Relazione finanziaria
semestrale consolidata
30 giugno 2026
Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026
2 __________________________________________________________________________
Banco BPM S.p.A.
Sede Legale: Piazza F. Meda, 4 - 20121 Milano - Italia Sede Amministrativa: Piazza Noga ra, 2 - 37121 Verona - Italia Capitale sociale al 30 giugno 2026: euro 7.100.000.000,00 i.v.
Codice fiscale e Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano: 09722490969 Società rappresentante del Gruppo IVA Banco BPM, partita IVA 10537050964 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ed al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del Gruppo Bancario Banco BPM Iscritto all’Albo delle Banche della Banca d’Italia e all’Albo dei Gruppi Bancari
______________________________________________________________________________________________________________________________ _____________ 3
CARICHE SOCIALI E SOCIETÀ DI REVISIONE
AL 30 GIUGNO 2026
Consiglio di Amministrazione Presidente Massimo Tononi Vice Presidente Eugenio Rossetti Amministratore Delegato Giuseppe Castagna Consiglieri Frédéric Marie de Courtois d'Arcollières
Alessio Foletti
Rossella Leidi
Marina Mantelli
Giampiero Massolo Francesco Renato Mele
Alberto Oliveti
Domenico Giovanni Siniscalco Silvia Stefini
Luigia Tauro
Costanza Torricelli Giovanna Zanotti
Collegio Sindacale
Presidente Alfonso Sonato Sindaci Effettivi Maurizio Lauri Paola Maria Maiorana Nadia Valenti
Ambrogio Virgilio
Sindaci Supplenti Silvia Rachela Donata Paola Patrini
Mario Tagliaferri
Direzione Generale
Condirettore Generale Domenico De Angelis Condirettore Generale Edoardo Maria Ginevra
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Gianpietro Val
Società di Revisione Deloitte & Touche S.p.A.
______________________________________________________________________________________________________________________________ _____________ 5
INDICE
Business line del Gr uppo Banco BPM ............................................................................................ ................. 6 Distribuzione territori ale delle filiali ...................................................................................... .......................... 7 Dati di sintesi e indici economico-finanziari del Gruppo .................................................................................... 8
Relazione intermedia sulla ge stione ......................................................................................... 11 Il contesto economico ......................................................................................................... ........................ 13 Fatti di riliev o del periodo .................................................................................................. ......................... 18 Risultati ............................................................................................................................... ...................... 23 Prospetti contabili riclassifi cati ............................................................................................ ................... 24 Componenti non ricorrenti del conto econ omico consolidato ri classificato ................................................... 31 Dati patrimoniali consolidati .................................................................................................................. 33 Dati economici consolidati .................................................................................................... ................ 41 Dati delle principali società del Gruppo .................................................................................................. 48 Titolo e azioni Banco BPM ..................................................................................................... ............... 48 Rating del Gruppo ............................................................................................................. .................. 49 Evoluzione prevedibil e della gestione ......................................................................................... .................. 52
Bilancio consolidato se mestrale ab breviato .............................................................................. 55 Prospetti co ntabili ........................................................................................................... ........................... 56 Note illust rative ............................................................................................................. ............................ 64 Parte A - Politi che cont abili ................................................................................................. ......................... 64 Parte B – Informazioni sullo Stato Patrimoniale consolidato ............................................................................ 105 Parte C – Informazioni sul Co nto Economico consolidato ........................................................................ ...... 155 Parte E – Informazioni sui rischi e su lle relative politi che di copertura...................................................... ........ 165 Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o ramo d’azienda ................................................ 212 Parte H – Operazioni con parti co rrelate ...................................................................................... .............. 213 Parte I – Accordi di pagamento basati su propri strument i patrimon iali ........................................................ ... 217 Parte L – Informat iva di settore .............................................................................................. ..................... 221
Attestazione del bilancio consolidato semest rale abbreviato ai sensi dell’art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni ................................................................................................................ ......... 233
Relazione della Soci età di Revisione ....................................................................................... 237
Allegati ...................................................................................................................... ............ 241
BUSINESS LINE DEL GRUPPO BANCO BPM
Retail
Istituzionali
Banca AlettiPrivate
Banco BPMDirezione CommercialCorporate e
Investment Banking
(CIB)
Banca Akros Banco BPM
Oaklins ItalyInvestment
BankingCorporate
Banco BPM
VitaGruppo
Anima
Banco BPM
Invest SGRAsset
Management
e Insurance
Società
collegate
- Agos Ducato
- Alba Leasing
- Gardant Liberty
Servicing
- Numia GroupAltre
Partnership
Banco BPM
Funzioni di Gruppo:
- Global Markets
- Portafoglio
finanziarioFinanza
Banco BPM
Banche
Estere
Altre società
controllate/
collegateFinanza di Gruppo:
- Funding
istituzionale
- Rischio tasso/
liquidità
- Banca Aletti & C.
(Suisse)
- Bipielle Bank (Suisse) S.A. in
liquidazioneCorporate
Center
BBPM Life
Società
collegate
- PiùVera
Assicurazioni6
7
DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DELLE FILIALI
N° SPORTELLI
NORD 1.038
CENTRO 195
SUD E ISOLE 129
TOTALE 1.3624917
7
1575
150 149
125 1
5 641
5
3432
2 1
53172
Filiali italiane del Gruppo Banco BPM Numero Banco BPM 1.308 Banca Aletti 53 Banca Akros 1
Totale 1.362
Presenza all’estero
Il Gruppo è presente all’estero con la società controllate BBPM Life (Irlanda) e Banca Aletti Suisse (Svizzera) nonché tramite gli Uffici di Rappresentanza in Cina (Hong Kong) e India (Mumbai).
8 __________________________________________________________________________
Dati di sintesi e indici economico-finanziari del Gruppo
Dati di sintesi Nelle tabelle seguenti sono riportati i dati di sintesi econom ici e patrimoniali, calcolati sulla base dei prospetti contabili riclassificati, le cui modalità di costruzione sono illust rate nella sezione “Risultati” della presente Relazione.
Sono inoltre rappresentati alcuni indicatori economici e patri moniali, basati su dati contabili, corrispondenti a quelli utilizzati dalla Direzione Aziendale per l’analisi delle perf ormance e coerenti con le prassi maggiormente diffuse nel settore bancario.
Le definizioni degli indicatori e delle principali grandezze patrimoniali ed economiche oggetto di commento nella presente Relazione sono illustrate nella successiva s ezione “Risultati” cui si rimanda per maggiori dettagli.
Negli allegati al bilancio consolidato semestrale abbreviato viene altresì fornito un prospetto di raccordo tra le voci dei prospetti contabili riclassificati e quelle degli schemi pr edisposti in base alla Circolare n. 262 della Banca d’Italia.
(milioni di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 (*) Variazione %
Dati economici
Margine di interesse 1.537,0 1.602,1 (4,1%) Commissioni nette 1.420,5 1.247,8 13,8% Proventi core 3.096,2 2.993,1 3,4% Proventi operativi 3.196,2 3.024,0 5,7% Oneri operativi (1.368,2) (1.347,4) 1,5% Risultato della gestione operativa 1.828,1 1.676,6 9,0% Risultato lordo dell'operatività corrente 1.664,4 1.513,9 9,9% Risultato netto dell'operatività corrente 1.109,4 1.068,2 3,9% Risultato del periodo di pertinenza della Capogruppo 1.060,3 1.214,5 (12,7%) (*) I dati riferiti al pe riodo precedente sono stati riespo sti per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli sulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla successiva sezione “Risultati” della presente Relazione.
(milioni di euro) 30/06/2026 31/12/2025 Variazione %
Dati patrimoniali
Totale dell'attivo 210.879,6 205.896,3 2,4% Finanziamenti verso clientela (netti) 101.158,1 99.713,6 1,4% Attività finanziarie e derivati di copertura 69.586,7 62.747,3 10,9% Patrimonio netto del Gruppo 15.623,1 15.504,7 0,8% Attività finanziarie della clientela Raccolta diretta bancaria 140.051,8 132.387,5 5,8% Raccolta diretta con certificates a capitale protetto 144.119,9 137.174,2 5,1% Raccolta indiretta 288.097,4 285.959,9 0,7%
- Risparmio gestito 226.714,5 227.974,0 (0,6%)
- Risparmio amministrato 61.382,9 57.985,9 5,9%
30/06/2026 31/12/2025 Variaz.
assoluta
Dati della struttura Numero medio dei dipendenti e altro personale (*) 18.089 18.327 (238) Numero degli sportelli bancari 1.362 1.363 (1) (*) Media ponderata dei dipendenti calcolata su base mensile in termini di risorse full time equivalent. Non comprende gli Ammi nistratori e Sindaci delle Società del Gruppo.
______________________________________________________________________________________________________________________________ _____________ 9 Indici economici, finanziari e altri dati del Gruppo
30/06/2026 31/12/2025
Indici di redditività (%) Margine di interesse / Proventi operativi 48,09% 52,52% Commissioni nette / Proventi operativi 44,44% 41,90% Oneri operativi / Proventi operativi (cost/income ratio) 42,81% 45,99% Dati sulla produttività operativa (€/1000) Crediti a clientela (netti) per dipendente (1) 5.592,2 5.440,8 Proventi operativi per dipendente annualizzati (**) (1) 353,4 324,9 Oneri operativi per dipendente annualizzati (**) (1) 151,3 149,4 Indici di rischiosità del credito (%) Sofferenze nette / Crediti verso clientela (netti) 0,32% 0,36% Inadempienze probabili nette / Crediti verso clientela (netti) 0,69% 0,82% Sofferenze nette / Patrimonio netto 2,09% 2,29% Texas ratio 8,28% 9,73%
Altri indici
Attività finanziarie e derivati di copertura / Totale attivo 33,00% 30,48% Derivati attivi / Totale attivo 1,41% 1,28%
- derivati di negoziazione attivi / totale attivo 1,07% 0,88%
- derivati di copertura attivi / totale attivo 0,34% 0,41% Derivati di negoziazione netti / Totale attivo 0,25% 0,26% Loan to deposit ratio (impieghi netti/raccolta diretta con certificates) 70,19% 72,69% Indici regolamentari di patrimo nializzazione e di liquidità Common equity tier 1 ratio (CET1 capital ratio) (2) 14,40% 13,58% Tier 1 capital ratio (2) 16,42% 15,71% Total capital ratio (2) 19,20% 19,12% Liquidity Coverage Ratio (LCR) 143% 147% Indice di leva finanziaria 5,11% 5,03% Titolo azionario Banco BPM Numero di azioni in essere 1.515.182.126 1.515.182.126 Prezzi di chiusura ufficiali dell'azione
- Finale 15,110 13,020
- Massimo 15,830 13,475
- Minimo 11,245 7,694
- Media 12,857 10,688 (*) I dati riferiti al pe riodo precedente sono stati riespo sti per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli sulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla successiva sezione “Risultati” della presente Relazione. (**) Il risultato annualizzato non rappresenta la previsione della redditività riferita all'intero esercizio. (1) Media ponderata dei dipendenti calcolata su base mensile in termini di risorse full time equivalent, il cui valore è espost o nella precedente tabella. Non comprende gli Amministratori e Sindaci delle Società del Gruppo.
(2) I ratio patrimoniali al 30 giugno 2026 sono stati calcolati includendo il risultato economico in corso di formazione nel pr imo semestre 2026 al netto della quota che si prevede di distribuire come dividendo in base alla specifica normativa applicabile. Al riguardo si precisa che sar à presentata l’istanza di inclusione del suddetto risultato economico nel calcolo dei fondi propri ai sensi di quanto previsto dall’art. 26 paragrafo 2 del Regolame nto (UE) n. 575/2013. Si precisa che dal 1° gennaio 2026 non sono più in vigore le disposizioni transitorie applicabili nel calcolo dei rati o patrimoniali che p ertanto, per definizione, sono da intendersi "fully phased". Per omogeneità di confronto i dati al 31 dicembre 2025 sono stati conseguentemente rideterminati.
Relazione intermedia
sulla gestione
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 13
IL CONTESTO ECONOMICO
Lo scenario internazionale Nella prima metà del 2026 l’economia mondiale ha continuato a mostrare una discreta capacità di tenuta, pur in un contesto caratterizzato da una crescente frammentazione co mmerciale e da un marcato deterioramento dello scenario geopolitico. Sul fronte degli scambi internazionali, il 20 febb raio la Corte Suprema statunitense ha dichiarato illegittimi i dazi introdotti nell’aprile del 2025 dall’Amministrazione Trump sulla base dell’IEEPA, ritenendo che tale normativa non attribuisse al Presidente il potere di imporre tariffe. In risposta, l’Amministrazione statunitense ha introdotto un sovrapprezzo temporaneo sulle importazioni ai sensi dell a Section 122 del Trade Act del 1974, mantenendo elevata l’incertezza sulla futura configurazione della politica comm erciale statunitense. A metà giugno l’Unione europea ha provveduto a ratificare l’accordo commerciale raggiunto co n gli Stati Uniti nel luglio 2025, che prevede un’aliquota massima del 15% sulla maggior parte delle esportazioni europee.
A modificare profondamente le prospetti ve economiche è stato, tuttavia, il conflitto che dalla fine di febbraio contrappone Israele e Stati Uniti all’Iran e che ha progre ssivamente coinvolto altri Paesi dell’area. La conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz ha determinato una fort e riduzione dei flussi commerciali provenienti dal Golfo Persico, esercitando pressioni sui prezzi dell’energia, sui cost i di trasporto e sulle quotazioni di altre materie prime, tra cui i fertilizzanti. Tali dinamiche hanno interrotto il processo di disinflazione e favorito un inasprimento delle condizioni finanziarie. Lo shock ha pertanto indebolito le prospettive di crescita, soprattutto per le economie maggiormente dipendenti dalle importazioni di energia, e accresciuto il rischio di una più ampia trasmissione delle pressioni inflattive ai costi di produzione e, successivamente, ai prezzi finali.
Tra le economie avanzate, gli Stati Uniti hanno continuato a rappresentare uno dei principali motori della domanda globale, pur mostrando una crescente divergenza tra la te nuta della produzione e l’indebolimento delle condizioni economiche delle famiglie. L’attività è stata sostenuta dagl i ingenti investimenti nei comparti legati all’intelligenza artificiale. Nel primo trimestre del 2026 il PIL è cresciut o dello 0,5% sul periodo precedente, ovvero del 2,1% in termini annualizzati. La principale fragilità ha riguardato i consumi privati, pe nalizzati dalla perdita di potere d’acquisto. Il reddito disponibile reale ha iniziato a flettere, dato che la crescita dei salari nominali non ha compensato l’accelerazione dei prezzi. L’inflazione è tornata a rappresent are il principale elemento di criticit à, raggiungendo il 4,2% su base annua a maggio, per poi rientrare al 3,5% a giugno, per effetto sia dei maggiori prezzi all’importazione sia del rincaro dell’energia connesso alle tensioni nello Stretto di Hormuz. Per il secondo trimestre le stime preliminari indicano una crescita dello 0,4% congiunturale (1,5% in termini annuali zzati). Questa dinamica, sostenuta da un robusto aumento dei consumi e degli investimenti, questi ultimi pur in decelera zione rispetto al trimestre precedente, riflette la riduzione della spesa pubblica, la decelerazione dell’export e l’a ccelerazione dell’import. Il mercato del lavoro è rimasto complessivamente resiliente, ma nel corso dell’anno ha most rato segnali di indebolimento: a giugno l’occupazione non agricola è aumentata di 57 mila unità, ben al di sotto de lle attese, mentre i dati relativi ai due mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2%, riflettendo però la riduzione del tasso di partecipazione alla forza lavoro, diminuito al 61,5%, il livello più basso da marzo 2021. Le previsioni attuali indicano per l’intero 2026 una crescita del PIL nell’ordine del 2,2%. Sul profilo annuale pesano il possibile rallentamento della domanda delle famiglie, la maggi ore cautela degli investimenti non legati all’intelligenza artificiale e il contributo negativo del saldo commerciale. Nel contesto asiatico, il Giappone ha iniziato il 2026 con un a crescita sostenuta: nel primo trimestre il PIL è aumentato dello 0,5% rispetto al periodo precedente, grazie al recupero delle esportazioni e alla tenuta di consumi e investimenti.
La domanda interna ha beneficiato della solidità dei profitti aziendali e della crescita dei salari. Il governo, attraverso sussidi e il ricorso alle riserve nazional i, è riuscito ad attenuare in parte le vulnerabilità del paese legate alla forte dipendenza dal petrolio proveniente dal Medio Oriente. La Bank of Japan ha proseguito gradualmente alla normalizzazione monetaria, portando a gi ugno il tasso di riferimento all’1%, dopo l’aumento allo 0,75% a dicembre 2025.
Nel primo semestre 2026 l’economia cinese ha mantenuto un a crescita sostenuta, pur mostrando alcuni segnali di fragilità. Il nuovo Piano quinquennale 20 26-2030 ha messo in secondo piano gli obiettivi in termini di crescita del PIL e punta su “sviluppo di alta qualità”, innovazione, sostenibilit à, resilienza e rilancio dei consumi, con un ruolo centrale per la ricerca e sviluppo. Il PIL nel primo semestre è cresciut o di circa il 4,7% su base an nua, sostenuto da industria e servizi, mentre il commercio estero ha registrato forti aume nti di esportazioni e importazioni. Le principali criticità riguardano gli investimenti fissi, in calo soprattutto per la crisi immobiliare. L’inflazione è rimasta contenuta intorno all’1%, ma i prezzi all’esportazione sono aumentati, interrompendo la fase di deflazione esportata.
14 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ La crescita dell’economia indiana si è mantenuta robusta ne l primo trimestre, al 7,8% su base annua, pur rallentando rispetto al periodo precedente. L’attività è stata sostenut a dagli investimenti infrastr utturali pubblici. Anche il manifatturiero ha mostrato solidità, bene ficiando delle politiche a sostegno della produzione e del trasferimento nel Paese di segmenti delle catene globali del valore. I cons umi privati hanno continuato ad alimentare la crescita, sebbene gli indicatori più recenti ne segnalino un rallentamento , legato alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie e all’indebolimento del mercato del lavoro. La chiusura dello Stretto di Hormuz è stata un evento di primaria importanza per il mercato delle materie prime, determinando una forte volatilità. Il future sul Brent, dopo essersi mantenuto intorno ai 67 dollari al barile nei primi due mesi dell’anno, ha registrato una brusca accelerazione a seguito dello scoppio del conflitto nell’area del Golfo.
Tra marzo e maggio il prezzo medio ha superato i 100 dollari al barile, con picchi prossimi ai 118 dollari, livelli analoghi a quelli raggiunti durante l’escalation del co nflitto russo-ucraino. Da giugno, con i primi segnali di allentamento delle tensioni e la parziale ripresa dei flussi, il prezzo è rientrato, attestandosi in media intorno agli 84 dollari. Anche i prezzi europei del gas naturale sono saliti bruscamente, passando da un livello medio di circa 33 €/MWh nei primi due mesi dell’anno, a valori che hanno oscillato tra 40 e 60 €/MWh nel resto del semestre.
I prezzi dei metalli industriali sono in generale aumentati, so stenuti dai timori di interruzioni delle catene logistiche e dai rincari dei costi di produzione. Il rally dei metalli preziosi, avviato nel 2025, è culminato in gennaio con uno strappo dei prezzi di circa il 20% dell’oro e il 60% dell’a rgento, cui è seguito un significativo ridimensionamento nei mesi successivi.
L’Eurozona
In un contesto di tensioni geopolitiche marcate, acuitesi co n l’apertura delle ostilità fra USA e Iran e di incremento dei prezzi energetici, l’Area Euro ha mostrato una crescita comp lessivamente resiliente nel primo trimestre dell’anno. Se il dato complessivo evidenzia una flessione dello 0,2% su base congiunturale (stima Eurostat di giugno, rivista al 0,0% a luglio), al netto della forte contrazione del PIL irlandese (-12,1%), l’attività economica è cresciuta dello 0,3% t/t, in lieve diminuzione rispetto al periodo prec edente (+0,4% escludendo l’Irlanda). Su base annua la crescita si è attestata allo 0,3%. L’incremento dei consumi privati e pubblici ha mo strato un rallentamento, mentre gli investimenti si sono contratti. Le esportazioni nette hanno avuto un impatto negativo nei dati aggregati, che risulta positivo se si trascurano i volatili flussi commerciali dell'Irlanda.
Dietro l’andamento aggregato si celano, tuttavia, differenti dinamiche a livello dei singoli Stati membri. Fra le maggiori economie, nel primo trimestre 2026, la Spagna è cresciuta dello 0,6% t/t, sostenuta dalla solidità dei consumi privati, riconfermando una tendenza in corso dal periodo post-pande mico. Anche Germania e Italia hanno mostrato tassi di crescita apprezzabili, con un PIL che segna, in ambo i ca si, +0,3% t/t. La Germania ha infatti beneficiato di un incremento della domanda estera netta e, unitamente, di una spesa pubblica che ha, fra l’altro, favorito e sostenuto la produzione industriale. A pesare complessivamente sull’ economia dell’Eurozona è stata, per contro, la relativa stagnazione dell’economia francese (-0,1%).
Il settore industriale dell’Eurozona, in particolare ICT e dife sa, ha beneficiato di un incremento della spesa pubblica e in parte dell’accumulo di scorte. Meno favorevole, invece, è stata la dinamica del commercio estero: le esportazioni complessive dell'area Euro, esclusa l'Irlanda, sono aumentat e dello 0,7% nel primo trimestre del 2026. Tale incremento è frutto di una sostanziale stabilità delle esportazioni di beni (+0,1% t/t) e di una solida crescita delle esportazioni di servizi (+2,7% t/t). Gli indicatori di fiducia hanno avuto un andamento un po' contrastante. Il PMI manifatturiero è cresciuto nel periodo, superando la soglia di espansione già dal mese di febbraio e conservandosi a 51,4 a fine semestre, mentre quello dei servizi esibisce un andamento discendente dal massimo relativo di febbraio. Le aspettative dei consumatori, ugualmente, sono state decisamente riviste al ribasso: la fiducia al consumo, già sottotono nei primi mesi dell’anno, ha subito un notevole calo nei mesi successivi al conflitto USA/Iran.
Fra le maggiori preoccupazioni per le famiglie consumatrici , infatti, c’è l’andamento dei prezzi al consumo. Mentre per i mesi di gennaio e febbraio l’inflazione presentava valori inferiori alla media del 2025, rispettivamente a +1,7% e +1,9%, dal mese di marzo la spinta dei prezzi energetici ha generato forti pressioni al rialzo. A maggio, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo presentava una variaz ione annua del 3,2%, scesa successivamente al 2,8% a giugno grazie ad una riduzione congiunturale dei prezzi ener getici che, tuttavia, restano superiori dell’8,5% rispetto a giugno 2025. In questo quadro complesso, fra resilienza e profonda incert ezza, il mercato del lavoro si è mostrato solido: il tasso di disoccupazione ha evidenziato un andamento relativamente stazionario, attestandosi al 6,3% nel mese di giugno, valore prossimo al minimo storico; co ntestualmente, gli occupati sono aumentati nel primo trimestre dell’anno, sebbene ad una minore velocità: +0,6% a/a rispetto al +0,7% dell’ultimo periodo del 2025.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 15 Sul fronte delle finanze pubbliche, lo sviluppo e l’implementa zione di importanti piani di spesa, soprattutto nell’ambito della difesa, come il programma SAFE ( Security Actions for Europe ), unitamente alla finalizzazione della spesa dei fondi Next Generation EU porteranno ad un incremento dell’indebitamento netto. A livello complessivo, per l’Area Euro, il rapporto deficit/PIL, nel primo trimestre, si è assest ato al 3,1%, e si attende che a livello annuo passi dal 2,9% del 2025 al 3,3% nel 20261.
Le stime preliminari per il secondo trimestre segnalano una significativa ripresa dell’Eurozona, dello +0,4% congiunturale e dell’1,0% su base annua. T r a l e p r i n c i p a l i e c o n o m i e l a S p a g n a s i è m o s t r a t a p a r t i c o l a r m e n t e dinamica, +0,7% t/t, mentre Francia, Germania e Italia ha nno dato segnali di solidità, crescendo tutte e tre dello 0,2% trimestre su trimestre. Alla luce dei recenti sviluppi le previsioni attuali indicano per l’intero 2026 una crescita nell’ordine dello 0,6%.
L’economia italiana
Nonostante l’incertezza del contesto internazionale, i dati congiunturali relativi al primo trimestre, che incorpora solamente il primo mese – marzo – di ostilità, conferma no una dinamica di crescita apprezzabile dell’economia italiana, con un’espansione dell’attività dello 0,3% t/t, valore in linea col trimestre precedente, e a +0,8% in termini tendenziali. A contribuire maggiormente alla crescita del PIL so no stati gli investimenti fissi lordi (+0,7% t/t) e i consumi delle famiglie (+0,5% t/t). La positiva performance dell a domanda estera netta è stata controbilanciata da una contrazione delle scorte. A livello settoriale, il valore aggi unto nei servizi è cresciuto dello 0,4% t/t, mentre si è osservata una flessione nell’agricoltura (- 0,5% t/t) congiuntamente a una stazionarietà dell’industria. Per il secondo trimestre le stime preliminari indicano una crescita dello 0,2% congiunturale, 1,0% tendenziale, al di sopra delle aspettative di stagnazione prevalenti prima della pubblica zione. L’andamento del PIL sarebbe stato sostenuto dalla domanda interna e penalizzato da quella estera. Questo segn ale di solidità dell’economia ha portato la crescita acquisita per il 2026 allo 0,8%. Nel complesso le previsioni attuali indicano una crescita per l’intero 2026 nell’ordine dello 0,7%. I dati sulla produzione industriale, nonostante l’incertezza, sono stati abbastanza positivi nel semestre: la flessione del mese di gennaio è stata seguita da tre mesi consecutivi di crescita, mentre maggio segna un calo congiunturale dello 0,3%. Sul fronte del commercio estero, parallelamente, nel primo trimestre dell’anno, rispetto all’ultimo periodo del 2025, le esportazioni italiane in valore hanno presentato un incremento del 4,0% mentre le importazioni del 2,3%.
Si segnala la tenuta del commercio con gli USA: nel primo trimestre 2026, il valore complessivo dei beni esportati nel paese è cresciuto dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. I positivi indicatori della produzione industriale e dell’interscamb io con l’estero sono in parte riflessi da indici di fiducia delle imprese abbastanza positivi. L’indice PMI per la mani fattura ha presentato una tendenza crescente da gennaio e si attesta a 52,2 a giugno, sopra la soglia di espansione . Il PMI per i servizi, per contro, è sceso fino a marzo recuperando la soglia di 50 solo nel mese di giugno 2026 (50,2). La fiducia al consumo resta invece piuttosto depressa, in primo luogo a causa dello shock inflazionistico legato ai beni energetici. In fatti, l’indice generale dei prezzi al consumo (NIC) che segnava un +1,7% a/a a marzo, è repentinamente salito, portando a giugno l’inflazione al +3,0% a/a, in leggero calo rispetto al dato di maggio, grazie alla discesa relativamente rapida dei corsi energetici seguita alla firma del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Un iti. Al netto delle componenti più volatili (alimentari ed energia) la trasmissione ai prezzi risulta più le nta, con un’inflazione core all’1,6% a giugno.
In merito al mercato del lavoro, prosegue il consolidamento osservato nei precedenti anni. Il tasso di occupazione si è mantenuto su livelli storicamente elevati, attestandosi al 62,9% nel mese di giugno. Nel secondo trimestre, rispetto a quello precedente, infatti, gli occupati sono aumentati de llo 0,5%. Il tasso di disoccupazione a giugno è cresciuto leggermente rispetto a maggio, da 5,3% a 5,7%, rimanendo comunque al di so tto della media dell’Eurozona (6,3%).
Alla resilienza dell’economia reale e alla solidità del me rcato del lavoro si è accompagnato un quadro finanziario relativamente stabile, con il differenziale BTP-Bund attestatos i intorno ai 72 punti base nella parte finale del semestre, nonostante nei mesi di marzo e aprile si sia osservata un’acce ntuata volatilità nello spread dovuta a un clima di forte tensione geopolitica e incertezza sulle ricadute economico-fina nziarie della crisi energetica. Il rapporto deficit/PIL, nel primo trimestre dell’anno, è stato pari al 7,8%, in riduzione rispetto all’8,4% del primo trimestre 2025, e, secondo le più recenti stime della Commissione Europea, dovrebbe raggiungere il 2,9% nel complesso del 2026, sebbene il ricorso a interventi pubblici per miti gare la risalita dei prezzi energetici possa peggiorare l’indebitamento netto.
1 Spring Economic Forecast 2026, Commissione Europea.
16 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ La politica monetaria ed i mercati finanziari
Nel quadro sopra descritto, i timori di una ripresa dell’infla zione nelle principali economie avanzate hanno indotto le principali banche centrali a mantenere un approccio prudente.
Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha adottato per tutto il primo semestre un orientamento restrittivo, lasciando invariato il corridoio dei Fed Funds al 3,50-3,75%. A genn aio la decisione è stata motivata da un’inflazione ancora superiore all’obiettivo, nonostante alcuni segnali di indebo limento del mercato del lavoro; a marzo, di fronte allo shock di offerta legato al conflitto in Iran, il FOMC ha confermato la pausa, richiamando i rischi di nuove pressioni inflazionistiche. Le attese di mercato, inizialmente orientat e verso almeno due tagli dei tassi nell’anno, si sono quindi progressivamente ridimensionate fino a incorporare la possibili tà di un rialzo di 25 punti base entro fine esercizio, favorendo il rafforzamento del dollaro. A metà maggio Kevin Warsh è succeduto a Jerome Powell alla guida della Fed, imprimendo un primo cambio di accento: minore enfasi sulla forward guidance e sugli indicatori macroeconomici backward-looking , maggiore attenzione ai fattori strutturali dell’economia. Anche nella riunione di giugno i tassi sono rimasti invariati, con voto unanime, a conf erma della priorità attribuita alla stabilità dei prezzi e in parziale contrasto con le attese di una linea più espansiva dopo la nomina del candidato sostenuto dal Presidente Trump.
Nell’area Euro, a inizio anno prevalevano attese di tassi uf ficiali stabili, in un contesto caratterizzato da debolezza dell’economia tedesca e tensioni commerciali, ma anche da disoccupazione contenuta, bilanci privati solidi e inflazione prossima all’obiettivo. Dopo aver lasciato inva riati i tassi nella prima riunione, nella successiva a marzo la BCE ha evidenziato come il rincaro dell’energia comportasse al tempo stesso rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita.
A giugno il Consiglio direttivo ha innalzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento, portan do il tasso sui depositi al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principal i al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%. La decisione è stata motivata dalla necessità di contrastare il ri emergere di pressioni inflazionistiche legate soprattutto al rincaro dell’energia conseguente al conflitto in Medio Oriente e al rischio che tali aumenti si trasmettessero, con effetti indiretti e di secondo impatto, ai prezzi di alimentari, beni e servizi.
I mercati finanziari hanno risentito dell’evoluzione delle aspettative di politica monetaria e delle tensioni geopolitiche.
Sul mercato obbligazionario, il rialzo delle aspettative di inflazione e la revisione delle prospettive sui tassi hanno generato volatilità sui rendimenti dei titoli di Stato. Il Treasury decennale statuniten se ha chiuso giugno con un rendimento del 4,40%, dopo un massimo intorno al 4,70%, me ntre il Bund tedesco si è attestato al 2,80% dopo aver sfiorato il 3,20%. Il BTP decennale, dopo oscillazioni tr a rendimenti del 3,20% e 4%, ha terminato il semestre al 3,60%; lo spread BTP-Bund, inizialmente in calo verso area 60 punti base, si è ampliato oltre i 90 punti nelle fasi di maggiore tensione, stabilizzandosi poi nella fascia 70-80 punti base.
I mercati azionari, a dispetto del clima di incertezza geopolit ica, hanno registrato una dinamica favorevole, soprattutto nel secondo trimestre. Dopo la correzione tra marzo e aprile, seguita allo scoppio del conflitto mediorientale, gli indici internazionali hanno recuperato terreno grazie alla tenuta dell’economia statunitense e alle prospettive di sviluppo delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale, chiudendo il semestre con progressi diffusi e, in diversi casi, mettendo a segno nuovi massimi storici delle quotazioni.
Negli Stati Uniti, a fine giugno, l’S&P 500 risultava in rialzo del 9,6%, il Nasdaq Composite del 12,8% e il Dow Jones Industrial Average di circa il 9%, se gnando il miglior avvio d’anno dal 2021. La performance dei listini statunitensi è stata sostenuta soprattutto dagli investimenti in intelligenza artificiale, digitalizzazione e infrastrutture informatiche avanzate, che hanno favorito i titoli tecnologici e il comparto dei semiconduttori, cresciuto in modo particolarmente marcato. La domanda di capacità di elaborazione, servizi cloud e semiconduttori ha sostenuto gli utili attesi delle grandi società tecnologiche, contribuendo a giustificare valutazioni azionarie elevate e favorendo la sovraperformance degli indici maggiormente esposti a tali comp arti. Tuttavia, con il passare dei mesi il rialzo si è progressivamente esteso ad altri settori, evidenziando un ampliamento della partecipazione al mercato.
Nell’area Euro l’Eurostoxx 50 è cresciuto del 9,3%, sostenut o in particolare dai settori tecnologico, energetico e finanziario. Le performance sono state tuttavia differenziat e: il Ftse Mib è salito del 15,0% e l’Ibex 35 del 12,5%, mentre il Dax e il Cac 40 hanno registrato progressi più co ntenuti, rispettivamente del 2,1% e del 3,1%. Fuori dall’area euro, si è distinto il Nikkei di Toky o, in rialzo del 39,2% nel semestre.
L’attività bancaria nazionale
Lo scenario descritto nei paragrafi precedenti evidenzi a come il settore bancario si muova in un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da un’inflazione in aumento, aspettative sui tassi d’interesse in evoluzione pur accompagnandosi a un’attività econ omica capace di tenuta, nonostante i rincari dei prezzi energetici. Nel complesso, il semestre ha evidenziato una redditività bancaria europea resiliente. In tale contesto, il sistema bancario
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 17 italiano affronta le tensioni seguite allo scoppio del conflitto da una posizione complessivamente solida e con una redditività che rimane elevata.
Complessivamente, nel primo semestre 2026 l’andamento dell’a ttività di intermediazione del sistema bancario italiano è risultato in crescita. Sulla base delle prime stime del SI-ABI pubblicate a luglio 2026, il totale dei prestiti a residenti in Italia a giugno 2026 si è collocato a 1.696,5 miliar di, con una variazione tendenziale annua pari a +3,0%. I prestiti al solo settore privato sono risultati, nello stesso mese, pari a 1.464 miliardi in crescita del 3,0% rispetto ad un anno prima. I prestiti a famiglie e società non finanziari e erano pari a 1.318 miliardi in aumento del 3,3% su base annua.
Nel dettaglio, a maggio 2026, ultimo dato disponibile, il tasso di variazione dei prestiti alle imprese non finanziarie è risultato pari a +3,5% su base annua. La ripresa dell a domanda può essere spiegata dalla progressiva riduzione dei tassi e da una maggiore esigenza di liquidità da parte delle imprese. La crescita, tuttavia, rimane moderata per effetto di fattori di rischio, visto il permanere di una situ azione di incertezza geopolitica e di una domanda comunque ancora prudente.
I prestiti alle famiglie nello stesso mese sono aumentati del 2,6% su base tendenziale, con un incremento sia per i prestiti per l’acquisto di abitazioni (+3,3%) sia per il cred ito al consumo (4,6%); a questa dinamica ha contribuito la ripresa della domanda dopo la fase di rialzo dei tassi, che aveva compresso soprattutto i mutui, e dalla crescita del credito al consumo favorita dal miglioramento della fiducia e dei consumi.
Sul lato del funding, a giugno 2026, risu lta positiva la raccolta bancaria dalla clientela: in aumento sia i depositi sia le obbligazioni. Lo stock della raccolta diretta complessiv a (depositi da clientela residente e obbligazioni) è pari a 2.166 miliardi in aumento del 3,6% rispetto ad un anno prima.
Nello specifico, i depositi da clientela residente a giugno 2026 si sono attestati a 1.883 miliardi e sono aumentati del 3,2% su base annua. La raccolta a medio e lungo termin e tramite obbligazioni è salita del 6,2% rispetto ad un anno prima, con un ammontare pari a 283 miliardi.
L’ammontare dei depositi in conto corrente registra un aumento del 3,8% tra aprile 2026 (1.401 miliardi) e aprile 2025 (1.349 miliardi); mentre, i depositi con durata prestabi lita evidenziano una crescita quasi nulla, pari allo 0,1% su base annua. In aumento i depositi con preavviso, con una variazione annua del 2,5%, di contro i pronti contro termine (al netto delle controparti centrali ) registrano una diminuzione del -7,3%.
L’evoluzione dei tassi d’interesse ha risentito della politica adottata dalla BCE che ha avuto un andamento articolato:
dopo la fase di riduzione avviata a giugno 2024 e pros eguita fino alla metà del 2025, ha registrato una stabilizzazione tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026. Il tasso medio della raccolta bancaria da clientela si è collocato, a giugno 2026, a llo 0,94%, (0,93% a giugno 2025). Più in dettaglio, il tasso medio sui depositi in euro app licato alle famiglie e società non finanziarie si è attestato allo 0,67% invariato rispetto a giugno 2025 e quello delle obbligazioni al 2,83% (2,84% a giugno 2025).
Relativamente invece agli impieghi, il tasso medio nello stesso mese è salito al 4,08% dal 3,97% di inizio anno e in crescita dal 4,02% di giugno 2025.
A giugno 2026, il mark-up (calcolato come differenza tra il tasso medio sugli impieghi e tasso medio mensile Euribor a 3 mesi) è stato pari a 1,74 p.p. (era 2,04 p.p. a giugno 2025) mentre il ma rk-down (calcolato come differenza del tasso medio sui depositi e tasso medio mensile Euribor a 3 me si) si è attestato a 1,67 p.p. (1,31 p.p. a giugno 2025).
La forbice bancaria, pari a 3,14 p.p. a giugno 2026 (contr o 3,09 p.p. a giugno 2025), evidenzia un ampliamento del margine di intermediazione bancaria. Sul fronte della qualità del credito, l’inci denza sul totale dei prestiti dei crediti deteriorati, fortemente ridotta nel corso degli ultimi anni, è ulteriormente calata e il tasso di deteri oramento del credito si è mantenuto su livelli contenuti. In particolare, a maggio 2026, l’ammontare dei crediti deteriorati netti era pari a 26,7 miliardi dai 27,7 miliardi di dicembre 2025 pari all’1,28% dei crediti totali, mentre a fine 2025 tale rapporto era l’1,32% (1,51% a dicembre 2024).
Per quanto riguarda le masse di risparmio gestito delle famiglie italiane, si segnala che a maggio 2026, il patrimonio dei fondi aperti di diritto italiano ed estero si colloca intorno a 1.304 miliardi con un aumento su base annua del 7,2%. Permane il forte sbilanciamento verso i fondi di diritto estero che pesano per il 75,9% del totale.
18 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________
FATTI DI RILIEVO DEL PERIODO
Il primo semestre dell’esercizio 2026 è stato caratterizzato da una situazione di elevata incertezza geopolitica e macroeconomica. Ai conflitti già in corso tra Russia e Ucrain a e tra Israele e Palestina, si è aggiunto, il 28 febbraio 2026, l’avvio di uno scontro bellico ch e ha coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran, determinando un significativo deterioramento dello scenario internazionale, con impatti sui prezzi delle materie prime energetiche, conseguenti pressioni inflazionistiche e riflessi sulle politiche monetarie e sulle prospettive di crescita, in un quadro di accresciuta volatilità dei mercati finanziari.
In tale contesto, l’operatività del Gruppo si è focalizzata sulle aree di intervento nel seguito descritte.
Proposta a Banca Monte dei Paschi di Siena per discutere e concordare una possibile
aggregazione
Il 7 giugno 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha deliberato all’unanimità di inviare a Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (“MPS”) una comunicazione nell a quale Banco BPM ha rappresentato il proprio interesse ad avviare un dialogo volto a discutere e concordare una potenziale operazione di aggregazione concordata tra i due istituti. Il Consiglio di Amministrazione di MPS ha pr eso atto della comunicazione nella riunione dell’8 giugno 2026.
Come illustrato nella sezione dedicata ai fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del semestre della Parte A delle Note illustrative, in data 31 luglio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM si è riunito per analizzare lo status della potenziale aggregazione tra la Banca e MPS. In tale sede, il Consiglio - pur ribadendo il potenziale fort e razionale strategico e industriale del progetto proposto a MPS, che avrebbe potuto portare alla costituzione di un nu ovo Gruppo bancario e finanzia rio di riferimento in Italia, generando un’importante creazione di valore per entrambe le banche - ha ritenuto che allo stato attuale non si siano verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti.
Pertanto, anche nell’ottica di massima trasparenza nei confro nti del mercato e di tutti gli azionisti, il Consiglio di Amministrazione della Banca ha quindi deliberato, all’unan imità, di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione, dandone contestuale comunicazione a MPS.
Razionalizzazione delle attività del Gruppo Nei primi mesi del 2026 è proseguito il processo di ra zionalizzazione del business assicurativo: con decorrenza 1° maggio 2026 ha avuto efficacia l’operazione di fusione per incorporazione di Vera Vita S.p.A. in Banco BPM Vita S.p.A., a seguito dell’ottenimento delle prescritte autorizzaz ioni di legge da parte delle Autorità di Vigilanza, con effetti contabili e fiscali retroattivi dal 1° gennaio 2026. L’operazione si inserisce nel percorso strategico di intern alizzazione e sviluppo del business assicurativo del Gruppo Banco BPM e persegue obiettivi di razionalizzazione dell a struttura, semplificazione del sistema di governance, eliminazione di duplicazioni di strutture e competenze, incr emento dell’efficienza operativa, contenimento dei costi e accelerazione nell’ampliamento e nell’innovazione dell’offerta prodotti.
La fusione contribuisce inoltre a rafforzare il posizi onamento di Banco BPM nel se gmento Wealth, ampliando e consolidando l’offerta di prodotti assicu rativi con finalità di investimento, risp armio e previdenza, sia attraverso polizze tradizionali, sia di tipo multiramo.
Operazioni sulle partecipazioni Costituzione BP Holding S.p.A. nell’ambito dell’ operazione di risanamento di Banca Progetto S.p.A.
Nell’ambito dell’operazione di sistema finalizzata al risa namento di Banca Progetto S.p.A., nel mese di marzo 2026 l'assemblea straordinaria degli azionisti della banca ha deliberato un aumento di capitale di 750 milioni,
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 19 integralmente sottoscritto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). L'operazione ha previsto, tra l'altro, la cessione a BP Holding S.p.A. del 90% più un'azione del capi tale sociale di Banca Progetto, nonché la realizzazione di una serie di interventi finalizzati a lla riduzione del profilo di rischio della banca, mediante operazioni di cessione e cartolarizzazione di esposizioni creditizie deteriorate e performing .
Più in dettaglio, oltre al FITD, l’operazione ha coinvolto Banco BPM e altre quattro primarie banche italiane (Banca Monte dei Paschi di Siena, BPER Banca, Intesa Sanpaolo e UniCredit). A tal fine, nel febbraio 2026, le cinque banche hanno costituito BP Holding S.p.A., sottoscrivendone in quot e paritetiche (20% ciascuna) il capitale sociale iniziale pari a 2,5 milioni. Successivamente, nel mese di marzo 20 26, l’assemblea straordinaria dei soci di BP Holding ha deliberato un aumento di capitale a pagamento per complessivi 40 milioni, sottoscritto pro-quota dalle banche partecipanti. Tale aumento è risultato strumentale per l’ac quisizione dal FITD del 90% più una azione del capitale sociale di Banca Progetto S.p.A., perfezionata il 30 marzo 2026. L’operazione ha consentito la ricostituzione degli orga ni sociali e la conseguente chiusura dell’amministrazione straordinaria di Banca Progetto in data 31 marzo 2026.
Alla data del 30 giugno 2026, il Gruppo detiene pert anto una partecipazione del 20% in BP Holding S.p.A., classificata tra le partecipazioni in società collegat e, con un valore di bilancio pari a 8,5 milioni.
Con riferimento alle operazioni di derisking del portafoglio creditizio di Banca Progetto, il coinvolgimento del Gruppo Banco BPM si è concretizzato nella sottoscrizione di quote del fondo FIA Finint Ananteo, avente ad oggetto crediti deteriorati, per un ammontare di 78,8 milioni, nonché di notes emesse nell’ambito delle cartolarizzazioni di crediti performing per complessivi 64,0 milioni. Tali investimenti risult ano assistiti da un articolato sistema di garanzie rilasciate dal FITD. Tenuto conto dei rimborsi delle notes di cartolarizzazione intervenuti nel peri odo, pari a 3,9 milioni, l’investimento residuo detenuto dal Gruppo Banco BPM nell’ambito dell’o perazione ammonta, al 30 giugno 2026, a 147,4 milioni.
Alla data di approvazione della presente Relazione finanzia ria semestrale non sono emersi eventi o circostanze tali da richiedere la rilevazione di oneri, accantonamenti o passività a carico del Gruppo connessi alla partecipazione detenuta in BP Holding S.p.A. o, più in generale, all’operazione di risanamento nel suo complesso.
Acquisizione del 100% del capitale sociale di Profamily SPV S.r.l.
A seguito della conclusione dell’operazione di cartolarizza zione realizzata da Profamily SPV S.r.l., nel mese di maggio 2026 Banco BPM ha acquisito il 100% del capitale sociale della società. Nel successivo mese di giugno l’Assemblea dei Soci ha deliberato lo scioglimento anticipato e la messa in liquidazione della stessa.
Acquisizione del 20% del capitale sociale di Castello SGR S.p.A.
In data 29 giugno 2026 Anima Holding S.p.A. ha perfezionato l’acquisto da OCM OPPS Xb ITA Investments S. à r.l.
(OCM), società riconducibile a Oaktree Capital Management, della partecipazione residua pari al 20% del capitale sociale di Castello SGR S.p.A., già detenuta dal Gruppo per l’80%. L’operazione si inserisce nel contesto degli accordi sottosc ritti nel 2023 in occasione dell’acquisizione, da parte di Anima Holding, dell’80% del capitale sociale di Castello SGR, nell’ambito dei quali erano stati previsti uno Shareholder’s Agreement e un Put&Call Options Agreement re lativi, inter alia, alla partecipazione residua del 20% detenuta da OCM.
In particolare, su richiesta della controparte, è stata eserci tata in via anticipa ta, rispetto al termine originariamente previsto del 1° agosto 2026, la put option relativa all’intera partecipazione residua.
L’esercizio anticipato dell’opzione ha comportato la definizione di un corrisp ettivo fisso, definitivo e non soggetto ad aggiustamenti pari a 19,0 milioni.
A esito del perfezionamento dell’operazione, Anima Holdin g detiene il 100% del capitale di Castello SGR, con conseguente cessazione del patto parasociale con il socio di minoranza.
L’operazione ha determinato un impatto positivo sul pat rimonio netto di pertinenza della Capogruppo pari a complessivi 1,7 milioni, derivante dall a combinazione dell’effetto economico negativo connesso alla rimisurazione della passività iscritta per l’acquisto dell’interessenza residu a, pari a 3,1 milioni, e, per il residuo importo, dalla riclassifica del patrimonio netto di pertinenza di terzi.
Accettazione dell’offerta vincolante per la vend ita del 100% di Sagim S.r.l. Società Agricola
In data 8 giugno 2026 Agriurbe S.r.l. in liquidazione, società interamente controllata da Banco BPM, ha accettato un’offerta vincolante per la cessione del 100% del capitale sociale di Sagim S.r.l. Società Agricola, società dalla stessa integralmente detenuta, per un corrispettivo pari a 11,0 milioni.
20 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ A seguito dell'accettazione dell’offerta, la partecipazione detenuta nella controllata Sagim S.r.l. Società Agricola è classificata in dismissione ai sensi dell’IFRS 5. Conseguentem ente le attività e le passività della partecipata risultano iscritte rispettivamente nelle voci sintetiche dell’attivo “Attiv ità non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” e del passivo “Passività associate ad attività in via di dismissione” dello stato patrimoniale consolidato.
In conformità alle disposizioni del citato principio contabile , poiché il corrispettivo pattuito risulta superiore al valore di carico della partecipazione, il benefi cio economico netto stimato, pari a circa 2,3 milioni, non è stato rilevato nella presente Relazione finanziaria semestrale e sarà invece contabilizzato al momento del perfezionamento dell’operazione.
Altri eventi del periodo
Operazioni di provvista e di capitale
Sul fronte delle operazioni di raccolta, nel febbraio 2026 la Capogruppo ha concluso una nuova emissione riservata a investitori istituzionali di titoli Social Senior Preferred per un ammontare pari a 500 milioni, cedola fissa del 3,0% e scadenza 5 anni.
Si tratta del primo Social Bond italiano del 2026 emesso nell’ambito del Green, Social and Sustainability Bonds Framework che incrementa il totale delle emissioni ESG di Banco BPM, effettuate sino a febbraio 2026, a 8 miliardi.
Nello stesso mese, Banco BPM ha concluso il collocamen to di una nuova emissione di Covered Bond, destinata a investitori istituzionali, per un ammontare di 1 miliardo e scadenza 6 anni a valere sul proprio programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da 10 miliardi.
Si tratta della prima emissione di European Covered Bond (Premium) di Banco BPM nel 2026 e del primo bond da 1 miliardo collocato sul mercato dal Gruppo.
In data 30 giugno 2026, con data regolamento ad inizio luglio, la Capogruppo ha concluso una nuova emissione subordinata Tier 2 riservata a investitori istituzionali con scadenza gennaio 2038 e possibilità di rimborso anticipato a gennaio 2033, per un ammontare pari a 500 milioni e cedola annua fissa del 4,125% fino a gennaio 2033. Si tratta del primo Green Tier 2 Bond emesso da una banca italiana. Il titolo, emesso a valere sul Programma Euro Medium Term Notes, incrementa il totale delle emissioni ESG di Banco BPM, effettuate sino a giugno 2026, a 8,5 miliardi. I proventi sono destinati al rifinanziamento di Eligible Green Loans , come definiti nel Green, Social and Sustainability Bonds Framework di Banco BPM.
In relazione alle operazioni di rimborso, nel primo semestre Banco BPM ha esercitato il di ritto di rimborso anticipato del titolo subordinato Tier 2 emesso nel dicembre 2020 per un ammontare pari a 350 milioni con scadenza gennaio 2031, richiamato alla pari il 14 gennaio 2026, e del titolo Tier 2 emesso il 29 giugno 2021 per un ammontare pari a 300 milioni con scadenza dieci anni (gennaio 2031), richiamato alla pari il 29 giugno 2026.
A seguito del richiamo, i titoli sono stati canc ellati e delistati dalla Borsa del Lussemburgo.
Da ultimo, per quanto riguarda gli strumenti di capitale Ad ditional Tier 1, nel gennaio 2026 Banco BPM ha esercitato il diritto di rimborso anticipato dello strumento emesso ne l gennaio 2021, per un ammontare pari a 400 milioni. In maggior dettaglio, il titolo, collocato presso investitori isti tuzionali, è stato richiamato alla pari in data 19 gennaio 2026.
Assemblea straordinaria dei Soci
Il 23 febbraio 2026 si è tenuta l’Assemblea straordina ria dei Soci di Banco BPM S.p.A. che ha approvato a larghissima maggioranza – a seguito dell’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle competenti Autorità di Vigilanza in data 17 febbraio 2026 – una serie di modifiche dello Statuto Sociale.
Le modifiche statutarie sono state approvate al fine di ad eguare il modello di governance della Banca alle novità introdotte dalla Legge n. 21/2024 ("Legge Capitali"), con particolare riguardo alla disciplina della lista del Consiglio di Amministrazione uscente per il rinnovo dell’organo amministrativo, prevista dall’art. 147-ter del TUF, e alle relative disposizioni di attuazione introdotte dall’art. 144-quater del Regolamento Emittenti.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 21 Assemblea ordinaria dei Soci
In data 16 aprile 2026 si è tenuta l’Assemblea dei Soci che, tra le altre, ha deliberato a larghissima maggioranza di approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 de lla Capogruppo e la destinazione dell’utile netto pari a 2.099 milioni. Più in dettaglio l’Assemblea ha delibera to la distribuzione di un dividendo cash per azione di Euro 0,54 per complessivi 818,2 milioni, che ha avut o luogo il giorno 22 aprile 2026 ( payment date ) con data di stacco cedola il 20 aprile 2026 (ex date) e record date il 21 aprile 2026, nonché la destinazione di un ammontare pari a 6,0 milioni a finalità di assistenza, beneficenza e pubblico interesse come previsto dallo Statuto sociale. L’Assemblea ha inoltre proceduto a nomi nare i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale che rimarranno in carica per gli esercizi 2026-2027-2028.
Il Consiglio di Amministrazione ha su ccessivamente provveduto a nominare l’Amministratore Delegato, Giuseppe Castagna, il Vice Presidente Eugenio Rossetti e i membri dei Comitati endo-consiliari.
Attività ispettive e procedimenti delle Autorità di Vigilanza
Nel corso del normale svolgimento della propria attività, il Gruppo è stato oggetto di accertamenti ispettivi promossi dalle differenti Autorità di Vigilanza. In particolare, nell'ambito del sistema europeo di vigilanza bancaria ( Single Supervisory Mechanism ), il Gruppo è soggetto alla vigilanza prudenzi ale e, a seguito del riconoscimento dello status di conglomerato finanziario, alla vigilanza supplementare della Banca Centrale Europea (BCE); con riferimento a specifiche tematiche, l'attivi tà di vigilanza è di competenza diretta della Banca d'Italia e di Consob e, per quanto riguarda le compagnie assicurative del Gruppo, dell’Is tituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS).
Nell’ambito della propria operatività, il Gruppo è soggetto altresì a procedimenti di contestazione da parte delle autorità pubbliche, tra le quali le Auto rità di Vigilanza sopra menzionate, il cui esito è incerto e che potrebbero portare all’eventuale irrogazione di sanzioni il cui importo non è atte ndibilmente stimabile, in particolare nelle fasi iniziali dei procedimenti. Nel corso del primo semestre 2026, il Gruppo non è stato dest inatario di sanzioni di importo significativo; si segnala per completezza che a giugno 2026 la Consob ha irrogato a Banco BPM e Banco BPM Vita sanzioni amministrative pecuniarie per complessivi euro 570.000, relative a viol azioni dell’art. 17 del Regolamento (UE) n. 596/2014 e dell’art. 187 quinquiesdecies del D.lgs. 58/1998 nel contesto dell'OPA su Anim a Holding. Le sanzioni sono state integralmente pagate.
L'attività di vigilanza comporta lo svolgiment o di ordinarie e ricorrenti verifiche ispettive ( on site/off site inspection ) cui si affiancano attività di verifica a distanza, condotte a ttraverso scambi informativi stru tturati e continuativi piuttosto che attraverso richieste specifiche di documentazione e a pprofondimenti tematici. Le attività ispettive sono, per la maggior parte, già concluse con il rilascio delle cosiddette Final follow-up letter o delle Final decision, attraverso le quali BCE comunica le azioni correttive richieste in relazione agli ambiti di miglioramento rilevati. Nei casi in cui le attività ispettive abbiano interessato aspetti con potenz iale impatto sulla rappresentazione patrimoniale, le osservazioni formulate, così come gli elementi informativi acquisiti durante tutto il processo, sono stati debitamente considerati, ove rilevanti, nell'ambito della valutazione delle attività/passività aziendali. Nei casi in cui le attività ispettive abbiano evidenziato ambiti di miglioramento nel co ntesto dei processi esaminati, il Gruppo ha predisposto specifici piani di azione correttivi.
Sono di seguito elencate le ispezioni di Banco BPM e - ov e specificato, relative anche alle controllate bancarie -
avviate nel 2026 nonché le ispezioni che si sono concluse con la ricezione della decisione, contenente requisiti vincolanti, per le quali sono in corso i relativi piani di rimedio.
Verifiche da parte della BCE:
• in materia di Business model and profitability with the purpose digital transformation-strategy / business plan / budgeting : l’ispezione iniziata il 1° ottobre e condotta on site , si è conclusa il 12 dicembre 2025;
• in materia di Internal governance and risk management with the purpose assessing internal governance and risk management (Risk Appetite Framework ): l’ispezione iniziata il 26 febbraio e condotta on site , si è conclusa il 22 maggio 2026;
• in materia di Internal governance e risk management in relazione a Bancassurance : l’ispezione iniziata il 17 febbraio e condotta on site , si è conclusa il 14 maggio 2025. In data 9 febbraio 2026 la Banca ha ricevuto una Follow up letter senza alcun requisito vincolante;
22 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ • per la valutazione della gestione del rischio di sicurezza informatica ( Cybersecurity ), in data 2 agosto 2024 la Banca ha ricevuto la decisione nella quale sono cont enuti 5 requisiti vincolanti per i quali gli interventi correttivi sono in corso;
• in materia di rischio di credito e di co ntroparte, con riferimento al portafoglio Retail – Residential Real Estate (RRE), ispezione avente ad oggetto la valutazione della conformità normativa del framework per l’implementazione del principio contabile IFRS 9, l’ispezione, iniziata il 30 settembre 2024 e condotta on site, si è conclusa il 13 dicembre 2024. In data 26 marzo 2025, la Banca ha ricevuto il rapporto finale che non rileva carenze significative, mostrand o talune aree di miglioramento (relative a forbearance , gestione delle garanzie e modelli per il calcolo della svalutazione forfettaria sui crediti non pe rforming); le attività di rimedio sono tuttora in corso con scadenza settembre 2026;
• in materia di rischio di credito: l’ispezione, iniziata in data 8 settembre 2025 e condotta on site , si è conclusa il 10 dicembre 2025 e ha avuto ad oggetto la valutazione di una modifica dei modelli interni per la stima dei parametri di rischio PD, LGD, LGD in default e ELBE, per le seguenti classi di esposizione: Corporate – SME, Corporate - Specialized lending, Retail - Other SME, Retail - Secured by real estate SME, Corporate –
Other ;
• in materia di rischio di tasso e variazione degli spread creditizi con riferimento al Banking Book: l’ispezione, iniziata il 18 maggio 2026 e condotta on site , si è conclusa il 10 luglio 2026.
Verifiche da parte della Banca d’Italia:
• in relazione all'utilizzo del sistema IRB, in particolare gli static pool (dati e procedure di gestione) e il funzionamento e il monitoraggio dei sistemi di valutazione del credito nell’ambito dell’ECAF ( Eurosystem Credit Assessment Framework ): l’ispezione, condotta on site , è iniziata in data 26 maggio 2026 e si è conclusa in data 28 maggio 2026;
• in materia di analisi del processo di collaborazione attiva per i finanziamenti assistiti da garanzia pubblica:
l’ispezione, condotta on site , per la verifica dell’adeguatezza del processo, è iniziata in data 3 giugno 2025 e conclusa in data 8 agosto 2025. In data 16 dicembre 2025 è stato consegnato il rapporto ispettivo che si è concluso accertando 3 rilievi di cui 1 di conformità e 2 gestionali, per i quali gli interventi correttivi sono in corso di definizione;
• in ambito antiriciclaggio, in materia di monitoragg io transazionale: Banco BPM, in data 13 marzo 2025, ha ricevuto l’esito dell’accertamento ispettivo che ha in dividuato un unico rilievo di tipo gestionale. Il piano di interventi correttivi si è concluso;
• nell’ambito del credito al consumo e del credito immobiliare ai consumatori: verifica dell’adeguatezza degli assetti organizzativi e di controllo, delle policy e delle procedure in tema di concessione dei prestiti, per la tutela del consumatore in difficoltà e la prevenzione de l rischio da sovra-indebitamento. L’ispezione, condotta on site , è iniziata in data 21 novembre 2023 e si è chiusa il 2 febbraio 2024. Banco BPM, in data 16 aprile 2024, ha ricevuto l’esito dell’ accertamento ispettivo che ha individuato elementi di miglioramento in termini di procedure e di prassi, in particolare nella gest ione della fase precontrattuale. Il piano di interventi correttivi è in corso.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 23
RISULTATI
Premessa
Gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico nel seguito esposti sono rappresentati in forma riclassificata, secondo criteri gestionali, al fine di fornire in modo tempestivo indicazioni sull’andamento generale del Gruppo fondate su dati economico-finanziari aggr egati di rapida e facile comprensione.
Detti prospetti sono stati costruiti a partire dagli schemi di bilancio previsti dalla Circolare di Banca d’Italia n.
262/2005 e successivi aggiornamenti, seguendo i medesimi criteri di aggregazione e di classificazione applicati in sede di predisposizione del bilancio consolidato al 31 dice mbre 2025, fatti salvi gli effetti di alcune modifiche nei criteri di redazione e/o dell’introduzione di nu ove operatività, come nel seguito illustrato.
A decorrere dall’esercizio 2026, gli oneri sostenuti nell’ambit o di operazioni di cartolarizzazione sintetica, connessi all’acquisto di protezione del rischio di credito su portafog li di finanziamenti, sono rappresentati nella voce “Altri proventi ed oneri di gestione”, ridenominata rispetto al precedente aggregato “Altri proventi netti di gestione”.
Fino al bilancio al 31 dicembre 2025, tali oneri erano inclusi nella voce “Commissioni nette” del conto economico riclassificato. La riclassificazione adottata a partire dall’esercizio 2026 è finalizzata a una più coerente rappresentazione della loro natura sotto il profilo gestionale, migliorando la comprensione dell’andamento dell’aggregato dei ricavi di natura commerciale “Provent i core”, nel quale sono incluse le commissioni nette.
I dati dei periodi precedenti sono stati conseguentemente riesposti per garantire un confronto su basi omogenee.
In aggiunta, gli utili (perdite) su commodities detenute con finalità di negoziazione, rilevati nella voce del conto economico ufficiale “230. Altri oneri/proventi di gestio ne”, sono ricondotti nella voce del conto economico riclassificato “Risultato netto finanziari o”. Non si è proceduto alla riesposizione dei periodi precedenti in quanto tale operatività non era presente.
Da ultimo si segnala che, ai fini di un corretto confronto dei dati comparativi, i saldi patrimoniali ed economici di Anima Holding e delle società da essa controllate sono stat i consolidati, linea per linea, nel bilancio del Gruppo a partire dal 1° aprile 2025, data di acquisizione del controllo. Pertanto, i risultati economici del primo semestre 2026 non sono pienamente confrontabili con quelli del corrisp ondente periodo dell’esercizio precedente, nel quale il contributo del Gruppo Anima del primo trimestre 2025 figura va nella voce “Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto”, in ragione della qualificazione della partecipazione detenuta (21,973%) come interessenza in società collegata. Al fine di permettere una più completa valutazione dei ri sultati economici del primo semestre 2026 tramite confronto con i risultati del corrispondente periodo dell’eserciz io precedente, è stato predisposto un conto economico riclassificato, allegato alla presente Relazione, redatto assumendo che l’acquis izione del controllo di Anima Holding S . p . A . f o s s e s t a t a p e r f e z i o n a t a i n d a t a 1 ° g e n n a i o 2 0 25 (nel seguito, per brevità denominato conto economico “proforma”).
Pertanto, nel commento dei principali aggregati economici il richiamo ai dati proforma è da riferirsi a tale prospetto.
24 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ Prospetti contabili riclassificati
Stato patrimoniale consolidato riclassificato
(migliaia di euro) 30/06/2026 31/12/2025 Variazioni Cassa e disponibilità liquide 2.813.532 5.606.509 (2.792.977) (49,8%) Finanziamenti valutati al costo ammortizzato 104.733.714 103.612.461 1.121.253 1,1%
- Finanziamenti verso banche 3.575.565 3.898.893 (323.328) (8,3%)
- Finanziamenti verso clientela 101.158.149 99.713.568 1.444.581 1,4% Altre attività finanziarie 69.586.695 62.747.309 6.839.386 10,9%
- al fair value con impatto a conto economico 19.895.524 14.806.816 5.088.708 34,4%
- al fair value con impatto sulla redditività complessiva 15.953.938 16.029.052 (75.114) (0,5%)
- al costo ammortizzato 33.737.233 31.911.441 1.825.792 5,7% Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione 19.875.237 18.830.017 1.045.220 5,6% Partecipazioni 1.450.154 1.452.559 (2.405) (0,2%) Attività materiali 2.396.102 2.481.158 (85.056) (3,4%) Attività immateriali 3.187.224 3.214.115 (26.891) (0,8%) Attività fiscali 2.577.294 2.909.743 (332.449) (11,4%) Attività non correnti e gruppi di attività in dismissione 198.106 196.649 1.457 0,7% Altre voci dell'attivo 4.061.538 4.845.787 (784.249) (16,2%) Totale attività 210.879.596 205.896.307 4.983.289 2,4% Raccolta diretta bancaria 140.051.795 132.387.516 7.664.279 5,8%
- debiti verso clientela 118.330.095 109.264.870 9.065.225 8,3%
- titoli e altre passività finanziarie 21.721.700 23.122.646 (1.400.946) (6,1%) Raccolta diretta assicurativa 19.041.035 18.172.488 868.547 4,8%
- passività finanziarie valutate al fair value delle imprese di assicurazione 4.372.869 4.005.177 367.692 9,2%
- passività assicurative 14.668.166 14.167.311 500.855 3,5% Debiti verso banche 9.418.129 6.573.282 2.844.847 43,3% Debiti per leasing 645.671 670.854 (25.183) (3,8%) Altre passività finanziarie valutate al fair value 18.010.680 27.160.390 (9.149.710) (33,7%) Altre passività finanziarie delle imprese di assicurazione 67.840 79.398 (11.558) (14,6%) Fondi del passivo 726.057 861.065 (135.008) (15,7%) Passività fiscali 504.860 551.625 (46.765) (8,5%) Passività associate ad attività in via di dismissione 1.225 - 1.225 n.s.
Altre voci del passivo 6.706.129 3.854.526 2.851.603 74,0% Totale passività 195.173.421 190.311.144 4.862.277 2,6% Patrimonio di pertinenza di terzi 83.105 80.487 2.618 3,3% Patrimonio netto del Gruppo 15.623.070 15.504.676 118.394 0,8% Patrimonio netto consolidato 15.706.175 15.585.163 121.012 0,8% Totale passività e patrimonio netto 210.879.596 205.896.307 4.983.289 2,4%
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 25 Conto economico consolidato riclassificato
(migliaia di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 (*) Variazioni Margine di interesse 1.537.044 1.602.082 (4,1%) Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 51.418 63.370 (18,9%) Commissioni nette 1.420.529 1.247.758 13,8% Risultato dell'attività assicurativa 87.180 79.844 9,2% Proventi core 3.096.171 2.993.054 3,4% Risultato netto finanziario 143.273 87.062 64,6% Altri proventi ed oneri di gestione (43.224) (56.104) (23,0%) Proventi operativi 3.196.220 3.024.012 5,7% Spese per il personale (881.244) (890.190) (1,0%) Altre spese amministrative (343.500) (321.381) 6,9% Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali (143.411) (135.799) 5,6% Oneri operativi (1.368.155) (1.347.370) 1,5% Risultato della gestione operativa 1.828.065 1.676.642 9,0% Costo del credito verso clientela (156.818) (164.213) (4,5%) Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie (3.588) 2.280 n.s.
Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali (11.548) (4.250) 171,7% Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri 8.311 3.401 144,4% Totale rettifiche e accantonamenti (163.643) (162.782) 0,5% Risultato lordo dell'operatività corrente 1.664.422 1.513.860 9,9% Imposte sul reddito del periodo dell'opera tività corrente (555.020) (445.625) 24,5% Risultato netto dell'operatività corrente 1.109.402 1.068.235 3,9% Utili (Perdite) su partecipazioni e investimenti al netto delle imposte 82 887 (90,8%) Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte (25.923) (20.210) 28,3% Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte
1.398
2.746
(49,1%)
Oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale al netto delle imposte
(8.569)
(30.699)
(72,1%)
Impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte - 201.831 n.s.
Utile (Perdita) di pertinenza di terzi (16.098) (8.325) 93,4% Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 1.060.292 1.214.465 (12,7%) (*) I dati riferiti al periodo precedente sono stati rideterminati per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli s ulla comparabilità dei dati si fa rinvio a quanto illustrato in Premessa alla sezione “Risultati” della presente Relazione.
26 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ Conto economico consolidato riclassificato - Evoluzione trimestrale
Voci del conto economico riclassificate (migliaia di euro) Es. 2026 Es. 2025 (*) II trim. I trim. IV trim. III trim. II trim. I trim.
Margine di interesse 785.659 751.385 767.466 757.943 785.148 816.934 Risultato delle partecipazioni valutate a patri monio netto 25.453 25.965 29.325 28.216 23.563 39.807 Commissioni nette 712.456 708.073 686.795 641.217 653.842 593.916 Risultato dell'attività assicurativa 45.628 41.552 47.905 34.773 42.778 37.066 Proventi core 1.569.196 1.526.975 1.531.491 1.462.149 1.505.331 1.487.723 Altri proventi ed oneri di gestione (20. 734) (22.490) (8.978) ( 14.720) (29.791) (26.313) Risultato netto finanziario 118.220 25.053 (48.525) 9.822 72.681 14.381 Proventi operativi 1.666.682 1.529.538 1.473.988 1.457.251 1.548.221 1.475.791 Spese per il personale (441.724) (439. 520) (461.057) (446.820 ) (456.161) (434.029) Altre spese amministrative (178.853) ( 164.647) (164.304) (171.779 ) (176.808) (144.573) Rettifiche di valore nette su attività materiali e imma teriali (73.124) (70. 287) (74.824) (72.707 ) (69.200) (66.599) Oneri operativi (693.701) (674.454) (700.185) (691.306) (702.169) (645.201) Risultato della gestione operativa 972.981 855.084 773.803 765.945 846.052 830.590 Costo del credito verso clientela (75.202) (81.616) (142.085) (90. 282) (88.694) (75.519) Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie ( 485) (3.103) 738 391 (1.211) 3.491 Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali (9.629) (1.919) (6.404) 3.363 (3.419) (831) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (375) 8.686 (11.102) 5.154 1.504 1.897 Totale rettifiche e accantonamenti (85.691) (77.952) (158.853) (81.374) (91.820) (70.962) Risultato lordo dell'operatività corrente 887.290 777.132 614.950 684.571 754.232 759.628 Imposte sul reddito del periodo dell' operatività corrente (277.862) (277.158 ) (141.201) (216.313) (202.624) (243.001) Risultato netto dell'operatività corrente 609.428 499.974 473.749 468.258 551.608 516.627 Utili (Perdite) su partecipazioni e investimen ti al netto delle impo ste 151 (69) 1.315 69 641 246 Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto de lle imposte (12.905) (13.018) ( 14.417) (13.282) (13.185) (7.025) Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte 438 960
(1.260)
1.197
1.255
1.491
Oneri sistemici al netto dell e imposte - - (9.643) - - -
Oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale al netto delle imposte
(6.679)
(1.890)
(20.483)
(1.081)
(30.013)
(686)
Impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte - - - - 201.831 -
Impairment su client relationship, avviam enti e partecipazioni - - (4.429) - - -
Utile (Perdita) di pertinenza di terzi (9.833) (6.265) (7.582) (4.889) (8.327) 2 Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 580.600 479.692 417.250 450.272 703.810 510.655 (*) I dati riferiti ai periodi precedenti sono stati rideterminati per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli s ulla comparabilità dei dati si fa rinvio a quanto illustrato in Premessa alla sezione “Risultati” della presente relazione.
Nota metodologica
Di seguito si fornisce informativa sulle aggregazioni e su lle principali riclassificazion i sistematicamente effettuate rispetto agli schemi di bilancio previsti dalla Circolare n. 262/2005, in conformità a quanto richiesto dalla Consob con la comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
Ai fini della predisposizione dello stato patrimoniale consol idato, le voci dell’attivo sono state riclassificate come
segue:
• l’aggregato “Finanziamenti valutati al costo ammort izzato” è rappresentato dalla voce “40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” con esclusione dei titoli di debito, ricomp resi nelle “Altre attività finanziarie e derivati di copertura” e delle attività finanziarie al costo ammortizzato di pertinenza delle imprese di assicurazione, esposte nell’aggregato “Att ività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione” dello stato patrimoniale riclassificato. Sono inoltre esclusi i titoli senior rivenienti da operazioni di cessione di crediti deteriorati, esposti tra le “Altre attività finanziarie e derivati di copertura”;
• l’aggregato “Altre attività finanziarie e derivati di copertura” si compone delle voci 20, 30 e 50, ad eccezione delle attività finanziarie di pertinenza de lle imprese di assicurazione, esposte nell’aggregato “Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assi curazione” dello stato patrim oniale riclassificato. Tale
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 27 aggregato include inoltre l’ammontare dei titoli di debi to valutati al costo ammortizzato e dei titoli senior rivenienti da operazioni di cessione di crediti deteriorati in precedenza citati;
• l’aggregato “Attività finanziarie di pertinenza delle im prese di assicurazione” accorpa le poste finanziarie attive riconducibili all’operatività assicurativa (voc i dell’attivo: “20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico”, “30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva”, “40. Attività finanzia rie valutate al costo ammortizzato”, “50. Derivati di copertura”);
• l’aggregato “Altre voci dell’attivo” si compone delle vo ci residuali “60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)” e “130. Altre attività”. Sono altresì ricondotte le attività assicurative (voce 80 dell’attivo di stato patrimoniale).
Le principali voci del passivo dello stato patrimoniale so no state invece oggetto delle seguenti riclassifiche:
• l’aggregato “Raccolta diretta bancaria” si compone delle voci “10.b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: debiti verso clientela”, con esclusione dei debiti per leasing verso clientela (esposti nella voce omonima dello stato patrimoniale riclassificato) e dei de biti verso clientela di pertinenza delle imprese di assicurazione (esposti nella voce “Raccolta diretta assicurativa” dello stato patrimoniale riclassificato); “10.c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: ti toli in circolazione” e “30. Passività finanziarie designate al fair value ”, al netto dei certificates a capitale protetto, ricompresi nell’aggregato “Altre passività finanziarie valutate al fair value ”, e delle passività finanziarie designate al fair value delle imprese di assicurazione, esposte nella voce “Raccolta diretta assicurativa”;
• l’aggregato “Raccolta diretta assicurativa” comprende le passività delle compagnie assicurative per le polizze sottoscritte dalla clientela. Trattasi, in particol are, delle voci del passivo “30. Passività finanziarie designate al fair value ”, per le polizze unit linked, e “110. Passività assicurative”, per i restanti prodotti
assicurativi;
• la voce “Debiti verso banche” si riferisce alla vo ce “10.a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: debiti verso banche”, con esclusione dei debiti per leasing verso banche (esposti nella voce omonima dello stato patrimoniale riclassificato) e dei de biti verso banche di pertinenza delle imprese di assicurazione (esposti nella voce “Raccolta diretta assicurativa” dello stato patrimoniale riclassificato);
• nella voce “Debiti per leasing” sono rilevate le passività al costo ammortizzato verso banche e clientela relative alle operazioni di leasing, come in precedenza descritto;
• l’aggregato “Altre passivit à finanziarie valutate al fair value ” comprende le voci “20. Passività finanziarie di negoziazione”, incrementata dell’importo dei certificates a capitale protetto come descritto in precedenza, e “40. Derivati di copertura”;
• la voce “Altre passività finanziarie delle imprese di assicurazione” include i debiti verso banche e verso la clientela delle imprese di assicurazione, non correlati ag li impegni verso gli assicurati, rilevati nella voce del passivo “10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato”;
• nell’aggregato “Fondi del passivo” confluiscono le voci “90. Trattamento di fine rapporto del personale” e “100. Fondi per rischi ed oneri”;
• l’aggregato “Altre voci del passivo” si compone delle voci residuali “50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)” e “80. Altre passività”;
• l’aggregato “Patrimonio netto del Gruppo” è rappresent ato dalle voci “120. Riserve da valutazione”, “140.
Strumenti di capitale”, “150. Riserve”, “155. Acconti su dividendi”, “170. Capitale”, “180. Azioni proprie (-)” e “200. Utile/Perdita d’esercizio”.
Per quanto concerne invece le principali voci del conto economico riclassificato, nel seguito vengono dettagliate le aggregazioni e riclassifiche più significative:
• il “Margine di interesse” è rappresentato dal saldo algebr ico degli interessi attivi e proventi assimilati (voce 10) ed interessi passivi ed oneri assimilati (voce 20), al netto degli effetti della PPA, raccordata nella voce del conto economico riclassificato “Impatto della Purc hase Price Allocation (PPA ) al netto delle imposte”, nonchè del margine di pertinenza delle imprese di assi curazione, esposto nella voce “Risultato dell’attività
assicurativa”;
• il “Risultato delle partecipazioni valutate al patrimonio netto” evidenzia la quota di pertinenza dei risultati economici delle partecipate valutate al patrimonio netto (compresi nella voce 250);
• la voce “Commissioni nette” corrisponde al saldo tra le commissioni attive (voce 40) e passive (voce 50), al
netto:
- degli oneri sostenuti nell’ambito di operazioni di ca rtolarizzazione sintetica, connessi all’acquisto di protezione del rischio di credito su portafogli di finanz iamenti, esposti nella voce “Altri proventi ed oneri
di gestione”;
28 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________
- del contributo delle commissioni attive e passive di pertinenza delle imprese di assicurazione, esposte nella voce “Risultato dell’attività assicurativa”;
Sono inoltre ricondotte alla presente voce: - le commissioni upfront relative al collocamento di certificates attraverso la rete del Gruppo, nonché le componenti reddituali che remunerano l’attività di strutturazione e la copertura dei rischi sui certificates emessi, collocati o strutturati dal Gruppo e quelle deriva nti dall’attività di vendita di contratti derivati di copertura alla clientela retail e corporate, contabiliz zate nella voce 80 dello schema ufficiale “Risultato netto dell'attività di negoziazione”;
- le commissioni relative al collocamento di prodotti assicurativi riconosciute dalle compagnie del Gruppo alla rete distributiva di Banco BPM, diverse dalle commissioni prepagate 1. Pur essendo oggetto di eliminazione nell’ambito del processo di consolidamen to, la loro esposizione a saldi aperti consente di evidenziare il contributo economico dei diversi settori operativi, in coerenza con le logiche gestionali e con l’informativa di settore prevista dall’IFRS 8. Il co rrispondente effetto di segno opposto è rilevato nella voce “Risultato dell’attività assicurativa”;
• la voce “Risultato dell’attività assicurativa” si compon e delle voci specificatamente riconducibili al business assicurativo rappresentate da “160. Risultato dei serv izi assicurativi” e “170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa”, in tegrate della quota relativa a interessi attivi e passivi, commissioni attive e passive 2, altri proventi ed oneri e risultato netto finanziario riconducibile alle compagnie assicurative. In coerenza con i criter i di rappresentazione gestionale del Contractual Service Margin consolidato sono invece escluse le spese per il personale, le altre spese amministrative, le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali e gli altri proventi ed oneri attribuibili all’attività assicurativa, ricondotti a voce propria nello schema del conto economico riclassificato. E’ inoltre escluso dalla presente voce l’effetto della PPA relativa alle passività assicurative delle compagnie, raccordata nella voce del conto economico riclassificato “Impatti della Purchase Pric e Allocation (PPA) al netto delle imposte”;
• l’aggregato del “Risultato netto finanziario” si compon e delle seguenti voci: “Dividendi e proventi simili” (voce 70), “Risultato netto dell’attività di negoziazione” (voce 80), “Risultato netto dell’attività di copertura” (voce 90), “Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” (voce 110) e “utili/perdite da cessione o riac quisto” (voce 100), al netto dei ricavi riconducibili all’attività di collocamento, struttu razione e copertura dei rischi dei certificates , nonché dei ricavi derivanti dalla vendita di derivati di copertura alla clientela re tail e corporate, ricondotti nella voce in precedenza elencata “Commissioni nette”, cui si rinvia per ulteriori dettagli. Sono inoltre esclusi dall’aggregato gli effetti derivanti dalla variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates , rilevati nella specifica voce del conto economico riclassificato “Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR), al netto delle imposte”, al fine di isolare componenti valutative che, in ottica gestionale, non sono ritenute rappresentative della redditività oper ativa del Gruppo. Sono altresì escluse le componenti del risultato netto finanziario di pertinenza delle co mpagnie di assicurazione del Gruppo, ricondotte alla voce “Risultato dell’attività assicurativa”. Nell’aggregato in esame confluiscono infine gli utili e le perdite su commodities detenute con finalità di negoziazione, rilevati ne lla voce “230. Altri oneri/proventi di gestione” dello schema ufficiale di conto economico;
• la voce “Altri proventi ed oneri di gestione” è rappresentata dalla voce di bilancio “230. Altri oneri/proventi di gestione”, al netto principalmente dai recuperi per imposte indirette, spese legali ed altre spese, che ai fini riclassificati sono esposti a riduzione della voce “A ltre spese amministrative”, nonché degli utili (perdite) su commodities detenute con finalità di negoziazione, ricondotti nella voce del conto economico riclassificato “Risultato netto finanziario”, come in precedenza descri tto. In tale aggregato confluiscono invece gli oneri sostenuti nell’ambito di operazioni di cartolarizzazi one sintetica, connessi all’acquisto di protezione del rischio di credito su portafogli di finanziamenti, rapp resentati nella voce delle commissioni passive del conto
economico ufficiale;
• la voce “Spese per il personale” è rappresentata dalla voce di bilancio “190. a) Spese per il personale” integrata/rettificata di alcune componenti funzionalmente connesse con il personale rilevate in bilancio nelle voci “190. b) Altre spese amministrative” e “230. Altr i oneri/proventi di gestione”. L’aggregato in esame comprende infine una quota di spese per il personale co nnesse all’attività di collocamento che, nello schema ufficiale, viene stornata in quanto ricompresa nel calcolo del Contractual Service Margin consolidato
1 Trattasi delle commissioni che le compagnie corrispondono al dist ributore in via anticipata rispetto ai flussi che saranno suc cessivamente incassati dalla clientela. La banca distributrice rileva tali commissioni upfront , poiché la prestazione di distribuzione è stata integralmente eseguita. Per le compagnie assicurative, invece, le medesime co mmissioni costituiscono costi di acquisizione direttamente attri buibili ai contratti assicurativi e sono pertanto ripartite lungo il periodo di copertura, in coerenza con il principio di competenza econ omica.
2 Si veda quanto rappresentato ne lla voce “Commissioni nette”.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 29 confluito nella voce “Risultato netto dell’attività assicura tiva” riconducibili all’attività assicurativa riclassificata dalla voce “Risultato netto dell’attività assicurativa”;
• la voce “Altre spese amministrative” corrisponde alla voce di bilancio 190 b) al netto principalmente dei recuperi per imposte indirette, spese legali ed altre sp ese, comprese nella voce “230 Altri oneri/proventi di gestione”, come in precedenza descritto. Sono inoltre esclusi alcuni oneri operativi “una tantum”, sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straor dinario che hanno impatto sulla struttura organizzativa del Gruppo o che si inseriscono nelle progettualità finalizzate all’integrazione di aggregazioni aziendali perfezionate nei precedenti esercizi. Tali costi risultano esposti, al netto del relativo effetto fiscale, in una voce separata del conto economico riclassificato denominata “Oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale al netto delle imposte”. L’aggregato in esame comprende infine una quota delle altre spese amministrative connesse all’attività di colloca mento che, nello schema ufficiale, viene stornata in quanto ricompresa nel calcolo del Contractual Service Margin consolidato confluito nella voce “Risultato netto dell’attività assicurativa”;
• la voce “Rettifiche di valore nette su attività material i e immateriali” corrisponde alle voci di bilancio 210 e 220, al netto delle rettifiche di intangibili a vita definita ( client relationship e value of business acquired ), raccordate nella voce del conto economico riclassificato “Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte”. L’aggregato in esame comprende inoltre una quota delle rettifiche di valore connesse all’attività di collocamento che, nello schema ufficiale, viene stornata in quanto ricompresa nel calcolo del Contractual Service Margin consolidato confluito nella voce “Risultato netto dell’attività assicurativa”;
• il “Costo del credito verso clientela” prende avvio dalle voci del conto economico “130 a). Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad atti vità finanziarie valutate al costo ammortizzato” e “140.
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazi oni”, limitatamente alle componenti riferibili ai finanziamenti verso la clientela. Tale aggregato è inol tre integrato del risultato riferito alle cessioni di finanziamenti alla clientela, rilevato nella voce 100 del conto economico ufficiale;
• la voce “Utili (perdite) su partecipazioni e investimenti al netto delle imposte” è costituita dalle voci “250.
Utili (Perdite) delle partecipazioni” e “280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti” del conto economico ufficiale, depurate della quota di pertinenza dei risu ltati economici delle partecipate valutate al patrimonio netto, rilevata separatamente nell’aggregato riclassificato “Risultato delle partecipazioni valutate al patrimonio netto”. La voce è rappresentata al netto del correlato effetto fiscale.
Si ricorda infine che il conto economico riclassificato del primo semestre dell’esercizio precedente evidenziava nella voce ad hoc “Impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte” l’impatto positivo derivante dalla rivalutazione al fair value della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima dell’acquisizione del controllo, conseguente al riallineamento del valore di bilancio al prezzo dell’OPA. Tale impatto era rilevato contabilmente nelle voci del conto economico ufficiale “U tili (Perdite) delle partecipazioni” e “Imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente”.
Negli allegati al bilancio consolidato semestrale abbrevia to vengono forniti i prospetti di raccordo tra gli schemi contabili riclassificati e quelli predisposti in base al la Circolare n. 262 con evidenza analitica delle singole riclassifiche.
La presente Relazione include anche informazioni che non rientrano nell’informativa contabile predisposta in applicazione dei principi contabili di riferimento e/o della normativa che disciplina la redazione dei bilanci bancari.
Tali informazioni, ove rilevanti, sono qualificate come informazioni “gestionali”.
In aggiunta all’informativa finanziaria predisposta sulla bas e dei principi contabili internazionali IFRS, la presente Relazione contiene alcuni indicatori alternativi di performanc e (IAP) individuati al fine di facilitare la comprensione dell’andamento gestionale del Gruppo Banco BPM.
I suddetti indicatori sono definiti e rappresentati in coer enza con le linee guida dell’European Securities and Markets Authority (ESMA) del 5 ottobre 2015 (ESMA/2015/1415), recepiti da Consob con la Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015.
In particolare, si precisa che gli indicatori alternativi di performance:
• si basano esclusivamente su dati storici e non sono indicativi di performance future;
• non sono determinati in base ai principi contabili IFRS e non sono soggetti a revisione contabile;
30 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ • sono calcolati sulla base dei prospetti contabili riclassificati, se non diversamente specificato, e devono essere letti congiuntamente alle informazioni finanz iarie del Gruppo contenute nella presente Relazione;
• poiché non tutte le società calcolano gli IAP in mo do omogeneo, gli indicatori utilizzati da Banco BPM potrebbero non essere coerenti con parametri simili utilizzati da altre società;
• sono calcolati in modo coerente e omogeneo per i period i cui si riferiscono le informazioni finanziarie della presente Relazione.
Oltre agli aggregati patrimoniali ed economici rappresentati negli schemi di bilancio riclassificati, di seguito sono illustrati i principali ulteriori IAP contenuti nella pr esente Relazione, con indicazione della metodologia di
determinazione:
• raccolta diretta bancaria : comprende la provvista da clientela rapp resentata da depositi e conti correnti a vista e vincolati, titoli obbligazionari emessi, certificati di deposito e altri titoli, debiti e certificates a capitale protetto riferiti all’attivi tà bancaria del Gruppo. Non è invece inclus a la raccolta relativa alle imprese di
assicurazione;
• raccolta diretta “core" : provvista da clientela riferita ai soli conti correnti e depositi;
• raccolta diretta assicurativa : include le forme di provvista classifica te tra le passività assicurative e le passività finanziarie relative alle imprese di assicurazione;
• raccolta indiretta : dato gestionale che rappresenta le risorse finanziare della clientela affidate in gestione (risparmio gestito) o in amministrazione (risparmio amministrato), al netto della raccolta sottostante i certificates a capitale protetto, inclusi nella raccolta diretta;
• attività finanziarie della clientela : tale aggregato comprende la raccolta diretta bancaria e la raccolta indiretta, come sopra illustrate;
• impieghi/crediti netti verso clientela : aggregato rappresentato dai finanziamenti verso clientela valutati al costo ammortizzato al netto dei crediti vers o la clientela che, a seguito dell’applicazione dell’IFRS 9, devono essere obbligatoriamente valutati al fair value . Sono inoltre esclusi i titoli senior rivenienti da operazioni di cessione di crediti deteriorati, esposti tra le attività finanziarie;
• impieghi/crediti netti performing “core" : aggregato composto da mutui e altri finanziamenti, conti correnti, carte di credito e prestiti personali;
• esposizioni nette deteriorate : aggregato che include sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate;
• NPE ratio lordo : ratio ottenuto dal rapporto tra le esposizioni deteriorate lorde e quelle totali lorde riferite all’aggregato patrimoniale dei “Finanziamenti valu tati al costo ammortizzato verso clientela”;
• NPE ratio netto : ratio ottenuto dal rapporto tra le esposizioni de teriorate nette e quelle totali nette riferite all’aggregato patrimoniale dei “Finanziamenti valu tati al costo ammortizzato verso clientela”;
• costo del credito o costo del rischio : calcolato come rapporto tra le rettifiche di valore nette su crediti verso la clientela (dato annualizzato) ed il totale delle esposizioni per cassa verso la clientela valutate al costo ammortizzato al netto delle rettifiche di valore;
• indice di copertura dei crediti deteriorati : calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore nette su crediti deteriorati e l'importo dei credit i deteriorati lordi per cassa verso la clientela valutati al costo ammortizzato;
• indice di copertura delle sofferenze : calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore nette su sofferenze e l'importo delle sofferenze lorde;
• indice di copertura delle inadempienze probabili : calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore nette su inadempienze probabil i e l'importo delle inadempienze probabili lorde;
• indice di copertura de lle esposizioni scadute : calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore nette su esposizioni scadute e l'importo delle esposizioni scadute lorde;
• indice di copertura delle esposizioni in bonis : calcolato come rapporto tra l'ammontare delle rettifiche di valore nette sul totale delle esposizioni in bonis e l'importo delle esposizi oni totali lorde in bonis;
• sofferenze nette/crediti verso clientela (netti) : calcolato come rapporto tra l'ammontare delle sofferenze nette sul totale delle esposizioni per cassa verso la clientela valutate al costo ammortizzato al netto delle rettifiche di valore”;
• inadempienze probabili nette/credi ti verso clientela (netti) : calcolato come rapporto tra l'ammontare delle inadempienze probabili nette sul tota le delle esposizioni per cassa verso la clientela valutate al costo ammortizzato al netto delle rettifiche di valore”;
• sofferenze nette/patrimonio netto : calcolato come rapporto tra l'ammontare delle sofferenze nette sul patrimonio netto;
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 31 • texas ratio : calcolato come rapporto tra il valore netto dei cr editi deteriorati e il patrimonio netto tangibile del Gruppo (al netto dei relativi effetti fiscali);
• patrimonio netto tangibile : differenza tra l’ammontare del patrimonio netto di pertinenza del Gruppo e l’importo delle attività immateriali (al ne tto dei relativi effetti fiscali differiti);
• attività finanziarie e derivati di copertura/totale attivo : calcolato come rapporto tra l’aggregato delle “Altre attività finanziarie” desumibile dallo st ato patrimoniale riclassificato e il totale attivo;
• derivati attivi/totale attivo : calcolato come rapporto tra l’aggregato dei derivati di negoziazione e di copertura esposti nell’attivo stato patrimoniale e il totale attivo;
• derivati di negoziazione attivi/totale attivo : calcolato come rapporto tra l’ammontare dei derivati di negoziazione esposto nella voce di bilancio 20 a) dell'attivo di stato patrimon iale "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - detenute per la negoziazione” e il totale attivo;
• derivati di copertura attivi/totale attivo : calcolato come rapporto tra l’ammontare dei derivati di copertura esposto nella voce di bilancio 50 dell'attivo di stato patrimoniale “Derivati di copertura” e il totale
attivo;
• derivati di negoziazione netti/totale attivo : calcolato come rapporto tra l'aggregato dei derivati di negoziazione netti (corrispondente allo sbilancio, in valore assoluto, tra i derivati compresi nella voce di bilancio 20 a) dell'attivo "Atti vità finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - detenute per la negoziazione" e 20 del passivo "Passività fina nziarie di negoziazione") ed il totale attivo;
• loan to deposit ratio (impieghi netti/raccolta diretta): calcolato come rapporto tra i “Finanziamenti valutati al costo ammortizzato verso clientela” e l’aggregato della raccolta diretta bancaria con certificates;
• ricavi “core” : aggregato composto da margine d'interesse , risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto, commissioni nette e risultato dell'attività assicurativa;
• cost/income ratio (oneri operativi/proventi operativi) : calcolato come rapporto tra oneri operativi e proventi operativi risultanti dallo sc hema del conto economico riclassificato;
• margine di interesse/proventi operativi : calcolato come rapporto tra gli aggregati del margine di interesse e dei proventi operativi desumi bili dal conto econom ico riclassificato;
• commissioni nette/proventi operativi : calcolato come rapporto tra gli aggregati delle commissioni nette e dei proventi operativi desumibi li dal conto econom ico riclassificato;
• crediti a clientela (netti) per dipendente : calcolato come rapporto tra i “Finanziamenti valutati al costo ammortizzato verso clientela” e il numero medio dei dipendenti;
• proventi operativi per dipendente : calcolato come rapporto tra i proventi operativi (dato annualizzato) e il numero medio dei dipendenti;
• oneri operativi per dipendente : calcolato come rapporto tra gli oneri operativi (dato annualizzato) e il numero medio dei dipendenti;
• risultato adjusted : risultato al netto delle componenti non ricorrenti descritte nel successivo paragrafo.
Gli indici regolamentari di patrimonializzazione e di li quidità contenuti nella presente Relazione sono calcolati applicando le specifiche disposizioni normative e regolamentari.
Componenti non ricorrenti del conto ec onomico consolidato riclassificato
Con la Comunicazione n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006 la Consob ha invitato le società emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati italiani a fornir e informazioni sull’incidenza degli eventi od operazioni il cui accadimento risulta non ricorrente.
Si precisa che la policy adottata dal Gruppo, in continuità con quella applicata per l’esercizio 2025, prevede che siano classificati come non ricorrenti:
• i risultati delle operazioni di cessione di tutte le at tività immobilizzate (partecipazioni, immobilizzazioni materiali) ad esclusione delle attività finanziarie rientranti nel portafoglio Hold to Collect (“HtC”) alienabili nel rispetto delle soglie di significatività e frequenza previste dal principio contabile IFRS 9;
• gli utili e le perdite delle attività non correnti in via di dismissione;
• le componenti economiche di importo significativo connesse ad operazioni di efficientamento, ristrutturazione, ecc. (es. oneri per il ricorso al fondo esuberi, incentivazioni all’esodo, oneri per
fusione/integrazione);
• le componenti economiche di importo significativo che non sono destinate a ripetersi frequentemente (es.
penali, impairment di attività materiali, avviamenti ed al tre attività immateriali, addebiti/accrediti
32 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ straordinari da parte dei Fondi di Risoluzione e del Fond o Interbancario di Tutela dei Depositi, effetti connessi a cambi di normativa, risultati eccezionali);
• gli impatti economici derivanti dalla valutazione al fair value degli immobili ed altre attività materiali (opere
d’arte);
• gli effetti fiscali connessi agli impatti economici di cui ai punti precedenti.
Al contrario sono solitamente considerati ricorrenti:
• gli impatti economici derivanti dalla cessione o valutazione di tutte le attività finanziarie (diverse dai crediti), ivi comprese quelle rientranti nel portaf oglio HtC e delle passività finanziarie;
• fatti salvi casi eccezionali, gli impatti economici derivanti da aspetti valutativi (rettifiche di valore su crediti ed altre attività finanziarie o accantonamenti per rischi ed oneri);
• gli impatti economici derivanti da variazioni dei parametri valutativi di riferimento considerati dai modelli valutativi applicati in modo continuativo;
• gli impatti economici di importo singolarmente non significativo o non determinabile aventi natura di sopravvenienze attive e/o passive (es. costi e ricavi e/ o rettifiche di costi e ricavi di competenza di altri
esercizi);
• gli effetti fiscali connessi agli impatti economici di cui ai punti precedenti.
Alla luce dei criteri sopra enunciati, si segnala che nel pr imo semestre 2026 sono state rilevate le seguenti componenti
non ricorrenti:
• nella voce “risultato della valutazione al fair value delle attività materiali” sono rilevate svalutazioni nette per -11,5 milioni, per tenere conto degli aggiornamenti di valore peritali e delle trattative di vendita in corso;
• le “imposte sul reddito dell’operatività corrente” includono gli effetti fiscali delle citate componenti non ricorrenti, per un impatto complessivo pari a +3,8 milioni;
• la voce “utili/perdite su partecipazioni ed investimenti al netto delle imposte” include l’impatto, positivo per 0,1 milioni, derivante dalla cessione di attività materiali;
• nella voce “oneri relativi a operazioni di aggregazio ne e ristrutturazione aziendale al netto delle imposte” sono rilevati alcuni oneri operativi “una tantum” conn essi all’aggregazione del Gruppo Anima e all’acquisto della quota di minoranza di Castello SGR per un import o, al netto del relativo effetto fiscale, pari a 8,6 milioni (9,4 milioni lordi).
Nel complesso, le componenti non ricorrenti hanno avuto, sul risultato netto del primo semestre 2026, un impatto negativo pari a -16,2 milioni.
Escludendo gli impatti sopra descritti, il risultato netto ( adjusted ) del primo semestre si attesterebbe a 1.076,5 milioni.
Nel primo semestre 2025 erano invece state rile vate le seguenti componenti non ricorrenti:
• nella voce “margine di interesse” era rilevato l’ammontare degli interessi riscossi a seguito della favorevole sentenza della Corte di Cassazione riguardante il conten zioso fiscale relativo alla pretesa indeducibilità dei costi connessi ai reati dell’ex Banca Popolare Italiana, pari a 35,9 milioni;
• nella voce “risultato della valutazione al fair value delle attività materiali” erano rilevate svalutazioni nette per -4,2 milioni, per tenere conto degli aggiornamenti di valore peritali;
• nella voce “accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri” era rilevato il rilascio di stanziamenti effettuati in precedenti esercizi relativi alla stima degli oneri a fronte di alcuni impegni contrattuali per +7,4 milioni;
• le “imposte sul reddito dell’operatività corrente” includ evano gli effetti fiscali delle citate componenti non ricorrenti, nonché l’impatto positivo, pari a +9,5 milion i, connesso alla cancellazione delle imposte differite conseguente alla cessione di una partecipata. L’effetto complessivo sulla voce in esame ammontava a -3,0
milioni;
• la voce “utili/perdite su partecipazioni ed investimen ti al netto delle imposte” includeva l’impatto, positivo per 0,9 milioni, derivante dalla cessione di attività materiali;
• nella voce “oneri relativi a operazioni di aggregazio ne e ristrutturazione aziendale al netto delle imposte” erano rilevati alcuni oneri operativi “una tantum” sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straordinario con impatto sulla struttura organizzati va del Gruppo o finalizzate all’integrazione di aggregazioni aziendali perfezionate nei precedenti eser cizi. L’impatto complessivo, al netto del relativo effetto fiscale, ammontava a -30,7 milioni (-45,2 milioni lordi);
• nella voce “impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte” era rilevato l’impatto positivo, derivante dalla rivalutazione al fair value della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 33 dell’acquisizione del controllo, conseguente al rialline amento del valore di bilancio al prezzo dell’OPA, pari a complessivi 201,8 milioni al netto del relativo effetto fiscale.
Nel complesso, le componenti non ricorrenti di competenza del primo semestre 2025 erano quindi risultate positive per 208,0 milioni.
Ove ritenute significative, le informazioni sull’incidenza che eventi od operazioni non ricorrenti o che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento dell’attività hanno sulla situazione patrimoniale e finanziaria, nonché sui flussi finanziari del Gruppo, sono fornite nell’ambito delle specifiche sezioni delle Note illustrative che illustrano l’evoluzione delle voci patrimoniali.
Nel seguito vengono illustrate le principali gran dezze patrimoniali ed economiche al 30 giugno 2026.
Dati patrimoniali consolidati
L’attività di intermediazione creditizia
La raccolta diretta
(migliaia di euro) 30/06/2026 Inc.% 31/12/2025 Inc.% Var. ass. Var. % Conti correnti e depositi 105.754.144 75,5% 105.089.859 79,4% 664.285 0,6%
- conti correnti e depositi a vista 103.648. 237 74,0% 103.814.790 78,4% (166.553) (0,2%)
- depositi a scadenza e c/c vincolati 2. 105.907 1,5% 1.275.069 1,0% 830.838 65,2% Titoli 21.721.700 15,5% 23.122.646 17,5% (1.400.946) (6,1%)
- obbligazioni e passività valutate al fair va lue 21.720.962 15,5% 23.121.850 17,5% (1.400.888) (6,1%)
- certificati di deposito e altri ti toli 738 0,0% 796 0,0% (58) (7,3%) Pronti contro termine 10.905.801 7,8% 2.504.942 1,9% 8.400.859 335,4% Finanziamenti ed altri debiti 1.670.150 1,2% 1.670.069 1,3% 81 0,0% Raccolta diretta bancaria 140.051.795 100,0% 132.387.516 100,0% 7.664.279 5,8% Altra raccolta (Certificate s a capitale protetto e altre passività al fair value)
4.068.134
4.786.679
(718.545)
(15,0%)
Totale raccolta diretta bancaria con certificates 144.119.929 137.174.195 6.945.734 5,1%
La raccolta diretta bancaria (con certificates ) al 30 giugno 2026 ammonta a 144,1 miliardi, in crescita del 5,1% nel confronto con il 31 dicembre 2025.
