RELAZIONE FINANZIARIA
SEMESTRALE
AL 30 GIUGNO 2026
SOMMARIO
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE AL 30 GIUGNO 2026
Premessa ........................................................................................................................................................................................ 4 Highlights del primo semestre 2026 ........................................................................................................................................... 7 Principali variazioni del perimetro di consolidamento del Gruppo TIM .................................................................................. 9 Andamento economico consolidato .......................................................................................................................................... 10 Principali dati economici e operativi delle Business Unit del Gruppo TIM .............................................................................. 14 La performance ESG del Gruppo TIM .......................................................................................................................................... 20 Andamento patrimoniale e finanziario consolidato ................................................................................................................. 21 Tabelle di dettaglio - Dati consolidati ......................................................................................................................................... 28 Indicatori After Lease .................................................................................................................................................................... 35 Eventi successivi al 30 giugno 2026 ............................................................................................................................................. 36 Evoluzione prevedibile della gestione per l'esercizio 2026 ....................................................................................................... 36 Principali rischi e incertezze .......................................................................................................................................................... 36 Principali variazioni del contesto normativo .............................................................................................................................. 45 Organi sociali al 30 giugno 2026 .................................................................................................................................................. 55 Macrostruttura organizzativa al 30 giugno 2026 ....................................................................................................................... 57 Informazioni per gli investitori ..................................................................................................................................................... 58 Operazioni con parti correlate ..................................................................................................................................................... 61 Indicatori alternativi di performance .......................................................................................................................................... 62 Innovazione, ricerca e sviluppo .................................................................................................................................................... 64
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO AL
30 GIUGNO 2026 DEL GRUPPO TIM ......................................................................................... 72 Indice ............................................................................................................................................................................................... 73 Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata ....................................................................................................................... 74 Conto economico separato consolidato ..................................................................................................................................... 76 Conto economico complessivo consolidato ............................................................................................................................... 77 Movimenti del patrimonio netto consolidato ............................................................................................................................ 78 Rendiconto finanziario consolidato ............................................................................................................................................. 79 Note al Bilancio consolidato semestrale abbreviato ................................................................................................................ 81 Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n.
11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni ........................................................................................... 159 Relazione della Società di Revisione sulla revisione contabile limitata del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ...................................................................................................................................................................................... 160 NOTIZIE UTILI .............................................................................................................................. 162
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Alla data di approvazione della presente Relazione Finanziaria Semestrale, la composizione del Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. è la seguente:
Presidente Alberta Figari (indipendente) Amministratore Delegato e Direttore Generale Pietro Labriola Consiglieri Paola Camagni (indipendente) Lorenzo Cavalaglio (indipendente) Federico Ferro Luzzi (indipendente) Paola Giannotti De Ponti (indipendente) Giovanni Gorno Tempini Alessandra Perrazzelli (indipendente) Stefano Siragusa (indipendente) Segretario Agostino Nuzzolo
COLLEGIO SINDACALE
La composizione del Collegio Sindacale di TIM S.p.A. è la seguente:
Presidente Francesco Fallacara Sindaci Effettivi Anna Doro
Massimo Gambini
Francesco Schiavone Panni
Mara Vanzetta
Sindaci Supplenti Massimiliano Di Maria
Laura Fiordelisi
Paolo Prandi
Carlotta Veneziani
Società di Revisione EY S.p.A.
Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale di TIM S.p.A 3
PREMESSA
La Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM è stata redatta nel rispetto dell’art. 154–ter (Relazioni finanziarie) del D.Lgs. n. 58/1998 (Testo Unico della Finanza - TUF) e successive modifiche ed integrazioni e predisposta in conformità allo IAS 34 (Bilanci intermedi) e nel rispetto dei criteri di rilevazione e misurazione dei principi contabili internazionali emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea (definiti come “IFRS”), nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art.9 del D.Lgs. n. 38/2005.
La Relazione finanziaria semestrale comprende:
■ la Relazione intermedia sulla gestione;
■ il Bilancio consolidato semestrale abbreviato;
■ l'attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è sottoposto a revisione contabile limitata.
Nella presente Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 il gruppo Sparkle, attivo nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in campo internazionale ( International wholesale ), è classificato, ai sensi dell’IFRS 5, quale Attività disponibile per la vendita, essendo la cessione ritenuta altamente probabile.
I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati sono omogenei a quelli utilizzati in sede di Bilancio Consolidato del Gruppo TIM al 31 dicembre 2025 ai quali si rimanda per una più ampia trattazione, fatta eccezione per le modifiche ai principi contabili emesse dallo IASB ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2026.
Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS Accounting Standards, alcuni indicatori alternativi di performance .
In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica e impatto delle partite non ricorrenti sui ricavi, sull’EBITDA e sull’EBIT; EBITDA margin e EBIT margin ; Indebitamento finanziario netto contabile e rettificato;
Investimenti industriali (al netto delle licenze TLC), Flusso di cassa della gestione operativa; Flusso di cassa della gestione operativa (al netto delle licenze). A seguito dell’adozione dell’IFRS 16, inoltre, il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance : EBITDA After Lease (“EBITDA AL”), Indebitamento finanziario netto rettificato After Lease, Equity free cash flow After Lease.
In linea con gli orientamenti dell’ESMA sugli indicatori alternativi di performance (Orientamenti ESMA/2015/1415), il significato ed il contenuto degli stessi sono illustrati nel capitolo "Indicatori alternativi di performance" ed è anche fornito il dettaglio analitico degli importi delle riclassifiche apportate e delle modalità di determinazione degli indicatori.
Si segnala, infine, che il capitolo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2026” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements ) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore della presente Relazione intermedia sulla gestione non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali, in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di rischi e incertezze dipendenti da molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo. Per maggiori dettagli, si rimanda a quanto illustrato nel capitolo “Principali rischi e incertezze”, in cui sono dettagliatamente riportati i principali rischi afferenti all’attività di business del Gruppo TIM che possono incidere, anche in modo considerevole, sulla capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati.
∂ Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Premessa 4
HIGHLIGHTS DEL PRIMO SEMESTRE 2026
Il primo semestre dell’anno si chiude per il Gruppo con ricavi totali in crescita del 2% e un EBITDA After Lease in aumento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. La performance è stata sostenuta dalla netta accelerazione della redditività nel secondo trimestre, con l’EBITDA e l’EBITDA After Lease in crescita rispettivamente del 4,2% e del 4,5% anno su anno, e dal ritorno alla crescita del perimetro domestico.
Al netto della componente MVNO, la crescita dell’EBITDA After Lease nel trimestre è pari all’8,1% a livello di Gruppo e al 9,1% nel perimetro domestico. L’andamento del trimestre conferma la progressiva normalizzazione degli effetti legati all’avvicendamento dei grandi clienti nel business MVNO, che avevano inciso sui risultati dei primi tre mesi dell’esercizio. Proseguono inoltre la crescita di TIM Enterprise, sostenuta dalla domanda di servizi IT, Cloud e soluzioni digitali, e il positivo percorso di TIM Brasil.
Il risultato netto attribuibile ai soci della controllante del secondo trimestre è stato positivo per 88 milioni di euro, rispetto alla perdita di 8 milioni di euro registrata nel secondo trimestre del 2025 e alla perdita di 292 milioni di euro del primo trimestre 2026, che scontava oneri non ricorrenti legati a costi e accantonamenti sul personale per 210 milioni di euro1.
Nel corso del semestre il Gruppo ha completato il percorso di ottimizzazione della struttura del capitale approvato dalle Assemblee degli azionisti, effettuando la riduzione del capitale sociale, la conversione delle azioni di risparmio e il raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di 1 a 10. L’11 giugno TIM ha incassato il rimborso del canone di concessione 1998, con un effetto netto positivo di circa 1 miliardo di euro sulla posizione finanziaria dell’esercizio, già riflesso nella guidance .
Alla luce dei risultati del primo semestre e delle azioni già avviate, TIM conferma gli obiettivi forniti al mercato per il 2026 e il 2027.
RISULTATI ORGANICI DEL PRIMO SEMESTRE 2026
■ I ricavi totali di Gruppo ammontano a 6,8 miliardi di euro, in crescita del 2,0% anno su anno (+0,2% nel domestico a 4,6 miliardi di euro, +6,0% in Brasile a 2,3 miliardi di euro). I ricavi da servizi di Gruppo sono in aumento del 2,1% a 6,4 miliardi di euro (+0,1% nel domestico a 4,2 miliardi di euro, +6,1% in Brasile a 2,2 miliardi di euro). Escludendo la componente legata alle attività MVNO, la crescita dei ricavi totali di Gruppo sarebbe pari al 3,3% anno su anno e quella dei ricavi da servizi al 3,5%; nel perimetro domestico, rispettivamente, al 2,0% e al 2,1%.
■ L’EBITDA After Lease di Gruppo è pari a 1,8 miliardi di euro, in aumento dell’1,2% anno su anno (-2,5% nel domestico a 0,9 miliardi di euro, +5,5% in Brasile a 0,9 miliardi di euro); al netto della componente MVNO, la crescita risulterebbe pari al 6,3% anno su anno a livello di Gruppo e al 7,1% nel perimetro domestico. La performance mostra una significativa accelerazione nel secondo trimestre, con una crescita anno su anno dell’EBITDA After Lease di Gruppo del 4,5% (+8,1% al netto della componente MVNO).
■ TIM Consumer ha registrato ricavi totali pari a 2,9 miliardi di euro, in diminuzione del 2,7% anno su anno, e ricavi da servizi pari a 2,7 miliardi di euro (-2,9% anno su anno). L’andamento risente della prevista contrazione delle attività MVNO, legata al graduale avvicendamento dei grandi clienti wholesale tra il 2025 e il 2026, al netto del quale l’andamento dei ricavi totali e da servizi del semestre sarebbe risultato stabile. Nel secondo trimestre prosegue il miglioramento, anno su anno, dell’ARPU fisso, in aumento del 2,0% a 33,0 euro al mese; sono invece stabili nel mobile l’ARPU a 10,7 euro e il churn . La campagna di repricing ha interessato 3,3 milioni di linee fisse e 2,1 milioni di linee mobili nel segmento Consumer e 0,3 milioni di linee fisse e 0,4 milioni di linee mobili nel segmento SMB. I ricavi da servizi di TIMVISION crescono del 7,1% anno su anno mentre il lancio di TIM Priority punta a sostenere l’ulteriore crescita dell’ARPU attraverso servizi e assistenza dedicati.
■ TIM Enterprise ha registrato ricavi totali pari a 1,7 miliardi di euro, in crescita del 5,6% anno su anno, e ricavi da servizi pari a 1,5 miliardi di euro, in aumento del 5,7%. La crescita ha accelerato nel secondo trimestre, con ricavi totali in aumento del 7,9% e ricavi da servizi del 7,1% anno su anno. Il Cloud si conferma la principale linea di business per contributo alla crescita, con ricavi in aumento del 18,1% anno su anno e un peso salito al 45% dei ricavi da servizi; la componente IT rappresenta il 67% dei ricavi da servizi, dal 65% del primo semestre 2025. I ricavi generati dal Polo Strategico Nazionale sono cresciuti del 50% rispetto al primo semestre 2025 e il portafoglio ordini di TIM Enterprise è atteso superare i 4,5 miliardi di euro nel 2026 dai 4,0 miliardi del 2025. La performance conferma il posizionamento come principale operatore italiano per la sovranità digitale e come partner di riferimento di imprese e pubbliche amministrazioni nei percorsi di adozione di Cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale.
■ TIM Brasil ha registrato ricavi totali pari a 2,3 miliardi di euro, in crescita del 6,0% anno su anno, e ricavi da servizi pari a 2,2 miliardi di euro, in aumento del 6,1%. L’EBITDA After Lease si attesta a 0,9 miliardi di euro, in aumento del 5,5%2. Nel secondo trimestre la crescita dell’EBITDA After Lease ha raggiunto il 6,6% anno su anno, sostenuta dalla positiva dinamica dei ricavi da servizi, con un ARPU mobile in crescita del 5% a 34,3 real, e dalle azioni di efficientamento dei costi. Nei primi sei mesi del 2026 l’EBITDA After Lease-CAPEX è aumentato del 7,5%.
Gli investimenti di Gruppo ammontano a 0,9 miliardi di euro, pari al 12,6% dei ricavi (10,6% nel perimetro domestico, 16,6% in Brasile). L’EBITDA After Lease-CAPEX è pari a circa 0,9 miliardi di euro, in crescita dello 0,9% anno su anno.
L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato After Lease di Gruppo al 30 giugno 2026 è inferiore a 7,3 miliardi di euro3, sostanzialmente stabile rispetto al 31 marzo 2026 e in miglioramento di oltre 0,2 miliardi di euro rispetto al 30 giugno 2025, con una leva finanziaria pari a 1,94x.
L’Equity Free Cash Flow After Lease3 del secondo trimestre è positivo per 1,0 miliardo di euro e comprende l’incasso del rimborso del canone di concessione 1998. La dinamica riflette la consueta stagionalità del business , che prevede una netta accelerazione della generazione organica di cassa nella seconda parte dell’anno, come già osservato nel 2025.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Highlights del primo semestre 2026 51 I dati relativi al risultato netto della controllante sono da intendersi reported.
2 Ai fini locali, la performance di TIM S.A. comunicata al mercato indica un EBITDA in crescita del 6,8% ed un EBITDA AL in crescita del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tale crescita risente del fatto che, ai fini del bilancio locale e come richiesto dalla normativa brasiliana, tra i proventi sono incluse partite non ripetibili one-off senza impatti in termini di cassa e indebitamento finanziario netto.
3 Compreso il contributo di Sparkle.
Sono di seguito riportati i principali risultati economici finanziari del Gruppo TIM in cui il gruppo Telecom Italia Sparkle è classificato quale Discontinued Operations: "Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) ".
Highlights finanziari Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) (milioni di euro) - dati reported 2° Trimestre
20262° Trimestre
2025Variazioni % 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni %
(a) (b) (a-b) (a) (b) (a-b) Ricavi 3.509 3.321 5,7 6.830 6.597 3,5
EBITDA (1) 1.185 1.058 12,0 1.917 1.999 (4,1)
EBITDA Margin (1) 33,8% 31,9% 1,9pp 28,1% 30,3% (2,2)pp
EBIT (1) 447 320 39,7 469 529 (11,3)
EBIT Margin (1) 12,7% 9,6% 3,1pp 6,9% 8,0% (1,1)pp Utile (perdita) del periodo attribuibile ai Soci della Controllante 88 (8) — (204) (132) (54,5)
2° Trimestre
20262° Trimestre
2025Variazioni
assolute1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
assolute
(a) (b) (a-b) Investimenti industriali & spectrum 447 377 19 863 834 29 Equity Free Cash Flow After Lease (1) 1.040 77 963 650 (121) 771 30.6.2026 31.12.2025 Variazioni
assolute
(a) (b) (a-b) Indebitamento Finanziario Netto rettificato (2)(1) 10.479 9.778 701 Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease(2)(1) 7.285 6.854 431 (1) Per i relativi dettagli si rimanda a quanto riportato nel capitolo “Indicatori alternativi di performance".
(2) La variazione del fair value dei derivati e delle correlate passività/attività finanziarie è rettificata dall'Indebitamento Finanziario Netto contabile non avendo effetti monetari.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Highlights del primo semestre 2026 6
Sono di seguito riportati i principali risultati economici finanziari del Gruppo TIM organici in cui il gruppo Telecom Italia Sparkle è classificato quale Discontinued Operations: " Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) ".
Risultati organici Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) (milioni di euro) - dati organici (*) 2° Trimestre
20262° Trimestre
2025Variazioni % 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni %
Ricavi 3.509 3.418 2,7 6.830 6.694 2,0 TIM Domestic 2.330 2.302 1,2 4.554 4.547 0,2 di cui TIM Consumer 1.453 1.489 (2,4) 2.893 2.974 (2,7) di cui TIM Enterprise 877 813 7,9 1.661 1.573 5,6 TIM Brasil 1.186 1.123 5,5 2.291 2.161 6,0 Ricavi da servizi 3.289 3.226 2,0 6.428 6.295 2,1 TIM Domestic 2.141 2.141 — 4.209 4.204 0,1 di cui TIM Consumer 1.329 1.383 (3,9) 2.660 2.739 (2,9) di cui TIM Enterprise 812 758 7,1 1.549 1.465 5,7 TIM Brasil 1.155 1.092 5,8 2.234 2.105 6,1
EBITDA 1.178 1.131 4,2 2.142 2.112 1,4
TIM Domestic 578 568 1,8 1.025 1.049 (2,3) TIM Brasil (**) 602 567 6,1 1.120 1.066 5,1
EBITDA AL 998 955 4,5 1.792 1.771 1,2
TIM Domestic 532 520 2,3 933 957 (2,5) TIM Brasil (**) 468 439 6,6 862 817 5,5 CAPEX (al netto delle licenze per telecomunicazioni) 447 393 13,7 863 850 1,5 TIM Domestic 286 241 18,7 482 481 0,2 TIM Brasil 161 152 6,0 381 369 3,1 EBITDA AL-CAPEX (al netto delle licenze per telecomunicazioni) 551 562 (2,0) 929 921 0,9 TIM Domestic 246 279 (11,8) 451 476 (5,3) TIM Brasil (**) 307 287 6,9 481 448 7,5 (*) I risultati organici escludono le partite non ricorrenti e la base comparabile è calcolata al netto dell’effetto di conversione dei bilanci in valuta e della variazione del perimetro di consolidamento.
(**) Nel primo semestre 2026, ai fini locali, la performance di TIM S.A. comunicata al mercato indica un EBITDA in crescita del 6,8% ed un EBITDA AL in crescita del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tale crescita risente del fatto che, ai fini del bilancio locale e come richiesto dalla normativa brasiliana, tra i proventi sono incluse partite non ripetibili one-off senza impatti in termini di cassa e indebitamento finanziario netto .
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Highlights del primo semestre 2026 7
Canone di concessione 1998 In data 11 giugno 2026, TIM ha comunicato di aver incassato il rimborso relativo al Canone di concessione 1998, pari a un importo di poco superiore a 1 miliardo di euro. Il pagamento fa seguito alla sentenza della Corte di Cassazione che, a dicembre 2025, ne ha confermato in via definitiva la restituzione, chiudendo così un contenzioso durato oltre 20 anni.
Il relativo provento, di natura non ricorrente, è stato interamente contabilizzato nel 2025. L’incasso determina invece un effetto netto positivo, di poco inferiore a 1 miliardo di euro, sulla posizione finanziaria dell’esercizio in corso.
In dettaglio, la vicenda del Canone di concessione 1998, è di seguito riepilogata.
Telecom Italia (anche “la Società” e “TIM”) nel 2010 aveva convenuto in giudizio in sede civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano per effetto della sentenza n. 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato - a seguito del giudizio instaurato da Telecom Italia innanzi al TAR Lazio nel 2003 - che aveva definitivamente dichiarato dovuto il canone di concessione anche per l’anno 1998 in violazione, ad avviso della Società, dei principi del diritto comunitario che, a partire da tale anno, vietava agli Stati Membri di mantenere simili oneri concessori in capo alle imprese di comunicazione elettronica.
In particolare, a seguito dei suddetti giudizi amministrativi sfavorevoli, la Società aveva avviato iniziative presso:
■ la Corte di Giustizia Europea affinché confermasse la non debenza del canone concessorio alla luce della normativa europea e,
a seguire,
■ il Giudice civile italiano per richiedere il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano.
Di seguito le principali fasi del contenzioso civile per il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano per effetto della sentenza d'appello 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato:
■ a marzo 2015 il Tribunale civile di Roma emetteva una sentenza con cui dichiarava la domanda risarcitoria della Società
inammissibile;
■ Telecom Italia proponeva appello e in data 3 aprile 2024 la Corte di Appello di Roma, con sentenza n. 2320/2024 accoglieva la domanda e condannava la Presidenza del Consiglio dei Ministri a corrispondere a Telecom Italia 528.711.476,152 euro, oltre accessori e spese di lite, riconoscendo dunque un risarcimento del danno per complessivi circa 973 milioni di euro (importo comprensivo di rivalutazione ed interessi fino al 3 aprile 2024), oltre ulteriori interessi legali per un ammontare di circa 39 milioni di euro;
■ il calcolo del danno complessivo teneva conto della rivalutazione all’attualità dalla data di deposito del ricorso al TAR (novembre 2003) che costituisce l’atto introduttivo della domanda di ripetizione dell’indebito; sull’importo rivalutato all’attualità sono dovuti gli interessi compensativi - secondo il criterio di cui alla nota sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite 1712/1995 - sugli importi rivalutati anno per anno;
■ la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva quindi notificato a Telecom Italia il ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello di Roma, chiedendone la cassazione “con ogni conseguenziale provvedimento anche, occorrendo, di decisione della controversia nel merito”;
■ Telecom Italia aveva quindi depositato il proprio contro-ricorso con ricorso incidentale condizionato;
■ nel mese di luglio 2025 si era proceduto alla cessione a un pool di primarie banche dell’intero credito relativo alla restituzione del Canone di concessione 1998 (per un importo complessivo di 995,4 milioni di euro comprensivo degli interessi legali maturati sino alla data della cessione); la cessione non aveva avuto, nel 2025, alcun impatto sull'Indebitamento Finanziario Netto;
■ con sentenza del 19 dicembre 2025 n. 33241, la Corte di Cassazione aveva confermato le ragioni della Società e resa definitiva la decisione della Corte d’Appello del 3 aprile 2024 n. 2320/2024 e la misura del risarcimento complessivo del danno da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei confronti di Telecom Italia;
■ in data 11 giugno 2026 TIM ha incassato il credito così composto:
(milioni di euro)Gruppo TIM/ Business Unit Domestic Canone di concessione 1998 risarcimento del danno 973 interessi legali 39 Totale incasso 1.012 Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Highlights del primo semestre 2026 8
Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio promossa da Poste Italiane S.p.A.
In data 22 marzo 2026 il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane S.p.A. (“Poste” o anche l’“Offerente”) ha approvato il lancio di un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio volontaria e totalitaria (l’“Offerta”) su TIM - Telecom Italia S.p.A. (“TIM” o anche l’“Emittente”).
L'obiettivo dichiarato è quello di dare vita ad un unico Gruppo che integra due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane.
L'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio prevede un corrispettivo (il “Corrispettivo”), pari ad 1,67 euro e 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione, quotate su Euronext Milan, riconosciuti dall’Offerente agli aderenti per ciascuna azione oggetto dell’offerta che sarà portata in adesione.
In data 13 aprile 2026 il Consiglio di Amministrazione di TIM ha nominato gli advisor per l'esame dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio volontaria e totalitaria.
In data 3 giugno 2026 Poste Italiane S.p.A. ha messo a disposizione degli stakeholders il Documento informativo ai sensi dell'art. 70 del regolamento emittenti.
In data 16 luglio 2026 Poste Italiane S.p.A. ha emesso un comunicato stampa con il quale annunciava l'approvazione del Documento di Offerta da parte di Consob con delibera n. 24080 (il "Documento di Offerta") e, contestualmente, informava che il periodo di adesione avrebbe avuto inizio alle ore 8:30 del 20 luglio 2026 e termina alle ore 17:30 dell'11 settembre 2026, estremi inclusi e salvo proroghe.
In data 18 luglio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia S.p.A., riunitosi alla presenza anche del Collegio Sindacale, ha approvato all’unanimità il comunicato (il “Comunicato dell’Emittente”) redatto ai sensi dell’art. 103, commi 3 e 3-bis, del D.Lgs.
58/1998 come successivamente modificato (il “TUF”) e dell’art. 39 del Regolamento Consob 11971/1999 come successivamente modificato (il “Regolamento Consob”) relativo all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria, promossa da Poste Italiane S.p.A. sulle azioni ordinarie TIM.
Il Comunicato dell’Emittente contiene la valutazione motivata del Consiglio di Amministrazione sull’Offerta e sulla congruità, dal punto di vista finanziario, del relativo Corrispettivo, pari ad 1,67 euro e 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione quotate su Euronext Milan per ciascuna azione ordinaria TIM che sarà portata in adesione all’Offerta.
Il Consiglio di Amministrazione, sulla base delle analisi svolte dal management anche con l’ausilio di un documento di supporto predisposto da Kearney, ha valutato positivamente il razionale e le prospettive industriali dell’operazione e la coerenza con il percorso intrapreso da TIM.
Ai fini delle proprie valutazioni, il Consiglio di Amministrazione ha preso atto dell’Offerta e dei termini e condizioni della stessa descritti nel Documento di Offerta, approvato dalla Consob in data 15 luglio 2026. Il Consiglio di Amministrazione ha altresì tenuto conto delle fairness opinion rilasciate da Evercore Partners International LLP e Goldman Sachs Bank Europe SE, Succursale Italia, in qualità di advisor finanziari nominati dal Consiglio di Amministrazione (le “Fairness Opinion degli Advisor Finanziari”).
PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO DI
CONSOLIDAMENTO DEL GRUPPO TIM
In data 30 gennaio 2026, TIM S.A. (Business Unit Brasile) ha acquisito il 100% del capitale sociale di V8 Consulting S.A. ("V8.Tech").
V8.Tech è una società tecnologica specializzata nell'integrazione di soluzioni digitali e managed services , con un forte focus su trasformazione digitale, cloud computing e Intelligenza Artificiale.
In data 6 maggio 2026 TIM S.A. (Business Unit Brasile) ha acquisito il 51% del capitale sociale di I-Systems Soluções de Infraestrutura S.A. (“I-Systems”), di cui già possedeva il 49%; pertanto, a seguito della citata acquisizione, I-Systems risulta ora una società interamente controllata dal Gruppo TIM.
I-Systems opera nel settore delle reti in fibra ottica neutrali nel mercato brasiliano, offrendo infrastrutture indipendenti per il segmento wholesale .
Nel corso del primo semestre 2025 non erano intervenute variazioni significative del perimetro di consolidamento.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Highlights del primo semestre 2026 9
ANDAMENTO ECONOMICO CONSOLIDATO
Ricavi
I ricavi totali del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) del primo semestre 2026 ammontano a 6.830 milioni di euro , +3,5% rispetto al primo semestre 2025 ( 6.597 milioni di euro).
L’analisi dei ricavi totali del primo semestre 2026 ripartiti per settore operativo in confronto al primo semestre 2025 è la seguente:
(milioni di euro) 1° Semestre 2026 1° Semestre 2025 Variazioni peso % peso % assolute %% organica
esclusi non
ricorrenti
Domestic 4.554 66,7 4.547 68,9 7 0,2 0,2 Brasile 2.291 33,5 2.064 31,3 227 11,0 6,0 Altre attività — — — — — Rettifiche ed elisioni (15) (0,2) (14) (0,2) (1) Totale consolidato 6.830 100,0 6.597 100,0 233 3,5 2,0 I ricavi organici, al netto della componente non ricorrente, sono calcolati come segue1:
(milioni di euro)1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni %
RICAVI 6.830 6.597 3,5
Effetto conversione bilanci in valuta 97 RICAVI ORGANICI esclusa componente non ricorrente 6.830 6.694 2,0 I ricavi del secondo trimestre 2026 ammontano a 3.509 milioni di euro ( 3.321 milioni di euro nel secondo trimestre 2025).
I ricavi organici, al netto della componente non ricorrente, del secondo trimestre 2026 sono pari a 3.509 milioni di euro ( 3.418 milioni di euro nel secondo trimestre 2025).
EBITDA
L’EBITDA del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) del primo semestre 2026 è pari a 1.917 milioni di euro (1.999 milioni di euro nel primo semestre 2025, -4,1% ).
Il dettaglio dell’EBITDA ripartito per settore operativo del primo semestre 2026 in confronto con il primo semestre 2025 è il
seguente:
(milioni di euro) 1° Semestre 2026 1° Semestre 2025 Variazioni peso % peso % assolute %% organica
esclusi non
ricorrenti
Domestic 804 41,9 987 49,4 (183) (18,5) (2,3) Brasile 1.116 58,2 1.015 50,8 101 10,0 5,1 Altre attività (4) (0,2) (4) (0,2) — Rettifiche ed elisioni 1 0,1 1 — — Totale consolidato 1.917 100,0 1.999 100,0 (82) (4,1) 1,4 Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento economico consolidato 101 I tassi di cambio medi utilizzati per la conversione in euro (espressi in termini di unità di valuta locale per 1 euro) sono per il real brasiliano pari a 6,01202 nel primo semestre 2026 e a 6,29416 nel primo semestre 2025; per il dollaro americano sono pari a 1,16648 nel primo semestre 2026 e a 1,09334 nel primo semestre 2025. L’impatto della variazione dei tassi di cambio è calcolato applicando al periodo posto a confronto i tassi di conversione delle valute estere utilizzati per il periodo corrente.
L'EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente è calcolato come segue:
(milioni di euro)1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni %
EBITDA 1.917 1.999 (4,1)
Effetto conversione bilanci in valuta 48 Oneri/(Proventi) non ricorrenti 225 65 EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente 2.142 2.112 1,4 % sui Ricavi 31,4 31,6 (0,2)pp L’EBITDA del primo semestre 2026 sconta oneri netti non ricorrenti per complessivi 225 milioni di euro principalmente relativi a:
■ costi del personale e accantonamenti sul personale (179 milioni di euro) connessi anche alle uscite anticipate di personale, come previsto dagli accordi siglati a marzo 2026 da TIM S.p.A. e da Noovle S.p.A. con le Organizzazioni Sindacali, con l'utilizzo dell'assegno straordinario previsto dal Fondo di solidarietà bilaterale per la Filiera delle telecomunicazioni;
■ altri costi operativi (46 milioni di euro) riferibili principalmente ad accantonamenti per contenziosi e potenziali passività ad essi correlate nonché allo sviluppo di progetti non ricorrenti.
L’EBITDA del secondo trimestre 2026 ammonta a 1.185 milioni di euro ( 1.058 milioni di euro nel secondo trimestre 2025).
L’EBITDA organico al netto della componente non ricorrente del secondo trimestre 2026 è pari a 1.178 milioni di euro ( 1.131 milioni di euro nel secondo trimestre 2025).
Sull’ EBITDA del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) hanno inciso in particolare gli andamenti delle voci di seguito
analizzate:
■ Acquisti di materie e servizi ( 4.025 milioni di euro; 3.844 milioni di euro nel primo semestre 2025):
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
Acquisti di beni 479 392 87 Quote di ricavo da riversare ad altri operatori e costi per servizi di accesso a reti di telecomunicazioni 936 956 (20) Ospitalità e delivery 229 244 (15) Costi commerciali e di pubblicità 887 828 59 Consulenze e prestazioni professionali 115 97 18 Energia, manutenzioni, servizi in outsourcing 520 543 (23) Costi per godimento beni di terzi 653 588 65 Altri 206 196 10 Totale acquisti di materie e servizi 4.025 3.844 181 % sui Ricavi 58,9 58,3 0,6pp La crescita della voce " Acquisti di materie e servizi " è dovuta principalmente alla Business Unit Domestic ed è connessa soprattutto a maggiori acquisti per la rivendita, all'aumento dei prezzi di chip di memoria, oltre a maggiori costi per noleggio di licenze software .
■ Costi del personale ( 891 milioni di euro; 736 milioni di euro nel primo semestre 2025):
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
Costi del personale Italia 718 581 137 Costi e oneri del personale ordinari 539 537 2 Oneri di ristrutturazione e altro 179 44 135 Costi del personale Estero 173 155 18 Costi e oneri del personale ordinari 173 155 18 Oneri di ristrutturazione e altro — — — Totale costi del personale 891 736 155 % sui Ricavi 13,0 11,2 1,8pp La variazione di 155 milioni di euro dei costi del personale è principalmente attribuibile:
● all’incremento di 135 milioni di euro della voce “Oneri di ristrutturazione e altro” della componente italiana. Nel primo semestre 2026 sono stati accantonati 167 milioni di euro per le uscite anticipate di personale, come previsto dagli accordi siglati a marzo 2026 da TIM S.p.A. e da Noovle S.p.A. con le Organizzazioni Sindacali, con l'utilizzo dell'assegno straordinario previsto dal Fondo di solidarietà bilaterale per la Filiera delle telecomunicazioni;
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento economico consolidato 11
● all’aumento di 2 milioni di euro della componente italiana dei costi ordinari del personale principalmente dovuto all’incremento contrattuale previsto dal rinnovo del CCNL TLC siglato l’11 novembre 2025, cui si è parzialmente contrapposta la riduzione del costo per il maggiore impatto del Contratto di Solidarietà;
● all’incremento di 18 milioni di euro della componente estera della Business Unit Brasile a seguito sia della variazione del tasso di cambio sia dell’acquisizione delle società V8 Consulting ("V8.Tech") e I-Systems.
■ Altri proventi operativi ( 155 milioni di euro; 135 milioni di euro nel primo semestre 2025):
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
Indennità di ritardato pagamento dei servizi telefonici 18 18 — Recupero costi del personale, acquisti e prestazioni di servizi 5 2 3 Contributi in conto impianti e in conto esercizio 25 17 8 Risarcimenti, penali e recuperi connessi a vertenze 8 23 (15) Revisioni di stima e altre rettifiche 13 21 (8) Proventi per attività di formazione agevolata 1 1 — Servizi correlati al MSA con FiberCop S.p.A., penali e altre 80 51 29 Altri 5 2 3 Totale 155 135 20 ■ Altri costi operativi ( 336 milioni di euro; 293 milioni di euro nel primo semestre 2025):
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
Svalutazioni e oneri connessi alla gestione dei crediti 133 105 28 Accantonamenti ai fondi per rischi e oneri 50 21 29 Contributi e canoni per l’esercizio di attività di telecomunicazioni 98 94 4 Oneri e accantonamenti per imposte indirette e tasse 37 44 (7) Penali, indennizzi per transazioni e sanzioni amministrative 5 5 — Quote e contributi associativi, elargizioni, borse di studio e stages 5 5 — Revisioni di stima e altre rettifiche 2 8 (6) Altri oneri 6 11 (5) Totale 336 293 43
Ammortamenti
Nel primo semestre 2026 ammontano a 1.469 milioni di euro ( 1.473 milioni di euro nel primo semestre 2025) e sono così dettagliati:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
Ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita 650 664 (14) Ammortamento delle attività materiali 538 541 (3) Ammortamento diritti d'uso su beni di terzi 281 268 13 Totale 1.469 1.473 (4) Svalutazioni nette di attività non correnti Nel primo semestre 2026 e nel primo semestre 2025 non sono presenti Svalutazioni nette di attività non correnti .
L’Avviamento, ai sensi dello IAS 36, non è soggetto ad ammortamento, ma a verifica per riduzione di valore ( impairment test ) con cadenza annuale in occasione della redazione del bilancio consolidato e separato della società. Peraltro, qualora si verifichino specifici eventi o circostanze (“ trigger event ”) che possano fare presumere la possibilità che l’Avviamento abbia subito una riduzione di valore, il test di impairment viene effettuato anche in occasione della redazione dei bilanci intermedi.
Nel primo semestre 2026 non sono stati individuati eventi di natura esogena o endogena tali da far ritenere necessario un nuovo impairment test e sono stati quindi confermati i valori dell’Avviamento attribuiti alle singole Cash Generating Unit in sede di Bilancio consolidato 2025.
Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Nota “Avviamento” del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento economico consolidato 12
EBIT
L’EBIT del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) del primo semestre 2026 è pari a 469 milioni di euro ( 529 milioni di euro nel primo semestre 2025).
L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente , è calcolato come segue:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni %
EBIT 469 529 (11,3)
Effetto conversione bilanci in valuta 22 Oneri/(Proventi) non ricorrenti 225 64 EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente 694 615 12,8 L’EBIT del secondo trimestre 2026 ammonta a 447 milioni di euro ( 320 milioni di euro nel secondo trimestre 2025).
L’EBIT organico al netto della componente non ricorrente del secondo trimestre 2026 è pari a 440 milioni di euro (368 milioni di euro nel secondo trimestre 2025).
Saldo dei proventi/(oneri) finanziari Il saldo dei proventi/(oneri) finanziari è negativo e pari a 467 milioni di euro (negativo per 483 milioni di euro nel primo semestre 2025). La riduzione è sostanzialmente correlata alla diminuzione dell'indebitamento finanziario.
Imposte sul reddito Nel primo semestre 2026 la voce "imposte sul reddito" ammonta a 69 milioni di euro ( 32 milioni di euro nel primo semestre 2025) di cui 55 milioni di euro relativi alla Business Unit Brasile e 11 milioni di euro alla Business Unit Domestic.
Utile (perdita) del periodo E’ così dettagliato:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Utile (perdita) del periodo (107) (38)
Attribuibile a:
Soci della Controllante:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento (179) (90) Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (25) (42) Utile (perdita) del periodo attribuibile ai Soci della Controllante (204) (132) Partecipazioni di minoranza:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento 97 94 Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute — — Utile (perdita) del periodo attribuibile alle Partecipazioni di minoranza 97 94 Il Risultato netto del primo semestre 2026 attribuibile ai Soci della Controllante registra una perdita di 204 milioni di euro ( -132 milioni di euro nel primo semestre 2025), comprensivo di una perdita netta per Attività cessate/Attività destinate ad essere cedute (Discontinued Operations ed Oneri correlati) per complessivi 25 milioni di euro ( -42 milioni di euro nel primo semestre 2025).
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento economico consolidato 13
PRINCIPALI DATI ECONOMICI E OPERATIVI DELLE BUSINESS
UNIT DEL GRUPPO TIM
Domestic
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
(a-b)
(a) (b) assolute %%
organica esclusi
non ricorrenti
Ricavi 4.554 4.547 7 0,2 0,2
EBITDA 804 987 (183) (18,5) (2,3)
% sui Ricavi 17,7 21,7 (4,0)pp (0,6)pp
EBIT (80) 72 (152) (211,2) 6,0
% sui Ricavi (1,8) 1,6 (3,4)pp 0,2pp Personale a fine periodo (unità) (°) 16.756 (*) 16.887 (131) (0,8) (°) Comprende il personale con contratto di lavoro somministrato: 152 unità al 30 giugno 2026 (121 unità al 31 dicembre 2025).
(*) La consistenza del personale è relativa al 31 dicembre 2025.
(milioni di euro) 2° Trimestre
20262° Trimestre
2025Variazioni
(a-b)
(a) (b) assolute %% organica
esclusi non
ricorrenti
Ricavi 2.330 2.302 28 1,2 1,2
EBITDA 588 542 46 8,5 1,8
% sui Ricavi 25,2 23,5 1,7pp 0,1pp
EBIT 147 77 70 90,9 33,0
% sui Ricavi 6,3 3,3 3,0pp 1,4pp ***
Ricavi
I ricavi della Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) ammontano a 4.554 milioni di euro, in aumento di 7 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025 ( +0,2 %).
I ricavi da Servizi ammontano a 4.209 milioni di euro (+5 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025, + 0,1%), grazie alla crescita dei ricavi ICT nonostante gli impatti del contesto competitivo sulla customer base e la rimodulazione della clientela MVNO.
I ricavi Handset e Bundle & Handset , inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari a 345 milioni di euro nel primo semestre 2026, in lieve miglioramento di 2 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
*** TIM Consumer. Il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme di servizi e prodotti di fonia e internet gestiti e sviluppati nel Fisso e nel Mobile per le persone e le famiglie (dalla telefonia pubblica, dalle attività di caring e gestione amministrativa dei clienti), per la clientela delle PMI (Piccole e medie imprese) e SOHO ( Small Office Home Office ) e per altri operatori mobili (MVNO); è inclusa la società TIM Retail, che coordina l’attività dei negozi di proprietà.
Si riportano di seguito i principali " Key Performance Indicators " di TIM Consumer:
30.6.2026 31.12.2025 30.6.2025 Accessi totali Fisso (migliaia) 6.758 6.904 7.049 di cui accessi ultra-broadband attivi (migliaia) 5.570 5.556 5.528 ARPU Fisso Consumer (€/mese) (1)32,7 32,0 31,5 Consistenza linee mobili a fine periodo (migliaia) 15.026 15.173 15.781 di cui Human calling (migliaia) 12.998 13.048 13.209 Churn rate Mobile (%) (2)9,0 18,5 9,1 ARPU Mobile Consumer Human calling (€/mese) (3)10,6 10,7 10,6 (1) Ricavi da servizi organici Consumer rapportati alla consistenza media degli accessi Consumer.
(2) Percentuale di linee human cessate nel periodo rispetto alla consistenza media linee human.
(3) Ricavi da servizi organici Consumer (visitors e MVNO esclusi) rapportati alla consistenza media linee human calling.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM Business Unit Domestic 14
(milioni di euro) 2° Trimestre
20262° Trimestre
20251° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni %
(a) (b) (c) (d) (a-b)/b (c-d)/d% organica
esclusi non
ricorrenti
(a-b)/b% organica
esclusi non
ricorrenti
(c-d)/d
Ricavi TIM Consumer 1.453 1.489 2.893 2.974 (2,4) (2,7) (2,4) (2,7) Ricavi da servizi 1.329 1.383 2.660 2.739 (3,9) (2,9) (3,9) (2,9) Ricavi Handset e Bundle & Handset 124 106 233 235 17,0 (0,9) 17,0 (0,9) I ricavi di TIM Consumer del primo semestre 2026 sono pari a 2.893 milioni di euro; la riduzione di 81 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente è correlata principalmente alla contrazione dei ricavi da servizi MVNO legata alla rimodulazione della clientela.
I ricavi da servizi , pari a 2.660 milioni di euro, sono in riduzione di 79 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025.
I ricavi Handset e Bundle & Handset di TIM Consumer sono pari a 233 milioni di euro, in lieve diminuzione (2 milioni di euro) rispetto al primo semestre 2025.
TIM Enterprise. Il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme di servizi e prodotti di connettività e soluzioni ICT gestiti e sviluppati per la clientela Top, Public Sector, Large Account. Sono incluse le società: Olivetti, TI Trust Technologies, Telsy e Noovle.
(milioni di euro) 2° Trimestre
20262° Trimestre
20251° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni %
(a) (b) (c) (d) (a-b)/b (c-d)/d% organica
esclusi non
ricorrenti
(a-b)/b% organica
esclusi non
ricorrenti
(c-d)/d
Ricavi TIM Enterprise 877 813 1.661 1.573 7,9 5,6 7,9 5,6 Ricavi da servizi 812 758 1.549 1.465 7,1 5,7 7,1 5,7 Ricavi Handset e Bundle & Handset 65 55 112 108 18,2 3,7 18,2 3,7 I ricavi di TIM Enterprise sono pari a 1.661 milioni di euro, in aumento rispetto al primo semestre 2025 di 88 milioni di euro (+5,6 %), grazie alla componente dei ricavi da servizi (+84 milioni di euro, + 5,7%), trascinati dai servizi di IT Cloud.
EBITDA
L’EBITDA del primo semestre 2026 della Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) è pari a 804 milioni di euro (-183 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025 ).
L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente , si attesta a 1.025 milioni di euro ( -24 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025, -2,3%). In particolare, l’EBITDA del primo semestre 2026 scon ta oneri netti non ricorrenti pe r 221 milioni di euro, mentre nel primo semestre 2025 scontava un impatto complessivo di 62 milioni di euro di oneri netti non ric orrenti.
L'EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente, è calcolato come segue:
(milioni di euro)1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
assolute %
EBITDA 804 987 (183) (18,5)
Oneri/ (Proventi) non ricorrenti 221 62 159 EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente 1.025 1.049 (24) (2,3) Con riferimento ai risultati della Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) e alle dinamiche delle principali voci si evidenzia che hanno influito le stesse dinamiche già commentate nell'ambito del Gruppo consolidato; in dettaglio le voci
analizzate:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
Acquisti di materie e servizi 3.168 3.065 103 Costi del personale 720 582 138 Altri costi operativi 126 119 7 Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM Business Unit Domestic 15
In particolare:
■ Altri proventi operativi sono pari a 143 milioni di euro con un incremento di 20 milioni di euro rispetto al primo semestre
2025:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
Indennità di ritardato pagamento dei servizi telefonici 8 9 (1) Recupero costi del personale, acquisti e prestazioni di servizi 5 2 3 Contributi in conto impianti e in conto esercizio 25 17 8 Risarcimenti, penali e recuperi connessi a vertenze 7 21 (14) Revisioni di stima e altre rettifiche 13 21 (8) Proventi per attività di formazione agevolata 1 1 — Servizi correlati al MSA con FiberCop S.p.A., penali e altre 80 51 29 Altri 4 1 3 Totale 143 123 20 ■ Acquisti di materie e servizi sono pari a 3.168 milioni di euro con un incremento di 103 milioni di euro rispetto al primo
semestre 2025:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
Acquisti di beni 388 305 83 Quote di ricavo da riversare ad altri operatori e costi per servizi di accesso a reti di telecomunicazioni 814 838 (24) Ospitalità e delivery 228 244 (16) Costi commerciali e di pubblicità 619 592 27 Consulenze e prestazioni professionali 44 43 1 Energia, manutenzioni, servizi in outsourcing 406 434 (28) Costi per godimento di beni di terzi 494 442 52 Altri 175 167 8 Totale acquisti di materie e servizi 3.168 3.065 103 % sui Ricavi 69,6 67,4 2,2 L'incremento della voce Acquisti di materie e servizi è dovuto principalmente a maggiori acquisti per la rivendita destinati alle campagne dei prossimi mesi e in parte all'aumento dei prezzi di chip di memoria e a maggiori costi di godimento per noleggio licenze software .
■ Costi del personale sono pari a 720 milioni di euro con un incremento di 138 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025.
Hanno influito su tale andamento le stesse dinamiche già commentate nell'andamento economico consolidato del Gruppo.
■ Altri costi operativi sono pari a 126 milioni di euro con un incremento di 7 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
Svalutazioni e oneri connessi alla gestione dei crediti 52 46 6 Accantonamenti ai fondi per rischi e oneri 37 22 15 Contributi e canoni per l’esercizio di attività di telecomunicazioni 11 9 2 Oneri e accantonamenti per imposte indirette e tasse 15 19 (4) Penali, indennizzi per transazioni e sanzioni amministrative 5 5 — Quote e contributi associativi, elargizioni, borse di studio e stages 3 4 (1) Revisioni di stima e altre rettifiche 2 8 (6) Altri oneri 1 6 (5) Totale 126 119 7 L'incremento della voce Altri costi operativi è dovuto ai maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti commerciali e al fondo rischi commerciali di TIM S.p.A..
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM Business Unit Domestic 16
EBIT
L’EBIT nel primo semestre 2026 della Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) è negativo per 80 milioni di euro ( -152 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025).
L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente si attesta a 141 milioni di euro ( +8 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025, +6,0%).
L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, è calcolato come segue:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
assolute %
EBIT (80) 72 (152) —
Oneri/ (Proventi) non ricorrenti 221 61 160 EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente 141 133 8 6,0 Con riferimento all'Avviamento della Cash Generating Unit Domestic nel corso del primo semestre 2026 non sono stati individuati eventi di natura esogena o endogena ( trigger events ) tali da far ritenere necessario un nuovo impairment test e sono stati quindi confermati i valori dell’Avviamento attribuiti in sede di Bilancio consolidato 2025.
Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Nota “Avviamento” del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM Business Unit Domestic 17
Brasile
(milioni di euro) (milioni di reais)
1° Semestre
20261° Semestre
20251° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
assolute %% organica
esclusi non
ricorrenti (a) (b) (c) (d) (c-d) (c-d)/d Ricavi 2.291 2.064 13.772 12.994 778 6,0 6,0
EBITDA(*) 1.116 1.015 6.710 6.388 322 5,0 5,1
% sui Ricavi 48,7 49,2 48,7 49,2 (0,5)pp (0,4)pp
EBIT 551 459 3.314 2.892 422 14,6 14,6
% sui Ricavi 24,1 22,3 24,1 22,3 1,8pp 1,8pp Personale a fine periodo (unità) 9.005 (°)8.702 303 3,5 (°) La consistenza del personale è relativa al 31 dicembre 2025.
(*) Ai fini locali, la performance di TIM S.A. comunicata al mercato indica un EBITDA in crescita del 6,8% ed un EBITDA AL in crescita del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tale crescita risente del fatto che, ai fini del bilancio locale e come richiesto dalla normativa brasiliana, tra i proventi sono incluse partite non ripetibili one-off senza impatti in termini di cassa e indebitamento finanziario netto.
I tassi di cambio medi utilizzati per la conversione in euro (espressi in termini di unità di real per 1 euro) sono pari a 6,01202 nel primo semestre 2026 e a 6,29416 nel primo semestre 2025.
(milioni di euro) (milioni di reais)
2° Trimestre
20262° Trimestre
20252° Trimestre
20262° Trimestre
2025Variazioni
assolute %% organica
esclusi non
ricorrenti (a) (b) (c) (d) (c-d) (c-d)/d Ricavi 1.186 1.026 6.966 6.600 366 5,5 5,5
EBITDA 599 520 3.526 3.336 190 5,7 6,1
% sui Ricavi 50,6 50,5 50,6 50,5 0,1pp 0,2pp
EBIT 301 245 1.772 1.574 198 12,6 13,5
% sui Ricavi 25,4 23,8 25,4 23,8 1,6pp 1,8pp
1° Semestre
20261° Semestre
2025
Consistenza linee mobili a fine periodo (migliaia) (*) 61.856 (°) 61.974 ARPU mobile (reais) 34,0 32,3 ARPU BroadBand (reais) 93,9 94,4 (*) Include linee aziendali.
(°) Consistenza al 31 dicembre 2025.
La Business Unit Brasile (gruppo TIM Brasil) fornisce servizi di telefonia mobile, offre la trasmissione di dati in fibra ottica utilizzando tecnologia IP completa e servizi di banda larga residenziale. Inoltre, il gruppo TIM Brasil fornisce servizi IoT, focalizzati sui verticali Agroalimentare, Industria, Logistica e Utilities.
Ricavi
I ricavi del primo semestre 2026 della Business Unit Brasile (gruppo TIM Brasil) ammontano a 13.772 milioni di reais ( 12.994 milioni di reais nel primo semestre 2025, +6,0 %).
La crescita è stata determinata dai ricavi da servizi (13.430 milioni di reais rispetto ai 12.657 milioni di reais nel primo semestre 2025, +6,1% ) con i ricavi da servizi di telefonia mobile in crescita del 5,1% nel primo semestre 2026 grazie al continuo miglioramento del segmento post-paid . Considerando il contributo dei ricavi B2B di V8.Tech, consolidata da febbraio 2026, i ricavi da servizi di telefonia fissa hanno registrato un incremento del 24,8% rispetto al primo semestre 2025, anche grazie al trend di crescita di Ultrafibra.
I ricavi da vendite di prodotti si sono attestati a 342 milioni di reais ( 337 milioni di reais nel primo semestre 2025).
I ricavi del secondo trimestre 2026 ammontano a 6.966 milioni di reais, in crescita del 5,5% rispetto al secondo trimestre 2025 (6.600 milioni di reais).
L’ARPU mobile nel primo semestre 2026 è stato pari a 34,0 reais ( 32,3 reais nel primo semestre 2025, +5,4 %).
Le linee mobili complessive al 30 giugno 2026 sono pari a circa 62 milioni, in linea con le linee mobili complessive al 31 dicembre 2025. Il positivo andamento del segmento post-paid è stato compensato dalla riduzione delle linee del segmento pre-paid . Al 30 giugno 2026 i clienti post-paid rappresentano il 54,4% della base clienti (52,8% al 31 dicembre 2025).
L’ARPU BroadBand del primo semestre 2026 è stato di 93,9 reais ( 94,4 reais nel primo semestre 2025).
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM Business Unit Brasile 18
EBITDA
L'EBITDA del primo semestre 2026 ammonta a 6.710 milioni di reais ( 6.388 milioni di reais nel primo semestre 2025, +5,0 %) e il margine sui ricavi è pari al 48,7% (49,2% nel primo semestre 2025).
L'EBITDA organico al netto della componente non ricorrente è in crescita del 5,1% ed è calcolato come segue:
(milioni di reais) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
assolute %
EBITDA 6.710 6.388 322 5,0
Oneri/(Proventi) non ricorrenti 22 20 2 EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente 6.732 6.408 324 5,1 La crescita dell'EBITDA è attribuibile principalmente alla positiva performance dei ricavi da servizi parzialmente compensata dalla crescita dei costi operativi.
L'incidenza dell'EBITDA sui ricavi si attesta, in termini organici, al 48,9% (49,3% nel primo semestre 2025).
L’EBITDA del secondo trimestre 2026 è pari a 3.526 milioni di reais, in crescita del 5,7% rispetto al secondo trimestre 2025 ( 3.336 milioni di reais).
Al netto degli oneri non ricorrenti il margine sui ricavi del secondo trimestre 2026 si attesta al 50,8% (50,6% nel secondo trimestre 2025).
Sono di seguito evidenziate le dinamiche delle principali voci di costo:
(milioni di euro) (milioni di reais)
1° Semestre
20261° Semestre
20251° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
(a) (b) (c) (d) (c-d) Acquisti di materie e servizi 871 793 5.235 4.988 247 Costi del personale 170 153 1.024 963 61 Altri costi operativi 207 171 1.243 1.084 159
EBIT
L'EBIT del primo semestre 2026 è pari a 3.314 milioni di reais ( 2.892 milioni di reais nel primo semestre 2025, +14,6% ).
L'EBIT organico al netto della componente non ricorrente si attesta nel primo semestre 2026 a 3.336 milioni di reais ( 2.912 milioni di reais nel primo semestre 2025) con un margine sui ricavi del 24,2% (22,4% nel primo semestre 2025) ed è calcolato come
segue:
(milioni di reais) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
assolute %
EBIT 3.314 2.892 422 14,6
Oneri/(Proventi) non ricorrenti 22 20 2 EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente 3.336 2.912 424 14,6 L’EBIT del secondo trimestre 2026 è pari a 1.772 milioni di reais ( 1.574 milioni di reais nel secondo trimestre 2025).
Al netto degli oneri non ricorrenti il margine sui ricavi del secondo trimestre 2026 è pari al 25,7% (23,9% nel secondo trimestre 2025).
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM Business Unit Brasile 19
LA PERFORMANCE ESG DEL GRUPPO TIM
Nel primo semestre 2026, il Gruppo TIM ha proseguito il proprio impegno in ambito ESG, portando avanti iniziative nei tre ambiti ambientale, sociale e di governance, in coerenza con la strategia del Gruppo.
Nuovo accordo per lo sviluppo del 5G in Italia A gennaio, TIM ha definito un accordo con Fastweb + Vodafone che prevede l’utilizzo condiviso delle infrastrutture di accesso radio-mobile attraverso un modello di RAN sharing, con l’obiettivo di ampliare la copertura 5G nelle aree a bassa densità poco servite. Il modello di collaborazione adottato permette di evitare duplicazioni infrastrutturali e ridurre i relativi impatti ambientali, liberando al contempo risorse per altri investimenti.
L’iniziativa sostiene la trasformazione digitale del Paese, rafforzandone la competitività in linea con gli obiettivi del Decennio digitale europeo e apportando benefici diretti ai consumatori e alle imprese.
Partecipazione alla campagna “M’Illumino di Meno” TIM ha aderito alla XXII edizione della campagna di Rai Radio2 Caterpillar organizzata in occasione della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili. Il 16 febbraio, TIM ha spento le luci delle principali sedi di Roma e Milano, coinvolgendo circa 17 mila dipendenti e invitandoli a mettere in atto comportamenti orientati all’uso virtuoso dell’energia elettrica.
L’attività si inserisce in una visione più ampia della sostenibilità che, per il Gruppo, rappresenta un elemento strutturale della strategia industriale.
Realizzazione dell’infrastruttura digitale per Milano Cortina 2026 TIM, Official Telecommunications Partner di Milano Cortina 2026, ha realizzato l’intera connettività dell’evento con un piano di potenziamento della copertura mobile 5G e dei collegamenti ultraveloci in tutte le sedi di gara e nei luoghi strategici dei Giochi invernali.
Le infrastrutture realizzate per l’evento resteranno a disposizione delle comunità locali, contribuendo allo sviluppo digitale, economico e sociale dei territori.
TIM prima in Italia per qualità costante della rete secondo Opensignal Secondo i rapporti pubblicati nel mese di marzo da Opensignal, TIM è il miglior operatore per “Consistent Quality” in Italia, indicatore che misura la capacità della rete di garantire prestazioni stabili nelle attività digitali quotidiane, e primeggia nelle categorie “Video Experience” e “Games Experience”. Inoltre, il Gruppo registra le migliori prestazioni in download e upload su rete 5G nelle città di Milano e Roma.
I riconoscimenti ottenuti riflettono l’impegno e gli investimenti di TIM nello sviluppo di infrastrutture digitali di nuova generazione.
TIM leader nella sostenibilità per il Dow Jones Best-in-Class Europe Index 2026 Nel mese di aprile, TIM è stata confermata nel Dow Jones Best-in-Class Europe Index 2026 di S&P Global, tra i principali indici internazionali di sostenibilità, ottenendo il punteggio più alto tra le società di telecomunicazioni europee e posizionandosi nella Top 10% mondiale del settore.
L’inclusione nell’indice conferma la capacità del Gruppo di coniugare trasformazione tecnologica e responsabilità ESG, in coerenza con una strategia orientata alla creazione di valore sostenibile nel medio-lungo periodo.
Olivetti ottiene la certificazione B Corp Olivetti, società del Gruppo TIM e Società Benefit dal 2022 per aver integrato nel proprio statuto finalità di beneficio comune, ha ottenuto nel mese di maggio la certificazione B Corp, rilasciata da B Lab alle imprese che rispettano specifici standard di performance sociale e ambientale.
Il riconoscimento riflette il percorso avviato dalla società nell’integrazione degli obiettivi ESG nei processi aziendali e nel modello di business.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 La performance ESG del Gruppo TIM 20
ANDAMENTO PATRIMONIALE E FINANZIARIO
CONSOLIDATO
Attivo non corrente ■ Avviamento : la voce si incrementa di 246 milioni di euro, da 11.025 milioni di euro al 31 dicembre 2025 a 11.271 milioni di euro al 30 giugno 2026 principalmente a seguito dell'iscrizione da parte della Business Unit Brasile degli avviamenti provvisori conseguenti all'acquisizione del controllo delle società I-Systems Soluções de Infraestrutura S.A. ("I-Systems") ( 149 milioni di euro) e V8 Consulting S.A. ("V8.Tech") ( 17 milioni di euro). Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota "Aggregazioni aziendali" del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno del Gruppo TIM. Inoltre, sono state r egistrate differenze cambio positive relative all’avviamento attribuito alla Cash Generating Unit Brasile pari a 80 milioni di euro.
■ Attività immateriali a vita utile definita : si riducono di 104 milioni di euro, da 5.445 milioni di euro di fine 2025 a 5.341 milioni di euro al 30 giugno 2026, quale saldo fra:
● investimenti industriali (+ 370 milioni di euro);
● ammortamenti del periodo (- 650 milioni di euro);
● un saldo netto positivo di 176 milioni di euro principalmente relativo a differenze cambio positive per 165 milioni di euro relative alla Business Unit Brasile e comprensivo dell'impatto derivante dall'ingresso nell'area di consolidamento delle società brasiliane I-Systems e V8.Tech ( +13 milioni di euro).
■ Attività materiali : aumentano di 356 milioni di euro, da 4.114 milioni di euro di fine 2025 a 4.470 milioni di euro al 30 giugno 2026, quale saldo fra:
● investimenti industriali (+ 478 milioni di euro);
● ammortamenti del periodo (- 538 milioni di euro);
● un saldo netto positivo di 416 milioni di euro comprensivo principalmente dell'impatto derivante dall'ingresso nell'area di consolidamento delle società brasiliane I-Systems e V8.Tech ( +261 milioni di euro) e di differenze cambio positive per 179 milioni di euro relative alla Business Unit Brasile.
■ Diritti d’uso su beni di terzi (comprendono principalmente i diritti d'uso su connettività di rete e infrastrutture di telecomunicazioni e contratti di locazione immobiliare): aumentano di 162 milioni di euro, da 3.240 milioni di euro di fine 2025 a 3.402 milioni di euro al 30 giugno 2026, quale saldo fra:
● investimenti (+ 15 milioni di euro) e incrementi di contratti di leasing (+ 644 milioni di euro); in particolare, gli incrementi sono relativi per 507 milioni di euro alla Business Unit Brasile e per 137 milioni di euro alla Business Unit Domestic;
● ammortamenti del periodo (- 281 milioni di euro);
● un saldo netto negativo di 216 milioni di euro relativo a dismissioni, differenze cambio (positive per 168 milioni di euro ed essenzialmente relative alla Business Unit Brasile) ed altre variazioni.
Patrimonio netto consolidato A seguito delle delibere assembleari del 28 gennaio 2026 e del 15 aprile 2026, nel corso del primo semestre 2026 sono state effettuate le seguenti operazioni che hanno avuto un impatto sul Patrimonio netto e sul Capitale Sociale della Capogruppo TIM
S.p.A.:
■ riduzione volontaria del Capitale Sociale da 11.677 milioni di euro a 6.000 milioni di euro e attribuzione della riduzione a Riserva legale e a Riserva disponibile di patrimonio netto: la Riserva legale al 30 giugno 2026 risulta pertanto pari a 1.200 milioni di euro e rappresenta il 20% del Capitale Sociale;
■ conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, con un rapporto di conversione pari a 1 azione ordinaria per ogni azione di risparmio e un premio in denaro differenziato fra adesione alla conversione facoltativa (0,12 euro per azione) e conversione obbligatoria (0,04 euro per azione); l'esborso complessivo pagato quale premio di conversione è stato di 692 milioni di euro, con una corrispondente riduzione delle Riserve di TIM S.p.A.;
■ raggruppamento delle azioni ordinarie che costituiscono il Capitale sociale, nel rapporto di n. 1 nuova azione avente godimento regolare ogni n. 10 azioni ordinarie in circolazione; il raggruppamento è privo di effetti contabili;
■ approvazione di un piano di Buyback sulle azioni ordinarie di TIM S.p.A. per un controvalore massimo complessivo di 400 milioni di euro e per un massimo di n. 70.000.000 azioni (post raggruppamento), alla data del 21 luglio 2026 si è conclusa la prima tranche di acquisto di n. 14.000.000 di azioni ordinarie per un controvalore complessivo pari a circa 109 milioni di euro.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento patrimoniale e finanziario consolidato 21
L'ammontare e le variazioni del patrimonio netto consolidato sono i seguenti:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Patrimonio netto a inizio periodo 13.455 13.361 di cui attribuibile ai Soci della Controllante 12.219 11.957 di cui attribuibile alle partecipazioni di minoranza 1.236 1.404 Utile (perdita) complessivo del periodo 213 557 Dividendi deliberati da: (43) (317)
TIM S.p.A. — —
Altre società del Gruppo (43) (317) BU Brasile - operazioni sul capitale — (119) Premio su conversione azioni di risparmio (692) — Assegnazione azioni Piano Stock Option 2022-2024, Buyback e altri impatti su azioni proprie (12) — Strumenti rappresentativi di patrimonio netto (Long Term Incentive Plan 2025-2027 e Piano Stock Option 2022-2024 modificato) 8 — Altri movimenti (2) (27) Patrimonio netto a fine periodo 12.927 13.455 di cui attribuibile ai Soci della Controllante 11.515 12.219 di cui attribuibile alle partecipazioni di minoranza 1.412 1.236
Flussi finanziari
L’indebitamento finanziario netto rettificato al 30 giugno 2026 è pari a 10.479 milioni di euro ( 9.778 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
Le principali operazioni che hanno inciso sull’andamento dell’indebitamento finanziario netto rettificato sono di seguito esposte:
Variazione dell’Indebitamento finanziario netto rettificato (milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazione
(a) (b) (a-b)
EBITDA 1.917 1.999 (82)
Investimenti industriali di competenza (863) (834) (29) Variazione del capitale circolante netto operativo: 141 (695) 836 Variazione delle rimanenze (50) (5) (45) Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti (217) (89) (128) Variazione dei debiti commerciali (271) (686) 415 Variazione di debiti per licenze di telefonia mobile / spectrum — — — Altre variazioni di crediti/debiti operativi (°) 679 85 594 Variazione dei fondi relativi al personale 178 3 175 Variazione dei fondi operativi e altre variazioni 30 9 21 Operating Free Cash Flow netto 1.403 482 921 % sui Ricavi 20,5 7,3 13,2pp Flusso cessione di partecipazioni e altre dismissioni 4 1 3 Aumenti/Rimborsi di capitale comprensivi di oneri accessori (28) — (28) Premio su conversione azioni di risparmio (692) — (692) Investimenti finanziari (277) (26) (251) Pagamento dividendi (87) (85) (2) Incrementi di contratti di leasing (644) (316) (328) Flusso oneri finanziari, imposte e altri fabbisogni netti, non operativi (348) (269) (79) Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato delle attività in funzionamento (669) (213) (456) Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto delle attività cessate/attività non correnti destinate ad essere cedute (32) (78) 46 Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato (701) (291) (410) (°) La voce include 1.012 milioni di euro per la chiusura del credito relativo alla sentenza del Canone di concessione 1998 come descritto nel capitolo "Canone di Concessione 1998".
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento patrimoniale e finanziario consolidato 22
L'Equity Free Cash Flow After Lease del primo semestre 2026 è positivo e pari a 650 milioni di euro ( -121 milioni di euro nel primo semestre 2025).
L’Equity Free Cash Flow After Lease è determinato come segue:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazione
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato (701) (291) (410) Impatto per locazioni finanziarie (nuove operazioni di leasing e/o i rinnovi e/o le proroghe (-) / eventuali disdette/estinzioni anticipate di operazioni di leasing (+)) 470 257 213 Pagamento delle licenze TLC e per l’utilizzo di frequenze — — — Impatto finanziario derivante da operazioni di acquisizione e/o cessioni di partecipazioni 275 26 249 Pagamento dei dividendi e Change in Equity 115 85 30 Premio su conversione azioni di risparmio 692 — 692 Pagamenti contratti di Leasing (quota capitale dei canoni di leasing) (201) (198) (3) Equity Free Cash Flow After Lease 650 (121) 771
Oltre a quanto già precedentemente dettagliato con riferimento all’EBITDA, hanno in particolare inciso sulla variazione dell’indebitamento finanziario netto rettificato del primo semestre 2026 le seguenti voci:
Investimenti industriali e per licenze di telefonia mobile/spectrum Nel primo semestre 2026 gli investimenti industriali e per licenze di telefonia mobile/spectrum del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) sono pari a 863 milioni di euro ( 834 milioni di euro nel primo semestre 2025) con un aumento di 29 milioni di euro dovuto all’incremento degli investimenti in ambito Technology della Business Unit Brasile.
Gli investimenti industriali sono così ripartiti per settore operativo:
(milioni di euro) 1° Semestre 2026 1° Semestre 2025 Variazione peso % peso % Domestic 482 55,9 481 57,7 1 Brasile 381 44,1 353 42,3 28 Altre attività — — — — — Rettifiche ed elisioni — — — — — Totale consolidato 863 100,0 834 100,0 29 % sui Ricavi 12,6 12,6 0,0pp
In particolare:
■ la Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) presenta investimenti industriali per 482 milioni di euro, con una quota significativa volta allo sviluppo dell’infrastruttura Mobile, IT e Cloud ;
■ la Business Unit Brasile registra nel primo semestre 2026 investimenti industriali pari a 381 milioni di euro ( 353 milioni di euro nel primo semestre 2025). Escludendo la variazione dei tassi di cambio (+16 milioni di euro), la crescita risulta pari a 12 milioni di euro e principalmente connessa ai maggiori investimenti IT e in progetti finalizzati allo sviluppo tecnologico e operativo della Business Unit.
Variazione del Capitale circolante netto operativo Nel primo semestre 2026, il Capitale circolante netto operativo del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) presenta una variazione positiva pari a 141 milioni di euro, tale andamento beneficia dell'incasso del credito iscritto con riferimento al Canone di concessione 1998 (1.012 milioni di euro), parzialmente compensato dall'andamento degli altri crediti/debiti operativi, dalla variazione dei crediti commerciali ( -217 milioni di euro) e dalla variazione dei debiti commerciali ( -271 milioni di euro).
Investimenti finanziari
Nel primo semestre 2026 gli investimenti finanziari del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) sono pari a 277 milioni di euro (26 milioni di euro nel primo semestre 2025) di cui 259 milioni di euro attribuibili alla Business Unit Brasile, correlati principalmente all'acquisizione, da parte di TIM S.A., del 51% del capitale sociale della società I-Systems (240 milioni di euro) e del 100% del capitale sociale della società V8 Consulting - V8 Tech (19 milioni di euro). Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Nota “Aggregazioni aziendali" del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM.
Incrementi di contratti di leasing Nel primo semestre 2026 la voce è pari a 644 milioni di euro ( 316 milioni di euro nel primo semestre 2025) e comprende il maggior valore di diritti d’uso iscritti a seguito di nuovi contratti di locazione passiva, di incrementi dei canoni di locazione e di rinegoziazioni di contratti di locazione esistenti. In particolare l'incremento relativo alla Business Unit Domestic è principalmente connesso all'esercizio dell'opzione di recesso su taluni contratti di leasing, che ha comportato il ricalcolo del valore complessivo degli stessi, tenuto conto della definizione delle tempistiche stimate di uscita.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento patrimoniale e finanziario consolidato 23
Flusso oneri finanziari, imposte e altri fabbisogni netti non operativi Nel primo semestre 2026 il flusso presenta un saldo negativo per complessivi 348 milioni di euro (negativo per 269 milioni di euro nel primo semestre 2025). Comprende principalmente gli esborsi relativi alle componenti della gestione finanziaria, il pagamento delle imposte sul reddito nonché la variazione dei debiti e crediti di natura non operativa.
Cessioni di crediti a società di factoring Si segnala che le cessioni di crediti commerciali pro-soluto a società di factoring perfezionate nel primo semestre 2026 hanno comportato un effetto positivo sull’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2026 pari a 989 milioni di euro (1.137 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento patrimoniale e finanziario consolidato 24
Indebitamento finanziario netto La composizione dell’indebitamento finanziario netto è la seguente:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Variazione (a) (b) (a-b) Passività finanziarie non correnti Obbligazioni 6.949 6.918 31 Debiti verso banche, altri debiti e passività finanziarie 1.799 1.073 726 Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva 2.722 2.476 246 11.470 10.467 1.003 Passività finanziarie correnti (*) Obbligazioni 268 1.188 (920) Debiti verso banche, altri debiti e passività finanziarie 1.237 1.839 (602) Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva 548 515 33 2.053 3.542 (1.489) Passività finanziarie direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute 80 89 (9) Totale debito finanziario lordo 13.603 14.098 (495) Attività finanziarie non correnti Titoli diversi dalle partecipazioni (1) (1) — Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva (37) (34) (3) Crediti finanziari e altre attività finanziarie non correnti (436) (396) (40) (474) (431) (43) Attività finanziarie correnti Titoli diversi dalle partecipazioni (1.155) (1.370) 215 Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva (51) (44) (7) Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti (164) (168) 4 Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti (1.070) (2.048) 978 (2.440) (3.630) 1.190 Attività finanziarie comprese nelle Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (118) (162) 44 Totale attività finanziarie (3.032) (4.223) 1.191 Indebitamento finanziario netto contabile 10.571 9.875 696 Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie (92) (97) 5 Indebitamento finanziario netto rettificato 10.479 9.778 701
Così dettagliato:
Totale debito finanziario lordo rettificato 13.370 13.839 (469) Totale attività finanziarie rettificate (2.891) (4.061) 1.170 (*) di cui quota corrente del debito a M/L termine:
Obbligazioni 268 1.188 (920) Debiti verso banche, altri debiti e passività finanziarie 219 196 23 Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva 506 487 19 Le politiche di gestione dei rischi finanziari del Gruppo TIM tendono alla minimizzazione dei rischi di mercato, all’integrale copertura del rischio di cambio sulle passività finanziarie e all’ottimizzazione dell’esposizione ai tassi di interesse attraverso opportune diversificazioni di portafoglio, attuate anche mediante l’utilizzo di selezionati strumenti finanziari derivati. Si sottolinea che tali strumenti non hanno fini speculativi.
