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RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE
al 30 giugno 2026
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PAGINA NON UTILIZZATA
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Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026
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Premessa
La relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 202 6 è stata redatta in conformità allo IAS 34 “Bilanci intermedi”, che definisce il contenuto minimo delle informazioni e identifica i principi contabili e di valutazione da applicare ad un bilancio abbreviato .
I principi e le interpretazioni utilizzati per la redazione del bilancio intermedio, con riferimento alla classificazione, is crizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricav i e dei costi attinenti, sono in linea con quelli adottati da Generalfinance per la redazione del bilancio al 31 dicembre 202 5, redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall’ International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell’ International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
Anche le policy valutative e le modalità di stima adottate non hanno subito modifiche significative rispetto a quelle applicate nella redazione del bilancio al 31 dicembre 202 5.
Il bilancio intermedio abbreviato al 30 giugno 202 6 è composto dai seguenti documenti: Stato Patrimoniale , Conto Economico, Prospetto della Redditività Complessiva, Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto, Rendiconto Finanziario e le relative Note Illustrative in cui sono riportati l’informativa sul fair value , i dettagli dei principali aggregati patrimoniali ed economici, informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, informazioni sulle operazioni con parti correlate.
Il bilancio intermedio abbreviato è corredato, inoltre, dalla Relazione intermedia degli Amministratori sull’andamento della gestione.
Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione relativa all ’esercizio chiuso al 30 giugno
2026
La relazione finanziaria al 30 giugno 202 6 è stata redatta in conformità agli schemi e alle istruzioni emanate da Banca d’Italia in data 17 novembre 2022 in materia di “bilancio degli intermediari IFRS diversi dagli intermediari bancari ”, in esecuzione di quanto stabilito dall’art. 9 del d.lgs. n . 38/2005 e dalle successive modifiche di legge, nonché in considerazione delle ulteriori specifiche disposizioni in tema di determinazione delle partite deteriorate, contenute nella circolare n . 217 del 5 agosto 1996 e nei successivi aggiornamenti.
Le valutazioni e i giudizi degli Amministratori sono stati formulati secondo una prospettiva di continuità aziendale (c.d. going concern ), alla luce dei positivi dati reddituali e finanziari storici - confermati anche dalle risultanze della relazione finanziaria al 30 giugno 202 6
- registrati dalla Società e nel rispetto dei principi generali di corretta rappresentazione dei fatti e di prudente valutazion e dei dati, nel contesto dell’attuale scenario economico -finanziario.
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CONTESTO MACROECONOMICO E MERCATO DEL FACTORING NEL 202 61
Contesto macroeconomico
Nel primo trime stre 2026, l ’attività economica è aumentata dello 0,3 %, come nel periodo precedente; vi ha contributo principalmente il marcato incremento delle esportazioni di beni e servizi, per effetto di fattori temporanei quali i Giochi olimpici inverna li e la vendita di beni connessi con la cantieristica navale, mentre sono diminuite le importazioni. Gli investimenti hanno continuato a espandersi, sospinti sia dalle costruzioni non residenziali sia dalla componente dei mezzi di trasporto; quest’ultima ha beneficiato di i ncentivi per l’acquisto di veicoli commerciali a b asse emissioni.
I consumi delle famiglie hanno accelerato, in particolare con riferimento ai beni durevoli, anch’essi destinatari delle misure di incentivo al rinnovo del parco circolante. La crescita dei consumi ha riflesso una dinamica positiva del reddito disponibile, determinando una sostanziale stabilità del tasso di risparmio.
Il valore aggiunto è aumentato nei servizi. Seppure con andamenti eterogenei tra i diversi comparti, nei servizi è cresciuto in maniera significativa il valore aggiunto:
l’espansione è stata pronunciata nei settori di supporto logistico alle imprese e in quelli legati al turismo; si è invece osserv ato un calo nei comparti finanziario e assicurativo.
L’attività ha rallentato nella manifattura, nonostante la dinamica ancora robusta dei settori esposti all’ammodernamento tecnologico, alla riconversione energetica e all’incremento della spesa per la difesa.
L’attività si è invece ridotta nelle costruzioni.
Nei mesi primaverili l’attività economica avrebbe decelerato.
L’accumulazione di capitale si sarebbe attenuata nel secondo trimestre. L’impulso positivo derivante dalla transizione digitale ed energetica e dai progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) sarebbe stato in parte compensato dall’aumento dell’incertezza e dal rialzo dei prezzi dei beni energetici e degli input produttivi, legati alle tensioni in Me dio Oriente.
I consumi delle famiglie avrebbero rallentato, risentendo del peggioramento della fiducia, delle prospettive sul quadro econo mico internazionale e dei rincari energetici. L’apporto della domanda estera netta alla crescita sarebbe pressoché nullo, in linea con le informazioni qualitative sugli ordinativi esteri.
Secondo le nostre proiezioni macroeconomiche dell’inizio di giugno, il PIL aumenterebbe, nello scenario di base, dello 0,5 % quest’anno, dello 0,4 % nel prossimo e dello 0,9 % nel 2028.
1 Nel capitolo vengono citati e/o riportati ampi stralci del "Bollettino Economico n. 3/202 6" della Banca d'Italia e della circolare statistica Assifact n.
24-26 “Il factoring in cifre - Sintesi dei dati di marzo 2026”.
Fonte: Banca d’Italia, bollettino economico n.3/2026
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 6 Fonte: Banca d’Italia, bollettino economico n. 3/202 6
Le imprese
Nel secondo trimestre l’attività avrebbe ripreso a espandersi nell’industria in senso stretto e nelle costruzioni, soprattutt o nel comparto non residenziale. Il valore aggiunto avrebbe invece rallentato nei servizi, risentendo della maggiore cautela dei consumatori. Gli investimenti avrebbero fornito un contributo modesto alla crescita, frenati dall’incertezza connessa con gli e ffetti delle tensioni in Medio Oriente.
Nel primo trimestre il valore aggiunto e la produzione industriale hanno rallentato . Il calo ha riguardato i beni di consumo, in particolare quelli durevoli, e in misura minore alcuni comparti che avevano mostrato una crescita particolarmente sostenuta n ella seconda metà del 2025, tra cui quello farmaceutico. La debolezza della domanda c ontinua a gravare sull’industria tessile e dell’abbigliamento. La produzione ha invece continuato a espandersi nei settori maggiormente legati alla transizione digitale e alla difesa, nonché nel comparto dei macchinari e delle attrezzature, seppure a ritmi inferiori rispetto alla seconda metà dell’anno precedente. Il fatturato in volume è sceso lievemente, risentendo soprattutto della componente interna.
L’attività nei servizi è tornata a crescere. Nel primo trimestre il valore aggiunto del settore terziario è aumentato, anche se con andamenti eterogenei tra i comparti. L’attività si è nuovamente contratta nei servizi finanziari e assicurativi, mentre ha co ntinuato a espandersi in quelli di informaz ione e comunicazione, sostenuta dal processo di trasformazione tecnologica in corso. Sono cresciute per il quinto trimestre consecutivo le attività di supporto logistico alle imprese e quelle legate al turismo; queste ultime hanno beneficiato anche dei Gio chi olimpici invernali.
Nelle costruzioni l’attività si è invece ridotta. Nel settore edilizio il valore aggiunto è sceso, principalmente a causa del comparto residenziale. Gli investimenti in abitazioni sono infatti scesi, dopo il marcato incremento nell’ultima parte del 2025 realizzato in previsione della scadenza degli incentivi per le ristrutturazioni, successivamente prorogati sino alla fine del 2026. L’accum ulazione di capitale è invece tornata a espandersi nel comparto non residenziale.
Gli investimenti sono aumentati. Nei mesi invernali gli investimenti totali hanno continuato a salire, trainati dalla ripresa della componente relativa ai mezzi di trasporto, che è stata favorita dagli incentivi per l’acquisto di veicoli commerciali a basse emissioni.
È proseguita la cre scita degli investimenti in beni immateriali, che si mantiene positiva da oltre due anni; sono invece diminuiti quelli in costruzioni.
Nei mesi primaverili l’attività manifatturiera avrebbe ripreso a espandersi. Nel bimestre aprile -maggio la produzione industriale è tornata a crescere. Nel secondo trimestre l’indice PMI del settore manifatturiero è salito, sostenuto anche dal buon andament o dei nuovi ordinativi. Informazioni analoghe provengono dagli indicatori d i fiducia rilevati dalle inchieste dell’Istat. Il rafforzamento della domanda nella manifattura sarebbe tuttavia in parte riconducibile all’accumulo precauzionale di scorte lungo le filiere produ ttive. Il protrarsi delle tensioni in Medio Oriente ha accent uato le difficoltà di approvvigionamento e le pressioni sui costi, inducendo le imprese ad anticipare gli acquisti di beni intermedi. Le tensioni sulle catene globali di fornitura comportano ulteriori risc hi per le
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 7 prospettive del settore. Dall’ Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita , condotta dalla Banca d’Italia in giugno, emerge un minore pessimismo rispetto alla rilevazione precedente circa l’andamento della domanda corrente. Le aspettative sulla dinamic a delle vendite restano favorevoli, malgrado un indebolimento per le aziende più esposte al mercato estero.
Fonte: Banca d’Italia, bollettino economico n. 3/2026 L’attività nei servizi avrebbe rallentato. I servizi avrebbero segnato una decelerazione in particolare nei comparti maggiormente legati ai consumi delle famiglie. La fiducia delle aziende del settore è in diminuzione, come mostrato sia dagli indicatori P MI, scesi al di sotto della soglia compatibi le con l’espansione, sia dalle indagini qualitative dell’Istat. Il peggioramento delle valutazioni è più marcato tra le imprese dei servizi rivolti alle famiglie, quali quelli turistici, mentre nei servizi alle imprese – soprattutto nei comparti dell’infor mazione e comunicazione e della consulenza tecnica e professionale – prevalgono giudizi meno sfavorevoli. Le aziende dei servizi intervistate nelle inchieste della Banca d’Italia hanno segnalato un lieve recupero della domanda rispetto ai tre mes i preceden ti; tuttavia , le aspettative sull’incremento delle vendite restano caute.
Il settore delle costruzioni riprenderebbe a crescere. L’espansione dell’attività nel comparto edilizio nel secondo trimestre sarebbe trainata in particolare dal segmento legato ai lavori di ingegneria civile, che ha continuato a beneficiare dei progetti fina nziati dal PNRR. Le aziende intervistate nell’ Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita hanno indicato un miglioramento della domanda per i propri prodotti rispetto alla precedente rilevazione e un giudizio meno negativo riguardo alle attese sulle proprie con dizioni operative.
L’accumulazione di capitale sarebbe in lieve rialzo. Gli investimenti hanno beneficiato del contributo ancora positivo dei fattori strutturali legati alla transizione digitale ed energetica, seppure questo sia stato in parte controbilanciato dall’aumento d ei costi energetici e dalla debolezza della domanda delle famiglie derivante dalle tensioni in Medio Oriente. Le indagini della Banca d’Italia presso le imprese segnalano un’espansione della spesa per investimenti fissi nel complesso del 2026, nonostante le condizioni per investire non siano ancora consider ate favorevoli.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 8 Fonte: Banca d’Italia, bollettino economico n. 3/2026
Il credito e le condizioni di finanziamento La raccolta bancaria si è rafforzata e il suo costo è leggermente aumentato. Tra febbraio e maggio il tasso di crescita sui dodici mesi della provvista bancaria è salito (al 4,5 %, dal 3,8), guidato dall’analogo andamento delle passività verso non residenti, solo in parte compensato dal rallentamento dei depositi dei residenti. Il costo marginale della raccolta si è di poco ampliato, risentendo del marcato rialzo dei rendimenti obb ligazionari, che rappresentano tuttavia una quota piuttosto contenuta della raccolta complessiva.
Il costo medio dei prestiti alle imprese è salito più di quello dei mutui. Tra febbraio e maggio il tasso medio applicato ai nuovi prestiti alle società non finanziarie è cresciuto più dei rendimenti di mercato a breve termine. Il costo medio dei nuovi mutui alle f amiglie, prevalentemente a tasso fisso, è aumentato di ca . 10 b ps, a fronte di un incremento di ca . 3/10 dell’ interest rate swap (IRS) a 10 anni.
Il credito alle imprese è cresciuto, quello alle famiglie è rimasto stabile. Tra febbraio e maggio la crescita sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie si è rafforzata; hanno in particolare accelerato i finanziamenti con durata originaria inferiore all’anno, in risposta anche a maggiori esigenze di liquidità emers e a seguito dei rincari energetici. Per effetto dell’andamento della domanda di credito per finalità di investimento, la dinamica dei prestiti con scadenza superiore a 5 anni si è invece confermata su valo ri negativi, interrompendo il modesto recupero iniz iato nel 2025.
La contrazione dei prestiti alle imprese di minore dimensione si è attenuata ( -5,5%), mentre si è intensificata l’espansione dei finanziamenti alle aziende più grandi (4,1 %). La crescita del credito è aumentata per le aziende della manifattura e soprattutto dei servizi, mentre si è ridotta per quelle delle costruzioni.
La dinamica positiva del credito alle famiglie non è sostanzialmente variata, per effetto della stabilità dei prestiti per l’ acquisto di abitazioni e della lieve accelerazione di quelli finalizzati al consumo.
Nel primo trimestre i criteri di offerta sui prestiti alle imprese e sui mutui si sono mantenuti immutati. Nell’ultima indagine sul credito bancario gli intermediari italiani hanno segnalato di avere lasciato invariati i propri criteri di offerta sui nuovi finanziamenti alle imprese. La domanda di credito da parte delle società non finanziarie ha subito una fl essione, riconducibile soprattutto alle minori esigenze di finanziamento per investimenti fissi. Sulla base delle informazioni più recenti, desunte dalle indagini presso le imprese condotte dall’Istat e dalla Banca d’Italia tra la metà di maggio e quella d i giugno, le condizioni di accesso al credito bancario sono di poco peggiorate nel secondo trimestre del 2026.
Per quanto riguarda le famiglie, nei primi tre mesi dell’anno i criteri di offerta sono rimasti invariati nel comparto dei mu tui, mentre si sono irrigiditi appena per il credito al consumo. La domanda di prestiti per l’acquisto di abitazioni è stata stabil e; quella di finanziamenti con finalità di consumo è invece leggermente aumentata, sostenuta principalmente dalla maggiore spesa per beni durevoli.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 9 La dinamica delle obbligazioni emesse dalle imprese si è rafforzata e i rendimenti si sono ridotti di poco. In maggio il tasso di crescita delle emissioni nette obbligazionarie delle imprese è salito, rispecchiando maggiori necessità di finanziamento esterno. I re ndimenti delle obbligazioni delle società non finanziarie italiane sono scesi appena (4,0 % all’inizio di luglio), pur collocandosi ancora su valori superiori a quelli precedenti l’avvio del conflitto in Medio Oriente.
Fonte: Banca d’Italia, bollettino economico n.3/2026
Mercato del factoring – ultima situazione trimestrale Il mercato del factoring nel primo trimestre 202 6 ha registrato un turnover di oltre 68 miliardi di euro, in crescita del 3, 67% rispetto all’anno precedente. La quota pro soluto , pari all’83%, si conferma stabile rispetto all’anno precedente . Prosegue la crescita degli anticipi e corrispettivi erogati in essere, pari a + 1,34 % a/a, attestandosi a quasi 52 miliardi di euro.
Il turnover cumulativo da operazioni di supply chain finance è stato pari a 6, 57 miliardi di euro, registrando un incremento del 6, 11% rispetto allo stesso periodo del 202 5, in particolare grazie al recupero delle operazioni di reverse factoring (+3,54 %) mentre il confirming continua a crescere a tassi sostenuti (+17,39%).
Per il 202 6, gli operatori del settore si attendono un nuovo incremento dei volumi, pari ad un tasso medio di crescita atteso al 3,59%, dopo la prima metà dell’anno prevista in chiusura positiva a + 3,01%. Nel primo trimestre del 2026 si osserva un rallentamento del turnover internazionale, che registra una crescita marginale (+0,39% a/a) , rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I crediti commerciali acquistati nel primo trimestre 202 6 verso la PA sono pari a 4, 61 miliardi di euro (in crescita del 1,70% a/a). A marzo 202 6, i crediti in essere ammontano a 6,88 miliardi di euro, di cui 3,3 miliardi risultano scaduti in relazione ai tempi di pagamento notoriamente lunghi degli Enti Pubblici.
La qualità del credito, con riferimento alle esposizioni lorde verso imprese private, risulta molto elevata con i crediti det eriorati che ammontano solo al 2, 54% del totale.
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Fonte: Assifact, circolare statistica 24-26 “Il factoring in cifre – Sintesi dei dati di marzo 202 6”. Dati in migliaia di euro .
Fonte: Assifact, circolare statistica 24-26 “Il factoring in cifre – Sintesi dei dati di marzo 2026”.
Nel primo trimestre 2026 si registra un tasso di crescita del turnover rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari al +3,67% .
Il trend del turnover evidenzia una prosecuzione della crescita, a un ritmo moderato, con una dinamica più sostenuta rispetto all’attività economica complessiva . Per il secondo trimestre 2026 gli operatori si attendono una chiusura in aumento in termini di turnover rispetto allo stesso periodo dell’anno 2025, pari al +3,01%.
Per l’anno 2026 nel suo complesso gli operatori prospettano in media uno sviluppo positivo (+3,59%), superiore rispetto alle previsioni dell’andamento del PIL italiano.
Circa 3 1.000 imprese ricorrono al factoring, il 6 3% circa delle quali è composto da PMI. Il settore manufatturiero risulta prevalente.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 11
Fonte: Assifact, circolare statistica 24-26 “Il factoring in cifre – Sintesi dei dati di marzo 2026”.
Lo stock degli anticipi e i corrispettivi pagati, pari a 51, 73 miliardi di euro, risultano in aumento di circa 0 ,7 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La normativa prudenziale conseguente all’applicazione della definizione di default EBA, con particolare riguardo al calcolo d elle esposizioni scadute da oltre 90 giorni, fa emergere i tempi di pagamento, notoriamente lunghi, del settore pubblico e comport a quindi un livello di incidenza dei crediti deteriorati vantati verso la PA decisamente più elevato (>27%) rispetto al caso de lle esposizioni nei confronti di imprese private (pari al 2,54%) e non coerente rispetto all’effettivo rischio sottostante .
Fonte: Assifact, circolare statistica 24-26 “Il factoring in cifre – Sintesi dei dati di marzo 2026”.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 12 Mercato del factoring – situazione mensile a maggio 2026 Sulla base dell’ultimo rapporto mensile disponibile, il turnover a maggio 202 6 risulta pari a circa 110 miliardi di euro, in incremento del 2,22 % sull’anno precedente. L’ outstanding alla data di riferimento si posiziona a circa 58 miliardi, con un incremento dell’1,71% sull’anno precedente, mentre le anticipazioni ammontano a circa 46 miliardi, con un aumento dell’1,50% rispetto all’anno precedente.
Fonte: Assifact, circolare statistica 35 -26 “Il factoring in cifre – Sintesi dei dati di Maggio 2026”.
QUADRO NORMATIVO . LA REGOLAMENTAZIONE DELL’ATTIVITA’ DI FACTORING
A partire dal 2025, il contesto normativo e regolamentare di riferimento per l’attività di factoring è stato interessato – direttamente o indirettamente - da diversi interventi, a livello europeo e nazionale, che hanno inciso sul contesto e sulle condizioni operative degli intermediari finanziari e sul ruolo del factoring quale strumento di sostegno alla liquidità delle imprese, in particolare delle PMI.
In generale, nonostante l’ampio dibattito in corso sulla semplificazione normativa, il quadro normativo di riferimento si car atterizza per un’elevata articolazione e complessità. Ciò riflette, da un lato, l’inquadramento del settore nell’ambito della vigil anza bancaria e finanziaria e la continua evoluzione del contesto regolamentare europeo e nazionale e, dall’altro, le peculiarità del factoring , strettamente connesso ai crediti commerciali generati dall’attività d’impresa e, pertanto, influenzato anche dall’evoluzione del contesto e della disciplina applicabile alle imprese.
Sul piano europeo, si è completata l’attuazione del pacchetto prudenziale di Basilea 3, attraverso l’entrata in vigore della normativa di recepimento della CRR III e della CRD VI, che ha introdotto, fra le altre cose, l’ output floor e rafforzato l’attenzione ai rischi ambientali, sociali e di governance. Pur trattandosi di una riforma di portata generale, il nuovo quadro prudenziale assume r ilievo anche per il factoring , che in base ai dati di mercato si conferma un’attività caratterizzata da un profilo di rischio contenuto, da un’elevata qualità informativa e da una stretta connessione con l’economia reale. In questo ambito, si osserva l’intervento i mportante di Assifac t che ha contribuito al confronto in essere sulla semplificazione normativa necessaria per salvaguardare la competitività dell’economia europea, rimarcando in particolare l’importanza della proporzionalità regolamentare e della corretta rappresent azione del rischio al fine di evitare effetti distorsivi sull’offerta di credito alle imprese.
Nel corso del 202 6 sono altresì proseguite le attività di monitoraggio dei tempi di pagamento, anche in coordinamento con gli obiettivi del PNRR e con i meccanismi di rendicontazione previsti a livello europeo; restano centrali le proposte di semplificazione della cessione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione, incluse le iniziative volte a limitare il potere di rifiuto delle amm inistrazioni e a rafforzare la certezza giuridica delle cessioni. Si segnala inoltre che le più recenti pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo hanno rafforzato il principio secondo cui il mancato pagamento dei debiti da parte delle amministrazioni pubbliche, anche nei casi di enti locali in d issesto, può integrare una violazione del diritto al giusto processo e del diritto di proprietà, con implicazioni rilevanti per la valutazione del rischio e il trattamento prudenziale dei crediti verso la Pubblica Amministrazione. In tale contesto, la giurisprudenza di Strasburgo ha chiarito che la responsabilità ultima dell’esecuzione delle decisioni spetta allo Stato, anche qu ando
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 13 l’inadempimento sia riconducibile a enti territoriali, con implicazioni rilevanti sotto il profilo giuridico, economico e reg olamentare.
Tali sviluppi assumono particolare rilevanza per il settore del factoring , incidendo sulla valutazione del rischio e sul trattamento prudenziale dei crediti verso la Pubblica amministrazione.
Restano, in corso le riflessioni delle istituzioni europee volte a rafforzare la competitività del mercato bancario e finanzi ario europeo tramite una riduzione della frammentazione normativa, come dimostrato dall’avvio di una revisione sistemica delle rego le bancarie e dall’attenzione crescente alla riduzione delle duplicazioni in ambito regolamentare, di vigilanza e di reporting .
Accanto all’evoluzione del quadro prudenziale, nel periodo considerato l’Unione europea ha avviato un importante intervento d i razionalizzazione e semplificazione della normativa in materia di sostenibilità, attraverso l’adozione del cosiddetto pacchet to Omnibus. L’iniziativa si inserisce nel più ampio sforzo volto a ridurre la complessità e gli oneri amministrativi derivanti da ll’attuazione del Green Deal e delle nuove regole di rendicontazione e due diligence, preservandone al contempo gli obiettivi ambie ntali e sociali.
Il pacchetto Omnibus interviene in particolare sul coordinamento e sull’applicazione delle principali normative europee in ma teria di sostenibilità – tra cui la CSRD, la CSDDD e gli altri atti del quadro ESG – introducendo meccanismi di se mplificazione, chiarimento e maggiore proporzionalità degli obblighi, con particolare riferimento alle imprese di minori dimensioni e agli operatori finan ziari coinvolti indirettamente nei processi di rendicontazione e raccolta delle informazioni.
Nel corso del 2026 il percorso di semplificazione avviato con il pacchetto Omnibus ha registrato un avanzamento significativo : accanto alla Direttiva “stop -the-clock”, già adottata nel 2025, è stato approvato anche il pacchetto sostanziale di modifica dell a CSRD e della CSDDD, volto a ridurre il perimetro soggettivo degli obblighi, limitare gli effetti di trascinamento sulle imprese di minori dimensioni e rafforzare il principio di proporzionalità nella raccolta e nella rendicontazione delle informazioni ES G.
Dopo una intensa proliferazione normativa e una forte accelerazione registrata negli ultimi anni, l’instabilità dello scenari o geopolitico ed economico, la crisi energetica e le difficoltà delle imprese, soprattutto PMI, di adeguarsi ai nuovi obblighi norm ativi e la necessità di salvaguardare e accrescere la competitività del sistema produttivo europeo hanno portato a un’attuale fase di riflessione e ridefinizione. Le grandi imprese, come pure il settore bancario e finanziario, continuano a integrare i fatt ori ESG nelle scelte organizzative, operative, di governance , nelle politiche di gestione dei rischi, nelle strategie di business .
Si tratta di una produzione normativa corposa, rispetto alla quale è utile segnalare – nel solco della riflessione in corso a livello europeo circa l’auspicata riduzione degli adempimenti burocratici previsti per la realizzazione degli obiettivi di sosteni bilità e la necessità di rafforzare la competitività del sistema produttivo comunitario – la pubblicazione della Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio, di fine febbraio 2025, denominata “Pacchetto Omnibus Semplificazione” (la “Propos ta”). Tale proposta ha successivamente condotto, dapprima, all’adozione della Direttiva (UE) 2025/794, c.d. “stop -the-clock”, e, quindi, all’approvazione nel 2026 del pacchetto sostanziale di semplificazione degli obblighi di rendicontazione di sostenibili tà e due diligence.
La Proposta intende modificare le direttive CSRD e CSDDD, per quanto riguarda taluni obblighi relativi alla rendicontazione s ocietaria e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità, nonché alcuni obblighi in materia di revisione contab ile, con l’obiettivo di semplificare la normativa, ridurre i costi di applicazione e consentire maggiori tempi di implementazione, soprattutto per le PMI.
Il testo approvato nel 2026 ha ristretto in modo significativo il perimetro della CSRD, prevedendo l’ applicazione degli obblighi di rendicontazione, in linea generale, alle imprese con più di 1.000 dipendenti e fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro.
Per le imprese non rientranti nel nuovo perimetro obbligatorio, resta valorizzato il ricors o a standard volontari o semplificati, anche al fine di contenere le richieste informative lungo la catena del valore. Con riferimento alla direttiva CSDDD vale la pena e videnziare che la Proposta mira a circoscrivere il dovere di diligenza ai partner comm erciali diretti. Anche il perimetro CSDDD è stato ridimensionato, con applicazione concentrata sulle imprese di maggiori dimensioni, individuate in base a soglie pari a più di 5.000 dipendenti e oltre 1,5 miliardi di euro di fatturato netto.
Quanto sopra si è tradotto nella prima grande misura operativa del pacchetto, la cosiddetta direttiva “stop -the-clock” (Direttiva (UE) 2025/794), pubblicata in Gazzetta Ufficiale ad aprile 2025, che posticipa, di fatto, l’applicazione di alcuni obblighi di ren dicontazione introdotti dalla CSRD e rinvia alcune fasi di applicazione della CSDDD: questa scelta ha dato alle im prese più tempo per adeguarsi e ha rimandato alcune scadenze che inizialmente erano previste per il biennio 2025 -2026. La Direttiva “stop -the-clock” ha rinviato di due anni gli obblighi CSRD per le imprese delle c.d. wave 2 e 3 e di un anno il termine di recepimento e la prima fase applicativa della CSDDD. In Italia, la Direttiva è stata recepita tramite la Legge 8 agosto 2025, n. 118, con conseguente adeguamento del calen dario nazionale di prima applicazione degli obbligh i. Per il pacchetto sostanziale di semplificazione approvato nel 2026, resta invece necessario monitorare il recepimento nazionale delle modifiche: gli Stati membri dovranno recepire le modifiche alla CSRD ent ro marzo 2027 e quelle alla CSDDD entro luglio 2028. Parallelamente, è stata avviata una revisione dei requisiti tecnici e degli standard
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 14 (ESRS) per rendere le informazioni richieste più proporzionate e più interoperabili con altri standard internazionali. L’inte nto del legislatore europeo è stato dunque duplice: rinviare scadenze e avviare un processo di semplificazione degli standard tecni ci.
Accanto al rinvio temporale, il pacchetto Omnibus ha proposto e in parte legittimato un ridimensionamento del perimetro sogge ttivo della CSRD, innalzando le soglie dimensionali sotto le quali l’obbligo di rendicontazione sarebbe meno stringente o rimandato . Alla luce dell’approvazione del pacchetto sostanziale, tale ridimensionamento non è più solo prospettico: il nuovo perimetro CSRD risulta focalizzato sulle imprese di maggiori dimensioni, con esclusione di una parte significativa delle società precedenteme nte incluse o potenzialmente incluse nel calendario originario. Resta, tuttavia, rilevante il presidio volontario delle informazioni ESG, a nche in ragione delle richieste informative provenienti da investitori, controparti finanziarie, clienti e altri stak eholder.
Il pacchetto Omnibus ha avuto una forte rilevanza pratica e politica: da un lato, è stato salutato positivamente dalla parte di industria che sosteneva il rischio di eccessivi oneri di compliance e la necessità di salvaguardare la competitività, dall’altro , è stato criticato da osservatori e ONG che temono un indebolimento degli obiettivi di trasparenza e responsabilità aziendale, con il rischio di cr eare “gap informativi” lungo le catene del valore e di frenare il progresso verso obiettivi climatici e soci ali più stringenti. I media internazionali e specialistici hanno seguito con attenzione il dibattito, evidenziando sia i benefici di breve periodo per le imprese, sia i rischi di indebolimento delle tutele di lungo termine.
Dal punto di vista operativo, lo scenario risulta caratterizzato dal rinvio di alcune scadenze attraverso la direttiva “stop -the-clock”, dalla revisione e semplificazione degli ESRS tramite EFRAG e dalla possibile ridefinizione del perimetro soggettivo di applicazione della CSRD/CSDDD. A seguito degli sviluppi intervenuti nel 2026, occorre distinguere tra: i) misure già adottate e recepite a livello nazionale, quali il rinvio temporale degli obblighi tramite la Direttiva “stop -the-clock”, recepita in Italia con Legge 8 agosto 2025, n.
118; ii) modifiche sostanziali del perimetro CSRD/CSDDD approvate a livello europeo nel 2026, ma ancora soggette a recepiment o nazionale; iii) profili attuativi ancora dipendenti dagli atti delegati, dalla finalizzazione degli standard tecnici e volontari e dalle prassi applicative. In particolare, le modifiche alla CSRD dovranno essere recepite dagli Stati membri entro marzo 2027, mentre quel le alla CSDDD entro luglio 2028. Gli impatti effettivi per le imprese dipenderanno pert anto dal coordinamento tra disciplina europea, recepimento nazionale e prassi applicative.
A tal riguardo, si fa presente che la Società non ha redatto la dichiarazione non finanziaria ai sensi dell’art. 2, comma 1 d el D.Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254 avendo avuto una media di dipendenti inferiore alle 500 unità previste dal citato decreto e non superando, inoltre, la soglia economica del totale dei ricavi.
In tale contesto, le iniziali previsioni programmate dalla CSRD per le PMI quotate (c.d. “wave 3”), che avrebbero dovuto comp ortare l’avvio della rendicontazione nel 2027 con riferimento all’esercizio 2026, sono state rinviate per effetto della Direttiva “ stop -the-
clock”. Alla luce del successivo pacchetto sostanziale di semplificazione, l’effettiva applicabilità degli obblighi CSRD alla Società deve ora essere valutata non solo in funzione del rinvio temporale, ma anche del nuovo perimetro soggettivo, che risulta significativamente più ristretto rispetto alla disciplina originaria.
A tale riguardo, si evidenzia che, nell’ambito del Pacchetto Omnibus, è prevista una revisione del perimetro di applicazione della CSRD, con una proposta attualmente in corso di valutazione che prevedrebbe l’innalzamento delle soglie dimensionali, tra cui il criterio relativo al numero dei dipendenti fino a 1.000 unità. Tale revisione è stata confermata nel pacchetto approvato, che circoscrive l’obbligo di rendicontazione alle imprese con più di 1.000 dipendenti e fatturato netto annuo superiore a 450 mil ioni di euro. Ne deriva che le PMI quotate e le società di minori dimensioni al di sotto delle nuove soglie risultano, in linea gener ale, escluse dal perimetro obbligatorio, ferma la possibilità di ricorrere a forme di disclosure volontaria o semplificata.
La Società rientrerebbe potenzialmente nell’ambito di questa esenzione, ma la sua applicazione effettiva dipenderà dall’esito del processo legislativo europeo e dal successivo recepimento a livello nazionale. Alla luce delle nuove soglie approvate, la Soc ietà, sulla base delle informazioni dimensionali disponibili, non sembrerebbe rientrare nel perimetro CSRD obbligatorio, fermo restando i l necessario monitoraggio del recepimento nazionale, dell’eventuale appartenenza a perimetri di gruppo rilevanti e delle richieste informative provenienti da stakeholder e controparti.
Ciononostante, la Società dal 2023, con il supporto di un consulente esterno e su basi meramente volontarie, ha iniziato a co ndurre progettualità specifiche al fine di rendicontare le informazioni sui profili non finanziari delle proprie attività (in ambit o sociale, ambientale e di governance), tenendo comunque in adeguata considerazione la ridotta dimensione e la natura dei servizi finanz iari offerti dalla stessa, in ossequio al principio di proporzionalità.
In linea con tale progettualità, ad agosto 2023 è stato pubblicato un primo rapporto di sostenibilità (il “Rapporto di Sosten ibilità”) la cui redazione è proseguita nel 2024 e nel 2025, con l’obiettivo di dar conto agli stakeholder delle performance in materia ambientale,
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 15 sociale e di governance analizzando e di illustrare le politiche di gestione, i risultati raggiunti, i rischi attuali e poten ziali e gli indicatori rilevanti per il business. Per assicurare la qualità delle informazioni e per far sì che il Rapporto di Sost enibilità fosse in linea con le best practices nazionali e comunitarie, la Società ha ritenuto opportuno che fosse redatto in conformità con i principi di rendicontazione e con le richieste informative definite dalla Global Reporting Initiative (GRI).
Ulteriori profili di rilievo europeo riguardano l’iter della proposta di Late Payment Regulation , che nel periodo considerato ha attraversato una fase di sostanziale impasse in sede di Consiglio, a fronte di posizioni divergenti tra gli Stati membri sull ’impianto della riforma e sui suoi effetti sui principi di autonomia contrattuale e recupero giudi ziale dei crediti. Nel medesimo quadro si colloca il dibattito sul cosiddetto “ 28° Regime europeo ”, quale possibile quadro giuridico opzionale e armonizzato per le imprese operanti su base transfrontaliera. L’iniziativa mira a semplificare il contesto normativo applicabile alle imprese innovative, alle startup , alle scaleup e alle PMI, favorendo condizioni più omogenee di accesso al mercato e ai finanziamenti. In tale ambito, il tema degli strumen ti di asset‑based finance , tra cui il factoring , è stato richiamato come elemento funzionale a sostenere la crescita e la liquidità delle imprese che spesso presentano “limiti di bancabilità”, in particolare nei contesti caratterizzati da operazioni cross‑border . Il confronto in corso evidenzia l’esigenza di un quadro giuridico che riduca le disomogeneità nazionali e le barriere operative, anche con riferimento ai divieti o alle limitazioni contrattuali alla cessione dei crediti.
Sempre a livello europeo, la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 23 ottobre 2025, causa C -232/24 “Kosmiro”, ha fornito ulteriori chiarimenti in materia di trattamento IVA delle operazioni di factoring , ribadendo che la qualificazione fiscale deve fondarsi sulle caratteristiche concrete dell’operazione e sulla relativa funzione economico -funzionale. La pronuncia conferma la distinzione tra operazioni aventi natura finanziaria, riconducibili alla concess ione di credito e quindi esenti, e prestazioni aventi finalità principale di recupero dei crediti, soggette invece a imposizione, rendendo necessario un presidio interpretativo coerente co n le specificità dell’operatività italiana del factoring. In tale co ntesto, è stato confermato che la qualificazione ai fini IVA non può essere effettuata sulla base della mera denominazione contrattuale, ma richiede una valutazione sostanziale dell’operazione, in line a con i principi del diritto unionale. Alla luce di tal i sviluppi, emerge l’esigenza di garantire un’interpretazione coerente tra diritto unionale e prassi nazionali, tenendo conto delle specificità del factoring nei diversi ordinamenti, e in particolare della prevalente fu nzione di finanziamento del capitale circolante che caratterizza l’operatività nel contesto italiano.
Dal punto di vista della normativa prudenziale , il 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il CRR III (Regolamento UE 2024/1623) che rappresenta una revisione significativa del framework prudenziale europeo. Il Capital Requirement Regulation introduce modifiche fondamentali nella regolamentazione bancaria, mirate a rafforzare la stabilità del sistema finanziario europeo. Fra le innova zioni più rilevanti, vanno segnalate: l’introduzione dell’ output floor , che stabilisce una soglia minima per i requisiti patrimoniali calcolati con modelli interni; la revisione “rafforzata” del metodo standardizzato per il rischio di credito, aumentando la sensibilità al rischio e quindi il fattore di conversione del credit o di alcune esposizioni; alcune modifiche al trattamento delle esposizioni fuori bilancio per la misurazione del rischio di credito; modifiche per la gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG).
In quanto regolamento, il nuovo framework è direttamente applicabile ai soggetti inclusi nel perimetro della normativa europea, ossia banche e gruppi bancari. Con riferimento agli intermediari finanziari vigilati ex art. 106 TUB, l’adeguamento della dis ciplina nazionale, e in particolare della Ci rcolare n. 288/2015, resta oggetto di valutazione da parte della Banca d’Italia, al fine di individuare eventuali trattamenti specifici coerenti con le caratteristiche degli intermediari non bancari. Nelle more dell’aggiornamento organico della normativa s econdaria, Banca d’Italia ha previsto la possibilità, in via transitoria e su richiesta, di applicazione volontaria delle nuove regole CRR III da parte degli intermediari interessati, in particolare ove appartenenti a gruppi bancari, al fine di ev itare com plessità operative connesse al cosiddetto “doppio binario”.
Anche nel caso di applicazione volontaria delle nuove disposizioni, Banca d’Italia ha confermato la possibilità di adottare i l trattamento specifico relativo ai crediti commerciali acquistati. Ciò consente, in caso di operazioni pro solvendo e nel rispetto dei requisiti operativi previsti, di imputare l’esposizione ai debitori ceduti anziché al cedente, mantenendo un presidio coerent e con le specificità del factoring e con la struttura economica delle operazioni.
Le autorità di regolamentazione e supervisione continuano a dimostrarsi particolarmente attive, promuovendo un processo di armonizzazione e rafforzamento del quadro normativo applicabile agli intermediari creditizi e finanziari.
È opportuno segnalare un ampio dibattito in corso a livello europeo, in cui si inserisce anche l’iniziativa del pacchetto Omnibus Semplificazioni per i profili della sostenibilità, sulla necessità di promuovere una regolamentazione che assicuri un adeguato bilanciamento fra gli obiettivi della normativa e la necessità di sostenere sviluppo e competitività delle imprese. A livello bancario, in parti colare, la stabilità del settore dovrebbe essere perseguita senza impattare eccessivamente sul sostegno alle imprese e all’economia; una regolamentazione che, in sostanza, rafforzi le relazioni banche -imprese e favorisca l’accesso al credito delle
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 16 imprese italiane. In tale contesto, resta aperta la questione relativa all’applicazione della definizione armonizzata di default alle esposizioni verso debitori ceduti derivanti da operazioni di cessione di crediti commerciali, con particolare riferimento a q uelle nei confronti della Pubblica Amministrazione.
A tale proposito, a seguito della consultazione pubblica avviata il 2 luglio 2025, l’EBA ha pubblicato in data 7 maggio 2026 gli Orientamenti aggiornati sulla definizione di default nel contesto del Capital Requirements Regulation (CRR). Il testo finale conferma, in particolare, l’estensione da 30 a 90 giorni del periodo di scaduto tecnico per gli accordi di factoring senza ricorso ( pro soluto ), con l’obiettivo di riflettere in modo più coerente la natura economica dei crediti commerciali acquistati e di evitare classifica zioni deteriorate non rappresentative dell’effettivo merito creditizio del debitore ceduto. Restano confermati gli ulteriori aggiornamenti tecnici di allineamento al quadro CRR III, inclusa la rimozione di riferimenti ormai superati.
