30 giugno 2026
Relazione Finanziaria
Semestrale consolidata
Indice
La nostra storia 4 Composizione degli Organi Sociali 7
Relazione intermedia sulla gestione consolidata
Premessa 13
Scenario macroeconomico di riferimento 14 Principali fatti e vicende che hanno caratterizzato la gestione consolidata al 30 giugno 202 6 26 Risultati del primo semestre 202 6 31 Prospetto di raccordo tra il patrimonio netto e l’utile della Capogruppo ed il patrimonio netto e l’utile consolidati di pertinenza del Gruppo 53 Il business 54 La struttura operativa 59 Altre informazioni 62 Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del periodo 63 Principali incertezze ed evoluzione prevedibile della gestione 63
Bilancio consolidato semestrale abbreviato Stato patrimoniale consolidato 70 Conto economico consolidato 72
3 Prospetto della redditività consolidata complessiva 73 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato 74 Rendiconto finanziario consolidato (metodo indiretto) 76
Note illustrative
Parte A – Politiche contabili 79 Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato 108 Parte C – Informazioni sul conto economico consolidato 159 Parte D – Redditività consolidata complessiva 178 Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 181 Parte F – Informazioni sul patrimonio consolidato 235 Parte H – Operazioni con parti correlate 245
Attestazione del Bilancio Consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’articolo 81 – ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni 253
Relazione di revisione contabile limitata sul bilancio consolidato semestrale abbreviato 255
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LA NOSTRA
STORIA
Mediocredito Centrale nasce come Ente di diritto pubblico nel 1952 per l’erogazione del credito e la gestione delle agevolazioni pubbliche alle piccole e medie imprese. Diretto da Guido Carli fino al 1956, il suo compito iniziale fu il finanziamento a tasso agevolato degli istituti regionali di mediocredito e degli altri istituti di credito a medio lungo termine designati dal Tesoro, per operazioni di credito a favore del le medie e piccole imprese industriali e commerciali. Nel 1994 viene trasformato in società per azioni, avviando l’attività di lending nei settori del Project & Export Finance e della finanza d’impresa che ne permettono l’affermazione come banca di investimento e di sviluppo attraverso strumenti di mercato. A lla fine del 1999, il Mediocredito Centrale viene ceduto (al 100%) dal Tesoro alla Banca di Roma entrando nel Gruppo Bancaroma (poi Capitalia) e specializzandosi nel corporate banking . Dal 1° ottobre 2007, in seguito al percorso di integrazione tra Capitalia e UniCredit, entra a far parte del nuovo Gruppo Bancario, specializzandosi nei finanziamenti a medio -lungo termine e nel project finance . Negli anni successivi, si focalizza sull’offerta di servizi al settore pubblico e, in particolare, sul credito agevolato e sulla gestione degli incentivi pubblici per le imprese. Nel 2011, in seguito alla cessione da parte di UniCredit S.p.A. a Poste Ita liane S.p.A. del 100% del capitale sociale della Banca, diventa veicolo per l’attuazione del progetto di sviluppo delle aree meridionali voluto dal Governo.
Nel 2009 viene varata la Legge 191 che prevede la nascita di una banca con l'obiettivo di finanziare progetti di investimento nel Mezzogiorno, di erogare credito alle piccole e medie imprese, di favorire la nascita di nuove imprese e l'imprenditorialità gi ovanile e femminile, nonché promuovere l'aumento dimensionale e l'internazionalizzazione di tali imprese, di finanziare attività di ricerca e innovazione nelle regioni del Sud Italia.
Il 7 agosto 2017, infine, il capitale sociale della Banca è stato interamente acquisito dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia) S.p.A..
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Al fine di promuovere lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, focalizzate sul Sud Italia e sulle PMI, e in esecuzione di quanto previsto dal D.L. 142/2019 recante “Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento”, convertito in legge 7 febbraio 2020, n. 5, Mediocredito Centrale ha perfezionato in data 30 giugno 2020 l’acquisizione di un’interessenza azionaria del 96,8% nel capitale della Banca Popolare di Bari (oggi BDM) in amministrazione straordinaria.
Il 15 ottobre 2020, con la chiusura della gestione commissariale, la suddetta interessenza azionaria ha acquisito carattere di partecipazione di controllo, così come definito dall’IFRS 10, e il 12 marzo 2021 la Banca d’Italia ha ufficializzato l’iscrizione nell’apposito albo del Gruppo Bancario Mediocredito Centrale (di seguito anche “Gruppo”).
Nel mese di giugno 2022, è stata definita la cessione della totalità della partecipazione di controllo detenuta dalla BDM nella Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. (di seguito anche la “Cassa” o “CRO”). All’esito dei processi di cessione, MCC ha acquisito l’85,3% del capitale sociale della Cassa.
A settembre del 2024 MCC ha ricevuto alcune manifestazioni di interesse per l’acquisto della partecipazione detenuta in CRO. Ad esito di un processo di attenta valutazione nell’ambito di un processo competitivo che ha avuto come obiettivi la tutela dei dip endenti e la crescita della banca e del territorio, il 28 gennaio 2025 Mediocredito Centrale e Banca del Fucino hanno sottoscritto il contratto di compravendita per la cessione di Cassa di Risparmio di Orvieto per un controvalore provvisorio pari a 90,4 mi lioni di euro (soggetto ad
6 aggiustamento sulla base del patrimonio netto della partecipata alla data di perfezionamento). Il 27 giugno 2025 MCC e Banca del Fucino hanno convenuto di posticipare il perfezionamento della vendita della partecipazione detenuta da MCC nel capitale socia le di Cassa di Risparmio di Orvieto per consentire la finalizzazione degli adempimenti regolamentari per l’acquisizione della partecipazione, subordinatamente al soddisfacimento di tutte le condizioni sospensive previste nell’accordo e all’ottenimento dell e autorizzazioni da parte delle autorità regolatorie competenti, tra cui Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea. Il 25 giugno 2026, con la scadenza del termine per l’avveramento delle condizioni sospensive, il contratto di compravendita è diventato definitivamente privo di efficacia. Per tale ragione la partecipazione di MCC in CRO è stata riclassificata ai fini della present e semestrale da attività in via di dismissione a partecipazione consolidata col metodo integral e.
Il consolidato prudenziale del Gruppo al 30 giugno 2026 è composto da: Mediocredito Centrale – Banca del Mezzogiorno, in qualità di capogruppo, e dalle controllate: B dM Banca (già Banca Popolare di Bari); Cassa di Risparmio di Orvieto e Artigiancassa.
Come più specificamente indicato nel capitolo “Politiche Contabili”, il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è redatto, in applicazione del Decreto Legislativo 28 febbraio 2005 n. 38, secondo l’applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board e delle relative interpretazioni dell’International Fina ncial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n.
1606 del 19 luglio 2002.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è sottoposto a revisione contabile volontaria e redatto in conformità alle prescrizioni dello IAS 34 che regola le modalità di redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato; lo stesso è costituito dallo Stato Patrimoniale, dal Conto Economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle Variazioni di Patrimonio Netto, dal Rendiconto Finanziario, dalle Note illustrative ed è corredato da una Relazione consolidata sem estrale sulla gestione.
A supporto dei commenti sui risultati del periodo, nella Relazione consolidata semestrale sulla gestione vengono presentati e illustrati i prospetti di Conto Economico e di Stato Patrimoniale riclassificati.
Sul sito internet della Capogruppo1 sono disponibili le relazioni finanziarie consolidate, i comunicati stampa pubblicati nel periodo e altra documentazione finanziaria.
1 www.mcc.it
7 Composizione degli Organi Sociali
Consiglio di Amministrazione (1) Presidente Giorgio Toschi Amministratore Delegato (2) Ferruccio Ferranti Consigliere Alessandra Bianchi Consigliere Carmela D’Amato Consigliere Sandro Donati Consigliere Valeria Giancola Consigliere Andrea Messuti
Collegio Sindacale
Presidente Ignazio Parrinello Sindaco effettivo Marcella Galvani Sindaco effettivo Paolo Palombelli Sindaco supplente Sofia Paternostro Sindaco supplente Massimo Colletti
* * *
Società di Revisione Deloitte & Touche S.p.A. (3)
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Elena De Gennaro
(1) L’Assemblea del 29 maggio 2026 ha nominato i nuovi Consiglieri di Amministrazione e il Presidente. Fino al 29 maggio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Mediocredito Centrale è stato composto da: Presidente:
Ferruccio Ferranti; Amministratore Delegato: Francesco Minotti; Consiglieri: Stefano Bertollini, Alessandra Bianchi, Carmela D’Amato, Andrea Messuti, Leonarda Sansone.
(2) Nominato dal Consiglio di Amministrazione di Mediocredito Centrale in data 3 giugno 2026.
(3) Fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2028.
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Relazione
Intermedia sulla
gestione consolidata
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LA RETE DISTRIBUTIVA
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I PRINCIPALI INDICI DELLA NOSTRA
PERFORMANCE
30.06.2026
30.06.2025
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DATI PATRIMONIALI
E INDICATORI
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RATING
S&P GLOBAL RATING MORNINGSTAR DBRS RATINGS
Long -term issuer Rating BBB Long -term issuer Rating BBB (high) Short -term issuer Rating A-2 Short -term issuer Rating R-1 (low) Outlook Stable Outlook Stable
STANDARD ETHICS
Corporate Standard Ethics Rating (SER) EE- (*)
Scala Adeguate
(*) Qualsiasi valutazione pari o superiore a “EE -” indica un buon livello di conformità.
CERTIFICAZIONE PER LA PARITÀ DI GENERE
Il 29 aprile 2026 – Mediocredito Centrale, BdM Banca e Cassa di Risparmio di Orvieto hanno ricevuto da Bureau Veritas la certificazione per la Parità di Genere Uni/PdR 125:2022. Tale certificazione d a parte di Bureau Veritas, leader mondiale nei servizi di ispezione, verifica di conformità e attestazione, rappresenta un traguardo significativo nel percorso del Gruppo verso la valorizzazione delle Persone e la diffusione di una cultura fondata sul rispetto, sulle pari opportunità e sull’equità a tutti i livelli organizzativi. Allo stesso tempo, costituisce il punto di partenza di un processo di crescita e miglioramento continuo, inserito in una strategia più ampia in materia di Diversità, Equità e Inclusione (DEI) che MCC, BdM e CRO perseguono attraverso iniziative concrete e prassi ormai consolidate.
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Premessa
In ottemperanza all’IFRS 10, il Gruppo Mediocredito Centrale ha verificato l’esistenza di controllo sulle società partecipate e sulle altre entità con le quali intrattiene rapporti e, conseguentemente, ha determinato l’area di consolidamento, verificando:
• l’esistenza di potere sulle attività rilevanti;
• l’esposizione alla variabilità dei rendimenti;
• la capacità di utilizzare il potere detenuto per influenzare i rendimenti a cui esso è esposto.
La nozione contabile di “controllo” espressa del principio contabile è di tipo sostanzialistico e può divergere da quella civilistica (art. 2359 codice civile ). In particolare, anche il possesso della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea non è di per sé dirimente, se al possesso non si accompagnano diritti sostanziali ed esercitabili che conferiscono la capacità concreta di dirigere le attività rileva nti.
L’area di consolidamento include, dunque, il bilancio della Capogruppo e quello delle seguenti controllate:
A) appartenenti al Gruppo bancario:
• BDM Banca (già Banca Popolare di Bari) S.p.A.;
• Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A;
• Artigiancassa - Cassa per il credito alle imprese artigiane e alle micro, piccole e medie imprese S.p.A2.
B) non appartenenti al Gruppo bancario • 2017 Popolare Bari RMBS S.r.l.
• 2018 Popolare Bari RMBS S.r.l.
• 2019 Popolare Bari RMBS S.r.l.
• Adriatico Finance SME S.r.l.
• MCC GROUP SME S.r.l.
• MCC GROUP RMBS 2025 S.r.l.
Il metodo di consolidamento utilizzato è quello integrale. Tale metodo consiste nell’acquisizione “linea per linea” degli aggregati di stato patrimoniale e di conto economico delle società controllate. Dopo l’attribuzione ai terzi, in voce propria, delle q uote di loro pertinenza del patrimonio e del risultato economico. Le attività, le passività, i proventi e gli oneri tra imprese consolidate vengono integralmente eliminati.
Ove necessario – e fatti salvi casi non significativi – i bilanci delle società consolidate, eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi, sono resi conformi ai principi del Gruppo.
2 Acquisita in data 17 dicembre 2025. Il Gruppo sta proseguendo con le analisi relative alla Purchase Price Allocation (“PPA”), il cui provisional period scadrà alla fine del 2026. Dalle analisi sin ora svolte non si attendono effetti .
14 Scenario macroeconomico di riferimento 1. Contesto geopolitico e macroeconomico di riferimento Il primo semestre 2026 si è aperto in un quadro di tensioni geopolitiche persistenti, dopo un 2025 in cui l’economia globale aveva mostrato una capacità di tenuta superiore alle attese. Il PIL mondiale è cresciuto del 3,3%, mezzo punto oltre le previsioni formulate un anno prima, nonostante conflitti, tensioni commerciali e riconfigurazione delle catene globali di fornitura. La crescita è stata sostenuta dal dinamismo dei settori legati all’intelligenza artificiale, in particolare dalla costruzione di data center, e da un commercio internazionale più vivace del previsto, cresciuto del 4% nel 2025. Nel corso del primo semestre 2026, questa relativa stabilità è stata messa alla prova da uno shock energetico di origine geopolitica. Il conflitto russo -
ucraino ha continuato a rappresentare un fattore di incertezza strutturale per l’economia europea, mantenendo elevata la volatilità dei prezzi del gas naturale e incidendo sui costi energetici industriali, in particolare per i comparti manifatturieri più esposti ai mercati orientali. L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha rappresentato il principale shock esogeno del semestre. Il Brent è passato da circa 63 dollari al barile a dicembre 2025 a un picco di 127 dollari a fine marzo 2026; il successivo rientro ve rso 92 -97 dollari tra maggio e giugno non segnala una normalizzazione definitiva, ma una fase di premio al rischio ancora elevato, legata alla fragilità della tregua e alla permanenza del rischio di interruzione o restrizione dei traffici nello Stretto di Hormuz. Le ipotesi di scenario collocano il Brent medio 2026 a 96,9 dollari al barile, contro 69,1 nel 2025. Lo shock si è trasmesso rapidamente all’inflazione: l’IPCA Italia è atteso al 3,1% in media nel 2026, dall’1,6% del 2025, con la componente energetica come principale driver .3 Le tensioni nel Mar Rosso e nel Golfo Persico hanno continuato a incidere sulle catene di fornitura globali, rendendo il rischio logistico ed energetico una variabile ancora aperta alla chiusura del semestre.
Le deviazioni delle rotte Asia-Europa attorno all’Africa hanno aumentato tempi e costi di trasporto, alimentando pressioni sui prezzi dei beni importati e riducendo la competitività dell’export europeo verso l’Asia. Per le imprese italiane dell’export mani fatturiero e per quelle dipendenti da componentistica asiatica, in particolare automotive ed elettronica, tali perturbazioni hanno rappresentato un aggravio operativo rilevante. Anche le politiche commerciali statunitensi hanno alimentato l’instabilità. L’aumento dei budget militari può aprire un nuovo ciclo di investimento pubblico con ricadute industriali nel medio termine, ma comporta anche tensioni sui conti pubblici e sui criteri ESG. A ciò si aggiungono i rischi di guerra ibrida, con sabotaggi a infrastrutture critiche, interferenze elettorali, violazioni dello spazio aereo e campagne di
3 Fonti: Panetta, F. (2026a). Commercio e finanza in un mondo frammentato . Banca d’Italia ; Banca d’Italia.
(2026b). Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana . Banca d’Italia ; Aguilar, P., Boeckelmann, L., & Kornprobst, A. (2026). Beyond energy prices: The ripple effects of Gulf supply disruptions [ECB Blog]. European Central Bank ; Federal Reserve Bank of St. Louis. (2026a). Crude Oil Prices: Brent - Europe (DCOILBRENTEU) .
FRED economic data series.
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15 disinformazione, che aumentano la vulnerabilità delle economie europee e dei sistemi informativi delle istituzioni finanziarie4.
2. Digitalizzazione e innovazione tecnologica Il primo semestre 2026 ha confermato che il ciclo di investimento nell’intelligenza artificiale, e in particolare nelle infrastrutture AI — data center, chip, cloud e super -cloud — rappresenta uno dei principali motori della crescita tecnologica globale. Gli Stati Uniti beneficiano con maggiore intensità di questa spinta, mentre l’Europa, pur avendo registrato un miglioramento degli investimenti in beni intangibili, continua a mostrare un divario rispetto agli USA nell’ecosistema AI. La concentrazione dello stack tecnologico — semiconduttori avanzati, cloud hyperscaler , modelli fondazionali e piattaforme di sviluppo — in capo a operatori prevalentemente statunitensi introduce un rischio di dipendenza strategica per banche e imprese europee.
Nel primo semestre 2026 tale dipendenza si è tradotta in una soggezione tecnolog ica più marcata: i controlli statunitensi sull’esportazione dei modelli di frontiera hanno mantenuto l’accesso ai modelli AI più avanzati subordinato ad autorizzazioni e limitazioni di origine americana, con aperture parziali riservate a un numero ristrett o di operatori selezionati. Nel settore bancario europeo, l’adozione di modelli di AI generativa e predittiva ha registrato un’accelerazione: le principali applicazioni riguardano credit scoring, valutazione del merito creditizio, rilevazione delle frodi, customer service, onboarding digitale, compliance automatizzata, monitoraggio AML/CTF, risk management e stress testing. L’intelligenza artificiale è ormai una leva trasversale di efficientamento operativo, controllo dei rischi e personalizzazione dei servizi. La traiettoria di inves timento presenta tuttavia un rischio economico specifico: i costi di infrastruttura, licenze, energia, cybersecurity, integrazione nei sistemi legacy e presidio regolamentare possono anticipare di molto i ritorni produttivi, soprattutto per intermediari di dimensione media e per PMI clienti. A ciò si aggiunge la pressione competitiva di soluzioni AI cinesi a basso costo, che possono comprimere i prezzi dei servizi digitali e modificare le ipotesi di ritorno degli investimenti effettuati su infrastrutture pi ù onerose. Accanto all’AI, restano rilevanti cloud computing, blockchain e infrastrutture digitali distribuite. Il cloud consente maggiore scalabilità dei servizi, ma accresce la dipendenza da pochi fornitori globali. La blockchain continua a trovare appli cazioni potenziali nei pagamenti, nella tokenizzazione di asset, nella tracciabilità documentale e nei mercati finanziari digitali, pur in un quadro ancora condizionato da incertezza regolamentare e da esigenze di interoperabilità. Le PMI italiane mostrano ancora un tasso di adozione digitale inferiore alla media europea5.
4 Fonti: Panetta, F. (2026a). Commercio e finanza in un mondo frammentato . Banca d’Italia ; SACE. (2026). Previsioni export . SACE ; Confindustria Verona, & APPIA. (2026). EconomicaMente n. 3: L’export italiano regge alle tensioni globali ; Confindustria Verona ; The European House –Ambrosetti. (2026). Come rendere ancora più attrattiva l’Italia per le multinazionali . The European House –Ambrosetti.
5 Fonti: Panetta, F. (2026a). Commercio e finanza in un mondo frammentato . Banca d’Italia ; Panetta, F. (2026b). La finanza per l’innovazione e l’intelligenza artificiale come leve per lo sviluppo . Banca d’Italia ; Prometeia.
16 3. Cybersecurity, anti -financial crime e protezione dati Nel primo semestre 2026 il rischio informatico e operativo è rimasto tra le principali aree di attenzione per il sistema bancario europeo. La frequenza e la sofisticazione degli attacchi informatici alle istituzioni finanziarie dell’area euro sono aumentat e, con tecniche sempre più avanzate e crescente ricorso a strumenti di intelligenza artificiale da parte degli attori malevoli. Tre dinamiche hanno ampliato l’esposizione del settore finanziario. La prima è la geopoliticizzazione del cyber risk, con aumento del rischio di attacchi sponsorizzati da stati contro infrastrutture finanziarie critiche. La seconda riguarda le frodi abilitate dall’intelligenza artificiale, con diffusione di deepfake vocali e video nei processi di autentic azione e autorizzazione. La terza è rappresentata dai rischi della supply chain tecnologica, legati alla dipendenza da pochi grandi fornitori cloud e da piattaforme software di terze parti. Il tema anti -financial crime assume crescente centralità in un contesto in cui frodi digitali, riciclaggio, finanziamento del terrorismo, truffe su pagamenti istantanei, cripto -
attività e identità sintetiche tendono a convergere. I canali di pagamento digitale — bonifici, pagam enti contactless, e -commerce e pagamenti istantanei — restano il principale vettore di frode nel sistema bancario al dettaglio. I pagamenti istantanei pongono sfide specifiche per i sistemi antifrode, poiché le transazioni diventano irrevocabili una volta eseguite. Il Regolamento UE 2024/886 sui bonifici istantanei introduce l’obbligo di verifica della corrispondenza tra IBAN e nome del beneficiario ( Verification of Payee ), come presidio antifrode che agisce prima dell’esecuzione dell’ordine. Il Regolamento DORA ha segnato un cambio di paradigma nella gestione della resilienza operativa digitale. Nel primo semestre 2026, le banche sono nel pieno della fase di applicazione operativa, con i primi cicli di ispezione da parte delle autorità competenti e la designazione dei fornitori critici di servizi ICT terzi (CTPP) da parte delle Autorità di Vigilanza Europee. I principali obblighi riguardano framework integrato di gestione del rischio ICT, test periodici di resilienza, notifica degli incidenti significativi, mappatura e monitoraggio dei fornitori ICT terzi. Il GDPR continua a generare obblighi operativi rilevanti per il sistema bancario, soprattutto nel bilanciamento tra pre venzione delle frodi, AML e tutela dei dati personali. L’analisi dei comportamenti transazionali dei clienti richiede trattamenti su larga scala che devono rispettare trasparenza, limitazione del trattamento e diritti degli interessati. I sistemi AI utilizzati per concessione del credito, antifrode o valutazione del rischio devono essere coerenti sia con i requisiti GDPR sia con quelli dell’AI Act6.
(2026b). Banking Regulation Update . Prometeia ; Confindustria Verona, & APPIA. (2026). EconomicaMente n. 3:
L’export italiano regge alle tensioni globali . Confindustria Verona ; Banca d’Italia. (2025b). Indagine Fintech sugli intermediari bancari e finanziari . Banca d’Italia; Global Entrepreneurship Monitor. (2026). GEM 2025/2026 Global Report: From Uncertainty to Opportunity . Global Entrepreneurship Monitor; Camera dei Deputati. (2026). Indicatori economici e finanziari (No. 193). Camera dei Deputati, Servizio Studi – Dipartimento Bilancio.
6 Fonti: Central Bank.Adrian, T., Gaidosch, T., Moretti, M., Qureshi, M., & Ravikumar, R. (2026). Artificial Intelligence and Cybersecurity in the Financial Sector [IMF Notes]. International Monetary Fund ; European Banking Authority, European Securities and Markets Authority, & European Insurance and Occupational Pensions Authority.
(2025) ; Consumer factsheets on crypto -assets and AI -related fraud . European Supervisory Authorities ; Banca d’Italia.
(2025a). Il rischio di frode sulle carte di pagamento . Banca d’Italia ; Prometeia. (2026b). Banking Regulation Update .
Prometeia ; Laviola, A. (2026). La nuova architettura della supervisione europea e il contributo della Banca d’Italia .
Banca d’Italia.
17 4. Regolamentazione, compliance e fiscalità Il primo semestre 2026 è stato caratterizzato da un’intensa attività normativa europea e nazionale, con misure rilevanti per operatività bancaria, requisiti patrimoniali, regole di condotta verso la clientela e assetto di vigilanza dei mercati finanziari. Il pacchetto bancario europeo CRR3/CRD6, che recepisce Basilea IV nell’ordinamento europeo e applicabile dal 1° gennaio 2025 con progressivo phase -in, ha avviato una fase di gestione degli impatti sui requisiti patrimoniali. Con l’entrata in vigore delle nuove regole sul rischio di mercato (FRTB) dal 1° gennaio 2026, le banche sono impegnate nel secondo anno di applicazione operativa e nel primo monitoraggio strutturato degli impatti reali sui coefficienti patrimoniali (CET1). Tra le principali novità figurano output floor , revisione dell’approccio standard al rischio di credito, approccio standard unico per il rischio operativo e revisione FRTB. Le banche con portafogli retail e PMI beneficiano in parte degli aggiustamenti favorevoli della CRR3, ma restano esposte agli eff etti dell’output floor . La vigilanza europea ha avviato iniziative di rilievo, tra cui raccomandazioni di semplificazione normativa, un esercizio di stress test tematico sul rischio geopolitico rivolto alle principali banche significative e procedure accelerate per alcune appro vazioni supervisive . L’esercizio valuta la resilienza delle banche di fronte a scenari geopolitici severi, inclusi conflitti armati, embargo, attacchi cyber su larga scala e frammentazione finanziaria. Alla fine del 2025 è stato raggiunto l’accordo politico sulla Retail Inve stment Strategy, che modifica MiFID II, IDD, UCITS, AIFMD e Solvency II. L’accordo rafforza trasparenza sui costi, rendicontazione delle performance, regime degli incentivi e obblighi di appropriatezza e adeguatezza. Nel primo semestre 2026 il settore sta analizzando i testi consolidati in vista del recepimento formale, con effetti rilevanti sulle reti bancarie di distribuzione e sul collocamento di prodotti di risparmio gestito. Nel semestre la Commissione Europea ha presentato il pacchetto sul Market Inte gration, volto a rimuovere le barriere residue nel mercato unico dei capitali e a canalizzare il risparmio privato verso investimenti produttivi. Il pacchetto prevede un ampliamento della supervisione diretta ESMA su infrastrutture di mercato e cripto -attività, oltre alla semplificazione del regime dei prospetti per facilitare l’accesso al mercato dei capitali, in particolare per le PMI. La CSRD ha esteso progressivamente gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità. Per le banche, la CSRD si sovrappone ai requisiti ESG già previsti da Pillar 3, Tassonomia UE e SFDR. Il principio cardine è la doppia materialità (double materiality ), che considera sia gli impatti dei fattori ambientali e sociali sulla banca (materialità finanziaria), sia gli impatti della banca su ambiente e società (materialità di impatto). Sul piano della fiscalità bancaria, il contesto europeo resta non armonizza to, con differenze significative tra Paesi nelle imposte sui redditi bancari e nei contributi straordinari. Dopo il dibattito sugli extra -profitti del 2023 -2024, l’Italia ha adottato nel 2025 -2026 un approccio più stabile. Restano tuttavia aree di incertez za legate al
18 possibile riallineamento tra norme fiscali e nuovi standard IFRS e alla progressiva introduzione della Global Minimum Tax7.
5. Cambiamenti climatici e sostenibilità Il primo semestre 2026 ha riportato al centro dell’agenda europea il tema della dipendenza energetica dai combustibili fossili. L’impennata del Brent ha evidenziato la vulnerabilità strutturale dell’economia europea, e italiana in particolare, di fronte a perturbazioni nell’approvvigionamento di petrolio e gas dall’estero. In questa fase il Brent resta il benchmark più rappresentativo dello shock, perché incorpora direttamente il rischio geopolitico sul Golfo Persico e su Hormuz. La crisi ha avuto un effett o acceleratore sulle politiche energetiche europee, rafforzando la determinazione a ridurre le dipendenze critiche e aumentando l’urgenza degli investimenti in rinnovabili, risparmio energetico ed efficienza dei processi industriali. Il quadro RePowerEU ha ricevuto nuovo impulso, con revisione al rialzo degli obiettivi di capacità installata e accelerazione delle autorizzazioni per nuovi impianti. Per il sistema bancario, questo contesto rappresenta sia un’opportunità sia una sfida. Da un lato cresce la domanda di finanziamenti green per efficienza energetica, fotovoltaico, agrivoltaico, mobilità elettrica, accumulo energetico e retrofitting industriale. Dall’altro aumenta la necessità di gestire il rischio di transizione nei portafogli esposti a settori carbon -intensive, che potrebbero subire una svalutazione accelerata degli asset. L’integrazione dei fattori ESG nelle strategie aziendali è ormai parte della pianificazione industriale e del sistema di controllo dei rischi. Uno degli sviluppi più rilevanti del semestre è l’emergere di una tensione tra criteri ESG tradizionali e aumento della spesa militare europea. I framework ESG più restrittivi tendono a escludere difesa e armamenti, mentre le nuove esigenze di sicurezza ri chiedono finanziamenti rilevanti, anche attraverso il sistema bancario. Le istituzioni europee stanno attivamente promuovendo una ridefinizione del concetto di sostenibilità sociale che includa la sicurezza nazionale come prerequisito di stabilità democrat ica. Il tema è ancora in evoluzione normativa e non ha ancora trovato una soluzione definitiva nella Tassonomia UE8.
7 Fonti: Prometeia. (2026b). Banking Regulation Update . Prometei a; European Central Bank. (2026b). Financial Stability Review . European Central Bank ; European Securities and Markets Authority. (2025) ; Guidelines on funds’ names using ESG or sustainability -related terms ; European Securities; Markets Authority.
8 Fonti: Banca d’Italia. (2026b). Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana . Banca d’Italia ; Aguilar, P., Boeckelmann, L., & Kornprobst, A. (2026). Beyond energy prices: The ripple effects of Gulf supply disruptions [ECB Blog]. European Central Bank ; Banca d’Italia. (2026c). Rapporto sulla stabilità finanziaria . Banca d’Italia ;
European Securities and Markets Authority. (2025) ; Guidelines on funds’ names using ESG or sustainability -related terms . European Securities; Markets Authority ; Prometeia. (2026b). Banking Regulation Update . Prometeia ;
European Insurance and Occupational Pensions Authority. (2025) ; PROTECT: Natural Catastrophe Risk Scoring Tool .
EIOPA.
19 6. L’economia europea e italiana Il primo semestre 2026 è stato contrassegnato da uno shock energetico significativo che ha ridotto le prospettive di crescita e accelerato l’inflazione rispetto agli scenari formulati a fine 2025. L’economia dell’area euro ha mostrato nel semestre un profilo di espansione moderata, con dinamiche divergenti tra Paesi. Il quadro è stato condiz ionato dal rincaro delle materie prime energetiche, all’incertezza geopolitica e dal peggioramento delle condizioni di accesso al credito. Le indagini sul credito bancario indicano un progressivo irrigidimento delle condizioni creditizie nell’area euro. Gli standard per i prestiti alle imprese hanno registrato un inasprimento netto di 10 punti percentuali, il livello più elevato dal terzo trimestre 2023. La domanda di credito delle imprese è risultata in calo del 2%, contro attese di espansione, per effetto del rinvio degli investimenti e dell’incertezza geopolitica ed energetica. Anche il credito al consumo ha mostrato un deterioramento, con standard più restrittivi e domanda in diminuzione. Il peggioramento dell’accesso al funding delle banche — debito, me rcato monetario e cartolarizzazioni — ha raggiunto il livello più critico dal primo trimestre 2023. Il PIL italiano è atteso in crescita dello 0,5% nel 2026, in decelerazione rispetto al +0,7% del 2025. La revisione al ribasso rispetto alle attese di fine 2025 riflette soprattutto il rincaro energetico e il deterioramento del contesto internazionale. L’inflazione, misurata dall’IPCA, è stimata al 3,1% nella media del 2026, dall’1,6% del 2025. L’aumento riflette principalmente il rincaro dei prodotti energet ici connesso alla crisi mediorientale, mentre l’inflazione di fondo rimarrebbe intorno al 2%. L’occupazione ha continuato a espandersi, pur rallentando rispetto al biennio precedente. Il tasso di disoccupazione è stimato al 5,4% nel 2026, dal 6,1% del 202 5. Il calo riflette in parte dinamiche di minore partecipazione al mercato del lavoro e fattori demografici, piuttosto che un miglioramento ciclico dell’economia, ed è coerente con la decelerazione dell’occupazione in un contesto di quasi -stagnazione9.
7. I mercati finanziari L’impennata del petrolio ha inciso su volatilità, condizioni di accesso al credito e aspettative di politica monetaria. Il semestre si è chiuso con una svolta inattesa nella politica monetaria europea. Dopo il ciclo di tagli che tra giugno 2024 e giugno 20 25 aveva portato il Deposit Facility Rate dal 3,75% al 2,00%, la BCE ha deliberato un rialzo di 25 punti base nel giugno 2026, riportando il DFR al 2,25%. Le aspettative di mercato, sintetizzate nell’Euribor a 3 mesi, indicano per il 2026 un valore medio annuo del 2,4%, con profilo crescente nel biennio 2027 -2028 in funzione della traiettoria attesa della politica monetaria. Anche i rendimenti dei Treasury americani sono aumentati nel semestre, riflettendo la revisione al rialzo delle aspettative sulla
9 Fonti: European Central Bank. (2026d). The euro area bank lending survey: First quarter of 2026 . European Central Bank. ; Banca d’Italia. (2026b). Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana . Banca d’Italia ; Istituto nazionale di statistica. (2025b). Le prospettive per l’economia italiana nel 2025 -2026 . ISTAT; European Central Bank.
(2026a). Economic Bulletin, Issue 4/2026 . European Central Bank; Istituto nazionale di statistica. (2026). Occupati e disoccupati . ISTAT ; Camera dei Deputati. (2026). Indicatori economici e finanziari (No. 193). Camera dei Deputati, Servizio Studi – Dipartimento Bilancio.
20 politica monetaria statunitense e le pressioni inflazionistiche globali. Il cambio EUR/USD ha mostrato una notevole stabilità nel semestre, oscillando attorno a 1,16 -1,18. La tenuta dell’euro è riconducibile alla vulnerabilità condivisa delle economie ava nzate allo shock energetico, al rialzo BCE di giugno e alla percezione di un dollaro indebolito dall’incertezza commerciale, fiscale e istituzionale. Nel complesso, il primo semestre 2026 si caratterizza per uno shock energetico dominante, un’inversione de l ciclo BCE, una volatilità intensa ma intermittente, spread creditizi normalizzati verso fine semestre e condizioni bancarie meno favorevoli10.
8. Il sistema bancario Il sistema bancario europeo ha affrontato il primo semestre 2026 partendo da una posizione solida. Redditività e patrimonializzazione si sono mantenute su livelli elevati nel periodo di riferimento più recente. Nel sistema bancario italiano, l’incidenza de i crediti deteriorati si è mantenuta contenuta. L’NPL ratio netto si è attestato all’1,5%, stabile rispetto al semestre precedente. Per i gruppi bancari significativi italiani, il rapporto è sceso all’1,1%, in linea con la media dei peer europei sottoposti alla supervisione diretta della BCE. Il ricorso delle imprese ai prestiti assistiti da garanzia pubblica ha continuato a ridursi, attestandosi al 24,2% del totale dei finanziamenti alle imprese, dal picco del 32,8% registrato nel 2021. Permangono tuttavia segnali di peggioramento della capacità di rimborso del debito da parte delle imprese, soprattutto nel settore delle costruzioni e, in misura minore, nell’industria. Il rincaro del petrolio rafforza questo rischio:
rialzi significativi e persistenti del B rent tendono a comprimere i margini delle imprese, a ridurre la capacità di servizio del debito e ad aumentare la probabilità di peggioramento del merito creditizio. Il rischio non è uniforme, ma selettivo: pesa maggiormente su PMI, manifattura energivora e imprese con minore capacità di trasferire i costi sui prezzi finali. Le indagini sul credito bancario evidenziano un quadro differenziato. Per le imprese, gli standard creditizi nell’area euro hanno registrato un inasprimento netto di 10 punti percentuali. In Italia, invece, gli standard per le imprese sono rimasti invariati, ma la domanda di prestiti ha segnato un calo molto marcato, pari al 27%. Per le famiglie, gli standard sui mutui sono rimasti sostanzialmente invariati in Italia. La domanda di credito al consumo ha invece mostrato una dinamica positiva, con un aumento del 15%, in controtendenza rispetto alle altre grandi economie dell’area euro. In questo quadro, le evidenze sulle indagini creditizie confermano che gli shock di credi to non si distribuiscono in modo uniforme sul territorio, ma tendono a colpire con intensità diversa aree e settori. I principali rischi per il sistema bancario riguardano rischio tassi nel banking book, qualità del credito, funding, dazi USA, rischio
10 Fonti: European Central Bank. (2026c). Monetary policy decisions . European Central Bank; Banca d’Italia.
(2026b). Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana . Banca d’Italia; Aguilar, P., Boeckelmann, L., & Kornprobst, A. (2026). Beyond energy prices: The ripple effects of Gulf supply disruptions [ECB Blog]. European Central Bank ; Federal Reserve Bank of St. Louis. (2026a). Crude Oil Prices: Brent - Europe (DCOILBRENTEU) .
FRED economic data series ; Federal Reserve Bank of St. Louis. (2026b). Financial market data series used for 2026H1 market indicators . FRED economic data series.
21 cibernetico, criptoattività e crescita dell’intermediazione finanziaria non bancaria (NBFI). Quest’ultima rappresenta una sfida competitiva per il sistema bancario tradizionale, poiché fondi di private credit e intermediari non bancari stanno sottraendo qu ote nei finanziamenti alle imprese medio -grandi, operando con minori vincoli regolamentari11.
9. Internazionalizzazione e tendenze geopolitiche Nel 2026 è atteso un rallentamento dell’export: le esportazioni italiane di beni e servizi sono previste +0,9%, dal +1,4% del 2025, in un contesto di domanda estera più debole e ricomposizione dei flussi commerciali globali. Le importazioni cresceranno invece del 2,8%, trainate in misura rilevante dai maggiori costi energetici, che ne sostengono il valore nomi nale anche in presenza di volumi deboli. L’introduzione di barriere tariffarie da parte degli Stati Uniti ha prodotto nel 2025 un riposizionamento geografico dell’export italiano. L’impatto è stato selettivo: macchinari, vino e alimentari di fascia media r isultano tra i comparti più esposti, mentre prodotti di lusso e beni ad alta specificità hanno mostrato maggiore resilienza. Le imprese italiane hanno reagito orientando parte dei flussi verso l’Europa e verso mercati emergenti come India, Africa subsahari ana e Sud -Est asiatico. Le strategie di nearshoring e friendshoring — riorientamento delle catene produttive verso Paesi geograficamente e politicamente vicini — stanno ridisegnando la geografia dell’export manifatturiero italiano. Resta tuttavia una fragilità strutturale: il 44% delle imprese italiane esportatrici opera in un solo mercato, con elevata esposizione agli shock su singoli Paesi o aree geografiche. Le perturbazioni alle rotte nel Mar Rosso hanno prodotto nel semestre effetti concreti sulle filiere italiane dipendenti da forniture asiatiche, con allungamento d ei tempi di consegna, aumento dei costi di nolo marittimo e maggiore volatilità nella gestione delle scorte. In un contesto di frammentazione commerciale globale, il Mediterraneo allargato — Nord Africa, Golfo Persico, Balcani e Turchia — rappresenta per l ’Italia un’area di prossimità con potenziale di crescita nei flussi di export e investimento. Il Piano Mattei per l’Africa, le iniziative euromediterranee e gli investimenti infrastrutturali nel corridoio meridionale dell’energia aprono prospettive di acco mpagnamento finanziario per le imprese italiane12.
11 Fonti: Banca d’Italia. (2026c). Rapporto sulla stabilità finanziaria . Banca d’Italia ; European Central Bank.
(2026d). The euro area bank lending survey: First quarter of 2026 . European Central Bank ; European Central Bank.
(2026b). Financial Stability Review . European Central Bank ; Associazione Bancaria Italiana. (2026). AFO Rapporto di previsione . ABI; Banks Stand to Lose From Private Credit. (2026). The Wall Street Journal ; Prometeia. (2026a). Analisi dei bilanci bancari . Prometeia; Scope Ratings. (2026). Italian Bank Quarterly . Scope ;
Ratings. https://www.scoperatings.com/search/research.html?text=Italian \%20Bank \%20Quarterly
12 Fonti: SACE. (2026). Previsioni export . SACE ; Banca d’Italia. (2026b). Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana . Banca d’Italia ; Panetta, F. (2026a). Commercio e finanza in un mondo frammentato . Banca d’Italia ;
Confindustria Verona, & APPIA. (2026). EconomicaMente n. 3: L’export italiano regge alle tensioni globali .
Confindustria Verona ; Banca d’Italia. (2026a). Economie regionali: L’economia della Puglia . Banca d’Italia ;
The European House –Ambrosetti. (2026). Come rendere ancora più attrattiva l’Italia per le multinazionali . The European House –Ambrosetti.
22 10. I principali interventi normativi Si segnalano di seguito i principali interventi normativi, emanati nel corso del primo semestre 2026, con impatti sul settore bancario.
• Legge n. 199 del 30 dicembre 2025 recante il “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e il Bilancio pluriennale per il triennio 2026 -2028” (c.d. “Legge di Bilancio 2026”) che, tra l’altro, a) ha rifinanziato la misura “Nuova Sabatini ” di sostegno agli investimenti (acquisto o acquisizione in leasing) in beni strumentali da parte di micro, piccole e medie imprese; b) ha prorogato la misura della sospensione fino al 31 dicembre 2026 per il “Sisma Centro Italia”; c) ha riallocato risor se finanziarie per la “Garanzia del Fondo per le PMI”; d) è intervenuta sulla cd. “Garanzia Archimede” di SACE prevedendo che – a decorrere dal 1° gennaio 2026 – ferma restando la percentuale massima di copertura pari al 70%, la misura percentuale della co pertura della garanzia è determinata da SACE secondo livelli proporzionalmente crescenti in funzione del grado di addizionalità dell’intervento, premiando quindi progetti che generano impatti positivi e “aggiuntivi” sul sistema economico; e) ha rafforzato gli obblighi di monitoraggio e comunicazione al MEF da parte dei Gestori delle garanzie pubbliche. Numerose, inoltre, le misure di matrice fiscale tra cui: la revisione della disciplina dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e la revisione dell’im posta sostitutiva al 5 per cento per i lavoratori dipendenti privati, sugli incrementi retributivi corrisposti in attuazione dei contratti collettivi degli anni 2024, 2025 e 2026; l’incremento da 8 a 10 euro del valore monetario non imponibile dei “buoni p asto” elettronici; il raddoppio delle aliquote dell’imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin tax); la modifica alla tassazione delle plusvalenze nell’ambito della disciplina del reddito di impresa, al regime della deducibilità delle svalutazioni su cre diti verso la clientela per perdite attese e alla disciplina del contributo straordinario sui margini di interesse (extraprofitti) delle banche; l’aumento di 2 punti percentuali dell’aliquota IRAP per banche e assicurazioni e la sospensione della deduzi one dei componenti negativi connessi alle DTA nonché, la modifica alla disciplina fiscale degli emolumenti variabili erogati ai manager del settore finanziario e, da ultimo, la previsione dell’esenzione dall’imposta di bollo su alcuni contratti di credit o.
• Decreto Legge n. 200 del 31 dicembre 2025 recante ”Disposizioni urgenti in materia di termini normativi” (c.d. “Decreto Milleproroghe”, convertito dalla Legge 27 febbraio 2026, n. 26) che, tra l’altro, ha: a) disposto la proroga al 30 settembre 2026 delle norme emergenziali previste in epoca Covid sullo svolgimento delle assemblee di società ed enti introdotte al fine di facilitare lo svolgimento delle assemblee delle società; b) prorogato fino al 31 marzo 2026 il termine per la sottoscrizione della polizz a assicurativa contro eventi catastrofali per le micro e piccole imprese che esercitano attività di somministrazione di alimenti e bevande e le micro e piccole imprese turistico -
ricettive; c) prorogato al 31 dicembre 2026 le modalità operative del Fondo pr eviste all’art. 15 -bis,
23 comma 1, del Decreto -legge n. 145 del 18 ottobre 2023, recante “Misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”, convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 dicembre 2023 , n. 191;
• Decreto 17 novembre 2025 di riforma della disciplina dell’operatività del “Fondo per il credito ai giovani” di cui all'art. 15, comma 6, D.L. 2 luglio 2007, n. 81 e che definisce sia le nuove regole per i “prestiti d'onore” agli studenti meritevoli, sia i requisiti e le modalità di presentazione della domanda per accedere ai medesimi prestiti. Esso, in particolare, rafforza e aggiorna la disciplina del Fondo credito per i giovani, istituito nel 2010, tutelando le garanzie già concesse e recependo le modific he introdotte dal Governo con decreto -legge n. 71 del 2024;
• Decreto Legislativo 31 dicembre 2025, n. 209, di attuazione della Direttiva (UE) 2023/2673, per quanto riguarda i contratti di servizi finanziari conclusi a distanza che ha modificato il Codice del Consumo, il Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (TUB) ed il Codice delle Assicurazioni Private (CAP) in un’ottica di maggior tutela, trasparenza e chiarezza nei confronti dei consumatori nei contratti finanziari commercializzati a distanza. Più nel dettaglio, le modifiche concernono la discip lina del recesso nei contratti conclusi a distanza e nei contratti negoziati fuori dei locali commerciali; con specifico riferimento ai contratti a distanza conclusi mediante un’interfaccia online, introducono la possibilità per il consumatore di recedere dal contratto mediante l’utilizzo della funzione di recesso, ossia con l’invio di una dichiarazione di recesso online;
aggiornano le informazioni che il professionista è tenuto a fornire al consumatore in materia di recesso, in maniera chiara e comprensi bile, prima che questi sia vincolato da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali o da una corrispondente offerta; introducono – in particolare
- una apposita Sezione II -bis “Commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai co nsumatori” nel Codice di consumo che disciplina gli obblighi di informazione relativi ai contratti finanziari conclusi a distanza; impone al professionista l’onere della prova circa l’adempimento degli obblighi informativi previsti; sancisce che il diritt o di recesso da contratti finanziari a distanza può essere esercitato senza penali e senza indicazioni del motivo entro 14 giorni, estesi a 30 giorni per i contratti relativi a forme pensionistiche complementari; dispone circa i chiarimenti adeguati che de vono essere forniti al consumatore prima del perfezionamento del contratto; da ultimo, dispone circa le forme di protezione supplementare relativa alle interfacce online onde evitare che le medesime possano indurre in errore o manipolare i consumatori ovve ro distorcere o compromettere la loro capacità di prendere decisioni libere e informate;
• Decreto Legislativo 31 dicembre 2025, n. 212, di recepimento della Direttiva (UE) 2023/2225 (CCD 2), relativa ai contratti di credito ai consumatori e che ha modificato, tra gli altri, il TUB e il CAP incidendo essenzialmente sulla disciplina del rapporto precontrattuale e contrattuale fra
24 consumatore e intermediario del credito, ampliando l’ambito di applicazione della disciplina stessa, sia dal punto di vista oggettivo (ad alcune dilazioni di pagamento) che soggettivo (come i distributori del credito a titolo accessorio, nell’ambito di una prestazione svolta nell’attività commerciale o professionale). Le disposizioni del Decreto sono entrate in vigore il 10 gennaio 2026 sebbene sia previsto che un termine per l’adeguamento al 20 novembre 2026, ovvero, se successivo, entro il termine di nova nta giorni dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione della Banca d'Italia, non ancora emanate;
• Delibera AGCM del 27 gennaio 2026 con cui è stato approvato il nuovo Regolamento attuativo in materia di rating di legalità che, istituito dall’art. 5 -ter del D.L. 1/2012, rappresenta un indicatore premiale del rispetto di elevati standard di legalità da p arte delle imprese che ne facciano domanda all’AGCM, ed è volto a promuovere l‘introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali e incentivare, premiandole, le imprese che si distinguono nel rispetto della legge e nel perseguimento di obiettivi di legalità e di trasparenza. L’Autorità di riferimento ha ritenuto necessario apportare con la citata Delibera, talune modifiche alla luce della prassi applicativa e dell'evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali, nonché per esigenze di sistematizzazi one e aggiornamento normativo del dettato regolamentare;
• Decreto interministeriale 21 gennaio 2026, attuativo dell’art. 1, commi 451 –454, della legge n.
207/2024 (Legge di bilancio 2025), che disciplina i criteri di calcolo e le modalità di versamento del premio aggiuntivo dovuto dai soggetti finanziatori per le operazioni assistite dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI. Il premio aggiuntivo si applica alle garanzie richieste e ottenute ed è dovuto in aggiunta alla commissione ordinaria;
• Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che introduce – con decorrenza 27 settembre 2026 -
diverse modifiche al Codice del Consumo, con l’obiettivo di rafforzare il contrasto al fenomeno del cosiddetto greenwashing. Tra le principali novità rientrano l’inserimento, nell’ambito delle pratiche commerciali ingannevoli, delle asserzioni ambientali generiche, non fondate o non adeguatamente comprovate, nonché delle pratiche idonee a indurre il consumatore all’acquisto tramite informazioni fuorvianti sulle c aratteristiche ambientali, sociali o di circolarità dei prodotti;
• Direttiva (UE) 2026/470 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 febbraio 2026 riguardante alcuni obblighi relativi sia alla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD) sia al dovere di diligenza delle imprese (CSDDD) ai fini della sostenibilit à (c.d. “Pacchetto Omnibus I”);
• Aggiornamento del 29 aprile 2026, a cura dell’EBA, degli Orientamenti in materia di clienti connessi, ai sensi dell’art. 4, par. 1, punto 39 del Regolamento (UE) 2013/575 (c.d. “CRR – Capital Requirements Regulation ”), resosi necessario a seguito dell’adozione del Regolamento delegato (UE) 2024/1728 che disciplina le condizioni per l’identificazione dei gruppi di clienti connessi;
25 • Decreto ministeriale del 27 febbraio 2026 che riforma il Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura con l’obiettivo di sostenere, attraverso la concessione di garanzie statali, l’accesso al credito di imprese o famiglie in situazioni di temporanea di fficoltà finanziaria. In particolare, la riforma rinnova e rafforza uno strumento già presente sul territorio, basato sull’azione dei Confidi, delle Fondazioni e Associazioni antiusura, alle quali possono rivolgersi PMI e famiglie. Tra le diverse novità, c ’è il monitoraggio più puntuale dell’utilizzo delle risorse, anche grazie a un rinnovato sistema informativo, la valorizzazione dell’attività di Confidi, Fondazioni e Associazioni che dimostrano nel tempo una maggiore capacità di utilizzo efficace dei fond i, e la semplificazione delle regole operative, in accordo con il Fondo di garanzia per le PMI, raccolte nelle Disposizioni operative;
• Decreto legislativo 27 marzo 2026, n. 47 che attua, per i profili relativi ai mercati dei capitali e alla disciplina delle società per azioni, la delega prevista dall'art. 19 della legge 5 marzo 2024, n. 21 (c.d.
Legge Capitali). Il provvedimento si inser isce nella riforma organica del Testo unico della finanza (TUF) e di alcune disposizioni del codice civile in materia di società di capitali. La riforma mira a favorire l'accesso delle imprese al capitale di rischio, rafforzare la competitività del mercato e semplificare la disciplina degli emittenti. Tra le principali novità riguardanti la disciplina degli emittenti: a) riordino dei sistemi di amministrazione e controllo delle società per azioni; b) maggiore flessibilità nello svolgimento delle assemblee delle società quotate e di quelle le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un MTF; c) regime semplif icato per emittenti neo -quotati e PMI quotate; d) soglia unica del 30% per l'OPA obbligatoria; e) abrogazione del divieto di interlocking nei settori creditizio, assicurativo e finanziario.
Quanto ai provvedimenti adottati dalla Banca d’Italia, Consob e IVASS si segnalano i seguenti interventi:
• Nota n. 55 del 19 maggio 2026 della Banca d’Italia con la quale rende nota la propria volontà di conformarsi agli Orientamenti sui metodi di diversificazione proporzionali per le esposizioni retail (elaborati ai sensi dell’Art. 123, par. 1, del Regolamento CRR), che dunque assumono ora valore di orientamenti di vigilanza che definiscono le metriche e le soglie da utilizzare per considerare le esposizioni al dettaglio rientranti in un numero significativo di esposizioni aventi caratteristiche analoghe.
11. Il Mezzogiorno d’Italia Nel 2025 l’economia del Mezzogiorno ha registrato una crescita superiore alla media nazionale. Il PIL nelle regioni del Sud e delle Isole è aumentato dello 0,7% in termini reali, contro lo 0,5% dell’Italia. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalle costruzioni, alimentate dagli interventi del PNRR, e dalla dinamica positiva del turismo. La crescita più sostenuta non ha ridotto il divario strutturale con il Centro -Nord.Tra il 2007 e il 2023 il valore aggiunto per abitante nel Mezzogiorno si è ridotto in termini reali dell’1,9%, mentre l’Italia nel
26 complesso ha registrato un aumento del 3,2%; il divario strutturale con le regioni del Centro -Nord si è pertanto ampliato. Nel periodo 2019 -2025, l’occupazione nelle regioni meridionali è cresciuta del 7,3%, contro il 4,4% dell’Italia. Nonostante i progres si, il mercato del lavoro continua a mostrare divari profondi: tra il 2008 e il 2023, le retribuzioni medie reali per occupato dipendente nel settore privato sono diminuite del 10,5% nel Mezzogiorno e del 3,3% in Italia. L’accelerazione del PNRR ha rappres entato nel 2025 il principale impulso espansivo per le economie meridionali. Nel Mezzogiorno, nel 2024 il 10,5% delle famiglie e il 12,5% degli individui si trovavano in povertà assoluta. Nel 2025, dopo circa due anni di contrazione, i prestiti alle impres e hanno ripreso a crescere nelle principali regioni del Mezzogiorno, favoriti dalla riduzione del costo del credito seguita al ciclo di tagli BCE. Anche i prestiti alle famiglie si sono rafforzati, trainati dai mutui abitativi. La qualità del credito è rim asta complessivamente stabile. Il quadro del primo semestre 2026 presenta elementi di sostegno e fattori di rischio significativi. Da un lato, il PNRR — giunto a conclusione del ciclo di spesa al 30 giugno 2026 — ha trainato costruzioni e opere pubbliche e il turismo ha mantenuto una dinamica positiva. Dall’altro, la timida ripresa dei prestiti alle imprese osservata nel 2025 è entrata nel primo semestre 2026 in una fase di pressione: il calo della domanda di prestiti nelle indagini sul credito bancario ( -
27% in Italia) e l’inasprimento delle condizioni creditizie hanno frenato gli investimenti privati. Lo shock energetico aumenta i costi di produzione per imprese agricole e manifatturiere, i dazi USA minacciano alcune esportazioni agroalimentari meridionali e il calo demografico continua a incidere sulla forza lavoro e sulla base imponibile locale. Le energie rinnovabili rappresentano una significativa opportunità di sviluppo. Le regioni meridionali, grazie al maggiore irraggiamento solare e al potenziale eo lico, sono al centro di investimenti programmati in fotovoltaico ed eolico offshore. Nel quadro della transizione energetica europea, tali investimenti possono contribuire a ridurre la dipendenza da fonti fossili importate e a rafforzare il posizionamento industriale del Mezzogiorno. Per il 2026, in uno scenario di crescita italiana attorno allo 0,5%, le proiezioni indicano per il Mezzogiorno una variazione del PIL reale con un range compreso tra −0,3% e +0,5% a seconda dell’evoluzione dell’attività industr iale. In un contesto di shock energetico e domanda estera debole, la debolezza del ciclo industriale — più concentrato al Centro -Nord — tende a ridurre il consueto differenziale di crescita tra le due aree13.
Principali fatti e vicende che hanno caratterizzato la gestione consolidata al 30 giugno 202 6 Concluso con successo il collocamento della tranche A1 della cartolarizzazione “MCC GROUP RMBS 2025”
13 Fonti: Banca d’Italia. (2026a). Economie regionali: L’economia della Puglia . Banca d’Italia ; Banca d’Italia.
(2026b). Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana . Banca d’Italia ; European Central Bank. (2026d). The euro area bank lending survey: First quarter of 2026 . European Central Bank ; Istituto nazionale di statistica.
(2025a). Conti economici territoriali . Dataset ISTAT ; Istituto nazionale di statistica. (2025c). Rilevazione sulle forze di lavoro . Dataset e comunicati statistici ISTAT ; Istituto nazionale di statistica. (2024). Indagine sulle spese delle famiglie .
Dataset e comunicati statistici ISTAT.
27 Con riferimento all’operazione di cartolarizzazione “MCC Group RMBS Srl” avviata a fine dicembre 2025, al fine di migliorare la situazione di liquidità strutturale d i BdM , nel corso del mese del primo semestre 2026 è stato perfezionato l’iter di ottenimento del funding dall’operazione di cartolarizzazione mediante collocamento a terzi investitori dei titoli Senior di Classe A1 e A2 emessi dalla Società Veicolo. In particol are, in data 6 febbraio 2026, è stato perfezionato il collocamento del titolo Senior di Classe A1, sottoscritto da un’ampia base di investitori istituzionali europei, per un importo pari a 300 milioni di euro e a un tasso pari all’Euribor 3 mesi più spread di 70 bps, comportando un afflusso di risorse finanziarie cash, in favore d i BdM , di pari ammontare. Successivamente, in data 27 marzo 2026, è stato perfezionato il collocamento del titolo Senior di Classe A2, sottoscritto da investitori terzi, per un importo pari a 200 milioni di euro e a un tasso pari all’Euribor 3 mesi più s pread di 70 bps, comportando un afflusso di risorse finanziarie cash, in favore della Banca, di pari ammontare. Considerato il mantenimento, da parte di BdM , dell’intero valore dei titoli di Classe A3 e del titolo Junior, di fatto l’operazione non trasferisce a terzi il rischio sostanziale dei crediti sottostanti.
In base a quanto previsto dall’IFRS 9 in tema di derecognition, i crediti oggetto dell’operazion e continueranno, quindi, ad essere iscritti nella pertinente forma tecnica dell’attivo patrimoniale.
Derisking NPE
In attuazione delle previsioni di cui al Piano NPE 2024 -2027 del Gruppo MCC - che declina, tra l’altro, rilevanti azioni di derisking in arco piano -, sono state poste in essere, a partire dall’esercizio 2024, azioni di deleveraging attraverso di cessione di posizioni deteriorate classificate a sofferenza e a inadempienza probabile.
In particolare, nel corso del primo semestre 2026, si è proceduto all’effettiva cessione di posizioni/portafogli per tutte le banche del Gruppo classificati tra le “Attività non correnti e gruppi di attività in via dismissione” e valutati sulla base di offerte vincolanti ricevute da investitori interessati. La cessione non ha prodotto effetti a conto economico il valore netto dei crediti in via di dismissione era stato allineato ai prezzi di cessione.
Nel corso del secondo trimestre 2026, è stato identificato per BDM Banca un nuovo portafoglio cedibile composto da n. 1.187 NDG classificati a UTP e a sofferenza, che presentavano alla data di cut -off identificata nel 31 marzo 2026, un GBV di 22,1 milioni di euro. A seguito della ricezione delle offerte vincolanti il portafoglio è stato classificato tra le “Attività non correnti e gruppi di attività in via dismissione” e valutato sulla base dei pre zzi di cessione ricevuti per un totale di 2,8 milioni di euro.
Aggiornamento del programma EMTN È stato approvato in data 20 marzo dalla Commission de Surveillance du Secteur Financier del Lussemburgo l’aggiornamento del prospetto di base del Programma "Euro Medium Term Note" di Mediocredito Centrale.
A valere sul Programma EMTN la Banca potrà emettere strumenti finanziari di tipo senior preferred, senior
28 non preferred e subordinati rivolti a investitori istituzionali per un ammontare massimo di 2 miliardi di Euro, anche in formato di social bond, in tal caso per finanziare progetti in conformità al proprio Social Financing Framework (predisposto ai sensi d ei Social Bond Principles dell’International Capital Market Association).