Si evidenzia inoltre che, al fine di determinare la propria esposizione ai tassi di interesse, il Gruppo definisce una composizione ottimale della struttura di indebitamento a lungo termine tra componente a tasso fisso e componente a tasso variabile e utilizza gli strumenti finanziari derivati al fine di tendere alla prestabilita composizione del debito. Tenuto conto dell’attività operativa del Gruppo, la combinazione ritenuta più idonea nel medio-lungo termine delle passività finanziarie non correnti è stata individuata, sulla base del valore nominale, nel range 65%-85% per la componente a tasso fisso e 15%-35% per la componente a tasso variabile.
Nella gestione dei rischi di mercato il Gruppo si è dotato di Linee Guida “Gestione e controllo dei rischi finanziari” e utilizza principalmente gli strumenti finanziari derivati IRS e CCIRS.
Al fine di meglio rappresentare la reale dinamica dell’indebitamento finanziario netto il Gruppo TIM presenta, oltre al consueto indicatore (ridefinito “Indebitamento finanziario netto contabile”), anche una misura denominata “Indebitamento finanziario netto rettificato”, che sterilizza gli effetti causati dalla volatilità dei mercati finanziari. Considerando che alcune componenti della valutazione al fair value dei derivati (contratti per determinare il tasso di cambio e di interesse di flussi contrattuali) e di derivati embedded in altri strumenti finanziari, non comportano un effettivo regolamento monetario, l’Indebitamento finanziario netto rettificato esclude tali effetti meramente contabili e non monetari dalla valutazione dei derivati e delle correlate passività/attività finanziarie.
Per ulteriori dettagli si rimanda al capitolo “Indicatori alternativi di performance”.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento patrimoniale e finanziario consolidato 25
L’Indebitamento Finanziario Netto contabile al 30 giugno 2026 è pari a 10.571 milioni di euro, in aumento di 696 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025 ( 9.875 milioni di euro). Tale incremento è principalmente dovuto al pagamento del premio sulla conversione delle azioni di risparmio da parte di TIM S.p.A. (692 milioni di euro), agli investimenti finanziari in Brasile che riguardano principalmente l'acquisizione del 100% di V8 e del 51% di I-Systems , all'aumento dei debiti di leasing e al pagamento dei dividendi in Brasile, cui si è contrapposto il contributo positivo derivante dall'Equity Free Cash Flow comprensivo dell'incasso del Canone di concessione 1998.
L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato (comprensivo dei debiti netti IFRS 16) ammonta a 10.479 milioni di euro al 30 giugno 2026, in aumento di 701 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025 ( 9.778 milioni di euro). Lo storno della valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie registra una variazione positiva di 5 milioni di euro; tale valutazione rettifica l’Indebitamento Finanziario Netto contabile non avendo effetti monetari.
L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease (al netto dei contratti di lease) al 30 giugno 2026 risulta pari a 7.285 milioni di euro, in aumento di 431 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025 ( 6.854 milioni di euro).
Per una migliore comprensione dell’informativa, nella tabella che segue sono illustrate le diverse modalità di rappresentazione dell’Indebitamento Finanziario Netto:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Variazione (a) (b) (a-b) Indebitamento Finanziario Netto contabile 10.571 9.875 696 Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie (92) (97) 5 Indebitamento Finanziario Netto rettificato 10.479 9.778 701 Leasing (3.182) (2.913) (269) Leasing - Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (12) (11) (1) Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease 7.285 6.854 431 Nel secondo trimestre 2026 l’indebitamento finanziario netto rettificato aumenta di 88 milioni di euro rispetto al 31 marzo 2026.
(milioni di euro) 30.6.2026 31.3.2026 Variazione (a) (b) (a-b) Indebitamento Finanziario Netto contabile 10.571 10.454 117 Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie (92) (63) (29) Indebitamento Finanziario Netto rettificato 10.479 10.391 88 Leasing (3.182) (3.090) (92) Leasing - Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (12) (11) (1) Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease 7.285 7.290 (5) Debito finanziario lordo
Obbligazioni
Le obbligazioni al 30 giugno 2026 sono iscritte per un importo pari a 7.217 milioni di euro (8.106 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
In termini di valore nominale di rimborso sono pari a 6.996 milioni di euro (7.830 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
Relativamente all’evoluzione dei prestiti obbligazionari si segnalano le variazioni intervenute nel primo semestre 2026:
(milioni di valuta originaria) Valuta Importo Data di rimborso
Rimborsi
TIM S.p.A. 678 milioni di euro 3,625% EUR 678 25/5/2026 TIM Brasil 5.000 milioni di BRL CDI+0,35% (1)BRL 1.400 15/6/2026 TIM S.A. 1.600 milioni di BRL IPCA+4,1682% BRL 533 15/6/2026 (1) In data 15 giugno 2026 TIM Brasil ha proceduto al rimborso anticipato integrale del prestito obbligazionario da 1.400 milioni di BRL con scadenza 15 dicembre 2026.
Revolving Credit Facility e Term Credit Facility Nella tabella sottostante sono riportate le linee di credito committed :
(miliardi di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Accordato Utilizzato Accordato Utilizzato Revolving Credit Facility – aprile 2030 (*) 3,000 — 3,000 — Term Credit Facility - luglio 2030 0,750 0,750 0,750 0,015 Totale 3,750 0,750 3,750 0,015 (*) Ai sensi del contratto firmato le Banche sono impegnate a provvedere i fondi a chiamata (con un preavviso di almeno 3 giorni). Trattandosi di una linea “Committed”, le banche non hanno meccanismi per non onorare la richiesta di fondi avanzata dalla Società, fatte salve le clausole di cancellazione obbligatoria anticipata standard di mercato (Scadenza naturale del contratto, Cambio di controllo, Borrower Illegality, Events of default, ognuna come definita nel contratto).
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Andamento patrimoniale e finanziario consolidato 26
Scadenza media passività finanziarie non correnti e Costo medio del debito La scadenza media delle passività finanziarie non correnti (inclusa la quota del medio-lungo termine scadente entro dodici mesi) è pari a 8 anni, mentre il corrispondente valore "After lease" è pari a 6 anni.
Il costo medio del debito di Gruppo, inteso come costo di periodo calcolato su base annua e derivante dal rapporto tra oneri correlati al debito ed esposizione media, è pari a 7,3%, mentre il corrispondente valore “After Lease” è pari a 6,3%.
Attività finanziarie correnti e margine di liquidità Al 30 giugno 2026 il margine di liquidità disponibile per il Gruppo TIM è pari a 5.225 milioni di euro (7.153 milioni di euro al 31 dicembre 2025) ed è calcolato considerando:
■ la "Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti" e i "Titoli correnti diversi dalle partecipazioni" per complessivi 2.225 milioni di euro (3.418 milioni di euro al 31 dicembre 2025), comprensivi anche di 779 milioni di euro (nominali) di pronti contro termine scadenti entro luglio 2026;
■ l’ammontare della Revolving Credit Facility pari a 3.000 milioni di euro, totalmente disponibile.
Tale margine consente una copertura delle passività finanziarie non correnti di Gruppo (inclusa la quota del medio-lungo termine scadente entro dodici mesi) in scadenza per almeno i prossimi 36 mesi.
In particolare:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti per 1.070 milioni di euro ( 2.048 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
Le differenti forme tecniche di impiego delle disponibilità liquide sono così analizzabili:
■ scadenze : gli impieghi hanno una durata massima di tre mesi;
■ rischio controparte : gli impieghi delle società europee sono stati effettuati con primarie istituzioni bancarie, finanziarie e industriali con elevato merito di credito. Gli impieghi delle società in Sud America sono stati effettuati con primarie controparti
locali;
■ rischio Paese : gli impieghi sono stati effettuati sulle principali piazze finanziarie europee.
Titoli correnti diversi dalle partecipazioni per 1.155 milioni di euro ( 1.370 milioni di euro al 31 dicembre 2025): tali forme di investimento rappresentano un’alternativa all’impiego della liquidità con l’obiettivo di migliorarne il rendimento. Comprendono 303 milioni di euro di Titoli di Stato italiani ed esteri detenuti da Telecom Italia Finance S.A., 520 milioni di euro di titoli obbligazionari acquistati da Telecom Italia Finance S.A. con differenti scadenze, tutti con un mercato di riferimento attivo e quindi facilmente liquidabili, e 332 milioni di euro relativi a impieghi in fondi monetari effettuati dalla Business Unit Brasile.
Gli acquisti dei suddetti Titoli di Stato, che ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011, rappresentano impieghi in “Titoli del debito sovrano”, sono stati effettuati nel rispetto delle Linee guida per la “Gestione e controllo dei rischi finanziari” di cui il Gruppo TIM si è dotato.
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TABELLE DI DETTAGLIO – DATI CONSOLIDATI
Si riportano di seguito gli schemi di Conto Economico Separato Consolidato, Conto Economico Complessivo Consolidato, Situazione Patrimoniale–Finanziaria Consolidata, Rendiconto Finanziario Consolidato nonché Altre informazioni del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations).
Conto economico separato consolidato (milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
(a-b)
(a) (b) assolute % Ricavi 6.830 6.597 233 3,5 Altri proventi operativi 155 135 20 14,8 Totale ricavi e proventi operativi 6.985 6.732 253 3,8 Acquisti di materie e servizi (4.025) (3.844) (181) (4,7) Costi del personale (891) (736) (155) (21,1) Altri costi operativi (336) (293) (43) (14,7) Variazione delle rimanenze 50 5 45 — Attività realizzate internamente 134 135 (1) (0,7) Risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze/ (minusvalenze) e ripristini di valore/(svalutazioni) di attività non correnti (EBITDA) 1.917 1.999 (82) (4,1) Ammortamenti (1.469) (1.473) 4 0,3 Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti 21 3 18 — Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti — — — — Risultato operativo (EBIT) 469 529 (60) (11,3) Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto (7) (11) 4 36,4 Altri proventi/(oneri) da partecipazioni (8) 1 (9) — Proventi finanziari 525 547 (22) (4,0) Oneri finanziari (992) (1.030) 38 3,7 Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento (13) 36 (49) — Imposte sul reddito (69) (32) (37) — Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento (82) 4 (86) — Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (25) (42) 17 40,5 Utile (perdita) del periodo (107) (38) (69) —
Attribuibile a:
Soci della Controllante (204) (132) (72) (54,5) Partecipazioni di minoranza 97 94 3 3,2 Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Tabelle di dettaglio - Dati consolidati 28
Conto economico complessivo consolidato Ai sensi dello IAS 1 (Presentazione del bilancio) è di seguito esposto il prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato, comprensivo, oltre che dell’Utile (perdita) del periodo, come da Conto Economico Separato Consolidato, delle altre variazioni dei Movimenti di Patrimonio Netto diverse dalle transazioni con gli Azionisti.
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Utile (perdita) del periodo (a) (107) (38) Altre componenti del conto economico complessivo consolidato Altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato consolidato Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto
economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value 3 9 Effetto fiscale — — (b) 3 9 Rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti (IAS 19):
Utili (perdite) attuariali (1) Effetto fiscale — — (c) (1) — Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto:
Utili (perdite) — — Effetto fiscale — — (d) — — Totale altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato consolidato (e=b+c+d) 2 9 Altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto economico
separato consolidato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto
economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value (1) 17 Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato (9) (11) Effetto fiscale 1 — (f) (9) 6 Strumenti derivati di copertura:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value 56 (187) Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato (55) 224 Effetto fiscale — (12) (g) 1 25 Differenze cambio di conversione di attività estere:
Utili (perdite) di conversione di attività estere 326 7 Perdite (utili) di conversione di attività estere trasferiti al conto economico separato consolidato — — Effetto fiscale — — (h) 326 7 Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto:
Utili (perdite) — — Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato — — Effetto fiscale — — (i) — — Totale altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato consolidato (k=f+g+h+i) 318 38 Totale altre componenti del conto economico complessivo consolidato (m=e+k) 320 47 Utile (perdita) complessivo del periodo (a+m) 213 9
Attribuibile a:
Soci della Controllante — (97) Partecipazioni di minoranza 213 106 Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Tabelle di dettaglio - Dati consolidati 29
Prospetto della situazione patrimoniale–finanziaria consolidata In applicazione dell’IFRS 5, il gruppo Telecom Italia Sparkle è stato classificato fra le Attività destinate ad essere cedute (Discontinued Operations).
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Variazioni (a) (b) (a-b)
Attività
Attività non correnti
Attività immateriali
Avviamento 11.271 11.025 246 Attività immateriali a vita utile definita 5.341 5.445 (104) 16.612 16.470 142
Attività materiali
Immobili, impianti e macchinari di proprietà 4.470 4.114 356 Diritti d’uso su beni di terzi 3.402 3.240 162 Altre attività non correnti Partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto 45 241 (196) Altre partecipazioni 148 120 28 Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva 37 34 3 Altre attività finanziarie non correnti 437 397 40 Crediti vari e altre attività non correnti 1.146 1.110 36 Attività per imposte anticipate 584 510 74 2.397 2.412 (15) Totale Attività non correnti (a) 26.881 26.236 645
Attività correnti
Rimanenze di magazzino 290 235 55 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti 4.936 5.317 (381) Crediti per imposte sul reddito 98 89 9 Attività finanziarie correnti Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva 51 44 7 Titoli diversi dalle partecipazioni, altri crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti 1.319 1.538 (219) Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 1.070 2.048 (978) 2.440 3.630 (1.190) Sub-totale Attività correnti 7.764 9.271 (1.507) Attività cessate/ Attività non correnti destinate ad essere cedute di natura finanziaria 118 162 (44) di natura non finanziaria 1.117 1.065 52 1.235 1.227 8 Totale Attività correnti (b) 8.999 10.498 (1.499) Totale Attività (a+b) 35.880 36.734 (854) Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Tabelle di dettaglio - Dati consolidati 30
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Variazioni (a) (b) (a-b) Patrimonio netto e Passività
Patrimonio netto
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante 11.515 12.219 (704) Patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza 1.412 1.236 176 Totale Patrimonio netto (c) 12.927 13.455 (528) Passività non correnti Passività finanziarie non correnti per contratti di finanziamento e altri 8.748 7.991 757 Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva 2.722 2.476 246 Fondi relativi al personale 332 188 144 Passività per imposte differite 58 55 3 Fondi per rischi e oneri 505 439 66 Debiti vari e altre passività non correnti 569 612 (43) Totale Passività non correnti (d) 12.934 11.761 1.173
Passività correnti
Passività finanziarie correnti per contratti di finanziamento e altri 1.505 3.027 (1.522) Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva 548 515 33 Debiti commerciali, vari e altre passività correnti 7.301 7.317 (16) Debiti per imposte sul reddito 44 63 (19) Sub-totale Passività correnti 9.398 10.922 (1.524) Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute di natura finanziaria 80 89 (9) di natura non finanziaria 541 507 34 621 596 25 Totale Passività correnti (e) 10.019 11.518 (1.499) Totale Passività (f=d+e) 22.953 23.279 (326) Totale Patrimonio netto e passività (c+f) 35.880 36.734 (854) Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Tabelle di dettaglio - Dati consolidati 31
Rendiconto finanziario consolidato (milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Flusso monetario da attività operative:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento (82) 4
Rettifiche per:
Ammortamenti 1.469 1.473 Svalutazioni (ripristini di valore) di attività non correnti (incluse partecipazioni) — — Variazione netta delle attività (passività) per imposte anticipate (differite) (6) (29) Minusvalenze (plusvalenze) da realizzo di attività non correnti (incluse partecipazioni) (22) (3) Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto 7 11 Variazione dei fondi relativi al personale 178 3 Variazione delle rimanenze (50) (5) Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti (217) (89) Variazione dei debiti commerciali (197) (575) Variazione netta dei crediti/debiti per imposte sul reddito (27) 18 Variazione netta dei crediti/debiti vari e di altre attività/passività (°) 827 148 Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività operative (a) 1.880 956 Flusso monetario da attività di investimento:
Acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa (936) (946) Contributi in conto impianti incassati — — Acquisizione del controllo in imprese e rami d'azienda, al netto delle disponibilità acquisite (152) — Acquisizione/Cessione di altre partecipazioni (17) (18) Variazione dei crediti finanziari e di altre attività finanziarie (esclusi i derivati attivi di copertura e non) (1) 261 84 Corrispettivo incassato per la cessione del controllo in imprese controllate e di rami d'azienda, al netto delle disponibilità cedute — — Corrispettivo incassato/rimborsato dalla vendita di attività immateriali, materiali e di altre attività non correnti 4 1 Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di investimento (b) (840) (879) Flusso monetario da attività di finanziamento:
Variazione delle passività finanziarie correnti e altre (637) 241 Accensione di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente) 735 — Rimborsi di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente) (1.343) (1.630) Variazione Derivati Attivi/Passivi di copertura e non 16 8 Corrispettivo pagato/incassato per strumenti rappresentativi di patrimonio netto (28) — Aumenti/rimborsi di capitale (comprese società controllate) (°°) (692) — Dividendi pagati (87) (85) Variazioni di possesso in imprese controllate — (8) Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di finanziamento (c) (2.036) (1.474) Flusso monetario generato (assorbito) dalle Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (d) (37) (54) Flusso monetario complessivo (e=a+b+c+d) (1.033) (1.451) Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio del periodo (f) 2.104 2.924 Differenze cambio di conversione nette sulla cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette (g) 52 (1) Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine del periodo (h=e+f+g) 1.123 1.472 (1) La voce include investimenti su titoli negoziabili per 959 milioni di euro nel primo semestre 2026 ( 996 milioni di euro nel primo semestre 2025) e rimborsi di titoli negoziabili per 1.050 milioni di euro nel primo semestre 2026 ( 1.133 milioni di euro nel primo semestre 2025) relativi a TIM S.A. e a Telecom Italia Finance S.A..
(°) La voce include 1.012 milioni di euro per la chiusura del credito relativo alla sentenza del Canone di concessione 1998 come descritto nel capitolo "Canone di Concessione 1998".
(°°) La voce si riferisce al pagamento del premio sulla conversione delle azioni di risparmio di TIM S.p.A..
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Tabelle di dettaglio - Dati consolidati 32
Acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d’uso su beni di terzi (milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Acquisti di attività immateriali (370) (382) Acquisti di attività materiali (478) (431) Acquisti di diritti d'uso su beni di terzi (659) (337) Totale acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per competenza (1.507) (1.150) Variazione debiti per acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi 571 204 Totale acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa (936) (946) Informazioni aggiuntive del rendiconto finanziario consolidato (milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Imposte sul reddito (pagate)/incassate (79) (38) Interessi pagati (547) (584) Interessi incassati 195 177 Dividendi incassati 1 2 Analisi della cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette (milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio del periodo:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 2.104 2.924 Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista — —
2.104 2.924
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine del periodo:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 1.123 1.480 Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista — (8)
1.123 1.472
Le ulteriori informazioni integrative richieste dallo IAS 7 sono presentate nell’ambito della Nota “Indebitamento finanziario netto” del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Tabelle di dettaglio - Dati consolidati 33
Altre informazioni
Consistenza media retribuita del personale (unità equivalenti) 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazione
(a) (b) (a-b) Consistenza media retribuita–Italia 13.530 14.125 (595) Consistenza media retribuita–Estero (1) 8.970 8.705 265 Totale consistenza media retribuita 22.500 22.830 (330) Discontinued Operations 623 620 3 Totale consistenza media retribuita–comprese Discontinued Operations (2) 23.123 23.450 (327) (1)L'incremento è conseguente al consolidamento, nel primo semestre 2026, delle società brasiliane V8 Consulting e I-Systems.
(2)Comprende il personale con contratto di lavoro somministrato: 89 unità medie in Italia nel primo semestre 2026; 65 unità medie in Italia nel primo semestre 2025.
Organico a fine periodo (unità) 30.6.2026 31.12.2025 Variazione (a) (b) (a-b) Organico – Italia 16.717 16.847 (130) Organico – Estero(1)9.057 8.755 302 Totale organico a fine periodo 25.774 25.602 172 Discontinued Operations 692 696 (4) Totale organico a fine periodo - comprese Discontinued Operations (2) 26.466 26.298 168 (1)L'incremento è conseguente al consolidamento, nel primo semestre 2026, delle società brasiliane V8 Consulting e I-Systems.
(2)Comprende il personale con contratto di lavoro somministrato: 152 unità in Italia al 30.6.2026; 121 unità in Italia al 31.12.2025.
Organico a fine periodo - dettaglio per Business Unit (unità) 30.6.2026 31.12.2025 Variazione (a) (b) (a-b) Domestic 16.756 16.887 (131) Brasile (1) 9.005 8.702 303 Altre attività 13 13 — Totale 25.774 25.602 172 (1) L'incremento è conseguente al consolidamento, nel primo semestre 2026, delle società brasiliane V8 Consulting e I-Systems.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Tabelle di dettaglio - Dati consolidati 34
INDICATORI AFTER LEASE
Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS Accounting Standards, alcuni indicatori alternativi di performance. In particolare, a seguito dell’adozione dell’IFRS 16 il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance:
EBITDA AFTER LEASE GRUPPO TIM
(milioni di euro) 2° Trimestre
20262° Trimestre
2025Variazioni 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
assolute % assolute % EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente 1.178 1.131 47 4,2 2.142 2.112 30 1,4 Canoni per leasing (180) (176) (4) (350) (341) (9)
EBITDA After Lease (EBITDA AL) 998 955 43 4,5 1.792 1.771 21 1,2
EBITDA AFTER LEASE DOMESTIC
(milioni di euro) 2° Trimestre
20262° Trimestre
2025Variazioni 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
assolute % assolute % EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente 578 568 10 1,8 1.025 1.049 (24) (2,3) Canoni per leasing (46) (48) 2 (92) (92) —
EBITDA After Lease (EBITDA AL) 532 520 12 2,3 933 957 (24) (2,5)
EBITDA AFTER LEASE BRASILE
(milioni di euro) 2° Trimestre
20262° Trimestre
2025Variazioni 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazioni
assolute % assolute % EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente 602 567 35 6,1 1.120 1.066 54 5,1 Canoni per leasing (*) (134) (128) (6) (258) (249) (9)
EBITDA After Lease (EBITDA AL) 468 439 29 6,6 862 817 45 5,5
(*) Non includono le penali connesse al decommissioning plan pari a circa 23 milioni di reais (circa 4 milioni di euro) nel primo semestre 2026) e pari a circa 31 milioni di reais (circa 5 milioni di euro) nel primo trimestre 2025).
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO RETTIFICATO AFTER LEASE GRUPPO TIM
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Variazione Indebitamento Finanziario Netto Rettificato 10.479 9.778 701 Leasing (3.194) (2.924) (270) Indebitamento Finanziario Netto Rettificato - After Lease 7.285 6.854 431
EQUITY FREE CASH FLOW AFTER LEASE GRUPPO TIM
(milioni di euro) 2° Trimestre
20262° Trimestre
2025Variazione 1° Semestre
20261° Semestre
2025Variazione
Equity Free Cash Flow After Lease 1.040 77 963 650 (121) 771 Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Indicatori After Lease 35
EVENTI SUCCESSIVI AL 30 GIUGNO 2026
Si rimanda alla Nota “Eventi successivi al 30 giugno 2026” del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM.
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER
L’ESERCIZIO 2026
Alla luce dell'andamento dei principali segmenti di business nei primi sei mesi dell'anno, viene confermato l’aggiornamento del budget e della guidance per l'esercizio 2026 approvato dal Consiglio di Amministrazione del 24 febbraio 2026, confermando i trend di crescita previsti negli obiettivi già presentati al mercato per l’anno in corso.
L’andamento del primo semestre 2026 è coerente con il percorso verso i target annuali. Alcuni progetti di sviluppo potrebbero avere un diverso deployment temporale, inoltre l'evoluzione delle relazioni operative con taluni fornitori strategici potrebbero avere impatti sulla performance , ancorché in un’ipotesi remota. Il management ha già attivato le azioni gestionali a presidio degli obiettivi complessivi.
Le valutazioni previsionali si basano su assunzioni ritenute ragionevoli alla data odierna e sono soggette, per loro natura, a incertezze connesse a eventi futuri e a dinamiche di mercato non direttamente controllabili dalla Società.
Nel paragrafo che segue sono illustrati i Principali rischi ed incertezze cui il Gruppo è esposto.
PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE
Il governo dei rischi rappresenta uno strumento strategico per la creazione di valore per il Gruppo TIM che ha adottato un Modello di Enterprise Risk Management in continua evoluzione, allineato con normative e standard internazionali, per consentire di individuare, valutare e gestire i rischi in modo omogeneo all’interno del Gruppo, evidenziando potenziali sinergie tra gli attori coinvolti nella valutazione del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi.
Il processo di Enterprise Risk Management è integrato con i processi di pianificazione strategica ed operativa, progettato per individuare potenziali eventi che possano influire sull’attività d’impresa, al fine di gestire il rischio entro limiti accettabili ovvero mantenendo i rischi entro un livello che non comprometta la stabilità finanziaria, operativa e/o la reputazione del Gruppo TIM, fornendo un framework di riferimento a supporto del conseguimento degli obiettivi di Piano Industriale.
Inoltre, il Gruppo TIM, da sempre attento alle tematiche di sostenibilità, recepisce e integra i rischi considerati rilevanti dagli stakeholder interni ed esterni e/o desunti dall’analisi di doppia rilevanza, sulla base della materialità finanziaria che influenza le performance economico-finanziarie dell’azienda e della materialità di impatto, che mette in evidenza come le attività dell’azienda possono influenzare l’ambiente, la società e gli stakeholders , contribuendo ad una gestione più completa e sostenibile dei rischi.
Il Modello di Enterprise Risk Management adottato dal Gruppo TIM:
■ individua e aggiorna, in collaborazione con i Risk Owner , il portafoglio complessivo dei rischi ai quali è esposto il Gruppo mediante l’analisi del Piano Industriale e dei più significativi progetti di investimento;
■ monitora il contesto di riferimento (i.e. macroeconomico e regolatorio) al fine di aggiornare le analisi specifiche sui rischi a cui possono essere esposti gli asset aziendali, al fine di intercettare eventuali variazioni e/o nuovi scenari di rischio, aggiornando periodicamente il profilo di rischio del Gruppo;
■ valuta, ove possibile, i rischi con metodologie quantitative coerenti con la natura del rischio e con la disponibilità dei dati, sia singolarmente sia in ottica di portafoglio, tenendo conto delle possibili correlazioni e degli impatti potenziali sugli obiettivi di
Piano Industriale;
■ supporta il management nella definizione del Risk Appetite Framework , incluse le relative Risk Tolerance e, ove applicabile, soglie di early warning e stress level , preliminarmente validate dal Comitato Controllo e Rischi e successivamente approvate dal Consiglio di Amministrazione;
■ supporta il management e i Risk Owner nella definizione, nel monitoraggio e nel reporting dei Piani di Trattamento dei Rischi, verificandone lo stato di avanzamento e l’adeguatezza rispetto agli obiettivi di mitigazione e al mantenimento del rischio entro i limiti di accettabilità definiti ■ gestisce il flusso di informazioni verso il top management e gli organismi deputati alla valutazione del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi (SCIGR) con cadenza periodica o su espressa richiesta degli Organi di Controllo;
■ assicura il funzionamento periodico dello Steering Committee ERM , quale sede manageriale di confronto e coordinamento sui rischi di maggiore rilevanza, finalizzata a condividere il profilo di rischio rispetto alle soglie approvate, monitorare eventuali scostamenti e indirizzare le opportune azioni di trattamento;
■ rappresenta le risultanze delle valutazioni nel Risk Register e nella Mappa dei Rischi, quali strumenti di raccolta, tracciamento e monitoraggio dei principali rischi di Gruppo, inclusi i rischi provenienti da assessment verticali, dalle Società Controllate e dai principali processi aziendali.
Il processo ERM assicura inoltre il raccordo con le Società Controllate, secondo modelli di governance differenziati in funzione della rilevanza e dell’approccio adottato, al fine di garantire coerenza metodologica, consolidamento dei principali rischi a livello di Gruppo e monitoraggio delle eventuali azioni di trattamento definite.
A titolo non esaustivo, si richiamano di seguito i principali fattori di rischio analizzati e descritti nei successivi paragrafi: evoluzione del contesto geopolitico internazionale, di mercato e scenari competitivi per segmento di business , inclusi scenari di ingresso di Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Eventi successivi al 30 giugno 2026 36
potenziali nuovi competitors ; possibili procedimenti da parte delle Autorità e conseguenti ritardi nell’implementazione delle nuove strategie; potenziali criticità della catena di fornitura ulteriormente aggravate dal protrarsi dei conflitti in corso; possibili attacchi cyber sugli applicativi più rilevanti; tematiche connesse alla regolamentazione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale; problematiche connesse alle nuove reti e infrastrutture; adempimenti connessi all’esercizio dei Poteri Speciali da parte del Governo (Golden Power) con effetti da valutare in termini di scelte strategiche e di sviluppo temporale degli obiettivi di Piano.
Tali fattori di rischio, per ciascuna tematica giudicata rilevante dal punto di vista ESG - Environmental (ambiente), Social (società) e Governance -, sono descritti nell’ambito della Rendicontazione annuale di Sostenibilità redatta ai sensi del D. Lgs. 125/24.
Rischi relativi alle attività di business e del settore Rischi connessi alle dinamiche competitive Il mercato delle telecomunicazioni continua a mantenere un elevato livello di competizione, con una persistente pressione sui prezzi che genera una dinamica deflattiva che dura da oltre un decennio. Tale scenario comporta per il Gruppo TIM potenziali rischi di riduzione della propria quota di mercato e/o un impatto negativo sulla redditività.
L'integrazione tra Fastweb e Vodafone, che ha dato vita a un operatore di dimensioni comparabili a TIM, potrebbe modificare l’equilibrio competitivo, aumentando la concentrazione del mercato e riducendo la pressione sui prezzi in alcuni segmenti, ma al contempo intensificando la competizione per la conquista di clienti. Parallelamente, l’acquisizione di una partecipazione di controllo da parte di Poste Italiane introduce nuove dinamiche strategiche che potrebbero influenzare il posizionamento competitivo del Gruppo.
La competizione sul mercato delle telecomunicazioni è ulteriormente alimentata dall’ingresso di operatori non tradizionali, come le multiutility energetiche e assicurative, che propongono offerte integrate (connettività, luce, gas, assicurazioni), e dagli operatori satellitari a bassa orbita (LEO), in grado di offrire servizi broadband con prestazioni comparabili alle soluzioni terrestri.
In caso di disparità regolamentari tra operatori satellitari e terrestri, si potrebbe creare un rischio di concorrenza sleale a svantaggio di TIM. Inoltre, l’evoluzione verso modelli di connettività “ direct to cell ” via satelliti introduce un ulteriore rischio competitivo, ampliando le opzioni di accesso e riducendo le barriere all’ingresso per nuovi player globali.
Nel segmento mobile, la diffusione delle eSIM riduce le barriere al cambio operatore, aumentando la contendibilità del mercato e introducendo nuovi canali di accesso, anche tramite provider internazionali di travel eSIM . Inoltre, la strategia aggressiva di Iliad e la crescita degli operatori virtuali (MVNO) continuano a erodere quote di mercato degli operatori infrastrutturati, con impatti sui margini.
La diffusione del 5G richiede investimenti significativi e rapidità di adattamento, con potenziali impatti sulla redditività in caso di ritardi o inefficienze nell’implementazione, e significative differenze di copertura e offerta 5G rispetto ai diretti concorrenti.
L’aumento del traffico generato da OTT e applicazioni di intelligenza artificiale accentua la pressione sui costi infrastrutturali, richiedendo ulteriori investimenti per garantire capacità e qualità del servizio.
Oltre ai servizi tradizionali del core business , rimane rilevante la competizione nel mercato dei servizi innovativi e delle offerte convergenti, con estensione verso contenuti, che amplia opportunità e rischi per gli operatori digitali, cloud , IoT e Cyber Security .
L’operatività di TIM Brasil si svolge in un mercato delle telecomunicazioni caratterizzato da un elevato livello di competizione, con la presenza di più operatori mobili e broadband a copertura nazionale, player regionali e operatori virtuali (MVNO), oltre a fornitori di servizi digitali e OTT che offrono comunicazioni e contenuti alternativi.
L’inasprimento della concorrenza può determinare una pressione sui prezzi e sulle condizioni commerciali, con conseguente riduzione dei margini e della quota di mercato, nonché la necessità di sostenere maggiori investimenti in rete, marketing e innovazione per preservare il posizionamento competitivo, con potenziale impatto negativo sui risultati operativi e sui flussi di cassa della società.
Rischi connessi ad accordi con Fornitori e Partners Il Gruppo TIM intrattiene rapporti importanti con diversi fornitori di hardware , software e servizi di cui si avvale per il funzionamento della propria rete e dei propri sistemi e per l'assistenza ai clienti. Inoltre, si affida a terze parti per la fornitura di apparecchiature di rete, smart device , licenze software e accessori necessari per la propria attività.
Nel caso in cui uno o più fornitori del Gruppo TIM dovessero non essere in grado di fornire i prodotti e/o servizi richiesti, questo potrebbe influire sulla capacità del Gruppo di controllare completamente le proprie reti, offrire servizi di alta qualità e potrebbe comportare costi aggiuntivi con impatto negativo rilevante sull'attività, sulla situazione economico-finanziaria e/o sui risultati operativi.
Il Gruppo TIM si avvale inoltre di una serie di subappaltatori per la manutenzione della propria rete, la gestione dei propri call center e la fornitura, installazione e manutenzione dei terminali presso le abitazioni dei propri clienti. Pur operando con un numero limitato di subappaltatori che seleziona e monitora attentamente, non è sempre possibile garantire che i loro incarichi siano svolti correttamente e pienamente conformi agli standard di qualità e sicurezza richiesti o che gli incarichi non vengano ulteriormente assegnati a terzi appaltatori.
Nel caso in cui i prodotti hardware o software siano difettosi o i livelli di servizi erogati da terzi appaltatori non rispondano ai requisiti contrattuali o non siano eseguiti correttamente, i rapporti con i clienti e la reputazione del brand potrebbero risentirne.
Il Gruppo TIM ha stipulato contratti pluriennali per l’ospitalità e la gestione dei propri apparati di rete, per la distribuzione di contenuti televisivi che lo impegnano in alcuni casi a corrispondere alle controparti un importo minimo garantito. La valutazione di tali contratti pluriennali, e la stima dei costi ad essi associati, sono soggetti a una serie di rischi e incertezze che includono, tra gli altri, le dinamiche di mercato, i pronunciamenti delle autorità regolatorie del mercato e lo sviluppo di nuove tecnologie a supporto dei servizi. Tali stime sono riviste periodicamente sulla base di dati consuntivi al fine di garantire che i dati previsionali rimangano entro intervalli significativi. Non tutti i fattori citati sono sotto il controllo di TIM e potrebbero quindi avere un impatto significativo sulle previsioni future circa l'andamento dei contratti, il margine stimato e/o i flussi di cassa che saranno generati.
La politica di dazi introdotta dall’amministrazione americana e l’attuale contesto geopolitico caratterizzato del protrarsi dei conflitti in corso, aggrava una situazione già ritenuta critica per le supply chain del comparto ICT. Negli ultimi anni, così come fatto da altre aziende del settore, si è cercato di diversificare l’approvvigionamento anche su base geografica, tuttavia, le nuove tariffe rischiano Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Principali rischi e incertezze 37
di compromettere anche queste alternative, aumentando l'incertezza sia in termini di maggiori costi che di potenziali minori ricavi a causa della possibile contrazione della domanda.
Le tensioni nello scenario internazionale relative sia alle politiche commerciali americane che ai conflitti in essere potrebbero avere ripercussioni anche sui costi dell’energia che sono mitigati da TIM attraverso opportune strategie di copertura.
Assumono infine rilievo, anche in considerazione della normativa CSRD, i rischi connessi al rispetto dei diritti umani lungo la filiera, in quanto eventuali violazioni possono generare conseguenze legali, reputazionali e impatti operativi, incidendo sull’affidabilità del modello di business .
Rischi a seguito della cessione di NetCo FiberCop, a seguito della cessione della NetCo e il conseguente trasferimento dell’infrastruttura fissa, è diventato dal 1° luglio 2024 fornitore esclusivo all’ingrosso di connettività ADSL e FTTC, fornitore leader di connettività FTTH in Italia e il maggiore fornitore del Gruppo TIM.
Il Gruppo TIM e FiberCop hanno sottoscritto un Contratto di Servizio con cui hanno regolato i rapporti di fornitura reciproci. Ai sensi degli accordi, il Gruppo TIM acquista i servizi di accesso all'ingrosso di rete fissa da FiberCop per realizzare le proprie offerte fisse ai clienti al dettaglio.
Qualora i servizi di FiberCop non fossero adeguati o se FiberCop dovesse interrompere la fornitura di tali servizi, il Gruppo TIM potrebbe non essere in grado di fornire, in tutto o in parte, i servizi di rete fissa ai clienti privati e, di conseguenza, la domanda di prodotti e servizi potrebbe risentirne in modo significativo incidendo materialmente e negativamente sull’attività, sulla situazione finanziaria e sui risultati operativi.
Nel caso in cui FiberCop non riuscisse a sviluppare e mantenere la propria rete fissa, o subisse una grave interruzione, un rallentamento o un problema nella catena di fornitura, l’attività, la situazione finanziaria e i risultati operativi del Gruppo TIM potrebbero subire impatti anche significativi.
Rischi associati allo sviluppo delle reti e all’ICT Il Gruppo TIM, per mantenere ed espandere il portafoglio clienti in ognuno dei mercati in cui opera, mantiene e sviluppa costantemente le reti esistenti. Una rete affidabile e di alta qualità è necessaria per mantenere la base clienti proteggendo i ricavi dell’azienda da fenomeni erosivi.
Il mantenimento e il miglioramento delle strutture esistenti dipendono dalla capacità del Gruppo di:
■ realizzare i piani di sviluppo delle reti con il necessario livello di efficacia/efficienza e nei tempi previsti dai piani di sviluppo del
business ;
■ aggiornare le funzionalità delle reti per offrire ai clienti servizi sempre più vicini alle loro esigenze;
■ aumentare la copertura geografica dei servizi innovativi;
■ aggiornare la struttura dei sistemi e delle reti per adattarla alle nuove tecnologie;
■ sostenere nel lungo termine il necessario livello di investimenti;
■ espandere la capacità delle sue reti fisse e mobili esistenti per far fronte all'aumento dell'utilizzo della banda.
Se TIM non riuscisse a mantenere e sviluppare le reti, potrebbe essere meno attraente per i nuovi clienti e/o potrebbe perdere quote di mercato a favore dei concorrenti.
Imprevedibile aumento istantaneo del traffico Incrementi istantanei considerevoli e imprevedibili di traffico dovuti, ad esempio, a eventi live video trasmessi su rete da un OTT (Over The Top ), in alcuni casi potrebbero condizionare fortemente le prestazioni complessive della rete di TIM per tutta la durata del periodo dell’evento, provocando rallentamenti o momentanei degradi delle comunicazioni con conseguenze sulla reputazione e sulla soddisfazione del cliente.
Internet, banda larga e 5G Il continuo sviluppo dei servizi internet e broadband , costituisce per il Gruppo TIM un obiettivo strategico che punta ad aumentare l'utilizzo delle proprie reti. La sua capacità di implementare con successo questa strategia può essere influenzata negativamente se:
■ la copertura mobile a banda larga non cresce come previsto;
■ la concorrenza cresce fino ad includere attori di mercati contigui o sviluppi tecnologici che introducono nuove piattaforme per l'accesso e/o la distribuzione di Internet;
■ l’azienda non è in grado di fornire connessioni e servizi a banda larga superiori rispetto ai suoi concorrenti;
■ si verificano interruzioni del servizio o problemi di capacità con l'infrastruttura di rete;
■ si verificano ritardi nell'ottenimento dei necessari permessi e autorizzazioni;
■ si verificano shock di fornitura nell'approvvigionamento di materiale e dispositivi;
■ non si ottengono adeguati ritorni dagli investimenti relativi allo sviluppo della rete.
L'implementazione delle tecnologie mobili a banda larga dipende da una serie di fattori, tra cui la disponibilità e la selezione di tecnologie all'avanguardia da parte dei fornitori di reti/piattaforme e dispositivi di TIM. Se il Gruppo non riuscisse a raggiungere i suoi obiettivi per l'implementazione di una copertura mobile UBB ( Ultra Broadband ) adeguata, potrebbe perdere quote di mercato a favore dei suoi concorrenti in questo segmento strategicamente importante.
Ciascuno dei suddetti fattori può influire negativamente sulla corretta attuazione della strategia e, di conseguenza, sull'attività e sui risultati operativi.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Principali rischi e incertezze 38
Il mancato raggiungimento degli obiettivi di copertura e la mancata trasformazione tecnologica delle infrastrutture e delle piattaforme legacy può limitare l'offerta di connettività ad alta velocità, ridurre la qualità del servizio offerto con conseguenze sulla customer experience , sui flussi economici e sulla reputazione aziendale.
Asset e servizi ICT a supporto del Business Il mercato ICT ed in particolare il mercato dei servizi cloud sia nel segmento privato che in quello pubblico è in continua crescita.
Il Gruppo TIM detiene tra l’altro una quota del 45% nel Polo Strategico Nazionale (“PSN”), che si occupa della progettazione, predisposizione, allestimento e gestione delle infrastrutture per la fornitura di servizi e soluzioni cloud per le pubbliche amministrazioni locali e nazionali italiane.
Le strategie del Gruppo, come la realizzazione di nuove infrastrutture tecnologiche (i.e. Data Center ), la partnership con principali player mondiali ed il continuo impegno a gestire ed ampliare una serie di soluzioni innovative IT proprietarie, rappresentano asset a disposizione per l’esecuzione di una strategia di crescita in questo settore.
Il rapido tasso di innovazione tecnologico e la forte competizione sono le principali sfide che vanno indirizzate e gestite, in quanto rappresentano un rischio in termini di ricavi e margini, richiedendo un’attenta e tempestiva valutazione degli investimenti. Questo mercato, caratterizzato da una forte competizione, vede l’ingresso continuo di nuovi player nazionali ed internazionali, che si contendono quote di mercato modificando continuamente gli equilibri di questo settore con un possibile impatto sugli obiettivi di Piano del Gruppo TIM.
Rischi e sfide correlati all’implementazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale Il mercato dei servizi associati all’Intelligenza Artificiale (IA) è in forte sviluppo e TIM, che si pone a fianco di aziende e Pubblica Amministrazione (PA) quale abilitatore alla trasformazione digitale del Paese, ha realizzato a Torino un hub tecnologico per sviluppare e sperimentare ulteriori soluzioni IA, adottando un approccio etico e responsabile per gestire i nuovi rischi derivanti dell’integrazione ’dell’IA nei processi aziendali, quali ad esempio:
■ la conformità a leggi e regolamenti (i.e. regolamento europeo sull’intelligenza artificiale – EU AI Act);
■ la qualità dei dati ( big data e data analytics );
■ l’infrastruttura tecnologica e la sua interoperabilità con i sistemi.
Per affrontare questa sfida TIM sta gestendo i rischi correlati all'utilizzo di soluzioni e sistemi IA quali:
■ violazione del rispetto di leggi e regolamenti ( compliance );
■ violazione della privacy e della sicurezza dei dati;
■ discriminazione contro l'individuo o le persone (equità nel trattamento dei gruppi di persone);
■ effetti di distorsione prodotti dai sistemi di IA;
■ sostenibilità degli investimenti in IA;
■ cyber security .
Gli effetti potenziali associati ai fattori di rischio identificati hanno rilevanti impatti economici, legali e reputazionali sull’azienda. Al fine di mitigare tali possibili impatti, TIM ha scelto di adottare una governance centralizzata costituendo un team multifunzionale in cui convergono competenze trasversali.
In un contesto tecnologico in rapida evoluzione, la mancata allocazione tempestiva ed efficace di investimenti in soluzioni di intelligenza artificiale, insieme al disallineamento rispetto ai principali trend evolutivi del settore, può compromettere la competitività dell’azienda e generare ricadute negative sulla sua reputazione.
La gestione dei rischi connessi all’Intelligenza Artificiale è raccordata al framework ERM di Gruppo e alle policy aziendali applicabili, con particolare riferimento alla classificazione degli use case , alla valutazione dei rischi operativi, legali, reputazionali, cyber e di compliance e al relativo monitoraggio nell’ambito dei flussi di governance previsti.
Rischi di Cyber Security Il rischio cyber è un fenomeno in crescita a livello mondiale e come tale richiede un costante presidio da parte di TIM, dato l’ingente patrimonio di asset informatici che l’azienda gestisce sia in termini di proprie infrastrutture di telecomunicazioni, sia in termini di asset necessari all’erogazione di servizi alla clientela, alcuni dei quali, essenziali, rientranti nella normativa in materia di Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica.
Attacchi cyber possono interrompere la disponibilità del servizio e compromettere i dati, mettendo a rischio la reputazione dell'azienda come fornitore di infrastrutture nazionali critiche oltre che generare perdite finanziarie, riduzione della quota di mercato e sanzioni regolatorie.
Nonostante gli sforzi per mantenere costantemente aggiornati i propri applicativi e sostituire i sistemi obsoleti, gli stessi potrebbero essere vulnerabili e soggetti ad attacchi informatici provenienti da fonti interne ed esterne, che potrebbero causare indisponibilità del servizio e compromettere i dati, ponendo un rischio significativo per la reputazione del Gruppo.
L’azienda opera per prevenire e limitare l’impatto degli attacchi informatici, ma non è possibile garantire una protezione assoluta.
Alla luce di queste considerazioni, particolare impulso è stato dato alla protezione dei sistemi dalle principali minacce (ad esempio:
virus , malware , furto di dati). Rispetto all’ampia tassonomia degli attaccanti ( Cyber-Criminals , Cyber-Terrorists , Insiders , ecc.) l’attività è condotta dal Gruppo non solo a salvaguardia delle proprie infrastrutture ma, in uno spirito di forte responsabilità, anche nei confronti del patrimonio informativo della clientela, e dei servizi essenziali che rappresentano un target prioritario per l’azienda e per il sistema paese.
Per quanto riguarda la fase di prevenzione, il Gruppo presidia le analisi di rischio cyber definendo i piani di sicurezza per gli asset informatici dell’azienda, allo scopo di identificare preventivamente le azioni necessarie alla mitigazione del rischio cyber e di Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Principali rischi e incertezze 39
garantire l’adozione di un approccio di security by design , provvedendo anche al monitoraggio dei piani delle suddette azioni e alle verifiche di effettiva applicazione in campo.
Il Gruppo ha, inoltre, predisposto avanzati laboratori di sperimentazione per testare il livello di sicurezza degli apparati e dei sistemi prima che vengano rilasciati in esercizio e ambienti isolati dedicati alla individuazione di possibili vulnerabilità nei prodotti hardware e software impiegati.
Per quanto riguarda la fase di identificazione e reazione rispetto ad attacchi cyber , il Security Operation Center (SOC), opera h24 per 365 giorni l’anno, allo scopo di gestire incidenti di sicurezza informatica così da contribuire a contenerne gli impatti. Inoltre, al fine di mitigare parzialmente eventuali impatti economico-finanziari derivanti da attacchi informatici, il Gruppo TIM ha strutturato una specifica policy di trasferimento del rischio attraverso coperture assicurative dedicate.
Per quanto riguarda la comprensione e la prevenzione delle minacce cyber TIM è dotata di una struttura dedicata di C yber Threat Intelligence che acquisisce, elabora e utilizza dati e informazioni provenienti da molteplici fonti esterne (pubbliche, private, istituzionali e del deep e dark web ) per innalzare la sua capacità di identificazione e contrasto tempestivo delle minacce emergenti e delineare scenari evolutivi di rischio e minaccia.
In questo contesto si inseriscono gli scambi informativi e la collaborazione con l’Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale (ACN) e le altre istituzioni (es. Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche - CNAIPIC).
Il Gruppo TIM continua ad agire in coordinamento con l’Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale (ACN) e, in particolare, dato il contesto geopolitico e a seguito dell'evoluzione degli scambi informativi a livello europeo e della NATO, ha innalzato il livello di allerta in relazione al rischio cyber .
L’impossibilità di gestire le reti e i sistemi del Gruppo TIM a seguito di attacchi informatici, anche per un periodo di tempo limitato, potrebbe comportare spese significative, una perdita di quote di mercato, minori ricavi derivanti dall’interruzione dell’attività e maggiori costi per contenziosi. Un grave incidente di sicurezza e/o un’interruzione dell’attività e/o la mancata conformità a leggi e regolamenti applicabili, potrebbero comportare perdite finanziarie, danni alla reputazione, perdita di quote di mercato e sanzioni.
Poiché gli attacchi informatici continuano ad evolversi, il Gruppo TIM potrebbe sostenere costi significativi per migliorare le misure di protezione e/o per porre rimedio a qualsiasi vulnerabilità. La perdita di dati riservati o proprietari attraverso una violazione potrebbe avere un effetto negativo materiale sull’attività, sulla situazione finanziaria, sui risultati operativi e sulle prospettive del Gruppo TIM.
Rischi di continuità di business Il successo del Gruppo TIM dipende in gran parte dalla continua performance dei propri sistemi IT, della rete e dei Data Center che gestisce per i clienti. Le operazioni del Gruppo richiedono l'elaborazione e l'archiviazione quotidiana di grandi quantità di dati, garantendo trasmissione e archiviazione ininterrotta, accurata, disponibile in tempo reale e sicura, in conformità con le leggi vigenti.
L'infrastruttura tecnica di TIM e gli asset gestiti per conto dei clienti sono vulnerabili a danni o interruzioni causati da guasti tecnologici, blackout , alluvioni, tempeste, incendi, atti terroristici, illeciti, errori umani e simili. Ognuno di questi eventi potrebbe influire negativamente sulla soddisfazione dei clienti, danneggiando la reputazione dell’azienda.
TIM ha adottato un framework di “Business Continuity Management System” (BCMS), in linea con gli standard internazionali rispetto ai quali ha conseguito e mantiene la certificazione ISO22301, per analizzare e prevenire le minacce sopra indicate e considera la Business Continuity un elemento fondamentale per la tutela del valore e della reputazione del Gruppo, per l’erogazione dei propri servizi e per il pieno rispetto di quanto definito dai contratti con la clientela, dalla normativa di settore e, più in generale, dalle metodologie e dalle best practice di riferimento.
TIM ha inoltre posto in essere un programma assicurativo a copertura dei rischi di Business Interruption con riferimento alle attività svolte nei Data Center del Gruppo.
Rischi di frodi Il progresso tecnologico mette a disposizione strumenti e tecniche di perpetrazione di frodi e abusi sempre più sofisticati e caratterizzati da rapidità di esecuzione ed elevati impatti economici.
Fenomeni “tradizionali” quali le frodi da sottoscrizione, interconnessione e commerciali generano oggi la quota maggiore di revenue loss e continueranno ad essere significativi nel prossimo futuro, ma nuove tipologie di frodi telematiche hanno progressivamente acquisito maggior rilievo ( spamming/phishing , service reselling , VoIP bypass, ecc.). Inoltre, alcune specifiche tipologie di servizi offerti (es. servizi wholesale di interconnessione internazionale, voce o dati, servizi Premium) si prestano al rischio potenziale di utilizzo da parte di terze parti per la costruzione di schemi di transazione fittizie, asservite a illeciti di tipo fiscale e/o di riciclaggio internazionale.
Il Gruppo TIM si è da tempo dotato di un modello organizzativo articolato su un presidio di governance dei fenomeni fraudolenti che prevede al suo interno un’attività di fraud risk assessment che contribuisce, in sinergia con le evidenze di gestione delle frodi esterne ed interne, alla identificazione, pianificazione e monitoraggio del presidio operativo della prevenzione e del contrasto delle frodi. TIM ha inoltre posto in essere un programma assicurativo che prevede la copertura di alcune fattispecie di rischi frode.
Rischi correlati ai cambiamenti climatici Gli eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico rappresentano un rischio per TIM in quanto possono incidere sulla continuità operativa dei servizi e sull’integrità delle infrastrutture, generando costi aggiuntivi connessi ai danni agli asset e alle interruzioni del servizio. A tal riguardo TIM ha posto in essere un programma assicurativo specifico a copertura dei rischi naturali-
catastrofali. Parallelamente, l’evoluzione della normativa in ambito energetico può comportare un aumento dei costi per l’acquisto di energia rinnovabile e maggiori oneri di conformità ambientale, con potenziali impatti sulle performance economiche del Gruppo.
Rischi connessi all’engagement del personale La capacità di attrarre e trattenere personale qualificato e motivato è un fattore chiave per garantire il perseguimento degli obiettivi strategici ed assicurare al contempo livelli elevati di servizio e di soddisfazione dei clienti. Le disuguaglianze di genere e la mancanza di trasparenza nei sistemi retributivi, nei percorsi di carriera e nell’accesso ai ruoli di responsabilità possono ostacolare l’attrazione e la fidelizzazione dei talenti e generare rischi reputazionali.
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In tale ottica, il Gruppo TIM conferma la propria attenzione verso i temi di pari opportunità e di inclusione per ridurre il rischio di disuguaglianze di genere in termini di retribuzione, posizioni di responsabilità e percorsi di carriera con conseguenze sull'attrazione e la fidelizzazione dei talenti.
Rischi finanziari
Il Gruppo TIM è esposto a diverse tipologie di rischi di natura finanziaria, come i rischi derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di interesse, dei tassi di cambio e dei prezzi delle commodities , il rischio di credito, il rischio di liquidità e i rischi legati all’andamento in generale dei mercati azionari di riferimento e, più specificamente, i rischi legati all’andamento della quotazione delle azioni di TIM S.p.A. e delle società del Gruppo TIM.
Il Gruppo TIM è esposto al rischio di tasso di interesse su quella parte del debito netto consolidato che è soggetta ad indicizzazione a tassi variabili. La decisione di mantenere una certa struttura di debito a tasso fisso e variabile ha come obiettivo la minimizzazione dell’impatto negativo degli interessi pagati e viene parzialmente realizzata attraverso l’impiego di strumenti derivati tramite cui le passività a tasso variabile sono convertite sinteticamente in strumenti a tasso fisso. Qualsiasi variazione dei tassi di interesse che non sia stata adeguatamente coperta da contratti derivati può comportare un impatto sul profilo economico delle passività finanziarie a tasso variabile di TIM, il che può avere effetti negativi sui risultati delle sue operazioni e sui flussi finanziari.
In generale, TIM copre l'esposizione in valute estere, ma non il rischio di traslazione relativo alle sue controllate estere. Tuttavia, a partire dall’esercizio 2024, si è deciso di effettuare la copertura di parte dell’esposizione alle fluttuazioni del tasso di cambio Euro – Dollaro e Euro - Real brasiliano in modo da mitigare l’effetto della volatilità a livello di Equity Free Cash Flow Consolidato di Gruppo.
Va evidenziato che, ciò nonostante, tali coperture realizzate potrebbero non riuscire a proteggere completamente il Gruppo da movimenti avversi del tasso di cambio.
Secondo le policy di Gruppo, la copertura dell'esposizione in valute estere è obbligatoria quando relativa alle passività finanziarie.
Pertanto, le società consolidate che si finanziano in valute diverse da quelle di conto del proprio Bilancio generalmente coprono tale esposizione al rischio di cambio attraverso cross-currency e interest rate swap .
Un aumento degli spread sovrani, e del rischio di default che essi riflettono, nei paesi in cui il Gruppo TIM opera, può incidere sul valore delle sue attività in tali paesi.
Il Gruppo è esposto all’andamento del prezzo dell’energia che viene acquistata per il normale corso del business . La volatilità del prezzo risente sia delle condizioni generali di offerta che del contesto geo-politico ed ambientale. La valutazione del rischio energy e delle relative strategie di copertura è svolta in coerenza con le policy aziendali applicabili e con il framework ERM di Gruppo, anche al fine di monitorare l’esposizione rispetto agli scenari di volatilità dei prezzi e agli impatti potenziali sugli obiettivi economico-
finanziari. Tali strategie possono includere, tra l’altro, energy swap , altri strumenti derivati su commodity energetiche, contratti di fornitura a prezzo fisso o indicizzato, Power Purchase Agreement (PPA) e ulteriori strumenti contrattuali o finanziari idonei a mitigare l’esposizione del Gruppo alle oscillazioni dei prezzi energetici.
In particolare, per mitigare il rischio di liquidità, il Gruppo TIM ha l’obiettivo di mantenere un “adeguato livello di flessibilità finanziaria”, in termini di disponibilità liquide e linee di credito sindacate committed , che consenta la copertura delle esigenze di rifinanziamento almeno dei successivi 12-18 mesi.
Inoltre, TIM potrebbe essere esposta a rischi finanziari come quelli legati all'andamento dei mercati azionari in generale e, più specificamente, rischi legati all'andamento del prezzo delle azioni delle società del Gruppo TIM.
Tali rischi possono impattare negativamente i risultati e la struttura finanziaria del Gruppo. Pertanto, per la loro gestione, il Gruppo TIM ha definito, a livello centralizzato, le linee guida alle quali deve essere ispirata la gestione operativa, l’individuazione degli strumenti finanziari più idonei a soddisfare gli obiettivi prefissati e il monitoraggio dei risultati conseguiti.
Rischio credito commerciale L'operatività del Gruppo TIM dipende in misura significativa dalla capacità dei propri clienti di pagare i propri servizi. Sul mercato domestico TIM utilizza modelli analitici predittivi sia per la valutazione del rischio di credito dei clienti, sia per l’applicazione delle azioni di gestione e recupero dei crediti in coerenza con quanto previsto dalle condizioni contrattuali e dalle normative vigenti, al fine di intervenire tempestivamente per massimizzare gli incassi.
In Brasile, ai sensi della normativa ANATEL, il Gruppo TIM è autorizzato ad adottare alcune misure per ridurre le inadempienze dei clienti, come ad esempio limitare i servizi forniti ai clienti con una storia di inadempienze.
Qualora il Gruppo TIM non sia in grado di adottare misure per limitare i mancati pagamenti dei propri clienti o che gli consentano di accettare nuovi clienti sulla base della storia creditizia, il Gruppo TIM rimarrà soggetto alle relative perdite da inesigibilità.
Rischi connessi ai fattori macroeconomici La situazione economico-finanziaria del Gruppo TIM, ivi compresa la sua capacità di sostenere il livello atteso dei flussi di cassa e la marginalità del business , dipende dall’influenza di molteplici fattori macroeconomici come la crescita economica, la fiducia dei consumatori, i tassi di interesse, l’inflazione e i tassi di cambio dei mercati in cui è presente.
Lo scenario attuale presenta un’elevata e persistente volatilità a causa delle evoluzioni del contesto geopolitico, caratterizzato da conflitti in atto, tensioni e politiche commerciali protezionistiche che si riflettono sulle prospettive di crescita internazionali, rendendo estremamente cauti gli istituti di previsione.
Secondo la “Nota ISTAT sull'andamento dell'economia italiana” pubblicata il 10 luglio 2026, nel primo trimestre dell’anno l’economia italiana ha mostrato capacità di tenuta, nonostante l’incertezza del quadro internazionale, crescendo dello 0,3% rispetto al trimestre precedente a fronte di una flessione dello 0,2% dell’area euro. Tra maggio e giugno la congiuntura economica mostra alcuni segnali di attenzione: in lieve diminuzione la produzione industriale e il numero di occupati a maggio, mentre le stime preliminari dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) mostrano un aumento del +3,1% su base tendenziale a giugno, che supera per la prima volta, da ottobre 2023, l’inflazione della media dell’area euro. Questo quadro appare coerente con le previsioni contenute nella “Nota sull’andamento e prospettive dell’economia italiana”, pubblicata dall’ISTAT il 5 giugno 2026, che stimano una crescita del PIL del +0,7% sia per il 2026, sia per il 2027. In particolare, si evidenzia una forte decelerazione degli investimenti (+3,5% nel 2025, +2,2% nel 2026, +0,5% nel 2027) anche per effetto del progressivo ridimensionamento degli stimoli pubblici legati al PNRR e del rialzo dei tassi di interesse.
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Le “Proiezioni macroeconomiche per l'economia italiana” delineate dalla Banca d'Italia il 12 giugno mostrano una crescita più contenuta per il biennio 2026-2027 (rispettivamente, +0,5% e +0,4%), ed una ripresa nel 2028 (+0,9%). La Banca d’Italia evidenzia inoltre che, a seguito delle revisioni dei conti ISTAT diffuse a maggio, la crescita per il 2026 potrebbe collocarsi al +0,6%, beneficiando di una migliore dinamica dei consumi e delle esportazioni. Sul fronte dei prezzi, si prevede un innalzamento del tasso di inflazione nel 2026 (+3,1%) a causa del temporaneo rincaro dei beni energetici, per poi attestarsi al 2,0% nel 2027 e all’1,9% nel 2028.
Nel primo trimestre del 2026, l'economia del Brasile ha registrato un’accelerazione superiore alle attese. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è cresciuto dell’1,1% su base congiunturale, un risultato positivo se confrontato con il +0,3% del trimestre precedente, che ha spinto il Banco Central a rivedere al rialzo le stime di crescita per l'intero anno 2026, portandole dall’1,6% al 2,0%. Parte della crescita registrata nel trimestre si deve anche alla ripresa dei consumi delle famiglie sostenuti da misure di stimolo fiscale e creditizio. L’aumento dei prezzi dei prodotti energetici ha contribuito a determinare una crescita dell’indice nazionale dei prezzi IPCA a valori superiori a quelli dei primi mesi dell’anno (+4,72% a maggio). Tuttavia, si apprezza una lieve decelerazione nell’ultima rilevazione di giugno (+4,64%) Le ultime proiezioni del Banco Central indicano un’inflazione a fine 2026 pari a +5,2%, in aumento rispetto al valore di chiusura del 2025 (+4,3%).
Incertezza geopolitica
L’incerto sviluppo del conflitto in Medio Oriente, che alterna ipotesi di risoluzione della crisi a fasi di ripresa degli scontri, rende estremamente volatili i prezzi delle materie prime e rischia di tradursi in rincari marcati e duraturi dei prezzi energetici. Inoltre, potrebbe generare ricadute persistenti sulle catene di approvvigionamento di input ad alta intensità energetica che transitano abitualmente nella regione. A questo si aggiungono gli effetti del conflitto nel quadrante russo-ucraino che complicano ulteriormente il quadro geopolitico.
Parallelamente, nonostante alcuni aggiustamenti e accordi bilaterali, permangono criticità in termini di dazi e restrizioni che possono essere utilizzati anche come leve di pressione economica. Le evoluzioni in atto del quadro geopolitico hanno prevalentemente un impatto indiretto sul business del Gruppo TIM principalmente in funzione delle ripercussioni che possono aversi sui costi per l’energia, i materiali e i trasporti che non hanno finora evidenziato impatti rilevanti, ma potrebbero rivelarsi più significativi in caso di un peggioramento della situazione in essere. Vanno anche valutati i possibili effetti di una maggiore inflazione nel breve e medio termine nonché la volatilità dei mercati finanziari e dei tassi di cambio che potrebbero determinare condizioni di finanziamento più stringenti.
Quale operatore di infrastruttura critica, devono essere valutati inoltre gli effetti che potrebbero interessare il Gruppo TIM in termini di sicurezza fisica e cibernetica e considerare la possibilità che attacchi informatici possano colpire le infrastrutture e i dati dell’azienda o dei suoi clienti, nonché un aumento della probabilità di una interruzione delle catene di approvvigionamento.
Rischio pandemico
Sebbene il Covid-19 sembra essere stato superato, non si può escludere la possibilità che si verifichino nuovi scenari pandemici dovuti all’emergere di varianti o nuovi agenti patogeni. Tali eventi potrebbero avere impatti significativi sull'operatività del Gruppo TIM come una riduzione dei volumi di traffico internazionale, una crescita più contenuta della base clienti, un possibile aumento dei crediti non recuperabili e difficoltà nella manutenzione della rete e nella gestione della catena di fornitura. Tutto ciò si rifletterebbe su margini e ricavi, con potenziali ritardi nei flussi di cassa e una generale pressione sui risultati economico-finanziari.
Rischi relativi al contesto legislativo e regolatorio Il Gruppo TIM può essere esposto a rischi di non conformità (Rischi di Compliance), derivanti dall’inosservanza/violazione della normativa esterna (leggi, regolamenti, nuovi principi contabili, provvedimenti delle autorità) e interna (c.d. autoregolamentazione come, ad esempio, statuto e codice etico), con conseguenti effetti sanzionatori di natura giudiziaria o amministrativa, perdite finanziarie o danni reputazionali.
L'azienda ha come obiettivo la compliance dei processi, e quindi delle procedure e dei sistemi informativi che li regolano, e dei comportamenti aziendali rispetto alle normative di riferimento. Il rischio è associato agli eventuali ritardi temporali necessari a rendere compliant i processi rispetto all’evoluzione normativa o qualora sia rilevata una mancanza di conformità ed è monitorato tramite il sistema dei controlli interni allo scopo predisposto.
Il Gruppo TIM deve affrontare controversie e contenziosi con autorità fiscali e di governo, autorità di regolamentazione, autorità garanti della concorrenza, altri operatori di TLC ed altri soggetti. I possibili impatti di tali procedimenti sono generalmente incerti.
Questi temi potrebbero, singolarmente o nel loro insieme, in caso di soluzione sfavorevole per il Gruppo, avere un effetto negativo anche significativo sui risultati operativi, sulla situazione finanziaria e sui flussi di cassa.
Il Gruppo TIM può inoltre essere esposto a rischi di non conformità ESG derivanti dal mancato rispetto delle norme anticorruzione, antitrust , degli standard etici e degli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità, con possibili sanzioni, responsabilità legali, limitazioni operative e impatti negativi su competitività e reputazione.
Rischi di natura regolatoria Il settore delle comunicazioni elettroniche è fortemente regolamentato. In tale contesto, nuove decisioni da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) possono determinare cambiamenti nel quadro delle regole che possono incidere sui risultati attesi del Gruppo e sulle guidance comunicate al mercato. Inoltre, la struttura dei mercati fissi e mobili comporta un’elevata attenzione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sulle dinamiche competitive del settore.
I principali elementi che introducono incertezza sono i seguenti:
■ mancanza di prevedibilità nei tempi di avvio e nelle conseguenti decisioni finali di nuovi procedimenti sia da parte di AGCOM che di AGCM;
■ eventuali decisioni AGCOM circa politiche tariffarie, per i servizi all’ingrosso di rete fissa, con potenziale impatto sulla marginalità dei servizi erogati ai clienti finali;
■ eventuali decisioni AGCOM che possano condizionare le scelte tecnologiche, con potenziale impatto sui tempi di ritorno degli
investimenti infrastrutturali;
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■ eventuali decisioni AGCM che possano limitare la capacità competitiva di TIM (ad esempio, in termini di livello minimo dei prezzi retail per garantirne la contendibilità di un mercato);
■ eventuali decisioni AGCOM o AGCM che impongano vincoli sul pricing o sulle condizioni delle offerte fisse e mobili sulla base della normativa a tutela dei consumatori.
General Data Protection Regulation (GDPR) Il Regolamento UE 2016/679 ( General Data Protection Regulation , GDPR), diventato direttamente applicabile a partire dal 25 maggio 2018 e recepito nell’ordinamento italiano tramite il D.Lgs. n. 101/2018 rispetto al previgente Codice Privacy prevede tra l’altro un forte inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie, che per alcune fattispecie di violazioni possono essere irrogate fino a 20 milioni di euro, o per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell'esercizio precedente, se superiore.
Al fine di garantire nel Gruppo TIM la conformità dei trattamenti dei dati personali al GDPR ed al Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196), vengono adottate tutte le necessarie iniziative.
I processi operativi della Società sono stati adeguati secondo il principio della privacy-by-design , con particolare attenzione ai processi commerciali, di relazione con il cliente e quelli tecnologici, adottando le modalità definite dalla normativa aziendale dedicata all’applicazione del GDPR ed ai provvedimenti dell’autorità Garante della protezione dei dati personali. I trattamenti di dati personali, che presentano particolari rischi, sono sottoposti a valutazione preventiva di impatto privacy (PIA) secondo le indicazioni del European Data Protection Board (EDPB), sono oggetto di censimento e le relative responsabilità vengono attribuite all’opportuno livello manageriale della organizzazione della società, come previsto dal Codice Privacy in applicazione del principio di accountability fissato dal GDPR.
Il Gruppo TIM monitora costantemente l'evoluzione normativa, i provvedimenti e i pareri adottati dal Garante per la Protezione dei Dati Personali (GPDP), adotta tutte le iniziative necessarie per adempiere al rispetto delle predette disposizioni ed effettua controlli sui processi/attività ritenute maggiormente a rischio.
Tuttavia, anche da un punto di vista ESG, il rischio di carenze nell'attuazione delle misure di sicurezza, nell'adempimento dei requisiti legali sul trattamento dei dati, nell'applicazione delle norme sulla conservazione dei dati, nella notifica delle violazioni dei dati entro i ristretti tempi obbligatori potrebbe portare a contenziosi con l'autorità per la protezione dei dati e a sanzioni. Inoltre, il rischio di violazione dei dati personali può portare a contenziosi con gli interessati e danni reputazionali, con ripercussioni sulla attività e i risultati operativi del Gruppo.
Salute e sicurezza sul lavoro L'azienda affronta diversi rischi legati alla salute e sicurezza sul luogo di lavoro che potrebbero avere impatti significativi. Questi includono la possibilità di infortuni causati da condizioni di lavoro non sicure o da incidenti imprevisti, nonché il rischio di malattie professionali dovute a esposizioni a sostanze nocive o stress lavorativo. Inoltre, esiste il rischio di non conformità alle normative di salute e sicurezza, che potrebbe comportare sanzioni legali e danni alla reputazione dell'azienda. Gli incidenti e le malattie sul lavoro possono portare a interruzioni dell'attività lavorativa, riducendo l'efficienza operativa e aumentando i costi. Vi è anche il rischio di affrontare significativi costi di risarcimento in caso di infortuni o malattie legate al lavoro.
Per mitigare tali rischi, l'azienda assicura il rispetto delle previsioni legislative in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Ciò include la valutazione dei rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori con l'obiettivo di ridurli progressivamente al minimo e la predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi. L'azienda adotta principi, standard e soluzioni mirati a conseguire “zero infortuni sul lavoro”, implementando misure di prevenzione e verificandone l'adeguatezza ed efficacia.
La sensibilizzazione e il coinvolgimento dei dipendenti nelle politiche e obiettivi di salute e sicurezza, insieme alla formazione e informazione sui rischi e sulle misure di controllo adottate, sono considerati strumenti fondamentali di mitigazione di tale rischio.
Golden Power
L’emanazione dei Decreti cosiddetti “Golden Power”, con riferimento in primis al D.L. n. 21/2012, finalizzati all’attribuzione allo Stato dei poteri speciali sugli assetti societari nei settori della Difesa e della Sicurezza Nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica, nello specifico settore delle Telecomunicazioni, incide nella relazione pubblico-privato, arricchendo il valore degli asset tecnologici e dei servizi inclusi nel perimetro Golden Power in ragione della finalità istituzionale perseguita. Ciò potrebbe, da un lato, limitare l'autonomia di TIM nello svolgimento della propria attività nell'ambito dei servizi strategici, ma dall'altro, TIM, in quanto operatore strategico, può garantire vantaggi ai propri azionisti rendendo più complesso un eventuale cambio di quote di controllo, tutelando così gli investimenti e garantendo un più elevato livello di sicurezza degli asset e dei servizi strategici.
In sintesi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il provvedimento del 28 settembre 2017 ha stabilito che la Società è soggetta agli obblighi di cui al D.L. n. 21/2012 (cosiddetto “Decreto Golden Power”, recante norme in materia di poteri speciali), in quanto
impresa che:
■ svolge “attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale” (come da art. 1 del D.L.) e ■ detiene reti e impianti “necessari ad assicurare l’approvvigionamento minimo e l’operatività dei servizi pubblici essenziali”, beni e rapporti “di rilevanza strategica per l’interesse nazionale” nel settore delle comunicazioni (come da art. 2 dello stesso D.L.).