Sul versante nazionale, il periodo è stato caratterizzato da un’intensa attività legislativa in materia fiscale, di semplific azione e di riforma della Pubblica Amministrazione. Dall’attività di monitoraggio normativo emerge anche la presenza di iniziative parlamentari e interrogazioni volte a chiarire il trattamento giuridico e fiscale delle operazioni di cartolarizzazione che includono, nel la destinazione patrimoniale di cui alla legge n. 130/1999, anche beni, diritti e flussi derivanti dallo smobilizzo de l magazzino, con particolare riferimento al profilo IVA delle operazioni di de‑stocking e alla loro riconducibilità alle esenzioni previste per le operazioni finanziarie.
Tali sviluppi si inseriscono in un più ampio dibattito sull’evoluzione degli strumenti di finanziamento basato sugli attivi ( asset‑based finance ), volto a favorire una maggiore integrazione tra credito commerciale, factoring e cartolarizzazione, soprattutto a supporto delle PMI e delle filiere produttive. Il confronto normativo e interpretativo in corso conferma la rilevanza del tema e l’esi genza di un inquadramento coerente che consenta di valorizzare queste operazioni senza introdurre incertezze regolamentari o fiscali.
Un ruolo rilevante è stato assunto anche dalle riflessioni sulla disciplina della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che nel periodo considerato hanno interessato sia il piano legislativo sia quello interpretativo. Da un lato, il dibattito sul procedimento sommario di realizzazione del credito ha evidenziato l’esigenza di strumenti più rapidi ed efficienti di recupero; dall’altro, le recenti iniziative parlamentari in materia di diritto di voto dei cessionari di crediti nelle procedure concorsuali e di chia rimento della disciplina della revocatoria, con specifico riferimento alle società di cartolarizzazione e agli intermediari specializzati, mirano a rafforza re la certezza del diritto e a riconoscere il ruolo degli operatori professionali del mercato del cr edito.
In tale contesto si colloca anche l’avvio, il 15 aprile 2026, della consultazione pubblica dell’Agenzia delle entrate sulla b ozza di circolare recante i primi chiarimenti interpretativi sulle novità del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (d.lg s. n. 14/2019) con profili di interesse fiscale, riguardanti in particolare la Composizione negoziata della crisi, il Concordato semplificato, il Piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione e la disciplina dei gruppi di imprese. L’iniziativa conferm a l’attenzione delle Autorità al coordinamento tra disciplina della crisi, trattamento fiscale delle operazioni e gestione dei rapporti creditizi. Questo orie ntamento complessivo favorisce la prosecuzione del confronto anche con riferimento alla possibile evoluzione della disciplina della revocatoria in ambito factoring, tenuto conto dell’attuale mancato coordinamento della legge n. 52/1991 con il Codice della crisi e dell’ insolvenza, profilo che continua a rappresentare un elemento di attenzione per gli op eratori del settore.
Proprio in questo quadro, si inseriscono anche i più recenti sviluppi fiscali, con il DL fiscale del marzo 2026, nell’ambito del cui iter parlamentare sono stati affrontati temi di interesse per il settore, in particolare in materia di revocatoria e di lib era cedibilità dei crediti d’impresa, pur in assenza di interventi normativi conclusivi, nonché il dibattito sull’inquadramento IVA di talune op erazioni connesse alla cartolarizzazione e allo smobilizzo dei beni oggetto di destinazione patrimoniale.
Non è mancata occasione di dibattito sul tema dello split payment , di cui si è formalizzata nel 2025 la sospensione per le operazioni nei confronti delle società quotate e teoricamente destinato a giungere a scadenza il 30 giugno 2026 anche per le operazioni con la PA per effetto dei tempi stabiliti dall’autorizzazione europea. Il tema è tornato al centro dell’attenzione politica e parlamentare a seguito delle ipotesi, poi confermate, di nuove richieste di proroga da parte del MEF e con procedimento in corso a livello U E volto a valutarne un eventuale riscontro positivo, nonché delle evidenze delle criticità finanziarie che il meccanismo continua a generare per le imprese fornitrici della PA.
Il susseguirsi di interventi integrativi e modificativi della normativa secondaria di Banca d’Italia, connessi ai necessari a llineamenti alla normativa europea in materia di accesso all’attività creditizia e di vigilanza prudenziale, è proseguito anche nel l’esercizio in esame.
Con riferimento ai principali riferimenti normativi e di vigilanza applicabili agli intermediari finanziari , il quadro resta articolato e fondato su disposizioni prudenziali, contabili e segnaletiche nazionali adottate anche in attuazione della normativa europea. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si ricorda:
▪ Circolare n. 288 del 3 aprile 2015 recante le nuove Disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari, che disciplina
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 17 l’attività finanziaria dai profili soggettivi e dall’autorizzazione per l’iscrizione all’Albo Unico alle regole di vigilanza prudenziale, organizzazione e controlli interni, è giunta al 7° aggiornamento del 10 settembre 2024 che modifica il Capitolo 9 del Titolo IV della Circolare, riguardante le disposizioni in materia di “Rischio di controparte e rischio di aggiustamento della valutazione del credito”, estendendo agli intermediari finanziari ex art. 106 TUB la disciplina europea in materia di rischio di controparte introdotta dal Regolamento (UE) n. 2019/876 (“CRR2”).
▪ Circolare n. 154 del 22 novembre 1991 sulle “Segnalazioni di vigilanza delle istituzioni creditizie e finanziarie. Schemi di rilevazione e istruzioni per l’inoltro dei flussi informativi”, della quale è stato emanato nel 2023 il 77° aggiornamento al fine di modificare gli schemi di segnalazione e il corrispondente sistema delle codifiche, coerentemente con la normativa segnaletica di Vigilanza che ha recepito il Regolamento (UE) 2024/1988. Con l’occasione sono state recepite le misure introdotte dalla Legge 5 marzo 2024, n. 21 (c.d. Legge Capitali) di semplificazione del regime di vigilanza sulle SICAV e SIC AF in gestione esterna, già rese note al sistema con comunicazione della Banca d’Ital ia del 30 ottobre 2024. Da un punto di vista tecnico, viene adottato il formato di scambio XML per tutte le segnalazioni degli OICR3. Per facilitare l’individuazion e delle innovazioni introdotte, le modifiche intervenute e le relative decorrenze sono descr itte in allegato. Sono state apportate anche alcune correzioni agli aggiornamenti precedenti il cui dettaglio è disponibile nella sezione “Errata corrige” in appendice. Le modifiche segnaletiche entrano in vigore dalla data di riferimento del 31 dicembre 2 025.
▪ Le segnalazioni in Centrale dei rischi, secondo la disciplina contenuta nella Circolare n. 139 dell’11 febbraio 1991 , giunta al 21° aggiornamento volto a prevedere la partecipazione alla Centrale dei Rischi (CR) degli acquirenti di crediti in sofferenza di cui all’art. 114.1, comma 1, lettera e) del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (T.U.B.) che si avval gono, per la gestione di crediti, di intermediari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia, vale a dire:
• banche iscritte all’albo di cui all’art. 13 del T.U.B;
• intermediari iscritti all’albo di cui all’art. 106 T.U.B.;
• gestori di crediti in sofferenza iscritti all’albo di cui all’art. 114.5 T.U.B..
Tale previsione attua quanto stabilito dall’art. 114.3, co. 7 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (T .U.B.) di recepimento della Secondary Market Directive (Direttiva UE 2021/2167).
È prevista, inoltre, la partecipazione alla CR dei gestori di crediti in sofferenza, di cui all’art. 114.1, comma 1, lettera c) T.U.B., quando essi acquistano in proprio crediti in sofferenza. Gli acquirenti di crediti in sofferenza possono chiedere l’eson ero dall’obbligo di segnalare i crediti relativi ad un’operazione di cessione nel caso in cui nessuno dei crediti fosse segnalato in Centrale dei rischi nella rilevazione precedente la data in cui è stato ceduto. L’obbligo segnaletico per i nuovi partecipanti è decorso a partire dalla data contabile di giugno 2025 .
- le istruzioni relative a “ Il bilancio degli intermediari IFRS diversi dagli intermediari bancari ”, emanate con Provvedimento Banca d’Italia del 17 novembre 2022, applicabili nel periodo ma oggetto di consultazione pubblica a marzo 2026, in coordinamento con il nono aggiornamento della Circolare n. 262, al fine di recepire le modifiche agli IFRS 9 e I FRS 7, il nuovo IFRS 18 e specifiche informative in materia di cripto -attività;
- Circolare n. 217 del 5 agosto 1996 contenente gli schemi segnaletici e le regole di compilazione delle segnalazioni, giunta al 23° aggiornamento del 28 novembre 2023, non ha subito interventi modificativi nel corso dell’esercizio;
- Circolare n. 115 del 7 agosto 1990 “Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni di vigilanza su base consolidata” - fermo al 28° aggiornamento volto a: 1) adeguare nel paragrafo “Istruzioni di carattere generale” i destinatari delle disposizioni segnaletiche dei gruppi di SIM alle pr evisioni dell’articolo 11, comma 1 -bis del TUF in materia di gruppi di SIM; 2) ridenominare la Sezione III in “Segnalazioni non armonizzate - Gruppi di SIM prudenziali”.
- Le segnalazioni delle perdite storicamente registrate sulle posizioni in default , previste dalla Circolare Banca d’Italia n. 284 del 18 giugno 2013 (1° aggiornamento del 20 dicembre 2016), mediante le quali si alimenta un archivio dati sull’attività di recupero dei crediti svolta dagli intermediari vigilati (bancari e finanziari) che permette di calcolare i tassi di perdita registrati storicamente sul le posizioni deteriorate ( default ). Tali informazioni assumono particolare rilevanza ai fini dell’ impairment previsto dal principio contabile IFRS 9 che richiede di stimare le perdite attese e dell’adozione dei modelli interni avanzati per il calcolo del requisito patrimoniale sul rischio di credito.
Anche la cornice regolamentare in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo è in forte evoluzione, in particolare a seguito del completamento, a livello europeo, dell’iter legislativo dell’ Anti-Money Laundering Package (“AML Package” ), con l’emanazione il 31 maggio 2024 dei diversi provvedimenti che compongono il pacchetto:
i) il regolamento UE/2024/1620 (AMLAR) che istituisce l’Autorità per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo;
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 18 ii) il regolamento UE/2024/1624 (AMLR - noto anche come single rulebook ) in materia di prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo;
iii) la direttiva UE/2024/1640 (AMLD) concernente i meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.
A seguito della consultazione pubblica avviata dall’EBA il 6 marzo 2025, il 30 ottobre 2025 sono stati emanati gli standard t ecnici di regolamentazione (RTS) volti a definire le modalità con cui gli enti creditizi e finanziari e le autorità di vigilanza do vranno conformarsi agli obblighi AML/CFT previsti dal nuovo quadro normativo europeo. Gli RTS disciplinano, tra l’altro, sistemi di governance , politiche di gestione del rischio, adeguata verifica rafforzata e flussi informativi verso le autorità di vigilanza, avviando la fase d i progressivo allineamento operativo degli intermediari al nuovo Single Rulebook europeo.
Si segnala, inoltre, che nel contesto del recepimento della Direttiva (UE) 2024/1640 è stato approvato, in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri del 10 marzo 2026, uno schema di decreto legislativo volto a disciplinare in modo più strutturato le m odalità di accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva contenute nel Registro delle imprese. L’intervento rafforza l’accesso de lle Autorità competenti e ridefinisce le condizioni di consultazione da parte dei soggetti obbligati e dei terzi titolari di un legittimo interesse, contribuendo all’allineamento del quadro nazionale al nuovo assetto europeo antiriciclaggio.
Si ricorda che nel 2025 l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia ha posto in consultazione l’aggiornamento delle Istr uzioni per l’invio delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS), adottate ai sensi degli artt. 6, comma 4, lett. e), 35 e 47 del Decreto Legislativo 21 novembre 2007 n. 231, nonché in attuazione delle competenze attribuite alla UIF dall’art. 11 del Decreto Legislativo 22 gi ugno 2007 n. 109. All’esito della consultazione, la UIF in data 18 dicembre 2025 ha emanato il provvedimento d efinitivo di aggiornamento delle Istruzioni SOS, modificando il contenuto informativo delle segnalazioni, il tracciato record e le modalità di trasmissi one tramite il sistema Infostat -UIF, con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei dati trasmessi e l’eff icacia dell’analisi finanziaria in coerenza con il quadro normativo antiriciclaggio vigente. Le nuove istruzioni saranno operative dal 1° luglio 2026.
Da ultimo si segnalano, in materia di Governance ICT, alcune normative in ambito digitale e in particolare di natura Cyber :
DORA
Un ambito interessato da significativi sviluppi normativi nel corso dell’esercizio è quello della resilienza operativa digita le del settore finanziario. Dopo un periodo transitorio di due anni, a partire dal 17 gennaio 2025 è divenuto applicabile il Regola mento (UE) 2022/2554, noto come “ Regolamento DORA” (Digital Operational Resilience Act ). Tale Regolamento mira a rafforzare la resilienza operativa digitale degli intermediari creditizi e finanziari, imponendo l’adozione di requisiti e standard tecnici in materia di gestione del rischio ICT, segnalazione degli incidenti, test di resilienza operativa e gestione dei fornitori terzi. Per adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2022/2554 e per recepire la direttiva (UE) 2022/2556 sulla resilienza operat iva digitale per il settore finanziario, è stato emanato il D.L gs. 10 marzo 2025, n. 23.
Il provvedimento ha confermato la deroga dell’applicabilità per gli intermediari 106 a partire dal 1° gennaio 2027. Definisce , in particolare, le prescrizioni relative alla governance e alla gestione dei rischi delle Tecnologie dell’informazione e della c omunicazione (TIC) applicabili alle istituzioni finanziarie in relazione sia alle autorità competenti Dora (Banca d’Italia, Consob, IVASS e Covip), disciplinandone altresì i relativi poteri di vigilanza e sanzionatori, sia alle modalità di segnalazione dei gravi incidenti TIC.
Nel corso del 2025 la Commissione europea ha adottato, su proposta delle ESAs (EBA, ESMA ed EIOPA), i Regulatory Technical Standards (RTS) e gli Implementing Technical Standards (ITS) previsti dal Regolamento DORA, relativi in particolare:
• ai criteri di classificazione degli incidenti ICT e alle soglie di materialità;
• al contenuto, formato e tempistiche delle notifiche iniziali, intermedie e finali degli incidenti gravi;
• al modello standardizzato del registro delle informazioni sui fornitori terzi ICT;
• ai requisiti minimi per il quadro di gestione del rischio ICT e per i test di resilienza operativa digitale.
Tali standard tecnici sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e hanno avviato la fase di piena ope ratività del sistema segnaletico armonizzato europeo. Il quadro tecnico di livello 2 risulta ormai sostanzialmente completato e com prende, oltre agli standard sopra richiamati, anche le disposizioni relative alle politiche contrattuali sui servizi ICT prestati da fornit ori terzi, al subappalto di servizi ICT a supporto di funzioni critiche o importanti, ai test avanzati di resilienza operativa digitale e al framework di oversight europeo sui fornitori ICT terzi critici.
La Banca d ’Italia è intervenuta con comunicazioni e chiarimenti applicativi rivolti agli intermediari vigilati, tra cui:
• comunicazioni in materia di collocazione organizzativa della funzione di controllo dei rischi ICT e indipendenza delle funzio ni
di controllo;
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 19 • indicazioni operative sulle modalità di trasmissione del registro delle informazioni sui fornitori ICT2;
• chiarimenti sui flussi di segnalazione dei gravi incidenti ICT e delle minacce informatiche significative, anche in coordinamento con gli obblighi previsti dal GDPR e dal recepimento nazionale della Direttiva NIS2.
Nel 2026, la Banca d’Italia ha inoltre precisato le tempistiche a regime per la trasmissione annuale del Registro delle infor mazioni sugli accordi contrattuali con fornitori ICT: a partire dal 2026, l’invio deve avvenire entro il 15 marzo di ogni anno, con data di riferimento al 31 dicembre dell’anno precedente. Il Registro assume pertanto un ruolo centrale sia ai fini del monitoraggio i nterno del rischio ICT di terza parte, sia ai fini della vigilanza delle autorità competenti e della designazione, da part e delle ESAs, dei fornitori ICT terzi critici soggetti a oversight europeo.
Alla data odierna il quadro regolamentare risulta sostanzialmente definito sotto il profilo primario e secondario; l’attenzio ne della vigilanza si concentra sull’effettiva implementazione dei presidi organizzativi, sulla qualità delle segnalazioni e sulla gestione dei rapporti contrattuali con fornitori ICT critici, in vista dell’estensione piena agli intermediari ex art. 106 TUB dal 2027. I n tale prospettiva, il 2026 assume per gli intermediari finanziari ex art. 106 TUB una valenza essenzialmente preparat oria, richiedendo la progressiva verifica di coerenza tra assetto organizzativo, governance ICT, processi di classificazione e segnalazione degli incidenti, test di resilienza, presidio delle esternalizzazioni ICT e clausole contrattuali con i fornitori. L ’attenzione non riguarda più soltanto l’adozione formale di policy e procedure, ma la capacità di dimostrare, in ottica di proof of compliance , l’effettiva integrazione dei requisiti DORA nei processi aziendali e nei controlli interni.
AI ACT
Il Regolamento (UE) 2024/1689 sull’Intelligenza Artificiale (“AI Act”), adottato dall’Unione Europea, introduce una disciplina organica e armonizzata dell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di garantire sicurezza, tutela dei d iritti fondamentali, trasparenza e affidabilità delle tecnologi e impiegate.
L’obiettivo principale del regolamento è di: garantire che i sistemi di IA siano sicuri e rispettosi dei diritti fondamentali delle persone;
promuovere la fiducia nel settore dell’intelligenza artificiale; incoraggiare l ’innovazione assicurando che le tecnologie di IA siano sviluppate e utilizzate in modo etico e responsabile. La classificazione dei Sistemi di IA si basa sui rischi identificati per i diritti e le libertà degli individui. In particolare, i sistemi di IA ven gono classificati nelle seguenti categorie definite in base ai rischi potenziali:
(a) rischio inaccettabile; (b) alto rischio; (c) rischio basso o minimo.
Il Regolamento è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e sarà pienamente applicabile dal 2 agosto 2026, con alcune eccezioni. L e disposizioni che vietano l’uso di sistemi di IA a rischio inaccettabile e quelle sull’alfabetizzazione in materia di IA sono entrate in vigore il 2 febbraio 2025. Le sanzioni per la violazione di queste norme sono applicabili a partire dal 2 agosto 2025, insieme alle regole per i modelli di IA per scopi generali e agli obblighi per i relativi fornitori. In tale ambito, la Commission e europea ha pubblicato, il 10 luglio 2025, il Codice di Condotta per i modelli di IA per scopi generali, articolato nei capitoli relativi a trasparenza, copyright , sicurezza e security , quale strumento volontario idoneo a supportare i provider nel dimostrare la conformità agli obblighi previsti dall’AI Act. Le obbligazioni applicabili ai provider di modelli GPAI sono entrate in applicazione dal 2 agosto 2025; i poteri di enforcement della Commissione decorrono dal 2 agosto 2026, mentre i modelli GPAI già immessi sul mercato prima del 2 agosto 2025 dovranno esser e adeguati entro il 2 agosto 2027.
Sempre nel 2025, la Commissione europea ha emanato specifiche linee guida rivolte ai fornitori di modelli GPAI, volte a chiar ire il perimetro soggettivo e oggettivo degli obblighi, i criteri tecnici per qualificare un modello come general purpose , le ipotesi di modifica significativa, il trattamento dei modelli open source e le modalità di interazione con l’AI Office. Tali linee guida, pur non essendo giuridicamente vincolanti, rappresentano un rilevante riferimento interpretativo per l’applicazio ne e l’enforcement del nuovo quadro regolamentare.
Con riferimento ai sistemi di IA ad alto rischio, il testo vigente dell’AI Act prevede l’applicazione dei principali obblighi dal 2 agosto 2026. Tuttavia, nell’ambito del Digital Omnibus on AI, sono state oggetto di accordo politico alcune modifiche volte a differire e rimodulare tali scadenze, prevedendo, in particolare, date fisse di applicazione al 2 dicembre 2027 per i sistemi high -risk stand -alone e al 2 agosto 2028 per i sistemi high -risk incorporati in prodotti regolamentati. Fino alla formale adozione e pubblicazione del testo modificativo nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, resta comunque applicabile la tempistica prevista dal Regolamento vigente.
La Legge 23 settembre 2025, n. 132 , pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 ed entrata in vigore il 10 ottobre 2025, disciplina i principi generali e le deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale , con l’obiettivo di definire una cornice
2 https://www.bancaditalia.it/media/notizia/comunicazione -al-mercato -relativa -alle-tempistiche -per-la-trasmissione -annuale -dei-registri -delle -
informazioni -ai-sensi -di-dora/
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 20 normativa nazionale integrata e coordinata con la disciplina europea vigente (in particolare il Regolamento (UE) 2024/1689 su ll’IA).
La legge:
• promuove un utilizzo corretto, trasparente, sicuro, responsabile e antropocentrico dei sistemi di intelligenza artificiale;
• assicura vigilanza sui rischi economici, sociali e sull’impatto dei sistemi IA sui diritti fondamentali;
• stabilisce criteri di trasparenza, proporzionalità, sicurezza, protezione dei dati personali, non discriminazione e sostenibi lità.
La legge conferisce al Governo la delega ad adottare, entro 12 mesi dall’entrata in vigore, uno o più decreti legislativi di attuazione
per:
• adeguare la normativa nazionale al Regolamento sull’IA dell’Unione europea;
• specificare la disciplina di casi di realizzazione e utilizzo illeciti di sistemi di IA e relative misure sanzionatorie;
• disciplinare regimi giuridici, diritti e obblighi connessi all’uso di dati e algoritmi.
Nel corso del 2026, il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato, in esame preliminare, due schemi di decreto legislativo a ttuativi della Legge n. 132/2025, volti a rendere più operativo il quadro nazionale di applicazione dell’AI Act. Gli schemi conferm ano il ruolo di AgID quale autorità nazionale di notifica e di ACN quale autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico, ferm a restando la competenza delle autorità settoriali nei rispettivi ambiti, tra cui Banca d’Italia, CONSOB, IVASS e Gara nte per la protezione dei dati personali.
Sul piano operativo, per la Società assume rilievo la necessità di mantenere un presidio strutturato sull’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, anche quando forniti da terzi, attraverso la mappatura degli strumenti adottati, la classificazione del relativo livello di rischio, la verifica dei profili di trasparenza, governance , sicurezza, protezione dei dati personali e non discriminazione, nonché la documentazione delle attività di alfabetizzazione in materia di IA rivolte al personale interessato. Tale presidio dovrà coordinarsi con le valutazioni privacy , con le eventuali DPIA, con la governance ICT e con i controlli sui fornitori tecnologici .
ANDAMENTO E RISULTATO DELLA GESTIONE
Capitale sociale - Operazioni che hanno inciso sulla struttura societaria Il capitale della Società è attualmente pari ad euro 4.202.329,36 ed è suddiviso in n. 12.635.066 azioni ordinarie di valore nominale inespresso, a norma del 3° comma dell ’art. 2346 C.C. e dell ’art. 5 del vigente Statuto sociale.
Al 30 giugno 202 6, sulla base delle informazioni in possesso della Società , esso è ripartito come segue:
- GGH – Gruppo General Holding S.r.l (GGH) , che detiene il 41,375% circa del capitale sociale (il 61,897 % circa dei diritti di voto, tenendo conto della maggiorazione di voto acquisita);
- Investment Club S.r.l. (IC) , che detiene il 9,555% circa del capitale sociale ( il 4,765% circa dei diritti di voto);
- BFF Bank S.p.A. (BFF) , che detiene l’8,021% circa del capitale sociale (il 4,000 % circa dei diritti di voto);
- First4Progress 1 S.r.l. (F4P, già First4Progress S.p.A. ), che possiede il 4,907% circa del capitale sociale ( 7,341 % circa dei diritti di voto);
- Banca del Ceresio SA (BS) , che possiede il 4,773% circa del capitale sociale ( 6,352 % circa dei diritti di voto);
- mercato (flottante), che complessivamente detiene una quota pari al 31,369% circa del capitale sociale ( 15,644 % circa del totale dei diritti di voto).
Le azioni, tutte ordinarie e negoziate su Euronext STAR Milan, hanno pari diritti, sia amministrativi che patrimoniali, come stabiliti dalla legge e dallo statuto, salvo quanto previsto da quest’ultimo in materia di voto maggiorato, come più oltre precisat o. Esse sono indivisibili, nominative e liberamente trasferibili per atto tra vivi e trasmissibili a causa di morte. Alle azioni si applic a la normativa, anche regolamentare, di tempo in tempo vigente in materia di rappresentazione, legittimazione e circol azione della partecipazione sociale prevista per gli strumenti finanziari negoziati nei mercati regolamentati. Le azioni sono emesse in regime di dematerializzazione.
Ai sensi dell’articolo 127 -quinquies del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (“TUF”), a ciascuna azione appartenuta al medesimo soggetto, in virtù di un diritto reale legittimante l’esercizio del diritto di voto (piena proprietà con diritto di voto o nuda propr ietà con diritto di voto o usufrutto con diritto di voto) per un periodo continuativo di almeno 24 mesi attestata dall’iscrizione continuativa, p er un periodo di almeno 24 mesi, nell’elenco appositamente istituito, tenuto a cura della Società, sono attribu iti due voti. Inoltre, nei limiti in cui sia consentito dalla legge pro tempore vigente, a ciascuna azione appartenuta al medesimo soggetto, in virtù di un dir itto reale
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 21 legittimante l’esercizio del diritto di voto, è attribuito un voto ulteriore alla scadenza di ogni periodo di 12 mesi success ivo alla maturazione del periodo di 24 mesi di cui sopra, fino a un massimo complessivo pari a dieci voti per azione.
L’accertamento dei presupposti ai fini dell’attribuzione del voto maggiorato viene effettuato dall’organo amministrativo.
Al 30 giugno 2026, gli azionisti GGH - Gruppo General Holding S.r.l., First4Progress 1 S.r.l. e Banca del Ceresio SA godevano della maggiorazione rafforzata del diritto di voto, rispetto alle azioni per le quali, in tale data, è stato accertato l’avvenuto decorso del periodo di 36 mesi di iscrizione ininterrotta nell’Elenco Speciale.
Alla medesima data, nessun altro azionista aveva maturato la maggiorazione di voto né ordinaria, né rafforzata.
Con riferimento alla maggiorazione del diritto di voto, si rende noto che in data 26 marzo 2026 l'azionista Investment Club S .r.l. ha comunicato la propria rinuncia alla maggiorazione del diritto di voto acquisita sull ’intera sua partecipazione. Per l'effetto, ciascuna delle azioni possedute da Investment Club S.r.l., alla data odierna, attribuisce all ’azionista un solo diritto di voto.
Di seguito viene rappresentata l’attuale composizione del capitale sociale della Società, rispetto al quale non sono interven ute variazioni.
Capitale sociale
Euro n. azioni Valore nominale unitario Totale 4.202.329,36 12.635.066 (*)
di cui:
Azioni ordinarie (godimento regolare) 4.202.329,36 12.635.066 (*) (*) Azioni prive di valore nominale a norma del 3° comma dell'art. 2346 C.C. e dell’art. 5 del vigente Statuto sociale .
Di seguito viene rappresentato l’ ammontare complessivo dei diritti di voto al 30 giugno 202 6.
La tabella tiene cono della recente riduzione del la somma complessiva dei diritti di voto conseguente alla rinuncia alla maggiorazione effettuata dall'azionista Investment Club s.r.l. rispetto a tutte le azioni da esso detenute .
al 31 dicembre 2025 al 30 giugno 2026 N. azioni N. diritti di voto N. azioni N. diritti di voto Totale azioni ordinarie 12.635.066 27.174.211 12.635.066 25.335.944
di cui:
Azioni ordinarie SENZA maggiorazione del diritto di voto 4.990.860 4.990.860 6.198.127 6.198.127 Azioni ordinarie CON maggiorazione del diritto di voto 7.644.206 22.183.351 6.436.939 19.137.817
In forza di quanto precede, i diritti di voto esercitabili dagli azionisti al 30 giugno 2026 sono i seguenti:
Azionista Azioni
possedute % capitale % diritti
voto
GGH - Gruppo General Holding S.r.l. 5.227.750 41,375 61,897 Investment Club S.r.l. 1.207.267 9,555 4,765 BFF Bank S.p.A. 1.013.470 8,021 4,000 First4Progress 1 S.r.l. 620.000 4,907 7,341 Banca del Ceresio SA 603.028 4,773 6,352 Mercato flottante 3.963.551 31,369 15,644 Totale 12.635.066 100,00 100,00
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 22 Alla data di redazione della presente relazione, le percentuali di capitale e i diritti di voto esercitabili dagli azionisti sono i seguenti:
Azionista Azioni
possedute % capitale % diritti
voto
GGH - Gruppo General Holding S.r.l. 5.227.750 41,375 62,479 Investment Club S.r.l. 1.207.267 9,555 4,810 BFF Bank S.p.A. 1.013.470 8,021 4,038 First4Progress 1 S.r.l. 502.000 3,973 6,000 Banca del Ceresio SA 603.028 4,773 6,412 Mercato flottante 4.081.551 32,303 16,261 Totale 12.635.066 100,00 100,00 In data 2 marzo 2023, GGH ha costituito un pegno a favore di Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. su 1.263.900 azioni.
Si segnala tuttavia che, con atto sottoscritto in data 15 gennaio 2025 e, successivamente, con atto sottoscritto in data 30 giugno 2026, le parti hanno convenuto una riduzione delle azioni assoggettate al vincolo pignoratizio che, per l ’effetto, rimane efficace su 432.654 azioni.
Si richiama, infine , che, a fronte di un finanziamento accordatole da Crédit Agricole Italia S.p.A., il 12 febbraio 2025, GGH ha concesso al predetto Istituto una garanzia nella forma di pegno su n. 396.825 azioni Generalfinance. Tuttavia, con atto sottoscritto in data 27 marzo 2026, le parti hanno convenuto una riduzione delle azioni assoggettate al vincolo pignoratizio che, per l ’effetto, rimane efficace su 219.000 azioni.
GLI INDICATORI DI RISULTATO ( art. 2428 2° comma )
Generalfinance ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto pari a 9,6 milioni di euro e un’ulteriore crescita nell’ambito dell’attività di factoring a supporto di aziende in Special Situation . Il turnover – incluse le operazioni di anticipo ordini e contratti – ha raggiunto i 1.999 milioni di euro (+9%) con 1.491 milioni di euro di erogato (+ 4%).
Al fine di consentire una chiara ed immediata visione riguardo all’andamento economico della Società, nelle seguenti tabelle si espongono alcuni indicatori dell’esercizio, comparati con i dati relativi al medesimo periodo dell’esercizio precedente.
Di seguito si rappresentano i principali dati economici, patrimoniali e alcuni indicatori gestionali e nei paragrafi successi vi un commento sull’andamento degli stessi.
Principali dati economici riclassificati (in migliaia di euro ) Voce di Conto Economico 30.06.202 6 30.06.202 5 Variazione Margine di interesse 7.117 7.174 (1%) Commissioni nette 24.291 23.013 6% Margine di intermediazione 31.360 30.215 4% Costi operativi (13.414 ) (9.659 ) 39% Utile attività corrente al lordo delle imposte 15.527 18.566 (16% ) Utile di periodo 9.634 12.320 (22% )
Principali dati patrimoniali (in migliaia di euro ) Voce di Stato Patrimoniale 30.06.202 6 31.12.202 5 Variazione Attività finanziarie al costo ammortizzato 684.099 668.859 2% Passività finanziarie al costo ammortizzato 658.832 673.072 (2%) Patrimonio netto 91.0 16 98.379 (7%) Totale dell’attivo 830. 760 842.137 (1%)
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 23
Principali indicatori di performance Indicatore 30.06.202 6 30.06.202 5 Cost / Income ratio 43% 32%
ROE 24% 35%
Margine Interesse / Margine Intermediazione 23% 24% Commissioni nette / Margine Intermediazione 77% 76%
Note:
- “Cost income ratio ” calcolato come rapporto fra costi operativi e margine d’intermediazione
- “ROE” calcolato come rapporto fra utile di periodo annualizzato e patrimonio netto di fine periodo, escluso l’utile di periodo
Impatt i rivenient i dal conflitto tra Russia e Ucraina Con riferimento a quanto indicato da ll’ESMA ne i seguenti Public Statement “Implications of Russia’s invasion of Ukraine on half -yearly financial reports” del 13 maggio 2022 ed “ESMA coordinates regulatory response to the war in Ukraine and its impact on EU financial markets” del 14 marzo 2022 nonché dalla CONSOB che, i l 18 marzo 2022 , richiamava l’attenzione degli emittenti vigilati sull’impatto della guerra in Ucraina in ordine alle informazioni privilegiate e alle rendicontazioni finanziarie , la Società – nel quadro del costante monitoraggio del proprio portafoglio - continua a porre particolare attenzione, sul fronte geopolitico, agli sviluppi della situazione di conflitto tra l’Ucraina e la Russia, sfociata nell’invasione da parte della Russia del territorio ucraino a partire dal 24 febbraio 2022 e nella successiva adozione di sanzioni economiche e misure restrittive da parte dell’Unione Europea, della Svizzera, del Giappone, dell’Australia e dei Paesi della NATO nei confronti della Russia e della Bielorussia e di alcuni esponenti di tali Paesi; con flitto e sanzioni hanno avuto ripercussioni negative significative sull ’economia globale, anche tenuto conto degli effetti negativi sull’andamento dei costi delle materie prime (con particolare riferimento ai prezzi e alla disponibilità di energia elettrica e gas), nonché sul l’andamento dei mercati finanziari.
In tale contesto, va sottolineato che la presenza diretta di Generalfinance nel mercato russo/ucraino/bielorusso (aree dirett amente interessate dal conflitto) è estremamente contenuta, poiché la Società ha rapporti di factoring unicamente con cedenti attiv i in Italia.
Alla data del 3 0 giugno 2026, Generalfinance ha un’esposizione estremamente contenuta (circa 29.000 euro) nei confronti di debitori ceduti aventi sede in Russia, Ucraina e Bielorussia. A partire dall’invasione dell’Ucraina, la Società ha sospeso gli affidam enti relativi a debitori ceduti operanti nei paesi direttamente coinvolti dal conflitto .
Impatti rivenienti dall’introduzione dei dazi USA L’introduzione di dazi doganali da parte degli Stati Uniti d’America ha generato tensioni nei mercati internazionali, con rifl essi sui flussi commerciali globali e su alcune filiere produttive. Tuttavia, l’impatto diretto sull’operatività di Generalfinance continua ad essere estremamente limitato, in considerazione della natura prevalentemente domestica del portafoglio e della specializzazione nei servizi di factoring rivolti principalmente a PMI italiane.
Con riferimento al primo semestre 2026, il turnover generato verso debitori ceduti residenti negli Stati Uniti ammonta a circa 16,8 milioni di euro (pari a circa l o 0,8% del turnover complessivo di Generalfinance), mentre l’esposizione verso tali debitori è pari a circa 6 milioni di euro (pari a circa lo 0,9 % dell’esposizione lorda complessiva), a conferma che l’attività di factoring svolta è prevalentemente concentrata su controparti e mercati europei.
La Società continua a monitorare l’evoluzione del contesto macroeconomico per adeguare le proprie strategie di investimento e gestione del rischio, pur non rilevando significativi effetti sulle proprie dinamiche di crescita o sulla qualità del credito .
Impatti rivenienti dal conflitto in Medio Oriente Verso la fine del mese di febbraio 2026, il contesto geopolitico internazionale è stato caratterizzato da tensioni significat ive in Medio Oriente, che hanno determinato un aumento della volatilità sui mercati globali a seguito del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Tale situazione ha comportato un incremento dei prezzi delle materie prime, in particolare energetiche, con conseguenti pressioni sui costi di approvvigionamento.
L’aumento dei prezzi delle materie prime ha avuto un impatto sui costi operativi e, di riflesso, sui risultati economici dell ’esercizio per le aziende ( cedenti e debitori ceduti) clienti di Generalfinance, mentre l’impatto diretto sulla struttura dei costi della Società è
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 24 del tutto limitato. Permane un elevato grado di incertezza circa l’evoluzione del contesto geopolitico e dei mercati delle ma terie prime, che potrebbe influenzare i risultati futuri, con particolare riguardo alla qualità degli attivi e alle rettifiche di v alore sui crediti.
La Società continuerà a monitorare attentamente gli sviluppi di tali fattori esterni al fine di valutarne gli effetti sull’an damento economico, patrimoniale e finanziario.
TURNOVER
Il turnover al 30 giugno 202 6 – compresi i dati riferiti all’operatività di anticipo crediti futuri - ha raggiunto 1. 999 milioni di euro, in crescita del 9% rispetto al primo semestre 202 5.
Con riferimento al turnover annuale “ ultimi 12 mesi, LTM – Last Twelve Months” (luglio 202 5 – giugno 202 6), la disaggregazione per nazionalità dei debitori ceduti evidenzia un peso relativo del factoring internazionale pari al 2 3,8% circa dei volumi di business , con una importante diversificazione per paese, a testimonianza dell’elevato livello di servizio che la Società è in grado di forn ire alla clientela orientata all’ export .
Guardando alla sede del cedente, la Società risulta fortemente radicata nel nord del Paese, con un particolare focus su Lombardia (48,9 % del turnover ), Veneto ( 14,2 %), Piemonte (9,8%); in crescita il turnover da aziende operative nel Lazio ( 6,5%).
Da un punto di vista settoriale, la manifattura rappresenta la fetta più importante del turnover , con il 55,9% circa; tale posizionamento è coerente con il “DNA” di Generalfinance quale factor di riferimento delle PMI manifatturiere interessate da processi di turnaround .
L’attività è rappresentata principalmente dal factoring pro solvendo , che incide per circa il 79,4% dei volumi, mentre la quota pro soluto pari al circa il 20,6% risulta in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Da ultimo, circa il 40,0% del turnover è sviluppato nei confronti di cedenti “ distressed ”, vale a dire impegnati in progetti di ristrutturazione attraverso i diversi strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 25
DATI ECONOMICI
Il margine di interesse si attesta a 7,1 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al primo semestre 2025.
Le commissioni nette sono pari a 24,3 milioni di euro, in crescita rispetto a 23,0 milioni di euro del primo semestre 2025 (+6%). In tale ambito, la dinamica delle commissioni attive risente dell’evoluzione positiva del turnover (+9% anno su anno), a testimonianza della buona performance commerciale ed operativa della Società nel corso dell’anno.
Il margine di intermediazione ammonta a 31,4 milioni di euro (+ 4%) mentre le rettifiche nette di valore su crediti ammontano a 2,4 milioni di euro, determinando un costo del rischio, calcolato rapportando le rettifiche all’erogato del periodo , pari a 13 basis point s.
I costi operativi sono pari a 13,4 milioni di euro ( +39% rispetto al primo semestre 2025).
Tenendo conto della voce delle imposte stimate pari a circa 5,9 milioni di euro, il risultato netto di periodo si attesta pari a circa 9,6 milioni di euro a fronte di 12,3 milioni di euro registrati nel primo semestre 2025.
DATI PATRIMONIALI E ASSET QUALITY
Le attività finanziarie al costo ammortizzato – rappresentate in larga misura da crediti netti verso la clientela - si attestano a 684,1 milioni di euro, in crescita del 2,3% rispetto al 31 dicembre 202 5.
Il flusso dei crediti erogati è passato da 1.437 milioni di euro del primo semestre 2025 a 1.491 milioni di euro del primo semestre 2026 (+4%). La percentuale di erogazione complessiva (media fra pro solvendo e pro soluto ) – rapporto fra erogato e turnover dell’esercizio - è passata dal 78% del 30 giugno 2025 al 75% del 30 giugno 2026; i giorni medi di credito risultano in calo da 85 del primo semestre 2025 a 77 del primo semestre 2026.
All’interno dell’aggregato , il totale dei crediti deteriorati lordi risulta pari a 12,0 milioni di euro, con un NPE ratio lordo pari a 1,7% circa (1,3% l’NPE ratio netto) , a fronte dell ’1,9% del 202 5.
La copertura dei crediti deteriorati si attesta al 25% rispetto al 21% del corrispondente periodo del 202 5.
La cassa e le disponibilità liquide – in larga parte rappresentata da depositi a vista verso banche - risulta pari a 97,9 milioni di euro -
a testimonianza del prudente profilo di gestione della liquidità - mentre il totale dell’attivo di bilancio ammonta a 830,8 milioni di euro, a fronte di 842,1 milioni di euro di fine 202 5.
