38,6 11.245,7 2. Passività finanziarie designate al fair value - 4.822,9 563,8 5.386,7 - 5.064,5 618,0 5.682,5 3. Derivati di copertura - 908,2 - 908,2 - 852,2 - 852,2 Totale passività 9.160,1 9.990,4 608,9 19.759,4 7.073,6 10.050,2 656,6 17.780,4
* Certificates quotati EUA – Commodities .
Nel corso del primo semestre 202 6 per alcune attività finanziarie, in particolare titoli obbligazionari , per oltre 11 mln di euro, si è verificato un peggioramento, da livello 1 a livello 2 del livello di fair value . Con riferimento agli strumenti finanziari che hanno registrato un miglioramento del livello di fair value , passando dal livello 2 al livello 1 della gerarchia, si segnala che tale dinamica ha interessato soprattutto titoli di debito per circa 167,7 mln di euro e titoli azionari per un valore di circa 3 5,0 mln di euro .
Le suddette variazioni nel livello di fair value sono essenzialmente riconducibili rispettivamente al peggioramento/miglioramento delle condizioni di liquidità dei titoli (misurate in termini di ampiezza di bid-ask del prezzo quotato) tale da consentire, secondo quanto disposto dalla policy di Gruppo in materia di valorizzazione degli strumenti finanziari, i trasferimenti di livello.
Si evidenzia in fine che, per alcune attività finanziarie, rappresentat e prevalentemente da titoli obbligazionari , per un importo di 9,1 mln di euro e per talune passività finanziarie, per un importo di 11,3 mln di euro è stata valutata una maggior signi ficatività degli input non osservabili rispetto agli input osservabili tale da giusti ficare il trasferimento dal livello 2 al livello 3 di fair value .
Parimenti, è stata valutata una maggior signi ficatività degli input osservabili rispetto agli input non osservabili per alcune passività finanziarie, rappresentate prevalentemente da emissioni di certi ficates per un importo di 0,9 mln di euro tale da determinare il trasferimento da livello 3 a livello 2 .
136 Relazione Finanziaria Semestrale Il Gruppo calcola il Credit/Debit Value Adjustement su tutte le posizioni in derivati OTC con controparti istituzionali e commerciali19 per ricomprendere il rischio di controparte nella valutazione del fair value . La metodologia si basa sul calcolo della perdita attesa gestionale legata al rating della controparte e stimata sulla duration della posizione. Al 30 giugno 2026, il valore del CVA è pari a -6,2 mln di euro.
In maniera speculare e sul medesimo perimetro il Gruppo calcola l’aggiustamento del valore dei derivati OTC per tener conto del proprio merito di credito (DVA). Al 30 giugno 2026, il valore del DVA ammonta complessivamente a 3, 7 mln di euro .
Inoltre, per i derivati non collateralizzati rientranti nel portafoglio dell’ex Gruppo Mediobanca, al fine di integrare nella valutazione i costi di finanziamento di Mediobanca ( Funding Value Adjustment ) vengono effettuati adeguamenti per i diversi costi di finanziamento utilizzando una curva di sconto rappresentativa del livello medio di finanziamento delle banche attive nel mercato europeo dei derivati corporate .
Fair Value Adjustment (FVA) Le valutazioni effettuate dalle Società appartenenti all’ex Gruppo Mediobanca prevedono l’applicazione di ulteriori fair value adjustment, oltre a quelli adottati dalla Capogruppo, di seguito riportati:
- incertezza del Prezzo di Mercato ( market parameter uncertainty , MPU): rappresenta l'incertezza nella valutazione basata sulle quotazioni di mercato;
- Costi di Liquidazione ( closed -out cost , COC): indica l'incertezza riguardante il costo della liquidità che si potrebbe sostenere in caso di cessione parziale o totale di un'attività valutata al valore equo;
- Rischio di Modello ( model risk , MR): aggiustamenti volti a mitigare il rischio di discrepanza rispetto alla pratica di mercato nella valutazione di un prodotto in relazione alla scelta e all'implementazione del modello di
valorizzazione;
- Posizioni Concentrate: riflette l'incertezza nella valutazione del prezzo di uscita per posizioni classificate come concentrate (i.e. posizioni per le quali la dismissione influenzerebbe significativamente il prezzo di
mercato);
- Ulteriori costi di investimento e finanziamento: i costi di investimento e finanziamento possono verificarsi per emissioni obbligazionarie proprie con clausola di rimborso anticipato o in caso di chiusura anticipata di posizioni in strumenti derivati. Questi costi possono variare a seconda delle fluttuazioni dei costi di finanziamento.
19 La Capogruppo calcola il Credit/Debit Value Adjustement solo sulle posizioni in derivati OTC con controparti istituzionali e commerciali non collateralizzate.
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137 Variazioni delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) 30 06 2026 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Attività
finanziarie
valutate al
fair value con
impatto sulla
redditività
complessiva Attività
materiali
Totale Di cui: a)
attività
finanziarie
detenute per
la negoziazione Di cui: b)
attività
finanziarie
designate
al fair
value Di cui: c)
altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
1. Esistenze iniziali 1.339,3 480,8 - 858,5 276,7 2.519,2 2. Aumenti 439,0 117,4 91,8 229,8 5,4 96,7 2.1 Acquisti 361,2 110,1 87,9 163,2 4,3 -
2.2 Profitti imputati a: 51,9 2,0 - 49,9 0,6 42,6 2.2.1 Conto Economico 51,9 2,0 - 49,9 - 26,6
- di cui plusvalenze 23,8 1,5 - 22,3 - 26,6 2.2.2 Patrimonio netto - X X - 0,6 16,0 2.3 Trasferimenti da altri livelli 8,7 5,0 3,7 - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 17,2 0,3 0,2 16,7 0,5 54,1 3. Diminuzioni 152,2 85,8 - 66,4 30,3 53,1 3.1 Vendite 92,7 71,7 - 21,0 25,2 13,7 3.2 Rimborsi 41,4 11,7 - 29,7 4,7 -
3.3 Perdite imputate a: 17,2 2,4 - 14,8 0,4 13,6 3.3.1 Conto Economico 17,2 2,4 - 14,8 - 8,0
- di cui minusvalenze 16,8 2,4 - 14,4 - 8,0 3.3.2 Patrimonio netto - X X - 0,4 5,6 3.4 Trasferimenti ad altri livelli - - - - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione 0,9 - - 0,9 - 25,8 4. Rimanenze finali 1.626,1 512,4 91,8 1.021,9 251,8 2.562,8
Si riportano di seguito i principali importi segnalati nella colonna “Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate a l fair value ” in corrispondenza della riga
• “2.1. Acquisti ” pari a circa 163,2 mln di euro comprendono l’acquisto , effettuato nell’ambito della complessiva operazione di risanamento in favore di Banca Progetto per i cui dettagli si rimanda a quanto riportato nel paragrafo “Eventi rilevanti” della Relazione Intermedia sulla gestione , delle quote del Fondo Ananteo – Fondo di investimento Alternativo Italiano di credito di tipo chiuso riservato – per un valore pari a 79,9 mln di euro e delle tranches senior e junior della cartolarizzazione di tipo SRT per un valore pari rispettivamente a 34,6 ml di euro e 0,2 mln di euro ;
• “2.2.1 Profitti imputati a conto economico” pari a circa 49,9 mln di euro includono rivalutazioni per 22,3 mln di euro prevalentemente riferite ad alcune quote di OICR ( 20,6 mln di euro) e a finanziamenti (0,2 mln di euro);
• “2.4 “Altre variazioni in aumento” pari a 16,7 mln di euro si riferiscono per 13,6 mln di euro a nuove erogazioni e a posizioni che in corso d’anno sono state classificate dal portafoglio dei crediti al costo ammortizzato al portafoglio delle altre atti vità obbligatoriamente valutate al fair value in conseguenza di modifiche creditizie sostanziali non coerenti con SPPI test;
• “3.1 Vendite” per 21,0 mln di euro si riferiscono prevalentemente alla cessione di quote di OICR realizzate nel corso del
semestre;
• “3.2 Rimborsi” per 29,7 mln di euro includono per circa 6,5 mln di euro il rimborso parziale di OICR e per 22,7 mln di euro rimborsi su posizioni creditizie;
• “3.3.1 Perdite imputate a conto economico – di cui minusvalenze ” pari a 14,4 mln di euro includono le svalutazion i per complessivi 7,1 mln di euro prevalentemente riferite a quote di OICR (9,9 mln di euro) , alle notes mezzanine e junior dell’operazione di cartolarizzazione Siena NPL (rispettivamente 2,0 mln di euro e 1,7 mln di euro ) e a finanziamenti deteriorati (0,5 mln di euro) .
138 Relazione Finanziaria Semestrale Le Attività materiali valutate al fair value su base ricorrente sono rappresentate dal patrimonio immobiliare di proprietà ad uso strumentale e ad uso investimento. Si riportano di seguito i principali importi segnalati:
• “2.2.1 Profitti imputati a conto economico di cui plusvalenze” pari a circa 26,6 mln di euro, si riferiscono per 5,3 mln di euro ad investimenti immobiliari classificati tra le attività non correnti in via di dismissione nel corso del primo semestre 2026 e valutati al prezzo atteso di cessione , per 1,6 mln di euro a riprese di valore su immobili classificati IAS 16 oggetto di precedente svalutazione a conto economico ed infine per 19,7 mln di euro a rivalutazioni di immobili classificati IAS 40 in seguito a perizie effettuate al 30 giugno 202 6;
• “2.2.2 Profitti imputati a patrimonio netto” pari a circa 16,0 mln di euro si riferiscono a riprese di valore su immobili classificati IAS 16;
• “2.4 Altre variazioni in aumento” pari a circa 54,1 mln di euro si riferiscono a migliorie e spese incrementative;
• “3.1-Vendite” pari a circa 13,7 mln di euro si riferiscono alla vendita di alcuni immobili classificati IAS 40 conclusa nel corso del primo semestre 202 6;
• “3.3.1 Perdite imputate a conto economico - di cui minusvalenze” pari a circa 8,0 mln di euro si riferiscono per 0,1 mln di euro ad investimenti immobiliari classificati tra le attività non correnti in via di dismissione nel corso del primo semestre 2026 e valutati al prezzo atteso di cessione, per 2,9 mln di euro e 5,0 mln di euro a svalutazioni effettuate su immobili classificati IAS 16 e 40 rispettivamente;
• “3.3.2 Perdite imputate a patrimonio netto” pari a circa 5,6 mln di euro si riferiscono interamente a svalutazioni effettuate su immobili classificati IAS 16 oggetto di una precedente rivalutazione rilevata a riserva OCI;
• “3.5 Altre variazioni in diminuzione” pari a circa 25,8 mln di euro si riferiscono prevalentemente alla quota di ammortamento di immobili classificati strumentali per 12,3 mln di euro e ad immobili trasferiti in corso d’anno tra gli immobili in via di dismissione per 13,5 mln di euro.
Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) 30 06 2026
Passività
finanziarie
detenute per
la negoziazione Passività
finanziarie
designate al
fair value
1. Esistenze iniziali 38,6 618,0 2. Aumenti 39,1 332,6 2.1 Emissioni 8,3 332,6 2.2 Perdite imputate a: 7,6 -
2.2.1 Conto Economico 7,6 -
- di cui minusvalenze 6,2 -
2.2.2 Patrimonio netto X -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 11,3 -
2.4 Altre variazioni in aumento 11,9 -
3. Diminuzioni 32,6 386,7 3.1 Rimborsi 23,2 135,8 3.2 Riacquisti - -
3.3 Profitti imputati a: 2,3 35,8 3.3.1 Conto Economico 2,3 35,8
- di cui plusvalenze 0,8 -
3.3.2 Patrimonio netto X -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli 7,1 215,1 3.5 Altre variazioni in diminuzione - -
4. Rimanenze finali 45,1 563,9
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139 Livello di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati Nelle tabelle che seguono si riporta rispettivamente per gli strumenti finanziari di Livello 2 e 3, il portafoglio contabile, un riepilogo delle tipologie di strumenti in essere presso il Gruppo, l’evidenza delle relative tecniche di valutazione e degli input utilizzati .
Voci Fair value Livello 2 30 06 2026 Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
Attività finanz iarie designate al fair value Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva Derivati di copertura Passività finanziarie di negoziazione Passività finanziarie designate al fair value Derivati di copertura Tipologie Tecnica di valutazione Input utilizzati
Titoli di
debito 981,2 19,9 0,8 1,7 X - 4.228,8 X Bonds Discounted Cash Flow Curva dei tassi, Curve CDS, Basi (yield), Curve Inflazione Bonds Strutturati Discounted Cash Flow Curva dei tassi, Curve CDS, Basi (yield), Curve Inflazione + parametri necessari per valorizzare la componente
opzionale
Bonds/notes Prezzo di mercato Prezzo di mercato
Titoli di
capitale 86,4
- 10,3 X X X X Azioni/Partecipazioni Prezzo di mercato Prezzo di mercato, transazioni recenti, perizie, report gestori Partecipazioni Discounted cash flow Prezzi azioni, beta settore, tasso risk free Partecipazioni Net asset adjusted Carryng Amount Asset/Liabilities
Quote di
O.I.C.R. 0,0 3,5 X X X X X Fondi/Private Equity Nav Investor report Rendiconto di gestione, scheda tecnica asset detenuti in
portafoglio
Finanziamenti - 7,6 - X X X X Repo Trade Discounted Cash Flow Curva dei tassi
Debiti X
X X X - -
X Scoperti tecnici Prezzo di mercato, Curve dei tassi, Curve CDS Prezzo di mercato, Comparable approach - 594,1 Debiti clientela
Derivati
finanziari 5.113,4
X X 641,9 3.484,7 X 908,2 IRS/Asset/Currency Swaps Discounted Cash Flow Curva dei tassi, Curve CDS, Basi(yield), Curve Inflazione, Tassi di cambio, Correlazione Tassi Equity swaps Discounted Cash Flow Prezzi Azioni, Curva dei tassi, Tassi di Cambio
Forex Singlename
Plain Option Pricing Model Curva dei tassi, Tassi di cambio, Volatilità Forex
Forex Singlename
Exotic Option Pricing Model Curva dei tassi, Tassi di cambio, Volatilità Forex (Superficie)
Equity Singlename
Plain Option Pricing Model Curva dei tassi, prezzi azioni, Tassi di cambio, Volatilità
Equity
Equity Singlename
Exotic Option Pricing Model Curva dei tassi, prezzi azioni, Tassi di cambio, Volatilità Equity (superficie), Parametri Modelli
Equity Multiname
Plain Option Pricing Model Curva dei tassi, prezzi azioni, Tassi di cambio, Volatilità Equity, Correlazioni Quanto, Correlazioni Equity/Equity
Equity Multiname
Exotic Option Pricing Model Curva dei tassi, prezzi azioni, Tassi di cambio, Volatilità Equity (superficie), Parametri Modelli, Correlazioni Quanto,
Correlazioni Equity/Equity
Tasso Plain Option Pricing Model Curva dei tassi, Curve Inflazione, prezzi obbligazioni, Tassi di cambio, VolatilitàTasso, Correlazioni tassi Operazioni in valuta Prezzo di mercato* Prezzo di mercato, Swap Point
Derivati
creditizi 197,8 X - 774,7 - Default swaps Discounted Cash Flow Curve CDS, Curva Dei Tassi
Totale
attività 6.378,8 19,9 11,9 12,0 641,9 X X X
Totale
passività X X X X X 4.259,4 4.822,9 908,2 *prezzi per strumenti finanziari identici quotati in mercati non attivi (IFRS 13 par.82 lett b.).
140 Relazione Finanziaria Semestrale Voci Fair value Livello 3 30 06 2026 Tipologie Tecnica di valutazione Input non osservabili Range (media ponderata) Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanz iarie. designate al fair value Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva Passività finanziarie di negoziazione Passività finanziarie designate al fair value * Titoli di debito 500,2 3,8 49,7 3,8 - 563,8 Notes Discounted Cash Flow Tasso di attualizzazione 11% Strumenti Finanziari Partecipativi Credit Model Credit Data (LGD/PD) 0-0,8 €/mln Titoli di capitale 0,3 14,1 248,0 Strumenti Finanziari Partecipativi Credit Model Credit Data (LGD/PD) 0-12,5 €/mln Partecipazioni Discounted Cash Flow Basi di Liquidità/Equity Risk
Premium/Beta 20%/8%/0.4
Partecipazioni Costo/Patrimonio Netto Fair value asset 0-12,7 €/mln Quote di O.I.C.R. 5,1 837,9 X X X Fondo Chiuso Riservato Pricing esterno Fair value asset 4,1 €/mln Fondi chiusi immobiliari Pricing esterno ( Relaz di gestione) Valore di Bilancio Asset Fondo 239 €/mln Fondi Alternativi di Investimenti Discounted Cash Flow Tasso di attualizzazione 8,37% - 15,60% Wacc Mac ( 2,40%) Fondi Private Equity Nav Investor report Rendiconto di gestione, scheda tecnica asset detenuti in portafoglio 0,03-9,4€/mln Finanziamenti - 87,9 120,4 - X X Finanziamenti Discounted Cash Flow NPE SPREAD 1,92% - 2,13% Finanziamenti Discounted Cash Flow LGD 0,08% - 80,92% Finanziamenti Arbritrage Free Credit Spread Model Recovery Rate Finanziamenti Discounted Cash Flow PD 14,28% - 50,89% Finanziamenti Discounted Cash Flow PE SPREAD 0,21% - 0,86%
Derivati
Finanziari 5,3
X X 35,5 X OTC Equity basket option * Modello di Bl ack-Scholes local Vol Volatilità implicita Fair value 4,58 €/mln Put Option a garanzia fondi pensione* Modello di Bl ack-Scholes Proiezione flussi premi futuri e tassi mortalità Fair value netto 17,70
€/mln
Derivati Creditizi 1,4 X X 9,6 X CDS su Single Names con Recovery Rate 0 Arbritrage Free Credit Spread Model Recovery Rate Totale attività 512,3 91,7 987,3 251,8 X X Totale passività X X X X 45,1 563,8 *Per le passività finanziarie designate al fair value la classificazione al livello 3 è imputabile alla componente derivativa c he viene gestita all’interno del perimetro di trading ed il relativo impatto sulla valorizzazione dei parametri incerti è ricompreso nella voce dei derivati di negoziaz ione Di seguito si descrivono gli strumenti finanziari di livello 3 che mostrano una sensitivity rilevante rispetto alle variazioni di input non osservabili.
All’interno della colonna “Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ” nella categoria “Titoli di debito” valutati attraverso il metodo del Discount Cash Flow figurano sia le tranche mezzanine che junior riferite alla cartolarizzazione di un portafoglio di crediti classificati a sofferenza denominata “Siena NPL” per 10,8 mln di euro. Per tale posizione la variazione del tasso di attualizzazione (+/ -1%) e dei flussi delle distribuzioni attese (+/ -10%), determinerebbero un range di valori di 10,2 – 10,5 mln di euro e di 10,4 – 10,3 mln di euro r ispettivamente.
Da segnalare in questa stessa colonna nella categoria “Titoli di capitale” anche circa 1 2,5 mln di euro riferiti a taluni strumenti finanziari partecipativi acquisiti dal Gruppo in base ad accordi di ristrutturazione del credito per i quali non si è proceduto all’analisi di sensitivity in quanto il valore unitario delle singole esposizioni è al di sotto delle soglie di materialità minima stabilite dal Gruppo.
Sempre all’interno della colonna “A ltre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” sono presenti i finanziamenti ( 120,4 mln di euro) che sono valutati obbligatoriamente al fair value . I parametri non osservabili sono la Probabilità di Default (PD), la Loss Given Default (LGD) e lo spread distinto per attività performing e non. La variazione di tali parametri, rispettivamente del 10%, 5% ,1%, 1% determinerebbe un impatto sul fair value pari a circa -5,2 mln di euro.
Nelle quote di O.IC.R. sono presenti quote di fondi ricevute in cambio della cessione di crediti non performing per 92,6 mln (Back2bonis, IDEA CCR I, II, Clessidra e Efesto). La variazione del tasso di attualizzazione (+/ -1%) e dei flussi delle distribuzioni attese (+/ -10%), determinerebbe i seguenti range di valori 88,5 – 92,5 mln di euro e 99,5 – 82,3 mln di euro rispettivamente.
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141 All’interno della categoria degli OICR rientra altresì il totale dei conferimenti, fatto a partire dal giugno 2016, al Fondo Italia Recovery Fund (Ex Atlante due) per un valore di bilancio di 4,1 mln di euro determinato sulla base dell’ultimo NAV disponibile.
Sempre nella categoria OICR rientrano infine le posizioni del Fondo Etrusco Distribuzione (81,1 mln di euro) e del Fondo Democrito (5,1 mln di euro), fondi di private equity e fondi chiusi immobiliari. Per tali posizioni la variazione della probabilità di default (+/-1%) e dei tassi di recovery (+/-10%), determinerebbero un range di valori di 8 5,9 mln di euro – 87,3 mln di euro e di 92,4 mln di euro – 81,5 mln di euro rispettivamente.
Nella stessa categoria rientra no le quote del fondo privato Ananteo acquisite dal Gruppo nell’ambito della complessiva operazione di salvataggio di Banca Progetto realizzatasi nel corso de l primo semestre dell’anno il cui valore di bilancio ammonta a circa 79,8 mln di euro. Per tale posizione la variazione del WACC (+/ -1%) e dei tassi di recovery (+/ -10%), determinerebbero un range di valori di 84,91 mln di euro – 84,93 mln di euro e di 92,2 mln di euro – 75,5 mln di euro rispettivamente.
Per le restanti posizioni non è stato possibile elaborare alcuna analisi quantitativa di sensitività del fair value rispetto al cambiamento degli input non osservabili, in quanto il fair value è frutto di un modello i cui input sono specifici dell’entità oggetto di valutazione e per i quali non si dispone delle informazioni necessarie per un’analisi di sensitivity.
All’interno del portafoglio contabile delle “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” rientra la partecipazione nel capitale di Banca d’Italia (137,5 mln di euro), valutata attraverso il metodo del Discounted Cash Flow . Tale partecipazione è stata valutata con la metodologia individuata dal Comitato di Esperti all’interno del documento “Un aggiornamento del valore delle quote di capitale della Banca d’Italia”. Tale documento, oltre a dettagliare le tecniche di valutazione adottate per pervenire al risultato finale, individuava i seguenti parametri entity specific : il beta con il mercato, l’equity risk premium e la base di liquidità. La valorizzazione di tale partecipazione trova conferma, peraltro, in transazioni di mercato effettuate negli ultimi anni da parte di alcune banche. I range dei possibili valori assegnabili ai suddetti parametri causano le seguenti variazioni di valore: circa -8 mln di euro per ogni 100 bps di aumento dell’ equity risk premium , circa -14 mln di euro per ogni 10 punti % di aumento del beta con il mercato e di circa -16mln di euro per ogni 10 punti % di aumento della base di liquidità.
Nella stessa categoria rientrano altresi titoli di capitale per 28,4 mln di euro rappresentativi d elle partecipazioni valutate al fair value che non hanno avuto la possibilità di essere valutate secondo un modello market based . Per tali posizioni non si è proceduto ad un’analisi di sensitivity per le medesime motivazioni sopra riportate con riferimento agli OICR.
Con riguardo al portafoglio contabile delle “Attività finanziarie detenute per la negoziazione” l’analisi di sensitivity viene svolta tramite l'analisi delle incertezze sui parametri di valutazione utilizzati per determinare il fair value delle posizioni di Livello 3 presenti nel portafoglio di trading. Le analisi svolte evidenziano che il principale driver di incertezza nella determinazione del Fair Value al 30 giugno 2026 è rappresentato dalla correlazione equity -equity, il cui impatto sul fair value del portafoglio è pari a circa 98,9 mln di euro . Anche la volatilità implicita mostra una sensibilità significativa (23,5 mln di euro ), mentre il rischio associato ai credit spread risulta marginale (0,5 mln di euro) .
Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente Attività/passività finanziarie non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente 30 06 2026 31 12 2025
Valore di
bilancio Totale fair value Valore di bilancio Totale fair
value
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 174.110,4 172.858,5 167.790,8 165.965,1 3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 96,9 30,8 1.202,0 1.091,8 Totale attività 174.207,3 172.889,3 168.992,8 167.056,9 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 189.022,4 189.212,6 186.034,5 186.043,8 2. Passività associate ad attività in via di dismissione - - 975,9 975,9 Totale passività 189.022,4 189.212,6 187.010,4 187.019,7
Con riferimento al par. 93 lett. (i) dell’IFRS 13 si segnala che il Gruppo non detiene attività non finanziarie valutate al fair value il cui uso corrente non rappresenta il miglior uso possibile.
142 Relazione Finanziaria Semestrale Con riferimento al par. 96 dell’IFRS 13 si segnala che il Gruppo non applica la c.d. portfolio exception prevista dal par. 48 dell’IFRS 13.
In merito alle attività in via di dismissione nei livelli di fair value sono state indicate le sole attività valutate al fair value o al fair value al netto dei costi di vendita.
Informativa sul c.d. “day one profit/loss” Il principio contabile IFRS 7, paragrafo 28, definisce il day one profit/loss come la differenza tra il fair value di uno strumento finanziario al momento della rilevazione iniziale (prezzo della transazione) e l'importo determinato a quella data utilizzando una tecnica di valutazione. Tale differenza può essere positiva ( day one profit ) o negativa ( day one loss).
Secondo quanto previsto anche dall’IFRS 9, paragrafo B5.1.2A , se il fair value iniziale è determinato utilizzando parametri non osservabili (livello 3 della gerarchia del fair value), il day one profit non può essere immediatamente rilevato a conto economico, ma deve essere differito e rilasciato nel tempo, in funzione della progressiva osservabilità dei parametri utilizzati o del decorso del tempo.
La sospensione del day one profit si applica per strumenti finanziari classificat i come di Livello 3, ovvero per i quali l’impatto di uno o più parametri non osservabili sul fair value è ritenuto significativo. Il day one profit , calcolato al netto dei fair value adjustment , viene ammortizzato nel periodo atteso in cui i dati di input rimarranno non osservabili. Non si applica la sospensione nel caso in cui i rischi generati dall’operazione siano coperti con una controparte di mercato (back -to-back ), eliminando così l’effetto economico del parametro non osservabile.
Al contrario, un day one loss derivante da input non osservabili viene rilevato immediatamente a conto economico, in via prudenziale.
Nel corso dell’esercizio, il Gruppo, per il tramite della controllata Mediobanca, ha applicato il principio del day one profit alle seguenti tipologie di operazioni:
• CLO financial guarantee : operazioni in cui il Gruppo ha acquistato copertura specifica su CLO in portafoglio per neutralizzare il rischio di credito. In assenza di parametri di mercato osservabili e liquidi, sono stati sospesi utili per 6, 5 mln di euro da rilasciare pro rata temporis (6,2 mln di euro al 31 dicembre 2025) dopo incrementi su nuove operatività per 2,7 mln di euro e rilasci per 2,4 mln di euro, su un nozionale di circa 420 mln di euro in incremento rispetto ai 326 mln di euro rilevati a dicembre 2025 per l’ingresso di 12 operazioni.
• Certificates con sottostanti strategie equity e credit : risultano sospesi 6,7 mln di euro connessi all’emissione di certificates equity ex autocallable per un nominale di 589,3 mln di euro (rispettivamente 5,2 mln di euro e 360,5 mln di euro al 31 dicembre 2025) e 1,0 mln di euro di utili per certificati credit linked callable con nozionale emesso di circa 258,5 mln di euro (rispettivamente 1,9 mln di euro e 118,6 mln di euro al 31 dicembre 2025)20.
Si segnala che nel semestre non si siano riscontrate casistiche di day one loss.
20 Il rilascio del DOP avviene o a scadenza dell’emissione o per chiusura anticipata o per passaggio di livello da 3 a 2 (in que st’ultimo caso il passaggio a livello 2 deve essere confermata in tre rilevazioni mensili consecutive).
