RELAZIONE FINANZIARIA
SEMESTRALE 2026
Giovanni Antonio Burrini (Bologna 1656 - 1727), Mercurio , particolare, collezione d’arte Credem.
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2026
4 RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE Credito Emiliano Spa
Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni Sede Sociale e Direzione :
Via Emilia San Pietro n. 4 - 42121 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it
RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE 5 INDICE
Cariche Sociali 7
RELAZIONE FINANZIARIA
SEMESTRALE
Relazione intermedia sulla Gestione 9 Bilancio consolidato semestrale abbreviato 61 Note illustrative 75 Allegati alle note illustrative 271 Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto 279 Relazione della Società di Revisione 283
RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE 7 CARICHE SOCIALI
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata Vice Presidenti Enrico Corradi (*) Luigi Maramotti Consiglieri Paola Agnese Bongini(**) Giorgia Fontanesi(*) Mariaelena Fontanesi Elisabetta Gualandri(**) Alessandro Merli(**) Ernestina Morstofolini(*) Edoardo Prezioso(*) Anna Chiara Svelto(**)
Giovanni Viani
(*) Membri del Comitato Esecutivo (**) Amministratori indipendenti ex art.148, comma 3, D.Lgs. n.58/1998 (TUF)
COLLEGIO SINDACALE
Presidente Massimiliano Bonfiglio Sindaci effettivi Giulio Morandi Maria Paglia Sindaci supplenti Patrizia Gentil Monica Montanari
DIREZIONE CENTRALE
Direttore Generale Stefano Morellini Condirettori Generali Stefano Pilastri Giuliano Cassinadri Vice Direttori Generali Paolo Magnani Francesco Reggiani Condirettori Centrali Maurizio Giglioli Alessandro Cucchi Vice Direttori Centrali Massimo Arduini Roberto Catellani Ettore Corsi Daniele Morlini DIRIGENTE PREPOSTO alla redazione dei documenti contabili societari
Giuseppe Malato
SOCIETA' DI REVISIONE
Deloitte & Touche S.p.A.
L’eventuale mancata quadratura tra i dati esposti nel presente fascicolo dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.
RELAZIONE
INTERMEDIA
SULLA GESTIONE
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 11 AREA DI CONSOLIDAMENTO
CREDITO
EMILIANO
CREDEM
EUROMOBILIARE CREDEMLEASING MAGAZZINI CREDEM
PRIVATE BANKING GENERALI DELLE ASSICURAZIONI
100% TAGLIATE 50%
100% 100%
CREDEMFACTOR CREDEMTEL SBC FINTECH
MILAN 2224
100% 100% 45,92%
AVVERA CREDEMVITA MYNET
100% 100% 12,99%
CREDEM CREDEM CB FLAIRBIT
EUROMOBILIARE
PRIVATE ASSET
SGR S.P.A. 70% 10%
100%
EUROMOBILIARE
ASSET ANDXOR ***
MANAGEMENT
S.G.R. * 75%
100%
EUROMOBILIARE
ADVISORY
SIM**
100%
EUROMOBILIARE
FIDUCIARIA
100%
Note:
le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente;
le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto
* Dal 01/07/2026 CREDEM EUROMOBILIARE ASSET MANAGEMENT S.G.R
** Dal 01/07/2026 CREDEM EUROMOBILIARE ADVISORY SIM
***In data 1 1 febbraio 2026 è stato sottoscritto l’acquisto da parte di Credemtel S.p.A. di un’ulteriore quota di partecipazione al capitale sociale di Andxor Soluzioni Informatiche S.R.L., che passa dal 40,00% al 75,00%.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 13 Signori Azionisti,
dedichiamo una breve sintesi introduttiva alle principali evidenze del primo semestre 2026:
EXECUTIVE SUMMARY
•Il Gruppo chiude il semestre con un utile netto di 312,9 milioni di euro, con una redditività di periodo, espressa in termini di ROE, del 7%, fattorizzando uno sviluppo dei volumi che ha trovato riflesso nella crescita delle principali componenti di ricavo .
•Il risultato si confronta con i 371,8 milioni di euro di un primo semestre 2025 che includeva la plusvalenza netta di 93,7 milioni di euro realizzata a seguito del trasferimento delle attività di merchant acquiring a Worldline Italia.
La tabella mostra il contributo al consolidato delle diverse aree di business*:
•La Banca Commerciale, conferma un apporto di 169,3 milioni di euro al Gruppo, in linea con l’anno precedente, al netto della plusvalenza indicata in precedenza.
•Credem Euromobiliare Private Banking chiude il primo semestre con un risultato di 31 milioni di euro, in incremento rispetto ai 22,8 del primo semestre 2025. Segna una significativa progressione della raccolta netta e un miglioramento della marginalità gen erata sia da margine finanziario, che da margine da servizi.
•Le società che fanno capo all’area del parabancario e del consumer credit contribuiscono complessivamente per 45,9 milioni all’utile del semestre, segnando un trend crescente rispetto ai 43,4 milioni di euro dell’anno precedente.
•Le fabbriche del Wealth, raggiungono un risultato straordinario di 75,0 milioni di euro, trainato dalla crescita dei volumi in gestione e dall’incremento significativo delle commissioni di performance.
•La capacità di generare capitale organicamente ha permesso al Gruppo di raggiungere un CET1 ratio (perimetro di Vigilanza) del 16,22% (17,45% a livello di Gruppo Bancario).
*) Come meglio rappresentato nella Parte L - Informativo di Settore della nota integrativa dove si forniscono informazioni relativamente all’andamento degli ambiti di business .
14 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE SCENARIO MACROECONOMICO
Il quadro internazionale continua ad essere caratterizzato da una perdurante instabilità geopolitica e dai conflitti in corso anche se, nel mentre, l’attività economica mondiale ha continuato a mostrare una buona tenuta. La tregua tra Stati Uniti e Iran, annunciata a metà giugno, avrebbe dovuto porre fine alla guerra e aprire stabilmente lo Stretto di Hormuz, ma successivi attacchi ed incursioni hanno reso l’accordo vano. A marzo 2026, negli Stati Uniti, la crescita del PIL in termini reali è stata pari allo 0,4% sul periodo precedente. Tale dinamica è stata sostenuta dai consumi pubblici e dagli investimenti, mentre i consu mi privati hanno rallentato. Gli investimenti fissi privati sono rimasti sostenuti, favoriti dalle spese connesse all’IA, in attrezzature e software informatici. Anche l’economia dell’area dell’euro (al netto dei dati volatili irlandesi) è cresciuta modera tamente nel primo trimestre del 2026, sostenuta dalla domanda interna e dalle esportazioni. Nel primo trimestre il mercato del lavoro ha mantenuto la propria capacità di tenuta con la creazione di nuovi posti di lavoro, sebbene a un ritmo inferiore rispett o al quarto trimestre del 2025.
Nel primo trimestre del 2026 il PIL italiano, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del pr imo trimestre del 2025. La variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,6%. Rispetto al trimestre precedente, sono risultate in aumento tutte le principali componenti della domanda interna, con una crescita dello 0,4% dei consumi finali nazionali e dello 0,7% degli investimenti fissi lordi (a seguito dello sblocco dei crediti d’imposta di Transizione 5.0 e dal picco di spesa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Le importazioni sono diminuite dello 0,7% mentre le esportazioni sono aumentate del 2, 2%. I dati preliminari del secondo trimestre confermano la resilienza dell’economia italiana con un PIL Italia in crescita nel trimestre dello 0,2% e dell’1% anno su anno. [A giugno 2026 l’inflazione è risultata al +3,0% (dal +3,2% di maggio). Il lieve ral lentamento è legato all’attenuarsi delle tensioni sui prezzi degli alimentari non lavorati, dei servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. Un sostegno all’inflazione è arrivato, d’altro canto, dalla moderat a accelerazione dei prezzi degli energetici. Si è ridotto il tasso di variazione tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa” (da +1,9% a +1,6%) così come l’inflazione di fondo (da +1,7% a +1,6%). L’inflazione acquisita a giugno, per il 2026, resta st abile a +2,6%.
Passando alla politica monetaria, ricordiamo che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), nella riunione dell’11 giugno 2026 ha deciso di aumentare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE, al fine di contrastare le pressioni inflazionistiche generate dal conflitto in Medio Oriente.
Relativamente ai mercati finanziari:
• nel primo trimestre 2026, la maggiore incertezza legata al conflitto tra Stati Uniti, Iran e Israele si è immediatamente riflessa sui mercati finanziari: i rendimenti sovrani e i premi per il rischio sono aumentati, i corsi azionari si sono ridotti e il do llaro si è apprezzato nei confronti delle principali valute.
• nel secondo trimestre 2026 i tassi di interesse a lungo termine sui titoli di Stato sono cresciuti nelle principali economie avanzate riflettendo l’evoluzione delle tensioni in Medio Oriente e le attese di un orientamento di politica monetaria più restrittivo. Nell’area euro i titoli di stato decennali hanno mantenuto rendimenti stabili a partire dal mese di aprile. I corsi azionari negli Stati Uniti e in Giappone si sono portati su livelli significativamente superiori a quelli precedenti l’avvio delle osti lità. Anche i mercati EU hanno recuperato, anche se con una evoluzione inferiore ai paesi sopra citati. Le differenze di evoluzione dei mercati tra paesi sono riconducibili in larga misura alla diversa esposizione al settore tecnologico, che è stato sosten uto dai solidi risultati dei comparti connessi con lo sviluppo dell’IA. Il dollaro si è rafforzato nei confronti delle principali valute.
• Il FTSE Italia All Shares ha chiuso il primo semestre 2026 con un +14% rispetto a dicembre 2025, recuperando le correzioni registrate dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente. Il recupero ha beneficiato degli utili conseguiti dalle società, dall’andam ento dei titoli del settore finanziario e dalla spinta impressa dal tema dell’intelligenza artificiale.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 15 CONTESTO REGOLAMENTARE E ANDAMENTO SISTEMA
BANCARIO*
Nel corso dell’anno, il legislatore europeo e le Autorità di Vigilanza hanno continuato a lavorare sul quadro legislativo.
Relativamente alla Vigilanza Bancaria, ricordiamo:
• Il Consiglio Direttivo della BCE ha pubblicato il 26 marzo 2026 le sue proposte per rafforzare la competitività delle banche e sostenere l'economia reale. Il documento rappresenta la risposta ufficiale alla consultazione pubblica della Commissione Europea sulla competitività del settore bancario dell'UE e si basa sulle proposte di semplificazione già presentate dalla BCE nel dicembre 2025. La proposta vuole creare un vero mercato unico (compiere passi concreti verso il sistema europeo di assicurazione dei d epositi (EDIS)) e semplificare la normativa, senza però ridurre la solidità delle banche. Il Consiglio Direttivo propone cinque interventi normativi chiave: meno direttive e più regolamenti; ridurre e accorpare gli attuali 5 buffer di capitale macroprudenz iali in soli 2 buffer; maggior proporzionalità per le piccole banche; un reporting semplificato; una visione olistica del capitale.
• Il 26 giugno è stata pubblicata una comunicazione che ricorda come BCE stia completando una revisione di circa 130 pubblicazioni (guide, relazioni, lettere e metodologie) sulla vigilanza bancaria. L'obiettivo è migliorare la trasparenza e semplificare la c omunicazione.
L'azione dell'EBA ( European Banking Authority ) si è concentrata sulla riduzione dei costi operativi e sull'efficienza informativa. In particolare ha rivisto le attività di reporting mediante riduzione del volume informativo (in termini di datapoint , frequenze e ambito) per razionalizzare i requisiti di reporting prudenziale e allinearli ai framework contabili. È stato inoltre aggiornato il contenuto del Pillar 3 con l’introduzione di nuove informative sulle esposizioni verso le NBFI (istituzioni fin anziarie non bancarie) e l’allineamento della comunicazione dei rischi ESG agli standard di sostenibilità europei (ESRS). Per le banche piccole e non complesse, l'EBA produrrà e pubblicherà direttamente le informative Pillar 3 sul proprio Data Hub utilizzando i dati già raccolti, eliminando così duplicazioni e costi amministrativi per gli istituti minori. Si ricorda infine che l’EBA ha pubblicato la bozza metodologica per gli stress test europei del 2027 che prevede una riduzione di circa il 55% dei datapoint risp etto all'esercizio 2025, grazie alla cancellazione di alcuni modelli (template) e all'uso di dati già disponibili. L’esercizio includerà un modulo dedicato ai rischi climatici (fisici e di transizione).
La Commissione UE ha introdotto misure temporanee per neutralizzare fino al 2029 gli effetti sui coefficienti regolamentari delle nuove regole sui rischi di mercato ( Fundamental Review of Trading Book ). L'obiettivo è quello di salvaguardare la competitività delle banche europee nell'investment banking rispetto a Stati Uniti e Regno Unito, che non hanno ancora recepito questo standard globale. Nonostante l'applicazione del regolamento sulle criptoattivi tà sia recente (2024), la Commissione UE ha avviato una consultazione (con scadenza fine agosto 2026) per valutarne l'adeguatezza, l'estensione del perimetro alla finanza decentralizzata (DeFi) e l'inquadramento giuridico dei depositi tokenizzati.
Il Financial Stability Board (FSB) ha avviato una consultazione globale per definire pratiche e raccomandazioni non vincolanti sull'uso dell'AI finanziaria, bilanciando benefici analitici e rischi (governance, qualità dei dati, terze parti). In Europa, l'applicazione graduale dell' AI Act è attualmente oggetto di semplificazione nel pacchetto Digital Omnibus , che prevede il rinvio temporale di alcuni obblighi.
Procedendo ad analizzare l’andamento del Sistema Bancario italiano, a maggio 2026, i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell’ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono aumentati del 3,1% sui dodici mesi (era +0,7% a maggio 2025). In dettaglio, i prestiti alle imprese hanno evidenziato un aumento del 3,5% su base annua (era -1,4% a maggio 2025): nella primavera la crescita si è rafforzata in risposta alle maggiori esigenze di liquidità emerse a seguito dei rincari energetici e al flusso di investim enti riconducibili a Industria 4.0 e 5.0. La crescita del credito è aumentata per le imprese della manifattura e dei servizi mentre si è ridot ta per quelle delle costruzioni.
È stato pubblicato anche dell’aggiornamento n.52 della circolare n. 285/2013 della Banca d’Italia che dà attuazione alle normative introdotte a livello Europeo dalla Direttiva (EU) 2024/1619 (“CRD6”) e le modifiche introdotte dalla Direttiva (EU) 2024/2994 con riguardi al trattamento del rischio di
16 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE concentrazione delle esposizioni nei confronti di CCP (controparti centrali).
Relativamente al credito alle famiglie, sempre a maggio 2026, lo sviluppo si è attestato a +2,6% su base annua (era +1,5% a maggio 2025), la dinamica è riconducibile alla domanda di prestiti per l’acquisto di abitazioni (sostenuta da alcuni incentivi fiscali dedicati alla ristrutturazione e dalla positiva congiuntura de l mercato immobiliare) e alla lieve accelerazione di quelli dedicati al consumo. Entrando nel dettaglio, i mutui hanno evidenziato una dinamica del +3,4% su base annua e il credito al consumo ha segnato un +4,3% (+4,4% a maggio 2025). Gli altri prestiti alle famiglie hanno riportato un -2,4% su base annua ( -5,9% a maggio 2025).
Relativamente alla rischiosità, a marzo 2026, i prestiti deteriorati si sono attestati a 45,7 miliardi di euro, -9,5% su base annua.
Passando alla raccolta diretta delle banche italiane, la dinamica dei depositi del settore privato ha continuato ad evidenziare una dinamica positiva ma in contrazione rispetto ad inizio anno: i depositi hanno segnato una crescita del +2,7% a maggio 2026 (era +3,8% a maggio 2025). La dinamica dei depositi dei residenti è stata influenzata positivamente da finalità precauzionali, in un contesto geopolitico di elevata incertezza, e, negativamente, da un graduale aumento del costo opportunità di detenere attiv ità liquide. In dettaglio i depositi alle famiglie hanno segnato un +2,8% a maggio 2026 e i depositi delle imprese hanno raggiunto un +3,7%. Relativamente alle forme tecniche, la liquidità a vista detenuta sui conti correnti ha rilevato un progressivo recupero (segnando un +3,4% su base annua a maggio 2026). Le forme di deposito rimborsabili hanno evidenziato un progresso (+2,2% a maggio 2026). Il comparto obbligazionario ha segnato a maggio 2026 un +4,1% su base annua (era -0,3% a maggio 2025). Nel contempo, a maggio 202 6, i titoli in deposito delle famiglie (al valore nominale) hanno registrato una buona dinamica (+10,0% su base annua), rispetto al 2025 (+2,0% a maggio).
Relativamente al risparmio gestito, i fondi comuni aperti hanno visto afflussi pari a 4,3 miliardi di euro a maggio 2026. Secondo dati forniti da Assogestioni, la raccolta netta è stata positiva per i monetari (+3,5 miliardi di euro, incidono per il 4% del patrimonio dei fondi aperti), seguiti dagli obbligazionari (+0,5 miliardi di euro, incidono per il 35% del patrimonio) e dagli azionari (+0,3 miliardi di euro, incidono per il 32% del patrimonio). Hanno registrato deflussi i bilanciati (-1,2 miliardi di euro, incidono per il 9% del patrimonio dei fondi aperti) e i flessibili ( -0,7 miliardi di euro, incidono per il 14% del patrimonio). Il patrimonio complessivo dei fondi aperti si è attestato, a maggio 2026, a 1.375 miliardi di euro ( 1.280 miliardi di euro a maggio 2025). I fondi di diritto italiano hanno registrato una raccolta netta negativa per circa -3,0 miliardi di euro, mentre quelli di diritto estero hanno consuntivato un valore positivo per 7,3 miliardo di euro.
A maggio 2026, in base ai dati di ANIA, la nuova produzione di polizze vita individuali raccolte in Italia è stata pari a 47,5 miliardi di euro, in progresso del +2,4% su base annua. I prodotti di ramo I hanno registrato un -4,1% (rappresentando il 64% della produzione), mentre i prodotti di ramo III hanno evidenziato uno sviluppo del +9,1% su base annua (sono il 35% della produzione).
Relativamente ai canali distributivi delle polizze vita, gli sportelli bancari e postali sono cresciuti del +2,1% su base annua, sviluppando il 70% del totale, e le reti sono calate del -5,4% su base annua, distribuendo il 16% dei flussi complessivi.
(*) Le principali fonti dei dati di sistema relative a scenario macroeconomico, contesto regolamentare e andamento del sistema bancario sono: Bollettino Economico n. 2 e 3 del 2026, elaborati da Banca d’Italia; Comunicati stampa BCE (da sito BCE);
Prometeia “Rapporto di Previsione” Luglio 2026; siti internet: www.borsaitaliana.it; www.istat.it; www.ilsole24ore.it;
www.bankingsupervision.europa.eu ; www.bancaditalia.it; www.assogestioni.it ; www.ania.it ; Banche e moneta: serie nazionali – 9 luglio 2026 , Banca d’Italia.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 17 PRINCIPALI PUNTI DI ATTENZIONE
• Implicazioni dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente (*) I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente non stanno avendo ripercussioni dirette sul Gruppo, in quanto non si evidenziano esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto, tuttavia tensioni improvvise sia sui prezzi delle materie prime, sia sui mercati finanziari potrebbero avere riverberi sulla clientela. A livello creditizio, il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall’incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie.
Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, il Gruppo ha mantenuto un approccio restrittivo nei confronti dell’operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull’acquisizione di nuovi clienti;
restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti.
• Impatto dazi US/UE Al quadro di incertezza geopolitica si aggiunge la strategica degli Stati Uniti sull’applicazione dei dazi commerciali. Nel corso dell’incontro tra stati Uniti e Unione Europea tenutosi il 27 -28 luglio 2025, è stato raggiunto un accordo per scongiurare l’imposizione di nuovi dazi generalizzati. Le parti hanno concordato l’applicazione di una tariffa unica del 15% su gran parte delle esportazioni europee verso gli USA, evitando così dazi più elevati annunciati in precedenza dall’amministrazione americana. Sono stati esclusi dall’accordo alcuni settori strategici, come farmaceutica, aerospazio e semiconduttori, che continueranno a beneficiare di accesso preferenziale. In cambio l’UE si è impegnata ad acquistare ingenti quantitativi di energia statunitense e ad aumentare gli investimenti nel paese. L’intesa rappresenta un compromesso volto a preservare i rapporti commerciali transatlantici, pur mantenendo alcune criticità aperte che sono oggetto periodicamente di annunci tra le parti, contribuendo a mantenere un’area di incertezza sulla tematica.
(*) ESMA, in data 13 maggio 2022, ha pubblicato il Public Statement “Implications of Russia’s invasion of Ukraine on half - yearly financial reports”, afferente gli effetti dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali e, in data 28 ottobre 2022, ha pubblicato il Public Statement “European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports”, dove si evidenziano le priorità relative alla disclosure sui rendiconti annuali.
18 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE PRINCIPALI EVENTI GRUPPO CREDEM
Sono illustrati di seguito gli eventi principali che hanno interessato il Gruppo Credem nel corso del primo semestre 2026:
• Rating
Il 12 maggio 2026 Fitch Ratings ha migliorato i rating a lungo termine e breve termine sui depositi di Credito Emiliano S.p.A. a ‘A’ da ‘A -‘ e ‘F1’ da ‘F2’. L'azione di rating fa seguito alla pubblicazione, avvenuta l'8 maggio 2026, dell'aggiornamento dei criteri di valutazione delle banche ( Bank Rating Criteria ) da parte di Fitch. Fitch ha rivisto al rialzo i rating sui depositi dell'istituto per riflettere la valutazione aggiornata in merito ad una maggiore tutela sui depositi, dovuta al principio di depo sitor preference vigente in Italia, al requisito individuale di buffer di risoluzione della banca e alla relativa strategia di risoluzione applicabile.
Il 6 luglio 2026 Fitch Ratings ha confermato il Long -Term Issuer Default Rating (IDR) di Credito Emiliano S.p.A. a 'BBB+', con Outlook Stabile, e il Viability Rating (VR) a 'bbb+'.
• Emissione green senior preferred bond (ISIN: XS3074457196) In data 26 maggio 2026, Credem ha completato un’emissione obbligazionaria di un green senior preferred bond (“Green Bond”) , destinata a investitori istituzionali e professionali, per un ammontare pari a 500 milioni di euro. Il bond è stato emesso sotto il programma EMTN, approvato il 22 maggio 2026, nell’ambito del Green, Social & Sustainability Bonds Framework . Il Green Bond, con rating Baa2 di Moody’s e BBB+ di Fitch, ha una scadenza di 6 anni e possibilità di rimborso anticipato al 5 anno, al fine di mas simizzare l’efficienza dal punto di vista regolamentare.
L’emissione evidenzia l’impegno del Gruppo nel finanziamento di progetti ESG portando l’importo delle attuali emissioni green e social ad un totale di circa 3 miliardi di euro.
• Rebranding
Il Gruppo ha avviato un importante processo di rebranding che coinvolge le società dell’area wealth management , con l’obiettivo di dare ulteriore forza al modello di “ federation of business ”.
L’operazione prevede l’integrazione del brand Credem con quello di Euromobiliare all’interno delle nuove denominazioni societarie. In particolare, l’evoluzione tocca le seguenti realtà: Credem Euromobiliare Asset Management Sgr (ex Euromobiliare Asset Management Sgr), Credem Euromobiliare Internationa l Fund Sicav (ex E uromobiliare International Fund Sicav) e Credem Euromobiliare Advisory Sim (ex Euromobiliare Advisory Sim). A queste si affianca Credem Euromobiliare Private Asset (ex Credem Private Equity), che aveva già deliberato il cambio di denominazione lo scorso fe bbraio.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 19 RISULTATI ECONOMICI CONSOLIDATI
La tabella mostra il conto economico riclassificato del primo semestre 2026 rispetto ai dati del primo semestre dell’anno precedente. Il risultato del semestre si attesta a 312,9 milioni e si confronta con un utile di 371,8 milioni che, tuttavia, incorporava la plusvalenza realizzata a seguito della cessione delle attività di merchant acquiring (93,7 milioni di euro). Al netto di questa componente, l’utile netto risulta in crescita del 12,5%.
CONTO ECONOMICO
06/26 06/25 Var. % milioni di €
- margine finanziario 501,5 474,4 5,7
- margine servizi (*) (**) 547,2 462,7 18,3 Margine d'intermediazione 1.048,7 937,0 11,9
- spese del personale -323,5 -306,6 5,5
- altre spese amministrative (*) -163,5 -155,6 5,0 Costi operativi -487,0 -462,2 5,4 Risultato lordo di gestione 561,7 474,8 18,3
- ammortamenti -57,5 -54,3 6,0 Risultato operativo 504,2 420,5 19,9
- accantonamenti per rischi e oneri -1,7 0,8 -319,1
- oneri/proventi straordinari 3,3 90,9 -96,3
- rettifiche nette su crediti (**) (***) -17,0 -5,2 224,6 Utile prima delle imposte 488,7 507,0 -3,6
- utile/perdita di terzi 0,0 0,0 0,0
- imposte sul reddito d'esercizio -175,8 -135,2 30,1 Utile netto 312,9 371,8 -15,8 La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio (si veda la Legenda allegata).
(*) le altre spese amministrative ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (78,7 milioni di euro a giugno 2026, 72,6 milioni di euro a giugno 2025);
(**) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a ti toli ( -0,1 milioni di euro a giugno 2026; 1,3 milioni di euro a giugno 2025 ) e quelle inerenti alle cessioni di NPL (7,5 milioni di euro a giugno 2026; 11,2 milioni di euro a giugno 2025 ) sono ricondotte al margine servizi.
(***) il risultato derivante dalla cessione di crediti npl è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanz iarie (7,5 milioni di euro a giugno 2026; 11,2 milioni di euro a giugno 2025 ).
20 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE Analizzando i principali aggregati economici:
• Margine finanziario Il margine finanziario ha registrato un incremento del 5,7% beneficiando prevalentemente della dinamica dei volumi sugli impieghi e sul portafoglio titoli e delle scelte fatte in termini di coperture. I tassi, nella prima parte dell’anno si sono mantenuti a livelli inferiori rispetto al primo semestre 2025:
l’incremento è stato annunciato solo a giugno e ancora non trova pieno riflesso nelle componenti economiche.
La forbice clientela ha tenuto nonostante il calo del tasso medio degli impieghi che si è attestato al 3,63% contro il 3 ,74% del primo semestre 2025. Scende infatti a 0,64% il costo medio della raccolta, rispetto allo 0,86% del periodo di confronto. Sotto il profilo commerciale, la dinamica dei volumi degli impieghi ha contribuito positivamente all’evoluzione del margine, in particolare rimane elevata la crescita dei finanziamenti erogati da Avvera che presentano una marginalità elevata, mentre sono lievemente calati i volumi di diretta .
TASSI (%) giu-26 giu-25 Tasso medio impieghi 3,63 3,74 Tasso medio raccolta 0,64 0,86 "Forbice" clientela 3,00 2,87 • Margine da servizi:
Il margine da servizi è in crescita del 18,3% rispetto al giugno 2025. La tabella sottostante evidenzia la contribuzione delle varie componenti al margine da servizi.
SCOMPOSIZIONE PER AREA DI CONTRIBUZIONE giu-26 giu-25 Variazione
% su giu-25
- Gestione e intermediazione 321,6 254,9 26,2%
- Servizi bancari (*) 102,1 102,4 -0,3%
COMMISSIONI NETTE(**) 423,8 357,3 18,6%
Trading titoli, cambi e derivati 60,2 51,3 17,4% Gestione assicurativa ramo vita (**) 54,4 42,4 28,1% Saldo altri proventi e oneri di gestione riclassificato (*) 8,8 11,6 -24,3%
MARGINE SERVIZI 547,2 462,7 18,3%
(*) I ricavi denominati di istruttoria veloce, contabilmente classificati tra i proventi di gestione, sono stati riclassificati tra le commissioni.
(**) Le voci sono al netto delle corrispondenti voci di Credemvita , che vengono sinteticamente esposte nella “gestione assicurativa ramo vita”.
Eccellente contributo sia delle componenti ricorrenti che degli altri ricavi: risulta in particolare molto positiva la dinamica delle commissioni (+18,6% rispetto al primo semestre 2025) e lo sviluppo del risultato da trading (+17,4%).
Le commissioni bancarie si sono attestate a 102,1 milioni di euro, sostanzialmente stabili, mentre le commissioni da gestione ed intermediazione, che crescono del 26,2%, si attestano a 321,6 milioni, incorporano l’ottima produzione netta di raccolta e l’effetto mercato che nell’ultimo trimestre ha permesso di recuperare l’effetto negativo di marzo. Il dato è influenzato positivam ente anche da collocamenti e commissioni di performance.
Il risultato della gestione assicurativa, grazie all’ottima raccolta e ai trend del mercato, si attesta a 54,4 milioni di euro, contro i 42,4 raggiunti a giugno 2025.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 21 • Spese ed ammortamenti I costi evidenziano una progressione che origina prevalentemente dalla crescita dimensionale del Gruppo e dalla diversificazione delle aree operative . In dettaglio:
o le spese per il personale si attestano a 323,5 milioni di euro, in aumento dell’5,5% rispetto al primo semestre 2025;
o le altre spese amministrative ammontano a 163,5 milioni di euro, in aumento del 5%. La crescita delle spese amministrative è legata allo sviluppo dei ricavi e guidata principalmente dall’ intensa attività progettuale e di sviluppo;
o gli ammortamenti, pari a 57,5 milioni di euro, sono in crescita del 6% .
• Componenti non operative La voce “oneri/proventi straordinari” riporta un valore positivo di 3,3 milioni di euro che si confronta con un dato del primo semestre 2025 che includeva la plusvalenza per la cessione del merchant acquiring per 95,0 milioni di euro lordi.
• Rischio creditizio Le rettifiche su crediti si posizionano a -17,0 milioni di euro, confermando livelli di eccellenza nell’incidenza del costo del credito sugli impieghi. Come evidenziato più dettagliatamente nel paragrafo dedicato agli impieghi, includono principalmente ret tifiche analitiche su Credembanca e su Avvera e si confrontano con un primo semestre 2025 caratterizzato da importati riprese di valore.
• Risultato d’esercizio L’utile netto a 312,9 milioni di euro, risultante dalle evidenze descritte e al netto di oneri fiscali, più penalizzanti rispetto al primo semestre 2025, è in crescita del 12,5% se confrontato con il risultato del primo semestre 2025 al netto della plusvalenza derivante dalla cessione del merchant acquiring .
22 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI
Nella presente sezione, vengono utilizzati gli ultimi dati di sistema disponibili per “Crediti e raccolta diretta a clientela” e “Raccolta complessiva”.
IMPIEGHI VERSO CLIENTELA*
Al 30 giugno, gli impieghi del Gruppo Credem si sono attestati a 37,5 miliardi di euro. Nel confronto con il dato di chiusura al 31 dicembre 2025 si evidenzia una contenuta flessione, fisiologica e riconducibile al consueto effetto stagionale che caratteri zza la prima parte dell'anno. Questo riflette anche la scelta strategica del Gruppo di privilegiare i finanziamenti a breve termine a supporto del capitale circolante e del fabbisogno di spesa delle imprese, esigenze che si ridimensionano naturalmente nei primi mesi dell'anno.
Come evidenziato nella tabella sottostante, la crescita tendenziale degli impieghi del Gruppo si inserisce in un quadro in cui il sistema bancario nel suo complesso ha registrato, secondo le rilevazioni della Banca d'Italia, una variazione annua del +2,61% (dato aggiornato a maggio 2026).
Tale performance assume particolare rilievo in un contesto macroeconomico ancora sfidante e condizionato da fattori esterni avversi. Nel corso dell'ultimo trimestre, infatti, la Banca Centrale Europea ha operato un nuovo rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base. L'incremento del costo del denaro, unito alle persistenti tensioni geopolitiche e all'incertezza sugli scambi commerciali internazionali, ha continuato a frenare la domanda di credito complessiva e a influenzare negativamente la propensione ag li investimenti delle imprese. In questo scenario, caratterizzato da condizioni finanziarie più rigide, il Gruppo Credem ha confermato la propria solidità, garantendo un costante e solido supporto all'economia reale.
*I numeri evidenziati nelle tabelle sono riferiti alla sottovoce di bilancio 40 b) dei crediti verso clientela al netto della componente in titoli e pronti contro termine”
CREDITI VERSO CLIENTELA (€mln) Volumi
variazione %
su 2025 giu-26 dic-25 Impieghi 37.458 37.674 -0,6% Parallelamente, il Gruppo ha mantenuto un proattivo e rigoroso presidio dei rischi, muovendosi in un contesto geopolitico e macroeconomico caratterizzato da perduranti incertezze globali. In uno scenario di tassi d'interesse in crescita, l'attenzione si è concentrata sulla sostenibilità finanziaria e sulla tenuta complessiva della clientela, monitorando costantemente i settori maggiormente sensibili al rallentamento della domanda e alle dinamiche geopolitiche in atto.
Nel dettaglio:
•CredemBanca : gli impieghi vivi (escluse sofferenze) si attestano a 27 miliardi di euro, confermandosi sostanzialmente stabili rispetto a dicembre 2025. Analizzando la composizione del portafoglio, tutti i segmenti mostrano una sostanziale stabilità rispetto a giugno dello scorso anno. Tutti i comparti dedicati alle imprese hanno confermato la propria tenuta, così come il segmento dei mutui residenziali che registra una leggera crescita rispetto a dicembre; su quest'ultimo si rileva in particolare un progressivo freno al fenomeno delle surroghe in uscita, pur in presenza di politiche di pricing particolarmente aggressive da parte dei competitor.
•Credemleasing : gli impieghi vivi si attestano a 3,5 miliardi di euro, in aumento del circa 2,3% rispetto al periodo 30 giugno 2025. Stabili rispetto a dicembre.
•Credemfactor: gli impieghi vivi si attestano a 1,2 miliardi di euro, registrando una solida crescita, +9,1% rispetto a giugno 2025. Nel confronto con il dato di chiusura di dicembre si rileva una flessione fortemente condizionata dalla spiccata stagionalità che caratte rizza l'operatività e il modello di business della società.
•Avvera: ha proseguito il suo percorso di forte espansione anche nel primo semestre del 2026, registrando un incremento degli impieghi del 7,1% rispetto al dato di dicembre 2025, continuando a crescere meglio del mercato di riferimento del credito al consumo. Sebb ene il prestito finalizzato, trainato dal comparto automotive, si confermi il prodotto core della società,
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 23 il contributo più dinamico alla crescita è giunto dai Prestiti Personali. Questi ultimi hanno beneficiato della scelta strategica di concentrare lo sviluppo del business sulla società, permettendo di intercettare efficacemente la domanda in questo specific o segmento. La soglia dei prestiti personali è salita a 703 milioni di euro mentre, parallelamente, il comparto della cessione del quinto (CQS) si è mantenuto su livelli di sostanziale stabilità. I volumi legati all'operatività del Buy Now Pay Later (BNPL) si attestano ancora su valori molto contenuti.
•Credem Euromobiliare Private Banking: gli impieghi si attestano a 917 milioni di euro, evidenziando un andamento decisamente positivo. Nel corso del semestre, infatti, la crescita è stata pari a 51 milioni di euro (+5,9% rispetto al dato di chiusura di fine anno), mentre il confronto su base a nnua conferma la forte accelerazione e il solido trend di sviluppo, con un incremento di 150 milioni di euro (+21,1% rispetto a giugno 2025).
I dati aggregati confermano il trend di lungo periodo e una concentrazione verso controparti con eccellente qualità creditizia, evidenziando la costante attenzione del Gruppo Credem alla solidità e alla stabilità del suo portafoglio creditizio nel tempo.
Con riferimento a Credembanca, nel corso del 2026 è ulteriormente cresciuta la concentrazione sulle posizioni con rating migliori (prime 4 classi di rating interni su 8 complessive ; nello specifico:
C1-C4 per funzione regolamentare corporate, C1 -C5 per funzione regolamentare retail ) dove insiste circa il 92 % degli impieghi vivi. Nel dettaglio segnaliamo:
• per quanto riguarda le aziende corporate di dimensioni maggiori (segmenti large e mid corporate gestiti dai centri aziende) si conferma l’ottima qualità creditizia del portafoglio, il quale risulta composto per il 95% da aziende caratterizzate dai rating m igliori, in linea rispetto al dato di dicembre 2025;
• con riguardo alle altre aziende incluse nella funzione regolamentare corporate (segmento small corporate) e gestite anch’esse dai centri aziende si evidenzia che al 30 giugno gli utilizzi sui migliori rating totalizzano circa l’89% del totale, in aumento d i circa l’1% rispetto alla fine dell’esercizi o precedente • con riguardo alle aziende incluse nel segmento POE (piccoli operatori economici di funzione regolamentare retail), gestite dalle filiali, circa l’84% delle esposizioni rientrano nei rating migliori, in crescita del 1,5% rispetto al la fine dell’esercizio precedente.
• Infine, anche per quanto riguarda il segmento privati si conferma l’ottima resilienza del portafoglio crediti. Rispetto al totale delle esposizioni, la quota collocata sui rating migliori si mantiene sostanzialmente stabile rispetto all'esercizio precedent e, attestandosi al 92%.
24 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE La tabella mostra per il Gruppo la classificazione dei crediti verso la clientela per stage :
CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI NETTI PER STAGE giu-26 dic-25
Stage 1 €mln 34.674 34.803 Stage 2 €mln 2.532 2.620 Stage 3 €mln 252 251 Stage 1 % 92,5 92,3 Stage 2 % 6,8 7,0 Stage 3 % 0,7 0,7 La componente in Stage 2 evidenzia una leggera contrazione rispetto alla chiusura dell'esercizio precedente, con un dato ancora inferiore alla media italiana ed europea (riscontrabile dai dati EBA Risk Dashboard).
Nel corso del primo semestre 2026, pur in presenza di uno scenario macroeconomico globale ancora caratterizzato da elementi di incertezza e da un quadro dei tassi di interesse restrittivo, lo stock dei crediti deteriorati (non -performing loans, Stage 3) de l Gruppo ha registrato un'ulteriore e progressiva contrazione a comprova dell’efficienza delle strutture di collection interne, coadiuvate dal ricorso mirato e strategico alle operazioni di cessione sul mercato di portafogli di natura chirografaria di Cred embanca e Avvera, che hanno garantito una gestione costantemente proattiva e trasversale delle posizioni deteriorate.
L'efficacia di queste azioni è puntualmente certificata dall'andamento dell'indicatore NPL ratio lordo, che al 30 giugno 2026 scende all'1,53%, in ulteriore miglioramento rispetto all'1,61% registrato alla fine dell'esercizio precedente. Tale parametro con ferma il Gruppo su livelli di assoluta eccellenza, sia nel panorama bancario nazionale sia in quello europeo. L'elevata qualità dell'attivo e il continuo miglioramento degli indicatori di rischio consolidano ulteriormente la leadership del Gruppo nella ges tione del credito, ribadendone il posizionamento distintivo per solidità strutturale e performance gestionali Nella tabella seguente è riportata l’evoluzione del credito problematico e la dinamica dei
performing:
CREDITO PROBLEMATICO Crediti
performing TOTALE
CREDITI €mln Sofferenze Inadempienze
probabili "Esposizioni
scadute" Tot. Crediti
problematici
Valori
nominali 06/26 198 345 37 579 37.300 37.879 12/25 231 337 47 615 37.516 38.131
Previsioni di
perdita 06/26 158 155 14 327 93 420 12/25 194 150 20 364 93 457
Valori di
realizzo 06/26 40 190 22 252 37.206 37.458 12/25 37 186 27 251 37.423 37.674 Coverage 06/26 79,9% 44,8% 39,5% 56,4% 0,3% 12/25 83,8% 44,7% 41,8% 59,2% 0,2% Il coverage ratio complessivo sui Non Performing Loans (NPL) si attesta al 56,4%, in lieve flessione rispetto al 59% di fine 2025. Tale dinamica è riconducibile principalmente all'effetto tecnico delle cessioni di portafoglio, che hanno comportato l'uscita di posizioni a sofferenza caratterizzate da livelli d i accantonamento particolarmente elevati. Nonostante questo impatto, il livello di copertura del Gruppo si conferma improntato alla massima prudenza, mantenendosi stabilmente ai vertici del sistema bancario.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 25 Per quanto riguarda l’evoluzione del credito deteriorato di Credem Banca si registra:
•Lo stock lordo delle sofferenze ha registrato nel semestre una contrazione di 34,06 milioni di euro rispetto a inizio anno, riducendo i volumi complessivi a 186,38 milioni di euro (da 220,44 milioni iniziali). Questo trend positivo è stato guidato sia dall 'efficace ricorso alle cessioni strategiche per un valore nominale lordo (GBV) di 43,2 milioni di euro – componente decisiva senza la quale lo stock avrebbe registrato un incremento di 9,18 milioni – sia da incassi totali per 23,11 milioni di euro (di cui 16,38 milioni ordinari). Alla contrazione hanno contribuito inoltre write -off per 11,81 milioni di euro, mentre sul fronte dei flussi in ingresso si evidenzia il trend favorevole degli ingressi da inadempienze probabili, scesi a 33,70 milioni di euro, in c alo del 18,94% rispetto al periodo di confronto dell’anno precedente.
•Il volume complessivo delle inadempienze probabili ha confermato una dinamica di miglioramento nel corso del periodo, registrando una contrazione di 3,9 milioni di euro da inizio anno che ha ridotto lo stock finale a 275,4 milioni di euro. Tale andamento p ositivo è stato sostenuto dal netto rafforzamento delle attività di recupero, salite a 32,6 milioni di euro (+10,52%), all'interno delle quali spicca l'eccellente performance dei rientri in bonis, incrementati del 43,87% a 7,10 milioni di euro, a fronte di incassi sostanzialmente stabili a 18,1 milioni di euro (+0,57%). Parallelamente, le efficaci azioni di presidio hanno consentito di ridurre gli scivolamenti verso lo stock delle sofferenze, scesi a 33,4 milioni di euro ( -18,96%). Questa complessiva effica cia gestionale ha permesso di assorbire l'incremento registrato sul fronte dei flussi lordi in ingresso, che hanno visto i passaggi da bonis portarsi a 47,3 milioni di euro (+49,6%) e quelli da past -due a 14,85 milioni di euro (+30,5%).
•Infine, per quanto riguarda lo stock dei crediti scaduti deteriorati (Past Due) lo stock ha registrato un deciso calo rispetto a dicembre 2025 di circa 10 milioni di euro e posizionandosi sul livello di minimo storico ( 37 milioni di euro) dall’introduzione normativa della nuova definizione di default.
In relazione alle altre società del Gruppo, lo stock di NPL ha subito le seguenti variazioni:
•Avvera registra un incremento dello stock di crediti deteriorati di circa 7,5 milioni di euro rispetto a dicembre 2025, attestandosi a 62,4 milioni di euro. Tale evoluzione, che ha interessato in misura prevalente il comparto dei prestiti personali, in sci a alla forte espansione dei volumi erogati, è da considerarsi fisiologica e coerente con il modello di business della società:
quest'ultimo, infatti, prevede strutturalmente un profilo di rischio più elevato rispetto alla banca commerciale, pienamente comp ensato da livelli di redditività significativi che garantiscono la sostenibilità dei margini. In un'ottica di gestione attiva del portafoglio, inoltre, nel corso del 2026 la società ha proseguito nella strategia di de -risking finalizzando operazioni di ce ssione di crediti deteriorati per un importo complessivo di circa 7,2 milioni di euro (5,7 milioni di euro nel primo semestre 2025).
•Credemfactor ha registrato un incremento di circa 3 milioni di euro di NPL.
•Credemleasing in calo di circa 5 milioni di euro rispetto a dicembre 2025.
A giugno 2026, il costo del credito del Gruppo si attesta a 17 milioni di euro (0,09% nel rapporto con gli impieghi - dato di periodo annualizzato), confermandosi su livelli di assoluta eccellenza e in ulteriore miglioramento rispetto allo 0,13% di fine 20 25. Il confronto con giugno 2025 (0,03%) mostra un incremento dell'indicatore, riconducibile unicamente all'importante ripresa di valore che aveva caratterizzato il primo semestre dello scorso anno a seguito di una rilevante operazione di cessione ipotecar ia. Questo risultato posiziona il Gruppo ai vertici del settore, con indicatori di qualità del credito nettamente migliori rispetto alla media sia del sistema bancario italiano che di quello europeo, testimoniando l’efficacia delle politiche di gestione del ri schio e l'elevata qualità dell'attivo.
Il costo del credito può essere così scomposto:
●svalutazioni analitiche sulle posizioni non performing di CredemBanca ammontano a quasi 9,3 milioni di euro, senza considerare gli utili da cessione. Tale risultato è attribuibile a due fattori principali: i flussi da posizioni in bonis, che si sono mantenuti contenuti seppure in leggera crescita rispetto al primo semestre 2025, e l'eccellente performance dell'attività di collection per quanto riguarda i recuperi.
26 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ●utili da cessione: gli utili derivanti dalle operazioni di cessione si attestano a circa 4,8 milioni di euro, confermandosi un elemento significativo per la mitigazione del costo del credito. Il dato evidenzia una contrazione rispetto al primo semestre del 2025, in quanto il periodo di confronto aveva beneficiato dei rilevanti effetti di un'importante operazione di cessione ipotecaria (10,6 milioni di euro) ;
●rettifiche analitiche di Avvera S.p.A. si attestano a 11,6 milioni di euro, un’evoluzione strutturalmente legata all'espansione degli stock complessivi. Nel dettaglio, il valore del semestre è guidato dal comparto dei Prestiti Personali (circa 5,7 milioni di euro) e dai Prestiti Finalizzati (circa 4,1 milioni di euro), a fronte di un impatto decisamente più residuale riferibile a Cessione del Quinto dello Stipendio e Buy Now Pay Later. Tale andamento riflette le dinamiche tipiche del core business della soc ietà, che continua a mostrare un profilo rischio/rendimento
virtuoso ;
●le altre società del Gruppo incidono in rettifica sul costo del credito da analitiche per circa 1 milione di euro ;
●l’impatto complessivo a livello consolidato delle svalutazioni collettive a giugno 2026 risulta sostanzialmente nullo. Nel dettaglio, le rettifiche di valore nette registrate da Avvera per 1,2 milioni di euro sono state interamente compensate dalle riprese contabilizzate dalle altre società del Gruppo.
Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio da parte del Gruppo al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l’evoluzione macro economica e di portafoglio.
La strategia di gestione dei Non Performing Loans continua ad essere orientata ad una riduzione del “ vintage ” in coerenza con le disposizioni regolamentari (SREP letter , Addendum , Calendar Provisioning ) che penalizzano proprio le esposizioni deteriorate con più anzianità.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 27 RACCOLTA
La raccolta complessiva del Gruppo si attesta a 139,8 miliardi di euro, contro i 133,8 miliardi di euro di dicembre 2025. Per quanto riguarda le componenti clientela, raggiungono i 120,8 miliardi di euro:
•la diretta clientela è cresciuta dello 0,8% a 41,0 miliardi di euro;
•la raccolta indiretta clientela, comprensiva delle riserve assicurative, segna un’evoluzione molto positiva del +8,8% rispetto a dicembre 2025, mentre le sole riserve assicurative chiudono a 11,4 miliardi di euro, in crescita del 7,9% rispetto a dicembre 2025.
RACCOLTA DA CLIENTELA ED ISTITUZIONALE
(€mln) giu-26 dic-25 Variazione % su 2025
- C/C e risparmi (*) 40.499 41.118 -1,5%
- Altri rapport 297 271 9,6% Depositi 40.797 41.389 -1,4% Obbligazioni e subordinate 4.664 4.519 3,2% Raccolta Diretta Bancaria (**) 45.460 45.908 -1,0% Riserve Assicurative (**) 11.354 10.518 7,9% Raccolta Indiretta 83.021 77.344 7,3% Raccolta Complessiva 139.836 133.770 4,5% Raccolta Diretta Clientela (***) 41.030 40.723 0,8% Raccolta Indiretta Clientela con riserve assicurative (***) 79.809 73.351 8,8% Raccolta Complessiva Clientela (***) 120.840 114.074 5,9% (*) La voce non comprende i finanziamenti contratti, nella forma tecnica di pronti contro termine passivi, con la Cassa di Compensazione e Garanzia; comprende i certificati di deposito (**) La “raccolta diretta bancaria” comprende l’apporto delle società appartenenti al Gruppo bancario, mentre le “riserve assicurative” comprendono le riserve tecniche e le passività finanziarie valutate al fair value di Credemvita.
(***) Vengono dedotti, per tutti i periodi di riferimento, i titoli di debito emessi sui mercati istituzionali e la raccolta indiretta di natura finanziaria. Nella “raccolta complessiva clientela” vengono ricomprese anche le Riserve Assicurative.
Secondo i dati ABI, in Italia, a giugno 2026, la dinamica della raccolta diretta risulta in incremento del 3,6% su base annua. Per quanto riguarda il Gruppo Credem, la raccolta diretta bancaria riporta una contrazione dell’1% rispetto a dicembre, mentre so no in crescita del 3,2% le obbligazioni a seguito dell’emissione di 500 milioni di un Green Bond, già citato in sede introduttiva. Per quanto concerne le altre forme di raccolta istituzionale e l’utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE si rim anda al capitolo sulle attività finanziarie.
Come rappresentato nella tabella sottostante, la raccolta indiretta gestita (al netto della componente assicurativa) nel semestre è cresciuta del 5,9%, mentre l’amministrata mantiene un trend più sostenuto, con una crescita del 13,5% rispetto al dato di fine 2025.
28 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE Per quanto riguarda la gestita, i fondi crescono del 6,2%, raggiungendo i 12,6 miliardi di euro di volumi, in linea con la buona performance rendicontata anche a livello di sistema. Anche le SICAV sono in crescita del 15,5%, mentre si evidenzia una contrazione sui volumi delle gestioni patrimoniali ( -2,2%).
La raccolta indiretta, per tipologia di prodotti, presenta la seguente evoluzione (i dati sono in milioni di euro):
COMPOSIZIONE RACCOLTA INDIRETTA (€Mln) giu-26 dic-25 %
su 2025
Gestioni patrimoniali 6.893 7.045 -2,2% Fondi comuni di investimento 12.611 11.869 6,2%
SICAV 5.739 4.969 15,5%
Altra e prodotti di terzi 14.677 13.817 6,2% Raccolta indiretta gestita clientel a (**) 39.920 37.701 5,9% Raccolta indiretta amministrata clientela 28.535 25.132 13,5% Raccolta indiretta clientele totale 68.455 62.833 8,9% Raccolta indiretta totale (*) 83.021 77.344 7,3% (*) include amministrata istituzionale (**) al netto della componente assicurativa Le società attive nell’ambito del Wealth Management del Gruppo (Credem Euromobiliare Asset Management Sgr, Credem Euromobiliare Advisory Sim, Credem Euromobiliare Private Asset Sgr, Euromobiliare Fiduciaria e Credemvita) al 30 giugno 2026 hanno raggiunto v olumi significativi trainati sia dalla produzione positiva che dal recupero dell’effetto mercato realizzato nell’ultimo trimestre.
Continua lo sviluppo di una gamma ampia e diversificata di soluzioni di investimento anche con un focus sulla sostenibilità. A fine giugno sono stati raggiunti circa 16,7 miliardi di euro di masse complessive relative a prodotti e servizi di investimento d el Gruppo con caratteristiche ESG* (ambientali, sociali e di governance, in crescita del +10,7% rispetto allo stesso periodo del 2025).
Per supportare l’evoluzione strategica del modello di business nell’ambito dei servizi di Wealth Management, il Gruppo ha avviato un importante progetto di rebranding che ha coinvolto Credem Private Equity, Euromobiliare Asset Management Sgr e Euromobilia re Advisory Sim con l'obiettivo di dare ulteriore forza e riconoscibilità al modello societario del Gruppo.
Nel corso del primo semestre sono state attuate le attività propedeutiche per il lancio del rebranding di Euromobiliare Asset Management Sgr e Euromobiliare Advisory Sim che, dal 1° luglio 2026, hanno assunto le nuove denominazioni Credem Euromobiliare Ass et Management Sgr e Credem Euromobiliare Advisory Sim.
La capacità di interpretare l'evoluzione dei bisogni assicurativi della clientela guida la strategia di Credemvita, si riflette nelle performance del primo semestre 2026, che si chiude con premi emessi complessivi pari a 1.137 milioni di euro (+11% su base annua).
Ad incidere positivamente sui risultati è il trend di tutte le principali linee di business. Il Ramo I cresce dell'8% rispetto allo stesso periodo del 2025, trainato dalla polizza Risparmio Protetto by Credemvita, che punta a rendimenti stabili attraverso l'investimento in due gestioni separate.
Ottime performance si registrano anche nel Ramo III (+16%), spinto dal dinamismo della polizza Premium Collection mentre prosegue a ritmi sostenuti il successo del comparto multiramo (+101% rispetto allo stesso peri odo del 2025), supportato dall'ottimo riscontro sul mercato della soluzione Orizzonte by Credemvita.
Completano il quadro della semestrale la crescita della previdenza complementare (+10%), guidata dal Fondo Pensione Aperto Destinazione Futuro by Credemvita, e della protezione assicurativa, con premi in aumento del 14% rispetto al medesimo periodo del 202 5.
(*) il valore totale delle masse dei prodotti e servizi del Gruppo Credem che promuovono caratteristiche ESG e che rientrano nelle classificazioni articolo 8 e articolo 9 definite dal regolamento comunitario 2088/19 (c.d.
SFDR).
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 29 QUOTE DI MERCATO
In considerazione dei tempi di approvazione della presente relazione, vengono utilizzati gli ultimi dati di sistema disponibili per “Crediti e raccolta diretta a clientela” e “Raccolta complessiva”. Per quanto attiene la raccolta diretta “core”, viene utilizzato il dato dei “depositi” (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.
Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):
QUOTE DI MERCATO IMPIEGHI relative alle banche italiane (%) mag -26 mag -25 dic-2025 Impieghi per cassa totali (*) di cui: 2,234 2,260 2,372 − Società non finanziarie 2,226 2,224 2,325 − Famiglie consumatrici 2,143 2,200 2,172 − Famiglie produttrici 1,160 1,265 1,198 − Totale quota “core ” 2,132 2,162 2,191 (*) Comprende “pronti contro termine con controparti istituzionali”; non comprende impieghi verso le Pubbliche Amministrazioni.
QUOTE DI MERCATO RACCOLTA (%) mag -26 mag -25 dic-2025
Raccolta diretta (*) 1,837 1,838 1,932 Raccolta indiretta 1,820 1,561 1,834 Raccolta clientela complessiva (*) 1,820 1,655 1,868
di cui:
Raccolta diretta da famiglie consumatrici e produttrici 1,722 1,722 1,711 Raccolta indiretta da famiglie consumatrici e produttrici 3,485 3,582 3,467 (*) Comprende controparti istituzionali
30 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ATTIVITÀ FINANZIARIE
La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding complessivo del Gruppo Credem.
Relativamente al funding da BCE, a fine giugno 2026 non era in essere alcuna operazione di mercato aperto.
Nel corso del primo semestre 2026, il Gruppo Bancario ha mantenuto in media un saldo di liquidità depositata sui conti detenuti presso la BCE pari a circa 890 milioni di euro, che a fine giugno risultava pari a 590 milioni di euro.
Nel mese di maggio 2026 è stato perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN.
A maggio 2026, Credem ha effettuato il collocamento sul mercato di un prestito obbligazionario Green Senior Preferred per 500 milioni di euro con scadenza giugno 2032 e possibilità di rimborso anticipato a giugno 2031.
Nell’ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, il valore nominale delle emissioni in circolazione a fine giugno 2026 è risultato pari a 3,6 miliardi di euro, dei quali 1,75 miliardi di euro rappresentati da emissioni self-retained.
Per quanto riguarda l’operatività di mercato monetario a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano, nel corso del primo semestre 2026, sono state collocate 4 emissioni, per un ammontare complessivo di circa 95 milioni di euro. A fine giugno 2026 risultavano outstanding emissioni per un valore nominale di 225 milioni di euro.
Il Gruppo continua ad essere attivo nell’operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) attraverso due operazioni da 500 mln di euro ciascuna della durata di 1 settimana, avvenute nel primo e secondo trimestre, mentre a fine giugno 2026 non risultavano in essere operazioni.
Nello stesso periodo l’attività di rifinanziamento, in prevalenza Titoli di Stato e Supras Europei in euro, ha visto un’operatività in pronti contro termine, che a fine giugno è risultata in raccolta netta per circa 740 milioni di euro. La quota di liquidità in eccesso rispetto ai fabbisogni di tesoreria è stata reimpiegata in parte nel mercato monetario e in parte è stata depositata presso la Banca Centrale Europea. Parte della quota di liquidità in eccesso è stata reimpiegata in operazioni di pronti contr o termine attivi aventi come collaterale titoli obbligazionari di emittenti financials per importi che, a fine giugno, risultavano pari a 500 milioni di euro.
In relazione all’operatività in divisa diversa dall’Euro e in particolare in USD, nel semestre la posizione si è mantenuta prevalentemente in raccolta mentre a fine giugno, a seguito della variazione nella posizione netta della clientela, la posizione comp lessiva si è chiusa in fabbisogno.
Inoltre, nel periodo, a seguito dell’acquisto di 45 milioni di euro di titoli governativi UK denominati in sterline, sono state effettuate operazioni di raccolta in pronti contro termine per pari importo.
La gestione del portafoglio di titoli obbligazionari, ha privilegiato l’investimento in titoli di emittenti italiani ed europei. L’incidenza degli emittenti italiani sul portafoglio complessivo a fine giugno 2026 si è attestata al 45% circa.
A giugno 2026, la posizione in titoli di Stato emessi dal Tesoro USA, denominati in USD, risulta in leggero aumento a circa 470 milioni di controvalore in euro rispetto alla posizione di fine 2025 pari invece a 461 milioni di controvalore in euro.
Il portafoglio è quindi composto principalmente da titoli di Stato e titoli emessi da Organismi Sovranazionali, sia denominati in euro, che in dollari, e, in misura ridotta, in sterline, oltre che da titoli obbligazionari emessi da banche e da una quota di titoli emessi nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione e covered bond.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 31 ATTIVITA' FINANZIARIE TITOLI *(milioni di euro) giu-26 2025
Detenute per la negoziazione (H FT) 42 41
HTCS 5.441 5.163
HTC (**) 6.770 6.702
12.253 11.906
IMPIEGHI E RACCOLTA DA BANCHE (milioni di euro)
Impieghi a banche (***) 1.542 1.814 Raccolta da banche 2.222 3.089 (*) Per ulteriori informazioni inerenti il fair value si rimanda alla Parte A della nota integrativa consolidata La tabella include solo i valori relativi al Gruppo Bancario, escludendo il portafoglio Credemvita (**) Attività detenute per incassare flussi di cassa contrattuali, valutate al costo ammortizzato (***) Gli impieghi a banche escludo la componente in titoli, evidenziata tra le attività finanziarie
ESPOSIZIONI DETENUTE NEI TITOLI DI DEBITO SOVRANO (GRUPPO BANCARIO E CREDEMVITA):
In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazion i da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al “debito Sovrano”, si fornisce di seguito l'informativa relativa all'esposizione in titoli obbligazionari emessi dai Governi centrali, locali ed Enti governativi.
Esposizioni detenute nei titoli di debito sovrano (milioni di euro)
Governo
Emittente 30/06/2026
HFT HTCS HTC
Italia 9 3.254 3.848 Spagna 1 925 474 Portogallo - 195 92 Belgio - 768 -
Francia 1 1.346 300
U.K. 1 52 -
U.S. Treasury 3 469 -
Unione Europea 1 1.176 871 Germania 1 34 -
Irlanda - 17 -
Olanda - - -
Altri 3 48 -
Totale 20 8.284 5.585 (informazioni relative al perimetro consolidato inclusivo di Credemvita)
32 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE STRUTTURA DEL GRUPPO E CONTRIBUZIONE DELLE SOCIETÀ
VALORI CHIAVE
La tavola seguente mostra l’evoluzione della presenza territoriale del Gruppo:
PRESENZA TERRITORIALE giu-26 2025
Credembanca 410 408 Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB) 56 56 Credem Euromobiliare Private Banking (filiali leggere*) 8 10
TOTALE FILIALI 474 474
“Credempoint” 67 68 Negozi finanziari CEPB 10 10
TOTALE NEGOZI FINANZIARI 77 78
Promotori Finanziari con mandato Credembanca 556 544 Promotori Finanziari con mandato CEPB 322 317
TOTALE PROMOTORI FINANZIARI ESTERNI CON MANDATO 878 861
CENTRI AZIENDE 44 46
AGENTI FINANZIARI MUTUI RESIDENZIALI 233 237
AGENTI FINANZIARI “CESSIONE DEL QUINTO” e AGENTI FINALIZZATO
(CON COLLABORATORI) e AGENTI DIRETTI 431 449
Il numero complessivo delle filiali è rimasto stabile mentre crescono i promotori con mandato sia per Credembanca che per Credem Euromobiliare Private Banking a seguito dell’importante attività di recruiting che il gruppo sta portando avanti.
(*) corner Credem Euromobiliare Private Banking all’interno di filiali Credem
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 33 Banking
:Nel Gruppo Credem sono presenti due settori operativi, Banking e Wealth Management , che aggregano le principali aree di business in cui operano le diverse società del Gruppo. In particolare, all’interno del primo settore:
• Commercial banking Il Commercial Banking conferma un apporto in linea con l’anno precedente di 169,3 milioni di euro al Gruppo, considerando che l’utile del primo semestre 2025 includeva la plusvalenza per la cessione delle attività di merchant acquiring .
•Private banking
Credem Euorombiliare Private Banking nel semestre ha contribuito per 31 milioni di euro, in incremento rispetto ai 22,8 del primo semestre 2025, segnando una significativa progressione della raccolta netta e un miglioramento della marginalità generata sia da margine finanziario, che da margine da servizi.
•Il Parabancario, Consumer Credit e altro Le società che fanno capo all’area del parabancario e del consumer credit contribuiscono complessivamente per 45,9 milioni all’utile del semestre, segnando un trend crescente rispetto ai 43,4 milioni di euro dell’anno precedente.
In questa sede si evidenzia che il Gruppo si caratterizza anche per la presenza di società non strettamente legate all’ambito bancario, significative per l’offerta che sono in grado di erogare alla clientela e anche in relazione all’apporto e agli scambi con il resto del Gruppo. In quest’ottica, nell’ultimo trimestre, è entrata a far parte del consolidato anche la società Andxor, una software house specializzata in soluzioni per la sicurezza dei flussi digitali, società già partecipata da CredemTel, ora controllata al 75%.
Wealth Management :
•Asset Management e Insurance Le società dell’area sono tutte controllate al 100% da Credem tranne Credemassicurazioni, partecipata pariteticamente al 50% con Reale Mutua, e operano a supporto delle reti commerciali del Gruppo nei servizi di investimento, nella consulenza finanziaria e patrimoniale, in ambito assicurativo e fiduciario .
Le società rappresentano al 30 giugno 2026 il 13% del margine di intermediazione consolidato e nel semestre hanno un’incidenza del 24% sugli utili consolidati.
(*) Le rettifiche di consolidamento, non evidenziate in tabella, riguardano principalmente i dividendi incassati da società comprese nell’area di consolidamento, l’apporto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto e i ricavi per prestazioni erogate all’interno del Gruppo.
34 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE Le tavole evidenziate di seguito mostrano i principali indicatori relativi alle società del Gruppo e le variazioni percentuali degli aggregati rispetto al primo semestre 2025:
Non è rappresentata in questa tavola la raccolta amministrata istituzionale per 14,6 miliardi di euro mentre i volumi della Capogruppo sono inclusivi di intercompany verso le altre società VOLUMI CLIENTELA IMPIEGHI var % yoy DIRETTA var % yoy GESTITA var % yoy AMMIN. var % yoy
COMMERCIAL e PRIVATE BANKING 36.712 2% 41.383 5% 50.860 13% 28.547 26%
35.795 2% 32.902 4% 23.580 11% 10.633 30% 917 20% 8.481 6% 27.279 15% 17.914 23%
PARABANCARIO, CONSUMER CREDIT e ALTRO 8.756 7% 132
3.510 2% 49 1.274 4% 83
3.972 14%
ASSET MANAGEMENT e INSURANCE 33 26% 29.704 87%
33 29% 12.384 16%
5.739 15%
0,064 -90% 0 -100%
227 1%
11.354 #DIV/0!
Altro 0,0000 22 Aggregato 45.502 3% 41.537 5% 80.564 32% 28.547 26% Rettifiche di consolidamento -8.043 -506 -29.290 -12
CONSOLIDATO 37.458,492 2% 41.030 5% 51.274 45% 28.535 26%
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 35 COMMENTO RISULTATI SOCIETÀ DEL GRUPPO
Nelle pagine seguenti, riportiamo l’analisi dei principali aggregati e del contributo delle singole società (in milioni di euro), desunti da situazioni contabili redatte secondo i principi internazionali IAS/IFRS per tutte le società esaminate. I dati esposti sono riclassificati, in analogia a quelli del Gruppo, così come evidenziato in legenda, alla fine della Relazione Consolidata, e nelle Note Illustrative.
giu-26 giu-25 var. %
A / A
ECONOMICS: milioni di euro / % Margine di intermediazione 678,7 632,8 7,3%
MAF 365,9 354,6 3,2%
MAS 312,8 278,2 12,4%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -411,5 -390,2 5,5% Personale -238,4 -223,8 6,5% Amministrative -127,2 -122,5 3,9% Ammortamenti -45,9 -43,8 4,7% Risultato Operativo 267,2 242,6 10,1% Rettifiche su crediti -4,0 7,9 -150,6% Utile Netto esclusa plusvalenza cessione attività merchant aquiring 169,3 170,5 -0,7% Utile Netto 169,3 264,1 -35,9% VOLUMI milioni di euro / % DIRIND "clientela" 70.346 60.953 15,6% di cui: Gestita + Terzi (*) 23.580 21.287 10,8% Impieghi (al netto intercompany) 26.803 26.753 0,2% Cost / Income con amm.ti % / bps 60,6% 61,7% (*) la dicitura terzi si riferisce alla raccolta di prodotti di “case” terze rispetto al Gruppo Nel primo semestre, Credembanca registra un Utile Netto di 169,3 milioni di euro, contro i 264,1 milioni dell’anno precedente che includevano la plusvalenza per la cessione delle attività di merchant acquiring (93,7 milioni di euro) e un tax rate più favorevole, a seguito dell’aggravio delle imposte sulle banche determinato dall’ultima legge finanziaria.
Grazie alle 410 filiali retail, 44 centri aziende e la rete di 556 consulenti finanziari, la banca commerciale ha visto una crescita della raccolta (Dirind clientela) superiore al 15%, confermando anche lo stock degli impieghi a clientela. La crescita è st ata sostenuta anche dal reclutamento di nuovi professionisti e dallo sviluppo dei canali digitali (conto Credem Link), che hanno permesso di accelerare nell’acquisizione di nuovi clienti.
Il Risultato Operativo si attesta a 267,2 milioni di euro segnando un incremento superiore al 10% rispetto allo scorso esercizio. È risultato trainante in particolare il margine da servizi, sostenuto da una buona crescita delle commissioni di gestione e intermediazione. La rete ha saputo incanalare
36 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE le masse della clientela beneficiando sia dei collocamenti che della ripresa dei mercati che hanno contribuito a sviluppare i volumi complessivi. Evidenziamo, come già sottolineato in sede di commento al conto economico consolidato, che il margine da servi zi ha beneficiato anche di un incremento del risultato da trading.
I costi, inclusivi degli ammortamenti, segnano un incremento del 5,5%, sostenuto congiuntamente sia dalla crescita delle spese amministrative sia dal trend delle spese del personale.
Le rettifiche di valore nette su crediti nel semestre hanno inciso per -4 milioni di euro, mentre nel periodo di confronto riportavano una contribuzione positiva, grazie alle riprese di valore e agli utili da cessione cumulati.
Per quanto riguarda l’evoluzione dei volumi di Credembanca, evidenziamo di seguito i principali aggregati relativi al banking commerciale ( retail e corporate ), in base ai dati gestionali interni .