Più in dettaglio, nel periodo si osserva un incremento delle operazioni di pronti contro termine di 8,4 miliardi, a fronte della contrazione della componente rappresentata dai titoli obbligazionari emessi (-1,4 miliardi) per effetto dei rimborsi dei titoli giunti a scadenza solo parzialm ente compensati dalle nuove emissioni del periodo.
La provvista garantita dallo stock di certificates a capitale incondizionatamente protetto e dalle altre passività al fair value al 30 giugno 2026 si attesta a 4,1 miliardi, in calo rispetto al dato di 4,8 miliardi del 31 dicembre 2025.
La voce raccolta diretta assicurativa , che include l’aggregato costituito dalle passività finanziarie e assicurative delle imprese di assicurazione, ammonta a 19,0 miliardi e comprende l’apporto di Banco BPM Vita e BBPM Life (18,2 miliardi al 31 dicembre 2025).
34 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ La raccolta indiretta
(migliaia di euro) 30/06/2026 Inc.% 31/12/2025 Inc.% Var. ass. Var. %
Raccolta gestita:
- Fondi comuni e SICAV 90.220.801 31,3% 87.634.153 30,6% 2.586.649
- Gestioni patrimoniali mobiliari e GPF 32.686.811 11,3% 36.555.966 12,8% (3.869.155)
- Polizze assicurative 85.284.791 29,6% 85.875.147 30,0% (590.357)
- Wrapping Gruppo Anima (*) 18.522. 099 6,4% 17.908.720 6,3% 613.379 Totale raccolta gestita 226.714.502 78,7% 227.973.986 79,7% (1.259.484) (0,6%) Raccolta amministrata 63.644. 331 60.868.285 2.776.046 Wrapping Gruppo Anima (*) 293.552 295.782 (2.230) Raccolta sottostante certificates a capitale protetto (2.554.975) (3.178.127) 623.152 Totale raccolta amministrata 61.382.907 21,3% 57.985.940 20,3% 3.396.968 5,9% Totale raccolta indiretta 288.097.409 100,0% 285.959.926 100,0% 2.137.483 0,7% (*) Il c.d. “wrapping” è rappresentato della raccolta indiretta relativa a investimenti da parte di prodotti del Gruppo Anima i n altri prodotti del Gruppo Anima, rivolti sia a clientela retail che istituzionale (pari a 18,8 miliardi, di cui 18,5 miliardi a livello di raccolta gestita e 0, 3 miliardi di raccolta amministrata).
La raccolta indiretta è pari a 288,1 miliardi, 130,3 miliardi senza considerare l’apporto del Gruppo Anima, in aumento, su basi omogenee, del 3, 3% rispetto al 31 dicembre 2025.
La componente della raccolta gestita ammonta a 226,7 miliardi, 70,7 miliardi senza considerare l’apporto del Gruppo Anima, con una crescita rispetto al dato di 69,8 miliardi del 31 dice mbre 2025 (+1,4% su basi omogenee), concentrata principalmente nel comparto dei prodotti assicurativi e dei fondi e Sicav. La raccolta amministrata si attesta a 61,4 miliardi, 59,6 mi liardi senza considerare l’apporto del Gruppo Anima, con un aumento di 3,2 miliardi (+5,8%) rispetto al dato di 56,4 miliardi di fine 2025.
I crediti verso la clientela
(migliaia di euro) 30/06/2026 Inc.% 31/12/2025 Inc.% Var. ass. Var. % Mutui 75.736.002 74,9% 75.303. 525 75,5% 432.477 0,6% Conti correnti 7.386.084 7,3% 7.491.238 7,5% (105.154) (1,4%) Pronti contro termine 4.046.692 4, 0% 4.041.222 4,1% 5.470 0,1% Leasing finanziario 201.644 0,2% 238.273 0,2% (36.629) (15,4%) Carte di credito, prestiti personali e cessioni de l quinto 361.929 0,4% 374.655 0,4% (12.726) (3,4%) Altre operazioni 13.425.798 13,3% 12.264.655 12,3% 1.161.143 9,5% Totale crediti netti verso la clientela 101.158.149 100,0% 99.713.568 100,0% 1.444.581 1,4%
Gli impieghi netti verso la clientela ammontano al 30 giugno 2026 a 101,2 miliardi, in crescita di 1,4 miliardi rispetto al dato del 31 dicembre 2025; l’incremento si riferisce alle esposizioni performing (+1,6%), mentre le esposizioni non performing registrano una contrazione del 14,0%. Nel prim o semestre il volume di nuove erogazioni è stato pari a 13,8 miliardi1. Si conferma la qualità del portafoglio dei crediti “core”, caratterizzato da una elevata percentuale di posizioni secured , in particolare nel segmento Small Business (61%2).
L’informativa relativa ai rischi diretti o indiretti nei confronti di clientela residente in Russia, in Ucraina e in Medio Oriente è riportata nella “Parte A - Altri aspetti - Impatti dei conflitti Russia-Ucraina e Medio Oriente”, cui si rinvia per maggiori dettagli.
Per quanto concerne infine le misure di sostegno attuate dal Gruppo nei confronti della clientela colpita dalla crisi conseguente alla pandemia Covid-19, si rinvia alla “Parte A - Altri aspetti – Misure di sostegno Covid-19 da parte del Gruppo rappresentate da finanziamenti con garanzia pubblica”.
La qualità del credito
Si precisa che le informazioni contenute nel successivo paragrafo relative alla qualità del credito si riferiscono ai finanziamenti verso clientela compresi nel portafoglio de lle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.
1 Dato gestionale.
2 Dato gestionale.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 35 Finanziamenti al costo ammortizzato verso clientela
(migliaia di euro) 30/06/2026 31/12/2025 Var. ass. Var. % Esposizione netta Inc.% Esposizione
netta Inc.%
Sofferenze 326.919 0,3% 354.685 0,4% (27.766) (7,8%) Inadempienze probabili 698.387 0,7% 820.688 0,8% (122.301) (14,9%) Esposizioni scadute deteriorate 19.729 0,0% 39.257 0,0% (19.528) (49,7%) Esposizioni deteriorate 1.045.035 1,0% 1.214.630 1,2% (169.595) (14,0%) Finanziamenti non deteriorati 100.113.114 99,0% 98.498.938 98, 8% 1.614.176 1,6% Esposizioni in bonis 100.113.114 99,0% 98.498.938 98,8% 1.614.176 1,6% Totale crediti verso la clientela 101.158.149 100,0% 99.713.568 100,0% 1.444.581 1,4%
(migliaia di euro) 30/06/2026 31/12/2025
Esposizione
lorda Rettifiche di
valore
complessive Esposizione
netta Copertura Esposizione lorda Rettifiche di
valore
complessive Esposizione
netta Copertura
Sofferenze 825.520 (498.601) 326.919 60,4% 850.266 (495.581) 354.685 58,3% Inadempienze probabili 1.157.852 (459.465) 698. 387 39,7% 1.346.120 (525.432) 820.688 39,0% Esposizioni scadute deteriorate 30.895 (11.166) 19.729 36,1% 54.767 (15.510) 39.257 28,3% Esposizioni deteriorate 2.014.267 (969.232) 1.045.035 48,1% 2.251.153 (1.036.523) 1.214.630 46,0% di cui: forborne 515.313 (196.651) 318.662 38,2% 686.264 (286.412) 399.852 41,7% Esposizioni in bonis 100.571.980 (458.866) 100.113.114 0,46% 98.951.161 (452.223) 98.498.938 0,46% di cui: primo stadio 93.153.817 (105.191) 93.048.626 0,1% 90.934.641 (97.022) 90.837.619 0,1% di cui: secondo stadio 7.418.164 (353.675) 7.064.489 4,8% 8.016.520 (355.201) 7.661.319 4,4% di cui: forborne 1.210.761 (97.277) 1.113.484 8,0% 1.219.211 (98.401) 1.120.810 8,1% Totale crediti verso la clientela 102.586.247 (1.428.098) 101.158.149 1,4% 101.202.314 (1.488.746) 99.713.568 1,5%
L’importo netto indicato corrisponde alla voce “Finanziamenti ” di cui alla tabella 4.2 della Note illustrative – Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela”, per la parte riferi ta alle società del Gruppo Bancario; non è pertanto incluso il contributo delle imprese di assicurazione pari a 3,6 milioni.
Le esposizioni nette deteriorate (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate) ammontano al 30 giugno 2026 a 1,0 miliardi.
L’esame delle componenti dell’aggregato evidenzia la seguente dinamica:
• sofferenze nette pari a 0,3 miliardi, in flessione del 7,8% rispetto al 31 dicembre 2025;
• inadempienze probabili nette pari a 0,7 miliardi, in calo del 14,9% rispetto a inizio anno;
• esposizioni scadute nette pari a 20 milioni (39 milioni al 31 dicembre 2025).
L’incidenza delle esposizioni deteriorate rispetto al totale de gli impieghi al lordo delle re ttifiche di valore è pari al 2,0%, in calo rispetto al 2,2% di inizio anno. Anche al netto delle rettifiche di valore si osserva un’incidenza in calo all’1,0% rispetto all’1,2% del 31 dicembre scorso.
L’indice di copertura dell’intero aggregato dei crediti deteri orati si attesta al 48,1% (46,0% al 31 dicembre 2025).
In maggior dettaglio, al 30 giugno 2026 il gr ado di copertura risulta essere il seguente:
• sofferenze 60,4% (58,3% al 31 dicembre 2025);
• inadempienze probabili 39,7% (39,0% al 31 dicembre 2025);
• esposizioni scadute 36,1% (28,3% al 31 dicembre 2025).
L’indice di copertura delle esposizioni in bonis è pari allo 0,46%, stabile rispetto a inizio anno.
36 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ Le attività finanziarie
(migliaia di euro) 30/06/2026 Inc.% 31/12/2025 Inc.% Var. ass. Var. % Titoli di debito 53.233.673 76,5% 49.950.281 79,6% 3.283.392 6,6% Titoli di capitale 2.664.429 3,8% 2.059.029 3,3% 605.400 29,4% Quote di O.I.C.R. 1.423.735 2,0% 1.431.189 2,3% (7.454) (0,5%) Totale portafoglio titoli 57.321.837 82,4% 53.440.499 85,2% 3.881.338 7,3% Strumenti derivati di negoziazione e di copertura 2.972.018 4,3% 2.641.224 4,2% 330.794 12,5% Finanziamenti 9.292.840 13,4% 6.665.586 10,6% 2.627.254 39,4% Totale attività finanziarie 69.586.695 100,0% 62.747.309 100,0% 6.839.386 10,9%
Le attività finanziarie del comparto bancario , corrispondenti all’aggregato riclassificato “Altre attività finanziarie”, ammontano a 69,6 miliardi e sono in crescita del 10,9% rispetto a 62,7 miliardi del 31 dicembre 2025;
l’incremento è principalmente concentrato nei titoli di debito (+ 3,3 miliardi, riferiti prevalentemente al comparto dei titoli detenuti per la negoziazione) e nelle operazioni pron ti contro termine di impiego (+2,6 miliardi). Al 30 giugno 2026 l’aggregato in esame comprende titoli di debito per 53, 2 miliardi, titoli di capita le e quote di OICR per 4,1 miliardi, operazioni pronti contro termine di impiego per 8,6 miliardi e strumenti derivati ed altri finanziamenti per 3,7 miliardi. Le esposizioni in titoli di debito emessi da Stati Sovrani sono pari a 41,9 miliardi di cui 18,6 miliardi rappresentati da titoli di Stato italiani. Gli investimenti in ti toli di debito emessi da Stati sovrani sono classificati tra l e attività finanziarie valutate al costo am mortizzato per 28,1 miliardi, nel portaf oglio delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 10,2 mi liardi e tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico per 3,6 miliardi.
Nelle tabelle seguenti viene fornito il dettaglio delle attività finanziarie per forma tecnica e portafoglio di appartenenza.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(migliaia di euro) 30/06/2026 Inc.% 31/12/2025 Inc.% Var. ass. Var. % Titoli di debito 5.627.290 28,3% 3.326.548 22,5% 2.300.742 69,2% Titoli di capitale 579.641 2,9% 742.269 5,0% (162.628) (21,9%) Quote di O.I.C.R. 1.423.735 7,2% 1.431.189 9,7% (7.454) (0,5%) Totale portafoglio titoli 7.630.666 38,4% 5.500.006 37,1% 2.130.660 38,7% Derivati finanziari e creditizi 2.972.018 14,9% 2.641.224 17,8% 330.794 12,5% Finanziamenti 9.292.840 46,7% 6.665.586 45,0% 2.627.254 39,4% Totale complessivo 19.895.524 100,0% 14.806.816 100,0% 5.088.708 34,4%
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(migliaia di euro) 30/06/2026 Inc.% 31/12/2025 Inc.% Var. ass. Var. % Titoli di debito 13.869.150 86,9% 14.712.292 91,8% (843.142) (5,7%) Titoli di capitale 2.084.788 13,1% 1.316.760 8,2% 768.028 58,3% Totale 15.953.938 100,0% 16.029.052 100,0% (75.114) (0,5%)
Attività finanziarie valuta te al costo ammortizzato
(migliaia di euro) 30/06/2026 Inc.% 31/12/2025 Inc.% Var. ass. Var. % Titoli di debito 33.737.233 100,0% 31.911.441 100,0% 1.825.792 5,7% Totale 33.737.233 100,0% 31.911.441 100,0% 1.825.792 5,7%
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 37 Esposizione al rischio sovrano
Nella tabella seguente si riporta il dettaglio dell’espo sizione complessivamente detenuta dal Gruppo bancario1 nei confronti degli Stati sovrani al 30 giugno 2026, ripartit a per singolo Paese (importi in migliaia di euro):
Paesi Att. fin. valutate al fair value
con impatto
sul conto economico Att. fin. valutate al fair value
con impatto
sulla redditività
complessiva Att. fin. valutate
al costo
ammortizzato Totale
titoli di debito Italia 3.553.702 2.800.977 12.213.944 18.548.624 Spagna 96 1.205.853 4.080.479 5.286.428 Germania - 1.125.968 3.059.587 4.185.555 Francia 54.486 3.075.266 6.104.549 9.234.301 Austria - 50.541 495.698 546.239 Altri Paesi UE - 166.764 1.375.439 1.542.203 Totale Paesi UE 3.608.284 8.425.369 27.329.696 39.363.349
USA 1 1.611.852 682.126 2.293.979
Cile - 38.834 23.483 62.317 Cina - 61.862 22.780 84.642 Messico - 14.474 18.770 33.244 Hong Kong - 7.816 - 7.816 Altri Paesi 56 57.718 36.485 94.259 Totale altri Paesi 57 1.792.556 783.644 2.576.257 Totale 3.608.341 10.217.925 28.113.340 41.939.606
L’esposizione è concentrata prevalentemente nella Capogr uppo Banco BPM che, alla data del 30 giugno 2026, detiene complessivamente 41,9 miliar di, di cui 18,6 miliardi riferiti a titoli di Stato italiani.
Gli investimenti in titoli di debito sovrano sono classificati per il 67,0% nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, per il 24,36% tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e per l’8,6% nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico in quanto detenute per la negoziazione.
Detta esposizione si riferisce per il 93,9% a titoli emessi da Paesi dell’Unione Europea ed in particolare per circa il 44,3% dal Paese Italia. Si precisa che il Gruppo non presenta esposizioni in titoli di debito di emittenti russi e ucraini, mentre l’esposizione in titoli dello Stato di Israele ammonta a 45 milioni, in termin i di valore nominale, in line a con lo scorso esercizio.
Nelle successive tabelle si forniscono, per i titoli emessi da Paesi UE, informazioni di maggiore dettaglio in termini di ripartizione per portafogli contabili di appartenenza , scaglioni temporali di vita residua e gerarchia di fair value (importi in migliaia di euro).
1 Sono esclusi i titoli di debito detenuti dalle imprese di assicurazione, pari a 10,2 miliardi.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
Stato Scadenza
entro il 2026 Scadenza dal 2027 al 2031 Scadenza dal 2032 al 2036 Scadenza oltre il 2036 Totale fair value al 30/06/2026 Totale fair value per gerarchia
LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
Italia 590.281 2.751.579 190.234 21.608 3.553.702 3.553.702 - -
Francia 54.486 - - - 54.486 54.486 Spagna - - - 96 96 96 - -
Totale 644.767 2.751.579 190.234 21.704 3.608.284 3.608.284 - -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
Stato Scadenza
entro il 2026 Scadenza dal 2027 al 2031 Scadenza dal 2032 al 2036 Scadenza oltre il 2036 Totale fair value al 30/06/2026 Riserva Netta FVTOCI Rettifiche di valore Totale fair value per gerarchia
LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
Italia - 1.351.739 1.052.782 396.456 2.800.977 (20.036) - 2.800.977 - -
Spagna - 234.513 624.087 347.253 1.205.853 (1.005) - 1.205.853 - -
Francia - 917.994 2.145.601 11.671 3.075.266 (101.872) - 3.075.266 - -
Germania 50.469 317.100 758.399 - 1.125.968 (64.222) - 1.125.968 - -
Altri Paesi UE - 103.870 113.435 - 217.305 (3) - 217.305 - -
Totale 50.469 2.925.216 4.694.304 755.380 8.425.369 (187.138) - 8.425.369 - -
Attività finanziarie valuta te al costo ammortizzato
Stato Scadenza
entro il 2026 Scadenza dal 2027 al 2031 Scadenza dal 2032 al 2036 Scadenza oltre il 2036 Totale valore di
bilancio al
30/06/2026 Totale fair value Totale fair value per gerarchia
LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
Italia 511.056 5.102.033 5.322.338 1.278.517 12.213.944 12.365.729 12.365.729 - -
Spagna 176.162 2.152.736 1.662.227 89.354 4.080.479 4.046.221 4.046.221 - -
Francia 224.356 2.839.311 2.080.912 959.970 6.104.549 5.970.801 5.970.801 - -
Germania 139.657 1.093.074 1.826.856 - 3.059.587 2.965.225 2.965.225 Altri Paesi UE - 569.459 395.021 906.657 1.871.137 1.855.438 1.855.438 - -
Totale 1.051.231 11.756.613 11.287.354 3.234.498 27.329.696 27.203.414 27.203.414 - -
38 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE __________________________________________________________________________________________ __________
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 39 La voce attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione include l’apporto al 30 giugno 2026 delle compagnie assicurative Banco BPM Vita e BBPM Li fe per complessivi 19,9 miliardi (18,8 miliardi al 31 dicembre 2025).
Il patrimonio netto e i coefficienti di solvibilità
Il patrimonio netto consolidato di Gruppo al 30 giugno 20 26, comprensivo delle riserve da valutazione e del risultato del periodo, ammonta a 15.623,1 milioni e si confronta con il dato di fine esercizio 2025 , pari a 15.504,7 milioni, con un incremento di 118,4 milioni. Le principali variazioni si riferiscono alla destinazione del risultato dell’esercizio 2025 deliberata dall’Assemblea dei Soci del 16 aprile 2026, (-818,7 milioni, tenuto conto dell’a cconto sui dividendi 2025 corrisposto lo scorso esercizio, pari a 691,6 milioni), al pagamento delle cedole sugli strument i Additional Tier 1 (-46,9 milioni, al netto del relativo effetto fiscale), alle assegnazioni di azioni proprie effettu ate nel semestre a servizio dei piani di incentivazione del personale (+17,8 milioni) e alla variazione degli strumenti di capitale registrata nel periodo per effetto del rimborso anticipato di una emissione di titoli Addi tional Tier 1, emessi nel gennaio 2021 per 400 milioni, al netto dei costi di riacquisto. Sono state infine registrate altre variazioni posi tive per complessivi 1.366,2 milioni riferite prevalentemente al contributo della redditività complessiva registrata nel periodo. Quest’ultima è positiva per 1.375,0 milioni per effetto di un utile netto del periodo pari a 1.060,3 milioni e della variazione positiva delle riserve da valutazione pari a +314,7 milioni, riferita in particolare alla riserva da valutazione relativa alle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, come conseguenz a delle dinamiche dei mercati finanziari osservate nel periodo.
Nella tabella seguente è fornito il raccordo tra il patrimoni o netto e il risultato della Capogruppo e gli stessi dati a livello consolidato.
(migliaia di euro) Patrimonio netto Risultato del
periodo
Saldi al 30/06/2026 come da bilancio della Capogruppo 15.344.743 1.069.242 Effetto della valutazione a patrimonio netto di società collegate (*) 264.845 45.631 Elisione dei dividendi incassati nell’esercizio da società collegate - (58.099) Altre rettifiche di consolidamento 13.482 3.518 Saldi al 30/06 /2026 come da bilancio consolidato 15.623.070 1.060.292 (*) La differenza tra l’effetto della valutazione a patrimonio netto delle società collegate sul risultato di periodo, pari a 4 5,6 milioni, e la voce “Risultato delle partecipazioni valutate al patrimonio netto”, pari a 51,4 milioni, è riconducibile al risultato della collegata PiùVera Assicur azioni, già incluso nel bilancio della Capogruppo per effetto della valutazione a patrimonio netto della controllata Banco BPM Vita, che detiene la partecipazione nel la suddetta società.
40 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ Coefficienti di solvibilità - normativa di riferimento e requisiti da rispettare
Con comunicazione del 22 ottobre 2025 Banca d’Italia ha confermato, per l’esercizio 2026, il Gruppo Bancario Banco BPM come istituzione a rilevanza sistemica ( Other Systemically Important Institution , O-SII), stabilendo l’obbligo del mantenimento di una riserva O-SII pari allo 0,50% dei requisiti regolamentari.
Con comunicazione del 27 marzo 2026 Banca d’Italia ha conferma to il coefficiente della riserva di capitale anticiclica (Countercyclical Capital Buffer ) relativo alle esposizioni verso controparti italiane allo zero per cento anche per il secondo trimestre 2026.
Il 30 ottobre 2025 Banco BPM ha ricevuto da parte della Banca Centrale Europea (“BCE”) la notifica della nuova decisione prudenziale (“ SREP decision ”), contenente gli esiti del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale ( Supervisory Review and Evaluation Process – “SREP”). Tenuto conto delle analisi e delle valutazioni effettuate dall’Autorità di Vigilanza, la BCE ha determinato per il 2026 un “ Pillar 2 Requirement (P2R)” complessivo pari al 2,25%, confermando così il valore valido per il 2025. Tenendo conto anche della nuova riserva di capitale a fronte del rischio sistemico, pari allo 0,678%, e della riserva di capitale anticiclica relativa alle esposizioni verso contropa rti estere, pari allo 0,080%, i requisiti minimi da rispettare su base consolidata al 30 giugno 2026 sono i seguenti 1:
• CET 1 ratio: 9,52%;
• Tier 1 ratio: 11,45%;
• Total Capital ratio: 14,01%.
A partire dal 1° gennaio 2026, è terminato il periodo in cu i era in vigore l’opzione prevista dall’art. 468 del CRR, che permetteva di sterilizzare in sede di calcolo del capitale primario di classe 1 (CET 1) le perdite e gli utili non realizzati derivanti dalla valutazione al Fair Value through Other Comprehensive Income (FVOCI) dei titoli di debito emessi da Amministrazioni Pubbliche classificati nella voce attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Pertanto, non essendo al momento in vigore nessuna norma transitoria, i ratio patrimoniali sono per definizione “fully phased” e di seguito sono confrontati con i corrispondenti dati omogenei riferiti al 31 dicembre 2025.
I ratio patrimoniali al 30 giugno 2026 sono stati calcolati includendo il risultato economico in corso di formazione alla fine del primo semestre 2026, al netto della quota che si prevede di distribuire come dividendo in base alla specifica normativa applicabile. Al riguardo si precisa che sa rà presentata l’istanza di inclusione del suddetto risultato economico nel calcolo dei fondi propri ai sensi di quanto previsto dall’art. 26 paragrafo 2 del Regolamento (UE) n.
575/2013.
Il Common Equity Tier 1 ratio (CET 1 ratio) al 30 giugno 2026 è pari al 14,40% in crescita rispetto al 31 dicembre 2025 (13,58%). Il miglioramento del ratio è conseguente al l’aumento dei fondi propri (+1.044 milioni) che ha più che compensato la crescita delle attività ponderate per il rischio (+3.563 milioni).
Il Tier 1 ratio è pari al 16,42% rispetto al 15,71% del 31 dicembre 2025, mentre il Total Capital ratio è pari al 19,20%, rispetto al 19,12% del 31 dicembre 2025.
Il buffer rispetto al limite previsto per la possibilità di distribuire dividendi ( Maximum Distributable Amount o MDA buffer) risulta pari a 487 p.b. (408 p.b. al 31 dicembre 2025).
1 Tali requisiti, aggiornati al 30 giugno 2026, sono così determinati:
• il requisito minimo di Pillar I pari all’8% (di cui 4,5% di CE T 1, 1,5% in termini di AT 1 e 2% in termini di Tier 2);
• il requisito di P2R comunicato da BCE pari al 2,25% da soddis fare: i) con CET 1 per l’1,266%, ii) con AT 1 per lo 0,422% e iii) con Tier 2 per lo 0,563%;
• la riserva di conservazione del capitale pari al 2,50% da soddisfare interamente con CET 1;
• la riserva O-SII buffer pari allo 0,50% da soddisfare interamente con CET 1;
• la riserva di capitale anticiclica allo 0,080% da soddisfare interamente con CET 1;
• la riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (Syr b) pari allo 0,678% da soddisfare integralmente con CET 1.
Si evidenzia che la riserva di capitale an ticiclica e la riserva di capitale a fronte del rischio sistemico sono rideterminate con frequenza trimestrale in funzione dell’evoluzione delle esposizio ni considerate nelle rispettive basi di calcolo.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 41 La posizione di liquidità e la leva finanziaria
Dal 1° ottobre 2015 è entrato in vigore il Regolamento delegato (UE) n. 61/2015 che impone alle banche di mantenere un determinato livello di liquidità misurata con riferimento ad un orizzonte di breve termine (Liquidity Coverage Ratio, ”LCR”). Il Gruppo Banco BPM presenta al 30 giugno 2026 un indice LCR consolidato pari al 143% rispetto al limite normativo del 100%.
A decorrere dal 30 giugno 2021 l’NSFR, l’indicatore regolament are di liquidità strutturale volto a misurare il rapporto fra fonti stabili di raccolta e fabbisogni stabili di finanzia mento, costituisce un requisito normativo con minimo pari a 100%. Il Gruppo Banco BPM presenta al 30 giugno 2026 un indice NSFR pari a 1231%.
Per quanto riguarda infine il coefficiente di leva finanziari a (“Leverage ratio”), il valore al 30 giugno 2026 si attesta al 5,11%.
Dati economici consolidati
Margine di interesse
(migliaia di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 Var. ass. Var. % Attività finanziarie (titoli) 711.522 631.924 79.598 12,6% Interessi netti verso clientela 1.299.292 1.488.596 (189.304) (12,7%) Interessi netti verso banche (33.531) 5.544 (39.075) n.s.
Titoli emessi e passività finanziarie valutate al fair value (379.112) (406.611) 27.499 (6,8%) Derivati di copertura (saldo netto) (*) (29.614) 1.411 (31.025) n.s.
Interessi netti su altre attività/passività (31.513) (118.782) 87.269 (73,5%) Totale 1.537.044 1.602.082 (65.038) (4,1%) (*) La voce include i differenziali di competenza del periodo relativi ai contratti derivati aventi finalità di copertura delle attività finanziarie (titoli in portafoglio) e delle passività finanziarie emesse.
Il margine di interesse si attesta a 1.537,0 milioni in calo del 4,1% rispetto al dato del primo semestre 2025 (pari a 1.602,1 milioni); al netto delle componenti non ricorrenti rilevate nello scorso esercizio, la variazione risulta pari a -1,9%. Tale dinamica è imputabile principalmente a lla contrazione dello spread commerciale, conseguente
1 Dato gestionale.
42 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ all’andamento dei tassi di interesse, con il tasso Euribor medio a 3 mesi che è passato dal 2,56% del primo trimestre 2025 al 2,20% del secondo trimestre 2026.
Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto
(migliaia di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 Var. ass. Var. % Agos Ducato 40.199 38.122 2.077 5,4% Anima Holding (*) - 15.196 (15.196) n.s.
Banco BPM Assicurazioni (**) - 1.236 (1.236) n.s.
PiùVera Assicurazioni 5.787 1.101 4.686 n.s.
Altre partecipate 5.432 7.715 (2.283) (29,6%) Totale 51.418 63.370 (11.952) (18,9%) (*) Società cons olidata integralmente da l secondo trimestre 2025.
(**) Società incorporata nella compagnia PiùVera Assicurazioni S.p.A. dal 1° novembre 2025.
Il risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto si attesta a 51,4 milioni e si confronta con il dato di 63,4 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio.
L’apporto principale alla voce in esame è fornito dal credito al consumo veicolato dalla quota partecipativa detenuta in Agos Ducato, pari a 40,2 milioni, rispetto a 38,1 mili oni del primo semestre 2025. Nel confronto con l’esercizio precedente va tenuto presente che, la voce in esame comp rendeva anche il contributo della partecipata Anima Holding relativo al primo trimestr e, pari a 15,2 milioni.
Commissioni nette
(migliaia di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 (*) Var. ass. Var. % Commissioni nette Prodotti di Risparmio 730.936 545.697 185.239 33,9%
- Indiretta upfront - gestionale 192.666 191.494 1.172 0,6%
- Indiretta running - gestionale 251.570 240.249 11.321 4,7%
- Anima - margine di produzione 286.700 113.954 172.746 151,6% Commissioni nette Altre 689.593 702.061 (12.468) (1,8%) Investment Banking 57.866 58.797 (931) (1,6%) Protezione Assicurativa (altro) 40.312 42.363 (2.051) (4,8%) Tenuta e gestione dei c/c 116.755 112.415 4.340 3,9% Finanziamenti (incluso credito al consumo e factoring) e crediti di firma 285.251 297.970 (12.719) (4,3%) Servizi di incasso e pagamento, monetica 148.466 140.263 8.203 5,8% Altri servizi imprese 38.676 49.448 (10.772) (21,8%) Altri servizi 2.267 805 1.462 181,6% Totale 1.420.529 1.247.758 172.771 13,8% (*) I dati riferiti al periodo precedente sono stati rideterminati per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli s ulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla premessa della presente sezione “Risultati”.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 43
Le commissioni nette del primo semestre ammontano a 1.420,5 milioni con un incremento del 13,8% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente.
Su base omogenea l’aggregato evidenzia una crescita del 2, 8% rispetto al dato proforma di 1.381,8 milioni del primo semestre 2025.
In maggior dettaglio, le commissioni su prodotti di risparmio e investimento ammontano a 730,9 milioni ed evidenziano un incremento di 185,2 milioni, grazie al contributo del Gruppo An ima (+15,6% su base annua).
Le altre commissioni evidenziano invece un calo di 12,5 milioni principalmente per effetto della riduzione delle operazioni di acquisto di nuovi crediti fiscali conseguente alle limitazioni previste dalla normativa vigente. Al netto del contributo di Anima le commissioni in esame risultano in linea con il primo semestre 2025.
Il risultato dell'attività assicurativa del primo semestre 2026 è pari a 87,2 milioni, rispetto al dato di 79,8 milioni del primo semestre 2025, e comprende il contributo delle compagnie Banco BPM Vita e BBPM Life.
In virtù delle dinamiche descritte, il totale dei proventi core ammonta quindi a 3.096,2 milioni, in crescita rispetto a 2.993,1 milioni registrati nel corrispondente periodo dello scorso esercizio (+3,4%). Su basi omogenee, i proventi core risultano sostanzialmente allineati al dato del primo semestre 2025 (-0,7%).
44 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ Risultato netto finanziario
(migliaia di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 Var. ass. Var. % Risultato netto dell'attività di negoziazione 37.153 189.581 (152.428) (80,4%) Utili/Perdite da cessione di attività finanziarie 18.017 (33.026) 51.043 n.s.
Dividendi e proventi simili su attività finanziarie 130.610 116.365 14.245 12,2% Utili/Perdite da riacquisto di passività finanziarie (664) (127) (537) n.s.
Risultato netto dell'attività di copertura 3.393 10.900 (7.507) (68,9%) Risultato delle attività e passività al fair value (45.236) (196.631) 151.395 (77,0%) Totale 143.273 87.062 56.211 64,6%
Il risultato netto finanziario del primo semestre è positivo e pari a 143,3 milioni, rispetto al dato 87,1 milioni registrato al 30 giugno 2025.
Tale dinamica è da attribuire principalmen te al minor costo della raccolta tramite certificates e al contributo positivo derivante dalla cessione di attività finanziarie. L’aggregato in esame include dividendi per 130,6 milioni (116 ,4 milioni nel primo semestre 2025), di cui 97,4 milioni derivanti, in entrambi i periodi posti a confronto, dalla quota partecipativa detenuta in Banca Monte dei Paschi di Siena.
Altri proventi ed oneri di gestione
(migliaia di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 (*) Var. ass. Var. % Proventi su c/c e finanziamenti 2.582 3.013 (431) (14,3%) Fitti attivi 5.927 9.800 (3.873) (39,5%) Oneri su beni rivenienti dal leasing (6.874) (9.789) 2.915 (29,8%) Commissioni passive su cartolarizzazioni sintetiche (44.134) (42.410) (1.724) 4,1% Altri proventi ed oneri (725) (16.718) 15.993 (95,7%) Totale (43.224) (56.104) 12.880 (23,0%) (*) I dati riferiti al periodo precedente sono stati rideterminati per garantire un confronto omogeneo. Per maggiori dettagli s ulla comparabilità dei dati si fa rinvio alla premessa della presente sezione “Risultati”.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 45 Gli altri proventi ed oneri di gestione1 sono pari a -43,2 milioni rispetto a -56,1 milioni del primo semestre 2025.
In virtù delle dinamiche descritte, il totale dei proventi operativi ammonta quindi a 3.196,2 milioni, in crescita rispetto a 3.024,0 milioni registrati nel corrispondente pe riodo dello scorso esercizio (+5,7%). Su basi omogenee, i proventi operativi risultano in crescita dell’1,5% rispetto al primo semestre 2025.
Oneri operativi
(migliaia di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 Var. ass. Var. % Spese per il personale (881.244) (890.190) 8.946 (1,0%) Altre spese amministrative (343.500) (321.381) (22.119) 6,9%
- Imposte e tasse (179.984) (174.204) (5.780) 3,3%
- Servizi e consulenze (*) (167.552) (156.349) (11.203) 7,2%
- Immobili (33.122) (34.092) 970 (2,8%)
- Postali, telefoniche e cancelleria (10.143) (10.982) 839 (7,6%)
- Manutenzioni e canoni su mobili, macchi nari e impianti (58.378) (56.165) (2.213) 3,9%
- Pubblicità e rappresentanza (*) (9.830) (9.767) (63) 0,6%
- Altre spese amministrative (*) (41.160) (41.314) 154 (0,4%)
- Recuperi di spese 156.669 161.492 (4.823) (3,0%) Rettifiche di valore su attività materiali e immateriali (143.411) (135.799) (7.612) 5,6%
- Rettifiche di valore su attività materiali (76.749) (80.521) 3.772 (4,7%)
- Rettifiche di valore su attività immateriali (66.163) (54.437) (11.726) 21,5%
- Rettifiche di valore nette per deterioramento (499) (841) 342 (40,7%) Totale (1.368.155) (1.347.370) (20.785) 1,5% (*) I dati riferiti al periodo prec edente sono stati rideterminati per garantire un confronto omogeneo.
Le spese per il personale , pari a 881,2 milioni, evidenziano un decr emento dell’1,0% rispetto a 890,2 milioni del primo semestre 2025. Nel confronto con il dato proforma del primo semestre 2025, pari a 917,6 milioni, l’aggregato risulta in calo del -4,0%.
Alla data del 30 giugno 2026 il numero totale dei dipenden ti è pari a n. 18.881 risorse (di cui 199 afferenti alle compagnie assicurative e 572 relative al Gruppo Anima), risp etto alle n. 18.975 risorse in organico al 31 dicembre 2025 (di cui 197 afferenti alle compagnie assicurative e 558 relative al Gruppo Anima).
1 L’aggregato è esposto al netto di alcuni oneri “una tantum” le gati ad operazioni di aggregazione, pari a 6,6 milioni. Tali one ri risultano esposti, al netto del relativo effetto fiscale, nella voce separ ata del conto economico riclassificato denominata “Oneri relati vi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale al netto delle imposte”.
46 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ Le altre spese amministrative1, pari a 343,5 milioni, evidenziano un incremento del 6,9% nel confronto con il dato del primo semestre 2025; rispetto al dato proforma del 30 giugno 2025, pari a 335,3 milioni, l’aggregato risulta in aumento del 2,4%.
Le rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali ammontano complessivamente a 143,4 milioni e si confrontano con il dato di 135,8 milioni del primo semestre 2025.
Il totale degli oneri operativi risulta pertanto pari a 1.368,2 milioni, rispetto a 1.347,4 milioni del 30 giugno 2025; su basi omogenee tale aggregato evidenzia un calo de ll’1,6% rispetto a 1.390,9 milioni rappresentanti il dato proforma del primo semestre 2025.
Rettifiche e accantonamenti
(migliaia di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 Var. ass. Var. % Rettifiche di valore nette su finanziamenti al CA verso clientela (149.974) (163.696) 13.722 (8,4%) Terzo stadio (138.132) (157.082) 18.950 (12,1%) Secondo stadio (4.680) (6.040) 1.360 (22,5%) Primo stadio (7.358) (574) (6.784) n.s.
Impaired acquisite o originate 196 - 196 n.s.
Utili/(perdite) da cessione di cred iti (5.719) (375) (5.344) n.s.
Utili/perdite da modifiche contrattuali senz a cancellazioni (1.125) (142) (983) n.s.
Costo del credito verso clientela (156.818) (164.213) 7.395 (4,5%)
Il costo del credito verso clientela del primo semestre 2026 ammonta a 156,8 milioni e si confronta con il dato del 30 giugno 2025, pari a 164,2 milioni. Al 30 giugno 2026 il costo del credito annualizzato, misurato da l rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti e gli impieghi netti, risulta pari a 31 p.b., in riduzione rispetto a 40 p.b. di fine 2025. Tale risultato è stato ottenuto salvaguardando i solidi livelli di copertura raggiunti nei periodi precedenti.
Nella voce rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie sono rilevate minusvalenze nette per -3,6 milioni (+2,3 milioni al 30 giugno 2025).
Il risultato della valutazione al fair value delle attività materiali al 30 giugno 2026 è pari a -11,5 milioni (-4,2 milioni nel primo semestre 2025), per tenere conto di alcuni aggiornamenti di valore peritali o per riflettere i valori delle trattative di vendita.
La voce accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri del primo semestre evidenzia riprese nette per +8,3 milioni (riprese nette per +3,4 milioni al 30 giugno 2025).
1 L’aggregato è esposto al netto di alcuni oneri operativi “una tantum” legati ad operazioni di aggregazione, pari a 2,7 milioni . Tali oneri risultano esposti, al netto del relativo effetto fiscale, nella vo ce separata del conto economico riclassificato denominata “On eri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazi one aziendale al netto delle imposte”.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 47 Per effetto delle dinamiche descritte, il risultato lordo dell’operatività corrente ammonta a 1.664,4 milioni rispetto a 1.513,9 milioni del corrispondente periodo dell ’esercizio precedente (+9,9%). Su basi omogenee tale risultato intermedio evidenzia una crescita del 4, 3% rispetto al primo semestre 2025 proforma.
Altre voci di ricavo e costo
Le imposte sul reddito dell’operatività corrente sono pari a -555,0 milioni (-445,6 milioni al 30 giugno 2025).
Il risultato netto dell’operatività corrente ammonta pertanto a 1.109,4 milioni e risulta in crescita del 3,9% rispetto al dato di 1.068,2 milioni del primo semestre 2025. Su basi omogenee tale risultato intermedio è sostanzialmente allineato al dato del primo semestre 2025 proforma (-0,7%).
Nel primo semestre 2026 così come nel pr imo semestre 2025 non sono stati rilevati utili/perdite su partecipazioni e investimenti, al netto delle imposte di importo significativo.
Al 30 giugno 2026 l’ impatto della Purchase Price Allocation, al netto delle imposte ammonta a -25,9 milioni, in crescita rispetto al dato del primo semestre 2025 pari a -20,2 milioni per effetto dell’acquisto del controllo del Gruppo Anima perfezionato nel secondo trimestre 2025.
Nel semestre l’ impatto della variazione del proprio me rito creditizio sulle emissioni di certificates , al netto delle imposte è risultato positivo e pari a +1,4 milioni (+2,1 milioni al lordo degli effetti fiscali), rispetto all’effetto positivo rilevato nel primo semestre 2025 pari a +2,7 milioni (+4,1 milioni al lordo degli effetti fiscali).
Al conto economico del primo semestre 2026, così co me al 30 giugno 2025, no n sono stati addebitati oneri sistemici al netto delle imposte .
La voce oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione azien dale, al netto delle imposte del primo semestre 2026, pari a 8,6 milioni (9,4 milioni lordi), si riferisce ad oneri straordinari connessi all’aggregazione del Gruppo Anima e all’acquisto della qu ota di minoranza di Castello SGR. Al 30 giugno 2025 la voce in esame era pari a 30,7 milioni.
Si ricorda che il conto economico de l primo semestre dell’esercizio precedente evidenziava nella voce ad hoc “impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte ” l’impatto positivo derivante dalla rivalutazione al fair value della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima dell’acquisizione del controllo, conseguente al riallineamento del valore di bila ncio al prezzo dell’OPA, pari a 201,8 milioni.
Per effetto delle dinamiche sopra esposte e tenuto conto della quota di risultato di pertinenza di terzi, pari a -16,1 milioni, il primo semestre 2026 si chiude con un risultato netto di periodo positivo pari a 1.060,3 milioni (1.214,5 milioni nel primo semestre 2025).
48 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ Dati delle principali società del Gruppo
Di seguito si riporta un riepilogo delle principali partecipazioni in imprese del Gruppo con evidenza dei più significativi dati patrimoniali, reddituali e operativi al 30 giugno 2026.
(milioni di euro) Totale Patrimonio Raccolta Raccolta Impieghi Utile dell'attivo netto (*) Diretta Indiretta netti (Perdita)
Istituzioni creditizie
Banco BPM 190.511,9 15.344,7 135.973,8 110.261,0 100.632,8 1.069,2 Banca Aletti & C. 2.060,2 383,3 1.489,6 27.277,0 800,3 20,2 Banca Akros 571,8 240,4 204,8 - 50,3 16,6 Banca Aletti & C. (Suisse) 79,8 27,8 40,0 714,1 31,6 (0,2) Bipielle Bank (Suisse) in liquidazione 10,3 8,1 - - - -
Imprese di assicurazione Banco BPM Vita 16.914,9 3.000,3 13.398,4 - - 166,5 BBPM Life 5.856,9 125,1 5.649,1 - - 13,9
Società finanziarie
Anima Holding 2.849,5 2.233,9 587,0 194.308,4 5,0 278,5 Anima SGR 722,9 402,5 6,1 111,5 136,6 Anima Alternative SGR 9,7 7,2 - 2,7 3,7 Castello SGR 40,0 24,2 - 7,7 1,2 Kairos Partners SGR 63,1 29,8 3,5 12,6 7,0 Banco BPM Invest SGR 4,3 2,4 - - - -
Aletti Fiduciaria 8,7 6,2 - 758,8 1,0 (0,2) Oaklins Italy 3,4 2,7 - - - 0,4
Altre società
Ge.Se.So. 1,7 0,6 - - - 0,04 (*) importo comprensivo del risultato del periodo.
Titolo e azioni Banco BPM
Nel primo semestre 2026, il valore azionario del titolo Banco BPM ha oscillato in un range compreso tra un prezzo di chiusura minimo di 11,245 euro del 20 marzo 2026 ed un prezzo di chiusura massim o di 15,83 euro registrato il 18 giugno 2026.
Da inizio anno, le azioni del titolo Banco BPM hanno avu to una performance positiva del +16%. Nel corso del 2026, i volumi medi giornalieri sono stati pari a 7 milioni di azioni. Inoltre, si segnala che al 30 giugno 2026 il titolo Banco BPM risultava “coperto” da parte di 13 case di ricerca azionaria (di cui: 4 aventi raccomandazioni positive, 5 neut rali e 4 negative), con le quali è stato mantenuto durante l’anno un continuo dialogo. Si segnala inoltre che, allo st ato dell’arte, 5 case di ricerca azionaria sono ristrette sul titolo.
Si rileva infine che tra i soci di Banco BPM risulta in esse re un accordo di consultazione avente ad oggetto azioni di Banco BPM S.p.A., reso pubblico ai sensi dell’art. 122 del D. Lgs. 58/1998 e dell’art. 129 del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999.
Tale accordo di consultazione è stato originariamente sottoscritto il 21 dicembre 2020 tra alcune Fondazioni italiane azioniste di Banco BPM per una quota complessiva pari al 5,49% del capitale sociale di Banco BPM. È stato successivamente aggiornato a seguito dell’ingresso o uscita di nuovi azionisti dall’accordo stesso, o per variazioni del possesso azionario detenuto da un singolo partecipan te all’accordo, in data 20 luglio 2021, 18 ottobre 2022, 31 dicembre 2022, 27 marzo 2023, 19 dicembre 2023, 16 febbraio 2024, 31 dicembre 2024 e 31 dicembre 2025.
Ad oggi, tale accordo riunisce azionisti che detengono un a quota pari al 5,93% del capitale sociale della Banca.
Per ulteriori dettagli si rimanda al sito internet www.grup po.bancobpm.it nella sezione Investor Relations - Titolo, azionariato e dividendi, alla vo ce “Accordi di Consultazione”.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 49 Rating del Gruppo
Tabella sintetica dei Credit rating di Banco BPM
Società di rating Tipo di Rating 30/06/2026 31/12/2025 Fitch Ratings Lungo Termine Issuer Default Rating (IDR) / Outlook BBB+ / Stabile BBB / Stabile Breve Termine Issuer Default Rating (IDR) F2 F2 Lungo Termine Debito Senior Preferred (SP) BBB+ BBB+ Lungo Termine depositi A- BBB+ Breve Termine depositi F2 F2 Viability Rating (VR) bbb bbb Moody’s Ratings Lungo Termine su Debito Senior Unsecured e Rating Emittente / Outlook Baa1 / Stabile Baa1 / Stabile Lungo Termine sui Depositi / Outlook A3 / Stabile A3 / Stabile Breve Termine sui Depositi P-2 P-2 Baseline Credit Assessment baa2 baa2 Morningstar DBRS Lungo Temine sul Debito Senior e Rating Emittente di lungo termine / Trend BBB (high) / Stabile BBB (high) /Stabile Breve Termine sul Debito e Rating Emittente di breve termine / Trend R-1 (low) / Stabile R-1 (low) /Stabile Lungo Temine sui Depositi / Trend A (low) / Stabile A (low) / Stabile Breve Termine sui Depositi / Trend R-1 (low) / Stabile R-1 (low) / Stabile Intrinsic Assessment BBB (high) BBB (high) S&P Global Ratings Lungo Termine Issuer Credit Rating / Outlook BBB / Positivo BBB / Positivo Senior Unsecured BBB BBB Breve Termine Issuer Credit Rating A-2 A-2 Stand-alone credit profile (SACP) bbb- bbb-
Vengono riassunti di seguito gli eventi che hanno riguardato i rating di Banco BPM nel corso del primo semestre 2026:
• Fitch Ratings, il 12 maggio, ha intrapreso azioni su 12 gruppi bancari italiani a seguito della pubblicazione dei criteri aggiornati dell’agenzia per i rating de lle banche. In tale ambito, il rating emittente ( Issuer Default Rating o IDR) di Lungo Termine di Banco BPM è stato alza to a BBB+ da BBB (allineandolo così al rating sul Senior Unsecured ), con Outlook confermato a Stabile, e il rating sui Depositi di Lungo Termine è stato migliorato ad A- da BBB+. L’IDR di breve termine ed il rating sui depositi di breve termine sono stati confermati a F2;
• Morningstar DBRS, in data 14 aprile , ha confermato tutti i rating e i Trend assegnati a Banco BPM.
Tabella sintetica dei Credit rating di Banca Akros
Società di rating Tipo di Rating 30/06/2026 Fitch Ratings Lungo Termine Issuer Default Rating (IDR) / Outlook BBB+ / Stabile Breve Termine Issuer Default Rating (IDR) F2 Shareholder Support Rating bbb+
Il 2 aprile 2026, Fitch Ratings ha assegnato a Banca Akros il rating emittente ( Issuer Default Rating o IDR) di Lungo Termine di BBB con Outlook Stabile. Successivamente, il 12 maggio 2026, stante la medesima rating action che ha riguardato anche Banco BPM, l’ agenzia ha migliorato l’IDR di lungo termine da BBB a BBB+, con Outlook Stabile, ed il Shareholder Support Rating da bbb a bbb+.
50 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________ Tabella sintetica dei Credit rating di Anima Holding
Società di rating Tipo di Rating 30/06/2026 31/12/2025 Fitch Ratings Lungo Termine Issuer Default Rating (IDR) / Outlook BBB / Stabile BBB / Stabile Breve Termine Issuer Default Rating (IDR) F2 F2 Lungo Termine Debito Senior Unsecured BBB BBB Shareholder Support Rating bbb bbb
In data 29 giugno 2026, Fitch Ratings ha confermato tu tti i rating e l’Outlook assegnati ad Anima Holding.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 51
IL PRESIDIO DEI RISCHI
L’informativa sui rischi è riportata nella “Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” delle Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato, cui si fa rinvio.
INFORMATIVA SULLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Le informazioni sui rapporti con parti correlate sono ripo rtate nella “Parte H – Operazioni con parti correlate" delle Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato, cui si fa rinvio.
52 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ___________________________________________________________________________________________ _________
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Lo scenario per il secondo semestre del 2026 resta condiziona to da un quadro geopolitico instabile. I primi sei mesi dell’anno sono stati segnati dall’avvio del conflitto Usa Iran, con le conseguenti tensioni sui mercati energetici e sui flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, cui si è aggiunto il permanere di rischi di frammentazione commerciale. Tali fattori hanno attenuato le prospettive di crescita mondiale, pur in presenza di alcuni elementi di sostegno, in particolare la tenuta degli investimenti legati all’ intelligenza artificiale e alla digitalizza zione. Ne deriva uno scenario globale ancora espansivo, ma meno omogeneo e più vulnerabile a sh ock sui prezzi dell’energia. Per l’area Euro, la crescita dovrebbe mantenersi modesta nella seconda parte dell’anno, frenata dall’impatto dei rincari energetici sui redditi reali e dalla debolezza della domanda estera, ma sostenuta da mercato del lavoro, investimenti pubblici e spese per infrastrutture e difesa.
Per l’Italia le prospettive restano improntate a una crescita contenuta: dopo un primo semestre positivo, nonostante il complicato contesto internazionale, nei mesi autunnali consumi e investimenti potrebbero rallentare per effetto dell’incertezza internazionale e del permanere dei prezzi energeti ci su livelli elevati. La crescita acquisita per l’anno in corso dopo la stima preliminare del secondo trimestre si attesta allo 0,8%, con un contributo ancora prevalente della domanda interna, sostenuta dal mercato del lavoro e da gli interventi collegati al PNRR, a fronte di una domanda estera meno favorevole, nonostante il buon andamento del pr imo trimestre. L’inflazione è attesa in risalita nell’anno in corso, soprattutto per la componente energetica, pur con prospettive di graduale rientro nel medio termine. A giugno l’inflazione tendenziale ha raggiunto il 3% in Italia e il 2,8% nell’Eurozona.
In un tale contesto la BCE, dopo aver mantenuto un appro ccio prudente, è intervenuta in giugno con un rialzo di 25 punti base, motivato dalle maggiori pressioni inflazionistic he generate dallo shock energetico. Le aspettative dei mercati alla data odierna indicano un’elevata probabilità di almeno un secondo rialzo entro la fine dell’anno.
Sul fronte della raccolta diretta con clientela, lo stock è atteso in moderata crescita nel secondo semestre, con una spinta costante sul segmento dei clienti Privati. Lo stock di impieghi è anch’esso previsto in incremento rispetto al primo semestre, beneficiando del maggior vigore delle nuove erogazioni a partire dal secondo trimestre e di un livello di prepayment da inizio anno molto inferiore a quello del 20 25. Queste tendenze, unitamente alle azioni manageriali poste in essere dalla Banca e ad uno scenario di tassi di mercato tendenzialmente favorevole, si riflettono in una dinamica del margine di interesse attesa nel secondo semestre in crescita rispetto al primo e, su base annua, anche rispetto al risultato 2025 (considerato al netto delle componenti one-off ).
Con riferimento alle commissioni, pur considerando la natura le stagionalità tipica del secondo semestre, il risultato annuo è atteso in crescita rispetto al 2025 (già proforma to con l’apporto di Anima dal primo trimestre) sia per il comparto del “prodotti di risparmio” sia per le “altre comm issioni”, per queste ultime grazie soprattutto alla ripresa delle erogazioni e all’apporto sostanziale delle fabbriche prodotto. Per quanto riguarda gli oneri operativi, il confronto normal izzato anno su anno – proforma per considerare l’apporto di Anima sull’intero esercizio – continue rà ad evidenziare i benefici derivanti da lla riduzione dei costi legati al piano di esodi, completato in larga parte nella seconda metà del 2025. Per le spese amministrative, la consueta attenzione agli oneri di esercizio, unita alle iniziative di riduzione della base costi, consentirà il contenimento della spinta inflazionistica derivante dal contesto macroeconomico.
Con riferimento al credito, in un contesto di eccellente tenuta dell’ asset quality e di ulteriore miglioramento dell’NPE ratio, è verosimile attendersi traiettorie virtuose sebben e lo scenario macroeconomico induce, come di consueto, a una proiezione prudente del tasso di default atteso. In ta le ambito, le politiche credit izie rimangono improntate a criteri rigorosi di selezione della clientela e i livelli di co pertura, sia sulle esposizioni performing che non performing, si mantengono su valori prudenziali.
N e l c o m p l e s s o , i l r a g g i u n gi m e n t o d i ri s u lt a t i r e c o rd d e l p r i m o s e m e s tr e 2 0 2 6 – f r ut t o d i u n m od e l l o d i b u s i n e s s rafforzato e diversificato – dovrebbe consentire per l’intero esercizio di superare il risultato ante imposte previsto dal Piano Strategico, contribuendo così a più che compensare l’impatto delle modifiche della normativa fiscale incluse nella Legge di bilancio 2026 e gli oneri sistemici non atte si. Tale proiezione, unita ad una capacità di generazione organica di capitale sopra le attese, permette di conferma re le traiettorie economiche di Piano e di innalzare la remunerazione verso gli azionisti. A tal riguardo la Banca, oltre a prevedere il pagamento di un DPS 1 almeno pari ad
1 DPS ( dividend per share ): calcolato come rapporto tra l’ammontare dei dividendi attesi (ottenuto applicando il payout atteso al risultato netto contabile del periodo) e il numero delle azioni che costituiscono il capitale sociale.
____________________________________________________________________________________________________ RELAZIONE INTERMEDIA SULL A GESTIONE 53 un euro per il 2026, ha deciso di attivare l’iter per la preparazione di un piano di buyback , soggetto alle approvazioni di legge, per un ammontare che potrà essere comunicato al mercato a valle dell’otteni mento dell’autorizzazione da parte di BCE, con l’obiettivo di portare la remunerazion e complessiva nell’orizzonte 2024-2027 da 6 miliardi a circa 7 miliardi.
Bilancio consolidato semestrale
abbreviato
56 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
PROSPETTI CONTABILI
Stato patrimoniale consolidato
Voci dell'attivo 30/06/2026 31/12/2025 10. Cassa e disponibilità liquide 2.813.532 5.606.509 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 28.503.397 22.512.342 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 16.914.127 11.775.491 c) altre attività finanziarie obblig atoriamente valutate al fair value 11.589.270 10.736.851 30. Attività finanziarie valutate al fair valu e con impatto sulla redditività complessiva 26.492.385 26.316.786 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 138.475.366 135.525.867 a) crediti verso banche 5.833.316 6.475.780 b) crediti verso clientela 132.642.050 129.050.087 50. Derivati di copertura 724.498 834.792 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (145.808) (148.718) 70. Partecipazioni 1.450.154 1.452.559 80. Attività assicurative 7.238 6.730 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività 63 63 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 7.175 6.667 90. Attività materiali 2.396.102 2.481.158 100. Attività immateriali 3.187.224 3.214.115
di cui:
- avviamento 1.606.106 1.606.106 110. Attività fiscali 2.577.294 2.909.743 a) correnti 326.244 259.152 b) anticipate 2.251.050 2.650.591 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 198.106 196.649 130. Altre attività 4.200.108 4.987.775 Totale dell'attivo 210.879.596 205.896.307
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 57
Voci del passivo e del patrimonio netto 30/06/2026 31/12/2025 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 150.183.435 139.711.050 a) debiti verso banche 9.483.189 6.646.055 b) debiti verso clientela 118.978.546 109.942.349 c) titoli in circolazione 21.721.700 23.122.646 20. Passività finanziarie di negoziazione 13.644.485 22.221.580 30. Passività finanziarie designate al fair value 8.169.978 8.329.162 40. Derivati di copertura 569.086 614.825 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (568.311) (487.533) 60. Passività fiscali 504.860 551.625 a) correnti 44.174 15.739 b) differite 460.686 535.886 70. Passività associate ad attività in via di dismissione 1.225 -
80. Altre passività 7.274.440 4.342.059 90. Trattamento di fine rapporto del personale 187.834 193.796 100. Fondi per rischi e oneri 538.223 667.269 a) impegni e garanzie rilasciate 89.835 103.609 b) quiescenza e obblighi simili 70.899 73.003 c) altri fondi per rischi e oneri 377.489 490.657 110. Passività assicurative 14.668.166 14.167.311 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 14.668.166 14.167.311 120. Riserve da valutazione 585.746 258.523 140. Strumenti di capitale 1.389.729 1.787.145 150. Riserve 5.540.707 5.036.083 155. Acconti su dividendi - (691.552) 170. Capitale 7.100.000 7.100.000 180. Azioni proprie (-) (53.404) (67.510) 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 83.105 80.487 200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) 1.060.292 2.081.987 Totale del passivo e del patrimonio netto 210.879.596 205.896.307
58 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Conto economico consolidato
Voci I sem. 2026 I sem. 2025 10. Interessi attivi e proventi assimilati 2.869.240 3.030.960 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 2.598.518 2.728.522 20. Interessi passivi e oneri assimilati (1.177.122) (1.286.889) 30. Margine di interesse 1.692.118 1.744.071 40. Commissioni attive 1.619.613 1.356.245 50. Commissioni passive (315.198) (234.106) 60. Commissioni nette 1.304.415 1.122.139 70. Dividendi e proventi simili 188.881 156.282 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 77.663 224.405 90. Risultato netto dell’attività di copertura 3.393 10.900 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 15.447 (27.883) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 54.657 65.390 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (41.954) (97.795) c) passività finanziarie 2.744 4.522 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 121.113 (141.617) a) attività e passività finanziarie designate al fair value (61.479) (107.400) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 182.592 (34.217) 120. Margine di intermediazione 3.403.030 3.088.297 130. Rettifiche/Riprese di valo re nette per rischio di credito relativo a: (153.677) (162.544) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (152.795) (160.866) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (882) (1.678) 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (1.125) (142) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 3.248.228 2.925.611 160. Risultato dei servizi assicurativi 59.668 39.808 a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 120.121 94.096 b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi (60.201) (54.024) c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 970 947 d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione (1.222) (1.211) 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (353.521) (178.107) a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (353.584) (178.167) b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 63 60 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 2.954.375 2.787.312 190. Spese amministrative: (1.362.766) (1.398.628) a) spese per il personale (859.474) (870.765) b) altre spese amministrative (503.292) (527.863) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 8.311 3.401 a) impegni e garanzie rilasciate 13.773 3.020 b) altri accantonamenti netti (5.462) 381 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (74.354) (77.988) 220. Rettifiche/Riprese di valore ne tte su attività immateriali (95.599) (77.208) 230. Altri oneri/proventi di gestione 150.162 147.651 240. Costi operativi (1.374.246) (1.402.772) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 51.418 268.993 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali (11.548) (4.250) 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 113 1.224 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.620.112 1.650.507 300. Imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente (543.722) (427.717) 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 1.076.390 1.222.790 330. Utile (Perdita) del periodo 1.076.390 1.222.790 340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi (16.098) (8.325) 350. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo 1.060.292 1.214.465
EPS Base (euro) 0,70 0,81 EPS Diluito (euro) 0,70 0,81
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 59 Prospetto della redditività consolidata complessiva
Voci 30/06/2026 30/06/2025 10. Utile (Perdita) del periodo 1.076.390 1.222.790 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 283.746 50.441 20. Titoli di capitale designati al fair valu e con impatto sulla redditività complessiva 246.197 75.050 30.
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio
merito creditizio)
3.441
(20.300)
50. Attività materiali 36.749 433 70. Piani a benefici definiti (2.651) 1.751 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 10 (6.493) Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 38.956 178.198 110. Copertura di investimenti esteri 40 128 120. Differenze di cambio 349 247 130. Copertura dei flussi finanziari 3.289 (4.631) 150.
Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
9.114
229.324
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (103) 792 180. Ricavi o costi di natura finanziaria ai contratti assicurativi emessi 26.267 (47.662) 200. Totale altre componenti reddi tuali al netto delle imposte 322.702 228.639 210. Redditività complessiva (Voce 10 + 200) 1.399.092 1.451.429 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 24.055 13.276 230. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 1.375.037 1.438.153
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato
30 giugno 2026 Esistenze al 31/12/2025 Modifica saldi
apertura Esistenze
all'1/01/2026 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni del periodo
Patrimonio
netto al
30/06/2026 Patrimonio
netto del
Gruppo al
30/06/2026 Patrimonio
netto di terzi al 30/06/2026 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività
complessiva
del I semestre 2026 Riserve Dividendi e
altre
destinazioni Emissione
nuove azioni Acquisto azioni proprie Acconti su
dividendi Distribuzione
straordinaria
dividendi Variazione
strumenti di
capitale Derivati su proprie azioni Stock options Variazioni
interessenze
partecipative
Capitale: 7.101.762 7.101.762 - - - - 7.100.889 7.100.000 889 a) azioni ordinarie 7.101.762 7.101.762 - (873) - - - 7.100.889 7.100.000 889 b) altre azioni - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di
emissione 80.677 80.677 - (1.160) - - 79.517 - 79.517 Riserve: 4.999.361 - 4.999.361 2.102.783 (1.526.631) (73.830) 3.694 - - - - - 5.505.377 5.540.707 (35.330) a) di utili 4.436.956 - 4.436.956 2.102.783 (1.526.631) (61.600) 3.694 - - - 4.955.202 4.961.453 (6.251) b) altre 562.405 - 562.405 - (12.230) - - - - - 550.175 579.254 (29.079) Riserve da valutazione 272.497 - 272.497 12.478 - 322.702 607.677 585.746 21.931 Strumenti di capitale 1.787.145 1.787.145 (397.416) 1.389.729 1.389.729 -
Acconti su dividendi (691.552) (691.552) 691.552 - - - -
Azioni proprie (67.510) (67.510) - 14.106 - (53.404) (53.404) -
Utile (Perdita) del periodo 2.102.783 - 2.102.783 (2.102.783) - 1.076.390 1.076.390 1.060.292 16.098 Patrimonio netto 15.585.163 - 15.585.163 - (835.079) (63.385) 17.800 - - - (397.416) - - - 1.399.092 15.706.175 15.623.070 83.105
- del Gruppo 15.504.676 - 15.504.676 - (818.735) (58.292) 17.800 - - - (397.416) - - - 1.375.037 15.623.070
- di terzi 80.487 - 80.487 - (16.344) (5.093) - - - - - - - 24.055 83.105
Le evidenze fornite nella colonna "Allocazione risultato esercizio precedente - Dividendi e altre destinazioni" si riferiscono:
• per 1.504,3 milioni quali dividendi distribuiti dalla Capogruppo (1 euro a ciascuna delle azioni in circolazione alle date di p agamento) al netto dell’acconto pagato nel novembre 2025 a valere sull’utile in formazione dell’esercizio 2025, pari a 691,6 milioni (0,46 euro per n 1.503.373.604 azioni in circolazione alla data di pagamento);
• per 6,0 milioni per finalità di assistenza, beneficenza e pubblico interesse ai sensi dell'art. 5.2 dello Statuto Sociale;
• per 16,3 milioni ai dividendi distribuiti ai terzi da parte di società controllate del Gruppo. 60 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
30 giugno 2025 Esistenze al 31/12/2024 Modifica saldi
apertura Esistenze
all'1/01/2025 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni del periodo
Patrimonio
netto al
30/06/2025 Patrimonio
netto del
Gruppo al
30/06/2025 Patrimonio
netto di terzi al 30/06/2025 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività
complessiva
I semestre
2025 Riserve Dividendi e
altre
destinazioni Emissione
nuove azioni Acquisto azioni proprie Acconti su
dividendi Distribuzione
straordinaria
dividendi Variazione
strumenti di
capitale Derivati su proprie azioni Stock options Variazioni
interessenze
partecipative
Capitale: 7.100.050 7.100.050 - - - - 7.101.761 7.100.000 1.761 a) azioni ordinarie 7.100.050 7.100.050 - 1.711 - - - 7.101.761 7.100.000 1.761 b) altre azioni - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di
emissione - - - 80.622 - - 80.622 - 80.622 Riserve: 4.830.485 - 4.830.485 1.920.393 (106.181) (1.780) - - - - - 5.135.015 5.173.033 (38.018) a) di utili 4.230.603 - 4.230.603 1.920.393 (1.507.902) (60.966) (1.780) - - - 4.580.348 4.590.750 (10.402) b) altre 599.882 - 599.882 - (45.215) - - - - - 554.667 582.283 (27.616) Riserve da valutazione (188.413) - (188.413) (1.436) - 228.639 38.790 33.839 4.951 Strumenti di capitale 1.608.773 1.608.773 178.501 1.787.274 1.787.274 -
Acconti su dividendi (600.553) (600.553) 600.553 - - - -
Azioni proprie (66.712) (66.712) - 16.209 - (50.503) (50.503) -
Utile (Perdita) del periodo 1.920.382 - 1.920.382 (1.920.382) - 1.222.790 1.222.790 1.214.465 8.325 Patrimonio netto 14.604.012 - 14.604.012 11 (907.349) (25.284) 14.429 - - - 178.501 - - - 1.451.429 15.315.749 15.258.108 57.641
- del Gruppo 14.603.943 - 14.603.943 - (907.349) (69.569) 14.429 - - - 178.501 - - - 1.438.153 15.258.108
- di terzi 69 - 69 11 44.285 - - - - - - - 13.276 57.641
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 61
62 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ Rendiconto finanziario consolidato
Metodo indiretto
A. Attività operativa 30/06/2026 30/06/2025 (*) 1. Gestione 1.667.827 1.659.726
- risultato del periodo (+/-) 1.076.390 1.222.790 -
plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività finanziarie valutate al fa ir value con impatto a conto economico (-/+)
(276.308)
(152.626)
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) (3.393) (10.900)
- rettifiche/riprese di valore nette per rischi di credito (-/+) 154.802 162.686
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 169.953 155.196
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oner i ed altri costi/ricavi (+/-) (3.285) 1.968
- ricavi e costi netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione (-/+) 293.853 138.299
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 307.233 205.683
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell’effetto fiscale (-/+) - -
- altri aggiustamenti (+/-) (51.418) (63.370) 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (8.051.724) (12.993.875)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (5.047.104) (4.543.591)
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività finanziarie obbligatoriament e valutate al fair value (656.911) (311.515)
- attività finanziarie valutate al fair value con im patto sulla redditività complessiva (176.481) (2.642.198)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (3.103.419) (5.076.976)
- altre attività 932.191 (419.595) 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 4.699.235 13.319.691
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 10.472.385 3.298.554
- passività finanziarie di negoziazione (8.577.095) 5.536.689
- passività finanziarie designate al fair value (169.916) 40.694
- altre passività 2.973.861 4.443.754 4. Liquidità generata/assorbita dai cont ratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in riassicurazione
206.494
272.899
- contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (-/+) 207.002 273.156
- cessioni in riassicurazione che costituiscono attività/passività (+/-) (508) (257) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa (1.478.168) 2.258.441 B. Attività di investimento 1. Liquidità generata da: 91.139 92.815
- vendite di partecipazioni - -
- dividendi incassati su partecipazioni 62.176 61.317
- vendite di attività materiali 28.963 31.498
- vendite di attività immateriali - -
- vendite di società controllate e di rami d'azienda - -
2. Liquidità assorbita da: (108.703) (1.955.320)
- acquisti di partecipazioni (8.500) (21)
- acquisti di attività materiali (32.256) (67.634)
- acquisti di attività immateriali (67.947) (439.670)
- acquisti di società controllate e di rami d'azienda - (1.447.995) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di investimento (17.564) (1.862.505) C. Attività di provvista
- emissioni/acquisti di azioni proprie - -
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale (462.166) 119.498
- distribuzione dividendi e altre finalità (835.079) (907.349)
- vendita/acquisto di controllo di terzi - -
Liquidità netta generata/assorbi ta dall'attività di provvista (1.297.245) (787.851) Liquidità netta generata /assorbita nel periodo (2.792.977) (391.915)
(*) I dati relativi al periodo precedente sono stati riesposti per garantire un confronto omogeneo.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 63
Riconciliazione 30/06/2026 30/06/2025
- Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo 5.606.509 12.124.840
- Liquidità netta generata/assorbita nel periodo (2.792.977) (391.915)
- Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla fine del periodo 2.813.532 11.732.925
64 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________
NOTE ILLUSTRATIVE
Le presenti Note illustrative sono state predisposte facendo ri ferimento alla struttura della nota integrativa prevista dalla Circolare n. 262 di Banca d’Italia per il bilancio di eserci zio, pur presentando un conten uto informativo più sintetico, in considerazione della forma abbreviata del presente bilancio semestrale. Al fine di agevolare la lettura ed il raccordo con l’informativa annuale, è stata manten uta la numerazione prevista dalla citata Circolare, sebbene talune parti, sezioni o tabelle non siano state riportate in quanto non applicabili o non rilevanti alla luce delle semplificazioni consentite per l’informativa infrannuale.
PARTE A – POLITICHE CONTABILI
A.1 – PARTE GENERALE
Dichiarazione di conformità ai pr incipi contabili internazionali
Il presente bilancio consolidato semestrale abbreviato, in applicazione del D.Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, è redatto secondo i principi contabili internazionali IFRS emanati dall’ International Accounting Standard Board (IASB) adottati dall’Unione Europea e le relative interpretazioni dell’ International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), omologati dalla Commissione Europea, come stabil ito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
Per l’interpretazione e l’applicazione dei principi contabili in ternazionali si è fatto riferimento ai seguenti documenti, seppur non omologati dalla Commissione Europea:
• Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio (“ Conceptual Framework ”);
• Implementation Guidance, Basis for Conclusions ed eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall’IFRIC a completamento dei principi contabili emanati.
I principi contabili internazionali IFRS applicati per la redazione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato sono quelli omologati e in vigore al 30 giugno 2026, inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRIC.
Per una panoramica sui principi contabili e sulle relative interpretazioni omologati dalla Commissione Europea, la cui applicazione è prevista a partire dall’esercizio 2026 o da eser cizi successivi, si rinvia al successivo paragrafo “Nuovi principi contabili/interpretazioni o modifiche di quelli esistent i approvati dallo IASB/IFRIC”, in cui sono altresì illustrati gli eventuali impatti attesi per il Gruppo.
Si è inoltre tenuto conto, per quanto applicabili, dell e comunicazioni emanate dagli Organi di Vigilanza (Banca d’Italia, BCE, EBA, Consob, IVASS ed ESMA), dei documenti interpretativi sull’applicazione degli IFRS predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e dall’Associaz ione Bancaria Italiana (ABI), nonché dei contributi dell’Organismo Italiano di Valutazione (OIV).
Tali documenti forniscono indicazioni e raccomandazioni in materia di informativa finanziaria, trattamento contabile di specifiche operazioni e rappresentazione degli im patti contabili derivanti dalle incertezze del contesto macroeconomico e dai rischi climatici.
I principi contabili utilizzati per la redazione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato, sono coerenti con quelli adottati per il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, al quale si fa rimando per l’illustrazione dei criteri di iscrizione, classificazione, valutazione, cancellazione e ri levazione delle componenti reddituali relative alle diverse voci di bilancio. Con riferimento all’informativa fornita, si rappresenta che il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è redatto in forma sintetica, in conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS 34 “Bilanci intermedi” e deve pertanto essere letto congiuntamente al bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2025.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 65 Il presente bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto con intento di chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanzia ria, nonché il risultato economico di Banco BPM e delle società/entità controllate alla data del 30 giugno 20 26, come descritto nel paragrafo “Area e metodi di consolidamento”.
Principi generali di redazione
La Relazione finanziaria semestrale consolidata (di seguito anche la “Relazione”), predisposta ai sensi dell’art. 154-
ter del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (“TUF”) e successivi aggiornamenti, è costituita dal bilancio consolidato semestrale abbreviato e dalla relazione intermedia sulla gestio ne, che illustra i fatti di rilievo intervenuti nel corso del semestre nonché l’evoluzione prevedibile della gestione.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata comp lessiva, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consol idato e dalle relative Note illustrative.
Per la predisposizione degli schemi di bilancio ed il co ntenuto delle Note illustrative, sono state applicate le disposizioni della Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 “I l bilancio bancario: schemi e regole di compilazione” e successivi aggiornamenti (da ultimo l’8° aggiornamento pubblicato in data 17 novembre 2022). Trattasi, in particolare, della Circolare emanata dalla Banca d’Italia ne ll’esercizio dei poteri stabiliti dal citato D. Lgs. 38/2005 (di seguito anche la “Circolare n. 262”). In considerazione della qualifica del Gruppo quale conglomerato finanziario, si è altresì tenuto conto delle disposizioni contenute nel Regolamento ISVAP n. 7 del 13 luglio 2007, co me da ultimo modificato dal provvedimento IVASS n.
152 del 26 novembre 2024. Tali disposizioni disciplinano gli obblighi informativi connessi all’applicazione del principio IFRS 17 relativamente ai contratti assicurativi emessi dalle compagnie di assicurazione del Gruppo.
Gli schemi di bilancio presentano, oltre al dato contabile al 30 giugno 2026, l’informat iva comparativa relativa al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, ad eccezi one dello stato patrimoniale che risulta comparato con l’ultimo bilancio approvato al 31 dicembre 2025.
In conformità con quanto previsto dalla citata Circolare n. 262, negli schemi di bilancio non sono riportate le voci che risultano prive di importo sia nel peri odo corrente sia nel periodo comparativo.
Il presente bilancio consolidato semestrale abbreviato è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM in data 5 agosto 2026 ed è assoggettato a revisione contab ile limitata da parte della società di revisione Deloitte & Touche S.p.A., in esecuzione dell’incarico conferito da ll’Assemblea dei Soci del 18 aprile 2024 per il periodo 2026-2034.
Il presente bilancio è redatto adotta ndo l’Euro come moneta di conto.
Gli importi riportati negli schemi di bilancio e nelle tabelle delle Note illustrative sono espressi in migliaia di Euro, qualora non diversamente indicato.
Politiche contabili rilevanti ed incertezze s ull’utilizzo di stime ne lla predisposizione del bilancio consolidato semestrale abbreviato
L’applicazione di alcuni principi contabili implica necessari amente il ricorso a stime ed assunzioni che incidono sui valori delle attività e delle passività rilevate nello stat o patrimoniale, nonché sull’informativa fornita nelle Note illustrative con riferimento alle attività e passività potenziali. Le assunzioni sottostanti alle stime sono formulate tenendo conto delle informazioni disponibili alla data di redazione della relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 gi ugno 2026 e sulla base di ipotesi considerate ragionevoli alla luce dell’esperienza storica e dell’attuale contesto economico e finanziario.
Per loro natura, le stime e le assunzioni formulate, pur rite nute ragionevoli sulla base delle informazioni disponibili, potrebbero non trovare conferma nell’evoluzione futura del contesto economico, finanzia rio e di mercato in cui il Gruppo si troverà ad operare.
66 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ La capacità previsionale continua ad essere influenzata da ll’elevato grado di incertezza che caratterizza il contesto macroeconomico e finanziario internazionale. In particolare, al perdurare del conflitto tra Russia e Ucraina si affiancano le persistenti tensioni in Medio Oriente, che nel corso del primo semestre del 2026 hanno registrato un significativo aggravamento, anche a seguito del diretto coin volgimento degli Stati Uniti nel quadro delle dinamiche geopolitiche dell’area. Tale contesto ha accresciuto le preoccupazioni circa la stabilità delle principali rotte energetiche e commerciali internazionali, con particolare rife rimento al rischio di interruzi oni o limitazioni dei flussi transitanti attraverso lo Stretto di Hormuz, considerato uno snodo strategico per l’ap provvigionamento energetico globale. Tali fattori, unitamente alle persistenti tensioni comme rciali internazionali e alle po litiche tariffarie introdotte dagli Stati Uniti, continuano ad alimenta re l’incertezza circa l’evoluzione dei prezzi delle materie prime energetiche, dell’inflazione, delle condizioni finanziarie e delle prospettive di crescita delle principali economie.
Tale scenario può influenzare l’andamento dei mercati finanz iari e delle principali variabili macroeconomiche rilevanti ai fini delle valutazioni di bilancio, co n possibili effetti sulle misurazioni al fair value degli strumenti finanziari, sulle valutazioni delle esposizioni creditizie e, più in generale, su lle grandezze che richiedono l’utilizzo di modelli valutativi fondati su assunzioni prospettiche. Particolare attenzione è stata pertanto posta alle esposizioni verso controparti e settori economici maggiormente sensibili all’andamento dei costi energetici e delle catene di approvvigionamento.
Tali incertezze influenzano le stime di bilancio, rendendo necessario il ricorso a significativi elementi di giudizio nella selezione delle ipotesi e delle assunzioni sottostanti la stessa stima.
I risultati che si manifesteranno in futuro potrebbero pertan to differire dalle stime formulate ai fini della redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato e, di conseguenz a, potrebbero rendersi necessarie rettifiche, ad oggi non prevedibili né stimabili, dei valori contabili delle attività e passività iscritte.
In tale contesto, si evidenzia che le rettifiche nelle stime potrebbero risultare necessarie a seguito del mutamento nelle circostanze sulle quali le stesse erano fondate, dell’acqui sizione di nuove informazioni o della maggiore esperienza maturata nel tempo.
Di seguito sono illustrate le politiche contabili e le aree valutative che hanno richiesto il ricorso a maggiori elementi di giudizio da parte del management , sia in ragione della rilevanza dei valori di bilancio interessati sia per il grado di complessità e soggettività delle assunzioni utilizzate.
Per un’informativa di maggior dettaglio sui processi valutativi condotti al 30 giugno 2026, si fa rinvio alle specifiche sezioni delle presenti Note illustrative.
Determinazione dell’impairment dei crediti er ogati iscritti nell’attivo patrimoniale
I crediti rappresentano una delle poste di bilancio maggiorme nte esposte all’esercizio di stime e giudizi da parte del management , in quanto influenzate dalle politiche di erogazione, gestione e monitoraggio del rischio di credito adottate dal Gruppo. Nel dettaglio, il Gruppo presidia il rischio di inadempime nto delle controparti finanziate, mediante un monitoraggio continuo dell’evoluzione dei rapporti con la clientela, al fine di valutarne le capacità di rimborso, sulla base della relativa situazione economico-finanziaria. Tale attività è finalizzata ad intercettare tempestivamente eventuali segnali di deterioramento del merito creditizio, consentendo una corretta classificazione delle esposizioni e una puntuale determinazione delle relative rettifiche di valore. La stima delle perdite può avvenire, in funzione di una soglia di rilevanza dell’esposizione oggetto di valutazione, su base an alitica, tenendo conto dei flussi recuperabili attesi, o su base forfettaria, facendo riferimento alle perdite registrate storicamente su crediti caratterizzati da analoghi profili di rischio.
Relativamente ai crediti per i quali non sono state individu ate singolarmente evidenze oggettive di perdita, ossia le esposizioni non deteriorate (“ performing ”), il modello di impairment previsto dall’IFRS 9, basato sulle perdite attese, richiede l’implementazione di adeguati sistemi di monitoraggio volti ad individuare l’eventuale significativo incremento del rischio di credito rispetto alla data di rilevazione in iziale dell’esposizione. In particolare, il modello di impairment IFRS 9 prevede che le perdite attese siano determinate face ndo riferimento ad un orizzonte temporale di un anno per le attività finanziarie che non hanno subito un significativo deterioramento del merito creditizio rispetto alla rilevazione iniziale ( Stage 1) e con riferimento all’intera vita residua dell’atti vità finanziaria nel caso di esposizioni che abbiano registrato un significativo incremento del rischio di credito ( Stage 2).
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 67 Sulla base di quanto sopra illustrato ne deriva che le perd ite sui crediti devono essere registrate facendo riferimento non solo alle oggettive evidenze di perdite di valore già manifestatesi alla data di reporting , ma anche sulla base delle aspettative di perdite di valore future non ancora emerse, che devono riflettere:
• la probabilità di accadimento dei diversi scenari macr oeconomici considerati nei modelli di valutazione;
• l’effetto di attualizzazione di flussi finanziari attesi mediante l’utilizzo del ta sso di interesse effettivo;
• l’esperienza storica delle perdite, opportunamente integrata dalle informazioni correnti e prospettiche sull’evoluzione del contesto economico e finanziario.
La determinazione delle perdite attese rappresenta pertan to un esercizio complesso, che richiede l’impiego di significativi elementi di giudizio e di stima. Nel dettaglio:
• la valutazione dell’esistenza di un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di iscrizione iniziale dell’esposizione (“ Significant Increase in Credit Risk ” o “SICR”) è basata sull’identificazione di adeguati criteri qualitativi e quantitativi, che incl udono anche informazioni di natura prospettica (“ forward looking ”). Di conseguenza, il ricorso a criteri differenti potrebbe condurre all’individuazione di un diverso perimetro di esposizioni da classificare nello Stage 2, con conseguente impatti sul livello delle perdite attese rilevate in bilancio;
• il risultato del modello di impairment deve riflettere una stima obiettiva della perdita attesa, ottenuta considerando una gamma di possibili risultati. Ciò richiede l’identificazion e di molteplici scenari macroeconomici, basati su assunzioni relative all’evoluzione futura delle condizioni economiche, ai quali associare appropriate probabilità di accadimento. La selezione degli scenari, delle relative probabilità e delle variabili macroeconomiche considerate nell’orizzonte temporale di previsione può influenzare, in misura anche significativa, il livello delle rettifiche di valore contabilizzate;
• in conformità alla policy di Gruppo, che prevede l’ aggiornamento del set di scenari macroeconomici IFRS 9 almeno con cadenza semestrale, ai fini della determin azione delle perdite attese al 30 giugno 2026 sono state aggiornate le previsioni utilizzate nel bilancio al 31 dicembre 2025, assumendo come riferimento il Rapporto di Previsione di marz o 2026, elaborato da un primario advisor esterno. Le valutazioni sono state effettuate mediante l’utilizzo di tre scenari macroeconomici (“ baseline ”, “adverse ” e “favourable ”), ai quali sono state attribuite probabilità di accadimento rispetti vamente pari al 50%, al 35% e al 15%, in continuità con quanto adottato al 31 dicembre 2025;
• tenuto conto del permanere di un contesto geopolitico caratterizzato da elevata incertezza, anche per il primo semestre 2026 è stato confer mato lo specifico aggiustamento ma nageriale, volto a incorporare il rischio geopolitico (“PMA geopolitico”), introdotto nel corso del 2024, al fine di incorporare nelle perdite attese rischi non pienamente riflessi dai modelli ordinari. Tale intervento prevede l’utilizzo di uno scenario “Severe”, alternativo all’approccio mu ltiscenario ordinario, cui è attribuita una probabilità di accadimento del 50%, mentre il restante 50% è assegnato allo scenar io “Baseline”. Al fine di rappresentare in modo più puntuale gli effetti delle tensioni geopolitiche e de lla volatilità dei mercati energetici sui comparti maggiormente vulnerabili, nel corso del 2026 il Grup po ha inoltre introdotto uno specifico affinamento metodologico applicato ai settori maggiormente esposti all'incremento dei costi energetici e alle possibili discontinuità delle catene di approvvigionamento. Per tali comparti è stata adottata una ponderazione più prudenziale degli scenari prospettici, attribuendo un pe so del 60% allo scenario "Severe" e del 40% allo scenario "Baseline", al fine di rifletterne la maggiore se nsibilità a possibili evoluzioni sfavorevoli del contesto macroeconomico. Per ulteriori dettagli in merito agli scenari macroeconomici utilizzati, alle relative probabilità di accadimento e alle analisi di sensitività effettuate sulle perdite attese, si fa rinvio alla sezione dedicata al rischio di credito contenuta nell a Parte E delle presenti Note illustrative;
• la determinazione delle perdite attese richiede il ricorso a modelli di stima riguardanti:
- i flussi di cassa attesi che i singoli debitori - o portaf ogli di debitori omogenei in termini di rischio – si prevede siano in grado di corrispondere per adempiere, in tutto o in parte, alle obbligazioni assunte nei confronti del Gruppo, tenendo altresì conto dei possibili scenari di cessione delle esposizioni;
- i tempi di recupero dei crediti;
- il presumibile valore realizzo degli immobili e delle garanzie collaterali.
Nell’ambito del ventaglio di approcci e metodologie di stima consentiti dai principi contabili internazionali, il ricorso a un determinato modello o la selezione di specifici parametr i estimativi possono influenzare in modo significativo la valutazione dei crediti. Per tale motivo, le metodologie ed i parametri utilizzati sono oggetto di un continuo processo di aggiornamento e affinamento, anche sulla base delle evidenze storiche via via disponibili, con l’obiettivo di rappresentare in modo sempre più accurato il valore presumibile di realizzo delle esposizioni creditizie.
68 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ In aggiunta, nei contesti caratterizzati da elevata in certezza, anche riconducibile all’evoluzione del quadro macroeconomico e geopolitico e alla limitata disponibilità di informazioni prospettiche ragionevoli e dimostrabili, la misurazione delle perdite attese può essere integrata mediante specifici aggiustamenti manageriali (c.d. management overlay/post model adjustments ). Tali interventi sono finalizzati a recepire fattori di rischio che si ritiene non siano pienamente intercettati dai modelli in us o, quali, a titolo esemplificativo, i rischi climatici e i rischi geopolitici.
Per gli interventi adottati nella misurazione delle perdite a ttese, si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo dedicato “Metodi per la misurazione delle perdite attese IFRS 9 ai fini del bilancio consolidato semestrale abbreviato” contenuto nella “Parte E -– Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura” delle presenti Note illustrative.
Nel complesso, i post model adjustments al 30 giugno 2026 ammontano a 135,7 milioni, di cui 99,1 milioni relativi al PMA geopolitico calcolato come sopra descritto. Alla luce di quanto precede, la determinazione delle perdit e attese incorpora inevitabilmente significativi elementi di giudizio e di stima. Ne consegue che l’adozione di crit eri alternativi di monitoraggio o l’impiego di differenti metodologie, parametri o assunzioni nella determinazione del valore recuperabile delle esposizioni creditizie del Gruppo potrebbero determinare valutazioni delle esposizioni cred itizie differenti rispetto a quelle rilevate ai fini della redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026.
Incorporazione dei rischi climatici ed ambienta li nella determinazione delle perdite attese
Ai fini della stima delle perdite attese sulle esposizioni creditizie, uno degli aspetti più complessi da valutare è l’effettiv a rilevanza dei rischi climatici ed ambientali, data l’elevata incertezza che inevitabilmente circonda le previsioni di eventi che, per natura, possono manifestarsi su orizzonti temporali di lungo periodo.
In particolare, gli effetti connessi ai rischi fisici, deriva nti dal progressivo aumento della frequenza e dell'intensità di eventi climatici estremi, nonché quelli associati ai rischi di transizione, conseguenti al percorso di adeguamento verso un'economia a minori emissioni di carbonio, possono inci dere negativamente sulla capacità delle controparti di adempiere alle proprie obbligazioni contrattuali. Tali fattor i possono inoltre influenzare il valore e la recuperabilità delle garanzie reali a presidio delle esposizioni creditizie, con possibili effetti sulla stima dei flussi finanziari recuperabili.
Coerentemente con quanto previsto dall'IFRS 9, la determin azione delle perdite attese deve incorporare informazioni ragionevoli e supportabili disponibili se nza costi o sforzi eccessivi, relative a eventi passati, condizioni correnti e previsioni economiche future. In tale contesto, i rischi cl imatici e ambientali assumono crescente rilevanza in quanto potenzialmente idonei a influenzare sia gli scenari macroeconomici prospettici utilizzati per la misurazione delle perdite attese, sia le valutazioni relative al significativo in cremento del rischio di credito (SICR), sia, più in generale, le stime dei parametri di rischio utilizzati nei modelli IFRS 9.
In considerazione della progressiva rilevanza di tali fattori, il Gruppo ha avviato fin dal 2022 un percorso di integrazione dei rischi climatici e ambientali nei processi di misurazione del rischio di credito delle esposizioni non deteriorate, successivamente affinato e rafforzato nel corso degli esercizi successivi. In particolare, a partire dall’esercizio 2024 sono stati introdotti sp ecifici modelli satellite per la stima delle probabilità di default (PD), in grado di incorporare gli effetti dei rischi fisici e di transizione, attraverso l’introduzione di indicatori economici-finanziari (KPI) sensibili all’evoluzione degli scenari climatici.
Nel corso del primo semestre 2026 il fram ework metodologico è stato ulteriorment e sviluppato mediante l'integrazione di scenari macroeconomici "climate/transition risk" elaborati da un primario provider esterno e coerenti con gli scenari climatici del Network for Greening the Financial System (NGF S) individuati dal Gruppo ai fini delle valutazioni ESG e delle analisi di resilienza. Tali scenari costituiscono un ulteriore strumento di analisi volto a rafforzare la capacità del Gruppo di valutare gli effetti prospettici derivanti dai fenomeni di transizione climatica sulle variabili economiche, finanziarie e settoriali rilevanti ai fini della determinazione delle perdite attese.
Al 30 giugno 2026 gli overlay applicati per tenere conto dei rischi climatici e ambientali hanno comportato maggiori rettifiche di valore pari a 20,8 milioni rispetto ai 31,2 milioni al 31 dicembre 2025. Nonostante il continuo rafforzamento del framework meto dologico adottato, permangono significativi elementi di incertezza connessi alla misurazione degli effetti economici e finanziari dei rischi climatici e ambientali. Pertanto, non può escludersi che futuri sviluppi normativi, metodologici o modellistici, nonché la disponibilità di nuove basi informative e di scenari climatici maggiormente granulari, po ssano condurre a valutazioni differenti rispetto a quelle utilizzate ai fini della predisposizione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 69 Per maggiori informazioni sulle metodologie adottate dal Gruppo per l'integrazione dei fattori climatici e ambientali nei processi di misurazione e gestione del rischio di credito, nonché nella determinazione delle perdite attese ai sensi dell'IFRS 9, si rinvia a quanto illustrato nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura dell e presenti Note illustrative.
Determinazione del processo di Purchase Price A llocation (PPA)
L’applicazione del principio contabile IFRS 3 alle operazio ni di aggregazione aziendale richiede che la differenza tra il corrispettivo trasferito e il patrimonio netto contabile acquisito sia allocata alle attività e passività identificabili acquisite e assunte, mediante la determinazione dei relativi fair value alla data di acquisizione. L’eventuale eccedenza del costo dell’aggregazione rispetto al fair value delle attività nette identificabili acquisite è rilevata quale avviamento (goodwill) , mentre un eventuale saldo negativo è contabilizzato a conto economico come utile da acquisto a prezzi favorevoli ( badwill) .
Tenuto conto della complessità delle valutazioni richieste, il principio IFRS 3 prevede un periodo di misurazione della durata massima di dodici mesi dalla data di acquisizione, entro il quale l’acquirente può completare la rilevazione e la valutazione delle attività e passività identificate sulla base di nuove informazioni relative a fatti e circostanze esistent i alla data dell’aggregazione.
La determinazione del fair value delle attività e passività identificabili acqu isite richiede infatti l’impiego di appropriate metodologie valutative e l’utilizzo di assunzioni e paramet ri, anche non direttamente osservabili sul mercato, quali i flussi finanziari attesi, i tassi di attual izzazione, i tassi di crescita, i tassi di rotazione della clientela, nonché altri f attori di rischio specifici delle attività oggetto di valutazione. Il ricorso a differenti metodologie, assunzioni o parametri valutativi può determinare valori diversi delle attività nette identificate e, conseguentemente, incidere in misura anche significativa sia sull’allocazione del prezzo dell’aggregazione alle singole attività e passività acquisite sia sulla quantificazione dell’avviamento o dell’eventuale utile da acquisto a prezzi favorevoli rilevati nell’ambito dell’operazione di aggregazione aziendale.
Gli effetti delle valutazioni effettuate in sede di Purchase Price Allocation non si esauriscono alla data di acquisizione, ma si riflettono anche nei periodi successivi. Il fair value attribuito alle attività e passività identificate determina infatti gli importi che saranno progressivamente rilevati a conto economico attraverso gli ammortamenti delle attività immateriali a vita utile definita, il rilascio degli altri adeguamenti di fair value rilevati in sede di PPA e, più in generale, la successiva misurazione delle attività e passività acquisite. Pertanto, eventuali variazioni nelle assunzioni utilizzate o nella stima dei relativi fair value potrebbero influenzare non solo l'ammontare del goodwill o del badwill rilevato, ma anche i risultati economici dei periodi successivi per effetto della diversa quantificazione degli adeguamenti di valori is critti nell’ambito della PPA o della loro tempistica di riversamento a conto economico.
Stima delle perdite presunte di valore a fronte di attività immateriali a vita utile indefinita
Ai sensi dello IAS 36, tutte le attività immateriali a vita utile indefinita devono essere sottoposte ad un test di impairment almeno una volta all’anno, al fine di verificarne la recuperabilità del valore contabile. Il principio consente che i risultati del test annuale siano considerati validi anche per le successive verifiche infrannu ali, purché la probabilità che il valore recuperabile divenga inferiore al valore co ntabile sia ritenuta remota. Tale giudizio può basarsi sull’analisi dei fatti e delle circostanze intervenuti dopo la data del più recente test di impairment annuale condotto.
In applicazione di tali disposizioni, il Gruppo Banco BPM effettua il test di impairment delle attività immateriali a vita utile indefinita alla data del 31 dicembre di ogni anno. Gl i esiti delle suddette verifiche possono considerarsi validi per le successive situazioni infrannuali, salvo il manifestarsi di indicatori di perdita che rendano necessario un test di impairment anticipato, volto ad accertare la recuperabilità del valore delle suddette attività immateriali a vita utile indefinita. Come illustrato nella sezione “Attività immateriali – voce 100” contenuta nella “Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato” delle presenti Note illustrative, a cui si rimanda per ulteriori dettagli, per le attività a vita utile indefinita rappresentati dai marchi e dagli avviamenti , in linea con quanto previsto dal principio contabile IAS 36, nel primo semestre è stata condotta una ricognizione volta ad escludere l’eventuale esistenza di indicatori di impairment , tali da mettere in dubbio la recuperabilità dei re lativi valori di carico.
70 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ Al 30 giugno 2026 le attività in esame ammontano complessiva mente a 2.201,8 milioni, invariate rispetto ai dati al 31 dicembre 2025. Esse si riferiscono:
• ad avviamenti per 1.606,1 milioni. Le attività in es ame conseguono all’aggregazione della Banca Popolare Italiana nel 2007 (42,9 milioni allocati alla CG U Bancassurance Protezione), all’acquisizione della partecipazione di controllo nella società Oaklins Ital y S.r.l. nel 2021 (2,6 milioni), all’acquisizione del controllo di Banco BPM Vita nel 2022 (10,0 milioni) e all’acquisizione del controllo di Anima Holding nel 2025 (1.550,6 milioni);
• ai marchi di impresa per 595,7 milioni, rilevati nel contesto delle operazioni di aggregazione aziendale con l’ex Gruppo Banca Popolare Italiana nel 2007 (2 22,2 milioni), con l’ex Gr uppo BPM nel 2017 (282,1 milioni) e con Anima Holding nel 2025 (91,4 milioni). Le attività in esame risultano prevalentemente allocate alla CGU Retail, ad eccezione di 18,6 milioni riferiti al marchio Banca Akros ed a ttribuiti alla relativa CGU e di 91,4 milioni assegnati alla CGU An ima in relazione al relativo marchio.
Per le attività immateriali sopra citate è stata effe ttuata una ricognizione dei potenziali indicatori di impairment , sia interni sia esterni, basata sull’analisi dell’andamento dei flussi finanziari attesi rispetto alle previsioni incluse nel budge t 2026, nonché sull’evoluzione del tasso di attualizzazione utilizzato nell’ultimo test di impairment effettuato ai fini della redazione del bilancio consolidato 2025. Le verifiche hanno inoltre tenuto conto delle analisi di sensitività sviluppate i n t a l e o c c a s i o n e . A d e s i t o d e l l e v a l u t a z i o n i s v o l t e n o n sono emersi elementi tali da far ritenere che il valore recuperabile delle CGU possa risultare inferiore al relativo valore contabile, comprensivo delle attività intangibili allocate; conseguentemente, i valori di carico iscritti in bilanc io sono stati confermati ai fini della redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026.
Al riguardo si evidenzia che la verifica della recuperabilità delle attività immateriali in esame costituisce un esercizio valutativo caratterizzato da un elevato grado di complessità e dall’impiego di significativi elementi di giudizio professionale. La determinazione del relativo valore recuperabile risente delle metodologie valutative adottate, della selezione dei parametri e delle assunzioni sottostanti, no nché dell’evoluzione delle variabili macroeconomiche, finanziarie e di mercato considerate nei modelli di valutazione. In maggior dettaglio, i dati previsionali delle CGU sono per loro natura aleatori ed incerti, in quanto sensibili al mutamento di variabili macroeconomiche e a fenomeni esogeni allo stesso, nonché basati su un insieme di assunzioni relative ad eventi futuri che non necessariamente si ve rificheranno. Deve quindi essere evidenziato che a causa dell’aleatorietà connessa alla realizzazione di eventi futuri , sia per quanto concerne il concretizzarsi dell’accadimento, sia per quanto riguarda la misura e la tempistica della su a manifestazione, gli scostamenti tra i valori consuntivati e quelli preventivati potrebbero essere significativi.
Al fine di una più completa comprensione delle variazioni dei valori recuperabili rispetto ad ipotesi ed assunzioni alternative si fa rinvio all’analisi di sensitivity contenuta nella sezione “Attività Imma teriali – Voce 100”, della “Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolid ato - Attivo” delle presenti Note illustrative.
Valutazione dell’influenza notevole e misurazione del patrimonio netto
La valutazione dell’esistenza di un’influenza notevole su un’e ntità può richiedere l’esercizio di significativi elementi di giudizio, in quanto presuppone l’analisi di tutti i fatti e le circostanze rilevanti del caso specifico. Tra gli elementi da analizzare rientrano, a titolo di esem pio, i diritti di voto detenuti, l’esis tenza di patti parasociali o di accordi contrattuali, la presenza di rappresentanti negli organi di go vernance dell’entità partecipata, la natura e la rilevazione dei rapporti d’affari e qualsiasi altra evidenza che possa indi care la capacità di partecipare alle decisioni gestionali e finanziarie dell’entità. Ulteriori elementi di giudizio sono necessari per allocare la differenza tra il costo di acquisto dell’entità ed il suo patrimonio netto contabile, per verificare l’eventuale presenza di indicatori di impairment nonché per determinare il valore recuperabile, soprattutto in presenza di significativi avviamenti impliciti. Non può pertanto escludersi che differenti valutazioni in merito all’esistenza dell’influenza notevole, alla identificazione di eventuali indicatori di impairment , all’allocazione della differenza tra costo di acquisizione e patrimonio netto della partecipata, nonché alle metodologie, ai parametri e alle assunzioni utilizzati ai fini della stima del valore recuperabile, possano condurre a valori di iscrizione delle partecipazioni diversi rispetto a quelli rilevati nel bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026.
Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto contenuto ne lla sezione “Partecipazioni – voce 70” della “Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidat o - Attivo” delle presenti Note illustrative.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 71 Determinazione del fair value di attività e passività finanziarie
La determinazione del fair value delle attività e delle passività finanziari e può richiedere l’attivazione di processi valutativi complessi, soprattutto in presenza di strumenti no n quotati su mercati attivi, o vvero di strumenti con ridotta liquidità o caratterizzati da strutture tecniche particolarme nte articolate. In tali circ ostanze, la misurazione del fair value richiede l’utilizzo di modelli valutativi e l’esercizio di significativi elementi di gi udizio nella selezione delle metodologie ritenute più appropriate e dei relativi parametri di input, che possono includere variabili non direttamente osservabili sul mercato. La valutazione di tali strumenti presuppone inoltre l’adozione di assunzioni riguardanti, tra l’altro, l’evoluzione dei principali fattori di rischio di mercato, i flussi finanziari attesi, la volatilità, i differenziali creditizi, i tassi di attualizzazione, i premi di liquidità e gli altri elemen ti che gli operatori di mercato considererebbero nella determinazione del prezzo di una transazione ordinaria alla data di valutazione.