Ricevute manifestazioni di interesse per BdM Banca Il 9 aprile 2026 la Controllante MCC ha ricevuto alcune manifestazioni di interesse per l’acquisto della partecipazione detenuta in BdM Banca e si è riserva ta di valutarle attentamente nell’ambito di un processo competitivo che abbia come obiettivi la tutela dei dipendenti e la crescita della banca e del territorio.
Le banche del Gruppo Mediocredito Centrale ottengono la certificazione per la Parità di Genere Il 29 aprile 2026 Mediocredito Centrale, BdM Banca e Cassa di Risparmio di Orvieto hanno ricevuto da Bureau Veritas la certificazione per la Parità di Genere Uni/PdR 125:2022.
Tutte le attività portate avanti dalle tre banche del Gruppo sono state definite, valutate e attuate secondo una precisa priorità strategica. Ogni intervento è stato quindi oggetto di un processo strutturato di rendicontazione e di valutazione quantitativa e qualitativa da parte dell’ente certificatore. Il complesso perc orso realizzato ha visto il rafforzamento di numerose iniziative gestionali aziendali, tra cui la progressiva riduzione del gender pay gap, il sostegno alla genitorialità, la promozione della formazione continua e il benessere legato al work -life balance. In tutti questi ambiti, MCC, BdM e CRO hanno conseguito risultati significativi, a conferma della capacità di tradurre le politiche ad ottate in benefici concreti per le proprie persone.
Nomina del Consiglio di Amministrazione , Amministratore Delegato e Direttore Generale Il 29 maggio 2026, l’Assemblea ordinaria dei soci di Mediocredito Centrale ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione e il Presidente, a seguito della scadenza del mandato del precedente organo amministrativo. Il nuovo Consiglio di Amministrazione, che resterà in carica per tre esercizi finanziari e, comunque, fino alla data dell’Assemblea di approvazione del bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2028, risulta
così composto:
• Gen. Dott. Giorgio Toschi, Presidente del Consiglio di Amministrazione;
• Dott. Ferruccio Ferranti, Consigliere;
• Dott.ssa Alessandra Bianchi, Consigliere;
• Dott.ssa Carmela D’Amato, Consigliere;
• Dott. Sandro Donati, Consigliere;
• Dott.ssa Valeria Giancola, Consigliere;
• Avv. Andrea Messuti, Consigliere.
29 Il 3 giugno 2026 , il Consiglio di Amministrazione di Mediocredito Centrale ha nominato il dott. Ferruccio Ferranti Amministratore Delegato e Direttore Generale.
Cassa di Risparmio di Orvieto, diviene inefficace il contratto di compravendita con Banca del Fucino In data 25 giugno 2026 è scaduto il termine per l’avveramento delle condizioni sospensive del contratto di compravendita della partecipazione azionaria detenuta da Mediocredito Centrale in Cassa di Risparmio di Orvieto, sottoscritto con Banca del Fucino in data 27 gennaio 2025 . Il contratto di compravendita , pertanto, è definitivamente privo di efficacia. Il 3 luglio 2026 , MCC ha approvato l’avvio di un nuovo processo competitivo per la vendita della partecipazione in CRO. La determinazione conferma gli obiettivi di valorizzazione della partecipazione e di creazione di valore per gli stakeholders, in un contesto di massima attenzione per le Persone e per il territorio di riferimento.
Piano ESG – attività al primo semestre 2026
Aspetti Environmental
Il Gruppo ha completato nel 2025 il percorso progettuale (Piano triennale ESG) avviato nel 2023 per rispondere alle Aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali, al fine di favorire una progressiva integrazione di tali tipologie di rischi nel le strategie aziendali, nei sistemi di governo e controllo, nel framework di risk management e nella disclosure . Nel primo semestre del 2026 sono proseguite le attività running e di messa in opera di stream già definiti e configurati nel corso del progetto triennale. Al primo semestre 2026, nell’ambito del progetto in argomento, sono stati realizzati i seguenti principali obiettivi:
• per quanto concerne lo stream Governance & Organizzazione:
o Governance: operativo il modello di governance ESG che prevede ruoli e responsabilità
dedicati;
o HR & Formazione: operativo il processo annuale di pianificazione ed erogazione della formazione ESG che coinvolge a vari livelli tutta la popolazione aziendale;
o Politiche di remunerazione: operativo il processo annuale di definizione e applicazione di obiettivi ESG sulla componente di remunerazione variabile dei manager.
• per quanto riguarda lo stream Strategia & Business :
o attivato il processo annuale di analisi di Portfolio Alignment ;
o considerati i fattori C&E nelle strategie creditizie;
o previsti obiettivi ESG nel piano industriale;
o sviluppato un catalogo prodotti ESG nell’offerta commerciale del Gruppo;
o integrati criteri ESG nelle politiche della finanza di Gruppo.
• Per quanto concerne lo stream Reporting & Disclosure :
o Predisposta rendicontazione di sostenibilità (ex CSRD) in relazione agli esercizi 2024 e 2025;
30 o Definita e rilasciata reportistica interna ESG con frequenza semestrale.
• Per quanto riguarda lo stream Risk management :
o Considerati i fattori di rischio C&E nella valutazione dei rischi materiali e nelle analisi di sensitivity e stress test ;
o Previsti indicatori C&E nel processo RAF.
• Pe quanto concerne lo stream data management :
o Implementato il data warehouse per l’archiviazione e storicizzazione dei dati ESG forniti da info provider ;
o Implementato il data mart per la visualizzazione e utilizzo dei dati ESG forniti da info provider ;
o Impostato un modello di data quality ESG dei flussi forniti da info provider.
Aspetti social
Il Gruppo continua a offrire soluzioni di finanziamento ESG, come ad esempio gli SLL - Sustainability Linked Loans , erogati sia stand alone sia tramite partecipazioni a pool/bond , che prevedono KPI legati a iniziative a impatto social . Prosegue inoltre l’erogazione di finanziamenti con finalità specifica social , oltre a una significativa erogazione di operazioni supportate dal Fondo di Garanzia.
Il Gruppo implementa nel continuo attività di sensibilizzazione del proprio front office e degli ESG specialist sulle tematiche ESG, con particolare riferimento alla componente social, utile per creare un dialogo consapevole con le proprie controparti sugli aspetti relativi alla sostenibilità .
Il Gruppo ha avviato nel 2024 una progettualità relativa alle tematiche DEI (diversità, equità ed inclusione) che ha previsto, tra le altre attività, la definizione e messa in opera di una governance DEI, un ulteriore sviluppo in senso DEI delle politiche dedicate e di quelle relative alle risorse umane, la previsione e la realizzazione di piani di formazione e comunicazione specifici, l’implementazione di un modello di gestione e monitoraggio di indi catori DEI. Al suo interno, il 29 aprile 2026 le banche del Gruppo hanno ricevuto da Bureau Veritas la certificazione per la Parità di Genere Uni/PdR 125:2022 .
Il Gruppo inoltre partecipa attivamente e nel continuo a vari tavoli di lavoro, in collaborazione con associazioni di categoria ed enti istituzionali di varia natura. Fra questi, si possono citare Social Impact Agenda , il Forum della Finanza sostenibile e Valore D, che riuniscono al tavolo esperti, operatori finanziari e istituzioni interessati a combinare sostenibilità economica e impatto ambientale, sociale e di buona governance , anche attraverso gruppi di lavoro e aggiornamenti periodici. È proseguito il programma di educazione finanziaria e sostenibilità, in collaborazione con la Fondazione per l’Educazione Finanziaria (FEduF), prevedendo una serie di incontri indirizzati agli studenti della scuola secondaria.
Aspetti Governance
31 Il Gruppo MCC, allo scopo di presidiare e gestire gli impatti e le opportunità ritenuti rilevanti in materia di cultura d’impresa e condotta delle imprese, ha adottato, tra le altre, le seguenti politiche e misure di
governance:
• un Modello Organizzativo e di Controllo ex D.lgs. 231/2001(MOG 231) per ciascuna banca del Gruppo;
• un Codice Etico di Gruppo;
• un Codice di comportamento Fornitori e Partner del Gruppo Bancario Mediocredito Centrale;
• una Policy anticorruzione;
• un Sistema interno di segnalazione delle violazioni ( Whistleblowing ).
Il Gruppo prevede soluzioni di finanziamento, come gli SLL - Sustainability Linked Loans , erogati sia stand alone sia tramite partecipazioni a pool/bond , che contemplano KPI legati a iniziative volte allo sviluppo di tematiche di governance sostenibile.
Il Gruppo sviluppa nel continuo le proprie politiche di remunerazione tramite l’integrazione progressiva di KPI ESG.
Il framework ESG di Risk management implementato garantisce adeguata considerazione dei relativi fattori di rischio nei processi di gestione del rischio da parte del Gruppo.
Il Gruppo, inoltre, sviluppa ed eroga nel continuo piani di formazione ESG, con il fine di sensibilizzare e creare maggiore consapevolezza a tutti i livelli presenti in azienda.
Infine, particolare attenzione viene dedicata costantemente agli sviluppi dei sistemi informatici, caratterizzati da adeguati livelli di sicurezza, e compliant con gli standard previsti dalla regolamentazione e dalle best practice .
Risultati del primo semestre 202 6
Risultati economici
Il Gruppo MCC ha chiuso i primi sei mesi dell’esercizio 2026 con un utile consolidato pari a 73,4 milioni di euro (55,2 milioni al 30.06.2025). In dettaglio: la Capogruppo MCC ha conseguito un utile di 20,4 milioni (17,9 milioni al 30.06.2025), BdM Banca u n utile di 46,9 milioni (24,4 milioni al 30.06.2025 ) e Cassa di Risparmio di Orvieto un utile netto di circa 4,7 milioni (circa 6,2 milioni al 30.06.2025); Artigiancassa, che prosegue la sua fase di start up, chiude il semestre con una perdita di 1,2 milioni. Il risultato aggregato delle legal entities ammonta a 70,8 milioni (48,5 milioni al 30.06.2025) a cui si aggiunge l’effetto positivo delle scritture di consolidamento per 2,6 milioni (6,7 milioni al 30.06.2025), in diminuzione per il normale processo di decalage del portafoglio crediti legato al trascorrere del tempo.
32 In data 25 giugno 2026 è divenuto inefficace il contratto di cessione a Banca del Fucino della partecipazione nel capitale sociale di Cassa di Risparmio di Orvieto detenuta da MCC. ln data 3 luglio 2026, MCC ha approvato l’avvio di un nuovo processo competitivo per la vendita della partecipazione in CRO seppur non si ritenga, allo stato, l’avvio di tale processo presentare i requisiti di probabilità previsti dall’IFRS 5 per la sua applicazio ne.
Pertanto, i costi e i ricavi, le attività e le passività riferibili a CRO sono contabilizzate nelle voci di competenza e cessano di essere rilevate tra le attività in via di dismissione. Come richiesto dal principio contabile internazionale IFRS 5, anche i dati patrimoniali ed economici comparativi sono stati riclassificati secondo la medesima logica.
CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO14 30/06/2026 30/06/2025 Variaz.
Assolute Variaz.
% dati in mln di euro Margine di interesse 157,1 167,8 -10,7 -6% di cui: interessi attivi 249,2 258,2 -9,0 -3% di cui: interessi passivi (92,1) (90,4) -1,7 2% Commissioni nette 107,6 105,5 2,1 2% Dividendi, risultato da negoziazione, copertura, cessione e riacquisto attività finanziarie 4,7 29,1 -24,4 -84% Margine di intermediazione 269,5 302,3 -32,8 -11% Spese per il personale (118,0) (111,5) -6,5 6% Altre spese amministrative (59,4) (62,3) 2,9 -5% Accantonamenti ai fondi per per rischi e oneri, oneri per transazioni (9,8) (9,9) 0,1 0% Rettifiche di valore nette su immobilizz.ni mat. e immat (9,8) (9,5) -0,3 3% Altri oneri/proventi di gestione 4,1 8,5 -4,4 -52%
COSTI OPERATIVI (193,0) (184,7) -8,3 4%
RISULTATO DI GESTIONE 76,5 117,6 -41,1 -35%
Rett. nette per rischio di credito di att. finanziarie, risultato di modif. contrattuali e di cessione investimenti (23,6) (49,0) 25,5 -52%
RRISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 53,0 68,6 -15,6 -23%
Imposte sul reddito di periodo 20,4 (13,4) 33,8 -253%
RISULTATO DI ESERCIZIO 73,4 55,2 18,2 33%
Utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte 0,0 0,0 0,0 800%
RISULTATO D’ESERCIZIO 73,4 55,2 18,2 33%
Risultato di esercizio di pertinenza di terzi 2,0 2,0 0,0 2%
RISULTATO DI ESERCIZIO DELLA CAPOGRUPPO 71,4 53,2 18,2 34%
Il margine di intermediazione
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 30/06/2026 30/06/2025 Variazioni
Assolute %
14 Dati al 31/12/2025 riclassificati per tenere conto del venir meno dell’applicazione dell’IFRS 5 per quanto riguarda le poste riferibili a CRO.
33 dati in mln di euro Margine d'interesse 157,1 167,8 -10,7 -6% di cui: Interessi attivi 249,2 258,2 -9,0 -3% di cui: Interessi passivi (92,1) (90,4) -1,7 2% Commissioni nette 107,6 105,5 2,1 2% Dividendi, risultato da negoziazione, copertura, cessione e riacquisto attività finanziarie 4,7 29,1 -24,4 -84% Totale 269,5 302,3 -32,8 -11%
Il margine di intermediazione registra:
• Il margine di interesse si attesta a 157,1 milioni ( -6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 167,8 milioni); in particolare gli interessi attivi si riducono di 9,0 milioni (249,2 milioni vs 258,2 milioni al 30 giugno 2025), nonostante un incremento del port afoglio creditizio per oltre 1,4 miliardi (11.660 milioni al 30 giugno 2026 rispetto a 10.234 milioni a giugno 2025); gli interessi passivi aumentano di 1,7 milioni (92,1 milioni al 30.06.2026 vs 90,4 milioni al 30 giugno 2025).
• commissioni nette pari a 107,6 milioni (+2% rispetto a 105,5 milioni al 30.06.2025). Con riferimento alla Capogruppo MCC si mantengono stabili le commissioni per la gestione di misure agevolative pari a 29,9 milioni (vs 30,0 milioni al 30.06.2025) con il Fondo di Garanzia a 27,6 milioni vs 28,1 milioni al 30.06.2025 (-2%), il Fondo Crescita Sostenibile a 1,5 milioni vs 1,4 milioni al 30.06.2025 (+11%) e la nuova operatività con la Regione Liguria a 0,6 milioni. Positivo, inoltre, l’andamento delle commissioni factoring (1,3 milioni vs 0,9 milioni, +55%). BdM rileva commissioni in aumento di +2,58 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025 attestandosi a 63,26 milioni di euro (60,68 milioni di euro il saldo al 30 giugno 2025). La variazione positiva è principalmente dovuta all’incremento delle commissioni r iferite alle erogazioni di prestiti e finanziamenti per +1,04 milioni di euro (9,67 milioni di euro verso 8,63 milioni di euro di giugno 2025, +12,1%), a maggiori commissioni da consumer finance per +1,84 milioni di euro (5,97 milioni vs 4,14 milioni di euro al 30 giugno 2025, +44,3%), a maggiori commissioni da bancassurance per +0,91 milioni di euro (4,56 milioni vs 3,65 milioni di euro al 30 giugno 2025, +24,9%), e a maggiori commissioni da servizi di investimento per +0,76 milioni di euro (15,27milioni vs 14,51 milioni di euro al 30 giugno 2025, +5,2%), parzialmente compensate dalla riduzione dei rappel percepiti lo scorso anno per -1,40 milioni di euro (1,98 milioni vs 3,38 milioni di euro al 30 giugno 2025, -41,3%). CRO registra una variazione in diminuzione di 0,70 milioni di euro ( -6,6%) rispetto al 30 giugno 2025, attestandosi a 9,91 milioni di euro (10,61 milioni di euro il dato al 30 giugno 2025, comprensiv o di rappel per circa 0,7 milioni di euro). Più specificamente, si registrano maggiori commissioni nette connesse agli strumenti finanziari (+0,20 milioni di euro) e ai “servizi di incasso e pagamento” (+0,14 milioni di euro correlati allo sviluppo creditizio) e mino ri commissioni nette relative alla distribuzione di servizi di terzi ( -0,83 milioni di euro) e da “altri servizi” ( -0,23 milioni di euro).
34 • altri proventi e oneri finanziari positivi per 4, 7 milioni, in calo rispetto al dato del 30.06.2025, pari a 29,1 milioni. In particolare, la contrazione è imputabile:
- a minori utili derivanti da cessione di attività finanziarie (2,2 milioni vs 22 milioni al 30.06.2025), per effetto delle crescenti pressioni belliche e relativi impatti sui mercati finanziari, determinando forte volatilità sulla valutazione dei portafogli e conseguentemente sulla dinamica della riserva di fair value;
- alla valutazione degli OICR del Gruppo in calo di 3,8 milioni ( -0,75 milioni al 30.06.2026 vs 3,0 milioni al 30.06.2025) dovuto alla significativa plusvalenza registrata nel 2025 dal Fondo immobiliare Federico II per 5,1 milioni. Il Fondo Keystone ha regis trato una plusvalenza di 1,2 milioni al 30 giugno 2026, vs una minusvalenza per circa -0,2 milioni al 30 giugno 2025.
I costi operativi COSTI OPERATIVI 30/06/2026 30/06/2025 Variazioni
Assolute %
dati in mln di euro Spese per il personale (118,0) (111,5) -6,5 6% Altre spese amministrative (59,4) (62,3) 2,9 -5% Accantonamenti ai fondi per per rischi e oneri, oneri per transazioni (9,8) (9,9) 0,1 0% Rettifiche di valore nette su immobilizz.ni mat. e immat (9,8) (9,5) -0,3 3% Altri oneri/proventi di gestione 4,1 8,5 -4,4 -52% Totale (193,0) (184,7) -8,3 4%
Le spese per il personale registrano +6,5 milioni, per effetto principalmente dell’aumento del costo del lavoro, dell’incremento degli accantonamenti per il sistema incentivante e dell’aumento della polizza sanitaria a favore dei dipendenti .
Le altre spese amministrative si riducono di -2,9 milioni, a riprova del focus del Gruppo sul contenimento dei costi .
Il cost income ratio sale al 68,0% rispetto al 57,8% al 30 giugno 2025 .
Gli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri risultano stabili, come effetto netto del rilascio di accantonamenti su crediti di firma per circa 3 milioni, e dei maggiori accantonamenti per l’andamento del contenzioso con gli azionisti BdM .
35 Gli altri proventi/oneri di gestione si riducono di 4,4 milioni, laddove il saldo al 30 giugno 2025 comprendeva una sopravvenienza attiva di 3,5 milioni di euro inerente all’azione di responsabilità verso gli amministratori ex Tercas .
36 RISULTATO NETTO 30/06/2026 30/06/2025 Variazioni
Assolute %
dati in mln di euro
RISULTATO DI GESTIONE 76,5 117,6 -41,1 -35%
Rett. nette per rischio di credito di att. finanziarie, risultato di modif. contrattuali e di cessione investimenti (23,6) (49,0) 25,5 -52%
RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 53,0 68,6 -15,6 -23%
Imposte sul reddito di esercizio 20,4 (13,4) 33,8 -
253%
RISULTATO NETTO DELL’OPERATIVITA’ CORRENTE 73,4 55,2 18,2 33%
Utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte 0,0 0,0 0,0 800%
RISULTATO D’ESERCIZIO 73,4 55,2 18,2 33%
Risultato di esercizio di pertinenza di terzi 2,0 2,0 0,0 2%
RISULTATO DI ESERCIZIO DELLA CAPOGRUPPO 71,4 53,2 18,2 34%
Le rettifiche per rischio di credito ammontano a 23, 6 milioni, in miglioramento rispetto a 49 milioni al 30 giugno 2025.
Il costo del rischio , dato dal rapporto tra rettifiche nette per rischio di credito (dato annualizzato) e crediti verso clientela, migliora sensibilmente attestandosi allo 0,4 1% (0,96 % al 30 giugno 2025).
La voce imposte risulta positiva per 20,4 milioni, rispetto a -13,4 milioni al 30 giugno 2025, principalmente per effetto dell’iscrizione di nuove DTA da parte di BDM per 50,2 milioni, nettate dal reversal per 12,4 milioni.
37
Aggregati patrimoniali15
LE ATTIVITÀ
STATO PATRIMONIALE - ATTIVO 30/06/2026 31/12/2025 Variazioni
Assolute %
dati in mln di euro Cassa e disponibilità liquide 1.234,7 960,2 274,5 29% Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 97,7 94,1 3,6 4% Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.962,6 3.020,4 -57,8 -2% Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 11.813,8 11.079,4 734,4 7% a) crediti verso banche 153,7 142,4 11,3 8% b) crediti verso clientela 11.660,1 10.937,0 723,1 7% Derivati di copertura 38,9 49,1 -10,2 -21% Partecipazioni 0,8 0,6 0,2 36% Attività materiali 159,4 157,9 1,5 1% Attività immateriali 6,3 6,0 0,3 5% Attività fiscali 321,3 277,3 44,0 16% Attività in via di dismissione 3,4 36,3 -32,9 -91% Altre attività 264,5 331,1 -66,6 -20%
TOTALE ATTIVO 16.885,6 15.988,9 896,7 6%
Le disponibilità liquide del Gruppo ammontano a 1.234,7 milioni ( 960,2 milioni al 31.12.202 5) e comprendono cassa per 66,7 milioni ( 74,8 milioni al 31.12.202 5), conto correnti presso banche centrali per 834,2 milioni ( 568,9 milioni al 31.12.202 5) e crediti a vista verso banche per 333,7 milioni ( 316,5 milioni al 31.12.202 5).
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono pari a 97,7 milioni, rispetto a 94,1 milioni al 31 dicembre 202 5, e sono composte da derivati e altri titoli di negoziazione per 6,2 milioni, rispetto a 5,1 milioni al 31 dicembre 2024, e da altre attività al fair value costituite da quote di OICR per 91,6 milioni (rispetto a 89 milioni al 31 dicembre 202 5).
Le attività finanziarie con impatto sulla redditività complessiva , pari a 2.962,6 milioni ( 3.020,4 milioni al 31 dicembre 202 5), sono costituite prevalentemente da titoli di debito per 2.926,2 milioni (2. 979,8 al 31 dicembre 202 5) di cui in massima parte titoli di stato della Repubblica Italiana, oltre ad altri primari emittenti .
Sono inoltre presenti titoli azionari per 36,5 milioni, (40,6 milioni al 31 dicembre 202 5).
15 Dati al 31/12/2025 riclassificati per tenere conto del venir meno dell’applicazione dell’IFRS 5 per quanto riguarda le poste riferibili a CRO.
38 I crediti verso banche , al netto delle elisioni infragruppo, ammontano a 153,7 milioni ( 142,4 milioni al 31 dicembre 202 5) e sono relativi per 81,6 milioni alla riserva obbligatoria (8 0,7 milioni al 31 dicembre 202 5) e per 72,0 ad altri crediti verso banche ( 61,8 milioni al 31 dicembre 202 5).
I crediti verso la clientela ammontano a complessivi 11.660 milioni ( 10.93 7 milioni al 31 dicembre 202 5), e sono costituiti per 10.961,9 milioni da finanziamenti ( 10.342,9 milioni al 31 dicembre 202 5) e per 698,2 milioni da titoli di debito ( 594,1 milioni al 31 dicembre 202 5) relativi prevalentemente a titoli ABS e minibond , la cui variazione è dovuta prevalentemente alla sottoscrizione di ABS relativi all’operazione di sistema su Banca Progetto . Le attività in bonis nette (stage 1 e stage 2), comprensive dei titoli, ammontano a 11.177,2 milioni ( 10.443,9 milioni al 31 dicembre 202 5), pari al 96% della voce ( sostanzialmente invariato rispetto al 31 dicembre 202 5), mentre le attività deteriorate nette (stage 3) , comprensive di quelle acquisite “impaired” ammontano a 482,8 milioni ( 493 milioni al 31 dicembre 202 5).
39 Qualità del credito Nelle tabelle che seguono viene fornito il dettaglio della qualità del credito per i crediti verso la clientela classificati alla voce 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; b) crediti verso la clientela, distinti tra crediti e titoli di debito classificati nel business model held to collect (“HTC”).
Qualità del credito – crediti deteriorati
Crediti deteriorati verso la clientela 30-giu-26 31-dic-25 Variazione %
Sofferenze lorde 64,2 50,6 13,5 27% Dubbi esiti 37,9 33,0 4,9 15% Sofferenze nette 26,2 17,6 8,6 49% Grado di copertura sofferenze 59,1% 65,2%
Inadempienze Probabili lorde 303,1 299,2 3,9 1% Dubbi esiti 111,4 105,1 6,3 6% Inadempienze probabili nette 191,7 194,1 (2,4) -1% Grado di copertura inadempienze probabili 36,8% 35,1%
Scaduti 19,8 23,7 (4,0) 17% Dubbi esiti 4,6 6,1 (1,5) -24% Scaduti netti 15,2 17,6 (2,5) -14% Grado di copertura scaduti 23,4% 25,7%
Crediti deteriorati lordi 387,0 373,5 13,5 4% Dubbi esiti 154,0 144,2 9,8 7% Crediti deteriorati netti 233,0 229,3 3,7 2% Grado di copertura dei crediti deteriorati 39,8 % 38,6%
di cui Attività acquisite impaired (POCI) Valore lordo 10,9 59,3 (48,5 ) -82% Dubbio esito 1,8 23,2 (21,4) -92% Valore netto 9,1 36,2 (27,1 ) -75% Grado di copertura attività acquisite impaired (POCI) 16,3% 39,1%
La tabella sopra riportata rappresenta le esposizioni verso la clientela nelle forme tecniche di finanziamenti.
In particolare, i finanziamenti verso la clientela deteriorati lordi ammontano a Euro 387 milioni (Euro 373,5 milioni al 31 dicembre 202 5) a fronte dei quali risultano stanziate rettifiche di valore complessive per Euro 154 milioni (Euro 144,2 milioni al 31 dicembre 202 5) per un valore netto di Euro 233 milioni (Euro 229,3 milioni al 31 dicembre 202 5) con un tasso di copertura del 39,8 % (38,6% al 31 dicembre 202 5). A tali valori
40 corrisponde un NPL ratio lordo del 3,5% (4,5% al 31 dicembre 202 5) e netto del 2,1% (2,9% al 31 dicembre 2025)16.
Titoli deteriorati 30-giu-26 31-dic-25 Variazione %
Inadempienze Probabili lorde 265,0 279,2 (14,2) -5,1% Perdita attesa 14,8 11,5 3,2 +28,0% Inadempienze probabili nette 250,2 267,6 (17,4) -6,5% Grado di copertura inadempienze probabili 5,6% 4,1%
Totale titoli di debito deteriorati lordi 265,0 279,2 (14,2) -5,1% Perdita attesa 14,8 11,5 3,2 +28,0 % Totale titoli deteriorati netti 250,2 267,6 (17,4) -6,5% Grado di copertura dei titoli deteriorati 5,6% 4,1%
I Titoli di debito deteriorati si riferiscono ai titoli Senior “2016 PB NPLs” e “2017 PB NPLs”, assistiti dalla garanzia statale c.d. “GACS”.
Sui titoli non ci sono impatti rinvenienti dal processo di consolidamento.
Considerando anche i titoli deteriorati nei finanziamenti verso la clientela, l’NPL ratio netto al 3 0 giugno 2026 si attesta al 4,1% (5,6% a fine 202 5).
16 Si rinvia al successivo paragrafo “Indicatori gestionali della qualità del credito” per il dettaglio degli indicatori NPE Ratio utilizzati da management ai fini di monitoraggio del portafoglio creditizio.
Qualità del credito – crediti in bonis
Crediti verso la clientela 30-giu-26 31-dic-25 Variazione %
Crediti in bonis - Stage 1 9.940,1 9.326,7 613,5 6,6% Accantonamento fisiologico - Stage 1 37,8 35,7 2,0 5,7% Crediti in bonis netti - Stage 1 9.902,4 9.291,0 611,4 6,6% Grado di copertura crediti in bonis - Stage 1 0,3% 0,4%
Crediti in bonis - Stage 2 884,6 878,8 5,8 0,7% Accantonamento fisiologico - Stage 2 58,2 51,9 6,3 12,2 % Crediti in bonis netti - Stage 2 826,3 826,9 (0,6) -0,1% Grado di copertura crediti in bonis - Stage 2 6,6% 5,9%
Crediti in bonis - Totale 10.824,7 10.205,5 619,2 6,1% Accantonamento fisiologico - Totale 96,0 87,6 8,4 9,6% Crediti in bonis netti - Totale 10.728,7 10.117,9 610,8 6,0% Grado di copertura crediti in bonis - Totale 0,9% 0,9%
La tabella sulla qualità del credito sopra riportata rappresenta le esposizioni verso la clientela intese come finanziamenti. In particolare, i finanziamenti verso la clientela lordi in bonis ammontano a Euro 10.824,7 milioni (Euro 10.205,5 milioni al 31 dicembre 202 5), di cui Euro 9.940,1 milioni in stage 1 (Euro 9.326,7 milioni al 31 dicembre 202 5) ed Euro 884,6 milioni in stage 2 (Euro 878,8 milioni al 31 dicembre 202 5) a fronte dei quali risultano stanziate rettifiche di valore complessive per Euro 96,0 milioni (Euro 87,6 milioni al 31 dicembre 202 5), di cui Euro 37,8 milioni in stage 1 (Euro 35,7 milioni al 31 dicembre 202 5) ed Euro 58,2 milioni in stage 2 (Euro 51,9 milioni al 31 dicembre 202 5) con un tasso di copertura del 0,9% (0,9% al 31 dicembre 2025), di cui 0, 3% sullo stage 1 ( 0,4% al 31 dicembre 202 5) e 6,6% sullo stage 2 ( 5,9% al 31 dicembre 202 5).
La Controllante Mediocredito Centrale contribuisce a questo dato consolidato con finanziamenti netti verso la clientela in bonis pari a Euro 2.403,4 milioni (Euro 2.708,8 milioni al 31 dicembre 202 5), a fronte di un valore lordo pari ad 2.430,9 milioni (Euro 2.738,3 milioni al 31 dicembre 202 5), con una percentuale di copertura pari al 1, 1% (in linea con il periodo precedente ). Con riferimento alla B dM, i finanziamenti netti verso la clientela in bonis ammontano a Euro 7.041,4 milioni (Euro 6.410,1 milioni al 31 dicembre 202 5), a fronte di un valore lordo pari ad Euro 7.082,0 milioni (Euro 6.449,2 milioni al 31 dicembre 202 5), con una percentuale di copertura pari al 0, 6% (invariata rispetto al periodo precedente ). La Cassa di Risparmio di Orvieto presenta finanziamenti netti verso la clientela in bonis pari ad Euro 1.342,3 milioni (Euro 1.326,8 milioni al 31 dicembre 2025), con una percentuale di copertura pari allo 0,4% (0,5 al 31 dicembre 2025). Si specifica che i dati riguardanti le singole banche non includo le rettifiche di consolidamento.
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Titoli in bonis HTC 30-giu-26 31-dic-25 Variazione %
Titoli in bonis - Stage 1 364,5 294,6 70,0 23,8% Perdita attesa 5,1 7,8 (2,7) -34,8 % Titoli in bonis netti - Stage 1 359,5 286,8 72,7 25,3% Grado di copertura titoli in bonis - Stage 1 1,4% 2,6% -
Titoli in bonis - Stage 2 93,9 43,3 - 50,6 116,8% Perdita attesa 5,4 3,7 1,7 47,6% Titoli in bonis netti - Stage 2 88,5 39,7 - 48,9 123,2% Grado di copertura titoli in bonis - Stage 2 5,7% 8,4% -
Titoli di debito in bonis - Totale 458,5 337,9 120,6 35,7% Perdita attesa 10,5 11,4 (1,0) -8,4% Titoli in bonis netti - Totale 448,0 326,5 121,5 37,2% Grado di copertura titoli in bonis - Totale 2,3% 3,4%
Indicatori gestionali della qualità del credito Il Gruppo monitora trimestralmente la qualità del credito a livello di singola legal entity e a livello aggregato di Gruppo. Gli indicatori aggregati sono costruiti come somma algebrica dei dati delle legal entities, prima delle scritture di consolidamento . Si riportano di seguito gli indicatori NPE ratio lordo e netto a livello aggregato.
30.06.202 6 31.12.202 5 NPE ratio lordo (*) 3,6% 3,7% NPE ratio netto (*) 2,2% 2,2% NPE ratio lordo compresi titoli 5,8% 6,2% NPE ratio netto compresi titoli 4,4% 4,6% (*) comprende i titoli di voce 40 b. di MCC in quanto rappresentativi di erogazioni creditizie, a prescindere dalla forma tecnica utilizzata.
Si riportano di seguito i dati delle singole legal entities utilizzati per la costruzione degli indicatori gestionali, desunti dalle contabilità individuali (non includono pertanto le scritture di consolidamento) . I crediti sono depurati da quelli di natura commerciale, operativa e, in generale, dalle poste non rappresentative di effettive erogazioni creditizie. Con particolare riferimento alla Capogruppo MCC, i titoli sono inclusi nella voce crediti in quanto la diversa forma tecnica si considera non rilevante .
30.06.2026 31.12.2025
Crediti deteriorati MCC BdM CRO Artigiancassa GRUPPO MCC BdM CRO Artigiancassa GRUPPO
Sofferenze lorde 7,4 52,6 6,8 - 66,8 4,6 45,2 5,3 1,1 56,1 Dubbi esiti 5,3 32,8 3,6 - 41,8 3,8 32,2 2,8 0,9 39,7 Sofferenze nette 2,1 19,8 3,2 - 25,0 0,8 12,9 2,5 0,2 16,4 Grado di copertura sofferenze 72,0% 62,4% 53,2% 62,6% 82,5% 71,4% 52,9% 80,5% 70,7%
Inadempienze probabili lorde 57,3 235,1 18,4 0,2 311,1 54,1 238,2 17,5 0,9 310,7 Dubbi esiti 18,1 94,2 7,1 0,1 119,5 12,1 102,7 6,1 0,4 121,3 Inadempienze probabili nette 39,2 141,0 11,3 0,1 191,6 41,9 135,5 11,4 0,6 189,4 Grado di copertura inadempienze probabili 31,6% 40,1% 38,5% 54,2% 38,4% 22,4% 43,1% 35,0% 40,5% 39,0%
Scaduti/sconfinati 0,4 24,0 1,1 0,1 25,6 4,7 24,2 0,4 0,0 29,3 Dubbi esiti 0,1 4,6 0,2 0,0 4,9 2,0 4,4 0,1 0,0 6,4 Scaduti/sconfinati netti 0,3 19,4 0,9 0,1 20,7 2,7 19,8 0,4 0,0 22,9 Grado di copertura scaduti/sconfinati 17,8% 19,2% 17,2% 19,1% 41,9% 18,1% 18,0% 20,0% 21,9%
Crediti deteriorati lordi 65,1 311,8 26,3 0,3 403,5 63,4 307,5 23,2 2,0 396,1 Dubbi esiti 23,5 131,6 10,9 0,1 166,2 17,9 139,3 9,0 1,2 167,4 Crediti deteriorati netti 41,6 180,1 15,4 0,2 237,3 45,5 168,3 14,2 0,8 228,7 Grado di copertura crediti deteriorati 36,1% 42,2% 41,5% 44,3% 41,2% 28,2% 45,3% 38,8% 61,6% 42,3%
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30.06.2026 31.12.2025
Crediti in bonis MCC17 BdM18 CRO Artigiancassa GRUPPO MCC19 BdM20 CRO Artigiancassa GRUPPO
Stage 1
Crediti in bonis lordi 2.680,4 5.820,7 1.265,8 0,3 9.767,2 2.647,0 5.426,2 1.258,6 3,0 9.334,8 Perdita attesa 18,8 13,6 2,7 0,0 35,1 20,5 16,8 3,1 0,0 40,5 Crediti in bonis Stage 1 netti 2.661,6 5.807,0 1.263,1 0,3 9.732,1 2.626,5 5.409,4 1.255,5 2,9 9.294,3 Grado di copertura crediti in bonis 0,7% 0,2% 0,2% 0,3% 0,4% 0,8% 0,3% 0,2% 0,5% 0,4%
Stage 2
Crediti in bonis lordi 327,1 573,9 82,7 0,1 983,9 307,0 547,5 74,3 0,6 929,5 Perdita attesa 15,1 27,0 3,1 0,0 45,3 16,2 22,3 3,0 0,0 41,5 Crediti in bonis Stage 2 netti 312,0 546,9 79,6 0,1 938,6 290,8 525,2 71,3 0,6 887,9 Grado di copertura crediti in bonis 4,6% 4,7% 3,8% 4,6% 4,6% 5,3% 4,1% 4,0% 4,5% 4,5%
Totale
Crediti in bonis lordi 3.007,6 6.394,6 1.348,5 0,5 10.751,1 2.954,0 5.973,7 1.332,9 3,5 10.264,2 Perdita attesa 33,9 40,6 5,8 0,0 80,4 36,7 39,1 6,1 0,0 82,0 Crediti in bonis Totale netti 2.973,7 6.353,9 1.342,7 0,4 10.670,7 2.917,3 5.934,6 1.326,8 3,5 10.182,2 Grado di copertura crediti in bonis 1,1% 0,6% 0,4% 1,5% 0,7% 1,2% 0,7% 0,5% 1,2% 0,8%
17 Rispetto al dato contabile di MCC, pari a 3.124,8 milioni lordi e 3.087 milioni netti (Stage1 + Stage2) il dato non include ( i) crediti commerciali lordi per 107,4 milioni e netti per 103,5 milioni, (ii) c/c postali, crediti verso spv e altri crediti per 9,9 milioni lordi e 9,9 milioni netti. Sono incluse le esposizioni aventi forma tecnica di basket bond e mini bond (447,6 milioni lordi e 436,5 milioni netti) in quanto operativamente equiparate a tutti gli effetti a erogazioni creditizie.
18 Rispetto al dato contabile di BdM Banca, pari a 7.087,6 milioni lordi e 7.046,9 milioni netti (Stage1+Stage2) il dato non include 693 milioni di crediti vs Cassa di Compensazione e Garanzia legati all’operatività in PcT con la controparte centrale.
19 Rispetto al dato contabile di MCC, pari a 3.039,6 milioni lordi e 2.999,0 milioni netti (Stage1 + Stage2) il dato non include (i) crediti commerciali lordi per 76,2 milioni e netti per 72,3 milioni, (ii) c/c postali, crediti verso spv e altri crediti per 9,4 milioni lordi e 9,4 milioni netti. Sono incluse le esposizioni aventi forma tecnica di basket bond e mini bond in quanto operativamente equiparate atutti gli effetti a erogazioni creditizie.
20 Rispetto al dato contabile di BdM Banca, pari a 6.449,2 milioni lordi e 6.410,1 milioni netti (Stage1+Stage2) il dato non inc lude 475,5 milioni di crediti vs Cassa di Compensazione e Garanzia legati all’operatività in PcT con la controparte centrale
45
30.06.2026 31.12.2025
Titoli deteriorati MCC BdM CRO Artigiancassa GRUPPO MCC BdM CRO Artigiancassa GRUPPO
Sofferenze lorde
Dubbi esiti
Sofferenze nette
Grado di copertura sofferenze
Inadempienze probabili lorde 251,8 13,2 265,0 265,6 13,6 279,2 Dubbi esiti 14,5 0,3 14,8 11,3 0,2 11,6 Inadempienze probabili nette 237,3 12,9 250,2 254,2 13,4 267,6 Grado di copertura inadempienze probabili 5,8% 2,1% 5,6% 4,3% 1,7% 4,1%
Scaduti/sconfinati
Dubbi esiti
Scaduti/sconfinati netti
Grado di copertura scaduti/sconfinati
Titoli deteriorati lordi 251,8 13,2 265,0 265,6 13,6 279,2 Dubbi esiti 14,5 0,3 14,8 11,3 0,2 11,6 Titoli deteriorati netti 237,3 12,9 250,2 254,2 13,4 267,6 Grado di copertura titoli deteriorati 5,8% 2,1% 5,6% 4,3% 1,7% 4,1%
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30.06.2026 31.12.2025
Titoli in bonis MCC BdM CRO Artigiancassa GRUPPO MCC BdM CRO Artigiancassa GRUPPO
Stage 1
Titoli in bonis lordi 11,7 - 11,7 - 33,6 - - 33,6 Perdita attesa 0,2 - 0,2 - 0,2 - - 0,2 Titoli in bonis Stage 1 netti 11,5 11,5 33,3 33,3 Grado di copertura titoli in bonis 1,8% 1,8% 0,7% 0,7%
Stage 2
Titoli in bonis lordi - 3,0 - - 3,0 Perdita attesa - 0,0 - - 0,0 Titoli in bonis Stage 2 netti 3,0 3,0 Grado di copertura titoli in bonis 1,0% 1,0%
Totale
Titoli in bonis lordi 11,7 11,7 36,6 36,6 Perdita attesa 0,2 0,2 0,3 0,3 Titoli in bonis Totale netti 11,5 11,5 36,3 36,3 Grado di copertura Titoli in bonis 1,8% 1,8% 0,8% 0,8%
Altre voci dell’attivo La voce derivati di copertura pari a 38,9 milioni ( 49,1 milioni al 31 dicembre 202 5), espone il fair value positivo dei derivati stipulati a copertura del rischio tasso di interesse sulle emissioni obbligazionarie di MCC , su parte del portafoglio mutui BdM e su parte dei mutui della controllata CRO.
Nella voce partecipazioni sono presenti, per un valore di 0, 8 milioni, n. 558.140 azioni dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, fondata da Giovanni Treccani, pari allo 0,67% del capitale sociale dell’Istituto.
Le attività materiali e immateriali ammontano complessivamente a 165,7 milioni ( 163,8 milioni al 31 dicembre 202 5).
Le attività fiscali , pari a 321,3 milioni ( 277,3 milioni al 31 dicembre 202 5) sono costituite per 97 milioni ( 88,7 milioni al 31 dicembre 202 4) da attività fiscali correnti e per 224,3 milioni ( 188,6 milioni al 31 dicembre 2025) da attività fiscali anticipate. Nel semestre sono state iscritte nuove DTA da parte di BDM per 50,2 milioni, nettate dal reversal per 12,4 milioni. La fiscalità differita è stata rilevata in esito all’esecuzione del probability test ai sensi dello IAS 12 utilizzando le Proiezioni economico -patrimoniali approvate dal CDA di BDM il 29 luglio 2026 per il periodo 2026 -2030. I flussi delle Proiezioni economico -patrimoniali 2026 -2030 nonché i correlati imponibili attesi, coerentemente con quanto fatto nei periodi precedenti e con le raccomandazioni delle Autorità di Vigilanza, che richiedono un prudente apprezzamento delle situazioni di incertezza e della probabilità di realizzo dei piani futuri, sono stati riapprezzati applicando hair cut prudenziali .
Le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione presentano un saldo consolidato di 3,4 milioni di euro ( 36,3 milioni di euro al 31 dicembre 202 5) ed includono crediti in corso di cessione a controparti terze per i quali sono state ricevute offerte di acquisto vincolanti.
48
Le altre attività, pari a 264,5 milioni (rispetto a 331,1 milioni al 31 dicembre 202 5) includono principalmente partite transitorie oggetto di sistemazione nei primi giorni del periodo successivo, crediti tributari comprensivi anche dei crediti fiscali acquistati legati alle varie forme di bonus edilizi, crediti di natura fiscale nei confr onti della consolidante fiscale Invitalia.
LE PASSIVITÀ21
STATO PATRIMONIALE - PASSIVO 30/06/2026 31/12/2025 Variazioni
Assolute %
dati in mln di euro Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 14.819,0 13.993,5 825,5 6% a) debiti verso banche 1.050,6 1.225,5 -174,9 -14% b) debiti verso clientela 11.735,6 11.234,4 501,2 4% c) titoli in circolazione 2.032,8 1.533,6 499,2 33% Passività finanziarie di negoziazione 0,3 0,0 0,3 1245% Derivati di copertura 11,3 2,8 8,5 300% Passività fiscali 16,9 19,1 -2,2 -12% Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione - - 0,0 n.s.
Altre passività 695,0 664,3 30,7 5% Trattamento di fine rapporto del personale 19,7 19,9 -0,2 -1% Fondi per rischi e oneri 136,2 164,7 -28,5 -17% Riserve 876,3 806,8 69,5 9% Capitale 204,5 204,5 0,0 0% Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 35,1 33,6 1,5 4% Risultato d'esercizio 71,4 79,6 -8,2 -10%
TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 16.885,7 15.988,9 896,8 6%
La raccolta
RACCOLTA 30/06/2026 31/12/2025 Variazioni
Assolute %
dati in mln di euro Debiti verso banche 1.050,6 1.225,5 -174,9 -14% Debiti verso clientela 11.735,6 11.234,4 501,2 4% Titoli in circolazione 2.032,8 1.533,6 499,2 33%
TOTALE RACCOLTA 14.819,0 13.993,5 825,5 6%
Cresce di circa il 6% la raccolta diretta e si attesta a 14.819 milioni (13.993,5 milioni al 31 dicembre 2025), in
particolare:
21 Dati al 31/12/2025 riclassificati per tenere conto del venir meno dell’applicazione dell’IFRS 5 per quanto riguarda le poste riferibili a CRO.
49 • +4,5% la crescita della raccolta da clientela, pari a 11.735,6 milioni (11.234,4 milioni al 31
dicembre 2025);
• +32,6% l’incremento dei titoli in circolazione, pari a 2.032,8 milioni (1.533,6 milioni al 31 dicembre 2025) per effetto della definizione di un’operazione private placement per 125 milioni, nell’ambito del nuovo programma EMTN approvato lo scorso marzo da lla Borsa del Lussemburgo, e del collocamento sul mercato della cartolarizzazione RMBS 2025 su un portafoglio di mutui residenziali, assistiti da ipoteca di primo grado e originati da BDM Banca per un ammontare complessivo di circa 1,03 miliardi;
• la raccolta da banche in contrazione, passando da 1.225,5 milioni a 1.050,6 milioni per il venir meno del ricorso al funding BCE.
Le altre voci del passivo La voce derivati di copertura , pari a 11,3 milioni ( 2,8 milioni al 31 dicembre 202 5) fa riferimento ai derivati che alla data presentano un fair value negativo.
Le passività fiscali , pari a 16,9 milioni ( 19,1 milioni al 31 dicembre 202 5), sono costituite per 9,8 milioni ( 11,5 milioni al 31 dicembre 202 5) da debiti per imposte correnti e per 7,1 milioni ( 9,2 milioni al 31 dicembre 202 5) da passività fiscali differite legate a differenze temporanee.
Le altre passività ammontano a 695 milioni ( 664,3 milioni al 31 dicembre 202 5) e accolgono prevalentemente partite di natura transitoria, debiti verso fornitori, somme da riconoscere all’erario , partite da versare a Enti pubblici e altre poste del passivo.
Il trattamento di fine rapporto è pari a 19,7 milioni ( 19,9 milioni al 31 dicembre 202 5), e sconta prevalentemente le liquidazioni avvenute nel periodo .
I fondi per rischi e oneri ammontano a 136,2 milioni (164,7 milioni al 31 dicembre 2025), per effetto degli utilizzi per esborsi effettuati nel corso dei primi sei mesi del 2026. In particolare i fondi rischi di BdM , che rappresentano la parte preponderante del totale, presentano un valore di bilancio pari a 124,91 milioni, in diminuzione di 22,29 milioni rispetto al dato di dicembre 2025 pari 147,20 milioni, per effetto di utilizzi a fronte di esborsi pari a 37,68 m ilioni, riprese di valore per 6,68 milioni e accantonamenti per 22,07 milioni di euro.
50
Il Patrimonio
Il patrimonio netto consolidato ammonta a 1.187 milioni (1.125 milioni al 31 dicembre 2025); la riserva OCI passa da -14,7 milioni al 31 dicembre 2025 a -26,1 milioni al 30 giugno 2026, risentendo delle fluttuazioni delle quotazioni, stante le tensioni e l’incertezza dell’attuale quadro geopolitico.
Al 30 giugno 202 6 il Common Equity Tier 1 (CET1) di Gruppo è pari a 1. 058, 7 milioni ( 1.040,7 milioni al 31 dicembre 202 5), mentre i Fondi propri consolidati sono pari a 1.132, 9 milioni ( 1.111,3 milioni al 31 dicembre 2025).
Gli assorbimenti patrimoniali e quindi i requisiti patrimoniali sono determinati sulla base dei seguenti
approcci:
• Rischio di Credito: Metodologia Standardizzata;
• Rischio di Controparte: Metodologia Standardizzata applicata ad esposizioni calcolate con il Metodo del Valore Corrente;
• Rischio Operativo: Metodo Base;
• Rischio di aggiustamento della valutazione del credito: Metodologia Standardizzata • Rischio di mercato: Metodologia standard Il totale complessivo delle attività di rischio ponderate è pari a 6. 780 milioni ( 6.521 milioni al 31 dicembre 2025).
I coefficienti Cet1 e Tier1 sono pari al 15,62% (1 5,96% al 31 dicembre 202 5); il Total Capital ratio è pari al 16,71% (17,04 % al 31 dicembre 202 5), ampiamente al di sopra dei requisiti SREP, rispettivamente pari al 10,1% (Cet1 ratio), all’1 2% (Tier1 ratio) e al 14, 50% (Total Capital ratio) , cui si aggiunge il Systemic Risk Buffer pari all’1% degli RWA su rischio credito e controparte nei confronti di controparti residenti in Italia .
51 Impatti ed effetti residui PPA Si riporta di seguito il dettaglio degli impatti derivanti dal reversal della PPA per singola voce di conto
economico
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO Reversal I°
semestre 202 6 10. Interessi attivi e proventi assimilati 4,2 30. Margine di interesse 4,2 120. Margine di intermediazione 4,2 150. Risultato netto della gestione finanziaria 4,4 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 4,4 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 0,6 b) altri accantonamenti netti 0,6 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali - 0,1 240. Costi operativi 0,5 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 4,9 300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell’operatività corrente - 1,6 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 3,3 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 0,0 330. Utile (Perdita) d'esercizio 3,3 340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi 0,2 350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 3,1
52 Per quanto riguarda l’effetto reversal della PPA iscritta nel bilancio al 15 ottobre 2020 si riporta il dettaglio degli impat ti sugli aggregati patrimoniali per singola voce di stato patrimoniale consolidato nonché l’effetto residuo al 30 giugno 202 6:
(importi in €/mln) Voci dell'attivo Impatto PPA al 15/10/2020 Riaperture e
Reversal
2022 Reversal
2023 Reversal
2024
Reversal
2025
Reversal I°
semestre 202 6 Effetto residuo e impatto a CE al
30/06/202 6
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - 0,1 - - - - - - 0,1 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - 0,1 - - - - - - 0,1 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 164,6 77,1 14,0 10,9 11,9 4,4 - 46,3 b) crediti verso clientela - 164,6 77,1 14,0 10,9 11,9 4,4 - 46,3 90. Attività materiali 4,2 - 0,1 - 0,1 - 0,0 - 0,2 - 0,0 3,8 110. Attività fiscali 64,5 - 30,1 - 9,3 - 3,8 - 4,3 - 1,7 15,3 b) anticipate 64,5 - 30,1 - 9,3 - 3,8 - 4,3 - 1,7 15,3 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - 10,3 - 8,8 - 0,0 - 19,1 Totale dell'attivo - 95,9 46,8 4,5 - 3,2 - 1,3 - 2,7 - 46,3 Voci del passivo e del patrimonio netto Impatto PPA al 15/10/2020 Riaperture e
Reversal
2021 Reversal
2023 Reversal
2024
Reversal
2025
Reversal I°
semestre 202 6 Effetto
residuo e
impatto a CE al 30/06/202 6 60. Passività fiscali 6,0 - 0,9 - 3,9 - 0,0 - 0,1 0,0 1,2 b) differite 6,0 - 0,9 - 3,9 - 0,0 - 0,1 0,0 1,2 70. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - -
100. Fondi per rischi e oneri 16,5 - 11,7 - 2,5 - 0,5 - 1,0 - 0,6 0,2 c) altri fondi per rischi e oneri 16,5 - 11,7 - 2,5 - 0,5 - 1,0 - 0,6 0,2 150. Riserve - 108,3 26,3 - - 11,3 - 8,4 - - 101,7 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) - 10,2 4,2 0,7 - 1,3 - 1,0 0,1 - 7,4 200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/ -) - 28,7 10,3 9,9 9,2 3,2 61,3 Totale del passivo e del patrimonio netto - 95,9 46,8 4,5 - 3,2 - 1,3 - 2,7 - 46,3
Prospetto di raccordo tra il patrimonio netto e l’utile della Capogruppo ed il patrimonio netto e l’utile consolidati di pertinenza del Gruppo Si riporta il prospetto di raccordo tra il patrimonio netto e il risultato di esercizio della Capogruppo con quelli consolidati.
(milioni di Euro) MCC BdM CRO
Effetti di
consolidamento Gruppo
MCC ART PPA
Riserve da valutazione (8,9) (14,6) (0,8) - - (1,8) (26,1) Riserve 770,1 (22,2) 19,6 (0,4) - 135,9 902,6 Sovrapprezzi di emissione - - 47,6 - - (47,6) -
Capitale 204,5 622,3 51,0 6,2 - (679,6) 204,4 Azioni proprie ( -) - (25,0) - - - 25,0 -
Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) - - - - 0,2 34,8 35,0 Utile (Perdita) d'esercizio (+/ -) 20,4 46,9 4,7 - 3,1 (2,3) 71,4 Totale del patrimonio netto 986,1 607,5 122,0 5,8 3,3 (535,6) 1.187,3
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Il business
La vision di medio termine del Gruppo MCC si fonda su quattro concetti chiave: chiara missione per ogni azienda del Gruppo; piena sostenibilità economica e patrimoniale; ruolo attivo nella ripresa e nella transizione, grazie alla focalizzazione sul credito e sulla finanza ESG, in particolare su filiere critiche per il Mezzogiorno; accelerazione dello sviluppo delle banche commerciali.
Mediocredito Centrale
Attività bancaria
Nel periodo in esame, MCC ha mantenuto il suo ruolo a supporto del tessuto imprenditoriale italiano, in particolar modo del Mezzogiorno crescendo per numeri di clienti seguiti e per volumi impiegati. L’attività creditizia si è rivolta prevalentemente alle imprese con finanziamenti a medio e lungo termine, pur con l’ulteriore consolidamento dell’attività di factoring e il coinvolgimento della banca in operazioni di finanza alternativa con strumenti complementari al lending tradizionale. L’attività di svilupp o commerciale sulle piccole imprese (Segmento Small Business), in continuità con il periodo precedente, è stata presidiata in prevalenza per tramite del portale Easy PMI, con l’offerta che attiene ai prodotti CresciPMI, CresciSI e Nuova Sabatini, nonché a Resto Al Sud, che rimane collocato da MCC sulle regioni non presidiate dalle filiali del Gruppo con particolare riferimento a quelle di BdM Banca. La rete fisica, che presidia prevalentemente le medie e le grandi imprese, ha prodotto oltre 452 milioni di euro di erogazioni lorde per un numero di operazioni pari a 196, (con una quota preponderante rivolta ai settori Commercio, Servizi alle imp rese, Metallurgia e Beni intermedi per l’industria) tra finanziamenti MLT, revolving e la partecipazione a operazioni in pool, a cui si aggiunge l’attività di cross selling con i prodotti di factoring, al fine di coprire le esigenze complessive di finanzia mento della clientela, valorizzando opportunamente le sinergie commerciali. Parte dei finanziamenti sono stati supportati da garanzie statali, così da agevolare l’accesso al credito della clientela in termini di migliori condizioni e permettere alla banca di mantenere in minor impatto in termini di Rwa. Lo sviluppo commerciale è stato orientato alla ricerca di nuova clientela, che rappresenta una quota preponderante tra i soggetti finanziati, sia tramite origination diretta che tramite partner. Coerentemente con la propria mission, la rete fisica ha poi supportato imprese che hanno effettuato rilevanti interventi di efficientamento energetico, fornendo loro liquidità a fronte della cessione di crediti fiscali maturat i, così come ha agevolato l’avvio di programmi di investimento della clientela garantendo la liquidità iniziale a imprese assegnatarie di agevolazioni e misure incentivanti. MCC ha poi cooperato con altri istituti finanziari nella realizzazione di finanzia menti in pool, sia sotto forma di finanziamenti tradizionali che di sottoscrizione pro-quota di bond. È stata ulteriormente ricercata l’attivazione di sinergie di Gruppo, principalmente sotto forma di club deal e di azione commerciale congiunta, al fine di offrire un più ampio perimetro di prodotti e servizi.
55 Il segmento dei basket bond resta una linea di origination di primaria importanza, con MCC che si attesta oramai in maniera consolidata tra i leader di mercato in Italia, che ha visto un ampliamento delle operazioni pregresse e l’avvio di nuove iniziative.
Fondo di Garanzia e altre agevolazioni Fondo di Garanzia Nel primo semestre del 2026, il Fondo di Garanzia per le PMI (di seguito "Fondo") ha registrato una dinamica sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel primo semestre del 2026, le domande pervenute sono pari a 128.859 (130.546 nel 2025), mentre le operazioni ammesse alla garanzia sono 128.218 ( -0,3% rispetto al 2025 con 128.587 operazioni accolte), per un volume di finanziamenti, pari a euro 23,0 miliardi ( -2,7% rispetto al 2025) ed un importo garantito, pari a euro 16,3 miliardi ( -1,3% rispetto al 2025).
Nel primo semestre del 2026, sono state versate risorse per un ammontare, pari a euro 1,5 miliardi .
Nel corso del primo semestre del 2026 si evidenziano i seguenti elementi di rilievo circa l'operatività del Fondo, che hanno riguardato:
▪ la proroga delle misure previste dall'articolo 15 -bis del DL Anticipi in base a quanto previsto dall'art.
14, comma 1 del decreto -legge 31 dicembre 2025, n.200, pubblicato nella G.U. n.302 del 31 dicembre
2025;
▪ l’applicazione del premio aggiuntivo dovuto da parte dei soggetti finanziatori per le operazioni assistite dalla garanzia del Fondo, in aggiunta alla commissione eventualmente prevista per la concessione della singola garanzia, così come previsto dall'art.1, commi 451 - 454, della legge 30 dicembre 2024, n.207 e dal decreto interministeriale del 21 gennaio 2026.
Altre agevolazioni
Il Fondo Crescita Sostenibile (FCS) è gestito, in forza della Convenzione sottoscritta il 30 dicembre 2021, per conto del Ministero per le Imprese e il Made in Italy (MIMIT), da MCC, in qualità di capofila di un RTI composto da 6 banche e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il Fondo sos tiene investimenti in R&D, operando con risorse nazionali, eventualmente integrate con risorse comunitarie, regionali e locali. Nel primo semestre 2026 sono stati emanati dal Ministero decreti di concessione a favore di n. 269 soggetti proponenti per un importo complessivo di agevolazioni pari a circa 285,2 milioni di euro. L’attività di erogazione è stata pienamente operativa sui bandi indetti dall’Amministrazione a partire dal 2015; le erogazioni effettuate nel corso del primo semestre 2026 sono state rel ative a n. 913 progetti per un importo totale erogato pari a 357,6 milioni di euro.
56 L’operatività Fare Lazio , agevolazione regionale gestita dal Raggruppamento Temporaneo di Impresa tra BNL e Mediocredito Centrale rispettivamente in qualità di mandataria e mandante del RTI, sostiene le PMI della Regione nell’accesso al credito e alle garanzie utilizzando diversi strumenti (Nuovo Fondo Piccolo Credito – NFPC e Fondo Patrimonializzazione PMI). Nel mese di maggio 2026 sono stati aperti gli sportelli per l’accesso alle agevolazioni previste dalle tre misure attive, che hanno registrato complessivamente la presentazio ne di 1.730 domande. Nel primo semestre 2026 sono stati erogati n. 67 finanziamenti agevolati, per un importo erogato pari a 2,4 milioni di euro.