RETAIL e CORPORATE (milioni di euro) giu-26 giu-25 Var % Impieghi lordi (*) 26.803 26.967 -0,6% Raccolta diretta 31.358 29.986 4,6% Raccolta indiretta 32.739 29.348 11,6% Raccolta complessiva 64.097 59.334 8,0% Raccolta gestita 23.684 21.360 10,9% Raccolta amministrata 9.055 7.988 13,4% (*) Il dato esclude 8,3 miliardi di euro di impieghi (7,4 miliardi di euro nel 2024) riconducibili a impieghi verso società del Gruppo e altri centri minori L’andamento dello stock di impieghi è sostenuto dallo sviluppo degli impieghi corporate, soprattutto nel segmento small business, con un portafoglio che mantiene le sue caratteristiche di qualità del credito, di diversificazione settoriale e distribuzione del rischio.
Nell’ambito retail, il semestre ha visto una buona performance dei mutui residenziali, mentre il breve termine subisce un’erosione sulla clientela privata che sposta sempre di più gli utilizzi su forme di finanziamento alternative.
Per quanto riguarda la raccolta, la produzione si è mantenuta molto positiva, sia su diretta che su gestita ed amministrata: gli stock sono stati ulteriormente sostenuti da mercati che hanno recuperato la volatilità registrata nella prima parte dell’anno.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 37 giu-26 giu-25 Variazioni
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Margine di intermediazione 153,4 131,5 16,7%
MAF 40,6 33,5 21,1%
MAS 112,9 98,0 15,2%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -102,9 -95,9 7,3% Personale -55,4 -52,3 5,9% Amministrative -43,1 -39,3 9,7% Ammortamenti -4,3 -4,3 1,4% Risultato Operativo 50,6 35,6 42,0% Rettifiche su crediti -0,1 0,0 n.s.
Utile Netto 31,0 22,8 36,1% VOLUMI (s.f.p.): milioni di euro/ % DIRIND "clientela" 53.674 46.261 16,0% di cui: Gestita + Terzi (*) 27.279 23.780 14,7% Impieghi 917 763 20,2% (*) la dicitura terzi si riferisce alla raccolta di prodotti di “case” terze rispetto al Gruppo Le consistenze patrimoniali della clientela raggiungono i 53,7 miliardi di euro a fine giugno 2026, con un contributo molto positivo sia della raccolta netta, pari a +1.356 milioni di euro, sia dell’effetto mercato, +2,9% nei primi sei mesi dell’anno. Le c onsistenze gestite si attestano a 27,3 miliardi di euro. Gli impieghi alla clientela risultano pari a 917 milioni di euro.
Il risultato netto a giugno 2026 è pari a +31,0 milioni di euro rispetto ai +22,8 dell’anno precedente.
Il margine di intermediazione risulta pari a 153,4 milioni di euro rispetto ai 131,5 dei primi sei mesi 2025, con il margine finanziario in crescita del +21% circa, soprattutto per la maggiore redditività sulla diretta clientela e con il margine da servizi in incremento del +15% circa. All’interno di quest’ultimo, si assiste in particolare ad un incremento delle commissioni legate al “core business” (risparmio gestito, amministrato e consulenza). Quasi nulla la somma del risultato netto dell’attività di neg oziazione, di copertura e utili/perdite da cessioni (che beneficiava nell’anno precedente di utili realizzati dalla vendita di alcuni titoli del portafoglio di proprietà).
Le spese amministrative, quelle del personale e gli ammortamenti, passano da 96,0 a 102,9 milioni di euro, in aumento per via soprattutto della crescita dimensionale della banca.
È proseguita l’attività di reclutamento di figure di elevato profilo professionale e portafoglio pro -
capite, a fronte di alcune uscite (anche legate a pensionamenti, passaggi generazionali e variazioni di ruolo), portando il saldo finale a 373 private bankers e 322 consulenti finanziari, distribuiti tra 64 filiali e 10 centri finanziari.
38 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE giu-26 giu-25 Variazioni
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Margine di intermediazione 61,6 53,6 14,8%
MAF 36,1 28,5 26,6%
MAS 25,5 25,1 1,5%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -20,4 -18,9 8,1% Personale -8,1 -7,7 5,4% Amministrative -9,4 -8,6 9,4% Ammortamenti -2,9 -2,6 11,7% Risultato Operativo 41,1 34,7 18,5% Rettifiche su crediti -12,8 -11,9 7,9% Utile Netto 17,9 15,3 17,0% VOLUMI (s.f.p.): milioni di euro/ % 3.972 3.481 14,1% Crediti netti di bilancio Nel primo semestre 2026, il mercato dei mutui ha registrato volumi inferiori allo stesso periodo del 2025 ( -8,5% di cui Mutui con finalità “Acquisto” +0,9%). Il segmento del credito al consumo fa registrare un trend in crescita di +5,5% (nel dettaglio Pres titi Personali +4,2%, Prestito Finalizzato +6,4%, e Cessione del Quinto +9,4%).
Per quanto riguarda la società, i risultati ottenuti nel business mutui rilevano un trend negativo, con volumi pari a 384,5 milioni di euro, in riduzione di -14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; sul segmento del credito al consumo si conf erma invece un trend di crescita sui Prestiti Finalizzati con 421,9 milioni di euro di volumi erogati (+9,4% a/a), mentre è in lieve calo la Cessione del Quinto i cui volumi in termini di montante ammontano a 239,3 milioni ( -3,7% a/a) e i Prestiti Personal i con 184,8 milioni ( -1,9% a/a).
Il margine di intermediazione è pari a 61,6 milioni di euro (+14,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). L’incremento è guidato da un maggiore contributo del margine di interesse che risulta essere pari a 36,1 milioni di euro, in aumento di +26,6% rispetto al primo semestre 2025, dove a fronte di un incremento rilevante degli interessi attivi (+20,5% e + 14,6 milioni di euro) con uno stock e redditività in crescita, si rileva un incremento più contenuto degli interessi passivi (+16,4% e + 7,1 milioni di euro) relativi a finanziamenti in prevalenza a medio -lungo termine in essere con Credem banca per finanziare l’attività caratteristica. Le commissioni nette sono in lieve crescita rispetto all’anno precedente (+1,5%), dove il calo del contribut o dei mutui è compensato dall’incremento di provvigioni assicurative su Prestiti Finalizzati e azioni post -vendita su Prestiti e Cessione del Quinto.
Prestiti e Cessione del Quinto contribuiscono in misura crescente alla costituzione margine di intermediazione grazie ad uno stock in continua crescita.
Si segnalano rettifiche sul portafoglio crediti per 12,8 milioni di euro, che includono la plusvalenza da cessione sofferenze pari a 1,2 milioni di euro, in lieve crescita rispetto all’anno precedente (+7,9%), con un aumento generalizzato della componente analitica (più rilevante sui Prestiti Personali) non compensato dal calo della componente collettiva.
Nel primo semestre 2026 si osserva un aumento dei costi operativi pari a +8,1%, per effetto dell’incremento di operatività e dei volumi di business, ma rimane comunque sensibilmente inferiore alla crescita dei ricavi e più contenuta di quanto si era rileva to negli anni precedenti.
Il risultato netto di periodo risulta essere positivo per 17,9 milioni di euro, contro i 15,3 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente (+17,0% a/a).
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 39 giu-26 giu-25 Variazioni
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Margine di intermediazione 43,1 42,0 2,7%
MAF 38,1 36,4 4,6%
MAS 5,0 5,6 -10,0%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -11,2 -10,9 3,0% Personale -5,9 -5,8 1,8% Amministrative -4,4 -4,3 2,1% Ammortamenti -1,0 -0,8 15,5% Risultato Operativo 31,9 31,0 2,6% Rettifiche su crediti 0,4 -0,7 -154,4% Utile Netto 20,6 20,2 2,0% VOLUMI (s.f.p.): milioni di euro/ % 3.510 3.441 2,0% Crediti netti di bilancio Nel primo semestre del 2026 il mercato del leasing e del noleggio a lungo termine ha finalizzato complessivamente investimenti per un valore di oltre 18,9 miliardi di euro, registrando un +4,4% rispetto al 2025. Il comparto con maggior peso si conferma ess ere quello delle auto (64,0% dello stipulato totale), in crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente, sostenuto per il 54,9% dalla componente del Nolleggio a Lungo Termine. Lo strumentale pesa sul mercato per il 24,6%, costante nei valori rispetto al 20 25. Andamento positivo per il comparto aeronavale e ferroviario (+ 50,5% del valore) che rappresenta il 2,3% dello stipulato totale, la cui sola componente di operazioni di nautica da diporto pesa per il 75,5%. A giugno 2026 il comparto immobiliare mostra una crescita del 29,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed occupa l’8,7% degli investimenti leasing. Il trend di crescita è confermato sia per l’immobiliare “da costruire” (+20,9%) che “costruito” (+34,8%); quest’ultimo rappresenta il 66,9 % delle operazioni immobiliari di cui si evidenzia un particolare impatto delle operazioni di importo superiore a 2,5 milioni di euro.
Attiva esclusivamente nel leasing finanziario, nel primo semestre 2026 Credemleasing ha raggiunto quota 559,5 milioni di euro di stipulato complessivo, in calo del 7,9% rispetto all’anno precedente. Le nuove stipule sono rappresentate per il 70,7% dal comp arto mobiliare ( -4,6% sul 2025), sostenuto principalmente dal leasing strumentale (45,3% dei volumi del comparto) seguito dal settore dei veicoli (31,6%) e del nautico (23,0%). In questo ambito il comparto nautico mostra una dinamica di crescita (+28,2%), mentre risulta stazionaria quella del targato (+1,3%) e in contrazione il comparto strumentale ( -18,3%). In controtendenza rispetto al mercato, il comparto immobiliare che mostra complessivamente una flessione del 15,3% rispetto al 2025. In particolare, si registra un calo di volumi nel segmento “costruito” ( -40,4%) parzialmente compensato dalla crescita del segmento “da costruire” (+20,9%).
Le principali dinamiche riferite alla gestione caratteristica vedono l’incremento del margine di intermediazione, supportato, in particolare, dalla dinamica dei capitali medi produttivi (+2% rispetto all’anno precedente) e dall’attuale dinamica finanziaria dei tassi di mercato.
La voce “Rettifiche di valore su crediti” consuntiva una ripresa di 387 migliaia di euro, riconducibili principalmente alla componente "bonis". Le spese amministrative registrano complessivamente un incremento in linea con l’evoluzione strutturale della S ocietà.
Il Cost/Income al 26,1% conferma un buon livello di efficienza operativa.
L’utile netto si attesta a 20,6 milioni di euro.
40 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE giu-26 giu-25 Variazione
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Margine di intermediazione 14,9 15,0 -0,8%
MAF 8,8 9,4 -7,1%
MAS 6,1 5,6 9,9%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -7,7 -7,5 2,0% Personale -4,7 -4,7 0,4% Amministrative -2,3 -2,3 3,9% Ammortamenti -0,6 -0,5 7,7% Risultato Operativo 7,2 7,5 -3,6% Rettifiche su crediti -0,5 -0,6 11,9% Utile Netto 4,2 4,6 -6,9% VOLUMI (s.f.p.): milioni di euro/ % 1.274 1.225 4,0% Crediti netti di bilancio Secondo gli indicatori preliminari di sintesi a maggio 2026, il mercato del factoring italiano ha evidenziato, rispetto all’esercizio precedente un incremento di tutte e tre gli indicatori di sintesi:
turnover +2.2%, outstanding +1,7% ed investment +1,5%.
Rispetto al mercato nel suo complesso, Credemfactor alla stessa data ha registrato variazioni positive in misura maggiore su tutti gli indicatori. Al contempo le quote di mercato, paragonate allo stesso periodo dell’esercizio precedente, hanno evidenziato le seguenti variazioni:
• Turnover: in aumento dell’8,7%, con quota di mercato che si è attesta all’1,87% (1,72% nel primo
semestre 2025);
• Outstanding: in incremento del 7,4% posizionandosi, come quota di mercato, a 2,04% rispetto
all’1,90%;
• Investment: in aumento del 6,9% attestandosi, come quota di mercato, a 2,18% contro il 2,04% dell’anno precedente.
I crediti netti a valore di bilancio si attestano a 1.274 milioni di euro con un incremento del 4,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Da un punto di vista della qualità dell’attivo, i crediti deteriorati al valore di bilancio si attestano a 15,2 milioni di Euro con un incremento del 17,2% rispetto a dicembre 2025 e del 15,9% sullo stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento rispett o a dicembre dell’anno precedente è sostanzialmente ascrivibile alla componente inadempienze probabili pro -soluto.
Il margine d’intermediazione è di 14,9 milioni di euro, contro i 15 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente: il margine finanziario, a fronte di capitali medi progressivi in incremento (+8,2%), è influenzato negativamente dall’andamento degli spr ead applicati; sul margine da servizi, incide il maggior flusso di turnover (+13,1%) nonostante il decremento del livello commissionale applicato. I costi, inclusivi degli ammortamenti, ammontano a 7,7 milioni di euro in incremento del 2% sull’anno precede nte. Le rettifiche di valore nette sui crediti hanno un impatto negativo sul conto economico complessivamente pari a 0,5 milioni di euro (rispetto a 0,6 milioni sempre con impatto negativo dell’anno precedente) per effetto di 0,76 milioni di euro relativi a rettifiche nette di valore analitiche su deteriorate e per 0,25 milioni di euro relativi a riprese di valore sui crediti in bonis. Gli oneri e proventi di gestione con impatto positivo pari a 86 mila euro sono stati movimentati essenzialmente da recuperi delle spese per bolli su fatture, sopravvenienze attive su crediti anni precedenti e recupero spese legali, oltre a sopravvenienze passive per 3 mila euro. L’utile netto si è attestato a 4,2 milioni di euro in calo del -6,9% rispetto all’esercizio precede nte.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 41 Le principali aree di innovazione strategica, in linea con le linee guida del Gruppo, sono relative all’incremento della digitalizzazione dei processi di customer service multicanale, all’efficientamento dei processi operativi interni per ridurre il cost t o serve ed ottimizzare il servizio e alla riduzione dell’obsolescenza tecnica tramite evolutiva procedura gestionale interna.
42 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE giu-26 giu-25 Variazione
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Margine di intermediazione 76,1 46,4 64,2%
MAF 5,6 6,1 -9,0%
MAS 70,6 40,3 75,3%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -15,0 -10,8 38,2% Personale -6,4 -4,5 42,1% Amministrative -8,3 -6,2 34,8% Ammortamenti -0,2 -0,1 60,0% Risultato Operativo 61,2 35,6 72,1% Utile Netto 43,0 25,3 69,6% VOLUMI (s.f.p.): milioni di euro/ % Fondi 12.384 10.690 15,8% Sicav 5.739 5.007 14,6% Gespat Gruppo in delega 7.504 6.911 8,6% La raccolta netta di Credem Euromobiliare Asset Management Sgr al 30 giugno 2026 è stata pari a +903 milioni di euro ( -7,8% rispetto al 30 giugno 2025), di cui OICR (fondi italiani e comparti sicav) +898 milioni di euro, prodotti previdenziali +21 milioni d i euro, Gestioni Patrimoniali -28 milioni di euro, polizze assicurative in LPS +12 milioni di euro.
La raccolta netta degli OICR segna un incremento del +9,8% rispetto al 30 giugno 2025, evidenziando un trend migliore rispetto all’andamento del Sistema che mostra flussi positivi inferiori a quelli dello scorso anno. In particolare, si registrano afflussi sui prodotti azionari (+158 milioni di euro), obbligazionari / “life cycle” (+697 milioni di euro) e flessibili (+78 milioni di euro). Si registrano deflussi solo sui prodotti bilanciati ( -35 milioni di euro).
Le masse degli OICR risultano complessivamente in aumento rispetto alla fine del precedente esercizio, con un incremento del peso dei prodotti azionari (15,1% vs. 13,4% a fine 2025) a scapito dei prodotti flessibili (22,9% vs. 23,8% a fine 2025) e bilancia ti (10,8% vs. 11,5% a fine 2025). Stabile il peso dei prodotti obbligazionari / “life cycle” (51,3%).
Con riferimento alle Gespat Gruppo in delega si specifica che il dato riportato con riferimento al 30/06/ 2025 include le gestioni patrimoniali precedentemente in capo a Euromobiliare Advisory SIM (trasferite alla SGR in seguito alla scissione descritta di seguito ) per omogeneità di confronto del dato.
La quota di mercato della Società, in termini di patrimonio gestito (comprendendo i fondi italiani e le sicav), è pari a 1,30%, in aumento rispetto al dato registrato a fine 2025.
Il conto economico presenta commissioni di gestione pari a 35,7 milioni di euro, in aumento (+16,6%) rispetto all’analogo periodo dello scorso esercizio grazie all’acquisizione delle deleghe di gestione sulle gestioni patrimoniali e sulle polizze assicurat ive in LPS derivanti dalla creazione del centro unico gestorio in capo a Credem Euromobiliare Asset Management Sgr.
Positivo anche l’andamento delle commissioni di performance grazie al favorevole andamento dei mercati e all’attività di gestione svolta nel primo semestre 2026.
Le spese generali, inclusive degli ammortamenti ammontano a 15 milioni di euro, in aumento per effetto dell’incorporazione dei nuovi rami di business provenienti da Credem Euromobiliare Sim (gestioni patrimoniali in delega e assistenza alla consulenza). Al netto dell’effetto dei nuovi rami, i costi normalizzati a perimetro omogeneo sono in linea con quelli del primo semestre 2025.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 43 Il risultato netto di periodo ammonta a 43,0 milioni di euro (+69,6% rispetto al 30 giugno 2025) grazie all’incorporazione dei nuovi rami di business e al contributo delle commissioni di performance.
44 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE giu-26 giu-25 Variazioni
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Margine di intermediazione 3,2 11,0 -70,7%
MAF 0,0 0,5 -96,0%
MAS 3,2 10,4 -69,4%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -2,6 -7,2 -64,1% Personale -1,2 -3,7 -66,6% Amministrative -1,3 -3,3 -60,4% Ammortamenti 0,0 -0,2 -77,8% Risultato Operativo 0,6 3,8 -83,4% Utile Netto 0,4 2,6 -83,3% Nel corso del primo semestre si sono manifestati gli effetti economici dell’operazione di scissione avvenuta in data 1 gennaio 2026 con cui la delega di gestione del servizio di gestione di portafogli è stata ceduta a Credem Euromobiliare Asset Management Sgr e sono stati inoltre trasferiti anche i servizi di assistenza finanziaria nell'ambito della cosiddetta consulenza base ed evoluta; i risultati di periodo non sono pertanto paragonabili con il corrispondente periodo del precedente esercizio.
L’anno in c orso si caratterizza quindi come un anno di consolidamento del perimetro dei servizi di assistenza finanziaria e patrimoniale a favore del Gruppo.
La dinamica dei ricavi dai servizi di assistenza finanziaria e patrimoniale alle Reti Evolute del Gruppo è determinata in misura fissa ed è anelastica rispetto ai volumi ed agli ingaggi pervenuti.
Il primo semestre si conclude con un utile d’esercizio di periodo pari a 0,432 milioni di euro, dato che riflette l’approccio disciplinato nella dinamica delle spese amministrative.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 45 giu-26 giu-25 Variazione
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Margine di intermediazione 58,7 45,6 28,8% Costi (Spese Generali + Amm.ti) -11,8 -10,6 11,7% Personale -4,4 -3,9 11,5% Amministrative -6,3 -5,7 10,3% Ammortamenti -1,1 -0,9 20,9% Risultato Operativo 46,9 35,0 34,0% Utile Netto 27,9 20,3 37,2% VOLUMI Reti del Gruppo (s.f.p.): milioni di euro/ % Ramo I 6.070 5.383 12,8% Ramo III 5.026 4.392 14,5% Ramo VI 650 558 16,6% I dati al 30 giugno 2025 sono stati riclassificati in coerenza con la rappresentazione adottata al 30 giugno 2026 che è coerente con il bilancio assicurativo Al 30 giugno 2026, Credemvita ha registrato una raccolta netta in crescita, in particolare grazie a:
• una raccolta complessiva lorda pari a 1.137,4 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente (di questi, 680,2 milioni di euro, sono riconducibili a polizze di ramo I e V Rivalutabili; 402,7 milioni di euro a prodotti Unit Linked; 15,2 milioni di euro a polizze caso morte e credit protection; 39,3 milioni di euro al Fondo Pensione);
• prestazioni erogate pari a circa 579,9 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente;
• una raccolta netta pari a +557,4 milioni di euro, in aumento rispetto all’esercizio precedente, +5%.
Al 30 giugno 2026 il risultato economico, in termini di contributo al Bilancio Consolidato , evidenzia un utile netto pari a 27,9 milioni di euro, in crescita rispetto al risultato del 30 giugno 2025 (20,3 milioni di euro).
Tale risultato è riconducibile ad un:
• Margine derivante da Prodotti Tradizionali e Multiramo superiore anno su anno, a seguito dei maggiori rilasci di utile derivanti dalla produzione consolidata nel 2025 e nuova produzione
2026
• Redditività del portafoglio titoli di proprietà in aumento rispetto al 2025 per effetto del miglioramento delle condizioni di mercato ed in particolar modo sulle performance
dell’azionario
• Redditività sui prodotti Unit Linked e Fondo Pensione in aumento per effetto della nuova produzione 2026 e del recupero delle condizioni dei mercati finanziari.
• Costi complessivi, inclusi gli ammortamenti, in crescita anno su anno.
• Contabilizzazione del costo legato all’anticipo imposta di bollo ramo III per i contratti IFRS9.
Il patrimonio netto IFRS è in crescita rispetto al valore del 31 dicembre 2025 di 51,3 milioni di euro e incorpora integralmente l’utile dell’esercizio 2025 (52,5 milioni di euro) e la variazione delle riserve da valutazione delle attività finanziarie al n etto delle componenti attribuite agli assicurati ( -1,2 milioni di euro al netto della fiscalità).
46 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE giu-26 giu-25
INDICATORI ECONOMICI: milioni di
euro/ %
Ricavi assicurativi 27,4 23,0 19,0% Costi assicurativi -16,3 -13,2 23,6% Risultato della Riass. Passiva -1,5 -0,7 133,8% Risultato assicurativo 9,6 9,2 4,3% Risultato finanziario 2,8 2,8 2,0% Risultato tecnico 12,4 11,9 3,7% Altri costi e ricavi netti -1,4 -1,4 -2,0% Utile Lordo 11,0 10,5 4,5% Imposte -3,6 -3,3 11,5% Utile Netto 7,4 7,3 1,3% (*) Saldo tecnico + Ammortamenti + Proventi finanziari Credemassicurazioni ha raccolto al 30 giugno 2026 premi per 44,8 milioni di euro, in aumento del +15% rispetto al precedente esercizio:
• i Prodotti di Protezione Individuale hanno fatto registrare premi pari a 29,6 milioni euro, in aumento del 12% rispetto al fine giugno 2025, e costituiscono circa il 61% della raccolta premi totale, con un’incidenza in diminuzione;
• i Prodotti CPI, con premi pari a 11,8 milioni di euro, costituiscono il 26% dei volumi complessivi e sono in aumento del 19% rispetto all’anno precedente;
• i Prodotti Leasing evidenziano premi pari a 3,5 milioni di euro (+34% a/a).
Credemassicurazioni presenta un utile netto calcolato con i principi contabili IFRS di 7,4 milioni di euro in aumento del +1% rispetto all’anno precedente, che segnava un risultato di 7,3 milioni di euro.
Tale risultato è riconducibile a un:
• risultato assicurativo in aumento per effetto dell’aumento produttivo che compensa i maggiori costi legati alle provvigioni (conseguenza della crescita produttiva) e della
maggiore sinistralità
• risultato finanziario in linea rispetto a giugno 2025 Il patrimonio netto IFRS 9 -17 al 30 giugno 2026 ammonta a 95,7 milioni di euro (incluso il risultato di periodo) ed evidenzia una diminuzione di 3,0 milioni di euro rispetto al valore del 31 dicembre 2025 a seguito dell’erogazione del dividendo sul risulta to d’esercizio 2025 avvenuto nel mese di maggio.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 47 giu-26 giu-25 Variazione
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Patrimonio netto 9,4 9,3 +1,3% Utile ante imposte -0,1 0,5 n.s.
Utile netto -0,1 0,3 n.s.
I fondi attualmente in gestione a Credem Euromobiliare Private Asset sono tre: due Chiusi Alternativi, collocati il 10 gennaio 2019 (Élite, raccolta per 72,8 milioni di euro e Credem Venture Capital II per 25,8 milioni di euro), e un Fondo ELTIF (denominat o Eltifplus) la cui raccolta ammonta a 132,2 milioni di euro.
Prosegue l’azione di Credem Euromobiliare Private Asset a sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese italiane: nel corso del 2026 - primo semestre - sono stati perfezionati investimenti ulteriori a favore di una partecipata in portafoglio ed è st ato concluso un nuovo investimento; è allo studio una nuova operazione di investimento.
La società chiude il semestre con una perdita pari a 84,5 migliaia di euro collegato all’impatto di abort costs su investimenti non finalizzati, di costi fissi sostenuti per il necessario rafforzamento della struttura organizzativa, nonché per accantonamenti prudenziali.
48 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE giu-26 giu-25 Variazioni
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Mandati fiduciari n. 776 762 1,8% Titoli e valori in amministrazione 1.905 1.741 9,4% Utile ante imposte 0,16 0,21 -24,8% Utile netto 0,11 0,15 -24,0% Le masse fiduciarie in amministrazione si attestano a 1.905 milioni di euro, in crescita rispetto al 2025; il numero di mandati cresce di 14 unità e si attesta a 776, in leggera crescita rispetto alla semestrale del 2025.
Le commissioni nette del primo semestre 2026 risultano in lieve in crescita rispetto al dato del 2025 e sono pari a 977 migliaia di euro, mentre le spese amministrative risultano pari a 938 migliaia di euro; l’incremento nel primo semestre è dovuto ai rias setti organizzativi interni, mentre restano stabili i costi dei servizi in outsourcing resi da fornitori esterni e da società del Gruppo.
L’utile lordo di periodo registrato ammonta a 157 migliaia di euro.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 49 giu-26 giu-25 Variazioni
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Ricavi per magazzinaggio 3,1 3,2 -1,5% Utile ante imposte 0,4 0,6 -28,4% Utile netto 0,3 0,4 -24,2 % La produzione di Parmigiano Reggiano registra un incremento della produzione del 6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre quella di Grana Padano ha registrato un aumento dello 0,7%. Nonostante questi dati i prezzi del Parmigiano Reggi ano rimangono sostenuti in conseguenza di carenza di prodotto stagionato, mentre il Grana Padano, dopo uno storno legato ad un’extra produzione 2025 sta tornando su livelli più che remunerativi anche se molto distanti dalla DOP emiliana.
Le vendite nei primi sei mesi del 2026 hanno visto un mercato interno debole che sta premiando il minor prezzo del Grana Padano, bilanciato però da una continua crescita dell'export, + 2,6% nei primi 4 mesi. Se paragonato ai volumi 2023 la crescita dell’ex port di Grana Padano e Parmigiano Reggiano ha fatto segnare un + 22,8%. L’export copre oramai circa il 55% delle vendite.
Sul mercato le previsioni sono di una tenuta dei prezzi di entrambe le DOP, fino a fine anno, poi sarà l’andamento della campagna del Natale e la tenuta dei mercati esteri che definirà le prospettive per il 2027. La risalita del prezzo del latte spot regis trata da maggio in avanti, consente una riduzione nella produzione dei prodotti così detti “similari” che entro breve entreranno sugli scaffali della GDO. Anche questo fenomeno certamente influenzerà nei prossimi mesi il mercato dei formaggi a pasta dura.
Sul fronte degli investimenti è terminato l’ampliamento del fabbricato di Montecavolo (30 giugno) ed è entrato in funzione il secondo impianto fotovoltaico di Castelfranco Emilia (4 giugno).
In corso di progettazione la sistemazione di due dei cinque lotti dello stabilimento di Montecavolo per migliorare la sismicità dei fabbricati. Previsti nel breve anche lavori di sistemazione dei tetti su entrambi gli stabilimenti.
Le risultanze del primo semestre fanno registrare un leggero calo dei ricavi conseguenza anche della presenza del cantiere relativo all’ampliamento del magazzino di Montecavolo. Sul fronte costi registriamo un aumento dei costi energetici, dei costi assicu rativi e degli ammortamenti frutto degli importanti investimenti effettuati che pesano anche sulla gestione finanziaria. Migliorano, dall’altra parte, le spese di manutenzione.
Le previsioni per il secondo semestre sono quelle di lavorare con magazzini pieni e pertanto le attese sono di un recupero della redditività.
50 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE giu-26 giu-25 Variazioni
% INDICATORI ECONOMICI: milioni di euro/ % Ricavi per prestazioni e vendita software 24,5 23,0 +6,5% Utile ante imposte 3,8 4,0 -5,6% Utile netto 2,7 2,8 -4,5% Il primo semestre del 2026 si è chiuso con un Risultato di esercizio ante imposte (Utile Lordo) pari a 3,797 milioni di euro. L’Utile Netto si attesta a 2,717 milioni di euro, risentendo in particolare dell'incremento degli ammortamenti derivanti dagli in vestimenti per il change tecnologico a supporto dei servizi.
I ricavi operativi mostrano una solida dinamica espansiva, con una spiccata accelerazione nel corso del secondo trimestre e un obiettivo di crescita 2026 a doppia cifra. Tutti i servizi sono in espansione e si registra una forte accelerazione dei ricavi da Cyber Security. I ricavi legati all'A.I.
(Artificial Intelligence) muovono i primi passi.
Il periodo ha visto un importante rafforzamento della struttura operativa e delle competenze tramite due operazioni chiave: è stato integrato con successo il ramo di E -Procurement di Niuma Srl (con l'ingresso di 23 professionisti ad alto valore aggiunto) ; è stato inoltre internalizzato il know -
how specialistico dell'unità organizzativa robotica di ACE Credem Nel corso del semestre si è consolidata la complessa migrazione dell'assetto infrastrutturale verso il Cloud finalizzata a fine 2025. La migrazione, pur comportando un incremento pianificato dei costi di funzionamento, ha generato un netto miglioramento de lle performance e degli standard di servizio (SLA) a diretto beneficio dei nostri clienti. È attualmente in corso un'azione mirata all'ottimizzazione dei costi di Cloud che saranno oggetto di attento monitoraggio.
In sintesi, la società si presenta alla seconda metà dell'anno con una resiliente struttura di governance, un posizionamento di mercato tecnologicamente avanzato con una forte focalizzazione sui temi Supply Chain, Work Flow - gestione documentale, Hyper Au tomation - AI e Cyber Security.
In data 11 febbraio 2026 Credemtel ha acquistato una quota aggiuntiva di Andxor Srl, società attiva nel settore IT, portando la propria partecipazione complessiva al 75% del capitale. L’operazione porta a compimento un percorso strategico avviato nel 2020 con l’ingresso iniziale al 20%, poi incrementato al 40% nel 2021. La società rientra pertanto nel perimetro di consolidamento.
Andxor è una software house specializzata in soluzioni per la sicurezza dei flussi digitali, ovvero garantisce che ogni documento online abbia valore legale e rimanga protetto nel tempo. Forte di un’esperienza ventennale, l’azienda fornisce tecnologie già scelte dai grandi gruppi industriali per gestire processi digitali.
L’apporto al risultato economico e patrimoniale del gruppo nel semestre è contenuto.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 51 Per ultimare l’illustrazione delle società del Gruppo si fa presente che, in riferimento allo scarso rilievo economico e patrimoniale, non viene esaminata specificatamente la società Credem CB, veicolo costituito a supporto del programma di emissione di obbligazioni garantite; è anche doveroso sottolineare che non è oggetto di derecognition il patrimonio creditizio separato correlato alle suddette obbligazioni.
Per una più dettagliata disamina circa la distribuzione e l’andamento per settori di attività e per area geografica degli aggregati economici si rimanda alla specifica sezione L della Nota Integrativa.
Di seguito forniamo (in migliaia di euro) il raccordo, tra il patrimonio netto ed il risultato d'esercizio della controllante con quelli risultanti dal bilancio consolidato.
PATRIMONIO di cui: UTILE
NETTO D'ESERCIZIO
Saldi al 30 giugno 2026 di Credembanca 2.896.640 169.309 Eccedenze rispetto ai valori di carico:
Società consolidate integralmente 1.870.599 148.226 Società valutate con il metodo del patrimonio netto 36.688 3.712 Dividendi incassati nell'esercizio -4.998
Avviamenti 15.913
Eliminazione utili infragruppo e altre rettifiche -96.902 -3.374 Saldi al 30 giugno 2026 del Gruppo 4.722.938 312.875
52 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE MEZZI PROPRI, COEFFICIENTI REGOLAMENTARI E RATIO DI
LIQUIDITÀ
MEZZI PROPRI “CIVILISTICI” giu-26 dic-25
Patrimonio Netto consolidato al netto dei dividend distibuibili milioni di euro 4.550,9 4.407,8 Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l’adeguatezza patrimoniale del perimetro di riferimento ai fini della vigilanza prudenziale, vale a dire del perimetro che fa capo a
CredemHolding:
PERIMETRO CREDEMHOLDING giu-26 dic-25
Totale fondi propri milioni di euro 4.450 4.322 . di cui Common Equity tier 1 3.868 3.729 Totale RWA 23.839 23.568 Requisito patrimoniale complessivo 1.907 1.885 . di credito e controparte 1.621 1.600 . di mercato 6 5 . operativi 280 280 CET1 capital ratio % 16,22 15,82 Total capital ratio 18,67 18,34 In generale, migliora ulteriormente la posizione di capitale del Gruppo. Il CET1 ratio a livello di Gruppo Bancario e di CredemHolding (Perimetro prudenziale), si attestano rispettivamente al 17,45% e 16,22%, guidati dall’eccellente generazione organica di capitale a fronte dell’espansione degli RWA connessa alla crescita dei volumi.
Il requisito aggiuntivo assegnato dall’Organo di Vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti, è pari all’1,25%, e, in funzione dell’articolo 104 BIS della CRDV, deve essere rispettato con un minimo del 56,25 % di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital.
I coefficienti minimi per il 2026 sono rispettivamente 8,55%. 10,28% e 12,59% per CET1 Ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio. Il requisito minimo di CET1 include anche il SyRB a regime, il nuovo buffer introdotto da Banca d’Italia pari a 0,81% e calcol ato in base alle esposizioni ponderate di rischio di credito e controparte verso i residenti in Italia.
L’attuale livello di CET1 Ratio garantisce un elevato buffer patrimoniale (768 bps verso il requisito SREP 2026, che include l’impatto complessivo del SyRB).
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 53 Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l’adeguatezza patrimoniale riferita anche al Gruppo
Bancario
GRUPPO BANCARIO giu-26 dic-25
Totale fondi propri milioni di euro 4.577 4.437 . di cui Common Equity Tier 1 4.163 4.010 Totale RWA 23.853 23.595 Requisito patrimoniale complessivo 1.908 1.888 . di credito e controparte 1.623 1.602 . di mercato 6 5 . operativi 280 280 CET1 capital ratio % 17,45 16,99 Total capital ratio 19,19 18,80 Di seguito proponiamo (in milioni di euro) la segnalazione specifica in merito all’adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario (anch’esso facente capo a CredemHolding):
MARGINE DEL CONGLOMERATO giu-26 dic-25
A. Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato 4.674 4.544 B. Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie 2.790 2.710 C. Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative 319 323 D. Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato
(B+C) 3.109 3.033
E. Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) 1.564 1.511 A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall’Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento rifletteva la situazione al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia. Le società assicurative sottoposte alla vigilanza supplementare sono Credemvita, controllata in modo esclusivo dal Gruppo e Credemassicurazioni, controllata in modo congiunto con Reale Mutua Assicurazioni.
I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.564 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il giugno 2026, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea.
Anche sull’evoluzione del margine del conglomerato hanno prevalentemente inciso le ragioni già ricordate in riferimento alla situazione patrimoniale del Gruppo bancario.
In adempimento a quanto disposto dalla normativa, segnaliamo che il Gruppo detiene azioni proprie, in riferimento ai piani di remunerazione del management.
Nell’ambito dell’informativa necessaria ai sensi della CRR/CRD4, oltre ai già citati ratio regolamentari, vengono di seguito esposti (sempre in riferimento al perimetro che fa capo a CredemHolding) gli indicatori regolamentari finalizzati ad accertare l’adeguatezza della situazione di liquidità di breve termine (livello di disponibilità immediata per far fronte ad esigenze a 30 giorni), di liquidità di medio lungo termine (stabilità del profilo di provvista in relazione alla composizione
54 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE dell’attivo) e del rapporto tra il patrimonio e le attività bancarie:
INDICATORI REGOLAMENTARI % giu-26 dic-25
Liquidity coverage ratio (LCR) 171 177 Net stable funding ratio (NSFR) 140 141 Leverage ratio (*) 6,8 6,5
Target regolamentari
Liquidity coverage ratio (LCR) 100 100 Net stable funding ratio (NSFR) 100 100 Leverage ratio(*) 3 3 (*) Segnalazione obbligatoria ai sensi della “CRR”. Con le misure di capital relief, avendo scelto di escludere l’importo del la riserva obbligatoria dal monte esposizioni, il livello target del leverage è stato calcolato nella misura del 3,45%.
Per quanto riguarda il Gruppo, gli indicatori si pongono al di sopra dei limiti regolamentar i.
Si ricorda infine che a partire dal 1° gennaio 2022, il requisito MREL (Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili), richiesto alle banche al fine di migliorarne la risolvibilità, è vincolante. Il Gruppo evidenzia un coefficiente MREL sugli RWA pari al 30%, con un buon margine rispetto al requisito richiesto dal Single Resolution Board (20,7%) .
Alla fine del mese di marzo 2026 come prevede la Circolare 285 del 17 dicembre 2013, nella parte dedicata al “processo di controllo prudenziale” (il cosiddetto PILLAR II), è stato inoltrato all’Organo di Vigilanza il resoconto ICAAP (“Internal Capital Adeguacy Assessment Process ”), corredato dai diversi documenti specifici richiesti. Tale elaborazione, finalizzata alla verifica dell’adeguatezza patrimoniale rispetto al complesso dei rischi assunti nell’operatività corrente e caratteristica, ha riguardato la situazione di fine 2025 e, per quanto riguarda la valutazione prospettica, un orizzonte temporale triennale.
Sempre alla fine del mese di marzo 2026, in base a quanto previsto dalla Direttiva 2013/36 (la CRD4), è stato sottoposto all’Autorità di Vigilanza il Resoconto ILAAP.
Entrambi i documenti sono stati redatti sulla base delle indicazioni delle Autorità di Vigilanza e includono una panoramica:
•dei margini patrimoniali disponibili a fronteggiare i rischi difficilmente misurabili, gli effetti delle prove di stress , nonché a mantenere una dotazione patrimoniale in linea con le attese dei mercati finanziari e dalle Autorità nazionali ed europee;
•del profilo di liquidità del Gruppo, sia in condizioni attese che stressate.
Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella parte H delle “Note Illustrative”.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 55 PREVEDIBILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE
Al momento l’economia globale si sta mostrando resiliente e in grado di assorbire la volatilità collegata all’incertezza geopolitica. L’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran ha avuto ripercussioni sui mercati azionari, sui prezzi del petrolio e g as. Si è registrata un’elevata volatilità con impatti negativi sui mercati e sui titoli bancari nell'immediatezza degli eventi bellici, con una ripresa delle quotazioni nelle fasi di tregua. L’impatto diretto per gli istituti europei è al momento contenuto , mentre potrebbero emergere effetti indiretti sull’economia legati all’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’inflazione e dei tassi d’interesse, nonché all’escalation in Medio Oriente che continua a minacciare le rotte marittime strategiche e la si curezza dell’approvvigionamento energetico.
I principali rischi prospettici possono essere riconducibili a:
• scelte dell’amministrazione statunitense;
• rischi geopolitici, commerciali e finanziari che possono portare al rallentamento dell’economia. Le rinnovate tensioni intorno allo Stretto di Hormuz e le dispute sui dazi statunitensi possono impattare sulle catene di fornitura e mantenere i prezzi delle materie
prime elevati;
• uno scenario di inflazione persistente e superiore alle attese che può ridurre i margini delle imprese e il reddito disponibile delle famiglie; anche una politica monetaria più restrittiva può rallentare ulteriormente il ciclo economico Le proiezioni dei dati macroeconomici (Prometeia, Rapporto di Previsione, luglio 2026) ipotizzano per il 2026 un’evoluzione annua del PIL mondiale al +2,6%, di quello statunitense al +2,3% e di quello UEM al +0,9% (escludendo l’Irlanda).
Relativamente all’economia italiana, le principali dinamiche attese per il 2026 sono le seguenti:
●Il prodotto interno lordo potrebbe chiudere con un +0,7% su base annua, sostanzialmente allineato al 2025, grazie alla dinamica di consumi e investimenti. La seconda parte del 2026 dovrebbe evidenziare una dinamica meno sostenuta della prima parte dell’ann o, per gli effetti dei prezzi dell’energia su famiglie e imprese.
●La spesa delle famiglie dovrebbe segnare un +0,8%, per la dinamica realizzata nella prima parte dell’anno.
●Gli investimenti per la componente dei macchinari ed impianti dovrebbero chiudere con un +3,4%, sostenuti dagli investimenti legati al PNNR ma anche dagli effetti degli incentivi fiscali approvati.
La componente immobiliare dovrebbe chiudere l’anno con un +1,6%, per il permanere di alcuni incentivi alle ristrutturazioni.
●Le esportazioni dovrebbero segnare un +1,4% nel 2026, capitalizzando la dinamica positiva della prima parte del 2026.
●L’inflazione è prevista raggiungere il suo picco a fine 2026, con un +3,1%, quando dovrebbero realizzarsi gli effetti di “ second round ” dei prezzi dell’energia.
Passando ai principali aggregati bancari:
●Relativamente alla raccolta, le banche continueranno a sostenere una ricomposizione verso i prodotti gestiti e assicurativi. I depositi nel complesso dovrebbero chiudere l’anno con una evoluzione del +1,1% (+1,6% i conti correnti e -0,6% i depositi a durat a prestabilita) mentre le obbligazioni dovrebbero segnare un +3,9% nel 2026.
●La dinamica degli investimenti sosterrà uno sviluppo del credito alle imprese (+2,3% su base annua nel 2026) anche per gli incentivi Industria 4.0 e 5.0.
●In relazione alle famiglie, la dinamica risentirà degli effetti dell’inflazione sul reddito disponibile e l’indebolimento del mercato immobiliare (atteso un +2,3% nel 2026).
Considerato lo scenario sopra descritto e i rischi evidenziati, la gestione bancaria potrà essere influenzata da diversi fattori:
●Dinamica dell’economia.
●Dinamica della curva tassi e andamento della forbice bancaria, con nesse anche all’evoluzione dell’inflazione .
●Sviluppo dei mercati finanziari ed azionari ed impatti sulla raccolta gestita.
56 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ●Evoluzione degli spread sui titoli governativi.
●Misure attuate dal Governo, dalle Autorità europee e dalle Istituzioni Monetarie e di Vigilanza.
●Evoluzione del rischio creditizio, anche per gli effetti della dinamica dell’economia sulla capacità di fronteggiare il debito.
●Impatti di numerose norme e misure regolamentari che stanno interessando il sistema finanziario europeo.
●Trasformazione digitale, cyber risk e intelligenza artificiale.
●Rischio climatico, sostenibilità e sostegno alla transizione verde.
In tale sfidante quadro generale, si confermano per il Gruppo Credem le principali linee guida:
●Sviluppo commerciale degli aggregati bancari in linea o superiore alla media di mercato, attraverso la capacità di attrazione di nuovi clienti e masse, sfruttando un modello di business completo e diversificato, con reti specializzate, fabbriche, ampia gamma di offerta e forti sinergie all'interno del Gruppo.
●Ricerca dell'equilibrio tra efficienza operativa e proseguimento di significativi investimenti per la progettualità, per mantenere la competitività sulle diverse aree di business .
●Prosecuzione del percorso di integrazione ESG ( Environmental, Social, Governance ), ed in particolare delle tematiche Climate and Environment, all’interno dei processi, del presidio dei rischi e della definizione dei prodotti e servizi per famiglie e imprese.
●Elevata qualità del credito.
●Solidità del profilo di rischio e dei livelli patrimoniali.
In tale contesto, si ipotizza la seguente evoluzione degli aggregati economici:
●La dinamica del margine finanziario potrà essere supportata dalla crescita dei volumi e dalla dinamica dei tassi.
●La tradizionale propensione verso il wealth management e l'esperienza maturata negli anni sosterranno la dinamica della componente commissionale dei ricavi.
●Le spese del personale saranno influenzate dallo sviluppo dell’organico, funzionale a garantire e migliorare ulteriormente il modello di servizio e la progettualità. Anche l’evoluzione dei costi operativi sarà condizionata e coerente con lo sviluppo di pro getti, volti a supportare i business in cui opera il Gruppo in ottica di modello di servizio, oltre che di digital trasformation .
●Il costo del credito è atteso sostanzialmente allineato al nostro recente passato grazie al presidio del rischio sulle nuove erogazioni e al monitoraggio del portafoglio impieghi.
Relativamente alla progettualità, le iniziative in fase di sviluppo vogliono perseguire ricavi incrementali ed efficienza operativa. In estrema sintesi, proseguiranno gli investimenti riferiti al modello di servizio nel commercial banking rafforzando ad es empio il modello verso le aziende e l’offerta sull’estero. Il private banking vedrà un ulteriore rafforzamento dei canali fisici e dello sviluppo delle procedure e servizi alla clientela. Ulteriore area di investimento sta riguardando il rafforzamento del parabancario e dell’area Wealth Management (in ottica di continuous improvement ). Rilevante sarà il piano di sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale e Gen AI , così come il presidio del rischio IT, cyber e data governance. Si mantiene il focus su progetti normativi e sulle richieste dei Regulator . Proseguiranno inoltre le attività volte all’integrazione delle tematiche ESG nelle strategie e nei processi aziendali.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 57 INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
L’European Securities and Markets Authority - ESMA ha emanato, ai sensi dell’articolo 16 del Regolamento n. 1095/2010/EU, specifici Orientamenti in merito ai criteri per la presentazione di Indicatori Alternativi di Performance (IAP) inseriti dagli emittenti europei nelle informazioni regolamentate, inclusa pertanto la Relazione sulla Gestione del Bilancio, quando tali indicatori non risultano definiti o previsti dal framework sull’informativa finanziaria. Tali orientamenti sono volti a promuovere l’utilità e la trasparenza degli IAP, confermando un approccio comune verso l’utilizzo di questi ultimi, con miglioramenti della loro comparabilità, affidabilità e comprensibilità e conseguenti benefici agli utilizzatori dell’informativa finanziaria. Consob ha recepito in Italia gli Orientamenti e li ha incorporati nelle proprie prassi di vigilanza.
Secondo la definizione degli Orientamenti ESMA, un Indicatore Alternativo di Performance è un indicatore di performance finanziaria, posizione finanziaria o flussi di cassa storici, diverso da un indicatore finanziario definito o specificato nella disciplina applicabile sull’informativa finanziaria.
Gli IAP sono solitamente ricavati dalle poste di bilancio redatte conformemente alla disciplina vigente sull’informativa finanziaria. Ciò che li distingue è che gli IAP non sono definiti nel quadro dell'informativa finanziaria, ma il loro uso è comunque diffuso e il loro ruolo è quello di trasmettere una visione della performance dell'entità più vicina alla visione del management rispetto a ciò che risulterebbe dall'uso delle sole misure definite.
Non rientrano strettamente nella definizione di IAP gli indicatori pubblicati in applicazione di misure prudenziali, comprese le misure definite nel Regolamento e nella Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRR/CRD IV), gli indicatori fisici o non finanziari, e gli indicatori sociali ed ambientali.
Per una corretta interpretazione degli IAP si evidenzia quanto segue:
•Sono costruiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e non sono indicativi dell’andamento futuro del Gruppo medesimo.
•Non sono previsti dagli IFRS e, pur essendo derivati dai bilanci consolidati del Gruppo, non sono assoggettati a revisione contabile.
•Non devono essere considerati sostituitivi degli indicatori previsti dagli IFRS.
•La lettura deve essere effettuata unitamente alle informazioni finanziarie del Gruppo contenute nei bilanci consolidati del Gruppo e nelle relative note esplicative.
•Le definizioni utilizzate dal Gruppo, in quanto non rinvenienti dai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altri emittenti e quindi con esse comparabili.
•Risultano elaborati con continuità e omogeneità di definizione e rappresentazione per tutti i periodi presentati.
Gli indicatori sono calcolati sulla base delle riclassifiche gestionali che sono state evidenziate nei precedenti paragrafi della relazione sulla gestione (per la ricostruzione dei principali aggregati economici si veda in particolare la legenda esposta nel paragrafo relativo al conto economico consolidato).
Gli IAP sotto riportati sono quelli che sono stati selezionati in quanto maggiormente rappresentativi per il Gruppo.
58 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE Margine finanziario
+ Voce 30 Margine d’interesse + Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCS) + Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da
cessioni/valutazioni
-Margine d’interesse Credemvita
Margine servizi
+ Voce 60 Commissioni nette + Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione + Voce 90 Risultato netto dell’attività di copertura + Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto + Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value + Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie) + Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva + Voce 160 Risultato dei servizi assicurativi + Voce 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa + Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria) + Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCs) + Margine d’interesse Credemvita
Risultato operativo
+ Margine d’intermediazione + Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative) + Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali + Voce 220 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali Utile prima delle imposte + Risultato operativo + Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel
margine servizi)
+ Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni + Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri + Oneri/proventi straordinari:
+ Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria - sbilancio
sopravvenienze)
+ Voce 270 Rettifiche di valore dell’avviamento + Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti + Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte Patrimonio: somma algebrica di 120 Riserva da valutazione 125 Riserva da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 150 Riserve 160 Sovrapprezzi di emissione 170 Capitale 180 Azioni proprie ( -) 200 Utile consolidato al netto dividendi distribuiti (o deliberati) dalla Capogruppo o dalla società
consolidante
Si rammenta che, per effetto dei necessari arrotondamenti, nelle tabelle illustrate alcuni conteggi potrebbero contenere differenze non significative a livello di totalizzazione.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE 59 INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE 30 giugno 2026 30 giugno 2025
Costi Operativi A -487 -462 Totale ricavi B 1.049 937 Cost to income ratio (A/B) 46,4% 49,3% Margine finanziario A 501 474 Totale Attivo B 68.368 65.046 Margine finanziario su Totale Attivo (A/B) 0,7% 0,7% Margine da servizi A 547 463 Totale Attivo B 68.368 65.046 Margine "da servizi" su Totale Attivo (A/B) 0,8% 0,7% Margine finanziario A 501 474 Margine d'intermediazione B 1.049 937 Margine finanziario su Margine d'intermediazione (A/B) 47,8% 50,6% Utile netto A 313 372 Totale Attivo B 68.368 65.046 Utili su Totale Attivo (ROA) (A/B) 0,5% 0,6% Crediti deteriorati netti A 252 256 Patrimonio Netto B 4.723 4.436 Attività immateriali C 509 485 Texas ratio (A/(B -C)) 6,0% 6,5% Patrimonio Netto A 4.723 4.436 Raccolta diretta da clientela B 41.030 39.255 PN su Raccolta diretta (A/B) 11,5% 11,3% Patrimonio Netto A 4.723 4.436 Impieghi clientela B 37.458 36.687 PN su Impieghi clientela (A/B) 12,6% 12,1% Patrimonio Netto A 4.723 4.436 Totale Attivo B 68.368 65.046 Patrimonio Netto su Totale attivo (A/B) 6,9% 6,8% Crediti deteriorati netti A 252 256 Patrimonio Netto B 4.723 4.436 Crediti deteriorati netti su Patrimonio netto (A/B) 5,3% 5,8% Crediti deteriorati netti A 252 256 Crediti verso clienti B 37.458 36.687 NPL ratio netto (A/B) 0,7% 0,7% Previsioni di perdite analitiche A 327 350 Crediti deteriorati lordi B 579 605 Coverage ratio (A/B) 56,4% 57,8% Impieghi clientela A 37.458 36.687 Raccolta diretta da clientela B 41.030 39.255 Impieghi clientela su Raccolta diretta clientela (A/B) 91,3% 93,5% Rettifiche su crediti A -17 -5 Impieghi clientela medi B 36.819 35.667 Costo del credito (A/B) 0,05% 0,01% Utile netto A 313 372 Patrimonio netto (medio annuo al netto dei dividendi) B 4.479 4.130 Ritorno su Patrimonio netto (ROE) (A/B) 7,0% 9,0%
BILANCIO CONSOLIDATO
SEMESTRALE ABBREVIATO AL
30/06/2026
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 63STRUTTURA E CONTENUTO DEL BILANCIO
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo è redatto secondo lo IAS34 ed è costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazio ni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle Note Illustrative.
La relazione finanziaria semestrale del Gruppo è redatta con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato del periodo in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa fi nanziaria infrannuale (IAS34) adottato dall’Unione Europea.
Le Note Illustrative hanno la funzione di fornire l’illustrazione, l’analisi ed in taluni casi un’integrazione dei dati del bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Le Note Illustrative sono redatte in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.
In merito alla struttura e contenuto del bilancio si faccia riferimento anche a quanto riportato nella seguente parte A1 “Sezione generale”.
SCHEMI CONTABILI
66 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO
Voci dell'attivo 30/06/2026 31/12/2025 10. Cassa e disponibilità liquide 827.562 1.403.332 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 6.750.702 6.334.267 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 42.125 40.923 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 6.708.577 6.293.344 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 10.385.861 9.705.465 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 47.685.205 47.707.320 a) crediti verso banche 2.206.657 2.455.324 b) crediti verso clientela 45.478.548 45.251.996 50. Derivati di copertura 106.834 179.098 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) 43.638 68.555 70. Partecipazioni 59.651 62.582 80. Attività assicurative 7.159 8.750 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 7.159 8.750 90. Attività materiali 445.718 447.156 100. Attività immateriali 509.302 515.564
di cui:
- avviamento 295.098 291.342 110. Attività fiscali 394.590 443.818 a) correnti 14.094 53.967 b) anticipate 380.496 389.851 130. Altre attività 1.151.324 1.250.091 Totale dell'attivo 68.367.546 68.125.998
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 67 segue: STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO
Voci del passivo e del patrimonio netto 30/06/2026 31/12/2025 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 48.990.794 50.486.460 a) debiti verso banche 2.244.069 3.120.020 b) debiti verso clientela 42.082.944 42.847.926 c) titoli in circolazione 4.663.781 4.518.514 20. Passività finanziarie di negoziazione 16.528 13.910 30. Passività finanziarie designate al fair value 3.711.033 4.744.132 40. Derivati di copertura 269.626 482.249 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (106.992) (74.628) 60. Passività fiscali 358.551 328.853 a) correnti 30.182 21.110 b) differite 328.369 307.743 80. Altre passività 2.541.954 1.447.466 90. Trattamento di fine rapporto del personale 24.379 24.738 100. Fondi per rischi e oneri 195.795 236.019 a) impegni e garanzie rilasciate 5.760 6.310 b) quiescenza e obblighi simili 940 1.010 c) altri fondi per rischi e oneri 189.095 228.699 110. Passività assicurative 7.642.796 5.773.970 a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 7.641.339 5.773.169 b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività 1.457 801 120. Riserve da valutazione (50.707) (51.076) 150. Riserve 3.812.386 3.449.325 160. Sovrapprezzi di emissione 321.800 321.800 170. Capitale 341.320 341.320 180. Azioni proprie ( -) (14.735) (20.010) 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 143 4 200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/ -) 312.875 621.466 Totale del passivo e del patrimonio netto 68.367.546 68.125.998
68 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
Voci 30/06/2026 30/06/2025 10. Interessi attivi e proventi assimilati 857.611 838.265 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 839.162 828.713 20. Interessi passivi e oneri assimilati (279.990) (304.232) 30. Margine di interesse 577.621 534.033 40. Commissioni attive 478.014 418.806 50. Commissioni passive (127.426) (104.399) 60. Commissioni nette 350.588 314.407 70. Dividendi e proventi simili 23.064 22.460 80. Risultato netto dell’attività di negoziazione 27.323 13.477 90. Risultato netto dell’attività di copertura (1.300) (573) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 52.573 39.224 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 50.700 27.881 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.873 11.343 110.Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico93.840 26.001
a) attività e passività finanziarie designate al fair value (200.750) (9.916) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 294.590 35.917 120. Margine di intermediazione 1.123.709 949.029 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (25.380) (14.135) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (25.088) (14.432) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (292) 297 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (147) (231) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 1.098.182 934.663 160. Risultato dei servizi assicurativi 40.744 33.778 a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 62.163 53.193 b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi (20.129) (19.165) c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 969 2.118 d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione (2.259) (2.368) 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (124.857) (58.926) a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (124.889) (58.977) b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 32 51 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 1.014.069 909.515 190. Spese amministrative: (565.727) (538.362) a) spese per il personale (323.518) (306.608) b) altre spese amministrative (242.209) (231.754) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (1.181) 319 a) impegni e garanzie rilasciate 552 (472) b) altri accantonamenti netti (1.733) 791 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (22.584) (22.282) 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (34.943) (32.001) 230. Altri oneri/proventi di gestione 94.690 185.977 240. Costi operativi (529.745) (406.349) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 4.183 3.785 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 237 2 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 488.744 506.953 300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell’operatività corrente (175.839) (135.200) 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 312.905 371.753 330. Utile (Perdita) d'esercizio 312.905 371.753 340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi (30) -
350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 312.875 371.752
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 69 Voci 30/06/20 26 30/06/20 25
Utile base per azione (EPS base) 0,92 1,09 Utile diluito per azione (EPS diluito) 0,92 1,09
70 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA
Voci 30/06/2026 30/06/2025 10. Utile (Perdita) d'esercizio 312.905 371.752 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 736 4.296 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 865 3.68 5 70. Piani a benefici definiti (129) 611 Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (633) 25.420 130. Copertura dei flussi finanziari 1.038 6.23 9 150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (197) 24.122 170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (268) 267 180. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (1.218) (5.284) 190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 12 76 200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte 103 29.716 210. Redditività complessiva (Voce 10 + 200) 313.008 401.468 220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 30 -
230. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 312.978 401.468
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 71 PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
Esistenze al
31.12.202 5 Modifca
saldi di
apertura Esistenze al 01.01.2026 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell'esercizio
Patrimonio
netto del
gruppo al
30.06.2026 Patrimonio
netto di terzi al
30.06.2026 Variazioni
di riserve Operazioni sul patrimonio netto
Redditività
complessiva
esercizio
30.06.2026 Riserve Dividendi e
altre
destinazioni Emissione
nuove azioni Acquisto
azioni
proprie Distribuzione
straordinaria
dividendi Variazione
strumenti di
capitale Derivati su
proprie
azioni Stock
options Variazioni
interessenze
partecipative
Capitale 341.323 - 341.323 - - - - - - - - - 13 - 341.320 16
- azioni ordinarie 341.323 - 341.323 - - - - - - - - - 13 - 341.320 16
- altre azioni- - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 321.801 - 321.801 - - - - - - - - - - - 321.800 1 Riserve 3.449.325 - 3.449.325 366.403 - 2.201 -5.275 - - - - - 96 -268 3.812.386 96
- di utili 3.449.325 - 3.449.325 366.403 - 2.201 -5.275 - - - - - 96 -268 3.812.386 96
- altre- - - - - - - - - - - - - -
Riserve da valutazione -51.076 - -51.076 - - - - - - - - - - 369 -50.707 -
Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie -20.010 - -20.010 - - - 5.275 - - - - - - - -14.735 -
Utile (perdita) di esercizio 621.466 - 621.466 -366.403 -255.063 - - - - - - - - 312.905 312.875 30 Patrimonio netto del gruppo 4.662.825 - 4.662.825 - -255.063 2.201 - - - - - - - 312.978 4.722.941 -
Patrimonio netto di terzi 4 - 4 - - - - - - - - - 109 30 - 143
72 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
Esistenze al
31.12.2024 Modifca
saldi di
apertura Esistenze al 01.01.2025 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell'esercizio
Patrimonio
netto del
gruppo al
30.06.2025 Patrimonio
netto di terzi al 30.06.2025 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto
Redditività
complessiva
esercizio
30.06.2025 Riserve Dividendi e
altre
destinazioni
Emissione
nuove
azioni Acquisto
azioni
proprie Distribuzione
straordinaria
dividendi Variazione
strumenti di
capitale Derivati su
proprie
azioni Stock
options Variazioni
interessenze
partecipative
Capitale 341.323 - 341.323 - - - - - - - - - - - 341.320 3
- azioni ordinarie 341.323 - 341.323 - - - - - - - - - - - 341.320 3
- altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 321.801 - 321.801 - - - - - - - - - - - 321.800 1 Riserve 3.108.935 - 3.108.935 364.211 - 2.479 (2.747) - - - - - - 267 3.473.145 -
- di utili 3.108.935 - 3.108.935 364.211 - 2.479 (2.747) - - - - - - 267 3.473.145 -
- altre - - - - - - - - - - - - - - - -
Riserve da valutazione (95.755) - (95.755) - - - - - - - - - - 29.449 (66.306) -
Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie (3.845) - (3.845) - - - 2.747 (5.108) - - - - - - (6.206) -
Utile (perdita) di esercizio 620.052 - 620.052 (364.211) (255.841) - - - - - - - - 371.752 371.752 -
Patrimonio netto del gruppo 4.292.507 - 4.292.507 - (255.841) 2.479 - (5.108) - - - - - 401.468 4.435.505 -
Patrimonio netto di terzi 4 - 4 - - - - - - - - - - - - 4 9
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 73
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO (Metodo indiretto)
A. ATTIVITA' OPERATIVA Importo
30/06/202 6 30/06/2025 1. Gestione 42.180 116.697
- risultato d'esercizio (+/-) 312.875 371.752
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico ( -/+) (15.339) 56.758
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) 1.300 573
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 47.721 38.474
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 57.527 54.283
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 1.181 (319)
- altri proventi/oneri assicurativi non incassati (-/+) (1.716) (18.751)
- imposte, tasse e crediti d’imposta non liquidati (+/-) 56.959 26.377
- altri aggiustamenti (+/-) (418.328) (412.449) 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (367.339) 1.117.233
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (44.038) (142.211)
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (143.916) (230.781)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (642.938 ) 866.166
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 187.377 (226.830)
- altre attività 276.176 850.888 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (1.852.277) (3.928.023)
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (1.352.960) (4.216.924)
- passività finanziarie di negoziazione 2.618 17.684
- passività finanziarie designate al fair value (1.246.044) 122.103
- altre passività 744.109 149.114 4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in riassicurazione 1.870.417 429.062
- contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/-) 1.868.170 428.360
- cessioni in riassicurazione che costituiscono passività/attività (+/-) 2.247 702 Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa (307.019) (2.265.031)
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 5.663 256
- vendite di attività materiali 663 256
- vendite di società controllate e di rami d’azienda 5.000 -
2. Liquidità assorbita da (24.626) (30.302)
- acquisti di partecipazioni - (115)
- acquisti di attività materiali (6.750) (16.442)
- acquisti di attività immateriali (17.876) (13.745) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (18.963) (30.046)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie 5.275 (2.360)
- distribuzione dividendi e altre finalità (255.063) (255.841) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (249.788) (258.201)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO (575.770) (2.553.278)
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio Importo
30/06/2026 30/06/2025
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 1.403.332 4.207.806 Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio (575.770) (2.553.278) Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 827.562 1.654.528
NOTE ILLUSTRATIVE
76 NOTE ILLUSTRATIVE NOTE ILLUSTRATIVE
Parte A – Politiche contabili Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato Parte C – Informazioni sul conto economico consolidato Parte D – Redditività consolidata complessiva Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura Parte F – Informazioni sul patrimonio consolidato Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda Parte H – Operazioni con parti correlate Parte I – Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali Parte L – Informativa di settore Le note illustrative sono redatte in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.
Si rammenta che, per effetto dei necessari arrotondamenti, nelle tabelle illustrate alcuni conteggi potrebbero contenere differenze non significative a livello di totalizzazione.
NOTE ILLUSTRATIVE 77 PARTE A
POLITICHE CONTABILI
A.1- PARTE GENERALE
Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 202 6 è redatto in base allo IAS 34, con l’applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e dalle relative interpretazioni dell’International Financi al Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
Si fa presente inoltre che la Banca d’Italia, avendo i poteri in materia di definizione dei prospetti contabili e di definizione della Nota Integrativa del Bilancio, ha emanato l’8° aggiornamento della Circolare n. 262/2005 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione” il 17 novembre 2022.
In base a quanto previsto dal paragrafo 10 dello IAS 34 il Gurppo si è avvalso della facoltà di redigere un’informativa sintetica.
I principi contabili adottati per la predisposizione del presente bilancio, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, risultano inviariati rispetto al 31 dicembre 202 5, ad eccezione di quanto riportato nel successivo paragrafo “NUOVI IFRS
ACCOUNTING STANDARDS, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI APPLICATI DAL 1° GENNAIO
202 6”.
La Relazione finanziaria semestrale consolidata è stata predisposta in osservanza dell’art.154 -ter del Testo Unico della Finanza (TUF) e comprende il bilancio consolidato semestrale abbreviato, soggetto a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche S.p.A., la relazione intermedia sulla gestione, l’attestazione del dirigente preposto prevista dall’art. 154 -bis, comma 5 dello stesso TUF ed è corredata dalla relazione della società di revisione.
Sezione 2 - Principi generali di redazione Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalle Note illustrative.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto con l’applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadr o Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.
Non sono state effettuate deroghe all’applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.
In conformità a quanto disposto dall’art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto utilizzando l’euro come moneta di conto, e si fonda sull’applicazione dei seguenti principi ge nerali di redazione dettati dallo IAS 1:
•Continuità aziendale . Gli amministratori hanno considerato appropriato il presupposto della continuità aziendale in quanto a loro giudizio non sono emerse incertezze legate ad eventi o circostante che, considerati singolarmente o nel loro insieme, possano far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale. Conseguentemente le attività, passivit à ed operazioni “fuori bilancio” sono valutate secondo valori di funzionamento, in quanto destinate a durare nel tempo.
•Competenza economica. Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario, per periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione.
•Coerenza di presentazione. La presentazione e la classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di af fidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si
78 NOTE ILLUSTRATIVE applica – ove possibile – in modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione, nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d’Italia per i bilanci delle banche, contenuti nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti ed integrazioni.
•Aggregazione e rilevanza. Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono presentati in modo distinto.
•Divieto di compensazione . Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro, salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d’Italia per i bilanci delle banche.
•Informativa comparativa. Le informazioni comparative dell’esercizio precedente sono riportate per tutti i dati contenuti nei prospetti contabili di confronto. Le modifiche ai dati comparativi sono effettuate solo quando ritenute di importo significativo.
Principi contabili
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS ACCOUNTING STANDARDS
APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2026
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS Accounting Standards sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2026:
• In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il documento “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments —Amendments to IFRS 9 and IFRS 7 ″. Il documento chiarisce alcuni aspetti problematici emersi dalla post -implementation review dell’IFRS 9, tra cui il trattamento contabile delle attività finanziarie i cui rendimenti variano al raggiungimento di obiettivi ESG (i.e. green bonds). In particola re, le modifiche hanno l’obiettivo di:
▪ chiarire la classificazione delle attività finanziarie con rendimenti variabili e legati ad obiettivi ambientali, sociali e di governance aziendale (ESG) ed i criteri da utilizzare per l’assessment del SPPI test;
▪ determinare che la data di regolamento delle passività tramite sistemi di pagamento elettronici è quella in cui la passività risulta estinta. Tuttavia, è consentito ad un’entità di adottare una politica contabile per consentire di eliminare contabilmente u na passività finanziaria prima di consegnare liquidità alla data di regolamento in presenza di determinate condizioni specifiche.
Con queste modifiche, lo IASB ha inoltre introdotto ulteriori requisiti di informativa riguardo in particolare ad investimenti in strumenti di capitale designati a FVOCI.
Le informazioni richieste dai suddetti amendments sono riportate nel paragrafo “Prodotti ESG con eventi contingenti” della presente parte A cui si rimanda per ulteriori dettagli.
• In data 18 dicembre 2024 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Contracts Referencing Nature -dependent Electricity – Amendment to IFRS 9 and IFRS 7” . Il documento ha l’obiettivo di supportare le entità nel rendicontare gli effetti finanziari dei contratti di acquisto di elettricità prodotta da fonti rinnovabili (spesso strutturati come Power Purchase Agreements). Sulla base di tali contratti, la quant ità di elettricità generata ed acquistata può variare in base a fattori incontrollabili quali le c ondizioni meteorologiche. Lo IASB ha apportato emendamenti mirati ai principi IFRS 9 e IFRS 7. Gli emendamenti includono:
▪ un chiarimento riguardo all’applicazione dei requisiti di “own use” a questa tipologia di
contratti;
▪ dei criteri per consentire la contabilizzazione di tali contratti come strumenti di
copertura; e,
▪ dei nuovi requisiti di informativa per consentire agli utilizzatori del bilancio di comprendere l'effetto di questi contratti sulle performance finanziarie e sui flussi di cassa di un’entità.