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
143
Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato
144 Relazione Finanziaria Semestrale
ATTIVO
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica Voci/Valori Totale 30 06 2026 Totale 31 12 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 13.903,5 981,2 500,2 15.384,9 11.301,9 1.052,2 433,1 12.787,2 1.1 Titoli strutturati 228,2 33,8 219,3 481,3 251,3 36,4 229,5 517,2 1.2 Altri titoli di debito 13.675,3 947,4 280,9 14.903,6 11.050,6 1.015,8 203,6 12.270,0 2. Titoli di capitale 5.597,0 86,4 0,3 5.683,7 5.549,9 42,9 0,3 5.593,1 3. Quote di O.I.C.R. 166,2 - 5,0 171,2 152,1 - 5,1 157,2 4. Finanziamenti - - - - - - 36,8 36,8 4.1 Pronti contro termine - - - - - - - -
4.2 Altri - - - - - - 36,8 36,8 Totale (A) 19.666,7 1.067,6 505,5 21.239,8 17.003,9 1.095,1 475,3 18.574,3 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari: 771,4 5.113,4 5,4 5.890,2 469,3 4.518,6 4,0 4.991,9 1.1 di negoziazione 771,4 5.039,6 5,4 5.816,4 469,3 4.395,7 4,0 4.869,0 1.2 connessi con la fair value option - 73,8 - 73,8 - 73,3 - 73,3 1.3 altri - - - - - 49,6 - 49,6 2. Derivati creditizi: - 197,8 1,4 199,2 - 184,0 1,5 185,5 2.1 di negoziazione - 197,8 1,4 199,2 - 184,0 1,5 185,5 2.2 connessi con la fair value option - - - - - - - -
2.3 altri - - - - - - - -
Totale (B) 771,4 5.311,2 6,8 6.089,4 469,3 4.702,6 5,5 5.177,4 Totale (A+B) 20.438,1 6.378,8 512,3 27.329,2 17.473,2 5.797,7 480,8 23.751,7
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145 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica Voci/Valori Totale 30 06 2026 Totale 31 12 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale 1. Titoli di debito 1.106,7 19,9 3,8 1.130,4 539,4 365,6 - 905,0 1.1 Titoli strutturati - - - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 1.106,7 19,9 3,8 1.130,4 539,4 365,6 - 905,0 2. Finanziamenti - - 87,9 87,9 - 601,5 - 601,5 2.1 Strutturati - - - - - - - -
2.2 Altri - - 87,9 87,9 - 601,5 - 601,5 Totale 1.106,7 19,9 91,7 1.218,3 539,4 967,1 - 1.506,5
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value : composizione merceologica Voci/Valori Totale 30 06 2026 Totale 31 12 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale 1. Titoli di debito - 0,8 49,7 50,5 - 1,5 17,0 18,5 1.1 Titoli strutturati - - - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - 0,8 49,7 50,5 - 1,5 17,0 18,5 2. Titoli di capitale - - 14,0 14,0 - - 19,1 19,1 3. Quote di O.I.C.R. 214,1 3,5 838,0 1.055,6 227,8 1,6 692,6 922,0 4. Finanziamenti - 7,6 120,4 128,0 - 7,6 129,9 137,5 4.1 Pronti contro termine - - - - - - - -
4.2 Altri - 7,6 120,4 128,0 - 7,6 129,9 137,5 Totale 214,1 11,9 1.022,1 1.248,1 227,8 10,7 858,6 1.097,1
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Voce 30 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione
merceologica
Voci/Valori Totale 30 06 2026 Totale 31 12 2025 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale 1. Titoli di debito 5.965,5 1,7 3,8 5.971,0 6.433,8 109,4 33,8 6.577,0 1.1 Titoli strutturati 0,9 - - 0,9 0,9 - - 0,9 1.2 Altri titoli di debito 5.964,6 1,7 3,8 5.970,1 6.432,9 109,4 33,8 6.576,1 2. Titoli di capitale 129,5 10,3 248,0 387,8 136,1 10,0 243,0 389,1 3. Finanziamenti - - - - - - - -
Totale 6.095,0 12,0 251,8 6.358,8 6.569,9 119,4 276,8 6.966,1
146 Relazione Finanziaria Semestrale Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche Tipologia operazioni/Valori Totale 30 06 2026 Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate Totale L1 L2 L3 Totale A. Crediti verso Banche Centrali 987,8 - - 987,8 - 987,8 - 987,8 1. Depositi a scadenza 35,0 - - 35,0 X X X X 2. Riserva obbligatoria 946,8 - - 946,8 X X X X 3. Pronti contro termine 5,0 - - 5,0 X X X X 4. Altri 1,0 - - 1,0 X X X X B. Crediti verso banche 7.620,7 4,8 - 7.625,5 71,8 7.453,4 53,4 7.578,5 1. Finanziamenti 6.611,4 4,8 - 6.616,2 - 6.584,1 53,3 6.637,4 1.1 Conti correnti - - - - X X X X 1.2 Depositi vincolati 96,3 - - 96,3 X X X X 1.3 Altri finanziamenti 6.515,1 4,8 - 6.519,9 X X X X
- Pronti contro termine attivi 3.543,3 - - 3.543,3 X X X X
- Finanziamenti per leasing 0,4 - - 0,4 X X X X
- Altri 2.971,4 4,8 - 2.976,2 X X X X 2. Titoli di debito 1.009,3 - - 1.009,3 71,8 869,3 - 941,1 2.1 Titoli strutturati - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 1.009,3 - - 1.009,3 71,8 869,3 - 941,1 Totale 8.608,5 4,8 - 8.613,3 71,8 8.441,2 53,4 8.566,3
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147 Tipologia operazioni/Valori Totale 31 12 2025 Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate Totale L1 L2 L3 Totale A. Crediti verso Banche Centrali 1.086,6 - - 1.086,6 - 1.086,6 - 1.086,6 1. Depositi a scadenza 125,0 - - 125,0 X X X X 2. Riserva obbligatoria 930,1 - - 930,1 X X X X 3. Pronti contro termine 31,5 - - 31,5 X X X X 4. Altri - - - - X X X X B. Crediti verso banche 8.124,1 5,1 - 8.129,2 57,0 8.028,9 39,7 8.125,6 1. Finanziamenti 7.114,8 5,1 - 7.119,9 - 7.114,8 39,7 7.154,5 1.1 Conti correnti - - - - X X X X 1.2 Depositi vincolati 145,1 - - 145,1 X X X X 1.3 Altri finanziamenti 6.969,7 5,1 - 6.974,8 X X X X
- Pronti contro termine attivi 3.540,6 - - 3.540,6 X X X X
- Finanziamenti per leasing 0,4 - - 0,4 X X X X
- Altri 3.428,7 5,1 - 3.433,8 X X X X 2. Titoli di debito 1.009,3 - - 1.009,3 57,0 914,1 - 971,1 2.1 Titoli strutturati - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 1.009,3 - - 1.009,3 57,0 914,1 - 971,1 Totale 9.210,7 5,1 - 9.215,8 57,0 9.115,5 39,7 9.212,2
148 Relazione Finanziaria Semestrale Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela
Tipologia operazioni
Valori Totale 30 06 2026 Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate Totale L1 L2 L3 Totale 1. Finanziamenti 145.967,5 1.613,2 322,4 147.903,1 - 26.068,4 120.838,4 146.906,8 1.1 Conti correnti 5.764,8 75,6 0,1 5.840,5 X X X X 1.2 Pronti contro termine attivi 12.705,8 - - 12.705,8 X X X X 1.3 Mutui 89.238,8 1.070,1 42,3 90.351,2 X X X X 1.4 Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto 13.149,6 148,1 256,9 13.554,6 X X X X 1.5 Finanziamenti per leasing 2.250,9 73,5 2,9 2.327,3 X X X X 1.6 Factoring 5.477,3 15,1 2,5 5.494,9 X X X X 1.7 Altri finanziamenti 17.380,3 230,8 17,7 17.628,8 X X X X 2. Titoli di debito 17.592,6 1,4 - 17.594,0 13.449,3 2.846,0 1.090,1 17.385,4 2.1 Titoli strutturati 1.076,0 - - 1.076,0 952,7 123,8 - 1.076,5 2.2 Altri titoli di debito 16.516,6 1,4 - 16.518,0 12.496,6 2.722,2 1.090,1 16.308,9 Totale 163.560,1 1.614,6 322,4 165.497,1 13.449,3 28.914,4 121.928,5 164.292,2
Tipologia operazioni
Valori Totale 31 12 2025 Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate Totale L1 L2 L3 Totale 1. Finanziamenti 139.839,1 1.639,2 306,8 141.785,1 - 23.325,4 116.783,8 140.109,2 1.1 Conti correnti 5.462,2 77,2 0,1 5.539,5 X X X X 1.2 Pronti contro termine attivi 11.295,9 - - 11.295,9 X X X X 1.3 Mutui 85.182,2 1.187,5 50,3 86.420,0 X X X X 1.4 Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto 12.860,7 80,4 234,2 13.175,3 X X X X 1.5 Finanziamenti per leasing 2.616,3 84,0 1,7 2.702,0 X X X X 1.6 Factoring 5.996,3 17,9 1,5 6.015,7 X X X X 1.7 Altri finanziamenti 16.425,5 192,2 19,0 16.636,7 X X X X 2. Titoli di debito 16.788,1 1,8 - 16.789,9 12.921,1 2.608,5 1.114,0 16.643,6 2.1 Titoli strutturati 1.036,5 - - 1.036,5 1.038,5 15,5 - 1.054,0 2.2 Altri titoli di debito 15.751,6 1,8 - 15.753,4 11.882,6 2.593,0 1.114,0 15.589,6 Totale 156.627,2 1.641,0 306,8 158.575,0 12.921,1 25.933,9 117.897,8 156.752,8
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
149 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi
Denominazioni Sede
operativa Tipo di
rapporto
(1) Rapporto di partecipazione Disp.
voti %
(2) Impresa partecipante Quota % A. Imprese controllate in modo congiunto Immobiliare Novoli S.p.a. Firenze Firenze 7 Banca Monte dei Paschi di Siena 50,00 -
MB Speedup Londra Londra 7 Mediobanca S.p.A. 50,00 B. Imprese sottoposte ad influenza notevole Axa Mps Assicurazioni Danni S.p.a. Roma Roma 8 Banca Monte dei Paschi di Siena 50,00 -
Axa Mps Assicurazioni Vita S.p.a. Roma Roma 8 Banca Monte dei Paschi di Siena 50,00 -
Fidi Toscana S.p.a. Firenze Firenze 8 Banca Monte dei Paschi di Siena 27,46 -
Microcredito di Solidarietà S.p.a. Siena Siena 8 Banca Monte dei Paschi di Siena 40,00 -
Assicurazioni Generali S.p.A. * Trieste Trieste 8 Mediobanca S.p.A. 13,32 13,66 Istituto Europeo di Oncologia S.r.l. Milano Milano 8 Mediobanca S.p.A. 25,37 -
CLI Holdings II Ltd Londra Londra 8 Mediobanca S.p.A. 18,95 -
(1) Tipo di rapporto:
7 = controllo congiunto;
8 = società sottoposta a in fluenza notevole.
(2) Disponibilità voti nell’assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali
* L’interessenza in Assicurazioni Generali, si attesta al 13 ,32%. Escludendo le azioni proprie detenute dalla collegata, basandosi quindi sulle azioni in circolazione, l’interessenza economica si attesta al 13, 66%.
Rispetto alla situazione al 31 dicembre 2025 si segnala nel semestre la cessione della partecipazione in “Finanziaria Gruppo Bisazza ” detenuta dalla controllata Mediobanca S.p.A..
150 Relazione Finanziaria Semestrale
PASSIVO
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche Tipologia operazioni/Valori Totale 30 06 2026 Totale 31 12 2025
Valore
bilancio Fair value Valore bilancio Fair value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Debiti verso banche centrali 9.871,8 X X X 10.029,9 X X X 2. Debiti verso banche 16.291,5 X X X 16.252,5 X X X 2.1 Conti correnti e depositi a vista 293,4 X X X 362,3 X X X 2.2 Depositi a scadenza 22,6 X X X 45,8 X X X 2.3 Finanziamenti 14.765,6 X X X 14.752,9 X X X 2.3.1 Pronti contro termine passivi 10.419,6 X X X 9.846,8 X X X 2.3.2 Altri 4.346,0 X X X 4.906,1 X X X 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - X X X - X X X 2.5 Debiti per leasing 0,2 X X X 0,6 X X X 2.6 Altri debiti 1.209,7 X X X 1.090,9 X X X Totale 26.163,3 - 26.163,5 - 26.282,4 - 26.282,4 -
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela Tipologia operazioni/Valori Totale 30 06 2026 Totale 31 12 2025
Valore
bilancio Fair value Valore bilancio Fair value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1 Conti correnti e depositi a vista 90.531,9 X X X 92.023,4 X X X 2 Depositi a scadenza 16.983,4 X X X 15.283,4 X X X 3 Finanziamenti 11.225,5 X X X 11.014,9 X X X 3.1 Pronti contro termine passivi 8.399,5 X X X 8.727,7 X X X 3.2 Altri 2.826,1 X X X 2.287,2 X X X 4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - X X X - X X X 5 Debiti per leasing 420,0 X X X 406,2 X X X 6 Altri debiti 1.678,8 X X X 1.530,0 X X X Totale 120.839,6 - 120.839,6 - 120.257,9 - 120.257,9 -
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
151 Passività finanziarie al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione Tipologia titoli/Valori Totale Totale 30 06 2026 31 12 2025
Valore
bilancio Fair value Valore bilancio Fair value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
A. Titoli
1. Obbligazioni 36.364,1 11.538,8 25.015,5 0,0 36.554,3 35.597,1 10.264,8 25.341,5 - 35.606,3 1.1 strutturate 4.086,1 - 4.016,4 - 4.016,4 3.928,6 - 3.676,6 - 3.676,6 1.2 altre 32.278,0 11.538,8 20.999,1 0,0 32.537,9 31.668,5 10.264,8 21.664,9 - 31.929,7 2. Altri titoli 5.655,3 0,0 5.529,7 125,5 5.655,2 3.897,0 0,0 3.775,8 121,2 3.897,0 2.1 strutturati - - - - - - - - - -
2.2 altri 5.655,3 0,0 5.529,7 125,5 5.655,2 3.897,0 0,0 3.775,8 121,2 3.897,0 Totale 42.019,4 11.538,8 30.545,2 125,5 42.209,5 39.494,1 10.264,8 29.117,3 121,2 39.503,3
Passività finanziarie di negoziazione - Voce 20 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica
Tipologia operazioni/
componenti del gruppo Totale 30 06 2026
VN FV
FV* Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche 2.208,0 2.243,6 - - 2.243,6 2.243,6 2. Debiti verso clientela 5.576,7 5.644,1 - - 5.644,1 5.644,1 3. Titoli di debito - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - - X 3.1.2 Altre obbligazioni - - - - - X 3.2 Altri titoli - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - - X 3.2.2 Altri - - - - - X Totale A 7.784,7 7.887,7 - - 7.887,7 7.887,7 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari 1.272,4 3.484,7 35,5 4.792,6 1.1 Di negoziazione X 1.272,4 3.354,8 35,5 4.662,7 X 1.2 Connessi con la fair value option X - - - - X 1.3 Altri X - 129,9 - 129,9 X 2. Derivati creditizi - 774,7 9,6 784,3 2.1 Di negoziazione X - 774,7 9,6 784,3 X 2.2 Connessi con la fair value option X - - - - X 2.3 Altri X - - - - X Totale B X 1.272,4 4.259,4 45,1 5.576,9 X Totale (A+B) X 9.160,1 4.259,4 45,1 13.464,6 X
152 Relazione Finanziaria Semestrale
Tipologia operazioni/
componenti del gruppo Totale 31 12 2025
VN FV
FV* Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche 2.889,5 2.813,2 77,6 - 2.890,8 2.890,8 2. Debiti verso clientela 3.214,5 3.272,1 24,9 - 3.297,0 3.296,9 3. Titoli di debito - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - - X 3.1.2 Altre obbligazioni - - - - - X 3.2 Altri titoli - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - - X 3.2.2 Altri - - - - - X Totale A 6.104,0 6.085,3 102,5 - 6.187,8 6.187,7 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari 988,3 3.378,5 31,9 4.398,7 1.1 Di negoziazione X 988,3 3.325,7 31,9 4.345,9 X 1.2 Connessi con la fair value option X - - - - X 1.3 Altri X - 52,8 - 52,8 X 2. Derivati creditizi - 652,5 6,6 659,1 2.1 Di negoziazione X - 652,5 6,6 659,1 X 2.2 Connessi con la fair value option X - - - - X 2.3 Altri X - - - - X Totale B X 988,3 4.031,0 38,5 5.057,8 X Totale (A+B) X 7.073,6 4.133,5 38,5 11.245,6 X
Legenda
VN = Valore nominale o nozionale FV = Fair Value FV* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell’emittente rispetto alla data di emissione.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
153 Passività finanziarie designate al fair value - Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value : composizione merceologica Tipologia operazioni/valori Totale 30 06 2026
VN FV
FV* Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale 1. Debiti verso banche - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - - X 1.2 Altri - - - - - X 2. Debiti verso clientela 650,3 - 594,1 - 594,1 594,1 2.1 Strutturati 650,3 - 594,1 - 594,1 X 2.2 Altri - - - - - X 3. Titoli di debito 5.074,2 - 4.228,8 563,8 4.792,6 4.795,3 3.1 Strutturati 4.970,1 - 4.066,0 563,8 4.629,8 X 3.2 Altri 104,1 - 162,8 - 162,8 X Totale 5.724,5 - 4.822,9 563,8 5.386,7 5.389,4
Tipologia operazioni/valori Totale 31 12 2025
VN FV
FV* Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale 1. Debiti verso banche - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - - X 1.2 Altri - - - - - X 2. Debiti verso clientela 1.155,7 - 1.006,7 - 1.006,7 1.006,7 2.1 Strutturati 1.070,6 - 1.006,7 - 1.006,7 X 2.2 Altri 85,1 - - - - X 3. Titoli di debito 4.576,4 - 4.057,8 618,0 4.675,8 4.333,2 3.1 Strutturati 4.469,1 - 3.893,9 618,0 4.511,9 X 3.2 Altri 107,3 - 163,9 - 163,9 X Totale 5.732,1 - 5.064,5 618,0 5.682,5 5.339,9
Legenda
VN = Valore nominale o nozionale FV = Fair Value FV* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell’emittente rispetto alla data di emissione.
154 Relazione Finanziaria Semestrale
Patrimonio del gruppo – Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180 Capitale - Numero azioni della capogruppo: variazioni semestrali Voci/Tipologie 30 06 2026 31 12 2025
Ordinarie Ordinarie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 3.038.418.183 1.259.689.706
- interamente liberate 3.038.418.183 1.259.689.706
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie ( -) 233.002 -
A.2 Azioni in circolazione esistenze iniziali 3.038.185.181 1.259.689.706 B. Aumenti 233.002 1.778.728.477 B.1 Nuove emissioni - 1.778.728.477
- a pagamento: - 1.778.728.477
- operazioni di aggregazioni di imprese - 1.778.728.477
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant - -
- altre - -
- a titolo gratuito: - -
- a favore dei dipendenti - -
- a favore degli amministratori - -
- altre - -
B.2 Vendita di azioni proprie 233.002 -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - 233.002 C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie - -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - 233.002 D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 3.038.418.183 3.038.185.181 D.1 Azioni proprie (+) - 233.002 D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 3.038.418.183 3.038.418.183
- interamente liberate 3.038.418.183 3.038.418.183
- non interamente liberate - -
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155 Informazioni sul conto economico consolidato
Gli interessi - Voci 10 e 20 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni Totale Totale 30 06 202 30 06 2025 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 124,4 12,2 0,8 137,4 57,4 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 95,5 0,3 - 95,8 50,4 1.2 Attività finanziarie designate al fair value 24,8 10,1 0,8 35,7 -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 4,1 1,8 - 5,9 7,0 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 93,1 - X 93,1 19,6 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 261,0 2.804,2 X 3.065,2 1.635,3 3.1 Crediti verso banche 15,7 75,2 X 90,9 39,5 3.2 Crediti verso clientela 245,3 2.729,0 X 2.974,3 1.595,8 4. Derivati di copertura X X 10,1 10,1 26,3 5. Altre attività X X 181,7 181,7 232,4 6. Passività finanziarie X X X - -
Totale 478,5 2.816,4 192,6 3.487,5 1.971,0 di cui interessi attivi su Attività finanziarie deteriorate 0,3 83,0 - 83,3 42,2 di cui interessi attivi su leasing finanz iario X 58,2 X 58,2 94,9
Interessi passivi e oneri assimilati: composizione Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni Totae Totale 30 06 2026 30 06 2025 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (961,3) (623,8) - (1.585,1) (873,6) 1.1 Debiti verso banche centrali (88,9) X X (88,9) (106,5) 1.2 Debiti verso banche (266,6) X X (266,6) (25,3) 1.3 Debiti verso clientela (605,8) X X (605,8) (519,6) 1.4 Titoli in circolazione X (623,8) X (623,8) (222,2) 2. Passività finanziarie di negoziazione - - (1,7) (1,7) -
3. Passività finanziarie designate al fair value (2,4) (14,3) - (16,6) (2,4) 4. Altre passività e fondi X X (0,1) (0,1) -
5. Derivati di copertura X X (6,4) (6,4) (13,0) 6. Attività finanziarie X X X (0,9) (0,2) Totale (963,7) (638,1) (8,2) (1.610,8) (889,2) di cui interessi passivi relativi ai debiti per leasing (12,9) X X (12,9) (2,6)
156 Relazione Finanziaria Semestrale Le commissioni - Voci 40 e 50 Commissioni attive: composizione Tipologia servizi / valori Totale Totale 30 06 2026 30 06 2025 a) Strumenti finanziari 264,9 76,8 1. Collocamento titoli 152,6 26,6 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile 17,3 8,5 1.2 Senza impegno irrevocabile 135,3 18,1 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 32,2 14,3 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 31,6 13,8 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 0,6 0,5 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 80,1 35,9 di cui: negoziazione per conto proprio 22,9 8,1 di cui: gestione di portafogli individuali 56,9 27,8 b) Corporate Finance 161,3 3,9 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 157,8 -
2. Servizi di tesoreria 3,5 3,9 3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 16,3 5,0 d) Compensazione e regolamento 0,3 0,1 e) Gestione di portafogli collettive 90,4 -
f) Custodia e amministrazione 25,8 2,7 1. Banca depositaria 7,5 -
2. Altre commissioni legate all’attività di custodia e amministrazione 18,3 2,7 g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria 4,1 1,1 i) Servizi di pagamento 270,3 256,5 1. Conti correnti 116,0 105,4 2. Carte di credito 40,6 33,7 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 42,4 48,5 4. Bonifici e altri ordini di pagamento 40,8 39,7 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 30,5 29,2 j) Distribuzione di servizi di terzi 449,8 390,8 1. Gestioni di portafogli collettive 280,1 247,1 2. Prodotti assicurativi 157,7 111,0 3. Altri prodotti 12,0 32,7 di cui: gestioni di portafogli individuali - -
k) Finanza strutturata - -
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione 0,2 -
m) Impegni a erogare fondi 117,7 84,6 n) Garanzie finanziarie rilasciate 25,9 29,7 di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 79,9 43,6 di cui: per operazioni di factoring 28,8 10,5 p) Negoziazione di valute 2,1 1,9 q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 28,2 22,3 di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 1.537,2 919,0
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
157 Commissioni passive: composizione Tipologia di servizi/valori Totale Totale 30 06 2026 30 06 2025 a) Strumenti finanziari (7,0) (3,1) di cui: negoziazione di strumenti finanziari (6,5) (2,6) di cui: collocamento di strumenti finanziari - -
di cui: gestione di portafogli individuali (0,5) (0,4)
- Proprie - -
- Delegate a terzi (0,5) (0,4) b) Compensazione e regolamento (2,4) (2,0) c) Gestione di portafogli collettive (16,8) -
- Proprie - -
- Delegate a terzi (16,8) -
d) Custodia e amministrazione (6,4) (2,1) e) Servizi di incasso e pagamento (68,1) (48,2) di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (50,0) (40,3) f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute (6,6) (11,2) di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (53,0) (33,0) j) Negoziazione di valute - -
k) Altre commissioni passive (105,0) (21,0) Totale (265,3) (120,6)
158 Relazione Finanziaria Semestrale Il risultato netto dell’attività di negoziazione - Voce 80 Risultato netto dell’attività di negoziazione: composizione Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da negoziazione Minusvalenze Perdite da negoziazione Risultato netto 30 06 2026 30 06 2025 1. Attività finanziarie di negoziazione 481,9 525,4 (221,9) (500,0) 285,4 25,6 1.1 Titoli di debito 75,0 144,9 (41,3) (105,2) 73,4 15,6 1.2 Titoli di capitale 403,4 376,6 (174,2) (389,6) 216,2 10,1 1.3 Quote di O.I.C.R 3,5 3,9 (6,4) (5,2) (4,2) (0,1) 1.4 Finanziamenti - - - - - -
1.5 Altre - - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione 1,0 26,3 (5,1) (17,8) 4,4 (9,0) 2.1 Titoli di debito 0,8 19,2 (2,5) (17,0) 0,5 (8,7) 2.2 Debiti - - - - - -
2.3 Altre 0,2 7,1 (2,6) (0,8) 3,9 (0,3) 3. Altre attività e passività finanziarie:
differenze di cambio X X X X 39,8 16,9 4. Strumenti derivati 4.726,3 5.633,3 (4.441,5) (6.058,0) (101,6) 32,7 4.1 Derivati finanziari: 4.059,3 4.845,2 (3.626,3) (5.435,4) (118,9) 16,9
- Su titoli di debito e tassi di interesse 3.346,9 4.295,8 (3.102,0) (4.510,2) 30,5 36,1
- Su titoli di capitale e indici azionari 595,1 520,6 (486,8) (861,9) (233,0) 22,5
- Su valute e oro X X X X 38,3 (7,0)
- Altri 117,3 28,8 (37,5) (63,3) 45,3 (34,7) 4.2 Derivati su crediti 667,0 788,1 (815,2) (622,6) 17,3 15,8 di cui coperture naturali connesse con la fair value option X X X X - -
Totale 5.209,2 6.185,0 (4.668,5) (6.575,8) 228,0 66,2
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
159 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione Totale 30 06 2026 Totale 30 06 2025 Voci/Componenti reddituali Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 51,3 (1,3) 50,0 44,4 (1,3) 43,1 1.1 Crediti verso banche - - - 3,6 - 3,6 1.2 Crediti verso clientela 51,3 (1,3) 50,0 40,8 (1,3) 39,5 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla reddittività complessiva 15,4 (5,8) 9,6 9,9 (15,0) (5,1) 2.1 Titoli di debito 15,4 (5,8) 9,6 9,9 (15,0) (5,1) 2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 66,7 (7,1) 59,6 54,3 (16,3) 38,0 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione 5,7 (1,8) 3,9 - (0,2) (0,2) Totale passività (B) 5,7 (1,8) 3,9 - (0,2) (0,2)
160 Relazione Finanziaria Semestrale Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 110 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair value Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da realizzo Minusvalenze Perdite da realizzo Risultato netto
30 06 2026 30 06 2025 1. Attività finanziarie 7,5 5,3 (8,5) (3,6) 0,7 -
1.1 Titoli di debito 2,6 2,3 (8,5) (3,6) (7,2) -
1.2 Finanziamenti 4,9 3,0 - - 7,9 -
2. Passività finanziarie 109,9 2,1 (77,6) (99,5) (65,1) 0,8 2.1 Titoli in circolazione 102,5 2,1 (63,7) (99,5) (58,6) 0,8 2.2 Debiti verso banche - - - - - -
2.3 Debiti verso clientela 7,4 - (13,9) - (6,5) -
3. Attività e passività finanziarie in valuta:
differenze di cambio X X X X 9,1 -
Totale 117,4 7,4 (86,1) (103,1) (55,3) 0,8
Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value Operazioni / Componenti reddituali Plusvalenze Utili da realizzo Minusvalenze Perdite da realizzo Risultato netto 30 06 2026 30 06 2025 1. Attività finanziarie 42,1 1,1 (14,6) (0,2) 28,4 (10,8) 1.1 Titoli di debito - - (4,2) - (4,2) (7,7) 1.2 Titoli di capitale 0,6 0,6 - - 1,2 1,0 1.3 Quote di O.I.C.R. 41,3 0,5 (9,9) (0,2) 31,7 (4,2) 1.4 Finanziamenti 0,2 - (0,5) - (0,3) 0,1 2. Attività finanziarie in valuta:
differenze di cambio X X X X 3,7 -
Totale 42,1 1,1 (14,6) (0,2) 32,1 (10,8)
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161 Le rettifiche/riprese di valore nette per rischio credito – Voce 130 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato: composizione
Operazioni/
Componenti
reddituali Rettifiche di valore Riprese di valore
Totale
30 06 2026 Totale 30 06 2025 Primo
stadio
Secondo
stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate write -off
Altre
write -off
Altre
A. Crediti verso banche (0,1) (0,1) - - - - 0,2 - 1,3 - 1,3 (2,5)
- Finanziamenti (0,1) (0,1) - - - - 0,2 - 1,3 - 1,3 (2,5)
- Titoli di debito - - - - - - - - - - - -
B. Crediti verso clientela (177,8) (261,1) (5,7) (447,6) - (25,4) 238,7 149,0 214,2 19,0 (296,7) (147,7)
- Finanziamenti (176,6) (260,8) (5,7) (447,2) - (25,4) 238,1 149,0 214,2 19,0 (295,4) (151,1)
- Titoli di debito (1,2) (0,3) - (0,4) - - 0,6 - - - (1,3) 3,4 C. Totale (177,9) (261,2) (5,7) (447,6) - (25,4) 238,9 149,0 215,5 19,0 (295,4) (150,2)
162 Relazione Finanziaria Semestrale Informativa sui rischi Nella presente sezione si forniscono le principali informazioni riguardanti i profili di rischio del Gruppo e le relative politiche di gestione e di copertura , rinviando alle specifiche sezioni di nota integrativa del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 per un’informativa di dettaglio .
Il Governo dei Rischi Le strategie di governo dei rischi sono definite in coerenza con il modello di business del Gruppo, con gli obiettivi a medio termine del Piano Industriale 202 6-2030 e con i vincoli esterni di natura normativa e regolamentare.
