Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30.06.2026 CSP INTERNATIONAL FASHION GROUP S.p.A.
VIA PIUBEGA, 5C - 46040 CERESARA (MN) - ITALY
P. IVA/C.F/REG.IMP. N.00226290203 - CAP. SOC. Euro 17.361.752,42 I.V. Tel. (0376) 8101 - www.cspinternational.it
2 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Indice
Guida al Documento ..................................................................................................................................................................... 3 RELAZIONE SULLA GESTIONE ............................................................................................................................................... 4 1 La performance economico-finanziaria-patrimoniale .............................................................................................. 5 1.1 Sintesi dei risultati consolidati ..................................................................................................................................... 5 1.2 Situazione finanziaria e patrimoniale del Gruppo CSP ........................................................................................ 8 1.3 Andamento delle società del Gruppo CSP ............................................................................................................... 14 2 Governance .................................................................................................................................................................................. 17 2.1 Organi societari ............................................................................................................................................................... 17 2.2 Buy Back e Azioni proprie ............................................................................................................................................ 18 2.3 Rapporti infragruppo e con parti correlate ............................................................................................................ 18 2.4 Relazione sulla remunerazione dell’organo amministrativo, degli organi di controllo e dei dirigenti con responsabilità strategiche .................................................................................................................................................. 18 2.5 Partecipazioni detenute dagli Amministratori, dai Sindaci e dai Direttori Generali (art. 114 e 123 ter del TUF 58/98; art. 84 quater Regolamento 11971/99) ..................................................................................................... 18 2.6 Attività di direzione e coordinamento ..................................................................................................................... 18 3 Altre informazioni ................................................................................................................................................................... 19 3.1 I marchi ed i canali distributivi ................................................................................................................................... 19 3.2 Canali di vendita online ............................................................................................................................................... 22 3.3 Innovazione e comunicazione ................................................................................................................................... 22 4 Fattori di rischio e sistemi di controllo.......................................................................................................................... 23 4.1 Principali rischi ed incertezze ai quali la Società e il Gruppo sono esposti ................................................. 23 4.2 Valutazione sulla continuità aziendale, i rischi finanziari, il valore delle attività e le relative stime ... 29 4.3 Impatti sul business dello scenario macroeconomico e geo-politico ........................................................... 30 5 Eventi successivi alla chiusura del semestre ed evoluzione prevedibile della gestione .......................... 31
PROSPETTI DI BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO DEL GRUPPO CSP E RELATIVE
NOTE ESPLICATIVE .................................................................................................................................................................... 33 Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata .......................................................................................................... 34 Conto economico consolidato ................................................................................................................................................ 35 Rendiconto Finanziario consolidato.................................................................................................................................... 37 Note esplicative Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato ............................................................................... 40 Relazione della società di revisione - Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato .................................... 90
3 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Guida al Documento La presente Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 è composta da:
Relazione sulla gestione: riporta le informazioni previste dall’articolo 2428 del Codice civile, unitamente a quelle previste dalla normativa applicabile necessarie a fornire le informazioni sui risultati e sull’andamento del Gruppo CSP nel primo semestre 2026, nonché sugli eventi significativi intervenuti dopo la chiusura del semestre e sull’evoluzione prevedibile della gestione.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo CSP : prospetti contabili consolidati (situazione patrimoniale-finanziaria, conto economico, conto economico complessivo, rendiconto finanziario consolidato e prospetto delle movimentazioni di patrimonio netto) e le relative note esplicative.
Elenco delle partecipazioni rilevanti possedute al 30 giugno 2026;
Attestazione del CEO e del Dirigente Preposto al Bilancio Consolidato semestrale abbreviato;
Relazione della Società di Revisione contabile limitata al Bilancio Consolidato semestrale abbreviato.
Il documento è disponibile sul sito https:/ /cspinternational.it/ nella sezione "Investor Relations / Bilanci e Prospetti.
Il presente bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 (Resoconto intermedio di gestione ai sensi dell’art. 154-ter del D.Lgs. 58/1998) è redatto in osservanza del citato Decreto Legislativo e successive modifiche, nonché del Regolamento emittenti emanato dalla Consob.
La Relazione sulla gestione fornisce le informazioni sui risultati e sull’andamento del Gruppo CSP e della Capogruppo CSP International, nonché sugli eventi significativi intervenuti nel primo semestre 2026.
Il presente bilancio semestrale abbreviato consolidato del Gruppo CSP è stato predisposto in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS), ed in particolare dello IAS 34, applicabile per l’informativa finanziaria infra-annuale, emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e omologati dalla Commissione Europea, ivi incluso il Regolamento Delegato (UE) n. 2019/815 del 17 dicembre 2018 della Commissione (in breve “Regolamento ESEF”). Per maggiori dettagli, si rimanda ai principi contabili ampiamente descritti nel bilancio consolidato redatto al 31 dicembre 2025.
4 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 RELAZIONE SULLA GESTIONE
Stagionalità del business Il mercato in cui opera il Gruppo CSP è caratterizzato da fenomeni di marcata stagionalità, che comportano una distribuzione non uniforme dei ricavi e dei relativi costi nel corso dell’esercizio, con conseguenti effetti significativi sulla formazione dei risultati di ciascun semestre.
In particolare, i ricavi presentano una maggiore concentrazione nel secondo semestre dell’anno. I mesi che precedono la stagione estiva sono generalmente caratterizzati da livelli di fatturato più contenuti, in ragione della sensibile riduzione della domanda di prodotti di calzetteria.
A fronte di tale andamento dei ricavi si affianca una maggiore incidenza dei costi operativi nella prima parte dell’esercizio, riconducibile principalmente alle attività produttive e logistiche necessarie a garantire la disponibilità dei prodotti e a supportare la stagionalità delle merceologie.
Pertanto, alla luce di tale disallineamento tra costi e ricavi è importante ricordare che il risultato economico del primo semestre non è proporzionalmente rappresentativo dell’intero esercizio e va interpretato, quindi, tenendo conto della ciclicità tipica del settore.
Nel corso del primo semestre (alla data del 24 febbraio 2026), inoltre, il Gruppo ha perfezionato l’acquisizione di V2D Création SAS (di seguito anche solo V2D), operazione che ha contribuito alla formazione dei risultati del periodo di seguito riportati.
Con riferimento a tale società, si evidenzia una dinamica stagionale differente rispetto a quella del Gruppo CSP, con una maggiore concentrazione dell’attività e dei relativi ricavi e della marginalità nel primo semestre dell’esercizio. Tale diversa stagionalità deve essere tenuta in considerazione nell’interpretazione dei risultati di V2D e nel confronto con l’andamento complessivo del Gruppo.
Nel prosieguo, i risultati che escludono gli effetti derivanti dall’acquisizione di V2D saranno indicati come risultati “a perimetro confrontabile”. Diversamente, salvo ove specificato, tutti i confronti con il semestre precedente si intendono effettuati includendo gli effetti dell’acquisizione di V2D.
5 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 1 La performance economico-finanziaria-
patrimoniale
1.1 Sintesi dei risultati consolidati Indicatori dei risultati Per facilitare la comprensione dei propri dati economici e patrimoniali, CSP utilizza alcuni indicatori di larga diffusione, seppure non previsti dagli IAS/IFRS. In particolare, nel conto economico sono evidenziati i seguenti indicatori/risultati intermedi: Margine industriale, Margine commerciale lordo e Risultato operativo (EBIT), derivanti dalla somma algebrica delle voci che li precedono. A livello patrimoniale considerazioni analoghe valgono per l’indebitamento finanziario netto, le cui componenti sono dettagliate nella specifica sezione delle Note Esplicative.
Le definizioni degli indicatori utilizzati dalla Società, in quanto non riconducibili ai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altre Società e non essere quindi comparabili.
Definizione degli indicatori alternativi di performance Nel presente documento, si definiscono alcuni indicatori alternativi di performance (Alternative Performance Measures – APM), non definiti dagli standard contabili IFRS ma utilizzati dal management per monitorare e valutare l’andamento economico-finanziario del Gruppo.
Risultato Operativo Lordo (EBITDA) L’EBITDA utilizzato per misurare la redditività della gestione caratteristica, rappresenta un indicatore alternativo di performance non definito dagli IFRS ma utilizzato dal management della società per monitorare e valutare l’andamento operativo della stessa, in quanto non influenzato dalla volatilità dovuta agli effetti dei diversi criteri di determinazione degli imponibili fiscali, dall’ammontare e dalle caratteristiche del capitale impiegato nonché dalle politiche di ammortamento.
Tale indicatore è definito per il Gruppo come il risultato netto dell’esercizio rettificato delle seguenti
componenti:
imposte sul reddito dell’esercizio;
altri proventi e oneri finanziari;
Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti;
quota dei risultati delle partecipazioni;
ammortamenti.
Importi in migliaia di euro 30/06/2026 30/06/2025 31/12/2025 Risultato netto del Gruppo (1.752) (2.631) (710) Imposte sul reddito (29) 158 (485) Altri proventi e oneri finanziari (103) (1.005) (1.135) Quota dei risultati delle partecipazioni - - -
Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti - - (441) Ammortamenti (1.437) (1.620) (2.813)
EBITDA (182) (165) 4.164
Ricavi 38.026 36.469 86.665 EBITDA Margin (0,5%) (0,5%) 4,8%
6 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 A maggiore informazione, si evidenzia che l’acquisizione di V2D ha contribuito alla formazione dell’EBITDA del periodo per complessivi euro 0,4 milioni, ai quali si aggiungono circa euro 1,6 milioni rilevati da CSP Paris (nella specifica linea “Di cui Provento da acquisto a prezzo vantaggioso” all’interno degli “Altri ricavi operativi netti”) a seguito del provento derivante dall’acquisizione e riconducibile alla differenza positiva tra il valore degli attivi netti acquisiti ed il prezzo corrisposto per l’acquisizione delle azioni di V2D Creation. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo “5. Aggregazioni aziendali” delle Note esplicative.
Posizione Finanziaria Netta La Posizione Finanziaria Netta rappresenta il saldo tra le passività finanziarie e le disponibilità liquide e mezzi equivalenti, ed è utilizzata per rappresentare l’esposizione finanziaria complessiva del Gruppo.
In data 29 aprile 2021 CONSOB ha emesso il “Richiamo di attenzione n. 5/21” con il quale evidenzia che i nuovi “Orientamenti ESMA” del 4 marzo 2021, sostituiscono a far data dal 5 maggio 2021 i riferimenti contenuti nelle precedenti comunicazioni CONSOB. In particolare, l’orientamento n. 39 richiede che nell’informativa di bilancio sia esposta la seguente definizione di indebitamento finanziario netto:
A. Disponibilità liquide B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide C. Altre attività finanziarie correnti D. Liquidità (A + B + C) E. Debito finanziario corrente (inclusi gli strumenti di debito, ma esclusa la parte corrente del debito finanziario non corrente) F. Parte corrente del debito finanziario non corrente G. Indebitamento finanziario corrente (E + F) H. Indebitamento finanziario corrente netto (G – D) I. Debito finanziario non corrente (esclusi la parte corrente e gli strumenti di debito) J. Strumenti di debito K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti L. Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) M. Totale indebitamento finanziario (H + L)
Il dettaglio della Posizione Finanziaria Netta è riportato nel paragrafo “Situazione finanziaria e patrimoniale del Gruppo”.
Si precisa, inoltre, che tali indicatori non devono essere considerati sostitutivi delle misure di risultato e posizione finanziaria determinate secondo i principi contabili IFRS, ma costituiscono un supporto informativo aggiuntivo per l’analisi dell’andamento gestionale.
Risultati salienti al 30 giugno 2026 Di seguito si riportano i dati di sintesi del primo semestre 2026, espressi in valore (milioni di euro, se non diversamente indicato) ed in percentuale sui ricavi netti, confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente, dove non indicato diversamente.
I ricavi netti consolidati sono pari a 38,0 milioni di euro. Si confrontano con 36,5 milioni di euro. La variazione è quindi pari a +4,3%.
Il margine industriale è pari a 16,7 milioni di euro, in linea con quello del semestre precedente.
L’incidenza percentuale sui ricavi netti passa dal 45,7% al 43,9%.
L’EBITDA (risultato prima degli oneri finanziari, delle imposte e degli ammortamenti) è pari a -0,2 milioni di euro. Si confronta con -0,2 milioni di euro. L’incidenza percentuale resta invariata al -0,5%.
L’EBIT (risultato operativo) è pari a - 1,6 milioni di euro. Si confronta con -1,8 milioni di euro.
L’incidenza percentuale sui ricavi netti è del -4,3% rispetto al -4,9% dell’esercizio precedente.
Il risultato pre-tasse è pari a -1,7 milioni di euro, rispetto a -2,8 milioni di euro del primo semestre dell’esercizio precedente. L’incidenza percentuale è del -4,5% rispetto al -7,2%.
Il risultato netto di Gruppo dopo le imposte è negativo per 1,8 milioni di euro. Si confronta con un risultato negativo di 2,6 milioni di euro. L’incidenza è pari al -4,6% rispetto al -7,2%.
7 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 La posizione finanziaria netta è negativa per 9,9 milioni di euro (-3,3 milioni di euro al 31 dicembre 2025). Escludendo gli effetti dell’IFRS 16 sarebbe negativa per 3,2 milioni di euro (positiva per 1,5 milioni di euro al 31 dicembre 2025).
Il patrimonio netto consolidato è pari a 49,7 milioni di euro.
Il rapporto tra posizione finanziaria netta e patrimonio netto è pari al 19,8%.
A completamento delle informazioni sopra riportate, si evidenzia che l’acquisizione della società V2D ha contribuito ai risultati dell’esercizio per i seguenti valori:
Ricavi netti per 4,1 milioni di euro EBITDA per 0,4 milioni di euro Posizione finanziaria netta (PFN) negativa per 0,2 milioni di euro. Escludendo gli effetti dell’IFRS 16 la PFN sarebbe positiva per 1,8 milioni di euro.
Andamento e valutazione dei risultati del semestre 2026 Il quadro macroeconomico del primo semestre 2026 si è confermato caratterizzato da elementi di forte incertezza, variabilità e complessità, tali da incidere sulla fiducia dei consumatori e sulla loro propensione alla spesa nei mercati di riferimento del Gruppo.
Tali fattori hanno innescato strategie di riduzione delle vendite promozionali da parte della grande distribuzione, in particolare sul mercato francese, oltre a marcati fenomeni di de-stoccaggio dei principali distributori, incidendo negativamente sull’andamento dei ricavi e sulla marginalità del Gruppo CSP, in un contesto già caratterizzato da dinamiche di consumo sfavorevoli.
La contrazione dei ricavi riflette un contesto di mercato ancora caratterizzato da elevata cautela nei consumi discrezionali, condizionato dal perdurare delle tensioni geopolitiche e da un potere d'acquisto delle famiglie penalizzato dagli effetti dell'inflazione tendenzialmente in aumento soprattutto a causa dei costi energetici. A ciò si aggiunge un atteggiamento particolarmente prudente da parte della distribuzione, orientata a politiche di contenimento delle giacenze e di riduzione degli acquisti, con conseguente minore visibilità del portafoglio ordini e una significativa volatilità della domanda nel breve periodo.
L’inclusione nel perimetro di consolidamento, a partire da fine febbraio 2026, della neoacquisita V2D Creation consente di raggiungere ricavi netti consolidati pari a 38,0 milioni di euro, rispetto ai 36,5 milioni di euro del primo semestre 2025. A perimetro omogeneo i ricavi consolidati sarebbero stati di 33,98 milioni di euro con un calo pari al 6,9%, evidenziando una sensibile contrazione dei principali mercati di riferimento anche in Francia, paese che sta affrontando un periodo caratterizzato da instabilità politica e problematiche macroeconomiche, con riflessi negativi sui consumi. La Capogruppo nel primo semestre ha registrato ricavi pari a 15,1 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 17,3 milioni di euro del primo semestre 2025 (-12,5%), mentre la controllata francese a parità di perimetro ha registrato un decremento del 7,4% a causa dell’andamento negativo dei consumi di collant, e di corsetteria, che nel primo semestre si sono manutenti su trend vicini a quelli della fine dell’esercizio, ad eccezione del comparto dei calzini da donna.
L’incidenza del margine industriale sui ricavi netti è diminuita passando dal 45,7% al 43,9% principalmente a causa della riduzione dei ricavi di vendita, parzialmente compensata dal contributo alla marginalità della neoacquisita V2D che storicamente, nel primo semestre realizza la parte più significativa dei suoi ricavi netti e della sua marginalità.
Nel corso del primo semestre, al fine di contenere gli effetti della contrazione dei volumi di vendita e di preservare la redditività in un contesto di mercato ancora instabile, il Gruppo ha continuato a mettere in atto misure volte alla riduzione dei costi e ha concentrato l’attenzione sull’ottimizzazione della gestione operativa e sullo sviluppo delle merceologie diverse dalla calzetteria, ma ciò non ha consentito di contenere una sensibile contrazione dell’EBIT che a perimetro comparabile (escludendo V2D) si attesta a -3,4 milioni di euro. L’EBIT consolidato si attesta a -1,6 milioni di euro in linea con quello del primo semestre 2025 (-1,8 milioni di euro), ma sconta l’apporto di circa 1,8 milioni connessi all’inclusione nel perimetro di consolidamento di V2D a partire da fine febbraio 2026. L’Ebitda consolidato pari a -0,2
8 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 milioni di euro è in linea con quello del primo semestre 2025 (a perimetro comparabile), ossia al netto del contributo di V2D e del provento da acquisto a prezzo vantaggioso, sarebbe stato negativo pari a circa – 2,0 milioni. Il risultato netto del primo semestre 2026, storicamente caratterizzato da una perdita per effetto della stagionalità del business, ha evidenziato una perdita di circa 1,8 milioni, in miglioramento anche per effetto della significativa riduzione delle differenze cambio rispetto al primo semestre dell’esercizio precedente. La posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2026 (esclusi gli effetti dell’IFRS 16) è risultata negativa per 3,2 milioni di euro comprensiva del finanziamento di 3 milioni di euro assunto dalla controllata francese per l’acquisizione di V2D, a fronte di una posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2025 negativa per 0,4 milioni di euro e al 31 dicembre 2025 positiva per 1,5 milioni di euro.
1.2 Situazione finanziaria e patrimoniale del
Gruppo CSP
Dati sintetici di conto economico Il prospetto di seguito evidenzia i risultati della gestione:
(in milioni di euro) 30/06/2026 30/06/2025 31/12/2025 Ricavi 38,03 100,0% 36,47 100,0% 86,67 100,0% Costo del vendut o (21,35) -56,1% (19,82) -54,3% (49,22) -56,8% Margine Industriale 16,68 43,9% 16,65 45,7% 37,45 43,2% Spese dirette di vendita (4,06) -10.7% (3,73) -10,2% (7,89) -9,1% Margine commerciale lordo 12,62 33,2% 12,92 35,4% 29,56 34,1% Spese commerciali e amministrative (16,33) -42.9% (15,36) -42,1% (29,69) -34,3% Altri ricavi (spese) operative 2,19 5,8% 0,65 1,8% 1,48 1,7% Costi di ristrutturazione (0,10) 0,3% - 0,0% - 0,0% Risultato operativo (1,62) -4,3% (1,79) -4,9% 1,35 1,6% Costi non ricorrenti - 0,0% - 0,0% 0,23 0,2% Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti - -0,0% - 0,0% (0,44) -0,5% Proventi (oneri) finanziari netti (0,10) -0,3% (1,01) -2,8% (1,14) -1,3% Risultato prima delle imposte (1,72) -4,5% (2,80) -7,7% (0,23) -0,3% Imposte sul reddito (0,03) -0,1% 0,16 0,4% (0,49) -0,6% Risultato di esercizio (1,75) -4,5% (2,64) -7,2% (0,71) -0,8% Risultato di esercizio di pertinenza di terzi - 0,0% - 0,0% - 0,0% Risultato di esercizio di pertinenza del Gruppo (1,75) -4,6% (2.64) -7,.2% (0,71) -0,8%
EBITDA (0,18) -0,5% (0,16) -0,5% 4,16 4,8%
Ricavi netti
I ricavi netti sono passati da 36,5 a 38,0 milioni di euro con un incremento del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. L’incremento dei ricavi è riconducibile principalmente agli effetti derivanti dall’acquisizione di V2D Création SAS sopra commentata.
I seguenti grafici illustrano la composizione dei ricavi per merceologia, per marca e per area geografica del primo semestre 2026 confrontati con lo stesso periodo dell’esercizio precedente.
A seguito dell’acquisizione della società V2D, la partecipata francese ha ampliato il proprio portafoglio prodotti con l’introduzione di tre nuovi brand (Steffy, Morgan e Brigitte Bardot). Tale operazione ha consentito di ampliare e diversificare l’offerta commerciale della corsetteria, rafforzando la presenza della partecipata nei relativi segmenti di mercato, con riferimento ai prodotti riconducibili ai marchi “V2D”.
9 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Nel contesto di mercato caratterizzato da persistenti difficoltà congiunturali, tutte le principali merceologie, a parità di perimetro, hanno registrato una moderata contrazione dei ricavi netti, principalmente riconducibile alle politiche restrittive di approvvigionamento della Grande Distribuzione francese, e dei principali distributori esteri, che hanno inciso in particolare sul segmento della calzetteria.
La Corsetteria e i costumi da bagno risultano in incremento grazie al contributo di V2D.
Nel primo semestre 2026, i ricavi netti relativi alla calzetteria hanno evidenziato una contrazione dell’11,6% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, attestandosi a 14,7 milioni di euro (in calo di 1,9 milioni di euro); l’incidenza di questa merceologia sui ricavi totali è passata dal 45,5% al 38,6%.
Le vendite di corsetteria e dei costumi da bagno, che comprendono anche i nuovi marchi acquistati, passano da 12,1 a 15,6 milioni di euro, registrando un incremento del 28,5%. I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame un incremento dello 0,4%, passando da 7,7 a 7,8 milioni di euro di ricavi.
I ricavi netti della società neoacquisita, rilevati dalla data di acquisizione al 30 giugno 2026, ammontano a 4,1 milioni di euro.
Well e Le Bourget, primi marchi per volumi di vendita del Gruppo, hanno evidenziato un decremento delle vendite rispettivamente pari al 9,4% e all’8,9%.
-
5.000
10.000
15.000
20.000
25.000
Corsetteria e Costumi da bagno Calzetteria Intimo e Maglieria 30.06.2026 15.598 14.667 7.761 30.06.2025 12.141 16.596 7.732RICAVI NETTI IN MIGLIAIA DI EURORicavi netti consolidati per merceologia
- 5.000 10.000 15.000 Well Le Bourget Oroblù V2D Lepel Perofil CagiSanpellegri
noPrivate
labelsLuna di
Seta
30.06.2026 12.956 6.622 4.146 4.074 3.286 3.217 1.133 1.133 1.112 347 30.06.2025 14.295 7.265 4.780 - 3.393 3.281 1.120 1.114 901 320RICAVI NETTI IN MIGLIAIA DI EURORicavi netti consolidati per marchio
10 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Oroblù altro marchio principale del Gruppo, ha registrato un decremento del 13,3%, passando da 4,8 a 4,2 milioni di ricavi. Gli altri marchi hanno presentato il seguente andamento: Lepel (-3,2%), Perofil (-
2,0%), Cagi (+1,0%), Sanpellegrino (+1,7%), Private Labels (+18,9%) e Luna di Seta (+8,4%), Sotto la voce V2D sono compresi i marchi Brigitte Bardot con 2,2 milioni di euro, Morgan con 1,2 milioni di euro e Steffy 0,7 milioni di euro.
Per quanto riguarda i ricavi per area geografica, in Italia si registra un decremento dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 11,1 a 11,0 milioni di euro di ricavi. I ricavi in Francia, primo mercato per importanza nell’ambito del Gruppo, sono pari a 24,2 milioni di euro ed evidenziano un incremento del 10,4% rispetto all’esercizio precedente per effetto dell’aggregazione aziendale della società V2D Création Sas. Nell’Europa dell’Ovest i ricavi netti registrano un decremento del 23,2%, così come negli Stati Uniti i ricavi registrano un decremento del 30,4%. Nell’Europa dell’Est i ricavi ammontano a 0,3 milioni di euro (+22,4%), mentre nel resto del mondo si rilevano ricavi per 0,4 milioni di euro, con un incremento dell’1,2%.
Margine industriale
L’incidenza del margine industriale sui ricavi netti è pari al 43,9%, rispetto al 45,7% del primo semestre 2025.
Spese dirette di vendita Le spese dirette di vendita sono aumentate passando da 3,7 a 4,1 milioni di euro. La loro incidenza sui ricavi netti è pari al 10,7% (10,2% nel primo semestre 2025).
Spese commerciali e amministrative Tali spese sono pari a 16,3 milioni di euro, in incremento rispetto al valore del primo semestre 2025, mentre l’incidenza delle sole spese promo-pubblicitarie sui ricavi netti del Gruppo passa dal 7,1% al 6,0%.
Altri ricavi (spese) operative Tale voce è pari a 2,2 milioni di euro e si confronta con 0,6 milioni di euro del primo semestre 2025. La variazione rispetto al periodo comparativo è riconducibile al provento da acquisto a prezzo vantaggioso, pari a 1,6 milioni di euro, rilevato dalla partecipata francese in relazione all’acquisizione. Per maggiori dettagli, si rinvia a quanto riportato nel paragrafo “5. Aggregazioni aziendali” delle Note esplicative.
- 2.000 4.000 6.000 8.000 10.000 12.000 14.000 16.000 18.000 20.000 22.000 Francia Italia Europa ovestResto del mondoEuropa est Stati Uniti 30.06.2026 24.229 10.974 1.946 428 284 165 30.06.2025 21.949 11.094 2.534 423 232 237RICAVI NETTI IN MIGLIAIA DI EURORicavi netti consolidati per area geografica
11 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Costi di ristrutturazione I costi di ristrutturazione, pari a 0,1 milioni di euro, sono riferiti esclusivamente alla società neoacquisita e sono riconducibili alle operazioni di razionalizzazione del personale interno.
Risultato Operativo
Il risultato operativo al 30 giugno 2026 è negativo per 1,6 milioni di euro (pari al -4,3% dei ricavi netti), rispetto a -1,8 milioni di euro del primo semestre 2025 (-4,9% sui ricavi netti al 30 giugno 2025).
Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti Nel periodo in esame non sono state rilevate svalutazioni né ripristini di valore rientranti in tale categoria.
Proventi (oneri) finanziari netti Il risultato della gestione finanziaria comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nell’esercizio in esame si rileva un onere pari a 0,1 milioni di euro, rispetto all’onere di 1 milione di euro del primo semestre 2025. La variazione rispetto all’esercizio precedente è riconducibile principalmente all’andamento del tasso di cambio USD, che nel periodo comparativo aveva determinato effetti negativi sull’adeguamento al fair value dei contratti di acquisto di dollari a termine, nonché sulle differenze cambio realizzate e derivanti dalla valutazione delle poste in valuta.
Imposte sul reddito Le imposte sul reddito del primo semestre 2026 ammontano a 29 migliaia di euro e sono riferibili principalmente alle imposte differite rilevate dalla controllata francese e alle imposte relative a esercizi precedenti della Capogruppo. Tale valore si confronta con un provento per imposte differite pari a 0,2 milioni di euro registrato nel primo semestre dell’esercizio precedente.
EBITDA
L’EBITDA (risultato operativo al lordo degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ed immateriali) è negativo per 182 migliaia di euro (-165 migliaia di euro nell’esercizio precedente), con un’incidenza sui ricavi invariata del -0,5%.
Dati sintetici di stato patrimoniale La situazione patrimoniale riclassificata sintetica del Gruppo è riepilogata nella seguente tabella:
(Importi in milioni di euro) 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 30 giugno
2025
Attività operative a breve 55,28 53,53 50,67 Passività operative a breve (22,12) (23,68) (21,54) Capitale circolante operativo netto 33,16 29,85 29,13 Partecipazioni 0,01 0,01 0,01 Altre attività non correnti 0,52 0,36 0,49 Immobilizzazioni materiali ed immateriali 31,31 29,57 29,03
CAPITALE INVESTITO 65,00 59,79 58,66
Altre passività a medio e lungo termine (5,44) (5,08) (4,99)
CAPITALE INVESTITO NETTO 59,56 54,71 53,67
Indebitamento finanziario netto 9,86 3,25 4,27 Patrimonio netto 49,71 51,46 49,41 Patrimonio netto di terzi 0 0 0
TOTALE PAT RIMONIO NETTO CONSOLIDATO 59,57 54,71 53,68
12 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Capitale circolante Il capitale circolante è caratterizzato da una significativa stagionalità, legata principalmente alla natura del business. Per tale ragione, il confronto con il dato al 31 dicembre non risulta pienamente rappresentativo dell’andamento del capitale circolante nel periodo, per cui ai fini di una corretta analisi, il dato viene pertanto confrontato con il corrispondente periodo dell’esercizio precedente, così da neutralizzare, per quanto possibile, gli effetti della stagionalità e rendere più significativo il confronto year-on-year.
Il capitale circolante operativo netto al 30 giugno 2026 è pari a 33,2 milioni di euro, in incremento di 4,0 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2025. L’incidenza del capitale circolante operativo netto sui ricavi netti si attesta all’87,2%, in incremento rispetto al 79,9% del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Tale variazione è principalmente riconducibile all’incremento delle rimanenze di magazzino (+2,7 milioni di euro), all’incremento dei Crediti Commerciali (+1,3 milioni di euro) e dei Crediti finanziari, crediti vari e altre attività (+0,5 milioni di euro) a fronte della contrazione dei Debiti commerciali (-0,3 milioni di euro) e dell’incremento dei debiti vari e altre passività (+0,8 milioni di euro).
La variazione è riconducibile principalmente all’inclusione nel perimetro di consolidamento delle attività e delle passività a breve della società V2D Création SAS.
Capitale investito
In considerazione della stagionalità del business, anche per il Capitale Investito, il confronto è effettuato anche con il corrispondente periodo dell’esercizio precedente, ritenuto maggiormente rappresentativo rispetto al dato al 31 dicembre.
Il capitale investito è passato da 58,7 a 65,0 milioni di euro. La variazione è principalmente riconducibile agli effetti dell’acquisizione, che ha determinato un incremento delle rimanenze di magazzino, dei crediti commerciali e della disponibilità di cassa della partecipata francese. Tali effetti sono stati parzialmente controbilanciati dalla riduzione del valore degli asset materiali e immateriali per effetto degli ammortamenti rilevati rispetto all’esercizio precedente.