L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti significativi sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo.
• In data 18 luglio 2024 lo IASB ha pubblicato un documento denominato “Annual Improvements Volume 11”. Il documento include chiarimenti, semplificazioni, correzioni e cambiamenti volti a migliorare la coerenza di diversi IFRS Accounting Standards. I principi modificati sono:
NOTE ILLUSTRATIVE 79 ▪ IFRS 1 First -time Adoption of International Financial Reporting Standards;
▪ IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures e le relative linee guida sull'implementazione
dell'IFRS 7;
▪ IFRS 9 Financial Instruments;
▪ IFRS 10 Consolidated Financial Statements; e ▪ IAS 7 Statement of Cash Flows.
L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti significativi sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo .
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS ACCOUNTING STANDARS
OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA, NON ANCORA OBBLIGATORIAMENTE APPLICABILI E NON
ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA DAL GRUPPO AL 30 GIUGNO 2026
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti, ma tali principi non sono obbligatoriamente ap plicabili e non sono stati adottati in via anticipata dal Gruppo al 30 giugno 2026:
• In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements che sostituirà il principio IAS 1 Presentation of Financial Statements. Il nuovo principio si pone l’obiettivo di migliorare la presentazione degli schemi di bilancio, con particolare riferimento allo schema del conto economico. In particolare, il nuovo principio richiede di:
▪ classificare i ricavi e i costi in tre nuove categorie (sezione operativa, sezione investimento e sezione finanziaria), oltre alle categorie imposte e attività cessate già presenti nello schema di conto economico;
▪ Presentare due nuovi sub -totali, il risultato operativo e il risultato prima degli interessi e tasse (i.e. EBIT).
Il nuovo principio inoltre:
▪ richiede maggiori informazioni sugli indicatori di performance definiti dal management;
▪ introduce nuovi criteri per l'aggregazione e la disaggregazione delle informazioni; e, ▪ introduce alcune modifiche allo schema del rendiconto finanziario, tra cui la richiesta di utilizzare il risultato operativo come punto di partenza per la presentazione del rendiconto finanziario predisposto con il metodo indiretto e l’eliminazione di alcu ne opzioni di classificazione di alcune voci attualmente esistenti (come ad esempio interessi pagati, interessi incassati, dividendi pagati e dividendi incassati).
Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata.
Il Gruppo Credem ha avviato uno specifico progetto con il supporto di un consulente esterno, finalizzato all'analisi degli impatti derivanti dall'adozione dell'IFRS 18 e delle correlate modifiche agli altri principi contabili internazionali, con l'obiettivo di definire i necessari adeguamenti ai processi di reporting, ai presidi metodologici e ai sistemi inf ormativi. Le analisi tengono conto anche delle modifiche alla Circolare n. 262/2005 di Banca d'Italia finalizzate al recepimento dei nuovi requisiti di presentazione previsti dal principio, per le quali si è in attesa della pubblicazione definitiva una volta completato il processo di consultazione.
Non sono attesi impatti rilevanti sui criteri di rilevazione e valutazione delle attività e passività né sul patrimonio netto consolidato.
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS ACCOUNTING STANDARDS NON
ANCORA OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.
• In data 9 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures (unitamente agli Amendments to IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures pubblicati il 21 agosto 2025). Il nuovo principio introduce alcune semplificazioni con riferimento all’informativa richiesta dagli IFRS Accounting Standard nel bilancio di esercizio di una società controllata, che rispetta i seguenti
requisiti:
▪ non ha emesso strumenti di capitale o di debito quotati su un mercato regolamentato e non è in procinto di emetterli;
▪ la propria società controllante predispone un bilancio consolidato in conformità con i principi IFRS.
80 NOTE ILLUSTRATIVE Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata Tale modifica non è applicabile al bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo.
• In data 13 novembre 2025 lo IASB ha pubblicato un documento denominato “Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency – Amendment to IAS 21” che chiarisce le procedure di conversione per un’entità la cui valuta di presentazione è quella di un’economia iperinflazionata. L'entità applica le modifiche se:
▪ la sua valuta funzionale è quella di un'economia non iperinflazionata e sta convertendo i suoi risultati economici e la sua situazione patrimoniale -finanziaria nella valuta di un'economia iperinflazionata; oppure, ▪ sta convertendo nella valuta di un'economia iperinflazionata i risultati economici e la situazione patrimoniale -finanziaria di una gestione estera la cui valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionata.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal 1° gennaio 2027. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo dall’adozione di tal i emendament i.
• In data 27 maggio 2026 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 20 – Regulatory Asset and Regulatory Liabilities . Il nuovo principio si applica a tutte le entit à soggette a una specifica tipologia di regolamentazione tariffaria, ovvero la regolamentazione tariffaria che crea differenze temporali.
L’obiettivo del nuovo principio è quello di richiedere a un’entità di fornire informazioni rilevanti che rappresentino l'impatto dei proventi e dei costi derivanti da attività regolamentate sul risultato economico dell’entità, nonché l’impatto delle attivi tà e passività derivanti da attività regolamentate sulla situazione patrimoniale -finanziaria. Per raggiungere tale obiettivo, il nuovo principio definisce i requisiti per la rilevazione, la valutazione, la presentazione e l'informativa delle attività, pass ività, proventi e costi derivanti da attività regolamentate. Le attività e le passività derivanti da attività regolamentate costituiscono un sottoinsieme dei diritti e degli obblighi creati da un accordo regolamentare. Le informazioni relative a questo sottoinsieme di diritti e obblighi consentono agli utilizzatori del bilancio di comprendere:
▪ i proventi e i costi derivanti da attività regolamentate di un'entità, che derivano dalle attività e passività derivanti da attività regolamentate. Tale comprensione, unitamente alle informazioni richieste da altri principi IFRS, fornirà indicazioni sul co mpenso totale consentito per beni o servizi regolamentati forniti dall'entità in un periodo di riferimento e, di conseguenza, sul risultato economico dell'entità e sulle prospettive di flussi di cassa futuri.
▪ le attività e le passività derivanti da attività regolamentate di un'entità. Tale comprensione fornirà informazioni sulla posizione finanziaria dell'entità alla fine di un periodo di riferimento e sull'ammontare, la tempistica e l'incertezza dei flussi di cassa futuri dell'entità.
Il principio IFRS 20 sostituirà l’IFRS 14 – Regulatory Deferral Accounts ed entrerà in vigore dal 1° gennaio 2029, ma è consentita un’applicazione anticipata.
Tale principio non ha impatti su l bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo .
• In data 27 giugno 2026 lo IASB ha pubblicato un documento denominato “Amendments to the Fair Value Option for Investments in Associates and Joint Ventures (Amendments to IAS 28)” che chiarisce quali entità siano idonee a valutare gli investimenti in società collegate e joint venture utilizzando l'opzione di valutazione al fair value prevista dallo IAS 28. Lo IASB ha deciso di elaborare modifiche per risolvere:
▪ o la mancanza di chiarezza sul significato di “entità simili, inclusi i fondi assicurativi collegati ad investimenti” e su come tale definizione debba essere interpretata, in senso restrittivo o ampio; e, ▪ o le diverse interpretazioni della relazione tra l’ambito di applicazione dell’opzione del fair value nello IAS 28 e i requisiti dell’IFRS 18 relativi alle “specified main business activities”.
Le modifiche si applicheranno contestualmente all’applicazione del principio IFRS 18 e dunque, a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal 1° gennaio 2027.
Tale modifica non è applicabile al bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo.
NOTE ILLUSTRATIVE 81 Contenuto dei prospetti contabili Stato patri moniale consolidato, conto economico consolidato e prospetto della redditività
consolidata complessiva
Gli schemi dello stato patrimoniale consolidato e del conto economico consolidato sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i “di cui” delle voci e sottovoci). Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi. Allo stesso modo sono esposte le componenti reddituali positive e negative incluse nel prospetto della redditività consolidata complessiva.
Gli schemi riportano i corrispondenti dati di raffronto relativi allo stato patrimoniale riferiti all’esercizio precedente, mentre i dati di conto economico e del prospetto dell a redditività consolidata complessiva sono riferiti allo stesso periodo dell’esercizio precedente.
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato è quello previsto dalla Circolare n.
262/2005, e successivi aggiornamenti, della Banca d’Italia. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell’esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio, qualora presenti, sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie.
Rendiconto finanziario consolidato Il Rendiconto Finanziario consolidato fornisce informazioni che permettono agli utilizzatori di valutare le variazioni nell’attivo netto della società, la sua struttura finanziaria (compresa la liquidità e solvibilità) e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulla tempistica dei flussi finanziari allo scopo di adeguarsi alle circostanze e alle opportunità.
Lo IAS 7 stabilisce che il rendiconto finanziario può essere redatto seguendo, alternativamente, il “metodo diretto” o quello “indiretto”.
La Banca d'Italia, così come previsto dalle istruzioni della Circolare n.262/05, propone quindi i due alternativi schemi di Rendiconto Finanziario nei quali i flussi correlati all'attività operativa sono esposti con il metodo diretto e il metodo indiretto, senza privilegiarne uno in particolare, lasciando discrezionalità all'estensore del bilancio.
Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento del bilancio ed in quello dell’esercizio precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall’attività operativa sono rappresentati dal risultato dell’esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.
I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall’attività operativa, quelli generati dall’attività di investimento e quelli prodotti dall’attività di provvista.
Nel prospetto i flussi generatisi nel corso del periodo sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono indicati fra parentesi.
Sezione 3- Area e metodi di consolidamento Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo.
Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall’esistenza di una quota partecipativa.
Un’impresa è in grado di esercitare il controllo se è esposta o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l’entità oggetto d’investimento e, nel frattempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio pot ere su tale entità.
Sono normalmente considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la ma ggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti “potenziali” che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.
Sono normalmente considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto
82 NOTE ILLUSTRATIVE ed il controllo dell’attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull’attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.
Sono normalmente considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto “potenziali” come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacat o.
Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le imprese collegate e le joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.
Criteri e principi di consolidamento I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:
•in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle società stesse. La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al “metod o dell’acquisto” come definito dall’ IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acquisizione, cioè dal momento in cui si ottiene l’effettivo controllo della società acquisi ta. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
•le eventuali eccedenze del fair value del prezzo pagato rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l’effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce “Attività immateriali ”, se negative sono imputate a conto
economico;
•per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all’acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;
•ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza della presenza di indicatori di impairment) viene verificata l’adeguatezza del valore dell’avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l’unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l’avviamento.
L’ammontare dell’eventuale riduzione di valore è dato dall’eventuale diff erenza negativa tra il valore di iscrizione dell’avviamento ed il suo valore recuperabile , determinato come il maggiore tra il fair value dell’unità gene ratrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d’uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto
economico;
•gli elementi di attivo, passivo e conto economico vengono integralmente acquisiti “linea per
linea”;
•le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra di loro elisi;
•le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei “terzi” azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
•per il consolidamento delle società con metodo integrale sono state utilizzate le informative finanziarie al 30 giugno 2026 predisposte e approvate dalle singole società, eventualmente rese conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predis posizione della situazione
consolidata;
•il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L’eventuale eccedenza del valore di libro -
risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclus a nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono isc ritte a voce 250 del conto economico consolidato (“utili (perdite) delle partecipazioni”) nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle
NOTE ILLUSTRATIVE 83 partecipate;
•se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà g enerare, incluso il valore di dismissione finale dell’investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
•per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono stat e utilizzat e, ove disponibili, le informative finanziarie al 30 giugno 2026 , approvat e dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 202 5).
84 NOTE ILLUSTRATIVE Partecipazioni in società controllate in via esclusiva al 30 Giugno 2026 Denominazioni imprese Sede Tipo di rapporto Rapporto di partecipazione
Disponibilità
voti % Impresa partecipante Quota %
A. Imprese
A. 1 Consolidate integralmente 1. Credemleasing S.p.A. Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 99,90% Magazzini Generali delle
Tagliate 0,10%
2. Credemfactor S.p.A. Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 99,00%
Credemleasing 1,00%
3. Credem Euromobiliare Private Asset SGR S.p.A.Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 87,50%
Credem Euromobiliare
Private banking 12,50% 4. Euromobiliare Asset Management SGR S.p.A.Milano 1 Credito Emiliano 100,00% 5. Euromobiliare Advisory SIM S.p.A. Milano 1 Credito Emiliano 100,00% 6. Credemtel S.p.A. Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00% 7. Avvera S.p.A. Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00% 8. Magazzini Generali delle Tagliate S.p.A. Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00% 9.Credem Euromobiliare Private Banking S.p.A. Milano 1 Credito Emiliano 100,00% 10. Euromobiliare Fiduciaria S.p.A. Milano 1 Credito Emiliano 100,00% 11. Credemvita S.p.A. Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00% 12. Credem CB S.r.l. Conegliano 1 Credito Emiliano 70,00% 13. Andxor S.r.l. Cinisello Balsamo 1 Credemtel 75,00%
Legenda
Tipo di rapporto:
1 = maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria La colonna “disponibilità voti” è valorizzata soltanto nei casi in cui la quota effettiva dei voti esercitabili in Assemblea Ordinaria è diversa dalla quota di partecipazione detenuta nel Capitale sociale della Società.
Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio In conformità a quanto previsto dallo IAS 10, si rileva che tra la data del 30 giugno 2026 e la data in cui il bilancio consolidato semestrale abbreviato è stato autorizzato alla pubblicazione dal CDA (4 agosto 2026 ), non si sono verificati eventi successivi tali da avere un impatto significativo sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo o che richiedano modifiche o informative integrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Sezione 5 - Altri aspetti Ponderazione degli scenari macroeconomici Gli scenari macroeconomici per il calcolo delle perdite attese (ECL) sono forniti da un provider esterno. Nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato dal fornitore), Bad e Good (scenari corollario che presentano rispettivamente il 90% e 10% di probabilità che si realizzi uno scenario migliore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima comples siva. A seguito dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid -19 e del conflitto tra Russia e Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e l’aumento delle tensioni commerciali gli Istituti sono stati chiamati a istituire meccanismi di monitoraggio degli S cenari sottostanti ai modelli e della relativa sensitivity in contesti di forte volatilità. In tale contesto, il Gruppo ha confermato l’utilizzo del provider già in uso valutando tuttavia tempo per tempo la ponderazione da attribuire ai tre scenari macroec onomici disponibili. L’ultima delivery del provider, impiegata per l’aggiornamento dei modelli in uso da dicembre 2025, si riferisce alla situazione dell’Eurozona al 30 giugno 2025. In considerazione del persistente clima di incertezza derivante dall’acuir si delle tensioni geopolitiche globali, al fine di riflettere adeguatamente i potenziali rischi di instabilità ed i
NOTE ILLUSTRATIVE 85 relativi impatti economici, il Gruppo ha ritenuto opportuno deliberare un inseverimento della ponderazione dello scenario Bad. Le ponderazioni deliberate per gli scenari sono: 10% good, 40% bad, 50% baseline (invece della ponderazione standard: 10% good, 1 0% bad, 80% baseline).
L’utilizzo di tale più severa ponderazione rispetto a quella standard ha portato ad una maggiore quantificazione delle rettifiche di valore per circa 2,5 milioni di euro.
Rischi climatici ambientali ed utilizzo di overlay Per quanto attiene i rischi climatici ambientali, nell’ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo già nel 2025 ha proceduto con la rimozione del c.d. overlay ESG, precedentemente introdotto a far tempo da giugno 2024, in quanto a conclusione delle necessarie attività progettuali è stato incorportato nel framework IFRS9 il modello “Componenti Climatiche IFRS9” per l’applicazione ai fini del calcolo delle svalutazioni collettive. Poiché il Gruppo è soggetto alla vigilanza da parte di diverse Autorità (BCE, Banca d’Italia e CONSOB), gli approcci metodologici, le stime ed assunzioni utilizzate nella predisposizione del bilancio consolidato sono sottoposte a regolare attività di revis ione. Nel corso dell’ultima ispezione che si è conclusa nel 2025, la BCE ha suggerito al Gruppo l’implementazione di una serie di affinamenti al framework IFRS9.
Nel corso del 2025 il Gruppo ha avviato perciò le attività propedeutiche all’aggiornamento del framework complessivo IFRS9, finalizzate a recepire le recenti evoluzioni adottate per i modelli IRB, oltre all’integrazione di serie storiche più aggiornate sia in termini di parametri che di scenari macroeconomici. In tale contesto sono state condotte simulazioni di impatto volte a stimare gli effetti economici attesi a seguito degli affinamenti metodologici previsti sul framework contabile nel corso del prossim o biennio. Tra questi, l'aggiornamento principale concerne l'evoluzione dei criteri di staging. Sulla base delle risultanze di tali analisi, a far data dal 31 dicembre 2025, si è proceduto a quantificare un overlay di 20,8 milioni di euro.
Inoltre, in considerazione dell’evoluzione sfavorevole del contesto macroeconomico e geopolitico nell’arco temporale intercorso tra febbraio e aprile 2026 - segnato dal protrarsi delle tensioni in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz - a partire da marzo 2026 è stato introdotto uno specifico add -on di provisioning pari ad 1 milione di euro sull’impairment di Credito Emiliano.
Implementazione della normativa sull’imposizione minima globale prevista per i gruppi multinazionali e nazionali nell’ambito del c.d. Pillar 2 e correlate modifiche allo IAS 12 in materia di imposte sul reddito Si segnalano le modifiche apportate dallo IASB allo IAS 12 Imposte in materia di International Tax Reform – Pillar Two Model.
Tra quasi 140 Paesi a livello globale, attraverso la Direttiva europea 2022/2053 l’Unione Europea è stata tra le prime giurisdizioni che ha raggiunto un accordo sulla riforma fiscale internazionale che introduce un'imposta minima globale (c.d. Global Minim um Tax”) per le grandi imprese multinazionali. Nel dettaglio, questi Paesi, inclusa l’Italia, hanno aderito al documento dell'OCSE Inclusive Framework on Base Erosion and Profit Shifting, che introduce un modello a due pilastri (c.d. Pillar) per affrontare le problematiche fiscali derivanti dalla digitalizzazione dell'economia. In Europa, la Direttiva per attuare la componente di imposta minima della riforma OCSE è stata approvata dalla Commissione europea lo scorso 12 dicembre 2022. A seguito del superamen to delle riserve da parte di alcuni Paesi membri, è stato raggiunto l’accordo unanime in sede UE per l’adozione della proposta di Direttiva comunitaria volta a realizzare un livello minimo di tassazione effettiva del 15% dei gruppi multinazionali che prese ntano ricavi complessivi superiori a 750 milioni l’anno. La Direttiva n. 2523/2022 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE il 22 dicembre 2022 ed è stata recepita nella legislazione nazionale con il decreto legislativo n. 209 del 27 dicembre 2023. F igurano fra i soggetti passivi le imprese localizzate in Italia che fanno parte di un gruppo multinazionale o nazionale con ricavi annui pari o superiori a 750 milioni di euro, compresi i ricavi delle entità escluse (quali entità statali, organizzazioni in ternazionali, organizzazioni senza scopo di lucro, fondi pensione, fondi di investimento), risultanti nel bilancio consolidato della controllante capogruppo in almeno due dei quattro esercizi immediatamente precedenti. L’imposta minima nazionale sarebbe do vuta qualora per le imprese di un gruppo che operano in Italia si determini una situazione tale per cui l’Etr si attesti al di sotto del 15% come tassazione minima. È una facoltà prevista dalla direttiva (e applicata dall’Italia) per cui gli Stati possono introdurre un’imposta minima nazionale. Sono previsti specifici requisiti di disclosure per le società impattate, con differenti obblighi informativi da soddisfare nei periodi in cui la normativa Pillar Two è entrata in
86 NOTE ILLUSTRATIVE vigore. Tali requisiti di disclosure sono applicabili a partire dai bilanci annuali che iniziano dal 1° gennaio 2023 e non sono obbligatori nei resoconti intermedi redatti prima del 31 dicembre 2023.
In particolare, le modifiche apportate al principio intr oducono una eccezione temporanea obbligatoria che prevede di non rilevare la fiscalità differita che deriverebbe dall’implementazione del Pillar Two Framework.
Il Gruppo Credem ha tempestivamente posto in essere gli adempimenti previsti dalla normativa nazionale, trasmettendo le rilevanti comunicazioni e dichiarazioni, senza che sia emerso alcun obbligo di versamento della predetta imposta.
Power Purchase Agreement (PPAs) Il Gruppo non ha sottoscritto alcun contratto di fornitura riconducibile alla fattispecie PPA; trattasi, in particolare, di accordi di lunga durata stipulati con un produttore per la fornitura di energia elettrica rinnovabile ad un prezzo fisso.
Riserva Extraprofitti
Nell’estate del 2023 il Governo istituì un’imposta straordinaria a carico delle banche, partendo dalla “constatazione” che le stesse stessero traendo, in quel periodo, notevoli vantaggi dall’incremento dei tassi di interesse. Il pagamento di tale imposta, poi, a seguito del dibattito parlamentare ed alla conversione in legge del primo decreto, divenne sostitutivo della destinazione di parte degli utili del bilancio 2023 ad una “riserva non distribuibile”, determinata per un importo “non inferiore a due volt e e mezza l’imposta calcolata ai sensi della disposizione normativa citata”.
L’assemblea dei Soci della Banca, in sede di deliberazione della proposta di destinazione dell’utile dell’esercizio conseguito nel bilancio al 31.12.2023, decise, tra l’altro, di destinare 95.044 euro migliaia alla “Riserva Extraprofitti”. Si tratta di una Riserva “non distribuibile”, salvo l’assolvimento di un’imposta pari al 40% della stessa riserva.
A seguito dell’approvazione della La Legge di Bilancio 2026 (Art. 1, commi 69 e seguenti, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, chiamata “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026 -2028”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 30.12.2025, Supplemento ordinario n. 42/L, Serie generale, n. 301) la Banca ha deciso di approvare la proposta di affrancamento della Riserva Extraprofitti, che ha comporta to un onere di Euro migliaia 26.137 che è stato imp utato contabilmente a diretta decurtazione del patrimonio netto, nell’esercizio 2025, in base ad una applicazione per analogia, ai sensi dello IAS 8 “Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori”, delle disposizioni del par. 61A dello IAS 12 che richiede di rilevare la fiscalità in coerenza con la posta di riferimento su cui è computata l’imposta.
Il pagamento dell’onere suddetto è avvenuto in data 30.06. 2026..
Altre informazioni
Aggregazione aziendale
Le operazioni di aggregazione aziendale sono disciplinate dal Principio contabile internazionale IFRS 3 “Business combination”.
Il trasferimento del controllo di un’impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un’operazione di aggregazione aziendale.
A tal fine il controllo si considera trasferito quando l’investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercita ndo il proprio potere su tale entità.
L’IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente.
Quest’ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un’altra entità o gruppo di attività.
L’acquisizione deve essere contabilizzata nella data in cui l’acquirente ottiene effettivamente il controllo sull’impresa o attività acquisite. Quando l’operazione avviene tramite un’unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide c on la data di acquisizione.
Tuttavia, è sempre necessario verificare l’eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.
Il corrispettivo trasferito nell’ambito di un’operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi dall’a cquirente in cambio del controllo.
Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento
NOTE ILLUSTRATIVE 87 mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagament o avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l’emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all’operazione di emissione di cap itale.
Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il “metodo dell’acquisizione”, in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall’impresa acquisita) e le passiv ità identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione.
L’eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall’acquirente) ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.
La contabilizzazione dell’operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell’esercizio in cui l’aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.
Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l’unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.
Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure “per incorporazione” con la confluenza di un’impresa in un’altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolar e:
• se l’operazione comporta il trasferimento del controllo di un’impresa, essa viene trattata come un’operazione di aggregazione ai sensi dell’IFRS 3;
• se l’operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori della società incorporata. Difatti, le operazioni di aggregazione aziendale fra entità under common control non rientrano nell’amb ito di applicazione del Principio contabile internazionale IFRS 3, né sono disciplinate da altri IFRS;
vengono quindi definite facendo riferimento alle disposizioni contenute nello IAS 8 Accounting Policies, Changes in Accounting Estimates and Errors.
In data 2 ottobre 2025, a seguito dell’autorizzazione rilasciata dalle Autorità di Vigilanza competenti, è stato pubblicato il Progetto comune di scissione parziale di Euromobiliare Advisory SIM S.p.A. a favore di Credito Emiliano S.p.A. (Credem) e Euromobiliare Asset Management SGR S.p.A. (EAM SGR) La scissione è avvenuta in data 10 dicembre 2025 , come da atto di scissione reso disponibile sul sito internet di Credito Emiliano S.p.A. e Borsa italiana, con effetti giuridici, contabili e fiscali dal 1° gennaio 2026. La scissione ha previsto l’assegnazione:
• a favore di EAM SGR, del ramo d’azienda comprensivo del complesso di beni e risorse organizzati per lo svolgimento delle attività di gestione di portafogli individuali e consulenza alla
clientela;
• a favore di Credem, del ramo d’azienda comprensivo del complesso di beni e risorse organizzati per lo svolgimento dell’attività di coordinamento dell’attività di wealth management del Gruppo Credem.
Revisione contabile
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche S.p.A. , cui tale incarico è stato affidato, in attuazione della Delibera assembleare del 28 aprile 2022 , fino all’esercizio chiuso al 2031.
Utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio In conformità agli IFRS, gli amministratori devono formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l’applicazione dei principi contabili e gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali. L e stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle p assività che non è facilmente desumibile da altre fonti.
In particolare, sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione delle più
88 NOTE ILLUSTRATIVE rilevanti poste valutative iscritte nel bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuper abilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un’ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione.
I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 30 giugno 202 6. Il processo valutativo è risultato particolarmente complesso in considerazione dell’attuale contesto macroeconomico e di mercato e della conseguente difficoltà nella formulazione di previsioni andamentali, anche di breve periodo, relative a parametri di na tura finanziaria che influenzano, in modo rilevante, i valori oggetto di stima .
I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di periodo in periodo e, pertanto, non è da escludere che nei periodi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio possano differire, anche in maniera significativa, a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.
Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi perio di sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.
Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l’impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione sono:
• la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti (per ulteriori approfondimenti si rimanda a quanto riportato nella parte E - sezione 2 – 2. Politiche di gesitone del rischio di
credito);
• la determinazione del fair value degli strumenti finanziari, in particolare l’utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
• la quantificazione del TFR, dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
• la verifica dell’eventuale presenza di indicatori di impairment dell’avviamento;
• le stime effettuate per la valutazione delle passività assicurative; il processo di formazione delle Passività Assicurative si basa su complessi processi di stima e richiede l’utilizzo di assunzioni e ipotesi di natura tecnica, demografica, attuariale e fi nanziaria che hanno altresì impatto sulla quantificazione della quota del Margine sui servizi contrattuali da rilasciare nel conto economico. Tali valutazioni sono prevalentemente legate sia all’evoluzione del contesto socio -economico nazionale e internazi onale, sia all’andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull’andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti. (per ulteriori approfondimenti s i rimanda a quanto riportato nella parte A – Attività e passività assicurative, scelte metodologiche del Gruppo) .
L’evoluzione di tali fattori potrebbe determinare la necessità, nei futuri esercizi, di ulteriori classificazioni delle esposizioni creditizie fra le esposizioni deteriorate, determinando quindi la rilevazione di ulteriori rettifiche di valore inerenti anc he alle esposizioni creditizie non deteriorate, per effetto dell’aggiornamento dei parametri creditizi. In aggiunta, la necessità di procedere a un adeguamento delle rettifiche di valore potrebbe derivare dall’affermarsi di uno scenario macroeconomico dive rso da quello assunto nella stima dei parametri creditizi.
• L’evoluzione del mercato immobiliare, d’altra parte, in termini di correzione al ribasso dei prezzi degli immobili, potrebbe influenzare (i) il valore degli immobili ricevuti in garanzia richiedendo un adeguamento delle rettifiche di valore o (ii) la capac ità di alcune controparti operanti nel settore immobiliare di onorare il proprio debito. Essendo gli immobili del Gruppo posizionati in Italia non ci si attendono impatti diretti dalle tensioni geopolitiche mondiali (in ogni caso si evidenzia come il fair value degli immobili risulti sistematicamente superiore al valore netto contabile degli stessi).
Infine, con riferimento ai cambiamenti avversi dei rischi climatici si rimanda a quanto già riportato nella presenta Nota integrativa, Parte E, Sezione 2 – Rischi del consolidato prudenziale.
Con riferimento alle restanti poste per le quali vengono utilizzate valutazioni soggettive, sebbene le valutazioni siano state effettuate sulla base di informazioni ritenute ragionevoli e sostenibili al 30 giugno 2026, le stesse potranno subire cambiamenti al momento non prevedibili per effetto delle evoluzioni nei parametri alla base delle rispettive valutazioni:
NOTE ILLUSTRATIVE 89 • condizioni economiche ed industriali generali delle aree in cui la Banca opera o ha investimenti
significativi;
• esposizione ai vari rischi di mercato (es. rischio cambio);
• cambiamenti legislativi, normativi, fiscali, inclusi i requisiti in materia di capitale regolamentare e di liquidità, anche tenuto conto della maggiore regolamentazione in risposta alla crisi finanziaria;
• cambiamenti climatici avversi che potrebbero influenzare il valore delle attività detenute e/o la capacità dei clienti di onorare il proprio debito.
Altri fattori sconosciuti ed imprevedibili potrebbero determinare degli scostamenti materiali tra i risultati effettivi e quelli previsti.
Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nella parte “E” della presente Nota Integrativa.
90 NOTE ILLUSTRATIVE Modalità di determinazione del fair value delle attività e passività
Aspetti generali
Gli strumenti finanziari valutati al fair value includono le attività e le passività finanziarie detenute per la negoziazione, gli strumenti finanziari designati al fair value, gli strumenti derivati e, infine, gli strumenti classificati come valutati al f air value con impatto sulla redditività complessiva.
Il principio IFRS13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di v alutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un’altra tecnica di valutazione.
Le funzioni coinvolte nei processi di determinazione del fair value includono le funzioni amministrative, le funzioni di front office Finanza e le funzioni di Risk Management.
Gli uffici amministrativi, direttamente responsabili della redazione dell’informativa finanziaria, sono chiamati a presidiare le regole utilizzate per la determinazione del Fair Value nel rispetto dei principi contabili di riferimento.
Gli uffici Finanza, a loro volta, detengono le conoscenze legate alle tecniche di valutazione applicate e presiedono i sistemi informativi utilizzati nei processi di determinazione del fair value.
Infine, gli uffici della funzione Risk Management sono chiamati a validare le tecniche di valutazione utilizzate, inclusi i relativi modelli e i parametri utilizzati. Tali uffici verificano la potenziale presenza di un mercato attivo e analizzano le possib ili fonti disponibili. In generale, il Gruppo determina il fair value di attività e passività finanziarie secondo tecniche di valutazione scelte in base alla natura degli strumenti detenuti ed in base alle informazioni disponibili al momento della valutazi one.
Sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, gli strumenti finanziari sono suddivisi tra quelli il cui prezzo è quotato in un mercato attivo da quelli per i quali un mercato attivo al momento della valutazione non esiste.
La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).
Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica per valutare il fair value.
Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l’attività o per la passività.
Allo stesso modo, per quanto concerne il Livello 3, non sono considerate osservabili tutte le altre variabili impiegate nelle tecniche valutative che non possono essere corroborate sulla base di dati osservabili di mercato (Livello 3).
La presenza di mercati attivi e l’utilizzo di prezzi quotati (Mark to Market) In linea generale, il processo per l’applicazione del Mark to Market è largamente automatizzato.
Tutti gli strumenti finanziari quotati detenuti (azioni, obbligazioni e strumenti finanziari derivati) sono valutati, in presenza di mercati attivi, mediante i rispettivi prezzi quotati (valutazioni al Mark to Market) per la determinazione del P&L giornaliero.
Relativamente ai principali Information Providers, si distingue tra:
• Market parameters a cui è agganciato un RIC Refinitiv: in questo caso il prezzo viene recuperato real time da Refinitiv attraverso la piattaforma ATS;
• Strumenti ai quali può essere agganciata sia una contribuzione Refinitiv che Bloomberg. Nel dettaglio all’interno dell’ATS sono state implementate regole che consentono la comparazione tra le fonti e seleziona quella ritenuta valida in termini di liquidità , aggiornamento giornaliero e delta spread. Il modulo ATS considera una fonte primaria per ogni categoria di strumento, e attribuisce il livello di fair value associato ad ogni parametro;
• Parametri EOD: market parameters aggiornati una volta al giorno (es volatilità cap and Floor) disponibili dal provider The ICE.
Qualora le informazioni Refinitiv e Bloomberg non siano disponibili si utilizzano altri Information Providers indipendenti.
Se un’attività o passività valutata al fair value ha un prezzo denaro e un prezzo lettera (per esempio
NOTE ILLUSTRATIVE 91 un dato proveniente da un mercato a scambi diretti e assistiti), per valutare il fair value deve essere utilizzato il prezzo rientrante nello scarto denaro -lettera (bid -ask spread) più rappresentativo del fair value in quelle circostanze specifiche, indipe ndentemente da come tale dato è classificato nella gerarchia del fair value (Livello 1, 2 o 3). È consentito l’utilizzo di prezzi denaro per posizioni attive e di prezzi lettera per posizioni passive, ma non è obbligatorio Il Gruppo utilizza sia per le proprie posizioni attive che per le passive i prezzi Mid, per i cui calcoli vengono considerati i prezzi rientranti nello scarto denaro – lettera (Bid/Ask spread) più rappresentativi.
Generalmente l’acquisizione dei prezzi quotati avviene in via automatica, su base giornaliera, attraverso lo scarico delle informazioni da primari Information Provider indipendenti.
L’utilizzo di tecniche di valutazione (Mark to Model) Nel determinare il fair value degli strumenti finanziari si ricorre al Mark to Model qualora l’analisi evidenzi che per gli strumenti detenuti non esistano prezzi quotati nel mercato principale (o più vantaggioso).
Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value devono massimizzare l’utilizzo di input osservabili rilevanti e ridurre al minimo l’utilizzo di input non osservabili.
Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l’attività o per la passività.
Gli input di livello 2 comprendono:
• prezzi quotati per attività o passività similari in mercati attivi;
• prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non attivi;
• dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l’attività o passività (per esempio tassi di interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite e spread creditizi);
• input corroborati dal mercato.
Gli input non osservabili, Livello 3, devono essere utilizzati per valutare il fair value nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, consentendo pertanto situazioni di scarsa attività del mercato per l’attività o passività a lla data di valutazione. Tuttavia, la finalità della valutazione del fair value resta la stessa, ossia un prezzo di chiusura alla data di valutazione dal punto di vista di un operatore di mercato che possiede l’attività o la passività. Pertanto, gli input non osservabili devono riflettere le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell’attività o passività, incluse le assunzioni circa il rischio.
Le rettifiche agli input di Livello 2 varieranno in funzione di fattori specifici dell’attività o della passività. Tali fattori comprendono i seguenti elementi:
• la condizione o l’ubicazione dell’attività;
• la misura in cui gli input fanno riferimento a elementi comparabili all’attività o alla passività; e • il volume o il livello di attività nei mercati in cui gli input sono osservati.
L’utilizzo di input non osservabili significativi o eventuali rettifiche di un input di Livello 2 significativo per l’intera valutazione dello strumento, possono comportare nella valutazione del fair value una classificazione a Livello 3 nella gerarchia de l fair value.
L’utilizzo di una tecnica di valutazione ha l’obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di me rcato correnti. Tre tecniche di valutazione ampiamente utilizzate sono il metodo basato sulla valutazione di mercato, il metodo del costo e il metodo reddituale. Un’entità deve utilizzare tecniche di valutazione coerenti con uno o più di questi metodi per valutare il fair value.
Esempi dei principali parametri osservabili di mercato di cui si servono le più comuni tecniche di valutazione applicate sono i seguenti:
• curva dei tassi Risk Free. Sulla base delle rilevazioni storicizzate nell’applicativo di Front Office (Murex) viene ricavata una curva tassi Euro c.d. Risk -Free, attraverso un bootstrapping dei tassi impliciti in depositi, swap e Forward Rate Agreement;
• tassi di cambio. Il sistema Murex acquisisce giornalmente, in automatico, i tassi di cambio spot fixing BCE dall’infoprovider Reuters;
• curve di volatilità. Vengono mappate le curve di volatilità rilevate da fonte esterna precedentemente individuata (Bloomberg), e storicizzate nell’applicativo di front office (Murex); va sottolineato che l’operatività del Gruppo in conto proprio si concent ra prevalentemente su strumenti di tasso.
92 NOTE ILLUSTRATIVE Diversamente, qualora le tecniche di valutazione si basino in via prevalente su parametri non osservabili sul mercato, vengono svolti processi di stima interni. Ciò avviene limitatamente ai casi in cui i relativi dati di mercato non siano disponibili o non siano ritenuti affidabili.
L’utilizzo delle tecniche di valutazione che fanno uso di dati osservabili di mercato o di dati stimati internamente, implicano l’utilizzo di modelli valutativi all’interno dei quali sono calati tali parametri.
Il metodo reddituale converte importi futuri (per esempio, flussi finanziari o ricavi e costi) in un unico importo corrente (ossia attualizzato). Quando si utilizza il metodo reddituale, la valutazione del fair value riflette le attuali aspettative del mer cato su tali importi futuri.
A titolo esemplificativo, tali tecniche di valutazione comprendono:
• tecniche del valore attuale;
• modelli di misurazione del prezzo delle opzioni, quali la formula di Black -Scholes -Merton che incorpora tecniche di calcolo del valore attuale e riflettono sia il valore temporale, sia il valore intrinseco di un’opzione.
Qualora però si faccia ricorso a modelli valutativi proprietari, l’affidabilità degli stessi è testata confrontando, per strumenti simili quotati, le valutazioni fornite da tali tecniche con i relativi prezzi quotati (back testing). Inoltre, l’affidabilità di tali tecniche è verificata, ex post, monitorando nel tempo i risultati ottenuti.
La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).
L’attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell’intervallo temporale antecedente la data contabile di ri ferimento. L’attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denaro -
lettera (bid -ask spread) contenuti.
Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l’utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l’utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l’utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.
Ad ogni data contabile viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l’inizio dell’esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso d ell’esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.
Fondi immobiliari chiusi Al fine di tenere in considerazione l’indisponibilità di valutazioni continuative dei fondi immobiliari chiusi non quotati, dovute a illiquidità, assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, la metodologia alla base dell’individuazione d el fair value attribuibile al capitale sociale della società avviene considerando valore del NAV più aggiornato disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) opportunamente rettificato al fine di riflettere la scarsa liquidità dell’ asset.
Passività di propria emissione Per la determinazione del fair value delle passività di propria emissione valutate al fair value, si tiene conto anche del proprio rischio emittente.
La costruzione di una o più curve di credit spread si rende necessaria, nell’ambito della fair value option, al fine di valorizzare gli strumenti non negoziati su mercati attivi con un full fair value. Il concetto di full fair value comprende, rispetto all a semplice attualizzazione sulla curva risk free dei cash flows generati dallo strumento, un ulteriore aggiustamento che tenga conto del rischio emittente: l’aggiustamento, ovvero il credit spread, assume la forma di uno spread additivo sulla curva risk fr ee ed è di entità diversa sulle diverse scadenze temporali. Il credit spread relativo ad un emittente, inoltre, esprimendo un’indicazione sulla probabilità e sull’entità del rimborso dell’emissione, è diverso in base alla seniority dell’emissione: un’emiss ione senior avrà un credit spread inferiore rispetto ad un’emissione subordinata.
L’applicazione della Fair Value Option alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell’ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento.
I fattori di rischio dovuti al merito creditizio vengono incorporati nella curva di attualizzazione
NOTE ILLUSTRATIVE 93 (usata per il calcolo del Fair Value) applicando alla curva risk free uno spread che renda conto del rischio emittente.
Con tale metodo valutativo è possibile separare i diversi componenti di rischio, rischio tasso e rischio credito.
Le curve rettificate per il merito di credito dell’emittente si ottengono sommando ai tassi zero coupon (o tassi risk free) un credit spread che esprime il merito creditizio dell’emittente stesso.
Tali curve sono utilizzate per la valutazione di obbligazio ni non quotate sui mercati attivi.
Con la valutazione al Fair Value per tutti gli strumenti relativi a un singolo emittente (e anche per quelli emessi dal Gruppo), si possono costruire quattro curve:
• una curva senior preferred;
• una curva senior non preferred;
• una curva subordinata;
• una curva covered.
Per la determinazione delle curve dei credit spread, Credem si avvale di un servizio di fornitura esterna di curve bancarie da parte del provider Confluence/UBS.
La metodologia alla base della costruzione delle credit curves è basata sul principio che per costruire una credit curve su varie scadenze corrette, sarebbe necessario avere molti dati disponibili di mercato e strumenti con diverse scadenze, in quanto bast erebbe eseguire il classico boot -strapping method per costruire la curva. In molti casi però, come in Credem, non c’è un numero sufficiente di osservazioni per poter applicare tale metodologia. Confluence, per ovviare a questo problema, utilizza una curva di comparables scelti per settore per costruire la shape della curva, e successivamente valuta gli spread delle emissioni outstanding per determinare di conseguenza lo spread delle curve.
Criteri di determinazione del fair value di attività e passività non misurate al fair value su base
ricorrente
Di seguito si riportano le informazioni richieste dall’IFRS 13.
Per i rapporti creditizi attivi e passivi non misurati al fair value su base ricorrente, il fair value, riportato nelle tabelle presenti nelle note illustrative, è stato determinato con i seguenti criteri:
• per le attività e passività a vista, con scadenza a breve termine (entro 12 mesi) o indeterminata, il valore di iscrizione; stessa impostazione è stata utilizzata per i crediti non
performing;
• per i titoli emessi a tasso variabile e per quelli a tasso fisso a breve termine (entro 12 mesi) il valore contabile è stato assunto come approssimazione del fair value;
• per le attività e passività a medio a lungo termine, la valutazione è stata determinata mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri. Tale operazione è stata eseguita utilizzando tassi privi di rischio e, per le attività, correggendo i flussi di c assa futuri, tenendo conto della rischiosità della controparte mediante parametri di PD (Probability of Default) e di LGD (Loss
Given Default);
• per i titoli emessi a tasso fisso a medio lungo temine la valutazione è stata effettuata mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri, corretta per il rischio emittente associato a Credem.
Per tali strumenti, la determinazione del fair value si basa anche sull’utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato ed è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste di informativa e non ha alcun impatto sullo stato patrimo niale e sul conto economico.
94 NOTE ILLUSTRATIVE A.3 INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA’ FINANZIARIE
Successivamente all’adozione dell’IFRS 9, il Gruppo Credem non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, quindi, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Le regole gener ali previste dall’IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non prevedono riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui la società modifichi il proprio modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. È previsto che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.
A.4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE
Informativa di natura qualitativa A.4.1 – Livello di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati Le tecniche di valutazione utilizzate per gli strumenti finanziari appartenenti al livello 2 e 3 si
distinguono:
• Attività finanziarie: valutazione degli strumenti strutturati utilizzando per la componente obbligazionaria il modello discounted cash flow con un tasso corretto per un opportuno rischio di credito, e per la componente azionaria utilizzando il modello Blac k&Scholes;
• Passività finanziarie: valutazione degli strumenti plain vanilla secondo le tecniche di valutazione discounted cash flow di cassa considerando il tasso corretto per il rischio di credito di Credito Emiliano sulla scadenza dello strumento.
Si riporta brevemente la definizione dei modelli utilizzati:
Discounted Cash Flow Il modello discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, è un metodo di valutazione di un investimento, basato sul processo finanziario di attualizzazione, che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale che ha come naturale scadenza una data futura trami te l'applicazione di un tasso di sconto. Il tasso di sconto viene corretto per il rischio di credito dei flussi futuri attesi dall'attività in questione. La somma algebrica dei flussi attualizzati rappresenta il valore netto attuale (Net present value) del lo strumento.
I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono: curva tassi e credit spread di ogni singola emissione.
Modello Black&Scholes
Il modello Black&scholes univariato (BS) è il modello di pricing delle opzioni più famoso e riconosciuto dal mercato. Il modello si basa sulla possibilità di creare un portafoglio equivalente all’opzione , costituito in parte da unità del sottostante e in parte da obbligazioni prive di rischio entrambi influenzati dalla stessa fonte di incertezza data dalle variazioni del prezzo dell’azione. Le ipotesi sottostanti il modello di BS sono rappresentate dall'andamento dei prezzi dell'attività sottostante (approssimato da un processo log -normale), d alla presenza di un mercato perfettamente efficiente; dal tasso di interesse e dalla volatilità del sottostante costante per tutta la durata dell'opzione.
I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono il tasso di interesse, il valore e la volatilità del sottostante.
In particolare:
• i tassi di interesse sono estrapolati dalla curva zero ottenuta dalle quotazioni di mercato di
strumenti omogenei;
• i credit spread per la componete Credito Emiliano sono ottenuti da quotazioni di mercato di
emissioni comparables;
• valore del sottostante sono ottenuti dalla quotazione del mercato;
• volatilità del sottostante ottenute da quotazioni di mercato.
NOTE ILLUSTRATIVE 95 A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni Gli strumenti non scambiati su mercati attivi sono valutati a mark to model utilizzando la tecnica di valutazione che massimizza l’utilizzo di dati osservabili sul mercato. Qualora i parametri risultino non disponibili e direttamente osservabili il livello di fair value attribuito è pari a 3.
Nel corso del 2026 sono state valutate con modelli mark to model, tramite parametri non osservabili (fair value 3), le quote di OICR per le quali non è applicabile l’analisi di sensitività, e di investimenti partecipativi per importi non materiali.
Alla data del 30 giugno 2026 nessun strumento finanziario derivato è stato valutato a mark to model tramite parametri di mercato non direttamente osservabili.
A.4.3 Gerarchia del fair value Trasferimenti tra i livelli della gerarchia del fair value La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).
I Livelli utilizzati per le classificazioni riportate nel seguito della presente Nota integrativa sono i
seguenti:
• “livello 1”: il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a prezzi di quotazione osservabili su mercati attivi (non rettificati) alle quali si può accedere alla data di valutazione;
• “livello 2”: il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l’attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione;
• “livello 3”: il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input non osservabili per l’attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione.
L’attività di attribuzione dei livelli è rappresentata dalla verifica puntuale per ogni strumento detenuto nei portafogli di proprietà di un possibile potenziale mercato attivo che rispetti alcune regole di valorizzazione. In particolare viene analizzato c he le contribuzioni risultino continuative, contenute nei delta spread bid ask, indicative di possibili transazioni recenti quindi non trascinate, e che l’emittente risulti solido e attivo.
Il mancato rispetto di tali regole porta un aggravio di livello associato a una valorizzazione il più coerente e rappresentativa del fair value dello strumento.
Analogamente l’analisi viene effettuata anche nella verifica di un potenziale ripristino di mercato attivo sugli strumenti per i quali nel corso del tempo si verifica una riattivazione di valorizzazione continuative sul mercato regolamentato e non.
A.4.4 Altre informazioni L’attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell’intervallo temporale antecedente la data contabile di ri ferimento. L’attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denaro -
lettera (bid -ask spread) contenuti.
Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l’utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l’utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l’utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.
Alle date contabili viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l’inizio dell’esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell ’esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.
96 NOTE ILLUSTRATIVE A.4.5 Gerarchia del fair value A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value Attività/Passività misurate al fair value 30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico6.401.178 65.774 283.750 5.975.795 69.376 289.096 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 28.333 13.792 - 24.176 16.747 -
b) attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 6.372.845 51.982 283.750 5.951.619 52.629 289.096 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 10.290.157 60.039 35.666 9.621.292 49.710 34.463 3. Derivati di copertura - 106.834 - - 179.098 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 16.691.335 232.647 319.416 15.597.087 298.184 323.559 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 315 16.213 - 29 13.881 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - 3.711.033 - - 4.744.132 3. Derivati di copertura - 269.626 - - 482.249 -
Totale 315 285.839 3.711.033 29 496.130 4.744.132
Legenda:
L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3 A.5 – Informativa sul c.d. “day one profit/loss” I proventi connessi all’emissione di prestiti obbligazionari, determinati dalla differenza tra il corrispettivo incassato ed il fair value dello strumento, sono riconosciuti a conto economico alla data di emissione in tutti i casi in cui tale fair value sia determinato attraverso tecniche di valutazione che prendono parametri osservabili sul mercato.
Il principio IFRS9 prevede che l’iscrizione iniziale degli strumenti finanziari avvenga al fair value.
Normalmente il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al “prezzo di transazione”; in altre parole, al costo o all’importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.
L’affermazione che all’atto dell’iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente sempre riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto “Livello 1” della gerarchia del fair value.
Anche nel caso del “Livello 2”, che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach ), l’iscrizione iniziale vede, in moltissimi casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali.
Nel caso del “Livello 3”, invece, sussiste una discrezionalità parziale dell’operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per tale ragione l’IFRS9 esclude che l'eventuale iniziale differenza tra il prezzo della transazione e la stima interna del fair value possa essere subito imputata a Conto Economico in un'unica soluzione. In tal caso, quindi, l’iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all’atto della prima valutazione - ossia il Day -One -Profit (DOP) o il Day -One -Loss (DOL) implicito -, che deve invece essere riconosciuta a Conto Economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l’effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del
NOTE ILLUSTRATIVE 97 DOP/DOL a Conto Economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.
Pertanto, la politica contabile seguita prevede che:
•l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 2" venga subito imputato per intero al
Conto Economico;
•invece, l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 3" venga sterilizzato e imputato al Conto Economico "pro rata temporis" (linearmente) lungo la vita residua di tali strumenti;
•nel caso in cui uno strumento classificato nel “Livello 3” della gerarchia del fair value venga riclassificato nel “Livello 2”, i residui DOP/DOL sospesi patrimonialmente vengono iscritti a Conto Economico in un’unica soluzione.
Al 30 giugno 202 6 non erano presenti importi che debbano essere ancora rilevati a conto economico "pro rata temporis", ovvero lungo la vita residua del contratto.
Prodotti ESG con eventi contingenti Attività finanziarie 30/06/2026 Possibili variazioni nei tassi di
interesse contrattuali
VL Di cui: con eventi contingenti relativi a fattori
ESG Valore
minimo
(punti base) Valore
massimo
(punti base)
1. Attività finanziarie al costo ammortizzato 959.723.096 € 959.723.096 € -15 +10 1.1 Crediti verso Banche Centrali 1.2 Crediti verso banche
- Finanziamenti
- Titoli di debito 1.3 Crediti verso clientela 959.723.096 € 959.723.096 € -15 +10
- Finanziamenti 959.723.096 € 959.723.096 € -15 +10
- Titoli di debito 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- Finanziamenti
- Titoli di debito Totale 959.723.096 € 959.723.096 € -15 +10 Passività finanziarie 30/06/2026 Possibili variazioni nei tassi di
interesse contrattuali
VB Di cui: con eventi contingenti relativi a fattori
ESG Valore
minimo
(punti base) Valore
massimo
(punti base)
1. Passività
finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
1.1 Debiti verso Banche 1.2 Debiti verso Clientela 1.3 Titoli in circolazione
Totale
Le modifiche all’IFRS 7, adottate nell’Unione europea con il Regolamento (UE) 2025/1047, hanno introdotto specifici requisiti informativi relativi agli strumenti finanziari i cui flussi di cassa contrattuali possono variare al verificarsi o al mancato veri ficarsi di eventi contingenti.
Per il Gruppo Credem, le esposizioni che rilevano ai fini della presente informativa sono rappresentate esclusivamente da crediti verso clientela, classificati tra le attività finanziarie
98 NOTE ILLUSTRATIVE valutate al costo ammortizzato. Le clausole contrattuali suscettibili di determinare variazioni dei flussi finanziari (riduzione/aumento del tasso di interesse applicato) sono tutte collegate a eventi contingenti di natura ESG e riguardano due tipologie di finanziamento erogate da Credem Banca:
mutui SAL, destinati alla clientela privata, e Sustainability -Linked Loan, destinati alle imprese.
Nel dettaglio, i mutui a SAL prevedono una riduzione del tasso contrattuale al conseguimento di specifici obiettivi di efficientamento energetico dell’immobile finanziato [ 1]. Per i Sustainability -
Linked Loan, la riduzione del tasso è riconosciuta al raggiungimento di 2 KPI, scelti dal cliente nell’ambito di un insieme di 2 5 KPI di natura ESG, e può essere revocata (con ripristino del tasso ordinario) al venir meno del raggiungimento dei KPI.
Al 30 giugno 2026, il valore contabile lordo dei finanziamenti in perimetro ammonta complessivamente a 959,7 milioni di euro.
Per esposizioni pari a 834,3 milioni di euro relativi a Sustainability -Linked Loan e per 55,6 milioni relativi a mutui a SAL, la condizione contrattuale cui è subordinata la riduzione del tasso non risulta ancora soddisfatta. Su tali esposizioni è pertanto applicato il tasso ordinario e l’eventuale variazione futura può avvenire esclusivamente al ribasso, qualora siano conseguiti gli obiettivi ESG previsti contrattualmente. Si segnala che tra i 55,6 milioni di mutui a SAL, per circa 3,9 milioni si può verif icare una riduzione di 15 punti base (valore minimo riportato in tabella), per i restanti 51,7 milioni si può verificare una riduzione di 10 punti base.
Per esposizioni pari a 69,8 milioni di euro relativi a Sustainability -Linked Loan, la condizione contrattuale risulta invece già soddisfatta e il tasso applicato incorpora la relativa riduzione. Poiché tale riduzione è revocabile in caso di successivo manc ato rispetto dei KPI, per queste esposizioni l’eventuale variazione futura del tasso può avvenire esclusivamente al rialzo, fino a un massimo di 10 punti base, corrispondente al ripristino del tasso ordinario.
[1] In particolare, per i mutui con finalità di acquisto e ristrutturazione (o sola ristrutturazione), lo sconto è riconosciuto in 3 casi:
- se l'immobile raggiunge una classe energetica pari o superiore alla B;
- se consegue una riduzione di almeno il 30% dell'indice di prestazione energetica (IPE);
- se consegue un miglioramento di almeno due classi energetiche Per i mutui con finalità di costruzione, lo sconto è riconosciuto per gli edifici che raggiungono una classe energetica pari o superiore alla B.
NOTE ILLUSTRATIVE 99 PARTE B
INFORMAZIONI SULLO
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO
Attivo
Sezione 2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20 2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 25.098 6 - 24.176 - -
1.1 Titoli strutturati 922 6 - 2.723 - -
1.2 Altri titoli di debito 24.176 - - 21.453 - -
2. Titoli di capitale 434 - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. 2.801 - - - - -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale (A) 28.333 6 - 24.176 - -
B. Strumenti derivati - - - - - -
1. Derivati finanziari - 13.786 - - 16.747 -
1.1 di negoziazione - 13.786 - - 16.747 -
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) - 13.786 - - 16.747 -
Totale (A+B) 28.333 13.792 - 24.176 16.747 -
Legenda:
L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
100 NOTE ILLUSTRATIVE 2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 25.104 24.176 a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 20.984 20.232 c) Banche 2.790 2.040 d) Altre società finanziarie 609 816 di cui: imprese di assicurazione - 338 e) Società non finanziarie 721 1.088 2. Titoli di capitale 434 -
a) Banche - -
b) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
c) Società non finanziarie 434 -
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 2.801 -
4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale (A) 28.339 24.176 B. Strumenti derivati a) Controparti Centrali - -
b) Altre 13.786 16.747 Totale (B) 13.786 16.747 Totale (A+B) 42.125 40.923
NOTE ILLUSTRATIVE 101
2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 703.863 4.657 10 665.586 4.740 10 1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 703.863 4.657 10 665.586 4.740 10 2. Titoli di capitale 334.225 - - 260.042 - -
3. Quote di O.I.C.R. 5.334.757 47.325 265.701 5.025.991 47.889 267.448 4. Finanziamenti - - 18.039 - - 21.638 4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - 18.039 - - 21.638 Totale 6.372.845 51.982 283.750 5.951.619 52.629 289.096
Legenda:
L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
Si segnala la composizione della voce 3 “Quote O.I.C.R”:
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Fondi chiusi 12.141 12.196 Azionari 1.393.095 1.209.964 Immobiliari - 61.401 Monetari 245.139 238.218 Obbligazionari 1.418.728 1.414.695 Bilanciati 86.183 80.636 Flessibili 471.514 445.154 Altri 2.020.983 1.879.062 Totale 5.647.783 5.341.328
102 NOTE ILLUSTRATIVE
2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Titoli di capitale 334.225 260.042 di cui: banche 41.025 37.018 di cui: altre società finanziarie 24.501 20.740 di cui: società non finanziarie 268. 699 202.284 2. Titoli di debito 708.531 670.336 a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 345.593 357.018 c) Banche 296.925 290.061 d) Altre società finanziarie 4.360 1.788 di cui: imprese di assicurazione 2.555 -
e) Società non finanziarie 61.653 21.469 3. Quote di O.I.C.R. 5.647.782 5.341.328 4. Finanziamenti 18.038 21.638 a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 16.940 16.118 di cui: imprese di assicurazione 16.940 16.118 e) Società non finanziarie 709 4.628 f) Famiglie 389 892 Totale 6.708.576 6.293.344
A seguito del fallimento dell’SPPI test nella presente categoria sono classificate le quote di fondi comuni (OICR) e alcuni finanziamenti verso clientela.
NOTE ILLUSTRATIVE 103 Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva –
Voce 30
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
composizione merceologica
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 10.278.092 59.452 - 9.609.148 49.119 -
1.1 Titoli strutturati 418.941 1.323 - 239.370 1.476 -
1.2 Altri titoli di debito 9.859.151 58.129 - 9.369.778 47.643 -
2. Titoli di capitale 12.065 587 35.666 12.144 591 34.463 3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 10.290.157 60.039 35.666 9.621.292 49.710 34.463
Legenda:
L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
104 NOTE ILLUSTRATIVE
3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per
debitori/emittenti
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Titoli di debito 10.337.544 9.658.267 a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 8.284.881 7.721.323 c) Banche 1.671.977 1.677.215 d) Altre società finanziarie 363.269 242.155 di cui: imprese di assicurazione - 5.166 e) Società non finanziarie 17.417 17.574 2. Titoli di capitale 48.316 47.198 a) Banche 22.772 22.716 b) Altri emittenti: 25.544 24.482
- altre società finanziarie 22.761 21.670 di cui: imprese di assicurazione - -
- società non finanziarie 2.419 2.500
- altri 364 312 3. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 10.385.860 9.705.465
Sono presenti coperture di micro fair value hedge sia su titoli di Stato, italiani a tasso fisso (BTP) ed esteri, che su titoli obbligazionari (senior unsecure e covered bond) a tasso fisso emessi da primari istituti di credito europei. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attr averso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. “rischio tasso” su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha com portato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell’Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospet tici che retrospettivi) con esito positivo.
NOTE ILLUSTRATIVE 105
3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valor e
complessive
Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate Write -off
parziali
complessivi
Titoli di debito 10.341.078 9.242 - - - 3.534 - - - -
Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 30/06/2026 10.341.078 9.242 - - - 3.534 - - - -
Totale 31/12/2025 9.661.699 9.578 - - - 3.433 - - - -
Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.
106 NOTE ILLUSTRATIVE Sezione 4 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40
4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche
Tipologia
operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate L1 L2 L3 A. Crediti verso Banche Centrali 456.047 - - - - 456.047 397.763 - - - - 397.763 1. Depositi a scadenza - - - X X X - - - X X X
2. Riserva
obbligatoria 456.047 - - X X X 397.763 - - X X X 3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X 4. Altri - - - X X X - - - X X X B. Crediti verso banche 1.750.609 - - 666.335 784.779 301.512 2.057.561 - - 642.872 - 1.416.540 1. Finanziamenti 1.086.292 - - - 784.779 301.512 1.416.542 - - - - 1.416.540 1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X 1.2. Depositi a scadenza - - - X X X - - - X X X
1.3. Altri
finanziamenti: 1.086.292 - - X X X 1.416.542 - - X X X
- Pronti contro termine attivi 784.779 - - X X X 996.158 - - X X X
- Finanziamenti
per leasing 67 - - X X X 88 - - X X X
- Altri 301.446 - - X X X 420.296 - - X X X 2. Titoli di debito 664.317 - - 666.334 - - 641.019 - - 642.872 - -
2.1 Titoli
strutturati 147.076 - - 147.994 - - 86.317 - - 87.250 - -
2.2 Altri titoli di debito 517.241 - - 518.340 - - 554.702 - - 555.622 - -
Totale 2.206.656 - - 666.335 784.779 757.559 2.455.324 - - 642.872 - 1.814.303
Legenda:
L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
Sono inclusi i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di servizi finanziari.
NOTE ILLUSTRATIVE 107
4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela
Tipologia
operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate L1 L2 L3 1. Finanziamenti 38.954.039 246.660 11.828 - 1.754.035 37.552.801 38.763.503 244.542 12.871 - - 38.832.585
1. Conti
correnti 1.928.529 17.259 62 X X X 1.851.660 15.666 515 X X X
2. Pronti
contro
termine attivi 1.754.035 - - X X X 1.346.894 - - X X X 3. Mutui 20.885.482 160.203 4.828 X X X 20.805.742 160.431 4.778 X X X 4. Carte di
credito,
prestiti
personali e
cessioni del
quinto 4.425.828 29.303 6.593 X X X 4.247.090 29.032 7.252 X X X 5.
Finanziamenti
per leasing 3.235.991 27.178 - X X X 3.291.558 29.004 - X X X 6. Factoring 1.243.197 9.544 - X X X 1.550.435 7.611 - X X X
7. Altri
finanziamenti 5.480.977 3.173 345 X X X 5.670.124 2.798 326 X X X 2. Titoli di debito 6.266.021 - - 5.694.594 387.275 189.133 6.231.081 - - 5.726.709 487.765 66.849
1. Titoli
strutturati 651.352 - - 82.501 380.197 189.133 608.091 - - 81.586 459.113 66.849 2. Altri titoli di debito 5.614.669 - - 5.612.093 7.078 - 5.622.990 - - 5.645.123 28.652 -
Totale 45.220.060 246.660 11.828 5.694.594 2.141.310 37.741.934 44.994.584 244.542 12.871 5.726.709 487.765 38.899.434
Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.
Il Gruppo non ha effettuato operazioni di acquisto di crediti deteriorati.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP) ed esteri. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. “rischio tass o” su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizza zione dell’Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.
Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all’erogazione di mutui a tasso fisso.
Sono presenti, inoltre, coperture di Macro Cash Flow Hedge su erogazioni di mutui a tasso variabile .
108 NOTE ILLUSTRATIVE 4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Primo e
secondo stadio Terzo stadio Attività impaired
acquisite o
originate Primo e secondo stadio Terzo stadio Attività impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 6.266.021 - - 6.231.081 - -
a) Amministrazioni
pubbliche 5.585.334 - - 5.504.865 - -
b) Altre società finanziarie 680.687 - - 726.216 - -
di cui: imprese di assicurazione - - - 515 - -
c) Società non finanziarie - - - - - -
2. Finanziamenti verso: 38.954.038 246.659 11.827 38.763.504 244.542 12.872
a) Amministrazioni
pubbliche 536.261 1.197 - 567.272 1.327 -
b) Altre società finanziarie 2.522.637 97 - 2.171.912 87 -
di cui: imprese di assicurazione 208.919 - - 211.524 - -
c) Società non finanziarie 17.472.037 106.620 2.896 17.898.498 101.025 3.408 d) Famiglie 18.423.103 138.745 8.931 18.125.822 142.103 9.464 Totale 45.220.059 246.659 11.827 44.994.585 244.542 12.872 4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o
originate Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite
o originate Write -off
parziali
complessivi
Titoli di debito 6.933.141 - - - - 2.802 - - - -
Finanziamenti 37.914.885 236.123 2.671.420 571.669 13.833 36.084 53.843 325.009 2.006 23.987 Totale 30/06/2026 44.848.026 236.123 2.671.420 571.669 13.833 38.886 53.843 325.009 2.006 23.987 Totale 31/12/2025 44.828.607 446.821 2.713.650 606.398 14.820 37.970 54.379 361.856 1.949 20.659
NOTE ILLUSTRATIVE 109 Sezione 5 – Derivati di copertura – voce 50
5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli
FV 30/06/2026 VN FV 31/12/2025 VN
L1 L2 L3 30/06/2026 L1 L2 L3 31/12/2025
A. Derivati finanziari 1. Fair value - 106.834 - 10.094.624 - 179.098 - 11.185.196 2. Flussi finanziari - - - - - - - -
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi 1. Fair value - - - - - - - -
2. Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 106.834 - 10.094.624 - 179.098 - 11.185.196
Legenda:
L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3 FV = fair value VN = valore nozionale
110 NOTE ILLUSTRATIVE
5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura
Operazioni/Tipo di copertura Fair Value Flussi finanziari Investim.
esteri Specifica
Generica
Specifica
Generica
titoli di
debito e
tassi di
interesse titoli di
capitale
e indici
azionari valute e oro credito merci altri 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 53.870 - - - X X X - X X 2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 28.690 X - - X X X - X X 3. Portafoglio X X X X X X 5.728 X - X 4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 82.560 - - - - - 5.728 - - -
1. Passività finanziarie 4.675 X - - - - X - X X 2. Portafoglio X X X X X X 13.871 X - X Totale passività 4.675 - - - - - 13.871 - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -
Sono presenti coperture di micro -fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 53.870 mila euro.
Sono presenti coperture di micro -fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 28.690 mila euro.
Sono presenti coperture di micro -fair value su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nella Voce "Titoli in circolazione".
I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 4.675 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.
La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un’importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto “effetto vischiosità”.
Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:
• la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello
econometrico;
• la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l’ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 13.871 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all’erogazione di mutui a tasso fisso. L’applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate.
I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value positivo di 5.728 mila euro
NOTE ILLUSTRATIVE 111 Sezione 6 – Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 60
6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti
Adeguamento di valore delle attività coperte / Componenti del gruppo Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Adeguamento positivo 77.581 101.711 1.1 di specifici portafogli: 77.581 101.711 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 77.581 101.711 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
1.2 complessivo - -
2. Adeguamento negativo 33.943 33.156 2.1 di specifici portafogli: (33.229) 32.381 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (33.229) 32.381 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
2.2 complessivo (714) 775 Totale 43.638 68.555
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all’erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni “Cap”.
L’applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia i mutui che i derivati di copertura.
Il Macro Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi; i test sono svolti periodicam ente durante tutta la vita dell’operazione.
La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell’elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80% -125%. Il test di verifica della tenuta prospe ttica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.
L’hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80% -125%).
112 NOTE ILLUSTRATIVE Sezione 7 - Le partecipazioni - Voce 70
Il valore di bilancio della voce “Partecipazioni ammonta a 59,7 milioni di euro.
7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi
Denominazioni
Sede legale/operativa
Tipo di
rapporto Rapporto di partecipazione
Disponibilità
voti %
Impresa
partecipante
Quota %
A. Imprese controllate in modo congiunto 1. Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 50,00%
B. Imprese sottoposte a influenza notevole 1. SBC Fintech Milan 2224 srl Milano 1 Credemtel 45,92% 2. Mynet srl Udine 1 Credemtel 12,99% 3. Flairbit srl Genova 1 Credemtel 10,00%
Legenda
Tipo di rapporto:
1 – partecipazione al capitale sociale
7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti
Denominazioni
Valore di bilancio
Fair value
Dividendi percepiti
A. Imprese controllate in modo congiunto 1. Credemassicurazioni spa 58.153 - 4.918 B. Imprese sottoposte ad influenza notevole 1. SBC Fintech Milan 2224 srl 603 - -
2. Mynet srl 364 - -
3. Flairbit srl 534 - 80 Totale 59.654 - 4.998
La colonna fair value non è avvalorata perché non sono presenti società quotate classificate tra le partecipazioni significative.