Le attività materiali – immobili strumentali e diritti d’uso riferiti a immobili e beni strumentali - sono pari a 6,4 milioni di euro, in crescita del 7,9% rispetto a fine anno 202 5 al netto degli ammortamenti di periodo . Le immobilizzazioni immateriali – principalmente rappresentate dalla piattaforma informatica proprietaria – ammontano a 4,1 milioni di euro, a fronte dei 3,8 milioni di fine 2025.
Le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, pari a 658,8 milioni di euro, sono costituite da debiti per 481,8 milioni di euro e da titoli in circolazione per 177,0 milioni di euro.
I debiti sono principalmente rappresentati dal finanziamento in pool ( 205,8 milioni di euro) stipulato con alcune banche italiane, oltre alle altre linee bilaterali con banche e società di factoring , il cui rinnovo per ulteriori 3 anni – fino al 31 dicembre 2027 – si è perfezionato a dicembre 2024 . Inoltre, nella voce viene rilevato il debito nei confronti del veicolo General SPV S.r.l. (162,4 milioni di euro) , relativo all’operazione di cartolarizzazione in essere.
I titoli sono costituti da tre prestiti obbligazionari subordinati emessi , oltre che dalle cambiali finanziarie outstanding alla data di bilancio.
PATRIMONIO NETTO E CAPITAL RATIOS
Il patrimonio netto al 30 giugno 202 6 si attesta a 91,0 milioni di euro, rispetto a 98,4 milioni di euro al 31 dicembre 202 5.
I coefficienti patrimoniali di Generalfinance – includendo l’utile di periodo al netto dei dividendi attesi - evidenziano i seguenti valori:
- 13,0% CET1 ratio (a fronte di un requisito minimo regolamentare pari al 4,5%);
- 13,0% TIER1 ratio (a fronte di un requisito minimo regolamentare pari al 6%);
- 17,9 % Total Capital ratio (a fronte di un requisito minimo regolamentare pari all’8%).
Le attività di ricerca e sviluppo (art. 2428 3° comma, n. 1 cod. civ.) La Società non svolge “attività di ricerca e sviluppo” ai sensi del 3° comma, n. 1, dell ’articolo 2428 del Codice civile. Si ritiene , tuttavia , utile segnalare che per il periodo 202 6-2028 si prevede, in coerenza con le politiche d’investimento previste nell’ambito del Piano Industriale e dello sviluppo di linee del business caratteristico , una ulteriore evoluzione sia della piattaforma informatica proprietaria , in particolare in ambito infrastrutture ICT, cyber security, digital transformation e business intelligence.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 26 Azioni proprie / azioni o quote di società controllanti (art. 2428 3° comma, n. 3 e 4 cod. civ.) Alla data odierna la Società non detiene - direttamente o indirettamente - azioni proprie e/o azioni o quote di società controllanti né, nel corso del primo semestre 202 6, ha detenuto – direttamente o indirettamente – acquistato o alienato azioni proprie e/o azioni o quote di società controllanti .
*
ASPETTI DI RILIEVO INTERVENUTI NEL CORSO DEL SEMESTRE
Aggiornamento Piano Industriale “M2G Mission to Grow – Roadmap for 2025 -2027” Il Business Plan Update approvato dal Consiglio di Amministrazione conferma una traiettoria di crescita del business di Generalfinance , accompagnata da un ulteriore rafforzamento della redditività, dell’efficienza operativa e della solidità patrimoniale, a fronte di un profilo di rischio stabile.
Il piano di sviluppo rimane integralmente confermato e si fonda in particolare su cinque pilastri strategici :
1. Consolidamento nel mercato del factoring dedicato alle “Special Situation” con particolare focus nell’ambito “Distressed” italiano, rafforzando la leadership nel factoring per imprese in situazioni di turnaround / tensione finanziaria (ambito in cui Generalfinance evidenzia una quota del mercato potenziale del factoring distressed del 10% circa a fine 2025) e con un turnover in Italia in crescita (Cagr 2024 - 2027 pari al 18%) 2. Sviluppo del mercato “Retail” attraverso la costituzione di una nuova area commerciale focalizzata sullo sviluppo di prodotti di factoring specificamente dedicati alla clientela small business .
3. Espansione internazionale , con l’ingresso nei mercati spagnolo e svizzero.
4. Diversificazione delle fonti di finanziamento , con linee di credito/ funding stabili e diversificate per supportare la crescita.
5. Sostenibilità integrata nel piano, rafforzando l’impegno a supportare le aziende – prevalentemente manifatturiere e commerciali in special situation – con il relativo indotto a livello territoriale e la digitalizzazione dei processi, al fine di favorire una crescita “low cost”.
Iniziative in materia di funding In data 15 gennaio 2026, Generalfinance ha concluso con successo il private placement di ulteriori obbligazioni unsecured per un importo complessivo di 20 milioni di euro, destinate esclusivamente a investitori qualificati.
Le nuove obbligazioni saranno consolidate e formeranno un’unica serie con le obbligazioni in circolazione, denominate “EUR 50,000,000 Senior Unsecured Non -Convertible Notes due 2028 ” emesse dalla Società in data 17 aprile 2025 e “EUR 30,000,000 Senior Unsecured Non -Convertible Notes due 2028 ” emesse dalla Società in data 29 settembre 2025. Le nuove obbligazioni hanno, pertanto, i medesimi termini e condizioni dei precedenti prestiti obbligazionari, prevedendo – in particolare – una scadenza ad aprile 2028 e una cedola a tasso fisso del 5,5% a nnuo, con facoltà per Generalfinance di rimborsare anticipatamente a partire dal 17 aprile 2027.
Le obbligazioni sono state emesse ad un prezzo pari al 100,65% del valore nominale – e sono state sottoscritte da primari investitori istituzionali a conferma della fiducia del mercato nella solidità e nelle prospettive di crescita della Società. Le nuove obbligazioni, la cui data di emissione è stata il 20 gennaio 2026, sono state ammesse alle negoziazioni su Euronext Access Milan .
Aggiornamento contenzioso passivo Fallimento Leali Steel S.p.A.
Come descritto nella Relazione semestrale chiusa al 30 giugno 2025, in data 25 luglio 2025, la Società ha comunicato al mercato che il Tribunale Civile di Trento aveva emesso una sentenza che dichiarava l’inopponibilità al fallimento di Leali Steel S.p. A. delle cessioni di credito effettuate nell’ambito del contratto di factoring tra le parti, condannando Generalfinance al pagamento di 9.307.2 01,89 euro , oltre a interessi e spese, quantificabili in circa 4,7 milioni di euro.
In data 31 luglio 2025, la Società ha notificato l’atto di appello chiedendo l’integrale riforma della sentenza di primo grad o.
In data 22 agosto 2025, la Corte d’Appello di Trento ha disposto la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impug nata, senza cauzione.
Con la sentenza pronunciata in data 12 maggio 2026 (R.G. n. 173/2025), la Corte d’Appello di Trento ha riformato integralment e la pronuncia di primo grado, respingendo tutte le domande proposte dal Fallimento Leali Steel S.p. A. e da Roma 2014 S.r.l. nei confronti di Generalfinance, e ha condannato Roma 2014 S.r.l. alla rifusione delle spese di lite del doppio grado di giudizio.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 27 Aggiornamento contenzioso ISC S.p.A.
Generalfinance ha reso noto lo scorso 11 maggio che la Corte d’Appello di Venezia, nell’ambito del giudizio di secondo grado relativo all’azione revocatoria promossa nei suoi confronti dal Fallimento Industries Sportswear Company S.r.l., ha condannato la Società corrispondere alla procedura un importo pari a circa 2,2 milioni di euro (oltre spese e interessi, quantificabili questi ultimi in circa 1,2 milioni di euro).
Per tale contenzioso il rischio di soccombenza è stato valutato “probabile” conseguentemente all’emissione da parte della Corte di Appello di Venezia di una sentenza sfavorevole alla Società e sulla scorta dei pareri dei legali esterni acquisiti . In relazione a tale è in corso di definizione una transazione della controversia per un importo pari a 1,7 milioni di euro , interamente accantonato a fondo rischi e oneri nella relazione finanziaria semestrale .
Rafforzamento del Management Team Nel corso del primo semestre Generalfinance ha annunciato l’ingresso in azienda di due nuovi manager, Matteo Bigarelli nel ruolo di Chief Business Development Officer - con responsabilità sullo sviluppo delle attività di factoring dedicate alle aziende “Special Situation” in Italia e all’estero - e Fabrizio Negri nel ruolo di Chief Digital Finance Officer , con responsabilità di coordinamento di una nuova area dedicata allo sviluppo delle attività di Asset -Based Finance nel segmento performing .
Le nuove nomine si inseriscono nel percorso di sviluppo delineato nel Business Plan approvato per i prossimi anni e hanno l’obiettivo di sostenere la crescita del business, il consolidamento del posizionamento competitivo della Società e l’evoluzione dei progetti strategic i.
Rimborso anticipato del prestito obbligazionario subordinato Tier 2 da Euro 5 milioni “Generalfinance S.p.A. Subordinated Tie r II Callable 10% Fixed Rate 30 September 2021 – 30 September 2027” (ISIN IT0005459844) Generalfinance S.p.A. ha ricevuto da Banca d’Italia riscontro positivo in merito alla richiesta di rimborso anticipato del prestito obbligazionario subordinato “Generalfinance S.p.A. Subordinato Tier II Callable 10% Tasso Fisso 30 settembre 2021 – 30 settembre 2027” (ISIN IT0005459844), per un importo nominale complessivo pari a euro 5 milioni, formulata dalla stessa Generalfinance ai sensi dell’articolo 78, paragrafo 1, primo comma del Regolamento (UE) n. 575/2013 e del Titolo IV, Capitolo 3, Sezione III delle Disposizioni di Vigilanza per gli intermediari Finanziari (Circolare 288/2015).
La Società, pertanto, procederà con il rimborso anticipato del prestito a partire dal 1° ottobre 2026. Il prestito, emesso nel 2021 e interamente sottoscritto da investitori istituzionali, presenta, infatti, un’opzione di rimborso anticipato esercitabile a partire dal quinto anno dalla data di emissione. Il prestito è attualmente computato in misura parziale nel capitale regolamentare in virtù dell’ammortamento di vigilanza previsto dalla normativa vigente.
L’operazione si inserisce nella più ampia strategia di ottimizzazione della struttura di funding e della composizione dei fondi propri della Società, a valle dell’emissione - nel corso del 2025 - di un prestito subordinato Tier 2 da euro 30 milioni, destinato anche al rifinanziamento anticipato delle passività subordinate in scadenza .
ALTRI ASPETTI
Informativa di Terzo Pilastro Si fa presente che l’informativa di Terzo Pilastro relativa al 202 5, redatta in conformità a quanto previsto dalla Circolare 288 di Banca d’Italia, è disponibile sul sito internet di Generalfinance al seguente indirizzo https://investors.generalfinance.it/it/informativa -al-
pubblico .
Al medesimo indirizzo sono disponibili le informative al pubblico relative ai precedenti esercizi .
Società di Revisione ai sensi del D. Lgs. 7 gennaio 2010, n. 39 Il bilancio è assoggettato a revisione contabile da parte di EY S.p.A. per il novennio 20 26-2035, a seguito del conferimento dell’incarico da parte del l’Assemblea dei soci del 5 aprile 2024 , previa proposta motivata del Collegio Sindacale (rilasciata ai sensi dell’art . 13, comma 1, del D.Lgs. 39/2010) , alle condizioni, modalità e termini contenuti nella proposta di offerta formulata dalla predetta società di revisione.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 28 Sistema dei Controlli Interni Il Sistema dei Controlli Interni ( “SCI”) è costituito dall’insieme di regole, funzioni, strutture, risorse, processi e procedure volti ad assicurare, nel rispetto della sana e prudente gestione, il conseguimento delle seguenti finalità:
- verifica dell’attuazione delle strategie e delle politiche aziendali;
- salvaguardia del valore delle attività e protezione dalle perdite;
- efficacia ed efficienza dei processi aziendali;
- affidabilità e sicurezza delle informazioni aziendali e delle procedure informatiche;
- prevenzione del rischio di coinvolgimento, anche involontario, in attività illecite (con particolare riferimento a quelle con nesse con il riciclaggio, l’usura e il finanziamento al terrorismo);
- conformità delle operazioni alla legge e alla normativa di vigilanza, nonché alle politiche, ai regolamenti e alle procedure interne.
In relazione al tema del SCI si segnala che il Consiglio di Amministrazione, nel 2022, ha approvato una sensibile ridefinizio ne dello stesso, che oggi si articola come segue:
- autonoma funzione di revisione interna di terzo livello ( internal audit );
- autonoma funzione di controllo di secondo livello con attività specialistica sulle tematiche relative alla gestione del risch io (Risk
Management );
- autonoma funzione di controllo di secondo livello con attività specialistica sulle tematiche antiriciclaggio e di conformità normativa (Funzione AML e Compliance ).
Al responsabile della Funzione Antiriciclaggio è conferita altresì la delega per la Segnalazione delle Operazioni Sospette (“SOS”), di cui all ’art. 35 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.
Per garantire efficacia alla loro azione, alle funzioni di controllo è assicurato l’accesso diretto a tutte le informazioni u tili per lo svolgimento del proprio incarico.
Ciascun responsabile delle funzioni di controllo di II° e III° livello possiede adeguati requisiti di professionalità ed è co llocato in posizione gerarchico -funzionale adeguata: i responsabili delle funzioni di controllo dei rischi e di conformità sono inf atti alle dirette dipendenze dell’Amministratore Delegato; il responsabile della funzione di revisione interna, invece, è collocato alle dirett e dipendenze dell’organo con funzione di supervisione strategica. Nessun responsabile ha responsabilità diretta i n aree operative sottoposte a controllo.
Le funzioni di controllo producono report periodici in relazione all ’attività svolta e, con cadenza almeno annuale, una relazione sulle attività svolte nel corso dell’anno precedente da sottoporre al Consiglio di Amministrazione.
I livelli del sistema di controlli interno possono essere così riassunti:
Completano il Sistema di Controllo interno della Società:
- il Consiglio di Amministrazione, che valuta l’adeguatezza dello SCI e svolge un ruolo di indirizzo strategico occupandosi – tra l’altro – di approvare il Risk Appetite Statement , finalizzato a formalizzare gli obiettivi di rischio e di propensione al rischio, in coerenza con la pianificazione strategica e operativa, e a stabilirne i rispettivi limiti interni ( Risk Tolerance e Risk Capacity );
- l’Amministratore Delegato, quale responsabile della funzionalità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 29
- il Collegio Sindacale, in quanto tenuto ad accertare l ’efficacia di tutte le strutture e funzioni coinvolte nel sistema dei controlli interni , il corretto assolvimento dei compiti e l ’adeguato coordinamento delle medesime, e a promuove re gli interventi correttivi delle carenze e delle irregolarità rilevate;
- il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, che ha il compito di supportare le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative al sistema d ei controll i intern i e di gestione dei rischi, nonché di promuovere la continua integrazione delle best practice nazionali e internazionali nella corporate governance della Società;
- l’Organismo di Vigilanza, che vigila sull’effettività e adeguatezza del modello di organizzazione e gestione;
- la società di revisione legale, che verifica la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili e che il bilancio d ’esercizio rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico;
- il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, che, sulla base di quanto previsto dal Testo Unico del la Finanza, predispone adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e, ove previsto , del bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario.
Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 8 giugno 2001 n.231 E’ attivo presso la Società l’Organismo di Vigilanza previsto dal n. 1 della lettera “b” dell’art. 6 del D.lgs. n. 231/2001 (recante “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di pe rsonalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300 ”) (“OdV ”) le cui funzioni sono, principalmente, quelle di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza de l Modello di organizzazione, gestione e controllo (“ Modello ”) adottato dalla Società e di curarne il relativo aggiornamento.
Tenuto conto delle caratteristiche dimensionali di Generalfinance e della sua operatività, delle relative regole di corporate governance , delle necessità di realizzare un equo bilanciamento tra costi e benefici, la Società ha istituito un Organismo di Vigilanza di natura collegiale.
In data 27 aprile 2026, a seguito della scadenza del precedente mandato, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la revisione della composizione dell’Organismo di Vigilanza, incrementandone il numero dei componenti da due a tre membri. Contestualmente, sono stati nominati quali componenti :
• Avv. Vittore d’Acquarone (professionista esterno. Presidente);
• Dott. Marco Carrelli (professionista esterno, componente);
• Margherita De Pieri (Direzione Affari Legali e Societari di Generalfinance, componente ).
A completamento del quadro normativo delineato dal Modello, la Società si è dotata del Codice Etico (sin dal 2010) e del Rego lamento dell’Organismo di Vigilanza.
Norme in materia di “whistleblowing” In accordo con le prescrizioni del d.lgs. n. 24/2023 la Società ha adottato una specifica policy in materia di whistleblowing che prevede un sistema di segnalazione con elevati livelli di confidenzialità e che consente a dipendenti, collaboratori, clienti e forni tori di segnalare alla Società o all’Organismo di Vigilanza (a seconda della competenza) eventuali condotte illecite, irregolarità o violazioni di legge.
Il link per l’accesso all a piattaforma di segnalazione e per la consultazione de i relativi documenti è accessibil e sul sito internet istituzionale al seguente link: https://www.generalfinance.it/modello -231.
Nel corso del primo semestre dell’esercizio 202 6, ai soggetti preposti alla gestione del sistema whistleblowing non è pervenuta alcuna segnalazione.
Risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari La Società adempie puntualmente agli obblighi informativi previsti dalle disposizioni in materia di Trasparenza dei servizi b ancari e finanziari (Sez. II, Par. 2 delle “ Disposizioni sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti ”) rendendo disponibile la documentazione richiesta in forma elettronica sul proprio sito internet , sul portale aziendale “Generalweb” e, in forma cartacea, presso gli uffici di Milano e Biella. Tra di essi, è presente anche (come richiesto dal Provvedimento del Governatore di Banca d’Italia del 9 febbraio 2011, Sezione XI, paragrafo 3) il rendiconto s ull’attività di gestione dei reclami periodicamente aggiornato.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 30 Generalfinance aderisce al sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie istituito presso l’Arbitro Bancario Finan ziario. A tale proposito, si segnala che, nel corso del primo semestre dell’esercizio 2026, la Società ha ricevuto una comunicazion e classificata come “reclamo”, che è stata gestita dall'Ufficio Reclami, in conformità alle norme di riferimento.
Nel medesimo periodo, la Società non ha ricevuto la notifica di ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario, ovvero ad altro org anismo di risoluzione alternativa delle controversie o all’autorità giudiziaria ordinaria in conseguenza di reclami proposti dalla clientela, né procedure originate da ricorsi presentati dai clienti all’Arbitro Bancario Finanziario .
Tutela della salute e della sicurezza sul lavoro La Società presidia costantemente e tutela la salute dei dipendenti e la loro sicurezza sui luoghi di lavoro coadiuvata da un consulente esterno, al quale è stato conferito l ’incarico di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale ( “RSPP ”). Oltre agli adempimenti previsti per la sua funzione, il RSPP fornisce anche supporto tecnico specifico e consulenza per assicurare il ri spetto della disciplina di riferimento e l ’assolvimento degli adempimenti da essa previsti.
In materia di sorveglianza sanitaria, la Società adempie alle disposizioni di cui alle Linee Guida sulla Formazione di Dirige nti, Preposti, Lavoratori e Datore di Lavoro/RSPP (art. 34 e 37 del d.lgs. 81/2008), approvate il 25/07/2012 dalla Conferenza Stato -Regioni. Tutti i dipendenti sono regolarmente sottoposti alle visite periodiche e, in caso di nuove assunzioni, a quelle precedenti all’assunzione .
Inoltre, viene tempestivamente effettuata la formazione obbligatoria per i nuovi assunti nonché le consuete attività di aggio rnamento per gli addetti al primo soccorso e antincendio.
Attività di formazione Per Generalfinance lo sviluppo del capitale umano è una leva strategica di primaria importanza e l’attività di formazione, qu ale strumento principale per la sua esecuzione, assume un rilevante ruolo nel contesto della programmazione strategica.
All’inizio del 2026 è stato presentato il piano di sviluppo annuale che prevede l’erogazione di oltre 400 ore di formazione, in gran parte finanziata dal fondo FBA. I principi cardini del piano sono l’ upgrade delle competenze presenti e l’innesto di nuove competenze che accompagnino la crescita dell’azienda. In tale contesto oltre alla formazione prevista per l’adempimento di specifici obb lighi normativi, la Società eroga, ai propri dipendenti e collaboratori, corsi di formazione e aggiornamento, con sessioni dedicate a specifici argomenti legati all’attività caratteristica, alle soft skill , alle capacità manageriali e alle competenze tecniche già presenti che si intende rafforzare e ammodernare. Particolare importanza ha assunto anche la formazione sull’AI e Cyber Security indirizzata a tutta la popolazione aziendale così come quella su temi di D&I.
In tale contesto, i percorsi formativi sono messi a disposizione sia mediante l’ausilio di docenti interni, sia avvalendosi d i strutture esterne, sia consentendo al personale di prender parte e seguire corsi, convegni e giornate studio organizzate da assoc iazioni di categoria o altri enti pubblici o privati di elevato standing .
Protezione dei dati personali La Società ha attivato un programma di adeguamento di tutti i presidi relativi alla materia della protezione dei dati persona li al Regolamento 679/2016/UE (il “ Regolamento ” o “ GDPR ”). Nell’ambito delle attività di adeguamento al GDPR, è stato affidato a LTA (consulente in materia di privacy ) l’incarico di Data Protection Officer (DPO), nella persona del dott. Luigi Recupero ), come da formale nomina del 15 ottobre 2021. Entrambi gli incarichi sono stati rinnovati nel corso del 2025.
E’ continuato anche nel 2026 il costante monitoraggio e aggiornamento degli adempimenti ordinari espletati in fase 1 (Registr o del trattamento, nomine incaricati, nomine responsabili esterni).
Nel corso del primo semestre non si è venuti a conoscenza di alcun data breach .
Nel 2025 sono state realizzate le attività di adeguamento GDPR per l’apertura della succursale spagnola.
A tal riguardo, si rammenta che è stato emesso un parere del DPO che ha concluso per la non titolarità autonoma della branch spagnola (stante l’assenza di personalità giuridica di quest’ultima); Generalfinance si qualifica, pertanto, quale titolare a nche dei trattamenti svolti in Spagna. Tale impostazione è stata confermata anche dallo Studio Legale Maio, il cui dipartimento privacy ha prestato supporto per i principali adempimenti necessari indicati dal DPO e sui cui si sta lavorando, tra cui:
▪ la comunicazione del DPO di Generalfinance anche all’Autorità Garante spagnola;
▪ il monitoraggio di eventuali provvedimenti dell’Autorità Garante spagnola e del legislatore nazionale afferenti alle tipologie di attività sviluppate da Generalfinance sul territorio di competenza;
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 31 ▪ la modifica del registro dei trattamenti ex art. 30 GDPR di Generalfinance aggiungendo i trattamenti svolti dalla branch spagnola, dotandoli di una propria specificità che li renda riconoscibili all’interno del suddetto registro;
▪ la revisione delle lettere di incarico secondo le peculiarità normative spagnole.
Si è immediatamente proceduto, in via complementare alla revisione del set contrattuale, a revisionare l’informativa cedenti e le clausole privacy del contratto CAT 5.
Inoltre, è stata realizzata la DPIA per le attività di trattamento dei dati della filiale spagnola a fini antiriciclaggio, in conformità con gli articoli 32 e 32 bis della legge spagnola (Legge 10/2010 del 28 aprile, sulla prevenzione del riciclaggio di de naro e del finanziamento del terrorismo).
Nel corso del primo semestre 2026 è stato avviato lo studio preliminare della normativa privacy applicabile alla costituenda branch svizzera. A partire dal mese di luglio, sono state inoltre avviate, in coordinamento con il DPO e sulla base dell’esperienza maturata con riferimento alla branch spagnola, le attività valutative propedeutiche alla definizione e alla successiva implementazione dei relativi adempimenti in materia di protezione dei dati personali.
La funzione Compliance , anche supportata ove richiesto dalla Direzione ICT, mantiene costantemente attivi i flussi con il DPO, con particolare riferimento a tematiche critiche dal punto di vista operativo (soprattutto quelle interconnesse con altre discipl ine, ad esempio quella giuslavoristica) o provvedimenti rilevanti del Garante Privacy .
Da ultimo, si osserva il coinvolgimento del DPO anche con riferimento ai sistemi AI adottati, al fine di vagliarne i relativi profili in ambito data protection .
Digital Omnibus
Il 19 novembre 2025 la Commissione europea ha presentato un articolato pacchetto legislativo, comunemente denominato “Digital Omnibus Act”, composto principalmente dalle proposte di regolamento COM(2025) 836 e COM(2025) 837. L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della Data Union Strategy e della strategia per la competitività del mercato unico digitale europeo, con l’ obiettivo di razionalizzare un quadro normativo ormai caratterizzato da una significativa stratificazione di obblighi derivanti, tr a l’altro, da AI Act, Data Act, GDPR, direttiva e -Privacy, NIS2, DORA, regolamento eIDAS e normativa sulle infrastrutture critiche.
La proposta non mira, secondo l’impostazione dichiarata dalla Commissione, a ridurre gli standard sostanziali di tutela dei d iritti fondamentali o di protezione già consolidati, bensì a semplificare procedure, chiarire definizioni e razionalizzare gli obbl ighi in capo a imprese e pubbliche amministrazioni. Il pacchetto interviene in modo trasversale sul cosiddetto acquis digitale europeo, prevedendo, tra l’altro, il consolidamento nel Data Act di alcune discipline oggi contenute in atti distinti, l’abrogazione o l’assorbimento di norme ritenute sovrapposte e la riduzione di duplicazioni applicative tra regolamenti settoriali e norme or izzontali.
Uno dei pilastri dell’intervento riguarda il consolidamento del quadro europeo in materia di dati attorno al Data Act. In tal e prospettiva, la proposta prevede l’abrogazione del Regolamento sulla libera circolazione dei dati non personali, del Data Governance Act, della direttiva Open Data e del regolamento Platform -to-Business , con assorbimento nel Data Act delle disposizioni ritenute essenziali. Il nuovo assetto mira a creare un quadro più coerente per l’accesso, il riutilizzo e la condivisione dei dati, an che attraverso la previsione di un punto unico di informazione per i dataset pubblici e la limitazione degli obblighi di condivisione Business -to-
Government ai soli casi di emergenza pubblica. La proposta introduce inoltre presidi specifici per la tutela dei segreti commerciali e l’estensione di taluni regimi di favore previsti per le PMI anche alle small mid -caps .
La proposta incide altresì su alcuni profili del GDPR e della direttiva e-Privacy . Tra gli interventi più rilevanti si segnalano il chiarimento della nozione di dato personale in chiave relativa al soggetto che effettua il trattamento, la disciplina della pseudonimizza zione e dell’anonimizzazione, l’innalzamento della soglia per la not ifica dei data breach all’autorità di controllo ai soli casi di rischio elevato e l’estensione del termine di notifica da 72 a 96 ore. Sono inoltre previste modifiche in materia di diritto di accesso, inform ative privacy , DPIA e basi giuridiche per i trattamenti connessi allo sviluppo e all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, inclus a una possibile deroga per il trattamento di categorie particolari di dati nella fase di addestramento dei modelli, ove accompagn ata da adeguate garanzie tecniche e organizzative.
Con riferimento alla direttiva e-Privacy e alla disciplina dei cookie , il Digital Omnibus propone di trasferire nel GDPR la disciplina applicabile all’accesso e alla memorizzazione di informazioni sui dispositivi terminali quando tali operazioni comportino il trattamento di dati personali, lasciando alla direttiva e-Privacy un ambito residuale. Per contrastare la cosiddetta “stanchezza da consenso”, viene inoltre prevista la valorizzazione di segnali automatizzati e leggibili meccanicamente, inclusi quelli trasmessi attraverso l e impostazioni del browser, al fine di consenti re agli utenti di esprimere una volta sola le proprie preferenze in materia di privacy e ridurre la reiterazione delle richieste di consenso.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 32 Un ulteriore profilo di rilievo per gli operatori regolamentati riguarda la proposta di istituire un Single -entry point per la notifica degli incidenti di sicurezza informatica, sviluppato e gestito da ENISA. Il meccanismo si fonda sul principio “report once, share m any”:
l’operatore notificherebbe l’incidente una sola volta tramite un portale unico, mentre ENISA provveder ebbe a trasmettere le informazioni pertinenti alle diverse autorità competenti ai sensi di NIS2, GDPR, DORA, eIDAS e direttiva CER. Tale intervento , ove confermato nel testo finale, potrebbe semplificare in modo significativo gli obblighi di incident reporting per gli intermediari finanziari, oggi soggetti a regimi paralleli e potenzialmente sovrapposti.
In parallelo, la Commissione ha presentato una proposta specifica, denominata “Digital Omnibus on AI”, volta a modificare il Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale. Le principali misure riguardano la possibile proroga e rimodulazion e degl i obblighi applicabili ai sistemi di IA ad alto rischio, il rafforzamento del ruolo dell’AI Office, la semplificazione degli ob blighi per PMI e small mid -caps , la revisione dell’obbligo di alfabetizzazione in materia di IA e l’introduzione di una base giuridica specifica per il trattamento di categorie particolari di dati personali al fine di rilevare e correggere bias algoritmici, nel rispetto di rigorose garanzie di minimizzazione, pseudonimizzazione, limitazione degli accessi e cancellazione dei dati.
Il percorso legislativo resta in evoluzione. Il Parlamento europeo, nelle proprie posizioni negoziali, ha confermato l’esigen za di perseguire la semplificazione senza indebolire la tutela dei diritti digitali, la protezione dei consumatori e la coerenza de l quadro giuridico dell’Unione. In particolare, con riferimento all’AI Act, il Parlamento ha sostenuto l’opportunità di fissare date c erte per l’applicazione degli obblighi relativi ai sistemi ad alto rischio, di preservare un nucleo effettivo di obblighi di alfabetizzazione in capo agli operatori e di mantenere forme di registrazione semplificata nella banca dati UE anche per taluni sistemi che invochino l’esenzione dall’alto rischio.
Per Generalfinance, gli impatti potenziali del Digital Omnibus riguardano principalmente il coordinamento tra presidi privacy , governance ICT, DORA, incident reporting e utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale. In attesa dell’esito dei triloghi e del testo definitivo, si ritiene opportuno mantenere un monitoraggio dedicato dell’iter normativo, con particolare attenzione: alla pos sibile modifica delle tempistiche e delle modalità di notifica dei data breach e degli incidenti ICT; alla futura interazione tra portale unico ENISA e flussi DORA/GDPR; alle modifiche in materia di basi giuridiche e trattamento di dati personali nell’ambito di sistemi di IA;
nonché ai potenziali effetti sulla documentazione interna, sui registri, sulle DPIA e sulle valutazioni di rischio ICT e privacy già in essere .
Aggiornamento del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.lgs. 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa delle società e degli enti Nel corso primo semestre la Società ha monitorato, con l’ausilio dell’Organismo di Vigilanza, il rispetto delle previsioni contenute nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e nel Codice Etico, che è stato aggiornato nel quarto trimestre del 2025 al f ine di adeguarlo ri spetto ai più recenti orientamenti giurisprudenziali e di integrare il catalogo dei reati presupposto con le nuove fattispeci e introdotte dal legislatore.
Con riferimento ai reati correlati alla materia antiriciclaggio, si osserva che in Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio 2026 , è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 211/2025, di “ Attuazione della Direttiva (UE) 2024/1226 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unio ne Europea, che modifica la Direttiva (UE) 2018/1 673”.
Il Decreto , entrato in vigore in data 24 gennaio 2026 , introduce nel D.Lgs. 231/2001 il nuovo art. 25 -octies. 2 “Reati in materia di violazione di misure restrittive dell’Unione Europea ”, che estende il catalogo dei reati presupposto anche ai seguenti nuovi reati contro la politica estera e la sicurezza comune dell’Unione Europea:
• “Violazione delle misure restrittive dell’Unione Europea” (art. 275 -bis, primo, secondo e quinto comma c.p.);
• “Violazione di obblighi informativi imposti da una misura restrittiva dell’Unione Europea (art. 275 -ter, primo e secondo
comma c.p.);
• “Violazione delle condizioni dell’autorizzazione allo svolgimento di attività” (art. 275 -quater, primo comma c.p.);
• nuovo comma 1 -bis dell’art. 12 “Disposizioni contro le immigrazioni clandestine” del D.Lgs. 286/1998.
In relazione a tali fattispecie di reato, il nuovo art. 25 -octies .2 D.Lgs. 231/2001 prevede il seguente apparato sanzionatorio:
• la sanzione pecuniaria della percentuale dall’1% al 5% del fatturato globale dell’ente (dallo 0,5% all’1% nel caso dell’art.
275-ter, primo e secondo comma c.p.) nell’esercizio finanziario precedente quello in cui è stato commesso il reato o, se inferiore, nell’esercizio finanziario precedente l’applicazione della sanzione pecuniaria;
• quando non è possibile stabilire il fatturato globale annuo dell’ente, la sanzione pecuniaria da euro 3 milioni a euro 40 milioni (da euro 1 milione sino a euro 8 milioni nel caso dell’articolo 275 -ter, primo e secondo comma c.p.);
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 33 • le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2 per una durata non inferiore a due anni e non superiore a sei anni , se il reato è stato commesso da un soggetto c.d. apicale, e per una durata non inferiore a un anno e non superiore a tre anni, se il reato è stato commesso da un soggetto c.d. “sottoposto”.
Si dà inoltre atto che, n el primo sem estre dell’anno, sono entrate in vigore ulteriori norme che hanno ampliato il novero dei reati presupposto, ma che, tuttavia, non impattando sull’operatività di Generalfinance non hanno comportato la necessità di aggiorn are il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (in particolare, Legge 21 aprile 2026, n. 75 sui Delitti contro l ’industria e il commercio ;
Decreto Legislativo 21 aprile 2026, n. 81 sui Reati ambientali e Decreto Legislativo 12 giugno 2026, n. 115 sulla Tratta di esseri umani ).
Rischio climatico e disclosure non finanziaria La Società non ha redatto la dichiarazione non finanziaria in quanto allo stato non è tenuta a tale adempimento, non ricorrendo i presupposti dimensionali previsti dalla normativa di riferimento.
Tuttavia, la Società su base volontaria nel corso del 202 5 ha approvato il suo secondo Bilancio di Sostenibilità riferito all’esercizio 2024. Il documento presenta le politiche di gestione, i risultati raggiunti, i rischi attuali e potenziali e gli indicatori rilev anti per il business della Società, con riferimento esteso al triennio 202 1-2023. Esso è stato realizzato, in linea con le best practice a livello italiano ed europeo, in conformità con i principi di rendicontazione e con le richieste informative definite dalla Global Reporting Initiative (ente senza scopo di lucro nato con l’obiettivo di fornire supporto concreto nella rendicontazione delle performance di sostenibilità ad aziende e istituzioni di qualsiasi dimensione, ai fini della misurazione dell’impatto ambientale, sociale ed economico generato dalle proprie attività).
Rispetto allo specifico tema del rischio climatico (rischio fisico e rischio di transazione) in seguito a una specifica anali si condotta nel contesto della predisposizione del Bilancio di Sostenibilità - considerata la natura delle proprie operazioni, ovve ro erogazione di crediti commerciali in modalità pro solvendo e, in misura minore, pro soluto la cui durata media risulta essere mediamente inferiore agli 80 giorni nonché il numero limitato di unità immobiliari in cui svolge la propria attività - la Società ritiene di esserne esposta in misura limitata.
Rapporti con parti correlate (art. 2428 3° comma, n. 2) È attivo un accordo di service con GGH - Gruppo General Holding S.r.l. mediante il quale Generalfinance rende disponibili alcune funzioni e servizi. In particolare, essa mette a disposizione attività di supporto in ambito amministrazione, contabilità, te soreria e segreteria societaria.
Per maggiori informazioni circa i termini delle transazioni eseguite con parti correlate si rimanda all ’apposita sezione dell e note illustrative , Parte D – Altre Informazioni .
Concentrazione di rischio e patrimonio di vigilanza Nel corso del primo semestre 2026 è continuata l ’attività della Società e delle sue funzioni di controllo tesa a vigilare sul rispetto dei parametri stabiliti dalle norme vigenti in materia di concentrazione di rischio e patrimonio di vigilanza.
Maggiori dettagli sono specificati nell e note illustrative , Parte D – Altre Informazioni, cui si rimanda per ogni informazione in merito.
FATTI DI RILIEVO SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL PERIODO (art. 2428 3° comma , n.5)
Fatto salvo quanto sopra riportato, sino alla data della presente relazione, non si sono verificati ulteriori fatti, eventi o circostanze tali da modificare in maniera apprezzabile quanto è stato rappresentato nella presente relazione , da rendere l’attuale situazione patrimoniale -finanziaria sostanzialmente diversa da quella approvata dagli organi della Società e, conseguentemente, tali da richiedere rettifiche al la relazione stess a o l’esposizione di informativa nelle note di commento .
Uso da parte della Società di strumenti finanziari (art. 2428 3° comma, n. 6bis) In esecuzione di un programma di emissioni approvato dal Consiglio di Amministrazione del 21 settembre 2021, nel corso del primo semestre 2026 la Società ha proseguito le attività preordinate a rafforzare e ampliare la disponibilità di funding per supportare lo sviluppo dell’attività caratteristica e i cui dettagli sono riportati sia nella Relazione sulla Gestione (paragrafi “ Andamento e Risultato della Gestione” e “Fatti di Rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio”) che in Nota Integrativa con riferimento alle “P assività Finanziarie valutate al costo ammortizzato”.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 34 Sede legale ed elenco delle sedi secondarie della Società (art. 2428 ultimo comma) La Società ha la propria sede legale a Milano, in via Giorgio Stephenson n.43/A.
Negli immobili di Biella, in via Carso n.36 e via Piave n.22, sono invece collocate la Direzione Generale e la sede amministrativa.
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE (art. 2428 3° comma , n.6)
Nell’attuale contesto, con riferimento alla prospettiva del 2026, occorre tenere in considerazione i possibili ulteriori impa tti, in particolare sul sistema delle imprese, degli effetti delle tensioni geopolitiche in corso – in particolare, la guerra comme rciale dei dazi e i conflitti in corso tra Russia e Ucraina ed in Medio Oriente.
In tale quadro complessivo ancora contrassegnato da criticità per l’economia reale, l’attività commerciale sviluppata da Generalfinance nel primo semestre 2026 – andamento del turnover, ricavi e redditività operativa – evidenzia un andamento positivo, sepp ur non del tutto in linea con quanto definito nel budget e in coerenza con il Piano Industriale vigente, con riferimento all’esercizio in corso.