Le politiche relative all’assunzione, gestione, copertura, monitoraggio e controllo dei rischi sono definite dal CdA della Capogruppo. In particolare, il CdA definisce e approva periodicamente gli indirizzi strategici in materia di governo dei rischi ed esprime quantitativamente il livello complessivo di propensione al rischio di tutto il Gruppo.
Il CdA della Capogruppo definisce, infatti, il “ Risk Appetite Framework ” (RAF) complessivo per tutto il Gruppo e approva almeno annualmente il “ Group Risk Appetite Statement ” (RAS).
Il processo di Governo del RAF è accentrato nella Capogruppo che ne delinea il perimetro di interesse a livello di Gruppo e ne definisce l’articolazione sulle Società del Gruppo, in funzione dei rischi assunti, delle caratteristiche dimensionali e di complessità operativa di ciascuna entità legale. Nel RAF sono definiti i ruoli di organi e funzioni aziendali coinvolte nella definizione della “propensione al rischio” e le procedure da attivare nel caso in cui sia necessario ricondurre il livello di rischio verso l’obiettivo o entro i limiti prestabiliti.
Il RAS rappresenta un momento fondamentale in termini di definizione della strategia di rischio del Gruppo. Il RAS è il documento formale che contiene la dichiarazione esplicita degli obiettivi/limiti di rischio/rendimento (complessivo, per tipologia e declinati sulle singole società/unità di business) che la banca intende assumere per perseguire le sue strategie. Con il RAS, quindi, vengono individuati gli obiettivi/vincoli di rischio e declinati gli indicatori anche per Business Unit /Legal Entity (c.d. “ cascading down ” del Risk Appetite ). Ciò muove nella direzione di accrescere la Risk Culture di Gruppo e responsabilizzare pienamente tutte le Unità Organizzative rilevanti al rispetto e al perseguimento degli obiettivi di propensione al rischio, come richiesto dalle normative e suggerito anche dalle best practice.
Il Processo di Risk Appetite è strutturato in modo da essere coerente con i processi ICAAP e ILAAP e con i processi di Pianificazione e Budget e di Recovery, sia in termini di governo, ruoli, responsabilità, metriche, metodologie di stress test e monitoraggio dei key risk indicators .
Per maggiori informazioni si rimanda anche al Bilancio consolidato al 31 dicembre 202 5 disponibile nella sezione Investor Relations del sito www.mps.it .
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163 Capitale Interno Modelli di valutazione Il Capitale Interno Complessivo (o Capitale Interno Complessivamente Assorbito) è inteso come l’ammontare gestionale di risorse patrimoniali minime necessarie alla copertura delle perdite economiche dovute al verificarsi di eventi inattesi generati dall’esposizione simultanea alle diverse tipologie di rischio.
L’approccio utilizzato per la quantificazione e integrazione dei risks -to-capital , verso cui il Gruppo risulta essere esposto, è quello denominato Pillar 1 Plus . Tale approccio prevede che, ai requisiti di Pillar 1 per il Rischio di Credito e Controparte (che già includono i requisiti relativi a Rischio Emittente sul Portafoglio Bancario, Rischio Partecipazione e Rischio Immobiliare) e per il Rischio Operativo, vengano aggiunti (evitando double counting ) i requisiti calcolati attraverso modelli interni relativi ai Rischi di Mercato sia del Portafoglio di Negoziazione, sia del Portafoglio Bancario nonché il Rischio di Tasso di Interesse del Portafoglio Bancario (Rischio Finanziario), il Rischio Spread Creditizio e il Rischio Emittente del Banking Book, il Rischio Concentrazione, e il Rischio di Business /Strategico ed il Rischio Modello.
Il Capitale Interno Complessivo è calcolato senza considerare la diversificazione inter -rischio, quindi sommando direttamente i contributi di capitale interno per i singoli rischi (approccio Building Block ). Tale approccio tende ad assimilare le indicazioni presenti nelle linee guida SREP ( Supervisory Review and Evaluation Process) pubblicate dall’EBA.
Esposizione al rischio
Il Gruppo procede inoltre a gestire e quantificare nel continuo il Rischio di Liquidità ( risks -to-liquidity , come definito all’interno delle Linee Guida SREP) tramite metodologie interne e policy di natura organizzativa.
Internal RWA
Gruppo Montepaschi -30.06.2026 Rischio di Credito e Controparte; 60% Rischio Finanziario; 21% Rischio Operativo; 11% Rischio di Business/Strategico; 4% Rischio di Modello; 2% Rischio Concentrazione; 1%
Relazione Finanziaria Semestrale
164 Rischi o di credito Gestione Rischio di credito A seguito dell’acquisizione del Gruppo Mediobanca, a gennaio 2026 è stato trasmesso all’Organo di Vigilanza il piano strategico per il ripristino della compliance regolamentare dei sistemi IRB sul nuovo Gruppo (Return to Compliance – RTC). In attesa che si concludano le attività di convalida del piano previste dall’Autorità, il Gruppo è stato autorizzato all’utilizzo temporaneo dei modelli interni di Mediobanca ai fini delle segnalazioni di vigilanza a livello consolidato. Con speci fico riferimento al rischio di credito, sui modelli del credito sono pertanto utilizzati i modelli PD ed LGD attualmente in uso nei rispettivi perimetri di applicazione di MPS e Mediobanca.
Le metodologie basate sui rating interni (IRB) sono da tempo utilizzate nell’ambito del processo di definizione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP). Più precisamente, il Gruppo adotta stime interne della PD, della LGD e dell’EAD per il portafoglio imprese ed esposizioni al dettaglio su Banca MPS e Widiba. In linea generale, tali modelli interni, oltre che per le finalità segnaletiche, sono utilizzati in diversi processi gestionali per finalità operative del Gruppo.
A partire dal primo semestre 2026, a seguito dell’autorizzazione pervenuta tramite final decision da parte della BCE in data 16 febbraio 2026, Banca MPS e Banca Widiba adottano ai fini dei modelli PD ed LGD regolamentari il modello IRB definito “Model Change 2024”. I nuovi modelli, oltre che garantire l’aggiornamento delle stime utilizzate, consentono la risoluzione dei finding rilevati nelle precedenti attività ispettive da parte dell’Autorità di Vigilanza.
Per una disamina degli aspetti salienti dei modelli IRB attualmente in produzione (Model change 2024) nell’ambito dei modelli di PD, LGD ed EAD regolamentari e contabili si rimanda a quanto esposto nella sezione “2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese” della Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2025 .
A partire dal 2025 è entrato in vigore il framework segnaletico CRR3, che ha introdotto, tra l’altro, il modello “Foundation Inter nal Rating Based (FIRB)”, adottato solo per le controparti Large Corporate fino a gennaio 2026 e , a partire da febbraio 2026, esteso a tutte le controparti Corporate con fatturato superiore a 5 €/mln. Il FIRB è caratterizzato dall’utilizzo di stime interne per la PD e dall’utilizzo di griglie standard per la LGD. I dati sottostanti ai grafici del presente paragrafo sono stati quindi elaborati coerentemente al nuovo framework .
La qualità del credito rientra in un processo di monitoraggio mensile finalizzato a garantire il rispetto delle soglie stabilite sia nell’ambito del Risk Appetite Framework (RAF) sia nelle Politiche Creditizie al fine di assicurare coerenza nel continuo tra il profilo di rischio effettivo del Gruppo ( risk profile ) e la propensione al rischio deliberata ex -ante dal CdA.
Il Gruppo è da sempre attento all’acquisizione di strumenti a maggior tutela del credito che determinino una riduzione del rischio di credito. A tale fine sono acquisite, quando ritenute necessarie, le garanzie tipiche dell’attività bancaria.
Il grafico di seguito riportato evidenzia la distribuzione della qualità creditizia del portafoglio del Gruppo (BMPS e Widiba) al 30 giugno 2026 per esposizione a rischio (EAD REG) e Capitale Regolamentare (CAP REG). Dalla rappresentazione grafica che segue si evidenzia che circa il 5 7% (60% al 31 dicembre 2025) delle esposizioni a rischio è erogato verso clientela di qualità elevata e buona (sono escluse le posizioni in attività finanziarie). Si precisa che la gradazione di cui sotto include anche le esposizioni verso le banche, gli enti governativi e gli istituti finanziari e bancari non vigilati, non ricomprese nei modelli IRB. La qualità viene misurata in termini di probabilità di default assegnata alla clientela attraverso i modelli IRB del Gruppo MPS (BMPS e Widiba) . Per le controparti non IRB si attribuisce comunque una valutazione di standing creditizio utilizzando i rating ufficiali laddove presenti oppure opportuni valori internamente determinati.
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165Esposizione a rischio I grafici di seguito riportati evidenziano la distribuzione della qualità creditizia del portafoglio del Gruppo MPS (BMPS e Widiba) al 30 giugno 2026 a confronto con fine 2025 per Exposure at Default Regolamentare (EAD REG) e Capitale Regolamentare (CAP REG) dei portafogli Corporate e Retail in bonis.
I grafici di seguito riportati evidenziano la distribuzione dell’EAD REG e CAP REG per tipologia di clientela del Gruppo MPS (BMPS e Widiba) al 30 giugno 2026 a confronto con fine 2025.
166 Relazione Finanziaria Semestrale Rischio di Controparte Modello di valutazione Relativamente alle metodologie di misurazione del Rischio di Controparte si evidenziano i seguenti elementi .
Il Gruppo, come previsto dalla normativa di vigilanza, ai fini della misurazione dell’esposizione al Rischio di Controparte utilizza l’approccio regolamentare definito dal Reg (EU) 575/2013 in vigore, tenuto conto dei suoi emendamenti e correzioni. La determinazione dell’ Exposure at Default (EAD) per operazioni in derivati e in LST ( Long Settlement Transactions ), avviene con “metodo standardizzato per il rischio di controparte” ( SA CCR approach ) e con il “metodo integrale per il trattamento delle Garanzie reali Finanziarie” per le operazioni SFT ( Securities Financing Transactions ). Ai fini della definizione dei livelli di RWA ( Risk -weighted asset ) il Gruppo utilizza la normativa introdotta a partire da inizio 2025 con il nuovo regolamento “CRR3”. Ai fini gestionali in linea con quanto fatto ai fini segnaletici il Gruppo MPS nell’individuazione dei livelli di EAD utilizza per il comparto Derivati e LST il metodo SA CCR, mentre per il comparto SFT utilizza il “metodo integrale per il trattamento delle Garanzie reali Finanziarie” , e ai fini del calcolo dei livelli di proxy RWA il Gruppo utilizza quanto previsto dal nuovo regolamento “CRR3”.
Il perimetro di misurazione del Rischio di Controparte è costituito da tutte le banche e controllate del Gruppo, con riferimento alle posizioni detenute nel Portafoglio Bancario e nel Portafoglio di Negoziazione di Vigilanza.
Il requisito patrimoniale per il Credit Value Adjustment (CVA), si affianca al requisito per insolvenza per coprire le perdite inattese registrate sulle posizioni in perimetro tenuto conto della asset category della controparte e del relativo livello di merito creditizio con esclusione delle posizioni con soggetti infragruppo, controparti centrali e controparti non finanziarie secondo Reg (EU) 648/2012 in vigore, tenuto conto dei suoi emendamenti e correzioni . Il Gruppo calcola il requisito CVA utilizzando il metodo “Basic Approach (BA CVA) dal Reg (EU) 575/2013 considerando i suoi emendamenti e correzioni. Per il calcolo di tale requisito il valore di EAD in input segue quanto indicato al primo punto del presente paragrafo.
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167 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti 30 06 2026
Tipologie
esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Esposizione
Netta
Write -off parziali complessivi* Totale esposizioni lorde
Primo stadio
Secondo stadio
Terzo stadio
Impaired acquisite o
originate
Totale rettifiche di valore
e accantonamenti
complessivi
Primo stadio
Secondo stadio
Terzo stadio
Impaired acquisite o
originate
A. Esposizioni per cassa a) Sofferenze 1.077,6 X - 1.047,7 26,9 651,7 X - 647,1 4,0 425,9 229,3
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 218,0 X - 213,5 4,4 134,5 X - 131,6 2,8 83,5 59,6
b) Inadempienze
probabili 2.313,8 X - 2.124,9 184,6 1.058,1 X - 1.008,3 47,2 1.255,7 129,3
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 973,1 X - 818,2 153,9 398,0 X - 351,1 46,6 575,1 40,9 c) Esposizioni scadute deteriorate 363,7 X - 337,5 26,2 192,4 X - 173,2 19,2 171,3 2,6
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 55,0 X - 31,7 23,4 38,5 X - 20,0 18,5 16,6 0,5 d) Esposizioni scadute non deteriorate 687,5 299,2 386,1 X 1,6 87,8 1,1 86,5 X 0,2 599,7 0,2
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 13,4 - 13,1 X 0,3 2,4 - 2,4 X 0,0 11,0 0,0 e) Altre esposizioni non deteriorate 183.128,2 157.149,1 11.068,6 X 171,8 1.055,2 499,1 538,2 X 17,9 182.073,0 3,8
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 1.059,1 - 954,5 X 104,7 85,8 - 73,7 X 12,1 973,4 0,7 Totale A 187.570,8 157.448,3 11.454,7 3.510,1 411,0 3.045,2 500,2 624,6 1.828,6 88,6 184.525,6 365,2 B. Esposizioni fuori
bilancio
a) Deteriorate 449,4 X - 441,9 7,5 106,4 X - 106,4 - 343,0 -
b) Non deteriorate 98.096,4 74.943,9 1.142,7 - 4,6 79,7 33,4 41,5 - 0,0 98.016,7 -
Totale B 98.545,8 74.943,9 1.142,7 441,9 12,1 186,1 33,4 41,5 106,4 0,0 98.731,9 -
Totale (A+B) 286.116,6 232.392,2 12.597,4 3.952,0 423,1 3.231,3 533,6 666,2 1.935,1 88,7 289.347,9 365,2
* Valore da esporre a fini informativi
168 Relazione Finanziaria Semestrale Esposizione al rischio del credito sovrano Di seguito viene riportata l’esposizione al rischio di credito sovrano in titoli di stato, finanziamenti e derivati creditizi detenuta dal Gruppo al 30 giugno 2026.
Le esposizioni sono ripartite per categoria contabile di appartenenza.
PAESE TITOLI DI DEBITO FINANZIAMENTI DERIVATI SU
CREDITI
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato Attività
finanziarie
valutate al costo
ammortizzato Attività
finanziarie di
negoziazione
Nominale Valore di
mercato=
valore netto
di bilancio Nominale Valore di
mercato=
valore di
bilancio Valore di bilancio Valore di
bilancio Nominale
Arabia Saudita - - - - - - 1,3 Argentina 0,5 - - - - - -
Belgio 53,0 26,2 471,0 463,9 310,3 - -
Finlandia 20,8 17,9 - - - - -
Francia 1.677,1 924,0 1.488,0 1.291,6 606,4 - -
Germania - - - - 45,1 - 226,5 Grecia 22,5 22,2 - - - - -
Indonesia - - - - - - 4,3 Italia 5.263,2 4.997,7 2.444,7 2.528,0 12.227,2 1.463,1 1.318,6 Lussemburgo 22,3 22,3 - - - - -
Messico 0,1 - 15,0 12,4 - - -
Perù - - 2,0 1,7 - - -
Portogallo 0,3 0,2 75,0 76,1 2,7 - -
Romania 60,0 60,7 30,0 27,2 - - -
Spagna 14,2 10,3 - - 647,9 - -
Stati Uniti D'America 526,3 522,8 293,9 250,8 424,3 - 0,4 Rep. Sudafricana - - 5,0 5,2 - - -
Ungheria - - - - - - 0,9 Altri paesi - - - - - - 0,1 Totale 30 06 2026 7.660,3 6.604,3 4.824,6 4.656,9 14.263,9 1.463,1 1.552,1 Totale 31 12 2025 5.158,4 4.654,2 5.386,3 5.197,0 13.388,6 1.398,9 1.560,7
Al 30 giugno 2026, la durata residua dell e esposizion i verso la componente più rilevante del debito sovrano (Titoli governativi italiani) è pari a 5,66 anni. L’esposizione complessiva, su finanziamenti e titoli di debito, ammonta a 26.988,2 mln di euro, prevalentemente detenuta nei confronti dell’Italia. Le esposizioni verso l’Italia sono quasi totalmente classificate nel livello 1 della gerarchia del fair value, a meno di 2.358 mln di euro classificati nel livello 2 e riconducibili prevalentemente a titoli governativi.
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169 Rischi di mercato Il Portafoglio di Negoziazione di Vigilanza (PNV) del Gruppo - o Trading Book - risulta costituito dall’insieme dei Portafogli di Negoziazione di Vigilanza gestiti dalla Capogruppo (BMPS), in particolare dalla Direzione Chief Financial Officer (CFO) e dalla Direzione Chief Commercial Officer Large Corporate & Investment Banking (CCO LCIB o LCIB).
L’operatività in derivati, intermediati a favore della clientela è accentrata presso la direzione LCIB. Con riferimento alle controllate , Il Portafoglio di Negoziazione di Vigilanza (PNV) è concentrato sulla controllata Mediobanca SpA, in cui vi è la divisione “Markets Division” che si occupa della strutturazione, e distribuzione di prodotti di investimento per clientela corporate e istituzionale, e la divisione di Trading Proprietario la cui attività consiste nell’assumere esposizion i direzionali di breve termine su un insieme di strumenti altamente liquidi (azioni, obbligazioni e derivati quotati) nel rispetto dei limiti operativi e dell’appetito al rischio del Gruppo. I PNV delle altre controllate sono chiusi ai rischi di mercato.
I rischi di mercato del trading book vengono monitorati per finalità gestionali in termini di Value -at-Risk (VaR). Il Comitato Finanza e Liquidità di Gruppo ha il compito di indirizzare e coordinare il complessivo processo di gestione della finanza proprietaria di Gruppo, assicurando la coerenza tra gli interventi gestionali delle diverse business unit .
Il Portafoglio di Negoziazione del Gruppo è oggetto di monitoraggio e reporting giornaliero da parte della funzione di Risk Management , sulla base di sistemi proprietari. Il VaR gestionale viene calcolato in maniera autonoma rispetto alle funzioni operative, servendosi del modello interno di misurazione dei rischi implementato dalla suddetta funzione, in linea con le principali best practices internazionali. Le metriche VaR hanno finalità esclusivamente gestionali e non concorrono alla determinazione dei requisiti patrimoniali regolamentari di primo pilastro . Per le finalità segnaletiche regolamentari , in tema di Rischi di Mercato, il Gruppo si avvale della metodologia standardizzata prevista dalla normativa prudenziale vigente .
I limiti operativi definiti per l’attività di negoziazione sono espressi per ciascun livello di delega in termini di VaR diversificato tra fattori di rischio e portafogli, di stop loss mensile ed annua e di stress . Inoltre, i l rischio di credito del trading book , oltre ad essere ricompreso nelle elaborazioni VaR e nei rispettivi limiti per la parte di rischio di credit spread , viene assoggettato anche a specifici limiti operativi di rischio emittente e concentrazione obbligazionaria, che prevedono massimali nozionali per tipologie di guarantor e classi di rating .
L’operatività in cambi è b asata essenzialmente sul trading in ottica di breve periodo con un pareggio sistematico delle transazioni originate dalle strutture commerciali e dalle banche reti che alimentano in modo automatico la posizione del Gruppo.
Relativamente ai metodi di misurazione e controllo del rischio di cambio generato dal portafoglio di negoziazione, si rimanda a quanto rappresentato nella corrispondente sezione di Parte E della Nota Integrativa Consolidata della Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2025 .
Periodicamente, informazioni sui rischi di mercato vengono veicolate al Comitato Gestione Rischi e agli Organi Apicali nell’ambito dei flussi informativi con i quali l’Alta Direzione e gli Organi di Vertice vengono informati in merito al profilo di rischio complessivo del Gruppo.
Per i dettagli metodologici in merito al modello interno si rimanda alla Nota Integrativa consolidata di Bilancio al 31 dicembre 2025 (Parte E – Informazione sui rischi e relative politiche di copertura – Sezione 2 – Rischi di Mercato).
***
Nel corso del primo semestre 2026 i rischi di mercato del Portafoglio di Negoziazione di Vigilanza del la Capog ruppo hanno mostrato, in termini di VaR, un andamento determinato dall’operatività della direzione LCIB della Capogruppo, prevalentemente per attività di primary dealer su titoli governativi italiani (comparti credit spread e interest rate, con hedge mediante swap e long futures ) e, nell’ultima parte del semestre, per trading direzionale sul comparto tasso , per attività di client driven collegate alla strutturazione di prodotti di bancassurance (comparto equity ) ed ai derivati negoziati con la clientela corporate e istituzionale (comparti interest rate , forex e commodity ). Trascurabile il contributo dei portafogli della Direzione CFO al VaR complessivo.
Il VaR di Gruppo nel primo semestre è rimasto su livelli medi leggermente superiori rispetto all’anno precedente, anche se in presenza di un generale processo di contenimento dei rischi .
Alla data del 30 giugno 2026 l’intero comparto dei titoli governativi valutati al costo ammortizzato, con relative coperture contabili, ha una sensitivity al tasso di interesse di circa -5,21 mln di euro per bps di cui -3,88 mln di euro per bps il solo comparto governativo italiano, a questo si aggiunge una sensitivity al credit spread Italia di circa -8,32 mln di
170 Relazione Finanziaria Semestrale euro per bps. Alla stessa data l'intero comparto governativo ha una minusvalenza implicita di 116 mln di euro, di cui 55 mln di euro del solo comparto governativo italiano. Per le posizioni in titoli FVOCI governativi, con relative coperture contabili, vi è una sensitivity al tasso di interesse di circa -2,32 mln di euro per bps di cui -0,78 mln di euro per bps il comparto governativo italiano. La sensitivity al credit spread Italia per questa categoria contabile ammonta a circa -
1,19 mln di euro per bps.
La detenzione media di titoli sovrani italiani nei portafogli di trading della sola Capog ruppo ha un incremento lieve (media nel primo semestre dell’anno di 3,1 mld di euro in termini nominali) collocandosi su livelli leggermente superiori rispetto alla media del 202 5 (pari a 2,9 mld di euro), con alcuni temporanei aumenti di esposizione in concomitanza delle aste per l’attività di primary dealer già citata.
Nel grafico sottostante è riportato l’andamento del VaR del Portafoglio di Negoziazione di Vigilanza di Gruppo, non considerando il perimetro rinveniente da Mediobanca, per cui è presente una sezione dedicata.
Con riferimento alle direzioni della Capogruppo, CCO LCIB contribuisce al 3 0 giugno 2026 per il 98,1% al rischio complessivo, il CFO per l’1,9%.
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171 In termini di composizione del VaR per risk factor , il portafoglio di MPS risulta per il 15,1 % costituito da fattori di rischio di tipo credit spread (CS VaR), per il 31,3% dai fattori di rischio di tipo azionario (EQ VaR) , per il 37,8 % da fattori di rischio di tipo tasso (IR VaR), per il 13,8 % dai fattori di rischio di tipo cambio (FX VaR) e per il restante 1,9% dai fattori di rischio commodity (CO VaR).
Nel corso del primo semestre del 202 6 il VaR del PNV di MPS ha oscillato tra un minimo di 2,05 mln di euro del 27 febbraio 202 6 ed un massimo di 5,44 mln di euro del 13 aprile 2026, registrando un valore medio di 3,57 mln di euro, in leggero incremento rispetto all’anno precedente. Il VaR PNV al 3 0 giugno 2026 è pari a 3,26 mln di euro.
Con riferimento al Portafogli o di Negoziazione di Vigilanza della controllata Mediobanca, il Value -at-Risk è principalmente spiegato dai seguenti fattori di rischio:
• i rendimenti dei Titoli di Stato italiani e di Paesi dell’Area Euro core, in cui la divisione di Trading Proprietario
investe;
• maggiore direzionalità nelle esposizioni verso volatilità implicite del mercato azionario legate soprattutto all’attività svolta dalla divisione di Markets Division .
g Montepaschi
VaR PNV 99% 1 day in EUR/mln
VaR Data
Fine Periodo 3.26 30/06/2026 Minimo 2.05 27/02/2026 Massimo 5.44 13/04/2026
Media 3.57
172Relazione Finanziaria Semestrale In termini di composizione del VaR per risk factor , il portafoglio di Mediobanca risulta per il 18% costituito da fattori di rischio di tipo credit spread (CS VaR), per il 41,1% dai fattori di rischio di tipo azionario (EQ VaR), per il 32,3% da fattori di rischio di tipo tasso (IR VaR) e per l’8,6% dai fattori di rischio di tipo cambio (FX VaR).
Nel corso del primo semestre del 2026 il VaR del PNV di Mediobanca ha oscillato tra un minimo di 3,00mln di euro del 02gennaio 2026 ed un massimo di 6,71mln di euro del 1 5 maggio 2026, registrando un valore medio di 5,12 mln di euro. Il VaR PNV al 30 giugno 2026 è pari a 5,76 mln di euro.
Backtesting del Modello VaR Il Gruppo ha implementato una struttura di test retrospettivi compliant con l’attuale normativa per i Rischi di Mercato nel proprio sistema di gestione del rischio.
Alla luce delle attuali disposizioni normative, la funzione Risk Management ha ritenuto opportuno effettuare il test seguendo le metodologie del backtesting effettivo, integrandolo nei sistemi di reporting gestionale di Gruppo.
Per i dettagli metodologici in merito al backtesting del modello VaR si rimanda alla Nota Integrativa consolidata del Bilancio al 31 dicembre 202 5 (Parte E – Informazione sui rischi e relative politiche di copertura – Sezione 2 – Rischi di Mercato).Nel grafico che segue si evidenziano i risultati del backtesting effettivo del Modello interno per i Rischi di Mercato, relativi al Portafoglio di Negoziazione di Vigilanza di MPS per il 2025 e per il primo semestre del 202 6:
Daitest retrospettivi non si rilevano eccezioni nel primo semestre del 202 6sui trading book di Gruppo.VaR Mediobanca Portafoglio di Negoziazione di Vigilanza VaR Breakdown per Risk Factor: 30.06.2026
CS VaR; 18.0%
EQ VaR; 41.1%
IR VaR; 32.3%
FX VaR; 8.6%
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173 Posizioni in operazioni di Cartolarizzazioni di terzi Al 30 giugno 2026 il Gruppo detiene un portafoglio di cartolarizzazioni di terzi per un valore di bilancio complessivo pari a 2.416,0 mln di euro rispetto ai 2.241,3 mln di euro al dicembre scorso.
Alla data il portafoglio risulta ripartito tra 1.862,3 mln di euro allocati nel Banking Book e 553,73 mln di euro nel Trading Book (rispettivamente 1.785,0 mln e 456,3 mln a dicembre scorso).
Non si rilevano specifiche esclusioni dal perimetro di analisi, in quanto le esposizioni in essere non presentano caratteristiche assimilabili a operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo o riconducibili a veicoli connessi a precedenti operazioni di deconsolidamento.
Con riferimento alla tipologia dei crediti sottostanti oggetto di cartolarizzazione, il portafoglio risulta composto prevalentemente da mutui commerciali per 12%, crediti non performing per 4% mentre la restante parte sono principalmente CLOs.
Sotto il profilo geografico, i crediti ceduti risultano riferibili all’Italia per il 14% ed il restante quasi totalmente ad area europea.
Nel complesso, l’ 83% delle esposizioni, in termini di valore di bilancio, è rappresentato da titoli con qualità creditizia Investment Grade (rating fino a BBB - compreso). Con riferimento alla struttura delle tranche detenute, le senior tranche rappresentano l’ 82% delle esposizioni, le mezzanine tranche il 16% mentre resta immateriale la quota in junior/equity tranche.
Infine, il 13% delle esposizioni è coperto attraverso financial guarantee non comportando volatilità in bilancio.
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174 I Rischi Finanziari inerenti i Servizi di Investimento Il Gruppo MPS adotta le modalità di profilazione della clientela e le regole per determinare gli indicatori sottostanti il profilo di rischio del cliente, utilizzando il questionario MiFID in coerenza con la direttiva MiFID II ( 2014/65/EU ) che, insieme alla MiFIR o Markets in Financial Instruments Regulation (regolamento EU n. 600/2014 ) regolano il mercato dei prodotti finanziari.
Nel quadro delle indicazioni normative contenute nel Regolamento Delegato UE 2021/1253 che prevede modifiche al Regolamento delegato (UE) 2017/565 integrativo della Direttiva MiFID II, gli intermediari effettuano una valutazione delle preferenze di sostenibilità dei propri clienti. Il questionario di profilazione della clientela raccoglie il grado di preferenza del cliente rispetto alla tematica della sostenibilità ambientale, sociale e di governance (preferenze ESG).
I grafici sottostanti riportano la distribuzione al 3 0 giugn o 202 6 degli indicatori Obiettivo di Investimento, Orizzonte Temporale e Interesse Sostenibilità , rilasciati dai clienti Privati d i Banca MPS e Banca Widiba che hanno compilato integralmente il questionario MiFID , e che detengono posizioni in prodotti di investimento.