NOTE ILLUSTRATIVE 113 Riconciliazione tra le informazioni di natura contabile ed il valore contabile delle partecipazioni
Denominazioni
Patrimonio netto Percentuale di
interessenza Patrimonio
netto di
pertinenza
Avviamento
Altre
poste
Valore di
bilancio
A. Imprese controllate in modo congiunto Credemassicurazioni 95.658 50,00% 47.829 10.324 - 58.153 SBC Fintech 2224 Milan 1.314 45,92% 603 - - 603 Mynet 1.131 12,99% 147 217 - 364 Flairbit 1.324 10,00% 132 402 - 534 Totale 99.427 - 48.711 10.94 3 - 59.654
7.6 Valutazioni e assunzioni significative per stabilire l’esistenza di controllo congiunto o influenza notevole Credito Emiliano S.p.A. detiene il 50% di Credemassicurazioni S.p.A., la cui restante quota di capitale sociale (50%) è invece detenuta da Reale Mutua Assicurazioni.
In tale contesto:
• Credito Emiliano non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso dell’altro
socio;
• Credito Emiliano ha il potere di veto sulle scelte dell’altro socio, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credito Emiliano anche l’altro socio detentore del restante 50% del capitale sociale non è in grado di incidere sulla società.
In relazione a Credemassicurazioni la posizione di Credito Emiliano è pertanto quella:
• di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali
possibili rendimenti;
• che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte dell’altro socio.
Gli accordi in essere tra i soci detentori rispettivamente il 50% del capitale sociale contemplano:
• diritto contemplato nell’atto di compravendita di azioni, circoscritto entro precisi limiti temporali (ogni 5 anni), ad esercitare opzioni call e put sulle rispettive azioni;
• diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (la metà degli amministratori e, a rinnovi alternati del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e, a rinnovi alternati, il Presidente del Collegio Sindacale).
Siccome non vi sono nell’ambito di Credemassicurazioni voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri Consiglieri (ad esempio non è contemplata la prevalenza del voto del Presidente del Consiglio di Amministrazione), la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scel te societarie;
• obbligo a non trasferire le azioni a terzi per la durata del patto parasociale.
In tale contesto, i diritti di Credito Emiliano sono circoscritti alle attività nette di Credemassicurazioni.
Alla luce di quanto riportato, si determina la presenza di un controllo congiunto.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 45,92 % di SBC FINTECH MILAN 2224 SRL (di seguito “SBC”).
In tale contesto:
• Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
• Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.
In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:
• di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali
114 NOTE ILLUSTRATIVE possibili rendimenti;
• che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto • sulle scelte degli altri soci.
Gli accordi in essere tra i soci di SBC prevedono, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione).
Siccome non vi sono nell’ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Alla luce di quanto riportato, si determina la presenza di un collegamento.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 12,99% di MYNET SRL SOCIETA’ BENEFIT (di seguito “MYNET”).
In tale contesto:
• Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
• Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.
In relazione a MYNET la posizione di Credemtel è pertanto quella:
• di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali
possibili rendimenti;
• che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.
Gli accordi in essere tra i soci di MYNET prevedono, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione) oltre alla designazione di un sindaco effettivo (con ruolo di presidente del collegio sindacale) ed uno supplente. Siccome non vi sono nell’ambito di MYNET voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie .
Alla luce di quanto riportato, si determina la presenza di un collegamento.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 10,00% di FLAIRBIT SRL (di seguito “FLAIRBIT”).
In tale contesto:
• Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
• Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.
In relazione a FLAIRBIT la posizione di Credemtel è pertanto quella:
• di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali
possibili rendimenti;
• che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto • sulle scelte degli altri soci.
Gli accordi in essere tra i soci di FLAIRBIT prevedono, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione).
Siccome non vi sono nell’ambito di FLAIRBIT voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Alla luce di quanto riportato, si determina la presenza di un collegamento.
NOTE ILLUSTRATIVE 115 7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto Credito Emiliano ha sottoscritto con Reale Mutua di Assicurazioni accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership in Credemassicurazioni.
In tale contesto le clausole del contratto di compravendita delle azioni a suo tempo perfezionato tra Credito Emiliano e Reale Mutua di Assicurazioni hanno espressamente convenuto un’opzione put in capo a Reale Mutua di Assicurazioni e un’opzione call in capo a Credito Emiliano S.p.A.
riguardante il 50% della partecipazione di Reale Mutua nel capitale sociale di Credemassicurazioni.
Entrambe le opzioni sono esercitabili allo scadere di ogni quinquennio dall’acquisto della partecipazione in Credemassicurazioni da parte di Reale Mutua.
A distanza di 10 anni dalla sottoscrizione del primo accordo di collaborazione, il Credito Emiliano e la Società Reale Mutua di Assicurazioni hanno rinnovato la loro partnership paritetica nella società in rassegna. Il rinnovo dell’accordo permetterà al gruppo di sviluppare l’offerta di prodotti dei rami danni e di accrescere il livello di servizio offerto alla propria clientela, grazie al supporto di un primario player specializzato nel settore della protection.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
• Il divieto di trasferimento delle azioni e dei diritti di opzione a terzi, diversi da società controllate, per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere;
• Il diritto di ciascuna parte di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (la metà degli amministratori e, a rinnovi alternati del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e, a rinnovi alternati, il Presidente del
Collegio Sindacale);
• La necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni dei componenti del Consiglio di Amministrazione riguardanti particolari tematiche (come, tra le altre, la nomina del Direttore Generale, del Responsabile Sinistri, del Direttore Commerciale, della funzione di auditing, l’approvazione di operazioni di finanzia straordinaria, di accordi di stributivi, ecc).
7.8 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole Credemtel ha sottoscritto con i soci di SBC accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato a gennaio 2022 un patto parasociale le cui clausole
contemplano:
• il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione);
• la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dello statuto, il trasferimento di partecipazioni sociali, acquisizioni e/o dismissioni, in qualsiasi forma effettuate, di beni immobili e/o di beni mobili di valore unitario superiore a Euro 20.000,00 e/o beni mobili registrati, l’assunzione di dipendenti, l’assunzione di indebitamento finanziario e concessione di finanziamenti e garanzie).
Credemtel ha sottoscritto con i soci di MYNET accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
• il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione, un sindaco effettivo con ruolo di presidente del collegio sindacale ed un sindaco supplente);
• la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dell’atto costitutivo, la modificazione dell’oggetto sociale, l’assunzione di finanziamenti oltre i 1.500.000 euro, l’emissione di titoli di debito, l’acquisizione o dismissione di beni mobili o immobili di valore superiore a 1.000.0 00 euro).
Credemtel ha sottoscritto con i soci di FLAIRBIT accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
• il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione);
• la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche • (come le modificazioni dello Statuto afferenti all’oggetto sociale, la stipula di contratti di qualsiasi natura con alcuna parte correlata di FLAIRBIT, l’assunzione di finanziamenti oltre i
116 NOTE ILLUSTRATIVE 500.000 euro, l’assunzione di personale con un trattamento economico (retribuzione annua lorda) pari o superiore ad Euro 100.000,00 (centomila) annui).
7.10 Altre informazioni Credemassicurazioni, Flairbit e Mynet, partecipazioni per le quali il valore di bilancio risulta essere superiore alla quota di pertinenza di patrimonio netto, sono state assoggettate a test d’impairment dal quale è emerso un valore recuperabile superiore al valore di carico. Si è quindi ritenuto che la differenza negativa fra il valore di carico e la quota di pertinenza del patrimonio netto di tali partecipate non è ascrivibile a perdita durevole di valore e, pertanto, non sono stati rettificati i valori di iscrizione.
Per Credemassicurazioni la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento per 10,3 milioni di euro, mentre per Flairbit e Mynet la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento rispettivamente per 402 mila euro e per 217 mila euro.
NOTE ILLUSTRATIVE 117 Sezione 8 - Attività assicurative - Voce 80
Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione per elementi sottostanti alla misurazione
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle cessioni
in riassicurazione
Voci/Scomposizione valore di bilancio Valore attuale dei flussi finanziari Aggiustamento per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale Valore attuale
dei flussi
finanziari Aggiustamento per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale
30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 31/12/2025 31/12/2025 31/12/2025 31/12/2025 A. Valore di bilancio iniziale 1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 7.052 131 1.567 8.750 10.161 235 856 11.252 2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività (2.345) 183 1.361 (801) (680) 198 100 (382) 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 4.707 314 2.928 7.949 9.481 433 956 10.870 B. Variazioni relative ai servizi attuali 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (782) (782) - - (1.338) (1.338) 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (43) - (43) - (118) - (118) 3. Modifiche connesse con l'esperienza 298 - - 298 (196) - - (196) 4. Totale 298 (43) (782) (527) (196) (118) (1.338) (1.652) C. Variazioni relative a sevizi futuri 1. Cambiamenti di stime che modificano il margine sui servizi contrattuali (378) 6 284 (88) (2.640) (64) 2.492 (212) 2. Effetti dei contratti iscritti nell'esercizio (1.659) 24 1.635 - (939) 52 888 1 3. Aggiustamento del margine sui servizi contrattuali connesso con recuperi relativi all’iscrizione iniziale di contratti assicurativi sottostanti onerosi - - - - - - 317 317 4. Rilasci della componente di recupero perdite diversi dalle variazioni dei flussi finanziari dei contratti di cessione in riassicurazione - - (2) (2) - - (28) (28) 5. Variazioni dei flussi finanziari delle cessioni in riassicurazione derivanti dai contratti assicurativi sottostanti onerosi - - - - - - (330) (330) 6. Totale (2.037) 30 1.917 (90) (3.579) (12) 3.339 (252) D. Variazioni relative a servizi passati (672) - - (672) 830 - - 830 1. aggiustamenti all'attività per sinistri accaduti (672) - - (672) 830 - - 830 E. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento - - - - - - - -
F. Risultato dei servizi assicurativi
(B+C+D+E) (2.411) (13) 1.135 (1.289) (2.945) (130) 2.001 (1.074)
G. Ricavi/costi di natura finanziaria 1. Relativi alle cessioni in riassicurazione 18 3 25 46 271 11 (28) 254 1.1 Registrati in conto economico 4 3 25 32 114 7 (28) 93 1.2. Registrati nel conto economico complessivo 14 - - 14 157 4 - 161 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 18 3 25 46 271 11 (28) 254 H. Importo complessivo registrato in conto economico e nel conto economico complessivo (F+ G) (2.393) (10) 1.160 (1.243) (2.674) (119) 1.973 (820) I. Altre variazioni - - - - - - - -
L. Movimenti di cassa 1. Premi pagati al netto di importi non connessi con i sinistri recuperati dai riassicuratori 638 - - 638 1.856 - - 1.856 2. Importi recuperati dai riassicuratori (1.643) - - (1.643) (3.955) - - (3.955) 3. Totale (1.005) - - (1.005) (2.099) - - (2.099) M. Valore netto di bilancio al 30 giugno
(A.3+H+I+L.3) 1.309 304 4.088 5.701 4.708 314 2.929 7.951
N. Valore di bilancio finale 1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 2.832 108 4.218 7.158 7.052 131 1.567 8.750 2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività (1.523) 195 (130) (1.458) (2.345) 183 1.361 (801) 3. Valore netto di bilancio al 30 giugno 1.309 303 4.088 5.700 4.707 314 2.928 7.949
118 NOTE ILLUSTRATIVE Sezione 10 - Attività immateriali – Voce 100
10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività
Attività/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
Durata
definita Durata
indefinita Durata
definita Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 295.098 X 291.342 A.1.1 di pertinenza del gruppo X 295.098 X 291.342 A.1.2 di pertinenza di terzi X - X -
A.2 Altre attività immateriali 214.204 - 224.221 -
di cui: software 204.192 - 213.735 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 214.204 - 224.221 -
a) Attività immateriali generate internamente 25.609 - 26.350 -
b) Altre attività 188.595 - 197.871 -
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 214.204 295.098 224.221 291.342
La voce ”Altre attività” è composta prevalentemente da software e dalla “Client Relationship” relativa prevalentemente alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.
NOTE ILLUSTRATIVE 119 Si fornisce il dettaglio degli avviamenti sulla base delle operazioni di aggregazione che li hanno
generati:
Gruppi filiali/banche Anno di fusione o di acquisizione Filiali Deutsche Bank 1998 2.695 CGU Banking B.C.C. Curinga 1998 917 CGU Banking B.C.C. San Giovanni Gemini 1998 452 CGU Banking Banca dei Comuni Nolani 1998 2.361 CGU Banking Banca della Provincia di Napoli 1998 58 CGU Banking B.C.C. Alto Crotonese 1999 161 CGU Banking B.C.C. Fortore Miscano 1999 1.377 CGU Banking Banca Popolare Andriese 2000 17.669 CGU Banking Banca di Latina 2003 3.028 CGU Banking Filiali Citibank International PLC 2008 36.307 CGU Banking Filiali Banco Popolare 2008 119.926 CGU Banking Filiali Unicredit 2008 94.433 CGU Banking
TOTALE BANCHE INCORPORATE 279.384
Euromobiliare A.M. Sgr (ramo ceduto da Credem International Lux) 2000 2.166 CGU Banking
TOTALI AVVIAMENTI BANCHE 281.550
So.em.ro (incorporata da MGT) 1998 294 CGU Banking Netium 2001 9 CGU Banking Credemvita 2008 4.092 CGU Insurance C.S. Inform (incorporata da Credemtel) 2010 1.350 CGU Banking Topkey (incorporata da Credemtel) 2014 835 CGU Banking Sata 2020 1.656 CGU Banking Blue Eye 2021 1.556 CGU Banking Andxor * 2026 3.393 CGU Banking Niuma * 2026 363 CGU Banking
TOTALI AVVIAMENTI 295.098
*Si rimanda alla Parte G della presente Relazione finanziaria Semestrale
Nel corso dell’esercizio si è rilevato un aumento dell’avviamento imputabile:
- quanto ad Euro 363 mila all’acquisto del ramo d’azienda di Niuma Srl;
- quanto ad Euro 3.393 mila all’acquisizione dell’ulteriore quota di partecipazione al capitale sociale di Andxor Soluzioni Informatiche Srl del 35% . Il valore in questione comprende anche, ai sensi del principio contabile IFRS 3, par 41 e 42, il ricalcolo del fair value della quota del 40% detenuta prima del controllo (euro 450 mila).
Impairment test sugli avviamenti
Lo IAS 36 prevede che, anche nell’ottica della verifica di eventuali riduzioni di valore (“Impairment test”), gli avviamenti acquisiti in aggregazioni aziendali siano allocati ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale e che benef iciano delle sinergie derivanti dall’acquisizione, denominate Cash Generating Units (CGU). L’avviamento iscritto a seguito di acquisizioni viene assoggettato ad impairment test almeno una volta all’anno e comunque quando vi siano segnali di deterioramento. La normativa inoltre richiede che venga effettuato il monitoraggio continuo di indicatori che possano fare presumere una riduzione del valore, per verificare l’eventuale esistenza di presupposti che richiedano un’immediata valutazione di perdite di valore attraverso un nuovo impairment test.
Alla luce di quanto previsto dal principio, il Gruppo Credem ha proseguito le attività di analisi e il monitoraggio specifico, già utilizzato gli scorsi anni per cogliere gli elementi che possano eventualmente modificare le conclusioni dell’impairment test condotto con riferimento al Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025 in relazione alla CGU Banking.
Le attività di analisi e il monitoraggio specifico svolte con riferimento al 30 giugno 2026 (dettagliate successivamente nei rispettivi paragrafi) hanno confermato gli indicatori più significativi già utilizzati per il risultato positivo dell’impairment te st degli avviamenti in modo completo di
120 NOTE ILLUSTRATIVE dicembre 2025:
- la sostenibilità dei risultati economici per l’anno in corso e l’aggiornamento delle proiezioni che, seppur in un contesto di mercato difficile e altalenante, non fa emergere preoccupanti elementi di criticità;
- la tenuta dell’adeguatezza patrimoniale pluriennale anche in condizioni di stress;
- il costo del capitale, aggiornato nelle principali componenti, solo in lieve incremento rispetto a dicembre 2025;
- la presenza di margini di impairment ampiamente positivi rilevata nel test condotto con riferimento al Bilancio d’esercizio 2025;
- un price to book value in crescita e superiore all’unità.
Si illustrano di seguito le analisi di dettaglio svolte con riferimento al 30 giugno 2026.
Pianificazione, monitoraggio, posizionamento e resilienza del Gruppo Credem
Come già negli scorsi anni, il Gruppo Credem ha svolto anche nel 2026 gli “Aggiornamenti delle proiezioni” ai fini dell’Impairment test ed anche ai fini interni per monitorare e verificare la tenuta dei risultati economici e patrimoniali sia Individuali ch e Consolidati.
L’aggiornamento delle proiezioni svolto nei primi mesi del 2026, mostra buoni risultati, in vantaggio sia sull’anno precedente (al netto dell’operazione straordinaria di merchant acquiring del 2025), che sulle stime relative alle proiezioni utilizzate per l’impairment di dicembre 2025. Questo, nonostante il difficile contesto di mercato, determinato soprattutto dall’instabilità della tregua in Medio Oriente e da minacce alle rotte energetiche nello stretto di Hormuz, che mantengono elevato il rischio geopol itico, continuando a pesare sui mercati globali con il rischio di alimentare l’inflazione e frenare la crescita economica; tuttavia il ricorso a scorte strategiche, l’apertura di nuove rotte, le notizie talvolta positive sulla negoziazione della tregua, ha nno fatto rientrare parzialmente i prezzi dell’energia, mitigando gli effetti negativi dello scenario.
La dinamica dei Volumi del Gruppo Credem, rispetto a giugno dello scorso anno, resta molto positiva, supportata da un trend positivo, sul dicembre 2025, della Raccolta, grazie a flussi netti della CGU Banking, nonostante il perdurare di un difficile contes to di mercato, accompagnati da una ripresa dei mercati finanziari, dopo la flessione di marzo.
Le stime patrimoniali, recepite nel Resoconto ICAAP inviato all’Organo di Vigilanza a marzo 2026 (anch’esse ancorate alle previsioni economiche già considerate nell’esercizio 2025, ma aggiornate alla luce dei risultati consuntivi del 2025), confermano l’ad eguatezza patrimoniale del Gruppo. Lo scenario ICAAP stressato al 2028, sufficientemente severo, sebbene in presenza di margini più ristretti rispetto al base, ha evidenziato una piena adeguatezza patrimoniale sia in termini di CET1, che in termini di Tota l Capital, e garantisce la capacità del Gruppo di reggere all’eventualità che le crisi sistemiche si possano protrarre anche oltre il corrente esercizio.
L’insieme delle analisi svolte sulla base delle informazioni attualmente disponibili non evidenziano quindi criticità relative all’adeguatezza patrimoniale prospettica.
Costo del capitale in lieve aumento rispetto a dicembre 2025 Passando all’analisi degli indicatori più significativi, evidenziamo che una stima aggiornata del costo del capitale a giugno 2026, su dicembre 2025, a parità di metodologia, genera un valore pari al 8,27%, in lieve incremento rispetto al dato per l’impair ment di Bilancio a dicembre 2025 (8,12%).
Nel dettaglio, il costo del capitale risulta dalle seguenti componenti: tasso privo di rischio pari al 3,65% (3,51% a dicembre 2025, corrispondente alla media semplice del rendimento lordo dei BTP a 10 anni negli u ltimi 6 mesi); coefficiente Beta pari a 0,993 (0,995 al dicembre 2025, corrispondente al coefficiente di Credem 5Y Adjusted, con rilevazione settimanale); premio per il rischio di mercato pari al 4,65% (4,63% a dicembre 2025, corrispondente alla media mobi le delle rilevazioni mensili degli ultimi 5 anni dell’Implied Equity Risk Premium di fonte Damodaran).
Price to book value in crescita Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi di Borsa e l’indicatore Price to Book Value, si evidenzia un’evoluzione confortante. Nei primi sei mesi del 2026, le azioni Credem sono state scambiate ad un controvalore medio di 15,41 Euro per azione (rispetto a 12,00 Euro per azione relativo ai primi sei mesi del 2025). La quotazione al 30 giugno 2026 era di 17,01 euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 marzo 2026 di 1,28, in forte miglioramento sul fine an no precedente (1,12 con prezzo di chiusura del 31 dicembre 2025 e patrimonio netto
NOTE ILLUSTRATIVE 121 contabile al 31 dicembre 2025). I report degli analisti indicano un “target price” medio per il titolo Credem di 16,40 Euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 marzo 2026 pari a circa 1,23.
Sulla base delle analisi effettuate, non sono emersi al 30 giugno 2026 indicatori e/o variazioni tali da incidere in misura apprezzabile sulla valorizzazione della CGU e pertanto gli Amministratori non hanno riscontrato la necessità di procedere ai fini de lla redazione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato ad effettuare un nuovo Impairment test.
Sezione11 – Le attività fiscali e le passività fiscali – Voce 110 dell’attivo e Voce 60 del passivo Le attività fiscali e le passività fiscali correnti comprendono l’ammontare netto (debito o credito) IRES ed IRAP, al netto dei crediti d’imposta e degli acconti, e l’addizionale IRES, prevista per gli intermediari finanziari ai sensi dell’art.12, comma 3, del Decreto Legislativo n.142 del 29 novembre 2018.
Ai fini delle imposte dirette, risultano definiti, per decorrenza dei termini di cui all’art. 43 del D.P.R.
29/9/1973, n. 600, i periodi di imposta chiusi al 31/12/2018.
I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.
Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 11 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca.
Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi e ffettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.
Per Credemleasing pendono 30 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.
Iscrizione e misurazione di attività per imposte differite Nell’attivo dello stato patrimoniale sono presenti le “attività fiscali per imposte anticipate”, DTA ovvero Deferred Tax Asset, principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di costi e la data alla quale i costi medesimi potranno essere dedotti. Tali attività iscritte in bilancio si riferiscono a differenze temporanee recuperabili in un arco temporale abbastanza lungo.
Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata con il “Probability test” previsto dallo IAS12 sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo di ge nerare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti che consentono la loro trasformazione in crediti di imposta, al ricorrere di determinate condizioni. Il processo valutativo è fondato sul le prospettive reddituali.
122 NOTE ILLUSTRATIVE Passivo
Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10
1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali - X X X 700.334 X X X 2. Debiti verso banche 2.244.070 X X X 2.419.685 X X X 2.1 Conti correnti e depositi a vista 60.290 X X X 18.983 X X X 2.2 Depositi a scadenza 752 X X X 2.755 X X X 2.3 Finanziamenti 2.176.763 X X X 2.394.702 X X X 2.3.1 Pronti contro termine passivi 2.172.552 X X X 2.388.386 X X X 2.3.2 Altri 4.211 X X X 6.316 X X X 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - X X X - X X X 2.5 Debiti per leasing - X X X - X X X 2.6 Altri debiti 6.265 X X X 3.245 X X X Totale 2.244.070 - 2.171.813 71.518 3.120.019 - 2.388.386 731.634 Totale 2244070 3120019
Legenda:
VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
I debiti verso banche sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura.
La voce “ 1. Debiti verso banche centrali” accoglie le operazioni di rifinanziamento effettuate con la Banca Centrale Europea.
NOTE ILLUSTRATIVE 123
1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 34.812.014 X X X 34.934.847 X X X 2. Depositi a scadenza 5.144.506 X X X 5.649.451 X X X 3. Finanziamenti 1.697.047 X X X 1.863.905 X X X 3.1 Pronti contro termine passivi 1.154.226 X X X 1.330.338 X X X 3.2 Altri 542.821 X X X 533.567 X X X 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - X X X - X X X 5. Debiti per leasing 132.003 X X X 128.400 X X X 5. Altri debiti 297.376 X X X 271.320 X X X Totale 42.082.946 - 1.154.155 40.925.296 42.847.923 - 1.330.338 41.517.586
Legenda:
VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
I debiti verso clientela sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura specifica, mentre sono state poste in essere coperture di Macro Fair Value Hedge delle poste a vista, così come descritto nella parte E sezione 1.3.2. dell e present i note.
124 NOTE ILLUSTRATIVE
1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione
Tipologia titoli/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 4.440.971 4.512.908 - - 4.356.502 4.076.837 415.347 -
1.1 strutturate - - - - 928.327 984.996 - -
1.2 altre 4.440.971 4.512.908 - - 3.428.175 3.091.841 415.347 -
2. altri titoli 222.810 - - 222.810 162.012 - - 162.012 2.1 strutturate - - - - - - - -
2.2 altre 222.810 - - 222.810 162.012 - - 162.012 Totale 4.663.781 4.512.908 - 222.810 4.518.514 4.076.837 415.347 162.012
Legenda:
VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
Nella voce “altri titoli” sono classificati le operazioni di Commercial paper.
1.4 Dettaglio dei debiti/titoli subordinati
Gruppo Bancario
Principali caratteristiche contrattuali delle passività subordinate:
• “CREDITO EMILIANO 22/32 SUBORDINATO 7,625 SUB” (ISIN IT0005497117) per 200.000.000,00
€ costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.
Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 7,625% annuo lordo fino al 05/10/2027 poi tasso MS 5Y + 5,514% annuo lordo.
Il prestito scade il 05/10/2032 se non verrà esercitata l’opzione call al 05/07/2027 che significherà il rimborso anticipato.
Al 31/12/2025 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna L’obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.
• “CREDITO EMILIANO 25/37 SUBORDINATO 4,612 SUB” (ISINXS3078482281) per 200.000.000,00
€ costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.
Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 4,612% annuo lordo fino al 21/05/2032 poi tasso MS 5Y + 2,642% annuo lordo.
Il prestito scade il 27/05/2037 se non verrà esercitata l’opzione call al 27/05/2032 che significherà il rimborso anticipato.
In caso di liquidazione tutte le obbligazioni subordinate saranno rimborsate solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati.
Le obbligazioni non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
NOTE ILLUSTRATIVE 125 Sezione 2 – Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20
2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica
Tipologia operazioni/Valori Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
VN Fair Value
Fair
Value * VN Fair Value
Fair
Value *
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela 310 315 - - 315 28 29 - - 29 3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X 3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X 3.2 Altri titoli - - - - - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X 3.2.2 Altri - - - - X - - - - X Totale (A) 310 315 - - 315 28 29 - - 29 B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari - - 16.213 - - - - 13.881 - -
1.1 Di negoziazione X - 16.213 - X X - 13.881 - X 1.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X 1.3 Altri X - - - X X - - - X 2. Derivati creditizi - - - - - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X 2.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X 2.3 Altri X - - - X X - - - X Totale B X - 16.213 - X X - 13.881 - X Totale (A+B) X 315 16.213 - X X 29 13.881 - X
Legenda:
VN = valore nominale o nozionale L1 = Livello 1 L2 = Livello 2 L3 = Livello 3 Fair value*=Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.
La voce “A. Passività per cassa”, se presente, comprende gli scoperti tecnici .
126 NOTE ILLUSTRATIVE Sezione 4 – Derivati di copertura – Voce 40
4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli
Fair value 30/06/2026 VN Fair value 31/12/2025 VN
L1 L2 L3 30/06/2026 L1 L2 L3 31/12/2025
A. Derivati finanziari - 269.626 - 15.155.283 - 482.249 - 14.411.429 1) Fair value - 247.438 - 14.418.877 - 458.519 - 13.616.662 2) Flussi finanziari - 22.188 - 736.406 - 23.730 - 794.767 3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 269.626 - 15.155.283 - 482.249 - 14.411.429
Legenda:
VN= Valore nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
NOTE ILLUSTRATIVE 127
4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura
Operazioni/Tipo di
copertura Fair Value Flussi finanziari Investim.
esteri
Specifica
Generica
Specifica
Generica
titoli di
debito e
tassi di
interesse titoli di
capitale e
indici
azionari valute e oro credito merci altri 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 15.184 - - - X X X - X X 2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 46.287 X - - X X X - X X 3. Portafoglio X X X X X X 8.322 X 22.188 X 4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 61.471 - - - - - 8.322 - 22.188 -
1. Passività finanziarie 88.273 X - - - - X - X X 2. Portafoglio X X X X X X 89.372 X - X Totale passività 88.273 - - - - - 89.372 - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.
I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 15. 184 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.
I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 46.287 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nei “titoli in circolazione”.
I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 88.273 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.
La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un’importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto “effetto vischiosità”.
Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:
- la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un
modello econometrico;
- la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l’ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 89.372 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del macro -fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all’erogazione di mutui/finanziamenti a tasso fisso. L’applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertur a attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value negativo di 8.322 mila euro.
Sono presenti coperture di macro cash flow hedge su erogazione di mutui a tasso variabile. I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 22.188 mila euro. Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.
128 NOTE ILLUSTRATIVE Sezione 5 – Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 5 0
5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte
Adeguamento di valore delle passività coperte/ Componenti del gruppo Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie 35.199 37.426 2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie (142.191) 112.054 Totale (106.992) (74.628)
Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela.
La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un’importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, pari a 15,8 miliardi di euro, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal così detto “effetto vischiosità”.
Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:
• la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un
modello econometrico;
• la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l’ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.
NOTE ILLUSTRATIVE 129 Sezione 10 – Fondi per rischi e oneri - Voce 10 0
10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione
Voci/Componenti Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 5.760 6.310 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali 940 1.010 4. Altri fondi per rischi ed oneri 189.091 228.702 4.1 controversie legali e fiscali 17.535 19.492 4.2 oneri per il personale 82.604 122.066 4.3 altri 88.95 2 87.144 Totale 195.791 236.022
Viene gestito un Fondo interno a Credem e a Credemleasing che erogano un trattamento previdenziale aggiuntivo alle prestazioni erogate dall’INPS.
Si tratta di un “Fondo a prestazione definita” i cui importi sono soggetti alla stessa perequazione prevista per le Pensioni INPS, come pure al censimento presso il Casellario Centrale delle Pensioni.
Su tale posta di bilancio viene effettuata la valutazione attuariale.
I beneficiari di tali trattamenti sono coloro che:
• risultavano eredi di persone decedute durante il servizio con Credem e Credemleasing (sostituito dall’attuale Cassa di Previdenza dal 1/1/1996);
• risultavano ex dipendenti della Banca Popolare Dauna già in quiescenza oppure che avevano inoltrato le dimissioni entro il 30/11/1999. La Banca Popolare Dauna è confluita in Credem in data 11/12/1999 a seguito di fusione per incorporazione.
Nel corso dell’esercizio il fondo ha subito un decremento netto di circa 70 mila euro.
Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d’impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.
La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell’anatocismo e fiscali.
Di rilevanza minore sono le controversie relative all’ambito immobiliare, amministrativo, all’operatività posta in essere dai promotori finanziari e all’operatività di sportello.
Le stime degli accantonamenti sono state effettuate analiticamente sulle singole posizioni nel caso in cui la controparte abbia già intrapreso un’azione giudiziaria e sulla base del rischio potenziale stimato su serie storico -statistiche in caso di presenza di elementi oggettivi di rischio (reclami), non ancora concretizzatesi in azioni giudiziarie. Si è proceduto alla determinazione dell’impatto dell’attualizzazione, utilizzando quale tasso l’Euribor.
Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.
130 NOTE ILLUSTRATIVE RISCHI LEGALI
Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d’impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c .d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accant onamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.
Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.
La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e possono riguardare, a titolo esemplificativo, i servizi di investimento, l’anatocismo, i sistemi/mezzi di pagamento, i pignoramenti, tematiche fiscali, la “cessi one del quinto” (per queste ultime, in ragione della numerosità e della ricorrenza del fenomeno, è stato predisposto un apposito accantonamento volto a gestire contenziosi e reclami).
Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all’andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.
Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d’impresa quando clienti assoggettabili al Fallimento (ora Liquidazione Giudiziale) dispongono pagamenti in favore della Banca, ef fettuando rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L’azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore della procedura allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato al la soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (meglio:
Liquidazione giudiziale), il cosiddetto periodo sospetto. La Banca procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congr ui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi , in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.
Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d’impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o c onsulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell’attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di ta li comportamenti.
Analogamente a quanto sopra, il Gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.
Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.
Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, entro detta soglia, l’accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.
Contenzioso fiscale: I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri. Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 16 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono
NOTE ILLUSTRATIVE 131 emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici. Per Credemleasing pendono 30 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali. Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all’operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all’ambito immobiliare, ammini strativo.
Piano di remunerazione variabile del personale Trattasi delle stime sul costo del personale dipendente relative al Sistema Premiante (SISPRE) definito dal Gruppo nel merito del proprio piano di remunerazione annuale. Il Gruppo Credem prevede l’erogazione di un premio di performance per i propri dipende nti sulla base del raggiungimento, in tutto o in parte, degli obiettivi di bilancio e per il quale viene stabilito un ammontare complessivo (plafond) da ripartire tra il personale che partecipa al piano.
132 NOTE ILLUSTRATIVE
10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e Totale
Impegni a erogare fondi 3.234 1.078 1 9 4.322 Garanzie finanziarie rilasciate 118 306 915 99 1.438 Totale 3.352 1.384 916 108 5.760
NOTE ILLUSTRATIVE 133 Sezione 11 - Passività assicurative - Voce 110 Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi Voci/Elementi sottostanti alla
misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale
30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 31/12/2025 31/12/2025 31/12/2025 31/12/2025 A. Valore di bilancio iniziale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 4.262.011 67.774 427.284 4.757.069 4.046.784 49.814 286.170 4.382.768 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 4.262.011 67.774 427.284 4.757.069 4.046.784 49.814 286.170 4.382.768 B. Variazioni relative ai servizi
attuali
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (21.128) (21.128) - - (42.322) (42.322) 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (2.961) - (2.961) - (5.020) - (5.020) 3. Modifiche connesse con l’esperienza 250.652 - - 250.652 181.092 - - 181.092 4. Totale 250.652 (2.961) (21.128) 226.563 181.092 (5.020) (42.322) 133.750 C. Variazioni relative a servizi
futuri
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali 32.996 (16.886) 11.769 27.879 106.228 16.181 149.955 272.364 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi - - - - - - - -
3. Effetti dei contratti
inizialmente rilevati
nell’esercizio di riferimento (48.684) 6.149 42.536 1 (39.770) 6.171 33.598 (1) 4. Totale (15.688) (10.737) 54.305 27.880 66.458 22.352 183.553 272.363 D. Variazioni relative a servizi
passati
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti (278.653) - - (278.653) (453.472) - - (453.472) E. Risultato dei servizi di assicurazione(B+C+D.1) (43.689) (13.698) 33.177 (24.210) (205.922) 17.332 141.231 (47.359) F. Costi/ricavi di natura
finanziaria
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 130.237 1.807 (51.547) 80.497 151.562 1.154 (20.969) 131.747 1.1 Registrati in conto economico 130.237 1.807 (53.424) 78.620 151.562 1.154 (20.852) 131.864 1.2 Registrati nel conto economico complessivo - - 1.877 1.877 - - (117) (117) 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 130.237 1.807 (51.547) 80.497 151.562 1.154 (20.969) 131.747 G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto
economico complessivo
(E+F) 86.548 (11.891) (18.370) 56.287 (54.360) 18.486 120.262 84.388
H. Altre variazioni (25.377) (407) 24.855 (929) (35.770) (526) 20.852 (15.444) I. Movimenti di cassa
134 NOTE ILLUSTRATIVE
1. Premi ricevuti 533.172 - - 533.172 779.619 - - 779.619 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti - - - - - - - -
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (289.713) - - (289.713) (474.262) - - (474.262) 4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale 243.459 - - 243.459 305.357 - - 305.357 L. Valore netto di bilancio al 30 giugno (A.3+G+H+I.5) 4.566.641 55.476 433.769 5.055.886 4.262.011 67.774 427.284 4.757.069 M. Valore di bilancio finale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 4.566.641 55.476 433.769 5.055.886 4.262.011 67.774 427.284 4.757.069 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 30 giugno 4.566.641 55.476 433.769 5.055.886 4.262.011 67.774 427.284 4.757.069
NOTE ILLUSTRATIVE 135 Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi Voci/Elementi sottostanti alla
misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale
30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 31/12/2025 31/12/2025 31/12/2025 31/12/2025 A. Valore di bilancio iniziale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 28.818 1.133 28.452 58.403 37.856 1.372 23.454 62.682 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 28.818 1.133 28.452 58.403 37.856 1.372 23.454 62.682 B. Variazioni relative ai servizi
attuali
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (4.052) (4.052) - - (8.063) (8.063) 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (176) - (176) - (407) - (407) 3. Modifiche connesse con l’esperienza (6.011) - - (6.011) (10.755) - - (10.755) 4. Totale (6.011) (176) (4.052) (10.239) (10.755) (407) (8.063) (19.225) C. Variazioni relative a servizi futuri 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali (538) (76) 545 (69) (6.844) (100) 6.488 (456) 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi (4) - - (4) (39) (20) - (59) 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell’esercizio di riferimento (4.272) 145 4.127 - (6.265) 254 5.988 (23) 4. Totale (4.814) 69 4.672 (73) (13.148) 134 12.476 (538) D. Variazioni relative a servizi
passati
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti (1.373) - - (1.373) (342) - - (342) E. Risultato dei servizi di assicurazione(B+C+D.1) (12.198) (107) 620 (11.685) (24.245) (273) 4.413 (20.105) F. Costi/ricavi di natura finanziaria 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 451 22 325 798 749 34 584 1.367 1.1 Registrati in conto economico 205 11 325 541 545 25 584 1.154 1.2 Registrati nel conto economico complessivo 246 11 - 257 204 9 - 213 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 451 22 325 798 749 34 584 1.367 G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo
(E+F) (11.747) (85) 945 (10.887) (23.496) (239) 4.997 (18.738)
H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di cassa 1. Premi ricevuti 14.268 - - 14.268 24.242 - - 24.242 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti - - - - - - - -
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (4.519) - - (4.519) (9.784) - - (9.784) 4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale 9.749 - - 9.749 14.458 - - 14.458 L. Valore netto di bilancio al 30 giugno (A.3+G+H+I.5) 26.820 1.048 29.397 57.265 28.818 1.133 28.451 58.402
136 NOTE ILLUSTRATIVE M. Valore di bilancio finale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 26.820 1.049 29.396 57.265 28.818 1.133 28.452 58.403 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 30 giugno 26.820 1.049 29.396 57.265 28.818 1.133 28.452 58.403
NOTE ILLUSTRATIVE 137 Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali - Segmento Vita
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi
Voci/Elementi sottostanti
alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari Aggiustamento
per i rischi non finanziari Margine sui
servizi
contrattuali Totale
30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 31/12/2025 31/12/2025 31/12/2025 31/12/2025 A. Valore di bilancio iniziale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 894.748 2.972 59.976 957.696 513.441 2.607 31.119 547.167 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 894.748 2.972 59.976 957.696 513.441 2.607 31.119 547.167 B. Variazioni relative ai
servizi attuali
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico - - (3.784) (3.784) - - (5.332) (5.332) 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti - (130) - (130) - (263) - (263) 3. Modifiche connesse con l’esperienza (7.226) - - (7.226) 7.456 - - 7.456 4. Totale (7.226) (130) (3.784) (11.140) 7.456 (263) (5.332) 1.861 C. Variazioni relative a servizi
futuri
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali 35.692 16 155 35.863 26.141 (66) 8.252 34.327 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi - - - - - - - -
3. Effetti dei contratti
inizialmente rilevati
nell’esercizio di
riferimento (19.236) 585 18.651 - (23.976) 526 23.451 1 4. Totale 16.456 601 18.806 35.863 2.165 460 31.703 34.328 D. Variazioni relative a
servizi passati
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti (30.860) - - (30.860) (43.440) - - (43.440) E. Risultato dei servizi di assicurazione(B+C+D.1) (21.630) 471 15.022 (6.137) (33.819) 197 26.371 (7.251) F. Costi/ricavi di natura
finanziaria
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 48.063 158 (2.865) 45.356 27.677 167 5.238 33.082 1.1 Registrati in conto economico 48.063 158 (2.492) 45.729 27.677 167 2.753 30.597 1.2 Registrati nel conto economico complessivo - - (373) (373) - - 2.485 2.485 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale 48.063 158 (2.865) 45.356 27.677 167 5.238 33.082 G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto
economico complessivo
(E+F) 26.433 629 12.157 39.219 (6.142) 364 31.609 25.831
H. Altre variazioni 1.152.456 5.747 93.843 1.252.046 467 1 (2.753) (2.285) I. Movimenti di cassa 1. Premi ricevuti 313.295 - - 313.295 434.542 - - 434.542
138 NOTE ILLUSTRATIVE 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti - - - - - - - -
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (34.067) - - (34.067) (47.560) - - (47.560) 4. Altri movimenti - - - - - - - -
5. Totale 279.228 - - 279.228 386.982 - - 386.982 L. Valore netto di bilancio al 30 giugno (A.3+G+H+I.5) 2.352.865 9.348 165.976 2.528.189 894.748 2.972 59.975 957.695 M. Valore di bilancio finale 1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 2.352.865 9.348 165.975 2.528.188 894.748 2.972 59.976 957.696 2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 30 giugno 2.352.865 9.348 165.975 2.528.188 894.748 2.972 59.976 957.696
NOTE ILLUSTRATIVE 139 Sezione 13 – Patrimonio del gruppo – Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180 Al 30 giugno 202 6 il capitale sociale, risulta composto di 341.320.065 azioni da nominali 1 euro per un importo di 341,3 milioni di euro .
Sono presenti 1.235.264 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 14,7 milioni di euro, acquistate nell’ambito del programma che ha dato esecuzione alle delibere adottate dalle varie Assemblee Ordinarie; tali programmi hanno lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura dei piani di remunerazione b asati su strumenti finanziari da destinare alla categoria dei dirigenti con responsabilità strategiche e del “personale più rilevante” del gruppo bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati comunicati al mercato.
Nel corso dell’esercizio sono state assegnate 442.198 azioni.
Per maggiori dettagli riguardo i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari si rinvia alla “Parte I” delle presenti note illustrative.
13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione
Totale Totale
30/06/2026 31/12/2025
A. Capitale
A.1 Azioni ordinarie 341.320 341.320 A.2 Azioni di risparmio - -
A.3 Azioni privilegiate - -
A.4 Azioni altre - -
B. Azioni proprie B.1 Azioni ordinarie 14.735 20.010 B.2 Azioni di risparmio - -
B.3 Azioni privilegiate - -
B.4 Azioni altre - -
140 NOTE ILLUSTRATIVE
Altre informazioni
1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
Totale Totale
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e 30/06/2026 31/12/2025 1. Impegni a erogare fondi 12.068.423 624.899 40.645 337 12.734.304 12.726.576 a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 14.398 23 3 - 14.424 14.015 c) Banche 1.133 20.394 - - 21.527 5.586 d) Altre società finanziarie 203.448 12.882 15 - 216.345 369.616 e) Società non finanziarie 10.312.059 439.695 28.999 120 10.780.873 10.664.412 f) Famiglie 1.537.385 151.905 11.628 217 1.701.135 1.672.947 2. Garanzie finanziarie rilasciate 699.101 51.174 2.473 638 753.386 631.652 a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 20 - - - 20 83 c) Banche 101.617 19.003 - - 120.620 15.034 d) Altre società finanziarie 21.426 381 - - 21.807 9.127 e) Società non finanziarie 517.393 26.573 1.965 618 546.549 538.577 f) Famiglie 58.645 5.217 508 20 64.390 68.831
NOTE ILLUSTRATIVE 141 PARTE C
INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
Sezione 1 – Gli Interessi - Voci 10 e 20
1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione
Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 11.131 32 - 11.163 9.415 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 453 - - 453 380 1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 10.678 32 - 10.710 9.035 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 119.228 - X 119.228 88.076 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 100.625 619.307 - 719.932 730.469 3.1 Crediti verso banche 18.410 24.979 X 43.389 58.895 3.2 Crediti verso clientela 82.215 594.328 X 676.543 671.574 4. Derivati di copertura X X - - -
5. Altre attività X X 7.284 7.284 10.298 6. Passività finanziarie X X X 3 5 Totale 230.984 619.339 7.285 857.611 838.263 di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 8.985 - 8.985 9.898 di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 73.797 X 73.797 75.637
142 NOTE ILLUSTRATIVE
1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione
Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (170.304) (66.232) X (236.536) (296.458) 1.1 Debiti verso banche centrali (307) X X (307) (365) 1.2 Debiti verso banche (27.177) X X (27.177) (44.596) 1.3 Debiti verso clientela (142.820) X X (142.820) (183.710) 1.4 Titoli in circolazione X (66.232) X (66.232) (67.787) 2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X - - (3) 5. Derivati di copertura X X (43.452) (43.452) (7.766) 6. Attività finanziarie X X X (1) (6) Totale (170.304) (66.232) (43.452) (279.989) (304.233) di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (2.371) X X (2.371) (1.403)
NOTE ILLUSTRATIVE 143 Sezione 2 – Le commissioni - Voci 40 e 50
2.1 Commissioni attive: composizione
Tipologia servizi/Valori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
a) Strumenti finanziari 130.464 117.016 1. Collocamento titoli 63.785 55.106 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 63.785 55.106 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 11.808 10.714 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 7.744 7.284 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 4.064 3.430 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 54.871 51.196 di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 54.871 51.196 b) Corporate Finance 215 337 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 215 337 2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 11.185 9.549 d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive 153.846 117.036 f) Custodia e amministrazione 2.193 1.854 1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all’attività di custodia e amministrazione 2.193 1.854 g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria 598 584 i) Servizi di pagamento 102.365 104.360 1. Conti correnti 58.444 57.863 2. Carte di credito 14.598 15.375 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 9.560 10.110 4. Bonifici e altri ordini di pagamento 9.212 8.986 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 10.551 12.026 j) Distribuzione di servizi di terzi 40.167 34.523 1. Gestioni di portafogli collettive - -
2. Prodotti assicurativi 38.655 33.428 3. Altri prodotti 1.512 1.095 di cui: gestioni di portafogli individuali - -
k) Finanza strutturata - -
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
m) Impegni a erogare fondi - -
n) Garanzie finanziarie rilasciate 2.707 2.914 di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 7.979 7.474 di cui: per operazioni di factoring 7.979 7.474 p) Negoziazione di valute 2.818 2.154 q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 23.479 21.006 di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 478.016 418.807
144 NOTE ILLUSTRATIVE
2.2 Commissioni passive: composizione
Servizi/Valori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
a) Strumenti finanziari (2.805) (2.400) di cui: negoziazione di strumenti finanziari (1.253) (1.199) di cui: collocamento di strumenti finanziari (181) (137) di cui: gestione di portafogli individuali (1.369) (1.042)
- Proprie (1.369) (1.042)
- Delegate a terzi - -
b) Compensazione e regolamento - -
c) Gestione di portafogli collettive (5.882) (3.402) 1. Proprie (22) (21) 2. Delegate a terzi (5.860) (3.381) d) Custodia e amministrazione (1.713) (1.385) e) Servizi di incasso e pagamento (9.467) (11.501) di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (6.048) (5.546) f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute (406) (489) di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (68.413) (61.848) l) Negoziazione di valute - -
m) Altre commissioni passive (38.742) (23.373) Totale (127.428) (104.398)
NOTE ILLUSTRATIVE 145 Sezione 4 – Il risultato netto dell’attività di negoziazione – Voce 80
4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze (A) Utili da
negoziazione
(B) Minusvalenze
(C) Perdite da
negoziazione
(D) Risultato
netto [(A+B) -
(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 109 4.001 (43) (587) 3.480 1.1 Titoli di debito 61 2.978 (36) (209) 2.794 1.2 Titoli di capitale 12 223 (7) (194) 34 1.3 Quote di O.I.C.R. 36 800 - (184) 652 1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 11.356 4. Strumenti derivati 3.496 99.148 (46.588) (39.647) 12.486 4.1 Derivati finanziari: 3.496 99.148 (46.588) (39.647) 12.486
- Su titoli di debito e tassi di interesse 3.496 97.518 (46.588) (37.599) 16.827
- Su titoli di capitale e indici azionari - 1.630 - (2.048) (418)
- Su valute e oro X X X X (3.923)
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X -
Totale 3.605 103.149 (46.631) (40.234) 27.322
Nella presente tabella i risultati della negoziazione delle attività finanziarie per cassa in valuta sono indicati separatamente da quelli relativi all’attività in cambi.
146 NOTE ILLUSTRATIVE Sezione 5 - Il risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90
5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione
Componenti reddituali/Valori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 74.121 540.369 A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 21.198 80.491 A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) 34.070 -
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 129.389 620.860 B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (62.984) (553.480) B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (54.866) (27.702) B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (12.840) (40.250) B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (130.690) (621.432) C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) (1.301) (572) di cui: risultato delle coperture su posizioni nette (IFRS 7 24C, lett. b) vi); IFRS9 6.6.4) - -
La metodologia contabile del macro fair value hedge è stata applicata per la copertura del rischio di tasso associato all’erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione “Cap”, per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di c lientela, e la metodologia contabile del micro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso per alcuni titoli a tasso fisso detenuti nei portafogli “HTCS” e “Crediti” e per la copertura del rischio di tasso per alcune obbligazioni emesse a tasso fisso classificate nella voce “titoli in circolazione”.
L’attività di copertura, con riferimento alla valutazione degli strumenti derivati correlati a poste patrimoniali (la circostanza ha in particolare riguardato le coperture in “micro fair value hedge” dei titoli di debito appostati tra le attività finanziar ie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva), ha risentito dell’andamento dei tassi di interesse e delle tensioni di mercato verificatesi in particolare nell’anno.
Va osservato che tale risultato è peraltro da mettere in connessione con gli apporti positivi che le stesse grandezze patrimoniali suddette hanno avuto sul margine finanziario.
NOTE ILLUSTRATIVE 147 Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100
6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione
Voci/Componenti reddituali Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 51.261 (561) 50.700 61.888 (34.007) 27.881 1.1 Crediti verso banche - - - - (6) (6) 1.2 Crediti verso clientela 51.261 (561) 50.700 61.888 (34.001) 27.887 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.940 (2.067) 1.873 22.365 (11.022) 11.343 2.1 Titoli di debito 3.940 (2.067) 1.873 22.365 (11.022) 11.343 2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività 55.201 (2.628) 52.573 84.253 (45.029) 39.224 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - - - - - -
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione - - - - - -
Totale passività - - - - - -
L’andamento dell’aggregato riporta anche le cessioni di portafogli di crediti NPL, chirografari ed ipotecari, effettuate nel corso dell’esercizio. Le operazioni hanno comportato una plusvalenza netta di circa 7,5 milioni di euro.
È risultato positivo il contributo dell’area finanza.
148 NOTE ILLUSTRATIVE Sezione 8 - Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130
8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
composizione
Operazioni/Componenti
reddituali Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2) Totale Totale Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio Secondo
stadio
Write -off
Altre
Write -off
Altre Primo
stadio Secondo
stadio Terzo
stadio Impaired
acquisite o
originate
A. Crediti verso banche (86) - - - - - 112 15 - - 41 25
- Finanziamenti - - - - - - 65 15 - - 80 6
- Titoli di debito (86) - - - - - 47 - - - (39) 19 B. Crediti verso clientela (2.658) (2.362) (710) (63.882) (14) (185) 2.954 1.612 37.120 2.997 (25.128) (14.457)
- Finanziamenti (1.566) (2.362) (710) (63.882) (14) (185) 1.964 1.612 37.120 2.997 (25.026) (15.803)
- Titoli di debito (1.092) - - - - - 990 - - - (102) 1.346 Totale (2.744) (2.362) (710) (63.882) (14) (185) 3.066 1.627 37.120 2.997 (25.087) (14.432)
Le rettifiche su crediti si posizionano a -25,1 milioni di euro ed includono principalmente rettifiche su Credembanca e su Avvera, in parte compensate da recuperi derivanti da plusvalenze da cessioni di crediti per circa 7,5 milioni di euro registrati nella voce 100 del conto economico. Risulta infine molto contenuto il contributo al costo del credito delle altre società del gruppo.
8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sul la redditività complessiva: composizione
Operazioni/Componenti reddituali Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2) Totale Totale Primo e
secondo
stadio Terzo stadio
Primo e
secondo
stadio Terzo stadio Write -off
Altre
A. Titoli di debito (613) - - 321 - (292) 298 B. Finanziamenti - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - -
di cui: attività finanziarie impaired acquisite o originate - - - - - - -
Totale (613) - - 321 - (292) 298
NOTE ILLUSTRATIVE 149 Sezione 10 - Risultato dei servizi assicurativi - Voce 160 Ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – Composizione
Voci/Basi di aggregazione Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Base A5 Totale Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Base A5 Totale 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al GMM e al VFA A.1 Importi connessi con le variazioni dell’attività per residua copertura 35.272 14.828 - - 9.344 59.444 31.462 14.818 - - 4.658 50.938 1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi attesi 11.099 5.480 - - 5.425 22.004 9.261 6.725 - - 2.293 18.279 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari 2.961 176 - - 130 3.267 2.464 208 - - 125 2.797 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi forniti 21.128 4.052 - - 3.784 28.964 19.639 3.610 - - 2.238 25.487 4. Altri importi 84 5.120 - - 5 5.209 98 4.275 - - 2 4.375 A.2 Costi di acquisizione dei contratti assicurativi recuperati 20 2.695 - - 6 2.721 25 2.223 - - 7 2.255 A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al GMM o al VFA 35.292 17.523 - - 9.350 62.165 31.487 17.041 - - 4.665 53.193 A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al PAA - -
- Segmento Vita X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni - auto X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni - non auto X X X X X - X X X X X -
A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 35.292 17.523 - - 9.350 62.165 31.487 17.041 - - 4.665 53.193 B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – GMM o VFA 1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente attribuibili (289.713) (4.519) - - (34.067) (328.299) (289.479) (5.347) - - (27.190) (322.016) 2. Variazioni della passività per sinistri accaduti 278.653 1.373 - - 30.860 310.886 280.128 (487) - - 25.608 305.249 3. Perdite su contratti onerosi e recupero di tali perdite - 4 - - - 4 - (143) - - - (143) 4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei contratti assicurativi (20) (2.695) - - (6) (2.721) (25) (2.223) - - (7) (2.255) 5. Altri importi - - - - - - - - - - - -
B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – GMM o VFA (11.080) (5.837) - - (3.213) (20.130) (9.376) (8.200) - - (1.589) (19.165) B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al PAA - -
- Segmento Vita X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni - auto X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni - non auto X X X X X - X X X X X -
C. Totale costi/ricavi netti derivanti dai contratti assicurativi emessi (A.5+B.6+B.7) 24.212 11.686 - - 6.137 42.035 22.111 8.841 - - 3.076 34.028
150 NOTE ILLUSTRATIVE
Costi e ricavi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione - Composizione
Voci/Basi di aggregazione Base di aggregazione 1 Base di aggregazione 2 Totale Base di aggregazione 1 Base di aggregazione 2 Totale 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 A. Allocazione dei premi pagati relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al GMM A.1 Importi connessi con le variazioni dell'attività per residua copertura 1. Importo dei sinistri e altri costi recuperabili attesi (1.384) - (1.384) (1.966) - (1.966) 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari (43) - (43) (61) - (61) 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi ricevuti (782) - (782) (467) - (467) 4. Altri importi (49) - (49) 139 - 139 5. Totale (2.258) - (2.258) (2.355) - (2.355) A.2 Altri costi direttamente attribuibili alle cessioni in riassicurazione - - - - - -
'A.3 Allocazione dei premi relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al PAA - - - - - -
B. Totale costi derivanti dalle cessioni in riassicurazione (2.258) - (2.258) (2.355) - (2.355) C. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento da parte dei riassicuratori - - - - - -
D. Importo dei sinistri e altre spese recuperato 1.642 - 1.642 1.836 - 1.836 E. Variazioni dell'attività per sinistri accaduti (672) - (672) 211 - 211 F. Altri recuperi (2) - (2) 58 - 58 G. Totale costi/ricavi netti derivanti dalle cessioni in riassicurazione (B+C+D+E+F) (1.290) - (1.290) (250) - (250)
Ripartizione dei costi per servizi assicurativi e altri servizi
Costi/Basi di
aggregazione Base A1 -
con DPF Base A2 -
senza DPF Base A1 + Base A2 Base A3 Base A4 Base A3 + Base A4 Altro Base A1 -
con DPF Base A2 -
senza DPF Base A1 + Base A2 Base A3 Base A4 Base A3 + Base A4 Altro 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2026 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025 30/06/2025
Costi attribuiti
all'acquisizione
dei contratti
assicurativi (932) (2.704) (3.636) - - - X (679) (2.374) (3.053) - - - X
Altri costi
direttamente
attribuibili - - - - - - X - - - - - - X
Spese di
gestione degli
investimenti X X (488) X X - (1) X X (425) X X - (425) Altri costi X X (12.107) X X - (4.807) X X (9.988) X X - (8.564) Totale X X (16.231) X X - (4.808) X X (13.466) X X - (8.989)
NOTE ILLUSTRATIVE 151 Sezione 12 – Le spese amministrative - Voce 190
12.1 Spese per il personale: composizione
Tipologia di spese/Valori Totale Totale 30/06/2026 30/06/2025 1) Personale dipendente (315.738) (298.679) a) salari e stipendi (228.065) (214.926) b) oneri sociali (56.672) (54.849) c) indennità di fine rapporto (2.900) (2.956) d) spese previdenziali (26) (23) e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (538) (718) f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: (12) (3)
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti (12) (3) g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (14.650) (13.411)
- a contribuzione definita (14.650) (13.411)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (2.063) (1.921) i) altri benefici a favore dei dipendenti (10.812) (9.872) 2) Altro personale in attività (5.101) (5.400) 3) Amministratori e sindaci (2.676) (2.528) 4) Personale collocato a riposo - -
Totale (323.515) (306.607)
Come da indicazioni della circolare di Banca d’Italia 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi
aggiornamenti):
- nella voce “Spese per il personale” figurano anche i compensi agli amministratori e ai sindaci e le spese relative ai contratti di lavoro atipici;
- la sottovoce “Altro personale in attività” comprende compensi per collaborazioni coordinate.
152 NOTE ILLUSTRATIVE
12.2 Numero medio dei dipendenti per categoria
Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1) Personale dipendente 6.683 6.599 a) dirigenti 176 179 b) quadri direttivi 3.208 3.150 c) restante personale dipendente 3.299 3.270 2) Altro personale 23 44 Totale 6.706 6.643
Il numero medio dei dipendenti non include gli amministratori e sindaci. Nel caso dei dipendenti part -time è convenzionalmente considerato il 50%.
NOTE ILLUSTRATIVE 153
12.5 Altre spese amministrative: composizione
Tipologia servizi/Valori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
Imposte e tasse (82.974) (76.463) Imposta di bollo (72.734) (67.095) Imposta Municipale Unica (1.567) (1.548) Altro (8.673) (7.820) Altre spese (159.235) (151.697) Assicurazioni (1.864) (1.875)
ATM (1.400) (1.101)
Economato, cancelleria, stampati (2.830) (2.995) Formazione (1.484) (1.341) Energia elettrica (2.849) (3.237) Fitti passivi su immobili (525) (833) Altre spese immobiliari (6.458) (6.549) Info provider (9.281) (10.251) Elaborazioni elettroniche presso terzi (66.428) (61.4 70) Macchine ufficio (27) (28) Lavorazione bancarie esternalizzate (6.170) (5.81 2) Marketing (12.711) (12.212) Mobilità (6.599) (5.628) Postali (280) (581) Consulenza (8.372) (6.333) Spese legali per recupero crediti (3.729) (3.701) Spese legali (2.140) (2.148) Altri compensi a professionisti esterni (724) (704) Reti e servizi interbancari (2.916) (2.663) Telefoniche (3.199) (3.381) Trasporti (181) (307) Trasporto valori e contazione (1.831) (1.941) Vigilanza (2.194) (2.416) Visure e informazioni (4.598) (4.917) Altre spese (10.445) (9.2 88) Contributi Fondi - (3.576) Contributi Fondo di Risoluzione Unico - SRF - (3.576) Totale (242.209) (231.754 )
154 NOTE ILLUSTRATIVE Sezione 13 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 200
13.1 Accantonamenti netti per il rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate: composizione
Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
Accantonamento netto al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate (322) (723) Interessi passivi da attualizzazione fondo per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate 874 251 Totale 552 (472)
13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione
Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
Accantonamento netto al fondo rischi per cause passive e revocatorie (1.760) (1.072) Interessi passivi da attualizzazione fondo per cause passive e revocatorie (133) (180) Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per cause passive e revocatorie 2.472 1.063 Accantonamenti ad altri fondi (2.217) (154) Interessi passivi da attualizzazione relativi ad altri fondi (323) (389) Riattribuzione a conto economico relative ad altri fondi 228 1.523 Totale (1.733) 791
NOTE ILLUSTRATIVE 155 Sezione 16 – Gli altri oneri e proventi di gestione – Voce 230
16.1 Altri oneri di gestione: composizione
Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
Rimborsi interessi per incassi e pagamenti in stanza di compensazione (1) (1) Ammortamento migliorie su beni di terzi (2.213) (2.133) Sopravvenienze passive (5.624) (3.741) Altri oneri (21.596) (12.459) Totale Altri oneri (29.434) (18.334)
16.2 Altri proventi di gestione: composizione
Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
Fitti attivi 1.022 869 Recupero di imposte 78.734 72.561 Recupero interesse per incassi e pagamenti in stanza di compensazione 3 3 Sopravvenienze attive 12.905 2.926 Altri proventi 31.460 127.960 Totale Altri proventi 124.124 204.319
La voce “Recupero di imposte” recepisce il recupero del maggior onere relativo al calcolo dell’imposta di bollo sui dossier titoli.
Nella voce “Altri proventi” sono inoltre compresi i ricavi dell e Società strumentali del Gruppo ed anche i recuperi della “Commissione di istruttoria veloce”, disciplinata dal comma 2 della Legge 23 dicembre 2011. Nel 2025 la stessa voce includeva il risultato derivante dall’operazione di trasferimento delle attività di merchant acquiring, per un controvalore di 95 mln di euro.
156 NOTE ILLUSTRATIVE
17.1 Utile (perdite) delle partecipazioni: composizione
Componenti reddituali/Settori Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
1) Imprese a controllo congiunto A. Proventi 4.139 3.824 1. Rivalutazioni 3.689 3.824 2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi 450 -
B. Oneri - (39) 1. Svalutazioni - (1) 2. Rettifiche di valore da deterioramento - (38) 3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto 4.139 3.785 2) Imprese sottoposte a influenza notevole A. Proventi 44 174 1. Rivalutazioni 44 174 2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri - -
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto 44 174 Totale 4.183 3.959
Per le Imprese a controllo congiunto la voce “Proventi, 1. rivalutazioni” recepisce gli utili di Credemassicurazioni consolidata al patrimonio netto; la voce “Proventi, 4. Altri proventi” attiene interamente all’incremento della interessenza partecipativa nella società Andxor passata dal 40% al 75%. Questo incremento ha comportato, ai sensi del principio contabile IFRS 3, par 41 e 42, il ricalcolo del fair value della quota del 40% detenuta prima del controll o.
Per le Imprese sottoposte a influenza notevole la voce “Proventi, 1. rivalutazioni” recepisce gli utili di SBC, Flairbit e Mynet consolidate al patrimonio netto.
NOTE ILLUSTRATIVE 157 PARTE D
REDDITIVITA’ CONSOLIDATA COMPLESSIVA
158 NOTE ILLUSTRATIVE
PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA
Voci 30/06/2026 30/06/2025 10. Utile (Perdita) d'esercizio 312.905 371.752 Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 736 4.296 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: 928 3.901 a) variazione di fair value 928 3.901 70. Piani a benefici definiti (181) 833 110. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico (11) (438) Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico (633) 25.420 140. Copertura dei flussi finanziari: 1.551 9.320 a) variazioni di fair value 1.551 9.320 160. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: (289) 35.721 a) variazioni di fair value (13.809) 10.252 b) rigiro a conto economico 14.087 20.331
- rettifiche per rischio di credito (97) (636)
- utili/perdite da realizzo 14.184 20.967 c) altre variazioni (567) 5.138 180. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: (400) 399 a) variazioni di fair value (400) 399 190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi: (1.761) (7.638) a) variazioni di fair value (1.761) (7.638) 200. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione: 17 110 a) variazioni di fair value 17 110 210. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 249 (12.492) 220. Totale altre componenti reddituali 103 29.716 230. Redditività complessiva (Voce 10 + 220) 313.008 401.468 240. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 30 -
250. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 312.978 401.468
NOTE ILLUSTRATIVE 159 PARTE E
INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE
POLITICHE DI COPERTURA
Sintesi dell’organizzazione del governo dei rischi, dei relativi processi e delle funzioni chiave del Gruppo Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di una elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:
• garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore;
• integrare nei processi decisionali ed operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio rendimento;
• assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.
Gli organismi di governo e le funzioni specialistiche coinvolte nel processo di controllo e gestione dei
rischi sono:
• Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo (organo di supervisione strategica ) il quale valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l’assunzione in maniera articolata sulle Società individuate come rilevanti. In particolare in riferimento alle attività svolte dalla funzione Risk Management svolge un’adeg uata attività valutativa volta a deliberare:
o il Piano di Recovery (solo per la Capogruppo);
o il processo Risk Appetite Framework (RAF) con particolare riferimento agli obiettivi di rischio e le relative soglie di tolleranza (Early Warning, Risk Appetite e Risk Tolerance) ed alla verifica dell’andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto alle soglie;
o il resoconto ILAAP, documento relativo al processo di gestione della liquidità, delle strategie adottate e dell’esposizione al relativo rischio;
o la Pianificazione e la Rendicontazione annuale delle attività di Risk Management;
o la conformità dei modelli interni e dei relativi parametri di rischio (Perimetro Airb);
o i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR);
o le metodologie di misurazione e controllo dei rischi utilizzate anche ai fini del calcolo del capitale interno e il perimetro dei rischi rilevanti, nell’ambito dei processi RAF, ICAAP e ILAAP;
o le metodologie di stress test utilizzate e le modalità di definizione degli scenari, nell’ambito dei processi RAF, ICAAP e ILAAP;
o promuovere attivamente la diffusione della cultura del rischio a tutti i livelli aziendali. In tale ambito, e in collaborazione con il Servizio GOVREL, ha la responsabilità di proporre e sollecitare l’organizzazione di sessioni formative periodiche e 'indu zioni' specifiche destinate ai membri del Consiglio di Amministrazione, garantendo che i temi trattati siano coerenti con la Risk Culture aziendale e con l'evoluzione del profilo di rischio della Banca.
• Il Comitato Esecutivo (organo con funzione di gestione), il quale:
o nell’ambito dei processi di Recovery propone al CA gli aggiornamenti del Piano di Recovery, ivi comprese le soglie degli indicatori individuati;
o nell'ambito del processo di Risk Appetite Framework (RAF) prende atto dello sforamento della soglia di Early Warning, all’interno della soglia di Risk Appetite; autorizza il superamento della propensione al Rischio (Risk Appetite), all’interno della Risk T olerance individuando le opportune azioni gestionali per rientrare e cura l’attuazione stabilendo e monitorando i limiti operativi coerenti con la propensione al rischio definita dal CA;
o definisce i flussi informativi interni volti ad assicurare agli organi aziendali ed alle funzioni aziendali di controllo la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio e la verifica del rispetto de RAF; stabilisce le responsabilità delle strutt ure e delle funzioni aziendali coinvolte nel processo di gestione dei rischi, anche al fine di prevenire potenziali conflitti di interesse; assicura altresì che le attività rilevanti siano dirette da personale qualificato, con adeguato grado di autonomia d i giudizio e in possesso di esperienza e conoscenza adeguate ai compiti da svolgere;
o valuta la Pianificazione delle attività svolte dalla Funzione di Risk Management;
o agevola lo sviluppo e la diffusione di una cultura del rischio;
o cura che i sistemi di misurazione dei rischi siano integrati nei processi decisionali e nella gestione dell’operatività aziendale, assegnando compiti e responsabilità alle diverse funzioni aziendali e assicurando la formalizzazione e documentazione della f ase del processo di gestione del rischio;
160 NOTE ILLUSTRATIVE o valuta le attività svolte nell’ambito del Comitato Risk Management: approva la soglia per gli indicatori di II livello per i quali è previsto il solo soft target e monitora gli indicatori di II livello senza alcuna soglia o con il solo soft target;
o esamina le Operazioni di Maggiore Rilievo (c.d. OMR) con parere negativo del Risk Officer;
o svolge l’analisi dei rischi di nuovi prodotti e servizi e dei rischi derivanti dall’ingresso in nuovi segmenti operativi e di mercato; contribuisce al miglioramento dell’efficienza dei processi aziendali di assunzione del rischio;
o contribuisce al miglioramento dell’efficienza dei processi aziendali di assunzione del rischio.
• Al Collegio Sindacale spetta la funzione di controllo e vigilanza.