Ulteriori margini di soggettività possono emergere nella valuta zione del grado di osservabilità degli input utilizzati e, conseguentemente, nella corretta attribuzione degli strumenti finanziari nell’ambito della gerarchia del fair value prevista dall’IFRS 13 (livelli 1, 2 e 3). Tale classificazione ri flette infatti il livello di osservabilità degli input impiega ti nel processo valutativo e può influire in mi sura significativa sia sulla misurazione del fair value sia sulle informazioni fornite in bilancio. In particolare, per gli strumenti classificati nel livello 3 della gerarchia del fair value , la determinazione del valore richiede il ricorso a parametri e assunzioni non osservabili sul mercato che, per loro natura, incorporano elementi di stima e giudizio professionale. Ne consegue che differenti metodologie valutative, assunzioni o parametri potrebbero determinare valori di fair value differenti rispetto a quelli rilevati ai fi ni della redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026. Per una descrizione dettagliata delle metodologie adottate per la determinazione del fair value delle attività e passività finanziarie, nonché per l’informativa qualitativa e quan titativa relativa agli strumenti finanziari misurati al fair value – inclusa l’analisi di sensitività riferita agli strumenti classi ficati nel livello 3 della gerarchia - si fa rinvio a quanto contenuto nella parte “A.4 – Informativa sul fair value” delle presenti Note illustrative.
Stima della recuperabilità delle attivi tà fiscali per imposte anticipate
Il Gruppo detiene significative attività fiscali per imposte anticipate (DTA – Deferred Tax Asset ), generate prevalentemente da differenze temporanee deducibili tra il momento di rilevazione a conto economico di determinati costi e il momento in cui gli stessi diverranno fiscalmente deducibili, nonché – in misura minore – da perdite fiscali riportabili a nuovo. L’iscrizione ed il mantenimento in bila ncio di tali attività presuppongono la formulazione di un giudizio sulla loro recuperabilità, da esprimersi consideran do la normativa fiscale vigente alla data di redazione del bilancio, in conformità allo IAS 12.
Nel dettaglio, le attività per imposte anticipate che soddisfano i requisiti richiesti dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 sono trasformabili in crediti di imposta al verificarsi de lle condizioni previste dalla normativa, rappresentate dalla presenza di una “perdita civilistica”, di una “perdita fisc ale” ai fini IRES e di un “valore della produzione netto negativo” ai fini IRAP. Per tali attività, il recupero è consid erato certo, in quanto indipendente dalla capacità futura di generare redditi imponibili. Il mantenimen to del regime di convertibilità in cred iti d’imposta è subordinato all’esercizio dell’opzione prevista dal D.L. 3 maggio 2016, n. 59, conver tito, con modificazioni, dalla Legge 30 giugno 2016, n.
119, che comporta, al ricorrere dei presupposti normativamente stabiliti, il versamento di un canone annuo fino al 2030. Il Gruppo ha deliberato di continuare ad avvalersi di tale regime. Con riferimento all’esercizio 2026, il canone non è risultato dovuto, poiché l’ammontare delle imposte versate ha superato quello delle attività per imposte anticipate qualificate ai fini della trasformazione in crediti d’imposta.
Per le residue attività fiscali non trasformabili in crediti di imposta, il giudizio sulla recuperabilità deve basarsi su ragionevoli previsioni di redditività futura, desumibili da piani strategici e previsionali approvati dagli organi competenti. Ai soli fini dell’imposta IR ES si tiene inoltre conto della normativa fiscale che consente di riportare a nuovo le eventuali perdite fiscali pregresse, senza alcun limite temporale.
La recuperabilità delle DTA è supportata da un probability test, caratterizzato da significativi elementi di giudizio e di stima, in particolare con riferimento alle DTA derivanti da perdite fiscali riportabili a nuovo. La presenza stessa di perdite fiscali può rappresentare un indicatore della possibile assenza, in futuro, di redditi imponibili capienti. In coerenza con quanto previsto dal principio contabile IAS 12 e con le indicazioni dell’ESMA nel documento pubblicato il 15 luglio 2019, il suddetto giudizio di recuperabilità ri chiede un’attenta ricognizione di tutte le evidenze disponibili
72 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ a supporto della capacità di generare futuri redditi imponibi li sufficienti, nonché delle circostanze che hanno originato le perdite fiscali, che devono risultare riconduc ibili a cause identificabili e non ricorrenti.
Al fine di tenere conto delle incertezze connesse all’evol uzione dello scenario macroe conomico e delle potenziali ripercussioni sulla stima dei flussi finanziari imponibili del Gruppo, il probabiity test è stato condotto, in continuità con quanto effettuato per il bilancio 2025, mediante l’applicazione del metodo “ Risk-adjusted profit approach ”. Tale metodologia prevede che le proiezioni dei futuri redditi im ponibili siano opportunamente corrette per tenere conto del rischio insito nelle stime previsionali, me diante l'applicazione di un fattore di aggiustamento determinato in coerenza con la metodologia adottata ai fini della determinazione del premio per il rischio utilizzato nell'ambito dell' impairment test delle attività immateriali a vita utile indefinita. Tale fattore aumenta progressivamente all’estensione dell'orizzonte temporale di riferimento, riflettendo la crescente in certezza associata alle previsioni di lungo periodo.
Inoltre, coerentemente con le migliori pr assi valutative applicate in contesti caratterizzati da elevata incertezza, la stima dei futuri redditi imponibili è stata sviluppata median te un approccio multiscenari o , a l f i n e d i i n c o r p o r a r e differenti possibili evoluzioni delle variabili economiche e finanziarie rilevanti.
In coerenza con l’ottica del probability test , le proiezioni dei redditi imponibili sono state sviluppate sulla base delle ultime proiezioni reddituali 2026-2028 approvate dal Consiglio di Amministrazione il 12 marzo 2026, ritenute valide ai fini della redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, e relative evoluzioni multiscenario elaborate nell’ambito del processo di autovalutazione dell’adeguatezza del capitale (ICAAP), non evidenziano alcun segnale di criticità rispetto alla recuperabilità delle suddette DTA.
Si segnala, inoltre, che la recuperabilità delle DTA potr ebbe essere negativamente influenzata da eventuali future modifiche della normativa fiscale, i cui termini e condizioni non sono allo stato prevedibili.
L’informativa dettagliata relativa alla composizione delle a ttività per imposte anticipate, alle verifiche condotte in merito alla loro recuperabilità e alle analisi di sensitivity – finalizzate a valutare l’orizzonte temporale di recupero delle stesse in funzione di ragionevoli variazioni delle principali ipotesi ed assunzioni sottostanti – è fornita nella sezione “Attività fiscali – Voce 110 e Voce 130 dell’attivo ”, contenuta nella “Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato” delle presenti Note illustrative.
Stima dei fondi per rischi e oneri
Le società del Gruppo sono soggetti passivi in una vasta tipo logia di cause legali e contenziosi fiscali e sono altresì esposte a numerose tipologie di passività potenziali, anch e legate all’interpretazione di leggi, regolamenti e della normativa emanata dalle Autorità di Vigilanza. La complessità delle situazioni ed operazioni societarie sottostanti ai contenziosi in essere, unitamente alle problematiche interpretative riguardanti la legislazione applicabile, richiedono significativi elementi di giudizio nella stima delle passiv ità che potrebbero emergere al momento della definizione delle liti pendenti. Le difficoltà di valutazione interessano sia l’ an sia il quantum, nonché i tempi di eventuale manifestazione della passività, e risultano particolarmente evidenti qualora il procedimento avviato sia nella fase iniziale o qualora sia ancora in corso la relativa istruttori a. La peculiarità dell’oggetto del contendere e la conseguente assenza di giurisprudenza riferita a vertenze paragonabili , nonché i diversi orientamenti espressi dagli organi giudicanti – sia ai vari livelli del proc edimento contenzioso, sia da organi del medesimo livello a distanza di tempo – rendono difficile la valutazione delle passività, anche qualora siano disponibili le sentenze provvisorie emesse a seguito dei primi gradi di giudizio. L’esperienza storica dimo stra che, in diversi casi, le decisioni assunte dai giudici nei primi gradi di giudizio sono state completamente sovvertite nei giudizi di appello o di cassazione e ciò sia a favore che a sfavore delle società del Gruppo. In tale cont esto, la classificazione delle passività potenziali e la conseguente valutazione degli accantonamenti necessari sono basate su elementi di giudizio non sempre oggettivi e che richiedono il ricorso a procedimenti di stima talvolta estremamente complessi. Non si può quindi escludere che, a seguito dell’emissione delle decisioni definitive, gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri stanziati a fronte delle passività connesse alle vertenze legali e fiscali o altre tipo logie di passività possano rivelarsi carenti od eccedenti.
Per l’informativa sulle principali posizioni di rischio del Gr uppo relative a controversie legali (azioni revocatorie e cause in corso) e a controversie fiscali nei confronti dell’Amm inistrazione Finanziaria, si fa rinvio alla sezione “Fondi del passivo – Voci 90 e 100” contenuta nel passivo della “Par te B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato” delle presenti Note illustrative.
Ulteriori accantonamenti ai fondi rischi ed oneri possono rendersi necessari in relazione agli impegni assunti dal Gruppo nell’ambito di operazioni quali la cessione di pa rtecipazioni, di rami d’azienda, di portafogli creditizi
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 73 deteriorati, nonché nell’ambito di accordi di partnership collegati alle suddette operazioni. Tali impegni si concretizzano nella previsione di meccanismi di protezion e e garanzia dell’investimento effettuato dalle controparti acquirenti, suscettibili di generare obbligazioni a cari co del Gruppo al verificarsi di specifiche condizioni contrattualmente previste. In tali contesti, i citati meccanismi possono prevedere il riconoscimento, a favore dell’acquirente, di un indennizzo qualora non vengano raggiunti determinati obiettivi economici, commerciali o operativi. In tali circostanze, la stima dell’eventuale esborso richiede la formulazione di previsio ni circa il conseguimento degli obiettivi contrattuali e la valutazione delle possibili azioni correttive che il Gruppo può ragionevolmente porre in essere per evitare l’insorgere dell’obbligazione o per limitarne gli effetti.
Per quanto riguarda le cessioni di crediti deteriorati, gli indennizzi sono invece dovuti qualora emergano difformità rispetto alle dichiarazioni e garanzie contrattualmente rilascia te dal Gruppo in sede di cessione, relative alla qualità delle informazioni o della documentazione a supporto dei cr editi. In tali circostanze, la quantificazione del fondo deve tenere conto dell’evoluzione attesa degli esborsi correlati ai claims ricevuti dagli acquirenti, in relazione a presunte violazioni delle garanzie contrattuali. Per una più dettagliata illustrazione si fa rinvio a quanto contenuto nella sezione “Fondi del passivo – Voci 90 e 100” contenuta nella “Parte B – Informazioni sullo stato patrimonia le consolidato - Passivo” delle presenti Note illustrative.
Determinazione del fair value degli immobili
Le politiche contabili del Gruppo prevedono che il patrimonio immobiliare sia valutato al fair value , secondo i criteri di misurazione stabiliti dal principio contabile IAS 40 per gl i immobili detenuti a scopo di investimento o dal principio IAS 16 – ed in particolare secondo il criterio del valore rideterminato – per gli immobili a uso funzionale, ossia per quelli utilizzati per le attività amminist rative e/o commerciali. L’aggiornamento del fair value , in conformità ai requisiti stabiliti dal principio contabile IFRS 13, è supportato da pe rizie rilasciate da primarie società specializzate, redatte sulla base degli standard “ RICS Valuation” 1.
In maggior dettaglio, per gli immobili ad uso investimento, le politiche contabili del Gruppo prevedono che l’aggiornamento del fair value sia condotto con frequenza annua, in occasione della chiusura di ogni esercizio, a meno di evidenze che rendano necessario un aggiornamento anticipato; per gli im mobili con un valore di bilancio superiore a 10 milioni 2 è comunque previsto un aggiornamento con cadenza semestrale.
Per gli immobili ad uso funzionale, il fair value può essere rideterminato con frequenza superiore all’anno. Tale frequenza può dipendere dall’eventuale rilevazione di sc ostamenti significativi nelle quotazioni del mercato immobiliare, desunti sulla base di un’analisi di scenario, dalla rilevanza o dalle peculiarità distintive degli immobili.
In particolare, per gli immobili ad uso strumentale l’aggior namento peritale ricorre ogni due o tre anni a seconda che l’immobile abbia un valore rispettivamente superiore o inferi ore a 3 milioni, a meno che l’analisi di scenario sia tale da richiedere una revisione anticipata.
In sede di redazione della presente Relazione, in linea con la policy aziendale, gli aggiornamenti hanno riguardato tutti gli immobili ad uso investimento o misti con un valore di bilancio superiore a 10 mili oni e quegli immobili sia ad uso investimento che ad uso funzionale interessati da alcuni eventi, verificatisi nel semestre, di potenziale impatto sul fair value (quali, ad esempio, revisioni contratti di locazione, accertamenti stato manutentivo, cambio di destinazione dell’immobile...). In maggior dettaglio, nel corso del primo semestre 2026 so no stati complessivamente periziati n. 51 immobili (di cui n. 30 immobili relativi alla campagna di aggiornamento peritale al 30 giugno 2026) per un valore di bilancio ante valutazione pari a circa 326 milioni. Gli immobili periziati rappresentano circa il 19% del patrimonio immobiliare del Gruppo, tenuto anche conto degli immobili classificati in vi a di dismissione, il cui valore è stato rivisto per allinearlo ai prezzi di vendita pattuiti, come risultanti dalle delibere degli Organi e/o delle funzioni aziendali facoltizzati alla cessione. Se si considera il perimetro dei soli immobili ad uso investimento, il grado di copertura assicurato dall’aggiornamento peritale è di circa il 63%.
I suddetti aggiornamenti, supportati da perizia esterna, nonché gli adeguamenti ai valori di presunta cessione desunti dalle trattative di vendita in corso, hanno comportato nel primo semestre del 2026 un impatto complessivo negativo per 10,2 milioni, rilevato per -11,5 milioni in contropartita del conto economico e per +1,3 milioni ad incremento
1 Standard contenuti nel documento “RICS Valuation – Global Standa rd” della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno U nito (anche detto “Red Book”).
2 La soglia dei 10 milioni è applicata anche per gli immobili aven te una destinazione mista, ossia utilizzata sia per scopo di i nvestimento sia per uso funzionale.
74 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ delle riserve da valutazione (-4,3 milioni era l’effetto ne gativo registrato nel conto economico del corrispondente periodo dello scorso esercizio; +0,6 milioni era invece l’e ffetto positivo rilevato in contropartita delle riserve da valutazione al 30 giugno 2025).
Per gli immobili classificati in vi a di dismissione l’ aggiornamento del fair value tiene conto dei prezzi delle trattative di vendita, come deliberate dagli Organi e/o dalle funzioni aziendali facoltizzati.
L’IFRS 13 consente l’uso di diverse metodologie valutative. La scelta del metodo, così come la selezione di parametri e assunzioni di stima, può influenzare in modo significativo il fair value , tenuto anche conto delle specificità e delle caratteristiche distintive dell’oggetto da valutare.
Ciò è particolarmente rilevante per i terreni e le iniziative di sviluppo immobiliare, il cui valore è notoriamente volatile e suscettibile a significative variazioni do vute alle oscillazioni dei costi di costruzione, alla disponibilità ed al costo dei finanziamenti per lo sviluppo, alle dinamiche di domand a e offerta del mercato immobili are, fortemente influenzate dal contesto macroeconomico.
Tra le assunzioni critiche utilizzate nelle perizie rientra la valutazione del massimo e migliore utilizzo dell’immobile (highest and best use ), definito come l’uso ragionevolmente possibile in grado di massimizzare il suo valore. A tal riguardo, per gli immobili a uso strumentale, la valutazione è stata effettuata assumendone la continuità di utilizzo da parte del Gruppo, sulla base di un canone locativo allineat o alle condizioni di mercato, salvo specifiche indicazioni relative a piani di rilascio.
Margini di soggettività esistono inoltre nell’individuazione del perimetro degli immobili ad uso strumentale per i quali si ritiene necessario aggiornare le perizie, in funzione dell a capacità di cogliere eventuali significativi scostamenti di valore nelle quotazioni del mercato immobiliare che rendano opportuna la richiesta di una valutazione aggiornata.
Alla luce di quanto sopra esposto, non si può escludere ch e l’utilizzo di metodologie alternative, parametri diversi o differenti assunzioni -– influenzati dalle previsioni relative ai mercati immobiliari rilevanti per il Gruppo, nonché dalle strategie di gestione del patrimonio immobiliare, incluse ev entuali dismissioni di portafogli – possa condurre a valori differenti rispetto a quelli stimati per il presente bilancio semestrale consolidato, con potenziali impatti negativi sulla situazione patrimoniale ed economica del Gruppo.
Per ulteriori dettagli si fa rinvio alla sezione “Attività mate riali – Voce 90” contenuto nella “Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale” delle presenti Note illustrative.
Stima delle obbligazioni relative ai benefici a favore dei dipendenti
La valutazione delle passività connesse ai benefici a favore de i dipendenti – in particolare dei piani a benefici definiti e dei benefici a lungo termine – richiede l’applicazione di metodologie attuariali complesse, basate su un insieme articolato di ipotesi di na tura demografica (quali tassi di mortalità, longevità e turnover ) e finanziaria (tra cui tassi di attualizzazione e tassi di inflazione). La definizione di tali ipotesi comporta significativi elementi di giudizio da parte del management e risulta condizionata sia dal quadro socioeconomi co di riferimento sia dall’evoluzione dei mercati finanziari. Con specifico riferimento ai benefici ai dipendenti rappresentati dal fondo trattamento di fine rapporto (TFR) e dai fondi di quiescenza a benefici definiti, le variazioni interv enute nelle ipotesi finanziarie, unitamente agli scostamenti tra l’esperienza osservata e le ipotesi formulate nelle precedenti valutazioni, hanno comportato nel primo semestre 2026 un incremento delle passività pari a 3,6 milioni (di cu i 3,2 milioni per il fondo TFR e 0,4 milioni per i fondi di quiescenza a benefici definiti).
Detto incremento, che al netto dell’effetto fiscale, ammonta a 2,7 milioni, è rilevato in contropartita di una componente negativa reddituale nel prospetto della redditività complessiva (voce “70. Piani a benefici definiti”); la corrispondente componente reddituale registrata nel primo semestre del 2025 era positiva per 1,8 milioni.
Le principali ipotesi attuariali adottate, gli effetti generati dalle loro variazioni e l’analisi di sensitività delle passivit à rispetto alle ipotesi ritenute maggiormente significative, so no dettagliate nella sezione “Fondi del passivo – Voci 90 e 100” contenuta nella “Parte B – Informazioni sullo stato pa trimoniale consolidato” delle presenti Note illustrative.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 75 Stima delle passività assicurative per impegni verso gli assicurati
La misurazione delle passività assicurative delle compagni e del Gruppo richiede il ricorso a processi valutativi caratterizzati da un elevato grado di complessità e dall’ut ilizzo di significativi elementi di stima e giudizio professionale. La determinazione del valore degli impegni ve rso gli assicurati presuppone infatti la definizione di un articolato insieme di assunzioni demografiche, economico- finanziarie e comportamentali, che incidono direttamente sulla stima dei flussi finanziari futuri attesi e, conseguent emente, sull’ammontare delle passività iscritte in bilancio.
In particolare, la valutazione delle passività assicurative secondo le logiche IFRS 17, segue metriche analoghe al framework normativo “Solvency II”, previsto per le Compagnie di Assicurazione per analizzare e valutare i principali rischi tipici del settore. Una descrizione più dettagliata dei rischi rilevanti e delle relative tecniche di gestione è contenuta nella “Relazione sulla Solvibilità e condizione finanziaria”, pubblicata annualmente da parte delle Compagnie.
Con riferimento al business Vita, le fonti di incertezza più rilevanti riguardano l’ evoluzione delle ipotesi di mortalità e longevità, la variabilità dei comportamenti degli assicurati (come riscatti e opzioni contrattuali), nonché l’andamento dei tassi di inflazione che incidono sulla previsione delle sp ese future. Rivestono inoltre un ruolo determin ante, ai fini della misurazione delle riserve, le ipotesi adottate per la definizione della curva dei tassi di sconto, così come le metodologie applicate per la stima dell’aggiustamento per il rischio non finanziario.
La valutazione delle passività assicurative risulta inoltre in fluenzata dalle metodologie adottate per la proiezione dei flussi finanziari futuri, dall'identificazione e aggregazione dei gruppi di contratti, nonché dalle modalità di determinazione e successivo rilascio del Contractual Service Margin (CSM) . Differenti metodologie, assunzioni o parametri valutativi potrebbero pertanto condurre a una diversa quantificazione delle passività assicurative e dei risultati economici dei periodi successivi.
Per loro natura, le assunzioni utilizzate riflettono le migliori stime formulate alla data di riferimento del bilancio, sulla base delle informazioni disponibili e delle aspettative circa l’evoluzione futura del contes to economico, finanziario e assicurativo. Non può pertanto escludersi che l’effett ivo andamento dei fenomeni demografici, finanziari e comportamentali si discosti dalle ipotesi adottate, determinando effetti, anche significativi, sulla misura degli impegni verso gli assicurati e sui risultati economici futuri delle Compagnie del Gruppo.
Attività ispettive in corso da parte dell’Organo di Vigilanza
Come rappresentato nella Relazione sulla gestione, nell’amb ito dell’ordinario ciclo ispettivo da parte dell’Organo di Vigilanza, alla data della presente Relazione finanziaria seme strale consolidata sono in corso alcune attività ispettive su specifici ambiti. Con riferimento alle ispezioni concluse, il Gruppo ha avviato le opportune azioni di rimedio in risposta alle raccomandazioni o decisioni contenute nelle cosiddette “ Decision ” o “Final follow-up letter ”.
Sebbene gli elementi informativi acquisiti nelle ispezioni in corso siano attentamente valutati al fine di considerare eventuali implicazioni sulle stime di bilancio, non può esclud ersi che l’eventuale introduzione di modifiche ai processi, a fronte delle richieste o raccomandazioni finali espresse dall’Organo di Vigilanza, così come l’emersione di nuovi elementi informativi non noti alla data di predisposizione della presente Relazione, possano influire, in prospettiva, sulle valutazioni delle esposizioni iscritte in bilancio.
Lo stesso dicasi in relazione alle azioni di rimedio in co rso, in quanto gli eventuali affinamenti nelle metodologie o nei processi valutativi potrebbero impattare prospetticamente sulle stime di bilancio del Gruppo.
§§§ L’illustrazione dei processi valutativi sopra richiamati è fo rnita esclusivamente con l’obiettivo di agevolare il lettore nella comprensione delle principali aree di incertezza che caratterizzano le stime di bilancio; essa non è in alcun modo finalizzata a suggerire che, allo stato attuale, ipotes i o assunzioni alternative possano risultare più appropriate di quelle adottate.
A l f i n e d i f o r n i r e u n ’ i n f o r m a t i v a c o m p l e t a i n m e r i t o a l l e principali stime e assunzioni utilizzate, le presenti Note illustrative contengono specifiche sezioni dedicate alle più rilevanti poste di bilancio caratterizzate da significativi elementi di giudizio, tra cui la recuperabilità delle attività immateriali a vita utile indefinita, la recuperabilità delle attività per imposte anticipate, la determinazione delle perd ite attese sulle esposizioni creditizie, la misurazione delle passività per benefici successivi al rapporto di lavoro, nonché la determinazione del fair value degli strumenti finanziari e degli immobili.
76 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ In tali sezioni sono illustrate le principali metodologie va lutative adottate, le assunzioni e i parametri maggiormente significativi utilizzati nei relativi modelli di stima nonché, ov e ritenuto rilevante, le analisi di sensitività svolte al fine di rappresentare gli effetti derivanti da ragionevoli variazioni delle ipotesi sottostanti.
Dichiarazione di continuità aziendale
La Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026 è stata predisposta nel presupposto della continuità aziendale, in quanto gli Amministratori hanno va lutato che non sussistono incertezze significative tali da far sorgere dubbi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come entità in un futuro prevedibile.
Nello svolgimento di tale valutazione, gli Amministratori hanno considerato il contesto macroeconomico e finanziario di riferimento, caratterizzato dal permanere di fattori di incertezza connessi all'evoluzione dello scenario geopolitico internazionale, alle dinamiche inflazioni stiche, all'andamento dei tassi di inte resse e alle prospettive di crescita economica. Gli Amministratori, ritengono che tali fattori non siano tali da compromettere il presupposto della continuità aziendale, anche alla luce dell’elevato livello di solidità, at tuale e prospettica, della struttura patrimoniale e finanziaria del Gruppo.
Alla luce delle analisi effettuate e tenuto conto dell'attu ale posizionamento patrimoniale, della capacità del Gruppo di generare redditività ricorrente, della solidità del profilo di liquidità e dell'accesso alle fonti di raccolta, gli Amministratori ritengono che il presupposto della continuità aziendale risulti appropriato ai fini della redazione della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata.
Per una descrizione dei principali rischi cui il Gruppo è esposto e dei relativi presidi posti in essere si rinvia a quanto illustrato nella “Parte E – Informazioni sui rischi e sulle rela tive politiche di copertura” delle presenti Note illustrative.
Area e metodi di consolidamento
(A) Società controllate
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato comprende le risultanze patrimoniali ed economiche della Capogruppo Banco BPM S.p.A. e delle sue entità controllate dirette e indire tte, incluse quelle strutturate, ai sensi di quanto previsto dal principio contabile IFRS 10. In base al citato principio, il requisito del controllo è alla base del consolidamento di tutti i tipi di entità, incluse quell e strutturate, e si realizza qualora siano contemporaneamente pr esenti i seguenti tre requisiti in capo all’investitore:
• potere di decisione sulle attività rilevanti dell’entità;
• esposizioni, o diritti, ai rendimenti varia bili derivanti dal rapporto con l’entità;
• capacità di esercitare il proprio potere per incidere sull’ammontare dei suoi rendimenti, per effetto del suo rapporto con l’entità (collegamento tra potere e rendimenti).
Più in dettaglio, l’IFRS 10 stabilisce che, per detenere il controllo, l’investitore debba avere la capacità di dirigere le attività rilevanti dell’entità, per effetto di un diritto giuridico o per una mera situ azione di fatto, ed essere altresì espos to alla variabilità dei risultati ch e derivano da tale potere.
Alla luce dei riferimenti normativi sopra illustrati, il Gruppo deve pertanto consolidare tutti i tipi di entità qualora siano soddisfatti tutti e tre i requisiti del controllo. Generalmente, quando un’entità è diretta per il tramite dei diritti di voto, il controllo deriva dalla detenzione di più della metà di tali diritti.
Negli altri casi, la determinazione dell’area di consolidamen to richiede di considerare tutti i fattori e le circostanze che conferiscono all’investitore la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti dell’entità (controllo di fatto). A tal fine risulta necessario considerare un insieme di fattori, quali, a mero titolo di esempio:
• lo scopo ed il disegno dell’entità;
• l’individuazione delle attività rilevanti e di come sono gestite;
• qualsiasi diritto detenuto tramite accordi contrattuali ch e attribuiscono il potere di governare le attività rilevanti, quali il potere di determinare le politiche fina nziarie e gestionali dell’entità, il potere di esercitare la maggioranza dei diritti di voto nell’organo delibe r a t i v o o i l p o t e r e d i n o m i n a r e o d i r i m u o v e r e l a maggioranza dell’organo con funzioni deliberative;
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 77 • eventuali diritti di voto potenziali esercitabili e consid erati sostanziali (compresi quelli incorporati in opzioni, clausole di way out , o strumenti convertibili in azioni);
• coinvolgimento nell’entità nel ruolo di agente o di principale;
• la natura e la dispersione di eventuali diritti detenuti da altri investitori.
I diritti di voto potenziali sono considerati sostanzial i qualora siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
• siano immediatamente esercitabili o comunque lo siano in tempo utile per l’assemblea societaria;
• non vi siano barriere legali o economiche all’esercizio;
• l’esercizio sia economicamente conveniente.
Di seguito si forniscono considerazioni di maggiore dettaglio sul perimetro delle entità controllate in via esclusiva al 30 giugno 2026 separatamente tra le società governate attraverso diritti di voto e le entità strutturate.
Società governate mediante diritti di voto
Con riferimento alla struttura del Gruppo al 30 giugno 2026, sono considerate controllate in via esclusiva tutte le società nelle quali il Gruppo detiene la maggioranza dei di ritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria, non essendo emerse evidenze che altri investitori dispongano della capacità pratica di dirigere unilateralmente le attività rilevanti.
Per le società nelle quali il Gruppo possiede una quota pari o inferiore alla metà dei diritti di voto, al 30 giugno 2026 non sono stati individuati accordi contrattuali, clausole st atutarie, diritti potenziali o altre circostanze idonee ad attribuire al Gruppo la capacità pratica di esercitare il controllo esclusivo sulle attività rilevanti.
Entità strutturate consolidate Il controllo delle entità strutturate - ossia delle entità per le quali i diritti di voto non costituiscono il principale eleme nto per determinarne il controllo –è ritenuto sussistere quando il Gruppo detiene diritti contrattuali che gli conferiscono la capacità di governare le attività rilevanti dell’entità e risu lta esposto, al contempo, ai rendimenti variabili generati dalle stesse.
Su tali basi, le entità strutturate che sono state consolidate nel bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026, sono rappresentate dalle Società veicolo create per le operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo con finalità di funding (auto-cartolarizzazione), come illustrato nella Parte E delle presenti Note illustrative, e da alcuni fondi comuni di investimento detenuti e gestiti dal Gruppo.
In particolare, per i veicoli di cartolarizzazione, gli elementi ritenuti rilevanti ai fini de ll’identificazione del controllo e del conseguente consolidamento sono rappresentati da:
• lo scopo di tali veicoli;
• l’esposizione ai risultati dell’operazione;
• la capacità di strutturare le operazio ni e di dirigere le attività rilevant i e assumere le decisioni critiche per mezzo di contratti di servicing ;
• l’abilità di disporre della loro liquidazione.
Per una descrizione dettagliata degli effetti derivanti dal co nsolidamento dei patrimoni separati delle società veicolo relative alle cartolarizzazioni originate dal Gruppo – in rela zione alle operazioni per le quali non si è proceduto alla “derecognition ” delle attività trasferite nei bilanci separati – si rinvia a quanto illustrato nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025, “A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio”, paragrafo “16 – Altre informazioni, Cartolarizzazioni tradizionali- cancellazione dal bilancio delle attività finanziarie cedute”.
Per quanto riguarda le entità strutturate rappresentate dai fo ndi comuni di investimento e veicoli assimilabili, il Gruppo considera di agire in qualità di “princip ale” – e quindi di esercitare il cont rollo con conseguente consolidamento del fondo – qualora risultino contemporaneamente soddisfatte le seguenti condizioni:
• potere di dirigere le attività rile vanti, situazione che ricorre quando:
- il Gruppo opera quale gestore del fondo e non sussiston o diritti sostanziali di destituzione da parte di altri investitori; o
- il Gruppo dispone di un diritto sostanziale di rimu overe il gestore del fondo (esterno al Gruppo) senza giusta causa o per cause imputabili alle performance dei fondi; o
78 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________
- la struttura di governance del fondo attribuisce al Gruppo la capacità di governare in modo sostanziale le attività rilevanti;
• esposizione significativa ai rendimenti variabili generati dal fondo, attraverso la detenzione diretta di quote ritenute significative, in aggiunta a qualsiasi altra fo rma di esposizione correlata ai risultati economici del
fondo;
• capacità di influenzare i rendimenti tramite l’esercizio del potere, qualora:
- il Gruppo svolga il ruolo di gestore del fondo;
- il Gruppo disponga di un diritto sostanziale di ri mozione del gestore del fondo (esterno al Gruppo);
- il Gruppo abbia il diritto di partecipare ai Comitati del fondo, con poteri tali da attribuirgli la capacità giuridica e/o pratica di dirigere l’operatività del gestore.
In applicazione della suddetta policy, rientrano nell’area di consolidamento il fondo “Anima Valore Obbligazionario”, gestito da Anima SGR, ed il fondo “Private Equity Opportun ities (PEO)” – comparto primario e secondario – gestito da Banco BPM Invest SGR. Per entrambi i fondi il Gruppo ha accertato la sussistenza del requisito del controllo ai sensi dell’IFRS 10, in considerazione del potere esercitato sull e attività rilevanti e dell’esposizione ai relativi rendimenti variabili, derivante anche dalla detenzione della maggioranza delle quote.
Il relativo consolidamento non ha tuttavi a determinato impatti significativi sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo, come di seguito meglio illustrato.
“Anima Valore Obbligazionario” è un fondo aperto armo nizzato sottoscritto da Banc o BPM nel 2020, interamente detenuto dal Gruppo e gestito dalla controllata Anima SGR. Al 30 giugno 2026 il fondo presenta attività nette pari a 421,5 milioni, costituite prevalentemente da titoli di stato e obbligazioni bancarie.
Il fondo “Private Equity Opportunities” (PEO), articolato ne i comparti primario e secondario, è un fondo di investimento alternativo (FIA), di tipo fondo di fondi, gestito da Banc o BPM Invest SGR. Il fondo è stato costituito mediante il conferimento di fondi di private equity , con vintage compreso tra il 2015 e il 2019, precedentemente detenuti nel portafoglio di Banco BPM. Alla data del 30 giugno 2026, le attività nette di entrambi i comparti, pari a 120 milioni, sono classificate nella voce patrimoniale “20. c) Altre Atti vità finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value”; le interessenze di terzi, pari a 7,8 milioni, sono espo sta nella voce patrimoniale “80. Altre passività”.
Con riferimento alle quote di OICR detenute dalle compagni e di assicurazione del Gruppo, alla data del 30 giugno 2026 non sono stati individuati fondi per i quali sussistano i requisiti del controllo, ai sensi dell’IFRS 10. Tali fondi rappresentano infatti le attività poste a copertura di cont ratti assicurativi emessi dalle compagnie del Gruppo, i cui rendimenti, positivi o negativi, sono sostanzialmente attrib uiti agli assicurati. L’esposizione del Gruppo è pertanto prevalentemente limitata alle commissioni di gestione percep ite, il cui ammontare non è ritenuto significativo rispetto ai rendimenti complessivamente generati dai fondi e non configura, pertanto, un’esposizione a rendimenti variabili tale da attribuire al Gruppo il controllo.
Metodo di consolidamento integrale
Le entità controllate sono oggetto di consolidamento a part ire dalla data in cui il Gruppo acquisisce il controllo, secondo il metodo dell’acquisto ( “purchase method” ), e cessano di essere consolidate dal momento in cui viene a mancare una situazione di controllo; per i dettagli si fa rinv io alla Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025 sezione “A.2 – Parte relativa alle principali voci di bi lancio” paragrafo “16 – Aggregazioni aziendali, avviamento e modifiche interessenze azionarie”.
Il consolidamento integrale consiste nell’acquisizione “linea per linea” degli aggregati di stato patrimoniale e di conto economico delle entità controllate. Ai fini del consolidam ento, il valore contabile delle interessenze partecipative detenute dalla Capogruppo o dalle altre società del Gruppo è eliminato, a fronte dell’assunzione delle attività e delle passività delle partecipate, in contropartita della corrisponde nte frazione di patrimonio netto di pertinenza del Gruppo e della quota di spettanza di terzi, tenu to altresì conto dell’allocazione del costo in sede di acquisizione del controllo (cosiddetto “ Purchase Price Allocation ”).
Per le società controllate e governate dai diritti di voto, la quota di terzi relativa al patrimonio, al risultato dell’eserciz io e alla redditività complessiva è oggetto di rappresentazione separata nei rispettivi schemi di bilancio consolidato (rispettivamente nelle voci: “190. Patrimonio di pertinenza di terzi” , “340. Utile (Perdita) d’esercizio di pertinenza di terzi”, “220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi”). Per i fondi comuni di investimento, oggetto di consolidamento, la quota di terzi trova rappresentazione nella voce del passivo di stato patrimoniale “80. Altre
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 79 passività”, mentre per il conto economico il contributo di terzi è portato a riduzione delle voci di conto economico interessate dal consolidamento.
I costi e i ricavi dell’entità controllata sono inclusi nel cons olidato a partire dalla data di acquisizione del controllo. I costi e i ricavi di una controllata ceduta sono inclusi nel co nto economico fino alla data di cessione; la differenza tra il corrispettivo della cessione ed il valore contabile delle a ttività nette della stessa è oggetto di rilevazione nella voce di conto economico “280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti”. In presenza di una cessione parziale dell’entità controllata che non determina la perdita di controllo, la differenz a tra il corrispettivo della cessione ed il relativo valore contabile viene rilevata in contropartita del patrimonio netto.
Le attività, le passività, le operazioni fuori bilancio, i prov enti e gli oneri relativi a transazioni intercorse tra imprese consolidate vengono integralmente eliminati.
La situazione patrimoniale – finanziaria e il risultato ec onomico delle società consolidate la cui moneta di conto è diversa dall’euro vengono convertiti sulla base delle seguenti regole:
• le attività e le passività patrimoniali vengono convertite al tasso di cambio di fine periodo;
• i ricavi e i costi di conto economico vengono conv ertiti ai tassi di camb io medi del periodo.
Tutte le differenze di cambio derivanti dalla conversione ve ngono rilevate in una specifica riserva da valutazione del patrimonio netto. Le variazioni di valore della riserva da valutazione per differenze di cambio figurano nel Prospetto della redditività complessiva. La suddetta riserva vi ene eliminata con contestuale addebito/accredito a conto economico al momento dell’eventuale cessione della partecipa zione estera. La dismissione può avvenire per vendita, liquidazione, rimborso del capitale.
A i f i n i d e l l a p r e d i s p o s i z i o n e d e l b i l a n c i o c o n s o l i d a t o s e m e s t r a l e a b b r e v i a t o a l 3 0 g i u g n o 2 0 2 6 , t u t t e l e s o c i e t à controllate in via esclusiva hanno predisposto una situazione patrimoniale ed economica redatta in conformità ai principi contabili del Gruppo.
Le partecipazioni in via di dismissione sono trattate in conformità al principi o contabile internazionale di riferimento IFRS 5, che disciplina il trattamento delle attività non corrent i destinate alla vendita. In tal caso, le attività e le passivi tà in via di dismissione vengono ricondotte nelle voci di stato patrimoniale “120. Atti vità non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” e “70. Passività associate ad attività in via di dismissione”.
Qualora la dismissione in corso dell’investimento parteci pativo sia configurabile quale attività operativa cessata (cosiddetta “ discontinued operations ” ai sensi dell’IFRS 5), i relativi prov enti ed oneri sono esposti nel conto economico, al netto dell’effetto fiscale, nella voce “320. Ut ile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte”. In caso contrario, il contributo della partecipata è esposto nel conto economico “linea per linea”. Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo “8 – Atti vità non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” contenuto nella “A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio” della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
Nel caso in cui il fair value delle attività e delle passività in via di dismissione, al nett o dei costi di vendita, dovesse risultare inferiore al valore di carico, si procede alla rilevazione di una rettifica di valore, da imputare a conto economico, in conformità ai requisiti dell’IFRS 5.
(B) Partecipazioni in imprese controllate in mo do congiunto e sottoposte a influenza notevole
Sono considerate società collegate, cioè sottoposte a influenza notevole, le societ à non controllate nelle quali il Gruppo è in grado di esercitare un’influenza significativa. Tale in fluenza si presume sussistere quando il Gruppo detiene una partecipazione pari o superiore al 20% dei diritti di vo to. Essa può comunque manifestarsi anche con percentuali inferiori, qualora il Gruppo abbia la capacità di partecipare alle decisioni gestionali e finanziarie della partecipata, in virtù di specifici legami giuridici, quali patti parasociali, finalizzati ad assicurare la rappresentatività negli organi di gestione e l’unitarietà degli indirizzi gestionali, senza tuttavia configurare una situazione di controllo.
Sono considerate società a controllo congiu nto quelle per cui vi sono accordi contrattuali o di altra natura in base ai quali è necessario il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo per l’assunzione di decisioni finanziarie e gestionali aventi valenza st rategica. Ciò si verifica qualora i diritti di voto ed il controllo dell’attività economica della partecipata sono condivisi in modo parite tico da Banco BPM ed un al tro soggetto. Inoltre, viene qualificato come controllo congiunto un investimento partec ipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica
80 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ di diritti di voto, al fine dell’assunzione delle decisioni rigu ardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Le partecipazioni in imprese co ntrollate in modo congiunto e sottoposte a influenza notevole vengono valutate in base al metodo del patrimonio netto, sulla base dei più recenti bilanci disponibili della società collegata/sottoposta a controllo congiunto, rettificati, ove necessario, per riflettere eventi o transazioni significative intervenuti successivamente alla data di riferimento del bi lancio utilizzato.
Per l’illustrazione dei criteri di classificazione, iscrizione, valutazione, cancellazione si fa rinvio al paragrafo “5.
Partecipazioni” della “A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio” della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
Partecipazioni in società co ntrollate in via esclusiva
Nella seguente tabella sono elencate le partecipazioni in so cietà controllate in via esclusiva. Per le informazioni sui rapporti partecipativi in imprese sottoposte a controllo cong iunto e ad influenza notevole da parte del Gruppo Banco BPM si fa rinvio a quanto contenuto nella sezione “Parte cipazioni – Voce 70” delle pr esenti Note illustrative.
Denominazioni imprese Sede operativa Sede legale Tipo di
rapporto
(1) Rapporto di partecipazione Disponib.
Impresa partecipante Quota % voti % (2) Banco BPM S.p.A. Verona Milano Capogruppo 1. Agriurbe S.r.l. in liquidazione Mi lano Milano 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 10.000,00 2. Aletti Fiduciaria S.p.A. Milano Milano 1 Banca Aletti 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 1.040.000,00 3. Anima Holding S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM Vita 89,949% 89,949% Capitale sociale euro 7.421.605,63 4. Anima SGR S.p.A. Milano Milano 1 Anima Holding 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 23.793.000,00 5. Anima Alternative SGR S.p.A. Milano Milano 1 Anima Holding 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 3.000.000,00 6. Banca Akros S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 39.433.803,00 7. Banca Aletti S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 121.163.538,96 8. Banca Aletti & C. (Suisse) S.A. CH - Lugano CH - Lugano 1 Banca Aletti 100,000% 100,000% Capitale sociale CHF 35.000.000 9. Banco BPM Invest SGR S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 2.500.000,00 10. Banco BPM Vita S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 2.099.125.000,00 11. BBPM Life DAC Dublino Dublino 1 Banco BPM Vita 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 802.884,81 12. Bipielle Bank (Suisse) S.A. in liquidazione CH - Lugano CH - Lugano 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale CHF 7.550.000 13. BPM Covered Bond S.r.l. Roma Roma 1 Banco BPM 80,000% 80,000% Capitale sociale euro 10.000,00 14. BPM Covered Bond 2 S.r.l. Roma Roma 1 Banco BPM 80,000% 80,000% Capitale sociale euro 10.000,00 15. BRF Property S.p.A. Parma Parma 1 Banco BPM 99,000% 99,000% Capitale sociale euro 2.000.000,00 16. Castello SGR S.p.A. Milano Milano 1 Anima Holding 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 4.801.506,000 17. Ge.Se.So. S.r.l. Milano Milano 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 10.329,00
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 81 Denominazioni imprese Sede operativa Sede legale Tipo di
rapporto
(1) Rapporto di partecipazione Disponib.
Impresa partecipante Quota % voti % (2) 18. Kairos Partners SGR S.p.A. Milano Milano 1 Anima Holding 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 5.135.479,00 19. Lido dei Coralli S.r.l. Sassari Sassari 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 10.000,00 20. Oaklins Italy S.r.l. Milano Milano 1 Banca Akros 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 109.000,00 21. Partecipazioni Italiane S.p.A. in liquidaz ione Milano Milano 1 Banco BPM 99,966% 100,000% Capitale sociale euro 350.000,00 22. Sagim S.r.l. Società Agricola (*) Asciano (SI) Asciano (SI) 1 Agriurbe 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 7.746.853,00 23. Sirio Immobiliare S.r.l. Lodi Lodi 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 10.000,00 24. Terme Ioniche S.r.l. Cosenza Lodi 1 Banco BPM 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 881.924,00 25. Vita S.r.l. Milano Milano 1 Castello SGR 76,050% 76,050% Capitale sociale euro 17.841,00 26. BPL Mortgages S.r.l. (**) Conegliano V. (TV) Conegliano V. (TV) 4 - 0,000% Capitale sociale euro 12.000,00 27. ProFamily SPV S.r.l. in liquidazione (**) Conegliano V. (TV) Conegliano V. (TV) 4 - 100,000% 100,000% Capitale sociale euro 10.000,00 28. Anima Valore Obbligazionario (***) Milano Milano 4 Banco BPM 99,970% Anima SGR 0,030% 29. Private Equity Opportunity primario (***) Milano Milano 4 Banco BPM 65,020% Anima SGR 8,120% 30. Private Equity Opportunity secondario (***) Milano Milano 4 Banco BPM 92,000% Anima SGR 3,330%
(1) Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria 4 = altre forme di controllo (2) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali. (*) Società in dismissione ai sensi dell’IFRS 5. (**) Società veicolo di operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo. (***) Fondi gestiti dal Gruppo, per i qual i si detiene la maggioranza delle quote.
Variazioni dell’area di consolidamento
Le variazioni nel perimetro di consolidamento rispetto alla situazione al 31 dicembre 2025 sono riportate nelle tabelle
seguenti:
Società consolidat e integralmente
Uscite:
Società uscita per operazioni di fusione Società incorporata Società incorporante Vera Vita S.p.A. Banco BPM Vita S.p.A.
Società consolidate con il me todo del patrimonio netto Società entrata nell’ambito dell’interven to di risanamento di Banca Progetto BP Holding S.p.A. 20,000%
Si segnala altresì che nel corso del secondo trimestre 2026 Anima Holding ha perfezionato l’acquisto della partecipazione residua pari al 20% del capitale sociale di Castello SGR S.p.A., già posseduto per l’80%, divenendone pertanto l’unico azionista.
82 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ Da ultimo, si segnala che, a decorrere dal 30 giugno 2026, la partecipazione detenuta nella controllata Sagim S.r.l.
Società Agricola è classificata in di smissione ai sensi dell’IFRS 5, a segu ito dell’accettazione nel maggio 2026 di un’offerta vincolante per la sua cessione. Conseguentemente le attività e le passivi tà della partecipata risultano iscritte ri spettivamente nelle voci sintetiche 120 dell’attivo “Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” e 50 del passivo “Passività associate ad attività in via di dismissione” dello stato patrimoniale consolidato.
Per maggiori dettagli sulle operazioni sopra riportate si fa ri nvio alla sezione dedicata ai fatti di rilievo del periodo della Relazione intermedia sulla gestione.
Eventi successivi alla chiusura del semestre
Di seguito vengono evidenziati gli eventi significativi intervenuti nel periodo compreso tra la data di riferimento della relazione semestrale (30 giugno 2026) e la data di approvazione della stessa da parte del Consiglio di Amministrazione (5 agosto 2026). Tali eventi non hanno reso necessaria alcuna rettifica dei saldi in bilancio, ai sensi del principio contabile IAS 10.
Proposta a Banca Monte dei Paschi di Sien a per discutere e concordare una possibile
aggregazione
In data 31 luglio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM si è riunito per analizzare lo status della potenziale aggregazione tra la Banca e Banca Monte dei Pa schi di Siena S.p.A. (“MPS”), a seguito dell’invio della comunicazione dello scorso 7 giugno, nella quale la Banca aveva rappresentato a MPS il proprio interesse ad avviare un dialogo volto a discutere e concordare i termini di tale operazione (la “Lettera”), nonché degli eventi successivamente intercorsi.
In tale sede, il Consiglio - pur ribadendo il potenziale fort e razionale strategico e industriale del progetto proposto a MPS, che avrebbe potuto portare alla costituzione di un nu ovo Gruppo bancario e finanzia rio di riferimento in Italia, generando un’importante creazione di valore per entrambe le banche - ha ritenuto che, a quasi due mesi dall’invio della Lettera, non si siano ad oggi veri ficate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti.
Pertanto, anche nell’ottica di massima trasparenza nei confro nti del mercato e di tutti gli azionisti, il Consiglio di Amministrazione della Banca ha quindi deliberato, all’unan imità, di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione dandone contestuale comunicazione a MPS.
ALTRI ASPETTI
Impatti dei conflitti Russia-Ucraina e Medio Oriente Alla data di redazione della presente Relazione finanz iaria semestrale consolidata, il contesto geopolitico internazionale continua a essere caratterizzato dal protrarsi del conflitto tra Russia e Ucraina e dal permanere di significative tensioni in Medio Oriente, che nel corso del primo semestre del 2026 hanno registrato ulteriori escalation e coinvolto un numero crescente di attori regionali e intern azionali. Tali eventi contribuiscono a mantenere elevato il livello di incertezza del quadro macroeconomico e finanziari o, con possibili ripercussioni sulle dinamiche dei mercati energetici, sull'inflazione, sulle condizioni dei mercati fina nziari e, più in generale, sulle prospettive di crescita economica.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 83 In linea con le raccomandazioni formulate da lle Autorità di vigilanza (ESMA e CONSOB)1, volte a garantire un adeguato presidio delle tematiche valutative influenzate dal contesto geopolitico e una chiara e trasparente informativa dei relativi effetti, il Gruppo ha continuato a monitorare sia gli impatti indiretti derivanti dall'evoluzione degli scenari macroeconomici sia le esposizioni direttamente o indirettamente riconducibili ai Paesi interessati dai conflitti o alle aree geografiche maggiormente esposte alle conseguenti tensioni.
Con riferimento alle esposizioni sopra richiamate, si precisa che, alla data del 30 giugno 2026, le stesse permangono su livelli del tutto marginali, con un’esposizione nei confronti della Russia sostanzialmente nulla. Non essendo intervenute nel semestre variazioni rilevanti, si rinvia per maggiori dettagli a quanto illustrato nel Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025. Con riferimento agli effetti sulle valutazioni di bilancio, si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo “Metodi per la misurazione delle perdite attese IFRS 9 ai fini del bilanc io consolidato semestrale abbreviato” della Parte E delle presenti Note illustrative in relazione agli scenari macroe conomici di riferimento per la determinazione delle perdite attese su crediti, nonché agli aggiustamenti manageriali adottati al fine di recepire i rischi geopolitici.
Misure di sostegno Covid-19 da parte de l Gruppo rappresentate da finanziamenti con
garanzia pubblica
Durante il periodo della pandemia Covid-19, il Gruppo ha co ncesso alla propria clientela diverse misure di sostegno, rappresentate principalmente da moratorie e da fi nanziamenti assistiti da garanzie pubbliche.
Con riferimento alle moratorie, si ricorda che al 30 giugno 2026 non risulta attiva alcuna misura di sospensione dei pagamenti, essendo il relativo periodo di efficacia già terminato al 31 dicembre 2023.
Per quanto riguarda i finanziamenti assistiti da garanzie pubbliche,2 l’esposizione lorda residua al 30 giugno 2026 ammonta a circa 2,9 miliardi, rispetto ai 4,2 miliardi al 31 dicembre 2025. Tale esposizione è riferita per 2,6 miliardi a finanziamenti assistiti dalla garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI (MCC) e per 0,3 miliardi a finanziamenti garantiti da SACE. Nel complesso, le garanzie pubbliche coprono l’83,2% dei volumi accordati. In termini di qualità creditizia, le suddette esposizioni ri sultano classificate per 2,5 miliardi tra le esposizioni non deteriorate, di cui 0,5 miliardi nello Stad io 2, e per 0,4 miliardi tra quelle dete riorate. Al netto dei fondi rettificativi, l’esposizione netta di bilancio si attesta a 2,8 miliar di, rispetto ai 4,1 miliar di al 31 dicembre 2025.
Esposizione in criptoattività
Al 30 giugno 2026, così come al 31 dicembre 2025, il Gruppo non detiene alcuna esposizione in criptoattività3.
1 In maggior dettaglio si vedano i seguenti documenti:
• Public statement ESMA (ESMA71-99-1864) del 14/03/22 intitolato “ESMA coordinates regulatory respon se to the war in Ukraine and its impact on EU financial markets ”;
• Public statement ESMA (ESMA32-63-1277) del 13/05/22 intitolato “ Implications of Russia’s invasi on of Ukraine on half-yearly financial reports ”;
• Public statement ESMA (ESMA32-63-1320) del 28/10/22 intitolato “ European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports ”;
• Richiamo di attenzione CONSOB del 18/03/2022 intitolato “Richiamo di attenzione sull’impatto della guerra in Ucraina in ordine alle informazioni privilegiate e alle rendicontazioni finanziarie;
• Richiamo di attenzione CONSOB del 19/05/22 in titolato “Conflitto in Ucraina - Richiamo di attenzione sull’informativa finanziar ia e sugli adempimenti connessi al rispetto delle misure restritti ve adottate dall’Unione europea nei confronti della Russia”.
2 Finanziamenti concessi nell’ambito nelle misure di sostegno Covi d-19, ai sensi di quanto previsto dal Decreto Legislativo 8 apr ile 2020 convertito in Legge il 5 giugno 2020 (ed entrato in vigore in data 7 giugno 2020).
3 Nel novero delle criptoattività rientrano i) le criptovalute, ii) i token di moneta elettronica e i token collegati ad attività come definiti dal Regolamento europeo sulle cripto-attività (Regolamento (UE) 2023/ 1114- cd. Regolamento MiCA), nonché (iii) le altre tipologie d i criptoattività, anche laddove non rientranti nell’a mbito di applicazione del citato Regolamento.
84 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ Nuovi principi contabili/inte rpretazioni o modifiche di que lli esistenti approvati dallo
IASB/IFRIC
Di seguito si riporta un’illustrazione dei nuovi principi contabili o delle modifiche ai principi esistenti approvati dallo IASB, nonché delle nuove interpretazioni o modifiche di quelle esistenti, pubblicate dall’IFRIC, con evidenza separata di quelli applicabili nell’esercizio 2026 e di quelli applicabili negli esercizi successivi.
Principi contabili IAS/IFRS e relative inte rpretazioni SIC/IFRIC omologati, da applicare obbligatoriamente ai fini della presen te Relazione finanziaria semestrale
Regolamento (UE) n. 1047 del 27 maggio 2025 - Modifiche all’IFRS 9 e all’IFRS 7 “Modifiche alla classificazione e alla valutazione degli strumenti finanziari” In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato importanti modifiche all’IFRS 9 (e, conseguentemente, all’IFRS 7), applicabili a partire dal 1° gennaio 2026, finalizzat e a recepire le evidenze emerse nell’ambito del Post Implementation Review del principio IFRS 9.
Le modifiche riguardano principalmente:
• la classificazione degli strumenti finanziari, caratterizzat i da flussi di cassa contrattuali dipendenti da eventi contingenti, quali, ad esempio, quelli collegati al raggiungimento di obiettivi ESG. In particolare, le modifiche introducono chiarimenti ed esempi applicativi volti a supportare la valutazione della coerenza di tali flussi finanziari con un accordo base di finanziamento ( basic lending arrangement ), rilevanti al fine della classificazione tra le attività finanziari e valutate al costo ammortizzato o al fair value ;
• la rilevazione dell'estinzione di passività finanziari e regolate tramite sistemi di pagamento elettronico, prevedendo, al ricorrere di specifiche condizioni, la poss ibilità di anticipare la data di estinzione rispetto a quella del regolamento.
Gli emendamenti introducono inoltre specifici requisiti di inform ativa relativi sia agli strumenti di capitale per i quali è stata esercitata l'opzione irrevocabile di rilevazione delle variazioni di fair value nella redditività complessiva, sia agli strumenti finanziari caratterizzati da clausole contingenti. Per il Gruppo gli impatti derivanti dall'applicazione delle modifiche sono riconducibili prevalentemente ad aspetti di natura organizzativa e procedurale, connessi alla defini zione dei presidi normativi interni, alla mappatura delle fattispecie interessate e agli adeguamenti necessari per la predisposizione della nuova in formativa richiesta. Non si rilevano, invece, effetti sulla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari e, conseguentemente, sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo , in quanto i criteri adottati risultano già coerenti con le indicazioni introdotte dagli emendamenti. La disclosure quantitativa relativa agli strumenti finanziari con caratteristiche contingenti sarà fornita a partire dal bilancio consolidato al 31 dicembre 2026, senza rieposiz ione dell’informativa comparativa, in conformità alle disposizioni che saranno introdotte nell'ambito dell'aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Italia.
Regolamento (UE) n. 1266 del 30 giugno 2025 - Modifiche a ll’IFRS 7 e all’IFRS 9 “Contratti collegati all’energia elettrica dipendente dalla natura”
In data 18 dicembre 2024, lo IASB ha pubblicato gl i emendamenti in esame finalizzati a migliorare la rappresentazione contabile dei contratti di fornitura di energia elettrica, la cui produzione dipende da fattori naturali, non controllabili, quali il vento, l’irraggiamento solare o altre condizioni metereologiche. Tali contratti, tipicamente strutturati come Power Purchase Agreement (PPA), hanno assunto crescente rilevanza nell'ambito della transizione energetica e possono presentare specifiche complessità applicative ai fini dell'IFRS 9. Gli attuali requisiti contabili, infatti, potrebbero non cogliere adeguatamente le modalità co n le quali questi contratti in fluenzano le prestazioni di un'azienda. Le modifiche intr oducono chiarimenti in merito all'applicazio ne dell'eccezione per l'utilizzo proprio ( own-
use exemption ), prevedono specifiche semplificazioni per l'applicazione dell' hedge accounting e introducono nuovi requisiti di informativa finalizzati a consentire una migliore comprensione degli effetti di tali contratti sulla performance finanziaria e sui flussi di cassa delle imprese.
Alla luce dell'operatività svolta dal Gruppo, le modifich e in esame non hanno prodotto effetti sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica consolidata, non essendo presenti contratti rientranti nell'ambito di applicazione delle nuove disposizioni.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 85 Regolamento (UE) n. 1331 del 9 luglio 2025 - Modifiche all’IF RS 1, all’IFRS 7, all’IFRS 9, all’IFRS 10 e allo IAS 7 “Ciclo annuale di miglioramenti ai Principi contabili IFRS — Volume 11” In data 18 luglio 2024, lo IASB ha emanato le consuete modifiche annuali agli IFRS “ Annual Improvements to IFRS Accounting Standards - Volume 11”. Il documento racchiude chiariment i, semplificazioni, correzioni e modifiche volte a migliorare l’efficacia dei principi in essere. Nello specifico tali perfezionamenti riguardano l’IFRS 1, l’IFRS 7, l’IFRS 9, l’IFRS 10 e lo IAS 7. Tenuto conto della minor portata di tali modifiche non si segnalano impatti sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del Gruppo.
Principi contabili IAS/IFRS e interpretazioni SIC/ IFRIC omologati, la cu i applicazione decorre successivamente al 30 giugno 2026
Regolamento (UE) n. 338 del 13 febbraio 2026 – IFRS 18 “Presentazione e informativa di bilancio” (inclusa rettifica del 28 aprile 2026) Premessa In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato il nuovo principio contabile IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements , omologato nell'Unione Europea con Regolame nto (UE) 2026/338 del 13 febbraio 2026, che sostituirà lo IAS 1 a partire dagli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2027. Il nuovo principio non modifica i criteri di rilevazione e valu tazione delle attività, delle passività, dei ricavi e dei costi previsti dagli altri principi contabili internazionali, ma introduce significative innovazioni in materia di presentazione del conto economico, classificazione dei componenti reddit uali, aggregazione e disaggregazione delle informazioni, nonché specifiche disposizioni informative relative alle misure di performance definite dalla direzione aziendale (Management-defined Performance Measures o "MPM") al fine di migliorare la comparabilità, la trasparenza e la comprensibilità dell’informativa di bilancio. L'applicazione del principio dovrà avvenire in modo retrospettivo, con conseguente riesposizione delle informazioni comparative.
Nel corso del primo semestre 2026, il Gruppo ha proseguito le attività progettuali finalizzate alla valutazione degli effetti derivanti dalla futura applicazione dell'IFRS 18. Le analisi hanno interessato i principali ambiti coinvolti dall'introduzione del nuovo principio, inclusi l'identificazione delle Specified Main Business Activities , l'esercizio delle opzioni contabili previste, la classificazione delle componenti reddituali nelle nuove categorie di conto economico, l'individuazione delle Management-defined Performance Measures (MPM), nonché i riflessi sui processi, sui sistemi e sull'informativa finanziaria e regolamentare.
Di seguito sono illustrati, per ciascuna delle principali aree interessate, gli impatti attualmente attesi e lo stato di avanzamento delle relative analisi, in coerenza con le disposizioni dello IAS 8 e con le aspettative informative richiamate dall'ESMA nel Public Statement del 17 febb raio 2026 dedicato all'implementazione dell'IFRS 18 (“Reshaping performance: Impl ementation of IFRS 18 Presentation an d Disclosure in Financial Statements”) .
Individuazione delle Specified Main Business Activities
Uno degli aspetti centrali dell'IFRS 18 è rappresentato dall'identificazione delle Specified Main Business Activities (SMBA) , ossia delle attività che il principio individua espressa mente come attività principali dell'entità e che possono essere rappresentate dall'erogazione di finanziamenti alla clie ntela, dall'investimento in particolari tipologie di attività o da entrambe. Tale valutazione riveste un ruolo centrale nell'applicazione del principio in quanto influenza la classificazione di numerosi ricavi e costi nelle categorie Operativa (Operating) , Investimento (Investing) e Finanziamento (Financing) del conto economico. L'identificazione delle SMBA deve essere effe ttuata a livello dell'entità che redige il bilancio e riflette le effettive caratteristiche del modello di business e le modalità con cui il management gestisce e valuta la performance aziendale. Ne consegue che le conclusioni raggiunte ai fi ni del bilancio consolidato possono differire da quelle adottate nei bilanci individuali delle società del Gruppo, rendendo eventualmente necessa rie specifiche riclassifiche nell'ambito del processo di consolidamento.
A tale riguardo, le analisi svolte hanno confermato che, ai fini del bilancio consolidato del Gruppo Banco BPM, costituiscono Specified Main Business Activities sia l'attività di concessione di finanziamenti alla clientela, sia l'investimento in attività finanziarie. Tale conclusione risulta coerente con il modello di business del Gruppo, con la composizione delle sue attività e con gli indicatori gestio nali normalmente utilizzati per la rappresentazione della performance economica dell'attività bancaria. Alla luce di quanto in precedenza illust rato, i proventi e gli oneri
86 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ correlati a tali attività troveranno rappresentazione nell 'ambito della categoria Operativa, in coerenza con le specifiche disposizioni previste dall'IFRS 18.
Struttura del conto economico e classi ficazione dei componenti reddituali
L'IFRS 18 introduce una nuova struttura del conto economico basata sulla classificazione dei ricavi e dei costi in tre categorie principali:
• categoria operativa (Operating) , che rappresenta quella di default in qu anto accoglie tutti i ricavi e i costi non classificabili nelle altre cate gorie o quelli riconducibili alle Specified Main Business Activities;
• categoria investimento (Investing), che comprende i ricavi ed i costi di investimento che generano rendimenti singolarmente e largamente indipendenti dalle Specified Main Business Activities;
• categoria finanziamento (Financing), che comprende i ricavi ed i costi associati all’ottenimento dei mezzi per finanziare le Specified Main Business Activities e/o l’attività di investimen to, con specifiche esclusioni previste per le compagnie assicurative .
Il principio richiede inoltre la presentazione obbligatoria di specifici subtotali, tra cui l' Utile (Perdita) operativo (operativa) , destinato a rappresentare il principale indicatore della performance corrente dell'entità. Sono altresì introdotte disposizioni volte a migliorare la trasparenza e la comparabilità dell'informativa attraverso criteri più rigorosi in materia di aggregazione e disaggregazione de lle informazioni, denominazione delle voci di bilancio e utilizzo di subtotali aggiuntivi.
Per le banche italiane, l'applicazione dell'IFRS 18 richiede il necessario coordinamento con la Circolare della Banca d'Italia n. 262 del 22 dicembre 2005, che disciplina gli schemi di bilancio e le relative informazioni di nota integrativa. In tale ambito, a fine marz o 2026 la Banca d'Italia ha avviato la consultazione pubblica relativa al 9° aggiornamento della Circolare n. 262, finalizzato principalmente al recepimento dell'IFRS 18, oltre che delle modifiche introdotte agli IFRS 9 e IFRS 7 e delle ulteriori disclosure richieste in materia di cripto-attività. La consultazione, della durata di sessanta giorni, si è conclusa nel mese di maggio 2026 e la pubblicazione delle disposizioni definitive è attesa nel corso del terzo trimes tre dell’anno. Il Gruppo Banco BPM ha seguito attivamente l'intero processo di consultazione, partecipando ai tavoli e alle interlocuzioni promosse dall’associazione di categoria (ABI), al fine di valutare i possibili impatti operativi, in formativi ed applicativi derivanti dall'introduzione delle nuove disposizioni. Le proposte formulate dalla Banca d'Italia assumono quale mo dello di riferimento quello di una banca la cui attività principale consiste nella concessione di finanziamenti alla clientela e nell'investimento in attività finanziarie, prevedendo conseguentemente che le relative componenti reddituali siano rappresentate prevalentemente nell'ambito della categoria Operativa. Tale impostazione risulta coer ente con le conclusioni raggiunte dal Gruppo nell'ambito delle preliminari analisi svolte, come illustrato nel precedente paragrafo.
Categoria Operativa e opzioni contabili L'IFRS 18 prevede specifiche opzi oni di classificazione per le entità che svolgono quale attività principale l'erogazione di finanziamenti alla clientela. In particolare, il principio consente di classificare nella categoria Operativa i proventi e gli oneri relativi alle passività finanziari e utilizzate per finanziare tale attività.
Nell'ambito delle analisi svolte, il Gruppo ha valutato le modalità di esercizio di tale opzione tenendo conto delle caratteristiche del proprio modello operativo e gestionale. In particolare, la gestione della raccolta e delle fonti di provvista avviene in modo accentrato e integrato, senz a che sia possibile individuare in maniera sistematica e oggettiva una correlazione tra specifiche passività finanziarie e singoli impieghi alla clientela.
Alla luce di tali considerazioni, il Gruppo prevede di av valersi della facoltà prevista dall'IFRS 18 classificando nella categoria Operativa i proventi e gli oneri relativi alle pa ssività finanziarie derivanti da operazioni di raccolta, indipendentemente dalla possibilità di associarle a specifiche attività di finanziamento.
Regole specifiche applicabili alle attività assicurative
L'IFRS 18 prevede specifiche disposizioni applicabili ai contratti assicurativi disciplinati dall'IFRS 17 e ai contratti di investimento con caratteristiche di partecipazione disciplinati dall’IFRS 9, al fine di garantire una rappresentazione coerente della performance delle imprese assicurative, caratte rizzate da una gestione integrata delle attività e delle passività.
Sebbene l'attività assicurativa non rientri tra le Specified Main Business Activities individuate dal principio, l'IFRS 18 prevede che gli utili e le perdite finanziarie derivanti dai co ntratti assicurativi non siano classificati nella categoria
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 87 Finanziamento, bensì nella categoria Operativa. Tale impo stazione riflette la sostanza economica dell'attività assicurativa, nell'ambito della quale le componenti finanziari e derivanti dalle passività assicurative costituiscono parte integrante del modello di business e non rappresentano mere attività di raccolta finanziaria. L'approccio adottato dal principio mira, inoltre, a preservare la coerenza rappresentativa tra i risultati economici derivanti dalle passività assicurative e quelli generati dalle attività finanziarie detenute a loro copertura, evitando che componenti strettamente correlate siano rappresentate in differenti categori e del conto economico.
Con riferimento al Gruppo Banco BPM, tali previsioni risultano rilevanti nell'ambito delle società assicurative c o n s o l i d a t e , p e r l e q u a l i l e c o m p o n e n t i r e d d i t u a l i d i s c i p l i n a t e d a l l ' I F R S 1 7 e d a l l ’ I F R S 9 , c o r r e l a t e a i c o n t r a t t i assicurativi emessi, continueranno a confluire prevalentement e nell'ambito della categoria Operativa, in coerenza con le disposizioni specificamente previste dall’IFRS 18.
Componenti economiche del Gruppo da ricondurre nella categoria “Finanziamento”
Alla luce delle scelte classificatorie sopra illustrate, la categoria Finanziamento assumerà per il Gruppo una rilevanza relativamente contenuta e comprenderà principalmente i proven ti e gli oneri riferibili a passività che non rappresentano raccolta bancaria funzionale all'attività caratteristica.
In tale ambito rientr ano, in particolare:
• gli interessi passivi sulle passività per leasing rilevate ai sensi dell'IFRS 16;
• gli effetti finanziari connessi al trascorrere del tempo e alle variazioni dei tassi di attualizzazione relativi ai fondi per rischi e oneri;
• gli interessi impliciti e gli altri effetti finanziari relativi al TFR, ai fondi pensione a benefici definiti e agli altri benefici a lungo termine per i dipendenti, con esclus ione delle poste da ricondurre tra le riserve da valutazione ai sensi del principio contabile IAS 19.
Le analisi effettuate evidenziano che le componenti reddituali riconducibili alla categoria Finanziamento rappresentano una quota limitata del risultato economico consolidato del Gruppo. Conseguentemente, l'applicazione delle nuove disposizioni non è attesa determinare impatti significativi sulla rappresentazione complessiva della performance economica; gli impatti sono di natura preval entemente espositiva, connessi alla diversa classificazione delle predette componenti reddituali all'interno del conto economico.
Componenti economiche del Gruppo da ricondurre nella categoria "Investimento"
L'IFRS 18 richiede la classificazione ne lla categoria Investimento dei proventi e degli oneri derivanti da attività che generano rendimenti autonomi e largam ente indipendenti dalle altre risorse dell'entità, salvo che tali attività costituiscano una Specified Main Business Activity . Il principio prevede, inoltre, che il risultato degli investimenti partecipativi valutati con il metodo del patrimonio netto si a obbligatoriamente ricondotto alla categoria Investimento.
Alla luce delle analisi effettuate la catego ria Investimento accoglierà principalmente:
• il risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto;
• i proventi e gli oneri relativi agli immobili detenuti a scopo di investimento ai sensi dello IAS 40, inclusi i canoni di locazione, gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione al fair value e i risultati realizzati in sede
di cessione;
• le ulteriori componenti reddituali riconducibili ad attività classificate nella categoria Investimento in applicazione delle disposizioni dell'IFRS 18.
Le spese sostenute per la gestione corrente degli immobi li d'investimento, quali manutenzioni, pulizie e imposte immobiliari, troveranno invece rappresentazione nella catego ria Operativa, in conformità alle disposizioni dell'IFRS 18.
Le analisi svolte evidenziano che il perimetro della categori a Investimento risulterà complessivamente circoscritto. In particolare, in coerenza con le conclusioni raggiunte in merito alle Specified Main Business Activities , non rientreranno in tale categoria né l'attività di erogazione dei finanziament i alla clientela né l'investimento nelle attività finanziarie disciplinate dall'IFRS 9, che saranno invece rappresentat i prevalentemente nell'ambito della categoria Operativa.
Pertanto, anche con riferimento a tale ambito, non sono attesi impatti significativi sulla rappresentazione complessiva della performance economica consolidata.
88 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ Altri impatti sugli schemi di bilancio
Le analisi effettuate hanno inoltre riguardato gli ulteriori effetti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 18 sugli schemi del bilancio consolidato, con particolare riferimento allo stato patrimoniale e al rendiconto finanziario. In tale ambito, gli impatti attesi risultano prevalentemente di natura esposi tiva e informativa e non comportano modifiche ai criteri di rilevazione e valutazione delle poste di bilancio. Stato patrimoniale
Con riferimento allo stato patrimoniale, le modifiche previste dall' IFRS 18 risultano limitate e non determinano impatti sostanziali sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo. In particolare, il principio richiede che l'avviamento sia pr esentato separatamente dalle altre attività immateriali. In coerenza con tale previsione, la bozza di aggiornament o della Circolare n. 262 prevede l'introduzione di una specifica voce di stato patrimoniale dedicata all'avviamento , precedentemente inclusa nella voce relativa alle attività immateriali. Sono inoltre previste alcune modifiche di carattere espositivo finalizzate ad allineare gli schemi di bilancio alle disposizioni del nuovo principio contabile.
Rendiconto finanziario
Per le entità che redigono il rendiconto finanziario con il metodo indiretto, le modifiche introdotte dall’IFRS 18 prevedono che la determinazione dei flussi finanziari deri vanti dall'attività operativa dovrà assumere come punto di partenza l'Utile (Perdita) operativo (operativa), nuovo subtotal e obbligatorio introdotto dall'IFRS 18, in luogo dell'utile o perdita dell'esercizio. Tale modifica riflette l'obiettivo del principio di rafforzare il collegamento tra la rappresentazione della performance operativa e la generazione dei flussi finanziari della gestione caratteristica.
L'IFRS 18 modifica, inoltre, le disposizioni dello IAS 7 rela tive alla classificazione dei flussi finanziari derivanti da interessi e dividendi, eliminando le opzioni contabili pr eviste dall'attuale disciplina e introducendo criteri di classificazione coerenti con quella delle corrisponde nti componenti economiche nel conto economico.
Per le entità che svolgono quale attività principale la conce ssione di finanziamenti alla clientela e/o l'investimento in attività finanziarie, i flussi finanziari relativi agli interessi attivi e passivi nonché ai dividendi percepiti saranno rappresentati in modo coerente con le attività che generano tali risultati economici, in applicazione delle specifiche disposizioni previste per le Specified Main Business Activities . Il principio introduce inoltre il cosiddetto single-category approach , in base al quale ciascuna tipologia di flusso finanziario deve essere classificata integralmente in un'unica categoria del rendiconto finanziario. Conseguentemente, un a medesima tipologia di flusso (ad esempio gli interessi attivi o gli interessi passivi) non può essere ripartita tra di verse categorie del rendiconto finanziario in funzione della specifica operazione da cui origina, ma deve essere rappre sentata interamente nella categoria individuata sulla base delle disposizioni dell'IFRS 18 e delle politiche contabili ado ttate dall'entità. I dividendi distribuiti dovranno invece essere classificati integralmente tra i flussi finanziari dell'attività di finanziamento.
Alla luce delle analisi effettuate, gli impatti attesi su l rendiconto finanziario del Gruppo Banco BPM riguardano principalmente la modalità di presentazione dei flussi fina nziari, che dovranno essere classificati sulla base dello schema previsto dall’aggiornamento in corso della citata Circolare di Banca d’Italia n. 262.
Identificazione della Management-defined Performance Measures (MPM)
L'IFRS 18 introduce uno specific o framework informativo per le Management-defined Performance Measures ("MPM"), definite come “subtotali di ricavi e costi” utilizzati nell e comunicazioni pubbliche al di fuori del bilancio (relazione sulla gestione, comunicati stampa, presentazione agli anal isti) che rappresentano la visione del management su uno specifico aspetto della performance economica dell'entità e che non corrispondono a subtotali espressamente richiesti o previsti dagli IFRS.
Non rientrano generalmente in tale defini zione indicatori patrimoniali, prudenzial i o di rischio quali, ad esempio, il C E T 1 R a t i o , i l R O E , i l C o s t / I n c o m e Ratio, l'NPE Ratio o altre metriche costruite utilizzando dati patrimoniali o regolamentari.
Per ciascuna MPM individuata, l'IFRS 18 richiede la predis posizione di una specifica informativa in nota integrativa contenente, tra l'altro, la descrizione della misura, le modali tà di determinazione, le ragioni del relativo utilizzo, la riconciliazione con il più direttamente comparabile subtotale IFRS, nonché l'evidenza degli effetti fiscali e delle quote di pertinenza di terzi eventualmente associate alle rettifiche effettuate.
Gli emittenti devono inoltre fornire informativa in caso di incoerenza nell’utilizzo delle MPM nel tempo.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 89 In aggiunta, l’ESMA precisa che l’introduzione delle MPM non sostituisce gli obblighi previsti dalle linee guida ESMA/2015/1415 del 5 ottobre 2015 in merito agli Indica tori Alternativi di performa nce (IAP), pertanto sarà necessario garantire una certa coerenza tra quanto rappre sentato in bilancio e quanto comunicato esternamente.
Nel corso del secondo semestre 2026 il Gruppo completerà una ricognizione organica delle misure di performance utilizzate nelle comunicazioni finanziarie esterne e negli ulte riori documenti pubblici al fine di individuare quelle che soddisfano la definizione di MPM prevista dall'IFRS 18. Sulla bas e degli esiti di tale attività saranno definiti il perimetro delle misure soggette ai nuovi requisiti informativi e le relative disclosure da fornire nei bilanci del Gruppo.
Stato di avanzamento delle analisi Alla data di approvazione della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata, il Gruppo ha sostanzialmente completato le attività preliminari di assessment finalizzate all'identificazione e alla valutazione delle principali categorie di componenti reddituali che, sulla base delle disposizioni dell'IFRS 18 e delle conclusioni raggiunte in merito alle Specified Main Business Activities , saranno riclassificate nelle categorie Operativa, Investimento e Finanziamento.
Come già evidenziato, l'IFRS 18 non introduce modifiche ai criteri di rilevazione e valutazione delle attività, delle passività, dei ricavi e dei costi previsti dagli altri principi contabili internazionali, ma interviene principalmente sugli aspetti di presentazione del bilancio, classificazione delle componenti reddituali e informativa da fornire nelle note esplicative. Pertanto, non si prevedono impatti sul patr imonio netto, sul risultato economico o sulla situazione patrimoniale e finanziaria consolidata del Gruppo derivanti dalla prima applicazione del principio. Sono attualmente in fase di completamento le attività re lative all'adeguamento dei sistemi di reporting contabile e regolamentare, alle mappature necessarie per la pred isposizione delle informazioni comparative, nonché all'identificazione delle Management-defined Performance Measures (MPM) e delle connesse disclosure richieste dal nuovo principio. Il completamento di tali attività è strettamente connesso alla pubblicazione della versione definitiva del 9° aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Ital ia, attesa nel corso del terzo trimestre del 2026, che consentirà al Gruppo di finalizzare le analisi di dettaglio e di completare i conseguenti interventi di adeguamento dei processi e dei sistemi informativi.
Si precisa infine che, in sede di prima applicazione dell'I FRS 18, il Gruppo non si avvarrà della facoltà prevista dalle disposizioni transitorie di modificare il criterio di valu tazione delle partecipazioni ammissibili in società collegate e joint venture, passando dal metodo del patrimonio netto alla valutazione al fair value con contropartita a conto economico ( fair value option ), come illustrato nel successivo paragrafo “ Amendments to the Fair Value Option in IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures ”.
Principi contabili IAS/IFRS e inte rpretazioni SIC/IFRIC emanati da llo IASB/IFRIC, in attesa di
omologazione
Si riepilogano di seguito i principi, le interpretazioni o modi fiche che sono stati approvati dallo IASB, ma in attesa di omologazione. IFRS 19 “Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures” Con la pubblicazione dell’IFRS 19 “ Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures ”, avvenuta il 9 maggio 2024, lo IASB ha completato la Disclosure Initiative , avviata nel 2014 con l’obiettivo di migliorare la qualità e la fruibilità dell’informativa finanziaria, in coordinamento con il progetto relativo ai Primary Financial Statement s.
L’IFRS 19 mira a semplificare gli obblighi informativi richie sti nelle note esplicative per una vasta platea di società controllate appartenenti a gruppi che applicano gli IAS/IFRS , agevolando nel contempo la transizione agli standards internazionali per le entità che redigono i propri bilanci secondo i principi contabili locali.
L’applicazione del principio è consentita esclusivamente alle controllate prive di “responsabilità pubblica”, ossia alle società che non hanno strumenti finanziari ammessi alla ne goziazione in un mercato pubblico o che non detengano attività, a titolo fiduciario, per un ampio gruppo di persone come invece si verifica per banche, cooperative di credito, compagnie di assicurazioni, intermediari di valori mobiliar i, fondi comuni di investimento e banche d'investimento.
Le entità che soddisfano tali requisiti possono, ma non so no obbligate, ad applicare l'IFRS 19 nel proprio bilancio consolidato, separato o individuale.
In relazione all’operatività svolta dal Gruppo e alla compos izione dello stesso, non si prevedono impatti significativi correlati all’introduzione del principio in es ame, che non risulta applicabile a Banco BPM.
90 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ Amendments to IFRS 19 “Subsidiaries with out Public Accountability: Disclosures”
Le modifiche all’IFRS 19, pubblicate dallo IASB il 21 agosto 2025, introducono la possibilità per le controllate idonee di non comunicare talune disclosure relative ai principi emanati tra febbraio 2021 e maggio 2024.
In relazione all’operatività svolta dal Gruppo e alla comp osizione dello stesso, non si prevedono impatti correlati all’introduzione del principio in esame, che non risulta applicabile a Banco BPM.
A m e n d m e n t s t o I A S 2 1 “ T h e E f f e c t s o f C h a n g e s i n F o r e i g n Exchange Rates: Translation to a Hyperinflationary
Presentation Currency”
Le modifiche in esame, pubblicate in data 13 novembre 2025 ed in vigore dal 1° gennaio 2027, chiariscono le modalità di conversione dei bilanci da una valuta non iperinflazionata a una iperinflazionata. Per il Gruppo non si prevedono impatti, in quanto la valuta dell’euro, utilizzata per la predisposizione dei bilanci, non appartiene a contesti iperinflazionati.
IFRS 20 “Regulatory Assets and Regulatory Liabilities” L’IFRS 20, pubblicato dallo IASB il 27 maggio 2026 ed efficace dal 1° gennaio 2029 (con applicazione anticipata consentita), introduce un nuovo modello contabile per le im prese operanti in settori sogge tti a regolazione tariffaria, quali energia elettrica, gas, acqua, trasporti e altre utilities . Il principio sostituisce l'IFRS 14 e disciplina la rilevazione degli effetti derivanti dalle differenze temporali tra il moment o in cui i servizi regolamentati sono erogati e quello in cui i relativi corrispettivi possono essere recuperati o restitui ti ai clienti attraverso le tariffe stabilite dall'autorità di regolazione.
In particolare, l'IFRS 20 richiede la rilevazione di attività regolatorie ( Regulatory Assets ), che rappresentano il diritto a recuperare in futuro componenti di remunerazione non ancora incluse nelle tariffe applicate ai clienti, e di passività regolatorie ( Regulatory Liabilities) , che rappresentano l'obbligo di restituire ai clienti importi già inclusi nelle tariffe ma riferiti a prestazioni future. La misurazione è basata sui fl ussi finanziari futuri attesi derivanti dal meccanismo regolatorio e mira a fornire una rappresentazione più fedele degli effetti economici della regolazione tariffaria, migliorando la comparabilità tra operatori dei settori regolamentati.
Tenuto conto della natura dell'attività svolta dalle so cietà del Gruppo Banco BPM, che non operano in settori caratterizzati da meccanismi di regolazione tariffaria rien tranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 20, il nuovo principio non risulta applicabile e non determina impatti sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria consolidata del Gruppo.
Amendments to the Fair Value Option in IAS 28 “Investments in Associates and Joint Ventures “ In data 26 giugno 2026 lo IASB ha pubblicato le modifiche in oggetto finalizzate a chiarire l'ambito di applicazione della fair value option (FVO), prevista dai paragrafi 18 e 19 del principio IAS 28, per la valutazione delle partecipazioni in società collegate e joint venture , in alternativa al metodo del patrimonio netto. Le modifiche hanno natura circoscritta e sono state introdotte per risolvere le difformità interpretative emerse nella prassi applicativa in merito alla nozione di entità assimilabili (" similar entities "), rilevante ai fini dell’individuazione delle entità che possono avvalersi della suddetta FVO. Tale intervento si inserisce ne l più ampio contesto applicativo dell'IFRS 18, la cui entrata in vigore è prevista dal 1° gennaio 2027.
In particolare, lo IASB ha confermato che la valutazione al fair value con contropartita a conto economico continua a rappresentare un'eccezione al principio generale della cont abilizzazione con il metodo del patrimonio netto e resta riservata a specifiche categorie di investitori, quali organizzazioni di venture capital , fondi di investimento e altre entità assimilabili. Le modifiche chiarisc ono che tra queste ultime rientrano anch e le entità la cui attività principale consiste nell'investimento in particolar i tipologie di attività, secondo la de finizione contenuta nel paragrafo 49(a) dell'IFRS 18. È stato inoltre confermato che l'opzione deve essere esercitata singolarmente per ciascun investimento e al momento della rilevazione iniziale dello stesso.
Come in precedenza illustrato, l'emendamento è strettament e correlato all'applicazione dell'IFRS 18, in quanto il criterio di valutazione adottato per le partecipazioni in società collegate e joint venture può influenzare la classificazione dei relativi componenti reddituali nel conto economico. In particolare, i risultati delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto sono ri compresi nella categoria degli investimenti, mentre per le entità che svolgono come attività principale l'investimento in determinate categorie di attività e che applicano la fair
value option
, i relativi proventi e oneri possono essere classificati nella categoria operativa.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 91 Le modifiche entrano in vigore contestualmente alla pr ima applicazione dell'IFRS 18 e prevedono una specifica facoltà, in sede di transizione, di rideterminare il criter io di valutazione di partecipazioni in società collegate e joint venture precedentemente contabilizzate con il metodo del patrimonio netto, qualora risultino soddisfatti i requisiti per l'applicazione della fair value option . I principali soggetti potenzialmente interessati sono fondi e veicoli di investimento, società di investimento e, in alcuni casi, impr ese assicurative caratterizzate da un'attività di investimento quale componente prevalente del proprio modello di business.
Nell'ambito delle analisi svolte ai fini dell'implementazi one dell'IFRS 18 e delle connesse modifiche allo IAS 28, il Gruppo non ha individuato partecipazioni in società collegat e o joint venture per le quali ricorrere all'esercizio della fair value option . Conseguentemente, il Gruppo non si avvarrà della facoltà prevista in sede di transizione del principio IFRS 18 e continuerà ad applicare alle partecipazioni detenute in società collegate le disp osizioni ordinarie dello IAS 28 basate sul metodo del patrimonio netto.
Alla luce di quanto sopra, si prevede che le modifiche intr odotte non determinino impatti sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica consolidata del Gruppo Banco BPM.
Altri aspetti rilevanti ai fini delle politiche contabili di Gruppo Di seguito si fornisce una descrizione delle principali oper azioni ed eventi intervenuti nel corso del primo semestre 2026, nonché di talune fattispecie riferite a esercizi precedenti, ritenuti rilevant i ai fini della definizione del relativo trattamento contabile e della determinazione dei connessi impatti patrimoniali, economici e finanziari.
Crediti di imposta connessi con Decreto “Rilancio ” acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti
Nell'ambito delle misure introdotte dal Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34 ("Decreto Rilancio"), convertito con modificazioni dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77, sono stati pr evisti diversi strumenti di incentivazione fiscale finalizzati a sostenere l'economia a seguito dell'emergenza pandemica da Covid-19. Tra tali misure rientrano i crediti d'imposta derivanti da interventi di efficientamento energetico (Ecobo nus), riduzione del rischio sismico (Sismabonus) e da altre agevolazioni riconducibili ai cosiddetti bonus edilizi. Nel corso degli anni successivi il quadro normativo è stato oggetto di numerosi interventi legislativi che, dapprima con il D.L. n. 50/2022 ("Decreto Aiuti") e successivamente co n il D.L. n. 39/2024, hanno in trodotto ulteriori requisiti, limitazioni operative e vincoli alla circolazione dei crediti, modificando in misura significativa il funzionamento del meccanismo delle cessioni.
In tale contesto il Gruppo ha sviluppato un'attività di acqu isto di crediti d'imposta ceduti sia dai beneficiari originari delle agevolazioni sia da precedenti acquirenti. Tali cr editi possono essere recuperati principalmente mediante compensazione con i debiti tributari del Gruppo, secondo le originarie tempistiche previste dalla normativa fiscale per la detrazione; per una parte degli stessi è altresì prevista la possibilità di cessione a società del Gruppo ovvero, ove opportuno, a soggetti terzi. Poiché i crediti d'imposta acquistati non sono espressamente disciplinati dai principi contabili internazionali IAS/IFRS, il Gruppo ha definito il relativo trattamento contabile in conformità allo IAS 8, facend o riferimento alle indicazioni contenute nel documento emanato il 5 gennaio 2021 da Ba nca d'Italia, CONSOB e IVASS (Tavolo di Coordinamento n. 9 "Trattamento contabile dei crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge Cura Italia e Rilancio acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti"). In applicazione di tali orientamenti, i crediti acquistati sono qualificati come attività finanziarie e cont abilizzati applicando, per analogia e ove compatibili con la loro natura, le disposizioni dell'IFRS 9.
Crediti gestiti secondo il modello Hold to Collect (HTC) Per i crediti acquistati nell'ambito del modello di business Hold to Collect (HTC), destinati ad essere recuperati esclusivamente tramite compensazione fiscale dell’entità acquir ente, il Gruppo applica i criteri previsti dall'IFRS 9 per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.
I crediti sono inizialmente rilevati al fair value , corrispondente al corrispettivo pagato per il loro acquisto, e successivamente valutati al costo ammortizzato, tenuto cont o del valore e della tempistica di compensazione. Non trovano invece applicazione le disposizioni relative alle perdite attese ( Expected Credit Losses ), in quanto il recupero dei crediti non dipende dalla solvibilità di una controparte be nsì dalla capacità dell’acquirente di utilizzare gli stessi in compensazione dei propri debiti tributari ( tax capability ), non essendo prevista la facoltà di chiedere il rimborso all’Agenzia delle Entrate. Tali attività sono esposte nella vo ce "130. Altre attività" dello stato patrimoniale, mentre le
92 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ competenze maturate secondo il metodo de l costo ammortizzato sono rilevate nella voce "10. Interessi attivi e proventi assimilati" del conto economico.
Al 30 giugno 2026 il valore nominale complessivo dei cr editi HTC acquistati ammonta a 4.944,8 milioni, invariato rispetto al 31 dicembre 2025 in assenza di nuovi acquisti nel semestre. Alla medesima data risultano complessivamente compensati crediti per 3.702,7 milioni, di cui 851,8 milioni nel corso del primo semestre 2026.
Il valore nominale residuo dei crediti HTC ammonta pertan to a 1.242,1 milioni (2.093,9 milioni al 31 dicembre 2025), dei quali circa il 66% risulta compensabile entro il 2028. Il corrispondente valore di bilancio, determinato secondo il criterio del costo ammortizzato e comprensiv o delle competenze maturate al 30 giugno 2026, è pari a 1.149,5 milioni (1.963,5 milioni al 31 dicembre 2025). Alla data del 30 giugno 2026 non risultano assunti impegni, nei confronti di soggetti terzi al Gruppo, per futuri acquisti di crediti HTC. Inoltre, il volume dei credit i detenuti risulta ampiamente compatibile con la capacità compensativa della Banca e coerente con il plafond prud enziale deliberato dal Cons iglio di Amministrazione;
conseguentemente non emergono profili di rischio in merito alla loro recuperabilità.
Crediti gestiti secondo il modello Hold to Collect and Sell (HTCS) Al fine di valorizzare la capacità compensativa disponibile e cogliere ulteriori opportunità commerciali, il Gruppo ha inoltre adottato un modello operativo Hold to Collect and Sell (HTCS), che prevede il recupero dei crediti sia attraverso la compensazione fiscale sia mediante la cessione a societ à del Gruppo bancario o, ove ritenuto conveniente, a controparti esterne.
Per tali crediti il Gruppo applica, per analogia, le disposizioni previste dall'IFRS 9 per le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Oltre agli effetti derivanti dall'applicazione del costo ammort izzato, viene pertanto rilevata una componente valutativa pari alla differenza tra fair value e valore contabile. Il fair value è determinato mediante la metodologia Discounted Cash Flow (DCF) , attualizzando i flussi finanziari attesi sulla base della curva dei tassi zero coupon per le diverse scadenze di compensazione, costruita utilizzando i tassi Eu ribor a sei mesi e considerando lo spread commerciale originariamente incorporato nel prezzo di acquisto. Anche tali crediti sono iscritti nella voce "130. Altre attività"; le competenze maturate in base al costo ammortizzato sono oggetto di rilevazione a conto economico nella voce “10.
Interessi attivi e proventi assimi lati”, mentre le variazioni di fair value sono rilevate nel prospetto della redditività complessiva tra le altre componenti reddituali con successivo riciclo a conto economico. Al 30 giugno 2026 il valore nominale dei crediti acquista ti nell'ambito del modello HTCS ammonta a 1.946,3 milioni, di cui 162,2 milioni acquistati nel corso del primo semestre 2026 (1.748,1 milioni al 31 dicembre 2025). I crediti complessivamente recuperati mediante compensazione ovvero a seguito di cessione infragruppo a società che hanno poi compensato interamente gli importi pervenuti ammontano a 977,5 milioni (685,9 milioni al 31 dicembre 2025).
Il valore nominale residuo dei crediti HTCS è pari a 968,8 milioni (1.098,2 milioni al 31 dicembre 2025), di cui circa l'86% recuperabile tramite compensazione entro il 2028. Il relativo valore di bilancio ammonta a 871,8 milioni (9 88,0 milioni al 31 dicembre 202 5) e riflette il prezzo di acquisto, le competenze maturate secondo il metodo del costo ammortizzato e l'adeguamento al fair value .
Al 30 giugno 2026, quest'ultimo adeguamento risulta sostan zialmente non significativo e pari a -5,2 milioni (0,9 milioni al 31 dicembre 2025), a conferma del limitato impatto derivante dall'evoluz ione dei tassi di interesse rispetto alle date di acquisto dei crediti. Alla stessa data risultano inoltre impegni, nei confronti di so ggetti terzi rispetto al Gruppo, per futuri acquisti di crediti fiscali gestiti nell’ambito del modello HTCS per 209 milioni, in diminuzione rispetto ai 405 milioni rilevati al 31 dicembre 2025. Anche con riferimento ai crediti gestiti nell'ambito del mode llo HTCS non si rilevano elementi tali da far emergere rischi di irrecuperabilità. Il volume complessivo dei credit i detenuti risulta infatti coerente e pienamente compatibile con la capacità compensativa del Gruppo. Pertanto, allo stato attuale, non si prevede la necessità di ricorrere a cessioni verso soggetti esterni al fine di garantirne il recupero.
Intervento in Banca Progetto
Come illustrato nel paragrafo “Fatti di rilievo del period o” della Relazione intermedia sulla gestione, nel corso del primo semestre 2026 il Gruppo ha partecipato all'oper azione di risanamento di Banca Progetto, realizzata nell'ambito di un intervento preventivo promosso dal Fondo In terbancario di Tutela dei Depositi (FITD) ai sensi dell'art.
35 del relativo Statuto. L'intervento, volto a ripristinare le condizioni di equilibrio patrimoniale e finanziario di Banca Progetto e a consentire la conclusione della procedura di ammi nistrazione straordinaria, si è articolato in un complesso
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 93 insieme di operazioni di ricapitalizzazione, acquisizione del controllo e derisking degli attivi, assistite da specifiche garanzie del FITD.
Nell'ambito di tale operazione il Gruppo ha effettuato un investimento complessivo pari a 151,3 milioni mediante la sottoscrizione dei seguenti strumenti finanziari:
• una partecipazione pari al 20% del capitale sociale di BP Holding S.p.A., per un investimento di 8,5 milioni;
• quote del Fondo di Investimento Alternativo (FIA) Fini nt Ananteo, per 78,8 milion i, avente come sottostante crediti deteriorati originati da Banca Progetto;
• titoli di cartolarizzazione sottoscritti nell'ambito di operazioni sia di tipo Significant Risk Transfer (SRT) sia retained, aventi come sottostante crediti performing di Banca Progetto, per complessivi 64,0 milioni.
Le quote del FIA e i titoli emessi nell'ambito delle operazioni di cartolarizzazione beneficiano di un articolato sistema di protezione del rischio fondato su specifiche garanzie rilasciate dal FITD, nell'ambito del medesimo intervento preventivo. Tali meccanismi di garanzia rappresentano un elemento strutturale dell'operazione di risanamento e sono finalizzati a favorire il trasferimento e la gestione degli attivi oggetto di derisking.
In considerazione della quota detenuta, pari al 20% del capitale sociale e posseduta in misura paritetica rispetto alle altre banche partecipanti all'intervento, nonché della presenza di un proprio rappresentante nel Consiglio di Amministrazione di BP Holding, l'investimento è stato classifi cato tra le partecipazioni in società collegate. Le quote del FIA Finint Ananteo e i titoli di cart olarizzazione sono stati invece contabilizzati secondo le disposizioni dell'IFRS 9 applicabili agli strumenti finanziari, come di seguito illustrato in dettaglio.
Al 30 giugno 2026, tenuto conto del rimborso parziale di alcu ne tranche senior delle cartol arizzazioni per 3,9 milioni, il valore contabile complessivo degli investimenti connessi all'operazione in esame ammonta a 147,4 milioni. Tale importo risulta esposto per 8,5 milioni tra le partecipazioni in società collegate, per 78,8 milioni tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e per i residui 60,1 milioni tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato. Le verifiche effettuate ai fini della predisposizione della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata non hanno evidenziato elementi informativi tali da richiedere l' aggiornamento delle valutazioni rispetto ai valori di prima iscrizione.
Con riferimento alle eventuali contribuzioni integrative che potrebbero essere richieste dal FITD in relazione all'intervento preventivo effettuato, si evidenzia che, alla data di predisposizi one della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata, non è pervenuta alcuna richiest a di contribuzione né alcuna comunicazione relativa all'attivazione di un piano di accumulo. Pertanto, in appl icazione dell'IFRIC 21 e dello IAS 37, non si è verificato alcun evento vincolante (obligating event) idoneo a determinare l'insorgenza di un'obbligazione attuale in capo al Gruppo. Conseguentemente, al 30 giugno 2026 non sono stat e rilevate passività né contabilizzati oneri connessi a future contribuzioni al FITD.
Business Model “Hold to Collect” – vendite
In conformità alle disposizioni dell’IFRS 9, le attività finanziarie classificate nel business model Hold to Collect (HTC) sono detenute con l’obiettivo prevalente di incassare i flu ssi finanziari contrattuali. Tuttavia, il principio contabile riconosce che il verificarsi di operazioni di vendita non è, di per sé, incompatibile con tale modello di business , purché le stesse risultino coerenti con le finalità di gestione del portafoglio e non ne modifi chino l’obiettivo sostanziale.
In tale contesto, per le esposizioni classificate nel portafog lio delle “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” – ossia nel portafoglio detenuto il business model HTC – la policy di Gruppo, in conformità con il principio contabile IFRS 9, prevede che la cessione di titoli HTC sia ammissibil e nel rispetto di determinate soglie di significatività e di frequenza, in prossimità della scadenza, in presenza di un incremento rilevante del rischio di credito o al ricorrere di circostanze eccezionali.
Nel corso del primo semestre 2026, il Gruppo ha effettuato cessioni di titoli classificati tra le “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” per un valore nominale co mplessivo pari a circa 3,1 miliardi. Di tali cessioni, 1,1 miliardi si riferiscono a titoli ceduti in prossimità della sc adenza contrattuale, mentre i residui 2,0 miliardi riguardano operazioni che rientrano nei limiti di ammissibilità defi niti dalla citata policy in termini di frequenza e significatività.
Con riferimento a queste ultime cessioni, perfezionate median te due transazioni, esse rappresentano circa il 6,2% del valore nominale del portafoglio HTC in essere al 1° gennaio 2026, risultando quindi inferiori alla soglia del 10% in termini di significatività e delle 12 operazioni annue in termini di frequenza, come definite nelle policy di Gruppo, a cui si fa quindi rinvio per ulteriori dettagli. Le operazioni effettuate sono state realizzate nell’ambito di una più ampia
94 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ attività di gestione del portafoglio tito li finalizzata all’ottimizzazione del profil o rischio-rendimento e al riequilibrio complessivo del banking book , considerando congiuntamente i portafogli classificati nei business model HTC e HTCS.
Il risultato economico positivo conseguito dalle cessioni de i titoli HTC, pari a circa 56 milioni, è sostanzialmente compensato dagli effetti economici negativi derivanti dalle cessioni di titoli HTCS, effettuate nell’ambito della medesima strategia di gestione integrata del portafoglio finanziario.
Nell'ambito delle ordi narie attività di derisking del portafoglio creditizio, nel corso del primo semestre 2026 sono inoltre proseguite le operazioni di cessione di esposizioni deteriorate verso clientela. In conformità alle disposizioni dell'IFRS 9 e alla Policy di Gruppo, tali operazioni sono considerate pienamente coerenti con il business model Hold to Collect , in quanto finalizzate alla gestione e riduzione del rischio di credito e ri ferite a esposizioni classificate in stage 3. Conseguentemente, le relative cessioni non sono sogge tte alle soglie di frequenza e significatività previste per le vendite di attività finanziarie detenute nel portafoglio HTC. Per maggiori dettagli in merito ai criteri di ammissibilità dell e vendite e agli ulteriori indicatori utilizzati dal Gruppo per la valutazione della coerenza del business model HTC, si rinvia al paragrafo “3 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato. Policy di ammissibilità delle vendite coerenti con il Business Model HTC” contenuto nella sezione “A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio” della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
Si precisa infine che, nel corso del primo semestre 2026, non si sono verificati cambiamenti dei business model relativi ai portafogli classificati HTC o HTCS, né sono intervenute modifiche alle politiche contabili e ai criteri adottati dal Gruppo per la valutazione dell’ammissibilità delle vendite, che risultano pertanto in continuità con quelli applicati negli esercizi precedenti.