Per Mediobanca Pr ivate Banking , le distribuzioni de gli indicatori del questionario MiFID rilevano una clientela con profili di rischio elevati , orizzonte di investimento di lungo termine e poco interessata alle tematiche della sostenibilità; in
particolare :
• il 78,8% dei clienti ha una tolleranza al rischio Alta, il 16,1% Medio -Alta ed il restante 5% un profilo di rischio d a Basso a Medio;
• il 95, 7% circa della clientela dichiara un orizzonte temporale di investimento di Lungo termine, il restante 4, 3% da Breve a Medio -Lungo termine;
• il 45 ,1% della clientela ha dichiarato di non essere interessat o alle tematiche della sostenibilità, il 49,3% ha dichiarato un interesse Basso e Medio -Basso ed il restante 5,6% un interesse Medio -Alto e Alto.
Per Mediobanca Premier, le distribuzioni degli indicatori del questionario MiFID rilevano una clientela con profili di rischio medio elevati , orizzonte di investimento di medio e lungo termine e poco interessata alle tematiche della sostenibilità; in particolare:
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175 • il 18,2% dei clienti ha una tolleranza al rischio Alta, il 44% una tolleranza Media, ed il restante 37,8% un profilo di rischio Basso e Medio -Basso ;
• il 73,6 % circa della clientela dichiara un orizzonte temporale di investimento di Lungo termine, l’11,3% un orizzonte di Medio Termine ed il restante 15% da Breve a Breve -Medio termine;
• il 63,5 % della clientela ha dichiarato di non essere interessato alle tematiche della sostenibilità.
Rischio di liquidità Gestione del rischio di liquidità Per rischio di liquidità si intende il rischio che il Gruppo non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, certi o previsti con ragionevole certezza. Normalmente vengono individuate due manifestazioni del rischio di liquidità: (i) il rischio che il Gruppo non sia in grado, nel breve ( liquidity ) e/o nel lungo termine ( funding ), di far fronte ai propri impegni di pagamento e alle proprie obbligazioni in modo efficiente; (ii) il rischio che il Gruppo non sia in grado di liquidare un’attività senza incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa profondità del mercato di riferimento e/o in conseguenza del timing con cui è necessario realizzare l’operazione.
Il rischio di liquidità viene gestito e monitorato nell’ambito del processo di valutazione interna dell’adeguatezza della liquidità (ILAAP – Internal Liquidity Adequacy Assessment Process ) che rappresenta il processo con cui il Gruppo identifica, misura, monitora, mitiga e rendiconta il proprio profilo di rischio di liquidità. Nell’ambito di tale processo il Gruppo procede ad un’autovalutazione annuale circa l’adeguatezza del framework complessivo di gestione e misurazione del rischio di liquidità che include, inoltre, governance , metodologie, sistemi informativi, strumenti di misurazione e reporting . I risultati della valutazione di adeguatezza del profilo di rischio e dell’autovalutazione complessiva sono rendicontati, almeno annualmente, agli Organi aziendali e portati a conoscenza dell’Autorità di Vigilanza.
Il governo della liquidità è accentrato presso la Capogruppo. L’attività di monitoraggio e controllo del rischio di liquidità è condotta su base giornaliera/settimanale (liquidità di breve termine) e mensile (liquidità strutturale) e si pone l’obiettivo di monitorare l’evoluzione del profilo di rischio verificandone l’adeguatezza rispetto al Risk Appetite Framework e ai limiti operativi previsti. In particolare, il Gruppo utilizza un sistema di monitoraggio che include indicatori di liquidità sia di breve termine, sia di lungo termine. A tal fine sono utilizzate sia metriche regolamentari (LCR, NSFR) sia metriche elaborate internamente e che includono l’utilizzo di modelli di stima di parametri comportamentali e/o opzionali.
Modello di valutazione Il Gruppo ha adottato da diversi anni un Liquidity Risk Framework inteso come l’insieme di strumenti, metodologie, assetti organizzativi e di governance che assicura sia la compliance rispetto alle normative nazionali e internazionali sia un adeguato governo del rischio di liquidità nel breve (Liquidità Operativa) e nel medio/lungo periodo (Liquidità Strutturale), in condizioni di normale corso degli affari e di turbolenza. Il modello di riferimento del Rischio di Liquidità per il Gruppo Montepaschi è di tipo “accentrato” e prevede la gestione delle riserve di liquidità di breve e dell’equilibrio finanziario di medio/lungo periodo a livello di Capogruppo garantendo la solvibilità su base consolidata e individuale delle Controllate.
La gestione della Liquidità Operativa di Gruppo ha l’obiettivo di assicurare la capacità del Gruppo di far fronte agli impegni di pagamento per cassa nell’orizzonte temporale di breve termine. La condizione essenziale per la normale continuità operativa dell’attività bancaria è il mantenimento di uno sbilancio sostenibile tra flussi di liquidità in entrata e in uscita nel breve termine. Dal punto di vista gestionale la metrica di riferimento in tale ambito è la differenza tra il flusso netto cumulato di cassa e la Counterbalacing Capacity , ovvero la riserva di liquidità che permette di fronteggiare condizioni di stress di breve termine oltre alla misura regolamentare del Liquidity Coverage Ratio (LCR) - Atto Delegato.
Dal punto di vista del brevissimo termine, il Gruppo adotta il sistema di analisi e di monitoraggio della liquidità Intraday con l’obiettivo di garantire il normale sviluppo della giornata di tesoreria della banca e la sua capacità di far fronte ai propri impegni di pagamento infra -giornalieri.
La gestione della Liquidità Strutturale di Gruppo mira ad assicurare l’equilibrio finanziario della struttura per scadenze
176 Relazione Finanziaria Semestrale sull’orizzonte temporale superiore all’anno, a livello sia di Gruppo sia di singola Società. Il mantenimento di un adeguato rapporto dinamico tra passività e attività a medio/lungo termine è finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti di raccolta a breve termine sia attuali sia prospettiche. Le metriche di riferimento sono i gap ratio che misurano sia il rapporto tra il totale della raccolta e degli impieghi con scadenze oltre 1 anno, sia il rapporto tra raccolta e impieghi commerciali (indipendentemente dalle scadenze o per scadenze superiori ai 3 anni), oltre alla misura regolamentare del Net Stable Funding Ratio (NSFR) secondo i dettami della cd. CRR2, a partire da giugno 2021. Il Gruppo ha inoltre definito e formalizzato il framework di gestione e monitoraggio dell’ Asset Encumbrance con l’obiettivo di analizzare:
• il grado complessivo di impegno del totale degli attivi;
• la sussistenza di una quantità sufficiente di attivi impegnabili ma liberi;
• la capacità del Gruppo di trasformare attivi bancari in attivi eligible (o equivalentemente di impegnare attivi non eligible in operazioni bilaterali).
La posizione di liquidità viene monitorata sia in condizioni di normale corso degli affari che sotto scenari di stress di natura specifica e/o sistemica secondo l’impianto di Liquidity Stress Test Framework . Gli esercizi hanno il duplice obiettivo di evidenziare tempestivamente le principali vulnerabilità della Banca al rischio di liquidità e di consentire una prudenziale determinazione dei livelli di sorveglianza, da applicare alle metriche di misurazione del Rischio di Liquidità nell’ambito dell’annuale Risk Appetite Statement .
Esposizione a rischio Nel corso del primo semestre 2026, il profilo di liquidità e funding del Gruppo si è mostrato superiore ai limiti di rischio regolamentari e interni.
Alla data del 3 0 giugno 2026, il Gruppo risulta adeguato dal punto di vista sia della Liquidità Operativa, in quanto registra un LCR pari a 1 69,3%, sia della Liquidità Strutturale, grazie ad un NSFR che si attesta a 122,3%. Si fa inoltre presente che la posizione netta di liquidità a un mese rapportata all’attivo consolidato di Gruppo è pari a 19,1 %.
Gestione Rischio tasso del portafoglio bancario Il rischio di tasso di interesse relativo al portafoglio bancario deriva principalmente dall’attività caratteristica esercita ta in qualità di intermediario impegnato nel processo di trasformazione delle scadenze. In particolare, costituiscono fonte di rischio di tasso da “fair value ” le emissioni di prestiti obbligazionari a tasso fisso, l’erogazione di mutui e impieghi commerciali a tasso fisso e la raccolta mediante conti correnti a vista mentre costituiscono fonte di rischio di tasso di interesse da flussi di cassa le attività/passività finanziarie a tasso variabile.
Il Gruppo adotta un sistema di governo e gestione del rischio di tasso, noto come IRRBB Framework , che si avvale di:
• un modello quantitativo, sulla base del quale viene calcolata mensilmente l’esposizione del Gruppo e delle singole società al rischio di tasso di interesse in termini di indicatori di rischio;
• processi di monitoraggio del rischio, tesi a verificare periodicamente il rispetto di limiti operativi ( risk limits e risk tolerance ) assegnati al Gruppo nel complesso e alle singole legal entities nell’ambito del Risk Appetite
Statement ;
• processi di controllo e gestione del rischio, finalizzati a realizzare iniziative adeguate ad ottimizzare il profilo di rischio e ad attivare eventuali necessari interventi correttivi in caso di sconfinamento e/o di disallineamento rispetto all’ IRRBB Strategy .
Nell’ambito del modello definito, la struttura Finanza Tesoreria e Capital Management (FTCM) della Capogruppo ha la responsabilità, in accentrato, della gestione operativa del rischio di tasso e liquidità di Gruppo nel suo complesso.
Con riferimento al monitoraggio del rischio di tasso di interesse, alla data del presente documento, in particolare le misure di rischio utilizzate internamente sono la variazione del margine di interesse atteso a 1 anno e la variazione del valore economico dell’ equity .
La sensitivity del valore economico del Gruppo nel corso del primo semestre del 2026 presenta un profilo di esposizione a rischio per un rialzo dei tassi. La sensitivity negativa del valore economico a rischio, per una variazione parallela (parallel shift ) delle curve dei tassi di +100 bps, registra nel primo semestre 2026 un valore medio pari a -446,4 mln di euro, un valore massimo pari a -535,7 mln di eur o ed uno minimo di -385,0 mln di euro coincidente con il livello di fine primo semestre 2026 . La riduzione di sensitivity negativa tra il dato di fine primo semestre 2026 e quello di fine anno 2025, pari a +112,5 mln di euro, è riconducibile prevalentemente all’aggiornamento del modello comportamentale delle poste a vista .
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177 Nel corso del primo semestre dell'anno 2026 si osserva , invece, un’inversione di posizionamento della sensitivity del margine di interesse di Gruppo a 1 anno ( Margin Sensitivity ) da uno scenario di perdita al ribasso della curva dei tassi ad uno di rialzo per effetto dell’aggiornamento del modello comportamentale delle poste a vista e dell’esclusione dal perimetro di valutazione del finanziamento replica ( internal deal ) del mismatch del portafoglio di trading . Nello specifico, a fine primo semestre 2026 la sensitivity negativa del margine di interesse, per una variazione parallela ( parallel shift ) delle curve dei tassi di +100 bps, si attesta pari a -36,0 mln di euro, registrando nel primo semestre un valore medio pari a + 34,6 mln di euro, un o massimo pari a +140,3 mln di euro e d uno minimo di -68,7 mln di euro.
Al 30 giugno 2026 i limiti regolamentari in termini di Supervisory Outlier Test per EVE e NII risultano rispettati.
Il sistema di misurazione interno è sviluppato in modo autonomo e indipendente dalla funzione Risk Management di Capogruppo, che periodicamente relaziona sull’entità dei rischi del portafoglio e sulla loro evoluzione nel tempo. Le risultanze vengono regolarmente portate all’attenzione del Comitato Gestione Rischi e degli Organi di Vertice della Capogruppo.
Min. Max. Media EVE +100 bps -385 -498 -385 -536 -446 EVE -100 bps 198 256 168 304 229 NII +25 bps -9 36 -17 36 10 NII -25 bps 4 -36 -41 9 -14 NII +100 bps -36 115 -69 140 35 NII -100 bps 15 -146 -167 35 -58 Nota: Sulla singola riga Min e Max sono da intendersi sempre riferiti al valore assoluto se nel periodo di riferimento non c'è inversione di posizionamento.IRRBB Sensitivity (mln di Euro)
MetricaScenario di
shock 31 12 2025[Gen-26; Giu-26] 30 06 2026Gruppo Montepaschi dato consolidato
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178 Rischi operativi Aspetti generali e Struttura del Framework Il Gruppo Montepaschi ha implementato un sistema integrato di gestione del rischio operativo che coinvolge la Capogruppo e le Società del Gruppo rientranti nel perimetro di applicazione. L’approccio adottato definisce standard, metodologie e strumenti che consentono di valutare l’esposizione al rischio e gli effetti delle azioni di mitigazione per ciascuna area di business.
Il Framework di Rischio Operativo rappresenta l’impianto complessivo per la gestione del rischio e prevede l’attuazione di specifici processi operativi e di controllo finalizzati alla raccolta e al conseguente utilizzo delle informazioni quantitative e qualitative necessarie per una gestione attiva del profilo di rischio operativo.
In conformità all’art. 323 del Regolamento (UE) n. 575/2013, come modificato dal Regolamento (UE) 2024/1623, per quanto concerne i requisiti patrimoniali a fronte del rischio operativo, il Quadro di Gestione del Rischio Operativo adottato dal Gruppo prevede:
• una funzione di gestione del rischio operativo indipendente dalle attività e dalle unità operative dell’ente;
• un sistema di gestione del rischio operativo formalizzato e documentato, caratterizzato da una chiara attribuzione delle responsabilità;
• un sistema di valutazione e gestione del rischio operativo in grado di individuare le esposizioni dell’ente a tale rischio e di tracciare i dati pertinenti;
• il coinvolgimento del Top Management nella raccolta delle valutazioni e dei pareri relativi al rischio operativo
prospettico;
• un sistema periodico di monitoraggio e reporting delle esposizioni al rischio operativo e delle perdite rilevate, nonché la definizione di azioni di mitigazione sulla base delle evidenze emerse dai monitoraggi periodici, anche nell’ambito del Risk Appetite Framework;
• procedure volte ad assicurare il rispetto dei requisiti normativi e politiche per la gestione dei casi di non conformità, nell’ambito del sistema dei controlli interni;
• il riesame periodico dei processi e dei sistemi di valutazione e gestione del rischio operativo, svolto da revisori interni o esterni.
Il Framework di Rischio Operativo definisce responsabilità a livello di Gruppo, esercitate dalla Capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena, e responsabilità a livello locale, attribuite alle singole Società del Gruppo incluse nel perimetro di applicazione.
Il processo di gestione dei rischi operativi può essere schematizzato come segue:
• Identificazione dei rischi : analisi dei processi aziendali e mappatura dei rischi potenziali, censimento delle perdite operative, analisi degli eventi manifestatisi a livello di sistema bancario e individuazione degli indicatori di esposizione al rischio.
• Misurazione dei rischi : mediante l’analisi statistica dei dati storici e delle valutazioni esperte, viene determinata una stima della frequency e della severity degli eventi di rischio operativo. Rientrano in tale ambito la raccolta dei dati di perdita, il calcolo della perdita annua da rischio operativo (art. 316 del Regolamento (UE) n. 575/2013), nonché la definizione di metodologie e strumenti per la valutazione del rischio.
• Calcolo del requisito di fondi propri a fronte dei rischi operativi : effettuato attraverso l’applicazione del metodo standardizzato previsto dal Regolamento (UE) 2024/1623.
• Monitoraggio dei rischi : costante verifica degli impatti economici, sia effettivi sia potenziali, derivanti dal rischio operativo e della coerenza con gli indirizzi strategici in materia di propensione al rischio, sia in termini gestionali sia patrimoniali. I risultati dell’attività di monitoraggio vengono rappresentati agli Organi Aziendali attraverso un sistema di reporting periodico.
• Gestione e controllo dei rischi : processo finalizzato all’individuazione delle azioni di mitigazione, ritenzione e trasferimento dei fattori di rischio (processi, sistemi informativi e risorse umane). Considerata la natura dei rischi operativi, assumono particolare rilevanza il sistema dei controlli interni e l’utilizzo di coperture assicurative per il trasferimento del rischio, che deve comunque rappresentare uno strumento complementare e non sostitutivo rispetto alle attività di controllo interno.
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179 La funzione Operational Risk Management svolge con regolarità analisi di stress sui rischi operativi. Tra queste rientra l’esercizio di stress test condotto sull’intero Gruppo, finalizzato a valutare, mediante l’utilizzo di un modello statistico -
econometrico, l’impatto in termini di perdite operative e le conseguenti ripercussioni sul capitale a rischio derivanti da variazioni dei fattori macroeconomici sottostanti o delle componenti idiosincratiche del rischio operativo.
Informazioni di natura quantitativa A partire dal 1° gennaio 2025, il Gruppo determina il requisito di fondi propri a fronte del rischio operativo secondo il nuovo metodo standardizzato entrato in vigore con la pubblicazione del Regolamento (UE) 2024/1623 nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea nel giugno 2024.
Il modello è basato sulla dimensione dell’operatività del Gruppo, misurata attraverso l’Indicatore di Attività ( Business Indicator ), determinato prevalentemente utilizzando le voci FINREP, calcolate come media degli ultimi tre esercizi e ponderate mediante coefficienti regolamentari articolati per scaglioni. La metodologia prevede inoltre l’inclusione degli effetti contabili delle perdite operative registrate nel triennio, opportunamente riconciliate.
In caso di operazioni di fusione o acquisizione, la normativa secondaria introduce la possibilità di determinare l’Indicatore di Attività applicando un fattore di conversione (M&A Factor), calcolato sulla base del rapporto tra la somma del Total Net Operating Income delle entità incluse nel perimetro di consolidamento e il Net Operating Income del Gruppo consolidante.
L’Indicatore di Attività ( Business Indicator ) viene determinato alla fine di ciascun esercizio e rimane invariato per i primi tre trimestri dell’esercizio successivo; pertanto, non si rilevano differenze rispetto al valore registrato a dicembre 2025.
Le perdite operative contabilizzate nel primo semestre risultano inferiori rispetto a quelle rilevate nel corrispondente periodo del 2025 per rilasci di fondi a seguito di sentenze positive per la Capogruppo .
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180 Principali tipologie di rischi legali, giuslavoristici e fiscali Al 30 giugno 2026 risultavano pendenti:
- procedimenti giudiziari con un petitum complessivo, ove quantificato, di 3.052,7 mln di euro ;
- richieste stragiudiziali con un petitum complessivo, ove quantificato, di 53,6 mln di euro ;
- rischi connessi a garanzie contrattuali con un petitum complessivo, ove quantificato, di 271,1 mln di euro.
Tali importi, in accordo allo IAS 37, comprendono l’insieme delle vertenze, richieste stragiudiziali e rischi contrattuali per i quali il rischio di esborso di risorse economiche derivante dalla potenziale soccombenza è stato valutato possibile o probabile e, quindi, non include le vertenze per le quali il rischio è stato valutato remoto. I suddetti rischi sono stati oggetto di specifica ed attenta analisi da parte del Gruppo, in particolare in presenza di gradiente di rischio probabile e qualora sia possibile effettuare una stima attendibile del relativo ammontare, si è provveduto a disporre specifici e congrui accantonamenti al Fondo per Rischi e Oneri. Ferma restando l’alea di incertezza che caratterizza ogni contenzioso, la stima delle obbligazioni che potrebbero emergere dalle controversie – e pertanto l’entità degli accantonamenti eventualmente costituiti – deriva dalle valutazioni previsionali circa l’esito del giudizio. Tali valutazioni previsionali vengono in ogni caso effettuate sulla base delle informazioni disponibili al momento della stima e aggiornate nel corso del giudizio . La complessità delle situazioni e delle operazioni societarie che sono alla base dei contenziosi implicano significativi elementi di giudizio che possono interessare sia l’ an sia il quantum nonché i relativi tempi di manifestazione della passività. Al riguardo, per quanto le stime condotte dal Gruppo siano ritenute robuste, attendibili e conformi ai dettami dei principi contabili di riferimento, non si può quindi escludere che gli oneri che emergeranno dalla definizione delle vertenze possano rivelarsi diversi, anche per importi significativi, rispetto a quelli accantonati.
All’interno del suddetto aggregato si evidenziano:
1. Controversie legali e richieste stragiudiziali Al 30 giugno 2026 risultavano pendenti:
o vertenze legali con un petitum complessivo, ove quantificato, di 2.873,4 mln di euro, di cui circa 1.370,2 mln di euro quale petitum attinente alle vertenze classificate a rischio di soccombenza “probabile” per le quali sono rilevati fondi per 395,0 mln di euro e circa 1.503,2 mln di euro quale petitum attribuito alle vertenze classificate a rischio di soccombenza “possibile”;
o richieste stragiudiziali per un petitum complessivo, ove quantificato, di circa 53,6 mln di euro, di cui circa 28,1 mln di euro classificate a rischio di soccombenza “probabile” e circa 25,5 mln di euro a rischio di soccombenza “possibile”.
Di seguito sono illustrate le informazioni principali delle cause che hanno la maggiore rilevanza per macrocategoria e le vertenze singolarmente rilevanti per le quali sono occorse evoluzioni significative nel corso del primo semestre 2026, rinviando per il pregresso e per l’illustrazione puntuale delle singole vertenze rilevanti alla Nota integrativa consolidata del Bilancio 2025.
Contenzioso riguardante l’anatocismo, gli interessi e le condizioni Il petitum complessivo di queste vertenze alla data del 30 giugno 2026 è pari a 133,5 mln di euro ( 146,2 mln di euro al 31 dicembre 202 5), mentre i fondi stanziati sono pari a 56,9 mln di euro (in riduzione rispetto al fondo di 60,4 mln di euro in essere al 31 dicembre 202 5).
Contenzioso riguardante le revocatorie fallimentari Il petitum complessivo di queste vertenze alla data del 30 giugno 2026 è pari a 17,8 mln di euro ( 19,6 mln di euro al 31 dicembre 202 5), mentre i fondi stanziati sono pari a 9,6 mln di euro (in diminuzione rispetto al fondo di 11,9 mln di euro in essere al 31 dicembre 202 5).
Contenzioso con acquirenti di obbligazioni subordinate emesse da società del Gruppo A seguito del burden -sharing attuato nel corso del 2017 in applicazione del D.L. n. 237/2016, alcuni investitori acquirenti di obbligazioni subordinate emesse dalla Banca (poi divenuti azionisti per effetto della citata misura, con conseguente emersione di minusvalenze rispetto all’importo inizialmente investito) hanno citato in giudizio la Capogruppo
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181 lamentando per lo più la violazione da parte della Banca, in qualità di intermediaria, della specifica normativa di settore soprattutto riguardo all’informativa, in quanto la Capogruppo al momento dell’investimento, non avrebbe informato i clienti sulla natura e le caratteristiche delle obbligazioni subordinate acquistate.
Tale contenzioso è prevalentemente relativo ad investimenti in obbligazioni di rango Lower Tier II ; infatti nella maggior parte dei casi gli investitori hanno subito la conversione ex lege dei loro titoli in azioni ordinarie, senza poter beneficiare dell’offerta pubblica di transazione e scambio promossa dalla Banca ai sensi del Decreto n. 237/2016 (c.d. Decreto Burden Sharing ) destinata unicamente ad investitori retail .
Si segnalano tuttavia per completezza anche altri limitati casi in cui le controparti, pur avendo acquistato titoli Upper Tier II , contestano detti titoli. Infine, in un limitato numero di vertenze gli investitori, pur avendo ceduto le proprie obbligazioni anteriormente al Burden Sharing concentrano le loro contestazioni sull’asserito difetto di informativa e/o sulla violazione della specifica normativa di settore.
Il petitum complessivo di queste vertenze alla data del 30 giugno 2026 è pari a 28,0 mln di euro (29,5 mln di euro al 31 dicembre 2025), mentre i fondi stanziati sono pari a 14,2 mln di euro (in diminuzione di 1 mln di euro rispetto al 31 dicembre 2025).
Contenzioso in materia di derivati Il contenzioso sui contratti derivati OTC ha ad oggetto nella maggior parte dei casi l’accertamento della nullità, annullabilità, risoluzione del prodotto, sul presupposto che lo strumento finanziario sia invalido perché privo della funzione di copertura o perché mancante dell’indicazione di elementi, quali il mark to market e gli scenari probabilistici considerati essenziali dalla giurisprudenza formatasi a seguito della nota sentenza di Cassazione a Sezioni Unite n.8770/2020 (poi confermata da alcune pronunce successive n.21830/2021 e n.22014/2023).
Sul presupposto della nullità e/o invalidità dello strumento finanziario, le controparti chiedono che la Banca sia condannata alla restituzione di tutto quanto versato per gli strumenti finanziari oggetto di causa, ovvero la ripetizione dei differenziali corrisposti, delle commissioni nonché il mancato accollo del residuo mark to market nei casi in cui il derivato sia ancora in essere.
Il petitum complessivo di queste vertenze alla data del 30 giugno 2026 è pari a 50,0 mln di euro ( 54,2 mln di euro al 31 dicembre 2025), mentre i fondi stanziati sono pari a 23,8 mln di euro (in diminuzione rispetto al fondo di 27,1 mln di euro in essere al 31 dicembre 2025).
Contenzioso e richieste stragiudiziali connessi alle informazioni finanziarie Al 30 giugno 2026 , la Capogruppo è esposta a vertenze civili, agli effetti della sentenza derivante dal procedimento penale infra descritto con riferimento alle informazioni finanziarie diffuse negli esercizi passati. Il petitum complessivo alla medesima data per questa tipologia di richieste è quantificabile in 1.155 mln di euro ed è suddiviso come segue (dati in mln di euro):
Tipologia 30/06/26 31/03/26 31/12/25 Contenzioso civile * 668 673 674 Costituzioni Parte Civile pp 33714/16 ** 487 487 483 Totale Contenzioso 1.155 1.160 1.157 *La diminuzione del petitum è ascrivibile alla definizione di alcune vertenze giudiziarie favorevoli alla Capogruppo.
** L’incremento del petitum rispetto al 31/12/2025 è connesso alla costituzione di ulteriori parti civili (in totale n. 4.966 ) all’udienza del 22 gennaio 2026.
182 Relazione Finanziaria Semestrale Di seguito i principali aggiornamenti per le vertenze in essere al 30 giugno 2026 .
Vertenza Fondi York e York Lussemburgo / Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
La vertenza proposta nel 2019 dai Fondi York e York Lussemburgo innanzi al Tribunale di Milano – Sezione specializzata in materia di impresa - ha per oggetto le perdite subite nell’ambito delle operazioni di investimento in Banca MPS per complessivi 520,3 mln di euro effettuate tramite acquisto di azioni (investimento di 41,4 mln di euro da parte di York Lussemburgo) e tramite acquisti sintetici di contratti di equity swap , il cui valore era legato all’andamento dell’azione MPS nel rapporto 1:1 (investimento di 478,9 mln di euro da parte dei Fondi York).
Con sentenza del 16 maggio 2024, il Tribunale di Milano ha respinto tutte le domande dei Fondi, che sono stati condannati al pagamento delle spese legali pari ad 240 mila euro oltre al versamento della somma di 120 mila euro ex art. 96 cpc in favore di ogni convenuto.
In data 17 giugno 2024 i Fondi hanno proposto appello.
La Corte d’Appello con provvedimento del 30 dicembre 2025, ritenendo la causa matura per la decisione, ha rinviato la vertenza prima all’udienza del 6 maggio 2026, poi al 03 giugno, data in cui la causa è stata rimessa al Collegio per la decisione .
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./ Costituzioni di parte civile e chiamata in causa della Capogruppo come responsabile
civile
Procedimento penale n. 33714/16 Il procedimento penale n. 33714/16, avente ad oggetto l’asserita sopravvalutazione dei cc.dd. crediti deteriorato pende avanti l’A.G. di Milano nella fase dibattimentale.
In tale processo sono stati rinviati a giudizio tre ex esponenti della Banca ed un ex Dirigente per i reati di false comunicazioni sociali, con riferimento alla semestrale e al bilancio 2015, nonché alla semestrale 2016; falso in prospetto, con riferimento ai prospetti informativi 6 giugno 2014 e 22 maggio 2015; manipolazione del mercato, con riferimento ai comunicati di approvazione dei bilanci, 2013, 2014 e 2015, nonché delle relazioni semestrali 2015 e 2016 e con riferimento ai prospetti informativi 6 giugno 2014 e 22 maggio 2015, Le parti civili costituite e definitivamente ammesse che hanno citato la Banca come responsabile civile sono n. 4.966 parti civili.
A seguito dell’udienza del 24 febbraio 2026 con cui il Tribunale ha emesso sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato di false comunicazioni sociali con riguardo alla semestrale al 30 giugno 2015, è proseguita l’istruttoria dibattimentale per l’ascolto dei testi e dei consulenti tecnici che ha visto il susseguirsi di numerose udienze sino ad oltre la metà di luglio. Il dibattimento riprenderà alle udienze dell’8, 10, 11 e 17 settembre nonché a quelle del 2, 6, 9, 16, 22 e 27 ottobre: trattasi di udienze per le quali, esauritasi l’istruttoria dibattimentale, è prevista la fase conclusiva della discussione delle parti e dell’emissione della sentenza.
*** Vertenza Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./Obbligazionisti Fresh Il giudizio si è inizialmente radicato presso la Corte di Lussemburgo su iniziativa dei detentori dei titoli Fresh per sentir accertare: a) l’inapplicabilità agli stessi del Decreto Burden Sharing e, conseguentemente, b) per sentir affermare la validità e efficacia delle predette obbligazioni, in quanto disciplinate dalla legge del Lussemburgo, e quindi c) per sentir negare il diritto della Capogruppo, in assenza della conversione dei Titoli FRESH 2008, a ottenere da parte di JP Morgan il pagamento di 49,9 mln di euro in danno dei detentori di Titoli FRESH 2008.