COMITATO CONSILIARE RISCHI E SOSTENIBILITA’ DI GRUPPO (CCRSG). Il Comitato svolge un ruolo di
supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l’adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell’impresa e del Gruppo in relazione all’evoluzione dell’organizzazione e dell’operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta altresì il CA nel presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance, e nell’analisi della rendicontazione societaria di sostenibilità e del Codice di Corporate Governance 2020 delle Società quotate, ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge le seguenti funzioni di supporto:
• valuta l’efficacia delle ipotesi e delle analisi contenute all’interno del Piano di Risanamento e nei suoi successivi aggiornamenti, proposte dalla Funzione ERISK, esprimendo un parere motivato in merito ai fini di una successiva sottoposizione al CA;
• valuta, sulla base dell’informativa del Comitato Recovery e Resolution Management di Gruppo, l’effettiva sussistenza dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
• valuta, sulla base dell’informativa del Comitato Recovery e Resolution, l’effettiva sussistenza delle condizioni per la chiusura dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
• svolge l’attività valutativa ed esprime il proprio parere affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Statement (cd. RAS, con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza);
• monitora l’andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di risk appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAS di Gruppo;
• esprime parere relativamente alle metodologie di misurazione, controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno;
• recepisce le valutazioni relative all’analisi di rilevanza e analizza qualsiasi nuovo rischio
dovesse emergere;
• valuta le politiche e i processi di valutazione delle attività aziendali (ad es. fair value policy e linee guida e criteri per la svalutazione dei crediti) verificando che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi;
• ferme restando le competenze del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, collabora con quest’ultimo al fine di assicurare che la politica di remunerazione rifletta e promuova una sana ed efficace gestione dei rischi, verificando la coerenza dei sistemi incentivanti di breve e medio termine con il
processo RAF;
• ferme restando le competenze del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, interviene inoltre nella definizione degli obiettivi individuali dei Responsabili delle Funzioni Aziendali di Controllo e nella relativa successiva consuntivazione.
Con particolare riferimento alle tematiche inerenti la Sostenibilità il Comitato supporta il CA, con funzioni consultive e propositive, per garantire una effettiva ed efficace identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance al fine di contribuire al successo sostenibile in coerenza con le strategie complessive del Gruppo. In particolare:
• valuta l’effettivo allineamento alle aspettative di Vigilanza e regolamentari;
• presidia il processo di analisi e revisione dell’esposizione del Gruppo ai rischi ESG nell’ambito del processo di materiality assessment, ovvero dell’analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF;
• con particolare riferimento al framework di presidio e gestione dei rischi ESG:
NOTE ILLUSTRATIVE 161 o presidia l’impatto dei suddetti fattori di rischio, all’interno delle categorie di rischio esistenti, nella valutazione della rilevanza per tutte le aree operative nel breve, medio e lungo termine, considerando diverse analisi di scenario/stress;
o verifica la coerenza della propensione al rischio con la strategia aziendale;
o verifica l’integrazione negli strumenti chiave di presidio dei rischi e in particolare nel processo di Risk Appetite Framework;
o monitora l’adeguato livello di presidio e coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi al fine di massimizzarne l’efficienza;
• esamina il contenuto della rendicontazione societaria di sostenibilità rilevante ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
• con specifico riferimento al Piano di Transizione, il Comitato:
o verifica la coerenza del contenuto del Piano con l’analisi di materialità dei rischi ESG, con particolare riferimento a target ed obiettivi definiti;
o verifica la coerenza tra il contenuto del Piano e gli strumenti chiave di presidio dei rischi (RAF, ICAAP e ILAAP).
COMITATO RISK MANAGEMENT DI GRUPPO (CRM), la cui mission è quella di informare il Comitato Esecutivo (CE) del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell’ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Periodicamente il Comitato:
• valuta regolarmente la coerenza del livello di rischio assunto rispetto agli obiettivi di rischio sia sotto una prospettiva normativa sia sotto una prospettiva economica, attraverso il cd. Tableau de Bord di monitoraggio del Risk Appetite Framework;
• approva la soglia per gli indicatori di II livello per i quali è previsto il solo soft target;
• monitora gli indicatori di II livello con il solo soft target;
• analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e, se opportuno, richiede agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer (di seguito anche RO), revisioni addizionali del RAF;
• svolge analisi di coerenza delle condizioni applicate alla clientela in funzione del rischio assunto;
• valuta analisi specifiche proposte dal RO e ritenute esemplificative delle dinamiche dei diversi fattori di rischio;
• analizza il rischio di credito sulla base di reportistica relativa ai modelli interni regolamentari e contabili (rischio credito AIRB e rischio credito IFRS9);
• l’analisi del posizionamento di Credem rispetto al sistema bancario in termini di posizione liquidità ed esposizione in titoli, come da Rapporto Stabilità Finanziaria di Banca d’Italia;
• svolge attività valutative in coerenza con quanto attribuito al Senior management dalla normativa in riferimento agli argomenti di Risk Management, in particolare in riferimento ai modelli interni.
COMITATO RECOVERY MANAGEMENT DI GRUPPO, viene istituito al fine di supportare il CA, con poteri consultivi e decisionali, nella gestione dello stato di recovery regolamentati dal Piano di Risanamento nonché nella gestione dello stato di risoluzione, ove se ne verificassero i presupposti, in linea con quanto previsto dal Piano di Risoluzione. Il Comitato, nell’ambito del Piano, svolge le seguenti principali funzioni nel caso di sforamento delle soglie di recovery:
• analizza le situazioni di tensione o di crisi sulla base di elementi a supporto apportati dalle varie funzioni aziendali con il coordinamento del Risk Officer che ne cura l’adeguata rappresentazione al
comitato stesso;
• valuta l’effettiva sussistenza dello stato di recovery, formalizzando gli esiti delle analisi svolte all’interno di una proposta motivata da sottoporre all’approvazione del CA, previo raccolta del parere del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gr uppo (CCRSG);
• valuta, al verificarsi dello stato di recovery, la possibilità di attivare tempestivamente le opzioni di recovery, con le relative azioni preparatorie, valutandone la fattibilità ed efficacia nel riportare gli indicatori del Piano di Risanamento entro i li miti definiti;
• propone al CA, avvalendosi del supporto delle funzioni aziendali competenti, le opzioni di recovery all’interno di un piano di Intervento, unitamente alle azioni da attivare;
• al verificarsi dello stato di recovery:
- coordina la comunicazione interna ed esterna;
- coordina la predisposizione dell’informativa per l’Autorità di Vigilanza, da sottoporre a valutazione del CCRSG e del CA;
162 NOTE ILLUSTRATIVE • valuta l’effettiva sussistenza delle condizioni per procedere alla chiusura dello stato di recovery ed esprime al CA una proposta motivata in merito, raccogliendo il parere del CCRSG;
• monitora, per il tramite del proprio Segretario il Risk Officer, l’esecuzione delle opzioni di recovery e il rientro degli indicatori del Piano di Risanamento entro le soglie previste.
Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deter ioramento.
All’eventuale verificarsi dell’inefficacia delle opzioni di Recovery, analizza e prende atto della strategia di Risoluzione definita dal SRB e:
• supporta il CA nell’identificare le decisioni strategiche rientranti nel perimetro di discrezionalità del Gruppo;
• favorisce l’attuazione del Resolution Plan, anche per il tramite del Resolution Manager;
• supervisiona la corretta attuazione della strategia di risoluzione ai sensi del Regolamento “Processo di Risoluzione del Gruppo Credem”.
La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:
• garantire la misurazione ed il controllo, puntuale e prospettico, dell’esposizione alle diverse tipologie di rischio, in particolare di mercato, credito, tasso, liquidità e operativo;
• monitorare gli assorbimenti di capitale;
• proporre all’Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale
allocato;
• seguire gli sviluppi della regolamentazione e assicurare agli Organi di Vigilanza le informazioni richieste dalla normativa vigente in relazione ai modelli interni;
• sviluppare e mantenere sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alla normativa.
Il Risk Officer, oltre a supportare il CA ed il CE nei compiti definiti prima, svolge le seguenti attività:
Formulare i pareri preventivi riferiti a:
- modifiche alla determinazione dello spread di liquidità per il TTI;
- modelli di pricing e ai parametri utilizzati, in particolare alla metodologia per la determinazione della curva dei credit spread;
- OMR secondo i criteri definiti all’interno del Regolamento del Risk Appetite Framework del gruppo
Credem;
- proposte di forborne Non Performing, oggetto di misure di forbearance reiterate, aventi i criteri indicati nell’art. 2 del Regolamento Attività Finanziarie Deteriorate – Non Performing Exposure (NPE) e proposte di misure di concessione a favore di clientel a in bonis (forborne performing) precedentemente oggetto di altre misure di forbearance con conseguente stato di Forborne ancora attivo (c.d. reiterate), aventi i criteri indicati nell’art. 3.15 del Regolamento Assunzione dei rischi di credito verso la c lientela;
In ambito RDARR:
- l’approvazione e la revisione periodica della strategia di Data Governance e del relativo framework declinato in: assetto organizzativo, requisiti di data quality e indicatori di monitoraggio della stessa;
- l’approvazione della politica di governo e qualità dei dati e dei principi di gestione dei dati (accuratezza, integrità, completezza e tempestività) proposti al CA dal CIDO (Coordinatore Data & Innovation Officer), a supporto del membro delegato dal CA per l’attuazione del framework RDARR (“Consigliere RDARR”).
Formulare i pareri consultivi come definito dal Regolamento di Risk Appetite Framework, relativamente alle operazioni straordinarie che ricadono nella competenza diretta del CA / CE della Capogruppo e del CA delle Società e per le quali viene richiesto com unque il parere del Risk Management.
Il Risk Officer ha la responsabilità del presidio della Compliance Normativa ai sensi di quanto disciplinato nel Regolamento di Gruppo Rischio di non conformità, dove si elenca il perimetro delle normative presidiate dalle Funzioni Aziendali di Controllo, nello specifico da ERISK.
Nell’ambito dei modelli interni, il Risk Officer:
- è responsabile dello sviluppo, della convalida e del mantenimento dei sistemi di misurazione e di controllo dei rischi, assicurando che siano sottoposti a monitoraggio e backtesting periodici, inclusivi della misurazione e valutazione del rischio modello ;
-valuta il rischio di modello e l’eventuale incertezza nella valutazione di alcune tipologie di strumenti
finanziari;
-verifica l’adeguatezza e l’efficacia delle misure adottate per rimediare alle carenze riscontrate nei sistemi di misurazione del rischio;
NOTE ILLUSTRATIVE 163 -gestisce il processo di escalation qualora si presenti un contraddittorio tra la funzione di sviluppo e la funzione di validazione a fronte delle risultanze delle attività di quest’ultima.
Nell’ambito del processo delle Esternalizzazioni e delle forniture ICT DORA, il Risk Officer in qualità di Senior Staff Member designato, è responsabile della gestione e supervisione dei relativi rischi nell’ambito del sistema dei controlli interni di Cred em e della supervisione della documentazione degli accordi di esternalizzazione e delle forniture ICT DORA e svolge le attività assegnategli coerentemente alla normativa interna di riferimento.
Alla Funzione di Risk Management è richiesta autorevolezza, tenuto conto del ruolo rivestito all’interno dell’organizzazione e del mandato ricevuto, e professionalità, intesa come possesso delle conoscenze tecniche e di adeguata esperienza al ruolo. Alla s tessa sono garantite soluzioni organizzative in grado di preservare l’indipendenza dalle unità di business incaricate della assunzione e gestione economica dei rischi, in particolare:
• la collocazione gerarchica all’interno del Servizio Enterprice Risk Management (ERISK) sotto l’organo di gestione (Comitato Esecutivo);
• l’accesso autonomo agli Organi Collegiali;
• un sistema incentivante basato sui Key Performance Indicators riferiti ad obiettivi del controllo e non dipendenti dai risultati economici della Banca;
• la previsione di situazioni di conflitto di interesse nell’assegnazione delle competenze;
• la possibilità di richiedere l’adozione di sistemi informativi affidabili per identificare, misurare e monitorare adeguatamente tutti i rischi assunti o assumibili nei diversi segmenti operativi e istituire idonee procedure di reporting ai diversi livelli direzionali;
• l’espressione di pareri preventivi sulle operazioni rilevanti di competenza delle funzioni e • consultivi per quelle attribuite agli Organi Collegiali;
• la possibilità di valutare preventivamente le proposte in tema di linee guida e di regolamenti relativi alla assunzione dei rischi compresa l’entrata in nuovi mercati o alla sottoscrizione di nuovi prodotti.
• Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività:
• Risk Officer; leader di direzione;
• MODELLI RISCHIO DI CREDITO” (MRC): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l’evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi di credito.
• RATING E CONTROLLI CREDITO (RCC): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzion amento, il rispetto e l’evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi di credito.
Presidiare i controlli di II livello sul rischio credito. Analizzare e deliberare le proposte di rating controparte e di override sulla clientela Credembanca e Credemleasing facente parte della “Funzione Regolamentare Corporate”. Presidiare e manutenere il modello per l’attribuzione del rating alla clientela Retail e garantire il presidio sull’intero processo di attribuzion e.
• VALIDAZIONE (VAL): Sottoporre il sistema di rating e, più in generale, i modelli interni validati ad un processo di convalida interna ai fini di verificare nel continuo, in maniera iterativa, l’affidabilità dei risultati ed il mantenimento della coerenza con le prescrizioni normative, con le esigenze operative aziendali e con l’evoluzione del mercato di riferimento. Verificare l’adeguatezza delle scelte metodologiche e di processo delle attività di impairment alla luce dei principi contabili IFRS9. Per i parametri di rischio per modelli interni e impairment IFRS9 e i modelli modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di verifiche periodiche. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne la rendicontazione annuale. S upporta il Risk Officer nella predisposizione dell’Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo reda tta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti. verifica l’adeguatezza del framework di data governance e delle pratiche di aggregazione e reporting dei dati di rischio e dei modelli di rischio rispetto ai “Principles for effective risk data aggregation and risk reporting” (BCBS 239) e a “Guide on effective risk data aggregation and risk reporting” (BCE, maggio 2024).
• GOVERNANCE, RISK INTEGRATION E NON FINANCIAL RISK (GRN): Supportare il Risk Officer e il
Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo nel quantificare e monitorare l’esposizione a tutti i rischi risultati rilevanti. Verificare che tali rischi rispettino le soglie definite (tramite l’applicazione di scena ri di stress trasversali) nei processi RAF e Recovery, ponendo particolare attenzione alla loro
164 NOTE ILLUSTRATIVE integrazione, coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento. Gestire e coordinare le attività relative al presidio e misurazione dei rischi operativi di Gruppo. Coordinare per il Servizio le attività relative ai rischi ESG (in particolare Clim atici e Ambientali). Supportare il Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery Plan. Coordinare per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE interfacciandosi con l’UO SSE (del Servizio GOVREL). Per quanto attiene l’Unità Organizzativa RCI si occupa di: - definire il Quadro per la Gestione dei Rischi ICT (ICT Risk Management Framework) e le relative metodologie e processi di Gruppo; - governare le attività di gestione e mitigazione dei Rischi ICT e di Sicurezza, conducendo analisi periodiche del rischio e informando le strutture interne e gli organi di vigilanza.).
• “Rischi Finanziari e Wealth Management” (RFW); Supportare Credembanca e il Gruppo Credem (inclusa Credemvita) nella definizione dei principi del modello di Risk Management di Gruppo, presidiandone il funzionamento, il rispetto, l’evoluzione e i processi di Data Management, relativamente ai Risch i Finanziari su portafogli di proprietà e su portafogli di terzi sotto forma di OICR e gestioni patrimoniali.
Descrizione della cultura del rischio nella banca e delle modalità attraverso cui viene garantita la
diffusione
La responsabilità sul sistema di controllo interno fa capo al Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alla specifica normativa di vigilanza in vigore. Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano ha definito le linee di indirizzo dei sistemi di controllo interno, assicurandosi che i principali rischi aziendali siano identificati, gestiti e monitorati in modo adeguato.
Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, costituito dall’insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso l’adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, la sana e prudente conduzione dell’impresa, sono definite dal Consiglio di Amministrazione, il quale ne valuta l’adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell’impresa, avvalendosi dell’assistenza dell’apposito Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e delle attività delle funzioni aziendali di controllo.
Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Credito Emiliano si sostanzia come segue:
• controlli di linea: effettuati dalle strutture operative e finalizzati a garantire il regolare svolgimento delle operazioni e l’assenza di errori che ne possano compromettere l’efficienza/efficacia o la conformità rispetto alla normativa interna ed esterna. Tale tipologia di controlli può essere incorporata nelle procedure informatiche e si può suddividere in:
- controlli di primo livello di prima istanza: rientrano in questa categoria i controlli di linea effettuati direttamente dal personale che esegue il processo aziendale (o che esegue una fase o una singola attività del processo) ed i controlli automatici incardinati negli applicativi informatici utilizzati dalla struttura
operativa stessa;
- controlli di primo livello di seconda istanza: sono i controlli di linea effettuati nell’ambito delle attività di supervisione da parte delle strutture aziendali gerarchicamente sovraordinate e/o da unità di
controllo specialistiche;
• controlli di secondo livello: volti ad assicurare il rispetto dei limiti operativi attribuiti alle diverse funzioni, la corretta attuazione del processo di gestione dei rischi e la conformità dell’operatività aziendale alle norme, ivi incluse quelle di autoregolamentazione. In coerenza con le vigenti prescrizioni normative, le funzioni aziendali preposte a tali controlli sono distinte da quelle produttive e concorrono alla definizione delle politiche di governo dei rischi del processo di gestione dei rischi;
• controlli di terzo livello: finalizzati all’individuazione della violazione delle procedure e della regolamentazione nonché alla valutazione periodica del Sistema dei Controlli Interni e del sistema informativo in termini di completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità.
Il Gruppo Credem svolge con frequenza almeno annuale i processi ICAAP -ILAAP. L’obiettivo del processo ICAAP consiste nella valutazione autonoma da parte del Gruppo Credem, a livello consolidato, della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali; mentre l’obiettivo del processo ILAAP è la valutazione dell’adeguatezza del profilo di rischio liquidità e funding e dell’impianto di governo, gestione e monitoraggio del rischio stesso.
In coerenza con i processi sopra descritti e gli obiettivi di business identificati nel processo di pianificazione, il CA della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l’assunzione in maniera articolata su Società individuate come rilevanti per l’apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework.
Il processo RAF considera la possibilità che il profilo di rischio atteso possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e pertanto prevede delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che Credem intende accettare in scenari di stress.
Il Comitato Risk Management inoltre rendiconta gli indicatori di II livello volti a irrobustire le attività di
NOTE ILLUSTRATIVE 165 presidio e controllo. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale “Indicatori di Rischio”, la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management.
Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, nel corso dell’esercizio ha valutato il funzionamento del sistema di controllo interno giudicandolo complessivamente adeguato, efficace ed effettivamente attuato rispetto alle caratteristiche della Banca e del Gruppo. Tale giudizio tiene conto del piano per l'implementazione dei punti di miglioramento individuati in esito alle verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo.
Il Responsabile del Servizio Audit, in qualità di Responsabile della Funzione di Revisione Interna, è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo supportato dal Comitato Nomine, e previo parere favorevole e del Collegio Sindacale.
Il Consiglio, sentito il parere del Comitato Remunerazioni di Gruppo ai sensi delle disposizioni Banca D’Italia in materia, approva la politica di remunerazione a favore dei Responsabili di tutte le funzioni di controllo. Le politiche di incentivazione sono elaborate in modo coerente con i compiti assegnati, avendo cura di evitare situazioni in conflitto rispetto alle aree aziendali soggette al loro controllo.
Il Gruppo Credem ha previsto specifiche modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Il coordinamento viene garantito con le seguenti
modalità:
• ricezione della reportistica prodotta dalle funzioni di secondo e terzo livello nonché dai relativi comitati consiliari e interfunzionali, dal Consiglio di Amministrazione, Comitato Esecutivo e dal Collegio Sindacale; precisando che quest’ultimo viene informato anche in occasione delle partecipazioni alle singole riunioni dei Comitati e del Consiglio di Amministrazione;
• invio della reportistica prodotta dalle funzioni di secondo livello alla Funzione di Revisione
Interna;
• analisi delle tematiche di controllo interno e analisi dei relativi rischi nell’ambito del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il quale registra, tra l’altro, la partecipazione del Responsabile del Servizio Audit, anche in qualità di Segretario dello stesso (e perciò sempre informato di ogni tematica trattata dal Comitato), la partecipazione del Responsabile del Servizio ERISK, la partecipazione del Dirigente Preposto e del Responsabile della Funzione Compliance e Antiriciclaggio, quest’ultimi per le riunioni di relativo interesse, e da ultimo, la possibile presenza di ogni eventuale ulteriore invitato di cui si reputi opportuna la partecipazione per quanto già indicato in precedenza.
Il monitoraggio delle criticità e degli interventi a presidio avviene su base trimestrale tramite un Tableau de Board Unico per tutte le FAC sottoposto al Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo e inviato all’Organo di Vigilanza.
Al fine di mantenere una elevata attenzione alle tematiche di controllo dei rischi connessi all’attività bancaria, il Gruppo Credem ha predisposto da alcuni anni un’attività formativa a tutti i livelli della struttura, compresi gli Organi Collegiali.
166 NOTE ILLUSTRATIVE Rischi climatici ed ambientali Al Servizio Entrepreise Risk Management (ERISK) sono stati affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E), sociali e di governance.
Tali fattori, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, sono stati integrati nelle principali categorie di rischio preesistenti coerentemente con quanto riportato nella mappa dei rischi e con quanto svolto per l’analisi di rilevanza utilizzata dalla funzione Enterprise Risk Management e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.):
• rischio di credito legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sul merito creditizio della controparte o sul valore delle garanzie nel breve, medio e/o lungo termine • rischio di mercato legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano determinare un andamento sfavorevole delle variabili del mercato e qui ndi una rivalutazione del rischio di mercato nel breve, medio o lungo termine • rischio operativo legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che eventi ambientali, derivanti da eventi naturali acuti (e.g. frane, alluvioni) e/o cronici (e.g. innalzamento delle temperature) o dalla transizione verso un'economia più sostenibile, possano avere un impatto nel breve, medio e/o lungo termine sull'organizzazione (in termini di perdite operative, ad esempio dovute a sanzioni) • rischio di liquidità legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sulle fonti di finanziamento stabili nel breve, medio e lungo termine (e.g. a causa di una ridefinizione inattesa dei prezzi) e sui titoli dell'ente • rischio strategico e di business model correlato ai rischi fisici e di transizione: Il rischio di subire perdite a causa della scarsa reattività a riposizionare il business al fine di adattarsi a cambiamenti esterni (di mercato, regolamentari, etc.) indirizzati verso un’economia più sostenibile (e.g. a basse emissioni di carbonio) e a fronteggiare/ mit igare gli impatti di un possibile manifestarsi di eventi metereologici (acuti e/o cronici) e altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento).
• rischio reputazionale legato ai rischi fisici e di transizione: rischio attuale o prospettico di subire perdite riconducibili a comportamenti e condotte di business rispetto alle quali il pubblico, le controparti dell’ente e/o gli investitori associno il Gruppo a effetti climatici e ambientali avversi.
• rischi ESG: rischi di un impatto finanziario negativo derivante dagli effetti attuali o prospettici sulle controparti o sugli asset investiti o sui rischi operativi e reputazionali da parte dei fattori:
o Environmental : legati ai possibili impatti dei processi, prodotti e servizi su risorse naturali, aria, acqua, suolo, biodiversità e salute umana. Il rischio di biodiversità rappresenta il rischio finanziario che può derivare da danni agli ecosistemi naturali, i quali possono influire negativamente sulla stabilità e redditività delle esposizioni creditizie o degli investimenti.
o Social: legati alla sicurezza, condizioni e salute sul lavoro, diritti dei lavoratori, diritti umani, partecipazione ed equità di genere, etc.;
o Governance: legati all’anticorruzione, antiriciclaggio, presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics, governance solida e trasparente, gestione dei rischi e cybersecurity.
ERISK coordina altresì le attività di misurazione e monitoraggio relative ai fattori di rischio C&E sui rischi principali, adottando metodologie in linea con le pratiche suggerite dal Regulator e con le best practices osservate sul mercato.
Inoltre supporta le valutazioni relative alla strategia di decarbonizzazione (tramite l’utilizzo di scenari climatici) e contribuisce ai principali framework di disclosure, incluse quelle legate a tematiche di Sostenibilità/ ESG.
Il Risk Officer ha inoltre la responsabilità del presidio della Compliance normativa relativamente alle aspettative di Vigilanza sui rischi Climate and Environmental.
La funzione ERISK ha integrato i rischi ESG nel proprio framework di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente in coerenza con le proprie strategie, politiche e limiti di gestione del rischio. In particolare, ha svolto una serie di attività:
Relativamente all’analisi di rilevanza, la materialità dei fattori ESG è stata valutata per tutte le categorie di rischio, su differenti orizzonti temporali:
• breve termine: entro i 3 anni, in coerenza con le logiche sviluppate in sede di RAF, ICAAP e
NOTE ILLUSTRATIVE 167 ILAAP ;
• medio termine: da 3 entro 10 anni, orizzonte definito per far ricadere il punto di osservazione al 2030, considerato snodo importante della transizione climatica (obiettivo UE di riduzione GHG nette del 55% entro il 2030) ;
• lungo termine: oltre i 10 anni sino al 2050, in coerenza con i target globali di decarbonizzazione degli Accordi di Parigi e con lo scenario Net Zero al 2050.
Al fine di cogliere pienamente l’impatto dei rischi climatici e ambientali sulle principali categorie di rischio esistenti, è stata valutata l’integrazione di questi ultimi, tramite approcci quantitativi o
qualitativi:
• le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando:
o l’impatto, in termini di concentrazione delle esposizioni, dei fattori fisici (sia acuti che cronici) e di transizione nel breve, medio e lungo termine sia sulle controparti che sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie o oggetto di leasing;
o la materialità dei rischi environmental (fattori di rischio: biodiversità, rifiuti, stress idrico e degradazione del suolo), social e governance. I rischi Environmental sono stati analizzati sia sul perimetro controparti che immobili ed in particolare è stata sviluppata una metodologia interna per la biodiversity footprint e una prima stima quali -quantitativa del costo del danno relativo alla concentrazione delle esposizioni del gruppo verso controparti con punteggi relativi ai risk driver della biodiversità più elevati;
Inoltre è stato analizzato il rischio di concentrazione del perimetro controparti e immobili ad alto rischio fisico clusterizzate per area geografica e del perimetro controparti e immobili ad alto rischio di transizione clusterizzate per settore.
• relativamente al rischio di mercato è stata costruita una heatmap settoriale per valutare l’impatto dei rischi Environmental (sia fisici che di transizione), Social e Governance sul portafoglio investimenti del Gruppo Bancario (banking e trading book). In aggiunta, per la parte dei rischi climatici, è stata utilizzata la metrica Multi -horizon Climate Value at Risk (CVaR) a livello di emittente per effettuare l’analisi sul breve, medio e lungo termine sulla base degli scenari forniti da NGFS;
• per valutare la materialità dei rischi Climate & Environmental sul rischio di liquidità, è stata condotta sia un’analisi finalizzata a valutare l’impatto del rischio fisico sui depositi retail nel breve, medio e lungo termine sia l’impatto del rischio environmental sul portafoglio titoli in analogia a quanto fatto sul rischio di mercato;
• per il rischio operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio climatico fisico e di transizione e sui rischi Social e Governance. È stata inoltre effettuata una quantificazione dell'impatto delle minacce di rischio fisico sugli immobili di proprietà del Gruppo e sulle sedi fisiche degli outsourcers (FEI e FEI ICT) per valutare l’esposizione del valore di mercato del patrimonio immobiliare del Gruppo e del valore contrattuale delle esternalizzazioni alle minacce di rischio fisico e al rischio di biodiversità. Relativamente al rischio d i transizione sono stati identificati due principali canali di trasmissione (mancata conformità normativa e rischio di greenwashing) ed è stato adottato anche un approccio qualitativo in base all'operatività svolta dalle società del gruppo;
• in ambito rischio reputazionale il Gruppo ha ricondotto alle categorie Environmental, Social e Governance gli eventi oggetto dell’approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss (in coerenza con gli standard topics della CSRD), identificando in tal modo alcuni potenziali scenari. In aggiunta, per valutare la materialità del rischio reputazionale derivante da fattori C&E, è stato considerato anche un approccio qualitativo, individuando quali società del Gruppo siano potenzialmente esposte ad un rischio reputazionale legato a componenti C&E, sulla base della tipologia di operatività svolta (prodotti, servizi e clienti);
• per verificare l’impatto dei Rischi climatico -ambientali sul rischio strategico è stata effettuata un’analisi basata su due componenti:
o redditività (in termini di commissioni e interessi) collegata a controparti ad elevato rischio di transizione o fisico (componente di business) o raggiungimento degli obiettivi strategici «E -S-G» (componente strategica) Sempre in ambito strategico, è stata inoltre svolta un’analisi relativa all’intensità emissiva dei settori finalizzata alla definizione dei piani CRD -based.
La funzione ERISK ha monitorato trimestralmente gli indicatori relativi ai rischi climatici e ambientali di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato, nell’ambito del suo Risk Appetite Framework (indicatori di primo livello e di secondo livello). Per gli indicatori di I livello ha definito, all’interno del Regolamento Recovery Planning e Risk Appetite Framework, le procedure di escalation in caso di superamento delle soglie di Early Warning, Risk Appetite e Risk Tolerance.
168 NOTE ILLUSTRATIVE Relativamente allo stress test framework la funzione ERISK ha:
• integrato il Recovery Plan con i fattori di rischio legati al clima sia nello scenario sistemico che in
quello combinato;
• ha incluso l’impatto del rischio climatico nello scenario avverso del RAF al fine di valutare l'impatto del rischio di transizione sulla PD, tramite l’utilizzo degli scenari NGFS, l'impatto sia del rischio fisico che del rischio di transizione sul portafoglio degli immobili a garanzia, l’impatto sia del rischio fisico e di transizione sul portafoglio titoli del Gruppo tramite la metrica di CVar e la Perdita Inattesa relativa ai Rischi Reputazionali derivante dalla stima della reputational loss in termini di riduzione della redditività (utile) e quindi dei fondi propri. Tale stima comprende le tematiche ESG ;
• integrato i fattori C&E nell’ICAAP 2026 per valutare:
o nello scenario base: lato rischio di credito l’impatto del rischio climatico in termini di rettifiche aggiuntive sui crediti in bonis (incremento ECL), sulla base di stime quantitative preliminari e lato rischio operativo è stata inserita la Perdita Attesa del processo RSA relativa ai temi ESG, come budget degli oneri straordinari;
o nello scenario avverso: lato rischio di credito, l'impatto , in termini di incremento dell’ECL, del rischio fisico e di transizione sia sulla PD sia sulla LGD tramite l’utilizzo degli scenari NGFS ; per il rischio di mercato, attraverso l'adozione del Climate Value at Risk (CVaR), è stata stimata la perdita potenzialelegata sia al rischio fisico sia al rischio di transizione che potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti (in termini di incremento riserve ptf titoli HTCS) in diversi scenari climatici (forniti da NGFS); per il rischio reputazionale è stata considerata, in termini di riduzione di utile, la perdita inattesa relativa agli ambiti ESG inclusi nel questionario dei rischi reputazionali e per il rischio operativo è stato considerato l’effetto di un evento di rischio fisico a Reggio Emilia (dove la banca ha la maggior concentrazione della sua operatività) Relativamente al rischio di liquidità, sono stati aggiunti ulteriori fattori di stress (es. incremento runoff retail in seguito ad eventi di rischio fisico) per cogliere anche gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali negli indicatori di liquidità a breve termine.
o È stata effettuata anche un’analisi di scenario sui rischi ambientali per stimare l'effettivo danno regionale alla perdita di biodiversità e dei servizi ecosistemici, sulla base della distribuzione geografica delle controparti aziendali e delle garanzie immobiliari, attraverso la misurazione dell'indicatore relativo all'abbondanza media delle specie MSA (Mean Abundance Species). Il modello utilizza scenari Shared Socioeconomic Pathways (SSP) per analizzare gli impatti delle attività umane sulla biodiversità.
Per quanto riguarda i processi di rischio operativo e reputazionale, la funzione ERISK ha aggiornato i relativi framework (ad esempio, LDC, RSA, RepRisk Questionnaire) al fine di catturare anche i fattori di rischio C&E (ad esempio, il catalogo dei rischi RSA è stato integrato con le domande ESG, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che ne permetteranno la rilevazione, nel questionario dei rischi reputazionali sono state aggiunte domande relative alle tematiche ESG...), consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo e reputazionale.
Al fine di quantificare il potenziale impatto finanziario dei rischi fisici e di transizione sul portafoglio di proprietà (Banking Book e Trading Book), è stata introdotta la metrica Climate VaR.
I pareri relativi alle Operazioni Maggior Rilievo sui prodotti di credito green/sostenibili e sulle offerte commerciali dedicate, che la Banca ha sviluppato, sono stati integrati dalla funzione ERISK evidenziando come le caratteristiche di tali prodotti siano idonee a mitigare i fattori di rischio ESG.
Relativamente al processo di gestione delle esternalizzazioni, il Gruppo ha introdotto la valutazione dei rischi ESG nella fase di onboarding di un fornitore e nella fase di valutazione del rischio fornitore -
fornitura.
NOTE ILLUSTRATIVE 169 Sezione 1 – Rischio del consolidamento contabile Informazioni di natura quantitativa Qualità del credito A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)
Portafogli/qualità
Sofferenze
Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute non
deteriorate
Altre esposizioni
non deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 39.705 190.451 22.136 284.412 47.148.500 47.685.204 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - 10.337.544 10.337.544 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - 726.569 726.569 5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
Totale 30/06/2026 39.705 190.451 22.136 284.412 58.212.613 58.749.317 Totale 31/12/2025 37.373 186.287 27.347 282.572 57.523.982 58.057.561 A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) Portafogli/qualità Deteriorate Non deteriorate Totale
(esposizione
netta)
Esposizione
lorda Rettifiche di
valore
complessive Esposizione
netta Write-off*
parziali
complessivi Esposizione
lorda Rettifiche di
valore
complessive Esposizione
netta
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 579.212 326.920 252.292 23.987 47.525.735 92.823 47.432.912 47.685.204 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - 10.341.078 3.534 10.337.544 10.337.544 3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - X X - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - X X 726.569 726.569 5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - - -
Totale 30/06/2026 579.212 326.920 252.292 23.987 57.866.813 96.357 58.497.025 58.749.317 Totale 31/12/2025 614.722 363.717 251.005 20.659 57.210.451 95.870 57.806.555 58.057.560
170 NOTE ILLUSTRATIVE B. Informativa sulle entità strutturate (diverse dalle società per la cartolarizzazione) Un’entità strutturata è un’entità configurata in modo tale che i diritti di voto o diritti similari non sono ritenuti rilevanti per stabilire il controllo, come nel caso in cui i diritti di voto facciano soltanto riferimento ad attività amministrative e le attività rilevanti siano condotte attraverso accordi contrattuali.
Per i veicoli a destinazione specifica e fondi di investimento, il controllo è ritenuto esistere laddove il Gruppo dispone dei diritti contrattuali per gestire le attività rilevanti dell’entità e risulta esposto ai rendimenti variabili delle stesse.
B.1 Entità strutturate consolidate Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate consolidate.
B.2 Entità strutturate non consolidate contabilmente Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate non consolidate.
Sezione 2 – Rischi del consolidato prudenziale In questa sezione sono fornite le informazioni riferite alle imprese incluse nel consolidato prudenziale (società appartenenti al Gruppo bancario).
1.1 Rischio di credito Informazioni di natura qualitativa Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti pro babilità di realizzo.
A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scena ri plausibili:
- “Scenario Good” – scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari migliori;
- “Scenario Baseline” – scenario centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e
RAF;
- “Scenario Bad” – scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari peggiori.
Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indica tori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.
Si riporta di seguito l’indicazione degli scenari macroeconomici previsti per il calcolo standard delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di
accadimento:
Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso da
policy
Standard
“Good” Stronger Near -Term Recovery Scenario (“S1”) : scenario con probabilità del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi uno peggiore 10% “Baseline” Baseline Scenario : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore 80% “Bad” Deep Recession Scenario (“S3”) : scenario con probabilità del 90% che si realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno
peggiore 10%
Ai fini della definizione degli scenari macro -economici, il PIL è la variabile “anchor point”, il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell’andamento del PIL è definito l’andamento delle altr e variabili macroeconomiche di rilievo.
A ciascuno scenario macro -economico, in condizioni standard, è quindi associata una probabilità
NOTE ILLUSTRATIVE 171 di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.
L’effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l’utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per esprimere la correlazione tra il ciclo economico e i dati interni, tenendo in considera zione anche effetti in termini di scostamento temporale (adozione di variabili ritardate rispetto ai valori consuntivi – valutando vari lag temporali – al fine di cogliere correttamente le dinamiche dei processi economici solitamente caratterizzati da fort e inerzia e dinamiche di adeguamento ritardate nel tempo).
Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente forward looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell’ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.
Inoltre, per riflettere le implicazioni future legate alla situazione climatica, sono considerati tre scenari climatici, scelti tra quelli forniti dal Network for Greening the Financial System (NGFS), al fine di considerare diverse traiettorie di de -carbon izzazione valutandone gli effetti sul rischio di credito del Gruppo. In particolare, si considerano gli effetti di una transizione ordinata (scenario “Net Zero”), una transizione disordinata (scenario “Delayed Transition”) ed uno scenario di politiche attu ali (“NDC”), fornendo così un quadro completo dei possibili percorsi futuri e dei relativi rischi.
Per maggiori dettagli sugli scenari e relative ponderazioni effettivamente applicati al 30 giugno 2026 si rimanda a quanto descritto nei successivi paragrafi “Metodi di misurazione delle perdite attese” e “Misurazione delle perdite attese - Definizione del lo scenario”.
Per quanto concerne le esposizioni classificate nello Stage 3 (Credit -Impaired), la determinazione dell’ECL lifetime riflette un processo valutativo analitico volto a recepire la migliore stima dei flussi di cassa recuperabili, ponderata in funzione di molteplici scenari di realizzo. Nello specifico, la valutazione dei crediti deteriorati include componenti Forward -looking: la stima dei flussi di cassa tiene conto dell’evoluzione del contesto macroeconomico e di specifici driver settoriali che influenzano sia le tempistiche di recupero che il valore di realizzo delle garanzie (collateral). Tali stime includono proiezioni aggiornate sui tempi di escussione e sui costi di gestione delle procedure giudiziali o stragiudiziali.
Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso le seguenti
metodologie:
- Analitiche sulle singole esposizioni, in relazione alle rettifiche applicate a tali esposizioni, nel corso del periodo corrente le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero formulate dal gest ore o risultanti dall’applicazione del regolamento interno “Regolamento di Gruppo svalutazione Crediti”, attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un’analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni.
Ciononostante, il perdurare delle tensioni geopolitiche nei quadrant i dell'Europa Orientale e del Medio Oriente, unitamente alla frammentazione dei mercati globali, alimenta un quadro di incertezza macroeconomica. Tali fattori potrebbero incidere negativamente sul merito creditizio dei debitori, con particolare riferimento ai settori energy -intensive, della logistica e del manifatturiero export -oriented. L’instabilità di tali comparti e delle relative catene di approvvigionamento potrebbe generare rettifiche di valore potenzialmente superiori rispetto alle stime effettuate a giugno 2026. A partire dal 2023 ha assunto sempre maggiore rilevanza il criterio delle svalutazioni minime per ageing introdotte per le categorie delle sofferenze e delle inadempienze probabili.
- Si specifica che per quanto riguarda i crediti classificati a sofferenza e ad inadempienza probabile con esposizione minore o uguale di euro 25.000 viene applicata una percentuale di svalutazione minima forfettaria pari rispettivamente al 95% (sofferenze) e al 70% (inadempienze probabili).
- Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un’ottica di dismissione (di seguito definito “Portafoglio sotto -modello Stage 3” o “Portafoglio”) .
Al 30/06/2026 non vi sono posizioni classificate all’interno del Portafoglio sotto -modello Stage 3.
172 NOTE ILLUSTRATIVE 1. Aspetti generali Il Gruppo Credem conferma la qualità del credito quale pilastro della propria stabilità patrimoniale e driver strategico per la creazione di valore. L’attività di erogazione si fonda sui seguenti principi
guida:
- identità Commerciale: coerenza con il modello di banca commerciale domestica, valutando l’attività del cliente in stretta relazione alla sua dimensione e al presidio territoriale della rete Credem.
- analisi Tecnica del Rischio: adozione di criteri oggettivi per allineare il credito alle reali esigenze finanziarie e alla capacità di rimborso (storica e prospettica) del cliente, minimizzando il ricorso a rifinanziamenti successivi.
- data Governance e Rating: centralità della qualità informativa per una valutazione rigorosa del profilo di rischio, sintetizzato nei modelli di rating interno.
- diversificazione e selettività: frazionamento del rischio attraverso un portafoglio diversificato, guidato da un approccio selettivo coerente con i target di capitale e il binomio rischio/rendimento.
- visione Unitaria di Gruppo: valutazione consolidata delle controparti per garantire una prospettiva di rischio integrata sull'intero Gruppo.
- presidio Formale e Specialistico: massima cura della regolarità procedurale pre -erogazione, supportata da strutture tecniche interne dedicate.
- monitoraggio Proattivo: gestione dinamica dei rapporti e controlli centralizzati per intercettare tempestivamente segnali di deterioramento e attivare strategie di recupero efficaci.
- gestione dei Deteriorati: politiche rigorose di classificazione e copertura (provisioning), con una preferenza per soluzioni transattive e stragiudiziali volte all'efficientamento dei costi di recupero.
- integrazione Fattori ESG: focus sistematico sui rischi climatici e ambientali, valutandone l’impatto sulla sostenibilità dei debitori e sul valore delle garanzie (collateral).
- esclusione Settori Controversi: astensione dal finanziamento di attività non etiche definite dal CdA, con particolare riguardo alla produzione di armi non convenzionali e alla speculazione su commodities alimentari.
1.1 Impatti derivanti dal rischio climatico in relazione al rischio di credito Con riguardo ai rischi climatici, nell’ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo ha concluso un progetto spec ifico: tale iniziativa ha condotto l’introduzione dei principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS 9.
In particolare, sono state definite le metodologie per gestire i seguenti fattori di rischio climatico:
- «Rischio Fisico» sul portafoglio Mutui e Leasing immobiliari: espresso tramite la riduzione del valore delle garanzie immobiliari, al fine di rappresentare l’ipotetico danno apportato da eventi climatici (alluvioni e frane), in relazione alla rischiosità de l territorio in cui è ubicato l’immobile. . Tale effetto viene rappresentato dalla stima di un “ haircut ” che riduce il valore della garanzia ipotecaria a supporto del credito e ne determina un aumento delle perdite attese associate.
- «Rischio di Transizione» sul portafoglio Imprese: volto a rappresentare la minore redditività in cui le Imprese potrebbero incorrere nell’ambito del processo di adeguamento verso un’economia più sostenibile, con conseguente deterioramento del loro merito c reditizio. Tale effetto è gestito tramite la stima dell’aumento della probabilità di default per le Imprese, in relazione al settore in cui queste operano (considerando che le attività più emissive subiranno maggiormente i costi legati al processo di trans izione). In aggiunta, influenzando il merito creditizio, tale componente di rischio può influire sulla necessità di classificare in stage 2 le Imprese maggiormente più esposte agli effetti del processo di transizione. Per rilevare tale correlazione, è stat a affinata la logica di misurazione del SICR, con l’introduzione di una variante specifica per le Imprese considerate ad alto rischio di transizione (i.e. concentrate sulle attività a maggiore intensità di carbonio e principali obiettivo delle strategie di de-carbonizzazione).
Entrambe le componenti descritte comportano un aumento delle rettifiche di valore calcolate in conformità ai principi contabili IFRS 9 e sono quantificate considerando diversi scenari climatici (differenziati per tempistiche e grado di intensità delle poli tiche climatiche attivate nel contesto europeo) ad integrazione degli scenari macro -economici già presi a riferimento nel Framework IFRS9 del Gruppo.
NOTE ILLUSTRATIVE 173 Si precisa, che nell’ambito dei processi ICAAP / RAF sono stati valutati, in termini di rilevanza (analisi di materialità), anche i seguenti fattori di rischio climatico:
- Rischio di Transizione» sul portafoglio Mutui: espresso attraverso una riduzione del valore delle garanzie immobiliari per gli immobili che non rispettano gli standard di efficientamento energetico richiesti dalle politiche di transizione.
- «Rischio Fisico» sul portafoglio Imprese: volto a rappresentare i potenziali danni a fabbricati e/o alla catena di produzione -distribuzione connessi ad eventi climatici (alluvioni /frane).
Tali driver di rischio sono ritenuti non rilevanti ai fini dell’inclusione nel Framework IFRS9, a seguito degli esiti delle analisi di materialità condotte, che ne hanno evidenziato gli effetti contenuti e pertanto trascurabili sulle perdite attese.
Al termine delle attività progettuali, il Framework IFRS 9 integrato con la gestione delle menzionate componenti climatiche è entrato in vigore a partire dal 30 giugno 2025. Contestualmente all’integrazione degli effetti climatici nei modelli contabili, è stata rimossa la copertura aggiuntiva, applicata a partire da giugno 2024, quale loro anticipazione.
Per maggiori dettagli sui relativi impatti si rimanda alla Nota Integrativa – Parte A – Sezione 5.
2. Politiche di gestione del rischio di credito
2.1 Aspetti organizzativi Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:
Credit Strategy e Monitoring, che definisce obiettivi e linee guida di sviluppo del credito inteso come business line in coerenza con gli obiettivi ed il RAF di gruppo, effettua i controlli sulla filiera del credito, redige la regolamentazione interna e de finisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);
Credit Management, che attraverso l'attività deliberativa e la consulenza tecnica alle strutture commerciali ed alle Società in perimetro garantisce nel tempo un profilo di rischiosità degli impieghi coerente con gli obiettivi di strategy definiti, presidi ando il corretto ripagamento delle
posizioni anomale;
Non -Performing Credit, che si occupa delle attività di gestione e recupero sul credito non performing.
Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specif iche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.
Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:
Il Risk Appetite Framework, in cui sono definiti tolerance e appetite per gli indicatori relativi al rischio di credito sia in termini di performing loan che di non performing loan;
Gestione Sistema interno di rating, per la responsabilità del Sistema di rating Corporate e Retail, per l'attribuzione del rating alle singole controparti, per la calibrazione dei parametri e per la relativa convalida.
Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano S.p.A. come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incre mentare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.
2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo L’attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema “esperto” che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico -patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitiv o, sui rischi di business e sull’appartenenza al gruppo.
174 NOTE ILLUSTRATIVE Per il segmento small business, nell’ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo imp ortante alla capacità predittiva del default.
Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.
Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l’ammontare dell’esposizione, la tipolo gia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.
Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delib era di affidamenti e rating.
Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall’assegnazione “ad personam” delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l’attività formativa fruita.
I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull’indicatore “Accordato Ponderato”, che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche d ei default.
Negli ultimi esercizi, gli investimenti in tecnologia e l'integrazione di Advanced Analytics hanno potenziato i presidi automatici a supporto dei processi di origination e monitoraggio, beneficiando anche dell’evoluzione dell’Open Banking. In questo ambito , l’Indicatore di Monitoraggio Andamentale (IMA), quale modello di Early Warning, assume un ruolo centrale nella rilevazione proattiva di segnali di anomalia prima della loro manifestazione conclamata. Tale indicatore concorre, inoltre, alla determinazione del Massimo Accordato Concedibile (MAC), parametro che definisce il limite massimo di affidamento attribuibile in modalità automatizzata a ciascuna controparte, garantendo al contempo velocità operativa e rigore valutativo.
L'efficacia di questi strumenti si traduce in una maggiore industrializzazione del processo di concessione del credito, facilitando la realizzazione di campagne automatiche. Da evidenziare è la capacità di questi indicatori di considerare, in diverse fasi storiche, il contesto economico circostante, come evidenziato durante periodi di crisi e contesti geopolitici (ad esempio, conflitti bellici). Queste valutazioni sulla capacità creditizia di pagamento consentono di contestualizzare e graduare le azioni com merciali in modo dinamico.
Inoltre, l'adozione di metodologie di Early Warning sta progressivamente permettendo di superare il tradizionale concetto di scadenze di revisioni periodiche, orientandosi verso logiche di revisione di merito richieste ad evento, ovvero in risposta a motiv i specifici di rischio di credito atteso che emergono nel corso dell'attività.
A supporto del monitoraggio del rischio di credito, il consolidato sistema di early warning è integrato da attività di presidio rafforzato sull’intero portafoglio, volte a intercettare la vulnerabilità delle controparti rispetto ai mutamenti del contesto m acroeconomico e geopolitico. Tale analisi identifica i segmenti potenzialmente esposti a shock derivanti dalla frammentazione delle catene di approvvigionamento e dalla volatilità dei costi di produzione.
Nel corso dell’esercizio, ad esempio, il presidio si è concentrato sulle controparti operanti nei settori manifatturieri export -oriented e nei comparti energivori ancora in fase di transizione, quali la metallurgia e la ceramica, oltre al settore automotiv e, quest'ultimo particolarmente impattato dalla trasformazione tecnologica e dalla ridefinizione delle rotte commerciali internazionali .
Trimestralmente viene inoltre presentato nel comitato Credit Strategy di Gruppo, il “termogramma settoriale” che nel co rso del 2026 si focalizza esclusivamente sull’impatto derivante dal rischio geopolitico, con una copertura che ha raggiunto 21 settori e copre quasi totalmente la manifattura e il commercio al dettaglio.
Il Gruppo ha pienamente integrato nel proprio framework operativo le linee guida EBA in materia di Loan Origination and Monitoring (LOM), consolidando l'aderenza ai requisiti di governance, strategia creditizia e architettura IT. La funzione di definizione e controllo dei limiti di rischio è presidiata dallo specifico Comitato Crediti di Gruppo, incaricato di stabilire la Soglia di Massima Esposizione (SME). Tale soglia rappresenta il cap massimo di rischio di credito che il Gruppo è disposto ad assumere ve rso una singola controparte o gruppi di clienti connessi. Specifica disciplina è prevista anche in ambito titoli
NOTE ILLUSTRATIVE 175 La determinazione della SME prende in primis a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo e i limiti prudenziali di Vigilanza. La determinazione della SME segue in via prevalente la metodologia basata sui limiti di affidamento del Regolamento Crediti di Gruppo correlati al rating, approccio ritenuto più prudente e coerente con le dimensioni del Gruppo rispetto ai massimali di Vigi lanza. In tale ambito, il Comitato monitora e rendiconta le posizioni eccedenti le soglie fissate, fermo restando che il super amento della Soglia di Massima Esposizione è qualificato come Operazione di Maggior Rilievo ai sensi della Circolare 285 di Banca d’Italia, attivando i flussi informativi e i processi deliberativi rafforzati previsti dal sistema dei controlli interni.
Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l’individuazione di organismi di governo:
- CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell’approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
- i CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;
- Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo.
Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all’interno della Capogruppo ed in particolare:
- Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (di seguito anche Comitato Rischi);
- Comitato Risk Management;
- Funzione di Risk Management, all’interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK).
La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Team Leader di Direzione della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da:
- Team Modelli Rischi di Credito;
- Team Rating e Controlli Credito;
- Team Validazione;
- Team Governance, RAF, ESG e Operativi;
- Team Rischi Finanziari e Wealth;
- Information Security & IT Risk Governance.
A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.
Il Comitato Rischi svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l’adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell’impresa in relazione all’evoluzione dell’organizzazione e dell’operatività, nonché al contesto normativo di riferiment o.
In particolare, la funzione di Risk Management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un’adeguata attività valutativa volta a deliberare:
- il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) assicurando che l'attuazione sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate;
- l’andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di
Gruppo;
- il Piano di Recovery;
- i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione
annuale relativa;
- le metodologie di misurazione e controllo dei rischi utilizzate anche ai fini del calcolo del capitale interno e il perimetro dei rischi rilevanti, nell’ambito dei processi RAF, ICAAP e ILAAP.
Il 2 ottobre 2015 la Banca d’Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) d i poter svolgere un’adeguata attività valutativa volta a deliberare:
- la conformità dei modelli interni ai dettami previsti dalla regolamentazione prudenziale previo parere del Collegio Sindacale;
176 NOTE ILLUSTRATIVE - i parametri di rischio relativi ai modelli interni utilizzati previo parere preventivo della funzione di convalida.
Inoltre il team Validazione:
- effettua la convalida dei modelli interni come previsto dal Regolamento “Gestione del Sistema Interno di Rating” e dal Regolamento Risk Management di Gruppo;
- effettua verifiche sulle attività di controllo andamentale del credito.
2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese Come già esposto nella parte A, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio.
Nel dettaglio:
- Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
- Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettific a di valore pari alla perdita attesa nell’arco dell’intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
- Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita resid ua – lifetime expected losses).
- In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gesti one del rischio.
Il Gruppo identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Se la controparte è un Impresa oper ante in settori ad elevata intensità carbonica, per fattorizzare nella misurazione del SICR gli effetti prospettici dei rischi climatici, la soglia di rilevazione del SICR è modificata a un deterioramento di almeno 1 classe di rating. Nel contempo le class i di rating assimilabili alla categoria “investment -grade” sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che, alla data di misurazione, rientrano in tali categorie sono classificate dall’applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l’eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d.
low credit risk exemption).
Inoltre l’inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist), la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segna li oggettivi di deterioramento del merito creditizio: pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credi to né tanto meno l’aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.
Per l’identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento “Policy di gruppo Crediti”. Tale regolamento sp ecifica che sono considerate “default” le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 “Matrice dei conti”, Sez. B Cap. II, “Qualità del cr edito”, 16° aggiornamento del 2 novembre 2022) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di “default” di severità crescente:
- esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (PS);
- inadempienze probabili (IP);
- sofferenze (Z).
Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base “esperta” ad esclusione delle posizioni scadute deteriorate e delle posizioni classificate a sofferenza ed inadempienza probabile di valore inferiore a 25 mila euro in relazione alle evidenze dell’attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito,
NOTE ILLUSTRATIVE 177 in relazione all’analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell’esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copert ura “loan to value”).
In particolare, il Gruppo ritiene che un periodo prolungato in stato di non performing loan (NPL) aumenta la perdita attesa e può influire sul valore delle garanzie. La data di ingresso a default ininterrotto è quindi identificata come indicatore chiave de l deterioramento del credito.
Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di c redito, sono associate:
- una probabilità di inadempienza (PD, “Probabilità di Default”);
- una perdita in caso di inadempienza (LGD, “Loss Given Default”) commisurata anche alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori
rilevanti;
- una esposizione in caso di inadempienza (EAD, “Exposure at default”)
- una scadenza stimata nel caso di esposizione senza scadenza contrattuale (Maturity).
In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni, nella versione più recente condivisa (o comunque in corso di condivisione) con l’aut orità di vigilanza, per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo (“truo gh-the-cycle”) e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di “downturn”), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell’IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. “point in time”) e previsionale (“forward -
looking”), in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve -medio termine, nonché gli effetti climatici. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull’andamento del ciclo macroeconomico e cambiamento climatico.
Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle rispettive probabilità di realizzo. In particolare, per riflettere le implicazioni legate alla situazione climatica e valutare diverse traiettorie di de -carbonizzazione, sono considerati tre scenari, tra quelli forniti dall’NGFS: uno scenario “Hot House World“ (privo di politiche climatiche efficaci), uno scenario di transizione ordinata ed uno di transizione disordinata. L’analisi degli effetti previsti su ciascuno scenario consente la calibrazione di un effetto climatico sintetico, adottato per condizionare al cambiamento climatico i parametri di rischio adottati per il calcolo delle perdite attese su ciascuno scenario macro -economico. In relazione alle previsioni finanziarie e macro -economiche il Gruppo considera tre scenari di severità crescente e ne proietta l’andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari.
Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate da l Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:
- metodi di condizionamento al ciclo della probabilità di inadempienza (PD), che combinano ipotesi di variazione nel merito creditizio della controparte (i.e. variazioni nella valutazione di rating futura associata alla controparte) con ipotesi di variazion i della probabilità di inadempienza associata a ciascun profilo di rischio (adozione dei c.d. “modelli satellite” interni che esprimono la relazione esistente tra la probabilità di inadempienza ed i principali fattori macroeconomici);
- metodi di condizionamento al ciclo dell’esposizione al default (EAD) per le linee di credito rateali, che combinano la tipologia di prodotto e di controparte ed ipotesi di verificarsi di eventi di PrePayment, con conseguente influenza sull’esposizione al rischio in caso di default.
- metodi di condizionamento al ciclo della perdita in caso di default (LGD), che combinano ipotesi di variazione nel livello di deterioramento del credito (i.e. migrazioni tra diversi stati di default) ed ipotesi di variazioni nel livello di copertura delle garanzie a supporto del credito, con conseguente influenza sulla capacità di recupero e sull’ammontare di perdita rilevato in caso di default.
Nel corso del 2025, l’impianto dei modelli contabili è stato:
- evoluto, a partire da giugno 2025, per includere gli effetti delle principali componenti climatiche nel calcolo delle rettifiche di valore IFRS9.
178 NOTE ILLUSTRATIVE - aggiornato, a partire da dicembre 2025, nell’ottica di recepire le ultime modifiche all’impianto IRB e le serie storiche più recenti sia in termini di parametri che di scenari macroeconomici, in
particolare:
• sono state aggiornate le proiezioni dei modelli satellite che determinano la componente forward looking dei parametri PD e LGD ed EAD, prendendo come riferimento lo scenario macroeconomico di giugno 2025;
• sono state aggiornate le serie storiche sottostanti ai modelli con orizzonte temporale 2011 -
2024 per tutti i parametri;
• sono state recepite le modifiche metodologiche apportate ai modelli IRB nella versione più recente in corso di condivisione con l’Autorità di Vigilanza alla data di riferimento di dicembre 2025.
• aggiornati parametri PD ed LGD per i portafogli Sovereign e Financial/ Non -Finanancial
Institution;
In aggiunta alle evoluzioni dei modelli di rischio impiegati per la quantificazione della perdita attesa (come precedentemente descritto), si è proceduto all'anticipazione degli effetti economici, mediante specifici add -on di provisioning, pari a 20,8 milioni di euro derivanti da alcuni aggiornamenti metodologici programmati per il biennio 2026/2027. Tra questi, l'aggiornamento principale concerne l'evoluzione dei criteri di staging. Inoltre, in considerazione dell’evoluzione sfavorevole del contesto macroe conomico e geopolitico nell’arco temporale intercorso tra febbraio e aprile 2026 - segnato dal protrarsi delle tensioni in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz - a partire da marzo 2026 è stato introdotto uno specifico add -on di provision ing pari a 1€milione .
In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, nonché le logiche di gestione delle componenti climatiche, sono disciplinati nelle policy interne “Policy Svalutazione Crediti” e “Linee Guida e criteri di svalutazione titoli” nell’ultimo aggiornamento rilasciato nel 2025 che è stato sottoposto anche all’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.
Valutazione dell’incremento significativo del rischio di credito (SICR) L’approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull’analisi delle singole posizioni. I driver di staging impiegati sono:
• valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite misurazione della variazione del rating alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento di un delta in peggioramento pari o superiore a 2 notch sulla masterscale dei rating, la posizione è automaticamente classificata a stage 2. Se la controparte è un Impresa operante in settori ad elevata intensità carbonica, in deroga a quanto scritto in precedenza, la soglia di rilevazione del SICR è modificata a un deterioramento di almeno 1 classe di rating . Iin caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 3 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption . In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all’erogazione del credito;
• criterio backstop sui giorni di scaduto: in caso di rilevamento di 30 o più giorni di scaduto continuativo la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
• criterio backstop sulle misure di forbearance: in caso di classificazione a forborne performing, la posizione è automaticamente classificata a stage 2 (per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo “4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazione com merciali e esposizioni oggetto di concessione”);
• criterio backstop sui rapporti classificati nella cd. Watchlist: in caso di inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist) il rapporto è automaticamente classific ato a stage 2.
Misurazione delle perdite attese Definizione dello scenario Gli scenari sono forniti da un provider esterno: nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari:
Baseline (come indicato dal fornitore), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 e S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.
NOTE ILLUSTRATIVE 179 A partire dall’emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid -19, seguita poi dal conflitto tra Russia e Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e l’aumento delle tensioni commerciali gli Istituti sono stati chiamati a istituire meccanismi di monitoraggio de gli Scenari sottostanti ai modelli e della relativa sensitivity in contesti di forte volatilità.
In tale contesto, il Gruppo ha confermato l’utilizzo del provider già in uso valutando tuttavia tempo per tempo la ponderazione da attribuire ai tre scenari macroeconomici disponibili.
L’ultima delivery del provider, impiegata per l’aggiornamento dei modelli in uso da dicembre 2025, si riferisce alla situazione dell’Eurozona al 30 Giugno 2025. Tali scenari incorporano previsioni di crescita leggermente meno ottimistiche, rispetto alle re lease precedenti, a causa delle tensioni in Medio Oriente e dell’emergere di politiche protezionistiche come l’introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti.
Di seguito, si riportano, gli andamenti attesi delle variabili PIL ITA e Inflazione Europea nello scenario Baseline delle ultime deliveries del provider impiegati per la stima dei parametri di rischio IFRS9, inclusa quella di giugno 2025, impiegata per l’a ggiornamento dei modelli in uso da dicembre 2025.
180 NOTE ILLUSTRATIVE In considerazione del persistente clima di incertezza derivante dall’acuirsi delle tensioni geopolitiche globali, al fine di riflettere adeguatamente i potenziali rischi di instabilità ed i relativi impatti economici, Il Gruppo ha ritenuto opportuno delibe rare un inseverimento della ponderazione dello scenario BAD. Le ponderazioni deliberate per gli scenari sono: 10% good, 40% bad, 50% baseline (la ponderazione standard da policy prevede i pesi: 10% good, 10% bad, 80% baseline). In tale configurazione, lo s cenario BAD - le cui assunzioni includono i potenziali impatti derivanti dall'inasprimento dei rischi geopolitici (ipotesi descritte in dettaglio nel paragrafo Analisi di sensitivity degli scenari ) - assume il ruolo di secondo scenario per probabilità di accadimento.
Attraverso questa redistribuzione dei pesi, tale scenario diventa la principale alternativa allo scenario 'Baseline', riflettendo la scelta del Gruppo di privilegiare una rappresentazi one del rischio che colga con prudenza le possibili evoluzio ni negative del contesto macro -economico.
Scenario
IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso Standard
previsto dalla
policy Peso applicato
al 31/12/2025
“Good” Stronger Near -Term Recovery Scenario (“S1”) : scenario con probabilità del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi uno peggiore 10% 10% “Baseline” Baseline Scenario : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore 80% 50% “Bad” Deep Recession Scenario (“S3”) : scenario con probabilità del 90% che si realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore 10% 40% Inoltre, per riflettere le implicazioni future legate alla situazione climatica, sono considerati tre scenari climatici, scelti tra quelli forniti dal “ Network for Greening the Financial System” (NGFS) , al fine di considerare diverse traiettorie di de -carbonizzazione valutandone gli effetti sul rischio di credito del Gruppo. In particolare vengono selezionati tre scenari climatici:
• Net Zero 2050: scenario che limita il riscaldamento globale a 1.5°C attraverso politiche climatiche rigorose e l'innovazione, raggiungendo le zero emissioni nette di CO ₂ intorno al 2050.
• Delayed Transition: scenario che presuppone che le emissioni globali annue non diminuiscano fino al 2030 rendendo necessarie politiche molto stringenti per limitare il riscaldamento al di sotto dei 2°C.
• NDC: scenario che prevede l’attuazione dei Contributi Nazionali Determinati (NDC), ovvero di tutte le politiche promesse, anche se non ancora attuate.
Questa selezione permette di confrontare: una transizione ordinata (Net Zero), una transizione disordinata (Delayed Transition) ed uno scenario “Hot House World” riflesso delle attuali politiche (NDC), fornendo così un quadro completo dei possibili percors i futuri e dei relativi rischi. Agli scenari climatici non viene assegnata una probabilità di realizzazione da NGFS. Dunque, ai fini della ponderazione dei risultati, vengono equi ponderati, non essendo disponibili elementi qualificanti atti a guidare scel te differenti.
NOTE ILLUSTRATIVE 181 Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macro -
economici e finanziari utilizzati negli scenari di giugno 2025, relativamente al triennio 2026 -2028 Per ogni indicatore è riportato il valore base consuntivo (nella fattispecie giugno 2025) in termini assoluti, il valore assunto delle stesse variabili nello Scenario Baseline e la variazione percentuale rispetto ad esso degli Scenari designati come avvers o e favorevole su ognuno dei 3 fine anno compresi nell’orizzonte temporale disponibile.
Scenario Baseline
La risoluzione parziale delle tensioni geopolitiche e una politica economica prudente delineano un quadro di crescita economica contenuta. I dazi imposti dagli Stati Uniti su tutti i partner commerciali (compresa l’UE) si attestano attorno al 15%. Il confl itto tra Russia e Ucraina continua con intensità variabile, ma si evita l’espansione del conflitto, nonostante le tensioni del Medio Oriente persistano. Le forniture energetiche (petrolio in primis) mantengono prezzi stabili e non sono soggette a crisi. I tassi d’interesse della BCE diminuiscono ancora e successivamente rimangono invariati per un periodo prolungato. A causa dell'impatto della guerra commerciale, la ripresa dell'Eurozona si arresta quasi del tutto, ma si evita comunque la recessione.
Scenario Good
Il quadro macroeconomico descritto prefigura uno scenario ottimistico, caratterizzato da un allentamento delle tensioni commericiali USA e da un cessate il fuoco parziale nel conflitto Russia -
Ucraina, che ripristinano i flussi di materie prime. Una maggior e sicurezza energetica, la completa eliminazione degli ostacoli nelle forniture e l’aumento dell’efficienza spinti dai fondi NextGenerationEU e dalle spese della difesa determinano un periodo di rapida crescita della produttività. La solidità dell'economia allenta le tensioni politiche interne in Italia, il che favorisce riforme efficaci e investimenti.
L’Italia vede un rafforzamento di consumi e investimenti, grazie all’aumento dei salari e occupazione. La crescita solida in Europa si riflette sui mercati finanziari: l'euro si rafforza, i bilanci pubblici migliorano e lo spread Italia -Germania diminuisce .
Scenario Bad
Questo scenario negativo è dominato da una grave escalation delle guerre commerciali (con dazi che aumentano al 25%) e dall'aumento delle tensioni geopolitiche (Ucraina, Medio Oriente, Stretto di Taiwan), che danneggiano le catene di approvvigionamento e l a fiducia. Le tensioni geopolitiche aumentano per il timore che la guerra in Ucraina possa estendersi agli stati vicini e i rapporti tra Cina e Stati Uniti si acuiscono, portando a barriere temporanee alla navigazione lungo lo Stretto di Taiwan. I rischi p olitici interni in Europa si intensificano e mettono sotto pressione gli spread. Il conseguente aumento dell'avversione al rischio provoca una caduta dei mercati finanziari globali, che pone le basi per una recessione moderata ma prolungata. La BCE rispond e anche se con un certo ritardo, tagliando i tassi e riprendendo l'acquisto di titoli per limitare lo stress sui mercati finanziari, caratterizzati da una svendita generalizzata, un euro debole e un aumento moderato dello spread sui titoli sovrani. Al 30 g iugno 2026 la sensitivity rilevata dalle perdite attese, al variare della probabilità di accadimento attribuita allo scenario Good e Bad, rispetto allo scenario Baseline, è compresa nel range -3,42%/+11,77%.
Trattamento garanzie pubbliche Nel calcolo dell'ECL, le garanzie statali (incluse quelle assistite dai fondi emergenziali) sono gestite secondo il principio di sostituzione: la quota garantita riflette il profilo di rischio dell'emittente sovrano anziché quello della controparte. L'effe tto di mitigazione è parametrato al merito creditizio della Repubblica Italiana, monitorato tramite il rating delle principali agenzie. In presenza di una pluralità di garanzie a presidio della medesima esposizione, quella di natura pubblica assume caratte re prioritario ai fini della determinazione della svalutazione complessiva.