La guidance di risultato netto rettificato per il 2026 è pertanto stimata nel range 29-31 m ilioni di euro.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 35
Bilancio intermedio - Prospetti Contabili
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 36
STATO PATRIMONIALE
(valori in unità di euro) Voci dell'attivo 30/06/202 6 31/12/202 5 10. Cassa e disponibilità liquide 97.915.871 122.614.557 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Conto Economico 8.429.449 8.254.763 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 8.429.449 8.254.763 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 684.098.983 668.858.544 a) crediti verso banche 63.471 464.732 b) crediti verso società finanziarie 10.025.287 29.369 c) crediti verso clientela 674.010.225 668.364.443 50. Derivati di copertura 20.211 717.458 70. Partecipazioni 0 0 80. Attività materiali 6.416.026 5.947.875 90. Attività immateriali 4.065.265 3.771.814
- di cui avviamento 0 0 100. Attività fiscali 7.630.474 10.576.893 a) correnti 6.352.895 9.979.114 b) anticipate 1.277.579 597.779 120. Altre attività 22.183.721 21.395.377 Totale attivo 830.760.000 842.137.281
Voci del passivo e del Patrimonio Netto 30/06/2026 31/12/2025 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 658.831.720 673.071.823 a) debiti 481.848.527 519.578.194 b) titoli in circolazione 176.983.193 153.493.629 40. Derivati di copertura 2.717.608 335.466 60. Passività fiscali 6.700.787 14.901.932 a) correnti 6.572.620 14.844.419 b) differite 128.167 57.513 80. Altre passività 66.869.094 52.705.935 90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.427.858 1.716.029 100. Fondi per rischi e oneri 3.196.995 1.027.373 b) quiescenza e obblighi simili 227.248 218.408 c) altri fondi per rischi e oneri 2.969.747 808.965 110. Capitale 4.202.329 4.202.329 140. Sovrapprezzi di emissione 25.419.745 25.419.745 150. Riserve 51.421.335 39.848.867 160. Riserve da valutazione 337.894 151.625 170. Utile (Perdita) d'esercizio 9.634.635 28.756.157 Totale passivo e Patrimonio Netto 830.760.000 842.137.281
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 37
CONTO ECONOMICO
(valori in unità di euro) Voci 30/06/202 6 30/06/202 5 10. Interessi attivi e proventi assimilati 21.508.151 20.993.364 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell’interesse effettivo 20.030.714 20.772.540 20. Interessi passivi e oneri assimilati (14.391.291) (13.818.977) 30. Margine di interesse 7.116.860 7.174.387 40. Commissioni attive 26.953.384 26.702.258 50. Commissioni passive (2.662.380) (3.689.342) 60. Commissioni nette 24.291.004 23.012.916 70. Dividendi e proventi simili 67.260 25.211 80. Risultato netto dell ’attività di negoziazione (91) (1.042) 100. Utile/perdita da cessione o riacquisto di : (46.129) 0 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (46.129) 0 110. Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (68.861) 3.342 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (68.861) 3.342 120. Margine di intermediazione 31.360.043 30.214.814 130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (2.418.328) (1.974.747) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (2.418.328) (1.974.747) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 28.941.715 28.240.067 160. Spese amministrative (11.652.674) (9.498.702) a) spese per il personale (6.456.256) (4.860.752) b) altre spese amministrative (5.196.418) (4.637.950) 170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (1.708.605) (8.674) b) altri accantonamenti netti (1.708.605) (8.674) 180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (513.720) (519.574) 190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (528.249) (397.423) 200. Altri proventi e oneri di gestione 989.023 765.365 210. Costi operativi (13.414.225) (9.659.008) 220. Utili (perdite) delle partecipazioni 0 (15.375) 260. Utile (perdita) dell’attività corrente al lordo delle imposte 15.527.490 18.565.684 270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell’operatività corrente (5.892.855) (6.245.317) 280. Utile (perdita) dell’attività corrente al netto delle imposte 9.634.635 12.320.367 300. Utile (perdita) d'esercizio 9.634.635 12.320.367
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 38
PROSPETTO DELLA REDDITIVITA’ COMPLESSIVA
(valori in unità di euro)
Voci dell’attivo 30/06/202 6 30/06/202 5 10. Utile (Perdita) d’esercizio 9.634.635 12.320.367 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto
economico
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) - -
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti 186.269 57.229 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve di valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 100. Copertura di investimenti esteri - -
110. Differenze di cambio - -
120. Copertura dei flussi finanziari - -
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte - -
180. Redditività complessiva (Voce 10 + 170) 9.820.904 12.377.596
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 39
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO AL 30/06/202 6
(valori in unità di euro)
Esistenze al
31/12/202 5 Modifica
saldi
apertura Esistenze al 01/01/202 6 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell’esercizio Redditività
complessiva
primo
semestre
2026 Patrimonio
netto al
30/06/202 6 Riserve Dividendi e
altre
destinazioni Variazioni
di riserve Operazioni sul patrimonio netto
Emissione
nuove
azioni Acquisto
azioni
proprie Distribuzione
straordinaria
dividendi Variazione
strumenti
di capitale Altre
variazioni
Capitale 4.202.329 - 4.202.329 - - - - - - - - - 4.202.329 Sovrapprezzo emissioni 25.419.745 - 25.419.745 - - - - - - - - - 25.419.745
Riserve
a) di utili 39.509.349 - 39.509.349 11.572.467 - - - - - - - - 51.081.817 b) altre 339.518 - 339.518 - - - - - - - - - 339.518 Riserve da valutazione 151.625 - 151.625 - - - - - - - - 186.269 337.894 Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie - - - - - - - - - - - - -
Utile (perdita) di periodo 28.756.157 - 28.756.157 (11.572.467) (17.183.690) - - - - - - 9.634.635 9.634.635 Patrimonio netto 98.378.723 - 8.378.7239 - (17.183.690) - - - - - - 9.820.904 91.015.938
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 40
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO AL 30/06/202 5
(valori in unità di euro)
Esistenze al
31/12/202 4 Modifica
saldi
apertura Esistenze al 01/01/202 5 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell’esercizio Redditività
complessiva
primo
semestre
2025 Patrimonio
netto al
30/06/202 5 Riserve Dividendi e
altre
destinazioni Variazioni
di riserve Operazioni sul patrimonio netto
Emissione
nuove
azioni Acquisto
azioni
proprie Distribuzione
straordinaria
dividendi Variazione
strumenti
di capitale Altre
variazioni
Capitale 4.202.329 - 4.202.329 - - - - - - - - - 4.202.329 Sovrapprezzo emissioni 25.419.745 - 25.419.745 - - - - - - - - - 25.419.745
Riserve
a) di utili 28.897.305 - 28.897.305 10.612.044 - - - - - - - - 39.509.349 b) altre 339.518 - 339.518 - - - - - - - - - 339.518 Riserve da valutazione 129.856 - 129.856 - - - - - - - - 57.229 187.085 Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie - - - - - - - - - - - - -
Utile (perdita) di periodo 21.099.149 - 21.099.149 (10.612.044) (10.487.105) - - - - - - 12.320.367 12.320.367 Patrimonio netto 80.087.902 - 80.087.902 - (10.487.105) - - - - - - 12.377.596 81.978.393
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 41 RENDICONTO FINANZIARIO (metodo indiretto) (valori in unità di euro)
A. ATTIVITA’ OPERATIVA Importo
30/06/202 6 30/06/202 5 1. Gestione 23.664.090 25.011.208
- risultato d'esercizio (+/ -) 9.634.635 12.320.367
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) 68.861 12.033
- plus/minusvalenze su attività di copertura ( -/+) - -
- rettifiche di valore nette per rischio di credito (+/ -) 2.551.379 1.974.747
- rettifiche di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/ -) 1.041.970 916.997
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/ -) 3.217.728 192.753
- imposte, tasse e crediti d’imposta non liquidati (+/ -) 5.892.855 6.222.750
- rettifiche di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/ -) - -
- altri aggiustamenti (+/ -) 1.256.661 3.371.561
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (12.030.920) (2.294.345)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 32.201 234.208
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (17.791.819) (4.189.688)
- altre attività 5.728.699 1.661.135
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (17.429.193) (38.791.926)
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (18.188.378) (40.468.602)
- passività finanziarie di negoziazione - -
- passività finanziarie designate al fair value - -
- altre passività 759.185 1.661.135
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa (5.796.023) (16.075.063)
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 67.261 445
- vendite di partecipazioni - -
- dividendi incassati su partecipazioni - -
- vendite di attività materiali 67.261 445
- vendite di attività immateriali - -
- vendite di rami d'azienda - -
2. Liquidità assorbita da (1.786.726) (545.565)
- acquisti di partecipazioni (278.607) (15.375)
- acquisti di attività materiali (981.872) (249.064)
- acquisti di attività immateriali (526.247) (281.126)
- acquisti di rami d’azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (1.719.465) (545.120)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale
- distribuzione dividendi e altre finalità (17.183.690) (10.487.105) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (17.183.690) (10.487.105)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO (24.699.178) (27.107.288)
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 42
RICONCILIAZIONE Importo
30/06/202 6 30/06/202 5 Cassa e disponibilità liquide all’inizio dell’esercizio 122.617.008 122.399.568 Liquidità totale netta generata/assorbita nell’esercizio (24.699.178) (27.107.288) Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell’esercizio 97.917.830 95.292.280
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 43
Note illustrative
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 44
PARTE A – POLITICHE CONTABILI
A.1 – PARTE GENERALE
Sezione 1 – Dichiarazione di conformità ai Principi Contabili Internazionali Il presente bilancio intermedio abbreviato di Generalfinance S.p.A. al 3 0 giugno 2026 è redatto secondo i principi contabili internazionali (IAS/IFRS) emanati dall’ International Accounting Standard Board (IASB), omologati dalla Commissione Europea ai sensi del Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002, tenendo conto delle relative interpretazioni dell’ International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRC) in vigore alla data di riferimento del bilancio.
Il bilancio intermedio abbreviato è stato predisposto secondo gli schemi e le istruzioni impartite dalla Banca d’Italia in data 17 novembre 2022 ed emanate in conformità a quanto stabilito dall’art. 9 del D. Lgs. n° 38/2005 e dalle successive modifiche di legge. Con riferimento alle Note illustrative , le istruzioni di cui sopra sono applicate per le informazioni incluse ai sensi delle previsioni del principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34), a cui il pr esente bilancio è conforme. In particolare, la Società si è avvalsa della facoltà di redigere il presente bilancio in forma abbreviata.
Il bilancio intermedio abbreviato al 3 0 giugno 2026 non espone tutta l’informativa richiesta nella redazione del Bilancio annuale. Per tale motivo è necessario leggere il presente bilancio unitamente al bilancio al 31 dicembre 202 5. I criteri di rilevazione e valutazione adottati per la preparazione del bilancio intermedio abbreviato al 3 0 giugno 2026 sono quelli utilizzati per la redazione del bilancio 202 5, integrati con i principi contabili omologati dall’Unione Europea applicabili a partire dal 1° gennaio 202 6.
La normativa rimanda inoltre a specifiche disposizioni in tema di determinazione delle partite deteriorate contenute nella circolare n° 217 del 5 agosto 1996 e nei successivi aggiornamenti.
Il bilancio intermedio abbreviato, corredato dalla relativa Relazione sulla gestione, è costituito dai seguenti documenti:
• Stato Patrimoniale ;
• Conto Economico;
• Prospetto della Redditività Complessiva;
• Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto;
• Rendiconto Finanziario;
• Note Illustrative .
Il bilancio intermedio abbreviato è completato inoltre dalle relative informazioni comparative come richiesto dallo IAS 1 ed è redatto nella prospettiva della continuità aziendale, valutata tenendo conto delle prospettive reddituali e finanziarie prese nti e future.
Gli importi riportati nei prospetti di bilancio e nelle tabelle delle Note illustrative sono espressi in unità di euro .
Sezione 2 – Principi generali di redazione Il presente bilancio, redatto in unità di euro, si fonda sull’applicazione dei seguenti principi generali di redazione dettat i dallo IAS 1.
1) Continuità aziendale . Il bilancio è stato predisposto nella prospettiva della continuazione dell’attività aziendale: pertanto, attività, passività ed operazioni “fuori bilancio” sono valutate secondo valori di funzionamento. A riguardo, i principali indicatori di riferimento, così come l’andamento degli aggregati economici e patrimoniali, l’ampia dotazione patrimoniale e le riserve di liquidità disponibili consentono ragionevolmente di escludere il rischio, attuale e prospettico, di interr uzione della continuità aziendale e confermano la capacità della Società di produrre risultati positivi e generare flussi di cassa d alla gestione caratteristica. Tale conclusione è stata raggiunta anche considerando l’analisi degli impatti correnti e poten ziali futuri rivenienti dal contesto macroeconomico e geopolitico attuale e prospettico, sulla situazione finanziaria e sui risultati economici della Società sulla base delle evidenze attualmente disponibili e degli scenari allo stato ipotizzabili, pur nel la consapevolezza che non sia possibile determinare con ragionevole certezza tali eventuali impatti.
2) Competenza economica . Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario, per periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione.
3) Coerenza di presentazione . Presentazione e classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia richiesta da un Principio Contabile Internazi onale o da una interpretazione oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in modo
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 45 retroattivo; in tal caso, vengono anche indicati la natura ed il motivo della variazione, nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi rappresentati dalla Banca d’Italia nelle istruzioni per “Il bilancio degli intermediari IFRS diversi dagli intermediari bancari” , come rappresentati nella normativa emanata in data 17 novembre 2022 .
4) Aggregazione e rilevanza . Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono presentati in modo distinto.
5) Divieto di compensazione . Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro, salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d’Italia e rappresentati all’in terno delle istruzioni per “Il bilancio degli intermediari IFRS diversi dagli intermediari bancari”.
6) Informativa comparativa . Le informazioni comparative dell’esercizio precedente sono riportate per i dati contenuti nella situazione patrimoniale, mentre con riferimento agli altri prospetti contabili si espone, come previsto dallo IAS 34, la comparazione con i dati relativi al p eriodo corrispondente dell’esercizio precedente.
La redazione del presente bilancio semestrale è avvenuta, come detto sopra, in base ai principi contabili internazionali omologati dalla Commissione Europea; inoltre, a supporto dell’applicazione sono stati utilizzati i documenti ESMA (European Securities and Markets Authority) ed in particolare il do cumento pubblicato il 22 ottobre 2019, il Public Statement “European common enforcement priorities for 2019 annual financial reports” che richiama l’applicazione di specifiche disposizioni negli IFRS richiedendo altresì di fornire specifiche informazioni in caso di talune operazioni.
Nella redazione del bilancio si è inoltre tenuto conto , laddove applicabili, delle comunicazioni degli Organi di Vigilanza (Banca d’Italia, BCE, EBA, CONSOB , ESMA) e dei documenti interpretativi sull’applicazione degli IAS/IFRS attraverso i quali sono state fornite raccomandazioni sull’informativa da riportare in bilancio, su taluni aspetti di maggior rilevanza in ambito contabile o sul trattamento contabile di particola ri operazioni.
Con riferimento alle interpretazioni fornite dai citati Organi, si è tenuto conto, tra l’altro, delle indicazioni di ESMA che , in data 13 maggio 2022, ha pubblicato il Public Statement “Implications of Russia’s invasion of Ukraine on half -yearly financial reports”, relativamente agli effetti contabili derivanti dal conflitto Russia -Ucraina sulle rendicontazioni finanziarie. Si rinvia pertanto al paragrafo “Impatt i riveniente dal conflitto tra Russia e Ucraina” sopra riportato.
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ed INTERPRETAZIONI IFRS APPLICATI dal 1° GENNAIO 202 6
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS Accounting Standards sono stati applicati per la prima volta dalla Società a partire dal 1° gennaio 202 6:
• In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il documento “A mendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments —Amendments to IFRS 9 and IFRS 7 ″. Il documento chiarisce alcuni aspetti problematici emersi dalla post -implementation review dell’IFRS 9, tra cui il trattamento contabile delle attività finanziarie i cui rendimenti variano al raggiungimento di obiettivi ESG (i.e. green bonds ). In particolare, le modifiche hanno l’obiettivo di:
o Chiarire la classificazione delle attività finanziarie con rendimenti variabili e legati ad obiettivi ambientali, sociali e di governance aziendale (ESG) ed i criteri da utilizzare per l’ assessment del SPPI test ;
o determinare che la data di regolamento delle passività tramite sistemi di pagamento elettronici è quella in cui la passività risulta estinta. Tuttavia, è consentito ad un’entità di adottare una politica contabile per consentire di eliminare contabilmente u na passività finanziaria prima di consegnare liquidità alla data di regolamento in presenza di determinate condizioni specifiche.
Con queste modifiche, lo IASB ha inoltre introdotto ulteriori requisiti di informativa riguardo in particolare ad investimenti in strumenti di capitale designati a FVOCI.
L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio della Società .
• In data 18 dicembre 2024 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “ Contracts Referencing Nature -dependent Electricity – Amendment to IFRS 9 and IFRS 7 ”. Il documento ha l’obiettivo di supportare le entità nel rendicontare gli effetti finanziari dei contratti di acquisto di elettricità prodotta da fonti rinnovabili (spesso strutturati come Power Purchase Agreements). Sulla base di tali contratti, la quan tità di elettricità generata ed acquistata può variare in base a fattori incontrollabili quali le condizioni meteorologiche. Lo IASB ha apportato emendamenti mirati ai principi IFRS 9 e IFRS 7. Gli emendamenti includono:
o un chiarimento riguardo all’applicazione dei requisiti di “own use” a questa tipologia di contratti;
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 46 o dei criteri per consentire la contabilizzazione di tali contratti come strumenti di copertura; e, o dei nuovi requisiti di informativa per consentire agli utilizzatori del bilancio di comprendere l'effetto di questi contratti sulle performance finanziarie e sui flussi di cassa di un’entità.
L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio della Società.
• In data 18 luglio 2024 lo IASB ha pubblicato un documento denominato “ Annual Improvements Volume 11 ”. Il documento include chiarimenti, semplificazioni, correzioni e cambiamenti volti a migliorare la coerenza di diversi IFRS Accounting Standards. I principi modificati sono:
o IFRS 1 First -time Adoption of International Financial Reporting Standards ;
o IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures e le relative linee guida sull ’implementazione dell'IFRS 7;
o IFRS 9 Financial Instruments ;
o IFRS 10 Consolidated Financial Statements ; e o IAS 7 Statement of Cash Flows .
L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio della Società.
NUOVI IFRS ACCOUNTING STANDARDS, EMENDAMENTI ed INTERPRETAZIONI OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA, NON
ANCORA OBBLIGATORIAMENTE APPLICABILI E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA dalla SOCIETA’ al 30 GIUGNO 202 6
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti, ma tali principi non sono obbligatoriamente ap plicabili e non sono stati adottati in via anticipata dal la Società al 30 giugno 2026:
• In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements che sostituirà il principio IAS 1 Presentation of Financial Statements . Il nuovo principio si pone l’obiettivo di migliorare la presentazione degli schemi di bilancio, con particolare riferimento allo schema del Conto Economico. In particolare, il nuovo principio richiede di:
o classificare i ricavi e i costi in tre nuove categorie (sezione operativa, sezione investimento e sezione finanziaria), oltre alle categorie imposte e attività cessate già presenti nello schema di conto economico;
o Presentare due nuovi sub -totali, il risultato operativo e il risultato prima degli interessi e tasse (i.e. EBIT).
Il nuovo principio inoltre:
o richiede maggiori informazioni sugli indicatori di performance definiti dal management ;
o introduce nuovi criteri per l'aggregazione e la disaggregazione delle informazioni; e, o introduce alcune modifiche allo schema del rendiconto finanziario, tra cui la richiesta di utilizzare il risultato operativo come punto di partenza per la presentazione del rendiconto finanziario predisposto con il metodo indiretto e l’eliminazione di alcu ne opzioni di classificazione di alcune voci attualmente esistenti (come ad esempio interessi pagati, interessi incassati, dividendi pagati e dividendi incassati).
Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata.
Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell’introduzione di questo nuovo principio sul bilancio della Società.
NUOVI IFRS ACCOUNTING STANDARDS, EMENDAMENTI ed INTERPRETAZIONI NON ANCORA OMOLOGATI dall’UNIONE
EUROPEA
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.
• In data 9 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability:
Disclosures (unitamente agli Amendments to IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures pubblicati il 21 agosto 2025) Il nuovo principio introduce alcune semplificazioni con riferimento all’informativa richiesta dagli IFRS Accounting Standard nel bilancio di esercizio di una società controllata, che rispetta i seguenti
requisiti:
o non ha emesso strumenti di capitale o di debito quotati su un mercato regolamentato e non è in procinto
di emetterli;
o la propria società controllante predispone un bilancio consolidato in conformità con i principi IFRS.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 47 Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata.
Poiché la società controllante di Generalfinance non predispone un bilancio consolidato in conformità con i principi IFRS, l’adozione di tale emendamento non avrà alcun impatto sul bilancio della Società .
• In data 13 novembre 2025 lo IASB ha pubblicato un documento denominato “ Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency – Amendment to IAS 21 ” che chiarisce le procedure di conversione per un’entità la cui valuta di presentazione è quella di un’economia iperinflazionata. L'entità applica le modifiche se:
o la sua valuta funzionale è quella di un'economia non iperinflazionata e sta convertendo i suoi risultati economici e la sua situazione patrimoniale -finanziaria nella valuta di un'economia iperinflazionata;
oppure,
o sta convertendo nella valuta di un'economia iperinflazionata i risultati economici e la situazione patrimoniale -finanziaria di una gestione estera la cui valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionata.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal 1° gennaio 2027.
Gli amministratori non si attendono un effetto nel bilancio del la Società dall’adozione di tale emendamento.
• In data 27 maggio 2026 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 20 – Regulatory Asset and Regulatory Liabilities . Il nuovo principio si applica a tutte le entità soggette a una specifica tipologia di regolamentazione tariffaria, ovvero la regolamentazione tariffaria che crea differenze temporali.
L’obiettivo del nuovo principio è quello di richiedere a un’entità di fornire informazioni rilevanti che rappresentino l’impatto dei proventi e dei costi derivanti da attività regolamentate sul risultato economico dell’entità, nonché l’impatto delle attività e passività derivanti da attività regolamentate sulla situazione patrimoniale -finanziaria. Per raggiungere tale obiett ivo, il nuovo principio definisce i requisiti per la rilevazione, la valutazione, la presentazione e l’informativa delle attività, passività, proventi e costi derivanti da attività regolamentate. Le attività e le passività derivanti da attività regolamentate costituiscono un sottoinsieme dei diritti e degli obblighi creati da un accordo regolamentare.
Le informazioni relative a questo sottoinsieme di diritti e obblighi consentono agli utilizzatori del bilancio di
comprendere:
a) i proventi e i costi derivanti da attività regolamentate di un'entità, che derivano dalle attività e passività derivanti da attività regolamentate. Tale comprensione, unitamente alle informazioni richieste da altri principi IFRS, fornirà indicazioni sul co mpenso totale consentito per beni o servizi regolamentati forniti dall'entità in un periodo di riferimento e, di conseguenza, sul risultato economico dell'entità e sulle prospettive di flussi di cassa futuri.
b) le attività e le passività derivanti da attività regolamentate di un'entità. Tale comprensione fornirà informazioni sulla posizione finanziaria dell ’entità alla fine di un periodo di riferimento e sull'ammontare, la tempistica e l'incertezza dei flussi di cassa futuri dell ’entità.
Il principio IFRS 20 sostituirà l’IFRS 14 – Regulatory Deferral Accounts ed entrerà in vigore dal 1° gennaio 2029, ma è consentita un’applicazione anticipata.
Gli amministratori non si attendono un effetto nel bilancio del la Società dall’adozione di tale emendamento.
• In data 27 giugno 2026 lo IASB ha pubblicato un documento denominato “Amendments to the Fair Value Option for Investments in Associates and Joint Ventures (Amendments to IAS 28)” che chiarisce quali entità siano idonee a valutare gli investimenti in società collegate e joint venture utilizzando l'opzione di valutazione al fair value prevista dallo IAS 28. Lo IASB ha deciso di elaborare modifiche per risolvere:
o la mancanza di chiarezza sul significato di “entità simili, inclusi i fondi assicurativi collegati ad investimenti” e su come tale definizione debba essere interpretata, in senso restrittivo o ampio; e, o le diverse interpretazioni della relazione tra l’ambito di applicazione dell’opzione del fair value nello IAS 28 e i requisiti dell’IFRS 18 relativi alle “specified main business activities” .
Le modifiche si applicheranno contestualmente all’applicazione del principio IFRS 18 e dunque, a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal 1° gennaio 2027.
Gli amministratori non si attendono un effetto nel bilancio del la Società dall’adozione di tale emendamento .
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 48 Sezione 3 – Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio intermedio abbreviato Fatto salvo quanto sopra riportato, sino alla data della presente relazione, non si sono verificati fatti o circostanze di rilievo tali da modificare in maniera apprezzabile quanto è stato rappresentato nel presente bilancio intermedio abbreviato.
Infine, s i rende noto che, ai sensi dello IAS 10, la data in cui il presente bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione dagli Amministratori della Società è il 28 luglio 2026.
Sezione 4 – Altri aspetti Rischi ed incertezze legati all’utilizzo di stime La redazione del bilancio intermedio abbreviato richiede il ricorso a stime ed assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, nonché sull’informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio intermedio abbreviato .
L’elaborazione di tali stime implica l’utilizzo delle informazioni disponibili e l’adozione di valutazioni soggettive, fondat e anche sull’esperienza storica, utilizzata al fine di formulare assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione.
Per la loro stessa natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio, pertanto, non è poss ibile escludere che già nel prossimo esercizio gli attuali valori iscritti in bilancio possano differire anche in maniera rilevante a seguito del cambiamento delle valutazioni soggettive utilizzate .
Le fattispecie per le quali è stato richiesto l’impiego di valutazioni soggettive nella predisposizione del presente bilancio intermedio abbreviato riguardano:
- le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità anticipata e differita;
- la quantificazione delle perdite per riduzione di valore delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;
- la determinazione del fair value delle attività finanziarie valutate al fair value ;
- la determinazione del fair value dei derivati di copertura;
- la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi rischi e oneri.
Con riferimento a talune fattispecie sopra indicate e in considerazione dell’attuale situazione finanziaria ed economica si è ritenuto opportuno fornire adeguata informativa nella “Parte D – Altre informazioni” in merito alle motivazioni sottostanti le decisioni assunte, le valutazioni svolte ed i criteri di stima adottati nell’applicazione dei principi contabili internaziona li.
A.2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO
Le politiche contabili adottate per la predisposizione del presente Bilancio intermedio abbreviato al 3 0 giugno 2026, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passi vo, così come per le modalità di riconoscimento dei costi e dei ricavi, sono rimaste invariate rispetto a quelle adottate per il Bilancio al 31 dicembre 202 5, al quale si fa pertanto rinvio.
A.3 INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA’ FINANZIARIE
Nel corso del semestre la Società non ha effettuato trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.
A.4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE
Informativa di natura qualitativa La presente sezione comprende l’informativa sul fair value così come richiesta dall’IFRS 13.
Conformemente a quanto stabilito dai principi contabili internazionali, la Società determina il fair value nella misura del corrispettivo con cui due controparti di mercato, indipendenti e consapevoli, sarebbero disposte, alla data di riferimento de l bilancio, a concludere una transazione finalizzata alla vendita di un’attività o al trasferimento di una passiv ità.
I principi contabili internazionali riclassificano il fair value degli strumenti finanziari su tre livelli in ragione degli input rilevabili dai mercati e più precisamente:
livello 1: i prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l’entità può accedere alla data
di valutazione;
livello 2: input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, osservabili direttamente o indirettamente per l’attività o per la
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 49 passività. I prezzi delle attività o passività si desumono dalle quotazioni di mercato di attività simili o mediante tecniche di valutazione per le quali tutti i fattori significativi sono desunti da dati osservabili di mercato;
livello 3: dati di input non osservabili per l’attività o per la passività. I prezzi delle attività o passività si desumono utilizzando tecniche di valutazione che si fondano su dati elaborati utilizzando le migliori informazioni disponibili in merito ad assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero per determinare il prezzo dell’attività o della passività (comporta, pertanto, stime ed assunzioni da parte del management ).
A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati L’Attivo d el bilancio intermedio abbreviato della Società è costituito prevalentemente da crediti di natura commerciale ceduti in regime pro soluto e da anticipazioni erogate a fronte di crediti di natura commerciale ceduti nell’ambito della disciplina di cui alla Legge n.52 del 21 febbraio 1991.
Il metodo della valutazione del fair value più appropriato dei crediti ceduti e delle anticipazioni concesse è quello di rilevare il valore attuale sulla base dei flussi di incasso futuri attualizzati, utilizzando un tasso, di norma, corrispondente al tas so effettivo del rapporto convenuto con la controparte cedente, tasso che tiene peraltro conto delle altre componenti del costo della transazione.
Va peraltro precisato che i crediti ceduti e le anticipazioni concesse presentano, di norma, una scadenza a breve ed il tasso dei rapporti assume tendenzialmente un andamento variabile.
Per tali motivi è possibile affermare che il fair value dei crediti è assimilabile al valore della transazione rappresentato dall’importo nominale dei crediti ceduti nel caso di operazione in regime di pro soluto ovvero dall’ammontare delle anticipazioni concesse e pertanto è riclassificato in assenza di input esterni unicamente al livello 3.
Per il fondo di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso riservato , “Finint Special Credit Opportunity Fund”, o per il fondo investimento alternativo a capitale variabile derivante da cessione di crediti rappresentati da fatture, “ VER Capital Credit Partners IX – Trade Receivables”, le valutazioni avvengono al NAV, assunto come misura di fair value . Il livello della gerarchia del fair value è, quindi, posto pari a 3.
Gli strumenti derivati laddove non scambiati su mercati regolamentati, sono strumenti Over The Counter (“OTC”), ovvero negoziati bilateralmente con controparti di mercato, e la loro valutazione è effettuata mediante apposite metodologie di valutazione e parametri di input (quali, ad esempio, il timing dei flussi e le curve di tasso di interesse) sottoposte ai processi di verifica e monitoraggio da parte delle funzioni aziendali preposte. Per tale ragione, anche per i due derivati IRS, sottos critti dalla Società, il livello della gerarchia del fair value è stato posto pari a 3 Il Passivo di bilancio è costituito in prevalenza da debiti finanziari verso il sistema bancario che presentano la caratteristica di passività a breve termine, il cui fair value corrisponde al valore delle somme o dei fondi riscossi dalla Società.
Dette partite sono collocate in via gerarchica al terzo livello in quanto esse sono regolate da accordi contrattuali di natur a privatistica di volta in volta convenuti con le rispettive controparti e, pertanto, non trovano riscontro in quotazioni o in para metri osservabili sul mercato .
A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni Il fair value delle attività finanziarie valutate al fair value, dei crediti ceduti e delle anticipazioni concesse può subire variazioni per eventuali perdite che dovessero sorgere a causa di fattori che ne determinano la parziale o totale inesigibilità.
A.4.3 Gerarchia del fair value Il bilancio presenta attività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente.
Si tratta delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate da partecipazioni minoritarie in banche , società finanziarie , in un fondo di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso riservato e in un fondo di investimento alternativo a capitale variabile .
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 50 Informativa di natura quantitativa A.4.5 Gerarchia del fair value A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli del fair value Attività/Passività misurate al fair value Totale 3 0/06/202 6 Totale 31/12/202 5 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - - 8.429.449 - - 8.254.763 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - - -
b) attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - 8.429.449 - - 8.254.763 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - - -
3. Derivati di copertura - - 20.211 - - 717.458 4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale - - 8.449.660 - - 8.972.221 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - - -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - - 2.717.608 - - 335.466 Totale - - 2.717.608 - - 335.466 Nel corso del primo se mestre 2026 è stata rimborsata parte delle quote sottoscritte nel FIA “ VER Capital Credit Partners IX – Trade Receivables” , per euro 35.060 e distribuiti proventi per euro 67.186 mentre per quanto riguarda il FIA denominato “Finint Special Credit Opportunity Fund” sono stati effettuati nuovi versamenti per euro 278.607.
Il fair value delle quote dei fondi “Finint Special Credit Opportunity Fund” e “Ver Capital Credit Partners IX – Trade Receivables” è stato determinato sulla base dell’ultimo aggiornamento disponibile del Valore Complessivo Netto (Net Asset Value, NAV) comunicato dalle rispettive Società di Gestione del Risparmio .
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 51
A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività
complessiva Derivati di copertura Attività materiali Attività immateriali Totale di cui: a) attività
finanziarie detenute
per la negoziazione di cui: b) attività
finanziarie
designate al fair value di cui: c) altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value 1. Esistenze iniziali 8.254.763 - - 8.254.763 - 717.458 - -
2. Aumenti 304.670 - - 304.670 - - - -
2.1. Acquisti 278.607 - - 278.607 - - - -
2.2. Profitti imputati a: 26.063 - - 26.063 - - - -
2.2.1. Conto economico 26.063 - - 26.063 - - - -
di cui plusvalenze 26.063 - - 26.063 - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X - - - - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - - - - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento - - - - - - - -
3. Diminuzioni 129.984 - - 129.984 - 697.247 - -
3.1. Vendite - - - - - - - -
3.2. Rimborsi 35.060 - - 35.060 - - - -
3.3. Perdite imputate a: 94.924 - - 94.924 - - - -
3.3.1. Conto economico 94.924 - - 94.924 - - - -
di cui minusvalenze 94.924 - - 94.924 - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X - - - - -
3.4. Trasferimenti ad altri livelli - - - - - - - -
3.5. Altre variazioni in diminuzione - - - - - 697.247 - -
4. Rimanenze finali 8.429.449 - - 8.429.449 - 20.211 - -
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 52 A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli del fair value Attività/passività non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente Totale 3 0/06/202 6 Totale 31/12/202 5
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 684.098.984 - - 684.098.984 668.858.544 - - 668.858.544 2. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - -
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 684.098.984 - - 684.098.984 668.858.544 - - 668.858.544 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 658.831.720 - - 658.831.720 673.071.823 - - 673.071.823 2. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 658.831.720 - - 658.831.720 673.071.823 - - 673.071.823 Legenda: VB = Valore di bilancio; L1 = Livello 1; L2 = Livello 2; L3 = Livello 3
A.5 INFORMATIVA SUL C.D. “DAY ONE PROFIT/LOSS”
La Società non effettua operatività comportanti perdite/profitti secondo quanto stabilito dall’IFRS 7 par. 28.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 53
PARTE B - INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE
ATTIVO
Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide – Voce 10 Composizione della voce 10 “Cassa e disponibilità liquide” L’ammontare di euro 92. 912.359 è costituito da temporanee giacenze di liquidità “a vista” presso Istituti di Credito.
Si evidenzia che, in data 29 gennaio 2019, contestualmente alla stipula di un contratto di finanziamento a medio -lungo termine con un pool di banche, rinnovato nel corso del mese di dicembre 2024, la Società ha sottoscritto uno specifico contratto di pegno in forza del quale il saldo attivo dei conti correnti ivi indicati, è costituito a garanzia del debito relativo al finanziamento erogato dal pool di banche.
Al 30 giugno 202 6, il saldo attivo dei conti correnti assoggettati al pegno è pari ad euro 54.002.612, mentre il debito relativo al finanziamento a medio -lungo termine con un pool di banche, comprensivo degli interessi passivi maturati, è pari ad euro 205.779.143.
Sezione 2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20 2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica Voci/Valori Totale 3 0/06/202 6 Totale 31/12/202 5 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Titoli di debito - - - - - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - - - - -
2. Titoli di capitale - - 22.974 - - 22.974 3. Quote di OICR - - 8.406.475 - - 8.231.789 4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale - - 8.429.449 - - 8.254.763 L’importo classificato nel “Livello 3” dei Titoli di capitale si riferisce alle azioni della Banca di Credito Cooperativo di Milano e alle azioni della Rete Fidi Liguria, la cui valorizzazione è oggetto di verifica periodica sulla base di metodologie inter ne.
L’importo classificato nel “Livello 3” delle Quote di OICR si riferisce ai fondi di investimento di cui si è già fatto cenno, la cui valorizzazione è effettuata sulla base degli ultimi rendiconti di gestione ricevuti dalle società che li hanno istituiti .
Voci/Valori Totale 30/06/202 6 Totale 31/12/202 5 Cassa 3.612 860 Crediti “a vista” verso banche 92.912.359 122.613.697 Crediti “a termine” verso banche 4.999.900 -
Totale 97.915.871 122. 614.557
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 54 Sezione 4 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40 4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche Composizione Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 Valore di bilancio Fair Value Valore di bilancio Fair Value
Primo e
secondo stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 Primo e secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 1. Depositi a scadenza - - - - - - - - - - - -
2. Conti correnti - - - - - - - - - - - -
3. Finanziamenti 63.471 - - - - 63.471 464.732 - - - - 464.732 3.1 Pronti conto termine - - - - - - - - - - - -
3.2 Finanziamenti per leasing - - - - - - - - - - - -
3.3 Factoring 63.471 - - - - 63.471 464.732 - - - - 464.732
- pro-solvendo - - - - - - - - - - - -
- pro-soluto 63.471 - - - - 63.471 464.732 - - - - 464.732 3.4 Altri finanziamenti - - - - - - - - - - - -
4. Titoli di debito - - - - - - - - - - - -
4.1 titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
4.2 altri titoli di debito - - - - - - - - - - - -
5. Altre attività - - - - - - - - - - - -
Totale 63.471 - - - - 63.471 464.732 - - - - 464.732 L1 = livello 1; L2 = livello 2; L3 = livello 3
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 55
4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso società finanziarie Composizione Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 Valore di bilancio Fair Value Valore di bilancio Fair Value
Primo e
secondo stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 Primo e secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 1. Finanziamenti 10.025.287 - - - - 10.025.287 29.369 - - - - 29.369 1.1 Pronti conto termine - - - - - - - - - - - -
1.2 Finanziamenti per leasing - - - - - - - - - - - -
1.3 Factoring 10.025.287 - - - - 10.025.287 29.369 - - - - 29.369
- pro-solvendo 9.512.409 - - - - 9.512.409 - - - - - -
- pro-soluto 512.878 - - - - 512.878 29.369 - - - - 29.369 1.4 Altri finanziamenti - - - - - - - - - - - -
2. Titoli di debito - - - - - - - - - - - -
2.1 titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2 altri titoli di debito - - - - - - - - - - - -
3. Altre attività - - - - - - - - - - - -
Totale 10.025.287 - - - - 10.025.287 29.369 - - - - 29.369 L1 = livello 1; L2 = livello 2; L3 = livello 3
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 56 4.3 “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela Composizione Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 Valore di bilancio Fair Value Valore di bilancio Fair Value
Primo e
secondo stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 Primo e secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate L1 L2 L3 1. Finanziamenti 665.040.680 8.969.545 - - - 674.010.225 663.759.630 4.604.813 - - - 668.364.443 1.1 Finanziamenti per leasing - - - - - - - - - - - -
di cui: senza opzione finale d’acquisto - - - - - - - - - - - -
1.2 Factoring 665.040.680 8.969.545 - - - 674.010.225 663.759.630 4.604.813 - - - 668.364.443
- pro-solvendo 523.208.029 7.645.877 - - - 530.853.906 486.655.354 2.950.988 - - - 342.606.894
- pro-soluto 141.832.651 1.323.668 - - - 143.156.319 177.104.276 1.65 3.825 - - - 178.758.101 1.3 Credito al consumo - - - - - - - - - - - -
1.4 Carte di credito - - - - - - - - - - - -
1.5 Prestiti su pegno - - - - - - - - - - - -
1.6 Finanziamenti
concessi in relazione ai servizi di pagamento prestati - - - - - - - - - - - -
1.7 Altri finanziamenti - - - - - - - - - - - -
di cui: da escussione di garanzie e impegni - - - - - - - - - - - -
2. Titoli di debito - - - - - - - - - - - -
2.1 titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2 altri titoli di debito - - - - - - - - - - - -
3. Altre attività - - - - - - - - - - - -
Totale 665.040.680 8.969.545 - - - 674.010.225 663.759.630 4.604.813 - - - 668.364.443 L1 = livello 1; L2 = livello 2; L3 = livello 3
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 57 4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela Tipologia operazioni/Valori Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025
Primo e
secondo
stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate Primo e
secondo
stadio Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito - - - - - -
a) Amministrazioni pubbliche - - - - - -
b) Società non finanziarie - - - - - -
2. Finanziamenti verso: 665.040.680 8.969.546 - 663.759.630 4.604.813 -
a) Amministrazioni pubbliche 16.830.021 - - 34.379.453 - -
b) Società non finanziarie 643.056.868 8.966.348 - 616.638.590 4.604.813 -
c) Famiglie 5.153.791 3.199 - 12.741.587 - -
3. Altre attività - - - - - -
Totale 665.040.680 8.969.546 - 663.759.630 4.604.813 -
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 58 4.5 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive Valore lordo Rettifiche di valore complessive Write -off
parziali
complessivi
Primo stadio di cui: Strumenti con basso rischio di credito Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate Primo stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate
Titoli di debito - - - - - - - - - -
Finanziamenti 654.770.113 - 23.495.242 11.923.553 - 2.409.397 726.520 2.954.006 - -
Altre attività - - - - - - - - - -
Totale 30/06/2026 654.770.113 - 23.495.242 11.923.553 - 2.409.397 726.520 2.954.006 - -
Totale 31/12/2025 629.124.062 - 38.156.432 7.429.399 - 1.588.338 1.438.424 2.824.587 - -
Alla data di riferimento del presente bilancio non risultano finanziamenti oggetto di “moratorie” ex lege o altre misure di concessione o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica rilasciata a fronte del contesto Covid -19.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 59 4.6 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: attività garantite Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025
Crediti
verso
banche Crediti verso società finanziarie Crediti verso clientela Crediti
verso
banche Crediti verso
società
finanziarie Crediti verso clientela
VE VG VE VG VE VG VE VG VE VG VE VG
1. Attività non deteriorate garantite da: - - 9.512.409 9.512.409 469.507.498 469.049.724 - - - - 510.440.559 487.136.435
- Beni in leasing finanziario - - - - - - - - - - - -
- Crediti per factoring - - 9.512.409 9.512.409 447.534.360 447.534.360 - - - - 422.790.291 422.790.292
- Ipoteche - - - - - - - - - - - -
- Pegni - - - - 6.620.451 6.252.875 - - - - 29.003.428 13.209.878
- Garanzie personali - - - - 15.352.687 15.262.490 - - - - 58.646.840 51.136.265
- Derivati su crediti - - - - - - - - - - - -
2. Attività deteriorate garantite da: - - - - 6.377.958 6.377.958 - - - - 2.350.988 2.350.988
- Beni in leasing finanziario - - - - - - - - - - - -
- Crediti per factoring - - - - 6.377.958 6.377.958 - - - - 2.350.988 2.350.988
- Ipoteche - - - - - - - - - - - -
- Pegni - - - - - - - - - - - -
- Garanzie personali - - - - - - - - - - - -
- Derivati su crediti - - - - - - - - - - - -
Totale - - 9.512.409 9.512.409 475.885.455 475.427.682 - - - - 512.791.547 489.487.423 VE = valore di bilancio delle esposizioni VG = fair value delle garanzie
La tabella riporta il valore delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che sono garantite e l’importo della r elativa garanzia.