Con sentenza del 14 gennaio 2026 la Corte d’Appello del Lussemburgo, con decisione passata in giudicato, ha dichiarato la propria incompetenza; pertanto la Capogruppo con ricorso dell’aprile 2026 ha riassunto la controversia innanzi al Tribunale di Milano per far accertare sia l’applicabilità del Decreto Burden Sharing ai detentori di Titoli FRESH 2008, sia il conseguente diritto della Capogruppo, data la conversione dei Titoli FRESH 2008 in azioni, a ottenere da parte di JP Morgan il pagamento di 49,9 mln di euro. La prima udienza è fissata al 09 settembre 2026.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
183 Altre vertenze
Vertenza Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./ Renova Red SpA In data 9 settembre 2024, la società Renova Red ha citato in giudizio la Capogruppo innanzi al Tribunale di Siena per far accertare l’inadempimento da parte della convenuta all’accordo quadro in materia di eco bonus stipulato nel settembre 2021 tra la Capogruppo e la società attrice per un nominale complessivo di circa 76 mln di euro.
La tesi di controparte è che la Capogruppo abbia proceduto ad acquistare solo in minima parte i crediti previsti dal sopra indicato contratto quadro, rifiutandosi poi immotivatamente di acquistare i successivi a far data dal novembre del 2021. Ciò avrebbe costretto Renova Red ad individuare altri intermediari sul mercato con cui perfezionare le successive cessioni solo a distanza di sei mesi, con un ingente pregiudizio in termini di danno patrimoniale e non patrimoniale, stimato da parte attrice in circa 32 mln di euro.
Successivamente alla prima udienza di comparizione delle parti del 29 aprile 2025, il Giudice, sciogliendo la riserva, ha respinto le istanze istruttorie formulate dalla Capogruppo ed ammesso la consulenza tecnica d’ufficio rinviando all’udienza del 2 ottobre 2025 per il conferimento dell’incarico peritale.
Alla detta udienza, il Giudice si è riservato sia sulla richiesta di Renova di sostituzione del CTU che sulla richiesta della Banca di integrazione dei quesiti; dopo di che, ha revocato il CTU precedentemente designato, nominando in sostituzione altro Professionista, accogliendo in parte in tale sede l’istanza della Capogruppo di integrazione dei quesiti.
All’udienza dell’8 gennaio 2026 la causa è stata rinviata al 09 settembre 2026 per l'esame dell’elaborato peritale.
Vertenze Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./Riscossione Sicilia S.p.A. – Oggi Agenzia delle Entrate Riscossione (“ADER”) Contenzioso promosso da Riscossione Sicilia S.p.A.
Con atto di citazione notificato il 15 luglio 2016 Riscossione Sicilia S.p.A (oggi “ADER”), aveva convenuto in giudizio innanzi al Tribunale di Palermo la Capogruppo, chiedendone la condanna al pagamento della complessiva somma di 106,8 mln di euro.
Con sentenza n.2350/22, depositata in data 30 maggio 2022, il Tribunale di Palermo, in sostanziale adesione alle conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio, ha respinto le domande proposte da Riscossione Sicilia S.p.A. e, in accoglimento della domanda riconvenzionale proposta dalla Capogruppo, ha condannato Riscossione Sicilia a corrispondere alla Capogruppo la somma di circa 2,9 mln di euro oltre agli interessi legali e alle spese del giudizio.
Detta sentenza è stata impugnata il 27 dicembre 2022 innanzi alla Corte d’Appello di Palermo. La Capogruppo si è costituita con comparsa depositata il 13 aprile 2023 spiegando appello incidentale. Al momento la causa risulta rinviata per la precisazione delle conclusioni al 1° aprile 2027.
Azione legale promossa dall’Assessorato dell’Economia della Regione Siciliana In data 17 luglio 2018, la Capogruppo proponeva opposizione avverso ordinanza -ingiunzione ex art. 2 R.D. n. 639/1910 e di restituzione ai sensi dell’articolo 823, comma 2, c.c. della somma di 68,6 mln di euro circa notificata dall’Assessorato dell’Economia della Regione Siciliana. Con sentenza n. 3649/2021, pubblicata in data 4 ottobre 2021, il Tribunale di Palermo ha respinto l’opposizione della Capogruppo avverso la ridetta Ordinanza, con contestuale condanna della stessa al pagamento delle spese di lite. Avverso detta decisione la Capogruppo ha proposto impugnazione dinanzi la Corte di Appello di Palermo. Con ordinanza depositata in data 11 febbraio 2022, la Corte di Appello ha ordinato l’integrazione del contraddittorio nei confronti di ADER, in qualità di successore di Riscossione Sicilia S.p.A., fissando per la nuova comparizione l’udienza collegiale del 1°luglio 2022; attualmente la causa è stata rinviata all’udienza del 22 ottobre 2026 per la precisazione delle conclusioni.
Le azioni avviate da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
A seguito della notifica alla Capogruppo in data 21 settembre 2022 di cartella esattoriale portante il credito dell’Assessorato di cui alla sentenza n. 3649/2021 resa nel precedente giudizio, con citazione del 21 novembre 2022 la Capogruppo ha promosso innanzi al Tribunale di Siena nei confronti di ADER e dell’Assessorato altro giudizio di opposizione all’esecuzione e alla cartella esattoriale come atto esecutivo ex art. 615 c.p.c., anche al fine di ottenere la sospensiva della esecutorietà del titolo. Tale procedimento si è concluso con sentenza del 13 dicembre 2023, che ha rigettato l’opposizione della Capogruppo, condannandola alle spese per 91,6 mila euro; con citazione del 21 giugno
184 Relazione Finanziaria Semestrale 2024 detta sentenza è stata impugnata dalla Capogruppo innanzi alla Corte d’Appello di Firenze che, all’udienza del 23 giugno 2026, ha trattenuto la causa per la decisione.
Sono state infine avviate, le iniziative necessarie per il recupero giudiziale del credito di circa 68,6 mln di euro a titolo di rivalsa nei confronti di ADER quale successore universale di Riscossione Sicilia S.p.A. per tutte le somme pagate dalla Banca alla Regione Sicilia e che invece avrebbero dovuto essere riversate dall’Agente della Riscossione direttamente all’Ente Impositore.
Vertenza Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./ Privilege Yard Spa in Fall - Appello Con sentenza n. 14832/2022 del 4 ottobre 2022, il Tribunale di Roma ha accertato la responsabilità di diversi istituti di credito, tra cui la ex controllata MPS Capital Services S.p.A (oggi fusa per incorporazione nella Capogruppo), convenuti in solido per concorso ex art. 2055 c.c. nella mala gestio degli amministratori della Privilege Yard S.p.A ex art. 2393 c.c. e conseguentemente condannato gli stessi al pagamento a titolo di risarcimento del danno cagionato al patrimonio della Privilege Yard S.p.A . di una somma, quantificabile in applicazione del criterio dei netti patrimoniali, pari a 57,1 mln di euro, oltre spese di lite ed oneri di legge.
Di concerto con le altre Banche, originariamente in pool, è stato deliberato di procedere con il pagamento spontaneo, benché con riserva di ripetizione all’esito dell’appello, mediante pagamento nella misura concordata di un quinto per ciascuna banca, dell’importo di condanna maggiorato di spese, competenze ed onorari.
Tutte le Banche, inclusa la ex controllata, hanno promosso autonomamente appello. All’udienza di prima comparizione tenutasi nel febbraio 2024 la causa è stata rinviata per precisazione delle conclusioni al novembre 2025, poi differita all’11 gennaio 2027 per trattative pendenti.
Invero, dopo diverse proposte e ipotesi di definizione stragiudiziale della vertenza, con accordo sottoscritto tra la Curatela e le Banche appellanti in data 19 giugno 2026, già adempiuto, è stata retrocessa a favore di ciascuna delle Banche originariamente condannate la somma di 8 ,2 mln di euro . Si attende la mera formalizzazione in giudizio delle reciproche rinunce per l’estinzione della causa di appello.
Vertenza Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./ Barbero Metalli S.p.A.
La causa, con petitum pari a 37,5 mln di euro, è stata promossa dalla B.M. 124 S.R.L. - assuntore del concordato fallimentare della Barbero Metalli Spa in JV con BeCause – nei confronti degli amministratori e revisori contabili della società, nonché dei diversi istituti di credito in solido, per avere contribuito allo stato di decozione della società mediante concessione abusiva di credito.
Il 22 settembre 2025 è stata depositata la CTU. A seguito di richieste integrative delle Parti, lo scorso 27 febbraio è stata depositata CTU integrativa.
Il Giudice, ritenuta la causa sufficientemente istruita, ha fissato udienza di precisazione delle conclusioni al 23 giugno 2026, data in cui la causa è stata trattenuta in decisione con concessione dei termini di legge per il deposito degli scritti conclusivi.
Vertenza Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./ Parrini S.p.a.
La causa, con petitum pari a 42,2 mln di euro, è stata promossa nei confronti dei diversi istituti di credito in solido per avere contribuito allo stato di decozione della società mediante concessione abusiva di credito.
In particolare per la posizione della ex controllata MPS Capital Services S.p.a. (fusa per incorporazione nella Capogruppo) si lamenta la connivenza con la mala gestio degli amministratori nell’aver fatto ricorso al credito in uno stato di crisi dell’impresa ormai irrimediabile non in vista di una ristrutturazione aziendale, ma al solo scopo di proseguire l’attività e la gestione sociale senza far emergere all’esterno tale stato di crisi, così ritardando la dichiarazione di fallimento, e provocando danno alla Società e ai creditori mediante concessione di finanziamento ipotecario in data 4 agosto 2011.
Stante il tenore delle richieste, non emerge la quantificazione della quota parte di rischio in capo alla ex controllata MPS Capital Services S.p.A., chiamata in solido con gli altri convenuti al pagamento dell’intera somma chiesta in ristoro.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
185 In data 3 febbraio 2022 il Giudice ha sciolto la riserva rinviando la causa all’udienza del 31 ottobre 2022 per l’ammissione dei mezzi istruttori. La Curatela ha chiesto la nomina di un CTU. All’udienza il Fallimento ha insistito nella richiesta di CTU economico -finanziaria e contabile e nella richiesta di emissione dell’ordine di esibizione avente ad oggetto l’istruttoria svolta dalle banche prima della concessione dei finanziamenti alla Parrini.
Nominato il CTU lo scorso febbraio, la Capogruppo ha nominato il proprio CTP. L’udienza per l’esame della CTU si è svolta in data 26 maggio 2026 a seguito di rinvio, la causa è attualmente in riserva.
Vertenza Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A (incorporante la MPS L&F spa) /POLYTECHNIC LABORATORY OF RESEARCH
S.C. A R.L
Con atto di citazione del 23/11/2023, la Curatela del Fallimento della POLYTECHNIC LABORATORY OF RESEARCH S.C.
A R.L ha convenuto in giudizio la ex MPS Leasing e Factoring spa dinanzi la Corte d’Appello di Firenze, al fine di veder riformare la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Siena, mediante la quale veniva ordinato alla Monte dei Paschi di Siena Leasing & Factoring, Banca per i Servizi Finanziari alle Imprese S.p.A. la presentazione del rendiconto relativamente al rapporto di factoring intercorso con la fallita Polytechnic Laboratory of Research S.c.a.r.l. in liquidazione, da effettuarsi col deposito del rendiconto stesso e dei relativi giustificativi, con l’indicazione delle attivi tà svolte, delle somme riscosse e la specifica del credito eventualmente vantato dal Fallimento in relazione alle varie cessioni.
La Curatela in appello, ampliando la domanda del primo grado, chiede la condanna della Banca al pagamento dell’intero monte crediti di cui al citato contratto di factoring, per circa 26,3 mln di euro o, in via subordinata, alla restituzione di 9,4 mln di euro, pari ai crediti per i quali la cessione era stata espressamente accettata dal debitore ceduto, oltre spese.
La costituzione in giudizio è stata operata nel maggio 2025.
La Corte d’Appello di Firenze con sentenza n.1353/2026 del 04/03/2026 pubbl. il 23/03/2026 ha condannato la Banca a pagare al FALLIMENTO POLYTECHNIC LABORATORY OF RESEARCH S.C.A.R.L. l’importo di 11 ,7 mln di euro a titolo di corrispettivo delle cessioni dei crediti, oltre spese per entrambi i gradi di giudizio quantificate 0,1 mln di euro oltre oneri.
La Capogruppo ha promosso ricorso in Cassazione; depositata il 20 aprile 2026 istanza ex art.373 c.p.c. per richiedere la sospensione dell’esecuzione della sentenza n.1353/2026; l’udienza per la discussione dell’istanza si è tenuta in trattazione cartolare e sono state depositate le note di trattazione. Il collegio si è riservato sulla decisione.
Vertenza Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./Amministrazione Straordinaria Impresa S.p.A.
Con atto di citazione notificato in data 11 novembre 2016, la procedura di Amministrazione Straordinaria Impresa S.p.A. ha convenuto in giudizio la Capogruppo, insieme con altre banche partecipanti ad un pool (ns. quota 36,48%), per accertare e dichiarare la responsabilità delle medesime, dei componenti del Consiglio di Amministrazione di Impresa S.p.A., e della società di revisione e condannarle al risarcimento del danno, in via solidale, asseritamente subito dalla società nella misura di 166,9 mln di euro.
Secondo quanto contestato, le banche, in concorso con i sindaci, gli amministratori ed i revisori, finanziando l’acquisizione del ramo infrastrutture di B.T.P. Spa da parte di Impresa Spa avrebbero causato il dissesto di quest’ultima. La Capogruppo si è costituita in giudizio.
All’udienza del 7 gennaio 2023, il Giudice ha ammesso la CTU, depositata il successivo 29 marzo 2024. Sulla base dell’elaborato, l’operazione contestata avrebbe generato uno squilibrio delle fonti di finanziamento della società, determinando l’insostenibilità del debito e la conseguente insolvenza di Impresa Spa, quantificando il relativo danno in 86,1 mln di euro e rilevando come il merito creditizio non sarebbe stato adeguatamente vagliato dalle banche finanziatrici all’epoca dell’erogazione.
All’udienza del 22 aprile 2024 il Giudice ha verbalizzato le eccezioni delle parti e concesso termine per le note al 31 maggio 2024. Depositate le note autorizzate nei termini concessi, si è in attesa di provvedimento del Giudice a scioglimento della riserva.
Con Ordinanza del 30 aprile 2026 il Giudice, a scioglimento della riserva, ha fissato temine al 15 settembre 2026 per il deposito da parte dei CTU di una Consulenza integrativa che fornisca:
186 Relazione Finanziaria Semestrale
- chiarimenti circa le osservazioni svolte dalle parti che le hanno presentate (tra le quali MPS), con particolare riguardo a quelle riguardanti, in sintesi, le irregolarità contabili nel bilancio di IMPRESA Spa, la descrizione dell’operazione di acquisizione e l’incidenza dell’operazione sul dissesto della Società;
- delucidazioni circa le condotte ritenute ascrivibili a ciascun convenuto/chiamato ed il danno conseguente per ciascuno.
La prossima udienza è fissata per il 29 settembre 2026.
Vertenza Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./Unieco Società Cooperativa Con atto notificato in data 11 febbraio 2025 Unieco Società Cooperativa in Liquidazione Coatta Amministrativa (LCA), in persona del Commissario Liquidatore, ha citato gli amministratori ed ex amministratori sociali, i sindaci e le banche finanziatrici dell'accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis L.F. del 2013. Il punto centrale dell'azione avversaria verte sulla concreta fattibilità del piano di ristrutturazione presentato da UNIECO chiedendo di: (a) accertare e dichiarare la responsabilità solidale ex art. 2055 c.c. dei convenuti per avere causato ad Unieco Società Cooperativa, oggi in liquidazione coatta amministrativa ed ai suoi creditori un danno allo stato quantificabile in 55,5 mln di euro, o nella diversa somma (maggiore o minore) che dovesse risultare all'esito del giudizio; (b) per l'effetto, condannare i convenuti, in solido tra loro, a pagare ad Unieco Società Cooperativa, in LCA, la predetta somma, maggiorata degli interessi e della rivalutazione monetaria. Viene richiesta inoltre la rifusione dei compensi e delle spese di lite, oltre al rimborso delle spese generali nella misura del 15% sui compensi, e oltre accessori.
La prima udienza, prevista il 21 luglio 2025 presso il Tribunale -Sez. Imprese di Bologna, è stata differita al 27 novembre 2025.
Depositate le memorie e le repliche ex art. 171 c.p.c., all’udienza di trattazione del 27 novembre 2025, controparte ha insistito nella richiesta di CTU e di prove orali già dedotte in atti; la Banca ha insistito in particolare nell’eccezione di prescrizione e chiesto che la causa fosse rimessa al Collegio per la decisione; il Giudice si è riservato sulle istanze delle parti.
In data 3 marzo 2026 è stato comunicato il provvedimento con il quale il Tribunale, sciogliendo la riserva, ha rinviato la causa all’udienza del 11 marzo 2027.
Vertenza Mediobanca Premier S.p.A./ Altro Istituto di credito Mediobanca Premier è stata convenuta in un giudizio promosso da un altro intermediario dinanzi al Tribunale di Milano, in conseguenza del passaggio in Mediobanca Premier di consulenti finanziari. La richiesta economica formulata dalla controparte è di euro 35 mln di euro Il 16 giugno 2026 il giudizio è stato dichiarato estinto a seguito di un accordo tra le parti nell'ambito del quale Mediobanca Premier ha versato alla controparte euro 10 mln di euro, mediante utilizzo dello specifico fondo.
2. Controversie giuslavoristiche Al 30 giugno 2026 risultavano pendenti controversie passive con un petitum complessivo, ove quantificato, di circa 21,6 mln di euro. In particolare:
o circa 16,3 mln di euro quale petitum attinente alle controversie classificate a rischio di soccombenza “probabile” per le quali sono rilevati fondi per 15,0 mln di euro circa;
o circa 5,3 mln di euro quale petitum attribuito alle controversie passive classificate a rischio di soccombenza “possibile”.
Di seguito sono illustrate le informazioni della principale vertenza in essere al 30 giugno 2026 .
Vertenza Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A./Fruendo L’operazione di cessione del ramo “back office” di Banca MPS a Fruendo, risalente al 1° gennaio 2014 per n.1064 risorse, è stata dichiarata illegittima sotto il profilo giuslavoristico in tutti i gradi di giudizio, con consequenziale riammissione in Capogruppo di 452 ricorrenti (in data 1° aprile 2020), contestualmente distaccati alla società.
In relazione a ciò, nel corso del 2019, con numerose pronunce emesse dalla Corte di Cassazione, si è sviluppato un mutato orientamento giurisprudenziale che in caso di illegittima cessione di ramo fa gravare anche sul cedente che
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
187 non riammetta in servizio i lavoratori un obbligo retributivo - dalla data di annullamento della cessione fino alla riammissione in servizio - in aggiunta a quanto adempiuto dal cessionario, non ritendendo più applicabile il principio liberatorio del pagamento eseguito da parte di quest’ultimo.
In base a tale mutato indirizzo giurisprudenziale (cosiddetta “doppia retribuzione”), si è sviluppato un contenzioso che, nelle sue diverse fasi, ha dato avvio a trattative per la conciliazione delle vertenze che hanno portato al perfezionamento, ad oggi, di n. 357 transazioni. Alla data di riferimento del la presente Relazione finanziaria semestrale sono tuttora pendenti giudizi con transazioni e giudizi con n. 3 lavoratori, con udienze ad oggi fissate a settembre 2026.
Con riferimento al filone “appalto illecito”, pendono attualmente in Cassazione giudizi per n.14 lavoratori (dopo sentenze favorevoli alla Capogruppo sia in primo grado che in Appello), mentre per n. 16 lavoratori è stata emessa pronuncia di primo grado favorevole alla Banca e pendono attualmente i termini per l’eventuale appello.
Contenzioso fiscale
Al 30 giugno 2026 risultavano pendenti contestazioni fiscali con un petitum complessivo, ove quantificato, di circa 157,7 mln di euro. In particolare:
o circa 139,7 mln di euro quale petitum attinente alle contestazioni classificate a rischio di soccombenza “probabile” per le quali sono rilevati fondi per 36,4 mln di euro circa;
o circa 18,1 mln di euro quale petitum attribuito alle contestazioni classificate a rischio di soccombenza “possibile”.
Conteziosi fiscali Mediobanca pendenti verso l’Amministrazione Finanziaria Al 30 giugno 2026 non vi sono aggiornamenti rispetto ai tre contenziosi relativi alla presunta mancata applicazione della tassazione per trasparenza prevista dalla normativa sulle Controlled Foreign Company (CFC) dei redditi prodotti da CMB Monaco e CMG Monaco nelle tre annualità 2013, 2014 e 2015 (per una pretesa complessiva, computando imposte, sanzioni ed interessi contestati, pari a 123,8 mln di euro); per essi si è in attesa della fissazione dell’udienza i n Cassazione su ricorso dell’Amministrazione Finanziaria, dopo che Mediobanca è risultata vittoriosa in I e II grado di giudizio.
Rischio legato a dichiarazioni e garanzie rilasciate nelle operazioni di cessione e scissione di crediti deteriorati Nel corso dei precedenti esercizi, il Gruppo ha avviato un importante piano di destocking dei crediti non performing con lo scopo di ridurre sensibilmente il proprio NPE ratio. Nell’ambito di operazioni di cessione di portafogli di crediti non performing sono previsti indennizzi da riconoscere alle controparti cessionarie qualora le dichiarazioni e garanzie (R&W) rilasciate non risultino veritiere.
Nel rinviare a quanto rappresentato nel corrispondente paragrafo di parte E della Nota Integrativa della Relazione Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2025 per una disamina delle operazione di derisking e dei connessi rischi, nel seguito si riportano le novità intercorse nel primo semestre : (i) l’operazione di cessione “Bricks” dell’esercizio 2024 le cui dichiarazioni sono giunte a scadenza nel primo trimestre del 2026; (ii) l’operazione di cessione “Domino Leasing” perfezionatasi nel primo trimestre del 2026 mediante la sottoscrizione di due contratti di cessione riguardante complessivamente 29,7 mln di euro di crediti pecuniari derivanti dai Contratti di Leasing scaduti, oltre Beni e Rapporti Giuridici, le cui dichiarazioni e garanzie scadranno nel secondo semestre del 2027, ad oggi non sono state notificate richieste di indennizzo.
Il petitum complessivo di queste operazioni al 30 giugno 2026 è pari a 271,1 mln di euro, di cui 58,0 mln di euro classificati a rischio di soccombenza “probabile” e circa 213,1 mln di euro a rischio di soccombenza “possibile”. Per alcune delle operazioni citate permane un rischio limitatamente a quella parte di richieste già analizzate e ritenute non indennizzabili dal Gruppo oltre, ove presente, alla componente residuale di richieste da analizzare.
In generale i fondi rischi per questo tipo di operazioni, qualora i claims non siano completamente analizzati e/o non è ancora maturata la data di scadenza, sono determinati anche tramite il ricorso a tecniche statistiche per tener conto del complessivo rischio atteso.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
188 Rischi ESG In considerazione della crescente importanza dei fattori di rischio ESG nella regolamentazione, nelle politiche governative, nella sensibilità degli stakeholders e a seguito anche di specifiche iniziative promosse da parte della BCE, in modo particolare sui Climate related and Environmental Risks – C&E Risks , il Gruppo porta avanti una serie di attività relative all’integrazione dei fattori di rischio C&E nel framework di risk management e nei processi di governance e strategici del Gruppo.
I rischi ESG non sono considerati separatamente, bensì come fattori che interagiscono con le categorie di rischio tradizionali come credito, mercato, operativo e di liquidità, strategici e reputazionali. L’integrazione dei rischi ESG e, in particolare, climatici e ambientali, è articolata per tutto il Gruppo in:
• una valutazione di materialità (c.d Materiality Assessment ), volta a identificare e valutare la rilevanza dei fattori di rischio climatico e ambientale rispetto ai diversi portafogli e categorie di rischio;
• un monitoraggio dell’esposizione ai rischi climatici e ambientali ritenuti materiali attraverso specifici key risk indicators (KRI) definiti nel Risk Appetite Statement (RAS);
• uno stress test dei rischi climatici e ambientali materiali volto a valorizzare gli impatti di scenari climatici avversi o di normale corso degli affari ai fini ICAAP nel breve, medio e lungo termine.
Il processo di identificazione, verifica di materialità e rilevanza dei rischi C&E nel breve, medio e lungo periodo, propedeutico alla definizione del Risk Appetite Statement del Gruppo, è stato condotto, in continuità con i precedenti esercizi, sui fattori di rischi ambientali climatici e non climatici.
Per quanto riguarda i fattori di rischio E- climate sono stati confermati come materiali sul breve, medio e lungo periodo i rischi ambientali climatici incidenti sul rischio di credito e sul rischio reputazionale. Nello specifico, i rischi climatici incidenti sul rischio di credito, si confermano a rilevanza “molto elevata” sul rischio di transizione ed “elevata” sul rischio fisico, in funzione della potenziale esposizione associata a ciascun fattore di rischio come dettagliato nelle successive sezioni; i rischi E- climate su rischio di credito sono stati inoltre oggetto di stress test finalizzato a valorizzare gli impatti di scenari avversi ai fini ICAAP, in termini di costo del credito aggiuntivo.
Per quanto attiene ai Rischi E - non climate - ovvero rischi riferiti a “Risorse Idriche”, “Economia Circolare”, “Inquinamento” e “Biodiversità ed Ecosistemi” - il processo di identificazione e verifica di materialità è stato integrato per il RAS 2026 con l’analisi dei fattori di rischio ambientali non climatici, nelle due prospettive di rischio fisico e rischio di transizione a valere sui rischi finanziari primari del Gruppo (rischio di credito, operativo, di mercato e di liquidità).
I fattori di rischio ambientali non climatici non sono risultati materiali presi singolarmente, ma sono considerati complessivamente rilevanti come elementi aggravanti degli impatti da rischi climatici sull’esposizione creditizia, nelle due componenti di rischio E -non climatico fisico e di transizione. In questa forma, relativi indicatori di rischio (KRI) sono stati monitorati sul perimetro delle controparti creditizie non finanziarie, ed inseriti nella valutazione degli impatti dell’assessment ICAAP 2026.
In funzione delle risultanze delle analisi di materialità per i fattori di rischio Environmental (climatici e non climatici) , sono stati sottoposte a monitoraggio nel corso del primo semestre del 2026 sei specifici Key Risk Indicators (KRI) - definiti in sede di RAS - nelle componenti di rischio climatico fisico e di transizione per i “privati” (perimetro dei mutui residenziali), di rischio climatico e non climatico fisico e di transizione per le “imprese” (perimetro dei crediti a impres e non finanziarie), e relativi limiti operativi sono stati declinati, e monitorati nel corso del primo semestre 2026 , sulle strutture maggiormente coinvolte per operatività/perimetro interessato.
La valutazione della materialità dei fattori di rischio E-climate sugli altri rischi finanziari primari (mercato, liquidità ed operativi) è stata effettuata ricorrendo ad analisi volte a stressare:
- per il rischio di liquidità, i buffer di liquidità rappresentati dai depositi di clientela retail ed imprese non finanziarie, in funzione del verificarsi di eventi di rischio fisico concentrati in periodi di tempo molto brevi e su zone geografiche di impatto (intera provincia per rischio alluvione, singolo comune per rischio frana); si sono ipotizzati run-off dei depositi sia crash (ritiro del 100% dei depositi nella zona colpita) che basati su eventualità simili effettivamente verificatesi. La valutazione della materialità viene effettuata anche mediante: (i) introduzione di scenari cumulati di runoff dei depositi, (ii) estensione dei fattori di rischio potenziali ad eventi naturali relativi a vento ed incendio, (iii) esecuzione di valutazioni basate su scenari/orizzonti di breve/medio e lungo termine ed infine (iv) introduzione della valutazione di una componente di potenziale impatto sulla liquidità determinata dalle pressioni delle variabili climatiche sulle attività economiche delle aziende e pertanto sul tiraggio dei margini disponibili da parte delle stesse controparti;
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189 - per il rischio mercato , il valore di mercato dei portafogli corporate non finanziari ( bond ed equity ) e l’esposizione al rischio verso controparti non finanziarie e non “collateralizzate” relativa a posizioni in derivati; la verifica di materialità sul rischio di mercato è effettuata su un orizzonte temporale di breve termine tenuto conto che i rischi C&E tendono ad essere non materiali nel medio/lungo periodo in quanto i portafogli titoli e strumenti finanziari sono smobilizzabili nel medio/lungo periodo e modificabili in funzione delle evoluzioni dei rischi (soprattutto di transizione) a cui sono soggetti gli emittenti e le controparti relative;
- per i rischi operativi , la continuità operativa in funzione di una serie di driver di scenario, quali: (i) il disagio dei clienti (in base ai bacini di depositi), (ii) il disagio dei dipendenti (in base al numero dei dipendenti non operativi nello scenario), (iii) il disagio operativo (in base al numero di filiali chiuse), (iv) i danni economici (in base alla perdita di redditività per il Gruppo a rischio nello scenario) e (v) i danni fisici (in base alle perdite di valore degli immobili di proprietà); come per gli altri rischi, si è esteso il novero dei fattori di rischio analizzati e gli orizzonti su cui è valutata la materialità.