La mancata osservanza di tali obblighi determina, salvo che il fatto costituisca reato, l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie fino al doppio del valore dell'operazione e comunque non inferiori all’ 1% del fatturato d’impresa o del fatturato cumulato delle imprese coinvolte nell’ultimo esercizio per il quale sia stato approvato il bilancio.
L’architettura normativa relativa a TIM ha comportato nel 2017 l’emanazione dei D.P.C.M. 16 ottobre e 2 novembre.
Con il provvedimento del 16 ottobre 2017, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri speciali previsti dall’articolo 1 del D.L. n. 21/2012 mediante l’imposizione di specifiche prescrizioni e condizioni gravanti su TIM e sulle società controllate Telecom Italia Sparkle e Telsy. Si tratta di misure, tra l'altro, in ambito governance aziendale e di organizzazione; in particolare, è imposto l’obbligo di assicurare la presenza nei Consigli di Amministrazione di un Consigliere Delegato alla Sicurezza – figura attualmente coincidente con quella dell'Amministratore Delegato – (con cittadinanza italiana e munito di abilitazione di sicurezza) nonché la costituzione di una Organizzazione di Sicurezza. Quest’ultima, diretta dal Funzionario alla Sicurezza, è preposta alle attività rilevanti per la sicurezza nazionale ed è coinvolta in tutti i processi decisionali afferenti ad attività strategiche e alla rete.
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Con provvedimento del 2 novembre 2017 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha altresì esercitato i poteri speciali previsti dall’articolo 2 del D.L. 21/2012, mediante l’imposizione a TIM di ulteriori prescrizioni e condizioni con l'obiettivo di assicurare adeguati piani di sviluppo, atti a garantire la continuità della fornitura del servizio universale.
Relativamente al DPCM 16 ottobre 2017 lo stesso è stato modificato dal DPCM 20 giugno 2025 come di seguito rappresentato:
■ relativamente alla nomina del Funzionario alla Sicurezza, all’art. 1 comma 1 lettera a) punto 3 è stato eliminato il periodo “scelto in una terna di nominativi proposti dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Presidenza del Consiglio
dei ministri”;
■ è stato abrogato l’art 1 comma 1 lettera a) punto 16 che prevedeva l’obbligo del possesso della sola cittadinanza italiana per la nomina dei dirigenti apicali.
Inoltre, si notifica che il DPCM 4 agosto 2025 ha autorizzato la cessione del 100% del capitale sociale di Sparkle, subordinatamente al rispetto di specifiche condizioni e prescrizioni.
In caso di inadempimento o violazione delle prescrizioni e condizioni imposte dai due D.P.C.M. del 2017 e successive modificazioni, è prevista l’applicazione delle sanzioni di cui al D.L. n. 21/2012 sopra menzionate.
Il dettato governativo è successivamente evoluto attraverso il D.L. n. 21/2022 ("Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina"), convertito con modificazioni dalla L. n. 51/2022, che ha introdotto novità sia in tema di gestione societaria che di servizi di comunicazione basati su tecnologia 5G.
Con riguardo a tale ultima tematica, con tale Decreto il legislatore ha rinnovato la forte attenzione al tema del 5G, in quanto attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale, estendendo l’ambito di riferimento dalle forniture extra UE prese a riferimento dalla precedente Legge n. 41 del 2019 a qualunque fornitura relativa al 5G, indipendentemente dall’appartenenza geografica del fornitore, e ha ridefinito i poteri speciali dello Stato.
In particolare, il Decreto ha introdotto a carico delle imprese l’obbligo di notifica preventiva alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di un Piano annuale di acquisti di beni e servizi in tecnologia 5G, con possibilità di apportare aggiornamenti con cadenza quadrimestrale.
Il Piano è soggetto all’approvazione del Governo, eventualmente con imposizione di prescrizioni o condizioni; l’omessa notifica comporta per l’impresa una sanzione fino al 3% del proprio fatturato.
In relazione ai Piani annuali presentati da TIM nel 2022 e nel 2023 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri speciali previsti dall’art. 1-bis del D.L. 21/2012, mediante l’imposizione di specifiche prescrizioni al fine di tutelare gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale.
Il piano 5G 2024 presentato all’Autorità ad agosto è stato approvato senza prescrizioni. Il piano 5G 2025 è stato presentato all’Autorità il 25 luglio 2025 ed approvato con prescrizioni con DPCM 2 ottobre 2025.
Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica Nel quadro delle disposizioni in materia di Sicurezza Nazionale, alla normativa Golden Power si è affiancata quella relativa al Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica (PSNC), istituita con la L. n. 133/2019, di conversione del D.L. n. 105/2019.
L’impianto normativo in materia si fonda su tre elementi, disciplinati attraverso i successivi Decreti attuativi, che costituiscono altrettanti obblighi per TIM nella veste di operatore strategico: l’adozione di misure di sicurezza volte a garantire elevati livelli di sicurezza dei beni ICT, l’affidamento sicuro delle forniture ICT e la notifica degli incidenti di sicurezza.
Il rispetto degli obblighi imposti dalla normativa sul PSNC determina, per TIM, un impatto in termini organizzativi e di processi operativi, in linea con i vincoli della norma tesi ad garantire un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici di amministrazioni pubbliche, enti e operatori pubblici e privati con una sede in Italia, in considerazione del fatto che da tali elementi dipende la prestazione di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato e dal cui malfunzionamento, interruzione, anche parziali, ovvero utilizzo improprio, può derivare un pregiudizio per la sicurezza nazionale.
La mancata osservanza degli obblighi normativi in ambito PSNC a carico di TIM comporta sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 1,8 milioni di euro. Inoltre, l’impiego di prodotti e di servizi in assenza delle previste comunicazioni alle Autorità preposte, ovvero del superamento dei test o in violazione delle condizioni stabilite può comportare l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria della incapacità ad assumere incarichi di direzione, amministrazione e controllo nelle persone giuridiche e nelle imprese, per un periodo di tre anni a decorrere dalla data di accertamento della violazione. Infine, è punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque fornisce informazioni, dati o elementi di fatto non rispondenti al vero per ostacolare o condizionare l’espletamento dei procedimenti o delle attività ispettive e di vigilanza.
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PRINCIPALI VARIAZIONI DEL CONTESTO NORMATIVO
Domestic
Si riportano di seguito i principali aggiornamenti del contesto normativo in ambito domestico intervenuti nel corso del primo semestre 2026.
In merito ai procedimenti Antitrust, si rimanda alla Nota “Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie” del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM.
Regolamentazione europea
2030 Policy Programme “Path to the Digital Decade” Nel quadro della Decisione (UE) 2022/2481 che istituisce il programma strategico per il decennio digitale 2030, la Commissione pubblica annualmente la Relazione sullo Stato del Decennio Digitale, nella quale valuta i progressi dell’UE e dei singoli Stati membri, esamina le roadmap nazionali e formula raccomandazioni. L’ultima edizione disponibile è quella del 16 giugno 2025, che aggiorna il monitoraggio delle performance nei pilastri competenze digitali, infrastrutture e connettività, digitalizzazione delle imprese e servizi pubblici digitali, sostituendo le precedenti edizioni (2023 e 2024).
Mercato Unico - "One Europe, One Market" roadmap La roadmap "One Europe, One Market" è la strategia europea, adottata il 24 aprile 2026 da Commissione, Consiglio e Parlamento europeo, per completare e integrare il mercato unico entro la fine del 2027. Il piano definisce una cornice politica condivisa finalizzata a garantire l’attuazione coordinata di oltre quaranta iniziative legislative e regolatorie entro la fine del 2027. Le misure sono articolate attorno a cinque pilastri:
■ semplificazione normativa;
■ maggiore integrazione del mercato unico;
■ promozione di un commercio forte;
■ riduzione dei prezzi dell'energia e decarbonizzazione;
■ trasformazione digitale e sviluppo dell'IA.
La roadmap introduce un sistema di monitoraggio interistituzionale con verifiche trimestrali tra Parlamento, Consiglio e Commissione, volto a valutare lo stato di avanzamento delle riforme, individuare eventuali criticità e coordinare le azioni necessarie per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Digital Networks Act (DNA) e revisione del Codice delle Telecomunicazioni Il 21 gennaio 2026 la Commissione europea ha pubblicato la proposta di Regolamento Digital Networks Act (DNA), un intervento strutturale volto a modernizzare, semplificare e armonizzare il quadro delle comunicazioni elettroniche nell’UE, sostituendo l’attuale Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (EECC) con un regolamento direttamente applicabile. L’obiettivo dichiarato è creare un vero mercato unico per la connettività, facilitando gli investimenti in reti in fibra, 5G e future reti 6G, riducendo la frammentazione normativa e permettendo agli operatori di operare più agevolmente su base transfrontaliera.
Tra le principali novità figura l’introduzione del Single Passport, una procedura di autorizzazione unica che consentirà agli operatori di notificare la propria attività a un solo Stato membro per poter offrire servizi in tutta l’UE, con condizioni armonizzate e obblighi di reporting semplificati.
In materia di spettro radio, con un rafforzamento deciso del coordinamento a livello UE tramite un ruolo ampliato della Commissione e del nuovo Radio Spectrum Policy Body (RSPB), la proposta introduce durate illimitate delle licenze come regola generale, subordinata a condizioni armonizzate di uso efficiente, e incoraggia la condivisione dello spettro come norma.
Viene inoltre previsto un innovativo meccanismo di peer-review europeo sulle assegnazioni nazionali, che consente alla Commissione e al RSPB di valutare in anticipo le condizioni, i criteri e l’impostazione delle procedure nazionali per evitare divergenze e garantire maggiore coerenza fra Stati membri.
Sul fronte del rapporto tra operatori telco e grandi piattaforme, il DNA conferma l’assenza di “ network fees ” obbligatorie e introduce invece un meccanismo volontario di conciliazione per le controversie su accordi tecnici e commerciali che rischia di avere impatto limitato in termini di riequilibrio negoziale.
Introduce anche importanti novità in materia di accesso alla rete, tra cui la creazione di un nuovo prodotto di accesso UE armonizzato, destinato a ridurre la frammentazione delle attuali soluzioni wholesale nazionali. Tale prodotto, applicabile almeno nelle aree concorrenziali o transfrontaliere, mira a garantire condizioni tecniche e commerciali uniformi a livello europeo, agevolando l’ingresso e l’operatività degli operatori su scala continentale. La proposta integra, inoltre, criteri comuni per la valutazione delle offerte di accesso e nuovi strumenti per semplificare la migrazione dalle reti legacy , con l’obiettivo di garantire un quadro più prevedibile e coerente per gli investimenti infrastrutturali.
Il regolamento include anche obblighi sulla transizione dalle reti legacy, prevedendo piani nazionali per lo switch-off del rame e il passaggio a reti ad altissima capacità.
Sul fronte della sicurezza sono previste; misure rafforzate su resilienza e preparazione alle crisi, in coordinamento con il nuovo Office for Digital Networks (ODN); in particolare, il DNA introduce l'obbligo di adottare un piano di preparazione dell'UE per le infrastrutture digitali e misure mirate a ridurre le dipendenze critiche, garantendo la continuità e la disponibilità ininterrotta delle comunicazioni di emergenza e dei servizi di allarme pubblico.
Si registrano inoltre interventi per ridurre le flessibilità nazionali nella regolazione consumeristica, favorendo un quadro più convergente e proporzionato.
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Il regolamento include infine le norme sulla Net Neutrality, abrogando contestualmente i relativi articoli del Regolamento UE 2120/2015 ( Open Internet Regulation ), senza apportare modifiche, ma prevedendo la possibilità per la Commissione di adottare atti di esecuzione per chiarire meglio le condizioni per fornire i cosiddetti servizi specializzati.
I tempi di successiva negoziazione del testo ed approvazione, potrebbero andare dai 12 ai 24 mesi nell’ambito della procedura di codecisione che coinvolge Parlamento europeo e Consiglio.
Cyber Security Act (CSA) Il 20 gennaio 2026 la Commissione europea ha pubblicato la proposta di revisione del CyberSecurity Act (CSA2) per:
■ rafforzare il ruolo e il mandato di ENISA ( European Union Agency for Cybersecurity );
■ potenziare il sistema di certificazione europea, rendendolo più completo, affidabile e coerente, affrontando ritardi e difficoltà tecniche che hanno ostacolato l’adozione di schemi specifici sin dall’entrata in vigore dell’atto originario;
■ rafforzare la sicurezza della supply chain ICT, incrementare l’armonizzazione UE e rendere vincolanti le misure del 5G Toolbox.
L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento della resilienza cibernetica dell’Unione e di riduzione dei rischi strategici da dipendenza tecnologica.
I tempi di successiva negoziazione del testo ed approvazione del CSA2 dovrebbero collocarsi tra i 12 e i 18 mesi nell’ambito della procedura di codecisione che coinvolgerà Parlamento europeo e Consiglio.
Tech Sovereignty Package Il 3 giugno 2026 la Commissione Europea ha presentato il Tech Sovereignty Package, un pacchetto di strumenti regolatori, incentivi di mercato e misure industriali per rafforzare capacità, resilienza e autonomia strategica dell'ecosistema digitale europeo nei settori dei semiconduttori, dell'intelligenza artificiale, del cloud e dell' open source .
Il pacchetto comprende (i) la C ommunication on technological sovereignty and EU Open Source Strategy , un documento di indirizzo politico che illustra la strategia generale della Commissione sulla sovranità ed include la strategia per l' Open Source ; due proposte d i r e g o l a m e n t i : ( i i ) i l C h i p s A c t 2 . 0 e ( i i i ) i l Cloud and AI Development Act ( C A D A ) ; e ( i v ) l a Strategic Roadmap for Digitalisation and AI in Energy , accompagnata da un regolamento delegato sulla sostenibilità dei data centre.
Il CADA è il pilastro normativo centrale punta a triplicare la capacità di data center in Europa entro cinque-sette anni. Introduce un framework di sovranità del cloud su quattro livelli di affidabilità, con requisiti crescenti in materia di localizzazione, sicurezza e controllo del software , fino al livello massimo in cui i fornitori devono escludere qualsiasi interferenza da parte di paesi terzi.
L'applicazione più immediata riguarda il settore pubblico: le amministrazioni dovranno effettuare risk assessment e procurarsi servizi cloud corrispondenti al livello di affidabilità appropriato. Non è previsto un esplicito obbligo di " buy European ", ma il sistema combina criteri di sovranità e requisiti di procurement , incluso il concetto di "valore aggiunto per l'Unione", per orientare la domanda pubblica verso soluzioni conformi e favorire alternative europee.
I tempi di successiva negoziazione del testo ed approvazione dovrebbero collocarsi tra i 12 e i 18 mesi nell’ambito della procedura di codecisione che coinvolgerà Parlamento europeo e Consiglio.
European Accessibility Act (EAA) Il 28 giugno 2025 sono entrati in vigore i primi obblighi implementativi previsti dalla Direttiva (UE) 2019/882 sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (European Accessibility Act - EAA), già recepita in Italia dal decreto legislativo del 27 maggio 2022 n. 82.
Tale provvedimento tutela le persone con disabilità, ad es. uditiva, imponendo ai fornitori di servizi certi obblighi (ad es. il real time text per i servizi di customer care o servizi di emergenza).
Intelligenza artificiale
E’ in finalizzazione, nell’ambito della proposta Digital Omnibus on AI, uno slittamento della data di applicazione delle misure sui sistemi ad alto rischio (oggi previste per agosto 2026) fino al 2027 o 2028.
Digital Omnibus Package Nel novembre 2025 la Commissione europea ha presentato il Digital Omnibus Package , un’iniziativa di semplificazione normativa che mira ad armonizzare le principali regole UE in materia di dati, intelligenza artificiale, privacy e sicurezza informatica. Il pacchetto, in attesa di esame ed adozione da parte di Parlamento e Consiglio europeo interviene su: Data Act , introducendo esenzioni mirate al cloud switching per PMI e servizi su misura e semplificando il quadro sui data intermediaries ; GDPR, integrando le regole sui cookie dell’ ePrivacy , ampliando la condivisione dei dati pseudonimizzati nei casi a basso rischio e portando da 72 a 92 ore il termine per notificare i data breach . In materia di cybersecurity , il Digital Omnibus introduce un single-entry point gestito da ENISA per tutte le notifiche di incidente previste da NIS2, GDPR, DORA, CER ed eIDAS, alleggerendo gli oneri amministrativi per gli operatori digitali.
E U B u s i n e s s W a l l e t Nel novembre 2025 la Commissione europea ha presentato la proposta di Regolamento sul Portafoglio Digitale Europeo delle Imprese ( EU Business Wallet ). L’iniziativa, attualmente in fase di esame presso Parlamento e Consiglio, introduce un sistema unico e armonizzato che consentirà alle imprese di identificarsi digitalmente, autenticarsi, firmare e scambiare documenti e certificati in tutta l’Unione, con pieno valore legale. Il Business Wallet mira a ridurre gli oneri amministrativi, facilitare gli adempimenti transfrontalieri e migliorare la competitività, grazie a un’infrastruttura interoperabile basata sull’eIDAS ( electronic Identification, Authentication and Trust Services ) r i f o r m a t o e s u i d e n t i t à d i g i t a l i v e r i f i c a b i l i p e r i m p r e s e e r a p p r e s e n t a n t i l e g a l i .
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Tassonomia UE
Il Regolamento Delegato (UE) 2026/73, pubblicato l’8 gennaio 2026 ed entrato in vigore il 28 gennaio 2026, semplifica l’applicazione della Tassonomia UE, modificando gli atti delegati sugli obblighi di divulgazione, sui criteri climatici e sugli obiettivi ambientali. Le modifiche introducono soglie di materialità, template di reporting ridotti e criteri DNSH meno onerosi, inclusi quelli relativi a data center e soluzioni digitali “ d a t a - d r i v e n” (AI, IoT). Le nuove regole si applicano ai bilanci 2025 con effetto retroattivo, salvo facoltà per le imprese di utilizzare ancora il regime precedente per un anno. L’obiettivo della riforma è ridurre gli oneri amministrativi e migliorare la qualità delle rendicontazioni. Per ulteriori dettagli si rimanda alla Rendicontazione di sostenibilità 2025 del Gruppo TIM.
E s t e n s i o n e R o a m - L i k e - A t - H o m e ( R L A H ) Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato nel luglio 2025 le decisioni che integrano Ucraina e Moldavia nello spazio di roaming “Roam Like at Home” . Dal 1° gennaio 2026, cittadini europei, ucraini e moldavi possono utilizzare servizi voce, SMS e dati alle stesse condizioni tariffarie del proprio Paese di origine. L’estensione è parte del processo di avvicinamento economico dei due Paesi all’UE e comporta adeguamenti per gli operatori mobili in termini di accordi wholesale , qualità del servizio e trasparenza tariffaria.
Il 4 giugno 2026 il Consiglio ha conferito il mandato alla Commissione europea di negoziare bilatermente con i paesi dei Balcani Occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia) l’estensione del regime "Roam Like at Home" .
Tariffe di terminazione Il 19 gennaio 2026 la Commissione ha completato la revisione del regolamento delegato (EU) 2021/654, che stabilisce la tariffa unica massima di terminazione fissa e mobile in Europa, confermando i valori attuali di 0,07 eurocent/minute per il fisso e di 0,20 eurocent/minute per il mobile.
CISAF (State Aid Framework Supporting Clean Industrial Deal) Il 25 giugno 2025, la Commissione ha adottato il nuovo impianto per facilitare gli aiuti di stato per promuovere la decarbonizzazione dell’industria, promuovere energia pulita e sviluppare tecnologia verde. Il nuovo quadro regolamentare è in applicazione dal 25 giugno 2025 al 31 dicembre 2030 e contiene disposizioni per i seguenti tipi di misure di aiuto:
■ misure per accelerare la diffusione dell'energia pulita;
■ di sostegno ai costi dell'energia elettrica per gli utenti ad alta intensità energetica;
■ che agevolano la decarbonizzazione industriale;
■ a garantire una capacità produttiva sufficiente nelle tecnologie pulite; e ■ per ridurre il rischio degli investimenti privati.
Sostenibilità
CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) - Omnibus Stop the clock Con riferimento alla Tassonomia UE, l’Atto Delegato di semplificazione, entrato in vigore il 28 gennaio 2026, introduce una soglia di materialità del 10%, che consente di escludere dall’ assessment le attività economiche non rilevanti. L’applicazione delle nuove disposizioni è facoltativa per l’esercizio 2025 e diviene obbligatoria a partire dall’esercizio 2026.
Infine, la Direttiva (UE) 2026/470 (Omnibus I), adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 febbraio 2026 e la cui entrata in vigore è avvenuta il 18 marzo 2026, introduce una revisione significativa del quadro normativo in materia di sostenibilità. Gli Stati membri sono tenuti a recepire le disposizioni entro il 19 marzo 2027 per la CSRD ed entro il 26 luglio 2028 per la CSDDD. Tra le principali novità si segnalano:
■ con riferimento alla CSRD, l’applicazione dell’obbligo di rendicontazione, a partire dall’esercizio 2027, alle imprese con oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato, con esclusione delle PMI quotate; l’eliminazione degli standard settoriali obbligatori; l’introduzione del value chain cap , che riconosce alle imprese della catena del valore con meno di 1.000 dipendenti il diritto di rifiutare richieste informative eccedenti quanto previsto dallo standard volontario VSME; e la conferma della limited assurance come livello definitivo di verifica della rendicontazione;
■ con riferimento agli ESRS, la proposta da parte dell’EFRAG di una revisione degli standard che prevede una riduzione del 61% dei datapoint obbligatori, con l’adozione degli ESRS semplificati prevista entro la metà del 2026 e la loro applicazione a partire
dall’esercizio 2027;
■ con riferimento alla CSDDD, l’innalzamento delle soglie applicative a oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato netto mondiale, l’eliminazione dell’obbligo di adottare un piano di transizione climatica, la riduzione delle sanzioni massime al 3% del fatturato globale e il rinvio dell’applicazione per le prime imprese al 26 luglio 2029.
Il Gruppo TIM rientra tra le imprese già soggette alla CSRD in quanto grande impresa di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti e ha avviato la rendicontazione di sostenibilità ai sensi della normativa europea a partire dall’esercizio 2024.
Il Gruppo continua, pertanto, a monitorare l’evoluzione del quadro normativo europeo e ad adeguare progressivamente i propri processi di raccolta dati e rendicontazione agli sviluppi regolatori e agli aggiornamenti degli standard ESRS.
Regolamentazione nazionale
Mercati wholesale
Analisi mercato dell’accesso di rete fissa Con la delibera 58/26/CONS, pubblicata il 16 marzo 2026, l’AGCOM ha concluso l'analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (Art. 89 CCE).
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AGCOM ha raggiunto le seguenti conclusioni:
■ FiberCop è qualificato come operatore " wholesale only ", ai sensi dell’art. 91 CCE, con conseguente alleggerimento degli obblighi ex ante (non più approvazione delle offerte di riferimento e passaggio da prezzi con orientamento al costo a condizioni eque e ragionevoli);
■ suddivisione del territorio nazionale in mercati geografici distinti, in virtù del differente grado di sviluppo della concorrenza infrastrutturale, valutato in base ai seguenti criteri:
■ presenza di più operatori con reti FTTH;
■ quote di mercato;
■ adozione dei servizi FTTH;
Mercato 1
(Accesso Fisico + VULA-C e VULA-HPrezzi # comuni Mercato 2 (Terminating)Prezzi # comuni Mercato 1A: No SMP commerciali 239 Mercato 2A: No SMP commerciali 136 Mercato 1B: Mercato 2B: Resto d'Italia equi e ragionevoli 7.759 Area 1B.1: Aree ad elevata concorrenza infrastrutturale equi e ragionevoli 91 Area 1B.2: Aree legacy equi e ragionevoli 4.999 Area 1B.3: Aree a bassa concorrenza infrastrutturale equi e ragionevoli 2.566 ■ nei comuni in cui si rilevano condizioni di piena competitività (NO SMP) viene rimosso l’intero set di obblighi regolamentari ex
ante ;
■ nel resto d’Italia, FiberCop detiene un Significativo Potere di Mercato (SMP) e viene sottoposto agli obblighi di non discriminazione e di prezzi equi e ragionevoli;
■ sono confermate in via definitiva le previsioni del provvedimento cautelare con il quale, prendendo atto del sopravvenuto venir meno dell’integrazione verticale al 1° luglio 2024, AGCOM aveva rimosso i previgenti obblighi regolatori in capo a TIM;
■ per i comuni dove gli obblighi regolamentari non erano già stati rimossi, FiberCop è tenuta per 12 mesi all’applicazione delle condizioni economiche previste dalla delibera 114/24/CONS o dalle OR 2025, nonché le condizioni tecniche e gestionali attualmente vigenti.
L’analisi di mercato non tocca i rapporti commerciali TIM/FiberCop, che sono regolati secondo quanto previsto da MSA, per come modificato a seguito del procedimento AGCM I874.
Confermato il processo di decommissioning , già definito con la precedente analisi di mercato (delibera n. 114/24/CONS): FiberCop, seguendo le autorizzazioni di AGCOM, si sta predisponendo a chiudere, entro agosto 2027, circa 5.500 centrali su un totale di circa 10.000 centrali.
Mercati retail
Costi di recesso utenze telefoniche di rete fissa All’esito della consultazione pubblica avviata con la Delibera n. 245/25/CONS, AGCOM con la Delibera n. 81/26/CONS del 25 maggio 2026 ha confermato le linee guida della precedente Delibera n. 487/18/CONS riguardanti i costi di dismissione e trasferimento delle utenze telefoniche stabilendo che i costi di recesso devono essere sempre proporzionati al valore del contratto, respingendo le richieste di alcuni operatori di modificare la metodologia di calcolo dei costi di recesso.
CLI Spoofing
A seguito di consultazione pubblica (delibera 457/24/CONS) e delle risultanze del successivo tavolo tecnico tra operatori in ambito AGCOM, è stata emanata la delibera 106/25/CONS, integrata successivamente dalla delibera 271/25/CONS con alcune precisazioni attuative, che definisce alcune misure obbligatorie di contrasto al CLI Spoofing per le chiamate provenienti da estero con CLI nazionale.
La delibera prevede che i carrier internazionali autorizzati in Italia (ad es. Sparkle) attuino 3 tipologie di blocco per le chiamate provenienti da estero:
■ blocco di CLI nazionali (+39) incoerenti nel formato con la normativa ITU-T E.164, inclusa l’assenza del CLI e di CLI associati a numerazioni non geografiche nazionali;
■ blocco di CLI nazionali corrispondenti a numerazioni fisse (decade 0);
■ blocco di CLI nazionali corrispondenti a numerazioni mobili (decade 3), qualora il cliente mobile, a cui è associata tale numerazione utilizzata come CLI, non sia in roaming all’estero.
I blocchi 1 e 2 sono di pertinenza dei soli carrier internazionali (nessuna implementazione da parte di TIM ma solo di Sparkle) e sono stati implementi ad agosto 2025. Il blocco 3 è stato implementato a novembre 2025 da parte dei carrier internazionali e degli operatori mobili, inclusa TIM.
Le funzionalità sono operative da parte della generalità degli operatori nazionali con ottimi effetti sul filtraggio di chiamate da estero a rischio spoofing di numerazioni nazionali.
Evoluzione del Piano di Numerazione Nazionale (PNN) A seguito di consultazione pubblica, AGCOM ha emanato la delibera n. 21/26/CIR che prevede alcune evoluzioni del Piano Nazionale di Numerazione, anche ai fini di una maggiore riconoscibilità delle numerazioni che individuano i clienti che originano chiamate voce, in particolare per servizi di assistenza clienti. Sono previsti alcuni tavoli tecnici AGCOM di attuazione e sarà avviato a breve il Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Principali variazioni del contesto normativo 48
tavolo tecnico per l’apertura della nuova decade 2 del PNN associata ai servizi di assistenza clienti forniti direttamente da clienti/ azienda e call center ; è previsto anche l’avvio di un ulteriore tavolo tecnico per l’attuazione della possibilità di utilizzo di alcune numerazioni non geografiche (ad es. numerazioni 800) come identità di origine (c.d. CLI, Calling Line Identity ) delle chiamate voce.
Mobile Number Portability A seguito della consultazione pubblica avviata con la delibera n. 3/26/CIR, AGCOM ha adottato la delibera n. 26/26/CIR, introducendo misure volte a rafforzare la tutela della concorrenza e il corretto utilizzo delle informazioni legate alla Mobile Number Portability (MNP).
La principale novità riguarda il divieto di utilizzare dati MNP e informazioni di rete, anche derivate o indirette, per finalità commerciali o per offerte differenziate basate sull’operatore di provenienza del cliente. AGCOM ha inoltre chiarito che tale divieto non può essere superato tramite il consenso dell’utente.
La delibera rafforza anche i presidi di monitoraggio e vigilanza, introducendo obblighi di reporting trimestrale per gli operatori che adottano politiche commerciali differenziate e prevedendo verifiche in caso di possibili anomalie. È inoltre previsto l’aggiornamento del Regolamento MNP e l’istituzione di un tavolo tecnico dedicato alla gestione e al tracciamento dei dati.
Qualità del servizio di assistenza clienti nel settore delle comunicazioni elettroniche e dei servizi
media audiovisivi
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la delibera n.255/24/CONS del 10 luglio 2024, disciplina il nuovo quadro delle regole per la fornitura del servizio di assistenza clienti nel settore delle comunicazioni elettroniche nonché del settore audiovisivo nella fornitura dei servizi live di grande interesse pubblico a pagamento (di cui all'art. 33 co. 3 e 4 del TUSMA).
La nuova disciplina conferma l’obbligatorietà del servizio tramite il canale telefonico e raccomanda la modalità di contatto digitale.
Le disposizioni del Regolamento sono entrate in vigore l’8 agosto 2025.
In particolare la Delibera 255/24/CONS fissa le seguenti previsioni:
● la gratuità dei servizi di assistenza clienti, a conferma del vigente quadro regolamentare;
● il servizio telefonico di assistenza clienti con un operatore umano è erogato, per i servizi di comunicazioni elettroniche, almeno nei giorni feriali tra le ore 8.30 e le ore 21.30 (fino alle 19.30 per i numeri di assistenza clienti affari);
● le opzioni dell’albero IVR che permettono di colloquiare con un addetto sono esplicite, trasparenti e comprensibili, consentendo all’utente di ottenere assistenza da parte di un addetto e di presentare reclamo nel minore tempo possibile;
● per i servizi di assistenza telefonica, ai clienti è resa disponibile una opzione dedicata alla presentazione del reclamo al primo livello dell’albero IVR;
● il termine per la definizione del reclamo, a partire dalla data di ricevimento dello stesso, non può essere superiore a trenta giorni (il termine è stato portato da 45 a 30 giorni);
● il cliente ha diritto a formulare il reclamo attraverso il canale telefonico, la raccomandata A/R, e il contatto digitale, laddove l’operatore metta tale modalità a disposizione del cliente;
● l’operatore ha l’obbligo di comunicare al cliente, una volta acquisito il reclamo, un codice identificativo dello stesso.
La delibera inoltre adotta nuovi indicatori di qualità del servizio di assistenza clienti telefonica, di assistenza digitale e di gestione dei reclami che saranno operativi a partire dall’8 agosto 2025.
E’ pendente al Consiglio di Stato un’impugnativa avviata dall’AGCOM sull’annullamento da parte del TAR dell’obbligo di gratuità del servizio di assistenza telefonica (art. 5 co 7).
Content Delivery Network: applicabilità del regime di autorizzazione generale previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche Con la delibera n. 207/25/CONS l’Autorità ha approvato gli esiti della consultazione pubblica di cui alla delibera n. 55/25/CONS e confermato la riconducibilità delle Content Delivery Network (CDN) nell’ambito della definizione di rete di comunicazione elettronica di cui all’articolo 2 del Codice delle comunicazioni elettroniche con conseguente applicazione del regime di autorizzazione generale. Il provvedimento è stato trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per i seguiti di competenza e si è in attesa di conoscere le determinazioni del MIMIT.
Contributi Autorità
Contributo AGCOM
A partire dall’anno 2026 il contributo all’Autorità ha natura tributaria ed è un obbligo disposto dall’art. 1, commi 66, 66 bis, 66 ter, 66 quater e 66 quinquies della legge n. 266/2005, come modificata dall’art. 1, comma 273, della legge n. 199/2025. Sono tenuti a versare il contributo i soggetti che conseguono ricavi derivanti dalle attività individuate dalla legge.
Le aliquote contributive in vigore per l’anno 2026 (calcolate sui dati del bilancio 2024) sono state pari a 1,40 per mille per il mercato delle comunicazioni elettroniche, 2,00 per mille per i servizi media, 0,50 per mille per le attività di prevenzione e repressione della diffusione illecita di contenuti e 2,00 per mille per il funzionamento correlato al coordinamento dei servizi digitali.
TIM ha pagato complessivamente, sotto riserva, circa 12,8 milioni di euro.
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Privacy e protezione dei dati personali Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), Codice Privacy e ulteriore normativa applicabile in materia TIM si è dotata sin dal 2003 di un Modello operativo articolato, a presidio della corretta applicazione a livello di Gruppo del Regolamento (UE) n. 2016/679 (c.d. “ General Data Protection Regulation ” o in breve GDPR), del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (cd.
Codice Privacy) e dell’ulteriore normativa applicabile in materia di protezione dei dati personali.
Dal 2023 è entrato a regime il rinnovato Modello operativo privacy aziendale in conformità al principio della privacy-by-design , avendo realizzato una serie di attività migliorative, tra cui in particolare:
■ l’esecuzione di una nuova mappatura delle attività di trattamento di dati personali in raccordo con i processi operativi aziendali con la definizione di una nuova metodologia di valutazione del rischio privacy associato ad ogni trattamento;
■ la rivisitazione del processo di gestione dei trattamenti e di aggiornamento dei Registri delle attività del trattamento;
■ l’introduzione di nuovi strumenti informatici, tra cui quello per la gestione delle Informative fornite alle differenti tipologie di interessati (es. clienti, dipendenti, visitatori) e quello per la gestione dei citati Registri, che consentono la digitalizzazione e l’integrazione delle informazioni gestite.
Nel corso 2025 e del 1° semestre 2026 sono state assicurate le consuete necessarie attività per la gestione del Modello Operativo privacy , con particolare riguardo al periodico aggiornamento del registro dei trattamenti in relazione a nuove attività/progetti e all’evoluzione dell’organizzazione aziendale.
A livello normativo, nel corso del 1° semestre 2026 non vi sono state novità legislative in materia di protezione dei dati personali.
Per quanto riguarda l’attività del Garante privacy , risultano di interesse per TIM e per le società del Gruppo le determinazioni e valutazioni assunte con alcuni provvedimenti prescrittivi e sanzionatori adottati nei confronti di alcune aziende che hanno riguardato: i) il trattamento illecito dei dati personali per finalità di marketing e le modalità di acquisizione delle richieste di ricontatto (cd. lead ) per scopi commerciali e la selezione ed il controllo dei partner commerciali e ii) il trattamento dei dati personali di clienti raccolti attraverso App aziendali per finalità lecite, ma che comportavano anche il monitoraggio di una serie di dati contenuti nei dispositivi mobili, incluse le applicazioni installate e in esecuzione, in assenza di un valido consenso.
La Funzione Privacy cura lo studio della normativa (inclusi i provvedimenti dell’autorità Garante della protezione dei dati personali), dandone informativa alle Funzioni aziendali/Società del Gruppo e assicurando emissione/aggiornamento di policy e linee guida in materia. A quest’ultimo riguardo, la più importante policy è il “Sistema delle regole per l’applicazione della normativa sulla protezione dei dati personali nel Gruppo TIM”, che è l’insieme delle norme e delle regole operative che disciplinano il trattamento dei dati personali ai sensi delle disposizioni di legge e regolamentari applicabili in materia, definite specificamente per il Gruppo TIM, è tenuta costantemente aggiornata ed è reperibile sulla intranet aziendale.
La Funzione Privacy fornisce inoltre la consulenza alle Funzioni aziendali/Società del Gruppo per il corretto trattamento dei dati personali nei processi aziendali in conformità alle policy/procedure interne e il supporto specialistico su specifiche attività (es.
redazione delle clausole privacy nei contratti con clienti e fornitori, contributo nella predisposizione dei testi di risposta alle numerose richieste di esercizio dei diritti da parte degli interessati), nonché coordina le attività legate a rilevanti adempimenti, come quelli in materia di data breach e di redazione delle valutazioni di impatto privacy .
Infine, la Funzione Privacy di TIM pianifica, in base alle esigenze, specifici piani di formazione finalizzati a sensibilizzare le diverse funzioni aziendali e a illustrare le policy e procedure emesse per l’applicazione della normativa sul trattamento dei dati personali.
Spettro frequenze
Diritti d’uso in scadenza al 2029 Tra luglio e settembre 2025 (a seguito della analoga precedente consultazione svolta tra luglio e settembre 2024 - delibera 247/24/ CONS), AGCOM ha di nuovo posto in consultazione pubblica (delibera n. 154/25/CONS) alcune proposte sulle misure regolamentari concernenti l’assegnazione delle frequenze radio per sistemi terrestri di comunicazioni elettroniche i cui diritti d’uso scadono il 31 dicembre 2029 (800MHz, 900MHz, 1400MHz, 1800MHz, 2100MHz, 2600MHz, 3,4-3,6 GHz, 28GHz). TIM è titolare di blocchi di frequenza in tutte le bande interessate alla scadenza dei diritti d’uso oggetto della consultazione, ad eccezione della banda 28GHz i cui diritti sono stati trasferiti a FiberCop.
Le 2 proposte, alternative, di AGCOM, prevedono:
■ di prorogare o rinnovare circa l’85% delle frequenze in scadenza e metterne a gara il 15%;
■ di rinnovare tutte le frequenze in scadenza.
Entrambe le soluzioni prevedono un pagamento per il rinnovo o la proroga e l’introduzione di obblighi in termini di copertura o livello di servizio.
Banda 3,8–4,2 GHz Nel mese di maggio 2026 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha avviato, con delibera n. 109/26/CONS (pubblicata il 26 maggio 2026), una consultazione pubblica concernente l’uso condiviso della banda 3800–4200 MHz, in attuazione della Decisione di esecuzione (UE) 2025/2425 che prevede che gli Stati membri rendano disponibile la banda entro il 30 settembre
2026,
L’iniziativa propone un modello innovativo di gestione dello spettro, significativamente diverso rispetto a quello tradizionalmente adottato per le bande mobili assegnate agli operatori nazionali. In particolare, la proposta AGCOM si caratterizza per:
■ assenza di procedure d’asta su base nazionale;
■ assegnazioni su base locale, non esclusiva e caso per caso, secondo un approccio assimilabile a quello già previsto per i ponti
radio;
■ modello di uso condiviso dello spettro, in linea con il quadro armonizzato europeo;
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Principali variazioni del contesto normativo 50
■ destinazione prevalente per reti locali private, a supporto di specifiche esigenze di connettività di imprese e settori verticali (es.
industria, logistica, campus);
■ apertura a nuovi soggetti diversi dagli operatori mobili tradizionali (quali ad esempio verticals , system integrator o altri soggetti industriali).
Banda 42 GHz Nel mese di aprile 2026 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha avviato una consultazione pubblica concernente l’impiego della banda 40,5–43,5 GHz (c.d. banda 42 GHz) per sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica a banda larga wireless .
La banda in oggetto presenta caratteristiche di propagazione che la rendono particolarmente idonea a servizi a corta distanza e ad elevata capacità, ma permane allo stato una fase iniziale di maturazione dell’ecosistema tecnologico, sia in termini di disponibilità di apparati sia rispetto a modelli di business consolidati.
La consultazione rappresenta un passaggio funzionale all’attuazione del quadro europeo, che prevede che gli Stati membri designino e rendano disponibile la banda 40,5–43,5 GHz entro il 31 dicembre 2026, in attuazione della Decisione (UE) 2024/1983.
Servizio Universale
A seguito del recepimento della Direttiva UE 2018/1972, che lascia al singolo Stato membro la possibilità di rimuovere o confermare gli obblighi in vigore, l’art. 94, comma 1 del Codice delle Comunicazioni elettroniche stabilisce che su tutto il territorio nazionale i consumatori hanno diritto ad accedere a un prezzo accessibile, ad un adeguato servizio di accesso ad internet a larga banda e a servizi di comunicazione vocale, disponibile in postazione fissa da parte di almeno un operatore e conferisce ad AGCOM il potere di definirne le caratteristiche e di imporre specifici obblighi di fornitura sulla base delle circostanze nazionali. Nel corso del 2025, con la delibera n. 315/25/CONS, AGCOM ha avviato una consultazione pubblica per la revisione della disciplina del servizio universale.
In particolare, AGCOM vuole investigare su:
■ disponibilità dell’accesso universale alla rete su tutto il territorio nazionale;
■ l’accessibilità economica del servizio per i consumatori a basso reddito.
In esito alla consultazione, l’Autorità potrà imporre obblighi di servizio universale laddove riterrà che le condizioni di mercato non garantiscano l’accessibilità economica del servizio di accesso adeguato ad internet a larga banda e dei servizi di comunicazione vocale per tutti i consumatori.
Network and Information System Directive (NIS2) La nuova Direttiva 2022/2555 (NIS2), che sostituisce la precedente Direttiva 2016/1148 (NIS), è entrata in vigore il 16 gennaio 2023 ed obbligo di trasposizione negli ordinamenti nazionali entro il 17 ottobre 2024, diventando applicabile dal 18 ottobre 2024.
La NIS2, recepita nell’ordinamento italiano con il D.lgs. n. 138 del 4 settembre 2024 e da successive Determinazioni emesse dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), prevede l’ampliamento dell’ambito di applicazione delle norme in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, includendo da un lato settori attualmente coperti da altre normative, che sono state contestualmente abrogate (i.e. le misure di sicurezza delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica, attualmente incluse nel Codice delle Comunicazione elettroniche europeo) ed estendendo dall’altro le norme a nuovi soggetti (e.g. Data center, CDN, ecc.).
La NIS2 mantiene l’obbligo di adottare misure di sicurezza commisurate al rischio, introducendo tuttavia una serie di requisiti di base, inclusa la gestione della sicurezza della catena di approvvigionamento, e rivede le procedure di notifica obbligatoria degli incidenti informatici.
Le sanzioni in caso di inottemperanza possono arrivare fino al 2% del fatturato.
La NIS2 prevede, inoltre, il rafforzamento del coordinamento europeo, con ruoli più incisivi per le autorità nazionali e per ENISA, con l’obiettivo di migliorare la collaborazione per contrastare la minaccia informatica globale, grazie alla condivisione delle esperienze tra gli stati membri.
Nel corso del 2026 è proseguita la fase di implementazione operativa del quadro NIS2 attraverso l'adozione delle disposizioni attuative nazionali e delle specifiche tecniche emanate da ACN, che definiscono nel dettaglio gli obblighi di governance , gestione del rischio, sicurezza della supply chain e notifica degli incidenti a carico dei soggetti in perimetro.
Misure di agevolazione, semplificazione e innovazione digitale ■ Legge di Bilancio 2026 (L. 30.12.2025, n. 199) - Entrata in vigore 1.1.2026 ● Fondo di 250mila euro annui dal 2026 per la migrazione dei dati del Ministero del Turismo al Polo Strategico Nazionale ● Fondo bilaterale TLC - stanziati 20 milioni di euro per il 2026 per sostenere il reddito dei lavoratori del Contratto Collettivo ● Maggiorazione fiscale del costo dei beni strumentali acquistati dal 2026 al 30.9.2028; i servizi TLC sono inclusi tra i beni agevolabili.
■ DL Milleproroghe (L. 27.2.2026, n. 26) - Entrata in vigore 1.3.2026 ● Proroga sino al 31 dicembre 2026 del Contratto quadro relativo al Sistema Pubblico di Connettività 2 (SPC) ● Estensione sino al 20.9.2026 dell’Accordo Quadro per l'affidamento dei Servizi Applicativi in ottica Cloud SAC2 ● Proroga al 2026 del termine sull’obbligo di cofinanziamento regionale dei piani delle Fondazioni ITS Academy ■ DL PNRR (L. 20.4.2026, n.50) – Entrata in vigore: 21.4.2026 ● Proroga Accordo Quadro, Convenzioni e contratti per servizi cloud, servizi demand e PMO ● Possibilità per CONSIP di indire nuove gare, entro 100 milioni di euro, per l’affidamento di servizi cloud, demand e PMO Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Principali variazioni del contesto normativo 51
● Introdotti obblighi per gli operatori di fornire info sulle tecnologie di rete di accesso (norma attuativa AGCOM) ■ DL Energia (L. 10.4.2026, n. 49) - Entrata in vigore: 19.4.2026 ● Riduzione tempistiche procedimenti di installazione Data Center ● Riduzione oneri di sistema ASOS per le utenze non domestiche (non energivore) ● Riduzione degli oneri del gas degli impianti termoelettrici (soggetta a notifica UE) ● Divieto di telemarketing telefonico nel settore energia e gas vs. clienti domestici, tranne quando il consumatore ha chiesto direttamente di essere contattato ovvero clienti già acquisiti abbiano prestato specifico consenso ■ DL Fiscale (L. 22.5.2026, n. 88) - Entrata in vigore: 23.5.2026 ● Accesso alle agevolazioni fiscali per le imprese che hanno effettuato investimenti nel 2026 indipendentemente dal Paese di produzione del bene strumentale ● Riconosciuto credito d’imposta per il 2026 pari al 89,77% del credito già richiesto nell’ambito del piano Transizione 5.0 a favore delle imprese che abbiano presentato le comunicazioni di accesso al bonus (limite di spesa 1,3 miliardi di euro per il
2026)
● Contributo per investimenti in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili di imprese che realizzano impianti di
autoconsumo
■ D.lgs. Riforma organica del TUF (D.Lgs. 27.3.2026 n. 47) – Entrata in vigore 29.4.2026 ● Revisione della disciplina dei mercati dei capitali, con impatti rilevanti per gli emittenti quotati e per le operazioni
straordinarie
● Interviene su disciplina dell’OPA, procedura di acquisto totalitario azioni, disciplina assemblee e semplificazioni per le società quotate, relazione sul governo societario con integrazione con i sistemi IA ■ DM Equo compenso (Decreto 23.2.2026) – Entrata in vigore 21.3.2026 ● Estende l’attuale meccanismo di pagamento alle memorie in cloud e ai dispositivi ricondizionati, determinando le nuove
tariffe
● Prevede ipotesi di esenzione applicabili ai clienti business/consumer, a condizione che sia dimostrabile l’utilizzo esclusivamente professionale dei dispositivi/cloud ● Sono stati presentati diversi ricorsi per impugnare le disposizioni del Decreto.
■ Testo Unico IVA (D.lgs. 10/2026) – Si applicherà dal 1.1.2027 ● In attuazione di delega conferita al Governo, si propone di realizzare un riordino delle disposizioni vigenti in materia di IVA ● Raccoglie e coordina le principali disposizioni vigenti in materia, tra cui D.P.R. n. 633/1972 relativo all’istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto e il D.L. n. 331/1993 in tema di armonizzazione della normativa nazionale con le direttive CEE ■ D.Lgs. di recepimento della Direttiva UE 2023/2225 (D.Lgs. 31.12.2025 n. 212) – Entrata in vigore 10.1.2026 ● Estende la disciplina del credito al consumo ai fornitori di beni e prestatori servizi che concedono dilazioni di pagamento ai
clienti
● Prevede regimi semplificati e esclusioni per dilazioni di breve durata, senza interessi e senza intervento di terzi finanziatori ■ D.Lgs. di recepimento della Direttiva UE 2023/2673 (D.Lgs. 31.12.2025 n. 209) – Entrata in vigore 23.1.2026 ● Introduce modifiche al codice del Consumo, prevedendo per i contratti conclusi a distanza mediante un’interfaccia online, la possibilità per il consumatore di recedere con l’invio di una dichiarazione di recesso online ■ Legge di Delegazione Europea 2025 (L. 17.3.2026, n. 36) - Entrata in vigore: 9.4.2026 Delega il Governo al recepimento di Direttive e all’adeguamento dell’ordinamento nazionale a diversi atti normativi dell’UE tra
cui:
● Regolamento (UE) 2024/2847 ( Cyber Resilience Act ), recante requisiti di cybersicurezza per i prodotti con elementi digitali ● Regolamento (UE) 2025/37, di rafforzamento del quadro europeo in materia di certificazione della cybersicurezza ● Regolamento (UE) 2025/38 ( Cyber Solidarity Act ), relativo al rafforzamento della prevenzione e risposta agli incidenti cyber ● Direttiva (UE) 2025/25, relativa allo sviluppo degli strumenti e processi digitali nel diritto societario ● Direttiva (UE) 2024/1760 ( Corporate Sustainability Due Diligence – CSDDD) relativa alla due diligence di sostenibilità delle
imprese
● Regolamento (UE) 2024/3005, relativo alla trasparenza e affidabilità delle attività di rating ESG ■ Piano Voucher Cloud & Cyber – Dotazione finanziaria 150 milioni di euro - volta a incentivare la domanda di servizi cloud e cyber per PMI e lavoratori autonomi. La misura è disciplinata dal DM 18 luglio 2025 (quadro degli interventi) e dal DD 21 novembre 2025 (modalità attuative). L’avvio complessivo della misura è previsto nel quarto trimestre 2026.
Misure normative in tema di lavoro ■ DL Lavoro (L. 25.6.2026, n. 112) – Entrata in vigore 28.6.2026 ● Introduzione del salario giusto come criterio per l’accesso agli incentivi e per garantire una retribuzione adeguata Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Principali variazioni del contesto normativo 52
● Incentivi all’occupazione (Bonus donne, giovani, ZES per imprese fino a 10 dipendenti) subordinati al riconoscimento di trattamento non inferiore al salario giusto ● Nuovo obbligo per i datori di lavoro privati, di indicare il codice alfanumerico del CCNL in tutte le comunicazioni obbligatorie e nei rapporti di lavoro ● Il Governo ha stanziato 1 miliardo di euro per finanziare gli incentivi previsti dal Decreto.
■ D.Lgs. Pay Transparency (D.Lgs. 7.5.2026, n. 96) – Entrata in vigore: 7.6.2026 ● si applica ai datori di lavoro del settore pubblico e privato e ai contratti subordinati ● stabilisce che l’applicazione di un CCNL costituisce presunzione di conformità ai principi di parità retributiva e di trasparenza ● introduce l’obbligo per i datori di comunicare ai candidati, prima dell’assunzione, la retribuzione iniziale o la fascia retributiva ● riconosce diritto del lavoratore di ricevere informazioni sui livelli retributivi medi dei lavoratori che svolgono mansioni di pari
valore
Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025 E’ stata approvata con la Legge 18 dicembre 2025 n. 190 (GU n. 294 19.12.2025) ed è entrata in vigore il 3 gennaio 2026.
L’unica disposizione di interesse è relativa alla riforma degli strumenti pubblici dedicati al trasferimento tecnologico volta a rafforzare il collegamento tra ricerca e imprese e che prevede l’adozione da parte del MIMIT/Ministero dell’Università, sentita la Conferenza delle Regioni, di un Piano triennale di indirizzo strategico per le politiche di trasferimento.
Non risulta ad oggi ancora adottato il provvedimento attuativo relativo all’adozione del Piano triennale.
Brasile
Revisione del modello per la fornitura di servizi di telecomunicazione La legge n. 13.879/2019, in vigore dal 4 ottobre 2019, ha introdotto la riforma normativa più significativa nel settore delle telecomunicazioni in Brasile in oltre 20 anni. Consente di convertire i contratti di concessione di rete fissa in un regime di autorizzazione, previa approvazione di ANATEL (è in sospeso solo per Sercomtel, essendo già stato approvato per Algar, Claro, Oi e Telefônica). In cambio, i licenziatari devono impegnarsi a investire nell'espansione dei servizi broadband fissi e di telefonia nelle aree scarsamente servite, con l'obiettivo di ridurre le disparità regionali.
La riforma ha inoltre modernizzato la gestione dello spettro consentendo il rinnovo multiplo delle autorizzazioni di frequenza e permettendo lo scambio dello spettro tra operatori. Il decreto n. 10.402/2020 ha ulteriormente dettagliato le procedure per questa transizione e ha stabilito i criteri per il calcolo degli impegni di investimento.
Il rinnovo delle autorizzazioni dello spettro rimane soggetto a un esame caso per caso da parte di ANATEL e della Corte Federale dei Conti (TCU).
Politiche pubbliche applicabili al settore delle telecomunicazioni ■ Piano di connettività (decreto n. 9.612/2018): promuove l'espansione delle reti di trasporto e di accesso, in particolare nelle regioni meno servite.
■ Decreto n. 10.799/2021: dà priorità alla copertura a banda larga vicino alle scuole pubbliche e nelle aree non servite.
■ Regolamentazione sulla legge sulle antenne (decreto n. 10.480/2020): facilita l'implementazione della rete risolvendo i colli di bottiglia dell'infrastruttura.
■ Riforma FUST (legge n. 14.173/2021): consente l'accesso del settore privato al FUST (Fundo de Universalização de Serviços de Telecomunicações) e offre riduzioni tariffarie agli operatori che investono in progetti di universalizzazione. La regolamentazione successiva (decreto n. 11.004/2022 e delibera n. 02/2022) hanno chiarito i meccanismi di utilizzo e supervisione del fondo.
■ Politica nazionale sulla sicurezza informatica (decreto n. 11.856/2023): rafforza gli standard di governance e sicurezza dei dati.
■ Esenzione fiscale per dispositivi IoT e stazioni di telecomunicazione (legge n. 15.320/2025): i benefici fiscali relativi ai diritti per l'installazione e l'operazioni di ispezione, il contributo per la promozione della radiodiffusione pubblica e il contributo per lo sviluppo dell'industria cinematografica nazionale ( Condecine ) riscossi sulle stazioni di telecomunicazione che fanno parte di sistemi di comunicazione machine-to-machine e piccole stazioni satellitari sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2030.
Nel 2025 ANATEL (Agência Nacional de Telecomunicações ) ha approvato i seguenti aggiornamenti per modernizzare il quadro normativo e promuovere un uso efficiente dello spettro:
■ Delibera n. 772/2025: nuovo piano di allocazione delle frequenze.
■ Delibera n. 773/2025: condizioni aggiornate per l'uso delle radiofrequenze.
■ Delibera n. 777/2025: regolamentazione generale rivista dei servizi di telecomunicazione.
■ Delibera n. 783/2025: nuovo piano generale degli obiettivi di concorrenza (PGMC).
Queste misure mirano a promuovere l'innovazione, la concorrenza e l'inclusione digitale, sostenendo il continuo sviluppo dei servizi di telecomunicazione in Brasile.
Revisione del Regolamento sulla qualità dei servizi Nel quarto trimestre 2017 ANATEL ha introdotto il regolamento sulla qualità dei servizi di telecomunicazione ( Regulamento de Qualidade dos Serviços de Telecomunicações – “RQUAL”), formalmente approvato nel dicembre 2019, che prevede che i fornitori di Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Principali variazioni del contesto normativo 53
servizi di telecomunicazione siano valutati rispetto a una serie di indicatori di qualità e prestazioni e siano assegnati a un livello che va da A a E, che copre i servizi di telefonia mobile, fissa, banda larga e televisione a pagamento sia a livello nazionale che comunale. Le misurazioni della qualità sono condotte in cicli semestrali.
Ai sensi del RQUAL, ANATEL può adottare misure correttive o preventive quando ritenuto necessario, incluso il risarcimento dei consumatori, l'imposizione di piani d'azione obbligatori o altre misure precauzionali volte a migliorare gli standard di qualità del servizio e rafforzare la tutela del consumatore, come consentire ai clienti di risolvere i contratti di servizio senza penali nei casi di qualità del servizio persistentemente inadeguata.
Tra il 2019 e il 2025, ANATEL ha tenuto una serie di tavoli tecnici con gli operatori delle telecomunicazioni per rivedere i criteri di misurazione, valutare i perfezionamenti metodologici e affrontare i fattori che potrebbero influire sull'affidabilità degli indicatori di qualità. Nel dicembre 2025 ANATEL ha pubblicato i primi marchi di qualità basati sui risultati delle prestazioni per il periodo da gennaio a giugno 2025.
Durante tutto questo processo, TIM ha continuato a partecipare a confronti volti a individuare problemi operativi o sistemici ricorrenti che potrebbero influire sull'accuratezza o sulla coerenza delle misurazioni della qualità.
Regolamento Generale sui Diritti dei Consumatori (RGC) Nel novembre 2023 ANATEL ha pubblicato la delibera 765/2023, il nuovo Regolamento Generale sui Diritti dei Consumatori (Regulamento Geral de Direitos do Consumidor de Serviços de Telecomunicações - “RGC”), che revoca la delibera n. 632/2014 e stabilisce nuove regole generali in materia di assistenza ai clienti, fatturazione e offerte, applicabili ai clienti di rete fissa, mobile, banda larga e TV via cavo.
Nel dicembre 2024, il Consiglio di Amministrazione di ANATEL ha valutato le richieste degli operatori per la sospensione di determinati obblighi normativi, introducendo una maggiore flessibilità in aree chiave come la migrazione delle offerte, l'adeguamento delle fonti di dati, i rinnovi automatici, la fatturazione durante la sospensione del servizio, l'asimmetria per i piccoli fornitori e le commissioni relative ai partner . Il quadro normativo rivisto è entrato in vigore nel settembre 2025.
Protezione dei dati L'evoluzione del contesto normativo in materia di protezione dei dati in Brasile è iniziata con l'emanazione della Legge Generale sulla Protezione dei Dati (LGPD) attraverso la legge n. 13.709/2018, che stabilisce i diritti degli interessati e gli obblighi per le organizzazioni pubbliche e private in materia di trattamento dei dati personali. La creazione dell'Autorità nazionale per la protezione dei dati (ANPD) nel 2018, seguita dalla sua strutturazione nel 2020 con il decreto n. 10.474/2020, ha consentito l'attuazione e l'applicazione della nuova legislazione. La LGPD è entrata in vigore a settembre 2020, consolidando la protezione dei dati come obbligo legale nel Paese.
Dal 2023 in poi, l'attenzione normativa si è spostata dall'attuazione all'applicazione. Gli sviluppi principali includono la pubblicazione del Regolamento sul calcolo delle sanzioni amministrative e sull'applicazione delle sanzioni amministrative attraverso la delibera n. 4/2023 del Consiglio dell'ANPD, che stabilisce i criteri per l'imposizione di ammende e altre sanzioni. Nel 2024 sono state finalizzate ulteriori normative fondamentali, tra cui il Regolamento sulla segnalazione degli incidenti di sicurezza nell'aprile 2024, il Regolamento sul ruolo del responsabile della protezione dei dati (DPO) nel luglio 2024 e il Regolamento sul trasferimento internazionale dei dati personali nell'agosto 2024. Tali normative hanno stabilito meccanismi e tutele per consentire il trasferimento di dati ad altri paesi in modo coerente con i principi e i requisiti stabiliti nella LGPD.
Il traguardo più significativo dell'ultimo periodo è avvenuto nel 2025, con il Provvedimento provvisorio n. 1.317/2025, che ha trasformato l'ANPD in un'agenzia di regolamentazione indipendente, ribattezzandola ufficialmente Agenzia nazionale per la protezione dei dati ( Autoridade Nacional de Proteção de Dados ). Questo cambiamento ha rafforzato la sua autonomia istituzionale e ampliato i suoi poteri di regolamentazione, vigilanza e attuazione.
Nel 2026, l'integrazione internazionale del quadro di protezione dei dati del Brasile è ulteriormente progredita con il riconoscimento da parte dell'ANPD dell'Unione europea come giurisdizione adeguata per i trasferimenti internazionali di dati attraverso la delibera n. 32 del Consiglio dell'ANPD.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Principali variazioni del contesto normativo 54
ORGANI SOCIALI AL 30 GIUGNO 2026
Consiglio di Amministrazione L’Assemblea degli azionisti ordinari di TIM S.p.A., tenutasi il 23 aprile 2024, ha nominato il Consiglio di Amministrazione stabilendo in 9 il numero degli Amministratori e in tre esercizi (fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026) la durata del mandato. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi il 24 aprile 2024, ha nominato Presidente Alberta Figari (che si qualifica come indipendente) e Amministratore Delegato e Direttore Generale Pietro Labriola (che si qualifica come Amministratore esecutivo non indipendente).
L’attuale assetto di deleghe della Società prevede l'attribuzione:
■ al Presidente dei poteri di legge, Statuto e documenti di autodisciplina;
■ all’Amministratore Delegato, in sintesi, dei poteri necessari per compiere gli atti pertinenti all’attività sociale, ad eccezione di quelli riservati al Consiglio di Amministrazione.
Al 30 giugno 2026 il Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. è così composto:
Presidente Alberta Figari (indipendente) Amministratore Delegato e Direttore Generale Pietro Labriola Consiglieri Paola Camagni (indipendente) Lorenzo Cavalaglio (indipendente) Federico Ferro Luzzi (indipendente) Paola Giannotti De Ponti (indipendente) Giovanni Gorno Tempini Alessandra Perrazzelli (indipendente) Stefano Siragusa (indipendente ai sensi del TUF) Segretario Agostino Nuzzolo Dal 1° gennaio 2026 Umberto Paolucci (dimissionario) è stato sostituito da Lorenzo Cavalaglio (cooptato nel Consiglio di Amministrazione del 21 dicembre 2025).
Il Consiglio di Amministrazione del 19 gennaio 2026 ha altresì accertato il possesso dei requisiti d’indipendenza, ai sensi dell’art. 148 del decreto legislativo n. 58/1998 e del Codice di Corporate Governance, dei Consiglieri Lorenzo Cavalaglio e Stefano Siragusa.
Al 30 giugno 2026 sono presenti i seguenti Comitati consiliari:
■ Comitato per il Controllo e i Rischi , composto dai Consiglieri: Federico Ferro Luzzi (Presidente), Paola Camagni e Paola Giannotti De Ponti;
■ Comitato per le Nomine e la Remunerazione , composto dai Consiglieri: Paola Giannotti De Ponti (Presidente), Lorenzo Cavalaglio(*) e Alessandra Perrazzelli;
■ Comitato Parti Correlate , composto dai Consiglieri: Paola Camagni (Presidente), Federico Ferro Luzzi e Stefano Siragusa(**);
■ Comitato Sostenibilità , composto dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, Alberta Figari (Presidente), dall’Amministratore Delegato Pietro Labriola, e dai Consiglieri Giovanni Gorno Tempini, Alessandra Perrazzelli e Stefano Siragusa.
(*) In data 19 gennaio 2026 Umberto Paolucci è stato sostituito da Lorenzo Cavalaglio.
(**) In data 19 gennaio 2026 Umberto Paolucci è stato sostituito da Stefano Siragusa.
Collegio Sindacale
L’Assemblea degli azionisti ordinari di TIM S.p.A. del 24 aprile 2024 ha nominato il Collegio Sindacale della Società con mandato fino all’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2026.
Il Collegio Sindacale della Società risulta ad oggi così composto:
Presidente Francesco Fallacara Sindaci Effettivi Anna Doro
Massimo Gambini
Francesco Schiavone Panni
Mara Vanzetta
Sindaci Supplenti Massimiliano Di Maria
Laura Fiordelisi
Paolo Prandi
Carlotta Veneziani
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Organi sociali al 30 giugno 2026 55
Società di Revisione L’Assemblea degli Azionisti del 29 marzo 2019 ha conferito l’incarico per la revisione legale dei bilanci di TIM S.p.A. del novennio 2019-2027 a EY S.p.A..
L’Assemblea del 15 aprile 2026 ha deliberato, sulla base della raccomandazione del Collegio Sindacale, il conferimento dell'incarico di revisione legale dei conti per il novennio 2028-2036 a PwC S.p.A..
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Il Consiglio di Amministrazione nella riunione del 6 novembre 2025, ha nominato Piergiorgio Peluso Chief Financial Officer e Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili di TIM S.p.A..
Dirigente preposto alla rendicontazione di Sostenibilità Il Consiglio di Amministrazione nella riunione dell’11 dicembre 2024 ha nominato Maria Enrica Danese (Responsabile della Funzione di Gruppo Corporate Communication & Sustainability) quale Dirigente preposto alla rendicontazione di Sostenibilità di TIM S.p.A.. Il Consiglio di Amministrazione del 11 dicembre 2025 ha confermato Maria Enrica Danese in tale ruolo per la medesima durata del Consiglio di Amministrazione che l’ha nominata.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Organi sociali al 30 giugno 2026 56
MACROSTRUTTURA ORGANIZZATIVA AL 30 GIUGNO 2026
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Macrostruttura organizzativa al 30 giugno 2026 57BOARD OF
DIRECTORS
COMPLIANCE
R. RAMONDINOAUDIT
M. TURCONICHIEF EXECUTIVE
OFFICER
P. LABRIOLA
CHIEF SECURITY
OFFICE
a.i. P. LABRIOLACHIEF STRATEGY,
BUSINESS DEVELOPMENT
& WHOLEBUY
OFFICE
C.G.E. ONGARO
CHIEF HUMAN
RESOURCES &
ORGANIZATION OFFICE
P.CHIRIOTTICORPORATE
COMMUNICATION &
SUSTAINABILITY
M.E. DANESE
LEGAL, REGULATORY
&TAX
A. NUZZOLOPUBLIC AFFAIRS
S. STRAZZULLO
PROCUREMENT &
LOGISTIC
G. LEONECHIEF FINANCIAL
OFFICE
P. PELUSO
CHIEF TECHNOLOGY
OFFICE
L. DE CARVALHO
CAPDEVILLE
PRESIDÊNCIA TIM S.A.
A.M. GRISELLICHIEF CONSUMER,
SMALL & MEDIUM AND
MOBILE WHOLESALE
MARKET OFFICE
A. ROSSINICHIEF ENTERPRISE AND
INNOVATIVE
SOLUTIONS OFFICE
E. SCHIAVO
CHAIRMAN
A. FIGARI
CHIEF IT GROUP
OFFICE
R. MAZZILLI
INFORMAZIONI PER GLI INVESTITORI
Capitale Sociale TIM S.p.A. al 30 giugno 2026 Capitale Sociale euro 6.000.000.000,00 Numero azioni ordinarie (prive di valore nominale) 2.135.725.819 Numero azioni proprie ordinarie di TIM S.p.A. 10.758.578 Percentuale delle azioni proprie ordinarie del Gruppo sull’intero capitale sociale 0,50% Capitalizzazione di borsa (su media prezzi mese di giugno 2026) 16.501 milioni di euro L’Assemblea del 25 maggio 2016 ha integrato la denominazione sociale con l'introduzione del nome “TIM S .p.A.” in alternativa a “Telecom Italia S.p.A.”.
L’Assemblea degli Azionisti ordinari e l’Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio di TIM S.p.A., che si sono riunite in data 28 gennaio 2026, hanno approvato la proposta di riduzione volontaria del capitale e di conversione delle azioni di risparmio di TIM in azioni ordinarie, nei termini di cui alla proposta presentata dal Consiglio di Amministrazione.
In particolare, l’Assemblea degli Azionisti ordinari di TIM S.p.A. ha approvato in sede straordinaria:
■ la riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi di euro;
■ la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie.
La Riduzione di capitale è divenuta efficace in data 29 aprile 2026 e il capitale sociale della Società è stato ridotto da Euro 11.677.002.855,10 a Euro 6.000.000.000,00, senza variazione del numero di azioni TIM in circolazione.
In data 21 maggio 2026 si è conclusa l'operazione di conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie.
L’Assemblea degli Azionisti di TIM S.p.A. del 15 aprile 2026 in sede straordinaria ha approvato la proposta di raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di n. 1 nuova azione avente godimento regolare ogni n. 10 azioni ordinarie in circolazione. Tale operazione ha avuto esecuzione in data 15 giugno 2026.
Per le informazioni relative alle deliberazioni delle Assemblee del 28 gennaio 2026 e del 15 aprile 2026 e alle operazioni sul capitale di TIM S.p.A. si rimanda alla Nota "Patrimonio netto" del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM e a quanto reperibile su https://www.gruppotim.it/it/investitori/azioni/agm.html .
∂ Le azioni ordinarie di TIM S.p.A. sono quotate in Italia (indice FTSE) mentre le azioni ordinarie di TIM S.A. sono quotate in Brasile al B3.
Codici TIM - Telecom Italia TIM S.A.
ordinarie
Borsa IT0005712671 BRTIMSACNOR5
Bloomberg TIT:IM TIMS3:BZ
Reuters TLIT.MI TIMS3.SA
Le azioni ordinarie di TIM S.A. sono altresì quotate al NYSE (New York Stock Exchange); le quotazioni avvengono attraverso ADS (American Depositary Shares ) rappresentativi di 5 azioni ordinarie di TIM S.A..
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Informazioni per gli investitori 58
Azionisti
Composizione dell’azionariato al 30 giugno 2026 sulla base delle risultanze del Libro Soci integrate dalle comunicazioni ricevute e da altre informazioni a disposizione (azioni ordinarie):
Poste Italiane S.p.A. 20,10 % Gruppo TIM 0,50 % Barclays 3,47 % Istituzionali Italia 6,87 % Istituzionali Estero 49,12 %Altri azionisti 19,94 % Partecipazioni rilevanti nel capitale Al 30 giugno 2026 sulla base delle risultanze del Libro Soci, delle comunicazioni effettuate alla Consob e alla Società ai sensi dell'art. 120 del D. Lgs. n. 58 del 24 febbraio 1998 e di altre informazioni a disposizione, risultavano le seguenti partecipazioni rilevanti (superiori alla soglia del 3%) nel capitale ordinario di TIM S.p.A.:
Soggetto Tipologia di possesso Quota % su capitale ordinario Poste Italiane S.p.A. Diretto 20,104% Barclays (*)Indiretto 3,47% (*) Partecipazione detenuta anche tramite società controllate.
Rappresentanti comuni
L’Assemblea speciale degli Azionisti di risparmio del 24 giugno 2025 ha nominato l’Avv. Prof. Emanuele Rimini rappresentante comune della categoria per tre esercizi, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027.
All’esito del completamento dell'operazione di conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, conclusasi in data 21 maggio 2026, tale carica è cessata anticipatamente. Per più estesa informativa si rimanda alla Nota "Patrimonio netto" del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM .
∂ Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Informazioni per gli investitori 59
Rating
Al 30 giugno 2026, il giudizio su TIM delle tre agenzie di rating - Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings – risulta il seguente:
Rating Outlook
STANDARD & POOR'S BB+ stabile
MOODY'S Ba1 stabile
FITCH RATINGS BB+ stabile
Deroga all’obbligo di pubblicazione dei documenti informativi per operazioni
straordinarie
In data 17 gennaio 2013 il Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. ha deliberato di avvalersi della facoltà – di cui agli artt. 70 comma 8 e 71 comma 1-bis, del Regolamento Consob n. 11971/99 – di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Informazioni per gli investitori 60
OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Ai sensi dell’art. 5, commi 8 e 9, del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 concernente le “Operazioni con parti correlate” e delle successive modifiche, nel primo semestre 2026 non si segnalano operazioni di maggiore rilevanza, così come definite dall’art. 4, comma 1, lett. a) del summenzionato regolamento che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo TIM.
Inoltre, non si segnalano operazioni concluse nel primo semestre 2026 che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo TIM né sono intervenute modifiche o sviluppi delle operazioni con parti correlate descritte nella Relazione sulla gestione dell’esercizio 2025 che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo TIM nel primo semestre 2026.