Garanzia Artigianato e Cassa Commercio Liguria sono due interventi agevolativi gestiti in forza della convenzione sottoscritta il 30 ottobre 2025 da Regione Liguria e Mediocredito Centrale. Le misure agevolative, con una dotazione complessiva di € 68.800.000, prevedono la concessione di una riassicura zione associata ad un abbuono di commissioni di garanzia e a sovvenzioni nella forma di contributo in conto interessi e di contributo a fondo perduto. Nel corso del primo semestre 2026 sono state concesse agevolazioni su 1.447 domande e sono stati erogati contributi per 1,9 milioni di euro.
BdM Banca e Cassa di risparmio di Orvieto Per le banche controllate , assume crescente rilevanza il rafforzamento delle fonti di ricavo commissionale, accompagnato da iniziative volte all’efficientamento operativo e al contenimento dei costi. Parallelamente, l’intero settore bancario è chiamato a confrontarsi con un quadro normativo in continua evoluzione, con le sfide legate alla sostenibilità, alla trasformazione digitale e alla progressiva integrazione dei fattori ESG nei processi decisionali e operativi.
In questo contesto, le controllate hanno continuato a svolgere il proprio ruolo di sostegno all’economia reale, supportando famiglie, imprese e comunità locali nei territori di riferimento, in stretto coordinamento con la Capogruppo Mediocredito Centrale.
È inoltre proseguito il percorso di consolidamento della presenza commerciale nei territori storicamente presidiati, attraverso il costante dialogo con la clientela, la razionalizzazione della rete distributiva e l’apertura di nuove filiali, accompagnate d a specifiche iniziative commerciali e relazionali. In continuità con gli esercizi precedenti, le attività di comunicazione hanno valorizzato il brand e i valori distintivi del Gruppo MCC quali elementi fondamentali per consolidare il legame con i territori e accrescere la riconoscibilità dell’offerta commerciale.
Con riferimento alla clientela imprese, l’attività commerciale è stata orientata principalmente a:
• sostenere lo sviluppo degli impieghi a breve termine;
• supportare le esigenze di capitale circolante e gli investimenti produttivi;
• favorire la realizzazione di iniziative imprenditoriali meritevoli di credito, in grado di generare sviluppo economico e valore per i territori.
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Particolare attenzione è stata dedicata a specifici ambiti di intervento, tra cui la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, l’imprenditoria femminile, il sostegno alla nascita e alla crescita di nuove iniziative imprenditoriali e il comparto agroalimenta re, settore di rilevanza strategica per le economie delle aree di operatività della Banca.
Al fine di intercettare la crescente domanda di investimenti, in particolare nei processi di innovazione tecnologica, digitalizzazione e transizione energetica, le banche hanno proseguito, in sinergia con la Capogruppo, l’attività di finanziamento facendo leva sui principali strumenti di supporto disponibili a livello europeo, nazionale e regionale. Tra questi assumono rilievo le iniziative promosse dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), dal Fondo di Garanzia per le PMI, da SACE, da ISMEA e dai principali organismi regionali di sviluppo. Tali strumenti hanno consentito di ampliare la capacità di sostegno al tessuto produttivo , favorendo l’accesso delle imprese a finanziamenti a condizioni competitive e agevolate.
Nel corso del semestre sono state inoltre lanciate specifiche iniziative di finanziamento dedicate al comparto agroalimentare e soluzioni per l’anticipazione del transato POS, finalizzate a soddisfare esigenze specialistiche di determinati segmenti di clie ntela.
In continuità con quanto avviato nel precedente esercizio, è proseguita la commercializzazione delle soluzioni di factoring offerte attraverso “MCC Factor”, in collaborazione con la Capogruppo. Tali prodotti si confermano strumenti efficaci a supporto dell e imprese per l’ottimizzazione della liquidità aziendale, la gestione del capitale circolante e la mitigazione del rischio di credito.
Per quanto concerne la clientela famiglie, è proseguito il percorso di aggiornamento e ampliamento dell’offerta commerciale, con particolare attenzione ai bisogni connessi all’acquisto della prima casa, alla riqualificazione del patrimonio immobiliare e al la gestione delle esigenze finanziarie della clientela retail.
In tale ambito, le banche hanno continuato a valorizzare sia le opportunità offerte dal Fondo Prima Casa gestito da Consap sia le soluzioni di mutuo dedicate agli interventi di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale, in linea con l’evoluzione della domanda e con gli indir izzi strategici del Gruppo in materia di finanza sostenibile.
Nel segmento retail è stato ulteriormente consolidato il modello operativo dei Centri Mutui dedicati, con effetti positivi in termini di riduzione dei tempi di risposta, maggiore specializzazione dei processi di istruttoria e miglioramento della qualità de l servizio offerto alla clientela. L’azione sviluppata nel corso del semestre ha consentito di rafforzare la capacità di intercettare i bisogni della clientela e di migliorare l’efficacia commerciale dell’offerta nel comparto dei finanziamenti immobiliari.
Complessivamente, l’attività creditizia ha continuato a fornire un sostegno significativo alle famiglie e alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno, confermando il ruolo del Gruppo quale interlocutore di riferimento per lo sviluppo economico e sociale dei territori serviti.
58 Nell’ambito del personal finance , a seguito del significativo rinnovo della partnership commerciale con un primario operatore specializzato nei prestiti personali e nel credito al consumo, perfezionato nel corso del 2025, sono proseguite nel primo semestre 2026 le iniziative di animazion e commerciale e di formazione della rete, finalizzate a valorizzare le opportunità offerte dal comparto. Tali attività hanno contribuito sia al rafforzamento della produzione sia all’incremento dei ricavi commissionali generati dal business.
Il comparto dei prestiti personali ha pertanto confermato il percorso di crescita avviato nell’esercizio precedente, beneficiando degli effetti derivanti dal rinnovato accordo commerciale e del progressivo rafforzamento della domanda di credito al consumo da parte delle famiglie, in un contesto di maggiore fiducia e di graduale miglioramento delle condizioni di accesso al credito.
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla consulenza sui prodotti di protezione e previdenza, al fine di supportare la clientela nella pianificazione finanziaria di medio -lungo periodo e nella tutela del patrimonio familiare. In tale ambito, le banche hanno proseguito l’attività di sensibilizzazione sui temi della previdenza complementare e della protezione assicurativa, promuovendo soluzioni coerenti con le diverse esigenze delle famiglie nelle varie fasi del ciclo di vita.
L’approccio commerciale adottato ha continuato a essere caratterizzato da una forte focalizzazione sulla qualità della relazione, sulla consulenza personalizzata e sulla centralità del cliente, elementi che rappresentano fattori distintivi dell’azione dell a Banca e che contribuiscono al rafforzamento della soddisfazione e della fidelizzazione della clientela retail.
Relativamente all’ambito Monetica, il mercato dei pagamenti continua a essere interessato da una profonda trasformazione, sostenuta dalla progressiva digitalizzazione dei consumi, dall’evoluzione delle abitudini della clientela e dalla crescente integrazio ne tra servizi finanziari ed ecosistemi digitali. Si conferma il consolidamento dei pagamenti elettronici quale modalità di pagamento prevalente per un numero sempre maggiore di operazioni, con un incremento dell’utilizzo di carte contactless, mobile wallet e soluzioni digitali integrate nei processi di acquisto, sia in presenza sia a distanza. Parallelamente, il settore è caratterizzato da una crescente pressione competitiva esercitata da operatori fintech e big tech, che continuano ad ampliare la pro pria offerta di servizi di pagamento attraverso esperienze digitali sempre più semplici, immediate e integrate.
In tale scenario, le controllate hanno orientato la propria strategia verso il rafforzamento della propria offerta di monetica, con l'obiettivo di incrementare la competitività commerciale, migliorare l'esperienza della clientela e favorire una maggiore diffusione dei pagamenti digitali. In pa rticolare, le stesse hanno sviluppato iniziative dedicate sia all'emissione delle carte di pagamento sia ai servizi di acquiring , promuovendo strumenti caratterizzati da elevati standard di sicurezza, semplicità di utilizzo e ampia accettazione, con particolare attenzione ai pagamenti di piccolo importo.
59 La struttura operativa Le Risorse Umane Al 30 giugno 202 6 l’organico del Gruppo è costituito da 2.7 26 dipendenti (erano 2. 747 al 31 dicembre 202 5),
così suddivisi:
Regione 30/06/202 6 31/12/202 5 Numero di dipendenti (numero di persone) Numero di dipendenti (numero di persone) Nord -Est 1 1 Nord -Ovest 47 46 Centro 770 775 Mezzogiorno 1.917 1.925 Totale dipendenti 2.735 2.747
Genere 30/06/202 6 31/12/202 5 Numero di dipendenti (numero di persone) Numero di dipendenti (numero di persone) Uomini 1.482 1.489 Donne 1.253 1.258 Totale dipendenti 2.735 2.747
Per le Informazioni sociali predisposte in linea con le disposizioni della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) si rimanda alla Rendicontazione consolidata di sostenibilità integrata nel Bilancio consolidato al 31 dicembre 202 522.
Sintetica descrizione delle soluzioni organizzative adottate a livello individuale e di Gruppo nel corso del primo semestre 2026 Gruppo e Capogruppo Mediocredito Centrale Il Consiglio di Amministrazione di Mediocredito Centrale ha approvato , a far data dal 18 giugno 2026, la nuova struttura organizzativa della Capogruppo, che prevede:
• la costituzione della nuova unità organizzativa “VDG Business”, e quindi l’istituzione del ruolo del Vice Direttore Generale, al fine di creare un centro di specifica e full-time accountability sul lato «ricavi» della gestione dell’azienda, con il governo anche delle leve di abilitazione: in particolare, alla “VDG Business” riportano le unità organizzative Marketing, Customer Acquisition & Development, Crediti, Fondo e altre Agevolazioni, IT & Op erations.
22 Disponibile all’indirizzo: https://www.mcc.it/bilanci -financial -statements/
60 L’articolazione e il funzionamento delle unità organizzative a riporto della “VDG Business” assicurano modalità atte a garantire l’autonomia funzionale e la separatezza dell’attività di gestione di fondi e agevolazioni pubbliche rispetto alle altre attivit à, nonché delle attività di proposizione commerciale rispetto a quelle di valutazione creditizia e delibera, in modo da assicurare la migliore gestione di ogni possibile conflitto di interessi ed il rispetto della disciplina applicabile;
• la ricollocazione di alcune attività al fine di creare sinergie organizzative e agevolare il funzionamento operativo.
A seguito dell’ingresso di Artigiancassa nel perimetro di Gruppo:
• è stata aggiornata la composizione dei Comitati gestionali operanti a livello di Gruppo, prevedendovi la partecipazione del Direttore Generale di Artigiancassa e, a seconda della competenza, dei Responsabili delle unità organizzative a suo diretto riporto;
• sono stati individuati e apportati alle Policy di Gruppo individuate in logica di priorità gli aggiornamenti necessari per estenderne l’applicabilità ad Artigiancassa;
• sono stati attivati, secondo le modalità previste dalla normativa di Gruppo in materia di esternalizzazione, i servizi prestati da Mediocredito Centrale ad Artigiancassa in outsourcing.
Sono state aggiornate le Policy di Gruppo in materia di concessione del credito e gestione delle garanzie, al
fine di:
• recepire le novità introdotte dal framework normativo Basilea IV;
• inserire all’interno dei processi di valutazione gli aspetti ESG;
• aggiornare le soglie e le regole di attivazione della Credit Opinion della Capogruppo.
I processi di valutazione creditizia sono stati inoltre rivisti a seguito delle implementazioni informatiche che hanno reso disponibile nella valutazione del merito di credito il set informativo ESG sulle controparti fornito da info provider esterno.
In coerenza con il framework di Gruppo definito dalle Policy in materia Mediocredito Centrale ha aggiornato il proprio processo di gestione del credito performing, che disciplina ruoli e attività previste per intercettare anomalie delle posizioni in portaf oglio, e definisce le modalità di monitoraggio e gestione di tali posizioni.
In conseguenza degli impatti sulle filiere produttive originati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente è stata definita a livello di Gruppo una metodologia per la valutazione del merito di credito delle imprese operanti nei settori economici interess ati da tali impatti, con l’individuazione delle connesse modifiche dei processi di istruttoria creditizia delle controparti.
In considerazione dello svolgimento accentrato presso la Capogruppo delle attività di finanza è stato aggiornato in ottica di Gruppo il processo di gestione di operazioni di rifinanziamento con la Banca Centrale Europea.
61 Con riferimento alla prestazione dei servizi di investimento in strumenti finanziari , in relazione all’obbligo, introdotto dalla Delibera Consob n.23979 del 14 maggio 2026 che ha modificato il Regolamento Emittenti, di comunicare da parte dei Soggetti Rilevanti le operazioni effettuate per loro conto concernenti le azioni o gli strumenti di debito dell’emittente o strumenti derivati o altri strumenti finanziari a essi collegati è stato aggiornato il “Regolamento in materia di Internal Dealing ”, che disciplina gli obblighi informativi e di comportamento connessi al compimento di operazioni su strumenti finanziari emessi dalla Banca o strumenti derivati o altri strumenti finanziari ad essi collegati (laddove esistenti) effettuate da parte dei So ggetti Rilevanti o delle Persone ad essi strettamente legate, in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa esterna in materia; l ’aggiornamento ha riguardato l’innalzamento da 20 a 50 mila euro della soglia oltre la quale i Soggetti Rilevanti hanno l’obbligo di comunicare le operazioni effettuate per loro conto.
Nell’ambito del percorso volto a introdurre politiche e prassi tese a promuovere i valori di diversità, equità e inclusione, che ha consentito la certificazione del Gruppo per la parità di genere prevista dalla prassi UNI/PdR 125:2022, è stato definito un sistema di gestione per la parità di genere che prevede la misura, la rendicontazione e la valutazione dei dati relativi al genere in tutti i processi, con l’obiettivo di colmare i gap eventualmente esistenti e produrre un ca mbiamento sostenibile e durevole nel tempo in tutte le sedi e filiali in cui il Gruppo opera.
Sono stati apportati alcuni interventi di efficientamento degli iter deliberativi adottati per i prodotti offerti da Mediocredito Centrale in modalità web, con l’obiettivo di velocizzare ulteriormente i tempi di risposta alla Clientela.
Artigiancassa
Nel primo semestre dell’anno sono state condotte le attività propedeutiche all’avvio dell’operatività di Artigiancassa.
In primis è stato definito il modello operativo della Società, stabilendo:
• l’assetto organizzativo e la relativa articolazione delle strutture e delle responsabilità;
• i poteri delegati agli organi e ai ruoli aziendali.
Nell’ambito di tale modello è stata in particolare prevista l’esternalizzazione presso Mediocredito Centrale delle attività delle funzioni di controllo e di staff; di conseguenza, in coerenza con quanto previsto dalla normativa di Gruppo in materia di este rnalizzazione, sono state condotte le analisi preliminari volte a definire i requisiti di svolgimento di ciascuna delle attività esternalizzate, nonché i relativi presidi di monitoraggio della qualità del servizio ricevuto.
62 L’iter di esternalizzazione è stato quindi completato con l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione e con la definizione dei regolamenti operativi delle attività esternalizzate, che definiscono in particolare i Key Performance Indicators (“KPI”) e i relativi livelli di servizio per ciascuna attività.
È stata poi disciplinata l’operatività creditizia di Artigiancassa, tramite:
• il recepimento delle Policy di Gruppo in materia di credito;
• la definizione del Regolamento Fidi, approvato dal Consiglio di Amministrazione, che definisce gli aspetti applicativi relativi ai processi di concessione, gestione, monitoraggio, classificazione, valutazione e recupero del credito;
• il disegno e l’implementazione del processo operativo di concessione del credito, supportato da motori di pre-screening e scoring qualificato che consentono una valutazione immediata della rischiosità del cliente;
• la definizione delle attività finalizzate ad assicurare e preservare la validità, il valore e la capacità delle garanzie acquisite di mitigare le perdite in caso di default del prenditore.
In parallelo sono state recepite le Policy di Gruppo in materia di governance e funzionamento, individuate in base a logica di priorità.
Altre informazioni
La presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata sviluppa prevalentemente gli aspetti inerenti all’andamento della gestione del Gruppo e gli indicatori di performance .
Per tutte le altre informazioni richieste, si rinvia a quanto esposto nelle Note Illustrative. In particolare, per quanto attiene alle informazioni sui rischi e sulle incertezze si rimanda alla parte A in cui vengono fornite le informazioni sulla continuità aziendale e sui rischi ed incertezze legate all’utilizzo di stime, alla parte B (Sezione 10.6 Fondi Rischi ed Oneri), alla parte E ch e illustra dettagliatamente le informazioni su rischi finanziari e operativi anche relativi alle attività in essere sui derivati, nonché al Bilancio consolidato al 31 dicembre 202 5.
Si rinvia alle Note Illustrative - parte H Operazioni con parti correlate - anche per quanto attiene ai rapporti con la Controllante della Capogruppo, le consorelle di quest’ultima, le società del Gruppo e le altre parti correlate.
La società controllata BdM Banca S.p.A. possiede 25 milioni di euro di azioni proprie. Nessuna altra società dell’area di consolidamento possiede azioni proprie.
63 Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del periodo Successivamente al 30 giugno 202 6 e fino alla data di approvazione del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato ( 5 agosto 202 6), non si sono verificati eventi tali da avere impatti sui risultati patrimoniali ed economici rappresentati (IAS 10 § 8) .
In data 3 luglio 2026 , MCC ha approvato l’avvio di un nuovo processo competitivo per la vendita della partecipazione in Cassa di Risparmio di Orvieto (“CRO”). La determinazione conferma gli obiettivi di valorizzazione della partecipazione e di creazione di valore per gli stakeholders, in un contesto di massima attenzione per le Persone e per il territorio di riferimento di CRO.
Il 9 luglio 2026 , Mediocredito Centrale ha concluso con successo il collocamento di un prestito obbligazionario “Social” – unsecured senior preferred – per un ammontare complessivo di € 500 milioni (no -
grow), con una cedola a tasso fisso annua del 3,75% (re -offer yield 3,816%) e scadenza 16 gennaio 2032 (tasso di riferimento interpolato BTP 3,15% 01/06/2031 e BTP 3,25% 15/07/2032 + 50 bps). Il prestito obbligazionario rappresenta un’emissione a valere sul programma EMTN (Euro Medium Term Note) da euro 2 miliardi, il cui prospetto di base è stato approvato lo scorso 20 marzo 2026 (oggetto di supplement dell’8 luglio 2026). Il nuovo collocamento, destinato ad investitori istituzionali, ha registrato ordini complessivi per circa euro 1,2 miliardi. La data di regolamento del prestito obbligazionario è attesa per il 16 luglio 2026 e, a partire da tale data, i titoli rappresentativi dello stesso saranno quotati sul mercato regolamentato della Borsa del Lussemburgo.
Nell’ambito delle attività di pianificazione strategica di Gruppo sono state approvate, nel mese di luglio 2026, le Proiezioni economico -patrimoniali di BdM per il periodo 2026 -2030 , e all’inizio di agosto quelle di CR Orvieto, definendo le prospettive di sviluppo delle banche nell’orizzonte temporale suindicato. I flussi delle Proiezioni economico -patrimoniali 2026 -2030 di BdM nonché i correlati imponibili attesi, sono stati utilizzati per l’esecuzione del probability test ai sensi dello IAS 12 al 30 giugno 2026. Coerentemente con quanto fatto nei periodi precedenti e con le raccomandazioni delle Autorità di Vigilanza, che richiedono un prudente apprezzamento delle situazioni di incertezza e della probabilità di realiz zo dei piani futuri, tali flussi sono stati riapprezzati applicando haircut prudenziali.
Principali incertezze ed evoluzione prevedibile della gestione 1. Digitalizzazione e innovazione tecnologica L’accelerazione della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale rappresenta al tempo stesso un’opportunità e una fonte di incertezza strutturale per il sistema bancario. Nel semestre l’adozione di modelli di AI
64 generativa e predittiva nei processi bancari — credito, frodi, customer service, compliance e risk management — ha registrato una significativa accelerazione. Le banche che ritarderanno l’integrazione dell’AI nei processi core rischiano di perdere efficien za operativa e competitività; al tempo stesso, una corsa agli investimenti AI non selettiva può generare costi eccessivi rispetto ai ritorni economici effettivamente misurabili. Le principali incertezze riguardano l’adozione di nuove tecnologie, incluse in telligenza artificiale, blockchain, cloud computing e super -cloud, l’adeguamento dei sistemi legacy a nuove architetture cloud e ibride, la governance dei modelli AI, la necessità di assicurare trasparenza e non discriminazione, la conformità all’AI Act con tempi di adeguamento progressivi per i sistemi ad alto rischio e la dipendenza da fornitori tecnologici esterni. Un rischio specifico riguarda la sovranità tecnologica: se l’AI rimane governata da infrast rutture, standard e piattaforme prevalentemente statunitensi, mentre l’Europa procede con vincoli regolamentari più stringenti e minore capacità di scala, gli operatori UE possono trovarsi contemporaneamente dipendenti da fornitori extraeuropei e più lenti nell’adozione. La dinamica si è resa più evidente nel periodo appena chiuso: i controlli statunitensi sull’esportazione dei modelli di frontiera hanno limitato l’accesso europeo ai sistemi AI più avanzati, con aperture parziali concesse solo a un numero selezionato di soggetti, principalmente statunitensi. Le condizioni di accesso alle tecnologie AI di punta sono quindi definite a Washington, non a Bruxelles, con implicazioni dirette sull’autonomia decisionale e sulla competitività degli operatori europei. La concorrenza cinese a basso costo nei modelli e nelle applicazioni AI può inoltre comprimere i margini dei servizi digitali e ridurre il ritorno atteso degli investimenti più capital -
intensive. La competizione con fintech e big tech, attive nei pagament i, nel credito e nel risparmio, continua a esercitare pressioni sul modello bancario tradizionale. Un tema trasversale è la gestione delle competenze:
il reskilling delle risorse esistenti (riconversione per chi cambia mansione per effetto dell’automazione) e l’upskilling (aggiornamento per chi utilizza nuovi strumenti AI nel proprio ruolo) costituiscono condizioni essenziali per governare la transizione te cnologica anziché subirla23.
2. Cybersecurity, anti -financial crime e protezione dati Il rischio cyber ha assunto ulteriore rilevanza nel semestre, in un contesto di attacchi più sofisticati e spesso supportati da strumenti di intelligenza artificiale. L’evoluzione più recente conferma che l’IA accelera la scoperta e lo sfruttamento delle v ulnerabilità, amplifica il rischio sistemico in presenza di infrastrutture condivise e innesta dinamiche di attacco -difesa a velocità macchina, in cui i tempi di risposta umani possono risultare insufficienti. Ransomware, DDoS , deepfake vocali e video, vulnerabilità della supply chain tecnologica e frodi sui pagamenti digitali richiedono un rafforzamento continuo dei presidi di resilienza
23 Fondi: Prometeia. (2026b). Banking Regulation Update . Prometeia; Panetta, F. (2026b). La finanza per l’innovazione e l’intelligenza artificiale come leve per lo sviluppo . Banca d’Italia; Confindustria Verona, & APPIA.
(2026). EconomicaMente n. 3: L’export italiano regge alle tensioni globali . Confindustria Verona; Banca d’Italia.
(2025b). Indagine Fintech sugli intermediari bancari e finanziari . Banca d’Italia; Global Entrepreneurship Monitor.
(2026). GEM 2025/2026 Global Report: From Uncertainty to Opportunity . Global Entrepreneurship Monitor.
65 operativa e antifrode. Una delle principali aree di incertezza riguarda la gestione del conflitto operativo tra normativa cyber, normativa privacy e anti -financial crime. La prevenzione delle frodi, del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo richiede analisi avanzate dei comportamenti transazionali e trattamenti di dati su larga scala, mentre GDPR e AI Act impongono vincoli di trasparenza, proporzionalità, minimizzazione e supervisione umana. Il Regolamento DORA richiede test di resilienza, gestione degli incidenti e presidio dei fornitori ICT, aumentando la complessità organizzativa e i costi di compli ance. La nuova architettura AML europea introduce inoltre ulteriori obblighi di allineamento dei processi di customer due diligence, monitoraggio transazionale e verifica del titolare effettivo, con tempi di adeguamento che si estendono al 2027 -202824.
3. Regolamentazione, compliance e fiscalità Il calendario regolamentare europeo dei prossimi mesi e del 2027 presenta elementi di complessità rilevanti. Il progressivo phase -in di Basilea IV comporta aggiustamenti ai requisiti patrimoniali per rischi di credito, mercato e operativo; l’AI Act richiede la classificazione dei sistemi AI e l’adeguamento della relativa governance con tempistiche graduali per i sistemi ad alto risc hio; la CSRD impone il rafforzamento dei sistemi di raccolta e rendicontazione dei dati ESG. Restano inoltre aperti i dossier relativi al completamento dell’Unione Bancaria, al Mercato Unico dei Capitali e allo sviluppo dell’EU Securitization Market. Il mancato pieno completamento di tali iniziative mantiene frammentato il quadro competitivo europeo e limita la capacità del sistema finanziario di canalizzare risparmio privato verso investimenti produttivi. L’adattamento a un panorama normativo in continua evoluzione comporta costi crescenti per la conformità, soprattutto per banche di dimensione media. Sul piano fiscale, l’assenza di una tassazione bancaria armonizzata a livello europeo lascia margini di incertezza, anche in relazione a possibi li contributi straordinari, riallineamenti tra norme fiscali e standard IFRS e applicazione della Global Minimum Tax25.
4. Cambiamenti climatici e sostenibilità Lo shock energetico ha reso più complessa la transizione verso le rinnovabili, ma ha anche confermato la vulnerabilità dell’economia italiana alla dipendenza da combustibili fossili importati. Restano rilevanti il
24 Fonti: European Central Bank. (2026b). Financial Stability Review . European Central Bank; Adrian, T., Gaidosch, T., Moretti, M., Qureshi, M., & Ravikumar, R. (2026). Artificial Intelligence and Cybersecurity in the Financial Sector [IMF Notes]. International Monetary Fund; European Banking Authority, European Securities and Markets Authority, & European Insurance and Occupational Pensions Authority. (2025). Consumer factsheets on crypto -assets and AI -related fraud . European Supervisory Authorities; Banca d’Italia. (2025a). Il rischio di frode sulle carte di pagamento . Banca d’Italia; Prometeia. (2026b). Banking Regulation Update . Prometeia; Laviola, A. (2026). La nuova architettura della supervisione europea e il contributo della Banca d’Italia . Banca d’Italia.
25 Fonti: Prometeia. (2026b). Banking Regulation Update . Prometeia; European Securities and Markets Authority.
(2025). Guidelines on funds’ names using ESG or sustainability -related terms . European Securities; Markets Authority.
66 rischio fisico da eventi climatici estremi, il rischio di transizione nei portafogli esposti a settori carbon -
intensive e gli obblighi di disclosure CSRD. La gestione futura dei rischi climatici nei portafogli prestiti e investimenti richiederà strumenti p iù granulari di classificazione settoriale e territoriale, con attenzione particolare ad agrifood, immobiliare, turismo, industria energivora e finanza di transizione. Permane una tensione crescente tra criteri ESG e investimenti nella difesa. L’aumento de gli impegni di riarmo in Europa, in risposta al peggioramento del quadro geopolitico, può entrare in conflitto con framework ESG che escludono l’industria militare. L’onere economico della regolamentazione ESG rappresenta inoltre un fattore di attenzione, per la banca e per le PMI clienti chiamate a produrre dati e rendicontazioni sempre più strutturate26.
5. Concorrenza non tradizionale La crescita della concorrenza non tradizionale rappresenta una delle principali fonti di pressione sul sistema bancario. Fintech, big tech, operatori specializzati nei pagamenti, piattaforme digitali e intermediari non bancari ampliano l’offerta di servizi finanziari a consumatori e imprese, spesso con maggiore velocità di innovazione e minori vincoli regolamentari. Il private credit e l’intermediazione finanziaria non bancaria (NBFI) stanno acquisendo rilevanza nei finanziamenti alle imprese medio -grandi e nei segmenti più redditizi del credito corporate. Il fenomeno va letto anche alla luce di vulnerabilità più ampie: l’eccesso di liquidità accumulato negli anni di politiche monetarie espansive e l’insufficiente copertura regolamentare di alcune attività f uori dal perimetro bancario tradizionale. Il rischio non riguarda soltanto la perdita di quote di mercato per le banche, ma il trasferimento di leva e rischio di credito verso soggetti meno vincolati da requisiti patrimoniali, con minore trasparenza sulle interconnessioni. In presenza di tassi più elevati, debito pubblico ai massimi e valutazioni azionarie sostenute anche dall’euforia sull’AI, eventuali correzioni dei mercati possono trasmettersi rapidamente attraverso fondi, private credit, hedge fund e al tri veicoli non bancari, inasprendo le condizioni finanziarie e generando vendite forzate27.
6. Internazionalizzazione e tendenze geopolitiche Le tensioni geopolitiche restano una fonte rilevante di incertezza per il secondo semestre 2026 e per il 2027. I conflitti in Ucraina, Medio Oriente e Mar Rosso incidono sui costi energetici, sui costi logistici, sulle catene di
26 Fonti: Banca d’Italia. (2026b). Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana . Banca d’Italia; Banca d’Italia.
(2026c). Rapporto sulla stabilità finanziaria . Banca d’Italia; European Securities and Markets Authority.
(2025). Guidelines on funds’ names using ESG or sustainability -related terms . European Securities; Markets Authority;
European Insurance and Occupational Pensions Authority. (2025). PROTECT: Natural Catastrophe Risk Scoring Tool .
EIOPA.
27 Fonti: Banks Stand to Lose From Private Credit. (2026). The Wall Street Journal ; European Central Bank.
(2026b). Financial Stability Review . European Central Bank; Banca d’Italia. (2026c). Rapporto sulla stabilità finanziaria .
Banca d’Italia.
67 fornitura e sulle prospettive di export delle imprese italiane. La tregua mediorientale resta esposta a rotture improvvise e il rischio su Hormuz mantiene asimmetrico il profilo dei prezzi energetici: anche in assenza di un nuovo picco, livelli del Brent s tabilmente superiori alla media 2025 possono comprimere margini industriali, consumi reali e qualità del credito nei settori energivori. L’aumento degli impegni di riarmo in Europa pone inoltre un tema di equilibrio tra sicurezza, debito pubblico e criteri ESG. Le tensioni commerciali e le politiche tariffarie internazionali richiedono alle imprese italiane una maggiore diversificazione geografica dei mercati di sbocco. Negli Stati Uniti, l’evoluzione della governance della Federal Reserve rappresenta un ul teriore elemento di incertezza globale: un’eventuale percezione di minore indipendenza della banca centrale potrebbe riflettersi su rendimenti Treasury, dollaro e condizioni finanziarie internazionali, con effetti indiretti anche sui mercati europei. Per i l sistema bancario, ciò implica rafforzare il supporto all’internazionalizzazione attraverso credito all’export, garanzie SACE e strumenti SIMEST per i mercati esteri, lettere di credito, servizi di advisory, valutazione del rischio Paese e accompagnamento verso mercati alternativi28.
7. Cambiamenti demografici e disequilibri I cambiamenti demografici rappresentano un fattore strutturale di lungo periodo. L’invecchiamento della popolazione nei mercati sviluppati, il calo della popolazione in età lavorativa e la riduzione della base demografica nelle regioni meridionali incidono sulle prospettive del mercato del credito, sulla domanda di servizi finanziari e sulla sostenibilità dei territori. La banca dovrà adattarsi a una clientela polarizzata: da un lato popolazione anziana, con esigenze di protezione patrimoniale, previdenza, assistenza e relazione fisica;
dall’altro clienti nativi digitali, con aspettative di immediatezza, multicanalità e servizi pienamente digitali. La razionalizzazione delle reti fisiche dovrà quindi essere gestita mantenendo presidio territoriale e inclusio ne finanziaria. La cosiddetta silver economy — l’insieme dei bisogni finanziari della popolazione anziana, dalla previdenza integrativa alla pianificazione successoria, dalle polizze Long Term Care al wealth management — rappresenta inoltre un’opportunità commerciale rilevante per i comparti a maggiore marginalità. I flussi migratori, la povertà assoluta, la quota elevata di NEET e la crescente disuguaglianza sociale incidono sulla coesione dei territori e sull’accesso al credito29.
28 Fonti: Panetta, F. (2026a). Commercio e finanza in un mondo frammentato . Banca d’Italia; SACE. (2026). Previsioni export . SACE; Banca d’Italia. (2026b). Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana . Banca d’Italia; Aguilar, P., Boeckelmann, L., & Kornprobst, A. (2026). Beyond energy prices: The ripple effects of Gulf supply disruptions [ECB Blog].
European Central Bank; The European House –Ambrosetti. (2026). Come rendere ancora più attrattiva l’Italia per le multinazionali . The European House –Ambrosetti.
29 Fonti: Istituto nazionale di statistica. (2025c). Rilevazione sulle forze di lavoro . Dataset e comunicati statistici ISTAT;
Istituto nazionale di statistica. (2026). Occupati e disoccupati . ISTAT; Istituto nazionale di statistica. (2024). Indagine sulle spese delle famiglie . Dataset e comunicati statistici ISTAT; Banca d’Italia. (2026a). Economie regionali: L’economia della Puglia . Banca d’Italia.
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8. Gestione dei talenti e della forza lavoro La competizione per attrarre professionisti con competenze digitali, tecnologiche, quantitative e regolamentari si è intensificata nel semestre. La domanda di profili specializzati in AI, cybersecurity, data governance, model risk management, cloud, compli ance e sostenibilità proviene sia dal settore bancario sia da imprese tecnologiche e grandi gruppi internazionali. La gestione dei talenti rappresenta una condizione essenziale per mantenere competitività operativa e capacità di innovazione. La riqualifica zione della forza lavoro esistente diventa prioritaria, soprattutto per accompagnare la modernizzazione dei sistemi legacy, l’automazione dei processi, l’adozione dell’AI e l’evoluzione dei modelli di servizio alla clientela. La doppia anima della formazio ne — reskilling per chi cambia mansione per effetto dell’automazione, upskilling per chi deve governare nuovi strumenti mantenendo il proprio ruolo — è parte integrante della dimensione Governance e Social del framework ESG30.
Evoluzione prevedibile della gestione.
Le dinamiche macroeconomiche e geopolitiche del primo semestre evidenziano la necessità di una gestione adattiva dei rischi, con costante presidio delle esposizioni creditizie, del profilo di liquidità e del rischio tasso, anche attraverso i meccanismi di garanzia pubblica che il Gruppo gestisce istituzionalmente. Nei mesi successivi, la priorità sarà preservare redditività e capitale senza comprimere la presenza commerciale, con particolare attenzione alla selezione dei prenditori, alla difesa del margine di interesse, alla qualità del portafoglio e alla continuità operativa dei processi digitali31.
30 Fonti: Prometeia. (2026b). Banking Regulation Update . Prometeia; Panetta, F. (2026b). La finanza per l’innovazione e l’intelligenza artificiale come leve per lo sviluppo . Banca d’Italia; Banca d’Italia. (2025b). Indagine Fintech sugli intermediari bancari e finanziari . Banca d’Italia.
31 Fonti: Gruppo MCC. (2026). Bilancio consolidato 2025: Principali incertezze ed evoluzione prevedibile della gestione (pp. 314 –318). Gruppo MCC; Banca d’Italia. (2026b). Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana .
Banca d’Italia; Banca d’Italia. (2026c). Rapporto sulla stabilità finanziaria . Banca d’Italia.
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Schemi del Bilancio
Consolidato Semestrale
Abbreviato
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STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO
Voci dell'attivo 30/06/2026 31/12/2025 10. Cassa e disponibilità liquide 1.234.704 960.181 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 97.688 94.083 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 6.104 5.085 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 91.584 88.998 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.962.635 3.020.368 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 11.813.762 11.079.359 a) crediti verso banche 153.683 142.408 b) crediti verso clientela 11.660.079 10.936.951 50. Derivati di copertura 38.867 49.094 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (17.630) (23.348) 70. Partecipazioni 833 614 90. Attività materiali 159.419 157.875 100. Attività immateriali 6.292 5.971
di cui:
- avviamento 1.656 1.656 110. Attività fiscali 321.263 277.331 a) correnti 97.046 88.652 b) anticipate 224.217 188.679 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.357 36.260 130. Altre attività 264.450 331.079 Totale dell'attivo 16.885.640 15.988.867
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segue: STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO
Voci del passivo e del patrimonio netto 30/06/2026 31/12/2025 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 14.819.019 13.993.540 a) debiti verso banche 1.050.617 1.225.537 b) debiti verso clientela 11.735.583 11.234.416 c) titoli in circolazione 2.032.819 1.533.587 20. Passività finanziarie di negoziazione 269 20 40. Derivati di copertura 11.279 2.818 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (10) -
60. Passività fiscali 16.867 19.062 a) correnti 9.796 11.483 b) differite 7.071 7.579 80. Altre passività 694.999 664.283 90. Trattamento di fine rapporto del personale 19.657 19.934 100. Fondi per rischi e oneri 136.246 164.668 a) impegni e garanzie rilasciate 4.222 7.023 b) quiescenza e obblighi simili 3.358 3.484 c) altri fondi per rischi e oneri 128.666 154.161 120. Riserve da valutazione (26.068) (14.786) 150. Riserve 902. 361 821.486 170. Capitale 204.509 204.509 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 35.0 72 33.633 200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/ -) 71.44 1 79.701 Totale del passivo e del patrimonio netto 16.885. 640 15.988.867
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CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
Voci 30/06/2026 30/06/2025 10. Interessi attivi e proventi assimilati 249.226 258.200 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 246.416 242.316 20. Interessi passivi e oneri assimilati (92.144) (90.436) 30. Margine di interesse 157.082 167.764 40. Commissioni attive 111.637 109.536 50. Commissioni passive (4.014) (4.030) 60. Commissioni nette 107.623 105.506 70. Dividendi e proventi simili 2.569 1.743 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 1.579 2.311 90. Risultato netto dell’attività di copertura (797) (17) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 2.151 22.008 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (23) (44) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.174 22.052 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (754) 3.013 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (754) 3.013 120. Margine di intermediazione 269.453 302.328 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (23.614) (49.029) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (23.765) (49.193) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 151 164 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (26) (16) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 245.813 253.283 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 245.813 253.283 190. Spese amministrative: (177.429) (173.853) a) spese per il personale (118.040) (111.543) b) altre spese amministrative (59.389) (62.310) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (9.829) (9.866) a) impegni e garanzie rilasciate 2.802 (990) b) altri accantonamenti netti (12.631) (8.876) 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (8.867) (8.749) 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (904) (737) 230. Altri oneri/proventi di gestione 4.062 8.488 240. Costi operativi (192.967) (184.717) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni - 1 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 153 3 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 52.999 68.570 300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell’operatività corrente 20.424 (13.389) 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 73.423 55.181 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 18 2 330. Utile (Perdita) d'esercizio 73.4 39 55.183 340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi 1.998 1.960 350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 71.44 1 53.223
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PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA
Voci 30/06/2026 30/06/2025 10. Utile (Perdita) d'esercizio 73.4 39 55.183 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico (3.498) 71 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (3.405) (24) 70. Piani a benefici definiti (93) 95 Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (8.068) 2.757 130. Copertura dei flussi finanziari 70 -
150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (8.138) 2.757 200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (11.566) 2.828 210. Redditività complessiva (Voce 10 + 200) 61.87 2 58.011 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 1.725 2.032 230. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 60.14 7 55.979
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PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO AL 30 GIUGNO 202 6
Esistenze al 31.12.202 5 Modifca saldi di apertura Esistenze al 01.01.202 6 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell'esercizio
Totale patrimonio
Patrimonio netto del gruppo al
30.06.202 6
Patrimonio netto di terzi al 30.06.202 6 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività complessiva esercizio 30.06.202 6 Riserve Dividendi e altre
destinazioni
Emissione nuove azioni Acquisto azioni proprie Acconti su dividendi
Distribuzione straordinaria
dividendi
Variazione strumenti di
capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Variazioni interessenze
partecipative
Capitale
- azioni ordinarie 232.450 X 232.450 - X X - - X X X X X (313) X 232.137 204.509 27.629
- altre azioni - X - - X X - - X X X X X - X - - -
Sovrapprezzi di
emissione 6.989 X 6.989 - X - - X X X X X X - X 6.989 - 6.989 Riserve - - - -
- di utili 384.342 - 384.342 82.665 X 1.200 - - X - X X X 2.714 X 470.920 472.360 (1.440)
- altre 433.002 - 433.002 - X - - X X - X - - (2.713) X 430.289 430.000 289
Riserve da
valutazione (14.142) (14.142) X X - X X X X X X X (18) (11.566) (25.726) (26.069) 343
Strumenti di
capitale - X - X X X X X X X - X X - X - - -
Acconti su
dividendi - X - X X X X X - X X X X X X - - -
Azioni proprie (769) X (769) X X X - - X X X X X 13 X (756) - (756) Utile (perdita) di esercizio 82.665 82.665 (82.665) - X X X X X X X X X 73.4 39 73.439 71.441 1.998 Totale patrimonio 1.124.537 - 1.124.537 - - 1.200 - - - - - - - (317) 61.87 2 1.187.293 1.152.240 35.053
Patrimonio netto
del gruppo 1.090.902 - 1.090.902 - - 1.205 - - - - - - - (15) 60.14 7 1.152.240 1.152.240 X
Patrimonio netto
di terzi 33.635 33.635 - - (5) - - - - - - - (302) 1.725 35.053 X 35.053
75
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO AL 30 GIUGNO 2025
Esistenze al 31.12.202 4 Modifca saldi di apertura Esistenze al 01.01.202 5 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell'esercizio
Totale patrimonio
Patrimonio netto del gruppo al
30.06.202 5
Patrimonio netto di terzi al 30.06.202 5 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività complessiva esercizio 30.06.202 5 Riserve Dividendi e altre
destinazioni
Emissione nuove azioni Acquisto azioni proprie Acconti su dividendi
Distribuzione straordinaria
dividendi
Variazione strumenti di
capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Variazioni interessenze
partecipative
Capitale
- azioni ordinarie 231.599 X 231.599 - X X - - X X X X X (198) X 231.401 204.509 26.893
- altre azioni - X - - X X - - X X X X X - X - - -
Sovrapprezzi di
emissione 6.989 X 6.989 - X - - X X X X X X - X 6.989 - 6.989 Riserve - - - - - - - -
- di utili 314.641 - 314.641 71.291 X (706) - - X - X X X (94) X 385.132 392.300 (7.167)
- altre 433.059 - 433.059 - X - - X X - X - - (28) X 433.031 430.000 3.031
Riserve da
valutazione (12.867) - (12.867) X X - X X X X X X X - 2.828 (10.041) (10.827) 786
Strumenti di
capitale - X - X X X X X X X - X X - X - - -
Acconti su
dividendi - X - X X X X X - X X X X X X - - -
Azioni proprie (791) X (791) X X X - - X X X X X 14 X (777) - (777) Utile (perdita) di esercizio 71.291 - 71.291 (71.291) - X X X X X X X X X 55.18 3 55.180 53.220 1.960 Totale patrimonio 1.043.921 - 1.043.921 - - (706) - - - - - - - (305) 58.0 11 1.100.917 1.069.205 31.722
Patrimonio netto
del gruppo 1.014.064 - 1.014.064 - - (684) - - - - - - - (153) 55.97 9 1.069.205 1.069.205 x
Patrimonio netto
di terzi 29.857 - 29.857 - - (22) - - - - - - - (152) 2.032 31.722 x 31.722
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO (Metodo indiretto)
A. ATTIVITA' OPERATIVA Importo
30/06/2026 30/06/2025
1. Gestione 57.556 108.527
- risultato d'esercizio (+/ -) 73.441 55.183
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico ( -/+) 802 (4.865)
- plus/minusvalenze su attività di copertura ( -/+) 797 16
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/ -) 23.615 49.029
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/ -) 9.758 9.487
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/ -) 9.829 9.866
- ricavi incassati e costi pagati netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione ( -/+) - -
- imposte, tasse e crediti d’imposta non liquidati (+/ -) (22.089) 11.919
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale ( -
/+) (18) (2)
- altri aggiustamenti (+/ -) (38.579) (22.106) 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (605.488) (979.786)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (481) (266)
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (3.655) (1.201)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 76.789 (598.901)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (677.756) (375.564)
- altre attività (385) (3.854) 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 833.060 633.170
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 822.999 290.403
- passività finanziarie di negoziazione 249 56
- passività finanziarie designate al fair value - -
- altre passività 9.812 342.711 Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 285.126 (238.089)
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 5 1
- vendite di partecipazioni - -
- dividendi incassati su partecipazioni - -
- vendite di attività materiali 5 1
- vendite di attività immateriali - -
- vendite di società controllate e di rami d'azienda - -
2. Liquidità assorbita da (10.609) (7.864)
- acquisti di partecipazioni 474 (304)
- acquisti di attività materiali (9.870) (6.183)
- acquisti di attività immateriali (1.213) (1.377)
- acquisti di società controllate e di rami d'azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (10.604) (7.863)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista - -
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 274.52 3 (245.952)
77
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio Importo
30/06/2026 30/06/2025
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 960.181 954.036 Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 274.52 3 (245.952) Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 1.234.70 4 708.084
78
Note illustrative
79
Parte A
Politiche contabili
80
A1. PARTE GENERALE
Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è redatto in conformità ai principi contabili internazionali IAS/IFRS emanat i dall’International Accounting Standards Board (IASB) in vigore alla data del 30 giugno 2026 e omologati dalla Commissione Europea come stabilito dal Regolamento Comunitario n.1606 del 19 luglio 2002, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell ’Unione Europea omologati dalla Commissione Europea L.243 l’11 settembre 2002. In particolare, lo stesso è redatto secondo le prescrizioni del principio contabile internazionale IAS 34 ̶ Bilanci intermedi, in conformità alle quali il Gruppo si è avvalso della facoltà di predisporre un’informativa sintetica, in luogo dell’informativa completa prevista per il bilancio consolidato annuale.
Gli schemi contabili sono predisposti sulla base della Circolare n.262 della Banca d’Italia del 22 dicembre 2005 e i successivi aggiornamenti (8° aggiornamento del 17 novembre 2022).
Gli schemi del bilancio consolidato semestrale abbreviato riportano, oltre ai dati contabili al 30 giugno 202 6, le seguenti informazioni comparative:
Stato patrimoniale al 31 dicembre 202 5, a seguito della riclassifica delle attività e passività relative alla Cassa di Risparmio di Orvieto dalle attività operative cessate a voce propria e sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5, è stato effettuato il restatement dei dati comparativi al 31 dicembre 2025 ;
• Conto economico al 30 giugno 202 5, a seguito della riclassifica dei costi e ricavi relativi alla Cassa di Risparmio di Orvieto dalle attività operative cessate a voce propria e sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5, è stato effettuato il restatement dei dati comparativi al 30 giugno 2025 ;
• Prospetto della redditività complessiva al 30 giugno 202 5;
• Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 30 giugno 202 5;
• Rendiconto finanziario al 30 giugno 202 5, a seguito della riclassifica delle attività e passività, dei costi e dei ricavi relativi alla Cassa di Risparmio di Orvieto dalle attività operative cessate a voce propria e sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5, è stato effettuato il restatement dei dati comparativi al 30 giugno 2025 .
• Per l’interpretazione e l’applicazione dei principi contabili internazionali si è fatto riferimento, quando necessario, ai seguenti documenti:
• “quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio” (“ Framework ”), con particolare riguardo al principio fondamentale che riguarda la prevalenza della sostanza sulla forma, nonché al concetto della rilevanza e significatività dell’informazione;
• Implementation Guidance, Basis for Conclusions ed eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall’IFRIC a completamento dei principi contabili emanati.
81 Si sono inoltre considerate, per quanto applicabili, le comunicazioni degli Organi di Vigilanza (Banca d’Italia, BCE, EBA, Consob ed ESMA) e i documenti interpretativi sull’applicazione degli IAS/IFRS predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC ) e dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), con i quali sono state fornite raccomandazioni sull’informativa da riportare in bilancio, su taluni aspetti di maggior rilevanza in ambito contabile o sul trattamento contabile di particolari operazioni.
Nuovi principi contabili internazionali omologati e in vigore
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2026
Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi già in vigore la cui applicazione obbligatoria decorre dal 1° gennaio 2026 o da data successiva (nel caso in cui il bilancio non coincida con l’anno solare).
Principi contabili in vigore successivamente al 1° gennaio 2026
Regolamento di
omologazione Titolo Data di entrata
in vigore
1047/2025 In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il documento “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments —Amendments to IFRS 9 and IFRS 7″. Il documento chiarisce alcuni aspetti problematici emersi dal post -
implementation review dell’IFRS 9, tra cui il trattamento contabile delle attività finanziarie i cui rendimenti variano al raggiungimento di obiettivi ESG (i.e. green bonds). In particolare, le modifiche hanno l’obiettivo di:
• Chiarire la classificazione delle attività finanziarie con rendimenti variabili e legati ad obiettivi ambientali, sociali e di governance aziendale (ESG) ed i criteri da utilizzare per l’assessment del SPPI test;
• determinare che la data di regolamento delle passività tramite sistemi di pagamento elettronici è quella in cui la passività risulta estinta. Tuttavia, è consentito ad un’entità di adottare una politica contabile per consentire di eliminare contabilmente u na passività finanziaria prima di consegnare liquidità alla data di regolamento in presenza di determinate condizioni specifiche.
Con queste modifiche, lo IASB ha inoltre introdotto ulteriori requisiti di informativa riguardo in particolare ad investimenti in strumenti di capitale designati a FVOCI. 1° gennaio 2026 1266/2025 In data 18 dicembre 2024 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Contracts Referencing Nature -dependent Electricity – Amendment to IFRS 9 and IFRS 7”. Il documento ha l’obiettivo di supportare le entità nel rendicontare gli effetti finanziari dei contratti di acquisto di elettricità prodotta da fonti rinnovabili (spesso strutturati come Power Purchase Agreements). Sulla base di ta li contratti, la quantità di elettricità generata ed acquistata può variare in base a fattori incontrollabili quali le condizioni meteorologiche. Lo IASB ha apportato emendamenti mirati ai principi IFRS 9 e IFRS 7. Gli emendamenti includono:
• un chiarimento riguardo all’applicazione dei requisiti di “own use” a questa tipologia di contratti;
• dei criteri per consentire la contabilizzazione di tali contratti come strumenti di copertura; e, • dei nuovi requisiti di informativa per consentire agli utilizzatori del bilancio di comprendere l'effetto di questi contratti sulle performance finanziarie e sui flussi di cassa di un’entità. 1° gennaio 2026
82
Il Gruppo non si è avvalso della facoltà di applicazione anticipata dei Regolamenti in vigore dal 1° gennaio 2026. Non si ritiene che tali modifiche o nuovi principi omologati comportino impatti significativi sul Bilancio consolidato del Gruppo.
Infine, di seguito si riportano i principi e le interpretazioni non omologati al 1° gennaio 2026:
Principi contabili internazionali non omologati al 1° gennaio 2026
Principio (IAS/IFRS)
Interpretazione
(SIC/IFRIC) Titolo Data di
pubblicazione
Standard
IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts. Consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a tariffe regolamentate (“Rate Regulation Activities”) secondo i precedenti principi contabil i adottati. Gennaio 2014 IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements. Il principio sostituirà lo IAS 1 Presentation of Financial Statements . Il nuovo principio si pone l’obiettivo di migliorare la presentazione degli schemi di bilancio, con particolare riferimento allo schema del conto economico. Aprile 2024 IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures. Il nuovo principio introduce alcune semplificazioni con riferimento all’informativa richiesta dagli IFRS Accounting Standard nel bilancio di esercizio di una società controllata, che rispetta taluni requisiti. Maggio 2024
Amendments
IAS 21 Emendamenti a IAS 21 (Lack of Exchangeability): relativi alla traduzione di bilanci in valute iperinflazionate; restano in fase di valutazione per l'omologazione UE. Novembre 2025
1331/2025 In data 18 luglio 2024 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Ciclo annuale di miglioramenti ai Principi contabili IFRS — Volume 11″. Tale emendamento è stato adottato con il Regolamento (UE) 2025/1331 della Commissione del 9 luglio 2025, pubblic ato in Gazzetta Ufficiale Serie L del 10 luglio 2025. In particolare, sono state apportate modifiche di lieve entità all’IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standard, all’IFRS 7 Strumenti finanziari: Informazioni integrative, all’IFRS 9 Strumenti finanziari, all’IFRS 10 Bilancio consolidato e allo IAS 7 Rendiconto finanziario. 1° gennaio 2026
83 Sezione 2 - Principi generali di redazione Gli schemi del bilancio consolidato semestrale abbreviato sono costituiti dallo Stato patrimoniale consolidato, dal Conto economico consolidato, dal Prospetto della redditività complessiva consolidata del periodo, dal Prospetto delle variazioni del patrimo nio netto consolidato, dal Rendiconto Finanziario consolidato e dalle presenti Note Illustrative.
Gli importi degli schemi sono espressi in migliaia di Euro.
Nella redazione degli schemi è stata data corretta applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1; in
particolare:
a) Continuità aziendale. Le valutazioni delle attività, delle passività e delle operazioni “fuori bilancio” sono effettuate nella prospettiva della continuità aziendale, sulla base dei valori di funzionamento, in quanto si hanno le ragionevoli aspettative che la banca continuerà con la sua esistenza operativa per un periodo futuro di almeno 12 mesi dalla data di chiusura del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato. Si ritiene, inoltre, che non siano necessarie ulteriori analisi a supporto di tale postulato oltre all’in formativa che emerge dal contenuto del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato e dalla relazione sulla gestione.
b) Competenza economica . Salvo che nel rendiconto finanziario, la rilevazione dei costi e dei ricavi avviene secondo i principi di maturazione economica e di correlazione.
c) Coerenza di presentazione . I criteri di presentazione e di classificazione delle voci del bilancio sono tenuti costanti da un periodo all’altro allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che il loro mutamento non sia prescritto da un Principio Contabile Int ernazionale o da una Interpretazione oppure non si renda necessario per accrescere la significatività e l’affidabilità della rappresentazione contabile. La presentazione e la classificazione delle voci è conforme alle disposizioni impartite dalla Banca d’I talia per i bilanci delle banche con Circolare del 22 dicembre 2005 n. 262 e successivi aggiornamenti. Detta Circolare è stata aggiornata all’ottava edizione, emessa in versione definitiva il 17 novembre 2022.
d) Rilevanza ed aggregazione . Conformemente alle disposizioni impartite dalla Banca d’Italia per i bilanci delle banche le varie classi di elementi sono presentate, se significative, in modo separato. Gli elementi differenti, se rilevanti, sono invece esposti distintamente fra loro.
e) Divieto di compensazione . Eccetto quanto disposto o consentito dagli IAS/IFRS oppure dalle disposizioni impartite dalla Banca d’Italia per i bilanci delle banche, le attività e le passività nonché i costi ed i ricavi non formano oggetto di compensazione.
f) Informativa comparativa . Relativamente a tutte le informazioni del bilancio – anche di carattere qualitativo quando utili per la comprensione – vengono riportati i corrispondenti dati dell’esercizio/del periodo precedente, a meno che non sia diversamente stabilito o permesso dag li IAS/IFRS. Vengono altresì analizzati e illustrati i dati in esso contenuti e fornite tutte le notizie complementari ritenute necessarie per dare una
84 rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo. Nella predisposizione dei diversi rendiconti contabili si sono tenute in debito conto, ove compatibili, le diverse normative in argomento, sia nazional i sia internazionali ovvero, le disposizioni della Banca d’Italia in tema di bilanci. Sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5 par. 34, con riferimento al saldo al 3 0 giugno 2025 del conto economico è stato effettuato il restatement dei dati al fine di includere l'informativa riferita a tutte le attività operative cessate.
g) Deroghe eccezionali . Se, in casi eccezionali, l’applicazione di una disposizione prevista dagli IAS/IFRS è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico, essa non deve essere applicat a. Nelle Note Illustrative sono spiegati i motivi della deroga e la sua influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico. Nel presente bilancio consolidato semestrale abbreviato non si è fatto ricorso a deroghe.
Sezione 3 – Area e metodi di consolidamento L’area di consolidamento del Gruppo include al 3 0 giugno 2026 Mediocredito Centrale nel ruolo di Capogruppo e le società per le quali ricorrono i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall’esistenza di una quota partecipativa:
Denominazione Impresa Partecipante Quota Partecipazione (%) Tipo di Consolidamento BdM BANCA S.p.A. Mediocredito Centrale S.p.A. 96,9 7 Integrale Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. Mediocredito Centrale S.p.A. 85,32 Integrale32 Artigiancassa S.p.A. Mediocredito Centrale S.p.A. 80,00 Integrale
AD.FI. SME S.R.L. BdM BANCA S.p.A. 0 Integrale
2017 POPOLARE BARI RMBS S.R.L. BdM BANCA S.p.A. 0 Integrale
2018 POPOLARE BARI RMBS S.R.L.* BdM BANCA S.p.A. 0 Integrale
2019 POPOLARE BARI RMBS S.R.L.* BdM BANCA S.p.A. 0 Integrale
MCC GROUP SME S.R.L. Mediocredito Centrale S.p.A. 0 Integrale
MCC GROUP RMBS 2025 S.R.L. BdM BANCA S.p.A. 0 Integrale
* Si tratta di operazioni chiuse nel corso del 2025, per le quali risultano tuttora attive esclusivamente le relative SPV. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo “Unwinding operazioni di cartolarizzazione “2018 Popolare Bari RMBS” e “2019 Popolare Bar i RMBS’” della presente informativa .
32 Riclassificata da attività in via di dismissione (ex IFRS5) a partecipazione consolidata integralmente a seguito dell’inefficace il contratto di compravendita con Banca del Fucino in 25 giugno 2026.
85 1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva Denominazioni imprese Sede operativa Sede legale Tipo di
rapporto
(1) Rapporto di
partecipazione
Impresa
Partecipante
Quota % Disponibilità
voti %
(2)
1. BdM Banca S.p.A BARI BARI 1 MCC 96,9 7 96,9 7
2. Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. ORVIETO ORVIETO 1 MCC 85,32 85,32 3. Artigiancassa S.p.A. GIFFONI VALLE
PIANA GIFFONI VALLE
PIANA 1 MCC 80,00 80,00
4. AD.FI. SME SRL MILANO MILANO 4 BdM 0 0
5. 2017 POPOLARE BARI RMBS S.R.L. CONEGLIANO CONEGLIANO 4 BdM 0 0
6. 2018 POPOLARE BARI RMBS S.R.L. CONEGLIANO CONEGLIANO 4 BdM 0 0
7. 2019 POPOLARE BARI RMBS S.R.L. CONEGLIANO CONEGLIANO 4 BdM 0 0
8. MCC GROUP SME S.R.L. CONEGLIANO CONEGLIANO 4 MCC 0 0
9. MCC GROUP RMBS 2025 S.R.L. CONEGLIANO CONEGLIANO 4 BdM 0 0
Legenda
(1) Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria 2 = influenza dominante nell’assemblea ordinaria 3 = accordi con altri soci 4 = altre forme di controllo
2. Valutazioni e assunzioni significative per determinare l’area di consolidamento L’IFRS 10 disciplina il bilancio consolidato e definisce i criteri per l’identificazione del perimetro di consolidamento. Per tale principio, il controllo di una società può configurarsi solamente quando si è in presenza degli elementi di seguito riportati :
• potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata;
• esposizione o il diritto a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l’entità oggetto di
investimento;
• capacità di esercitare il proprio potere sull’entità oggetto di investimento per incidere sull’ammontare dei suoi rendimenti.