Emissione di Additional Tier 1
Gli strumenti Additional Tier 1 (AT1) rappresentano strument i di capitale subordinati computabili nel patrimonio di vigilanza di classe 1 aggiuntiva ( Additional Tier 1 Capital ) ai sensi del Regolamento (UE) n. 575/2013 ( Capital Requirements Regulation - CRR ) e sono destinati esclusivamente a investitori istituzionali.
Tali strumenti sono caratterizzati da una durata perpetua e a ttribuiscono all'emittente la facoltà, ma non l'obbligo, di procedere al rimborso anticipato ( call option ) alle date contrattualmente previste, subordinatamente alle autorizzazioni delle competenti Autorità di Vigilanza. Qualora l'opzione non venga esercitata alla prim a data utile, il diritto di rimborso può essere esercitato in occasione delle successiv e date di richiamo previste dalle condizioni contrattuali.
Le emissioni AT1 di Banco BPM prevedono il pagamento di una remunerazione inizialmente determinata a tasso fisso per un periodo di cinque anni. In assenza di esercizio della facoltà di rimborso anticipato, la cedola viene successivamente rideterminata alle date di reset previste dal contratto, sulla base del tasso mid-swap a cinque anni vigente alla relativa data di ricalcolo, maggiorato dello spread originariamente definito in sede di emissione.
In linea con le caratteristiche richieste dalla normativa pr udenziale applicabile agli strumenti di capitale AT1, il pagamento delle cedole è interamente discrezionale e non cumulativo. L'eventuale mancato pagamento non costituisce un evento di default né attribuisce ai portatori alcun diritto a ricevere in futuro gli importi non corrisposti. Inoltre, il pagamento delle cedole può essere sospeso obbligatoriament e al ricorrere delle condizioni previste dalla normativa e dalla documentazione contrattuale, inclusa l'ipotesi in cu i il coefficiente di capitale primario di classe 1 ( Common Equity Tier 1 ratio - CET1 ) del Gruppo o della Capogruppo scenda al di sotto della soglia del 5,125%.
Al verificarsi di tale evento ( trigger event ), gli strumenti sono soggetti a meccanismi di assorbimento delle perdite mediante riduzione permanente o temporanea del relativo valore nominale ( write-down ), nella misura necessaria a ripristinare il rispetto dei requisiti patrimoniali previsti. Le condizioni contrattuali prevedono inoltre la possibilità di un successivo ripristino del valore nominale ( write-up ), subordinatamente al verificarsi delle condizioni previste dall'emissione e alla decisione dell'emittente.
Alla luce delle caratteristiche contrattuali sopra descritte e della piena discrezionalità attribuita all'emittente sia in merito al rimborso del capitale sia al pagamento della remu nerazione, tali strumenti sono classificati come strumenti di capitale ai sensi dello IAS 32. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo “16 - Altre informazioni - Strumenti di capitale” della sezione “A.2 - Part e relativa alle principali voci di bilancio” della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
Al 30 giugno 2026 Banco BPM ha in essere emissioni di strumenti Additional Tier 1 per un valore nominale complessivo pari a 1.400,0 milioni, riferite ai prestiti emessi nel periodo 2022-2025. Il corrispondente valore di bilancio, esposto nella voce “140. Strumenti di capitale”, am monta a 1.389,7 milioni e riflette il corrispettivo incassato in sede di emissione, al netto dei costi di transazione dire ttamente attribuibili, pari a 10,3 milioni al netto degli effetti fiscali.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 95 La riduzione rispetto al valore nominale in essere al 31 dicembre 2025 (1.800,0 milioni) è riconducibile all'esercizio della facoltà di rimborso anticipato, avvenuto in data 19 gennaio 2026, dello strume nto AT1 emesso nel gennaio 2021 per un ammontare nominale pari a 400 milioni. Coerentemente con la classificazione di tali emissioni come strumenti di capitale, le cedole corrisposte nel corso del primo semestre 2026, pari a 64,7 milioni (46,9 milioni al netto de l relativo effetto fiscale di 17,8 milioni), sono rilevate a riduzione del patrimonio netto, nella voce “150. Riserv e”, senza transitare nel conto economico del periodo.
Acquisto del controllo tota litario di Castello SGR
Come illustrato nel paragrafo “Fatti di rilievo del periodo” della Relazione interm edia sulla gestione, in data 29 giugno 2026 la controllata Anima Holding S.p.A. ha perfezionato l' acquisto della residua quota del 20% del capitale sociale di Castello SGR detenuta da un veicolo riconducibile a Oa ktree, conseguendo il controllo totalitario della società.
L'operazione si inserisce nell'ambito degli accordi contra ttuali sottoscritti nel 2023 da Anima Holding, in occasione dell'acquisizione dell'80% del capitale di Caste llo SGR, che prevedevano specifici diritti di put e call option sulla partecipazione di minoranza. Sotto il profilo contabile, l'operazione ha comportato l'es tinzione della passività finanziaria rilevata ai sensi del paragrafo 23 dello IAS 32, a fronte dell'obbligazione contrattu ale di acquistare la quota detenuta dagli azionisti di minoranza. Considerato che i principi co ntabili internazionali IFRS non disciplinano espressamente il trattamento delle successive variazioni di valore di tali passività, il Gruppo ha adottato un approccio coerente con il prevalente orientamento interpretativo e con la prassi applicativa di riferimento, rilevando a conto economico la differenza tra il corrispettivo corrisposto per l'esercizio dell'opzione, pari a 19 milioni, e il valore contabile della passività finanziaria alla data di regolamento. Tale differenza ha determinato la rilevazione di un onere pa ri a 3,1 milioni nella voce “230. Altri oneri/proventi di gestione” del conto economico consolidato. Considerando inoltre il contestuale trasferimento a patrimonio netto della quota riferibile alle interessenze di minoranza acquisite, in coerenza con le disposizioni dell'IFRS 10 applicabili alle operazioni effettuate tra i soci successivamente all'acquisizio ne del controllo, l'effetto complessivo sul patrimonio netto di pertinenza della Capogruppo è risu ltato positivo per circa 1,7 milioni.
Contribuzioni ai sistemi di garanzia dei depositi e ai meccanismi di risoluzione
Le contribuzioni dovute ai sistemi di garanzia dei depositi e ai meccanismi di risoluzione, nonché agli analoghi sistemi di tutela del comparto assicurativo , sono contabilizzate nella voce di conto economico “190.b) Altre spese amministrative”, secondo il trattamento contabile previsto dall'interpretazione IFRIC 21 “ Levies ”, come richiamata dalla Comunicazione della Banca d'Italia del 19 gennaio 2016 e dai chiarimenti forniti dall'IVASS con lettera al mercato del 18 dicembre 2024. In applicazione dell'IFRIC 21, la passività e il relativo oner e sono rilevati esclusivamente al verificarsi dell'evento individuato dalla normativa quale presupposto che dete rmina l'insorgenza dell'obbligazione di pagamento (obligating event ), sia con riferimento ai contributi ordinari sia a quelli straordinari. Conseguentemente, la mera eventualità che in futuro possano essere richieste contribuzi oni non comporta la rilevazione anticipata di passività o costi.
Oneri sistemici bancari A seguito del recepimento nell'ordinamento italiano della Direttiva 2014/49/UE ( Deposit Guarantee Schemes Directive - DGSD) e della Direttiva 2014/59/UE ( Bank Recovery and Resolution Directive - BRRD), gli intermediari bancari sono tenuti a contribuire al finanziamento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e del Fondo di Risoluzione Unico (FRU) me diante contributi ordinari ex ante , finalizzati alla costituzione delle rispettive dotazioni finanziarie di sistema, determinate in funzione dell'ammontare dei depositi protetti. La normativa prevede inoltre che, qualor a le risorse disponibili non risultino sufficienti a far fronte agli interventi richiesti, possano essere richieste ulteriori contri buzioni straordinarie agli intermediari aderenti.
Nel corso del primo semestre 2026 non sono stati rilevati oner i relativi a contributi ordinari o straordinari in favore del FITD o del FRU, non essendosi verificato alcun evento che determinasse l'insorgenza della relativa obbligazione di pagamento.
Con riferimento al Fondo di Risoluzione Unico, il livello obiettivo della dotazione finanziaria è stato raggiunto al 31 dicembre 2023 e, successivamente, non sono pervenute richieste di contribuzioni straordinarie.
96 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ Per quanto concerne il Fondo Interbancario di Tutela dei De positi, il livello obiettivo della contribuzione ordinaria è stato raggiunto nel corso del 2024. Si segnala tuttavia che nel mese di dicembre 2025 il FITD ha richiesto agli intermediari consorziati una contribuzione integrativa, che per il Gruppo Banco BPM è risultata pari a 7,7 milioni. Si precisa infine che le banche del Gruppo non si sono mai avvalse della facoltà, prevista dalla normativa applicabile, di adempiere agli obblighi contributivi mediante il ricorso a impegni irrevocabili di pagamento ( Irrevocable Payment Commitments - IPC).
Oneri sistemici assicurativi (Fondo di garanzia assicurativa dei rami vita) La Legge n. 213 del 30 dicembre 2023 ha introdotto nel Codice delle Assicurazioni Private il Fondo di garanzia assicurativa dei rami vita, configurato come organismo a ssociativo privato tra le imprese di assicurazione e gli intermediari aderenti.
Ai sensi dell'art. 274-quater del Codice delle Assicurazioni Private e in conformità allo Statuto del Fondo approvato nel corso del primo semestre 2026, il Fondo deve disporre di una dotazione finanziaria minima pari allo 0,4% delle riserve tecniche dei rami vita determinate secondo la normativa Solvency II e detenute dalle imprese aderenti al 31 dicembre dell'anno precedente. In sede di prima applicazione, il livello obiettivo è prev isto essere raggiunto progressivamente nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2035.
Per le compagnie assicurative aderenti il contributo è determ inato in misura pari allo 0,4 per mille delle riserve tecniche vita; per gli intermediari aderenti, il contributo, che a regime sarà commisurato al volume dei prodotti vita intermediati e ai relativi ricavi, nel periodo transitorio è fissato in misura pari allo 0,1 per mille delle riserve tecniche intermediate.
Alla luce del quadro normativo sopra richiamato, per la co ntribuzione ordinaria, l'evento che determina l'insorgenza dell'obbligazione di pagamento è rappresentato dall'adesion e al Fondo alla data del 31 dicembre di ciascun anno.
Conseguentemente, il relativo onere viene rilevato nel mese di dicembre dell'anno di riferimento, al ricorrere dei presupposti previsti dalla normativa. Nel primo semestre 2026, così come nel corrispondente period o del 2025, non si sono pertanto verificati gli eventi per la rilevazione della contribuzione ordinaria. Conseg uentemente, alla data del 30 giugno 2026 non risultano contabilizzati oneri relativi al Fondo di garanzia assicurativa dei rami vita. Da ultimo, si segnala che la contribuzione rilevata nel mese di dicembre 2025, pari a 6,4 milioni, è stata integralmente versata al Fondo nel corso del semestre.
A.2 - PARTE RELATIVA ALLE PR INCIPALI VOCI DI BILANCIO
I principi contabili utilizzati nella redazione del presente bi lancio semestrale consolidato, con riferimento ai criteri di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e delle passività, nonché ai criteri di riconoscimento dei costi e dei ricavi, risultano invariati rispe tto a quelli utilizzati per la predisposizione della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025 del Gr uppo Banco BPM, a cui pertanto si fa rinvio.
A.3 – INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA’ FINANZIARIE
Nel corso del primo semestre 2026 non sono stati effettuati tr asferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Tale circostanza riflette l’assenza di modifiche nei business model utilizzati dal Gruppo per la gestione delle attività finanziarie ai sensi dell’IFRS 9. Non essendo intervenuti camb iamenti nelle modalità di gestione dei portafogli tali da determinare una diversa finalità di detenzione degli stru menti finanziari, non si sono pertanto rese necessarie riclassificazioni tra le diverse categorie contabili previste dal principio.
A.4 – INFORMATIVA SUL FAIR VALUE
Metodologie di determinazione del fair value per le attività e le passività finanziarie misurate in bilancio al fair value
Il fair value è definito come il prezzo che verrebbe percepito per la vendita di un’attività o pagato per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato, alle condizioni correnti alla data di valutazione nel mercato principale o nel mercato più vantaggioso (p rezzo di uscita). Sottostante alla misurazione del fair value vi
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 97 è la presunzione che l’entità si trovi in una situazione di continuità aziendale ( going concern ), ossia che si trovi in una situazione pienamente operativa e che non intenda quindi liquidare o ridurre sensibilmente la propria operatività o intraprendere operazioni a condizioni sfavorevoli. Il fair value non è quindi l’importo che l’entità riceverebbe o pagherebbe in caso di operazioni forzose o vendite sottocosto.
Il fair value costituisce una misura di mercato e non una valutazione specifica dell'entità. La sua determinazione non riflette pertanto le stime dei flussi finanziari che la sing ola entità prevede di realizzare attraverso l'utilizzo o il regolamento di un'attività o di una passività, bensì le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del relativo prezzo alla data di valutazione. In tale contesto, si presume che gli operatori agiscano nel migliore dei modi al fine di soddisfare il proprio interesse economico.
Ai fini della misurazione al fair value delle attività e passività, finanziarie e non, il principio IFRS 13 definisce una triplice gerarchia di fair value , basata sulla fonte e sulla qualità degli input utilizzati:
• Livello 1: gli input sono rappresentati dai prezzi quotati (n on rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a quelle oggetto di valutazione;
• Livello 2: input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 che risultano direttamente o indirettamente osservabili sul mercato, So no quindi rappresentati:
- dai prezzi quotati in mercati attivi per attività e passività similari;
- dai prezzi quotati in mercati non attivi per attività o passività identiche o similari;
- da parametri osservabili sul mercato o corroborati da dati di mercato (ad esempio, tassi di interesse, spread creditizi, volatilità implicite, tassi di cambio) ed utilizzati nella tecnica di valutazione;
• Livello 3: gli input utilizzati non sono osservabili sul mercato, sono utilizzati quando non sono disponibili dati di mercato rilevanti e osservabili. In tali casi, la determinazione del fair value richiede il ricorso a stime e assunzioni che riflettono le ipotesi che gli operator i di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o della passività.
Per gli strumenti finanziari, oggetto di misurazione in bilancio al fair value , il Gruppo si è dotato di una “ Fair Value Policy ” che attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati su mercati attivi (livello 1) e priorità più bassa all’utilizzo di input non osservabili (livello 3), in quanto maggiormente discrezionali, in linea con la gerarchia di fair value sopra rappresentata. Nel dettaglio tale policy definisce:
• le regole di individuazione dei dati di mercato, la selezione/gerarchia delle fonti informative e le configurazioni di prezzo necessarie per valorizzare gli strumenti finanziari contri buiti su mercati attivi e classificati in corrispondenza de l livello 1 della gerarchia di fair value (“Mark to Market Policy ”);
• le tecniche di valutazione ed i relativi parametri di in put in tutti i casi in cui non sia possibile adottare la Mark to Market Policy (“Mark to Model Policy ”).
Mark to Market
Nel determinare il fair value , il Gruppo utilizza, ogni volta che sono disponibili, informazioni basate su dati di mercato ottenuti da fonti indipendenti, in quanto considerate la migliore evidenza del fair value . In tal caso, il fair value è il prezzo di mercato dello stesso strumento oggetto di valutazi one, ossia senza modifiche o ricomposizioni dello stesso strumento, desumibile dalle quotazioni espresse da un merc ato attivo (e classificato nel livello 1 della gerarchia di fair value). Un mercato si considera attivo quando i prezzi di qu otazione esprimono effettive e regolari operazioni di mercato e risultano prontamente e regolarm ente disponibili tramite borse, mediatori, intermediari, società del settore, servizi di quotazione o enti autorizzati.
Mark to Model
Qualora non sia applicabile la “ Mark to Market Policy ”, per l’assenza di prezzi direttamente osservabili su mercati considerati attivi, è necessario fare ricorso a tecniche di valutazione che massimizzino il ricorso alle informazioni disponibili sul mercato, in base ai seguenti approcci valutativi:
• Comparable approach : in tal caso il fair value dello strumento è desunto dai prezzi osservati su transazioni recenti avvenute su strumenti similari in mercati atti vi, opportunamente aggiustati per tenere conto delle differenze negli strumenti e nelle condizioni di mercato, piuttosto che dai prezzi di recenti transazioni sullo stesso strumento oggetto di valutazione non quotato su mercati attivi;
• Model Valuation : in mancanza di prezzi di transazioni osserv abili per lo strumento oggetto di valutazione o per strumenti simili, è necessario adottare un modello di valutazione; tale modello deve essere di provata
98 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ affidabilità nella stima di ipotetici prezzi “operativi” e pertanto deve trovare ampio riscontro negli operatori di mercato.
In particolare:
• i titoli di debito vengono valutati in base alla metodologia dell’attualizzazione dei previsti flussi di cassa, opportunamente corretti per tenere conto del rischio emittente;
• i finanziamenti che non superano l’SPPI test sono valuta ti sulla base dell’attualizzazione dei flussi di cassa attesi, stimati sulla base di modelli differenziati in funzione della qualità creditizia della controparte, utilizzando tassi di rendimenti ritenuti coerenti con quelli richiesti da potenziali operatori di mercato;
• i titoli di capitale non quotati sono valutati facendo ri ferimento, ove disponibili, a transazioni recenti aventi ad oggetto il medesimo strumento o strumenti comparabili; in assenza di tali evidenze, si ricorre a metodologie basate su multipli di me rcato di società comparabili e, in via residuale, a modelli valutativi di natura reddituale, finanziaria o patrimoniale;
• gli investimenti in O.I.C.R., diversi dai fondi aperti armonizzati, sono generalmente valutati sulla base dei Net Asset Value (NAV) messi a disposizione dal fund administrator o dalla società di gestione. In tali investimenti rientrano tipicamente i fondi di private equity, private debt e similari, i fondi immobiliari ed i fondi hedge ;
• i contratti di Bond Repo sono valutati attualizzando i flussi contrattuali previsti a termine, determinati in funzione delle caratteristiche del contratto, sulla base di curve di tasso di interesse differenziate a seconda dell’emittente del titolo sottostante al contratto (titoli Governativi e titoli Corporate );
• i contratti derivati OTC sono valutati mediante modelli comunemente utilizzati dagli operatori di mercato, differenziati in funzione della tipologia di strumento e dei fattori di rischio rilevanti (tasso di interesse, volatilità, cambio, prezzo, ecc.) che ne influenzano la relativa valutazione. L’attualizzazione dei flussi di cassa futuri è effettuata utilizzando, di norma, la curva OIS (“Overnight Indexed Swap”), considerata rappresentativa del tasso privo di rischio. I valori così ottenuti sono poi corretti per tenere conto di tutti i fattori considerati rilevanti dai partecipanti al mercato, con l’obiettivo di riflettere al meglio il prezzo di realizzo di una transazione di mercato effettivamente po ssibile (rischio modello, risc hio liquidità, rischio di controparte). Con riferimento al rischio di controparte dei derivati in bonis, riferito sia al rischio di credito della controparte “ Credit Valuation Adjustment” (CVA) sia al rischio di mancato adempimento delle proprie obbligazioni contrattuali “ Debit Valuation Adjustment” (DVA) , il corrispondente fattore correttivo viene determinato per ogni singola entità giuridica del Gruppo in funzione dell’esposizione futura attesa generata dai contratti, delle probabilità di default delle parti e delle relative perdite. In particolare, il calcolo dell’esposizione attesa è variamente configurato per consid erare gli effetti derivanti dall’esistenza di accordi di compensazione o garanzie sottostanti “netting e collateral agreement” in grado di mitiga re il rischio di controparte, mentre la probabilità di default viene stimata ricorrendo a quotazioni di Credit Default Swap , laddove disponibili, in via prioritaria rispetto a param etri interni. Il modello per la quantificazione dei correttivi CVA/DVA prevede che, per ogni derivato, il rischio di controparte sia pari alla somma delle
componenti:
- “Bilateral CVA ”: trattasi della possibile perdita nel caso in cui l’esposizione futura sia positiva per il Gruppo, corretta per tenere conto dell’eventualità che il Gruppo possa fallire prima della controparte;
-
“Bilateral DVA ”: volto ad apprezzare il beneficio in caso di inadempimento delle proprie obbligazioni contrattuali, qualora l’esposizione attesa sia negativa per il Gruppo. Tale beneficio viene poi mitigato per tenere conto della probabilità che, nel corso dell’ operazione, la controparte possa fallire prima del Gruppo.
La classificazione nel livello 2 piuttosto che nel livello 3 è determinata in base all’osservabilità sui mercati degli input significativi utilizzati ai fini della determinazione del fair value . Uno strumento finanziario deve essere classificato nella sua interezza in un unico livello; pertanto, qualora nell a tecnica di valutazione siano impiegati input appartenenti a diversi livelli, l’intera valutazione deve essere classifi cata in corrispondenza del livello della gerarchia in cui è classificato l’input di più basso livello, qualora si a ritenuto significativo per la determinazione del fair value nel suo complesso.
Sono normalmente considerati di livello 2 le seguenti tipologie di investimento:
• strumenti finanziari rappresentati da derivati OTC e da pronti contro termine su titoli di debito (“ Bond Repo ”) qualora la misurazione del fair value sia effettuata utilizzando modelli valutativi basati prevalentemente su parametri osservabili sul mercato oppure qualora gli even tuali input non osservabili non risultino significativi ai fini della determinazione del fair value complessivo;
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 99 • titoli di capitale non quotati su mercati attivi, valutati mediante la tecnica dei multipli di mercato, facendo riferimento ad un selezionato campione di società comp arabili rispetto all’oggetto della valutazione piuttosto che valutati sulla base di effettive transazioni avvenute in un arco temporale ragionevolmente prossimo alla data di riferimento;
• titoli di debito di terzi o di propri a emissione, non quotati su mercati atti vi, per i quali gli input, compresi gli spread creditizi, sono reperiti da fonti di mercato;
• quote di OICR, non quotati su mercati attivi, caratterizzati da significativi livelli di trasparenza e liquidità.
Le suddette quote sono valorizzate sulla base dei NAV forniti dalla società di gestione/ fund administrator .
Sono di regola considerati di livello 3 i seguenti strumenti finanziari:
• fondi hedge caratterizzati da significativi livelli di illiquidità e per i quali si ritiene che il processo di valorizzazione del patrimonio del fondo richieda, in misura significativa, un a serie di assunzioni e stime. La misurazione al fair value viene effettuata sulla base del NAV. Tale NAV può essere opportunamente corretto per tenere conto della scarsa liquidabilità dell’investimento, ossia dell’intervallo di tempo intercorrente tra la data di richiesta di rimborso e quella di rimborso effe ttivo, nonché per tenere conto di eventuali commissioni di uscita dall’investimento;
• fondi immobiliari caratterizzati da significativi livelli di illiquidità e valutati sulla base degli ultimi NAV
disponibili;
• fondi di private equity, private debt e similari, valutati sulla base dell’ul timo NAV disponibile, eventualmente rettificato per tenere conto degli eventi non recepiti nella valorizzazione della quota o per riflettere una diversa valorizzazione delle attività sottostanti il fondo stesso;
• titoli azionari illiquidi per i quali non sono osservabil i transazioni recenti o comparabili, di norma valutati sulla base del modello patrimoniale;
• titoli di debito caratterizzati da strutture finanziarie co mplesse per i quali vengono di regola utilizzate fonti pubblicamente non disponibili. Trattasi di quotazioni non vincolanti e altresì non corroborate da evidenze
di mercato;
• titoli di debito emessi da soggetti in difficoltà finanziaria per i quali il managemen t deve utilizzare il proprio giudizio nella definizione delle previsioni di recupero (cosiddetto “ recovery rate ”), non esistendo prezzi significativi osservabili sul mercato;
• strumenti finanziari rappresentati da derivati OTC per i quali i parametri di input non osservabili utilizzati dal modello di pricing sono ritenuti significativi ai fini della misurazione del fair value;
• finanziamenti a medio-lungo termine ( performing e non performing ) valutati mediante tecniche basate sull'attualizzazione dei flussi finanziari attesi, determ inati attraverso modelli che incorporano assunzioni non osservabili relative, tra l'altro, alle probabilità di recupero, alle tempistiche di incasso e ai tassi di attualizzazione ritenuti coerenti con quelli rich iesti da un potenziale operatore di mercato.
Per maggiori dettagli sulle meto dologie di misurazione del fair value delle attività e passività finanziarie, sulle tecniche e sugli input utilizzati, sulle modalità di compilazione delle tabelle di trasferimento tra i livelli si fa rinvio a quanto riportato nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025 (“Parte A – Politiche co ntabili”, “A.4 – Informativa sul fair value ”).
Sensibilità delle valutazioni degli st rumenti finanziari di livello 3
Le esposizioni in strumenti finanziari di livello 3 ammont ano complessivamente a 2.854,3 milioni. Per l’esposizione rappresentati da titoli di capitale e dalle quote di O.I.C.R. si forniscono di seguito informazioni utili a comprendere la sensitività rispetto ai parametri utilizzati.
Titoli di capitale e quote di O.I.C.R.
Gli investimenti in titoli di capitale e in quote di O.I.C. R., classificati nel livello 3, ammontano complessivamente a 1.957,6 milioni (corrispondente al 68,58% delle attività finanziarie valutate al fair value di livello 3), come illustrato in maggior dettaglio nel successivo paragr afo “A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente:
ripartizione per livelli di fair value ”.
Per i suddetti strumenti non è di regola possibile elab orare alcuna analisi quantitativa di sensibilità del fair value rispetto al cambiamento degli input non osservabili, in quanto o il fair value è attinto da fonti terze, oppure è frutto di un modello i cui input sono specifici dell’entità oggetto di valu tazione (ad esempio valori patrimoniali della società) e per i quali non si dispone delle informazioni necessarie per un’analisi di sensitivity .
100 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ Fanno eccezione le quote di O.I.C.R. detenute dal Gruppo, a seguito dell’apporto di crediti deteriorati e non qualificate come fondi immobiliari, la cui misurazione al fair value è stata condotta in base alla tecnica del Discounted Cash Flows (DCF) . I principali input sottostanti al DCF sono i seguenti:
• flussi di cassa riferiti alle distribuzioni nette previste per gli investitori nei business plan delle rispettive
operazioni;
• tasso di attualizzazione compreso tra il 7,6% e il 9,6% , in funzione della struttura del capitale e del premio per il rischio dell’operazione.
Per tali fondi, il cui valore di bilancio ammonta a 431,8 milioni1, è stata condotta un’analisi di sensitivity rispetto al tasso di attualizzazione, determinato in base al modello Weighted Average Cost of Capital (“WACC”). La suddetta analisi evidenzia che, variando il ta sso di attualizzazione di +100 bps il fair value registrerebbe una variazione in riduzione di – 9,6 milioni (2,23% in termini percentuali), mentre una diminuzione di – 100 bps comporterebbe un aumento di circa + 10 milioni del fair value (2,32% in term ini percentuali).
Per maggiori dettagli sui fondi ad apporto di crediti deteriorati si fa rinvio a quanto illustrato nella “Parte E - Operazioni di covered bond e cartolarizzazione” delle presenti Note Illustrative.
Gerarchia del fair value delle attività e passi vità finanziarie valutate in bilancio al
fair value
A.4.5.1 Attività e passività valuta te al fair value su base ricorrent e: ripartizione per livelli di fair
value
Sulla base di quanto in precedenza rappresentato, nella se guente tabella si fornisce la ripartizione, in base alla gerarchia di fair value , delle attività e passività finanziarie oggetto di misurazione al fair value su base ricorrente.
Come definito dal citato principio IFRS 13, le valutazioni ri correnti si riferiscono a quelle attività o passività misurate al fair value nel prospetto di stato patrimoniale, sulla base di quanto previsto o permesso dai principi contabili internazionali di riferimento.
Attività/Passività finanziarie misurate al fair value 30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
15.149.883
10.921.670
2.431.844
12.225.567
7.907.575
2.379.200
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione
6.214.929
10.698.811
387
4.137.201
7.637.831
459 b) Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
8.934.954
222.859
2.431.457
8.088.366
269.744
2.378.741
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
26.069.038
879
422.468
25.888.546
1.929
426.311
3. Derivati di copertura - 724.498 - - 834.792 -
Totale 41.218.921 11.647.047 2.854.312 38.114.113 8.744.296 2.805.511 1. Passività finanziarie detenute per la
negoziazione
4.648.447
8.996.038
-
2.661.102
19.560.478
-
2. Passività finanziarie designate al fair value 956.862 7.213.116 - 5.777 8.323.385 -
3. Derivati di copertura - 569.086 - - 614.825 -
Totale 5.605.309 16.778.240 - 2.666.879 28.498.688 -
Legenda:
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
1 Il complessivo valore di bilancio al 30 giugno 2026 dei fo ndi ad apporto, comprensivi dei fondi immobiliari valorizzati in bas e al NAV, ammonta a 503,8 milioni.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 101 Nelle tabelle seguenti viene fornito il dettaglio pe r “Gruppo Bancario” e “Imprese di assicurazione”.
A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value (di cui: Gruppo Bancario)
Attività/Passività finanziarie misurate al fair value 30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
6.363.062
10.741.092
2.066.870
4.268.439
7.683.984
2.019.599
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione
6.214.929
10.698.811
387
4.137.201
7.637.831
459 b) Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
148.133
42.281
2.066.483
131.238
46.153
2.019.140
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
15.671.373
879
281.686
15.744.650
1.929
282.473
3. Derivati di copertura - 724.498 - - 834.792 -
Totale 22.034.435 11.466.469 2.348.556 20.013.089 8.520.705 2.302.072 1. Passività finanziarie detenute per la
negoziazione
4.648.447
8.996.038
-
2.661.102
19.560.478
-
2. Passività finanziarie designate al fair value - 3.797.109 - - 4.323.985 -
3. Derivati di copertura - 569.086 - - 614.825 -
Totale 4.648.447 13.362.233 - 2.661.102 24.499.288 -
A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value (di cui: Imprese di assicurazione)
Attività/Passività finanziarie misurate al fair value 30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
8.786.821
180.578
364.972
7.957.128
223.591
359.599
a) Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
-
-
-
-
-
-
b) Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
8.786.821
180.578
364.972
7.957.128
223.591
359.599
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
10.397.665
-
140.782
10.143.896
-
143.838
3. Derivati di copertura - - - - - -
Totale 19.184.486 180.578 505.754 18.101.024 223.591 503.437 1. Passività finanziarie detenute per la
negoziazione
-
-
-
-
-
-
2. Passività finanziarie designate al fair value 956.862 3.416.007 - 5.777 3.999.400 -
3. Derivati di copertura - - - - - -
Totale 956.862 3.416.007 - 5.777 3.999.400 -
Attività finanzia rie misurate al fair value su base ricorrente
Al 30 giugno 2026 le attività finanziarie valutate in modo significativo sulla base di parametri non osservabili (Livello 3) sono rappresentate per l’85,19% da strumenti classificati nel po rtafoglio delle “Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ” e per il 14,80% da strumenti classificati nell a categoria delle “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva”; una quota residuale riguarda le “Attività finanziarie detenute per la negoziazione”. Nel dettaglio, le attività finanziarie di livello 3 ammont ano a 2.854,3 milioni e sono rappresentate dalle seguenti tipologie di investimenti:
• titoli di capitale non quotati per 318,4 milioni, valorizzati principalmente sulla base di modelli interni di tipo patrimoniale, o con prezzi di transazione che non rispettano i requisiti per l’attribuzione al livello 2;
• quote di O.I.C.R. per 1.639,2 milioni; trattasi di fondi caratterizzati da significativi livelli di illiquidità e per i quali si ritiene che il processo di valorizzazione del patrimonio del fondo richieda, in misura significativa,
102 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ una serie di assunzioni e stime. Per maggiori dettagli sulle quote di O.I.C.R. detenute dalla Capogruppo, in relazione alle operazioni di cessione di credito multi-originator , si fa rinvio a quanto illustrato nella “Parte E
- Operazioni di covered bond e cartolarizzazione”;
• finanziamenti verso la clientela per 737,9 milioni, oggetto di misurazione al fair value , per mancato superamento del test SPPI , in quanto i relativi flussi finanziari non rappresentano in via esclusiva il pagamento degli interessi e del capitale;
• titoli di debito per 158,6 milioni;
• derivati Over the Counter (OTC) per 0,2 milioni.
Con riferimento agli strumenti finanziari derivati detenuti con fi nalità di negoziazione e di copertura, gli stessi risultano pressoché interamente classificati in corrispondenza del livello 2, ad eccezione dei derivati quotati esposti nel livello 1, come di seguito dettagliato:
• nel livello 1 figurano i derivati quotati ( futures e opzioni) valutati sulla base dei prezzi forniti dalle Clearing House , per un valore complessivo pari a 296,4 milioni;
• nel livello 2 sono classificati i derivati Over the Counter (OTC), valutati sulla base di modelli che utilizzano in misura significativa parametri osservabili sul mercat o o sulla base di prezzi attinti da fonti indipendenti, per un valore di 2.675,4 milioni.
Passività finanziarie misurate al fair value su base ricorrente Le passività finanziarie di livello 1 si riferiscono a deriva ti quotati di negoziazione per 190,9 milioni ed a scoperti tecnici su titoli quotati in mercati attivi per 4.457,5 milioni.
Le restanti passività finanziarie risultano principalmente cla ssificate in corrispondenza del livello 2 della gerarchia di fair value ed interessano in prevalenza il portafoglio delle “Passività finanziarie di negoziazione” in relazione all’operatività di negoziazione in Bond Repo per 7.201,9 milioni, ai derivati finanziari e creditizi per 1.523,1 milioni ed alle emissioni di Certificates incondizionatamente garantiti per 271,0 milioni. Nell’ambito delle “Passività finanziarie designate al fair value ” di livello 2, figurano principalmente le passività correlate ai prodotti assicurativi di Ramo III (polizze unit linked ed index linked ), le cui prestazioni sono correlate al valore di indici di mercato ed a quote di fondi di investimento, per 4.372,9 milioni, ed i titoli di debito strutturati unitamente ai Certificates a capitale incondizionatamente garantito per un valore di bilancio di 3.797,1 milioni (4.324,0 milioni al 31 dicembre 2025).
Trasferimenti tra livelli del fair value (Livello 1 e Livello 2) per attività/passività finanziarie valutate al fair value su b ase ricorrente Nel corso del semestre si è verificato il trasferimento di un un ico titolo di debito dal livello 2 al livello 1 per 1,1 milioni e di tre titoli di debito passati dal livello 1 al livello 2 per 3,3 milioni, per i quali non è stato possibile fare affidamento su prezzi quotati in mercati attivi.
Impatto del Credit Valuation Adjustment (CVA) e del Debit Valuation Adjustment (DVA) sulla determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati Al 30 giugno 2026 le rettifiche cumulate apportate al fair value degli strumenti finanziari derivati, diversi dalle emissioni di certificates , per tener conto del rischio di controparte “ Credit Valuation Adjustment (CVA) e Debit Valuation Adjustment (DVA)” sono complessivamente negati ve per 2,0 milioni e composte da:
• rettifiche per CVA che hanno comportato una perdita cumulata, in termini di minori attività/maggiori passività, per 5,3 milioni;
• rettifiche per DVA che hanno comportato un benefici o cumulato, in termini di maggiori attività/minori passività pari a 3,3 milioni.
Al 31 dicembre 2025 le rettifiche cumulate del fair value per tenere conto del rischio di controparte (CVA/DVA) erano complessivamente positive per 1,4 milioni, pari allo sbilancio tra rettifiche negative per CVA (-2,6 milioni) e rettifiche positive per DVA (+4,0 milioni).
Il conseguente impatto sul co nto economico del primo semestre 2026 è risu ltato quindi negativo per 3,4 milioni.
______________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 103 Variazioni del periodo delle attività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Attività
finanziarie
valutate al
fair value con
impatto sulla
redditività
complessiva Derivati di copertura Totale di cui: a)
attività
finanziarie
detenute per
la negoziazione di cui: b)
attività
finanziarie
designate al
fair value di cui: c) altre
attività
finanziarie
obbligatoria
mente
valutate al
fair value
1. Esistenze iniziali 2.379.200 459 - 2.378.741 426.311 -
2. Aumenti 471.922 1 - 471.921 34.850 -
2.1. Acquisti 150.837 - - 150.837 1.000 -
2.2. Profitti imputati a: 80.510 1 - 80.509 7.110 -
2.2.1. Conto Economico 80.510 1 - 80.509 - -
- di cui plusvalenze 74.669 - - 74.669 - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X X 7.110 -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento 240.575 - - 240.575 26.740 -
3. Diminuzioni (419.278) (73) - ( 419.205) (38.693) -
3.1. Vendite (37.609) (1) - (37.608) (1.506) -
3.2. Rimborsi (43.141) - - (43.141) - -
3.3. Perdite imputate a: ( 67.291) (1) - (67.290) (4.286) -
3.3.1. Conto Economico (67.291) (1) - (67.290) - -
- di cui minusvalenze (63.538) (1) - (63.537) - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X X (4.286) -
3.4. Trasferimenti ad altri livelli - - - - - -
3.5. Altre variazioni in diminuzion e (271.237) (71) - (271.166) (32.901) -
4. Rimanenze finali 2.431.844 387 - 2.431.457 422.468 -
Variazioni del periodo delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)
La fattispecie non è presente per il Gruppo, si omette pertanto la relativa tabella.
Informativa sul fair value delle attività e delle passività finanziarie valutate al costo
Con riferimento all’informativa sul fair value delle attività e passività finanziarie iscritte in bilancio al costo ammortizzato, richiesta dai paragrafi 25 e 26 dell’IFRS 7 richiamati dal principio IAS 34, si rimanda a quanto rappresentato nelle relative tabelle di composizione delle a ttività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato della “Parte B – Informazioni sullo Stato Patrimoniale consolidato” (per l’attivo voce 40 e per il passivo voce 10).
Per l’illustrazione della modalità di determinazione del fair value , rilevante ai soli fini inform ativi, si fa rinvio a quanto contenuto nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
A.5 - INFORMATIVA SUL C.D. “DAY ONE PROFIT/LOSS”
Ai sensi del paragrafo 28 dell’IFRS 7, con riferimento agli strumenti finanziari del Gruppo, si rappresenta che nel periodo non sono state effettuate transazioni che abbiano comportato la rilevazione di “ day one profit/loss ”.
Conseguentemente, al 30 giugno 2026, così come al 31 dice mbre 2025, non risultato iscritti costi o ricavi sospesi riconducibili a tale fattispecie.
Informativa sui prodotti strutturati di credito Si segnala che al 30 giugno 2026 l’esposizione del Gruppo in titoli strutturati di credito ammonta a 2.548,8 milioni e si riferisce per 1.966,2 milioni a titoli Asset Backed Securities (ABS) derivanti da operazioni di cartolarizzazione e
104 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO ______________________________________________________________________________________________ per 582,6 milioni alle quote di fondi comuni di investimento detenute a seguito delle cessioni multi-originator di portafogli creditizi deteriorati.
Con riferimento ai titoli ABS la composizione risulta essere la seguente:
• 0,2 milioni relativi al titolo junior emesso dal veicolo Tevere SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell’operazione di cartolarizzazione di crediti a soff erenza e inadempienza probabile denominata “progetto Argo” perfezionata nel mese di giugno 2022;
• 44,4 milioni relativi ai titoli emessi dal veicolo Aureli a SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell’operazione di cartolarizzazione GACS di crediti a sofferenza, denominata “Progetto Rockets”, perfezionata nel mese di maggio 2021 (tranche senior pari a 43,7 mili oni; tranche mezzanine pari a 0,7 milioni);
• 1,6 milioni relativi ai titoli emessi dal veicolo Titan SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell’operazione di cartolarizzazione di crediti in sofferenza, denominata “Progetto Titan”, perfezionata nel mese di dicembre 2020 (tranche senior pari a 1,5 milioni; tranche mezzanine pari a 0,1 milioni);
• 340,1 milioni relativi ai titoli emessi dal veicol o Leviticus SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell’operazione di cartolarizzazione GACS di cr editi a sofferenza, deno minata “Progetto ACE”, perfezionata nel mese di febbraio 2019 (tranche seni or pari a 339,6 milioni; tranche mezzanine pari a 0,5
milioni);
• 374,2 milioni relativi ai titoli emessi dal veic olo Red Sea SPV, che il Gruppo detiene a seguito dell’operazione di cartolarizzazione GACS di cred iti a sofferenza, denominata “Progetto Exodus”, perfezionata nel mese di giugno 2018 (tranche senior pari a 374,1 milioni; tranche mezzanine pari a 0,1
milioni);
• 1.205,7 milioni relativi ai titoli di operazioni di cartolarizzazione di terzi (tranche senior per 949,2 milioni;
tranche mezzanine per 39,2 milioni; tranche junior per 11,1 milioni). Si segnala che la tranche junior si riferisce in gran parte (10,8 milioni) al titolo emesso dalla società veicolo “BNT Portfolio SPV” costituita nell’esercizio 2014 al fine di perfezionare la cartol arizzazione dei crediti agrari di Banca della Nuova Terra, finanziata mediante l’emissione di un’unica tranch e di titoli. Da ultimo sono comprese le esposizioni correlate all’intervento di Banca Progetto, pari a 60,1 mili oni, come illustrato nel precedente paragrafo “Altri aspetti rilevanti ai fini delle politiche contabili di Gruppo”.
Per una disamina dei fondi comuni di investimento rivenienti da operazioni di cessioni multi-originator si fa rinvio a quanto illustrato nella “Parte E - Operazioni di covered bond e cartolarizzazione”.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 105
PARTE B – INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE
CONSOLIDATO
ATTIVO
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20
2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 5.411.545 193.049 - 3.251.544 50.547 -
1.1 Titoli strutturati 5.754 68.988 - 4.869 44.803 -
1.2 Altri titoli di debito 5.405.791 124.061 - 3.246.675 5.744 -
2. Titoli di capitale 500.318 - 65 661.367 - 65 3. Quote di O.I.C.R. 6.622 - 116 7.959 - 117 4. Finanziamenti - 8.554.892 - - 5.997.460 -
4.1 Pronti contro termine - 8.554.892 - - 5.997.460 -
4.2 Altri - - - - - -
Totale (A) 5.918.485 8.747.941 181 3.920.870 6.048.007 182 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari 296.444 1.949.686 206 216.331 1.589.824 277 1.1 di negoziazione 296.444 1.947.874 206 216.331 1.589.764 277 1.2 connessi con la fair value option - 1.773 - - - -
1.3 altri - 39 - - 60 -
2. Derivati creditizi - 1.184 - - - -
2.1 di negoziazione - 1.184 - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) 296.444 1.950.870 206 216.331 1.589.824 277 Totale (A+B) 6.214.929 10.698.811 387 4.137.201 7.637.831 459
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
106 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ 2.5 Attività finanziarie obb ligatoriamente valutate al fair value : composizione merceologica
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 513.999 180.578 17.772 529.970 223.591 19.476 1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 513.999 180.578 17.772 529.970 223.591 19.476 2. Titoli di capitale 263.274 42.271 36.661 251.097 46.143 34.370 3. Quote di O.I.C.R. 8.157.681 10 1.639.076 7.307.299 10 1.656.769 4. Finanziamenti - - 737.948 - - 668.126 4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - 737.948 - - 668.126 Totale 8.934.954 222.859 2.431.457 8.088.366 269.744 2.378.741
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
Nelle tabelle seguenti viene fornito il dettaglio pe r “Gruppo Bancario” e “Imprese di assicurazione”.
2.5 Attività finanziarie obb ligatoriamente valutate al fair value : composizione merceologica (di cui: Gruppo Bancario)
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 4.924 - 17.772 4.981 - 19.476 1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 4.924 - 17.772 4.981 - 19.476 2. Titoli di capitale 326 42.271 36.659 324 46.143 34.368 3. Quote di O.I.C.R. 142.883 10 1.274.104 125.933 10 1.297.170 4. Finanziamenti - - 737.948 - - 668.126 4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - 737.948 - - 668.126 Totale 148.133 42.281 2.066.483 131.238 46.153 2.019.140
2.5 Attività finanziarie obb ligatoriamente valutate al fair value : composizione merceologica (di cui: Imprese di assicurazione)
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 509.075 180.578 - 524.989 223.591 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 509.075 180.578 - 524.989 223.591 -
2. Titoli di capitale 262.948 - - 250.773 - -
3. Quote di O.I.C.R. 8.014.798 - 364.972 7.181.366 - 359.599 4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale 8.786.821 180.578 364.972 7.957.128 223.591 359.599
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 107 Attività finanziarie valutate al fair value co n impatto sulla redditivit à complessiva – Voce 30
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
composizione merceologica
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 24.265.454 879 140.782 24.853.853 1.929 143.838 1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 24.265.454 879 140.782 24.853.853 1.929 143.838 2. Titoli di capitale 1.803.584 - 281.686 1.034.693 - 282.473 3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 26.069.038 879 422.468 25.888.546 1.929 426.311
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
Banco BPM detiene, tra i titoli di capitale di livello 3, n. 4.541 quote nel capitale sociale di Banca d’Italia, corrispondenti all’1,5137% dell’intero capitale sociale. Il valore di bilancio, pari a 113,5 milioni, è ottenuto valorizzando ciascuna quota per un valore unitario pari a 25.000 euro. Al riguardo si precisa che tali quote derivano dall’operazione di aumento di capitale effettuata da Banca d’Italia nel 2013 per effetto del Decreto Legge n. 133 del 30 novembre 2013, convertito con la Legge n. 5 del 29 gennaio 2014, che ha determinato l’emissione di nuove quote, per un valore pari a 25.000 euro a quota.
Nelle tabelle seguenti viene fornito il dettaglio pe r “Gruppo Bancario” e “Imprese di assicurazione”.
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
composizione merceologica (di cui: Gruppo Bancario)
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 13.868.271 879 - 14.710.363 1.929 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 13.868.271 879 - 14.710.363 1.929 -
2. Titoli di capitale 1.803.102 - 281.686 1.034.287 - 282.473 3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 15.671.373 879 281.686 15.744.650 1.929 282.473
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
composizione merceologica (di cu i: Imprese di assicurazione)
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 10.397.183 - 140.782 10.143.490 - 143.838 1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 10.397.183 - 140.782 10.143.490 - 143.838 2. Titoli di capitale 482 - - 406 - -
3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 10.397.665 - 140.782 10.143.896 - 143.838
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40
4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione me rceologica dei crediti verso banche
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 A. Crediti verso Banche Centrali 1.122.779 - - - - 1.122.779 1.097.465 - - - - 1.097.465 1. Depositi a scadenza - - - X X X - - - X X X 2. Riserva obbligatoria 1.122.779 - - X X X 1.095.979 - - X X X 3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X 4. Altri - - - X X X 1.486 - - X X X B. Crediti verso banche 4.710.537 - - 1.454.790 804.296 2.477.332 5.378.315 - - 1.541.152 1.038.938 2.827.111 1. Finanziamenti 2.453.626 - - - - 2.467.294 2.801.430 - - - - 2.817.120 1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X 1.2. Depositi a scadenza 209.929 - - X X X 172.227 - - X X X 1.3. Altri finanziamenti: 2.243.697 - - X X X 2.629.203 - - X X X
- Pronti contro termine attivi 837.177 - - X X X 1.162.114 - - X X X
- Finanziamenti per leasing - - - X X X - - - X X X
- Altri 1.406.520 - - X X X 1.467.089 - - X X X 2. Titoli di debito 2.256.911 - - 1.454.790 804.296 10.038 2.576.885 - - 1.541.152 1.038.938 9.991 2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 2.256.911 - - 1.454.790 804.296 10.038 2.576.885 - - 1.541.152 1.038.938 9.991 Totale 5.833.316 - - 1.454.790 804.296 3.600.111 6.475.780 - - 1.541.152 1.038.938 3.924.576
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
108 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
4.2 Attività finanziarie valu tate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio Terzo stadio Impaired
acquisite
o originate L1 L2 L3 1. Finanziamenti 100.029.847 1.043.335 88.546 - - 100.150.048 98.417.323 1.211.597 86.611 - - 99.032.997 1. Conti correnti 7.297.378 88.038 668 X X X 7.396.400 94.207 631 X X X 2. Pronti contro termine attivi 4.046.692 - - X X X 4.041.222 - - X X X 3. Mutui 75.110.818 601.036 24.148 X X X 74.504.640 772.379 26.506 X X X 4. Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto
359.694
2.206
29 X
X X
371.676
2.944
35 X
X X 5. Finanziamenti per leasing 184.856 16.788 - X X X 234.576 3.697 - X X X 6. Factoring 42.051 - - X X X 47.275 89 - X X X 7. Altri finanziamenti 12.988.358 335.267 63.701 X X X 11.821.534 338.281 59.439 X X X 2. Titoli di debito 30.766.657 713.665 - 29.157.205 214.473 1.986.356 28.569.661 764.895 - 27.239.302 186.404 1.873.842 1. Titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2. Altri titoli di debito 30.766.657 713.665 - 29.157.205 214.473 1.986.356 28.569.661 764.895 - 27.239.302 186.404 1.873.842 Totale 130.796.504 1.757.000 88.546 29.157.205 214.473 102.136.404 126.986.984 1.976.492 86.611 27.239.302 186.404 100.906.839
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 109
110 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ La suddivisione dei finanziamenti verso clientela alla data del 30 giugno 2026 per stadi di rischio è riportata nella tabella seguente (i crediti impaired acquisiti o originati sono stati ricondotti ai relativi stadi di rischio; è incluso l’apporto delle compagnie di assicurazione):
Tipologie esposizioni/stadi di rischio Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Totale Sofferenze - - 326.919 326.919 Inadempienze probabili - - 698.387 698.387 Esposizioni scadute deteriorate - - 19.729 19.729 Esposizioni deteriorate - - 1.045.035 1.045.035 Esposizioni in bonis 93.052.205 7.064.489 - 100.116.694 di cui: esposizioni impaired acquisite/originate - 86.847 1.699 88.546 Totale finanziamenti verso clientela 93.052.205 7.064.489 1.045.035 101.161.729
Per ulteriori dettagli sulla qualità creditizia dei finanziamenti verso la clientela si fa rinvio a quanto illustrato nella sezione “Risultati” contenuta nella Relazione intermedia sulla gestione.
Partecipazioni – Voce 70 Gli investimenti in partecipazioni in società sottoposte a influenza notevole al 30 giugno 2026 ammontano a 1.450,2 milioni rispetto ai 1.452,6 milioni del 31 dicembre 2025.
La variazione registrata nel semestre si riferisce principalmente agli effetti derivanti dalla valutazione con il metodo del patrimonio netto delle partecipazioni in imprese collegate, in particolare:
• all’incremento per la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati conseguiti dalle partecipate nel periodo
(+51,4 milioni);
• al decremento relativo all’effetto della distribuzione dei dividendi (-62,2 milioni).
Inoltre, nel semestre si rileva l’acquisto dell’interessenza del 20% in BP Holding S.p.A., nell’ambito dell’operazione di risanamento di Banca Progetto, per complessivi 8,5 milioni.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 111 7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi
Denominazioni Sede legale Sede operativa Tipo di
rapporto
(a) Rapporto di partecipazione Disponib.
Impresa
partecipante Quota % voti % A. Imprese controllate in modo congiunto N/A B. Imprese sottoposte a influenza notevole 1. Agos Ducato S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM 39,000% 39,000% Capitale sociale euro 638.655.160,00 2. Alba Leasing S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM 39,189% 39,189% Capitale sociale euro 357.953.058,13 3. Aosta Factor S.p.A. Aosta Aosta 1 Banco BPM 20,690% 20,690% Capitale sociale euro 14.993.000,00 4. BP Holding S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM 20,000% 20,000% Capitale sociale euro 42.500.000,00 5. Calliope Finance S.r.l. in liquidazione Milano Milano 1 Banco BPM 50,000% 50,000% Capitale sociale euro 600.000,00 6. Etica SGR S.p.A. (*) Milano Milano 1 Banco BPM 19,444% 19,444% Capitale sociale euro 4.500.000,00 7. Gardant Liberty Servicing S.p.A. Roma Roma 1 Banco BPM 30,000% 30,000% Capitale sociale euro 150.000,00 8. GEM Hospitality S.r.l. (*) Milano Milano 1 Vita 80,000% 80,000% Capitale sociale euro 10.000,00 9 GEMA Magazzini Generali BPV-BSGSP S.p.A. Castelnovo Sott o (RE) Castelnovo Sotto (RE) 1 Banco BPM 33,333% 33,333% Capitale sociale euro 3.000.000,00 10. S.E.T.A. Società Edilizia Tavazzano S.r.l. in liquidazione Milano Milano 1 Banco BPM 32,500% 32,500% Capitale sociale euro 20.000,00 11. PiùVera Assicurazioni S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM Vita 35,000% 35,000% Capitale sociale euro 63.500.000,00 12. Vorvel SIM S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM 20,000% 20,000% Capitale sociale euro 7.300.000,00 13. Numia Group S.p.A. Milano Milano 1 Banco BPM 28,570% 28,570% Capitale sociale euro 140.000,00 (a) Tipo di rapporto:
1 = partecipazione al capitale sociale (*) Società sottoposta a influenza notevole in base ad accordi di partnership o di natura parasociale con altri soci.
7.2 Partecipazioni significat ive: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti
Denominazioni Valore di bilancio Fair value Dividendi
percepiti
A. Imprese controllate in modo congiunto N/A B. Imprese sottoposte a influenza notevole Agos Ducato S.p.A. 800.448 - 55.770 Alba Leasing S.p.A. 191.002 - -
Totale 991.450 - 55.770
Si rappresenta che i dividendi percepiti nel corso del semestre sono stati portati in riduzione del valore contabile della partecipazione, in quanto gli utili da cui hanno tratto origine sono stati già recepiti nel bilancio al 31 dicembre 2025 per effetto della valutazione in base al metodo del patrimonio netto.
112 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Partecipazioni: l’attività di verifica dell’eventuale es istenza di perdite durevoli di valore (impairment test)
In applicazione dei principi contabili internazionali, la st ima del valore recuperabile e il conseguente confronto con il relativo valore di bilancio deve essere effettuata esclusiv amente per le partecipazioni in società collegate o JV per le quali è emerso il segnale di una potenziale perdita durevole di valore (indicatore di impairment ). Al 30 giugno 2026, in costanza di criteri, assunzioni, parametri e metodolo gie di valutazione utilizzati per la conduzione dell’ impairment test a valere sul bilancio al 31 dicembre 2025, non si segnalano impairment indicators sulle partecipazioni.
Impegni riferiti a partecipazioni in società contro llate in modo congiunto e sottoposte ad influenza
notevole
Impegni derivanti dagli accordi con Crédit Agricole sul credito al consumo In data 28 giugno 2019 era stata completata, in esecuzione degli accordi sottoscritti alla fine del 2018 tra Banco BPM, Crédit Agricole Consumer Finance S.A., Crédit Agrico le S.A. e Agos Ducato S.p.A., la riorganizzazione del comparto di credito al consumo del Gruppo. La riorganizzazione, che conferma per i successivi 15 anni la partnership tra Gruppo Banco BPM e Crédit Agricole:
• ha previsto la formalizzazione, tra l’altro, di: (a ) un nuovo Patto Parasociale, (b) un nuovo Accordo Distributivo, (c) un nuovo Accordo di Funding;
• ha comportato la cessione di ProFamily ad Agos Du cato, previo perfezionamento di un’operazione di scissione delle attività non captive di ProFamily in favore di una società di nuova costituzione, che ha mantenuto la denominazione di ProFamily, controllata al 100% da Banco BPM e successivamente incorporata in Banco BPM.
In data 18 dicembre 2020 è st ato sottoscritto tra le parti un Amendment Agreement al fine di consolidare ulteriormente la partnership in essere nell’ambito delle attività di consumer finance in Italia di Agos Ducato, con il quale sono state apportate alcune modifiche agli accordi so ttoscritti nel 2018. Tali modifiche hanno previsto, tra l’altro, l’estensione di ulteriori 24 mesi, e pertanto fino al 31 luglio 2023, del termine per l’esercizio dell’opzione di vendita ( put option ) riferita ad una quota partecipativa del 10% del capitale di Agos Ducato detenuta da Banco BPM, al prezzo di esercizio già convenuto, pari a 150 milioni.
Nell’ambito del progetto di evoluzione della Bancassicurazione in Banco BPM che prevede, tra l’altro, una partnership commerciale ventennale con Crédit Agricole Assurances S. A. nel settore dei Danni e Protezione, in data 12 maggio 2023 il termine per l’esercizio della put option era stato prorogato per un periodo di ulteriori due anni, cioè fino al 31 luglio 2025 (tale ulteriore estensione era condizionata all’esecuzione del closing dell’operazione di acquisizione, da parte di Crédit Agricole Assurances, delle partecipazio ni in Banco BPM Assicurazioni e in Vera Assicurazioni, perfezionatosi il 14 dicembre 2023).
Da ultimo, alla scadenza del Patto e, precisamente, in data 28 giugno 2024, è stato formalizzato il rinnovo del Patto Parasociale tra Banco BPM, da una parte, e Crédit Agricole S.A. e Crédit Agricole Consumer Finance, dall’altra, relativo alla società Agos Ducato, fino al 28 giugno 2029. In tale ambito è stata prolungato di altri tre anni (con periodo di esercizio dal 1° luglio - 31 luglio 2025 al 1° luglio - 31 luglio 2028) il diritto di Banco BPM di esercitare la put option incondizionata sul 10% del capitale di Agos Duca to, ad un prezzo di esercizio già convenuto in 150 milioni. Nell’ambito del nuovo Patto Parasociale è stata altresì prevista l’estensione della previgente clausola di change of control , mediante il riconoscimento, a favore di Crédit Agricole Consumer Finance, di una call option sull’intera quota del 39% di Agos Ducato detenuta da Banco BPM, nell’ipotesi in cui si verifichi l’acquisizione di una partecipazione di controllo di Banco BPM, mediante qualsiasi operazione straordinaria, da parte di alcune banche specificamente individuate che svolgono attività di credito al consumo, po tenzialmente concorrente a quella di Agos Ducato. In caso di esercizio della call option da parte di Crédit Agricole Consumer Finance, decadranno automaticamente sia l’Accordo Distributivo, e pertanto Banco BPM potrà ritenersi libero dagli impegni di esclusiva con Agos per i prodotti di credito al consumo, sia l’Accordo di Funding .
Il prezzo di esercizio sarà determinato in base al fair market value di Agos al momento dell’esercizio dell’opzione stessa, determinato escludendo l’accordo distributivo con Banco BPM che decade.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 113 Inoltre, il nuovo Patto Parasociale ha semplificato il potenz iale processo di quotazione di Agos Ducato, mediante la pattuizione di un’unica procedura da attuarsi su richiesta di Banco BPM a partire dal 1° luglio 2025, fino alla scadenza del Patto Parasociale.
Nell’ambito degli accordi è tra l’altro previsto che, nel caso in cui venga perfezionata un’operazione straordinaria (per tale intendendosi: acquisizione del controllo di Banco BPM da parte di un operatore terzo o di più operatori terzi tra loro in concerto, fusione di Banco BPM con operatori te rzi, acquisizione da parte di Banco BPM di un’altra banca o di altri canali distributivi, acquisizione da parte di Banco BPM di un terzo operatore attivo nel settore del credito al consumo), ovvero nel caso in cui l’operazione straordinaria si qualifichi come “BBPM Change of Control” ai sensi del Patto Parasociale, e Crédit Agricole Consumer Finance abbia trasmesso a Banco BPM una comunicazione scritta in cui abbia dichiarato la propria intenzione di non esercitare l’opzione di acquisto, ovvero Crédit Agricole Consumer Finance non abbia esercitato l’opzione di acquisto entro i term ini previsti dal Patto, le parti tra l’altro discuteranno in buona fede, secondo il caso: i) la possibile acquisizione, da parte di Agos Ducato, al valore di mercato, dell’entità che, per effetto dell’operazione straordinaria, operi nel co mparto del credito al consumo; ii) l’estensione del nuovo Accordo Distributivo alla rete distributiva del terzo operator e attivo nel settore del credito al consumo; iii) l’inclusione dell’ulteriore canale distributivo acquisito nella rete distributiva del Gruppo Banco BPM.
Impegni derivanti dagli accordi di bancassurance con Crédit Agricole Assurances S.A. In data 14 dicembre 2023, il Gruppo ha perfezionato la cessione a Crédit Agricole Assurances delle quote rappresentative del 65% del capitale di Vera Assicurazioni S.p.A. (titolare del 100% del capitale sociale di Vera Protezione S.p.A.) e del 65% del capitale di Banco BPM Assi curazioni, precedentemente detenute rispettivamente da Banco BPM e Banco BPM Vita. Si precisa che, con effetto dal 1° sett embre 2025, Vera Assicurazioni S.p.A. e Vera Protezione S.p.A. hanno cambiato denominazione sociale rispettivamente in PiùVera Assicurazioni S.p.A. e PiùVer a Protezione S.p.A.. Inoltre, in data 1° novembre 2025, ha avuto efficacia la fusione per inco rporazione di Banco BPM Assicurazioni S.p.A. in PiùVera Assicurazioni S.p.A..
Il contratto di compravendita prevede possibili adeguamenti rispetto al corrispettivo complessivo incassato da Banco BPM, pari a 265 milioni, a titolo di earn-out e claw-back al verificarsi rispettivamente di situazioni di “Overperformance ” o di “ Underperformance ” dei livelli di produzione nei termini ed alle condizioni previste dagli accordi tra le parti.
Ciò premesso, il Patto Parasociale relativo alle citate par tecipazioni detenute in PiùVera Assicurazioni S.p.A. e, indirettamente, in PiùVera Protezione S. p.A., contemplato dalla partnership co n Crédit Agricole Assurances S.A., prevede, tra l’altro, la concessione di una Put Option in capo a Crédit Agricole Assurances S.A. e di una Call Option a Banco BPM riferite alla totalità delle partecipazioni detenu te da Crédit Agricole Assurances S.A. nel capitale delle compagnie, esercitabili al verificarsi di taluni eventi eccezionali (c.d. “ triggering events ”). In particolare, Crédit Agricole Assurances S.A. e Banco BPM S.p.A. potranno esercitare la Put Option e la Call Option , tra l’altro, nei
seguenti casi:
• cambio di controllo della rispettiva controparte (e/o, in relazione a Crédit Agricole Assurances S.A., della
società controllante);
• risoluzione dell’Accordo Distributivo;
• in caso di Underperformance significativa in relazione alla quale le azioni correttive non abbiano portato ad un miglioramento delle prestazioni aziendali.
I prezzi di esercizio della Put Option e della Call Option saranno determinati secondo pr estabiliti meccanismi legati alla valorizzazione del business residuo delle comp agnie, previsti dagli accordi tra le parti.
Impegni derivanti dagli accordi con Numia Group S.p.A. nel business sulla monetica Il 30 settembre 2024 Numia, Banco BPM, Gruppo BCC Iccrea e FSI hanno perfezionato l'operazione 1 relativa alla partnership strategica che ha portato alla creazione del secondo player nel settore della monetica in Italia. A
1 Nell’ambito dell’operazione Banco BPM ha conferito a Numia S.p.A. : i) il ramo d’azienda per lo svolgimento dell'attività relat iva ai servizi di acquiring e di issuing di strumenti di pagamento elettronici; ii) la partecipazio ne totalitaria in Tecmarket Servizi S.p.A.. Contestualmente, Numia ha effettuato un aumento di capitale di 500 milioni, con esclusione del diritto di opzione, da liberarsi a fronte del con ferimento in natura da parte di Banco BPM sopra indicato.
114 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ conclusione dell’operazione Banco BPM detiene una parte cipazione del 28,57% in Numia Group S.p.A., società a sua volta detentrice della totalità del capitale di Numi a S.p.A., unitamente a FSI per il 42,86% e a Iccrea Banca S.p.A. per il restante 28,57%.
La partnership in argomento è regolata dall’Accordo Quadro sottoscritto il 24 dicembre 2023 tra Banco BPM, Numia Group, Numia, FSI Holding, FSI SGR S.p.A. e BCC Banca I ccrea, nonché dall’Accordo di collocamento di prodotti acquiring e issuing sottoscritto il 30 settembre 2024 tra Banco BPM, da un lato, e Numia e Tecmarket Servizi dall’altra.
L’Accordo Quadro prevede, tra l’altro, un meccanismo di aggiustamento del prezzo di compravendita della partecipazione in Numia, per un controvalore comple ssivo pari a 500 milioni, a favore di Banco BPM ( Earn Out ), fino ad un massimo di 80 milioni, le gato al raggiungimento di determinati ob iettivi economici da parte di Numia.
L’Accordo di collocamento prevede inoltre che, nel caso in cui uno o più soggetti dovessero acquisire il controllo di Banco BPM per effetto di un’operazione straordinaria realizzata da altre banche, istituti di credito o qualsivoglia altro soggetto (Soggetto Controllante), Banco BPM dovrà far sì che, a seguito del perfezionamento della suddetta operazione, (i) le eventuali reti distributive del Soggetto Cont rollante siano tenute separate, ai fini contrattuali, dalle reti distributive di Banco BPM e pertanto operino con l’esclus ione di qualsiasi divieto o limitazione di integrazione di tipo, fra l’altro, amministrativo e funzio nale e (ii) il Soggetto Controllante e le eventuali reti distributive del Soggetto Controllante (a) non sollecitino, con qualsiasi modalità, i clienti delle reti distributive di Banco BPM ad interrompere il rapporto contrattuale con Numia S.p.A. e (b) non sollecitino alcuno dei clienti e/o non forniscano alcun prodotto o servizio di monetica in favore di clienti esclusivi delle reti distributive di Banco BPM alla data di perfezionamento della relativa operazione straordinaria.
I fondi per rischi ed oneri costituiti a presidio degli impegni sorti in occasione della cessione di partecipazioni e dei correlati eventuali accordi di partnership sono illustrati nella successiva sezion e “Fondi del passivo – Voci 90 e 100”.
Attività materiali – Voce 90 Le attività materiali ammontano al 30 giugno 2026 a 2.396, 1 milioni e si confrontano con il dato di 2.481,2 milioni dell’esercizio precedente. Nel dettaglio le suddette attività sono rappresentate da:
• attività materiali ad uso funzionale valutate al costo pe r 738,1 milioni, riferite prin cipalmente ai diritti d’uso relativi a contratti di affitto di immobili;
• immobili ad uso funzionale e a opere d’arte di pregio misurati in base della rideterminazione dei valori per
1.287,5 milioni;
• immobili detenuti a scopo di investimento valutati al fair value per 370,5 milioni.
Per ulteriori dettagli sulla composizione delle attività materiali si fa rinvio alle successive tabelle.
Alla data del 30 giugno 2026 non risultano in essere impegni per l’acquisto di immobili o altre attività materiali di importo significativo.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 115 9.1 Attività materiali ad uso funzionale: comp osizione delle attività valutate al costo
Attività/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Attività di proprietà 88.961 92.336 a) terreni - -
b) fabbricati - -
c) mobili 8.601 9.144 d) impianti elettronici 75.583 77.917 e) altre 4.777 5.275 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 649.106 682.182 a) terreni - -
b) fabbricati 587.287 610.744 c) mobili 34 52 d) impianti elettronici 53.985 62.936 e) altre 7.800 8.450 Totale 738.067 774.518 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute - -
9.2 Attività materiali detenute a scopo di invest imento: composizione delle attività valutate al
costo
Alla data del 30 giugno 2026, così come al 31 dicembre sc orso, il Gruppo non detiene attività materiali a scopo di investimento valutate al costo. Si om ette pertanto la relativa tabella.
9.3 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività rivalutate
Attività/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività di proprietà - - 1.287.520 - - 1.293.722 a) terreni - - 911.022 - - 911.080 b) fabbricati - - 333.936 - - 340.088 c) mobili - - - - - -
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - 42.562 - - 42.554 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - -
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - - - - -
c) mobili - - - - - -
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - - - - -
Totale - - 1.287.520 - - 1.293.722 di cui: ottenute tramite l’escussione delle
garanzie ricevute
-
-
18.895
-
-
18.918
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
Tra le variazioni intervenute nel corso del semestre, oltre al normale processo di ammortamento per 9,6 milioni, si segnalano in particolare:
• gli effetti conseguenti alla valutazione al fair value del patrimonio immobiliare del Gruppo, per positivi 1,5 milioni. Detti effetti sono esposti nel prospetto della redditività complessiva per 1,4 milioni e nella voce di conto economico “260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali” per 0,1 milioni;
116 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ • trasferimenti di taluni immobili strumentali, non più util izzati per l’attività di impresa delle società del Gruppo, alle attività detenute a scopo di investimento per 1,0 milioni;
• costi capitalizzati per la manutenzione straordinaria de gli immobili destinati all’a ttività di impresa per 2,9 milioni.
9.4 Attività materiali detenute a scopo di invest imento: composizione delle attività valutate al fair
value
Attività/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività di proprietà - - 370.515 - - 412.918 a) terreni - - 213.592 - - 232.171 b) fabbricati - - 156.923 - - 180.747 2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - -
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - - - - -
Totale - - 370.515 - - 412.918 di cui: ottenute tramite l’escussione delle
garanzie ricevute
-
-
219.977
-
-
238.733
L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
Tra le variazioni intervenute nel corso del semestre si segnalano, in particolare:
• trasferimenti di alcuni immobili dalle attività ad uso funzionale per un valore di bilancio di 1,0 milioni;
• trasferimenti di taluni immobili, per un valore netto di bila ncio pari a 35 milioni, da e per le attività in via di
dismissione;
• variazioni nette di fair value per un ammontare complessivamente negativo per 9,2 milioni rilevato nella voce di conto economico “260. Risultato netto della va lutazione al fair value delle attività materiali e immateriali”.
Le residue variazioni si riferiscono a costi capitalizzati per la manutenzione straordinaria degli immobili di importi complessivamente non significativi.
Per le attività svolte nel corso del primo semestre ai fini della misurazione al fair value del patrimonio immobiliare si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo “Politiche co ntabili rilevanti ed incertezze sull’utilizzo di stime nella predisposizione del bilancio consolidato semestrale abbreviato” contenuto nella “Parte A – Politiche contabili”.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 117 Attività immateriali – Voce 100
10.1 Attività immateriali: compos izione per tipologia di attività
Attività/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Durata definita Durata indefinita Durata definita Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 1.606.106 X 1.606.106 A.1.1 di pertinenza del gruppo X 1.606.106 X 1.606.106 A.1.2 di pertinenza di terzi X - X -
A.2 Altre attività immateriali 985.422 595.696 1.012.313 595.696 di cui: software 526.992 - 524.454 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 985.422 595.696 1.012.313 595.696 a) Attività immateriali generate internamente 16.803 - 11.748 -
b) Altre attività 968.619 595.696 1.000.565 595.696 A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 985.422 2.201.802 1.012.313 2.201.802
Le attività immateriali a durata definita sono rappresentate:
• dai costi capitalizzati per lo sviluppo e l’acquisto di software per un importo di 527,0 milioni (524,5 milioni al 31 dicembre 2025); tale importo, dal 2025, include i costi del personale IT direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti legati allo sviluppo softwa re per 16,8 milioni (11,7 milioni al 31 dicembre 2025);
• dalla valorizzazione delle “Client Relationship” ac quisite nell’ambito delle diverse operazioni di aggregazione aziendale per complessivi 433,5 milioni, di cui 69,7 milioni riferiti all’aggregazione con l’ex Gruppo Banca Popolare Italiana, 110,0 milioni all’ aggregazione con l’ex Gruppo Banca Popolare di Milano e 253,8 milioni all’acquisizione del Gruppo Anima;
• dalla valorizzazione del “ Value of Business Acquired ” (c.d. VoBA), conseguente al processo di PPA delle compagnie assicurative acquisite per complessivi 22 ,5 milioni (24,9 milioni al 31 dicembre 2025);
• dai marchi delle società Kairos SGR e Vita S.r.l., rile vati nell’ambito dell’acquisizione del Gruppo Anima, per un importo complessivo pari a 2,4 milioni.
Per le suddette attività, le analisi svolte in merito all’evoluzione dei flussi e degli spread , assunti a riferimento per la verifica della recuperabilità di valore, non hanno fatto emergere alcun elemento di criticità.
Al 30 giugno 2026 le attività immateriali a durata indefinita iscritte in bilancio ammontano complessivamente a 2.201,8 milioni, invariate rispetto ai dati al 31 dicembre 2025. Esse si riferiscono:
• ad avviamenti per 1.606,1 milioni. Le attività in es ame conseguono all’aggregazione della Banca Popolare Italiana nel 2007 (42,9 milioni allocati alla CG U Bancassurance Protezione), all’acquisizione della partecipazione di controllo nella società Oaklins Ital y S.r.l. nel 2021 (2,6 milioni), all’acquisizione del controllo di Banco BPM Vita nel 2022 (10,0 milioni) e all’acquisizione del controllo di Anima Holding nel 2025 (1.550,6 milioni);
• ai marchi di impresa per 595,7 milioni, rilevati nel contesto delle operazioni di aggregazione aziendale con l’ex Gruppo Banca Popolare Italiana nel 2007 (2 22,2 milioni), con l’ex Gr uppo BPM nel 2017 (282,1 milioni) e con Anima Holding nel 2025 (91,4 milioni). Le attività in esame risultano prevalentemente allocate alla CGU Retail, ad eccezione di 18,6 milioni riferiti al marchio Banca Akros ed a ttribuiti alla relativa CGU e di 91,4 milioni assegnati alla CGU An ima in relazione al relativo marchio.
118 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Attività immateriali a durata indefinita: l’attività di verifica dell’eventu ale esistenza di perdite durevoli di valore ( impairment test )
Valori di riferimento per il test di impairment Al 30 giugno 2026 le attività immateri ali a vita indefinita del Gruppo, per le quale si rende necessario verificare l’esistenza di eventuali indicatori di perdita (cosiddetti “ impairment indicators ”), ammontano a 2.201,8 milioni, rappresentate per 595,7 milioni da marchi, per 1.606,1 milioni da avviamenti. Al 31 dicembre 2025 le verifiche di recuperabilità relative a lle suddette attività immateriali erano state condotte sulla base della loro allocazione alle seguenti Cash Generating Unit (CGU):
• CGU Retail , costituita dai segmenti Privati e Imprese Retail, in coerenza con il Segment Reporting 2025, ai fini della verifica dei marchi iscritti a seguito dell’ operazione di aggregazione aziendale con l’ex Gruppo Banca Popolare Italiana nel 2007 (222,2 milioni) e con l’ex Gruppo Banca Popolare di Milano nel 2017
(263,5 milioni);
• CGU Banca Akros, costituita da Banca Akros S.p.A., in clusa nel settore operativo “Corporate & Investment Banking”, al netto della partecipazione in Oaklins, ai fini della verifica del marchio iscritto a seguito dell’operazione di aggregazione aziendale con l’ex Gruppo Banca Popolare di Milano nel 2017 (18,6
milioni);
• CGU Oaklins, costituita dalla soci età Oaklins, inclusa nel settore operativo “Corporate & Investment Banking”, acquisita da Banca Akros nel corso del 2021, ai fini della verifica di recuperabilità dell’avviamento (3,8 milioni, al netto della svalut azione di 1,2 milioni registrata a fine 2025);
• CGU Bancassurance Protezione, coincidente con la partecipazione di collegamento detenuta in PiùVera Assicurazioni S.p.A. (ex Vera Assicurazioni, la quale ha incorporato a novembre 2025 Banco BPM Assicurazioni), ai fini della verifica di recuperabilità degli avviamenti rilevati nell’ambito dell’aggregazione con l’ex Gruppo Banca Popolare Italiana nel 2007 (42,9 milioni);
• CGU Banco BPM Vita: coincidente con Banco BPM Vita (al netto delle componenti relative alle partecipazioni in Vera Vita, BBPM Life DAC, PiùVera Assicurazioni e in Anima Holding), ai fini del test di impairment dell’avviamento (10,0 milioni) e del VoBA (13,7 milioni) iscritti nell’ambito dell’acquisizione del controllo di Banco BPM Vita nel 2022;
• CGU BBPM Life, coincidente con la controllata BBPM Life Dac, ai fini dell’ impairment test del VoBA iscritto nel 2022 a seguito dell’acquisizione del controllo (11,2 milioni);
• CGU Anima, coincidente con Anima Holding e le sue controllate (per la quota parte detenuta dal Gruppo Banco BPM), ai fini del test di impairment dell’avviamento (1.550,6 milioni) e del marchio (91,4 milioni), iscritti nel 2025 a seguito dell’acquisizione del controllo del Gruppo Anima.
Il test di impairment effettuato al 31 dicembre 2025 poteva beneficiare dei seguenti margini valutativi (cosiddetto
“headroom ”):
• CGU Retail: 10.432 milioni, pari all’eccedenza tra il valore recuperabile della CG U (13.857 milioni) ed il relativo valore contabile (3.425 milioni);
• CGU Banca Akros: 40 milioni, pari all’eccedenza tra il valore recuperabile dei marchi (58 milioni) ed il relativo valore contabile (19 milioni);
• CGU Oaklins: -1,2 milioni, pari alla differenza tra il valore recuperabile della CGU (5 milioni) e il relativo valore contabile (6 milioni); l’eccedenza negativa ha comportato la rilevazione al 31 dicembre 2025 di una rettifica di valore di 1,2 milioni;
• CGU Bancassurance Protezione: 54 milioni, pari all’ecce denza tra il valore recuperabile della CGU (236 milioni) ed il relativo va lore contabile (182 milioni);
• CGU Banco BPM Vita: 60 milioni, pari all’eccedenza tra il valore recuperabile della CGU (418 milioni) e il relativo valore contabile (358 milioni);
• CGU BBPM Life: 47 milioni, pari all’eccedenza tra il valore recuperabile della CGU (177 milioni) e il relativo valore contabile (131 milioni);
• CGU Anima: 1.357 milioni, pari all’eccedenza tra il va lore recuperabile della CG U (3.565 milioni) e il relativo valore contabile (2.208 milioni).
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 119 Modalità per la verifica dell’eventuale esistenza di indicazioni di perdite durevoli di valore
In base alla disciplina prevista dallo IAS 36 i risultati dell’ultimo test annuale di impairment possono considerarsi validi per le successive rendicontazioni infrannuali qualora gl i elementi e le circostanze sopravvenute (potenziali trigger di impairment ) non siano tali da mettere in dubbio le ipotesi e le assunzioni sottostanti e quindi la recuperabilità dei valori. Diversamente, se dalla suddetta ricognizione dovesse emergere una probabile perdita di valore, risulterebbe necessario procedere ad effettuare un vero e proprio test di impairment .
Fattori esterni
Ai fini della redazione del presente bilancio consolidato a bbreviato, le valutazioni sono state effettuate considerando il valore economico delle CGU, desunto dalla relativa capaci tà reddituale prospettica. Alla data del 30 giugno 2026, tale capacità risulta adeguatamente riflessa ne lle valutazioni espresse dai mercati finanziari.
In particolare, al 30 giugno 2026 il patrimonio netto cons olidato del Gruppo, al netto degli strumenti di capitale, ammonta a 14,4 miliardi, a fronte di una capitalizzazione di Borsa pari a 22,9 miliardi, determinata sulla base dei prezzi di mercato rilevati alla medesima data. A fini compar ativi, al 31 dicembre 2025 il patrimonio netto consolidato del Gruppo, al netto degli strumenti di capitale, era pari a 13,7 miliardi, mentre la capitalizzazione di Borsa, calcolata sulla base dei prezzi di mercato rilevati a tale data, si attestava a 19,7 miliardi. L’andamento osservato nel primo semestre del 2026 si pone in continuità con il percorso di crescita già avviato nel corso del 2025. Nel semestre, infatti, l’incremento della capitalizzazione di Borsa, pari al 16%, è risultato significativamente superiore a quello del patrimonio netto contabile del Gruppo, pari al 4%; conseguentemente, il rapporto tra capitalizzazione di Borsa e patrimonio netto contabile è passato da 1,44 al 31 dicembre 2025 a 1,61 al 30 giugno 2026.
Tale dinamica rappresenta un indicatore della fiducia espr essa dal mercato in merito alla capacità del Gruppo di mantenere nel tempo un profilo di redditività elevato e sostenib ile, nonché di perseguire politiche di distribuzione degli utili coerenti con una solida capacità di generazione organica di capitale.
Alla luce delle evidenze sopra richiamate e delle informazioni disponibili alla data di riferimento, non sono stati pertanto individuati indicatori esterni di pe rdita di valore delle attività immateriali.
Fattori interni - flussi
Per la CGU "Retail", alle quale è attribuita la quasi totalità del valore dei marchi, il valore d'uso al 31 dicembre 2025 era stato determinato attraverso l'applicazione della metodologia analitica del Dividend Discount Model (DDM), nella variante Excess Capital . Tale modello prevede che il valore economico di una società sia considerato pari alla somma tra: (i) il valore attuale dei flussi di cassa futuri (dividen di attesi) generati nell'orizzonte temporale di pianificazione prescelto e distribuibili agli azionisti, mantenendo un live llo di patrimonializzazione adeguato a garantire lo sviluppo atteso e (ii) la capitalizzazione perpetua del divi dendo normalizzato dell'ultimo anno di previsione.
Premesso che i flussi ai fini dell’ impairment test relativi al bilancio 2025 sono stati elaborati sulla base delle proiezioni multiscenario sviluppate internamente a supporto della verifi ca semestrale di adeguatezza del capitale e di liquidità (ICAAP e ILAAP semestrale), approvate dal Consiglio di Am ministrazione, ai fini della redazione della relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2026, le analisi svolte in merito alle evoluzioni di detti flussi reddituali intervenute nel corso del primo semestre non hanno evidenziato elementi ta li da mettere in discussione la recuperabilità dei valori oggetto di verifica formale al 31 dicembre 2025. I dati di co nsuntivo risultano, infatti, prevalentemente in linea rispetto alle previsioni assunte nelle proiezioni dei flussi utilizzati ai fini del test di impairment 2025. Non si evidenzia quindi l’esistenza di indicazioni di perdite durevoli di val ore e non si rende necessario ripetere il test di impairment per il marchio in oggetto.
Con riferimento al marchio di Banca Akros, la cui recuperabilità era stata verificata al 31 dicembre 2025 con la metodologia Royalties Rate , non si segnalano variazioni significative nelle proiezioni dei proventi operativi, che rappresentano i flussi assunti a riferimento per il test di impairment con la suddetta metodologia. In particolare, ai fini della redazione della relazione semestrale consolidata al 30 gi ugno 2026, le analisi svolte in merito alle evoluzioni dei flussi reddituali intervenute nel corso del primo semest re non hanno evidenziato elementi tali da mettere in discussione la recuperabilità dei valori oggetto di verifica formale al 31 dicembre 2025. I dati consuntivi disponibili risultano, infatti, superiori rispetto alle previsioni assunte nelle proiezioni dei flussi utilizzati ai fini del test di impairment
2025. Non si evidenzia quindi l’esistenza di indicazioni di perdite durevoli di valore e non si rende necessario ripetere il test di impairment per il marchio in oggetto.
120 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Con riferimento all’avviamento di Oaklins, ai fini della redazione della relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2026, le analisi svolte in merito alle evoluzioni dei flussi reddituali intervenute nel corso del primo semestre non hanno evidenziato elementi tali da mettere in discussione la recuperabilità dei valori oggetto di verifica formale al 31 dicembre 2025. Non si evidenzia quindi l’esistenza di in dicazioni di perdite durevoli di valore e non si rende necessario ripetere il test di impairment per l’avviamento in oggetto.
Per la CGU Anima, a dicembre 2025 sono stati testati per la prima volta l’avviamento ed il marchio rivenienti dalla conclusione dell’OPA conclusasi ad aprile 2025. I flussi at tesi del Gruppo Anima sono coerenti con quanto elaborato nell’ambito della verifica semestrale di adeguatezza del capita le e di liquidità del Gruppo Banco BPM. Gli ultimi dati consuntivi disponibili risultano, infatti, superiori rispetto al le previsioni assunte nelle proiezioni dei flussi utilizzati ai fini del test di impairment 2025 per cui non si evidenzia alcun potenziale indicatore di impairment . Per quanto riguarda Banco BPM Vita e BBPM Life DAC, al 31 dicembre 2025 il Fair Value delle CGU assicurative è stato considerato pari agli Own Funds e le rilevazioni disponibili a giugno 2026 ri sultano superiori rispetto ai valori di fine 2025 non evidenziando impairment indicators .
Infine, per quanto riguarda la CGU Bancassurance Protezi one, l’andamento della produzione del primo semestre 2026 risulta sostanzialmente in linea con il business plan approvato dalla Compagnia, pertanto non emergono elementi negativi in merito alla recuperabilità dei valori della CGU. Fattori interni – altri parametri valutativi Per quanto concerne il profilo dei parametri valutativi, per il test 2025 era stato utilizzato un Costo del Capitale, coerente con il rendimento richiesto per investimenti co n caratteristiche analoghe all'oggetto di valutazione.
Il Costo del Capitale (Ke) era stato determinato sulla base del Capital Asset Pricing Model (CAPM), secondo cui il rendimento di un'attività rischiosa deve essere pari alla somm a tra un tasso privo di rischio (Rf) ed un premio per il rischio (MRP), in funzione della rischiosità specifica dell'attività (ß) ' (Ke = Rf + ß x (MRP)).
Nel dettaglio, nel test di impairment al 31 dicembre 2025:
• la componente priva di rischio (Rf), che ingloba in ogni caso il c.d. "Rischio Paese", era stata determinata utilizzando la media ad 1 anno dei rendimenti dei titoli di Stato italiani BTP a 10 anni;
• il coefficiente beta (ß), che misura la rischiosità della specifica impresa o del settore operativo in termini di correlazione tra il rendimento effettivo di un'azione ed il rendimento complessivo del mercato di riferimento, era stato determinato utilizzando: (i) per la CGU Retail l'indicatore medio relativo ad un campione di società comparabili (banche italiane quotate), (ii) per le CGU Banca Akros e Oaklins l'indicatore medio relativo ad un campione di società attive nell'Investment Banking, (iii) per la CGU Bancassurance Protezione l’indicatore medio relativo ad un campione di società attive nel se ttore assicurativo e (iv) per la CGU Anima l’indicatore di Anima Holding;
• il premio per il rischio richiesto dal mercato (MPR) era stato determinato con una metodologia in linea con la prassi valutativa.
Tali parametri sono stati aggiornati con riferimento alla data del 30 giugno 2026, a parità di metodologie.
Si evidenzia che, rispetto al test di impairment al 31 dicembre 2025:
• la componente priva di rischio (Rf) rimane invariata al 3,57%;
• il coefficiente beta (ß): per la CG U Retail passa dall’1,17 all’1,16, per la CGU Banca Akros e Oaklins passa dall’1,13 all’1,15, per la CGU Bancassurance Protezio ne passa dallo 0,86 allo 0,88, per la CGU Anima passa dall’1,00 allo 0,96;
• il premio per il rischio richiesto dal mercato (MPR) passa dal 5,2% al 5,1%.
Con l’aggiornamento dei parametri, alla data del 30 giugno 2026, il costo del capitale (Ke) relativo alle diverse CGU si modifica quindi nel seguente modo:
• quello relativo alla CGU Retail passa dal 9,65% al 9,48%;
• quello relativo alle CGU Banca Akros e Oaklins rimane invariato al 9,43%;
• quello relativo alla CGU Bancassurance Protezione rimane invariato all’8,05% • quello relativo alla CGU Anim a passa dall’8,76% all’8,45%.
Per quanto riguarda gli altri parametri di valutazione non si rilevano variazioni rispetto a quanto deliberato per il test di impairment 2025.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 121 Conclusioni in merito all’esistenza di potenziali indicazioni di perdite durevoli di valore
Alla luce di quanto sopra illustrato, tenuto conto delle vari azioni del tasso di attualizzazione “Ke” e delle analisi di sensitività elaborate per il test di impairment 2025, non è emersa alcuna potenzia le indicazione di perdite durevoli di valore. Per quanto riguarda la CGU Banco BPM Vita e la CGU BBPM Life, si precisa che il test di impairment è stato condotto prendendo a riferimento gli Own Funds di ciascuna compagnia assicurativa, limitatamente alle componenti di capitale Tier1 Unrestricted e Tier3 al 31 dicembre 2025, ri tenute rappresentative di un’adeguata stima del Fair Value . Il valore degli Own Funds di BBPM Life e di Banco BPM Vita sono risultati in crescita nel corso del 2026, pertanto, non si rilevano segnali di impairment .
Di seguito, per la CGU Retail, per la CGU Banca Akros e Oaklins, la CGU Bancassurance Protezione e la CGU Anima si fornisce un mero aggiornamento delle analisi di sensitività rispetto a quelle indicate nel bilancio 2025, aggiornando il tasso di attualizzazione “K e” a parità di tutti gli altri fattori e parametri (a titolo d’esempio: flussi reddituali, tasso di crescita di lung o periodo “g”, riferimento temporale).
Per la CGU Retail, le tabelle che seguono evidenziano che, con il mero aggiornamento del costo del capitale al 9,48%, a parità di tutti gli altri fattori e parametri, la differ enza positiva tra il valore recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 10,7 mi liardi, in aumento rispetto ai 10,4 miliardi riscontrati al 31 dicembre 2025.
Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il ta sso del 38,31% che porterebbe all’azzeramento del margine.
Per quanto riguarda le analisi di sensitività delle variazioni dei flussi reddituali, la variazione dell’utile che porta ad un azzeramento del margine passa dal -80,4% al -80,9%; tale scenario, abbinato ad un tasso di attualizzazione Ke dell’11,04% porterebbe ad una completa svalutazione degli intangibili (marchi) associati alla CGU.
Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su CGU Retail
(Ke)
9,48% 38,31%
Differenziale Differenziale
Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile (g) 1,00% 9.633 68,0% -8 -0,1% 2,00% 10.733 75,8% 0 0,0% 2,50% 11.401 80,5% 4 0,0%
Analisi di sensitività Ke/utile – risultati test su CGU Retail Ke
9,48% 11,04%
Differenziale Differenziale
Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Utile 5,00% 11.397 80,5% 8.940 63,1% 0,00% 10.733 75,8% 8.391 59,3% -5,00% 10.070 71,1% 7.842 55,4% -80,9% 0 0,0% -486 -3,4%
Per la CGU Banca Akros, la seguente tabella evidenzia che, con il mero aggiornamento del costo del capitale, rimasto invariato al 9,43%, a parità di tutti gli altri fattori e parame tri, la differenza positiva tra il valore recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 39,7 milioni, in linea con il risultato dell’ impairment test 31 dicembre 2025.
Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il ta sso del 25,13% che porterebbe all’azzeramento del margine.
122 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su CGU Banca Akros:
(Ke)
9,43% 25,13%
Differenziale Differenziale
Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile (g) 1,00% 34 57,7% -0,5 -0,9% 2,00% 40 68,1% 0,0 0,0% 2,50% 43 74,3% 0,3 0,5%
Per Oaklins, il test di impairment al 31 dicembre 2025 ha determinato la necessità di rilevare una svalutazione degli intangibili a vita utile indefinita di 1,2 milioni, riferita a ll’avviamento allocato alla CGU. I margini riportati nella tabell a seguente sono stati calcolati assumendo come base di rife rimento il valore al 31 dicembre 2025, rettificato per un importo pari a 1,2 milioni. La tabella evidenzia che, co n il mero aggiornamento del costo del capitale, rimasto invariato al 9,43%, a parità di tutti gli altri fattori e parame tri, la differenza positiva tra il valore recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 0 mi lioni, in linea con il valore post sval utazione registrato al 31 dicembre 2025.
Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il ta sso del 17,67% che porterebbe ad una completa svalutazione degli intangibili (avviamento) associati alla CGU.
Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su Oaklins
(Ke)
9,43% 17,67%
Differenziale Differenziale
Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile (g) 1,00% -0,5 -10,3% n. a. n. a.
2,00% 0,0 0,0% -2,5 -52,4% 2,50% 0,3 6,2% -2,5 -51,2%
Per la CGU Bancassurance Protezione, le tabelle che seguon o evidenziano che, con il mero aggiornamento del costo del capitale, rimasto invariato all’8,05%, a parità di tutti gli altri fattori e parametri, la differenza positiva tra il valor e recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 54 milioni, in linea rispetto al 31 dicembre 2025.
Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il ta sso del 10,10% che porterebbe all’azzeramento del margine.
Per quanto riguarda le analisi di sensitività delle variazioni dei flussi reddituali, la variazione dell’utile che porta ad un azzeramento del margine rimane invariato al -23,52%.
Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su CGU Bancassurance Protezione
(Ke)
8,05% 10,10%
Differenziale Differenziale
Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile (g) 1,00% 34 14,5% -10 -4,1% 2,00% 54 22,9% 0 0,0% 2,50% 66 28,2% 6 2,4%
Analisi di sensitività Ke/utile – risultati test su CGU Bancassurance Protezione
(Ke)
8,05% 10,10%
Differenziale Differenziale
Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Utile 10,00% 77 32,6% 17 7,2% 0,00% 54 22,9% 0 0,0% -10,00% 31 13,2% -17 -7,2% -23,52% 0 0,0% -40 -16,8%
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 123 Per la CGU Anima, le tabelle che seguono evidenziano ch e, con il mero aggiornamento del costo del capitale all’8,45%, a parità di tutti gli altri fattori e parametri, la differenza positiva tra il valore recuperabile e il valore di carico risulterebbe pari a 1.505 milioni, in aumento rispetto ai 1.357 milioni riscontrati al 31 dicembre 2025. Rimane invariato, a parità di tutti gli altri fattori, il ta sso del 14,05% che porterebbe all’azzeramento del margine.
Per quanto riguarda le analisi di sensitività delle variazion i dei flussi reddituali, la variazione del flusso che porta ad un azzeramento del margine passa dal -38,49% al -40,98%.
Analisi di sensitività Ke/g – risultati test su CGU Anima
(Ke)
8,45% 14,05%
Differenziale Differenziale
Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile (g) 1,00% 1.144 30,8% -95 -2,6% 2,00% 1.505 40,5% 0 0,0% 2,50% 1.731 46,6% 54 1,4%
Analisi di sensitività Ke/Flusso – risultati test su CGU Anima
(Ke)
8,45% 14,05%
Differenziale Differenziale
Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Valore Inc. % su Val.
assoluto recuperabile Flusso 5,00% 1.688 45,5% 108 2,9% 0,00% 1.505 40,5% 0 0,0% -5,00% 1.321 35,6% -108 -2,9% -40,98% 0 0,0% -888 -23,9%
Attività fiscali – Voce 110
Attività fiscali per imposte anticipate
A. Attività fiscali per imposte anticipate – composizione
Al 30 giugno 2026 le DTA totali ammontano a 2.251,0 milioni (2.650,6 milioni al 31 dicembre 2025), di cui 1.991,4 milioni hanno avuto effetti sul conto economico, ment re 259,6 milioni sono state registrate in contropartita del patrimonio netto in coerenza con le partite a cui si ri feriscono. Per una disamina della composizione di tali DTA si fa rinvio alla tabella “11.1 Attività per imposte anticipate: composizione”.
In maggior dettaglio, alla data del 30 giugno 2026, le atti vità per imposte anticipate che rispondono ai requisiti richiesti dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 (la “Legge 214/2011”) per la trasformabilità in credito di imposta ammontano a 1.032,4 milioni (1.089,2 milioni al 31 dicembre 2025). Le disposizioni della citata legge e, successivamente, la disciplina introdotta dalla Legge 147/2013 (cosiddetta Legge di Stabilità 2014) prevedono la trasformazione in credito di imposta delle DTA nell’ipotesi di rilevazione di una “perdita civilistica”, di una “perdita fiscale” ai fini IRES e di un “valore della produzione netto negativo” ai fini IRAP. Rientrano nella citata disciplina sia le svalutazioni di crediti non ancora dedotte secondo i limiti temporali, tempo per tempo vigenti ai sensi dell’art. 106, comma 3, del TUIR, sia i componenti negativi relativi agli avviamenti ed alle altre attivi tà immateriali, non ancora dedotti secondo i limiti temporali, tempo per tempo vigenti (cosiddette “DTA qualificate”).
Nel dettaglio, al 30 giugno 2026 le DTA qualificate del Gruppo derivano da:
• differenze temporanee deducibili relative a svalutazioni di crediti eccedenti il limite di deducibilità immediata previsto dalla normativa fiscale con riferimento ai soli enti creditizi e finanziari per 555,8 milioni (597,4 milioni al 31 dicembre 2025);
• differenze temporanee deducibili riferite ad avviamenti ed altre attività immateriali rilevate nei precedenti esercizi per 476,6 milioni (491,8 milioni al 31 dicembre 2025).
124 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Giova precisare che, con specifico riferimento alle menzionate DTA, il mantenimento della loro convertibilità in crediti di imposta è subordinato al pagamento del canone di cui al D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 30 giugno 2016. La legge di co nversione del 17 febbraio 2017, n. 15 del D.L. “Salva risparmio” ha posticipato il periodo per il quale è dovuto il canone fino al 31 dicembre 2030. Al fine di garantirsi la trasformabilità delle DTA in crediti di imposta ed evitare gli impatti negativi che si sarebbero altrimenti determinati sui Fondi Propri, il Gruppo Banco BPM ha aderito all’opzione tramite il versamento, ove dovuto, del citato canone. Per la prima volta, con riferimento all’esercizio 2026, il Grup po non ha pagato alcun canone DTA in quanto le imposte versate sono risultate eccedenti alle DTA qual ificate trasformabili in crediti d’imposta.
Al 30 giugno 2026 le residue attività per imposte anticipate (DTA non trasformabili) ammontano a 1.218,7 milioni (1.561,4 milioni al 31 dicembre 2025) di cui 340,3 milioni derivanti da perdite fiscali IRES riportabili a nuovo (575,7 milioni al 31 dicembre 2025) e 878,4 milioni derivanti da co sti e rettifiche di valore deducibili in esercizi successivi rispetto a quelli di rilevazione in bilanc io (985,7 milioni al 31 dicembre 2025).
B. Attività per imposte anticipate – verifiche sulla recuperabilità
In conformità alla disciplina prevista dal principio cont abile IAS 12 ed alla comunicazione dell’ESMA del 15 luglio 2019, il Gruppo Banco BPM ha rilevato attività per imposte anticipate (DTA – Deferred Tax Asset ), previa verifica che i valori così iscritti siano supportati da un giudizio di probab ilità sulla recuperabilità degli stessi. Ai fini dell’espressio ne del suddetto giudizio sono state tenute in considerazione le disposizioni fiscali vigenti, con particolare riferimento alle regole per la trasformabilità in crediti d’imposta di talune attività per imposte anticipate, e la capacità del Gruppo di generare redditi imponibili futuri tenuto altr esì conto dell’opzione del “consolidato fiscale”.
Per quanto riguarda le DTA qualificate trasformabili in cred iti di imposta, pari a 1.032, 4 milioni e corrispondenti al 45,9% delle DTA totali iscritte in bilancio al 30 giugno 20 26, la disciplina fiscale introdotta dalla Legge 214/2011, unitamente all’esercizio dell’opzione del regime del canone annuo, in precedenza illustrati, rendono certa la loro recuperabilità. Tale trattamento risulta in linea con la disciplina contenuta nel Documento Banca d’Italia/CONSOB/Isvap n. 5 del 15 maggio 2012 “Trattament o contabile delle imposte anticipate derivante dalla Legge 214/2011”. Per le restanti attività fiscali (DTA non trasformabili), co mplessivamente pari a 1.218,7 milioni, l’iscrizione ed il successivo mantenimento in bilancio sono strettamente dipe ndenti dalla capacità del Gruppo e/o delle singole società di generare redditi imponibili futuri (cosiddetta “ tax capability ”).
A tal fine, le DTA non trasformabili sono state assoggettate a tr e distinti test di recuperabilità, basati su un modello di previsione dei redditi imponibili futuri, come di seguito dettagliato:
• redditi imponibili IRES risultanti dal bilancio consolidato per l’aliquota ordinaria IRES (24%);
• redditi imponibili IRES, a livello individuale di Banco BP M, ai fini dell’aliquota addizionale IRES applicabile alle banche (3,5%);
• valore della produzione IRAP a livello indi viduale di Banco BPM, ai fini dell’IRAP.