Indebitamento finanziario
L’indebitamento finanziario netto è pari a -9.856 migliaia di euro e si confronta con -3.252 migliaia di euro al 31 dicembre 2025 e con -4.260 migliaia di euro al 30 giugno 2025.
Di seguito si riporta il dettaglio, secondo i criteri ESMA, della composizione della posizione finanziaria netta del Gruppo:
(Importi in migliaia di euro) 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 30 giugno
2025
A Disponibilità liquide 8.498 9.713 7.815 B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - - -
C Altre attività finanziarie correnti - - -
D Liquidità (A + B + C) 8.498 9.713 7.815 E Debito finanziario corrente (3.906) (4.381) (2.649) F Parte corrente del debito finanziario non corrente (2.132) (2.474) (2.920) G Indebitamento finanziario corrente (E + F) (6.038) (6.855) (5.569) H Indebitamento finanziario corrente netto (G – D) 2.460 2.858 2.246 I Debito finanziario non corrente (12.316) (6.110) (6.507) J Strumenti di debito - - -
K Debiti commerciali e altri debiti non correnti - - -
L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) (12.316) (6.110) (6.507) M Indebitamento finanziario netto (9.856) (3.252) (4.260) .
13 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 N Totale effetto IFRS 16 (6.677) (4.728) (3.910) 0 Posizione finanziaria netta escluso effetto IFRS 16 (3.179) 1.476 (350)
Escluso l’effetto IFRS 16 si evidenzia una posizione finanziaria netta negativa per 3,2 milioni di euro, in peggioramento rispetto alla posizione finanziaria netta positiva di 1,5 milioni di euro al 31 dicembre 2025 e di 0,4 milioni di euro (negativa) al 30 giugno 2025.
Il peggioramento della posizione finanziaria netta registrato nel semestre è riconducibile principalmente all’incremento dell’indebitamento finanziario a medio-lungo termine, pari a Euro 3 milioni, contratto dalla controllata francese per finanziare l’acquisizione della società V2D Création SAS.
Al netto degli effetti connessi a tale operazione, la posizione finanziaria netta risulterebbe sostanzialmente invariata rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente.
Per ulteriori informazioni si rinvia al Rendiconto Finanziario Consolidato.
Si ricorda comunque che, vista la stagionalità del business, la dinamica dell’indebitamento finanziario è normalmente caratterizzata da un assorbimento di liquidità nel primo semestre con un miglioramento nel secondo semestre.
Investimenti e ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ed immateriali Il Gruppo CSP, nel primo semestre 2026, ha realizzato un piano di investimenti volto a mantenere e ad aumentare la qualità e l’efficienza degli impianti. Per il dettaglio degli investimenti ed ammortamenti dell’anno e del precedente si rimanda alle Note Esplicative del Bilancio Consolidato.
Investimenti
Al 30 giugno 2026, gli investimenti netti, al netto di quelli contabilizzati in applicazione del principio contabile IFRS 16, ammontano a circa 0,5 milioni di euro, in linea con i 0,5 milioni di euro del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Gli investimenti hanno riguardato principalmente interventi di manutenzione, di incremento dell’efficienza industriale e di miglioramento tecnologico degli impianti esistenti della controllata francese, nonché lo sviluppo di nuove applicazioni software da parte della Capogruppo.
Attività di ricerca e sviluppo Nel corso del 2026 sono state avviate attività di progettazione, ricerca e sperimentazione su prodotti e processi, con attenzione alla riduzione dei materiali utilizzati, inclusi quelli di confezionamento, realizzando alcune attività precompetitive di carattere innovativo e soluzioni innovative per diverse tipologie di materie prime e packaging.
Ambiente e personale Per le informazioni relative agli aspetti ambientali si rimanda alla Rendicontazione consolidata di sostenibilità contenuta nella Relazione Annuale Integrata al 31 dicembre 2025. Per quanto riguarda le informazioni relative al personale, si rinvia a quanto illustrato nelle Note esplicative al bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Principali indicatori economici, patrimoniali e finanziari Di seguito i principali indici desunti dai valori di bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 ed al 30 giugno 2025:
14 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Indicatori economici, patrimoniali e finanziari 30 giugno 2026 30 giugno
2025
ROE (Risultato netto dell’esercizio/Patrimonio Netto - %) (3,52)% (4,72)% ROI (Risultato Operativo (EBIT)/Capitale Investito Netto - %) (2,72)% (2,55)% ROS (Risultato Operativo (EBIT)/Ricavi - %) (4,26)% (4,11)% Posizione finanziaria netta escluso effetto IFRS 16 (3,18) (0,35) Posizione finanziaria netta (9,86) (4,26)
EBITDA (0,18) (0,17)
Patrimonio Netto 49,71 49,41 Posizione finanziaria netta escluso effetto IFRS 16/ EBITDA 17,66* 2,19* Posizione finanziaria netta / EBITDA 54,75* 26,73* Posizione finanziaria netta escluso effetto IFRS 16/Patrimonio Netto (6,4)% (0,7)% Posizione finanziaria netta /Patrimonio Netto (19,8)% (8,6)%
* Il rapporto PFN/EBITDA non risulta significativo in considerazione della presenza di un EBITDA negativo.
1.3 Andamento delle società del Gruppo CSP Si riporta la struttura del Gruppo CSP al 30 giugno 2026.
Nel corso del primo semestre, le variazioni del perimetro di consolidamento sono riconducibili all’acquisizione, da parte della controllata francese, del 100% del capitale sociale di V2D Création SAS.
Per ulteriori dettagli, si rimanda al paragrafo 5 “Aggregazioni aziendali” delle Note esplicative.
Al 30 giugno 2026, il capitale sociale della capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A. è di Euro 17.361.752,42 suddiviso in n. 39.949.514 azioni ordinarie , prive dell’indicazione del valore nominale, tutte assistite dai medesimi diritti ed obblighi, di cui circa il 62% appartenente ad azionisti con diritto di voto superiore al 5%.
15 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026
Azionisti con diritto di voto superiore al 5%: Bardini Giorgio 15,0% - Carlo Bertoni 10,9% - Mario Bertoni 10,8% – Mariangela Bertoni 10,8% - Bardini Valter 7,7% - Giuseppina Moré 7,0%.
Di seguito si forniscono i risultati delle società del Gruppo.
Capogruppo
La Capogruppo ha realizzato ricavi netti pari a 15,1 milioni di euro, in diminuzione del 12,5% rispetto ai 17,3 milioni di euro registrati nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Al netto delle vendite intercompany, i ricavi si sono attestati a 13,4 milioni di euro, rispetto ai 14,1 milioni di euro del primo semestre 2025, evidenziando un decremento del 4,9%.
Il Margine Industriale, espresso in percentuale dei ricavi netti, si è attestato al 33,2%, rispetto al 35,6% registrato nel primo semestre 2025.
La Capogruppo ha chiuso il periodo con un risultato netto negativo di 1,2 milioni di euro, beneficiando di dividendi pari a 1,75 milioni di euro distribuiti dalla controllata francese (2,5 milioni di euro nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente). Nel primo semestre 2025 il risultato netto era stato positivo per 0,6 milioni di euro.
CSP Paris Fashion Group S.A.S. e V2D Création S.A.S.
Si ricorda che CSP Paris , ha perfezionato a fine febbraio 2026 un’operazione di crescita esterna, con l'acquisizione del 100% delle azioni di V2D Création SAS, una società che opera nel mercato della lingerie femminile con i marchi Brigitte Bardot, Morgan e Steffy. Dove non diversamente specificato, i dati che vengono esposti in questo paragrafo includono quindi anche il contributo di V2D Création SAS per il periodo di circa 4 mesi (dal 24 febbraio al 30 giugno).
Le controllate francesi hanno registrato ricavi al netto delle vendite intercompany di 24,6 milioni di euro , rispetto ai 22,2 milioni di euro nel primo semestre del 2025. A parità di perimetro, (quindi senza V2D) i ricavi netti hanno raggiunto i 20,5 milioni di euro , in calo del 7,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. I ricavi netti comprensivi del contributo di V2D a partire dalla data dell’acquisizione (pari a circa 4,1 milioni di euro) hanno raggiunto nel primo semestre i 24,6 milioni di euro .
Il margine industriale delle controllate francesi in percentuale sui Ricavi netti è risultato, al netto delle transazioni intercompany pari al 46,8% (45,5% a perimetro comparabile), rispetto al 46,6% del primo semestre 2025.
Le controllate francesi hanno registrato complessivamente un utile netto di 1,2 milioni di euro , rispetto a una perdita di 0,7 milioni di euro del primo semestre del 2025. Questo risultato include un provento da acquisto a prezzo vantaggioso non ricorrente riconducibile alla differenza tra il valore degli attivi netti della società acquisita ed il prezzo pagato per l'acquisizione delle azioni di V2D Creation, per un importo di circa 1,6 milioni di euro. Flottante
35,3%
Azionisti con diritto al voto superiore al 5%
62,2%Azioni proprie
2,5%
16 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 I mercati di riferimento di CSP Paris (calzetteria/collant, corsetteria e calzini da donna) hanno subito globalmente una contrazione del 4,7% nella prima metà del 2026. Sebbene la tendenza rimanga ribassista, va notato che il ritmo del calo si è dimezzato rispetto alla prima metà del 2025, grazie a una migliore resilienza del mercato della corsetteria (-5,4% contro -7,5%) e a una forte crescita del mercato dei calzini da donna (+15,4% contro +1,8%). Il mercato della calzetteria/collant rimane in decremento con un calo del 12,9%.
Il primo semestre del 2026 rimane contraddistinto da un contesto economico incerto con una successione di shock che rendono lo scenario particolarmente instabile e imprevedibile disincentivando i consumi delle famiglie, tra i quali:
- l'aumento delle tensioni geopolitiche, tra la continuazione della guerra in Ucraina e il conflitto in
Medio Oriente;
- il ritorno dell'inflazione, in relazione al punto precedente, connessa soprattutto ai costi energetici e dei carburanti;
- l'instabilità politica e di bilancio pubblico specifica della Francia, con la conseguenza di una mancanza di visibilità sulla futura politica fiscale del paese;
- la dinamica delle condizioni meteorologiche che penalizza in particolare alcune delle nostre categorie di prodotti (calzetteria/collant e calzini).
Dopo una forte crescita nel 2025, CSP Paris è riuscita a stabilizzare la sua quota di mercato totale nell'intero mercato della biancheria intima femminile (calzetteria/corsetteria e calzini) al 12,7%, grazie soprattutto a un ulteriore aumento della sua posizione nel mercato della corsetteria, dove ha raggiunto il 9% di quota di mercato (+0,4 p.p.) con i suoi marchi storici Well e Le Bourget. La sua controllata V2D Création, presente solo nel mercato della corsetteria, ha stabilizzato la sua posizione con una quota complessiva del 2,7%. Nel settore calzetteria/collant, CSP Paris, ha consolidato la sua quota di mercato al 28,2% (-0,2 p.p.), in un contesto in cui le marche private delle catene della grande distribuzione stanno incrementando le loro posizioni. Infine, nel mercato dei calzini da donna, la quota di mercato dell'azienda è leggermente diminuita al 9,2% (-0,7 p.p.) nonostante un aumento in termini di volumi e di valore, poiché la forte crescita del comparto sopra menzionata è principalmente dovuta a prodotti di importazione che hanno inondato il mercato con calzini "modali", particolarmente popolari tra le generazioni più giovani.
Questa stabilizzazione della posizione relativa dei marchi di CSP Paris sui diversi comparti di mercato non ha compensato l'effetto negativo delle contrazioni delle vendite. Inoltre, va ricordato che le vendite nella prima metà del 2025 avevano beneficiato di un incremento contingente di circa 0,6 milioni di euro in relazione all'implementazione del nuovo concetto di merchandising “RENTA” per il marchio Le Bourget. Infine, il contesto economico sfavorevole ha spinto le centrali d’acquisto della grande distribuzione a ridurre i loro impegni promozionali e i livelli di scorte, causando un sensibile decremento dei ricavi netti per la controllata francese.
In questo contesto sfavorevole, CSP Paris è riuscita comunque ad espandere la propria distribuzione, con un incremento significativo di punti vendita serviti nel semestre di riferimento.
A parità di perimetro, il margine industriale in percentuale sui ricavi netti di CSP Paris è leggermente diminuito nel primo semestre del 2026, arrivando al 45,5% dal 46,6%, principalmente a causa delle azioni di riduzione dei livelli di giacenza di magazzino che è diminuito di 1,4 milioni di euro nel semestre. La controllata francese è riuscita a compensare parzialmente l'impatto negativo della riduzione delle scorte sul margine industriale percentuale, grazie allo stretto controllo dei costi del lavoro industriale, al contenimento dei costi energetici e a coperture cambi più favorevoli sugli acquisti effettuati in dollari dai fornitori asiatici.
CSP Paris ha registrato un EBIT consolidato di 0,9 milioni di euro, comprensivo del provento da acquisto a prezzo vantaggioso non ricorrente di circa 1,6 milioni di euro realizzato con l'acquisizione di V2D Création, rispetto a un EBIT negativo di 0,3 milioni di euro nel primo semestre del 2025.
17 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Oroblù USA LLC La società statunitense ha realizzato, nel primo semestre 2026, ricavi pari a 108 mila euro, in decremento del 39,2% rispetto ai 177 mila euro registrati nel corrispondente periodo del 2025, evidenziando una diminuzione del 35,1% a tassi di cambio costanti.
Il risultato netto negativo del periodo, pari a circa 38,0 mila euro, si confronta con una perdita di 6,7 mila euro registrata nel primo semestre 2025.
2 Governance
2.1 Organi societari
Ruolo Nome
Consiglio di amministrazione Presidente e Amministratore Delegato (CEO) Carlo Bertoni
Vicepresidente e
Amministratore Delegato Mario Bertoni Consigliere non esecutivo Mariangela Bertoni Consigliere indipendente Rossella Gualtierotti Consigliere indipendente Beatrice Graziano Collegio Sindacale Presidente Guido Tescaroli Sindaco Effettivo Marta Maria Renoffio Sindaco Effettivo Stefano Ruberti Sindaco Supplente Silvia Rodi Sindaco Supplente Stefano Ficarelli Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (CCRS) Presidente Beatrice Graziano
Rossella Gualtierotti
Mariangela Bertoni
Comitato Nomine e Remunerazioni Presidente Rossella Gualtierotti
Beatrice Graziano
Organismo di Vigilanza (OdV) Presidente Rossella Gualtierotti
Beatrice Graziano
Guido Tescaroli
Lead Independent director
Rossella Gualtierotti
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili
Simone Ruffoni
Investor Relations Manager
Simone Ruffoni
Società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A.
La struttura di corporate governance adottata da CSP è fondata sul modello organizzativo tradizionale e si compone quindi dei seguenti organi sociali:
l’Assemblea degli azionisti (competente a deliberare in ordine alle materie previste dalla legge e dallo
Statuto sociale);
il Consiglio di Amministrazione (a cui è affidata la gestione della Società);
il Collegio Sindacale (a cui è affidata la funzione di vigilanza).
18 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 2.2 Buy Back e Azioni proprie Le Azioni proprie al 30 giugno 2026 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie (2,5% del totale) acquistate per un costo complessivo di 888 migliaia di euro. Nel periodo in esame non sono state acquistate azioni proprie e alla data dell’odierno Consiglio di Amministrazione non vi sono state variazioni rispetto al 30 giugno 2026.
L’Assemblea degli Azionisti del 29 maggio 2026 ha deliberato, previa revoca della delibera assembleare del 30 maggio 2025, l’autorizzazione: (i) a procedere, per un periodo di 18 (diciotto) mesi a far tempo dalla data assembleare e, pertanto, sino al 29 novembre 2027, all’acquisto, in una o più volte, di azioni ordinarie di CSP International prive del valore nominale espresso, entro i limiti quantitativi massimi previsti dalla normativa vigente, tenuto conto anche delle azioni proprie eventualmente già possedute direttamente dalla Società e dalle società dalla stessa controllate; (ii) a disporre, senza limiti di tempo - in tutto o in parte, in una o più volte - delle azioni proprie già possedute alla data odierna e di quelle acquistate ai sensi della nuova autorizzazione, anche prima di aver completato gli acquisti come sopra autorizzati.
Per maggiori dettagli si rimanda alla delibera assembleare del 29 maggio 2026.
2.3 RapporƟ infragruppo e con par Ɵ correlate Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Come previsto dal combinato disposto degli articoli 6 e 7 dell’apposita procedura per le operazioni con parti correlate approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 23 giugno 2021 ed entrata in vigore il 1° luglio 2021, tutte le operazioni con le parti correlate (prevalentemente costituite dalle società controllate) sono concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard.
Le informazioni sui rapporti con parti correlate, ivi incluse quelle richieste dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, sono presentate nella Nota 42 del Bilancio consolidato semestrale abbreviato.
2.4 Relazione sulla remunerazione dell’organo amministra Ɵvo, degli organi di controllo e dei dirigen Ɵ con
responsabilità strategiche
Ai sensi dell’articolo 123-bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in data 24 aprile 2026, ha approvato la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari e la Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti. Quest’ultima è stata sottoposta all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti del 29 maggio 2026, ai sensi dell’articolo 123-
ter del TUF e dell’articolo 84-quater del Regolamento Emittenti Consob.
2.5 Partecipazioni detenute dagli Amministratori, dai Sindaci e dai Dire Ʃori Generali (art. 114 e 123 ter del TUF 58/98; art. 84 quater Regolamento 11971/99) Come richiesto dalla normativa Consob, le informazioni in oggetto sono contenute in apposito schema della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti.
2.6 Aƫvità di direzione e coordinamento La Società non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’articolo 2497 e seguenti del Codice civile.
19 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 3 Altre informazioni 3.1 I marchi ed i canali distribu Ɵvi Il modello di business di CSP è differenziato per i diversi canali distributivi e segmenti dell’offerta.
Il Gruppo CSP opera in Italia e nel mondo su più canali attraverso un’articolata struttura distributiva, qui
riassunta:
in Italia operano 3 forze vendita, 50 agenti di cui 6 merchandisers;
in Francia operano 3 forze vendita, 75 venditori, 20 dimostratrici;
in Export, vanta una presenza in circa 60 nazioni al mondo, con circa 37 distributori, 38 department stores e 20 agenti.
Le collezioni permanenti e di moda vengono proposte in modo coerente con il valore e l’identità dei diversi brand e delle strategie aziendali. I marchi del Gruppo CSP si rivolgono ai diversi target del mercato. La qualità dei tessuti e la cura dei dettagli caratterizzano tutte le collezioni, con l’obiettivo di garantire ai consumatori prodotti con un adeguato rapporto qualità/prezzo e uno stile inconfondibilmente italiano e francese.
I brand aziendali si dividono in due categorie: marchi destinati alla distribuzione specializzata e al mass market.
I brand principali di CSP dedicati alla distribuzione specializzata sono: Oroblù (legwear, bodywear e beachwear femminile), Luna di Seta (lingerie femminile in seta e materiali preziosi), Perofil, (intimo, nightwear e loungewear maschile di qualità superiore) e Cagi (intimo e pigiameria maschile, con ottimo rapporto qualità/prezzo).
20 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 CSP International Fashion Group SpA - Italia - Alto di gamma
Oroblù, marchio italiano dal carattere internazionale, interpreta i bisogni delle donne contemporanee proponendo collezioni legwear iconiche, alle quali si affiancano proposte sempre più specializzate di bodywear, skinwear e beachwear.
La sua Mission è quella di offrire articoli capaci di donare benessere e comfort alla donna, sempre valorizzandone la femminilità. Sensibile ai temi della sostenibilità, Oroblù interpreta uno stile up to date, che trova espressione in prodotti innovativi dall'animo responsabile e in una qualità che dura nel tempo, intrecciando la continua evoluzione della moda a uno stile intramontabile.
Luna di Seta è il marchio italiano dedicato alla lingerie in pura seta e materiali preziosi. Brand dal respiro internazionale, combina savoir-faire, ricerca e cura del dettaglio per dare vita a collezioni che interpretano l'eleganza più autentica e la raffinatezza senza tempo.
Espressione di un lusso discreto e ricercato, il brand si distingue per l'impiego di materie prime d'eccellenza e per una proposta esclusiva pensata per una donna dal gusto sofisticato, dallo spiccato senso estetico e dalla naturale sensualità. Attraverso creazioni che esaltano la femminilità con eleganza e seduzione, Luna di Seta celebra l'arte della seta, trasformandola in un simbolo di stile, esclusività ed eccellenza.
Da più di 110 anni Perofil è sinonimo di qualità ed eleganza. Grazie ad un’offerta prodotto studiata per soddisfare i bisogni anche dei consumatori più esigenti, Perofil è diventato il marchio italiano dell’eccellenza, specialista dell’intimo maschile. I valori di Perofil sono Innovazione, Qualità, Comfort e Sostenibilità e la sua Mission è offrire all’uomo elegante, capace di scegliere il meglio per sé, il miglior prodotto di intimo, pigiameria e calzetteria maschile per qualità e comfort.
Cagi è uno storico marchio italiano dell'intimo, riconosciuto nel 2025 come Marchio Storico di Interesse Nazionale, che da sempre si distingue la qualità dei tessuti naturali e per un'offerta di intimo continuativa garanzia di ottimo servizio alla clientela. Missione di Cagi è offrire prodotti di intimo e pigiameria maschili con il migliore rapporto qualità-prezzo, per un pubblico di tutte le età. Uno stile e un’immagine aggiornata arricchiscono la forza del brand nell’essere un punto di riferimento moderno nel mercato dell’intimo.
I brand principali dedicati ai canali mass market di CSP sono: Lepel, specializzato nella corsetteria, Sanpellegrino, dedicato alla calzetteria femminile. I due brand transitano dai canali ingrosso, Gd/Do, dettaglio e grandi magazzini tessili, con organizzazioni di vendita dedicate e collezioni continuative e modali.
21 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 CSP International Fashion Group SpA - Mass Market
Sanpellegrino, marchio fondante del Gruppo CSP, dal 1973 è un punto di riferimento nella calzetteria italiana grazie alla capacità di coniugare qualità, innovazione e stile alla portata di tutte. Forte di un heritage consolidato, ha costruito la propria identità su prodotti durevoli, innovazioni tecnologiche supportate da test e brevetti e una visione anticipatrice della sostenibilità, diventando celebre per icone come il collant Doppiofilo e per campagne di comunicazione entrate nell'immaginario collettivo.
Storico love brand del Gruppo, Sanpellegrino continua a distinguersi per una proposta accessibile e contemporanea, che affianca alla tradizione una costante attenzione all'innovazione e alla sostenibilità.
Lepel è uno storico marchio italiano di corsetteria, riconosciuto per l'eccellente vestibilità dei suoi prodotti e per un know-how costruito in decenni di esperienza. Brand transgenerazionale, ha saputo conquistare e fidelizzare generazioni di donne affiancando alla tradizione una costante attenzione all'innovazione, con collezioni pensate per garantire sostegno, comfort e valorizzazione della femminilità.
Il reggiseno, simbolo distintivo del marchio e racchiuso nella promessa “Belseno Lepel”, rappresenta l'espressione più autentica della sua expertise.
Grazie a un'offerta che coniuga qualità, affidabilità e accessibilità, Lepel continua a essere il punto di riferimento per donne che ricercano una vestibilità impeccabile e soluzioni studiate per rispondere alle diverse esigenze del corpo femminile.
I marchi di CSP Paris sono Le Bourget, destinato al canale specializzato e Well, distribuito nel canale mass
market,
CSP Paris
Il marchio Le Bourget sviluppa la propria identità francese, femminile e fashion, affidandosi ad una qualità impeccabile, utilizzando le più avanzate tecnologie di produzione. Le Bourget presenta campagne di comunicazione di immagine che evidenziano lo spirito alla moda del brand. L'equilibrio tra moda, femminilità e qualità rende Le Bourget: il marchio più prestigioso della calzetteria francese, ispirato dallo chic parigino. I valori di riferimento di Le Bourget sono innovazione, creatività e qualità.
Well è il marchio più innovativo e prestazionale di calzetteria e lingerie sul canale moderno francese. Secondo sul mercato. Nato oltre 50 anni fa nel cuore della regione della Cevenne nel sud della Francia, si fonda su un know-how tradizionale la cui origine risale al XVIII secolo. Il marchio Well continua questa tradizione, rinnovandola con una strategia di sviluppo di nuovi prodotti innovativi e performanti.
Con l’acquisizione di V2D Création SAS, CSP Paris ha ampliato la propria presenza nel mercato della lingerie, distribuendo i prodotti dei marchi acquisiti Steffy, Morgan e Brigitte Bardot prevalentemente
22 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 attraverso il canale B2B, rivolto principalmente a operatori della grande e media distribuzione, e, in misura minore, direttamente ai consumatori finali attraverso i canali di e-commerce.
V2D Création
Steffy è un marchio che offre lingerie di fantasia a prezzi accessibili. Una lingerie colorata, primaverile, il cui approccio creativo è sempre legato a idee di evasione: pizzi vivaci, stampe floreali, profusione di colori e motivi ricercati ai quattro angoli del mondo.
Morgan è un marchio di prêt-à-porter gestito su licenza che rivendica una moda parigina, elegante, femminile e contemporanea. La lingerie Morgan si avvale di questo DNA, rivendicando il nome "La marca di lingerie Mode" e proponendo outfit che uniscono femminilità e seduzione.
Brigitte Bardot lingerie è un marchio che propone una gamma di lingerie e costumi da bagno ispirata a ciò che la star iconica ha incarnato e ispirato negli anni '60 e '70: un'ultra-femminilità naturale e audace, una sensualità gioiosa che si ritrova in pizzi glamour, motivi floreali romantici, stampe vichy... che sublimano tutte le sagome. Grazie a un forte storytelling ispirato alla star iconica, il marchio ha un forte potenziale di internazionalizzazione.
3.2 Canali di vendita online La presenza online del gruppo si articola attraverso e-commerce monomarca dedicati ai marchi Perofil, Oroblù, Cagi e Lepel, accessibili rispettivamente tramite i siti www.perofil.com, www.oroblu.com, www.cagi.eu e www.lepel.it.
Il sito www.lunadiseta.com svolge attualmente la funzione di vetrina istituzionale del marchio, contribuendo a consolidarne la visibilità e il posizionamento sul mercato.
Nel marzo del 2026 la Capogruppo ha completato il progetto di rinnovamento della piattaforma tecnologica e-commerce, avviato nel 2025, finalizzato all'adozione di un'infrastruttura digitale più efficiente ed efficace sotto il profilo delle performance, della scalabilità e della gestione operativa.
I siti di vendita online sono oggi dotati di una piattaforma tecnologica moderna e performante, in grado di offrire un'esperienza digitale in linea con le richieste del mercato e con le aspettative di consumatori sempre più esigenti, contribuendo al rafforzamento della competitività dei marchi nei canali digitali e al perseguimento degli obiettivi di crescita del business online.
Nell'ambito del suo piano strategico, CSP Paris punta a sviluppare fortemente le vendite online attraverso i propri siti: www.lebourget.com e www.well.fr.
3.3 Innovazione e comunicazione Guidata dalla volontà di migliorarsi ogni giorno per rispondere alle sfide del presente e del futuro, CSP investe costantemente nell’innovazione in tutte le aree aziendali, con un impegno concreto verso la sostenibilità. Questa visione si fonda sulla gestione responsabile delle risorse, sulla riduzione degli impatti ambientali e sulla promozione di trasparenza e tracciabilità, principi che il Gruppo interpreta in tutti i propri marchi attraverso progetti di innovazione sia di prodotto che di comunicazione.
Un percorso che, con un concetto di eco design e soprattutto nel segmento del collant, parte da un continuo efficientamento dei passaggi produttivi, volto a ridurre le emissioni di CO2 e prosegue con l’innovazione di prodotto che si esprime nella scelta di materiali a ridotto impatto ambientale. Ne è un
23 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 esempio il primo collant realizzato con filati bio-derivati sia per la poliammide sia per l’elastomero, lanciato online a fine 2025 e introdotto nella distribuzione tradizionale dall’autunno 2026. Percorso che prosegue nell’ottimizzare dei materiali di confezionamento, riducendo l’impiego di plastica e favorendo soluzioni riciclate e più sostenibili.
CSP mette al centro le persone, consapevole che siano loro a fare la differenza. Per questo promuove iniziative volte al miglioramento e alla valorizzazione individuale, creando contesti di lavoro inclusivi e capaci di favorire il meglio da ciascuno.
Il 2026 ha visto importanti riconoscimenti per il percorso di sostenibilità intrapreso. Nella prima parte dell’anno CSP è stata premiata come Leader nella sostenibilità da “Il Sole 24 Ore” nell’ambito della ricerca promossa da Statista a cui partecipa dal 2022. A questi risultati si è aggiunto il riconoscimento ESG Identity Label, che conferma la coerenza e la solidità delle iniziative sviluppate dal Gruppo.
CSP continua inoltre a rafforzare il proprio impegno sociale che si è concretizzato nel corso del 2026 già con numerose iniziative:
Prosecuzione nella collaborazione con Telefono Rosa Mantova. A marzo 2026 professioniste legali e psicologhe dell’ente sono state presso la sede di Ceresara per un convegno aperto a tutti i dipendenti a tema “violenza digitale”.
Coinvolgimento nella campagna “Aria d’Umanità” promossa dall’Ordine degli Avvocati di Milano, un progetto di solidarietà nato per offrire un supporto concreto agli istituti penitenziari milanesi.
Nell’ambito dell’iniziativa, CSP ha messo a disposizione biancheria intima del marchio Cagi a condizioni particolarmente agevolate, destinata all’Istituto Minorile Beccaria e al carcere di San Vittore.
Donazione di intimo e maglieria femminile e maschile all'organizzazione non profit Diagonalis, che provvede a redistribuirle a enti del Terzo Settore impegnati in attività di assistenza e solidarietà. L'iniziativa consente di dare nuova vita ai prodotti invenduti, generando al tempo stesso un impatto sociale e ambientale positivo.
Nei prossimi mesi resterà infine attivo l’impegno alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne con iniziative legate al 25 novembre, giornata mondiale preposta.
4 Fattori di rischio e sistemi di controllo Nel paragrafo vengono riportate le descrizioni dei rischi relativi al business di CSP.
4.1 Principali rischi ed incertezze ai quali la Società e il Gruppo sono espos Ɵ Come richiesto da Consob, gli Amministratori provvedono all’identificazione e alla valutazione dei principali rischi e incertezze a cui la Società e il Gruppo sono esposti.
La situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo è influenzata dai vari fattori che compongono il quadro macroeconomico generale. In particolare, le ripercussioni dell’attuale contesto caratterizzato da persistenti incertezze sullo scenario internazionale, con gli impatti indiretti sulla fiducia dei consumatori e la conseguente incertezza della domanda, hanno colpito fortemente i mercati di riferimento, con il conseguente peggioramento delle condizioni macroeconomiche, oltre ai rilevanti aumenti dei costi delle materie prime ed energetici che hanno influito sulla ripresa dell’inflazione.
Rischi relativi al business L’analisi dei fattori di rischio interessa anche le principali risorse immateriali considerate essenziali per lo sviluppo dell’attività del Gruppo. Tali risorse includono, tra le altre, il know-how aziendale, le competenze del capitale umano, i marchi, le relazioni con clienti e fornitori, nonché i sistemi organizzativi e tecnologici a supporto dei processi operativi.
24 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Il modello di business del Gruppo si fonda in modo significativo su tali asset immateriali, che rappresentano un elemento centrale nella capacità di generare ricavi, mantenere un vantaggio competitivo e sostenere lo sviluppo nel medio-lungo periodo.
In particolare, la combinazione di competenze specialistiche, relazioni consolidate e capacità di innovazione costituisce un fattore determinante per la creazione di valore, contribuendo al rafforzamento della posizione competitiva del Gruppo e alla sostenibilità dei risultati economico-
finanziari nel tempo.
Con riferimento ai rischi relativi al nostro business, qui di seguito si esaminano in particolare i seguenti
rischi:
Rischi connessi al sovradimensionamento e all’obsolescenza del
magazzino
Il Gruppo opera nel settore dell’abbigliamento intimo, che è influenzato significativamente, soprattutto per la componente modale, dai cambiamenti, anche repentini, dei gusti e delle preferenze dei clienti e dei consumatori finali, nonché dai cambiamenti degli stili di vita, circostanze che contribuiscono a rendere obsolete in breve tempo le merci in magazzino, con conseguente deprezzamento del valore dei relativi stock e, pertanto, è soggetto al rischio di sovradimensionamento del magazzino nonché all’obsolescenza dei relativi stock .
Rischi connessi alla concentrazione dei ricavi in Francia e in
Italia
Il Gruppo CSP realizza i suoi ricavi prevalentemente in Francia (63,7%) e in Italia (28,9%).
Essendo i ricavi concentrati in Francia e in Italia (circa il 92,6% del totale nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2026) il Gruppo risulta esposto al rischio di eventuali rallentamenti nelle vendite e nei consumi di beni e servizi in tali Paesi, qualora si verifichino condizioni di mercato avverse.
Rischi connessi all’influenza delle condizioni climatiche sulle
vendite
Il Gruppo CSP è esposto agli effetti sui consumi indotti dalle condizioni climatiche, in particolare per le vendite di calzetteria, che rappresentano circa il 38,6% del totale dei ricavi netti al 30 giugno 2026 (45,5% nel primo semestre 2025). Un anticipo eccessivo delle temperature estive in primavera e/o un protrarsi delle stesse nei mesi autunnali può determinare un forte calo dei consumi, difficilmente recuperabile nei mesi successivi.
Qualora il Gruppo non fosse in grado di supplire con le altre merceologie alle minori vendite di calzetteria, potrebbero determinarsi effetti negativi significativi sulla redditività dell’intero esercizio e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo medesimo.
Per un’informativa più specifica in merito ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, si rinvia alla sezione di Rendicontazione di sostenibilità 2.2 Informativa ambientale / Cambiamenti climatici / Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale della Relazione Annuale Integrata al 31 dicembre 2025.
Rischi connessi alla struttura distributiva e al credito
commerciale
I canali distributivi di cui il Gruppo si avvale sono rappresentati prevalentemente da punti vendita specializzati indipendenti (c.d. canale wholesale), soprattutto in Italia, e da iper e super mercati in Francia.
Il Gruppo è esposto ai seguenti rischi: (i) riduzione della propria base di clientela per la chiusura di uno o più punti vendita, qualora, per qualsivoglia ragione, i medesimi dovessero registrare un significativo calo dei volumi di vendita (il rischio è strettamente connesso al progressivo indebolimento dei canali di
25 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 vendita dell’intimo specializzato e delle catene di iper e supermercati, con conseguente perdita di quote di mercato a vantaggio delle catene retail specializzate monomarca e dei siti di vendita online a basso costo), (ii) che una parte dei clienti della rete distributiva si trovi nell’incapacità o nell’impossibilità di fare fronte alle proprie obbligazioni, con conseguente ritardo o mancata esecuzione dei pagamenti nei termini e con le modalità convenute, anche alla luce delle attuali condizioni di mercato e della congiuntura economica negativa o di un possibile inasprimento delle politiche di accesso la credito da parte del sistema bancario. Tali eventi comporterebbero: (i) un indebolimento delle fonti di business sui principali canali di sbocco per il Gruppo, con conseguente perdita di marginalità, (ii) un aumento dell’ammontare degli accantonamenti del Gruppo a fondo svalutazione crediti, riducendo la redditività e la liquidità del Gruppo stesso, incrementando la necessità di ricorrere a ulteriori fonti di finanziamento e/o alla ricerca di nuovi mercati di sbocco per i propri prodotti, con effetti negativi significativi sulla propria situazione economica, patrimoniale e finanziaria.
Rischi connessi alla disponibilità e variabilità dei costi delle materie prime, dei relativi servizi di trasporto e dei costi
energetici
I prezzi di acquisto delle materie prime e della merce ed i relativi costi di trasporto da fornitori terzi sono influenzati dalla disponibilità e dalla conseguente variazione dei prezzi delle materie prime tra cui, principalmente, il cotone e il nylon.
Non avvalendosi di strumenti di copertura a fronte delle oscillazioni del prezzo delle materie prime, il Gruppo è dunque esposto ai rischi connessi alla possibile scarsità ed alla fluttuazione delle relative quotazioni sui mercati di riferimento.
I costi per l’approvvigionamento ed il relativo trasporto (noli marittimi in particolare) delle materie prime possono incidere sui costi di produzione, sul prezzo di acquisto della merce e sui risultati del Gruppo.
Pertanto, la variazione al rialzo dei prezzi sui mercati di riferimento comporterà per il Gruppo (i) la necessità di ribaltare tali aumenti sui prezzi di vendita dei beni, incrementandoli, con conseguenti riflessi sulla vendibilità degli stessi, con potenziali effetti negativi sull’andamento dei volumi di vendita; e/o (ii) una riduzione dei margini sulle vendite degli stessi, con conseguenti effetti negativi sui risultati del Gruppo (in caso di impossibilità, anche parziale, di ribaltare gli aumenti sui listini di vendita).
Rischi connessi all’aumento dei costi energetici Il Gruppo è esposto alla fluttuazione dei costi energetici legata anche alla loro disponibilità, e il conseguente aumento del prezzo può incidere sui costi di approvvigionamento delle materie prime, dei prodotti commercializzati, e sui costi produzione e di conseguenza sui risultati del Gruppo. Pertanto, la variazione al rialzo dei prezzi energetici comporterà per il Gruppo: (i) la necessità di ribaltare tali aumenti sui prezzi di vendita dei beni, incrementandoli, con conseguenti riflessi sulla vendibilità degli stessi, con potenziali effetti negativi sull’andamento dei volumi di vendita; e/o (ii) una riduzione dei margini sulle vendite degli stessi, con conseguenti effetti negativi sui risultati del Gruppo (in caso di impossibilità, anche parziale, di ribaltare gli aumenti sui listini di vendita).
Rischi connessi alla concentrazione delle forniture dei produttori terzi indipendenti (soprattutto dell’estremo Oriente) Il modello di business del Gruppo prevede, prevalentemente per le merceologie diverse dalla calzetteria (la cui incidenza sui ricavi netti consolidati del primo semestre 2026 è pari circa al 61,4%), che il medesimo si avvalga di un ristretto numero di produttori terzi indipendenti. Il Gruppo è pertanto esposto al rischio (i) che tali soggetti possano violare (a) i rispettivi impegni contrattuali, consegnando i capi ordinati con ritardo ovvero producendo capi non commercializzabili, e/o (b) le vigenti disposizioni normative a tutela dei lavoratori, (ii) che, in caso di interruzione dei rapporti con uno o più dei suddetti fornitori, il Gruppo non riesca a sostituirli in tempi tali da non provocare ripercussioni sulla catena di approvvigionamento.
Il verificarsi di tali eventi potrebbe avere effetti negativi anche significativi sull’attività e sulle prospettive di crescita del Gruppo, nonché sulla sua situazione economica, patrimoniale e finanziaria. Il Gruppo è
26 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 inoltre esposto al rischio che, da eventuali mutamenti legislativi e da eventuale instabilità e disordini sociali nei Paesi in cui i produttori operano, possa conseguire l’introduzione di vincoli all’esportazione e/o all’importazione di prodotti, con conseguenti effetti negativi anche significativi sulla propria situazione economica, patrimoniale e finanziaria.
Rischi connessi al funzionamento dei sistemi informatici e alla
sicurezza informatica
Il Gruppo è esposto al rischio che i propri sistemi informatici, ivi incluse le infrastrutture ed i software, siano oggetto di attacchi informatici, siano affetti da virus o subiscano accessi non autorizzati volti ad estrarre o corrompere informazioni del Gruppo, e che eventuali errori, malfunzionamenti e/o accessi non autorizzati ai software utilizzati dal Gruppo possano danneggiare l’attività dei clienti del Gruppo.
Tali attacchi potrebbero comportare la disattivazione dei sistemi informatici utilizzati dal Gruppo per l’esercizio della propria attività e determinare la perdita di ingenti quantità di dati personali o di altre informazioni sensibili, potenzialmente assoggettando il Gruppo a sanzioni penali o civili o ad altre responsabilità. Ciascuno di tali eventi potrebbe avere effetti negativi, anche significativi, sull’attività, le prospettive, la reputazione e la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo.
Rischi connessi alla protezione e al trattamento dei dati
personali
Il Gruppo è esposto al rischio che le misure e le procedure adottate in relazione alle norme sulla protezione e sul trattamento dei dati personali si rivelino inadeguate e/o non conformi e/o che non siano correttamente implementate. Il verificarsi di tali eventi potrebbe comportare l’applicazione di sanzioni pecuniarie, con conseguenti effetti negativi significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo.
Per maggiori informazioni sulle procedure interne adottate dal Gruppo in applicazione alla normativa vigente si rimanda al paragrafo Cybersecurity e data breach della Relazione Annuale Integrata al 31 dicembre 2025 che rimane valido ed aggiornato nei contenuti.
Rischi connessi ai rapporti con i dipendenti e all’importanza di alcune figure chiave I risultati del Gruppo dipendono anche da alcune figure chiave, sia in ruoli gestionali, sia in ruoli operativi, che con il loro bagaglio di capacità ed esperienza contribuiscono in maniera determinante allo sviluppo dello stesso. Pur permanendo il rischio che una delle suddette figure chiave possa interrompere la propria collaborazione senza la garanzia che sia possibile sostituirla tempestivamente con soggetti aventi professionalità in grado di dare il medesimo apporto alla continuazione ed allo sviluppo del business, il Gruppo si è dotato di una struttura operativa e manageriale capace di assicurare continuità gestionale, impegnandosi a trattenere, attrarre e incentivare risorse qualificate, operando prevalentemente su due fronti: da un lato strutturandosi in maniera da assicurare la continuità della gestione aziendale attraverso la condivisione delle conoscenze e l’approccio collettivo nella presa di decisioni, sia strategiche, sia operative, dall’altro prevedendo misure che incentivino le figure chiave a rimanere all’interno del gruppo e comunque, in caso di uscita, a garantire un corretto passaggio di consegne.
Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia La situazione della Società e del Gruppo è influenzata anche dai vari fattori che compongono il quadro macroeconomico, inclusi l’eventuale decremento del prodotto nazionale lordo, l’aumento dell’inflazione, il livello di fiducia dei consumatori, il tasso di disoccupazione e la progressiva contrazione dei consumi finali nei canali di riferimento (iper, super e wholesale). La debolezza delle condizioni generali dell’economia si è riflessa in un calo del potere d’acquisto dei consumatori. Qualora la debolezza ed incertezza del mercato dovesse prolungarsi ulteriormente, l’attività e le prospettive del Gruppo verrebbero negativamente influenzate con conseguente impatto sulla situazione economica e patrimoniale.
27 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Tali circostanze, nonché i conflitti bellici, attualmente in essere, hanno avuto e stanno avendo ripercussioni, dirette ed indirette, sull’attività economica creando un contesto di generale incertezza, le cui evoluzioni e i relativi effetti non risultano ancora completamente misurabili sia in termini generali che sul business del Gruppo.
Rischi connessi all’alta competitività nei mercati in cui il
Gruppo opera
I mercati in cui il Gruppo opera sono maturi, altamente concorrenziali e con tassi di crescita negativi da diversi anni e sensibilmente correlati con la propensione all’acquisto delle famiglie.
I prodotti del Gruppo si posizionano nella fascia qualitativa medio-alta, sottoposta alle pressioni concorrenziali di produttori stranieri, anche di paesi con costi di produzione e di manodopera particolarmente bassi.
Il successo delle attività di CSP dipenderà dalla sua capacità di mantenere e/o incrementare le quote di mercato attraverso l’attrattività dei propri marchi e di espandersi in nuovi mercati, attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, che garantiscano adeguati livelli di redditività.
La prospettiva di continua contrazione dei volumi di vendita potrebbe amplificare l’incidenza dei costi fissi di struttura, ed in assenza di correttivi, la marginalità sarebbe negativamente influenzata con conseguente impatto sulla situazione economica e patrimoniale.
Rischi inerenti alla strategia di crescita per linee esterne La strategia di crescita del Gruppo, finalizzata all’espansione verso nuovi mercati e allo sviluppo e diversificazione del proprio portafoglio prodotti, include anche una crescita per linee esterne, esponendo il Gruppo ai rischi tipici di tali iniziative.
Prima di perfezionare acquisizioni, joint-venture o investimenti, il Gruppo conduce normalmente un’attività di due diligence finanziaria, contabile, fiscale e legale con il supporto di consulenti qualificati e dedica risorse interne per rispettare le tempistiche previste e massimizzare le possibili sinergie.
Tali attività potrebbero tuttavia non consentire di identificare tutte le più significative passività potenziali o attuali del soggetto target e di determinare adeguatamente il prezzo di acquisto.
Le operazioni di crescita per linee esterne, per loro natura complesse, possono non avvenire secondo le tempistiche inizialmente ipotizzate e comportare costi imprevisti, compromettendo o dilazionando i benefici attesi.
A tal riguardo si evidenza che in data 24 febbraio 2026, la controllata francese CSP Paris Fashion Group SAS ha perfezionato l’acquisizione del 100% del capitale sociale di V2D Création SAS, In relazione ai fattori di rischio che sono conseguenza specifica di questa operazione di crescita per linee esterne si rimanda integralmente al Documento Informativo messo a disposizione del pubblico in data 11 marzo 2026 presso la sede legale di CSP International Fashion Group S.p.A. e sul sito internet www.cspinternational.it (sezione “Investor Relations”–”Bilanci e Prospetti”) nonché sul meccanismo di stoccaggio autorizzato denominato 1Info (www.1info.it).
Il Gruppo CSP sta procedendo con determinazione nel rafforzamento della propria strategia di diversificazione, volta al rafforzamento della propria presenza sul mercato della corsetteria francese e del proprio know-how in tale ambito e al conseguimento di sinergie, che una volta implementate, dovrebbero consentire di migliorare la redditività consolidata. Tuttavia, l’attuale contesto macroeconomico e geopolitico continua a caratterizzarsi per consumi ancora deboli e visibilità limitata in diversi mercati europei, elementi che potrebbero riflettersi, almeno nella fase iniziale di integrazione, anche sui livelli di redditività di V2D Création S.A.S. che, pertanto, potrebbero rivelarsi non immediatamente allineati agli obiettivi industriali inizialmente ipotizzati per il medio periodo.
Il Gruppo ritiene infatti che, nel periodo successivo all’acquisizione, possano manifestarsi dinamiche fisiologiche, rappresentate da (i) effetti temporanei legati all’integrazione operativa e commerciale ed alla ridefinizione e razionalizzazione dell’offerta dei marchi in proprietà e in licenza, (ii) un potenziale assorbimento aggiuntivo di capitale circolante, (iii) un incremento dell’indebitamento legato al
28 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 finanziamento dell’operazione, nel caso di specie da parte della controllata francese, con conseguenti riflessi sulla posizione finanziaria netta del Gruppo, oggetto di costante monitoraggio da parte degli organi delegati, (iv) costi e inefficienze iniziali tipiche dei processi di integrazione industriale e organizzativa.
Rischi relativi ai mercati internazionali Una parte delle attività di approvvigionamento e delle vendite del Gruppo hanno luogo al di fuori dell’Unione Europea. Il verificarsi di sviluppi politici o economici sfavorevoli in tali aree potrebbe incidere sulle prospettive e sull’attività del Gruppo, nonché sui risultati economici. In particolare, l’aumento del costo delle materie prime, causato da fattori legati alla produzione delle stesse ed a fattori speculativi, potrebbe avere ripercussioni sulla marginalità del Gruppo.
Rischi connessi alla concentrazione dei ricavi su alcuni clienti Nonostante la diversificazione su diversi canali di vendita, una quota significativa dei ricavi della Società e del Gruppo (principalmente nei canali della Grande distribuzione e a livello di distributori export) si concentra verso un numero limitato di clienti di rilievo. Tale struttura del portafoglio clienti espone la Società ed il Gruppo al rischio che eventuali modifiche nei rapporti commerciali con uno o più clienti rilevanti, ovvero una riduzione dei volumi di fornitura concordate e un peggioramento delle relative condizioni, possano incidere negativamente sull’andamento dei ricavi con conseguenti difficoltà a recuperare il fatturato perso rivolgendosi ad altri clienti. Inoltre, l’eventuale mancata o ritardata diversificazione dei canali distributivi e della base clienti potrebbe limitare la capacità della Società e del Gruppo di attenuare tali effetti.
Il verificarsi di tali circostanze potrebbe avere riflessi negativi sui risultati economici e/o sulla situazione patrimoniale e/o finanziaria della Società e del Gruppo nonché influire sul conseguimento degli obiettivi strategici perseguiti.
Rischi finanziari
La Società e il Gruppo sono esposti a rischi finanziari connessi alla loro operatività e, in particolare, ai
seguenti:
a) rischio di credito, in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;
b) rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all’accesso al mercato del credito;
c) rischio di cambio;
d) rischio di tasso di interesse.
La Società e il Gruppo valutano costantemente i rischi finanziari a cui sono esposti, in modo da stimare anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.
I rischi finanziari sono monitorati nei modi seguenti.
a) Rischio di credito La Società ed il Gruppo vendono con pagamento posticipato a diverse tipologie di clientela costituite da Grande Distribuzione Organizzata, grossisti, dettaglianti e distributori esteri. I crediti concessi sono oggetto di una preventiva valutazione, effettuata con metodi che possono variare a seconda dell’entità dei crediti stessi; tuttavia, il perdurare dell’attuale difficoltà di parte della clientela ad accedere a finanziamenti concessi dal sistema bancario, unitamente al calo dei consumi, potrebbe rendere alcuni crediti di difficile esigibilità.
Sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale.
A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell’esperienza storica e dei dati statistici.
b) Rischio di liquidità
29 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Il rischio di liquidità si può manifestare per l’incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l’operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità sono, da una parte, le risorse generate o assorbite dalle attività operative, dall’altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito.
La Società e il Gruppo hanno adottato una serie di politiche volte ad ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie, attraverso le seguenti azioni:
diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, attraverso diversi Istituti di
credito;
ottenimento di linee di credito adeguate;
monitoraggio delle condizioni prospettiche di liquidità.
I fondi e le linee di credito attualmente disponibili consentirebbero di soddisfare i fabbisogni aziendali;
tuttavia, gli effetti a livello di business causati dall’incertezza del contesto macroeconomico e gli effetti negativi sulla marginalità causati dall’incremento dei prezzi di materie prime ed energia potrebbero impattare negativamente sulla liquidità e sui flussi finanziari del Gruppo. Tali effetti verranno attentamente e costantemente monitorati.
Un eventuale inasprimento della politica del credito da parte del sistema bancario avrebbe un impatto negativo in termini di:
possibili revoche o riduzioni degli affidamenti;
difficoltà di accesso a nuovi finanziamenti;
incremento dei costi dei servizi bancari e delle condizioni applicate alle linee di credito esistenti e future.
c) Rischio di cambio Il Gruppo CSP, che opera su più mercati a livello mondiale, è esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio. L’esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente all’attività produttiva in outsourcing nel Far East con acquisti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall’Euro.
La Società e il Gruppo monitorano le principali esposizioni al rischio di cambio per gli acquisti in dollari e operano delle coperture tendenti a garantire il cambio previsto a budget.
Nel corso del primo semestre 2026 la natura e la struttura delle esposizioni al rischio di cambio e le politiche di copertura non sono variate rispetto all’anno precedente.
d) Rischio di tasso di interesse Il Gruppo è esposto alle fluttuazioni del tasso d'interesse soprattutto per quanto concerne la misura degli oneri finanziari relativi all'indebitamento.
Al 30 giugno 2026 la Capogruppo ha in essere contratti derivati su tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Note Esplicative.
L’esposizione al rischio di mercato derivante dalla variazione dei tassi di interesse è originata dai finanziamenti a medio-lungo termine (principalmente mutui) erogati a tasso variabile.
4.2 Valutazione sulla con Ɵnuità aziendale, i rischi finanziari, il valore delle a ƫvità e le rela Ɵve sƟme Come espressamente richiesto da Consob, congiuntamente a Borsa Italiana e a ISVAP, con i documenti del 6 febbraio 2009 e del 4 marzo 2010, forniamo le seguenti valutazioni:
il bilancio è stato redatto nella prospettiva della continuità aziendale. A tale riguardo, gli Amministratori hanno valutato gli elementi di incertezza e le criticità connesse all’attuale scenario economico e di mercato, considerando, in particolare, l’andamento operativo del Gruppo, la situazione economico-finanziaria e patrimoniale, nonché le prospettive di sviluppo
30 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 del business. Sulla base delle informazioni disponibili alla data di redazione del bilancio e delle valutazioni effettuate, gli Amministratori ritengono sussistenti i presupposti per la prosecuzione dell’attività nel prevedibile futuro e, conseguentemente, hanno ritenuto appropriato adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio;
il valore delle attività e, in particolare, del magazzino e dei crediti, è stato valutato con la necessaria prudenza, effettuando valutazioni adeguate;
il valore dei beni immobili è asseverato da una perizia di stima redatta da un professionista indipendente redatta nel corso del 2025 ed il valore che emerge da tale perizia è sensibilmente superiore al valore contabile;
l’impairment test necessario per la verifica dell’eventuale perdita di valore delle attività secondo il principio IAS 36 è stato effettuato con particolare attenzione, nel quadro dell’attuale congiuntura economica. Il Consiglio ha approvato i risultati dell’impairment test alla luce della revisione del Piano Industriale 2026-2030;
il test di impairment, le cui risultanze verranno illustrate analiticamente nelle note esplicative al bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026, evidenzia per la CGU Francia (che integra per la prima volta la neoacquisita V2D) un saldo positivo tra il valore d’uso ed il valore contabile (4,9 milioni di euro), mentre per la CGU Italia un valore d’uso pari a 5,8 milioni di euro, a fronte di un valore contabile pari a 28,1 milioni di euro, con un impairment negativo di 22,3 milioni di euro.ௗ Per i diritti d’uso, il valore delle migliorie eseguite sui fabbricati, unitamente al valore dei beni ad esse riconducibili condotti in forza di contratto di affitto, risulta in linea con il valore di mercato rappresentato dai canoni e dai valori incrementali apportati su tali beni. Per quanto attiene le altre poste di bilancio che, in base a quanto previsto dallo IAS 36, devono essere oggetto di analisi in conseguenza del risultato emerso dall’impairment test, si segnala che le stesse, avendo valori di mercato superiori ai valori contabili, coerentemente con i principi applicabili, non richiedono svalutazioni;
le stime utilizzate per la valutazione delle attività sono basate sull’esperienza, tenendo conto di tutti i fattori considerati rilevanti.
4.3 Impaƫ sul business dello scenario macroeconomico e
geo-poliƟco
Il contesto macroeconomico internazionale, già segnato dalle persistenti tensioni geopolitiche legate ai conflitti russo-ucraino e israelo-palestinese, e gravato dall’effetto delle politiche protezionistiche introdotte dalla nuova amministrazione americana, consistite nell’introduzione di dazi generalizzati, si è ulteriormente complicato per effetto del conflitto in Iran con il conseguente blocco di uno dei principali canali di approvvigionamento di petrolio, causando effetti inflattivi ad ampio spettro , sui costi energetici in particolare.
L’'incertezza nel breve e nel medio termine si è pertanto acuita, influenzando le principali variabili che incidono sui mercati di riferimento e, più in generale sulla propensione all’acquisto delle famiglie; le aspettative di spesa, continuano conseguentemente a risentirne, generando ripercussioni dirette e indirette sulle performance del Gruppo.
Il Gruppo valuta costantemente gli impatti sul business determinati dal rincaro dei costi delle materie prime, dei costi energetici e dei prodotti commercializzati lungo la catena di sourcing, dall’allungamento delle tempistiche e dall’incremento dei costi di trasporto, che si ripercuotono direttamente e/o indirettamente sulla domanda dei mercati di riferimento. Il Gruppo è pronto ad adottare ulteriori misure volte a preservare la redditività e la posizione finanziaria, rispondendo il più velocemente possibile ai mutamenti di scenario.
Considerando le previsioni finanziarie a breve termine, le linee di credito attualmente disponibili e non utilizzate e i finanziamenti ottenuti nei primi mesi del 2026, gli Amministratori non ravvisano criticità in merito alla capacità del Gruppo e della Capogruppo di far fronte alle proprie obbligazioni nel prossimo futuro, in particolare nei prossimi dodici mesi.
31 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Gli Amministratori hanno pertanto ritenuto, pur in presenza di un contesto economico e finanziario complesso, non sussistere incertezze significative sul presupposto della continuità aziendale.
5 Eventi successivi alla chiusura del semestre ed evoluzione prevedibile della gestione Il contesto geopolitico e macroeconomico globale continua a caratterizzarsi per un elevato livello di incertezza e volatilità sia nel breve sia nel medio termine, influenzando le principali variabili dei mercati di riferimento. In questo scenario, il conflitto in Medio Oriente sta ulteriormente alimentando il clima di incertezza, generando effetti di forte instabilità anche sull’economia reale, con ripercussioni sulla fiducia dei consumatori e sulla loro propensione alla spesa che, anche nei primi mesi del 2026, ha risentito in maniera significativa di tale sfavorevole contesto. Non si può escludere che il perdurare della crisi possa avere ulteriori impatti sull’atteggiamento dei consumatori nel medio termine.
Le dinamiche dei mercati di riferimento e l’evoluzione della situazione geopolitica internazionale attualmente in atto contribuiscono al generale quadro di incertezza e continuano, di conseguenza, ad incidere sulle aspettative di consumo dei settori in cui il Gruppo è attivo. In tale contesto, i ricavi attesi per il 2026 a parità di perimetro sono stimati in riduzione rispetto a quelli realizzati nel 2025.
In tale scenario, la filiera distributiva ha adottato politiche particolarmente prudenti di gestione del capitale circolante, privilegiando un marcato processo di de-stoccaggio e un approccio più selettivo agli approvvigionamenti. Tale comportamento ha determinato una contrazione degli ordinativi superiore all'effettiva dinamica della domanda finale, amplificando la flessione dei ricavi e riducendo la visibilità sul portafoglio ordini nel breve termine. Rispetto all'esercizio precedente, il minore livello delle vendite riflette pertanto non solo il rallentamento dei consumi, ma anche il differimento delle decisioni di acquisto da parte della clientela wholesale, in un contesto di persistente cautela lungo l'intera catena distributiva.
Il primo semestre 2026 è caratterizzato dall’integrazione della società francese V2D Création SAS, che sta procedendo secondo quanto programmato, seppur in un contesto di mercato particolarmente debole che sta influenzando negativamente la pianificazione degli ordinativi delle catene distributive francesi, con effetti economici che a differenza del contributo positivo del primo semestre, penalizzeranno la marginalità nel prosieguo dell’esercizio.
Il Gruppo CSP perseguirà con determinazione la strategia di diversificazione, volta al rafforzamento della propria presenza sul mercato della corsetteria francese e del proprio know-how in tale ambito e al conseguimento di sinergie, che una volta implementate, dovrebbero consentire di migliorare la redditività consolidata. Tuttavia, l’attuale contesto così come sopra descritto, continua a caratterizzarsi per consumi ancora deboli e visibilità limitata in diversi mercati europei, elementi che potrebbero riflettersi, almeno nella fase iniziale di integrazione, anche sui livelli di redditività di V2D Création S.A.S. che, pertanto, potrebbero rivelarsi non immediatamente allineati agli obiettivi industriali inizialmente ipotizzati per il medio periodo.
Le tensioni geo-politiche internazionali che hanno influenzato, tra l’altro, le tempistiche di trasporto e inciso sui costi legati alla catena di sourcing del far-East, ripercuotendosi direttamente e indirettamente sulle performance del Gruppo, hanno costretto ad una politica anticipatoria degli acquisti, con inevitabili riflessi sui livelli delle giacenze e sugli assorbimenti di liquidità del circolante che ha caratterizzato il primo semestre, e rischiano di rallentare il previsto riassorbimento di livello di magazzino a causa della flessione delle vendite penalizzate dai bassi livelli di consumo e dalle politiche di riduzione delle giacenze da parte della distribuzione.
A tal riguardo, ai fini del contenimento dei livelli di scorte di magazzino, del costo del lavoro e del sostegno del reddito dei lavoratori interessati, la Capogruppo ha fatto ricorso ad ammortizzatori sociali straordinari già a partire dal secondo semestre 2026. In data 29 luglio 2026 è stato siglato l’accordo tra CSP, Rappresentanza Sindacale Unitaria e Organizzazioni Sindacali territoriali per l’attivazione del contratto di solidarietà presso l’unità produttiva di Ceresara, a decorrere dal 1° settembre 2026 fino al 28
32 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 febbraio 2027, in attuazione di quanto stabilito dall’art.21, comma 5, del D.Lgs. 148/2015 e s.m.i. In base all’accordo, saranno interessati dalla procedura 124 dipendenti su 186 in forza all’unità produttiva.