Le analisi hanno evidenziato una non materialità dei fattori di rischio E (climate e non climate) rispetto a tali rischi core.
Il Gruppo effettua tali analisi periodicamente sulla base di indicatori e soglie adatti a recepire variazioni di assetto dell e posizioni ed attività interessate con conseguenti implementazioni nelle metodologie e processi di risk management ed eventuale attivazione di relativi limiti operativi.
Nel Ras 2026 sono stati inseriti inoltre due KRI, cui sono state attribuite relative soglie, per il monitoraggio dei rischi Social e Governance. Tali indicatori misurano la quota parte di crediti esposti rispettivamente a problematiche relative a tematiche Social (S2 -S3-S4 degli standard di rendicontazione europei della Sostenibilità –ESRS) e di Governance (G1.1 -G1.6 ESRS ). L’approccio utilizzato per la loro definizione ha preso in esame da un lato la struttura degli Standard ESRS ( European Sustainability Reporting Standards) per le tematiche Social e Governance, con un livello di granularità incrementale (topic, sub -topic e sub -sub-topic) e dall’altro le risultanze degli studi realizzati da Gruppi di studio specializzati quali UNEP FI (United Nations Environment Finance Initiative) e PSI (Principles for Sustainable Insurance).
A seguito del l’acquisizione del Gruppo Mediobanca , sono proseguite nel corso del primo semestre le attività di armonizzazione dei processi di gestione dei rischi ESG e delle relative metriche che hanno consent ito attività di analisi ed il monitoraggio di indicatori comuni all’intero perimetro del Gruppo .
Si riporta di seguito una sintesi delle attività, effettuate dal Gruppo , nel corso del primo semestre 2026, mirate a identificare l’esposizione dei portafogli creditizi ai fattori ambientali/climatici, per i fattori di rischio risultati mater iali e sottoposti a regolare monitoraggio come KRI RAS per il perimetro complessivo di Gruppo .
Rischio di transizione climatico Imprese non finanziarie Per quanto attiene al rischio di transizione climatico - inteso come la perdita finanziaria in cui può incorrere un’azienda, direttamente o indirettamente, a seguito del processo di aggiustamento verso un’economia a basse emissioni di carbonio e più sostenibile sotto il profilo ambientale - relativamente alla clientela imprese - il Gruppo quantifica l’esposizione al suddetto rischio delle controparti (o delle rispettive singole esposizioni creditizie) attraverso un indicatore settoriale, calcolato internamente, che esprime il rischio di transizione del soggetto finanziato e della rispettiva attività produttiva. Ad un maggior valore dell’indicatore corrisponde pertanto una minore distanza dalla piena sostenibilità ambientale dell’attività e del relativo finanziamento e, conseguentemente, un minor rischio di transizione per la controparte o il portafoglio considerato.
Fra gli aspetti che più incidono sul rischio di transizione/credito delle imprese produttive, un particolare rilievo assumono gli obiettivi, e connessi rischi, legati al cambiamento climatico, derivanti dall’impatto che le attività umane (produttive e non) hanno su tale fenomeno, attraverso soprattutto le emissioni di GHG (Gas climalteranti o Green House Gases ) rilasciate in atmosfera.
Per cogliere in modo più puntuale la portata specifica degli aspetti di rischio e strategici legati al cambiamento climatico ed alla sua mitigazione attraverso il processo di transizione energetica e di riduzione delle emissioni di GHG, il Gruppo utilizza uno specifico indicatore di rischio di transizione “emissiva”, definito Transition Exposure Coefficient o TEC CCM (di Climate Change Mitigation ).
L’indicatore si focalizza sui fattori di rischio specificatamente connessi alla riduzione delle emissioni di GHG e dunque alla transizione energetica; ed è pertanto rappresentativo della quota di un’esposizione esposta al rischio transizione.
Per il calcolo del TEC CCM, il Gruppo integra elementi valutati a livello di settore di attività economica di un’azienda,
190 Relazione Finanziaria Semestrale con elementi specifici di ciascun cliente raccolti attraverso un questionario somministrato ai clienti aziende. Le esposizioni sono inoltre classificate in classi di rischio di transizione21.
Sul TEC CCM si basa il KRI RAS su cui sono definiti e calati sulle strutture responsabili rispettivi limiti e soglie . Gli obiettivi in termini di contenimento del TEC medio di portafoglio risultano adatti ad indirizzare i piani di riduzione delle emissioni di GHG “finanziate” incorporati nelle strategie di decarbonizzazione del Gruppo ed in generale al percorso utile a rendere sostenibile in ottica CCM gli assets della Banca.
Al 30 giugno 2026 , la misura complessiva di esposizione al rischio di transizione risulta pari al 37,8 % come si evince dalla tabella e dal grafico che seguono, che riportano la distribuzione degli impieghi in perimetro ( 56,96 mld di euro) sulle classi di TEC CCM.
Rischio di transizione climatico mutui residenziali a privati Per la clientela privata , le etichette di performance energetica (APE in Italia, EPC in ambito europeo) degli immobili a garanzia dei mutui costituiscono l’indicatore più significativo che approssima l’impatto emissivo e più in generale la attitudine verso il tema della mitigazione del cambiamento climatico per i crediti ipotecari. Al fine di identificare il rischio di transizione, il Gruppo pone al momento tale rischio in diretta relazione alle caratteristiche degli immobili a garanzia dei mutui, potendo dunque fornire una prima proxy di allineamento alla transizione, tramite le caratteristiche di efficienza energetica.
21 Il TEC CCM è suddiviso in cinque range qualitativi al fine di classificare le posizioni di un determinato perimetro in classi di rischio distinte in Molto Alto, Alto, Medio, Basso e Molto Basso.
g Gruppo Montepaschi Valori in milioni di EUR Livello Rischio Trans. CCM GCA creditoEsp. Rischio Trans. CCMTEC medio 0 - TEC Nullo 7.126 - 0,0% 1 - Molto Basso 4.281 417 9,7% 2 - Basso 6.570 1.524 23,2% 3 - Medio 25.521 10.451 41,0% 4 - Alto 10.834 6.954 64,2% 5 - Molto Alto 2.625 2.192 83,5% Totale complessivo 56.956 21.539 37,8% GMPS Impieghi ad aziende non finanziarie
Rischio Transizione
Impieghi per classe di TEC CCM: 30/06/2026 (rispetto a totale con TEC non nullo, pari a 56,9 €mld) 1 - Molto Alto: 5.3% 2 - Alto: 21.7% 3 - Medio: 51.2% 4 - Basso: 13.2% 5 - Molto Basso: 8.6%
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191 Il livello di performance energetica degli immobili a garanzia dei mutui residenziali, e le correlate informazioni di consumo e di emissioni di GHG vengono raccolte obbligatoriamente alla stipula per i nuovi mutui.
Al 3 0 giugno 2026 circa il 60,2% del debito residuo dei mutui residenziali garantiti da immobili risulta coperto dall’etichetta energetica ( 55,4% a fine 2025 ).
Alla medesima data, la componente di mutui coperti da etichetta energetica, risulta distribuita per livelli di APE secondo la tabella ed il grafico che seguono.
Rischio fisico climatico Imprese non finanziarie Il “canale di trasmissione” degli impatti del rischio fisico climatico sulle aziende riguarda i danni che eventi di rischio fisico acuto (frane, alluvioni, precipitazioni atmosferiche uragani, incendi) possano provocare agli asset produttivi aziendali, eventualmente comportando interruzioni dell’attività prolungate ed in grado di compromettere il funzionamento regolare dell’azienda con conseguenze di perdita di redditività o addirittura di chiusura e fallimento.
Esiste poi un’altra modalità di trasmissione degli eventi fisici/climatici alla redditività prospettica ed alla solvibilità d i un’azienda produttiva, che transita dalla variazione graduale ma inesorabile delle condizioni in cui l’unità produttiva opera, che ne può compromettere il contesto o il modello di business . In questo caso si parla di rischio fisico cronico , legato ad esempio all’aumento delle temperature o della frequenza di precipitazioni, condizioni che potrebbero g Gruppo Montepaschi Valori in milioni di EUR Livello Etichetta "APE" saldo posizioni %
A 2.447,68 5,2%
B 1.026,58 2,2%
C 1.358,40 2,9%
D 2.839,45 6,0%
E 4.790,22 10,1%
F 7.228,81 15,3%
G 8.824,75 18,6%
Totale mutui coperti da APE 28.515,88 60,2% APE non rilevata 18.851,19 39,8% Totale complessivo 47.367,08 100,0% GMPS Mutui a Privati Distribuzione APE effettive (mutui coperti) Impieghi per livello APE degli immobili a gar.: 30/06/2026
A: 8.6%
B: 3.6%
C: 4.8%
D: 10.0%
E: 16.8%
F: 25.4%
G: 30.9%
192Relazione Finanziaria Semestrale compromettere il processo produttivo soprattutto nei settori di attività più dipendenti o esposti a tali condizioni (es.
agricoltura o attività svolte all’aperto, come costruzioni ecc.).
Al 30 giugno 2026 , il 21,3% degli impieghi per cassa e per firma verso imprese non finanziarie, pari a circa 56,96 mld di euro, risulta esposto a rischio fisico (acuto o cronico) “alto” o “molto alto”.
Rischio fisico climatico mutui residenziali a privati Per quanto riguarda il rischio fisico, il Gruppo monitora l’esposizione dei portafogli creditizi ai fattori di rischio fisico . In particolare, il focus è stato posto sul rischio della clientela privata, con un’analisi rivolta agli immobili a garanzia dei mutui residenziali, in base all’ubicazione degli immobili stessi. L’esposizione dei crediti in perimetro è stata mappata geolocalizzando il bene immobile, ed agganciando in tal modo la zona opportuna della mappatura dei fattori di rischio applicabili (in base a localizzazione puntuale per cella censuaria per gli immobili già presenti nei sistemi, in base a mappe ISPRA per immobili relativi a nuove operazioni di mutuo) per i rischi idro -geologici o griglia specifica per gli altri rischi.
I fattori di rischio analizzati, che possono arrecare danno da eventi fisici acuti ad un immobile sono Frana, Alluvione, Vento Incendio (diffusamente considerati come climate -related ) oltre al rischio sismico che è monitorato pur se non riferibile al cambiamento climatico.
I dati utilizzati per la determinazione delle mappe di rischiosità a breve, medio e lungo termine e del corrispondente Key Risk Indicator (KRI) RAS monitorato trimestralmente durante l’esercizio, sono stati recuperati da Data -Provider specializzati e da basi dati pubbliche ISPRA (Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Al 30 giugno 2026 , il 15,4 % (14,9% a fine 2025) della complessiva esposizione residua in mutui residenziali pari a 47,37 mld di euro presentava immobili a garanzie ubicati in zone geografiche (comuni) a rischio “alto” o “molto alto” per almeno uno fra i rischi “frana” ed “alluvione”, “vento”, “incendio”.
Nei grafici sottostanti si riporta la distribuzione degli impieghi in mutui residenziali livello di rischiosità dell’ubicazio ne dei relativi immobili a garanzia, per i fattori di rischio monitorati.
GMPS Mutui a Privati
Rischio Sismico
Impieghi per classe di rischiosità immobili a gar.: 30/06/2026
1 - ALTO: 2,1%
2 - MEDIO: 25,3%
3 - BASSO: 58,4%
4 - MOLTO BASSO: 14,2%
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193 Rischio di transizione non climatico imprese non finanziarie Analogamente ai rischi climatici, i meccanismi di trasmissione del rischio fisico e di transizione sono stati estesi anche ai rischi connessi agli ecosistemi ambientali (rischi ambientali non climatici). In particolare, il canale del rischio di transizione considera gli effetti della pressione sulla condizione di solvibilità/solidità finanziaria di una controparte, dovuti ad una inattesa evoluzione normativa o delle preferenze di mercato, relativa alla limitazione degli impatti sugli ecosistemi dell’attività economica svolta dall’impresa.
In analogia con quanto effettuato per i rischi Climate , il Gruppo MPS ha stimato per ciascun settore economico un indicatore TEC o coefficiente di esposizione al rischio di transizione non climatico, a partire dai quattro temi tassonomici ambientali non climatici: Protezione e uso dell’acqua e delle risorse marine, Economia circolare, Inquinamento ed Ecosistemi e Biodiversità.
Al 30 giugno 2026 , la misura complessiva a livello Gruppo di esposizione al rischio di transizione ambientale non climatica, (misura inserita come KRI in ambito RAS 2026 ), risulta pari al 14,6 % come si evince dalla tabella che segue, che riporta per gli impieghi in perimetro ( 56,96 mld di euro), oltre al valore del KRI complessivo, il dettaglio del KRI sui fattori di rischio monitorati.
Rischio fisico non climatico imprese non finanziarie Il rischio fisico ambientale non climatico delle imprese deriva da un’elevata dipendenza dell’attività economica svolta dai “servizi ecosistemici” nella specifica zona geografica di ubicazione dell’attività stessa: un evento che danneggi o degradi la fonte di tali servizi (es. la biodiversità o la disponibilità di risorse idriche o marine) può produrre ingenti da nni all’attività economica aziendale e di conseguenza alla solidità finanziaria e creditizia dell’impresa.
L’esposizione al rischio fisico non climatico considera i due topic tassonomici da cui un’attività può dipendere e che sono soggetti a rischio di degrado, ovvero “Risorse Idriche e marine” ed “ecosistemi e Biodiversità”.
Al 30 giugno 2026 , il 21,8% degli impieghi per cassa e per firma verso imprese non finanziarie, portafoglio che ammonta complessivamente a circa 56,96 mld di euro, risulta esposto a rischio ambientale non climatico “alto” o “molto alto”, come si evince dalla tabella che segue che riporta per gli impieghi in perimetro ( 56,96 mld di euro), oltre al valore del KRI complessivo, il dettaglio del KRI sui fattori di rischio monitorati.
g Gruppo Montepaschi Valori in milioni di EUR Esposizione ai rischi E-nonC Perimetro complessivo 56.956,4 KRI rischi di transizione 14,6% Risorse idriche 12,3% Economia circolare 19,9%
Inquinamento 15,6%
Biodiversità 13,1%
g Gruppo Montepaschi Valori in milioni di EUR Esposizione ai rischi E-nonC Perimetro complessivo 56.956,4 KRI rischi fisici eco-sistemici 21,8% Risorse Idriche 28,5% Altri eco-sist. e Biodiv. 8,3%
194 Relazione Finanziaria Semestrale Un ulteriore rischio connesso ad aspetti ESG, considerato materiale per il Gruppo MPS è il rischio reputazionale.
All’interno dell’indicatore relativo al rischio reputazionale, oggetto di monitoraggio RAS, è compresa una componente che tiene conto degli impatti reputazionali legati ai fattori ESG.
Tale componente tiene conto della percezione esterna dell’attenzione ai temi ESG, come risultante da rating di sostenibilità espressi da agenzie indipendenti, del volume di esposizione verso settori esposti al rischio di transizione e legati ad attività controverse e del peso, nei portafogli della clientela, degli investimenti in strumenti finanziari considerati non sostenibili, dei rating ESG dei principali fornitori e partner commerciali, nonché della valutazione ottenuta in merito alla certificazione sulla parità di genere.
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195 I risultati per segmenti operativi Come descritto nel par. “Risultati per segmento operativo” nella Relazione sulla Gestione, in seguito all’approvazione del Piano Industriale 2026 -2030, l’Alta Direzione della Capogruppo monitora regolarmente le Business Line e le attività previste nel Piano, che dispongono di informazioni finanziarie distinte. La nuova struttura organizzativa del Gruppo diverrà definitiva con il completamento del processo di integrazione in corso.
Ciò premesso, nella rappresentazione al 30 giugno 2026 i contributi reddituali e i saldi patrimoniali sono esposti con riferimento ai segmenti operativi che corrispondono alle cinque divisioni di business (Retail&Commercial Banking, Consumer Finance, Asset Gathering&Wealth Management, Private Banking, Corporate&Investment Banking), cui si aggiunge l’attività di Principal Investing che include la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali. I contributi dell’ex Gruppo Mediobanca, rappresentato al 31 dicembre 2025 come business unit autonoma, sono stati riallocati alle divisioni di business . Eventuali affinamenti potrebbero rendersi necessari con la definizione di tutti gli aspetti della riorganizzazione.
I principali aggregati economici e patrimoniali che hanno caratterizzato tali segmenti operativi al 30 giugno 2026 sono riportati nella tabella seguente. Per la rappresentazione dei segmenti e l’analisi andamentale dei risultati si rimanda al già citato par. “Risultati per segmento operativo” incluso nella Relazione sulla Gestione. Si precisa che gli aggregati economici e patrimoniali esposti nella tabella non recepiscono gli effetti della Purchase Price Allocation (PPA), in quanto predisposti sulla medesima base informativa utilizzata dal management per il monitoraggio delle performance e l'assunzione delle decisioni operative. Tale impostazione è coerente con la reportistica gestionale interna sulla quale si fonda il processo di analisi e valutazione dei segmenti operativi .
SEGMENT REPORTING Segmenti Commerciali
Principal
Investing Corporate
Center Totale
Gruppo
Montepaschi Principali settori di business Retail &
Commercial
banking Consumer
Finance Asset
Gathering &
Wealth
Management Private
Banking Corporate
&
Investment
Banking
(milioni di euro) 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26
AGGREGATI ECONOMICI
Totale Ricavi 1.049,8 664,1 779,7 339,3 639,2 315,5 236,8 4.024,4 Oneri operativi (561,9) (180,5) (338,8) (224,7) (242,6) (3,0) (172,9) (1.724,5) Risultato Operativo Lordo 487,9 483,5 440,9 114,6 396,5 312,5 63,9 2.299,9 Costo del credito clientela / Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche (122,0) (162,0) 2,6 0,9 (17,3) - 6,3 (291,4) Risultato Operativo Netto 365,9 321,6 443,5 115,5 379,3 312,5 70,2 2.008,5
30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26
AGGREGATI PATRIMONIALI
Finanziamenti "vivi" lordi verso clientela (*) 68.796 18.439 3.941 17.602 23.584 - 17.771 150.134 Raccolta diretta 43.081 - 32.901 25.320 5.094 - 61.849 168.246 Raccolta indiretta 13.350 - 111.496 57.652 10.824 - 9.744 203.066 Risparmio Gestito 6.959 - 86.682 28.459 158 - 365 122.624 Risparmio Amministrato 6.391 - 24.813 29.193 10.666 - 9.379 80.443 Titoli per partecipazione Generali - - - - - 6.903 - 6.903
(*) Il valore esposto nel Gruppo così come quello nei segmenti commerciali è rappresentato dai Finanziamenti vivi lordi verso clientela, non inclusivi quindi dei fondi rettificativi.
196 Relazione Finanziaria Semestrale Per un’analisi andamentale delle commissioni attive e per l’informativa sulla disaggregazione, come richiesta dall’IFRS 15.114 -115 viene fornito di seguito lo sviluppo delle commissioni per ciascuno dei segmenti operativi individuati, per tipologia di attività.
SEGMENT REPORTING Segmenti Commerciali
Totale Gruppo
Montepaschi Principali settori di business Retail &
Commercial
banking Consumer
Finance Asset
Gathering &
Wealth
Management Private
Banking Corporate &
Investment
Banking Corporate
Center
30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 30/06/26 Attività bancaria commerciale 392.595 46.006 45.929 33.996 71.622 (57.910 ) 532.237
Attività di
gestione/intermediazione e
consulenza 77.462 15.049 553.696 174.026 204.331 (19.642 ) 1.004.923 Commissioni attive 470.058 61.055 599.624 208.022 275.953 (77.553 ) 1.537.160
Le Commissioni Attive del Gruppo riferite ai segmenti commerciali derivano per il 36,5% dall’attività bancaria tradizionale e per il 63,5% da attività di gestione/intermediazione e consulenza.
Più in dettaglio, alle commissioni attive generate dall’attività bancaria commerciale contribuiscono per il 66,5% il Retail & Commercial banking , per il 7,8% la divisione Consumer Finance , per il 7,8% l’ Asset Gathering & Wealth Management , per il 5,8% il Private Banking e per il 12,1% il Corporate & Investment Banking .
Per quanto riguarda, invece, l’attività di gestione/intermediazione e consulenza contribuiscono per il 7,6% il Retail & Commercial banking , per l’1,5% la divisione Consumer Finance , per il 54,0% l’Asset Gathering & Wealth Management , per il 17,0% il Private Banking e per il 19,9% il Corporate & Investment Banking .
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197 Per completezza d’informazione si riportano , di seguito, i principali aggregati comparativi riferiti al 2025 :
- economici al 30 giugno 2025 che hanno caratterizzato i segmenti operativi ante acquisizione di Mediobanca (Retail Banking, Wealth Management, Corporate Banking, Large Corporate&Investing Banking, Corporate Center );
- economici al 30 giugno 2025 riesposti sulla base dei nuovi segmenti operativi; i dati si riferiscono al perimetro ante acquisizione Mediobanca e non sono comparabili con gli aggregati al 30 giugno 2026 ;
- patrimoniali al 31 dicembre 2025 riesposti con riferimento ai nuovi segmenti operativi .
Si specifica che l’allocazione delle commissioni sui segmenti operativi è effettuata in coerenza con il 30 giugno 2026. In particolare, alcune commissioni passive precedentemente allocate al Corporate Center sono state riallocate agli altri segmenti commerciali sulla base della clientela di appartenenza. I dati economici al 30 giugno 2025 sono stati coerentemente riesposti.
SEGMENT REPORTING Segmenti Commerciali
Corporate
Center Totale
Gruppo
Montepaschi Principali settori di business Retail
banking Wealth
Management Corporate
Banking Large Corp. &
Investment
Banking
(milioni di euro) 30/06/25 30/06/25 30/06/25 30/06/25 30/06/25 30/06/25
AGGREGATI ECONOMICI
Totale Ricavi 1.023,3 91,6 585,4 161,1 192,6 2.054,0 Oneri operativi (579,5) (55,0) (194,7) (46,0) (67,9) (943,0) Risultato Operativo Lordo 443,9 36,6 390,7 115,1 124,7 1.111,0 Costo del credito clientela / Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche (27,1) 0,7 (145,2) 2,0 (5,3) (174,9) Risultato Operativo Netto 416,8 37,3 245,5 117,2 119,4 936,1
SEGMENT REPORTING Segmenti Commerciali
Corporate
Center Totale
Gruppo
Montepaschi Principali settori di business Retail &
Commercial
banking Consumer
Finance Asset
Gathering &
Wealth
Management Private
Banking Corporate
&
Investment
Banking Principal
Investing
(milioni di euro) 30/06/25 30/06/25 30/06/25 30/06/25 30/06/25 30/06/25 30/06/25 30/06/25
AGGREGATI ECONOMICI
Totale Ricavi 1.049,1 - 623,5 - 161,1 - 220,3 2.054,0 Oneri operativi (556,3) - (272,8) - (46,0) - (67,9) (943,0) Risultato Operativo Lordo 492,8 - 350,6 - 115,1 - 152,4 1.111,0 Costo del credito clientela / Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche (170,4) - (1,2) - 2,0 - (5,3) (174,9) Risultato Operativo Netto 322,4 - 349,4 - 117,2 - 147,1 936,1
198 Relazione Finanziaria Semestrale SEGMENT REPORTING Segmenti Commerciali
Principal
Investing Corporate
Center Totale
Gruppo
Montepaschi Principali settori di business Retail &
Commercial
banking Consumer
Finance Asset
Gathering &
Wealth
Management Private
Banking Corporate &
Investment
Banking
(milioni di euro) 31/12/25 31/12/25 31/12/25 31/12/25 31/12/25 31/12/25 31/12/25 31/12/25
AGGREGATI
PATRIMONIALI
Finanziamenti "vivi"
lordi verso clientela (*) 66.883 17.675 3.908 17.605 22.465 - 16.400 144.937 Raccolta diretta 42.059 - 33.058 26.745 4.856 - 59.623 166.341 Raccolta indiretta 13.323 - 105.208 57.159 9.199 - 9.755 194.645 Risparmio Gestito 6.652 - 81.845 28.560 37 - 183 117.277
Risparmio
Amministrato 6.671 - 23.363 28.599 9.162 - 9.572 77.368
Titoli per
partecipazione Generali - - - - - 6.992 -
(*) Il valore esposto nel Gruppo così come quello nei segmenti commerciali è rappresentato dai Finanziamenti vivi lordi verso clientela, non inclusivi quindi dei fondi rettificativi.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
199 Accordi di pagamento basati su propri strumenti
patrimoniali
Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali Al fine di perseguire l’obiettivo di favorire l’allineamento degli interessi del management con quello degli azionisti, le Disposizioni di Vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione prevedono che almeno il 50% della remunerazione variabile erogata al “personale più rilevante (PPR)” venga attribuita mediante l’assegnazione di azioni o strumenti finanziari ad esse collegati e corrisposta lungo un arco temporale di minimo 4 anni. Per “remunerazione variabile” sono da intendersi sia componenti variabili legate alla performance o altri parametri che importi corrisposti a titolo di incentivo per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro per la componente eccedente quanto dovuto per legge (c.d. “ severance ”).
In armonia con le suddette disposizioni regolamentari, il Gruppo Montepaschi ha adottato nell’esercizio 2017, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, piani annuali di phantom shares22, negli esercizi 2018 e 2019 piani annuali di azioni proprie .
Nella seduta l’15 aprile 2026 l’Assemblea degli azionisti della Capogruppo ha approvato per l’esercizio 2026 un Piano di Phantom Shares destinato in via esclusiva al pagamento di eventuali severance o compensi variabili incentivanti per il personale del Gruppo Montepaschi; si precisa che, ove autorizzato da specifica delibera assembleare, il Piano potrà essere realizzato attraverso l’utilizzo di Azioni della Banca. Il contenuto e le modalità di funzionamento dei suddetti piani sono riportati nelle “Politiche di Remunerazione” pubblicate sul sito internet della Capogruppo https://www.gruppomps.it/corporate -governance/remunerazione.html.
La corresponsione delle Phantom Shares per i piani fino al 2017 e per i piani dal 2020 al 2025, non prevedendo la materiale assegnazione delle azioni ma la liquidazione di un importo indicizzato al valore delle azioni tempo per tempo rilevato, si inquadra contabilmente come cash settled share based payment ai sensi del principio contabile IFRS 2 “Pagamenti basati su azioni”. Il debito corrispondente alle somme da riconoscere sarà estinto per cassa e contabilizzato alla fine dell’anno di servizio; l’ammontare complessivo dipenderà dal prezzo degli strumenti rappresentativi del capitale ( phantom shares ), che saranno valutati al fair value calcolato come la miglior stima dell’importo dovuto in considerazione delle diverse condizioni stabilite dai piani, valorizzato con riferimento al fair value delle azioni assegnate anno per anno e del valore dell’azione della Capogruppo. Nella stima del fair value delle azioni alla data di valutazione non si dovrà tener conto delle eventuali vesting conditions previste (es. condizioni di permanenza in servizio o condizioni di conseguimento dei risultati), fatta eccezione per le condizioni di mercato. Le vesting conditions dovranno essere considerate rettificando il numero di assegnazioni incluse nella valutazione della passività derivante dall’operazione; le condizioni di mercato (così come eventuali condizioni di non maturazione) dovranno invece essere considerate nella stima del fair value della passività derivante dall’operazione e del relativo costo attribuito a conto economico.
I piani 2018 e 2019, prevedendo l’assegnazione di azioni della Capogruppo al momento di maturazione delle vesting conditions , rientrano nell’ambito di applicazione del principio contabile IFRS 2 quali equity -settled share -based payment , nell’ambito dei quali vengono attribuiti strumenti rappresentativi del capitale in contropartita di una riserva di patrimonio netto. In tale ambito il costo della severance prevista dai piani e il corrispondente incremento del patrimonio netto vengono valutati al fair value delle azioni che saranno assegnate; nella stima del fair value delle azioni alla data di valutazione non si dovrà tener conto delle eventuali vesting conditions previste (es. condizioni di permanenza in servizio o condizioni di conseguimento dei risultati), fatta eccezione per le condizioni di mercato. Le vesting conditions dovranno essere considerate rettificando il numero di strumenti finanziari inclusi nella valutazione dell’importo dell’operazione, in modo che il valore rilevato in bilancio per i servizi ricevuti come corrispettivo per gli strumenti finanziari sarà basato sul numero degli stessi che alla fine saranno effettivamente maturati; le condizioni di mercato dovranno invece essere considerate nella stima del fair value delle azioni assegnate.
Il fair value delle Phantom Shares e delle azioni proprie assegnate viene determinato - ai sensi dell’art. 9, comma 4 del TUIR - sulla base della media aritmetica dei prezzi del titolo MPS rilevati nei trenta giorni antecedenti la data di assegnazione.
22 Si segnala che, sebbene le caratteristiche e il funzionamento restino inalterati, nell’ottica di un maggiore allineamento all e prassi di mercato, è stata variata la denominazione dello strumento sintetico da “ Performance Shares ” (denominazione utilizzata dalla Capogruppo fino al 2022) a “ Phantom Shares ”.