Il test di recuperabilità è stato condotto sull a base delle seguenti informazioni ed assunzioni:
• Banco BPM e le sue controllate che hanno iscritto DTA ri flesse nel bilancio consolidato operano in Italia e conseguentemente è stata assunta a riferimento la normativa fiscale in vigore in tale paese;
• recepimento delle novità fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (limite del 35% delle perdite fiscali pregresse nel periodo di imposta 2026 e del 42% nel periodo di imposta 2027 sul c.d. reddito incrementale, rinvio parziale delle DTA trasformabili e delle quote ECL da FTA ex IFRS 9 di competenza 2027 in quote costanti agli esercizi 2028 e 2029; indeducibilità degli interessi passivi nella misura del 4% nel 2026, del 3% nel 2027, del 2% nel 2028 e dell’1% negli esercizi successivi);
• la suddetta normativa fiscale non prevede limiti temporali al recupero delle perdite fiscali IRES (art. 84, comma 1, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917);
• lo IAS 12 non contempla un orizzonte massimo di previsione dei redditi imponibili;
• le stime dei redditi imponibili futuri sono state form ulate, secondo un approccio multiscenario, assumendo a riferimento le più recenti proiezioni dei flussi redditua li del Gruppo Banco BPM o di Banco BPM per il periodo 2026 – 2028;
• le stime di cui al precedente punto sono state aggius tate per tenere conto dell’incertezza che caratterizza l’effettiva realizzazione delle previsioni di lungo periodo, applicando un fattore di sconto definito in funzione
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 125 di un premio per il rischio (c.d. Risk-adjusted profit approach ), in coerenza con le raccomandazioni indicate dall’ESMA nella sopra citata comunicazione del 15 luglio 2019;
• le passività per imposte differite (DTL – Deferred Tax Liabilities ) sono state oggetto di compensazione con le DTA nel caso in cui il loro riversamento temporal e sia previsto avvenire nel medesimo esercizio.
Di seguito si forniscono informazioni di detta glio sulle assunzioni utilizzate ai fini del probability test , relativi esiti e analisi di sensitività.
B.1 Stima dei redditi imponibili futuri
La stima dei redditi imponibili futuri è avvenuta a partire dalle più recenti proiezioni reddituali di Banco BPM e del Gruppo per gli esercizi 2026-2028.
In considerazione dell’attuale contesto di incertezza, dette pr oiezioni sono state elaborate con riferimento a tre distinti scenari macroeconomici alla data di elaborazione dei suddetti scenari, a cui è stata attribuita una diversa probabilità di accadimento. In dettaglio, accanto ad uno scenario ba se, sono stati elaborati uno scenario peggiorativo e uno migliorativo, a cui sono state assegnate probabilità di ac cadimento nella misura pari rispettivamente a 50%, 35% e 15%, in coerenza con le ponderazioni attr ibuite ai fini del calcolo delle perdite attese sui crediti al 30 giugno 2026.
Per la redditività a lungo termine, prevista a partire dall’es ercizio 2029, si è preso a riferimento il reddito atteso nel 2028, determinato ponderando i tre scenari indicati, oppo rtunamente normalizzato per tenere conto di alcune componenti ritenute non ricorrenti. Tale reddito è stato proi ettato, a partire dal 2030, con un tasso di crescita annua (g) del 2%, pari alle previsioni di crescita nominale dell’economia nazionale.
B.2 Modalità di aggiustamento dei redditi imponibili futuri
Al fine di tenere in considerazione l’incertezza che cara tterizza l’effettiva realizzazione delle previsioni di lungo periodo è stato introdotto un fattore di sconto pari al 5,91%. Tale fattore è stato definito in funzione del premio per il rischio richiesto dal mercato ( MRP - Market Risk Premium ), pari al 5,1%, moltiplicato per il coefficiente Beta (ß), pari all’1,159, ossia del coefficiente che esprime la rischiosità specifica dell’attività del Gruppo.
In maggior dettaglio, l’aggiusta mento dei redditi imponibili è ottenuto scontando le previsioni di ogni anno per il fattore di sconto del 5,91%, applicato secondo la formula della capitalizzazione composta, a partire dal 2029. Tale formula permette quindi di aggiustare le previsioni future secondo un fattore di abbattimento crescente in funzione dell’orizzonte temporale della stima dei flussi imponibili.
Il tasso di crescita (g) ed i parametri per fattorizzare l’ince rtezza delle previsioni (MRP e ß) sono coerenti con quelli considerati ai fini del test di impairment delle attività immateriali a vita inde finita relative alla CGU Retail, come illustrato in maggior dettaglio nella precedente sezione “10 - Attività immateriali – Voce 100”.
B.3 Esiti del probability test e analisi di sensitività
Sulla base dell’esercizio valutativo condotto secondo le me todologie descritte nei preceden ti paragrafi B.1 e B.2, si illustrano di seguito gli esiti del probability test riferiti alle principali categorie di DTA iscritte dal Gruppo, costituite dalle DTA IRES del consolidato in base all’aliquota del 24%, dalle DTA IRES soggette all’aliquota addizionale del 3,5% e delle DTA IRAP iscritte nel bilancio separato di Banco BPM, che nel loro complesso rappresentano la quasi totalità delle attività per imposte anticipate rilevate nel bilancio consolidato.
Le DTA IRES consolidate iscritte al 30 giugno 2026, recuperabili attraverso i redditi imponibili generati dalle società del Gruppo, ammontano complessivamente a 910,1 milioni, di cui 263,7 milioni riferiti a perdite fiscali riportabili.
Gli esiti del probability test confermano la piena recuperabilità delle DTA iscritte. In particolare, le DTA sulle perdite fiscali sono stimate recuperabili entro il 2027, in continui tà con le valutazioni effettuate al 31 dicembre 2025. Le restanti DTA da differenze temporanee, a pari 646,4 milion i, risultano integralmente recuperabili sulla base del previsto profilo di riversamento delle relative differenze te mporanee, che trova piena capienza negli imponibili fiscali attesi.
Le DTA IRES soggette all’aliquota addizionale del 3,5%, recuperabili esclusivamente attraverso i redditi imponibili generati nel bilancio separato di Banco BPM, ammontan o al 30 giugno 2026 a 154,9 milioni, di cui 76,6 milioni riferiti a perdite fiscali riportabili. Anche in tal caso, il probability test conferma l’integrale recuperabilità delle attività iscritte. In particolare, le DTA su perdite fiscali sono stim ate recuperabili entro il 2029, con un anticipo di un anno
126 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ rispetto alle valutazioni effettuate al 31 dicembre 2025. Le restanti DTA da differenze temporanee, pari a pari 78,3 milioni, risultano integralmente recuperabili in quanto il previsto riversamento delle relative differenze temporanee trova capienza nei redditi imponibili attesi. Infine, con riferimento alle DTA IRAP iscritte nel bilancio separato di Banco BPM, pari a 120,7 milioni al 30 giugno 2026, le proiezioni dei redditi imponibili evidenziano, pe r ciascun esercizio considerato, la piena capacità di assorbimento delle differenze temporanee in scadenza, confer mando pertanto l’integrale recuperabilità delle relative attività per imposte anticipate.
Le stime di recuperabilità e il relativo profilo temporale di utilizzo delle DTA riflettono il quadro normativo vigente, inclusi gli effetti della Legge di Bilancio 2026, in precedenza illustrati. Sebbene non siano attualmente previsti ulteriori interventi in materia, eventuali future modifiche alla disciplina di utilizzo de lle perdite fiscali potrebbero ridurre la capacità di assorbimento annua e determinare un'estensione degli orizzonti temporali di recupero attualmente considerati.
Analisi di sensitività delle DTA IRES cons olidate sulla base dell’aliquota del 24%
Con riferimento alle DTA IRES rilevate all'aliquota del 24%, pari a 910,1 milioni al 30 giugno 2026, sono state effettuate specifiche analisi di sensitività sulle principali a ssunzioni utilizzate nel modello valutativo. In particolare, sono stati analizzati gli effetti derivanti da variazioni del fa ttore di sconto, del tasso di crescita di lungo periodo (g) e dei redditi imponibili stimati oltre il periodo esplicito di pianificazione.
Gli esiti delle analisi svolte evidenziano che variazioni ra gionevolmente possibili di tali parametri non determinano modifiche agli orizzonti temporali di recu pero illustrati nel precedente paragrafo B.3. Negli scenari considerati, infatti, non emergono ulteriori DTA sulle perdite fi scali rispetto a quelle già iscritte in bilancio e, conseguentemente, non si determinano effetti sui relativi periodi di recupero.
Un fattore potenzialmente idoneo a incidere sugli or izzonti temporali di recupero è invece rappresentato dall'andamento dei redditi imponibili attesi nel triennio 20 26-2028. In particolare, una riduzione del 15% dei redditi imponibili prospettici comporterebbe un differimento di un anno del recupero delle DTA su perdite fiscali, previsto entro il 2028 anziché entro il 2027, mentre una riduzion e del 30% determinerebbe un'estensione dell'orizzonte di recupero fino al 2030.
Anche in tali scenari avversi, le attività per imposte anti cipate attualmente iscritte risulterebbero integralmente recuperabili, in considerazione della riportabilità illimitata delle perdite fiscali IRES e della capacità prospettica del Gruppo di generare, nell'arco temporale considerato, imponibili fiscali capienti rispetto al previsto profilo di utilizzo delle stesse.
B.4 Considerazioni sulle DTA relative alle perdite fiscali IRES riportabili a nuovo
Le DTA da perdite fiscali, che al 30 giugno 2026 ammontano a 340,3 milioni, traggono origine da eventi straordinari e non ricorrenti verificatisi in esercizi precedenti, principalmente riconducibili alle iniziative di riduzione dei crediti deteriorati e agli oneri connessi all'aggregazione che ha dato origine al Gruppo. Tali perdite non sono state considerate espressione di una strutturale incapacità di generare imponibili fiscali positivi, bensì l'effetto di circostanze eccezionali non destinate a ripetersi. Pe rtanto, la loro esistenza non è stata ritenuta ostativa alla rilevazione delle relative DTA, tenuto conto della capacità prospettica del Gruppo di assicurarne il recupero, come confermato dagli esiti del probability test .
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 127 11.1 Attività per imposte anticipate: composizione
IRES IRAP Altre
imposte 30/06/2026 31/12/2025 A) In contropartita del Conto Economico A.1) DTA Trasformabili di cui alla Legge 214/2011 876.904 155.481 - 1.032.385 1.089.170 Svalutazione crediti deducibili in esercizi successivi 498.031 57.739 - 555.770 597.418 Costi deducibili in esercizi successivi conseguenti ad affrancamenti di avviamenti ed altre attività immateriali
378.873
97.742
-
476.615
491.752
A.2) DTA Altre fattispecie 858.431 100.598 - 959.029 1.265.281 Perdite fiscali riportabili a nuovo 340.281 - - 340.281 575.692 Rettifiche ECL da FTA ex IFRS 9 su crediti verso clientela deducibili negli esercizi successivi
141.803
36.156
-
177.959
183.749
Accantonamenti e rettifiche di valore deducibili in esercizi
successivi
68.527
923 -
69.450
78.499
Spese per il personale ed accantonamenti per Trattamento di Fine Rapporto deducibili in esercizi successivi
83.442
16.211
-
99.653
133.588
Rettifiche di valore su immobili deducibili in esercizi
successivi
169.827
35.686
-
205.513
233.959
Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti derivanti da rettifiche di valore su avviamenti e su altre attività immateriali
23.306
5.747
-
29.053
31.356
Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti derivanti dalla valutazione al fair value delle attività finanziarie
480
14
-
494
484 Altri casi di disallineamento tra valori contabili e valori
fiscali
30.765
5.861
-
36.626
27.954
Totale A 1.735.335 256.079 - 1.991.414 2.354.451 B) In contropartita a Patrimonio Netto Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti derivanti dalla valutazione al fair value delle attività finanziarie valutate in contropartita al patrimonio netto
179.272
42.513
-
221.785
237.174
Altri casi di disallineamento tra valori contabili e valori
fiscali
32.706
5.145
-
37.851
58.966
Totale B 211.978 47.658 - 259.636 296.140 Totale (A+B) 1.947.313 303.737 - 2.251.050 2.650.591
128 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Nelle tabelle seguenti viene fornito il dettaglio della composizione delle attività per imposte anticipate per “Gruppo Bancario” e “Imprese di assicurazione”.
11.1 Attività per imposte anticipate: co mposizione (di cui: Gruppo Bancario)
IRES IRAP Altre
imposte 30/06/2026 31/12/2025 A) In contropartita del Conto Economico A.1) DTA Trasformabili di cui alla Legge 214/2011 876.904 155.481 - 1.032.385 1.089.170 Svalutazione crediti deducibili in esercizi successivi 498.031 57.739 - 555.770 597.418 Costi deducibili in esercizi successivi conseguenti ad affrancamenti di avviamenti ed altre attività immateriali
378.873
97.742
-
476.615
491.752
A.2) DTA Altre fattispecie 829.598 96.080 - 925.678 1.238.117 Perdite fiscali riportabili a nuovo 340.256 - - 340.256 575.665 Rettifiche ECL da FTA ex IFRS 9 su crediti verso clientela deducibili negli esercizi successivi
141.763
36.156
-
177.919
183.749
Accantonamenti e rettifiche di valore deducibili in esercizi
successivi
68.439
923 -
69.362
78.395
Spese per il personale ed accantonamenti per Trattamento di Fine Rapporto deducibili in esercizi successivi
83.442
16.211
-
99.653
133.588
Rettifiche di valore su immobili deducibili in esercizi successivi 163.175 35.604 - 198.779 227.645 Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti derivanti da rettifiche di valore su avviamenti e su altre attività
immateriali
23.306
5.747
-
29.053
31.356
Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti derivanti dalla valutazione al fair value delle attività
finanziarie
480
14
-
494
484 Altri casi di disallineamento tra valori contabili e valori fiscali 8.737 1.425 - 10.162 7.235 Totale A 1.706.502 251.561 - 1.958.063 2.327.287 B) In contropartita a Patrimonio Netto Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti derivanti dalla valutazione al fair value delle attività finanziarie valutate in contropartita al patrimonio netto
128.252
28.015
-
156.267
187.605
Altri casi di disallineamento tra valori contabili e valori fiscali 32.706 5.145 - 37.851 58.966 Totale B 160.958 33.160 - 194.118 246.571 Totale (A+B) 1.867.460 284.721 - 2.152.181 2.573.858
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 129 11.1 Attività per imposte anticipate: compos izione (di cui: Imprese di assicurazione)
IRES IRAP Altre
imposte 30/06/2026 31/12/2025 A) In contropartita del Conto Economico A.1) DTA Trasformabili di cui alla Legge 214/2011 - - - - -
Svalutazione crediti deducibi li in esercizi successivi - - - - -
Costi deducibili in esercizi successivi conseguenti ad affrancamenti di avviamenti ed altre attività immateriali -
-
-
-
-
A.2) DTA Altre fattispecie 21.929 4.419 - 26.348 20.536 Perdite fiscali riportabili a nuovo - - - - -
Rettifiche ECL da FTA ex IFRS 9 su crediti verso clientela deducibili negli esercizi successivi 40 -
-
40 -
Accantonamenti e rettifiche di valore deducibili in esercizi
successivi
-
-
-
-
-
Spese per il personale ed accantonamenti per Trattamento di Fine Rapporto deducibili in esercizi successivi -
-
-
-
-
Rettifiche di valore su immobili deducibili in esercizi
successivi
47 -
-
47 45
Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti derivanti da rettifiche di valore su avviamenti e su altre
attività immateriali
-
-
-
-
-
Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti derivanti dalla valutazione al fair value delle attività
finanziarie
-
-
-
-
-
Altri casi di disallineamento tra valori contabili e valori
fiscali
21.842
4.419
-
26.261
20.491
Totale A 21.929 4.419 - 26.348 20.536 B) In contropartita a Patrimonio Netto Valori contabili inferiori ai valori fiscalmente riconosciuti derivanti dalla valutazione al fair value delle attività finanziarie valutate in contropartita al patrimonio netto
51.020
14.498
-
65.518
49.569
Altri casi di disallineamento tra valori contabili e valori
fiscali
-
-
-
-
-
Totale B 51.020 14.498 - 65.518 49.569 Totale (A+B) 72.949 18.917 - 91.866 70.105
Altre informazioni
Situazione fiscale del Gruppo Per una disamina dei rischi connessi a contenziosi in es sere nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria e della relativa evoluzione intervenuta nel corso del primo semestre 2026 (nuovi contenziosi sorti o contenziosi terminati e/o definiti), si fa rinvio a quanto contenuto nella sezione “Fon di del passivo – Voci 90 e 10 0” del passivo, ove risultano contabilizzati gli stanziamenti operati a fronte di passività giudicate come probabili, ai sensi di quanto disposto dal principio contabile di riferimento IAS 37.
Global minimum tax Le “Tax Challenges Arising from the Digitalisation of the Economy — Global Anti-Base Erosion Model Rules (Pillar Two)” dell’OCSE e la Direttiva (UE) 2022 /2523 del Consiglio del 14 dicembre 2022 hanno introdotto la normativa volta a garantire un livello di imposizi one minima globale per i gruppi multinazionali di imprese e i gruppi nazionali su larga scala (c.d. global minimum tax ).
La global minimum tax si compone di 3 imposte:
• imposizione minima nazionale applicabile da parte del Paese in cui le imprese del gruppo multinazionale scontano una bassa imposizione se tale Paese ha sc elto di introdurre una imposta minima nazionale qualificata (QDMTT- Qualified Domestic Minimum Top-Up Tax );
• imposizione minima integrativa applicabile da parte del Paese di localizzazione della partecipante diretta o indiretta, tenendo conto di quanto eventualmente prel evato attraverso una imposta minima nazionale (IIR – Income Inclusion Rule );
130 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ • imposizione minima supplettiva (UTPR - Under Tax Payment Rule ) applicabile da parte dei Paesi che adottano il Globe, in cui il gruppo multinazionale è presente con altre imprese, nelle ipotesi in cui l’imposizione integrativa dovuta in relazione alle imprese del gruppo soggette a bassa imposizione non è stata prelevata o solo in parte.
A partire dal periodo di imposta 2024, il Gruppo Banco BPM, è entrato nell’ambito di applicazione delle regole Pillar 2 / G l o B E . I n p a r t i c o l a r e , t a l i r e g o l e s o n o e n t r a t e i n v i g o r e i n I t a l i a i l 1 ° g e n n a i o 2 0 2 4 a d o p e r a d e l D . L g s . n .
209/2023 di recepimento della Direttiva n. 2523/2022/UE. In estrema sintesi, le regole Pillar 2 prevedono che le enti tà parte del Gruppo (ovunque localizzate) siano soggette ad un livello di imposizione effettiva sui redditi almeno pari al 15%, da determinare sulla base di un articolato conteggio basato sui dati contabili e fiscali di tali entità aggregati per Paese. Ove il livello di imposizione in un determinato Paese sia inferiore al 15%, ciò determina l’ applicazione di un’imposta minima (c.d. “ Top-Up Tax ”) fino a concorrenza di tale valore del 15%.
Come richiesto dal principio contabile IAS 12 (in particolare, dall’” Amendments to IAS 12 Inco me Taxes-International Tax Reform-Pillar Two Model Rules ”) nonché dalla versione modificata dell’OIC 25, il Gruppo, con i dati a disposizione alla data del presente bilancio, ha effettuato un’analisi, al fine di identificare il perimetro di applicazione ed il potenziale impatto della normativa Pillar 2 sui Paesi pr esenti nel proprio perimetr o di consolidamento, anche avvalendosi dei cosiddetti transitional safe harbours (“TSH”) applicabili nel triennio 2024-2026 (c.d. periodo transitorio) come previsto dalla normativa rilevante. Tali regole prevedono che nessuna imposta integrativa sia do vuta se uno dei seguenti test sia superato (da effettuare relativamente a ciascun Paese in cui il Gruppo è presente):
• De minimis test : positivamente riscontrato ove i ricavi nella gi urisdizione siano inferiori a 10 milioni e l’utile ante imposte aggregato sia inferiore a 1 milione di euro;
• Simplified effective tax rate test : positivamente riscontrato ove il livello di imposizione effettiva sia almeno pari al 17% (per il 2026), come determinato sulla base del rapporto tra i valori aggregati dell’utile/perdita ante imposte (denominatore) e delle imposte sul reddit o (numeratore). Al riguardo, il dato del numeratore rappresenta il valore delle imposte sul reddito correnti e differite (con alcuni specifici aggiustamenti) rilevate nei bilanci reporting package delle controllate di una determinata giurisdizione;
• Routine profit test : positivamente riscontrato ove il valore aggreg ato dell’“esclusione del reddito in base alla sostanza” (“ Substance-based income exclusion ” o “SBIE”) previsto dalle regole Pillar 2 sia superiore all’ammontare aggregato dell’utile/perdita ante imposte. Come previsto dalle linee guida OCSE, nel caso in cui per una giurisdizione sia presente una perdita ante imposte, il test è considerato come positivamente riscontrato.
Ove nessuno dei test sia superato per una specifica giurisdizione, il Gruppo è tenuto ad effettuare il calcolo del livello di imposizione effettiva sulla base dell’intero set di regole Pillar 2, ovvero apportando ai dati contabili e fiscali delle entità localizzate in tale giurisdizion e gli specifici “aggiustamenti” (c.d. “ adjustments ”), anche al fine di determinare -
ove tale livello di imposizione effettiva sia inferi ore al 15% - l’ammontare dell’imposta minima dovuta.
Sulla base degli attuali dati, la società Banco BPM assume il ruolo di “controllante Capogruppo” (” Ultimate Parent Entity”).
Il Gruppo è presente in 3 giurisdizioni che hanno implemen tato la normativa Pillar 2 (Italia, Irlanda e Svizzera).
Il Gruppo ha effettuato un’analisi in relazione alla possibile esposizione alle imposte Pillar 2 tenendo conto dei dati relativi al primo semestre 2026.
In base ai dati disponibili ad oggi, per il primo semestre 2026 (coerentemente con quanto riscontrato per l’esercizio 2025), il Gruppo beneficia dei TSH in It alia (in cui viene ve rificato il c.d. Simplified ETR Test ) ed in Svizzera (in cui viene verificato il c.d. De Minimis Test ). Per quanto riguarda l’Irlanda, non aven do soddisfatto i requisiti per beneficiare della semplificazione dei TSH nell’esercizio 2024 non può esercitare la relativa opzione per gli esercizi successivi secondo il principio OCSE del “once out, always out”.
Il Gruppo, tramite i propri consulenti locali, ha quindi ef fettuato un calcolo per verificare l’eventuale spettanza di imposte Pillar 2 in relazione a tale Paese. Da tale analisi, è emerso che, in relazione al primo semestre 2026, il Gruppo sarà tenuto a versare un importo di circa 342 mila euro a titolo di domestic top-up tax .
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 131 Esenzione iscrizione fiscalità differita Pillar 2
Si segnala che il Gruppo Banco BPM ha applicato l’esenzione temporanea prevista dall’ amendment allo IAS 12, emanato dall’International Accounting Standards Boar d (“IASB”) lo scorso 23 maggio 2023 (recepito con Regolamento (UE) 2023/2468 della Commissione dell’8 nove mbre 2023), riguardante la rilevazione e la relativa informativa da fornire in bilancio in merito alle attività e passività per imposte differite derivanti dall’applicazione del livello minimo di imposizione fiscale (“Global Minimu m Tax”) prevista dalla Direttiva (UE) 2022/2523 del 14 dicembre 2022, nell’ambito del Modello di Regole Globali Anti-Base Erosion (cd. “Pillar Two”). Di conseguenza, il Gruppo non rileverà né comunicherà informazioni sulle attivi tà e passività fiscali differite relative alle imposte sul reddito del secondo pilastro.
132 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate – Voce 120 dell’attivo e Voce 70 del passivo
12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di
attività
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
A. Attività possedute per la vendita A.1 Attività finanziarie 84.284 50.701 A.2 Partecipazioni - -
A.3 Attività materiali 112.446 145.948 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute 52.844 52.362 A.4 Attività immateriali - -
A.5 Altre attività non correnti 1.376 -
Totale A 198.106 196.649 di cui valutate al costo 85.660 50.701 di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 112.446 145.948 B. Attività operative cessate B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - -
- Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- Attività finanziarie designate al fair value - -
- Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair va lue con impatto sulla redditività complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
B.4 Partecipazioni - -
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali - -
B.7 Altre attività - -
Totale B - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
C. Passività associate ad attivi tà possedute per la vendita C.1 Debiti (5) -
C.2 Titoli - -
C.3 Altre passività (1.220) -
Totale C (1.225) -
di cui valutate al costo (1.225) -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
D. Passività associate ad attività operative cessate D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - -
D.5 Altre passività - -
Totale D - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 133 Al 30 giugno 2026, tra le attività possedute per la vendita e le relative passività risultano in cluse le seguenti fattispecie, oggetto di specifica classificazione nelle pertin enti sottovoci in funzione della loro natura.
Attività finanziarie riconducibili a crediti classificati a so fferenza e a inadempienza probabile sono esposte nella voce A.1 “Attività finanziarie”. Nel dettaglio, trattasi di posizion i, già classificate in questa voce al 31 dicembre 2025 e per le quali, alla data di riferimento, non si è ancora pe rfezionata la cessione, per un ammontare pari a 6,7 milioni, nonché di ulteriori esposizioni per le quali, nel corso del semestre, è stata deliberata la cessione, per 76,6 milioni.
Con riferimento alle attività materiali, la voce include immobili di proprietà per i quali le trattative di vendita in corso consentono di ritenere probabile il perfezionamento delle re lative cessioni nel breve termine. Nell’ambito del “Progetto Square”, i cui immobili risultavano classificati in tale voce al 31 dicembre 2025, nel corso del semestre si sono perfezionate cessioni per un importo complessivo pari a 41, 9 milioni, completando quasi integralmente la dismissione riferita a tale operazione.
Per gli ulteriori immobili già classificati tra le attività in via di dismissione al termine dello scorso esercizio, nel semest re si sono invece perfezionate cessioni per complessivi 21,0 milioni.
Da ultimo, la voce comprende le attività e le passività rico nducibili alla controllata Sagim, a seguito delle trattative finalizzate alla cessione, da parte del Gruppo, della partecipazione detenuta nella società.
Altre attività – Voce 130
Il saldo della voce al 30 giugno 2026 si attesta a 4.200,1 milioni, rispetto a 4.987,8 milioni al 31 dicembre 2025.
Le “Altre attività” sono costituite per oltre il 70% da cred iti verso Amministrazioni finanziarie, pari a 2.988,7 milioni al 30 giugno 2026 rispetto a 4.018,8 milioni al 31 dicemb re 2025. La componente principale di tale aggregato è rappresentata dai crediti d’imposta derivanti da acquisti pr o-soluto perfezionati nel corso del primo semestre 2026 e negli esercizi precedenti, prevalentemente connessi ai bonus edilizi, quali Superbonus, Sismabonus e altre agevolazioni analoghe. Tali crediti ammontano a 2.021,3 mi lioni al 30 giugno 2026, rispetto a 2.953,6 milioni al 31 dicembre 2025. La quota ancora iscritta in bilancio è attesa essere integralmente recuperata mediante compensazione con i debiti tributari di Banco BPM ovvero mediante cessione a società controllate o ad acquirenti terzi.
134 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
PASSIVO
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10
1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammo rtizzato: composizione merceologica dei debiti
verso banche
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali 1.005.472 X X X 3.003.852 X X X 2. Debiti verso banche 8.477.717 X X X 3.642.203 X X X 2.1 Conti correnti e depositi a vista 1.216.227 X X X 821.702 X X X 2.2 Depositi a scadenza 85.556 X X X 148.105 X X X 2.3 Finanziamenti 6.636.785 X X X 2.249.319 X X X 2.3.1 Pronti contro termine passivi 6.622.595 X X X 2.165.103 X X X 2.3.2 Altri 14.190 X X X 84.216 X X X 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
-
X X X
-
X X X
2.5 Debiti per leasing 3.924 X X X - X X X 2.6 Altri debiti 535.225 X X X 423.077 X X X Totale 9.483.189 - - 9.483.189 6.646.055 - - 6.646.055
VB = Valore di bilancio L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
La voce “Debiti verso banche centrali” include le operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea. Al 30 giugno 2026 sono presenti operazioni di rifinanziame nto per nominali 1,0 miliardi (nominali 3,0 miliardi 31 dicembre 2025).
1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammo rtizzato: composizione merceologica dei debiti
verso clientela
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 103.648.237 X X X 103.814.790 X X X 2. Depositi a scadenza 2.105.907 X X X 1.275.069 X X X 3. Finanziamenti 11.399.386 X X X 3.000.770 X X X 3.1 Pronti contro termine passivi 10.905.801 X X X 2.504.942 X X X 3.2 Altri 493.585 X X X 495.828 X X X 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
-
X X X
-
X X X
5. Debiti per leasing 647.928 X X X 673.347 X X X 6. Altri debiti 1.177.088 X X X 1.178.373 X X X Totale 118.978.546 - - 118.978.546 109.942.349 - - 109.942.349
VB = Valore di bilancio L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 135 1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammort izzato: composizione merceologica dei titoli in
circolazione
Tipologia
titoli/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 21.720.962 14.631.248 7.252.549 - 23.121.850 13.660.788 9.716.855 -
1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 21.720.962 14.631.248 7.252.549 - 23.121.850 13.660.788 9.716.855 -
2. altri titoli 738 - - 738 796 - - 796 2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri 738 - - 738 796 - - 796 Totale 21.721.700 14.631.248 7.252.549 738 23.122.646 13.660.788 9.716.855 796
VB = Valore di bilancio L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
I titoli in circolazione al 30 giugno 2026 ammontano a 21,7 miliardi (23,1 miliardi al 31 dicembre 2025).
Nel mese di gennaio si è concluso il collocamento di un’emissione di titoli Social Senior Preferred destinata ad investitori istituzionali, di 500 milioni e scadenza prevista febbraio 2031. Inoltre, nel primo semestre, Banco BPM ha concluso il collocamento di una nuova emissione di un European Covered Bond (Premium) per un ammontare di 1,0 miliardi e scadenza febbraio 2032.
Si segnala che nel periodo sono giunte a scadenza o sono st ate rimborsate obbligazioni pe r circa 1 miliardo nominale essenzialmente riconducibili ai rimborsi anticipati dei titoli subordinati.
136 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20
2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica
Tipologia
operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VN Fair Value Fair Value * VN Fair Value Fair Value *
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche 4.315.407 1.206.005 2.955.648 - 4.161.653 11.501.470 1.035.630 9.739.021 - 10.774.651 2. Debiti verso clientela 7.487.635 3.251.536 4.246.272 - 7.497.808 9.926.821 1.512.672 8.210.611 - 9.723.283 3. Titoli di debito 259.485 - 271.025 - 266.790 444.102 - 462.694 - 455.651 3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre
obbligazioni
-
-
-
-
X -
-
-
-
X 3.2 Altri titoli 259.485 - 271.025 - 266.790 444.102 - 462.694 - 455.651 3.2.1 Strutturati 259.485 - 271.025 - X 444.102 - 462.694 - X 3.2.2 Altri - - - - X - - - - X Totale (A) 12.062.527 4.457.541 7.472.945 - 11.926.251 21.872.393 2.548.302 18.412.326 - 20.953.585 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari - 190.906 1.517.247 - - - 112.800 1.143.641 - -
1.1 Di negoziazione X 190.906 1.517.225 - X X 112.800 1.143.579 - X 1.2 Connessi con la fair
value option
X -
-
-
X X -
-
-
X 1.3 Altri X - 22 - X X - 62 - X 2. Derivati creditizi - - 5.846 - - - - 4.511 - -
2.1 Di negoziazione X - 5.846 - X X - 4.511 - X 2.2 Connessi con la fair
value option
X -
-
-
X X -
-
-
X 2.3 Altri X - - - X X - - - X Totale (B) X 190.906 1.523.093 - X X 112.800 1.148.152 - X Totale (A+B) X 4.648.447 8.996.038 - X X 2.661.102 19.560.478 - X
VN = valore nominale o nozionale L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3 Fair value * = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell’emitten te rispetto alla data di emissione
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 137 Passività finanziarie designate al fair value – Voce 30
3.1 Passività finanziarie designate al fair value : composizione merceologica
Tipologia
operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VN Fair value Fair value
* VN Fair value Fair value
* L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X 1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare
fondi
-
X X X
X -
X X X
X
- garanzie finanziarie
rilasciate
-
X X X
X -
X X X
X 2. Debiti verso clientela 4.372.869 956.862 3.416.007 - 4.372.869 4.005.177 5.777 3.999.400 - 4.005.177 2.1 Strutturati - - - - X - - - - X 2.2 Altri 4.372.869 956.862 3.416.007 - X 4.005.177 5.777 3.999.400 - X
di cui:
- impegni a erogare
fondi
-
X X X
X -
X X X
X
- garanzie finanziarie
rilasciate
-
X X X
X -
X X X
X 3. Titoli di debito 3.660.108 - 3.797.109 - 3.727.857 4.132.924 - 4.323.985 - 4.240.133 3.1 Strutturati 3.660.108 - 3.797.109 - X 4.132.924 - 4.323.985 - X 3.2 Altri - - - - X - - - - X Totale 8.032.977 956.862 7.213.116 - 8.100.726 8.138.101 5.777 8.323.385 - 8.245.310
FV = Fair Value FV*= FV calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla d ata di emissione VN = valore nominale L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3
L’ammontare complessivo delle “Passività finanziarie design ate al fair value” al 30 giugno 2026 è pari a 8.170,0 milioni (8.329,2 milioni al 31 dicembre 2025) ed è attribuibile per 3.797,1 milioni al “Gruppo bancario” e per 4.372,9 milioni alle “Imprese di assicurazione”; tali im porti al 31 dicembre 2025 erano rispettivamente pari a 4.324,0 milioni e 4.005,2 milioni.
La sottovoce “2. Debiti verso clientela” per 4.372,9 milion i (4.005,2 milioni al 31 dicembre 2025) si riferisce essenzialmente alle passività delle compagnie di assicura zione a fronte dell’emissione delle polizze Unit-linked.
Nella voce “3. Titoli di debi to” i titoli strutturati si riferiscono principalmente a certificates a capitale garantito.
Il ricorso alla fair value option è riconducibile alla caratteristica di contratto complesso contenente uno o più derivati incorporati in grado di modificare in modo significativo i flussi finanziari del suddetto contratto.
Le restanti posizioni si riferiscono a talune emissioni obbligazionarie, anche strutturate, coperte mediante strumenti derivati, per le quali il ricorso alla fair value option è avvenuto per eliminare o ridurre in modo significativo un’asimmetria contabile rispetto ai crit eri di valutazione dei derivati di co pertura gestionale, in alternativa al trattamento contabile dell’ hedge accounting .
Si segnala che nel semestre sono giunti a scadenza certificates per circa 1.000 milioni nominali.
Nelle tabelle seguenti viene fornito il dettaglio della voce in esame per “Gruppo Bancario” e “Imprese di assicurazione”.
138 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ 3.1 Passività finanziarie designate al fair value : composizione merceolo gica (di cui: Gruppo
Bancario)
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VN Fair value Fair value
* VN Fair value Fair value
* L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X 1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X 2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
2.1 Strutturati - - - - X - - - - X 2.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X 3. Titoli di debito 3.660.108 - 3.797.109 - 3.727.857 4.132.924 - 4.323.985 - 4.240.133 3.1 Strutturati 3.660.108 - 3.797.109 - X 4.132.924 - 4.323.985 - X 3.2 Altri - - - - X - - - - X Totale 3.660.108 - 3.797.109 - 3.727.857 4.132.924 - 4.323.985 - 4.240.133
3.1 Passività finanziarie designate al fair value : composizione merceologica (di cui: Imprese di
assicurazione)
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VN Fair value Fair value
* VN Fair value Fair value
* L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X 1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X 2. Debiti verso clientela 4.372.869 956.862 3.416.007 - 4.372.869 4.005.177 5.777 3.999.400 - 4.005.177 2.1 Strutturati - - - - X - - - - X 2.2 Altri 4.372.869 956.862 3.416.007 - X 4.005.177 5.777 3.999.400 - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X 3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Strutturati - - - - X - - - - X 3.2 Altri - - - - X - - - - X Totale 4.372.869 956.862 3.416.007 - 4.372.869 4.005.177 5.777 3.999.400 - 4.005.177
Fondi del passivo – Voci 90 e 100
Alla data del 30 giugno i fondi del passivo ammontano a 726,1 milioni (861,1 milioni il dato al 31 dicembre scorso) e includono il fondo trattamento di fine rapporto per il personale per 187,8 milioni (193,8 milioni alla fine dello scorso esercizio), i fondi di quiescenza per 70,9 milioni (73, 0 milioni al 31 dicembre 2025), i fondi rischi su impegni
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 139 e garanzie rilasciate per 89,8 milioni (103,6 milioni al 31 dicembre 2025) ed altri fondi per rischi ed oneri per 377,5 milioni (490,7 milioni il dato di fine 2025).
Questi ultimi includono:
• gli stanziamenti a fronte di controversie legali e fiscali per 67,9 milioni;
• gli stanziamenti per oneri del personale per 242,3 milioni;
• altri fondi per rischi ed oneri per 67,3 milioni.
come dettagliatamente illustrato nei su ccessivi paragrafi 10.6.1, 10.6.2 e 10.6.3.
10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione
Voci/Componenti Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 30.859 38.395 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate 58.976 65.214 3. Fondi di quiescenza aziendali 70.899 73.003 4. Altri fondi per rischi ed oneri 377.489 490.657 4.1 controversie legali e fiscali 67.905 71.230 4.2 oneri per il personale 242.318 348.507 4.3 altri 67.266 70.920 Totale 538.223 667.269
10.6 Fondi per rischi ed oneri – altri fondi
10.6.1 Altri fondi per rischi ed oneri - controversie legali e fiscali Il Gruppo opera in un contesto legale e normativo che lo espone ad una vasta tipologia di vertenze legali, connesse, ad esempio, alle condizioni praticate alla propria clientela, alla natura ed alle caratterist iche dei prodotti e dei servizi finanziari prestati, alle irregolarità amministrative, alle revocatorie fall imentari, alle liti giuslavoristiche.
Banco BPM, le società dalla cui fusione per unione il Gruppo ha avuto origine, le societ à controllate incorporate e le società controllate sono state inoltre oggetto di varie attività di verifica da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Tali attività hanno riguardato la determinazione dei redditi imponi bili dichiarati ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA, dell’imposta di registro e più in generale le modalità di applicazione della normativa fiscale tempo per tempo vigente.
Come conseguenza di tali attività di controllo il Gruppo Banco BPM è coinvolto in alcuni contenziosi. Inoltre, nel corso del normale svolgimento della propria atti vità, il Gruppo è stato oggetto di accertamenti ispettivi promossi dalle differenti Autorità di Vigilanza. In partico lare, nell'ambito del sistema europeo di vigilanza bancaria (Single Supervisory Mechanism ), il Gruppo è soggetto alla vigilanza prudenziale e, a seguito del riconoscimento dello status di conglomerato finanziario, alla vigilanza supple mentare della Banca Centrale Europea (BCE); con riferimento a specifiche tematiche, l'attività di vigilanza è di competenza diretta della Banca d'Italia e di Consob e, per quanto riguarda le compagnie assicurative del Gruppo, dell’Is tituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS).
Nell’ambito della propria operatività, il Gruppo è soggetto altresì a procedimenti di contestazione da parte delle autorità pubbliche, tra le quali le Auto rità di Vigilanza sopra menzionate, il cui esito è incerto e che potrebbero portare all’eventuale irrogazione di sanzioni il cui importo non è atte ndibilmente stimabile, in particolare nelle fasi iniziali dei procedimenti.
Le vertenze legali e fiscali sono oggetto di specifica analisi da parte del Gruppo, al fine di identificare quelle per la cui definizione si ritiene sia probabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici e conseguentemente si rende necessaria la rilevazione di accantonamenti dal resto delle “passività potenziali”. Sono definite “passività potenziali” a fronte delle quali non sono rilevati accantonamenti le vertenze alle quali corrispondono:
• obbligazioni possibili, in quanto deve ancora essere confermato se l'entità abbia un'obbligazione attuale che può portare all'impiego di risorse atte a produrre benefici economici;
• obbligazioni effettive che tuttavia non soddisfano le condizioni per la rilevazione previste dallo IAS 37 (perché non è probabile che sarà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per
140 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ adempiere all'obbligazione, oppure perché non può esse re effettuata una stima sufficientemente attendibile dell'ammontare dell'obbligazione).
Si precisa che le informazioni di seguito fornite riguardant i le pretese connesse alle principali vertenze rappresentano la massima esposizione al rischio, a prescindere dal giudiz io espresso dal Gruppo in merito al relativo grado di soccombenza. Per alcune di tali vertenze, il Gruppo reputa ch e vi siano limitati profili di rischio e quindi, trattandosi di passività non probabili ancorché possibili , non ha effettuato alcun accantonamento.
Per le vertenze rispetto alle quali si ritiene che l'entità abbia un'obbligazione attuale che può portare all'impiego di risorse atte a produrre benefici economici, l’informativa su ll’ammontare dello stanziamento a fondi rischi ed oneri non viene fornita per singola vertenza al fine di non recare pr egiudizio al Gruppo nell’evoluzione del contenzioso con la controparte, per via giudiziale o transatti va. È in ogni caso fornito l’ammontare complessivo degli stanziamenti distinto per tipologia di contenzioso laddove le vertenze siano raggruppabili in categorie aventi natura simile.
Inoltre, come consentito dal paragrafo 92 del principio contabile internazionale di riferimento (IAS 37), l’informativa esposta nel seguito non comprende le informazioni che potrebbero pregiudicare la posizione delle banche del Gruppo interessate nelle azioni di tutela della propria posizi one rispetto alla vicenda e nelle vertenze in essere.
Come indicato nel paragrafo “Politiche contabili rilevanti ed incertezze sull’utilizzo di stime nella predisposizione del bilancio consolidato semestrale abbreviato” contenuto nella Part e A delle presenti Note Illustrative, cui si fa rinvio, la complessità delle situazioni e delle operazioni societarie che sono alla base dei contenziosi implicano significativi elementi di giudizio che possono interessare sia l’an, sia il quantum e relativi tempi di manifestazione della passività.
Al riguardo, per quanto le stime condotte dal Gruppo sian o ritenute attendibili e conformi ai dettami dei principi contabili di riferimento, non si può quindi escludere ch e gli oneri che emergeranno dalla definizione delle vertenze possano rivelarsi diversi, anche per importi significativi, rispetto a quelli accantonati.
I fondi accantonati a fronte del complesso delle controversie legali e fiscali in essere, comprensive delle vertenze collegate ad azioni revocatorie, ammontano a 67,9 milioni. Come di seguito dettagliato, tali stanziamenti si riferiscono integralmente a vertenze con la clientela, mentre per le controversie fiscali non si è reso necessario nessun accantonamento.
Vertenze legali con la clientela La numerosità delle vertenze impedisce di fornire un elenco dettagliato delle medesime mentre la loro eterogeneità rende estremamente difficoltoso, se non impossibile, effett uare raggruppamenti di tipologie aventi natura simile.
Di seguito viene fornita una breve descrizione delle principali controversie legali in essere alla data del 30 giugno 2026, la cui definizione si ritiene possa comportare un probabile o possibile utilizzo di risorse finanziarie:
• il 20 dicembre 2019 Banco BPM è stato citato, unitamente ad un pool di banche, dalla curatela della società Privilege Yard per presunta abusiva erogazione di credito. La curatela ha richiesto di accertare la responsabilità degli istituti di credito per concorso nella mala gestio degli amministratori della Privilege Yard con condanna, in via solidale, al pagamento a titolo di risarcimento del danno di circa 97 milioni (quota Banco BPM 27 milioni). Con sentenza dell’11 ottobre 2022 il Tribunale di Roma ha condannato le banche, i n s o l i d o t r a l o r o , a l p a g a m e n t o d i 5 7 , 1 m i l i o n i . B a n c o B P M h a e s e g u i t o l a s e n t e n z a p e r l a q u o t a d i spettanza. Nelle more del giudizio d’appello è stato raggiunto un accordo con la curatela che ha permesso alla Banca di definire il contenzioso consentendo il recupero di gran parte della somma pagata in esecuzione della sentenza di primo grado;
• il 23 dicembre 2022 l’amministrazione straordinaria di Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A. ha citato in giudizio i componenti dei propri Consigli di Gestione e di Sorveglianza, la società di revisione nonché il ceto bancario, tra cui Banco BPM, ed alcune società di factoring, per ottenere la condanna in via solidale di tutti i convenuti al pagamento della somma di oltre 389 milioni. L’importo viene chiesto a titolo di risarcimento degli asseriti danni determinati anche dalla abusiva concessione di credito da parte del ceto bancario, che avrebbe consentito all’azienda di continua re ad operare nonostante la situazione di crisi, causando peraltro il grave depauperamento dell’attivo netto societario. La causa pende ancora in fase iniziale dinanzi il Tribunale di Roma;
• Atlantia S.p.A. e Autostrade per l’Italia S.p.A. nel 2020 hanno avviato un'azione restitutoria nei confronti di Astaldi S.p.A. in proprio e quale mandataria del ra ggruppamento di imprese, della ex controllata Bipielle Real Estate e di S.C.C. S.r.l. quali cessionarie delle originarie imprese appaltatrici nella realizzazione di alcuni tratti autostradali nella provincia di Genova in forza di appalto stipulato nel 1991. La causa origina
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 141 dalla condanna patita dalle odierne attrici in un para llelo contenzioso tuttora pendente avanti la Corte di Cassazione promosso dalle convenute nel 1993 per par ziale inadempimento nell’esecuzione dell’appalto.
La domanda restitutoria è stata avanzata in via solida le nei confronti delle sole tre società convenute con esclusione delle altre partecipanti al consorzio. La Corte d’Appello di Roma, con sentenza del 10 gennaio 2025, ha accolto la domanda di restituzione proposta da Atlantia S.p.A. e Autostrade per l’Italia S.p.A., condannando le convenute, in via solidale, alla rest ituzione dell’importo pari a circa 29,2 milioni oltre interessi. Pendono tuttora i giudizi in Cassazione promossi da Banco BPM;
• il 23 giugno 2026 la curatela della FTL Rossi S.r.l. ha convenuto in giudizio, dinanzi al Tribunale di Varese, Banco BPM, insieme ad altri due istituti di credito, per chiedere, quanto a Banco BPM, l’inefficacia del finanziamento di 1,15 milioni erogato dalla Banca nel 2020 e assistito da garanzia MCC e, in solido, con le altre banche il risarcimento del danno quantificato in 16,9 milioni per abusiva concessione di credito;
• In data 11 novembre 2016 l’amministrazione straordi naria di Impresa S.p.A. ha citato in giudizio i componenti dei Consigli di Gestione e di Sorveglianza, la società di revisione nonché il ceto bancario, che ha concesso un finanziamento in pool, con partecipazione di Banco BPM nella misura dell’8%, per ottenere la condanna in via solidale di tu tti i convenuti al pagamento della somma di oltre 167 milioni. L’importo viene chiesto a titolo di risarcimento degli asseriti danni determinati dalla abusiva concessione di credito da parte del ceto bancario, che avrebbe consentito all’azienda di continuare ad operare nonostante la situazione di crisi, causando il grave depauperamento dell’attivo netto societario. La causa pende dinanzi il Tribunale di Roma, in attesa delle risultanze dell ’integrazione della CTU ammessa dal giudice, che verrà discussa alla prossima udienza; nelle more il lega le sta comunque verificando la disponibilità della procedura a definire transattivamente la pendenza;
• la controllata Partecipazioni Italiane in liquidazione, in qualità di ex proprietaria di un terreno ubicato in Pavia che era il sito industriale della ex Necchi S.p.A. (che ha cessato le attività produttive ormai da molti anni), risulta oggetto di un’ordinanza della Provincia di Pavia in virtù della quale le è richiesto, a titolo di responsabile “storico” e congiuntamente ad altro soggett o, di provvedere alle opere di bonifica e messa in sicurezza della suddetta area, già da molti anni di pr oprietà di terzi estranei al Gruppo Banco BPM.
Tale ordinanza è divenuta definitiva in data 4 settembre 2024, a seguito di rigetto da parte del Consiglio di Stato del ricorso presentato dalla controllata.
Con riferimento ad una delle porzioni del sito, in data 7 marzo 2022 è stat o perfezionato un accordo transattivo con uno degli attuali proprietari, in merito alle bonifiche della porzione dell’area ex Necchi di proprietà dello stesso. L’accordo prevede, tra l’altro, la contribuzione di Partecipazioni Italiane al sostenimento dei costi di bonifica per un importo di 1, 4 milioni oltre IVA (di cui metà già versati all’atto di perfezionamento dell’accordo e metà da versare alla comunicazione di controparte di avvio delle attività di bonifica), già contabilizzati nel bilancio al 31 dicemb re 2021. Ai fini della presentazione dell’analisi di rischio e del progetto operativo di bonifica e messa in sicurezza permanente a cura della controparte, sono in corso ulteriori verifiche e integrazioni al progetto, anche a seguito dell’avvio da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali di un procedimento di dichiarazione di interesse culturale per un immobile ubicato all’interno dell’area Ex-Necchi.
Si precisa infine che nel primo semestre del 2026 no n vi sono stati aggiornamenti della stima dei costi necessari per la bonifica delle aree incluse nell’ex area Necchi di Pavia e pertanto non sono stati effettuati, nel bilancio della partecipata, ulteriori stanziamenti ri spetto a quelli già previsti al 31 dicembre 2025.
Alla luce dell’esistenza di esiti favorevoli riscontrati nei pr imi gradi di giudizio e/o dell’esistenza di validi e fondati motivi per contrastare le pretese avanzate dagli attori nell’ambito dei procedimenti giudiziali avviati, le pretese classificate come possibili ma non probabili ammontano complessivamente a 662,1 milioni.
Le pretese classificate come probabili ammontano comple ssivamente a 295,7 milioni a fronte delle quali risultano stanziati nella voce Fondi per rischi e oneri 67,9 milioni.
Vertenze fiscali
In data 16 gennaio 2025 è stata depositata la sentenza della Corte di Cassazione che ha posto fine alla vertenza avviata dalla Banca per ottenere l’annullamento degli avvisi di accertamento emessi il 19 dicembre 2011 nei confronti dell’allora Banco Popolare ed aventi per oggetto il periodo di imposta 2005 dell’ex Banca Popolare Italiana. Gli avvisi di accertamento riguardavano la pr etesa indeducibilità ai fini IRES ed IRAP di costi e rettifiche di valore su crediti ritenuti riconducibili a fatti o atti qualificabili come reato (si trattava dei reati di false comunicazioni sociali, ostacolo alla vigilanza e turbativa di mercato contestati alla Banca Popolare Italiana in relazione al tentativo di scalata
142 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ a Banca Antonveneta). I ricorsi contro gl i avvisi di accertamento erano stati rigettati dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano con sentenza depositata in data 15 ottobre 2014 e anche il ricorso in appello alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia era stato rigettato co n sentenza depositata in data 19 maggio 2015. Per effetto delle suddette sentenze, la Banca aveva dovuto provvedere al pagamento delle cartelle esattoriali emesse per un ammontare complessivo, interessi ed aggi esattoriali compresi , di 199,8 milioni. Tale importo, avendo la natura di un deposito cauzionale, in pendenza del giudizio definitivo co nseguente al ricorso presentato in data 18 dicembre 2005 alla Corte di Cassazione, risultava iscritto nell’attivo patrim oniale nell’ambito della voce “Altre attività”. La Corte di Cassazione, con la sentenza citata ha riconosciuto la fo ndatezza dei motivi del ricorso presentato dalla Banca, ha cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia e ha accolto il ricorso originario proposto, annullando definitivamente gli avvisi di accertam ento. Non potendo essere impugnata con i mezzi ordinari, la suddetta sentenza ha carattere definitivo e, per effetto della medesima, la Banca ha ottenuto l’integrale restituzione dei 199,8 milioni versati a titolo provvi sorio in pendenza del giudizio definitivo, oltre a 35,9 milioni di interessi che sono stati accreditati al conto ec onomico del primo trimestre 2025.
Il 16 luglio 2025, l’Avvocatura Generale dello Stato, per co nto dell'Agenzia delle Entrate, ha tuttavia notificato alla Banca il ricorso presentato alla Corte di Cassazione per la revoca della suddetta sentenza. Il ricorso per revocazione di una sentenza, previsto dall'articolo 391-bis del Codice di Procedura Civile (CPC), ha carattere eccezionale e la sua ammissibilità è limitata a specifici casi, tra i quali quando la sentenza è l'effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa. Sulla base dell'analisi condotta, il ricorso notificato è ri tenuto dalla Banca infondato ed inammissibile. La Banca ha pertanto presentato il proprio controricorso in data 24 settembre 2025.
Correlate alla vertenza sopra indicata sono, inoltre, le pretese derivanti dagli avvisi di accertamento relativi ai periodi d’imposta 2006 – 2009 che riguardano anch’esse la asserita in deducibilità ai fini IRES dei costi ritenuti riconducibili a fatti o atti qualificabili come reato. Si tratta in part icolare delle rettifiche di valore su crediti già oggetto di contestazione con riferimento all’esercizio 2005. Tali rettifich e di valore, ancorché rilevate da Banca Popolare Italiana nel proprio bilancio relativo all’esercizi o 2005, risultavano deducibi li in quote costanti nei 18 esercizi successivi ai sensi della versione allora vigente dell’art. 106, terz o comma, DPR 22 dicembre 1986, n. 917. Gli avvisi di accertamento notificati contestano pertanto la pretesa inde ducibilità delle quote delle suddette rettifiche su crediti dedotte negli esercizi 2006, 2007, 2008 e 2009. Le pretes e ammontano complessivamente a 15,8 milioni. Avverso tali avvisi è pendente il ricorso presentato dalla Banca a lla Commissione di Giustizia Tributaria di primo grado di Venezia, in quanto la suddetta Commissione aveva sospes o il procedimento sino al passaggio in giudicato della sentenza della Corte di Cassazione sugli avvisi di accertamento relativi all’esercizio 2005. A seguito dell’istanza di riassunzione presentata dalla Banca nell’udienza del 9 ottobre 2025 la Commissione ha rinviato la discussione della causa al 5 marzo 2026 e successivamente al 24 settembre 2026.
Alla luce del positivo esito giudiziale relativo all’esercizi o 2025 si ritiene che il rischi o di un esito sfavorevole del giudizio relativo alle suddette successive annualità possa considerarsi remoto. A fronte delle suddette vertenze nella voce “Altre attività” risulta iscritto l’ammontare già versat o a titolo di deposito cauzionale a fronte delle cartelle esattoriali emesse, pari a 2,1 milioni.
Escludendo l‘istanza di revocazione precedentemente illu strata, l’ammontare complessivo delle pretese avanzate dall’Amministrazione Finanziaria nell’ambito dei contenziosi fiscali avviati che interessano Banco BPM e le proprie società controllate alla data del 30 giugno 2026, è pari a 46,8 milioni 1 (42,6 milioni al 31 dicembre 2025).
Di seguito viene fornita una descrizione delle altre principali controversie in essere alla data del 30 giugno 2026, la cui definizione si ritiene possa comportare un prob abile o possibile utilizzo di risorse finanziarie:
• Banca Akros - Atto di contestazione notificato a dice mbre 2021 relativo ad una asserita violazione degli obblighi di trasmissione all'Agenzia delle Entrate previsti dall'articolo 1, del DL 167 del 1990 con applicazione della sanzione minima prevista dall’art. 5, comma 1. Il 30 novembre 2022 l’Ufficio ha notificato un atto di irrogazione di sanzioni con cui ha respinto le deduzioni difensive formulate dalla Banca ed irrogato a suo carico la sanzione di 2,3 milion i. Ritenendo le motivazioni contenute nell’atto di irrogazione contraddittorie e prive di fondamento, in data 30 gennaio 2023 la Banca ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Milano. In data 16 gennaio 2024 è stata depositata la sentenza che ha confermato l'atto di irrogazione di sa nzioni. La Banca, pienamente convinta che le proprie
1 Importo che comprende le pretese derivanti dagli avvisi di a ccertamento relativi ai periodi d’imposta 2006 – 2009 riguardanti la asserita indeducibilità ai fini IRES dei costi ritenuti riconducibili a fatti o atti qualificabili come reato già illustrate per un impo rto pari a 15,8 milioni.
Si evidenzia che l’ammontare complessivo de lle pretese non include i contenziosi di im porto unitario non significativo principa lmente costituiti da tributi locali. Si precisa inoltre che la stima delle passività potenziali relative agli avvisi di accertamento non include gli eventuali interessi da corrispondere in caso di soccombenza. La stima delle passività potenziali relative ai processi verbali di constatazione noti ficati o in fase di notifica diverse da quelle classificate come prob abili non include né gli interessi né le sanzioni.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 143 ragioni non siano state tenute in adeguata consider azione da parte dei giudici di prime cure, in data 2 agosto 2024 ha depositato il proprio ricorso alla comp etente Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia chiedendo l’annullamento della sentenza. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia ha fissato l’udienza per la trattazione della controversia per il giorno 25 settembre 2026. In pendenza di giudizio a fronte della suddetta vertenza, nella voce “Alt re attività” risulta iscritto l’ammontare già versato a titolo di deposito cauzionale a fronte della cartella esattoriale emessa, pari a 1,6 milioni. Alla luce delle valutazioni condotte, nel bilancio consolidato al 30 gi ugno 2026 non risulta rilevato alcun accantonamento a fronte di un possibile esit o sfavorevole della vertenza;
• Banca Aletti - A conclusione di un’attività di verifica avente per oggetto l’anno 2018, l’Agenzia delle Entrate
- Direzione Regionale della Lombardia, in data 30 lu g l i o 2 0 2 4 , h a n o t i f i c a t o u n p r o c e s s o v e r b a l e d i constatazione che contiene un’unica contestazione in relazione al trattamento fiscale IRAP del risultato economico del ramo d’azienda Corporate & Investment Banking, ramo che nel cors o dell’esercizio 2018 fu oggetto di scissione a favore di Banca Akros. Il 3 ma rzo 2025 l’Agenzia delle Entrate ha notificato l’avviso di accertamento con il quale viene chiesto alla Banca di pagare l’importo complessivo di 1,9 milioni, interessi compresi. Con sentenza emessa il 10 dicembre 2025, depositata il 22 gennaio 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Milano ha accolto il ri corso presentato dalla Banca annullando l’avviso di accertamento. In data 20 luglio 2026 l’Agenzia delle Entr ate ha notificato l’appello avverso la sentenza di primo grado. Anche alla luce del positivo esito del primo grado di giudizio, nel bilancio consolidato al 30 giugno 2026 non risulta rilevato alcun accantonamento a fronte di un possibile esito sfavorevole della vertenza, mentre, nella voce “Altre attività”, è iscri tto l’ammontare versato a titolo provvisorio pari a 0,4
milioni;
• Anima SGR – I contenziosi fiscali ancora non definiti sono inerenti agli avvisi di accertamento relativi agli esercizi dal 2006 al 2008 e riferiti all’imposta IRES emessi dall’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale della Lombardia all’esito della verifica effettuata ne l 2010 su Prima SGR, poi incorporata in Anima SGR.
Con tali avvisi, adducendo violazione del principio di competenza, l’Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione le somme erogate da Prima SGR ai propri di pendenti a titolo di bonus negli anni 2006, 2007 e 2008 e per il solo 2006 costi ritenuti non inerenti. Le maggiori imposte pretese ammontano a 8,3 milioni oltre a interessi e sanzioni per 11,5 milioni.
Anima SGR ha impugnato gli avvisi di accertamento di nnanzi alla Commissione Tributaria di Milano. Dopo due gradi di giudizio conclusisi in modo divergente 1, nel 2018 il giudizio è approdato in Corte di Cassazione dove è tuttora pendente. Nel bilancio al 30 giugno 2026 non risulta rilevato alcun accantonamento a fronte di un possibile esito sfavorevole della vertenza. Al riguardo si evidenzia che in tale eventualità, per gli esercizi 2006, 2007 e parzialmente per il 2008, risulterebbero applicabili le clausole di indennizzo previste dagli accordi sottoscritti tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Anima Holding per l’acqu isto della partecipazione in Prima SGR 2. Nella voce “Altre Attività” è iscritto l’ammontare ve rsato a titolo provvisorio pari a 10 milioni, mentre nella voce “Altre Passività” è iscritto l’importo versat o a titolo provvisorio da Banca Monte dei Paschi di Siena pari a 5,5 milioni.
Attività di verifica
Banco BPM
Il 25 marzo 2026 è stata avviata da parte dell’Agenzia delle Entrate – Ufficio Grandi Contribuenti - una verifica nei confronti del Banco BPM S.p.A. avente per oggetto le Imposte Dirette, IRAP e gli obblighi di sostituto d’imposta relativa ai periodi di imposta 2020 e 2023. Allo stato attuale i funzionari dell’Agenzia delle Entrate non hanno formulato rilievi o osser vazioni nei processi verbali giornalieri. La verifica è tuttora in corso.
1 Per l’anno 2006 è l’Agenzia delle entrate ad aver presentato ri corso alla Corte di Cassazione per la riforma della sentenza di secondo grado che, confermando la sentenza di prim o grado, aveva dichiarato l’infondatezza del recupero a tassazione dei costi per bonu s ai dipendenti. A sua volta Anima SGR resisteva con controricorso e presentava ricorso incidentale per ottenere la cassazione della sentenza di secondo grado nella parte in cui confermava il rilievo relati vo ai costi asseritamente ritenuti non inerenti. Diversamente, per le annualità 2007 e 2008, il ricorso in Cassazione è promosso da Anima SGR avvers o la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che, i n riforma della sentenza di primo grado, aveva dichiarato, con rigu ardo ai costi per bonus, la violazione del principio di compet enza.
2 Il possibile onere per Anima SGR, in caso di inattesa senten za sfavorevole della Cassazione per l’esercizio 2008, al netto del le garanzie contrattuali ricevute, è stimato essere inferiore a 2 milioni.
144 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
Banca Akros
In data 20 maggio 2026, l’Agenzia delle Entrate – Divi sione Grandi Contribuenti - ha comunicato l’avvio di un’ispezione fiscale nei confronti di Banca Akros, con de correnza dall’8 giugno 2026, avente ad oggetto il controllo delle attività relative al Common Reporting Standard (CRS) per il periodo d’imposta 2024. La verifica riguarda la compliance della Banca rispetto alla segnalazione effettuata nell’ambito dello scambio internazionale di informazioni tra autorità fiscali. La verifica è tuttora in corso.
10.6.2 Altri fondi per rischi ed oneri – oneri per il personale Ammontano a 242,3 milioni e comprendono per complessivi 136,0 milioni: i) gli accantonamenti (al netto delle erogazioni già effettuate) stanziati nel 2024 a fronte degli on eri previsti per il ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà e per incentivi all’esodo a seguito degli accordi raggiunti con le organizzazioni sindacali del 19 dicembre 2024, ii) gli accantonamenti residui relati vi al Fondo di Solidarietà stanziato nel 2020 e iii) gli accantonamenti effettuati nel 2025 a fron te di programmi di incentivazione all’uscita volontaria del personale prossimo alla maturazione del diritto alla pensione.
Oltre a quanto sopra indicato, la voce comprende: i) la stima dell’onere derivante dalla prevedibile corresponsione di retribuzioni variabili in conformità a quanto previsto dai sistemi di incentivazione del Gruppo e ii) la stima relativa ad altre erogazioni previste a favore del personale (ad es. premi di fedeltà, patto di non concorrenza, ecc.).
10.6.3 Altri fondi per rischi ed oneri – altri Tale categoria residuale di fondi rischi ammonta a co mplessivi 67,3 milioni e comprende principalmente gli stanziamenti a fronte delle seguenti passività:
a) rischi connessi a vertenze e reclami sia pendenti che attesi legati all’operatività con la clientela (13,4 milioni);
b) stima dei probabili rimborsi di commissioni consegue nti ad eventuali estinzioni anticipate di polizze assicurative da parte della clientela (24,7 milioni);
c) rischi connessi a garanzie rilasciate a fronte delle ce ssioni di crediti deteriorati già perfezionate alla data del 30 giugno 2026 (8,0 milioni);
d) stima dei probabili oneri derivanti dall’esecuzione di la vori concordati su alcuni immobili rientranti nel perimetro del progetto di razionalizzazione del portafog lio immobili di investimento (c.d. progetto “Square”) per un importo di 6,2 milioni;
e) stima degli oneri futuri derivanti dal programma di razi onalizzazione della rete commerciale attivato a fine 2025 (4,2 milioni).
Nell’ambito della categoria a) è incluso l’accantonamento a fronte dei rischi residui connessi all’attività di segnalazione della clientela interessata all’acquisto di diamanti alla società specializzata Intermarket Diamond Business S.p.A. (“IDB”), svolta anteriormente alla fusione da cui il Banco BPM ha avuto origine.
Tale operatività ha determinato nel tempo la ricezione di un elevato numero di reclami da parte della clientela del Gruppo coinvolta e l’avvio di contenziosi in sede civile. Al riguardo, anche in un’ottica di vicinanza ai propri clienti, il Gruppo ha posto in essere fin dagli scorsi esercizi un’ampia iniziativa di customer care nei confronti della clientela finalizzata, se del caso, al perfezionamento di transazioni. Alla data del 30 giugno 2026 risultano pervenuti 24.512 reclami e notificati 1.473 contenziosi (in parte preceduti da reclamo), per un petitum complessivo di circa 721,9 milioni. Alla stessa data, grazie all‘attività di gestione delle posizioni e di customer care precedentemente illustrata, risultano essere stati definiti, mediante transazion e o per effetto di sentenza passata in giudicato, reclami e contenziosi per un petitum complessivo pari a 683,8 milioni.
A fronte dei reclami e dei contenziosi, sia quelli non ancora definiti che quelli potenziali stimati, nella sottovoce in oggetto risulta compreso lo specifico fondo posto a presidio delle suddette vertenze con la clientela.
Nella categoria a) è inoltre compreso lo stanziamento pe r possibili evoluzioni interpretative di talune norme regolamentanti l’attività bancaria, compre se quelle relative al credito al consumo, anche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia UE C-383/18 (Lexitor) dell’11 settembre 2019.
La voce b) rappresenta il fondo stanziato in applicazione di quanto previsto dal principio contabile IFRS 15 a fronte del rischio di dover restituire quota parte delle commissioni incassate a fronte del collocamento alla clientela di polizze
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 145 assicurative nell’ipotesi in cui la clientela medesima deci desse di estinguere anticipatamente le suddette coperture assicurative.
La voce c) si riferisce all’importo stanziato a presidio dei probabili esborsi finanziari futu ri per le garanzie concesse nell’ambito delle operazioni di cessione di crediti deteriorati perfezionate nei precedenti esercizi.
La voce d) si riferisce all’importo stanziato a fronte della stim a degli oneri relativi ai lavori di ristrutturazione di alcuni immobili rientranti nel più ampio perimetro previsto nell ’ambito dell’operazione “Square”, finalizzata nel corso del 2024 a fronte della razionalizzazione del comparto degli immobili di proprietà della Banca non destinato ad uso strumentale.
La voce e) si riferisce agli oneri futuri previsti a fronte della razionalizzazione della rete degli sportelli avvenuta a fine dicembre 2025.
Si evidenzia infine che, nell’ambito dei contratti stipulati in occasione della cessione di partecipazioni o rami d’azienda perfezionate in precedenti eser cizi, nonché negli eventuali accordi di partnership ad essi correlati, sono previsti meccanismi di protezione e garanzia dell'investim ento effettuato da parte delle controparti acquirenti. Nel dettaglio, tali meccanismi prevedono l’eventuale correspon sione di indennizzi a favore dell’acquirente/partner nell’ipotesi di mancato raggiungimento di determinati obiettivi commerciali, con la previsione di massimali, franchigie, periodi di grazia ed eccezioni a favore del Gruppo Banco BPM. Taluni meccanismi di protezione e garanzia dell'investimento permangono fino al termine delle partnership .
Di seguito è fornito un elenco delle principali operazioni perf ezionate a fronte delle quali i contratti di cessione e/o i corr elati accordi di partnership prevedono obblighi di pagamento di eventual i indennizzi a carico del Gruppo Banco BPM:
• cessione perfezionata nell’esercizio 2017 della partecipazione di controllo in Aletti Gestielle SGR ad Anima
Holding;
• cessione perfezionata nell’esercizio 2018 dei contratti relati vi alla gestione in delega degli attivi assicurativi collocati presso la rete del Gr uppo Banco BPM ad Anima SGR;
• cessione perfezionata nell’esercizio 2018 del ramo d’azienda relativo all’attività di banca depositaria a BNP Paribas Securities Services e conseguente rivisitazione degli obblighi stabiliti in occasione della cessione avvenuta nell’esercizio 2010 del ramo di banc a depositaria dall’ex Banca Popolare di Milano alla medesima controparte acquirente;
• cessione perfezionata il 14 dicembre 2023 di una qu ota pari al 65% delle interessenze azionarie detenute nelle compagnie assicurative Vera Assicurazioni e Banco BPM Assicurazioni a Crédit Agricole Assurances;
• conferimento a Numia del ramo d’azienda inerente il comparto “Monetica” e conseguenti accordi di partnership perfezionati in data 30 settembre 2024.
Qualora sulla base degli obiettivi consuntivati e delle previsio ni future relative all’evoluzione degli stessi si ritenga probabile l’erogazione di un indennizzo a favore della controparte acquirente, la stima della relativa passività è oggetto di stanziamento nell’ambito dei fondi rischi ed oneri in esame.
Al 30 giugno 2026 non risultano necessari accantonamenti a fr onte dei contratti di cessione di partecipazioni o rami d’azienda.
Informativa su fondo trattamento di fine r apporto per il personale e fondi di quiescenza
Voci/Componenti Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Trattamento di fine rapporto 187.834 193.796 Fondi di quiescenza aziendali 70.899 73.003 Totale 258.733 266.799
Di seguito si fornisce illustrazione delle principali variazioni intervenute nel trattamento di fine rapporto per il personale (voce di bilancio 90) e nei fondi di quiescenza (inclusi nella voce di bilancio 100 “Fondi per rischi ed oneri” il cui dettaglio è stato illustrato nel precedente punto 10.1).
Il fondo trattamento di fine rapporto per il personale è pa ri a 187,8 milioni (193,8 milioni al 31 dicembre 2025). La variazione è riconducibile a variazioni negative per liquidaz ioni (-11,7 milioni) e a variazioni positive dovute alla modifica delle ipotesi attuariali (3,2 mi lioni) e all’accantonamento a conto econ omico del semestre pari a 3,7 milioni.
146 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Le modifiche delle ipotesi attuariali, che hanno comportato un incremento del TFR di 3,2 milioni, sono da ricondursi quasi esclusivamente alla differenza tra le precedenti ipotesi attuariali utilizzate e quanto si è effettivamente verificato nel periodo.
I fondi di quiescenza sono pari a 70,9 milioni (73,0 milion i al 31 dicembre 2025); come per il fondo trattamento di fine rapporto, la variazione è imputabile sia a variazioni negative per liquidazioni (-3,7 milioni) sia a variazioni positive per la modifica delle ipotesi attuariali (0,4 milion i) e per gli accantonamenti a conto economico (1,2 milioni).
Le modifiche delle ipotesi attuariali sono imputabili quasi esclusivamente alla differenza tra le precedenti ipotesi attuariali utilizzate e quanto si è effettivamente verificato.
Le variazioni dovute alle modifiche di ipotesi attuariali sopr a esposte, che nel complesso risultano pari a 3,6 milioni sono rilevate in diminuzione della relativa rise rva da valutazione di patrimonio netto “Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti” e sono oggetto di rendicontazione nel prospetto della redditività complessiva. Al netto dell’effetto fiscale, le variazioni in diminuzione di tale riserva sono pari a 2,7 milioni.
Di seguito si elencano le principali ipotesi attuariali utiliz zate al 30 giugno 2026 confrontate con quelle utilizzate al 31 dicembre 2025, sui fondi della Capogruppo Banco BPM (che rappresenta il 93% del fondo TFR e il 100% dei Fondi di quiescenza).
Principali ipotesi attuariali pe r la valutazione del fondo TFR
Ipotesi demografiche
Tasso di mortalità dei dipendenti IPS55 con Age-Shifting.
Frequenze ed ammontare delle anticipazioni di TFR 0,5% Frequenze del turnover 1,50%
Ipotesi finanziarie 30/06/2026 31/12/2025 Tasso annuo di attualizzazione: media ponderata dei tassi della curva Eur Composite AA (*)
3,43% 3,24%
Tasso annuo di inflazione media ponderata dei tassi della curva europea Zero-Coupon Inflation-
Indexed Swap (**)
2,10% 1,80%
(*) media ponderata dei tassi della curva Eur Composite AA alla data di riferimento utilizzando come pesi i rapporti tra l’impo rto pagato e anticipato per ciascuna scadenza e l’importo totale da pagare e anticipare fino all’estinzione della popolazione considerata. (**) tasso medio ponderato ricavato come media ponderata dei tassi della curva europea Zero-Coupon Inflation-Indexed Swap alla data di riferimento, utilizzando come pesi i rapporti tra l’importo pagato e anticipato per ciascuna scadenza e l’importo totale da pagare e anticip are fino all’estinzione della popolazione considerata (con riferimento a tutte le Società del Gruppo Banco BPM).
Principali ipotesi attuariali per la valutazione dei fondi di quiescenza
Ipotesi demografiche
Tasso di mortalità dei dipendenti IPS55 con Age-Shifting Ipotesi finanziarie 30/06/2026 31/12/2025 Tasso annuo di attualizzazione media ponderata dei tassi della curva Eur Composite AA a seconda della durata del piano (*) da 3,09% a 3,55% da 2,76% a 3,42% Tasso annuo di inflazione media ponderata dei tassi della curva europea Zero-Coupon Inflation-
Indexed Swap (**)
2,10% 1,90%
(*) Media ponderata dei tassi della curva Eur Composite AA alla data di riferimento, utilizzando come pesi i rapporti tra l’imp orto pagato e anticipato per ciascuna scadenza e l’importo totale da pagare e anticipare fino all’estinzione della popolazione considerata. (**) Tasso medio ponderato ricavato come media ponderata dei tassi della curva europea Zero-Coupon Inflation-Indexed Swap alla data di riferimento, utilizzando come pesi i rapporti tra l’importo pagato e anticipato per ciascuna scadenza e l’importo totale da pagare e anticip are fino all’estinzione della popolazione considerata (con riferimento a tutte le Società del Gruppo Banco BPM).
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 147 Informazioni su importo, tempistica e incertezza dei flussi finanziari Come richiesto dallo IAS 19, si è provveduto a condurre un’analisi di sensitività delle obbligazioni relative al trattamento di fine rapporto e ai fondi di quiescenza della Capogruppo Banco BPM nell’ipotesi di aumentare o diminuire il tasso di attualizzazione e il tasso di inflazio ne di 50 punti base. L’analis i è finalizzata a mostrare di quanto varierebbe la passività di bilancio in relazione al le oscillazioni ragionevolment e possibili di tali ipotesi attuariali.
Variazione TFR
in termini
assoluti (*) Variazione TFR in termini percentuali Modifica ipotesi attuariali:
- Tasso attualizzazione:
+0,5% (4.536) (2,58%) -0,5% 4.732 2,70%
- Tasso di inflazione:
+0,5% 3.211 1,83% -0,5% (3.142) (1,79%) (*) gli importi tra parentesi indicano un decremento del fondo.
Variazione fondi a
prestazione definita
in termini assoluti (*) Variazione fondi a
prestazione definita
in termini percentuali Modifica ipotesi attuariali:
- Tasso attualizzazione:
+0,5% (1.869) (2,64%) -0,5% 1.940 2,74%
- Tasso di inflazione:
+0,5% 1.231 1,74% -0,5% (1.178) (1,66%) (*) gli importi tra parentesi indicano un decremento del fondo.
Passività assicura tive - Voce 110
Al 30 giugno 2026 la voce “110. Passività assicurative” è rappresentata esclusivamente da contratti di assicurazione che costituiscono passività, emessi dalle controllate Ba nco BPM Vita e BBPM Life per 14.668,2 milioni (14.167,3 milioni al 31 dicembre 2025), non essendo presenti cession i in riassicurazione né per l’anno in corso, né per l’esercizio precedente.
Passività assicurative – ripartizi one per modello di misurazione
Voci/Componenti Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VFA - Variable Fee Approach 14.655.112 14.156.620 GMM - General Measurement Model (Building Block Approach) 10.885 8.797 PAA - Premium Allocation Approach 2.169 1.894 Totale 14.668.166 14.167.311
Si precisa che i contratti valutati con il metodo VFA sono riferiti alla base di aggregazione 1 (contratti di assicurazione emessi con elementi di partecipazione diretta) e che i contratti valutati con il metodo GMM sono riferiti alla base di aggregazione 2 (contratti di assicurazione emessi senza elemen ti di partecipazione diretta). Per i contratti valutati con il metodo GMM e con il metodo PAA non viene presentata informativa in quanto non significativa per il Gruppo.
148 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ 11.1 Dinamica del valore di bilancio dei contratt i assicurativi emessi - GMM o VFA – passività per residua copertura e per sinistri accaduti
Il valore di bilancio dei contratti assicurativi contab ilizzati con i metodi GMM o VFA è complessivamente pari a 14.666,0 milioni (14.165,4 milioni al 31 dicembre 2025) e si riferisce a:
• contratti assicurativi emessi con elementi di partecip azione diretta riferiti al segmento Vita per 14.655,1 milioni (14.156,6 milioni al 31 dicembre 2025);
• contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipaz ione diretta riferiti al segm ento Vita per 10,9 milioni (8,8 milioni al 31 dicembre 2025).
Nella successiva tabella si fornisce la dinamica del valore di bilancio relativo ai cont ratti emessi con elementi di partecipazione diretta (base di aggregazione 1) relativi al segmento vita.
11.1 a) Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emes si con elementi di partecipazi one diretta - Segmento Vita
Voci/Passività Passività per residua copertura 30/06/2026 Passività per sinistri
accaduti
30/06/2026 Totale
30/06/2026 Passività per residua copertura 31/12/2025 Passività per sinistri
accaduti
31/12/2025 Totale
31/12/2025 Al netto della perdita Perdita Al netto della
perdita Perdita
A. Valore di bilancio iniziale 1. Contratti di assicurazione em essi che costituiscono passività 13.996.202 1.209 159.209 14.156.620 12.724.926 1.856 147.277 12.874.059 2. Contratti di assicurazione em essi che costituiscono attività (63) - - (63) (63) - - (63) 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 13.996.139 1.209 159.209 14.156.557 12.724.863 1.856 147.277 12.873.996 B. Ricavi assicurativi (115.251) - - (115.251) (195.432) - - (195.432) C. Costi per servizi assicurativi 1. Sinistri accaduti e altri costi dire ttamente attribuibili - - 57.924 57.924 - - 92.474 92.474 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti - - 1.008 1.008 - - 1.227 1.227 3. Perdite e relativi recuperi su contratti onerosi - 780 - 780 - (647) - (647) 4. Ammortamento dei costi di acquisizione dei contratti 3.660 - - 3.660 7.868 - - 7.868 5. Totale 3.660 780 58.932 63.372 7.868 (647) 93.701 100.922 D. Risultato dei servizi assicurativi (B+C) (111.591) 780 58.932 (51.879) (187.564) (647) 93.701 (94.510) E. Costi/ricavi netti di natura finanziaria 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 314.441 - - 314.441 496.573 - - 496.573 1.1 Registrati in conto economico 353.514 - - 353.514 505.562 - - 505.562 1.2 Registrati nel conto economico complessivo (39.073) - - (39.073) (8.989) - - (8.989) 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 314.441 - - 314.441 496.573 - - 496.573 F. Componenti di investimento (1.209.522) - 1.209.522 - (2.004.495) - 2.004.495 -
G. Importo totale registrato in conto economico e nel conto economico complessivo (D+E+F) (1.006.672) 780 1.268.454 262.562 (1.695.486) (647) 2.098.196 402.063 H. Altre variazioni (6.884) (448) (3) (7.335) (4.884) - 2.392 (2.492) I. Movimenti di cassa 1. Premi ricevuti 1.515.377 - - 1.515.377 3.005.356 - - 3.005.356 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti (16.509) - - (16.509) (30.639) - - (30.639) 3. Sinistri pagati e alt re uscite di cassa - - (1.258.583) (1.258.583) - - (2.088.656) (2.088.656) 4. Altri movimenti 3.043 - - 3.043 (3.071) - - (3.071) 5. Totale 1.501.911 - (1.258.583) 243.328 2.971.646 - (2.088.656) 882.990 L. Valore netto di bilancio finale (A.3+G+H+I.4) 14.484.494 1.541 169.077 14.655.112 13.996.139 1.209 159.209 14.156.557 M. Valore di bilancio finale 1. Contratti di assicurazione em essi che costituiscono passività 14.484.557 1.541 169.077 14.655.175 13.996.202 1.209 159.209 14.156.620 2. Contratti di assicurazione em essi che costituiscono attività (63) - - (63) (63) - - (63) 3. Valore netto di bilancio finale 14.484.494 1.541 169.077 14.655.112 13.996.139 1.209 159.209 14.156.557 ___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 149
150 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Le Compagnie gestiscono con il metodo co ntabile VFA la parte più rilevante del loro business, la cui relativa passività assicurativa si attesta al 30 giugno 2026 a 14.655,1 milioni (14.156,6 milioni al 31 dicembre 2025).
Il valore di bilancio al 30 giugno 2026 delle passività per copertura residua è pari a 14.484,5 milioni (13.996,1 milioni al 31 dicembre 2025).
Infine, il valore di bilancio delle passività per sinistri acca duti classificate con lo stesso modello è pari a 169,1 milioni al 30 giugno 2026 (159,2 milioni al 31 dicembre 2025).
11.3 Dinamica del valore di bilancio dei contra tti assicurativi emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione
Nella successiva tabella si fornisce la dinamica del valore di bilancio, distinta per elemen ti sottostanti, relativa ai contratti emessi con elementi di partecipazione diretta (base di aggregazione 1).
11.3 a) Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emes si con elementi di partecipazi one diretta - Segmento Vita
Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di
assicurazione emessi
Valore attuale dei
flussi finanziari
30/06/2026 Aggiustamento per i rischi non finanziari 30/06/2026 Margine sui servizi
contrattuali
30/06/2026 Totale
30/06/2026 Valore attuale dei
flussi finanziari
31/12/2025 Aggiustamento per i rischi non finanziari 31/12/2025 Margine sui servizi
contrattuali
31/12/2025 Totale
31/12/2025
A. Valore di bilancio iniziale 1. Contratti di assicurazione em essi che costituiscono passività 13.662.666 50.971 442.983 14.156.620 12.517.902 28.945 327.212 12.874.059 2. Contratti di assicurazione em essi che costituiscono attività (63) - - (63) (63) - - (63) 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 13.662.603 50.971 442.983 14.156.557 12.517.839 28.945 327.212 12.873.996 B. Variazioni relative ai servizi attuali 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (48.348) (48.348) - - (80.261) (80.261) 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (4.649) - (4.649) - (5.606) - (5.606) 3. Modifiche connesse con l’esperienza (670) - - (670) (9.224) - - (9.224) 4. Totale (670) (4.649) (48.348) (53.667) (9.224) (5.606) (80.261) (95.091) C. Variazioni relative a servizi futuri 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali 23.748 6.134 (29.882) - 50.077 23.652 (73.728) 1 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi 776 4 - 780 (648) 1 - (647) 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell’esercizio di riferimento (53.980) 2.452 51.528 - (99.494) 3.949 95.545 -
4. Totale (29.456) 8.590 21.646 780 (50.065) 27.602 21.817 (646) D. Variazioni relative a servizi passati 1. Aggiustamenti alla passivi tà per sinistri accaduti 1.008 - - 1.008 1.227 - - 1.227 E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D.1) (29.118) 3.941 (26.702) (51.879) (58.062) 21.996 (58.444) (94.510) F. Costi/ricavi di natura finanziaria 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 258.451 19 55.971 314.441 322.328 31 174.214 496.573 1.1 Registrati in conto economico 258.809 19 94.686 353.514 322.328 31 183.203 505.562 1.2 Registrati nel conto economico complessivo (358) - (38.715) (39.073) - - (8.989) (8.989) 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 258.451 19 55.971 314.441 322.328 31 174.214 496.573 G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) 229.333 3.960 29.269 262.562 264.266 22.027 115.770 402.063 H. Altre variazioni (7.336) 1 - (7.335) (2.492) (1) 1 (2.492) I. Movimenti di cassa 1. Premi ricevuti 1.515.377 - - 1.515.377 3.005.356 - - 3.005.356 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti (16.509) - - (16.509) (30.639) - - (30.639) 3. Sinistri pagati e alt re uscite di cassa (1.258.583) - - (1.258.583) (2.088.656) - - (2.088.656) 4. Altri movimenti 3.043 - - 3.043 (3.071) - - (3.071) 5. Totale 243.328 - - 243.328 882.990 - - 882.990 L. Valore netto di bilancio finale (A.3+G+H+I.5) 14.127.928 54.932 472.252 14.655.112 13.662.603 50.971 442.983 14.156.557 M. Valore di bilancio finale 1. Contratti di assicurazione em essi che costituiscono passività 14.127.991 54.932 472.252 14.655.175 13.662.666 50.971 442.983 14.156.620 2. Contratti di assicurazione em essi che costituiscono attività (63) - - (63) (63) - - (63) 3. Valore netto di bilancio finale 14.127.928 54.932 472.252 14.655.112 13.662.603 50.971 442.983 14.156.557
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 151
152 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Con riferimento al valore attuale dei flussi finanziari al 30 giugno 2026, pari a 14.127,9 milioni (13.662,6 milioni al 31 dicembre 2025), la voce include sia le passività per copertura residua che quelle per sinistri accaduti.
L’aggiustamento per rischi non finanziari, invece, è pari a 54,9 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2025 (51,0 milioni).
Infine, con riferimento al margine sui servizi contrattuali, ques to si attesta a 472,3 milioni al 30 giugno 2026 anch’esso in aumento rispetto alla chiusura dell’ esercizio precedente (443,0 milioni).
Patrimonio del Gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180
13.1 “Capitale” e “Azioni proprie”: composizione
Il capitale sociale al 30 giugno 2026 risulta pari a 7.100 mi lioni ed è costituito da n. 1.515.182.126 azioni ordinarie sottoscritte ed interamente versate.
La voce “azioni proprie” è rappresentata da n. 9.341. 227 azioni della Capogruppo, interamente detenute dalla stessa, per un controvalore di bilancio di 53,4 milioni.
13.2 Capitale – Numero azioni de lla capogruppo: variazioni annue
Voci/Tipologie Ordinarie Altre A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 1.515.182.126 -
- interamente liberate 1.515.182.126 -
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) (11.808.522) -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 1.503.373.604 -
B. Aumenti 2.467.295 -
B.1 Nuove emissioni - -
- a pagamento: - -
- operazioni di aggregazioni di imprese - -
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant - -
- altre - -
- a titolo gratuito: - -
- a favore dei dipendenti - -
- a favore degli amministratori - -
- altre - -
B.2 Vendita di azioni proprie 2.467.295 -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie - -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 1.505.840.899 -
D.1 Azioni proprie (+) 9.341.227 -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 1.515.182.126 -
- interamente liberate 1.515.182.126 -
- non interamente liberate - -
Nella voce B.2 figurano le azioni assegnate nel periodo ai dipendenti in attuazione delle politiche di remunerazione e incentivazione.
Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto descritto nella Parte I delle presenti Note illustrative.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 153 Informazioni relative ad emissioni e compravend ite di titoli azionari di propria emissione
Nel corso del semestre non sono intervenute variazioni nella composizione del capitale sociale.
Informazioni relative ad emissioni e compravendite di ti toli obbligazionari convertibili di propria emissione Alla data del 30 giugno 2026 non risultano in essere strumenti obbligazionari convertibili di propria emissione.
Strumenti di capitale: composizione
Gli strumenti di capitale di tipo Additional Tier 1 (AT 1) in essere al 30 giugno 2026 ammontano a 1.389,7 milioni (1.787,1 milioni alla fine dell’esercizio precedente) e sono rappresentati dalle seguenti n. 4 emissioni di titoli per complessivi 1,4 miliardi nominali:
• emissione aprile 2022 per 300 milioni;
• emissione novembre 2023 per 300 milioni;
• emissione luglio 2024 per 400 milioni;
• emissione maggio 2025 per 400 milioni.
Tali emissioni sono computate nei Fondi Propri del Gruppo per un valore pari a 1.389,7 milioni.
Si segnala altresì che nel mese di gennaio 2026 la Capogru ppo ha proceduto al rimborso anticipato di una emissione di titoli AT 1, avvenuta nel gennaio 2021 per 400 milioni.
Tali emissioni sono classificabili come strumenti di capita le, ai sensi del principio contabile IAS 32. Il corrispettivo incassato dall’emissione, dedotti i costi di transazione direttamente attribuibili al netto dell’effetto fiscale, viene rilevat o nella voce “140. Strumenti di capitale”.
In coerenza con la natura dello strumento, nel corso dell’e sercizio sono state rilevate a riduzione del patrimonio netto (voce “150. Riserve”):
• le cedole pagate per un importo pari a 64,7 milioni (46, 9 milioni, al netto del relativo effetto fiscale);
• gli effetti negativi, pari a -2,6 milioni, relativi al rimborso della quota residua della emissione di gennaio 2021, come evidenziato in precedenza.
Per ulteriori dettagli si fa rinvio al paragrafo “Altri aspetti rilevanti ai fini delle politich e contabili di Gruppo” contenut o nella “Parte A – Politiche contabili” delle presenti Note illustrative.
Riserve da valutazione: composizione
Nel prospetto seguente è rappresentata la composizione delle riserve da valutazione.
(migliaia di euro) 30/06/2026 31/12/2025 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 292.312 42.204 Attività materiali 399.767 359.739 Copertura di investimenti esteri (1.460) (1.500) Copertura dei flussi finanziari (5.861) (9.150) Differenze di cambio 12.699 12.350 Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio
merito creditizio)
(46.451)
(56.130)
Utili (perdite) attuariali su piani previden ziali a benefici definiti (56.680) (54.068) Quota delle riserve da valutazione delle partecipa zioni valutate a patrimonio netto (410) (485) Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (8.170) (34.437) Totale 585.746 258.523
Per quanto riguarda le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva del Gruppo bancario, le riserve derivanti dalla valutazione al fair value dei titoli di debito risultano essere al 30 giugno 2026 complessivamente negative per 256,4 milioni al netto degli e ffetti fiscali e si riferiscono per -269,6 milioni a titoli governativi (-20,0 milioni relative a titoli di Stato italiani e -249,6 milioni relative a titoli di altri Paesi).
154 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Riserve: altre informazioni
Le riserve del Gruppo iscritte nella voce 150 del passivo dello Stato Patrimoniale ammontano complessivamente a 5.540,7 milioni e presentano la seguente classificazione:
• riserve di utili per 4.961,5 milioni;
• riserve altre per 579,2 milioni.
Si rimanda al Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato per l’evidenza dell’evoluzione delle Riserve nel corso del primo semestre 2026.
Da ultimo, si segnala che la Capogruppo presenta all’inte rno delle proprie riserve patrimoniali la “Riserva Legale” costituita nella misura prevista dall’art. 2430 del Codice Civile pari ad un quinto del capitale sociale, per un ammontare di 1.420,0 milioni.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 155
PARTE C – INFORMAZIONI SUL CONTO
ECONOMICO CONSOLIDATO
Interessi – Voci 10 e 20
1.1 Interessi attivi e proven ti assimilati: composizione
Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni Totale Totale I sem. 2026 I sem. 2025 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico:
83.833
115.969
-
199.802
110.073
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 75.836 104.835 - 180.671 99.003 1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanz iarie obbligatoriamente valutate al fair value 7.997 11.134 - 19.131 11.070 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
337.604
-
X
337.604
315.081
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 455.207 1.805.706 - 2.260.913 2.411.302 3.1 Crediti verso banche 39.427 144.456 X 183.883 204.261 3.2 Crediti verso clientela 415.780 1.661.250 X 2.077.030 2.207.041 4. Derivati di copertura X X (10.431) (10.431) 70.936 5. Altre attività X X 81.333 81.333 123.566 6. Passività finanziarie X X X 18 2 Totale 876.644 1.921.675 70.902 2.869.239 3.030.960 di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired 11.105 27.402 - 38.507 47.320 di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 4.563 X 4.563 7.110
1.3 Interessi passivi e oner i assimilati: composizione
Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni Totale Totale I sem. 2026 I sem. 2025 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (546.705) (358.839) (905.544) (883.258) 1.1 Debiti verso banche centrali (16.064) X X (16.064) (32.980) 1.2 Debiti verso banche (159.277) X X (159.277) (124.699) 1.3 Debiti verso clientela (371.364) X X (371.364) (339.552) 1.4 Titoli in circolazione X (358.839) X (358.839) (386.027) 2. Passività finanziarie di negoziazione (228.665) - - (228.665) (306.491) 3. Passività finanziarie designate al fair value - (17.974) - (17.974) (22.171) 4. Altre passività e fondi X X (5.709) (5.709) (5.440) 5. Derivati di copertura X X (19.183) (19.183) (69.525) 6. Attività finanziarie X X X (46) (4) Totale (775.370) (376.813) (24.892) (1.177.121) (1.286.889) di cui: interessi passivi relativi ai debi ti per leasing (9.273) X X (9.273) (5.616)
La voce “1.1 Debiti verso Banche Centrali” si riferisce esse nzialmente alle operazioni di rifinanziamento (al 30 giugno 2025 il saldo si riferiva per 2,2 milioni a interessi su finanziamenti in dollari e per 30,8 milioni ad operazioni MRO/TLTRO).
156 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Commissioni – Voci 40 e 50
2.1 Commissioni attive: composizione
Tipologia servizi/Valori Totale Totale I sem. 2026 I sem. 2025 a) Strumenti finanziari 142.059 118.413 1. Collocamento titoli 59.772 44.267 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile 10.379 9.692 1.2 Senza impegno irrevocabile 49.393 34.575 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 59.085 53.915 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 44.172 39.807 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 14.913 14.108 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 23.202 20.231 di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 19.822 17.053 b) Corporate Finance 3.792 2.453 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 3.357 2.105 2. Servizi di tesoreria 435 348 3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 4.354 3.074 d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive 693.841 339.123 f) Custodia e amministrazione 8.867 7.916 1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all’attività di custodia e amministrazione 8.867 7.916 g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria 639 799 i) Servizi di pagamento 207.401 202.806 1. Conti correnti 116.964 112.693 2. Carte di credito 83 88 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 26 89 4. Bonifici e altri ordini di pagamento 89.328 89.459 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 1.000 477 j) Distribuzione di servizi di terzi 232.101 338.633 1. Gestioni di portafogli collettive 61.018 171.586 2. Prodotti assicurativi 71.598 74.477 3. Altri prodotti 99.485 92.570 di cui: gestioni di portafogli individuali 8 348 k) Finanza strutturata 510 150 l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
m) Impegni a erogare fondi - -
n) Garanzie finanziarie rilasciate 49.307 52.283 di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 113.791 127.212 di cui: per operazioni di factoring 5 -
p) Negoziazione di valute 1.998 1.921 q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 160.954 161.462 di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 1.619.614 1.356.245
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 157 2.2 Commissioni passive: composizione
Tipologia di servizi/Valori Totale Totale I sem. 2026 I sem. 2025 a) Strumenti finanziari (17.275) (9.535) di cui: negoziazione di strumenti finanziari (7.634) (7.983) di cui: collocamento di strumenti finanziari (8.844) (1.334) di cui: gestione di portafogli individuali (797) (217)
- Proprie (797) (217)
- Delegate a terzi - -
b) Compensazione e regolamento (1.745) (1.971) c) Gestione di portafogli collettive (208.224) (136.627) 1. Proprie (208.224) (136.733) 2. Delegate a terzi - -
d) Custodia e amministrazione (8.245) (8.044) e) Servizi di incasso e pagamento (4.367) (4.885) di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento - -
f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute (62.615) (55.845) di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (1.269) (2.267) j) Negoziazione di valute (2) (8) k) Altre commissioni passive (11.456) (14.924) Totale (315.198) (234.106)
I saldi delle commissioni attive e passive, periodo su peri odo, non risultano essere co mpletamente comparabili in quanto accolgono la contribuzione di An ima Holding e delle sue controllate solo a partire dal secondo trimestre 2025.
158 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Risultato netto dell'attività di negoziazione – Voce 80
4.1 Risultato netto dell’attività di negoziazione: composizione
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze (A) Utili da
negoziazione
(B) Minusvalenze
(C) Perdite da
negoziazione
(D) Risultato
netto [(A+B) -
(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 39.207 85.508 (50.140) (42.864) 31.711 1.1 Titoli di debito 11.670 17.442 (29.605) (14.903) (15.396) 1.2 Titoli di capitale 27.373 67.345 (20.296) (27.478) 46.944 1.3 Quote di O.I.C.R. 161 223 (101) (395) (112) 1.4 Finanziamenti 3 - (138) - (135) 1.5 Altre - 498 - (88) 410 2. Passività finanziarie di negoziazione 21.254 26.736 (19.260) (24.748) 3.982 2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti 16.894 23.056 (16.035) (15.874) 8.041 2.3 Altre 4.360 3.680 (3.225) (8.874) (4.059) 3. Attività e passività finanziarie:
differenze di cambio X X X X
22.798
4. Strumenti derivati 473.236 1.574.314 (372.765) (1.646.066) 19.172 4.1 Derivati finanziari: 472.052 1.572.376 (371.430) (1.643.125) 20.326
- Su titoli di debito e tassi di interesse 166.734 832.036 (68.148) (828.484) 102.138
- Su titoli di capitale e indici azionari 296.831 558.210 (296.567) (631.937) (73.463)
- Su valute e oro X X X X (9.547)
- Altri 8.487 182.130 (6.715) (182.704) 1.198 4.2 Derivati su crediti 1.184 1.938 (1.335) (2.941) (1.154) di cui: coperture naturali connesse con la fair
value option
X X X
X -
Totale 533.697 1.686.558 (442.165) (1.713.678) 77.663
Risultato netto dell'attività di copertura – Voce 90
5.1 Risultato netto dell’attività di copertura: composizione
Componenti reddituali/Valori Totale Totale I sem. 2026 I sem. 2025 A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 189.946 167.392 A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 707.685 1.112.749 A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 144.691 46.580 A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari 5.692 12.718 A.5 Attività e passività in valuta 270 -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 1.048.284 1.339.439 B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (195.894) (140.366) B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (804.043) (1.070.886) B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (38.635) (114.888) B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari (6.049) (2.399) B.5 Attività e passività in valuta (270) -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (1.044.891) (1.328.539) C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 3.393 10.900 di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 159 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto – Voce 100
6.1 Utile (perdite) da cessione /riacquisto: composizione
Voci/Componenti reddituali Totale Totale I sem. 2026 I sem. 2025 Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
90.739
(40.067)
50.672
107.011
(41.621)
65.390
1.1 Crediti verso banche 3.678 (2.074) 1.604 1.804 (805) 999 1.2 Crediti verso clientela 87.061 (37.993) 49.068 105.207 (40.816) 64.391 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
22.314
(60.283)
(37.969)
9.367
(107.162)
(97.795)
2.1 Titoli di debito 22.217 (60.186) (37.969) 9.367 (107.162) (97.795) 2.2 Finanziamenti 97 (97) - - - -
Totale attività (A) 113.053 (100.350) 12.703 116.378 (148.783) (32.405) Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
-
-
-
-
-
-
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione 3.447 (703) 2.744 4.748 (226) 4.522 Totale passività (B) 3.447 (703) 2.744 4.748 (226) 4.522
Il risultato esposto in corrispondenza della sottovoce “1.2 Cr editi verso clientela” comprende gli utili e perdite, con un saldo positivo pari a 54,8 milioni, derivanti dalla vendita di ti toli classificati nel portafoglio dei crediti verso la cliente la, la cui parte prevalente è relativa a titoli governativi italiani ed esteri. Escludendo tale componente il risultato netto della sudde tta sottovoce e negativo per 5,7 milioni per effetto delle operazioni di cessione del portafoglio di sofferenze ed inadempienze probabili.
Per ulteriori dettagli sulla cessione di titoli classificati nel portafoglio dei crediti verso la clientela si fa rinvio a quan to illustrato nel paragrafo “Altri aspetti rilevanti ai fini de lle politiche contabili di Gruppo” contenuto nella “Parte A – Politiche contabili” delle presenti Note illustrative.
Il risultato della cessione di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva si riferisce prevalentemente alla cessione di ti toli di Stato italiani ed esteri.
160 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 110
7.1 Variazione netta di valore delle altre a ttività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle atti vità e delle passività finanziarie designate al
fair value
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze (A) Utili da realizzo (B) Minusvalenze (C) Perdite da realizzo (D) Risultato
netto [(A+B)
- (C+D)]
1. Attività finanziarie - - - - -
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Finanziamenti - - - - -
2. Passività finanziarie 39.065 5.079 (50.362) (55.261) (61.479) 2.1 Titoli in circolazione 39.065 5.079 (50.362) (55.261) (61.479) 2.2 Debiti verso banche - - - - -
2.3 Debiti verso clientela - - - - -
3. Attività e passività finanziarie in valuta:
differenze di cambio X X X X -
Totale 39.065 5.079 (50.362) (55.261) (61.479)
7.2 Variazione netta di valore delle altre a ttività e passività finanziarie valutate al fair valu e con impatto a conto economico: comp osizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze (A) Utili da realizzo (B) Minusvalenze (C) Perdite da realizzo (D) Risultato
netto [(A+B)
- (C+D)]
1. Attività finanziarie 299.123 1.182.637 (103.615) (1.196.609) 181.536 1.1 Titoli di debito 1.065 1.118 (5.018) (245) (3.080) 1.2 Titoli di capitale 6.712 6.867 (8.453) (1) 5.125 1.3 Quote di O.I.C.R. 255.984 1.170.270 (81.035) (1.192.610) 152.609 1.4 Finanziamenti 35.362 4.382 (9.109) (3.753) 26.882 2. Attività finanziarie in valuta: differenze di
cambio
X X X
X
1.057
Totale 299.123 1.182.637 (103.615) (1.196.609) 182.593
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 161 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito – Voce 130
8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato: composizione
Operazioni/Co
mponenti
reddituali Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Totale
I sem. 2026
(1)+(2) Totale
I sem. 2025 Primo
stadio Secondo
stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate Write-off Altre Write-
off Altre
A. Credi ti verso
banche
(816)
(259)
-
-
-
-
187 -
-
-
(888)
(437)
- Finanziamenti (343) (113) - - - - 3 - - - (453) (64)
- Titoli di debito (473) (146) - - - - 184 - - - (435) (373) B. Crediti verso
clientela
(9.111)
(12.692)
(6.225)
(272.102)
(14)
(536)
1.866
8.012
138.149
746
(151.907)
(160.429)
- Finanziamenti (8.385) (12.589) (6.225) (270.056) ( 14) (536) 1.027 7.909 138.149 746 (149.974) (163.696)
- Titoli di debito (726) (103) - (2 .046) - - 839 103 - - (1.933) 3.267 Totale (9.927) (12.951) (6.225) (272.102) (14) (536) 2.053 8.012 138.149 746 (152.795) (160.866)
8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di cred ito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione
Operazioni/Com
ponenti reddituali Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2) Totale I sem.