In un contesto complesso come quello testé illustrato, il Gruppo continuerà a mantenere un attento presidio della propria struttura di costi, proseguendo nel percorso di efficientamento volto al miglioramento del margine industriale. Tale andamento rimane tuttavia fortemente influenzato dalle incertezze globali, aggravate dall’intensificarsi di conflitti e tensioni geopolitiche che stanno determinando un generale incremento dei costi relativi alle materie prime, ai trasporti e alle utenze energetiche.
Permane, nei comparti merceologici di riferimento per il Gruppo, un quadro competitivo particolarmente sfidante, nell’ambito del quale la politica commerciale rimane orientata alla salvaguardia dei volumi e delle relazioni di lungo periodo con i principali clienti oltre che al miglioramento costante degli standard di servizio, pilastro della strategia commerciale del Gruppo e fattore di differenziazione della propria offerta.
Le performance economico/finanziarie continuano ad essere influenzate da incertezze e rischi, non tutti prevedibili e/o rientranti nella sfera di controllo del Gruppo CSP, derivanti dal contesto congiunturale e dalla propensione all’acquisto dei consumatori sui principali canali di vendita. Appare pertanto estremamente difficile effettuare previsioni in merito alle performance economico-finanziarie del Gruppo per l’esercizio 2026.
La debolezza dei consumi, registrata nel corso dell’esercizio 2025 e nel primo semestre 2026 in paesi chiave per il Gruppo CSP, in assenza di concrete prospettive di risoluzione dei conflitti internazionali, potrebbe protrarsi anche nei prossimi trimestri, stagionalmente influenzati anche da fattori climatici, per loro natura non prevedibili. Si segnala che, anche nei mesi successivi alla chiusura del semestre, i risultati continuano a risentire degli effetti, delle difficoltà e delle incertezze del contesto internazionale, che incidono sulla fiducia dei consumatori nei principali mercati del Gruppo, determinando, a parità di perimetro, un decremento delle vendite e del portafoglio ordini rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il persistere di tali fattori sfavorevoli penalizzerà i risultati del Gruppo nel breve periodo, in termini di marginalità e di risultato netto, rinviando i recuperi attesi agli esercizi successivi.
Seppur in un contesto altamente sfidante, il Gruppo CSP intende proseguire le politiche di investimento infrastrutturale per la modernizzazione dei processi aziendali, confermando le iniziative legate alla trasformazione digitale e alla sostenibilità, elementi chiave per il progressivo recupero della marginalità, mantenendo un costante monitoraggio dell’evoluzione dello scenario geopolitico e dei mercati di riferimento, al fine di adottare tutte le possibili misure a salvaguardia della solidità patrimoniale e della redditività.
Ceresara, 29 settembre 2026 Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
33 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 PROSPETTI DI BILANCIO CONSOLIDATO
SEMESTRALE ABBREVIATO DEL GRUPPO
CSP E RELATIVE NOTE ESPLICATIVE
30 GIUGNO 2026
34 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata
ATTIVITÀ
(importi in migliaia di euro) Note 30/06/2026 31/12/2025 30/06/2025
ATTIVITA' NON CORRENTI
Attività immateriali:
- Avviamento 6 8.374 8.374 8.374
- Altre attività immateriali 7 3.515 3.399 3.204
- Diritto d'uso 8 6.584 4.633 3.812
Attività materiali:
- Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà 9 12.842 13.164 13.639 Altre attività non correnti:
Altre partecipazioni 8 8 8 Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti 10 15 16 24 Attività per imposte anticipate 11 518 350 468 Totale attività non correnti 31.856 29.944 29.529
ATTIVITA' CORRENTI
Rimanenze di magazzino 12 41.706 35.397 38.959 Crediti commerciali 13 10.783 16.144 9.437 Crediti finanziari, crediti vari e altre attività 14 2.790 1.987 2.269 Attività destinate alla vendita 15 - - -
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 16 8.498 9.713 7.815 Totale attività correnti 63.777 63.241 58.481
TOTALE ATTIVITA' 95.633 93.185 88.010
PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO
(importi in migliaia di euro) Note 30/06/2026 31/12/2025 30/06/2025
PATRIMONIO NETTO
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo:
- Capitale sottoscritto e versato 17 17.362 17.362 17.362
- Altre riserve 18 34.992 35.694 35.562
- Riserve di rivalutazione - - -
- Risultato del periodo (1.752) (710) (2.631) meno: Azioni proprie 19 (888) (888) (888) Patrimonio netto di pertinenza di terzi - -
TOTALE PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO 49.714 51.458 49.405
PASSIVITA' NON CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi:
- Debiti verso banche 20 6.972 2.512 3.524
- Altre passività finanziarie 20 5.344 3.599 2.982 TFR e altri fondi relativi al personale 21 4.045 3.982 3.916 Fondi per rischi e oneri 22 1.322 1.021 1.001 Fondo imposte differite 23 77 77 77 Totale passività non correnti 17.760 11.191 11.500
PASSIVITA' CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza entro 12 mesi:
- Debiti verso banche 24 4.706 5.726 4.642
- Altre passività finanziarie 24 1.333 1.129 927 Debiti commerciali 25 14.162 16.555 14.483 Debiti vari e altre passività 26 7.588 7.005 6.744 Debiti per imposte correnti 27 370 121 309 Totale passività correnti 28.159 30.536 27.105
TOTALE PASSIVITA' 45.919 41.727 38.605
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' 95.633 93.185 88.010
Conto economico consolidato
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
(importi in migliaia di euro) Note 30/06/2026 30/06/2025 31/12/2025
Ricavi 30 38.026 100,0% 36.469 100,0% 86.665 100,0% Costo del venduto 31 (21.347) -56,1% (19.817) -54,3% (49.220) -56,8% Margine Industriale 16.679 43,9% 16.652 45,7% 37.445 43,2% Spese dirette di vendita 32 (4.059) -10,7% (3.730) -10,2% (7.886) -9,1% Margine commerciale lordo 12.620 33,2% 12.922 35,4% 29.559 34,1%
Altri ricavi operativi netti 33 2.188 5,8% 649 1,8% 1.479 1,7% Di cui Provento da acquisto a prezzo vantaggioso 5 1.559 4,1% - - - -
Spese commerciali e amministrative 34 (16.325) -42,9% (15.356) -42,1% (29.687) -34,3% Costi di ristrutturazione 35 (102) -0,3% - 0,0% - 0,0% Risultato operativo (EBIT) (1.619) -4,3% (1.785) -4,9% 1.351 1,6%
(Svalutazioni)/ripristini di valore di attività non correnti 36 - 0,0% - 0,0% (441) -0,5% Altri proventi/(oneri) finanziari netti 37 (104) -0,3% (1.005) -2,8% (1.135) -1,3% Risultato prima delle imposte (1.723) -4,5% (2.790) -7,6% (225) -0,3%
Imposte sul reddito 38 (29) -0,1% 158 0,4% (485) -0,6% Risultato di esercizio (1.752) -4,6% (2.631) -7,2% (710) -0,6% Risultato di esercizio di pertinenza di terzi - 0,0% - 0,0% - 0,0% Risultato di esercizio di pertinenza del Gruppo (1.752) -4,6% (2.631) -7,2% (710) -0,8%
Risultato per azione - base Euro (0,044) (0,066) (0,018)
Risultato per azione - diluito Euro (0,044) (0,066) (0,018)
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO
(importi in migliaia di euro) 30/06/2026 30/06/2025 31/12/2025
Risultato netto consolidato (1.752) (2.631) (710) Componenti di conto economico complessivo che saranno
successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio
Differenza da conversione per Oroblù USA 6 - 11 Totale 6 - 11
Componenti di conto economico complessivo che non saranno
successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio
Differenze attuariali per benefici a dipendenti
- - 97 Totale - - 97
Risultato complessivo (1.746) (2.631) (602)
Rendiconto Finanziario consolidato Al 30 giugno 2026, 31 dicembre 2025, 30 giugno 2025 (Importi in migliaia di euro) Disponibilità generate (assorbite) dalle attività operative: Note 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 30 giugno 2025 Risultato d'esercizio (1.752) (710) (2.631) Imposte d'esercizio 38 29 485 (158) Interessi attivi/passivi 37 154 849 481 Differenze cambio 37 (50) 286 524 Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti 36 0 441 -
Risultato Operativo (EBIT) (1.619) 1.351 (1.784) Ammortamenti 39 1.437 2.813 1.619 (Plusvalenze)/Minusvalenze e altre poste non monetarie 33 0 (153) (149) Incremento/(decremento) fondi rischi e oneri 22 62 6 (14) Variazione TFR e altri fondi relativi al personale 21 47 (262) (313) Imposte sul reddito pagate (121) (188) (188) Interessi pagati su C/C 37 (31) (572) (407) Interessi incassati 37 136 76 49 Altre variazioni (8) -
Flusso di cassa prima delle variazioni di capitale circolante (97) 3.072 (1.187)
Variazione del capitale circolante netto:
(Incremento)/decremento delle rimanenze 12 (2.585) (2.719) (6.281) (Incremento)/decremento dei crediti commerciali 13 5.505 1.121 7.827 Incremento/(decremento) dei debiti commerciali 25 (2.929) (618) (2.257) Incremento/(decremento) dei debiti vari e altre passività e debiti per imposte 26 (1.366) (485) (511) (Incremento)/decremento dei crediti finanziari, crediti vari e altre attività 14 (46) 654 209 Totale variazione CCN (1.421) (2.047) (1.013) A Totale flusso di cassa netto da attività operative (1.518) 1.025 (2.200) Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di investimento: (Investimenti) in immobilizzazioni materiali 9 (361) (571) (394) (Investimenti) in immobilizzazioni immateriali 7-8 (713) (2.078) (58) Incasso per la vendita di immobilizzazioni materiali - 249 240 Incasso per la vendita di immobilizzazioni immateriali - - -
Variazione crediti finanziari - - -
Acquisizione/dismissione di società controllate al netto della liquidità acquisita 5 (1.811) - -
B Flusso di cassa netto da attività di investimento (2.885) (2.401) (212) Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di finanziamento:
Incremento (decremento) debiti verso banche e altri finanziatori 3.335 (353) (1.310) Interessi pagati su debiti finanziari 36 (147) (218) (123) Aumenti/(rimborsi) di capitale proprio - - -
C Flusso di cassa netto da attività di finanziamento 3.188 (571) (1.433) D Flusso di cassa netto del periodo (A+B+C) (1.215) (1.947) (3.845)
DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALL'INIZIO DEL PERIODO 9.713 11.660 11.660
DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALLA FINE DEL PERIODO 15 8.498 9.713 7.815
38 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Ai fini della rappresentazione dei flussi finanziari del Gruppo e con riferimento ai rapporti con parti correlate, si precisa che nel corso dell’esercizio non si rilevano flussi di cassa significativi con parti correlate diversi da quelli eliminati nell’ambito del processo di consolidamento. Si aggiunge inoltre che i flussi sopra esposti includono gli effetti derivanti dall’acquisizione descritta nel capitolo “5. Aggregazioni aziendali”, cui si rimanda per maggiori dettagli.
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026 (Importi in migliaia di euro)
Riserva Risultato
dell’esercizio Totale
Patrimonio Netto
di pertinenza
del Gruppo Patrimonio netto
di pertinenza
di terzi Totale
Patrimonio
Netto
Consolidato Capitale Sovrapprezzo Azioni Riserve di Riserva Altre differenze Descrizione Sociale azioni proprie rivalutazione legale riserve attuariali o del periodo Note 16 17 18 17 17 17 Saldi al 01.01.2025 17.362 23.906 (888) 0 3.195 9.774 (925) (365) 52.059 0 52.059 Copertura perdita d'esercizio 2024
- Riserva Legale 11 (11) 0 0
- Riserva utili non distribuiti (376) 376 0 0 Riserve da conversione per Oroblu USA 0 0 Altre riclassifiche (2) (2) (2) Differenze attuariali per benefici a dipendenti (21) (21) (21) Risultato al 3 0 giugno 2025 (2.631) (2.631) (2.631) Saldi al 3 0.06.2025 17.362 23.906 (888) 0 3.206 9.398 (948) (2.631) 49.405 0 49.405 Storno risultato del 1° semestre 2025 2.631 2.631 2.631 Riserve da conversione per Oroblu USA 11 11 11 Altre riclassifiche 63 (63) 0 0 Differenze attuariali per benefici a dipendenti 120 120 120 Risultato al 31 dicembre 2025 (710) (710) (710) Saldi al 31.12.2025 17.362 23.906 (888) 0 3.206 9.472 (890) (710) 51.458 0 51.458 Copertura perdita d'esercizio 2025 Riserva legale 26 (26) 0 0 Riserva utili non distribuiti 489 (489) 0 0 Effetti scritture consolidamento 2025 (1.225) 1.225 0 0 Riserve da conversione per Oroblu USA 6 6 6 Altre riclassifiche (6) 8 2 2 Risultato al 30 giugno 2026 (1.752) (1.752) (1.752) Saldi al 30.06.2026 17.362 23.906 (888) 0 3.232 8.736 (882) (1.752) 49.714 0 49.714
Note esplicative Bilancio Consolidato
Semestrale Abbreviato
Note esplicative Bilancio Consolidato semestrale al 30.06.2026 1. Informazioni generali CSP International Fashion Group S.p.A. è una società per azioni costituita in Italia presso l’Ufficio delle Imprese di Mantova. La sede legale della Società è a Ceresara (MN), Via Piubega 5/c. Il Gruppo CSP, tramite la Capogruppo e le società controllate CSP Paris Fashion Group SAS e Oroblù USA LLC, svolge attività di produzione (sia direttamente che con l’utilizzo di fornitori esterni al Gruppo) e vendita alla grande distribuzione, grossisti, dettaglianti e a consumatori finali di calze, maglieria e intimo, articoli di corsetteria e costumi da bagno, sia con marchi propri che con la distribuzione di marchi di terzi.
Il presente bilancio è espresso in euro, che è la moneta corrente nelle economie in cui il Gruppo opera principalmente.
Gli importi esposti nel presente bilancio sono espressi in migliaia di euro, salvo dove diversamente indicato.
2. Principali rischi ai quali il Gruppo è esposto Il Gruppo è esposto ai rischi finanziari connessi alla sua operatività:
rischio di credito, principalmente in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;
rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all’accesso al mercato del credito e degli strumenti finanziari in generale;
rischi di mercato (principalmente relativi ai tassi di cambio e di interesse), derivanti principalmente dalla variazione dei tassi di interesse sui finanziamenti a medio-lungo e da variazioni del cambio Euro/Dollaro a fronte di pagamenti derivanti da acquisti di merci in dollari.
Il Gruppo monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposto, in modo da valutarne anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.
La seguente sezione fornisce indicazioni sull’incidenza di tali rischi sul Gruppo.
Rischio di credito Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle attività operative, soprattutto crediti commerciali e note di credito.
Il rischio di credito commerciale è gestito secondo la politica stabilita dal Gruppo e secondo le procedure e i controlli stabiliti per la gestione del rischio di credito. Tali procedure prevedono una valutazione preliminare della capacità di credito dei clienti, la fissazione di limiti di fido nonché procedure specifiche di monitoraggio e recupero dei crediti.
Alla data di ciascun bilancio annuale o infra-periodo, viene effettuata un’analisi delle posizioni creditizie:
sono oggetto di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rilevi un’oggettiva evidenza di inesigibilità parziale o totale. L’ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, degli oneri e spese di recupero futuri. Per i crediti non oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, che tiene conto dell’esperienza storica e di dati statistici. Il rischio di credito è inoltre caratterizzato da una moderata concentrazione su alcune controparti e mercati geografici in primis l’Europa. Tuttavia, la Società monitora costantemente tale concentrazione attraverso analisi periodiche di esposizione per cliente, area geografica e canale distributivo, al fine di prevenire rischi di dipendenza da singoli clienti o mercati.
41 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Al 30 giugno 2026 i Crediti commerciali e i Crediti finanziari, crediti vari e altre attività, pari a complessivi 13.573 migliaia di euro (18.130 migliaia di euro al 31 dicembre 2025), includono 457 migliaia di euro (476 migliaia di euro al 31 dicembre 2025) relativi a crediti oggetto di svalutazione; in particolare:
l’ammontare a scadere e scaduto da meno di un mese è pari a 11.427 migliaia di euro (16.269 migliaia di euro al 31 dicembre 2025), l’ammontare scaduto da oltre un mese è pari a 1.085 migliaia di euro (1.360 migliaia di euro al 31
dicembre 2025);
l’ammontare dei risconti attivi è pari a 1.061 migliaia di euro (501 migliaia di euro al 31 dicembre 2025).
Rischio di liquidità Il rischio di liquidità si può manifestare per l’incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l’operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate e assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito e le condizioni di mercato.
Il Gruppo monitora costantemente il rischio di una carenza di liquidità mediante la pianificazione prospettica della liquidità con l’obiettivo di mantenere un equilibrio tra continuità nella disponibilità dei fondi e flessibilità e diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, quali scoperti e prestiti bancari.
I fondi e le linee di credito attualmente disponibili consentirebbero di soddisfare i fabbisogni aziendali;
tuttavia, i possibili impatti negativi sulla liquidità del Gruppo causati dagli effetti sui flussi di cassa prodotti dalle ripercussioni a livello di business dell’attuale contesto caratterizzato da persistenti incertezze sullo scenario internazionale, dall’incertezza della domanda, dal riproporsi di politiche monetarie restrittive che si manifestano sui tassi di interesse oltre che dalle dinamiche dei prezzi per quanto concerne in particolare le materie prime, i costi energetici e i trasporti, verranno attentamente e costantemente monitorati.
Un eventuale inasprimento della politica del credito da parte del sistema bancario avrebbe un impatto negativo sull’accesso a nuovi finanziamenti oppure il loro ottenimento potrebbe comportare un costo maggiore.
Nella tabella sottostante è esposta un’analisi delle scadenze basata sugli obblighi contrattuali di rimborso relativa alle passività finanziarie, ai debiti commerciali e alle altre passività correnti e non correnti in essere al 30 giugno 2026:
(in migliaia di euro) 30 giugno 2026 Entro 1 anno Oltre 1 anno e fino a 5 anni Oltre i 5 anni Passività finanziarie correnti e non correnti 18.355 6.039 5.461 808 Debiti commerciali 14.162 14.162 - -
Altre passività correnti e non correnti 7.588 7.588 - -
Rischio di mercato Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di tasso, il rischio di valuta e altri rischi di prezzo, come, ad esempio, il rischio di prezzo sui titoli rappresentativi di capitale ( equity risk ) ed il rischio di prezzo delle commodity. Gli strumenti finanziari toccati dal rischio di mercato includono prestiti e finanziamenti, depositi, partecipazioni disponibili per la vendita e strumenti finanziari derivati.
Rischio dei cambiamenti climatici Il Gruppo CSP è esposto agli effetti sui consumi indotti dalle condizioni climatiche, in particolare per le vendite di calzetteria. Un anticipo eccessivo delle temperature estive in primavera e/o un protrarsi delle stesse nei mesi autunnali può determinare un forte calo dei consumi, difficilmente recuperabile nei mesi successivi. I cambiamenti climatici in atto possono avere una ricaduta significativa sulle abitudini, necessità e scelte dei consumatori influenzando il modello di business e l’offerta di CSP.
42 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Rischio di cambio Il rischio di cambio è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di un’esposizione si modifichino a seguito di variazioni dei tassi di cambio.
L’esposizione del Gruppo al rischio di variazioni dei tassi di cambio si riferisce principalmente alle attività operative del Gruppo ed è collegata principalmente all’attività produttiva in outsourcing del Far East con acquisiti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall’Euro. Operando principalmente in paesi appartenenti all’area dell’euro, il Gruppo non è significativamente soggetto a rischi derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che possono influire sul suo risultato economico e sul patrimonio netto.
Il Gruppo gestisce il proprio rischio di cambio valutario coprendo le operazioni che ci si attende avvengano entro un periodo massimo di 12 mesi per le coperture di acquisiti stimati in dollari, principalmente da fornitori del Far East.
Quando i derivati sono sottoscritti a scopo di copertura, il Gruppo negozia i termini di questi derivati in modo da farli collimare con i termini dell’esposizione coperta. Per quanto riguarda le coperture delle operazioni attese i derivati coprono il periodo di esposizione dal momento in cui i flussi di cassa delle operazioni sono attesi al momento del pagamento del risultante debito denominato in valuta estera.
Analisi di sensitività relativa al rischio di cambio Ai fini dell’analisi di sensitività sul tasso di cambio sono state individuate le voci di stato patrimoniale al 30 giugno 2026 (attività e passività finanziarie) denominate in valuta diversa rispetto alla valuta funzionale della Società. Nel valutare i potenziali effetti derivanti dalle variazioni dei tassi di cambio sono stati presi in considerazione anche i debiti e i crediti intercompany in valuta diversa da quella di conto.
Al fine dell’analisi sono stati considerati due scenari che scontano rispettivamente un apprezzamento e un deprezzamento del 10% del tasso di cambio nominale tra la valuta in cui è denominata la voce di bilancio e la valuta di conto.
La tabella seguente evidenzia i risultati svolti al 30 giugno 2026:
(in migliaia di euro) Valore di bilancio Di cui soggetto al rischio di
cambio +10%
Utili/(Perdite) -10%
Utili/(Perdite)
Attività finanziarie
Cassa e altre disponibilità liquide ed equivalenti 8.498 603 (60) 60 Crediti commerciali 10.783 8 (1) 1 Effetto fiscale 15 (15) Totale attività finanziarie (46) 46
Passività Finanziarie
Debiti commerciali (14.162) (736) 74 (74) Effetto fiscale 18 (18) Totale passività finanziarie 91 (91) Totale (45) 45
43 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 La tabella seguente evidenzia i risultati dell’analisi svolta al 31 dicembre 2025:
(in migliaia di euro) Valore di bilancio Di cui soggetto al rischio di
cambio +10%
Utili/(Perdite) -10%
Utili/(Perdite)
Attività finanziarie
Cassa e altre disponibilità liquide ed equivalenti 9.713 1.379 (138) 138 Crediti commerciali 16.144 24 (2) 2 Effetto fiscale 34 (34) Totale attività finanziarie (107) 107
Passività Finanziarie
Debiti commerciali (16.555) (1.003) 100 (100) Effetto fiscale 24 (24) Totale passività finanziarie 124 (124) Totale 18 (18)
Rischio di tasso di interesse Il rischio di tasso di interesse è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificheranno a causa delle variazioni nei tassi di interesse di mercato. L’esposizione del Gruppo al rischio di variazioni nei tassi di interesse di mercato è correlata in prima istanza all’indebitamento di lungo periodo con tasso di interesse variabile.
Il Gruppo gestisce il proprio rischio di tasso attraverso un portafoglio bilanciato di finanziamenti a tassi di interesse fissi e variabili.
Al 30 giugno 2026 la Capogruppo ha in essere contratti derivati sui tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi.
Con riferimento in particolare ai rischi finanziari, nella tabella sottostante si riassume il profilo di scadenza delle passività finanziarie del Gruppo sulla base di pagamenti contrattuali non attualizzati. Si rileva che tali importi differiscono da quelli della tabella alla nota 19 e alla nota 23 in quanto includono gli interessi passivi e gli oneri pluriennali.
30/06/2026 31/12/25 30/06/25 Debiti verso banche a breve (entro 1 anno) 2.573 3.251 1.722 Mutui scadenti entro 1 anno 2.421 2.610 3.080 Mutui scadenti da 1 a 5 anni 6.716 2.582 3.571 Mutui scadenti oltre 5 anni 808 109 174 Totale 12.518 8.552 8.547
Analisi di sensitività relativa al rischio di tasso di interesse Con riferimento al rischio di tasso d’interesse è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto, sul conto economico e sul patrimonio netto, che deriverebbe rispettivamente da una ipotetica variazione positiva o negativa di 100 bps dei tassi di interesse rispetto a quelli effettivamente rilevati in ciascun periodo.
L’analisi è stata effettuata avendo riguardo principalmente alle seguenti voci:
cassa e disponibilità liquide equivalenti;
passività finanziarie a breve e a medio/lungo termine.
Con riferimento alle disponibilità liquide ed equivalenti è stato fatto riferimento alla giacenza media e al tasso di rendimento medio del periodo mentre, per quanto riguarda le passività finanziarie a breve e medio/lungo termine, l’impatto è stato calcolato in modo puntuale. Non sono stati inclusi in questa analisi i debiti finanziari regolati a tasso fisso e quelli oggetto di copertura tramite strumenti derivati.
44 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 La tabella seguente evidenzia i risultati dell’analisi svolta al 30 giugno 2026:
(in migliaia di euro) Impatto sull'utile netto Impatto sul patrimonio netto Variazione + 100 bps - 100 bps + 100 bps - 100 bps 1° Semestre 2026 (201) 201 (201) 201
Per comparabilità con l’anno precedente si riporta di seguito analoga analisi effettuata al 31 dicembre 2025.
(in migliaia di euro) Impatto sull'utile netto Impatto sul patrimonio netto Variazione + 100 bps - 100 bps + 100 bps - 100 bps Esercizio 202 5 (179) 179 (179) 179
In sede di analisi dei rischi si richiamano le considerazioni contenute nella Relazione sulla Gestione, anche in merito ai conflitti internazionali attualmente in corso.
Il Gruppo monitora costantemente i possibili impatti, diretti e indiretti, derivanti dal contesto geopolitico sopra descritto, con specifico riferimento ai costi e ai tempi di trasporto, all’aumento dei prezzi delle materie prime, del costo dell’energia e dei prodotti commercializzati lungo la catena di approvvigionamento, nonché ai potenziali effetti indiretti sulla propensione al consumo delle famiglie nei mercati di riferimento.
Si segnala che i risultati dei primi mesi dell’esercizio in corso riflettono le difficoltà e le incertezze che il contesto internazionale sta attraversando; il Gruppo continuerà a prestare la massima attenzione all’evoluzione della situazione contingente al fine di fronteggiare eventuali criticità e comunque ad oggi non si intravedono rischi specifici in merito alla capacità del Gruppo di far fronte ai propri impegni nel prevedibile futuro.
Tali eventi non hanno avuto impatti diretti sul Gruppo, che non detiene, allo stato attuale, (i) investimenti nei Paesi coinvolti né (ii) strumenti finanziari o disponibilità liquide denominate nelle valute locali.
Sulla base delle analisi condotte dalla Direzione, non si rilevano, ad oggi, impatti significativi e/o effetti negativi (i) sul valore degli asset iscritti in bilancio, (ii) sulla recuperabilità dei crediti commerciali, (iii) sul valore netto di realizzo delle rimanenze. Tuttavia, in prospettiva, la marginalità attesa nel breve termine risentirà degli effetti indiretti indotti dalle tensioni geopolitiche internazionali, con possibili effetti negativi sulle prospettive di crescita delle economie globali, sui livelli di consumo e, conseguentemente, sulle vendite, nonché sui costi di approvvigionamento e sui costi energetici.
Il Gruppo continua a monitorare attentamente l’evoluzione dello scenario attuale ed è pronto ad adottare tempestivamente le opportune azioni al fine di preservare la redditività e la solidità finanziaria, reagendo con prontezza ad eventuali mutamenti del contesto di riferimento.
3. Principi contabili adottati per la predisposizione del Bilancio
Consolidato
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 è stato predisposto nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) ed omologati dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D. Lgs.
n. 38/2005.
Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti (“IAS”) e tutte le interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee (“SIC”).
45 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 3.1 Principi internazionali in prima applicazione dal 1° gennaio 2026 Per un’approfondita e completa descrizione, si invita a consultare la sezione 'Nuovi documenti emessi dallo IASB e omologati dall’UE, da adottare obbligatoriamente a partire dai bilanci degli esercizi che iniziano il 1° gennaio 2026, nonché la sezione 'Nuovi principi contabili IFRS o modifiche ai principi contabili IFRS applicabili ai bilanci degli esercizi che iniziano dopo il 1° gennaio 2026, come descritto nel seguito.
3.2 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora applicabili e non adottati in via anticipata dal Gruppo
Si riportano di seguito le prossime novità in ambito di principi internazionali che comunque, allo stato attuale delle valutazioni, non si prevede abbiano impatti significativi per quanto riguarda il Gruppo CSP.
“IFRS 18 - Presentation and Disclosure in Financial Statements” Durante il mese di aprile 2024, lo IASB ha emesso l’IFRS 18 – Presentation and Disclosure in Financial Statements. Il principio entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2027.
Con riferimento al nuovo principio contabile IFRS 18 (Presentation and Disclosures in Financial Statements), la Società ha avviato le attività di analisi per valutarne i potenziali effetti sulla presentazione della situazione patrimoniale-finanziaria, del risultato economico e sulla relativa informativa supplementare. Alla data di chiusura del presente bilancio, dato lo stato preliminare delle analisi, non è disponibile una stima attendibile dei futuri impatti quantitativi, sebbene si prevedano principalmente variazioni nell'aggregazione delle informazioni.
3.3 Utilizzo di stime
Nell’ambito della redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, la Direzione ha effettuato valutazioni, stime e assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e passività e sull’informativa relativa a attività e passività potenziali alla data di riferimento dello stesso. Va rilevato che, trattandosi di stime, esse potrebbero divergere dai risultati effettivi che si realizzeranno in futuro.
Taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio consolidato di fine esercizio, momento in cui sono disponibili tutte le informazioni necessarie, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un’immediata valutazione di perdita di valore.
4. Sommario dei principi contabili e dei criteri di valutazione Schemi di bilancio Il prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria è stato redatto secondo lo schema che evidenzia la ripartizione di attività e passività “correnti/non correnti”. Un’attività/passività è classificata come corrente quando soddisfa uno dei seguenti criteri:
ci si aspetta che sia realizzata/estinta o si prevede che sia venduta o utilizzata nel normale ciclo operativo del Gruppo è posseduta principalmente per essere negoziata oppure si prevede che si realizzi/estingua entro 12 mesi dalla data di chiusura del bilancio.
In mancanza di tutte e tre le condizioni, le attività/passività sono classificate come non correnti.
Il Conto economico è redatto secondo lo schema con classificazione dei costi per destinazione (a costo del venduto), conformemente alle modalità di redazione del reporting interno, evidenziando i risultati intermedi relativi al risultato operativo ed al risultato prima delle imposte.
Il Rendiconto finanziario è stato redatto applicando il metodo indiretto per mezzo del quale il risultato operativo del periodo (EBIT) è rettificato dagli effetti delle operazioni di natura non monetaria, da
46 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o pagamenti operativi e da elementi di ricavi o costi connessi con i flussi finanziari derivanti dall’attività d’investimento o finanziari.
Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti inclusi nel rendiconto finanziario comprendono i saldi patrimoniali di tale voce alla data di riferimento. I proventi ed i costi relativi a interessi, dividendi ricevuti ed imposte sul reddito sono inclusi nei flussi finanziari generati dalla gestione operativa.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto illustra tutte le movimentazioni intervenute nelle voci del patrimonio netto.
Con riferimento alla Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio sono state indicate in apposite voci eventuali operazioni significative con parti correlate, operazioni significative non ricorrenti e relative a fatti che non si ripetono frequentemente. Al 30 giugno 2026, fatto salvo quanto riportato alla nota 39, non sono presenti, operazioni significative di tali tipologie da evidenziare negli schemi di bilancio Si evidenzia che nella predisposizione dei prospetti sono stati applicati gli stessi principi contabili e criteri di valutazione adottati per la redazione del Bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025, a cui si rimanda per una loro trattazione.
Le note illustrative, in accordo con lo IAS 34, sono riportate in forma sintetica e non includono tutte le informazioni richieste in sede di bilancio annuale, essendo riferite esclusivamente a quelle componenti che, per importo, composizione o variazioni, risultano essenziali ai fini della comprensione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo al 30 giugno 2026.
Il presente bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 deve essere quindi letto congiuntamente con il bilancio annuale del Gruppo al 31 dicembre 2025.
Area di consolidamento L’area di consolidamento comprende, al 30 giugno 2026, la Capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A., la società CSP Paris Fashion Group SAS controllata al 100%, che a far data dal 24 febbraio 2026, controlla a sua volta il 100% del capitale della società V2D Création SAS e la società Oroblù USA LLC controllata direttamente e indirettamente al 100%.
Di seguito i dettagli relativi a sede e capitale sociale delle citate società, consolidate integralmente:
CSP Paris Fashion Group S.A.S.: sede in Fresnoy Le Grand (F), capitale sociale euro 588.939,40;
Oroblù USA LLC: sede in Miami, FL 33166 USA, capitale sociale USD 100,000.00.
V2D Création SAS: sede in Wattrelos (59150), Parc d’activité du Beck et de l’Avelin, Rue des Lainiers n.1 – FRANCE, capitale sociale euro 417.570,00.
Non vi sono partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto.
Criteri di consolidamento Il bilancio consolidato del Gruppo CSP comprende il bilancio della CSP International Fashion Group S.p.A.
e delle imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare direttamente o indirettamente il controllo, disponendo del potere di determinarne le scelte finanziarie e gestionali e di ottenerne i benefici relativi.
I principali criteri seguiti per la preparazione dei prospetti contabili consolidati di Gruppo sono riportati di seguito.
Le attività e le passività, nonché i proventi e gli oneri, dei bilanci oggetto di consolidamento con il metodo del consolidamento integrale sono rilevati nel bilancio di Gruppo, prescindendo dall’entità della partecipazione. É stato, inoltre, eliminato il valore di carico delle partecipazioni contro il patrimonio netto di competenza delle società partecipate, attribuendo ai soci di minoranza, in apposite voci, la quota del patrimonio netto e del risultato netto del periodo di loro spettanza nel caso delle controllate consolidate con il metodo integrale.
47 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Le differenze positive risultanti dall’elisione delle partecipazioni contro il valore del patrimonio netto contabile alla data del primo consolidamento sono imputate ai maggiori valori attribuibili ad attività e passività e per la parte residua, ad avviamento. L’eventuale differenza negativa (“avviamento negativo”) è invece rilevata a conto economico al momento dell’acquisizione.
I crediti e i debiti, i costi ed i ricavi tra società consolidate e gli utili e le perdite risultanti da operazioni infragruppo sono eliminati, così come gli effetti di fusioni tra società già appartenenti all’area di consolidamento.
Le quote di patrimonio netto e del risultato del periodo delle società consolidate di competenza di azionisti terzi sono evidenziate separatamente rispetto al patrimonio netto e al risultato del Gruppo.
Criteri di valutazione Il criterio generalmente adottato per la contabilizzazione di attività e passività è quello del costo storico, ad eccezione di alcuni strumenti finanziari per i quali, ai sensi dell’IFRS 9, viene adottato il principio del fair value.
I principi contabili ed i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 sono quelli previsti nell’ipotesi di continuità aziendale e sono conformi a quelli utilizzati nell’esercizio precedente.
Determinazione del fair value In relazione agli strumenti finanziari valutati al fair value, vengono rappresentate nella tabella seguente le informazioni sul metodo scelto per la determinazione del fair value. Le metodologie applicabili sono distinte nei seguenti livelli, sulla base della fonte delle informazioni disponibili, come di seguito descritto:
livello 1: fair value determinati con riferimento a prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per strumenti finanziari identici;
livello 2: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su
mercati attivi;
livello 3: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili di mercato non osservabili.
La determinazione del fair value avviene secondo metodologie classificabili nel livello 2 e il criterio generale utilizzato per calcolarlo è il valore attuale dei flussi di cassa futuri previsti dello strumento oggetto di valutazione, metodo comunemente applicato nella pratica finanziaria. Non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value nei periodi considerati.
Per gli effetti dei derivati in essere al 30 giugno 2026 si rimanda alla nota 28.
Classificazioni
Si sottolinea che, laddove si è reso necessario aggiornare il criterio di classificazione di alcune poste analitiche di contabilità in funzione di una migliore rappresentazione, si è parallelamente proceduto – per rendere comparabili i dati – a riclassificare anche la corrispondente voce dell’esercizio precedente in ottemperanza allo IAS1.
Nel periodo in esame non sono state effettuate riclassifiche di natura tale da richiederne l’illustrazione in nota.
48 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Attività e passività finanziarie per categoria Nella seguente tabella si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie della Società richiesto dall’IFRS 7, secondo le categorie individuate dall’IFRS 9, al 30 giugno 2026:
Importi in migliaia di euro Attività e
passività
finanziarie al
fair value con
variazioni
imputate a
conto
economico Finanziamenti
e crediti (al
costo
ammortizzato) Passività
finanziarie al
costo
ammortizzato Totale
Attività finanziarie non correnti -
-
- -
Attività finanziarie correnti -
-
- -
Crediti commerciali
-
10.783
-
10.783
Crediti per imposte correnti -
-
- -
Altre attività correnti e non correnti
- -
- -
Disponibilità liquide
8.498
-
-
8.498
Totale attività finanziarie
8.498
10.783
- 19.281
Passività finanziarie non correnti - 6.972 -
6.972
Passività finanziarie correnti -
4.706 -
4.706
Debiti commerciali - -
14.162 14.162
Altre passività finanziarie correnti e non correnti - -
6.677
6.677
Totale passività finanziarie -
11.678 20.839 32.517
Attività non correnti Aggregazioni aziendali e Avviamento Un’aggregazione aziendale è un’operazione, o altro evento, attraverso cui un acquirente acquisisce il controllo di una o più attività aziendali. In base alle disposizioni dell’IFRS 3, tutte le aggregazioni aziendali sono contabilizzate applicando il metodo dell’acquisto (c.d. acquisition method ), che considera un’aggregazione aziendale dal punto di vista dell’acquirente e, conseguentemente, presume che in ogni aggregazione aziendale debba essere individuato un acquirente. La data di acquisizione è la data in cui l’acquirente ha ottenuto il controllo delle altre imprese o attività aziendali oggetto di aggregazione. In corrispondenza della data di acquisizione deve essere disponibile un bilancio dell’impresa acquisita per il consolidamento dei risultati nel conto economico consolidato e la misurazione del fair value delle attività e passività acquisite, incluso l’avviamento.
Il Gruppo utilizza l’ acquisition method (metodo dell’acquisizione) per la contabilizzazione delle aggregazioni di impresa. Secondo tale metodo:
i) il corrispettivo trasferito in un’aggregazione aziendale è valutato al fair value , calcolato come la somma dei fair value delle attività trasferite e delle passività assunte dal Gruppo alla data di acquisizione e degli strumenti di capitale emessi in cambio del controllo dell’impresa acquisita. Gli oneri accessori alla transazione sono rilevati nel conto economico nel momento in cui sono
sostenuti;
ii) alla data di acquisizione, le attività identificabili acquisite e le passività assunte sono rilevate al fair value alla data di acquisizione, fatta eccezione per le imposte differite attive e passive, le attività e
49 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 passività relative ai benefici per i dipendenti e le attività destinate alla vendita che sono iscritte in base ai relativi principi contabili di riferimento;
iii) l’avviamento è determinato come l’eccedenza tra la somma dei corrispettivi trasferiti nell’aggregazione aziendale, del valore del patrimonio netto di pertinenza di interessenze di terzi e del fair value dell’eventuale partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita rispetto al fair value delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione. Se il valore delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione eccede la somma dei corrispettivi trasferiti, del valore del patrimonio netto di pertinenza di interessenze di terzi e del fair value dell’eventuale partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita, tale eccedenza è rilevata nel conto economico come provento derivante dalla transazione conclusa;
iv) eventuali corrispettivi sottoposti a condizione previsti dal contratto di aggregazione aziendale sono valutati al fair value alla data di acquisizione e inclusi nel valore dei corrispettivi trasferiti nell’aggregazione aziendale ai fini della determinazione dell’avviamento.
Nel caso di aggregazioni aziendali avvenute per fasi, la partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita è rivalutata al fair value alla data di acquisizione del controllo e l’eventuale utile o perdita che ne consegue è rilevata nel conto economico.
Se i valori iniziali di un’aggregazione aziendale sono incompleti alla data di chiusura del bilancio in cui l’aggregazione aziendale è avvenuta, il Gruppo riporta nel proprio bilancio consolidato i valori provvisori degli elementi per cui non può essere conclusa la rilevazione. Tali valori provvisori sono rettificati nel periodo di misurazione per tenere conto delle nuove informazioni ottenute su fatti e circostanze esistenti alla data di acquisizione che, se note, avrebbero avuto effetti sul valore delle attività e passività riconosciute a tale data.
L’avviamento acquisito in una aggregazione aziendale non è ammortizzato. Il Gruppo provvede a verificare annualmente, e ogniqualvolta vi sia un’indicazione che il valore dell’attività possa aver subito una riduzione di valore, che gli avviamenti che emergono nel bilancio consolidato a seguito del consolidamento integrale delle partecipazioni dirette e indirette non abbiano subito delle riduzioni di valore (cosiddetto impairment test ).
Attività immateriali e costi di ricerca e sviluppo Il Gruppo riconosce un’attività immateriale quando sono rispettate le seguenti condizioni:
il bene è identificabile, ovvero separabile, ossia può essere separato o diviso dall’entità;
il bene è controllato dal Gruppo, ovvero lo stesso ha il potere di ottenere futuri benefici economici;
è probabile che il Gruppo fruirà dei benefici futuri attesi attribuibili al bene.
Le attività immateriali acquisite separatamente sono inizialmente rilevate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione aziendale sono iscritte al fair value alla data di acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali sono iscritte al costo al netto dell’ammortamento cumulato e di eventuali perdite di valore accumulate. Le attività immateriali prodotte internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non sono capitalizzate e si rilevano nel conto economico dell’esercizio in cui sono state sostenute.
La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.
Le attività immateriali con vita utile definita sono ammortizzate lungo la loro vita utile e sono sottoposte alla verifica di congruità del valore ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore. Il periodo di ammortamento ed il metodo di ammortamento di un’attività immateriale a vita utile definita è riconsiderato almeno alla fine di ciascun esercizio.
I cambiamenti nella vita utile attesa o delle modalità con cui i benefici economici futuri legati all’attività si realizzeranno sono rilevati attraverso il cambiamento del periodo o del metodo di ammortamento, a seconda dei casi, e sono considerati cambiamenti di stime contabili. Le quote di ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita sono rilevate nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio nella categoria di costo coerente con la funzione dell’attività immateriale.
Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente alla verifica di perdita di valore, sia a livello individuale sia a livello di unità generatrice di flussi di cassa.
50 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 La valutazione della vita utile indefinita è rivista annualmente per determinare se tale attribuzione continua ad essere sostenibile, altrimenti, il cambiamento da vita utile indefinita a vita utile definita si applica su base prospettica.
Gli utili o le perdite derivanti dall’eliminazione di un’attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell’attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio nell’esercizio in cui avviene l’eliminazione.
L’ammortamento dei software avviene in modo lineare secondo quanto riportato nella seguente tabella:
Periodo di ammortamento Aliquota corrispondente
- Software generale 3 anni 33,3%
- Software industriale 3 anni 33,3%
- Software commerciale 3 anni 33,3%
- Software logistica 3 anni 33,3%
- Software generale - 10 anni 10 anni 10%
- Software industriale – 10 anni 10 anni 10%
- Software commerciale – 10 anni 10 anni 10%
- Software logistica - 10 anni 10 anni 10%
I costi di ricerca sono imputati nel conto economico dell’esercizio in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono rilevati come attività immateriali quando il Gruppo è in grado di dimostrare:
la possibilità tecnica di completare l’attività immateriale, di modo che sia disponibile all’utilizzo o alla
vendita;
l’intenzione di completare l’attività e la propria capacità di utilizzarla o venderla;
le modalità con cui l’attività genererà benefici economici futuri;
la disponibilità di risorse per completare l’attività;
la capacità di valutare in modo attendibile il costo attribuibile all’attività durante lo sviluppo.
Dopo la rilevazione iniziale, le attività di sviluppo sono valutate al costo decrementato degli ammortamenti o delle perdite di valore cumulate. L’ammortamento dell’attività inizia nel momento in cui lo sviluppo è completato e l’attività è disponibile all’uso. Le attività di sviluppo sono ammortizzate con riferimento al periodo dei benefici attesi e le relative quote di ammortamento sono incluse nel costo del venduto. Durante il periodo di sviluppo l’attività è oggetto di verifica annuale dell’eventuale perdita di valore (impairment test ).
Altre attività immateriali Le altre attività immateriali acquistate o prodotte internamente sono iscritte nell’attivo non corrente, secondo quanto disposto dallo IAS 38 - Attività immateriali, quando è probabile che l’uso dell’attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell’attività può essere determinato in modo attendibile.
Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile stimata, se le stesse hanno una vita utile definita. Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente o, più frequentemente ogniqualvolta vi sia un’indicazione che l’attività possa aver subito una perdita di valore, a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore (impairment test).
Diritto d’uso
L’attività per il diritto di uso dei beni in leasing viene inizialmente valutata al costo, e successivamente ammortizzata lungo la durata del contratto di locazione. Il costo include:
l’ammontare iniziale delle passività per leasing;
gli incentivi ricevuti sulla base del contratto di leasing;
i costi diretti iniziali sostenuti dal locatario.
51 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 L’ammortamento delle attività per diritto d’uso si applica sulla base delle previsioni dello IAS16.
Infine, le attività per diritto d’uso sono sottoposte ad impairment test sulla base delle previsioni dello IAS 36.
Attività materiali
Sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, comprensivo di eventuali oneri accessori per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse, di eventuali costi di smantellamento e dei costi diretti necessari a rendere l’attività disponibile per l’uso. Gli eventuali oneri finanziari direttamente imputabili all’acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che richiede un periodo abbastanza lungo prima di essere disponibile all’uso, sono capitalizzati sul costo del bene stesso. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati tra i costi di competenza dell’esercizio in cui sono sostenuti. Gli oneri finanziari sono costituiti dagli interessi e dagli altri costi che un’entità sostiene in relazione all’ottenimento di finanziamenti.
Il valore di iscrizione degli immobili, gli impianti e i macchinari è rettificato dall’ammortamento sistematico, calcolato a quote costanti dalla data in cui il cespite è disponibile e pronto all’uso, in funzione della vita utile stimata. In particolare, gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dall’anno in cui il cespite è disponibile per l’uso, oppure è potenzialmente in grado di fornire i benefici economici ad esso associati e sono imputati a quote costanti su base annua, mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino ad esaurimento della vita utile, oppure per le dismissioni, fino all’ultimo mese di utilizzo. Le aliquote di ammortamento annuale, rappresentative della vita utile stimata per categorie di immobilizzazioni materiali, sono comprese tra i seguenti range minimi e massimi:
Aliquota
- Fabbricati 3% - 5%
- Centrale Termoelettrica 9%
- Impianti e macchinari 10% - 12,5%
- Attrezzature industriali 20% - 25%
- Macchine elettriche ufficio 20% - 33%
- Mobili e dotazioni d’ufficio 10% - 20%
- Automezzi 20% - 25% Si segnala che per le immobilizzazioni materiali, non sono intervenuti cambiamenti di aliquote rispetto alle aliquote del 2025 e che nel corso del primo semestre 2026, non è stata creata alcuna nuova classe cespite.
La recuperabilità del loro valore è verificata secondo i criteri previsti dallo IAS 36 illustrati nel successivo paragrafo “Perdite di valore delle attività”. I costi di manutenzione aventi natura ordinaria sono addebitati integralmente a conto economico. I costi di manutenzione aventi natura incrementativa sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono ed ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo degli stessi.
Qualora le singole componenti di un’immobilizzazione materiale complessa, risultino caratterizzate da vita utile differente, sono rilevate separatamente per essere ammortizzate coerentemente alla loro durata (“ component approach” ). In particolare, secondo tale principio, il valore del terreno e quello dei fabbricati che insistono su di esso sono separati e solo il fabbricato è assoggettato ad ammortamento.
Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell’attività e sono imputati al conto economico.
Le migliorie su beni di terzi sono rilevate tra le immobilizzazioni materiali e iscritte al costo, comprensivo degli oneri direttamente attribuibili necessari a rendere l'attività pronta per l'uso. Tali costi sono ammortizzati a quote costanti lungo il periodo minore tra la vita utile residua stimata della miglioria e la durata residua del contratto di locazione, tenuto conto di eventuali periodi di rinnovo ragionevolmente certi.
52 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Perdite di valore delle attività Il Gruppo verifica periodicamente la recuperabilità del valore contabile delle attività materiali e immateriali. Gli IFRS richiedono di valutare l’esistenza di perdite di valore ( impairment ) delle immobilizzazioni materiali e immateriali in presenza di indicatori che facciano ritenere che tale problematica possa sussistere. Nel caso dell’avviamento, di attività immateriali a vita utile indefinita o di attività non disponibili per l’uso tale valutazione viene effettuata almeno annualmente, normalmente in sede di bilancio annuale e ogni qualvolta vi è indicazione di possibile perdita di valore.
La recuperabilità dei valori iscritti è verificata confrontando il valore contabile iscritto in bilancio con il maggiore tra il prezzo netto di vendita (qualora esista un mercato attivo) e il valore d’uso del bene.
Nel determinare il valore d’uso, il Gruppo sconta al valore attuale i flussi di cassa attesi dall’utilizzo del bene (o da una aggregazione di beni – le c.d. Cash Generating Unit ). Le Cash Generating Unit sono state individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business del Gruppo, come aggregazioni omogenee che generano flussi di cassa in entrata autonomi derivanti dall’utilizzo continuativo delle attività ad esse imputabili.
I flussi sono attualizzati usando un tasso di sconto ante-imposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell’attività. Il Gruppo basa il proprio test di impairment su budget dettagliati e calcoli previsionali, predisposti separatamente per ogni unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo cui sono allocati attività individuali. Questi budget e calcoli previsionali coprono generalmente un periodo di cinque anni.
Le perdite di valore di attività in funzionamento sono rilevate nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio nelle categorie di costo coerenti con la destinazione dell’attività che ha evidenziato la perdita di valore.
Fanno eccezione le immobilizzazioni precedentemente rivalutate, laddove la rivalutazione è stata contabilizzata tra le altre componenti di conto economico complessivo. In tali casi la perdita di valore è a sua volta rilevata tra le altre componenti conto economico complessivo fino a concorrenza della precedente rivalutazione.
Per le attività diverse dall’avviamento, a ogni chiusura di bilancio il Gruppo valuta l’eventuale esistenza di indicazioni del venir meno (o della riduzione) di perdite di valore precedentemente rilevate e, qualora tali indicazioni esistano, stima il valore recuperabile dell’attività o della CGU. Il valore di un’attività precedentemente svalutata può essere ripristinato solo se vi sono stati cambiamenti delle assunzioni su cui si basava il calcolo del valore recuperabile determinato, successivi alla rilevazione dell’ultima perdita di valore. La ripresa di valore non può eccedere il valore di carico che sarebbe stato determinato, al netto degli ammortamenti, nell’ipotesi in cui nessuna perdita di valore fosse stata rilevata in esercizi precedenti.
Tale ripresa è rilevata nel prospetto dell’utile/(perdita) d’esercizio salvo che l’immobilizzazione non sia contabilizzata a valore rivalutato, nel qual caso la ripresa è trattata come un incremento da rivalutazione.
La perdita di valore dell’avviamento è determinata valutando il valore recuperabile dell’unità generatrice di flussi finanziari (o gruppo di unità generatrice di flussi finanziari) cui l’avviamento è riconducibile.
Laddove il valore recuperabile dell’unità generatrice di flussi finanziari fosse minore del valore contabile dell’unità generatrice di flussi finanziari cui l’avviamento è stato allocato, viene rilevata una perdita di valore. L’abbattimento del valore dell’avviamento non può essere ripristinato in esercizi futuri.
Attività finanziarie non correnti Le partecipazioni non classificate come possedute per la vendita sono valutate al costo.
Il costo viene ridotto per perdite di valore; il valore originario è ripristinato nei periodi successivi se vengono meno i motivi della svalutazione effettuata.
Le immobilizzazioni finanziarie costituite da crediti sono iscritte al loro presumibile valore di realizzo.
Attività correnti
Attività finanziarie correnti Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo, inclusivo degli oneri direttamente connessi con l’acquisizione.
53 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Alle successive date di bilancio, le attività finanziarie da detenersi sino alla scadenza sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso d’interesse effettivo, al netto di svalutazioni effettuate per rifletterne le perdite di valore.
Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita e sono valutate al “fair value” ad ogni periodo con imputazione degli effetti rispettivamente a conto economico nella voce “(Oneri)/Proventi finanziari” od in apposita riserva del Patrimonio netto, in quest’ultimo caso fintanto che non siano realizzati o abbiano subito una perdita di valore.
II fair value di titoli quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio.
Il fair value di titoli non quotati in un mercato attivo e di derivati di negoziazione è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.
Rimanenze di magazzino Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo di acquisto e di produzione, determinato in base al metodo del costo medio ponderato, ed il corrispondente valore di mercato rappresentato dal costo di sostituzione per le materie prime e sussidiarie e dal presumibile valore di realizzo per i prodotti finiti e i semilavorati calcolato tenendo conto sia degli eventuali costi di fabbricazione che dei costi diretti di vendita ancora da sostenere.
Nel costo delle rimanenze sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti di produzione per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse. Le scorte obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o di realizzo. Qualora in un successivo periodo venissero meno i motivi della svalutazione, si procederebbe al ripristino del valore originario.
Crediti commerciali
I crediti sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo. Questi sono regolarmente esaminati in termini di scadenza al fine di prevenire rettifiche per perdite inattese. L’adeguamento del loro valore nominale al minor valore di realizzo è effettuato mediante lo stanziamento di un apposito fondo a rettifica diretta della voce sulla base della valutazione delle singole posizioni. Qualora l’azienda conceda ai clienti una dilazione senza interessi, ovvero quando l’incasso del credito è previsto nel medio termine, l’ammontare che sarà incassato è attualizzato per ottenere il valore equo (fair value) della vendita, mentre la differenza tra valore attuale e ammontare incassato costituisce un provento finanziario da contabilizzare per competenza ed eventualmente differire all’esercizio in cui sorge l’incasso del credito.
Il test di impairment viene eseguito su ciascun credito.
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti Sono inclusi in tale voce la cassa, i conti correnti bancari, i depositi rimborsabili a domanda ed altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa ad un rischio non significativo di variazione di valore.
Attività destinate alla vendita Le immobilizzazioni destinate alla vendita, sono riclassificate nell’attivo circolante nel rispetto del principio IFRS 5 ed in particolare delle condizioni affinché un’immobilizzazione possa essere considerata disponibile per la vendita. La loro valutazione tiene conto del minor valore tra il costo di acquisto o di produzione e il valore netto di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato. In questo caso il costo di acquisto o di produzione è dato dal valore netto contabile, cioè il valore al quale il bene è stato iscritto in bilancio, al netto di ammortamenti e svalutazioni dell'esercizio e di esercizi precedenti.
Crediti finanziari, crediti vari e altre attività Sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo.
Passività non correnti e correnti Fondi per rischi ed oneri I fondi per rischi ed oneri sono stanziati per coprire perdite e passività, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura del periodo non sono determinabili l’ammontare o la data di sopravvenienza. Gli stanziamenti sono rilevati nello stato patrimoniale esclusivamente in presenza di una
54 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 obbligazione attuale, conseguente a eventi passati, che può essere di tipo legale, contrattuale oppure derivante da dichiarazioni o comportamenti dell’impresa che determinano valide aspettative nelle persone coinvolte (obbligazioni implicite).
Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della miglior stima dell’ammontare che l’impresa pagherebbe per estinguere l’obbligazione; quando significativo e le date di pagamento attendibilmente stimabili, l’accantonamento è rilevato in bilancio a valori attuali con imputazione a conto economico nella voce “(Oneri)/Proventi finanziari” degli oneri derivanti dal trascorrere del tempo.
Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico del periodo in cui la variazione è avvenuta.
Benefici ai dipendenti – Piani successivi al rapporto di lavoro Sino al 31 dicembre 2006 il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (“Legge Finanziaria 2007”) e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007.
Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.
Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) è calcolato su base attuariale secondo quanto previsto dallo IAS 19 ed in particolare utilizzando il metodo della proiezione dell’unità di credito ( Projected Unit Credit Method ). Alla data di riferimento del bilancio, l’importo maturato deve essere rivalutato per il periodo della durata futura prevista dal rapporto di lavoro.
Infine, allo scopo di effettuare una ragionevole stima dell’ammontare dei benefici che ciascun dipendente ha già maturato a fronte delle sue prestazioni di lavoro, questo importo viene attualizzato utilizzando una metodologia basata su varie ipotesi di natura demografica e finanziaria. Attraverso la valutazione attuariale si imputano al conto economico tra gli “Altri proventi (oneri) finanziari” l’ interest cost, che costituisce l’onere figurativo che l’impresa sosterrebbe chiedendo al mercato un finanziamento di importo pari al TFR.
Gli utili e le perdite attuariali, che riflettono gli effetti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali, sono contabilizzati direttamente a patrimonio netto.
Debiti commerciali
I debiti sono iscritti al valore nominale; la quota interessi inclusa nel loro valore nominale non maturata a fine periodo viene differita a periodi futuri.
Passività finanziarie non correnti I finanziamenti sono valutati inizialmente al costo, al netto degli oneri accessori di acquisizione. Tale valore viene rettificato successivamente per tener conto dell’eventuale differenza tra il costo iniziale e il valore di rimborso lungo la durata del finanziamento utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.
I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il Gruppo abbia il diritto incondizionato di differire l’estinzione di tale passività di almeno dodici mesi dopo la data di riferimento.
Strumenti derivati e contabilizzazione delle operazioni di copertura Il Gruppo CSP è esposto a rischi finanziari principalmente connessi a variazioni nei tassi di cambio e nei tassi di interesse. Il Gruppo utilizza strumenti derivati (principalmente contratti a termine su valute e contratti di acquisto/vendita di call/put options e contratti derivati su tassi di interesse su finanziamenti a medio-lungo termine) per coprire i rischi derivanti da variazioni delle valute estere con riferimento a impegni irrevocabili o operazioni future previste (ordini di acquisto) oppure derivanti dalla fluttuazione dei tassi di interesse. Il Gruppo non utilizza strumenti derivati con scopi di negoziazione.
Eventuali strumenti derivati vengono inizialmente rilevati al costo, e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che sono designati, e si rivelano efficaci, per la copertura dei flussi di cassa futuri relativi ad impegni contrattuali e ad operazioni previste sono rilevate direttamente nel patrimonio netto, mentre la porzione inefficace viene iscritta immediatamente a conto economico. Se gli impegni contrattuali o le operazioni previste oggetto di copertura si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, nel momento in cui le attività o le passività sono rilevate, gli utili o le perdite sul derivato che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono ricompresi nella valutazione iniziale del costo di acquisizione o del valore di carico dell’attività o della passività. Per le coperture di flussi finanziari che non si concretizzano nella rilevazione
55 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 di attività o passività, gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto verranno inclusi nel conto economico nello stesso periodo in cui l’impegno contrattuale o l’operazione prevista coperti incidono sul conto economico, ad esempio, quando una vendita prevista si verifica effettivamente.
Per le coperture efficaci di un’esposizione a variazioni di fair value , la voce coperta è rettificata delle variazioni di fair value attribuibili al rischio coperto con contropartita di conto economico. Gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione del derivato sono iscritti anch’essi a conto economico.
Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano.
Il metodo contabile della copertura è abbandonato quando lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, termina, o è esercitato, oppure non è più qualificato come di copertura. In tale momento, gli utili o le perdite accumulati dello strumento di copertura rilevati direttamente nel patrimonio netto sono mantenuti nello stesso fino al momento in cui l’operazione prevista si verifica effettivamente.
Se l’operazione oggetto di copertura si prevede non si verificherà, gli utili o le perdite accumulati rilevati direttamente nel patrimonio netto sono trasferiti nel conto economico del periodo.
I derivati impliciti inclusi in altri strumenti finanziari o in altri contratti sono trattati come derivati separati, quando i loro rischi e caratteristiche non sono strettamente correlati a quelli dei contratti che li ospitano e questi ultimi non sono valutati a fair value con iscrizione dei relativi utili e perdite a conto economico.
Azioni proprie
Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. Il costo originario delle azioni proprie ed i ricavi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto.
Conto economico
Riconoscimento dei ricavi I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono rilevati al netto dei resi, degli sconti e degli abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita delle merci. I ricavi sono rilevati in conformità all'IFRS 15 quando il controllo del bene o servizio promesso è trasferito al cliente, per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità si attende di avere diritto in cambio di tali beni o servizi.
Nei ricavi delle vendite non sono compresi corrispettivi variabili né componenti di finanziamento significative.
I ricavi di natura finanziaria – nel caso di specie costituiti principalmente da interessi attivi sui saldi di conto corrente - sono iscritti in base alla competenza temporale.
Costo del venduto Il Costo del venduto comprende il costo di produzione o di acquisto dei prodotti e delle merci che sono state vendute. Include tutti i costi di materiali, di lavorazione e gli altri costi industriali. Questi comprendono gli ammortamenti di fabbricati, impianti e macchinari impiegati nella produzione e le svalutazioni delle rimanenze di magazzino.