I tre elementi descritti in precedenza devono essere presenti contemporaneamente al fine di identificare una situazione di controllo.
Si è in presenza di influenza significativa (o notevole) quando un’entità, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto “potenziali”) o – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il pot ere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.
86 Il controllo congiunto, diversamente, si verifica quando contrattualmente il controllo è condiviso fra più entità non appartenenti al medesimo gruppo, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Una società è controllata quando l’entità controllante (direttamente o indirettamente) è esposta a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la stessa e allo stesso tempo ha la capacità di incidere su ta li rendimenti esercitando il proprio potere.
Un investitore, indipendentemente dalla natura del proprio rapporto con un’entità (l’entità oggetto di investimento), deve accertare se è una entità controllante valutando se controlla l’entità oggetto di investimento.
Le disposizioni contenute nell’IFRS 10 si applicano quindi per valutare le situazioni di controllo con riferimento a tutte le tipologie di investimenti partecipativi (società di capitali, società veicolo, fondi di investimento/OICR, etc).
L’inclusione nel perimetro di consolidamento del Gruppo Mediocredito Centrale è legata in particolare:
• alla presenza della maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria della società partecipata (controllo di diritto);
• ad altri fattori relativi ad entità strutturate, diversi dal diritto di voto o da altri diritti simili, tali da determinare il controllo da parte della capogruppo.
In particolare, le entità strutturate incluse nel perimetro di consolidamento del Gruppo sono rappresentate delle Società Veicolo:
▪ AD.FI. SME S.R.L.;
▪ 2017 POPOLARE BARI RMBS S.R.L.;
▪ 2018 POPOLARE BARI RMBS S.R.L.;
▪ 2019 POPOLARE BARI RMBS S.R.L.;
▪ MCC GROUP SME ;
▪ MCC GROUP RMBS 2025 S.R.L. .
Per tali società veicolo, la Capogruppo o le sue controllate non possiedono quote del capitale sociale ma quote significative di junior emesse dalle società stesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione.
87 3. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi significative 3.1 Interessenze di terzi, disponibilità dei voti dei terzi e dividendi distribuiti ai terzi
Denominazioni imprese
Interessenze dei Terzi %
Disponibilità Voti dei Terzi % (1)
Dividendi Distribuiti
ai terzi
1. BDM BANCA S.p.A. 3,03 3,03 0
2. Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. 14,68 14,68 0 3. Artigiancassa S.p.A. 20,00 20,00 0
4. AD.FI. SME S.R.L. 100 100 0
5. 2017 POPOLARE BARI RMBS S.R.L. 100 100 0
6. 2018 POPOLARE BARI RMBS S.R.L. 100 100 0
7. 2019 POPOLARE BARI RMBS S.R.L. 100 100 0
8. MCC GROUP SME S.R.L. 100 100 0
9. MCC GROUP RMBS 2025 S.R.L. 100 100 0
(1) Disponibilità voti nell’assemblea ordinaria
4. Restrizioni significative Non vi sono restrizioni significative di cui al par. 13 dell’IFRS 12 da segnalare. In particolare, non vi sono restrizioni legali, contrattuali e normative alla capacità della Capogruppo di accedere alle attività o di utilizzarle e di estinguere le passivi tà del Gruppo. Non vi sono, altresì, diritti di protezione di partecipazioni di minoranza che possano limitare significativamente la capacità dell'entità di accedere alle attività, o di utilizzarle, e di estinguere le passività del Gruppo.
5. Altre informazioni Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Mediocredito Centrale comprende il bilancio della Capogruppo Mediocredito Centrale S.p.A. e delle società da questa direttamente e indirettamente controllate. Analogamente sono incluse anche le società veicolo (SPV) quando ne ricorrono i requisi ti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall’esistenza di una quota partecipativa. Non risultano bilanci di società controllate utilizzati nella predisposizione del presente bilancio consolidato riferiti ad una data diversa da quella del bilanci o consolidato stesso o bilanci redatti in valuta diversa dell’euro.
Il metodo di consolidamento adottato dal Gruppo è il consolidamento integrale.
Il consolidamento integrale consiste nell’acquisizione “linea per linea” degli aggregati di stato patrimoniale e di conto economico delle società controllate.
88 Dopo l’attribuzione ai terzi, in voce propria, delle quote di loro pertinenza del patrimonio e del risultato economico, il valore della partecipazione viene annullato in contropartita al valore residuo del patrimonio della controllata.
Le attività, passività, proventi ed oneri tra imprese consolidate vengono integralmente eliminati.
Le acquisizioni di società sono contabilizzate secondo il “metodo dell’acquisizione” previsto dall’IFRS 3, in base al quale le attività identificabili acquisite e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai ri spettivi fair value alla data di acquisizione. Inoltre, per ogni aggregazione aziendale, eventuali quote di minoranza nella società acquisita possono essere rilevate al fair value o in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabi li della società acquisita. L’eventuale eccedenza del corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività cedute, delle passività sostenute e degli strumenti di capitale emessi) e della eventuale rilevazione al fair value delle quote di minoranza rispetto al fair value delle attività e passività acquisite viene rilevata come avviamento; qualora il prezzo risulti inferiore, la differenza viene imputata al conto economico.
Il “metodo dell’acquisizione” viene applicato a partire dalla data dell’acquisizione, ossia dal momento in cui si ottiene effettivamente il controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del period o di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato. La differenza tra il corrispettivo di cessione e il valore contabile alla data di dismissione (ivi incluse le eventuali differenze di cambio rilevate tempo per tempo nel patrimonio netto in sede di consolidamento) è rilevata nel conto economico.
Ove necessario – e fatti salvi casi del tutto marginali – i bilanci delle società consolidate eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi sono resi conformi ai principi del Gruppo.
Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio Successivamente al 30 giugno 202 6 e fino alla data di approvazione del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato ( 5 agosto 202 6), non si sono verificati eventi tali da avere impatti sui risultati patrimoniali ed economici rappresentati (IAS 10 § 8).
In data 9 luglio 2026 si è concluso con successo il collocamento di un bond social da 500 milioni di euro, 5,5 anni, tasso fisso al 3,75%, a valere sul programma EMTN da 2 miliardi. Il collocamento, riservato ad investitori istituzionali, ha registrato ord ini complessivi per circa 1,2 miliardi.
Sezione 5 - Altri aspetti Informazioni sulla continuità aziendale
89 Nella fase di preparazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato , la direzione aziendale deve effettuare una valutazione della capacità dell’entità e del Gruppo di continuare a operare come entità in funzionamento. Il Bilancio deve essere redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività, a meno che la direzi one aziendale non intenda liquidare l’entità o interromperne l’attività, o non abbia alternative realistiche a ciò. Qualora la direzione aziendale sia a conoscenza, nel fare le proprie valutazioni, di significative incertezze relative ad eventi o condizion i che possano comportare l’insorgere di seri dubbi sulla capacità dell’entità di continuare a operare come un’entità in funzionamento, tali incertezze devono essere evidenziate. Qualora il Bilancio non sia redatto nella prospettiva della continuazione dell ’attività, tale fatto deve essere indicato, unitamente ai criteri in base ai quali esso è stato redatto e alla ragione per cui l’entità non è considerata in funzionamento.
A tal riguardo, in data 21 gennaio 2025 si è concluso il periodico processo di revisione prudenziale Supervisory Review and Evaluation Process – SREP) condotto sul Gruppo MCC, ad esito del quale sono stati comunicati dalla Banca d’Italia i seguenti livelli di capitale:
• CET 1 Ratio pari al 10,1%, composto dall’OCR CET 1 Ratio dell’8,1% e da una componente target (Pillar 2 Guidance – P2G) del 2%;
• Tier 1 Ratio pari all’12%, composto dall’OCR Tier 1 Ratio del 10% e da una componente target (Pillar 2 Guidance – P2G) del 2%;
• Total Capital Ratio pari al 14,5%, composto dall’OCR Total Capital Ratio del 12,5% da una componente target (Pillar 2 Guidance – P2G) del 2%.
Il Gruppo bancario è inoltre tenuto al rispetto del coefficiente di riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (Systemic Risk Buffer – Syrb); il coefficiente, stabilito nella misura dell’1% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia.
Al 30 giugno 2026 i coefficienti di Gruppo Cet1 e Tier1, che incorporano già i risultati del semestre , sono entrambi pari al 15,61 % e il Total Capital ratio è pari al 16,7 1%, quindi ampiamente superiori ai requisiti SREP .
Dal punto di vista della redditività, il periodo di riferimento evidenzia un risultato economico positivo con un utile netto di pertinenza della Capogruppo, al 3 0 giugno 2026, pari a 71.442 mila euro.
Alla luce di tutto quanto in precedenza indicato, sulla base delle migliori informazioni disponibili alla data di approvazione de l present e bilancio semestrale , anche considerati i rischi e le incertezze connessi all'attuale contesto macroeconomico, è ragionevole l'aspettativa che il Gruppo continuerà la sua esistenza operativa in un futuro prevedibile; inoltre, la struttura patrimoniale e finanziaria, l'andamen to operativo e la convalidata redditività del Gruppo MCC, anche da parte di BdM Banca, non presentano sintomi che possano determinare incertezze sul punto specifico e, conseguentemente, i il Bilancio consolidato è stato predisposto nel presupposto della continuità aziendale.
90 Informazioni integrative sull'autorizzazione alla pubblicazione dei bilanci Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo chiuso al 30 giugno 202 6 è oggetto di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 5 agosto 202 6 e sarà pubblicato nei tempi e con le modalità previste dalla normativa vigente applicabile.
Rischi e incertezze legati all’utilizzo di stime La redazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato richiede il ricorso a stime e ad assunzioni che possono influenzare i valori iscritti nello Stato patrimoniale e nel Conto economico, nonché nell’informativa relativa alle attività e passività pot enziali.
Le stime e le relative ipotesi si basano sull’utilizzo delle informazioni gestionali disponibili e su valutazioni soggettive fondate anche sull’esperienza storica.
Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto non è da escludersi che negli esercizi successivi gli attuali valori iscritti nei Prospetti contabili consolidati possano differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.
Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:
- la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti, dei titoli e, in genere, delle altre attività
finanziarie;
- la quantificazione dei fondi rischi ed oneri (determinata sulla stima degli esborsi necessari per l'adempimento delle obbligazioni per cui si ritiene probabile dover impiegare risorse);
- quantificazione del trattamento di fine rapporto, del fondo di quiescenza aziendale e degli altri benefici dovuti ai dipendenti (determinati sulla stima del valore attuale delle obbligazioni riferite agli esborsi probabili che sono attualizzati considerand o aspetti finanziari - tassi di interesse - andamento presunto delle retribuzioni, tassi di turnover e dati demografici);
- la fiscalità differita attiva, laddove l'iscrizione delle poste relative alla fiscalità differita attiva si basa sulla valutazione che nei prossimi esercizi le Banche del Gruppo producano redditi imponibili per ammontare tali da avere una ragionevole certe zza che le imposte future da versare su detti redditi consentano l'integrale assorbimento della fiscalità differita attiva (cd. probability test). In particolare, il probability test di BdM si è basato sul Piano Industriale 2026 -2030, recentemente approvato nell’ambito delle attività di pianificazione strategica di Gruppo. Coerentemente con quanto fatto negli esercizi precedenti e con le raccomandazioni delle Autorità di Vigilanza, che richi edono un prudente apprezzamento delle situazioni di incertezza e della probabilità di realizzo dei piani futuri, ai fini dell’esecuzione del probability test, i flussi delle proiezioni economico -patrimoniali 2026 -2030 nonché i correlativi imponibili attesi, sono
91 stati riapprezzati stimando appositi haircut ritenuti prudenziali che in quanto tali rappresentano di per se un significant judgement ai fini di quanto previsto in materia dallo IAS 1 ;
- l’utilizzo di modelli valutativi per la determinazione del fair value relativo agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
- l’utilizzo di modelli valutativi per la determinazione del valore recuperabile delle partecipazioni.
Riguardo questo ultimo punto, si sottolinea che in presenza di strumenti finanziari non quotati su mercati attivi o di strumenti illiquidi e complessi si rende necessario attivare adeguati processi valutativi sulla determinazione del fair value ai sensi dell’IFRS 13, caratterizzati da significativi elementi di giudizio in merito alla scelta dei modelli di valutazione e dei relativi parametri di input, che potrebbero talvolta non essere osservabili sul mercato. Margini di soggettività esistono ne lla valutazione in merito all’osservabilità o meno di taluni parametri e nella conseguente classificazione in corrispondenza dei livelli di gerarchia dei fair value.
La valutazione del rischio è prevalentemente legata sia alla evoluzione del contesto socioeconomico nazionale e internazionale, sia all'andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull'andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei pr ezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti.
Ai fini della classificazione dei crediti verso la clientela, gli Amministratori effettuano analisi, talvolta complesse, rivolte a individuare le posizioni che, successivamente all’erogazione, mostrano evidenze di una possibile perdita di valore consideran do sia informazioni interne, legate all’andamento delle posizioni creditorie, sia informazioni esterne, legate al settore di riferimento e all’esposizione complessiva dei debitori verso il sistema bancario.
La valutazione dei crediti verso la clientela è un’attività di stima complessa, caratterizzata da un alto grado di incertezza e di soggettività, nella quale gli Amministratori utilizzano metodologie di valutazione che tengono in considerazione numerosi e lementi quantitativi e qualitativi quali, tra gli altri, i dati storici relativi agli incassi, i flussi di cassa attesi e i relativi tempi attesi di recupero, l’esistenza di indicatori di possibili perdite di valore, la stima della capacità di rimborso de i debitori, la valutazione delle eventuali garanzie, nel rispetto dei principi contabili e della policy sul credito approvata dal Gruppo.
Osservazioni generali connesse alle priorità individuate dall’ESMA Rischi e incertezze geopolitiche In considerazione del perdurare delle tensioni geopolitiche internazionali e dell’elevato grado di incertezza che caratterizza l’attuale contesto macroeconomico e finanziario, il Gruppo MCC ha progressivamente rafforzato i propri presìdi di monitoraggio e gestione dei rischi, con particolare riferimento agli effetti indiretti
92 che tali fattori possono determinare sulla qualità del credito, sui risultati economico -patrimoniali e, più in generale, sul profilo di rischio complessivo.
Con riferimento agli eventi geopolitici in corso, si evidenzia l’assenza di esposizioni dirette rilevanti verso controparti localizzate nei Paesi coinvolti nel conflitto russo -ucraino o in altre aree interessate da conflitti armati. I potenziali impatti ri sultano pertanto riconducibili prevalentemente a effetti indiretti, trasmessi attraverso il deterioramento del quadro macroeconomico globale, la volatilità dei mercati finanziari, le tensioni sulle catene di approvvigionamento, l’aumento dei costi di produ zione e l’inasprimento delle politiche commerciali internazionali, inclusa l’introduzione di misure tariffarie e dazi. Tali elementi risultano riflessi nello scenario macroeconomico utilizzato dal Gruppo per il condizionamento delle Probabilità di Default (PD) ai fini IFRS 9, che incorpora ipotesi di rallentamento della crescita economica, persistenza di pressioni inflattive, livelli dei tassi di interesse ancora elevati nel breve -medio periodo, nonché dinamiche di aggiustamento del mercato immobiliare.
Nel corso del 2026, l’attenzione si è concentrata sui comparti Automotive, Commercial Real Estate e su altri settori potenzialmente impattati dalle dinamiche geopolitiche e commerciali.
Per le controparti appartenenti ai settori sopra menzionati che presentano indicatori di fragilità, identificati da una Probabilità di Default superiore al 5%, il Gruppo ha adottato un approccio prudenziale nella valutazione del rischio di credito, allocan dole in Stage 2 e misurando quindi la Expected Credit Loss su un orizzonte di perdita di tipo lifetime . Tale scelta riflette la valutazione che l’attuale contesto macroeconomico, settoriale e geopolitico possa avere un effetto materialmente amplificativo sul rischio prospettico di controparti già vulnerabili, anche in assenza di evidenze puntuali di deteri oramento creditizio.
Il Gruppo ha inoltre integrato nei propri processi di valutazione del rischio di credito i rischi climatici e ambientali (ESG). I rischi di transizione sono stati considerati sia attraverso aggiustamenti delle PD delle controparti appartenenti a settori a elevata intensità carbonica, combinando tali informazioni settoriali con uno score di controparte volto a misurare il rischio di transizione a livello single name, sia mediante aggiustamenti delle Loss Given Default per le esposizioni garantite da immobili residenziali, in funzione della classe energetica degli immobili e della zona climatica di localizzazione.
Gli impatti prospettici dei fattori macroeconomici, geopolitici e climatici risultano incorporati negli scenari macroeconomici utilizzati per la determinazione delle PD forward looking e negli aggiustamenti prudenziali sopra descritti.
Gli interventi prudenziali descritti hanno determinato un incremento complessivo delle rettifiche di valore al 30 giugno 2026 pari a circa 3,1 milioni di euro (pari a circa 3,0 bps di coverage), riconducibile prevalentemente
alle esposizioni:
93
- più vulnerabili a tensioni geopolitiche, crisi strutturali da transizione energetica e calo della domanda (Automotive) o svalutazione degli asset immobiliari (Commercial Real Estate) per € 1,4 milioni (pari a circa bps di coverage);
- con elementi connessi ai fattori ESG per € 1, 7 milioni (pari a circa 1, 6 bps di coverage).
Società di Revisione Il presente bilancio consolidato semestrale abbreviato è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche S.p.A. in esecuzione della delibera assembleare del 23 ottobre 2020.
Ai sensi del Decreto 39/2010, articolo 17, comma 1, l’incarico di revisione ha durata di nove esercizi con riferimento ai bilanci consolidati con chiusura dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2028.
A.2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO
I criteri utilizzati nella redazione del presente documento sono conformi ai principi contabili internazionali IAS/IFRS in vigore alla data di riferimento dello stesso. Tali criteri sono applicati nella prospettiva della continuità aziendale e sono i medes imi adottati in sede di redazione del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo Mediocredito Centrale, cui si fa rinvio per un’esposizione completa.
Contabilità separate
La Capogruppo gestisce dei Fondi Pubblici e la prestazione di servizi a essi inerenti è regolata da contratti stipulati con le Amministrazioni Pubbliche. La gestione delle relative disponibilità è registrata in contabilità separate, rendicontate annualment e alle Amministrazioni Pubbliche.
94
A.3 INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE
Successivamente all’adozione dell’IFRS 9, il Gruppo Mediocredito Centrale non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, conseguentemente, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività fin anziarie.
Secondo le regole generali previste dall’IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività fi nanziarie salvo il caso in cui l’entità modifichi il modello di business per la loro stessa gestione. È atteso che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, d imostrabili a soggetti esterni.
Pertanto, l’informativa richiesta nelle tabelle:
• A.3.1 - Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, valore contabile e
interessi attivi;
• A.3.2 - Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, fair value ed effetti sulla
redditività complessiva;
• A.3.3 - Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business e tasso di interesse
effettivo;
non è stata riportata in quanto non applicabile.
A.4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE
Informativa di natura qualitativa L’IFRS 13, al paragrafo 9, definisce il fair value come “il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione”.
Il principio si fonda sulla definizione di “fair value market based” (metodo basato sulla valutazione di mercato) in quanto il fair value dell’attività o passività deve essere misurato in base alle caratteristiche assunte dagli operatori di mercato.
La valutazione al fair value presuppone inoltre che l’operazione di vendita dell’attività o di trasferimento della passività abbia luogo nel mercato principale dell’attività o passività o, in assenza di un mercato principale, nel mercato più vantaggioso.
Il concetto di fair value si basa sul cosiddetto “exit price”. Il prezzo deve riflettere, cioè, la prospettiva di chi vende l’attività o che paga per trasferire la passività alla data della rilevazione.
In tale contesto si inserisce la necessità che il fair value degli strumenti finanziari debba riflettere il rischio di inadempimento attraverso opportune rettifiche di valore del merito creditizio della controparte e dell’emittente stesso. Per quanto attiene alla valutazione del rischio di inadempimento si evidenzia che il
95 Gruppo ne ha effettuato una stima alla data di bilancio non riscontrando effetti significativi rispetto alla metodologia del fair value adottata precedentemente.
L’IFRS 13, dal paragrafo 72 al paragrafo 90, prevede una classificazione delle valutazioni al fair value degli strumenti finanziari sulla base di una specifica gerarchia che si basa sulla natura e sulla significatività degli input utilizzati nelle medesime valutazioni (i cosiddetti “Livelli”).
I tre livelli previsti sono:
Livello 1: uno strumento finanziario appartiene al Livello 1 quando esso è scambiato in un mercato in cui le transazioni sullo stesso si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo dello strumento su base continuativa (cd. “mercato attivo”).
Le variabili chiave generalmente prese in considerazione dalla Banca per l’individuazione di un mercato
attivo sono:
• il numero di contributori , scelti in base alla loro competenza sul segmento di mercato considerato, l’affidabilità nonché la continua presenza su quel segmento;
• la frequenza nella quotazione del prezzo, ovvero l’aggiornamento periodico del dato quotato;
• la presenza di un prezzo “denaro” (cd. “bid”) e di un prezzo “lettera” (cd. “ask”);
• una differenza accettabile tra le quotazioni “denaro” e “lettera”;
• il volume di scambi trattati: occorre che tale volume sia consistente al fine di poter considerare i prezzi che si generano da tali scambi significativi;
• l’eventuale presenza di dealers, brokers e market makers.
È opportuno precisare, tuttavia, che la quotazione di un titolo in un mercato regolamentato non è di per sé indicativa della “liquidità” del titolo stesso e quindi dell’esistenza di un mercato attivo. Infatti, pur essendo negoziato in un mercato ufficiale, un titolo potrebbe non avere un numero di scambi ragionevolmente rilevante tale da poter concludere che il prezzo formatosi sul mercato risulti significativamente rappresentativo del fair value.
Ai fini della determinazione del fair value, deve essere quindi considerata la quotazione dello strumento non rettificata facendo riferimento al mercato principale o, in assenza di quest’ultimo, a quello più vantaggioso.
Pertanto, il prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, è utilizzato senza alcuna modifica. Eventuali rettifiche comporterebbero la classificazione dello strumento finanziario a un livello inferiore (per esempio, quando non vi è l’immediata accessibilità dell’informazione o la disponibilità del prezzo alla data di valutazione).
Per quanto riguarda i titoli di debito, la valorizzazione del titolo avviene alla data riferimento senza apportare alcuna rettifica alla quotazione di mercato rilevata alla medesima data. Con particolare riferimento ai titoli di debito quotati in un mercato attivo “regolamentato”, il prezzo considerato per la valutazione è quello “Ufficiale”, riveniente dal listino delle quotazioni pubblicato.
96 Sono considerati di norma mercati principali:
• i circuiti MOT e MTS per i Titoli di Stato e per i titoli obbligazionari non governativi;
• i tassi di cambio ufficiali BCE di giornata per le operazioni in cambi spot.
Per gli strumenti finanziari quotati su mercati attivi deve essere utilizzato il prezzo medio di offerta (c.d. “mid price”) alla chiusura del periodo di riferimento.
Le principali fonti da utilizzare per l’acquisizione dei prezzi ai fini contabili sono primarie piattaforme di contribuzione (per esempio, Bloomberg, Telekurs, Reuters).
Per i titoli di capitale e per le quote di OICR, la cui valutazione è desunta da primarie piattaforme di contribuzione (per esempio Bloomberg), sempre rappresentative di un mercato attivo, il fair value coincide con il prezzo di chiusura delle contrattazioni alla data di riferimento.
In presenza di un mercato attivo, anche gli strumenti derivati quotati sono valutati facendo riferimento al prezzo riveniente dal mercato principale, oppure, ove mancante, da quello più vantaggioso attribuibile allo strumento oggetto della valutazione. La quotazione di mercato è fornita giornalmente da una primaria “clearing house” ed è comunque reperibile sui più comuni info-provider.
Livello 2: qualora non si ricada nella casistica precedente (Livello 1), si dovrà ricorrere a una tecnica valutativa (c.d. modelli di “pricing”) che utilizzi esclusivamente input osservabili direttamente o indirettamente sul mercato (per esempio, tramite canali informativi come Borse, info-provider, broker, siti internet ecc.). Gli input di Livello 2 comprendono:
• prezzi di mercato di strumenti con caratteristiche similari a quello oggetto di valutazione che siano quotati su un mercato attivo;
• prezzo di mercato dello strumento oggetto di valutazione o di uno strumento similare quotato in un mercato non attivo;
• modello di valutazione (a titolo esemplificativo: Discounted Cash Flow) che ricorra esclusivamente a input osservabili sul mercato o corroborati dal mercato (a titolo esemplificativo: tassi di interesse, curve dei rendimenti, volatilità ecc.).
Livello 3: qualora non si ricada nelle circostanze precedenti (Livello 1 e 2), si dovrà ricorrere a una tecnica valutativa basata su un modello di valutazione che sia coerente con lo strumento che si intende valutare e che massimizzi l’uso di input osservabili sul mercato. Nel Livello 3 ricadono, quindi, tutti gli strumenti la cui valutazione si basa su almeno un input significativo non osservabile.
In alcuni casi, i dati utilizzati per valutare il fair value di un’attività o passività potrebbero essere classificati in diversi livelli della gerarchia del fair value. In tali casi, la valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso Livello in cui è classificato l’input, purché “significativo”, di più basso Livello di gerarchia del fair value utilizzato per la valutazione. La valutazione dell’importanza di un particolare input per l’intera valutazione richiede un giudizio che tenga conto di fattori specifici dello strumento.
Pertanto, nei casi in cui nella valutazione di uno strumento finanziario siano utilizzati sia input osservabili
97 sul mercato (Livello 2) sia input non osservabili (Livello 3) purché significativi come meglio definito di seguito, lo strumento è classificato nel Livello 3 della gerarchia del fair value.
Le tecniche valutative sono utilizzate con continuità e in maniera coerente nel tempo a meno che esistano delle tecniche alternative che forniscono una valutazione più rappresentativa del fair value (a esempio nel caso di sviluppo nuovi mercati, informazioni non più disponibili o nuove informazioni, condizioni di mercato diverse).
A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati Uno strumento finanziario viene classificato nei livelli 2 e 3 in assenza di prezzi quotati in mercati attivi.
La classificazione nel livello 2 piuttosto che nel livello 3 è invece determinata in base all’osservabilità sui mercati degli input significativi utilizzati ai fini della determinazione del fair value .
Gli input osservabili sono parametri elaborati utilizzando dati di mercato, come le informazioni disponibili al pubblico su operazioni o fatti effettivi, e che riflettono le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell’attività o della passività; invece gli input non osservabili sono parametri per i quali non sono disponibili informazioni di mercato e che sono elaborati utilizzando le migliori informazioni disponibili relative alle assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero per determinare il prezzo dello strumento finanziario.
Nei casi in cui nella valutazione di uno strumento finanziario sono utilizzati sia input osservabili sul mercato (livello 2) sia input non osservabili (livello 3), se quest’ultimo è ritenuto significativo, lo strumento è classificato nel livello 3 della gerarchia del fair value .
Come richiesto dall’IFRS 13, vengono utilizzate tecniche di valutazione “adatte alle circostanze e tali da massimizzare l’utilizzo di input osservabili rilevanti”.
Le tecniche valutative sono utilizzate con continuità e in maniera coerente nel tempo a meno che esistano delle tecniche alternative che forniscono una valutazione più rappresentativa del fair value (a esempio nel caso di sviluppo nuovi mercati, informazioni non più disponibili o nuove informazioni, condizioni di mercato diverse).
Si precisa, inoltre, che le tecniche di valutazione utilizzate non hanno subito variazioni rispetto all’esercizio precedente.
Il fair value utilizzato ai fini della valutazione degli strumenti finanziari è determinato sulla base dei criteri, di seguito esposti, che assumono, come sopra descritto, l’utilizzo di input osservabili o non osservabili.
LIVELLO 2 – Metodi di valutazione basati su parametri di mercato osservabili
Per gli strumenti di livello 2 un dato di input è considerato “osservabile”, direttamente o indirettamente,
98 quando è disponibile con continuità a tutti i partecipanti al mercato, grazie a una distribuzione regolare tramite specifici canali informativi (Borse, info provider , broker , market maker , siti internet, etc.).
La valutazione dello strumento finanziario si basa su prezzi desumibili dalle quotazioni di mercato di attività simili (comparable approach ) o mediante tecniche di valutazione per le quali tutti i fattori significativi – tra i quali spread creditizi e di liquidità – sono desunti da parametri osservabili di mercato (mark -to-
model approach ).
Il “comparable approach ” si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi, relative a strumenti che sono assimilabili allo strumento oggetto di valutazione. Le tecniche di valutazione impiegate nel “mark -
to-model approach ” sono quelle comunemente accettate e utilizzate come “best practice ” di mercato.
Sono definiti input di livello 2:
• i prezzi quotati su mercati attivi di passività similari;
• i prezzi quotati per lo strumento in analisi o per strumenti simili su mercati non attivi (vale a dire mercati in cui ci sono poche transazioni, i prezzi non sono correnti o variano in modo sostanziale nel tempo e tra i diversi market maker o poca informazione è resa pubblica);
• input di mercato osservabili diversi da prezzi quotati (a esempio: tassi di interesse o curve di rendimento, volatilità, curve di credito, etc.);
• input corroborati da dati di mercato (ovvero derivanti da dati osservabili di mercato o corroborati attraverso analisi di correlazione).
In tal caso il dato di input è rilevato da prezzi quotati mediante opportune tecniche numeriche.
Con riferimento al portafoglio di strumenti finanziari, rientrano, normalmente, nel livello 2 i derivati finanziari OTC (Over the counter ) e i titoli di capitale privi di quotazioni ufficiali espresse da un mercato attivo.
Derivati finanziari OTC (Over the counter )
I derivati di tasso , cambio, azionari, su inflazione e su commodity , laddove non scambiati su mercati regolamentati, sono strumenti “Over The Counter ” (OTC), ovvero negoziati bilateralmente con controparti di mercato. La loro valutazione è effettuata mediante appositi modelli di pricing , ove presenti, alimentati da parametri di input (quali curve tassi, matrici di volatilità, tassi di cambio) che sono osservabili sul mercato, ancorché non quotati su mercati attivi.
Inoltre, per pervenire alla determinazione del fair value , si considera anche il rischio di inadempimento.
In particolare, il “Fair Value Adjustment ” (FVA) è definito come quella quantità che deve essere aggiunta al prezzo osservato sul mercato piuttosto che al prezzo teorico generato dal modello valutativo al fine di ottenere il fair value della posizione. Nella determinazione del fair value , tuttavia, si tiene conto anche di appositi strumenti di attenuazione del rischio di credito, quali eventuali contratti di
99 collateralizzazione stipulati con controparti di elevato standing , che, di fatto, possono ridurre significativamente, se non azzerare, l’esposizione a tale rischio.
La metodologia utilizzata nel valutare tali contratti è la seguente:
i. strumenti non opzionali (interest rate swap, forward rate agreement, overnight interest swap, domestic currency swap , ecc.): le tecniche valutative sono appartenenti alla famiglia dei “discount cash flow models ” nella quale i flussi di cassa certi o tendenziali sono attualizzati.
Nei casi in cui i derivati OTC lineari o quasi lineari incorporino componenti opzionali, queste ultime sono valutate con le medesime metodologie adottate per le opzioni;
ii. strumenti opzionali: le tecniche valutative si basano su metodologie quali simulazione Monte Carlo, Modello di Fischer Black , Modello di Black Scholes e Alberi Binomiali.
Tito li di debito e/o di capitale iscritti nell’attivo S.P. privi di quo tazio ni ufficiali espresse da un mercato attivo
Relativamente ai titoli di debito e/o di capitale acquistati, valutati in assenza di un mercato attivo, si verificano
inizialmente:
• la presenza di un mercato inattivo per lo strumento finanziario. In questo caso la valutazione dello strumento finanziario si basa su prezzi rivenienti da un mercato inattivo purché siano considerati rappresentativi del fair value ;
• la presenza di un mercato attivo per uno strumento con caratteristiche similari. In questo caso, la valutazione dello strumento finanziario si basa su prezzi desumibili dalle quotazioni di mercato di attività simili (cd. “comparable approach ”). Il “comparable approach ” si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi relative a strumenti che sono assimilabili a quello oggetto di valutazione.
Nel caso in cui non sia possibile applicare i metodi precedentemente descritti, si adottano, caso per caso, modelli valutativi tali da massimizzare il più possibile l’utilizzo di input osservabili sul mercato.
In particolare, per i titoli classificati nel livello 2 viene applicato il “Discounted Cash Flow Analysis ”, ossia l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri, scontati a un tasso di mercato che tenga comunque conto di tutti i fattori di rischio a cui è esposto lo strumento (a es. il rischio di controparte in capo all’emittente).
Il presupposto di tale modello valutativo è comunque quello di utilizzare esclusivamente input osservabili sul mercato. Il merito di credito dell’emittente è incorporato nella valutazione dei titoli di debito ed è ottenuto dalle curve di credit spread relative all’emittente stesso, laddove presenti, o in base a curve rappresentative del settore di appartenenza dell’emittente. Nel caso in cui nella determinazione del fair value si tenga conto di almeno un input significativo non osservabile sul mercato, lo strumento verrebbe classificato nel Livello 3 del fair value .
Titoli obbligazionari emessi
100
Per la determinazione del fair value dei prestiti obbligazionari emessi, sia essa per il calcolo del valore di iscrizione in bilancio (nel caso di prestiti obbligazionari in fair value option se presenti) che per meri fini informativi (nel caso di prestiti obbligazionari iscritti al costo ammortizzato), viene utilizzata, ove disponibile, la quotazione espressa su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali ( Multilateral Trading Facility ).
Ove non disponibile una quotazione o una transazione recente di mercato, la determinazione del prezzo segue un approccio Mark to Model basato sul Discounted Cash Flow Model , che prevede l’attualizzazione dei flussi di cassa attesi secondo un tasso che tiene conto di uno spread di credito calcolato sulla base di valutazioni judgemental al meglio delle informazioni disponibili, delle condizioni del mercato, della seniority dei titoli in esame e di ulteriori aspetti di rischio riconducibili alla Banca.
LIVELLO 3 – Metodi di valutazione basati su parametri di mercato non osservabili
Sono classificati nel livello 3 tutti gli strumenti finanziari non quotati in un mercato attivo, per i quali la determinazione del relativo fair value viene effettuata facendo ricorso a modelli valutativi che presuppongono l’utilizzo di parametri non direttamente osservabili sul mercato.
L’utilizzo di input non osservabili è richiesto nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, pertanto gli stessi riflettono le assunzioni, incluse quelle relative al rischio, che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell’attività o passività. La valutazione viene effettuata utilizzando le migliori informazioni disponibili, inclusi i dati interni.
Le valutazioni delle attività e passività appartenenti al livello 3 sono generalmente condotte utilizzando metodologie valutative del tutto analoghe a quelle utilizzate per gli strumenti di livello 2; la differenza risiede nella presenza di parametri di input utilizzati nel modello di pricing che non risultano osservabili.
Si riportano di seguito informazioni sulla valutazione degli strumenti classificati nel livello 3.
• Titoli di debito . Trattasi di strumenti finanziari complessi che non assumono una incidenza significativa sul portafoglio complessivo. Per la determinazione del fair value viene utilizzato il prezzo comunicato direttamente dall’emittente determinato sulla base di tecniche di valutazione generalmente riconosciute ovvero viene adottata una idonea tecnica di valutazione (a es. il Discount Cash Flow – DCF Model).
• Titoli di capitale non quotati . Si tratta di norma di quote partecipative di minoranza in società finanziarie e non finanziarie non quotate. Tali strumenti sono valutati utilizzando modelli valutativi quali i) il metodo delle “transazioni dirette”, in caso di transazioni significative sullo stesso titolo o su titoli similari osservate in un congruo arco temporale rispetto alla data di valutazione, ii) il metodo dei “multipli di borsa e di transazioni comparabili” e iii) i metodi di valutazione finanziari,
101 reddituali (quali a es. il Discount Cash Flow , l’income approach , ecc.) e patrimoniali. Qualora dall’applicazione delle metodologie valutative sopra descritte non fosse desumibile in modo attendibile il fair value , ovvero in caso di indisponibilità di dati utili ai fini della valutazione, si fa riferimento alla pertinente frazione di patrimonio netto sulla base dell’ultimo bilancio d’esercizio approvato della partecipata (cd. book value ).
• Quote di fondi di investimento O.I.C.R . di tipo “chiuso”. Si tratta di fondi chiusi, non classificabili nei livelli 1 e 2, che, conformemente alle strategie d’investimento, sono destinati a un investimento di medio -lungo periodo e il loro smobilizzo avviene normalmente in caso di rimborso, totale o parziale, delle quote deciso da parte della società di gestione del risparmio (SGR) a seguito del realizzo degli investimenti del fondo. Il fair value di tali strumenti viene determinato sulla base dell’ultimo aggiornamento disponibile del NAV comunicato dalla SGR. In particolare, nel caso dei fondi di investimento alternativi (“FIA”) specializzati nella gestione di crediti non-performing , alla pertinente frazione del NAV viene opportunamente applicato un correttivo (c.d. fair value adjustment ) che prende in considerazione specifici fattori di rischio attribuibili alle quote O.I.C.R. detenute, quali il credit risk, il liquidity risk, il market risk, anche in considerazione di quanto previsto dalla comunicazione congiunta Banca d'Italia - Consob - IVASS n° 8 del 2019 relativa alle operazioni di vendita di portafogli di crediti deteriorati per le quali è prevista una contropartita di quote emesse da un fondo comune di investimento.
Poiché i risultati delle valutazioni possono essere significativamente influenzati dalle assunzioni utilizzate, principalmente per il timing dei flussi di cassa futuri, per i tassi di attualizzazione adottati e per le metodologie di stima degli adjustment , i fair value stimati potrebbero differire da quelli realizzabili in una vendita immediata degli strumenti finanziari.
Finanziamenti e Crediti verso banche e clientela
Per gli altri strumenti finanziari iscritti in bilancio al costo (finanziamenti e crediti a vista) o al costo ammortizzato, e classificati sostanzialmente tra i rapporti creditizi verso banche e clientela o, si determina un fair value ai fini della presente informativa.
In particolare:
i. per gli impieghi a medio - lungo termine deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti), il fair value si determina attualizzando, in base ai tassi effettivi di rendimento, rappresentativi dei tassi di mercato, i flussi contrattuali o quelli quantificati sulla base dei piani di rientro, al netto delle previsioni di perdita; pertanto, il valore di bilancio degli stessi risulta allineato con il fair value;
ii. per gli impieghi a medio - lungo termine performing, la metodologia da utilizzare deve
102 prevedere lo sconto dei relativi flussi di cassa. I flussi di cassa contrattuali devono essere ponderati in base alla PD (Probability of Default) e alla LGD (Loss Given Default), cioè il tasso di perdita previsto in caso di insolvenza;
iii. per le attività e le passività a vista o con scadenza nel breve periodo (inferiore a 12 mesi) o indeterminata, il valore contabile di iscrizione, al netto della svalutazione collettiva, è considerato una buona approssimazione del fair value.
Visto che tali attività finanziarie non vengono generalmente scambiate sul mercato, la determinazione del fair value si basa sull’utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato e quindi tali strumenti sono classificati nel Livello 3 del fair value .
Debiti verso banche e clientela e altri titoli in circolazione
Per strumenti del passivo iscritti nelle voci debiti verso banche e debiti verso la clientela, il cui fair value è determinato ai soli fini dell’informativa di bilancio, si distingue a seconda che si tratti di debiti a vista o a medio/lungo termine.
In particolare:
• per i debiti a vista o con scadenza nel breve periodo (inferiore a 12 mesi) o indeterminata, per i quali risulta trascurabile il fattore tempo, il valore contabile si assume rappresentativo del fair value ;
• per i debiti a medio/lungo termine il fair value è determinato mediante l’utilizzo di tecniche di valutazione quali il “Discounted Cash Flow ”, ossia attualizzazione dei flussi di cassa futuri, scontati a un tasso di mercato che tenga comunque conto di tutti i fattori di rischio a cui è esposto lo strumento.
Visto che tali passività finanziarie non vengono generalmente scambiate sul mercato, la determinazione del fair value si basa sull’utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato e quindi tali strumenti sono classificati nel Livello 3 del fair value .
A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni La valutazione, anche ai fini contabili, di tutte le attività e passività finanziarie è a cura delle funzioni preposte del Gruppo.
Nella seguente tabella si riporta l’analisi di sensitivity del fair value degli strumenti di livello 3 alla variazione degli input non osservabili utilizzati nell’ambito della valutazione degli stessi.
103 Sensitivity del Fair value rispetto ad una variazione percentuale di +/-10% dell'input significativo
Tipologia strumento
Portafoglio
"Attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value"
Modello valutativo
Input significativo
non osservabile
Fair value
30/06/202 6
Variazione
minusvalente
Variazione
plusvalente
Quote di fondi immobiliari OICR Adjustment del NAV Parametri di rischio 18.736 -420 420 Quote di fondi (FIA)
NPL OICR
Adjustment del NAV Parametri di rischio
33.560
-503
+503
Sensitivity del Fair value rispetto a variazioni di scenari di performance (input significativo)
Tipologia strumento
Portafoglio
"Attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value"
Modello
valutativo
Input significativo
non osservabile
Fair value
30/06/202 6
Variazione
minusvalente
Variazione
plusvalente
Titoli di debito
rivenienti da
cartolarizzazione di
crediti Attual.ne flussi di cassa (DCF) Scenari di
performance dei
crediti
sottostanti 1.576 - -
Le variazioni dell'input significativo si riferiscono all'applicazione di di fferenti scenari di performance dei crediti sottostanti al titolo.
La tabella evidenzia, per portafoglio di classificazione, le variazioni plusvalenti o minusvalenti del fair value degli strumenti finanziari livello 3 rispetto a un range percentuale di scostamento o a variazioni di scenari di performance in relazione agli input significativi non osservabili.
L’analisi di sensibilità viene svolta per gli strumenti finanziari per cui i modelli valutativi adottati rendono possibile l’effettuazione di tale esercizio. La sensitivity non è applicabile, invece, in relazione a modelli basati su valutazioni e/o informa zioni riportate nei bilanci o fornite da terze parti.
A.4.3 Gerarchia del fair value Per quanto attiene alla ripartizione dei portafogli per gerarchie di fair value, si evidenzia la distinzione nei
tre livelli:
• il fair value dello strumento finanziario è associato al 1° livello quando trattasi di strumenti quotati in mercati attivi che consentono di utilizzare in maniera attendibile per la loro valutazione le quotazioni
del mercato;
• il fair value dello strumento finanziario è associato al 2° livello quando trattasi di strumenti non quotati in mercati attivi che consentono comunque di utilizzare per la determinazione del rispettivo fair value modelli valutativi basati su dati osservabili da quotazioni del mercato;
104 • il fair value dello strumento finanziario è associato al 3° livello quando trattasi di strumenti non quotati in mercati attivi che non consentono di utilizzare per la determinazione del rispettivo fair value modelli valutativi basati su dati osservabili da quotazioni del mercato.
Nello specifico attualmente sono presenti come strumenti finanziari valutati al fair value:
• le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva rappresentate da titoli della Repubblica Italiana quotati su mercato regolamentato e associati al livello 1 in quanto il fair value esposto in Bilancio è acquisito da quotazioni di mercato attivo e disponibile in un listino sotto autorità di regolamentazione; tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni;
• le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva rappresentate da azioni ordinarie di società quotate su mercato regolamentato e associati al livello 1 in quanto il fair value esposto in Bilancio è acquisito da quotazioni di mercato attivo e disponibile in un listino sotto autorità di regolamentazione; tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni;
• le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva rappresentate da azioni ordinarie di società non quotate o strumenti finanziari partecipativi assimilabili a titoli di capitale, cui è associato un fair value di livello 3 non essendo quotate su un mercato regolamentato • i derivati di copertura associati al livello 2 in quanto pur in assenza di una quotazione ufficiale in un mercato attivo, sussistono mercati attivi per le parti che lo compongono e, pertanto, il fair value è determinato sulla base dei pertinenti prezzi di mercato per le parti che lo compongono.
Eventuali trasferimenti tra i diversi livelli di fair value si concretizzano solo nel caso in cui i mercati di riferimento adottati per le quotazioni utilizzate ai fini della determinazione del relativo fair value risultino chiusi, ovvero forniscano per gli strumenti finanziari oggetto di valutazione, quotazioni ritenute non più significative per assenza di contrattazioni, ovvero, scarsa liquidità del mercato. In tali ipotesi si darà ampia informativa descrivendo la data dell'evento e le relative motivazioni, descrivendo i modelli valutativi che verranno adottati (Mark to Model) in linea con i metodi generalmente accettati.
A.4.4 Altre informazioni Il Gruppo non si avvale dell’eccezione prevista dal paragrafo 48 dell’IFRS 13 (fair value sulla base della posizione netta) in relazione ad attività e passività finanziarie con posizioni che si compensano con riferimento al rischio di mercato o al rischio di controparte.
105 Informativa di natura quantitativa
A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value.
30/06/2026 31/12/2025
Attività/Passività finanziarie misurate al fair value L1 L2 L3 L1 L2 L3 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 621 74 97.156 6 40 94.037 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 621 74 5.408 6 40 5.039 b) Attività finanziarie designate al fair value - - 164 - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - 91.584 - - 88.998 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.921.01 3 - 41.622 2.985.923 - 34.446 3. Derivati di copertura - 38.867 - - 49.094 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 2.921.633 38.941 138.778 2.985.929 49.134 128.483 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 269 - - 20 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - 11.27 9 - - 2.818 -
Totale - 11.547 - - 2.838 -
Legenda:
L1=Livello1
L2=Livello2
L3=Livello3
106
A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente:
ripartizione per livelli di fair value
Attività/Passività non
misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente 30/06/2026 31/12/2025
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 11.813.762 16.889 - 12.260.172 11.079.359 17.310 - 11.670.145 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento 3.931 - - 6.766 3.995 - - 6.766 3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.357 - - 3.357 36.260 - 36.260 Totale 11.821.050 16.889 - 12.270. 295 11.119.214 17.310 - 11.713.171 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 14.819.019 - 15.366 14.855.401 13.993.540 - 1.278.476 12.797.153 2. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 14.819.019 - 15.366 14.855.401 13.9 93.540 - 1.278.476 12.797.153
Legenda:
VB=Valore di Bilancio
L1=Livello1
L2=Livello2
L3=Livello3
107
A.5 – INFORMATIVA SUL C.D. “DAY ONE PROFIT/LOSS”
Nel caso di strumenti finanziari di Livello 3, il fair value risultante da una tecnica di valutazione può differire dal prezzo della transazione. In presenza di differenza positiva (day one profit), questa è ammortizzata lungo la vita residua dello strumento, mentre in caso di differenza negativa (day one loss), qu esta è iscritta a conto economico in via prudenziale.
Nel corso del primo semestre 2026 , non vi sono stati eventi con rilevazione di day one profit o di day one loss.
108
Parte B
Informazioni sullo
stato patrimoniale
consolidato
109
Attivo
Sezione 1 - Cassa e disponibilità liquide - Voce 10
1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
a) Cassa 66.712 74.798 b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali 834.244 568.865 c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 333.74 8 316.519 Totale 1.234.70 4 960.18 1
110
Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 20
2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 616 - - 2 - 1 1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 616 - - 2 - 1 2. Titoli di capitale 5 - 5.408 4 - 5.038 3. Quote di O.I.C.R. - - - - - -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale (A) 621 - 5.408 6 - 5.039 B. Strumenti derivati - - - - - -
1. Derivati finanziari - 74 - - 40 -
1.1 di negoziazione - 74 - - 40 -
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) - 74 - - 40 -
Totale (A+B) 621 74 5.408 6 40 5.039
111
2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per
debitori/emittenti/controparti
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 616 3 a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 616 2 c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - 1 di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
2. Titoli di capitale 5.41 4 5.041 a) Banche 5.410 5.039 b) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
c) Società non finanziarie 2 2 d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR - -
4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale (A) 6.030 5.044 B. Strumenti derivati a) Controparti Centrali - -
b) Altre 74 40 Totale (B) 74 40 Totale (A+B) 6.10 4 5.084
2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica
Voci/Valori Totale Totale Voci/Valori 30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito - - 1.607 - - 1.863 1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - 1.607 - - 1.863 2. Titoli di capitale - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. - - 89.977 - - 87.135 4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale - - 91.584 - - 88.998
Legenda:
112
L1=Livello1
L2=Livello2
L3=Livello3
L’importo relativo ai titoli di debito si riferisce, esclusivamente, a esposizioni verso emittenti corporate.
Per le quote O.I.C.R non ricorrono i presupposti per il consolidamento ai sensi dell’IFRS 10.
2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per
debitori/emittenti
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Titoli di capitale - -
di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie - -
di cui: società non finanziarie - -
2. Titoli di debito 1.607 1.863 a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 1.607 1.863 di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
3. Quote di O.I.C.R. 89.977 87.135 4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 91.584 88.998
113 Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Voce 30
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 2.918.127 - 8.047 2.979.782 - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 2.918.127 - 8.047 2.979.782 - -
2. Titoli di capitale 2.88 6 - 33.575 6.141 - 34.44 5 3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 2.921.01 3 - 41.622 2.985.923 - 34.44 5
Legenda:
L1=Livello1
L2=Livello2
L3=Livello3
114 3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione
per debitori/emittenti
Voci/Valori Totale Totale Voci/Valori 30/06/2026 31/12/2025 1. Titoli di debito 2.926.174 2.979.782 a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 2.851.438 2.908.604 c) Banche 50.172 45.427 d) Altre società finanziarie 11.815 17.914 di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 12.749 7.837 2. Titoli di capitale 36.460 40.586 a) Banche 23.000 23.000 b) Altri emittenti: 13.460 17.586
- altre società finanziarie 6.880 7.092 di cui: imprese di assicurazione 5.223 5.146
- società non finanziarie 6.580 10.494
- altri - -
3. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 2.962.63 5 3.020.368
115
3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valor e complessive
Valore lordo Rettifiche di valore complessivo
Write -off
parziali
complessivi Primo
stadio
Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Titoli di debito 2.927.630 2.865.541 - - - 1.45 6 - - - -
Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 30/06/2026 2.927.630 2.865.541 - - - 1.45 6 - - - -
Totale 31/12/2025 2.976.434 2.914.138 4.955 - - 1.599 8 - - -
* Valore da esporre a fini informativi
116 Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40 4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 A. Crediti verso Banche Centrali 81.645 - - - - 81.645 80.653 - - - - 80.653 1. Depositi a scadenza - - - X X X - - - X X X 2. Riserva obbligatoria 81.645 - - X X X 80.653 - - X X X 3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X 4. Altri - - - X X X - - - X X X B. Crediti verso banche 72.03 9 - - - - 101.35 1 61.75 5 - - - - 90.78 8 1. Finanziamenti 72.03 9 - - - - 101.35 1 61.75 5 - - - - 90.78 8 1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X 1.2. Depositi a scadenza 18.34 4 - - X X X 20.469 - - X X X 1.3. Altri finanziamenti: 53.695 - - X X X 41.285 - - X X X
- Pronti contro termine attivi - - - X X X - - - X X X
- Finanziamenti per leasing - - - X X X - - - X X X
- Altri 53.695 - - X X X 41.28 6 - - X X X 2. Titoli di debito - - - - - - - - - - - -
2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito - - - - - - - - - - - -
Totale 153.68 4 - - - - 182.99 6 142.40 8 - - - - 171.442
117
4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela
Tipologia
operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate L1 L2 L3
1. Finanziamenti
10.728.632 224.14 6 9.094 - - 11.349.2 60 10.117.507 184.61 6 40.76 2 - - 10.912.806 1.1 Conti correnti 342.851 25.47 4 661 X X X 300.87 7 20.47 8 2.95 3 X X X 1.2 Pronti contro termine attivi 680.946 - - X X X 427.508 - - X X X 1.3 Mutui 6.939.659 89.605 2.352 X X X 6.741.67 2 84.500 12.84 7 X X X 1.4 Carte di
credito, prestiti
personali e
cessioni del
quinto 10.94 4 980 - X X X 11.84 4 1.386 - X X X 1.5
Finanziamenti
per leasing 1.539 - 3.204 X X X 1.110 - 3.807 X X X 1.6 Factoring 283.825 1.002 - X X X 276.738 1.549 - X X X
1.7 Altri
finanziamenti 2.468.868 107. 086 2.87 8 X X X 2.357.75 5 76.70 3 21.154 X X X 2. Titoli di debito 447.990 250.214 - 16.889 - 727.91 7 326.421 267.645 - 17.310 - 585.897
2.1 Titoli
strutturati 56.321 - - 15.648 - 43.710 47.278 - - 15.448 - 35.989 2.2 Altri titoli di debito 391.669 250.214 - 1.241 - 684.20 7 279.14 2 267.645 - 1.862 - 549.908 Totale 11.17 6.622 474.360 9.094 16.889 - 12.077.17 7 10.443.92 5 452.2 61 40.76 2 17.310 - 11.498.703
118
4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti
verso clientela
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Attività
impaired
acquisite o
originate Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Attività
impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 447.990 250.21 4 - 326.42 1 267.645 -
a) Amministrazioni pubbliche 10.149 - - 10.155 - -
b) Altre società finanziarie 351.506 249.73 4 - 235.170 267.645 -
di cui: imprese di assicurazione - - - - - -
c) Società non finanziarie 86.335 480 - 81.09 6 - -
2. Finanziamenti verso: 10.72 8.636 222.146 9.094 10.117.504 184.61 5 40.76 3 a) Amministrazioni pubbliche 565.89 6 312 - 412.9 40 476 -
b) Altre società finanziarie 644.271 7.98 6 87 624.98 7 8.100 222 di cui: imprese di assicurazione 2.361 - - 2.481 - -
c) Società non finanziarie 5.29 3.1541 137.312 4.990 5.068.75 7 108.822 22.256 d) Famiglie 4.224.929 78.53 5 4.018 4.010.824 67.216 18.28 5 Totale 11.17 6.626 474.360 9.094 10.443.92 9 452.2 60 40.76 3
119
4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive
Valore lordo Rettifiche di valore complessivo Write -off parziali
complessivi
Primo
stadio
Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate di cui: Strumenti con basso rischio di
credito
Titoli di
debito 364.503 - 93.928 265.005 - 5.071 5.370 14.79 1 - -
Finanziamenti 10.09 4.496 - 884.31 2 376.432 10.86 7 38.1 89 58.30 4 152.28 6 1.773 9.758 Totale 30/06/2026 10.45 8.999 - 978.24 0 641.437 10.86 7 43.26 0 63.67 4 167.07 6 1.773 9.758 Totale 31/12/2025 9.763.73 2 - 921.801 601.172 48.30 6 43.4 46 55.755 148.28 1 7.543 9.58 8
(*) Valore da esporre a fini informativi
120 Sezione 5 - Derivati di copertura - Voce 50
5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli
Fair Value VN Fair Value VN
30/06/2026 VN 31/12/2025 VN
L1 L2 L3 30/06/2026 L1 L2 L3 31/12/2025
A. Derivati finanziari 1) Fair value - 38.867 - 864.444 - 49.094 - 829.807 2) Flussi finanziari - - - - - - - -
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi 1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 38.867 - 864.444 - 49.094 - 829.807
Legenda:
VN=valore nozionale
L1=Livello1
L2=Livello2
L3=Livello3
121
5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura
Operazioni/Tipo
di copertura Fair Value Flussi
finanziari
Investim.
esteri
30/06/2026 Specifica
Generica
Specifica
Generica
titoli di
debito e
tassi di
interesse titoli di
capitale
e indici
azionari valute
e oro credito merci altri
30/06/2026
30/06/2026
30/06/2026
1. Attività
finanziarie
valutate al fair value con impatto
sulla redditività
complessiva - - - - X X X - X X
2. Attività
finanziarie
valutate al costo ammortizzato - X - - X X X - X X 3. Portafoglio X X X X X X 21.311 X (137) X
4. Altre
operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività - - - - - - 21.311 - (137) -
1. Passività
finanziarie 17.556 X - - - - X 137 X X 2. Portafoglio X X X X X X - X - X
Totale
passività 17.556 - - - - - - 137 -
1. Transazioni
attese X X X X X X X - X X 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -
122
Sezione 7 - Partecipazioni - Voce 70 7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi Denominazioni Sede legale Sede operativa Quota di
partecipazione
% Disponibilità
voti %
B. Imprese sottoposte ad influenza notevole Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. Roma, Piazza
dell'Enciclopedia
4 Roma, Piazza
dell'Enciclopedia
4 0,67% 0,67%
123 Sezione 9 - Attività materiali - Voce 90
9.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo
Attività/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Attività di proprietà 113.353 114.553 a) terreni 62.878 62.878 b) fabbricati 38.997 40.714 c) mobili 4.014 3.956 d) impianti elettronici 3.658 3.799 e) altre 3.806 3.206 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 42.151 39.329 a) terreni - -
b) fabbricati 40.513 37.544 c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre 1.638 1.785 Totale 155.504 153.882 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute - -
9.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo
Attività/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Valore
di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività di proprietà 3.931 - - 6.766 3.995 - - 6.766 a) terreni 2.133 - - 2.185 2.133 - - 2.185 b) fabbricati 1.798 - - 4.581 1.862 - - 4.581 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - - - -
a) terreni - - - - - - - -
b) fabbricati - - - - - - - -
Totale 3.931 - - 6.766 3.995 - - 6.766 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute - - - - - - - -
Legenda:
L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
124 Sezione 10 - Attività immateriali - Voce 100
10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività
Attività/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Durata
definita Durata
indefinita Durata
definita Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 1.656 X 1.656 A.1.1 di pertinenza del gruppo X 1.656 X 1.656 A.1.2 di pertinenza di terzi X - X -
A.2 Altre attività immateriali 4.487 149 4.166 149 di cui: software 4.488 - 4.166 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 4.487 149 4.166 149 a) Attività immateriali generate internamente 142 149 - -
b) Altre attività 4.345 - 4.166 149 A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 4.487 1.805 4.166 1.805
Le attività immateriali del Gruppo comprendono esclusivamente investimenti in software.
125 Sezione 11 - Attività fiscali e le passività fiscali - Voce 110 dell'attivo e Voce 60 del passivo
11.1 Attività per imposte anticipate: composizione
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
A. Attività per imposte anticipate con contropartita a Conto Economico 219.266 185.307
- Rettifiche di valore su crediti 12.432 11.311
- Perdita fiscale 86.580 49.829
- Deducibilità in quinti contrib. Da schema volontario ex Tercas - -
- Affrancamento avviamenti e intangibili ex 15 D. Lgs. 185/08 12.893 14.494
- Accantonamenti a fondi per rischi e oneri 50.012 52.569
- Avviamenti 1.632 1.920
- Affrancamento avviamenti da fusione Gr. Tercas - -
- ACE 12.934 10.979
- FTA IFRS 9 21.768 21.659
- Altre su immobili 817 812
- Operazioni di aggregazione aziendale 19.462 21.127
- Altre 736 607
B. Attività per imposte anticipate con contropartita a Patrimonio Netto 4.951 3.372
- per minusvalenze su titoli FVTOCI 3.383 1.724
- per provvidenze al personale 987 985
- altre 581 663 Totale Attività per imposte anticipate 224.217 188.679
126
11.2 Passività per imposte differite: composizione
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
A. Passività per imposte differite con contropartita a Conto
Economico
- Adeguamento valore immobili 5.091 5.100
- Interessi di mora - -
- Attualizzazione fondi 222 222
- Altre 62 58
- Operazioni di aggregazione aziendale 1.140 1.433 Totale a conto economico 6.515 6.813
B. Passività per imposte differite con contropartita a
Patrimonio Netto
- Altri strumenti finanziari 376 595
- Altre attività/passività 180 171 Totale a patrimonio netto 556 766
Totale Passività per imposte differite 7.071 7.579
11.3 Altre informazioni Probability test ai sensi dello IAS 12 sulla fiscalità differita Il Gruppo presenta nel proprio Attivo di Stato Patrimoniale al 30 giugno 202 6 attività fiscali per imposte anticipate (DTA) pari a complessivi euro 224 milioni (118,7 milioni al 31 dicembre 202 5), di cui euro 219,2 milioni in contropartita del Conto economico ed euro 4,9 milioni in contropartita del Patrimonio Netto . Delle imposte anticipate , 25,2 milioni di euro (rispettivamente 1,1 milioni per MCC , 19,6 milioni per BdM e 4,5 milioni per CRO ) rientrano nell’ambito di applicazione della L. 214/2011, e, pertanto, sono considerate DTA “qualificate”, mentre euro 99,5 milioni ( di cui 98,6 milioni relative a BdM , 0,8 milioni relative a CRO e 0,2 milioni relativi ad Artigiancassa ) si riferiscono alle perdite fiscali ed eccedenze ACE riportabili in compensazione dai redditi dei futuri esercizi, senza limiti temporali. La restante parte, pari a 101,2 milioni, è rappresentata da altre DTA derivanti da differenze temporanee.