2026
(1)+(2) Totale
I sem.
2025 Primo
stadio Secondo
stadio Terzo stadio Impaired acquisite o originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate Write-off Altre Write-off Altre A. Titoli di debito (1.327) (791) - - - - 309 927 - - (882) (1.678) B. Finanziamenti - - - - - - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale (1.327) (791) - - - - 309 927 - - (882) (1.678)
Risultato dei servizi assicurativi - Voce 160
Al 30 giugno 2026 il totale del risultato dei servizi assicu rativi ammonta a 59,7 milioni (39,8 milioni al 30 giugno 2025) e si riferisce quasi interamente, per entrambi i peri odi, a contratti di assicurazione emessi con elementi di partecipazione diretta (base di aggregazione 1), essendo del tutto marginale il risultato delle cessioni in riassicurazione.
Di seguito si fornisce la composizione al 30 giugno 2026 dei ricavi e dei costi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi, distinta per basi di aggregazione.
10.1 Ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi: composizione
Voci/Basi di aggregazione Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Base A5 Totale Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Base A5 Totale I sem. 2026 I sem. 2026 I sem. 2026 I sem. 2026 I sem. 2026 I sem. 2026 I sem. 2025 I sem. 2025 I sem. 2025 I sem. 2025 I sem. 2025 I sem. 2025 A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM e al VFA A.1 Importi connessi con le variazioni della passività per residua copertura
112.026
3.468
-
-
-
115.494
86.046
3.722
-
-
-
89.768
1. Sinistri accaduti e altri costi per serviz i assicurativi attesi 61.980 2.690 - - - 64.670 47.345 2.949 - - - 50.294 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari 4.649 70 - - - 4.719 2.689 75 - - - 2.764 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi forniti
48.347
708 -
-
-
49.055
39.100
825 -
-
-
39.925
4. Altri importi (2.950) - - - - (2.950) (3.088) (127) - - - (3.215) A.2 Costi di acquisizione dei contratti di assicurazione
recuperati
3.224
-
-
-
-
3.224
2.699
-
-
-
-
2.699
A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al GMM o al VFA
(A.1 + A.2)
115.250
3.468
-
-
-
118.718
88.745
3.722
-
-
-
92.467
A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA
1.403
1.631
- Segmento Vita X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni - auto X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni - non auto X X X X X 1.403 X X X X X 1.631 A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (A.3 + A.4)
115.250
3.468
-
-
-
120.121
88.745
3.722
-
-
-
94.098
B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA 1. Sinistri accaduti e altri costi dire ttamente attribuibili (50.756) (2.433) - - - (53.189) (46.353) (2.322) - - - (48.675) 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti (1.008) (285) - - - (1.293) (285) (96) - - - (381) 3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali perdite (780) (14) - - - (794) (804) (4) - - - (808) 4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei contratti di
assicurazione
(3.660)
-
-
-
-
(3.660)
(2.196)
-
-
-
-
(2.196)
5. Altri importi - - - - - - (415) - - - - (415) B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi – GMM o VFA
(56.204)
(2.732)
-
-
-
(58.936)
(50.053)
(2.422)
-
-
-
(52.475)
B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi valutati in base al PAA
(1.265)
(1.551)
- Segmento Vita X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni - auto X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni - non auto X X X X X (1.265) X X X X X (1.551) B.8 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (B.6 + B.7)
(56.204)
(2.732)
-
-
-
(60.201)
(50.053)
(2.422)
-
-
-
(54.026)
C. Totale ricavi/costi netti derivanti dai contratti di assicurazione emessi (+/-) (A.5 + B.8)
59.046
736 -
-
-
59.920
38.692
1.300
-
-
-
40.072
Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto Base di aggregazione 5 = Contratti d’investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali - Segmento Vita 162 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa - Voce 170 11.1 Costi e ricavi netti di natura finanziari a relativi ai contratti assicurativi emessi Voci/Basi di aggregazione Base A1 Base A2 Base A3 Totale Base A1 Base A2 Base A3 Totale I sem. 2026 I sem. 2026 I sem. 2026 I sem. 2026 I sem. 2025 I sem. 2025 I sem. 2025 I sem. 2025 1. Inter essi matura ti - - - - - - - -
2.Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e altre assunzioni finanziarie - (70) - (70) - (2) - (2) 3. Va riazioni del fair value de lle attiv ità sottostanti ai cont ratti valutati in base al VFA (353.514) - - (353.514) (178.067) - - (178.067) 4.Effetti della variazione dei tassi di cambio - - - - - - - -
5. Altri - - - - - (32) (66) (98) 6. Totale ric avi/costi di natura f inanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi registrati in conto(353.514) (70) - (353.584) (178.067) (34) (66) (178.167)
Base A1 = Base di aggregazione riferita ai contratti assicurati vi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A2 = Base di aggregazione riferita ai contrati assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vit a Base A3 = Base di aggregazione riferita ai contrati assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Dan ni Auto La tabella precedente rappresenta il saldo netto dei ricavi e de i costi di natura finanziaria re lativi ai contratti assicurativ i emessi distinto per base di aggregazione (353,6 milioni al 30 giugno 2026, 178,2 milioni al 30 giugno 2025), riferito qu asi interamente a contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita. ___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 163
164 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Altri oneri e proventi di gestione – Voce 230
16.1 Altri oneri di gestione: composizione
Totale Totale
I sem. 2026 I sem. 2025 Oneri su beni rivenienti dal leasing (6.874) (9.789) Altri (27.950) (32.556) Totale (34.824) (42.345)
16.2 Altri proventi di gestione: composizione
Totale Totale
I sem. 2026 I sem. 2025 Proventi su c/c e finanziamenti 2.582 3.013 Recuperi di imposte 152.975 148.656 Recuperi di spese 5.757 13.513 Fitti attivi su immobili 5.927 11.611 Altri 17.745 13.203 Totale 184.986 189.996
Utili (perdite) delle partecipazioni – Voce 250 La voce al 30 giugno 2026 ammonta a 51,4 milioni (269,0 milioni al 30 giugno 2025) e si riferisce alla quota di pertinenza del Gruppo dei risultati conseguiti dalle partec ipate valutate con il metodo del patrimonio netto. Nel primo semestre dell’esercizio precedente la voce includeva l’effetto positivo derivante dalla rivalutazione al fair value della quota partecipativa detenuta in Anima Holding prima dell’a cquisizione del controllo, conseguente al riallineamento del valore di bilancio al prezzo dell’OPA, pari a 201,8 milioni.
Utili (perdite) da cessione di investimenti – Voce 280 Nel corso del semestre sono stati registrati utili da cessione di attività materiali per 0,1 milioni; nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente erano stati rilevati utili per 1,2 milioni.
Utile per azione
30/06/2026 30/06/2025
EPS Base EPS diluito EPS Base EPS diluito Media ponderata azioni ordinarie (numero) 1.504.603.807 1.504.603.807 1.503.172.265 1.503.172.265 Risultato attribuibile (migliaia di euro) 1.060.292 1.060.292 1.214.465 1.214.465 EPS (euro) 0,70 0,70 0,81 0,81
Si segnala che al 30 giugno 2026 l’EPS Base coincide con l’EPS diluito in quanto non risultano in essere strumenti finanziari con potenziali effetti diluitivi.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 165
----
PARTE E – INFORMAZ IONI SUI RISCHI
E SULLE RELATIVE POLI TICHE DI COPERTURA
Premessa
Nella presente Parte E si forniscono le informazioni rigu ardanti i profili di rischio del Gruppo, relativamente alle politiche di gestione e di copertura dei rischi (credito, me rcato, liquidità, operativo) messe in atto dal Gruppo, ivi inclusi quelli relativi all’operatività in strumenti fi nanziari derivati e alle imprese di assicurazione.
Profilo di rischio e sistemi di gestione e misurazione dei rischi
Risk Identification
Il processo di Risk Identification individua i rischi attuali e prospettici cui il Conglomerato è o po trebbe essere esposto in condizioni di normalità e avverse ed è funzionale ai pr incipali processi strategici (RAF, ICLAAP, Piano Strategico, Piano di risanamento). Tale processo ra ppresenta un percorso strutturato e dinamico che viene svolto annualmente a livello di Gruppo dalla Funzione Rischi, con il coinvolgim ento del top management e delle funzioni di business e controllo, includendo le principali soci età del Gruppo. L’output del processo si concretizza nella predisposizione e/o
aggiornamento di:
• Long-list : rappresenta l’elenco dei potenziali rischi e fattori di rischio a cui il Conglomerato Finanziario è o può essere esposto;
• Risk Inventory : rappresenta l’elenco dei rischi rilevanti a cui il Conglomerato Finanziario è o potrebbe essere esposto, compresi quelli quantificabili e que lli gestiti attraverso presidi organizzativi;
• Risk Map : rappresenta l’elenco dei soli rischi rilevanti per il Conglomerato Finanziario quantificati attraverso modelli interni o quantificabili con altre misure regolamentari.
La Capogruppo Banco BPM assicura la misurazione, il monitoraggio e la gestione dei fabbisogni patrimoniali a fronte di ciascuna tipologia di rischio rilevante e garantisce il pres idio e la quantificazione delle risorse patrimoniali di cui il Gruppo dispone per coprire l’esposizione ai rischi, in modo da ottemperare agli obblighi normativi di Primo e Secondo Pilastro. Per maggiori dettagli sull’esito del processo di Risk Identification 2025, si fa rinvio al documento “Informativa al pubblico – Pillar III” (data riferiment o 31 dicembre 2025), redatto in coer enza alla normativa esterna e interna applicabile in materia e reso disponibile, nei termin i di legge, nella sezione Investor Relations del sito www.gruppo.bancobpm.it.
Si precisa che l’esercizio 2026 è in corso di svolgimento, e ne verrà data disclosure nel documento “Relazione Finanziaria annuale al 31 dicembre 2026”.
Risk Appetite Framework
Nel corso del primo semestre del 2026, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo Banco BPM ha approvato il Risk Appetite Framework (di seguito anche “RAF”) per gli ambiti di rischio materiali, a cui il Conglomerato Finanziario è o potrebbe essere esposto. Tale framework si applica alle varie società del Conglomerato Finanziario, declinandolo anche in funzione della rilevanza 1.
Il framework si compone dei seguenti elementi fondanti:
• la governance, che definisce i ruoli e le responsabilità degli attori coinvolti e i flussi informativi tra gli stessi, incluso il processo di escalation in caso di superamento delle soglie;
• il sistema delle metriche, che sintetizza l’esposizione ai rischi;
• il sistema delle soglie, attraverso il quale vi ene definita la propensione al rischio;
1 Per Legal Entity rilevante ai fini RAF si intende la Societ à del Gruppo (sia perimetro prudenziale che assicurativo) che soddi sfa definiti criteri quali-quantitativi, e per la quale viene declinato un sist ema di metriche e di limiti coerenti con il modello di busine ss della società stessa. Per le società non rilevanti, non incluse nel perimetro di Recovery, è comunque prevista la possibilità di applicare un “RAF simplified” al fine di assicurare un adeguato framework di governo dei rischi all’interno sia delle Legal Entities che di Capogruppo.
166 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ • gli strumenti e le procedure che supportano la rappresentazione e la gestione operativa del RAF, incluse le c.d. “Operazioni di Ma ggior Rilievo (OMR)”.
In coerenza con il Piano Strategico e i risultati dal processo di Risk Identification – ed in particolare il Risk Inventory – il Conglomerato Finanziario individua delle dimensioni di steering e i rischi rilevanti rispetto ai quali sono definiti indicatori e soglie, esprimendo la propria propensione al rischio.
Le sei dimensioni di steering , a livello di Conglomerato e di singola Legal Entity / Business Line (Bancario, Assicurativo e Asset Management) nelle quali si sviluppa il RAF, sono: Capital Resilience , Asset Quality , Financial Resilience , Business & Strategic Resilience , Operating Resilience e ESG.
Alle dimensioni di steering sono associate degli statement che codificano la strategia e l’appetito al rischio del Conglomerato Finanziario per guidare la definizione degli indicatori e la calibrazione delle soglie. Gli indicatori che sintetizzano il profilo di rischio del Conglomerato per le dimensioni di steering sopra riportate sono suddivisi in due cluster principali, come di seguito riportato:
• Indicatori di indirizzo strategico: me triche attraverso cui si esplicita la propensione al rischio approvata dal Consiglio di Amministrazione, e che consentono di indirizzare le scelte strategiche del Gruppo.
• Indicatori di attuazione operativa: metriche, di competenza manageriale, che supportano l’attuazione operativa della strategia, e consentono di anticipare /spiegare le dinamiche degli indicatori di indirizzo strategico.
Il sistema delle soglie è strutturato come segue:
• Target : livello di rischio a cui il Gruppo intende esporsi pe r il perseguimento dei propri obiettivi strategici di medio e lungo termine coerenti con il Piano Strategico di Gruppo;
• Appetite : livello di rischio a cui il Gruppo intende esporsi per il perseguimento dei propri obiettivi strategici di breve e medio termine coerenti con il Budget / Piano Strategico di Gruppo;
• Trigger : soglia il cui superamento da parte degli Indicatori di indirizzo strategico attiva i vari processi di escalation previsti dal Framework. L’area sottesa tra il Trigger e la soglia obiettivo ( Appetite/Target ) definisce l’area di rischio che la Banca intende assumere pe r il perseguimento dei su oi obiettivi strategici;
• Tolerance : devianza massima dal Risk Appetite consentita. Tale devianza è sottesa all’area (area di Tolerance ) tra la soglia di Tolerance e il Trigger ;
• Capacity : livello massimo di rischio che il Gruppo è in grado di assumere senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dagli azionisti o dall’Autorità di Vigilanza. Tale livello è sotteso all’area (area di Capacity ) tra la soglia di Capacity e la soglia di
Tolerance ;
• Alert: soglia definita per gli indicatori di attuazione op erativa, al fine di anticipare la dinamica degli indicatori di livello superiore e/o intercettare potenziali criticità;
• R-monitoring : soglia il cui superamento attiva il processo di escalation del Recovery Plan (per i soli indicatori di Recovery Monitoring ).
Nel caso in cui dall’attività di monitoraggio si evidenzi il superamento o il successivo ul teriore allontanamento dalle soglie definiti per gli indicato ri di indirizzo strategico, il Chief Risk Officer , coadiuvato dalle strutture a suo riporto, avvia il processo di escalation con la predisposizione di una Nota inform ativa che illustra le cause della dinamica dell’indicatore e le potenziali leve d’intervento, da in viare agli Organi e ai Comitati aziendali competenti (Amministratore Delegato o Consiglio di Amministrazione, supportato dai Comitati interni). Le Società del Gruppo prevedono anche l’informativa alla Capogruppo.
Monitoraggio Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e Controlli creditizi di II livello
L’attività di gestione ex-ante dei rischi trova esplicitazione operativa anche nel processo di gestione delle Operazioni di Maggior Rilievo – OMR (relative a operazioni in ambito cr edito, finanza, cessione cred iti, etc.), che coinvolge in primo luogo la Funzione Rischi, tenuta a esprimere un parer e preventivo e non vincolante su tutte le operazioni che rientrano in queste categorie sulla base dei requisiti stabilit i e normati internamente. In ambito creditizio, il perimetro di applicazione dei pareri ex-ante della Funzione Rischi pr evede il rilascio di un parere preventivo anche per le Operazioni definite Significative (OS), consentendo la valutazione preventiva di un numero di operazioni creditizie significativamente maggiore, sia in fase di erogazione – con riferimento anche al portafoglio SME – sia in fase di classificazione da maggiore a mi nor rischio, e viceversa.
I controlli di secondo livello, svolti in maniera continuativa attraverso analisi massive sui portafogli creditizi del Gruppo nonché la revisione di singole posizioni e in modalità indi pendente rispetto alle funzioni deputate allo svolgimento
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 167 delle attività oggetto di verifica, sono diretti ad assicurare la corretta attuazio ne del processo di gestione dei rischi verificando lo svolgimento del monitoraggio andamentale sulle singole esposizion i, in particolare di quelle deteriorate, e la valutazione della coerenza delle classificazioni, de lla congruità degli accantonamenti e dell’adeguatezza del processo di recupero, in linea con la normativa interna ed esterna.
Cultura del rischio
Il Gruppo Banco BPM promuove la diffusione di una solida risk culture .
Alla luce dell’evoluzione dei rischi, del quadro normativo e degli strumenti adottati per il loro presidio, attiva programmi di formazione a supporto delle principali proge ttualità del Gruppo e dello sviluppo e aggiornamento delle competenze del personale e/o di specifici target.
Annualmente la struttura Academy predispone, in collaborazio ne con le Funzioni di Controllo e le Strutture Centrali competenti, i Piani Formativi in ambito Responsabilità Amministrativa degli Enti, Privacy-GDPR, POG e Trasparenza, IVASS, Mifid2 e Antiriciclaggio, a cu i si aggiungono Sicurezza Fisica e Cybersecurity .
Per il primo semestre 2026, si segnala, in particolare, la pubblicazione dei corsi “Anticorruzione: un impegno per la trasparenza e la legalità”, “Abusi di mercato: quadro normativo, vigilanza e operazioni sospette” e “La sicurezza delle informazioni nel Gruppo bancario BBPM”. In tema D. Lgs. 231, continua il programma formativo sul Whistleblowing per far comprendere il valore dello strumento per la persona e per l’azienda, per promuovere sempre più un’evoluzione culturale in tema di presidio e prevenzione del rischio.
A ulteriore rafforzamento della risk culture , continua l’iniziativa dedicata al Middle Management per migliorare la conoscenza e la comprensione del RAF e delle sue implic azioni sull’operatività del Gruppo. Proseguono, inoltre, attività di formazione manageriale, che incoraggiano asco lto e comunicazione aperta e promuovono il miglioramento continuo.
Sempre in ambito risk culture , si evidenzia l’avvio di un’inizi ativa dedicata a Banca Akros.
Continua la formazione a supporto dell’adozione dell’AI, che favorisce la comprensione dei nuovi trend tecnologici ed un approfondimento degli aspetti normativi ed etici legati all’introduzione delle nuove tecnologie. In ambito Cybersecurity , sono proseguite le iniziative per rafforzare le competenze degli “addetti ai lavori”. Continua il programma formativo e di aggiornamento per il personale IT, anche grazie all’accesso a contributi di primarie università e istituzioni a livello internazionale.
Continuano inoltre le campagne di phishing simulato de-anonimizzate, a cui seguono attività formative mirate su specifici target, in base agli esiti dei test. Lato servizi di investimento, prosegue l’impegno di Banco BPM nel garantire relazioni trasparenti e qualificate con la clientela e nel promuovere qualità del servizio e adozione di condotte coerenti con la protezione dell’investitore. Si segnalano, inoltre, le attività formative a supporto dell’iniziativa DWP – Digital Wealth Platform per la progressiva realizzazione di un modello di Consulenza e Advisory unico di Gruppo. In ambito ESG è in corso il percorso specialistico per le funzioni Compliance e Audit, con focus normativo. Si segnalano, inoltre, i seminari di aggi ornamento sull’evoluzione della SFDR - Sustainable Finance Disclosure Regulation (cosiddetta SFRD 2.0).
Attività di monitoraggio e reporting
L’attività di monitoraggio e controllo dei rischi svolta dalla Funzione Rischi ha il compito di assicurare, a livello di Gruppo e di singole Legal Entity, il presidio unitario dei ri schi, garantendo informazioni appropriate e tempestive agli Organi Aziendali. A tali fini, la Capogruppo procede periodicamente con l’analis i dei principali rischi a cui il Gruppo e le singole Legal Entity sono esposte e procede con l’ assessment periodico del risk profile degli indicatori RAF, sulla base del posizionamento dell’indicatore risp etto alle soglie definite nel framework e/o alla dinamica registrata, evidenziando gli eventuali punti di attenzione e le aree di migliorame nto, per i quali vengono fornite specifiche analisi che ne spieghino il trend. Le evidenze del monitoraggio degli indicatori RAF, effettuato direttamente dalla Funzione Rischi delle Compagnie assicurative e di Anima Holding, sono in tegrate nella reportistica della Capogruppo, al fine di fornire un’informativa a livello di Conglomerato.
Le analisi di posizionamento ( benchmark ) forniscono agli Organi aziendali della Capogruppo e al top management un aggiornamento almeno semestrale sul posizionamento de l profilo di rischio del Gruppo Banco BPM, a livello di
168 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ conglomerato finanziario, rispetto ai principali competitor, adottando, ove possibile, la prospettiva dell’Autorità di Vigilanza.
Il benchmark include diverse viste di comparazio ne sui principali indicatori di ri schio, consentendo di individuare eventuali aree di attenzione e opportunità di miglioramento nella gestione dei rischi. Le analisi sono riferite ai seguenti
ambiti:
• sistema bancario, considerando il perimetro indivi duato dall’EBA Risk Dashboard ovvero un campione europeo significativo e comparabile con il Gruppo Banco BPM. L’analisi fa leva sulle principali evidenze e metriche di rischio riportate nell’EBA Risk Dashboard, nelle ECB Supervisory Banking Statistics e nelle informazioni contenute nei documenti di Disclosure al Mercato (Pillar 3);
• ambito assicurativo, considerando le princi pali metriche di solvibilità riportate nei Solvency and Financial Condition Report (SFCR), pubblicati annualmente dalle imprese e da i gruppi assicurativi in linea con il Pillar 3 del regime Solvency II, nonché i dati presenti nei Quantitative Reporting Templates (QRTs) prodotti dalle compagnie e consultabili nel portale ANIA InfoQRT;
• asset management, considerando le principali metriche patrimoniali, reddituali e di liquidità, individuate utilizzando come principale fonte dati l’Osservatorio redditività ed efficienza delle SGR di Assogestioni.
Adeguatezza patrimoniale di Primo e Secondo Pilastro
Il processo interno di valutazione dell’adeguatezza patrim oniale (ICAAP) del Conglomerato Banco BPM è finalizzato ad assicurare, nel continuo e in modo prospettico, la disponib ilità del capitale adeguato a fronte dei rischi rilevanti, in coerenza con il modello di business, il piano strategico e la propensione al rischio di Gruppo definita nel Risk Appetite Framework. In linea con la normativa esterna di ri ferimento, tra cui si citano principalmente le linee guida EBA in ambito SREP e linee guida BCE in ambito ICAAP, il Gruppo valuta l’ adeguatezza del profilo patrimoniale secondo una duplice prospettiva, normativa ed economica.
Nella prospettiva normativa, la valutazione è effettuata su base attuale e prospettica (orizzonte di piano) in relazione alle soglie degli indicatori di capitale strategici del RAF di conglomerato, con riferimento al business bancario, all’asset management e al comparto assicu rativo. In tale prospettiva:
• il capitale di riferimento è il capitale regolamentare;
• i rischi sono quantificati secondo le metodologie prev iste dalla normativa prudenziale e dai modelli interni autorizzati dall’Autorità di Vigilanza;
• le proiezioni sono effettuate in scenario baseline e stressato.
Nella prospettiva economica, l’adeguatezza è valutata in te rmini di capacità del capitale di assorbire le perdite inattese derivanti dall’insieme dei rischi rilevanti per il Conglomerato e per il business bancario. In tale ambito:
• la grandezza patrimoniale corrisponde alle proprie risorse finanziarie disponibili ( Available Financial Resources - AFR);
• il perimetro dei rischi include tutti i rischi identificati come rilevanti ( Risk Map ) nell’ambito del processo di Risk Identification ;
• la valutazione dei rischi è effettuata secondo un ap proccio “point-in-time”, op portunamente integrato da Material Future Developments . Le metodologie adottate, di tipo gestionale e statistico/quantitativo, sono prevalentemente riconducibili alla tecnica del VaR, con un livello di probabilità (o “intervallo di confidenza”) del 99,9% e orizzonte temporale annuale.
Le due prospettive, normativa ed economica, si informano reciprocamente. La valutazione di adeguatezza patrimoniale è rendicontata agli Organi Aziendali con freq uenza annuale ai fini di vigilanza e, in linea con la normativa interna, con frequenza semestrale. Tale processo garantisce una valutazione nel continuo, consentendo di identificare eventuali ambiti e/o elementi di vulnerabilità de l Gruppo e definendo al contempo le potenziali azioni di intervento ritenute più idonee al lo scopo di preservare opportuni buffer di capitale, volti a garantire il perseguimento delle strategie e degli obiettivi aziendali di medio/lungo termine.
Esiti dell’attività di validazione interna
La funzione Validazione Interna effettua analisi di natura qualitativa e quantitativa, volte a valutare la solidità e l’accuratezza delle stime di rischio di Primo e Secondo Pilastro.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 169 E s s a e s p r i m e u n g i u d i z i o i n m e r i t o a l r e g o l a r e f u n z i o n a mento, alla capacità predittiva, alle performance e alla prudenzialità delle metodologie interne di misurazione dei rischi.
Dalle analisi condotte nel primo semestre 2026 non sono emerse carenze significative nelle metodologie utilizzate dal Gruppo per la misurazione dei rischi.
Adeguatezza della liquidità di Primo e Secondo Pilastro
Il Gruppo Banco BPM gestisce l’adeguatezza del profilo di liqu idità, sia in ottica attuale che prospettica, in ambito di Primo e di Secondo Pilastro sulla base dell’impianto discip linare di Basilea 3 e delle linee guida dell’Autorità di Vigilanza.
Relativamente al Primo Pilastro, l’adeguatezza di liquidità del Gruppo viene monitorata nel continuo attraverso due
indicatori:
• Liquidity Coverage Ratio (LCR), indicatore volto a promuovere la resilienza a breve termine del profilo di rischio di liquidità della Banca assicurando che essa disp onga di sufficienti risorse liquide di alta qualità per superare una situazione di stress acuto della durata di un mese;
• Net Stable Funding Ratio (NSFR), indicatore volto a favorire la resilienza a più lungo termine fornendo alla Banca maggiori incentivi a finanziare la propria attività attingendo su base strutturale a fonti di provvista più stabili. Questo indicatore strutturale ha un orizzonte temporale di un anno ed è stato elaborato per garantire che attività e passività presentino una struttura per scadenze sostenibile.
Tali indicatori sono integrati, nell’ambito del Secondo Pila stro, da metriche sviluppate internamente e complementari agli indicatori di liquidità regolamentare, oltre che da analisi di stress. Il Gruppo si è inoltre dotato di una strategia e di un pr ocesso di controllo interno dell’adeguatezza della liquidità (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process - ILAAP). L’ILAAP è infatti il processo interno con cui il Gruppo Banco BPM gestisce e monitora il rischio di liquidità a livello di Gruppo e valuta l’adeguatezza della liquidità sia nel breve sia nel medio/lungo termine. L’ILAAP prevede inoltre un’autovalutazione interna annuale ( self-assessment ) del complessivo Liquidity Risk Management Framework volto al continuo miglioramento del processo stesso.
Rischi climatici e ambientali
Nell’ambito del periodico aggi ornamento del processo di Risk Identification , il Gruppo Banco BPM ha individuato e declinato in modo analitico i principali fattori di rischio ESG, distinguendo tra fattori specificatamente riconducibili agli aspetti climatici e ambientali e fattori afferenti agli ambiti di governance e social sustainability .
La gestione dei rischi rappresenta una componente fondamentale dell’attività operativa del Gruppo Banco BPM.
L’approccio alla gestione del rischio si è progressivamente ev oluto negli ultimi anni, anche in relazione alla crescente rilevanza dei rischi connessi agli effetti del cambiamento climatico e al degrado ambientale che costituiscono driver trasversali in grado di incidere sul modello di business, sull a strategia aziendale, sui profili di rischio e sulle modalità di relazione con i diversi stakeholders .
Tale evoluzione si colloca nel più ampi o contesto internazionale ed europeo de lineato, tra l’altro, dagli Accordi di Parigi del 2015 e dalla Legge Europea sul Clima (Regolamento (UE) n. 1119 del 30 giugno 2021), che ha introdotto l’obiettivo vincolante della neutralità climatica nell’Unione Europea entro il 2050 e l’obiettivo intermedio di riduzione di almeno il 55% delle emissioni nette di gas a effetto serra en tro il 2030 rispetto ai livelli registrati nel 1990, esteso nel 2025 all’ulteriore obiettivo di riduzione di almeno il 90 % delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2040 rispetto ai livelli registrati nel 1990.
In tale contesto Banco BPM ha prog ressivamente rafforzato il proprio framework di identificazione, misurazione, gestione, monitoraggio e disclosure dei rischi legati al climate change , anche tenendo conto delle raccomandazioni della Task Force on Climate-Related Financial Disclosures (TCFD) nonché delle aspettative di vigilanza della Banca Centrale Europea.
Per ulteriori dettagli sulla gestione e mitigazione dei rischi cl imatici e ambientali si fa rinvio a quanto illustrato nella Rendicontazione di sostenibilità, inclusa nella Relazione su lla gestione dell’ultimo Bilancio di esercizio pubblicato e nell’ultima Informativa Pillar III del Gruppo.
170 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Approccio integrato alla misurazione dei dr iver di rischio clim atici e ambientali
L'approccio del Gruppo alla misurazione dei driver di rischi o climatici e ambientali è coerente con le aspettative della Banca Centrale Europea, che richiedono agli enti creditizi un presidio strategico, prospettico e integrato dei rischi climatici e ambientali, con particolare riferiment o al modello di business, alla governance, al risk appetite , al framework di risk management e alla disclosure .
In particolare, i fattori climatici e ambientali sono stati integrati nei seguenti macro-ambiti:
• Modello di Business e Strategia: per assumere decisioni strategiche coerenti e nel rispetto del contesto in cui opera, il Gruppo Banco BPM necessita di comprendere l’impatto dei rischi legati a clima e ambiente. A tal fine, nel Piano Strategico di Gruppo sono indicati i pr incipali obiettivi nell’ambito della gestione dei rischi climatici e ambientali e le iniziative e modalità per la loro integrazione nel business e nelle attività operative;
• Governance e Risk Appetite : nell’elaborazione della strategia aziendale e nella definizione degli obiettivi di business, il Gruppo Banco BPM considera i potenziali impatti dei rischi climatici e ambientali, integrando nel proprio Risk Appetite Framework (RAF) specifici indicatori volti a ra ppresentare l’esposizione al rischio in tali ambiti, al fine di supportare gli Organi aziend ali, i Comitati direzionali e le principali funzioni aziendali interessate all’assunzione di decisioni informate;
• Risk Management : al fine di considerare i rischi legati al clima e all’ambiente nel framework di risk management , i rischi fisici e di transizione cui è esposto il portafoglio crediti e titoli del Gruppo Banco BPM sono oggetto di identificazione, valutazione e monito raggio integrando progressiva mente tali fattori anche nei processi di valutazione del merito creditizio della clientela, loan origination , monitoring e pricing . Le componenti di rischio ambientale e climatico trov ano inoltre adeguata valorizzazione nei processi di definizione dei piani di business continuity e nell’implementazione dei framework di gestione dei rischi operativi, reputazionali, di mercato e di liquidità;
• Disclosure : il Gruppo Banco BPM pubblica le informazioni e i risultati legati ai rischi climatici e ambientali ritenuti rilevanti, attraverso la reportistica previs ta dalla normativa applicabile e in coerenza con le aspettative di vigilanza e di mercato.
Le principali iniziative implementate nel primo semestre 2026 Nel corso del primo semestre 2026 il Gruppo Banco BPM ha proseguito il percorso di rafforzamento del proprio framework di gestione dei fattori ESG, con particolare riferi mento ai rischi climatici e ambientali, anche in coerenza con le aspettative della BCE e con le Linee Guida EBA sulla gestione dei rischi ESG e sui piani di transizione prudenziali.
Con riferimento ai processi di risk management , i driver climatici e ambientali risultano integrati nei principali processi aziendali, tra cui l’inventario dei rischi, il Risk Appetite Framework , l’ICAAP, l’ILAAP, gli stress test e i processi di valutazione del rischio di credito. Nel semestre sono inoltre proseguite le attività di re cepimento e consolidamento dei requisiti previsti dalle Linee Guida EBA sui rischi ESG, co n particolare attenzione alla declinazione dei Piani di Transizione Prudenziali, all’analisi degli scenari climat ici e ambientali e al rafforzamento delle metriche di monitoraggio e delle metodologie di valutazione prospettica dei rischi.
Nel primo semestre 2026 la Banca ha inoltre consolidato il framework sviluppato a supporto dell’attuazione della strategia Net-Zero, proseguendo il monitoraggio dei target settoriali al 2030 definiti per i settori Automotive , Cement , Coal, Oil & Gas e Power Generation e continuando le attività finalizzate alla definizione di obiettivi interni per ulteriori comparti caratterizzati da elevata intensità emissiva. Tali a ttività risultano coerenti con i Piani di Transizione Net-Zero pubblicati nel maggio 2025 e con l’evoluzione dei Piani di Transizione Prudenziali richie sti dalla normativa europea.
Le attività connesse alla Rendicontazione di Sostenibilità predisposta ai sensi della CSRD sono state ulteriormente rafforzate mediante il consolidamento dell’analisi di doppia materialità e il progressivo allineamento tra Sustainability Statement , Materiality Assessment , Business Environment Scan e Framework di gestione dei rischi ESG.
Nel primo semestre 2026 Banco BPM ha in oltre continuato a supportare famiglie e imprese nei rispettivi percorsi di transizione attraverso finanziamenti dedicati, consulenza ESG e attività di formazione, rafforzando il ruolo dell’ESG Factory quale leva di supporto alla diffusione della cultura ES G e alla valutazione delle esigenze di transizione delle controparti.
Particolare rilievo ha assunto il rafforzamento del framework integrato costituito da Business Environment Scan , Scenario Analysis, Materiality Assessment dei driver ESG e Piani di Transizione Pr udenziali. In tale contesto la Banca ha formalizzato un processo di selezione degli scenari climatici utilizzati nei principali processi aziendali, distinguendo tra scenari attesi, scenari avversi e scenari alte rnativi. Gli scenari attesi supportano il BES, i processi
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 171 contabili, la pianificazione, il credito, il Materiality Assessment e i Piani di Transizione Prudenziali; gli scenari avversi sono utilizzati principalmente a supporto degli esercizi di stress testing e di valu tazione dei rischi; gli scenari alternativi sono impiegati per analisi di resili enza strategica di lungo termine.
Il Materiality Assessment dei driver ESG è stato aggiornato al 31 dicembre 2025 con monitoraggio al 31 marzo 2026 e ha consentito di affinare ulteriormente il framework di valutazione dei rischi climatici e ambientali. Per i rischi climatici, gli score sono stati condizionati agli scenari climatici scientifici NGFS e IPCC selezionati dalla Banca. In particolare, lo scenario NGFS Net Zero 2050 viene utilizzato per la valutazione dei rischi di transizione climatica, mentre lo scenario Current Policies supporta la valutazione dei rischi climatici fisici e di adattamento. Contestualmente sono stati rafforzati i presidi relativi agli ambiti ambienta li non climatici, integrando nuove valutazioni sullo stress idrico e affinando le metodologie di analisi relative ai fattori nature-related .
La Banca continua a valutare la materialità dei fattori ESG tenendo conto della segmentazione commerciale, dei settori economici e della localizzazione geografica delle contropart i, degli immobili produttivi e degli immobili posti a garanzia, identificando i cluster maggiormente esposti ai diversi driver climatici, ambientali, sociali e di governance.
Gli output dell’analisi alimentano i modelli di stima di KPI e KRI e supportano la definizione delle metriche RAF, delle politiche creditizie, dei processi di pianificazione e dei Piani di Transizione Prudenziali. I risultati aggiornati dell’analisi confermano un’esposizione complessiva del Gruppo poco concentrata rispetto ai fattori ESG, pur evidenziando una maggiore rileva nza dei rischi climatici di transizion e nei settori caratterizzati da elevata intensità emissiva e una crescente attenzione ai rischi fisici associati a specifiche aree territoriali e al comparto immobiliare. Le evidenze emerse alimentano il processo di individuazione delle azioni di mitigazione e delle opportunità di business connesse alla transizione climatica ed energetica.
Infine, il Business Environment Scan è stato ulteriormente sviluppato quale strumento integrato di lettura prospettica del contesto operativo, combinando analis i qualitative dei principali trend macroeconomici, normativi, tecnologici e sociali con analisi quantitative basate su score climatici, ambientali e prospettici. Tale approccio supporta la valutazione delle opportunità e dei rischi ESG per settore, ar ea geografica e segmento di clientela, contribuendo ai processi di pianificazione strategica, allocazione del capitale e gestione del rischio
Framework dei controlli in ambi to Wealth Risk Management
Nel corso del primo semestre 2026, il Gruppo Banco BPM ha completato le attività propedeutiche all’adozione della nuova piattaforma di consulenza Digital Wealth Platform , finalizzata alla progressiva convergenza verso un unico sistema di consulenza e al rafforzamento dei processi di digita lizzazione. Il progetto si articola in più fasi e, nel mese di giugno, ha previsto il passaggio in produzione per la clientela della rete Banco BPM.
Nel medesimo periodo è proseguita l’attività di indirizzo e controllo nei confronti del conglomerato finanziario, con particolare attenzione ai modelli e ai processi di Product Governance delle compagnie assicurative e del Gruppo Anima, anche a presidio dei rischi reputa zionali connessi a potenziali fenomeni di mis-selling . Con specifico riferimento al Gruppo Anima, sono stat i avviati tavoli interfunzionali volti a promuovere approcci metodologici di governance coerenti per l’identificazione, la misurazione e il monitoraggio dei ri schi nella fase di ideazione di nuovi prodotti finanziari. Sono stati inoltre intr odotti presidi coerenti a livello di conglomerato per la valutazione degli attivi illiquidi e complessi, quali obbligazioni strutturate e Fondi di Investimento Alternativi. Sono state inoltre avviate le attività propedeutiche all’emis sione di certificati con sottostanti tassi d’interesse, con particolare focus sull’estensione del modello di Product Testing , al fine di presidiare il rischio di offrire prodotti con un profilo di rischio/rendimento non coerente con i relativi costi e con i bisogni della clientela.
Sono state, infine, condotte le consuete analisi di misu razione e monitoraggio riconducibili ai macro-processi di Product Governance , Pricing e Best Execution per le singole Legal Entity interess ate (Banca Aletti, Banca Akros e Banco BPM Invest SGR), nonché le attività ordinarie di calibr azione dei modelli relativi ai servizi di investimento.
Data Quality & Aggregation
Il framework di Data Governance si applica a tutti i rischi di Primo Pilastro (rischio di credito e controparte, rischio di mercato e rischio operativo), ai rischi di tasso e di liquidità e a numerosi ambiti dati extra-rischi.
Nel corso del semestre sono state completate le attività di ve rifica di 2° livello per i seguenti ambiti, tutti con presidi di data quality già attivi o in corso di miglioramento: Rischi di Liquidità, di Controparte, Operativo, Target Market, Antiriciclaggio e Antiterrorismo (AML/CFT), nonché Relazione di Sostenibilità. Il perimetro in esame è stato esteso per la prima verifica anche al Rischio Informatico.
172 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Finalizzate, infine, le attività specifiche riguardanti le tabelle ( Data Request ) funzionali allo sviluppo dei modelli interni per il rischio di credito, supportando il processo di istanza Next Application AIRB 2026 sul modello Retail.
Le attività di presidio di secondo livello sulla qualità dei dati sono state condotte applicando, ove previsto, l’approccio strutturato del KQI-2L ( Key Quality Indicator – secondo livello) sulle aree di indagine sopra richiamate, nella misura in cui tale approccio è applicabile a seconda delle specificità del singolo ambito.
Nell’ambito delle iniziative di rafforzamento delle capacità di Risk Data Aggregation and Risk Reporting (RDARR), in coerenza con i principi BCBS 239 e con le aspettative della Guida BCE su effective risk data aggregation and risk reporting , sono state avviate le attività della funzione di validazione indipendente in ambito dati, con la predisposizione del relativo Manuale Metodologico. Le attività pianificate per la seconda metà dell’anno, in linea con il perimetro di applicazione definito ( scope of application Risk Data Aggregation and Risk Reporting - RDARR ) e con il piano delle attività 2026, benefice ranno di tale nuovo approccio che integrerà la metodologia già in essere.
Rischio informatico e CyberRisk
Nel corso del primo semestre 2026, l’unità operativa ICT & Se curity Risk ha proseguito le attività di controllo di secondo livello in ambito ICT e Sicurezza ed ha effettuato la rendicontazione trimestrale verso i Comitati manageriali e gli Organi Aziendali.
In particolare, è stata completata la redazione del rapporto annuale “Servizi di pagamento: risultanze dell’analisi dei rischi operativi e di sicurezza” relativo all’anno 2025, in collaborazione con le funzioni competenti, come richiesto dalla circolare n. 285 di Banca d’Italia.
In collaborazione con l’unità operativa Operational & Other non financial risks è stata definita una metodologia di analisi del rischio delle terze parti che sintetizza le valutazio ni di tutti gli ambiti di ri schio rispetto agli standard normativi. Questa metodologia, in particolare, definisce un a base comune di analisi applicabile sia alle forniture ICT secondo il regolamento DORA ( Digital Operational Resilience Act ), sia alle esternalizzazioni. La metodologia prevede la possibilità di effettuare una valutazione di rischio complessivo per le terze parti.
Le metodologie nelle componenti di analisi del rischio IC T e di Sicurezza sono state estese anche alle compagnie assicurative, con l’obiettivo di definire un framework omogeneo all’interno del conglomerato.
La metodologia per l’esecuzione dei controlli di secondo live llo in ambito ICT e Sicurezza viene applicata nel continuo attraverso il relativo framework di controlli. Tali controlli sono stati distri buiti in una pianificazio ne annuale divisa per trimestre e, ove possibile, vengono integrati e sostituiti da co ntrolli automatici, approfonditi in caso di sforamento delle soglie.
A fronte dell’ispezione OSI-2023-ITBPM-0220761 in materia di IT e cybersecurity risk del 2023, è proseguito il monitoraggio della predisposizione del piano di remediation ai finding da parte di IT e Sicurezza Logica e Fisica e delle progressive attività di rimedio.
Durante l’anno sono state proposte delle evoluzioni, in collaborazione con Risk Governance & Insurance e con le funzioni IT e Security, degli indicatori RAF per l’ambito ICT e Security per il 2026, che hanno riguardato anche le compagnie assicurative.
Nell’ambito del più ampio progetto di Gruppo, sono stati implementati i requisiti del regolamento DORA ed il rafforzamento dei presidi legati al Rischio ICT. È proseguito il processo di razionalizzazione e consolidamen to del parco fornitori, attivato a partire dal 2020, che, da un lato, ha portato a una riduzione de i fornitori ritenuti non essenziali e, dall’altro, ha permesso di avvalersi di nuove partnership nelle aree di innovazione digitale e cybersecurity .
Nello stesso arco temporale sono stati inoltre potenziati i pr esidi sui servizi esternalizzati sia all’interno sia all’esterno del Gruppo, al fine di garantire un controllo adeguato della stabilità e della qualità dei servizi offerti dai fornitori. In tale contesto, al fine di procedere co n l’azione di contrasto e mantenere i live lli di sicurezza acquisiti, è proseguita la strategia di cybersecurity , in coerenza con il piano pluriennale, attraverso interventi trasversali di evoluzione dei presidi di sicurezza.
Sono proseguiti diversi interventi di sviluppo degli strume nti a supporto del modello di analisi del rischio informatico, tra cui un tool a supporto della raccolta degli impatti in ambito rischio strategico e reputazionale.
In un’ottica di evoluzione del capitale umano e delle comp etenze delle risorse IT, in considerazione dell’innovazione di processo e tecnologica, è in corso un programma di sv iluppo volto a supportare la trasformazione IT e rafforzare il ruolo della Data Quality e Sicurezza Informatica di Gruppo, in ottica di up-skilling e re-skilling su competenze professionali e trasversali.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 173 Con riferimento all’IT Risk Questionnaire 2026, per il peri odo in esame, si confermano prevalentemente invariati i risultati dell’anno precedente. Si segnala che sono ancora in corso le attività previste dal piano di rimedio attivato dalla Banca in risposta ai 5 requisiti contenuti nella decisione relativa all’ispezione OSI su IT e Cybersecurity Risks .
Stress test
Il Gruppo Banco BPM ha adottato un framework strutturato di stress testing , volto a valutare la vulnerabilità del Gruppo a eventi eccezionali ma plausibili, attraverso l’applicazione coordinata di tecniche quantitative e qualitative. Il framework definisce metodologie, processi, ruoli e responsabili tà per l’elaborazione di proiezioni in condizioni ordinarie e avverse, a supporto dei processi di risk management , pianificazione strategica e adempimenti regolamentari.
Le prove di stress includono analisi di sensitività e di scenario , condotte sia su singole categorie di rischio sia in ottica integrata ( firm-wide ), al fine di valutare complessivamente il profilo di rischio del Gruppo e di individuare i principali fattori di vulnerabilità. Gli esiti delle analisi di stress su pportano la definizione delle strategie di mitigazione e dei piani di intervento.
Gli scenari macroeconomici utilizzati nei processi di Grup po sono oggetto di monitoraggio e aggiornamento periodico da parte dello Scenario Council , che valuta l’evoluzione del contesto esterno e l’eventuale recepimento degli scenari nei processi strategici e gestionali. Il Gruppo svolge inol tre prove di stress con finalità specifiche a supporto dei principali processi aziendali, tra cui il Risk Appetite Framework , la pianificazione strategi ca, l’ICAAP, l’ILAAP e il Recovery Plan , includendo anche analisi mirate su portafogli e rischi individuali.
Rischio di credito
Il Gruppo Banco BPM persegue gli obiettivi di politica creditizia indirizzati a:
• supportare lo sviluppo delle attività nel territorio in cui opera, con lo scopo di presidiare e governare l’evoluzione del posizionamento del Gruppo, in coerenza con gli indirizzi di RAF e degli obiettivi di budget e piano industriale, focalizzando il sostegno e lo sviluppo delle relazioni con la clientela;
• diversificare il portafoglio, limitando la concentrazione delle esposizioni su singole controparti/gruppi e su singoli settori di attività economica o aree geografiche;
• applicare un modello omogeneo e univoco di gestione del credito basato su regole, metodologie, processi, procedure informatiche, normative interne armonizzat e e standardizzate per tutte le banche del Gruppo.
Al fine di perseguire l’obiettivo di ottimizzare la qualità del credito e minimizzare il costo complessivo del rischio creditizio per il Gruppo e per le singole società, il modello organizzativo assegna alla Funzione Crediti della Capogruppo il ruolo di indirizzo delle politiche creditizie sia per le banche sia per le società del Gruppo. Nell’ambito del Gruppo sono stabilite inoltre linee di compor tamento in merito all’assunzione del rischio creditizio al fine di evitare eccessive concentrazioni, limitare le potenziali perdite e garantire la qualità del credito. In particolare, nella fase di concessione del credito la Capogruppo eser cita il ruolo di indirizzo, governo e supporto del Gruppo.
Il monitoraggio del portafoglio crediti, svolto dalla sopra ci tata Funzione, è focalizzato sull’analisi dell’andamento del profilo di rischio dei settori economici, delle aree geografiche, dei segmenti di cl ientela e delle tipologie di affidamento accordato e su altre dimensioni di analisi, che permettono a livello centrale di definire le eventuali azioni correttive.
La Funzione Rischi della Capogruppo ha il compito di su pportare l’Alta Direzione nella pianificazione e controllo dell’esposizione al rischio e dell’assorbimento di capitale, in ordine al mantenimento di condizioni di stabilità del Gruppo, verificando l’adeguatezza patrimoniale prospettica e st ressata nonché il rispetto delle soglie RAF, dei limiti di rischio e di propensione al rischio del Gruppo. In particolare, la Funzione è incaricata di sviluppare, gestire e ottimizzare nel tempo i modelli interni di rating (Primo Pilastro), il modello di portafoglio del credito (Secondo Pilastro) e di presidiare - nell'ambito dei controlli di secondo livello di pertinenza - il calcolo delle attività di rischio ponderate con metodi avanzati.
L’attività di monitoraggio dei rischi di credito a livello di portafoglio è condotta tramite l’utilizzo di un modello interno di portafoglio di stima del rischio VaR, applicato con freq uenza mensile alle esposizioni creditizie del Gruppo Banco BPM.
Per una disamina delle principali iniziative e dei correttivi apportati per fattorizzare le incertezze nel contesto macroeconomico di riferimento ed altri fattori di rischio non intercettati dai modelli di determinazione della perdita
174 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ attesa si rimanda a quanto illustrato ne lla sezione “Metodi per la misurazione delle perdite attese IFRS 9 ai fini del bilancio consolidato semestrale abbreviato” nonché nella Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
Qualità del credito
Il Gruppo Banco BPM si avvale di un articolato insieme di strumenti per concedere e gestire il credito e per monitorare l’andamento della qualità del portafoglio.
Il rating riveste un ruolo centrale nei processi di concessione del credito, di erogazione dei prodotti creditizi e di monitoraggio e gestione andamentale. In particolare, esso ra ppresenta il punto di partenza per la definizione delle strategie creditizie associate alla clientela e per la determinazione degli Organi competenti per la delibera degli affidamenti; influisce altresì sull’applic azione del meccanismo di rinnovo automa tico delle posizioni con fidi a revoca e contribuisce a determinare l’intercettamento auto matico del processo di monitoraggio e gestione ( Watch list ).
Inoltre, nel processo di concessione del credito, le Politich e Creditizie hanno l'obiettivo di definire gli indirizzi e le strategie di concessione applicabili alle singole controparti. A tal fine, oltre al rating , vengono considerati ulteriori fattori di valutazione, quali l'analisi settoriale, la valuta zione ESG e la sostenibilità finanziaria della controparte.
Al fine di gestire proattivamente le controparti che mostrano segnali di deterioramento del merito creditizio, il Gruppo si avvale di una specifica piattaforma di intercettamento, monitoraggio e gestione delle esposizioni con anomalia, nonché di un modello di scoring andamentale finalizzato ad intercettare i primi segnali di deterioramento della controparte, in anticipo rispetto all’evento del default . Tenuto conto delle nuove linee guida EBA sulla definizione di default , applicate dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2021, nella citata piattaforma di monitoraggio sono state incorporate le nuove regole relative alle esposizioni scon finate, prevedendo, sin dai primi giorni di manifestazione dell’evento di sconfino, processi di inte rvento differenziati per tipo di contro parte e livello di esposizione, secondo una logica di gestione il più possibile industrializzata volt a a prevenire il deterioramento del merito creditizio ed il conseguente ripristino della gestione ordinaria della relazi one. Nello specifico, il processo attualmente in essere prevede un intercettamento delle posizioni sconfinate su bas e giornaliera e la loro conseguente gestione secondo un procedimento strutturato, che prevede una clusterizzazione del portafoglio con anomalie e una successiva definizione degli interventi secondo una definita scala di priorità.
Le metodologie sottostanti i parametri di rischio PD ( Probability of Default ), LGD ( Loss Given Default ), EAD ( Exposure At Default ), oltre a essere utilizzate per la valutazione della co ntroparte in fase di concessione, monitoraggio e rinnovo dell’affidamento, vengono impiegate an che nel processo di svalutazione collettiva dei crediti in bilancio, in ottemperanza al principio contabile IFRS 9. La valutazione del credito, finalizzata a determinare l’ammo ntare della previsione di perdita dei crediti deteriorati, prevede modalità differenziate in relazione allo status e a lla dimensione dell’esposizione. Le previsioni di perdita valutate analiticamente dal gestore sono periodicamente sottoposte a revisione. Ai fini prudenziali l’attività di monito raggio dei rischi di credito a livello di portafoglio è inoltre condotta tramite l’utilizzo di un modello interno di portafoglio di stima del rischio VaR, applicato con frequenza mensile alle esposizioni creditizie del Gruppo Banco BPM. Per un approfondimento de lle caratteristiche generali di tale modello si rimanda a quanto riportato nel successivo paragrafo “Modelli per la misurazione del rischio di credito ai fini prudenziali”.
Per le altre esposizioni - diverse da quelle verso la clientela ordinaria e finanziaria residente in bonis - il controllo dei rischi viene realizzato mediante l’utilizzo di metriche regolamentari di Vigilanza (Standard).
Informazioni sull’inclusione dei fattori ESG nell’ambito dei processi creditizi
Le politiche creditizie del Gruppo Banco BPM, il cui obiettivo principale è quello di indirizzare lo sviluppo dei volumi in un’ottica di ottimizzazione del rischio-rendimento e di contenimento del costo del risc hio di credito prospettico, incorporano già dal 2021 diversi elementi di chiara connota zione ESG. Tali elementi sono stati implementati nel processo di concessione anche mediante l’utilizzo di stru menti dedicati che prevedono l’acquisizione in fase di proposta e delibera di informazioni caratterizzanti anch e gli aspetti più legati all’ambiente e al clima.
Già dagli scorsi esercizi i fattori ESG sono stati compresi nei processi creditizi del Gruppo; nel corso del 2025 è proseguita l’integrazione nel framework delle Politiche Creditizie della valutazione dei fattori ESG e degli impatti dei potenziali rischi legati al cambiamento climatico sulle pr ospettive economico-patrimoniali delle aziende verso cui il Gruppo Banco BPM è esposto. È stata altresì prevista la valu tazione di azioni di mitigazione del rischio messe in atto dalla controparte verso cui il Gruppo è esposto attraverso lo strumento del questionario ESG. Nel corso del 2026, inoltre, il perimetro di valutazione dei rischi ESG è stato ul teriormente ampliato, estendendo l’analisi non solo al rischio di transizione e al rischio fisico acuto, ma anche al rischio fisico cronico e ai rischi ambientali.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 175 Sono stati altresì attenzionati settori Net Zero, cosiddetti “prioritari” in quanto caratterizza ti da un livello di emissioni più elevato e per i quali sono stati definiti precisi target al 2030.
Sono proseguite, infine, le attività pr ogettuali nell’ambito dell’implementazione della “EU Taxonomy” con l’obiettivo di integrare nei processi e nei prodotti l’allineamento dell e esposizioni delle controparti finanziate alla tassonomia.
A partire da dicembre 2022, nella stima delle perdite attese (ECL) sulle esposizioni creditizie non deteriorate, il Gruppo ha introdotto uno spec ifico aggiustamento con l’intento di fattorizz are i rischi derivanti dall’esposizione delle controparti debitrici ai fattori connessi a clima e ambiente. In particolare, sono stati stimati gli impatti sui parametri di rischio PD ed LGD delle controparti, ipot izzando un rischio di transizione ed un rischio fisico elaborati in funzione degli scenari di seguito illustrati.
Con riferimento al rischio di transizione è stato considerato lo scenario Net Zero 2050 del Network for Greening the Financial System (NGFS) rilasciato a novembre 2024 (ultimo scen ario disponibile). Rispetto ai possibili scenari alternativi ( Delayed Transition e Current Policies ), la selezione dello scenario Net Zero 2050 è risultata quella più prudente avendo a riferimento l’orizzonte temporale delle es posizioni creditizie da valutare, in quanto ipotizza un intervento immediato e stringente delle politiche climatiche, come nel seguito meglio descritto.
A giugno 2026, lo scenario Net Zero 2050 è stato combinato con il Current Policies - scenario atteso a livello globale
- per introdurre la componente di rischio fisico acuto. Nei parametri di PD tale scenario è stato recepito valutando ne l’impatto sulle voci di bi lancio della clientela imprese non appartenenti al settore agricoltura, su cui vengono calc olati i KPI settoriali, che vengono poi utilizzate come input dei modelli satellite PD, applicati per stimare le PD forward looking . Inoltre, anche il rischio fisico è stato considerato nel parametro PD attraverso lo shock da rischio fisico acuto complessivo, facendo leva sul modello di svalutazione degli immobili a garanzia ( property value ) quale quota della svalutazione che impatta sull’indice dei prezzi degli immobili residenziali e non residenziali. Anche questi fattori entrano in qualità di driver dei modelli satellite PD per le proiezioni del parametro. In tal modo tutta la clientela, ad eccezione della Pubblica Amministrazione, viene impattata dal rischio climatico (sia di transizione che fisico).
In maniera speculare ed utilizzando i medesimi scenari clim atici, anche il parametro LGD viene stressato in ottica forward looking attraverso i modelli satellite LGD. Il rischio di transi zione viene infatti introitato attraverso i KPI settoriali che impattano sulla componente di migrazione a sofferenza, me ntre il rischio fisico viene introdotto come per la PD, intervenendo sull’indice dei prezzi degli immobili, quale driver per stressare la componente LGD.
Per ulteriori dettagli sulla metodologia di calcolo degli aggi ustamenti in esame e dei relati vi impatti si fa rinvio a quanto illustrato nel successivo paragrafo “Utilizzo di post model adjustments e management overlays ”.
Per una migliore comprensione delle ipotesi sottostanti allo scenario di transizione considerato dal Gruppo rispetto a quelli alternativi, si fornisce di seguito un’illustrazione delle principali assunzioni di ogni scenario. Lo scenario NGFS Net Zero 2050 , che prevede un aumento massimo della temperatura globale di 1,5°C, assume l’immediata e gradualmente più stringente introduzione di po litiche di riduzioni delle emissioni di anidride carbonica, che si ritengono azzerate nel 2050. In questa tipologia di sc enario, il rischio di transizione e il rischio fisico sono contenuti: la graduale transizione assicura, infatti, che i ne cessari costi e investimenti in innovazione siano minimizzati.
Al contempo, l’aumento della temperatura globale massima di 1,5°C riduce il rischio di eventi estremi. Lo scenario NGFS Delayed Transition assume un’introduzione ritardata e netta delle politiche climatiche a partire dal 2030, al fine di contenere l’aumento della temperatura glo bale sotto i 2°C; le emissioni di anidride carbonica sono perciò più alte rispetto allo scenario precedente per rispetta re gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Lo scenario comporta quindi un rischio di transizione più elevato, per i maggior costi richiesti dall’introduzione ritardata delle politiche climatiche, mentre l’incremento della temperatura globale fa aumentare il rischio fisico in termini di maggior frequenza e rilevanza degli eventi estremi.
Infine, lo scenario NGFS Current Policies cattura l’impatto nel lungo periodo de l rischio fisico sul sistema economico e finanziario derivante dalla mancata introduzione delle misu re di riduzione delle emission i. Anche se le emissioni a livello europeo si riducono gradualmente, quelle globali continuano a crescere fino al 2080 con un aumento della temperatura globale pari a circa 3°C. Ne conseguono maggiori e importanti catastrofi naturali con un rilevante aggravio di costi di assicurazione e ricostruzione legati a qu esti eventi. In questo scenario , non vi è quindi un rischio di transizione, ma i costi di transizione che si avrebber o nei precedenti scenari sono più che compensati dal forte impatto del rischio fisico estremo nell’economia.
Per quanto concerne invece i crediti deteriorati oggetto di va lutazione analitica, i rischi connessi al clima e all’ambiente sono tenuti in considerazione nella stima del valore attuale de i previsti futuri flussi di cassa, su base essenzialmente discrezionale e congiuntamente ad altri elementi informativi.
176 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Dal 2022 è stato implementato il Financial Forecast Studio , una piattaforma modulare, fornita dal provider Cerved, per supportare la fase di valutazione prospe ttica di un’impresa da parte del gestore.
Gli elementi caratterizzanti tale strumento sono:
• data set accurati:
- Cerved su base almeno semestrale elabora delle previsioni per circa 400 settori, utilizzabili come base standard della simulazione prospettica sui dati di bilancio della singola impresa;
- sono resi disponibili i bilanci storici degli ultimi esercizi;
- viene adottato lo schema di riclassificazione CeBi della Centrale dei Bilanci di Cerved;
• assumption e simulazioni business:
- a partire dalle simulazioni standard proposte dal provider si possono replicare infiniti scenari alternativi modificando le assumption di partenza;
- sono disponibili oltre 20 parametri (voci di bilancio) utilizzabili come assumption modificabili del modello;
- tramite un semplice data-entry possono essere valutate anche start-up/bilanci di società di persone;
- è compreso un modulo addizionale ESG per la stima puntuale degli impatti sul rischio di credito delle variabili legate ai rischi ambientali;
- lo strumento fornisce un’ampia serie di output previsionali per supportare il gestore e il deliberante nella fase di valutazione e concessione; inoltre permette di confrontare più scenari relativi ad una stessa impresa o ad imprese diverse (ad esempio azienda “best in class” o specifico competitor).
Modelli per la misurazione del rischi o di credito ai fini prudenziali
Nell’ambito della misurazione del rischio di credito di port a f o g l i o l a B a n c a u t i l i z z a a f i n i g e s t i o n a l i u n m o d e l l o econometrico alimentato da un insieme esteso di dati e di variabili di rischio, denomina to Modello di Portafoglio.
Il modello consente, mediante l’utilizzo di metriche di Credit-VaR, di definire la distribuzione di probabilità delle perdite del portafoglio creditizio, tenendo conto delle diverse componenti di concentration , migration e default risk , anche nell’ipotesi di inadempimento congiunto delle contropart i, in un contesto predefinito di correlazioni tra le esposizioni in portafoglio. Questa distribuzione è utilizza ta per misurare la perdita massima potenziale lungo un intervallo temporale annuale e con uno spec ifico livello di confidenza pari al 99,9% . In particolare, al fine di ricavare tale distribuzione, il motore di calcolo del modello utili zza un approccio di simulazion e “MonteCarlo”, mediante il quale viene simulato un numero di scenari sufficientement e elevato da fornire una buona approssimazione empirica della distribuzione teorica delle perdite del portafoglio cred iti. La perdita massima potenziale del portafoglio viene calcolata in termini di variazione del fair value degli impieghi in ipotesi sia di migrazione, sia di default della clientela.
Per le altre esposizioni residuali non rientranti nel modello di portafoglio, il calcolo del ca pitale economico ai fini del controllo direzionale dei rischi viene realizzato mediante l’utilizzo di metriche regolamentari di vigilanza.
Il modello di portafoglio viene, infine, sottoposto periodicamen te a prove di stress al fine di valutare la sensibilità del rischio di credito del portafoglio di Gruppo a variazioni estreme dei fattori economico-finanziari e/o climatici.
Al 30 giugno 2026 la perdita attesa, calcolata sul perimetro di validazione Basilea 3 (per il quale Banco BPM è stato autorizzato dal Regulator all'utilizzo dei sistemi interni di rating per la determinazione dei requisiti patrimoniali sui rischi di credito), risulta pari allo 0,46% dell’esposizione performing, mentre la perdita complessiva (misurata con la metodologia C-Var al 99,9° percentile, ul timo dato disponibile con riferimento al perimetro del modello di portafoglio performing) ammonta al 2,50% dell’esposizione a default .
I modelli interni per la stima di PD, LGD ed EAD sono sottoposti a un processo di validazione interna da parte della Funzione preposta e a un controllo di terzo livello da parte de lla Funzione Audit: l'esito di tali processi è riportato in apposite relazioni, sottoposte agli Organi Sociali e trasmesse alla Banca Centrale Europea/Banca d'Italia.
Metodi per la misurazione delle perdite attese IFRS 9 ai fini del bilancio consolidato semestrale
abbreviato
Con riferimento al calcolo delle perdite attese (ECL), nel corso del primo semest re 2026 è proseguito il processo di rivisitazione e di fine tuning dei modelli in uso, già intrapreso a partire dal 2020, con l’obiettivo di riflettere più puntualmente le perdite attese delle esposizioni non deteriorate (performing), anche in conseguenza delle perturbazioni economiche correlate alla situazione di instabi lità politica internazionale. Tale processo ha peraltro previsto una serie di aggiustamenti manageriali post modello (cosiddetti “ Post model adjustments ”) al fine di fattorizzare taluni elementi valutativi non adeguatamente in tercettati dai modelli in uso. Nei successivi paragrafi è fornita illustrazione, oltre che dei cambiamenti introdotti nei modelli e nei criteri di calcolo delle perdite attese conseguenti agli squilibri legati alla situazione economica, anche delle modifiche introdotte nel corso del 2026
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 177 nell’ambito del continuo processo di revisione dei modelli, in funzione della tipologia di intervento. Per quanto attiene alle principali evolutive metodologiche, per i Post Model Adjustments si rinvia a quanto illustrato nella successiva sezione “Utilizzo di post model adjustments e management overlays ”.
Misurazione delle perdite attese In base al principio IFRS 9, tutte le attività finanziarie non oggetto di misurazione in bilancio al fair value con impatto nel conto economico, rappresentate da titoli di debito e finanziamenti, e le esposizioni fuori bilancio (impegni e garanzie rilasciate) devono essere assoggettate al modello di impairment basato sulle perdite attese (ECL – Expected Credit Losses ).
Nel dettaglio, il modello di impairment IFRS 9 si basa sul concetto di valutazione “ forward looking ”, ovvero sulla nozione di perdita attesa ( Expected Credit Loss ), sia essa calcolata a 12 mesi ( Stage 1) o per l’intera vita residua dello strumento (perdita lifetime per gli Stage 2 e Stage 3). In particolare, il modello prevede che le attività finanziarie debbano essere classificate in tre distinti “ stage” a cui corrispondono diversi criteri di valutazione:
• Stage 1: da valutare sulla base di una stima di perdit a attesa avente a riferimento un orizzonte temporale pari ad un anno. Rientrano in Stage 1 le attività finanziarie in bonis per le quali non si è osservato un deterioramento significativo del rischio di credit o rispetto alla data di rilevazione iniziale;
• Stage 2: da valutare sulla base di una stima di perdita attesa avente a riferimento un orizzonte temporale pari all’intera vita residua dell’a ttività finanziaria. Rientrano in Stage 2 le attività finanziarie che hanno subito un significativo deterioramento del rischi o di credito rispetto al la rilevazione iniziale;
• Stage 3: da valutare sulla base di una stima della perdita attesa che assume la probabilità di default pari al 100%. Rientrano in Stage 3 le attività finanziarie considerate deteriorate.
Secondo il modello di calcolo delle Expected Credit Losses , le perdite devono essere registrate non solo facendo riferimento alle oggettive evidenze di perdite di valore già ma nifestatesi alla data di reporting, ma anche sulla base delle aspettative di perdite di valore future non ancora palesate, che devono riflettere:
• la probabilità di accadimento di diversi scenari;
• l’effetto di attualizzazione mediante l’utilizzo del tasso di interesse effettivo;
• le esperienze storiche e le valutazioni correnti e future.
Di seguito si forniscono informazioni di dettaglio sul mo dello utilizzato dal Gruppo per accertare la sussistenza o meno di un significativo deterioramento del rischio di credito (cosiddetto “ Framework Stage Assignment ”) e per calcolare le perdite attese in ottica forward looking .
Framework stage assignment Illustrazione del modello di staging
Ai fini dell’allocazione delle esposizioni nei dive rsi stage, il Gruppo Banco BPM ha classificato:
• le esposizioni performing in corrispondenza degli Stage 1 e 2;
• le esposizioni deteriorate in corrispondenza dello Stage 3. Le analisi svolte hanno portato a ritenere che il relativo perimetro risulti allineato a quello delle espo sizioni deteriorate, determin ato secondo le definizioni contenute nelle vigenti segnalazioni di vigilanza1 (sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute deteriorate), in quanto ritenute coerenti con la no rmativa contabile in termini di evidenze obiettive di impairment .
Di seguito, con riferimento alle esposizioni creditizie verso la clientela del Gruppo (finanziamenti per cassa e crediti di firma), si fornisce illustrazione dei criteri quantitativi e qualitativi definiti dal Gru ppo al fine di classificare un’esposizione performing in corrispondenza di Stage 1 o di Stage 2.
Con riferimento a criteri quantitativi, il modello sviluppato dal Gruppo assume come riferimento il parametro della probabilità di default lifetime ( P D L ) m i s u r a t o a l l a d a t a d i v a l u t a z i o n e ( reference date ) ed il medesimo parametro misurato alla data di origine ( origination date ). Il rapporto tra i suddetti parametri è definito come “ Lifetime PD Ratio ” (LPDR). Più precisamente, la metrica scelta si basa sul concetto di PD “Forward”. Questo approccio consiste
1 Definizioni contenute nella Circolare di Banca d’Italia n. 272 del 30 luglio 2008 e successivi aggiornamenti, in base alle qua li il perimetro delle esposizioni deteriorate corrisponde a quello delle “ Non Performing Exposure ” del Regolamento di esecuzione (UE) 680/2014, con il quale è stato recepito l’ITS dell’EBA (EBA/ITS/2013/rev1 del 24/07/2014).
178 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ nell’identificare sulla curva di Lifetime PD osservata alla data di origine la curva di forward PD, avente come nodo la reference date e come holding period la durata residua.
Lo sviluppo del modello ha altresì compor tato l’individuazione di specifiche soglie interne di variazione tra le due citate probabilità, differenziate per i seguenti driver :
• segmento di rischio (Imprese/Privati)1;
• fascia di rischio;
• vita residua;
• ageing della posizione (intervallo tra la data di origination e la data di reporting).
La misurazione della variazione del rischio di credito a vviene quindi confrontando il parametro definito come logaritmo del “ Lifetime PD Ratio – LPDR” della singola esposizione, come sopra definito, e le soglie interne appositamente stimate. Il superamento delle suddette soglie, ad eccezione dei casi in cui la PD annualizzata osservata alla data di riferimento risulti inferiore alla soglia dello 0, 30% (soglia ritenuta espressione di un basso rischio di credito
- Low Credit Risk Exemption ) e nei casi in cui la controparte imprese risulta all’interno della soglia di investment grade, costituisce espressione di un significativo incremento del risc hio di credito ed il conseguente trasferimento della singola linea di credito da Stage 1 a Stage 2 . Tale metodologia è quindi basata su un approccio relativo, in quanto l’allocazione tra Stage 1 e Stage 2 è guidata dalla variazione del rischio di credito intervenuta rispetto alla data di origination .
Nello sviluppo del proprio modello operativo il Gruppo, dopo aver calcolato il logaritmo del LPDR per ogni posizione rientrante nel campione di stima, ha selezionato per ogni cluster (dato dall’incrocio delle modalità risk driver ritenuti rilevanti) la soglia ottimale che consen tisse di ottimizzare le performance del mo dello misurate mediante il coefficiente di correlazione di Matthews (MCC). Le performance mirano a descrivere la capacità del modello di anticipare correttamente, con una classificazione a Stage 2, le posizioni che, entro 12 mesi dalla data di riferimento, presentano segnali di rischio rappresentati non soltanto dal default ma anche da ulteriori elementi che denotano un’alta rischiosità (la presenza di un numero di giorni di scaduto/sconfinamento continuativo superiore alla soglia di 30 giorni, la concessione di una misura di forbearance , la presenza della controparte nell’ambito delle esposizioni soggette a stretto monitoraggio). Con riferimento alle esposizioni verso banche, la metodologi a sviluppata è basata anch’essa sul calcolo del parametro LPDR, utilizzando le medesime soglie sviluppate per il segmento Imprese.
Si rileva inoltre che il superamento della sogl ia SICR - che determina una classificazione a Stage 2 - è osservato su posizioni che presentano, rispetto alla data di origination , un incremento relativo di PD Lifetime compreso mediamente in un range che va dal +100% al + 200% a seconda del segmento di rischio.
In aggiunta al criterio quantitativo in precedenza illustrato, il modello di stage allocation adottato dal Gruppo è fondato anche su criteri qualitativi e backstop . In maggior dettaglio, comporta no la classificazione nello Stage 2:
• la presenza di un numero di gi orni di scaduto/sconfi namento continuativo superiore alla soglia;
• la concessione di una misura di forbearance . In maggior dettaglio, vi rientran o tutte le esposizioni interessate da misure di forbearance e che presentano tale attributo ancora attivo, indipendentemente dalla regolarità o meno del probation period in corso;
• la presenza della controparte nell’ambito delle esposizioni soggette a stretto monitoraggio ( watchlist ) in presenza di situazioni che denotano un’elevata rischiosità (es. giudizio sintetico del grado di rischio del singolo cliente superiore ad una determinata soglia, eventi pregiudizievoli);
• la classificazione della controparte nella fascia di rischio “Alta”2 fatta salva la possibilità di override da parte delle competenti funzioni aziendali, da motivare adeguatamente caso per caso;
• l’assenza di rating alla data di origine, salvo il caso in cui alla data di valutazione sia stato assegnato alla controparte un rating tale da classificare l’esposi zione nelle fasce di rischio “Bassa”, “Medio-bassa” o
“Media” 3;
• la presenza di una PD alla data di valutazione superi ore a tre volte rispetto a quella all’origine (cosiddetto trigger “Threefold”), qualora l’esposizione non ricada nel perimetro della Low Credit Risk Exemption , come definito nel seguito.
1 Con riferimento alle esposizioni appartenenti al perimetro delle c.d. “operazioni di Finanza Strutturata - OFS” ( Income Producing Real Estate, Real Estate Development e Project Financing ) sono applicate le medesime soglie sviluppate per il segmento Imprese.
2 Si segnala che ai fini dei processi di concessione del credito, le classi di rating previste dal modello interno sono accorpat e in 5 fasce di rischio omogeneo (“Bassa”, “Mediobassa”, “Media”, “Medioalta”, “Alta”).
3 Si veda la precedente nota.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 179 Per quanto riguarda il funzionamento del modello, il Gruppo Banco BPM ha deciso di adottare un modello di riclassificazione da Stage 2 a Stage 1 di tipo simmetrico: nei casi in cui le condizioni scatenanti il significativo deterioramento del rischio di credito cessino di sussister e ad una data di valutazione successiva, lo strumento finanziario torna ad essere misurato in base alla perdita a ttesa misurata su un orizzonte temporale di dodici mesi. Si precisa inoltre che, in caso di rientro tra le esposizioni performing da Stage 3, non è previsto alcun passaggio obbligatorio dei rapporti della controparte in Stage 2. La classificazione negli stadi delle esposizioni performing (Stage 1 o Stage 2) dipenderà dall’applicazione automatica del framework di Stage assignment .
Nel caso di esposizioni oggetto di concessione ( forbearance ) un eventuale ritorno al calcolo della perdita attesa a un anno avviene nel rispe tto del cosiddetto “ probation period ”, in linea con le tempistiche previste dalle disposizioni di vigilanza.
La metodologia di stage allocation sopra descritta è applicata a tutte le esposizioni verso la clientela ad esclusione dei titoli di debito. A valle del processo di stage assignment e calcolo dell’ECL, sono stati effettuati alcuni interventi di Manual Adjustments di Stage , con la riclassificazione di singole posizioni, la cui classificazione derivante dall’applicazione di metodologia di staging allocation (SICR + Backstop) è stata considerata non appropriata dalla funzione Crediti. L’intervento ha interessato la migrazione a Stage 1 di esposizioni per complessivi 0,38 mi liardi, cui corrisponde una diminuzione dell’ECL di Stage 2 pari a 5,70 milioni e un aumento dell’ECL di Stage 1 pari a 2,87 milioni, con un effetto di diminuzione dell’ECL complessivo pari a 2,83 milioni. Con riferimento ai titoli di debito, la metodologia adottata dal Gruppo si basa, analogamente a quanto previsto per le esposizioni rappresentate da finanziamenti, sul parame tro LPDR, calcolato come rapporto tra la probabilità di default lifetime misurata alla data di valutazione e la corrispondente probabilità rilevata alla data di acquisto dello strumento. Le probabilità di default utilizzate sono determ inate sulla base delle informazioni fornite dall’agenzia di rating Moody’s, mediante l’accesso alla piattaforma CreditEdge. Per tale perimetro di applicazione, le soglie di significat ivo incremento del rischio di credito (SICR), al superamento delle quali l’esposizione viene riclassificata nello Stage 2, sono state definite attraverso un approccio distributivo e corrispondono al 95° percentile della distribuzione del para metro LPDR osservata sul portafoglio di riferimento alla data di dicembre 2025. In caso di indisponibilità del parametro LPDR 1, il Gruppo applica la Low Credit Risk Exemption (“LCRE”), avvalendosi dell’espediente pratico previsto dall’IFRS 9 che consente di assumere che il rischio di credito non sia aumentato significativamente rispetto alla rilevazione iniziale dello strumento, con conseguente classificazione nello Stage 1. In particolare, i titoli per i quali non è di sponibile il parametro LPDR e che, alla data di bilancio, presentano un rating esterno dell’emittente o dell’emissione pari o superiore al livello investment grade sono classificati nello Stage 1, senza procedere ad alcuna valutazione del SICR. Rientrano inoltre nel perimetro di applicazione della LCRE anche i titoli per i quali il trasferimento nello Stage 2, basato sul parametro LPDR, non viene attivato, in quanto il valore della PD lifetime alla data di riferimento è ritenuto espressione di un ba sso rischio di credito, coerente con le soglie associate all’investment grade.
Considerata la presenza di più transazioni di acquisto avvenu te in date diverse a fronte del medesimo titolo fungibile (ISIN), ai fini del SICR, la rischiosità all’origine è misurata separatamente per ciascuna tranche acquistata. Si è reso quindi necessario individuare una metodologia per identifi care le tranche vendute e conseguentemente le quantità residue a cui è associata la qualità creditizia alla data di rilevazione iniziale da confrontare con quella alla data di valutazione: tale metodologia di movimentazione è basata sul metodo FIFO (First In – First Out) .
Anche per il perimetro crediti si applica un’inibizione dei criteri quantitativi di staging allocation , che riguarda esclusivamente le controparti imprese a basso rischio assimilabile a quello “ investment grade ” misurato in proxy dai rating interni e relative PD associate. L’inibizio ne avviene solo nei casi di classificazione in Stage 2, limitatamente ai trigger Delta PD e/o Threefold . Tutti gli altri trigger vengono valutati senza eccezioni e possono determinare la classificazione della controparte in Stage 2.
Nella tabella sottostante viene rappresentata la comp osizione percentuale delle esposizioni allocate in Stage 2 sulla base dei diversi trigger di classificazione, dalla quale emerge che la ripartizione delle esposizioni ivi classificate risulta equamente influenzata dai criteri quantitativi basati sulla variazione della probabilità di default e dai criteri qualitativi. Le esposizioni classificate in Stage 2 esclusivamente per la presenza di un numero di giorni di scaduto superiore alla soglia rappresenta una quota trascurabile.
1 Titolo non contribuito dal servizio Credit Edge o mancanza de lla probabilità di default alla data di acquisto o alla data di r iferimento.
180 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Tipologia1 Stage 2 di cui: Large Corporate di cui: Mid
Corporate
Plus di cui: Mid Corporate di cui:
Small
Business di cui: Private Individuals di cui:
Banche di cui: altre
esposizioni
Criteri quantitativi 72,93% 46,74% 80,30% 82,72% 71,89% 40,51% 100,0% 67,49% Criteri qualitativi 23,90% 53,24% 16,80% 14,59% 21,29% 58,24% 0,00% 31,29% Esposizioni scadute oltre soglia 0,38% 0,00% 0,26% 0,16% 0,74% 0,80% 0,00% 1,21% Manual Adjustment (MA) 0,71% 0,00% 1,73% 0,10% 1,41% 0,14% 0,00% 0,02% Post Model Adjustment (PMA) 2,08% 0,02% 0,91% 2,43% 4,67% 0,31% 0,00% 0,00%
Stima della perdita attesa (Expected Credit Loss) – Stage 1 e Stage 2 Il modello di calcolo dell’ Expected Credit Loss (ECL) per la misurazione dell’ impairment degli strumenti non deteriorati, differenziato in funzione della classificazione dell’esposizione in Stage 1 o in Stage 2, si basa sulla seguente formula:
Dove:
PDt rappresenta la probabilità di default ad ogni data di cash flow. Trattasi della probabilità di passare dallo stato performing a quello di deteriorato nell’orizzonte temporale di un anno (PD a 1 anno) o lungo l’intera durata dell’esposizione (PD lifetime ) EADt rappresenta l’esposizione di controparte ad ogni data di cash flow LGDt rappresenta la perdita associata per controparte a ogni data di cash flow . Trattasi della percentuale di perdita in caso di default , sulla base dell’esperienza storica osservata in un determinato periodo di osservazione, nonché dell’evoluzione prospetti ca lungo l’intera durata dell’esposizione ( lifetime );
r rappresenta il tasso di sconto t rappresenta il numero di cash flow T rappresenta il numero complessivo di cash flow , limitato ai 12 mesi successivi per i rapporti in Stage 1, e riferito a tutta la vita residua per gli Stage 2
I modelli utilizzati per la stima dei suddetti parametri fa nno leva sugli omologhi utilizzati ai fini del requisito patrimoniale del rischio di credito, apportando specifici adatta menti per tenere conto dei di fferenti requisiti e finalità del modello di impairment IFRS 9 rispetto a quello prudenziale.
La definizione dei suddetti parametri, rispetto a quelli regolamentari, ha tenuto conto dei seguenti obiettivi:
• rimozione della componente down turn considerata nel calcolo LGD regolamentare per tenere conto del ciclo economico avverso;
• rimozione della componente MoC ( Margin of Conservatism ) considerata nel calcolo LGD regolamentare per tenere conto di ulteriori margini di conservatività come richiesto dalle Guidelines EBA;
• aggiustamento dei tassi di perdita per gestire la differenza tra il tasso di sconto utilizzato per la stima della
LGD regolamentare
2 e l’ Effective Interest Rate (EIR) utilizzato per il calcolo delle perdite al costo
ammortizzato;
• inclusione delle condizioni del ciclo economico corrente ( Point-in-Time risk measures ) in sostituzione di una misurazione dei parametri lungo il ciclo economico (TTC – Through The Cycle ) richiesta ai fini regolamentari;
• introduzione di informazioni previsionali riguardant i la futura dinamica dei fattori macroeconomici ( Forward looking risk ) ritenuti potenzialmente in grado di influenzare la situazione del debitore;
• estensione dei parametri di rischio ad una prospettiva pluriennale, tenendo conto della durata dell’esposizione creditizia da valutare ( lifetime ).
Come già indicato, la definizione di default adottata risulta allineata a quella in uso per fini regolamentari.
A seguito delle misure di supporto adottate dallo Stato italiano nel periodo della pandemia Covid, una delle principali azioni di mitigazione è stata quella delle garanzie statali per l’erogazione di crediti ai clienti. A tal riguardo il Gruppo
1 Nel caso in cui una posizione venga classificata a Stage 2 a seguito di criteri di diversa natura, la sua esposizione è stata assegnata al primo cluster secondo l’ordine in cui sono stati pr esentati i criteri di classificazione.
2 Il tasso di sconto utilizzato per le stime di LGD a fi ni regolamentari, in complian ce con le Guidelines EBA ( EBA/GL/2017/16 ), corrisponde all’Euribor a 3 mesi con add-on prudenziale del 5%.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 181 Banco BPM ha tenuto conto, all’interno del calcolo dell’ECL, della misura governativa sulle garanzie statali ancora in essere. La metodologia adottata ha permesso quindi di iden tificare la quota di esposizione coperta da tali garanzie sul totale dell’esposizione di rapporto. Su tale quota è stat a quindi azzerata la LGD associata al rapporto, e assegnato un coverage medio riferito allo Stato Italia.
Le provision risultano pertanto calcolate come somma della perd ita attesa sulla quota di esposizione non garantita dallo Stato a cui è sommata una ECL, calcolata tramite l’applicazione del coverage “Stato Italia” alla quota di esposizione garantita dallo Stato.
Di seguito si forniscono informazioni di maggior dettaglio su lla modalità con le quali il Gruppo ha determinato i citati parametri di rischio IFRS 9 compliant, con particolare riferimento ai fattori forward looking .
Al riguardo si deve inoltre precisare che l’aggiornament o delle serie storiche dei parametri e conseguentemente l’attività di ricalibrazione degli stessi è effettuata su base annua. In particolare, nel mese di dicembre 2025, in linea con quanto previsto dai processi interni, i parametri di ri schio sono stati aggiornati per incorporare nella loro stima l’effetto dell’aggiornamento delle serie storiche sui parametri di rischio PD, LGD, EAD e sulle soglie per l’identificazione del SICR.
Stima del parametro PD
I valori di PD sono ottenuti sulla base di quelli regolament ari, che sono ancorati al live llo di rischio medio osservato sul lungo periodo, opportunamente calibrati per riflettere le current conditions del ciclo economico (ottica Point in Time). Successivamente i valori di PD vengono condizionati, in ottica Forward Looking , attraverso l’applicazione dei modelli satellite settoriali sviluppati dal Gruppo. Detti valori de vono essere stimati non solo con riferimento all’orizzonte dei dodici mesi successivi alla data di reporting, ma anche negli anni futuri, in modo da consentire il calcolo degli accantonamenti lifetime . Le curve di PD lifetime sono state costruite moltiplicando tra loro, con approccio markoviano, le matrici di migrazione del rating a 12 mesi distinte per segmento di rischio (Large Corporate, Mid Corporate, Mid Corporate Plus, Small Business, Privati) condizionate agli scenari prospettici macroeconomici. Ad ogni classe di rating assegnata alle controparti tramite modelli intern i AIRB viene associata la relativa curva di PD lifetime . Di seguito i principali step metodologici utilizzati per la stima del parametro PD lifetime :
• costruzione delle matrici di migrazione Point in Time (PiT) storiche per ogni segm ento di rischio definito dai modelli di rating e, sulla base della media di tali matrici, ottenimento delle matrici di migrazione di lungo periodo Through The Cycle (TTC) per ogni segmento di rischio;
• determinazione delle matrici di migrazione PiT future per i primi tre anni successivi rispetto alla data di reporting , ottenute sulla base delle matrici di migraz ione PiT condizionate in base agli scenari
macroeconomici;
• ottenimento delle PD cumulate per classe di rating e scenario, mediante prodotto matriciale ( markov chain techniques ) delle matrici di migrazione PiT future per i prim i tre anni, come in precedenza calcolate, mentre dal quarto anno in poi vengono ut ilizzate le matrici cosiddette smoothed , che consentono il ricongiungimento graduale con la matrice di migrazione TTC;
• generazione della curva PD cumulata lifetime come media delle curve di PD cumulate di ogni scenario macroeconomico selezionato ponderato per le rispettive probabilità di accadimento.
Per quanto riguarda le c.d. “operazi oni di Finanza Strutturata - OFS” ( Income Producing Real Estate, Real Estate Development, Project Financing e Object Finance ) si segnala che, a partire da giugno 2024, i modelli simulativi sono stati dismessi, con conseguente passaggio al metodo slotting criteria , in coerenza con la formalizzazione verso BCE dell’istanza di model change per fini regolamentari. Il metodo dedicato slotting criteria prevede l’assegnazione di una categoria definita in un range da 1 a 4, successivamente trasformata, attrav erso delle tabelle di conversione, in classi di rating e relativo valore di PD del modello Mid Corporate (segmento con caratteristiche di size più affini) riferito al nuovo sistema di rating A-IRB. I valori di PD così ottenuti vengono poi condizionati al ciclo economico in ottica forward looking mediante l’utilizzo dei modelli satellite interni di PD.
Si fa rinvio al successivo paragrafo “Inclusione dei fattori forward looking ” per ulteriori dettagli sulla modalità di costruzione del parametro PD.
182 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Stima del parametro LGD
I valori di LGD sono assunti pari ai tassi di recupero regolamentari calcolati lungo il ciclo economico (TTC), opportunamente adattati al fine di rimuovere alcuni el ementi prudenziali previsti dai modelli regolamentari, rappresentati dai costi indiretti, dal MoC ( Margin of Conservatism ) e dalla componente legata al ciclo economico avverso (cosiddetta componente “ down turn”), nonché per riflettere i più attuali tassi di recupero (PiT), la differenza tra il tasso di sconto utilizzato per la stima dei parametri in ambito regolamentare 1 e l’Effective Interest Rate (EIR), le aspettative circa i futuri trend ( forward looking ). Nel dettaglio, in ottica forward looking , la stima del parametro tiene conto del condizionamento al ciclo economico delle componenti rappresentate dalla probabilità di sofferenza (Psoff) e dalla Loss Given Sofferenza (LGS) attraverso appositi scaling factor prospettici, che permettono di ottenere delle LGD point in time e forward looking . In particolare, gli effetti forward looking sono veicolati alle stime di LGD mediante applicazione di modelli satellite specifici per le componenti principali del modello LGD (P soff e LGS) che mettono in relazione, con i residui delle stime dei due citati parametr i sull’orizzonte storico, le variazioni dei fattori macro.
Come riportato nel paragrafo dedicato alla stima del PD , per quanto riguarda le c.d. “Operazioni di Finanza Strutturata OFS” ( Income Producing Real Estate, Real Es tate Development, Project Financing e Object Finance ), a partire da giugno 2024, i modelli simulativi sono st ati dismessi, con conseguente passaggio al metodo slotting criteria , in coerenza con la formalizzazione verso BCE dell’istanza di model change per fini regolamentari.
Con il metodo slotting criteria si prevede l’assegnazione di specifici valori di LGD a seconda del segmento OFS, definita in funzione di analisi puntuali condotte su specif ici portafogli adottando i valori fissi forniti dalla Normativa di Vigilanza.
I valori di LGD così ottenuti vengono poi co ndizionati al ciclo economico in ottica forward looking mediante l’utilizzo dei modelli satellite interni di LGD. È stato inoltre introdotto un apposito parametro volto ad in cludere, con gli opportuni correttivi, l’effetto delle cessioni sui recuperi, intese quale modalità alternative di workout cui il Gruppo ha fatto ricorso nel tempo.
Stima EAD
Per le esposizioni per cassa, il parametro EAD è rappresenta to, ad ogni data di pagamento futura, dal debito residuo sulla base del piano di ammortamento, maggiorato delle eventuali rate non pagate e/o scadute.
Per le esposizioni fuori bilancio, rappresentate dalle garanzie e dagli impegni ad erogare fondi irrevocabili o revocabili, l’EAD è pari al valore nominale ponderato pe r un apposito fattore di conversione creditizia (CCF – Credit Conversion Factor ), determinato in conformità ai modelli interni gi à validati opportunamente calibrati ed utilizzando l’approccio standard per le rimanenti esposizioni. Si precisa che, per i crediti revolving, la scadenza del rapporto è attualmente definita “ in model ” sulla base di un modello di tipo comportamentale, a seguito della rimozione del relativo post model adjustment .
Inclusione dei fattori forward looking
In base a quanto previsto dal principio IFRS 9 nella stima delle perdite attese, è necessario tenere conto delle informazioni forward looking 2, condizionando i parametri di rischio in funzione dei differenti scenari macroeconomici in cui si prevede di poter operare, per il tramite di modelli satellite. Al fine di ovviare alle potenziali incoerenze nei risultati de terminati dai modelli satellite ordinariamente utilizzati prima della manifestazione degli effetti del Covid-19, a partire dall’esercizio 2020 sono stati adottati modelli satellite settoriali con l’obiettivo di valorizzare le conseguenze diversificate sui singoli settori dell’economia italiana.
A partire dal 2024 sono stati sviluppati nuovi modelli satellite che, in aggiunta ai fattori macroeconomici, considerano come driver di rischio i KPI finanziari con l’obiettivo di meglio cogliere gli impatti climatici legati al rischio fisico e di transizione.
1 Il tasso di sconto utilizzato per le stime di LGD a fini regolamentari, in compliance con le Guidelines EBA ( EBA/GL/2017/16 ), corrisponde all’Euribor a 3 mesi con add-on prudenziale del 5%.
2 Condizionamento dei parametri di rischio di credito (PD e LGD) ca lcolati in modalità Point-in-Time, al fine di stimarne la vari azione prospettica in funzione dell’evoluzione a ttesa delle principali variabili macroeconomi che (es. PIL, indice di disoccupazione ec c.).
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 183 Da ultimo, così come previsto dalla normativa interna, per il calcolo dell’ECL al 30 giugno 2026 sono stati aggiornati gli scenari macroeconomici e le relative probabilità di accadimento, sulla base delle analisi svolte dallo Scenario Council1. A tal fine sono state considerate le proi ezioni macroeconomiche fornite da primario provider . Con riferimento a quattro scenari da quest’ultimo elaborati (“ baseline ”, “favourable ”, “adverse ” e “severe ”), sono stati selezionati tre scenari, individuan do lo scenario “ baseline ” quale scenario “base”, lo scenario “ favourable ” quale scenario “migliorativo” e lo scenario “ adverse ” quale scenario “peggiorativo,” esclud endo lo scenario estremo negativo (“severe ”) in quanto, ai fini contabili, non ritenuto plausibile.
Ai fini dell’attribuzione delle probabilit à di accadimento dei suddetti scenari, si sono prese come basi di riferimento quelle implicite nella costruzione degli stessi, così come fornite dal provider . Rispetto a queste ultime, è stato deciso di incrementare la probabilità di accadimento dello scenario “peggiorativo”, dal 25% indicata dal provider , al 35%, allocando a quest’ultimo la probabilità del 5% dello scenario estremo negativo “ severe ”, nonché un ulteriore 5% che la Banca ha ritenuto prudenzialmente di allocare a tale scenario rispetto a quello “ favourable ”.
Le probabilità di accadimento attribuite ai tre scenari macroeconomici considerati sono pertanto le seguenti:
• scenario “base”: 50%;
• scenario “peggiorativo”: 35%;
• scenario “migliorativo”: 15%.
Si evidenzia che il modello di governance del processo di aggiornamento degli scenari macroeconomici ai fini IFRS 9 prevede che gli stessi siano oggetto di aggiornamento almeno con cadenza semestrale (ai fini delle chiusure di fine anno e del primo semestre di ogni es ercizio). L’aggiornamento potrà avvenire con maggior frequenza (trimestrale), qualora il monitoraggio dell’evoluzione delle previsioni relative al PIL, rispetto a quelle implicite negli scenari in uso, evidenzi il superamento di una determinata soglia2.
Nella seguente tabella si fornisce evidenza dei valori medi annui (espressi in termini di variazioni percentuali annue o valori percentuali medi per i tassi di rendimento e pe r il tasso di disoccupazione) dei principali indicatori macroeconomici per il periodo 2026-2028, per ognuno dei tr e scenari considerati nei modelli satellite, ai fini del condizionamento dei parametri di rischio da utilizzare per il calcolo dell’ECL:
Scenario Indicatori Macroeconomici 2026 2027 2028 Peggiorativo PIL Italia -0,2 0,0 0,2 Base PIL Italia 0,4 0,5 0,5 Migliorativo PIL Italia 0,9 1,3 0,7 Peggiorativo PIL UEM 0,4 0,6 1,0
Base PIL UEM 0,8 1,1 1,2
Migliorativo PIL UEM 1,3 1,9 1,7 Peggiorativo Tasso di disoccupazione 6,20 6,64 6,99 Base Tasso di disoccupazione 6,02 5,91 5,77 Migliorativo Tasso di disoccupazione 5,93 5,29 4,61 Peggiorativo Indice dei prezzi degli immobili residenziali 3,5 1,2 0,8 Base Indice dei prezzi degli immobili residenziali 3,6 2,7 2,1 Migliorativo Indice dei prezzi degli immobili residenziali 3,6 3,5 3,2 Peggiorativo Consumi famiglie 0,2 -0,2 -0,1 Base Consumi famiglie 0,5 0,8 0,6 Migliorativo Consumi famiglie 1,0 1,8 1,3 Peggiorativo Investimenti totali 0,2 -1,1 -0,6 Base Investimenti totali 1,7 0,6 0,4 Migliorativo Investimenti totali 3,1 3,3 2,0
1 Lo Scenario Council consiste in un gruppo di lavoro responsabi le della definizione e dell’aggiornamento o conferma degli scenar i macroeconomici adottati nei processi strategi ci di Gruppo, alla luce di eventi estern i o di specifiche vulnerabilità della Banc a. Esso è inoltre responsabile dell’individuazione dei processi impattati e del loro potenziale aggiornamento. Tale gruppo di lavoro è composto d al Chief Financial Officer , dal Chief Risk Officer, dal Chief Lending Officer e dai responsabili delle funzioni Pianificazione e Gestione del Valore, Rischi e Amministrazione e Bilancio, con la partecipazione del re sponsabile della Funzione Audi t, quest’ultimo come uditore.
2 Soglia individuata in una differenza nella dinamica del PIL tra lo scenario baseline in uso e quello più recente, oggetto di valutazione, maggiore di +/- 0,5% annuo, nei primi 12 mesi.
184 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Scenario Indicatori Macroeconomici 2026 2027 2028 Peggiorativo Investimenti in costruzioni -0,4 -3,2 -3,1 Base Investimenti in costruzioni 0,9 -2,1 -1,9 Migliorativo Investimenti in costruzioni 1,9 0,2 -0,4 Peggiorativo Euribor 3 mesi 2,16 2,28 2,37 Base Euribor 3 mesi 2,18 2,31 2,40 Migliorativo Euribor 3 mesi 2,31 2,53 2,54 Peggiorativo Tasso BCE 2,34 2,40 2,46 Base Tasso BCE 2,34 2,40 2,46 Migliorativo Tasso BCE 2,46 2,65 2,65 Peggiorativo Rendimento titoli di Stato italiani 10 anni 4,18 4,71 4,88 Base Rendimento titoli di Stato it aliani 10 anni 3,74 4,00 4,21 Migliorativo Rendimento titoli di Stato italiani 10 anni 3,81 3,95 4,19 Peggiorativo Spread BTP/Bund 1,07 1,34 1,32 Base Spread BTP/Bund 0,76 0,83 0,86 Migliorativo Spread BTP/Bund 0,67 0,53 0,58 Peggiorativo Indice dei prezzi al consumo italiani 3,7 2,1 1,7 Base Indice dei prezzi al consumo italiani 2,9 1,6 2,0 Migliorativo Indice dei prezzi al consumo italiani 1,5 1,7 1,8 Peggiorativo Importazioni 0,9 -0,8 0,7 Base Importazioni 1,7 2,3 2,2 Migliorativo Importazioni 2,4 5,5 5,0 Peggiorativo Esportazioni -0,8 0,6 1,9 Base Esportazioni -0,1 2,3 2,3 Migliorativo Esportazioni 0,5 3,9 3,0 Peggiorativo Spesa pubblica amministrazione 0,3 0,1 0,1 Base Spesa pubblica amministrazione 0,3 0,1 0,1 Migliorativo Spesa pubblica amministrazione 0,3 0,3 0,2
Nella prima metà del 2026, nonostante l’ escalation del conflitto in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, l’economia mondiale ha mantenuto una crescita moderata. La successiva tregua ha favorito una parziale normalizzazione dei prezzi dei combustibi li e delle materie prime, calmierati anche dal ricorso alle scorte, e una ripresa dei mercati, senza tuttavia eliminare i rischi geopolitic i. Negli Stati Uniti la crescita è rimasta sostenuta, anche grazie agli investimenti tecnologici, ma l’aumento dell’inflaz ione ha eroso i redditi reali. L’economia cinese ha retto soprattutto grazie alla produzione industriale e alle esport azioni, mentre la domanda inte rna è rimasta debole, frenata dalla persistente crisi immobiliare. L’Eurozona ha registrato una crescita contenuta: al netto della forte contrazione dell’Irlanda, la domanda interna e i consumi hanno sostenuto l’attività economica, nonostante gli effetti del conflitto sui prezzi e sulla fiducia. Il riemergere delle pressioni in flazionistiche ha interrotto il processo di allentamento monetario delle banche centrali. In Italia la crescita ha so rpreso positivamente, grazie in particolare alle componenti della domanda interna e, in parte, all’impulso temporaneo delle Olimpiadi invernali.
Lo scenario “base” si sviluppa, pertanto, in un contesto in cui gli equilibri geopolitici assumono un ruolo cruciale.
L’escalation in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Ho rmuz hanno determinato un nuovo shock energetico, interrompendo il miglioramento della fiducia osservato nei primi mesi dell’anno. Lo scenario riflette le ipotesi di un’attenuazione delle tensioni e una progressiva ripresa dei fl ussi energetici e commercial i nella prima metà dell’anno;
ci si attende comunque che gli effetti dello shock continueranno a manifestarsi attraverso prezzi dell’energia e inflazione più elevati, condizioni finanziarie meno favorevoli e un deterioramento della fiducia. La crescita globale è prevista rallentare leggermente rispetto al 2025 e il co mmercio mondiale risente della debolezza della domanda e delle tensioni sulle catene di approvvigionamento. Si prevede che la Fed mantenga un orientamento prudente, rinviando l’allentamento monetario, mentre la BCE è già in tervenuta in senso restrittivo (+0,25% il tasso “refi” nel 2026), per contenere il pass-through dello shock energetico ai prezzi intern i e prevenire effetti di seconda battuta.