Costi di pubblicità Le spese sostenute per l’acquisto delle campagne pubblicitarie sono imputate a conto economico nel periodo della loro diffusione, mentre le altre spese di pubblicità e promozione sono imputate a conto economico nel periodo in cui sono sostenute.
Proventi finanziari
I proventi finanziari includono gli interessi attivi sui fondi investiti, le differenze di cambio attive e i proventi derivanti dagli strumenti finanziari, quando non compensati nell’ambito di operazioni di copertura. Gli interessi attivi sono imputati a conto economico al momento della loro maturazione, considerando il rendimento effettivo.
Contributi pubblici
I Contributi pubblici sono rilevati secondo lo IAS 20 e quindi solo quando c'è la ragionevole certezza del loro ricevimento a titolo definitivo. Se i contributi sono concessi per supportare gli investimenti in beni materiali, essi sono rilevati e a riduzione degli stessi, mentre se concessi in contro esercizio, sono rilevati direttamente a conto economico nella voce Altri Proventi.
56 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026
Oneri finanziari
Gli oneri finanziari includono gli interessi passivi sui debiti finanziari calcolati usando il metodo dell’interesse effettivo, le differenze di cambio passive e le perdite sugli strumenti finanziari derivati.
Imposte sul reddito dell’esercizio Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile delle singole società consolidate integralmente sulla base della normativa fiscale applicabile nel paese in cui hanno sede. In relazione alla disciplina globale di imposizione minima (c.d. “Pillar Two”), si precisa che, per l’esercizio in chiusura non si rilevano effetti contabili né obblighi informativi specifici in quanto il Gruppo non supera le soglie previste dal quadro OCSE.
Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o accreditate a patrimonio netto, nei cui casi l’effetto fiscale è riconosciuto direttamente a patrimonio netto. Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili e sul capitale, sono incluse tra le altre spese operative.
Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività. Esse sono calcolate sulle differenze temporanee che emergono tra la base imponibile di una attività o passività ed il valore contabile nel bilancio consolidato.
Le attività e le passività fiscali differite sono determinate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili, nei rispettivi ordinamenti dei paesi in cui le società del Gruppo operano, negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte. Le attività per imposte anticipate sono rilevate solamente qualora vi sia la ragionevole certezza di imponibili futuri positivi tali da consentirne il recupero.
Criteri di conversione delle poste in valuta I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze cambio realizzate in occasione dell'incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico.
I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta.
A fine periodo le attività e le passività espresse in valuta estera, ad eccezione delle immobilizzazioni, sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico.
L’eventuale utile netto, in sede di approvazione del bilancio e conseguente destinazione del risultato, è iscritto, per la parte non assorbita dall’eventuale perdita dell’esercizio, in una riserva non distribuibile sino al momento del successivo realizzo.
Dividendi
I dividendi pagabili sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell’esercizio in cui sono approvati dall’Assemblea degli azionisti.
Utile per azione L’utile base per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo. L’utile diluito per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione, tenendo conto degli effetti di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetto diluitivo.
Uso di stime La redazione del bilancio e delle relative note esplicative in applicazione degli IFRS richiede l’effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio. Le stime e le assunzioni utilizzate sono basate sull’esperienza e su altri fattori considerati rilevanti. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire da tali stime.
57 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico.
In questo contesto si segnala che la complessità del quadro macroeconomico domestico e di quello Internazionale, oltre che le tensioni geo-politiche, hanno comportato la necessità di effettuare assunzioni riguardanti l’andamento futuro caratterizzate da inevitabili incertezze, per cui non si può escludere il concretizzarsi, nel prossimo esercizio, di risultati diversi da quanto stimato e che quindi potrebbero richiedere rettifiche, ad oggi né stimabili né prevedibili, anche significative, al valore contabile delle relative voci. Le voci di bilancio principalmente interessate da tali situazioni di incertezza sono i fondi svalutazione crediti e svalutazione magazzino, le attività non correnti (attività immateriali e materiali), i fondi per rischi ed oneri e le imposte differite attive.
Di seguito sono riepilogati i processi critici di valutazione e le assunzioni chiave utilizzate dalla Direzione nel processo di applicazione dei principi contabili riguardo al futuro e che possono avere effetti significativi sui valori rilevati nel bilancio o per le quali esiste il rischio che possano emergere rettifiche di valore significative al valore contabile delle attività e passività nell’esercizio successivo a quello di riferimento del bilancio.
Fondo svalutazione dei crediti Il Gruppo applica l’approccio semplificato previsto dall’IFRS 9 e registra le perdite attese su tutti i crediti commerciali in base alla durata residua, definendo lo stanziamento basandosi sull’esperienza storica delle perdite su crediti rettificata per tener conto dei fattori previsionali specifici riferiti ai creditori e all’ambiente sociale (ECL).
Inoltre, nella determinazione delle perdite attese, la Società incorpora informazioni prospettiche (forward-looking), includendo dati e indicatori macroeconomici ritenuti rilevanti, quali l’andamento del ciclo economico, le condizioni del mercato di riferimento e le aspettative di crescita settoriale.
Tali informazioni sono utilizzate per aggiornare i parametri di rischio e riflettere gli sviluppi attesi che possono influenzare la capacità di incasso dei crediti.
Fondo svalutazione magazzino Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino al netto del fondo svalutazione, iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.
I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.
Il fondo svalutazione magazzino riflette quindi la stima della Direzione circa le perdite di valore attese da parte del Gruppo, determinate in funzione dell’esperienza passata e dell’andamento storico e atteso del mercato.
Il Gruppo adotta un processo di svalutazione basato sull’individuazione dei codici interessati da fenomeni di obsolescenza e di lenta movimentazione delle giacenze. Il processo viene effettuato in primo luogo mediante un’analisi dei codici sulla probabilità di vendita.
L’analisi del fondo e della sua congruità viene infine supportata applicando una svalutazione basata su indici di rotazione degli articoli di magazzino, come rapporto tra vendite nell’ultimo anno e le giacenze di fine periodo.
Da policy del Gruppo si prevede non vengano effettuate svalutazioni superiori al valore recuperabile mediante la vendita della merce in stock. Ricordiamo infatti che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock.
Valore recuperabile delle attività non correnti (incluso l’avviamento) Le attività non correnti includono gli immobili, impianti e macchinari, le attività immateriali (incluso l’avviamento), le partecipazioni e le altre attività finanziarie.
58 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 La Direzione rivede periodicamente il valore contabile delle attività non correnti detenute ed utilizzate e delle attività che devono essere dismesse, quando fatti e circostanze richiedono tale revisione. Tale attività è svolta utilizzando le stime dei flussi di cassa attesi dall’utilizzo o dalla vendita del bene ed adeguati tassi di sconto per il calcolo del valore attuale.
Quando il valore contabile di un’attività non corrente ha subito una perdita di valore, il Gruppo rileva una svalutazione per il valore dell’eccedenza tra il valore contabile del bene ed il suo valore recuperabile attraverso l’uso o la vendita dello stesso, determinata con riferimento ai più recenti piani.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit (“CGU”), in termini di valore d’uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2026-2030, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
Stante il perdurare dell’attuale scenario, molto complesso, il Gruppo, ai fini della redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2026 e, più in particolare, nell’effettuazione dei test di impairment di attività materiali e immateriali per le diverse CGU, ha preso in considerazione gli andamenti attesi per i mesi a venire; inoltre, per gli anni successivi, il gruppo ha aggiornato le precedenti proiezioni per tenere conto, in senso cautelativo, del contesto economico-finanziario ancora profondamente segnato dall’attuale scenario di mercato, caratterizzato da persistenti elementi di incertezza e dal perdurare delle tensioni geopolitiche internazionali, come illustrato nella Relazione sulla gestione degli Amministratori.
Passività potenziali
Il Gruppo è soggetto a contenziosi legali riguardanti una limitata tipologia di problematiche (clienti, fornitori, agenti e dipendenti); stante le incertezze inerenti tali problematiche, è difficile predire con certezza l’esborso che deriverà da tali controversie. Nel normale corso del business, la Direzione si consulta con i propri consulenti legali ed esperti in materia legale, fiscale e giuslavoristica.
Il Gruppo accerta una passività a fronte di tali contenziosi quando ritiene probabile che si verificherà un esborso finanziario e quando l’ammontare delle perdite che ne deriveranno può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui non è probabile che esista un’obbligazione attuale, il Gruppo dà informativa di una passività potenziale, a meno che la probabilità di impiegare risorse atte a produrre benefici economici sia remota.
Strumenti finanziari: informazioni integrative ai sensi dell’IFRS 7 Si conferma che, alla data della relazione, tutti gli strumenti finanziari del Gruppo, così come identificati nello schema della situazione patrimoniale e finanziaria, sono iscritti a Bilancio ad un valore pari o che approssima il fair value , sulla base dei requisiti dell’IFRS 7.
Nuovi documenti emessi dallo IASB ed omologati dall’UE da adottare obbligatoriamente a partire dai bilanci degli esercizi che iniziano il 1° gennaio 2026.
Titolo documento Data emissione Data di
entrata
in vigore Data di
omologazione Regolamento
UE e data di
pubblicazione
Amendment to IFRS 9 e IFRS 7 – Amendments to the Classification and Measurement of Financial
Instrument Maggio
2024 1°
gennaio
2026 27 maggio
2025 (UE) 2025/1047
28 maggio
2025
Contratti collegati
all’energia elettrica
dipendente dalla natura (Modifiche all’IFRS 9 e all’IFRS 7) Dicembre
2024 1°
gennaio
2026 30 giugno
2025 (UE) 2025/1266
1° luglio 2025
59 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Ciclo annuale di miglioramenti ai principi contabili IFRS – Volume 11 (Modifiche all’IFRS 1, all’IFRS 7, all’IFRS 9, all’IFRS 10 e allo IAS 7) Luglio
2024 1°
gennaio
2026 9 luglio 2025 (UE) 2025/1311 10 luglio 2025
A partire dal 1° gennaio 2026, il Gruppo ha adottato per la prima volta i seguenti nuovi principi ed
emendamenti IFRS:
• Modifiche a IFRS 9 e IFRS 7 – Classificazione e misurazione degli strumenti finanziari:
- Chiariscono la classificazione delle attività finanziarie con rendimenti variabili legati a parametri ESG (es. green bonds) ai fini del test SPPI (Solely Payments of Principal and Interest).
- Definiscono che l’estinzione delle passività tramite pagamenti elettronici avviene alla data di regolamento, consentendo comunque specifiche politiche contabili di cancellazione anticipata previo rispetto di determinate condizioni.
- Introducono requisiti di informativa aggiuntivi per le passività e per gli strumenti di capitale designati a FVOCI (Fair Value through Other Comprehensive Income).
L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul Bilancio Consolidato Semestrale abbreviato del Gruppo.
• Modifiche a IFRS 9 e IFRS 7 – Contratti di energia elettrica da fonti rinnovabili:
- Chiariscono l’applicazione delle regole di “own use” e i criteri di hedge accounting per i contratti di acquisto di energia da fonti rinnovabili (es. PPA – Power Purchase Agreements), la cui produzione varia in base alle condizioni meteorologiche.
- Richiedono una maggiore informativa sugli impatti di tali contratti su performance e flussi di cassa.
L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti significativi sul Bilancio Consolidato Semestrale abbreviato del Gruppo.
Annual Improvements Volume 11:
Apporta modifiche minori, correzioni e chiarimenti a IFRS 1, IFRS 7, IFRS 9, IFRS 10 e IAS 7 per migliorarne la coerenza interna. L’adozione di tali miglioramenti non ha prodotto effetti sul Bilancio Consolidato Semestrale abbreviato del Gruppo.
Nuovi principi contabili IFRS o modifiche ai principi contabili IFRS applicabili ai bilanci degli esercizi che iniziano dopo il 1° gennaio 2027
Documenti omologati dall’UE al 30 giugno 2026
Titolo documento Data emissione Data di
entrata in
vigore Data di omologazione Regolamento UE e data di pubblicazione IFRS 18 Presentation and disclosure in financial statements Aprile 2024 1° gennaio 2027 13 febbraio 2026 (UE) 2026/338 13 febbraio 2026
60 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026
Documenti NON ancora omologati dall’UE al 30 giugno 2026
Si segnala che tali documenti saranno applicabili solo dopo l’avvenuta omologazione da parte dell’UE.
Titolo documento Data
emissione
da parte
dello IASB Data di entrata in vigore del documento IASB Data di prevista
omologazione
da parte dell’UE Nuovi principi contabili IFRS IFRS 14 Regulatory deferral
accounts Gennaio
2014 1° gennaio 2016 Processo di omologazione sospeso in attesa del nuovo principio contabile sui “rate-
regulated activities”
IFRS 19 Subsidiaries without public accountability: disclosures Maggio 2024 1° gennaio 2027 Q3 / Q4 2026 Modifiche ai principi contabili
IFRS
Sale or contribution of assets between an investor and its associate or joint venture (Amendments to IFRS 10 and IAS
28) Settembre
2014 Differita fino al
completamento del
progetto IASB sull’equity method Processo di omologazione sospeso in attesa della conclusione del progetto IASB
sull’equity method
Amendments to IFRS 19 Subsidiaries without public accountability: disclosures Agosto 2025 1° gennaio 2027 Q3 / Q4 2026 Amendments to IAS 21 Translation to a Hyperinflationary Presentation
Currency Novembre
2025 1° gennaio 2027 Q4 2026 IFRS 20 Regulatory Assets and
Regulatory Liabilities
Maggio 2026 1° gennaio 2029 TBD Amendments to the Fair Value Option in IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures Giugno 2026 1° gennaio 2027 Q4 2026 / Q1 2027
5. Aggregazioni aziendali
Acquisizione di V2D Création SAS da parte della partecipata francese CSP Paris Fashion Group SAS
In data 24 febbraio 2026, la controllata francese CSP Paris Fashion Group SAS ha perfezionato l’acquisizione del 100% del capitale sociale di V2D Création SAS, società per azioni semplificata con sede nel nord della Francia, nei pressi di Lille, fondata nel 1994 e attiva esclusivamente nel settore della lingerie, della corsetteria e dei costumi da bagno.
L’operazione ha consentito a CSP Paris di ottenere il pieno controllo della società.
V2D Création sviluppa internamente le proprie collezioni e commercializza i prodotti con i marchi “Brigitte Bardot” e “Morgan”, rispettivamente in virtù di contratti di sublicenza e di licenza, nonché con il proprio marchio “Steffy”. La distribuzione avviene prevalentemente attraverso il canale B2B, rivolto a catene di supermercati di medie e grandi dimensioni, e in misura più contenuta direttamente verso i consumatori finali. La società dispone di un consolidato know-how nella corsetteria, supportato da un ufficio interno di progettazione e sviluppo prodotto e da una riconosciuta capacità creativa.
L’acquisizione si inserisce nella strategia di rafforzamento del posizionamento competitivo del Gruppo nel mercato francese della lingerie e della corsetteria, in particolare nel canale della Grande Distribuzione, e mira a generare sinergie industriali (soprattutto negli approvvigionamenti e nello sviluppo prodotto), oltre che commerciali e distributive.
A decorrere dalla data del closing (24 febbraio 2026), V2D Création SAS è inclusa nel perimetro di consolidamento di CSP International Fashion Group S.p.A.
61 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Il corrispettivo dell’operazione, pari a circa 3,3 milioni di euro, è stato finanziato prevalentemente tramite una linea di credito a medio-lungo termine concessa a CSP Paris da un pool di banche francesi per 3,0 milioni di euro, mentre la restante quota di 0,3 milioni di euro è stata coperta mediante mezzi propri.
La seguente tabella riporta il dettaglio delle attività e delle passività acquisite relativamente all’aggregazione aziendale di cui sopra applicando l’IFRS 3:
(In migliaia di euro) Fair value alla data di acquisizione del
controllo
Attività immateriali:
- Avviamento -
- Altre attività immateriali 35
- Diritto d'uso 2.051
Attività materiali:
- Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà 33
- Investimenti immobiliari di proprietà -
Altre attività non correnti:
Partecipazioni -
Altre partecipazioni -
Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non
correnti -
Attività per imposte anticipate -
Totale attività non correnti 2.119
ATTIVITA' CORRENTI
Rimanenze di magazzino 3.724 145 Crediti commerciali 145 Crediti finanziari, crediti vari e altre attività 1.020
Attività finanziarie:
- Partecipazioni -
- Titoli diversi dalle partecipazioni -
Attività destinate alla vendita -
Casse e altre disponibilità liquide equivalenti 1.436 Totale attività correnti 6.325
TOTALE ATTIVITA ' 8.444
PATRIMONIO NETTO
Patrimonio netto 4.996 Patrimonio netto di pertinenza dei Terzi -
TOTALE PATRIMONIO NETTO 4.996
PASSIVITA' NON CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi:
- Prestito Obbligazionario -
- Debiti verso banche -
- Altre passività finanziarie 1.829 TFR e altri fondi relativi al personale 109 Fondi per rischi e oneri 238 Fondo imposte differite -
Debiti vari e altre passività non correnti Totale passività non correnti 2.176
PASSIVITA' CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza entro 12 mesi: -
- Prestito Obbligazionario -
- Debiti verso banche -
di cui quota a breve mutui -
- Altre passività finanziarie 224 Debiti commerciali 499 Debiti vari e altre passività 497 Debiti per imposte correnti 52 Totale passività correnti 1.272
TOTALE PASSIVITA' 3.448
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' 8.444
62 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026
La seguente tabella riepiloga la Purchase Price Allocation (PPA) delle operazioni di aggregazione aziendale applicando l’IFRS 3:
Totale corrispettivo pagato 3.247 Patrimonio Netto contabile acquisito 4.996 Differenza tra patrimonio netto acquisito e prezzo di acquisto 1.749
Purchase Price Allocation Valore Marchio Stefy 76 Deferred tax asset (21) Maggiori passività identificate (TFR) (109) Maggiori passività identificate (Indennità dipendenti) (136) Totale allocazione (190) Valore Residuo (Provento da acquis to a prezzo vantaggioso) 1.559
A seguito del completamento del processo di Purchase Price Allocation (PPA), il Gruppo ha proceduto alla determinazione del fair value delle attività acquisite e delle passività assunte alla data di acquisizione.
In particolare, come sopra esposto in tabella, tra le attività nette acquisite trova posto il marchio di proprietà Steffy valorizzato in base al metodo delle royalties, mentre tra le passività sono stati rilevati gli accantonamenti per indennità di fine rapporto relativi al personale.
Dall'esercizio di allocazione è emerso un’eccedenza del fair value netto delle attività acquisite rispetto al corrispettivo trasferito (c.d. Bargain Purchase Gain o Badwill, anche definito Provento da acquisto a prezzo vantaggioso), pari a 1,6 milioni di euro. In conformità a quanto previsto dall'IFRS 3, dopo aver riesaminato la corretta identificazione e valutazione delle attività acquisite, delle passività assunte e del corrispettivo trasferito, tale eccedenza rappresenta quindi un provento da acquisto a prezzo vantaggioso ed è stato pertanto rilevato a conto economico nella voce "Altri ricavi”.
La seguente tabella riporta il flusso di cassa netto dell’esercizio, derivante dall’acquisizione:
(In migliaia di euro)
Corrispettivo pagato (3.247) Disponibilità liquide acquisite 1.436 Flusso di cassa netto (attività di investimento) (1.811)
La società V2D ha contribuito alla determinazione dei ricavi e altri proventi del Gruppo per un importo pari a euro 4,1 milioni di euro e del risultato netto dell’esercizio del Gruppo per un importo positivo pari a euro 289 migliaia a partire dalla data di acquisizione.
63 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026
COMMENTO ALLE PRINCIPALI VOCI DI STATO PATRIMONIALE
ATTIVITA’ NON CORRENTI
Attività immateriali
6. Avviamento
La voce, pari a 8.374 migliaia di euro al 30 giugno 2026, si riferisce al valore residuo esistente al 1° gennaio 2004 derivante dalle operazioni di acquisizione del Gruppo Le Bourget che ha apportato al gruppo il proprio portafoglio clienti ed i marchi di proprietà. Come previsto dagli IFRS l’avviamento non è ammortizzato: il valore recuperabile delle cash generating unit a cui l’avviamento è stato allocato, viene verificato annualmente attraverso la determinazione del valore recuperabile (valore d’uso) e sottoposto ad impairment test, in applicazione della metodologia prevista dal Principio Contabile Internazionale IAS 36. Tale valore d’uso è stimato sulla base:
- del valore attuale dei flussi finanziari futuri relativi ad un orizzonte previsionale pluriennale che si stimano deriveranno dall’uso continuativo dei beni riferiti alle singole cash-generating unit (metodologia “Discounted Cash Flow” nella sua versione “Unlevered”); e
- del valore terminale attribuibile alle stesse (stimato sulla base della metodologia della rendita perpetua), al fine di riflettere il valore residuo che ogni cash-generating unit è attesa generare oltre l’orizzonte di piano e rappresentativo del valore attuale dei flussi di cassa futuri successivi al periodo di proiezione esplicita dei dati finanziari previsionali.
Si ricorda, infine, che la recuperabilità degli avviamenti è verificata almeno una volta l’anno (al 31 dicembre) anche in assenza di indicatori di possibile perdita di valore.
L’avviamento è stato attribuito alle Cash Generating Unit dalle quali ci si attendono benefici connessi all’aggregazione; l’avviamento derivante dall’acquisizione di Le Bourget S.A. è allocato alla CGU Francia.
A seguito dell’effettuazione del test di impairment previsto dallo IAS 36, ripetuto anche al 30 giugno 2026 tenendo conto 1) dell’andamento del primo semestre 2026 e quindi 2) del business plan 2026-2030 approvato in data 29 settembre 2026 dal Consiglio di Amministrazione, non sono emerse delle perdite di valore che hanno comportato nel primo semestre 2026 la svalutazione dell’avviamento allocato alla CGU Francia.
Si precisa, inoltre, che, il test + stato effettuato esclusivamente quale analisi di aggiornamento ex IAS 36 in presenza di indicatori di impairment;
a seguito dell’acquisizione di V2D Création da parte di CSP Paris, la società acquisita è stata inclusa nella CGU Francia ai fini del test di impairment. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo successivo.
Impairment test
Le principali ipotesi ed assunzioni utilizzate nella determinazione del valore recuperabile della cash-
generating unit sono relative a:
i) l’utilizzo di dati economici e patrimoniali previsionali della CGU Italia, Francia;
ii) il tasso di sconto utilizzato per l’attualizzazione dei flussi di cassa attesi stimati;
iii) l’utilizzo del tasso di crescita atteso per il calcolo del valore terminale, in coerenza con l’approccio dell’attualizzazione della “rendita perpetua”.
Con riguardo ai valori di cui al punto i), le analisi sono state basate su un’ipotesi di flussi finanziari previsionali relativi ad un orizzonte temporale quinquennale (nel caso specifico 4 anni e mezzo) desumibili dai dati ricavati dalla revisione del piano 2026-2030 approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29 settembre 2026 e predisposto sulla base dell’andamento economico pregresso e sulle aspettative di mercato del prossimo futuro.
64 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Con riferimento al valore del punto ii) come tasso di sconto per l’Italia, per i flussi negativi è stato utilizzato un Risk Free Rate pari a 3,75%, mentre per i flussi positivi un WACC pari a 8,42%. Per quanto riguarda la Francia, avendo flussi di cassa tutti positivi è stato adottato un tasso di sconto pari a 8,39%.
Si evidenzia che il WACC calcolato rappresenta un tasso di sconto medio ante-imposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell’attività.
Con riguardo al punto iii), si segnala che nell’elaborazione dell’impairment test, il valore terminale è stato determinato utilizzando un tasso di crescita perpetuo (“g rate”) stimato pari all’1,5%.
Dal sopra citato impairment test non è emersa la necessità di procedere a svalutazioni per la CGU Francia.
Per la CGU Italia il Value in Use determinato secondo il metodo DCF risulta pari a euro 5,8 milioni a fronte di un carrying amount pari a euro 28,1 milioni. Tale differenza non si traduce tuttavia in una perdita di valore da rilevare ai sensi dello IAS 36 in quanto le attività incluse nella CGU, analizzate secondo le rispettive modalità previste dai principi applicabili, presentano valori recuperabili e/o fair value superiori ai relativi valori contabili, come di seguito illustrato.
Sulla base delle indicazioni contenute nel Documento Banca d’Italia/Consob/Isvap n. 2 del 6 febbraio 2009 e nel Documento Banca d’Italia/Consob/Isvap n. 4 del marzo 2010, si è provveduto ad elaborare un’analisi di sensitività sui risultati del test rispetto alla variazione di assunti di base quali il tasso di crescita perpetuo nell’elaborazione del valore terminale (“g rate”) ed il tasso di sconto (“Risk Free Rate” e “WACC” per l’Italia e “WACC” per Francia), che condizionano la stima del valore d’uso della cash generating unit. Nelle tabelle sottostanti sono riportati i risultati di tali analisi:
Carrying Amount = 28.129 (Importi in migliaia di euro)
CGU Italia VALUE IN USE
3,25% / 7,92% 3,75% / 8,42% 4,25% / 8,90% Tasso g 1,00% 6.810 6.431 6.099 1,50% 6.127 5.787 5.492 2,00% 5.328 5.043 4.797
Carrying Amount = 35.772 (Importi in migliaia di euro)
CGU Francia VALUE IN USE
7,71% 8,21% 8,71% Tasso g 1,00% 42.081 39.219 36.706 1,50% 43.825 40.658 37.904 2,00% 45.865 42.323 39.275
Come sopra anticipato, la differenza negativa che emerge tra il “value in use” della CGU Italia ed il carrying amount non ha comportato la necessità di procedere a delle svalutazioni in quanto le analisi effettuate hanno evidenziato che il fair value less costs of disposal delle principali attività incluse nella CGU Italia (stimato anche mediante ricorso a evidenze esterne e valutazioni di mercato) è superiore ai relativi valori contabili e, pertanto, il valore recuperabile delle attività non risulta inferiore al valore iscritto in bilancio.
In particolare:
65 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 i beni immateriali iscritti nel bilancio della Capogruppo sono di nuova formazione e principalmente riferibili a software (245 migliaia di euro), mentre tutti i restanti beni immateriali sono già stati completamente svalutati negli esercizi precedenti (2018-2025).
Per quanto riguarda invece i diritti d’uso, i contratti maggiormente significativi risultano essere stati stipulati in periodi recenti e i canoni ivi previsti rappresentano il valore di mercato degli stessi. Si precisa che il valore accoglie anche le voci dei diritti d’uso della nuova società francese.
Per quanto attiene le altre poste di bilancio della Capogruppo che, in base a quanto previsto dallo IAS 36, devono essere oggetto di analisi in conseguenza del risultato emerso dall’impairment test, si segnala che hanno valori di mercato ampiamente superiori ai valori contabili, pertanto, coerentemente con i principi contabili applicabili, non sono state apportate ulteriori svalutazioni. In
particolare:
o per quanto riguarda i terreni e i fabbricati della Capogruppo, si evidenzia che, i loro valori sono stati confermati mediante una perizia di stima redatta da un professionista indipendente nel corso del 2025, dalla quale emerge un valore di mercato pari a 19,8 milioni di euro a fronte di 6,2 milioni di euro di valore di carico al 30 giugno 2026;
o per gli impianti e macchinari della Capogruppo (euro 1,6 milioni) si è svolta un’analisi di dettaglio constatando che il valore di mercato di beni simili risulta superiore al valore contabile di circa 1,3 milioni di euro;
o per le migliorie su beni di terzi della Capogruppo (Euro 0,7 milioni di euro), classificate negli “Altri beni” nella tabella riportata nella successiva nota 8, la recuperabilità del costo iscritto in bilancio non risulta problematica avendo verificato che i) il valore delle migliorie eseguite sui fabbricati, unitamente al valore dei beni ad esse riconducibili condotti in forza di contratto di affitto, risulta in linea con il valore di mercato rappresentato dai canoni e dai valori incrementali apportati su tali beni, ii) che il valore degli altri beni sia in linea con il valore recuperabile da una eventuale vendita sul mercato.
o In riferimento a tutte le altre voci si rinvia alle informazioni già riportate nella presente nota al paragrafo “Criteri di valutazione”.
Si ritiene che le valutazioni sopra esposte rientrino nell’ambito del livello 2 delle gerarchie di fair value.
66 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 7. Altre attività immateriali Software Marchi Altre Immobilizz. Totale e Licenze in corso
Costo Storico
Al 1° gennaio 202 5 13.985 13.433 1.089 381 28.887 Incrementi 210 - - 261 471 Decrementi - - - - -
Altri movimenti 430 - - (432) (2) Al 31 dicembre 2025 14.625 13.433 1.089 210 29.356 Aggregazioni aziendali 02.2026 430 3 - - 433 Incrementi - - - 56 56 Decrementi (201) - - (6) (207) Altri movimenti 205 76 - (210) 71 Al 30 giugno 2026 15.059 13.512 1.089 50 29.709 Ammortamenti e svalutazioni Al 1° gennaio 202 5 13.984 10.384 1.088 0 25.456 Ammortamenti dell'anno 59 - - - 59 Decrementi - - - - -
Altri movimenti 441 - - - 441 Al 31 dicembre 2025 14.484 10.384 1.088 0 25.956 Aggregazioni aziendali 02.2026 398 - - - 398 Ammortamenti d el periodo 40 - - - 40 Decrementi - - - - -
Altri movimenti (201) - - - (201) Al 30 giugno 2026 14.721 10.384 1.088 0 26.193 Valore netto contabile:
Al 1° gennaio 2025 1 3.049 0 381 3.431 Al 31 dicembre 202 5 141 3.049 0 210 3.399 Al 30 giugno 2026 338 3.128 0 50 3.515
Le Altre attività immateriali al 30 giugno 2026 ammontano a 3.515 migliaia di euro.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit (“CGU”), in termini di valore d’uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2026-2030, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri. L’incremento dell’esercizio relativo alla voce “Software”, riconducibile principalmente alla Capogruppo, è attribuibile ai costi sostenuti per lo sviluppo di nuove piattaforme e-commerce, finalizzate a supportare la crescita delle vendite online, nonché alle attività di analisi e sviluppo del nuovo sistema ERP gestionale.