200 Relazione Finanziaria Semestrale Anche Mediobanca ha individuato l’opportunità di adottare piani di incentivazione in strumenti finanziari con l’obiettivo sia di adeguarsi alla regolamentazione bancaria, che prevede l’erogazione di una quota della remunerazione variabile in strumenti equity su orizzonte temporale pluriennale assoggettata a condizioni di performance , sia di allineare gli interessi del management a quello degli azionisti per la creazione di valore nel medio - lungo termine. In tale contesto, Mediobanca adotta piani di performance shares che prevedono, sotto certe condizioni, l’assegnazione gratuita di azioni da attribuire al termine di un periodo di vesting e/o holding e piani di incentivazione a lungo termine ( LTI – long term incentive ) collegati al raggiungimento degli obiettivi del piano strategico. Ai sensi del principio IFRS 2, tali piani si configurano come piani “ equity settled ”, ossia regolati in strumenti rappresentativi di capitale, da rilevare in base al fair value delle prestazioni lavorative ricevute. Il valore delle prestazioni ricevute viene misurato facendo riferimento al fair value degli strumenti rappresentativi di capitale, alla data della loro assegnazione e rilevato, in base al criterio di competenza della prestazione fornita, tra i costi del personale in contropartita ad un incremento delle riserve di patrimonio netto sino alla data di maturazione del piano in modo da riflettere la migliore stima del numero di azioni che giungerà a maturazione. Condizioni di servizio ed obiettivi di prestazione non vengono presi in considerazione nel determinare il fair value degli strumenti oggetto di assegnazione; la probabilità di raggiungimento di tali obiettivi viene stimata e concorre alla determinazione del numero di strumenti che giungeranno a maturazione. Eventuali condizioni di mercato sono incluse nella determinazione del fair value.
Mediobanca ha attualmente in essere due piani di performance share per gli esercizi 2025 e 2026 a valere per la retribuzione variabile rispettivamente dell’esercizio al 31 dicembre 2025 e dell’esercizio al 31 dicembre 2026 a favore del personale di Mediobanca e di alcune sue controllate tramite l’attribuzione di massime 3 milioni di azioni Mediobanca tramite l’utilizzo di azioni proprie in portafoglio.
Riguardo alle società controllate da Mediobanca e ai loro piani di incentivi basati su strumenti patrimoniali:
- Messier et Associés ha in essere un piano di azioni gratuite fino al 10% del capitale sociale da attribuire ai dipendenti in occasione delle promozioni e/o a scopi di retention che, dopo il vesting period (non superiore a 2 anni) ed un ulteriore anno di holding period sono rivendute a Mediobanca che regola il controvalore in proprie azioni. Al 30 giugno 2026 sono in essere assegnazioni per 10.250 azioni di cui 7.550 sono soggette a holding period e 2.750 sotto vesting . Nel corso del semestre sono state concambiate 4.550 azioni Messier et Associés contro 37.140 azioni Mediobanca;
- Polus Capital Management Group ha in essere un piano di investimento destinato ai dipendenti a scopo di retention che permette loro di acquistare azioni speciali della società che, dopo un periodo di vesting (massimo 3 anni) e al raggiungimento di determinati risultati, può vendere a Mediobanca che liquida attraverso proprie azioni. Alla data del 30 giugno 2026 sono state assegnate n. 45.529 azioni speciali di cui 28.407 già esercitabili. Nel corso del semestre sono state concambiate 111 azioni Polus contro 1.967 azioni Mediobanca .
Informazioni di natura quantitativa Con riferimento al piano 2023 della Capogruppo, nell’ambito degli importi da erogare a titolo di severance , non si è provveduto ad alcuna erogazione; al 30 giugno 2026, delle originarie n. 44.998 phantom shares, ne residuano pertanto n.
14.175 per un controvalore, al 30 giugno 2026, di 0,1 mln di euro, da erogare secondo i termini e le modalità previste dal piano di differimento sottoscritto in occasione della risoluzione anticipata del rapporto di lavoro tra un dirigente e la Capogruppo. Sempre per quanto riguarda il piano 2023, in relazione agli importi da erogare nell’ambito del sistema incentivante 2023, delle originarie n. 503.439 phantom shares ne sono state liquidate n. 272.967; residuano dunque n.
230.472 phantom shares per un controvalore, al 30 giugno 2026, di 2,4 mln di euro, le cui erogazioni avverranno secondo le modalità previste dai piani di differimento sottoscritti e differenziati in base al cluster del PPR di appartenenza.
Per quanto concerne il piano 2024 della Capogruppo, nell’ambito degli importi da erogare a titolo di severance , al 30 giugno 2026, delle originarie n. 68.987 phantom shares, ne sono state liquidate n. 49.288 per un controvalore alla data di liquidazione di 0,3 mln di euro; residuano dunque n. 28.699 phantom shares per un controvalore, al 30 giugno 2026, di 0,3 mln di euro, le cui erogazioni avverranno secondo i termini e le modalità previste dai piani di differimento sottoscritti in occasione della risoluzione anticipata del rapporto di lavoro fra due dirigenti e la Capogruppo. Sempre per quanto riguarda il piano 2024 per il pagamento del sistema incentivante di competenza dell’esercizio, non si è provveduto ad alcuna erogazione; residuano pertanto n. 330.117 phantom shares , per un controvalore al 30 giugno 2026 di 3,4 mln di euro, le cui erogazioni avverranno secondo le modalità previste dai piani di differimento sottoscritti e differenziati in base al cluster PPR di appartenenza.
Per quanto riguarda il piano 2025, si è fatto ricorso all’utilizzo di n. 280.060 phantom shares , per un controvalore al 30 giugno 2026 di 2,9 mln di euro, destinate al pagamento del sistema incentivante di competenza dell’esercizio 2025, le cui erogazioni avverranno secondo le modalità previste dai piani di differimento sottoscritti e differenziati in base al
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201 cluster PPR di appartenenza ; a tal proposito, si precisa che, essendo il periodo di minimum holding pari ad 1 anno, le prime liquidazioni avverranno nel corso del 2027 .
Con riferimento ai piani “cash -settled” 2017, 2020, 2021 2022 e ai Piani “equity settled ” 2018 e 2019 della Capogruppo si segnala che non sono mai stati assegnati, rispettivamente, né strumenti rappresentativi di capitale né azioni per il mancato conseguimento delle condizioni di maturazione. Pertanto, tali piani non hanno mai comportato rilevazioni contabili e non trovano pertanto rappresentazione in Bilancio al 30 giugno 2026.
Nell’ambito della retribuzione variabile per l’esercizio semestrale 2025, con riferimento al piano 2025, Mediobanca ha applicato le regole di differimento previste dalla normativa regolamentare sul pagamento in azioni quotate dell’emittente con l’assegnazione di n. 702.366 performance share con un costo figurativo complessivo di 9,7 mln di euro; le azioni, condizionate ad obiettivi di performance su di un orizzonte massimo di 5 anni, rese disponibili in tranche nel febbraio e maggio 2026 (massime n. 359.732), febbraio e maggio 2028 (massime n. 110.077), maggio 2029 (massime n. 149.603); febbraio e maggio 2030 (massime n. 42.281); maggio 2031 (massime n. 40.643).
202 Relazione Finanziaria Semestrale Informazioni sulle transazioni con parti correlate In conformità alle previsioni normative di cui alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e s.m.i. (di seguito anche il “Regolamento Consob” o “ Regolamento Consob n. 17221/2010” ), dell’art. 53 TUB e sue disposizioni attuative (Circolare Banca d’Italia n. 285/2013, Parte terza, Capitolo 11 “Attività di rischio e conflitti di interessi nei confronti di soggetti collegati”) è stato costituito il “Comitato per le Operazioni con Parti Correlate”, composto da un numero di amministratori indipendenti compreso tra tre e cinque, il quale svolge le funzioni previste dallo Statuto e dalle vigenti disposizioni normative e regolamentari in materia di operazioni con parti correlate e soggetti collegati.
La “ Direttiva di Gruppo in tema di Gestione adempimenti prescrittivi in materia di parti correlate, soggetti collegati e obbligazioni degli esponenti bancari ” (di seguito la “Direttiva di Gruppo”), affiancata dal “ Regolamento di Gruppo in tema di Gestione adempimenti prescrittivi in materia di parti correlate, soggetti collegati e obbligazioni degli esponenti bancari ” (di seguito il “Regolamento di Gruppo”), approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, con i preventivi pareri favorevoli del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate e del Collegio Sindacale, contiene previsioni e procedure interne in materia di parti correlate, allineate alle disposizioni del Regolamento Consob in vigore. La Direttiva di Gruppo è stata da ultimo aggiornata il 1° luglio 2025 per adeguamenti al vigente assetto organizzativo aziendale della Capogruppo MPS.
La Direttiva di Gruppo definisce il modello organizzativo adottato dal Gruppo MPS (princìpi e responsabilità) per il processo di gestione degli adempimenti prescrittivi in materia di parti correlate, soggetti collegati e obbligazioni degli esponenti bancari e, in particolare, disciplina a livello di Gruppo MPS principi e regole per il presidio del rischio derivante da situazioni di possibile conflitto di interesse con taluni soggetti vicini ai centri decisionali della Capogruppo.
All’interno della Direttiva di Gruppo sono definite tra l’altro:
- l’articolazione delle responsabilità all’interno del Gruppo MPS (compiti e responsabilità degli organi di vertice e delle funzioni aziendali della Capogruppo e delle Controllate);
- il perimetro delle parti correlate, soggetti collegati (di seguito anche il “Perimetro di Gruppo”) e altri soggetti in potenziale conflitto di interesse;
- i criteri per l’identificazione delle operazioni, tipologie di rilevanza delle operazioni;
- le procedure deliberative e i casi di esenzione;
- le politiche interne in materia di controllo.
Rilevano ai fini della Direttiva di Gruppo le operazioni concluse con i soggetti del Perimetro di Gruppo che comportano l’assunzione di attività di rischio, il trasferimento di risorse, servizi o obbligazioni, indipendentemente dalla previsione di un corrispettivo. Quanto alla tipologia delle operazioni, le stesse sono classificate dettagliatamente nel citato Regolamento di Gruppo, come:
• “operazioni di maggiore rilevanza ”: quelle in cui almeno uno dei seguenti indici di rilevanza, applicabili a seconda della specifica operazione, risulti superiore alla soglia del 5% (soglia di maggiore rilevanza) :
- indice di rilevanza del controvalore : è il rapporto tra il controvalore dell’operazione e il totale dei fondi propri, tratto dal più recente stato patrimoniale consolidato pubblicato;
- indice di rilevanza dell’attivo : è il rapporto tra il totale dell’attivo dell’entità oggetto dell’operazione e il totale dell’attivo di BMPS ;
- indice di rilevanza delle passività : è il rapporto tra il totale delle passività dell’entità acquisita e il totale dell’attivo di BMPS;
• “operazioni di minore rilevanza ”: operazioni di importo superiore all’importo esiguo e fino alla soglia di maggiore rilevanza; nell’ambito delle operazioni di minore rilevanza, si considerano di minore rilevanza di “importo significativo ” le operazioni in cui l’importo è superiore a 100,0 mln di euro e fino alla soglia di maggiore rilevanza (indice di rilevanza del controvalore), oppure, in caso di operazioni di acquisizione, fusione e scissione di importo uguale o inferiore a 100,0 mln di euro, l’indice di rilevanza dell’attivo e/o delle passività è pari o superiore al rapporto tra 100,0 mln di euro ed i fondi propri a livello consolidato;
• “operazioni di importo esiguo ”: operazioni di importo uguale o inferiore a 250,0 mila euro, nel caso in cui la controparte sia una persona giuridica; le operazioni di importo uguale o inferiore a 100,0 mila euro, nel caso in cui la controparte sia una persona fisica.
Le previsioni e le procedure applicabili alle operazioni con parti correlate , nelle versioni tempo per tempo vigenti, sono pubblicate sul sito internet www.gruppomps.it nella sezione “Corporate Governance - Operazioni con le parti correlate”.
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203 Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo deliberò formalmente già dall’esercizio 2016 l’inclusione del Ministero dell’Economia e delle Finanze ( di seguito “MEF”) e delle relative società controllate dirette e indirette all’interno del perimetro delle parti correlate su base discrezionale ai sensi di quanto previsto dalla Direttiva di Gruppo , con l’esclusione dalla normativa prudenziale. A seguito del completamento della manovra di ricapitalizzazione precauzionale della Capogruppo e della relativa acquisizione da parte del MEF della qualifica di azionista di controllo dall’agosto 2017, la Capogruppo, in data 18 dicembre 2017, aveva ricevuto comunicazione dall’Autorità di Vigilanza in merito alle modalità della conseguente applicazione dei limiti alle attività di rischio previsti dalla normativa prudenziale, ai sensi dell’art. 53 TUB e sue disposizioni attuative (Circ. Banca d’Italia n. 263/06, Titolo V, Cap. 5), mediante l’applicazione alla Capogruppo del c.d. approccio “ a silos ” per il calcolo dei limiti di riferimento.
A partire dal 27 dicembre 2024 il MEF aveva acquisito la qualifica di azionista con influenza notevole in conseguenza delle variazioni nella compagine societaria e nella composizione del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo intervenute rispettivamente nei mesi di novembre e dicembre 2024 .
In occasione della nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della Capogruppo per gli esercizi 2026 -2027 -2028 , avvenuta il 15 aprile 2026 , data dell’Assemblea degli Azionisti di approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 , il MEF non ha presentato liste per la nomina del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo e non ha partecipato alle votazioni assemblear i; non essendo più presenti n ella composizione del nuovo Consiglio soggetti proposti dal MEF con una propria lista, né votati dal medesimo in Assemblea , è venuta meno per il MEF la qualifica di azionista con influenza notevole e di conseguenza la rilevanza di parte correlata ai sensi IAS 24 , anche per le relative società controllate , ai sensi della normativa Consob e Banca d’Italia e ai sensi IFRS con conseguente variazione della qualifica a parte correlata su base discrezionale , rilevante ai soli fini Consob , in virtù della partecipazione del MEF al capitale sociale di BMPS, superiore al 3% .
Di seguito vengono commentate le principali operazioni effettuate dal Gruppo con le parti correlate nel corso del primo semestre di esercizio 2026, di importo uguale o superiore a 25,0 mln di euro, tenuto conto della rilevanza del la qualifica del MEF e relativo entourage, quale parte correlata ai fini IAS24 per il periodo dal 1° gennaio 2026 al 15 aprile 2026, come sopra anticipato.
Operazioni con parti correlate MEF effettuate dalla Capogruppo In data 22 gennaio 2026 il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo , previo parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate , ha deliberato di approvare a favore di LEONARDO S.p.A., contestualmente alla radiazione della linea di credito promiscua di 17,0 mln di euro, la revisione degli affidamenti per complessivi 270,0 mln di euro , come segue: (i) conferma con incremento da 205,5 a 210,0 mln di euro della linea plurima e promiscua di firma Italia/estero e di cassa; (ii) incremento del la linea di credito ordinaria plafond factoring risk limit pro soluto da 30,0 a 45,0 mln di euro , a valere verso cedenti oggetto di positiva valutazione e delibera, garantita da polizza assicurativa ; (iii) riduzione della linea di credito ordinaria plurima plafond factoring notional limit da 20,0 a 5 ,0 mln di euro, a valere verso cedenti pro-solvendo oggetto di positiva valutazione e delibera, e (iv) nuova concessione di una linea di credito promiscua di 10,0 mln di euro per operatività in derivati , utilizzabile per operazioni di natura non speculativa a copertura del rischio tasso/ cambio. L’operazione rientra nel campo di applicazione del Regolamento Consob n.
17221/2010 in quanto LEONARDO S.p.A. è società controllata dal MEF.
In data 11 febbraio 2026 il Comitato Credito della Capogruppo ha deliberato a favore di SAIPEM S.p.A., nell’ambito della revisione ordinaria degli affidamenti per complessivi 207,1 mln di euro (livello di rischio di complessivi 253,1 mln di euro) : (a) la conferma per 204,0 mln di euro de lla linea di credito promiscua a revoca in essere, utilizzabile (i) fino all’intero importo per rilascio di crediti di firma Italia/estero e per il rilascio di impegni per crediti documentari e (ii)fino all’importo massimo di 50 ,0 mln di euro per operazioni di traenza a termine e (iii) fino all’importo massimo di 20 ,0 mln di euro per acquisto crediti IAS Compliant vantati da S AIPEM S.p.A. nei confronti di debitori oggetto di positiva valutazione e delibera ; (b) la conferma della linea di credito di firma in pool con altri istituti di credito di 650,0 mila euro ;
(c) la conferma della linea risk limit pro soluto di 2,5 mln di euro , con controgaranzia integrale di natura assicurativa ; (d) l’adesione della Capogruppo , la cui quota di partecipazione è pari a 46,0 mln di euro , alla richiesta di extension option dal 10 febbraio 2028 al 10 febbraio 2029, per la proroga della validità della linea di credito revolving credit facility 2025 , in pool, di complessivi 600,0 mln di euro . Le operazioni rientrano nel campo di applicazione del Regolamento Consob n.
17221/2010 in quanto SAIPEM S.p.A. è controllata indirettamente dal MEF, tramite le società ENI S.p.A. e CDP Equity S.p.A., a loro volta controllate dal MEF.
Nell’ambito del collocamento d i Covered Bond, con scadenza 4 anni perfezionato dalla Capogruppo in data 15 gennaio 2026 per un ammontare pari a 750 ,0 mln di euro , CASSA DEPOSITI E PRESTITI S.p.A. (CDP S.p.A.) - ai sensi dell’art. 5, comma 8 -ter del Decreto Legge n° 269/2003, convertito nella Legge n° 326/2003 in conformità con l’art. 6, comma 1 lettera b) del Decreto Legge n° 102/2013 - ha sottoscritto una quota di tale emissione per un importo pari a 95,0 mln di
204 Relazione Finanziaria Semestrale euro; i fondi raccolti saranno impiegati dalla Capogruppo per l’erogazione di mutui residenziali destinati a soggetti privati residenti in Italia. Il residuo importo è stato collocato presso altri investitori istituzionali. L’operazione rientra nell’ambito di applicazione del Regolamento Consob n. 17221/2010 in quanto CDP S.p.A. è controllata in via totalitaria dal MEF.
In data 3 marzo 2026 il Comitato Credito ha autorizzato a favore di clientela della Capogruppo non parte correlata la concessione di un finanziamento a medio -lungo termine in pool sino a 47,6 mln di euro , durata 5 anni , quale quota di partecipazione della Capogruppo ad un finanziamento in pool di complessivi 300,0 mln di euro, al quale partecipa anche CDP S.p.A. in qualità di co -finanziatore , insieme a Banco BPM S.p.A. L’operazione rientra nell’ambito di applicazione del Regolamento Consob n. 17221/2010 in quanto CDP S.p.A., partecipant e al finanziamento in pool, è controllata in via totalitaria dal MEF.
In data 17 marzo 2026 il Comitato Credito ha autorizzato a favore di clientela della Capogruppo non parte correlata la concessione di un finanziamento di 37,5 mln di euro, quale quota di partecipazione della Capogruppo a d un finanziamento in pool di complessivi 75,0 mln di euro , al quale partecipa anche BdM Banca S.p .A. e Banca del Mezzogiorno -Mediocredito Centrale S.p.A. L’operazione , perfezionatasi il 10 luglio 2026 per il minor importo di 33,1 mln di euro, rientra nel campo di applicazione del Regolamento Consob n. 17221/2010, per la partecipazione al finanziamento in pool di BdM Banca S.p.A. , controllata da Banca del Mezzogiorno -Mediocredito Centrale S.p.A. e di quest’ultima , la quale è controllata da INVITALIA S.p.A., a sua volta controllata dal MEF.
In data 24 marzo 2026 il Comitato Credito ha autorizzato a favore di clientela della Banca non parte correlata la partecipazione della Capogruppo , con una quota pari a massimi 35,0 mln di euro , ad un finanziamento in pool di complessivi 195,2 mln di euro , durata 7 anni, al quale partecipa anche CDP S.p.A. in qualità di co -finanziatore .
L’operazione , perfezionatasi il 26 maggio 2026 per il minor importo di 27,5 mln di euro , quale quota di partecipazione della Capogruppo al citato finanziamento in pool, rientra nel campo di applicazione del Regolamento Consob n.
17221/2010 in quanto CDP S.p.A. , partecipante al finanziamento in pool, è società controllata dal MEF.
In data 10 aprile 2026 il Comitato Credito ha autorizzato a favore di clientela della Capogruppo non parte correlata la concessione di un finanziamento di 30,0 mln di euro , quale quota di partecipazione della Capogruppo ad un finanziamento in pool a medio -lungo termine, durata 7 anni, di complessivi 80,0 mln di euro, al quale partecipa anche CDP S.p.A. in qualità di co -finanziatore. L’operazione , perfezionatasi il 1 5 maggio 2026 per il minor importo di 24,0 mln di euro , rientra nell’ambito di applicazione del Regolamento Consob n. 17221/2010 in quanto CDP S.p.A., partecipante al finanziamento in pool, è controllata in via totalitaria dal MEF.
Operazioni con parti correlate MEF effettuate da Mediobanca Nel mese di gennaio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca ha approvato una delibera quadro volta ad autorizzare l'effettuazione di operazioni di tesoreria con il MEF, finalizzate al supporto della gestione della liquidità e del funding del Gruppo. Le operazioni previste comprendono Time Deposit in diverse divise e operazioni di pronti contro termine (Repo) su titoli governativi e obbligazioni corporate. La delibera, con efficacia dal 1° febbraio 2026 e validità annuale, prevede un ammontare massimo autorizzato pari a 2 ,0 mld, corrispondente alla massima esposizione potenziale della banca .
Inoltre, la controllata ha deliberato e/o concluso le seguenti operazioni:
- con controparte MEF sono state concluse i) operazioni di acquisto e vendita di titoli mediante operazioni OTC Pure, ossia negoziazioni concluse direttamente con la controparte attraverso trattativa bilaterale, per un controvalore complessivo di 4.360 ,0 mln di euro e ii) operazioni esecutive di una delibera quadro concernente depositi a termine passivi, per un ammontare complessivo di 400 ,0 mln di euro ;
- con controparte ENI S.pA. , società controllata del MEF, è stato delibera to un finanziamento per un importo pari a 270 ,0 mln di euro ;
- con controparte SACE S.p.A. , società controllata del MEF, sono stati stipula ti depositi a termine attivi per complessivi 900 ,0 mln di euro e raccolta tramite depositi a termine passivi per 50 ,0 mln di euro ;
- con controparte Poste Italiane S.p.A. , società controllata del MEF, è stata conclusa un’ operazione di vendita di titoli mediante negoziazioni OTC su piattaforma, conclus a bilateralmente all'interno di sistemi di negoziazione alternativi ai mercati regolamentati, per un controvalore complessivo di 44 ,0 mln di euro ;
- con controparte Italgas , società controllata indirettamente dal MEF per il tramite d ella controllata CDP S.p.A, , è stato delibera to di un finanziamento per un importo pari a 84 ,0 mln di euro ;
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205 - con controparte CDP S.p.A. , società controllata del MEF, sono state concluse i) operazioni di acquisto e vendita di titoli mediante OTC Pure per un controvalore complessivo di 92 ,0 mln di euro e ii) acquisti di titoli obbligazionari e azionari per conto della clientela per un ammontare complessivo di 499 ,0 mln di euro ;
- con controparte AMCO S.p.A. , società controllata del MEF, sono state concluse operazioni di acquisto di titoli per conto della clientela per importo pari a 748,0 mln di euro .
Operazioni con altre parti correlate La controllata Mediobanca ha eseguito con controparte GENERALI acquisti di titoli mediante operazioni di mercato OTC Pure per un controvalore complessivo di 83 ,0 mln di euro e vendite di titoli mediante negoziazioni di mercato OTC su piattaforma, concluse bilateralmente all'interno di sistemi di negoziazione alternativi ai mercati regolamentati, per un controvalore complessivo di 100 ,0 mln di euro.
*** In data 10 marzo 2026, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca Banca di Credito Finanziario Società per Azioni ( “Mediobanca ”) nella Capogruppo MPS .
In virtù della struttura dell’operazione, delle sue dimensioni e dei soggetti coinvolti (tenuto conto che la Capogruppo controlla direttamente Mediobanca ai sensi dell’art. 2359 cod. civ., dell’art. 93 del TUF e dell’art. 23 del TUB, con una partecipazione complessiva pari all’86,3% del capitale sociale), la Fusione è stata qualificata come “operazione con parti correlate di maggiore rilevanza” ai sensi del Regolamento Consob n. 17221/2010 (“Regolamento Consob OPC”) . In proposito si rappresenta che la Capogruppo ha deciso in via volontaria di non avvalersi della causa di esenzione prevista per le operazioni con società controllate ai sensi dell’art. 14, comma 2, del Regolamento OPC. Pertanto, l’approvazione della Fusione da parte dei Consigli di Amministrazione d ella Capogruppo e di Mediobanca è avvenuta previo parere favorevole rilasciato dai rispettivi Comitati per le Operazioni con Parti Correlate e la Capogruppo ha redatto il Documento Informativo ai sensi dell’articolo 5 del Regolamento Consob OPC e in conformità all’Allegato 4 del medesimo Regolamento Consob, nonché ai sensi del paragrafo 4.6.1 del Regolamento di Gruppo in tema di Gestione adempimenti prescrittivi in materia di parti correlate, soggetti collegati e obbligazioni degli esponenti bancari .
Il citato Documento Informativo , con accluso il parere del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, cui si rinvia per ulteriori informazioni, è a disposizione del pubblico presso la sede legale della Banca, in Siena, Piazza Salimbeni n.
3, sul meccanismo di stoccaggio autorizzato e sul sito internet della Banca (www.gruppomps.it sezione “Corporate Governance - Operazioni con Parti correlate”).
***
Relazione Finanziaria Semestrale
206 Come rappresentato nel precedente paragrafo “Informazioni sulle transazioni con parti correlate”, a partire dal 15 aprile 2026, il MEF non è più parte correlata ai sensi dello IAS 24 in conseguenza del venir meno dei presupposti per l’influenza notevole sulla Capogruppo . Nelle seguenti tabelle sono riepilogati :
- i saldi patrimoniali ed economici dell’operatività svolta nel periodo con le società controllate congiuntamente, le società collegate, i dirigenti con responsabilità strategiche e le altre parti correlate ;
- gli effetti economici dell’operatività svolta con il MEF e con le controllate del MEF dal 1° gennaio fino alla data di cessazione della relazione.
2.a Transazioni con parti correlate: voci di stato patrimoniale Valori al 30 06 2026
joint
venture società
collegate dirigenti con
responsabilità
strategica altre
parti
correlate Perimetro
MEF Totale % su
voce
bilancio
Attività finanziarie detenute per la negoziazione - 19,6 - - - 19,6 0,07% Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - 7,6 - - - 7,6 0,61% Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - - - 0,00% Crediti verso banche al costo ammortizzato - - - - - - 0,00% Crediti verso clientela al costo ammortizzato 44,0 144,4 2,5 1,2 - 192,1 0,12% Altre attività - 9,3 - 0,1 - 9,4 0,15% Totale attivo 44,0 180,9 2,5 1,3 - 228,7 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 10,2 125,8 5,3 18,1 - 159,4 0,08% Passività finanziarie di negoziazione - 0,6 - - - 0,6 0,00% Altre passività 0,2 23,7 - - - 23,9 0,40% Totale passivo 10,4 150,1 5,3 18,1 - 183,9 Garanzie rilasciate e impegni 12,1 91,3 0,2 - - 103,6 n.a.
2.b Transazioni con parti correlate: voci di conto economico Valori al 30 06 2026
joint
venture società
collegate dirigenti con
responsabilità
strategica altre
parti
correlate Perimetro
MEF Totale % su
voce
bilancio
Interessi attivi e proventi assimilati 0,5 1,7 - - 127,8 130,0 3,73% Interessi passivi e oneri assimilati - (1,6) - (0,1) (13,5) (15,2) 0,94% Commissioni attive - 133,7 - 0,6 27,9 162,2 10,55% Commissioni passive - (0,3) - - (1,4) (1,7) 0,61% Dividendi - - - - 0,1 0,1 0,06% Risultato netto dell'attività di negoziazione - (1,5) - - 29,2 27,7 Risultato netto dell'attività di copertura - - - - 29,7 29,7 Risultato netto delle altre attività e passività valutate al fair value con impatto a conto economico - - - - 0,8 0,8 -3,31% Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento 0,8 - - - 0,2 1,0 -0,36% Costi operativi - (3,9) (9,3) - (8,0) (21,2) 1,13%
L’operatività con le collegate è da riferirsi principalmente alle società del Gruppo AXA e del Gruppo Assicurazioni Generali. In particolare, si segnala che le attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione riferiscono
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
207 prevalentemente all’attività di copertura di prodotti assicurativi del Gruppo AXA collocati dalla rete MPS nonché al normale svolgimento di attività di dealer sui mercati obbligazionari.
Con riferimento ai saldi esposti nella precedente tabella 2.b si segnala quanto segue:
− le commissioni attive da società collegate sono riferibili principalmente alle partecipate assicurative Axa MPS Assicurazioni Vita S.p.A. e Axa MPS Assicurazioni Danni S.p.A. nonché a società del Gruppo Generali;
− i costi operativi relativi a società collegate sono rappresentati da spese assicurative sostenute con le suddette collegate.