Allo stato, BDM Banca presenta DTA dipendenti da redditività non iscritte in bilancio per circa 530,2 milioni di euro, di cui circa 516,9 milioni afferenti a perdite fiscali (inclusive di quelle attribuite al consolidato fiscale), che, alla luce dei risultati del probability test, effettuato in conformità al dettato del principio contabile IAS 12 e dei criteri adottati, non si ritengono iscrivibili.
In continuità e coerenza con i precedenti periodi, sull’ammontare delle imposte anticipate iscritte e non iscritte è stata condotta un’analisi volta a i) verificare se le previsioni di redditività futura siano tali da
127 garantire il riassorbimento e giustificare, quindi, il mantenimento in bilancio delle DTA iscritte, nonché a ii) riscontrare l’esistenza dei presupposti per l’iscrizione di nuove imposte anticipate.
Inoltre, nel caso di BDM , la modalità di iscrizione della fiscalità differita in bilancio assume particolare significatività sia in ordine alle scelte contabili effettuate, rese più stringenti da un lungo periodo di assenza di redditività, sia per il significativo ammontare delle DTA presente nei bilanci.
Il principio contabile internazionale IAS 12 “Imposte sul reddito” individua delle specifiche condizioni volte a evitare, in particolare, l’iscrizione di fiscalità differita attiva (DTA) non recuperabile. Il suddetto principio contabile prevede, difatti, c he le DTA connesse a differenze temporanee deducibili possano essere iscritte in bilancio se è probabile che saranno realizzati redditi imponibili a fronte dei quali tali differenze temporanee potranno essere recuperate.
Quanto alla “probabilità di recupero”, sulla base di una interpretazione sistematica della normativa contabile, appare sostenibile applicare la definizione di “ more likely than not ” (probabilità quindi superiore al 50% in analogia a quanto previsto dal principio contabile internazionale IAS 37).
Nello svolgimento del probability test sulle DTA iscritte in bilancio, sono state considerate , separatamente, quelle derivanti da differenze temporanee deducibili relative a svalutazioni di crediti, avviamento e altre attività immateriali (cc.dd. “DTA qualificate”). Per dette attività, il regime di conversione in crediti d’imposta introdotto dall’ art. 2, comma 55 e seguenti del D.L. 225/2010, successivamente modificato dall’art. 9, D.L.
201/2011, convertito nella Legge 214/2011, a decorrere dal periodo di imposta chiuso al 31 dicembre 2011, ha, di fatto, previsto una modalità di recupero aggiuntiva e integrativa, che risulta idonea ad assicurare il recupero delle imposte anticipate qualificate in ogni circostanza, indipendentemente dalla redditività futura dell’impresa. Tale impostazione trova, peraltro, conferma nel documento congiunto Banca d’Ital ia, Consob e ISVAP n. 5 del 15 maggio 2012 (emanato nell’ambito del Tavolo di coordinamento in materia di applicazione degli IAS/IFRS), relativo al “ Trattamento contabile delle imposte anticipate derivante dalla Legge 214/2011 ”, secondo il quale la disciplina fiscale sopra richiamata, nel conferire certezza al recupero delle DTA, incide sul citato probability test contemplato dallo IAS 12 rendendolo di fatto automaticamente soddisfatto. Sul punto, occorre ancora precisare che, con specifico riferimento alle menzionate DTA, il mantenimento della loro convertibilità in crediti di imposta è subordinato al pagamento de l canone di cui al D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 30 giugno 2016. La legge del 17 febbraio 2017, n. 15 di conversione del D.L. “Salva risparmio” (D.L. 23 dicembre 2016 n. 237) ha posticipato il periodo per il quale è dovuto il canone fino al 31 dicembre 2030. Al fine di garantirsi la trasformabilità delle DTA in crediti di imposta ed evitare gli impatti negativi che si sarebbero altrimenti determinati sui Fondi propri, la BDM ha aderito all’opzione tramite il versamento del citato canone. A tal riguardo, si ricorda che, dal punto di vista dell’adeguatezza patrimoniale, le DTA sono oggetto di particolare attenzione ai fini della determinazione del Common Equity Tier 1 (CET1) e delle attività ponderate per il rischio (RWA).
128 Tornando al test di recuperabilità, l’analisi è stata condotta, nel rispetto di quanto previsto dallo IAS 12, considerando le disposizioni dell’ordinamento fiscale italiano che impattano sulla valutazione in questione e, tra queste, in particolare:
• il sopra citato articolo 2, commi da 55 a 59 del D.L. n. 225/2010, e successive modificazioni, in tema di conversione in crediti di imposta delle DTA IRES e IRAP (ovvero dei relativi reversal nel caso di perdita fiscale) di tipo “qualificato”;
• l’art. 84 del TUIR che dispone la riportabilità a nuovo delle perdite fiscali IRES senza limiti temporali;
• l’art. 1, comma 4, del D.L. 06/12/2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla Legge 214/2011, ai sensi del quale l’eccedenza ACE non utilizzata nel periodo è riportata a nuovo senza limiti temporali ovvero, in alternativa, può essere trasformata in cr edito d’imposta da utilizzare in compensazione dell’IRAP dovuta in cinque rate annuali. In proposito, si segnala l’abrogazione dell’ACE, con decorrenza dal 2024, per effetto dell’art. 5 del D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 216, ai sensi del quale le eccedenze pregresse rimaste inutilizzate al 31 dicembre 2023 possono essere rinviate a nuovo per essere portate a riduzione dell’imponibile di anni seguenti fino al completo assorbimento;
• l’art. 1, commi 65 -66, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), che, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, ha ridotto di 3,5 punti percentuali l’aliquota ordinaria dell’IRES, che così è passata dal 27,5% al 24%. Al fine di prevenire gli effetti distorsivi che il calo dell’aliquota IRES avrebbe determinato sul patrimonio di vigilanza degli enti creditizi e finanziari, la suddetta norma ha contestualmente introdotto per tali intermediari un’addizionale IRES nel la misura del 3,5% in modo da mantenere inalterata l’imposizione complessiva al 27,5%;
• l’art. 1, commi da 49 a 51, della Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge di bilancio 2024) che ha disposto un nuovo differimento, ancorché parziale, della deducibilità, sia ai fini IRES che IRAP, delle rettifiche su crediti prevista dall’art. 16, commi 3 -4 e 8-9 del D.L. 83/2015;
• l’art. 1, commi da 14 a 17, della legge di bilancio 2025 ( i.e. legge n. 207/2024) che ha modificato il regime transitorio di deducibilità, ai fini IRES e IRAP, delle rettifiche di valore e perdite su crediti delle banche non dedotte fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2015, dell’avviamento e dei componenti nega tivi emersi in sede di prima adozione dell’IFRS 9, prevedendo il differimento delle quote deducibili nei periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2026, in quote costanti, al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 ed ai succes sivi tre periodi d’imposta;
• l’art. 1, comma 18, della legge di bilancio 2025 ( i.e. legge n. 207/2024) che ha introdotto, per il solo 2025, una limitazione temporanea all’utilizzo delle perdite fiscali ex art. 84 del TUIR e delle eccedenze ACE ex art. 5 del D.lgs. 216/2023 con riferimento al maggior reddito imponibile formatosi in consegu enza delle disposizioni di differimento illustrate al punto precedente;
• l’art. 1, comma 76 -78, della Legge di bilancio 2026 (i.e. legge n. 199/2025) che, ai fini della determinazione delle basi imponibili IRES ed IRAP degli intermediari finanziari, ha disposto un’ulteriore
129 parziale differimento della deducibilità delle quote relative a componenti di reddito derivanti da rettifiche di valore e perdite su crediti verso la clientela pregresse, da avviamenti e altri beni immateriali, nonché dalle rettifiche di valore effettuate in sede di prima applicazione del principio contabile IFRS9. Sui maggiori imponibili degli anni 2026 e 2027 derivanti dal differimento dei componenti reddituali precedentemente indicati si dispone altresì una limitazione nell’utilizzo delle perdite fiscali ed eccedenze ACE pregresse rispetto ai criteri ordinari.
Nell’analisi di recuperabilità si è tenuto altresì conto delle seguenti considerazioni:
a) lo IAS 12 non prevede un orizzonte massimo di previsione dei redditi imponibili;
b) il probability test si è basato sul Piano Industriale 2026 -2030, recentemente approvato nell’ambito delle attività di pianificazione strategica di Gruppo. Coerentemente con quanto fatto negli esercizi precedenti e con le raccomandazioni delle Autorità di Vigilanza, che richi edono un prudente apprezzamento delle situazioni di incertezza e della probabilità di realizzo dei piani futuri, ai fini dell’esecuzione del probability test, i flussi delle proiezioni economico -patrimoniali 2026 -2030 nonché i correlativi imponibili attesi, sono stati riapprezzati applicando haircut prudenziali;
c) le proiezioni dei flussi reddituali attesi oltre l’orizzonte temporale dei periodi espliciti sono state determinate sulla base dell’imponibile stimato per l’ultimo anno di piano ipotizzando prudenzialmente un tasso di crescita nullo;
d) le ipotesi di reversal di una parte delle DTA da differenze temporanee, assoggettate alla verifica di recuperabilità, sono sostanzialmente certe in quanto definite anzitempo dalla normativa fiscale attualmente in vigore;
e) le passività per imposte differite (DTL – Deferred Tax Liabilities ), qualora presenti, sono oggetto di compensazione con le DTA nel caso in cui il loro riversamento temporale sia previsto avvenire nel medesimo esercizio.
Le analisi effettuate, anche con il supporto di primario consulente esterno indipendente, tenendo conto delle considerazioni sopra illustrate, hanno consentito di mantenere in bilancio le DTA dipendenti da redditività futura già iscritte nonché di eseguire un reassessment di DTA della specie per un importo complessivo di 50,2 milioni di euro circa, di cui 11,3 milioni circa relativi ad altre differenze temporanee e 38,9 milioni circa per perdite fiscali ed eccedenze ACE. Complessivamente, si stima la piena recuperabilità d elle DTA iscritte in bilancio entro l’anno 2036.
Contenzioso fiscale
Le principali controversie tributarie riguardano la controllata BdM Banca (esclusivamente nell’ambito del presente paragrafo, anche la “Banca”) con i seguenti contenziosi in essere :
130 • gli esercizi 1976, 1977, 1978, 1979, 1981, 1982, 1983, 1987 e 1995, per crediti Irpeg e Ilor spettanti in base a dichiarazioni Mod. 760 di complessivi euro 608 mila, oltre interessi, avverso diniego parziale espresso della Direzione Provinciale Entrate di Bari, notificato nel mese di maggio 2019 a fronte di istanza di rimborso, che reiterava precedenti istanze mai riscontrate dall’Ufficio. Con sentenza del 13 febbraio 2020, depositata il 25 maggio 2020, l’allora Commissione Tributaria Provinciale di Bari ha rigettato il ricorso della Banca. Contro tale sentenza la Banca ha interposto gravame presso la Corte di Giustizia Tributaria di 2° Grado della Puglia, la quale, con sentenza n. 2266/2025 depositata in data 21 luglio 2025, ha rigettato l’appello della Ban ca, compensando le spese di lite. Verificata la presenza dei presupposti giuridici e di fatto necessari per adire la Corte di Cassazione, la Banca ha impugnato la sentenza di secondo grado con la presentazione in data 19 dicembre 2025 di apposito ricorso p er cassazione.
Al riguardo, si precisa che i crediti tributari oggetto della presente controversia non risultano iscritti in bilancio a seguito della svalutazione operata nel periodo di amministrazione straordinaria della Banca, ritenendo alta la probabilità di soccomben za in giudizio.
• il biennio 1984 -1985, per crediti Irpeg e Ilor di complessivi euro 10.662 mila, (oltre ulteriori interessi maturati pari a circa 746 mila), rilevati dalla ex Banca Caripe, avverso silenzio -rifiuto su istanza di rimborso. Dopo i primi due gradi di giudizio favorevoli alla Banca, la Suprema Corte di Cassazione, adita dall’Agenzia delle Entrate di Pescara, con O rdinanza n. 10251/2023, depositata il 18 aprile 2023 ha annullato la sentenza di secondo grado, favorevole alla Banca:
(i) negando il rimborso degli interessi relativi all’Irpeg 1984 per avvenuta prescrizione del diritto di credito, in quanto tali interessi, secondo la Suprema Corte, sono soggetti a prescrizione quinquennale, in luogo di quella decennale. Il relativo credito i scritto in bilancio di circa 267 mila euro è stato quindi integralmente svalutato nell’esercizio 2023;
(ii) rinviando la controversia relativa alla richiesta di rimborso per Irpeg/Ilor 1985 al giudice di merito affinché accerti la presenza di un rimborso parziale del credito, da intendersi, secondo la Suprema Corte, quale provvedimento di rigetto espresso per la parte non rimborsata, impugnabile nel termine di 60 giorni. Tale circostanza renderebbe, di fatto, improponibile la presentazione di una seconda istanza di rimborso per il mancato accoglimento integrale della prima. A tale proposito, poiché dagli atti di causa non è stata rinvenuta documentazione attestante rimborsi parziali dei suddetti crediti, la Banca ha ritenuto utile riassumere la controversia dinanzi ai giudici di secondo grado con depos ito del ricorso presso la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell'Abruzzo in data 31 ottobre 2023.
Il giudizio di riassunzione è stato definito con il deposito in data 29 marzo 2024 della Sentenza n. 214/2024 della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell'Abruzzo, che ha riconosciuto:
131 ✓ il rimborso della quota capitale dei crediti dell’anno 1985 nella misura complessiva di euro
4.350 mila;
✓ il rimborso degli interessi accessori al tasso legale ed il ristoro del maggior danno da svalutazione monetaria, a far data dal 6 novembre 2001, disconoscendo gli interessi maturati precedentemente a tale data, per effetto della maturazione del termine qui nquennale di prescrizione. Dal calcolo eseguito dal legale che ha assistito la Banca sin dal primo grado di giudizio, il rimborso si attesterebbe a complessivi euro 4.674 mila. Tuttavia, il mancato riconoscimento degli interessi e del danno da svalutazione monetaria maturati nel periodo dal 1987 al 2001, in cui vigevano tassi di interesse elevati applicabili ai rimborsi di imposte, ha comportato una rettifica nel presente bilancio del credito Irpeg/Ilor relativo al 1985 nella misura complessiva di euro 2.11 7 mila, imputati a conto economico nella voce 200. “Altri oneri/proventi di gestione”;
✓ la compensazione delle spese di giudizio in ragione di 1/4, per tutti i gradi del giudizio, mentre per il resto sono rimaste a carico dell’ Amministrazione finanziaria.
Pertanto, ad esito del giudizio di riassunzione, il rimborso complessivo a titolo di quota capitale, interessi accessori e maggior danno da svalutazione monetaria si attesterebbe a circa euro 9.024 mila.
Con riferimento, invece, agli interessi disconosciuti in sentenza per presunta avvenuta prescrizione quinquennale (circa euro 4 .742 migliaia) , la Banca, attraverso il legale esterno incaricato, ha verificato la presenza dei presupposti giuridici e di fatto necessari per adire nuovamente la Corte di Cassazione e impugnare la sentenza della Corte di Giustizia di Secondo Grado dell’ Abruzzo, nella parte in cui non ha disposto il rimborso degli interessi maturati di volta in volta nel quinquennio precedente le diverse istanze di rimborso presentate dalla Banca, anche se tra un’istanza di rimborso e la successiva siano trascorsi più di cinque an ni.
L’impugnazione è avvenuta in data 8 ottobre 2024 con la presentazione del ricorso incidentale e contestuale controricorso, al fine di resistere al ricorso erariale, nel frattempo notificato dall'Agenzia delle entrate nel mese di agosto 2024.
Con riferimento ai contenziosi tuttora in essere, la Banca, anche tenendo conto degli andamenti degli stessi, dispone di fondi a presidio basati sulla miglior stima disponibile alla data di riferimento del bilancio.
Passività potenziali di natura fiscale In data 14 maggio 2026, la Direzione Regionale delle Entrate del Lazio - Ufficio Grandi Contribuenti, ha consegnato a MCC il Processo Verbale di Constatazione (“PVC”) redatto a conclusione delle attività di verifica finalizzate all’acquisizione di document azione idonea a riscontrare la corretta determinazione del beneficio
132 fiscale, ai sensi della disciplina sul “Patent Box” in regime di autoliquidazione, indicato nelle dichiarazioni fiscali IRES e IRAP presentate dalla Banca per l’anno d’imposta 2021.
Le proposte di recupero a tassazione formalizzate nel PVC sono state successivamente recepite nelle comunicazioni di schema d’atto n. TJBQE0100094/2026 e n. TJBQ30100096/2026, notificate in data 25 giugno 2026, ai sensi dell’art. 6 -bis della legge 27 lugli o 2000, n. 212, riportanti la rideterminazione delle maggiori imposte teoriche dovute a titolo di IRES, Addizionale IRES e IRAP.
Allo stato attuale, esaminati nel dettaglio i profili di fondatezza della contestazione, anche sulla base di uno specifico parere rilasciato da un primario studio di consulenza fiscale e tributaria, non si ritengono sussistere i presupposti per l’iscrizion e di un accantonamento in bilancio ai sensi dello IAS 37.
133 Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 120 dell’attivo e voce 70 del passivo 12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
A. Attività possedute per la vendita A.1 Attività finanziarie 3.054 35.523 A.2 Partecipazioni - -
A.3 Attività materiali 303 737 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute - -
A.4 Attività immateriali - -
A.5 Altre attività non correnti - -
Totale (A) 3.357 36.2 60 di cui valutate al costo -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 3.357 36.259
134
Sezione 13 - Altre attività - Voce 130
13.1 Altre attività: composizione
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
- Ratei e risconti attivi 24.312 22.738
- Effetti e assegni insoluti di terzi 839 1.105
- Partite in contenzioso non derivanti da operazioni creditizie - -
- Partite transitorie verso filiali 5.040 340
- Partite transitorie relative alla gestione finanziaria 71 133
- Assegni da regolare - -
- Altre partite transitorie in attesa di lavorazione 51.768 46.894
- Migliorie e spese incrementative su beni di terzi 2.685 2.208
- Crediti verso Invitalia SpA 1.166 4.845
- Crediti da fatturare 249 -
- Crediti verso Controllate 21.580 -
- Crediti tributari 140.510 223.8 14
- Altre 16.203 29.003 Totale Altre attività 264.423 331.080
Le partite transitorie “verso filiali”, “relative alla gestione finanziaria” e quelle “in attesa di lavorazione” derivano prevalentemente da elaborazioni effettuate negli ultimi giorni del semestre e pareggiate nei primi giorni del semestre successivo.
La voce Crediti tributari è principalmente riconducibile ai crediti fiscali legati a bonus edilizi, di cui 20,2 milioni di euro relativi a MCC , 70,7 milioni di euro relativi a BdM e 8,9 milioni per CRO . Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo di seguito riportato .
Crediti di imposta connessi al c.d. “Superbonus” A partire dall’esercizio 2021, il Gruppo , conformemente alla normativa di riferimento (Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34, c.d. “decreto Rilancio”, convertito dalla Legge del 17 luglio 2020, n. 77 e successive modifiche e integrazioni), ha acquistato crediti d’imposta afferenti al c.d. “Superbonus” nonché alle altre agevolazioni fiscali utilizzabili dai clienti -contribuenti. Tali crediti acquistati vengono utilizzati portandoli in compensazione con propri debiti tributari seguendo la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata fruita la detrazione da parte dei contribuenti. Da ultimo, il Decreto Legge 29/03/2024, n. 39, convertito con Legge 23/05/2024 n. 67 pubblicata nella G.U. del 28/05/2024, n. 123, ha introdotto nuove disposizioni in materia di bonus fiscali edilizi, tra cui, la più rilevante per i “soggetti qualificati” (ossia ban che
135 e gli altri intermediari finanziari, nonché le società appartenenti ad un gruppo bancario e le imprese di assicurazioni), è il divieto di compensazione, dal 1° gennaio 2025, dei crediti d’imposta derivanti dalle opzioni di sconto o cessione con i contribut i previdenziali e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (a tal riguardo si fa rimando alla Parte A, Sezione 4 – Altri aspetti, Par. “Novità normative in materia di Superbonus/Ecobonus”).
Contabilmente, la peculiarità dei sopra descritti crediti di imposta è tale da non consentirne la riconduzione a uno specifico principio contabile internazionale; in tal caso, lo IAS 8 prevede che la direzione aziendale debba definire quel trattamento cont abile ritenuto il più idoneo per garantire agli utilizzatori del bilancio un’informativa rilevante e attendibile. A tal fine, il Gruppo - tenendo conto delle indicazioni espresse il 5 gennaio 2021 da Banca d’Italia, Consob e IVASS nel documento n. 9 del Tavolo di coordinamento in materia di applicazione degli IAS/IFRS “Trattamento contabile dei crediti d’imposta connessi con i Decreti Legge “Cura Italia ” e “Rilancio” acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti ” – ha fatto riferimento ad alcune disposizioni contabili contenute nel principio IFRS 9. In maggior dettaglio, i crediti d’imposta in questione sono ritenuti assimilabili, sul piano sostanziale, a un’attività finanziaria per la quale applicare, per estens ione analogica, le disposizioni previste nel citato principio, qualora compatibili con le caratteristiche dell’operazione. In particolare, i crediti acquisiti sono riconducibili al business model “Hold to Collect ” in quanto vi è un obiettivo di detenerli e utilizzarli per future compensazioni con i debiti tributari del Gruppo .
Ne consegue che, applicando per analogia le disposizioni previste dall’IFRS 9, i crediti acquisiti vengono inizialmente iscritti al fair value , pari al corrispettivo pagato al cliente per l’acquisto del credito di imposta (non essendoci allo stato mercati attivi né operazioni comparabili), e, successivamente, valutati in base al costo ammortizzato, tenuto conto del valore e della tempistica di c ompensazione. Non risultano invece applicabili le disposizioni relative al calcolo delle perdite attese (“ECL”), ai sensi dell’IFRS 9. La recuperabilità dei crediti fiscali dipende, infatti, dalla tax capability dell’acquirente, ossia dalla capacità di compensare i crediti fiscali acquisiti con i debiti tributari dell’acquirente, non essendo possibile richiedere, in alcun modo, il loro rimborso all’Agenzia delle Entrate. Detti crediti sono esposti nella voce “120. Altre Attività”, in quanto non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, in linea con quanto rappresentato nel documento congiunto sopra citato. I proventi netti periodici, calcolati applicando il tasso di interesse effettivo al credito d’imposta nettato delle compensazioni operate annualmente, sono imputati contabilmente nel margine di interesse, voce 10. del conto economico “Interessi attivi e provent i assimilati”.
136
Passivo
Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10
1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso
banche
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali 800.320 X X X 1.060.506 X X X 2. Debiti verso banche 250.297 X X X 165.032 X X X 2.1 Conti correnti e depositi a vista 28.500 X X X 17.505 X X X 2.2 Depositi a scadenza - X X X - X X X 2.3 Finanziamenti 186.853 X X X 97.683 X X X 2.3.1 Pronti contro termine passivi 102.387 X X X - X X X 2.3.2 Altri 84.466 X X X 97.683 X X X 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - X X X - X X X 2.5 Debiti per leasing - X X X - X X X 2.6 Altri debiti 34.944 X X X 49.844 X X X Totale 1.050.617 - - 1.057.025 1.225.53 7 - - 1.233.562 Totale 1050617 1225538
Legenda:
L1=Livello1
L2=Livello2
L3=Livello3
137
1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso
clientela
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 9.650.428 X X X 9.719.722 X X X 2. Depositi a scadenza 566.728 X X X 558.719 X X X 3. Finanziamenti 1.365.146 X X X 827.237 X X X 3.1 Pronti contro termine passivi 945.421 X X X 458.500 X X X 3.2 Altri 419.725 X X X 368.737 X X X 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - X X X - X X X 5. Debiti per leasing 44.864 X X X 42.128 X X X 6. Altri debiti 108.416 X X X 86.611 X X X Totale 11.735.58 3 - - 12.371.829 11.234.417 - - 11.529.774
Legenda:
L1=Livello1
L2=Livello2
L3=Livello3
1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in
circolazione
Tipologia titoli/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 0 L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 2.029.316 - 15.366 1.423.044 1.529.345 - 1.278.476 29.575 1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 2.029.316 - 15.366 1.423.044 1.529.345 - 1.278.476 29.575 2. altri titoli 3.503 - - 3.503 4.242 - - 4.242 2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri 3.503 - - 3.503 4.242 - - 4.242 Totale 2.032.819 - 15.366 1.426.547 1.533.587 - 1.278.476 33.817
Legenda:
L1=Livello1
L2=Livello2
L3=Livello3
138 I Titoli in circolazione sono costituiti principalmente da:
• emissioni obbligazionarie di MCC comprensive per complessivi 1.271 milioni di euro comprensive di un private placement di 126,4 milioni di euro emesso a marzo 2026;
• 74,1 milioni di euro relativi a l prestito subordinato Tier 2 di nominali 70 milioni emesso da MCC a
dicembre 2022;
• 669 milioni di euro relativi ad altri titoli legati ad operazioni di cartolarizzazione crediti .
1.4 Dettaglio debiti/titoli subordinati
30/06/2026 31/12/2025
A.1 Debiti subordinati - -
- banche - -
- clientela - -
A.2 Debiti non subordinati 12.7 86.200 12.459.953 B.1 Titoli subordinati 74.113 70.615
- banche 74.113 70.615
- clientela - -
B.2 Titoli non subordinati 1.958.706 1.462.972 Totale 14.819.019 13.993.540
139
Sezione 2 – Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20
2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica
Tipologia
operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VN Fair Value Fair
Value
* VN Fair Value Fair
Value
* L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre
obbligazioni - - - - X - - - - X 3.2 Altri titoli - - - - - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X 3.2.2 Altri - - - - X - - - - X Totale (A) - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari - - 269 - - - - 20 - -
1.1 Di negoziazione X - 269 - X X - 20 - X 1.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X 1.3 Altri X - - - X X - - - X 2. Derivati creditizi - - - - - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X 2.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X 2.3 Altri X - - - X X - - - X Totale (B) X - 269 - X X - 20 - X Totale (A+B) X - 269 - X X - 20 - X
Legenda:
VB=Valore di bilancio
L1=Livello1
L2=Livello2
L3=Livello3
Fair value* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell’emittente rispetto alla data di emissione
140
SEZIONE 4 – Derivati di copertura – Voce 40 4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli
Fair
value 30/06/2026 VN Fair value 31/12/2025 VN
L1 L2 L3 30/06/2026 L1 L2 L3 31/12/2025
A. Derivati
finanziari - 11.27 9 - 1.235.264 - 2.818 - 400.000 1) Fair value - 11.211 - 1.003.060 - 2.818 - 400.000 2) Flussi finanziari - 68 - 232.204 - - - -
3) Investimenti
esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 11.27 9 - 1.235.264 - 2.818 - 400.000
141 4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura
Operazioni/Tipo di
copertura Fair Value Flussi finanziari Investim.
esteri
Specifica
Ge ner
ica Sp
eci fic
a Ge
ner ica
0
titoli di
debito e
tassi di
interesse titoli di
capitale
e indici
azionari valute
e oro credito merci altri 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
1. Attività
finanziarie valutate
al fair value con
impatto sulla
redditività
complessiva - - - - X X X - X X
2. Attività
finanziarie valutate
al costo
ammortizzato - X - - X X X 67 X X 3. Portafoglio X X X X X X 3.370 X (167) X 4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività - - - - - - 3.370 67 (167) -
1. Passività
finanziarie 7.889 X - - - - X - X X 2. Portafoglio X X X X X X 120 X - X Totale passività 7.889 - - - - - 120 - - -
1. Transazioni
attese X X X X X X X - X X 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -
Sezione 6 – Passività fiscali – Voce 60 Si veda la sezione 11 dell’attivo.
Sezione 8 - Altre passività - Voce 80
142
8.1 Altre passività: composizione
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
- Ratei e risconti passivi 13.339 8.351
- Somme da riconoscere all'erario 17.467 38.775
- Partite relative a operazioni in titoli e in valuta 2.742 2.830
- Somme a disposizione da riconoscere a terzi 14.219 11.461
- Scarto valuta su operazioni di portafoglio 116.871 71.460
- Partite transitorie verso filiali 1.074 640
- Competenze relative al personale 8.898 7.802
- Contributori da versare a Enti previdenziali 5.716 9.531
- Debiti verso fornitori per fatture ricevute e da ricevere 40.724 37.485
- Partite da versare a Enti pubblici per c/terzi 198.844 115.642
- Altre partite transitorie in attesa di lavorazione 210.351 299.727
- Debiti verso Invitalia 588 687
- Debiti verso Invitalia per consolidato fiscale 20.744 15.263
- Depositi cauzionali - -
- Debiti tributari 6.220 -
- Debiti verso controllate 6.220 6.046
- Altre 29.926 38.584 Totale Altre Passività 693.943 664.28 4
Le partite transitorie “su operazioni di portafoglio”, “verso filiali” e quelle “in attesa di lavorazione” derivano, prevalentemente, da elaborazioni effettuate dalle procedure verso la clientela negli ultimi giorni del semestre e pareggiate nei primi giorni del semestre successivo.
143 Sezione 9 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 90
9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
A. Esistenze iniziali 19.934 21.782 B. Aumenti 950 681 B.1 Accantonamenti dell'esercizio 564 510 B.2 Altre variazioni 386 171
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C. Diminuzioni 1.227 2.529 C.1 Liquidazioni effettuate 667 2.194 C.2 Altre variazioni 560 335
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
D. Rimanenze finali 19.657 19.934 Totale 19.657 19.934
9.2 Altre informazioni Il trattamento di fine rapporto, al pari dei piani pensione a prestazione definita, è una forma di retribuzione del personale, a corresponsione differita, rinviata alla fine del rapporto di lavoro. Esso matura in proporzione alla durata del rapporto costit uendo un elemento aggiuntivo del costo del personale.
L’importo del TFR è iscritto in bilancio sulla base del suo valore attuariale.
Ai fini dell’attualizzazione, si utilizza il metodo della Proiezione unitaria del credito (c.d. Projected Unit Credit Method) che prevede, appunto, la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l’attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato.
A seguito della riforma della previdenza complementare prevista dal D. Lgs. n. 252 del dicembre 2005 anticipata nell’applicazione dalla Legge n. 296 del 27 dicembre 2006, per le imprese con almeno 50 dipendenti le quote di TFR maturate sino al 31 dicembre 2006 restano in azienda mentre quelle maturande a partire dal 1° gennaio 2007 sono state, a scelta del dipendente, destinate a forme di previdenza complementare ovvero trasferite al Fondo di Tesoreria dell’INPS.
Le quote di TFR maturate a tutto il 31 dicembre 2006 anche successivamente all’introduzione della riforma, continuano ad essere configurate come piani a benefici definiti così come previsto dallo IAS 19.
Le quote di TFR maturande dal 1° gennaio 2007 configurano ai fini dello IAS 19 un piano a contribuzione definita e pertanto il loro ammontare non è assoggettato ad alcuna ipotesi attuariale.
144
Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100
10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione
Voci/Componenti Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 2.946 5.784 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate 1.276 1.239 3. Fondi di quiescenza aziendali 3.358 3.484 4. Altri fondi per rischi ed oneri 128.66 6 154.162 4.1 controversie legali e fiscali 81.355 93.439 4.2 oneri per il personale 43.995 56.082 4.3 altri 3.31 6 4.641 Totale 136.24 6 164.66 8
Nella sottovoce 4.2 “oneri per il personale”, sia al 30 giugno 2026 sia al 31 dicembre 2025, è ricompreso l’accantonamento complessivo netto al c.d. “Fondo esodi incentivati”, pari, rispettivamente, a 21,4 milioni di e a 28,9 milioni di euro, relativo agli impatti contabili, ai sensi dello IAS 37, dell’Accordo sindacale del 10 giugno 2020 e successivi aggiornamenti/integrazioni.
10.6 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi La voce 100 “Fondi per rischi e oneri: c) altri fondi per rischi e oneri” del passivo di stato patrimoniale del bilancio consolidato al 3 0 giugno 2026 include fondi pari a Euro 128,7 milioni (Euro 154,2 milioni al 31 dicembre 202 5).
I suddetti fondi rischi includono i fondi per controversie e altre vertenze giudiziarie ed extragiudiziarie di natura legale e fiscale per un valore consolidato pari a Euro 81,4 milioni (Euro 93,4 milioni al 31 dicembre 2025) .
Informazioni sui principali contenziosi passivi Si premette che ci si è avvalsi della possibilità concessa dallo IAS 37 par. 92 di non fornire informativa di dettaglio sull’ammontare degli accantonamenti ai fondi stanziati a bilancio a fronte dei singoli rischi qualora tali informazioni possano seriamen te pregiudicare e/o indebolire la propria posizione nei contenziosi e/o in potenziali accordi transattivi.
145
Mediocredito Centrale
Con atto notificato in data 23 giugno 2021, la Tradinvest S.r.l. (“Società”) ha, inter alia, citato in giudizio BdM Banca S.p.A. (già Banca Popolare di Bari S.p.A.) e Mediocredito Centrale S.p.A. (“MCC” o “Banca”), innanzi al Tribunale di Bari, agendo in qualità di cessionaria di crediti litigiosi alla stessa ceduti dalla società Eurowind Orta Nova S.r.l., chiedendo la condanna delle banche convenute, in solido tra loro, a restituire la somma di euro 9,1 milioni di euro a fronte di contratto di finanziamento concesso in pool alla Eurowind Orta Nova S.r.l.
Al riguardo, MCC si è ritualmente costituita in giudizio nei termini di legge, contestando integralmente la fondatezza delle domande avversarie. Sciogliendo la riserva assunta all'udienza del 18.10.23, il Giudice ha disposto l'espletament o di una consulenza tecnica contabile (sia in ordine al rapporto di mutuo, sia in relazione alle azioni e obbligazioni emesse da BdM Banca S.p.A.). In data 24 febbraio 2025 è stata depositata la CTU definitiva che non ha rilevato superamenti del tasso soglia di usura applicabile alla categoria del finanziamento, né con riferimento agli interessi corrispettivi né con riferimento agli in teressi di mora.
L’udienza di precisazione delle conclusioni dapprima fissata per il 3 dicembre 2025 è stata rinviata al 15 settembre 2027.
Con atto notificato in data 23 dicembre 2022, la Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A. (“Società”) in Amministrazione Straordinaria, in persona dei Commissari Straordinari, ha citato in giudizio Mediocredito Centrale S.p.A. (“MCC” o “Banca”) e altre persone fisiche e giuridiche (complessivamente, circa 50 soggetti), per presunte responsabili tà dei citati soggetti, nell’aggravamento dello stato di crisi della impresa, poi formalmente dichiarata insolvente. Con riferimento a MCC, la vicenda trae origine da un finanziamento di euro 15 milioni, concesso dalla Banca alla Società nel 2016 - vale a dire prima che la Società venisse ammessa, nel 2018, alla procedura di Amministrazione Straordinaria ex art.2, comma 2, D.L. n.347/2003. Per completezza informativa, si rileva che - in relazione alla posizione in questione - è già pendente un contenzioso p romosso dai Commissari, finalizzato alla declaratoria di inefficacia e conseguente revoca dei pagamenti effettuati a MCC (il Tribunale di Roma con sentenza del 26 giugno 2026 ha respinto la richiesta di controparte condannandola altresì alla refusione delle spese legali liquidate in Euro 29.000,00 oltre accessori.
Si attende allo stato il passaggio in giudicato della sentenza per poi procedere al recupero delle spese legali).
Sinteticamente, ai fini del presente giudizio, la Società cita i soggetti convenuti al fine di vederli condannati -
in solido tra loro - al risarcimento del danno da questi a vario titolo provocato. Nello specifico, a MCC (e alle altre banche convenute) è contestato che gli Istituti di credito fossero a conoscenza dello stato di crisi dell’impresa dal 1° gennaio 2016 e che gli stessi, in costanza di apertura e mantenimento del credito in favore della Società, avrebbero contribuito a determinarne il dissesto. L’udienza di prima comparizione è stata fissata il 22 aprile 2024. Alla prima udienza il legale dell'attrice ha chiesto rinvio di circa tre mesi per poter fornire prova dell'avvenuto perfezionamento della notifica nei confronti del Banco do Brasil ed il Giudice ha disposto rinvio al 1° luglio 2025. A tale udienza il Giudice ha rinviato al 18 novembre 2025 per consen tire a
146 parte attrice di fornire la prova dell’avvenuta notifica al Banco do Brasil e successivamente l’udienza è stata ancora rinviata al 29 settembre 2026.
Con riferimento ad entrambi i contenziosi di cui sopra - nell’ambito delle valutazioni svolte in coerenza con la vigente Policy interna in materia di gestione del contenzioso - MCC ha ritenuto allo stato attuale non sussistere i presupposti, previsti dallo IAS 37, per formulare un’ipotesi di accantonamento.
BdM Banca (nell’ambito del presente paragrafo, anche la “Banca”) Con riferimento al contenzioso con gli azionisti , soprattutto a partire dall’anno 2016 sono stati avviati diversi procedimenti giudiziari (mediazioni e cause) di natura civilistica aventi a oggetto le azioni emesse dalla Banca (nella sua precedente forma giuridica di società cooperativa per azioni) anch e in occasione di pregresse operazioni di aumento di capitale.
Nei citati procedimenti, le principali contestazioni mosse all’operato della Banca riguardano:
• la presunta nullità delle operazioni di investimento poste in essere ai sensi dell’art. 23 del Decreto Legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria - “TUF”) in ragione della asserita care nza di un contratto quadro di investimento concluso
per iscritto;
• la presunta violazione degli obblighi di fonte primaria e secondaria gravanti sugli intermediari finanziari, con particolare riguardo alla asserita carente o non corretta profilazione degli investitori, nonché alla presunta carenza o incompletezza dell’inf ormativa fornita a questi ultimi in merito alle caratteristiche e ai profili di rischio e di liquidità dei titoli azionari (della già) Banca Popolare di Bari;
• la mancata o non tempestiva esecuzione degli ordini di vendita delle azioni;
• in altri casi, la presunta violazione dell’art. 94 del TUF in punto di asserita falsità dei prospetti informativi relativi alle operazioni di aumento di capitale eseguite dalla Banca negli anni 2014 -2015.
A fronte del petitum (di valore determinato) associato alle cause in essere, pari a circa 115 milioni di euro alla data del 30 giugno 2026, si è provveduto ad effettuare un prudente apprezzamento del rischio di soccombenza formulando una stima degli accantonamenti in conformi tà a quanto previsto dallo IAS 37.
La Banca monitora costantemente l’andamento del contenzioso, anche prospetticamente. A tal proposito viene svolta un’ulteriore attività di valutazione e stima del rischio potenziale di contenzioso. All’esito, in considerazione di quanto disposto dal princi pio contabile IAS 37, la Banca ha formulato stime prudenziali di accantonamenti in bilancio in considerazione delle richieste anche stragiudiziali a oggi avanzate.
147 In tale contesto si segnala altresì che sono in corso, dinanzi al Tribunale di Bari, n. 3 procedimenti penali (rubricati ai nn. RGNR 7109/2017, RGNR 4081/2020 e RGNR 10280/2016) nei confronti di ex esponenti aziendali e/o ex amministratori della Banca.
In uno dei procedimenti (RGNR 4081/2020) il Tribunale si è espresso, a fine 2021, estromettendo la Banca dal processo quale responsabile civile rispetto alle domande risarcitorie formulate da azionisti costituitisi parte civile contro gli ex esponenti azie ndali e/o ex amministratori della Banca. Nel procedimento RGNR 7109/2017, il Tribunale ha ammesso in qualità di parti civili circa 2500 azionisti i quali, allo stato, hanno chiesto e ottenuto la citazione della Banca in giudizio come responsabile civile. Q uanto al procedimento RGNR 10280/2020, il Tribunale ha ammesso in qualità di parti civili circa 560 azionisti i quali, allo stato, hanno chiesto e ottenuto la citazione della Banca in giudizio come responsabile civile.
L’assemblea straordinaria della ex Banca Tercas S.p.A. (all’epoca in Amministrazione Straordinaria e successivamente fusa per incorporazione nella Banca) del 29 luglio 2014, nell’ambito della complessiva operazione di salvataggio dello stesso istituto di credito, ha fra l’altro approvato l’azzeramento del cap itale sociale, mediante annullamento delle azioni, a parziale copertura delle ingenti perdite maturate sino a tale data. Ciò ha generato l’avvio di contenziosi da parte di ex azionisti della stessa banca. In relazione a tali contenziosi, le tesi sostenute dai ricorrenti sono basate principalmente sulla asserita violazione, da parte di Banca Tercas S.p.A., dei propri obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza informativa, nonché in tema di valutazione di adeguatezza delle operazioni finanziarie contest ate, previsti dal codice civile e dalla normativa di settore sullo svolgimento dei servizi di investimento applicabile ratione temporis , richiamando tutti, inter alia, la presunta violazione degli obblighi specificamente sanciti dall’art. 21 del Decreto Legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria - “TUF”) e dalla Comunicazione Consob 9019104 del 2 mar zo 2009. La Banca ha proceduto alla puntuale disamina e contestazione delle singole azioni e ha in corso un’attività di monitoraggio rispetto all’andamento di tali contenziosi.
Con atto notificato in data 23 giugno 2021, la Tradinvest S.r.l. ha citato in giudizio la Banca e Mediocredito Centrale – Banca del Mezzogiorno S.p.A., innanzi al Tribunale di Bari, agendo sia in proprio, relativamente a operazioni di investimento in azioni della Banca, sia in qualità di cessionaria di crediti litigios i alla stessa ceduti dalle società Eurowind Orta Nova S.r.l. e Lomagri S.r.l., chiedendo la condanna i) delle banche convenute, in solido tra loro, a restituire la somma di euro 9,1 milioni di euro a fronte di contratto di finanziamento concesso in pool alla Eurowind Orta Nova S.r.l.; ii) della Banca alla restituzione di euro 1 milione per “commissione di advisory ” nonché della somma di 1,01 milioni di euro a fronte della sottoscrizione di titoli emessi dalla Banca. La Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini di legge, contestando
148 integralmente la fondatezza delle domande avversarie. Completato l’iter processuale di scambio di memorie, è stato disposto dal Giudice lo svolgimento di una consulenza tecnica d’ufficio depositata nel corso del 2025.
La causa risulta rinviata, per la prec isazione delle conclusioni, all’udienza del 15 settembre 2027.
Con atto notificato il 22 novembre 2022, la Curatela del Fallimento Fimco S.p.A. ha convenuto in giudizio la Banca al fine di vederne accertata e dichiarata la presunta responsabilità per aver abusivamente concesso credito e finanziato la società consentendo a quest’ultima di proseguire illegittimamente l'attività di impresa con aggra vamento del dissesto e, per l’effetto, ottenere la condanna della medesima Banca al risarcimento del danno quantificato in 82,6 milioni di euro. La Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini di legge, contestando integralmente la fondatezza delle domande avversarie. Completato l’iter processuale di scambio di memorie istruttorie, è stato disposto dal Giudice lo svolgimento di una consulenza tecnica d’ufficio depositata, in versione definitiva, il 30 giugno 2026. La causa risulta allo stato ri nviata all’udienza del 15 settembre 2026.
Con atto di citazione notificato il 9 gennaio 2023, la Curatela del Fallimento Maiora Group S.p.A. ha avviato un giudizio nei confronti, tra gli altri, della Banca finalizzato ad accertarne e dichiararne la responsabilità per atti di mala gestio , realizzati in concorso con gli ex organi sociali della società fallita, concretizzatisi nell'abusiva concessione di credito che avrebbe aggravato il dissesto e l’erosione del patrimonio sociale tale da legittimare la richiesta di condanna della medesima Banca, in solido con gli altri convenuti, al risarcimento del danno subito quantificato in 49,5 milioni di euro. La Banca si è ritualmente costituita nei termini di legge contestando la fondatezza delle domande avversarie. Completato l’iter processuale di scambio delle memorie, è stato disposto dal Giudice lo svolgimento di una consulenza tecnica d’ufficio depositata, in versione definitiva, il 16 marzo 2026. La causa risulta allo stato rinviata, per la precisazione delle conclusioni, all’udienza del 3 giug no 2027.
Informazioni sulle passività potenziali di BdM Banca (nell’ambito del presente paragrafo, anche la
“Banca”)
Di seguito si riportano informazioni sulle principali passività potenziali, ai sensi dei parr. 27 -30 dello IAS 37, in essere e sorte nel corso del periodo di riferimento del bilancio.
Nell'ambito di una più ampia operazione di cessione di crediti classificati a sofferenza, posta in essere in data 31 ottobre 2018, la Banca ha ceduto pro -soluto i crediti vantati nei confronti della Dima Costruzioni S.p.A. e della Dimafin S.p.A . (rimanendo, tuttavia, a carico della Banca medesima la conduzione di eventuali contenziosi, aventi natura restitutoria e/o risarcitoria, connessi ai crediti ceduti). Nell’ambito del contenzioso, avviato dal Gruppo Di Mario nei confronti dell’intero ceto bancario, risultano a oggi pendenti i seguenti due
giudizi:
149 i) nel marzo 2016 il Sig. Di Mario, in proprio, ha citato in giudizio la ex Banca Tercas, unitamente ad altri istituti di credito, al fine di vederne accertata la responsabilità per il dissesto economico delle società del Gruppo Di Mario, chiedendo la condann a dei convenuti, in solido, al risarcimento dei danni dallo stesso subiti, quantificati in 700 milioni di euro. Con sentenza del 10 ottobre 2019, il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile la domanda attorea. La sentenza è stata appellata da contropa rte dinanzi alla Corte di Appello di Roma; all’udienza del 14 giugno 2021, fissata per la precisazione delle conclusioni, la causa è stata trattenuta in decisione con termine per il deposito delle memorie conclusive e delle repliche. Con sentenza dell’otto bre 2021, la Corte di Appello ha integralmente rigettato le domande formulate condannando, altresì, parte attrice alla refusione delle spese legali in favore delle parti appellate. Con ricorso notificato in data 3 gennaio 2022, il Sig. Raffaele Di Mario ha impugnato la succitata sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione. La Banca, pertanto, si è costituita notificando controricorso;
ii) nel dicembre 2017 la Curatela del Fallimento Di Mario ha citato in giudizio, tra gli altri, la ex Banca Tercas per l’accertamento della relativa responsabilità per l’aggravamento dell’insolvenza di Raffaele Di Mario conseguente alle operazioni di risanamen to che hanno interessato le società appartenenti al Gruppo Di Mario e per il dissesto delle società del Gruppo e, per l’effetto, ha chiesto la condanna, di tutti i convenuti, in via solidale, al risarcimento danni per complessivi 8,9 milioni di euro. La Ba nca, ritualmente costituitasi, ha contestato le avverse pretese sollevando una serie di eccezioni sia procedurali che sostanziali. Il Tribunale, ritenuto che, alla luce della documentazione in atti e delle eccezioni sollevate dalle parti, la causa fosse ma tura per la decisione e che l’approfondimento istruttorio richiesto fosse superfluo, ha trattenuto la causa in decisione con termine per il deposito delle memorie conclusive e delle repliche.
Con sentenza del febbraio 2022, il Tribunale, accertato il difet to di legittimazione ad agire, ha respinto la domanda del Fallimento condannando parte attrice alla refusione delle spese legali in favore delle parti convenute. La sentenza è stata appellata dal Fallimento Di Mario dinanzi alla Corte di Appello di Roma.
Svolta la prima udienza in data 13 novembre 2023, la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni. Con sentenza del settembre 2025 la Corte di Appello di Roma ha rigettato l’appello proposto dal Fallimento Di Mario con condanna alla refusion e delle spese del grado. La sentenza di appello è stata impugnata dal Fallimento Di Mario con ricorso in Corte di Cassazione del novembre 2025; giudizio nel quale la Banca si è regolarmente costituita nei termini di legge .
Con atto notificato il 28 aprile 2021, la Futura Funds Sicav Plc ha convenuto la Banca innanzi al Tribunale di Bari, chiedendone la condanna al pagamento della complessiva somma di 54,85 milioni di euro a titolo di danno derivante dal presumibile mancato recupero dei prestiti obbligazionari dalla stessa sottoscritti nelle società Fimco S.p.A. e Maiora Group S.p.A., rispettivamente per 25 milioni di euro ciascuno, imputato alla Banca in relazione all'abusiva concessione di credito operata a favore delle due società successivamente fallite, in ragione delle scarse possibilità di concreto soddisfacimento all’esito delle due procedure concorsuali. La Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini di legge, contestando integralmente
150 la fondatezza delle domande avversarie. Pendente la fase istruttoria del giudizio, il Tribunale ha ammesso una consulenza tecnica d’ufficio, allo stato in corso.
Nell’ambito di un contratto di cessione di crediti in blocco stipulato, in data 18 aprile 2019, ai sensi dell’art.
58 del Decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, la Banca ha ceduto (in favore della cessionaria SPV Project 1806 S.r.l. che a sua volta ha ceduto il credito alla M.B. Finance S.r.l. ) un credito vantato nei confronti della Perseo Energia S.r.l. e riveniente da un contratto di finanziamento stipulato nel novembre 2013. Risulta, a oggi, pendente una controversia che trae origine dall’azione esecutiva intrapresa dalla prima cessionaria nei confronti della Perseo e del Comune di Villapiana (terzo garante), con atto di precetto per 9,3 milioni di euro, avverso il quale il Comune ha proposto opposizione contestando , inter alia , la validità delle garanzie dal medesimo rilasciate formulando, in via subordinata, una domanda risarcitoria, di importo pari all'importo del precetto, nei confronti della cessionaria. La Banca è stata chiamata in causa da quest’ultima a titolo di manleva in relazione alla domanda risarcitoria. Il giudizio è stato definito favorevolmente con sentenza del 12 luglio 2024 che, oltre a rigettare l'opposizione del Comune, ha altresì integralmente respinto anche la predetta domanda risarcitoria. La sentenza è stata appellata dal Comune che ha riproposto la propria domanda risarcitoria direttamente nei confronti della Banca, la quale si è costituita nel giudizio di appello in data 4 febbraio 2025.Il Comune ha, altresì, propos to opposizione avverso l'esecuzione, medio tempore intrapresa dalla prima cessionaria, formulando istanza di sospensione, accolta dal Tribunale. Anche il giudizio di merito risulta sospeso in attesa della definizione di un parallelo giudizio amministrativo, avente ad oggetto l'impugnazione di una delibera del Comune di Villapiana, allo stato pendente in Cassazione a seguito di ricorso notificato in data 22 aprile 2025 dal Comune, sia nei confronti della prima cessionaria che della Banca, e nell’ambito del quale quest’ultima ha notificato proprio controrico rso in data 3 giugno 2025. Nell’ambito di cui sopra, si segnala che la Banca ha ricevuto una richiesta stragiudiziale di indennizzo dalle summenzionate cessionarie, per circa 11 milioni di euro, sulla base di una presunta asserita violazione del citato contratto di cessione da parte della Banca, riscontrata negativamente. A tale richiesta stragiudiziale di indennizzo e per le medesime ragion i, si segnala che, con atto di citazione notificato il 23 gennaio 2026, tali cessionarie hanno convenuto in giudizio la Banca chiedendone la condanna al pagamento della complessiva somma di circa 11,7 milioni di euro. La Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini di legge, contestando integralmente la fondatezza delle domande avversarie . La causa risulta allo stato rinviata all’udienza, ex art. 281 sexies , commi 1 e 3, c.p.c., del 29 settembre 2026.
Con atto di citazione notificato il 28 maggio 2024, Soiget S.r.l. ha avviato un giudizio per veder accertare e dichiarare la nullità di un mutuo ipotecario di 5,3 milioni di euro (oggetto di cessione) e delle collegate garanzie (ipoteche e fideiussioni) nonché del precedente finanziamento di 4 milioni di euro concesso d alla Banca, in attesa del mutuo, sotto forma di apertura di credito, sul presupposto che tale mutuo sarebbe stato erogato al solo fine di consentire alla Soiget S.r.l. di estinguere la propria debitoria nei confronti di Fimco S.p.A. e, a quest'ultima, di ripianare, a propria volta, l'esposizione chirografaria nei confronti della Banca. La
151 Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini di legge contestando la fondatezza delle domande avversarie. Il Giudice, rigettate le istanze istruttorie formulate dall’attrice, ha rinviato la causa all’udienza del 12 novembre 2026 per la decisio ne.
Con atto di citazione notificato il 29 luglio 2025, il Fallimento Confezioni Di Chio S.r.l. ha convenuto in giudizio la Banca al fine di vederne accertata e dichiarata la presunta responsabilità per aver abusivamente concesso credito e finanziato la società consentendo a quest’ultima di proseguire illegittimamente l'attività di impresa con aggra vamento del dissesto e, per l’effetto, ottenere la condanna della medesima Banca al risarcimento del danno quantificato in 13,8 milioni di euro. La Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini di legge, contestando integralmente la fondatezza delle domande avversarie e chiedendo al Giudice l'autorizzazione (successivamente concessa) alla chiamata in causa dei fratelli Di Chio Savino e Di Chio Vincenzo, rispettivamente nella qualità di socio/amministratore e di socio della predetta S.r.l. L’udienza è stata differita al 24 settembre 2026.
Con atto di citazione notificato il 1° ottobre 2025, il Fallimento La Caprese S.r.l. in liquidazione ha convenuto in giudizio la Banca unitamente ad altri Istituti di Credito e all’amministratore/liquidatore della società al fine di veder accertata e dichiarata la responsabilità dell’amministratore/liquidatore della società in solido con le banche evocate in giudizio per i danni cagionati alla fallita e, per essa, al fallimento istante e ai suoi creditori per asserita concessione abusiva di credito attuata dalle banche. La Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini di legge, contestando integralmente la fondatezza delle domande avversarie.
Controparte ha avanzato istanze istruttorie alle quali la Banca si è opposta e il Giudice si è allo stato riservato.
Con atto di citazione notificato il 28 ottobre 2025, la Costruzioni Generali Egidio Auletta s.a.s. ha convenuto la Banca, innanzi al Tribunale di Potenza, sollevando eccezioni in materia di anatocismo e usura e, per l’effetto, richiedendo la condanna della stessa al risarcimento e/o alla restituzione di tutte le somme illegittimamente addebitate in rel azione ai rapporti bancari oggetto di contestazione (conti correnti e mutui).
La Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini di legge, contestando integralmente la fondatezza delle domande avversarie. Pendente la fase istruttoria del giudizio, il Tribunale ha ammesso una consulenza tecnica d’ufficio, allo stato in corso.
Con atto di citazione notificato il 03 aprile 2026, la Curatela della Liquidazione Giudiziale della Salvatore Matarrese S.p.A. in liquidazione ha avviato dinanzi al Tribunale di Bari azione di responsabilità e risarcitoria in danno degli Organi Societari (ex Amministratori, componenti del Collegio Sindacale) e degli Istituti di Credito Intesa Sanpaolo S.p.A. (già Banca Apulia) e BdM Banca S.p.A. (già Banca Popolare di Bari) per mala gestio , omissione di controllo e concessione abusiva di credito, a fronte della situazione di dissesto economico della società istante (soggetto imprenditoriale di riferimento dell’intero gruppo facente capo alla famiglia Matarrese, interessato da procedura di c oncordato preventivo ex art. 161, n. 6, R.D. 16 marzo 1942, n. 267, omologato con decreto del Tribunale di Bari dell’11 marzo 2016 e da successiva dichiarazione di
152 fallimento intervenuta in data 28 maggio 2024). La Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini, contestando integralmente la fondatezza delle domande avversarie. Il Giudice ha allo stato fissato il seguente calendario: 29 luglio 2026 per il d eposito delle memorie ex art. 171 -ter, n. 1, c.p.c.; 18 settembre 2026 per il deposito delle repliche ex art. 171 -ter, n. 2, c.p.c.; 28 settembre 2026 per il deposito delle controrepliche ex art. 171 -ter, n. 3, c.p.c.
Con atto di citazione notificato il 16 marzo 2026 la Diamond Private Investment S.r.l. , attualmente in liquidazione e concordato preventivo, ha incardinato presso il Tribunale di Bari giudizio teso ad ottenere la restituzione delle somme che controparte sostiene ingiustificatamente erogate - a titolo di contributo start up - in favore della Banca, in data 14 febbraio 2017, sulla base della “Convenzione di promozione e collocamento diamanti da investimento” stipulata tra le parti nel dicembre 2016. La Banca si è ritualmente costituita in giudizio nei termini, contestando int egralmente la fondatezza delle domande avversarie e il Giudice ha rinviato la causa all’udienza del 26 ottobre 2026.
Cassa di Risparmio di Orvieto (ai fini del presente paragrafo anche la “Banca”) Alla data di riferimento del presente bilancio non si rilevano procedimenti giudiziari e arbitrali pendenti, il cui esito possa influenzare in modo significativo la situazione patrimoniale ed economica di Cassa di Risparmio di Orvieto.
Si precisa che la Banca si è avvalsa della possibilità concessa dallo IAS 37, par. 92, di non fornire informativa di dettaglio sui fondi stanziati a bilancio a fronte dei singoli rischi qualora tali informazioni possano seriamente pregiudicare e/o indeboli re la propria posizione nei contenziosi e/o in potenziali accordi transattivi.
In particolare, i contenziosi passivi in essere si riferiscono, per la maggior parte, a titoli azionari della già Banca Popolare di Bari S.C.p.A. (ora BdM Banca S.p.A.) collocati alla clientela. In tali procedimenti, le principali contestazioni mosse all’operato della Banca riguardano:
- l’asserita nullità del contratto quadro (e delle singole operazioni di investimento), ai sensi dell’art.
23 del Decreto Legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria – “TUF”), per mancanza di forma scritta del contratto quadro;
- la presunta violazione degli obblighi informativi in merito alle caratteristiche, ai profili di rischio e al grado di liquidità delle azioni (della già) Banca Popolare di Bari;
- l’asserita errata profilatura dei clienti e le pretese violazioni comportamentali della Banca con riguardo alle valutazioni di adeguatezza/appropriatezza degli investimenti in titoli (della già) Banca Popolare di Bari rispetto al profilo di rischio dei cli enti;
153
- la presunta violazione dell’ordine cronologico nell’evasione degli ordini di vendita delle azioni (della già) Banca Popolare di Bari impartiti dai rispettivi azionisti.
Al riguardo, la Cassa di Risparmio di Orvieto, tenendo conto dell’andamento delle suddette controversie, dispone di fondi a presidio basati sulla miglior stima dell’accantonamento ai sensi dello IAS 37 alla data di riferimento del bilancio.