Consumi e investimenti privati stanno infatti rallentando nell ’area Euro e soprattutto in Italia, per via della maggiore esposizione allo shock energetico, tuttavia il piano infrastrutturale te desco, la maggiore spesa per la difesa e gli investimenti pubblici potranno attenuare la decelerazione. In Italia, la crescita è prevista restare debole, sostenuta
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 185 soprattutto dagli investimenti collegati al PNRR, i cui effett i, una volta concluso, saranno solo parzialmente compensati dall’intervento pubblico, per via dei limitati spazi di bilancio.
Nel dettaglio, si riepilogano le principali caratteristiche delle previsioni per l’Italia:
• la forte esposizione all’approvvigionamento energetico da ll’estero e ai mercati mondiali limita le prospettive di crescita dell’economia italiana: dopo lo 0,4% nel 2026, il PIL cresce dello 0,5% nel biennio 2027-2028;
più dinamica l’UEM, con una crescita dello 0,8% nel 2026, dell’1,1% nel 2027 e dell’1,2% nel 2028;
• il tasso di disoccupazione, già su livelli storicamente contenuti, continua a diminuire: dal 6,02% nel 2026 scende al 5,91% nel 2027 e al 5,77% nel 2028; tuttavia, l’invecchiamento della popolazione e il problema della produttività rimangono temi centrali;
• la forte accelerazione dei prezzi nel 2026, al 2,9%, si ridimensiona negli anni successivi, all’1,6% nel 2027 e al 2,0% nel 2028, grazie alla progressiva normaliz zazione dei prezzi energetici e alla debole dinamica della domanda interna. A ciò si aggiunge il rinvio dell’entrata in vigore dell’ETS2 ( European Emission Trading System 2), che contribuisce a contenere le pressioni sui prezzi dei combustibili;
• l’export flette nel 2026 dello 0,1%, penalizzato dai maggiori costi energetici e dai dazi statunitensi. Dal 2027, grazie alla normalizzazione dei flussi commer ciali mondiali e alla ripresa della domanda estera rivolta all’Italia, le esportazioni tornano a crescere del 2,3% annuo;
• il rendimento dei titoli di Stato decennali italiani cr esce nel triennio, passando dal 3,74% nel 2026 al 4,00% nel 2027 e al 4,21% nel 2028; tale dinamica riflette pr incipalmente un rialzo generale dei tassi governativi a lungo termine dell’area Euro; lo spread BTP-Bund cres ce leggermente, ma rimane su livelli contenuti, da 76 p.b. aumenta a 83 p.b. nel 2027 e a 86 p.b. nel 2028.
Per quanto riguarda lo scenario “peggior ativo”, si ipotizza un deterioramento de l quadro geopolitico globale, legato in particolare a un prolungamento del conflitto in Iran, con un brusco aumento dei prezzi di petrolio e gas. A questo si sommano gli effetti delle tariffe, finora relativamente contenuti, che si manifestano con maggiore intensità attraverso l’aumento dei costi di importazione. Ne deriva un contesto di inflazione più persistente nel primo biennio, associato a un rallentamento degli scambi commerciali e a un peggiora mento della domanda mondiale. Le tensioni geopolitiche e commerciali si riflettono anche sui mercati finanziari, già colpiti dalle correzioni dei titoli tecnologici, in particolare que lli legati all’AI. Nell’Eurozona, incapace di rispondere in modo co ordinato alle recenti tensioni, l’attività economica rallenta e gli shock inflattivi erodono il potere d’acquisto. Il deterioramento del contesto economico rende più difficoltosa l’implementazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza e del piano infrastrutturale tedesco, limitandone gli effetti espansivi. Le banche centrali non adottano una politica monetaria eccessivamente restrittiva, evitando di penalizzare ulteriormente la crescita. In Italia, la maggiore esposizione alla crisi energetica, la debolezza della domanda estera e le difficoltà nell’implementazione dei progetti PNRR determinano una contrazione dell’attività economica nel 2026 e una stagnazione nel 2027, con un marcato ridimensionamento degli investimenti. Il rapporto debito/PIL risente dell’aumento dello spread BTP/Bund e scenderebbe sotto il 139% solo nel 2030. L’aumento dei rendimenti a medio-lungo termine e il peggioramento della fiducia incidono anche sul ciclo del credito: la domanda di finanziamenti dei privati si indebolisce, mentre le attività finanziarie delle fa miglie si orientano verso strumenti meno rischiosi, come liquidità e titoli.
Nel dettaglio, sono previsti i seguenti sviluppi:
• l’Italia entra in recessione nel 2026, -0,2%, e dopo la stagnazione nel 2027 torna a dare i primi segnali di ripresa nel 2028, +0,2%; pesano in particolare la fo rte dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento energetico e l’indebolimento della domanda global e. Nell’UEM, relativamente meno esposta allo shock energetico rispetto all’Italia, la crescita rimane mo desta nel biennio 2026-2027, rispettivamente allo 0,4% e allo 0,6%, per poi rafforzarsi all’1,0% nel 2028;
• l’incerto contesto internazionale penalizza gli scambi, l’export cala dello 0,8% nel 2026, per poi riprendersi progressivamente, +0,6% nel 2027 e +1,9% nel 2028. Le importazioni dopo i segnali di tenuta nel 2026, +0,9%, calano nel 2027, -0,8%, per po i tornare a crescere nel 2028, +0,7%;
• il deterioramento della fiducia e la riduzione degl i incentivi pubblici nuocci ono alla dinamica degli investimenti: ad un 2026 debole, +0,2%, segue un brusco rallentamento nel biennio seguente, -1,1% nel 2027 e -0,6% nel 2028;
• l’andamento dei prezzi al consumo risente della forte di pendenza italiana dall’estero per l’approvvigionamento energetico. Nel 2026 l’inflazione schizza al 3,7%, per po i tornare in prossimità del livello obiettivo, +2,1%, già nel 2027 e scendere all’1,7% nel 2028, anche per via dei consumi molto deboli;
• la percezione del rischio sovrano italiano cresce, lo spread BTP ‑Bund si allarga sin dal 2026 a 107 p.b., per poi assestarsi poco sopra ai 130 p.b. nel bi ennio 2027-2028. Il rendimento del BTP a 10 anni, risentendo anche dell’innalzamento delle curve dei tass i, cresce lungo l’orizzonte di previsione: 4,18% nel 2026, 4,71% nel 2027 e 4,88% nel 2028.
186 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Nello scenario “migliorativo” si ipotizza un rientro delle principali tensioni geopolitiche e commerciali, con una rapida stabilizzazione della situazione nello Stretto di Hormuz, favo rita dagli sforzi diplomatici, che mantiene i prezzi di petrolio e gas su livelli relativamente contenuti e prevedibili. A questo si accompagna la tenuta degli accordi tariffari tra Stati Uniti e partner commerciali. Nell’Unione Europea, una maggiore convergenza politica consente progressi concreti sui temi dell’indipendenza energetica, dell’unio ne dei mercati dei capitali e della transizione verde e tecnologica. In presenza di una crescita sostenuta e di un’inflazione coerente con il target, la BCE rialza i tassi ufficiali portandoli sui livelli considerati di equilibrio, a partire da l terzo trimestre 2026. In Ital ia, la maggiore domanda estera, il rafforzamento della fiducia di famiglie e imprese e la prosecuzione ordinata degli investimenti legati al PNRR sostengono l’attività economica. I consumi beneficiano del buon andamento del mercato del lavoro e del reddito disponibile, gli investimenti risultano dinamici e la produzio ne industriale torna a crescere. Il miglioramento del quadro macroeconomico si riflette anche sui conti pubblici, con un rapporto debito/PIL atteso poco sopra il 130% nel 2030, favorito anche dalla diminuzione dello spread BTP/Bund. Il ra fforzamento della congiuntura sostiene infine il ciclo del credito e le attività finanziarie delle famiglie si orie ntano verso strumenti a maggiore rendimento, come risparmio gestito e azioni.
Nel dettaglio:
• l’Italia beneficia del rapido rientro delle tensioni internazionali: la crescita passa dallo 0,9% nel 2026 all’1,3% nel 2027, per poi moderarsi allo 0,7% nel 2028; l’attività economica è sostenuta dalla ripresa della domanda estera e dei consumi, dal rafforzament o degli investimenti e dalla diminuzione dei prezzi delle materie prime energetiche;
• la dinamica del lavoro continua a migliorare: il tasso di disoccupazione cala progressivamente dal 5,93% nel 2026 al 5,29% nel 2027, fino al 4,61% nel 2028;
• la dinamica dei prezzi al consumo risulta modesta, +1 ,5% nel 2026 per poi avvicinarsi ai livelli target nel biennio seguente, 1,7% nel 2027 e +1,8% nel 2028. A livello europeo l’inflazione risulta in linea con i livelli obiettivo e la BCE porta già a fine 2026 il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al
2,65%;
• il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni cresce leggermente principalmente per effetto dell’innalzamento della curva dei rendimenti a lu ngo (3,81% nel 2026, 3,95% nel 2027 e 4,19% nel 2028); contestualmente, lo spread BTP ‑Bund si assesta sui 67 p.b. nel 2026, per poi rimanere nell’intervallo 50-60 p.b nel biennio successivo.
Utilizzo di post model adjustments e management overlays
Oltre alle modifiche precedentemente illustrate, in sede di redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 si è ritenuto opportuno procedere, co erentemente con quanto effettuato nei periodi precedenti, all’applicazione di ulteriori interventi top-down (c.d. “ post model adjustments/management overlays" ).
Tali management overlays , che di fatto riducono significativamente gli impatti economici positivi che altrimenti sarebbero stati rilevati applicando i modelli in uso, trovano la loro principale giustificazione nel fatto che i suddetti modelli potrebbero non catturare tutti i fenomeni ritenuti rile vanti ai fini della determinazione delle perdite attese sulle esposizioni creditizie verso la clientela non deteriorate (finanziamenti per cassa e crediti di firma). In maggior dettaglio, per le suddette esposizioni, l’applicazione degli overlays in esame ha comportato la rilevazione di maggiori rettifiche di valore per complessivi +135,7 milioni, rispetto alle perdite attese quantificate in base ai modelli in uso, che ammontano a 347,7 milioni.
La quantificazione di tali importi è stata determinata conducen do specifiche analisi, in ambiente di laboratorio, basate sui seguenti interventi:
• in continuità con i precedenti esercizi, valutazione dei potenziali effetti ESG su staging allocation ed ECL derivanti dall’inclusione del rischio fisico e di transizione sull’evoluzione prospettica dei parametri PD e LGD, sotto l’ipotesi di adottare, rispettivamente, gli scenari Net Zero 2050 combinato con IPCC RCP 4.5 (rischio fisico acuto nel lungo periodo) utilizzando proiezioni finanziarie di breve, medio e lungo periodo come input dei modelli satellite PD e gestendo gli effetti di sovrapposizione con i rating gestionali, in ottemperanza ai piani operativi ESG comunicati dal Gruppo al Regulator in ambito Targeted Review on Climate-related and Environmental Risks (c.d. “Inclusione effetti ESG” ), ottenendo un impatto in termini di maggior ECL pari a +20,8 milioni a fronte di un aumento delle esposizioni classificate a Stage 2 pari a +0,16 miliardi. In maggior dettaglio, per il rischio di tr ansizione si è considerato lo scenario Net Zero 2050 Phase V del Network for Greening the Financial System (NGFS); per il rischio fisico acuto è stato valutato l’impatto facendo leva sul modello di svalutazione degli immobili a garanzia ( property value ) quale quota svalutazione
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 187 che impatta sull’indice dei prezzi degli immobili reside nziali e non residenziali. Per ulteriori dettagli sugli scenari utilizzati e sulla modalità di incorporazione degli stessi ai fini del calcolo dei parametri di rischio PD e LGD, si fa rinvio a quanto illustrato nel precedente paragrafo “Informazioni sull ’inclusione dei fattori ESG nell’ambito dei processi creditizi”;
• stante l’incertezza intrinseca nel contesto geopolitic o, si è mantenuto il PMA introdotto a dicembre 2024, p e r c o g l i e r e i l p o t e n z i a l e e f f e t t o d i r i s c h i e m e r g e n t i non ancora manifestati. L’intervento si sostanzia nell’utilizzo dello scenario Severe , alternativo al multiscenario, con probabilità di accadimento pari al 50% e il restante 50% al Baseline . L'utilizzo del Severe è volto a identificare un adjustment stimato a fronte di possibili scenari di rischio attualmente non colti dal framework IFRS 9. In presenza, infatti, di specifici momenti congiunturali caratterizzati da elevata volatili tà e/o da rischi di deviare significativamente dagli scenari attesi, si sceglie di introdurre ulteriore conserva tività sull’ECL. Tale PMA coglie il rischio potenziale che lo scenario prospettico possa divergere dal range rappresentato dagli scenari adottati per la quantificazione dell’ECL. In aggiunta, a partire da ma rzo 2026, ai settori maggiormente esposti agli effetti del conflitto tra USA/Israele e Iran, in considerazione dei potenziali impatti derivanti dall’incremento dei prezzi del carburante e dai rallentamenti nelle catene di approvvigionamento, è stato previsto un incremento del peso attribuito allo scenario Severe pari al +10%, portando la combinazione di scenari a 60% Severe e 40% Baseline , con conseguente aumento dell’ECL.
Si evidenzia come tale PMA sia volto ad intercettare scenari caratterizzati da estrema volatilità e che possono essere – anche in maniera significativa – differenti dagli scenari attesi; ossia mitiga il rischio che lo scenario prospettico possa divergere, in casi estremi, da qu ello riveniente dalla ponderazione dei tre scenari (favourable, baseline e adverse ). Di conseguenza, questo overlay non si presta, per sua natura, a rappresentare anche un indicatore di SICR ai fini della definizione della staging allocation nel framework I F R S 9 , i n q u a n t o l a d e f i n i z i o n e d i u n o s c e n a r i o e s t r e m o r i s u l t a s l e g a t a d a u n c o n c e t t o d i m i s u r a z i on e puntuale della rischiosità prospettica delle singole posi zioni creditizie del portafoglio performing del Gruppo.
L’impatto in termini di maggiore ECL è pari a +99,1 milioni;
• infine, a seguito dell’ispezione BCE OSI IFRS9, a part ire da marzo 2025, al fine di introdurre maggiore conservatività nella determinazione del merito creditizio (rating) delle posizioni oggetto di Forbearance, si è applicato un notch down di una classe di rating, ottenendo un impatto in termini di maggior ECL pari a +15,8 milioni.
Rispetto a quanto determinato in sede di redazion e del bilancio 2025, a valle dell’applicazione dei post-model adjustments in precedenza illustrati, non sono stati introdotti ul teriori PMA. È stato invece dismesso il PMA introdotto a marzo 2026 relativo estensione del calcolo dell’ECL an che ai fidi non operativi (CRR3), in quanto integrato direttamente nei modelli IFRS 9.
Resta fermo il carattere transitorio dei post-model adjustments legati al recepimento in ambito IFRS 9 di fine tuning al framework modellistico, al progressivo svecchiamento della serie st orica di stima, in aggiunta alla considerazione che i risultati derivanti dai modelli di calcolo delle perdite at tese sono influenzati da scenari macroeconomici in buona parte dipendenti da fenomeni non del tutto consolidati e comunque ancora soggetti ad estrema variabilità ed incertezza.
Analisi di sensitività delle perdite attese
Secondo quanto previsto dal paragrafo 125 dello IAS 1, nell a Nota integrativa devono essere fornite informazioni in merito ai principali fattori di incert ezza che caratterizzano le stime di bilancio. Il successivo paragrafo 129 prevede che tale informativa debba essere fornita in modo tale da co nsentire al lettore di bilancio una chiara comprensione degli elementi di giudizio utilizzati dal management e i rela tivi impatti. Tra gli esempi menzionati per perseguire tale obiettivo vi sono le analisi di sensitività, mediante le qu ali il lettore è messo nella condizione di poter apprezzare gli impatti sulle stime di bilancio conseguenti a modelli alternat ivi di calcolo, variazioni ragionevolmente prevedibili degli input e delle assunzioni alla base delle stime.
Tra i valori di bilancio il cui processo di stima è caratterizza to dalla presenza di rilevanti fattori di incertezza figurano certamente i fondi rettificativi delle esposizioni creditizie non deteriorate (ECL).
Come rappresentato nella “Parte A – Politiche contabili”, l’inclusione dei fattori forward looking per la misurazione delle perdite attese risulta essere un esercizio particolarme nte complesso, in quanto richiede di formulare previsioni macroeconomiche, di selezionare scenari e relative probabilit à di accadimento nonché di definire un modello in grado di esprimere la relazione tra i citati fattori macroeconomi ci e i tassi di inadempimento delle esposizioni oggetto di valutazione.
188 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Per tale motivo, al fine di poter apprezzare gli impatti sulle perdite attese conseguenti alla selezione di differenti scenari macroeconomici e in ottemperanza alle raccoman dazioni formulate dall’ESMA, da ultimo con il documento del 13 maggio 2022, vengono di seguito fornite apposite analisi di sensitivity , sia in termini di ECL che di stage allocation . Dette analisi sono state condotte attribuendo una ponderazione del 100% a ciascun singolo scenario macroeconomico (“base”, “peggiorativo”, “migliorativo”) ri spetto all’approccio multiscenario seguito ai fini della redazione del presente bilancio che, come precedentemente descritto, considera tre differenti scenari alternativi.
Accanto allo scenario “base”, ritenuto essere maggiormente probabile – 50% è la relativa probabilità di accadimento – è stato considerato uno scenario “peggiorativo” a cui è stata attribuita una probabilità di accadimento del 35% e uno scenario “migliorativo” con una probabilità di accadimento pari al 15%.
La selezione di una sensitività multifattoriale, ottenuta fa cendo variare più parametri contemporaneamente ed implicita nella scelta di considerare scenari macr oeconomici alternativi, è giustificata dal fatto che vi sono innumerevoli interrelazioni tra i diversi fattori macroeconomici tali da re ndere meno rappresentativa un’analisi di sensitività basata sul singolo fattore (a titolo di esempio, alla variazione del PIL sarebbero infatti correlate le variazioni di molte altre variabili macroeconomiche).
La base di riferimento per le analisi di sensitivity è rappresentata dal fondo ECL, prima dell’applicazione dei management overlays e determinato dai modelli in uso, che ammont a a 347,7 milioni, riferito alle esposizioni creditizie verso la clientela del Gruppo (finanziamenti pe r cassa e crediti di firma). Si ritiene comunque che detti aggiustamenti presentino la stessa sensitività alle variazioni dello scenario e, per tale motivo, i risultati rappresentati di seguito possano essere estesi al totale dell’ECL comprensivo dei post model adjustments/management overlays .
Alla luce di quanto illustrato, si riepilogano di seguito i principali risultati delle analisi di sensitivity :
• assegnazione di una probabilità di accadimento pari al 100% allo scenario peggiorativo: in tale ipotesi, l’ECL segnerebbe un incremento di +59,9 milioni rispetto a quella calcolata adottando l’approccio multiscenario (+17,2% in termini percentuali), a fron te di un aumento della percentuale di esposizioni classificate in Stage 2 pari al +0,76%;
• assegnazione di una probabilità di accadimento pari al 100% allo scenario base: in tale ipotesi l’ammontare delle ECL risulterebbe inferiore di -17,0 milioni risp etto all’importo dell’ECL calcolata adottando l’approccio multiscenario (-4,9% in termini percentuali), a fronte di una riduzione della percentuale di esposizioni classificate in Stage 2 pari al -0,13%;
• assegnazione di una probabilità di accadimento pari al 100% allo scenario migliorativo: in tale ipotesi l’ammontare delle ECL risulterebbe inferiore di -66, 9 milioni rispetto all’importo delle ECL calcolate adottando l’approccio multiscenario (-19,2% in term ini percentuali), a fronte di una riduzione della percentuale di esposizioni classificate in Stage 2 pari al -0,69%.
Stima della perdita attesa (Expected Credit Loss) – Stage 3 Con riferimento al perimetro dei crediti non performing di importo inferiore alla soglia di rilevanza (cosiddette esposizioni “sotto soglia”) 1, valutate secondo un approccio collettivo, a pa rtire da giugno 2025, la Banca ha adottato una metodologia di stima delle coperture contabili basata sul modello “ELBE contabile”, che ha sostituito il precedente modello “Gone automatizzato”.
Tale framework , approvato dal Consiglio di Amministrazione de lla Capogruppo il 22 luglio 2025, si fonda sull’impianto di calcolo della LGD ELBE ( Expected Loss Best Estimate ), utilizzato ai fini IRB, ritenuto maggiormente idoneo a recepire le indicazioni formulate dalle funzioni di controllo interne e dalle Autorità di Vigilanza.
Nello specifico, il modello ELBE contabile in troduce nella stima l’uso della campata unica ( loss rate quantificato dall'ingresso a default fino alla chiusura del ciclo), specializza le LGD per vintage di riferimento della pratica valutata, nonché integra gli effetti point in time , forward looking (mediante applicazione dei modelli satellite LGD default già in uso negli esercizi di stress testing ), cessioni e attualizzazione.
Nel mese di dicembre 2025, in conformità alla normativa aziendale, è stato effettuato l’aggiornamento annuale delle serie storiche utilizzate per la calibrazione dei parametri del modello ELBE.
Nel mese di giugno 2026 sono stati recepiti gli effetti dei nuovi scenari macroeconomici approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella seduta del 16 giugno 2026.
1 Rientrano in tale perimetro le esposizioni in stato di default di importo inferiore a 1 milione, per le quali le perdite attes e sono determinate secondo un approccio collettivo. Restano escluse le esposizioni derivanti da contratti di leasin g e quelle delle controllate Ba nca Aletti e Banca Akros che, al pari delle posizioni di ammontare pari o su periore a 1 milione, sono oggetto di valutazione analitica.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 189 Con riferimento alle modalità di inclusione degli effetti delle future cessioni nella stima delle perdite attese, si evidenzia che nel mese di giugno 2026 è stata introdotta una modifica metodologica al modello ELBE rispetto a quanto applicato al 31 dicembre 2025. Come illustrato nella “Parte A.2 - Politi che contabili” della Nota integrativa al 31 dicembre 2025, cui si rinvia per maggiori dettagli, il modello ELBE incorpora gli effetti delle fu ture cessioni di portafogli di crediti deteriorati mediante la ponderazione tra il valore “ELBE workout” , determinato assumendo il recupero tramite attività di gestione interna, e il valore “ELBE cessioni”, determinato assumendo il recupe ro del perimetro potenzialmente destinato alla vendita.
Tale ponderazione avviene sulla base della Probability of Disposal (PoD), che esprime la probabilità che la posizione sia inclusa in future operazioni di cessione di portafogli.
Nel framework in vigore al 31 dicembre 2025, la PoD era dete rminata combinando una componente storica, stimata sulla base dei tassi di cessione osservati negli ultimi tre esercizi, e una componente forward looking , definita sulla base degli obiettivi di cessione di portafogli creditizi appr ovati dal Consiglio di Amminist razione e vigenti alla data di valutazione.
A partire da giugno 2026, la PoD è stata determinata attr ibuendo peso integrale alla sola componente storica ed eliminando il contributo della componente forward looking . Tale scelta riflette la valutazione secondo cui i tassi di cessione osservati negli ultimi anni risultano adeguatamente rappresentativi delle aspettative di smobilizzo future del portafoglio deteriorato, tenuto conto ch e le cessioni costituiscono ormai una leva gestionale strutturale e ricorrente nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo. In un contesto caratterizza to dal raggiungimento di livelli di NPE ratio coerenti con gli obiettivi strategici aziendali, gli sp ecifici target di cessione residui approvati dal Consiglio di Amministrazione hanno progressivamente ridotto il proprio cont enuto informativo ai fini della stima delle perdite attese.
Inoltre, poiché gli obiettivi di cessione residui risultav ano progressivamente ridotti per effetto delle operazioni già perfezionate, l'adozione di una ponderazione pari al 100% della PoD storica ha consentito di mantenere integralmente incorporato nel modello l'effetto delle future cessioni attese, determinando un livello di copertura maggiormente prudenziale rispetto a quello che sarebbe deri vato dall'applicazione del precedente approccio basato sulla combinazione della componente storica e della componente forward looking .
Resta in ogni caso fermo che il modello sarà oggetto di revisione qualora intervengano cambiamenti significativi nel profilo di rischio del portafoglio o nelle strategie di gestione e de-risking del Gruppo tali da rendere le evidenze storiche non più adeguatamente rappresentative delle aspe ttative future di cessione di portafogli creditizi.
Da ultimo si evidenzia che, nelle more del completamento degli sviluppi informatici necessari all’integrazione del modello ELBE contabile nel framework automatizzato di calcolo di Banco BPM, gli effetti della nuova metodologia vengono quantificati in un ambiente dedicato (ambiente di laboratorio) e successivamente recepiti nei sistemi contabili-
amministrativi tramite specifici in terventi manuali di adeguamento.
L'applicazione di tale framework ha comportato sui dati co ntabili di giugno 2026 (portafoglio pro-formato per le cessioni deliberate al 30 giugno 2026), un ammontare comple ssivo delle rettifiche di valore pari a 525,4 milioni. Il coverage medio del perimetro in scope risulta pari al 48,7%.
Con riferimento al perimetro crediti non performing sopra la soglia di rilevanza sopra definita, le perdite attese sono determinate analiticamente sulla base delle previsioni di re cupero formulate dal gestore, come illustrato nella “Parte A- Politiche contabili, A.2., 16 – Altre informazioni, Modalità di determinazione delle perdite di valore sugli strumenti finanziari IFRS 9 (impairment) della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
Tecniche di mitigazione del rischio di credito
Il Gruppo è da sempre attento all’acquisizione di strumenti a maggior tutela del credito ovvero all’utilizzo di applicativi e tecniche che determinino una riduzione del rischio di credito. A tale fine sono acquisite, quando ritenute necessarie, le garanzie tipiche dell’attività bancaria, vale a dire, principal mente, ipoteche su beni immobili, garanzie reali su titoli oltre alle garanzie personali rilasciate dai fideiussori e garanzie statali.
In generale, la decisione sull’acquisizione di una garanzia si basa sulla valutazione del merito creditizio del cliente e sulle caratteristiche dell’operazione. Dopo tale analisi, può essere ritenuto opportuno raccogliere delle garanzie supplementari ai fini della mitigazione del rischio, tenuto conto del presumibile valore recuperabile offerto dalla garanzia.
Il sistema di censimento dei beni immobili posti a garanzia di operazioni di finanziamento consente la rivalutazione periodica automatica del valore dei beni e identifica i be ni per i quali ricorrono le condizioni per l’aggiornamento della perizia in linea con i criteri stabiliti dalle norme vigenti.
Il valore delle garanzie reali finanziarie è sottoposto a un costante monitoraggio automatico che permette il confronto tra il valore attuale della garanzia rispetto a quello in iziale, in modo da consentire al gestore di intervenire tempestivamente nel caso si registri una significativa riduzione della garanzia stessa.
190 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Per le garanzie costituite da pegno su titoli è operativo un sistema automatico di alert che segnala la perdita di valore della garanzia oltre una determinata soglia, evidenziando al gestore della relazione la crit icità affinché quest’ultimo possa provvedere con interventi mirati.
Per quanto riguarda l’attività in derivati con controparti di mercato, sono preferite le enti tà con le quali sono attivi accordi di prestazione di collaterale, con particolare riferimento agli ISDA - Credit Support Annex , al fine di ridurre significativamente il rischio di credito.
Esiti dell’attività di validazione interna
Il Gruppo Banco BPM adotta - ai fini del calcolo dei requis iti patrimoniali a fronte del Rischio di Credito e sul solo perimetro della Capogruppo - stime interne di PD e di LGD per i portafogli Imprese e Privati.
Il confronto tra stime e dati empirici viene effettuato separatamente per PD, LGD e CCF, mediante attività di backtesting condotta dalla funzione di Validazione Interna.
Con riferimento ai modelli PD, il Gruppo Banco BPM adotta misure di performance per verificare la capacità discriminante delle stime ( accuracy ratio-AR ) e test di calibrazione (test binomiali “classici”, multi-periodali e mono-
periodali) per confrontare i tassi di decadimento (TD) reali zzati su un orizzonte temporale annuale con i valori stimati di PD.
Relativamente al segmento Imprese, dall’ultimo backtesting emerge una buona capacità discriminante dei modelli a livello sia di singoli moduli sia di score integrato finale, che si attesta su valori comparabili, e a volte superiori, rispetto a quelli ottenuti nella fase di sviluppo. Per quanto concerne la calibrazione, si rilevano valori soddisfacenti per tutti i modelli. Relativamente al segmento Privati, si osserva nel complesso un buon livello di performance del modello. Per quanto riguarda la calibrazione, gli esiti del test binomiale sono soddisfacenti.
Con riferimento al parametro LGD, sono state condotte le a ttività di verifica sia sulla componente bonis che default.
Validazione interna non ha rilevato carenze significative per quanto attiene alle stime prodotte per i modelli Imprese e Privati.
Con riferimento ai CCF, sono state condotte le attività di ve rifica. Validazione Interna non ha rilevato temi significativi per quanto attiene alle stime prodotte per i modelli Retail e Corporate.
In generale, si segnala che sono state condotte le attività di fine tuning dei modelli finalizzati principalmente a rendere i modelli maggiormente compliant con le richieste normative.
Rischio di controparte
Con riferimento al rischio di controparte, definito come il rischio che la controparte di un’operazione risulti inadempiente prima del regolamento definitivo dei flussi di cassa dell’operazione stessa (Regolamento UE n.
575/2013), il Gruppo utilizza, sia ai fini segnaletici di Vi gilanza sia a fini gestionali interni, metodologie standard per il calcolo delle esposizioni sull’intero perimetro di riferimento relativo a derivati e securities financing transactions (pronti contro termine e prestito titoli).
Per quanto riguarda l’operatività in derivati, il calcolo dell ’esposizione al rischio di controparte viene effettuato sulla base della metodologia standard SA-CCR ( Standardized Approach for Counterparty Credit Risk ) (Rif. Regolamento UE n. 876/2019) che permette di riflettere meglio i rischi connessi alle operazioni in derivati. L’adesione alle Clearing Houses per l’operatività in Derivati OTC e Derivati di Credito ha consentito la mitigazione dei rischi.
In conformità allo Schema di Regolamentazione Basilea III, so no inoltre calcolati i requisit i di capitale aggiuntivi in
materia di:
• fondi propri per il Credit Valuation Adjustment (CVA Risk), tramite l’adozione del Metodo di Base, come previsto dal Regolamento UE n. 1623/2024;
• esposizioni relative all’operatività verso Controparti Centrali Qualificate (QCCP – Qualifying Central Counterparty ), tramite l’adozione delle modalità previste agli articoli 306-308 del Regolamento UE n.
876/2019.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 191 La determinazione del rischio controparte complessivo avvien e applicando, alle misure di esposizione definite come sopra, i parametri creditizi (PD, LGD, ponderazio ni) previsti (modello interno AIRB o Standard).
Sull’intero perimetro viene verificato mens ilmente il rispetto del limite operativo, determinato in coerenza con il limite RAF fissato dal Consiglio di Amministrazione.
In materia di misurazione del fair value ai fini della valutazione contabile degli strumenti finanziari, la Capogruppo stima inoltre le rettifiche del fair value (Valuation Adjustment ), al fine di riflettere il rischio di controparte sulle esposizioni in strumenti derivati OTC. I suddetti aggiustamenti sono effettuati con riferimento sia alle esposizioni creditorie (CVA - Credit Valuation Adjustment ) sia a quelle debitorie (DVA – Debit Valuation Adjustment ), per tenere conto rispettivamente delle probabilità di fallimento della controparte e della banca segnalante. Ai fini della determinazione dell’esposizione, alla base della quantificazione del CVA e DVA, viene adottato un approccio di calcolo di tipo simulativo avanzato (Monte Carlo), in linea con la best practice di mercato.
Il Gruppo aderisce all’obbligo previsto dalla Normat iva Europea (Regolamento Delegato UE n. 2016/2251) scambiando, in base alla relativa contrattualistica (CTA - Collateral Transfer Agreement ), margini iniziali relativamente ai contratti derivati OTC non compensati a livello centrale, che forniscono un’ulteriore protezione nel caso in cui una delle due controparti non sia in grado di onorare i suoi impegni durante la vita del contratto.
Il Gruppo Banco BPM utilizza il metodo SIMM ( Standard Initial Margin Model ), il cui calcolo è maggiormente risk sensitive ed è basato sulle sensitivities aggregate per classe di rischio e di prodotto.
Rischi finanziari
Portafoglio di negoziazione
Il modello organizzativo adottato dal Gruppo Banco BPM per i portafogli di negoziazione soggetti al rischio tasso di interesse e al rischio di prezzo prevede l’accentramento nella Finanza di Capogruppo della gestione delle posizioni di Tesoreria e del portafoglio di proprietà.
Con riferimento al modello interno per il calcolo degli assorb imenti patrimoniali a fronte del rischio di mercato, si ricorda che, a partire dalla data di reporting del 31 dicemb re 2020, il Gruppo Banco BPM utilizza il modello esteso a tutti i fattori di rischio per il calcolo del requisito di capi tale Rischio Mercato. Tale misura viene quindi calcolata sulla base del VaR, Stressed VaR – comprensivi del rischio specifico su titoli di debito – e dell’IRC.
In data 14 aprile 2023 BCE ha inoltre concesso l'autorizz azione ad estendere l'approccio del modello IMA al rischio di cambio delle posizioni del Banking Book .
Portafoglio di proprietà della Capogruppo La Capogruppo detiene un portafoglio di negoziazione le cui principali esposizioni di rischio sono riconducibili sia all’operatività sui mercati a contante ed i connessi derivati di copertura, sia a quella sui mercati dei derivati e prodotti strutturati OTC e dei derivati quotati. L’operatività riguarda sia strumenti plain vanilla che strumenti strutturati e derivati quotati e non quotati, comprensiva anche della negoziazione sul mercato secondario dei prodotti strutturati emessi dal Gruppo. La destrutturazione delle o p e r a z i o n i c o m p l e s s e i n b a s e a l s o t t o s t a n t e c o n s e n t e l a g e s t i o n e a c c e n t r a t a d e i r i s c h i d i t a s s o , c a m b i o e c o r s o nell’ambito degli specifici uffici della Direzione Finanza della Banca, che si avvalgono di sofisticati sistemi di position keeping .
L’attività di negoziazione in derivati su tassi di interesse consiste prevalentemente nell’ottimizzazione dei flussi generati dalle esigenze di copertura dei rischi di tasso di interesse da parte della clientela istituzionale (ad esempio Banche, Fondi, Assicurazioni, etc.) e corporate della Banca, assumendone il rischio in proprietà e gestendo lo stesso con strategie di copertura dinamica. La Capogruppo opera come market maker sui derivati OTC principalmente sulle curve di tasso Euro. Il processo di ribilanciamento dei risc hi nel continuo prevede, anche in funzione della liquidità dei mercati, il ricorso a negoziazioni in futures regolamentati e relative opzioni sul tasso a breve ed a medio-lungo termine.
L’attività di negoziazione in titoli obbligazionari emessi da società financial o corporate e negoziate sul mercato secondario (Eurobonds) trae origine dalla necessità di so ddisfare le richieste della clientela, prevalentemente
192 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ istituzionale. La Banca opera, sul mercato secondario, in qualità di market maker sui titoli obbligazionari di emittenti corporate , financial e sovranazionali, principalmente denominati in Euro, attraverso la negoziazione su piattaforme di negoziazione multilaterale oppure in modalità OTC.
Da novembre 2024, la Banca svolge inoltre la funzione di market maker come specialista in Titoli di Stato per conto del Ministero del Tesoro. Le principali esposizioni al rischio azionario sono riconduc ibili all’operatività sia sui mercati a contanti e relativi derivati quotati o plain vanilla sia sui mercati dei derivati e prodotti strutturati OTC e dei derivati quotati.
In particolare, rientrano nel perimetro i po rtafogli in titoli azionari e relativi de rivati quotati, detenuti per finalità di trading, per l’operatività di market making su singole Stock Future e Opzioni e per le attività connesse ai servizi di specialist (esposizione continuativa di proposte di acquisto/vendi ta), nonché l’operatività in strumenti strutturati ed in derivati quotati. La destrutturazione delle operazioni complesse in base al sottostante consente la gestione accentrata dei rischi di tasso, cambio e corso nell’ambito degli specifici uffici che si avvalgono di un sistema di position keeping specializzato sia nel comparto tasso e credit spread che in quelli corso/cambi. Tale sistema è integrato anche con modelli di pricing e calcolo dei rischi (greche) svil uppati internamente dalla funzione Financial Engineering e certificati dalla Funzione Rischi della Capogruppo. Entrando nel merito della composizione del portafoglio, a fine giugno, l’esposizione obbligazionaria netta, escluse le emissioni Banco BPM, risulta pari a circa 271 milioni di nominale, costituita da 203 milioni di titoli finanziari italiani, da 71 milioni di titoli Corporate (al netto di una posizi one a copertura di 35 milioni di CDS Itraxx Xover), da 54 milioni di governativi esteri (55 milioni francesi, 16 mili oni USA e da una posizione corta di 20 milioni in titoli governativi tedeschi), da una posizione corta di 44 milioni in titoli Governativi italiani e da una posizione corta in Finanziari esteri (–14 milioni), questi ul timi costituiti prevalentemente da CDS Itraxx finanziari (-33 milioni), utilizzati a copertura delle posizioni in titoli finanziari.
L’esposizione al rischio spread di credito risulta complessi vamente di circa +27 mila Euro (al netto delle emissioni Banco BPM), considerando uno shock di 1 punto base, derivante principalmente dai Governativi italiani ( credit spread sensitivity : circa +66 mila Euro), parzialmente compensato dai tito li finanziari italiani (circa -39 mila Euro) e dai governativi esteri (circa -8 mila Euro). La sensitivity (delta) al rischio tasso di interesse complessiva a fine giugno, nettando le esposizioni lunghe e corte sulle diverse divise e nodi delle curve di tasso, è pari a +0,2 mila Euro, ipotizzando una variazione parallela della curva dei tassi di 1 basis point. Le maggiori esposizioni al risc hio tasso si registrano sulle curve EUR (+5 mila Euro rho positivo), USD (-3 mila Euro) e GBP ( -2 mila Euro).
L’esposizione al rischio di corso complessiva del portafogli o azionario equivale ad una posizione delta equivalente lunga di circa +20,7 milioni, suddivisa principalmente tr a Area Euro (+14,9 milioni), USA (+2 milioni) e Asia (Giappone +1,4 milioni). Con riferimento all’indicatore Vega (s ensibilità rispetto a variazioni della volatilità implicita del sottostante), relativamente alla classe di rischio equity , a fine giugno l’esposizione risulta positiva, pari a circa 1,5 milioni, considerato uno shock parallelo dell’1% sui livelli di volatilità. Tale esposizione origina prevalentemente da indici azionari liquidi e da azioni single stock “Large Cap” .
Infine, la sensitivity al fattore di rischio dividendi, considerato uno sh ock parallelo del 10% sui livelli di tale parametro, al 30 giugno risulta essere pari a circa +2,1 milioni, concen trata principalmente sugli indici Ftse Mib e Stoxx Utilities e su large caps .
Le suddette esposizioni di rischio sono monitorate giornalmente per verificare il rispetto dei limiti operativi, sull’intero portafoglio e sui singoli sottostanti, determinati in coerenza con i limiti RAF fissati dal Co nsiglio di Amministrazione.
Processi di gestione e metodi di misurazione del ri schio di tasso di interesse e del rischio di prezzo L’attività di controllo della gestione dei rischi finanziari, vo lta all’individuazione delle diverse tipologie di rischio, alla definizione delle metodologie di misurazione degli stessi, al controllo dei limiti a livello strategico e della coerenza dell’operatività delle stesse con gli obiettivi di rischio/rendimento assegnati è accentrata nella Capogruppo sotto la responsabilità della Funzione Rischi.
Il monitoraggio dei rischi finanziari è realizzato quotidia namente attraverso l’utilizzo di indicatori sia di tipo deterministico (sensitività ai fattori di rischio di mercato e indicatori riferiti all’emittent e) che di tipo probabilistico (Value at Risk - VaR). Il VaR rappresenta una misura sintetica di rischio ed esprime la massima perdita potenziale causata da movimenti di mercato in condizioni di normalità, in un certo orizzonte temporale e con un certo intervallo di confidenza.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 193 L’approccio utilizzato per il calcolo del VaR è quello basato sulla simulazione storica. I valori calcolati vengono forniti con un intervallo di confidenza del 99% e un orizzonte te mporale pari a un giorno. Le correlazioni utilizzate sono quelle implicite negli scenari storici dei fattori di rischio applicati per la stima della distribuzione empirica dei valori del portafoglio di negoziazione.
Nell’ambito del modello Interno (IMA) utilizzato per la quan tificazione del Requisito Patrimoniale Regolamentare, oltre al VaR Ordinario calcolato in condizioni correnti, viene calcolato il VaR in condizioni di stress ( Stressed VaR ) che adotta quale scenario di massima severità il periodo compre so tra agosto 2008 e agosto 2009. Il periodo di stress viene monitorato con una frequenza ed una metodologia definite da regolamenti interni, che ne consentono l’individuazione puntuale al variare della composizione del portafoglio, garantendo allo stesso tempo una certa stabilità.
Il modello VaR a Historical Simulation è utilizzato sia per il calcolo del requisito patrimoniale, come previsto dalla normativa prudenziale per il rischio di mercato, sia per finalità gestionali. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: modelli in terni e altre metodologie di analisi della sensitività A seguire, si riportano una tavola contenente i dati di VaR gestionale relativi al primo semestre 2026 e il grafico storico, riferiti al portafoglio di ne goziazione di vigilanza di Banco BPM.
Portafoglio di negoziazione vigilanza (in milioni di euro) 1° semestre 2026 30 giugno media massimo minimo Rischio Tasso 0,465 0,699 1,314 0,269 Rischio Cambio del trading e del banking book 0,131 0,202 0,581 0,038 Rischio Azionario 1,921 1,868 3,362 0,855 Rischio Dividendi e Correlazioni 1,189 0,919 1,575 0,068 Rischio Specifico Titoli di Debito 0,353 0,633 1,307 0,207 Totale non correlato 4,060 Effetto diversificazione -2,145 Rischio Congiunto (*) 1,914 1,837 3,407 0,914 (*) VaR gestionale complessivo.
La componente di rischio prevalente nel primo semestre de l 2026 è quella relativa al rischio azionario (livelli e volatilità), seguita in ordine d’importanza dal rischio tasso d’interesse.
194 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ In linea con la validazione del modello interno per la determinazione del requisito patrimoniale sui rischi di mercato, vengono condotti, su base quotidiana, test retrospetti vi sul portafoglio di negoziazione di vigilanza ( backtesting ) finalizzati a verificare la bontà del modello VaR adottato. Viene di seguito riportato il backtesting riferito alla metodologia VaR calcolato sulle componenti di rischio generico e specifico titoli di debito e titoli azionari, rischio tasso di interesse e rischio cambio del trading e del banking book .
Backtesting Effettivo
Backtesting Ipotetico
Nelle ultime 250 osservazioni, Banco BPM non ha registrato sconfini di backtesting ipotetico ed effettivo.
FRTB (Fundamental Review of the Trading Book)
Per far fronte alle numerose criticità emerse durante la crisi finanziaria globale del 2008, è entrata in vigore nel 2013 la CRR ( Capital Requirements Regulation ), regolamento europeo che adotta gli st andard Basilea II e III al fine di garantire la stabilità finanziaria delle istituzioni attraverso la definizione di requisiti patrimoniali robusti per i rischi d i credito, operativo e mercato.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 195 Da allora, la regolamentazione bancaria in materia di gestione del rischio di mercato è stata oggetto di ulteriori revisioni, con una prima implementazione del framework FRTB (Fundamental Review of the Trading Book ) all’interno della CRR II nel 2019, l’introduzione di requisiti di segnalazione incrementali a partire dal 2021 e una successiva integrazione degli standard FRTB con l’entrata in vigore a luglio 2024 del nuovo testo CRR III. In particolare, il nuovo framework ha introdotto:
• regole più stringenti per la classificazione e movimentazione degli strumenti all’interno del trading e banking
book;
• metriche di misurazione del requisito di capitale per il rischio di mercato mediante approccio standard maggiormente risk-sensitive e prudenziali;
• requisiti più stringenti per i modelli interni, che rima ngono consentiti ma sono soggetti ad approvazione da parte del Regulator.
Al fine di garantire un level playing field tra istituzioni finanziarie UE e di altre giurisdizioni, la Commissione aveva inizialmente posticipato la data di applicazione del nuovo framework dal 1° gennaio 2025 al 1° gennaio 2026 (atto delegato del luglio 2024). A giugno 2025, un successivo atto delegato ha differito l’entrata in vigore al 1° gennaio 2027.
Nell’ambito del medesimo percorso di graduale introduzione del framework e tenuto conto delle differenti tempistiche di adozione nelle principali giurisdizioni internazionali , nel giugno 2026 la Commissione Europea ha adottato un Regolamento Delegato che prevede, a decorrere dal 1° genn aio 2027 e per un periodo te mporaneo di tre anni, una serie di misure finalizzate a mitigare eventuali effetti comp etitivi per le banche europee. Tali misure includono, tra l’altro, l’introduzione di moltiplicatori correttivi sul requisito patrimoniale, un phase-in di specifici requisiti dell’approccio standardizzato e trattamenti temporaneamente pi ù flessibili per alcune esposizioni e fattori di rischio.
A tal proposito, Gruppo Banco BPM lavora attivamente agli svil uppi e agli allineamenti dei sistemi, strutture e attività alle novità normative introdotte. In particolare, si precisa che:
• nell’ambito del modello Standard (FRT B SA), è stata accolta da parte del Regulator la richiesta di utilizzo di sensitivity alternative (come reso possibile dall’art. 325t), in quanto considerate maggiormente rappresentative del profilo di rischio effettivo rispetto a quelle previste da normativa;
• nell’ambito del modello Interno (FRTB IMA), data la comp lessità di calcolo delle nuove misure e il recente riassetto organizzativo delle strutture del trading book , Gruppo Banco BPM ha deciso di non chiedere autorizzazione per l’applicazione del modello (potrà eventualmente farne richiesta successivamente).
Esiti dell’attività di validazione interna Il Gruppo Banco BPM adotta modelli interni per la quantifica zione dei requisiti patrimoniali a fronte del Rischio di Mercato, sui quali la funzione di Validazione Interna effettua analisi di natura qualitativa e quantitativa volte a valutare la solidità degli stessi e l’accuratezza delle stime di tutte le componenti rilevanti di rischio. Inoltre, esprime un giudizio in merito al regolare funzionamento, alla capacità pr edittiva, alle performance delle metodologie interne di misurazione dei rischi e all'adeguatezza dei processi operativi per assicurare, su base continuativa, la rispondenza delle metodologie interne alle esigenze aziendali e all’evoluzione del mercato di riferimento.
Con riferimento al backtesting , vengono analizzati i dati prodotti a supporto degli sconfini, oltre a specifici test statistici (Proportion of Failures test, Time Until First Failure test, Christoffersen Interval Forecast test, Mixed Kupiec test, Conditional Coverage test ) condotti con riferimento a differenti livelli ge rarchici di portafoglio e orizzonti temporali. I risultati delle analisi hanno rilevato una buona capacità del modello di predire il numero degli sconfini di backtesting, tenuto conto anche dell’andamento dei mercati.
Inoltre, viene sottoposta a revisione l’adeguatezza della metodologia di scaling utilizzata nella quantificazione del requisito di capitale, come richiesto dalla normativa.
Al fine di verificare la severity del periodo stressato utilizzato nella misura di rischio Stressed VaR, vengono condotte opportune analisi finalizzate a valutare eventuali periodi alternativi maggiormente conservativi rispetto a quello attualmente utilizzato per la quantificazione del rischio. Le analisi hanno mostrato l’adeguatezza del periodo stressato utilizzato nella quantificazione del rischio.
Infine, Validazione Interna effettua la validazione di modelli di pricing , a campione, ed elabora modelli benchmark al fine di valutare la robust ezza di quelli in produzione.
Su base periodica Validazione Interna verifica, inoltre, la robustezza del framework dei rischi non modellati (RNIME), così come richiesto dalla normativa di vigilanza. Nell’ambito della normativa Mifid 2, Va lidazione Interna ha effettuato attività propedeutiche alla produzione delle Relazioni annuali di Convalida sul Trading Algoritmico per l’ attività in conto proprio (C apogruppo) e in conto terzi
196 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ (Banca Akros) da inviare a Consob (previa valutazione delle funzioni Audit e Compliance), con esiti complessivi dei processi di autovalutazione giudicati adeguati.
Portafoglio bancario
Il rischio di tasso di interesse relativo al portafoglio bancario deriva principalmente dall’attività caratteristica esercitata in qualità di intermediario impegnato nel processo di trasfo rmazione delle scadenze. In particolare, costituiscono fonte di rischio di tasso da “ fair value ” le emissioni di prestiti obbligazionari a ta sso fisso, il portafoglio titoli dell’attivo a tasso fisso, l’erogazione di mutui e impieghi commerciali a tasso fisso e la raccolta mediante conti correnti a vista, mentre costituiscono fonte di rischio di tasso di interesse da flussi di cassa le attività/passività finanziarie a tasso variabile.
La struttura Asset & Liability Management della Funzione Finanza della Capogruppo è deputata alla gestione del rischio di tasso d’interesse e opera nel risp etto dei limiti di esposizione al rischi o tasso di interesse definiti nell’ambito del RAF e/o del framework dei limiti operativi e delle indicazioni del Comitato Finanza.
L’attività di monitoraggio e controllo de l rischio di tasso d’interesse del portafoglio bancario è svolta dalla Funzione Rischi della Capogruppo, anche per le società finanziarie co ntrollate. L’attività, condotta su base mensile, si pone l’obiettivo di verificare il rispetto dei limiti fissati in termini di variazione de l margine di interesse e del valore economi co del portafoglio bancario.
Nel corso del primo semestre 2026 sono state svolte le consuete attività periodiche di mantenimento e aggiornamento dei modelli interni.
Si segnala, inoltre, che sono state trasmesse in continuità le segnalazioni di Vigilanza richieste dalle linee guida EBA del 2022: CSRBB in ambito STE e SOT EV, SOT NII e MVC per IT S, a livello di Bilancio Consolidato per la Capogruppo e a livello di Bilancio Individuale per Holding Aletti ed Akros, a partire dal 31 dicembre 2023 come “ad hoc data collection” e mandatory dal 30 settembre 2024 (data dalla quale la raccolta della base informativa IRRBB è diventata obbligatoria per tutte le banche).
Nell’ambito del monitoraggio del rischio di tasso di interesse, oltre ai SOT NII e SOT EV, le misure di rischio utilizzate in ambito RAF sono:
• la variazione del margine di interesse atteso su un or izzonte temporale di dodici mesi, in accordo con una prospettiva di bilancio sia statico sia dinamico, nello scenario Costant Balance Sheet – CBS, a seguito di uno shock parallelo istantaneo delle curve dei tassi sp ot pari a +/- 100 p.b. per il monitoraggio statico e +/- 200 p.b. per il monitoraggio dinamico (prospettiva reddituale);
• la variazione del valore economico a seguito di uno sh ock parallelo delle curve dei tassi spot di +/-200 p.b., nello scenario Run-off Balance Sheet , in relazione al Tier 1 (prospettiva patrimoniale);
• la variazione percentuale, alla fine dei 12 mesi succ essivi alla data di analisi, della somma del NII complessivo e della variazione di valore economico de lle posizioni di Banking Book contabilmente valutate al fair value , a seguito di uno shift parallelo di +/- 200 punti base delle curve dei tassi risk-free e in ipotesi di bilancio statico, in relazione al Tier 1;
• l’esposizione al rischio di variazione dello spread senza migrazione o default della controparte, nella prospettiva economica, in accordo ad un approccio semplificato (perimetro ristretto), inclusivo dell'impatto relativo alle curve spread applicate ai comparti legati agli impieghi al fair value , ai titoli governativi e non governativi e, sul passivo, alla raccolta al fair value e alle emissioni, per la divisa di riferimento (o le divise rilevanti). Gli scenari applicati sono di allargamento ( Widening ) e di restringimento ( Tightening ) degli spread, in relazione al Tier 1;
• il valore a rischio del portafoglio bancario attraverso la metodologia FHS-VaR (Value at Risk), su un orizzonte temporale di 12 mesi e con un intervallo di confidenza del 99,9%. L’ holding period a 12 mesi è ottenuto attraverso una procedura statistica di bootstrap che ricombina gli scenari storici, al fine di ottenere una distribuzione di P&L annuali, da cui estrarre il percenti le voluto. Tale misura è monitorata come indicatore RAF di early warning (prospettiva patrimoniale).
Per quanto riguarda le analisi di valore economico e margine di interesse, il Gruppo Banco BPM effettua le prove di stress applicando shock istantanei, paralleli o non paralleli, sulle curve de i tassi a tutte le divise in cui sono denominate le poste del portafoglio bancario. Inoltre, in corrispondenza dell’esercizio ICAAP, viene valutato l’impatto di variazioni estreme, ma plausibili, dei fattori di rischio sul (FHS) VaR in ambito IRRBB, nonché come stre ss test in ambito CSRBB (applicando le calibrazioni interne di shock), secondo la prospettiva dell’adeguatezza del capitale.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 197 Nella tabella seguente si riporta l’esposizione al rischio di tasso di interesse alla fine del primo semestre 2026, secondo le misure di rischio gestionali.
Indici di rischiosità (%) esercizio 2026 esercizio 2025 30 giugno media massimo minimo 31 dicembre media Per shift + 100 bp Margine finanziario a rischio/ Margine finanziario 4,44% 4,69% 5,92% 3,61% 3,37% 5,62% Per shift - 100 bp Margine finanziario a rischio/ Margine finanziario -4,48% -4,67% -6,26% -3,20% -3,64% -5,88% Per shift + 100 bp Valore economico a rischio/ Tier 1 Capital -7,11% -6,67% -7,12% -6,01% -6,21% -6,15% Per shift - 100 bp Valore economico a rischio / Tier 1 Capital 6,21% 6,18% 7,15% 5,08% 5,98% 4,75%
Esiti dell’attività di validazione interna Il Gruppo Banco BPM adotta modelli comportamentali al fine di catturare elementi idiosincratici di segmenti di clientela e produrre stime di rischio tasso più adeguate alle caratter istiche del portafoglio bancario . In tale ambito, Validazione Interna effettua analisi di reperforming , benchmarking e backtesting al fine di verificare la robustezza delle stime di rischio di tasso. Le analisi effettuate nel primo semestre 2026 non hanno evidenziato criticità rilevanti.
Rischi operativi
Natura del rischio
Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi es ogeni. Rientrano in tale tipolo gia, tra l’altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell’operativ ità, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. All’interno del risc hio operativo è ricompreso il rischio gi uridico mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione.
Fonti del rischio
Le fonti principali di manifestazione del rischio operativo sono : la scarsa affidabilità - in termini di efficacia/efficienza
- dei processi operativi, le frodi interne ed esterne, gli erro ri operativi, il livello qualitativo della sicurezza fisica e logica, l’inadeguatezza dell’apparato informatico rispetto al livello dimensionale dell’operatività, il crescente ricorso all’automazione, l’esternalizzazione di funzioni aziendali, l’ utilizzo di pochi fornitori, l’adozione di cambiamenti di strategia, la presenza di non corrette politiche di gestione e formazione del personale ed infine gli impatti sociali e ambientali.
Modello di gestione del rischio e struttura organizzativa
Il Gruppo Banco BPM adotta integralmente, per quanto concer ne il calcolo del requisito patrimoniale, la metodologia standardizzata ( Standardised Measurement Approach ) su tutte le società che compongono il Gruppo di Vigilanza, ivi comprese le controllate di Anima Holding, mentre con riferi mento agli altri elementi quali-quantitativi previsti dalla Normativa di Vigilanza, come richiesto dalla BCE, rispetta tutti i requisiti pr evisti nella CRR (Regolamento UE n.
575/2013 e successivi aggiornamenti) per il metodo SMA.
Il Gruppo ha adottato, anche in aderenza alle apposite pr escrizioni normative, un modello di gestione del rischio operativo che prevede al suo interno le modalità di gestione e gli attori coinvolti nei processi di identificazione, misurazione, monitoraggio, mitigazione e reporting, con parti colare riferimento sia ai presidi accentrati (governance e funzioni di controllo) che ai presidi decentrati (coordinato ri e referenti ORM, impegnati in particolare nei processi chiave di raccolta dei dati di perdita operativa, di valu tazione nel continuo del contesto operativo e di valutazione
198 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ prospettica dell’esposizione al rischio). Tale modello è disc iplinato in uno specifico Rego lamento di Gruppo, approvato dagli Organi di Governo.
Il Gruppo Banco BPM adotta un modello di reporting articolato in un sistema di informativa direzionale, destinato agli Organi sociali e all’Alta Direzione (perdite significative e relativi recuperi, valutazione complessiva sul profilo di rischio, profilo degli indicatori RAF, assorbimenti patrimo niali e politiche di gestione del rischio realizzate e/o pianificate) e in un sistema di reportistica operativa, utile ai fini di un’adeguata gestione del rischio nei relativi ambiti di pertinenza.
Coerentemente con la mission del Gruppo Banco BPM, i princi pali impatti di rischio riguar dano le categorie “Pratiche Commerciali”, seguita dai “Processi”, che insieme rapprese ntano una parte prevalente del rischio totale che si manifestano in maggior parte presso le reti commerciali del Gruppo. Con riferimento alla casistica delle “Frodi Esterne”, a fronte della tendenza a una maggiore sofisticatezza delle tecniche utilizzate (es. furti d’identità, fenomeni di cyber risk ecc.), il Gruppo attua un costante rafforzamento dei presidi di sicurezza fisica e logica, determinando così un contenimento dei fenomeni sia in termini di frequenz a che di impatto medio sugli eventi di perdita della specie.
A fronte dei principali fattori di risc hio che emergono, il Gruppo attua gli opportuni interventi di mitigazione (ad esempio formazione, implementazione di processi e/o procedure applicative).
Rischio di liquidità
Sfide e impatti derivanti dall’a ttuale contesto macroeconomico
Nonostante il contesto macroeconomico sia stato caratterizzato da periodi di elevata volatilità a fronte delle tensioni geopolitiche, il profilo di rischio del Gruppo ha evidenziato livelli robusti di liquidità e funding ampiamente superiori rispetto alle soglie regolamentari e ai limiti interni. In ag giunta si evidenzia che lo scenario e i relativi impatti sulla posizione di liquidità e funding del Gruppo sono oggetto di costante monitoraggio e di reporting agli organi aziendali competenti.
Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità
Per rischio di liquidità si intende il rischio che il Gruppo non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, certi o previsti con ragionevole certezza. Normalmente vengono indi viduate due manifestazioni del rischio di liquidità:
• il Liquidity e Funding Risk , ovvero il rischio che il Gruppo non sia in grado, nel breve ( liquidity ) e/o nel lungo termine ( funding ), di far fronte ai propri impegni di pagamento e alle proprie obbligazioni in modo efficiente;
• il Market Liquidity Risk , ovvero il rischio che il Gruppo non sia in grado di liquidare un’attività senza incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa profondità del mercato di riferimento e/o in conseguenza del timing con cui è necessario realizzare l’operazione.
Nel Gruppo Banco BPM il rischio di liquidità e di funding è no rmato dal “Regolamento in materia di rischio di liquidità, di funding e ILAAP” che stabilisce: i ruoli e responsabilità de gli organi societari e delle funzioni aziendali, le metriche utilizzate per la misurazione del rischio, le linee guida per l’esecuzione delle analisi di stress, il Liquidity Contingency Plan e il reporting framework complessivo relativo al rischio di liquidità e funding del Gruppo.
Il rischio di liquidità viene gestito e monitorato nell’ambito del processo di valutazione interna dell’adeguatezza della liquidità (ILAAP – Internal Liquidity Adequacy Assessment Process ) che rappresenta il processo attraverso il quale il Gruppo identifica, misura, monito ra, mitiga e rendiconta il proprio profilo di rischio di liquidità. Nell’ambito di tale processo il Gruppo procede a un’autovalutazione semestrale, o comunque in linea con l’aggiornamento del Funding Plan, e un’autovalutazione annuale circa l’adeguatezza del framework complessivo di gestione e misurazione del rischio di liquidità che include, inoltre, governance, meto dologie, sistemi informativi, strumenti di misurazione e reporting. I risultati della valutazione di adeguatezza del profilo di rischio e dell’autovalutazione complessiva sono rendicontati agli Organi aziendali e portati a conoscenza dell’Autorità di Vigilanza.
Il governo della liquidità è accentrato presso la Capogru ppo. L’attività di monitoraggio e controllo del rischio di liquidità è condotta su base giornaliera (liquidità di breve te rmine) e mensile (liquidità strutturale) e si pone l’obiettivo di monitorare l’evoluzione del profilo di ri schio verificandone l’adeguatezza rispetto al Risk Appetite Framework e ai limiti operativi previsti. Su base mensile vengono svolte analisi di stress al fine di testare la capacità del Gruppo di resistere a scenari sfavorevoli e vengono a ggiornate le stime di liquidità generabile con le contromisure (il cosiddetto action plan , parte integrante del Liquidity Contingency Plan ) attivabili al realizzarsi di uno scenario di stress.
In particolare, il Gruppo utilizza un sistema di monitora ggio che include indicatori di liquidità sia di breve termine (orizzonte temporale da infra-giornaliero fino a dodici mesi), sia di lungo termine (oltre dodici mesi). A tal fine sono
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 199 utilizzate sia metriche regolamentari (LCR, NSFR, ALMM), sia metriche elaborate internamente e che includono l’utilizzo di modelli di stima di parametri comportamentali e/o opzionali.
Nel corso del primo semestre 2026, il profilo di liquidità e funding del Gruppo Banco BPM si è mostrato adeguato rispettando i limiti di rischio regolamentari e interni. È stato mantenuto il presidio di tutte le attività ordinarie legate alla misurazione, monitoraggio e reporting dell’es posizione del Gruppo ai rischi di liquidità e funding , incluse le Segnalazioni di Vigilanza e l’interlocuzione periodica con il JST.
Il Gruppo, nel primo trimestre 2026, ha partecipato all’esercizio “2026 SSM Geopolitical Risk Reverse Stress Test ”, dal quale è emersa un’evoluzione degli indicatori rego lamentari LCR ed NSFR in piena area di adeguatezza nell’orizzonte temporale previsto dal Funding Plan 2026-2028. Con riferimento alla verifica ispettiva 2024 – inclusa nel Supervisory Evaluation Plan annuale - in materia di “ Liquidity and Funding risk ” (on-site inspection OSI-2024-ITBPM-0241688), il Gruppo Banco BPM, nel corso del primo trimestre 2026, ha provveduto alla chiusura di tutte le recommendations emerse rispettandone le tempistiche condivise e pianificate con BCE nell’ambito dell’Action Plan Report, raff orzando così la misurazione e il monitoraggio dei rischi, la robustezza dell’ILAAP e l’accuratezza del reporting .
Inoltre, entro il 30 settembre 2026, come richiesto dalla recommendation n.5 dell’ on-site inspection OSI-2025-ITBPM-
0259647, il Gruppo procederà ad un riesame dell’adeguatezza delle misure di emergenza previste nel Liquidity Contingency Plan (LCP), con l’obiettivo di garantire una gestione tempestiva ed efficace delle tensioni di liquidità, limitando gli impatti negativi sui rendimenti dei prodotti assicurativi. In ambito ILAAP si precisa altresì che nel 2026 proseguo no le attività di consolid amento integrale di Anima relativamente alla normativa in terna del Gruppo Banco BPM.
Esiti dell’attività di validazione interna
La funzione Validazione Interna effettua analisi di natura qualitativa e quantitativa volte a valutare la solidità e l’accuratezza delle stime di rischio di li quidità. Inoltre, in ambito ILAAP esprime un giudizio in merito al regolare funzionamento, alla capacità predittiva, alle performa nce e alla prudenzialità delle metodologie interne di misurazione dei rischi di liquidità e funding. Le analis i effettuate nel primo semestre 2026, non hanno evidenziato criticità.
Operazioni di covered bond e cartolarizzazione
Covered bond
Eventi di rilievo del semestre Con riferimento ai Programmi OBG del Gruppo, nell’amb ito del Programma BPM Covered Bond (“BPM OBG1”), in data 18 giugno 2026, con la firma dei relativi contratti, Banco BPM ha ceduto alla Società Veicolo BPM Covered Bond S.r.l. un nuovo portafoglio di a ttivi idonei costituito da mutui residenziali e da mutui commerciali (“Nono Portafoglio Banco BPM”, diciassettesima cessione alla Soci età Veicolo) per un debito residuo complessivo pari a 1,025 miliardi.
Nell’ambito di entrambi i Programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite del Gruppo, Banco BPM, con delibera del Consiglio di Amministrazione del 26 maggio 2026, ha rinnovato il plafond annuale di massimo 100 milioni, con scadenza 31 dicembre 2026, per il riacquisto periodico da parte di Banco BPM di crediti precedentemente ceduti nell’ambito delle suddette operazioni. In conformità a tale delibera , nel mese di giugno, Banco BPM ha provveduto al riacquisto “in blocco” (i) delle po sizioni che, alla data del 14 giugno 2026, risultavano classificate a sofferenza (ii) di una porzione di mutui precedentemente ceduti alle Società Veicolo e non più classificabili come “idonei”, tra i quali tutti i mutui con ga ranzia ipotecaria in scadenza entro il 30 giugno 2026 e (iii) di alcune posizioni che alla data del 23 maggio 2026 risultavano classificate come inadempienze probabili o past due .
Nel mese di giugno 2026 (i) la Società Veicolo BPM Covered Bond S.r.l. ha effettuato il pagamento del prezzo di acquisto del nuovo portafoglio mediante l’utilizzo della li nea di credito subordinata disponibile presso Banco BPM e (ii) Banco BPM ha effettuato il regolamento a favore delle Società Veicolo dei corrispettivi dei riacquisti.
200 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ In relazione ai programmi OB G del Gruppo, nel corso delle Guarantor Payment Dates del periodo, il finanziamento subordinato concesso da Banco BPM alla Società Veicolo BPM Covered Bond S.r. l. è stato rimborsato per un importo complessivo pari a 600 milioni e quello concesso alla Soci età Veicolo BPM Covered Bond 2 S.r.l. è stato rimborsato per un totale di 430 milioni. Nell’ambito del Programma BPM Covered Bond 2 (“BPM OBG2”), in data 25 febbraio 2026, Banco BPM ha emesso la “Tredicesima Serie” di OBG per un valore nominale pari ad 1 miliardo, quotata presso il Luxembourg Stock Exchange, collocata presso investitori istituzionali, cedola a tasso fisso pari al 2,75% annuo, scadenza 25 febbraio 2032 e si è dato luogo alla conversione del finanziamento subordinato da Term Loan a Converted Loan per l’identico ammontare.
Eventi successivi alla chiusura del semestre In occasione delle Guarantor Payment Date del mese di luglio 2026, le Società Veicolo BPM Covered Bond S.r.l. e BPM Covered Bond 2 S.r.l. hanno rimborsato il prestito subordinato a favore di Banco BPM per un importo pari rispettivamente a 320 milioni e 200 milioni.
Cartolarizzazioni originate dal Gruppo
Cartolarizzazioni tradizionali con ruolo di originator
Eventi di rilievo del semestre Il Gruppo ha perfezionato in precedenti esercizi n. 7 operazioni di cartolarizzazione tradizionale, con ruolo di originator, tra cui due operazioni, Tevere e Tiberina, che hanno visto il rimborso integrale delle tranche senior e mezzanine.
Con riferimento alle cartolarizzazioni oggetto di integral e cancellazione ( derecognition ) dal bilancio:
• le esposizioni classificate nel portafoglio delle “A ttività finanziarie valutate al costo ammortizzato” ammontano a 753,4 milioni e sono in teramente rappresentate dalle tranche senior. La quasi totalità delle posizioni è assistita dalla garanzia statale GACS;
• le esposizioni classificate nel portafoglio delle “A ttività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico” ammontano a 1 milione e sono rappresentate dalle tranche mezzanine e junior, sottoscritte nel rispetto della retention rule prudenziale.
Con riferimento alle cartolarizzazioni non cancellate da l bilancio, l’esposizione di 173,3 milioni si riferisce all’operazione Wolf realizzata nel 2022, per il tramite del veicolo Lilium, avente l’obiettivo di ristrutturare i crediti verso il Gruppo Statuto. Trattandosi di un’operazione senza derecognition , l’esposizione è pari alla differenza tra le attività cedute e non cancellate ri levate nel portafoglio valutato al fair value e le corrispondenti passività, anch’esse valutate al fair value , al netto dei titoli sottoscritti.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 201 Nella seguente tabella sono elencate le operazioni di ca rtolarizzazione in essere al 30 giugno 2026, con evidenza del relativo trattamento contabile – cancellazione o meno dal bilancio delle attività cedute alla società veicolo – in funzione del significativo trasferimento dei rischi e dei benefici.
Società Veicolo
(dati in milioni di euro) Operazione Tipologia di cartolarizzazione Esp. CA
Valore di
bilancio
30/06/2026 Esp. fair value P&L Valore di bilancio
30/06/2026 Totale
Cartolarizzazioni non ca ncellate dal bilancio Lilium SPV S.r.l. Progetto Wolf Crediti UTP - 173,3 173,3 Cartolarizzazioni oggetto di integ rale cancellazione dal bilancio Red Sea SPV S.r.l. (*) Progetto Exodus Crediti in sofferenza 374,1 0,1 374,2 Leviticus SPV S.r.l. (*) Progetto Ace Crediti in sofferenza 339,6 0,5 340,1 Tiberina SPV S.r.l. Progetto Django Crediti UTP e in sofferenza - - -
Titan SPV S.r.l. (*) Progetto Titan Crediti in sofferenza 1,6 0,1 1,7 Aurelia SPV S.r.l. (*) Progetto Rockets Crediti in sofferenza 43,7 0,7 44,4 Tevere SPV S.r.l. Progetto Argo Crediti UTP e in sofferenza - 0,2 0,2 Totale 759,0 174,9 933,9 (*) Operazioni di cartolarizzazioni assistite da garanzia statale (GACS).
Eventi di rilievo del semestre Per quanto riguarda l’operazione di cartolarizzazione “R ed Sea SPV”, in data 29 maggio 2026 l’agenzia di rating Moody’s ha diminuito il rating dei Tito li Senior Classe A da “B2” a “CAA1”.
In merito all’operazione di cartolarizzazione “Leviticus SP V”, in data 16 aprile 2026, l’agenzia di rating DBRS ha diminuito il rating dei Titoli Senior Classe A da “CCC+” a “CCC”.
Con riferimento all’operazione di cartolarizzazione “Aurelia SPV”, in data 28 maggio 2026 l’agenzia di rating DBRS ha aumentato il rating dei Titoli Senior Classe A da “A” a “A+”.
Eventi successivi alla chiusura del semestre Dopo la chiusura del semestre non si sono verificati eventi significativi relativi alle operazioni di cartolarizzazione in esame.
Cartolarizzazioni sintetiche con ruolo di originator
Le cartolarizzazioni sintetiche prevedono, attraverso la st ipula di contratti di garanzia, l’acquisto di protezione del rischio creditizio sottostante ad un portafoglio di finanziament i, del quale l’Originator mantiene la piena titolarità. Tali operazioni sono quindi finalizzate a trasferire il rischio di credito dall’Originator ad una controparte esterna, senza derecognition d egli attivi che pertanto sono mantenuti nel bilancio dell’Originator.
Operazione Garante Originator Data operazione Tipologia di
cartolarizzazione
Project Sofia Investitore di mercato Banco BPM dicembre 2022 Finanziamenti in bonis Project Marlene Investitori di mercato Banc o BPM dicembre 2023 Finanziamenti in bonis Project Aretha Investitori di mercato Banc o BPM agosto 2024 Finanziamenti in bonis Project Clint Investitori di mercato Banc o BPM marzo 2025 Finanziamenti in bonis Project Gregory Investitori di mercato Ba nco BPM marzo 2025 Finanziamenti in bonis Project Sean Investitori di mercato Banco BPM novembre 2025 Finanziamenti in bonis Project Marcello Investitori di mercato Ba nco BPM marzo 2026 Finanziamenti in bonis Nr. 12 operazioni Tranched Cover Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese Banco BPM dicembre 2023 -
giugno 2026 Finanziamenti in bonis
202 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Eventi di rilievo del semestre
Cartolarizzazioni sintetiche 2022 e 20 23 – Project Greta e Project Grace
Nell’ambito delle operazioni di cartolarizzazione sintetiche perfezionate nei precedenti esercizi, nei mesi di gennaio e aprile 2026 sono state chiuse due operazioni, esercitando l’opzione di early termination da parte di Banco BPM.
Cartolarizzazione sintetica SME 2026 – Project Marcello
Nel corso del mese di marzo 2026 Banco BPM ha concluso un’operazione di cartolarizzazione sintetica con il coinvolgimento di investitori di mercato.
Il portafoglio oggetto di cartolarizzazione è composto da ci rca 2,8 miliardi di finanziamenti in bonis erogati a favore di oltre 8.000 imprese Mid Corporate Plus , Mid Corporate e Small Business .
La struttura dell’operazione prevede, al netto della retention la cui rischiosità rimane in capo alla Banca per soddisfare il requisito di mantenimento di interesse economico netto di almeno il 5% ( retention rule ), la suddivisione del portafoglio in tre tranche a rischiosità crescente con la copertura del rischio mezzanine da parte degli investitori.
Cartolarizzazione sintetica Tranched Cover – 2011 e 2012
Nel corso dei mesi di marzo e maggio 2026 Banco BPM ha co ncluso due operazioni di cartolarizzazione sintetica Tranched Cover, caratterizzate dal rilascio da parte del Fo ndo di Garanzia per le piccole e medie imprese di una garanzia personale diretta per la copertura delle prime perd ite di due portafogli di circa 300 milioni ciascuno di nuove erogazioni a favore di PMI e Mid Cap.
Eventi successivi alla chiusura del semestre Cartolarizzazione sintetica Tranched Cover – 2013
Nel corso del mese di luglio 2026 Banco BPM ha concluso una operazione di cartolarizzazione sintetica Tranched Cover, caratterizzata dal rilascio da parte del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese di una garanzia personale diretta per la copertura delle prime perdite di un portafoglio di circa 300 mi lioni di nuove erogazioni a favore di PMI e Mid Cap.
Investimenti in cartolarizzazioni di terzi
Le esposizioni in esame sono pressoché integralmente rico nducibili all’investimento effettuato dal Gruppo, a partire dal 2021, nelle operazioni di cartolarizzazioni della clientela corporate ed istituzionale, in cui il Gruppo agisce anche come arranger .
Per tali operazioni, il Gruppo è attivo in qualità di invest itore dei titoli senior nonché di sponsor, attraverso la sottoscrizione di una quota di almeno il 5% dei titoli juni or e, se presenti, mezzanine per soddisfare l’assolvimento dell’obbligo della cosiddetta “ retention rule ”, prevista dalle disposizioni prudenziali correlate al ruolo di sponsor.
Al 30 giugno 2026 l’esposizione di Banco BPM riguarda n. 26 operazioni per una esposizione totale pari a 1.127,8 milioni, nel dettaglio:
• le esposizioni classificate nel portafoglio delle “A ttività finanziarie valutate al costo ammortizzato” ammontano a 1.127,2 milioni e sono interamente rappresentate dalle tranche senior;
• le esposizioni classificate nel portafoglio delle “Attiv ità finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico” ammontano a 0,6 mili oni e sono rappresentate dalle tranche mezzanine e junior, sottoscritte nel rispetto della retention rule prudenziale.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 203 Investimenti in cartolarizzazioni tradizionali con ruolo di sponsor
Il Gruppo è attivo sul mercato del finanziamento di crediti dei propri clienti corporate attraverso lo strumento della cartolarizzazione dei crediti commerciali in cui il Gruppo op era in qualità di sponsor, ai sensi dell’art 6 comma 3 (a) del Regolamento (UE) n. 2017/240 2, e/o di investitore senior.
Al 30 giugno 2026 l’esposizione di Banco BPM riguarda due operazioni per una esposizione totale pari a 47,9 milioni, nel dettaglio:
• le esposizioni classificate nel portafoglio delle “A ttività finanziarie valutate al costo ammortizzato” ammontano a 47,3 milioni e sono interamente rappresentate dalle tranche senior;
• le esposizioni classificate nel portafoglio delle “Attivit à finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico” ammontano a 0,6 mili oni e sono rappresentate dalle tranche mezzanine e junior, sottoscritte nel rispetto della retention rule prudenziale.
Tipologia di
coinvolgimento delle
Società del Gruppo (dati in milioni di euro) Tipologia di
clientela Numero
operazioni Esp. CA Valore di bilancio 30/06/2026 Esp. fair value P&L Valore di bilancio
30/06/2026 Totale
Operazioni "investimento con anche ruolo di sponsor" Corporate 2 47,3 0,6 47,9 Totale 2 47,3 0,6 47,9 Eventi di rilievo del semestre Nel mese di maggio 2026 l’operazione “SUN SPV 1” è st ata rinnovata per altri 5 anni ed è stato incrementato l’importo massimo del programma da 50 milioni a 60 milioni.
Per l’operazione “SUN SPV 4”, nel gennaio 2026 è stata attuata la riduzione del programma a 16,4 milioni.
Eventi successivi alla chiusura del semestre
Nessun evento di rilievo da segnalare.
Investimenti in cartolarizzazioni tradizionali
Il Gruppo inoltre detiene titoli ABS relativi ad operazioni di cartolarizzazione di crediti strutturate tra il 2021 e il 2025, per le quali Banca Akros ha svolto il ruolo di Arranger . A queste si sono aggiunte due nuove operazioni senior funding nel corso del primo semestre del 2026 ed è stato attuato un incremento di programma di operazioni in essere.
Al 30 giugno 2026 l’esposizione di Banco BPM riguarda n. 24 operazioni per una esposizione totale pari a 1.079,9 milioni, le esposizioni, classificate nel portafoglio dell e “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” sono interamente rappresentate dalle tranche senior.
Tipologia di
coinvolgimento delle
Società del Gruppo (dati in miloni di euro) Tipologia di
clientela Numero
operazioni Esp. CA Valore di bilancio 30/06/2026 Esp. fair value P&L Valore di bilancio
30/06/2026 Totale
Operazioni "investimento" Corporate 10 430,4 430,4 Istituzionale 14 649,5 649,5 Totale 24 1.079,9 - 1.079,9 Nuove operazioni del periodo IFIS ABCP Programme S.r.l L’operazione riguarda un portafoglio rotativo di crediti in bonis derivant i da contratti di factoring a PMI e corporate originati da Banca Ifis. Banco BPM ha sottoscritto una porzione di titolo senior fino ad un valore nominale di 50 milioni (rispetto ad un valore nominale totale del titolo senior pari a 1,4 miliardi). Al 30 gi ugno l’investimento di Banco BPM ammonta a 38,5 milioni.
204 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Alba 16 SPV
L’operazione riguarda un portafoglio di crediti in bonis originati da Alba Leasing S.p.A., società specializzata nei finanziamenti in leasing, partecipata da Banco BPM S.p.A., derivanti da contratti di leas ing immobiliare, strumentale e beni mobili registrati.
Il finanziamento del prezzo d’acquisto è avvenuto tramite emi ssione di tre classi di titoli con un differente grado di subordinazione nell’assorbimento di eventuali perdite del port afoglio, dotati di rating a ttribuito da Fitch e DBRS ad esclusione della classe junior priva di rating.
Banco BPM ha acquistato una porzione della classe senior per un valore complessivo di 100 milioni. L’investimento di Banco BPM al 30 giugno ammonta a 100 milioni.
Eventi di rilievo del semestre Nel corso del semestre si è perfezionata l’estinzione dell’op erazione “SUN SPV 3” con l’integrale rimborso del titolo Senior detenuto da Banco BPM.
Nel mese di giugno l’operazione “San Felice Finance S.r. l.” è stata oggetto di un emendamento che ha previsto la cessione di un portafoglio aggiuntivo di circa 77 milioni, con conseguente incremento dell’ammontare dell’operazione tramite l’emissione di una nuova Classe Senior (Serie 2026), interamente sottoscritta da Banco BPM per un valore complessivo di 60 milioni, e tramite l’aumento dell’ammontar e della Classe Junior. L’investimento di Banco BPM al 30 giugno 2026 ammonta a 103,8 milioni.
Eventi successivi alla chiusura del semestre Nessun evento di rilievo da segnalare.
Auto - cartolarizzazioni con ruolo di originator Trattasi di operazioni effettuate meramente a scopo di funding senza alcuna derecognition delle attività trasferite.
In tal caso la cessione dei crediti ad una società veicolo di ca rtolarizzazione ha la sola finalità di poter disporre di titoli, integralmente sottoscritti dal Gruppo originator , che vengono utilizzati per operazioni di rifinanziamento in BCE o per operazioni di pronti contro termine con controparti di mercato. Tali titoli non trovano alcuna rappresentazione nell’attivo, ma vengono portati a riduzione delle passività fi nanziarie a fronte di attività cedute e non cancellate.
Nella seguente tabella viene fornita evidenza delle operazio ni in essere al 30 giugno 2026: l’esposizione senior utilizzabile al fine di operazioni di funding presenta un valore pari a 6,7 miliardi.
Società Veicolo Originator Data emissione titoli Operazione Tipologia di cartolarizzazione Operazioni di auto-car tolarizzazione non cancellate dal bilancio BPL Mortgages S.r.l. Banco BPM dicembre 2012 BPL Mortgages 5 Mutui residenziali in bonis BPL Mortgages S.r.l. Banco BPM aprile 2022 BPL Mortgages 8 Mutui ipotecari, fondiari, agrari e altri presiti erogati a piccole e medie imprese
in bonis
Eventi di rilievo del semestre
Per quanto riguarda le operazioni di auto cartolarizzazi one, relativamente all’operazione “BPL Mortgages 8”, nel mese di febbraio 2026 l’agenzia di rating DBRS ha aumentato il rating dei Titoli Senior Classe A 2022 e dei Titoli Senior Classe A 2025 da “A” ad “AA (low)”.
Banco BPM, nel Consiglio di Amminist razione del 26 maggio 2026, con riferimento alle operazioni “BPL Mortgages 5” e “BPL Mortgages 8”, ha deliberato un plafond annuale di massimo 100 milioni, con scadenza 31 dicembre 2026, per il riacquisto periodico da parte di Banco BPM di crediti precedentemente ceduti nell’ambito delle suddette due operazioni. In conformità a tale delibera, nell’ambito di entrambe le operazioni, in data 22 giugno 2026, con la firma dei relativi contratti, Banco BPM ha provveduto al riacquisto “in blocco” (i) delle posizioni che, alla data del 14 giugno 2026, risultavano classificate a sofferenza e (i i) di alcune posizioni che alla data del 23 maggio 2026
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 205 risultavano classificate come inadempienze probabili o past due . Nel mese di giugno 2026, Banco BPM ha effettuato il regolamento a favore delle Società Veicolo dei corrispettivi di riacquisto di tali crediti.
In data 11 giugno 2026 l’Assemblea dei Soci della Soci età Veicolo Profamily SPV S.r.l., a seguito della chiusura anticipata dell’operazione di cartolarizzazione avvenuta ne l corso del precedente esercizio, ha deliberato lo scioglimento anticipato della Società e la sua messa in liquidazione con efficacia giuridica dal 17 giugno 2026.
Operazioni di cessione multi-originator di crediti a fondi comuni di investimento
Nel corso del semestre e nei precedenti esercizi, il Gruppo Banco BPM ha perfezionato alcune operazioni di cessione di esposizioni creditizie, in prevalenza deteriorate, di tipo multi-originator a fondi comuni di investimento, ottenendo in cambio le quote dei suddetti fondi.
Al 30 giugno 2026 il controvalore di bilancio dei fondi comu ni di investimento rivenienti dalle operazioni in esame ammonta complessivamente a 503,8 milioni (510,0 milioni al 31 dicembre 2025), interamente riferito alla Capogruppo.
La variazione intervenuta nel primo semestre, negativa pe r 6,3 milioni, è imputabile al saldo netto tra le nuove sottoscrizioni (44,7 milioni, di cui Fondo iCCT – Comparto Core per 17,8 milioni e Fondo Keystone per 27,0 milioni) e le distribuzioni ricevute dalle SGR (-23,2 milioni), nonché agli effetti valutativi, comp lessivamente negativi per circa 27,8 milioni (di cui 26,7 milioni relativi all’azzeramento in bilancio del valore delle quote del Fondo Immobiliare Lendlease Msg Heartbeat).
206 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Nella seguente tabella sono riepilogate alcune informazioni di dettaglio relative alle operazioni in essere alla data del 30 giugno 2026, con evidenza del rispettivo valore di bilancio.
Nome del fondo Valore di
bilancio al
30/06/2026(*) Società di
Gestione del
Risparmio Data primo
closing/successivi
conferimenti Politica di investimento del fondo IDeA Corporate Credit Recovery I 132 Dea Capital
Alternative Funds
SGR 23 giugno 2016 27 giugno 2017 4 luglio 2019 Crediti past due , unlikely to pay o categorie corrispondenti e assimilabili e/o oggetto di ristrutturazione vantati nei confronti di società target, strumenti finanziari partecipativi o azioni emesse dalle suddette ed eventualmente crediti a breve termine derivanti da linee di credito autoliquidanti concesse alle suddette società target.
IDeA Corporate Credit Recovery II 74.432 Dea Capital
Alternative Funds
SGR 28 dicembre 2017 18 febbraio 2019 4 aprile 2023
23 dicembre2024
24 marzo 2025 Crediti past due , unlikely to pay o categorie corrispondenti e assimilabili e/o oggetto di ristrutturazione vantati nei co nfronti di società target, da strumenti finanziari partecipativi o azioni emesse dalle suddette ed eventualmente crediti a breve termine derivanti da linee di credito autoliquidanti concesse alle suddette società target.
IDeA Corporate Credit Recovery II – comparto Shipping USD 314 Dea Capital
Alternative Funds
SGR 21 dicembre 2018 Crediti past due , unlikely to pay o categorie corrispondenti e assimilabili e/o oggetto di ristrutturazione vantati nei conf ronti di società target operanti nel campo della navigazione e dei trasporti marittimi senza specifici vincoli settoriali, da strumenti finanziari partecipativi o azioni emesse dalle suddette ed eventualmente crediti a breve termine derivanti da linee di credito autoliquidanti concesse alle suddette società target.
Clessidra Restructuring
Fund 20.327 Clessidra SGR 25 settembre 2019 Crediti past due , unlikely to pay , forborne performing e non performing , in bonis high risk vantati nei confronti di societ à target, da strumenti finanziari partecipativi/azioni/obbligazioni convertibili emesse dalle suddette, crediti erogati nella forma di operazioni di debtor in possession financing a sostegno delle società target nell’ambito di operazioni di ristrutturazione del debito erogato.
Back2bonis 42.902
Prelios SGR 23 dicembre 2019 20 dicembre 2021 27 dicembre 2023 Titoli “ asset backed securities ” untranched emessi nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione realizzate ai sensi della legge 130/99, il cui sottostante è rappresentato da crediti prevalentemente qualificabili quali “inadempienze probabili” non vantati nei co nfronti di debitori consumat ori, nonché crediti erogati a favore di tali debitori nel contesto di operazioni di ristrutturazione del debito, risanamento e/o turn around e/o operazioni similari piuttosto che nel contesto di operazioni di reimpossessamento e simili dei beni a garanzia.
Fondo iCCT – Comparto Accelerated 12.100 Illimity SGR 3 ottobre 2022 26 giugno 2024 Crediti unlikely to pay vantati nei confronti di client ela di tipo "Corporate Large & Medium Size" derivanti da finanziamenti concessi a società in tensione finanziaria. L’operazione ha l’obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) l’erogazione di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l’indebitamento societario, ii) possibilità di intervenire direttamente nell’ equity delle società target cambiandone la governance e guidando processi di ristrutturazione, ed iii) un migliore e più efficace risanamento della società, sfruttando le specifiche competenze del Gruppo della SGR cessionaria.
Fondo Efesto 56.813 Finint SGR 6 luglio 2022 16 novembre 2022 26 giugno 2024 20 dicembre 2024 17 marzo 2025 Crediti u nlikely to pay e non performing vantati nei confronti di clientela di tipo "Corporate Large & Medium Size " derivanti da finanziamenti concessi a società in tensione finanziaria.
L’operazione ha l’obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) attività di turn-around e in operazioni straordinarie di distressed M&A, erogazione di nuova finanza e gestione in stile private equity, ii) attività liquidatorie stragiudiziali e nella strutturazione di procedure di concordato.
Fondo UTP Italia 25.114 Sagitta SGR 11 novembre 2022 Crediti u nlikely to pay e in minor parte non performing vantati nei confronti di clientela di tipo "Small-Medium" derivanti da finanziamenti concessi a soggetti retail e PMI in tensione finanziaria. L’operazione ha l’obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) l’erogazione di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l’indebitamento della controparte, ii) un migliore e più efficace risanamento del borrower , sfruttando le specifiche competenze del Gruppo della SGR cessionaria e iii) una gestione proattiva del portafoglio crediti secondo i principi di gestione etica delle esposizioni ispirandosi all’ESG framework .
Fondo UCR 16.392 Sagitta SGR 15 luglio 2024 23 dicembre 2024 Crediti past due , unlikely to pay o categorie corrispondenti e assimilabili e/o oggetto di ristrutturazione vantati nei co nfronti di società target, da strumenti finanziari partecipativi o azioni emesse dalle suddette ed eventualmente crediti a breve termine derivanti da linee di credito autoliquidanti concesse alle suddette società target.
Lendlease Msg Heartbeat – Classe B2 (**) 0 (***) Lendlease Italy Sgr 30 giugno 2023 Crediti u nlikely to pay vantati nei confronti del gruppo Risanamento. L’operazione ha lo scopo di sbloccare la realizzazione dell’iniziativa immobiliare nell’area Santa Giulia di proprietà di Risanamento. Il progetto MSG promosso da Risanamento rappresenta una delle principali iniziative di riqualificazione urbana e prevede lo sviluppo di edifici di diverse destinazioni, con il coinvolgimento del Gruppo Lendlease (LL).
Fondo Eleuteria 12.720 Prelios SGR 18 novembre 2023 19 gennaio 2024 Crediti unlikely to pay vantati nei confronti di clientela di tipo "Small-Medium" derivanti da finanziamenti concessi a soggetti retail e PMI in stress finanziario.
L’operazione ha l’obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) l’erogazione di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l’indebitamento della controparte, ii) un migliore e più efficace risanamento del borrower , sfruttando le specifiche competenze del Gruppo della SGR cessionaria e iii) risanamento delle condizioni economiche grazie a un sostegno nel turnaround aziendale.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 207 Nome del fondo Valore di
bilancio al
30/06/2026(*) Società di
Gestione del
Risparmio Data primo
closing/successivi
conferimenti Politica di investimento del fondo Fondo Retail & Leisure 104.135 IQ EQ 15 aprile 2024 10 giugno2025 Crediti unlikely to pay vantati nei confronti di clientela di tipo " Corporate Large & Medium Size " derivanti da finanziamenti concessi per lo sviluppo e commercializzazione di grandi spazi Retail o Leisure . L’operazione ha l’obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti anche per il tramite di advisor specializzati nel settore, attraverso i) l’erogazione di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l’indebitamento societario, ii) possibilità di intervenire direttamente nell’ equity delle società target cambiandone la governance e guidando processi di ristrutturazione, ed iii) un migliore e più efficace risanamento della società, sfruttando le specifiche competenze di Pillarstone – advisor in esclusiva.
Fondo City
Regeneration –
Classe B (**) 45.600 Near SGR Società benefit 10 novembre 2023 Trattasi di un fondo di investimento chiuso immobiliare alternativo riservato ad investitori qualificati, con l’obiettivo di realizzare investimenti sostenibili ex art. 9 del Regolamento (UE) 2019/2088 (cosiddetto “Fondo ex art. 9 SFDR”), in iniziative immobiliari volte alla rigenerazi one urbana e aventi impatto sociale. La gestione è affidata a Redo SGR Società benefit, società leader nell’ affordable housing e nella rigenerazione urbana a impatto sociale.
Fondo City
Regeneration –
Classe C (**) 12.847 Near SGR Società benefit 11 giugno 2024 Trattasi di un fondo di investimento chiuso immobiliare alternativo riservato ad investitori qualificati, con l’obiettivo di realizzare investimenti sostenibili ex art. 9 del Regolamento (UE) 2019/2088 (cosiddetto “Fondo ex art. 9 SFDR”), in iniziative immobiliari volte alla rigenerazi one urbana e aventi impatto sociale. La gestione è affidata a Redo SGR Società benefit, società leader nell’ affordable housing e nella rigenerazione urbana a impatto sociale.
Euromilano Fund
Classe E (**) 13.500 Near SGR Società benefit 14 Novembre 2025 Trattasi di un fondo di investimento chiuso immobiliare alternativo riservato ad investitori qualificati, con l’obiettivo di realizzare investimenti sostenibili ex art. 9 del Regolamento (UE) 2019/2088 (cosiddetto “Fondo ex art. 9 SFDR”), in iniziative immobiliari volte alla rigenerazi one urbana e aventi impatto sociale. La gestione è affidata a Redo SGR Società benefit, società leader nell’ affordable housing e nella rigenerazione urbana a impatto sociale.
Fondo iCCT – Comparto Core 38.615 Furstenberg SGR (ex. Illimity SGR) 1 gennaio 2025 26 marzo 2026 26 maggio 2026 Crediti unlikely to pay vantati nei confronti di client ela di tipo "Corporate Large & Medium Size" derivanti da finanziamenti concessi a società in tensione finanziaria. L’operazione ha l’obiettivo di garantire una più proattiva ed efficace gestione dei crediti garantiti, attraverso i) l’erogazione di nuova finanza laddove ritenuto necessario per sviluppare il business e/o riequilibrare l’indebitamento societario, ii) possibilità di intervenire direttamente nell’equity delle società target cambiandone la governance e guidando processi di ristrutturazione, ed iii) un migliore e più efficace risanamento della società, sfruttando le specifiche competenze del Gruppo della SGR cessionaria.
Fondo Keystone – Decima Wave 27.808 Kryalos SGR 24 febbraio 2026 Crediti corporate prevalentemente classificati come unlikely to pay o interessati da processi di ristrutturazione, derivanti da finanziamenti concessi a società caratterizzate da temporanee situazioni di tensione finanziaria. L'investimento presenta un profilo di rischio distressed ed è finalizzato alla valorizzazione delle esposizioni attraverso una gestione attiva delle posizioni, che può includere la rinegoziazione del debito, il supporto a processi di risanamento, accordi transattivi e attività di recupero stragiudiziale e giudiziale. Una componente significativa del portafoglio è costituita dalla cosiddetta “Decima Wave” , composta da crediti acquisiti da Illimity e Banco BPM , per i quali le strategie di recupero sono state definite sulla base delle informazioni disponibili e delle analisi svolte in fase di acquisizione. Nell'ambito di tale portafoglio assumono particolare rilevanza le esposizioni assistite da garanzie reali, inclusi gli immobili del Gruppo Grancasa, il cui processo di valorizzazione costituisce un elemento rilevante per i recuperi attesi.
(*) Attività incluse nella voce di bilancio “20 c. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value”. (**) Fondi immobiliari in funzione dello sviluppo immobiliare sotteso al perfezionamento dell’operazione.
(***) Valore di iscrizione in bi lancio azzerato al 30 giugno 2026.
Nuove operazioni del periodo Come in precedenza illustrato, il valore di iscrizione iniz iale delle sottoscrizioni effettuate nel corso del primo semestre è pari a 123,6 milioni, riferito per 105,8 milioni a nuov i fondi (Ananteo e Keystone) e il restante 17,7 milioni a ulteriori quote ricevute a fronte dei conferimenti effettuat i in fondi già detenuti (Fondo iCCT – Comparto Core).
Di seguito si forniscono informazioni di maggior dettaglio sui nuovi fondi sottoscritti nel semestre.
Fondo Illimity Corporate & Turnaround Fund – Comparto Core Nel corso del primo semestre 2026 il Fondo Illimity Corpor ate & Turnaround (iCCT), gestito da Furstenberg SGR (già Illimity SGR), ha perfezionato due operazioni di acquisiz ione di crediti UTP mediante conferimento e contestuale emissione di quote del Fondo. In particolare, nel mese di marzo sono stati acquisiti crediti verso Pibiplast S.p.A. per un valore nominale di 17,8 milioni, valorizzati per 15,4 mili oni, a fronte dell'emissione di n. 15,2 milioni quote; nel mese di maggio sono stati acquisiti crediti verso Isocarbo S.p.A. per un valore nominale di 8,1 milioni, valorizzati per 5,6 milioni, con contestuale emissione di n. 5,6 milioni di quote.
208 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Fondo Keystone – Decima Wave
Nel corso del primo semestre 2026 il Fondo Keystone ha perfezionato l'acquisizione di un portafoglio di crediti corporate classificati prevalentemente come unlikely to pay nell'ambito della cosiddetta Decima Wave. In particolare, il Gruppo Banco BPM ha conferito al Fondo un portafogli o di crediti per un corrispettivo complessivo pari a 34,0 milioni, sottoscrivendo quote del Fondo di nuova emissione per un ammontare di n. 44,7 milioni di quote. I crediti conferiti rientrano in un portafoglio diversificato di esposizioni verso controparti corporate e/o real estate interessate da processi di ristrutturazione o risana mento. Tra queste assumono particolare rilievo le esposizioni garantite dagli immobili del Gruppo Grancasa, per le quali il piano di gestione del Fondo prevede specifiche strategie di valorizzazione finalizzate al conseguimento dei recuperi e rendimenti attesi.
Rischi delle imprese di assicurazione
Premessa
Come più dettagliatamente illustrato nella sezione dedicata ai fatti di rilievo avvenuti nel periodo della Relazione intermedia sulla gestione, nel contesto di una più vasta operazione finalizzata all’integrazione del business assicurativo vita all'interno del Gruppo Banco BPM, co n decorrenza 1° maggio 2026 si è perfezionata l’operazione di fusione per incorporazione di Vera Vita S.p.A. in Banco BPM Vita S.p.A..
Il Gruppo Assicurativo Banco BPM Vita è soggetto all’attività di direzione e coordinamento di Ba nco BPM S.p.A., che detiene il 100% del capitale sociale. In seguito alla citata operazione di fusione, il Gruppo assicurativo è composto da Banco BPM Vita S.p.A. e BBPM Life DAC.
Il sistema di gestione dei rischi del Gruppo Banco BPM Vita, proporzionato alla natura, alla portata e alla complessità dell’attività esercitata dalle diverse Compagnie, consente l’identificazione, la valutazione anche prospettica ed il controllo dei rischi maggiormente significativi, intendendosi per tali, i rischi le cui conseguenze possono minare la solvibilità dell’Impresa o costituire un serio ostacolo alla realizzazione degli obiettivi aziendali. In tale ambito, si raccolgono in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici e che possono interessare l’attività complessiva del Gruppo. Il sistema di gestione de i rischi è basato sull’attività congiunta di cinque attori principali: Consiglio di Amministrazion e, Alta Direzione, Risk Owner, Funzione di Risk Management e Funzione Attuariale.
In conformità a quanto indicato dal Regolamento n. 38/2018 e sue successive integrazioni, la funzione di Risk
Management:
• ha il compito di assicurare una valutazione integrata dei rischi ed è responsabile dell’efficacia del sistema di gestione dei rischi. Essa sottopone periodicamente al Consiglio di Amministrazione, anche per il tramite del Comitato per il Controllo interno e i Rischi, gli esiti dei controlli e delle analisi effettuate, nonché i risultati della valutazione annuale dei rischi operativ i e l’evidenza degli incidenti operativi;
• concorre alla definizione della “Politica di gestione dei rischi e di valutazione attuale e prospettica dei rischi e della solvibilità” e ne monitora l’attuazione;
• organizza incontri con i responsabili delle funzioni aziendali e con l’Amministratore Delegato per raccogliere informazioni in merito ai rischi censiti;
• predispone il documento relativo alla mappatura generale dei rischi;
• effettua i calcoli e le valutazioni relativi ai rischi di propria competenza in ottica attuale e prospettica, aggrega i risultati dei calcoli e delle valutazioni forn iti per quanto di competenza dalle altre funzioni aziendali e determina il Solvency Capital Ratio ;
• predispone la reportistica relativa alla posizione di rischio complessiva che include le valutazioni relative al Solvency Ratio , al Solvency Capital Requiremen t e agli Own Funds ;
• effettua di concerto con l’Amministratore Delegato una selezione dei rischi attuali e potenziali da sottoporre ad analisi di scenario e di stress test, sulla base dei rischi individuati, in collaborazione con le funzioni competenti a riporto del Chief Risk Officer della Capogruppo;
• predispone pertanto un piano di stress test che riguarda sia la situazione attuale di solvibilità che analisi di scenario in ottica prospettica, da effettuare con il co ntributo delle altre funzioni aziendali per quanto di
competenza;
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 209 • effettua il monitoraggio continuo della solvibilità, veri ficando che i rischi considerati non pregiudichino la stabilità delle Compagnie e gli interessi degli assicurati , rendicontando periodicamente gli esiti delle proprie valutazioni attraverso il Risk Appetite Monitoring (RAM);
• è responsabile della valutazione del processo globale dell'ORSA e della sua convalida.