Con riferimento al primo semestre 2026 si precisa che:
■ ai fini della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) continua ad essere Parte Correlata, inoltre, così come richiesto dallo IAS 24 paragrafo 26, è stata svolta un'analisi qualitativa sui rapporti in essere con le società controllate dal MEF. L’analisi ha evidenziato che tali rapporti sono principalmente relativi ad acquisti di beni e servizi (energia, trasporti, servizi postali) che vengono condotti a normali condizioni di mercato. Con esclusivo riferimento all’applicazione della Procedura Operazioni con Parti Correlate della società, in data 25 settembre 2025, il Consiglio di Amministrazione, aveva deliberato di escludere il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e le sue controllate dall’elenco delle parti correlate in applicazione di quanto previsto dalla Legge 8 agosto 2025, n. 118 (di conversione del Decreto Legge 30 giugno 2025, n. 95) che ha escluso la sussistenza di rapporti di correlazione per gli effetti di cui all’articolo 2391-bis del codice civile fra le pubbliche amministrazioni che non esercitano poteri di direzione e coordinamento e le società da queste ultime partecipate anche in modo indiretto;
■ il gruppo Poste Italiane , a partire da fine giugno 2025, è compreso fra le "Altre Parti correlate". In particolare, al 30 giugno 2026, Poste Italiane S.p.A. detiene una partecipazione pari al 20,104% del capitale sociale di TIM S.p.A., a seguito delle operazioni sul capitale perfezionate da TIM S.p.A. nel corso del primo semestre 2026, conseguenti alle deliberazioni delle Assemblee degli Azionisti di TIM S.p.A. del 28 gennaio 2026 e del 15 aprile 2026.
Con riferimento ai periodi posti a confronto, si precisa che:
■ il gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e le società da questa controllate, a partire da marzo 2025 non sono più comprese fra le "Altre Parti correlate” a seguito della cessione della partecipazione rilevante del 9,81%, detenuta in TIM S.p.A.;
■ Vivendi S.A. e le società del gruppo a cui la stessa appartiene, a partire da fine giugno 2025, non sono più comprese fra le "Altre Parti correlate" a seguito della cessione di una quota – pari al 15% del capitale ordinario - della partecipazione detenuta nel capitale ordinario di TIM S.p.A..
Le operazioni con parti correlate, quando non dettate da specifiche condizioni normative, sono state di norma regolate a condizioni di mercato; la loro realizzazione è avvenuta nel rispetto della procedura interna che contiene le regole volte ad assicurarne la trasparenza e la correttezza, ai sensi del Regolamento Consob n. 17221/2010, consultabile nella versione in vigore sul sito gruppotim.it , sezione Gruppo – Governance - Strumenti di Governance - Altri Codici e Procedure.
Per le informazioni sui rapporti con parti correlate si fa rimando agli Schemi di bilancio e alla Note “Operazioni con parti correlate” del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Operazioni con parti correlate 61
INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
In aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS Accounting Standards, il Gruppo TIM utilizza nelle presentazioni interne ( business plan ) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della propria gestione economica e della propria situazione patrimoniale e finanziaria. Tali indicatori rappresentano, infatti, un’utile unità di misura per la valutazione delle performance operative del Gruppo (nel suo complesso e a livello di Business Unit).
Tali indicatori, che sono presentati nelle relazioni finanziarie (annuali e infrannuali), non devono, comunque, essere considerati sostitutivi di quelli convenzionali previsti dagli IFRS Accounting Standards. Poiché queste misure non sono definite dagli IFRS Accounting Standards, il loro calcolo può differire dagli indicatori alternativi pubblicati da altre società. Per questo motivo, la comparabilità tra le società può essere limitata.
Gli indicatori alternativi di performance normalmente utilizzati sono nel seguito illustrati:
■ EBITDA : tale indicatore è utilizzato da TIM come financial target in aggiunta all’ EBIT . Questi indicatori sono determinati come
segue:
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento + Oneri finanziari
- Proventi finanziari +/- Altri oneri/(Proventi) da partecipazioni +/- Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto EBIT- Risultato Operativo +/- Svalutazioni/(Ripristini di valore) di attività non correnti +/- Minusvalenze/(Plusvalenze) da realizzo di attività non correnti
+ Ammortamenti
EBITDA-Risultato Operativo Ante Ammortamenti, Plusvalenze/(Minusvalenze) e Ripristini di valore/(Svalutazioni) di Attività non correnti ■ Variazione organica e impatto delle partite non ricorrenti sui Ricavi, sull’EBITDA e sull’EBIT : tali indicatori esprimono la variazione in valore assoluto e/o in percentuale dei Ricavi, dell’EBITDA e dell’EBIT, escludendo, ove presenti, gli effetti della variazione dell’area di consolidamento, delle differenze cambio e degli eventi e operazioni di natura non ricorrente. Il Gruppo TIM presenta la riconciliazione tra il dato “contabile o reported ” e quello “organico esclusa la componente non ricorrente”.
■ EBITDA margin e EBIT margin : TIM ritiene che tali margini rappresentino degli utili indicatori della capacità del Gruppo, nel suo complesso e a livello di Business Unit, di generare profitti attraverso i suoi ricavi. L’EBITDA margin e l’EBIT margin misurano, infatti, la performance operativa di un’entità analizzando le percentuali dei ricavi che diventano, rispettivamente, EBITDA e EBIT.
■ Indebitamento Finanziario Netto : TIM ritiene che l’Indebitamento Finanziario Netto rappresenti un indicatore della capacità di far fronte alle proprie obbligazioni di natura finanziaria, rappresentate dal Debito Finanziario Lordo ridotto della Cassa e Altre Disponibilità Liquide Equivalenti e di altre Attività Finanziarie. Il Gruppo TIM presenta una tabella che evidenzia i valori della situazione patrimoniale-finanziaria utilizzati per il calcolo dell’Indebitamento Finanziario Netto del Gruppo.
Al fine di meglio rappresentare la reale dinamica dell’indebitamento finanziario netto il Gruppo TIM presenta, oltre al consueto indicatore (ridefinito “Indebitamento finanziario netto contabile”), anche una misura denominata “Indebitamento finanziario netto rettificato”, che sterilizza gli effetti causati dalla volatilità dei mercati finanziari. Considerando che alcune componenti della valutazione al fair value dei derivati (contratti per determinare il tasso di cambio e di interesse di flussi contrattuali) e di derivati embedded in altri strumenti finanziari, non comportano un effettivo regolamento monetario, l’Indebitamento finanziario netto rettificato esclude tali effetti meramente contabili e non monetari (compresi gli effetti dell’IFRS 13 – Valutazione del fair value ) dalla valutazione dei derivati e delle correlate passività/attività finanziarie.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Indicatori alternativi di performance 62
L’indebitamento finanziario netto viene determinato come segue:
+ Passività finanziarie non correnti + Passività finanziarie correnti + Passività finanziarie direttamente correlate ad Attività cessate / Attività non correnti destinate ad essere cedute A) Debito Finanziario lordo + Attività finanziarie non correnti + Attività finanziarie correnti + Attività finanziarie comprese nelle Attività cessate / Attività non correnti destinate ad essere cedute B) Attività Finanziarie C=(A - B) Indebitamento finanziario netto contabile D) Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività / attività finanziarie E=(C + D) Indebitamento finanziario netto rettificato ■ Investimenti industriali (al netto delle licenze di TLC) : questa misura finanziaria rappresenta le attività di investimento industriale al netto degli investimenti per competenza relativi alle licenze di TLC per l'utilizzo delle frequenze.
■ Flusso di cassa della gestione operativa (Operating Free Cash Flow - OFCF) e flusso di cassa della gestione operativa (al netto delle licenze) : queste misure finanziarie rappresentano il flusso di cassa disponibile per rimborsare il debito (compresi i debiti per leasing ) e per coprire eventuali investimenti finanziari e, nel caso dell'OFCF, i pagamenti delle licenze e delle frequenze.
Il flusso di cassa della gestione operativa (Operating Free Cash Flow) e il flusso di cassa della gestione operativa (al netto delle licenze) sono calcolati come segue:
EBITDA
- Investimenti industriali di competenza +/-Variazione del capitale circolante netto operativo (Variazione delle rimanenze, Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti, Variazione dei debiti commerciali, Variazione di debiti per licenze di telefonia mobile / spectrum, Altre variazioni di crediti/debiti operativi, Variazione dei fondi relativi al personale, Variazione dei fondi operativi e altre variazioni) Operating Free Cash Flow
- Pagamento delle licenze di TLC e per l’utilizzo delle frequenze Flusso di cassa della gestione operativa (al netto delle licenze) Indicatori alternativi di performance After Lease A seguito dell’adozione dell’IFRS 16, il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance :
■ EBITDA After Lease (“EBITDA AL”) , calcolato rettificando l’EBITDA Organico al netto delle partite non ricorrenti degli importi connessi al trattamento contabile dei contratti di leasing ;
■ Indebitamento finanziario netto rettificato After Lease , calcolato escludendo dall’Indebitamento finanziario netto rettificato le passività nette connesse al trattamento contabile dei contratti di leasing . TIM ritiene che l’Indebitamento Finanziario Netto rettificato After Lease rappresenti un indicatore della capacità di fare fronte alle proprie obbligazioni di
natura finanziaria;
■ Equity Free Cash Flow After Lease, tale indicatore rappresenta il Free Cash Flow disponibile per la remunerazione del capitale proprio, per il rimborso del debito e per la copertura degli eventuali investimenti finanziari e dei pagamenti di licenze e frequenze. Tale indicatore viene determinato come segue:
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato delle attività in funzionamento +/- Impatto per locazioni finanziarie (nuove operazioni di leasing e/o i rinnovi e/o le proroghe (-) / eventuali disdette/estinzioni anticipate di operazioni di
leasing (+))
- Pagamento delle licenze TLC e per l’utilizzo di frequenze +/- Impatto finanziario derivante da operazioni di acquisizione e/o cessioni di partecipazioni
- Pagamento dei dividendi e Change in Equity
- Pagamenti contratti di leasing (quota capitale dei canoni di leasing) Equity Free Cash Flow After Lease L’Equity Free Cash Flow After Lease rappresenta un utile indicatore della capacità di generazione di Free Cash Flow.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Indicatori alternativi di performance 63
INNOVAZIONE, RICERCA E SVILUPPO
Innovazione e ricerca L’innovazione è una componente fondamentale del Gruppo TIM che investe in nuovi business e tecnologie, competenze, ricerca e partnership con l’obiettivo di accompagnare la trasformazione digitale dell’Italia, abilitando la competitività delle imprese, l’evoluzione dei servizi della Pubblica Amministrazione e dei cittadini e la crescita di un ecosistema innovativo e sostenibile.
Storicamente – dallo CSELT ai più recenti TIM Innovation Lab – l’attenzione è stata sempre quella di attivare laboratori e centri di ricerca che anticipassero tecnologie e standard , contribuendo allo sviluppo dell’industria italiana delle telecomunicazioni e del comparto ICT. Una tradizione che si è rafforzata attraverso un modello sempre più aperto in ottica di open innovation .
Partnership , collaborazioni pubblico-privato, laboratori, hub di innovazione, centri di competenza, brevetti e progetti, compongono oggi un sistema capace di trasformare la ricerca in soluzioni concrete per cittadini, aziende e istituzioni locali.
TIM, primo operatore infrastrutturato in Italia, è impegnata nello sviluppo di soluzioni e tecnologie che abilitano nuovi modelli di business e di servizio migliorando la qualità dell’esperienza digitale: intelligenza artificiale, cloud ed edge computing , reti 5G e di nuova generazione, Internet of Things con particolare riferimento alla smart land , cybersecurity , extended reality , data analytics e lo sviluppo di nuove competenze.
Nel segmento consumer e delle piccole e medie imprese, TIM evolve verso un modello di customer platform che supera i servizi telco tradizionali, proponendosi come punto di accesso unico alla vita digitale dei clienti, semplificando l’esperienza e integrando servizi selezionati di qualità nei settori dell’intrattenimento, dell’energia e dell’assicurazione, oltre a piattaforme digitali a valore aggiunto.
L’intero sistema è orientato a creare valore reale, soluzioni scalabili e impatti misurabili. Gli interventi di innovazione si articolano con casi d’uso e soluzioni specifiche, con piattaforme e servizi digitali innovativi e nel lungo periodo con la ricerca tecnologica e il contributo agli standard internazionali.
Innovazione, ricerca e sviluppo Domestic I primi sei mesi del 2026 vedono il Gruppo TIM farsi portavoce di attività di innovazione trasversali, centrali per il cambiamento tecnologico, di mercato e competitivo. La funzione di Innovazione Tecnologica e Innovazione di Business, con sedi a Torino, Milano, Roma e Catania, che impiega circa 160 persone, si focalizza sulle attività che creano un vantaggio competitivo per l’Azienda in termini di business , di innovazione tecnologica e di riconoscimento del valore innovativo del brand , sia in ottica di crescita della top line sia di aumento dell’efficienza dell’Azienda. Più in generale nelle attività di Ricerca e Sviluppo TIM impegna 1.450 persone in Italia. ha rafforzato la sua adesione al paradigma Open Innovation quale modello operativo puntando:
■ alla creazione di un ampio ecosistema di partner ( start-up , aziende, Università, Pubblica Amministrazione, ecc.), per favorire l’incontro della “domanda” e dell'“offerta”;
■ alla creazione di rapporti duraturi con partner strategici;
■ ad un approccio orientato al modello di piattaforma in cui TIM rende accessibili funzionalità utilizzate dai soggetti (sia interni che esterni) coinvolti nel processo di innovazione per creare nuovi prodotti/servizi digitali.
L’innovazione di rete e i servizi 5G based TIM è fortemente impegnata nello sviluppo e nella trasformazione tecnologica: a livello di Gruppo, nel piano strategico 2025-2027 sono previsti circa 6 miliardi di euro su 5G, Cloud , Intelligenza Artificiale e IoT.
Gli investimenti sulla rete mobile permetteranno un’accelerazione nello sviluppo del 5G, capace di abilitare scenari innovativi in ambito industriale, pubblico e privato, con soluzioni avanzate e sostenibili basate sull’utilizzo del Cloud , dell’Intelligenza Artificiale e dell’IoT.
TIM continua ad estendere la copertura in 5G, con l’obiettivo di raggiungere, a partire dal 77% del 2024, circa il 90% della popolazione entro il 2027. Il servizio è già disponibile nelle principali città e in migliaia di Comuni per cittadini e imprese ad una velocità fino a 2 Gigabit al secondo.
Sono oltre 30 i progetti di ricerca e innovazione europei relativi all’evoluzione del 5G a cui TIM ha partecipato negli ultimi anni, in particolare Horizon Europe, che riguardano le attività promosse dalla 6G Industry Association. TIM è infatti uno dei più attivi operatori in Europa per numero di progetti finanziati (oltre dieci quelli nuovi negli ultimi tre anni) e per entità dei finanziamenti. In questo ambito si distinguono il recente 6G-Sustain, progetto europeo per la sostenibilità delle reti mobili del futuro; 6GREEN, che si occupa della relativa efficienza energetica dei prossimi sistemi e Trialsnet, per sperimentazioni di soluzioni 5G innovative.
A novembre 2025, TIM ha annunciato un importante accordo con Nokia per l’espansione e la modernizzazione della rete 5G, garantendo servizi evoluti ai clienti del Gruppo e contribuendo a portare la banda ultra-larga nelle aree meno servite. L’accordo permetterà ai clienti di TIM di beneficiare di connessioni mobili ancora più veloci e stabili, una maggiore qualità della rete nelle aree urbane e rurali, tempi di risposta più rapidi per applicazioni digitali e servizi cloud, e un’esperienza più efficiente per lo streaming , il gaming , la collaborazione da remoto e i servizi digitali delle aziende e della Pubblica Amministrazione.
TIM, a gennaio 2026, ha definito con Fastweb+Vodafone un accordo preliminare per avviare una cooperazione per lo sviluppo delle reti di accesso mobile attraverso un modello di Radio Access Network (RAN) sharing . L’accordo - propedeutico alla finalizzazione di un contratto definitivo, previsto entro il secondo trimestre 2026 – mira ad accelerare l’espansione del 5G in Italia. Il progetto, soggetto alle autorizzazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), rappresenta un importante passo avanti nell’uso efficiente delle infrastrutture esistenti e per realizzare una copertura 5G più ampia e sostenibile. L’accordo prevede che ciascun operatore possa utilizzare - nelle aree interessate - l’infrastruttura di accesso radio-mobile dell’altro, evitando duplicazioni infrastrutturali. Le efficienze consentiranno di estendere la copertura delle reti 5G ad alte prestazioni ad aree a bassa densità poco servite, migliorando l’inclusione digitale e la qualità del servizio per famiglie e imprese.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Innovazione, ricerca e sviluppo 64
Recenti applicazioni del 5G ■ TIM Enterprise ha aderito al MOST - Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile , il progetto PNRR per una mobilità sempre più efficiente e a supporto dello sviluppo delle smart city , grazie all’interconnessioni tra veicoli, infrastrutture e utenti.
Con il coordinamento dello Spoke 7 (Mobilità Cooperativa Connessa e Automatizzata – CCAM – e Infrastrutture Intelligenti) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, TIM Enterprise sviluppa e sperimenta soluzioni innovative per le Smart Roads attraverso la piattaforma di proprietà "Via-Nova", in grado di abilitare servizi Cellular Vehicle-to-Everything (C-V2X), interoperabili grazie alla rete 5G e l’ Edge Cloud per migliorare sicurezza, gestione del traffico e sostenibilità.
■ Lo scorso dicembre a Napoli, TIM Enterprise ha partecipato alla "Piattaforma nazionale per la mobilità connessa e integrata", l’appuntamento dedicato alle tecnologie CCAM ( Cooperative Connected and Automated Mobility ) nel corso del quale sono stati presentati alcuni scenari dimostrativi. TIM Enterprise ha messo a disposizione connettività avanzata 5G, Edge Cloud e la piattaforma "Via Nova" capace di far dialogare i veicoli con l'infrastruttura stradale e i sistemi di controllo della mobilità cittadina, accelerando la diffusione di servizi cooperativi sicuri ed efficienti, nuovi modelli per le Smart Roads .
■ Ad aprile 2025, TIM Enterprise prende parte al progetto Smart Port - realizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Porto di Taranto - che grazie all’implementazione della rete 5G di TIM è diventato un modello per la gestione integrata di applicazioni tecnologiche nel settore portuale, migliorando le prestazioni dei servizi digitali. L’infrastruttura di rete 5G consentirà la gestione integrata di servizi e soluzioni avanzate in grado di coprire diversi ambiti: operazioni di arrivo e partenza delle navi, carico e l scarico di container , logistica, magazzini e trasporto interno dei container.
■ Grazie alla rete 5G privata di TIM è stato possibile connettere ad alta velocità il Porto di Livorno e il ponte di Comando della nave, potendo così abilitare servizi di geolocalizzazione ad altissima precisione, integrati con i sistemi GPS.
■ Al BI-REX di Bologna , in occasione dell’evento "5G Industrial Experience Hub", sono state presentate soluzioni avanzate per il settore manifatturiero con la rete privata 5G, che abilita una nuova era della "smart factory" wireless . Presso il Bi-REX, TIM in collaborazione con Qualcomm, ha potenziato la rete privata 5G Stand Alone di ultima generazione con una copertura anche alle frequenze millimetriche dei 26 GHz, creando un ambiente digitalmente interconnesso per favorire i processi di innovazione tecnologica e digitale delle imprese. Il Competence Center BI-REX è un esempio di fabbrica digitale all’avanguardia dove le imprese possono sperimentare concretamente i benefici dell’adozione del 5G, integrato con tecnologie abilitanti come IoT, AI, Edge Computing e Cloud Robotics , effettuando test before invest di soluzioni innovative per l’industria. Tra gli esempi, la piattaforma software "TIM Multi Robot Orchestrator" di TIM Enterprise per gestire robot (terrestri e droni) in scenari industriali, integrando servizi cloud per l’analisi dei flussi video con l’Intelligenza Artificiale e l’analisi dei dati in tempo reale. Inoltre, presso il BI-REX TIM Enterprise ha presentato una soluzione di Extended Reality progettata per ottimizzare le operazioni aziendali: i tecnici, direttamente dai propri smartphone , accedono a informazioni in Realtà Aumentata, ricevendo istruzioni interattive e contestualizzate. Ciò consente di migliorare l’efficacia degli interventi e di ridurre notevolmente i tempi di fermo macchina.
Utilizzando i visori in Realtà Virtuale, è inoltre possibile simulare scenari operativi in un ambiente immersivo, offrendo un’esperienza di apprendimento e formazione più coinvolgente, sicura ed efficace, con un impatto diretto sull’ottimizzazione dei processi formativi.
■ Lo scorso gennaio è stato effettuato un intervento di chirurgia corneale a distanza da Bangalore (India) al Policlinico di Bari reso possibile grazie alla tecnologia 5G di TIM, in collaborazione con Ericsson, installando presso la Clinica Oculistica del Policlinico di Bari l’infrastruttura idonea, che consente di mantenere una latenza di trasmissione adeguata tra la iVis Remote Control Station ed il laser iRes®2. In questo ambito sono stati già realizzati numerosi interventi a distanza con le stesse tecnologie da Bari a Barcellona, Grosseto, Dubai e Roma.
Il 5G di TIM per la clientela consumer e business TIM propone tutte le offerte commerciali mobili e fisso-mobili con il profilo 5G alla clientela business e consumer. In particolare, per il segmento consumer due i profili per offrire velocità sempre più elevate e con minor latenza: 5G ULTRA fino a 2Gbps in download e 300Mbps in upload e priorità d’accesso sulla rete mobile e 5G con velocità fino a 250Mbps in download e 75 Mbps in upload. Le offerte del portafoglio consumer TIM Mobile e TIM Young (per i giovani under 30) e le offerte business TIM 5G Power nelle versioni Premium+, Unlimited One e Unlimited+ hanno incluso il 5G ULTRA. Per conoscere le località raggiunte dal 5G è possibile consultare il seguente link: https://www.tim.it/fisso-e-mobile/5g#c-116697820 .
TIM offre la velocità del 5G anche ai clienti che viaggiano oltre confine. Con un’offerta 5G già attiva e valida in Italia è possibile beneficiare automaticamente degli accordi di roaming 5G stipulati tra TIM e i principali partner presenti in numerosi paesi europei e internazionali. Per maggiori dettagli è possibile visitare la pagina https://www.tim.it/fisso-e-mobile/estero/copertura-5g .
Applicazioni e scenari d’uso del 5G Offerta rete privata 5G per le imprese TIM propone l’offerta di rete 5G privata per tutti i clienti che hanno necessità di connettività dedicata. La soluzione garantisce bassa latenza, alta capacità di traffico, sicurezza e affidabilità dei dati, componenti per ottimizzare il successo competitivo in molti settori del mercato. TIM offre la possibilità di realizzare una virtual private network utilizzando un APN 5G dedicato e, tra gli strumenti a supporto del business , può fornire SIM 5G M2M con una piattaforma dedicata per la gestione.
Robotica industriale e Automazione Interconnettere, scambiare dati e gestire a distanza gli impianti industriali, garantendo una maggiore efficienza, affidabilità, sicurezza e migliorare in modo significativo il ciclo produttivo. L‘utilizzo di una connettività dedicata 5G (5G private network ) consente di raggiungere gli obiettivi di bassissima latenza e sicurezza dei dati richiesti dalle aziende produttive.
Il robot NTB-01 - sviluppato da Ducati Corse e Lenovo – si evolve con il 5G. Il robot impiegato per l’analisi e la mappatura di precisione dei circuiti di gara con sistemi avanzati come la stereo camera e il LiDAR, ha ora a bordo la connettività 5G di TIM per la trasmissione dei dati in tempo reale, superando la necessità di interventi manuali e con il vantaggio di connettersi da remoto alla workstation Lenovo integrata nel robot . Altra novità è l’introduzione di una soluzione di localizzazione GPS-RTK, sviluppata da TIM Enterprise in collaborazione con WAY, che offre al robot una precisione di posizionamento centimetrica.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Innovazione, ricerca e sviluppo 65
Smart City
■ TIM presidia la Control Room di Venezia per la smart city del futuro, riunisce in una "cabina di regia" soluzioni per migliorare la mobilità e la sicurezza della città realizzando un modello di intelligenza urbana basato su tecnologie abilitanti quali IoT, Intelligenza Artificiale e Cloud . TIM Enterprise ha reso possibile l’implementazione del progetto con la soluzione TIM Urban Genius sviluppata in collaborazione con Olivetti, società del Gruppo specializzata nell’IoT. "TIM Urban Genius" è una consolle , dotata delle migliori tecnologie digitali, che realizza un modello di smart city sostenibile in grado di rispondere anche ad eventi improvvisi, a supporto delle Amministrazioni, dei cittadini e a beneficio della collettività e già adottata da diversi comuni di grandi e piccole dimensioni. "TIM Urban Genius" utilizza le più moderne tecnologie di Information Technology , in particolare Big Data e Video Analytics e Machine Learning , Internet of Things , Cloud Computing e 5G per fornire informazioni e previsioni in tempo reale, a supporto delle decisioni delle Amministrazioni per il controllo e la misura dello stato della città, del traffico stradale e acqueo, per il governo dei flussi e per l’assistenza alla mobilità dei cittadini, consentendo di intervenire rapidamente o in anticipo in situazioni di necessità e di ottimizzare la pianificazione dei servizi.
■ TIM è partner del nuovo laboratorio urbano di Torino "La Casa delle tecnologie emergenti - CTE Next" per lo sviluppo di settori strategici come la mobilità intelligente, l'industria 4.0 e i servizi urbani innovativi. Si tratta di un centro di trasferimento tecnologico diffuso sulle tecnologie emergenti abilitate dal 5G e dalla soluzione edge cloud di TIM.
■ TIM è partner della CTE COBO, Casa delle Tecnologie Emergenti del Comune di Bologna , che rappresenta un’infrastruttura tecnologica diffusa sul territorio dell’Emilia-Romagna, volta a portare innovazione e crescita sostenibile in settori strategici come: Industria 4.0, Industria Culturale e Creativa e Servizi urbani innovativi. Si tratta di un centro di trasferimento tecnologico diffuso sulle tecnologie emergenti abilitate dal 5G di TIM per lo sviluppo dei servizi digitali di nuova generazione e della CTE di Cagliari che sta sperimentando soluzioni di blockchain associate al 5G.
■ TIM è partner della CTE di Napoli la Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE) , un centro di innovazione avanzata nel settore delle Industrie culturali e creative in via di realizzazione nella zona di Napoli Est. TIM realizzerà un’infrastruttura di rete 5G indoor dedicata al nuovo centro tecnologico. L’infrastruttura è finalizzata a supportare la sperimentazione dei servizi delle aziende che aderiscono al progetto.
Turismo, Cultura & Entertainment Le nuove tecnologie di eXtended reality (realtà estesa) rappresentano valide alternative di contatto con spettatori e visitatori, per una fruizione dei contenuti in contesti museali, archeologici e nella promozione del territorio e della cultura. La piattaforma tecnologica consente la creazione e la personalizzazione delle esperienze di realtà aumentata e virtuale e nasce da sperimentazioni realizzate dall’area Innovazione di TIM. Numerose soluzioni sono a catalogo nell’offerta di TIM Enterprise.
TIM è in prima linea per garantire ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 una connettività avanzata, sicura e capillare, grazie al potenziamento della rete 5G con la predisposizione di punti di connettività ad altissima densità nei luoghi chiave delle Olimpiadi: un ecosistema tecnologico pensato per supportare atleti, organizzatori, sedi di gara e impianti sportivi, media e pubblico, ma anche per accompagnare la trasformazione dei territori coinvolti in vere e proprie smart land .
■ TIM Enterprise ha presentato a Borgo Panigale il progetto di innovazione tecnologica nato dalla collaborazione sui circuiti di tutto il mondo tra TIM e Ducati Corse e realizzato in partnership con Qualcomm Technologies Inc.. L’iniziativa si compone di diverse soluzioni tecnologiche avanzate, che TIM Enterprise ha sviluppato allo scopo di esplorare nuove esperienze immersive per gli appassionati. Grazie alle nuove soluzioni digitali di Virtual Reality di TIM Enterprise e al 5G i visitatori del Museo Ducati potranno immergersi a 360° nell’atmosfera del Box del Team ufficiale Ducati in MotoGP™ con una visione POV ( Point of View ) in qualità video fino a 8K oppure ripercorrere in una "stanza delle meraviglie" virtuale la storia dell’iconica Ducati 916, attraverso una collezione interattiva di immagini, rari documenti storici e progettuali. Con l’occasione è stato presentato un caso d’uso dimostrativo delle potenzialità dei robot connessi in 5G per l’ambito industriale e logistico, per la tracciabilità delle moto movimentate all’interno del nuovo polo logistico Ducati di Valsamoggia (BO).
■ TIM Enterprise ha presentato a Firenze, insieme a Opera di Santa Croce, un progetto che consente di unire cultura e tecnologia per valorizzare il patrimonio artistico italiano.
Innovazione e ricerca Attività di ricerca finanziata TIM anche nel 2026 è attiva nella partecipazione alle iniziative di innovazione e ricerca finanziate dall’Unione Europea e dalle pubbliche amministrazioni nazionali, prendendo parte, in particolare, a progetti internazionali su tematiche fondamentali per TIM.
Nel periodo 2021-2027, nei programmi di ricerca e innovazione europei (quali Connecting Europe Facility, Horizon 2020 e la sua recente evoluzione Horizon Europe) TIM è e sarà impegnata in un significativo numero di progetti di ricerca finanziata (10-15 per anno), ottenendo un finanziamento complessivo annuo di circa 1,5-2 milioni di euro. In questo ambito, le attività svolte nei progetti finanziati sulle tematiche del 5G, della virtualizzazione e dei servizi di mobilità intelligente e, più recentemente, il "Beyond 5G", che porterà alla definizione della nuova generazione di sistemi mobili del prossimo futuro, sono quelle che hanno consentito, da un lato, di arricchire il bagaglio di competenze e, dall’altro, di acquisire e consolidare un ruolo riconosciuto a livello internazionale.
I Laboratori di Innovation del Gruppo, oltre a gestire il patrimonio brevettuale, partecipano a oltre 20 progetti di innovazione finanziata a livello nazionale ed europeo - tra cui Horizon Europe e CEF - posizionando TIM tra le principali aziende italiane per volume di finanziamenti ricevuti.
TIM è inoltre membro della Fondazione Restart, il programma di riferimento promosso dal MUR e MIMIT in ambito ricerca e sviluppo per le telecomunicazioni in Italia. La collaborazione coinvolge le principali università italiane con progetti congiunti, tesi di laurea e dottorato di ricerca.
Il programma IPCEI-CIS TIM è tra le aziende italiane assegnatarie dei finanziamenti IPCEI-CIS - “Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo – Cloud Infrastructure Services” finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU .
Il progetto punta a sviluppare e realizzare un "Edge Cloud Continuum" di nuova generazione, che possa offrire prestazioni elevate in termini di latenza e larghezza di banda minima garantita, assicurare un accesso aperto e pubblico a tutti i casi d'uso, e la relativa gestione degli open data, garantire sicurezza e conformità alla legislazione sui dati dell'UE e fornire le basi per nuovi servizi digitali europei.
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"TIM Edge & Cloud Continuum" è il progetto di TIM avviato nell'ambito degli IPCEI indetti dalla Commissione Europea per promuovere e finanziare la collaborazione tra imprese e centri di ricerca nella realizzazione di progetti innovativi e strategici dedicati allo sviluppo e alla produzione industriale in specifici settori.
In particolare, a dicembre 2023 la Commissione Europea ha autorizzato la realizzazione del primo IPCEI incentrato sulle tecnologie che mirano a creare una catena del valore europea per le Infrastrutture e i Servizi Cloud (CIS). L’obiettivo è favorire l’interoperabilità e l’integrazione delle offerte cloud in Europa, la disponibilità di investimenti pubblici e privati nell’ambito dell’Edge e del Cloud e l'ingresso di nuove imprese sul mercato, con conseguente crescita dell’ecosistema.
Innovazione e ricerca con le Università Per quanto riguarda le attività di ricerca e sviluppo, da sempre TIM è concentrata nella creazione di un vero e proprio "Open Innovation Ecosystem" incentrato sulla collaborazione con alcune Università italiane proprio per sviluppare nuovi Open Lab e Progetti di Ricerca, anche attraverso la contribuzione a PhD per interiorizzare conoscenze specialistiche, ma anche per la condivisione di trend tecnologici forieri di nuove opportunità di crescita all’interno di un mercato sempre più globale.
Open Innovation si innesca quindi in un ecosistema integrato con le direzioni strategiche europee ed italiane costituito da commesse, dottorati, PoC, sviluppo di prototipi-demo, Community Open Source , progetti finanziati e dissemination .
La pianificazione delle attività di ricerca con le Università per il 2026 ha individuato dei veri e propri percorsi strutturati su alcune tematiche di medio-lungo termine per complementare ed arricchire il know-how interno e costruire una visione d’insieme a 360°; in particolare, sono previsti:
■ l'impostazione di percorsi e collaborazioni di medio termine;
■ la continuità delle Convenzioni di ricerca attraverso specifici Accordi Quadro con:
● Politecnico di Torino per progetti di ricerca su 6G, NTN – Satelliti, Quantum AI Energy , AI&Big Data , Agentic AI , Radio Evolution, Edge Cloude, Algoritmi avanzati "qu;antum-ready", Acceleratori HW/SW di ottimizzazione quantistica, Robotics & Health , AI & HCI;
● Università di Milano per studi rivolti alle Piattaforme ad Agenti e LLM;
● il CNIT sul tema del 5G con lo scopo di definire e realizzare un ambiente simulato (" Environment ") realistico grazie all’utilizzo sinergico di campagne di misura dei dati MDT, dei dati prestazionali di rete (KPI di cella) e del software di simulazione elettromagnetica delle reti radiomobili TIMPLAN di TIM;
● Università di Torino con 2 progetti di ricerca sul tema del AI&HCI;
● Università di Catania con 3 progetti su: “ IoT, Nature-Based solutions , Smart Land , Sostenibilità” e AI, IoT e Multimedia Intelligence . Tali progetti potranno essere valorizzati nell'ambito delle collaborazioni in essere con il gruppo IoT Factory Olivetti su cui TIM Enterprise sta puntando per estendere la sua offerta Smart City e Smart Land ;
● Università di Pisa per progetti di ricerca sul tema del Radio Evolution;
● Università di Modena e Reggio Emilia con un progetto su Modelli Edge Cloud innovativi per applicazioni di mobilità;
● Università di Genova con un progetto su Smart Roads /Smart Mobility ;
Di seguito si riportano alcuni dati relativi all'innovazione e ricerca con le Università:
■ collaborazioni di ricerca per oltre 1 milione di euro per il 2026, si tratta di commesse su tutti i temi tecnologici sopracitati con diversi Dipartimenti dei centri di eccellenza sopraelencati alcuni dei quali condotti nel contesto dell’iniziativa IPCEI-CIS;
■ testimonianze di ricercatori TIM a vario titolo nei corsi universitari;
■ 6 PhD finanziati da TIM;
■ Quantum Academy (prima in Italia) con il Politecnico di Torino e 5G Academy con l’Università Federico II di Napoli;
■ collaborazione nei progetti europei, in particolare nel programma Horizon e DEP;
■ programmi di ricerca nazionale, in particolare il progetto MUR PNRR Misura 4.3 RESTART (terminato a giugno 2026).
Molto proficua è la collaborazione con l’ecosistema di ricerca in cinque Centri di Competenza Industria 4.0 (Birex, CIM 4.0, Smact, Artes, Meditech) e nelle Case delle Tecnologie Emergenti (CTE Next di Torino, Genova, Cagliari, Bologna) promosse dal MIMIT. Le collaborazioni prevedono la realizzazione di coperture radio 5G ad alte prestazioni, come la rete di accesso di tipo pubblica, che consente l’accesso sia a piattaforme messe a disposizione da TIM, sia ad applicativi disponibili su Internet , o reti di accesso di tipo privato, che dedicano la capacità disponibile ai soli utenti coinvolti, dando accesso ad applicativi disponibili localmente. Gli use case sono focalizzati in ambito Musei e Beni Culturali, Smart City , Industry 4.0 e Urban Air Mobility con lo sviluppo e integrazione di componenti tecnologici relativi a Extended Reality , Intelligenza Artificiale, Sistemi di Monitoraggio IoT evoluti e Security/Blockchain .
Standardizzazione nazionale, europea e internazionale Ogni anno TIM pianifica la propria presenza negli Enti di Standardizzazione, Fora e Open Community in modo da rendere la partecipazione agli standard funzionale alla propria strategia di evoluzione delle Reti e dei Servizi, in termini di:
■ protezione degli asset Telco (spettro, rete, numerazione);
■ supporto all’espansione verso nuovi mercati verticali es. in ambito Enterprise;
■ consolidamento della posizione nei mercati tradizionali, es. Consumer.
Il presidio tecnico specialistico dei delegati TIM, alcuni dei quali ricoprono anche ruoli di leadership , viene centrato su temi prioritari di rilievo per l’ambito Telco quali 5G, IoT, Orchestrazione ed evoluzione OSS, Intelligenza Artificiale, Efficienza Energetica, ecc… e relativi impatti regolatori. La contribuzione ed il ruolo attivo negli enti che delineano l’evoluzione di questi temi cruciali per il business di TIM permette di influenzarne gli sviluppi e di raggiungere soluzioni ottimali anche in coordinamento ai propri Vendor di riferimento ed in relazione ad altri Operatori e stakeholder .
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Tra i principali Enti di rilevanza strategica:
■ ETSI – è l'Istituto Europeo per le norme di Telecomunicazioni (European Telecommunications Standards Institute) ufficialmente responsabile della definizione e dell'emissione di standard nel campo delle telecomunicazioni in Europa. È un organismo di standardizzazione europeo riconosciuto dalla Commissione Europea per lo sviluppo di norme armonizzate.
■ ITU – è l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (International Telecommunication Union), una delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite, costituita per stimolare la cooperazione internazionale e favorire uno sfruttamento più efficace delle risorse utilizzate nelle telecomunicazioni a livello mondiale, quali numerazione e spettro radio. ITU è divisa in 3 settori: ITU-R, settore radiocomunicazioni; ITU-T, settore telecomunicazioni; ITU-D, settore sviluppo.
■ 3GPP - è un progetto di collaborazione fra Enti che si occupano di standardizzare sistemi di telecomunicazione in diverse regioni del mondo, costituitosi in occasione dell’avvio dei lavori sullo standard della 3° generazione mobile (3rd Generation Partnership Project). L’obiettivo è creare standard tecnologici adottabili in tutti i principali mercati mondiali. Ne fanno parte ETSI (per l’Europa), ARIB e TTC (Giappone), CCSA (Cina), ATIS (Nord America), TSDSI (India) e TTA (Corea). Dal 3G in poi, il 3GPP ha prodotto le specifiche tecniche per tutte le generazioni radiomobili e sta ora lavorando agli sviluppi per il 6G.
■ GSM Association - è l'organizzazione che rappresenta gli interessi degli operatori di telefonia mobile a livello globale. Fondata nel 1995, riunisce oltre 750 operatori mobili e più di 400 aziende del settore, tra cui produttori, sviluppatori e fornitori di servizi.
La GSMA promuove standard tecnologici e politiche a favore dell’innovazione e della connettività mobile. Organizza eventi internazionali come il Mobile World Congress. Ha un ruolo chiave nello sviluppo delle reti mobili, come 4G, 5G e future tecnologie.
La standardizzazione è fondamentale per innovazione e sviluppo economico perché crea un linguaggio comune per prodotti e processi, garantisce l'interoperabilità (specialmente digitale), riduce i costi, aumenta la qualità. TIM è l’unico operatore italiano che contribuisce direttamente allo sviluppo degli standard globali di telecomunicazione, cloud e AI definiti dai principali enti internazionali e nazionali, tra cui 3GPP, responsabile degli standard mobili dal 2G and 5G e del futuro 6G, ETSI, ITU e IEC, assumendo ruoli di rilievo all’interno di comitati tecnici e scientifici, board direzionali e organismi normativi nazionali come CEI Norme e UNI. Il Gruppo partecipa ai principali progetti open source nel settore delle telecomunicazioni, contribuendo attivamente all’evoluzione delle tecnologie di rete, anche attraverso la partecipazione a comunità internazionali come la Linux Foundation. In questo contesto si inserisce la partecipazione di TIM al programma europeo IPCEI CIS - Cloud Infrastructure & Services, volto alla realizzazione di un’infrastruttura sovrana di cloud ed edge computing , sviluppata in collaborazione con operatori come Orange, Telefónica e Deutsche Telekom, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica europea.
TIM è inoltre membro della Fondazione Restart, il programma di riferimento promosso dal MUR e MIMIT in ambito ricerca e sviluppo per le telecomunicazioni in Italia. La collaborazione coinvolge le principali università italiane con progetti congiunti, tesi di laurea e dottorati di ricerca.
Brevetti e Intellectual Property Rights1 Nel 2026 il portafoglio brevetti del Gruppo ha mantenuto una dimensione comparabile con quella degli anni precedenti. La produzione di nuove domande di brevetto è leggermente aumentata (7 domande di brevetto depositate su nuove invenzioni) così come i nuovi brevetti concessi durante l’anno. L’attività di razionalizzazione del portafoglio brevetti è proseguita, ed ha portato all’abbandono di alcuni brevetti che, con l’evoluzione tecnologica, non hanno mostrato possibilità di valorizzazione residue. Le aree di brevettazione del Gruppo riguardano l’intero comparto ICT, con punte di eccellenza nel comparto mobile, in particolare sull’accesso radio.
In dettaglio, il portafoglio brevetti di TIM a inizio 2026, relativo a oltre 440 invenzioni brevettate, comprende oltre 2.200 tra domande di brevetto e brevetti concessi: questi ultimi, concessi dopo l’esame dall’Ufficio Brevetti Europeo e dagli uffici brevetti nazionali di 13 paesi, rappresentano oltre il 90% del totale.
Un aspetto significativo dell’attività brevettuale è rappresentato dall’elevato numero di brevetti nati dalla collaborazione con le Università e gli istituti di ricerca: il 15% delle invenzioni brevettate sono frutto di tali collaborazioni.
Si segnala inoltre la partecipazione a diversi patent pool gestiti da Sisvel e da Avanci su 3G, 4G e 5G, con invenzioni brevettate da TIM che sono risultate essenziali per tali standard . I patent pool hanno acquisito nuovi partecipanti nel corso dell’anno: in particolare il patent pool 3G+4G automotive di Avanci comprende attualmente 66 titolari di brevetti “ standard essential ” e ha concesso licenze a più di 60 marchi auto.
TIM si è dotata di una policy che prevede un riconoscimento per i brevetti di prima concessione e per quelli che hanno portato un ritorno economico. Gli inventori sono destinatari di un premio che tiene conto della rilevanza dei brevetti, valutata da un comitato interno.
Innovazione, ricerca e sviluppo in Brasile TIM Lab è responsabile delle attività di Ricerca e Sviluppo Tecnologico (R&S); i suoi compiti principali sono la definizione dell’innovazione tecnologica per la tecnologia di rete, l’identificazione delle esigenze evolutive per tecnologie e dispositivi, la convergenza delle alleanze strategiche al fine di utilizzare i nuovi modelli di business e garantire che l'evoluzione dell'infrastruttura di rete sia in linea con la strategia aziendale.
Nel giugno 2026 TIM Lab era composto da 25 persone, tra cui specialisti in telecomunicazioni, ingegneria elettrica ed elettronica, professionisti dell’IT e altre figure con competenze ed esperienze professionali che coprivano tutti i settori dell’IT e delle reti, rispondendo all’esigenza di innovazione e di supporto alle attività di ricerca e sviluppo.
TIM Lab ha continuato a lavorare a progetti e iniziative per lo sviluppo del business di TIM, che si possono raggruppare nei seguenti
macro gruppi:
■ rete di prossima generazione;
■ con un impatto positivo su ambiente e società;
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Innovazione, ricerca e sviluppo 681 Diritti di proprietà intellettuale.
■ future applicazioni Internet;
■ iniziative Open Lab.
TIM Lab Innovation Center – Da giugno 2026, TIM Lab, situato nel quartiere di São Cristóvão di Rio de Janeiro, nello Stato di Rio de Janeiro, come centro di innovazione è composto da due ambienti che si completano a vicenda: l'Innovation Lab e il TIM IoT Solutions Showroom. Si tratta di un ambiente multifunzionale focalizzato sull'innovazione, che svolge anche un ruolo strategico nel supportare credibility test , trial e PoC ( proof of concept ), collaborando con i principali fornitori e partner tecnologici attraverso la condivisione delle conoscenze, l’infrastruttura tecnologica per test di interoperabilità , la valutazione del personale e la definizione dei requisiti tecnici; in sinergia con il dipartimento R&S, favorisce le attività di innovazione e promuove collaborazioni con università e istituti di ricerca.
L'Innovation Lab ha una superficie di 850 m2 e può essere utilizzato anche come spazio di innovazione aperto a nuove opportunità, guidando l'innovazione sul mercato brasiliano delle telecomunicazioni e fungendo da punto di riferimento nazionale per la ricerca e sviluppo, oltre a rafforzare la capacità di validazione di nuovi software, funzionalità, soluzioni, tecnologie AI, servizi e dispositivi ed ampliare la struttura attuale al fine di perseguire e sviluppare maggiori business e opportunità nel 2026.
Il TIM IoT Solutions Showroom è uno spazio dimostrativo e di networking, creato per mostrare tecnologie e soluzioni innovative che compongono il nostro portafoglio TIM IoT Solutions in modo pratico e immersivo, applicato ai verticali Agricoltura, Industria, Utilities , Logistica e Internet dei Veicoli (IoV), con un'esperienza VR/AR immersiva.
TIM Lab Guaratiba Valley - Creato nel 2019 e rinominato nel novembre 2025, TIM Lab Guaratiba Valley è un campus innovativo per soluzioni infrastrutturali ispirate alla Silicon Valley. Si estende su una superficie di circa 10.000 m² e consente lo sviluppo di progetti di rete focalizzati su efficienza, agilità e costi contenuti. Le innovazioni prodotte includono arredi urbani, quali fioriere e panchine, biositi, siti off-grid e le soluzioni a costi bassissimi (ELC) utilizzate nel progetto Sky Coverage, oltre ad iniziative di monitoraggio da remoto, soluzioni Security Site , test e omologazione di batterie e fonti di alimentazione a corrente continua utilizzate nelle stazioni ricetrasmittenti base (BTS). Nella prima metà del 2026 è stata inaugurata la Smart Greenhouse , uno spazio dimostrativo all'interno dell'ambiente TIM Lab Guaratiba Valley progettato per mostrare soluzioni IoT applicate all'agricoltura di precisione. Il progetto mira a creare un ambiente sperimentale per testare, convalidare e visualizzare soluzioni di monitoraggio agricolo basate sull'IoT, con particolare attenzione alla sostenibilità e all'efficienza produttiva.
Progetti di rete di nuova generazione Riallocazione dello spettro LTE – Prosegue la riallocazione delle bande da 1.800 MHz, 850 MHz e 2.100 MHz da 2G/3G a 4G, con una configurazione di implementazione multistrato, apportando importanti vantaggi competitivi per TIM S.A., quali la riduzione del costo dell'implementazione LTE, l'abilitazione della strategia di aggregazione dei vettori, il miglioramento dell'esperienza del cliente attraverso un throughput più elevato e una migliore copertura interna (l'uso della banda 850/1.800/2.100 MHz potrebbe aumentare la capacità in città già coperte dalla larghezza di banda LTE a 2,6 GHz, con extra-costi contenuti). In questo scenario, oltre il 99% degli attuali terminali LTE sono compatibili con le nostre bande LTE disponibili. Pertanto, l’implementazione dell’LTE multilayer continua ad essere un’ottima strategia che beneficia della diffusione dei dispositivi.
Copertura LTE, NB-IoT e NR – Dalla fine del 2022 TIM S.A. ha coperto tutte le città del Brasile, garantendo una presenza al 100% a livello nazionale (con qualsiasi tecnologia). Alla fine del 2023 il 100% delle città brasiliane (5.570) aveva una copertura 4G.
L'implementazione del layer LTE a 700 MHz ha continuato a migliorare significativamente l'espansione della copertura e la penetrazione indoor , promuovendo la presenza dell'LTE a livello nazionale e consolidando la leadership di TIM S.A. nell'LTE.
Inoltre, dal 2022 TIM S.A. sta utilizzando 78 siti con banda 5G (3.500 MHz), secondo l’implementazione normativa specificata nell'asta, il che significa che tutte le capitali del Brasile hanno copertura 5G SA ( Standalone ) fornita da TIM. TIM guida i suoi concorrenti nella copertura 5G, essendo il primo operatore in Brasile a raggiungere più di 1.000 città 5G: a giugno 2026 TIM ha 1.101 città coperte dal 5G, che servono oltre il 78,1% della popolazione urbana. Questa banda di frequenza ha una larghezza di banda di 100 MHz, che offre un throughput più elevato.
Un altro elemento di spicco è il supporto alla strategia IoT di TIM, dove la copertura di rete NB IoT ha raggiunto oltre 5.558 città e paesi a livello nazionale. Ciò fornisce un’importante base per l’esplorazione di nuove opportunità di business .
5G Advanced – Nel febbraio 2024 TIM ha raggiunto il record di velocità nelle Americhe (11,6 Gbps) testando la tecnologia 5.5G (5G Advanced) in TIM Lab, utilizzando tutte le risorse di radiofrequenza disponibili. Per rendere tangibile l'uso del 5G Advanced in uno scenario reale, nel novembre 2025 durante il Gran Premio di F1 di Interlagos, utilizzando le frequenze disponibili in quella regione, TIM è stata la prima in Brasile a testare il concetto di "Connettività differenziata" in 5G: si riferisce alla capacità di differenziare l'esperienza per determinati servizi, in base alle esigenze dei propri clienti. Utilizzando tecnologie come 5G Standalone, Network Slicing, Guaranteed Data Rate (GBR) e API programmabili, TIM può offrire un'esperienza ancora migliore per l'utente che la desidera, offrendo continuamente velocità e qualità, anche in un ambiente molto affollato. TIM ha registrato la velocità massima in Brasile per il 5G Advanced, raggiungendo 5 Gbps all'aperto.
Progetti che comportano una riduzione dei consumi energetici L'espansione della "LTE RAN Sharing" (condivisione LTE RAN), in collaborazione con altri operatori mobili in Brasile per adempiere agli obblighi normativi derivanti dall'asta dello spettro 4G, punta a definire i requisiti di architettura, i presupposti tecnici e le specifiche per la soluzione "LTE RAN sharing2", ottimizzando risorse e costi di rete3. A oggi si tratta del più grande accordo di RAN sharing a livello mondiale e fornisce servizi 4G alle principali città del Brasile.
L'accordo di condivisione RAN consente a TIM S.A. di favorire la diffusione dell'LTE nelle aree rurali brasiliane, grazie a un'efficace condivisione di spettro, accesso e backhaul . Attualmente, la soluzione di condivisione RAN LTE è una partnership tra TIM S.A. e Telefónica, basata sull'architettura MOCN, che ha ampliato i vantaggi e l'efficienza di questo modello tecnico. I consumi energetici registrati per il sito, a seconda della tecnologia di accesso e delle condizioni di copertura, hanno registrato una riduzione fino al 10%.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Innovazione, ricerca e sviluppo 692 Condivisione della Radio Access Network (rete di accesso radio - RAN).
3 I costi infrastrutturali sono associati principalmente all'introduzione di nuovi sistemi radianti e di altri componenti elettronici, all’infrastruttura passiva dei siti e alle reti di trasporto; pertanto, la condivisione delle risorse fornite da LTE RAN consente agli operatori delle telecomunicazioni una significativa ottimizzazione dei costi.
Nel dicembre 2019 TIM S.A. e Telefónica hanno stipulato nuovi contratti di sharing volti ad aumentare l'efficienza dei costi di rete attraverso le seguenti iniziative:
■ Rete unica : condivisione delle reti 3G e 4G in città con meno di 30mila abitanti in cui entrambi gli operatori forniscono i propri servizi. L'idea di fondo è quella di avere, nelle città incluse nell'accordo, un'unica infrastruttura di telecomunicazioni interamente condivisa dagli operatori, consentendo così di spegnere i siti ridondanti e risparmiare sui costi per energia, affitto e manutenzione. Ciò permette anche una maggiore efficienza negli investimenti futuri grazie alla condivisione dello spettro in modalità MOCN. A maggio 2021 ciascuna parte ha aumentato la propria copertura 3G e 4G in oltre 300 città e paesi per un totale di 422 siti condivisi per parte. Dal 2021 a giugno 2026 abbiamo inserito altre città e paesi all'interno dell'accordo di rete unica che fornisce la copertura 3G e 4G. Uno degli operatori ha disattivato le reti 3G e 4G in 494 città e paesi (pari al 30% dell'ambito totale dell'accordo, entro giugno 2026).
■ Disattivazione del 2G : condivisione su tutto il territorio nazionale della rete 2G tramite tecnologia GWCN, consentendo ad entrambi gli operatori di disattivare parte (circa il 50%) della propria rete con la stessa tecnologia, risparmiando di conseguenza su costi energetici e di manutenzione. Dal 2021 a giugno 2026, gli operatori hanno condiviso la propria rete 2G in circa 5.000 siti ciascuno, anche nelle principali città come Rio de Janeiro, Curitiba, Fortaleza, Brasilia, Belem e Recife tramite TIM; Belo Horizonte, Salvador, Manaus, Porto Alegre e Campinas di Telefonica (circa il 94% dell'ambito totale dell'accordo attuato entro giugno 2026).
■ L'addendum all'accordo di condivisione firmato a dicembre 2019 è già stato presentato al CADE ( Conselho Administrativo de Defesa Econômica ). Nel 2025, l'espansione dell'accordo originale è stata approvata dal CADE, con garanzie volte a preservare la concorrenza e meccanismi di monitoraggio stabiliti in coordinamento con ANATEL, la cui approvazione è in attesa.
Progetti di rete di nuova generazione, future applicazioni Internet, impatti positivi su ambiente e società Fondo 5G – Come comunicato in precedenza, abbiamo istituito il Fondo 5G in collaborazione con Upload Ventures Growth, LP ("Upload"), con l'obiettivo di supportare le aziende in fase iniziale che sviluppano soluzioni tecnologiche basate sul 5G. Il veicolo si rivolge a startup e scaleup con modelli di business convalidati e piani di espansione chiari, che possono beneficiare anche dell'accesso alla nostra infrastruttura industriale e tecnologica per accelerare la scalabilità. Entro il secondo trimestre del 2025, il Fondo 5G aveva generato 73 milioni di reais di guadagni per la Società, con prestazioni supportate da tutte e tre le attuali società in portafoglio. I beneficiari del fondo includono Topsort, una piattaforma tecnologica per la vendita al dettaglio dei media; Simetrik, un fornitore di infrastrutture per la riconciliazione finanziaria, e Tractian, una società di soluzioni industriali di manutenzione predittiva. Il Fondo 5G è stato strutturato in collaborazione con Upload, un gestore di venture capital riconosciuto per la sua esperienza negli investimenti basati sulla tecnologia e responsabile della raccolta fondi, della selezione e del monitoraggio continuo delle società in portafoglio.
5G per il segmento automotive - Nel giugno 2023, in collaborazione con Stellantis, IP Facens (l'Istituto di ricerca del Centro Universitario Facens) e le università di USP - São Carlos, UFSCAR e la tedesca Technische Hochschule Ingolstadt (THI), TIM ha annunciato l’avvio del progetto “Conecta 2030: un ecosistema connesso e cooperativo per rilevare dei pedoni agli incroci”, finalizzato a creare un ambiente collaborativo incentrato su iniziative che garantiscano la sicurezza di pedoni e ciclisti. Da allora, le aziende coinvolte in "Conecta 2030" sono impegnate a sviluppare, entro febbraio 2027, un concept di ecosistema per lo sviluppo e l'implementazione di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), basati su tre pilastri principali: connettività 5G, intelligenza artificiale e gemelli digitali.
Sempre nel settore automotive , nell'aprile 2026 TIM ha concluso la sua partnership con UFPE (Università Federale di Pernambuco) e Stellantis (insieme ad altre aziende e università), partnership anch’essa supportata dal programma del governo brasiliano "Rota 2030" per la promozione della ricerca e dell’innovazione nel segmento automotive verticale attraverso il progetto "Vehicle OTA".
Obiettivo principale di tale progetto, lanciato nel 2024, era l’implementazione di un modulo elettronico sicuro e integrato in grado di promuovere gli aggiornamenti del firmware OTA (Over-The-Air) nelle unità di controllo elettronico (ECU) del veicolo. Tra i principali risultati del progetto c'è stato il successo del sostegno di TIM all'inclusione di un modulo di connettività NB-IoT integrato nell'architettura della soluzione. Sebbene il concetto originale si basasse esclusivamente su tecnologie non 3GPP come Bluetooth e Wi-Fi, l'aggiunta della connettività cellulare crea un percorso futuro per gli aggiornamenti OTA diretti su reti mobili, aumentando significativamente la scalabilità e il potenziale commerciale della soluzione.
Network Slicing – Nel 2024 TIM è stato il primo operatore in Brasile a eseguire a tecnica dello slicing di rete 5G su una rete pubblica per consentire lo streaming video in tempo reale. L'iniziativa ha consentito lo streaming HD da 10 veicoli che viaggiano a oltre 260 km/h durante la fase finale della stagione della Porsche Cup 2024 sul circuito di Interlagos a San Paolo. A questo proposito, TIM ha convalidato la politica di prioritizzazione delle risorse dei principali fornitori per il RAN slicing , con Huawei ed Ericsson completate entro marzo 2025 e Nokia entro maggio 2025. La valutazione dell'orchestrazione multivendor (NSSMF, NSMF, CSMF) è prevista per il 2026. Nell'ambito dei nostri continui sforzi per sviluppare soluzioni di connettività differenziata, durante la prima metà del 2026 è stato sviluppato e testato un nuovo concetto chiamato VIP Logo: un modo innovativo per identificare dinamicamente le opportunità per migliorare l'esperienza degli utenti di rete in situazioni di traffico elevato, utilizzando funzioni 5G SA Core avanzate come la NWDAF (Network Data & Analytics Function), introducendo così nuove opportunità di monetizzazione per l'infrastruttura di rete.
API Open Gateway/CAMARA – Le Application Programmable Interface (API) Open Gateway hanno un'importanza strategica crescente nell'ecosistema digitale globale. A maggio 2025, TIM Lab ha completato il Proof of Concept per l'esposizione dell' API Device Location standardizzata da CAMARA, che consente agli utenti di verificare la propria posizione all'interno di un'area specifica. La soluzione è stata sottoposta a validazione end-to-end sulla rete 4G, coprendo tutti i flussi, le misurazioni, le risposte integrate nell'architettura esistente, le parametrizzazioni e le soluzioni di backup. Da allora l' API Open Gateway Device Location di TIM è operativa per l'attivazione commerciale. Durante la prima metà del 2026, TIM ha continuato a portare avanti la sua strategia Open Gateway ampliando la commercializzazione e l'adozione sul mercato delle API di rete standardizzate da Camara, tra cui Number Verify , SIM Swap , Device Location e KYC Match , lanciate nel 2025. Nell'ambito dell'iniziativa GSMA Open Gateway, queste funzionalità consentono alle aziende e agli sviluppatori di accedere in modo sicuro alle funzionalità di rete per l'autenticazione, la prevenzione delle frodi, la verifica dell'identità e i servizi basati sulla posizione. L'iniziativa rafforza l'impegno di TIM per l' open innovation e posiziona l'azienda in prima linea nell'emergente economia delle API, creando nuove opportunità di monetizzazione oltre i tradizionali servizi di connettività.
Trasferimento di eSIM tra sistemi operativi – Nel giugno 2026, TIM è diventato il primo MNO in Sud America a supportare i trasferimenti eSIM tra iPhone iOS e dispositivi Android selezionati, consentendo un'esperienza di migrazione completamente digitale sul dispositivo senza bisogno di una scheda SIM fisica. L'iniziativa, sviluppata in collaborazione con i principali fornitori di Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Innovazione, ricerca e sviluppo 70
sistemi operativi globali, rappresenta un passo importante verso una maggiore interoperabilità tra gli ecosistemi mobili, migliorando l'autonomia dei clienti e rafforzando la strategia di TIM di offrire esperienze di connettività fluide, innovative e incentrate sul digitale.
Partnership COR-Rio per le smart city - Nel giugno 2026 TIM ha formalizzato un accordo di cooperazione tecnica con il Rio Operations Center (COR-Rio) per stabilire un framework di innovazione a lungo termine volto a trasformare la città di Rio de Janeiro in un laboratorio aperto per la gestione urbana, l'IoT e le soluzioni di connettività mobile. Strutturata attorno a tre pilastri (rilevamento urbano critico, intelligenza della mobilità e governance basata sulla simulazione), l'iniziativa consentirà di testare e convalidare tecnologie innovative in ambienti reali, supportando attività urbane più efficienti, risposta alle emergenze e processi decisionali basati sui dati. La partnership rafforza l'impegno di TIM per l' open innovation e rafforza il suo posizionamento nell'ecosistema delle smart city creando opportunità per sviluppare, convalidare e scalare nuove soluzioni digitali B2B.
Iniziative Open Lab Programma TM Forum Catalyst - Nella prima metà del 2026, TIM ha proseguito la sua partecipazione al programma TM Forum Catalyst attraverso il progetto “Spatial Web: Open Gateway to the Immersive Future – Phase II”, presentato il 24 giugno 2026 al DTW Ignite 2026. Basandosi sul successo della pluripremiata iniziativa presentata al DTW Ignite 2025, il progetto ha ulteriormente migliorato l'applicazione dei concetti di Spatial Web combinando le API Open Gateway , i componenti TM Forum Open Digital Architecture (ODA) e l'orchestrazione basata sull'intelligenza artificiale per abilitare servizi digitali sensibili al contesto. Il Catalyst ha dimostrato come gli operatori di telecomunicazioni possono andare oltre la connettività e l'esposizione alle API per fornire servizi basati sui risultati, sfruttando l'intelligenza spaziale, le funzionalità di rete in tempo reale e la collaborazione tra gli ecosistemi per creare nuove opportunità di monetizzazione e supportare i casi d'uso emergenti dell'Industria 4.0. Partecipando a questa iniziativa, TIM ha ulteriormente consolidato la sua posizione di attore attivo nell'innovazione del settore, aiutando a esplorare come le funzionalità di rete aperte, l'intelligenza spaziale e l'intelligenza artificiale possano sbloccare nuove opportunità per i servizi digitali, la collaborazione tra ecosistemi e la creazione di valore.
Smart Cities Flood Resilience Initiative - Come evoluzione dell'ecosistema dell'innovazione promosso dal Living Lab 5G Florianópolis, TIM ha sostenuto la tecnologia di SANAPP, una start up brasiliana incentrata su soluzioni intelligenti in ambito igienico-sanitario e di resilienza urbana. Attraverso la collaborazione tecnica e il supporto alla connettività NB-IoT, TIM ha contribuito allo sviluppo e alla validazione della piattaforma "Não Enche!", che combina sensori IoT, comunicazioni NB-IoT, integrazione dei dati e analisi per supportare la prevenzione delle inondazioni e il monitoraggio del drenaggio urbano. Sviluppata nell'ambito del programma FAPESC Mulheres+Tec, l'iniziativa promuove anche l'imprenditorialità tecnologica e l'innovazione guidata dalle donne. Il progetto dimostra l'applicazione pratica delle tecnologie IoT a basso consumo per affrontare le sfide urbane critiche, mostrando al contempo come gli ecosistemi di open innovation e le iniziative Living Lab possano evolversi in soluzioni per città intelligenti del mondo reale con un impatto sociale e ambientale misurabile.
Relazione intermedia sulla gestione al 30 giugno 2026 Innovazione, ricerca e sviluppo 71
BILANCIO CONSOLIDATO
SEMESTRALE ABBREVIATO
AL 30 GIUGNO 2026
DEL GRUPPO TIM
INDICE
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO AL 30 GIUGNO
2026 DEL GRUPPO TIM
Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata .............................................................. 74 Conto economico separato consolidato ............................................................................ 76 Conto economico complessivo consolidato ...................................................................... 77 Movimenti del patrimonio netto consolidato .................................................................... 78 Rendiconto finanziario consolidato .................................................................................... 79 Nota 1 Forma, contenuto e altre informazioni di carattere generale .............................................................................. 81 Nota 2 Principi contabili .......................................................................................................................................................... 82 Nota 3 Area di consolidamento ............................................................................................................................................. 86 Nota 4 Aggregazioni aziendali .............................................................................................................................................. 87 Nota 5 Avviamento ................................................................................................................................................................. 89 Nota 6 Attività immateriali a vita utile definita .................................................................................................................. 90 Nota 7 Attività materiali ......................................................................................................................................................... 91 Nota 8 Diritti d'uso su beni di terzi ........................................................................................................................................ 92 Nota 9 Partecipazioni ............................................................................................................................................................. 93 Nota 10 Attività finanziarie (non correnti e correnti) .......................................................................................................... 94 Nota 11 Crediti vari e altre attività non correnti .................................................................................................................. 96 Nota 12 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti ................................................................................................. 97 Nota 13 Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute ..................................................................... 98 Nota 14 Patrimonio netto ...................................................................................................................................................... 102 Nota 15 Passività finanziarie (non correnti e correnti) ....................................................................................................... 106 Nota 16 Indebitamento finanziario netto ............................................................................................................................ 112 Nota 17 Strumenti derivati ..................................................................................................................................................... 115 Nota 18 Informazioni integrative su strumenti finanziari .................................................................................................. 116 Nota 19 Fondi relativi al personale ....................................................................................................................................... 118 Nota 20 Fondi per rischi e oneri ............................................................................................................................................. 119 Nota 21 Debiti vari e altre passività non correnti ................................................................................................................ 120 Nota 22 Debiti commerciali, vari e altre passività correnti ................................................................................................ 121 Nota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie .......................................... 122 Nota 24 Ricavi .......................................................................................................................................................................... 133 Nota 25 Proventi finanziari e Oneri finanziari ...................................................................................................................... 134 Nota 26 Utile (perdita) del periodo ....................................................................................................................................... 135 Nota 27 Risultato per azione .................................................................................................................................................. 136 Nota 28 Informativa per settore operativo .......................................................................................................................... 138 Nota 29 Operazioni con parti correlate ................................................................................................................................ 141 Nota 30 Piani retributivi sotto forma di partecipazione al capitale .................................................................................. 148 Nota 31 Eventi ed operazioni significativi non ricorrenti .................................................................................................... 153 Nota 32 Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali ................................................................. 154 Nota 33 Altre informazioni ..................................................................................................................................................... 155 Nota 34 Eventi successivi al 30 giugno 2026 ....................................................................................................................... 155 Nota 35 Le imprese del Gruppo TIM ...................................................................................................................................... 156
SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA
Attività
(milioni di euro) note 30.6.2026 di cui con parti correlate31.12.2025 di cui con parti
correlate
Attività non correnti
Attività immateriali
Avviamento 5) 11.271 — 11.025 — Attività immateriali a vita utile definita 6) 5.341 — 5.445 — 16.612 — 16.470 — Attività materiali 7) Immobili, impianti e macchinari di proprietà 4.470 — 4.114 — Diritti d’uso su beni di terzi 8) 3.402 — 3.240 — Altre attività non correnti Partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto 9) 45 — 241 — Altre partecipazioni 9) 148 — 120 — Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva 10) 37 — 34 — Altre attività finanziarie non correnti 10) 437 — 397 — Crediti vari e altre attività non correnti 11) 1.146 — 1.110 3 Attività per imposte anticipate 584 — 510 — 2.397 — 2.412 — Totale Attività non correnti (a) 26.881 — 26.236 —
Attività correnti
Rimanenze di magazzino 290 — 235 — Crediti commerciali, vari e altre attività correnti 12) 4.936 377 5.317 304 Crediti per imposte sul reddito 98 — 89 — Attività finanziarie correnti 10) Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva 51 — 44 — Titoli diversi dalle partecipazioni, altri crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti 1.319 269 1.538 269 Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 1.070 6 2.048 — 2.440 — 3.630 — Sub-totale Attività correnti 7.764 — 9.271 — Attività cessate/ Attività non correnti destinate ad essere cedute 13) di natura finanziaria 118 — 162 — di natura non finanziaria 1.117 — 1.065 — 1.235 — 1.227 — Totale Attività correnti (b) 8.999 — 10.498 — Totale Attività (a+b) 35.880 — 36.734 — Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata 74
Patrimonio netto e passività (milioni di euro) note 30.6.2026 di cui con parti correlate31.12.2025 di cui con parti
correlate
Patrimonio netto 14) Capitale emesso 6.000 — 11.677 — meno: Azioni proprie (30) — (49) — Capitale 5.970 — 11.628 — Riserva da sovrapprezzo azioni — — — — Altre riserve e utili (perdite) accumulati, incluso l'utile (perdita) del periodo 5.545 — 591 — Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante 11.515 — 12.219 — Patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza 1.412 — 1.236 — Totale Patrimonio netto (c) 12.927 — 13.455 — Passività non correnti Passività finanziarie non correnti per contratti di finanziamento e altri 15) 8.748 — 7.991 — Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva 15) 2.722 — 2.476 — Fondi relativi al personale 19) 332 — 188 — Passività per imposte differite 58 — 55 — Fondi per rischi e oneri 20) 505 — 439 — Debiti vari e altre passività non correnti 21) 569 4 612 — Totale Passività non correnti (d) 12.934 11.761
Passività correnti
Passività finanziarie correnti per contratti di finanziamento e altri 15) 1.505 — 3.027 — Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva 15) 548 — 515 — Debiti commerciali, vari e altre passività correnti 22) 7.301 55 7.317 55 Debiti per imposte sul reddito 44 — 63 — Sub-totale Passività correnti 9.398 10.922 Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute 13) di natura finanziaria 80 — 89 — di natura non finanziaria 541 — 507 — 621 — 596 — Totale Passività correnti (e) 10.019 — 11.518 — Totale Passività (f=d+e) 22.953 — 23.279 — Totale Patrimonio netto e passività (c+f) 35.880 — 36.734 — Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata 75
CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO
(milioni di euro) note 1° Semestre
2026di cui
con parti
correlate1° Semestre
2025di cui
con parti
correlate
Ricavi 24) 6.830 184 6.597 101 Altri proventi operativi 155 1 135 — Totale ricavi e proventi operativi 6.985 6.732 Acquisti di materie e servizi (4.025) (55) (3.844) (111) Costi del personale (891) (37) (736) (26) Altri costi operativi (336) — (293) — Variazione delle rimanenze 50 — 5 — Attività realizzate internamente 134 — 135 — Risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze/ (minusvalenze) e ripristini di valore/(svalutazioni) di attività non correnti (EBITDA) 1.917 1.999 di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente 31) (225) (65) Ammortamenti (1.469) — (1.473) — Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti 21 — 3 — Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti — — — — Risultato operativo (EBIT) 469 529 di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente 31) (225) (64) Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto 9) (7) — (11) — Altri proventi/(oneri) da partecipazioni (8) — 1 — Proventi finanziari 25) 525 11 547 8 Oneri finanziari 25) (992) — (1.030) (3) Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento (13) 36 di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente 31) (236) (74) Imposte sul reddito (69) — (32) — Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento (82) 4 Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute 13) (25) (1) (42) 1 Utile (perdita) del periodo 26) (107) (38) di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente 31) (206) (113)
Attribuibile a:
Soci della Controllante (204) (132) Partecipazioni di minoranza 97 94 (euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Risultato per azione: 27) Risultato per azione (Base=Diluito) Azione ordinaria (0,10) (0,06) Azione di risparmio — (0,06)
di cui:
da Attività in funzionamento attribuibile ai Soci della Controllante azione ordinaria (0,09) (0,04) azione di risparmio — (0,04)
di cui:
da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci
della Controllante
azione ordinaria (0,01) (0,02) azione di risparmio — (0,02) Il Risultato per azione, in applicazione dello IAS 33, considera le operazioni sul Capitale effettuate da TIM S.p.A. nel primo semestre 2026 (in particolare il raggruppamento azionario); il primo semestre 2025 è stato conseguentemente rideterminato.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Conto economico separato consolidato 76
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO
Nota 14
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Utile (perdita) del periodo (a) (107) (38) Altre componenti del conto economico complessivo consolidato Altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato
consolidato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value 3 9 Effetto fiscale — — (b) 3 9 Rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti (IAS 19):
Utili (perdite) attuariali (1) — Effetto fiscale — — (c) (1) — Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto:
Utili (perdite) — — Effetto fiscale — — (d) — — Totale altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato consolidato (e=b+c+d) 2 9 Altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato consolidato Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value (1) 17 Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato (9) (11) Effetto fiscale 1 — (f) (9) 6 Strumenti derivati di copertura:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value 56 (187) Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato (55) 224 Effetto fiscale — (12) (g) 1 25 Differenze cambio di conversione di attività estere:
Utili (perdite) di conversione di attività estere 326 7 Perdite (utili) di conversione di attività estere trasferiti al conto economico separato consolidato — — Effetto fiscale — — (h) 326 7 Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto:
Utili (perdite) — — Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato — — Effetto fiscale — — (i) — — Totale altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato consolidato (k=f+g+h+i) 318 38 Totale altre componenti del conto economico complessivo consolidato (m=e+k) 320 47 Utile (perdita) complessivo del periodo (a+m) 213 9
Attribuibile a:
Soci della Controllante — (97) Partecipazioni di minoranza 213 106 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Conto economico complessivo consolidato 77
MOVIMENTI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
Movimenti dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2025 Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante (milioni di euro) Capitale Riserva da
sovrapprezzo
azioniRiserva per
attività
finanziarie
valutate al fair
value rilevato
nelle altre
componenti di
conto
economico
complessivoRiserva per
adeguamento al
fair value degli
strumenti
derivati di
coperturaRiserva per
differenze
cambio di
conversione
di attività
estereRiserva per
rimisurazione
piani per i
dipendenti a
benefici
definiti (IAS
19)Altri utili
(perdite) di
imprese
collegate e
Joint
Ventures
valutate
con il
metodo del
patrimonio
nettoAltre riserve
e utili
(perdite)
accumulati,
incluso l'utile
(perdita) del
periodoTotale Patrimonio
netto
attribuibile alle
partecipazioni
di minoranzaTotale
patrimonio
netto
Saldo al 31 dicembre 2024 11.624 — (6) (76) (2.439) (66) — 2.920 11.957 1.404 13.361
Movimenti di
patrimonio netto
del periodo:
Dividendi deliberati — — — — — — — — — (164) (164)
Utile (perdita)
complessivo del
periodo — — 15 25 (5) — — (132) (97) 106 9 Altri movimenti — — — — — — — (1) (1) (6) (7) Saldo al 30 giugno 2025 11.624 — 9 (51) (2.444) (66) — 2.787 11.859 1.340 13.199 Movimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 giugno 2026 Nota 14 Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante (milioni di euro) Capitale Riserva da
sovrapprezzo
azioniRiserva per
attività
finanziarie
valutate al fair
value rilevato
nelle altre
componenti di
conto
economico
complessivoRiserva per
adeguament
o al fair
value degli
strumenti
derivati di
coperturaRiserva per
differenze
cambio di
conversione
di attività
estereRiserva per
rimisurazion
e piani per i
dipendenti a
benefici
definiti (IAS
19)Altri utili
(perdite) di
imprese
collegate e
Joint
Ventures
valutate
con il
metodo del
patrimonio
nettoAltre riserve
e utili
(perdite)
accumulati,
incluso l'utile
(perdita) del
periodoTotale Patrimonio
netto
attribuibile alle
partecipazioni
di minoranzaTotale
patrimonio
netto
Saldo al 31 dicembre 2025 11.628 — 5 (30) (2.491) (62) — 3.169 12.219 1.236 13.455
Movimenti di
patrimonio netto
del periodo:
Dividendi deliberati — — — — — — — — — (43) (43)
Utile (perdita)
complessivo del
periodo — — (6) 1 210 (1) — (204) — 213 213
Riduzione volontaria
del capitale (5.677) 5.677 — — —
Premio su
conversione azioni di risparmio — — — — — — — (692) (692) — (692)
Assegnazione azioni
Piano Stock Option
2022-2024, Buyback
e altri impatti su azioni proprie 19 — — — — — — (31) (12) — (12)
Strumenti
rappresentativi di
patrimonio netto
(Long Term Incentive Plan 2025-2027 e Piano Stock Option
2022-2024
modificato) — — — — — — — 8 8 — 8 Altri movimenti — — — — — — — (8) (8) 6 (2) Saldo al 30 giugno 2026 5.970 — (1) (29) (2.281) (63) — 7.919 11.515 1.412 12.927 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Movimenti del patrimonio netto consolidato 78
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO
(milioni di euro) note 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Flusso monetario da attività operative:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento (82) 4
Rettifiche per:
Ammortamenti 1.469 1.473 Svalutazioni (ripristini di valore) di attività non correnti (incluse partecipazioni) — — Variazione netta delle attività (passività) per imposte anticipate (differite) (6) (29) Minusvalenze (plusvalenze) da realizzo di attività non correnti (incluse partecipazioni) (22) (3) Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto 7 11 Variazione dei fondi relativi al personale 178 3 Variazione delle rimanenze (50) (5) Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti (217) (89) Variazione dei debiti commerciali (197) (575) Variazione netta dei crediti/debiti per imposte sul reddito (27) 18 Variazione netta dei crediti/debiti vari e di altre attività/passività (°) 827 148 Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività operative (a) 1.880 956 Flusso monetario da attività di investimento:
Acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa (936) (946) Contributi in conto impianti incassati — — Acquisizione del controllo in imprese e rami d'azienda, al netto delle disponibilità acquisite (152) — Acquisizione/Cessione di altre partecipazioni (17) (18) Variazione dei crediti finanziari e di altre attività finanziarie (esclusi i derivati attivi di copertura e non) (1) 261 84 Corrispettivo incassato per la cessione del controllo in imprese controllate e di rami d'azienda, al netto delle disponibilità cedute — — Corrispettivo incassato/rimborsato dalla vendita di attività immateriali, materiali e di altre attività non correnti 4 1 Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di investimento (b) (840) (879) Flusso monetario da attività di finanziamento:
Variazione delle passività finanziarie correnti e altre (637) 241 Accensione di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente) 735 — Rimborsi di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente) (1.343) (1.630) Variazione Derivati Attivi/Passivi di copertura e non 16 8 Corrispettivo pagato/incassato per strumenti rappresentativi di patrimonio netto (28) — Aumenti/rimborsi di capitale (comprese società controllate) (°°) (692) — Dividendi pagati(*) (87) (85) Variazioni di possesso in imprese controllate — (8) Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di finanziamento (c) (2.036) (1.474) Flusso monetario generato (assorbito) dalle Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (d) (37) (54) Flusso monetario complessivo (e=a+b+c+d) (1.033) (1.451) Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio del periodo (f) 2.104 2.924 Differenze cambio di conversione nette sulla cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette (g) 52 (1) Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine del periodo (h=e+f+g) 1.123 1.472 (*) di cui verso parti correlate — — (1) La voce include investimenti su titoli negoziabili per 959 milioni di euro nel primo semestre 2026 ( 996 milioni di euro nel primo semestre 2025) e rimborsi di titoli negoziabili per 1.050 milioni di euro nel primo semestre 2026 ( 1.133 milioni di euro nel primo semestre 2025) relativi a TIM S.A. e a Telecom Italia Finance S.A..