Consuntivo
giu-25 Bad Baseline Good Bad Baseline Good Bad Baseline Good
PIL ITA 1938 5,36% 1948 -1,92% 4,78% 1966 -1,72% 3,88% 1989 -1,61%
PIL EURO 11462 5,30% 11612 -2,18% 4,73% 11821 -2,07% 3,73% 12032 -1,96%
Tasso di disoccupazione 6,30% -10,32% 6,25% 2,99% -18,80% 6,38% 5,43% -18,03% 6,49% 6,66% Indice di produzione industriale 94 10,33% 95 -3,58% 6,65% 96 -2,73% 5,13% 97 -2,43% Indice immobili residenziali 2266 2,79% 2455 -0,69% 3,81% 2619 -0,95% 5,29% 2780 -1,68%Macrovariabile dic-26 dic-27 dic-28Analisi di sensitivity degli Scenari
182 NOTE ILLUSTRATIVE
Tecniche di mitigazione del rischio di credito I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e conc essione del credito dove l’elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l’acquisizione delle stesse, comporta un’approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.
Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:
• Indipendenza della valutazione tramite l’utilizzo di periti esterni indipendenti dal processo di erogazione del credito.
• Conformità e congruità della valutazione, adeguata alla complessità dell’operazione, alla sua dimensione, alla tipologia dell’immobile per l’individuazione del valore di mercato su cui viene calcolato l’indicatore di loan to value.
• Un robusto sistema di controlli, conforme ad i requisiti normativi, a presidio del processo di valutazione.
Vista l’importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta val utazione del grado di copertura dei collateral.
All’interno del “Regolamento per l’assunzione dei rischi di credito verso la clientela” è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell’immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodi camente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia divers ificate a seconda della tipologia del finanziamento.
Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell’eventuale rating dell’emittente.
E’ inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.
In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.
Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.
.
Esposizioni creditizie deteriorate
Strategie e politiche di gestione
La struttura di Non -Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e le società del Gruppo e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni.
All’interno di questa struttura, la gestione dell’attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul te rritorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l’arco di vita, valorizzando la fluidità e l’integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedic ate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni secondo una organizzazione orizzontale che permette di avere modalità differenti di collection in base alla tipologia di controparte e entità di impiego. Nel dettaglio è prevista una gestione ma ssiva o single name delle posizioni. È inoltre prevista un’altra struttura dedicata al reporting gestionale e registrazioni contabili delle posizioni classificate a NPL.
Nel corso del 2025 è stato completato il progetto di potenziamento dell'unità organizzativa dedicata al coordinamento della gestione dei crediti NPL per le società del Gruppo. Tale struttura si pone l’obiettivo di gestire in modalità accentrata sia le posi zioni a sofferenza che i crediti classificati
NOTE ILLUSTRATIVE 183 come inadempienze probabili (UTP) facenti capo alle società controllate tenendo in considerazione le peculiarità delle singole legal entity.
La valutazione delle perdite è improntata seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato “Regolamento di Gruppo Svalutazione Crediti”; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l’attività degli u ffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati a livello di Gr uppo nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia vol ta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite.
Write -off
Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste i n ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer /legal network ) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell’utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l’entità dei write -off si mantiene su livelli contenuti.
Attività finanziarie impaired acquisite o originate
Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell’elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all’atto dell’iscrizione iniziale un’esposizione creditizia iscritta nella voce 30 “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” o nella voce 40 “Attività finanziarie valuta te al costo ammortizzato”, risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale “Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate” (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).
Tali crediti, ai sensi dell’IFRS 9, vengono valutati appostando sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l’intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l’iscrizione iniziale nell’ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell’analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired. Tali attività non sono mai classificate nell’ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.
I crediti POCI iscritti nel bilancio consolidato annuale, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:
• Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche “PCI”), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell’acquisto, anche nell’ambito di operazioni di aggregazione
aziendale;
• Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche “OCI”), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l’erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.
A Giugno 2026, i crediti appartenenti a questa categoria, inclusi nell'attivo del bilancio consolidato del Gruppo Credito Emiliano, provengono interamente dall'operazione di fusione per incorporazione dell'Ex Cassa di Risparmio di Cento e dall'operatività di Avvera Spa.
Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni
Il Gruppo disciplina l'individuazione e la gestione delle esposizioni oggetto di concessioni (Forborne) all’interno della Policy di Gruppo Crediti, in piena conformità agli standard dell'EBA e della Banca Centrale Europea.In conformità agli standard dell’E BA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).
184 NOTE ILLUSTRATIVE In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:
• modifica dei termini e delle condizioni contrattuali su un’esposizione che la controparte non è in grado di ripagare, con nuove condizioni che non sarebbero state accordate se il cliente non si fosse trovato in difficoltà finanziaria;
• rifinanziamento parziale o totale del debito che non sarebbe stato accordato in assenza di difficoltà finanziaria della controparte.
In coerenza con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne prescinde dallo stato di default o dalla presenza di svalutazioni analitiche, basandosi su un processo di valutazione accentrato presso le strutture deliberative centr ali. Tale processo è supportato da sistemi evoluti di alerting che presidiano l’intero ciclo di vita della misura: dall’identificazione proattiva dei forborne “potenziali” e il relativo instradamento verso gli organi competenti, fino al monitoraggio rigoro so del decorso dei termini di cure e probation period.
In linea con le Guidelines BCE sui NPL, l'operatività è integrata da strumenti analitici quali gli Alberi Decisionali e i modelli di Affordability Assessment (alimentati dal Questionario Cliente e da indici quali DSCR e PFN/EBITDA), che garantiscono l'omog eneità delle scelte e la verifica della sostenibilità economica per esposizioni superiori a 25.000 euro. Per le posizioni deteriorate, il framework prevede inoltre il test del Net Present Value (NPV) per confrontare la misura con opzioni alternative di wor kout e l'inserimento di clausole di rinegoziazione per le persone giuridiche, assicurando al contempo un presidio costante sui trigger di Inadempienza Probabile attraverso il parere vincolante della Funzione di Risk Management in caso di concessioni reiter ate.
L’informativa al pubblico per la pubblicazione delle informazioni riguardanti l’adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi di credito e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all’identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi , prevista dal regolamento UE 575/2013 (CRR), pubblicazione della disclosure relativa al c.d. “Pillar 3”, verrà comunicata al mercato nei termini di legge, sul sito www.credem.it .
NOTE ILLUSTRATIVE 185 Informazioni di natura quantitativa
A. Qualità del credito
A.1.4 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti
Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Primo stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio
Impaired
acquisite o
originate Esposizione
Netta Write -off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni creditizie per
cassa
A.1 A vista 675.052 668.384 6.668 - - 35 19 16 - - 675.017 -
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 675.052 668.384 6.668 X - 35 19 16 X - 675.017 -
A.2 Altre 3.220.669 3.125.770 92.108 - - 702 608 93 - - 3.219.967 -
a) Sofferenze - X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
b) Inademp. probabili - X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
c) Esposizioni scadute deteriorate - X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - - - X - - - - -
d) Esposizioni scadute non deteriorate 238 141 97 X - 1 - - X - 237 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni non deteriorate 3.220.431 3.125.629 92.011 X - 701 608 93 X - 3.219.730 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - - - X - - - - X - - -
Totale (A) 3.895.721 3.794.154 98.776 - - 737 627 109 - - 3.894.984 -
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 259.093 102.750 39.397 X - 17 2 15 X - 259.076 -
Totale (B) 259.093 102.750 39.397 - - 17 2 15 - - 259.076 -
Totale (A+B) 4.154.814 3.896.904 138.173 - - 754 629 124 - - 4.154.060 -
186 NOTE ILLUSTRATIVE
A.1.5 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti
Tipologie
esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Esposizione
Netta Write -off
parziali
complessivi*
Primo stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio
Impaired
acquisite o
originate
A. Esposizioni creditizie
per cassa
a) Sofferenze 197.515 X - 194.757 2.758 157.810 X - 156.685 1.125 39.705 23.847
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 47.415 X - 46.308 1.108 38.139 X - 37.510 628 9.276 2.688
b) Inadempienze
probabili 345.127 X - 340.341 4.786 154.675 X - 153.890 785 190.452 20
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 112.262 X - 107.714 4.549 44.823 X - 44.148 674 67.439 -
c) Esposizioni scadute deteriorate 36.573 X - 36.573 - 14.436 X - 14.436 - 22.137 120
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 395 X - 395 - 92 X - 92 - 303 -
d) Esposizioni scadute non deteriorate 289.746 182.380 107.233 X 132 5.571 620 4.946 X 4 284.175 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 1.673 - 1.633 X 40 41 - 41 X - 1.632 -
e) Altre esposizioni non deteriorate 49.292.567 46.773.971 2.472.077 X 6.158 87.757 38.862 48.803 X 91 49.204.810 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni 49.526 - 46.474 X 3.051 1.117 - 1.068 X 49 48.409 -
Totale (A) 50.161.528 46.956.351 2.579.310 571.671 13.834 420.249 39.482 53.749 325.011 2.005 49.741.279 23.987 B. Esposizioni creditizie
fuori bilancio
a) Deteriorate 43.330 X - 43.119 210 976 X - 916 61 42.354 -
b) Non deteriorate 13.343.090 12.664.773 636.676 X 764 4.767 3.351 1.369 X 46 13.338.323 -
Totale (B) 13.386.420 12.664.773 636.676 43.119 974 5.743 3.351 1.369 916 107 13.380.677 -
Totale (A+B) 63.547.948 59.621.124 3.215.986 614.790 14.808 425.992 42.833 55.118 325.927 2.112 63.121.956 23.987
Come da indicazioni della circol are di Banca d’Italia 262 del 22 dice mbre 2005, e successivi aggiornamenti, le esposizioni creditizie per cassa com prendono tutte le attività fina nziarie per cassa vantate verso banche o cliente la qualunq ue sia il loro portaf oglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività in via di dismissione), ad eccezione dei titoli di capitale e delle quote di O.I.C.R.; le esposizioni creditizie “fuori bila ncio” includo no tutte le operazioni finanz iarie diverse da quelle per cassa (garanzie f i n a n z i a r i e rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che co mportano l’ass unzione di un rischio credit izio, qual unque sia la finalità di tali operazioni (ne goziazione, copertura, ecc.).
Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.
NOTE ILLUSTRATIVE 187 B. Operazioni di cartolarizzazione
Informazioni di natura qualitativa Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
Emilia SPV S.r.l. ha in essere un’operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell’utilizzo nel programma di emissioni di “Obbligazioni Bancarie Garantite” dalla società veicolo Crede m CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un “blocco” ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazio ne dei crediti.
La società veicolo ha finanziato l’operazione attraverso l’emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari “RMBS” di diversa classe (senior e junior).
Le note del tipo “senior”, sono quotate all’Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Scope Ratings, (al 30 giugno 2026, giudizio “A high” assegnato da DBRS e “Aa+” da Scope), quest’ultima subentrata all’a genzia di rating Moody’s ad aprile 2026. Le note pagano trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, con un cap al tasso cedolare di 100 bps, mentre le note “junior”, sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all’ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano sta ti corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.
I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes (“PPN”) e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d’emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrispos to solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell’operazione.
Credem ha sottoscritto all’atto dell’emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS 9 in materia di “derecognition” (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione r imangono iscritti nell’attivo del bilancio Credem. La struttura revolving dell'operazione permette inoltre alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment, , di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta conclusa tale fase le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.
Nel mese di Aprile 2026 è stata completata la ristrutturazione della cartolarizzazione Emilia, implementando modifiche alla struttura e alla documentazione contrattuale finalizzate a estendere il periodo di replenishment, originariamente in scadenza a magg io 2026, per ulteriori 5 anni. Sono stati, inoltre, revisionati e aggiornati i criteri di cessione e i limiti di concentrazione ed è stato allineato il meccanismo di ammortamento delle note alla migliore prassi di mercato. La scadenza legale delle note è s tata estesa dal 2064 al 2080, mentre l’agenzia di rating SCOPE ha sostituito Moody’s nell’attribuzione del rating alle Note Senior.
Al 30 giugno 2026, a seguito del perfezionamento di una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.127.641.192,37 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 644.423.646,06.
La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l’Eurosistema o nel mercato con Controparti Istituzionali. L’operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.
A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l’utilizzo nel programma di Obbligazi oni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).
Nel corso del primo semestre 2026 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.
Altre operazioni
Sono presenti nella categoria contabile “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”, al 30 giugno 2026, circa 578 milioni di Euro complessivi. Trattasi di strumenti finanziari collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della compo nente di origination italiana(circa 236 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di “auto loan”, le quali incidono per circa il 34%.
L’attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:
188 NOTE ILLUSTRATIVE Paese Controvalore (migliaia Euro) % Esposizione
ITALIA 235,988 40.8%
FRANCIA 136,423 23.6%
SPAGNA 92,217 15.9%
GERMANIA 74,652 12.9%
PAESI BASSI 38,994 6.7%
TOTALE 578,274 100.0%
C. Operazioni di cessione
A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente Informazioni di natura qualitativa Operazioni di cessione Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione Emilia SPV S.r.l., nel corso dell’esercizio 2015 Credem ha perfezionato un’operazione di cartolarizzazione revolving , relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell’utilizzo nel programma di emissioni di “Obbligazioni Bancarie Garantite” dalla società veicolo Credem CB S.r.l. , erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un “blocco” ai sensi e per gli effetti d ella legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al primo semestre 2026 , nei periodi di seguito indicati, quindici cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:
- Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
- Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
- Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
- Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
- Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
- Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
- Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
- Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89
- Secondo trimestre 2023: Euro 163.629.812,82
- Quarto trimestre 2023: Euro 271.235.442,14
- Secondo trimestre 2024: Euro 140.344.103,48
- Quarto trimestre 2024: Euro 144.587.852,93
- Secondo trimestre 2025: Euro 164.223.038,62
- Quarto trimestre 2025: Euro 163.350.175,59
- Secondo trimestre 2026: Euro 154.245.358,18
I crediti sono stati acquistati “pro soluto”, ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consis tente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
La società veicolo ha finanziato l’operazione attraverso l’emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari “RMBS” di diversa classe ( senior e junior ).
D.4 Consolidato prudenziale - operazioni di covered bond Programma Credem CB Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano, nelle sedute del 26 maggio 2010 e del 25 giugno 2010, ha deliberato di avviare la strutturazione di un programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite per un ammontare massimo di Euro 5 miliard i.
NOTE ILLUSTRATIVE 189 In data 22 ottobre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la prima cessione da parte di Credem di un portafoglio di crediti per un valore massimo di Euro 2,4 miliardi in favore di Credem CB S.r.l., Società Veicolo ( Special Purpose Vehicle , SPV) selezionata per la partecipazione al Programma e partecipata al 70% da Credem.
Il quadro normativo italiano in materia di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (di seguito, anche la “Normativa”) è costituito, in particolare:
- dalla Direttiva (UE) 2019/2162 (la “Direttiva OBG”) e dal Regolamento (UE) 2019/2160 (il “Regolamento OBG”) che hanno introdotto per la prima volta una disciplina europea dello strumento delle OBG emesse da banche europee, avendo come finalità quella di un iformare i differenti quadri normativi sviluppatisi negli anni nei Paesi dell’Unione Europea;
- dal Titolo I -bis della legge n. 130 del 30 aprile 1999 (il “Titolo I -bis” o la “Legge 130”), introdotto dal decreto legislativo n. 190 del 5 novembre 2021 in attuazione della Direttiva OBG, interamente dedicato alle OBG, nonché dalle altre previsioni della Legge 130 ivi richiamate;
- dall’art. 129 del Regolamento (UE) 575/2013 (il “CRR”), come modificato dal Regolamento
OBG;
- dalle disposizioni emanate dalla Banca d’Italia in tema di Obbligazioni Bancarie Garantite, ai sensi della Parte Terza, Capitolo 3, della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, contenente le “Disposizioni di vigilanza per le banche”, come di volta in volta modificate e aggiornate (le “Istruzioni”).
L’emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite da parte di Credem si inserisce nel piano strategico del Gruppo, finalizzato, tra l’altro, all’ottenimento di alcuni benefici in termini di funding , quali la diversificazione delle fonti di raccolta, la riduzione del relativo costo, nonché l’allungamento delle scadenze del passivo.
In linea generale, la struttura base di un’emissione di obbligazioni bancarie garantite – secondo lo schema delineato dalla normativa – prevede che vengano realizzate le seguenti attività:
- la banca (Banca Cedente, Credem) trasferisce un insieme di asset aventi determinate caratteristiche (il “Portafoglio”) ad una Società Veicolo (Credem CB srl). Gli attivi ceduti alla Società Veicolo costituiscono un patrimonio separato da quello della Società Veicolo stessa a beneficio dei portatori delle obbligazioni b ancarie garantite e degli altri soggetti in favore dei quali la garanzia è rilasciata. La Banca Cedente eroga alla Società Veicolo un prestito subordinato finalizzato a finanziare il pagamento del prezzo di acquisto degli asset da parte della Società Veicolo stessa;
- Credem (l’Emittente) emette titoli obbligazionari. La Società Veicolo rilascia una garanzia in favore dei portatori dei titoli obbligazionari emessi dall’Emittente.
Come conseguenza di ciò, il rimborso delle obbligazioni bancarie garantite che saranno emesse nell’ambito dell’operazione è garantito, oltre che dall’emittente, anche da una garanzia non condizionata ed irrevocabile rilasciata dalla Società Veicolo ad escl usivo beneficio degli investitori che sottoscriveranno le Obbligazioni Bancarie Garantite e delle controparti terze, ivi incluse quelle di hedging, coinvolte nell’operazione. Tale ultima garanzia è rilasciata dalla Società Veicolo a valere sul Portafoglio.
L’operazione di covered bond illustrata rientra nella “fattispecie semplice”, in quanto la figura di banca originator , banca finanziatrice e banca emittente coincide con un unico soggetto, rappresentato da Credem.
Il Portafoglio di cessione Il portafoglio che di tempo in tempo viene ceduto alla Società Veicolo deve rispecchiare alcune caratteristiche comuni.
I principali criteri comuni di identificazione e selezione dei mutui, da cui derivano i crediti che costituiscono il Cover Pool , sono stati individuati previa condivisione con le agenzie di rating, cui è stata richiesta l’assegnazione del rating alle Obbligazioni Bancarie Garantite che Credem emetterà nel contesto del Programma.
A fine ottobre 2010, settembre 2011, febbraio 2012, aprile 2014, ottobre 2014, ottobre 2015, aprile 2016, ottobre 2016, aprile 2017, novembre 2017, maggio 2018, ottobre 2018, maggio 2019, novembre 2020, novembre 2021, novembre 2022, novembre 2023, e novemb re 2024, novembre 2025 e giugno 2026 sono stati selezionati i crediti ipotecari derivanti da contratti di mutuo che, alle relative date di cut-off, soddisfacevano, a titolo non esaustivo, i seguenti principali criteri cumulativi:
- crediti non derivanti da contratti di mutuo che beneficiano di forme di agevolazione
finanziaria;
- crediti non classificati come "esposizioni creditizie deteriorate", ai sensi delle vigenti "Istruzioni di Vigilanza per le banche" emanate dalla Banca d’Italia;
190 NOTE ILLUSTRATIVE - crediti non erogati (neanche in co -intestazione) a dipendenti o amministratori di Credito Emiliano o delle sue controllate facenti parte del Gruppo Bancario Credem.
Il Cover Pool, alla data contabile del 30 giugno 2026, consiste di crediti derivanti da n. 64.861 mutui ipotecari, con un debito residuo complessivo di circa 5.446 milioni di Euro, come di seguito meglio specificato.
Finanziamento Subordinato
In occasione della cessione del Portafoglio iniziale, in data 29 ottobre 2010, Credem e Credem CB hanno sottoscritto un contratto di finanziamento subordinato, mediante il quale Credem ha concesso a Credem CB un finanziamento subordinato per il pagamento d el corrispettivo di acquisto del Portafoglio iniziale e si è obbligata a concedere a Credem CB ulteriori finanziamenti subordinati, ciascuno di importo pari all’ammontare da corrispondere da parte di Credem CB in relazione all’acquisto dei successivi porta fogli di crediti, ceduti da Credem secondo i termini e le condizioni previste dal contratto quadro disciplinante la cessione degli attivi.
Un ulteriore finanziamento subordinato è pertanto stato concesso in sede di ogni cessione successiva, per un importo pari ai relativi prezzi di cessione.
Asset Swap
Tra la Società Veicolo e Credem possono essere stipulati dei contratti swap, per un ammontare fino alla copertura del Cover Pool , al fine di garantire alla Società Veicolo una protezione contro il rischio di tasso e/o di base, dovuto alla presenza di attivi con diversa indicizzazione.
Al 30 giugno 2026, non sono presenti contratti Asset Swap tra la Società Veicolo e Credem.
Covered Bond Swap (o Liability Swap) In occasione dell’emissione sul mercato di Covered Bond, tra la Società Veicolo e Credem può essere stipulato un contratto swap al fine di mitigare il rischio di tasso tra i flussi ricevuti dalla Società Veicolo e quanto dovuto dalla stessa agli investitor i in caso di default dell’emittente.
Attualmente è in essere un contratto swap stipulato in fase di emissione dei Covered Bond con durata 30/08/2013 -2028.
NOTE ILLUSTRATIVE 191 Conti correnti Il Programma prevede un’articolata struttura di conti correnti sui quali poggiano i flussi finanziari dell’operazione. Alla strutturazione dell’operazione, sono stati attivati una serie di conti intestati alla Società Veicolo ed in particolare, a scopo non esaustivo: Collection Accounts , Reserve Account , Payments Account , Eligible Investment Account e Expenses Account . Da Aprile 2022 Credem riveste il ruolo di Account Bank della società veicolo.
Soggetti coinvolti nel Programma Con riferimento a tale sezione si riassumono i principali ruoli e controparti coinvolte
nell’operazione:
- Servicer : ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato da Credem CB delle attività di incasso e recupero dei crediti inclusi nel Portafoglio Iniziale e nei portafogli che Credem stessa cede a Credem CB ai sensi del Contratto Quadro di Cessione;
- Back -Up Servicer : entità che al verificarsi di determinati eventi, disciplinati nell’ambito del Programma, può subentrare a Credem nel ruolo di Servicer sopra descritto. Attualmente tale ruolo non viene agito da alcun soggetto;
- Investment Manager : ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report , contenente l’indicazione dei risultati dell’attività di investimento;
- Account Bank : ruolo attualmente svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report , contenente l’indicazione dei risultati dell’attività di investimento;
- Principal Paying Agent : ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services, che ha il principale compito di determinare ed effettuare (sia per conto di Credem che per conto di Credem CB) i pagamenti dovuti, in linea capitale e in linea interessi, in favore dei portatori delle Obbl igazioni
Bancarie Garantite;
- Calculation Agent : ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di redigere e inviare alle parti del contratto il c.d. Payments Report , contenente l’indicazione dei fondi disponibili di titolarità di Credem CB e dei pagamenti da effettuarsi, secondo l’ordine di priorità dei pagamenti determinato ai sensi dell’ Intercreditor Agreement ;
- Asset Monitor : ruolo svolto da BDO Italia S.p.A. che, in tale qualità, effettua i calcoli e le verifiche sui Test Obbligatori e sull’ Amortisation Test svolti ai sensi del Cover Pool Management Agreement , verificando l’accuratezza dei calcoli effettuati dal Calculation Agent . Con incarico separato, è attualmente previsto che l’ Asset Monitor svolga ulteriori verifiche aventi ad oggetto in particolare la conformità degli attivi idonei costituenti il Portafoglio ai requisiti previsti dalla Normativa e l’integrità della garanzia a favore degli investitori;
- Representative of the Bondholders : ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, esercita nei confronti di Credem e di Credem CB i diritti delle controparti coinvolte
nell’operazione;
- Listing Agent : ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di gestire, per conto di Credem e di Credem CB, i rapporti e gli adempimenti con la Borsa di quotazione delle Obbligazioni Bancarie Garantite.
- Arranger: istituzione finanziaria che riceve mandato dall’emittente per assisterlo nella strutturazione, nell’esecuzione e nella gestione dell’operazione e della contrattualistica di riferimento, nonché nei rapporti con le terze parti rilevanti per l’operazione (i. e.: Agenzie di Rating, mercati e autorità di vigilanza di riferimento).
- Corporate Servicer: società che svolge funzioni di servizio per la società Veicolo.
Si specifica, infine, che alcuni dei contratti del Programma prevedono che i soggetti incaricati dello svolgimento di alcune attività e alcuni ruoli sopra indicati siano dotati, ai fini di tali incarichi, di determinati livelli di rating. Pertanto, seppure alcuni ruoli risultino attualmente ricoperti da Credem, è possibile che in futuro gli stessi possano essere assegnati a soggetti esterni al Gruppo Credem.
I rischi connessi con l’operazione Il Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite comporta i seguenti rischi finanziari rispetto ai quali sono state adottate varie misure di mitigazione: rischio dell’emittente, rischio di tasso, rischio di credito, rischio di liquidità, rischi o di rifinanziamento, rischio di controparte, rischi legali legati all’operazione.
192 NOTE ILLUSTRATIVE La funzione di revisione interna di Credem (Servizio Auditing) effettua, almeno ogni 12 mesi, una completa verifica dei presidi posti in essere, anche avvalendosi delle informazioni ricevute e delle valutazioni espresse dall’ Asset Monitor . I risultati di tali verifiche sono portati a conoscenza degli organi aziendali competenti.
Caratteristiche principali del Programma La struttura finanziaria del Programma prevede che Credem proceda all’emissione in più serie successive di Obbligazioni Bancarie Garantite con rating, a giugno 2026, pari a Aa2 e AA, assegnati rispettivamente dalle seguenti società di rating: Moody’s Inves tors Services Inc. e Fitch Rating Limited.
Tali obbligazioni sono state collocate ad investitori istituzionali con il supporto dei Dealers di tempo in tempo selezionati. In fase iniziale gli Arrangers del Programma sono stati Barclays Bank PLC e Société Générale; attualmente tale ruolo è unico ed è svolto da Barclays.
Credem può emettere, a valere sul Programma, Obbligazioni Bancarie Garantite per un importo complessivo di tempo in tempo in essere non superiore ad Euro 5 miliardi. Tale importo massimo potrà essere incrementato in conformità con quanto previsto dalla doc umentazione contrattuale del Programma. Nell’ambito del Programma, Credem può emettere un ampio spettro di tipologie di titoli; tuttavia le tipologie attualmente più diffuse sul mercato sono titoli c.d. soft bullet che prevedono il pagamento periodico di i nteressi, il rimborso in un’unica soluzione alla scadenza e la possibilità per la Società Veicolo, in caso di inadempimento di Credem, di posticipare la data di scadenza di un periodo aggiuntivo di tempo (di prassi, un anno).
Sono state effettuate emissioni nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2019, 2021, 2022, 2024 e 2025, mentre non sono state effettuate nuove emissioni di Covered Bond dal 2015 al 2018, nel 2020 e nel 2023. Il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 30 giugno 2026, emessi a valere sul programma garantito da Credem CB S.r.l., è pari a 3,6 miliardi di Euro.
NOTE ILLUSTRATIVE 193 1.2. Rischi di mercato 1.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza Informazioni di natura qualitativa Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie
di obiettivi:
- ruolo di governo e indirizzo della Capogruppo nel presidio dei rischi per singola Società e del loro impatto sui rischi di Gruppo, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di Vigilanza e al Risk Appetite Framework di Gruppo;
- controllo gestionale nel senso dell'ottimizzazione del profilo rischio -rendimento a livello di
Gruppo;
- uniformità della metodologia di analisi e del "linguaggio" utilizzato per tutte le Società del gruppo.
In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vis ta e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).
Struttura organizzativa
Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l’insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l’adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la com patibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.
I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l’appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo n onché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell’ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.
Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.
Il Comitato Esecutivo (CE) della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l’attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l’attuazione del processo di gestione dei rischi . Al CE compete inoltre la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.
I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.
Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l’attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l’adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.
Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategi e generali per il governo dei rischi.
Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell’ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:
- presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell’ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework;
- periodicamente valuta il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio;
- analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.
La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:
- verifica almeno annualmente la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie;
194 NOTE ILLUSTRATIVE - rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all’andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli inerenti il rischio di mercato.
Si occupa inoltre:
- della misurazione e rendicontazione dei rischi finanziari per singola società e a livello di Gruppo, utilizzando a questo fine principalmente misure di rischio in termini di sensitivity, volte a verificare il rispetto dei limiti assegnati e la coerenza con gli obiettivi di rischio rendimento
assegnati;
- dello sviluppo e della gestione dei sistemi di misurazione dei rischi tramite l’acquisizione dei dati di mercato necessari per il calcolo;
- della definizione del profilo di rischio dei nuovi prodotti.
Le risultanze dell’attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.
A. Aspetti generali Rischio di tasso di interesse
Credembanca
Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l’espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk A ppetite Framework definito a livello di gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:
- attività tradizionale di raccolta ed impiego;
- attività sui mercati finanziari con finalità di trading e di investimento;
- attività di negoziazione di strumenti finanziari in contropartita con la clientela.
Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall’attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti in termini di se nsitivity e di vega.
Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il r ischio emittente, mediante l’utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.
La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.
Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per competenza, su proposta della Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.
Credem Euromobiliare Private Banking I rischi di mercato legati al rischio tasso sono gestiti attraverso limiti in termini di sensitivity complessiva e su singoli time bucket.
La funzione Risk Management della capogruppo verifica il rispetto di tali limiti e monitora l’andamento del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato, calcolato secondo l’approccio standard.
Rischio di prezzo Nell’ambito del “portafoglio di negoziazione di vigilanza” la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.
Credembanca
I rischi azionari sono assunti nell’ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l’assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di gr eche e massimali di concentrazione per sottostante.
Credem Euromobiliare Private Banking Il Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, monitorato dalla funzione di Risk Management, non prevede massimali ordinari per l’operatività sul rischio azionario.
NOTE ILLUSTRATIVE 195 Rischi climatici e ambientali I rischi climatici -ambientali (fisici e di transizione), sono integrati nell'analisi di rilevanza tramite la quale il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo ha sviluppato una metodolo gia di quantificazione dell’impatto del Rischio di mercato ESG, mediante la metrica C limate VaR (CVaR) applicata sia ai titoli del trading book che del banking book.
Tale rischio viene presidiato nel continuo attraverso un limite operativo, monitorato dalla funzione Risk Management e rendicontato al Comitato Esecutivo .
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo Rischio di tasso di interesse - metodologie e metriche di misurazione Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l’approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metod ologia applicata nell’ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:
- livello di confidenza 99%;
- orizzonte temporale 1 giorno;
- volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, dando maggior peso ai dati più recenti (decay factor λ=0,94).
Per il calcolo dell’assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.
Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell’ambito del processo di verifica dell’adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di alta volatilità dei mercati finan ziari.
In relazione a Credem Euromobiliare Private Banking il rischio di tasso di interesse viene monitorato attraverso il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, che segue l’approccio standard.
Informazioni di natura quantitativa 1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l’analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.
Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso nell’ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischi o tasso di interesse per Credembanca relativi agli esercizi 202 4, 202 5 e primo semestre 2026 .
Nella figura sottostante è riportato l’andamento di tale dato di VaR per Credem nell’arco del primo semestre 2026.
Il dato risulta in lieve aumento rispetto al 2025, sempre mantenendosi su valori molto contenuti.
T abella 1 . D ati di R ischio di tasso 2026 06 2025 2024 Interest R ate VaR - medio 6,0 5,5 1 1 ,8 min 0,4 0,3 0,3 max 1 9,0 20,7 37,3 dati in mln di €, V aR 99% 1 0gg * Coeff moltiplicativoC redem
196 NOTE ILLUSTRATIVE Figura 1. Andamento Interest Rate VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro
Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all’impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell’ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/ -
100 punti base (dato riferito al Gruppo).
L’analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni regolamentari sul rischio di tasso (IRRBB) , in linea con le linee guida europee di riferimento.
Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €) Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 06/202 6 0,4 -0,3
Rischio di prezzo - metodologie e metriche di misurazione Il rischio di mercato equity viene calcolato con le stesse frequenze e metodologie indicata per il rischio tasso.
Informazioni di natura quantitativa Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di prezzo nell’ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di risch io prezzo per Credem relativi agli esercizi 2024, 2025 e primo semestre 2026.
Il dato di Credem risulta mediamente stabile rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti. Nella figura sottostante è riportato l’andamento del VaR per Credem nell’arco del primo semestre del 202 6.
- 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0 50,0Interest Rate VaR VaR
media
T abella 2. D ati di R ischio di prezzo 2026 06 2025 2024 E quity VaR - medio 1 ,2 1 ,1 0,6 min 0,0 0,0 0,0 max 2,9 4,0 2,7 dati in mln di €, V aR 99% 1 0gg * Coeff moltiplicativoC redem
NOTE ILLUSTRATIVE 197 Figura 2. Andamento Equity VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro
I risultati dell’attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 “Rischio di cambio”.
RISCHIO SPECIFICO - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
Il rischio specifico è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell’emittente.
Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi (in milioni di euro) del rischio specifico, calcolati sulla base delle ponderazioni di vigilanza, relativamente agli esercizi 20 4, 202 5 e primo semestre 202 6.
Relativamente a Credem Euromobiliare Private Banking il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, generico e specifico, risulta sostanzialmente non rilevante.
1.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio bancario Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo Rischio di tasso Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: “il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali de i tassi di interesse”.
L’esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:
- rischio di reddito, derivante dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse e dipende dallo sfasamento nella struttura temporale delle scadenze e periodi di ridefinizione delle condizion i di tasso di interesse degli impieghi e della raccolta;
- rischio di investimento, ossia di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull’equilibrio patrimoniale.
La politica di gestione del rischio di tasso d’interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l’ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk A ppetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio all’interno dei massimali definiti nel Risk Appetite Framework e nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari, in coerenza con le line e guida espresse dal Comitato ALM.
- 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 4,5 5,0Equity VaR VaR
media
T abella 3. D ati di rischio specifico 2026 06 2025 2024 R ischio specifico - medio 0,3 0,2 0,1 min 0,3 0,1 0,1 max 0,3 0,3 0,1 dati in mln di €C redem
198 NOTE ILLUSTRATIVE Con riferimento al rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB) il Gruppo è dotato di una Policy interna dedicata che ha la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso, delineando l’insieme delle no rme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.
Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse e credit spread del banking book.
La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all’interno del Risk Appetite Framework nonché nei proce ssi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).
Il Gruppo monitora inoltre il rischio di credit spread (CSRBB) all’interno del Risk Appetite Framework sul portafoglio titoli del banking book, secondo la definizione normativa e in linea con la Policy interna che, come sul rischio di tasso di interesse, d isciplina i principi di governo e gestione di tale rischio. Esso rappresenta il rischio determinato dalle variazioni del prezzo di mercato a fronte di variazioni dello spread creditizio e viene monitorato sia in termini di variazioni di valore economico che di margine di interesse.
Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontate periodicamente ai comitati di riferimento1, sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.
Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sost enibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo 2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell’at tività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.
La gestione operativa del rischio di tasso di interesse e credit spread sul banking book è attribuita alla Business Unit Finanza (BUF) alla quale competono:
- la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione del rischio di tasso di interesse e credit spread del banking book e la formulazione di proposte al Risk Management, per la successiva approvazione del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, di indirizzo strategico del profilo di rischio di tasso di interesse del banking book;
- la gestione del rischio di tasso e credit spread della Capogruppo e delle Società del Gruppo, in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell’ambito dei massimali assegnati;
- la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF e la condivisione dei modelli di misurazione del rischio definiti dal Risk Management.
Nell’attività di gestione operativa la BUF si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva.
La (BUF) si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.
Nell’ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:
- supporta il CA nell’attività valutativa volta a deliberare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza nell’ambito RAF, nonché nella verifica nel continuo della sua attuazione;
- propone al Comitato Rischi, di concerto con la funzione BUF nell’ambito del processo di RAF, l’indirizzo strategico in merito al profilo di tasso del banking book e ai livelli di soglia di tolleranza
adottabili;
- definisce i modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book, con il supporto della BUF, da sottoporre al CE;
- valida i modelli utilizzati per quantificare il rischio di tasso e la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti;
1 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)
NOTE ILLUSTRATIVE 199 - definisce, congiuntamente a BUF, la struttura dei limiti, delle deleghe operative e delle prove di stress da sottoporre al CE, in coerenza con la soglia di tolleranza stabilita da CA;
- predispone reporting per la gestione e monitoraggio del rischio di tasso per i Comitati di
riferimento;
- monitora giornalmente il rispetto dei limiti operativi esplicitati nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari, ivi compreso il presidio del rientro dagli sconfini rispetto a tali limiti.
Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi con riferimento al rischio di tasso presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:
- massimale di rischio tasso in termini di Interest rate sensitivity complessiva;
- massimali in termini di Interest rate sensitivity per bucket;
- limite di Interest rate sensitivity delle posizioni in divisa diversa dall’Euro.
Per quanto riguarda le poste a vista, il Gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne, per singolo rapporto, dei comportamenti della clientela, ed è costituita da due componenti per ciascun segmento di clientela: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato, in base a un m odello econometrico che prevede differenti tassi di elasticità per differenti livelli di tassi di mercato; la stima della persistenza dei volumi, mediante l’analisi multivariata dei flussi di cassa in uscita e dei tassi di chiusura dei conti correnti, attr averso la quale l’ammontare delle poste a vista è tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio).
Il Gruppo utilizza inoltre un modello di prepayment sui mutui. La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull’analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato , nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell’opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).
Nel primo semestre 2026 il Gruppo ha segnalato la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni di vigilanza IRRBB trimestrali e il reporting STE IRRBB – CSRBB a BCE.
Prosegue inoltre l’attività di presidio del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB), tenendo conto delle indicazioni dell’Organo di Vigilanza in ambito SREP.
Informazioni di natura quantitativa 1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l’analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie 2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per le analisi di sensitività Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse, limitatamente al portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata, mostra i dati relativi all’impatto sul margine di interesse (shift sensitivity analysis), su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell’ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/ - 100 punti base. La misura è basata sulle posizioni a fine anno, senza includere dunque ipotesi su futuri cambiamenti della composizione di attività e passività. Ai fini dell’analisi è impostato il floor a zero sul tasso cliente delle poste con clientela.
L’analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni regolamentari sul rischio di tasso (IRRBB), in linea con le linee guida europee di riferimento.
Ipotesi di shift parallelo (dati in milioni di euro) Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 06/2026 -62,0 +96,9
200 NOTE ILLUSTRATIVE L’esposizione al rischio di tasso di interesse dal punto di vista patrimoniale viene misurata a livello consolidato dalla sensitivity del valore economico (variazione del fair value delle poste attive e passive), secondo un approccio full evaluation, a seg uito di uno shock parallelo della curva dei tassi spot di +/ -200 basis points. Nel corso del primo semestre 2026 la variazione media di valore economico in rapporto al Tier1 Capital è risultata pari a 9,5%.
Oltre all’impatto degli shock paralleli dei tassi internamente vengono periodicamente condotte analisi di stress ipotizzando shock non paralleli basati sugli shock regolamentari standard normativi e definiti internamente.
Le metodologie utilizzate per l’analisi di sensitivity al rischio di tasso di interesse includono anche la modellizzazione delle poste a vista e del prepayment sui mutui secondo i modelli comportamentali sopra descritti.
Per il rischio di tasso del portafoglio bancario si riportano le medesime analisi di VaR descritte nel paragrafo sul portafoglio di Negoziazione, a cui si rimanda per la descrizione della metodologia.
Nelle figure sottostanti è riportato l’andamento del Va R del banking book Credem nell’arco del 2026.
I risultati dell’attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 “Rischio di cambio”.
Figura 3. Andamento Interest Rate VaR Credem – banking book (99%, 10gg*coeff moltiplicativo) Dati in milioni di euro
L’andamento del VaR nel corso del primo semestre del 2026 è riferibile all’andamento delle posizioni del portafoglio bancario e alla volatilità dei tassi registrata sui mercati.
Rischio di prezzo Nell’ambito del portafoglio bancario il Gruppo non ha posizioni significative in azioni o partecipazioni quotate. Sono presenti 9,1 milioni di euro in un fondo private equity gestito da una società del gruppo e quote non rilevanti di fondi rivenienti dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento, di cui 0,9 milioni di euro in fondi immobiliari.
Attività di copertura del rischio di prezzo Il Gruppo non ha posto in essere operazioni di copertura.
1.2.3 Rischio di cambio Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio L’attività svolta sui mercati dei cambi prevede l’assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa.
Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.
B. Attività di copertura del rischio di cambio Non sono presenti operazioni di copertura.
0,050,0100,0150,0200,0250,0Interest Rate VaR VaR
media
NOTE ILLUSTRATIVE 201 Informazioni di natura quantitativa 1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati
Voci Valute
USD GBP CHF JPY CAD ALTRE VALUTE
A. Attività finanziarie 646.343 61.885 16.739 12.981 4.313 2.443 A.1 Titoli di debito 550.077 52.531 - - 39 460 A.2 Titoli di capitale 15.188 - - - - -
A.3 Finanziamenti
a banche 30.103 9.354 7.278 12.098 2.383 1.983
A.4 Finanziamenti
a clientela 50.975 - 9.461 883 1.891 -
A.5 Altre attività finanziarie - - - - - -
B. Altre attività 3.705 956 2.402 586 599 495
C. Passività
finanziarie -590.627 -75.012 -13.043 -9.129 -11.076 -3.687 C.1 Debiti verso banche -67.537 -54.547 -3.081 -406 -1.200 -387 C.2 Debiti verso clientela -520.921 -20.465 -9.962 -8.723 -9.876 -3.300 C.3 Titoli di debito -2.169 - - - - -
C.4 Altre passività finanziarie - - - - - -
D. Altre passività -2.115 -1.420 -182 0 -19 -2 E. Derivati finanziari -844.842 -319.815 -52.067 -4.639 -19.011 -11.115
- Opzioni - - - - - -
+ Posizioni lunghe - - - - - -
+ Posizioni corte - - - - - -
- Altri derivati -844.842 -319.815 -52.067 -4.639 -19.011 -11.115 + Posizioni lunghe -359.080 -166.075 -23.206 -139 -12.639 -5.931 + Posizioni corte -485.762 -153.740 -28.861 -4.500 -6.372 -5.184 Totale attività 1.009.128 228.916 42.347 13.706 17.551 8.869 Totale passività 1.078.504 230.172 42.086 13.629 17.467 8.873 Sbilancio (+/-) -69.376 -1.256 261 77 84 -4
202 NOTE ILLUSTRATIVE Modelli interni e altre metodologie per l’analisi di sensitività Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi del rischio di cambio.
In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio currency relativi a gli esercizi 202 4, 202 5 e primo semestre 202 6.
Nella figura sottostante è riportato l’andamento di tale dato di VaR per Credem nell’arco del primo semestre 2026.
La tabella sottostante evidenzia i contributi medi del rischio equity, rischio di cambio e rischio di tasso nel corso del primo semestre 202 6 al VaR complessivo non diversificato.
Nell’ambito della più complessiva analisi annuale di backtesting dei modelli, viene effettuato il confronto tra il dato di VaR e il P&L effettivamente conseguito.
Il backtesting è eseguito mettendo a confronto i dati di VaR con i dati di P&L gestionali giornalieri (o settimanali, per i portafogli per i quali il calcolo di redditività è su base weekly), e si basa sull’analisi delle “eccezioni”, ovvero dei casi in cui la perdita registrata risulta superiore al VaR stimato per lo stesso periodo di riferimento, sia in termini di numerosità sia in termini di distribuzione temporale.
Il perimetro dell’analisi di backtest sono i portafogli del Regolamento Finanza (trading e bancario) e copre i rischi riportati nella presente sezione. L’orizzonte temporale del VaR è coerente con quello di calcolo del P&L. L’esercizio si basa su 12 mesi d i dati. Le ipotesi sono state verificate attraverso una serie di test:
- Frequency Test: Basilea e Kupiec (o POF, Proportion of Failure);
- Indipendence Test: Christoffersen e Mixed Kupiec;
- Joint Test: POF + Christoffersen, POF + Mixed Kupiec.
Nell’ambito dell’analisi del periodo di backtesting i test effettuati confermano la tenuta del modello di VaR.
T abella 4. D ati di C urrency VaR 2026 06 2025 2024 VaR - medio 0,2 0,3 0,3 min 0,0 0,0 0,0 max 0,7 1 ,5 1 ,0 dati in mln di €, V aR 99% 1 0gg * Coeff moltiplicativoC redem
- 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00 3,50 4,00FX VaR
VaR
media
T abella 5. C ontributo medio % dei fattori di rischio al VaR complessiv o non div ersificato E quity R isk FX R isk Interest R ate R isk C redem 2026 06 2,7% 0,2% 97,2%
NOTE ILLUSTRATIVE 203 1.3 Gli strumenti derivati e le politiche di copertura L’operatività in strumenti finanziari derivati è gestita dal Gruppo tramite un apposito applicativo dedicato atto alle valorizzazioni giornaliere a Mark to model . Il documento di riferimento “Allegato tecnico alla Fair value Policy di Gruppo: Manuale modelli di pricing” disciplina i principali modelli di pricing comunemente utilizzati dal Gruppo per i propri derivati valutati al Mark to Model. In particolare una s ezione dedicata descrive nel dettaglio tali modelli. L’insieme dei modelli descritti individua le metodologie ad oggi utilizzate e validate per le valutazioni degli strumenti detenuti in proprietà.
Classificazione strumenti derivati e parametri di mercato Il Gruppo Credem si è dotato di una Fair Value Policy e relativi allegati tecnici che disciplinano anche le regole contabili per la valorizzazione degli strumenti a mark to model, i relativi parametri e i processi inerenti la valorizzazione degli strumenti.
In particolare il manuale si articola nelle seguenti sezioni:
- classificazione degli strumenti derivati, storicizzati all’interno dell’applicativo;
- mappatura e dettaglio dei parametri di mercato alimentati all’interno dell’applicativo al fine di valutare tutti gli strumenti;
- descrizione procedure automatizzate per la storicizzazione dei prezzi.
Parametri di mercato I parametri di mercato utilizzati per le valutazioni e gestiti all’interno dell’applicativo possono
essere:
- dati acquisiti automaticamente, informazioni scaricate periodicamente da Info Providers, (ad es: market parameter giornalieri);
- dati di mercato stimati dall’applicativo, prevalentemente attraverso dati acquisiti automaticamente.
Generalmente, i parametri alimentati manualmente sono quelli che non necessitano di un aggiornamento costante e giornaliero.
Processo di validazione modelli e parametri I documenti di riferimento riportano come indicato tutti i modelli di pricing e i parametri di mercato validati e utilizzati dal Gruppo per la valutazione degli strumenti derivati.
Qualora sia necessario introdurre nuovi parametri e/o modelli, il processo prevede il coinvolgimento della funzione di validazione che disciplina un apposito parere inerente la nuova operatività e provvede alla validazione dei modelli come disciplinato nel l’ apposito regolamento Nuovi prodotti del Gruppo.
E’ cura della funzione di validazione aggiornare periodicamente i documenti di riferimento con i nuovi modelli e/o parametri utilizzati ed effettuare analisi sulla validità dei modelli in uso.
Procedure automatiche e appositi controlli consentono il presidio giornaliero delle valorizzazioni dei derivati e dei parametri utilizzati.
Si riporta per ogni tipologia di strumento derivato il tipo di valutazione (tramite quotazione di mercato - Mark to market o tramite valutazione a modello - Mark to model ). Nel caso lo strumento sia valutato tramite Mark to Model si indicano: il modello di pricing utilizzato per la valorizzazione e i parametri di mercato utilizzati per la valutazione.
204 NOTE ILLUSTRATIVE Family Group Transactio n Type Description Mark to Model / Mark to Market Modello di Pricing / Parametri di
Mercato
CURR FXD FXD Spot -Forward MARK_TO_MARKET,
MARK_TO_MODEL Modelli : COST_OF_CARRY
Parametri : FX_SPOT_RATE,
FX_CURVE
CURR FXD XSW Forex Swap MARK_TO_MODEL Modelli : COST_OF_CARRY
Parametri : FX_SPOT_RATE,
FX_CURVE
CURR OPT FX Option MARK_TO_MODEL Modelli : BLACK_EXOTIC (Solo Back
to back)
Parametri : FX_SPOT_RATE,
FX_CURVE, IR_CURVE,
FX_VOL_SURF
EQD BOND CNV Convertible
Bond MARK_TO_MARKET,
MARK_TO_MODEL Modelli : CN_CREDIT_ALL (Solo
Sensitivity)
Parametri : BOND_PX, IR_CURVE,
EQ_VOL_SURF, EQ_DIV_CURVE
EQD EQUIT Equities MARK_TO_MARKET Modelli :
Parametri : EQ_STOCK_PX,
EQ_INDEX_PX
IRD ASWP Asset Swap MARK_TO_MODEL Modelli : DISC_CASH_FLOW
Parametri : IR_CURVE
IRD BOND Vanilla Bond MARK_TO_MARKET,
MARK_TO_MODEL Modelli : DISC_CASH_FLOW
Parametri : BOND_PX, IR_CURVE,
CREDIT_SPREAD_CURVE
IRD CF Cap/Floor MARK_TO_MODEL Modelli : BLACK_NORM_YLD,
FISCHER_BLACK
Parametri : IR_CURVE,
IR_CAP_FLOOR_VOL_SURF
IRD CS Currency Swap MARK_TO_MODEL Modelli : DISC_CASH_FLOW
Parametri : FX_SPOT_RATE,
FX_CURVE, IR_CURVE
IRD FRA Forward Rate Agreement MARK_TO_MODEL Modelli : DISC_CASH_FLOW Parametri : IR_CURVE IRD IRS Interest Rate
Swap MARK_TO_MODEL Modelli : DISC_CASH_FLOW
Parametri : IR_CURVE
NOTE ILLUSTRATIVE 205 Family Group Transactio n Type Description Mark to Model / Mark to Market Modello di Pricing / Parametri di
Mercato
IRD IRS Inflation Swap MARK_TO_MODEL Modelli : DISC_CASH_FLOW
Parametri : INFL_ZERO_CURVE,
IR_CURVE
IRD LFUT, SFUT Long/Short Future MARK_TO_MARKET Modelli :
Parametri : IR_FUT_PX,
BOND_FUT_PX
IRD LN_BR Loans/Deposit
s MARK_TO_MODEL Modelli : DISC_CASH_FLOW
Parametri : IR_CURVE
IRD OPT OTC Bond Option MARK_TO_MODEL Modelli : BLACK_NORM_YLD,
FISCHER_BLACK
Parametri : IR_CURVE,
BOND_VOL_SURF
IRD OSWP Interest Rate
Swaption MARK_TO_MODEL Modelli : BLACK_SHIFTED
(Componente opzionale
(swaption)), DISC_CASH_FLOW
(Componente cedolare dello swap) Parametri : IR_CURVE,
IR_SWAPTION_VOL_CUBE
IRD REPO REPO Bond Repo MARK_TO_MODEL Modelli : DISC_CASH_FLOW
Parametri : BOND_PX, IR_CURVE
206 NOTE ILLUSTRATIVE 1.3.2 Le coperture contabili
Informazioni di natura qualitativa In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall’IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.
Attività di copertura del fair value, strumenti di copertura ed elementi coperti Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:
- Mutui/finanziamenti a tasso fisso;
- componente core anelastica della raccolta a vista.
Si è adottata, inoltre, la metodologia contabile del Micro Fair value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:
- titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC (inclusi titoli BTP inflattivi ove viene coperto anche il rischio inflazione),
- prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi dal Credito Emiliano.
L’applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia le poste coperte che i prodotti derivati utilizzati per la copertura. In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizz ati strumenti derivati non quotati (IRS, OIS, IRS inflation) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta.
Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi. Se i test di efficacia danno esito positivo è passata in contabilità una rettifica relativa al Fair Value dello strumento coperto, per allineare la sua modalità di valutazione a quello dello strumento di hedging.
Tali test di efficacia sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell’operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell’elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80% -125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.
L’hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80% -125%). Eventuali fonti di inefficacia possono essere: diverse date di pagamento o convenzioni fra strumento coperto e di copertura, variazione della ba se tra le curve di forwarding e discounting.
Attività di copertura dei flussi finanziari, strumenti di copertura ed elementi coperti Obiettivo di fondo delle operazioni di copertura effettuate secondo la metodologia del Cash Flow Hedge è quello di evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul margine di interesse.
In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta. L’obiettivo della copertura è l’eliminazione parziale del rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa futuri determinati dall’andamento del tasso variabile lungo il periodo coperto e il conseguente raggiungimento di un’indicizzazione al tasso fisso “obiett ivo”, pari a quello sintetizzato dai flussi della “gamba” a tasso fisso del gruppo di strumenti di copertura.
Il Macro Cash Flow Hedge è attivo per i mutui a tasso variabile. La definizione dei pacchetti di mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge è stata fatta secondo i seguenti criteri:
- stessa frequenza di pagamento
- stesso tipo di indicizzazione
- periodicità di revisione del tasso e liquidazione degli interessi (divisi nei seguenti 3 bucket:
dal 1° al 10° giorno del mese, dal 11° al 20° e dal 21° a fine mese).
L'omogeneità di tali caratteristiche del portafoglio mutui e dei relativi derivati garantisce l'efficacia della copertura e quindi permette di non effettuare test di efficacia, ma solamente di capienza minima di nominale per ogni periodo futuro a partire d al bucket in corso.
NOTE ILLUSTRATIVE 207 1.4 Gruppo bancario - rischio di liquidità Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità Si definisce rischio di liquidità l’eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:
- gestione della liquidità di breve termine, ivi compresa la liquidità intra -day, il cui obiettivo è quello di garantire la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti e imprevisti tramite il mantenimento di un rapporto sostenibile tr a i flussi di liquidità in entrata e quelli in uscita;
tale gestione costituisce la condizione essenziale per la normale continuità operativa dell’attività
bancaria;
- gestione della liquidità strutturale, il cui obiettivo è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività ed attività complessive, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti a breve termine, attuali e prospettiche.
Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:
- i principi di governo e di gestione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo, e
- l’insieme delle norme e dei processi di controllo finalizzati a prevenire l’insorgere di situazioni di crisi di liquidità per il Gruppo e per le singole società del Gruppo, con l’obiettivo di ispirare una sana e prudente gestione del rischio di liquidità a livello consolidato, tale da assicurare la stabilità, la sicurezza delle operazioni aziendali, la solidità finanziaria e, conseguentemente, la solvibilità del Gruppo.
I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:
- definizione di un Risk Appetite e di una Risk Tolerance (o soglia di tolleranza) in contesto di normale corso degli affari e di scenari di stress che abbiano opportuni buffer rispetto ai requisiti
normativi;
- definizione e formalizzazione di ruoli e funzioni, coerentemente con il principio di separatezza delle funzioni operative da quelle di controllo (c.d. segregation of duties);
- accentramento della funzione di governo del rischio di liquidità sulla Capogruppo;
- attuazione di una politica di trasformazione delle scadenze gestita nell’ambito dei massimali
assegnati;
- adozione di una politica di funding diversificata in termini di fonti, durata e tipologia di strumenti di raccolta;
- definizione e formalizzazione dei principi relativi alla definizione del sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi;
- definizione e formalizzazione di un piano di emergenza da attivare in caso di stress e/o crisi dei mercati o in caso di situazioni specifiche del Gruppo (Contingency Funding Plan);
- adozione di un sistema di controlli interni.
Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap , viene esposta l’evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l’attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa. Inoltre, a partire dal 2023 è in corso l’utilizzo della piattaforma Ilias per il monitoraggio gestionale giornaliero degli indicatori regolamentari e gestionali interni.
Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanz iario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.
Nell’ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:
- Liquidity Coverage Ratio (LCR);
- Asset Encumbrance;
- Net Stable Funding Ratio (NSFR);
- Gap Cumulato a 1 mese su Totale Attivo .
208 NOTE ILLUSTRATIVE Le regole di “Liquidity Management” adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.
Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio -lungo termine dell’attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.
Questi limiti consentono di evitare che l’operatività a medio -lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.
Gli scenari di stress test previsti dal Regolamento si distinguono in:
- stress sistemico: crisi di liquidità sistemica causata da un’improvvisa instabilità sui mercati monetari e dei capitali, tensioni di carattere politico e/o eventi climatici e ambientali, accompagnati da alti livelli di intensità ed impatti globali;
- stress idiosincratico crisi di liquidità causata da eventi particolarmente negativi per il Gruppo;
- stress combinato: è la combinazione di eventi dei due precedenti scenari.
Le procedure di Contingency Funding Plan, costantemente aggiornate, si pongono l’obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.
L’attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Finanza della Capogruppo che complessivamente:
- gestisce i flussi di liquidità infragruppo rivenienti dai fabbisogni/surplus di liquidità netti delle Società del Gruppo;
- misura e monitora la posizione di liquidità del Gruppo e delle singole Società del Gruppo;
- coordina ed effettua la raccolta accedendo direttamente al mercato interbancario al fine di mantenere condizioni adeguate di liquidità per il Gruppo;
- determina periodicamente gli interventi finanziari utili per conseguire gli equilibri nel medio e lungo termine, la sostenibilità della crescita e la maggior efficienza della provvista;
- gestisce i rapporti con la BCE (gestione del conto di gestione e di ogni attività di impiego o provvista di fondi) ed accede alle operazioni di rifinanziamento della BCE.
Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:
- ridurre i fabbisogni complessivi di finanziamento da parte di controparti esterne al Gruppo;
- ottimizzare l’accesso ai mercati e conseguentemente minimizzare i costi complessivi di raccolta esterna.
Nel corso del primo semestre 2026, Il Gruppo ha proseguito, nell’ambito delle segnalazioni regolamentari, a trasmettere alle autorità di vigilanza:
- con cadenza mensile le segnalazioni relative al Liquidity Coverage Ratio (LCR), sulla base degli schemi conformi ai Reg. d’esecuzione UE rispettivamente n. 322/2016, n.2114/2017 e n.
2018/1620;
- con cadenza mensile le segnalazioni relative agli Additional Liquidity Monitoring Metrics (ALMM) sulla base degli schemi conformi al Reg. d’esecuzione UE n. 2114/2017 e delle norme tecniche contenute nel documento EBA”Final Report on draft ITS on Superviso ry Reporting regarding COREP, AE, ALMM and GSIIs”;
- con cadenza trimestrale, la segnalazione di liquidità Net Stable Funding Ratio (c.d. «NSFR CRR2») come previsto dal Reg. UE 2019/876 (c.d. «CRR2»).
Il Gruppo inoltre, nel corso del primo semestre 2026, ha continuato l’invio settimanale del Single Supervisory Mechanism Liquidity Exercise (SLT) a livello consolidato richiesto da BCE (a partire da Settembre 2023).
Riserve di liquidità Al 30 giugno 2026 l’importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell’indicatore LCR, si è attestato a 9, 25 miliardi di euro a valore di mercato. Il 98% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 2% dalle controllate.
Funding con BCE A fine giugno 2026 non risultavano in essere operazioni di finanziamento con BCE.
NOTE ILLUSTRATIVE 209 Altre attività di funding Nel corso del primo semestre 2026, nell’ambito dell’operatività di money market, è continuata l’operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) attraverso due operazioni da 500 mln di euro ciascuna della durata di una settimana, avvenute nel primo e secondo trimestre. Alla data del 30 giugno 2026, invece, non risultavano in essere operazioni.
Con riferimento all’operatività di rifinanziamento in repo, in prevalenza Titoli di Stato e Supras Europei, il Gruppo è rimasto molto attivo nel corso del 2026 e la raccolta netta outstanding a fine giugno è risultata pari a circa 740 milioni di euro a con trovalore di mercato. La quota di liquidità in eccesso rispetto ai fabbisogni di tesoreria è stata reimpiegata in parte nel mercato monetario e in parte è stata depositata presso la Banca Centrale Europea. Parte della quota di liquidità in eccesso è stata reimpiegata in operazioni di repo attivi aventi come collaterale titoli obbligazionari di emittenti financials per importi che, a fine giugno, risultavano pari a 500 mln di euro.
In relazione all’operatività in divisa diversa dall’Euro e in particolare in USD, nel semestre la posizione si è mantenuta prevalentemente in surplus mentre a fine giugno, a seguito della variazione nella posizione netta della clientela, la posizione com plessiva si è chiusa in fabbisogno Inoltre, nel periodo, a seguito dell’acquisto di 45 milioni di titoli governativi UK, sono state effettuate operazioni di raccolta in pronti contro termine per pari importo.
Programma di emissioni Obbligazioni Bancarie Garantite Nell’ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, il valore nominale delle emissioni in circolazione a fine giugno 2026 è risultato pari a 3,6 miliardi di euro, di cui 1,75 miliardi di euro rappresentato da due emissioni self -reta ined. Le emissioni self -retained risultano idonee per operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea e si prestano come attività di livello 1 ai fini del Liquidity Coverage Ratio per potenziali controparti prenditrici di collaterale in ope razioni di Repo.
Programma di emissioni “Euro Medium Term Note” (EMTN) Nel mese di maggio 2026 è stato perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN.
A maggio 2026, Credem ha effettuato il collocamento sul mercato di un prestito obbligazionario Green Senior Preferred per 500 milioni di euro con scadenza giugno 2032 e possibilità di rimborso anticipato a giugno 2031 .
Operazioni di cartolarizzazione Con riferimento all’operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del primo semestre 2026 è stata effettuata una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis. Al 30 giugno 2026, il circolante della tranche senior è pari a circa 2,13 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,64 miliardi di euro.
Nel mese di Aprile 2026, è stata completata la ristrutturazione della cartolarizzazione Emilia, implementando modifiche alla struttura e alla documentazione contrattuale finalizzate a estendere il periodo di replenishment – originariamente in scadenza a Maggio 2026 – per ulteriori 5 anni. Sono stati inoltre revisionati e aggiornati i criteri di cessione e i limiti di concentrazione, ed è stato allineato il meccanismo di ammortamento delle note alla miglior prassi di mercat o. La scadenza legale delle note è stata estesa dal 2064 al 2080, mentre l’agenzia di rating SCOPE ha sostituito Moody’s nell’attribuzione del rating alle Note Senior.
Programma di emissione di Cambiali Finanziarie (Commercial Paper Programme) Nel corso del primo semestre 2026, a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano, che dà la possibilità di emettere Commercial Paper di diritto Italiano da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale, sono stat e effettuate 4 emissioni di Cambiali Finanziarie, nella forma di Zero Coupon con durata media pari a 11 mesi, per un ammontare complessivo di 95 milioni di euro. A fine giugno 2026 risultavano outstanding emissioni per un valore nominale di 225 milioni di euro.
210 NOTE ILLUSTRATIVE 1.3 Rischi operativi Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo
Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevaz ione, misurazione e controllo tali da garantire un’assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato la Policy di Gruppo in materia di gestione dei rischi operativi e il regolamento “Gestione dei rischi operativi” (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativ o a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l’allocazione di compiti e responsabilità a livello aziendale.
Il regolamento definisce come rischio operativo “il rischio di perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strat egici e di reputazione”.
A partire dalla segnalazione regolamentare al 31 Marzo 2025, il metodo di calcolo del requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo adottato sia a livello di singole Società del Gruppo Bancario "Credito Emiliano - CREDEM" sia a livello consolidato, è rappresentato dallo Standardised Approach - Metodo standardizzato introdotto dalla CRR3 a recepimento della riforma di Basilea 4 a livello comunitario.
Non sono intervenute variazioni significative rispetto all’esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l’Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identif icato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM.
A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato la Policy di Gruppo in materia di gestione dei rischi operativi, traducendo il relativo “schema” nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni “locali” richieste per il buon esito del processo.
Dal punto di vista operativo, gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall’attività dell’ufficio Governance, Risk Integration e Non Financial Risk (GRN) di Capogruppo. Nell’ambito del processo co ordinato centralmente da GRN (c.d. “ORM Centrale”), l’attività di gestione del rischio operativo viene svolta con il supporto di alcune funzioni “ORM Periferico” appartenenti a diversi servizi della Banca e delle Società del Gruppo Bancario.
L’Organo con funzione di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello “tradizionale” di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è respons abile di vigilare sull’osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull’adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presen ti nelle controllate.
Nell’espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo.
Sono istituiti specifici flussi informativi verso l’organo di controllo delle società interessate.
Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.
Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l’insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l’identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei
seguenti sottoprocessi:
- Identificazione;
- Misurazione;
- Monitoraggio e Controllo;
- Mitigazione.
Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione sono quelle che
NOTE ILLUSTRATIVE 211 risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall’analisi di rilevanza effettuata nell’ambito dell’approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.
Il processo di “Identificazione” è composto dalle seguenti procedure:
- Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Bu siness Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, cli entela, prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell’operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);
- Risk Self Assessment: consiste nella raccolta, attraverso questionario, di stime soggettive espresse dai risk owner con riferimento agli eventi di natura operativa (inclusi quelli di natura informatica) potenzialmente rilevanti per le proprie unità di busi ness e tenuto conto delle linee guida di sviluppo emerse dal processo di pianificazione preliminare di gruppo;
- Data Pooling/Comunicazione verso enti esterni: consiste nella partecipazione ad iniziative consortili esterne e nella gestione delle relative interrelazioni (es. consorzio DIPO) ed alla comunicazione dei dati di perdita operativa raccolti agli Organi di Vi gilanza (Banca d’Italia e Banca Centrale Europea).
Il processo di “Misurazione” è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un’attività di controllo ed individuazione di situa zioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari Risk Self Assessment (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i ri schi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:
- “frequenza tipica”, il numero medio atteso di eventi nell’arco temporale di riferimento;
- “impatto tipico”, la perdita media attesa per tipologia di evento;
- “impatto peggiore”, l’impatto del singolo evento qualora esso si manifesti nel peggior modo (ragionevolmente) concepibile.
L’analisi è svolta su più livelli quali unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e, per ogni livello, sono prodotti un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal “Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo”.
Contribuisce inoltre alla misurazione del rischio operativo anche la quantificazione almeno annuale degli assorbimenti patrimoniali secondo lo “Standardised Measurement Approach (SMA)”, in accordo al quale il Gruppo ha sviluppato ed applica – in coerenza c on quanto previsto dalla nuova normativa di vigilanza prudenziale e connessi mandati dell’EBA – una specifica metodologia di calcolo della misura di esposizione al rischio in parola riferita agli ultimi tre esercizi completi (c.d.
“Business Indicator”) e c onseguente determinazione dei fondi propri (c.d. “Business Indicator component”) tramite allocazione del Business Indicator nei bucket previsti dalla CRR3.
Il processo di “Monitoraggio e controllo” mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.
I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all’interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).
Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione, per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all’interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000 €) spetta al C omitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l’ORM periferico di volta in volta competente inserisc e le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a GRN. GRN verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e, laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi c on gli ORM Periferici.
212 NOTE ILLUSTRATIVE Inoltre, GRN controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite risultino superiori alla Perdita Attesa, l’ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.
Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva ed è la sintesi dei process i di misurazione, monitoraggio e controllo.
Il processo di “Mitigazione” definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l’attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:
- Analisi gestionale: consiste nell’analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell’ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi -benefi ci;
- Gestione dell’attività di mitigazione: consiste nella scelta, pianificazione, avvio delle attività, implementazione e completamento degli interventi di mitigazione messi in atto e successivo controllo dell’avanzamento e dell’efficacia degli interventi di m itigazione del rischio attuati;
- Gestione delle forme di trasferimento: consiste nella individuazione, valutazione, scelta e gestione delle diverse forme di trasferimento del rischio (es. polizze assicurative).
Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.
Al 30 giugno 2026 , le attività ponderate per il rischio operativo si attestano a 3.499 milioni di euro (requisito patrimoniale pari a 279,9 milioni di euro), in applicazione del nuovo approccio previsto dalla CRR3. Il requisito è determinato sulla base della media storica triennale del Business Indicator, risultante dall’aggregazione delle componenti Interest, Lease and Dividend (ILDC), Service (SC) e Financial (FC), a cui vengono applicate le aliquote progressive di ponderazione. Il calcolo finale incorpor a un Internal Loss Multiplier (ILM) pari a 1.
RISCHI LEGALI
Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d’impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c .d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accant onamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.
Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.
La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e possono riguardare, a titolo esemplificativo, i servizi di investimento, l’anatocismo, i sistemi/mezzi di pagamento, i pignoramenti, tematiche fiscali, i prodotti afferenti il perimetro “lexitor”.
Per il dettaglio sulle fattispecie correlate ai rischi sopra illustrati si rimanda alla Nota Integrativa – Parte B – Sezione 10.