Si dà atto, altresì, che, nei confronti della Banca, sono stati avviati due giudizi promossi, in qualità di azionista, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto:
1) Impugnazione, con richiesta di sospensione, della delibera assunta dall’assemblea dei soci della Cassa di Risparmio di Orvieto in data 8 novembre 2022, avente ad oggetto l’aumento di capitale interamente eseguito da Mediocredito Centrale -Banca del Mezzogio rno S.p.A. in seguito al rifiuto dell’azionista (attore) di esercitare i diritti di opzione ad esso spettanti. La Banca si è ritualmente costituita in giudizio contestando la fondatezza delle domande avversarie; il Tribunale ha respinto la richiesta cautel are della Fondazione di sospensione della delibera ed anche il giudizio di merito si è concluso con rigetto della domanda e condanna alla refusione delle spese legali. La Fondazione, nei termini, ha impugnato la sentenza presso la Corte di Appello di Perug ia. La Banca si è ritualmente costituita nel giudizio di appello contestando la fondatezza delle domande avversarie. Alla prima udienza del 2 marzo 2026 la Corte di Appello ha fissato l’udienza del 4 ottobre 2027 per la remissione della causa in decisione disponendo la trattazione scritta mediante deposito di note di udienza.
2) Impugnazione, con richiesta di sospensione, delle delibere dell’assemblea dei soci del 17 giugno 2024 aventi ad oggetto la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale della Banca. La Cassa di Risparmio di Orvieto si è ri tualmente costituita in giudizio contestando la fondatezza delle domande avversarie; il Tribunale ha respinto, con propria ordinanza, la richiesta cautelare di sospensione dell’efficacia delle delibere; la Fondazione ha presentato reclamo avverso l’ordinan za del Tribunale il quale, in data 16 aprile 2025, ha emesso provvedimento di rigetto del reclamo. Il Giudizio di primo grado si è infine concluso con il rigetto delle domande della Fondazione, condannata altresì a rifondere le spese di lite sia del giudiz io ordinario che della fase cautelare. La Fondazione, nei termini, ha impugnato la sentenza presso la Corte di Appello di Perugia. La Banca si è ritualmente costituita nel giudizio di appello contestando la fondatezza delle domande avversarie. Alla prima u dienza del 2 marzo 2026 la Corte di Appello ha fissato l’udienza del 4 ottobre 2027 per la remissione della causa in decisione disponendo la trattazione scritta mediante deposito di note di udienza.
154
Sezione 13 - Patrimonio del gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180 13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
A. Capitale
A.1 Azioni ordinarie 204.509 204.509 A.2 Azioni di risparmio - -
A.3 Azioni privilegiate - -
A.4 Azioni altre - -
B. Azioni proprie B.1 Azioni ordinarie - -
B.2 Azioni di risparmio - -
B.3 Azioni privilegiate - -
B.4 Azioni altre - -
155 13.2 Capitale - Numero azioni della capogruppo: variazioni annue
Voci/Tipologie Ordinarie Altre A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 40.901.738 -
- interamente liberate 40.901.738 -
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie ( -) - -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 40.901.738 -
B. Aumenti - -
B.1 Nuove emissioni - -
- a pagamento: - -
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant - -
- altre - -
- a titolo gratuito: - -
- a favore dei dipendenti - -
- a favore degli amministratori - -
- altre - -
B.2 Vendita di azioni proprie - -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie - -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 40.901.738 -
D.1 Azioni proprie (+) - -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 40.901.738 -
- interamente liberate 40.901.738 -
- non interamente liberate - -
13.3 Capitale: altre informazioni Il Capitale è sottoscritto dal socio unico Invitalia S.p.A. per un importo pari a 204.508.690 euro costituito da 40.901.738 azioni da 5 euro cadauna.
156
13.4 Riserve di utili: altre informazioni
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
-Riserva legale 38.101 36.777 -Riserva statutaria - -
- Utili (Perdite) portati a nuovo (11.000) -
- Riserve di utili - Altre (34.931) (36.287) -Riserva straordinaria 312.075 273.266
- Riserve FTA - IFRS 9 (5.494) (5.494)
- Riserva da consolidamento 173.596 123.282 Totale 472.361 391.545
Al 30 giugno 202 6 sono inoltre presenti riserve di capitale pari a 430 milioni di euro relative al versamento in conto capitale effettuato da parte della controllante Invitalia SpA ai sensi di quanto previsto dal Decreto 142/2019.
Sezione 14 - Patrimonio di pertinenza di terzi - Voce 190
14.1 Dettaglio della voce 190 "patrimonio di pertinenza di terzi"
Denominazione imprese Totale Totale 30/06/202 6 31/12/202 5 Partecipazioni in società consolidate con interessenze di terzi significative 1. BdM Banca SPA 17.507 16.480
2. CASSA DI RISPARMIO DI ORVIETO SPA 16.728 16.049
3. Adriatico Finance Sme Srl 904 1.164 Altre partecipazioni (67) (60) Totale 35.072 33.633
157
Altre informazioni
1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Valore nominale su impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
Totale Totale
Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e 30/06/2026 31/12/2025 1. Impegni a erogare fondi 2.349.773 100.096 37.182 - 2.487.051 2.626.219 a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni
pubbliche 448.937 4.103 11 - 453.051 681.364 c) Banche 17.000 - - - 17.000 17.000 d) Altre società finanziarie 201.453 - - - 201.453 74.161 e) Società non finanziarie 1.558.876 90.627 34.043 - 1.683.546 1.707.369 f) Famiglie 123.507 5.366 3.128 - 132.001 146.325 2. Garanzie finanziarie rilasciate 53.671 309 15.095 - 69.075 72.454 a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni
pubbliche 16 150 - - 166 62 c) Banche 28.144 - - - 28.144 28.144 d) Altre società finanziarie 137 - - - 137 -
e) Società non finanziarie 24.121 102 15.073 - 39.296 42.549 f) Famiglie 1.253 57 22 - 1.332 1.699
158
2. Altri impegni e altre garanzie rilasciate
Valore nominale Valore nominale
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Altre garanzie rilasciate di cui: esposizioni creditizie deteriorate 1.922 1.775 a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 135 135 c) Banche 461 461 d) Altre società finanziarie 398 628 e) Società non finanziarie 87.325 97.169 f) Famiglie 6.714 7.017 2. Altri impegni di cui: esposizioni creditizie deteriorate - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
159
Parte C
Informazioni sul conto
economico consolidato
160 Sezione 1 - Gli interessi - Voci 10 e 20
1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione
Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 195 - - 195 10.518 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - -
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 195 - - 195 10.518 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 29.962 - X 29.962 17.730 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 11.398 205.057 X 216.455 224.585 3.1 Crediti verso banche - 4.665 X 4.665 5.750 3.2 Crediti verso clientela 11.398 200.392 X 211.790 218.835 4. Derivati di copertura X X - - (54) 5. Altre attività X X 2.612 2.612 5.404 6. Passività finanziarie X X X - 17 Totale 41.555 205.057 2.612 249.22 6 258.200 di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 8.232 - 8.232 8.457 di cui: interessi attivi su leasing finanziario X - X - -
161
1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione
Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (67.535) (27.872) X (95.407) (91.603) 1.1 Debiti verso banche centrali (1.904) X X (1.904) (4.748) 1.2 Debiti verso banche (2.188) X X (2.188) (2.173) 1.3 Debiti verso clientela (63.443) X X (63.443) (58.344) 1.4 Titoli in circolazione X (27.872) X (27.872) (26.338) 2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X (5) (5) -
5. Derivati di copertura X X 3.268 3.268 1.332 6. Attività finanziarie X X X - (166) Totale (67.535) (27.872) 3.263 (92.144) (90.43 6) di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (607) X X (607) (562)
1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura
Voci Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 34.351 (17.000) B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura (31.540) 18.213 C. Saldo (A -B) 2.811 1.213
162 Sezione 2 - Commissioni - Voci 40 e 50 2.1 Commissioni attive: composizione
Tipologia servizi/Valori Totale Totale 0 30/06/2026 30/06/2025 a) Strumenti finanziari 9.243 8.139 1. Collocamento titoli 8.310 7.311 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 8.310 7.311 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 930 820 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 930 820 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti - -
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 3 8 di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 3 8 b) Corporate Finance 1.469 1.476 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni - -
2. Servizi di tesoreria 1.469 1.476 3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti - -
d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive - -
f) Custodia e amministrazione 393 333 1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all’attività di custodia e amministrazione 393 333 g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria - -
i) Servizi di pagamento 25.175 25.445 1. Conti correnti 18.268 18.860 2. Carte di credito - -
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 2.227 1.924 4. Bonifici e altri ordini di pagamento 30 71 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 4.650 4.590 j) Distribuzione di servizi di terzi 23.679 23.959 1. Gestioni di portafogli collettive - -
2. Prodotti assicurativi 14.417 16.668 3. Altri prodotti 9.262 7.291 di cui: gestioni di portafogli individuali - -
k) Finanza strutturata - -
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione 156 187 m) Impegni a erogare fondi - -
n) Garanzie finanziarie rilasciate 794 1.082 di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 17.718 16.346 di cui: per operazioni di factoring 1.343 869 p) Negoziazione di valute 202 218 q) Merci - -
163 r) Altre commissioni attive 32.807 32.353 di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 111.63 7 109.53 6
2.2 Commissioni passive: composizione
servizi/valori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
a) Strumenti finanziari (183) (159) di cui: negoziazione di strumenti finanziari (183) (159) di cui: collocamento di strumenti finanziari - -
di cui: gestione di portafogli individuali - -
- Proprie - -
- Delegate a terzi - -
b) Compensazione e regolamento - -
c) Gestione di portafogli collettive - -
1. Proprie - -
2. Delegate a terzi - -
d) Custodia e amministrazione (148) (119) e) Servizi di incasso e pagamento (659) (717) di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento - -
f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute (350) (315) di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi - -
j) Negoziazione di valute - -
k) Altre commissioni passive (2.674) (2.721) Totale (4.014) (4.03 0)
164 Sezione3 - Dividendi e proventi simili - Voce 7
3.1 Dividendi e proventi simili: composizione
Voci/Proventi Totale Totale 0 30/06/2026 30/06/2025 0 Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 1 0 0 0 B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 377 69 293 256 C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.123 0 1.194 0 D. Partecipazioni 0 0 0 0 Totale 2.501 69 1.487 256
165 Sezione 4 - Risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80
4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione
Operazioni/Componenti
reddituali Plusvalenze
(A) Utili da
negoziazione
(B) Minusvalenze
(C) Perdite da
negoziazione
(D) Risultato
netto
[(A+B) -
(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 374 82 (1) - 455 1.1 Titoli di debito - 82 (1) - 81 1.2 Titoli di capitale 374 - - - 374 1.3 Quote di O.I.C.R. - - - - -
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 611 4. Strumenti derivati - 570 - (57) 513 4.1 Derivati finanziari: - 570 - (57) 513
- Su titoli di debito e tassi di interesse - 570 - (57) 513
- Su titoli di capitale e indici azionari - - - - -
- Su valute e oro X X X X -
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X -
Totale 374 652 (1) (57) 1.579
166 Sezione 5 - Risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90
5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione
Componenti reddituali/Valori Totale Totale 0 30/06/2026 30/06/2025 A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 33.134 19.333 A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 18.721 -
A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 12.339 1.901 A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 64.194 21.234 B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (46.973) (1.842) B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (15.282) (22.819) B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (2.734) (1.403) B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (64.989) (26.064) C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) (797) (4.830) di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -
167 Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100
6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione
Voci/Componenti reddituali Totale Totale 0 30/06/2026 30/06/2025 0 Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 49 (72) (23) - (44) (44) 1.1 Crediti verso banche - - - - - -
1.2 Crediti verso clientela 49 (72) (23) - (44) (44) 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 8.746 (6.572) 2.174 22.370 (318) 22.052 2.1 Titoli di debito 8.746 (6.572) 2.174 22.370 (318) 22.052 2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 8.795 (6.644) 2.151 22.370 (362) 22.008 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - - - - - -
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione - - - - - -
Totale passività (B) - - - - - -
168 Sezione 7 - Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 110
7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze (A) Utili da
realizzo
(B) Minusvalenze
(C) Perdite
da
realizzo
(D) Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie 1.891 251 (2.853) (44) (755) 1.1 Titoli di debito - 251 (246) (5) -
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R 1.891 - (2.607) (39) (755) 1.4 Finanziamenti - - - - -
2. Attività finanziarie in valuta:
differenze di cambio X X X X -
Totale 1.891 251 (2.853) (44) (755)
169 Sezione 8 - Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 130
8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: compos izione
Operazioni/Componenti
reddituali Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Totale Totale
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio Secondo
stadio
Write -off
Altre
Write -off
Altre Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate 30/06/2026 30/06/2025 A. Crediti verso banche (11) - - - - - 214 - - - 203 (102)
- Finanziamenti (11) - - - - - 214 - - - 203 (102)
- Titoli di debito - - - - - - - - - - - -
B. Crediti verso clientela (2.674) (6.041) (940) (29.03 4) - - 6.721 3.857 4.144 - (23.968) (49.334)
- Finanziamenti (1.178) (4.736) (940) (26.862) - - 3.85 4 2.936 4.144 - (22.783) (49.933)
- Titoli di debito (1.496) (1.305) - (2.173) - - 2.868 921 - - (1.185) (599) Totale (2.685) (6.041) (940) (29.03 4) - - 6.93 6 3.857 4.144 - (23.765) (49.436)
170
8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sul la redditività complessiva:
composizione
Operazioni/Componenti
reddituali Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2) Totale Totale
Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate 30/06/2026 30/06/2025 Write -off
Altre
Write -off
Altre
A. Titoli di debito (422) - - - - - 572 - - - 151 164 B. Finanziamenti - - - - - - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale (422) - - - - - 572 - - - 151 164
171
Sezione 9 - Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - Voce 140 9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione Sono stat e contabilizzat e perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni per 26 mila euro (16 mila euro al 30 giugno 2025) .
172 Sezione 12 - Spese amministrative - Voce 190
12.1 Spese per il personale: composizione
Tipologia di spese/Valori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1) Personale dipendente (115.971) (109.080) a) salari e stipendi (78.806) (75.153) b) oneri sociali (21.323) (20.684) c) indennità di fine rapporto (5.451) (5.300) d) spese previdenziali - -
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (300) (313) f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: (57) (80)
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti (57) (80) g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (2.926) (2.260)
- a contribuzione definita (2.926) (2.260)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali - -
i) altri benefici a favore dei dipendenti (7.108) (5.290) 2) Altro personale in attività (526) (1.127) 3) Amministratori e sindaci (1.542) (1.338) 4) Personale collocato a riposo - -
Totale (118.0 40) (111.54 3)
173
12.5 Altre spese amministrative: composizione
Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1. Imposte indirette e tasse (10.131) (9.447) 2. Costi e spese diverse (49.255) (52.866) a) spese di pubblicità, marketing e comunicazione (655) (588)
- spese di rappresentanza (34) (31)
- spese di pubblicità (417) (362)
- spese di sponsorizzazioni (204) (195) b) spese relative al rischio creditizio (4.673) (4.827) '- spese legali per recupero crediti (1.581) (2.103)
- informazioni commerciali, visure e altre spese (3.092) (2.724) c) spese indirette relative al personale (1.741) (1.738)
- spese di viaggio e noleggio automezzi (1.506) (1.522)
- altre spese per personale (235) (216) d) spese relative all'Information Communication Technology (9.157) (8.670)
- telefoniche e trasmissione dati (2.096) (2.039)
- service ICT (6.306) (5.882)
- manutenzione e riparazione apparecchiature ICT (755) (749) e) consulenze e servizi professionali (11.238) (13.838)
- consulenze tecnico -specialistiche (2.191) (2.718)
- altri servizi professionali (3.410) (4.334)
- spese legali e notarili (5.637) (6.786) f) spese relative agli immobili (5.228) (4.884)
- sorveglianza locali (486) (585)
- pulizia locali (1.033) (1.094)
- manutenzioni mobili, macchine ed impianti (830) (634)
- manutenzione locali (543) (253)
- fitti passivi per locazioni immobili (690) (637)
- utenze (1.646) (1.681) g) altre spese di funzionamento (16.563) (18.321)
- assicurazioni (1.512) (1.433)
- spese postali (1.021) (891)
- stampanti e cancelleria (1.067) (1.159)
- diritti, quote e contributi ad associazioni di categoria e Fondi di Tutela (863) (3.771)
- contributi al Fondo di Risoluzione (11) (11)
- service amministrativi e logistici (8.580) (7.973)
- beneficenza (31) (68)
- altre (3.478) (3.015) Totale (59.38 9) (62.31 0)
174 Sezione 13 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 200
13.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione
30/06/2026 30/06/2025
Primo e
secondo stadio Terzo stadio Totale Primo e secondo stadio Terzo
stadio Totale
- Accantonamenti (303) (425) (728) (1.304) (54) (1.358)
- Riprese 433 3.130 3.566 249 87 336 Totale 130 2.705 2.839 (1.055) 33 (1.022)
13.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione
30/06/2026 30/06/2025
Primo e
secondo
stadio Terzo stadio Totale Primo e
secondo
stadio Terzo stadio Totale
- Accantonamenti (81) (173) (254) (75) (155) (230)
- Riprese 44 173 217 79 180 259 Totale (37) - (37) 4 25 29
Consolidato:
13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione
Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
- al Fondo per cause Passive (12.385) (9.030) Accantonamenti (15.681) (12.946) Riprese 3.296 3.916
- al Fondo oneri del personale (16) 382 Accantonamenti (254) (130) Riprese 238 512
- al Fondo per revocatorie fallimentari - 28 Accantonamenti - -
Riprese - 28
- ad Altri fondi per rischi e oneri (230) (255) Accantonamenti (1.198) (1.093) Riprese 968 838 Totale (12.631) (8.87 6)
175 Sezione 16 - Altri oneri e proventi di gestione - Voce 230
Consolidato:
16.1 Altri oneri di gestione: composizione
Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
-Oneri per spese recuperabili (3.296) (1.864) -Perdite su revocatorie fallimentari (3) (23) -Perdite su cause passive (4.592) (2.773) -Ammortamenti su migliorie immobili di terzi (342) (239) -Oneri tasse e penalità (34) (28) -Perdite su rapine (81) -
-Oneri relativi alla cartolarizzazione - -
-Altri (1.870) (2.194) Totale (10.21 8) (7.121)
Consolidato:
16.2 Altri proventi di gestione: composizione
Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
Recuperi da gestioni con pubbliche amministrazioni 3.296 1.864 Recupero spese legali e competenze notarili 372 530 Fitti attivi e ricavi per servizi immobiliari 68 70 Recupero assicurazione clientela 218 232 Recupero imposte 8.096 7.491 Recupero spese su rapporti con clienterla 423 537 Altri 1.80 6 4.885 Badwill - -
Totale 14.27 9 15.609
176 Sezione 20 – Utile (perdit e)da cessione di investimenti – Voce 2 80
20.1 Utile (perdite) da cessione di investimenti:
composizione
Componente reddituale/Settori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
A. Immobili 153 -
- Utili da cessione 153 -
- Perdite da cessione - -
B. Altre attività - 3
- Utili da cessione - 3
- Perdite da cessione - -
Risultato netto 153 3
Sezione 21 - Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 300
21.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione
Componenti reddituali/Settori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1. Imposte correnti ( -) (14.188) (9.745) 2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) 440 (62) 3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) - -
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla Legge n. 214/2011 (+) - -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/ -) 33.874 (3.549) 5. Variazione delle imposte differite (+/ -) 298 (33) 6. Imposte di competenza dell'esercizio ( -) (-1+/-2+3+3bis+/ -
4+/-5) 20.424 (13.389)
177
Sezione 22 – Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte – Voce 320
22.1 Utile (perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte: composizione
Componenti reddituali/Valori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1. Proventi - -
2. Oneri - -
3. Risultato delle valutazioni del gruppo di attività e delle passività associate 18 2 4. Utili (perdite) da realizzo - -
5. Imposte e tasse - -
Utile (perdita) 18 2
Sezione 23 - Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi - Voce 340 23.1 Dettaglio della voce 340 “utile (perdita) d’esercizio di pertinenza di terzi”
Denominazioni imprese Totale Totale 30/06/202 6 30/06/202 5 Partecipazioni in società consolidate con interessenze di terzi
significative
1. BdM Banca SPA 1.504 945
2. CASSA DI RISPARMIO DI ORVIETO 744 1.015
3. ARTIGIANCASSA (249) -
Totale 1.998 1.960
178
Parte D
Redditività consolidata
complessiva
179
PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA
Voci 30/06/2026 30/06/2025 10. Utile (Perdita) d'esercizio 73.4 39 55.183 Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico (3.498) 71 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: (3.628) (6) a) variazione di fair value (3.628) 6 b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - (12) 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio): - -
a) variazione del fair value - -
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: - -
a) variazione di fair value (strumento coperto) - -
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti (88) 149 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 218 (72) Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico (8.068) 2.757 110. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
120. Differenze di cambio: - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
130. Copertura dei flussi finanziari: 70 -
a) variazioni di fair value 70 -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
di cui: risultato delle posizioni nette - -
140. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: (9.794) 2.915 a) variazioni di fair value (11.315) 5.558 b) rigiro a conto economico 1.521 (2.643)
- rettifiche per rischio di credito 69 (164)
- utili/perdite da realizzo 1.452 (2.479) c) altre variazioni - -
180 160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo - -
c) altre variazioni - -
180. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 1.656 (158) 190. Totale altre componenti reddituali (11.566) 2.828 200. Redditività complessiva (Voce 10+190) 61.87 2 58.011 210. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 1.725 2.032 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 60.14 7 55.979
181
Parte E
Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di
copertura
182
PREMESSA
La gestione dei rischi costituisce un elemento di grande rilevanza per il Gruppo Mediocredito Centrale, attribuendole essenza strategica. Essa, infatti, risulta elemento fondante per:
- garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore;
- integrare nei processi decisionali ed operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio – rendimento;
- assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.
Il Sistema dei Controlli Interni Il Sistema dei Controlli Interni (SCI) è costituito dall’insieme delle regole, delle funzioni, delle strutture, delle risorse, dei processi e delle procedure che mirano ad assicurare che l’attività aziendale sia in linea con le strategie e le politiche azi endali e sia improntata a canoni di sana e prudente gestione, favorendo la diffusione all’intera vita aziendale della cultura del rischio. Quest’ultima si concretizza, tra l’altro, nell’identificazione e gestione dei rischi connessi all’attività del Gruppo . Lo SCI, pertanto, costituisce l’elemento centrale per l’ottenimento dei predetti obiettivi. La responsabilità primaria del sistema di governo dei rischi è rimessa agli Organi Aziendali, ciascuno secondo le rispettive competenze: in particolare il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, in qualità di Organo con funzione di supe rvisione strategica, approva gli indirizzi strategici, gli obiettivi e le politiche di governo rischi e ne verifica la corretta attuazione. Il ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi di Gruppo è svolto dalla funzione di Controllo dei Risch i incardinata nella Capogruppo Mediocredito Centrale che, a partire dal 2023, assolve il suo ruolo – in modalità accentrata per il Gruppo – attraverso metodologie e processi efficaci.
Il profilo di rischio viene periodicamente monitorato e sottoposto all’attenzione degli Organi Aziendali da parte delle competenti strutture di Capogruppo, al fine di individuare tempestivamente eventuali punti di attenzione e attuare le opportune azioni c orrettive.
Il Gruppo MCC adotta un modello organizzativo di gestione dei rischi accentrato presso la Capogruppo, al fine di rafforzare la governance e il presidio dei rischi. Pertanto, in coerenza con la normativa di vigilanza prudenziale in materia di sistema dei co ntrolli interni (Circolare Banca d’Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 – Disposizioni di Vigilanza per le banche e successive modifiche), i compiti e le responsabilità degli Organi e delle Strutture di Controllo sono presenti all’interno del Gruppo nella mo dalità operativa “accentrata”, le modalità di coordinamento adottate tra gli stessi sono stati inclusi dalla Capogruppo all’interno del Framework dei Controlli Interni di Gruppo. L’accentramento in Capogruppo rappresenta un’esternalizzazione delle medesime funzioni che comporta una cessione di responsabilità da parte degli Organi Aziendali della Legal Entity con riferimento al Sistema dei Controlli Interni, su cui viene mantenuto un
183 continuo presidio mediante flussi informativi ad hoc e specifici meccanismi contrattuali finalizzati a garantire il rispetto dei livelli di servizio (SLA) e degli standard condivisi. Le Funzioni Aziendali di Controllo (FAC), inoltre, perseguono il continuo rafforzamento dei processi di coordinamento al fine di garantire complementarietà , efficacia e sinergia all’azione di controllo svolta complessivamente, i cui esiti vengono rendicontati all’interno di un Tableau de Bord delle FAC, in corso di continuo arricchimento.
La struttura organizzativa accentrata si riflette anche nella struttura dei Comitati aziendali.
Il Comitato endoconsiliare Controlli e Rischi è stato istituito nel 2023 a seguito dell’accentramento; svolge funzioni istruttorie, consultive e propositive e supporta il Consiglio di Amministrazione nella definizione e nel monitoraggio delle attività lega te al sistema dei controlli interni e alla gestione dei rischi, in particolare per tutte quelle attività strumentali e necessarie affinché il Consiglio medesimo possa addivenire a una corretta ed efficace determinazione del RAF (“ Risk Appetite Framework ”) e delle politiche di governo dei rischi della Banca e del Gruppo; detto Comitato, inoltre, garantisce una visione olistica e organica del governo e gestione dei rischi, nonché il coordinamento tra Organi aziendali e Funzioni di Controllo. Le Funzioni Az iendali di Controllo partecipano a detto Comitato e interagiscono con esso anche al di fuori delle ordinarie riunioni collegiali al fine di garantire tempestività informativa; il Responsabile della Funzione Audit ricopre il ruolo di Segretario ed assiste l ’Amministratore Delegato e gli altri Organi Sociali nella gestione integrata dei complessivi rischi cui è esposta la Banca e del complessivo sistema di controllo interno.
È presente inoltre il Comitato di Coordinamento delle Funzioni Aziendali di Controllo, cui partecipano i responsabili delle FAC e il responsabile della funzione antiriciclaggio, il cui scopo è assicurare il coordinamento tra le FAC, identificando sinergie nella visione integrata di gestione dei rischi, definendo un linguaggio comune nella gestione dei rischi e dei controlli, coordinando le attività di pianificazione e rendicontazione e la predisposizione di una reportistica coerente e integrata.
L’assetto organizzativo aziendale è tale da garantire che le Funzioni di Controllo svolgano la propria mission nel rispetto delle disposizioni regolamentari di vigilanza che disciplinano le relative attività e che i Responsabili delle Funzioni Aziendali di Controllo, nel garantire il coordinamento delle proprie attività, non abbiano responsabilità diretta di aree operative sottoposte a controllo né siano gerarchicamente subordinati ai responsabili di tali aree. In particolare, la Funzione di Controllo dei R ischi è attribuita all’Unità Organizzativa Chief Risk Officer, di seguito CRO, il cui responsabile è nominato dal Consiglio di Amministrazione quale responsabile della funzione di controllo dei rischi. A partire dalla data di accentramento, egli è responsa bile della funzione di controllo dei rischi di Gruppo; essa riporta gerarchicamente all’Amministratore Delegato e funzionalmente al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo. Inoltre, la mission della Funzione di Controllo dei Rischi è costantemente or ientata ad una gestione integrata dei rischi, in considerazione sia dello scenario macroeconomico sia del profilo di business del Gruppo.
184 Il Consiglio di Amministrazione disciplina, mediante uno specifico regolamento, i requisiti e le modalità con cui la funzione di controllo dei rischi assicura l’effettivo espletamento delle proprie responsabilità, declinate in dettaglio nel documento di In formativa al Pubblico.
Si segnala inoltre che nel corso del primo semestre 2026 il Gruppo bancario è stato impegnato:
• nelle attività funzionali all’adeguamento del corpus normativo di Artigiancassa[33] a quello di Gruppo, dando progressiva attuazione dell’estensione degli assetti organizzativi di Gruppo che prevedono, tra gli altri, l’esternalizzazione delle funzioni di controllo di Artigiancassa con accentramento presso la Capogruppo MCC;
• nelle attività di ricognizione funzionali all’implementazione delle EBA Guidelines on the management of ESG risks, in aggiunta allo svolgimento dei previsti processi in ambito ESG definiti nell’ambito del Piano di implementazione delle iniziative in ambito ESG del Gruppo, delineato sulla base delle aspettative della Vigilanza[34].
• nel completamento degli interventi evolutivi e di rafforzamento del complessivo quadro per la gestione dei rischi ICT e di Sicurezza, connesso al percorso di adeguamento al Regolamento (UE) 2022/2554 (Regolamento DORA), al fine di potenziare la resilienza operativa digitale del Gruppo.
Un posto di rilievo all’interno del Gruppo è assegnato alla sostenibilità e alle tematiche ESG che sono state gradualmente integrate all’interno del framework strategico di Gruppo.
In particolare, il Gruppo provvede all’arricchimento della propria base dati interna con informazioni relative ai fattori di rischio climatici e ambientali (climate & environmental – C&E)[35] attraverso un infoprovider di
33 Il 17 dicembre 2025, a seguito dell’autorizzazione della Banca d’Italia, Mediocredito Centrale ha acquistato l’80% dell’interm ediario finanziario Backer Generoso Andria (BGA); il rimanente 20% è stato acquistato da AGART S.p.A., società partecipata da Confa rtigianato, CNA, Casartigiani e Fedart Fidi. BGA fa parte del Gruppo Mediocredito Centrale a partire dal 29 dicembre 2025, co n la nuova denominazione di Artigiancassa – Cassa per il Credito alle Imprese Artigiane e alle micro, piccole e medie imprese S.p.A ..
34 Il Piano di azione è volto a definire un percorso di allineamento progressivo alle aspettative del Regolatore in ambito di ri schio climatico ed ambientale (ESG) che declini in modo coerente i tempi di adeguamento delle principali policy aziendali e dei sistemi organizzativi e gestionali.
35 I fattori di rischio C&E si declinano in due categorie:
• Il rischio di transizione che rappresenta il potenziale impatto economico negativo in cui può incorrere una Banca in un conte sto di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e più sostenibile sotto il profilo ambientale. Tale situazione potrebbe essere indotta, ad esempio, dall’adozione da parte dei legislatori di nuovi vincoli climatici e ambientali, dal progr esso tecnologico proteso in tale direzione o dal mutare della fiducia e delle preferenze dei diversi soggetti che operano sul merc ato;
• Il rischio fisico che rappresenta il potenziale impatto economico negativo in cui può incorrere una Banca, direttamente e indirettamente, a causa di eventi indotti dai cambiamenti climatici, compresi eventi metereologici estremi più frequenti e mutamenti g raduali del clima, e dal degrado ambientale, ossia inquinamento atmosferico, dell’acqua e del suolo, stress idrico, perdita di biodiversità e deforestazione. Il rischio fisico è classificato come “acuto” se causato da eventi estremi quali si ccità, alluvion i e tempeste, e “cronico” se provocato da mutamenti progressivi quali aumento delle temperature, innalzamento del livello del mare, stress idrico, perdita di biodiversità, cambio di destinazione dei terreni, distruzione degli habitat e sca rsità di
185 riferimento, al fine di raccogliere informazioni puntuali dalle controparti con le quali il Gruppo opera, al fine di elaborare l’analisi di materialità dei rischi C&E e di svolgere attività di monitoraggio.
I fattori sociali ( social ) sono legati ai diritti umani – dei lavoratori, ma non solo -, ai cambiamenti in termini di politiche sociali, al benessere e agli interessi delle persone e delle comunità. I rischi afferenti a tale tipologia possono essere identificati come i rischi lega ti alle esposizioni delle istituzioni nei confronti di quelle controparti che possono essere potenzialmente influenzate negativamente da fattori sociali.
Nel corso del 2024 la Capogruppo ha anche emesso un Social Bond a valere sul nuovo Social Financing Framework di MCC (luglio 2024), coerente con le linee guida dell’International Capital Market Association (ICMA) e finalizzato a promuovere il raggiungiment o degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (UN SDGs, United Nation Social Development Goals - Agenda 2030). Il Framework è stato strutturato con il supporto di Intesa Sanpaolo – Divisione IMI CIB che ha agito in qualità di Sole ESG Structuring Advisor e ha ottenuto la Second Party Opinion da parte del revisore indipendente ISS -Corporate Solutions. I proventi dell’emissione saranno utilizzati per il finanziamento/rifinanziamento di prestiti destinati alle imprese che concorrono allo sviluppo economico con impatto sociale. MCC si impegna a realizzare la piena allocazione dei fondi raccolti entro due anni dall’emissione.
Nel corso del primo semestre 2026 la Capogruppo ha aggiornato il proprio Social Financing Framework ottenuto la Second Party Opinion da parte del revisore indipendente ISS -Corporate Solutions.
Internal Capital Adequacy Assessment Process – ICAAP In conformità con la Circolare della Banca d'Italia del 17 dicembre 2013 n. 285, il Gruppo Bancario definisce, nell’ambito della propria normativa interna, le modalità di attuazione dei processi interni ICAAP ( Internal Capital Adequacy Assessment Process ) e ILAAP ( Internal Liquidity Adequacy Assessment Process ), nell’ambito dei quali svolge un’autonoma valutazione, attuale e prospettica, dell’adeguatezza patrimoniale e del sistema di governo e gestione della liquidità, in relazione ai rischi attuali e prospettici e ai propri obiettivi strategici, in aggiunta al la valutazione dell’adeguatezza dei presidi organizzativi di cui il Gruppo si è dotato a fronte di ciascun rischio a cui risulta esposto. Dagli esiti di tali processi discendono poi azioni di indirizzo a livello individuale.
Il sistema degli obiettivi di rischio, in situazioni di continuità organizzativa, è oggetto di periodica revisione in funzione degli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP) e del quadro aggiornato della propensione al rischio del G ruppo, costantemente allineato agli obiettivi strategici espressi nel piano industriale, al modello di business del Gruppo e alle metodologie utilizzate nel processo di autovalutazione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP) e del sistema di governo e gestione della liquidità (ILAAP).
risorse. Tale rischio può determinare danni materiali diretti, oppure eventi consequenziali quali ad esempio l’interruzione d elle catene produttive.
186 Il processo di definizione e gestione dell’ICAAP è articolato in fasi operative sequenziali ed è stato definito coerentemente con l’impianto complessivo di Governance del Gruppo e con le Disposizioni di Vigilanza prudenziale in materia; le fasi operative del Processo ICAAP sono individuate come segue:
1. individuazione dei rischi da sottoporre a valutazione :
tale fase prevede la preliminare definizione di un elenco di rischi potenzialmente applicabili al Gruppo (cosiddetta Long List ), seguita da specifiche valutazioni del grado di presenza e rilevanza di ciascuna tipologia di rischio, finalizzate all’individuazione dei rischi su cui effettuare la valutazione ai fini ICAAP – cosiddetta Short List , attraverso l’utilizzo di driver quali -quantitativi appositamente identificati.
L’identificazione dei rischi rilevanti conduce all’elaborazione di una “mappa dei rischi”, con lo scopo di rappresentare le tipologie di rischio che insistono in misura significativa sull’operatività del Grupp o e delle sue singole componenti;
2. misurazione/ valutazione dei rischi :
consiste nella misurazione/ valutazione dei rischi rilevanti del Gruppo, identificati e classificati come indicato al punto precedente, e nella determinazione del relativo capitale interno, laddove applicabile.
Tale fase prevede anche l’esecuzione di prove di stress finalizzate a valutare la vulnerabilità del Gruppo a fronte di eventi considerati eccezionali ma plausibili. Per tutti i rischi individuati e, in particolar modo, per i rischi non misurabili sono inoltre individuati e valutati opportuni criteri e modalità di controllo ed attenuazione dei rischi in essere;
3. determinazione del Capitale Interno Complessivo :
consiste nell’aggregazione, da parte della Funzione di Controllo dei Rischi, delle singole componenti di capitale interno quantificate a fronte dell’esposizione ai singoli rischi, per determinare l’esigenza di risorse patrimoniali a livello complessivo di Gruppo; in tale fase un ruolo rilevante è assunto anche dalla Funzione di Pianificazione che analizza e valuta altri fattori di carattere strategico che concorrono alla determinazione del Capitale Interno Complessivo, valutando, con il supporto della Funzi one di Controllo dei rischi e delle funzioni specialistiche, la necessità di un ulteriore “ buffer ” di capitale rispetto al Capitale Interno Complessivo relativo ai singoli rischi;
4. determinazione del Capitale Complessivo :
consiste nella determinazione, in termini di importo e di composizione, del capitale complessivo del Gruppo, ossia le dotazioni patrimoniali a copertura del Capitale Interno Complessivo;
5. valutazione dell’Adeguatezza Patrimoniale :
consiste nella valutazione dell’adeguatezza delle dotazioni patrimoniali del Gruppo a far fronte all’esposizione ai rischi rilevanti identificati e quantificati, sia in condizioni di normale corso degli affari sia in situazioni di stress .
187 Nel corso del 2025 il framework ICAAP, in continuità con lo scorso esercizio, per ciascun rischio di capitale di primo pilastro (credito, mercato e operativo) e per il rischio di liquidità e il rischio reputazionale è stata misurata la rilevanza dei fattor i di rischio C&E attraverso l’analisi di materialità: essa rappresenta la significatività dell’esposizione del proprio portafoglio e/o della relativa configurazione operativa verso i fattori di rischio climatici e ambientali, misurata utilizzando le inform azioni fornite da un infoprovider esterno e da informazioni pubbliche; le evidenze sui singoli rischi sono riportate nelle sezioni dedicate.
Inoltre, con riferimento agli stress test sul rischio di credito, il Gruppo Mediocredito Centrale ha proseguito il percorso evolutivo d’integrazione dei suddetti rischi nelle metodologie di valutazione e misurazione del rischio di credito. La metodologia a dottata si articola su tre pilastri fondamentali:
• il primo, già introdotto nel precedente processo ICAAP, inerente alle imprese e relativo al rischio di transizione delle stesse verso un’economica più sostenibile;
• il secondo e il terzo, di nuova introduzione, afferenti rispettivamente al rischio di transizione e al rischio fisico del patrimonio immobiliare posto a garanzia dei finanziamenti concessi dal Gruppo.
Risk Appetite Framework – RAF Il Risk Appetite Framework (RAF) rappresenta il quadro di riferimento che definisce, in coerenza con il massimo rischio assumibile ( Risk Capacity ), il business model e il Piano industriale, la propensione al rischio (Risk Appetite ) e le soglie di tolleranza ( Risk Tolerance ), nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Esso, quindi, rappresenta l’impianto complessivo che definisce e include tutti gli elementi metodologici, di governance e di funzionamento, che vengono disciplinati nella normativa interna in materia.
Il Gruppo ha aggiornato, nel corso del primo semestre 2026, il RAF di Gruppo e delle Legal Entities nonché il Manuale degli indicatori RAF di Gruppo, in osservanza di quanto disposto dalla normativa interna di riferimento. L’aggiornamento del RAF è effettuato con frequenza almeno annuale e a livello centralizzato, con specifiche che possono variare sul le Controllate.
In particolare, nel quadro del Sistema dei Controlli Interni, il Consiglio di Amministrazione:
• definisce e approva gli obiettivi di rischio, le soglie di tolleranza e le politiche di governo dei rischi;
• approva le politiche di governo dei rischi, le Linee Guida di indirizzo del RAF (a livello di Gruppo, Capogruppo e Società Controllate) e il complessivo Risk Appetite Framework , assicurandone la coerenza con il Piano strategico, l’ICAAP e l’ILAAP, il Budget e il Sistema dei Controlli Interni;
• approva il processo di gestione dei rischi, valutandone la compatibilità con gli indirizzi strategici e le politiche di governo dei rischi;
• autorizza gli sconfinamenti della soglia di tolleranza degli indicatori strategici di Gruppo o, alternativamente, approva, su proposta dell’Amministratore Delegato, il Piano di Rientro;
• approva, su proposta dell’Amministratore Delegato, il Piano di Rientro predisposto in caso di sforamento della soglia di Risk Capacity ;
188 • è destinatario di apposita informativa in merito allo sforamento della soglia di monitoraggio degli indicatori RAF di Gruppo e delle eventuali azioni intraprese per gestirlo e di informativa periodica inerente all’andamento del profilo di rischio a livello di Gruppo.
L’Amministratore Delegato della Capogruppo, nel suo ruolo di Organo con Funzione di Gestione, cura l’attuazione degli indirizzi strategici del RAF e delle politiche di governo dei rischi.
Di seguito si rappresentano le fasi in cui si articola il processo di definizione del RAF del GBMCC:
Gli indicatori RAF del Gruppo sono riportati secondo una classificazione articolata su due dimensioni:
2) tipologia:
• strategici : consentono di indirizzare le scelte strategiche del Gruppo e sono caratterizzati dalla declinazione di tre livelli soglia, ovvero Risk Appetite , Risk Tolerance e Risk Capacity ;
• monitoraggio : consentono di integrare, ovvero anticipare, le dinamiche degli indicatori strategici e sono caratterizzati dalla presenza di un’unica soglia di monitoraggio;
2) ambiti di rischio:
• Adeguatezza patrimoniale: indicatori atti a presidiare l’adeguatezza patrimoniale rispetto ai requisiti minimi regolamentari e alle soglie di vigilanza (requisiti SREP);
• Credit e asset quality : indicatori volti a presidiare sia il prudente dimensionamento e bilanciamento della composizione del portafoglio di attivi creditizi in termini di qualità del portafoglio, concentrazione di controparte ed evoluzione nel tempo dei processi di assunzione e gestione del rischio, sia il potenziale deterioramento del portafoglio creditizio e gli annessi livelli di copertura;
• Rischi finanziari : indicatori volti a presidiare sia il livello di rischiosità connesso agli investimenti in attività finanziarie e al loro grado di concentrazione sia il rischio connesso alla sensibilità delle poste del portafoglio bancario alla variazione delle curve dei tassi di interesse
di riferimento;
• Redditività : indicatori volti a presidiare la capacità di generare reddito, in linea con gli obiettivi strategici definiti, nonché di mantenere una struttura dei costi pienamente
sostenibile;
189 • Liquidità e funding : indicatori volti a presidiare l’adeguatezza della struttura di funding e del profilo di liquidità adottata sia in termini di capacità di far fronte agli impegni di breve periodo che di solidità nel medio -lungo termine;
• Rischio operativo e rischi ICT e di sicurezza : indicatori volti a presidiare i rischi operativi e
informatici;
• Sistema dei Controlli Interni : indicatori volti a presidiare sia l’esposizione al rischio residuo in ambito Compliance/AML sia l’esito medio delle valutazioni delle attività di Audit;
• Rischi ESG ( Environmental, Social and Governance )[36 : volti a presidiare la rischiosità connessa all’impatto dei fattori di rischio climate and environment -related (C&E), social e di governance sul portafoglio crediti e sulle own operations[37];
• Altri rischi non quantificabili : indicatori atti a presidiare la rischiosità connessa:
• alle principali scelte strategiche adottate (rischio strategico);
• ad una percezione negativa dell’immagine del Gruppo con impatto attuale o prospettico sugli utili o sul capitale dello stesso (rischio reputazionale);
• Eventuali ulteriori ambiti individuati come rilevanti dal Gruppo MCC.
Si evidenzia, tra le principali novità del RAF 2026:
• l’introduzione di una nuova metrica in ambito ESG volta a monitorare la composizione di genere del Gruppo, così come rappresentato nella Rendicontazione di Sostenibilità secondo il D. Lgs. 125/2024.
• l’utilizzo di un doppio indicatore volto a monitorare l’incidenza del credito deteriorato sul complessivo portafoglio crediti verso clientela, l’uno perimetrato sui soli finanziamenti, attività di impiego tradizionale delle banche del Gruppo, l’altro compr ensivo sia dei finanziamenti sia della componente dei titoli HTC, al fine di monitorare la qualità dei complessivi impieghi riconducibili all’attività creditizia.
Tale sistema degli obiettivi di rischio è oggetto di periodica revisione in funzione degli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP) e del quadro aggiornato della propensione al rischio del Gruppo, costantemente allineato agli obiett ivi strategici espressi nel piano industriale, al modello di business e alle metodologie utilizzate nel processo di autovalutazione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP) e del sistema di governo e gestione della liquidità (ILAAP) di Gruppo.
Inoltre, attraverso la normativa aziendale, sono attribuiti ruoli specifici agli Organi Aziendali e alle Funzioni coinvolte nel processo di definizione, attuazione e aggiornamento del RAF; le strutture
36 Il RAF prevede la definizione di diversi indicatori nell’ambito ESG al fine di presidiare i fattori di rischio ESG lungo dive rsi processi
aziendali
37 Si fa riferimento al monitoraggio delle emissioni carboniche derivanti dalla propria attività.
190 organizzative sono ispirate a criteri di separatezza e autonomia. In particolare: il CRO, il CCO (nella sua funzione di compliance), il CFO (nelle sue funzioni di tesoreria e pianificazione), la funzione di revisione interna e le funzioni risk owner, ossia deputate all’assunzione del rischio (il cosiddetto primo livello). Tale struttura è riflessa nei processi di escalation in caso di sforamento delle soglie di rischio, nell’ambito dei quali le funzioni risk owner hanno la responsabilità di proporre alla fu nzione di controllo dei rischi (secondo livello) i piani di remediation finalizzati a ricondurre il livello di rischio all’interno delle suddette soglie. In questo contesto, verifiche e controlli di terzo livello sono effettuati dall’Internal Audit, che incarna il ruolo di funzione di revisione interna, mentre coor dinamento e supervisione complessiva sono affidati al Comitato Controlli e Rischi[38].
Politiche di Remunerazione Le linee guida interne di politica retributiva costituiscono uno degli elementi attraverso cui il Gruppo MCC attua la trasmissione della cultura del rischio all’interno del Gruppo, in quanto collega il concetto di retribuzione a quello di rischio, coinvolg endo la Funzione di Controllo dei rischi nella definizione dei cancelli (gate) della struttura retributiva. Le politiche sono ispirate al principio di segmentazione, in base al ruolo e al contributo fornito, con riferimento alla tipologia e all’entità del rischio aziendale assunto dal personale, con l’obiettivo di assicurare correlazione tra contributo atteso, performance effettiva, remunerazione e rischi. A tale scopo viene data particolare enfasi agli obiettivi con diretto impatto sulla performance econom ico – patrimoniale e ancoraggio delle metriche al piano/budget approvato dal CdA, tenendo conto della propensione al rischio. Inoltre, i sistemi di remunerazione adottati sono impostati in modo da garantire la neutralità rispetto al genere e si pongono l’obiettivo di perseguire la completa equità tra il personale. Le politiche del Gruppo mirano ad assicurare i medesimi livelli di remunerazione a parità di attività svolta: tale obiettivo, improntato al raggiungimento della gender equality e all’eliminazione del gender pay gap ha come ulteriore conseguenza la creazione di un ambiente organizzativo fondato sulla meritocrazia, sul rispetto e sulla garanzia di pari opportunità, creando una realtà aziendale che basa i propri cardini su inclusione e valorizzazione della diversit à; in tale ottica, l’adozione di una politica meritocratica egualitaria costituisce per il Gruppo un’ulteriore opportunità di attrarre, trattenere e puntare sullo sviluppo di potenziali talenti in un contesto in cui l’eliminazione di ogni diversità rappres enta un principio basilare per la creazione di un ambiente equo e stimolante. Inoltre, in conformità a quanto previsto dalla normativa di riferimento e in linea con i princìpi del Gruppo di definire sistemi retributivi coerenti con gli obiettivi e i valori aziendali, con particolare riguardo agli obiettivi di finanza sostenibile legati ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG), le politiche di remunerazione prevedono l’utilizzo di un indicatore di ESG Compliance da utilizzare
38 A seguito delle evoluzioni organizzative descritte sopra, tale attività è svolta dal Comitato endoconsiliare Controlli e Risc hi.
191 nella definizione del proprio sistema retributivo. Il complessivo sistema di politiche di remunerazione e incentivazione del Gruppo viene approvato annualmente dall’Assemblea in conformità alla regolamentazione internazionale e nazionale. Le Politiche appr ovate per il 2025 sono state redatte a livello consolidato ed integrano una scorecard ESG funzionale all’inclusione dei fattori ambientali, sociali e di governance all’interno del sistema retributivo del Gruppo. Tale scorecard è in continuo aggiornamento a l fine di recepire i progressi del Gruppo nel percorso evolutivo in ambito ESG.
Le informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi, le caratteristiche generali dei sistemi preposti all’identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi, le informazioni sulle politiche di remunerazione sono rese p ubbliche nel documento dedicato ( Politiche di remunerazione 2025 per il Gruppo Bancario Mediocredito Centrale ) nel sito internet della Capogruppo: www.mcc.it , in linea con le disposizioni di Vigilanza prudenziale (Cfr. CRR, parte VIII del Regolamento UE 575/2013 e successive modifiche e integrazioni)
Il Gruppo MCC pone massima attenzione nella condivisione della cultura del rischio e si adopera affinché essa permei tutti i processi, sia attraverso periodici aggiornamenti dei documenti predisposti alla rendicontazione, all’autovalutazione e alla pianifi cazione ( Tableau de bord , ICAAP/ILAAP, Risk Appetite Framework ), sia attraverso iniziative dedicate all’approfondimento di tematiche specifiche. L’impianto normativo che regola il governo e la gestione dei rischi e il funzionamento dei processi aziendali è diffuso a tutto il personale del Gruppo attraverso le rispett ive intranet aziendali, al fine di rendere prontamente disponibili gli aggiornamenti normativi interni. Inoltre, il Gruppo garantisce la diffusione della cultura del rischio attraverso l’organizzazione di corsi di formazione indirizzati ai propri dipendenti e finalizza ti alla corretta applicazione dei modelli di valutazione e presidio dei rischi.
SEZIONE 1 – RISCHI DEL CONSOLIDATO CONTABILE
Informazioni di natura quantitativa Sono esclusi dalla seguente informativa i titoli di capitale e le quote di OICR.
192 A. Qualità del credito A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e
distribuzione economica
A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)
Portafogli/qualità
Sofferenze
Inadempienze
probabili
Esposizioni scadute
deteriorate
Esposizioni scadute
non deteriorate
Altre esposizioni
non deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 26.192 442.007 15.189 64.905 11.265.468 11.813.761 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - 2.926.175 2.926.175 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - 1.607 1.607 5. Attività finanziarie in corso di dismissione 1.504 1.050 - - - 2.554 Totale 30/06/2026 27.696 443.057 15.189 64.905 14.1 93.250 14.744.097 Totale 31/12/2025 21.636 476.198 17.997 62.164 13.523.146 14.101.141
193 A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)
Portafogli/qualità Deteriorate Non deteriorate
Totale (esposizione
netta) Esposizione lorda Rettifiche di valore
complessive
Esposizione netta
Write -off* parziali
complessivi
Esposizione lorda
Rettifiche di valore
complessive
Esposizione netta
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 652.235 168.847 483.387 9.758 11.437.311 106.937 11.330.375 11.813.762 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività
complessiva - - - - 2.927.6 30 1.455 2.926.174 2.926.174 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - X X - -
4. Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value - - - - X X 1.607 1.607 5. Attività finanziarie in corso di dismissione 21.791 19.237 2.554 - - - - 2.554 Totale 30/06/2026 674.026 188.084 485.942 9.758 14.364.942 108.392 14.258.156 14.744.098 Totale 31/12/2025 698.864 183.036 515.828 9.589 13.677.121 93.672 13.585.312 14.101.140
Portafogli/qualità Attività di evidente scarsa qualità creditizia Altre attività
Minusvalenze
cumulate Esposizione netta Esposizione netta 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - 526 2. Derivati di copertura - - 38.867 Totale 30/06/2026 - - 39.39 0 Totale 31/12/2025 - - 49.13 8
194
SEZIONE 2 – RISCHI DEL CONSOLIDATO PRUDENZIALE
1.1 Rischio di credito Informazioni di natura qualitativa 1. Aspetti generali Il Gruppo Mediocredito Centrale si distingue per uniformità nella propria mission di sostegno all’economia del Mezzogiorno e delle PMI, comune alle Banche che lo costituiscono.
In particolare, le linee di sviluppo dell’attività creditizia e le strategie di assunzione dei rischi sono definite dai vertici aziendali e periodicamente sottoposte all’approvazione del Consiglio di Amministrazione, nella sessione annuale di budget e in occasione dell’esame delle politiche di rischio e del connesso sistema dei limiti. Le decisioni creditizie si ispirano, in ogni caso, sui sistemi di rilevazione dei rischi quali il rating di controparte unitamente alle Probability of Default (PD) e alle Loss Given Default (LGD) e tengono conto, in aggiunta, della necessità di garantire un adeguato livello di frazionamento del credito. Le decisioni creditizie sono assunte, infatti, sulla base di un approccio expert based affiancato a sistemi di valutazione automatizzati (scoring/rating ). Inoltre, l’analisi del profilo di rischio delle controparti e dei Gruppi di Clienti Connessi, della sostenibilità e natura dei rischi viene condotta nel rispetto anche dei principi espressi dalla regolamentazione in materia, incluse le innovazioni intro dotte dall’EBA “ Guidelines on Loan Origination and Monitoring (EBA/GL/2020/06)” pubblicate il 29 maggio 2020 e in vigore dal 30/06/2021. Il monitoraggio del rischio è effettuato sulle principali determinanti dello stesso, individuate attraverso il sistema dei limiti, definito e articolato in maniera coerente con l’ef fettiva evoluzione dell’operatività e sottoposto a regolare revisione, come stabilito nel Processo di Risk Management, contenuto all’interno del Regolamento della Funzione di Controllo dei Rischi.
Le principali esposizioni creditizie di Mediocredito Centrale sono ascrivibili prevalentemente a rischio verso banche[39], rischio verso clientela (imprese[40] ed altri soggetti pubblici e privati, nel rispetto del principio di prevalenza[41]) e altri rischi[42]. Per quanto riguarda BdM Banca (già Banca Popolare di Bari) e Cassa di Risparmio di Orvieto, gli impieghi, in generale, sono erogati in via prioritaria alle famiglie (produttrici e consumatrici) ed alle piccole e medie imprese. Inoltre, il nuovo Istituto Artigiancassa si pone come fabbrica prodotto per rispondere alle esigenze creditizie e finanziarie degli artigiani e, più in generale, dei piccoli operatori economici.
Nell’ambito del Piano di Implementazione ESG, il Gruppo ha condotto numerose attività funzionali all’integrazione dei rischi climatici e ambientali (C&E) all’interno dei propri processi, nel rispetto delle Buone
39 Con riferimento: a c/c attivi, a depositi a vista e vincolati, a crediti relativi ad operatività in derivati che generano ris chio di controparte. Per tale ultima fattispecie la Banca risulta conforme al Regolamento EMIR.
40 Con riferimento ad impieghi a clientela, società di capitali, società di persone e ditte individuali.
41 Il rischio verso clientela privati si sviluppa solo per la parte relativa ai dipendenti, essendo tale portafoglio sostanzialm ente in run – off.
42 Prevalentemente il rischio verso lo Stato italiano, rappresentato da posizioni in Titoli di Stato e il rischio verso le Ammin istrazioni Centrali, in forma di commissioni percepite per lo svolgimento dell’attività.
195 Prassi indicate dal Regolatore. Tra queste, nel corso del 2024, il Gruppo ha individuato un infoprovider esterno dedicato all’arricchimento delle informazioni in ambito ESG, sia sul perimetro controparti (emissioni, score di rischio fisico e score di rischio di transizione, score ESG, indicazioni sul livello di allineamento alla tassonomia e altre variabili utili alla rendicontazione in ambito Pillar III) sia sul perimetro degli immobili (score di rischio fisico e APE). La valutazione degli score è effettuata sulla base di un modello proprietario, differenziato per ciascuno score, che include valutazioni di g eolocalizzazione e le connesse probabilità di accadimento dei singoli eventi, in diversi scenari in ottica di climate change per la stima delle connesse perdite attese. Sulla base di tali informazioni, il Gruppo effettua l’analisi di materialità dei fattori di rischio fisico e di transizione sul rischio di credito, individuando il perimetro delle controparti Impre se e Famiglie Produttrici[43] e, per ciascuna di esse, il canale di trasmissione. La metodologia si basa sull’analisi dell’esposizione o del valore delle garanzie riconducibili a livelli di rischiosità almeno medio – alta. L’incidenza per il singolo cluster di portafoglio sul totale e sposizione fornisce un giudizio di materialità.
Nel corso del primo semestre 2026 il Gruppo ha avviato il modello per la valutazione dell’analisi di materialità del nature risk (rischio di biodiversità).
Le evidenze al 31 dicembre 2025 hanno mostrato che il Gruppo risulta esposto al rischio di transizione sul portafoglio “Imprese” con un complessivo giudizio di materialità «Bassa», sul portafoglio “Famiglie Consumatrici” con un complessivo giudizio di mate rialità «Famiglie Produttrici»; medesimo giudizio per quanto attiene al rischio fisico. Per quanto riguarda invece il portafoglio Immobili a garanzia, il complessivo giudizio di materialità del rischio di transizione risulta «Molto Alta» mentre l’esposizio ne al rischio fisico risulta invece non materiale.
2. Politiche di gestione del rischio di credito Nel corso del primo semestre 2026, il Gruppo Mediocredito Centrale, in coerenza con l’impianto normativo di Gruppo, ha proseguito, in linea con quanto già avviato negli anni precedenti, una serie di interventi evolutivi tesi a garantire un approccio comun e di Gruppo per quanto attiene i framework metodologici, gli aspetti di processo e le implementazioni degli strumenti a supporto e connesse norme e manuali operativi, a completamento del più alto quadro di principi, regole e criteri attraverso cui il Gruppo intende assumere e presidiare, tra gli al tri, il rischio di credito.
Parimenti sono state condotte delle iniziative allo scopo di rafforzare ed ottimizzare i processi di erogazione, monitoraggio e gestione del credito, nel rispetto dei principi espressi dalla regolamentazione in materia, incluse le innovazioni introdotte da ll’EBA “ Guidelines on Loan Origination and Monitoring (EBA/GL/2020/06)” pubblicate il 29 Maggio 2020 e in vigore dal 30/06/2021.
43 MCC non ha nel proprio perimetro le Famiglie consumatrici.
196 Il Gruppo adotta i criteri emanati nella “Policy di Gruppo in materia di Classificazione e Valutazione dei crediti”, che reca una disciplina omogenea e armonizzata, definendo i requisiti relativi alla classificazione e valutazione dei crediti, in coerenza con la regolamentazione di settore emanata dalla Banca d’Italia, dalla Commissione Europea e dall’EBA. In tale contesto, il Gruppo ha recepito i più recenti aggiornamenti normativi intervenuti in materia, quali quelli relativi alla cd. “Nuova definizione di Default” (disciplinata dal Regolamento UE n.575/2013 e connesse Guidelines EBA interpretative) e declinato le linee guida in coerenza con le disposizioni del Regolamento Europeo n. 575/2013, cd. CRR, così come modificato dal Regolamento Europeo n. 630/2019.
Nel rispetto di una sana e prudente gestione - in coerenza con la regolamentazione di settore emanata dalla Banca d’Italia, dalla Commissione Europea e dall’EBA - le linee guida di Gruppo segnano le direttrici del modello del credito, le cui novità princip ali hanno riguardato in primo luogo la definizione di un modello omogeneo a livello di Gruppo delle autonomie deliberative secondo un approccio risk-based , che tiene conto, oltre che della tipologia di operazione e della correlata garanzia, del profilo di rischio della controparte e della strategia creditizia associata. Inoltre, sono state affinate le regole comuni per gestire i rischi nei confronti di cont roparti single name e/o Gruppi di Clienti Connessi che presentano esposizione creditizie più rilevanti, nonché delineati meccanismi di condivisione del rischio di credito. Altresì le policies in materia hanno declinato un nuovo framework di gestione e monitoraggio del credito che prevede, innanzitutto, l’adozione di un modello teso all’intensificarsi di misure gestionali, proattive e preventive, volte a prevenire il deterioramento dei crediti grazie al presidio costante e all’intervento su l portafoglio in essere da parte del Gestore della Relazione di concerto con il Gestore proattivo del credito performing . Il suddetto framework mira a un potenziamento del governo dei rischi grazie all’introduzione di un presidio specifico nell’ambito dei controlli di I livello sull’intero Gruppo Bancario, oltre alla definizione di regole e meccanismi di escalation attivabili per indirizzare tempestive azioni correttive di risoluzione di eventuali criticità riscontrate.