(°) La voce include 1.012 milioni di euro per la chiusura del credito relativo alla sentenza del Canone di concessione 1998 come descritto nella nota "Crediti commerciali, vari e altre attività correnti".
(°°) La voce si riferisce al pagamento del premio sulla conversione delle azioni di risparmio di TIM S.p.A..
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Rendiconto finanziario consolidato 79
Acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d’uso su beni di terzi (milioni di euro) note 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Acquisti di attività immateriali 5) (370) (382) Acquisti di attività materiali 6) (478) (431) Acquisti di diritti d'uso su beni di terzi 7) (659) (337) Totale acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per competenza(*) (1.507) (1.150) Variazione debiti per acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi 571 204 Totale acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa (936) (946) (*) di cui verso parti correlate — — Informazioni aggiuntive del rendiconto finanziario consolidato (milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Imposte sul reddito (pagate)/incassate (79) (38) Interessi pagati (547) (584) Interessi incassati 195 177 Dividendi incassati 1 2 Analisi della cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette (milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio del periodo:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 2.104 2.924 Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista — —
2.104 2.924
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine del periodo:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 1.123 1.480 Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista — (8)
1.123 1.472
Le ulteriori informazioni integrative richieste dallo IAS 7, sono presentate nell’ambito della Nota 16 “Indebitamento finanziario netto”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Rendiconto finanziario consolidato 80
NOTA 1
FORMA, CONTENUTO E ALTRE INFORMAZIONI DI
CARATTERE GENERALE
Forma e contenuto Telecom Italia S.p.A. (la “ Capogruppo ”), denominata in forma sintetica anche “TIM S.p.A.”, e le sue società controllate formano il “Gruppo TIM ” o il “ Gruppo ”.
TIM è una società per azioni (S.p.A.) organizzata secondo l’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana.
La sede legale della Capogruppo TIM è in Via Gaetano Negri 1, Milano, Italia.
La durata di TIM S.p.A. è fissata, come previsto dallo Statuto, sino al 31 dicembre 2100.
Il Gruppo TIM opera principalmente in Europa, nel bacino del Mediterraneo e in Sud America.
Il Gruppo è impegnato principalmente nel settore delle comunicazioni e in particolare nel settore delle telecomunicazioni fisse e mobili nazionali e internazionali. Inoltre, a seguito della modifica dello Statuto sociale deliberata dall’Assemblea degli azionisti del 24 giugno 2025, TIM S.p.A. può operare, ferme restando le autorizzazioni di legge, anche in settori quali energia, gas, prodotti finanziari e assicurativi.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM è stato redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività aziendale (vedasi per maggiori dettagli la Nota “Principi contabili”) e nel rispetto dei criteri di rilevazione e misurazione degli International Financial Reporting Standards emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea (definiti come “ IFRS ”), nonché delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in Italia.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM, inoltre, è stato predisposto nel rispetto dello IAS 34 (Bilanci Intermedi) e, così come consentito da tale principio, non include tutte le informazioni richieste in un bilancio consolidato annuale; pertanto, deve essere letto unitamente al bilancio consolidato del Gruppo TIM redatto per l’esercizio 2025.
Si precisa, inoltre, che nei primi sei mesi del 2026, il Gruppo ha applicato principi contabili coerenti con quelli dell’esercizio precedente, fatta eccezione per le modifiche ai principi contabili emesse dallo IASB ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2026. Si veda la Nota 2 - “Principi contabili” per ulteriori dettagli. Il bilancio consolidato è stato redatto secondo il principio generale del costo, ad eccezione delle attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, delle attività finanziarie valutate al fair value attraverso il conto economico e degli strumenti finanziari derivati che sono stati valutati al fair value . I valori contabili delle attività e delle passività oggetto di copertura sono rettificati per riflettere le variazioni di fair value relative ai rischi coperti ( fair value hedge ).
In ottemperanza allo IAS 1 (Presentazione del bilancio) le informazioni comparative di bilancio si riferiscono, salvo diversa indicazione, all’esercizio precedente.
Si ricorda, inoltre, che il gruppo Sparkle, attivo nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in campo internazionale (International wholesale ), è classificato, ai sensi dell’IFRS 5, quale "Attività disponibile per la vendita", essendo la cessione ritenuta altamente probabile. A soli fini comparativi, i dati di conto economico consolidato e di rendiconto finanziario consolidato già pubblicati nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025 sono stati coerentemente classificati, così come previsto dall'IFRS 5.
Per i dettagli relativi all’operazione inerente al gruppo Sparkle si rimanda a quanto descritto nella Nota “Attività cessate/attività non correnti destinate ad essere cedute”.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM è presentato in euro (arrotondato al milione, salvo diversa indicazione).
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 29 luglio 2026.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM è sottoposto a revisione contabile limitata.
Schemi di bilancio Gli schemi di bilancio adottati sono coerenti con quelli previsti dallo IAS 1; in particolare:
■ la Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata è stata predisposta classificando le attività e le passività secondo il criterio “corrente/non corrente”;
■ il Conto economico separato consolidato è stato predisposto classificando i costi operativi per natura, in quanto tale forma di esposizione è ritenuta più idonea a rappresentare lo specifico business del Gruppo, risulta conforme alle modalità di reporting interno ed è in linea con la prassi del settore industriale di riferimento.
Il Conto economico separato consolidato include, in aggiunta all’EBIT (Risultato Operativo), l’indicatore alternativo di performance denominato EBITDA (Risultato Operativo Ante Ammortamenti, Plusvalenze/(Minusvalenze) e Ripristini di valore/(Svalutazioni) di Attività non correnti).
In particolare, TIM utilizza, in aggiunta all’EBIT, l’EBITDA come financial target nelle presentazioni interne ( business plan ) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori); detto indicatore, rappresenta un’utile unità di misura per la valutazione delle performance operative del Gruppo (nel suo complesso e a livello di Business Unit).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 1 Forma, contenuto e altre informazioni di carattere generale 81
L’EBIT e l’EBITDA sono determinati come segue:
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento + Oneri finanziari
- Proventi finanziari +/- Oneri/(Proventi) da partecipazioni +/- Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto EBIT- Risultato Operativo +/- Svalutazioni/(Ripristini di valore) di attività non correnti +/- Minusvalenze/(Plusvalenze) da realizzo di attività non correnti
+ Ammortamenti
EBITDA-Risultato Operativo Ante Ammortamenti, Plusvalenze/(Minusvalenze) e Ripristini di valore/(Svalutazioni) di Attività non correnti ■ il Conto economico complessivo consolidato comprende, oltre all’utile (perdita) dell'esercizio, come da Conto economico separato consolidato, le altre variazioni dei Movimenti di Patrimonio Netto diverse da quelle con gli Azionisti;
■ il Rendiconto finanziario consolidato è stato predisposto esponendo i flussi finanziari derivanti dalle attività operative secondo il “metodo indiretto”, come consentito dallo IAS 7 (Rendiconto finanziario).
Inoltre, come richiesto dalla delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006, nel contesto del conto economico separato consolidato, i proventi e gli oneri derivanti da operazioni che per loro natura non si verificano continuativamente nella normale attività operativa (operazioni non ricorrenti) sono specificatamente identificati ed i relativi effetti sui principali livelli intermedi di risultato sono evidenziati separatamente, quando significativi. In particolare, tra gli oneri/proventi non ricorrenti vengono inclusi, a titolo non esaustivo: proventi/oneri derivanti dalla cessione di immobili, impianti e macchinari, di rami d’azienda e di partecipazioni; oneri derivanti da processi/progetti di ristrutturazione e razionalizzazione aziendale anche connessi ad operazioni societarie (fusioni, scissioni, ecc.); oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a correlate passività; altri accantonamenti a fondi rischi e oneri e relativi storni; oneri per definizione in via transattiva di contenziosi diversi da quelli di natura regolatoria;
rettifiche, riallineamenti e altre partite di natura non ripetitiva anche relativi ad esercizi precedenti; impairment losses (svalutazioni) sull’avviamento e/o su altre attività immateriali e materiali.
Sempre in relazione alla citata delibera Consob, nei prospetti di bilancio consolidato gli importi relativi alle posizioni o transazioni con parti correlate sono stati evidenziati separatamente.
Informativa per settore operativo Un settore operativo è una componente di un’entità:
■ che intraprende attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi (compresi i ricavi e i costi riguardanti operazioni con altre componenti della medesima entità);
■ i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale operativo dell’entità (per TIM il Consiglio di Amministrazione) ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione dei risultati; e ■ per la quale sono disponibili informazioni economico-patrimoniali separate.
I settori operativi del Gruppo TIM sono presentati in coerenza e in continuità rispetto a quanto esposto nella Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2025, e sono rappresentati per la parte relativa al business delle telecomunicazioni, sulla base della relativa localizzazione geografica (Domestic e Brasile). Si ricorda, inoltre, che i risultati economici delle attività relative al gruppo Sparkle, attivo nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in campo internazionale ( International wholesale ), sono classificate, ai sensi dell’IFRS 5, quali Attività disponibili per la vendita , essendo la cessione ritenuta altamente probabile.
Il termine “settore operativo” è considerato sinonimo di “Business Unit”.
I settori operativi del Gruppo TIM sono i seguenti:
■ Domestic : comprende le attività in Italia relative ai servizi di fonia e dati su rete fissa e mobile per clienti finali ( retail ) e altri operatori (MVNO's), le attività di Noovle S.p.A. (soluzioni Cloud ed Edge computing ), le attività di Olivetti (prodotti e servizi per l’Information Technology ) e le strutture di supporto al settore Domestic;
■ Brasile : comprende le attività di telecomunicazioni mobili e fisse in Brasile (TIM S.A.);
■ Altre attività : comprendono le imprese finanziarie (Telecom Italia Capital S.A. e Telecom Italia Finance S.A.) e le altre società minori non strettamente legate al “ core business ” del Gruppo TIM.
Il Gruppo TIM è tutt’ora coinvolto in un percorso di trasformazione volto a superare il modello verticalmente integrato e basato su entità separate (segnatamente Consumer ed Enterprise in ambito Domestico) con focus industriali ed economici diversi. Tali entità non possono ad oggi essere considerate un "settore operativo" ai sensi dell’IFRS 8 – Settori operativi, poiché sono tutt'ora in una fase di disegno analitico e di implementazione e non dispongono, pertanto, di un set informativo economico finanziario dettagliato.
Il Gruppo prevede nel corso del 2026 di completare la cessione del gruppo Sparkle e, sulla base delle specifiche indicazioni previste dal principio ai fini dell'identificazione dei settori operativi (autonomia dei flussi operativi, modalità di allocazione delle risorse finanziarie, reportistica gestionale, ecc.), proseguirà con il monitoraggio e l'analisi al fine di garantire la corretta rappresentazione delle Business Unit del Gruppo.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 1 Forma, contenuto e altre informazioni di carattere generale 82
NOTA 2
PRINCIPI CONTABILI
Continuità aziendale
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è stato redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività aziendale in quanto vi è la ragionevole aspettativa che TIM continuerà la sua attività operativa in un futuro prevedibile (e comunque con un orizzonte temporale superiore ai dodici mesi).
In particolare, sono stati presi in considerazione i seguenti fattori:
■ i principali rischi e incertezze (per la maggior parte di natura esogena) a cui il Gruppo e le varie attività del Gruppo TIM sono
esposti:
● le variazioni delle condizioni di business anche in relazione alle dinamiche competitive;
● i rischi tecnologici quali ad esempio cyber security , sviluppo e manutenzione reti ICT, intelligenza artificiale;
● i rischi finanziari (andamento dei tassi di interesse e/o dei tassi di cambio, variazioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating );
● i mutamenti nella situazione macroeconomica generale nel mercato italiano, europeo e brasiliano, nonché la volatilità dei mercati finanziari derivanti dai rischi di inflazione;
● i fattori d’instabilità geopolitica portati dai conflitti in corso con possibili effetti negativi sulla sicurezza energetica e sulle catene di approvvigionamento globali, ivi inclusi possibili nuovi dazi;
● rischi nella catena di approvvigionamento di prodotti e servizi ivi inclusa la fornitura esclusiva all’ingrosso di connettività da parte del fornitore FiberCop;
● i mutamenti del contesto legislativo e regolatorio (variazioni dei prezzi e delle tariffe o decisioni che possano condizionare le scelte tecnologiche); e ● gli esiti dei procedimenti legali e delle autorità regolatorie.
Tali rischi e incertezze sono considerati anche nell’ambito del framework di Enterprise Risk Management del Gruppo, che supporta il monitoraggio del profilo di rischio e dei relativi presidi di gestione.
■ il mix considerato ottimale tra capitale di rischio e capitale di debito nonché la politica di remunerazione del capitale di rischio, così come descritti nel paragrafo “Informativa sul capitale” nell’ambito della Nota “Patrimonio netto”;
■ la politica di gestione dei rischi finanziari (rischio di mercato, rischio di credito e rischio di liquidità), così come descritti nel bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2025 nella Nota “Gestione dei rischi finanziari”.
Sulla base di tali fattori, la Direzione aziendale ritiene che allo stato attuale, non vi siano elementi di incertezza sulla prospettiva della continuità aziendale per il Gruppo.
Criteri contabili e Principi di consolidamento I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 sono omogenei a quelli utilizzati in sede di bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2025, ai quali si rimanda, fatta
eccezione per:
■ le modifiche ai principi contabili emesse dallo IASB ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2026 e più avanti descritte;
■ gli adattamenti richiesti dalla natura delle rilevazioni infrannuali.
Inoltre, in sede di bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026, le imposte sul reddito del periodo delle singole imprese consolidate sono determinate sulla base della miglior stima possibile in relazione alle informazioni disponibili e sulla ragionevole previsione dell’andamento dell’esercizio fino alla fine del periodo d’imposta. In via convenzionale, le passività per imposte (correnti e differite) sul reddito di competenza del periodo infrannuale delle singole imprese consolidate sono iscritte nelle “Passività per imposte differite” al netto degli acconti e dei crediti d'imposta (limitatamente a quelli per i quali non è stato richiesto il rimborso), nonché delle attività per imposte anticipate; qualora detto saldo risulti positivo esso viene iscritto, convenzionalmente, tra le “Attività per imposte anticipate”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 2 Principi contabili 83
Uso di stime contabili La redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede da parte della Direzione aziendale l’effettuazione di stime e di assunzioni basate anche su giudizi soggettivi, esperienze passate ed ipotesi considerate ragionevoli e realistiche in relazione alle informazioni note al momento della stima. Tali stime hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio nonché sull’ammontare dei ricavi e dei costi nel periodo di riferimento. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire, anche significativamente, da tali stime a seguito di possibili mutamenti dei fattori considerati nella determinazione di tali stime. Le stime sono riviste periodicamente.
Per quanto riguarda le stime contabili più significative, si fa rimando a quelle illustrate in sede di bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2025.
Nuovi Principi e Interpretazioni recepiti dalla UE e in vigore dall’esercizio 2026 Ai sensi dello IAS 8 (Principi Contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori), vengono di seguito indicati e brevemente illustrati gli IFRS in vigore a partire dal 1° gennaio 2026.
Annual Improvements to IFRS Accounting Standards — Volume 11 In data 9 luglio 2025 è stato emesso il Regolamento (UE) n. 2025/1331 che ha recepito il documento con chiarimenti, semplificazioni, correzioni e modifiche finalizzate a migliorare la coerenza dei diversi principi contabili IFRS.
I principi contabili interessati sono:
■ IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards ;
■ IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures and its accompanying Guidance on implementing IFRS 7 ;
■ IFRS 9 Financial Instruments ;
■ IFRS 10 Consolidated Financial Statements ;
■ IAS 7 Statement of Cash Flows .
Modifiche ai principi IFRS 9 e IFRS 7 - contratti elettricità dipendenti dalla natura In data 30 giugno 2025 è stato emesso il Regolamento (UE) n. 2025/1266 che recepisce alcune modifiche ai principi contabili IFRS 9 e IFRS 7 atte a migliorare la rendicontazione degli effetti finanziari dei contratti (sia reali sia virtuali) di energia elettrica dipendenti da fonti rinnovabili (sole, vento).
Le modifiche comprendono:
■ il chiarimento dell’applicazione dei requisiti di “ uso proprio ” (own-use exception) (IFRS 9);
■ la possibilità di contabilizzare le operazioni di copertura se questi contratti sono utilizzati come strumenti di copertura (IFRS 9);
■ l’aggiunta di nuovi requisiti di informativa per consentire agli investitori di comprendere l’effetto di questi contratti sui risultati finanziari e sui flussi di cassa di una società (IFRS 7).
Modifiche ai principi IFRS 9 e IFRS 7 – Classificazione e Valutazione degli strumenti finanziari In data 27 maggio 2025 è stato emesso il Regolamento (UE) n. 2025/1047 che ha recepito alcune modifiche all'IFRS 9 e all'IFRS 7 -
Classificazione e valutazione degli strumenti finanziari.
Le modifiche comprendono:
■ Estinzione delle passività mediante sistemi di pagamento elettronico : una passività finanziaria è, di norma, eliminata contabilmente alla "data di regolamento". Le Modifiche introducono una modalità di contabilizzazione volta a eliminare contabilmente le passività finanziarie prima della data di regolamento quando è utilizzato un sistema di pagamento elettronico, se sono rispettate determinate condizioni;
■ Classificazione degli strumenti finanziari con caratteristiche ambientali, sociali e di corporate governance (ESG) e similari : è stata chiarita la classificazione degli strumenti finanziari con caratteristiche ESG. In particolare, in funzione delle caratteristiche presentate dagli strumenti finanziari gli stessi possono essere valutati al costo ammortizzato o al fair value (valore equo). La valutazione deve essere effettuata in base alle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali.
Le modifiche hanno riguardato, inoltre, i prestiti pro-soluto e gli strumenti derivati.
* * * L’adozione di dette modifiche non ha comportato effetti sul bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 2 Principi contabili 84
Nuovi Principi e Interpretazioni emessi dallo IASB e non recepiti dalla UE Non sono presenti nuovi Principi e Interpretazioni emessi dallo IASB e non recepiti dalla UE.
Nuovi Principi e Interpretazioni emessi dallo IASB ma non ancora applicabili Alla data di redazione del presente bilancio consolidato sono stati emessi dallo IASB i seguenti nuovi Principi / Interpretazioni non ancora entrati in vigore:
Applicazione obbligatoria a
partire dal
Nuovi Principi / Interpretazioni non ancora recepiti dalla UE IFRS 19 – Controllate non di interesse pubblico: informazioni integrative 1/1/2027 IAS 21 – Utilizzo di una valuta di presentazione iperinflazionata 1/1/2027 IFRS 20 – Attività e Passività regolamentate 1/1/2029 IAS 28- Modifiche della Fair value option (partecipazioni in società collegate e Joint Ventures) 1/1/2027 Nuovi Principi / Interpretazioni recepiti dalla UE IFRS 18 – Presentazione e informativa di bilancio 1/1/2027 Gli eventuali impatti sul bilancio consolidato di Gruppo derivanti dall'applicazione di tali nuovi Principi/Interpretazioni sono attualmente in fase di valutazione; si ritiene, tuttavia, che gli stessi non siano significativi rispetto ai risultati finanziari ed economici.
Si segnala che nell’aprile 2024 lo IASB ha emesso l’IFRS 18, che sostituirà lo IAS 1 – Presentazione del bilancio.
L’IFRS 18, unitamente alle modifiche agli altri principi contabili, è efficace per gli esercizi che iniziano a partire dal 1° gennaio 2027; è consentita l’applicazione anticipata. L’IFRS 18 sarà applicato retrospettivamente.
L’IFRS 18 introduce nuovi requisiti di presentazione nel conto economico, inclusi totali e subtotali specificamente definiti. Inoltre, le entità sono tenute a classificare tutti i proventi e gli oneri del conto economico in una delle seguenti cinque categorie: attività operative, attività di investimento, attività di finanziamento, imposte sul reddito e attività operative cessate.
Il principio richiede una specifica informativa sulle nuove misure di performance definite dal management (“MPM”), rappresentate da subtotali di proventi e oneri e introduce, inoltre, nuovi requisiti in materia di aggregazione e disaggregazione delle informazioni finanziarie.
In aggiunta, sono state apportate modifiche di portata limitata allo IAS 7 – Rendiconto finanziario, che includono:
■ la modifica del punto di partenza per la determinazione dei flussi di cassa generati dall’attività operativa mediante il metodo indiretto, che passa da “utile o perdita d’esercizio” a “risultato operativo”; e ■ l’eliminazione delle opzioni di classificazione dei flussi di cassa relativi a interessi e dividendi.
Sono inoltre previste modifiche consequenziali a diversi altri principi contabili.
Il Gruppo sta attualmente svolgendo un’analisi volta ad individuare tutti gli impatti che le modifiche introdotte dal nuovo principio avranno sui prospetti contabili primari e sulle note al bilancio nonché sulla nuova determinazione degli indicatori di performance.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 2 Principi contabili 85
NOTA 3
AREA DI CONSOLIDAMENTO
Le variazioni intervenute nell’area di consolidamento al 30 giugno 2026 rispetto al 31 dicembre 2025 sono di seguito elencate.
Società controllate entrate/uscite/oggetto di fusione nel perimetro di consolidamento:
Società Business Unit di
riferimentoMese
Entrate:
V8 CONSULTING S.A. Nuova acquisizione Brasile Gennaio 2026 I-SYSTEMS SOLUÇÕES DE INFRAESTRUTURA S.A. Incremento quota di possesso Brasile Maggio 2026
Uscite:
MED 1 SUBMARINE CABLES LTD Liquidata Domestic Febbraio 2026 Oltre a quanto già sopra segnalato, di seguito è riportata anche l'ulteriore variazione dell'area di consolidamento al 30 giugno 2026 rispetto al 30 giugno 2025.
Società controllate entrate/uscite/oggetto di fusione nell'area di consolidamento:
Società Business Unit di
riferimentoMese
Entrate:
MINDICITY S.r.l. Società benefit Incremento quota di possesso Domestic Settembre 2025 Il numero delle imprese controllate, delle joint ventures e delle imprese collegate del Gruppo TIM, è così ripartito:
30.6.2026
Imprese: Italia Estero Totale controllate consolidate con il metodo integrale 11 44 55 joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto 2 — 2 collegate valutate con il metodo del patrimonio netto 4 — 4 Totale imprese 17 44 61
31.12.2025
Imprese: Italia Estero Totale controllate consolidate con il metodo integrale 11 43 54 joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto 2 — 2 collegate valutate con il metodo del patrimonio netto 6 1 7 Totale imprese 19 44 63
30.6.2025
Imprese: Italia Estero Totale controllate consolidate con il metodo integrale 12 43 55 joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto 2 — 2 collegate valutate con il metodo del patrimonio netto 7 1 8 Totale imprese 21 44 65 Per ulteriori dettagli si fa rimando alla Nota 35 “Le imprese del Gruppo TIM”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 3 Area di consolidamento 86
NOTA 4
AGGREGAZIONI AZIENDALI
Acquisizione del controllo di V8 Consulting S.A. ("V8.Tech") In data 30 gennaio 2026 TIM S.A. (Business Unit Brasile) ha acquisito il 100% del capitale sociale di V8 Consulting S.A. ("V8.Tech").
V8.Tech è una società tecnologica specializzata nell'integrazione di soluzioni digitali e managed services , con un forte focus su trasformazione digitale, cloud computing e Intelligenza Artificiale.
Gli effetti contabili dell’aggregazione aziendale sono così sintetizzabili:
■ il corrispettivo è pari a 139 milioni di reais ( 22 milioni di euro);
■ tutte le Attività acquisite e le Passività assunte della società acquisita sono state oggetto di valutazione per la loro iscrizione a fair value ;
■ in aggiunta al valore delle Attività acquisite e delle Passività assunte è stato iscritto un Avviamento provvisorio, pari 106 milioni di reias ( 17 milioni di euro), determinato come segue:
Valori a
Fair Value
provvisoriValori a
Fair Value
provvisori
(milioni di euro) (*) (milioni di reais) Valorizzazione del corrispettivo (a) 22 139 Valore delle attività acquisite (b) 30 187 Valore delle passività assunte (c) (25) (154) Avviamento (a-b-c) 17 106 (*) tasso di cambio real/euro 6,23304 V8 Consulting S.A. ("V8.Tech") – valori alla data di acquisizione
Valori a
Fair Value
provvisoriValori Contabili Valori a
Fair Value
provvisoriValori Contabili
(milioni di euro)(*) (milioni di reais) Avviamento 17 — 106 — Altre attività non correnti 9 4 54 24 Attività correnti 21 21 133 133 di cui Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 8 8 47 47 Totale attività (a) 47 25 293 157 Totale passività non correnti 10 8 61 52 di cui Passività finanziarie non correnti 7 7 45 45 Totale passività correnti 15 15 93 93 di cui Passività finanziarie correnti 4 4 22 22 Totale passività (b) 25 23 154 145 Attività nette (a-b) 22 2 139 12 (*) tasso di cambio real/euro 6,23304 Nel corso dell’esercizio 2026 - e comunque entro i 12 mesi successivi all’operazione - gli importi provvisori delle attività e delle passività rilevate alla data di acquisizione potranno essere rettificati con effetto retroattivo, così come consentito dall’IFRS 3, con conseguente rideterminazione del valore dell’avviamento.
Si segnala inoltre che, qualora l’operazione di acquisizione del controllo di V8 Consulting S.A. fosse stata perfezionata al 1° gennaio 2026, il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM non avrebbe registrato impatti materiali sui ricavi e sul risultato netto del periodo attribuibile ai Soci della Controllante.
Acquisizione del controllo di I-Systems Soluções de Infraestrutura S.A. ("I-Systems") In data 6 maggio 2026, TIM S.A. (Business Unit Brasile) ha acquisito il 51% del capitale sociale di I-Systems Soluções de Infraestrutura S.A. ("I-Systems"). TIM S.A. già possedeva il 49% del capitale sociale di I-Systems. Pertanto, a seguito della citata acquisizione, I-Systems risulta ora una società interamente controllata dal Gruppo TIM.
I-Systems opera nel settore delle reti in fibra ottica neutrali nel mercato brasiliano, offrendo infrastrutture indipendenti per il segmento wholesale.
Gli effetti contabili dell’aggregazione aziendale sono così sintetizzabili:
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 4 Aggregazioni aziendali 87
■ il corrispettivo è pari a 1.857 milioni di reais ( 318 milioni di euro). Il corrispettivo pagato è stato di 947 milioni di reais (162 milioni
di euro);
■ la valutazione per l'iscrizione a fair value di tutte le Attività acquisite e le Passività assunte della società acquisita è tuttora in
corso;
■ in aggiunta al valore delle Attività acquisite e delle Passività assunte è stato iscritto un Avviamento provvisorio, pari a 149 milioni di euro, determinato come segue:
Valori a
Fair Value
provvisoriValori a
Fair Value
provvisori
(milioni di euro) (*) (milioni di reais) Valorizzazione del corrispettivo (a) 318 1.857 Valore delle attività acquisite (b) 302 1.763 Valore delle passività assunte (c) (133) (777) Avviamento (a-b-c) 149 871 (*) tasso di cambio real/euro 5,83696 I-Systems Soluções de Infraestrutura S.A. ("I-Systems") – valori alla data di acquisizione
Valori a
Fair Value
provvisoriValori Contabili Valori a
Fair Value
provvisoriValori Contabili
(milioni di euro)(*) (milioni di reais) Avviamento 149 — 871 — Altre attività non correnti 277 277 1.617 1.617 Attività correnti 25 25 146 146 di cui Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 19 19 112 112 Totale attività (a) 451 302 2.634 1.763 Totale passività non correnti 93 93 542 542 di cui Passività finanziarie non correnti 85 85 495 495 Totale passività correnti 40 40 235 235 di cui Passività finanziarie correnti 12 12 71 71 Totale passività (b) 133 133 777 777 Attività nette (a-b) 318 169 1.857 986 (*) tasso di cambio real/euro 5,83696 Nel corso dell’esercizio 2026 - e comunque entro i 12 mesi successivi all’operazione - gli importi provvisori delle attività e delle passività rilevate alla data di acquisizione potranno essere rettificati con effetto retroattivo, così come consentito dall’IFRS 3, con conseguente rideterminazione del valore dell’avviamento.
Si segnala inoltre che, qualora l’operazione di acquisizione del controllo di I-Systems Soluções de Infraestrutura S.A. fosse stata perfezionata al 1° gennaio 2026, il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM non avrebbe registrato impatti materiali sui ricavi e sul risultato netto del periodo attribuibile ai Soci della Controllante.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 4 Aggregazioni aziendali 88
NOTA 5
AVVIAMENTO
Nel primo semestre 2026 la voce presenta la seguente ripartizione ed evoluzione:
(milioni di euro) 31.12.2025 Incrementi Decrementi Svalutazioni Differenze cambio e altre
variazioni30.6.2026
Domestic 10.184 10.184 Brasile 841 166 80 1.087 Altre attività — — Totale 11.025 166 — — 80 11.271 Nel corso del primo semestre 2026 l’Avviamento aumenta di 246 milioni di euro, da 11.025 milioni di euro di fine 2025 a 11.271 milioni di euro al 30 giugno 2026 principalmente per l'iscrizione da parte della Business Unit Brasile degli avviamenti provvisori conseguenti all'acquisizione del controllo delle società I-Systems Soluções de Infraestrutura S.A. ("I-Systems") ( 149 milioni di euro) e V8 Consulting S.A. ("V8.Tech") ( 17 milioni di euro). Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota 4 "Aggregazioni aziendali".
Le differenze cambio relative all'Avviamento della Cash Generating Unit Brasile sono positive ed ammontano a 80 milioni di euro (il tasso di cambio puntuale utilizzato per la conversione in euro del real brasiliano - espresso in termini di unità di valuta locale per 1 euro - è passato da 6,46532 al 31 dicembre 2025 a 5,89753 al 30 giugno 2026).
L’Avviamento, ai sensi dello IAS 36, non è soggetto ad ammortamento, ma a verifica per riduzione di valore ( impairment test ) con cadenza almeno annuale in occasione della redazione del bilancio consolidato della società. Peraltro, qualora si verifichino specifici eventi o circostanze (“ trigger event ”) che possano fare presumere la possibilità che l’Avviamento abbia subito una riduzione di valore, l' impairment test viene effettuato anche in occasione della redazione dei bilanci intermedi.
La società, in accordo con le procedure aziendali e i principi contabili di riferimento, in occasione della redazione della relazione semestrale al 30 giugno 2026 ha verificato l’esistenza di eventuali trigger events .
In particolare, con riferimento alla CGU Domestic, nel corso del primo semestre 2026 si è, tra l’altro, osservato che:
■ il titolo TIM ha registrato un incremento del prezzo di borsa significativo sia in termini assoluti sia in termini relativi
(comparable );
■ i risultati consuntivi della CGU Domestic sono allineati con il raggiungimento degli obiettivi pianificati;
■ le previsioni di consenso degli analisti finanziari esterni hanno evidenziato, con riguardo alla CGU Domestic, stime coerenti con quelle ipotizzate dal management ;
■ l'andamento dei tassi d'interesse di riferimento rispetto al livello considerato al 31 dicembre 2025 è tale per cui le sensitivity svolte al 31 dicembre 2025 mostrano headroom sufficiente;
■ le principali agenzie di rating hanno innalzato oppure confermato il rating che avevano assegnato al Gruppo TIM.
Si osserva inoltre che il titolo riferibile alla CGU Brasile, il cui valore recuperabile al 31 dicembre 2025 era stato stimato sulla base della capitalizzazione di borsa, n on ha registrato un andamento tale da far presupporre una svalutazione dell'Avviamento.
Alla luce delle verifiche svolte, al 30 giugno 2026 non si sono quindi riscontrati elementi segnalatori di perdita di valore dell’Avviamento e non è stato pertanto necessario svolgere analisi specifiche di impairment test .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 5
Avviamento 89
NOTA 6
ATTIVITA' IMMATERIALI A VITA UTILE DEFINITA
Presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro) 31.12.2025 Investimenti Ammortamenti (Svalutazioni)/
RipristiniDismissioni Differenze
cambioAltre
variazioni30.6.2026
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno 1.618 267 (409) 45 131 1.652 Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 3.547 6 (237) 113 2 3.431 Altre attività immateriali a vita utile definita 27 (4) 2 5 30 Attività immateriali in corso e acconti 253 97 5 (127) 228 Totale 5.445 370 (650) — — 165 11 5.341 Gli investimenti del primo semestre 2026 comprendono 89 milioni di euro di attività realizzate internamente.
Il saldo delle "altre variazioni" comprendono principalmente l'impatto derivante dall'ingresso nell'area di consolidamento delle società brasiliane I-Systems e V8.Tech, complessivamente pari a +13 milioni di euro.
I diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno sono rappresentati essenzialmente dal software applicativo e di funzionamento impianti acquisito a titolo di proprietà ed in licenza d’uso; sono ammortizzati in un periodo compreso tra 2 e 6 anni e si riferiscono prevalentemente a TIM S.p.A. (914 milioni di euro), alla Business Unit Brasile (561 milioni di euro) e a Noovle S.p.A. (127 milioni di euro).
Le concessioni, licenze, marchi e diritti simili si riferiscono principalmente al costo residuo delle licenze di telefonia e diritti assimilabili (2.195 milioni di euro per TIM S.p.A. e 1.229 milioni di euro per la Business Unit Brasile).
Le attività immateriali in corso e acconti sono relative principalmente a TIM S.p.A. (146 milioni di euro) e a TIM S.A. (Business Unit Brasile) (55 milioni di euro) e si riferiscono essenzialmente a sviluppi software.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 6 Attività immateriali a vita utile definita 90
NOTA 7
ATTIVITA' MATERIALI
Immobili, impianti e macchinari di proprietà Presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro) 31.12.2025 Investimenti Ammortamenti (Svalutazioni)
/RipristiniDismissioni Differenze
cambioAltre
variazioni30.6.2026
Terreni 47 1 48 Fabbricati civili e industriali 218 (5) 0 1 214 Impianti e macchinari 3.207 280 (460) (3) 163 389 3.576 Attrezzature industriali e commerciali 4 1 (1) (1) 3 Altri beni 265 34 (72) (1) 9 31 266 Attività materiali in corso e acconti 373 163 6 (179) 363 Totale 4.114 478 (538) — (5) 179 242 4.470 Gli investimenti d el primo semestre 2026 comprendono 45 milioni di euro di attività realizzate internamente. I ncludono altresì la capitalizzazione da parte della Capogruppo TIM S.p.A. di oneri per il ripristino di apparati di proprietà (21 milioni di euro), collocati su taluni siti trasmissivi.
Il saldo delle altre variazioni comprende principalmente l'impatto derivante dall'ingresso nell'area di consolidamento delle società brasiliane I-Systems e V8.Tech, complessivamente pari a +261 milioni di euro.
La voce Terreni comprende sia i terreni edificati che i terreni disponibili e non è soggetta ad ammortamento. Il saldo al 30 giugno 2026 si riferisce, in prevalenza, alla Business Unit Domestic (41 milioni di euro).
La voce Fabbricati civili e industriali comprende principalmente gli immobili ad uso industriale adibiti a data center . In particolare, il saldo al 30 giugno 2026 si riferisce principalmente a Noovle S.p.A. (203 milioni di euro).
La voce Impianti e macchinari comprende essenzialmente impianti e apparati trasmissivi e di alimentazione, rete dati e commutazione, infrastrutture Stazioni Radio Base (SRB) e prodotti commerciali. Il saldo al 30 giugno 2026 è prevalentemente attribuibile alla Business Unit Brasile (2.113 milioni di euro) e alla Business Unit Domestic (1.463 milioni di euro).
La voce Attrezzature industriali e commerciali comprende principalmente di attrezzature necessarie per il completamento infrastrutturale dei laboratori di Telsy S.p.A..
La voce Altri beni comprende principalmente hardware per il funzionamento della rete e per postazioni di lavoro, mobili e arredi e, in misura minimale, mezzi di trasporto e macchine d’ufficio.
La voce Attività materiali in corso e acconti comprende i costi (interni ed esterni) sostenuti per l’acquisizione o la produzione interna di attività materiali, per le quali non risulta ancora avviato il processo di utilizzazione economica.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 7 Attività materiali 91
NOTA 8
DIRITTI D'USO SU BENI DI TERZI
Presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro) 31.12.2025 Investimenti Incrementi di
contratti di
leasingAmmortamenti Dismissioni Differenze
cambioAltre
variazioni30.6.2026
Immobili 839 1 93 (63) (129) 48 (22) 767 Impianti e macchinari 2.290 541 (209) (203) 120 (16) 2.523 Altri beni materiali 40 10 (7) (1) 42 Attività materiali in corso e acconti 65 14 (13) 66 Attività immateriali 6 (2) 4 Totale 3.240 15 644 (281) (333) 168 (51) 3.402 Gli investimenti del primo semestre 2026 si riferiscono alla Business Unit Domestic e sono principalmente connessi all’acquisizione da parte della Capogruppo TIM S.p.A. di capacità trasmissiva in IRU (diritti d'uso previsti dal Master Service Agreement stipulato con FiberCop S.p.A.).
Gli incrementi di contratti di leasing comprendono il maggior valore di diritti d’uso iscritto a seguito di nuovi contratti di locazione passiva, di incrementi dei canoni di locazione e di rinegoziazioni di contratti esistenti. In proposito si ricorda che il principio IFRS16 (Leasing ) determina a fronte di tali incrementi la rappresentazione dei contratti di locazione passiva attraverso l’iscrizione nella situazione patrimoniale-finanziaria di una passività di natura finanziaria, rappresentata dal valore attuale dei canoni futuri, a fronte dell’iscrizione nell’attivo del diritto d’uso dell’attività presa in locazione.
Tali incrementi del primo semestre 2026, pari complessivamente a 644 milioni di euro, sono relativi alla Business Unit Brasile per 507 milioni di euro e alla Business Unit Domestic per 137 milioni di euro. In particolare l'incremento relativo alla Business Unit Domestic è principalmente connesso all'esercizio dell'opzione di recesso su taluni contratti di leasing, che ha comportato il ricalcolo del valore complessivo degli stessi, tenuto conto della definizione delle tempistiche stimate di uscita.
Le dismissioni sono rappresentative del valore contabile degli asset da contratti di lease cessati anticipatamente.
Le altre variazioni si riferiscono principalmente alle variazioni connesse al minor valore di diritti d’uso iscritto a seguito delle modifiche contrattuali intervenute nel periodo e comprendono inoltre i passaggi in esercizio.
La voce Immobili accoglie gli stabili e i terreni oggetto di contratto di locazione finanziaria e i relativi adattamenti edili. Si riferisce alla Business Unit Brasile per 449 milioni di euro e alla Business Unit Domestic per 318 milioni di euro.
La voce Impianti e macchinari accoglie prevalentemente i diritti d’uso sulle stazioni radio base (SRB) e infrastrutture per i servizi di telecomunicazione ( backbone e backhauling ) nonché i diritti d'uso su connessioni B2B. Si riferisce alla Business Unit Brasile per 1.438 milioni di euro e alla Business Unit Domestic per 1.085 milioni di euro.
Inoltre, nel corso del primo semestre 2026 la Business Unit Brasile ha beneficiato di proventi non ripetibili, pari a circa 80 milioni di reais (circa 13 milioni di euro) connessi alla modifica del trattamento contabile dei rapporti in essere con American Tower do Brasil
- Cessão de Infraestruturas S.A. (“ATC”), a seguito della firma a marzo 2026 del nuovo accordo strategico, che copre l’intero perimetro dei rapporti tra TIM S.A. e ATC, per un totale di circa 9.000 torri, pari a circa il 30% dell’intera infrastruttura di TIM.
Il nuovo assetto contrattuale oltre a consolidare tutti i contratti precedenti in un unico accordo, unificando la durata fino al 2034, introduce una semplificazione e maggiore efficienza nella gestione del parco infrastrutturale, con particolare riferimento a:
■ aggiornamento e allineamento delle clausole contrattuali alle attuali condizioni di mercato, garantendo maggiore sostenibilità e prevedibilità dei costi;
■ consolidamento e unificazione delle regole e degli aspetti contrattuali, con riduzione delle attività amministrative e miglioramento dei processi di gestione;
■ maggiore prevedibilità per lo sviluppo di nuovi progetti, con flessibilità nell’implementazione di soluzioni coerenti con il piano di sviluppo della rete.
La voce Altri beni materiali accoglie prevalentemente i contratti di locazione su autoveicoli.
La voce Attività immateriali accoglie principalmente il diritto d'uso della società controllata Telsy per l'utilizzo di una piattaforma in cloud computing realizzata a beneficio esclusivo della società per l’esercizio di servizi di sicurezza.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 8 Diritti d'uso su beni di terzi 92
NOTA 9
PARTECIPAZIONI
Le Partecipazioni in imprese collegate e joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto comprendono:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 I-Systems S.A. — 195
W.A.Y. S.r.l. 3 4
Totale Imprese collegate (a) 3 199
TIMFin S.p.A. 33 33
Polo Strategico Nazionale S.p.A. 9 9 Totale Joint Ventures (b) 42 42 Totale partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto (a+b) 45 241 La movimentazione della voce Partecipazioni in imprese collegate e joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto nel corso del primo semestre 2026 è così dettagliata:
(milioni di euro) 31.12.2025 Investimenti Cessioni e
rimborsi di
capitaleValutazione con
il metodo del patrimonio nettoAltre variazioni 30.6.2026 I-Systems S.A. 195 (7) (188) —
W.A.Y. S.r.l. 4 (1) 3
Totale Imprese collegate 199 — — (8) (188) 3
TIMFin S.p.A. 33 1 (1) 33
Polo Strategico Nazionale S.p.A. 9 9 Totale Joint Ventures 42 — — 1 (1) 42 Totale partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 241 — — (7) (189) 45 Le altre variazioni comprendono principalmente la derecognition , a maggio 2026, della partecipazione nella società brasiliana I-
Systems a seguito dell'acquisizione del controllo della stessa da parte del Gruppo TIM ed il conseguente consolidamento con il metodo integrale. Per ulteriori dettagli si veda la Nota 4"Aggregazioni aziendali".
L’elenco delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto è riportato nella Nota 35 “Le imprese del Gruppo TIM”.
Le Altre partecipazioni sono così dettagliate:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Upload Ventures Growth LP 59 52
SECO S.p.A. 33 30
UV T-Growth 40 25 Altre 16 13 Totale 148 120 Al 30 giugno 2026 il Gruppo TIM ha in essere l’impegno di sottoscrizione di quote:
■ del fondo UV T-Growth per un importo pari a 13,3 milioni di euro;
■ del fondo Northgate CommsTech Innovations Partners L.P. per un importo pari a 2,6 milioni di USD, equivalenti, al cambio del 30 giugno 2026, a circa 2,3 milioni di euro.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 9
Partecipazioni 93
NOTA 10
ATTIVITA' FINANZIARIE (NON CORRENTI E CORRENTI)
Le Attività finanziarie (non correnti e correnti) sono così dettagliate:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Altre attività finanziarie non correnti Titoli diversi dalle partecipazioni 1 1 Crediti verso il personale 8 9 Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività non correnti di natura finanziaria 398 383 Derivati non di copertura — 4
437 397
Crediti finanziari per contratti di locazione attiva 37 34 Totale attività finanziarie non correnti (a) 474 431 Titoli diversi dalle partecipazioni, altri crediti finanziari e altre attività finanziarie
correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni Valutati al costo ammortizzato (AC) — — Valutati al fair value attraverso il conto economico complessivo (FVTOCI) 823 815 Valutati al fair value attraverso il conto economico separato (FVTPL) 332 555
1.155 1.370
Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti Crediti verso il personale 3 3 Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività correnti di natura finanziaria 37 29 Derivati non di copertura 93 70 Altri crediti finanziari a breve 31 66
164 168
(b) 1.319 1.538 Crediti finanziari per contratti di locazione attiva (c) 51 44 Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti (d) 1.070 2.048 Totale attività finanziarie correnti e=(b+c+d) 2.440 3.630 Attività finanziarie direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (f) 118 162 Totale attività finanziarie non correnti e correnti g=(a+e+f) 3.032 4.223 Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 20 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
I crediti finanziari per contratti di locazione attiva si riferiscono a:
■ contratti attivi di locazione finanziaria su diritti d’uso e apparati;
■ contratti di vendita di infrastrutture di rete in IRU con incasso dilazionato nel tempo rilevati secondo la metodologia finanziaria prevista dall’IFRS16 in considerazione della durata contrattuale sostanzialmente prossima alla vita economica del bene;
■ contratti di lease di prodotti commerciali alla clientela.
I derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività non correnti e correnti di natura finanziaria si riferiscono a derivati di copertura in cash flow hedge .
I derivati non di copertura classificati fra le attività correnti di natura finanziaria (93 milioni di euro) si riferiscono per 61 milioni di euro alla Business Unit Brasile e per 32 milioni di euro a Total Return Equity Swaps di TIM S.p.A..
Per ulteriori dettagli si fa rimando alla Nota 19 “Strumenti derivati”.
Gli altri crediti finanziari a breve termine comprendono la linea di credito che TIM S.p.A. (30 milioni di euro) ha nei confronti delle Discontinued Operations .
I titoli diversi dalle partecipazioni inclusi nelle attività finanziarie correnti si riferiscono:
■ per 823 milioni di euro a titoli quotati, di cui 303 milioni di euro di Titoli di Stato italiani ed esteri acquistati da Telecom Italia Finance S.A., nonché 520 milioni di euro di titoli obbligazionari acquistati da Telecom Italia Finance S.A. con differenti scadenze, tutti con un mercato di riferimento attivo e quindi facilmente liquidabili. Secondo l’IFRS 9 e coerentemente con il modello di Business, tali titoli sono classificati come attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo (“FVTOCI” – Fair value through other comprehensive income ). Gli acquisti dei suddetti Titoli di Stato, che ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011, rappresentano impieghi in “Titoli del debito Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 10 Attività finanziarie (non correnti e correnti)94
sovrano”, sono stati effettuati nel rispetto delle Linee guida per la “Gestione e controllo dei rischi finanziari” di cui il Gruppo TIM si è dotato;
■ per 332 milioni di euro relativi a impieghi in fondi monetari effettuati dalla Business Unit Brasile, classificati secondo l’IFRS 9 come attività finanziarie valutate al fair value attraverso il conto economico separato (“FVTPL” – Fair value through profit or loss).
Per ulteriori dettagli si fa rimando alla Nota 2 “Principi contabili”.
La cassa e altre disponibilità liquide equivalenti, pari a 1.070 milioni di euro ( 2.048 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e sono
così composte:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Disponibilità liquide presso banche, istituti finanziari e postali 617 1.493 Titoli diversi dalle partecipazioni (con scadenza non superiore a 3 mesi) 453 549 Altri crediti finanziari — 6 Totale 1.070 2.048 Le differenti forme tecniche di impiego delle disponibilità liquide al 30 giugno 2026 hanno le seguenti caratteristiche:
■ scadenze: gli impieghi hanno una durata massima di tre mesi;
■ rischio controparte: i depositi sono effettuati con primarie istituzioni bancarie e finanziarie con elevato merito di credito e con classe di rating almeno pari a BBB- e outlook non negativo per quanto concerne l’Europa e con primarie controparti locali relativamente agli impieghi in Sud America;
■ rischio Paese: i depositi sono effettuati essenzialmente sulle principali piazze finanziarie europee.
I titoli diversi dalle partecipazioni (con scadenza non superiore a 3 mesi) si riferiscono per 453 milioni di euro (549 milioni di euro al 31 dicembre 2025) a certificati di deposito bancari brasiliani ( Certificado de Depósito Bancário ) effettuati con primarie istituzioni bancarie e finanziarie locali da parte delle società della Business Unit Brasile.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 10 Attività finanziarie (non correnti e correnti)95
NOTA 11
CREDITI VARI E ALTRE ATTIVITA' NON CORRENTI
Sono così composti:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Crediti vari non correnti (a) 477 472 Altre attività non correnti Costi contrattuali differiti 522 520 Altri costi differiti 147 118 (b) 669 638 Totale (a+b) 1.146 1.110 I crediti vari non correnti ammontano a 477 milioni di euro ( 472 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e includono crediti non correnti per imposte sul reddito per 70 milioni di euro (66 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
La voce comprende principalmente:
■ 332 milioni di euro relativi alla Business Unit Brasile afferenti perlopiù a depositi giudiziali (120 milioni di euro), imposte indirette (121 milioni di euro) e imposte dirette (40 milioni di euro);
■ 144 milioni di euro relativi alla Business Unit Domestic, iscritti prevalentemente dalla Capogruppo TIM S.p.A. in relazione alla quota non corrente del credito verso FiberCop S.p.A. per servizi correlati al Master Services Agreement (MSA) ( 107 milioni di euro) e a crediti verso l'Erario per imposte sul reddito ( 30 milioni di euro).
Le altre attività non correnti ammontano a 669 milioni di euro ( 638 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e comprendono
principalmente:
■ Costi contrattuali differiti pari a 522 milioni di euro ( 520 milioni di euro al 31 dicembre 2025), relativi principalmente al differimento di costi connessi ad attivazioni e acquisizioni di nuovi contratti con la clientela in ambito fisso e in ambito mobile.
Per i clienti di rete mobile i costi contrattuali (principalmente costi per le provvigioni alla rete di vendita) sono oggetto di differimento e rilevati a conto economico separato in funzione della durata attesa del rapporto contrattuale valutato in 4 anni.
Per i clienti di rete fissa, il differimento e la rilevazione a conto economico dei costi contrattuali sono connessi al periodo lungo il quale si realizza la recuperabilità economica dei costi “ one-off ”, periodo calcolato in 4 anni.
Al 30 giugno 2026 i costi contrattuali differiti complessivi (non correnti e correnti) ammontano a 946 milioni di euro ( 929 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e sono così dettagliati:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Costi contrattuali differiti Costi contrattuali differiti non correnti 522 520 Costi contrattuali differiti correnti 424 409 Totale 946 929 (milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Costi contrattuali differiti Costi di acquisizione del contratto 764 756 Costi di esecuzione del contratto 182 173 Totale 946 929 I costi contrattuali differiti saranno rilevati nel conto economico degli esercizi futuri e in particolare per circa 230 milioni di euro nel secondo semestre 2026 e per circa 354 milioni di euro nell’esercizio 2027, sulla base della consistenza al 30 giugno 2026 e senza tener conto delle nuove quote differite.
(milioni di euro) 30.6.2026 periodo di rilevazione a conto economico
2° Semestre
2026Esercizio
2027Esercizio
2028Esercizio
2029Esercizio
2030
Costi di acquisizione del contratto 764 192 288 184 90 10 Costi di esecuzione del contratto 182 38 66 51 25 2 Totale 946 230 354 235 115 12 ■ Altri costi differiti pari a 147 milioni di euro, attribuibili principalmente a TIM S.p.A. (82 milioni di euro, riferibili essenzialmente a costi di noleggio beni di terzi) e alla Business Unit Brasile (56 milioni di euro).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 11 Crediti vari e altre attività non correnti 96
NOTA 12
CREDITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE ATTIVITA' CORRENTI
Sono così composti:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Crediti commerciali (a) 2.633 2.345 Crediti vari correnti Crediti verso altri (b) 1.059 2.030 Altre attività correnti Attività derivanti da contratti con la clientela (Contract Assets) 73 41 Costi contrattuali differiti 424 409 Altri costi differiti 712 462 Altre 35 30 (c) 1.244 942 Totale (a+b+c) 4.936 5.317 I Crediti commerciali ammontano a 2.633 milioni di euro ( 2.345 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e sono al netto di 330 milioni di euro del relativo fondo svalutazione crediti (317 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
I crediti commerciali sono relativi, in particolare, a TIM S.p.A. (1.694 milioni di euro) e alla Business Unit Brasile (887 milioni di euro).
I Crediti vari correnti si riferiscono a crediti verso altri per 1.059 milioni di euro ( 2.030 milioni di euro al 31 dicembre 2025), sono al netto di un fondo svalutazione pari a 13 milioni di euro (13 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e sono così analizzabili:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Credito connesso alla sentenza Canone di concessione 1998 — 1.011 Anticipi a fornitori 145 165 Crediti verso il personale 12 7 Crediti tributari 509 479 Crediti per contributi da Stato ed Enti pubblici 33 18 Partite diverse 360 350 Totale 1.059 2.030 In data 11 giugno 2026 TIM S.p.A. ha incassato il rimborso relativo al Canone di concessione 1998. Il pagamento fa seguito alla sentenza del 19 dicembre 2025 n. 33241, con cui la Corte di Cassazione aveva confermato le ragioni della Società e resa definitiva la decisione della Corte d’Appello del 3 aprile 2024 n. 2320/2024 e la misura del risarcimento complessivo del danno da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei confronti di Telecom Italia. L'importo incassato è relativo a quanto riconosciuto a titolo di risarcimento del danno (circa 973 milioni di euro complessivi, comprensivi di rivalutazione ed interessi fino al 3 aprile 2024) e alla valorizzazione degli interessi legali (circa 39 milioni di euro).
Al 30 giugno 2026, i "crediti tributari" si riferiscono alla Business Unit Brasile per 311 milioni di euro e alla Business Domestic per 198 milioni di euro.
I "crediti per contributi da Stato ed Enti pubblici" afferiscono principalmente a progetti non legati all'infrastruttura di rete, finanziati dal MIMIT e dalla Comunità Europea, in particolare progetti relativi ai Centri delle Tecnologie Emergenti e servizi cloud (progetto IPCEI-CIS) ed edge computing, cui si riferisce l'incremento di 15 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025. Il riconoscimento a conto economico di detti contributi avviene, nel caso di contributi in conto capitale, su base sistematica lungo la vita utile delle attività cui i contributi si riferiscono oppure, nel caso di contributi in conto esercizio, con un criterio sistematico negli esercizi in cui la Capogruppo TIM S.p.A. rendiconta agli enti finanziatori i costi agevolabili sostenuti.
Le "partite diverse" comprendono in particolare i seguenti crediti di TIM S.p.A.:
■ crediti verso enti previdenziali e assistenziali (89 milioni di euro);
■ quota corrente (85 milioni di euro) del credito verso FiberCop S.p.A. per servizi correlati al Master Service Agreement (MSA);
■ crediti per Servizio Universale (52 milioni di euro);
■ crediti vari verso altri operatori di TLC (27 milioni di euro);
■ crediti per cessioni pro solvendo verso società di factoring (11 milioni di euro).
Le Altre attività correnti comprendono:
■ Attività derivanti da contratti con la clientela ( Contract Assets ). La voce accoglie principalmente:
● 58 milioni di euro di TIM S.p.A. connessi ai lavori eseguiti nell'ambito del PNRR in relazione al "Piano 5G Copertura", al "Piano 5G Backhauling" e al "Piano 1G";
● 11 milioni di euro di TIM S.p.A. per l’effetto dell’anticipazione del riconoscimento dei ricavi per quei contratti bundle (quali pacchetti di beni e servizi) con singole performance obligation aventi differente tempistica di riconoscimento, nei quali i beni rilevati “ at point in time ” sono venduti ad un prezzo scontato, oppure per quei contratti che, prevedendo uno sconto per un Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 12 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti 97
periodo di tempo inferiore alla durata minima contrattuale, necessitano ai sensi dell’IFRS 15 di una riallocazione dello sconto lungo la durata minima contrattuale. Tali Contract Assets sono al netto del relativo fondo svalutazione di 1 milione di euro.
■ Costi contrattuali differiti (424 milioni di euro; 409 milioni di euro al 31 dicembre 2025): sono costi contrattuali (principalmente costi tecnici di attivazione e costi per le provvigioni alla rete di vendita) oggetto di differimento e rilevati a conto economico separato:
● per i clienti di rete mobile in funzione della durata attesa del rapporto contrattuale con i clienti;
● per i clienti di rete fissa in funzione de l periodo lungo il quale si realizza la recuperabilità economica dei costi “ one-off ”.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota 10 "Crediti vari e altre attività non correnti".
■ Altri costi differiti relativi principalmente:
● alla Capogruppo TIM S.p.A. essenzialmente per il differimento di costi connessi a:
▪ canoni di noleggio e altri costi per godimento beni di terzi (480 milioni di euro);
▪ costi per acquisti di prodotti e servizi (51 milioni di euro);
▪ spese post vendita su offerte applicativi (37 milioni di euro);
▪ canoni di manutenzione (5 milioni di euro);
▪ premi assicurativi (2 milioni di euro);
● alla Business Unit Brasile (75 milioni di euro) comprensivi del differimento dell’onere connesso al contributo per l’esercizio di attività di telecomunicazioni (FISTEL) di TIM S.A. (28 milioni di euro), nonché per partite afferenti principalmente attività di marketing e contratti di manutenzione.
NOTA 13
ATTIVITA' CESSATE/ATTIVITA' NON CORRENTI DESTINATE
AD ESSERE CEDUTE
In data 14 aprile 2025 TIM e Boost BidCo, veicolo controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e partecipato da Retelit, hanno firmato l’accordo per la cessione di Telecom Italia Sparkle, attiva nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in campo internazionale ( International wholesale ), sulla base dell’offerta approvata dal Consiglio di Amministrazione di TIM del 12 febbraio 2025, che aveva preventivamente ricevuto il parere favorevole del comitato parti correlate.
L’accordo prevede un enterprise value del gruppo Telecom Italia Sparkle di 700 milioni di euro. Il prezzo per la cessione sarà pari all’enterprise value , rettificato sulla base del valore dell’indebitamento finanziario netto e sulla base delle usuali rettifiche di prezzo connesse a taluni obiettivi relativi alle performance economiche e agli scostamenti rispetto a target working capital del gruppo Telecom Italia Sparkle al closing .
L’accordo prevede inoltre la sottoscrizione al closing tra TIM e Sparkle di un contratto volto a regolare i servizi che saranno prestati reciprocamente tra le società successivamente al closing .
A partire dal primo trimestre 2025 il gruppo TI Sparkle è considerato quale gruppo in dismissione; pertanto i relativi dati di Conto Economico sono classificati nella voce “Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute” e quelli della Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata sono classificati nelle "Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute" e "Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute" (cd.
Discontinued Operations ).
Al 30 giugno 2026 è confermata la classificazione del gruppo Sparkle quale gruppo in dismissione. Il closing della cessione di Sparkle a Boost BidCo, veicolo controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e partecipato da Retelit, è ipotizzato si conclu da nella seconda parte del 2026, a valle del ricevimento delle autorizzazioni regolamentari per gli Stati Uniti; inoltre, come già comunicato al mercato lo scorso 14 aprile, la long-stop date per la chiusura dell’operazione è stata prorogata al 15 ottobre 2026.
Si precisa infine che sino alla data di perfezionamento della vendita della partecipazione di controllo in TI Sparkle, non è previsto alcun cambiamento sostanziale nella governance della società e delle sue controllate pertanto TIM, continuerà ad avere:
i) la capacità di dirigere le attività rilevanti della partecipata;
ii) il diritto ai risultati variabili e iii) la capacità di utilizzare il proprio potere decisionale per determinare l'ammontare dei risultati rivenienti dalla sua partecipazione nell'entità.
∂ Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 12 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti 98
Di seguito, la composizione delle Attività destinate ad essere cedute e delle Passività ad esse direttamente correlate:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute:
di natura finanziaria 118 162 di natura non finanziaria 1.117 1.065 Totale (a) 1.235 1.227 Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute di natura finanziaria 80 89 di natura non finanziaria 541 507 Totale (b) 621 596 Valore netto delle attività cessate/attività non correnti destinate ad essere cedute (a-b) 614 631 Le attività di natura finanziaria sono così composte:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Attività finanziarie non correnti 8 7 Attività finanziarie correnti 110 155 Totale 118 162 Le attività di natura non finanziaria sono così composte:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Attività non correnti Avviamento — — Attività immateriali a vita utile definita 86 79 Attività materiali 406 382 Diritti d'uso su beni di terzi 201 198 Altre attività non correnti 49 66
742 725
Attività correnti 375 340 Totale 1.117 1.065 Le passività di natura finanziaria sono così composte:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Passività finanziarie non correnti 46 15 Passività finanziarie correnti 34 74 Totale 80 89 Le passività di natura non finanziaria sono così composte:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Passività non correnti 248 204 Passività correnti 293 303 Totale 541 507 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 13 Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute 99
Di seguito le componenti relative all'"Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute" nell’ambito del conto economico separato consolidato.
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Effetti economici da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute:
Ricavi 309 353 Altri proventi operativi 1 1 Acquisti di materie e servizi (248) (282) Costi del personale (36) (32) Altri costi operativi/Variazione delle rimanenze/Attività generate internamente (1) (3) Risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze/(minusvalenze) e ripristini di valore/(svalutazioni) di attività non correnti (EBITDA) 25 37 Ammortamenti (44) — Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti (1) — Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti — (57) Risultato operativo (EBIT) (20) (20) Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto e Altri proventi/(oneri) da partecipazioni — — Saldo oneri/proventi finanziari (2) (12) Risultato prima delle imposte derivante da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (22) (32) Imposte sul reddito — — Risultato dopo le imposte derivante da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (a) (22) (32) Altri impatti economici:
Altre partite (3) (1) Altri proventi/ (oneri) connessi a cessioni degli esercizi precedenti (9) (b) (3) (10) Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (a+b) (25) (42)
Attribuibile a:
Soci della Controllante (25) (42) Partecipazioni di minoranza — — Il risultato per azione da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante, relativo al primo semestre 2026 e al primo semestre 2025 è il seguente:
(euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Risultato per azione da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere
cedute (base)
azione ordinaria (0,01) (0,02) azione di risparmio — (0,02) Risultato per azione da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere
cedute (diluito)
azione ordinaria (0,01) (0,02) azione di risparmio — (0,02) Il Risultato per azione, in applicazione dello IAS 33, considera le operazioni sul Capitale effettuate da TIM S.p.A. nel primo semestre 2026 (in particolare il raggruppamento azionario); il primo semestre 2025 è stato conseguentemente rideterminato.
Inoltre, nell'ambito del Conto economico complessivo consolidato relativamente alle "Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute":
■ la variazione degli utili/perdite attuariali inclusi nella Riserva per rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti è nulla nel primo semestre 2026 (nulla nel primo semestre 2025);
■ la variazione della riserva da conversione è positiva per 5 milioni di euro nel primo semestre 2026 (negativa per 17 milioni di euro nel primo semestre 2025).
Pertanto, il risultato complessivo da "Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute" è negativo per 20 milioni di euro nel primo semestre 2026 e negativo per 59 milioni di euro nel primo semestre 2025.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 13 Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute 100
Nell’ambito del Rendiconto finanziario consolidato gli impatti netti, espressi in termini di contribuzione al consolidato, delle “Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute” sono così dettagliati:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute:
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività operative 9 (17) Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di investimento (40) (25) Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di finanziamento (6) (12) Totale (37) (54) Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 13 Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute 101
NOTA 14
PATRIMONIO NETTO
È così composto:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante 11.515 12.219 Patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza 1.412 1.236 Totale 12.927 13.455 La composizione del Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante è la seguente:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Capitale 5.970 11.628 Riserva da sovrapprezzo azioni — — Altre riserve e utili (perdite) accumulati, incluso l'utile (perdita) del periodo 5.545 591 Riserva per attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo (1) 5 Riserva per adeguamento al fair value degli strumenti derivati di copertura (29) (30) Riserva per differenze cambio di conversione di attività estere (2.281) (2.491) Riserva per rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti (IAS 19) (63) (62) Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto — — Riserve diverse e utili (perdite) accumulati, incluso l’utile (perdita) del periodo 7.919 3.169 Totale 11.515 12.219 Si precisa che sulla base della delibera dell’Assemblea degli Azionisti del 15 aprile 2026, la perdita dell’esercizio 2025 risultante dal bilancio della Capogruppo TIM S.p.A. (155 milioni di euro) è stata oggetto di copertura mediante l’utilizzo parziale della Riserva legale.
A seguito delle delibere assembleari del 28 gennaio 2026 e del 15 aprile 2026, nel corso del primo semestre 2026 sono state effettuate le seguenti operazioni che hanno avuto un impatto sul Patrimonio netto e sul Capitale Sociale della Capogruppo TIM
S.p.A.:
■ riduzione volontaria del Capitale Sociale da 11.677 milioni di euro a 6.000 milioni di euro e attribuzione della riduzione a Riserva legale e a Riserva disponibile di patrimonio netto: la Riserva legale al 30 giugno 2026 risulta pertanto pari a 1.200 milioni di euro e rappresenta il 20% del Capitale Sociale;
■ conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, con un rapporto di conversione pari a 1 azione ordinaria per ogni azione di risparmio e un premio in denaro differenziato fra adesione alla conversione facoltativa (0,12 euro per azione) e conversione obbligatoria (0,04 euro per azione); l'esborso complessivo pagato quale premio di conversione è stato di 692 milioni di euro, con una corrispondente riduzione delle Riserve di TIM S.p.A.;
■ raggruppamento delle azioni ordinarie che costituiscono il Capitale sociale, nel rapporto di n. 1 nuova azione avente godimento regolare ogni n. 10 azioni ordinarie in circolazione; il raggruppamento è privo di effetti contabili;
■ approvazione di un piano di Buyback sulle azioni ordinarie di TIM S.p.A. per un controvalore massimo complessivo di 400 milioni di euro e per un massimo di n. 70.000.000 azioni (post raggruppamento), alla data del 21 luglio 2026 si è conclusa la prima tranche di acquisto di n. 14.000.000 di azioni ordinarie per un controvalore complessivo pari a circa 109 milioni di euro.
Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "Informazioni relative alle deliberazioni delle Assemblee del 28 gennaio 2026 e del 15 aprile 2026 e alle operazioni sul capitale di TIM S.p.A.".
Si segnala che, a seguito della riduzione volontaria del Capitale sociale la parità contabile è passata da Euro 0,5467 per azione al 31 dicembre 2025 a Euro 0,28093 per azione; a seguito del raggruppamento delle azioni di 10 a 1, la parità contabile al 30 giugno 2026 è di Euro 2,8093 per azione.
Al 30 giugno 2026 il Capitale è pari a 5.970 milioni di euro, al netto di azioni proprie di 30 milioni di euro; al 31 dicembre 2025 il Capitale era pari a 11.628 milioni di euro, al netto di azioni proprie di 49 milioni di euro.
La variazione del Capitale di 5.658 milioni di euro è principalmente riferibile alla riduzione volontaria del Capitale sociale (delibera dell'Assemblea dei soci del 28 gennaio 2026) per un importo di -5.677 milioni di euro nonchè agli impatti derivanti dall'avvio della prima tranche del buyback di azioni proprie (delibera dell'Assemblea dei soci del 15 aprile 2026) e dall'assegnazione ai beneficiari di azioni proprie, in esecuzione del Piano di Stock Option 2022-2024.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 14 Patrimonio netto 102
Si precisa che il Capitale sociale non è più soggetto a un vincolo di sospensione d’imposta ai fini fiscali (1.191 milioni di euro al 31 dicembre 2025). Il predetto vincolo insiste ora sulle riserve e si è ridotto per 692 milioni di euro a fronte del pagamento del premio in sede di conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie.
Le movimentazioni del Capitale nel primo semestre 2026 sono riportate nelle seguenti tabelle:
Riconciliazione tra il numero delle azioni in circolazione al 31 dicembre 2025 e il numero delle azioni in circolazione al 30 giugno 2026 (numero azioni) Al 31.12.2025 Assegnazione azioni per piani di
incentivazioneConversione azioni
di risparmioBuyback azioni
proprieAl 15.06.2026
ante
raggruppamento
Azioni ordinarie emesse (a) 15.329.466.496 — 6.027.791.699 — 21.357.258.195 meno: azioni proprie (b) (89.040.415) 47.940.061 — (30.434.780) (71.535.134) Azioni ordinarie in circolazione (c) 15.240.426.081 47.940.061 6.027.791.699 (30.434.780) 21.285.723.061 Azioni di risparmio emesse e in circolazione (d) 6.027.791.699 — (6.027.791.699) — — Totale azioni emesse (a+d) 21.357.258.195 — — — 21.357.258.195 Totale azioni in circolazione (c+d) 21.268.217.780 47.940.061 — (30.434.780) 21.285.723.061 (numero azioni) Al 15.06.2026
post
raggruppamentoAssegnazione azioni
per piani di
incentivazioneBuyback azioni
proprieAl 30.06.2026 % sul Capitale Azioni ordinarie emesse (a) 2.135.725.819 — — 2.135.725.819 100,00 meno: azioni proprie (b) (7.153.513) 34.935 (3.640.000) (10.758.578) Azioni ordinarie in circolazione (c) 2.128.572.306 34.935 (3.640.000) 2.124.967.241 Azioni di risparmio emesse e in circolazione (d) — — — — — Totale azioni emesse (a+d) 2.135.725.819 — — 2.135.725.819 100,00 Totale azioni in circolazione (c+d) 2.128.572.306 34.935 (3.640.000) 2.124.967.241 Riconciliazione tra il valore delle azioni in circolazione al 31 dicembre 2025 e il valore delle azioni in circolazione al 30 giugno 2026 (milioni di euro) Capitale al
31.12.2025Assegnazione
azioni per piani di
incentivazioneRiduzione
volontaria capitaleConversione azioni di risparmioBuyback azioni
proprieCapitale al
30.06.2026
Azioni ordinarie emesse (a) 8.381 (4.075) 1.694 — 6.000 meno: azioni proprie (b) (49) 22 16 — (19) (30) Azioni ordinarie in circolazione (c) 8.332 22 (4.059) 1.694 (19) 5.970 Azioni di risparmio emesse e in circolazione (d) 3.296 (1.602) (1.694) — — Totale Capitale emesso (a+d) 11.677 — (5.677) — — 6.000 Totale Capitale in circolazione (c+d) 11.628 22 (5.661) — (19) 5.970 Variazioni potenziali future di capitale Si rimanda a quanto illustrato nella Nota 30 “Accordi di pagamento basato su azioni”.
∂ Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 14 Patrimonio netto 103
Informazioni relative alle deliberazioni delle Assemblee del 28 gennaio 2026 e del 15 aprile 2026 e alle operazioni sul capitale di TIM S.p.A.
Riduzione volontaria del capitale sociale e conversione delle azioni di risparmio in azioni
ordinarie
L’Assemblea degli Azionisti ordinari e l’Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio di TIM S.p.A., che si sono riunite in data 28 gennaio 2026, hanno approvato la proposta di riduzione volontaria del capitale e di conversione delle azioni di risparmio di TIM in azioni ordinarie, nei termini di cui alla proposta presentata dal Consiglio di Amministrazione.
In particolare, l’Assemblea degli Azionisti ordinari di TIM S.p.A. ha approvato in sede straordinaria in maniera inscindibile in ragione del collegamento funzionale tra le operazioni:
■ la riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi di euro, destinando l’importo riveniente a riserva legale e a riserva disponibile di patrimonio netto (di seguito la “Riduzione”);
■ la conversione facoltativa delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, sulla base di un rapporto di conversione pari a 1 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio detenuta, più un premio in denaro pari a 0,12 euro (di seguito la “Conversione
Facoltativa”);
■ la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio che non siano state oggetto di conversione facoltativa, sulla base del medesimo rapporto di conversione e con un premio pari a 0,04 euro (di seguito la “Conversione Obbligatoria” e, congiuntamente alla Conversione Facoltativa, la “Conversione”).
L’Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio di TIM S.p.A., a sua volta ha approvato la proposta di Conversione Obbligatoria.
La Riduzione poteva essere eseguita, ai sensi dell’art. 2445, comma 3, cod. civ., soltanto decorso il termine di novanta giorni dalla data di iscrizione della delibera presso il Registro delle Imprese (avvenuta lo scorso 29 gennaio 2026 e dunque entro il 29 aprile 2026), purché entro tale termine nessun creditore della Società anteriore all’iscrizione avesse proposto opposizione o, in caso di opposizione, in presenza dell'autorizzazione del Tribunale, ai sensi dell’art. 2445, comma 4, cod. civ., entro il termine di sei mesi (prorogabile dalla Società di massimi ulteriori 3 mesi) dall’iscrizione della delibera.
In assenza di opposizioni da parte dei creditori, la Riduzione è divenuta efficace in data 29 aprile 2026 e il capitale sociale della Società è stato ridotto da Euro 11.677.002.855,10 a Euro 6.000.000.000,00, senza variazione del numero di azioni TIM in circolazione e con conseguente e correlata riduzione della parità contabile implicita di ciascuna azione, in considerazione del fatto che le azioni della Società sono prive di indicazione espressa del valore nominale.
Come già comunicato, agli azionisti di risparmio che non hanno concorso all'approvazione della delibera di Conversione Obbligatoria dell’Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio era riconosciuto il diritto di recesso da esercitarsi entro i 15 giorni dalla data di iscrizione della delibera assembleare, avvenuta in data 29 gennaio 2026. Il diritto di recesso è stato pertanto validamente esercitato nel periodo dal 29 gennaio 2026 al 13 febbraio 2026 per complessive n. 2.014.231 azioni di risparmio rappresentative del 0,0334% sul totale delle azioni di risparmio. In data 2 marzo 2026 è stata pubblicata l'offerta in opzione e prelazione delle azioni oggetto di recesso il cui periodo di adesione è decorso dal 2 marzo 2026 al 1° aprile 2026. Il valore di liquidazione unitario delle azioni di risparmio oggetto di recesso è stato determinato in euro 0,5117. A esito dell'offerta sono state acquistate in opzione n. 459.369 azioni oggetto di recesso (rapporto di n. 1 azione ogni n. 10.555 diritti esercitati); le residue n.
1.554.862 azioni inoptate, integralmente richieste in prelazione, sono state ripartite tra gli azionisti richiedenti in proporzione ai diritti esercitati. Tutte le azioni oggetto di recesso sono state quindi acquistate dai soci per un controvalore complessivo di Euro 1.030.682.
La Conversione era condizionata alle seguenti circostanze:
■ l’esborso massimo da corrispondersi da parte della Società per la liquidazione delle azioni oggetto di recesso che non fossero acquistate dai soci o collocate a terzi, a esito del procedimento di cui all’articolo 2437-quater cod. civ., non superasse un importo pari a complessivi Euro 100.000.000,00 (condizione c.d. “stop-loss”);
■ non fosse presentata opposizione alla Riduzione da parte dei creditori della Società entro il 29 aprile 2026 o, in caso di opposizione, intervenisse l'autorizzazione del Tribunale, ai sensi dell’art. 2445, comma 4, cod. civ., e, pertanto, la Riduzione fosse divenuta efficace.
Entrambe le condizioni si sono avverate e, in data 20 maggio 2026, ha avuto efficacia la Conversione Facoltativa, cui hanno aderito 5.634.300.438 azioni di risparmio di TIM, pari al 93,5% del totale delle azioni della medesima categoria, con un esborso di euro 676.116.053 a titolo di premio; in data 21 maggio 2026 ha infine avuto efficacia la Conversione Obbligatoria sulle n. 393.491.261 azioni di risparmio residue, con un esborso pari a euro 15.739.650 a titolo di premio.
Con la conclusione della Conversione, le azioni di risparmio non sono più quotate sul mercato regolamentato “Euronext Milan”, gestito da Borsa Italiana e sono state emesse complessive n. 6.027.791.699 azioni ordinarie della Società (corrispondenti al numero di azioni di risparmio in circolazione) portando a n. 21.357.258.195 azioni ordinarie il capitale sociale di TIM alla data del 21 maggio 2026.
In ragione dell’avveramento delle condizioni cui era subordinata l’efficacia della delibera di Conversione, è parimenti divenuto efficace il diritto di recesso esercitato dagli Azionisti di risparmio della Società che non hanno concorso all’approvazione della Conversione in Assemblea Speciale.
Raggruppamento delle azioni ordinarie di TIM S.p.A.
L’Assemblea degli Azionisti di TIM S.p.A. del 15 aprile 2026, fra le altre deliberazioni, in sede straordinaria ha approvato la proposta di raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di n. 1 nuova azione avente godimento regolare ogni n. 10 azioni ordinarie in circolazione, con conseguente riduzione del numero totale delle azioni rappresentanti il capitale sociale da n. 21.357.258.195 a n.
2.135.725.819.
Tale operazione, subordinata al perfezionamento delle operazioni sul capitale deliberate dall’assemblea del 28 gennaio 2026, ha avuto esecuzione in data 15 giugno 2026 previo annullamento, ai fini della quadratura complessiva dell’operazione, di n. 5 azioni Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 14 Patrimonio netto 104
ordinarie e l’emissione di n. 2.135.725.819 nuove azioni ordinarie TIM, anch’esse prive dell’indicazione espressa del valore nominale (codice ISIN IT0005712671), aventi le stesse caratteristiche delle azioni ordinarie esistenti.
Buyback delle azioni ordinarie di TIM S.p.A.
L’assemblea del 15 aprile 2026, su proposta del Consiglio di Amministrazione, ha autorizzato l'acquisto e la disposizione di azioni proprie, anche in più tranche, per un controvalore massimo complessivo di 400 milioni di euro e per un massimo di n. 700.000.000 azioni ordinarie – da intendersi ridotte, a esito del raggruppamento azionario di cui al punto precedente, a massime n. 70.000.000 azioni ordinarie, corrispondenti a circa il 3,3% del capitale sociale. Inoltre, in sede straordinaria, ha autorizzato l'annullamento di azioni proprie senza riduzione del capitale sociale – con corrispondente incremento della parità contabile implicita delle azioni non oggetto di annullamento – fino a un massimo di n. 700.000.000 di azioni ordinarie (da intendersi ridotte, a esito del raggruppamento, a massime n. 70.000.000 di azioni ordinarie), che potranno essere acquistate, e che non siano utilizzate a servizio degli impegni derivanti dai piani di remunerazione.
Con delibera consiliare del 27 maggio 2026, è stato deliberato l’avvio di una prima tranche del buyback, da concludersi entro il 31 dicembre 2026, per massime n. 140 milioni di azioni TIM (da intendersi ridotte, a esito del raggruppamento, a massime n.
14.000.000 di azioni ordinarie, pari a circa lo 0,7% del capitale sociale e a un controvalore, alla quotazione della chiusura borsistica del 26 maggio 2026, di circa 100 milioni di euro) da utilizzare a servizio dei piani di remunerazione e incentivazione aziendali approvati.
Per l'esecuzione del programma, TIM ha conferito l'incarico a un intermediario abilitato che decide gli acquisti in piena indipendenza, anche quanto alla tempistica, su Euronext Milan e sugli altri MTF ammessi, nel rispetto dei limiti dell'autorizzazione assembleare del 15 aprile 2026 e degli artt. 5 del Reg. (UE) 596/2014 e 3 del Reg. delegato (UE) 2016/1052.
Al 30 giugno 2026 risultavano acquistate n. 6.683.478 azioni, in data 21 luglio 2026 si è conclusa tale prima tranche di acquisto di n.
14.000.000 di azioni ordinarie per un controvalore pari a circa 109 milioni di euro.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 14 Patrimonio netto 105
NOTA 15
PASSIVITA' FINANZIARIE (NON CORRENTI E CORRENTI)
Le Passività finanziarie non correnti e correnti (indebitamento finanziario lordo) sono così composte:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Passività finanziarie non correnti per contratti di finanziamento e altri Debiti finanziari a medio/lungo termine:
Obbligazioni 6.949 6.918 Debiti verso banche 1.365 630 Altri debiti finanziari 274 255
8.588 7.803
Altre passività finanziarie a medio/lungo termine:
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività non correnti di natura finanziaria 142 167 Derivati non di copertura 17 20 Altre passività 1 1
160 188
(a) 8.748 7.991 Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva (b) 2.722 2.476 Totale passività finanziarie non correnti c=(a+b) 11.470 10.467 Passività finanziarie correnti per contratti di finanziamento e altri Debiti finanziari a breve termine:
Obbligazioni 268 1.188 Debiti verso banche 980 1.497 Altri debiti finanziari 180 288
1.428 2.973
Altre passività finanziarie a breve termine:
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività correnti di natura finanziaria 37 24 Derivati non di copertura 40 30 Altre passività — —
77 54
(d) 1.505 3.027 Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva (e) 548 515 Totale passività finanziarie correnti f=(d+e) 2.053 3.542 Passività finanziarie direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (g) 80 89 Totale passività finanziarie (Indebitamento finanziario lordo) h=(c+f+g) 13.603 14.098 Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 20 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 15 Passività finanziarie (non correnti e correnti) 106
L’indebitamento finanziario lordo per valuta originaria dell’operazione è il seguente:
30.6.2026 31.12.2025
(milioni di valuta estera)(milioni di euro) (milioni di valuta estera)(milioni di euro)
USD 2.026 1.778 2.027 1.725
BRL 22.753 3.858 24.201 3.743
JPY 20.059 108 20.052 109
EURO 7.779 8.432
Totale 13.523 14.009 Discontinued Operations 80 89 Totale 13.603 14.098 Per quanto riguarda i tassi di cambio utilizzati per la conversione dei valori in valuta estera si veda la Nota 33 “Altre informazioni”.
Di seguito viene riportata l’analisi dell’indebitamento finanziario lordo per fasce di tasso di interesse effettivo riferito alla valuta originaria escludendo l’effetto di eventuali strumenti derivati di copertura:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Fino a 2,5% 1.716 1.411 Da 2,5% a 5% 3.043 3.955 Da 5% a 7,5% 2.693 2.886 Da 7,5% a 10% 2.136 2.200 Oltre 10% 3.464 3.043 Ratei/risconti, MTM e derivati 471 514 Totale 13.523 14.009 Discontinued Operations 80 89 Totale 13.603 14.098 A seguito, invece, dell’utilizzo di strumenti derivati di copertura, l’indebitamento finanziario lordo per fasce di tasso di interesse nominale di posizione è il seguente:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Fino a 2,5% 2.474 2.124 Da 2,5% a 5% 3.700 4.571 Da 5% a 7,5% 1.662 1.702 Da 7,5% a 10% 1.461 1.410 Oltre 10% 3.755 3.688 Ratei/risconti, MTM e derivati 471 514 Totale 13.523 14.009 Discontinued Operations 80 89 Totale 13.603 14.098 Le scadenze delle passività finanziarie in termini di valore nominale dell’esborso atteso, come contrattualmente definito, sono le
seguenti:
(milioni di euro) con scadenza entro il 30.6 dell'anno:
2027 2028 2029 2030 2031 Oltre 2031 Totale Prestiti obbligazionari 90 1.458 1.249 237 737 3.225 6.996 Loans ed altre passività finanziarie 121 455 147 159 786 (111) 1.557 Passività finanziarie per locazioni passive 490 511 439 378 257 1.137 3.212 Totale 701 2.424 1.835 774 1.780 4.251 11.765 Passività finanziarie correnti 1.050 — — — — — 1.050 Totale 1.751 2.424 1.835 774 1.780 4.251 12.815 Discontinued Operations 79 — — — — — 79 Totale 1.830 2.424 1.835 774 1.780 4.251 12.894 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 15 Passività finanziarie (non correnti e correnti) 107
Le principali componenti delle passività finanziarie vengono nel seguito commentate.
Le obbligazioni sono così composte:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Quota non corrente 6.949 6.918 Quota corrente 268 1.188 Totale valore contabile 7.217 8.106 Adeguamento al fair value per effetto delle operazioni in fair value hedge e valutazioni al costo ammortizzato (221) (276) Totale valore nominale di rimborso 6.996 7.830 In termini di valore nominale, le obbligazioni ammontano complessivamente a 6.996 milioni di euro e diminuiscono di 834 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025 ( 7.830 milioni di euro).
Relativamente all’evoluzione dei prestiti obbligazionari si segnalano le variazioni intervenute nel primo semestre 2026:
(milioni di valuta originaria) Valuta Importo Data di rimborso
Rimborsi
TIM S.p.A. 678 milioni di euro 3,625% EUR 678 25/5/2026 TIM Brasil 5.000 milioni di BRL CDI+0,35% (1)BRL 1.400 15/6/2026 TIM S.A. 1.600 milioni di BRL IPCA+4,1682% BRL 533 15/6/2026 (1) In data 15 giugno 2026 TIM Brasil ha proceduto al rimborso anticipato integrale del prestito obbligazionario da 1.400 milioni di BRL con scadenza 15 dicembre 2026.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 15 Passività finanziarie (non correnti e correnti) 108
Nella tabella che segue sono sintetizzati i prestiti obbligazionari emessi da società del Gruppo TIM e ripartiti per società emittente, espressi sia al valore nominale di rimborso, al netto dei riacquisti, sia al valore di mercato:
Valuta Ammontare
(milioni)Valore
nominale di
rimborsoCedola Data di
emissioneData di
scadenzaPrezzo di
emissione
(%)Prezzo di
mercato al
30.6.2026Valore di
mercato al
30.6.2026
(milioni di euro) (%) (milioni di euro) Obbligazioni emesse da TIM S.p.A.
Euro 742 742 2,375% 12/10/17 12/10/27 99,185 99,956 742 Euro 625 625 6,875% 27/1/23 15/2/28 (*) 100,240 104,969 656 Euro 750 750 7,875% 20/7/23 31/7/28 (*) 100,998 108,152 811 Euro 499 499 1,625% 18/1/21 18/1/29 99,074 95,866 479 Euro 500 500 3,625% 30/9/25 30/9/30 100 100,472 502 Euro 440 440 5,250% 17/3/05 17/3/55 99,667 102,994 453 Sub – Totale 3.556 3.643 Obbligazioni emesse da Telecom Italia Finance S.A. e garantite da TIM S.p.A.
Euro 656 656 7,750% 24/1/03 24/1/33 (*) 109,646 122,486 803 Sub – Totale 656 803 Obbligazioni emesse da Telecom Italia Capital S.A. e garantite da TIM S.p.A.
USD 500 438,8 6,375% 29/10/03 15/11/33 99,558 104,623 459
USD 500 438,8 6,000% 6/10/04 30/9/34 99,081 102,307 449
USD 500 438,8 7,200% 18/7/06 18/7/36 99,440 109,462 480
USD 500 438,8 7,721% 4/6/08 4/6/38 100 114,771 504
Sub – Totale 1.755 1.892 Obbligazioni emesse da TIM S.A.
BRL 1.067 181 IPCA+4,1682% 15/6/21 15/6/28 100 84,690 153
Sub – Totale 181 153 Obbligazioni emesse da TIM Brasil Serviços e Participações S.A.
BRL 2.792 473,4 CDI+0,70% 23/7/25 23/7/30 100 103,140 488
BRL 2.208 374,4 CDI+0,85% 23/7/25 23/7/32 100 103,654 388
Sub – Totale 848 876 Totale 6.996 7.367 (*) Prezzo di emissione medio ponderato per prestiti obbligazionari emessi in più tranche.
Si segnala che i regolamenti e i prospetti relativi ai prestiti obbligazionari del Gruppo TIM sono disponibili sul sito gruppotim.it.
I debiti verso banche a medio/lungo termine sono pari a 1.365 milioni di euro ( 630 milioni di euro al 31 dicembre 2025) a seguito dell'utilizzo dei restanti 735 milioni di euro a valere sulla Term Credit Facility stipulta a luglio 2025 per complessivi 750 milioni di euro (al 31 dicembre 2025 era utilizzata per 15 milioni di euro). I debiti verso banche a breve termine ammontano a 980 milioni di euro (1.497 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e comprendono 135 milioni di euro di quota corrente dei debiti verso banche a medio/ lungo termine. La riduzione dei debiti verso banche a breve termine è principalmente dovuta all'estinzione del debito relativo alla cessione del credito del Canone di Concessione 1998 e a nuovi Repurchased Credit Agreements .
Gli altri debiti finanziari a medio/lungo termine sono pari ai 274 milioni di euro ( 255 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e si riferiscono per 107 milioni di euro al finanziamento di Telecom Italia Finance S.A. per 20.000 milioni di JPY con scadenza 2029. Gli altri debiti finanziari a breve termine ammontano a 180 milioni di euro ( 288 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e comprendono 21 milioni di euro di quota corrente di altri debiti finanziari a medio/lungo termine e 52 milioni di euro di debiti finanziari a breve termine che TIM S.p.A. ha nei confronti delle Discontinued Operations .
Le passività finanziarie per contratti di locazione passiva a medio/lungo termine ammontano a 2.722 milioni di euro ( 2.476 milioni di euro al 31 dicembre 2025), mentre quelle a breve termine ammontano a 548 milioni di euro ( 515 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e comprendono 506 milioni di euro di quota corrente delle passività finanziarie per contratti di locazione passiva a medio/lungo termine.
Con riferimento alle passività per locazioni finanziarie al netto delle Discontinued Operations nel primo semestre 2026 e 2025 si rileva quanto segue:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Rimborsi quota capitale 204 202 Cash out quota interessi 173 146 Totale 377 348 I derivati di copertura relativi a elementi classificati fra le passività non correnti di natura finanziaria ammontano a 142 milioni di euro ( 167 milioni di euro al 31 dicembre 2025), mentre i derivati di copertura relativi ad elementi classificati fra le passività correnti di natura finanziaria ammontano a 37 milioni di euro ( 24 milioni di euro al 31 dicembre 2025). Si riferiscono essenzialmente a derivati di copertura in cash flow hedge .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 15 Passività finanziarie (non correnti e correnti) 109
I derivati non di copertura classificati fra le passività finanziarie non correnti ammontano a 17 milioni di euro ( 20 milioni di euro al 31 dicembre 2025), mentre i derivati non di copertura classificati fra le passività finanziarie correnti ammontano a 40 milioni di euro (30 milioni di euro al 31 dicembre 2025). Includono anche la valutazione delle operazioni in derivati che, ancorché stipulate con finalità di copertura, non possiedono i requisiti formali per essere considerate tali ai fini IFRS.
“Covenants” e “negative pledges” in essere al 30 giugno 2026 I titoli obbligazionari emessi da TIM S.p.A., Telecom Italia Finance S.A. e Telecom ltalia Capital S.A. non contengono covenant finanziari di sorta (es. ratio Debt/EBITDA, EBITDA/Interessi, ecc.) né clausole che comportino il rimborso anticipato automatico dei prestiti in funzione di eventi diversi dall’insolvenza del Gruppo TIM ; inoltre, il rimborso dei prestiti obbligazionari e il pagamento degli interessi non sono assistiti da garanzie specifiche, né sono previsti impegni a rilasciare future garanzie, ad eccezione delle garanzie piene ed incondizionate concesse da TIM S.p.A. per i prestiti obbligazionari emessi da Telecom Italia Finance S.A. e Telecom Italia Capital S.A..
Trattandosi principalmente di operazioni collocate presso investitori istituzionali sui principali mercati dei capitali mondiali (Euromercato e USA), i termini che regolano i prestiti sono in linea con la market practice per operazioni analoghe effettuate sui medesimi mercati.
Nella documentazione dei prestiti concessi a TIM sono previsti gli usuali covenant di altro genere, fra cui l'impegno a non vincolare asset aziendali a garanzia di finanziamenti (" negative pledge "), l'impegno a non modificare l'oggetto del business o cedere asset aziendali a meno che non sussistano specifiche condizioni (ad esempio, la cessione avvenga al fair market value ). Covenant di contenuto sostanzialmente simile sono riscontrabili nei finanziamenti di export credit agreement .
Nei contratti di finanziamento TIM è tenuta a comunicare il cambiamento di controllo. Elementi identificativi del verificarsi di tale ipotesi di change of control e le conseguenze ad esso applicabili - tra le quali rientrano, a discrezione degli investitori, l'eventuale costituzione di garanzie ovvero il rimborso anticipato della quota erogata per cassa e la cancellazione del commitment in assenza di diverso accordo - sono puntualmente disciplinati nei singoli contratti.
Inoltre, i contratti di finanziamento in essere contengono un generico impegno di TIM, la cui violazione costituisce un event of default , a non porre in essere operazioni societarie di fusione, scissione, conferimento di ramo d'azienda al di fuori del Gruppo a meno che non sussistano specifiche condizioni. Il verificarsi di tale event of default può implicare, se richiesto dal Lender , il rimborso anticipato degli importi utilizzati e/o la cancellazione dei commitment non ancora utilizzati.
In particolare, con riferimento ai finanziamenti accesi da TIM con la Banca Europea degli Investimenti (“BEI”), in data 5 maggio 2023 TIM ha sottoscritto un finanziamento per un ammontare di 360 milioni di euro, inizialmente garantito in parte da SACE. A decorrere dal 27 giugno 2025 tale garanzia è stata definitivamente cessata. Alla data del 30 giugno 2026, tale finanziamento risulta essere l'unico in essere con la BEI.
Il finanziamento con la BEI contiene, inter alia , i seguenti covenants e impegni:
■ nel caso in cui la società sia oggetto di fusione, scissione o conferimento di ramo d’azienda al di fuori del Gruppo TIM, ovvero alieni, dismetta o trasferisca beni o rami d’azienda (ad eccezione di alcuni atti di disposizione espressamente previsti), dovrà darne immediata comunicazione alla BEI che avrà la facoltà di richiedere la costituzione di garanzie o la modifica del contratto di finanziamento, oppure il rimborso anticipato del prestito (qualora l’operazione di fusione e scissione al di fuori del Gruppo TIM comprometta l’esecuzione o l’esercizio del Progetto oppure rechi pregiudizio alla BEI nella sua qualità di creditrice);
■ TIM si è impegnata a far sì che, per tutta la durata del prestito, l’indebitamento finanziario complessivo delle società facenti parte del Gruppo TIM diverse da TIM, e fatti salvi i casi in cui tale indebitamento sia interamente e irrevocabilmente garantito da TIM, sia inferiore ad un ammontare pari al 35% (trentacinque per cento) dell’indebitamento finanziario complessivo del
Gruppo TIM;
■ “Clausola per inclusione”, ai sensi della quale, nel caso in cui TIM si impegni a mantenere in altri contratti di finanziamento parametri finanziari (e anche alcune clausole più stringenti, tra cui, ad esempio, cross default ed impegni di limitazione alla vendita di beni) che non siano presenti o siano più stringenti rispetto a quelli concessi alla BEI, quest’ultima avrà la facoltà di richiedere qualora reputi, a proprio ragionevole giudizio, che tali modifiche possano avere conseguenze negative sulla capacità finanziaria di TIM, la costituzione di garanzie o la modifica del contratto di finanziamento al fine di prevedere una disposizione equivalente a favore della BEI.
Alcuni contratti di finanziamento concessi ad alcune società del Gruppo TIM in essere al 30 giugno 2026 contengono obblighi di rispettare determinati indici finanziari, nonché gli usuali covenant di altro genere, pena la richiesta di rimborso anticipato del prestito.
Si segnala, infine, che al 30 giugno 2026, nessun covenant , negative pledge o altra clausola, relativi alla posizione debitoria sopra descritta, risulta in alcun modo violato o non rispettato né si prevedono difficoltà nel rispetto dei covenants nel prossimo futuro.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 15 Passività finanziarie (non correnti e correnti) 110
Revolving Credit Facility e Term Credit Facility Nella tabella sottostante sono riportate le linee di credito committed :
(miliardi di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Accordato Utilizzato Accordato Utilizzato Revolving Credit Facility – aprile 2030 (*) 3,000 — 3,000 — Term Credit Facility - luglio 2030 0,750 0,750 0,750 0,015 Totale 3,750 0,750 3,750 0,015 (*) Ai sensi del contratto firmato le Banche sono impegnate a provvedere i fondi a chiamata (con un preavviso di almeno 3 giorni). Trattandosi di una linea “Committed”, le banche non hanno meccanismi per non onorare la richiesta di fondi avanzata dalla Società, fatte salve le clausole di cancellazione obbligatoria anticipata standard di mercato (Scadenza naturale del contratto, Cambio di controllo, Borrower Illegality, Events of default, ognuna come definita nel contratto).
Rating
Al 30 giugno 2026, il giudizio su TIM delle tre agenzie di rating - Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings – risulta il seguente:
Rating Outlook
STANDARD & POOR'S BB+ stabile
MOODY'S Ba1 stabile
FITCH RATINGS BB+ stabile
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 15 Passività finanziarie (non correnti e correnti) 111
NOTA 16
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
La tabella seguente riporta la composizione dell’indebitamento finanziario netto del Gruppo TIM determinato secondo quanto previsto dagli “Orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del regolamento sul prospetto” emessi dall’ESMA (European Securities & Markets Authority ) in data 4 marzo 2021 (ESMA32-382-1138) e recepiti dalla Consob con Richiamo di attenzione n. 5/21 del 29 aprile 2021.
Inoltre, nella tabella è evidenziata la riconciliazione dell’indebitamento finanziario netto determinato secondo i citati criteri previsti dall’ESMA con quello calcolato secondo i criteri del Gruppo TIM.
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Disponibilità liquide presso banche, istituti finanziari e postali (a) 617 1.493 Altre disponibilità liquide equivalenti (b) 453 555 Titoli diversi dalle partecipazioni (c) 1.155 1.370 Liquidità (d=a+b+c) 2.225 3.418 Debito finanziario corrente (inclusi gli strumenti di debito, ma esclusa la parte corrente del debito finanziario non corrente) (e) 1.060 1.671 Parte corrente del debito finanziario non corrente (f) 863 1.772 Indebitamento finanziario corrente (g=e+f) 1.923 3.443 Indebitamento finanziario corrente netto (h=g-d) (302) 25 Debito finanziario non corrente (esclusi la parte corrente e gli strumenti di debito) (i) 4.123 3.162 Strumenti di debito (j) 6.949 6.918 Debiti commerciali e altri debiti non correnti (k) 122 51 Indebitamento finanziario non corrente (l=i+j+k) 11.194 10.131 Totale Indebitamento finanziario netto come da orientamenti ESMA 32-382-1138 (m=h+l) 10.892 10.156 Debiti commerciali e altri debiti non correnti (122) (51) Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva (37) (34) Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva (51) (44) Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti (34) (69) Altri crediti finanziari e altre attività finanziarie non correnti (39) (10) Attività/passività finanziarie correlate ad attività cessate/attività non correnti destinate ad essere cedute (38) (73) Sub-totale (n) (321) (281) Indebitamento finanziario netto contabile (*) (p=m+n) 10.571 9.875 Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie (q) (92) (97) Indebitamento finanziario netto rettificato (r=p+q) 10.479 9.778 (*) Per quanto riguarda l'incidenza delle operazioni con Parti Correlate sull'Indebitamento Finanziario Netto, si rimanda all'apposito prospetto inserito nella Nota "Operazioni con parti correlate”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 16 Indebitamento finanziario netto 112
Informazioni aggiuntive al Rendiconto Finanziario richieste dallo IAS 7
31.12.2025 Movimenti
monetariMovimenti non
monetariAltre variazioni
e riclassifiche30.6.2026
(milioni di euro) Incassi e/o
EmissioniPagamenti e/o
RimborsiDifferenze
tassi di
cambioVariazioni
di Fair
Value
Debiti finanziari a medio/lungo termine:
Obbligazioni 8.106 (1.000) 174 (7) (56) 7.217 Debiti verso banche 733 735 (119) 12 139 1.500 Altri debiti finanziari 295 (20) 15 5 295 (a) 9.134 735 (1.139) 201 (7) 88 9.012 di cui quota a breve termine 1.331 424 Passività per locazioni finanziarie a medio/ lungo termine: 2.963 (204) 205 264 3.228 (b) 2.963 — (204) 205 — 264 3.228 di cui quota a breve termine 487 506 Altre passività finanziarie a medio/lungo
termine:
Derivati passivi di copertura relativi a elementi coperti classificati fra le attività/passività non correnti di natura finanziaria 190 (13) (13) 15 179 Derivati passivi non di copertura 50 (6) (1) 43 Altre passività 1 1 (c) 241 — — (13) (19) 14 223 di cui quota a breve termine 53 63 Debiti finanziari a breve termine:
Debiti verso banche 1.394 (549) 845 Altri debiti finanziari 249 13 1 (90) 173 Passività per locazioni finanziarie a breve termine 28 14 42 (d) 1.671 — — 13 1 (625) 1.060 Passività finanziarie direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute: (e) 89 — (1) — — (8) 80 Totale passività finanziarie (Indebitamento finanziario lordo) (f=a+b+c+d+e) 14.098 735 (1.344) 406 (25) (267) 13.603 Derivati attivi di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività non correnti e correnti di natura finanziaria (g) 412 40 (21) 4 435 Derivati attivi non di copertura (h) 74 29 1 (11) 93 Totale (i=f-g-h) 13.612 735 (1.344) 337 (5) (260) 13.075 La variazione dei Debiti verso a banche a breve termine (549 milioni di euro) è una movimentazione monetaria principalmente dovuta all'estinzione del debito finanziario relativo alla cessione del credito del Canone di Concessione 1998 e alle variazioni di Repurchased credit agreements .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 16 Indebitamento finanziario netto 113
Il valore degli interessi pagati ed incassati delle Attività in funzionamento, riportato nel Rendiconto Finanziario, considera le movimentazioni afferenti alle operazioni in derivati CCIRS a copertura di sottostanti in divisa sia nella loro componente attiva (incassi) sia nella componente passiva (pagamenti) senza netting delle posizioni.
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Interessi pagati (547) (584) Interessi incassati 195 177 Totale netto (352) (407) Al fine di considerare le componenti dei derivati CCIRS come un’unica operazione viene proposta una rappresentazione in cui i flussi di interesse in entrata e in uscita sono esposti al netto. Tale impostazione determinerebbe i seguenti risultati:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Interessi pagati (483) (516) Interessi incassati 131 109 Totale netto (352) (407) Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 16 Indebitamento finanziario netto 114
NOTA 17
STRUMENTI DERIVATI
Si conferma la continuità dell’applicazione dello IAS 39 con riferimento all’applicazione dell’ hedge accounting .
Gli strumenti derivati perfezionati dal Gruppo TIM si prefiggono la copertura dell’esposizione al rischio di cambio e la gestione del rischio di tasso di interesse, nonché una diversificazione dei parametri di indebitamento che consenta la minimizzazione del costo e della volatilità entro prefissati limiti gestionali.
Le operazioni con prodotti derivati in essere al 30 giugno 2026 sono legate principalmente alla gestione dell’indebitamento, come interest rate swap (IRS) per ricondurre al profilo di rischio ritenuto più opportuno i prestiti bancari e obbligazionari a tasso fisso, nonché operazioni quali cross currency interest rate swap (CCIRS) e currency forward per convertire finanziamenti/crediti contratti in valute diverse nelle divise di riferimento delle varie società del Gruppo; sono inoltre presenti operazioni di commodity swap a copertura del rischio di variazione del prezzo dell’energia e currency option a copertura dell’ equity free cash flow di Gruppo.
Rispettivamente gli IRS prevedono o possono comportare, a scadenze determinate, lo scambio con le controparti di flussi di interesse, calcolati su un valore nozionale di riferimento, ai tassi fissi o variabili concordati.
Ciò vale anche per i CCIRS, che possono prevedere, oltre alla liquidazione dei flussi di interesse periodici, lo scambio dei capitali di riferimento, nelle rispettive divise di denominazione, a scadenza ed eventualmente a pronti.
I commodity swap prevedono lo scambio di flussi periodici basati: i) sul prezzo variabile di riferimento della commodity oggetto di copertura e ii) su un prezzo fisso predeterminato dal contratto. Currency forward e currency option prevedono il futuro scambio di valute rispettivamente a condizioni predeterminate ovvero al verificarsi di talune condizioni di mercato.
Nelle successive tabelle gli strumenti finanziari derivati sono suddivisi per tipologia di rischio per ogni tipo di copertura, separando attività e passività finanziarie. Per i CCIRS l’importo nozionale si riferisce al controvalore euro contrattuale, per gli IRS in valuta diversa dall’euro, al controvalore al tasso di cambio di mercato; per i commodity swap , il nozionale è rappresentato come somma dei soli flussi da corrispondere alla controparte.
Tipologia
(milioni di euro)Rischio coperto Nozionale al 30.6.2026 Nozionale al 31.12.2025Mark to Market Spot* (Clean Price) al 30.6.2026Mark to Market Spot* (Clean Price) al
31.12.2025
Interest rate swap Rischio tasso di interesse 400 400 (2) 1 Cross Currency and Interest Rate SwapRischio tasso di interesse e rischio di cambio — — — — Totale derivati in Fair Value Hedge 400 400 (2) 1 Interest rate swap Rischio tasso di interesse 2.276 2.236 16 32 Cross Currency and Interest Rate SwapRischio tasso di interesse e rischio di cambio 1.953 1.954 169 117 Energy Swap Rischio Prezzo energia 76 52 10 (2) FX forward Richio cambio 136 151 1 (1) Totale derivati in Cash Flow Hedge 4.441 4.393 196 146 Totale derivati Non in Hedge Accounting 1.217 595 (20) (42) Totale derivati Gruppo TIM 6.058 5.388 174 105
* Il Mark to Market Spot sopra riportato rappresenta la valutazione di mercato del derivato al netto della quota maturata del flusso in corso.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 17 Strumenti derivati 115
NOTA 18
INFORMAZIONI INTEGRATIVE SU STRUMENTI FINANZIARI
Valutazione al fair value Le valutazioni al fair value degli strumenti finanziari del Gruppo sono state classificate nei 3 livelli previsti dall’IFRS 7. In particolare la scala gerarchica del fair value è composta dai seguenti livelli:
■ Livello 1: corrisponde a prezzi quotati su mercati attivi;
■ Livello 2: corrisponde a prezzi calcolati attraverso elementi desunti da dati di mercato osservabili;
■ Livello 3: corrisponde a prezzi calcolati attraverso altri elementi differenti dai dati di mercato osservabili.
Nelle tabelle che seguono sono riportate alcune informazioni integrative sugli strumenti finanziari, ivi compresa la tabella relativa ai livelli gerarchici per ciascuna classe di attività/passività finanziaria valutata al fair value al 30 giugno 2026.
Legenda Categorie IFRS 9
Acronimo
Attività finanziarie valutate a:
Costo ammortizzato Amortized Cost AC Fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo Fair Value Through Other Comprehensive Income FVTOCI Fair value attraverso il conto economico separato Fair Value Through Profit and Loss FVTPL Passività finanziarie valutate a:
Costo ammortizzato Amortized Cost AC Fair value attraverso il conto economico separato Fair Value Through Profit and Loss FVTPL Derivati di copertura Hedge Derivatives HD Non applicabile Not applicable n.a.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 18 Informazioni integrative su strumenti finanziari 116
Livelli gerarchici per ciascuna classe di attività/passività finanziaria valutate al fair value al 30.6.2026 Livelli di gerarchia (milioni di euro) Categorie IFRS 9note Valore di
bilancio al
30.6.2026Livello 1 (*) Livello 2 (*) Livello 3 (*)
ATTIVITÀ
Attività non correnti
Altre partecipazioni
FVTOCI (9) 92 33 59
FVTPL (9) 56 56
Titoli, crediti finanziari e altre attività finanziarie non
correnti
di cui titoli FVTOCI (10) 1 1 di cui derivati di copertura HD (10) 398 398 di cui derivati non di copertura FVTPL (10) — (a) 547 90 398 59
Attività correnti
Titoli
FVTOCI (10) 823 823
FVTPL (10) 332 332
Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti di cui derivati di copertura HD (10) 37 37 di cui derivati non di copertura FVTPL (10) 93 93 (b) 1.285 1.155 130 Totale (a+b) 1.832 1.245 528 59
PASSIVITÀ
Passività non correnti di cui derivati di copertura HD (15) 142 142 di cui derivati non di copertura FVTPL (15) 17 17 (c) 159 159
Passività correnti
di cui derivati di copertura HD (15) 37 37 di cui derivati non di copertura FVTPL (15) 40 40 (d) 77 77 Totale (c+d) 236 236 (*) Livello 1: corrisponde a prezzi quotati su mercati attivi.
Livello 2: corrisponde a prezzi calcolati attraverso elementi desunti da dati di mercato osservabili.
Livello 3: corrisponde a prezzi calcolati attraverso altri elementi differenti dai dati di mercato osservabili.
Nel corso del primo semestre 2026 non si sono verificati trasferimenti tra diversi livelli gerarchici di attività e passività finanziarie valutate al fair value .
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 18 Informazioni integrative su strumenti finanziari 117
NOTA 19
FONDI RELATIVI AL PERSONALE
Sono così composti:
(milioni di euro) 31.12.2025 Incrementi/
AttualizzazioneDecrementi Differenze
cambio e altre
variazioni30.6.2026
Fondo Trattamento di Fine Rapporto (a) 175 4 (3) 1 177 Fondi per piani pensionistici e altri 13 (1) 12 Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione aziendale — 181 181 Totale altri fondi relativi al personale (b) 13 181 — (1) 193 Totale (a+b) 188 185 (3) — 370
di cui:
quota non corrente 188 332 quota corrente(*) — 38 (*) La quota corrente è riferibile ai soli Altri fondi relativi al personale.
Il Fondo Trattamento di Fine Rapporto (T.F.R.) si riferisce alle sole società italiane e si incrementa complessivamente di 2 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025.
Le variazioni registrate nel primo semestre 2026 negli “Incrementi/Attualizzazione” sono così composte:
(milioni di euro) 1° Semestre
2026
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti (*) — Oneri finanziari 3 (Utili) perdite attuariali nette del periodo 1
Totale 4
Rendimento effettivo delle attività a servizio del piano non sono presenti attività al servizio del piano (*) Le quote destinate al Fondo Tesoreria INPS o alle forme di previdenza complementare sono contabilizzate, nell’ambito dei “Costi del personale”, negli “Oneri sociali”;
nella voce sono iscritte le sole quote relative alle società con meno di 50 dipendenti.
Al 30 giugno 2026, i parametri tecnico-economici utilizzati nella valutazione del Fondo Trattamento di Fine Rapporto hanno subito, rispetto al 31 dicembre 2025, minime variazioni.
In particolare, il tasso di inflazione è rimasto invariato rispetto al valore di dicembre 2025 (2,00%) mentre il tasso di attualizzazione è aumentato, passando dal 3,37% utilizzato al 31 dicembre 2025 al 3,43% del 30 giugno 2026.
I Fondi per piani pensionistici e altri sono prevalentemente rappresentativi di piani pensionistici attivati da società estere del Gruppo TIM.
I Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione aziendale si incrementano complessivamente di 181 milioni di euro, principalmente per l'effetto degli accantonamenti connessi alle uscite anticipate di personale, come previsto dagli Accordi siglati a marzo 2026 da TIM S.p.A. e da Noovle S.p.A. con le Organizzazioni Sindacali, con l’utilizzo dell’assegno straordinario previsto dal Fondo di solidarietà bilaterale per la Filiera delle telecomunicazioni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 19 Fondi relativi al personale 118
NOTA 20
FONDI PER RISCHI ED ONERI
Si incrementano, rispetto al 31 dicembre 2025, di 79 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro) 31.12.2025 Incremento Utilizzo a conto economicoUtilizzo diretto Differenze cambio e altre
variazioni30.6.2026
Fondo imposte e rischi fiscali 141 7 (7) 22 163 Fondo per oneri di ripristino 120 24 144 Fondo vertenze legali 497 33 (36) 11 505 Fondo rischi commerciali 112 33 (8) 137 Fondo per rischi e oneri su partecipazioni e operazioni societarie 11 11 Altri fondi rischi e oneri 14 14 Totale 895 97 — (51) 33 974
di cui:
quota non corrente 439 505 quota corrente 456 469 Il fondo imposte e rischi fiscali si incrementa di 22 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025 ed è relativo essenzialmente alla Business Unit Brasile.
Il fondo per oneri di ripristino si riferisce agli accantonamenti dei costi previsti per il ripristino degli immobili in locazione e degli apparati di proprietà collocati sui siti utilizzati nell’ambito della telefonia mobile ; al 30 giugno 202 6 è riconducibile principalmente alla Capogruppo TIM S.p.A. ( 141 milioni di euro).
Il fondo vertenze legali accoglie gli stanziamenti a fronte di vertenze con altre controparti e con il personale. Il saldo al 30 giugno 2026 è attribuibile per 394 milioni di euro alla Business Unit Domestic e per 111 milioni di euro alla Business Unit Brasile.
Il fondo per rischi commerciali è relativo alla Business Unit Domestic e principalmente alla Capogruppo TIM S.p.A..
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 20 Fondi per rischi ed oneri 119
NOTA 21
DEBITI VARI E ALTRE PASSIVITA' NON CORRENTI
Sono così composti:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Debiti vari non correnti Debiti verso istituti di previdenza 183 224 Debiti per imposte sul reddito — — Altri debiti 79 71 (a) 262 295 Altre passività non correnti Ricavi differiti da contratti con clienti (Contract liabilities) 104 91 Altri ricavi e proventi differiti 149 201 Contributi in conto capitale 54 25 (b) 307 317 Totale (a+b) 569 612 I debiti vari non correnti comprendono:
■ debiti verso istituti di previdenza principalmente relativi alla posizione debitoria non corrente verso l’INPS a fronte dei piani di prepensionamento avviati negli esercizi 2022 e 2023;
■ altri debiti principalmente afferibili alla Business Unit Brasile.
Le altre passività non correnti includono:
■ ricavi differiti da contratti con clienti (Contract liabilities) pari a 104 milioni di euro ( 91 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
In base alla durata derivante dai vincoli contrattuali tra le parti la voce si riverserà a conto economico mediamente in 5 anni. La stessa comprende in particolare i ricavi differiti di TIM S.p.A. relativi a canoni di abbonamento, noleggio e manutenzione (91 milioni di euro);
■ altri ricavi e proventi differiti pari a 149 milioni di euro che comprendono principalmente:
● la quota non corrente dei proventi differiti connessi al Master Services Agreement (MSA) sottoscritto da TIM S.p.A. con FiberCop S.p.A. ( 86 milioni di euro);
● la quota non corrente della plusvalenza differita connessa all’operazione di “ sale and lease back ” per la cessione di torri di telecomunicazione della Business Unit Brasile (circa 56 milioni di euro).
■ Contributi in conto capitale pari a 54 milioni di euro; la voce rappresenta la componente da imputare a conto economico sulla base della vita utile residua (stimabile in circa 18 anni) dei cespiti cui afferiscono i contributi stessi ed è principalmente connessa alla realizzazione di attività nell'ambito del PNRR, in particolare in relazione al "Piano 5G Copertura", al "Piano 5G Backhauling " e al "Piano 1G".
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 21 Debiti vari e altre passività non correnti 120
NOTA 22
DEBITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE PASSIVITA' CORRENTI
Sono così composti:
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 Debiti commerciali (a) 4.282 4.483 Debiti tributari (b) 143 128
Debiti vari
Debiti per compensi al personale 182 160 Debiti verso istituti di previdenza 219 250 Debiti relativi al “Contributo per l’esercizio di attività di TLC” 820 673 Dividendi deliberati, ma ancora da corrispondere ad azionisti 47 91 Altri 227 220 Fondi relativi al personale (ad eccezione del T.F.R.) per le quote che si prevede verranno liquidate entro 12 mesi 37 — Fondi per rischi e oneri, per le quote che si prevede verranno liquidate entro 12 mesi 469 456 (c) 2.001 1.850 Altre passività correnti Passività derivanti da contratti con clienti (Contract liabilities) 781 764 Altri ricavi e proventi differiti 94 92 (d) 875 856 Totale (a+b+c+d) 7.301 7.317 I debiti commerciali , pari a 4.282 milioni di euro ( 4.483 milioni di euro al 31 dicembre 2025) si riferiscono principalmente a società della Business Unit Domestic (3.396 milioni di euro) e della Business Unit Brasile (885 milioni di euro).
Al 30 giugno 2026 i debiti commerciali con scadenza superiore ai 12 mesi ammontano a 43 milioni di euro (40 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e sono principalmente rappresentati dai debiti della Business Unit Brasile per il rinnovo di licenze di telecomunicazioni.
Accordi finanziari con i fornitori TIM S.p.A. mette a disposizione dei fornitori l'utilizzo di alcuni strumenti finanziari che consentono loro di anticipare l'incasso delle fatture (cd. reverse factoring ).
Tali strumenti non comportano per TIM S.p.A. alcuna modifica delle condizioni di pagamento contrattualmente stabilite con il fornitore, in quanto sono esclusivamente a disposizione dei fornitori stessi per gestire, a loro discrezione, in maniera più efficiente la relazione con le istituzioni finanziarie.
Inoltre, in alcuni casi, TIM S.p.A. negozia con specifici fornitori allungamenti dei termini di pagamento, in modo tale da ricondurli agli usuali termini di pagamento della categoria merceologica di appartenenza.
Nel primo semestre 2026 tali operazioni hanno consentito di definire termini di pagamento pari a circa 120 giorni data fine mese fattura senza impatti significativi sulla dinamica del cash flow .
I debiti tributari sono pari a 143 milioni di euro e si riferiscono principalmente sia ai debiti tributari della Business Unit Brasile (102 milioni di euro) che ai debiti di TIM S.p.A. ( 38 milioni di euro) e si riferiscono principalmente al debito verso l’Erario per le trattenute operate quale sostituto d’imposta (21 milioni di euro), al debito per la tassa di concessione governativa (14 milioni di euro), nonché al debito per IVA (1 milione di euro) .
I debiti vari comprendono principalmente:
■ la posizione debitoria della Business Unit Brasile per la Taxa de Fiscalização de Funcionamento (TFF), contributo sospeso a partire dal 2020;
■ la posizione debito ria corrente ver so l’INPS a fronte dei piani di prepensionamento avviati negli esercizi precedenti;
■ la voce "Altri" include gli anticipi su contributi erogati dallo Stato Italiano e da enti pubblici alla Capogruppo TIM S.p.A. in
relazione a:
● "Piano 5G Copertura" nell'ambito del PNRR ( 54 milioni di euro);
● progetti finanziati dal MIMIT e dalla Comunità Europea ( 42 milioni di euro), in particolare progetti relativi ai Centri delle Tecnologie Emergenti e servizi cloud (progetto IPCEI-CIS) ed edge computing ;
● progetti finanziati dalla Comunità Europea ( 13 milioni di euro), in parte correlati ad implementazioni di tecnologie 6G ed in parte legati all'infrastruttura di rete;
■ la quota corrente dei fondi relativi al personale e dei fondi per rischi e oneri, pari complessivamente a 469 milioni di euro.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 22 Debiti commerciali, vari e altre passività correnti 121
Le altre passività correnti ammontano a 875 milioni di euro ( 856 milioni di euro al 31 dicembre 2025) e comprendono:
■ Passività derivanti da contratti con clienti ( Contract liabilities ), pari a 781 milioni di euro. La voce accoglie le passività verso clienti connesse alle obbligazioni delle società del Gruppo di trasferire beni e servizi per i quali hanno ricevuto un corrispettivo.
Sono di seguito rappresentate le passività verso clienti, che hanno generalmente una scadenza entro 12 mesi.
In particolare:
● contract liabilities , pari a 6 milioni di euro; la voce comprende contratti bundle (pacchetti di beni e servizi) aventi performance obligation con differente tempistica di riconoscimento dei ricavi e conseguente differimento temporale dei corrispettivi originariamente rilevati;
● poste connesse alla clientela , pari a 293 milioni di euro; la voce comprende debiti verso clienti a seguito di rapporti contrattuali, quali il debito per traffico prepagato e i canoni di abbonamento addebitati anticipatamente;
● acconti e anticipi pari a 37 milioni di euro relativi a debiti verso clienti a seguito di pagamenti anticipati, quali ad esempio i versamenti degli abbonati in conto conversazioni;
● ricavi differiti da contratti con clienti , pari a 445 milioni di euro comprendenti essenzialmente i ricavi differiti della Capogruppo TIM S.p.A. per canoni di noleggio e manutenzione ( 401 milioni di euro) e canoni di abbonamento ( 27 milioni di euro).
■ Altri ricavi e proventi differiti , pari a 94 milioni di euro. Si riferiscono principalmente alla quota corrente dei proventi differiti della Capogruppo TIM S.p.A. connessi al Master Service Agreeement (MSA) stipulato con FiberCop S.p.A..
NOTA 23
CONTENZIOSI E AZIONI GIUDIZIARIE PENDENTI, ALTRE
INFORMAZIONI, IMPEGNI E GARANZIE
Sono illustrati qui di seguito i principali contenziosi giudiziari, arbitrali e fiscali in cui le società del Gruppo TIM sono coinvolte al 30 giugno 2026, nonché quelli chiusi nel corso del primo semestre 2026.
Per quei contenziosi, di seguito descritti, per i quali si è ritenuto probabile un rischio di soccombenza, il Gruppo TIM ha iscritto passività per complessivi 314 milioni di euro.
Si segnala che per alcuni contenziosi di seguito riportati non è stato possibile, sulla base delle informazioni disponibili alla data di chiusura della presente Relazione finanziaria e con particolare riferimento alla complessità dei procedimenti, al loro stato di avanzamento, nonché agli elementi di incertezza di carattere tecnico-processuale, effettuare una stima attendibile degli oneri e/o delle tempistiche degli eventuali pagamenti. Inoltre, nei casi in cui la diffusione delle informazioni relative al contenzioso potesse pregiudicare seriamente la posizione di TIM o delle sue controllate, viene descritta unicamente la natura generale della controversia.
Infine, relativamente ai procedimenti con l’Autorità Antitrust, si rammenta che in base all’art. 15, comma 1, della Legge n. 287/1990 (“Norme per la tutela della concorrenza e del mercato”), l’Autorità ha la facoltà di comminare una sanzione amministrativa commisurata al fatturato del Gruppo, nei casi di infrazioni ritenute gravi.
a) Principali contenziosi e azioni giudiziarie pendenti Per i seguenti contenziosi e azioni giudiziarie pendenti non sono intervenuti fatti significativi rispetto a quanto pubblicato nella Relazione finanziaria annuale 2025:
■ Servizio Universale.
Contenziosi fiscali e regolatori internazionali Al 30 giugno 2026 le società della Business Unit Brasile risultano coinvolte in contenziosi di natura fiscale o regolatoria il cui esito è valutato di possibile soccombenza per un ammontare complessivo di circa 25,4 miliardi di reais (24,5 miliardi di reais al 31 dicembre 2025), corrispondenti a circa 4,3 miliardi di euro al 30 giugno 2026.
Sono di seguito evidenziate le principali tipologie di contenzioso, classificate in base all’imposta cui fanno riferimento.
Imposte federali
In relazione all’imposizione a livello federale, si segnalano i seguenti filoni vertenziali:
■ disconoscimento degli effetti fiscali di operazioni di fusione tra società facenti parte del gruppo TIM Brasil;
■ diniego del beneficio fiscale territoriale SUDENE, in ragione di pretese irregolarità nella gestione e nella rendicontazione del
beneficio stesso;
■ contestazioni in ordine alle compensazioni con le perdite fiscali pregresse;
■ ulteriori contestazioni in ordine alla deducibilità fiscale dell’ammortamento dell’avviamento;
■ assoggettamento ad imposizione sul reddito di talune tipologie di differenze di cambio;
■ assoggettamento a ritenute alla fonte di talune tipologie di pagamenti effettuati verso l’estero (ad esempio, i pagamenti per
roaming internazionale);
■ ulteriori contestazioni in ordine alle compensazioni effettuate tra imposte a debito e posizioni fiscali creditorie delle società del gruppo. A tale riguardo, si fa presente che nel corso del terzo e quarto trimestre del 2024, è stato presentato un ricorso a fronte di una contestazione relativa all’utilizzo in compensazione con le imposte dovute dei crediti PIS e COFINS, derivanti Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 22 Debiti commerciali, vari e altre passività correnti 122
dall’esclusione dell’ICMS dalle rispettive basi di calcolo. L’importo in questione, classificato come rischio possibile, ammonta a circa 1,9 miliardi di reais.
Complessivamente il rischio per tali fattispecie, ritenuto possibile, ammonta a 5,3 miliardi di reais (5 miliardi di reais al 31 dicembre 2025).
Imposte statali
Nell’ambito del prelievo statale, si segnalano molteplici contestazioni in materia di ICMS, ed in particolare:
■ contestazioni riguardanti l’abbattimento della base imponibile del tributo, a fronte di sconti concessi ai clienti, oltre a contestazioni in merito all’utilizzo dei crediti fiscali dichiarati dalle società del gruppo, a fronte della restituzione di terminali telefonici dati in comodato, ed a seguito della rilevazione di frodi da sottoscrizione ai danni delle società;
■ assoggettamento ad ICMS di talune tipologie di canoni, maturati a favore delle società del gruppo e da queste classificati come corrispettivi per servizi diversi da quelli di telecomunicazione;
■ contestazioni sull’utilizzo del beneficio fiscale “PRO-DF” originariamente concesso da taluni Stati, e successivamente dichiarato incostituzionale (la contestazione si riferisce all’effettiva spettanza del credito per ICMS, dichiarato dalla società TIM Celular, ora incorporata in TIM S.A., sulla base delle predette disposizioni agevolative);
■ contestazioni relative all’utilizzo dei crediti per ICMS, rilevati dalle società del gruppo in esito alle acquisizioni di immobilizzazioni materiali, ed in relazione alle somministrazioni di energia elettrica a favore delle società, oltre che in applicazione delle disposizioni in materia di sostituzione d’imposta;
■ sanzioni irrogate alle società del gruppo per irregolarità negli adempimenti dichiarativi;
■ contestazioni dei crediti per ICMS in relazione alla procedura di sostituzione d’imposta, prevista nei casi di acquisto e distribuzione di apparati tra Stati diversi;
■ contestazioni dei crediti per ICMS derivanti dallo “special credit” riconosciuto dalla società ai clienti pre-pagati, come anticipazione delle successive ricariche.
Complessivamente il rischio per tali fattispecie, ritenuto possibile, ammonta a 13,4 miliardi di reais (13 miliardi di reais al 31 dicembre 2025).
Imposte municipali
Tra i contenziosi con un grado di rischio classificato come "possibile", vi sono alcune controversie relative alle imposte comunali (Municipal Taxes) il cui importo complessivo ammonta a circa 2 miliardi di reais (circa 2 miliardi di reais al 31 dicembre 2025).
FUST e FUNTTEL
Le principali contestazioni in materia di contribuzioni all’ente regolatorio (Anatel), e in particolare in termini di FUST e FUNTTEL, riguardano l’assoggettamento a tali prelievi dei ricavi da interconnessione.
Complessivamente il rischio per tali fattispecie, ritenuto possibile, ammonta a 4,7 miliardi di reais (4,5 miliardi di reais al 31 dicembre 2025).
Procedimento Golden Power Nell’agosto 2017 la Presidenza del Consiglio ha avviato nei confronti di TIM (ed anche di Vivendi) un procedimento volto a verificare l’esistenza in capo a TIM dell’obbligo di notificare, ai sensi della disciplina c.d. “Golden Power”, l’acquisto da parte di Vivendi del controllo societario di TIM e degli attivi strategici da questa detenuti. Nel settembre 2017, il procedimento in questione si è concluso con l’affermazione dell’esistenza di tale obbligo in capo a TIM con decorrenza dal 4 maggio 2017 (data dell’Assemblea degli Azionisti che ha rinnovato gli organi sociali di TIM).
Per l’effetto di tale decisione della Presidenza del Consiglio, è stato avviato un nuovo procedimento amministrativo per la irrogazione in capo a TIM della sanzione pecuniaria prevista dalla disciplina Golden Power per inottemperanza al citato obbligo di notifica. Tale procedimento si è concluso in data 8 maggio 2018 con l’irrogazione di una sanzione pecuniaria pari a 74,3 milioni di euro.
La Presidenza del Consiglio ha inoltre esercitato i poteri Golden Power con decreti del 16 ottobre 2017 e 2 novembre 2017. La Società, essendo convinta di disporre di argomentazioni giuridiche volte a dimostrare che nessun obbligo di notifica del controllo di Vivendi su di essa gravava, ha presentato distinti ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica per richiedere l’annullamento del provvedimento di accertamento del 28 del settembre 2017, del decreto di esercizio dei poteri speciali del 16 ottobre 2017 e del decreto di esercizio dei poteri speciali del 2 novembre 2017, e dinanzi al TAR Lazio contro il citato provvedimento dell’8 maggio 2018 che ha irrogato la sanzione pecuniaria, con richiesta di sospensione in via cautelare dell’efficacia dello stesso. Quanto al ricorso al TAR Lazio contro il provvedimento dell’8 maggio 2018 che ha irrogato la sanzione pecuniaria, il TAR, accogliendo nel luglio 2018 l’istanza cautelare della Società, ha sospeso il pagamento della sanzione. Successivamente, con sentenza non definitiva del maggio 2019, il TAR Lazio anche in ragione della “originalità” della distinzione del procedimento tra atto di accertamento del 28 settembre 2017 e decreto sanzionatorio dell’8 maggio 2018: (i) ha accolto la richiesta TIM di provvedimenti provvisori per la sospensione dell'ammenda condizionata all'offerta della garanzia; (ii) concesso la sospensione del procedimento al fine di attendere la sentenza definitiva nella causa (pregiudiziale) pendente dinanzi al Presidente della Repubblica avverso l’atto di accertamento del 28 settembre 2017 in; (iii) respinto le eccezioni processuali sollevate dalle amministrazioni resistenti.
Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso il decreto di esercizio dei poteri speciali del 2 novembre 2017 è stato respinto.
Si segnala, altresì, il rilascio a maggio 2018 di una fideiussione a favore della Presidenza del Consiglio di 74,3 milioni di euro, richiesta per la presentazione da parte di TIM dinanzi al TAR Lazio dell’istanza di sospensione cautelare della riscossione della sanzione irrogata per l’asserita violazione dell’art. 2 del D.L. 15/3/2012, n. 21 (Golden Power). Tale fideiussione è stata successivamente rinnovata fino al 7 luglio 2027.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie 123
In data 13 settembre 2023, è stato tramesso a TIM l’avviso di perenzione ultraquinquennale del ricorso ai sensi dell’articolo 82 c.p.a., essendo decorsi cinque anni dalla data di deposito del medesimo. TIM ha pertanto chiesto la fissazione dell’udienza pubblica di discussione del ricorso. Detta udienza pubblica è stata fissata per il 10 gennaio 2024. Successivamente all’udienza il TAR con ordinanza 709 del 15 gennaio 2024, ha confermato la sospensione propria del giudizio, come già disposto con sentenza non definitiva del 23 maggio 2019 n. 6310, nonché la sospensione dell’esecuzione del provvedimento alle condizioni previste dalla menzionata pronuncia, il tutto in attesa decisione del procedimento straordinario avverso il provvedimento di accertamento del 28 settembre 2017.
Con parere n. 1259/2024 reso nel procedimento straordinario avverso il provvedimento di accertamento del 28 settembre 2017, il Consiglio di Stato ha concordato con l’opinione espressa dal TAR Lazio nella sentenza non definitiva del maggio 2019, ritenendo inammissibile il ricorso in quanto l’atto impugnato non è qualificabile come provvedimento ma come atto infraprocedimentale inerente al procedimento sanzionatorio (impugnato con ricorso al TAR Lazio). Sicché, con atto del 5 dicembre 2024, TIM ha chiesto in via cautelativa al TAR Lazio la prosecuzione del giudizio avverso il decreto sanzionatorio, salva la possibilità di ulteriore sospensione in attesa della decisione del Consiglio di Stato sui procedimenti straordinari avverso i decreti di esercizio dei poteri speciali ancora pendenti, e/o in attesa del decreto della Presidenza della Repubblica che recepirà il citato parere del Consiglio di Stato n. 1259/2024. L’udienza avanti al TAR era stata fissata per il 19 marzo 2025. All’esito dell’udienza la causa è stata trattenuta per la decisione, riservandosi il Collegio se sospendere o definire il giudizio. Con sentenza del 23 maggio 2025 il TAR Lazio ha rigettato il ricorso e confermato la legittimità della sanzione imposta a TIM. Avverso la sentenza, TIM ha presentato il 28 luglio 2025 appello davanti al Consiglio di Stato, con istanza di sospensione cautelare della riscossione della sanzione. All’udienza del 28 agosto il Consiglio di Stato preso atto della presentazione di una nuova fideiussione in sostituzione di quella rilasciata per il primo grado di giudizio, ha accolto la domanda cautelare concedendo la sospensiva fino all’udienza di merito che è stata fissata il 31 marzo 2026. All’esito dell’udienza il giudizio è stato trattenuto in decisione.
Inoltre, TIM impugnava dinanzi al TAR Lazio e poi appellava dinanzi al Consiglio di Stato il provvedimento con il quale Consob, il 13 settembre 2017, affermava l’esistenza del controllo di Vivendi su TIM. Nel dicembre 2020 il Consiglio di Stato, con sentenza definitiva, ha accolto il ricorso di TIM ed annullato il provvedimento di Consob, significativa premessa dell’intero procedimento successivo della Presidenza del Consiglio relativo all’obbligo di notifica Golden Power del quale s’è detto sopra. In data 14 giugno 2021, la Consob ha presentato ricorso straordinario dinanzi la Corte di Cassazione per motivi giurisdizionali; TIM si è costituita in giudizio, eccependo l’illegittimità e inammissibilità del ricorso. A seguito della Camera di Consiglio che si è tenuta l’11 ottobre 2022, il 24 gennaio 2023 è stata pubblicata l’ordinanza con la quale la Corte di Cassazione dichiara improcedibile il ricorso di Consob con conseguente condanna alle spese di lite.
Colt Technology Services - A428 Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano, notificato nel mese di agosto 2015, l’operatore Colt Technology Services ha avanzato pretese risarcitorie fondate sul provvedimento decisorio del procedimento A428, e riferite ad asseriti danni subiti nell’arco temporale 2009/2011, in ragione della presunta condotta inefficiente e discriminatoria di TIM nel processo di fornitura dei servizi wholesale. La richiesta risarcitoria è stata quantificata in 27 milioni di euro a titolo di lucro cessante per l’asserita mancata acquisizione di nuovi clienti, ovvero per la ritenuta impossibilità di fornire nuovi servizi alla clientela già acquisita; la controparte ha formulato inoltre richiesta di risarcimento del danno all’immagine e alla reputazione commerciale. Tale giudizio fa seguito alla pretesa stragiudiziale di circa 23 milioni di euro già formulata da Colt nel mese di giugno 2015, che la Società ha respinto integralmente. TIM si è costituita in giudizio contestando integralmente le pretese di controparte. Con sentenza del 21 febbraio 2024 il Tribunale di Milano ha integralmente respinto la domanda di risarcimento avanzata da Colt, per un ammontare di 27 milioni di euro.
Avverso tale sentenza Colt ha notificato l’atto di appello. All’udienza presso la Corte di Milano del 18 febbraio 2025 il giudice ha rigettato le istanze istruttorie di controparte, rimettendo la causa in decisione. L’udienza per la precisazione delle conclusioni è stata fissata al 25 marzo 2026. All’esito dell’udienza la causa è stata trattenuta in decisione. Successivamente la causa è stata rimessa sul ruolo per l’espletamento di una CTU con fissazione dell’udienza del 10 febbraio 2027 per l’esame della perizia.
Open Fiber
Nel mese di marzo 2020 Open Fiber (OF) ha convenuto in giudizio TIM dinanzi al Tribunale di Milano, avanzando una pretesa risarcitoria pari a 1,5 miliardi di euro per danni causati da un presunto abuso di posizione dominante escludente nei confronti di OF.
Le presunte condotte contestate consistono in: (i) investimenti pre-emptive in reti FTTC nelle aree bianche; (ii) avvio di azioni legali pretestuose per ostacolare le gare Infratel; (iii) repricing strumentale di alcuni servizi all’ingrosso; (iv) offerte commerciali di lock-in sul mercato retail; (v) comunicazione di informazioni false all’AGCOM, in sede di approvazione di un'offerta wholesale, e diffusione di voci circa un interesse di TIM ad acquisire OF; (vi) discriminazione nelle condizioni di accesso alle infrastrutture passive di TIM. TIM si è costituita in giudizio contestando le argomentazioni di OF. Enel S.p.A. è intervenuta nel giudizio chiedendo di condannare TIM al risarcimento di tutti i danni patiti e patendi dalla stessa Enel e da OF, senza tuttavia quantificarli. Nel corso di causa, Open Fiber ha rideterminato il danno asseritamente subito portandolo a 2,6 miliardi di euro oltre interessi e rivalutazione monetaria. Open Fiber ha inoltre chiarito che a suo dire tale danno sarebbe tuttora in divenire. Enel ha poi quantificato il danno asseritamente subito in 228 milioni di euro circa oltre interessi. Il 19 ottobre 2022 si è tenuta l’udienza per l’ammissione dei mezzi istruttori al termine della quale il giudice si è riservato. Con ordinanza del 17 luglio 2023 il Tribunale di Milano ha sciolto la riserva e rinviato all’udienza del 3 aprile 2024 per la precisazione delle conclusioni. All’udienza del 3 aprile, il Giudice ha disposto l’acquisizione della CTU resa nel giudizio di impugnazione da parte di TIM dinanzi al Consiglio di Stato, della sentenza sfavorevole del TAR relativa al provvedimento sanzionatorio comminato nell’ambito del procedimento A514, rinviando la causa all’udienza del 12 giugno 2024, all’esito della quale il Giudice si è riservato.