Linee evolutive nella gestione della componente di rischio operativo Nel 2026 si è proceduto alla revisione degli indicatori RAF relativi all’incidenza delle perdite operative; nello specifico, alcuni degli indicatori RAF di II Livello (fino al 31.12.2025) sono stati rivisti e rappresentano, ad oggi, alcuni Key Risk Indicat or (KRI) monitorati dall’Ufficio GRN. È attualmente in corso l’adeguamento del framework alle novità normative definite dagli RTS implementativi delle nuove regole introdotte da Basilea IV. Nel corso dell’anno proseguiranno le attività necessarie all'adoz ione del nuovo impianto (es. revisione dell'alberatura degli Event Type, integrazione dei nuovi attributi e aggiornamento dei template segnaletici), garantendo la piena operatività in vista della prima trasmissione segnaletica.
NOTE ILLUSTRATIVE 213 Informazioni di natura quantitativa Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:
• ET 01 - Frodi Interne • ET 02 - Frodi esterne • ET 03 - Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro • ET 04 - Rapporti con clienti, prestazioni di servizi o prodotti • ET 05 - Disastri ed altri eventi • ET 06 - Sistemi • ET 07 - Esecuzione, gestione, consegna di prodotti o servizi
(* ) Si precisa che per questo Event Type si registra una ripresa di valore.
Nel corso del I semestre 2026, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento “Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi” (ET07). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce al le perdite dovute a “Frodi Esterne” (ET 02) seguita da “Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro” (ET07)”.
Le restanti tipologie di perdita hanno un’incidenza complessiva inferiore al 3% oppure fanno riferimento a delle riprese di valore.
L’incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) è risultata marginale.
Infine, la quasi totalità delle perdite riconducibili al “Conduct Risk” si riferisce agli Event Type 01 e 04.
214 NOTE ILLUSTRATIVE Sezione 3 – Rischi delle imprese di assicurazione
3.1 Rischi assicurativi
CREDEMVITA S.P.A.
Approccio alla gestione del rischio di Credemvita Strategie e gestione del rischio Credemvita S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell’impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli as petti relativi alla loro rilevanza/significatività.
L’approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.
Gli elementi chiave attraverso cui viene definita la strategia e le modalità di gestione dei rischi della Compagnia sono i seguenti:
- identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi;
- valutazione dei rischi;
- strumenti e metodologie di misurazione;
- gestione dei rischi;
- monitoraggio e reporting.
I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:
- la verifica della coerenza tra il livello di rischio assunto e il livello di patrimonio disponibile atteso (c,d Risk Appetite);
- la misurabilità / valutazione dei rischi (per quelli quantificabili) per permettere al management di valutare l’impatto degli stessi sull’andamento aziendale;
- la determinazione di processi e presidi operativi per quelli non quantificabili;
- la presenza di un sistema di monitoraggio continuativo del profilo di rischio attuale e prospettico e dei relativi indicatori di rischio e/o rendimento identificati.
Credemvita nell’ambito del proprio sistema di gestione dei rischi, ha strutturato ed implementato un autonomo processo di valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi rilevanti verso i quali la Compagnia risulta esposta (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment). Tale processo ha le seguenti fasi:
- Valutazione prospettica del Solvency II Ratio;
- Stress Test;
- Piano di Liquidità prospettico;
- Adeguatezza della Formula Standard rispetto il profilo di rischio della Compagnia;
- Back Testing;
- Predisposizione ORSA Report e invio.
Tra essi sono incluse inoltre le valutazioni dei rischi ESG (con un focus particolare sui rischi climatici).
Parte integrante del processo ORSA sono anche i seguenti processi:
- Definizione del piano preliminare e del budget aziendale;
- Definizione del Risk Appetite;
- Individuazione e valutazione dei rischi e Continuous Monitoring.
Nell’ambito dell’attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva il corretto dimensionamento della dotazione complessiva di capitale e gli obiettivi di redditività corretta per il rischio. La formulazio ne di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio e lo sviluppo del piano strategico. Tali attività sono significativamente connesse e vengono entrambe sviluppate consid erando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di rischio/rendimento.
Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall’attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.
Identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi
NOTE ILLUSTRATIVE 215 La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in fun zione della natura, della portata e complessità inerenti all’attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.
Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.
I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:
- Rischi sottoscrizione life (o tecnici assicurativi):
- Rischi assunzione e tariffazione;
- Rischio riservazione;
- Rischi di mercato:
- Rischi Mercato;
- Rischio ALM;
- Rischio Liquidità.;
- Rischi di credito e counterparty:
- Investimenti;
- Riassicurazione;
- Intermediari e controparti.
- Rischi operativi:
- Rischi Operativi;
- Rischio Informatico e Cyber Risk;
- Rischi di non conformità alle norme;
- Model Risk;
- Continuità Operativa;
- Regulatory Operational Risk;
- Rischi di secondo livello;
- Rischio legato all’appartenenza al gruppo;
- Rischio reputazionale;
- Rischi di condotta;
- Rischi ESG
- Rischi strategici
- Rischi emergenti
Il processo di identificazione dei rischi a cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemvita, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, int erni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è in continua evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all’evoluzione del quadro normativo di riferimento.
La procedura di censimento dei rischi di Credemvita si articola in quattro fasi:
- analisi del piano strategico aziendale e individuazione dei fattori di rischio emergenti;
- individuazione dei fattori di rischio esterni;
- individuazione dei fattori di rischio operativi (ivi inclusi quelli informatici e di cyber risk), di non conformità alle norme e di secondo livello;
- individuazione dei fattori di rischio strategico.
Le modalità adottate per l’identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei
seguenti approcci:
- Risk Assessment specifici (per famiglie di rischio);
- Valutazioni delle differenze tra ogni assunzione di rischio e il risultato attuale;
- Eventi perdita o errori accaduti;
- Revisione dei processi, della matrice dei rischi normativa o risk assessment normativi;
- Brainstorming con il management e i risk owner;
- Valutazioni di Internal/External Audit
- Comunicazioni e confronti con i regulator;
- Altri eventi esterni;
216 NOTE ILLUSTRATIVE - Reporting trasmesso dalle arre funzionali della Compagnia.
Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la Mappa dei Rischi della Compagnia.
Valutazione dei Rischi Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo (sia regolamentare sia non regolamentare) e qualitativo.
La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significat ivi.
La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.
Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all’occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i segu enti principali eventi:
- l’aggiornamento del piano strategico;
- un’acquisizione o un disinvestimento che modifichi sensibilmente il business, il profilo di rischio o la posizione di solvibilità;
- una variazione significativa nei mercati finanziari che determini un notevole impatto sul portafoglio attivi della Compagnia;
- una variazione significativa nelle passività della Compagnia;
- una riduzione della posizione di solvibilità al di sotto di valori critici;
- un cambiamento significativo del quadro regolamentare;
- un cambiamento significativo del profilo di rischio e l’insorgere di nuovi rischi;
- un cambiamento significativo dei processi, sistemi e procedure aziendali.
Strumenti e Metodologie di Misurazione La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie sviluppate nell’ambito della procedura di profilazione dei rischi ovvero a indicatori di ri schio i quali possono essere costruiti dai seguenti approcci metodologici:
- quantitativi regolamentari basati sui principi alla base delle grandezze regolamentari Solvency tra cui il Requisito di Capitale;
- quantitativi non regolamentari (o gestionali) basati su concetti come ad esempio esposizione, concentrazione, volatilità, perdita attesa o potenziale, e/o volti a valutare quei rischi non ricompresi nella formula standard e/o ad integrare la valutazione de gli stessi rischi regolamentari tra cui:
o Rischio Liquidità;
o Rischio ALM;
o Rischi Operativi;
o Rischio ICT & di Sicurezza;
o Rischio di Appartenenza al Gruppo;
o Rischio ESG (rischio climatico);
o Rischio strategico
- qualitativi basati su grandezze non quantificabili o difficilmente quantificabili, la cui valutazione del giudizio esperto è prevalente, tra cui:
o Rischio Modello;
o Rischio Legale & Non Conformità;
o Rischio di Condotta o Rischio Reputazionale;
o Rischi Emergenti.
Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (c.d. SCR): la metodologia di riferime nto è quella della Formula Standard. Si precisa inoltra che la Compagnia adotta l’applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari prevedono l’utilizzo del Volatility Adjustment come
NOTE ILLUSTRATIVE 217 Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute e vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall’applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, viene effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatilit y Adjustement risulti significativo.
Tutte queste grandezze, oltre a costituire l’impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l’individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l’attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.
Da un punto di vista metodologico, concorrono alla valutazione dei rischi anche:
- Sensitivity, stress test e scenario test: ai sensi dell’Art. 19, comma 4 del Reg. IVASS n.38, la Funzione Risk Management, allo scopo di valutare in ottica attuale e prospettica gli impatti sulla situazione economica e patrimoniale derivanti da andamenti a vversi dei principali fattori di rischio, effettua, per ciascuna delle fonti di rischio identificate come maggiormente significative, analisi di stress test e sensitivity.
- Risk Self Assessment sui rischi operativi (ivi inclusi il rischio ICT e di Sicurezza).
Gestione dei Rischi L’obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi a cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l’indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l’obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passagg io da parte del Comitato Consiliare per il Controllo Interno e i Rischi della Compagnia.
Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:
o Risk Appetite Framework La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell’ambito dell’attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l’obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:
- la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi organizzativi, il piano strategico, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;
- gli aspetti chiave del business della Compagnia;
- la volontà e la capacità di assumere rischi;
- le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.
La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappres entano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la co erenza tra gli obiettivi di medio -lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.
Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:
- il Risk Profile rappresenta il rischio effettivo della Compagnia valutato in un determinato
istante temporale;
- il Risk Appetite rappresenta la vera e propria propensione al rischio da parte della Compagnia e costituisce, quindi, il livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi
obiettivi strategici;
218 NOTE ILLUSTRATIVE - la Risk Tolerance individua la soglia massima di tolleranza del rischio, fissata al fine di assicurare alla Compagnia margini sufficienti per operare sia in fase di normale corso degli affari sia in condizioni di mercato particolarmente stressate;
- la Risk Capacity, invece, rappresenta il massimo rischio assumibile dalla Compagnia; è costituito quindi dal livello di rischio che essa è in grado di assumere a suo carico senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dall’autorità d i vigilanza.
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio -lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall’Autorità di Vigilanza, l’appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la sog lia massima di scostamento rispetto all’appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.
La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite no nché di garantire che, sia al momento dell’emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l’impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l’approccio Solvency II (c.d ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nel la Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell’esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.
o Indicatori di Rischio In coerenza con quanto disciplinato nel Regolamento di Risk Appetite Framework della Compagnia, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio valutata come rilev ante.
Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:
- indicatori di I° livello: sono indicatori finalizzati principalmente al rispetto dei vincoli di solvibilità, liquidità e redditività. Sono indicatori di possibili impatti negativi e forniscono avvertimenti atti ad identificare potenziali eventi dannosi che minacciano il raggiungim ento degli obiettivi e la continuità del Business. Tali indicatori sono integrati all’interno della Regolamento di Risk Appetire Framework della Compagnia e ad essi viene associato un Risk Appetite, una Risk Tolerance e una Risk Ca pacity e il relativo sistema di Risk Appetite Statement;
- indicatori di early warning: al fine di effettuare un monitoraggio preventivo e nel continuo sugli indicatori di solvibilità sono stati inoltre definiti degli indicatori di early warnig volti ad intercettare fenomeni e/o eventi di potenziale elevata criticità e/o attenzione;
- indicatori di II° livello: sono indicatori di tipo operativo/gestionali funzionali ad irrobustire le attività di monitoraggio dei rischi ed eventualmente fornire segnali preventivi ad un potenziale deterioramento delle metriche di I° Livello. Tali indicatori sono integrati all’inte rno del Regolamento di Risk Appetite Framework della Compagnia.
Nell’ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi funzionali alla gestione (ad es. limiti in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l’appetito al rischio della Compagnia.
Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia, nel 2026, si prefigge l’obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in li nea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:
- Risk Appetite: 170%;
- Risk Tolerance: 125%;
- Risk Capacity: 105%.
Nell’ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all’interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al
NOTE ILLUSTRATIVE 219 raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.
Monitoraggio e Reporting Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemvita coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ai Comitati fino al Consiglio di Amministrazione, ivi incluse le Funzioni Fondamentali.
In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti (sia di RAF che operativi), def inendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell’attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l’o peratività svolta dall’impresa.
I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all’evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Consiliare per i Controlli Interni e i Rischi della Compagnia, del Comitato Investimenti e ALM, del Comitato Attuariale, dell’Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei r isultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.
Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemvita è caratterizzato da:
- una fase di aggiornamento degli indicatori di rischio e/o dei limiti (sia di RAF sia operativi) per il governo del rischio a seconda delle esigenze organizzative e/o a seguito di variazioni del contesto interno o esterno, o qualora non siano più in linea c on il profilo di rischio richiesto dall’Organo
Amministrativo;
- una conseguente attività di monitoraggio degli indicatori e dei limiti operativi e di governo del rischio. Le attività di monitoraggio si sostanziano in specifici presidi organizzativi atti a garantire il rispetto dei limiti stessi, ad attivare tempestivi processi di segnalazione a fronte di eventuali rilevazioni di superamento e a definire specifici piani di rientro a seguito delle segnalazioni stesse.
Nell’ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche, regolamenti e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che in sistono sulla Compagnia, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inolt re, hanno l’obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all’interno della società.
Il rispetto e l’applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il b uon andamento dell’impresa.
Analisi dei rischi La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di valutazione e analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l’adozione di metodologie di misurazione dell’esposizione al ri schio, incluso, un sistema di determinazione dell’ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l’impresa è esposta.
Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertan to, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l’impresa è esposta.
Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio Requisito di Capitale, alla determinazione dei Fondi Propri Ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengo effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all’Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I° e di II° Livello declinati nel Regolamento di Risk Appetite Fr amework.
220 NOTE ILLUSTRATIVE Qualora nell’ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all’Appetito al Rischio dell’impresa, scostamenti significativi rispetto all e principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell’ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un’attività di Non -Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottic a prospettica.
La Compagnia nel corso del primo semestre 2026 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:
- Predisposizione ed invio all’Autorità di Vigilanza, entro i termini regolamentari, delle reportistiche trimestrali (QRT) richieste dal Pillar III;
- Predisposizione del Regular Supervisory Report - RSR (Relazione periodica all’Autorità di Vigilanza) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2025, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2026 ed inviati entro il termine regolamentare ad I VASS;
- Predisposizione del Solvency Financial Condition Report - SFCR (Relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2025, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2026 ed inviati entro il ter mine regolamentare ad IVASS;
- Realizzazione delle elaborazioni ORSA necessarie alla valutazione del profilo di solvibilità del piano strategico 2026 -2028 e alla predisposizione del Report ORSA delibero dal Consiglio di Amministrazione di Aprile 2026 ed inviato, entro la scadenza regola mentare, ad IVASS.
Rischi di sottoscrizione life (o tecnici assicurativi) Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, co mma 1, lettera vv -bis 4 del CAP).
Nell’ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:
- Rischio di assunzione: rappresenta il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, collegato agli eventi assicurati, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all’andamento sfavorevole della sinistrosità effe ttiva rispetto a quella stimata (tali rischi si sostanziano in particolar modo nel rischio risultante da un default del prezzo legato alla valutazione del rischio e in ipotesi di prezzo iniziale inadatta all’evoluzione del rischio);
- Rischio di riservazione: ovvero il rischio connesso alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti a coprire gli impegni assunti nei confronti degli assicurati.
Tale classe di rischio può essere distinta nei seguenti fattori di rischio:
- mortalità: ossia il rischio che deriva da un aumento inatteso dei tassi di mortalità, è associato alle polizze (come ad esempio le assicurazioni caso morte o le polizze miste) nelle quali l’impresa garantisce una serie di pagamenti singoli o ricorrenti in caso di decesso dell’assicurato o nel corso della durata della polizza;
- sopravvivenza: il rischio di longevità, che deriva da una diminuzione inattesa dei tassi di mortalità, è associato alle polizze (ad esempio, rendite) che prevedono che l’impresa garantisca una serie di pagamenti fino alla morte dell’assicurato o a polizze (ad esempio le polizze miste) che prevedono la garanzia da parte dell’impresa di un unico pagamento in caso di sopravvivenza dell’assicurato per tutta la durata prevista dalla polizza;
- invalidità – morbilità: il rischio di invalidità – morbilità, che deriva da una variazione inattesa del livello, del trend o della volatilità dei tassi di disabilità e morbilità, è applicabile alle polizze associate alla disabilità;
- malattia: il rischio malattia può essere commercializzato come forma complementare ad una prestazione caso morte. E’ facoltà, nel rispetto delle normative vigenti, utilizzare basi tecniche di esperienza desumibili dal proprio portafoglio ovvero da operator i qualificati di mercato ovvero dal mercato. In ogni caso le basi tecniche utilizzate devono essere stabili e di provata tenuta;
- mutualità: con il fattore di rischio “Mutualità” si intende il fatto che una diminuzione della numerosità delle polizze in portafoglio potrebbe avere effetti negativi inattesi sui benefici provenienti dalla mutualità. Un’elevata numerosità di polizze perme tte di “attutire” il verificarsi di eventi sinistrosi sull’intera popolazione; nel business Vita la diminuzione del numero dei contratti porta per esempio ad un incremento delle fluttuazioni casuali della mortalità. Il fattore di rischio mutualità, quindi, è strettamente correlato ai fattori di rischio “Comportamento dell’assicurato” e
“Controparte”;
- estinzione anticipata /riscatti – comportamento degli assicurati: il rischio di estinzione anticipata, che deriva da una variazione inattesa dei tassi di esercizio delle opzioni da parte degli assicurati, è applicabile a tutte le opzioni previste per gli a ssicurati, legali o contrattuali, che possono modificare sensibilmente il valore dei flussi di cassa futuri, le opzioni per interrompere
NOTE ILLUSTRATIVE 221 completamente o parzialmente, ridurre, limitare o sospendere la copertura assicurativa così come le opzioni che consentono la modifica completa o parziale, il rinnovo, l’aumento, l'estensione o la ripresa della copertura assicurativa;
- garanzia/copertura: la rischiosità dei prodotti Vita dipende dalle “garanzie/coperture” previste dai contratti stessi e in base alle quali la società si impegna a pagare le prestazioni assicurate ai beneficiari. Se il verificarsi del fatto dannoso per il q uale è prestata la garanzia assicurativa non è correttamente monitorato o non corrisponde alle stime fatte in fase di tariffazione, questo costituisce un elemento di rischiosità del prodotto stesso;
- inflazione/spese: il fattore di rischio, che deriva da una variazione inattese delle spese, si riferisce ai costi di gestione dei contratti di assicurazione;
- catastrofale: il fattore di rischio catastrofale, che deriva da eventi estremi o irregolari, i cui effetti non sono sufficientemente catturati negli altri rischi di sottoscrizione (ad esempio evento pandemico o esplosione nucleare), si riferisce alle poliz ze che sono legate alla mortalità;
- Revisione: Il fattore di rischio revisione ha lo scopo di catturare il rischio di variazione sfavorevole dell'importo di una rendita, a seguito di una revisione imprevista del processo di richiesta di risarcimento.
Per i prodotti di tipo protection (puro rischio) si possono identificare inoltre i seguenti fattori di
rischio:
- Risk Volatility: tale fattore di rischio nell’ambito del processo assuntivo dipende sostanzialmente dalla presenza di basi tecniche non aggiornate correttamente al momento della determinazione del prezzo; da un margine tecnico molto basso e/o da basi tecni che molto strette;
dalla presenza di nuovi rischi non considerati al momento della determinazione del prezzo; rischio controparte elevato (da parte del partner/distributore, soprattutto in caso di commissioni upfront / goodwill). Nell’ambito del processo d i riservazione tale fattore di rischio dipende dal rischio di pagamento eccessivo della quota di profitto se i parametri delle riserve sono fissati in modo
improprio;
- Population: nell’ambito del processo di tariffazione tale fattore di rischio è sostanzialmente correlato ad una tariffazione unica per una vasta popolazione di fasce d’età (specialmente per il rischio morte) o fascia di durata / fascia di tasso di interess e; alto rischio di selezione avversa nella struttura del prodotto. Nel caso del processo di riservazione tale fattore di rischio dipende sostanzialmente da: adeguatezza delle riserve fortemente legata alla struttura della popolazione (soprattutto riserve m atematiche / passività a lungo termine); riserve che non includono il costo reale delle opzioni della popolazione come l’estinzione, il riscatto; riserve che non includono il giusto livello di spese generali per la specifica popolazione/prodotto.
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si pre cisa che il peso complessivo dei rischi life underwriting è pari al 54,3%).
Life risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo
Relativo Complessivo
Mortality risk 7,2% 3,9% Longevity risk 0,2% 0,1% Disability morbidity risk 0,0% 0,0% Life Lapse risk 85,0% 46,2% Expense risk 6,3% 3,4% Revisionary risk 0,0% 0,0% CAT risk 1,3% 0,7%
La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:
- definiscono il modello organizzativo e di governance, nonché i ruoli e le responsabilità delle strutture aziendali coinvolte nell’assunzione e nel monitoraggio del rischio assunto e nelle attività
di riservazione;
- descrivono le procedure di reporting applicate ed i flussi di comunicazione tra le funzioni coinvolte nei processi di sottoscrizione e riservazione;
222 NOTE ILLUSTRATIVE - illustrano le modalità con cui l’impresa tiene conto della riassicurazione o di altre tecniche di mitigazione del rischio nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio.
La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite.
La valutazione dei rischi tecnici viene realizzata sia con logiche di carattere ALM – Asset -Liability Management – al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura, sia seguendo i principi di Solvibilità – al fine di cogliere l’eventuale requisito capitale assorbito da ogni singolo fattore di rischio.
L’identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in
essere:
- Nuovi prodotti: coerentemente con il Piano Strategico, la rilevazione dei rischi connessi ai nuovi prodotti viene effettuata sulla base delle loro caratteristiche tecniche nell’ambito del processo di ORSA. Inoltre, in coerenza con il processo finalizzato alla creazione e lancio dei nuovi prodotti definito nell’ambito del più generale processo POG (c,d Product Oversight and Governance), la funzione Risk Management è chiamata a redigere una specifica analisi di rischiosità del singolo prodotto mentre la Funz ione Attuariale è chiamata ad esprimersi su pricing e sulle valutazioni in materia di profit test. Inoltre, parte integrante delle valutazioni di redditività e di rischio connessi ai nuovi prodotti, sono il profit test, i test di prodotto e il Value for Mo ney effettuati dalla Compagnia.
- Portafoglio in essere: con riferimento al portafoglio in essere, l’identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio e delle misure di assorbimento di capitale determinate attraverso lo strumento utilizzato dalla Compa gnia per il calcolo del SCR (Standard Formula). Le informazioni relative all’andamento tecnico complessivo del ramo vita rispecchiano sinteticamente i risultati tecnici dei singoli Rami e quindi dei prodotti presenti in portafoglio (che in generale possono comprendere più Rami). Sempre con riferimento al portafoglio in essere, vengono effettuate dalla Compagnia valutazioni di back testing.
Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:
- SCR Life in valore assoluto: fornisce un’indicazione dell’assorbimento di capitale;
- SCR Life in termini di ratio: fornisce un’indicazione dell’assorbimento di capitale per unità di Best Estimate Life Lorde;
- SCR Lapse in termini di ratio: fornisce un’indicazione dell’assorbimento di capitale derivante dal rischio Lapse per unità di Best Estimate Life Lorde;
- SCR Lapse in valore assoluto: fornisce un’indicazione dell’assorbimento di capitale derivante dal rischio Lapse;
- PVFP portafoglio in force: Present Value Future Profit è un indicatore che consente di monitorare, per ciascuna Lob Solvency II del portafoglio in -force il contributo dato alla creazione del valore economico aziendale;
- SCR per LoB (Line of Business).
Rischi di mercato Alla più generale categoria del Rischio Mercato appartengono le seguenti sotto -categorie:
- Rischio Mercato;
- Rischio Asset & Liability Management;
- Rischio di Liquidità, di seguito meglio esplicitate.
Rischi di mercato Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv -bis 3 del CAP).
I rischi di mercato risentono dell’andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, v alute o aree geografiche.
Conseguentemente, le imprese sono esposte al rischio di conseguire rendimenti diversi, ed eventualmente anche inferiori, rispetto al rendimento atteso al momento dell’assunzione dell’impegno, oppure rispetto ad un rendimento minim o definito contrattualmente.
NOTE ILLUSTRATIVE 223
Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:
- Rischio tasso di interesse : il valore degli attivi di una impresa di assicurazione è sensibile a variazioni dei tassi di interesse. Inoltre, se i flussi finanziari generati dalle attività e quelli generati dalle passività di un’impresa non sono perfettamente allineati per scadenza, periodicità degli eventuali pagamenti e per natura dei tassi degli investimenti (maturity mismatching, interest rate mismatching, reset date mismatching, basic mismatching), uno shock (positivo o negativo) dei tassi di interesse può produrre variazioni no n sincronizzate nel valore delle attività e delle passività.
Sostanzialmente l'esposizione al rischio tasso di interesse si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore è “sensibile” ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di inter esse o alla volatilità dei tassi di interesse;
- Rischio azionario: i valori di mercato delle posizioni assunte dall’impresa possono essere sensibili all’andamento dei mercati azionari (per esempio nel caso di contratti le cui prestazioni sono collegate al valore di un titolo azionario);
- Rischio tasso di cambio: il valore di mercato delle posizioni assunte dall’impresa può essere sensibile a variazioni dei tassi di cambio (per esempio nel caso di titoli azionari o obbligazionari denominati in valuta estera). Questo fattore di rischio, quin di, assume particolare rilevanza per le imprese di assicurazione in presenza di attività a copertura delle riserve tecniche denominate in una valuta diversa da quella dei corrispondenti impegni tecnici assunti contrattualmente. Infatti, poiché la conversio ne di valute avviene alla chiusura d’esercizio al cambio corrente, in corrispondenza di detta data possono realizzarsi delle plus/minusvalenze a causa della variazione dei tassi di cambio;
- Rischio immobiliare: qualora gli attivi di un’impresa di assicurazione siano investiti in immobili, i valori di tali attività sono sensibili all’andamento dei prezzi di mercato degli stessi;
- Credit Spread: ogni volta che un’impresa di assicurazione sottoscrive strumenti finanziari, può incorrere nel rischio di insolvenza del proprio debitore il quale potrebbe non essere in grado sia di adempiere alle proprie obbligazioni sia di incorrere nel r ischio di un peggioramento merito creditizio, con conseguente riduzione del valore del titolo. L’esposizione al rischio credito si riferisce ad attività, passività e strumenti finanziari sensibili alla variazione degli spread creditizi;
- Rischio concentrazione: l’esposizione al rischio di concentrazione, che deriva da una variazione inattesa dei prezzi, del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte, si riferisce alle attività soggette al rischio azionario, al tasso di interesse e spread e al rischio immobiliare inclusi nel rischio di mercato, ed esclude le attività soggette al rischio di inadempimento di controparte. Al momento a livello regolamentare sono esclusi anche i tito li di stato;
- Rischio Sovrano: è il rischio associato all’eventualità che un Governo non rispetti le proprie obbligazioni finanziarie. Può dipendere da fattori economici, finanziari e politici. Può essere legato alla congiuntura o svilupparsi nel medio -lungo periodo. Il rischio sovrano viene associato ai rendimenti dei titoli pubblici e quindi agli interessi che uno Stato deve corrispondere agli investitori per potersi finanziare;
- Liquidità del titolo: la possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli, infatti, può esporre la Compagnia al ris chio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all’acquisto dei titoli che si intende smobilizzare. A livello regolamentare non è attualmente previsto un requisito di capitale specifico;
- Altre esposizioni in assets: Tale fattore di rischio si concretizza nel rischio mercato legato a private equity, strumenti alternativi, infrastrutture, prodotti legati all’inflazione e ibridi.
I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche delle Gestioni Separate, Specifiche Provviste e del Portafoglio di Proprietà.
La tabella riportata di seguito rappresenta la distribuzione degli strumenti nei suddetti portafogli, per tipologia, espressi in percentuale rispetto al controvalore totale di mercato.
224 NOTE ILLUSTRATIVE
Tipo Titolo Tipo Cedola Totali
Emittenti Governativi Fixed 73,28%
Floating 0,07%
Totale 73,34%
Emittenti Obbligazionari Fixed 8,47%
Floating 6,61%
Totale 15,09%
Azioni Totale 0,04%
La percentuale di OICR è pari al 11,28% la cui la ripartizione risulta così composta:
Tipo OICR % OICR Azionario 20,72% OICR Governativo 18,18% OICR Immobiliare 8,96% OICR Loans 26,70% OICR Corporate 11,59% OICR Infrastrutturali 7,76% OICR Private Equity 6,09%
Di cui la percentuale esposta in valuta sul totale di portafoglio assets è del 1,58%.
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 33,2%).
Market risk - risk/sum of risk components - relativo e
complessivo
Relativo Complessivo
Interest rate risk 18,6% 6,2% Equity risk 40,4% 13,4% Property risk 3,8% 1,3% Spread risk 23,5% 7,8% Currency risk 13,7% 4,5% Concentration risk 0,0% 0,0%
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l’attività del Team Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti (sia RAF si a operativi). Nella composizione complessiva del portafoglio d’investimento si tiene conto dell’esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli inv estimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all’attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inolt re una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.
La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset -Liability Management, al fine di coglie re le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l’eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomo dulo di rischio.
NOTE ILLUSTRATIVE 225 L’identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:
- Nuovi investimenti: con riferimento ai nuovi investimenti, nell’ambito del processo ORSA vengono effettuate analisi relative a scenari di investimento futuro con l’obiettivo di identificare i rischi connessi a tali scelte di investimento e a valutarne l’im patto sul profilo di rischio in termini quantitativi. Inoltre, per gli investimenti di “natura occasionale” (secondo la definizione data nella Policy e Regolamento Investimenti) sulla base delle informazioni fornite dal Team Finanza viene effettuata dalla Funzione di Risk Management una valutazione quali/quantitativa ex -ante basata sia su logiche gestionali che regolamentari. Un iter di valutazione del rischio ex -ante viene effettuata dalla Funzione di Risk Management anche per tutti gli attivi classificati come complessi, con un focus particolare su OICR non UCITs (in particolare i FIA).
- Portafoglio in essere: Con riferimento al portafoglio in essere, l’identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio, dei dati di mercato e delle misure di rischio determinate attraverso lo strumento di calcolo del SCR adottato.
Si riportano di seguito i macro -indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di
mercato:
- SCR Maket Risk - Based: indicatori basati sulle grandezze regolamentari relative al requisito di capitale afferenti alla classe di rischio mercato;
- Percentuale di Esposizione in Asset Class: indicatore volto a quantificare e monitorare le esposizioni nelle principali asset class declinate all’interno della Policy degli Investimenti;
- Percentuale di Concentrazione Emittenti Financial e Corporate: indicatore volto a quantificare e monitorare la concentrazione degli emittenti Corporate in base a specifiche fasce di
merito creditizio;
- Limite esposizione in OICR e limite esposizione per strategia in OICR;
- Sensitivities Spread Goverantivo Italia (al fine di catturare il fattore di rischio spread sui titoli governativi non incluso nella formula standard);
- Sensitivity sui fattori di rischio mercato (es. tasso, equity).
Rischio Asset Liability Management (ALM) Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anzi ché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L’obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.
Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:
- Asset Allocation Strategica (AAT): consiste nel rischio risultante dall’inadeguatezza/incoerenza dell’asset allocation per fare fronte alle passività.
- Asset & Liability mismatch: corrisponde al rischio di disallineamento tra attivi e passivi che può comportare un’esposizione dell’impresa o al rischio disinvestimento o al rischio reinvestimento.
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.
Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset -
Liability Management, al fine di cogliere le interrel azioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.
Per quanto riguarda i macro -indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:
- SCR Interest Rate – Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l’assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
- Disallineamento rendimenti delle gestioni separate: l’indicatore misura il disallinemento tra rendimenti dalle gestioni separate e rendimenti minimi garantiti agli assicurati;
- Cash Flow Matching: l’indicatore descrive il disallineamento, tempo per tempo, tra i Cashflow degli attivi e i Cashflow del passivo;
- Duration Matching: disallineamento tra la duration dei Cashflow Attivi e la duration dei
Cashflow Passivi;
- Future Discretionary Benefit (cd. FDB): indicatore che ha lo scopo di monitorare in maniera indiretta la capacità di assorbimento delle perdite Solvency II da parte delle Technical Provisions;
226 NOTE ILLUSTRATIVE - Sensitivities Spread Goverantivo Italia;
- Sensitivity sui fattori di rischio mercato e tecnici (es. tasso e riscatti).
Rischio di liquidità Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv -bis 2 del CAP).
La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all’acquisto dei titoli che si intende smobilizzare.
Alla sottocategoria dei Rischi di Liquidità appartengono i seguenti fattori di rischio:
- Market Liquidity Risk: Rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare o finanziare le proprie riserve di liquidità senza incorrere in perdite a causa della scarsa liquidità o chiusura dei
mercati;
- Liquidity Mismatch Risk: Rischio che il profilo dei flussi di cassa in uscita non risulti adeguatamente compensato dal profilo dei flussi di cassa in entrara nel breve e brevissimo
termine;
- Contingency Liquidity Risk: Rischio derivante da un’evoluzione delle passività a breve termine che genera una situazione di incapacità da parte dell’attivo corrente.
La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale.
L’identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento ai portafogli investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L’identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell’orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.
Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio
liquidità:
- importo dei conti correnti: la Compagnia ha scelto di monitorare l’importo detenuto nei Conti Correnti al fine di fissare un limite inferiore che rappresenta la Riserva di Liquidità (come prescritta dal Reg. 38 IVASS) e un limite superiore in termini di im porto massimo da detenere nei Conti Correnti al fine di rendere efficace la gestione del portafoglio e limitare gli eventuali effetti sull’SCR Default. Nella quantificazione della Riserva di Liquidità concorrono non solo le esposizioni in Conto Corrente ma anche titoli Governativi dell'Area Euro con qualità del credito superiore a 2 e scadenza inferiore ai 3 mesi.
- Liquidity Buffer: il numero di periodi, mensili, consecutivi con Liquidity Buffer negativo, nell’orizzonte temporale annuale considerato e fornisce un’indicazione sintetica della situazione di liquidità della Compagnia;
- Piano di Liquidità: l’indicatore è volto a dimostrare che la Compagnia ha le risorse finanziarie su base continuativa per la gestione del rischio liquidità. Tale condizione risulta inoltre essere alla base per l’applicazione del Volatility Adjustment a liv ello Regolamentare;
- Contingency di liquidità: ovvero titoli facilmente liquidabili;
- SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull’SCR default derivante dall’aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default.
Rischio di credito o counterparty default Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l’impres a di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv -bis 1 del CAP).
La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell’emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni ec onomico -finanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politico -
militare.
NOTE ILLUSTRATIVE 227 Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:
- Riassicurazione;
- Intermediarie e altre controparti;
- Investimenti.
I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:
- Per quanto riguarda la sottoclasse Rassicurazione:
o Rischio di credito verso riassicuratori: rappresenta il rischio di perdite derivanti dall’insolvenza di uno o più riassicuratori;
o Rischio di base: derivante dalle eventuali discrepanze tra le esigenze di riassicurazione e l’effettiva copertura prevista dal trattato comportando per la Compagnia un’assunzione di rischio maggiore rispetto a quella preventivata.
- Per quanto riguarda gli intermediari e le altre controparti:
o Rischio di credito verso intermediari e altre controparti: rappresenta il rischio di perdite in conseguenza all’inadempimento contrattuale di soggetti terzi (es. i crediti verso assicurati, verso intermediari assicurativi, conti correnti verso banche).
- Per quanto riguarda la sottoclasse rischio di credito degli investimenti (correlato al processo di asset management) essa rappresenta il rischio di perdite derivanti dall’insolvenza di una o più obbligazioni pertanto si identificano i seguenti fattori di r ischio:
o Bond default: rischio legato all’inadempienza dell’emittente prima della realizzazione della
sua obbligazione;
o Altre investment assets: rischio credito verso altri assets.
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione ( si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 0,8%).
Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo
Relativo Complessivo
Type 1 counterparties 100,0% 0,8% Type 2 counterparties 0,0% 0,0%
Di tale requisito regolamentare la quota parte assorbita dal rischio default legato alla riassicurazione marginale. I trattati di riassicurazione in essere hanno una qualità del credito pari a AA (si precisa che la Compagnia può sottoscrivere trattati di r iassicurazione sono con riassicurazioni aventi una qualità del credito maggiore o uguale a BBB).
Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investime nti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemvita ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.
L’identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:
- Importo Massimo in Conti Correnti: rappresenta l’ammontare massimo in C/C da detenere su
singolo portafoglio;
- SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull’SCR default derivante dall’aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di
SCR Default;
- SCR Counterparty Default Risk Riassicurativo/Recoverables SII: l’indicatore è costruito rapportando l’SCR Counterparty Default Risk verso Riassicuratori (pre -diversificazione), ai Recoverables (somma tra le riserve cedute e crediti netti verso riassicurato ri);
- Esposizione per Riassicuratore: l’indicatore individua l’esposizione verso ciascun Riassicuratore in termini di somme assicurate;
- Anzianità dei crediti netti per Riassicuratore: l’indicatore individua l’anzianità dei crediti netti verso ciascuna controparte riassicurativa;
- Ammontare dei crediti netti per Riassicuratore: l’indicatore individua l’ammontare dei crediti netti verso ciascuna controparte riassicurativa.
228 NOTE ILLUSTRATIVE Rischi Operativi Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv -bis 5 del CAP). Pertanto, l’impresa può incorrere in perdite operative, definibili come gli effetti economici negativi derivanti da eventi di natura operativa, rilevati nella contabilità aziendale e tali da avere impatto sul conto economico.
Alla più generale categoria dei Rischi Operativi appartengono le seguenti sotto -categorie:
- Rischio Operativi;
- Rischio Informatico e di Sicurezza;
- Rischio di non Conformità alle norme;
- Model Risk;
- Continuità Operativa;
- Regulatory Operational Risk, di seguito meglio esplicitate.
Rischio Operativo e Rischio Informatico & di Sicurezza I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:
- Persone: le risorse umane possono essere fonte di rischio per l’impresa, se la struttura organizzativa non è efficiente, oppure si verificano carenze nella professionalità dei dipendenti o, per esempio, se la struttura retributiva e il percorso di carriera non sono adeguati e se il clima aziendale non è idoneo. Gli esempi di perdite dovute a risorse incompetenti o negligenti sono numerosi, fra questi emergono i casi di inserimento erroneo di dati nei sistemi, errori nella trasposizione dei dati o violazioni di regolamenti.
- Processi: i processi aziendali sono fonte di rischio operativo nel caso in cui si verifichino delle inefficienze nel disegno, nella formalizzazione e nella definizione della struttura degli stessi e quindi nella definizione degli attori che vi prendono par te e del relativo livello di responsabilità e di autorizzazione. Possono risultare inadeguati e quindi essere fonte di rischio operativo tutti i processi aziendali, compresi i modelli valutativi e di calcolo e gli stessi processi di gestione del rischio. S ono fonte di rischio operativo:
o le esternalizzazioni di attività aziendali nel caso in cui si verifichino delle carenze / inadeguatezze nei processi di gestione del rapporto con gli outsourcer tali da causare delle perdite
all’impresa;
o il mancato aggiornamento o l’inadeguata archiviazione delle procedure e normative che formalizzano i processi interni;
o mancata/inadeguata/intempestiva emanazione di norme attuative interne in relazione alla normativa esterna vigente.
- Eventi Esterni: gli eventi legati a fattori esterni possono causare perdite all’impresa a fronte di calamità naturali, di prevenzione e sicurezza verso eventi di natura accidentale, a fronte di obsolescenza delle infrastrutture, di prevenzione e di sicurez za verso atti di natura criminosa, nei passaggi autorizzativi per l'esecuzione delle attività operative, nelle misure di controllo verso attività non autorizzate e frodi da parte di dipendenti, di misure preventive verso frodi da parte di esterni, a fronte di un inadeguato e/o non tempestivo aggiornamento della normativa interna in relazione ai mutamenti della normativa esterna da cui deriva.
- Rischio Informatico e di Sicurezza: questo fattore di rischio è composta dai seguenti
elementi:
o ICT Data Integraty Risks: rischi derivanti da eventi o situazioni che possono causare l’interruzione dei servizi (es. cyber attacks, guasti hardware/software, inadeguatezza dei piani di Disaster Recovery).
o ICT Security Risk: rischi derivanti da eventi o situazioni che possono causare l’accesso non autorizzato a dati o sistemi aziendali (es. rischi di cyber attack, inadeguatezza dei sistemi di autenticazione/autorizzazione).
o ICT Change Risks: rischi derivanti dall'incapacità di gestire, in modo tempestivo e controllato, i cambiamenti dei sistemi ICT in particolare per piani di cambiamento ampi e complessi (es.
inadeguatezza o assenza di controlli nello sviluppo del software, i nadeguatezza dell’architettura ICT).
o ICT Data Integrity Risk: rischi derivanti dalla presenza e dall’utilizzo da parte dei sistemi ICT di dati non completi, non accurati e non coerenti tra loro che possono compromettere la correttezza e la tempestività del servizio erogato e delle informazion i gestionali e finanziarie fornite
NOTE ILLUSTRATIVE 229 (es. anomalie nell’elaborazione dei dati, inadeguatezza dei controlli di data -input / data -extraction, …).
o ICT Outsourcing Risk: rischi derivanti da esternalizzazione verso una terza parte o verso un’altra entità del Gruppo (intra -group outsourcing) di processi di fornitura di sistemi ICT o servizi correlati (es. inadeguatezza dei meccanismi contrattuali di con trollo, degrado del servizio offerto, …).
L’approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo ‘bottom up’, basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l’obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il ri schio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.
L’obiettivo di tale approccio, basato sull’analisi per Team Funzionali, è l’individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi (quantificazione d elle perdite attese e inattese), la valutazione dell’efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio. La valutazione delle perdite attese e inattese viene fatta sia in relazione al rischi o operativo nella sua interezza sia per la componente relativa al rischio ICT e di sicurezza.
Su entrambe le grandezze esistono dei limiti RAF.
La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back -test circa la valutazione ex -ante mediante Risk Self -Assessment.
Regulatory Operational Risk Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l’applicazione della Standard Formula. Da un punto di vista della distribuzione del rischio operativo di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo del rischio operativo è pari al 11,7%).
Operational risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo
Relativo Complessivo
Operational risk 11,7% 11,7%
Rischio legale e rischio di non conformità alle norme Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provv edimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali. Il rischio n ormativo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo: rischio di mancata prevenzione, da parte della Compagnia, della realizzazione di attività a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo; rischio di inc orrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza in materia antiriciclaggio e antiterrorismo.
I fattori di rischio legale e di non conformità alle norme sono riconducibili a:
- Legal enviroment : rischio legato in generale al mancato rispetto delle leggi, sia esso di natura fiscale o di trattamento dati personali. Rischio di controversia causato da un vuoto giuridico o da un inquadramento incompleto o inadeguato degli obblighi e delle responsabil ità assegnate alle parti. Assenza di contratti, condizioni carenti di conservazione della documentazione legale.
Rischio legato al non rispetto delle leggi sulle imposte legate alla Compagnia. Rischio legato all’antiriciclaggio. Rischio legato alla sicurez za sul lavoro. Rischio legato al mancato rispetto della normativa sulla privacy;
- Compliance with regulations: inosservanza dei regolamenti e provvedimenti applicabili (leggi assicurative, aziendali o del lavoro). Mancanza di follow -up delle questioni normative. In particolare il fattore di rischio Compliance with regulations (di seguit o anche rischio “Normativa”) può esporre l’impresa a specifici eventi perdita, legati appunto all’evoluzione della stessa. Mutamenti sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali, possono, infatti,
riguardare:
230 NOTE ILLUSTRATIVE o rapporti con l’Autorità di Vigilanza;
o rapporti con i clienti;
o rapporti con i dipendenti;
o sicurezza sui luoghi di lavoro;
o rapporti con altri Organi.
In particolare, tale fattore di rischio riguarda l’incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, il subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, con particolare attenzione alle norme relative alla trasparenza e correttezza dei comportamenti nei confronti degli assicurati e danneggiati, all’informativa precontrattuale e contrattuale, alla corretta esecuzione dei co ntratti, con particolare riferimento alla gestione dei sinistri e, più in generale, alla tutela del consumatore.
Modelling Risk
Rischio di perdite in materia di sviluppo, implementazione o usi improprio di altri modelli da parte della Compagnia per il processo decisionale (ad esempio, i prezzi dei prodotti, la valutazione degli strumenti finanziari, il monitoraggio dei limiti di ri schio, etc).
Continuità Operativa
Il rischio di continuità operativa è collegato all’utilizzo di un piano di continuità operativa per la gestione di situazioni di crisi conseguenti ad incidenti di portata settoriale, aziendale ovvero a catastrofi estese che colpiscono l’operatore o le sue controparti rilevanti. La Compagnia ha sviluppato un piano di continuità operativa definito secondo le disposizioni DORA.
Rischi di Secondo Livello (o indiretti) Secondo il modello adottato dalla Compagnia, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente ill ustrate. Si tratta in particolare, così identificati dalla normativa di settore, delle classi di rischio:
- Rischio legato all’appartenenza al gruppo;
- Rischio reputazionale;
- Rischio di condotta;
- Rischi ESG, e di seguito rappresentati.
Rischio legato all’appartenenza al gruppo Il rischio legato all’appartenenza al gruppo (rischio di ‘contagio’) è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l’impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possa no propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell’impresa stessa.
In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall’Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.
L’identificazione e l’analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell’ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristi che delle seguenti tipologie di operazioni:
- Operazioni significative (comprese tra il 1% e il 5% del Solvency Capital Requirement di
periodo);
- Operazioni Molto significative (>5% del Solvency Capital Requirement di periodo).
Rischio Reputazionale
Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell’immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comport amento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders. Il rischio reputazionale è generalmente classificato in:
- rischio reputazionale diretto: incentrato su business sensibili, sulla base di ESG (Ambientale, Sociale e Governance);
- rischio reputazionale indiretto: basato sulla gestione dell’impatto reputazionale di altri tipi di rischio (eg: rischio operativo, cyber risk, rischio legale, etc).
NOTE ILLUSTRATIVE 231 Si specifica che la valutazione del rischio reputazionale avviene nell’ambito della campagna di Risk Self Assessment afferente alla gestione del rischio operativo. L’identificazione del rischio è effettuata gestionalmente mediante l’analisi:
- delle procedure di collocamento che contemplano una preventiva valutazione di adeguatezza del contratto finalizzata ad individuare in via preliminare le esigenze assicurative e i bisogni di protezione del cliente, nonché a fornire l’adeguata informativa su l prodotto;
- dei servizi di assistenza da parte della rete distributiva;
- del processo di gestione dei reclami;
- del processo di liquidazione dei sinistri.
Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresento un ulteriore elemen to a supporto della gestione del rischio reputazionale.
Rischio di Condotta Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fatt ispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell’impresa.
I fattori di rischio presi in esame per la valutazione del rischio di condotta sono:
- Commercial development risk: mancanza di visibilità/trasparenza e/o scarsa valutazione delle prospettive di sviluppo o degli obiettivi o della redditività delle nuove attività/prodotti e misurazione/monitoraggi inadeguati delle performance commerciali/risc hi;
- Communication resources: risorse di comunicazione o strumenti di marketing inadeguati rispetto agli obiettivi definiti. Cattiva gestione del brand;
- Commercial performance: erosione, mancata sostituzione o sviluppo non redditizio della
base commerciale;
- Profitability & Risk Profile: redditività insufficiente, carenze delle procedure di fissazione delle tariffe, carenza o inadeguatezza dei modelli di valutazione (V4M, redditività per la clientela, etc) o di applicazione delle deroghe.
La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell’ambito del processo POG. La Compagnia, nell’ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i
seguenti obiettivi:
- rendere le iniziative di business orientate e focalizzate sulla figura del cliente (c.d Value for Money). In tale ambito il focus è incentrato sul disegno dei prodotti e la definizione di servizi in linea con le esigenze della clientela;
- stabilire un codice/sistema di condotta completamente radicato all’interno della struttura aziendale. In tale ambito il focus è incentrato sulla vendita di prodotti / erogazone di servizi assicurando trasparenza informativa verso la clientela,
- garantire che il business sia nel continuo focalizzato sul conseguimento del miglior risultato per il cliente (cfr. Monitoraggio KPI e KRI), tutelando l’integrità e la condotta della Compagnia nella relazione con la clientela.
Rischio ESG
Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l’obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’in vestimento o sul valore della passività.
Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contempl ati nelle altre risk category (ad esempio rischio di mercato e di sottoscrizione).
All’interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.
La Compagnia valuta il rischio climatico considerando entrambi i seguenti fattori:
- Rischio di Transizione: la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio può comportare ampi cambiamenti politici, legali, tecnologici e di mercato per affrontare i requisiti di mitigazione e adattamento relativi al cambiamento climatico. A s econda della natura, della velocità
232 NOTE ILLUSTRATIVE e dell’obiettivo di questi cambiamenti, i rischi di transizione possono comportare diversi livelli di rischio finanziario e di reputazione per le organizzazioni;
- Rischio Fisico: i rischi derivanti dal cambiamento climatico possono essere determinati da eventi acuti o da cambiamenti climatici a lungo termine tali d’avere possibili implicazione finanziarie sulle organizzazioni, come danni diretti alle risorse e gli i mpatti indiretti derivanti dall’interruzione della catena di fornitura. Dal punto di vista di una compagnia assicurativa, questi rischi non solo possono avere un effetto diretto sui propri asset fisici e indiretto sugli investimenti, ma possono avere un im patto anche sulle passività assicurative. Un amento della frequenza e severità degli eventi climatici avversi può tradursi in un aumento dei tassi dei sinistri, infortuni, malattia e mortalità.
Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecn ico/assicurativo) per verificare la materialità dell’esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l’analisi di scenario per quantificare l’impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.
Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti
step:
- Identificazione dei fattori di rischio e del perimetro di analisi - identificazione e classificazione delle principali fonti di rischio climatico e del perimetro di prodotti e assets potenzialmente impattati secondo le linee guida indicate da EIOPA.
- Valutazione della materialità – la valutazione, propedeutica all’analisi di rilevanza (cfr. punto successivo), è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities);
- Analisi di Rilevanza – analisi attivata solo per i rischi identificati come potenzialmente materiali nel punto precedente, ed ha come obiettivo l’identificazione dei rischi climatici rilevanti per il business e per la relativa analisi di stress ai fini ORS A. L’analisi è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities) e prevede almeno le seguenti macro attività:
o Identificazione dei criteri e delle metodologie da utilizzare sui portafogli esposti al rischio (sia asset, sia liabilities) analizzate nei paragrafi successivi;
o Valutazione quali/quantitativa di ogni perimetro identificato rispetto alle metodologie individuate e alle specifiche soglie di materialità.
Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede inoltre la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l’esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:
- Weighted Average Carbon Footprint;
- Percentuale Climate Policy Relevant Activities;
- Weighted Average Liabilities Hazard Exposure;
- Percentuale passività ad alto rischio climatico.
Rischi strategico
Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensio ne al rischio definita dall’impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall’ attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.
La Compagnia distingue tre principali fattori di rischio:
- Strategic risk: incapacità di avere una strategia aziendale completamente elaborata e concordata o l’incapacità di seguire tale strategia tale da creare valore nel medio lungo periodo.
- Business environmental risk: Esposizione a forze provenienti dal contesto esterno che potrebbero cambiare significativamente i fondamenti che guidano gli obiettivi generali e la strategia aziendale.
- Rischio Reddituale: relativo alla coerenza della componente reddituale dei portafogli verso gli obblighi assunti nei confronti degli assicurati e la marginalità finanziaria attesa dagli azionisti.
L’analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell’mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esempli ficativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).
NOTE ILLUSTRATIVE 233 In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattan te sul profilo di rischio dell’impresa.
In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.
***
Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi regolamentari – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).
Modulo di rischio Sottomodulo di rischio Esposizione Underwriting Risk Mortality risk X Longevity risk X Disability morbidity risk ---
Life Lapse risk X Expense risk X Revisionary risk ---
CAT risk X Market risk Interest rate risk X Equity risk X Property risk X Spread risk X Currency risk X Concentration risk ---
Counterparty default risk Type 1 counterparties X Type 2 counterparties ---
Operational Risk Operational risk X
Le valutazioni prospettiche dei rischi - ORSA - non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business (da segnalare tuttavia la review Solve ncy II la cui applicazione è prevista a partire dal 30.01.2027). A livello prospettico si osserva una loro differente composizione in termini di rilevanza rispetto al dato consuntivo, seppure le attuali valutazioni prospettiche non scontano ancora gli impa tti derivanti dalla Review Solvency II. In particolare, pur confermandosi il Life Underwriting Risk superiore ai Market Risk, si osserva un ribilanciamento tra le due classi di rischio guidato in particolar modo da una riduzione del Lapse Mass Risk come co nseguenza indiretta delle dinamiche dei tassi, alla base della pianificazione strategica, che li vedono in progressiva riduzione.
Contestualmente si evidenzia un incremento del Market Risk coerente con la crescita dei volumi e delle strategie di investimen to sottostanti.
Con riferimento sia ai dati prospettici sia a quelli monitorati alla data di valutazione, l’analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischi o Equity, Spread, Currency, Interest Rate, Operational e Lapse Mass. Anche se da un punto di vista del requisito di capitale generato, alla data di valutazione, il modulo di rischio Interest Rate non è il modulo di rischio più rilevante, esso piò rapprese ntare un rischio significativo sulla posizione di solvibilità per gli effetti indiretti che esso può generare.
Inoltre si conferma l’esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia, come parte integrante del processo ORSA, nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente (almeno con frequenza trimestrale) e all’interno del Report ORSA.
Le analisi quali/quantitativa sull’adeguatezza del profilo di rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l’applicazione della Formula Standard sono risultate positive.
Le risultanze delle attività di valutazione dei rischi hanno evidenziato una volatilità nell’evoluzione della solvibilità della Compagnia derivante dalle fluttuazioni dello spread BTP/Bund e dalle
234 NOTE ILLUSTRATIVE dinamiche collegate ai tassi di interessi. Tuttavia, tale volatilità dell’indice di solvibilità, è governata mediante l’attivazione di specifici presidi organizzativi e di monitoraggio.
Al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile e regolamentare, la Compagnia monitora e valuta anche i rischi quantitativi ma non rientranti nell’ambito della Formula Standard, i cosiddetti “rischi quantitativi non regolamentari”, quali :
- rischio spread sui titoli governativi;
- rischio di liquidità;
- rischio ALM;
- rischio operativo
- rischio ICT & di Sicurezza
- rischio condotta
- rischio di appartenenza al gruppo;
- rischio ESG (con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali);
- rischio strategico.
Oltre alle valutazioni sui rischi di natura quantificabile (sia regolamentare che non), la Compagnia gestisce e monitora anche:
- rischio modello;
- rischio di non conformità alle norme;
- rischio reputazionale;
- rischi emergenti.
Allo stato attuale, tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione, monitoraggio e valutazione coerente con la loro rilevanza. E dalle valutazioni condotte non comportano un add -on in termini di capitale regolamentare.
Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, stante la rilevanza di tale rischio, per una prudente e sana gestione dei rischi attuali e prospettici è definito u n processo di monitoraggio con il fine di intercettare possibili variazioni del contesto macro -economico e/o di business che possono avere impatti significativi sugli Own Funds e sul Requisito di Capitale della Compagnia.
NOTE ILLUSTRATIVE 235 CREDEMASSICURAZIONI S.P.A.
Approccio alla gestione del rischio di Credemassicurazioni Strategie e gestione del rischio Credemassicurazioni S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell’impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli as petti relativi alla loro rilevanza/significatività.
L’approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.
Gli elementi chiave attraverso cui viene definita la strategia e le modalità di gestione dei rischi della Compagnia sono i seguenti:
- identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi;
- valutazione dei rischi;
- strumenti e metodologie di misurazione;
- gestione dei rischi;
- monitoraggio e reporting.
I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:
- la verifica della coerenza tra il livello di rischio assunto e il livello di patrimonio disponibile atteso (c.d. Risk Appetite);
- la misurabilità/valutazione dei rischi (per quelli quantificabili) per permettere al management di valutare l’impatto degli stessi sull’andamento aziendale;
- la determinazione di processi e presidi operativi per quelli non quantificabili;
- la presenza di un sistema di monitoraggio continuativo del profilo di rischio attuale e prospettico e dei relativi indicatori di rischio identificati.
Credemassicurazioni nell’ambito del proprio sistema di gestione dei rischi, ha strutturato ed implementato un autonomo processo di valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi rilevanti verso i quali la Compagnia risulta esposta (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment). Tale processo ha le seguenti fasi:
- Valutazione prospettica del Solvency II Ratio;
- Stress Test;
- Piano di Liquidità prospettico;
- Adeguatezza della Formula Standard rispetto il profilo di rischio della Compagnia;
- Back Testing;
- Predisposizione ORSA Report e invio.
Tra essi sono incluse inoltre le valutazioni dei rischi ESG (con un focus particolare sui rischi climatici).
Parte integrante del processo ORSA sono anche i seguenti processi:
- Definizione del piano preliminare e del budget aziendale;
- Definizione del Risk Appetite;
- Individuazione e valutazione dei rischi e Continuous Monitoring.
Nell’ambito dell’attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva il corretto dimensionamento della dotazione complessiva di capitale. La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio e lo sviluppo del piano strategico. Tali attività sono significativamente connesse e vengono entrambe sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la vi sione prospettica del contesto esterno e il profilo di rischio.
Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall’attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.
Identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte
236 NOTE ILLUSTRATIVE indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all’attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.
Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali. I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:
- Rischi sottoscrizione (o tecnici assicurativi);
- Rischi assunzione e tariffazione;
- Rischio riservazione;
- Rischio Catastrofale.
- Rischi di mercato:
- Rischi Mercato;
- Rischio Liquidità e ALM.
- Rischi di credito e counterparty;
- Investimenti;
- Riassicurazione;
- Intermediari e controparti.
- Rischi operativi:
- Rischi Operativi;
- Rischio ICT e Sicurezza;
- Rischi di non conformità alle norme;
- Model Risk;
- Continuità Operativa;
- Regulatory Operational Risk.
- Rischi indiretti o di secondo livello;
o Rischio legato all’appartenenza al gruppo;
o Rischio reputazionale;
o Rischi di condotta;
o Rischi ESG;
- Rischi strategici;
- Rischi emergenti.
Il processo di identificazione dei rischi cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemassicurazioni, in linea con la Normativa Regolamen tare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui ris chi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è continua in evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione de i rischi e all’evoluzione del quadro normativo di riferimento.
La procedura di censimento dei rischi di Credemassicurazioni si articola in quattro fasi:
- analisi del piano strategico aziendale e individuazione dei fattori di rischio emergenti;
- individuazione dei fattori di rischio esterni;
- individuazione dei fattori di rischio operativi (ivi inclusi quelli informatici e di cyber risk), di non conformità alle norme e di secondo livello;
- individuazione dei fattori di rischio strategico.
Le modalità adottate per l’identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei
seguenti approcci:
- Risk Assessment specifici (per famiglie di rischio);
- Valutazioni delle differenze tra ogni assunzione di rischio e il risultato attuale;
- Eventi perdita o errori accaduti;
- Revisione dei processi, della matrice dei rischi normativa o risk assessment normativi;
- Brainstorming con il management e i risk owner;
- Valutazioni di Internal/External Audit
- Comunicazioni e confronti con i regulator;
- Altri eventi esterni;
- Reporting trasmesso dalle arre funzionali della Compagnia.
NOTE ILLUSTRATIVE 237 Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la Mappa dei rischi della Compagnia.
Valutazione dei Rischi Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo (sia regolamentare sia non regolamentare) e qualitativo.
La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significat ivi.
La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.
Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all’occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i segu enti principali eventi:
- l’aggiornamento del piano strategico;
- un’acquisizione o un disinvestimento che modifichi sensibilmente il business, il profilo di rischio o la posizione di solvibilità;
- una variazione significativa nei mercati finanziari che determini un notevole impatto sul portafoglio attivi della compagnia;
- una variazione significativa nelle passività della Compagnia;
- una riduzione della posizione di solvibilità al di sotto di valori critici;
- un cambiamento significativo del quadro regolamentare;
- un cambiamento significativo del profilo di rischio e l’insorgere di nuovi rischi;
- un cambiamento significativo dei processi, sistemi e procedure aziendali.
Strumenti e Metodologie di Misurazione La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie sviluppate nell’ambito della procedura di profilazione dei rischi ovvero a indicatori di ri schio i quali possono essere costruiti ai seguenti approcci metodologici:
- quantitativi regolamentari basati sui principi alla base delle grandezze regolamentari Solvency tra cui il Requisito di Capitale;
- quantitativi non regolamentari (o gestionali) basati su concetti come ad esempio esposizione, concentrazione, volatilità, perdita attesa o potenziale, e/o volti a valutare quei rischi non ricompresi nella formula standard e/o ad integrare la valutazione de gli stessi rischi regolamentari tra cui:
o Rischio Liquidità;
o Rischio ALM;
o Rischi Operativi;
o Rischi ICT e di Sicurezza;
o Rischio di Condotta;
o Rischio di Appartenenza al Gruppo;
o Rischio ESG (rischio climatico);
o Rischio strategico,
- qualitativi basati su grandezze non quantificabili o difficilmente quantificabili, la cui valutazione del giudizio esperto è prevalente, tra cui:
o Rischio Modello;
o Rischio Legale & Non Conformità;
o Rischi di Condotta;
o Rischio Reputazionale;
o Rischi Emergenti.
Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferime nto è quella della Formula Standard. Si precisa inoltra che la Compagnia adotta l’applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l’utilizzo del Volatility
238 NOTE ILLUSTRATIVE Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall’applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e l a curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.
Tutte queste grandezze, oltre a costituire l’impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l’individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l’attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.
Da un punto di vista metodologico, concorrono alla valutazione dei rischi anche:
- Sensitivity, stress test e scenario test: ai sensi dell’Art. 19, comma 4 del Reg. IVASS n.38, la Funzione Risk Management, allo scopo di valutare in ottica attuale e prospettica gli impatti sulla situazione economica e patrimoniale derivanti da andamenti a vversi dei principali fattori di rischio, effettua, per ciascuna delle fonti di rischio identificate come maggiormente significative, analisi di stress test e sensitivity.
- Risk Self Assessment sui rischi operativi (ivi inclusi il rischio ICT e di Sicurezza).
Gestione dei Rischi L’obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l’indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l’obiettivo di s alvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio con il Consigliere Incaricato al controllo interno e ai rischi della Compagnia. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:
• Risk Appetite Framework La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell’ambito dell’attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l’obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:
- la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi organizzativi, il piano strategico, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;
- gli aspetti chiave del business della Compagnia;
- la volontà e la capacità di assumere rischi;
- le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.
La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappres entano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio -lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.
Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:
- il Risk Profile rappresenta il rischio effettivo della Compagnia valutato in un determinato
istante temporale;
- il Risk Appetite rappresenta la vera e propria propensione al rischio da parte della Compagnia e costituisce, quindi, il livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi
obiettivi strategici;
NOTE ILLUSTRATIVE 239 - la Risk Tolerance individua la soglia massima di tolleranza del rischio, fissata al fine di assicurare alla Compagnia margini sufficienti per operare sia in fase di normale corso degli affari sia in condizioni di mercato particolarmente stressate;
- la Risk Capacity, invece, rappresenta il massimo rischio assumibile dalla Compagnia; è costituito quindi dal livello di rischio che essa è in grado di assumere a suo carico senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dall’autorità d i vigilanza.
- Risk Preferences , rappresentano le preferenze in materia di selezione dei rischi, sintetizzano il collegamento tra Risk Appetite e Strategia, caratterizzano gli elementi qualitativi del RAF.
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio -lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall’Autorità di Vigilanza, l’appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la sog lia massima di scostamento rispetto all’appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.
La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell’emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l’impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l’approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite n ella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell’esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.
• Indicatori di Rischio In coerenza con quanto disciplinato nel Regolamento di Risk Appetite Framework della Compagnia, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.
Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:
- indicatori di I° livello: sono indicatori finalizzati principalmente al rispetto dei vincoli di solvibilità. Sono indicatori di possibili impatti negativi e forniscono avvertimenti atti ad identificare potenziali eventi dannosi che minacciano il raggiungimento degli obiettivi e la continuità del Business. Tali indicatori sono integrati all’interno del Regolamento di Risk Appetite Framework e ad essi viene associato un Risk Appetite, una Risk Tolerance e una Risk Capacity e il relativo sistema di Risk Appetite Statement;
- indicatori di early warning: al fine di effettuare un monitoraggio preventivo e nel continuo sugli indicatori di solvibilità sono stati inoltre definiti degli indicatori di early warnig volti ad intercettare fenomeni e/o eventi di potenziale elevata criticità e/o attenzione;
- indicatori di II° livello: sono indicatori di tipo operativo/gestionali funzionali ad irrobustire le attività di monitoraggio dei rischi ed eventualmente fornire segnali preventivi ad un potenziale deterioramento delle metriche di I° Livello. Tali indicatori sono integrati all’inte rno del Regolamento di Risk Appetite Framework della Compagnia.
Nell’ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. limiti in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l’appetito al rischio dell a Compagnia. Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l’obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:
- Risk Appetite: 230%;
- Risk Tolerance: 180%;
- Risk Capacity: 130%.
240 NOTE ILLUSTRATIVE Nell’ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all’interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.
Monitoraggio e Reporting Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemassicurazioni coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ivi incluse le Funzioni di Fondamentali, il Consigliere Incaricato e il Consiglio di Amministrazione .
In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti (sia di RAF che operative), definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell’attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l’o peratività svolta dall’impresa.
I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all’evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Consigliere Incaricato per i Controlli Interni e i Rischi, del CRO, dell’Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.
Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemassicurazioni è caratterizzato da:
- una fase di aggiornamento degli indicatori di rischio e/o dei limiti (sia di RAF che operative) per il governo del rischio a seconda delle esigenze organizzative e/o a seguito di variazioni del contesto interno o esterno, o qualora non siano più in linea con il profilo di rischio richiesto
dall’Organo Amministrativo;
- una conseguente attività di monitoraggio degli indicatori e dei limiti operativi e di governo del rischio. Le attività di monitoraggio si sostanziano in specifici presidi organizzativi atti a garantire il rispetto dei limiti stessi, ad attivare tempestivi processi di segnalazione a fronte di eventuali rilevazioni di superamento e a definire specifici piani di rientro a seguito delle segnalazioni stesse.
Nell’ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche, Regolamenti e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che in sistono su Credemassicurazioni, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti , inoltre, hanno l’obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all’interno della società.
Il rispetto e l’applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il b uon andamento dell’impresa.
Analisi dei rischi La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di valutazione e analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l’adozione di metodologie di misurazione dell’esposizione al ri schio, incluso, un sistema di determinazione dell’ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l’impresa è esposta.
Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertan to, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard , a cui l’impresa è esposta.
Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio requisito di capitale, alla determinazione dei Fondi Propri Ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengono
NOTE ILLUSTRATIVE 241 effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all’Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I° e di II° Livello declinati nel Regolamento di Risk Appetite Framework.
Qualora nell’ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all’Appetito al Rischio dell’impresa, scostamenti significativi rispetto all e principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell’ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un’attività di Non -Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottic a prospettica.
La Compagnia nel corso del primo semestre 2026 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:
- Predisposizione ed invio all’Autorità di Vigilanza, entro i termini regolamentari, delle reportistiche trimestrali (QRT) richieste dal Pillar III;
- Predisposizione del Regular Supervisory Report - RSR (Relazione periodica all’Autorità di Vigilanza) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2025, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di marzo 2026 ed inviati entro il termine regolamentare ad I VASS;
- Predisposizione del Solvency Financial Condition Report - SFCR (Relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2025, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di marzo 2025 ed inviati entro il ter mine regolamentare ad IVASS;
- Realizzazione delle elaborazioni ORSA necessarie alla valutazione del profilo di solvibilità del piano strategico 2026 -2028 e alla predisposizione del Report ORSA delibero dal Consiglio di Amministrazione di aprile 2026 ed inviato, entro la scadenza regola mentare, ad IVASS.
Rischi di sottoscrizione NON LIFE (o tecnici assicurativi)
Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, co mma 1, lettera vv -bis 4 del CAP).
Nell’ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:
- Rischio di assunzione: rappresenta il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, collegato agli eventi assicurati, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all’andamento sfavorevole della sinistralità effe ttiva rispetto a quella stimata.