Al fine di rendere più tempestiva ed efficace l’attività di gestione non performing , sono stati previsti presidi specifici secondo approcci differenziati di gestione del credito: uno di gestione del credito NPE in continuità teso a recuperare la relazione, contenerne il deterioramento e perseguire il rientro in bonis della controparte;
l’altro di gestione del recupero del credito, che si basa su un approccio di valutazione della controparte di tipo gone concern , con la finalità di massimizzare il recupero dell’esposizione.
Alla luce dell’ingresso nel Gruppo di Artigiancassa, nel corso del 2026 sarà data progressiva attuazione alle implementazioni di natura organizzativa, applicativa e di processo utili ad assicurare, nel rispetto delle linee guida del Gruppo MCC e in coerenz a con il modello di business, adeguati presidi di concessione e di gestione del rischio di credito.
2.1 Aspetti organizzativi Sotto il profilo della gestione dei rischi, l'assetto organizzativo adottato dal Gruppo prevede presidi che garantiscono il rispetto del principio della “segregation of duties” lungo l’intera filiera del credito.
197 In primo luogo, al fine di assicurare adeguati livelli di controllo, sono vigenti linee guida, presidi e strumenti per gestire i rischi nei confronti di controparti single name e/o Gruppi di Clienti Connessi che presentano esposizione creditizie più rileva nti. Nell’ambito del processo di concessione degli affidamenti, il Gruppo ha completato il programma evolutivo degli applicativi e dei processi in ottica LO&M e ha rafforzato i punti di coordinamento di natura gestionale tra la Capogruppo e le singole Lega l Entity con la finalità di garantire un approccio integrato nel mantenimento di adeguati livelli di esposizione anche in un’ottica di cross selling e mix di prodotti.
Inoltre, dal 2024 è vigente un nuovo framework di Gruppo in merito alle linee di indirizzo creditizie che, orientato al valore, integra le informazioni provenienti dall’analisi del rischio, le previsioni forward looking settoriale, anche in ambito climatico e ambientale (C&E), e le linee di indirizzo strategico di Piano Industriale.
In tale ambito, ai modelli di scoring/rating si affianca un approccio expert based mediante il quale vengono analizzati i singoli rischi assumenti in base a vari fattori, tra cui la correttezza delle finalità, l’adeguatezza e compatibilità temporale dei flussi generati per il rimborso del debito, la rischiosità della struttura. Ove ricorrano garanzie a presidio, in ottica complementare e collaterale, vengono analizzate e valutate anche queste. Vista la recente applicazione e la necessità di assicurare la coerenza con i paramenti di rischio e con i fattori che influenzano i driver del fra mework, l’impianto è soggetto a manutenzione nel continuo e progressivo affinamento, anche alla luce dei principali fenomeni che emergono dalle attività di monitoraggio e di approfondimento sui settori maggiormente assistiti e mediamente caratterizzati da maggiori elementi di rischio.
Il monitoraggio operativo della relazione creditizia con la clientela è assolto dalle corrispondenti funzioni operative, secondo una specifica normativa aziendale: esse instaurano un’interazione efficace e tempestiva con la clientela affidata, fin dal mani festarsi degli eventuali primi sintomi di difficoltà, quali il ritardo nel pagamento di rate di ammortamento o la richiesta di waiver contrattuali.
Il Gruppo si avvale di una piattaforma di monitoraggio e gestione del credito attraverso l’utilizzo di specifici strumenti informatici a supporto dell’operatività, e l’adozione di relativi modelli di intercettamento/ identificazione della clientela a risch io di potenziale deterioramento, al fine di garantire un monitoraggio tempestivo delle posizioni, sulla base di soglie di allerta personalizzate, e di assicurare le attività di controllo di secondo e terzo livello. Tale piattaforma è stata oggetto, nel cor so dell’ultimo trimestre 2024, di una release evolutiva tesa a dotare le Banche di strumenti e processi comuni, e caratterizzata da un riassetto dell’impianto di intercettamento e connesse strategie di intervento, rendo più tempestivo il riconoscimento delle posizioni con rischiosità accresciuta e dando pronta attuazione alle contromisure necessarie.
All’interno delle strutture di Capogruppo è stato costituito un presidio specifico di governo del rischio di credito, responsabile delle attività di Controlli di I° livello in ambito creditizio, svolte sia sul processo di concessione, sia quello di gestion e del credito performing e non performing e delle correlate garanzie. Tale funzione è deputata a intercettare eventuali criticità o deviazioni quali/quantitative rispetto alle politiche di
198 concessione e gestione del rischio di credito, attivando, qualora necessario, meccanismi di escalation sulle funzioni owner dei processi creditizi al fine attuare tempestive azioni correttive di risoluzione.
Nel corso del 2025, sono state altresì avviate ulteriori importanti iniziative volte al potenziamento del modello di gestione proattiva del credito problematico, sia performing che non performing, al fine di completare il percorso intrapreso di efficientam ento della macchina operativa, nonchè addivenire al miglior assetto per la gestione ordinaria “in house”, il governo degli outsourcers e le attività di natura straordinaria (ad esempio attività di cessione di crediti a soggetti terzi).In continuità con l’approccio adottato nel 2024 il Gruppo ha valorizzato elementi ESG nelle Politiche creditizie ambientali: in coerenza con gli sviluppi del Piano di implementazione ESG e ha individuato e selezionato, sulla base delle indicazioni che vengono dai regolatori e sulla base di valutazioni proprietar ie, un insieme di settori considerati critici dal punto di vista ambientale rispetto ai quali assumere un approccio più prudente, attraverso un sistema disincentivante di notching, in relazione alla concessione del credito. Il Gruppo ha definito inoltre le linee evolutive per l’integrazione dei fattori di rischio C&E nei processi e nelle politiche creditizie a livello di singola di controparte, la cui piena applicazione ver rà completata nel corso del 2026.
2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo Il Sistema dei Controlli Interni riveste un ruolo centrale in quanto garantisce agli Organi Aziendali la piena consapevolezza della situazione ed efficace presidio dei rischi aziendali e delle loro interrelazioni. Nel contesto delle attività di controllo e misurazione del rischio di credito, la Circolare 285 di Banca d’Italia[44] articola le attività di controllo come di seguito rappresentato:
• Controlli di I livello;
• Controlli di II livello;
• Controlli di III livello.
I Controlli di I livello in ambito creditizio, in coerenza con la “Policy di Gruppo in materia di monitoraggio del credito Performing e Non Performing ”, sono svolti da specifiche funzioni di Capogruppo di governo del rischio di credito – in forza anche di specifici meccanismi di coordinamento e flussi con le omologhe funzioni delle Controllate – deputate a intercettare eventuali criticità e attivare e f unzioni owner dei processi creditizi al fine attuare tempestive azioni correttive di risoluzione.
Nello specifico, oltre a monitorare l’andamento dei Grandi Rischi, della Clientela Condivisa e dei Gruppi di Clienti Connessi, le funzioni sono responsabili delle attività di controllo di I livello sul processo di concessione, gestione del credito Performing e Non Performing e delle correlate garanzie, tra le quali:
44 Disposizioni di Vigilanza per le Banche (Parte I - Recepimento in Italia della CRD IV; Titolo IV - Governo societario, controlli interni, gestione dei rischi; Capitolo 3 – Il sistema dei controlli interni; Sezione I – Disposizioni preliminari e principi ge nerali)
199 • analisi volte a identificare eventuali deviazioni quali / quantitative rispetto alle politiche di concessione del credito di Gruppo;
• monitoraggio della corretta e tempestiva gestione operativa del credito;
• controllo dell’efficacia del processo di classificazione e di concessione delle misure di forbearance, ivi incluso la supervisione sul processo di valutazione delle esposizioni creditizie;
• controllo delle attività relative alla gestione delle garanzie e connesso intervento sulle funzioni owner alla gestione finalizzato al mantenimento e alla valorizzazione delle stesse.
Secondo il nuovo modello adottato, qualora la funzione owner delle attività di monitoraggio di Capogruppo, durante l’esecuzione dei controlli di I livello svolti sulle esposizioni creditizie dei portafogli della Capogruppo e delle Società del Gruppo, rilevi elementi discordanti rispetto alle logiche definite, può at tivare azioni correttive, indirizzare interventi di risoluzione da parte delle funzioni competenti per la gestione delle fattispecie di volta in volta individuate o effettuare direttamente attività.
Altresì, le figure aziendali che hanno contatto con la clientela ( Relationship Manager o Gestori della clientela) e le funzioni aziendali preposte alla valutazione del connesso credito, anche con il supporto di strumenti informatici utilizzati in tutte le fasi della relazione con il cliente, presidiano le fasi di individuazione, misurazione e monitoraggio operativo dei rischi, sia in fase di origination che successiva gestione. In particolare, si fa riferimento alle regole che discendono dalle policy del credito, ai sistemi di rating , nonché a tutte le altre fonti informative che permettono di valutare e tenere sotto controllo, sia in sede di concessione che successivo monitoraggio e gestione, la qualità del credito. Dal punto di vista regolamentare, la stima degli assorbimenti patrim oniali per il rischio di credito è elaborata utilizzando la metodologia standardizzata prevista dalle Istruzioni di Vigilanza prudenziale, con riferimento sia al trattamento delle esposizioni sia alle eventuali garanzie che le assistono.
Nell’ambito del medesimo framework , alla Funzione di Controllo dei Rischi è attribuito il compito di svolgere, a livello centrale e periferico, la verifica del corretto svolgimento del monitoraggio andamentale sulle singole esposizioni, in particolare di quelle non performing , e la valutazione della coerenza delle classificazioni, della congruità degli accantonamenti e dell’adeguatezza del processo di recupero.
Per il raggiungimento di tale obiettivo, sono state redatte ed emanate le norme riguardanti tali aspetti, nello specifico la “Policy di Gruppo in materia di controlli di II livello sul portafoglio crediti” e i connessi Manuali metodologici, che hanno delin eato il framework di Gruppo per lo svolgimento delle attività. In particolare, la Policy di Gruppo descrive l’insieme dei dispositivi di governance e dei meccanismi di gestione e controllo adottati dal Gruppo Bancario Mediocredito Centrale al fine di consentire il corretto svolgimento dei controlli di II livello sul portafoglio crediti da parte della Funzione di Controllo dei Rischi, sia a livello cen trale che periferico. All’interno della Policy sono declinati in modo formale e organico:
• ruoli e responsabilità degli Organi e delle Funzioni Aziendali coinvolti nel processo dei controlli di II
livello;
200 • principi e criteri generali dei controlli di II livello, ossia gli ambiti e la natura dei controlli;
• fasi caratterizzanti il processo di controllo, comprensivo della fase di escalation .
Il perimetro di indagine delle attività di controllo comprende le esposizioni presenti nei portafogli creditizi della Capogruppo e delle Società del Gruppo, relative ai diversi segmenti di clientela e tipologie di prodotto.
I controlli di II livello defini ti all’interno della Policy di Gruppo in materia di Controlli di II livello sono svolti dalla Funzione di Controllo dei Rischi e sono ripartiti nei seguenti ambiti: controlli sulla fase di concessione, verifica del corretto svolgimento del monitoraggio and amentale, verifica sulla corretta classificazione delle esposizioni, controlli sulla gestione delle garanzie, valutazione della congruità degli accantonamenti, valutazione dell’adeguatezza del processo di recupero.
I controlli di II livello hanno la finalità di accertare, su base periodica, che il monitoraggio andamentale sulle singole posizioni creditizie avvenga con regolare cadenza, nel rispetto delle procedure interne e che le stesse procedure risultino efficaci ed affidabili, con riferimento alla capacità di segnalare tempestivamente l’insorgere di anomalie, nonché di assicurare la congruità delle rettifiche di valore. Inoltre, i controlli svolti hanno la finalità di accertare che le procedure interne siano rispe ttate e siano idonee a garantire una efficace gestione del credito. Ciò anche al fine di contribuire, nel tempo, al progressivo accrescimento del grado di affidabilità delle procedure utilizzate e della capacità delle stesse di garantire la tempestiva indi viduazione e classificazione delle posizioni anomale, nonché la corretta stima del grado di copertura ad esse associato.
Le macro -tipologie di controlli di II livello, che compongono il framework , sono le seguenti:
• analisi di tipo massivo: controlli applicati al portafoglio creditizio nel suo complesso o a suoi sottoinsiemi rilevanti che consentono di evidenziare elementi di potenziale anomalia del portafoglio oggetto di analisi in termini di misclassification o deficit di provisioning ;
• controlli analitici su base campionaria: controlli analitici su singole esposizioni creditizie opportunamente selezionate su base campionaria, condotti mediante valutazioni specifiche basate sul complessivo patrimonio informativo disponibile sulla singola esposizione, sulle garanzie/ collateral ad essa associati e sulla controparte, ivi compreso il suo profilo di rischio attuale e prospettico. Oltre alla fase di verifica sostanziale circa la coerenza della classificazione, la congruità degli accantonamenti e l’adeguatezza del processo di recupero del credito, è prevista – per le posizioni selezionate del portafoglio non performing – la verifica della presenza di aggiornati valori peritali delle garanzie, la registrazione nelle procedure automatiche di tutte le informazioni necessarie per la valutazione dei crediti, la tracciabilità del processo di recupero, le stime dei tempi di rec upero.
Gli esiti delle attività di controllo svolte sono condivisi con le funzioni owner in ambito crediti, che forniscono i propri riscontri in merito nell’ambito del processo di interlocuzione (feedbacking ). In caso di discordanza, è prevista l’attivazione di un processo di escalation finalizzato a garantire la risoluzione ed a sanare eventuali anomalie riscontrate in fase di controllo.
201 Gli esiti dell’attività di controllo, dei relativi follow -up e del processo di escalation sono rendicontati al Consiglio di Amministrazione, all’Amministratore Delegato, al Comitato Controlli e Rischi ed al Collegio Sindacale.
Le attività di monitoraggio del rischio di credito includono la verifica sia del rispetto dei limiti di concentrazione stabiliti dalla Banca d’Italia (normativa “Grandi Esposizioni”[45] e “attività di rischio nei confronti di soggetti collegati”[46]), sia degli indirizzi generali stabiliti nell’ambito della pianificazione dell’attività creditizia. Per quanto riguarda il rischio di concentrazione, il Gruppo monitora il livello di concentrazione delle esposizioni con riferimento alla componente:
• singolo prenditore (c.d. “ single name ”): attraverso la metodologia denominata Granularity Adjustment (GA) prevista dalla normativa di Vigilanza prudenziale[47];
• geosettoriale: attraverso metodologie basate su prassi adottate dalla prevalenza del sistema bancario e condivise con l’Organo di Vigilanza.
In particolare, le strutture commerciali e di controllo monitorano in maniera dettagliata, a seconda delle specifiche esigenze, rami e settori di attività economica per i quali si siano manifestati andamenti congiunturali connotati da criticità anche solo potenziali e/o temporanee.
La funzione di controllo dei rischi di Capogruppo periodicamente conduce analisi mirate volte a monitorare l’andamento settoriale del portafoglio crediti di Gruppo, anche in ottica forward -looking , con l’obiettivo di intercettare potenziali ambiti di rischiosità emergenti utilizzando come driver di approfondimento la composizione settoriale del portafoglio, ulteriormente declinata sulla base delle informazioni desumibili dal servizio di scoring, fornito da provider esterno, rappresentativo di rischiosità prospettica in un orizzonte di medio -termine (3 anni). Inoltre, nell’ambito delle Politiche Creditizie, in coerenza con la disciplina sulle Grandi Esposizioni, nel rispetto di parametri compatibili con il piano indus triale, il RAF e il mantenimento di limiti equilibrati e sostenibili per le dimensioni patrimoniali, sono stati definiti dei limiti interni di esposizione ammessi in funzione del rating della controparte, coerenti con una strategia di crescita degli impieghi su selezionati settori di clientela. La gestione del rischio di credito è effettuata seguendo un’ottica forward looking , per la cui attuazione ci si avvale, tra l’altro, delle prove di stress al fine di valutare la propria vulnerabilità ad eventi eccezionali ma plausibili, riconducibili a ipotesi specifiche inerenti a singole variabili economico – finanziarie (analisi di sensitività) o a movimenti congiunti di un insieme di variabili in ipotesi di scenari avversi (analisi di scenario). Al riguardo il Gruppo si è dotato di una specifica policy che disciplina la definizione degli scenari macroeconomici a supporto dei processi di Risk Governance e, più in generale, dei processi di gestione di rischi.
45 Parte Seconda, Capitolo 10, Circolare 285/2013 di Banca d’Italia e artt. 387 e segg. del Regolamento UE 575/2013
46 Parte Seconda, Capitolo 10, Circolare 285/2013 di Banca d’Italia e artt. 387 e segg. del Regolamento UE 575/2013 47 Circolare 285 di Banca d’Italia Parte Prima – TITOLO III – Capitolo 1 – Allegato B.
202 Nel disegno degli scenari macroeconomici in condizioni ordinarie e di mercato avverso, il Gruppo si può avvalere di previsioni formulate da riconosciute fonti esterne, opportunamente integrate con ipotesi interne per meglio cogliere le vulnerabilità del Gr uppo (riconducibili a esempio al proprio business model ), al fine condurre prove di stress coerenti rispetto all’attuale scenario di mercato e alle sue possibili evoluzioni.
Al riguardo, nell’ambito dei processi ICAAP e ILAAP, in coerenza con le indicazioni fornite dall’Autorità di Vigilanza nella specifica comunicazione relativa agli “Adempimenti ICAAP/ILAAP per l'avvio del ciclo SREP 2026”, sono stati elaborati scenari di stress , inclusi quelli sul rischio di credito, coerenti con quelli formulati nell’ambito dell’EU wide stress test EBA 2025.
Con riferimento al rischio di controparte, nell’ambito della metodologia standardizzata, la definizione degli equivalenti creditizi è stimata mediante il metodo del valore corrente previsto dalla normativa di Vigilanza prudenziale. Inoltre, con riferimento agli strumenti derivati, viene calcolato un requisito patrimoniale aggiuntivo a fronte del rischio di perdite inattese generate da oscillazioni del fair value derivanti da variazioni del merito creditizio delle controparti ( Credit Value Adjustment – CVA) qualora non collateralizzato.
2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese Conformemente con il principio contabile IFRS 9, la gestione del rischio di credito è messa in stretta relazione con la rilevazione e misurazione delle perdite attese. Secondo il principio contabile, attività e impegni che ricadono in un ben definito perim etro[48] sono suddivisi in tre categorie ( stage ). Tale classificazione è fondata su criteri di trasferimento legati alla qualità creditizia dell’elemento in esame che incidono sulla modalità di rilevazione delle rettifiche di valore, differenziata rispetto all’orizzonte temporale di riferimento e alla rilevazione degli interessi attivi. Il Gruppo ha pertanto implementato degli strumenti che, in linea con i dettami del suddetto principio, gli permettano di valutare in maniera automatica il significativo aumento del rischio di credito. Tali strumenti sono differenziati rispetto al portafoglio di riferimento.
Per quanto concerne il portafoglio Titoli, il Gruppo utilizza la seguente modalità di valutazione:
• per i titoli che alla data di reporting presentano un rating di tipo investment , viene applicata la low credit risk exemption (LCRE)[49];
48 Il perimetro di interesse del principio contabile IFRS9 è il seguente:
1. attività finanziarie classificate nel portafoglio Hold to Collect e valutate al costo ammortizzato;
2. attività finanziarie classificate nel portafoglio Hold to Collect and sell e valutate al Fair Value Through OCI;
3. impegni di affidamento (no se al Fair Value Through P&L);
4. garanzie (no se al Fair Value Through P&L);
5. crediti commerciali.
49 In applicazione della Low Credit Risk Exemption (LCRE), possono essere assegnate allo stage 1 alla data di reporting, senza n ecessità di verificare il significativo deterioramento del merito di credito, sulla base dei seguenti requisiti previsti dal Princi pio come rappresentativi di un rischio di credito basso:
203 • per i titoli che alla data di reporting presentano un rating di tipo speculative viene considerato l'andamento del merito creditizio della controparte tra la data di acquisto/ sottoscrizione e la data di reporting , misurato dalla variazione della classe di rating . Il deterioramento significativo da cui scaturisce la classificazione in stage 2 viene individuato dal peggioramento di almeno 2 notch nella scala di rating . Al verificarsi, invece, di un oggettivo evento di perdita ( credit event ) l’esposizione viene classificata in stage 3. In assenza di deterioramento significativo della posizione è prevista, come da Principio, la classificazione in stage 1.
Per il portafoglio crediti, tali strumenti utilizzano:
• le informazioni derivanti dai modelli di scoring , confrontando le valutazioni ottenute alla data di origination della posizione con gli aggiornamenti periodici;
• le informazioni sull’andamento dei pagamenti (superamento dei 30 giorni di scaduto);
• la presenza di misure di forbearance sulle posizioni in bonis ;
• le informazioni derivanti dai sistemi interni di early warning (presenza del cliente nella watchlist ).
Le informazioni che il Gruppo utilizza per la rilevazione delle perdite attese sui crediti classificati in stage 1 o stage 2 si articolano come segue:
• probabilità di default (PD) del cliente, ottenuta da un modello di rating esterno; tale informazione è soggetta agli aggiustamenti dettati dal principio contabile, segnatamente:
un aggiustamento point in time (PIT) che, in ottica prudente e considerata la volatilità dei tassi di default osservata sul portafoglio crediti, consiste nella ricalibrazione sulla base del tasso di deterioramento medio osservato sul portafoglio proprietario;
una correzione forward looking della curva secondo la metodologia di Merton -Vasicek, che prende in input i dati prospettici dei tassi di default calcolati utilizzando i modelli satellite
proprietari;
• loss given default (LGD), ottenuta facendo ricorso a valori osservati sul proprio portafoglio. Tali valori sono opportunamente aggiornati utilizzando, ove necessario, margini di prudenzialità e segmentazioni in base al tipo di garanzia associata al finanziamento;
• esposizione al default (EAD), differenziata tra posizioni on e off balance sheet ;
• vita residua del rapporto;
• tasso di attualizzazione pari al tasso interno di rendimento della posizione.
1. lo strumento finanziario presenta un basso rischio di default;
2. il debitore dispone di una forte capacità di soddisfare le sue obbligazioni nel breve periodo; eventuali variazioni sfavorev oli delle condizioni economiche nel medio/ lungo periodo non necessariamente ridurranno le capacità di adempimento del debi tore.
204 Ai fini della quantificazione dell’ECL da applicare al portafoglio crediti acquisito nell’ambito della business combination la Capogruppo ha ritenuto ragionevole e prudente mantenere la staging allocation desumibile dagli archivi gestionali di BdM e CRO, in quanto l’attribuzione di uno staging ad hoc per il solo bilancio consolidato avrebbe richiesto, come esplicitamente previsto dall’IFRS 9, eccessivi costi o sforzi (“ undue cost or effort ”). Con riferimento all’ECL applicata ai medesimi crediti sono state utilizzate le percentuali di copertura dei crediti classificati in stage 1 e stage 2 di BdM al 31 dicembre 2025.
I crediti deteriorati rivenienti da operazioni di aggregazioni aziendali vengono qualificate come POCI; per tali crediti si calcola, alla data di rilevazione iniziale, un tasso di interesse effettivo corretto per il credito (c.d.
“credit -adjusted effective interest rate ”), per la cui individuazione è necessario includere, nelle stime dei flussi finanziari, le perdite attese iniziali. Per l’applicazione del costo ammortizzato, e il conseguente calcolo degli interessi, si applica, quindi, tale tasso di interesse effettivo corretto per il credito.
Valutazione dell’incremento significativo del rischio di credito (SICR) La valutazione dell’incremento significativo del rischio di credito avviene, come indicato dal principio contabile IFRS 9, attraverso valutazioni quali -quantitative tali da determinare un peggioramento della probabilità di inadempimento della controparte.
L’approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull’analisi delle singole posizioni. I driver di staging impiegati sono:
• Valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite:
o misurazione della variazione del rating/PD alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento del superamento di una certa soglia di rating/PD rispetto al valore registrato in fase di origination, la posizion e è automaticamente classificata a stage 2. In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all’erogazione del credito;
o presenza di una PD alla data corrente superiore al 20% • Criterio backstop sui giorni di scaduto: in caso di rilevamento di 30 o più giorni di scaduto continuativo la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
• Criterio backstop sulle misure di forbearance: in caso di classificazione a forborne performing, la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
• Criterio backstop sugli eventi pregiudizievoli/sistema EWS: in caso di eventi pregiudizievoli o trigger del sistema di EWS, la posizione è automaticamente classificata a stage 2.
205 Inoltre, l’utilizzo di scenari macroeconomici inclusivi degli effetti delle guerre incorso, relative tensioni geo -
politiche e del contesto inflazionistico possono determinare un peggioramento delle PD con effetti diretti sulla popolazione classificata in s tage 2.
Misurazione delle perdite attese Nel corso del primo semestre 2026 la Banca, nell’ottica di una continua armonizzazione delle metodologie tra tutte le LEs, ha condotto per tutte le LEs del Gruppo un aggiornamento dei parametri IFRS 9 legati al rischio di credito, che si è riflesso nella m isurazione delle perdite attese. In particolare, il Gruppo ha:
• ricalibrato le probabilità di default al fine di riflettere al meglio la rischiosità del proprio portafoglio e del mutato contesto macroeconomico;
• aggiornato i valori di loss given default utilizzando le serie storiche interne più recenti disponibili.
In particolare, per la misurazione delle perdite attese, In base al principio IFRS 9 tutte le attività finanziarie non oggetto di misurazione in bilancio al fair value con impatto nel conto economico, rappresentate da titoli di debito e finanziamenti, e le esposizioni fuori bilancio devono essere assoggettati al nuovo modello di impairment basato sulle perdite attese.
Nel dettaglio, il modello di impairment introdotto dal principio contabile IFRS 9 si basa sul concetto di valutazione "forward looking", ovvero sulla nozione di perdita attesa ( Expected Credit Loss ), sia essa calcolata a 12 mesi (Stage 1) o fino alla vita residua dello strumento (perdita lifetime per gli Stage 2 e Stage 3).
In particolare, il modello prevede che le attività finanziarie debbano essere classificate in tre distinti "stage" a cui corrispondono diversi criteri di valutazione:
• Stage 1: da valutare sulla base di una stima di perdita attesa avente a riferimento un orizzonte temporale pari ad un anno. Rientrano nello Stage 1 le attività finanziarie in bonis per le quali non si è osservato un deterioramento significativo del rischio di credito rispetto alla data di rilevazione
iniziale;
• Stage 2: da valutare sulla base di una stima di perdita attesa avente a riferimento un orizzonte temporale pari all'intera vita residua dell'attività finanziaria. Rientrano nello Stage 2 le attività finanziarie che hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla
rilevazione iniziale;
• Stage 3: da valutare sulla base di una stima della perdita attesa che assume la probabilità di default pari al 100%. Rientrano nello Stage 3 le attività finanziarie considerate deteriorate.
Secondo il modello di calcolo delle Expected Credit Loss , le perdite devono essere registrate non solo facendo riferimento alle oggettive evidenze di perdite di valore già manifestatesi alla data di reporting, ma anche sulla base dell'aspettativa di perdite di valore future non ancora manifestatesi, che devono riflettere:
• la probabilità del verificarsi di diversi scenari;
• l'effetto di attualizzazione mediante l'utilizzo del tasso di interesse effettivo;
206 • le esperienze storiche e le valutazioni correnti e future. Ne consegue che la determinazione delle perdite attese è un esercizio complesso che richiede significativi elementi di giudizio e di stima, anche con riferimento alle informazioni forward looking di natura macroeconomica.
La principale innovazione introdotta dal IFRS 9 consiste nel requisito di calcolare le perdite attese lifetime per tutte le posizioni che, rispetto ad origination , abbiano presentato un "significativo incremento del rischio di credito" (i.e. Stage 2). Per tali posizioni, quindi, il Gruppo deve procedere con la stima delle perdite attese lungo un orizzonte temporale che copra l'intera durata del rapporto fino a scad enza (e non solo per il primo anno di vita dello come richiesto dallo IAS 39). Il calcolo delle perdite attese lifetime è sviluppato tramite la stima dei parametri PD, LGD e EAD su un orizzonte temporale pari all'intera vita residua dell'attività finanziaria.
Partendo da tale assunzione vengono periodicamente elaborati i parametri di rischio IFRS 9 "compliant", in
termini di:
• probabilità di default (PD) ad un anno e lifetime;
• perdita in caso di default (LGD);
Nella definizione dei parametri si è tenuto conto:
• delle condizioni del ciclo economico corrente (Point -in-Time);
• di informazioni previsionali riguardanti la futura dinamica dei fattori di mercato (Forward looking risk measures) da cui dipende la perdita attesa lifetime.
2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito Una componente essenziale per il corretto presidio del rischio di credito consiste nell’adeguata gestione delle tecniche e degli strumenti di mitigazione dello stesso, sia nella fase di acquisizione sia in quella successiva di monitoraggio del valore e del l’efficacia delle garanzie.
La Capogruppo ha disciplinato nella Policy di Gruppo in materia di gestione delle garanzie i principi e le linee guida del sistema di governo, a supporto di un adeguato utilizzo delle garanzie e delle tecniche di attenuazione del rischio di credito ai fini di Credit Risk Mitigation (CRM). Tali linee guida di Gruppo si integrano con le procedure interne supportate da idonei strumenti informatici, atti ad assicurare le modalità di valutazione, gestione e monitoraggio delle garanzie acquisite, oltre della loro connessa eleggibilità qual i strumenti di mitigazione del rischio di credito e dei connessi assorbimenti patrimoniali. Tali elementi sono a presidio del complessivo processo di concessione, acquisizione e perfezionamento, monitoraggio, gestione e variazione, realizzo ed estinzione d elle garanzie in coerenza anche con il complessivo quadro regolamentare disciplinato dalla normativa emanata dall’Autorità di Vigilanza.
Le Società del Gruppo acquisiscono tipologie di garanzie reali, personali e “atipiche” riconosciute nelle linee guida di Gruppo e seguono le disposizioni di Capogruppo emanate in coerenza con la regolamentazione di
207 settore emanata dall’ABI, dalla Banca d’Italia, dalla Commissione Europea e dall’EBA, compresi gli orientamenti riportati nelle “Guidelines on Loan Origination and Monitoring (EBA/GL/2020/06)” .
Le garanzie acquisite hanno la funzione di supportare il credito e in nessun modo di sostituire la capacità del debitore di onorare le proprie obbligazioni. La validità giuridica delle garanzie ricevute è verificata in sede di acquisizione da parte delle u nità operative, cui compete, preventivamente alle erogazioni, la verifica di certezza ed efficacia; la validità temporale delle garanzie acquisite copre di norma l’intero arco temporale degli affidamenti concessi.
Relativamente alla fase di verifica dell’ammissibilità delle garanzie, il Gruppo verifica periodicamente:
• la rivalutazione statistica (effettuata con frequenza annuale per il comparto non residenziale e triennale per il residenziale) del valore degli immobili a ipoteca per tutti quei contratti per cui il Regolamento 575/2013, consente il ricorso a questa fatti specie di valutazione. A tal fine si avvale di un database relativo all’andamento del mercato immobiliare per area geografica e tipologia di immobile acquisito da un fornitore esterno;
• l’ammissibilità generale e specifica degli strumenti di mitigazione del rischio di credito.
Nel documento di Informativa al Pubblico è prevista una sezione specifica dedicata alle tecniche di attenuazione del rischio, con indicazioni quali/quantitative; tale documento è reso disponibile sul sito della Banca in linea con le disposizioni di Vigilan za prudenziale (Cfr. Parte Prima – Titolo III – Capitolo 2 e Parte Seconda – Capitolo 13 della Circolare 285/2013).
Le linee guida interne perseguono i seguenti obiettivi:
• promuovere la corretta gestione del credito e delle garanzie ad esso collegate;
• massimizzare l’effetto di mitigazione del rischio fornito dagli strumenti di protezione;
• ottimizzare i requisiti patrimoniali secondo le indicazioni di Basilea ( Credit Risk Mitigation );
• definire le regole generali per l’eleggibilità, la valutazione, il monitoraggio e la gestione delle garanzie reali e personali.
Il diverso target di clientela tra le Banche del Gruppo determina le principali differenze nell’individuazione delle forme di garanzie utilizzate per la mitigazione del rischio di credito.
Nella predisposizione del Piano di Iniziative ESG, il Gruppo ha previsto di presidiare il valore delle garanzie immobiliari alla luce degli impatti di scenari climatici fisici e di transizione. In particolare, ha previsto lo svolgimento dell’analisi di mat erialità con riferimento agli immobili a garanzia con riguardo al rischio di transizione e al rischio fisico, sulla base delle informazioni sugli immobili forniti da infoprovider (Classe energetica/APE) e dati sul rischio fisico.
3. Esposizioni creditizie deteriorate
208 Il 26 aprile 2019 è entrato in vigore il Regolamento UE 630/2019, che obbliga le banche a registrare accantonamenti, ai fini della vigilanza, sulle posizioni deteriorate ( Non Performing Exposures ), riferite ad erogazioni sorte successivamente al 26 aprile 2019, secondo una progressione temporale ( calendar provisioning ) che tiene conto dell’ ageing dell’esposizione e della tipologia, prevedendo un calendario differenziato a seconda che l’operazione sia secured o unsecured . In particolare, per le esposizioni deteriorate non garantite viene applicato un calendario di tre anni, per le esposizioni garantite è previsto un calendario più lungo: nove anni per quelle garantite da immobili e sette anni per le altre. Il meccanismo d i calendar prevede la svalutazione integrale dei crediti deteriorati secondo scadenze prestabilite. Esso mira ad assicurare che gli NPL non si accumulino nei bilanci bancari senza adeguate rettifiche di valore.
Il calendar provisioning introduce un requisito di Pillar I vincolante per tutte le banche. Tale normativa pur avendo valenza regolamentare e non contabile, rappresenta un importante punto di riferimento per la determinazione delle rettifiche di valore. Le Banche del Gruppo hanno adeguato le proprie procedure applicative, al fine di consentire anche il rispetto delle nuove previsioni regolamentari in materia di accantonamenti su crediti. Il patrimonio informativo con evidenza del minimum requirement previsto da normativa è, quindi, reso disponibile per fornire ulteriori elementi ai fini della determinazione delle svalutazioni contabili.
3.1 Strategie e politiche di gestione Le attività di controllo andamentale sullo stato delle singole pratiche e le connesse valutazioni sono svolte da funzioni specialistiche del credito deteriorato, sulla base di criteri oggetto di sistematico monitoraggio.
A tal proposito, in Capogruppo è stata accentrata la gestione di specifiche tipologie di controparti non performing (sofferenze e unlikely to pay “gone concern” ) in ottica di massimizzazione delle strategie di recupero, con il mantenimento presso le banche controllate della gestione delle posizioni Past due e Utp “going concern” in ottica di continuità aziendale. A valle dell’accentramento, al fine di perseguire una maggiore focalizzazione delle azioni gestionali, nel corso del 2025 è stata altresì completata l’ulteriore attività prodromica di censimento e suddivisione dell’intero portafoglio UtP tra “ going ” e “gone concern” , con conseguente attribuzione alle unità organizzative rispettivamente competenti. Inoltre, nell’ambito delle funzioni creditizie citate sono stati costituiti Team dedicati alla supervisione del Servicer esterno , al quale è demandata la gestione di parte dei crediti deteriorati delle Controllate, nonché è proseguito il progressivo percorso strutturato di monitoraggio dello stesso.
In considerazione delle caratteristiche del proprio portafoglio, del contesto esterno e delle proprie capacità gestionali, il Gruppo – sotto il coordinamento di una unità organizzativa di Capogruppo dedicata al derisking -
valuta, inoltre, la possibilità di effettuare cessioni prediligendo le operazioni di natura true sales .
La Funzione di Controllo dei rischi effettua, in linea con le evoluzioni normative, un’attività di verifica del corretto svolgimento del monitoraggio andamentale, con particolare riferimento al credito deteriorato.
209 In tale ambito, viene predisposto e aggiornato periodicamente il piano operativo di gestione dei crediti deteriorati di breve (indicativamente un anno) e medio/lungo termine (tre anni) e viene trasmesso, per informativa, all’Autorità di Vigilanza. Gli obie ttivi vengono stabiliti con riferimento al livello dei Non Performing Loans (NPL) al lordo e al netto delle rettifiche di valore, in valore assoluto e in percentuale del totale delle esposizioni creditizie verso la clientela, fornendo il dettaglio dei flussi di ingresso e uscita dagli stati amministrativi non performing e delle m odalità utilizzate per la riduzione dello stock dei crediti deteriorati.
La strategia di gestione degli NPL è integrata con il RAF, con i processi di budget di ICAAP e con le politiche di remunerazione e incentivazione del Gruppo.
Il Consiglio di Amministrazione, su proposta dell’Amministratore Delegato:
• definisce e aggiorna annualmente il piano operativo di gestione degli NPL;
• valuta e monitora, con cadenza semestrale, i progressi effettuati rispetto agli obiettivi prefissati dal
piano;
• definisce e aggiorna le linee guida di Gruppo in materia di strategie e gestione degli NPL, nonché i criteri di classificazione e valutazione dei crediti disciplinati nella relativa policy di Gruppo, aggiornando in coerenza il Regolamento del Credito;
• individua le unità responsabili delle attività di classificazione, valutazione e gestione degli NPL e ne definisce gli obiettivi gestionali;
• verifica che l’assetto organizzativo prescelto sia adeguato a limitare i margini di discrezionalità gestionale dei soggetti coinvolti nei processi di classificazione, valutazione e gestione degli NPL, in presenza di conflitti di interesse;
• approva i sistemi oggettivi di selezione delle controparti scelte nel caso di esternalizzazione delle controparti e ne monitora i risultati;
• assicura adeguati controlli interni sui processi di gestione degli NPL.
In via generale, in relazione alle modalità di classificazione dei crediti deteriorati, in aggiunta ai criteri definiti dall’Autorità di Vigilanza (per sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate – past due), si proc ede alla verifica di eventi che attengono il Cliente affidato, quali:
• significative difficoltà del debitore;
• violazioni gravi di accordi contrattuali;
• alta probabilità di fallimento;
• estensione al debitore di concessioni derivanti da difficoltà finanziarie, che normalmente non sarebbero state concesse.
Le classi di cui si compone il portafoglio non performing sono le seguenti:
• Esposizioni Scadute e/o Sconfinanti Deteriorate (past due), • Inadempienze Probabili (unlikely to pay),
210 • Sofferenze.
Lo status contabile rappresenta la posizione complessiva del cliente, così come viene rappresentata in bilancio, e segnalata nella Matrice dei Conti della Banca d’Italia. Esso è riferito al cliente nel suo complesso, pertanto non viene riferito alle singol e linee di credito di cui esso gode o alle singole esposizioni in essere.
Ne deriva che, in caso di clientela cui facciano capo più prodotti creditizi, la valutazione sulla riclassificazione è effettuata considerando la globale esposizione debitoria, con conseguente verifica ed applicazione della uniforme classificazione per tut te le linee di credito fruite, ponendo particolare cautela nell’analizzare tutte le posizioni anagrafiche del soggetto.
Nell’ambito di ciascuna classe vengono evidenziate le esposizioni forborne , ossia le operazioni creditizie che sono state oggetto di concessioni. Tali esposizioni rientrano, a seconda dei casi, tra le Sofferenze, tra le Inadempienze Probabili, oppure, tra le Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e non formano una categ oria a sé stante di attività deteriorate.
Il concetto di forbearance è riferito al singolo contratto creditizio; debbono pertanto essere riclassificati tra i forborne soltanto i rapporti di credito intrattenuti con un cliente che sono stati oggetto di concessioni.
Per le esposizioni creditizie classificate come past due, UTP e sofferenze, la Banca prevede delle percentuali minime di accantonamento a perdita espressamente disciplinate nella propria normativa interna nella quale sono altresì individuate, in modo puntu ale, le fattispecie al ricorrere delle quali è possibile derogare all’applicazione delle già menzionate soglie minime di accantonamento.
I criteri di determinazione delle rettifiche ed i relativi livelli di accantonamento sono oggetto di benchmarking e di continua revisione e aggiornamento, al fine di garantire un’adeguata rappresentazione dei profili di rischio della Banca, nonché il rispe tto delle disposizioni regolamentari in materia.
Per le posizioni rientranti nel perimetro dei crediti Non Performing , le svalutazioni vengono determinate sulla base dell’approccio valutativo identificato (forfetario o analitica specifica) per la singola controparte, sulla base delle policy di gruppo approvate nel corso del 2021.
Nella valutazione analitica di carattere statistico (cd. “valutazione forfetaria”), l’Expected Credit Loss Lifetime viene calcolata sulla base dei parametri di rischio definiti dalle competenti unità organizzative di Risk Management. Tale metodologia di va lutazione è utilizzata con riferimento a:
• controparti classificate Esposizioni Scadute e/o Sconfinanti deteriorate (cd. “Past Due”), a prescindere
dall’importo;
• controparti classificate tra le Inadempienze Probabili, la cui esposizione lorda (per cassa e/o per firma), a livello di controparte, risulta uguale o inferiore ad una determinata soglia Nella valutazione analitica specifica, le perdite attese lifetime sono stimate in maniera puntuale dalle unità organizzative preposte alla valutazione, tenendo in considerazione le specificità della singola posizione, mediante appositi modelli valutativi, e coerentemente con le percentuali minime di svalutazione.
211 Per procedere alla valutazione analitica di una controparte, è necessario preliminarmente definire se valutarla in ottica:
- di continuità aziendale (approccio “Going Concern ”), laddove la valutazione si focalizza sulla verifica della sostenibilità nel tempo dell’indebitamento aziendale sulla base dei flussi di cassa stimati;
- liquidatoria (approccio “Gone Concern”), nel caso in cui il recupero sia possibile mediante il realizzo delle garanzie e/o la liquidazione degli attivi dell’impresa, oppure in assenza di informazioni attendibili per la stima dei cash flow attesi.
Nello scenario Going Concern , i flussi di cassa operativi del debitore continuano a essere prodotti e possono essere utilizzati per rimborsare (almeno in parte) il debito finanziario; in tale scenario, le garanzie possono essere escusse nella misura in cui ciò non influisca sui fluss i di cassa operativi della controparte, in quanto non funzionali all’attività aziendali.
Nello scenario Gone Concern , i flussi di cassa operativi del debitore cessano o sono comunque evidentemente insufficienti a garantire il recupero dell’esposizione; in tale scenario si stimano i recuperi derivanti dall’escussione di tutte le garanzie presenti, senza effettuare distin zione in base alla destinazione produttiva o meno dei beni propria dell’approccio Going Concern.
Gli interessi di mora partecipano alla Voce Interessi attivi di Conto Economico, solo se effettivamente incassati, in quanto la quota parte non incassata risulta integralmente rettificata.
3.2 Write – off Il write -off (o stralcio) consiste nella cancellazione contabile, quando non si hanno più ragionevoli aspettative di recuperare l’attività finanziaria. Può riguardare l’intero ammontare di un’attività finanziaria o una porzione di essa e corrisponde allo storno delle rettifiche di valore complessive, in contropartita del valore lordo dell’attività finanziaria, e, per la parte eccedente l’importo delle rettifiche di valore complessive, alla perdita di valore dell’attività finanziaria rilevata direttamente a conto economico. Esso non determina la cancellazione dei diritti contrattuali.
Lo stralcio di partite contabili inesigibili e la conseguente imputazione a perdite può avvenire nei seguenti
casi:
• irrecuperabilità del credito, risultante da elementi certi e precisi;
• rinuncia al credito, in conseguenza di: remissione unilaterale del debito; residuo a fronte di
contratti transattivi;
• cessione di credito.
In relazione alle diverse casistiche in cui è possibile operare lo stralcio, è necessario, anche per motivi fiscali, che siano conservati tutti i documenti idonei a dimostrare la validità della scelta effettuata, quali a titolo esemplificativo i documenti da cui risultano le attività effettuate e la data di conclusione dei tentativi di
212 recupero, anche se infruttuosi. L’ammontare da stralciare è determinato quale saldo contabile lordo a livello cliente e deve essere interamente svalutato.
In aggiunta, in alcune circostanze è necessario procedere all’effettuazione di svalutazioni dei crediti lordi al fine di adeguare gli stessi alle effettive ragioni di credito del Gruppo. Tali circostanze ricorrono, ad esempio, in caso di provvedimenti non impugnati, nell’ambito di procedure concorsuali, in base alle quali è riconosciuto un credito inferiore a quello contabilizzato. In tali ipotesi, è necessario procedere all’effettuazione di svalutazioni previa delibera dell’Organo Deliberante individuato sulla base delle vigenti Deleghe di poteri (indicando come “importo offerto” il credito ammesso). Si evidenzia che le porzioni di credito oggetto di stralcio devono essere già interamente accantonate e che gli stralci parziali deliberati concorrono alla formazione del limite complessivo di perdita in caso di transazioni successive allo stralcio.
Le situazioni identificate che potrebbero comportare il write -off, salvo altre situazioni individuate caso per caso dall’Organo Deliberante, sono riconducibili all’esperimento infruttuoso delle azioni di recupero connesse a procedure concorsuali, alla rinuncia al credito nonché a tempi elevati di permanenza tra i crediti in default nonché di posizioni a sofferenza per le quali è stato concluso un accordo a saldo e stralcio con parte debitrice debitamente adempiuto mediante incasso della somma pattuita.
3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate Ai sensi dell’IFRS 9, si definiscono “Attività finanziarie impaired acquisite o originate” – c.d. “POCI” – le esposizioni che risultano deteriorate alla data di acquisto o a quella in cui sono originate. In particolare, un’esposizione è identificata come “POCI” in conseguenza dell’acquisto da terzi di un credito deteriorato, ovvero in seguito:
• alla “derecognition ” di un precedente rapporto al quale sono state apportate modifiche contrattuali sostanziali (cfr. IFRS 9, par. B5.5.26). In questo caso, essendoci evidenza del fatto che l'attività finanziaria modificata è deteriorata al momento della rilevazione iniziale, la nuova attività finanziaria è rilevata come attività finanziaria deteriorata originata (POCI), salvo che lo strumento non dovesse superare l’SPPI test;
• all’erogazione di nuova finanza a controparti con un profilo di rischio creditizio elevato, non finalizzata alla massimizzazione del recovery value .
I crediti “POCI” sono quindi inizialmente iscritti nello stage 3 e presentano delle peculiarità relativamente al processo di staging e al conseguente calcolo della perdita attesa.
A fronte degli stessi - sin dalla data di rilevazione iniziale e per tutta la vita residua degli strumenti in questione - l’impairment è sempre pari all’ expected credit loss di tipo lifetime . Ne deriva, pertanto, che le perdite attese sui POCI, anche in caso di rientro dell’esposizione in bonis , non potranno mai essere calcolate su un orizzonte temporale di 12 mesi (come previsto per le posizioni in stage 1).
213 A livello consolidato, in virtù di quanto previsto dall’IFRS 9, tutti i crediti di BdM che, alla data di acquisizione del controllo da parte di MCC erano classificati nello stage 3, sono stati considerati “POCI”.
4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali ed esposizioni oggetto di
concessioni
In base a quanto stabilito dagli ITS (Implementing Technical Standard ) dell’EBA, si definisce concessione una “misura di tolleranza” accordata da una banca verso un debitore che si trovi, o stia per trovarsi, in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari50. L’esposizione cui è stata applicata una misura di tolleranza da parte della Banca deve essere classificata tra le esposizioni oggetto di concessioni deteriorate o tra le altre esposizioni oggetto di concessioni indipendentemente dal fatto che la concessione origini una perdita per la banca stessa. Viene considerata concessione una delle seguenti misure di tolleranza:
• una modifica dei termini e delle condizioni contrattuali cui il debitore non sarebbe in grado di adempiere, in tutto o in parte, in considerazione delle difficoltà finanziarie nelle quali versa, finalizzata a perseguire l’interesse di rendere il debito più sostenibile per il debitore e che non sarebbe stata concessa se il debitore stesso non avesse versato in difficoltà finanziarie;
• un totale o parziale rifinanziamento di un credito problematico, che non sarebbe stato concesso se il debitore non avesse versato in difficoltà finanziarie.
Si considera evidenza di concessione:
• una modifica dei termini contrattuali favorevole al debitore (concessione in termini assoluti);
• una modifica dei termini contrattuali che comporti l’applicazione al debitore di termini e condizioni più favorevoli rispetto a quelli che la banca applica a clienti con il medesimo profilo di rischio del debitore (concessione in termini relativi);
• l’esercizio di clausole contrattuali la cui applicazione è rimessa alla discrezionalità del debitore nel caso in cui la banca approvi l’esercizio delle suddette clausole, ovvero rilevi l’esistenza dello stato di difficoltà finanziaria del debitore.
Pertanto, nel caso di rinegoziazioni con valenza commerciale, che non rientrano nella fattispecie di questo paragrafo, le valutazioni tengono conto della economicità degli interventi richiesti e le decisioni assunte non comportano mai la modifica dello “status ” della posizione. Le rimodulazioni dei debiti motivate da difficoltà finanziarie attuali o prospettiche della clientela, che ricadono nella fattispecie oggetto di questo paragrafo, esse si fondano sulla verifica della sostenibilità degli impegni rispetto ai flussi di cassa percepiti e attesi.
Tale valutazione viene effettuata attraverso un ordinario processo istruttorio e deliberativo. Le misure di “forbearance ” eventualmente adottate vengono recepite all’interno dei sistemi aziendali e sono controllate
50 European Banking Authority, EBA FINAL draft Implementing Technical Standards on Supervisory reporting on forbearance and non -performing exposures under article 99(4) of Regulation (EU) No 575/2013
214 nel tempo dalle strutture preposte, nel rispetto della normativa di riferimento. Le eventuali modifiche da apportare alla classificazione dei rapporti che beneficiano di misure di “forbearance ” sono espressamente disciplinate dalle normative interne relative alla classificazione dei crediti.
215 Informazioni di natura quantitativa A. Qualità del credito A.1.4 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Esposizione
Netta Write -off parziali
complessivi*
0
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
A. Esposizioni creditizie per cassa A.1 A vista 1.168.008 1.167.626 382 - - 17 17 - - - 1.167.991 -
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 1.168.008 1.167.626 382 X - 17 17 - X - 1.167.991 -
A.2 Altre 203.934 203.934 - - - 80 80 - - - 203.854 -
a) Sofferenze - X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
b) Inademp. probabili - X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
c) Esposizioni scadute deteriorate - X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
d) Esposizioni scadute non deteriorate - - - X - - - - X - 1 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni non deteriorate 203.934 203.934 - X - 80 80 - X - 203.854 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
Totale (A) 1.371.942 1.371.560 382 - - 97 97 - - - 1.371.845 -
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
216 b) Non deteriorate 66.338 45.605 - X - - - - X - 66.338 -
Totale (B) 66.338 45.605 - - - - - - - - 66.338 -
Totale (A+B) 1.438.280 1.417.165 382 - - 97 97 - - - 1.438.183 -
* Valore da esporre a fini informativi
217 A.1.5 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti
Tipologie
esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
0
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate Esposizione
Netta Write -off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni creditizie
per cassa
a) Sofferenze 76.133 X - 73.142 2.991 48.458 X - 47.225 1.233 27.675 9.577
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 5.494 X - 5.495 - 3.011 X - 3.012 - 2.483 -
b) Inadempienze
probabili 578.066 X - 570.190 7.876 135.011 X - 143.471 540 443.055 170
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 67.933 X - 67.934 - 27.929 X - 27.929 - 40.004 -
c) Esposizioni scadute deteriorate 19.803 X - 19.803 - 4.616 X - 4.616 - 15.188 10
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 986 X - 987 - 180 X - 180 - 807 10
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate 67.670 25.740 41.929 X - 2.765 82 2.683 X - 64.905 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 1.923 - 1.923 X - 57 - 57 X - 1.866 -
e) Altre esposizioni non deteriorate 14.092. 864 13.15 4.395 938.470 X - 105.513 44.001 61.511 X - 13.98 8.109 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 92.652 - 92.652 X - 2.800 - 2.800 X - 89.852 -
Totale (A) 14.833.222 13.1 80.136 980.399 663.136 10.867 296.362 44.083 64.194 186.311 1.773 14.53 8.933 9.758
218 B. Esposizioni creditizie
fuori bilancio
a) Deteriorate 39.199 X - 39.199 - 1.449 X - 1.449 - 37.750 -
b) Non deteriorate 4.777.915 2.429.682 121.672 X - 2.772 1.951 782 X - 4.775.142 -
Totale (B) 4.817.113 2.429.682 121.672 39.199 - 4.221 1.951 782 1.449 - 4.812.892 -
Totale (A+B) 19.650.335 15.609.132 1.102.71 701.705 10.867 300.583 46.034 64.976 187.760 1.773 19.349.752 9.758
219 C. Operazioni di cartolarizzazione Informazioni di natura qualitativa Si evidenzia che non formano oggetto di rilevazione nella presente sezione le operazioni di cartolarizzazione nelle quali siano originator banche del Gruppo Mediocredito Centrale e il complesso delle passività emesse (es. titoli ABS) sia sottoscritto all’atto dell’emissione da una o più società del Gruppo medesimo. Per l’illustrazione delle cd. autocartolarizzazioni si rimanda alla sezione della Parte E della Nota Integrativa consolidata relativa al rischio di liquidità.
Le operazioni di cartolarizzazione di crediti sono individuate dal Gruppo come strumento di diversificazione delle fonti di finanziamento per far fronte alle esigenze di funding, ovvero come idoneo strumento volto a effettuare il trasferimento a terzi del rischio di credito (c.d. derisking).
Sono presenti , inoltre, alcune operazioni di Tranched Cover con garanzia di portafoglio del Fondo di Garanzia per le PMI a copertura delle prime perdite finalizzate al finanziamento di imprese.
D. Operazioni di cessione A. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente Informazioni di natura qualitativa Ai sensi delle disposizioni contenute nella Comunicazione della Banca d’Italia del 23 dicembre 2019, nella presente sezione vengono fornite informazioni quali -quantitative in merito a operazioni di cessione di crediti deteriorati in favore di un fondo comu ne di investimento con contestuale sottoscrizione di quote emesse dal fondo stesso.
In ambito Mediocredito Centrale, lo strumento della cessione di crediti a fondi comuni di investimento ha l’obiettivo di affidare la gestione di esposizioni della banca, classificate tra gli “NPLs ”, a operatori professionali specializzati ed indipendenti (rappresentati da società di gestione del risparmio, le “SGR”), i quali, dovrebbero consentire una più efficace gestione e valorizzazione dei crediti deteriorati, migliorando nel contempo gli indic atori afferenti la qualità del credito del cedente. Le strategie perseguite dalla SGR che gestisce il fondo, infatti, puntano su leve gestionali quali, ad esempio, la conversione in equity dei crediti, soluzioni di ristrutturazione aziendale volte a salva guardare il valore delle imprese attraverso partnership industriali, nonché l’apporto di nuova finanza da parte di investitori terzi finalizzata al rilancio delle imprese attraverso strumenti che consentano un grado di priorità nel rimborso superiore rispe tto all’indebitamento finanziario già in essere.
E. Consolidato prudenziale – modelli per la misurazione del rischio di credito Il Gruppo Bancario, pur non utilizzando modelli interni di portafoglio per la misurazione del rischio di credito, verifica la propria vulnerabilità a eventi eccezionali ma plausibili mediante l’esecuzione di prove di stress che
220 si estrinsecano nel valutare gli effetti sul portafoglio crediti di eventi specifici o di movimenti congiunti di un insieme di variabili economico -finanziarie in ipotesi di scenari avversi.
In particolare, il Gruppo valuta gli impatti che le condizioni economiche congiunturali producono:
• sugli assorbimenti patrimoniali che derivano dal verificarsi di eventi economici più severi di quelli previsti in fase di budget;
• sull’effettiva capacità di realizzare la redditività a piano e i potenziali impatti dei minori utili sulla tenuta complessiva dei ratio patrimoniali;
• sulla sostenibilità degli accantonamenti a fronte di un deterioramento del portafoglio crediti maggiore di quello preventivato.
Relativamente al rischio di credito, gli impatti derivanti da uno scenario avverso sono “veicolati” per il tramite di un modello econometrico che coglie la relazione tra le dinamiche congiunturali macroeconomiche e la dinamica dei tassi di deterioramento d ella clientela.
1.2 Rischi di mercato 1.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali La policy di Gruppo in materia di rischio di mercato esclude ogni attività di negoziazione in conto proprio (trading ), ad eccezione dell’eventuale smobilizzo di posizioni del portafoglio di trading in essere alla data di approvazione della stessa policy, coerentemente con le opportunità offerte dall’evoluzione dei mercati finanziari.
Sul perimetro Mediocredito Centrale le posizioni attribuibili al portafoglio di negoziazione ai fini di Vigilanza risultano nulle e pertanto l’intera struttura finanziaria è riconducibile al c.d. “portafoglio bancario”.
Sul perimetro BdM si riscontra un’esposizione marginale ai rischi di mercato derivante da posizioni residuali allocate nel “portafoglio di negoziazione di vigilanza” e originate dalla pregressa attività di trading . La principale fonte di rischio di tasso è costituita dalla presenza di titoli obbligazionari. Inoltre, i derivati di copertura presenti nel bilancio individuale di BdM , stipulati prima della data di acquisizione del controllo, sono riclassificati come derivati di negoziazione ai fini del presente bilancio consolidato in ossequio alle disposizioni previste dall’IFRS 3: non essendo stato possibile, ai soli fini del consol idato, ridisegnare una relazione di copertura efficace a partire dalla data di acquisizione del controllo.
La principale fonte di rischio di prezzo è costituita da investimenti in titoli azionari – anch’essi contraddistinti, nel periodo di riferimento, da volumi complessivamente residuali.
Per quanto riguarda Cassa di Risparmio di Orvieto, non detiene un portafoglio di proprietà con finalità di trading.
221 B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo Tale sezione è compilata solo in relazione al perimetro BdM , in considerazione di quanto descritto in precedenza.
Coerentemente con gli indirizzi regolamentari, il Gruppo ha provveduto all’implementazione di specifiche procedure e sistemi di controllo funzionali a una prudente gestione dei rischi di mercato.
Le attività volte alla quantificazione dei requisiti patrimoniali, basate sull’adozione della metodologia standard definita dalla normativa prudenziale, sono infatti affiancate da ulteriori presidi che consentono di amministrare l’esposizione ai rischi di mercato in coerenza con quanto definito dagli Organi Aziendali con funzione di indirizzo strategico.
Tali presidi sono declinati nell’ambito di una specifica policy di Gruppo che individua sistemi e strumenti per la misurazione, il controllo e la mitigazione dei rischi di mercato, oltre a definire le procedure e gli attori coinvolti nel processo di gestio ne degli stessi.
In particolare, il sistema in vigore si basa sull’individuazione di una serie di grandezze/indicatori funzionali al monitoraggio dell’esposizione ai rischi di mercato, tra cui i capitali investiti, le variazioni giornaliere del valore del portafoglio, i re lativi livelli di concentrazione (articolati per rating e controparte), il grado di diversificazione degli strumenti finanziari detenuti e il livello di Value at Risk (VaR), rappresentativo della massima perdita di valore che un portafoglio può subire su un orizzonte di dieci giorni e con un livello di confidenza del 99%.