Le garanzie sono costituite da crediti ceduti rinvenienti dall’operatività di factoring .
Inoltre, la Società acquisisce: i) garanzie assicurative a protezione dal rischio di default dei debitori ceduti, ii) lettere di patronage , iii) lettere di compensazione tra cedenti e iv) in taluni casi, garanzie personali (fidejussioni) da amministratori o soci dei propri cedenti.
Nel caso di garanzie che presentano un valore che eccede l’importo dell’attività garantita, nella colonna “Valore garanzie” è indicato il valore dell’attività garantita.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 60 Sezione 5 – Derivati di copertura – Voce 50 5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli Valore nozionale / Livelli di fair value VN 30.06.2026 Fair value 30.06.2026 VN 31.12.2025 Fair value 31.12.2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Derivati finanziari - - - - - - - -
1) Fair value 20.211 - - 20.211 717.458 - - 717.458 2) Flussi finanziari - - - - - - - -
3) Investimenti esteri - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale 20.211 - - 20.211 717.458 - - 717.458 Nell’ambito delle politiche di ALM e gestione del rischio tasso, la Società ha sottoscritto con Intesa Sanpaolo S.p.A. n.3 Interest Rate Swap al fine di coprirsi dal rischio che un’oscillazione dei tassi di interesse possa influire negativamente sul fair value di alcuni strumenti di finanziamento a tasso fisso di propria emissione. In particolare , l’IRS sottoscritto :
1. il 16 ottobre 2025, rappresenta lo strumento di copertura di due bond senior unsecured non -convertible con un outstanding nominale complessivo pari a 80 milioni di euro ;
2. il 24 novembre 2025, copre il rischio di tasso di un prestito obbligazionario subordinato TIER 2 di tipo callable con un outstanding nominale pari a 30 milioni di euro;
3. il 15 gennaio 2026, copre il rischio di tasso di un bond senior unsecured non -convertible con un outstanding nominale pari a 20 milioni di euro.
Al 30 giugno 2026, il secondo Interest Rate Swap presenta un valore positivo pari a euro 20.211 mentre il primo e il terzo , come indicato nel seguito, hanno un fair value negativo pari a euro 2.717.608.
5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura Operazioni / Tipo di copertura Fair Value Flussi finanziari Investim.
esteri Specifica Generica Specifica Generica
Titoli di
debito e tassi di interesse Titoli di
capitale
e indici
azionari Valute
e oro credito merci altri 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - X X X - X X 2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - X - - X X X - X X 3. Portafoglio X X X X X X - X - -
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale Attività - - - - - - - - - -
1. Passività finanziarie 20.211 - - - - - X - X X 2. Portafoglio X X X X X X - X - X Totale Passività 20.211 - - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 61 Sezione 8 – Attività materiali – Voce 80 8.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo Attività/Valori Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 1. Attività di proprietà 3.055.187 2.346.359 a) terreni 178.952 178.952 b) fabbricati 1.565.862 1.601.069 c) mobili 189.215 206.339 d) impianti elettronici - -
e) altre 1.121.158 360.000 2. Diritti d’uso acquisiti con il leasing 3.360.839 3.601.515 a) terreni - -
b) fabbricati 2.995 .611 3.210.059 c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre 365.228 391.456 Totale 6.416.026 5.947.875 di cui: ottenute tramite l’escussione delle garanzie ricevute - -
A partire dal 1° gennaio 2019, nelle “Attività materiali” sono inclusi, altresì, i diritti d’uso di immobili e auto aziendali acquisiti con il leasing che la Società utilizza a scopo funzionale accogliendo anche gli effetti contabili relativi ai contratti di locazione e noleggio operativo in cui la Società è il locatario .
Sezione 9 – Attività immateriali – Voce 90 9.1 Attività immateriali: composizione Voci/Valutazione Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025
Attività
valutate al
costo Attività
valutate al fair
value Attività
valutate al
costo Attività
valutate al fair
value
1. Avviamento - - - -
2. Altre attività immateriali di cui: software - - -
2.1 di proprietà 4.065.265 - 3.771.814 -
- generate internamente 1.400.427 - 1.271.838 -
- altre 2.664.838 - 2.499.976 -
2.2 diritti d’uso acquisiti con il leasing - - -
Totale 2 4.065.265 - 3.771.814 -
3. Attività riferibili al leasing finanziario 3.1 beni inoptati - - - -
3.2 beni ritirati a seguito di risoluzione - - - -
3.3 altri beni - - - -
Totale 3 - - - -
Totale (1+2+3) 4.065.265 - 3.771.814 -
Totale 4.065.265 3.771.814 Nella voce “Altre attività immateriali di proprietà generate internamente” è contabilizzato, in termini di salari, stipendi e altri costi connessi all’impiego di personale dipendente coinvolto nel generare l’attività, quanto investito per lo sviluppo degli applicativi software che non esauriscono la loro utilità in un solo esercizio, ma generano anche benefici economici futuri.
La voce “Altre attività immateriali di proprietà - altre” comprende il costo sostenuto per l’acquisizione e lo sviluppo di software , ammortizzato a quote costanti per un periodo stimato di durata utile pari a cinque anni dall’entrata in funzione e il costo sostenuto per l’acquisizione e lo sviluppo di software per i quali non è ancora iniziato il periodo di ammortamento, non essendo gli asset, alla data di riferimento del bilancio, utilizzati e disponibili all’uso .
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 62 Sezione 10 – Attività fiscali e Passività fiscali – Voce 100 dell’attivo e Voce 60 del passivo Denominazioni Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 Attività fiscali correnti 6.352.895 9.979.114 Attività fiscali anticipate 1.277.579 597.779 Totale 7.630.474 10.576.893 Al fine di garantire una più corretta rappresentazione in bilancio, a partire dal 31 dicembre 2024, i crediti di imposta sugl i investimenti e i crediti d’imposta connessi con i Decreti Legge “Cura Italia” e “Rilancio” acquistati a seguito di cessione d a parte di precedenti acquirenti, sono stati classificati nella voce 120 dell’attivo dello Stato Patrimoniale “Altre attività”, i n linea con i paragrafi 54 e 55 dello IAS 1 “Presentazione del bilancio”.
10.1 “Attività fiscali: correnti e anticipate”: composizione La voce “Attività fiscali correnti” è composta per la totalità da crediti verso Erario per acconti IRES ed IRAP rispettivamente per euro 4.877.938 ed euro 1.474.957 .
La voce “Imposte anticipate” accoglie le imposte anticipate originate principalmente dalle differenze temporanee per gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti e per gli accantonamenti al fondo per rischi ed oneri e per i compensi differiti per gli amministratori sostenuti e deducibili secondo la normativa fiscale vigente .
10.2 “Passività fiscali: correnti e differite”: composizione
La voce “ Passività fiscali correnti ” è costituita dal debito verso l’Erario per IRES pari ad euro 5.031.836, per IRAP pari ad euro 1.535.297 e per la tassazione in Spagna per euro 5.487 .
La voce “ Passività fiscali differite ” è relativa all’effetto attuariale ( Actuarial Gain ) emerso in sede di valutazione attuariale del Fondo Trattamento di fine rapporto secondo il principio contabile IAS 19.
Sezione 12 – Altre attività – Voce 120 12.1 Altre attività: composizione Voci/Valori Totale 30/06/202 6 Totale 31/12/202 5 Crediti d’imposta superbonus 110% 7.913.376 11.433.612 Attività diverse 8.151.902 3.906.339 Risconti attivi 3.822.937 3.744.976 Fatture da emettere 1.477.437 1.607.048 Fornitori c/anticipi 393.386 53.267 Erario ritenute fiscali 182.747 225.974 Depositi cauzionali 106.371 91.585 Altri crediti d’imposta (Art bonus, Innovazione Digitale 4.0, Beni strumentali 4.0, altri) 85.504 291.641 Ratei attivi 50.058 40.935 Totale 22.183.718 21.395.377 La voce “Crediti d’imposta superbonus 110%” si è significativamente ridotta rispetto al 31 dicembre 202 5, per circa 3,5 milioni di euro, in quanto le compensazioni operate con i debiti tributari della Società nel corso del semestre si sono rivelate superior i rispetto agli acquisti effettuati nel lo stesso periodo .
Tra le “Attività diverse” sono inclus i credit i per euro 5.982 migliaia derivanti dalla cessione di tre single name e per euro 1.804 migliaia nei confronti di Intesa Sanpaolo, controparte dei tre derivati di copertura del rischio di tasso sottoscritti che si riferiscono alla quota parte degli interessi a tasso fisso maturati al 3 0 giugno 2026 che la Società riceverà da quest’ultima.
La voce “Fatture da emettere” include gli interessi attivi maturati sulla cessione pro soluto di crediti IVA che saranno fatturati nel 2026. Denominazioni Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 Passività fiscali correnti 6.572.620 14.844.419 Passività fiscali differite 128.167 57.513 Totale 6.700.787 14.901.932
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 63
PASSIVO
Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10 1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti Voci Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025
verso
banche verso
società
finanziarie verso
clientela verso
banche verso
società
finanziarie verso
clientela
1. Finanziamenti 234.974.114 74.258.589 4.887.105 276.339.309 80.292.630 -
1.1 pronti contro termine - - - - - -
1.2 altri finanziamenti 234.974.114 74.258.589 - 276.339.309 80.292.630 -
2. Debiti per leasing - - 2.618.183 - - 2.785.140 3. Altri debiti - 162.841.614 2.268.922 - 158.957.431 1.203.684 Totale 234.974.114 237.100.203 4.887.105 276.339.309 239.250.061 3.988.824 Fair value - livello 1 - - - - - -
Fair value - livello 2 - - - - - -
Fair value - livello 3 234.974.114 237.100.203 4.887.105 276.339.309 239.250.061 3.988.824 Totale Fair Value 234.974.114 237.100.203 4.887.105 276.339.309 239.250.061 3.988.824 Il totale della voce ammonta , pertanto , ad euro 481.848.527, diminuito di euro 37,7 milioni rispetto al 31 dicembre 202 5 principalmente per la riduzione del finanziamento in pool per euro 55,2 milioni solo parzialmente compensato dal minore aumento di altre sotto -voci, come gli altri debiti verso banche per euro 13,9 milioni ed il veicolo di cartolarizzazione General SPV S.r.l. per euro 3,9 milioni.
Il debito verso banche si riferisce a:
Forma tecnica Importo Esposizioni in c/c a vista per anticipi SBF 9.877.990 Mutui chirografari 19.316.976 Finanziamento in pool 205.779.148
Totale 234.974.114
Alla data della relazione finanziaria sono in essere i seguenti mutui chirografari :
Banca Scadenza Capitale residuo Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. 29/09/202 7 10.086.864 Intesa Sanpaolo S.p.A. 30/09/202 7 9.230.112
Totale 19.316.976
Relativamente al contratto di finanziamento revolving in pool (“Contratto RCF”), si fa presente che la Società – nel contesto delle strategie di funding – ha ottenuto dagli istituti di credito il rinnovo anticipato della scadenza dicembre 2027.
Al riguardo, si specifica che il Contratto RCF prevede taluni covenant relativi in particolare:
✓ alla patrimonializzazione della Società (“Parametro Finanziario”);
✓ al livello di crediti non performing sul totale crediti;
✓ al loan to value della linea complessiva;
✓ al grado di copertura assicurativa delle esposizioni creditizie.
Tali covenant sono stati costantemente rispettati sin dalla firma del Contratto RCF e sono in linea con i limiti contrattuali anche con riferimento al 30 giugno 202 6.
Il debito per finanziamenti verso società finanziarie si riferisce principalmente a debiti per ricessioni pro solvendo anticipi fatture Italia ed estero (c.d. operazioni di re-factoring ).
Gli “Altri debiti” verso società finanziarie si riferiscono a debiti verso la società veicolo (General SPV S.r.l.) relativi all’operazione di cartolarizzazione conclusa il 13 dicembre 2021, rinnovata anticipatamente a dicembre 2024 per altri tre ann i fino al 31 dicembre 2027, ed avente ad oggetto un portafoglio rotativo di crediti commerciali performing derivanti da contratti
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 64 di factoring di titolarità della Società. Con riferimento all’operazione di cartolarizzazione in essere, si fa presente che l a documentazione contrattuale sottoscritta con i lender , prevede taluni trigger , al superamento dei quali l’operazione può andare in una fase di ammortamento.
Tali trigger si riferiscono in particolare alle performance del portafoglio cartolarizzato (livelli di delinquency e default ) e si sono confermati in linea con i limiti contrattuali anche con riferimento al 3 0 giugno 2026.
Gli acquisti dei crediti sono finanziati attraverso l’emissione di diverse classi di titoli ABS di tipo partly paid, con differente grado di subordinazione. Attualmente, come di seguito specificato, a valle dell’ingresso di un quarto senior lender a gennaio 2026, il programma prevede un importo massimo delle note senior di 420 milioni di euro (linee deliberate dai finanziatori), contro i 345 del 31 dicembre 2025.
I “Debiti verso la clientela” si riferiscono ad importi da riconoscere a cedenti rinvenienti da incassi di crediti ceduti e a debiti per leasing, iscritti a seguito dell’adozione del nuovo principio contabile “IFRS 16 Leases”.
1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione Tipologia titoli/Valori Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 VB Fair value VB Fair value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 142.474.743 - - 142.474.743 126.719.069 - - 126.719.069 1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 142.474.743 - - 142.474.743 126.719.069 - - 126.719.069 2. altri titoli 34.508.450 - - 34.508.450 26.774.560 - - 26.774.560 2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri 34.508.450 - - 34.508.450 26.774.560 - - 26.774.560 Totale 176.983.193 - - 176.983.193 153.493.629 - - 153.493.629 Per quanto riguarda le obbligazioni, la Società ha emesso e collocato:
a) n. 3 prestiti obbligazionari subordinati Tier 2:
Data
Emissione Data
Scadenza Cedola Periodicità
Cedola Ammontare
(€/000)
30/09/2021 30/09/2027 10% (fisso) annuale 5.000 28/10/2021 28/10/2026 Euribor 3M + 8% annuale 7.500 29/10/2025 29/01/2031 (call) 29/01/2036 6,875% (fisso) annuale 30.000
Totale 42.500
b) Bond Senior Unsecured emesso in tre “tranche” :
Data
Emissione Data
Scadenza Cedola Periodicità
Cedola Ammontare
(€/000)
17/04/2025 17/04/2028 5,50% (fisso) annuale 50.000 29/09/2025 17/04/2028 5,50% (fisso) annuale 30.000 20/01/202 6 17/04/2028 5,50% (fisso) annuale 20.000
Totale 100.000
Il bond, emesso ad aprile 2025, è negoziato sull’Euronext ACCESS Milan, sistema multilaterale di negoziazione gestito da Borsa Italiana S.p.A.. A settembre 2025 è stata effettuata una riapertura del bond sopra la pari ad un prezzo di 100,5% e scadenza sempre fissat a per il 17 aprile 2028, per un ammontare di 30 milioni di euro e con cedola annuale a tasso fisso del 5,50%.
A gennaio 2026 è stata fatta un’ulteriore apertura del bond sopra la pari ad un prezzo di 100,65% e scadenza sempre fissata per il 17 aprile 2028, per un ammontare di 20 milioni di euro e con cedola annuale a tasso fisso del 5,50%.
Le obbligazioni – sottoscritte da investitori istituzionali – sono state immesse nel sistema di gestione accentrata presso Monte Titoli S.p.A. ed assoggettate alla disciplina di dematerializzazione.
Gli “Altri titoli” sono cambiali finanziarie ammesse in forma dematerializzata in Monte Titoli e negoziate sull’Euronext ACCE SS
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 65 Milan, sistema multilaterale di negoziazione gestito da Borsa Italiana S.p.A.
In particolare, sono stati emessi e ancora non rimborsati alla data del 3 0 giugno 2026 i seguenti quattro titoli zero coupon .
Cambiali
finanziarie Data
Emissione Data
Scadenza Tasso annuo Ammontare
(€/000)
1 21/01/202 6 21/07/2026 2,996% 10.000 2 10/03/2026 10/03/202 7 3,257% 10.000 3 10/06/2026 09/12/2026 3,650% 10.000 4 29/06/2026 29/12/2026 3,531% 5.000
Totale 35.000
1.3 Debiti e titoli subordinati La voce “Titoli in circolazione”, come già anticipato nel precedente paragrafo, comprende Titoli subordinati relativi all’emissione di prestiti obbligazionari senior unsecured Tier 2 per nominali 42,5 milioni di euro.
In data 20 agosto 2025, Generalfinance ha sottoscritto un nuovo accordo di finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti (CDP), tramite il plafond da 1 miliardo di euro dedicato al factoring e previsto dalla convenzione siglata di recente tra CDP e Assifact a supporto di PMI e Mid Cap. Tale accordo ha consentito a Generalfinance di accedere, tramite la provvista di CDP, a un finanziamento per un importo iniziale di 7,5 milioni di euro, dedica to all’acquisto di crediti commerciali ceduti dai propri clienti, successivamente incrementato a 31,9 milioni di euro.
Sezione 4 – Derivati di copertura – Voce 40 4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli Valore nozionale / Livelli di fair value VN 30.06.2026 Fair value 30.06.2026 VN 31.12.2025 Fair value 31.12.2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Derivati finanziari - - - - - - - -
1) Fair value 2.717.608 - - 2.717.608 335.466 - - 335.466 2) Flussi finanziari - - - - - - - -
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale 2.717.608 - - 2.717.608 335.466 - - 335.466 Al 30 giugno 2026, due dei tre Interest Rate Swap presenta no un fair value negativo complessivo pari a euro 2.717 .608.
5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura Operazioni / Tipo di copertura Fair Value Flussi finanziari Investim.
Esteri Specifica
Generica Specifica Generica Titoli di debito e tassi di interesse Titoli di
capitale
e indici
azionari Valute
e oro credito merci altri 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - X X X - X X 2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - X - - X X X - X X 3. Portafoglio X X X X X X - X - -
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale Attività - - - - - - - - - -
1. Passività finanziarie 2.717.608 - - - - - X - X X 2. Portafoglio X X X X X X - X - X Totale Passività 2.717.608 - - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 66 Sezione 6 – Passività fiscali – Voce 60 Per il contenuto della voce “Passività fiscali” si rimanda a quanto riportato nella Sezione 10 dell’attivo “Attività fiscali e Passività fiscali”.
Sezione 8 – Altre passività – Voce 80 8.1 Altre passività: composizione Voci/Valori Totale 3 0/06/202 6 Totale 31/12/202 5 Debiti per operazioni di factoring 49.054.108 37.060.711 Risconti passivi 5.987.086 4.461.000 Debiti verso fornitori e prestatori 4.054.165 2.609.221 Debiti diversi 3.222.887 3.473.902 Ratei passivi 1.724.086 1.864.775 Debiti verso dipendenti 1.228.532 1.482.865 Debiti verso Amministratori 611.677 917.448 Enti previdenziali e assistenziali 502.025 404.781 Debiti verso Erario 484.528 431.232 Totale 66.869.094 52.705.935 La voce “ Debiti per operazioni di factoring ” accoglie sia i pagamenti ricevuti dai debitori per le operazioni di factoring in essere per i quali l’imputazione alle relative posizioni generalmente è avvenuta nei primi giorni del mese di luglio che il differenziale tra gli effetti presso istituti di credito e le relative posizioni ancora aperte sui debitori ceduti, dovuto allo sfasamento temporale tra l’operazione di chiusura fatta dagli istituti di credito e quella fatta dalla Società che, a parit à di scadenza, avverrà all’effettivo incasso del titolo.
Sezione 9 – Trattamento di fine rapporto del personale – Voce 90 9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 A. Esistenze iniziali 1.716.029 1.550.314 B. Aumenti 105.788 207.563 B.1 Accantonamento dell’esercizio 105.788 207.563 B.2 Altre variazioni in aumento - -
C. Diminuzioni 393.959 41.848 C.1 Liquidazioni effettuate 135.979 6.158 C.2 Altre variazioni in diminuzione 257.980 35.690 D. Rimanenze finali 1.427.858 1.716.029 La passività iscritta in bilancio al 30 giugno 202 6 relativa al Trattamento di Fine Rapporto è pari al valore attuale dell’obbligazione stimata da uno studio attuariale indipendente sulla base di ipotesi di carattere demografico ed economico.
9.2 Altre informazioni Si riportano di seguito le principali ipotesi attuariali:
Incremento e inflazione salariale : Sulla base delle analisi condotte sui dati aziendali aggiornati al 31 maggio 2026, si è stabilito di adottare un tasso di incremento salariale annuo pari al 4% per tutte le categorie lavorative. Oltre a tale incremento salariale, è stato ipotizzato un incremento annuo dovuto all’inflazione, i cui indici sono indicati successivamente;
Probabilità e percentuali medie di utilizzo del fondo TFR : data la modesta dimensione della collettività oggetto d’indagine, le probabilità e le percentuali di utilizzo sono state stimate, in funzione dell’anzianità e in base all’esperienza desunta d a
imprese similari;
Probabilità di eliminazione dalla collettività per decesso : sono state utilizzate le tavole censuarie della popolazione generale italiana (Tavole ISTAT SIM/F 202 4 dell’Istituto Italiano di Statistica) differenziate secondo il sesso;
Probabilità di eliminazione dalla collettività per pensionamento : considerata la ridotta numerosità della collettività, sono state utilizzate probabilità già adottate per imprese similari. Tali probabilità, differenziate per sesso e per categoria lav orativa, tengono conto delle ultime disposizioni in materia di età di pensionamento;
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 67 Probabilità di eliminazione dalla collettività per cause diverse da morte e pensionamento (dimissioni, invalidità permanente, ecc.) : sulla base delle serie storiche registrate dalla Società, tali probabilità sono state poste pari al 5% annuo;
Tassi di rivalutazione del TFR : l’inflazione è posta pari all’indice stimato per il medio termine dalla Banca Centrale Europea per l’Eurozona ed è pari al 2% flat;
Tassi d’interesse : è stata impiegata la curva “Europe Corporate ” di rating “AA” prodotta da Bloomberg Finance al 30 giugno 2026.
Nella tabella di seguito riportata sono sintetizzati i risultati relativi all’analisi di sensitività. (valori in migliaia di euro) Valore del DBO Incremento (o decremento) del DBO Valutazione base 1.435 Sensitività rispetto ai tassi d’interesse I) decremento dello 0,5% dei tassi 1.491 3,92% II) incremento dello 0,5% dei tassi 1.382 (3,68%) Sensitività rispetto alla scala salariale III) decremento dello 0,5% della scala salariale 1.434 (0,03%) IV) incremento dello 0,5% della scala salariale 1.435 0,03%
Sezione 10 – Fondi per rischi ed oneri – Voce 100 10.1 Fondi per rischi ed oneri: composizione Voci/Valori Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate - -
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali 227.248 218.408 4. Altri fondi per rischi ed oneri 2.969.747 808.965 4.1 controversie legali e fiscali 1.758.365 -
4.2 oneri per il personale 50.746 41.399 4.3 altri 1.160.636 767.566 Totale 3.196.995 1.027.373
10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti I “Fondi di quiescenza” si riferiscono al “Fondo acc.to indennità suppletiva di clientela” e al “Fondo per patto di non concorrenza” accantonati a favore dell’unico agente. Tali somme verranno corrisposte al momento della chiusura del rapporto.
10.6 Fondi per rischi ed oneri: altri fondi Gli “Altri fondi per rischi e oneri” si riferiscono quasi esclusivamente all’accantonamento effettuato a fronte del piano di incentivazione a lungo termine per il periodo 2025 -2027 (c.d. “Long Term Incentive Plan”) approvato con delibera del Consiglio di A mministrazione nella seduta del 28 febbraio 2025.
Alla data del la presente relazione , la Società è coinvolta in sei contenziosi passivi, quattro de i quali – anche sulla base degli specifici pareri resi dai legali incaricati alla difesa giudiziale – sono stati valutati con rischio di soccombenza “remoto” .
Per un solo contenzioso relativo a revocatoria fallimentare (“Fallimento Industries Sportswear Company S.r.l. ”, di cui alla relazione degli amministratori) il rischio di soccombenza è stato valutato “probabile” conseguentemente all’emissione da parte della Corte di Appello di Venezia di una sentenza sfavorevole alla Società e sulla scorta dei pareri dei legali esterni acquisiti . In relazione a tale contenzioso, è in corso di definizione una transazione della controversia per un importo pari a 1,7 milioni di euro, interamente accantonato a fondo rischi e oneri nella relazione finanziaria semestrale .
E’ inoltre attivo un contenzioso – qualificato come “possibile” in funzione dei pareri acquisiti - avviato da un ex cliente, il quale sostiene che nel corso del rapporto siano state addebitate condizioni economiche in misura superiore a quella consentita. Il petitum è pari a circa 362.000 euro .
In coerenza con quanto previsto dai principi contabili e dalle policy interne in materia, la Società non ha effettuato
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 68 accantonamenti per i contenziosi i cui rischi sono stati valutati possibili, mentre ha accantonato euro 1,7 milioni per quella il cui rischio è stato valutato probabile ma che è stata definita nel mese di luglio 2026 sulla base del suddetto importo.
Sezione 11 – Patrimonio – Voci 110, 140, 150, 160 e 170 11.1 Capitale: composizione
Tipologie Importo
1. Capitale 4.202.329 1.1 Azioni ordinarie 4.202.329 1.2 Altre azioni -
Il capitale della Società è pari ad euro 4.202.329,36 ed è suddiviso in n. 12.635.066 azioni ordinarie di valore nominale inespresso, a norma del 3° comma dell’art. 2346 C.C. e dell’art. 5 del vigente Statuto sociale.
Al 30 giugno 202 6, sulla base delle informazioni in possesso della Società, esso è ripartito come segue:
- GGH – Gruppo General Holding S.r.l. (GGH) , che detiene il 41,37 5% circa del capitale sociale (il 61,897% circa dei diritti di voto, tenendo conto della maggiorazione di voto acquisita );
- Investment Club S.r.l. (IC) , che detiene il 9,55 5% circa del capitale sociale (il 4,765% circa dei diritti di voto);
- BFF Bank S.p.A. (BFF) , che detiene l’8,02 1% circa del capitale sociale (il 4,00% circa dei diritti di voto);
- First4Progress 1 S.r.l. (F4P – già First4Progress S.p.A. ), che possiede il 4,907% circa del capitale sociale ( il 7,341% circa dei diritti di voto);
- Banca del Ceresio SA (BS) , che possiede il 4,77 3% circa del capitale sociale ( il 6,352% circa dei diritti di voto);
- mercato (flottante ), che complessivamente detiene una quota pari al 3 1,369% circa del capitale sociale ( il 15,644% circa del totale dei diritti di voto).
Le azioni, tutte ordinarie e negoziate su Euronext STAR Milan, hanno pari diritti, sia amministrativi che patrimoniali, come stabiliti dalla legge e dallo statuto, salvo quanto previsto da quest’ultimo in materia di voto maggiorato, come più oltre precisat o. Esse sono indivisibili, nominative e liberamente trasferibili per atto tra vivi e trasmissibili a causa di morte. Alle azioni si applica la normativa, anche regolamentare, di tempo in tempo vigente in materia di rappresentazione, legittimazione e circol azione della partecipazione sociale prevista per gli strumenti finanziari negoziati nei mercati regolamentati. Le azioni sono emesse in regime di dematerializzazione.
Ai sensi dell’articolo 127 -quinquies del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (“TUF”), a ciascuna azione appartenuta al medesimo soggetto, in virtù di un diritto reale legittimante l’esercizio del diritto di voto (piena proprietà con diritto di voto o nu da proprietà con diritto di voto o usufrutto con diritto di voto) per un periodo continuativo di almeno 24 mesi attestata dall’iscrizione continuativa, per un periodo di almeno 24 mesi, nell’elenco appositamente istituito, tenuto a cura della Soci età, sono attribuiti due voti. Inoltre, nei limiti in cui sia consentito dalla legge pro tempore vigente, a ciascuna azione appartenuta al medesimo soggetto, in virtù di un diritto reale legittimante l’esercizio del diritto di voto, è attribuito un voto ulterio re alla scadenza di ogni periodo di 12 mesi successivo alla maturazione del periodo di 24 m esi di cui sopra, fino a un massimo complessivo pari a dieci voti per azione.
L’accertamento dei presupposti ai fini dell’attribuzione del voto maggiorato viene effettuato dall’organo amministrativo.
Al 30 giugno 2026, gli azionisti GGH - Gruppo General Holding S.r.l., First4Progress 1 S.r.l. e Banca del Ceresio SA godevano della maggiorazione rafforzata del diritto di voto, rispetto alle azioni per le quali, in tale data, è stato accertato l’avve nuto decorso del perio do di 36 mesi di iscrizione ininterrotta nell’Elenco Speciale.
Alla medesima data, nessun altro azionista aveva maturato la maggiorazione di voto né ordinaria, né rafforzata .
Con riferimento alla maggiorazione del diritto di voto, si rende noto che in data 26 marzo 2026 l ’azionista Investment Club S.r.l. ha comunicato la propria rinuncia alla maggiorazione del diritto di voto acquisita sull ’intera sua partecipazione. Per l’effetto, ciascuna delle azioni possedute da Investment Club, alla data odierna, attribuisce all ’azionista un solo diritto di voto.
11.2 Azioni proprie: composizione Al 30 giugno 2026 e al 31 dicembre 202 5 la Società non possiede azioni proprie.
11.3 Strumenti di capitale: composizione Alle date del 3 0 giugno 2026 e al 31 dicembre 202 5 la Società non ha valorizzato la voce strumenti di capitale.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 69 11.4 Sovrapprezzi di emissione: composizione
Tipologie Importo
1. Sovrapprezzi di emissione 25.419.745 1.1 Azioni ordinarie 25.419.745 1.2 Altre azioni -
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 70
PARTE C - INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO
Sezione 1 – Interessi – Voci 10 e 20 1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni 30/06/2026 30/06/2025 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: - - - - -
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - -
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - -
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - X - -
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 20.350.027 X 20.350.027 20.722.538 3.1 Crediti verso banche - 703.018 X 703.018 511.339 3.2 Crediti verso società finanziarie - 406.856 X 406.856 604.643 3.3 Crediti verso clientela - 19.240.153 X 19.240.153 19.606.556 4. Derivati di copertura X X - - -
5. Altre attività X X 1.158.122 1.158.122 270.826 6. Passività finanziarie X X X - -
Totale - 20.350.027 1.158.122 21.508.151 20.993.364 di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - - - - -
di cui: interessi attivi su leasing X - X - -
1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni 30/06/2026 30/06/2025 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 9.200.768 4.780.911 - 13.981.679 15.996.617 1.1 Debiti verso banche 4.207.849 X X 4.207.849 5.129.356 1.2 Debiti verso società finanziarie 4.929.633 X X 4.929.633 6.450.305 1.3 Debiti verso clientela 63.286 X X 63.286 61.674 1.4 Titoli in circolazione X 4.780.911 X 4.780.911 4.355.283 2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività X X 19 19 1 5. Derivati di copertura X X 409.593 409.593 -
6. Attività finanziarie X X X - -
Totale 9.200.768 4.780.911 409.612 14.391.291 15.996.618 di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing 63.286 X X 63.286 61.674
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 71
Sezione 2 – Commissioni – Voci 40 e 50 2.1 Commissioni attive: composizione Dettaglio Totale 30/06/2026 Totale 30/06/2025 a) operazioni di leasing - -
b) operazioni di factoring 26.953.384 26.702.258 c) credito al consumo - -
d) garanzie rilasciate - -
e) servizi di:
- gestione fondi per conto terzi - -
- intermediazione in cambi - -
- distribuzione prodotti - -
- altri - -
f) servizi di incasso e pagamento - -
g) servicing in operazioni di cartolarizzazione - -
h) altre commissioni - -
Totale 26.953.384 26.702.258
2.2 Commissioni passive: composizione Dettaglio/Settori Totale 30/06/2026 Totale 30/06/2025 a) garanzie ricevute 71.713 185 b) distribuzione di servizi da terzi - -
c) servizi di incasso e pagamento - -
d) altre commissioni 2.590.667 3.689.157 d.1 operazioni di anticipazione di crediti di impresa (L.52/91) 885.458 1.344.433 d.2 altre 1.705.209 2.344.724 Totale 2.662.380 3.689.342 Le commissioni passive per operazioni di anticipazione di crediti d’impresa sono rappresentate da provvigioni e compensi corrisposti a finanziatori in relazione alle linee di credito per “refactoring”.
All’interno della sotto -voce “ operazioni di anticipazione di crediti di impresa (L.52/91)”, sono ricomprese le commissioni per agenti e mediatori pari a euro 310.146, in crescita rispetto ai 253.784 del periodo precedente.
La sottovoce “ Altre ” è composta principalmente da spese e commissioni bancarie per euro 528.772 e da costi sostenuti per l’assicurazione del credito per euro 857.169.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 72 Sezione 8 – Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito – Voce 130 8.1 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato : composizione
Operazioni/Componenti
reddituali Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Totale
30/06/2026 Totale
30/06/2025 Primo
stadio Secondo
stadio Terzo stadio Impaired acquisite o
originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate Write -off Altre Write -off Altre 1. Crediti verso banche (1.002 ) - - - - - 1.498 - - - 496 272
- per leasing - - - - - - - - - - - -
- per factoring - - - - - - - - - - - -
- altri crediti (1.002 ) - - - - - 1.498 - - - 496 272 2. Crediti verso società finanziarie - - - - - - - - - - 1
- per leasing - - - - - - - - - - - -
- per factoring - - - - - - - - - - -
- altri crediti - - - - - - - - - - 1 3. Crediti verso clientela (821.059 ) (41.152 ) (105.558 ) (2.922.420 ) - - 753.056 - 718.3 11 - (2.418.82 4) 1.975.019
- per leasing - - - - - - - - - - -
- per factoring (821.059 ) (41.152 ) (105.558 ) (2.922.420 ) - - 753.056 - 718. 311 - (2.418.82 4) 1.975.019
- per credito al consumo - - - - - - - - - - - -
- prestiti su pegno - - - - - - - - - - - -
- altri crediti - - - - - - - - - - - -
Totale (822.062 ) (41.152 ) (105.558 ) (2.922.420 ) - - 754.554 - 718.31 1 - (2.418.328 ) (1.974.747 )
Gli importi inseriti nella voce “Crediti verso banche” si riferiscono ai crediti verso banche “a vista” riportati nella voce “Cassa e disponibilità liquide”.
Per maggiori dettagli si rimanda alla “Parte D – Altre informazioni – Sezione 3 – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura ”.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 73 Sezione 10 – Spese Amministrative – Voce 160 10.1 Spese per il personale: composizione Tipologie di spese/Valori Totale 30/06/2026 Totale 30/06/2025 1. Personale dipendente 5.399.244 4.036.927 a) salari e stipendi 3.545.276 2.695.721 b) oneri sociali 879.596 719.548 c) indennità di fine rapporto 2.511 2.516 d) spese previdenziali - -
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale 179.287 106.718 f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili:
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti - -
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: 119.186 79.239
- a contribuzione definita 119.186 79.239
- a benefici definiti - -
h) altri benefici a favore dei dipendenti 673.388 433.140 2. Altro personale in attività - 2.000 3. Amministratori e Sindaci 1.057.012 821.651 4. Personale collocato a riposo - -
5. Recuperi di spesa per dipendenti distaccati presso altre aziende - -
6. Rimborsi di spesa per dipendenti distaccati presso la società - -
Totale 6.456.256 4.860.752 Nella voce “ h) altri benefici a favore dei dipendenti ” e nella voce “ 3. Amministratori e Sindaci ” sono compresi gli accantonamenti effettuati a fronte del piano di incentivazione a lungo termine per il periodo 202 5-2027 approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione nell a sedut a del 28 febbraio 2025.
10.3 Altre spese amministrative: composizione Tipologia di spesa/Valori Totale 30/06/2026 Totale 30/06/2025 Compensi professionali e consulenze 2.247.661 2.532.398 Spese di Rappresentanza e Pubblicità 815.300 392.712 Spese per utenze 635.643 179.848 Informazioni commerciali 477.744 437.559 Spese per viaggi e trasporto 295.761 238.643 Imposte indirette e tasse 158.577 85.595 Spese per manutenzioni 108.020 63.832 Affitti passivi e spese condominiali 101.880 154.224 Spese postali e spedizione 97.504 95.823 Assicurazioni 53.244 19.959 Cancelleria e materiale vario di consumo 21.069 10.983 Altri oneri amministrativi 184.015 426.374 Totale 5.196.418 4.637.950
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 74 Sezione 11 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri – Voce 170 11.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi ed oneri: composizione Accantonamenti Utilizzi Riprese di valore Riattribuzioni di eccedenze 30/06/2026 30/06/2025 1. Accantonamenti al fondo quiescenza 8.605 - - - 8.605 8.674 2. Accantonamenti ad altri fondi per rischi ed oneri: - - - - - -
a) controversie legali e fiscali 1.700.000 - - - 1.700.000 -
b) oneri per il personale - - - - -
c) altri - - - - - -
Totale 1.708.605 - - - 1.708.605 8.674 L’accantonamento in tabella si riferisce quasi esclusivamente all’indennità suppletiva di clientela agenti .
Sezione 14 – Altri proventi e oneri di gestione – Voce 200 14.1 Altri oneri di gestione: composizione Totale 30/06/2026 Totale 30/06/202 5 Sopravvenienze passive - (244.202) Erogazioni liberali (34.040) (88.500) Altri (228.962) (101.993) Totale (263.002) (434.695) La sottovoce “Altri” comprende, per euro 2 11.292, le rettifiche di valore nette di crediti non valutati al costo ammortizzato ed iscritte nella voce “120. Altre Attività”.
14.2 Altri proventi di gestione: composizione Totale 30/06/2026 Totale 30/06/202 5 Rimborsi spese 744.900 471.052 Sopravvenienze attive 144.133 362.852 Altri 362.992 366.156 Totale 1.252.025 1.200.060 La sottovoce “Altri” comprende, per euro 295.453, i costi diretti (sostanzialmente costi del personale) relativi allo sviluppo di software generati internamente.
Sezione 19 – Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente – Voce 270 19.1 Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente: composizione Totale 30/06/2026 Totale 30/06/202 5 1. Imposte correnti ( -) (6.572. 655) (6.228.132) 2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/ -) - -
3. Riduzione delle imposte correnti dell’esercizio (+) - -
3 bis. Riduzione delle imposte correnti dell’esercizio per crediti d’imposta di cui alla legge n. 214/2011 (+) - -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/ -) 679.800 (17.185) 5. Variazione delle imposte differite (+/ -) - -
6. Imposte di competenza dell’esercizio ( -) (-1+/-2+3+3 bis+/ -4+/-5) (5.892.855) (6.245.317) Le imposte correnti di competenza del primo seme stre 2026 sono stimate in euro 5.031.836 per IRES , in euro 1.535.297 per IRAP e in euro 5.522 per la fiscalità corrente generata dalla branch spagnola.
Per la determinazione dell’imposta sui redditi (IRES) è stata applicata l’aliquota del 27,5%, comprensiva del 3,5% relativa all’addizionale IRES. Per l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) è stata adottata l’aliquota del 5,57%.
La variazione delle imposte anticipate è determinata dalla somma algebrica ottenuta da aumenti per euro 250.705 per nuove
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 75 imposte anticipate sorte nel semestre e da diminuzioni per euro 930.505 per recupero a tassazione di imponibile tassato in precedenti esercizi.