I l G r u p p o B a n c o B P M V i t a s i p r e f i g g e l ’ o b i e t t i v o d i c r eare valore attraverso la ge stione dei rischi inerenti principalmente alla sua attività. I rischi ai quali il Gruppo è esposto sono gestiti e monitorati in conformità con il Risk Appetite Framework .
Il portafoglio delle passività ed assicurative, l'organizzazione e lo scenario economico, normativo e finanziario delle Compagnie costituiscono le fonti dei rischi a cui il Gruppo è esposto. Tali aspetti vengono analizzati e monitorati in modo permanente come parte del sistema di gestione e controllo del rischio dell'azienda.
I rischi del Gruppo vengono quantificati nel contesto del calc olo del requisito patrimoniale di solvibilità effettuato sulla base della formula standard, secondo la metodologia e i param etri definiti dalla normativa di riferimento. Le analisi condotte dalla funzione di Risk Management mostrano l’adeguatezza della formula standard alla valutazione del profilo di rischio del Gruppo.
Il profilo di rischio del Gruppo include anche quei rischi non misurati dalla formula standard, ma comunque monitorati e gestiti sotto il sistema di gestione e controllo dei rischi.
Rischi assicurativi (Ramo Vita)
I principali fattori di rischio del port afoglio assicurativo ramo vita sono collegati ai rischi di sottoscrizione.
Il rischio di sottoscrizione è il rischio derivante dalla sottosc rizione dei contratti di assicurazione, associato agli eventi coperti, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione de i rischi, all’andamento sfavorevole della sinistralità effettiva rispetto a quella stimata (rischio assuntivo) e alla quantifica zione di riserve tecniche non sufficienti rispetto agli impegni assunti verso assicurati e danneggiati (rischio di riservazione). Tale rischio può essere distin to nelle seguenti tipologie:
• Rischio di mortalità, ossia il rischio di perdite o di cambiamenti sfavorevoli nel valore delle passività assicurative, derivante da un cambiamento nel livello, nel trend o nella volatilità dei tassi di mortalità, nel caso in cui un aumento della mortalità conduca a un incremento delle riserve tecniche;
• Rischio di longevità, che riguarda il rischio di perdit e, o di cambiamenti avversi nel valore delle passività assicurative, derivante da un cambiamento nel trend o nella volatilità dei tassi di mortalità, dove un decremento della mortalità conduca a un incremento delle riserve;
• Rischio disabilità/morbilità, è il rischio di perdite, o di cambiamenti avversi nel valore delle passività assicurative, derivante da un cambiamento nel livello, ne l trend o nella volatilità dei tassi di disabilità e morbilità. Il Gruppo Assicurativo non è esposto a tale tipologia di rischio;
• Rischio di estinzione anticipata, ossia il rischio di perdita o di variazione delle passività assicurative a causa di una modifica dei tassi di esercizio di tale opzione da parte degli assicurati;
• Rischio spese, riguarda il rischio di perdita o di varia zione sfavorevole nel valore delle passività assicurative risultante da cambiamenti nel livello, nella tendenza o nella volatilità delle spese sostenute a fronte della gestione dei contratti di assicurazione;
• Rischio revisione, rappresenta il rischio di variazio ne sfavorevole del valore delle passività derivante da oscillazioni del livello, del trend o della volatilità, dei ta ssi di revisione delle rendite. Il Gruppo Assicurativo non risulta esposto a tale tipologia di rischio;
• Rischio catastrofale, ovvero il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative, derivante dall’incertezza si gnificativa delle ipotesi relative alla determinazione dei premi e alla costituzione delle riserve in rapporto al verificarsi di eventi estremi ed eccezionali legati ad eventi naturali o causati dall’uomo.
Il Gruppo assicurativo è inoltre esposto al rischio di sott oscrizione salute, connesso alle obbligazioni previste nei contratti di assicurazione contro infortuni e malattia, che risulta tuttavia marginale.
Il rischio di sottoscrizione salute comprende esclusivamente:
• Rischio di tariffazione: rappresenta il rischio connesso ai contratti da so ttoscrivere nell’anno successivo e ai contratti ancora in vigore alla data di valutazione, ovvero il rischio che i premi relativi ai nuovi contratti più la riserva premi non siano sufficienti a coprire il cost o dei sinistri più le spese generate dai contratti;
210 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ • Rischio di riservazione: rappresenta il rischio connesso alle oscillazioni dei risarcimenti dei sinistri sia nel timing che nell’importo. Fa quindi riferimento al rischio di insufficienza della riserva sinistri accantonata alla data di valutazione rispetto ad un orizzonte temporale di un anno.
Rischi finanziari (Ramo Vita)
Nell’esercizio della propria attività in ambito Vita, il Gruppo Assicurativo è chiamato ad investire i premi raccolti in una varietà di attività finanziarie, perlop iù a lungo termine, con l’obiettivo princi pale di garantire il rendimento atteso dagli assicurati, onorandone gli impegni futuri. I principali rischi a cui risultano essere esposte le diverse compagnie derivano, dunque, dai rischi di mercato, i quali poss ono determinare perdite o cambiamenti sfavorevoli della situazione finanziaria a causa di oscillazioni nel valore di mercato delle attività in bilancio.
Tale rischio può essere distin to nelle seguenti tipologie:
• Rischio di tasso di interesse: deriva dalle variazioni sf avorevoli e dalla volatilità dei tassi di interesse. Il Gruppo è esposto al rischio tasso di interesse in rife rimento al portafoglio obblig azionario e alle passività
assicurative;
• Rischio azionario: riflette le possibili variazioni sfavorevoli del livello e della volatilità del valore di mercato degli strumenti finanziari e di capitale. Il Gruppo è espo sto al rischio azionario in riferimento alle azioni, ad alcuni fondi azionari ed al valore delle partecipazioni detenute;
• Rischio immobiliare: riflette le possibili variazioni av verse del livello e della volatilità dei prezzi di mercato dei beni immobili. Il Gruppo è esposto al rischio im mobiliare in riferimento ad investimenti di importo residuale in fondi immobiliari;
• Rischio valutario: deriva dalle variazioni avverse del livello e della volatilità dei tassi di cambio delle valute.
Il Gruppo è esposto in modo residuale al rischio di cambio;
• Rischio di spread: dipende dalla sensibilità del valore de gli attivi ai cambiamenti nel livello o nella volatilità dei titoli corporate , covered bonds , strutturati, derivati od obbligazionari emessi da paesi sovrani rispetto alla struttura a scadenza dei tassi di interesse privi di rischio;
• Rischio di concentrazione: de riva da una variazione in attesa del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte o con un gruppo di soggetti interconnessi appartenenti ad uno stesso settore o ad una medesima area geografica. Il Gruppo non è esposto a tale tipologia di rischio.
Relativamente ai rischi di mercato, le diverse compagnie no n fanno ricorso ad alcuna specifica tecnica di mitigazione, ma bensì applicano un’attività di monito raggio di tali fattori di rischio tramit e il calcolo e successivo controllo di indicatori di rischio definiti nell’ambito del Risk Appetite Framework (RAF).
Altri rischi – business assicurativo
Rischio di liquidità Il rischio di liquidità è il rischio derivante dall’incapacità di fare fronte, in maniera efficiente, agli impegni di cassa previsti ed imprevisti, ovvero di essere in grado di farv i fronte solamente tramite l’accesso a condizioni peggiorative al mercato del credito o tramite la liquidazione di attivi finanziari a forte sconto.
Il Gruppo mira ad assicurare un livello di liquidità adeguato a garantire tutti gli impegni a cui è chiamato a rispondere e garantire la propria solidità patrimoniale mediante una poli tica di contenimento del rischio di liquidità attraverso opportune tecniche di mitigazione.
L’esposizione al rischio di liquidità è misurata attrav erso un indicatore a livello di singola Compagnia ( Liquidity ratio ) che pone in rapporto le risorse disponibili e le risorse ne cessarie (impegni della Compagnia) su un orizzonte temporale di medio-breve periodo. La gestione di tale rischio è effettuata tenendo in considerazione anche le indicazioni derivanti dall’attività di gestione delle attività e passività (ALM). In particolare, la determinazione del livello di disallineamento dei cash flow attivi e passivi avviene attraverso una procedura di proiezione, su base mensile, delle entrate e uscite di cassa, sia di natura industriale (premi e prestazioni) che finanziaria, tenendo opportunamente conto degli effetti della riassicurazione e della necessità di copertura delle riserve tecniche.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 211 Il rischio di liquidità, rilevante per le Compagnie, è moni torato periodicamente attraverso gli indicatori previsti dal Risk Appetite Framework e, per le Compagnie italiane del Gruppo, tramite la reportistica verso l'Autorità di Vigilanza ove richiesto da indagini ad hoc. Rischi Operativi Il rischio operativo è il rischio di perdite derivante da ineffi cienze di persone, processi e sistemi, inclusi quelli utilizzat i per la vendita a distanza, o da eventi esterni, quali la frode o l’attività di fornitori esterni. In generale, i rischi operati vi possono avere degli effetti anche su aspetti di carattere reputazionale per cui si ritiene che la gestione dei rischi operativi possa avere un impatto anche sulla mitigazione dei rischi reputazionali.
La gestione dei rischi operativi si realizza mediante l’id entificazione e la valutazione qualitativa e, se possibile, quantitativa, su base annuale, delle diverse categorie di rischi operativi.
In funzione della frequenza e dell’impatto dell’accadimento, i diversi fattori di rischio operativo identificati vengono quantificati sulla base di una scala di valori standardi zzata prevedendo l’attuazione di opportune attività di mitigazione del rischio laddove necessario.
Il presidio del rischio operativo si avvale anche della racc olta e dell'analisi delle perdite operative della Compagnia, i cui risultati contribuiscono alle attività di monitoraggio e valutazione del rischio a livello di Gruppo. La gestione del rischio operativo si basa sull'identificazione delle aree di vulnerabilità e sull'attuazione di adeguate misure di mitigazione, volte a contenere l'esposizione al rischio attraver so il rafforzamento dei processi operativi e il tempestivo recepimento delle raccomandazioni formulate dalle Funzioni di controllo.
Rischi ICT e di sicurezza
Il rischio ICT e di sicurezza è definito come il rischio de rivante da qualunque circostanza connessa all'utilizzo di sistemi informatici e di rete che possa compromettere la disp onibilità, l'integrità, la riservatezza o la sicurezza dei sistemi, dei processi aziendali e dei servizi prestati. A partire dal 2025, Banco BPM Vita ha aggiornato il proprio framework di gestione dei rischi ICT e di sicurezza, in coerenza con le evoluzioni del modello adottato dalla Capogr uppo Banco BPM e nel rispetto delle specificità operative della Compagnia. Il presidio del rischio si fonda su un pr ocesso strutturato di valutazione periodica dei rischi ICT, sviluppato in conformità alla normativa applicabile, inclusi i requisiti introdotti dal Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA).
Le valutazioni sono effettuate attraverso metodologie quali-qu antitative che coprono i principali ambiti di esposizione della Compagnia, tra cui applicazioni, infrastrutture tecnolog iche, fornitori di servizi ICT e progettualità rilevanti. Gli esiti di tali attività concorrono al monitoraggio del profilo di rischio e alimentano la relativa reportistica direzionale e gli indicatori previsti dal Risk Appetite Framework .
Rischi di sostenibilità Il Rischio di sostenibilità è definito come un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, qualora si verificasse, potrebbe provocare un significativ o impatto negativo effettivo o potenziale sulla situazione patrimoniale del Gruppo.
L’esposizione delle Compagnie assicurative vita ai rischi di so stenibilità, in particolare ai rischi climatici, risulta poco materiale sul breve periodo ed è principalmente da ricondursi ai potenziali rischi di Transi zione sul portafoglio attivi.
212 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
PARTE G - OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE
RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D’AZIENDA
Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l’esercizio
1.1 Operazioni di aggregazione Nel corso del semestre non si sono realizzate operazioni di aggregazione aziendale ai sensi dell’IFRS 3.
Operazioni di aggregaz ioni fra società appartenenti al Gr uppo (c.d. business combination between entities un der common control)
Come descritto nella sezione dedicata ai “Fatti di rilievo del periodo” della Relazione intermedia sulla gestione, con decorrenza 1° maggio 2026 ha avuto efficacia l’operazione di fusione per incorporazione di Vera Vita S.p.A. in Banco BPM Vita S.p.A. con effetti contabili e fiscali retroattivi dal 1° gennaio 2026. Trattandosi di un’operazione realizzata tra società del Gruppo soggette a comune controllo, la stessa non ha determinato alcun impatto sulla situazione patrimoniale ed economica consolidata del Gruppo.
Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell’esercizio
Non si sono realizzate operazioni di aggregazione azie ndale esterne al Gruppo dopo la chiusura del semestre.
Operazioni di aggregaz ioni fra società appartenenti al Gr uppo (c.d. business combination between entities un der common control)
Non si sono realizzate operazioni di aggregazione aziend ale fra società appartenenti al Gruppo dopo la chiusura del semestre.
Sezione 3 – Rettifiche retrospettive Non è risultato necessario rilevare alcuna rettifica retrospettiva.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 213
PARTE H - OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
In linea con i requisiti stabiliti dal principio contabile IAS 24, di seguito si fornisce illustrazione dei criteri seguiti dal Gruppo Banco BPM ai fini dell’identificazione delle parti correlate, declinati in apposita normativa aziendale:
a) società soggette ad influenza notevole e a controllo co ngiunto: ossia le entità nelle quali la Capogruppo Banco BPM o le Entità controllate esercitano influenza notevole ai sensi del principio contabile IAS 28 o un controllo congiunto ai sensi del principio contabile IFRS 11. Trattasi in particolare delle “Imprese controllate in modo congiunto e sottoposte a influenza notevole” indicate nella Parte B - “Partecipazioni – Voce 70” delle presenti Note illustrative;
b) dirigenti con responsabilità strategiche: sono qualific ati come tali oltre ai componenti del Consiglio di Amministrazione, i componenti effettivi del Collegio Si ndacale, il Direttore Generale ed i Condirettori Generali della Capogruppo e delle società del Gruppo, i vertici operativi e direttivi di Banco BPM, individuati da apposita determinazione consiliare, il Dirigente prep osto alla redazione dei documenti contabili societari, il Responsabile della funzione di conformità, il Resp onsabile della funzione Internal Audit di Banco BPM, ulteriori responsabili di strutture individuati dal Co nsiglio di Amministrazione di Banco BPM ed eventuali
liquidatori straordinari;
c) stretti familiari dei dirigenti con responsabilità strategich e: rilevano i soli familiari in grado di influenzare il (o di essere influenzati dal) soggetto interessato nel proprio rapporto con il Banco BPM o le società del Gruppo. Si presumono tali, salvo diversa dichiarazione sc ritta del dirigente, resa sotto propria responsabilità e recante adeguata ed analitica motivazione delle ragi oni che escludono la possibi lità di influenza: il coniuge, il convivente more uxorio (compresi conviventi di fatto il cui stato non si rilevi dal certificato di famiglia), i figli del soggetto, del coniuge o del conviv ente more uxorio, le persone a carico del soggetto, del coniuge o del convivente more uxorio. È inoltre part e correlata ogni altra persona che il soggetto ritiene lo possa influenzare (o essere da lui influenzata) nel pr oprio rapporto con il Banco BPM o con le altre società
del Gruppo;
d) rapporti partecipativi riconducibili ai dirigenti con respon sabilità strategiche e ai loro stretti familiari: sono considerate parti correlate le entità nelle quali i dirigent i con responsabilità strategiche o i loro stretti familiari detengono il controllo ex art. 235 9, comma 1, Codice Civile, o il controllo congiunto o esercitano un’influenza notevole che si presume qualora detengon o, direttamente o indirettamente, almeno il 20% dei diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria, o il 10% se la società ha azioni quotate in mercati
regolamentati;
e) fondi pensionistici del Gruppo: i Fondi Pensione per il personale del Gruppo e di qualsiasi altra entità
correlata;
f) titolari di una partecipazione rilevante: sono considerati parti correlate gli azionisti e i relativi gruppi societari (entità giuridiche controllanti, controllate o sottoposte a controllo congiunto) che controllano la Capogruppo, anche congiuntamente, o che esercitano un’influenza no tevole su Banco BPM. Si presume sussistere, come minimo, una situazione di influenza notevole qualora l’ azionista detenga un’interessenza con diritto di voto superiore al 10% del capitale sociale di Banco BPM. Sono inoltre considerati parti correlate i soggetti non appartenenti al Gruppo che detengono nelle altre società del Gruppo, una partecipazione superiore al 20% dei diritti di voto esercitabili nell ’assemblea ordinaria, ovvero il 10% se la società ha azioni quotate in
mercati regolamentati;
g) soggetti in grado, ex se, di nominare componenti del Consiglio di Amministrazione, in virtù di statuto o di accordi parasociali.
Rapporti finanziari e commerciali con parti correlate
I rapporti finanziari e commerciali intrattenuti con le pa rti correlate rientrano nell’ambito della normale gestione e sono stati conclusi a condizioni sostanzialmente allineate al mercato.
Sulla base del perimetro delle parti correlate, come identifica to in base i criteri in precedenza elencati, nelle tabelle che seguono sono evidenziati i rapporti patrimoniali ed economici al 30 giugno 2026 separatamente tra:
• entità che esercitano influenza notevole (punto f) del precedente elenco);
• società collegate (punto a) del precedente elenco);
• joint venture (punto a) del precedente elenco);
• dirigenti con responsabilità strategich e (punto b) del precedente elenco);
• altre parti correlate (punti c), d), e), g) del precedente elenco).
214 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Al riguardo si precisa che nel bilancio consolidato non viene fornita evidenza dei rapporti tra le varie società del Gruppo (Capogruppo e controllate), in quanto o ggetto di elisione in se de di consolidamento.
(migliaia di euro) Entità che
esercitano
un'influenza
notevole (1) Società
collegate Joint
venture Dirigenti con
responsabilit
à strategica Altre parti correlate Totale % sul
consolidato
Cassa e disponibilità liquide 29.905 - - - - 29.905 1,06% Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
1.864
-
-
-
-
1.864
0,01%
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
139.234
-
-
-
-
139.234
1,20%
Attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva
7.134
-
-
-
-
7.134
0,03%
Crediti verso banche 2 - - - - 2 0,00% Crediti verso clientela 146.685 981.572 - 10.699 195.125 1.334.081 1,32% Altre voci dell'attivo 555 1.811 - - - 2.366 0,02% Totale 325.379 983.383 - 10.699 195.125 1.514.586 0,72% Debiti verso banche 117.071 - - - - 117.071 1,23% Debiti verso clientela 1.294 61.015 - 14.343 55.658 132.310 0,11% Titoli in circolazione 476.862 - - - - 476.862 2,20% Passività finanziarie di negoziazione 284 252 - - - 536 0,00% Passività finanziarie designate al fair
value
-
-
-
1.046
593
1.639
0,02%
Altre voci del passivo 48.976 4.823 - 292 40 54.131 0,23% Totale 644.487 66.090 - 15.681 56.291 782.549 0,40% Garanzie rilasciate e impegni 17.518 273.132 - 5.091 8.771 304.512 0,36% (1) Soggetti autorizzati che possiedono una quota di partecipazione superiore al 10% del capitale. In particolare, la voce comp rende i rapporti patrimonia li intrattenuti con le società appartenenti al Gruppo Crédit Agricole S.A., ad eccezione delle società qualificate come collegate del Gruppo Banco BPM , i cui rapporti sono rilevati, in continuità con i precedenti esercizi, nella colonna Società collegate.
(migliaia di euro) Entità che
esercitano
un'influenza
notevole (1) Società
collegate Joint
venture Dirigenti con
responsabilit
à strategica Altre parti correlate Totale % sul
consolidato
Margine d'interesse (7.896) 16.280 - 91 (101) 8.374 0,49% Commissioni nette (8.902) 154.473 - 4 274 145.849 11,18% Spese amministrative/recuperi di
spesa
-
(5.447)
-
(7.917)
(196)
(13.560)
1,00%
Altri costi/ricavi 170 1.061 - - - 1.231 0,16% (1) Soggetti autorizzati che possiedono una quota di partecipazione superiore al 10% del capitale. In particolare, la voce compren de i rapporti economici intrattenuti con le società appartenenti al Gruppo Crédit Agricole S.A., ad eccezione delle società qualificate come collegate del Gruppo Banco BPM , i cui rapporti sono rilevati, in continuità con i precedenti esercizi, nella colonna Società collegate.
Altre operazioni con altre parti correlate
Nella seguente tabella vengono evidenziate le altre operazioni (forniture di beni e servizi e operazioni su immobili) poste in essere con le parti correlate esposte nella pr ecedente tabella in corrispondenza dei “dirigenti con responsabilità strategica” ed “altre parti correlate”.
Acquisti e
vendite di
beni e
servizi Locazioni
attive Locazioni
passive
a) Amministratori - - -
b) Dirigenti con responsabilità strategiche - - -
c) Stretto familiare dei soggetti di cui alle lettere a) e b) - - -
d) Società controllata collegata o soggetta a influenza notevole dai soggetti di cui alle lettere a) e b) 625 75 -
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 215
Altre informazioni
Con riferimento al comma 8 dell’art. 5 “Informazioni al pubb lico sulle operazioni con parti correlate”, del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con parti correlate (adottato dalla Consob con delibera n.
17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche), nel seguit o vengono riportate le operazioni di maggiore rilevanza concluse nel corso del primo semestre 2026, nonché di quelle di minore rilevanza di particolare significatività1.
Emissione di investment certificates: stanzi amento di (i) un plafond di emissione di investment certificates per il periodo 1° febbraio 2026 - 31 gennaio 2027; (ii) un flusso commissionale per collocamento tramite la rete di Banca Aletti S.p.A. per il medesimo periodo e (iii) un flusso commissi onale per Banca Akros per collocamento tramite le Reti del Gruppo di investment certificates emessi da Ba nco BPM e da emittenti Terzi nel medesimo periodo
Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 20 gennai o 2026, ha deliberato di approvare: (i) lo stanziamento di un plafond complessivo a livello di Gruppo dell’ammonta re massimo di 1.700 milioni, per il periodo 1° febbraio 2026 – 31 gennaio 2027, ai fini dell’emissione, da parte del Banco BPM, di investment certificates e/o prestiti obbligazionari da collocare tramite la Rete Commerciale di Capogruppo per massimi 1.500 milioni e tramite la Rete di Banca Aletti per massimi 200 milioni (di cui 50 milioni destinati a Private placement rivolti esclusivamente a clientela professionale), riconoscendo un flusso commissionale a favo re della controllata Banca Aletti, stimato in massimi 5,3 milioni, a fronte dell’attività di colloca mento svolta; (ii) la retrocessione a Ba nca Akros, per il periodo 1° febbraio 2026 – 31 gennaio 2027, del 5% dei margini complessivi up front (commissioni di collocamento, strutturazione e hedging costs ) per l’attività illustrata, per un import o massimo complessivo fino a 6,7 milioni.
Determinazione, nell’ambito dell’accordo di esternalizzazi one in essere, dei corrispettivi da riconoscere a Banca Akros per il periodo 1° gennaio – 31 di cembre 2026 in relazione allo svolgime nto di attività concernenti operazioni di cartolarizzazione a favore di clienti Istituzionali e Corporate Il Consiglio di Amministrazione, nella se duta del 14 aprile 2026, ha deliberato di autorizzare, ai sensi delle discipline sui conflitti di interessi, lo stanziamento di un plafond di 2,8 milioni quale delibera quadro per l’esercizio 2026 – e precisamente per il periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2026 – da riconoscere a Banca Akros per lo svolgimento delle attività oggetto di esternalizzazione.
Programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantit e: (i) cessione di un nuovo portafoglio nell’ambito del programma BPM OBG1 e riacquisti di attivi non idonei nell’ambito dei programmi BPM OBG1 e BPM OBG2; (ii) rinnovo dei plafond annuali per il riacquisto periodico di attivi ceduti nell’ambito dei programmi BPM OBG1 e BPM
OBG2
Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 26 maggio 2026 ha deliberato: (i) la cessione dei crediti derivanti da mutui erogati da Banco BPM di cui al Nuovo Portafog lio BPM OBG1 per un importo di circa 1,1 miliardi, con pagamento del relativo prezzo di cessione mediante utilizzo delle linee di credito subordinate a valere sul plafond disponibile e il riacquisto dai veicoli BPM Covered Bond S. r.l. e BPM Covered Bond 2 S.r.l. di mutui non idonei per un massimo, rispettivamente, di 90 milioni e di 25 milioni, escluse le posizioni UTP, Past Due e Sofferenze; (ii) la determinazione di un plafond di massimi 100 milioni per i riacquisti di crediti da parte di Banco BPM dalla società veicolo BPM Covered Bond S.r.l. nell’ambito del programma BPM OBG1 e la determinazione di un plafond di massimi 100 milioni per i riacquisti di crediti da parte di Banco BPM dalla società veicolo BPM Covered Bond 2 S.r.l.
nell’ambito del programma BPM OBG2.
In esecuzione a tale delibera, nel primo semestre 202 6, nell’ambito del Programm a BPM OBG1, Banco BPM ha ceduto alla Società Veicolo BPM Covered Bond S.r.l. un nuov o portafoglio di attivi idonei per un debito residuo di circa 1 miliardo; inoltre, nell’ambito di entrambi i Progra mmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite del Gruppo, Banco BPM ha provveduto al riacquisto “in blocco”, tra gli altri, di una porzione di mutui precedentemente ceduti alle Società Veicolo e non più classificabili come “i donei” (per un plafond massimo deliberato di 90 milioni per il programma OBG1 e 25 milioni per il programma OBG2), tra i quali tutti i mutui con garanzia ipotecaria in scadenza entro il 30 giugno 2026.
1 Sono in particolare riportate le operazioni di minore rileva nza deliberate dal Consiglio di Amministrazione nel primo semestre 2026 aventi ad oggetto: (i) delibere quadro con/fra società controllate /collegate in materia di finanza/commerciale; (ii) fusioni/sc issioni/cessioni di rami d’azienda con/fra società controllate; (iii) operazioni di verse da quelle dei precedenti punti (i) e (ii) di importo pa ri o superiore 300 milioni.
216 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Determinazione di plafond annuali con scadenza 31 dicembre 2026 per il riacquisto pe riodico di attivi ceduti nell’ambito delle operazioni di cartolarizzazione BPL5 (mu tui ipotecari residenziali a privati) e BPL8 (crediti chirografari e ipotecari a PMI) Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, nella seduta del 26 maggio 2026 ha deliberato nell’ambito delle operazioni di cartolarizzazione in essere, i seguenti plafon d annuali al fine di effettuare per il periodo 1° gennaio 2026 - 31 dicembre 2026, sulla base dei criteri stabiliti nelle relative operazioni: (i) riacquisti periodici, fino a un massimo di 100 milioni, di crediti ceduti al veicolo BPL Mort gages S.r.l. nell’ambito dell’operazione BPL5; (ii) riacquisti periodici, fino a un massimo di 100 milioni, di crediti cedu ti al veicolo BPL Mortgages S.r.l. nell’ambito dell’operazione BPL8.
Gruppo di rischio Alba Leasing: (i) conferma del plafond di affidabilità per rischi diretti (ii) riduzione del monte fidi;
(iii) nuova scadenza di revisione
Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 26 maggi o 2026, ha deliberato di approvare a favore di Alba Leasing S.p.A.: (i) la conferma del plafond di affidabilità per rischi diretti di 1.100 milioni; (ii) la riduzione del monte fidi da 1.035,2 milioni a 1.034,6 milioni (con contestuale pr oroga al 30 giugno 2027 di un fido promiscuo libero di 897 milioni), a cui si affiancano rischi di evidenza per 15 milioni; (iii) la nuova scaden za di revisione al 30 giugno 2027.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 217
PARTE I - ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI
SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI
A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
1. Descrizione degli accordi di pagament o basati su propri strumenti patrimoniali
1.1 Remunerazione collegata a si stemi di incentivazione: piani di compensi basati su azioni
Banco BPM S.p.A., in qualità di Capogruppo, predispone l'annuale Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione della Banca d'Italia (Circola re Banca d’Italia n. 285/2013 e successive integrazioni e modificazioni, Parte Prima, Titolo IV, Capitolo 2 "Politiche e prassi di remunerazione e incentivazione"), dell'art.123-
ter del Decreto Legislativo 58/1998 ("Testo Unico della Fina nza" o "TUF") e successive modificazioni e dell'art. 84-
quater della delibera Consob n.11971/1999 e successive modificazioni ("Regolamento Emittenti"), del Regolamento IVASS 38/2018 e relativi Orientamenti e del Regolamento di attuazione degli articoli 4-undecies e 6, comma 1, lettere b) e c-bis) del TUF.
La politica di remunerazione ("Policy") rappresenta un’imp ortante leva gestionale, per attrarre, motivare e trattenere il personale. Essa orienta i comportamenti verso il contenimento dei rischi assunti (inclusi quelli legali e reputazionali) e la tutela e fidelizzazione del cliente, con attenzione alla ge stione dei conflitti di interesse. La Policy inoltre persegue il successo sostenibile che produce valore nel lungo te rmine a beneficio degli azionisti nell’interesse degli stakeholder del Gruppo.
La Policy 2026 definisce le linee guida de i sistemi di remunerazione per perseguire le strategie, gli obiettivi e i risultati di lungo periodo, in coerenza con le politiche di governo e di gestione dei rischi. La correlazione tra la remunerazione variabile del personale e i fattori ESG è uno degli elementi della Policy 2026. La remunerazione variabile è quindi correlata alle azioni strategiche che riguardano temi ambien tali, salute e sicurezza, gestione delle risorse umane. La politica di remunerazione è neutrale rispetto al genere del personale.
In accordo alla Policy 2026, la remunerazione del personale dipendente del Gruppo prevede una componente variabile (incentivo) collegata al sistema di incentivazione con periodicità annuale (Piano Short Term Incentive ), il cui riconoscimento è subordinato alla positiva verifica di predefin ite condizioni di accesso (cancelli) costituite da indicatori di adeguatezza patrimoniale, adeguatezza della liquidità e di redditività. Dopo la veri fica dei cancelli, ma prima delle eventuali erogazioni, l’ammontare effettivo delle riso rse economiche disponibili è determinato in ragione dei risultati economici conseguiti (coefficiente di rettifica finanzia rio) e degli indicatori qualitativi di natura non finanziaria (coefficiente di rettifica non finanziario, non applicato al Gruppo Anima, fintanto che resta quotato), in coerenza con il quadro di propensione al rischio del Gruppo .
L’incentivo del personale più rilevante 1 identificato nell’anno 2026 è corrisposto nell’arco di sei o cinque anni, suddiviso in una quota up-front e in cinque o quattro quote differite annuali subordinate alla positiva verifica di future condizioni.
La quota up-front a prescindere dal beneficiario è pari al:
• 60% dell’incentivo riconosciuto, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua sia inferiore a 455 mila euro;
• 40% dell’incentivo riconosciuto, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua sia pari o superiore a 455 mila euro.
1 Soggetti la cui attività professionale ha, o può avere, un im patto rilevante sul profilo di rischio del Gruppo o di una singol a Legal Entity.
218 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ Il valore di 455 mila euro rappresenta per il Gruppo il li vello di remunerazione variabile di importo particolarmente elevato, determinato in coerenza al criterio stabilito dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia1.
Il 50% della quota up-front dell’incentivo è riconosciuto in azioni ordinarie Banco BPM.
Le quote differite sono costituite da:
• cinque quote annue di pari importo differite nel peri odo quinquennale successivo all’anno di maturazione della quota up-front , per il 55% in azioni ordinarie Banco BPM, per il personale più rilevante apicale, indipendentemente dall’importo della remunerazione variabile individuale annu a riconosciuta, e per i responsabili delle linee di business principali di Banca Akros o di Banca Aletti diretti riporti dell’Amministratore Delegato o dell’alta dirigenza di Ba nca Akros o di Banca Aletti, nel caso in cui l’importo della remunerazione variabile individuale annua rico nosciuta sia pari o superiore a 455 mila euro;
• quattro quote annue di pari importo, differite nel pe riodo quadriennale successivo all’anno di maturazione della quota up-front , per il 50% in azioni ordinarie Banco BPM, per il personale più rilevante non indicato al punto precedente.
In virtù della facoltà consentita dalle Di sposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia e in conformità alle Disposizioni per il settore della gestione del risparmio, per il personale più rilevante che opera in SGR va lgono le seguenti specificità rispetto alle regole generali sopra riportate: l’incentivo è suddiviso in una quota up-front e in quote differite, secondo specifici schemi di corresponsione; per il personale più rilevante che opera in SGR significative, il 50% dell’incentivo è riconosciuto in quote dei fondi gestiti, in luogo delle az ioni Banco BPM; per il personale più rilevante che opera in SGR non significative, in virtù del principio di proporzi onalità, l’incentivo è corrisposto interamente in denaro.
Come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua risulti inferiore o pari alla soglia di rileva nza di 50 mila euro e allo stesso tempo inferiore o pari a un terzo della remunerazione totale individuale annua, il rela tivo importo è erogato in contan ti e in un’unica soluzione.
Per il personale più rilevante che opera nelle SGR, nei casi in cui la remunerazione variabile individuale annua risulti inferiore o pari alla soglia di significatività di 80 mila euro , il relativo importo è erogato in contanti e in un’unica soluzione.
Il piano Long Term Incentive supporta il Piano Strategico 2024-2026 aggi ornato al 2027, per perseguire risultati che creino valore nel lungo termine per gli azionisti e tutti gli stakeholder rilevanti, e prevede due periodi di valutazione (piano LTI 2024-2026 e piano LTI 2025- 2027). Il perimetro dei destinatari del piano LTI include circa 85 ruoli (esclusi gli appartenenti alle funzioni con compiti di controllo), selezionati in base al livello della po sizione, all’impatto sul business o per finalità di retention. Tra i ruoli destinatari sono inclusi l’Amministratore Delegato e i di rigenti con responsabilità strategiche di Capogruppo.
L’incentivo correlato al piano LTI (incentivo LTI) è corrisp osto integralmente in azioni ordinarie Banco BPM ed è commisurato al livello di raggiungimento di condizioni e obiettivi di performance.
L’incentivo LTI è corrisposto in una quota up-front pari al 40% e in quote differite annue di pari importo, secondo quanto previsto per il piano Short Term Incentive (rispettivamente: 2024 per l’incentivo LTI 2024-2026 e 2025 per l’incentivo LTI 2025-2027), subordinate alla positiva verifica di future condizioni.
Con riferimento ai Piani Short Term Incentive e Long Term Incentive , per le azioni maturate ( up-front e differite) è previsto un periodo di retention (vincolo alla vendita) di un anno, che decorre dalla maturazione. Per gli strumenti finanziari maturati utilizzati nelle SGR per i Piani Short Term Incentive è previsto un periodo di retention di un anno, per quelle up-front , e di sei mesi, per quelle differite.
Sia la quota up-front , sia le quote differite sono soggette a meccanismi di malus e di claw-back , così come declinati nella Policy.
Oltre al piano di compensi basati su azioni di Banco BPM S.p.A., relativo al Piano Short Term Incentive 2026, l'Assemblea Ordinaria dei Soci di Banco BPM del 16 aprile 2026 ha approvato:
• la politica in materia di remunerazione 2026 – Sezi one I della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti del Gruppo Banco BPM 2026;
1 Cfr. Parte Prima, Titolo IV, Capitolo 2, Sezione III, Paragraf o 2: “Per importo di remunerazione variabile particolarmente ele vato si intende il minore tra: i) il 25 per cento dell a remunerazione complessiva media degli high earners italiani, come risultante dal più recente rapporto pubblicato dall’EBA; ii) 10 volte la remunera zione complessiva media dei dipendenti della banca”. Come consentito dalle medesim e Disposizioni, è stato confermato il valore previsto nella Policy 2025.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 219 • la relazione sui compensi corrisposti nel 2025 – Sezi one II della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti del Gruppo Banco BPM 2026 (voto consultivo);
• la richiesta di autorizzazione all’acquisto e alla disp osizione di azioni proprie a servizio dei piani di compensi basati su azioni di Banco BPM S.p.A..
Per maggiori informazioni di dettaglio si rinvia a quanto co ntenuto nei documenti: Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti del Grup po Banco BPM 2026 (Sezione I e Sezione II) e Documento Informativo sul piano di compensi basati su azioni - Piano Short Term Incentive 2026, disponibili sul sito internet www.gruppo.bancobpm.it (sezione Corporate Go vernance - Politiche di Remunerazione).
1.2 Piani compensi basati su az ioni di esercizi precedenti
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM in data 5 fe bbraio 2026 ha preso atto della maturazione, nell’esercizio 2026, della componente azionaria delle quote differite di in centivo di breve e lungo termine, riferite ai piani di compensi basati su azioni in corso di validità e approvati sulla base di precedenti delibere assembleari.
Per maggiori dettagli sulle modalità e sui termini di attribuzione delle azioni a valere sui Piani sopra descritti si rinvia ai rispettivi documenti informativi predisposti ai sensi dell'art. 84- bis del Regolamento Emittenti, depositati presso la Sede sociale, Borsa Italiana S.p.A. e a disposizione del pubblico, tra l'altro, sul sito internet del Banco BPM S.p.A.
all'indirizzo www.gruppo.bancobpm.it (sezione Corp orate Governance — Politiche di Remunerazione).
1.3 Importi per la conclusione an ticipata del rapporto di lavoro
Nel rispetto della normativa tempo per tempo vigente è facoltà unilaterale della Capogruppo pattuire — subordinatamente alle condizioni e secondo le modalità de finite nella Policy — eventuali importi per la conclusione anticipata del rapporto di lavoro (per il personale più rilevante, golden parachute ) che possono essere riconosciuti nella misura massima di 24 mensilità di remunerazione fi ssa (esclusa l’indennità di mancato preavviso determinata secondo quanto stabilito dalla legge) ed entro il limite massimo di 3,4 milioni di euro (lordi). Il riconoscimento di importi per la conclusione anticipata del rapporto di lavoro avviene alla cessazione ed è subordinato alla positiva verifica di condizioni, relative all’esercizio precedente, di adeguatezza patrimoniale e della liquidità. L’importo è determinato considerando ogni elemento rilevante e in ogni caso:
• i risultati positivi conseguiti nel tempo;
• le circostanze che hanno portato alla risoluzione, te nendo conto dell’interesse dell’azienda anche per evitare l’alea di un giudizio;
• i ruoli svolti e/o le cariche ricoperte nel corso del rappor to di lavoro, intesi anche nel senso di rischi assunti
dal soggetto;
• la durata del rapporto di lavoro e del ruolo;
• il risparmio che consegue dalla conclusione anticipata del rapporto di lavoro.
L’erogazione avviene secondo le modalità definite nella po litica di remunerazione, ferme restando le specificità previste dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia e dalle Disposizioni per il settore della gestione del risparmio.
L’erogazione degli importi per la conclu sione anticipata del rapporto di lavoro, sia per il personale più rilevante, sia per il restante personale, avviene solo in assenza di accert ati comportamenti fraudolenti o di colpa grave messi in atto da colui che sia cessato. L’accertamento di tali comportame nti implica l’annullamento de lle quote non ancora erogate (malus ) e la restituzione di quelle già attribuite ( claw-back ). La valutazione in merito alla significatività della colpa è effettuata dal Consiglio di Amministrazione di Capogruppo e/o delle controllate e/o dall’Amministratore Delegato di Capogruppo (o un suo delegato), ciascuno per quanto di competenza; tale valutazione avviene dal momento della maturazione delle quote fino ai successivi cinque anni.
Le componenti di remunerazione per il personale più rilevante sopra descritte, che prevedono il pagamento basato su azioni di Banco BPM, si configurano come piani " equity settled " in accordo con le previsioni dell'IFRS 2. Tali pagamenti basati su azioni sono rilevati nel conto economico nella voce "Spese per il personale" in contropartita di un incremento delle "Riserve" di patrimonio netto consolidato e nel patrimonio netto della Capogruppo.
Le società controllate invece, nel proprio bilancio separato, contabilizzano il costo di competenza del periodo nella voce di conto economico "Spese per il personale" in contropartita di un incremento della voce dello stato patrimoniale passivo "Fondi per rischi ed oneri" in quanto i piani di incentivazione per il personale più rilevante prevedono il
220 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________ pagamento basato su azioni della Capogruppo che verrà rego lato dalle singole controllate e, pertanto, si configurano come operazioni " cash settled ".
B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
1. Variazioni annue Il saldo del magazzino titoli al 1° gennaio 2026, interame nte detenuto dalla Capogruppo Banco BPM, consisteva in n. 11.808.522 azioni ordinarie Banco BPM.
Nel corso del 2026, in attuazione della politica di re munerazione, sono state co nsegnate a 108 beneficiari complessivamente n. 2.467.295 azioni ordinarie Banco BPM S.p.A..
Tenuto conto della pregressa giacenza di azioni proprie e delle consegne di azioni effettuate nel corso del 2026 nell’ambito dell’attuazione delle politiche di remunerazi one, al 30 giugno 2026 Banco BPM possiede direttamente n.
9.341.227 azioni proprie.
2. Altre informazioni
Con riferimento a quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM in data 3 marzo 2026 relativamente al piano di compensi basati su azioni Short Term Incentive approvato dall’Assemblea ordinaria dei Soci del 2025, sono state complessivamente rico nosciute n. 522.917 azioni a 81 benefi ciari di cui (i) n. 278.028 relative alla quota up-front maturata e (ii) n. 244.889 relative alle quote differite, a seconda dei casi, nei quattro o cinque anni successivi al 2026, la cui maturazione rimane subordinata alla positiva verifica di future condizioni consolidate, nonché all’assenza di comportamenti di misconduct . Nell’ambito di tale piano, si precisa che la Capogruppo ha riconosciuto ai propri beneficiari n. 481.137 azio ni, di cui n. 253.676 azioni relative alla quota up-front maturata e n. 227.461 azioni relative alle quot e differite come sopra specificato.
La medesima delibera ha altresì determinato la maturazione di quote azionarie differite relative ad esercizi precedenti (2020, 2021, 2022, 2023, 2024, LTI 2021-2023 e LTI 2022- 2024) per complessive n. 1.537.748 azioni Banco BPM a 93 beneficiari, di cui 1.406.404 azioni matu rate a favore di beneficiari della Capogruppo.
2.1 Impatti economici 2026
Con riferimento ai sistemi di incentivazio ne basati su azioni destinati al personale più rilevante, nel primo semestre 2026 l’onere rilevato tra le spese per il personale è risultato pari a 4,4 milioni.
Le componenti maggiormente significative sono riconducibili ai piani Long Term Incentive , per complessivi 3,6 milioni, di cui 2,2 milioni riferiti al piano 2024-2026 e 0,9 milioni al piano 2025-2027.
Si precisa, infine, che l’onere di competenza della Capogr uppo connesso a tali sistemi di incentivazione ammonta complessivamente a 3,9 milioni.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 221
PARTE L – INFORMATIVA DI SETTORE
Principi generali e obie ttivo dell’informativa
Il principio contabile IFRS 8 “ Operating Segments ” richiede che un’entità fornisca informazioni che consentano agli utilizzatori del bilancio di valutare la natura e gli effetti finanziari delle attivi tà economiche svolte e i contesti economic i nei quali opera. A tale scopo, il bilancio deve includere un’informativa che illustri il contributo dei diversi settori operativi alla formazione dei risultati dell’entità, secondo un approccio ge stionale, basato sulla reportistica interna presentata al management ai fini dell’allocazione delle risorse e della valutazione delle performance (c.d. management approach ).
In base a tale principio, un settore operativo è una componente dell’entità:
• che intraprende attività imprenditoriali generatrici di ri cavi e di costi (inclusi ricavi e costi derivanti da operazioni con altre componenti dell’entità);
• i cui risultati operativi sono riesaminati periodicamente dal più alto livello decisionale operativo dell’entità (Chief Operating Decision Maker – CODM), ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione delle performance;
• per la quale sono disponibili informazioni finanziarie separate.
L’informativa relativa ai criteri adottati per l’individuazione dei settori operativi e alle modalità di determinazione dei risultati a essi attribuiti, tenendo conto dei requisiti previsti dal principio contabile IFRS 8 e delle raccomandazioni formulate dall’ESMA con comunicazione del 14 ottobre 2025, è riportata nella “Parte L – Informativa di settore” della Nota integrativa consolidata al 31 dicembre 2025, cui si rinvia per maggiori dettagli.
Settori operativi al 30 giugno 2026
Alla data del 30 giugno 2026 sono stati individuati i seguenti sei settori operativi:
• Direzione Commercial;
• Corporate and Investment Banking;
• Asset Management e Insurance;
• Altre Partnership;
• Finanza;
• Corporate Center.
Si evidenzia che i primi cinque settori op erativi, considerati congiuntamente, risu ltano contribuire per oltre il 75% alla formazione dei ricavi del Gruppo, in coer enza con quanto previsto dall’IFRS 8.
Direzione Commercial
Il settore operativo “Direzione Commercial” include i segm enti Retail, Istituzionali e Private. In particolare:
• Retail: comprende le attività di gestione e commercializzazione dei prodotti e dei servizi bancari e finanziari e di intermediazione creditizia, rivolte principalmente a pr ivati e piccole imprese, svolte in misura prevalente dalla Rete Commerciale della Capogruppo;
• Istituzionali: comprende le attività di gestione e commercializzazione dei prodotti e servizi bancari e finanziari e di intermediazione creditizia rivolte a enti e istituzioni (OICR, SICAV, imprese di assicurazione, fondi pensione e fondazioni bancarie). Tali attività sono svolte dalla Rete Commerciale della Capogruppo per le controparti istituzionali del territorio e dalle fi liali specializzate per le controparti istituzionali di
rilevanza nazionale;
• Private: comprende le attività di gestione e commercial izzazione di prodotti e servizi bancari e finanziari e di intermediazione creditizia rivolte a privati con un patrimonio che, singolarmente e/o a livello di nucleo commerciale, sia almeno pari a 1 milione di euro. Tali attività sono svolte dalla controllata Banca Aletti.
I suddetti segmenti, caratterizzati da profili economici omog enei, sono aggregati nel settore operativo in oggetto in conformità ai criteri di aggregazione stabiliti dall’IFRS 8. Il settore risultante è oggetto di informativa separata in ragione del superamento delle soglie quantitative previste dal principio.
222 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ______ Corporate and Investment Banking (CIB)
Il settore operativo “Corporate and Investment Banking” in clude l’operatività Corporate della Rete Commerciale e il contributo di Banca Akros e della sua contro llata Oaklins Italy. In maggior dettaglio:
• il segmento “Corporate” comprende le attività di gestione e commercializzazione dei prodotti/servizi bancari e finanziari e di intermediazione creditizia ri volte ad imprese di medie e grandi dimensioni, svolte prevalentemente dalla Rete Commerciale della Capogruppo;
• il segmento “Investment Banking” comprende le attività di ricerca di soluzioni per la gestione efficiente delle attività e passività della clientela, anche al fine di ridurne i rischi finanziari, di accesso ai mercati regolamentati, di supporto e sviluppo di servizi finanz iari specializzati in ambito Corporate Finance, svolte da Banca Akros e da Oaklins Italy.
I suddetti segmenti, caratterizzati da profili economici omog enei, sono aggregati nel settore operativo in oggetto in conformità ai criteri di aggregazione stabiliti dall’IFRS 8. Il settore risultante è oggetto di informativa separata in ragione del superamento delle soglie quantitative (10%) previste dal principio.
Asset Management e Insurance Il settore operativo “Asset Management e Insurance” include:
• il contributo delle società di gestione del risparmi o del Gruppo rappresentate dal Gruppo Anima e da Banco BPM Invest SGR (componente Asset Management);
• il contributo delle compagnie Banco BPM Vita (che ha incorporato Vera Vita dal 1° gennaio 2026) e BBPM Life, nonché l’apporto al consolidato della partecipazione detenuta in PiùVera Assicurazioni (componente Insurance).
Tenuto conto delle differenze nel contesto normativo di riferimento tra le componenti Asset Management e Insurance, ai sensi del paragrafo 12 dell’IFRS 8, l’informativa di settore fornisce evidenza separata dei risultati conseguiti dalle due componenti.
Nel complesso, il macrosettore in oggetto supera le soglie quantitative (10%) previste dal principio.
Altre Partnership Il settore operativo “Altre Partnership” include il contributo delle partecipazioni detenute nelle società di collegamento Agos Ducato, Alba Leasing, Gardan t Liberty Servicing e Numia Group.
I risultati di tale settore, pur non raggiun gendo le soglie quantitative previste dal principio, sono comunque oggetto di rendicontazione separata in quanto riferi ti a partecipazioni strategiche del Gruppo.
Tale settore operativo, precedentemente identificato come “Partnership Strategiche”, a decorrere dal 31 dicembre 2025, è stato rinominato “Altre Partnership”.
Finanza
Il settore operativo “Finanza” include l’operatività di Global Ma rkets e le attività relative al portafoglio titoli di propriet à della Capogruppo.
I risultati di tale settore sono oggetto di rendicontazione se parata in quanto il relativo contributo supera le soglie quantitative (10%) previste dal principio.
Corporate Center
Il settore operativo “Corporate Center” è configurato quale se ttore residuale e ricomprende le attività e le funzioni non riconducibili direttamente ai settori operativi oggetto di specifica rendicontazione:
• le funzioni di governo e supporto;
• le attività relative al business del leasing;
• le partecipazioni non allocate tra le Altre Partnership;
• le società operanti nel settore immobiliare;
• il contributo delle attività di tesoreria, emissioni obbl igazionarie istituzionali e gestione dell’Asset and Liability Management del Gruppo;
• le scritture di consolidamento e le elisioni infragruppo.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 223 Nel corso del 2026 non sono intervenute modifiche nell’identificazione e nella ra ppresentazione dei settori operativi, con effetti sull’informativa di settore.
Nelle successive tabelle vengono forniti i dati economici e patrimoniali dettagliati per settore al 30 giugno 2026 comparati rispettivamente con il primo semestre 2025 e con il 31 dicembre 2025.
Si precisa che, al fine di garantire un confronto su basi omogenee, i dati comparativi dell’esercizio precedente sono stati rideterminati per tenere conto delle modifiche espo sitive dello schema di conto economico riclassificato.
In maggior dettaglio, a decorrere dall’esercizio 2026, gli oner i sostenuti nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione sintetica, connessi all’acquisto di prot ezione del rischio di credito su portafogli di finanziamenti, sono rappresentati nella voce “Altri proventi ed oneri di gestione”, ridenominata rispetto al precedente aggregato “Altri proventi netti di gestione”. Fino al bilancio al 31 dicembre 2025, tali oneri erano inclusi nella voce “Commissioni nette” del conto economico riclassificato. La riclassificazione adottata a partire dall’esercizio 2026 è finalizzata a una più coerente rappresentazione della loro natura sotto il profilo gestionale, migliorando la comprensione dell’andamento dell’aggregato dei ricavi di natura commerciale “Provent i core”, nel quale sono incluse le commissioni nette.
Si precisa infine che gli utili (perdite) su commodities detenute con finalità di negoziazione, rilevati nella voce del conto economico ufficiale “230. Altri oneri/proventi di ge stione”, sono ricondotti nella voce del conto economico riclassificato “Risultato netto finanziari o”. Non si è proceduto alla riesposizione dei periodi precedenti in quanto tale operatività non era presente.
Da ultimo si segnala che, ai fini di un corretto confront o dei dati comparativi, i saldi patrimoniali ed economici di Anima Holding e delle società da essa controllate sono stat i consolidati, linea per linea, nel bilancio del Gruppo a partire dal 1° aprile 2025, data di acquisizione del controllo. Pertanto, i risultati economici del primo semestre 2026 non sono pienamente confrontabili con quelli del corrisp ondente periodo dell’esercizio precedente, nel quale il contributo del Gruppo Anima del primo trimestre 2025 figura va nella voce “Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto”, in ragione della qualificazione della partecipazione detenuta (21,973%) come interessenza in società collegata.
Risultati di settore - dati economici
I sem. 2026 Totale Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui: Asset Management di cui:
Insurance Altre Partnership Finanza Corporate
Center
Margine di interesse 1.537.044 1.106.828 357.641 (1.031) 262 (1.293) (8.952) 179.519 (96.961) Risultato delle partecipazioni valuta te a patrimonio netto 51.418 - - 5.787 - 5.787 44.450 - 1.181 Commissioni nette 1.420.529 872.200 243.105 288.402 288.402 - - 18.742 (1.920) Risultato dell'attività assi curativa 87.180 - - 87.180 - 87.180 - - -
Proventi core 3.096.171 1.979.028 600.746 380.338 288.664 91.674 35.498 198.261 (97.700) Risultato netto finanziario 143.273 (10.045) 7.290 45.139 45.139 - - 75.786 25.103 Altri proventi ed oneri di gestione (43.224) 2.471 123 (5.890) (24) (5.866) - - (39.928) Proventi operativi 3.196.220 1.971.454 608.159 419.587 333.779 85.808 35.498 274.047 (112.525) Spese per il personale (881.244 ) (544.968) (56.458) (61.190) (58.451) (2.739) (524) (5.174) (212.930) Altre spese amministrative (343.500) (383.101) (102.502) (30.555) (24.685) (5.870) (123) (38.874) 211.655 Rettifiche di valore nette su a ttività materiali e immateriali (143.411) (43.595) (1.893) (5.188) (4.329) (859) (13) (142) (92.580) Oneri operativi (1.368.155) (971.664) (160.853) (96.933) (87.465) (9.468) (660) (44.190) (93.855) Risultato della gestione operativa 1.828.065 999.790 447.306 322.654 246.314 76.340 34.838 229.857 (206.380) Costo del credito verso clientela (156.818) (100.648) (50.071) (826) (826) - - - (5.273) Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanzia rie (3.588) - - - - - - (197) (3.391) Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali (11.548) - - - - - - - (11.548) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri 8.311 1.120 9.611 (170) 30 (200) - - (2.250) Totale rettifiche e accantonamenti (163.643) (99.528) (40.460) (996) (796) (200) - (197) (22.462) Risultato lordo dell'operatività corrente 1.664.422 900.262 406.846 321.658 245.518 76.140 34.838 229.660 (228.842) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (555.020) (321.253) (142.732) (99.120) (71.572) (27.548) 3.366 (77.492) 82.211 Risultato netto dell'operatività corrente 1.109.402 579.009 264.114 222.538 173.946 48.592 38.204 152.168 (146.631) Utili (perdite) su partecipazioni e investimenti al netto delle imposte 82 - - - - - - - 82 Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte (25.923) (7.780) (410) (17.838) (13.334) (4.504) - - 105 Impatto della variazione del merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte
1.398
-
-
-
-
-
-
-
1.398
Oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale al netto
delle imposte
(8.569)
-
(465)
(8.104)
(3.119)
(4.985)
-
-
-
Utile (Perdita) di pertinenza di terzi (16.098) - - (16.101) (16.101) - - - 3 Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 1.060.292 571.229 263.239 180.495 141.392 39.103 38.204 152.168 (145.043)
224 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
I sem. 2025 (*) Totale Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui: Asset Management di cui:
Insurance Altre
Partnership Finanza Corporate
Center (*)
Margine di interesse 1.602.082 1.167.614 318.292 (1.968) (829) (1.139) (7.036) 124.082 1.098 Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 63.370 - - 17.534 15.196 2.338 44.189 - 1.647 Commissioni nette 1.247.758 867.491 244.665 115.510 115.510 - - 21.676 (1.584) Risultato dell'attività assicu rativa 79.844 - - 79.844 - 79.844 - - -
Proventi core 2.993.054 2.035.105 562.957 210.920 129.877 81.043 37.153 145.758 1.161 Risultato netto finanziario 87.062 (16.333) (55.961) 44.299 44.299 - - 49.317 65.740 Altri proventi ed oneri di gestione (56.104) 2.858 (19) (5.738) 551 (6.289) - - (53.205) Proventi operativi 3.024.012 2.021.630 506.977 249.481 174.727 74.754 37.153 195.075 13.696 Spese per il personale (890. 190) (571.440) (60.348) (30.523) (27.929) (2.594) (801) (4.769) (222.309) Altre spese amministrative (321.381) (359.854) (101.879) (23.383) (14.828) (8.555) (316) (39.050) 203.101 Rettifiche di valore nette su a ttività materiali e immateriali ( 135.799) (46.814) (2.154) (2.569) (2.360) (209) (16) (132) (84.114) Oneri operativi (1.347.370) (978.108) (164.381) (56.475) (45.117) (11.358) (1.133) (43.951) (103.322) Risultato della gestione operativa 1.676.642 1.043.522 342.596 193.006 129.610 63.396 36.020 151.124 (89.626) Costo del credito verso clientela (164.213) (106.684) (63.399) (300) (300) - - - 6.170 Rettifiche nette su titoli ed altr e attività finanziarie 2.280 - - - - - - (1.093) 3.373 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali (4.250) - - - - - - - (4.250) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri 3.401 1.474 1.820 334 382 (48) - - (227) Totale rettifiche e accantonamenti (162.782) (105.210) (61.579) 34 82 (48) - (1.093) 5.066 Risultato lordo dell'operatività corrente 1.513.860 938.312 281.017 193.040 129.692 63.348 36.020 150.031 (84.560) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (445.625) (312.226) (93.346) (37.752) (25.463) (12.289) 2.695 (49.879) 44.883 Risultato netto dell'operatività corrente 1.068.235 626.086 187.671 155.288 104.229 51.059 38.715 100.152 (39.677) Utili (perdite) su partecipazioni e invest imenti al netto delle imposte 887 - - - - - - - 887 Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte (20.210) (8.609) (564) (11.003) (6.404) (4.599) - - (34) Impatto della variazione del merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte
2.746
-
-
-
-
-
-
-
2.746
Oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale al netto
delle imposte
(30.699)
-
-
(14.192)
(8.496)
(5.696)
-
-
(16.507)
Impatto rideterminazione quota Anima al netto delle imposte 201.831 - - 201.831 201.831 - - - -
Utile (Perdita) di pertinenza di terzi (8.325) - - (8.330) (8.330) - - - 5 Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 1.214.465 617.477 187.107 323.594 282.830 40.764 38.715 100.152 (52.580) (*) dati del periodo precedente sono stati rideterminati per tenere conto delle modifiche espositive dello schema di conto econ omico riclassificato precedentemente descritte.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 225
Nelle tabelle seguenti si riporta il dettaglio delle commission i attive del primo semestre 2026 e del corrispondente periodo de ll’esercizio precedente disaggregate in funzione della tipologia di servizio prestato, definita in ottica gestionale, e del settore operativo IFRS 8, in linea con i requisiti i nformativi introdotti dal principio contabile IFRS 15.
I semestre 2026 Commissioni attive - Tipologia servizi/valori Gruppo Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui: Asset Management di cui:
Insurance Altre
Partnership Finanza Corporate
Center
Prodotti di risparmio 971.077 426.804 1.385 726.339 726.339 - - 27.333 (210.784) Upfront 201.515 165.148 155 - - - - 25.881 10.331 Amministrata 85.331 50.169 28 - - - - 25.881 9.253 Gestioni e Fondi 103.158 102.974 128 - - - - - 56 Vita 13.026 12.005 (1) - - - - - 1.022 Running 269.625 261.656 1.230 - - - - 1.452 5.287 Amministrata 48.552 44.554 391 - - - - 1.452 2.155 Gestioni e Fondi 194.026 190.105 826 - - - - - 3.095 Vita 27.047 26.997 13 - - - - - 37 Anima - margine di produzione 499.937 - - 726.339 726.339 - - - (226.402) Altre commissioni 715.860 477.821 255.454 1.702 1.702 - - 19.675 (38.792) Totale 1.686.937 904.625 256.839 728.041 728.041 - - 47.008 (249.576) Commissioni passive (266.408) (32.425) (13.734) (439.639) (439.639) (28.266) 247.656 Commissioni nette 1.420.529 872.200 243.105 288.402 288.402 - - 18.742 (1.920)
226 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
I semestre 2025 Commissioni attive - Tipologia servizi/valori Gruppo (*) Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui: Asset Management di cui:
Insurance Altre
Partnership Finanza Corporate
Center (*)
Prodotti di risparmio 702.407 411.160 782 350.222 350.222 - - 29.605 (89.362) Upfront 192.813 159.995 57 - - - - 28.818 3.943 Amministrata 84.798 52.496 2 - - - - 28.818 3.482 Gestioni e Fondi 97.188 97.423 55 - - - - - (290) Vita 10.827 10.076 - - - - - - 751 Running 257.326 251.165 725 - - - - 787 4.649 Amministrata 46.794 44.050 280 - - - - 787 1.677 Gestioni e Fondi 186.941 183.647 444 - - - - - 2.850 Vita 23.591 23.468 1 - - - - - 122 Anima - margine di produzione 252.268 - - 350.222 350.222 - - - (97.954) Altre commissioni 728.180 476.977 260.640 1.556 1.556 - - 21.685 (32.678) Totale 1.430.587 888.137 261.422 351.778 351.778 - - 51.290 (122.040) Commissioni passive (*) (182.829) (20.646) (16.757) (236.268) (236.268) - - (29.614) 120.456 Commissioni nette (*) 1.247.758 867.491 244.665 115.510 115.510 - - 21.676 (1.584) (*) dati del periodo precedente sono stati rideterminati per tenere conto delle modifiche espositive dello schema di conto econ omico riclassificato precedentemente descritte.
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 227
Nelle tabelle seguenti è fornito il dettaglio della voce “Altre commissioni” del primo semestre 2026 e del corrispondente perio do dell’esercizio precedente disaggregate in funzione della tipologia di servizio prestato:
I semestre 2026 Altre commissioni Gruppo Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui: Asset Management di cui: Insurance Altre Partnership Finanza Corporate
Center
Prodotti di Investment Banking 53.547 8.031 73.122 - - - - 13.402 (41.008) Protezione Assicurativa 40.310 42.586 28 - - - - - (2.304) Tenuta e gestione dei c/c 116.756 109.975 6.988 - - - - - (207) Finanziamenti 303.547 146.086 154.525 - - - - - 2.936 Commissioni attive disp onibilità creditizia (CDC) 115.068 89.278 25.775 - - - - - 15 Commissioni su finanziamenti 110.523 13.394 96.809 - - - - - 320 Commissioni su crediti di firma 47.849 13.307 31.941 - - - - - 2.601 Credito al consumo 30.107 30.107 - - - - - - -
Altri servizi imprese 35.658 23.431 10.870 - - - - - 1.357 Ecobonus e crediti fiscali (501) 87 (588) - - - - - -
Crediti commerciali 8.726 2.334 5.268 - - - - - 1.124 Portafoglio 27.433 21.010 6.190 - - - - - 233 Servizi di incasso e pagamento, monetica 158.436 149.017 9.544 - - - - - (125) Servizi di incasso e pagamento 78.641 72.907 5.070 - - - - - 664 Estero (commissioni valutarie e commissioni su bonifici) 10.319 7.570 2.719 - - - - - 30 Monetica 69.476 68.540 1.755 - - - - - (819) Altri servizi 7.606 (1.305) 377 1.702 1.702 - - 6.273 559 Rimborsi commerciali (2.431) (2.262) (162) - - - - - (7) Altro 10.037 957 539 1.702 1.702 - - 6.273 566 Totale 715.860 477.821 255.454 1.702 1.702 - - 19.675 (38.792)
228 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
I semestre 2025 Altre commissioni Gruppo Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui: Asset Management di cui: Insurance Altre Partnership Finanza Corporate
Center
Prodotti di investment Banking 55.551 9.543 70.321 - - - - 14.933 (39.246) Protezione Assicurativa 42.363 43.884 8 - - - - - (1.529) Tenuta e gestione dei C/C 112.415 106.794 5.858 - - - - - (237) Finanziamenti 313.711 149.311 158.333 - - - - - 6.067 Commissioni attive disp onibilità creditizia (CDC) 119.215 95.899 23.260 - - - - - 56 Commissioni su finanziamenti 115.765 8.401 101.857 - - - - - 5.507 Commissioni su crediti di firma 49.251 15.533 33.216 - - - - - 502 Credito al Consumo 29.480 29.478 - - - - - - 2 Altri servizi imprese 46.791 27.637 17.769 - - - - - 1.385 Ecobonus e crediti fiscali 11.705 4.425 7.280 - - - - - -
Crediti Commerciali 6.919 1.391 4.420 - - - - - 1.108 Portafoglio 28.167 21.821 6.069 - - - - - 277 Servizi di incasso e pagamento, monetica 150.195 140.821 8.347 - - - - - 1.027 Servizi di incasso e pagamento 76.256 71.279 4.289 - - - - - 688 Estero (commissioni valutarie e commissioni su bonifici) 10.378 8.047 2.296 - - - - - 35 Monetica 63.561 61.495 1.762 - - - - - 304 Altri servizi 7.154 (1.013) 4 1.556 1.556 - - 6.752 (145) Rimborsi commerciali (2.515) (1.948) (333) - - - - - (234) Altro 9.669 935 337 1.556 1.556 - - 6.752 89 Totale 728.180 476.977 260.640 1.556 1.556 - - 21.685 (32.678)
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 229
Risultati di settore - dati patrimoniali
30/06/2026 Totale Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui :
Asset
Management di cui:
Insurance Altre
Partnership Finanza Corporate
Center
Crediti verso clientela: 132.642.050 61.720.004 34.035.600 137.284 133.705 3.579 - 28.668.426 8.080.736
- finanziamenti verso clientela 101.161.728 60.972.355 33.432.601 137.284 133.705 3.579 - - 6.619.488
- titoli di debito 31.480.322 747.649 602.999 - - - - 28.668.426 1.461.248
31/12/2025 Totale Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui :
Asset
Management di cui:
Insurance Altre
Partnership Finanza Corporate
Center
Crediti verso clientela: 129.050.087 63.248.898 30.922.444 173.452 171.48 9 1.96 3 - 26.677.372 8.027.921
- finanziamenti verso clientela 99.715.531 62.675.085 30.355.915 173.452 171.489 1.963 - - 6.511.079
- titoli di debito 29.334.556 573.813 566.529 - - - - 26.677.372 1.516.842
30/06/2026 Totale Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui :
Asset
Management di cui:
Insurance Altre
Partnership Finanza Corporate
Center
Raccolta diretta 140.051.795 95.323.865 10.131.228 595.649 595.649 - - - 34.001.053
31/12/2025 Totale Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui :
Asset
Management di cui:
Insurance Altre
Partnership Finanza Corporate
Center
Raccolta diretta 132.387.516 96.663.798 8.953.637 595.529 595.529 - - - 26.174.552
30/06/2026 Totale Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui :
Asset
Management di cui:
Insurance Altre
Partnership Finanza Corporate
Center
Partecipazioni 1.450.154 - - 140.184 - 140.184 1.279.002 - 30.968
31/12/2025 Totale Direzione Commercial CIB Asset
Management e
Insurance di cui :
Asset
Management di cui:
Insurance Altre
Partnership Finanza Corporate
Center
Partecipazioni 1.452.559 - - 138.844 - 138.844 1.292.166 - 21.549 230 BILANCIO CONSOLIDATO SE MESTRALE ABBREVIATO ___________________________________________________________________________________ ________
___________________________________________________________________________________________ BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 231 Si segnala che le attività e i proventi operativi del Gruppo sono prevalentemente conseguiti in Italia, a conferma del forte radicamento sul territorio nazionale, che rappresenta il raggio primario di operatività del Gruppo. L’incidenza delle attività e dei proventi operativi realizzati all’estero è pertanto da ritenersi trascurabile.
In aggiunta, al fine di adempiere ai requisiti informativi pr evisti dall’IFRS 8, con riferimento al perimetro della Rete Commerciale che contribuisce in via prevalente alla genera zione del risultato del Gruppo, le analisi condotte sulla base dei dati gestionali confermano che nessun cliente è in grado di incidere per oltre il 10% alla formazione dei ricavi, rappresentati dal margine di interesse e dalle commissioni nette.
Attestazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO
S
EMESTRALE ABBREVIATO AI SENSI DELL’ART. 81-TER
DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999
E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI
1 . I sottoscritti Giuseppe Castagna, in qualità di Amministratore Delegato di Banco BPM S.p.A., e Gianpietro Val, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Banco BPM S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998,
n. 58:
l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, nel corso del primo semestre 2026.
2. La valutazione dell’adeguatezza e la verifica dell’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 si è basata su un modello interno definito da Banco BPM S.p.A., sviluppato utilizzando quale riferimento l’ “Internal Control – Integrated Framework (COSO)” e, per la componente IT, il “Control Objectives for IT and related Technology (COBIT)” , che rappresentano gli standard per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionale.
3. Si attesta, inoltre, che:
3.1 il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026:
a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
3.2 La relazione intermedia sulla gestione comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell’esercizio e alla loro incidenza sul bilancio consolidato semestrale abbreviato, unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell’esercizio.
La relazione intermedia sulla gestione comprende, altresì, un’analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Milano, 5 agosto 2026
Giuseppe Castagna Gianpietro Val
Amministratore Delegato Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Relazione della Società
di Revisione
Ancona Bari Bergamo Bologna Brescia Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Padova Parma Roma Torino Treviso Udine Verona Sede Legale: Via Santa Sofia , 28 - 20122 Milano | Capitale Sociale: Euro 10.688.930 ,00 i.v.
Codice Fiscale/Registro delle Imprese di Milano Monza Brianza Lodi n. 03049560166 - R.E.A. n. MI -1720239 | Partita IVA: IT 03049560166 Il nome Deloitte si riferisce a una o più delle seguenti entità: Deloitte Touche Tohmatsu Limited, una società inglese a resp onsabilità limitata (“DTTL”), le member firm aderenti al suo network e le entità a esse correlate. DTTL e ci ascuna delle sue member firm sono entità giuridicamente separate e indipendenti tra loro. DTTL (denominata anche “Deloitte Glo bal”) non fornisce servizi ai clienti. Si invita a leggere l’informativa completa relativa alla descrizione della struttura legale di Deloitte Touche T ohmatsu Limited e delle sue member firm all’indirizzo www.deloitte.com/about.
© Deloitte & Touche S.p.A.
Deloitte & Touche S.p.A.
Via Santa Sofia , 28
20122 Milano
Italia
Tel: +39 02 83322111 Fax: +39 02 83322112
www.deloitte.it
RELAZIONE DI REVISIONE CONTABILE LIMITATA
SUL BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO
Agli Azionisti di Banco BPM S.p.A.
Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle va riazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note illustrative di Banco BPM S.p.A. e controllate (“Gruppo Banco BPM”) al 30 giugno 2026.
Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata
Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell’effettuar e colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata.
La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicu rezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa. Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Banco BPM al 30 giugno 2026 non sia stato redatto, in tutti gli a spetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea.
2
Altri aspetti
Il bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e il bilancio consolidato semestrale abbreviato per il periodo chiuso al 30 giugno 2025 sono stati rispettivamente sottoposti a revisione contabile e a revisione contabile limitata da parte di un altro revisore che il 18 marzo 2026 ha espresso un giudizio senza modifica sul bilancio consolidato e l’8 agosto 2025 ha espresso delle conclusioni senza modifica sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
DELOITTE & TOUCHE S.p.A.
Maurizio Ferrero
Socio
Milano, 7 agosto 2026
Allegati
242 ALLEGATI _____________________________________________________________________________________________________________________ ______________ Raccordo tra le voci dello stato patrimoniale consolidato e lo schema dello stato patrimoniale consolidato riclassificato al 30 giugno 2026
Voci dell'attivo
(migliaia di euro) 30/06/2026 10. Cassa e disponibilità liquide 2.813.532 Cassa e disponibilità liquide 2.813.532 40. a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: crediti verso banche 5.833.316 meno: titoli di debito verso banche al costo ammortizzato (2.256.911) meno: att. fin. al CA di pertinenza delle imprese di assicurazione - crediti verso banche (840) Finanziamenti valutati al CA: fi nanziamenti verso banche 3.575.565 40. b) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: crediti verso clientela 132.642.050 meno: titoli di debito verso clientela al costo ammortizzato (31.480.322) meno: att. fin. al CA di pertinenza delle imprese di assicurazione - crediti verso clientela (3.579) Finanziamenti valutati al CA: finanziamenti verso clientela 101.158.149 20. Attività finanziarie valutate al fair va lue con impatto a conto economico 28.503.397 50. Derivati di copertura 724.498 meno: attività finanziarie valutate al FV con impatto a CE di pertinenza delle imprese di assicurazione (9.332.371) Attività finanziarie e derivati di copertura valutate al FV con impatto a CE 19.895.524 30. Attività finanziarie valutate al fair value co n impatto sulla redditività complessiva 26.492.385 meno: attività finanziarie valutate al FV con impatto a OC I di pertinenza delle imprese di assicurazione (10.538.447) Attività finanziarie valutate al FV con impatto su OCI 15.953.938 più: titoli di debito verso banche e clientela al costo ammortizzato 33.737.233 Attività finanziarie valutate al CA 33.737.233 più: att. fin. al CA di pertinenza delle impr ese di assicurazione - crediti verso banche 840 più: att. fin. al CA di pertinenza delle impres e di assicurazione - crediti verso clientela 3.579 più: attività finanziarie valutate al FV con impatto a CE di pertinenza delle imprese di assicurazione 9.332.371 più: attività finanziarie valutate al FV con impatto a OCI di pertinenza delle imprese di assicurazione 10.538.447 Attività finanziarie di pertinenza de lle imprese di assicurazione 19.875.237 70. Partecipazioni 1.450.154
Partecipazioni 1.450.154
90. Attività materiali 2.396.102 Attività materiali 2.396.102 100. Attività immateriali 3.187.224 Attività immateriali 3.187.224 110. Attività fiscali 2.577.294 Attività fiscali 2.577.294 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 198.106 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 198.106 60. Adeguamento di valore delle attività finanziari e oggetto di copertura generica (+/-) (145.808) 80. Attività assicurative 7.238 130. Altre attività 4.200.108 Altre voci dell'attivo 4.061.538 Totale attivo 210.879.596
_____________________________________________________________________________________ _________________________________________ _____ ALLEGATI 243
Voci del passivo (migliaia di euro) 30/06/2026 10. b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: debiti verso clientela 118.978.546 meno: debiti per leasing verso clientela (645.671) meno: debiti verso clientela di pertinenza delle imprese di assicurazione (2.780) Debiti verso clientela 118.330.095 10. c) Passività finanziarie valutate al costo ammo rtizzato: titoli in circolazione 21.721.700 30. Passività finanziarie designate al fair value 8.169.978 meno: certificates a capitale protetto (3.797.109) meno: passività finanziarie valutate al FV delle imprese di assicurazione (4.372.869) Titoli e passività finanziarie desi gnate al fair value 21.721.700 Raccolta diretta bancaria 140.051.795 più: passività finanziarie valutate al FV delle imprese di assicurazione 4.372.869 110. Passività assicurative 14.668.166 Raccolta diretta assicurativa 19.041.035 10. a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: debiti verso banche 9.483.189 meno: debiti verso banche di pertinenza delle imprese di assicurazione (65.060) Debiti verso banche 9.418.129 più: debiti per leasing verso clientela 645.671 Debiti per leasing 645.671 20. Passività finanziarie di negoziazione 13.644.485 più: certificates a capitale protetto 3.797.109 40. Derivati di copertura 569.086 Altre passività finanziarie valu tate al fair value 18.010.680 più: debiti verso clientela di pertinenza delle imprese di assicurazione 2.780 più: debiti verso banche di pertinenza delle imprese di assicurazione 65.060 Altre passività finanziarie delle imprese di assicurazione 67.840 90. Trattamento di fine rapporto del personale 187.834 100. Fondi per rischi ed oneri 538.223 Fondi del passivo 726.057 60. Passività fiscali 504.860 Passività fiscali 504.860 70. Passività associate ad attività in via di dismissione 1.225 Passività associate ad attività in via di dismissione 1.225 50. Adeguamento di valore delle passività finanziari e oggetto di copertura generica (+/-) (568.311) 80. Altre passività 7.274.440 Altre voci del passivo 6.706.129 Totale passività 195.173.421 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 83.105 Patrimonio di pertinenza di terzi 83.105 120. Riserve da valutazione 585.746 140. Strumenti di capitale 1.389.729 150. Riserve 5.540.707 155. Acconti su dividendi -
170. Capitale 7.100.000 180. Azioni proprie (-) (53.404) 200. Utile/Perdita del periodo (+/-) 1.060.292 Patrimonio netto del Gruppo 15.623.070 Totale passivo e patrimonio netto 210.879.596
244 ALLEGATI _____________________________________________________________________________________________________________________ ______________ Raccordo tra le voci del conto economico consolidato e lo schema del conto economico consolidato riclassificato del primo semestre 2026
I sem. 2026 (migliaia di euro) Conto economico Riclassifiche Conto
economico
riclassificato
Margine di interesse 1.537.044 10. Interessi attivi e proventi assimilati 2.869.240 3.957 (a)
(159.638) (h)
20. Interessi passivi e oneri as similati (1.177.122) 539 (h)
68 (l)
Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 51.418 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 51.418 (b) Commissioni nette 1.420.529 40. Commissioni attive 1.619.613 55.883 (c)
28.419 (h)
2.260 (q)
(19.238) (r)
50. Commissioni passive (315.198) 4.656 (h)
44.134 (p)
Risultato dell'attività assicurativa 87.180 160. Risultato dei servizi assicurativi 59.668 170.
Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione
assicurativa
(353.521)
3.385 (a)
358.410 (h)
19.238 (r)
Proventi core 3.096.171 Risultato netto finanziario 143.273 70. Dividendi e proventi simili 188.881 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 77.663 (55.883) (c)
(2.089) (f)
90. Risultato netto dell'attività di copertura 3.393 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto 15.447 5.719 (g) 110.
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 121.113 (207.853) (h)
(2.260) (q)
(858) (s)
Altri proventi ed oneri di gestione (43.224) 230. Altri oneri/proventi di gestione 150.162 (156.669) (d)
(2.063) (e)
1.661 (h)
6.611 (l)
(44.134) (p)
350 (a)
858 (s)
Proventi operativi 3.196.220 Spese per il personale (881.244) 190 a) Spese per il person ale (859.474) (4.335) (i)
(19.498) (h)
2.063 (e)
Altre spese amministrative (343.500) 190 b) Altre spese amministrative (503.292) 4.335 (i)
156.669 (d)
2.705 (l)
(3.917) (h)
_____________________________________________________________________________________ _________________________________________ _____ ALLEGATI 245
I sem. 2026 (migliaia di euro) Conto economico Riclassifiche Conto
economico
riclassificato
Rettifiche di valore nette su a ttività materiali ed immateriali (143.411) 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali ( 74.354) (2.894) (h) 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (95.599) 29.436 (a) Oneri operativi (1.368.155) Risultato della gestione operativa 1.828.065 Costo del credito verso clientela (156.818)
130 a)
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
(152.795)
453 (m)
435 (n)
1.933 (o)
(5.719) (g)
140. Utili/perdite da modifiche contrattu ali senza canc ellazioni (1.125) Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie (3.588)
130 b)
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
(882)
(453)
(m)
(435) (n)
(1.933) (o)
115 (h)
Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali (11.548) 260.
Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali
(11.548)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri 8.311 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri 8.311 Totale rettifiche e accantonamenti (163.643) Risultato lordo dell'operatività corrente 1.664.422 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (555.020) 300. Imposte sul reddito del periodo dell' operatività corrente (543.722) (815) (l)
(11.205) (a)
691 (f)
31 (t)
Risultato netto dell'operatività corrente 1.109.402 Utili (Perdite) su partecipazioni e investimenti al netto delle
imposte 82
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 51.418 (51.418) (b) 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 113 (31) (t) Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle
imposte
(25.923) (a)
(25.923)
Impatto della variazione del pr oprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte
1.398
(f)
1.398
Oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale al netto delle imposte
(8.569)
(l)
(8.569)
Utile (Perdita) di pertinenza di terzi (16.098) 340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi (16.098) Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 1.060.292 - 1.060.292
Le lettere riportate in corrispondenza della colonna "Riclassi fiche" sono poste con l'obiettivo di consentire una più immediata comprensione delle riclassifiche effettuate.
Con riferimento al prospetto di raccord o in precedenza riportato, nel seguit o vengono illustrate le principali
riclassifiche:
• la voce “Margine di interesse” è rappresentata dal saldo algebrico degli interessi attivi e proventi assimilati (voce 10) ed interessi passivi ed oneri assimilati (voce 20), al netto della PPA relativa ai crediti verso clientela, pari a 4,0 milioni (a), raccordata nella voce del conto economico riclassificato “Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte”, e degli interessi attivi (159,6 milioni) e passivi (0,5 milioni) di pertinenza delle imprese di assicurazione, esposti nella voce “Risultato dell’attività assicurativa”
(h);
246 ALLEGATI _____________________________________________________________________________________________________________________ ______________ • la voce “Risultato delle partecipazioni valutate al patrimonio netto” evidenzia la quota di pertinenza dei risultati economici delle partecipate valutate al patrimonio netto (compresi nella voce 250), complessivamente positivi per 51,4 milioni (b);
• la voce “Commissioni nette” è rappresentata dal saldo algebrico delle commissioni attive (voce 40) e passive (voce 50); include inoltre la riclassifica delle commissioni upfront relative al collocamento di certificates attraverso la rete del Gruppo e delle componenti reddituali costituenti la remunerazione dell’attività di strutturazione e di copertura dei rischi sui certificates emessi, collocati o strutturati dal Gruppo, rilevate nella voce 80 dello schema ufficiale “Risulta to netto dell'attività di ne goziazione” per complessivi 55,9 milioni (c). Nell’aggregato in esame sono altresì ricondotte le componenti reddituali, per 2,3 milioni (q), costituenti la remunerazione dell’attività di vendita alle imprese retail e corporate di contratti derivati di copertura, rilevate nella voce 110 dello schema ufficiale “Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico”. Le commissioni nette sono state invece depurate degli impatti derivanti dal riallineamento dei ri cavi e dei costi infragruppo a fronte dei diversi criteri di rilevazione adottati da Banco BPM (rilevazione upfront delle commissioni attive di distribuzione) rispetto a quelli adottati dalle compagnie di assicurazione del Gruppo (rilevazione ripartita nel tempo delle commissioni passive di distribuzione), pari a 19,2 milion i (r), ricondotti alla voce “Risultato dell’attività assicurativa”. La voce in esame comprende inoltre le commissioni riconosciute dalle compagnie assicurative alla rete distributiva del Gruppo per l’attività di colloc amento, al netto del contributo delle commissioni attive di pertinenza delle imprese di assicurazione, comple ssivamente pari a 28,4 milioni, ricondotto alla voce “Risultato dell’attività assicurativa”. Dall’aggregato è inoltre escluso il contributo delle commissioni passive di pertinenza delle compagnie assicurative (4,7 milioni) , anch’esso rilevato nella voce “Risultato dell’attività assicurativa”. L’aggregato è infine esposto al netto degli oneri sostenuti nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione sintetica, connessi all’acquisto di protezione del rischio di credito su portafogli di finanziamenti, pari a 44,1 milioni (p), esposti nella voce “Altri proventi ed oneri di gestione”;
• la voce “Risultato dell’attività assicurativa” corrisponde alle voci di bilancio “160. Risultato dei servizi assicurativi” e “170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa”, incrementate della quota relativa agli interessi attivi e passivi, alle commissioni attive e passive, agli altri proventi ed oneri e al risultato netto finanziario di pe rtinenza delle imprese di assicurazione, come descritto in precedenza (h). L’aggregato è rettificato, inoltre, da lla quota delle spese per il personale, delle altre spese amministrative, delle rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali, delle rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie e degli altri proventi ed oner i di gestione riferiti all’attività assicurativa, inclusa nel Contractual Service Margin ai sensi dell’IFRS 17, ricondotta a voce propria nello schema del conto economico riclassificato. L’apporto complessivo alla voce in esame è pari a 358,4 milioni (h). Nella voce in esame confluiscono altresì gli impatti derivanti dal rial lineamento dei ricavi e dei costi infragruppo a fronte dei diversi criteri di rilevazione adottati da Banco BP M (rilevazione up front delle commissioni attive di distribuzione) rispetto a quelli adottati dalle compag nie di assicurazione del Gruppo (rilevazione ripartita nel tempo delle commissioni passive di distribuzione), pari a 19,2 milioni (r), originariamente rilevati nelle commissioni attive del conto economico ufficiale. Infi ne, dalla voce in esame è escluso l’effetto della PPA relativa alle passività assi curative delle compagnie, pari a 3,4 mili oni (a), raccordata nella voce del conto economico riclassificato “Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte”;
• la voce “ Risultato netto finanziario ” include i “Dividendi e proventi simili” (voce 70), il “Risultato netto dell’attività di negoziazione” (voce 80), al netto sia de lla riclassifica degli import i relativi alle commissioni sul collocamento di certificates e sull’attività di strutturazione e di copertura dei rischi sui certificates emessi, collocati o strutturati dal Gruppo, per complessivi 55,9 mi lioni (c), ricondotti tra le “Commissioni nette”, sia dell’impatto derivante dalla variazione del pr oprio merito creditizio sulle emissioni di certificates per 2,1 milioni (f), ricondotto nella voce ad hoc del conto economico riclassificato denominata “Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte”.
L’aggregato in esame comprende inoltre il “Risultato netto dell’attività di copertura” (voce 90), il “Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valuta te al fair value con impatto a conto economico” (voce 110) e gli “utili/perdite da cessione o riacquisto” (voc e 100) al netto del risultato della cessione dei crediti non rappresentati da titoli di debito, pari a 5,7 milioni (g), ricondotto nell’aggregato gestionale del “Costo del credito verso clientela”. Sono altresì escluse le vo ci del risultato netto finanziario di pertinenza delle imprese di assicurazione, pari a 207,9 milioni (h), esposte nella voce “Risultato dell’attività assicurativa”, nonché le componenti reddituali, per 2,3 milioni (q), re lative alla remunerazione dell’attività di vendita alle imprese retail e corporate di contratti derivati di cope rtura, ricondotte tra le “Commissioni nette”. Infine nell’aggregato in esame sono rico ndotti gli utili (perdite) su commodities detenute con finalità di
_____________________________________________________________________________________ _________________________________________ _____ ALLEGATI 247 negoziazione, rilevati nella voce del conto economico uf ficiale “230. Altri oneri/proventi di gestione”, per -0,9 milioni (s);
• la voce “Altri proventi ed oneri di gestione” è rappresentata dalla voce di bilancio “230. Altri oneri/proventi di gestione” depurata dai recuperi per imposte indirette, spese legali ed altre spese pari complessivamente a 156,7 milioni (d), che ai fini riclas sificati sono esposti a riduzione della voce “Altre spese amministrative”, dal recupero dei costi per la form azione pari a 2,1 milioni (e) riclassificati a riduzione delle “Spese per il personale”, dalla quota di oneri n e t t i ( 1 , 7 m i l i o n i ) d i p e rtinenza delle imprese di assicurazione, esposti nella voce “Risultato netto dell’at tività assicurativa” (h), dalla quota di ammortamento di alcuni intangibles relativi alle imprese di assicurazione raccordate nella voce del conto economico riclassificato “Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte”, per 0,3 milioni (a), dagli utili (perdite) su commodities detenute con finalità di negoziazione, ricondotti nella voce del conto economico riclassificato “Risultato netto finanziario”, per 0,9 milion i (s) ed infine dalla quota di alcuni oneri “una tantum” legati ad operazioni di aggregazione e di ristrutturazion e aziendale, pari a 6,6 milioni (l), esposti, al netto del relativo effetto fiscale, nella voce separata del co nto economico riclassificato denominata “Oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione azie ndale al netto delle imposte”. In tale aggregato confluiscono invece gli oneri sostenuti nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione sintetica, connessi all’acquisto di protezione del rischio di credito su port afogli di finanziamenti, pari a 44,1 milioni (p), come in precedenza descritto;
• la voce “Spese per il personale” è rappresentata dalla voce di bilancio “190. a) Spese per il personale”, da alcuni oneri funzionalmente connessi con il personale, pari a 4,3 milioni (i), rilevati in bilancio nella voce “190. b) Altre spese amministrative” e dal re cupero dei costi per la formazione pari a 2,1 milioni (e) compresi nella voce “230. Altri oneri/proventi di gestione”, come in precedenza descritto. L’aggregato in esame comprende infine una quota di spese per il personale (19,5 milioni) connessa all’attività di collocamento che, nello schema ufficiale, vien e stornata in quanto ricompresa nel calcolo del Contractual Service Margin consolidato confluito nella voce “Risultato netto dell’attività assicurativa” riconducibile all’attività assicurativa riclassificata (h);
• la voce “Altre spese amministrative” corrisponde alla voce di bilancio 190 b) al netto dei recuperi per imposte indirette, spese legali ed altre spese, pari a 156,7 milioni (d), comprese nella voce “230 Altri oneri/proventi di gestione”, come in precedenza de scritto, e di alcuni oneri funzionalmente connessi al personale rilevati nella voce riclassificata “Spese per il personale” per 4,3 milioni (i). Sono inoltre esclusi alcuni oneri operativi “una tantum”, pari a 2,7 milioni (l), sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straordinario che hanno impatto sulla struttura organizzativa del Gruppo o che si inseriscono nelle progettualità finalizzate all’integrazio ne di aggregazioni aziendali perfezi onate nei precedenti esercizi. Tali costi risultano esposti, al netto del relativo effetto f i s c a l e , i n u n a v o c e s e p a r a t a d e l c o n t o e c o n o m i c o riclassificato denominata “Oneri rela tivi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale al netto delle imposte”. L’aggregato in esam e comprende infine una quota delle altre spese amministrative (3,9 milioni) connesse all’attività di collocamento che, nello schema ufficiale, viene stornata in quanto ricompresa nel calcolo del Contractual Service Margin consolidato confluito nella voce “Risultato netto dell’attività assicurativa” riconducibili all’attività assicurativa riclassificata (h);
• la voce “Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali” corrisponde alle voci di bilancio 210 e 220, al netto delle rettifiche di intangibili a vita definita ( client relationship e value of business acquired ), raccordate nella voce del conto economico riclassificato “Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte”, per 29,4 milioni (a). L’ aggregato in esame comprende infine una quota delle rettifiche di valore (2,9 mi lioni) connesse all’attività di collocame nto che, nello schema ufficiale, viene stornata in quanto ricompresa nel calcolo del Contractual Service Margin consolidato confluito nella voce “Risultato netto dell’attività assicurativa” riconduc ibili all’attività assicurativa riclassificata (h);
• il “Costo del credito verso clientela” prende avvio dalle voci del conto economico “130 a).
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credit o relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” e “140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni”. In particolare, comprende le rettifiche di valore su esposizioni classifica te nel portafoglio delle atti vità finanziarie valutate al costo ammortizzato - crediti verso la clientela - fina nziamenti (per 152,8 milioni) e il risultato negativo delle cessioni di crediti, pari a 5,7 milioni (g) (compr eso nella voce 100). Sono invece escluse le rettifiche nette per deterioramento di esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato rappresentate da titoli di debito, pari a 1,9 milioni (o), le rettifiche nette per deterioramento di esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - crediti verso banche – finanziamenti e titoli (m) e (n), per complessivi 0,9 milioni, tutte complessivamente esposte nella voce del conto economico riclassificato “Rettifi che nette su titoli ed al tre attività finanziarie”;
248 ALLEGATI _____________________________________________________________________________________________________________________ ______________ • l’aggregato delle “ Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie ” prende avvio dalla voce “130 b). Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di cr edito relativo ad attività fi nanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e co mprende le rettifiche nette per deterioramento di esposizioni classificate nel portafoglio delle attività fi nanziarie valutate al costo ammortizzato - crediti verso banche - finanziamenti e titoli (m) e (n) per complessivi 0,9 milioni, nonché le rettifiche nette per deterioramento di esposizioni classificate nel portaf oglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato rappresentate da titoli di debito (compr ese nella voce 130) emessi da clientela (o) per 1,9 milioni. La voce in esame include infi ne le rettifiche nette su titoli ed al tre attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione esposte nella voce del cont o economico riclassificato “R ettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie” per 0,1 milioni (h);
• il “Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali ” corrisponde alla voce 260 del conto economico ufficiale;
• gli “Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri ” corrispondono alla voce 200 del conto
economico ufficiale;
• la voce “ Imposte sul reddito del peri odo dell'operatività corrente ” corrisponde alla voce 300 del conto economico ufficiale, depurata de gli effetti fiscali relativi agli oneri di aggregazione e ristrutturazione aziendale per 0,8 milioni (l), alla PPA per 11,2 milioni (a), all’impatto della variazione del merito creditizio sui certificates emessi per 0,7 milioni (f) e agli Utili (perdite) su partecipazioni e investimenti (t);
• gli “Utili (perdite) su partecipazioni e in vestimenti al netto delle imposte” corrispondono alla voce 280 del conto economico ufficiale e al risultato da cessione delle partecipazioni valutate al patrimonio netto (voce 250 del conto economico ufficiale), al netto de l relativo effetto fiscale (t). La voce in esame non comprende la quota di pertinenza dei risultati economici delle partecipate valutate al patrimonio netto, complessivamente positivi per 51,4 milioni (b) raccor data nell’aggregato riclassificato “Risultato delle partecipazioni valutate al patrimonio netto”;
• nella voce “ Impatto della Purchase Price Alloca tion (PPA) al netto delle imposte ” sono rilevati gli effetti della PPA (a) riferiti principalmente agli interessi su crediti verso clientela (-3,9 milioni), all’ammortamento di client relationship e VoBA (-29,4 milioni), all’ammortamento di altri intangibles (-0,3 milioni), ai reversal effect sulle passività assicurative (-3,4 milioni), al netto dei relativi effetti fiscali (+11,2
milioni);
• nella voce “ Impatto della Variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR), al netto delle imposte ” è esposto l’effetto economico relativo alla variazione del proprio merito creditizio correlato alle emissioni dei certificates , rilevato contabilmente nella voce 80 del conto economico ufficiale per 2,1 milion i (f), al netto del relativo effetto fiscale, pari a -0,7 milioni (f);
• nella voce “ Oneri relativi a operazioni di aggregazio ne e ristrutturazione aziendale al netto delle imposte ” sono ricompresi gli oneri “una tantum”, comp lessivamente pari a 9,3 milioni (l), sostenuti per la realizzazione di operazioni di carattere straor dinario e la razionalizzazione della rete sportelli o relativi all’integrazione di aggregazioni aziendali perf ezionate nei precedenti esercizi, rilevati contabilmente nelle voci 190 b) e 230 del conto economico ufficiale, al netto del correlato effetto fiscale, pari a 0,8 milioni
(l);
• l’“Utile (Perdita) di pertinenza di terzi ” corrisponde alla voce 340 del conto economico ufficiale.
_____________________________________________________________________________________ _________________________________________ _____ ALLEGATI 249 Riconciliazione tra lo schema di conto economic o consolidato riclassifica to del primo semestre 2025 e lo stesso riesposto ai fini comparativi
(migliaia di euro) I sem. 2025 Riclassifiche I sem. 2025
riesposto
Margine di interesse 1.602.082 - 1.602.082 Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 63.370 - 63.370 Commissioni nette 1.205.348 42.410 1.247.758 Risultato dell'attività assicurativa 79.844 - 79.844 Proventi core 2.950.644 42.410 2.993.054 Risultato netto finanziario 87.062 - 87.062 Altri proventi ed oneri di gestione (13.694) (42.410) (56.104) Proventi operativi 3.024.012 - 3.024.012 Spese per il personale (890.190) - (890.190) Altre spese amministrative (321.381) - (321.381) Rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali (135.799) - (135.799) Oneri operativi (1.347.370) - (1.347.370) Risultato della gestione operativa 1.676.642 - 1.676.642 Costo del credito verso clientela (164.213) - (164.213) Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie 2.280 - 2.280 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali (4.250) - (4.250) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri 3.401 - 3.401 Totale rettifiche e accantonamenti (162.782) - (162.782) Risultato lordo dell'operatività corrente 1.513.860 - 1.513.860 Imposte sul reddito del periodo dell'ope ratività corrente (445.962) 337 (445.625) Risultato netto dell'operatività corrente 1.067.898 337 1.068.235 Utili (Perdite) su partecipazioni e investimenti al netto delle imposte 1.224 (337) 887 Impatto della Purchase Price Allocation (PPA) al netto delle imposte (20.210) - (20.210) Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR) al netto delle imposte
2.746
-
2.746
Oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale, al netto delle imposte
(30.699)
(30.699)
Impatto determinazione quota Anima al netto delle imposte 201.831 - 201.831 Utile (Perdita) di pertinenza di terzi (8.325) - (8.325) Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 1.214.465 - 1.214.465
250 ALLEGATI _____________________________________________________________________________________________________________________ ______________ Conto economico consolidato riclassificato conf rontato con il conto economico proforma al 30 giugno 2025
Al fine di permettere una più completa valutazione dei risultati economici del primo semestre 2026 anche tramite confronto con i risultati del corrispondente periodo dell’es ercizio precedente, nel seguito viene riportato un conto economico riclassificato redatto assumendo che l’acquisiz ione del controllo di Anima Holding S.p.A. fosse stata perfezionata, alle medesime condizioni, in data 1° gennaio 2025, anziché 11 aprile 2025 (nel seguito, per brevità denominato “proforma”).
Le principali ipotesi e modalità adottate ai fini della determinazione del contributo del Gruppo Anima al conto economico proforma riferito al primo trimestre 2025 incl uso nel conto economico del primo semestre 2025 proforma sono le seguenti:
• i costi e ricavi del Gruppo Anima relativi al primo trimestre 2025 sono stati consolidati integralmente, attribuendo ai soci di minoranza (pari al 10,051% del capitale di Anima Holding) la quota di rispettiva pertinenza; conseguentemente, il contributo economico derivante dalla valutazione a patrimonio netto della partecipazione effettivamente detenuta al 31 marzo 2025 è stato integralmente stornato;
• i costi e ricavi infragruppo del primo trimestre sono stati oggetto di elisione; tra questi, il ricavo straordinario rilevato dal Gruppo Anima Holding in relazione agli impegni distributivi assunti dalle banche del Gruppo Banco BPM, per un importo pari a 31,8 milioni;
• la plusvalenza derivante dalla rideterminazione al fair value della quota partecipativa già detenuta dal Gruppo alla data di acquisizione, pari a 201,8 milion i al netto dell’effetto fiscal e, non è inclusa nel conto economico del primo trimestre, in quanto rilevata alla data dell’aggregazione (11 aprile 2025);
• è stato assunto che il fair value delle attività nette di Anima Holding al 1° gennaio 2025 fosse allineato a quello determinato alla data dell’effettiva acquisizione (11 aprile 2025); pertanto, gli effetti economici connessi al reversal della PPA di competenza del primo trimes tre 2025 sono stati assunti pari a quelli effettivamente rilevati nel secondo trimestre 2025.
_____________________________________________________________________________________ _________________________________________ _____ ALLEGATI 251
(migliaia di euro) I sem. 2026 I sem. 2025 proforma Variaz. Var. % Margine di interesse 1.537.044 1.602.603 (65.559) (4,1%) Risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 51.418 52.479 (1.061) (2,0%) Commissioni nette 1.420.529 1.381.763 38.766 2,8% Risultato dell'attività assicurativa 87.180 79.844 7.336 9,2% Proventi core 3.096.171 3.116.688 (20.517) (0,7%) Risultato netto finanziario 143.273 88.298 54.975 62,3% Altri proventi ed oneri di gestione (43.224 (55.371) 12.147 (21,9%) Proventi operativi 3.196.220 3.149.615 46.605 1,5% Spese per il personale (881.244) (917.603) 36.359 (4,0%) Altre spese amministrative (343.500) (335.305) (8.195) 2,4% Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (143.411) (138.028) (5.383) 3,9% Oneri operativi (1.368.155) (1.390.937) 22.782 (1,6%) Risultato della gestione operativa 1.828.065 1.758.678 69.387 3,9% Costo del credito verso clientela (156.818) (164.490) 7.672 (4,7%) Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie (3.588) 2.280 (5.868) n.s.
Risultato della valutazione al fair value delle attività materiali (11.548) (4.250) (7.298) 171,7% Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri 8.311 3.005 5.306 176,6% Totale Rettifiche e accantonamenti (163.643) (163.455) (188) 0,1% Risultato lordo dell'operatività corrente 1.664.422 1.595.223 69.199 4,3% Imposte sul reddito dell'operatività corrente (555.020) (478.446) (76.574) 16,0% Risultato netto dell'operatività corrente 1.109.402 1.116.778 (7.376) (0,7%) Utili/Perdite su partecipazioni ed investimenti, al netto delle imposte 82 900 (818) (90,9%) Impatto della purchase price allocation (PPA), al netto delle imposte (25.923) (26.614) 691 (2,6%) Impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle emissioni di certificates (OCR), al netto delle imposte
1.398
2.746
(1.348)
(49,1%)
Oneri relativi a operazioni di aggregazione e ristrutturazione aziendale, al netto delle imposte
(8.569)
(33.421
24.852
(74,4%)
Impatto rideterminazione quota Anima, al netto delle imposte - 206.252 (206.252) n.s.
Utile/Perdita di pertinenza di terzi (16.098) (13.277) (2.821) 21,3% Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della Capogruppo 1.060.292 1.253.364 (193.0729 (15,4%)
Indirizzo
Banco BPM S.p.A.
Piazza F. Meda, 4 - 20121 Milano - Italia Piazza Nogara, 2 - 37121 Verona - Italia
Investor Relations
tel. +39-02.77002057 | +39-045.8675537