Con riferimento al perimetro MEF , si segnala quanto segue per quanto riguarda gli effetti economici dell’operatività svolta nel periodo di vigenza della relazione di parte correlata come sopra precisato :
− gli interessi attivi sono maturati su : i) attività finanziarie principalmente rappresentate da titoli di Stato e su ii) crediti d’imposta verso l’Erario vantati a vario titolo dal Gruppo a seguito delle misure introdotte da diverse disposizioni legislative come i crediti di imposta per bonus edilizi acquisiti dalla Capogruppo ;
− gli interessi passivi si riferiscono prevalentemente a depositi con controparti principali CDP, Invitalia, Infratel, Amco, FiberCop, Poste Italiane e Autostrade per l’Italia.
− le commissioni attive sono principalmente relative all’attività di supporto alle aste di collocamento titoli di Stato prestata dalla Capogruppo oltre ad attività di consulenza e di collocamento titoli prestata nei confronti di En i e Fincantieri ;
− il risultato netto delle altre attività e passività valutate al fair value con impatto a conto economico riguarda prevalentemente plusvalenze rilevate sulle quote di Fondo Italiano d’Investimento;
− i costi operativi sono per la quasi totalità riconducibili a spese postali.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
208Attestazione del Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato ai sensi dell’art. 81 -ter del regolamento CONSOB n. 11971 del 14 Maggio 1999 e successive modifiche e
integrazioni
1. I sottoscritti Luigi Lovaglio , in qualità di Amministratore Delegato, e Nicola Massimo Clarelli , in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154 -bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.
58:
- l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e
- l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, nel corso del primo semestre 202 6.
2. La verifica dell’adeguatezza e dell’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è avvenuta sulla base di metodologie definite dal Gruppo MPS in coerenza con i modelli COSO e, per la componente IT, COBIT, che costituiscono framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionale.
3. Si attesta, inoltre, che:
3.1 il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6:
- è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nell’Unione europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio
2002;
- corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
- è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
3.2 la relazione intermedia sulla gestione comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell’esercizio e alla loro incidenza sul bilancio consolidato semestrale abbreviato, unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell’esercizio. La relazione finanziaria semestrale comprende un’analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Siena, 0 6/08/202 6 Per il Consiglio di Amministrazione
L’Amministratore Delegato
Luigi Lovaglio Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Nicola Massimo Clarelli
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
209
Relazione della società di revisione
Relazione di revisione cont abile limitata sul bilancio consolidato semestrale abbreviato Agli Azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata dell’a llegato bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività complessiva consolidata, dal prospetto de lle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note illustrative di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e controllate (il “Gruppo Monte dei Paschi di Siena”) al 30 giugno 2026. Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile IAS 34 emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale.
È nostra la responsabilità di esprimere una conclusi one sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri pe r la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera 10867/1997. La revisione contab ile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell’effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio e altre procedure di revisione contabile limitata.
2 di 2
La portata di una revisione contabile limitata è so stanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicure zza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revi sione contabile completa.
Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bi lancio consolidato semestrale abbreviato.
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bi lancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Monte dei Paschi di Siena al 30 giugno 2026 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile IAS 34 emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea applicabile per l’ informativa finanziaria infrannuale.
Firenze, 11 agosto 2026 Pricewaterhous eCoopers SpA
Raffaella Preziosi
(Revisore legale)
212 Relazione Finanziaria Semestrale
Allegati
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
213
Raccordi tra gli schemi di Conto Economico e Stato Patrimoniale riclassificati ed i relativi
prospetti contabili
214 Relazione Finanziaria Semestrale Raccordo Conto Economico riclassificato al 3 0 giugno 2026 e relativo prospetto contabile Voci dello schema di Conto Economico
30/06/26
Effetti economici netti della "Purchase
Price Allocation"
Rimborsi clientela
Riclassifica dei dividendi afferenti ad operazioni su titoli di proprietà Riclassifica quota parte Utile delle
Partecipazioni
Riclassifica accantonamento ai fondi
BRRD e DGSD
Recuperi delle imposte di bollo e recuperi spesa su clientela Oneri operazioni straordinarie
Canone DTA
Proventi/oneri collateral prestito titoli
trading
Differenziali di derivati connessi ai titoli
di negoziazione
Certificati EUA
Altri proventi Consumer finance
Partnerships
Oneri Ristrutturazione (Esodo
Personale)
Oneri Ristrutturazione (Chiusura Filiali) Oneri connessi a Commitment e Piano
industriale
Recuperi personale
Costo del credito Risultato gestione assicurativa Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: MP Banque
30/06/26
Voci dello schema di Conto
Economico Riclassificato
0,1 - - - - - - 41,2 22,7 - - - - - - 8,2 2.097,5 Margine di interesse 10 Interessi attivi e proventi assimilati 3.487,5 251,5 0,1 - (2,9) 22,1 - - - - 9,5 3.767,8 di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 3.158,3 - 2,3 3.160,6 20 Interessi passivi e oneri assimilati (1.610,8) (102,9) 44,1 0,6 - - (1,2) (1.670,3) 1,7 - - - - - - (9,8) (0,6) - 11,3 - - - - 2,9 1.288,4 Commissioni nette 40 Commissioni attive 1.537,2 1,7 (10,3) (0,6) - 11,3 - - 11,0 3,0 1.553,3 50 Commissioni passive (265,3) - 0,5 - - - - - (0,1) (264,9) 70 Dividendi 178,5 (169,9) 323,4 - - 332,0 Dividendi, proventi simili e Utili (Perdite) delle partecipazioni 169,9 (4,2) - - - - (31,4) (22,1) (88,7) - - - - (19,9) 0,1 271,9 Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 228,0 - 169,9 (31,4) (22,1) (88,7) - - 0,1 255,7 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 63,5 - - - - - - - - - - - - - - - - (21,4) - 42,1 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 50,1 - (21,4) - 28,7 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 9,5 - - - 9,5 c) passività finanziarie 3,9 - - - 3,9 110 Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (23,2) - (4,2) - - - - - - - - - - - 1,5 - (25,9) a) attività e passività finanziarie designate al fair value (55,3) - - (55,3) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 32,1 - (4,2) - 1,5 - 29,4 90 Risultato netto dell'attività di copertura 2,0 - - 2,0 Risultato netto dell'attività di
copertura
- Risultato gestione assicurativa 230 Altri oneri/proventi di gestione 156,6 - (0,3) (206,7) 2,9 88,7 (11,3) 3,7 - (1,0) - 0,0 32,6 Altri proventi/oneri di gestione 190 Spese amministrative: (1.836,1) - - - - 3,0 206,7 25,5 2,9 - - - - - 12,9 0,0 0,3 1,0 - (9,7) (1.593,6) Spese amministrative:
a) spese per il personale (1.122,5) - 13,9 12,9 - 0,9 - (3,7) (1.098,5) a) spese per il personale b) altre spese amministrative (713,6) 3,0 206,7 11,6 2,9 - - - - - 0,0 0,3 0,1 - (6,1) (495,1) b) altre spese amministrative
- - - - - - - - - - - - - - - - (0,6) (130,9) Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali 210 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (79,1) (4,3) - - - (0,4) (83,8) 220 Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (86,9) 40,0 - - (0,2) (47,1) 130 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (295,2) - - - - - - - - - - - - - - - 4,3 (0,0) (291,5) Costo del credito clientela a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (295,4) - 0,1 (0,1) (295,4) 130a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
clientela
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 0,2 (0,2) - -
21,4 21,4 100a) finanziamenti valutati al costo ammortizzato clientela (1,5) (1,5) 110) finanziamenti e titoli
- (15,5) 0,1 (15,4) 200a) accantonamenti netti impegni e garanzie rilasciate 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (0,6) - - (0,6) 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni 0,1 0,1 Rettifiche di valore deterioramento titoli e
finanziamenti banche
160 Risultato dei servizi assicurativi 11,1 - (11,1) - 0,0 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (0,1) - 0,1 - 0,0 200 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (24,9) (1,5) - - - - 0,9 - - - - - - - - 15,5 (0,0) (10,0) Altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri a) impegni e garanzie rilasciate (15,5) 15,5 -
b) altri accantonamenti netti (9,4) (1,5) 0,9 - (0,0) (10,0) 250 Utili (Perdite) delle partecipazioni 320,0 (319,2) - - (1,3) - - - - - - - - - - - (0,5) Altri utili (perdite) da
partecipazioni
- - - - - - - (28,0) - - - - - - (12,9) (0,0) (1,0) - - - - (41,9) Oneri di integrazione e
incentivazioni all’esodo
(3,0) - (3,0) Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari
- (2,9) - - - - - - (2,9) Canone DTA 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 17,4 - - - - - - - - - - 17,4 Risultato della valutazione al fair value di attività materiali e
immateriali
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 2,1 - - - - 2,1 Utili (Perdite) da cessione di
investimenti
290 Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.781,7 184,3 (0,0) - - - - - - - - - - 3,7 - - (0,7) - (0,0) - 0,8 1.969,8 Utile (Perdita) di periodo al lordo
delle imposte
300 Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (587,1) (60,8) - (0,1) (648,0) Imposte sul reddito di periodo 310 Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 1.194,6 123,5 (0,0) - - - - - - - - - - 3,7 - - (0,7) - (0,0) - 0,7 1.321,8 Utile (Perdita) al netto delle
imposte
320 Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte - 0,7 - (0,7) 0,0 330 Utile (Perdita) di periodo 1.194,6 123,5 (0,0) - - - - - - - - - - 3,7 - - - - (0,0) - - 1.321,8 Utile (Perdita) di periodo 340 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 76,8 - - - 3,7 - - 80,5 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi
- (123,5) - - (123,5) Effetti economici netti della "Purchase Price Allocation" Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 1.117,8 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 1.117,8 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
215 Raccordo con dati rideterminati del Conto economico consolidato riclassificato 30 giugno 2025 Conto economico consolidato riclassificato con criteri gestionali
30 06 2025
pubblicato Inclusione
Gruppo
Mediobanca Elisioni
Infragruppo 30 06 2025 rideterminato GRUPPO MONTEPASCHI Margine di interesse 1.094,1 995,0 2,1 2.091,1 Commissioni nette 802,5 466,3 (25,0) 1.243,9 Margine intermediazione primario 1.896,6 1.461,3 (22,9) 3.335,0 Dividendi, proventi simili e Utili (Perdite) delle partecipazioni 41,6 266,5 0,0 308,1 Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti 113,2 95,1 0,1 208,4 Risultato netto dell'attività di copertura (0,5) (16,3) 0,0 (16,8) Altri proventi/oneri di gestione 3,2 28,4 0,0 31,6 Totale Ricavi 2.054,0 1.835,0 (22,7) 3.866,3 Spese amministrative: (863,8) (735,0) 0,1 (1.598,7) a) spese per il personale (640,4) (435,2) (0,0) (1.075,6) b) altre spese amministrative (223,4) (299,8) 0,1 (523,1) Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali (79,2) (58,2) (0,0) (137,4) Oneri Operativi (943,0) (793,2) 0,1 (1.736,1) Risultato Operativo Lordo 1.111,0 1.041,8 (22,6) 2.130,2 Costo del credito clientela (175,1) (98,8) (0,0) (274,0) Rettifiche di valore deterioramento titoli e finanziamenti banche 0,2 0,2 (0,0) 0,4 Risultato operativo netto 936,1 943,2 (22,6) 1.856,6 Altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (25,8) 1,9 (0,0) (23,9) Altri utili (perdite) da partecipazioni - (13,4) 0,0 (13,4) Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo (22,0) (10,7) 0,0 (32,7) Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari - (0,6) - (0,6) Canone DTA (28,7) - - (28,7) Risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali (2,7) 0,3 (0,0) (2,5) Utili (Perdite) da cessione di investimenti - (0,1) 0,0 (0,0) Utile (Perdita) di periodo al lordo delle imposte 856,8 920,6 (22,6) 1.754,8 Imposte sul reddito di periodo 35,5 (213,3) (0,0) (177,9) Utile (Perdita) al netto delle imposte 892,3 707,3 (22,7) 1.576,9 Utile (Perdita) di periodo 892,3 707,3 (22,7) 1.576,9 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi (0,1) 684,6 0,0 684,5 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 892,4 22,7 (22,7) 892,4
I dati rideterminati al 30 giugno 2025 sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo Mediobanca nel periodo ante acquisizione linea per linea con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi, quindi senza impatto sull’utile del Gruppo Montepaschi al 30 giugno 2025.
216 Relazione Finanziaria Semestrale Raccordo Conto Economico riclassificato al 30 giugno 2025 rideterminato e relativo prospetto contabile Voci dello schema di Conto Economico
30/06/25
Contribuzione dei valori economici per inclusione Gruppo Mediobanca e conseguenti
correzioni interecompany
Riclassifica dei dividendi afferenti ad operazioni su titoli di proprietà Riclassifica quota parte Utile delle
Partecipazioni
Recuperi delle imposte di bollo e recuperi spesa su clientela
Canone DTA
Oneri Ristrutturazione (Esodo Personale) Oneri Ristrutturazione (Chiusura Filiali) Oneri Operazione di Cartolarizzazione, Ricapitalizzazione e Commitment Costo del credito Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: MP Banque
30/06/25 rideterminato
Voci dello schema di Conto Economico Riclassificato
- - - - - - - 12,2 2.091,1 Margine di interesse 10 Interessi attivi e proventi assimilati 1.971,1 1.905,9 - 14,1 3.891,2 di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 1.655,0 - - 4,0 20 Interessi passivi e oneri assimilati (889,3) (908,9) - - (1,9) (1.800,1)
- - - - - - - - 4,1 1.243,9 Commissioni nette 40 Commissioni attive 919,0 568,6 - 4,2 1.491,8 50 Commissioni passive (120,5) (127,4) - - (0,1) (248,0) 70 Dividendi 12,9 266,6 (4,0) 32,7 - - 308,1 Dividendi, proventi simili e Utili (Perdite) delle
partecipazioni
4,0 - - - - - 15,1 0,1 208,4 Risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da
cessioni/riacquisti
80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 66,2 197,2 4,0 - 0,1 267,5 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 37,8 26,7 - - - - - - - - 64,5 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 43,2 0,1 - - 43,3 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (5,2) 29,1 - - 23,9 c) passività finanziarie (0,2) (2,5) - - (2,7) 110 Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (10,0) (128,7) - - - - - - 15,1 - (123,6) a) attività e passività finanziarie designate al fair value 0,8 (138,2) - - (137,4) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (10,8) 9,6 15,1 - 13,9 90 Risultato netto dell'attività di copertura (0,5) (16,3) - - (16,8) Risultato netto dell'attività di copertura 230 Altri oneri/proventi di gestione 122,9 28,6 (117,2) - - (0,0) 31,6 Altri proventi/oneri di gestione 190 Spese amministrative: (1.017,8) (727,1) - - 117,2 28,7 8,9 - 1,7 - (12,0) (1.597,8) Spese amministrative:
a) spese per il personale (646,8) (435,2) 8,9 - - (4,8) (1.075,5) a) spese per il personale b) altre spese amministrative (371,0) (291,9) 117,2 28,7 - 1,7 - (7,2) (522,3) b) altre spese amministrative
- - - - - - 0,5 - - (1,1) (138,2) Rettifiche di valore nette su attività materiali ed
immateriali
210 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (45,7) (39,0) - 0,5 - (1,0) (85,1) 220 Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (32,9) (20,0) - (0,1) (53,1) 130 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (150,9) (98,7) - - - - - - (19,9) 0,3 (273,4) Costo del credito clientela a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (150,2) (98,8) (0,9) 0,2 (249,7) 130a) attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato clientela
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (0,7) 0,1 0,7 - 0,1 (1,8) - (1,8) 100a) finanziamenti valutati al costo ammortizzato
clientela
(15,1) (15,1) 110b) finanziamenti e titoli 2,3 (4,6) 0,1 (2,2) 200a) accantonamenti netti impegni e garanzie
rilasciate
140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (4,6) (0,1) - - (4,7) 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni
(0,4) 0,2 (0,2) Rettifiche di valore deterioramento titoli e
finanziamenti banche
160 Risultato dei servizi assicurativi - 10,3 - - 10,3 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa - (0,2) - - (0,2) 200 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (30,4) 1,8 - - - - - - 4,6 (0,0) (23,9) Altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri a) impegni e garanzie rilasciate (4,6) (0,0) 4,6 (0,0) b) altri accantonamenti netti (25,8) 1,8 - (0,0) (23,9) 250 Utili (Perdite) delle partecipazioni 32,7 (13,4) (32,7) - - (13,4) Altri utili (perdite) da partecipazioni (17,6) (8,9) (0,5) (5,7) - (32,7) Oneri di integrazione e incentivazioni all’esodo (0,6) - (0,6) Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari
- (28,7) - (28,7) Canone DTA 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali (2,7) (0,0) - - (2,7) Risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali 280 Utili (Perdite) da cessione di investimenti - (0,1) - - (0,1) Utili (Perdite) da cessione di investimenti 290 Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 857,2 897,8 - - - - - (4,0) - 3,7 1.754,6 Utile (Perdita) di periodo al lordo delle imposte 300 Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente 35,2 (213,3) - 0,2 (177,9) Imposte sul reddito di periodo 310 Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 892,4 684,5 - - - - - (4,0) - 3,9 1.576,8 Utile (Perdita) al netto delle imposte 320 Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte (0,1) - 4,0 - (3,9) (0,0) 330 Utile (Perdita) di periodo 892,3 684,5 - - - - - - - 1.576,8 Utile (Perdita) di periodo 340 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi (0,1) 684,5 - - 684,4 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 892,4 - 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 892,4 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della
capogruppo
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
217 Raccordo Stato Patrimoniale riclassificato e relativo prospetto contabile 30 giugno 2026 Voci dello schema di Stato Patrimoniale - Attivo
30/06/26
Altre attività finanziarie @ FVO -
Finanziamenti banche
Finanziamenti clientela
Derivati di negoziazione
Titoli
Crediti vs banche @ AC -
Finanziamenti banche centrali Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione Adeguamento di valore att.
finanziarie oggetto di copertura
generica
30/06/26
Voci dello schema di Stato Patrimoniale Riclassificato - Attivo 10 Cassa e disponibilità liquide 11.019,5 - - - 11.019,5 Cassa e disponibilità liquide 20 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 29.795,6 - (215,9) (6.089,3) 26.580,1 - - - 50.070,5 Attività in titoli
- 24.962,1 - 24.962,1 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 27.329,2 - (6.089,3) 1.618,0 - 22.857,9 b) attività finanziarie designate al fair value 1.218,3 - (87,9) - - 1.130,4 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.248,1 (128,0) - - 1.120,1 30 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.358,8 - (6.358,8) - -
40 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 174.110,4 - 215,9 - (18.603,3) - 66,0 155.789,0
- - 987,8 - 987,8 Finanziamenti banche centrali a) crediti verso banche 8.613,3 - - (1.009,4) (987,8) - 6.616,1 Finanziamenti banche b) crediti verso clientela 165.497,1 215,9 (17.593,9) 66,0 148.185,1 Finanziamenti clientela 50 Derivati di copertura 641,9 - 6.089,3 - - 6.731,2 Derivati 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (856,5) - - - 856,5 -
70 Partecipazioni 7.635,2 - - - 7.635,2 Partecipazioni 80 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori - - - - -
90 Attività materiali 3.308,5 - - 30,9 3.339,4 Attività materiali 100 Attività immateriali 3.647,6 - - - 3.647,6 Attività immateriali -di cui avviamento 2.169,8 - - - 2.169,8 -di cui avviamento 110 Attività fiscali 3.873,5 - - - 3.873,5 Attività fiscali a) correnti 96,8 - - - 96,8 a) correnti b) anticipate 3.776,7 - - - 3.776,7 b) anticipate
- - 3.792,2 Altre attività 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 96,9 - - (96,9) - 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 130 Altre attività 6.266,7 - (1.618,0) - (856,5) 3.792,2 130 Altre attività Totale dell'attivo 245.898,1 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 245.898,1 Totale dell'attivo
218 Relazione Finanziaria Semestrale Voci dello schema di Stato Patrimoniale - Passivo
30/06/26
Debiti verso banche centrali Debiti verso banche
Passività assicurative
Derivati di negoziazione Passività finanziarie designate al fair
value
Trattamento di fine rapporto del
personale
Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) Patrimonio netto di Gruppo
30/06/26
Voci dello schema di Stato Patrimoniale Riclassificato - Passivo 10 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 189.022,5 - - - - 5.386,7 - - 168.245,7 Raccolta diretta a) debiti verso banche 26.163,5 (9.871,8) (16.291,7) -
b) debiti verso la clientela 120.839,6 594,1 121.433,7 a) Debiti verso Clientela c) titoli in circolazione 42.019,4 4.792,6 46.812,0 b) Titoli emessi 9.871,8 9.871,8 Debiti verso Banche centrali 16.291,7 16.291,7 Debiti verso Banche 20 Passività finanziarie di negoziazione 13.464,6 (5.576,9) 7.887,7 Passività finanziarie di negoziazione per
cassa
30 Passività finanziarie designate al fair value 5.386,7 (5.386,7) -
6.485,1 Derivati
40 Derivati di copertura 908,2 908,2 Derivati di copertura 5.576,9 5.576,9 Derivati passivi negoziazione 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) 50,1 (50,1) -
60 Passività fiscali 1.400,9 - - - - - - - 1.400,9 Passività fiscali a) correnti 166,7 166,7 a) correnti b) differite 1.234,2 1.234,2 b) differite 70 Passività associate ad attività in via di dismissione - -
6.033,4 Altre passività 50,1 50,1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica
(+/-)
- Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 78,1 78,1 Passività assicurative 80 Altre passività 5.905,2 5.905,2 Altre passività (civilistico) 90 Trattamento di fine rapporto del personale 83,1 (83,1) -
100 Fondi per rischi e oneri: 944,0 - - - - - 83,1 - 1.027,1 Fondi a destinazione specifica 83,1 83,1 a) Fondo tratt.to di fine rapporto di lavoro sub.
a) impegni e garanzie rilasciate 182,2 182,2 b) Fondo impegni e garanzie rilasciate b) quiescenza e obblighi simili 3,1 3,1 c) Fondi di quiescenza c) altri fondi per rischi e oneri 758,7 758,7 d) Altri fondi 110 Passività assicurative 78,1 (78,1) -
120 Riserve da valutazione 20,7 (20,7) -
150 Riserve 4.224,5 (4.224,5) -
26.402,7 Patrimonio netto di Gruppo 20,7 20,7 a) Riserve da valutazione
- b) Azioni rimborsabili
- c) Strumenti di capitale 4.224,5 4.224,5 d) Riserve 160 Sovrapprezzi di emissione 3.061,5 3.061,5 e) Sovrapprezzi di emissione 170 Capitale 17.978,2 17.978,2 f) Capitale
- - g) Azioni proprie ( -) 1.117,8 1.117,8 h) Utile (Perdita) di periodo 180 Azioni proprie ( -) - - -
190 Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 2.252,0 2.252,0 Patrimonio di pertinenza terzi 200 Utile (Perdita) di periodo (+/ -) 1.117,8 (1.117,8) -
Totale del passivo e del patrimonio netto 245.898,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 245.898,1 Totale del Passivo e del Patrimonio netto
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
219 Raccordo Stato Patrimoniale riclassificato e relativo prospetto contabile 31 dicembre 20 25 Voci dello schema di Stato Patrimoniale - Attivo
Dati consolidato (inclusivo del Gruppo
Mediobanca)
31/12/25
Altre attività finanziarie @ FVO -
Finanziamenti banche
Finanziamenti clientela
Derivati di negoziazione
Titoli
Crediti vs banche @ AC -
Finanziamenti banche centrali Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione Adeguamento di valore att.
finanziarie oggetto di copertura
generica
31/12/25
Voci dello schema di Stato Patrimoniale Riclassificato - Attivo 10 Cassa e disponibilità liquide 14.632,0 - - 840,1 15.472,1 Cassa e disponibilità liquide 20 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 26.355,2 - (775,7) (5.177,4) 26.140,9 - - - 46.543,0 Attività in titoli
- 24.765,3 - 24.765,3 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 23.751,7 (36,8) (5.177,4) 1.375,6 - 19.913,1 b) attività finanziarie designate al fair value 1.506,4 - (601,4) - - 905,0 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.097,1 (137,5) - - 959,6 30 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.966,1 - (6.966,1) - -
40 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 167.790,8 - 775,7 - (17.799,2) - 289,5 151.056,8
- - 1.086,6 7,6 1.094,2 Finanziamenti banche centrali a) crediti verso banche 9.215,8 - - (1.009,3) (1.086,6) 0,3 7.120,3 Finanziamenti banche b) crediti verso clientela 158.575,0 775,7 (16.789,9) 281,5 142.842,3 Finanziamenti clientela 50 Derivati di copertura 882,2 - 5.177,4 - - 6.059,6 Derivati 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (1.013,6) - - - 1.013,6 -
70 Partecipazioni 7.829,0 - - - 7.829,0 Partecipazioni 80 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori - - - - -
90 Attività materiali 3.240,5 - - 55,5 3.296,0 Attività materiali 100 Attività immateriali 3.336,1 - - 5,4 3.341,5 Attività immateriali -di cui avviamento 2.961,3 - - - 2.961,3 -di cui avviamento 110 Attività fiscali 4.355,4 - - 1,1 4.356,5 Attività fiscali a) correnti 267,4 - - - 267,4 a) correnti b) anticipate 4.088,0 - - 1,1 4.089,1 b) anticipate
- - 3.686,0 Altre attività 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.202,0 - - (1.202,0) (0,0) 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 130 Altre attività 6.064,8 - (1.375,6) 10,4 (1.013,6) 3.686,0 130 Altre attività Totale dell'attivo 241.640,5 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 241.640,5 Totale dell'attivo
220 Relazione Finanziaria Semestrale Voci dello schema di Stato Patrimoniale - Passivo
Dati consolidato (inclusivo del
Gruppo Mediobanca)
31/12/25
Debiti verso banche centrali Debiti verso banche
Passività assicurative
Derivati di negoziazione Passività finanziarie designate al fair
value
Trattamento di fine rapporto del
personale
Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione Patrimonio netto di Gruppo
31/12/25
Voci dello schema di Stato Patrimoniale Riclassificato - Passivo 10 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 186.034,4 - - - - 5.682,5 - - 906,7 166.340,8 Raccolta diretta a) debiti verso banche 26.282,4 (10.029,9) (16.252,5) 0,0 b) debiti verso la clientela 120.257,9 906,2 121.164,1 a) Debiti verso Clientela c) titoli in circolazione 39.494,1 5.682,5 45.176,6 b) Titoli emessi 10.029,9 10.029,9 Debiti verso Banche centrali 16.252,5 0,4 16.252,9 Debiti verso Banche 20 Passività finanziarie di negoziazione 11.245,7 (5.057,9) 6.187,8 Passività finanziarie di negoziazione per
cassa
30 Passività finanziarie designate al fair value 5.682,5 (5.682,5) -
5.910,1 Derivati
40 Derivati di copertura 852,2 852,2 Derivati di copertura 5.057,9 5.057,9 Derivati passivi negoziazione 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (9,8) 9,8 -
60 Passività fiscali 1.165,3 - - - - - - - 1,1 1.166,4 Passività fiscali a) correnti 218,1 218,1 a) correnti b) differite 947,2 1,1 948,3 b) differite 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 975,9 (975,9) -
4.445,7 Altre passività (9,8) (9,8) Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica
(+/-)
42,7 42,7 Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 80,4 80,4 Passività assicurative 80 Altre passività 4.309,9 22,5 4.332,4 Altre passività (civilistico) 90 Trattamento di fine rapporto del personale 85,7 (85,7) (0,0) 100 Fondi per rischi e oneri: 1.008,6 - - - - - 85,7 - 3,0 1.097,3 Fondi a destinazione specifica 85,7 2,7 88,4 a) Fondo tratt.to di fine rapporto di lavoro sub.
a) impegni e garanzie rilasciate 166,7 0,2 166,9 b) Fondo impegni e garanzie rilasciate b) quiescenza e obblighi simili 3,2 3,2 c) Fondi di quiescenza c) altri fondi per rischi e oneri 838,7 0,1 838,8 d) Altri fondi 110 Passività assicurative 80,4 (80,4) -
120 Riserve da valutazione 58,8 (58,8) -
150 Riserve 4.063,7 (4.063,7) -
27.961,2 Patrimonio netto di Gruppo 58,8 58,8 a) Riserve da valutazione
- b) Azioni rimborsabili
- c) Strumenti di capitale 4.063,7 4.063,7 d) Riserve 160 Sovrapprezzi di emissione 3.146,6 3.146,6 e) Sovrapprezzi di emissione 170 Capitale 17.978,2 17.978,2 f) Capitale (1,8) (1,8) g) Azioni proprie ( -) 2.715,7 2.715,7 h) Utile (Perdita) di esercizio 180 Azioni proprie ( -) (1,8) 1,8 -
190 Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 2.248,5 2.248,5 Patrimonio di pertinenza terzi 200 Utile (Perdita) di esercizio (+/ -) 2.715,7 (2.715,7) -
Totale del passivo e del patrimonio netto 241.640,5 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 241.640,5 Totale del Passivo e del Patrimonio netto