Utile per azione Le modalità di calcolo dell’utile (perdita) base per azione e dell’utile (perdita) diluito per azione sono definite dallo “IA S 33 – Utile per azione”. L’utile (perdita) base per azione è definito come il rapporto fra il risultato economico o il risultato d elle attività operative in esercizio (escludendo quindi il risultato delle attività non correnti in via di dismissione al netto de lle imposte) attribuibile ai possessori di strumenti ordinari di capitale e la media ponderata delle azioni ordinarie in circo lazione durante il periodo.
Nella tabella che segue si riporta l’utile (perdita) base per azione con i dettagli del calcolo .
Dettaglio 30/06/2026 30/06/202 5 Utile (perdita) attribuibile ai possessori di azioni ordinarie 9.634.635 12.320.367 Media ponderata azioni ordinarie 12.635.066 12.635.066 Utile (perdita) base per azione 0,76 0,97 Non ci sono strumenti in essere con potenziale effetto diluitivo, pertanto , l’utile (perdita) diluito per azione risulta quindi pari all’utile (perdita) base per azione.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 76
PARTE D - ALTRE INFORMAZIONI
Sezione 1 – Riferimenti specifici sull’operatività svolta B. Factoring e cessioni di crediti B.1 – Valore lordo e valore di bilancio B.1.1 – Operazioni di factoring Voci/Valori Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 Valore lordo Rettifiche di valore Valore netto Valore lordo Rettifiche di valore Valore netto 1. Non deteriorate 678.265.355 3.135.917 675.129.439 667.280.494 3.026.762 664.253.732 • esposizioni verso cedenti (pro -
solvendo) 534.934.456 2.214.017 532.720.439 489.198.052 2.542.696 486.655.355
- cessioni di crediti futuri 77.086.881 1.413.211 75.673.669 65.819.851 1.954.787 63.865.064
- altre 457.847.576 800.806 457.046.770 423.378.201 587.909 422.790.292 • esposizioni verso debitori ceduti (pro -soluto) 143.330.899 921.900 142.408.999 178.082.442 484.065 177.598.377 2. Deteriorate 11.923.553 2.954.006 8.969.546 7.429.399 2.824.587 4.604.813 2.1 Sofferenze 1.892.273 1.341.061 551.212 2.943.093 1.588.713 1.354.380 • esposizioni verso cedenti (pro -
solvendo) 1.892.273 1.341.061 551.212 2.943.093 1.588.713 1.354.380
- cessioni di crediti futuri - - - - - -
- altre 1.892.273 1.341.061 551.212 2.943.093 1.588.713 1.354.380 • esposizioni verso debitori ceduti (pro -soluto) - - - - - -
- acquisti al di sotto del valore nominale - - - - - -
- altre - - - - - -
2.2 Inadempienze probabili 3.157.456 915.452 2.242.003 2.511.438 1.016.675 1.494.763 • esposizioni verso cedenti (pro -
solvendo) 1.295.040 366.707 928.333 2.458.357 1.010.730 1.447.627
- cessioni di crediti futuri - - - 1.500.000 900.000 600.000
- altre 1.295.040 366.707 928.333 958.357 110.730 847.627 • esposizioni verso debitori ceduti (pro -soluto) 1.862.416 548.746 1.313.670 53.081 5.945 47.136
- acquisti al di sotto del valore nominale - - - - - -
- altre 1.862.416 548.746 1.313.670 53.081 5.945 47.136 2.3 Esposizioni scadute deteriorate 6.873.824 697.493 6.176.331 1.974.868 219.199 1.755.669 • esposizioni verso cedenti (pro -
solvendo) 6.862.715 696.382 6.166.333 165.533 16.553 148.980
- cessioni di crediti futuri 1.410.014 142.094 1.267.920 - - -
- altre 5.452.701 554.288 4.898.413 165.533 16.553 148.980 • esposizioni verso debitori ceduti (pro -soluto) 11.109 1.111 9.999 1.809.335 202.646 1.606.689
- acquisti al di sotto del valore nominale - - - - - -
- altre 11.109 1.111 9.999 1.809.335 202.646 1.606.689 Totale 690.188.907 6.089.924 684.098.983 674.709.893 5.851.348 668.858.544 La tabella fornisce un dettaglio del valore dei crediti iscritti alla voce 40 dell’Attivo, con esclusivo riferimento alle esp osizioni relative all’attività specifica dell’anticipazione dei crediti d’impresa ( factoring ).
I crediti sono distinti tra attività in bonis ed attività deteriorate e classificati per tipologia di controparte: cedente e debitore ceduto.
L’iscrizione di un credito nella categoria “Esposizioni verso debitori ceduti” presuppone che la cessione dei crediti abbia determinato l’effettivo trasferimento al cessionario di tutti i rischi e benefici .
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 77 B.3 – Altre informazioni B.3.1 – Turnover dei crediti oggetto di operazioni di factoring Voci 30/06/2026 30/06/202 5 1. Operazioni pro -soluto 364.759.423 469.150.373
- di cui: acquisti al di sotto del valore nominale - -
2. Operazioni pro -solvendo 1.354.766.935 1.180.740.445 Totale 1.719.526.359 1.64 9.890.818 La tabella dettaglia il turnover dei crediti ceduti (ammontare del flusso lordo dei crediti ceduti dalla clientela alla Società nel corso del primo semestre), distinguendo le operazioni in relazione all’assunzione o meno da parte del cedente della garanzia della solvenza del debitore ceduto.
B.3.3 – Valore nominale dei contratti di acquisizione dei crediti futuri Voci 30/06/2026 30/06/202 5 Flusso dei contratti di acquisto di crediti futuri nel periodo (valori nominali) 279.767.777 180.638.975 Ammontare nominale dei contratti in essere alla data di chiusura del periodo 145.154.218 151.968.017 Al 30 giugno 2026 l’esposizione netta per crediti futuri è pari ad e uro 79.215.105.
D. Garanzie rilasciate e Impegni D.1 – Valore delle garanzie (reali o personali) rilasciate e degli impegni Operazioni Importo 30/06/2026 Importo 31/12/2025 1. Garanzie rilasciate di natura finanziaria a prima richiesta 133.148.306 94.428.795 a) Banche 54.002.612 14.136.165 b) Società finanziarie 79.145.694 80.292.630 c) Clientela - -
2. Altre garanzie rilasciate di natura finanziaria - -
a) Banche - -
b) Società finanziarie - -
c) Clientela - -
3. Garanzie rilasciate di natura commerciale - -
a) Banche - -
b) Società finanziarie - -
c) Clientela - -
4. Impegni irrevocabili a erogare fondi - -
a) Banche - -
i) a utilizzo certo - -
ii) a utilizzo incerto - -
b) Società finanziarie - -
i) a utilizzo certo - -
ii) a utilizzo incerto - -
c) Clientela - -
i) a utilizzo certo - -
ii) a utilizzo incerto - -
5. Impegni sottostanti ai derivati su crediti: vendite di protezione - -
6. Attività costituite in garanzia di obbligazioni di terzi - -
7. Altri impegni irrevocabili - -
a) a rilasciare garanzie - -
b) altri - -
Totale 133.148.306 94.428.795
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 78
In riferimento alle “Garanzie rilasciate di natura finanziaria a prima richiesta – a) Banche”, si evidenzia che, in relazione al contratto di finanziamento a medio -lungo termine in essere con un pool di banche, la Società ha sottoscritto uno specifico cont ratto di pegno in forza del quale il saldo attivo dei conti correnti ivi indicati, è costituito a garanzia del debito relativ o al finanziamento erogato dal pool di banche.
Al 30 giugno 2026, il saldo attivo dei conti correnti assoggettati al pegno è pari ad euro 54.002.612 , mentre il debito relativo al finanziamento a medio -lungo termine col pool di banche, comprensivo degli interessi passivi maturati, è pari ad euro 205.779.143.
Inoltre, si segnala che la Società ha riceduto in garanzia al medesimo pool di banche parte dei crediti acquistati dai propri cedenti, in linea con quanto previsto dal contratto di finanziamento a medio -lungo termine. In particolare, il contratto prevede c he Generalfinance – ad ogni tiraggio della linea – effettui cessioni in garanzia di crediti nominali per un ammontare complessivo pari all’ammontare della linea utilizzata alla data di riferimento. Trattandosi di fattispecie particolare e dive rsa da garanz ia finanziaria o personale, tale garanzia non viene indicata nella tabella sopra riportata.
Nelle “Garanzie rilasciate di natura finanziaria a prima richiesta – b) Società finanziarie” è indicato l’importo delle garanzie pro solvendo rilasciate in relazione alle operazioni di finanziamento “refactoring” con controparti società di factoring italiane, nell’ambito delle quali Generalfinance mantiene la garanzia di solvenza sui crediti riceduti. L’ammontare della garanzia, coprendo l’intera esposizione pro solvendo , risulta pari all’indebitamento per operazioni di ricessione pro solvendo alla data di riferimento.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 79 Sezione 2 – Operazioni di cartolarizzazione, informativa sulle entità strutturate non consolidate contabilmente (diverse dalle società veicolo per la cartolarizzazione) e operazioni di cessione delle attività
A- Operazioni di cartolarizzazione Informazioni di natura qualitativa In data 13 dicembre 2021, Generalfinance ha sottoscritto un programma di cartolarizzazione – triennale e soggetto a rinnovo annuale – di crediti commerciali nell’ambito del quale cede pro soluto , su base rotativa, portafogli di crediti commerciali performing originati nell’esercizio della propria attività caratteristica ad una società veicolo italiana costituita ai sensi della legge sulla cartolarizzazione (General SPV S.r.l.).
Successivamente, rispettivamente in data 14 giugno, 9 dicembre 2022, è stato definito l’ingresso di Intesa Sanpaolo (Division e IMI Corporate & Investment Banking) e Banco BPM quali nuovi senior lender – a fianco di BNP Paribas – nell’ambito del programma di cartolarizzazione.
Nel corso del mese di dicembre 2024, il programma triennale è stato rinnovato fino al 31 dicembre 2027.
In data 16 dicembre 2025, è stato definito l’ingresso di Unicredit come nuovo senior lender a partire da gennaio 2026.
Gli acquisti dei crediti sono finanziati attraverso l’emissione di diverse classi di titoli ABS di tipo partly paid , con differente grado di subordinazione . Con l’ingresso del nuovo lender e l’emissione della nuova nota “Senior Notes A4” il dettaglio delle notes al 30 giugno 2026 è il seguente :
• Ammontare Massimo della linea deliberata pari a euro 150.000.000 per le “Senior Notes A1”, sottoscritte da BNP Paribas, attraverso il conduit “Matchpoint Finance LTD”, con un commitment amount di euro 75 milioni e un uncommitted amount di euro 75 milioni;
• Ammontare Massimo della linea deliberata pari a euro 100.000.000 per le “Senior Notes A2”, sottoscritte da Intesa Sanpaolo, attraverso il conduit “Duomo Funding PLC”, con un commitment amount di euro 75 milioni e un uncommitted amount di euro 25 milioni;
• Ammontare Massimo della linea deliberata pari a euro 70.000.000 per le “Senior Notes A3”, sottoscritte da Banco BPM, con un commitment amount di euro 70 milioni;
• Ammontare Massimo della linea deliberata pari a euro 100.000.000 per le “Senior Notes A4”, sottoscritte da Unicredit Bank GmbH, con un commitment amount di euro 50 milioni e un uncommitted amount di 50 milioni;
• Ammontare Massimo euro 47.900.000 di “Mezzanine Notes B1, B2, B3 e B4”, sottoscritte e ritenute da Generalfinance e che potranno essere successivamente collocate presso investitori istituzionali;
• Ammontare Massimo euro 30.900.000 di “Junior Notes”, integralmente sottoscritte e ritenute da Generalfinance, anche al fine di soddisfare la retention rule regolamentare.
I titoli emessi da General SPV sono privi di rating e non sono quotati.
Nell’ambito della cartolarizzazione – che non determina il deconsolidamento dei crediti verso la clientela, che continuano, dunque, a rimanere iscritti nel bilancio del factor – Generalfinance opera come “Originator” e “Sub -Servicer” dei crediti.
Da un punto di vista contabile – sulla base della sostanza economica dell’operazione – è stato rilevato nel passivo dello Stato Patrimoniale, fra le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, l’ammontare delle note Senior sottoscritte da Matchpoint Finance LTD, da Duomo Funding PLC e da Banco BPM, al netto della liquidità disponibile sul conto corrente del veicolo, in quanto rappresenta l’indebitamento netto ottenuto da Generalfinance attraverso la struttura di cartolarizz azione.
Le note mezzanine e junior – interamente ritenute da Generalfinance – sono state sottoscritte per compensazione della corrispondente parte del corrispettivo iniziale relativo alla cessione dei crediti da parte dell’ originator ; pertanto, tali note non compaiono in bilancio, in quanto non rappresentano un’esposizione per cassa di Generalfinance, e sono rilevate nei conti d’ordine.
La Società non ha alcuna esposizione verso cartolarizzazione di terzi.
Informazioni di natura quantitativa Al 30 giugno 2026 il debito verso la società veicolo (comprensivo degli interessi maturati) è pari ad euro 1 62.841.614.
Si riporta di seguito la struttura di capitale – con i relativi valori massimi – dell’unica operazione di cartolarizzazione in essere alla data di bilancio.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 80 Operazione: General SPV Importo (€/000) Nominale massimo delle note emesse – General SPV Senior (A1) 200.000 Senior (A2) 200.000 Senior (A3) 100.000 Senior (A 4) 150.000 Mezzanine (B1) 21.200 Mezzanine (B2) 21.200 Mezzanine (B3) 10.600 Mezzanine (B 4) 21.200
Junior 37.000
TOTALE 761.200
Nella tabella di seguito sono indicate le parti dell’operazione di cartolarizzazione General SPV.
Ruolo Soggetto
Emittente e Cessionario General SPV S.r.l. – Società Veicolo costituita ai sensi della L. 130/99 Master Servicer Zenith Service S.p.A.
Originator /Sub -Servicer Generalfinance S.p.A.
Programme Agent BNP Paribas S.A., Italian branch Calculation Agent Zenith Service S.p.A.
Corporate Servicer Zenith Service S.p.A.
Rappresentante degli obbligazionisti Zenith Service S.p.A.
Interim Account Bank Banco BPM S.p.A.
Account Bank The Bank of New York Mellon SA/NV Milan branch Paying Agent The Bank of New York Mellon SA/NV Milan branch Sottoscrittore dei Titoli ABS Senior A1 BNP Paribas S.A., attraverso il conduit Matchpoint Finance LTD Sottoscrittore dei Titoli ABS Senior A2 Intesa Sanpaolo S.p.A., attraverso il conduit Duomo Funding PLC Sottoscrittore dei Titoli ABS Senior A3 Banco BPM S.p.A.
Sottoscrittore dei Titoli ABS Senior A 4 UniCredit Bank Gmb H Sottoscrittore dei Titoli ABS Mezzanine e Junior Generalfinance S.p.A.
Nella tabella seguente sono indicate le condizioni del funding senior , sottoscritto da Banco BPM, da BNP Paribas, tramite Matchpoint Finance LTD, da Intesa Sanpaolo, tramite Duomo Funding PLC , e da UniCredit Bank Gmb H.
Descrizione Livello
Senior Noteholder BNP Paribas S.A., tramite Matchpoint Finance LTD Intesa Sanpaolo, tramite Duomo Funding PLC Banco BPM S.p.A.
UniCredit Bank Gmb H Target Linea di Senior Funding Ammontare Nominale titoli senior: € 650 mln Ammontare massimo dei titoli senior: € 420 mln Linea senior committed € 270 mln Linea senior committed e uncommitted (ammontare massimo titoli senior) € 420 mln Durata 3 anni con commitment rinnovabile annualmente, scadenza 31.12.2027 Periodo revolving 3 anni, soggetto ad eventi di terminazione anticipata Limite percentuale di erogazione di Generalfinance Limite 85% Senior Advance Rate 85% (senior note) delle anticipazioni (Initial Advanced Amount) Portafoglio oggetto dell’Operazione Factoring Pro -Solvendo e Factoring Pro -Soluto Supporto di credito Credit Enhancement dinamico in funzione dei livelli di (i) default , (ii) dilution , (iii) dell’ammontare medio finanziato ai cedenti originati, soggetto ad un floor e aggiustato per il livello di concentrazione dei debitori. Il Supporto di Credito corrisponde al prezzo differito (Deferred Purchase Price, DPP)
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 81 Titoli Senior Variable Funding Notes pari all’85% delle anticipazioni di GF Titoli Mezzanine Partly Paid Notes pari all’8,8% circa delle anticipazioni di GF Titoli Junior Partly Paid Notes pari al 6,2%1 circa delle anticipazioni di GF Interest Rate EURIBOR 1M con floor a 0% + Margine per le note A1 , A2 e A4 EURIBOR 3M con floor a 0% + Margine per le note A3 Margine 1,2% per le note A1 , A2 e A4 1,15% per note A3 Commitment Fee 30% del margine delle note senior, calcolato sulla porzione di linea committed non utilizzata Rating Non previsto Hedging Non previsto Note: 1 Assumendo un Prezzo di Acquisto Iniziale pari all’80% del valore nominale dei crediti ceduti in essere (factoring pro solvendo).
Sezione 3 – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
PREMESSA
Governo dei rischi aziendali Generalfinance è esposta ai rischi tipici di un intermediario finanziario. In particolare, anche sulla base del processo ICAA P definito, la Società è esposta ai seguenti rischi rilevanti di “primo pilastro”:
• Rischio di credito : rischio che il debitore (e il cedente, in caso di operazioni pro solvendo ) non sia in grado di adempiere ai propri obblighi di pagamento di interessi e di rimborso del capitale. Esso comprende il rischio di controparte, ossia il rischio che la controparte di un’operazione risulti inadempiente prima del regolamento definitivo de i flussi finanziari di un’operazione.
• Rischio operativo : rischio di perdite derivanti da disfunzioni a livello di procedure, inadeguatezza dei processi interni, delle risorse umane e dei sistemi tecnologici oppure derivanti da eventi esterni inattesi.
Generalfinance è altresì esposta ai seguenti altri rischi:
• Rischio di concentrazione : rischio derivante da esposizioni verso controparti, incluse le controparti centrali, gruppi di controparti connesse e controparti operanti nel medesimo settore economico, nella medesima regione geografica o che esercitano la stessa attività o trattano la stessa merce, nonché dall’applicazione di tecniche di attenuazione del rischio di credito, compresi, in particolare, i rischi derivanti da esposizioni indirette, come, ad esempio, nei confronti di singoli fornitori di garanzie (per il rischio di concentra zione verso singole controparti o gruppi di controparti connesse).
• Rischio paese : rischio di perdite causate da eventi che si verificano in un paese diverso dall’Italia. Il concetto di rischio paese è più ampio di quello di rischio sovrano in quanto è riferito a tutte le esposizioni indipendentemente dalla natura delle controparti, si ano esse persone fisiche, imprese, banche o amministrazioni pubbliche.
• Rischio di trasferimento : rischio di esposizione nei confronti di un debitore che si finanzia in una valuta diversa da quella in cui percepisce le sue principali fonti di reddito, e pertanto realizzi delle perdite dovute alle difficoltà del debitore di convertire la propria valuta nella valuta in cui è denominata l’esposizione.
• Rischio di tasso d’interesse : rischio che si manifesta per effetto di un andamento dei tassi di mercato sfavorevole e si riferisce alla mancata coincidenza delle date di scadenza e di riprezzamento ( repricing risk ) e al diverso andamento dei tassi di riferimento delle poste attive e passive ( basis risk ).
• Rischio di liquidità : il rischio di non essere in grado di fare fronte ai propri impegni di pagamento per l'incapacità sia di reperire fondi sul mercato ( funding liquidity risk ) sia di smobilizzare i propri attivi ( market liquidity risk ). Per Generalfinance rileva in particolare la fattispecie del funding liquidity risk . In altri termini , il rischio di liquidità deriva da un possibile sbilancio tra i flussi e i deflussi di cassa attesi e dei conseguenti sbilanci/eccedenze in diverse fasce di scadenza, in funzione dell’esigibilità dell’attivo o pagamento del passivo distinti per vita residu a (maturity ladder ).
• Rischio residuo : rischio che le tecniche riconosciute per l’attenuazione del rischio di credito utilizzato dalla Società risultino meno efficaci del previsto. Tale rischio si manifesta essenzialmente quando, all’atto del deterioramento del debitore, lo strumento di mitiga zione a fronte dell’esposizione fornisce, nei fatti, un grado di protezione
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 82 inferiore a quanto originariamente previsto e, di conseguenza, il beneficio patrimoniale ottenuto con il relativo utilizzo risulta sovrastimato.
• Rischio di cartolarizzazione : rischio determinato dall'assenza di adeguate politiche e procedure volte a garantire che la sostanza economica di dette operazioni sia pienamente in linea con la loro valutazione di rischiosità e con le decisioni degli organi aziendali. La Società ha in es sere una operazione di cartolarizzazione (General SPV), che non prevede il trasferimento del rischio di credito del portafoglio, in quanto l’operazione medesima è finalizzata esclusivamente a effettuare raccolta di fondi sul mercato istituzionale e prevede la sottoscrizione delle note mezzanine e junior da parte dell’ originator (Generalfinance).
• Rischio di leva finanziaria eccessiva : rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda l ’intermediario vulnerabile, rendendo necessaria l ’adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività.
• Rischio strategico : definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.
• Rischio di reputazione : il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell’immagine Società da parte di clienti, controparti, azionisti dell’intermediario, investitori o autorità di vigilanza. Specularmente, la reputazione rappresenta una risorsa immateriale essenziale ed è considerata come elemento distintivo sul quale si fonda un vantag gio competitivo duraturo .
• Rischio di non conformità : rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti in conseguenza di violazioni di norme imperative (di legge o di regolamenti) ovvero di norme di autoregolamentazione (es. statuti, codici di condotta, codici di au todisciplina), includendo la normativa sul riciclaggio / finanziamento al terrorismo internazionale e la normativa sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari .
• Rischio informatico : rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato in relazione all’utilizzo di tecnologia dell’informazione e della comunicazione ( Information and Communication Technology – ICT).
• Rischio derivante da rapporti di esternalizzazione ( outsourcing ): rischio legato all ’attività dell ’outsourcer , in particolare alla sua inefficienza/disservizi e alla perdita di competenze da parte delle risorse umane della Società.
In prevalenza si tratta di rischi operativi, anche se non sono trascurabili le implicazioni sui rischi di credito, conformità e reput azionali.
In tale ambito, i rischi conseguenti sono presidiati da specifiche strutture organizzative, che operano d’intesa con l’Uffici o Risk Management , da politiche e procedure volte alla loro identificazione, monitoraggio e gestione. In particolare:
• la Direzione Crediti ( Chief Lending Officer ) e la Direzione Operativa ( Chief Operating Officer ) presidiano la gestione del rischio di credito, del rischio paese e del rischio di concentrazione, essendo organizzativamente responsabili delle diverse fasi del processo del credito, vale a dire istruttoria, concessione e monitoraggio per quanto riguarda la Direzione Crediti, gestione e recupero per quanto riguarda la Direzione Operativa;
• la Direzione Finanza e Amministrazione ( Chief Financial Officer ) gestisce e monitora i rischi di liquidità, tasso d’interesse, residuo, di cartolarizzazione, di leva finanziaria eccessiva e strategico (quest’ultimo, in particolare, in stretto raccordo con l’Amministratore Delegato);
• la Direzione Affari Legali e Societari gestisce e monitora i rischi di reputazione (in raccordo con il CFO, per quanto attiene alle relazioni con i media);
• l’Ufficio AML e Compliance presidia il rischio di non conformità (che include il rischio di riciclaggio) ed il rischio derivante da rapporti di esternalizzazione;
• l’Ufficio Internal Audit presidia le attività di controllo di cosiddetto “terzo livello” in qualità di Funzione di revisione interna. Nello specifico, controlla il regolare andamento dell’operatività e l’evoluzione dei rischi nonché valuta completezza, adeguatezza, funzionalità, a ffidabilità della struttura organizzativa e del sistema dei controlli interni ;
• la Direzione ICT e Organizzazione presidia il rischio informatico.
Sul piano operativo, la Direzione Finanza e Amministrazione fornisce alle funzioni e agli organi aziendali (attraverso il sis tema di pianificazione e controllo di gestione) la reportistica periodica sull’andamento delle attività e sugli scostamenti rispet to al
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 83 budget e al piano industriale; tale informativa è strutturata su base giornaliera (dati commerciali, grandezze patrimoniali, redditività delle operazioni di factoring ) e mensile/trimestrale ( tableau de bord che sintetizza le informazioni finanziarie, di rischiosità del portafoglio, di liquidità, patrimonializzazione). L’Ufficio Risk Management monitora in dettaglio l’andamento dei principali indicatori di rischio con uno specifico “Tableau de bord Risk”, che viene presentato trimestralmente al Consiglio di Amministrazione, e attraverso il monitoraggio dei principali indici definiti nel Risk Appetite Framework , attraverso una specifica informativa trimestrale ( Risk Appetite Statement ), sottoposta al vaglio del Consiglio .
La Società si è pertanto dotata di un sistema di controllo gestionale e di risk management volto a consentire alle aree operative di disporre periodicamente di informazioni dettagliate ed aggiornate circa la situazione economico -patrimoniale e finanziaria e l’andamento delle principali grandezze relative ai rischi assunti. Il sistema di control lo di gestione, che fa parte del più ampio sistema di controllo interno, è stato sviluppato da Generalfinance in ottica strategica in quanto richiama, con sistematicità e in via anticipata, l’attenzione del management sulle conseguenze delle decisioni assunte quotidianamente (gestione operativa). Esso è quindi inteso come l’insieme integrato degli strumenti tecnico -contabili, delle informazioni e delle soluzioni di processo utilizzate dal management a supporto delle attività di pianificazione e controllo.
Tale modello prevede l’assegnazione di responsabilità a soggetti ben identificati all’interno della Società per garantire il costante monitoraggio dei fattori critici di successo (FCS) e di rischio (FCR) attraverso l’identificazione di indicatori di perfor mance e di rischio (KPI e KRI) e, ove necessario, l’attivazione di altre tipologie di controllo.
SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI
Il Sistema dei Controlli Interni implementato dalla Società (“SCI”) è costituito dall’insieme di regole, funzioni, strutture, risorse, processi e procedure volti ad assicurare, nel rispetto della sana e prudente gestione, il conseguimento delle seguen ti
finalità:
• verifica dell’attuazione delle strategie e delle politiche aziendali;
• salvaguardia del valore delle attività e protezione dalle perdite;
• efficacia ed efficienza dei processi aziendali;
• affidabilità e sicurezza delle informazioni aziendali e delle procedure informatiche;
• prevenzione del rischio di coinvolgimento, anche involontario, in attività illecite (con particolare riferimento a quelle connesse con il riciclaggio, l’usura e il finanziamento al terrorismo);
• conformità delle operazioni alla legge e alla normativa di vigilanza, nonché alle politiche, ai regolamenti e alle procedure interne.
Funzione di Risk Management Nell'organizzazione di Generalfinance la funzione di gestione dei rischi è collocata presso l'Ufficio Risk Management .
L'ufficio è posto alle dirette dipendenze dell ’organo con funzioni di gestione (Amministratore Delegato), con accesso diretto al Consiglio di Amministrazione mediante flussi informativi periodici.
Le attività di gestione del rischio hanno lo scopo di verificare il rispetto delle regole di vigilanza prudenziale e la gesti one dei rischi aziendali. In particolare, tale ufficio concorre al processo di identificazione, analisi, modellizzazione, valutazione e misurazione dei rischi, verificando il rispetto nel continuo dei limiti complessivi di vigilanza prudenziale imposti dall’Aut orità di Vigilanza .
Funzione di Compliance La funzione di Compliance è svolta dall’Ufficio “AML e Compliance ”, al quale sono demandate le attività attinenti al monitoraggio e alla verifica di conformità alle norme. Le attività di controllo di conformità hanno lo scopo di vigilare sull a conformità delle procedure, dei regolamenti e delle policy aziendali nei confronti delle disposizioni normative. In particolare, l’Ufficio AML e Compliance , con l ’ausilio della Direzione Affari Legali e Societari, identifica le norme applicabili alla Società e ne valuta e misura l’impatto sull’attività aziendale, proponendo opportune modifiche organizzative al fine di garantire un efficace ed efficiente presidio dei rischi di non conformità e reputazionali individuati.
La Funzione Antiriciclaggio La Funzione Antiriciclaggio è collocata presso l’Ufficio “AML e Compliance ”. L’ufficio è posto alle dirette dipendenze dell'organo con funzioni di gestione (Amministratore Delegato), con accesso diretto al Consiglio di Amministrazione mediante flussi informativi periodici.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 84 La Funzione Antiriciclaggio (di seguito AML) si occupa di:
- monitorare il rischio di riciclaggio, presidiando il corretto funzionamento dei processi aziendali;
- predisporre attività inerenti al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo internazionale;
- presidiare il rispetto della normativa antiriciclaggio all’interno della Società e monitorare l’evoluzione della stessa, verificando la coerenza dei processi antiriciclaggio e antiterrorismo rispetto ai dettami normativi;
- effettuare verifiche e controlli in materia di adeguata verifica della clientela e di corretta conservazione dei dati.
Inoltre, essa è coinvolta nel processo istruttorio propedeutico alla segnalazione delle operazioni sospette agli organi prepo sti.
In ossequio al principio generale di proporzionalità, al responsabile della Funzione AML è conferita anche la delega per la Segnalazione delle Operazioni Sospette (“SOS”), di cui all ’art. 35 del decreto legislativo 21 novembre 20 07, n. 231.
La Funzione AML trasmette al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, con cadenza almeno annuale, una relazione sulle attività svolte nel corso dell’anno precedente.
Funzione di Revisione Interna La funzione di revisione interna è svolta dall’Ufficio Internal Audit – che riporta direttamente al Consiglio di Amministrazione – onde assicurare il rispetto della sana e prudente gestione.
L’attività di revisione interna è volta da un lato a controllare, anche con verifiche ex post presso le singole unità organiz zative, la regolarità dell’operatività e l’andamento dei rischi, dall’altro a valutare la funzionalità del complessivo sistema di c ontrolli interni e a portare all’attenzione del Consiglio di Amministrazione i possibili miglioramenti alle politiche di gestione dei rischi, ai meccanismi di controllo e alle procedure.
3.1 RISCHIO DI CREDITO
Informazioni di natura qualitativa 1. Aspetti generali Il rischio di credito è un rischio tipico dell’attività di intermediazione finanziaria e può essere considerato il principale rischio cui è esposta la Società.
L’attività di factoring , che costituisce l’ambito operativo di Generalfinance, è la principale determinante del rischio di credito.
L’attività di factoring ha peraltro alcune specificità che contribuiscono a contenere i relativi fattori di rischio: la presenza di più soggetti (cedente e debitore ceduto), la garanzia assicurativa che copre buona parte dei volumi di business , le ulteriori eventuali garanzie personali acquisite e, soprattutto, la cessione a favore del factor del credito di fornitura intercorrente tra il cedente ed il debitore ceduto. Tali fattori, da un lato, permettono di contenere il rischio di credito rispetto a quello d ella ordinaria attività bancaria e, dall’altro, connotano l’intero processo creditizio che in Generalfinance è regolamentato da specifiche policy .
Finanziamenti garantiti
La Società non ha deliberato moratorie su finanziamenti in essere, non ha concesso modifiche a seguito del Covid -19 ai contratti di finanziamento e non ha erogato finanziamenti assistiti dalla garanzia dello Stato.
La Società si è resa disponibile – nell’ambito della ordinaria attività di gestione dei crediti commerciali – a rimodulare alcune scadenze al fine di agevolare debitori ceduti e cedenti, con alcune operazioni di riscadenzamento di crediti commerciali, qua si tutti poi rientrati e incassati alla data di bilancio .
2. Politiche di gestione del rischio di credito 2.1 Aspetti organizzativi L’assunzione del rischio di credito è disciplinata dalle politiche deliberate dal Consiglio di Amministrazione ed è regolata da procedure interne che definiscono le attività di gestione, misurazione e controllo e identificano le unità organizzative responsabili delle stesse.
Le attività di gestione del rischio di credito sono incardinat e presso la Direzione Crediti e la Direzione Operativa , secondo i rispettivi ambiti di competenza.
La Direzione Crediti agisce attraverso i seguenti uffici :
• Crediti Cedenti, assicurando la conformità delle richieste di finanziamento alla politica creditizia della Società ed esprime pareri ai fini deliberativi. Tale Ufficio è inoltre responsabile delle attività che caratterizzano la fase di istruttoria e l'atti vità di segreteria del Comitato Crediti;
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 85 • Crediti Debitori, curando nel dettaglio la valutazione dei singoli debitori ceduti e definendo il rischio complessivo del portafoglio debitori ceduti;
• Monitoraggio Portafoglio, monitorando il rischio di credito in ottica di portafoglio, valutando le performance e gli indicatori di qualità del credito .
La Direzione Operativa agisce attraverso i seguenti uffici :
• Legal Credit Management , monitorando costantemente le variazioni e gli aggiornamenti degli aspetti legali dei clienti cedenti. Tale Ufficio gestisce gli aspetti di natura legale che insorgono nel corso del rapporto con i clienti cedenti, assiste l’Ufficio Collection nelle attività di recupero giudiziale del credito e gestisce il contenzioso passivo intrattenendo i rapporti con i legali incaricati, fornendo loro indicazioni e concordando le strategie processuali;
• Collection , a cui è affidato il monitoraggio continuo delle scadenze e le attività di gestione dell’incasso dei crediti. A tale Ufficio è deputato il processo di recupero del credito in tutte le diverse fasi, dallo scaduto fino all'eventuale
recupero legale;
• Gestione Debitori, che si occupa di gestire il rapporto con i debitori ceduti nell’ambito delle modalità operative definite con il cedente e gestendo la riconciliazione degli incassi giornalieri;
• Back Office , che monitora il rispetto delle modalità operative previste per lo specifico rapporto e si occupa del processo di erogazione del credito e liquidazione delle somme non anticipate ai cedenti.
• Know Your Customer, monitorando costantemente i rapporti con la clientela attraverso le attività di adeguata verifica e di profilazione della stessa per il contrasto al riciclaggio e al terrorismo .
La competenza in materia di erogazione del credito appartiene principalmente al Comitato Crediti della Società sulla base delle deleghe ad esso conferite dal Consiglio di Amministrazione. Talune deleghe in materia di plafond debitori sono altresì attribuite al Chief Lending Officer .
Il Comitato Crediti è un organo collegiale nell'ambito del quale le delibere sono assunte a seguito di un confronto dialettic o tra le varie funzioni aziendali coinvolte nel processo del credito (alcune delle quali presenti in Comitato Crediti con dirit to di voto, altre con mera funzione informativa, consultiva o propositiva). Esso è composto da:
- L’Amministratore Delegato;
- il Responsabile della Direzione Crediti (CLO);
- il Responsabile della Direzione Commerciale (CCO);
- il Responsabile della Direzione Operativa (COO);
- i due Responsabili dell’Ufficio Business Development .
I primi tre componenti hanno diritto di voto.
Alle sessioni in cui il Comitato Crediti è chiamato ad esaminare la classificazione creditizia di una posizione attiva, parte cipa anche il Responsabile dell’Ufficio Risk Management , il quale interviene con funzione consultive, senza diritto di voto.
Nell’ambito delle proprie funzioni, il Comitato esegue un’analisi approfondita della documentazione e del livello di rischios ità dell’operazione di finanziamento e provvede a deliberare, in caso di esito positivo della valutazione, l’erogazione del credi to.
Nella fase di analisi, il Comitato Crediti è supportato dal sistema informativo gestionale proprietario (“Generalweb/TOR”) e dal sistema di data analytics (“QLIK”), che permettono un’analisi di dettaglio di ogni singolo fido richiesto, sia con riferimento alla valutazione del cedente, che dei debitori ceduti.
Il processo di delibera di concessione/erogazione del credito viene gestito elettronicamente tramite apposite funzioni del sistema informativo aziendale (Pratica Elettronica di Fido e posizione cedente), mediante le quali è possibile avere l'immediata evid enza di tutti i dati relativi alle varie posizioni oggetto di valutazione e dell’esito delle deliberazioni.
Terminata l’analisi e adottata la delibera da parte del Comitato Crediti, il processo si conclude con la generazione di speci fiche comunicazioni informative destinate alle varie funzioni aziendali interessate e ai clienti. Successivamente viene generato un documento contenente l’esito della deliberazione. L’esito della deliberazione viene poi caricato a sistema per alimentare o aggiornare i record gestionali che riportano le condizioni economiche ed operative specifiche che regolano il rapporto con il cedente, in modo tale che siano parametrizzati in maniera definitiva e completa tutti criteri e i limiti operativi per la suc cessiva fase di erogazio ne.
Il Comitato Crediti – delibera – in conformità a quanto previsto dalla “Policy in materia di Classificazione e valutazione delle esposizioni creditizie” integrata, operativamente, dalla “Credit & Collection Policy” – delibera, inoltre:
i) i passaggi tra stati amministrativi (scaduto, inadempienza probabile, sofferenza) e i relativi accantonamenti
analitici; e
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 86 ii) i trasferimenti da Stadio 1 a Stadio 2 (in riferimento ai “trigger discrezionali”, secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9).
Inoltre, il Comitato, trimestralmente, analizza le posizioni in Watchlist e valuta all’occorrenza le eventuali proposte di riclassificazione in cluster differenti dallo stage 1.
Gli esiti delle delibere del Comitato sono sempre trasmessi al CFO, al responsabile dell’Ufficio Bilancio e Amministrazione e al responsabile dell’Ufficio Segnalazioni di Vigilanza, al fine del corretto recepimento degli esiti nell’ambito del reporting finanziario e segnaletico, nonché al responsabile dell’Ufficio Risk Management .
Nell’ambito del processo del credito riveste poi un ruolo di rilievo l’Ufficio Risk Management che si occupa dei controlli di secondo livello del rischio di portafoglio crediti della Società mediante il monitoraggio andamentale delle esposizioni credi tizie e l’individuazione delle posizioni potenzialmente problematiche. L’Ufficio Risk Management svolge le proprie attività di verifica sulla base di flussi informativi provenienti dalle funzioni aziendali illustrando periodicamente al Consiglio di Amministrazione l’andamento del rischio di credito formalizzato nel Tableau de Bord sul Monitoraggio del Rischio di Credito.
Le principali attività di risk management riguardano i seguenti ambiti:
• nell’ambito del processo di gestione dei rischi creditizi, l’Ufficio Risk Management monitora il livello di rischio del portafoglio crediti. Tale attività è volta a garantire l’analisi e il monitoraggio nel continuo della composizione del portafoglio e la relativa rischiosità. In particolare, alla funzione Risk Management competono le seguenti attività:
la misurazione del rischio di credito sottostante al portafoglio in bonis e al portafoglio problematico;
• il monitoraggio dei “crediti anomali” (soggetti in sofferenza, soggetti incagliati, soggetti in stage 2 e soggetti in
osservazione);
• il monitoraggio dei limiti e delle deroghe alle policy aziendali;
• la verifica della coerenza nel tempo tra le regole di valutazione del merito creditizio ed il pricing correlato;
• il monitoraggio dei limiti di concentrazione delle esposizioni creditizie verso un’unica Controparte (Gruppi di società), come da normativa dell’Autorità di Vigilanza;
• il monitoraggio del corretto funzionamento del framework IFRS 9, nell’ambito della determinazione della c.d.
Expected Credit Loss.
Infine, sono attribuite al Chief Operating Officer talune deleghe in materia di sconfini a livello di massimo erogabile per cedente e/o plafond a livello debitore, nonché per la definizione di proroghe / riscadenziamenti e piani di rientro .
2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo
Considerazioni generali
Le principali tipologie di clienti sono rappresentate dai seguenti due segmenti in cui viene declinata l’operatività in ambit o
“Distressed”:
• imprese “in turnaround”, a cui la Società, tramite operazioni di supporto del ciclo attivo e/o del ciclo passivo, offre competenze specifiche orientate all’assistenza finanziaria al manifestarsi di situazioni di tensione finanziaria, nel corso della proced ura di risanamento e successivamente ad essa;
• imprese “in bonis”, a cui vengono offerti servizi flessibili, volti alla soluzione delle problematiche di finanziamento, estesi anche nei confronti di clienti e fornitori .