Il monitoraggio giornaliero del VaR è affiancato dalla stima di Expected Shortfall (ES) o Conditional VaR (CVaR) di portafoglio, misura che rappresenta il valore atteso delle perdite peggiori oltre un determinato percentile e, pertanto, caratterizzata da m aggiore stabilità e prudenzialità rispetto al VaR.
1.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo portafoglio bancario Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio
di prezzo
Il rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario può essere definito come il rischio che variazioni dei tassi di interesse determinino effetti sfavorevoli sulle attività e passività detenute con finalità diverse dalla negoziazione, impattando, qui ndi, sulla redditività e/o sul valore economico. L’esposizione al “rischio di tasso di interesse” deriva principalmente dal grado di trasformazione delle scadenze, ossia la raccolta di fondi con frequenza di “ repricing a breve” e l’impiego in attivi con revisione del tasso a più lungo termine; per tali motivi la sua quantificazione si basa in primo luogo sull’analisi del disallineamento (cd. “ mismatch ”) tra le scadenze di “riprezzamento delle poste attive e passive” (cd. “ gap risk” ). Sono inoltre rilevanti per le Banche del Gruppo, in dipendenza dello specifico business model adottato da ciascuna entità:
222 • il “rischio di base”, ovvero il rischio legato all’imperfetta correlazione nell’aggiustamento dei tassi attivi e passivi su strumenti diversi, ma con caratteristiche di revisione del prezzo altrimenti analoghe (scadenza e/o frequenza di revisione);
• il “rischio di opzione”, ovvero il rischio legato alla presenza di opzioni nelle attività, passività e strumenti fuori bilancio della Banca.
Il framework di governo del rischio di tasso di interesse ed i principi che indirizzano l’interazione tra la Capogruppo e le singole Società del Gruppo, i processi di controllo e gestione del rischio, sia in condizioni di normale corso degli affari che in condizioni d i stress , sono disciplinati da una specifica policy di Gruppo.
Al fine di potenziare i processi di misurazione e gestione della esposizione al rischio di tasso di interesse a livello consolidato, il Gruppo ha implementato specifiche procedure volte a monitorare i livelli di rischio assunti e contenere gli stessi entro il complessivo framework di soglie definito dagli Organi aziendali. In
particolare, rilevano:
• tra gli indicatori strategici:
• il rapporto ∆ Present Value /Tier1, indicatore volto a monitorare l’impatto negativo delle variazioni dei tassi di interesse sul valore economico netto del portafoglio bancario a fronte di ciascuno degli shock standard previsti dalle Linee Guida EBA;
• il rapporto ∆ Margine di Interesse/Tier1, indicatore volto a monitorare l’impatto sul margine di interesse a fronte di shock paralleli di ±200bps;
• tra i limiti operativi:
• la Duration media del portafoglio titoli HTCS: indicatore volto a misurare il contributo all’esposizione al rischio di tasso derivante dai titoli di proprietà HTCS;
• il Delta FV +200bps portafoglio crediti + derivati di copertura mutui / Tier1: indicatore volto a misurare il contributo all’esposizione al rischio di tasso, in ottica di medio -lungo termine, derivante dai crediti a clientela, tenendo conto della quota cop erta mediante contratti derivati di Interest Rate Swap .
Per la misurazione ed il monitoraggio di tali indicatori ai fini del RAF di Gruppo e più in generale per l’analisi dell’esposizione al rischio di tasso di interesse il Gruppo adotta, in coerenza con le Linee Guida EBA:
• un modello di misurazione interno basato sulla metodologia “full evaluation”;
• stime econometriche dei modelli comportamentali della clientela, relativamente alle poste a vista e al pre-payment dei mutui.
Per quanto riguarda il primo aspetto, la full evaluation consiste nel determinare il valore di mercato di ciascuna posizione di raccolta/impiego e in strumenti derivati scontando i flussi di cassa futuri alla curva dei tassi di interesse risk-free e nel ripetere tale operazione dopo aver applicato uno shock alla curva di sconto:
la differenza tra i due risultati misura l’impatto sul valore economico. Tale metodologia permette di cogliere in modo accurato gli effetti derivanti dalla presenza di opzioni implicite nelle attività e passività a tasso
223 variabile. Analogamente, il ∆ Margine di Interesse viene determinato calcolando gli interessi generati, a livello di singola posizione di raccolta/impiego e in strumenti derivati, sulla base dei tassi correnti e ripetendo l’operazione sulla base dei tassi post -shock.
Sotto il profilo dei fattori di rischio, sono considerati sia spostamenti paralleli della curva, che movimenti non paralleli (ad es. shock parallelo pari ad una variazione di ± 200 punti base, shock non-parallelo cd.
“steepener” , shock non-parallelo cd. “flattener” , ecc.).
Per quanto riguarda la stima dei modelli comportamentali, le poste a vista con clientela sono caratterizzate da:
1. assenza di una scadenza definita contrattualmente;
2. assenza di una regola esplicita di indicizzazione del tasso, dove l’entità e le modalità di ridefinizione del tasso dipendono non tanto dall’andamento dei tassi di mercato, quanto dalla relazione tra banca e clientela e dalla relativa negoziazione.
Ne consegue, in particolare per le masse di raccolta, un ridotto livello di elasticità rispetto ai tassi di mercato che genera un rilevante rischio di tasso, sia in termini di margine di interesse, che di valore economico. Per rappresentare correttamente q ueste posizioni occorre quindi modellizzare: la persistenza degli aggregati, che essendo elevata li rende assimilabili a passività a medio -lungo; il limitato grado di reattività ai tassi di mercato, che li rende in parte analoghi a strumenti a tasso fisso.
A tal fine, sono stati stimati due distinti modelli econometrici:
a) modello dei volumi , che determina la quota stabile delle masse (componente ‘ core ’, di cui fornisce un profilo di persistenza delle giacenze) e la quota volatile (componente ‘ non-core ’, che si assume abbia scadenza 1 giorno);
b) modello dei tassi , che descrive la dinamica del tasso cliente individuando una formula euristica di indicizzazione ad un parametro di mercato.
Per quanto riguarda il prepayment , questo origina dalla presenza di una opzione implicita nel contratto di mutuo: il mutuatario ha la possibilità di estinguere anticipatamente il contratto in ogni momento prima della sua scadenza contrattuale. Dall’introduzione della Legge 40/2007, per i mutui a persone fisiche aventi ad oggetto l'acquisto di immobili, tale opzione è esercitabile senza penali.
Sotto l'aspetto finanziario, il mutuatario dovrebbe esercitare l’opzione quando il tasso di rifinanziamento del mutuo sul mercato è inferiore al tasso correntemente pagato sul contratto. Si osserva, però, un esercizio non ottimale dell'opzione di prepayment ; inoltre, la presenza di tassi di prepayment non marginali anche sul comparto dei mutui a tasso variabile non rende il fenomeno caratterizzabile esclusivamente in termini di esercizio razionale dell'opzione finanziaria. La modellizzazione adottata è, quindi, di tipo comportamentale, basata sull’anal isi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata avvenuti all’interno di un periodo di
224 osservazione. In questi modelli, a differenza dei modelli di mercato, le variabili esplicative non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma dipendono anche dalle caratteristiche del mutuo e del mutuatario.
Il rischio di prezzo, invece, è legato essenzialmente alla presenza di investimenti all’interno del portafoglio delle attività detenute nell’ambito del modello di business “Held to Collect and Sell”, ovvero con l’obiettivo sia di incassare i flussi di cassa contrattuali, sia di effettuare eventuali vendite degli strumenti finanziari. In particolare, la Banca provvede a monitorare l’esposizione al rischio di prezzo mediante gli indicatori Va R (Value at Risk) e CVaR (Conditional Value at Risk) degli investimenti allocati nel portafoglio bancario, con orizzonte di investimento pari a due settimane ed intervallo di confidenza del 99%.
Relativamente alle attività previste nel Piano Interventi ESG, l’impatto dei fattori di rischio climatico e ambientale risulta non direttamente applicabile al rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario e non materiale in relazione al rischio di prezzo.
Informazioni di natura quantitativa 1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie La presente tavola non è stata redatta poiché di seguito viene fornita un’analisi di sensitività al rischio di tasso di interesse basata su modelli interni e altre metodologie.
2. Portafoglio bancario – modelli interni e altre metodologie per l’analisi di sensitività Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse nell’ambito del portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata riporta i dati relativi all’impatto sul margine di interesse n ell’ipotesi di shift dei tassi di interesse di +/ - 200 punti base:
Descrizione voce Shock + 200 bps Shock
- 200 bps Delta Margine Interesse 42.559 -36.748
(dati in migliaia di euro)
La tabella sottostante mostra, invece, la sensitivity del valore del patrimonio in ipotesi di shock paralleli della curva pari a (+/ - 200 bps) e di shock non paralleli della curva (Short rates shock up, Short rates shock down, Flattener shock, Steepener shock) definiti negli orientamenti EBA:
Descrizione voce Shock +200 bps Shock -200 bps Short rates shock up Short rates shock down Flattener
shock Steepener
shock
Delta valore Patrimonio -107.696 113.087 -74.095 75.987 -44.809 25.692
225
(dati in migliaia di euro) Tutte le analisi effettuate tengono opportunamente in considerazione gli effetti derivanti dal trattamento delle poste a vista, del fenomeno del prepayment degli impieghi, e dalla presenza di caps/floors .
1.2.3 Rischio di cambio Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio Nel corso del 2026 l’operatività in valuta del Gruppo è rilevata sul solo perimetro BDM e si è costantemente attestata, nel corso del periodo di competenza, su livelli complessivamente residuali rispetto al totale degli impieghi. Le politiche di gestione a dottate in materia di rischio cambio sono infatti orientate a non assumere posizioni di rischio rilevanti, anche mediante la puntuale compensazione fra volumi di attività, passività e derivati nelle principali valute trattate.
Le attività di copertura sono gestite dall’area Finanza e sono monitorate periodicamente dalle competenti strutture aziendali di controllo.
Allo stato, il monitoraggio dell’esposizione al rischio di cambio è effettuato mediante un’apposita procedura estratta da applicativi interni all’ufficio di competenza. In particolare, le competenti strutture della BDM stimano periodicamente l’esposizione netta nelle principali valute oggetto di operatività I requisiti patrimoniali a fronte del rischio cambio sono invece quantificati sulla base della metodologia standard definita dalla normativa prudenziale.
B.Attività di copertura del rischio di cambio La copertura gestionale del rischio di cambio è effettuata attraverso operazioni in cambi a pronti, a termine e currency swap .
1.3.2 Le coperture contabili Informazioni di natura qualitativa A. Attività di copertura del fair value Al fine di immunizzare il valore economico dall’impatto di variazioni dei tassi di interesse sulla raccolta obbligazionaria a tasso fisso/ zero coupon , sono stati stipulati contratti derivati di tipo Interest Rate Swap con primaria controparte di mercato. Tali posizioni si configurano come coperture di Fair Value Hedge.
226 I derivati di copertura presenti nel bilancio individuale di BdM , stipulati prima della data di acquisizione del controllo, sono riclassificati come derivati di negoziazione ai fini del presente bilancio consolidato in ossequio alle disposizioni previste dall’IFRS 3 non essendo stato possibile, ai soli fini del consoli dato, designare una relazione di copertura efficace a partire da tale data. I derivati di copertura presenti nel bilancio individuale di BdM stipulati successivamente alla data di acquisizione del controllo si configurano, anche ai fini del presente bilancio consolidato, come coperture di Fair Value Hedge .
Con riferimento a BdM e CR Orvieto, a partire dall’esercizio 2024 sono state deliberate operazioni in Fair Value Hedge su portafogli di mutui a tasso fisso, finalizzate a ridurre l’esposizione al rischio di tasso di interesse.
Le operazioni di copertura sono state strutturate sulla base di apposite analisi volte all’individuazione di mutui a tasso fisso con caratteristiche di estrema omogeneità sia dal punto di vista finanziario (es. frequenza pagamento rata, modalità di calcolo degli interessi) sia dal punto di vista della tipologia di prenditore (mutui ipotecari retail ad andamento regolare), al fine di garantire, costantemente nel tempo, un’elevata efficacia della relazione di hedging .
La strategia di efficientamento a medio/lungo termine del complessivo profilo di asset management ha previsto, infatti, specifiche operazioni di hedging di impieghi a lungo termine, al fine di contenere la complessiva esposizione al rischio di tasso di interesse su livelli coerenti con gli obiettivi stabiliti.
A partire dall’esercizio 2026, inoltre, sono state effettuate operazioni di hedging di finanziamenti passivi a tasso fisso con finalità di stabilizzazione del margine di interesse (contenimento del rischio di tasso in ottica di breve termine).
Infine, a partire da giugno 2026, sempre con finalità di stabilizzazione del margine di interesse, sono state effettuate operazioni di hedging della quota stable core della raccolta a vista retail di BdM . Tale porzione della raccolta da clientela che, sotto il profilo “comportamentale”, si configura come anelastica rispetto alle variazioni dei tassi, è oggetto di stima econometrica aggiornata periodicamente.
B. Attività di copertura dei flussi finanziari Con riferimento a BdM e CR Orvieto, al fine di immunizzare il margine di interesse dall’impatto di variazioni dei tassi di interesse sui flussi di cassa derivanti dagli impieghi a clientela a tasso variabile indicizzato, sono stati stipulati contratti derivati di tipo Interest Rate Swap con primaria controparte di mercato. Tali posizioni si configurano come coperture di Cash Flow Hedge.
C. Attività di copertura di investimenti esteri Non sono presenti attività di copertura di investimenti esteri.
227 D. Strumenti di copertura Per quanto riguarda la copertura delle emissioni obbligazionarie, ciascuno strumento di copertura è caratterizzato da una gamba attiva che replica esattamente gli interessi che maturano sull’oggetto coperto e da una gamba passiva indicizzata al parametro E uribor più uno spread , in modo tale da compensare le variazioni di valore sull’elemento coperto dovute a variazioni dei tassi di interesse.
Per quanto riguarda la copertura di portafogli omogenei di mutui attivi a tasso fisso, ciascuno strumento di copertura è caratterizzato da una gamba passiva che replica gli interessi che maturano sull’oggetto coperto e da una gamba attiva indicizzata al pa rametro Euribor più uno spread , in modo tale da compensare le variazioni di valore sull’elemento coperto dovute a variazioni dei tassi di interesse.
Con riferimento alla copertura di portafogli omogenei di mutui passivi a tasso fisso, ciascuno strumento di copertura è caratterizzato da una gamba attiva che replica gli interessi che maturano sull’oggetto coperto e da una gamba passiva indicizzata al par ametro Euribor più uno spread , in modo tale da compensare le variazioni di valore sull’elemento coperto dovute a variazioni dei tassi di interesse.
Per quanto riguarda la copertura della quota stable core della raccolta a vista retail (quota anelastica rispetto ai tassi di mercato), ciascuno strumento di copertura è caratterizzato da una gamba attiva che replica gli interessi che maturano sull’oggetto coperto e da una gamba passiva indicizzata al parametro Euribor più uno spread , in modo tale da compensare le variazioni di valore sull’elemento coperto dovute a variazioni dei tassi di interesse.
Con riferimento, infine, alla copertura di portafogli di mutui attivi a tasso variabile indicizzato, ciascuno strumento di copertura è caratterizzato da una gamba passiva indicizzata al parametro Euribor che replica gli interessi che maturano sull’oggetto coperto e da una gamba attiva a tasso fisso, in modo tale da compensare le variazioni dei flussi di cassa sull’elemento coperto dovute a variazioni dei tassi di interesse.
E. Elementi coperti Poiché la finalità dell’operazione di copertura di Fair Value Hedge è quella di immunizzare il valore economico del portafoglio bancario dal rischio di tasso di interesse, l’elemento coperto non è esattamente il titolo obbligazionario, bensì una sua porzione, rappresentata dalla componente a cui è riferibile l’impatto del le variazioni dei tassi. La verifica dell’efficacia della copertura si avvale di metodologie accettate dai principi contabili di riferimento e dalla prassi professionale e consiste nel verificare che la variazione di valore dell’elemento coperto, a fronte di uno shock convenzionale sui tassi di interesse, sia pari alla variazione di valore dello strumento di copertura. L’eventuale differenza (inefficacia) deve essere attribuibile esclusivamente alla differenza tra lo spread equo di mercato e quello effettivamente negoziato con la controparte.
228 Con riferimento a BdM e CR Orvieto, a partire dall’esercizio 2024 sono state poste in essere talune operazioni per le quali si è adottata la metodologia del “Fair Value Hedge” per la copertura del rischio tasso relativo alle esposizioni di mutui residenziali a tasso fisso. L’adeguamento di valore al fair value degli elementi coperti ha per oggett o cluster di mutui, singolarmente identificati, che sono stati oggetto di copertura di fair value con uno o più contratti derivati (interest rate swap). Il metodo contabile utilizzato permette di rappresentare, in modo simmetrico, gli effetti sia sui mutui che sui derivati di copertura.
La relazione di copertura è formalmente documentata da una hedging card e la tenuta della copertura nel tempo è verificata sia attraverso test prospettici che retrospettivi.
La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione del fair value dell’elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è ricompreso nell’intervallo 80 -125%. Con tale tecnica risultano oggetto di copertura mutui attivi per un ammontare complessivo di circa 1.043 milioni di euro.
Considerazioni analoghe valgono, mutatis mutandis , per le operazioni di hedging di finanziamenti passivi a tasso fisso effettuate nel corso dell’esercizio 2026, sebbene in questo caso la finalità gestionale è quella di stabilizzazione del margine di interesse (mitigazione del rischio di tasso in ottica d i breve termine).
Nel caso delle operazioni di hedging della quota stable core della raccolta a vista retail , l’oggetto coperto è rappresentato dalla porzione dei conti correnti passivi, stimata con metodologia econometrica, che risulta anelastica rispetto ai movimenti dei tassi di interesse.
Con riferimento, infine, alla copertura di portafogli di mutui attivi a tasso indicizzato, l’oggetto coperto è rappresentato dai relativi flussi di cassa variabili (Cash Flow Hedge). Il test di efficacia della copertura, in questo caso, verifica la “capien za” dei flussi di cassa coperti (interessi attivi) ovvero la maggiore consistenza di questi ultimi rispetto ai flussi di cassa a tasso indicizzato generati dalla gamba passiva del derivato di copertura: questo consente di escludere potenziali situazioni di overhedge e di conseguenza permette di sterilizzare la variazione di fair value del derivato e di conseguire un trattamento contabile simmetrico rispetto all’oggetto coperto.
1.4 Rischio di liquidità Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità Il rischio di liquidità, in termini generali, è inteso come il rischio che la gestione bancaria si trovi nell’incapacità di finanziare nuovi impieghi e/o adempiere puntualmente ai propri impegni di pagamento; il sistema di governo e gestione del rischio di liquidità è orientato ad evitare che si determinino condizioni su cui possa svilupparsi tale stato di inadempienza.
L’esposizione al rischio di liquidità riflette in primo luogo lo specifico business model delle entità del Gruppo.
Rilevano, inoltre, le scelte gestionali in merito agli strumenti di mitigazione dello stesso rischio, quali: la
229 composizione quali – quantitativa delle riserve di liquidità, la quota di attivo vincolato, il grado di diversificazione della provvista.
In relazione a tali aspetti ed ai fattori di rischio suscettibili di incidere sui flussi di cassa attesi, si rilevano le seguenti tipologie di rischio di liquidità a cui il Gruppo è esposto:
a. rischio di esigenze impreviste di liquidità ( contingency liquidity risk );
b. rischio di rifinanziamento effettuato a condizioni sfavorevoli ( mismatch liquidity risk );
c. rischio di vendita forzata di titoli – o di attivi creditizi – ad un prezzo inferiore al fair value (market liquidity risk) ;
d. rischio, connesso alla composizione della provvista ed alla concentrazione per controparti/ forme tecniche/ scadenze, di effetti negativi sulla propensione del mercato verso il debito unsecured del Gruppo ( funding liquidity risk );
e. rischio, connesso alla quota di attivi vincolati in operazioni di provvista garantita, di effetti negativi sulla propensione del mercato verso il debito unsecured del Gruppo ( asset encumbrance risk ).
A fronte di tali rischi, il sistema di monitoraggio della liquidità è articolato come segue.
• per quanto riguarda il funding liquidity risk, contingency liquidity risk e market liquidity risk, l’esposizione al rischio viene monitorata congiuntamente attraverso il modello della maturity ladder , posizionando i flussi di cassa previsti e la counterbalancing capacity (riserve di liquidità) su uno scadenzario mensile e calcolando il saldo cumulato per ciascuna fascia di scadenza. L’analisi di scenario prevede l’introduzione di ipotesi di stress relative al mancato rinnovo della provvista a breve termine e agli haircut sulle riserve di liquidità. L’esposizione al rischio viene espressa sia in termini di giorni di sopravvivenza che secondo la formulazione del Liquidity Coverage Ratio (rapporto tra riserve di liquidità e uscite nette, su un orizzonte di trenta giorni, in condizioni di stress);
• l’esposizione al funding liquidity risk è inoltre oggetto di misurazione sotto il profilo della concentrazione della raccolta per forme tecniche, per controparti e per scadenze di rinnovo;
• l’esposizione al mismatch liquidity risk viene espressa come quota di attivo illiquido finanziato da raccolta stabile e, in particolare, secondo la formulazione del Net Stable Funding Ratio;
• per l’ asset encumbrance risk , l’esposizione al rischio è espressa sia come rapporto tra attivo vincolato e totale delle attività vincolabili che come quota impegnata di collaterale stanziabile presso
l’Eurosistema;
• dal lato dei fattori di rischio (monitoraggio di eventi sfavorevoli suscettibili di incidere sui flussi di cassa attesi) è attivo un sistema di indicatori di preallarme, con la finalità di rilevare anticipatamente gli eventi in grado di innescare situazion i di tensione o crisi di liquidità.
Per quanto riguarda la definizione della propensione al rischio di liquidità ed il monitoraggio del rispetto delle relative soglie (RAF), rilevano i seguenti indicatori di liquidità:
230 • il Liquidity Coverage Ratio e il Net Stable Funding Ratio , previsti quali indicatori strategici per il monitoraggio della liquidità del Gruppo nel breve e nel medio -lungo termine;
• la Counterbalancing Capacity ed il livello di Attività Eligible Disponibili, quali indicatori di monitoraggio volti ad evidenziare anticipatamente l’insorgere di tensioni potenzialmente in grado di riflettersi sull’evoluzione degli indicatori strategici e ad innescare una “sorveglianza rafforzata” sul complessivo sist ema degli indicatori.
Il framework di governo della liquidità ed i principi che indirizzano l’interazione tra la Capogruppo e le singole Società del Gruppo, i processi di controllo e gestione del rischio di liquidità, sia in condizioni di normale corso degli affari che in condizioni di stress , sono disciplinati dalla Liquidity Policy di Gruppo. Rilevano inoltre il Contingency Funding and Recovery Plan , finalizzato a identificare anticipatamente, analizzare e gestire situazioni di “tensione di liquidità” generate da fattori idiosincratici e/o di mercato, e il Piano di Risanamento (Recovery Plan ), finalizzato alla gestione di situazioni di vera e propria “crisi di liquidità”.
Il Gruppo adotta metodologie avanzate e processi integrati per il monitoraggio del rischio di liquidità, a seguito dell’implementazione di un ambiente dati e di calcolo unico, comprensivo dell’intero perimetro consolidato. Il sistema abilita, tra l’altro, la simulazione degli indicatori di liquidità ai fini della pianificazione del funding e strategica, in condizioni ordinarie e di stress .
Nell’ambito del Piano di Iniziative ESG, la Banca ha svolto attività di analisi e valutazione prospettica dell'impatto dei fattori di rischio ESG sul proprio profilo di rischio nei processi di determinazione dell’adeguatezza della liquidità, anche in ottic a di stress test. Da tali analisi risulta che l’esposizione dei profili di liquidità della Banca a tali fattori di rischio è piuttosto contenuta sia a livello idiosincratico, a seguito dello specifico modello di business e della composizione delle riserve di liquidità detenute, che a livello sistemico, data la scarsa correlazione tra gli eventi climatici e le dinamiche di domanda/offerta della liquidità.
In particolare, secondo la metodologia in uso, è stato individuato il portafoglio di riferimento, costituito dai volumi di raccolta potenzialmente interessati dalla materializzazione dei rischi climatici e ambientali afferenti alla componente di rischio fi sico acuto e cronico. L’accadimento di eventi metereologici estremi conseguenti a minacce di rischio fisico comporta la riduzione dei saldi di raccolta a vista e scadenza per attività di ricostruzione/risanamento/spese immediate. Per cogliere il rischio fi sico acuto sulla raccolta sono state utilizzate le evidenze di un database esterno di dominio pubblico, realizzato a partire da specifici data sourcer allo scopo di determinare le classi di esposizione a specifiche minacce di rischio fisico. Gli score sono disponibili su vista geografica, pertanto la Banca ha strutturato l’analisi sulle tre macroaree geografiche: nord, centro e sud. Sulla base de gli score di rischio sulle province afferenti a ciascuna area geografica è emerso che il portafoglio analizzato risulta essere esposto in misura non materiale al rischio fisico.
231
Operazioni di Autocartolarizzazione Le operazioni di autocartolarizzazione di crediti performing sono strutturate con l’obiettivo di conseguire il miglioramento della gestione del rischio di liquidità, incentrato sull’ottimizzazione della gestione del portafoglio crediti e la diversificazione delle fonti di finanziamento, la riduzione del loro costo e l’alimentazione delle scadenze naturali dell’attivo con quelle del passivo.
La sottoscrizione diretta e integrale da parte del Gruppo delle note ABS (“ Asset Back Securities ”), emesse dalle Società Veicolo costituite ai sensi della Legge 130/1999, pur non permettendo di ottenere liquidità diretta dal mercato, consente di disporre di titoli utilizzabili per operazioni di rifinanziamento con l’Eurosistema, migliorando il margin e di sicurezza e la posizione di rischio di liquidità.
Il Gruppo, quindi, trattenendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici relativi alle attività cedute, mantiene in bilancio detti crediti per il loro intero ammontare, applicando il trattamento contabile previsto dall’IFRS 9 per la categoria di strumenti finanziari a cui questi appartengono, mentre le note emesse dal veicolo e sottoscritte non sono rappresentate in bilancio. Almeno fino a quando parte dei titoli junior non saranno eventualmente collocati sul mercato, le suddette operazioni di cessione e acquisto, da considerarsi congiuntamente in virtù del principio della prevalenza della sostanza sulla forma, configurano una semplice trasformazione dei crediti in valor i mobiliari (titoli), senza che vi sia alcun effetto economico sostanziale.
Con le Società Veicolo vengono stipulati appositi contratti di Servicing in base ai quali la Banca svolge tutte le attività connesse alla gestione dei crediti ceduti (amministrazione, gestione, incasso e recupero), in qualità di Master Servicer : coordinamento, amministrazione e attività di recupero per i crediti a sofferenza.
1.5 Rischi operativi Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo Si definisce rischio operativo il rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza e/o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compresi, tra l’altro, il rischio giuridico, il rischio di modello o il rischio relativo alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) ma non il rischio strategico e di reputazione.
Rientrano in tale tipologia le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell’operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali (cd. Rischio Fisico).
Il Gruppo, misura il rischio in oggetto tramite il calcolo del “Componente dell’indicatore di attività” (BIC) secondo il quale l’esposizione al rischio è funzione dei volumi della componente interessi, contratti di leasing e dividendi (ILDC), componente di servizi (SC) e componente finanziaria (FC). In considerazione
232 dell’operatività delle Banche del Gruppo, l’esposizione ai rischi operativi è riconducibile prevalentemente all’attività creditizia verso le imprese e la clientela retail, all’operatività in servizi di investimento, alla gestione dei processi di incasso e pagamento e all’operatività relativa alla gestione dei fondi agevolativi per quanto concerne MCC.
In linea con quanto disciplinato dalla normativa di riferimento e dalle best practice di mercato, il sistema di operational risk management adottato dal Gruppo prevede l’applicazione di un framework per l’identificazione, la valutazione e il monitoraggio dei rischi operativi sia su base storica che in ottica forward looking . In particolare, i principali elementi di tale framework sono rappresentati dai seguenti processi:
➢ rilevazione degli eventi di Rischio Operativo ( Loss Data Collection ) corredati con tutte le informazioni rilevanti ai fini di misurazione e “gestionali” (i.e. effetti economici dell’evento, recuperi, etc.) e classificati secondo le tassonomie regolamentari (“ Event Type ”);
➢ valutazione quali -quantitativa dell’esposizione al Rischio Operativo ( Operational Risk Self Assessment ). Tale processo è volto all’autovalutazione dell’adeguatezza dei presidi posti in essere per la gestione ed il controllo dei singoli eventi di rischio, nonché ad ottenere stime su frequenza e impatto (sia atteso che worst case ) degli eventi di rischio. Con tale approccio si intende orientare l’analisi dei rischi principalmente all’identificazione delle vulnerabilità dei Fattori di Rischio, al fine di garantire l’immediata fruibilità dei risultati, sia in chiave gestionale che p er l’individuazione degli interventi di mitigazione.
Attraverso il framework di Operational Risk Management , il Gruppo si propone di raggiungere i seguenti
principali obiettivi:
• garantire adeguato controllo e reporting dei rischi operativi identificati e valutati;
• migliorare l’efficacia dei processi operativi, al fine di assicurare la qualità e la continuità delle attività e di elevare il livello di servizio offerto ai clienti;
• diffondere la cultura del rischio operativo all’interno del Gruppo per garantire una piena consapevolezza dei rischi assunti.
In relazione alla valutazione e gestione dei rischi operativi strettamente connessi agli eventi di rischio ICT, il framework di operational risk management si integra con il framework di valutazione del rischio informatico prevalentemente attraverso le fasi di IT Risk Assessment e monitoraggio e reporting dell’evoluzione dell’esposizione al rischio informatico, incident management , test di resilienza operativa digitale, bunsiness continuity e disaster recovery .
In particolare, attraverso le fasi di IT Risk Assessment viene valutata l’esposizione al rischio ICT e di sicurezza in ottica prospettica mediante la selezione di un set di minacce e l’associazione di quest’ultime ad una specifica coppia di “ asset ICT – processo aziendale”, per le quali vengono successivamente effettuate stime
233 di probabilità di accadimento, valutazione di efficacia delle contromisure e valutazioni di impatto, con il supporto dei cd. referenti applicativi. Tali valutazioni sono condotte, in un’ottica risk based , almeno sulle applicazioni ICT Significant a supporto dei processi qualificati come essenziali o importanti (processi FEI), e sui sistemi legacy.
Nella struttura organizzativa adottata dal Gruppo, la Funzione responsabile del controllo e misurazione dei rischi operativi a livello consolidato è il CRO, alla quale sono attribuite anche specifiche competenza in materia di gestione, monitoraggio e repor ting del rischio ICT e di sicurezza.
Le analisi in ambito ESG sul perimetro in oggetto riguardano principalmente l’analisi di materialità, valutando l’esposizione della Banca a perdite operative derivanti da danni materiali connessi a eventi esogeni sugli immobili ad uso funzionale. L’analisi viene svolta utilizzando gli score di rischio fisico sugli immobili ottenuti dall’infoprovider esterno, evidenziando una scarsa esposizione al rischio fisico, con conseguente non materialità dei fattori di rischio C&E sul rischio operativo.
Pendenze legali
L’operatività della Capogruppo, caratterizzata da un comparto destinato all’attività bancaria ed un altro dedicato alla gestione dei fondi agevolativi, nel rispetto delle norme di separatezza, si rispecchia anche nell’articolazione delle unità operative de dicate alla gestione degli aspetti legali ad essi connesse.
In relazione alle agevolazioni gestite dalla Capogruppo per conto delle Pubbliche Amministrazioni i contenziosi in essere non comportano, di regola, ripercussioni economiche rispetto all’attività ordinaria di MCC, posto che eventuali esiti negativi delle c ause incardinate non hanno effetto sul Conto Economico della Capogruppo in quanto tutte le spese conseguenti la soccombenza giudiziale restano di competenza delle Pubbliche Amministrazioni committenti e quindi sostenute a valere sulle disponibilità in gest ione.
Tuttavia, anche per tale categoria di contenziosi, nei pur limitati casi in cui le controparti lamentino doglianze direttamente riferibili all’azione di MCC, con conseguente richiesta specifica risarcitoria, risulta invece necessario stimare il relat ivo rischio di soccombenza ed evidenziare l’opportunità di adeguati accantonamenti per possibili perdite.
Sebbene gli interventi agevolativi oggetto di controversia siano eterogenei, l’oggetto delle cause è tendenzialmente riconducibile a contestazioni procedurali o legate all’interpretazione della normativa di riferimento che regola gli interventi e fissa l’a gire dei vari attori dello schema agevolativo, quali ad esempio le imprese beneficiarie, il gestore MCC, le varie Amministrazioni pubbliche titolari delle risorse, eventuali periti ed esperti volti a stimare e consuntivare i progetti finanziati.
Nell’ambito della propria operatività, la Capogruppo è stata coinvolta in procedimenti giudiziari in presenza dei quali, ove ritenuto opportuno dalle competenti funzioni aziendali, sono valutate specifiche previsioni
234 di perdita. Alla chiusura del periodo di riferimento, i contenziosi in corso riguardano gli ambiti del contenzioso con clientela e del legale agevolato.
Relativamente alle pendenze legali riconducibili alle entità ricomprese nel Gruppo Bancario Mediocredito Centrale e, segnatamente, BdM Banca e Cassa di Risparmio di Orvieto, l’oggetto del contenzioso passivo è riconducibile alle seguenti tipologie di controparti:
• investitori -soci, per tali intendendosi sottoscrittori/titolari/possessori di titoli azionari e obbligazionari, aventi come ( eo tempore ) emittente Banca Popolare di Bari S.C.p.A. e Banca
Tercas S.p.A.;
• clienti, ovvero fruitori di servizi bancari e/o finanziari in genere;
• altri soggetti, per tali intendendosi controparti terze quali, a titolo esemplificativo, fornitori di servizi, compagnie assicurative.
Quanto alla natura dei predetti contenziosi, gli stessi sono riconducibili alle seguenti macro -categorie:
• procedimenti incardinati in relazione all’acquisto di titoli azionari e/o obbligazionari aventi come (eo tempore ) emittente Banca Popolare di Bari S.C.p.A.;
• cause passive relative ad anatocismo e/o usura, titoli di credito, strumenti finanziari (ivi compresi i contenziosi aventi ad oggetto titoli azionari aventi come ( eo tempore ) emittente Banca Tercas S.p.A.), frodi su assegni, risarcimento danni;
• revocatorie fallimentari.
Le competenti strutture delle Banche esaminano e monitorano i rischi insiti o connessi alle suddette vertenze legali provvedendo, all’occorrenza, ad effettuare specifici accantonamenti in ossequio e secondo i parametri di cui alla “ Policy di Gruppo per la gestione del contenzioso ”.
Nella Parte B della Nota Integrativa, Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100, paragrafo:
“Informazioni sui principali contenziosi passivi”.
235
Parte F
Informazioni sul
patrimonio consolidato
236 Sezione 1 – Il patrimonio consolidato A. Informazioni di natura qualitativa Il Patrimonio consolidato, declinato in dettaglio nelle sezioni seguenti, è composto dal capitale sociale, dalle riserve di utili e dalle altre riserve, e dalla riserva da valutazione relativa al portafoglio FVTOCI e dai piani a benefici definiti.
Viene sottoposto ad un monitoraggio costante e congiunto da parte delle Unità Organizzative CFO e CRO del Gruppo, al fine di verificarne l’adeguatezza attuale, nonché prospettica, correlata alle esigenze patrimoniali, connessa allo sviluppo del business e coerente con la propensione al rischio definita dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.
Nelle procedure interne di gestione del patrimonio consolidato si tiene altresì conto dei requisiti minimi patrimoniali obbligatori fissati dalla normativa di Vigilanza, che si prefigge due obiettivi fondamentali:
• rafforzare la capacità delle banche di assorbire gli shock derivanti da tensioni finanziarie ed
economiche;
• ampliare la trasparenza e l’informativa al pubblico in relazione ai rischi che le banche assumono.
Per il raggiungimento del primo obiettivo sono previste misure che accrescono la quantità e qualità della dotazione di capitale degli intermediari, attraverso l’applicazione di riserve aggiuntive rispetto ai requisiti minimi (riserve di conservazione del c apitale e strumenti di vigilanza anticiclici), norme sulla gestione del rischio di liquidità e della leva finanziaria (ulteriori requisiti richiesti per fronteggiare il rischio di liquidità a breve termine, per mantenere l’equilibrio strutturale a lungo te rmine e per contenere la leva finanziaria).
Inoltre, in attuazione delle linee guida EBA sullo SREP, l’Autorità di Vigilanza rivede periodicamente i requisiti di capitale delle singole banche in relazione alla loro rischiosità complessiva e agli esiti del processo di controllo prudenziale. In partic olare, in relazione ai tre ratios patrimoniali previsti dalla normativa (CET1, Tier1 e TCR), nell’ambito del processo SREP la Banca d’Italia definisce, per ciascuna banca sottoposta alla propria vigilanza diretta, il livello individuale dei seguenti requisiti:
• Total SREP capital ratio (TSCR) o requisito vincolante;
• Overall Capital Requirements (OCR) o requisito complessivo;
• Pillar 2 guidance (P2G) o requisito target (ove previsto).
237 B. Informazioni di natura quantitativa
B.1 Patrimonio consolidato: ripartizione per tipologia di impresa
Voci del patrimonio netto
Consolidato
prudenziale
Imprese di
assicurazio
ne
Altre
imprese
Elisioni e
aggiustame
nti da
consolidam
ento
Totale
1. Capitale 232.138 - - - 232.138 2. Sovrapprezzi di emissione 6.989 - - - 6.989 3. Riserve 901.316 - - - 901.316 4. Strumenti di capitale - - - - -
5. (Azioni proprie) (757) - - - (757) 6. Riserve da valutazione: (25.708) - - - (25.708)
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (11.316) - - - (11.316)
- Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - -
- Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (15.373) - - - (15.373)
- Attività materiali - - - - -
- Attività immateriali - - - - -
- Copertura di investimenti esteri - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari 70 - - - 70
- Strumenti di copertura (elementi non designati) - - - - -
- Differenze di cambio - - - - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) - - - - -
- Utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti 911 - - - 911
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - - - -
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi - - - - -
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione - - - - -
- Leggi speciali di rivalutazione - - - - -
7. Utile (Perdita) d'esercizio (+/ -) del gruppo e di terzi 73.440 - - - 73.440 Totale 1.187.418 - - - 1.187.418
238 B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva: composizione
Attività/valori
Consolidato
prudenziale
Imprese di
assicurazione
Altre imprese
Elisioni e
aggiustamenti da
consolidamento
Totale Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
1. Titoli di debito 1.107 13.857 - - - - - - 1.107 13.857 2. Titoli di capitale 22.813 32.101 - - - - - - 22.813 32.101 3. Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 30/06/202 6 23.920 45.958 - - - - - - 23.920 45.958 Totale 31/12/202 5 23.946 39.755 - - - - - - 23.946 39.755
239 Sezione 2 – I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari Per una più esaustiva trattazione si rinvia all’informativa sui fondi propri e sull’adeguatezza patrimoniale contenuta nell’informativa al pubblico (“Terzo Pilastro”), di cui viene data diffusione sul sito internet della Capogruppo.
2.1 Fondi propri A. Informazioni di natura qualitativa 1. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) I Fondi Propri sono determinati con periodicità trimestrale secondo le regole stabilite nella circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, emanata dalla Banca d’Italia, in attuazione del nuovo accordo di Basilea sul capitale e successivi aggiornamenti.
I Fondi Propri sono calcolati come somma di componenti positive e negative, in base alla qualità patrimoniale;
le componenti positive devono essere nella piena disponibilità della Banca, al fine di poter essere utilizzate nel calcolo degli assorbimenti pat rimoniali.
I Fondi Propri si articolano nel Capitale primario di classe 1 (CET1), nel Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) e nel Capitale di classe 2 (T2), rettificati da filtri prudenziali e al netto di alcune detrazioni.
Il CET1 comprende il capitale versato, le riserve, l’utile di periodo non distribuito e le componenti di natura economica accumulate nel tempo direttamente a patrimonio, a fronte della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value e degli u tili o perdite relativi ai piani a benefici definiti.
Dal CET1 vanno poi detratte alcune tipologie di attività immateriali, le attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e non derivano da differenze temporanee e, se superiori a determinate soglie, le attività fiscali differite che si ba sano sulla redditività futura ed emergono da differenze temporanee. Sono altresì detratti, se superiori a determinate soglie, gli strumenti di CET1 detenuti in soggetti del settore finanziario.
240 B. Informazioni di natura quantitativa Tipologia di operazioni/Valori Totale
30/06/2026 Totale
31/12/2025
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) prima dell'applicazione dei filtri prudenziali 1.169.640 1.106.600 di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie -
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/ -) -3.061 -3.124 C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/ - B) 1.166.579 1.103.476 D. Elementi da dedurre dal CET1 107.829 68.426 E. Regime transitorio – Impatto su CET1 (+/ -) 0 5.632 F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C – D +/ -E) 1.058.750 1.040.683 G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio - -
di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie - -
H. Elementi da dedurre dall’AT1 - -
I. Regime transitorio – Impatto su AT1 (+/ -), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie - -
L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H +/ - I) - -
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio 74.113 70.615 di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie - -
N. Elementi da dedurre dal T2 - -
O. Regime transitorio – Impatto su T2 (+/ -), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie - -
P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/ - O) 74.113 70.615 Q. Totale fondi propri (F + L + P) 1.132.863 1.111.298
241 2.2 Adeguatezza patrimoniale A. Informazioni di natura qualitativa Le disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche (Circolare di Banca d’Italia n.285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti), che recepiscono gli ordinamenti in materia di misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali, prevedono ch e i fondi propri complessivi della Banca devono rappresentare almeno il 10,5% (Total capital ratio comprensivo di requisito minimo e riserva di conservazione del capitale) del totale delle attività ponderate derivanti dai rischi tipici dell’attività bancar ia e finanziaria (rischi di credito, di controparte, di mercato e operativi). In particolare, i requisiti regolamentari in materia di fondi propri sono costituiti dall’8% a titolo di requisito minimo, in conformità all’articolo 92 del Regolamento UE 575 de l 26 giugno 2013 (o CRR), e dall’2,5% a titolo di riserva di conservazione del capitale. A tali requisiti minimi si aggiunge il Systemic Risk Buffer (SyRB) introdotto dalla Banca d’Italia, e pari, dal 30 giugno 2025 in poi, all’1% addizionale sulla componente di rischio credito e controparte nei confronti di controparti italiane.
Le autorità competenti, nell’ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process - SREP), possono prevedere requisiti patrimoniali aggiuntivi rispetto a quelli risultanti dall’applicazione delle disposizion i normative.
Sulla base dell’articolazione dei Fondi Propri indicata nel paragrafo precedente, i coefficienti patrimoniali di natura regolamentare sono soggetti ai seguenti limiti:
• il Common Equity Tier 1 deve essere pari, in qualsiasi momento, ad almeno il 4,5% delle attività ponderate per il rischio, a titolo di requisito minimo, e almeno al 7,0% a titolo di requisito complessivo (includendo anche la riserva di conservazione del ca pitale);
• il Tier 1 deve essere pari, in qualsiasi momento, ad almeno il 6% delle attività ponderate per il rischio, a titolo di requisito minimo, e almeno al 8,5% a titolo di requisito complessivo;
• i Fondi propri devono essere pari, in qualsiasi momento, ad almeno l’8% delle attività ponderate per il rischio, a titolo di requisito minimo, e almeno al 10,5% a titolo di requisito complessivo.
In data 21 gennaio 2025 si è concluso il periodico processo di revisione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process – SREP) condotto sul Gruppo MCC, ad esito del quale sono stati comunicati dalla Banca d’Italia i seguenti livelli di capitale:
• CET 1 Ratio pari al 10 ,1%, composto dall’OCR CET 1 Ratio dell’8 ,1% e da una componente target (Pillar 2 Guidance – P2G) del 2%;
• Tier 1 Ratio pari all’1 2%, composto dall’OCR Tier 1 Ratio del 10% e da una componente target (Pillar 2 Guidance – P2G) del 2%;
242 • Total Capital Ratio pari al 14, 5%, composto dall’OCR Total Capital Ratio del 12 ,5% da una componente target (Pillar 2 Guidance – P2G) del 2%.
Il Gruppo bancario è inoltre tenuto al rispetto del coefficiente di riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (Systemic Risk Buffer – Syrb ); il coefficiente, stabilito nella misura dell’1% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia .
243 B. Informazioni di natura quantitativa
Categorie/Valori Importi
ponderati/requisit
i Importi
ponderati/requisit
i
30/06/2026 31/12/2025
A. ATTIVITA' DI RISCHIO
A.1 RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE
1) METODOLOGIA STANDARDIZZATA 5.877.780 5.629.736
2) METODOLOGIA BASATA SUI RATING INTERNI
2.1 Base
2.2 Avanzata
3) CARTOLARIZZAZIONI 32.613 18.844
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA
B.1 RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE 472.831 451.886
B.2 RISCHIO DI AGGIUSTAMENTO DELLA VALUTAZIONE DEL CREDITO 1.379 1.659
B.3 RISCHIO DI REGOLAMENTO
B.4 RISCHIO DI MERCATO 871 817
1. METODOLOGIA STANDARD 871 817
2. MODELLI INTERNI
3. RISCHIO DI CONCENTRAZIONE
B.5 RISCHIO OPERATIVO 67.319 67.319
1. METODO BASE 67.319 67.319
2. METODO STANDARDIZZATO
3. METODO AVANZATO
B.6 ALTRI ELEMENTI DI CALCOLO
B.7 TOTALE REQUISITI PRUDENZIALI 542.400 521.682
C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA
C.1 Attività di rischio ponderate 6.780.000 6.521.022 C.2 Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate (CET 1 capital ratio) 15,61 15,96 C.3 Capitale di classe 1/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) 15,61 15,96 C.4 Totale fondi propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 16,71 17,04
La seguente tabella riporta un raffronto degli indicatori prudenziali di vigilanza, al 31 dicembre 2025 , con e senza impatto del ripristino del “filtro prudenziale” sui titoli di stato valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva che prevede la sterilizzazione, ai fini del patrimonio di vigilanza, del 100% degli utili e perdite cumulati dal 31 dicembre 2019 rilevati a patrimonio netto tra le “Riserve da valutazione” (“trattamento temporane o”), di cui all’art. 468 del CRR, di cui si è avvalso il Gruppo fino alla fine del 2025 (ultima data in cui è stato possibile fruire del trattamento) :
244
Indicatori prudenziali di vigilanza al 31 dicembre 2025 Con trattamento temporaneo Senza trattamento temporaneo Capitale primario di classe 1 1.040.683 1.035.051 Capitale di classe 1 1.040.683 1.035.051 Total Capital 1.111.298 1.105.666 CET1 Capital Ratio 15,96% 15,87% Tier1 Capital Ratio 15,96% 15,87% Total Capital Ratio 17,04% 16,96% Coefficiente di leva finanziaria 6,08% 6,05%
245
Parte H
Operazioni con parti
correlate
246 Nel rispetto di quanto stabilito dalla Policy di Gruppo per la gestione delle operazioni con soggetti collegati, le controllate hanno delineato in appositi manuali il processo interno per la gestione delle attività di rischio e conflitti di interesse nei c onfronti del perimetro di Gruppo dei soggetti collegati a cui il Gruppo deve necessariamente far riferimento, individuando regole idonee ad assicurare la trasparenza, la correttezza sostanziale e procedurale di tali operazioni, nonché l’articolazione inter na dei compiti fra i propri Organi e funzioni aziendali.
In relazione a quanto previsto dallo IAS 24 il perimetro delle parti correlate è stato individuato nelle seguenti
categorie:
- la controllante al 100%: della Capogruppo Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. (Invitalia S.p.A.);
- società appartenenti al Gruppo Invitalia;
- le società che, direttamente o indirettamente, detengono una partecipazione nella controllante Invitalia tale da poter esercitare un'influenza notevole sulla medesima;
- i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo – ivi inclusi gli Amministratori e Sindaci - della Capogruppo o della società Controllante ("dirigenti con
responsabilità strategiche");
- le società controllate direttamente e/o indirettamente dal Gruppo;
- le società controllate direttamente e/o indirettamente, anche congiuntamente, da dirigenti con
responsabilità strategiche;
- le società soggette ad un'influenza notevole da parte dei dirigenti con responsabilità strategiche, ovvero le società delle quali i dirigenti con responsabilità strategiche detengono, direttamente o indirettamente, una quota significativa dei diritti di vo to;
- i familiari stretti dei dirigenti con responsabilità strategiche e le entità da questi controllate, controllate congiuntamente o sulle quali è esercitata un'influenza notevole ovvero è detenuta, direttamente o indirettamente, una quota significativa dei di ritti di voto;
- i Fondi pensionistici per i dipendenti del Gruppo.
247 1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica Si riportano di seguito i compensi dei membri del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e degli altri dirigenti con responsabilità strategica del Gruppo MCC dal 1° gennaio al 30 giugno 202 6:
Benefici a
breve termine Benefici
successivi al
rapporto di
lavoro Altri benefici a lungo termine Indennità per
la cessazione
del rapporto di lavoro Pagamenti in
azioni
Compensi agli amministratori 1.065 - - - -
Compendi ai sindaci 286 - - - -
Compensi ai dirigenti strategici 2.410 96 4 - 188
2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate In conformità a quanto previsto dalla vigente “Policy di Gruppo per la gestione delle operazioni con soggetti Collegati”, si segnala che nel corso d’esercizio non sono state rilevate operazioni compiute con soggetti collegati sulle quali il Comitato Parti Correlate o il Collegio Sindacale abbiano reso pareri negativi o formulato rilievi.
Fermi gli obblighi di cui all'art. 2391 del Codice Civile in tema di interesse degli amministratori, trova applicazione per il Gruppo il disposto dell'art. 136 T.U.B. in tema di obbligazioni degli esponenti bancari, ai sensi del quale costoro non possono c ontrarre obbligazioni di qualsiasi natura o compiere atti di compravendita, direttamente o indirettamente con il Gruppo che amministrano, dirigono o controllano, se non previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, presa all'unanimità, con l'esclu sione del voto dell'esponente interessato e con il voto favorevole di tutti i membri del Collegio Sindacale. Pertanto, t utte le operazioni riconducibili alle "obbligazioni degli esponenti bancari" ex art. 136 TUB sono state oggetto di apposite delibere consiliari.
248 Gruppo Invitalia e dirigenti strategici, inclusi quelli della controllante Attività Passività Conto Economico
Impeg
ni Crediti verso Clientela
Altre attività
Debiti verso clientela
Altre passività
Fondi per Rischi ed
Oneri
Interessi attivi
Commissioni attive
Interessi passivi
Spese per il personale
Altre spese
amministrative
Impegni ad erogare
fondi
Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. (Invitalia S.p.A.) 14.967 787 36.826 21.331 - 35 371 - 201 - - 196 14.960 Infratel Italia S.p.A. - 80 117.12 4
- - - - 739
- - 41 5.000 Sicamb S.p.A.
- -
66 -
-
-
-
0 -
-
-
Dri D'Italia S.p.A.
-
-
3.000
-
-
-
6 -
Dirigenti Strategici -Amministratori -
Sindaci
4.057
-
1.898
-
-
36 8
12 -
-
2.176
I rapporti di natura patrimoniale ed economica in essere tra le società rientranti nel perimetro di consolidamento sono oggetto di elisione e non contribuiscono in alcun modo al conto economico. Qui di seguito si riportano i principali rapporti di natura p atrimoniale ed economica in essere tra la Capogruppo MCC e le società del Gruppo: BDM Banca SpA e Cassa di Risparmio di Orvieto SpA (Controllate):
Attività Passività Conto economico Cassa e disponibilità
liquide
Derivati
Crediti verso
Banche
Altre attività
Debiti verso banche Debiti verso Clientela Passività finanziarie di
negoziazione
Altre passività
Fondi per Rischi ed
Oneri
Interessi attivi
Interessi passivi
Commissioni
passive
Risultato netto
attività di
negoziazion e
Spese
amministrative
Altri proventi di
gestione
BDM 559 199.774 17.968 871 6.746 1.009 4.878 7 88 13.554 15.453
CRO 167 5.758 3.253 5.847 125 -70 867 803 -207 2.812
ART 359 1.385 -3 -172 151
Con riferimento alle operazioni svolte dal Gruppo con le altre parti correlate, si precisa che non sono rinvenibili operazioni atipiche e/o inusuali; operazioni di tal natura non risultano peraltro neppure eseguite con soggetti diversi dalle parti correlat e.
Altre parti correlate
249 Attività Passività Conto Economico Impegni Crediti verso
Clientela
partecipazioni
Altre attività
Debiti
verso clientela
Altre passività
Interessi attivi
Commissioni
attive
Interessi passivi
Commissioni
passive
Spese
amministrative
Impegni ad
erogare fondi
Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. - - - 487.266 - 1 5 7.656 - - 740 Casillo Società per Azioni - - - - - - - - - - -
Enel S.p.A. - - - 8 - - - - - - -
Fincantieri Cantieri Navali Italiani S.p.A. - - - - - - - - - - -
Fondo Unico di Giustizia 1 - - 5.131 - 0 6 0 - - -
Gruppo Poste Italiane S.p.A. 3.586 - - 102 2 - - - - 959 -
Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. - 600 - - - - - - - - -
Italia Trasporto Aereo S.p.a. - - - 1.537 - - - - - - -
Mecaer Aviation Group S.p.A. - - - - - - - - - - -
Raffineria di Milazzo S.C.p.A. 19.876 - - - - 385 - - - - -
SO.I.GE.A. S.R.L. 6.273 - - 1.617 - 140 - - - - -
ENI S.P.A. - - - - - - - - - - -
Tesoro dello Stato 369.482 - - - - - - - - - 279.490
UNI.VERSUS - CSEI - - - 73 - - 0 0 - - -
Istituto per il Credito Sportivo - - - 36 - 13 0 0 - - -
Ferrovie dello Stato - - - - - - 0 0 - - -
Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto - - - 146 - - 0 1 - - -
Altre parti correlate 135 - - 25 - 14 13 0 - - 2.935
Tra le parti correlate rientra anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto in qualità di entità esercitante influenza notevole sulla controllata CR Orvieto.
Oltre a quanto rendicontato nella tabella sopra si segnala quanto segue, con riferimento alla Capogruppo
MCC:
• Verso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy la Banca vanta crediti per 102.714 migliaia di euro relativi a fatture emesse o da emettere, relativamente a commissioni maturate nell'ambito dell'attività di Gestione di Fondi Agevolativi ;
• Verso CONSAP CONCESSIONARIA SERVIZIASSICURATIVI PUBBLICI S.P.A. la Banca vanta crediti per
28 migliaia di euro relativi ad interessi maturati per le operazioni di moratorie concesse ;
250 • Tra i crediti vs clientela sono presenti op erazio ni di factoring pro soluto per 19.232 migliaia di euro di crediti e migliaia di interessi attivi, i cui debitori ceduti risultano soggetti connessi di nostre parti
correlate ;
• Nei confronti di SACE S.p.A. risultano debiti per commissioni, dovute a fronte di garanzie rilasciate su finanziamenti erogati, per 791 migliaia di euro ;
• Per quanto attiene al Fondo integrativo pensionistico per i dipendenti della Banca si segnalano i versamenti delle quote al Fondo pensionistico Previgen per 1.189 migliaia di euro .
Informativa sull'attività di direzione e coordinamento di società La Capogruppo MCC è soggetta all’attività di direzione e coordinamento della controllante Invitalia S.p.A., i cui dati essenziali, esposti nel seguente prospetto riepilogativo richiesto dall’art. 2497 bis del Codice Civile, sono stati estratti dal relativo Bilancio per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, ultimo approvato.
Per un’adeguata e completa comprensione della situazione patrimoniale e finanziaria di Invitalia S.p.A. al 31 dicembre 2025, nonché del risultato conseguito dalla società nell’esercizio chiuso a tale data, si rinvia alla lettura del Bilancio che, corredato dalla relazione della società di revisione, è disponibile nelle forme e nei modi previsti dalla legge.
251 AGENZIA NAZIONALE PER L'ATTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI E LO SVILUPPO D'IMPRESA S.p.A.
prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell'ultimo bilancio approvato ex art. 2497 -bis CC
STATO PATRIMONIALE 31.12.202 5
VOCI DELL'ATTIVO
Cassa e disponibilità liquide 87.693 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 140.982 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.815.499
Partecipazioni 1.108.918
Attività materiali immateriali 144.624 Attività fiscali 9.975 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 27.130 Altre attività 237.853
TOTALE DELL'ATTIVO 3.572.674
VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 669.925 Passività fiscali 15.733 Passività associate ad attività in via di dismissione -
Altre passività 1.951.658 Trattamento di fine rapporto del personale 4.397 Fondi per rischi e oneri 41.128.841
Capitale 836.384
Riserve 42.079
Riserve da valutazione 2.206 Utile (Perdita) d'esercizio 9.164
TOTALE DEL PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 3.572.674
IMPEGNI 3.684
252
CONTO ECONOMICO 31.12.202 5
VOCI
Margine di interesse (12.659) Commissioni nette 251.325 Dividendi e proventi assimilati -
Risultato netto dell’attività di negoziazione -
Utile/perdita da cessione o riacquisto 307 Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 4.756 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (574) Spese amministrative (240.647 ) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (19.675) Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (5.033) Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (7.524 ) Altri proventi e oneri di gestione 5.956 Utili (Perdite) delle partecipazioni 20.497 Imposte sul reddito dell'esercizio dell’operatività corrente (2.281) Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte (9.052 ) Risultato d'esercizio 9.164
253
Attestazione del Bilancio Consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’art.
154-bis, comma 5, del D. Lgs. 58/1998 e dell’articolo 81 – ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni
' Attestazíone del Bilancio consolídato semestrale abhrevidto ai sensi delf drt. 754-bís, commd 5, del D. Lgs. 58/7998 e dell'articolo 87 - ter del Regolamento Consob n.77977 del 74 maggio 7999 e successíve modífÍche e íntegrazíoni L. I sottoscritti, Ferruccio Ferranti, nella sua qualità di Amministratore Delegato di Mediocredito Centrale S.p.A., ed Elena De Gennaro, nella sua qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti.contabili societari di Mediocredito Centrale S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'articolo 154-bis, commi3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
. l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa, e. l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato, nelcorso del primo semestre 2026.
2. La verifica dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrativo-contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è awenuta sulla base di metodologie definite dalla Capogruppo in coerenza con i modelliCOSO e, per la componente lT, COBIT, che costituiscono framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionalel.
Dalla valutazione del sistema di controllo interno sull'informativa finanziaria non sono emersi aspetti di rilievo.
3. I sottoscritti attestano, inoltre, che 3.1 il Bilancio consolidato semestrale abbreviato:
a) è redatto in conformità ai princípi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. L606/2OO2 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
b) corrisponde alle risultanze dei librie delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
3.2 la relazíone intermedia sulla gestione comprende un'analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell'esercizio e alla loro incidenza sul bilancio consolidato sernestrale abbreviato, unitamente a una descrizione dei principali rischi ed incertezze per i sei mesi restanti dell'esercizio.
Roma, 5 agosto 2026 L'Amministra egato ll Diríge allazione dei
societa ri
1 ll COSO Framework è stato elaborato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission, organismo statunitense che ha l'obiettivo di migliorare la qualità dell'informativa finanziaria, attraverso la definizione di standard etici ed un sistema di corporate governance ed organizzativo efficace.
ll COBIT Framework - Control OBjectives for lT and related technology è un insieme di regole predisposto dall'lT Governace lnstitute, organismo statunitense che ha l'obiettivo di definire e migliorare gli standard aziendali nel settore lT.
Relazione di revisione contabile limitata sul Bilancio
Consolidato semestrale
abbreviato
2