- Rischio di riservazione, ovvero il rischio connesso alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti a coprire gli impegni assunti nei confronti degli assicurati e dei danneggiati.
- Rischio catastrofale, ovvero il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative, derivante dall’incertezza significativa delle ipotesi relative alla determinazione dei premi e alla costituzione delle riserve in rappor to al verificarsi di eventi estremi ed eccezionali legati ad eventi naturali o causati dall’uomo.
- Rischio lapse, rappresenta il rischio derivante dall’esercizio di opzioni da parte degli assicurati eventualmente contenute nei contratti non -life, quali ad esempio l’opzione di rescindere il contratto prima della scadenza pattuita o l’opzione di rinnovo d el contratto secondo condizioni precedentemente stabilite.
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presen te sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi NON life e Health NSLT underwriting è pari al 76,3%).
242 NOTE ILLUSTRATIVE Non Life risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo IQ 2026 % Relativo % Complessivo Non -Life premium and reserve risk 63,1% 28,7% Non -Life lapse risk 22,2% 10,1% Non -life CAT risk 14,6% 6,7%
Health risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo IQ 2026 % Relativo % Complessivo Health premium and reserve risk 74,2% 23,0% Health Lapse risk 23,5% 7,3% Health CAT 2,3% 0,7% Health SLT Mortality risk 0,0% 0,0% Health SLT Longevity risk 0,0% 0,0% Health SLT Disability morbidity risk 0,0% 0,0% Health SLT Lapse risk 0,0% 0,0% Health SLT Expense risk 0,0% 0,0% Health SLT Revision risk 0,0% 0,0%
La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:
- illustrano i tipi di rischi assicurativi che intende assumere;
- evidenziano le caratteristiche dell’attività di assicurazione (prodotti, canali distributivi, rischi
esclusi);
- descrivono le modalità volte a garantire che la raccolta premi sia adeguata a coprire i sinistri previsti e le relative spese;
- illustrano le modalità con cui l’impresa tiene conto della riassicurazione o di altre tecniche di mitigazione del rischio nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio;
- illustrano le modalità con cui l’impresa tiene conto delle limitazioni degli investimenti nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio.
La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite.
L’identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in
essere:
- Nuovi prodotti: coerentemente con il Piano Strategico, la rilevazione dei rischi connessi ai nuovi prodotti viene effettuata sulla base delle loro caratteristiche tecniche nell’ambito del processo di ORSA. Inoltre, in coerenza con il processo finalizzato alla creazione e lancio dei nuovi prodotti definito nell’ambito del più generale processo POG (Product Over sight and Governance), la funzione Risk Management è chiamata a redigere una specifica analisi di rischiosità (c.d. scheda rischi) del singolo prodot to i cui esiti sono trasmessi al Comitato di Product Governance.
- Portafoglio in essere: con riferimento al portafoglio in essere, l’identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio e delle misure di assorbimento di capitale determinate attraverso lo strumento utilizzato dalla Compa gnia per il calcolo del SCR (Standard Formula). Le informazioni relative all’andamento tecnico complessivo rispecchiano sinteticamente i risultati tecnici dei singoli Rami e quindi dei prodotti presenti in portafoglio (che in generale possono comprendere p iù Rami).
Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:
- SCR - Non -life underwriting risk e relativi sottomoduli di rischio (valutato sia al lordo sia al netto della Riassicurazione);
- SCR - Health underwriting risk e relativi sottomoduli di rischio (valutato sia al lordo sia al netto
della Riassicurazione);
- Distribuzione delle Best Estimate (Non -Life ed Health NSLT) valutate sia al lordo sia al netto
della Riassicurazione;
- Risk Margin (Non -Life ed Health NSLT);
- Combined Ratio;
- Loss Ratio;
- Expense Ratio.
NOTE ILLUSTRATIVE 243 Rischi di mercato
Alla più generale categoria del Rischio Mercato appartengono le seguenti sotto -categorie:
- Rischio Mercato;
- Rischio Asset & Liability Management;
- Rischio di Liquidità,
- di seguito meglio esplicitate.
Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv -bis 3 del CAP).
I rischi di mercato risentono dell’andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, v alute o aree geografiche.
Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:
- Rischio tasso di interesse: il valore degli attivi di una impresa di assicurazione è sensibile a variazioni dei tassi di interesse. Inoltre, se i flussi finanziari generati dalle attività e quelli generati dalle passività di un’impresa non sono perfettamente alli neati per scadenza, periodicità degli eventuali pagamenti e per natura dei tassi degli investimenti (maturity mismatching, interest rate mismatching, reset date mismatching, basic mismatching), uno shock (positivo o negativo) dei tassi di interesse può pro durre variazioni non sincronizzate nel valore delle attività e delle passività.
Sostanzialmente l ’esposizione al rischio tasso di interesse si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore è “sensibile” ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o alla volatilità dei tassi di interesse;
- Rischio azionario: i valori di mercato delle posizioni assunte dall’impresa possono essere sensibili all’andamento dei mercati azionari (per esempio nel caso di contratti le cui prestazioni sono collegate al valore di un titolo azionario);
- Rischio tasso di cambio: il valore di mercato delle posizioni assunte dall’impresa può essere sensibile a variazioni dei tassi di cambio (per esempio nel caso di titoli azionari o obbligazionari denominati in valuta estera). Questo fattore di rischio, quin di, assume particolare rilevanza per le imprese di assicurazione in presenza di attività a copertura delle riserve tecniche denominate in una valuta diversa da quella dei corrispondenti impegni tecnici assunti contrattualmente. Infatti, poiché la conversio ne di valute avviene alla chiusura d’esercizio al cambio corrente, in corrispondenza di detta data possono realizzarsi delle plus/minusvalenze a causa della variazione dei tassi di cambio;
- Rischio immobiliare: qualora gli attivi di un’impresa di assicurazione siano investiti in immobili, i valori di tali attività sono sensibili all’andamento dei prezzi di mercato degli stessi;
- Credit Spread: ogni volta che un’impresa di assicurazione sottoscrive strumenti finanziari, può incorrere nel rischio di insolvenza del proprio debitore il quale potrebbe non essere in grado sia di adempiere alle proprie obbligazioni sia di incorrere nel r ischio di un peggioramento merito creditizio, con conseguente riduzione del valore del titolo. L’esposizione al rischio credito si riferisce ad attività, passività e strumenti finanziari sensibili alla variazione degli spread creditizi;
- Rischio concentrazione: l’esposizione al rischio di concentrazione, che deriva da una variazione inattesa dei prezzi, del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte, si riferisce alle attività soggette al rischio azionario, al tasso di interesse e spread e al rischio immobiliare inclusi nel rischio di mercato, ed esclude le attività soggette al rischio di inadempimento di controparte. Al momento a livello regolamentare sono esclusi anche i tito li di stato;
- Rischio Sovrano: E’ il rischio associato all’eventualità che un Governo non rispetti le proprie obbligazioni finanziarie. Può dipendere da fattori economici, finanziari e politici. Può essere legato alla congiuntura o svilupparsi nel medio -lungo periodo. I l rischio sovrano viene associato ai rendimenti dei titoli pubblici e quindi agli interessi che uno Stato deve corrispondere agli investitori per potersi finanziare;
- Liquidità del titolo: La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli, infatti, può esporre la Compagnia al ris chio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all’acquisto dei titoli che si intende smobilizzare. A livello regolamentare non è attualmente previsto un requisito di capitale specifico;
244 NOTE ILLUSTRATIVE - Altre esposizioni in assets: Tale fattore di rischio si concretizza nel rischio mercato legato a private equity, strumenti alternativi, infrastrutture, prodotti legati all’inflazione e ibridi.
I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche del Portafoglio di Proprietà.
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 15,7%).
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l’attività del Team Finanza , la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d’investimento si tiene conto dell’esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e d egli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto d i verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all’attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.
La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset -Liability Management, al fine di coglie re le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l’eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomo dulo di rischio.
L’identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:
- Nuovi investimenti: con riferimento ai nuovi investimenti, nell’ambito del processo ORSA vengono effettuate analisi relative a scenari di investimento futuro con l’obiettivo di identificare i rischi connessi a tali scelte di investimento e a valutarne l’im patto sul profilo di rischio in termini quantitativi. Inoltre, per gli investimenti di “natura occasionale” sulla base delle informazioni fornite dal Team Finanza (a titolo esemplificativo: obiettivo dell’investimento, portafoglio di riferimento, size dell ’operazione) viene effettuata dalla funzione di Risk Management una valutazione quali/quantitativa ex-ante basata sia su logiche gestionali che regolamentari. Un iter di valutazione del rischio ex-ante viene effettuata dalla Funzione di Risk Management anche per tutti gli OICR non UCITs sulla base della Due Diligence predisposta dal Team Finanza.
- Portafoglio in essere: Con riferimento al portafoglio in essere, l’identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio, dei dati di mercato e delle misure di rischio determinate attraverso lo strumento di calcolo del SCR adottato.
Si riportano di seguito i macro -indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di
mercato:
- SCR Interest Rate – Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l’assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
- Concentrazione relativa su singola controparte;
- Rating su singola controparte;
- Esposizione assoluta in Equity;
- Esposizione relativa in Obbligazioni Corporate;
- Esposizione assoluta in valuta estera;Market risk – risk/sum of risk components – elative e complessivo IQ 2026 % Relativo % Complessivo Interest rate risk 82,6% 12,9% Equity risk 0,0% 0,0% Property risk 0,0% 0,0% Spread risk 17,4% 2,7% Currency risk 0,0% 0,0% Concentration risk 0,0% 0,0%
NOTE ILLUSTRATIVE 245 - Duration;
- Sensitivities Spread Goverantivo Italia (al fine di catturare il fattore di rischio spread sui titoli governativi non incluso nella formula standard);
- Sensitivity sui fattori di rischio mercato (es. tasso).
Rischio Asset Liability Management (ALM) Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anzi ché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L’obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.
Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:
- Asset Allocation Strategica (AAT): consiste nel rischio risultante dall’inadeguatezza/incoerenza dell’asset allocation per fare fronte alle passività.
- Asset & Liability mismatch: corrisponde al rischio di disallineamento tra attivi e passivi che può comportare un’esposizione dell’impresa o al rischio disinvestimento o al rischio reinvestimento.
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali , la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.
Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset -
Liability Management, al fine di cogliere le interrel azioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.
Per quanto riguarda i macro -indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:
- SCR Interest Rate – Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l’assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
- Cash Flow Matching: l’indicatore descrive il disallineamento, tempo per tempo, tra i Cashflow degli attivi e i Cashflow del passivo;
- Duration Matching: disallineamento tra la duration dei Cashflow Attivi e la duration dei Cashflow Passivi .
Rischio di liquidità Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv -bis 2 del CAP).
La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all’acquisto dei titoli che si intende smobilizzare.
La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale.
L’identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell’orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.
Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio
liquidità:
- importo dei conti correnti: la Compagnia ha scelto di monitorare l’importo detenuto nei Conti Correnti al fine di fissare un limite inferiore che rappresenta la Riserva di Liquidità (come prescritta dal Reg. 38 IVASS) e un limite superiore in termini di im porto massimo da detenere nei Conti Correnti al fine di rendere efficace la gestione del portafoglio e limitare gli eventuali effetti sull’SCR Default. Nella quantificazione della Riserva di Liquidità concorrono non solo le esposizioni in Conto
246 NOTE ILLUSTRATIVE Corrente ma anche titoli Governativi dell ’Area Euro con qualità del credito superiore a 2 e scadenza inferiore ai 3 mesi.
- Liquidity Buffer: il numero di periodi, mensili, consecutivi con Liquidity Buffer negativo, nell’orizzonte temporale annuale considerato e fornisce un’indicazione sintetica della situazione di liquidità della Compagnia;
- Piano di liquidità: l’indicatore è volto a dimostrare che la Compagnia ha le risorse finanziarie su base continuativa per la gestione del rischio liquidità. Tale condizione risulta inoltre essere alla base per l’applicazione del Volatility Adjustment a liv ello Regolamentare;
- Contingency di liquidità: ovvero titoli facilmente liquidabili;
- SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull’SCR default derivante dall’aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default.
Rischio di credito (default) Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l’impres a di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv -bis 1 del CAP).
La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell’emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni ec onomico -finanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politico -
militare.
Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:
- Riassicurazione;
- Intermediarie e altre controparti;
- Investimenti.
I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:
- Per quanto riguarda la sottoclasse Rassicurazione:
o Rischio di credito verso riassicuratori: rappresenta il rischio di perdite derivanti dall’insolvenza di uno o più riassicuratori;
o Rischio di base: derivante dalle eventuali discrepanze tra le esigenze di riassicurazione e l’effettiva copertura prevista dal trattato comportando per la Compagnia un’assunzione di rischio maggiore rispetto a quella preventivata.
- Per quanto riguarda gli intermediari e le altre controparti:
o Rischio di credito verso intermediari e altre controparti: rappresenta il rischio di perdite in conseguenza all’inadempimento contrattuale di soggetti terzi (es. i crediti verso assicurati, verso intermediari assicurativi, conti correnti verso banche).
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 1,3%).
Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investime nti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemassicurazioni ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti. Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo IQ 2026 % Relativo % Complessivo Type 1 counterparties 38,4% 0,5% Type 2 counterparties 61,6% 0,8%
NOTE ILLUSTRATIVE 247 L’identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:
- SCR Counterparty Default Risk;
- Importo Massimo in Conti Correnti: rappresenta l’ammontare massimo in C/C da detenere
sul portafoglio;
- Esposizione per Riassicuratore: l’indicatore individua l’esposizione verso ciascun Riassicuratore in termini di somme assicurate;
- Rating o Solvency Ratio per Riassicuratore: l’indicatore è pari al Rating del singolo Riassicuratore o, in caso di controparte non retata, al Solvency Ratio dello stesso.
Rischi operativi
Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv -bis 5 del CAP). Pertanto, l’impresa può incorrere in perdite operative, definibili come gli effetti economici negativi derivanti da eventi di natura operativa, rilevati nella contabilità aziendale e tali da avere impatto sul conto economico.
Alla più generale categoria dei Rischi Operativi appartengono le seguenti sotto -categorie:
- Rischio Operativi;
- Rischio ICT e di Sicurezza;
- Rischio di non Conformità alle norme;
- Model Risk;
- Continuità Operativa;
- Regulatory Operational Risk, di seguito meglio esplicitate.
Rischio Operativo e ICT & di Sicurezza
I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio sono:
- Persone: le risorse umane possono essere fonte di rischio per l’impresa, se la struttura organizzativa non è efficiente, oppure si verificano carenze nella professionalità dei dipendenti o, per esempio, se la struttura retributiva e il percorso di carriera non sono adeguati e se il clima aziendale non è idoneo. Gli esempi di perdite dovute a risorse incompetenti o negligenti sono numerosi, fra questi emergono i casi di inserimento erroneo di dati nei sistemi, errori nella trasposizione dei dati o violazioni di regolamenti.
- Processi : i processi aziendali sono fonte di rischio operativo nel caso in cui si verifichino delle inefficienze nel disegno, nella formalizzazione e nella definizione della struttura degli stessi e quindi nella definizione degli attori che vi prendono parte e del relativo livello di responsabilità e di autorizzazione. Possono risultare inadeguati e quindi essere fonte di rischio operativo tutti i processi aziendali, compresi i modelli valutativi e di calcolo e gli stessi processi di gestione del rischio. S ono fonte di rischio operativo:
o le esternalizzazioni di attività aziendali nel caso in cui si verifichino delle carenze / inadeguatezze nei processi di gestione del rapporto con gli outsourcer tali da causare delle perdite
all’impresa;
o il mancato aggiornamento o l’inadeguata archiviazione delle procedure e normative che formalizzano i processi interni;
o mancata/inadeguata/intempestiva emanazione di norme attuative interne in relazione alla normativa esterna vigente.
- Eventi Esterni: gli eventi legati a fattori esterni possono causare perdite all’impresa a fronte di calamità naturali, di prevenzione e sicurezza verso eventi di natura accidentale, a fronte di obsolescenza delle infrastrutture, di prevenzione e di sicurez za verso atti di natura criminosa, nei passaggi autorizzativi per l'esecuzione delle attività operative, nelle misure di controllo verso attività non autorizzate e frodi da parte di dipendenti, di misure preventive verso frodi da parte di esterni, a fronte di un inadeguato e/o non tempestivo aggiornamento della normativa interna in relazione ai mutamenti della normativa esterna da cui deriva.
- Rischio Informatico e di Sicurezza: questo fattore di rischio è composta dai seguenti
elementi:
248 NOTE ILLUSTRATIVE o ICT Data Integraty Risks: rischi derivanti da eventi o situazioni che possono causare l’interruzione dei servizi (es. cyber attacks, guasti hardware/software, inadeguatezza dei piani di Disaster Recovery).
o ICT Security Risk: rischi derivanti da eventi o situazioni che possono causare l’accesso non autorizzato a dati o sistemi aziendali (es. rischi di cyber attack, inadeguatezza dei sistemi di autenticazione/autorizzazione).
o ICT Change Risks: rischi derivanti dall'incapacità di gestire, in modo tempestivo e controllato, i cambiamenti dei sistemi ICT in particolare per piani di cambiamento ampi e complessi (es.
inadeguatezza o assenza di controlli nello sviluppo del software, i nadeguatezza dell’architettura ICT).
o ICT Data Integrity Risk: rischi derivanti dalla presenza e dall’utilizzo da parte dei sistemi ICT di dati non completi, non accurati e non coerenti tra loro che possono compromettere la correttezza e la tempestività del servizio erogato e delle informazion i gestionali e finanziarie fornite (es. anomalie nell’elaborazione dei dati, inadeguatezza dei controlli di data -input / data -extraction, …).
o ICT Outsourcing Risk: rischi derivanti da esternalizzazione verso una terza parte o verso un’altra entità del Gruppo (intra -group outsourcing) di processi di fornitura di sistemi ICT o servizi correlati (es. inadeguatezza dei meccanismi contrattuali di con trollo, degrado del servizio offerto, …).
L’approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo ‘bottom up’, basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l’obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il ri schio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.
L’obiettivo di tale approccio, basato sull’analisi per Team Funzionali, è l’individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi (quantificazione d elle perdite attese e inattese), la valutazione dell’efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio. La valutazione delle perdite attese e inattese viene fatta sia in relazione al rischi o operativo nella sua interezza sia per la componente relativa al rischio ICT e di sicurezza.
Su entrambe le grandezze esistono dei limiti RAF.
La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back -test circa la valutazione ex -ante mediante Risk Self -Assessment.
Regulatory Operational Risk
Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l’applicazione della Standard Formula. Il peso complessivo dei rischi operative, secondo i dettami normativi Solvency II è pari al 6,5% (dato al IQ 2026).
Rischio legale e rischio di non conformità alle norme
Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provv edimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali.
Nella gestione del rischio di non conformità normativa , l’azienda identifica quale fattore prioritario di successo il conseguimento della conformità in materia di trasparenza e correttezza nel rapporto col cliente assicurato e danneggiato, nell’informativa precontrattuale e contrattuale dei prodotti, nella co rretta esecuzione dei contratti, con particolare riguardo alla liquidazione dei sinistri, e in generale nella tutela del consumatore.
In sintesi, il processo di analisi di conformità alle norme mira, attraverso la formalizzazione della matrice di rischio di compliance, a:
- migliorare il grado di sensibilità nei confronti del disposto normativo da parte dei controlli di
primo livello;
- valutare i presidi di controllo esistenti sui processi;
- stimolare la riflessione sui potenziali rischi esistenti;
NOTE ILLUSTRATIVE 249 - valutare la capacità nel riconoscere o prevenire i rischi medesimi;
- individuare gli interventi organizzativi utili a colmare i gap eventualmente riscontrati.
Nell’esercizio dei propri compiti la funzione di Compliance opera sulla base di un approccio metodologico fondato su tecniche di identificazione, valutazione, gestione e monitoraggio dei rischi di non conformità ispirate alle migliori prassi del mercato e coerenti con quelli utilizzati nei processi di Risk Management e di Revisione Interna.
Modelling Risk
Rischio di perdite in materia di sviluppo, implementazione o usi improprio di altri modelli da parte della Compagnia per il processo decisionale (ad esempio, i prezzi dei prodotti, la valutazione degli strumenti finanziari, il monitoraggio dei limiti di ri schio, etc).
Continuità Operativa
Il rischio di continuità operativa è collegato all’utilizzo di un piano di continuità operativa per la gestione di situazioni di crisi conseguenti ad incidenti di portata settoriale, aziendale ovvero a catastrofi estese che colpiscono l’operatore o le sue controparti rilevanti.
La Compagnia ha sviluppato un piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).
Rischi di Secondo Livello (o indiretti)
Secondo il modello adottato dalla Compagnia, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente ill ustrate. Si tratta in particolare, così identificati dalla normativa di settore, delle classi di rischio:
- Rischio legato all’appartenenza al gruppo;
- Rischio reputazionale;
- Rischio di condotta;
- Rischi ESG, e di seguito rappresentati.
Rischio legato all’appartenenza al gruppo Il rischio legato all’appartenenza al gruppo (rischio di ‘contagio’) è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l’impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi su lla solvibilità dell’impresa stessa.
In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall’Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.
L’identificazione e l’analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell’ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristi che delle seguenti tipologie di operazioni:
- Operazioni significative (comprese tra il 1% e il 5% del Solvency Capital Requirement di
periodo);
- Operazioni Molto significative (>5% del Solvency Capital Requirement di periodo).
Rischio Reputazionale
Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell’immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendit a, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders.
Il rischio reputazionale è quindi strettamente legato alla vendita del prodotto e alla prestazione dei servizi ad esso collegati. A tutela del Cliente/Assicurato e di conseguenza a presidio del rischio reputazionale sono attivate una serie di misure:
250 NOTE ILLUSTRATIVE - le procedure di collocamento che contemplano una preventiva valutazione di adeguatezza del contratto finalizzata ad individuare in via preliminare le esigenze assicurative e i bisogni di protezione del cliente, nonché a fornire l’adeguata informativa sul p rodotto;
- l’assistenza e i servizi generali alla rete distributiva;
- il processo di gestione dei reclami;
- il servizio di liquidazione sinistri.
Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresentano un ulteriore elem ento a supporto della gestione del rischio reputazionale.
Rischio di Condotta
Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inad eguata (dolo/negligenza) da parte dell’impresa.
I fattori di rischio presi in esame per la valutazione del rischio di condotta sono:
- Commercial development risk: mancanza di visibilità/trasparenza e/o scarsa valutazione delle prospettive di sviluppo o degli obiettivi o della redditività delle nuove attività/prodotti e misurazione/monitoraggi inadeguati delle performance commerciali/risc hi;
- Communication resources : risorse di comunicazione o strumenti di marketing inadeguati rispetto agli obiettivi definiti. Cattiva gestione del brand;
- Commercial performance: erosione, mancata sostituzione o sviluppo non redditizio della
base commerciale;
- Profitability & Risk Profile: redditività insufficiente, carenze delle procedure di fissazione delle tariffe, carenza o inadeguatezza dei modelli di valutazione (V4M, redditività per la clientela, etc) o di applicazione delle deroghe.
La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell’ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Policy di POG). La Compagnia, nell’ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettiv i:
- rendere le iniziative di business orientate e focalizzate sulla figura del cliente c.d Value for Money) . In tale ambito il focus è incentrato sul disegno dei prodotti e la definizione di servizi in linea con le esigenze della clientela;
- stabilire un codice/sistema di condotta completamente radicato all’interno della struttura aziendale. In tale ambito il focus è incentrato sulla vendita di prodotti / erogazone di servizi assicurando trasparenza informativa verso la clientela,
- garantire che il business sia nel continuo focalizzato sul conseguimento del miglior risultato per il cliente (cfr. Monitoraggio KPI e KRI), tutelando l’integrità e la condotta della Compagnia nella relazione con la clientela.
Rischio ESG
Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l’obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento o sul valore della passività.
Questa tipo logia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).
All’interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.
La Compagnia valuta il rischio climatico considerando entrambi i seguenti fattori:
- Rischio di Transizione: la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio può comportare ampi cambiamenti politici, legali, tecnologici e di mercato per affrontare i requisiti di mitigazione e adattamento relativi al cambiamento climatico. A s econda della natura, della velocità e dell’obiettivo di questi cambiamenti, i rischi di transizione possono comportare diversi livelli di rischio finanziario e di reputazione per le organizzazioni;
- Rischio Fisico: i rischi derivanti dal cambiamento climatico possono essere determinati da eventi acuti o da cambiamenti climatici a lungo termine tali d’avere possibili implicazione
NOTE ILLUSTRATIVE 251 finanziarie sulle organizzazioni, come danni diretti alle risorse e gli impatti indiretti derivanti dall’interruzione della catena di fornitura. Dal punto di vista di una compagnia assicurativa, questi rischi non solo possono avere un effetto diretto sui p ropri asset fisici e indiretto sugli investimenti, ma possono avere un impatto anche sulle passività assicurative.
Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del area Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/ass icurativo) per verificare la materialità dell’esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l’analisi di scenario per quantificare l’impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.
Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti
step:
- Identificazione dei fattori di rischio e del perimetro di analisi - identificazione e classificazione delle principali fonti di rischio climatico e del perimetro di prodotti e assets potenzialmente impattati secondo le linee guida indicate da EIOPA.
- Valutazione della materialità – la valutazione, propedeutica all’analisi di rilevanza (cfr. punto successivo), è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities);
- Analisi di Rilevanza – analisi attivata solo per i rischi identificati come potenzialmente materiali nel punto precedente, ed ha come obiettivo l’identificazione dei rischi climatici rilevanti per il business e per la relativa analisi di stress ai fini ORS A.
L’analisi è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities) e prevede almeno le seguenti macro attività:
- Identificazione dei criteri e delle metodologie da utilizzare sui portafogli esposti al rischio (sia asset, sia liabilities) analizzate nei paragrafi successivi;
- Valutazione quali/quantitativa di ogni perimetro identificato rispetto alle metodologie individuate e alle specifiche soglie di materialità.
Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l’esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:
- Weighted Average Carbon Footprint;
- Percentuale Climate Policy Relevant Activities;
- Percentuale passività ad alto rischio climatico.
Rischi strategico
Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensio ne al rischio definita dall’impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall’ attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.
L’analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell’mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni.
In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattan te sul profilo di rischio dell’impresa.
In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.
***
252 NOTE ILLUSTRATIVE Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).
Modulo di rischio Sottomodulo di rischio Esposizione Non -Life underwriting risk Non -Life premium and reserve risk X Non -Life lapse risk X Non -life CAT risk X Health underwriting risk Health premium and reserve risk X Health Lapse risk X Health CAT X Health SLT Mortality risk ---
Health SLT Longevity risk ---
Health SLT Disability morbidity risk ---
Health SLT Lapse risk ---
Health SLT Expense risk ---
Health SLT Revision risk ---
Market risk Interest rate risk X Equity risk ---
Property risk ---
Spread risk X Currency risk ---
Concentration risk ---
Counterparty default risk Type 1 counterparties X Type 2 counterparties X Operational Risk Operational risk X
Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business (da segnalare tuttavia la review Solvency II la cui applicazione è prevista a partire dal 30.01.2027) . Con riferimento ai dati prospettici e monitorati alla data di valutazione, l’analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Non -Life premium and reserve risk, Health premium and reserve risk, seguiti dal sotto modulo Non Life lapse Risk.
Inoltre si evidenzia l’esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi d i sensitivity effettuate periodicamente e all’interno del Report ORSA YE 31.12.2025.
Le analisi quali/quantitativa sull’adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l’applicazione della Formula Standard sono risultate positive.
Al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile e regolamentare, la Compagnia monitora e valuta anche i rischi quantitativi ma non rientranti nell’ambito della Formula Standard, i cosiddetti “rischi quantitativi non regolamentari”, quali :
- rischio spread sui titoli governativi;
- rischio di liquidità e ALM;
- rischio operativo;
- rischio ICT & di Sicurezza;
- rischio condotta;
- rischio di appartenenza al gruppo;
- rischio ESG (con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali);
- rischio strategico.
Oltre alle valutazioni sui rischi di natura quantificabile (sia regolamentare che non), la Compagnia gestisce e monitora anche:
- rischio modello;
- rischio di non conformità alle norme;
- rischio reputazionale;
- rischi emergenti.
NOTE ILLUSTRATIVE 253 Allo stato attuale tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione monitoraggio e valutazione coerente con la rilevanza dei fattori di rischio che li caratterizzano, periodicamente monitorate e non comportano un add -on in termini di capitale regolam entare.
Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, è da continuare a tenere in considerazione l’effetto di possibili variazioni del contesto macro -economico che posso no avere impatti significativi sugli Own Funds e sul Requisito di Capitale della Compagnia.
254 NOTE ILLUSTRATIVE PARTE F
INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO CONSOLIDATO
Sezione 1 – Il patrimonio consolidato A. Informazioni di natura qualitativa Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 (“CRR”), con il quale sono state introdotte nell’Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l’articolato insieme di documenti unitariamente denominato “Basilea 3” in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).
Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE (“CRD IV”) definiscono il quadro normativo di riferimento nell’Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazio ne o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione (“ESA”), che danno attuazione alla normativa primaria.
Dal 2014 ad oggi, il CRR è stato aggiornato in due fasi: CRR2, pubblicato nel 2019, e CRR3, pubblicato nel 2024 con prima applicazione dal 2025.
Con l’ entrata in vigore il 1° gennaio 2025 del CRR3, l’EBA ha avviato un processo in due fasi per aggiornare e ampliare l’intero impianto informativo alla luce dei nuovi requisiti regolamentari. Tale processo ha condotto alla pubblicazione, a giugno 2024, di una nuova versione degli Implementing Technical Standards Step 1, recepita con il Regolamento di esecuzione (UE) 2024/3172 e applicabile dalla data di riferimento 31 marzo 2025, che introduce nuovi template per la disclosure su output floor, rischio di credito, rischio operativo, rischio CVA, leva finanziaria e fondi propri, oltre ad aggiornare le informazioni qualitative e quantitative in coerenza con i cambiamenti metodologici previsti dal CRR3.
Il Gruppo ritiene prioritario valutare la propria struttura patrimoniale e tali analisi sono svolte all’interno degli specifici Comitati di Governance di Gruppo. In tale sede vengono anche evidenziati i principali impatti legati alle normative in via di de finizione.
I Comitati di Governance di Gruppo presentano sempre dei membri nominati dal Consiglio d’Amministrazione della Capogruppo, scelti tra i componenti il Consiglio stesso, e le rispettive analisi vengono successivamente prodotte al Consiglio d’Amministrazione della Capogruppo.
Sotto il profilo di Vigilanza l’assorbimento viene determinato tenendo in considerazione le attuali “regole” di segnalazione.
Sotto il profilo gestionale l’assorbimento viene calcolato con l’utilizzo di modelli interni per il rischio di credito e di mercato e l’utilizzo di un metodo standard “gestionale”.
I rischi vengono esaminati sia complessivamente che dettagliatamente all’interno delle società del Gruppo (analisi dei portafogli specifici).
Al 30 giugno 2026 i Fondi Propri sono stati determinati in base alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR).
NOTE ILLUSTRATIVE 255 B. Informazioni di natura quantitativa B.1 Patrimonio consolidato: ripartizione per tipologia di impresa
Voci del patrimonio netto
Consolidato
prudenziale
Imprese di
assicurazione
Altre imprese
Elisioni e
aggiustamenti da
consolidamento
Totale
1. Capitale 341.336 - - - 341.336 2. Sovrapprezzi di emissione 321.801 - - - 321.801 3. Riserve 3.812.482 535.478 - (535.478) 3.812.482 4. Strumenti di capitale - - - - -
5. (Azioni proprie) (14.735) - - - (14.735) 6. Riserve da valutazione: (50.707) 5.574 - (5.574) (50.707)
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 14.216 - - - 14.216
- Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - - - -
- Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (364.560) (262.047) - 262.047 (364.560)
- Attività materiali - - - - -
- Attività immateriali - - - - -
- Copertura di investimenti esteri - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari (14.679) - - - (14.679)
- Strumenti di copertura [elementi non designati] - - - - -
- Differenze di cambio - - - - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) - - - - -
- Utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti (6.335) 50 - (50) (6.335)
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - - - -
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi 267.579 267.579 - (267.579) 267.579
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione (8) (8) - 8 (8)
- Leggi speciali di rivalutazione 53.080 - - - 53.080 7. Utile (Perdita) d'esercizio (+/ -) del gruppo e di terzi 312.905 61.887 - (61.887) 312.905 Totale 4.723.082 602.939 - (602.939) 4.723.082
Nella tavola sopra riportata sono indicate le componenti del patrimonio netto contabile, sommando quelle del Gruppo con quelle di terzi, ripartite per tipologia di imprese oggetto di consolidamento.
Più in dettaglio, nella colonna riferita al Consolidament o prudenziale viene indicato l’importo che risulta dal consolidamento delle società appartenenti al Gruppo bancario, al lordo degli effetti economici di transazioni effettuate con altre società incluse nel perimetro di consolidamento. Nella colonna Imprese di assicurazione sono riportati gli importi che risultano dal consolidamento, al lordo degli effetti economici derivanti da transazioni effettuate con le società appartenenti al Gruppo bancario. Nelle colonne Elisioni ed Aggiustamenti sono invece indicate le rettifiche necessarie per ottenere il dato rappresentato in bilancio.
256 NOTE ILLUSTRATIVE
B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
composizione
Attività/valori
Consolidato
prudenziale
Imprese di
assicurazione
Altre imprese
Elisioni e
aggiustamenti da
consolidamento
Totale Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
1. Titoli di debito 5.138 107.651 15.244 277.291 - - - - 20.382 2. Titoli di capitale 16.628 2.412 - - - - - - 16.628 3. Finanziamenti - - - - - - - - -
Totale 30/06/2026 21.766 110.063 15.244 277.291 - - - - 37.010 387.354 Totale 31/12/2025 21.586 110.583 18.726 280.740 - - - - 40.312 391.323
Relativamente ai mercati finanziari:
o nel primo trimestre 2026, la maggiore incertezza legata al conflitto tra Stati Uniti, Iran e Israele si è immediatamente riflessa sui mercati finanziari: i rendimenti sovrani e i premi per il rischio sono aumentati, i corsi azionari si sono ridotti e il do llaro si è apprezzato nei confronti delle principali valute.
o nel secondo trimestre 2026 i tassi di interesse a lungo termine sui titoli di Stato sono cresciuti nelle principali economie avanzate riflettendo l’evoluzione delle tensioni in Medio Oriente e le attese di un orientamento di politica monetaria più restrittivo. Nell’area euro i titoli di stato decennali hanno mantenuto rendimenti stabili a partire dal mese di aprile. I corsi azionari negli Stati Uniti e in Giappone si sono portati su livelli significativamente superiori a quelli precedenti l’avvio delle osti lità. Le differenze di evoluzione dei mercati tra paesi sono riconducibili in larga misura alla diversa esposizione al settore tecnologico, che è stato sostenuto dai solidi risultati dei comparti connessi con lo sviluppo dell’IA. Il dollaro si è rafforzato nei confronti delle principali valute.
o Il FTSE Italia All Shares ha chiuso il primo semestre 2026 con un +14% rispetto a dicembre 2025, recuperando le correzioni registrate dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente. Il recupero ha beneficiato degli utili conseguiti dalle società, dall’andam ento dei titoli del settore finanziario e dalla spinta impressa dal tema dell’intelligenza artificiale.
B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue Le variazioni nette del perio do evidenziano un saldo negativo di 0,1 milioni di euro.
NOTE ILLUSTRATIVE 257 PARTE G – OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI
IMPRESE O RAMI D’AZIENDA
Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l’esercizio 1.1 Operazioni di aggregazione Sono state poste in essere due operazioni di aggregazione aziendale:
1) l’acquisizione di una ulteriore quota di partecipazione, pari al 35% del capitale sociale, in Andxor Soluzioni Informatiche Srl da parte di Credemtel. L’acquisizione, avvenuta nel mese di febbraio 2026 porta la partecipazione in Andxor al 75%, partecipazion e che pertanto diventa di
controllo ;
2) l'acquisizione da parte di Credemtel Spa del ramo d'azienda e -Procurement (gestione digitale del rapporto con i fornitori) di Niuma Srl, avvenuta nel mese di febbraio 2026 .
L’informativa richiesta dall’ IFRS 3, par. B64, lettera (q) non viene fornita in quanto ritenuta immateriale .
Per quanto riguarda l’acquisizione della quota partecipativa in Andxor la PPA effettuata ha portato a determinare il valore contabile degli elementi attivi e passivi della Società, quale migliore approsimazione del Fair Value ai sensi del principio contabile IFRS 3. Essendo tale aggregazione stata effettuata per fasi ( step acquisition ) si è proceduto ai sensi del principio contabile IFRS 3, par 41 e 42, ad effettuare il ricalcolo del fair value della quota del 40% detenuta prima del controllo (euro 450 mila). La quota di Avviamento complessivamente rilevata relativamente alla acquisizione in parola ammona ad Euro 3.393 mila. (quanto alla differenza tra patrimonio netto acquisito valutato al fair value e prezzo pagato per Euro 2.943 mila e quanto al ricalcolo della quota del 40% precedentemente detenuto per Euro 450 mila).
Per quanto riguarda l’acquisizione del ramo d’azienda e -Procurement di Niuma Srl il ramo risultava composto dai seguenti elementi:
(i) da tutti i marchi, i brevetti, le invenzioni, gli assets tecnologici (con esclusione, per chiarezza, dei server attualmente ubicati a Bari ed utilizzati per la gestione degli ambienti di sviluppo, test e collaudo), i software, ivi incluse le Piattaform e, i nomi di dominio, le denominazioni commerciali e i loghi, unitamente ai simboli correlati, sia registrati che non registrati, utilizzati (ovvero suscettibili di potenziale utilizzazione) da Niuma nell'esercizio dell' attività caratteristica, anche mediante il ramo d'azienda, in qualità di proprietaria ;
(ii) da tutti, nessuno escluso, i documenti tecnici, le tecnologie, i segreti commerciali, i progetti, le istruzioni di gestione e il know how, sviluppati da Niuma e dalla medesima utilizzati (ovvero suscettibili di potenziale utilizzazione) nell'esercizio dell'Attività Caratteristica, anche mediante il ramo d' azienda (il "Know How");
(iii) da tutti i contratti con clienti in essere in capo a Niuma e relativi all'esercizio dell' attività caratteristica mediante il ramo d' azienda ;
(iv) dai rapporti di lavoro con i dipendenti.
L’acquisizione del ramo d’azienda in parola è stata motivata dall’esigenza di Credemtel di entrare in un nuovo mercato sul quale il ramo d'azienda in parola é ben posizionato ed in particolare:
un software verticale per la gestione della catena delle forniture costituito da (a) una piattaforma software upstream (Procurement) che ha come target le aziende Mid alto e Large e tramite la quale è possibile acquisire le risorse necessarie (materie prim e, componenti, servizi) selezionando, qualificando e gestendo l'onboarding e la qualifica dei fornitori; (b) una piattaforma software downstream (Collaboration/Distribuzione), valida per tutti i segmenti di aziende, funzionale alla cura delle relazioni con i fornitori, che consente la gestione delle diverse fasi dell'ordine dalla ricezione, alla logistica, al trasporto, allo stoccaggio, e alla riconciliazione con la fattura .
Nell'ambito della PPA relativa all'acquisizione del ramo d'azienda in parola sono stat i identificat i e valorizzat i i fair value dei seguenti elementi attivi e passivi.
- Software;
- Customer relationships ;
- TFR ;
258 NOTE ILLUSTRATIVE - Passività per earn out (inclusa ne l corrispettivo trasferito).
La stima del fair value del ramo d'azienda come sopra descritto ha portato a rilevare il seguente valore di Avviamento:
Allocazione del fair value Attivi (€/k) Passivi (€/k) Software (A) 1.870 Customer relationships (A) 467 Tfr (B) 44 Imposte differite su TFR (B) 13
2.336 57
Fair value corrispettivo trasferito (C) 2.642
Avviamento = C -A+B 363
Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell’esercizio Non esistono operazioni.
Sezione 3 – Rettifiche retrospettive Non esistono operazioni.
NOTE ILLUSTRATIVE 259 PARTE H
OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica Di seguito vengono fornite le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche, in coerenza con quanto previsto dallo IAS 24.
I dirigenti con responsabilità strategiche di Credito Emiliano sono i soggetti aventi il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività di Credito Emiliano.
In tale contesto rientrano nel perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche: i Consiglieri di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale, i Condirettori Generali, il Vice Direttore Generale, gli altri componenti della Direzione Centrale, i l Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, i Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno (Responsabile Servizio Audit, Responsabile Funzione Antiriciclaggio, Compliance Officer e Risk Officer), il Responsabile Business Unit Commerciale, il Responsabile Business Unit Finanza, il Dirigente Coordinatore delle aree Amministrazione, Corporate Governance e Relazioni Esterne e Governo del Valore, il Capo Servizio preposto all’area Crediti e il Capo Servizio preposto all’area Organi zzazione.
Riepilogo compensi Totale Totale
30/06/2026 30/06/2025
Amministratori 1.129 1.062 Sindaci 349 308 Dirigenti 8.859 8.967 Totale 10.337 10.337
I compensi dei dirigenti comprendono benefici a breve termine, benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine, benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine e pagamenti basati su azioni.
2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate
In ottemperanza alle disposizioni normative riguardanti le operazioni con parti correlate, il Gruppo Credito Emiliano ha adottato specifiche procedure per disciplinare siffatta operatività ed assicurare idonei flussi informativi.
In attuazione alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e della Circolare Banca d’Italia 285/2013, Credito Emiliano ha adottato apposite Procedure per la gestione delle operazioni con parti correlate e per le operazioni con soggetti collegati.
Il regolamento è disponibile per la consultazione sul sito internet di Credito Emiliano www.credem.it.
I rapporti e le operazioni perfezionate con parti correlate e soggetti collegati non presentano criticità e sono riconducibili all’ordinaria attività di servizio e di credito. Le condizioni applicate ai singoli rapporti ed alle operazioni con parti correla te e soggetti collegati non si discostano da quelle correnti di mercato.
Ai sensi dell’art.5 comma 8 del Regolamento CONSOB Operazioni con parti Correlate (nr. 17221 del 12.03.2010 e ss.mm.ii) si segnala che nel corso del primo semestre 2026 sono state effettuate operazioni di maggiore rilevanza unicamente con Società appartene nti al Gruppo Credito Emiliano ed attinenti a normali ed ordinarie dinamiche di funding.
Nello stesso periodo il Consiglio di Amministrazione non ha ricevuto proposte volte ad adottare “delibere quadro”.
Nel corso del primo semestre 2026 sono state poste in essere operazioni infragruppo e/o con parti correlate/soggetti collegati, rientranti nell’ordinario esercizio dell’attività operativa e della connessa attività finanziaria, perfezionate, di norma, a con dizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con terzi indipendenti.
260 NOTE ILLUSTRATIVE Le operazioni infragruppo sono state effettuate sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica e la definizione delle condizioni da applicare è avvenuta nel rispetto di correttezza sostanziale, presente l’obiettivo comune di creare valore per l’intero Gruppo Credem.
Uguale principio è stato applicato anche nel caso di prestazioni di servizi infragruppo, unitamente a quello di regolare tali prestazioni su di una base minimale commisurata al recupero dei relativi costi di produzione.
L’incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti correlate sopra indicate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):
Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e
impegni Raccolta
amministrata Raccolta gestita Totale - 1,1 0,8 1,9 0,6
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri ricavi Commissioni passive ed
altre spese
Totale - 1,2 0,2 -
2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate p.1
Crediti Debiti Garanzie Raccolta amministrata Raccolta gestita Amministratori, sindaci e dirigenti 1.554 14.654 198 187.172 34.745 Stretti familiari 1.565 17.093 387 131.982 19.827 Società controllate e collegate 21.407 611.598 110.211 238.961 179.334 Altre parti correlate - - - - -
Totale 24.526 643.345 110.796 558.115 233.906 2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate p.2
Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive e altri ricavi Commissioni passive e
altri oneri
Amministratori, sindaci e dirigenti 19 123 141 31 Stretti familiari 9 100 78 5 Società controllate e collegate 115 3.057 686 83 Altre parti correlate - - - -
Totale 143 3.280 905 119
NOTE ILLUSTRATIVE 261
Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di Euro) dei rapporti verso le imprese
collegate:
Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta amministrata Raccolta gestita
Totale 1.576 2.846 1.023 207.226 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri ricavi Commissioni passive ed
altre spese
Totale 2 34 14.900 27
L’incidenza dei volumi, delle operazioni con le imprese collegate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):
Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta amministrata Raccolta gestita
Totale - - - 0,7 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri ricavi Commissioni passive ed
altre spese
Totale - - 2,0 -
262 NOTE ILLUSTRATIVE PARTE I
ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI
STRUMENTI PATRIMONIALI
Informazioni di natura qualitativa 1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali Coerentemente con le politiche retributive approvate dall’Assemblea e nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione e di incentivazione della Banca d’Italia si è proceduto alla definizione di un sistema retributivo variabile basato in parte su pagamenti in contanti e in parte attraverso l’assegnazione gratuita di azioni. Il sistema incentivante è correlato al raggiungimento di obiettivi di performance misurati al netto dei rischi ed alla sussistenza di un adeguato livello di patrimonializzazione e liquidità dell’Azienda.
Il sistema è volto a motivare e fidelizzare le persone che occupano posizioni chiave in azienda ed è destinato ai top manager rientranti nella categoria del Personale più rilevante. La quota del premio complessivo assegnata ai destinatari in azioni è, per l’anno 2026, pari o superiore al 50%, subordinatamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere del Comitato Remunerazioni. Più in particolare, i piani di remunerazione riservati al Persona le più rilevante del Gruppo che prevedono il pagamento di una parte del premio mediante l’assegnazione gratuita di azioni sono i seguenti:
• Sistema premiante 2026;
• Sistemi premianti e altre forme di remunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni precedenti.
Il numero di azioni è determinato sulla base della quotazione del titolo nel momento in cui il premio è assegnato.
Sono previsti meccanismi di correzione, durante il periodo di differimento, per effetto dei quali i premi maturati potranno ridursi ovvero azzerarsi.
In particolare, le singole quote differite già assegnate potranno non essere erogate o ridotte in presenza di determinate condizioni di utile, redditività corretta per il rischio, livelli patrimoniali e di liquidità non in linea. Il premio è altresì non er ogato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o prestazioni professionali contrarie agli obblighi di buona fede e correttezza.
Ai fini della rappresentazione in bilancio, per tener conto delle condizioni di assegnazione delle varie quote di bonus è stata utilizzata la simulazione con il Metodo Monte Carlo che, sulla base di opportune ipotesi, ha consentito di definire un consisten te numero di scenari alternativi nell’arco temporale considerato. In particolare, in ogni scenario la proiezione dei parametri che definiscono gli obiettivi di performance viene effettuata di anno in anno, a partire dall’ultimo valore di rendiconto, second o un moto geometrico Browniano.
La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:
• proiezione dei parametri di bilancio e del prezzo dell’azione nell’orizzonte temporale prescelto;
• verifica dei parametri di performance;
• calcolo del bonus per ogni partecipante al piano e proiezione delle traiettorie individuali verificando il raggiungimento delle performance individuali e per ogni anno la continuità dell’attività lavorativa e la sopravvivenza;
• calcolo delle quote individuali secondo le modalità di pagamento individuali del bonus;
• determinazione in funzione del prezzo stimato del titolo del numero di azioni necessarie a corrispondere la parte di bonus in azioni (laddove non già determinato);
• imputazione proporzionale in base al vesting period delle azioni assegnate;
• reiterazione del procedimento per il numero di repliche stabilite.
NOTE ILLUSTRATIVE 263 Informazioni di natura quantitative
Piano
quota di
competenza del
periodo
impatto a
patrimonio
Grupp o
-Sistema premiante 2026 -Sistemi premianti e altre forme di remunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni
precedenti
2.213,4
38.852,2
264 NOTE ILLUSTRATIVE PARTE L – INFORMATIVA DI SETTORE
INFORMATIVA DI SETTORE – distribuzione per settori operativi
Nel Gruppo Credem operano due settori operativi, Banking e Wealth Management:
• Banking: Commercial Banking, Private Banking, Parabancario, Consumer Credit e Altro/Technology • Wealth Management: Asset Management e Insurance.
Questi due settori operativi aggregano i principali ambiti di business in cui operano le diverse società del Gruppo.
In particolare:
BANKING
Commercial Banking :
- Credito Emiliano S.p.A.: è la Capogruppo del Gruppo Credem specializzata nell’attività di commercial banking attraverso l’erogazione di servizi indirizzati a clientela retail e corporate. Tali servizi sono forniti anche attraverso reti di consulenti finanz iari abilitati all’offerta fuori sede con rapporto agenziale. La Capogruppo gestisce, in modalità accentrata, la tesoreria ed il rischio di tasso del Gruppo, interfacciandosi con i mercati finanziari istituzionali;
- Credem CB S.r.l.: società veicolo ex L. 130 del 30 aprile 1999 per supportare la strutturazione di specifici programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (Covered Bonds).
Private Banking:
- Credem - Euromobiliare Private Banking S.p.A.: è la Private Bank del Gruppo Bancario Credem, attiva sia nel private banking che nella promozione finanziaria.
Parabancario, Consumer Credit e Altro/Technology
- Credemleasing S.p.A.: società specializzata nello sviluppo e nell’offerta di pacchetti integrati di leasing.
La stessa opera in tutti i comparti di attività della locazione finanziaria: targato (leasing, long renting, leasing a privati), strumentale, immob iliare e navale;
- Credemfactor S.p.A.: società specializzata nell’attività di factoring, offre una gamma di servizi che va dalla gestione dei crediti commerciali, al monitoraggio continuo del rischio, alla garanzia e alla anticipazione del credito. Credemfactor S.p.A. è ino ltre specializzata nella gestione dei crediti verso gli Enti Pubblici e nello sviluppo di convenzioni con i fornitori;
- Avvera S.p.A.: società di credito al consumo, specializzata nell’intermediazione di mutui e nel collocamento di prodotti di cessione del quinto e erogazione di prestiti personali e finalizzati;
- Magazzini Generali delle Tagliate S.p.A.: azienda operante nel settore della stagionatura e dello stoccaggio di formaggio Parmigiano -Reggiano e Grana Padano. La società è parte integrante del Gruppo in quanto le “forme” di formaggio rappresentano il collat erale per finanziamenti ai produttori;
- Credemtel S.p.A.: azienda attiva nell’offerta di servizi telematici rivolti a banche, aziende e Pubblica Amministrazione e sue eventuali Società controllate;
- Andxor S.R.L.: azienda specializzata nell’ambito della crittografia, nell’Identity Management e della dematerializzazione docuemntale.
WEALTH MANAGEMENT
Asset Management
- Euromobiliare Asset Management SGR S.p.A.: società attiva nel campo della gestione collettiva (fondi e comparti SICAV). Svolge i ruoli di “Management Company” e “Fund Administrator” della SICAV Lussemburghese Euromobiliare International Fund Sicav, i cui c omparti sono distribuiti attraverso le filiali ed i consulenti finanziari di Credito Emiliano e di Credem - Euromobiliare Private Banking;
- Euromobiliare Advisory SIM S.p.A.: società il cui oggetto sociale prevede l’esercizio professionale dei servizi di gestione di portafogli, ricezione e trasmissione di ordini, consulenza in materia di investimenti e patrimoniale, anche mediante lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico nei confronti del pubblico ed alle reti Credem;
NOTE ILLUSTRATIVE 265 - Euromobiliare Fiduciaria S.p.A.: è un operatore che rientra tra le società fiduciarie previste dalla Legge n.
1966 del 23 novembre 1939 e svolge attività di custodia ed amministrazione dei beni affidati dai fiducianti sulla base di un mandato fiduciario;
- Credem Private Asset SGR S.p.A.: società autorizzata alla prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio, che svolge attività di investimento in capitale di rischio mediante l’istituzione e l’organizzazione di fondi comuni di investimento mo biliare chiusi.
Insurance:
- Credemvita S.p.A.: impresa di assicurazioni attiva nei rami vita e previdenziale, che opera esclusivamente attraverso le reti distributive del Gruppo Credem;
- Credemassicurazioni S.p.A.: impresa di assicurazioni attiva nei rami danni, che opera esclusivamente attraverso le reti distributive del Gruppo Credem. La società è partecipata pariteticamente da Credito Emiliano S.p.A. e da Reale Mutua Assicurazioni S.p.A .
INFORMATIVA DI SETTORE - commento
Si fa riferimento a quanto ampiamente riportato nella relazione sulla gestione sui vari settori di attività e alle singole società del Gruppo .
Si precisa inoltre che non viene riportata la suddivisione per area geografica in quanto la maggior parte dei ricavi e costi è prodotta
266 NOTE ILLUSTRATIVE
Si rimanda alla Relazione sulla gestione consolidata per maggiori dettagli sulla composizione delle singole voci riportate ne lle tabelle soprastanti.
DICEMBRE 2025Commercial
BankingPrivate
BankingParabancario,
Consumer
Credit, IT
TechnologyBANKINGAsset
ManagementInsuranceWealth
ManagementElisioni,
rettifiche e
riclassificheConsolidato
IMPIEGHI A CLIENTELA 36.090 866 8.858 45.815 24 24 -8.165 37.674
Raccolta DIRETTA DIRETTA CLIENTELA 32.392 8.683 121 41.196 -473 40.723
TOTALE RACCOLTA DIRETTA CLIENTELA 32.392 8.683 121 41.196 0 0 0 -473 40.723
Raccolta GESTITA + ASSICURATIVA 22.351 25.694 48.045 16.839 10.518 27.357 -27.183 48.219
Raccolta INDIRETTA AMMINISTRATA CLIENTELA 8.721 16.423 25.144 -12 25.132
TOTALE RACCOLTA INDIRETTA CLIENTELA 31.073 42.117 73.189 16.839 10.518 27.357 -27.195 73.351
TOTALE RACCOLTA COMPLESSIVA CLIENTELA 63.465 50.800 121 114.385 16.839 10.518 27.357 -27.668 114.074
TOTAL BUSINESS CLIENTELA 99.555 51.666 8.979 160.200 16.863 10.518 27.381 -35.833 151.748
NOTE ILLUSTRATIVE 267
268 NOTE ILLUSTRATIVE
In data 20 gennaio 2025, Credito Emiliano S.p.A. ha concluso l’operazione di trasferimento delle attività di merchant acquiri ng meglio descritta nella Relazione sulla Gestione cui si rimanda. Si evidenzia che tale operazione ha comportato una plusvalenza c omplessiva di 95 milioni di euro allocata nel settore operativo Banking (ambito di Business Commercial Banking).
In adempimento a quanto previsto dal principio contabile IFRS 8, si precisa che nel corso dell’esercizio il Gruppo Credem non ha conseguito ricavi derivanti da operazioni con un singolo cliente esterno di ammontare pari o superiore al 10% del totale dei ri cavi consolidati del Gruppo.
G IUG NO 2025C ommercial BankingP rivate BankingP arabancario,
C onsumer
C redit, IT TechnologyB A NK INGAsset M anagementInsuranceW ealth M anagementE lisioni,
rettifiche e
riclassificheC onsolidato
riclassificato
M argine finanziario 354,6 33,5 74,7 462,9 6,8 3,7 1 0,5 1 ,0 474,4 M argine servizi 278,2 98,0 62,0 438,2 52,9 42,4 95,3 -70,8 462,7 M argine d'intermediazione 632,9 1 31 ,5 1 36,7 901 ,1 59,7 46,1 1 05,8 -69,8 937,0 S pese personale -223,8 -52,3 -26,7 -302,7 -8,8 -2,4 -1 1 ,3 7,4 -306,6 S pese amministrative -1 22,6 -39,3 -25,2 -1 87,0 -1 0,5 -4,1 -1 4,6 46,0 -1 55,6 C osti operativ i -346,4 -91 ,6 -51 ,8 -489,8 -1 9,3 -6,5 -25,9 53,4 -462,2 R isultato lordo di gestione 286,5 39,9 84,9 41 1 ,3 40,4 39,5 79,9 -1 6,4 474,8 Ammortamenti -43,8 -4,3 -7,2 -55,3 -0,4 -0,9 -1 ,3 2,3 -54,3 R isultato operativ o 242,7 35,6 77,7 356,0 40,0 38,6 78,6 -1 4,1 420,5 R ettifiche nette su crediti 7,9 0,0 -1 3,1 -5,2 0,0 0,0 0,0 0,0 -5,2 Accantonamenti per rischi ed oneri 0,7 -0,2 0,2 0,7 0,0 0,1 0,1 0,0 0,8 P roventi / oneri straordinari 94,7 -0,4 0,2 94,5 -0,1 -3,5 -3,7 0,0 90,9 Utile prima delle imposte 345,9 35,0 65,0 445,9 39,9 35,2 75,1 -1 4,0 507,0 Utile di terzi 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Imposte sul reddito -81 ,8 -1 2,2 -21 ,6 -1 1 5,6 -1 1 ,5 -1 1 ,2 -22,7 3,1 -1 35,2 Utile netto 264,1 22,8 43,4 330,3 28,4 24,0 52,4 -1 0,9 371 ,8
NOTE ILLUSTRATIVE 269 LEGENDA:
Margine finanziario
+ Voce 30 Margine d’interesse + Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in
HTCS)
+ Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
- Margine d’interesse Credemvita
Margine servizi
+ Voce 60 Commissioni nette + Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione + Voce 90 Risultato netto dell’attività di copertura + Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto + Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value + Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie) + Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività + Voce 160 Risultato dei servizi assicurativi + Voce 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa + Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria) + Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCS) + Margine d’interesse Credemvita
Risultato operativo
+ Margine d’intermediazione + Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative) + Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali + Voce 220 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali
Utile prima delle imposte + Risultato operativo + Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi) + Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni + Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri + Oneri/proventi straordinari:
+ Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria - sbilancio sopravvenienze) + Voce 270 Rettifiche di valore dell’avviamento + Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti + Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte
La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa
ALLEGATI ALL E NOTE
ILLUSTRATIVE
ALLEGATI ALLE NOTE ILLUSTRATIVE 273 Stato Patrimoniale riclassificato Conto economico riclassificato Elenco delle partecipazioni
274 ALLEGATI ALLE NOTE ILLUSTRATIVE Stato patrimoniale riclassificato (milioni di euro) variazioni 06/26 -
12/25
30/06/2026 31/12/2025 assolute % Cassa e disponibilità liquide 827,6 1.403,3 (575,7) (41,0) Crediti verso clientela 45.478,5 45.252,0 226,5 0,5 Crediti verso banche 2.206,7 2.455,3 (248,6) (10,1) Altre attività finanziarie 17.287,0 16.287,4 999,6 6,1 Partecipazioni 59,7 62,6 (2,9) (4,6) Attività materiali ed immateriali 955,0 962,7 (7,7) (0,8) Altre attività 1.553,0 1.702,7 (149,7) (8,8) Totale attivo 68.367,5 68.126,0 241,5 0,4 Debiti verso clientela 40.928,7 41.517,6 (588,9) (1,4) Titoli in circolazione (compreso passività
subordinate)
8.267,8 9.188,0 (920,2) (10,0) Riserve tecniche 7.642,8 5.774,0 1.868,8 32,4 subtotale 56.839,3 56.479,6 359,7 0,6 Debiti verso banche 3.398,3 4.450,4 (1.052,1) (23,6) Altre passività finanziarie 286,2 496,2 (210,0) (42,3) Fondi rischi specifici 220,2 260,8 (40,6) (15,6) Altre passività 2.900,4 1.776,2 1.124,2 63,3 Patrimonio di terzi 0,1 0,0 0,1 0,0 Totale passività 63.644,5 63.463,2 181,3 0,3 Capitale sociale 341,3 341,3 0,0 0,0 Azioni proprie (14,7) (20,0) 5,3 (26,5) Riserve 4.083,5 3.720,0 363,5 9,8 Utile d'esercizio 312,9 621,5 (308,6) (49,7) Patrimonio netto 4.723,0 4.662,8 60,2 1,3 Totale passivo 68.367,5 68.126,0 241,5 0,4 Tale riclassifica è stata effettuata considerando i dati desumibili direttamente dagli schemi di bilancio.
ALLEGATI ALLE NOTE ILLUSTRATIVE 275 Conto economico riclassificato trimestralizzato (in milioni di euro) 1° trim 2° trim. 06/2 6 06/2 5 Var% 2° trim.2 5 12/25 margine d’interesse 244,4 257,1 501,5 474,4 5,7 240,1 973,9 margine servizi (*) (**) 258,6 288,6 547,2 462,7 18,3 221,5 909,6 margine d'intermediazione 502,9 545,7 1.048,7 937,0 11,9 461,6 1.883,5 spese del personale (164,6 ) (158,9 ) (323,5 ) (306,6) 5,5 (148,4 ) (620,9 ) spese amministrative (*) (79,0 ) (84,5 ) (163,5 ) (155,6) 5,1 (79,2 ) (313,3 ) costi operativi (243,6 ) (243,4 ) (487,0 ) (462,2) 5,4 (227,6 ) (934,2 ) risultato lordo di gestione 259,3 302,3 561,7 474,8 18,3 234,1 949,3 Ammortamenti (28,0 ) (29,5 ) (57,5 ) (54,3) 5,9 (27,7 ) (111,2 ) risultato operativo 231,3 272,8 504,2 420,5 19,9 206,4 838,1 accantonamenti per rischi ed oneri (0,7) (1,0) (1,7) 0,8 (312,5 ) 1,0 (12,4) oneri/proventi straordinari (5,8) 9,1 3,3 90,9 (96,4 ) (3,4) 90,5 rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (**) (***) (6,5) (10,6 ) (17,0) (5,2) 226,9 5,0 (47,6 )
UTILE ANTE IMPOSTE 218,3 270,4 488,7 507,0 (3,6) 209,0 868,6
imposte sul reddito (78,8 ) (97,0 ) (175,8 ) (135,2) 30,0 (66,5 ) (247,2 )
UTILE NETTO 139,5 173,4 312,9 371,8 14,8 142,5 621,5
UTILE PER AZIONE 0,92 1,09 18,5 1,83
UTILE DILUITO PER AZIONE 0,92 1,09 18,5 1,83
La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa (*) le altre spese amministrative ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recu perate alla clientela (78,7 milioni di euro a giugno 2026, 72,6 milioni di euro a giugno 2025);
(**) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a ti toli ( -0,1 milioni di euro a giugno 2026; 1,3 milioni di euro a giugno 2025 ) e quelle inerenti alle cessioni di NPL (7,5 milioni di euro a giugno 2026; 11,2 milioni di euro a giugno 2025 ) sono ricondotte al margine servizi.
(***) il risultato derivante dalla cessione di crediti npl è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanz iarie (7,5 milioni di euro a giugno 2026; 11,2 milioni di euro a giugno 2025 ).
276 ALLEGATI ALLE NOTE ILLUSTRATIVE LEGENDA:
Margine finanziario
+ Voce 30 Margine d’interesse + Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanzia rie classificate in HTCS) + Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni -Margine d’interesse Credemvita
Margine servizi
+ Voce 60 Commissioni nette + Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione + Voce 90 Risultato netto dell’attività di copertura + Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto + Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value + Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per l a parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie) + Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sull a
redditività complessiva
+ Voce 160 Risultato dei servizi assicurativi + Voce 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa + Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria) + Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCs ) + Margine d’interesse Credemvita
Risultato operativo
+ Margine d’intermediazione + Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative) + Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali + Voce 220 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali Utile prima delle imposte + Risultato operativo + Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi) + Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni + Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri + Oneri/proventi straordinari:
+ Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria - sbilancio sopravvenienze) + Voce 270 Rettifiche di valore dell’avviamento + Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti + Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa.
ALLEGATI ALLE NOTE ILLUSTRATIVE 277 Elenco delle partecipazioni % sul Equity Valore Sede capitale sociale ratio di bilancio Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 50,000 50,00 58.153 SBC Fintech Milan 2224 Milano 45,920 45,92 603 Mynet srl Udine 12,990 12,99 364 Flairbit Genova 10,000 10,00 534
AT TESTAZIONE DEL
PRESIDENTE E DEL
DIRIGENTE PREPOSTO
ATTESTAZIONE DEL PRESIDENTE E DEL DIRIGENTE PREPOSTO 281 Attestazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’art. 81 -ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni 1. I sottoscritti Lucio Igino Zanon di Valgiurata e Giuseppe Malato in qualità, rispettivamente, di Presidente e Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Credito Emiliano S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previst o dall’art. 154 -bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
• l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e • l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, nel corso del primo semestre 2026.
2. La valutazione dell’adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è basata su norme e metodologie definite dalla Capogruppo Credito Emiliano S.p.A., in coerenza con il modello Internal control – Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of Treadway Commission (COSO - ERM) che rappresenta un framework per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.
3. Si attesta, inoltre, che:
3.1 il bilancio consolidato semestrale abbreviato:
a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
3.2 La relazione intermedia sulla gestione comprende un’analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell’esercizio e alla loro incidenza sul bilancio consolidato semestrale abbreviato, unitamente a u na descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell’esercizio. La relazione intermedia sulla gestione comprende, altresì, un’analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Reggio Emilia, 04 agosto 2026 Il Presidente Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Lucio Igino Zanon di Valgiurata Giuseppe Malato
RE LAZIONE
DELLA SOCIETA'
DI REVISIONE
Deloitte & Touche S.p.A.
Piazza Malpighi, 4/2
40123 Bologna
Italia
Tel: +39 051 65811 Fax: +39 051 230874
www.deloitte.it
RELAZIONE DI REVISIONE CONTABILE LIMITATA
SUL BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO
Agli Azionisti di Credito Emiliano S.p.A.
Introduzione
Abbiam o svolto la revisione contabile limitata del bilanc io consolidat o semestrale abbreviato, costituito dallo stat o patrimoniale consolidat o, dal cont o economic o consolidat o, d al prospetto della redditività consolidat a complessiva, d al prospett o delle variazioni del patrimonio netto consolidato, d al rendicont o finanziar io consolidat o e dalle relative note illustrative di Credito Emiliano S.p.A. e controllate (Grupp o Credem ) al 30 giugno 2026. Gli Amministratori sono responsabi li pe r la redazione del bilanci o consolidat o semestrale abbreviat o in conformità al principio contabile internazionale applicabile pe r l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’Internation al Accounting Standards Board e adottat o dall’Unione Europea. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base dell a revisione contabile limitat a svolta.
Portat a dell a revisione contabile limitata Il nostro lavor o è stat o svolto second o i criteri per l a revisione contabile limitat a raccomandati dalla Consob con Deliber a n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitat a de l bilancio consolidat o semestrale abbreviat o consiste nell’effettuar e colloqui, prevalentemente con il personale della societ à responsabile deg li aspett i finanziari e contabili, analis i di bilanc io ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portat a di una revisione contabile limitat a è sostanzialmente inferiore rispett o a quella d i una revisione contabile complet a svolt a in conformità ai princip i di revisione internazion ali (ISA Itali a) e, conseguentemente, non ci consente di avere l a sicurezza di essere venut i a conoscenza d i tutt i i fatt i significativi che potrebber o essere identificat i con l o svolgiment o di un a revisione contabile completa. Pertant o, non esprimiamo un giudizi o sul bilanci o consolidato semestrale abbreviato.
Ancona Bari Bergamo Bologna Brescia Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Padova Parma Roma Torino Treviso Udine Verona Sede Legale: Via Santa Sofia, 28 - 201 22 Milano | Capitale Sociale: Euro 10.688.930,00 i.v.
Codice Fiscale/Registro delle Imprese di Milano Monza Brianza Lodi n. 03049560166 - R.E.A. n. MI-1720239 | Partita IVA: IT 03049560166 Il nome Deloitte si riferisce a una o più delle seguenti entità: Deloitte Touche Tohmatsu Limited, una società inglese a resp onsabilità limitata (“DTTL”), le member firm aderenti al suo network e le entità a esse correlate. DTTL e ciascuna delle sue member firm sono entità giuridicamente separate e indipendenti tra loro. DTTL (denominata anche “Deloitte Global”) non fornisce servizi a i clienti. Si invita a leggere l’informativa completa relativa alla descrizione della struttura legale di Deloitte Touche Tohmatsu Limited e delle sue member firm all’indirizzo www.deloitte.com/about.
© Deloitte & Touche S.p.A.
RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE 285
2
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem al 30 giugno 2026 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) emanato dall’International Accounting Standards Board e adottato dall’Unione Euro pea.
DELOITTE & TOUCHE S.p.A.
Marco Benini
Socio
Bologna, 5 agosto 2026