L’ambito territoriale di riferimento in cui opera la società, quanto ai debitori ceduti, è rappresentato principalmente dalla cosiddetta “Area Euro”. Una componente - storicamente intorno al 25% - del turnover è realizzata con debitori ceduti esteri, principalmente area UE e nord America, con una limitata assunzione di “rischio paese”. Per quanto riguarda i cedenti, l’ambit o di operatività è relativo ad aziende italiane e spagnole, tenuto conto dell’apertura di una filiale a Madrid autorizzata dalla Banca d’Italia nel corso dell’esercizio. In particolare, a livello geografico l’operatività è concentrata prevalentemente nel nord Italia – con un particolare focus sulla Lombardia – e, a livello settoriale, nel settore manifatturiero e commerciale .
Il core business della Società è rappresentato dalla concessione di finanziamenti ai soggetti sopra indicati (tipicamente identificati con il termine “ clienti cedenti” o semplicemente “ cedenti") mediante l’anticipo di crediti commerciali da questi vantati attraverso la forma tecnica del factoring .
In particolare, le principali operazioni della Società si sostanziano nelle seguenti:
• Factoring pro solvendo : la Società opera tramite la concessione di un finanziamento a favore della clientela, che contestualmente cede alla Società crediti di impresa, il pagamento dei quali viene imputato a restituzione della somma finanziata. L’incasso del credito ceduto va p rogressivamente ad estinguere il finanziamento e a coprirne i
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 87 costi e la somma residua (eventuale differenza tra il nominale del credito incassato e l'importo erogato a titolo di anticipazione) viene trasferita al cedente.
La percentuale media di anticipo sull’intero portafoglio pro solvendo si è mediamente attestata, negli anni, intorno all’80% del valore nominale del credito ceduto; la percentuale di erogazione per singola cessione è variabile in funzione delle caratteristiche specifiche dell'operazione, del cedente e dei debitori ceduti (a d es. in funzione della modalità di pagamento dei crediti, della natura e della solvibilità del debitore ceduto, della situazione del cedente, della storicità della relazione, dei dati andamentali di incasso e di altri elementi che vengono valutati di volt a in volta ai fini di concessione). In tale tipologia di operazione il rischio di insolvenza del debitore ceduto rimane a carico del cedente.
• Factoring pro soluto : tale tipologia di operazione segue le medesime modalità operative descritte al punto precedente ma prevede che sia la Società ad assumersi il rischio del mancato pagamento del credito ceduto. Le operazioni pro soluto poste in essere dalla Società sono di tipo IAS-compliant , con il trasferimento dei rischi dal cedente al factor.
Le operazioni effettuate da Generalfinance prevedono di norma la notifica delle singole cessioni al debitore ceduto (“Factoring Notification”); a fronte di specifici presidi operativi, vengono attuate operazioni senza notifica (“Not notifica tion”).
Le cessioni hanno di norma oggetto crediti già sorti mentre in talune situazioni – sulla base di puntuali presidi operativi di volta in volta definiti dall’organo deliberante – vengono effettuate cessioni di crediti futuri (contratti oppure ordini).
L’assunzione dei rischi prevede l’acquisizione di idonea documentazione atta a permettere una valutazione del singolo cliente , codificata in un processo di istruttoria, che prevede anche la profilazione della clientela ai fini di antiriciclaggio. Trami te tale attività viene predisposta, a favore del Comitato Crediti, una relazione di analisi (sintetizzata in un documento denominato Pratica Elettronica di Fido o PEF) diretta ad evidenziare il livello di rischio creditizio associato sia al cedente che ai de bitori ceduti (valutato, in tal caso, anche a livello di portafoglio complessivo), nonché la compatibilità fra le singole richieste di affidamento e la politica creditizia assunta dalla Società. Il processo di istruttoria si completa una volta concluse tutte le ulteriori verifiche previste dalla normativa interna e di vigilanza (es. antiriciclaggio), al termine delle quali la pratica può essere sottoposta all’esame del Comitato Crediti.
In qualità di cessionario di crediti commerciali, Generalfinance è esposta al rischio di credito commerciale e, successivamen te, in via mediata, al rischio di credito finanziario. In particolare, il rischio viene opportunamente gestito tramite:
- l’analisi del cliente (cedente) e del debitore ceduto, sia mediante elaborazioni interne di informazioni tratte dai data base aziendali, che con l'ausilio di dati provenienti da soggetti terzi e da organismi pubblici e privati specializzati; in particolare, per ogni cedente e debitore viene calcolato uno score, in funzione della metodologia sviluppata nel tempo da Generalfinance. Lo score a livello di debitore viene poi aggregato a livello di portafoglio, in modo da calcolare lo score complessivo dell’operazione di factoring , in funzione della media ponderata fra cedente e portafoglio debitori.
Tenuto conto della natura autoliquidante del rischio assunto, il peso maggiore nell’ambito della metodologia di scoring è assegnato al portafoglio debitori;
- la verifica continua dell ’intera esposizione del cedente, sia staticamente, ossia con riferimento alla situazione complessiva di rischio, sia dinamicamente, ossia in riferimento all’andamento del suo rapporto con ciascun singolo
debitore ceduto;
- la verifica e l ’analisi di eventuali rapporti infragruppo, intesi come relazioni intercorrenti tra un cedente e debitori ceduti appartenenti al medesimo gruppo giuridico o economico;
- la verifica continua della regolarità dei pagamenti da parte dei debitori ceduti;
- la diversificazione del portafoglio;
- la continuità e qualità delle relazioni commerciali fra fornitore e cliente;
- l’analisi della consistenza e della dimensione del cedente al fine di ottenere l ’equilibrio del rischio assunto.
Oltre ai citati elementi di natura prettamente valutativa, la politica prudenziale della Società si esplica anche nell ’adozione di presidi di natura assuntiva e contrattuale:
- copertura assicurativa di gran parte del turnover ;
- accettazione esplicita della cessione (anche nella forma del riconoscimento) da parte del debitore ceduto, sulle posizioni giudicate meritevoli di particolari attenzioni;
- notifica ai debitori della “Lettera di Inizio Rapporto – LIR” e delle singole cessioni al fine di ottenere l ’opponibilità delle operazioni di factoring e la canalizzazione degli incassi;
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 88
- fissazione di un limite di importo erogabile alla clientela (così come determinato dal Comitato Crediti) con particolare attenzione ad eventuali situazioni di concentrazioni di rischio;
- diversificazione della clientela per settore economico e per localizzazione geografica.
Le fasi in cui si sostanzia il processo del credito della Società sono state individuate come segue:
✓ Istruttoria : rappresenta il momento in cui sono acquisite e valutate le richieste di credito avanzate dalla clientela al fine di fornire, con la massima obiettività possibile, agli organi decisionali una rappresentazione completa ed esaustiva della posizione del rich iedente il credito sia per quanto concerne la sua consistenza patrimoniale, che per tutti gli altri elementi necessari alla valutazione del merito creditizio e della sua affidabilità. In tale fase sono analizzate le informazioni raccolte con riferimento ai potenziali debitori ceduti ai fini della loro valutazione.
✓ Delibera : atto conclusivo del processo decisionale cui vengono sottoposte le richieste di credito. Essa può avere ad oggetto l’accettazione o il rifiuto della richiesta.
✓ Attivazione del rapporto : fase nella quale si provvede a formalizzare la documentazione contrattuale.
✓ Erogazione : indica il processo gestionale al termine del quale viene accreditato al cedente l ’importo oggetto di anticipazione del credito ceduto. Esso si riferisce pertanto ad una progressione di attività gestionali che hanno come esito la messa a disposizione di fondi a favore del cedente.
✓ Liquidazione : indica il processo gestionale eventuale, al termine del quale vengono accreditate al cedent e le somme Non Erogate Disponibili, maturate in conseguenza dell ’incasso dei crediti ceduti, a seguito del pagamento effettuato dal debitore ceduto.
✓ Monitoraggio e revisione : descrivono le modalità di monitoraggio dei crediti erogati al fine di garantire una corretta gestione del credito, nonché una corretta rappresentazione dell’esposizione della Società nei confronti di ciascun cedente o gruppo di clienti connessi. Il monitoraggio è inoltre eseguito allo scopo di procedere tempestivamente ad una revisione delle condizioni del credito qualora dovessero mutare le circostanze relative sia all’andamento economico della situazione del cedente, sia al valore delle garanzie.
✓ Rinnovo : rappresenta l’attività periodica, con cadenza variabile in base al profilo di rischio dell’operazione (12 mesi per le operazioni meno rischiose e 6 mesi per le altre), di completa revisione della posizione del Cedente. In base alle attività di monitoraggio operativo mensilmente condotte dall’Ufficio Monitoraggio Portafoglio possono essere poste in revisione anche posizioni che rilevano scostamenti significativi dei profili di rischio nell’arco temporale di 1 mese .
✓ Reporting : l’attività di reporting è l’insieme dei flussi informativi destinati agli Organi Aziendali e alle funzioni coinvolte nel processo di erogazione e monitoraggio del credito.
La possibilità per il cedente di ricevere l'anticipazione del corrispettivo d'acquisto dei crediti è condizionata allo svolgimento di un’approfondita valutazione dei debitori ceduti, nonché del cedente stesso e alla previa concessione di un adeguato affidamento, riferito a ciascun debitore.
Massimo Erogabile
Viene inoltre definito un limite (“Massimo Erogabile”) che rappresenta l’importo massimo entro il quale Generalfinance è disponibile ad erogare somme a titolo di pagamento anticipato del corrispettivo di acquisto dei crediti. Esso è riferito all’ intera posizione del cedente (singolo o a livello di Gruppo), considerata nel suo complesso e costituisce un massimale operativo, deliberato internamente alla Società, predeterminato e definito per soddisfare esigenze operative di natura gestionale.
Avendo tali caratteristiche e non rappresentando alcun impegno contrattuale nei confronti del cliente ad accordare anticipazioni sui crediti ceduti sino all'importo definito, il suddetto limite è suscettibile di essere revisionato e modific ato discrezionalmente dalla Società in ogni momento. Il Massimo Erogabile per cedente viene deliberato dal Comitato Crediti o dal Consiglio di Amministrazione in funzione delle autonomie e delle deleghe conferite.
La percentuale di erogazione Viene definita percentuale di erogazione il rapporto tra valore anticipato da Generalfinance in fase di erogazione e il valor e nominale dei crediti ceduti dal cliente alla Società.
La percentuale di erogazione, relativamente al factoring pro solvendo , per singolo cedente / debitore è variabile a discrezione del factor in funzione delle caratteristiche specifiche dell ’operazione, del cedente e dei debitori ceduti (ad es. in funzione della modalità di pagamento dei crediti, della natura e della solvibilità del debitore ceduto e di altri elementi che vengono valutati di volta in volta che si effettua un’erogazione). Relativamente al factoring pro soluto , la percentuale di erogazione è
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 89 pari al 100%, trattandosi unicamente di operazioni di acquisto a titolo definitivo (c.d. IAS Compliant ). La percentuale di erogazione per cedente viene deliberata dal Comitato Crediti o dal Consiglio di Amministrazione in funzione delle autonomie e delle deleghe conferite.
Limite di Anticipazione Debitore Oltre al precedente, viene valutato un ulteriore limite operativo ( “Limite di Anticipazione Debitore ” o “Fido Incrocio”) che rappresenta l ’importo massimo entro il quale Generalfinance è disponibile ad erogare somme a titolo di Anticipazione di crediti vantati verso un singolo debitore o un gruppo di debitori connessi. Esso rappresenta il rapporto tra il limite massimo (in termini di valore nominale) di crediti vantati nei confronti di un singolo debitore (o gruppo di debitori connessi) che la Società è disposta ad acquisire da un particolare cedente ( “Fido Incrocio ”) e la percentuale di anticipazione dei singoli crediti.
Il Limite di Anticipazione Debitore non può in ogni caso superare i limiti previsti dalle disposizioni di Vigilanza applicabi li.
Il Fido Incrocio per debitore viene deliberato dal CLO, dal Comitato Crediti o dal Consiglio di Amministrazione in funzione delle autonomie e delle deleghe conferite.
Pricing
Il pricing delle operazioni di factoring viene calcolato sulla base di una preliminare valutazione del Cedente, ma è condizionato significativamente dall’esito dell’analisi dei debitori ceduti.
A tal fine sono rilevanti, ai fini della proposta commerciale:
a) le previsioni di turnover prospettate dal cedente (il cluster del turnover );
b) la rischiosità complessiva del rapporto sintetizzata dallo “score dell’operazione” (inteso come la valutazione del rischio sul Cedente unitamente alla valutazione di rischio sul portafoglio debitori ceduti);
c) la complessità del rapporto, rappresentativa di una proxy dei costi operativi, calcolata valutando un insieme di indicatori che riflettono l’onere di gestione della pratica come, ad esempio, la numerosità dei debitori, la percentuale delle controparti estere sul totale, la forma di pagamento e la gestione del cr edito a carico del Factor.
Il pricing finale è determinato come la somma tra il tasso di interesse (costituito da uno spread fisso e dall’Euribor 3 mesi base 365 rilevato al penultimo giorno lavorativo del mese precedente e che remunera l’attività di erogazione dell’anticipazione finanziaria e il rischio di credito e liquidità assunto dal factor ), definito in funzione del turnover e dello scoring , e il tasso commissionale, definito in funzione del turnover , dello scoring e della complessità del rapporto. Il tasso commissionale tende a valutare la componente di servizi associata all’attività di factoring , che rappresenta il servizio principale atto a gestire il portafoglio crediti dall’acquisto delle fatture sino all’incasso delle medesime.
La risultanza derivante – i cui valori base di partenza vengono revisionati annualmente in funzione del business plan adottato dalla Società – anche tenendo conto del c.d. “presidio commerciale” inteso come il rapporto tra i volumi di cessioni sviluppati dal Cedente con la Società rispetto alla potenzialità dello stesso rilevabile dai propri ricavi delle vendite .
Valutazione interna (scoring) La Società attribuisce ad ogni operazione una valutazione interna propria definita “ score operazione” atta a classificare, secondo una progressione numerica, la rischiosità del rapporto di factoring .
Lo “score operazione ” viene calcolato sulla base di valutazioni indipendenti tra loro circa le performance economico -
patrimoniali, sia storiche che prospettiche del Cedente, e l’analisi di ulteriori fattori di performance e connessi al contes to legale che caratterizza l’aziend a cliente (fattori sintetizzati nel c.d. “score cedente”) e la rischiosità del suo portafoglio di debitori ceduti (c.d. “score di portafoglio”).
➢ Score Cedente Lo “score Cedente ” è un punteggio che sintetizza la rischiosità della controparte attraverso la valutazione di specifici indicatori chiave di performance (identificati e differentemente valutati in base alla tipologia di azienda oggetto di analisi), raggrup pati in dimension i che ne definiscono l’ambito di analisi; le logiche di ponderazione dei KPI permettono di calcolare il valore della singola dimensione alla quale, a sua volta, è stato attribuito un peso specifico che permette di determinare lo score finale.
Il modello di valutazione è stato consolidato, definendo almeno un indicatore obbligatorio per ogni dimensione, distribuendo il peso degli indicatori eventualmente non valutabili in modo proporzionale sugli indicatori valutati. Infine, le diverse dimension i sono a loro volta ponderate al fine di generare uno score del Cedente che verrà poi espresso su una scala da “1” a “4”, dove il “4” rappresenta il grado massimo di rischiosità della controparte.
I principali indicatori oggetto di valutazione sono:
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 90 • sostenibilità del rimborso della posizione debitoria rispetto ai flussi generati e declinati nel piano di ristrutturazione (in caso di Cedente Distressed ) o nel Business Plan (in caso di Cedente Bonis );
• valutazione oggettiva e soggettiva del Cedente (mediante l ’analisi quali/quantitativa delle sue risultanze economiche e patrimoniali unitamente ad una valutazione dei principali elementi aziendali come, ad esempio: i beni/servizi offerti, il mercato di appartenenza, l’organizzazione produttiva e gestionale, oltre che sullo stato giuridico e i rapporti societari);
• eventuale presenza di tutele legali (fideiussioni, pegni, ipoteche ecc.).
➢ Score di Portafoglio Con riferimento ai debitori ceduti, il merito creditizio viene calcolato utilizzando una formula matriciale che attiva – in base alla classe dimensionale di esposizione complessiva stimata verso il Debitore – differenti richieste di informazioni a selezion ati infoprovider .
Tale analisi si basa su 3 distinti elementi valutativi: valutazione finanziaria, andamentale e di assicurabilità, a cui si ag giunge la valutazione dell’effettiva copertura assicurativa ottenuta sul Debitore.
La componente di valutazione finanziaria sintetizza la valorizzazione dei dati disponibili da fonti camerali (tra cui i dati storici di bilancio e ulteriori elementi quali ad esempio l’attività dell’azienda, la storicità, la governance ) unitamente ad un’analisi degli elementi economici/patrimoniali del Debitore, oltre a verificare la presenza di qualsivoglia pregiudizievole o elemento pubblico negativo.
La componente di valutazione andamentale intercetta invece – attingendo da primarie banche dati private – la puntualità nei pagamenti ai propri fornitori.
La componente di valutazione assicurativa integra sia la valutazione sintetica di merito creditizio espressa da diverse compagnie di assicurazione del credito che la valutazione puntuale della garanzia assicurativa rilasciata dalla Compagnia di Assicurazio ne con cui è in corso la copertura assicurativa (Allianz Trade).
Una volta ottenuto lo score di ogni singolo ceduto (in scala da “1” a “4” dove il “4” rappresenta il grado massimo di rischiosità della controparte), ciascuno di essi viene ponderato in base all’importo erogabile del relativo fido incrocio (inteso come il prodotto tra l’importo del fido incrocio e la percentuale di erogazione prevista), co sì da poter determinare lo score del portafoglio cedente.
➢ Score Operazione Una volta ottenuti lo score del Cedente e lo score del suo portafoglio, questi vengono utilizzati per determinare lo score dell’operazione finale. Nel caso di Cedenti Distressed , lo score dell'operazione viene calcolato ponderando lo score del cedente e lo score del portafoglio ceduti in base alla tipologia dello strumento di composizione della crisi d’impresa che caratterizza lo status legale del Cedente.
Nel caso in cui l’analisi sul merito creditizio del debitore dovesse fare emergere la sussistenza di fattori di rischiosità o comunque punti di attenzione, la Direzione Crediti provvede a segnalarlo nella relazione di analisi destinata al Comitato Crediti. Per queste posizioni, in sede di delibera, il Comitato Crediti può definire specifiche modalità operative, volte a mitigare il rischio di credito quali, ad esempio, la riduzione della percentuale di anticipo relativamente a crediti vantati nei confr onti del debitore interessato, ovvero il contenimento dell'esposizione, sempre nei confronti del debitore interessato, entro un determinato limite massimo del fido complessivo concesso al cedente.
Qualora, invece, l’analisi sul merito creditizio del debitore dovesse fare emergere la sussistenza di fattori di significativ a rischiosità, il Comitato Crediti provvede ad escludere i crediti ceduti vantati verso il debitore interessato da quelli ogget to di anticipazione .
Intestazione del rischio sul Debitore Ceduto In considerazione del fatto che la regolamentazione di settore (i.e. Circolare n. 288 del 3 aprile 2015) consente di intestar e l’esposizione performing al debitore ceduto – anziché al cedente – qualora siano soddisfatti alcuni requisiti legali e operativi volti ad assicurare che il recupero delle esposizioni creditizie dipenda dai pagamenti effettuati dal debitore medesimo, anziché dalla solvibilità del cedente, il Comitato Crediti valuta l’opportunità di adottare tale approccio nel caso di operazioni che, nel complesso: (i) riguardano anticipazioni al cedente per un importo superiore a 2 milioni di euro ovvero (ii) nel caso in cui ritenga necessario raff orzare i presidi di monitoraggio del rapporto di cessione del credito, in virtù delle caratteristiche del portafoglio di “clienti -ceduti”.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 91 Al fine di verificare il soddisfacimento dei suddetti requisiti richiesti dalla normativa di vigilanza, Generalfinance ha pre visto che, nel caso di scelta dell’approccio per “cliente -ceduto”, sia compilata un’apposita “check list”, sottoposta alla valutazi one e all’approvazione del Comitato Crediti e conservata elettronicamente a corredo dell’istruttoria della posizione cedente.
Specifici presidi sono definiti con riferimento all’operatività not notification , al fine di rispettare puntualmente quanto previsto nella Circolare 288.
Inoltre, sia con riferimento all’approccio per “debitore ceduto” che per quello relativo al “debitore cedente”, Generalfinanc e si è dotata di procedure interne che consentono di accertare ex ante il deterioramento della situazione finanziaria del singo lo debitore e la qualità dei crediti commerciali acquistati, nonché di adeguate procedure che permettono di poter gestire le anomalie che dovessero presentarsi nel corso del rapporto (es. gestione dei crediti anomali, azioni di recupero, etc.) .
Garanzie assicurative e durata massima del credito Gli organi deliberanti (CLO, Comitato Crediti e Consiglio di Amministrazione, a seconda dei casi) definiscono livelli minimi di copertura assicurativa associati al portafoglio debitori ceduti e durate massime dei crediti. In particolare, sono previste s oglie minime di copertura assicurativa differenziate fra operazioni pro soluto e pro solvendo . Oltre determinate soglie previste dal Regolamento del Credito in materia di durata del credito o copertura assicurativa, le delibere possono essere assunte esclusivamente dagli organi superiori, sino al Consiglio di Amministrazione .
Criteri di staging In coerenza all’approccio definito dal principio contabile IFRS 9 per la classificazione delle attività finanziarie (il “Princ ipio”), nonché in relazione alle modalità di determinazione del relativo fondo a copertura delle perdite , la Società prevede l’allocazione delle attività finanziarie in tre cluster denominati Stage , in relazione al livello di rischio di credito insito nello strumento.
Le rettifiche di valore sono conseguentemente definite come segue:
• Stage 1: la svalutazione è pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi (ECL a 12 mesi), tenuto conto della durata
dei crediti;
• Stage 2: la svalutazione è pari alla perdita attesa sull’intera vita residua dello strumento finanziario (ECL lifetime );
• Stage 3 : per le attività finanziarie deteriorate, la svalutazione è pari alla perdita attesa lifetime ed è valutata in relazione alle attività di gestione e recupero crediti.
Ai fini della classificazione nei tre Stage , valgono le seguenti regole:
• Stage 1 : attività finanziarie performing (comprese le attività finanziarie in “Watchlist”) che non hanno subito un aumento significativo del rischio di credito dall’ origination ;
• Stage 2 : attività finanziarie performing per le quali si sia verificato un significativo incremento del rischio di credito (SICR - “Significative Increase in Credit Risk”) tra la data di origination e la data di reporting o siano caratterizzate dalle peculiarità definite nei “ backstop ” eventualmente adottati dalla Società;
• Stage 3 : comprende tutti i rapporti classificati in stato di default alla data di reporting secondo la definizione normativa di credito deteriorato (Regolamento UE 575/2013, Regolamento (UE) 2019/630, EBA GL 2016/07 e Circolare 288/2015 che ha recepito il Documento in consultazione di Banca d’Italia dal 10 giugno 2020 all’8 settembre 2020 “Modif iche alle disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari: applicazione della nuova definizione di default e altre modifiche in materia di rischio di credito, fondi propri, investimenti in immobili e operazioni rilevanti”).
Il processo di allocazione in stage adottato dalla Società, con contestuale verifica delle condizioni inerenti al significati vo incremento del rischio di credito, è caratterizzato anche da elementi di complessità e soggettività. In linea con i requisiti del Principio, la quantificazione del SICR deve fondarsi sulla variazione del rischio di default previsto per la vita attesa dell ’attività finanziaria e non sulla variazione dell’ammontare di perdita attesa (ECL).
La Società ha scelto di misurare il significativo incremento del rischio di credito della controparte (cedente) con conseguen te classificazione dell’esposizione in Stage 2 in relazione a taluni eventi (trigger) automatici per i quali viene valutata la cond izione di scaduto, secondo la definizione del Regolamento Delegato (UE) n. 171/2018 sulla soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato ai sensi dell’art. 178, par. 2, lettera d) CRR (RD) e discrezionali (basati sulla valuta zione dello status della controparte, in particolare nei casi di accesso ad una procedura concorsuale da parte del cedente dopo l’erogazione del credito).
Qualora in relazione ad un’esposizione classificata in Stage 2, ad una successiva data di reporting vengano meno le condizion i per tale classificazione, la stessa verrà riclassificata dal Comitato Crediti in Stage 1.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 92 Il Principio richiede che si utilizzino gli stessi criteri di trasferimento per trasferire un’esposizione dai diversi Stage. Ciò in riferimento anche al cosiddetto approccio simmetrico, che consente ad un’entità di rilevare una perdita attesa su un orizzon te temporale di 12 mesi per tutte le esposizioni classificate nello Stage 1, salvo modificare la rilevazione della perdita attes a lungo tutta la vita del credito una volta che il rischio di credito di tali esposizioni risulti essere aumentato in misura si gnificativa dopo la rilevazione iniziale. L’IFRS 9 prevede pertanto la possibilità di allocare le attività finanziarie nello Stage 2 o ne llo Stage 3 e di riportare tali esposizioni nelle categorie iniziali qualora le valutazioni successive dimostrino che il rischio di credito è diminuito in misura significativa.
A questo proposito il Principio afferma che “se nel precedente esercizio un’entità ha valutato il fondo a copertura perdite dello strumento finanziario a un importo pari alle perdite attese lungo tutta la vita dello strumento, ma alla data di riferi mento corrente del bilancio determina che il paragrafo 5.5.3 non è più soddisfatto, essa deve valutare il fondo a copertura perdite a un importo pari alle perdite attese su crediti nei 12 mesi successivi alla data di riferimento corrente del bilancio” .
Calcolo della expected credit loss – Stage 1 e Stage 2 La Società ha implementato un modello contabile in linea con le previsioni dei principi contabili internazionali, al fine di calcolare i parametri di rischio sottostanti la determinazione della Expected Credit Loss (ECL): PD, LGD, EAD, a livello di singola esposizione.
Il Principio prevede che il calcolo delle perdite attese (ECL) deve riflettere:
a) un importo obiettivo e ponderato in base alle probabilità, determinato valutando una gamma di possibili risultati;
b) il valore temporale del denaro, scontando i flussi di cassa attesi alla data di reporting ;
c) informazioni ragionevoli e dimostrabili che sono disponibili senza eccessivi costi o sforzi alla data di riferimento del bilancio su eventi passati, condizioni attuali e previsioni delle condizioni economiche future.
Per la misurazione delle perdite attese, la Società dispone di un insieme di regole definite in coerenza con i requisiti decl inati dallo standard contabile.
Per le esposizioni in Stage 1 e 2 vengono calcolate rispettivamente le perdite attese a 12 mesi e lifetime , in base allo stage assegnato all’esposizione, tenuto comunque conto della durata dello strumento finanziario.
A tal riguardo, l’approccio adottato è differenziato per tenere in debita considerazione il potenziale significativo incremen to del rischio di credito associato ai crediti classificati nello Stage 2. Sulla scorta di tali considerazioni, tenendo in adegu ata considerazione la breve durata (inferiore all’anno) dei crediti erogati dalla Società, alle posizioni classificate come Stage 1 si applica un fattore temporale che riproporziona l’esposizione sulla base della vita residua del credito, secondo la seguente
formula:
𝐸𝐴𝐷=𝐸𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 ∗𝑁/365
Dove N rappresenta il numero di giorni residui per la singola scadenza del credito (c.d. “riga pratica”).
Nel caso di crediti classificati come Stage 1, operano in ogni caso i seguenti elementi:
a) un “floor” minimo pari a 30 giorni nel caso di crediti a scadere aventi una vita residua inferiore ad 1 mese e per crediti scaduti performing non oltre i 5 giorni (tempo tecnico minimo previsto per la registrazione dell’incasso);
b) un fattore N pari a 365, ovvero nessun frazionamento, nel caso in cui l’esposizione creditoria risulti scaduta da almeno 6 giorni e non ancora incassata.
Relativamente invece alle posizioni classificate in Stage 2, in considerazione dell’osservato incremento significativo del ri schio di credito, si ritiene di non adoperare alcun riproporzionamento temporale dell’esposizione. Di fatto, si assume una durata temporale dell'esposizione di 12 mesi, coerente con l’orizzonte temporale della Probability of Default (PD).
Il calcolo delle perdite attese – con la connessa definizione dei parametri di rischio – viene aggiornato con cadenza mensile e comunque ad ogni data di reporting . In particolare, la perdita attesa rilevata è misurata tenendo in considerazione la specificità del portafoglio e del modello di business, ovvero delle politiche attive di mitigazione del rischio utilizzate ne lla gestione del portafoglio.
La ECL è pertanto calcolata secondo la seguente formula:
𝐸𝐶𝐿=𝑃𝐷∗𝐿𝐺𝐷∗𝐸𝐴𝐷
“PD” rappresenta la probabilità di default considerando un orizzonte temporale pari ad 1 anno;
“LGD” rappresenta la perdita attesa nel caso di default;
“EAD” misura l’esposizione a default.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 93 Considerato che i giorni medi di credito sono molto contenuti (mediamente inferiori ai 90 giorni), il diverso grado di rischi o rilevato tra le posizioni classificate in Stage 2 rispetto alle posizioni in Stage 1 viene intercettato tramite l’utilizzo di un fattore temporale applicato alla EAD, aggiunto alla formula di calcolo, come specificato in precedenza.
Per quanto riguarda invece le esposizioni creditizie verso intermediari finanziari, si considera una ECL a 12 mesi (non avend o la società esposizioni oltre quelle a vista verso enti finanziari) pari alla EL media di un peer group di banche italiane, sulla base delle PD fornite da provider esterni (Bloomberg), tenuto conto di una LGD stimata pari a 10%.
Parametri di Rischio: Probability of Default (PD) La Probability of Default è misurata a livello di debitore ceduto; tale approccio è tra l’altro coerente con il business model della Società, che valuta la rischiosità delle controparti prioritariamente sulla base del portafoglio debitori ceduti.
L’approccio è altresì coerente con il disposto della normativa di Vigilanza che, al ricorrere di talune condizioni legali ed operative, consente l’intestazione del rischio sul debitore ceduto – in luogo del cedente – a fini prudenziali anche per l’operativ ità pro solvendo, che rappresenta il core business di Generalfinance.
La PD a 12 mesi è quella desunta dai rating forniti da provider esterni associata alle classi di rating che poi vengono ricondotte all’interno di una unica distribuzione di classi di rischio ( mapping ). L’individuazione e l’assegnazione del parametro di PD al debitore ceduto avviene secondo i seguenti step:
1) identificazione dei rating associati al debitore ceduto;
2) associazione ad ogni rating della relativa PD sulla base delle “Master scale” fornite dai vari provider o, in alternativa, di una riconciliazione fra le stesse;
3) media delle PD associate ai rating disponibili per ogni ceduto alla data di riferimento del calcolo. Il risultato della media delle PD è la PD assegnata al debitore ceduto.
Tenuto conto dell’orizzonte temporale di stima della PD, ovvero 12 mesi, si ritiene ragionevole procedere alla considerazione del rating di ogni debitore ceduto su base annuale. Laddove il rating sia stato validato oltre i 12 mesi precedenti, lo stesso viene scartato dal sistema e la posizione viene trattata come “unrated ”.
Relativamente alla stima della PD lifetime da utilizzare ai fini del calcolo della ECL per i crediti classificati come Stage 2, sono stati tenuti in considerazione i seguenti elementi:
• specificità del modello di business (“factoring”);
• giorni medi di credito del portafoglio, mediamente inferiori a 90 giorni.
La proxy della PD lifetime è la PD 12 mesi individuata secondo le logiche precedentemente riportate.
Per quanto riguarda le controparti per le quali non è possibile individuare alcun rating fornito dai provider esterni, viene utilizzata quale proxy di PD, la PD media ponderata del portafoglio crediti. Tale PD viene aggiornata periodicamente (almeno con cadenza annuale) al fine di riflettere nel calcolo le ultime informazioni disponibili sul portafoglio.
Relativamente alle casistiche riguardanti “anticipo crediti futuri”, è previsto un trattamento specifico per il calcolo della ECL.
In particolare , nei casi in cui il valore nominale dei crediti ceduti in pro solvendo :
• sia maggiore o uguale al 50% dell’esposizione relativa ai crediti futuri dello stesso cedente, la PD viene calcolata come la media ponderata per l’esposizione delle PD relative al portafoglio dei debitori ceduti pro solvendo del cedente.
• sia inferiore al 50% dell’esposizione relativa ai crediti futuri dello stesso cedente, la PD è calcolata utilizzando la media delle PD associate ai rating disponibili del cedente.
Qualora il debitore ceduto sia una Pubblica Amministrazione (es: Agenzia delle Entrate, Ministeri o altri enti pubblici dell’Amministrazione Centrale), la PD utilizzata è quella fornita da Bloomberg relativamente alla Repubblica Italiana alla da ta di rifer imento.
Infine, nel caso di una posizione pro soluto in relazione alla quale il credito verso il debitore ceduto sia integralmente fronteggiato dal ciclo attivo in cui lo stesso soggetto è cedente (situazione associabile ad un reverse factoring ), è previsto uno specifico trattamento a fini di calcolo della ECL. In particolare, la PD relativa a quel debitore ceduto sarà pari alla media ponderata per l’esposizione della PD del portafoglio dei debitori ceduti relativi ai crediti commerciali acquist ati dal cedente.
Parametri di Rischio: Loss Given Default (LGD) Per la definizione del parametro di Loss Given Default (LGD) da utilizzare, è stato tenuto in debita considerazione il business model della Società che consente, su cessioni pro solvendo dei crediti già sorti, di poter recuperare la posizione creditoria sia dal ceduto che dal cedente. In tal senso, si ritiene ragionevole utilizzare approcci diversi, per portafoglio pro soluto , portafoglio
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 94 pro solvendo e portafoglio anticipo crediti futuri, al fine di incorporare una differente stima della perdita, coerentemente con i) la gestione del portafoglio ; ii) la specificità del business “factoring ”; iii) le politiche di mitigazione del rischio che vengono utilizzate dalla Società.
Nel caso in cui il debitore ceduto sia una Pubblica Amministrazione (es: Agenzia delle Entrate, Ministeri o altri enti pubbli ci dell’Amministrazione Centrale) la LGD, in mancanza di informazioni e dati storici sul default di tali enti, è prevista pari al 5%.
In riferimento alle anticipazioni su crediti futuri, la relativa LGD è prudenzialmente assunta pari alla LGD regolamentare de i modelli IRB – Foundation (45%).
In riferimento alle posizioni in Stage 3, la policy prevede accantonamenti analitici rispettando dei livelli minimi di accantonamento crescenti per le posizioni scadute, inadempienze probabili e sofferenze.
Parametri di Rischio: Exposure at Default (EAD) L’Exposure at Default (EAD) alla data di riferimento consiste nel valore contabile al costo ammortizzato. Più nello specifico, l’EAD per le operazioni di factoring risulta pari all’esposizione (erogato non ancora incassato, al netto di eventuali quote non anticipate già incassate e non ancora retrocesse al cedente) alla data di reporting .
Elementi forward -looking e scenari macro -economici Il principio IFRS 9 richiede l’inclusione di elementi forward -looking nelle stime di perdita attesa, in modo che queste siano idonee a rappresentare le condizioni macroeconomiche previste per il futuro. L’inclusione di informazioni forward -looking nella stima della perdita attesa lifetime è quindi fondamentale per una corretta implementazione dell’IFRS 9. Tuttavia, in considerazione dell’approccio adottato per la stima della ECL si rilevano i seguenti elementi:
• l’utilizzo di una PD puntuale riveniente da fonti informative “terze” consente di incorporare elementi forward -
looking ragionevolmente prevedibili nel breve termine e tenuti in considerazione dagli infoprovider che elaborano i rating esterni;
• l’aggiornamento della LGD con cadenza annuale consente di incrementare la rappresentatività della stima, incorporando già nel modello di calcolo elementi forward -looking e potenziali overlays a fronte di stime di peggioramento dello scenario macroeconomico di riferimento.
Write off
Il write -off costituisce un evento che dà luogo a una cancellazione contabile, integrale o parziale, quando non si hanno più ragionevoli aspettative di recuperare, in tutto o in parte, l’attività finanziaria.
Il Principio configura la svalutazione del valore contabile lordo di un’attività finanziaria conseguente alla ragionevole aspettativa di mancato recupero come un caso di eliminazione contabile. Il write -off può riguardare l’intero ammontare di un’attività finanziaria o una parte di essa e corrisponde allo storno delle rettifiche di valore complessive, in contropartit a del valore lordo dell’attività finanziaria e, per la parte eccedente l’importo delle rettif iche di valore complessive, alla perdita di valore dell’attività finanziaria rilevata direttamente a conto economico.
Se la Società ha ragionevoli aspettative di recuperare il credito, quest’ultimo può essere mantenuto in bilancio (credito viv o) senza effettuare un write -off e, in tutti casi in cui ci sia una perdita attesa, dovrà essere effettuato un congruo accantonamento atto a coprire il possibile mancato recupero integrale.
In caso contrario, se la Società non ha ragionevoli aspettative di recuperarlo, in tutto o in parte, deve essere effettuato i l write -off, con l ’effetto di spostare il credito stesso o parte di esso dall’attivo di Bilancio a conti di evidenza dedicati.
L’ammontare dei write -off operati nell’esercizio di riferimento che eccede l’importo delle rettifiche complessive operate nei precedenti esercizi (e che quindi è iscritto come perdita direttamente a conto economico) viene incluso nelle rettifiche di valore.
Gli eventuali recuperi da incasso successivi al write -off, invece, sono rilevati a conto economico tra le riprese di valore conseguentemente al miglioramento del merito creditizio del debitore ed ai recuperi delle attività precedentemente svalutate.
Operativamente, le delibere di write -off vengono assunte dal Comitato Crediti su proposta della Direzione Crediti, una volta venute meno le ragionevoli aspettative di recupero, anche legale, dell’esposizione. In ogni caso, il termine massimo per il mantenimento dell’esposizione in bilancio è di 2 anni. Oltre tale termine, l’esposizione deve essere oggetto di integrale write -
off contabile .
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 95 2.3 Tecniche di mitigazione del rischio di credito
Garanzie Assicurative
Generalfinance ha sottoscritto con Allianz Trade (già Euler Hermes S.A.) due polizze di assicurazione contro i rischi d’insolvenza dei soggetti cedenti i crediti commerciali e/o dei relativi debitori ceduti acquisiti dalla Società nel contesto delle operazioni di factoring (le “Polizze”).
Al fine di poter migliorare la rappresentazione informativa delle attività di rischio ponderate relative all ’attività caratteristica, la Società utilizza le Polizze quali strumenti di attenuazione del rischio di credito anche a fini prudenziali per la gestion e del rischio di credito ( Credit Risk Management , “CRM”), in conformità a quanto previsto dal CRR e dalla Circ. 288/2015. Tale utilizzo avviene nel contesto di una partnership strategica di lungo termine con la compagnia che ha l’obiettivo primario di supportare le strutture interne nell’attività di valutazione del rischio, grazie all’enorme patrimonio informativo, a livello mondiale, che può vantare sui debitori ceduti. Per Ge neralfinance, la compagnia è vista dunque come un partner di business , più che un puro “fornitore” di protezione, il che rende il contratto assicurativo particolarmente efficace nella gestione ordinaria dell’attività e performante dal punto di vista del rapporto “sinistri su premi”.
Per effetto del riconoscimento delle Polizze a fini di CRM, la Società si trova ad avere una c.d. “grande esposizione” nei confronti del garante Allianz Trade. L’esposizione complessiva nei confronti di Allianz Trade, pertanto, deve rispettare i requisiti previsti dal CRR e, in particolare, non eccedere il 25% del capitale ammissibile della Società, così limitando a tale importo gli effetti massimi di protezione riconoscibili a fini prudenziali.
In tale contesto, gli impatti derivanti dal riconoscimento delle Polizze a fini prudenziali – in termini di minori attività di rischio ponderate – sono calcolati sulla base dell’esposizione massima verso Allianz Trade, soggetto attualmente ponderato al 20% in base al proprio rating ; in sostanza, Generalfinance calcola trimestralmente il rapporto fra il limite dei grandi rischi e il totale dell’esposizione assicurata da Allianz Trade. Tale percentuale viene quindi applicata sul rischio assicurato di ogni esposizi one, ripartendo in ta l modo il beneficio assicurativo proporzionalmente su tutte le esposizioni garantite.