Il Collegio con ordinanza notificata il 5 luglio, ha ritenuto, ai fini dell’assunzione della delibera sull’eventuale sospensione del giudizio richiesta da TIM, di invitare le Parti a precisare le conclusioni, fissando la relativa udienza al 18 settembre 2024, disponendo la trattazione scritta ed invitando le parti a rinunciare ai termini per il deposito delle memorie conclusionali. Tale udienza è stata sostituita dal solo deposito di note scritte. Il Tribunale di Milano, in accoglimento dell’istanza proposta da TIM ha disposto la sospensione del giudizio fino alla definizione del giudizio dinanzi al Consiglio di Stato.
A seguito della pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato, avvenuta il 13 novembre 2024, il successivo 18 novembre 2024, Open Fiber ha richiesto la riassunzione del giudizio, con contestuale istanza di fissazione di udienza. L’udienza per la prosecuzione del giudizio è stata fissata al 20 maggio 2025.
All’udienza del 20 maggio 2025, il G.I., preso atto della rinuncia di OF ad alcune istanze istruttorie, ha assegnato termine (i) ad OF fino al 30 maggio 2025 per precisare le proprie posizioni e (ii) a TIM ed Enel fino al 10 giugno 2025 per controdedurre sul punto, fissando l’udienza del 18 giugno 2025. Le parti hanno depositato le rispettive memorie.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie 124
All’udienza del 18 giugno 2025, il G.I. ha chiesto alle parti di riassumere le rispettive considerazioni sui possibili effetti anticoncorrenziali delle condotte di TIM oggetto del Provvedimento A514, come eventualmente accertati dall’AGCM, assegnando termine fino al 30 luglio 2025 e fissando la prossima udienza al 1° ottobre 2025 poi rinviata al 5 novembre 2025. Il giudice a scioglimento della riserva con ordinanza del 12 dicembre 2025 ha sottoposto alle parti una bozza di quesito peritale, fissando udienza il 18 marzo 2026 per la prosecuzione delle incombenze istruttorie. All’esito dell’udienza il giudice si è riservato la decisione sulle incombenze istruttorie. A scioglimento della riserva è stata disposta una CTU e la causa è stata rinviata al 12 ottobre 2027 per il deposito della relazione peritale.
Garante Privacy - Avvio procedimento adozione provvedimenti correttivi e sanzionatori in materia di telemarketing In data 9 febbraio 2026 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha comunicato a TIM l’avvio di un procedimento per l’adozione di provvedimenti correttivi e sanzionatori in materia di telemarketing a seguito di un’ispezione che ha avuto luogo a marzo 2025.
Il Garante, pur prendendo atto con favore delle iniziative nel frattempo intraprese da TIM e della sua piena collaborazione nel corso e a seguito dell’istruttoria, ha contestato alla Società l’asserita violazione di alcune disposizioni del GDPR in ambito di attività di telemarketing e di gestione delle richieste di esercizio dei diritti da parte degli interessati.
TIM ha depositato la propria memoria difensiva e ha provveduto a richiedere di essere ascoltata in un’audizione che si è tenuta in data 6 maggio 2026.
A valle di tale audizione, in data 14 maggio 2026, la Società ha trasmesso all'Autorità una memoria integrativa.
In data 29 luglio 2026, il Garante Privacy ha notificato a TIM il provvedimento n. 556 del 23 luglio 2026 a chiusura del procedimento sanzionatorio. L’Autorità ha impartito a TIM una serie di prescrizioni e ha comminato una sanzione amministrativa pari a euro 9.516.000 riducibile della metà in caso di definizione agevolata con pagamento della sanzione entro 30 giorni dalla notifica.
Fatturazione a 28 giorni Con la delibera 121/17/CONS AGCOM ha introdotto disposizioni sulla cadenza della fatturazione per la telefonia, prescrivendo per la telefonia fissa che essa dovesse essere su base mensile o suoi multipli e per la telefonia mobile su base almeno quadrisettimanale.
TIM ha impugnato dinanzi al TAR la delibera n. 121/17/CONS. A febbraio 2018 è stato pubblicato il dispositivo di sentenza che respinge il ricorso. Tale sentenza è stata impugnata da TIM innanzi al Consiglio di Stato nel giugno 2018. Il 23 settembre 2020 è stata pubblicata la sentenza non definitiva con cui il Consiglio di Stato ha riunito i ricorsi in appello di TIM, Vodafone, Fastweb e Wind Tre ed ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) in merito alla sussistenza in capo all’Autorità del potere di regolamentare la cadenza di rinnovo delle offerte commerciali e dei periodi di fatturazione, rigettando al contempo gli altri motivi di ricorso degli operatori e sospendendo il giudizio. L’8 giugno 2023 è stata pubblicata la decisione della Corte di Giustizia UE secondo cui non è contraria al diritto dell’Unione la normativa italiana che attribuisce all’AGCOM il potere di imporre agli operatori di servizi di telefonia fissa e convergenti una periodicità di rinnovo e fatturazione di tali offerte mensile o plurimensile. Dopo la riassunzione del giudizio al Consiglio di Stato TIM a dicembre 2023 ha chiesto l’improcedibilità del proprio appello per sopravvenuta carenza di interesse. In data 18 gennaio 2024, il Consiglio di Stato ha dichiarato l’estinzione del diritto.
AGCOM, con la delibera 499/17/CONS, accertata la violazione della delibera 121/17/CONS ha applicato a TIM una sanzione di 1.160.000 euro, diffidandola a provvedere – in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese -
a stornare gli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile.
A marzo 2018 con la delibera n. 112/18/CONS AGCOM ha (i) revocato la precedente delibera 499/17/CONS nella parte in cui TIM veniva diffidata a stornare gli importi presuntivamente erosi a partire dal 23 giugno 2017 con il ciclo di fatturazione quadrisettimanale, (ii) diffidato TIM a posticipare, limitatamente ai servizi di telefonia fissa, la data di decorrenza delle fatture emesse dopo il ripristino della fatturazione con cadenza mensile di un numero di giorni pari a quelli presuntivamente erosi a partire dal 23 giugno 2017 con il ciclo di fatturazione quadrisettimanale.
Con il decreto presidenziale n. 9/18/PRES AGCOM, ha modificato la delibera n. 112/18/CONS nelle parti in cui prevedeva che il differimento della fatturazione dovesse avvenire in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o suoi multipli disponendo, altresì, che le tempistiche entro cui adempiere alla diffida sarebbero state individuate a seguito di audizioni con gli operatori e le principali associazioni dei consumatori.
A luglio 2018 AGCOM con la delibera 269/18/CONS ha fissato al 31 dicembre 2018 il termine entro cui gli operatori dovevano restituire alla clientela di rete fissa un numero di giorni di servizio pari a quelli erosi per effetto della fatturazione a 28 giorni oppure proporre alla clientela interessata eventuali misure compensative alternative, previa comunicazione all’AGCOM. TIM ha impugnato tutte le delibere sopra indicate.
Con dispositivo di sentenza pubblicato nel mese di novembre 2018 il TAR ha annullato la sanzione pecuniaria amministrativa di 1,16 milioni di euro comminata con la delibera 499/17/CONS ed ha confermato l’obbligo di restitutio in integrum alla clientela di rete fissa entro il 31 dicembre 2018, la pubblicazione delle motivazioni della sentenza è invece avvenuta il 10 maggio 2019. TIM ha impugnato la sentenza innanzi al Consiglio di Stato.
Con sentenza del 2 gennaio 2024, n. 39, il Consiglio di Stato, uniformandosi a quanto già deciso negli appelli proposti dagli altri operatori, ha respinto l’appello principale di TIM, confermando la legittimità dei provvedimenti adottati da AGCOM; con la medesima decisione il giudice amministrativo d’appello ha respinto anche il gravame incidentale dell’AGCOM volto a ottenere il ripristino della sanzione originariamente irrogata a TIM pari a 1.160.000 euro ed annullata dal TAR Lazio.
Ad agosto 2019 è stato avviato da parte di AGCOM un nuovo procedimento sanzionatorio (CONT 12/19/DTC) per inottemperanza all’ordine di restituzione dei giorni erosi dalla fatturazione a 28 giorni per i clienti di rete fissa e convergente, secondo le modalità stabilite nelle delibere nn. 112/18/CONS e 269/18/CONS. Con la delibera n. 75/20/CONS l’Autorità a conclusione di tale procedimento ha accertato l’inottemperanza di TIM alle delibere sopra indicate comminandole una sanzione di 3 milioni di euro. Il provvedimento è stato impugnato da TIM dinnanzi al TAR a luglio 2020. Si attende la fissazione dell’udienza di discussione.
Sul fronte civilistico con sentenza pubblicata il 14 ottobre 2021 il Tribunale di Milano nell’ambito del giudizio di merito avviato da Associazione Movimento dei Consumatori nel 2018, inerente la tariffazione e rinnovo a 28 giorni per le offerte di telefonia fissa e Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie 125
convergenti, ha confermato l’ordinanza del 4 giugno 2018, adottata dallo stesso Tribunale a chiusura del procedimento di reclamo promosso da TIM ex art 669 terdecies c.p.c., e le misure ivi previste ordinando a TIM di accogliere le richieste di restituzione dei corrispettivi versati per effetto della manovra da parte dei clienti - anche cessati, cosa che come noto TIM sta già facendo dal 2018, estendendo al contempo il periodo rilevante ai fini del riconoscimento del rimborso al 1° aprile 2017, quindi ad una data antecedente al 23 giugno 2017 data entro cui gli operatori dovevano adeguarsi alla Delibera n. 121/17/CONS. TIM ha impugnato la sentenza del Tribunale di Milano, proponendo contestualmente istanza di sospensione della efficacia esecutiva. Con ordinanza dell’11 gennaio 2022 la Corte d’Appello di Milano ha accolto parzialmente l’istanza di TIM, sospendendo il capo di sentenza relativo all’ordine di inviare una raccomandata a tutti clienti cessati ai quali era stata applicata la fatturazione a 28 giorni per informarli della possibilità di ottenere la restituzione degli importi aggiuntivi versati per effetto della manovra. Con sentenza pubblicata il 9 dicembre 2022 la Corte d’Appello di Milano ha confermato integralmente la sentenza di primo grado. TIM ha notificato in data 12 gennaio 2023 il ricorso innanzi alla Corte di Cassazione e il 16 gennaio 2023 ha depositato anche il ricorso ex art. 373 c.p.c. dinanzi alla Corte di Appello di Milano, chiedendo la sospensione dell’esecuzione della sentenza fino all’esito del giudizio pendente innanzi alla Corte di Cassazione.
Con ordinanza del 14 febbraio 2023, la Corte d’Appello di Milano, in parziale accoglimento dell’istanza di TIM, ha disposto la sospensione della sentenza in relazione all’ordine di inviare le raccomandate agli ex clienti in attesa della decisione della Suprema Corte. Con Ordinanza pubblicata il 15 febbraio 2024 la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di TIM.
In data 24 gennaio 2025 si è tenuta l’udienza pubblica del ricorso proposto da TIM contro la delibera n. 75/20/CONS con la quale AGCOM - preso atto della asserita inottemperanza da parte di TIM alle precedenti delibere con cui erano state dettate le modalità per la restituzione dei così detti “giorni erosi” alla clientela per effetto della fatturazione a 28 giorni – aveva ingiunto alla Società il pagamento della sanzione pecuniaria di 3 milioni di euro. Si tratta dell’ultimo contenzioso ancora pendente sulla vicenda della fatturazione a 28 giorni, il cui esito potrebbe essere condizionato dalla definizione nelle more del giudizio intrapreso in sede civile dall’Associazione Movimento Consumatori sopra indicato. Infatti, il Tribunale Civile di Milano, accertata l’illiceità della pratica commerciale introdotta da TIM, la aveva condannata a porre in essere una serie di misure ripristinatorie per indennizzare la clientela dagli effetti pregiudizievoli derivanti dalla fatturazione a 28 giorni (tutte puntualmente adempiute) con decisione integralmente confermata nel 2024 dalla Corte di Cassazione. Conseguentemente, gli assunti posti a fondamento della delibera n.
75/20 circa l’asserita inottemperanza di TIM risultano smentiti dalle prove documentali allegate nel giudizio TAR le quali attestano l’intervenuto integrale adempimento da parte di TIM alle statuizioni decisorie dell’Autorità Giudiziaria Ordinaria su cui si è formato il giudicato. All’udienza del 24 gennaio la causa è stata trattenuta in decisione dal collegio dopo articolata discussione. In data 13 febbraio 2025 è stata pubblicata la sentenza del TAR Lazio che respinge il ricorso proposto da TIM contro la delibera n. 75/20/CONS.
TIM ha presentato ricorso in appello (notificato il 12 maggio 2025). All’udienza del 21 maggio 2026 la causa è stata spedita in decisione. In data 5 giugno 2026 è stata pubblicata la sentenza che ha respinto il ricorso di TIM, cristallizzando la legittimità della delibera 75/2020 e quindi della sanzione amministrativa irrogata e puntualmente adempiuta da TIM.
Procedimento Antitrust I820 In data 19 febbraio 2018 l'AGCM ha avviato il procedimento istruttorio I820 nei confronti delle società TIM, Vodafone, Fastweb, Wind Tre e dell’Associazione di categoria Asstel per verificare l’ipotesi della sussistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza tra i principali operatori di telefonia fissa e mobile al fine di coordinare le rispettive strategie commerciali, violando in tal modo l’art. 101 TFUE.
Il presunto coordinamento, secondo il provvedimento di apertura del procedimento da parte di AGCM, si sarebbe concretizzato nelle modalità di attuazione dell’obbligo introdotto dall’articolo 19 quinquiesdecies del D.L. n. 148/2017 (convertito dalla L. n.
172/2017) che impone agli operatori di servizi di comunicazione elettronica una cadenza mensile (o di multipli del mese) per la fatturazione e il rinnovo delle offerte dei servizi fissi e mobili.
In data 21 marzo 2018, AGCM ha emanato una misura cautelare provvisoria nei confronti di tutti gli operatori coinvolti nel procedimento con cui ha ordinato di sospendere, nelle more del procedimento, l’attuazione dell’intesa concernente la determinazione del repricing comunicato agli utenti in occasione della rimodulazione del ciclo di fatturazione in ottemperanza alla Legge 172/17 e di rideterminare autonomamente la propria strategia commerciale. Con provvedimento n. 27112 dell’11 aprile 2018 AGCM ha confermato la misura cautelare.
Il 12 giugno 2018 TIM ha presentato ricorso al TAR per l’annullamento di tale provvedimento.
Il 31 gennaio 2020 a TIM è stato notificato il provvedimento di chiusura dell’istruttoria, con il quale AGCM ha deliberato la sussistenza dell’intesa tra TIM, Vodafone, Fastweb e WindTre, escludendo invece dai partecipanti all’intesa l’associazione Asstel. La sanzione irrogata a TIM per la partecipazione all’intesa anticoncorrenziale è pari a 114.398.325,00 euro. TIM ad aprile 2020 ha impugnato anche il provvedimento sanzionatorio.
Con sentenza pubblicata il 12 luglio 2021 il TAR Lazio ha accolto il ricorso e i motivi aggiunti presentati da TIM, annullando i provvedimenti assunti dall’AGCM, ivi incluso quello relativo alla sussistenza dell’intesa e all’irrogazione della sanzione.
In data 11 settembre 2021 l’AGCM ha presentato ricorso al Consiglio di Stato chiedendo l’annullamento della sentenza del TAR.
Si segnala che il 25 luglio 2023 il Consiglio di Stato ha riformato la decisione del TAR Lazio confermando la validità del provvedimento AGCM sul caso I820, rimandando all’Autorità per la rideterminazione della sanzione a seguito della riduzione della durata dell’infrazione.
In considerazione delle statuizioni del Consiglio di Stato sul quantum della sanzione, con istanza del 28 agosto 2023, TIM ha chiesto all’AGCM che la rideterminazione della sanzione avvenisse nel pieno contraddittorio tra le parti nell’ambito di un apposito procedimento istruttorio.
Con provvedimento del 26 settembre 2023, notificato alla Società il 3 ottobre 2023, l’AGCM ha comunicato a TIM di aver quantificato l’ammenda in 100.670.526,00 euro, ritenendo di non avere margini discrezionali nella esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato. TIM in data 12 ottobre 2023 ha presentato ricorso per revocazione avverso la sentenza del Consiglio di Stato;
l’udienza per la discussione del ricorso per revocazione è stata fissata per il 6 marzo 2025 e successivamente posticipata al 10 aprile 2025. Con sentenza pubblicata in data 30 maggio 2025, il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione.
In data 13 ottobre 2023 TIM ha presentato ricorso avanti al TAR Lazio per l’annullamento del provvedimento di rideterminazione della sanzione, con richiesta di sospensione in via cautelare che è stata respinta con ordinanza del 9 novembre 2023. In data 14 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie 126
ottobre 2025 è stata pubblicata la sentenza del TAR che ha respinto il ricorso di TIM. La sentenza è stata impugnata da TIM con ricorso in appello al Consiglio di Stato.
Con comunicazione del 6 dicembre 2023, l’Autorità ha sollecitato a TIM il pagamento della sanzione di 100.670.526,00 euro maggiorata degli interessi legali maturati dal 3 novembre 2023 fino al giorno di effettivo pagamento pari a 5.535.913,60 euro.
Con comunicazione del 12 dicembre 2023, TIM ha contestato la debenza di tali interessi per assenza dei presupposti della liquidità ed esigibilità richiesti dall’art. 1282 c.c., nonché un errore nell’individuazione del dies a quo per il calcolo.
L’Ufficio Bilancio dell’Autorità ha risposto il 2 febbraio 2024, riconoscendo un errore nel calcolo degli interessi legali che sono stati dunque rideterminati nella misura di 4.121.837,47 euro, ma ribadendo che gli stessi sono dovuti.
Su istanza di TIM, AGCM ha concesso alla Società il pagamento rateale della sanzione in trenta rate mensili.
In data 29 marzo 2024, TIM ha presentato ricorso al TAR Lazio avverso la comunicazione dell’Ufficio Bilancio per contestare sia l’errore nel calcolo degli interessi dovuti sia un difetto di competenza dell’Ufficio Bilancio.
A febbraio 2026, l’Autorità ha nuovamente rideterminato l’importo degli interessi per l’anno in corso, comunicando alla Società un nuovo piano rateale fino ad agosto 2026.
Procedimento Antitrust I857 Il 6 luglio 2021 AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di TIM e DAZN per possibile intesa restrittiva della concorrenza relativamente all’accordo per la distribuzione, e il supporto tecnologico, per i diritti TV della Serie A di calcio nel triennio 2021-2024.
L’istruttoria è, inoltre, volta a verificare la restrittività dell’intesa con riferimento a ulteriori elementi che riguardano la possibile adozione da parte di TIM di soluzioni tecniche non disponibili per gli operatori di telecomunicazione concorrenti e che potrebbero tradursi in ostacoli all’adozione di soluzioni tecnologiche proprie.
L’Autorità ha contestualmente anche avviato un sub procedimento per l’eventuale adozione di misure cautelari.
Con delibera del 27 luglio 2021 AGCM ha chiuso il procedimento cautelare, ritenendo che le iniziative e le modifiche all’accordo nel frattempo proposte da parte di TIM e di DAZN siano idonee, allo stato, a impedire che durante il procedimento di accertamento si produca un danno grave e irreparabile per la concorrenza.
Infatti, le misure suddette mirano, nel loro complesso, ad evitare possibili discriminazioni nella fruizione del servizio DAZN riconducibili alla sua attivazione da parte di utenti che utilizzano servizi di connessione internet diversi da quelli offerti da TIM.
Inoltre, è stato modificato l’accordo tra TIM e DAZN al fine di garantire a DAZN una piena libertà nell’applicare sconti e promozioni.
TIM si è anche impegnata a fornire a DAZN un quantitativo sufficiente di set-top-box white label per garantire anche ai clienti di DAZN la visione sul digitale terrestre delle partite in caso di problemi di connessione.
TIM, infine, si è impegnata a fornire servizi wholesale agli OAO interessati per la gestione di picchi di traffico derivanti da trasmissioni dati live, a prescindere dalla tipologia di contenuti trasportati.
Il 29 ottobre 2021 TIM ha presentato ad AGCM una proposta di impegni al fine di risolvere le preoccupazioni concorrenziali oggetto dell’istruttoria e addivenire alla chiusura del procedimento senza l’accertamento di alcuna infrazione e quindi senza l’irrogazione di sanzione.
Il 14 dicembre 2021 AGCM ha deliberato la pubblicazione, sul sito internet della stessa Autorità, della proposta di impegni succitata in quanto tali impegni appaiono, nel loro complesso, non manifestamente infondati e tali da rimuovere le restrizioni alla concorrenza ipotizzate nel provvedimento di avvio dell’istruttoria in questione.
Il 5 gennaio 2022 con la succitata pubblicazione sul sito internet di AGCM ha preso avvio il c.d. market test.
Il termine per le controdeduzioni e la proposta di eventuali modifiche accessorie agli impegni presentati da TIM e DAZN viene fissato al 7 marzo 2022.
Il 23 febbraio 2022 TIM e DAZN vengono convocati separatamente in audizione dagli Uffici di AGCM. Nel corso dell’audizione, gli Uffici comunicano a TIM – e successivamente confermano nel verbale dell’audizione – che il Collegio, in un’adunanza tenutasi il 15 febbraio, riteneva necessarie alcune modifiche “accessorie” al fine dell’approvazione degli impegni presentati.
TIM e DAZN provvedono il 4 marzo 2022 a richiedere una proroga del termine per la presentazione di osservazioni, anche in considerazione delle novità emerse il 23 febbraio. Il nuovo termine viene fissato al 23 marzo 2022.
In data 22 marzo 2022 TIM rappresenta all’Autorità che le ulteriori modifiche ritenute necessarie dal Collegio al fine dell’approvazione degli impegni avrebbero comportato un completo stravolgimento del contenuto e dell’equilibrio economico degli accordi sottoscritti da TIM e DAZN, tale da non rendere più perseguibile il modello di business ipotizzato. Nel contempo TIM rendeva noto all’Autorità l’avvio di negoziazioni con DAZN aventi come possibile oggetto la revisione della clausola di esclusiva della distribuzione, che costituisce il principale oggetto dell’attività istruttoria dell’Autorità. Considerata la complessità delle negoziazioni, TIM richiedeva una proroga di ulteriori 30 giorni per la presentazione di osservazioni. La proroga veniva accordata e il nuovo termine fissato al 23 aprile 2022.
Il 20 aprile 2022 DAZN e TIM, in considerazione del protrarsi delle trattative, anche a causa della complessità e rilevanza economica di quanto oggetto di negoziazione, richiedevano un’ulteriore proroga. Il nuovo termine veniva fissato al 9 maggio 2022.
Il 9 maggio 2022 TIM informava l’Autorità di aver manifestato a DAZN la propria disponibilità a rinunciare all’esclusività del rapporto di distribuzione dei diritti calcio della Serie A, come attualmente disciplinato dal Deal Memo, con la conseguente facoltà per DAZN di distribuire tali diritti anche attraverso operatori terzi e che, a fronte della disponibilità alla rinuncia a tale diritto, le Parti avevano avviato una negoziazione per la revisione dell’impegno economico contrattualmente previsto a carico di TIM.
Il 7 giugno 2022 l’Autorità disponeva il rigetto degli impegni presentati, i quali "appaiono, sia complessivamente sia singolarmente considerati, inidonei a far venire meno i profili anticoncorrenziali individuati nella delibera di avvio dell’istruttoria, in quanto non suscettibili di risolvere le preoccupazioni concorrenziali evidenziate nel provvedimento di avvio, laddove non si sono tradotti in modifiche contrattuali condivise, tali da eliminare le criticità concorrenziali" evidenziate dall’Autorità.
Sempre il 7 giugno 2022 l’Autorità disponeva il differimento del termine per la conclusione del procedimento al 31 marzo 2023.
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Il 2 agosto 2022 TIM ha informato l’Autorità antitrust del raggiungimento di un nuovo accordo con DAZN, in forza del quale quest’ultima ha la facoltà di distribuire i diritti del calcio tramite qualsiasi terza parte, superando il previgente regime di esclusiva a favore di TIM.
Il 20 gennaio 2023 è stata notificata la comunicazione delle risultanze istruttorie (CRI).
AGCM ritiene che l’accordo del 27 gennaio 2021 (Deal Memo) abbia un contenuto ed abbia prodotto effetti anticoncorrenziali per tutta la sua durata (fino cioè alla sottoscrizione del nuovo accordo del 3 agosto 2022).
Il 31 gennaio 2023 AGCM ha deliberato la proroga del termine di conclusione del procedimento al 31 maggio 2023.
TIM ha depositato la propria memoria difensiva il 28 marzo 2023 mentre l’audizione finale presso l’Autorità si è tenuta il 4 aprile 2023.
Il 18 aprile 2023 AGCM ha deciso di prorogare ulteriormente il termine di conclusione del procedimento al 30 giugno 2023 in ragione della complessità delle argomentazioni difensive svolte dalle Parti nelle memorie presentate.
Il 28 giugno 2023 AGCM ha deliberato che le condotte attuate da TIM e DAZN costituiscono un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 TFUE (nel seguito il “Provvedimento AGCM”).
Tuttavia, l’intesa, con particolare riferimento all’esclusiva, è durata solamente un mese circa, mentre i suoi effetti potenzialmente restrittivi della concorrenza sono stati sterilizzati dal tempestivo avvio del procedimento istruttorio da parte dell’Autorità avvenuto il 6 luglio 2021.
Il contestuale sub-procedimento cautelare, intervenuto a ridosso dell’avvio della prima stagione calcistica del triennio 2021-2024, ha infatti impedito il prodursi degli effetti dell’intesa, in quanto ad inizio agosto 2021 TIM e DAZN hanno interrotto l’applicazione delle clausole contrattuali contestate adottando misure volontarie. L’originario accordo è stato poi sostituito da un nuovo contratto, stipulato nell’ agosto 2022, nel quale veniva meno del tutto l’esclusiva, eliminando così alla radice le preoccupazioni concorrenziali sottese alla sussistenza dell’esclusiva di distribuzione.
Conseguentemente, alla luce anche delle circostanze attenuanti riconosciute, AGCM ha comminato a TIM una sanzione pecuniaria di 760.776,82 euro e a DAZN una sanzione pecuniaria di 7.240.250,84 euro.
Il 20 settembre 2023 TIM ha pagato la sanzione con riserva in considerazione del ricorso avverso il provvedimento di soccombenza che la Società ha presentato al TAR del Lazio.
L’11 maggio 2024 il TAR Lazio ha respinto i ricorsi di TIM e DAZN per l’annullamento del Provvedimento AGCM e, senza annullare il predetto Provvedimento AGCM (che continuerà dunque a essere efficace fino all’eventuale modifica da parte della stessa AGCM), ha dichiarato il dovere dell’AGCM di procedere alla riadozione del provvedimento, in conformità a quanto previsto nella sentenza del TAR Lazio.
In estrema sintesi il TAR Lazio ha valorizzato il seguente motivo comune ai ricorsi di Sky e Fastweb: secondo la CRI l’intesa vietata avrebbe avuto effetti sul mercato dal 27 gennaio 2021 al 4 agosto 2022, mentre il Provvedimento ha ridotto il periodo di durata della violazione dal 1° luglio 2021, data in cui ha avuto inizio la commercializzazione dei diritti sulla base del Deal Memo, sino all’attuazione ad inizio agosto 2021 delle misure volontarie adottate da TIM e DAZN nell’ambito del sub-procedimento cautelare.
Sussisterebbe, perciò, la contraddittorietà del Provvedimento AGCM rispetto alla CRI, senza che il Collegio abbia adeguatamente motivato la propria decisione di discostarsi dalle risultanze istruttorie. TIM ha deciso di procedere con il ricorso in appello che è stato notificato a tutte le parti coinvolte. Con ordinanza pubblicata in data 4 ottobre 2024, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da TIM e con sentenza pubblicata in data 19 giugno 2025, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di TIM.
Il 12 novembre 2024, a seguito della sentenza del TAR 09315/2024 del 11 maggio scorso che ha accertato un difetto di motivazione nella decisione iniziale dell’AGCM, l’Autorità ha deliberato l’avvio di un procedimento ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 287/1990 (I857C) volto a rideterminare la durata dell’infrazione di cui al procedimento I857.
Nella sua adunanza del 24 giugno 2025 AGCM ha deliberato la proroga del termine di conclusione del procedimento al 31 dicembre 2025.
In data 24 settembre 2025 AGCM ha notificato a TIM la Comunicazione delle Risultanze Istruttorie (CRI) fissando per il prossimo 11 novembre l’audizione finale. Il procedimento DAZN si è chiuso senza prevedere alcun aggravio della sanzione per TIM. TIM ha provveduto ad impugnare il provvedimento di chiusura con ricorso al TAR Lazio.
Wind Tre S.p.A. – I857 Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano, notificato nel mese di gennaio 2024, l’operatore Wind Tre S.p.A. ha chiesto di condannare TIM S.p.A. e DAZN limited, in solido tra loro, a risarcire a Wind Tre S.p.A. il danno da questa asseritamente subito per effetto della pretesa violazione da parte delle convenute dell’art. 102 TFUE (abuso di posizione dominante), per aver sottoscritto tra di loro nel gennaio 2021 un accordo (il c.d. Deal Memo ) da cui – a parere dell’attore – sarebbero derivati danni da quantificarsi in 69.803.012,00 euro .
Inoltre, Wind Tre S.p.A. chiede anche la condanna di TIM S.p.A. al risarcimento del danno asseritamente derivante da campagne pubblicitarie dirette secondo l’attore a suggerire alla clientela che la sottoscrizione del servizio FTTH di TIM, o l’adesione all’offerta TIMVISION, rappresentassero l’unico mezzo per potere accedere ai contenuti del servizio DAZN, da quantificarsi in 10.266.377,00 euro.
In data 29 aprile 2024, TIM ha depositato la comparsa di costituzione e risposta in cui ha richiesto il rigetto delle pretese di Wind e la sospensione del giudizio in attesa della pronuncia del TAR Lazio in merito alla richiesta di annullamento di TIM e DAZN del provvedimento adottato dall’AGCM in data 28 giugno 2023 (con cui l’AGCM ha deliberato che le condotte attuate da TIM e DAZN con la sottoscrizione del Deal Memo costituiscono un’intesa restrittiva della concorrenza). La prima udienza è stata fissata inizialmente per l’8 luglio 2024 e successivamente spostata all’11 marzo 2025. Con Ordinanza del 28 febbraio 2025, il Tribunale di Milano ha disposto d’ufficio l’ulteriore spostamento della prima udienza al 10 settembre 2025 e poi successivamente al 15 ottobre 2025.
All’udienza del 15 ottobre 2025, la causa è stata rinviata al 12 maggio 2026.
All’udienza del 12 maggio 2026, il Giudice si è riservato di provvedere prospettando due opzioni per la prosecuzione del giudizio:
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■ rinviare in attesa che s i pronunci il TAR (ed eventualmente il Consiglio di Stato, ove interpellato a segu ito della d ecisi one de l TAR) in merito alla durata della vio lazione ex art 101 TFUE;
■ ammettere la CT U, demandan do al consulente anche il tentativo di conciliazione e ist ruendo il giudizio, in attesa che giu nga il chiarimento sulla durata della violazione, per poi valutare come p rocedere .
In data 26 maggio 2026, il Giudice, a scioglimento della riserva assunta all’esito dell’udienza del 12 maggio, ha ritenuto di dover procedere con l’istruttoria, disponendo la CTU. Per quanto riguarda il quesito, considerata la complessità della vicenda, il Giudice ha preferito demandare alle parti la formulazione di una proposta dando termine sino al 5 novembre 2026 per il deposito di una breve memoria contente la proposta di quesito peritale e la nomina del CTP.
La causa è stata rinviata al 17 novembre 2026 per il giuramento del CTU.
Sky Italia S.r.l. e Sky Limited – I857 Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano notificato a TIM in data 25 marzo 2026, SKY Italia & SKY Ltd. ("Sky") hanno avviato un'azione legale nei confronti di TIM e DAZN, chiedendo la loro condanna in solido al risarcimento dei danni che Sky sostiene di aver subito in conseguenza della violazione dell'art. 101 TFUE da parte di TIM e DAZN.
L'azione è di tipo follow-on rispetto all'accertamento dell'AGCM (provvedimento n. 29063 del 28 giugno 2023), con cui l'Autorità aveva qualificato l'accordo TIM-DAZN del 27 gennaio 2021 come un'intesa restrittiva della concorrenza. Tale decisione è stata poi riformata il 22 dicembre 2025, estendendo il periodo della violazione da 32 giorni a 1 anno e sette mesi (dal 27 gennaio 2021 al 3 agosto 2022).
Secondo i ricorrenti, tale accordo avrebbe avuto il fine di escludere Sky dal mercato e di danneggiare la sua base di clienti a seguito dell'accordo di licenza dei diritti televisivi della Serie A per il triennio 2021-2024. La richiesta di risarcimento danni avanzata da Sky ammonta a un importo complessivo (eventualmente da suddividere tra TIM e DAZN sulla base di criteri da definirsi) compreso tra 1,8 e 1,9 miliardi di euro, derivante da un lucro cessante di 1,076 miliardi di euro per la perdita di profitti operativi (cui si aggiungono 499 milioni per interessi) e un danno emergente stimato tra 280 e 380 milioni di euro per il presunto deprezzamento del marchio.
Tali quantificazioni si basano su due perizie economiche di parte e secretate. Le udienze chiave del procedimento sono previste per l'ultimo trimestre del 2026.
Procedimento Antitrust I874 In data 17 dicembre 2024, l’Autorità Garante della Concorrenza ed il Mercato (AGCM) ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio finalizzato a valutare l’eventuale portata anti-competitiva di alcune clausole contrattuali contenute nell’accordo tra TIM e FiberCop (cd. Master Service Agreement) avente ad oggetto la disciplina dei rapporti tra le succitate entità conseguente alla cessione delle attività relative alla rete fissa da TIM a FiberCop.
Nel corso del mese di giugno 2025, TIM e FiberCop hanno presentato Impegni ai sensi dell’articolo 14-ter della legge n. 287/1990, consistenti in misure volte a superare le preoccupazioni concorrenziali sollevate dall’Autorità in fase di avvio del procedimento.
Il 23 febbraio 2026, l’Autorità ha pubblicato il provvedimento di chiusura del procedimento con cui ha accettato, e quindi reso obbligatori, gli impegni proposti da TIM e FiberCop, avendoli ritenuti idonei a rimuovere le preoccupazioni concorrenziali che avevano portato all'avvio del procedimento.
Il procedimento si è quindi chiuso senza accertamento dell’infrazione.
Gli Impegni riguardano la durata ed il perimetro dell’esclusiva tra TIM e FiberCop, il meccanismo di intermediazione di FiberCop nelle scelte di migrazione della clientela di TIM, le modalità di applicazione degli sconti ed i diritti d’uso dei collegamenti in fibra utilizzati da TIM nell’offerta ai propri clienti business. Le Parti dovranno predisporre e trasmettere in Autorità una relazione sull’attuazione degli impegni assunti entro 6 mesi dal termine del procedimento. L’Autorità si è riservata di rivedere la congruità degli impegni, alla luce delle condizioni di mercato, al più tardi decorsi 2 anni dalla notifica del provvedimento.
Procedimento Antitrust I882 Il 21 aprile 2026 l’AGCM ha deliberato l’avvio di un’istruttoria avente ad oggetto l’accordo di RAN sharing tra TIM e Fastweb denominato Progetto PRISM.
L’Autorità si propone quindi di valutare se l’accordo tra i due principali operatori mobili operanti in Italia, possa limitare la concorrenza, incidendo su qualità dei servizi, prezzi e incentivi agli investimenti, anche per effetto della condivisione di infrastrutture e frequenze. Nella misura in cui le criticità concorrenziali fossero confermate, il progetto sarà successivamente valutato in termini di benefici che può generare, effetti sui consumatori e per il fatto che non eliminerebbe del tutto la concorrenza sul mercato (ai sensi dell’art. 101, par. 3 TFUE).
Il procedimento deve concludersi entro il 30 aprile 2027.
Contenzioso per “Conguagli su canoni di concessione” per gli anni 1994-1998 In ordine ai giudizi promossi negli anni scorsi relativi alla richiesta di pagamento, da parte del Ministero delle Comunicazioni, di conguagli su quanto versato a titolo di canone di concessione per gli anni 1994-1998 (per un importo complessivo di 113 milioni di euro), il TAR Lazio ha respinto il ricorso della Società avverso la richiesta di conguaglio sul canone per l’esercizio 1994 per un importo di circa 11 milioni di euro, di cui 9 milioni di euro a fronte di fatturato non percepito per perdite su crediti. TIM ha proposto ricorso in appello. All’esito del giudizio, con sentenza di dicembre 2019, il Consiglio di Stato ha accolto in parte la tesi di TIM, stabilendo il principio secondo cui avrebbero potuto essere dedotti dalla base imponibile per il calcolo del canone concessorio i crediti riferiti all’annualità 1994 non riscossi per causa non imputabile al gestore. Poiché il MISE non ha dato seguito alle sollecitazioni di TIM finalizzate ad ottenere l’ottemperanza alla sentenza, TIM ha proposto un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato per mancata esecuzione del giudicato, ma con sentenza datata aprile 2022 la domanda di ottemperanza proposta da TIM è stata respinta. Avverso tale sentenza TIM ha presentato ricorso per revocazione al Consiglio di Stato, che con sentenza 3318/2023 è stato dichiarato inammissibile.
Con due ulteriori sentenze il TAR Lazio, ribadendo le motivazioni già espresse in precedenza, ha respinto anche i ricorsi con i quali la Società ha impugnato le richieste di conguagli per canoni di concessione relativi agli anni 1995 e 1996-1997-1998, per un importo di circa 46 milioni di euro. Anche per queste sentenze TIM ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. Con sentenza pubblicata ad aprile Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie 129
2022 il Consiglio di Stato ha ribadito i principi già fissati per l’esercizio 1994, e cioè che i crediti divenuti irrecuperabili per causa non imputabile al gestore, correttamente gestiti a livello contabile, bilancistico e fiscale, potevano essere dedotti dalla base imponibile per il calcolo del canone concessorio.
Con riferimento al conguaglio del canone 1998 (pari a circa 41 milioni di euro), il TAR Lazio con ordinanza del dicembre 2018 ha sospeso il giudizio, sollevando due questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia UE sulla corretta portata della direttiva comunitaria CE n. 97/13 (in materia di autorizzazioni generali e licenze individuali nel settore dei servizi di telecomunicazione alla base del contenzioso sul canone 1998 attualmente pendente dinanzi alla corte di appello di Roma ed illustrato in un successivo paragrafo).
Le questioni pregiudiziali si basavano, tra l’altro, sul quesito posto alla Corte di Giustizia in ordine al possibile contrasto tra la citata Direttiva CE 97/13 e le norme nazionali, che avevano prorogato per il 1998 l’obbligo di pagamento del canone (commisurato ad una porzione del fatturato) a carico dei concessionari di telecomunicazioni, nonostante l’intervenuto processo di liberalizzazione. Con sentenza di marzo 2020, la Corte di Giustizia UE ha ritenuto che il sistema normativo comunitario debba essere interpretato nel senso che esso non consenta a una normativa nazionale di prorogare per l’esercizio 1998 l’obbligo imposto a un’impresa di telecomunicazioni, precedentemente concessionaria (come TIM), di versare un canone calcolato in funzione del fatturato e non solo dei costi amministrativi connessi al rilascio, alla gestione, al controllo e all’attuazione del regime di autorizzazioni generali e di licenze individuali. La Corte ha, tra l’altro, affermato che il Consiglio di Stato giudicando nella sentenza n. 7506/2009 che il canone imposto per il 1998 a TIM, titolare di un’autorizzazione esistente alla data di entrata in vigore della Direttiva 97/13, fosse dovuto, ha interpretato il diritto nazionale in un senso incompatibile con il diritto dell’UE, quale interpretato dalla Corte nella sua sentenza del 21 febbraio 2008. A seguito della sentenza della Corte di Giustizia UE il giudizio sul conguaglio del canone del 1998 è stato riassunto dinanzi al TAR Lazio che, con sentenza del febbraio scorso, ha dichiarato improcedibile il ricorso di TIM per una motivazione di carattere processuale, e cioè in ragione della prevalenza del giudicato formale rappresentato dalla sentenza n. 7506/09; sul piano sostanziale invece la sentenza della Corte di Giustizia UE ha accertato nuovamente l’illegittimità comunitaria della pretesa creditoria della Pubblica Amministrazione di ottenere il pagamento del canone del 1998 e di conseguenza del conguaglio. La società ha impugnato la sentenza del TAR Lazio al Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato, all’esito dell’udienza pubblica del 4 dicembre 2024, ha sospeso il giudizio fino alla definizione del ricorso per cassazione proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Roma che, con riferimento al canone di concessione del 1998, ha accolto la domanda di TIM. All’esito della sentenza della Cassazione (n.33241/25 pubblicata il 19 dicembre 2025) che ha rigettato il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata depositata l’istanza di fissazione dell’udienza di merito del giudizio sul conguaglio canone concessione 1998. Tale udienza è stata fissata in data 15 aprile 2026. All’esito dell’udienza il giudizio è stato trattenuto in decisione.
Con sentenza del 11 maggio 2026 il Consiglio di Stato ha accolto il primo motivo di appello incentrato sulla improcedibilità del ricorso originario in conseguenza della inefficacia della nota impugnata in primo grado, non potendo quest’ultima essere portata ad esecuzione per contrarietà al sopravvenuto giudicato eurounitario.
L’accertamento dell’inefficacia equivale, quindi, all’annullamento dell’atto impugnato in primo grado, essendo venuto meno il titolo sulla quale la pretesa pecuniaria si fondava.
Brasile - arbitrato Opportunity Nel maggio 2012, TIM e Telecom Italia International N.V. (oggi fusa in Telecom Italia Finance) hanno ricevuto la notifica di un procedimento arbitrale promosso dal gruppo Opportunity per il risarcimento di danni asseritamente subiti per la presunta violazione di un accordo transattivo firmato nel 2005. Nella prospettazione di parte attrice, i danni sarebbero riconducibili a circostanze emerse nell'ambito dei procedimenti penali innanzi al Tribunale di Milano aventi, fra l'altro, a oggetto attività illecite poste in essere da ex dipendenti di TIM.
Conclusasi la fase istruttoria, nel mese di novembre 2014 si è tenuta l’udienza di discussione, a seguito della quale le parti hanno depositato le proprie memorie conclusionali in vista della decisione del caso.
Nel mese di settembre 2015, il Tribunale Arbitrale ha dichiarato la chiusura del procedimento in vista del deposito del lodo.
Nel settembre 2016 la Corte ICC ha comunicato alle parti il lodo, mediante il quale il Tribunale Arbitrale ha respinto tutte le pretese del gruppo Opportunity e ha deciso per la compensazione fra le parti delle spese legali, per gli esperti e amministrative (il “Lodo 2016”).
Ad aprile 2017 il gruppo Opportunity ha presentato appello contro il Lodo 2016 dinanzi alla Corte d’Appello di Parigi.
Nel novembre 2017, TIM e Telecom Italia Finance hanno ricevuto dal Segretariato della Corte Internazionale di Arbitrato dell'ICC la notifica di una Richiesta per la Revisione dello stesso Lodo 2016 depositata dal gruppo Opportunity, al fine di ottenere l’emissione di un nuovo lodo. Successivamente, è stato costituito il Tribunale Arbitrale.
Ad ottobre 2018, TIM e Telecom Italia Finance hanno chiesto la sospensione del procedimento pendente di fronte alla Corte d’Appello di Parigi, in ragione della pendenza del procedimento di revisione di fronte al Tribunale Arbitrale ICC sullo stesso Lodo 2016. A novembre 2018, la Corte d’ Appello di Parigi ha sospeso il procedimento fino alla decisione del Tribunale Arbitrale nel procedimento di revisione.
Relativamente al procedimento di revisione del Lodo 2016, ad ottobre 2019, si è tenuta a Parigi l’udienza di discussione. Ad agosto 2020, il Tribunale Arbitrale ha emesso il lodo rigettando la Richiesta di Revisione presentata dal gruppo Opportunity (il “Lodo 2020”). A dicembre 2020, il gruppo Opportunity ha presentato appello contro il Lodo 2020 dinanzi alla Corte d’Appello di Parigi. A maggio 2021, il gruppo Opportunity ha chiesto alla Corte d’Appello di Parigi la riassunzione del procedimento iniziato contro il Lodo 2016. Successivamente, il gruppo Opportunity, TIM e Telecom Italia Finance hanno depositato le proprie memorie nei due procedimenti pendenti dinanzi la Corte d’Appello di Parigi, rispettivamente contro il Lodo 2016 e contro il Lodo 2020. In data 8 gennaio 2024 si è tenuta, di fronte alla Corte d’Appello di Parigi, l’udienza di discussione per entrambi i procedimenti di appello.
Con decisione del 2 maggio 2024 la Corte d’Appello di Parigi ha ritenuto di annullare il Lodo 2016 per motivi inerenti alla partecipazione al collegio arbitrale di un componente considerato dalla Corte in conflitto d’interessi. In pari data, con separato provvedimento, la Corte ha disposto la riapertura del procedimento del Lodo 2020.
Il 20 giugno 2024 TIM e Telecom Italia Finance hanno depositato ricorso in Cassazione contro alla sentenza di annullamento del Lodo 2016.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie 130
Il 24 giugno 2024 sono state formulate le osservazioni sulle conseguenze dell’annullamento del Lodo 2016 sulla richiesta afferente al Lodo 2020, il cui relativo procedimento è ancora pendente.
Il 3 settembre 2024, la Corte d’Appello di Parigi ha rigettato la richiesta di Opportunity di annullamento del Lodo 2020 a seguito dell'annullamento del Lodo 2016. Il relativo procedimento è pertanto sospeso fino all'esito del giudizio avviato dinanzi alla Corte di Cassazione e il Lodo 2020 rimane valido.
Il 20 dicembre 2024 TIM e Telecom Italia Finance hanno depositato la memoria nel procedimento di Cassazione volto a ribaltare la decisione della Corte d'Appello di Parigi che ha annullato il Lodo 2016.
La Corte di Cassazione in data 21 gennaio 2026, ha confermato la decisione della Corte d’Appello di annullamento del Lodo 2016 per motivi inerenti alla partecipazione al collegio arbitrale di un componente considerato dalla Corte in conflitto d’interessi.
Il 7 aprile 2026 si è tenuta, presso alla Corte d'Appello di Parigi, un'udienza nel procedimento di annullamento del Lodo 2020 a seguito della decisione della Corte di Cassazione che ha annullato il Lodo 2016.
Il 30 aprile 2026 Opportunity ha presentato le proprie osservazioni relative alla sentenza di annullamento del Lodo 2016 confermando che il Lodo 2020 dovrà essere annullato come conseguenza dell’annullamento del Lodo 2016 in quanto il Lodo 2020 risulterebbe privo di validità per effetto dell’annullamento del Lodo 2016.
Opportunity sottolinea che, qualora la Corte ritenga, invece, di non annullare il Lodo 2020, procederà con la richiesta di annullamento (i) a causa della presunta mancanza di indipendenza e imparzialità del signor Hanotiau (costituzione irregolare del Tribunale Arbitrale) e per la violazione dei principi di collegialità e uguaglianza nonché (ii) per violazione della politica pubblica internazionale, in quanto la revisione della decisione consentirebbe a TIM di beneficiare di condotte illecite, inclusa la corruzione.
Il 29 maggio 2026 TIM/TIF hanno presentato la replica alla memoria depositata da Opportunity il 30 aprile 2026, nella quale si sostiene l’infondatezza dell’annullamento del Lodo 2020 quale conseguenza dell’annullamento del Lodo 2016.
L’udienza di merito è fissata per il prossimo 6 ottobre 2026 innanzi alla Corte d’Appello di Parigi.
Iliad (vincoli di durata e costi di recesso) Con atto di citazione notificato a settembre 2021, Iliad Italia S.p.A. ha convenuto TIM dinanzi al Tribunale di Milano per la asserita applicazione alla clientela di condizioni contrattuali illecite in termini di vincoli temporali ed oneri economici di recesso con riferimento ad offerte di telefonia mobile e fissa, con conseguente richiesta di condanna di TIM al risarcimento del danno al momento quantificato in 120,4 milioni di euro.
L’udienza per la precisazione delle conclusioni originariamente fissata per il 28 maggio 2024 è stata dapprima rinviata al 10 giugno 2025 e poi al 16 dicembre 2025. In data 15 dicembre 2025 il Giudice ha comunicato un ulteriore rinvio dell’udienza di precisazione delle conclusioni al 26 maggio 2026 e successivamente al 23 giugno 2026.
All’udienza del 23 giugno 2026 Il Giudice ha assegnato i termini di cui all’art. 190 c.p.c. per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica rimettendo la causa al collegio per la decisione.
Fastweb (migrazione ATM Ethernet) Con atto di citazione notificato a dicembre 2021 TIM ha convenuto Fastweb dinanzi al Tribunale di Milano, chiedendo di accertare e dichiarare che Fastweb non ha raggiunto gli obiettivi minimi di migrazione dalla tecnologia bitstream ATM alla tecnologia bitstream Ethernet in nessuna delle 30 Aree di Raccolta in cui è suddiviso il territorio nazionale entro i termini previsti dalla regolamentazione di settore e dal piano di migrazione concordato tra le parti; accertare e dichiarare che TIM ha pertanto diritto a:
(a) stornare a Fastweb i benefici economici relativi a tale migrazione, già concessi retroattivamente a partire dal 12 aprile 2016, e (b) ottenere da Fastweb i corrispettivi per la banda ATM previsti dal contratto concluso tra le parti e dalle Offerte di Riferimento vigenti ratione temporis; (c) per l’effetto, dichiarare tenuta e condannare Fastweb a corrispondere a TIM l’importo complessivo di 79.240.329,47 euro (o il diverso importo, anche maggiore, accertato in corso di causa).
Fastweb si è costituita in giudizio avanzando una domanda riconvenzionale per abuso di posizione dominante e inadempimento contrattuale. La domanda di Fastweb è essenzialmente fondata su asseriti ritardi nella realizzazione della copertura Ethernet.
Controparte lamenta un danno di circa 81,4 milioni di euro. Il G.I., avendo constatato che la domanda riconvenzionale avanzata da Fastweb sembra esorbitare dal profilo dell’inadempimento contrattuale e che, in tal caso, potrebbe affermarsi la competenza della Sezione specializzata imprese, ha rimesso il fascicolo al Presidente di sezione per le opportune valutazioni. Il Presidente di sezione ha trasmesso il fascicolo al Presidente della Sezione specializzata imprese. L’udienza di prima comparizione si è svolta il 14 dicembre 2022. L'udienza per l’eventuale ammissione delle istanze istruttorie è stata rinviata al 13 giugno 2023. A seguito del deposito delle memorie istruttorie Fastweb ha aggiornato la quantificazione del danno asseritamente patito per effetto delle condotte illecite di TIM, portandola a circa 101,1 milioni di euro (di cui 13,2 milioni di euro subordinati all’accoglimento della domanda principale di TIM).
All’udienza del 13 giugno 2023, il G.I. si è riservato. A scioglimento della riserva il G.I. ha disposto la CTU e fissato l’udienza di conferimento dell’incarico e giuramento del (o dei) CTU per il 21 novembre 2023. L’udienza per l’esame della CTU è fissata al 17 giugno 2025.
Il CTU ha sottoposto al G.I. una nuova istanza di proroga del termine per il deposito dell’elaborato peritale. Il G.I. ha accolto l’istanza e ha prorogato il termine per il deposito dell’elaborato al 16 ottobre 2025 e fissato l’udienza per la discussione al 4 novembre 2025.
Con provvedimento del 24.9.2025, la causa è stata riassegnata ad altro giudice.
In data 15 ottobre 2025, il CTU ha sottoposto al nuovo G.I. un'ulteriore istanza di proroga del termine per il deposito dell’elaborato peritale. Il giudice ha concesso la proroga richiesta, fissando il termine del 15 aprile 2026, per il deposito della relazione definitiva del CTU e l’udienza di esame della CTU, per il 21 aprile 2026. A seguito della richiesta del CTU di una ulteriore proroga il giudice ha dato termine il 7 settembre 2026, per il deposito della relazione definitiva e fissato l’udienza di esame della CTU per il 29 settembre 2026 successivamente è stato fissato il termine dell’11 dicembre 2026 per il deposito della relazione peritale e l’udienza per l’esame della CTU è stata differita al 15 dicembre 2026.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie 131
VAS (Servizi a Valore Aggiunto) - Sequestro della Procura di Milano In data 24 aprile 2024 è stata celebrata l’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame di Milano. La Corte era chiamata a pronunciarsi sull’impugnazione presentata da TIM avverso il provvedimento del GIP di Milano con cui veniva disposto ai danni della Società il sequestro sotto dettagliato.
All’esito della discussione, il Tribunale del Riesame di Milano, in accoglimento dell’impugnazione proposta dalla Società, con provvedimento depositato il 26 aprile 2024, ha:
■ disposto l’annullamento del decreto di sequestro in favore della TIM per un importo di 248.941.282,30 euro; e ■ ordinato l’integrale restituzione di quanto in precedenza sequestrato a TIM.
In particolare si riepiloga di seguito gli elementi che hanno condotto al citato sequestro da parte della Procura di Milano.
In data 29 febbraio 2024, era stato notificato a TIM un provvedimento di sequestro che era stato emesso in data 8 febbraio 2024 dal Giudice per le Indagini Preliminari di Milano, col quale era stato disposto il sequestro preventivo delle somme giacenti sui conti correnti intestati alla Società, per un importo complessivo di 248.941.282,30 euro.
Il provvedimento aveva ad oggetto una asserita frode informatica (art.640-ter cod.pen.) nel settore dei c.d. “VAS” (i.e. Servizi a Valore Aggiunto) erogati da società terze chiamate CSP (i.e. “Content Service Provider”).
TIM non è indagata nel procedimento in oggetto, e che il reato in contestazione non rientra tra quelli che, ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001, potrebbero astrattamente costituire presupposto di illecito amministrativo, imputabile alla Società.
Con specifico riferimento a TIM, l’evidenza di un possibile fenomeno fraudolento nel settore emergeva solo nel 2019, in ragione del significativo numero di disconoscimenti di servizi VAS registrati in tale anno.
In tale periodo, la Società ha denunciato detti eventi alla Procura della Repubblica di Roma, nel cui procedimento è stato confermato il ruolo della Società quale persona offesa vittima del reato, procedimento poi archiviato.
Inoltre, la Società ha prontamente effettuato tutte le azioni necessarie finalizzate a neutralizzare il fenomeno delle illecite attivazioni dei servizi VAS.
La Procura di Milano, in data 10 marzo 2025, ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini dal quale risulta confermato che TIM non è indagata ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001, circostanza confermata dalla richiesta di rinvio a giudizio notificata in data 17 febbraio u.s.. L’udienza preliminare ha preso avvio il 29 maggio 2026 e TIM è stata citata quale responsabile civile per i fatti ascritti a due dipendenti, regolarmente costituita l’udienza è stata rinviata al 14 settembre 2026 per la decisione.
Eutelsat S.A.
In data 4 luglio 2025, Eutelsat ha ottenuto dal Tribunale di Roma l'emissione di un decreto ingiuntivo (non immediatamente esecutivo) per la somma di euro 13.396.500 (oltre interessi e spese di lite), corrispondenti ai corrispettivi asseritamente dovuti del periodo novembre 2023 - gennaio 2025 con riferimento al “Service Agreement” per la fornitura di servizi satellitari (connessione a internet a banda larga e ad alta velocità) stipulato tra TIM ed Eutelsat S.A in data 23 aprile 2021.
Con atto di citazione del 12 settembre 2025, TIM ha promosso opposizione avverso il predetto decreto ingiuntivo, chiedendo il rigetto delle pretese svolte da Eutelsat e la risoluzione del contratto per inadempimento di Eutelsat (o, in subordine, la diminuzione del corrispettivo in misura proporzionale agli inadempimenti lamentati) e contestualmente la condanna di Eutelsat al risarcimento di tutti i danni subiti.
Con comparsa depositata in data 19 dicembre 2025, Eutelsat si è costituita in giudizio chiedendo il rigetto delle domande svolte da TIM nonché la conferma del decreto ingiuntivo opposto. In via riconvenzionale, Eutelsat ha inoltre chiesto la condanna di TIM al pagamento di circa 79 milioni di euro (ulteriori rispetto a quelli oggetto del decreto ingiuntivo opposto), corrispondente ai corrispettivi contrattuali asseritamente maturati e maturandi fra il gennaio 2025 e la scadenza naturale del contratto (in via subordinata, la medesima somma è stata richiesta a titolo di risarcimento dei danni).
All'udienza di prima comparizione del 23 aprile 2026, la causa è stata rinviata all’udienza del 6 ottobre 2026.
Sittel –Soluzioni Infrastrutturali Telefoniche ed Elettriche S.p.A. in Concordato Preventivo Giudizio pendente innanzi al Tribunale di Milano, R.G. n. 13683/2026, promosso da Sittel – Soluzioni Infrastrutturali Telefoniche ed Elettriche S.p.A. in Concordato Preventivo nei confronti di TIM S.p.A. (e Nextaly S.r.l.), per condotta elusiva del contratto di affitto di ramo d’azienda stipulato il 6 agosto 2021 tra Sittel e Telco Soluzioni Digitali S.p.A. (già TIM Servizi Digitali S.p.A.).
Sittel richiede il risarcimento di danni complessivamente quantificati, allo stato, in euro 25.858.031 oltre interessi, rivalutazione e ulteriori danni da accertarsi in corso di causa.
Con comparsa depositata in data 15 maggio 2026, TIM si è costituita in giudizio contestando integralmente le pretese attoree.
Alla luce degli elementi fattuali e giuridici attualmente disponibili può concludersi che ai fini di un giudizio probabilistico le pretese avanzate da Sittel appaiono prive di adeguato fondamento giuridico e che, pertanto, la probabilità di soccombenza di TIM viene valutata come remota.
b) Altre informazioni Master Service Agreement con INWIT In data 29 marzo 2026, il CdA di TIM ha deliberato la disdetta dall'MSA, con doppia prospettazione: (i) in via principale: cessazione al 4 agosto 2030 (avendo esercitato l’opzione per soli 8 anni nel 2022); (ii) in via alternativa: qualora si accertasse il Cambio di Controllo già nel dicembre 2020, con cessazione al 31 marzo 2028.
In data 28 aprile 2026, INWIT ha depositato ricorso ex art. 700 c.p.c. avanti al Tribunale di Milano chiedendo di accertare la validità del proprio esercizio dell’opzione, l’inefficacia della disdetta e, in subordine, l'abuso di dipendenza economica ex art. 9 L. 192/1998.
In data 13 luglio 2026 il Tribunale di Milano ha rigettato il ricorso cautelare presentato da INWIT.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie 132
In particolare, il giudice ha ritenuto non sussistenti i presupposti per l’accoglimento delle domande cautelari proposte da INWIT, sia sotto il profilo dell’ammissibilità, sia con riferimento ai presupposti richiesti per una tale decisione. Inoltre, il giudice ha escluso sia la sussistenza dei motivi di urgenza, sia dei presupposti per sostenere l’abuso di dipendenza economica da parte di TIM nei confronti di INWIT.
In data 27 luglio 2026 INWIT ha depositato reclamo avverso l’ordinanza di rigetto, con fissazione da parte del presidente della sezione feriale di udienza collegiale il 17 settembre 2026.
c) Impegni e garanzie Le garanzie personali prestate, al netto di controgaranzie ricevute, sono pari a 393 milioni di euro.
Le garanzie altrui prestate per obbligazioni delle aziende del Gruppo, pari a 7.317 milioni di euro, si riferiscono principalmente a fideiussioni prestate da istituti bancari e finanziari a garanzia del corretto adempimento di obbligazioni contrattuali e a garanzie assicurative.
In particolare, si evidenzia quanto segue:
■ le garanzie assicurative della Business Unit Domestic riferite prevalentemente a fideiussioni prestate dal Gruppo TIM in applicazione a disposizioni di legge per appalti delle Pubbliche Amministrazioni ed organismi equiparati, ammontano a 1.687 milioni di euro;
■ le garanzie assicurative della Business Unit Brasile, complessivamente pari a 3.810 milioni di euro, si riferiscono principalmente a fideiussioni prestate prevalentemente a fronte di contenziosi e a servizi di telecomunicazioni con tecnologia 4G e 5G;
■ il Gruppo TIM ha fatto rilasciare garanzie bancarie a favore di INPS a sostegno dell’applicazione – da parte di TIM e di alcune società del Gruppo – dell’art.4 della legge 28 giugno 2012 n. 92 e dell’art. 41, comma 5bis, del D.Lgs. n.148/2015 per l’incentivazione all’esodo dei lavoratori in possesso dei requisiti richiesti; l’ammontare complessivo di tali garanzie bancarie emesse è di 732 milioni di euro, tra le quali si segnalano 676 milioni di euro per TIM S.p.A. e 56 milioni di euro per società del Gruppo.
Si ricorda la fideiussione di 74 milioni di euro fatta rilasciare da TIM ad agosto 2025 a favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la presentazione, dinanzi al Consiglio di Stato, del ricorso in appello alla sentenza del 23 maggio 2025, corredato dall’istanza di sospensione cautelare della riscossione della sanzione amministrativa irrogata per l’asserita violazione dell’art. 2 del D.L. 15/3/2012 n. 21 (Golden Power).
NOTA 24
RICAVI
Sono così composti:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Vendite prodotti 402 397 Prestazioni e servizi 6.428 6.200 Totale 6.830 6.597 I ricavi per servizi di telecomunicazioni sono esposti al lordo delle quote spettanti agli operatori terzi, pari a 299 milioni di euro ( 305 milioni di euro nel primo semestre 2025), ricomprese nei “Costi per prestazioni di servizi”.
Per quanto concerne l’analisi dei ricavi per settore/area geografica, si rimanda alla Nota 28 “Informativa per settore operativo”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 23 Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie 133
NOTA 25
PROVENTI FINANZIARI E ONERI FINANZIARI
Il saldo dei proventi (oneri) finanziari è negativo per 467 milioni di euro (nel primo semestre 2025 era negativo per 483 milioni di euro) ed è così composto:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Proventi finanziari 525 547 Oneri finanziari (992) (1.030) Proventi/(Oneri) finanziari netti (467) (483) In particolare, il dettaglio delle voci è il seguente:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Interessi passivi ed altri oneri finanziari:
Interessi passivi ed altri oneri su prestiti obbligazionari (267) (255) Interessi passivi a banche (29) (38) Interessi passivi ad altri (46) (43) Oneri finanziari su passività per leasing (165) (143)
(507) (479)
Commissioni (24) (33) Altri oneri finanziari (127) (91)
(151) (124)
Interessi attivi ed altri proventi finanziari:
Interessi attivi 94 81 Proventi da crediti finanziari iscritti fra le Attività non correnti — 3 Proventi da titoli diversi dalle partecipazioni iscritti fra le Attività non correnti — — Proventi da titoli diversi dalle partecipazioni iscritti fra le Attività correnti 13 14 Proventi finanziari diversi 35 59
142 157
Totale interessi/Oneri finanziari netti (a) (516) (446) Altre componenti gestione finanziaria:
Risultato netto sui cambi 1 (10) Risultato netto da strumenti finanziari derivati 10 7 Adeguamenti netti al fair value di derivati di copertura in fair value hedge e relativi sottostanti (27) — Adeguamenti netti al fair value di derivati non di copertura 65 (34) Totale altre componenti gestione finanziaria (b) 49 (37) Totale netto proventi (oneri) finanziari (a+b) (467) (483) Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 25 Proventi finanziari e Oneri finanziari 134
Per maggior chiarezza espositiva, nella tabella seguente vengono riassunti gli effetti netti a saldi aperti relativi agli strumenti
finanziari derivati:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Utili su cambi 92 249 Perdite su cambi (91) (259) Risultato netto sui cambi 1 (10) Proventi da strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge 1 — Oneri da strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge — — Risultato netto da strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge (a) 1 — Effetto positivo del rigiro a conto economico della Riserva per adeguamento al fair value degli strumenti derivati di copertura in cash flow hedge (componente tasso) 92 95 Effetto negativo del rigiro a conto economico della Riserva per adeguamento al fair value degli strumenti derivati di copertura in cash flow hedge (componente tasso) (79) (82) Effetto netto del rigiro a conto economico della Riserva per adeguamento al fair value degli strumenti derivati di copertura in cash flow hedge (componente tasso) (b) 13 13 Proventi da strumenti finanziari derivati non di copertura 132 23 Oneri da strumenti finanziari derivati non di copertura (136) (29) Risultato netto da strumenti finanziari derivati non di copertura (c) (4) (6) Risultato netto da strumenti finanziari derivati (a+b+c) 10 7 Adeguamenti positivi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge — 4 Adeguamenti negativi al fair value relativi a Attività e passività finanziarie sottostanti i derivati di copertura in fair value hedge (25) (4) Adeguamenti netti al fair value (d) (25) — Adeguamenti positivi al fair value relativi a Attività e passività finanziarie sottostanti i derivati di copertura in fair value hedge 1 — Adeguamenti negativi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge (3) — Adeguamenti netti al fair value (e) (2) — Adeguamenti netti al fair value di derivati di copertura in fair value hedge e relativi sottostanti (d+e) (27) — Adeguamenti positivi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati non di copertura (f) 65 19 Adeguamenti negativi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati non di copertura (g) — (53) Adeguamenti netti al fair value di derivati non di copertura (f+g) 65 (34)
NOTA 26
UTILE (PERDITA) DEL PERIODO
Il risultato del periodo è così analizzabile:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Utile (perdita) del periodo (107) (38)
Attribuibile a:
Soci della Controllante:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento (179) (90) Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (25) (42) Utile (perdita) del periodo attribuibile ai Soci della Controllante (204) (132) Partecipazioni di minoranza:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento 97 94 Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute — — Utile (perdita) del periodo attribuibile alle Partecipazioni di minoranza 97 94 Il risultato relativo alle “Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute” è relativo principalmente ai risultati economici del gruppo Telecom Italia Sparkle classificato, ai sensi dell’IFRS 5, quale "Attività disponibili per la vendita".
Il Risultato netto del primo semestre 2026 è negativo per 107 milioni di euro (negativa per 204 milioni di euro la quota attribuibile ai Soci della Controllante).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 25 Proventi finanziari e Oneri finanziari 135
NOTA 27
RISULTATO PER AZIONE
Nel primo semestre 2026, TIM S.p.A. ha posto in essere alcune operazioni sul Capitale, ai fini del Risultato per azione:
■ con riferimento alla conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, sulla base di un rapporto di conversione pari a 1 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio detenuta, il numero medio delle azioni di risparmio del primo semestre 2026 è stato calcolato tenendo conto dei giorni in cui le stesse sono state in circolazione (fino al 21 maggio 2026);
■ con riferimento al raggruppamento delle azioni ordinarie di TIM S.p.A., nel rapporto di n. 1 nuova azione avente godimento regolare ogni n. 10 azioni ordinarie in circolazione, in applicazione dello IAS 33, si è provveduto a rideterminare il numero medio ponderato delle azioni sia per il primo semestre 2026 sia per il primo semestre 2025.
1° Semestre
20261° Semestre
2025
Risultato per azione base Utile (perdita) del periodo attribuibile ai Soci della Controllante (204) (132) Meno: maggiorazione del dividendo per le azioni di risparmio (euro 0,011 per azione e comunque fino a capienza) — — (milioni di euro) (204) (132) Numero medio azioni ordinarie e risparmio (milioni) 2.125 2.126 Risultato per azione base – Azione ordinaria (euro) (0,10) (0,06) Più: maggiorazione del dividendo per Azione di risparmio — Risultato per azione base – Azione di risparmio (euro) 0,00 (0,06) Risultato per azione base da attività in funzionamento Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento attribuibile ai Soci della Controllante (179) (90) Meno: quota della maggiorazione del dividendo per le azioni di risparmio — — (milioni di euro) (179) (90) Numero medio azioni ordinarie e di risparmio (milioni) 2.125 2.126 Risultato per azione base da Attività in funzionamento - Azione ordinaria (euro) (0,09) (0,04) Più: maggiorazione del dividendo per Azione di risparmio 0,00 — Risultato per azione base da Attività in funzionamento - Azione di risparmio (euro) 0,00 (0,04) Risultato per azione base da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante (milioni di euro) (25) (42) Numero medio azioni ordinarie e di risparmio (milioni) 2.125 2.126 Risultato per azione base da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante – Azione ordinaria (euro) (0,01) (0,02) Risultato per azione base da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante – Azione di risparmio (euro) 0,00 0,00
1° Semestre
20261° Semestre
2025
Numero medio di azioni ordinarie 1.622.772.135 1.523.302.369 Numero medio di azioni di risparmio 502.315.975 602.779.170 Totale 2.125.088.110 2.126.081.539 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 27 Risultato per azione 136
1° Semestre
20261° Semestre
2025
Risultato per azione diluito Utile (perdita) del periodo attribuibile ai Soci della Controllante (204) (132) Effetto diluitivo da piani di stock option e obbligazioni convertibili (*) — — (milioni di euro) (204) (132) Numero medio azioni ordinarie e risparmio (milioni) 2.126 2.126 Risultato per azione diluito – Azione ordinaria (euro) (0,10) (0,06) Più: maggiorazione del dividendo per Azione di risparmio — — Risultato per azione diluito – Azione di risparmio (euro) 0,00 (0,06) Risultato per azione diluito da attività in funzionamento Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento attribuibile ai Soci della Controllante (179) (90) Effetto diluitivo da piani di stock option e obbligazioni convertibili (*) — — Meno: quota della maggiorazione del dividendo per le azioni di risparmio — — (milioni di euro) (179) (90) Numero medio azioni ordinarie e di risparmio (milioni) 2.126 2.126 Risultato per azione diluito da Attività in funzionamento - Azione ordinaria (euro) (0,09) (0,04) Più: maggiorazione del dividendo per Azione di risparmio — — Risultato per azione diluito da Attività in funzionamento - Azione di risparmio (euro) 0,00 (0,04) Risultato per azione diluito da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante (milioni di euro) (25) (42) Effetto diluitivo da piani di stock options e obbligazioni convertibili — — Numero medio azioni ordinarie e di risparmio (milioni) 2.126 2.126 Risultato per azione diluito da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante – Azione ordinaria (euro) (0,01) (0,02) Risultato per azione diluito da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante – Azione di risparmio (euro) — (0,02)
1° Semestre
20261° Semestre
2025
Numero medio di azioni ordinarie (*) 1.624.154.252 1.523.302.369 Numero medio di azioni di risparmio 502.315.975 602.779.170 Totale 2.126.470.227 2.126.081.539 (*) Il numero medio di azioni ordinarie include anche le potenziali azioni ordinarie relative ai piani di partecipazione al capitale dei dipendenti per i quali risultano soddisfatte le condizioni di performance (di mercato e non). Conseguentemente, anche l’“Utile (perdita) netto del periodo attribuibile ai Soci della Controllante” e l’“Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento attribuibile ai Soci della Controllante” vengono rettificati per escludere gli effetti, al netto delle imposte, correlati ai piani di cui sopra. In base alle previsioni dello IAS 33, per quanto riguarda il primo semestre 2026 e 2025, tuttavia, tali effetti non sono stati inclusi nel calcolo in quanto sarebbero stati antidiluitivi. Per quanto riguarda i dettagli delle “Variazioni potenziali future di capitale” si rimanda a quanto illustrato nella Nota 30 “Accordi di pagamento basato su azioni”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 27 Risultato per azione 137
NOTA 28
INFORMATIVA PER SETTORE OPERATIVO
a) Informativa per settore operativo I settori operativi del Gruppo TIM, organizzati per quanto riguarda il business delle telecomunicazioni tenendo conto della relativa localizzazione geografica, sono i seguenti:
I settori operativi del Gruppo TIM sono i seguenti:
■ Domestic : comprende le attività in Italia relative ai servizi di fonia e dati su rete fissa e mobile per clienti finali ( retail ) e altri operatori (MVNO's), le attività di Noovle S.p.A. (soluzioni Cloud ed Edge computing ), le attività di Olivetti (prodotti e servizi per l’Information Technology ) e le strutture di supporto al settore Domestic;
■ Brasile : comprende le attività di telecomunicazioni mobili e fisse in Brasile (TIM S.A.);
■ Altre attività : comprendono le imprese finanziarie (Telecom Italia Capital S.A. e Telecom Italia Finance S.A.) e le altre società minori non strettamente legate al “ core business ” del Gruppo TIM.