Nella voce ‘Marchi’ sono compresi i marchi Cagi, Liberti e Well e i marchi Perofil e Luna di Seta, acquistati nel 2017. I marchi Cagi, Liberti, Perofil e Luna di Seta, in quanto attribuiti alla Cash Generating Unit Italia sono stati interamente svalutati nel 2018, mentre per il marchio Well attribuito alla CGU Francia non si evidenza la necessità di svalutazione. Il marchio Well iscritto in bilancio per un importo pari a 3.049 migliaia di euro non è ammortizzato in quanto a vita utile indefinita. L’analisi di impairment del marchio è stata ricompresa nell’impairment, effettuato a livello di CGU, a cui si rimanda per la spiegazione.
Si precisa che, a seguito dell’acquisizione della società V2D, nel valore dei marchi e delle licenze è stato incluso il marchio “Steffy” il cui fair value è stimato in 76 mila euro, sulla base del metodo delle royalties.
67 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 8. Diritto d’uso Di seguito si riportano i movimenti relativi alle attività per diritto di utilizzo derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS 16.
Terreni e Impianti e Attrezzature Altri Totale fabbricati macchinari beni
Costo Storico
Al 1° gennaio 202 5 7.482 212 - 3.112 10.806 Incrementi 1.029 - - 581 1.610 Decrementi (95) - - (31) (126) Altri movimenti (205) - - 205 0 Al 31 dicembre 2025 8.211 212 - 3.867 12.290 Aggregazioni aziendali 02.2026 2.090 - - 2.090 Incrementi - - - 581 581 Decrementi (1.288) - - (79) (1.367) Altri movimenti (205) - - 205 -
Al 30 giugno 2026 8.808 212 - 4.574 13.594
Ammortamenti
Al 1° gennaio 2025 3.829 212 - 2.394 6.435 Ammortamenti de ll’anno 759 - - 514 1.273 Decrementi (21) - - (31) (52) Altri movimenti - - - - -
Al 31 dicembre 2025 4.567 212 - 2.877 7.656 Aggregazioni aziendali 02.2026 39 - - - 39 Ammortamenti del periodo 447 - - 234 681 Decrementi - - - - -
Altri movimenti (1.288) - - (79) (1.367) Al 30 giugno 2026 3.765 212 - 3.032 7.009 Valore netto contabile:
Al 1° gennaio 2025 3.653 - - 718 4.371 Al 31 dicembre 2025 3.644 - - 989 4.633 Al 30 giugno 2026 5.043 - - 1.542 6.584
Il saldo comprende principalmente i diritti d’uso relativi ai contratti di locazione dei punti vendita del canale retail e di altri immobili a uso industriale e commerciale, nonché i diritti d’uso relativi ai contratti di noleggio delle autovetture.
L’incremento dei diritti d’uso è principalmente riconducibile ai contratti di locazione relativi alla nuova società acquisita dalla controllata francese.
Le analisi effettuate sulla recuperabilità del valore dei diritti d’uso non hanno evidenziato la necessità di effettuare svalutazioni.
68 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 9. Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà
Terreni e Impianti e Attrezzature Altri Immobilizz. Totale fabbricati macchinari beni in corso
Costo Storico
Al 1° gennaio 202 5 33.634 54.060 5.892 10.668 436 104.690 Incrementi - 116 17 32 406 571 Cessioni - (924) - (38) - (962) Altri movimenti 10 351 28 85 (464) 10
Al 31 dicembre 202 5 33.644 53.603 5.937 10.747 378 104.309 Aggregazioni aziendali 02.2026 141 81 45 246 - 513 Incrementi - 23 - 20 366 409 Cessioni - - - - (56) (56) Altri movimenti (16) 35 (1) 92 (98) 12
Al 30 giugno 2026 33.769 53.742 5.981 11.105 590 105.187 Ammortamenti e svalutazioni
Al 1° gennaio 202 5 26.193 49.484 5.843 9.175 - 90.695 Ammortamenti dell'anno 428 689 23 342 - 1.482 Cessioni - (924) - (38) - (962) Altri movimenti - (73) - 2 (71)
Al 31 dicembre 202 5 26.621 49.176 5.866 9.481 - 91.144 Aggregazioni aziendali 02.2026 124 72 44 232 - 472 Ammortamenti d el periodo 207 342 10 158 - 717 Cessioni - - - - - -
Altri movimenti - 13 - - - 13
Al 30 giugno 2026 26.952 49.603 5.920 9.871 - 92.346 Valore netto contabile:
Al 1° gennaio 202 5 7.442 4.577 49 1.492 436 13.996 Al 31 dicembre 202 5 7.023 4.427 71 1.266 378 13.165 Al 30 giugno 2026 6.817 4.139 61 1.234 590 12.841
Le attività materiali al 30 giugno 2026 ammontano a 12.841 migliaia di euro. I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit (“CGU”), in termini di valore d’uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2026-2030, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
Si segnala che il valore dei terreni e fabbricati della Capogruppo (pari a 6.150 migliaia di euro) è asseverato da una perizia di stima di un professionista indipendente, redatta nel corso del 2025, ed il valore emergente da tale perizia è sensibilmente superiore al valore contabile. Nell’esercizio in esame sono stati effettuati investimenti lordi per complessivi 409 migliaia di euro, prevalentemente riconducibili alle acquisizioni di impianti e macchinari della partecipata francese. Si precisa che sui beni materiali del Gruppo non sussistono restrizioni sulla titolarità e proprietà e non sono gravati da garanzie concesse.
69 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Altre attività non correnti 10. Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non
correnti
Tale voce, pari a 15 migliaia di euro, si riferisce prevalentemente ai depositi cauzionali. La diminuzione rispetto all’esercizio precedente, pari a 1 migliaia di euro, è principalmente riconducibile alla restituzione da parte della Capogruppo del deposito cauzionale relativo al negozio di Oriocenter a seguito della cessazione dell’attività intervenuta nel corso del primo semestre 2026.
11. Attività per imposte anticipate La voce, pari a 518 migliaia di euro al 30 giugno 2026 e a 350 migliaia di euro al 31 dicembre 2025, accoglie le imposte differite attive sulle differenze temporanee tra i valori iscritti in bilancio e i corrispondenti valori fiscali, principalmente riconducibili a fondi tassati della società CSP Paris (fondo svalutazione crediti/magazzino e fondi rischi) che saranno fiscalmente deducibili in esercizi futuri.
Si segnala che la Capogruppo, per il principio della prudenza e in considerazione della situazione attuale e degli scenari ad oggi non prevedibili, ha deciso di non iscrivere in bilancio le imposte anticipate.
Ai sensi dell’IFRS 8, si espongono le attività non correnti, al netto delle scritture di consolidamento e con esclusione di strumenti finanziari, attività fiscali differite, attività relative a benefici successivi al rapporto di lavoro e diritti derivanti da contratti assicurativi, suddivise per area geografica in cui opera il gruppo.
Esse si riferiscono sostanzialmente ai beni materiali ed immateriali 30/06/2026 31/12/2025 30/06/2025 Italia 10.274 10.641 11.198 Francia 21.049 18.937 17.839 31.323 29.578 29.037
ATTIVITÀ CORRENTI
12. Rimanenze di magazzino Il bilancio consolidato semestrale del Gruppo include rimanenze di magazzino pari a 41.706 migliaia di euro, al netto di un fondo svalutazione di 7.113 migliaia di euro iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.
I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro; modalità invariate rispetto all’anno precedente.
Le rimanenze di magazzino sono così rappresentate:
30/06/2026 31/12/2025 30/06/2025 Valore lordo 48.819 40.857 43.783 Fondo svalutazione (7.113) (5.460) (4.824) 41.706 35.397 38.959
70 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 30/06/2026 31/12/2025 30/06/2025 Materie prime, sussidiarie e di consumo 6.298 5.687 6.341 Fondo svalutazione (977) (927) (911) 5.321 4.760 5.430 Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati 6.616 5.943 6.740 Fondo svalutazione (286) (172) (168) 6.330 5.771 6.572 Prodotti finiti e merci 35.905 29.227 30.702 Fondo svalutazione (5.850) (4.361) (3.745) 30.055 24.866 26.957 Totale 41.706 35.397 38.959
Le rimanenze di magazzino evidenziano un incremento netto di 6.309 migliaia rispetto al 31 dicembre 2025 e di 2.747 migliaia rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. L’incremento registrato nel periodo è riconducibile principalmente all’effetto delle rimanenze delle nuove società entrate nel perimetro di consolidamento, nonché alla consueta dinamica stagionale del magazzino nel primo semestre dell’anno.
Ricordiamo, infine, che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock; la merce che alla fine del periodo in esame risultava ancora in giacenza è stata opportunamente svalutata allineandola al presunto valore di realizzo.
13. Crediti commerciali I crediti verso clienti ammontano a 10.783 migliaia di euro, al netto del fondo svalutazione crediti pari a 457 migliaia di euro (476 migliaia di euro al 31 dicembre 2025).
Non vi sono crediti esigibili oltre i cinque anni.
La ripartizione dei crediti commerciali per termini di scadenza, con l’evidenza degli importi a valore nominale e della relativa svalutazione applicata, è la seguente:
30/06/2026 di cui svalutazione 31/12/2025 di cui svalutazione 30/06/2025 di cui
svalutazione
A scadere 8.034 6 14.246 50 7.221 59 Scaduto da 1 a 30 giorni 1.996 3 956 - 1.661 24 Scaduto da 31 a 90 giorni 488 7 824 1 438 63 Scaduto da 91 a 180 giorni 113 8 60 46 76 16 Scaduto da 181 a 365 giorni 193 101 186 101 4 48 Scaduto da oltre 366 giorni 416 332 348 278 725 477 Totale 11.240 457 16.620 476 10.124 687
Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il loro fair value .
La ripartizione dei crediti commerciali per area geografica è la seguente:
30/06/2026 31/12/2025 30/06/2025 Italia 6.243 6.801 6.759 Francia 3.912 8.057 2.023 Unione Europea -80 335 8 Resto del Mondo 709 951 647 Totale 10.783 16.144 9..437
71 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 La movimentazione del fondo svalutazione crediti è la seguente:
Saldo iniziale Aggregazioni 02.2026 Accantonamenti Utilizzi Saldo finale 476 10 42 (71) 457
Nel periodo in esame il fondo è stato utilizzato a copertura delle perdite per 71 migliaia di euro. Gli accantonamenti al fondo sono stati effettuati a fronte dei rischi emersi in sede di valutazione dei relativi crediti al 30 giugno 2026.
14. Crediti finanziari, crediti vari e altre attività La composizione della suddetta voce è la seguente:
30/06/2026
31/12/2025
30/06/2025
Erario c/IVA 466 626 454 Anticipi a fornitori 41 29 75 Crediti verso Enti 46 8 12 Crediti per imposte 323 376 560 Risconti attivi 1061 626 764 Altri crediti 853 322 404 Totale 2.790 1.987 2.269
L’incremento rispetto al 31 dicembre 2025 è pari a 803 migliaia di euro. La differenza più significativa si riferisce all’incremento della voce Riconti attivi, Altri crediti, Anticipi a fornitori e Crediti verso Enti riconducibili alla partecipata francese, controbilanciati dal decremento delle voci Crediti per imposte ed Erario c/IVA.
Si ritiene che il valore contabile dei Crediti finanziari, crediti vari e altre attività approssimi il loro fair value.
15. Attività destinate alla vendita Alla data del 30 giugno 2026 non risultano immobilizzazioni o altre attività destinate alla vendita.
16. Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti L'ammontare complessivo delle disponibilità liquide del Gruppo è pari a 8.498 migliaia di euro (9.713 migliaia di euro al 31 dicembre 2025).
I valori esposti possono essere convertiti in cassa prontamente e sono soggetti ad un rischio di variazione di valore non significativo. Si ritiene che il valore di carico delle disponibilità liquide sia allineato al loro fair value alla data di bilancio. Il Gruppo non ha vincoli sui depositi né mezzi equivalenti alle disponibilità liquide, ad eccezione della controllata francese, che detiene un deposito vincolato per un importo pari ad euro 1,3 milioni il cui eventuale utilizzo anticipato non comporterebbe alcuna penale.
PATRIMONIO NETTO
Il Patrimonio netto al 30 giugno 2026 ammonta a 49.714 migliaia di euro (51.458 migliaia di euro al 31 dicembre 2025), comprende una perdita consolidata pari a 1.752 migliaia di euro. Per maggiori dettagli si rimanda al “Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato”.
17. Capitale sociale Il capitale sociale al 30 giugno 2026, interamente sottoscritto e versato, risulta costituito da 39.949.514 azioni ordinarie prive di valore nominale ed è pari a 17.362 migliaia di euro.
Non vi sono state variazioni nell’esercizio in merito alle azioni in circolazione.
Riguardo al capitale sociale e alle riserve delle società per azioni la normativa italiana stabilisce che:
- il capitale sociale della Società non può avere valore inferiore a 120.000 euro;
72 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 - ogni variazione dell’importo del capitale sociale deve essere deliberata dall’Assemblea, la quale può attribuire delega al Consiglio, per un periodo massimo di cinque anni, ad aumentare il capitale fino ad un ammontare determinato; l’organo assembleare ha inoltre l’obbligo di adottare gli opportuni provvedimenti quando risulta che il capitale sociale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite accertate, nonché di procedere alla riduzione del capitale sociale se entro l’esercizio successivo detta perdita non risulta diminuita a meno di un terzo. Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo legale sopra citato l'Assemblea deve deliberare sia la riduzione del capitale che il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della Società;
- la riserva sovrapprezzo azioni viene costituita se la Società emette azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale e non può essere distribuita fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale. La riserva iscritta nel patrimonio netto è sorta con la quotazione della Società ed incrementata a seguito degli aumenti di capitale sociale deliberati negli anni dall’Assemblea dei soci;
- per quanto riguarda le azioni proprie, la Società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. L’acquisto deve essere autorizzato dall’Assemblea e in nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate può eccedere la quinta parte del capitale sociale.
Gli utili netti risultanti dal bilancio annuale della Società devono essere così destinati:
- alla riserva legale il 5% fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;
- ad ulteriore accantonamento a riserva legale, alla riserva straordinaria e/o ad utili portati a nuovo per eventuali assegnazioni deliberate dall’Assemblea.
Gli obiettivi identificati dalla CSP International Fashion Group S.p.A. nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti, la salvaguardia della continuità aziendale ed il supporto allo sviluppo del Gruppo.
18. Altre riserve Tali riserve sono così ripartite:
30/06/2026 31/12/25 30/06/2025 Riserva legale 3.232 3.206 3.206 Riserva da sovrapprezzo delle azioni 23.906 23.906 23.906 Riserva per differenze attuariali (882) (843) (948) Riserve diverse 8.736 9.425 9.398 Totale 34.992 35.694 35.562
L’Assemblea degli azionisti del 29 maggio 2026 ha deliberato la destinazione dell’utile dell’esercizio 2025 della Capogruppo pari a 515 migliaia di euro, per il 5% (26 migliaia di euro) a Riserva Legale e per la differenza (489 migliaia di euro) a Riserva Utili non distribuiti.
Per il dettaglio della movimentazione delle Riserve si rimanda al Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto.
19. Azioni proprie Le Azioni proprie al 30 giugno 2026 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo di acquisto pari a 888 migliaia di euro; nel semestre in esame non sono state acquistate azioni.
Utile (perdita) per azione La perdita base per azione al 30 giugno 2026 è pari a - 0,044 euro (al 31 dicembre 2025 la perdita base per azione è pari a - 0,018 euro, rapportato a n. 39.949.514) ed è calcolato dividendo il risultato del Gruppo per il numero delle azioni n. 39.949.514 in circolazione durante il periodo.
Utile (perdita) per azione diluito La perdita diluita per azione coincide con la perdita per azione.
73 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 PASSIVITÀ NON CORRENTI 20. Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi Debiti verso banche oltre i 12 mesi I debiti verso banche scadenti oltre 12 mesi ammontano a 6.972 migliaia di euro e sono aumentati di 4.460 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2025. La variazione è riconducibile principalmente all’indebitamento assunto dalla partecipata francese per finanziare l’acquisizione della società V2D (3,0 milioni di euro) e alla sottoscrizione, da parte della Capogruppo, di un nuovo finanziamento (2,5 milioni di euro) per complessivi 5,5 milioni di euro. La variazione risente, inoltre, della riclassifica nelle passività finanziarie correnti delle quote di finanziamento esigibili entro i 12 mesi, nonché dell’estinzione di alcuni mutui e del rimborso delle rate dei finanziamenti giunte a scadenza nel periodo.
La ripartizione dei debiti bancari oltre 12 mesi per termini di rimborso, esposti al netto dei relativi oneri accessori, è la seguente:
30/06/2026 31/12/25 30/06/2 5
- scadenti da 1 a 2 anni 1.888 894 1.459
- scadenti da 2 a 3 anni 1.657 640 809
- scadenti da 3 a 4 anni 1.618 543 559
- scadenti da 4 a 5 anni 1.015 327 527
- scadenti oltre 5 anni 793 107 170 Totale 6.972 2.512 3.524
Tali debiti bancari si riferiscono ai seguenti finanziamenti (comprensivi anche della quota corrente e degli
oneri pluriennali):
Istituto di credito Data di stipula 30/06/2026 Finanziamento Banca Intesa Sanpaolo 09.2020 95 Finanziamento Monte dei Paschi di Siena 09.2020 47 Finanziamento Monte dei Paschi di Siena 09.2020 5 Finanziamento Credito Padano 11.2020 148 Finanziamento SIMEST 03.2021 263 Finanziamento SIMEST 07.2023 186 Finanziamento Mediocredito Centrale 10.2023 273 Finanziamento Banca Intesa Sanpaolo 08.2024 333 Finanziamento Banca Intesa Sanpaolo
08.2024 1.625
Finanziamento Unicredit 02.2026 2.500 Finanziamento BPCE 09.2023 641 Finanziamento in pool ( Banque Populaire du Sud/Caisse Epargne/Société Générale) 02.2026 3.000
9.116
Nel corso dell’esercizio 2026 sono stati contratti due nuovi finanziamenti a medio-lungo termine e
precisamente:
In data 20 febbraio 2026, la Capogruppo ha ottenuto da Banca UniCredit SpA un finanziamento chirografario di importo pari a 2.500.000 di euro, con piano di preammortamento previsto fino al 28 febbraio 2027 e rimborso del capitale con scadenze mensili fino al 28 febbraio 2031;
In data 24 febbraio 2026, la partecipata francese CSP Paris ha sottoscritto un contratto di finanziamento in pool, concesso da Banque Populaire du Sud, Caisse d’Epargne e Société Générale, per un importo complessivo pari a 3.000.000 di euro. Il finanziamento prevede un periodo di preammortamento fino al 28 febbraio 2027, seguito dal rimborso del capitale mediante rate annuali di 450.000 euro ciascuna, con scadenza al 31 marzo di ogni anno fino al 31 marzo 2031, e una rata finale “balloon” di 750.000 euro con scadenza al 31 marzo 2032.
74 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Con riferimento al finanziamento contratto da CSP Paris, si segnala la presenza di specifici covenant finanziari previsti dal relativo contratto, di seguito riportati:
Covenant finanziari
Rapporto di leva finanziaria (R1) - Debito finanziario netto/EBITDA Data di verifica - Limite massimo 31/12/2026 ≤ 2,00 31/12/2027 ≤ 1,50 Dal 31/12/2028 ≤ 1,00 Se EBITDA<0 - Rapporto non rispettato Debt Service Coverage Ratio (R2) Data di verifica - Limite 31/12/2025 - Non applicabile Dal 31/12/2026> 1,00
Si precisa, inoltre che nell’ambito di tale contratto di finanziamento la Capogruppo si è impegnata, tra l’altro, a supportare CSP Paris mediante l’adozione di una politica di distribuzione dei dividendi coerente con il rispetto dei covenant e degli indicatori finanziari previsti dal Contratto di Finanziamento e con il piano di sviluppo del business di CSP Paris e della Società Acquisita.
Per maggiore dettaglio delle condizioni contrattuali e dei covenant applicabili si rinvia a quanto riportato nel Documento Informativo.
Inoltre, i due finanziamenti ottenuti nel 2024 da Banca Intesa Sanpaolo prevedono la possibilità di beneficiare di una riduzione del tasso di interesse subordinatamente al rispetto, da parte della Società, di specifici impegni relativi alla transizione sostenibile e agli obiettivi ESG.
In merito a ciò, si evidenzia che sono state promosse e avviate iniziative mirate al miglioramento e alla valorizzazione del ruolo delle donne nella società come riportato nella Rendicontazione di Sostenibilità nella sezione del Piano di Sostenibilità: obiettivi e azioni relative alle tematiche di sostenibilità rilevanti e nella sezione Comunità Interessate. Inoltre, il piano di sostenibilità della società prevede lo sviluppo e l'adozione di una politica specifica per la prevenzione ed il contrasto della discriminazione di genere Il Regolamento aziendale, entrato in vigore nell’ottobre 2025, mira a tutelare i lavoratori e a prevenire qualsiasi forma di discriminazione, molestia o violenza di genere sul luogo di lavoro.
La Società si impegna inoltre a promuovere azioni, tra cui:
la prevenzione e la rimozione di comportamenti discriminatori;
la conciliazione tra tempi di lavoro e vita familiare, attraverso strumenti come flessibilità oraria, lavoro agile, part-time e aspettative;
la sensibilizzazione sulla cultura di genere e il rispetto interpersonale;
l’attivazione di un servizio di ascolto presso l’ufficio HR per accoglienza, orientamento e supporto su tematiche di genere;
il supporto al reinserimento lavorativo dopo periodi di congedo;
la formazione professionale senza distinzioni di genere.
La Capogruppo, pertanto, dichiara di aver:
- declinato e introdotto policy interne volte a garantire la parità di genere in azienda;
- promosso e attivato iniziative volte al miglioramento e alla valorizzazione del ruolo della donna nella società.
75 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Altre passività finanziarie oltre 12 mesi Le altre passività finanziarie scadenti oltre 12 mesi ammontano a 5.344 migliaia di euro ed includono i debiti generatisi per l’applicazione del principio contabile IFRS 16. L’incremento è riconducibile principalmente all’acquisizione della società V2D.
Posizione finanziaria netta Di seguito si riporta il dettaglio, secondo i criteri ESMA, della composizione della posizione finanziaria netta del Gruppo:
Dettaglio della composizione della posizione finanziaria netta 30 giugno 2026 31 dicembre 2025 30 giugno 2025 A Disponibilità liquide 8.498 9.713 7.815 B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - - -
C Altre attività finanziarie correnti - - -
D Liquidità (A + B + C) 8.498 9.713 7.815 E Debito finanziario corrente (3.906) (4.381) (2.649) F Parte corrente del debito finanziario non corrente (2.132) (2.474) (2.920) G Indebitamento finanziario corrente (E + F) (6.038) (6.855) (5.569) H Indebitamento finanziario corrente netto (G - D) 2.460 2.858 2.246 I Debito finanziario non corrente (12.316) (6.110) (6.507) J Strumenti di debito - - -
K Debiti commerciali e altri debiti non correnti - - -
L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) (12.316) (6.110) (6.507) M Totale indebitamento finanziario (H + L) (9.856) (3.252) (4.260)
N Totale Effetto IFRS 16 (6.677) (4.728) (3.910) O Posizione finanziaria netta escluso effetto IFRS 16 (3.179) 1.476 (350)
Al 30 giugno 2026, a seguito delle motivazioni sopra esposte, si registra un incremento dell’indebitamento finanziario pari a 6.604 migliaia di euro determinando a fine semestre un indebitamento netto complessivo pari a 9.856 migliaia di euro.
Si specifica che il Gruppo tiene costantemente monitorato l’evoluzione della situazione finanziaria e che le previsioni garantiscono ad oggi il pieno rispetto delle obbligazioni derivanti della posizione finanziaria netta come sopra esposta.
21. Trattamento fine rapporto (TFR) e altri fondi relativi al personale La voce “Trattamento di fine rapporto (TFR)” riflette le indennità maturate dai dipendenti delle società italiane e francesi del Gruppo, in conformità alle rispettive normative nazionali. Per quanto riguarda le società italiane, la disciplina del TFR, come modificata dalla Legge n. 296/2006, prevede che l’indennità maturata dai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 sia corrisposta al momento della cessazione del rapporto di lavoro. In presenza di specifiche condizioni, può essere parzialmente anticipata al dipendente nel corso della vita lavorativa.
La valutazione attuariale evidenzia quindi un valore del fondo TFR al 30 giugno 2026 pari a 4.045 migliaia di euro e riflette l’indennità maturata a fine periodo dai dipendenti del Gruppo calcolata su base attuariale. La movimentazione del fondo è riepilogata in sintesi come segue:
Saldo
iniziale Aggregazioni
02.2026 Interest cost Indennità
accantonate Indennità
liquidate Utili/Perdite
attuariali Saldo
finale
TFR 3.982 109 69 43 (158) - 4.045
Si segnala inoltre che la contabilizzazione degli utili/perdite attuariali è imputata direttamente a patrimonio netto e che il Gruppo ha esposto la componente interessi dell’onere relativo ai piani per dipendenti a benefici definiti nella voce oneri finanziari, con conseguente incremento degli oneri finanziari di periodo di 69 migliaia di euro (135 migliaia di euro al 31 dicembre 2025). Il modello di valutazione attuariale si fonda sulle cosiddette basi tecniche, che costituiscono le ipotesi di natura demografica ed economico-finanziaria relative ai parametri coinvolti nel calcolo.
In sintesi, le assunzioni adottate sono state le seguenti:
76 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Ipotesi finanziarie Tasso tecnico di attualizzazione 3,40% Tasso annuo di inflazione 2,00% Tasso annuo di incremento TFR 3,00%
Ipotesi demografiche
Tasso di mortalità In linea con quanto indicato nelle tavole di mortalità ISTAT 2022 e le tavole di inabilità/invalidità INPS. e dall’Institut National de la Statistique et des Etudes Economiques 2005 in Francia.
Invalidità/Inabilità In linea con quanto indicato dalle risultanze ufficiali dell’INPS 1998 per uomini e donne in Italia, non applicabile in Francia.
Turnover del personale Probabilità di turn -over del personale coerenti con l’evoluzione storica del fenomeno e con quelle utilizzate dal precedente attuario (10% per anno su tutte le età).
Anticipi 1,5% per anno variabile in base all’età/anzianità per l’Italia, non previsto in Francia
Età di pensionamento Il raggiungimento del primo dei requisiti pensionabili validi per l’Assicurazione Generale Obbligatoria in Italia ed a 65 anni in Francia.
In merito alla scelta del tasso di attualizzazione, con riferimento all’attuale situazione di alta volatilità dei mercati finanziari, si è scelto di prendere come indice di riferimento l’indice per l’Eurozona Iboxx Corporate AA 7 – 10 anni al 31.12.2025 con durata coerente con la durata media finanziaria del collettivo oggetto di valutazione. La valutazione al 30 giugno 2026 è di tipo roll-forward.
Analisi di sensitività Nell’ipotesi che il tasso di attualizzazione aumentasse dello 0,50% l’effetto positivo sulla valutazione del TFR sarebbe di 85 migliaia di euro.
Nell’ipotesi che il tasso di attualizzazione diminuisse dello 0,50% l’effetto negativo sulla valutazione del TFR sarebbe di 88 migliaia di euro.
22. Fondi per rischi ed oneri Di seguito esponiamo la movimentazione e composizione di tale voce:
Saldo iniziale Aggregazioni
aziendali
02.2026 Accanton. Utilizzi Saldo finale Fondo ind. suppl. clientela 998 136 46 (76) 1.124 Fondo ristrutturazione - - 102 - 102 Fondo rischi 23 - 72 - 95 Totale 1.021 136 220 (56) 1.321
Il fondo indennità suppletiva di clientela è relativo all’indennità maturata dagli agenti, calcolata in accordo con la normativa e i contratti collettivi vigenti.
Al 30 giugno 2026, il fondo ristrutturazione risulta pari a 102 migliaia di euro, riferito esclusivamente alla società neoacquisita e riconducibile alle operazioni di razionalizzazione del personale interno.
77 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Il fondo rischi per contenziosi pari a 95 migliaia di euro, si riferisce ad accantonamenti fatti in relazione a rischi derivanti da cause mosse da terzi, in prevalenza fornitori ed erario.
A tale proposito, si evidenzia che, successivamente al 30 giugno 2026, con riferimento all’istanza di ruling internazionale presentata dalla Capogruppo nel 2018 al fine di evitare fenomeni di doppia imposizione fiscale in Italia e in Francia, si è registrato un significativo avanzamento delle interlocuzioni con le autorità competenti, che ha consentito di pervenire ad una prima definizione della controversia.
Tale definizione ha comportato il pagamento da parte della Capogruppo dell’IRAP relativa all’esercizio 2013, oltre ai relativi interessi. Sono, inoltre, in corso ulteriori interlocuzioni finalizzate a ottenere il rimborso, a favore di CSP Paris, delle somme che, alla luce della definizione intervenuta, risultano essere state versate in relazione alla maggiore base imponibile rilevata per l’esercizio 2013.
Alla luce degli sviluppi intervenuti successivamente alla data di chiusura del semestre e delle obbligazioni derivanti dalla definizione della controversia, in data 30.06.2026 si è provveduto, quindi, a rilevare il relativo accantonamento al fondo rischi.
Alla data di redazione della presente nota, la società non ritiene di dover procedere ad ulteriori accantonamenti in quanto non vi sono passività potenziali probabili.
23. Fondo imposte differite La voce, pari a 77 migliaia di euro al 30 giugno 2026, invariata rispetto all’esercizio precedente, accoglie le imposte differite accantonate sulle differenze temporanee tra i valori delle attività e delle passività iscritte in bilancio, interamente attribuibili alla Capogruppo.
PASSIVITÀ CORRENTI
24. Passività finanziarie con scadenza entro 12 mesi
Debiti verso banche entro 12 mesi La ripartizione dei debiti bancari entro 12 mesi è la seguente:
30/06/2026 31/12/25 30/06/25 -Debiti correnti 874 1.052 1.222 -Mutui scadenti entro 1 anno 2.132 2.474 2.920 -Anticipi e Denaro Caldo (HM) scadenti entro 1 anno 1.700 2.200 500 Totale 4.706 5.726 4.642
La dinamica completa della variazione dei flussi finanziari è esposta nel Rendiconto finanziario.
Al 30 giugno 2026 l'ammontare delle linee di credito a breve concesse alle società del Gruppo dagli istituti di credito a fronte delle diverse forme di possibile utilizzo è pari a 32.532 migliaia di euro.
Per la composizione dell’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2026 e al 31 dicembre 2025 si rinvia al paragrafo 20 della presente Nota.
Altre passività finanziarie entro 12 mesi Le altre passività finanziarie entro 12 mesi ammontano a 1.333 migliaia di euro ed includono i debiti derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS 16.