Nel seguito si sintetizzano le attività poste in essere da Generalfinance e definite nella specifica policy aziendale al fine di verificare nel continuo l’ammissibilità delle polizze assicurative ai fini di CRM e di conseguenza riconoscerne l’effetto nel calcolo dei requisiti patrimoniali.
Il processo di gestione della garanzia ai fini CRM si articola nelle sottofasi di seguito descritte:
- Acquisizione della garanzia: in questa fase si procede alla selezione e valutazione del fornitore della garanzia (i.e. la compagnia assicurativa). In tale contesto è posta attenzione anche all’eventuale rischio di concentrazione che deriverebbe dall’utiliz zo della garanzia personale, tenendo conto della natura del prestatore della garanzia, del suo merito creditizio e modello di business; in ogni caso, da un punto di vista di policy interne, tenuto anche conto dei vincoli relativi ai contratti di finanziamento, Generalfinance sottoscrive polizze a copertura del rischio di credito esclusivamente con primarie compagnie (Allianz Trade – partner attuale – Coface o Atradius) al fine di ev itare concentrazione di rischi su intermediari assicurativi di minore standing . La valutazione è effettuata dalla Direzione Crediti e deliberata dal Consiglio di Amministrazione.
- Valutazione dei requisiti di ammissibilità: è effettuata la valutazione dell’ammissibilità della garanzia ai fini CRM, in particolare verificando la tipologia della garanzia e se le condizioni contrattuali siano in linea con le previsioni normativ e;
in tal e contesto, il testo contrattuale della polizza viene definito dalla Direzione Crediti e deve essere preventivamente sottoposto all’Ufficio AML e Compliance , il quale ha la responsabilità di valutare la compliance alle previsioni regolamentari in materia di CRM, in coordinamento con la Direzione Finanza e Amministrazione.
- Monitoraggio della garanzia, fase a sua volta declinata in:
o Monitoraggio requisiti di ammissibilità: tale ambito di monitoraggio ha l ’obiettivo di verificare il persistere dell’aderenza del contratto di garanzia rispetto alle previsioni normative, con particolare attenzione alle fasi di rinnovo del contratto di polizza assicurativa o in presenza di modifiche contrattuali; in tale contesto, il testo contrattuale della polizza vien e definito dalla Direzione Crediti e deve essere preventivamente sottoposto alla Direzione Finanza e Amministrazione per la valutazione degli impatti e all’Ufficio AML e Compliance il quale ha la responsabilità di valutarne l’adeguatezza alle previsioni re golamentari in materia di CRM;
o Rispetto delle condizioni e clausole contrattuali: è obiettivo di questa fase rispettare le procedure e prassi operative che consentono a Generalfinance di operare nel rispetto delle condizioni contrattuali contenute nel contratto di garanzia, al fine di c onservare l ’efficacia della protezione; tale attività è di competenza della Direzione Crediti, che valuta che l ’operatività della Società sia costantemente in linea con le previsioni contrattuali.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 96
- Identificazione delle caratteristiche rilevanti della polizza ai fini segnaletici: le caratteristiche della garanzia utilizza ta ai fini CRM sono analizzate al fine di identificare gli aspetti rilevanti per le Segnalazioni di Vigilanza, quali ad esempio la determinazione del valore della garanzia o la ponderazione da associare al fornitore della garanzia, con particolare riferimento al rispetto dei limiti di concentrazione. Tale attività ricade sotto la responsabilità della Direzione Finanza e Amministrazion e (Ufficio Segnalazioni di Vigilanza).
Infine, a fronte di specifiche esposizioni creditizie, sono state acquisite garanzie eligible a fini di CRM fornite da SACE S.p.A..
La valutazione di eleggibilità delle predette garanzie anche a fini di calcolo dei requisiti patrimoniali è supportata anche da un parere di un primario studio legale, oltre che dalle analisi delle competenti struttur e interne.
Rating esterni forniti da ECAI Ai fini del metodo Standardizzato, per determinare il fattore di ponderazione del rischio di un ’esposizione, il regolatore prevede l’utilizzo della valutazione esterna del merito di credito solo se emessa, o avallata, da un ’agenzia esterna di valutazione del merito di credito ( External Credit Assessment Institution “ECAI ”).
L’elenco delle ECAI autorizzate viene periodicamente pubblicato sul sito web dell ’ABE e recepito dalla Banca d ’Italia. Le norme tecniche in merito all’associazione tra le valutazioni del rischio di credito e le classi di merito di credito delle ECAI son o identificate nel Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1799, in conformità all ’articolo 1361, paragrafi 1 e 3, del Regolamento (UE) n. 575/2013.
Coerentemente con la normativa citata, Generalfinance si avvale di “Cerved Rating Agency ” e di “Modefinance ” quali agenzie di rating esterne (c.d. “ECAI ”) per il calcolo delle RWA relative alle esposizioni verso imprese, con specifico riferimento a quelle controparti (italiane ed estere, rispettivamente) che hanno, alla data di segnalazione, esposizione superiore ad euro 100.000, nell ’ambito del rapporto di factoring ( pro soluto o pro solvendo , con intestazione del rischio sul debitore ceduto) con un Massimo Erogabile accordato superiore a 2 milioni di euro.
3. Esposizioni creditizie deteriorate La Società si è dotata di procedure interne che consentono di accertare ex ante il deterioramento della situazione finanziaria del singolo debitore e la qualità dei crediti commerciali acquistati, nonché di adeguate procedure che permettono di poter gestire le anomalie che dovessero presentarsi nel corso del rapporto (es. gestione de gli insoluti, azioni di recupero, etc.).
L’intero processo di business è omogeneo per le tipologie di clientela e viene attuato da tutte le funzioni aziendali. Esso s i sviluppa – come richiamato in precedenza – lungo le seguenti fasi principali: (i) acquisizione della clientela; (ii) istruttoria (valutazione del cliente/cedente, valutazione del debitore, valutazione dei garanti); (iii) delibera del Comitato Crediti; (i v) formalizzazione e attivazione del rapporto di anticipazione; (v) monitoraggio e gestione rapporti in essere, fidi e garanzie.
La Società esegue periodici controlli – tipicamente su base giornaliera – per verificare l ’insorgenza, sia tra i cedenti che tra i debitori, di posizioni insolute che possano generare particolari criticità e al fine di adottare tempestivamente le opportune determinazioni, qualora si riscontrassero motivi di allarme o criticità. Inoltre, sulla ba se del flusso acquisito dal sistema Home Banking e delle eventuali informazioni ottenute da altre fonti aziendali o esterne, sono puntualmente e tempestivamente registrati tutti i mancati pagamenti ed è effettuato un continuo monitoraggio del rischio di credito.
Riferendosi allo specifico rischio derivante da ritardo o mancato incasso dei crediti, la metodologia operativa sviluppata permette a Generalfinance di ottenere una serie di importanti protezioni per la propria esposizione. Infatti, in forza del contratto di cessione del credito, la Società ha la possibilità di rivalersi sul debitore ceduto e nel caso di cessione pro solvendo , anche sul cedente.
Classificazione - Stage 3 Lo Stage 3 racchiude tutte le esposizioni con oggettiva evidenza di impairment , pertanto tutte le esposizioni in stato deteriorato: crediti scaduti, inadempienze probabili e sofferenze.
Per quanto riguarda la classificazione nei tre stadi evidenziati, si fa presente che:
- la classificazione a scaduto deteriorato avviene in via automatica, sulla base di quanto previsto dalla circolare 217 di Banca d’Italia, con specifico riferimento alla forma tecnica del factoring e alla nuova definizione di default valida dal 1° gennaio 2021 prevista dal Regolamento europeo relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (articolo 178 del Reg. UE n. 575/2013);
- per quanto riguarda le inadempienze probabili, la classificazione in tale stadio avviene automaticamente sulla base dei giorni di scaduto e sulla base di specifici trigger definiti nelle policy aziendali;
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- per quanto riguarda le sofferenze, si prevede una classificazione in tale status , in caso di avvio di azioni legali su una quota significativa del portafoglio ceduto e, inoltre, sulla base di specifici trigger definiti nelle policy aziendali.
La classificazione a inadempienza probabile /sofferenza viene sempre deliberata dal Comitato Crediti su proposta della Direzione Crediti. Venendo meno i presupposti, il medesimo Comitato delibera l’eventuale riclassificazione dell’esposizione da inadempienza probabile o sofferenza.
Expected Credit Loss – Stage 3 Il Principio prevede che l’entità rilevi un fondo a copertura perdite per perdite attese su crediti riguardanti attività fina nziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulle altre componenti reddituali (FVOCI), crediti impliciti nei contratti di leasing , attività derivanti da contratto o impegni all ’erogazione di finanziamenti e contratti di garanzia finanziaria ai quali si applicano le disposizioni in materia di riduzione di valore.
L’EAD alla data di riferimento consiste nel valore contabile al costo ammortizzato al netto della garanzia assicurativa che assiste il credito, eccetto per la componente di impegno all’erogazione del credito, per cui l’esposizione è il valore fuori bilancio pond erato per il fattore di conversione creditizia (CCF) stimato dalla Società. Si precisa , a tale riguardo , che la Società non ha in essere impegni ad erogare fondi; pertanto, l’EAD risulta pari all’esposizione (erogato non ancora incassato al nett o di eventuali quote non anticipate già incassate e non ancora retrocesse al cedente) al netto della garanzia assicurativa alla data di reporting .
Il Principio prevede inoltre che l ’entità valuti le perdite attese su crediti dello strumento finanziario in modo che rifletta:
a) un importo obiettivo e ponderato in base alle probabilità, determinato valutando una gamma di possibili risultati;
b) il valore temporale del denaro; e c) informazioni ragionevoli e dimostrabili che sono disponibili senza eccessivi costi o sforzi alla data di riferimento del bilancio su eventi passati, condizioni attuali e previsioni delle condizioni economiche future.
Per un’attività finanziaria deteriorata alla data di riferimento del bilancio, che non è un ’attività finanziaria deteriorata acquistata od originata, l’entità deve valutare le perdite attese su crediti come la differenza tra il valore contabile lordo dell’attività e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati attualizzati al tasso di i nteresse effettivo originario dell’attività finanziaria. Le rettifiche sono rilevate come utile o perdita per riduzione di valore nel conto economico.
Per quanto riguarda le inadempienze probabili e le sofferenze, il valore degli accantonamenti è sempre stabilito con delibera del Comitato Crediti , su proposta della Direzione Crediti, all’atto della classificazione in detti stati amministrativi.
La policy aziendale prevede peraltro soglie minime di accantonamento crescenti per quanto riguarda le posizioni classificate a scaduto, inadempienza probabile o sofferenza.
Sotto il profilo della gestione del rischio di credito, l’Ufficio Risk Management si occupa del controllo di secondo livello mediante il monitoraggio nel continuo delle esposizioni creditizie individuando posizioni potenzialmente problematiche ed il relativo livello di accantonamenti. L’Ufficio Risk Management svolge le proprie attività di verifica sulla base di flussi informativi provenienti dalle funzioni aziendali, illustrando periodicamente al Consiglio di Amministrazione l’andamento del rischio di credito.
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 98 Informazioni di natura quantitativa 1. Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) Portafogli/Qualità Sofferenze Inadempienze
probabili Esposizioni
scadute
deteriorate Esposizioni
scadute non
deteriorate Altre esposizioni non deteriorate Totale 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 551.212 2.242.003 6.176.331 26.319.711 648.809.727 684.098.983 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - - -
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - - -
5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
Totale 30/06/202 6 551.212 2.242.003 6.176.331 26.319.711 648.809.727 684.098.983 Totale 31/12/202 5 1.354.380 1.494.763 1.755.669 24.193.266 640.060.466 668.858.544
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 99 6. Esposizioni creditizie verso clientela, verso banche e verso società finanziarie 6.1 Esposizioni creditizie e fuori bilancio verso banche e società finanziarie: valori lordi e netti Tipologie esposizioni/Valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti
complessivi Esposizione
netta Write -off parziali
complessivi
Primo stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate
A. Esposizioni creditizie per cassa A.1 A vista 97.914.218 97.914.218 - - - 1.957 1.957 - - - 97.912.261 -
a) Deteriorate X X - - - X X - - - - -
b) Non deteriorate 97.914.218 97.914.218 - X - 1.957 1.957 - X - 97.912.261 -
A.2 Altre 10.123.818 10.123.818 - - - 35.061 35.061 - - - 10.088.758 -
a) Sofferenze X X - - - X X - - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X X - - - X X - - - - -
b) Inadempienze probabili X X - - - X X - - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X X - - - X X - - - - -
c) Esposizioni scadute deteriorate X X - - - X X - - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X X - - - X X - - - - -
d) Esposizioni scadute non deteriorate 51.627 51.627 - X - 48 48 - X - 51.579 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni non deteriorate 10.072.191 10.072.191 - X - 35.012 35.012 - X - 10.037.178 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
TOTALE (A) 108.038.036 108.038.036 - - - 37.018 37.018 - - - 108.001.019 -
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
a) Deteriorate X X - - - X X - - - - -
b) Non deteriorate 20.211 - - X - - - - X - 20.211 -
TOTALE (B) 20.211 - - - - - - - - - 20.211 -
TOTALE (A+B) 108.058.247 108.038.036 - - - 37.018 37.018 - - - 108.021.230 -
Relazione finanziaria seme strale – 30 giugno 2026 100 6.4 Esposizioni creditizie e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti Tipologie esposizioni/Valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti
complessivi Esposizione
netta Write -off
parziali
complessivi
Primo stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate
A. Esposizioni creditizie per cassa a) Sofferenze 1.892.273 X - 1.892.273 - 1.341.061 X - 1.341.061 - 551.21 2 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - -
b) Inadempienze probabili 3.157.456 X - 3.157.456 - 915.452 X - 915.452 - 2.242.003 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - -
c) Esposizioni scadute deteriorate 6.873.824 X - 6.873.824 - 697.493 X - 697.493 - 6.176.331 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - -
d) Esposizioni scadute non deteriorate 26.493.278 20.709.511 5.783.768 X - 225.146 68.150 156.996 X - 26.268.13 2 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - -
e) Altre esposizioni non deteriorate 641.648.258 623.936.784 17.711.474 X - 2.875.710 2.306.186 569.524 X - 638.772.54 9 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - -
TOTALE (A) 680.065.089 644.646.295 23.495.242 11.923.553 6.054.863 2.374.336 726.520 2.954.006 674.010.2 27 -
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
a) Deteriorate - X - - - - X - - - -
b) Non deteriorate - - - X - - - - X - -
TOTALE (B) - - - - - - - - - - -
TOTALE (A+B) 680.065.089 644.646.295 23.495.242 11.923.553 6.054.863 2.374.336 726.520 2.954.006 674.010.227 -
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- 101 - 9. Concentrazione del credito 9.3 Grandi Esposizioni (valori in unità di Euro) 30/06/202 6 a) valore di bilancio 218.897.550 b) valore ponderato 68.834.113 c) numero 8 La tabella evidenzia l’ammontare ed il numero delle controparti con esposizione ponderata, secondo le regole previste dalla disciplina di Vigilanza prudenziale, maggiore del 10% del capitale ammissibile.
I rischi nei confronti di singoli clienti del medesimo intermediario sono considerati unitariamente qualora tra i clienti ste ssi sussistano connessioni di carattere giuridico o economico.
L’ammontare è la somma delle attività di rischio per cassa e delle operazioni fuori bilancio nei confronti di un cliente.
10. Modelli e altre metodologie per la misurazione e gestione del rischio di credito Generalfinance adotta, ai fini della misurazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito, l’approccio standardizzato previsto dalla normativa prudenziale, tenuto conto dell’eventuale quota di esposizione garantita da polizze assicurative sui crediti eligible a fini di CRM. La Società si avvale inoltre di Cerved Rating Agency e Modefinance quali agenzie di rating esterne (c.d. ECAI) per il calcolo delle RWA relative alle esposizioni verso imprese, con specifico riferimento a quelle controparti (rispettivamente, italiane ed estere) che hanno, alla data di segnalazione, esposizione superiore ad Euro 100.000 , nell’ambito del rapporto di factoring (pro soluto o pro solvendo , con intestazione del rischio sul debitore ceduto) con un Massimo Erogabile accordato superiore a 2 milioni di Euro.
11. Altre informazioni di natura quantitativa Non si evidenziano altri aspetti di natura quantitativa degni di menzione nella presente sezione.
3.2 RISCHI DI MERCATO
3.2.1 Rischio di tasso di interesse Informazioni di natura qualitativa 1. Aspetti generali Il rischio di tasso di interesse è causato dalle differenze nelle scadenze e nei tempi di riprezzamento del tasso di interess e delle attività e delle passività. In presenza di tali differenze, fluttuazioni dei tassi di interesse possono determinare sia una variazione del margine di interesse atteso, sia una variazione del valore delle attività e delle passività e quindi del valor e del patrimonio netto.
L’operatività di Generalfinance è concentrata nel breve termine; i finanziamenti concessi sono di tipo autoliquidante ed hann o una vita residua breve, direttamente connessa ai tempi di incasso dei crediti commerciali ceduti.
Inoltre, larga parte delle poste dell’attivo e del passivo sono a tasso variabile, con una immunizzazione naturale rispetto a fluttuazioni dei tassi di mercato. Le passività a tasso fisso sono state trasformate, in larga parte, in passività a tasso variabile attraverso la stipula di operazioni di Interest Rate Swap .
Tali caratteristiche determinano una mitigazione notevole dell’esposizione al rischio di tasso di interesse.
3.2.2 Rischio di prezzo Informazioni di natura qualitativa 1. Aspetti generali L’ente finanziario non assume, di norma, rischi di oscillazione di prezzo.
3.2.3 Rischio di cambio Informazioni di natura qualitativa 1. Aspetti generali L’ente finanziario non assume, di norma, rischi di cambio.
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- 102 - 3.3 RISCHI OPERATIVI
Informazioni di natura qualitativa 1. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo La Società ha adottato la definizione di rischio operativo quale “rischio di perdite derivante dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni”. La Società è costantemente impegnata nell’attività di implementazione dei processi e dei controlli – anche per quanto riguarda la piattaforma informatica proprietaria - al fine di migliorare il presidio dei rischi operativi.
Generalfinance è esposta ai rischi tipicamente collegati con l’operatività che includono, tra l’altro, rischi connessi all’interruzione e/o al malfunzionamento dei servizi (compresi quelli di natura informatica), ad errori, omissioni e ritardi nei servizi offerti, così come al mancato rispetto delle procedure relative alla gestione dei rischi stessi.
La Società è pertanto esposta a molteplici tipi di rischio operativo: (i) rischio di frode da parte di dipendenti e di sogget ti esterni, (ii) rischio di operazioni non autorizzate e/o di errori operativi; (iii) rischi connessi alla mancata conservazione della documentazione relativa alle operazioni; (iv) rischi connessi all’inadeguatezza o al non corretto funzionamento delle procedure aziendali relative all’identificazione, monitoraggio e gestione dei rischi aziendali; (v) errori e/o ritardi nella prestazio ne dei servizi offerti; (vi) rischio di sanzioni derivanti da violazione delle normative applicabili alla Società; (vii) risc hi connessi al mancato e/o non corretto funzionamento dei sistemi informatici; (viii) rischi connessi a danni provocati a beni mate riali derivanti da eventi atmosferici o catastrofi naturali .
Per il monitoraggio del rischio operativo, la Società è dotata dei seguenti presidi:
- definizione di una chiara struttura organizzativa, con linee di responsabilità ben definite, trasparenti e coerenti; in particolare , la Direzione ICT presidia le attività di manutenzione e sviluppo della piattaforma informatica proprietaria che – attraverso la progressiva digitalizzazione dei processi e dei servizi - consente, nativamente, un abbattimento dei rischi di natura operativa;
- mappatura e formalizzazione di processi aziendali (processi “core” e processi “di supporto”) che descrivono la prassi operativa e identificano i controlli di primo livello effettuati direttamente dagli owner di processo;
- attività di self-risk assessment condotta dalla Funzione Risk Management , con l’obiettivo di rilevare e valutare i rischi potenzialmente in grado di produrre un impatto economico rilevante (diretto o indiretto), nonché valutare l’adeguatezza delle misure di controllo volte a presidiare tali fattispecie di rischio al fine di co nsentire l’adozione delle eventuali contromisure necessarie per migliorare il presidio al rischio, rafforzando i processi aziendali e i relativi
presidi
- adozione di un “Codice Etico”, che descrive i principi etici ossia le regole di comportamento che ispirano lo stile della Società nella conduzione dei rapporti con i propri interlocutori alle quali ogni Destinatario deve riferirsi;
- adozione del “Modello di organizzazione, gestione e controllo”, ai sensi del D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231, che esplicita l’insieme di misure e procedure preventive e disciplinari idonee a ridurre il rischio di commissione di reati previsti dal citato decret o, all’interno dell’organizzazione aziendale;
- previsione di appositi SLA ( Service Level Agreements ) nei contratti di outsourcing .
In relazione all’operatività della Società, una fattispecie significativa di rischio operativo è rappresentata dal rischio le gale. Al riguardo, a mitigazione delle potenziali perdite economiche conseguenti ai procedimenti giudiziari pendenti nei confronti della Società, è effettuato un accantonamento in bilancio in misura congrua e coerente con i principi contabili internazional i.
A fronte delle richieste ricevute, la Società apposta congrui accantonamenti a bilancio in base alla definizione degli import i potenzialmente a rischio, alla valutazione della rischiosità effettuata in funzione del grado di effettiva “probabilità” di soccombenza, così come definito dal principio contabile IAS 37 e tenendo conto della più consolidata giurisprudenza in merito.
In particolare, l’ammontare dell’accantonamento è stimato in base a molteplici elementi di giudizio concernenti principalmente la previsione sull’esito della causa e, in particolare, la probabilità di soccombenza nel giudizio con condann a della Società e g li elementi di quantificazione dell’importo che in caso di soccombenza la Società potrebbe essere tenuta a corrispondere alla controparte.
La previsione sull’esito della causa (rischio di soccombenza) tiene conto, per ogni singola causa, degli aspetti di diritto d edotti in giudizio, valutati alla luce dell’orientamento giurisprudenziale, delle prove in concreto emerse in corso di causa e dell’andamento del processo, oltre che dell’esito del giudizio, nonché dell’esperienza passata e di ogni altro elemento utile,
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- 103 - inclusi i pareri di esperti, che permettano di tenere in adeguato conto il prevedibile evolversi del contenzioso.
L’ammontare dell’importo dovuto in caso di soccombenza è espresso in valore assoluto e riporta il valore stimato in base alle risultanze processuali, tenendo conto dell’importo richiesto dalla controparte, della stima tecnica effettuata internamente sulla base dei riscontri contabili e/o emersi nel corso del giudizio e, in particolare, dell’importo accertato dalla consulenza tecnica d’ufficio - ove disposta - nonché degli interessi legali, calcolati sul capitale fin dalla notifica dell’atto introduttivo, ol tre alle spese eventualmente dovute per la soccombenza. Nei casi in cui non sia possibile determinare una stima attendibile (mancata quantificazione delle richieste risarcitorie da parte del ricorrente, presenza di incertezze di diritto e di fatto c he rend ono inattendibile qualunque stima) non vengono effettuati accantonamenti fintanto che persiste l’impossibilità di prevedere gli esiti del giudizio e stimare in modo attendibile l’entità dell’eventuale perdita .
Informazioni di natura quantitativa Ai fini della misurazione del rischio operativo, Generalfinance adotta il metodo base proposto dall’Autorità di Vigilanza. Il requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo è pari al 15% della media degli indicatori rilevanti relativi agli eser cizi 2023-2025 ai sensi dell’art. 316 del regolamento (UE) n.575/2013 .
3.4 RISCHIO DI LIQUIDITA’
Informazioni di natura qualitativa 1. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità Il rischio di liquidità misura il rischio che la Società non sia in grado di adempiere alle proprie obbligazioni alla loro sc adenza.
Il mancato pagamento può essere causato dall’incapacità di reperire i fondi necessari ( funding liquidity risk ) oppure da limiti allo smobilizzo di alcuni asset ( market liquidity risk ). Rientra nel calcolo del rischio di liquidità anche il rischio di far fronte alle proprie scadenze di pagamento a costi fuori mercato, sostenendo cioè un costo della provvista elevato oppure, addirittura incorrere in perdite in conto capitale. Con riferi mento specifico all’operatività di Generalfinance risulta rilevante il funding liquidity risk.
La valutazione del rischio avviene attraverso la predisposizione di una maturity ladder (predisposta con cadenza mensile su un orizzonte di medio periodo e giornaliera su un orizzonte di breve termine) che modellizza le entrate future (che, per la Società, si identificano sostanzialmente con l ’incasso dei crediti ceduti dai clienti, più l’accensione di nuovi finanziamenti e i cash flow generati dalla redditività del core business ) e le uscite di cassa previste (principalmente: erogazioni di crediti, pagamento di fornitori, rimborsi di finanziamenti, pagamento di dividendi e imposte), determinando gli sbilanci positivi e negativi relativi agli orizzonti temporali definiti e raffron tando gli sbilanci stessi con l’ammontare delle riserve di liquidità (disponibilità sui conti correnti bancari e affidamenti o linee di credito o altri strumenti di funding non utilizzati).
Il rischio di liquidità viene dunque presidiato in funzione delle dinamiche dei flussi di liquidità prospettici, generati dal le attese di erogazioni (sensibilmente in crescita negli ultimi anni) e dalle necessità finanziarie coperte con nuovi affidamenti e con il cash flow generato dalla gestione caratteristica . La struttura di funding garantisce un equilibrio strutturale adeguato, beneficiando di linee di credito e strumenti di finanziamento diversificati, in parte committed ; in particolare:
❖ un finanziamento erogato da un pool di banche – con scadenza dicembre 2027 - per 2 05,8 milioni di euro;
❖ un programma di cartolarizzazione, scadenza triennale a dicembre 2027, per un totale di senior financing massimo pari a 500 milioni di euro, con una linea deliberata di 345 milioni, di cui 250 committed . L’outstanding massimo dei crediti acquistabili rimane invariato a 737,5 milioni di euro;
❖ linee bilaterali bancarie e linee con società di factoring per un totale di circa 108,3 milioni di euro;
❖ un programma di emissione di cambiali finanziarie fino a 100 milioni di euro;
❖ plafond factoring messo a disposizione da CDP per 31,9 milioni di euro.
Da ultimo, Generalfinance ha inoltre emesso prestiti obbligazionari subordinati per euro 142,5 milioni (100 senior e 42,5 subordinati).
La Società adotta una attenta politica di acquisizione dei crediti, che ha storicamente garantito una durata dell’attivo (cre diti verso clientela) contenuta (circa 80 giorni nel 2025) e una bassa stagionalità del turnover , elementi che contribuiscono a ridurre le esigenze di funding ; oltre a ciò, il costante monitoraggio delle scadenze e l’efficace collection del credito consentono importanti benefici sul profilo di liquidità strutturale, riducendone i fabbisogni complessivi.
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- 104 - Infine, la Società ha definito un Contingency Funding Plan che consente di monitorare il rischio di liquidità su base giornaliera ed eventualmente di attivare prontamente iniziative sul fronte del funding , laddove i livelli di liquidità scendessero al di sotto dei livelli minimi stabiliti, tenuto anche conto del contesto esterno di mercato .
Sezione 4 – Informazioni sul patrimonio 4.1 - Il Patrimonio dell’Impresa 4.1.1 Informazioni di natura qualitativa Nel primo semestre 202 6 l’utile si è quantificato in euro 9.634.635 portando il patrimonio netto a euro 91.015.938.
La natura dei requisiti patrimoniali esterni minimi obbligatori e le relative modalità di monitoraggio Generalfinance è tenuta al rispetto dei requisiti patrimoniali minimi obbligatori, ai sensi della normativa prudenziale, con riferimento al rischio di credito e al rischio operativo. Il rischio di mercato, secondo la definizione fornita dalla normati va prudenziale, non è significativo relativamente all’attività di Generalfinance, poiché la Società non detiene un portafoglio di negoziazione di vigilanza. Il rischio non rileva quindi ai fini della determinazione dei requisiti minimi obbligatori.
Anche il rischio di cambio, secondo la definizione fornita dalla normativa prudenziale, non è rilevante nell’attività di Generalfinance in quanto attivo e passivo sono integralmente denominati in euro e le fatture gestite in valuta diversa dall’euro rappre sentano comunque una percentuale molto contenuta del turnover gestito.
La Società svolge una costante analisi dell’assorbimento patrimoniale a fronte del rischio di credito e al rischio operativo.
Le modalità di controllo del rischio di credito e la relativa reportistica di supporto sono descritti nelle policy aziendali.
La presenza dei requisiti operativi strumentali alla traslazione del rischio sul debitore nell’ambito di esposizioni pro solv endo è garantita dalle procedure definite in ambito crediti.
Il presidio del rischio operativo è affidato principalmente alle unità organizzative (controlli di linea), alle funzioni di risk management e compliance (controlli di secondo livello) e alla funzione internal audit (controlli di terzo livello) .
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- 105 - 4.1.2 Informazioni di natura quantitativa 4.1.2.1 Patrimonio dell’impresa: composizione Voci/Valori Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 1. Capitale 4.202.329 4.202.329 2. Sovrapprezzi di emissione 25.419.745 25.419.745 3. Riserve 51.421.335 39.848.867
- di utili 51.421.335 39.848.867 a) legale 840.465 840.465 b) statutaria - -
c) azioni proprie - -
d) altre 50.580.870 39.008.403
- altre - -
4. (Azioni proprie) - -
5. Riserve da valutazione 337.894 151.625
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
- Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
- Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
- Attività materiali - -
- Attività immateriali - -
- Copertura di investimenti esteri - -
- Copertura dei flussi finanziari - -
- Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
- Differenze di cambio - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del merito creditizio) - -
- Leggi speciali di rivalutazione - -
- Utili/perdite attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti 337.894 151.625
- Quota delle riserve da valutazione relative a partecipazioni valutate al patrimonio netto - -
6. Strumenti di capitale - -
7. Utile (perdita) d’esercizio 9.634.635 28.756.157 Totale 91.015.938 98.378.723
4.2 - I fondi propri e i coefficienti di vigilanza 4.2.1 - Fondi propri 4.2.1.1 Informazioni di natura qualitativa 1. Patrimonio di base (TIER 1) Si precisa che - ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 2, del Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento Europeo (il “CRR”) – nel Patrimonio di base sono inclusi gli utili netti risultanti dal bilancio di esercizio 2025, al netto dei dividendi attesi.
Ai fini di quanto sopra, si fa presente che:
- gli utili sono stati verificati da soggetti indipendenti dall ’ente che sono responsabili della revisione dei conti dell ’ente stesso, come richiesto dall'articolo 26, paragrafo 2, del CRR;
- gli utili sono stati valutati in conformità ai principi stabiliti dalla disciplina contabile applicabile;
- tutti gli oneri e i dividendi prevedibili sono stati dedotti dall ’importo degli utili;
- l’importo dei dividendi da dedurre è stato stimato in conformità della normativa applicabile .
Dal patrimonio di base inoltre è dedotto l’importo riferito al cosiddetto “Quick Fix” con cui si è determinato il valore dell e attività sotto forma di software da dedurre dagli elementi del capitale primario di classe 1 e l’importo riferito alle immobilizzazioni immateriali in corso.
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- 106 - 2. Patrimonio supplementare (TIER 2) Nel Patrimonio supplementare (TIER 2) sono compresi i titoli obbligazionari subordinati che la Società ha emesso nel corso del 2021 al netto della quota di ammortamento calcolata come previsto dall’art. 64 dal CRR ( Regolamento UE 575/2013) .
4.2.1.2 Informazioni di natura quantitativa Totale 30/06/2026 Totale 31/12/2025 A. Patrimonio di base prima dell’applicazione dei filtri prudenziali 91.015.938 81.942.933 B. Filtri prudenziali del patrimonio base - -
B.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+) - -
B.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi ( -) - -
C. Patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre (A + B) 91.015.938 81.942.933 D. Elementi da dedurre dal patrimonio di base 6.838.376 9.041.740 E. Totale patrimonio di base (TIER 1) (C - D) 84.177.563 72.901.193 F. Patrimonio supplementare prima dell’applicazione dei filtri prudenziali 42.500.000 42.500.000 G. Filtri prudenziali del patrimonio supplementare - -
G.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+) - -
G.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi ( -) - -
H. Patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre (F + G) 42.500.000 42.500.000 I. Elementi da dedurre dal patrimonio supplementare 10.743.428 9.504.381 L. Totale patrimonio supplementare (TIER 2) (H – I) 31.756.572 32.995.619 M. Elementi da dedurre dal totale patrimonio di base e supplementare - -
N. Patrimonio di vigilanza (E + L - M) 115.934.135 105.896.812
4.2.2 - Adeguatezza patrimoniale 4.2.2.1 Informazioni di natura qualitativa Generalfinance valuta l’adeguatezza dei fondi propri a sostegno delle attività correnti e prospettiche, coerentemente con la propria policy di contenimento del rischio.
Nel contesto del processo ICAAP, Generalfinance definisce le componenti del capitale complessivo (componenti patrimoniali a copertura del capitale interno, ossia del fabbisogno di capitale relativo ad un determinato rischio) sulla base della metodologia pr udenziale. Le componenti del capitale complessivo coincidono quindi con le poste del patrimonio netto e con quelle dei fondi propri.
La Società misura le seguenti tipologie di rischio: di credito, operativo, di concentrazione, di tasso di interesse sul porta foglio bancario, di liquidità. A fronte delle prime quattro tipologie, la Società determina il capitale interno necessario per la copertura dei rischi generati dalle attività correnti e prospettiche. I rischi di primo pilastro sono misurati con criteri ana loghi a quelli utilizzati per la determinazione dei requisiti prudenziali minimi obbligatori e, in particolare, il metodo standardi zzato per il rischio di credito e il metodo base per il rischio operativo.
Con riferimento ai rischi di secondo pilastro, Generalfinance utilizza i seguenti strumenti di misurazione quantitativa propo sti nella Circolare di Banca d’Italia n. 288/15:
• per il rischio di concentrazione (per teste e per gruppi di clienti connessi), il metodo semplificato proposto nella Circolar e di Banca d’Italia 288/15 al Titolo IV, Capitolo 14, Allegato B;
• per il rischio di tasso di interesse sul portafoglio bancario, il metodo semplificato previsto dalla Circolare di Banca d’Ita lia 288/15 al Titolo IV, Capitolo 14, Allegato C;
• per il rischio di liquidità, il modello maturity ladder di misurazione del funding risk , previsto dalla Circolare di Banca d’Italia 288/15.
Gli altri rischi di secondo pilastro sono oggetto di valutazione qualitativa.
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- 107 - 4.2.2.2 Informazioni di natura quantitativa Categorie/Valori Importi non ponderati Importi ponderati/requisiti 30/06/202 6 31/12/202 5 30/06/202 6 31/12/202 5
A. ATTIVITA’ DI RISCHIO - - - -
A.1 Rischio di credito e di controparte 842.974.211 853.581.161 551.350.734 510.993.973
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA - - - -
B.1 Rischio di credito e di controparte - - 44.108.059 40.879.518 B.2 Rischio per la prestazione dei servizi di pagamento - - - -
B.3 Requisito a fronte dell’emissione di moneta elettronica - - - -
B.4 Requisiti prudenziali specifici - - 7.741.018 7.783.953 B.5 Totale requisiti prudenziali - - 51.849.078 48.663.471
C. ATTIVITA’ DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA - - -
C.1 Attività di rischio ponderate - - 648.113.466 608.293.388 C.2 Patrimonio di base/Attività di rischio ponderate (TIER 1 capital ratio) - - 12,99% 11,99% C.3 Patrimonio di vigilanza/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) - - 17,89% 17,41% Le attività di rischio ponderate, esposte nella voce C.1, utilizzate anche nel calcolo dei coefficienti riportati nelle voci C.2 e C.3, sono calcolate come il prodotto tra il totale requisito prudenziale (voce B.5) e 12,50 (inverso del coefficiente minimo obbligatorio pari all’8%).
Sezione 6 – Operazioni con parti correlate La normativa nazionale, allo stato attuale, non fornisce alcuna definizione di “parti correlate”; l’art. 2427, co. 2, rimanda quindi a quanto previsto dalla prassi contabile internazionale. Il principio contabile di riferimento è lo IAS 24 la cui nuov a versione, approvata dallo IASB il 4/11/2009, è stata omologata con il regolamento 19/07/2010, n.632. Tale versione definisce parte correlata una persona o un’entità correlata a quella che redige il bilancio. Non possono essere annoverate tra le parti correlat e due entità per il solo fatto di avere in comune un amministratore o un altro dirigente con responsabilità strategiche.
6.1 Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica Il Consiglio di Amministrazione ha identificato cinque dirigenti con responsabilità strategica, ovvero il CFO, il CCO, il CLO , il CIO e il COO. La retribuzione annua lorda d ei succitati dirigenti è complessivamente pari ad euro 1.206.684 .
Tale importo non considera l’accantonamento al Fondo TFR, il TFR versato ai fondi di previdenza complementare, il patto di non concorrenza e gli eventuali bonus a fronte di piani di incentivazione di tipo monetario sia a breve termine che a medio -
lungo ter mine determinati sulla base dei risultati della Società .
6.2 Crediti e garanzie rilasciate a favore di amministratori e sindaci Si precisa che la Società non vanta alcun credito nei confronti di amministratori e sindaci e che non sono state rilasciate garanzie a favore di amministratori e sindaci .
6.3 Informazioni sulle transazioni con parti correlate Nel seguente prospetto si evidenziano gli importi relativi ai rapporti di natura patrimoniale ed economica intrattenuti nel corso del primo semestre 202 6 con le parti correlate come sopra definite sulla base di quanto previsto dallo IAS 24.
TRANSAZIONI CON PARTI CORRELATE (valori in euro) Società controllante Altre parti correlate
VOCI STATO PATRIMONIALE
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 614.377 120. Altre attività 1.410 81.036 Totale attivo 1.410 695.413 80. Altre passività 15.426 1.041.245 90. Trattamento di fine rapporto del personale - 95.404 100. Fondi per rischi e oneri - 1.160.636 Totale passivo 15.426 2.297.285
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TRANSAZIONI CON PARTI CORRELATE (valori in euro) Società controllante Altre parti correlate
VOCI CONTO ECONOMICO
10. Interessi attivi e proventi assimilati 202 23.473 40. Commissioni attive - 30.278 160. Spese amministrative: a) spese per il personale - (2.225.797) 160. Spese amministrative: b) altre spese amministrative - (448.784) 200. Altri oneri/proventi di gestione 30.600 4.445 Totale voci 30.802 (2.616.385) NB. Si precisa che i costi sono comprensivi di Iva indetraibile.
PROSPETTO DI DETTAGLIO DEI RAPPORTI CON SOCIETA’ DEL GRUPPO
(valori in euro) GGH – Gruppo General Holding S.r.l. Generalbroker S.r.l.
VOCI DI CONTO ECONOMICO
10. Interessi attivi e proventi assimilati 202 -
200. Altri oneri/proventi di gestione 30.600 300 Totale voci 30.802 300
Tutti le operazioni con parti correlate sono state effettuate a condizioni di mercato.
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Attestazione sul bilancio semestrale abbreviato
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- 110 - Attestazione del bilancio semestrale abbreviato ai sensi dell’art. 81 -ter del Regolamento CONSOB n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni
1. I sottoscritti Massimo Gianolli, in qualità di Amministratore Delegato, e Ugo Colombo, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Generalfinance S.p.A. attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154 -bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
- l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e
- l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione della relazione finanziaria semestrale abbreviata, nel corso del periodo 1° gennaio 202 6 – 30 giugno 202 6.
2. La valutazione circa l’adeguatezza delle procedure amministrativo contabili per la formazione della relazione finanziaria semestrale abbreviata al 30 giugno 202 6 è avvenuta sulla base di metodologie definite da Generalfinance S.p.A. in coerenza con i modelli COSO e COBIT (per la componente IT) che costituiscono i framework di riferimento generalmente accettati a livello internazionale.
3. Si attesta, inoltre, che:
3.1 il bilancio semestrale abbreviato:
a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19
luglio 2002;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
3.2 La relazione intermedia sulla gestione comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell’esercizio e alla loro incidenza sul bilancio semestrale abbreviato, unitamente a una descrizione d ei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell’esercizio. La relazione intermedia sulla gestione comprende, altresì, un’analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Milano, 28 luglio 2026
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- 111 -
Relazione di revisione contabile limitata
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- 113 -
RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE
al 30 giugno 202 6