Il Gruppo TIM è tutt’ora coinvolto in un percorso di trasformazione volto a superare il modello verticalmente integrato e basato su entità separate (segnatamente Consumer ed Enterprise in ambito Domestico) con focus industriali ed economici diversi. Tali entità non possono ad oggi essere considerate un "settore operativo" ai sensi dell’IFRS 8 – Settori operativi, poiché sono tutt'ora in una fase di disegno analitico e di implementazione e non dispongono, pertanto, di un set informativo economico finanziario dettagliato.
Il Gruppo prevede nel corso del 2026 di completare la cessione del gruppo Sparkle e, sulla base delle specifiche indicazioni previste dal principio ai fini dell'identificazione dei settori operativi (autonomia dei flussi operativi, modalità di allocazione delle risorse finanziarie, reportistica gestionale, ecc.), proseguirà con il monitoraggio e l'analisi al fine di garantire la corretta rappresentazione delle Business Unit del Gruppo.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 28 Informativa per settore operativo 138
Conto economico separato consolidato per settore operativo (milioni di euro) Domestic Brasile Altre attività Rettifiche ed elisioni Totale consolidato 1° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
2025
Ricavi da terzi 4.541 4.535 2.288 2.062 — — 1 — 6.830 6.597 Ricavi infragruppo 13 12 3 2 — — (16) (14) — — Ricavi di settore 4.554 4.547 2.291 2.064 — — (15) (14) 6.830 6.597 Altri proventi operativi 143 123 12 12 1 — (1) — 155 135 Totale ricavi e proventi operativi 4.697 4.670 2.303 2.076 1 — (16) (14) 6.985 6.732 Acquisti di materie e servizi (3.168) (3.065) (871) (793) (1) (1) 15 15 (4.025) (3.844) Costi del personale (720) (582) (170) (153) (1) (1) — — (891) (736) di cui: accantonamento TFR — — — — — — — — — — Altri costi operativi (126) (119) (207) (171) (3) (2) — (1) (336) (293) di cui: svalutazioni e oneri su crediti, accantonamenti a fondi (89) (67) (94) (59) — — — — (183) (126) Variazione delle rimanenze 38 (5) 11 10 — — 1 — 50 5 Attività realizzate internamente 83 88 50 46 — — 1 1 134 135
EBITDA 804 987 1.116 1.015 (4) (4) 1 1 1.917 1.999
Ammortamenti (881) (914) (588) (560) — — 1 (1.469) (1.473) Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti (3) (1) 23 4 — 1 — 21 3 Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti — — — — — — —
EBIT (80) 72 551 459 (4) (4) 2 2 469 529
Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto — (3) (7) (8) — — — (7) (11) Altri proventi/(oneri) da partecipazioni (8) 1 Proventi finanziari 525 547 Oneri finanziari (992) (1.030) Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento (13) 36 Imposte sul reddito (69) (32) Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento (82) 4 Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (25) (42) Utile (perdita) del periodo (107) (38)
Attribuibile a:
Soci della Controllante (204) (132) Partecipazioni di minoranza 97 94 Ricavi per settore operativo
(milioni di euro) Domestic Brasile Altre attività Rettifiche ed elisioni Totale consolidato 1° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
2025
Ricavi da Vendite prodotti-terzi 345 343 56 54 — 1 — 402 397 Ricavi da Vendite prodotti-infragruppo — — 1 (1) — — (1) 1 — — Totale ricavi da Vendite prodotti 345 343 57 53 — — 1 402 397 Ricavi da Prestazioni e servizi-terzi 4.196 4.192 2.232 2.008 — — 6.428 6.200 Ricavi da Prestazioni e servizi-infragruppo 13 12 2 3 — — (15) (15) — — Totale ricavi da Prestazioni e servizi 4.209 4.204 2.234 2.011 (15) (15) 6.428 6.200 Totale Ricavi da terzi 4.541 4.535 2.288 2.062 — — 1 — 6.830 6.597 Totale Ricavi infragruppo 13 12 3 2 — — (16) (14) — — Totale ricavi di settore 4.554 4.547 2.291 2.064 — — (15) (14) 6.830 6.597 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 28 Informativa per settore operativo 139
Acquisti di Attività immateriali, attività materiali e diritti d’uso su beni di terzi per settore operativo (milioni di euro) Domestic Brasile Altre attività Rettifiche ed elisioni Totale consolidato 1° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
20251° Sem.
20261° Sem.
2025
Acquisti di attività immateriali 226 264 144 118 — — — — 370 382 Acquisti di attività materiali 241 196 237 235 — — — — 478 431 Acquisti di diritti d'uso su beni di terzi 152 60 507 277 — — — — 659 337 Totale acquisti di attività immateriali e materiali e diritti d'uso su beni di terzi 619 520 888 630 — — — — 1.507 1.150 di cui: investimenti industriali 482 481 381 353 — — — — 863 834 di cui: incrementi di contratti di diritti d'uso su beni di terzi/leasing 137 39 507 277 — — — — 644 316 Distribuzione organici per settore operativo (numero unità) Domestic Brasile Altre attività Totale consolidato 30.6.2026 31.12.2025 30.6.2026 31.12.2025 30.6.2026 31.12.2025 30.6.2026 31.12.2025 Organici 16.756 16.887 9.005 8.702 13 13 25.774 25.602 Attività e passività per settore operativo (milioni di euro) Domestic Brasile Altre attività Rettifiche ed elisioni Totale consolidato 30.6.2026 31.12.2025 30.6.2026 31.12.2025 30.6.2026 31.12.2025 30.6.2026 31.12.2025 30.6.2026 31.12.2025 Attività operative non correnti 18.099 18.379 7.530 6.554 1 1 — — 25.630 24.934 Attività operative correnti 3.929 4.455 1.319 1.113 15 15 (37) (31) 5.226 5.552 Totale Attività operative 22.028 22.834 8.849 7.667 16 16 (37) (31) 30.856 30.486 Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 45 46 — 195 — — — — 45 241 Attività cessate/ Attività non correnti destinate ad essere cedute 1.235 1.227 Attività non allocate 3.744 4.780 Totale Attività 35.880 36.734 Totale Passività operative 6.315 6.340 2.421 2.247 15 17 (56) (59) 8.695 8.545 Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute 621 596 Passività non allocate 13.637 14.138 Patrimonio netto 12.927 13.455 Totale Patrimonio netto e passività 35.880 36.734 b) Informativa per area geografica (milioni di euro) Ricavi Attività operative non correnti Ripartizione in base alla localizzazione delle attivitàRipartizione in base alla localizzazione dei clientiRipartizione in base alla localizzazione delle attività 1° Sem. 2026 1° Sem. 2025 1° Sem. 2026 1° Sem. 2025 30.6.2026 31.12.2025 Italia (a) 4.538 4.529 4.511 4.499 18.091 18.370 Estero (b) 2.292 2.068 2.319 2.098 7.539 6.564 Totale (a+b) 6.830 6.597 6.830 6.597 25.630 24.934 c) Informazioni in merito ai principali clienti Nessuno dei clienti del Gruppo TIM supera il 10% dei ricavi consolidati.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 28 Informativa per settore operativo 140
NOTA 29
OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Sono qui di seguito riportate le tabelle riepilogative dei saldi relativi alle operazioni con parti correlate nonché l’incidenza di detti importi sui corrispondenti valori di conto economico separato consolidato, della situazione patrimoniale - finanziaria consolidata e di rendiconto finanziario consolidato del Gruppo TIM.
Ai sensi dell’art. 5, commi 8 e 9, del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 concernente le “Operazioni con parti correlate” e delle successive modifiche, nel primo semestre 2026 non si segnalano operazioni di maggiore rilevanza, così come definite dall’art. 4, comma 1, lett. a) del summenzionato regolamento che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo TIM.
Inoltre, non si segnalano operazioni concluse nel primo semestre 2026 che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo TIM né sono intervenute modifiche o sviluppi delle operazioni con parti correlate descritte nella Relazione sulla gestione dell’esercizio 2025 che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo TIM nel primo semestre 2026.
Con riferimento al primo semestre 2026 si precisa che:
■ ai fini della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) continua ad essere Parte Correlata, inoltre, così come richiesto dallo IAS 24 paragrafo 26, è stata svolta un'analisi qualitativa sui rapporti in essere con le società controllate dal MEF. L’analisi ha evidenziato che tali rapporti sono principalmente relativi ad acquisti di beni e servizi (energia, trasporti, servizi postali) che vengono condotti a normali condizioni di mercato. Con esclusivo riferimento all’applicazione della Procedura Operazioni con Parti Correlate della società, in data 25 settembre 2025, il Consiglio di Amministrazione, aveva deliberato di escludere il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e le sue controllate dall’elenco delle parti correlate in applicazione di quanto previsto dalla Legge 8 agosto 2025, n. 118 (di conversione del Decreto Legge 30 giugno 2025, n. 95) che ha escluso la sussistenza di rapporti di correlazione per gli effetti di cui all’articolo 2391-bis del codice civile fra le pubbliche amministrazioni che non esercitano poteri di direzione e coordinamento e le società da queste ultime partecipate anche in modo indiretto;
■ il gruppo Poste Italiane , a partire da fine giugno 2025, è compreso fra le "Altre Parti correlate". In particolare, al 30 giugno 2026, Poste Italiane S.p.A. detiene una partecipazione pari al 20,104% del capitale sociale di TIM S.p.A., a seguito delle operazioni sul capitale perfezionate da TIM S.p.A. nel corso del primo semestre 2026, conseguenti alle deliberazioni delle Assemblee degli Azionisti di TIM S.p.A. del 28 gennaio 2026 e del 15 aprile 2026.
Con riferimento ai periodi posti a confronto, si precisa che:
■ il gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e le società da questa controllate, a partire da marzo 2025 non sono più comprese fra le "Altre Parti correlate” a seguito della cessione della partecipazione rilevante del 9,81%, detenuta in TIM S.p.A.;
■ Vivendi S.A. e le società del gruppo a cui la stessa appartiene, a partire da fine giugno 2025, non sono più comprese fra le "Altre Parti correlate" a seguito della cessione di una quota – pari al 15% del capitale ordinario - della partecipazione detenuta nel capitale ordinario di TIM S.p.A..
Le operazioni con parti correlate, quando non dettate da specifiche condizioni normative, sono state di norma regolate a condizioni di mercato; la loro realizzazione è avvenuta nel rispetto della procedura interna che contiene le regole volte ad assicurarne la trasparenza e la correttezza, ai sensi del Regolamento Consob n. 17221/2010, consultabile nella versione in vigore sul sito gruppotim.it , sezione Gruppo – Governance - Strumenti di Governance - Altri Codici e Procedure.
Gli effetti delle operazioni con parti correlate sulle singole voci di conto economico separato consolidato del Gruppo TIM per il primo semestre 2026 e 2025 sono riportati qui di seguito:
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 29 Operazioni con parti correlate 141
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO PRIMO SEMESTRE 2026
(milioni di euro) Totale Società
collegate,
controllate di
collegate e
joint
venturesAltre parti
correlateFondi
PensioneDirigenti con
responsabilità
strategiche
dell'impresaTotale parti
correlateRapporti
delle
Discontinued
Operations Totale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a) (b) (b/a) Ricavi 6.830 141 43 184 — 184 2,7 Altri proventi operativi 155 — 1 1 — 1 0,6 Acquisti di materie e servizi 4.025 28 27 55 — 55 1,4 Costi del personale 891 1 23 14 38 (1) 37 4,2 Proventi finanziari 525 11 11 — 11 2,1 Utile (perdita) da Attività
cessate/Attività non
correnti destinate ad essere cedute (25) — — (1) — (1)
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO PRIMO SEMESTRE 2025
(milioni di euro) Totale Società
collegate,
controllate di
collegate e
joint venturesAltre parti
correlateFondi
PensioneDirigenti con
responsabilità
strategiche
dell'impresaTotale parti
correlateRapporti
delle
Discontinued
OperationsTotale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a) (b) (b/a) Ricavi 6.597 97 5 102 (1) 101 1,5 Acquisti di materie e servizi 3.844 40 71 111 — 111 2,9 Costi del personale 736 21 6 27 (1) 26 3,5 Proventi finanziari 547 8 8 — 8 1,5 Oneri finanziari 1.030 1 1 2 1 3 0,3 Utile (perdita) da Attività
cessate/Attività non
correnti destinate ad essere cedute (42) — 2 (1) — 1 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 29 Operazioni con parti correlate 142
Gli effetti delle operazioni con parti correlate sulle singole voci della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata del Gruppo TIM al 30 giugno 2026 e al 31 dicembre 2025 sono riportati qui di seguito:
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA AL 30.6.2026
(milioni di euro) Totale Società collegate,
controllate di
collegate e joint venturesAltre parti correlate Fondi Pensione Totale parti correlateIncidenza % sulla voce di bilancio (a) (b) (b/a) Indebitamento finanziario netto Titoli diversi dalle partecipazioni (attività correnti) (1.155) (269) (269) 23,3 Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti (1.070) — (6) (6) 0,6 Attività finanziarie correnti (2.440) — (275) — (275) 11,3 Totale indebitamento finanziario netto 10.571 (275) (275) (2,6) Altre partite patrimoniali Crediti commerciali, vari e altre attività correnti 4.936 333 44 377 7,6 Debiti vari e altre passività non correnti 569 — 4 4 0,7 Debiti commerciali, vari e altre passività correnti 7.301 5 35 15 55 0,8
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA AL 31.12.2025
(milioni di euro) Totale Società collegate,
controllate di
collegate e joint
venturesAltre parti
correlateFondi pensione Totale parti correlateIncidenza % sulla voce di bilancio (a) (b) (b/a) Indebitamento finanziario netto Titoli diversi dalle partecipazioni (attività correnti) (1.370) (269) (269) 19,6 Attività finanziarie correnti (3.630) — (269) — (269) 7,4 Totale indebitamento finanziario netto 9.875 — (269) — (269) (2,7) Altre partite patrimoniali Crediti vari e altre attività non correnti 1.110 3 3 0,3 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti 5.317 299 5 304 5,7 Debiti commerciali, vari e altre passività correnti 7.317 14 29 12 55 0,8 Nel corso del primo semestre 2026 e 2025, le operazioni con parti correlate non hanno avuto effetti significativi sulle voci rilevanti di rendiconto finanziario consolidato del Gruppo TIM.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 29 Operazioni con parti correlate 143
Operazioni verso società collegate, controllate di collegate e joint ventures I valori più significativi delle operazioni verso società collegate, controllate di collegate e joint ventures sono sintetizzati nelle tabelle seguenti.
Si segnala che In data 6 maggio 2026, TIM S.A. (Business Unit Brasile) ha acquisito il 51% del capitale sociale di I-Systems Soluções de Infraestrutura S.A. ("I-Systems"). TIM S.A. già possedeva il 49% del capitale sociale di I-Systems. Pertanto, a seguito della citata acquisizione, I-Systems risulta ora una società interamente controllata dal Gruppo TIM.
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025TIPOLOGIA CONTRATTI
Ricavi
Polo Strategico Nazionale S.p.A. 152 108 Fornitura di software e relativi servizi di installazione e configurazione; servizi di sicurezza; servizi cloud, spazi Data Center, connettività, design.
TIMFin S.p.A. (11) (11) Servizi di fonia mobile e fissa, servizi in outsourcing e fee; costi relativi a operazioni di finanziamento rilevati a riduzione dei ricavi della Capogruppo TIM S.p.A..
Totale ricavi 141 97 Acquisti di materie e servizi I-Systems S.A. 25 36 Fornitura servizi di comunicazione multimediale e servizi di capacità.
W.A.Y. S.r.l. 3 3 Fornitura, allestimenti e servizi di assistenza tecnica a supporto della piattaforma Fleet e per apparecchiature di geolocalizzazione nell'ambito di offerte a clienti TIM, sviluppi software.
Polo Strategico Nazionale S.p.A. — 1 Totale acquisti di materie e servizi 28 40 Oneri finanziari — TIMFin S.p.A. — 1 Oneri finanziari per commissioni e altri.
Totale oneri finanziari — 1
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 TIPOLOGIA CONTRATTI Indebitamento finanziario netto Crediti vari e altre attività non correnti — 3 Crediti commerciali, vari e altre
attività correnti
Polo Strategico Nazionale S.p.A. 332 293 Fornitura di prodotti, servizi di istallazione e configurazione software, servi cloud, spazi Data Center, connettività e design.
I-Systems S.A. — 5 Servizi relativi al funzionamento e manutenzione rete.
TIMFin S.p.A. 1 1 Costi vari per operazioni di finanziamento.
Totale crediti commerciali vari e altre attività correnti 333 299 Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
I-Systems S.A. — 9 Fornitura servizi di comunicazione multimediale e servizi di capacità.
TIMFin S.p.A. 2 3 Costi vari per operazioni di finanziamento.
W.A.Y. S.r.l. 2 1 Fornitura, allestimenti e servizi di assistenza tecnica a supporto della piattaforma Fleet e per apparecchiature di geolocalizzazione nell'ambito di offerte a clienti TIM, sviluppi software.
Altre 1 1 Totale debiti commerciali, vari e altre passività correnti 5 14 Al 30 giugno 2026 2021 TIM S.p.A. ha prestato garanzie nell’interesse della joint venture Polo Strategico Nazionale S.p.A. per 36 milioni di euro.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 29 Operazioni con parti correlate 144
Operazioni verso altre parti correlate (sia per il tramite di Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa, sia in quanto partecipanti ai patti parasociali ai sensi dell’art. 122 del Testo Unico della
Finanza)
Sono di seguito esposti i rapporti con:
■ gruppo Poste Italiane. A partire da fine giugno 2025 è compreso fra le "Altre Parti correlate";
■ gruppo Vivendi e le società del gruppo a cui la stessa appartiene. A partire da fine giugno 2025 non è più compreso fra le "Altre
Parti correlate";
■ gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e le società del gruppo controllate. A partire da marzo 2025 non è più compreso fra le "Altre Parti correlate";
■ Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF);
■ società correlate per il tramite di Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa.
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025TIPOLOGIA CONTRATTI
Ricavi
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti — 4 Cessione diritti d’uso adduzioni e ricavi per noleggio segmenti verticali, cessione in IRU di diritti d'uso su Infrastrutture di Posa e Fibra Scura; fornitura servizi di Housing, manutenzione Fibra Scura e connettività dedicata GEA/Giganet, servizi di fonia fissa mobile ed apparati, servizi di outsourcing applicativi, servizi in cloud, servizi di manutenzione verso Open Fiber (ex Metroweb) e servizi di fornItura elettrica.
Gruppo Poste Italiane 43 Servizi di fonia fissa e mobile inclusi apparati e servizi ICT; servizi di outsourcing applicativi, servizi in cloud, servizi di manutenzione apparati e altri ricavi per servizi.
Altre minori — 1 Totale ricavi 43 5 Altri proventi operativi Gruppo Poste Italiane 1 Risarcimenti vari.
Totale altri proventi operativi 1 — Acquisti di materie e servizi Gruppo Havas — 69 Attività di service & advisory nell'ambito dell'acquisto di spazi media da parte del Gruppo TIM; studio e realizzazione di campagne pubblicitarie per i marchi TIM e Kena, servizi di gestione editoriale dei brand TIM sui social network e servizi di gestione della data room del Gruppo TIM.
Gruppo Poste Italiane 27 Fornitura del servizio di stampa e recapito delle fatture e della corrispondenza commerciale destinato ai clienti del Gruppo TIM per il tramite del servizio Posta Contes e servizio di recapito raccomandate.
Gruppo Vivendi — 2 Gestione operativa della piattaforma dello store on line denominato “TIM I Love Games” di TIM e relativi sviluppi; servizio TIM Cloud Gaming (TIMGAMES) in modalità SaaS; utilizzo delle licenze piattaforma My Canal.
Totale acquisti di materie e servizi 27 71 Costi del personale Gruppo Poste Italiane 1 Polizze assicurative Totale costi del personale 1
Proventi finanziari
Ministero dell'Economia e delle Finanze 11 8 Proventi derivanti da titoli obbligazionari Totale proventi finanziari 11 —
Oneri finanziari
Ministero dell'Economia e delle Finanze — 1 Minusvalenza su alienazione titoli Totale oneri finanziari — — Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 29 Operazioni con parti correlate 145
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 TIPOLOGIA CONTRATTI Indebitamento finanziario netto Titoli diversi dalle partecipazioni
(attività correnti)
Ministero dell'Economia e delle Finanze (269) (269) Titoli obbligazionari.
Cassa e altre disponibilità liquide
equivalenti
Gruppo Poste Italiane (6) Depositi postali.
Totale crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti (275) (269) Altre partite patrimoniali Crediti commerciali, vari e altre
attività correnti
Gruppo Poste Italiane 44 5 Fornitura del servizio di stampa e recapito delle fatture e della corrispondenza commerciale destinato ai clienti del Gruppo TIM per il tramite del servizio Posta Contes e servizio di recapito raccomandate Totale crediti commerciali vari e altre attività correnti 44 5 Debiti vari e altre passività non
correnti
Gruppo Poste Italiane 4 Risconti passivi.
Totale debiti vari e altre passività non correnti 4 — Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
Gruppo Poste Italiane 35 29 Contratto per la fornitura del Servizio di Recapito delle fatture e della corrispondenza commerciale destinato ai clienti del Gruppo TIM per il tramite del servizio Posta Contes Totale debiti commerciali, vari e altre passività correnti 35 29 Operazioni verso fondi pensione I valori più significativi sono così sintetizzabili:
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025TIPOLOGIA CONTRATTI
Costi del personale Contribuzione ai fondi pensione.
Fontedir 4 3 Telemaco 3 15 Altri fondi pensione 16 3 Totale costi del personale 23 21
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA
(milioni di euro) 30.6.2026 31.12.2025 TIPOLOGIA CONTRATTI Debiti commerciali, vari e altre passività correnti Debiti relativi alla contribuzione ai fondi pensione ancora da versare.
Fontedir 2 1 Telemaco 2 1 Altri fondi pensione 11 10 Totale debiti commerciali, vari e altre passività correnti 15 12 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 29 Operazioni con parti correlate 146
Compensi a dirigenti con responsabilità strategiche dell’impresa Nel primo semestre 2026, i compensi contabilizzati per competenza da TIM o da società controllate del Gruppo per i dirigenti con responsabilità strategiche sono stati pari a 13,9 milioni di euro ( 6,0 milioni di euro nel primo semestre 2025).
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Compensi a breve termine 6,2(1) 5,5(3) Compensi a lungo termine — — Indennità per la cessazione anticipata del rapporto di lavoro — — Pagamenti in azioni (*) 7,7(2) 0,5(4) Totale 13,9 6,0 (*) Si riferiscono al fair value, maturato al 30 giugno, dei diritti sui piani di incentivazione di TIM S.p.A. e sue controllate basati su azioni (Long Term Incentive, Stock Options Plan e Piani delle società controllate).
(1) di cui 0,7 milioni di euro contabilizzati dalle società controllate;
(2) di cui 0,9 milioni di euro contabilizzati dalle società controllate;
(3) di cui 0,6 milioni di euro contabilizzati dalle società controllate;
(4) di cui 0,5 milioni di euro contabilizzati dalle società controllate.
I compensi a breve termine sono erogati nel corso dell’esercizio di riferimento o, comunque, entro i sei mesi successivi alla sua chiusura. Nel primo semestre 2026 tali compensi non includono eventuali effetti derivanti dalle differenze di accertamento relative ai costi dell’esercizio 2025, risultate nulle per TIM S.p.A.. L’incentivazione MBO relativa all’esercizio 2026 è riportata in tabella al valore target .
I compensi a lungo termine regolati per cassa ( cash settled ) prevedono l’erogazione al termine del Piano, nel corso dell’esercizio 2027; nel primo semestre 2026 essi sono valorizzati sulla base del fair value maturato nel periodo di riferimento.
Nel primo semestre 2026, i contributi versati da TIM S.p.A. ai fondi a contribuzione definita (Assida e Fontedir) a favore dei dirigenti con responsabilità strategiche sono stati pari a 167,8 migliaia di euro, rispetto a 137,5 migliaia di euro nel corrispondente periodo del 2025.
Nel primo semestre 2026 i “Dirigenti con responsabilità strategiche dell’impresa”, ossia coloro che hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività del Gruppo TIM, compresi gli amministratori, sono così individuati:
Amministratori:
Pietro LabriolaAmministratore Delegato e Chief Executive Officer di TIM S.p.A.
Direttore Generale di TIM S.p.A.
Dirigenti:
Alberto Mario Griselli Diretor Presidente TIM S.A.
Paolo Chiriotti Chief Human Resources & Organization Office Maria Enrica Danese (1)Responsabile Corporate Communications & Sustainability Leonardo De Carvalho Capdeville Chief Technology Office Giampaolo Leone Responsabile Procurement & Logistics Roberto Franco Mazzilli Chief IT Group Office Alessandra Michelini (1)Amministratrice Delegata di Telsy Agostino Nuzzolo Responsabile Legal, Regulatory & Tax Claudio Giovanni Ezio Ongaro Chief Strategy, Business Development & Wholebuy Office Piergiorgio Peluso Chief Financial Office Andrea Rossini Chief Consumer, Small & Medium and Mobile Wholesale Market Office Elio Schiavo Chief Enterprise and Innovative Solutions Office Sabina Strazzullo (1)Responsabile Public Affairs (1 )Si qualificano come Dirigenti con Responsabilità Strategiche a partire dal 19 gennaio 2026.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 29 Operazioni con parti correlate 147
NOTA 30
ACCORDI DI PAGAMENTO BASATO SU AZIONI
TIM S.p.A. - Piani di lungo termine L’Assemblea degli Azionisti di TIM S.p.A. del 15 aprile 2026 ha approvato il nuovo Piano LTI di Performance Shares 2026-2028 (il “Piano LTI 2026-2028”), finalizzato a rafforzare l’allineamento tra gli interessi del management e quelli degli azionisti e a promuovere la creazione di valore sostenibile nel medio-lungo periodo, attraverso l’assegnazione gratuita di azioni ordinarie TIM subordinatamente al raggiungimento di specifici obiettivi di performance .
Oltre al Piano LTI 2026-2028, restano in essere i piani di incentivazione di lungo termine approvati dall’Assemblea degli Azionisti di TIM S.p.A. del 24 giugno 2025: il Piano LTI di Performance Shares 2025-2027 , il Piano di Stock Options 2022-2024 modificato e il Piano di Phantom Shares 2025-2027 .
La medesima Assemblea degli Azionisti del 15 aprile 2026 ha inoltre approvato il raggruppamento delle azioni TIM S.p.A. in ragione di 10 azioni ordinarie esistenti per 1 nuova azione ordinaria, con efficacia dal 15 giugno 2026. Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota 14 "Patrimon io netto".
Nelle sedute del 27 maggio 2026 e del 19 giugno 2026, il Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A., tenuto conto dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio totalitaria sulle azioni TIM promossa da Poste Italiane (OPAS) e in coerenza con le previsioni dei relativi Regolamenti attuativi, ha deliberato, previo parere favorevole del Comitato Nomine e Remunerazione e, per quanto di competenza, del Collegio Sindacale, l’accelerazione dei Piani di incentivazione Long Term in essere, subordinatamente all’avvio del periodo di adesione all’OPAS successivo alla pubblicazione del comunicato dell’emittente ai sensi dell’art. 103, comma 3, del D. Lgs.
58/1998.
In particolare, l’accelerazione dei Piani Long Term di Performance Shares 2025-2027 e 2026-2028 comporterà, secondo quanto deliberato, la consuntivazione a target dei relativi obiettivi, con maturazione pro quota pari, rispettivamente, a 24/36i per il Piano LTI 2025-2027 e a 12/36i per il Piano LTI 2026-2028. Per il Piano di Stock Options 2022-2024 modificato e per il Piano di Phantom Shares restano ferme le modalità già comunicate, senza applicazione di riduzioni pro quota. I Piani saranno contestualmente chiusi.
Il periodo di adesione all’OPAS ha avuto avvio in data 20 luglio 2026; gli effetti derivanti dall’accelerazione saranno pertanto contabilizzati nel secondo semestre 2026.
TIM S.p.A. - Piano LTI 2026-2028 L ’ A s s e m b l e a d e g l i A z i o n i s t i d e l 1 5 a p r i l e 2 0 2 6 h a a p p r o v a t o i l P i a n o L T I d i P e r f o r m a n c e S h a r e s 2 0 2 6 - 2 0 2 8 , v o l t o a r a f f o r z a r e l’allineamento tra gli interessi del management e quelli degli azionisti, favorendo la creazione di valore sostenibile nel medio-lungo termine. Il Piano prevede l’assegnazione gratuita di azioni ordinarie TIM subordinatamente al raggiungimento di obiettivi di performance misurati su un orizzonte triennale.
Il Piano è rivolto all’Amministratore Delegato nonché ai dirigenti operanti presso TIM e le società controllate del Gruppo individuati sulla base del ruolo ricoperto e del contributo atteso ai risultati aziendali.
Il Piano si configura come uno strumento equity based ed equity settled , con periodo di vesting dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 e successivo periodo di lock-up biennale sul 50% delle azioni assegnate, al netto delle eventuali cessioni effettuate per assolvere gli obblighi fiscali.
L a m a t u r a z i o n e d e l l e a z i o n i è s u b o r d i n a t a a l r a g g i u n g i m e n t o d i o b i e t t i v i e c o n o m i c o - f i n a n z i a r i , E S G e m a r k e t - b a s e d. In particolare:
■ l ’ o b i e t t i v o e c o n o m i c o - f i n a n z i a r i o è r a p p r e s e n t a t o d a l T I M G r o u p E B I T D A A f t e r L e a s e – C A P E X reported cumulato nel triennio 2 0 2 6 - 2 0 2 8 ;
■ gli obiettivi ESG sono connessi alla penetrazione del traffico 5G, quale indicatore di ecoefficienza della rete mobile, e all’incremento del livello medio di AI Literacy della popolazione TIM coinvolta;
■ l’obiettivo m a r k e t - b a s e d è rappresentato dal Total Shareholder Return (TSR) di TIM misurato in termini relativi rispetto a un paniere di primari operatori europei di telecomunicazioni.
L a s t r u t t u r a d e l P i a n o a t t r i b u i s c e u n p e s o d e l 5 0 % a l l ’ o b i e t t i v o e c o n o m i c o - f i n a n z i a r i o , d e l 3 0 % c o m p l e s s i v a m e n t e a g l i o b i e t t i v i E S G e del 20% al TSR relativo.
Il numero di azioni maturate dipende dal livello di raggiungimento degli obiettivi secondo una curva di payout così definita: 70% della pay opportunity al valore minimo, 100% della pay opportunity al valore target , 130% della pay opportunity al valore massimo.
Le azioni eventualmente attribuite sono soggette ai meccanismi di lock-up e alle clausole di claw-back previste dalla Politica di Remunerazione e dal regolamento del Piano.
L’assegnazione ai beneficiari è avvenuta nel corso del mese di giugno 2026, con contabilizzazione a partire dal secondo semestre 2026; i destinatari risultano pari a 67 dirigenti, con un numero di azioni (post raggruppamento) attribuito al raggiungimento massimo (130% della pay opportunity ) pari a n. 2.095.703.
Per ulteriori dettagli si rinvia al Documento Informativo dell’iniziativa, disponibile sul sito internet della Società: https:// www.gruppotim.it/content/dam/gt/investitori/doc---avvisi/anno-2026/Piano-LTI-di-Performance-Shares-2026-2028.pdf .
TIM S.p.A. - Piano LTI 2025-2027 L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato il Piano LTI di Performance Shares 2025-2027, finalizzato a rafforzare l’allineamento tra gli interessi del management e quelli degli azionisti, mediante l’assegnazione gratuita di azioni ordinarie TIM subordinatamente al raggiungimento di specifici obiettivi di performance su base triennale.
Il Piano è rivolto all’Amministratore Delegato e a esponenti del management del Gruppo inclusi i Dirigenti con Responsabilità Strategiche.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 30 Accordi di pagamento basato su azioni 148
Il Piano si configura come un piano equity based ed equity settled , strutturato su un orizzonte temporale triennale, in linea con le best practice di mercato in materia di remunerazione. Ai Beneficiari del Piano viene attribuito un numero di Performance Shares proporzionale alla propria retribuzione annua lorda. In particolare, la pay opportunity determinata in rapporto al base salary , è definita in funzione del ruolo e della performance conseguita.
Il numero delle azioni assegnate ai beneficiari alla maturazione è direttamente correlato al grado di raggiungimento degli obiettivi di performance di seguito illustrati, costituiti da un obiettivo economico-finanziario, due obiettivi ESG nonché un obiettivo market-
based relativo al Total Shareholder Return (TSR, che misura il rendimento complessivo dell’investimento nelle azioni nel triennio di riferimento, tenendo conto della variazione di prezzo delle azioni e dei dividendi distribuiti dalla Società).
In particolare:
■ l’obiettivo economico-finanziario è costituito dal TIM Group EBITDA AL - CAPEX reported cumulato nel triennio 2025-2027;
■ gli obiettivi ESG sono connessi (i) all’eco-efficienza della rete mobile e (ii) alla percentuale di individui del genere femminile in posizione di responsabilità;
■ relativamente al TSR ( Total Shareholder Return ) la performance sarà calcolata verificando il posizionamento del Total Shareholder Return di TIM rispetto ad un paniere di peers costituito da dieci peers TLC europei.
Il Piano termina con l'eventuale maturazione delle Performance Shares in occasione dell’approvazione del bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2027 (e dunque nell’esercizio 2028), fermo il successivo lock-up e l’assoggettamento a claw-back .
La curva di payout prevede l’attribuzione del 50% della pay opportunity al raggiungimento del valore minimo, del 75% al raggiungimento del valore target e del 100% al raggiungimento del valore massimo.
Al 30 giugno 2026 i destinatari sono complessivamente 66 e il numero delle azioni (post raggruppamento) assegnato al raggiungimento massimo (100% della pay opportunity ) risulta pari a n. 2.652.617.
Per ulteriori dettagli si rinvia al Documento Informativo dell’iniziativa, disponibile sul sito internet della Società https://
www.gruppotim.it/content/dam/gt/investitori/doc---avvisi/anno-2025/Documento-Informativo-LTI-Performance-
Shares-2025-2027-.pdf .
TIM S.p.A. - Piano SOP 2022 - 2024 modificato L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato una serie di modifiche al Piano di Stock Options 2022-2024, già approvato dall’Assemblea degli Azionisti del 7 aprile 2022. Per la descrizione delle caratteristiche originarie del Piano di Stock O p t i o n s 2 0 2 2 - 2 0 2 4 s i r i n v i a a l B i l a n c i o a l 3 1 d i c e m b r e 2 0 2 4 d i T I M S . p . A . .
L a c o n s u n t i v a z i o n e d e g l i o b i e t t i v i c o l l e g a t i a l P i a n o S O P 2 0 2 2 - 2 0 2 4 o r i g i n a l e è s t a t a o g g e t t o d i a p p r o v a z i o n e d a p a r t e d e l C o n s i g l i o di Amministrazione di TIM S.p.A. in data 14 aprile 2025; a decorrere da tale data, le Opzioni sono divenute esercitabili.
Le modifiche sono state introdotte per neutralizzare gli effetti della significativa discontinuità aziendale derivante dall'operazione di cessione della rete fissa (NetCo) e per preservare la finalità incentivante e di retention del Piano originario per il management .
Tali modifiche, più oltre esplicitate, si applicano ai beneficiari delle opzioni SOP 2022-2024 che: (i) alla data del 24 giugno 2025 erano ancora legati da rapporto di lavoro dipendente o di amministrazione con TIM o altra Controllata (ad esclusione di Telecom Italia Sparkle S.p.A.) e (ii) hanno optato per l’adesione alle nuove regole di cui infra, rinunciando alla regolazione precedente in materia di strike price e periodo di esercizio (“Beneficiari Non Cessati Aderenti”).
In particolare, le modifiche proposte riguardano:
■ la rideterminazione dello strike price da 0,424 euro a 0,3465 euro (valore ante raggruppamento), calcolato sulla base della media ponderata dei prezzi di mercato dell’azione TIM registrati nei 30 giorni precedenti la delibera del Consiglio di Amministrazione del 23 maggio 2025, con conseguente adeguamento del payout massimo conseguibile dai Beneficiari Non Cessati Aderenti. A seguito del raggruppamento azionario, efficace dal 15 giugno 2026, tale valore risulta pari a 3,465 euro.
■ la determinazione di un diverso periodo di esercizio, che decorrerà dal 1° febbraio 2027 al 14 aprile 2027 per i Beneficiari Non Cessati Aderenti, come definiti in precedenza.
A l 3 0 g i u g n o 2 0 2 6 , i d e s t i n a t a r i d e l P i a n o S O P 2 0 2 2 - 2 0 2 4 m o d i f i c a t o s o n o c o m p l e s s i v a m e n t e 7 7 e i l n u m e r o d i o p z i o n i ( p o s t raggruppamento) assegnate e in essere a tale data risulta pari a n. 13.689.193.
I d e s t i n a t a r i d e l P i a n o S O P 2 0 2 2 - 2 0 2 4 o r i g i n a r i o e s c l u s i d a l r e g o l a m e n t o d e l P i a n o S O P 2 0 2 2 - 2 0 2 4 m o d i f i c a t o , a d e s e m p i o i n quanto cessati dal servizio, risultano complessivamente pari a 64. Le opzioni già esercitabili a essi riferibili sono pari a n. 72.457.254 (ante raggruppamento); di queste, n. 55.691.808 (ante raggruppamento) risultano già esercitate al 30 giugno 2026. Il periodo di esercizio previsto per il Piano SOP 2022-2024 originario si concluderà, analogamente a quanto previsto per il Piano SOP 2022-2024 modificato, il 14 aprile 2027, con uno strike price pari a 0,424 euro (ante raggruppamento), pari a 4,240 euro post raggruppamento.
Per ulteriori dettagli si rinvia al Documento Informativo dell’iniziativa, disponibile sul sito internet della Società:
https://www.gruppotim.it/content/dam/gt/investitori/doc---avvisi/anno-2025/Modifica-Documento-informativo-SOP-2022-2024-
DEF-ITA-26-05.pdf .
TIM S.p.A. - Piano di Phantom Shares L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato il Piano di Phantom Shares 2025-2027.
Il Piano di Phantom Shares 2025-2027 è un piano di incentivazione monetaria di lungo termine cash settled basato sul valore della partecipazione al capitale. A differenza dei piani di stock option o di performance shares , esso non prevede l’attribuzione di azioni fisiche, bensì di unità virtuali denominate Phantom Shares , che attribuiscono al beneficiario il diritto a ricevere un bonus monetario calcolato sulla base dell’incremento del valore del titolo TIM rispetto a un valore di riferimento iniziale. È rivolto ad una selezionata platea di dipendenti del Gruppo individuati in base al ruolo strategico ricoperto, che non siano già destinatari del Piano SOP 2022-2024.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 30 Accordi di pagamento basato su azioni 149
In particolare:
■ il Valore Soglia (prezzo di riferimento, post raggruppamento) è fissato in 3,465 euro, in coerenza con il nuovo strike price definito per il Piano SOP 2022-2024 modificato;
■ la maturazione del bonus è subordinata ad un valore del titolo a conclusione del Piano (Valore di Maturazione) superiore al Valore Soglia e alla permanenza del rapporto di lavoro tra la Società (o una controllata) ed il beneficiario al 31 gennaio 2027 (salve le ipotesi di c.d. good leaver ).
Il bonus finale sarà determinato moltiplicando il numero di Phantom Shares maturate per la differenza tra il valore di mercato dell’azione alla data di maturazione e il Valore Soglia di cui sopra. Il valore massimo post-raggruppamento in ogni caso attribuibile a ciascuna Phantom Shares , una volta intervenuta la maturazione ai fini della corresponsione del bonus , sarà pari a 14,225 euro.
Al 30 giugno 2026, i destinatari del Piano Phantom Shares sono complessivamente 89 e il numero di Phantom Shares attribuite risulta pari a n. 3.780.750 (post raggruppamento).
Per ulteriori dettagli si rinvia al Documento Informativo dell’iniziativa, disponibile sul sito internet della Società:
https://www.gruppotim.it/content/dam/gt/investitori/doc---avvisi/anno-2025/TIM-Documento-Informativo-Piano-di-Phantom-
Shares-2025-2027.pdf .
TIM S.A. (Business Unit Brasile) TIM S.A. – Long Incentive Plan 2021-2023 Il 30 marzo 2021 è stato approvato dall’Assemblea Generale degli Azionisti di TIM S.A. il piano di incentivazione a lungo termine a favore di dirigenti operanti in posizioni chiave della società. Il piano si propone di premiare i partecipanti con azioni emesse dalla società, in funzione di determinate condizioni temporali ( Restricted Shares ) e del raggiungimento di obiettivi specifici ( Performance Shares ). Il periodo di vesting è di 3 anni e la società non ha l'obbligo giuridico di riacquistare o di regolare le azioni in contanti o in qualsiasi altra forma. Il piano - oltre il trasferimento delle azioni ai beneficiari - prevede anche la possibilità di premiare i partecipanti attraverso la liquidazione del valore equivalente in cash .
Anno 2021
Il 5 maggio 2021 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 3.431.610 azioni, di cui 3.173.142 performance shares , vincolate a condizioni di performance e con vesting graduale per 3 anni, e 258.468 restricted shares , con vesting di 3 anni.
Nel 2021, al piano tradizionale, è stato affiancato lo Special Grant, ulteriore concessione straordinaria con l'obiettivo di incentivare la chiusura dell'operazione di acquisto di parte degli asset di Oi Móvel in Brasile nonché il successo delle successive operazioni di integrazione.
Sul totale delle 3.431.610 azioni assegnate, 1.151.285 sono relative all'assegnazione tradizionale (con 892.817 performance share e 258.468 restricted shares ) e 2.280.325 fanno riferimento allo Special Grant.
Il 9 febbraio 2023, il Consiglio di Amministrazione ha approvato un adeguamento di 220.743 nella quantità delle performance shares concesse nell'ambito dello Special Grant ai partecipanti nominati nel periodo su nuove responsabilità di maggior peso.
Il 31 dicembre 2024, relativamente all’ assegnazione tradizionale , si sono conclusi tre vesting period :
■ 2022 : in conformità con i risultati approvati il 26 aprile 2022, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 572.608 azioni, di cui 463.608 relative al volume originario maturato, 87.605 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 21.395 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di giugno dell'importo corrispondente a 3.486 azioni (2.883 relative al volume originario maturato, 473 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 130 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
■ 2023 : in conformità con i risultati approvati l’8 maggio 2023, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 169.462 azioni, di cui 128.384 relative al volume originario maturato, 28.484 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 12.594 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio dell'importo corrispondente a 17.576 azioni (13.316 relative al volume originario maturato, 2.954 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 1.306 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
■ 2024 : in conformità con i risultati approvati il 6 maggio 2024, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 530.784 azioni, di cui 298.151 relative al volume originario maturato, 180.353 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 52.280 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio dell'importo corrispondente a 31.677 azioni (17.792 relative al volume originario maturato, 10.764 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 3.121 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
Relativamente allo Special Grant :
■ 2022 : in conformità con i risultati approvati il 26 aprile 2022, sono state trasferite a luglio ai beneficiari 601.936 azioni, di cui 579.451 relative al volume originario maturato e 22.485 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
■ 2023 : in conformità con i risultati approvati l’8 maggio 2023, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 1.038.041 azioni, di cui 829.161 relative al volume originario maturato, 131.775 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 77.105 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio dell'importo corrispondente a 92.254 azioni (76.087 relative al volume originario maturato, 9.314 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 6.853 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
■ 2024 : in conformità con i risultati approvati il 6 maggio 2024, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 719.164 azioni, di cui 483.928 relative al volume originario maturato, 164.415 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 30 Accordi di pagamento basato su azioni 150
e 70.821 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio dell'importo corrispondente a 19.892 azioni (13.385 relative al volume originario maturato, 4.548 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 1.959 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
Al 31 dicembre 2024, comprese le azioni da trasferire a luglio, a fronte di un volume originario assegnato pari a 3.431.610 azioni oltre a 220.743 relative alle nomine dei partecipanti su ruoli di maggior peso, 746.207 sono state annullate per l’uscita dei beneficiari dalla società e 3.631.995 azioni sono state trasferite ai beneficiari (2.782.683 relative al volume originario maturato, 592.632 riconosciute in base al livello di raggiungimento degli obiettivi, 256.680 per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo). Per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash dell'importo corrispondente a 164.885 azioni (123.463 relative al volume originario maturato, 28.053 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 13.369 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo), completando così la concessione 2021.
Anno 2022
Il 26 aprile 2022 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 1.227.712 azioni, di cui 927.428 performance shares , vincolate a condizioni di performance e con vesting graduale per 3 anni, e 300.284 restricted shares , con vesting di 3 anni.
■ 2023 : in conformità con i risultati approvati l’8 maggio 2023, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 392.460 azioni, di cui 264.305 relative al volume originario maturato, 110.928 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 17.227 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
■ 2024 : in conformità con i risultati approvati l’6 maggio 2024, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 680.532 azioni, di cui 252.442 relative al volume originario maturato, 374.411 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 53.679 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta, per partecipante trasferite ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio dell'importo corrispondente a 19.018 azioni (7.055 relativo al volume originario maturato, 10.463 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 1.500 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo). Inoltre, nel mese di ottobre sono state trasferite ad altre beneficiario trasferite ad altre società facente parte del Gruppo, 57.021 azioni, di cui 37.087 relative al volume originario maturato, 15.437 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 4.497 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
■ 2025 : in conformità con i risultati approvati il 5 maggio 2025, nel mese di luglio sono stati trasferiti ai beneficiari 768.845 azioni, di cui 403.661 relative al volume originario maturato, 253.959 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 111.224 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio dell'importo corrispondente a 20.848 azioni (11.646 relativo al volume originario maturato, 6.186 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 3.016 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
Al 31 dicembre 2025, comprese le azioni trasferite a luglio, a fronte di un volume originario assegnato pari a 1.227.712 azioni, 251.517 sono state annullate per l’uscita dei beneficiari dalla società e 1.898.858 azioni sono state trasferite ai beneficiari (957.495 relative al volume originario maturato, 754.735 riconosciute in base al livello di raggiungimento degli obiettivi, 186.627 per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo). Per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante dell'importo corrispondente a 39.866 azioni (18.701 relativo al volume originario maturato, 16.649 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 4.516 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo), completando così la concessione 2022.
Anno 2023
Il 31 luglio 2023 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 1.560.993 azioni, di cui 1.189.900 performance shares , vincolate a condizioni di performance e con vesting graduale per 3 anni, e 371.093 restricted shares , con vesting di 3 anni.
■ 2024 : in conformità con i risultati approvati il 6 maggio 2024, nel mese di agosto sono stati trasferiti ai beneficiari 475.520 azioni, di cui 227.983 relative al volume originario maturato, 223.132 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 24.405 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. Inoltre, nel mese di ottobre sono state trasferite ad altri beneficiari trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, 135.421 azioni, di cui 78.467 relative al volume originario maturato, 50.008 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 6.946 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
■ 2025 : in conformità con i risultati approvati il 5 maggio 2025, nel mese di agosto sono stati trasferiti ai beneficiari 646.081 azioni, di cui 303.469 relative al volume originario maturato, 265.491 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 77.121 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
Al 30 giugno 2026, a fronte di un totale assegnato pari a 1.560.993 azioni, 313.184 sono state annullate per l’uscita dei beneficiari dalla Società, lasciando così un saldo di 637.890 azioni maturabili a fine periodo.
TIM S.A. – Long Incentive Plan 2024-2026 Il 28 marzo 2024 è stato approvato dall’Assemblea Generale degli Azionisti di TIM S.A. il piano di incentivazione a lungo termine a favore di dirigenti operanti in posizioni chiave della società. Il piano si propone di premiare i partecipanti con azioni emesse dalla società, in funzione di determinate condizioni temporali ( Restricted Shares ) e del raggiungimento di obiettivi specifici ( Performance Shares ). Il periodo di vesting è di 3 anni e la società non ha l'obbligo giuridico di riacquistare o di regolare le azioni in contanti o in qualsiasi altra forma. Il piano - oltre il trasferimento delle azioni ai beneficiari - prevede anche la possibilità di premiare i partecipanti attraverso la liquidazione del valore equivalente in cash .
Anno 2024
Il 30 luglio 2024 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 1.226.859 azioni, di cui 946.060 performance shares , vincolate a condizioni di performance e con vesting graduale per 3 anni, e 280.799 restricted shares , con vesting di 3 anni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 30 Accordi di pagamento basato su azioni 151
■ 2025 : in conformità con i risultati approvati il 5 maggio 2025, nel mese di agosto sono stati trasferite ai beneficiari 144.065 azioni, di cui 88.693 relative al volume originario maturato, 44.360 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 11.012 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
Al 30 giugno 2026, a fronte di un totale assegnato pari a 1.226.859 azioni, 307.580 sono state annullate per l’uscita dei beneficiari dalla Società, lasciando così un saldo di 830.586 azioni maturabili a fine periodo.
Anno 2025
Il 5 maggio 2025 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 1.368.704 azioni, vincolate a condizioni di performance shares , con vesting di 3 anni.
Al 30 giugno 2026, su un totale assegnato di 1.368.704 azioni, a cui si aggiungono 15.252 relative al movimento interno dei partecipanti, 323.548 azioni sono state cancellate a causa delle uscite di beneficiari dall'Azienda, lasciando così un saldo di 1.060.408 azioni da acquisire alla fine del periodo.
Anno 2026
Il 5 maggio 2026 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 887.812 azioni, vincolate a condizioni di performance shares , con vesting di 3 anni.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 30 Accordi di pagamento basato su azioni 152
NOTA 31
EVENTI ED OPERAZIONI SIGNIFICATIVI NON RICORRENTI
Ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, sono di seguito esposte le informazioni circa l’impatto sui risultati economici, finanziari e patrimoniali del Gruppo TIM, degli eventi e operazioni non ricorrenti del primo semestre 2026. Gli effetti non ricorrenti su Patrimonio Netto e Utile (perdita) del periodo sono espressi al netto degli impatti fiscali.
(milioni di euro) Patrimonio
NettoUtile (perdita)
del periodoIndebitamento
finanziario
nettoFlussi finanziari
(*) Valore di bilancio (a) 12.927 (107) 10.479 (1.033) Altri proventi operativi — — (1.012) 17 Acquisti di materie e servizi - Oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti ed altri oneri (8) (8) 13 (13) Costi del personale - Oneri connessi a processi di riorganizzazione/ ristrutturazione aziendale e altri (136) (136) 107 (107) Altri costi operativi - Oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a potenziali passività ad essi correlati, altri accantonamenti ed oneri (26) (26) 20 (20) Altri proventi finanziari 2 2 — — Altri oneri finanziari (5) (5) — — Totale effetti non ricorrenti (b) (181) (181) (872) (123) Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (c) (25) (25) (36) (2) Valore figurativo di bilancio (a-b-c) 13.133 99 11.387 (908) (*) I flussi finanziari si riferiscono all’aumento (diminuzione) nel periodo della Cassa e disponibilità liquide equivalenti.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 31 Eventi ed operazioni significativi non ricorrenti 153
L’impatto sulle singole voci di conto economico separato consolidato delle partite di natura non ricorrente è così dettagliato:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Altri proventi operativi:
Altri proventi operativi - Sopravvenienze attive — 15 Acquisti di materie e servizi, Variazione delle rimanenze:
Acquisti di materie e servizi - Oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti (12) (23) Costi del personale:
Oneri connessi a processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale e altri (179) (44) Altri costi operativi:
Oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a potenziali passività ad essi correlati, altri accantonamenti e oneri (34) (13) Impatto su Risultato operativo ante Ammortamenti, Plusvalenze/(minusvalenze) e Ripristini di valore/(svalutazioni) di attività non correnti (EBITDA) (225) (65) Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti:
Plusvalenze da realizzo di attività non correnti — 1 Impatto su Risultato operativo (EBIT) (225) (64) Altri proventi/(oneri) da partecipazioni:
Altri(oneri)/proventi da operazioni societarie (8) —
Proventi finanziari:
Canone di concessione 1998 - interessi legali 1 — Altri proventi finanziari 2 —
Oneri finanziari:
Altri oneri finanziari (6) (10) Impatto sull’Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento (236) (74) Imposte sul reddito relative a partite non ricorrenti 55 3 Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute (25) (42) Impatto sull’Utile (perdita) del periodo (206) (113)
NOTA 32
POSIZIONI O TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI
ATIPICHE E/O INUSUALI
Ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del primo semestre 2026 non sono state poste in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 31 Eventi ed operazioni significativi non ricorrenti 154
NOTA 33
ALTRE INFORMAZIONI
a) Tassi di cambio utilizzati per la conversione dei bilanci delle imprese estere(*) Cambi di fine periodo Cambi medi del periodo (poste patrimoniali) (poste economiche e flussi finanziari) (unità di valuta locale per 1 euro) 30.6.2026 31.12.2025 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Europa
BGN (**) Lev bulgaro 1,95580 1,95580 CHF Franco svizzero 0,92240 0,93140 0,91806 0,94118 CZK Corona ceca 24,25600 24,23700 24,31636 25,00251 GBP Lira sterlina 0,86178 0,87260 0,86732 0,84252 RON Leu romeno 5,24390 5,09680 5,14180 5,00324 RUB Rublo russo 89,55810 92,89380 89,26897 95,25909 TRY Lira turca 53,16420 50,48380 52,04751 41,07216
Nord America
USD Dollaro USA 1,13940 1,17500 1,16648 1,09334
America Latina
ARS Peso argentino 1.693,85620 1.703,51420 1.649,57403 1.208,62600 BOB Boliviano 7,85130 8,08970 8,02693 7,54502 BRL Real brasiliano 5,89753 6,46532 6,01202 6,29416 CLP Peso cileno 1.051,56000 1.056,88000 1.042,37519 1.044,51194 COP Peso colombiano 3.925,19000 4.429,82000 4.262,17946 4.585,86233 MXN Peso Messicano 19,90300 21,11800 20,38678 21,81737 PEN Nuevo sol peruviano 3,88980 3,94620 3,97655 4,02094 VES Bolivar venezuelano 708,81800 347,20730 525,25085 83,21175
Altri paesi
ILS Shekel israeliano 3,39530 3,74710 3,54626 3,93348 INR Rupia indiana 107,85650 105,59650 108,57032 94,09126 NGN Naira nigeriana 1.570,50920 1.685,43970 1.605,27402 1.701,31147 (*) Fonte: Elaborazione su dati Banca Centrale Europea, Reuters e principali Banche Centrali.
(**) Il 1° gennaio 2026 la Bulgaria è entrata a far parte dell'area dell'euro.
b) Ricerca e sviluppo I costi sostenuti per le attività di ricerca e sviluppo sono rappresentati da costi esterni, costo del personale dedicato e ammortamenti e sono così dettagliati:
(milioni di euro) 1° Semestre
20261° Semestre
2025
Costi per attività di ricerca e sviluppo spesati nel periodo 16 20 Costi di sviluppo capitalizzati 111 171 Totale costi (spesati e capitalizzati) di ricerca e sviluppo 127 191 Il totale dei costi di ricerca e sviluppo per il primo semestre 2026 ammonta a 127 milioni di euro.
La riduzione di 64 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025 è connessa principalmente alla completa rivisitazione del perimetro Technology Office delle attività e dei progetti di Ricerca e Sviluppo, effettuata a valle della modifica del modello industriale delle attività di TIM S.p.A..
Nel conto economico separato consolidato del primo semestre 2026 sono iscritti ammortamenti per costi di sviluppo, capitalizzati nel periodo ed in esercizi precedenti, per complessivi 192 milioni di euro.
Le attività di ricerca e sviluppo effettuate dal Gruppo TIM sono dettagliate nella Relazione intermedia sulla gestione (Sezione “Innovazione, ricerca e sviluppo”).
NOTA 34
EVENTI SUCCESSIVI AL 30 GIUGNO 2026
Il Consiglio di Amministrazione di TIM tenutosi il 18 luglio 2026, ha approvato all’unanimità il comunicato dell’emittente in relazione all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa da Poste Italiane.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 33 Altre informazioni 155
NOTA 35
LE IMPRESE DEL GRUPPO TIM
Ai sensi della comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006 di seguito viene riportato l’elenco delle imprese del Gruppo.
Nell’elenco sono indicate le imprese suddivise per tipo di rapporto di partecipazione, modalità di consolidamento e per settore operativo.
Per ogni impresa sono evidenziati: la denominazione, la sede, la relativa nazione di appartenenza e il capitale sociale nella valuta originaria. Sono inoltre indicate la quota di partecipazione sul capitale, la percentuale di voto nell’assemblea ordinaria dei soci, se diversa dalla percentuale di partecipazione sul capitale e l’evidenza delle imprese partecipanti.
Denominazione sociale Sede Valuta Capitale
sociale%
Partecipazione
Capitale% Voto Imprese partecipanti
IMPRESA CONTROLLANTE
TIM S.p.A. MILANO EUR 6.000.000.000
IMPRESE CONTROLLATE CONSOLIDATE CON IL METODO INTEGRALE
BU DOMESTIC
MINDICITY S.r.l. SOCIETA' BENEFIT
(progettazione, sviluppo, realizzazione, installazione, gestione e commercializzazione software, hardware, sistemi informatici elettronici e di telecomunicazioni)CASALMAGGIORE
(CREMONA)EUR 10.000 95,0000 OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
NOOVLE INTERNATIONAL SAGL (in liquidazione)
(servizi ICT)PREGASSONA
(SVIZZERA)CHF 20.000 100,0000 NOOVLE S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
NOOVLE MALTA Ltd
(servizi ICT)GZIRA
(MALTA)EUR 10.000 90,0000 NOOVLE INTERNATIONAL SAGL
NOOVLE S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
(progettazione, implementazione e gestione di infrastrutture e servizi data center)MILANO EUR 1.000.000 100,0000 TIM S.p.A.
OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
(produzione e commercializzazione di prodotti e servizi per
l'information technology)IVREA
(TORINO)EUR 11.000.000 100,0000 TIM S.p.A.
QTI S.r.l.
(sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico)FIRENZE EUR 19.608 80,0000 TELSY S.p.A.
TELECOM ITALIA TRUST TECHNOLOGIES S.r.l.
(altre attività dei servizi connesse alle tecnologie
dell'informatica NCA)POMEZIA
(ROMA)EUR 7.000.000 100,0000 OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
TELECOM ITALIA VENTURES S.r.l.
(holding di partecipazioni)MILANO EUR 10.000 100,0000 TIM S.p.A.
TELECONTACT CENTER S.p.A.
(servizi di telemarketing, elaborazione dati non contabili e attività di archivi)NAPOLI EUR 3.000.000 100,0000 TIM S.p.A.
TELEFONIA MOBILE SAMMARINESE S.p.A.
(realizzazione e gestione di impianti e servizi di
telecomunicazioni mobili)BORGO
MAGGIORE
(SAN MARINO)EUR 78.000 51,0000 TIM SAN MARINO S.p.A.
TELSY S.p.A.
(produzione, installazione, manutenzione, revisione e vendita di terminali, radiotelefoni, sistemi di telecomunicazioni ed elettronici in genere)TORINO EUR 5.390.000 100,0000 TIM S.p.A.
TIM MY BROKER S.r.l.
(attività di intermediazione assicurativa)ROMA EUR 10.000 100,0000 TIM S.p.A.
TIM RETAIL S.r.l.
(commercializzazione di prodotti e servizi nel campo delle telecomunicazioni fisse e mobili e di tutti i mezzi di diffusione analogici e digitali)MILANO EUR 2.402.241 100,0000 TIM S.p.A.
TIM SAN MARINO S.p.A.
(gestione telecomunicazioni San Marino)BORGO
MAGGIORE
(SAN MARINO)EUR 1.808.000 100,0000 TIM S.p.A.
BU BRASILE
I-SYSTEMS SOLUÇÕES DE INFRAESTRUTURA S.A.
(sistemi di telecomunicazioni)RIO DE JANEIRO (BRASILE)BRL 1.794.287.995 100,0000 TIM S.A.
TIM BRASIL SERVIÇOS E PARTICIPAÇÕES S.A.
(holding di partecipazioni)RIO DE JANEIRO
(BRASILE)BRL 8.227.356.500 99,9999
0,0001TELECOM ITALIA FINANCE S.A.
TIM S.p.A.
TIM S.A.
(servizi di telecomunicazioni)RIO DE JANEIRO
(BRASILE)BRL 13.477.890.508 67,3865
0,1445 67,4840 TIM BRASIL SERVIÇOS E PARTICIPAÇÕES S.A.
TIM S.A.
V8 CONSULTING S.A.
(sistemi di telecomunicazioni)SAN PAOLO (BRASILE)BRL 10.072.726 100,0000 TIM S.A.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 35 Le imprese del Gruppo TIM 156
ALTRE ATTIVITA'
OLIVETTI DEUTSCHLAND GmbH
(commercializzazione di prodotti e accessori per ufficio)NORINBERGA
(GERMANIA)EUR 25.600.000 100,0000 OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
OLIVETTI UK Ltd
(commercializzazione di prodotti e accessori per ufficio)NORTHAMPTON
(REGNO UNITO)GBP 6.295.712 100,0000 OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
TELECOM ITALIA CAPITAL S.A.
(società finanziaria)LUSSEMBURGO EUR 2.336.000 100,0000 TIM S.p.A.
TELECOM ITALIA FINANCE S.A.
(società finanziaria)LUSSEMBURGO EUR 1.818.691.979 100,0000 TIM S.p.A.
TELECOM ITALIA LATAM PARTICIPAÇÕES E GESTÃO
ADMINISTRATIVA Ltda
(prestazioni di servizi di telecomunicazioni e di
rappresentanza)SAN PAOLO
(BRASILE)BRL 219.360.393 100,0000 TIM S.p.A.
IMPRESE CONTROLLATE DESTINATE AD ESSERE CEDUTE
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
(espletamento e gestione di servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico e privato)ROMA EUR 200.000.000 100,0000 TIM S.p.A.
PANAMA DIGITAL GATEWAY S.A.
(servizi di telecomunicazione e gestione data center)PANAMA CITY (PANAMA)USD 10.000 60,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
SPARKLE COMMUNICATIONS INDIA PRIVATE Ltd
(servizi di telecomunicazioni)MUMBAI
(INDIA)INR 25.500.000 99,9998
0,0002TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE UK Ltd
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
(servizi di "managed bandwidth")MIAMI
(STATI UNITI
D'AMERICA)USD 10.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE ARGENTINA S.A.
(servizi di "managed bandwidth")BUENOS AIRES (ARGENTINA)ARS 9.998.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE AUSTRIA GmbH
(servizi di telecomunicazioni)VIENNA (AUSTRIA)EUR 2.735.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE BELGIUM S.P.R.L. - B.V.B.A.
(servizi di telecomunicazioni)BRUXELLES
(BELGIO)EUR 2.200.000 99,9967
0,0033TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE UK Ltd
TI SPARKLE BRASIL PARTIÇIPAÇÕES Ltda
(holding di partecipazioni)RIO DE JANEIRO
(BRASILE)BRL 71.563.866 99,9999
0,0001TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE BRASIL TELECOMUNICAÇÕES Ltda
(servizi di "managed bandwidth")RIO DE JANEIRO
(BRASILE)BRL 69.337.363 99,9999
0,0001TI SPARKLE BRASIL PARTIÇIPAÇÕES Ltda
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE BULGARIA EOOD
(attività di telecomunicazioni)SOFIA (BULGARIA)EUR 52.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE CHILE S.p.A.
(servizi di "managed bandwidth")SANTIAGO (CILE)CLP 5.852.430.960 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE COLOMBIA Ltda
(servizi di "managed bandwidth")BOGOTA'
(COLOMBIA)COP 12.636.774.908 99,9999
0,0001TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE FRANCE S.A.S.
(installazione e gestione di servizi di telecomunicazioni per la rete fissa e le attività afferenti)PARIGI (FRANCIA)EUR 18.295.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE GERMANY GmbH
(servizi di telecomunicazioni)FRANCOFORTE (GERMANIA)EUR 25.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE GREECE S.A.
(attività di telecomunicazioni)ATENE (GRECIA)EUR 368.760 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE ISRAEL Ltd
(servizi di telecomunicazioni internazionali wholesale)RAMAT GAN (ISRAELE)ILS 1.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE MEXICANA S.A. de C.V.
(servizi di telecomunicazioni)CITTA' DEL MESSICO
(MESSICO)MXN 2.000.000 99,9995
0,0005TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE NETHERLANDS B.V.
(servizi di telecomunicazioni)AMSTERDAM (PAESI BASSI)EUR 18.200 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE NORTH AMERICA, Inc.
(servizi di telecomunicazioni e attività di rappresentanza)NEW YORK
(STATI UNITI
D'AMERICA)USD 15.550.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE PANAMA S.A.
(servizi di "managed bandwidth")PANAMA CITY (PANAMA)USD 10.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE PERU' S.A.
(servizi di "managed bandwidth")LIMA
(PERÙ)PEN 57.101.788 99,9999
0,0001TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE PUERTO RICO LLC
(servizi di "managed bandwidth")SAN JUAN (PORTO RICO)USD 3.050.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE ROMANIA S.r.l.
(servizi di telecomunicazioni)BUCAREST (ROMANIA)RON 3.021.560 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE RUSSIA LLC
(servizi di telecomunicazioni)MOSCA
(RUSSIA)RUB 8.520.000 99,0000
1,0000TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE UK Ltd
TI SPARKLE SINGAPORE Pte.Ltd
(servizi di telecomunicazioni)SINGAPORE USD 28.482 99,9965 0,0035TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE NORTH AMERICA, Inc.
TI SPARKLE SPAIN TELECOMMUNICATIONS S.L.
(servizi di telecomunicazioni)MADRID (SPAGNA)EUR 1.687.124 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE ST. CROIX LLC
(servizi di "managed bandwidth")ISOLE VERGINI
(STATI UNITI
D'AMERICA)USD 1.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE SWITZERLAND GmbH
(servizi di telecomunicazioni)ZURIGO (SVIZZERA)CHF 2.000.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.Denominazione sociale Sede Valuta Capitale
sociale%
Partecipazione
Capitale% Voto Imprese partecipanti Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 35 Le imprese del Gruppo TIM 157
TI SPARKLE TURKEY TELEKOMÜNIKASYON ANONIM SIRKETI
(servizi di telecomunicazioni)ISTANBUL (TURCHIA)TRY 65.000.000 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE UK Ltd
(offerta di servizi di valore aggiunto e di networking)LONDRA (REGNO UNITO)EUR 3.983.254 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE VENEZUELA C.A.
(servizi di "managed bandwidth")CARACAS (VENEZUELA)VES 12.136.930 100,0000 TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TIS LAGOS LIMITED
(servizi di telecomunicazioni)LAGOS
(NIGERIA)NGN 100.000.000 99,9999
0,0001TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE UK Ltd
IMPRESE COLLEGATE E JOINT VENTURES VALUTATE CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO
AREE URBANE S.r.l. (in fallimento) (gestione immobiliare)MILANO EUR 100.000 32,6200 TIM S.p.A.
PEDIUS S.r.l.
(erogazione di applicazioni di telecomunicazioni specializzate, di servizi di telecomunicazione su connessioni telefoniche, di servizi voip)ROMA EUR 181 16,5553 (*) TELECOM ITALIA VENTURES S.r.l.
POLO STRATEGICO NAZIONALE S.p.A.
(progettazione, predisposizione, allestimento e messa a disposizione di infrastruttura di rete dati nazionale ad alta affidabilità per la pubblica amministrazione)ROMA EUR 3.000.000 45,0000 TIM S.p.A.
TIGLIO I S.r.l. (in liquidazione) (gestione immobiliare)MILANO EUR 100.000 47,8020 TIM S.p.A.
TIMFIN S.p.A.
(svolgimento nei confronti del pubblico, dell'attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e, segnatamente, di ogni tipo di finanziamento erogato nella forma di prestito personale e al consumo)TORINO EUR 40.000.000 49,0000 TIM S.p.A.
W.A.Y. S.r.l.
(sviluppo e commercializzazione di prodotti e sistemi di geolocalizzazione per la sicurezza e la logistica)TORINO EUR 136.383 40,0000 OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFITDenominazione sociale Sede Valuta Capitale
sociale%
Partecipazione
Capitale% Voto Imprese partecipanti (*) Società collegata su cui TIM S.p.A. esercita direttamente o indirettamente un'influenza notevole ai sensi dello IAS 28 (Partecipazioni in società collegate e joint venture).
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIMNota 35 Le imprese del Gruppo TIM 158
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE
ABBREVIATO AI SENSI DELL’ART. 81-TER DEL
REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E
SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI
1.I sottoscritti Pietro Labriola, in qualità di Amministratore Delegato, e Piergiorgio Peluso, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di TIM S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154-bis, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
–l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e –l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato nel corso del periodo 1°gennaio - 30 giugno 2026.
2.TIM ha adottato come framework di riferimento per la definizione e la valutazione del proprio sistema di controllo interno, con particolare riferimento ai controlli interni per la formazione del bilancio, il modello Internal Control - Integrated Framework (2013) emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission.
3.Si attesta, inoltre, che:
3.1. il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026:
a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 (International Financial Reporting Standards – IFRS), nonché alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in Italia anche con particolare riferimento ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del Decreto Legislativo 28 febbraio 2005, n. 38;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
3.2. La relazione intermedia sulla gestione comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell’esercizio 2026 e alla loro incidenza sul bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026, unitamente ad una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell’esercizio 2026. La relazione intermedia sulla gestione comprende altresì un’analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
29 luglio 2026 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato 159
RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE
Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Relazione della Società di Revisione 160
Relazione di revisione contabile limitata sul bilancio consolidato semestrale
abbreviato
Agli Azionisti della TIM S.p.A.
Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dal prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata, dal conto economico separato consolidato e dal conto economico complessivo consolidato, dal prospetto dei movimenti del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note esplicative della TIM S.p.A. e controllate (Gruppo TIM) al 30 giugno 2026. Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell’effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa. Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo TIM al 30 giugno 2026 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Europea.
Torino, 6 agosto 2026 Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 del Gruppo TIM Relazione della Società di Revisione 161
NOTIZIE UTILI
La Relazione Finanziaria Semestrale 2026 può essere consultata accedendo ai siti www.gruppotim.it/it/investitori/report-
presentazioni/report-finanziari.html e www.gruppotim.it/en/investors/reports-presentations/financial-reports.html .
È inoltre possibile ricevere informazioni su TIM al sito www.gruppotim.it e informazioni su prodotti e servizi al sito www.tim.it.
Inoltre, sono disponibili i seguenti riferimenti:
■ Numero Verde 800.020.220 (per chiamate dall’Italia) oppure +39 011 2293603 (per chiamate dall’estero) a disposizione per informazioni ed assistenza agli azionisti;
■ TIM Investor Relations: investor_relations@telecomitalia.it .
TIM S.p.A.
Sede legale: Via Gaetano Negri, 1 - 20123 Milano Sede Secondaria e Direzione Generale: Via di Val Cannuta, 182 - 00166 Roma Casella PEC: telecomitalia@pec.telecomitalia.it Capitale Sociale: euro 6.000.000.000,00 interamente versato Codice Fiscale/Partita IVA e Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano – Monza Brianza – Lodi: 00488410010 Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 Notizie utili 162