Ai sensi dell’IFRS 16, si evidenzia che nel corso dell’esercizio la Società ha sostenuto flussi finanziari in uscita relativi a contratti di leasing per complessivi 724 migliaia di euro.
Gli interessi passivi relativi alle passività per leasing, rilevati a conto economico tra gli oneri finanziari, ammontano a 41 migliaia di euro.
78 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 25. Debiti commerciali Il saldo evidenzia un decremento di 2.393 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2025. I giorni medi di pagamento passano da 123 dell’esercizio 2025 a 120 nel primo semestre 2026. I debiti verso fornitori sono tutti liquidabili entro l’esercizio successivo.
La ripartizione dei debiti commerciali per area geografica è la seguente:
30/06/26 31/12/25 30/06/25 Italia 7.250 8.545 7.885 Francia 5.517 6.391 5.843 Unione Europea 10 275 262 Resto del Mondo 1.385 1.344 493 Totale 14.162 16.555 14.483
La ripartizione dei debiti commerciali per termini di scadenza è la seguente:
30/06/26 31/12/2025 30/06/25 Scaduto 721 734 156 A scadere da 0 a 30 giorni 4.896 6.665 6.507 A scadere da 31 a 90 giorni 6.598 7.521 5.575 A scadere da 91 a 180 giorni 1.637 1.354 1.952 A scadere da 181 a 365 giorni 310 281 293 A scadere oltre 366 giorni - - -
Totale 14.1623 16.555 14.483
Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali alla data di bilancio approssimi il loro fair value.
26. Debiti vari ed altre passività La ripartizione dei debiti vari e altre passività è la seguente:
30/06/2026 31/12/25 30/06/25 Debiti v/dipendenti per competenze 4.252 3.328 3.748 Debiti v/ istituti di previdenza 2.550 2.686 2.339 Debiti per imposte 458 686 160 Altri debiti 177 304 497 Ratei e risconti passivi 151 1 -
Totale 7.588 7.005 6.744
Si evidenzia che il decremento della voce “Altri debiti” è riconducibile principalmente alla riduzione del valore degli effetti derivanti dai contratti derivati su cambi.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti vari e altre passività alla data di bilancio approssimi il loro fair value.
27. Debiti per imposte correnti Al 30 giugno 2026 la voce è pari a 370 migliaia di euro e si riferisce esclusivamente al debito per imposte correnti sul reddito d’esercizio della società francese, (al 31 dicembre 2025 era pari a 121 migliaia di euro).
Si ritiene che il valore contabile dei debiti per imposte correnti alla data di bilancio approssimi il loro fair value.
28. Impegni e rischi
Garanzie prestate
Le fideiussioni sono rilasciate prevalentemente da istituti di credito a favore di terzi per l’ordinaria gestione dell’attività.
79 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Elenchiamo di seguito la suddivisione per Istituto di credito al 30 giugno 2026, al 31 dicembre 2025 ed al 30 giugno 2025:
30/06/2026 31/12/25 30/06/25
Fideiussioni:
- Monte dei Paschi di Siena 61 61 61
- Banca Intesa 5 5 5
- Banca BNP 22 29 22 Totale 88 95 88
Ipoteche
Non vi sono in essere ipoteche alla data di chiusura dell’esercizio.
Coperture sui tassi e sui cambi Nella voce ‘Crediti finanziari, crediti vari e altre attività’ sono inclusi l’ammontare di 95 euro (2 migliaia di euro al 31 dicembre 2025) riferiti alla valutazione al fair value di operazioni in strumenti derivati stipulati dalla Capogruppo a fronte delle oscillazioni dei tassi di interesse, i cui dettagli sono riportati nella sottostante tabella, specificando che tali derivati avrebbero le caratteristiche per essere contabilizzati in “hedge accounting” e quindi a patrimonio netto.
Istituto Valutazione fair
value (in
migliaia) Data scadenza Importo
sottostante (in
migliaia) Importo residuo
(in migliaia)
Monte dei Paschi di Siena 0 31.07.2026 47 € 47 €
Sono, inoltre, inclusi 250 migliaia di euro (53 migliaia di euro al 31 dicembre 2025) riferiti alla valutazione al fair value di operazioni in strumenti derivati stipulati a fronte delle oscillazioni dei cambi, i cui dettagli sono riportati nella sottostante tabella, specificando che tali strumenti non sono stati contabilizzati in “hedge accounting” in quanto non hanno tutte le caratteristiche necessarie per la rilevazione a patrimonio netto.
Istituto Valutazione fair
value (in
migliaia) Data scadenza Importo
sottostante (in
migliaia) Importo residuo
(in migliaia)
BNP 39 14.04.2027 2.648 $ 1.250 $
CIC 10 10.09.2026 500 $ 500 $
BPS 92 30.04.2027 4.044 $ 3.648 $
CA 55 30.07.2027 1.900 $ 1.835 $
CA 54 14.01.2027 9.000 CNY 8.250 CNY
Tali contratti, pur avendo natura di copertura sostanziale dai rischi di fluttuazione, non rispettano tutti i requisiti previsti dall’IFRS 9 per una classificazione come di copertura e, conseguentemente, il relativo effetto derivante dall’adeguamento della valutazione al fair value alla chiusura (30 giugno 2026) è stato iscritto a conto economico.
Il valore di fair value, che comprende la valutazione delle coperture dei tassi di interesse e delle coperture su operazioni di rischio su cambi in valuta, sono stati determinati attraverso ‘Input significativi osservabili (Livello 2)’, ovvero con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su mercati attivi.
Il valore di riferimento è il mark-to-market, il metodo di valutazione in base al quale il valore di uno strumento o contratto finanziario è sistematicamente aggiustato in funzione dei prezzi correnti di mercato. Il relativo valore di carico al 30 giugno 2026 risulta pertanto allineato al valore di mercato alla medesima data. Considerando la non rilevanza del valore al fair value s i considera non significativo effettuare analisi di sensitività.
80 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 29. Informativa di settore Di seguito si riportano i dati richiesti ai sensi dell’IFRS 8.
I settori identificati per tale analisi sono: Italia, Francia e Altri (nei quali confluiscono i dati di Germania e USA).
Andamento economico per settore operativo I seguenti prospetti illustrano le situazioni per area di attività al 30 giugno 2026 e 30 giugno 2025:
Dati al 30.06.2026 ITALIA FRANCIA ALTRI Rettifiche GRUPPO (Valori in migliaia di euro)
CSP International
30.06.2026 30.06.2026 30.06.2026 30.06.2026 30.06.2026
Conto economico
Ricavi esterni 13.432 24.486 108 - 38.026 Ricavi Intercompany 1675 81 - (1.756) -
% dei ricavi esterni 0,00%
Costo del venduto (10.088) (13.058) (54) 1.853 (21.347) Margine Lordo 5.019 11.509 54 97 16.679 Pubblicità (1.024) (1.209) - (30) (2.263) Provvigioni (704) (52) - - (756) Trasporti/Logistica (1.229) (1.723) (36) - (2.988) Spese commerciali dirette (1.452) (7.944) (54) - (9.449) Perdite su crediti (29) 15 - - (14) Costi di settore (4.438) (10.914) (89) (30) (15.471)
Risultato di settore (Margine Commerciale) 582 595 (36) 68 1.208 Spese corporate (3.099) (1.745) - (68) (4.911) Altri proventi non operativi 1.750 - - (1.750) -
Altri proventi/oneri 18 2.065 - - 2.083 Proventi/Oneri finanziari (319) 218 (1) - (102) Utile (Perdita) prima delle imposte (1.068) 1.133 (37) (1.750) (1.722) Imposte sul reddito dell'esercizio (98) 68 (1) 1 (30) Utile (Perdita) d'esercizio (1.166) 1.202 (38) (1.749) (1.752)
Dati al 30.06.2025 ITALIA FRANCIA ALTRI Rettifiche GRUPPO (Valori in migliaia di euro)
CSP International
30.06.2025 30.06.2025 30.06.2025 30.06.2025 30.06.2025
Conto economico
Ricavi esterni 14.099 22.193 177 - 36.469 Ricavi Intercompany 3.168 - - (3.168) -
% dei ricavi esterni 0,00%
Costo del venduto (11.112) (11.856) (88) 3.239 (49.220) Margine Lordo 6.156 10.337 89 70 16.652 Pubblicità (1.145) (1.394) - (34) (2.573) Provvigioni (747) (30) - - (777) Trasporti/Logistica (1.256) (1.655) (41) - (2.953) Spese commerciali dirette (1.366) (6.529) (55) - (7.949) Perdite su crediti (57) 26 - - (31) Costi di settore (4.571) (9.582) (96) (34) (14.283)
Risultato di settore (Margine Commerciale) 1.584 755 (7) 36 2.368 Spese corporate (3.211) (1.496) - (93) (4.515) Altri proventi non operativi 2.500 - - (2.500) -
Altri proventi/oneri 195 453 - (1) 648 Proventi/Oneri finanziari (489) (516) 1 - (1.004) Utile (Perdita) prima delle imposte 579 (805) (6) (2.557) (2.789) Imposte sul reddito dell'esercizio - 138 (1) 20 157 Utile (Perdita) d'esercizio 579 (667) (7) (2.537) (2.631)
La colonna denominata ‘Rettifiche’ evidenzia le operazioni di storno derivanti dalle scritture di consolidamento.
81 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 COMMENTI ALLE PRINCIPALI VOCI DEL CONTO ECONOMICO
30. Ricavi
Di seguito si fornisce la ripartizione dei ricavi per area geografica di destinazione e per area di attività:
30 giugno 2026 30 giugno 2025 31 dicembre 2025 Italia 10.974 11.904 22.910 Francia 24.229 21.949 54.061 Europa dell’Ovest 1.946 2.534 6.981 Europa dell’Est 284 232 585 Stati Uniti 428 237 624 Resto del mondo 165 423 1.504 Totale 38.026 36.469 86.665
30 giugno 2026 30 giugno 2025 31 dicembre 2025 Calzetteria 14.667 16.596 44.985 Intimo e maglieria 7.761 7.732 17.952 Corsetteria e costumi da bagno 15.598 12.141 23.728 Totale 38.026 36.469 86.665
I ricavi netti sono passati da 36,5 a 38,0 milioni di euro con un incremento del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. L’incremento dei ricavi registrato nell’esercizio è riconducibile, principalmente, agli effetti derivanti dall’acquisizione della società da parte della partecipante.
A seguito dell’acquisizione della società V2D, la partecipata francese ha ampliato il proprio portafoglio prodotti con l’introduzione di tre nuovi brand (Steffy, Morgan e Brigitte Bardot). Tale operazione ha consentito di ampliare e diversificare l’offerta commerciale della corsetteria, rafforzando la presenza della partecipata nei relativi segmenti di mercato, con riferimento ai prodotti riconducibili ai marchi “V2D”. I ricavi netti della società neoacquisita, rilevati dalla data di acquisizione al 30 giugno 2026, ammontano a 4,1 milioni di euro.
Nel primo semestre 2026, i ricavi netti relativi alla calzetteria hanno evidenziato una contrazione dell’11,6%, rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, attestandosi a 1,9 milioni di euro, l’incidenza della merceologia sui ricavi totali è passata dal 45,5% al 38,6%. Le vendite di corsetteria e dei costumi da bagno, che comprendono anche i nuovi marchi acquistati, passano da 12,1 a 15,6 milioni di euro, registrando un incremento del 28,5%. I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame un incremento dello 0,4%, passando da 7,7 a 7,8 milioni di euro di ricavi.
Well e Le Bourget, primi marchi per volumi di vendita del Gruppo, hanno evidenziato un decremento delle vendite rispettivamente pari al 9,4% e all’8,9. Oroblù altro marchio principale del Gruppo, ha registrato un decremento del 13,3%, passando da 4,8 a 4,2 milioni di ricavi. Gli altri marchi hanno presentato il seguente andamento: Lepel (-3,2%), Perofil (-2,0%), Cagi (+1,0%), Sanpellegrino (+1,7%), Private Labels (+18,9%) e Luna di Seta (+8,4%).
Non si rilevano clienti che rappresentino individualmente una quota pari o superiore al 10% dei ricavi complessivi del Gruppo. Il Gruppo presenta, pertanto, un portafoglio clienti adeguatamente diversificato, senza significative concentrazioni dei ricavi.
Per ulteriori approfondimenti, comunque, si rimanda a quanto riportato nella relazione sulla gestione.
31. Costo del venduto La ripartizione della voce è la seguente:
30 giugno 2026 30 giugno 2025 31 dicembre 2025 Acquisti 14.537 15.970 31.973 Costo del lavoro industriale 4.439 4.655 8.974 Servizi industriali 2.224 2.488 5.100 Ammortamenti industriali 481 527 990 Altri costi industriali 2.229 2.481 4.920 Variazione delle rimanenze (2.563) (6.303) (2.737) Totale 21.347 19.817 49.220
82 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Il costo del venduto è incrementato di 1.530 migliaia di euro rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, con un’incidenza percentuale sui ricavi netti del 56,1% (54,3% nell’esercizio precedente).
Il costo del venduto registra un incremento rispetto al 30 giugno 2025, riconducibile principalmente alla variazione delle rimanenze rispetto al periodo di riferimento precedente. Infatti, al 30 giugno 2026 tale variazione ha un effetto positivo (riduzione del costo del venduto) pari a 2,6 milioni di euro mentre al 30 giugno 2025 aveva avuto un effetto positivo pari a 6,3 milioni.
Si precisa, inoltre che, nel corso dell’esercizio sono state rilevate svalutazioni delle rimanenze per 1.646 migliaia di euro (615 migliaia di euro nel primo semestre 2025), contabilizzate a conto economico ai sensi dello IAS 2, a fronte dell’adeguamento al valore netto di realizzo.
Per ulteriori approfondimenti si rinvia alla Relazione sulla Gestione.
32. Spese dirette di vendita La ripartizione della voce è la seguente:
30 giugno 2026 30 giugno 2025 31 dicembre 2025 Costi per agenti e merchandising 757 777 1.738 Costo del personale logistico 1.243 1.220 2.428 Ammortamenti 140 150 300 Royalties passive 314 - -
Trasporti esterni 956 911 2.096 Altri costi 649 671 1.324 Totale 4.059 3.730 7.886
Le spese dirette di vendita evidenziano un incremento di 329 migliaia di euro rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Le principali variazioni sono riconducibili a maggiori costi per royalties passive (+314), a un maggior costo del personale logistico (+23) e maggiori costi di trasporto per 45 migliaia di euro, contrapposti a una riduzione dei compensi agli agenti per 20 migliaia di euro, nonché a minori altri costi e ammortamenti, rispettivamente per 22 e 10 migliaia di euro.
33. Altri ricavi operativi netti La ripartizione della voce è la seguente:
30 giugno 2026 30 giugno 2025 31 dicembre 2025 Royalties attive 2 2 10 Plusvalenze vendita cespiti - 149 153 Minusvalenze vendita cespiti - - -
Altri ricavi (spese) 2.186 498 1.315 Totale 2.188 649 1.479
La voce Altri ricavi passa da 649 migliaia al 30 giugno 2025 a 2.188 migliaia al 30 giugno 2026, registrando un incremento di 1.539 migliaia.
La variazione è principalmente riconducibile alla rilevazione, nell’esercizio in corso, di un provento pari a euro 1.559 migliaia derivante dall’acquisizione della partecipata francese V2D a un corrispettivo inferiore al fair value del patrimonio netto acquisito (per i dettagli si veda quanto commentato nel paragrafo 5 “Aggregazioni aziendali”), nonché ai bonus e ai premi relativi alla GDO rilevati dalla controllata francese.
Tale incremento è in parte compensato da minori plusvalenze derivanti dalla vendita di cespiti rispetto al periodo precedente.
34. Spese commerciali e amministrative La ripartizione della voce è la seguente:
83 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 30 giugno 2026 30 giugno 2025 31 dicembre 2025 Pubblicità 2.189 2.493 5.073 Costi del personale comm./amm. 9.258 8.240 16.225 Ammortamenti comm./amm. 816 943 1.524 Compensi Amministratori e Sindaci 90 87 164 Viaggi personale comm./amm. 543 560 1.017 Consulenze e spese legali 907 759 1.577 Canoni di locazione 106 164 117 Imposte e tasse diverse 400 386 546 Perdite/svalutazioni su crediti 14 31 133 Manutenzioni 276 265 517 Postelegrafoniche 282 219 496 Cancelleria 5 1 6 Altre spese 1.440 1.208 2.292 Totale 16.325 15.356 29.687
Le spese commerciali e amministrative evidenziano un incremento totale di 969 migliaia di euro.
Gli scostamenti più significativi rispetto all’esercizio precedente sono riconducibili principalmente all’incremento dei costi del personale commerciale e amministrativo, pari a circa 1 milione di euro, dovuto in prevalenza all’ingresso della nuova società nel perimetro di consolidamento. Si rilevano, inoltre, maggiori costi per consulenze e spese legali (+148 migliaia di euro), minori ammortamenti relativi alle funzioni commerciali e amministrative (-127 migliaia di euro), nonché incrementi delle altre spese (+232 migliaia di euro) e delle spese postali e telegrafiche (+63 migliaia di euro).
Tali incrementi risultano parzialmente compensati dalla riduzione dei costi per pubblicità (-304 migliaia di euro), delle perdite su crediti e relative svalutazioni (-17 migliaia di euro) e dei canoni di locazione (-58 migliaia di euro).
35. Costi di ristrutturazione La voce presenta un saldo pari a 102 migliaia di euro, relativi ad accantonamenti riferito esclusivamente alla società neoacquisita e riconducibile alle operazioni di razionalizzazione del personale interno.
36. Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti Nel corso del primo semestre 2026 non sono state rilevate svalutazioni né ripristini di valore relativi ad attività non correnti.
37. Altri oneri finanziari netti La ripartizione della voce è la seguente:
30 giugno 2026 30 giugno 2025 31 dicembre 2025 Interessi passivi di conto corrente 17 18 39 Interessi passivi su mutui 147 123 218 Interessi passivi su altri finanziamenti 14 3 12 Altri interessi e oneri passivi (96) 275 534 Interessi attivi di conto corrente (32) (41) (76) Altri interessi attivi (8) (8) (13) Differenze cambio (51) 524 286 Interest cost 112 111 135 Totale 103 1.005 1.135
Gli oneri finanziari evidenziano un decremento di circa 902 migliaia di euro La voce comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nel periodo in esame si rilevano oneri pari a 103 migliaia di euro rispetto a 1.005 migliaia di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.
84 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Gli scostamenti più significativi rispetto all’esercizio riguardano prevalentemente minori differenze cambio (-575 migliaia di euro) e minori altri interessi passivi e oneri (-371), parzialmente compensati da maggiori interessi passivi su mutui (-24), e da minori interessi attivi di conto corrente (-9).
La voce ‘Altri interessi e oneri passivi’ si riferisce, principalmente ad oneri bancari e commissioni per servizi di incasso con carte di credito e comprende, tra gli altri, gli oneri e proventi connessi agli strumenti derivati di copertura dei cambi e dei tassi, inclusa la già citata valutazione al fair value dei derivati su tassi. L’imputazione a conto economico di tali valutazioni costituisce un onere di 52 migliaia di euro al 30 giugno 2026, al 30 giugno 2025 si registrava un onere di 51 migliaia di euro. Si specifica che tali strumenti non sono stati contabilizzati in “hedge accounting” in quanto non hanno tutte le caratteristiche necessarie per la rilevazione a patrimonio netto.
La voce ‘Interest cost’ si riferisce agli oneri finanziari relativi al TFR determinato secondo la metodologia attuariale.
Gli interessi passivi relativi alle passività per leasing, rilevati a conto economico tra gli oneri finanziari, ammontano a 19 migliaia di euro.
38. Imposte sul reddito Le imposte sul reddito ammontano a 29 migliaia di euro, rispetto a 158 migliaia di euro del primo semestre 2025.
Le imposte correnti sul reddito del periodo sono state calcolate sulla base delle vigenti aliquote fiscali applicate nel paese dove ha sede la società del Gruppo, dopo aver apportato le necessarie variazioni in aumento ed in diminuzione al risultato del periodo.
Le imposte correnti ammontano a 121 migliaia di euro e derivano principalmente dalla controllata francese (42 migliaia di euro al 30 giugno 2025).
Per ciò che riguarda la Capogruppo, non vi sono imposte correnti di periodo, in quanto sia l’imponibile IRES che IRAP risultano negativi. La Capogruppo ha rilevato, invece, imposte relative ad esercizi precedenti e sopravvenienze passive per 98 migliaia di euro.
Le imposte differite del Gruppo presentano un saldo positivo pari a 92 migliaia di euro. Per la controllata francese si riferiscono prevalentemente all’effetto di rientri di stanziamenti di esercizi precedenti e a stanziamenti di imposte anticipate su accantonamenti a fondi del passivo a deducibilità differita. Si evidenzia invece che la Capogruppo, per il principio della prudenza ed in considerazione della situazione attuale e degli scenari ad oggi non prevedibili, che non garantiscono per il futuro rilevanti basi imponibili, la società, coerentemente con il passato, non ha stanziato imposte anticipate sulle perdite fiscali che ammontano complessivamente a circa 39 milioni di euro come risultante dal Modello Unico 2025.
39. Altre informazioni Per completezza d’informativa si fornisce di seguito il valore complessivo del costo del personale e degli ammortamenti, esposti nel prospetto di conto economico secondo il criterio della destinazione.
Costo del personale Di seguito vengono forniti i costi sostenuti in via continuativa che direttamente riguardano il personale
dipendente:
30 giugno 2026 30 giugno 2025 31 dicembre 2025 Costo del personale industriale 4.439 4.655 8.974 Costo del personale non industriale 10.516 9.475 18.676 Totale 14.955 14.130 27.650
I costi del personale pari a 14.955 migliaia di euro (14.130 migliaia al 30 giugno 2026) e sono inclusi nelle seguenti voci del conto economico:
Costo del venduto: euro 4.439 migliaia;
Spese dirette di vendita: euro 1.243 migliaia;
Spese commerciali ed amministrative: euro 9.273 migliaia.
85 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Il personale nel corso dell’esercizio si è così movimentato:
31/12/2 5 Aggregazioni 02.2026 Assunzioni Dimissioni 30/06/26 Media
- Dirigenti 8 - – - 8 8
- Quadri 75 13 - (1) 86 87
- Impiegati 260 37 37 (50) 284 291
- Operai 159 - 21 (28) 152 155 Totale 503 49 58 (79) 530 541
L’indicazione del numero dei dipendenti si intende full time equivalent.
Si precisa che le voci assunzioni/dimissioni comprendono anche passaggi interni di categoria.
Ammortamenti
La ripartizione della voce è la seguente:
30 giugno 2026 30 giugno 2025 31 dicembre 2025 -fabbricati 207 216 428 -macchinari e impianti 342 381 689 -attrezzature 10 11 23 -altri beni 158 168 342 Totale amm. imm. Materiali 717 776 1.481 -software 40 308 59 -marchi e licenze 0 0 0 -diritto d’uso IFRS 16 681 535 1.273 Totale amm. imm. Immateriali 721 843 1.332 Totale ammortamenti 1.437 1.619 2.813
40. Transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2025 il Gruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa. In tale contesto si evidenzia comunque il provento da acquisto a prezzo vantaggioso emerso dall’operazione di acquisizione del controllo della società V2D come più dettagliatamente commentato nel paragrafo 5 “Aggregazioni aziendali”.
41. Compensi Amministratori e Sindaci I compensi spettanti nel primo semestre 2026 agli amministratori e ai sindaci della Società sono pari rispettivamente a 59 e 31 migliaia di euro (comprensivi di oneri vari). Non vi sono anticipazioni o crediti concessi agli amministratori ed ai sindaci, né impegni assunti per loro conto per effetto di garanzie di qualsiasi tipo prestate.
42. Operazioni con parti correlate ed eventi non ricorrenti Come richiesto dalla comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, si riportano di seguito le informazioni relative all’incidenza degli eventi e delle operazioni significative non ricorrenti.
Nel corso del 2026 non vi sono eventi non ricorrenti di rilievo, ad eccezione di quanto descritto in merito all’acquisizione della nuova partecipata V2D Création SAS, né operazioni con parti correlate non eliminate nell’ambito del processo di consolidamento.
Termini e condizioni delle operazioni con parti correlate Le vendite e gli acquisti con parti correlate sono effettuati con termini e condizioni equivalenti a quelle prevalenti in libere transazioni. I saldi aperti alla fine dell’esercizio non sono assicurati, non generano interessi e la regolazione avviene a pronti. Non sono state fornite, né sono state ricevute garanzie per i crediti e debiti contratti con parti correlate.
Si segnala che la Capogruppo ha in corso un contratto di affitto con soggetti riconducibili a rappresentanti della famiglia Bertoni, azionista di riferimento, di un locale adibito a foresteria; tale contratto prevede un canone annuo complessivo di circa 5,8 migliaia di euro, in linea con le condizioni
86 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 di mercato.
Si evidenzia, inoltre, che la controllata francese CSP Paris Fashion Group SAS ha sottoscritto a decorrere dal 1° febbraio 2025 e per la durata di 24 mesi (rinnovabile, al termine del periodo iniziale, per un ulteriore periodo di 12 mesi), un contratto di consulenza con una società francese riconducibile al Presidente della stessa per un importo che, ai sensi dell’art. 7 del Regolamento OPC, è qualificabile come operazione di minore rilevanza con parti correlate.
Remunerazione e benefici a favore del Consiglio di Amministrazione ed alti dirigenti strategici Si rinvia a quanto riportato al paragrafo 41 della Relazione Annuale Integrata al 31 dicembre 2025.
Per maggiori dettagli si rimanda alla sezione II della Relazione sulla politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti nell’esercizio 2025.
43. Valutazione continuità aziendale In relazione alla valutazione sulla continuità aziendale, si rimanda a quanto in precedenza commentato ed a quanto più diffusamente esposto nella Relazione degli Amministratori.
44. Altre informazioni Si segnala che:
- non vi sono patrimoni destinati costituiti ai sensi dell’art. 2447-bis, primo comma, lettera a), del Codice
civile;
- non vi sono finanziamenti destinati costituiti ai sensi dell’art. 2447-bis, primo comma, lettera b), del
Codice civile;
- non sono presenti accordi non risultanti dallo stato patrimoniale;
- non sono stati capitalizzati oneri finanziari su valori dell’attivo;
- non vi sono debiti assistiti da garanzie reali sui beni sociali;
- non vi sono crediti di durata residua superiore a cinque anni;
- non vi sono debiti di durata residua superiore a cinque anni;
- non vi sono finanziamenti effettuati dai soci alla società;
- non vi sono attività relative a benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro dipendente
- non vi sono diritti derivati da strumenti assicurativi;
- la Società non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento.
45. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del semestre Nel corso del 2026 il Gruppo ha continuato a operare in un contesto macroeconomico e geopolitico caratterizzato da elevata incertezza e debolezza dei consumi, con conseguenti effetti negativi su vendite, ordinativi e marginalità.
È proseguita l’integrazione di V2D Création S.A.S., acquisita dalla controllata francese, nell’ambito della strategia di diversificazione e rafforzamento del posizionamento nel mercato francese della lingerie e corsetteria.
Per ulteriori dettagli, si rimanda al Documento Informativo messo a disposizione del pubblico in data 11 marzo 2026 presso la sede legale di CSP International Fashion Group S.p.A. e sul sito internet www.cspinternational.it (sezione “Investor Relations” –” Bilanci e Prospetti”) nonché sul meccanismo di stoccaggio autorizzato denominato 1Info (www.1info.it).
Successivamente alla chiusura del semestre, il perdurare delle difficoltà di mercato ha determinato un ulteriore rallentamento delle vendite e del portafoglio ordini. In tale contesto, il 29 luglio 2026 è stato sottoscritto un accordo per l’attivazione del contratto di solidarietà presso lo stabilimento di Ceresara, con decorrenza dal 1° settembre 2026 al 28 febbraio 2027, riguardante 124 dipendenti.
Il Gruppo prosegue le azioni di efficientamento e contenimento dei costi, monitorando l’evoluzione dello scenario al fine di salvaguardare la redditività e la solidità patrimoniale.
87 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale al 30 giugno 2026 Si rimanda, inoltre, a quanto più diffusamente esposto nella Relazione degli Amministratori.
Ceresara, 29 settembre 2026 Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
Carlo Bertoni
ALLEGATI
I presenti allegati contengono informazioni aggiuntive rispetto a quelle esposte nella Note Esplicative, della quale costituiscono parte integrante.
Tali informazioni sono contenute nei seguenti allegati:
1. Elenco delle partecipazioni rilevanti possedute al 30 giugno 2026 ai sensi degli artt.125 e 126 della Delib. Consob n. 11971 del 15/05/1999;
2. Attestazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell’art. 154-bis del
D.Lgs. 58/98;
3. Relazione della Società di revisione contabile limitata sul Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato.
Allegato n. 1 Elenco delle partecipazioni rilevanti possedute al 30 giugno 202 6 (art. 125 e 126 della Delib. CONSOB n. 11971 del 14/05/1999; chiarimenti CONSOB del 14/07/2000) Società Capitale sociale Valuta Numero azioni o quote possedute % sul capitale sociale Valore nominale Rapporto di controllo Relazione di partecipazione Titolo di
possesso
IMPRESE CONTROLLATE CONSOLIDATE
CON IL METODO INTEGRALE
CSP PARIS FASHION GROUP S.A.S. 588.939,40 Euro 841.342 100,00 0,70 di diritto diretta proprietà 68 rue Henri Matisse 02230 Fresnoy Le Grand (Francia) OROBLU USA LLC 100.000,00 USD (*) 100,00 (*) di diritto diretta e indiretta (**) proprietà
8433 NW 72 ST. MEDLEY
Miami, FL 33166 USA V2D Création SAS Rue des Lainiers n.1 59150 Wattrelos (Francia) 417.570,00 Euro 10.400 100,00 40,151 di diritto indiretta proprietà Note: il capitale sociale è costituito solamente da azioni o quote ordinarie con diritto di voto.
(*) Ai sensi della legge dello stato della Florida (Miami) non è prevista l'emissione di azioni per la LLC statunitense.
(**) La partecipazione è posseduta direttamente nella misura del 98%; indirettamente tramite la controllata CSP Paris Fashi on Group S.A.S. che detiene, a titolo di proprietà 2.000 quote, pari al 2% del capitale sociale.
90 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale abbreviata al 30 giugno 2026 Relazione della società di revisione - Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato
91 CSP – Relazione finanziaria consolidata semestrale abbreviata al 30 giugno 2026