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PILLAR III
INFORMATIVA AL
PUBBLICO
GIUGNO 202 6
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Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni
Sede Sociale e Direzione :
Via Emilia San Pietro n. 4 - 42121 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Swif t Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it
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INDICE
INTRODUZIONE 4
1. Ambito di applicazione 9
2. Fondi propri 13
3. Requisiti informativi generali 25
4. Rischio di Liquidità 30
5. Qualità del credito 37
6. Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato 43
7. Rischio di credito: Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB 49
8. Tecniche di attenuazione del rischio di credito 59
9. Informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) 60
10. Rischio di controparte 119
11. Operazioni di cartolarizzazione 124
12. Rischio di mercato 130
13. Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario 131
14. Leva Finanziaria 132
Attestazione sugli obblighi di informativa ai sensi della parte otto, art. 431 comma 3 del regolamento (ue) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni 137
Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 138
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INTRODUZIONE
Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 (“CRR”), con il quale sono state introdotte nell’Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l’articolato insieme di documenti unitariamente denomi nato “Basilea 3” in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).
Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE (“CRD IV”) definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell’Unione Europ ea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione (“ESA”), che danno attuazio ne alla normativa primaria.
Dal 2014 ad oggi, CRR è stato aggiornato in due fasi: CRR II, pubblicato nel 2019, e CRR III, pubblicato nel 2024 con prima applicazione dal 2025.
Il Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II) ha introdotto importanti novit à in materia di informativa al pubblico (nella Parte 8 del Regolamento), attribuendo all’EBA, ai sensi dell’articolo 434a, il mandato di elaborare norme tecniche vincolanti per rendere più coerente, confrontabile e accessibile la disclosure prudenziale delle istituzion i. In attuazione di questo mandato, l’EBA ha pubblicato il 24 giugno 2020 l’ITS EBA/ITS/2020/04, che ha stabilito il primo quadro strutturato per la pubblicazione armonizzata delle informazioni di Pillar 3 sotto il regime del CRR II. Tale ITS ha definito t emplate e tabelle standardizzati per la presentazione, rispettivamente, delle informazioni quantitative e qualitative richieste. L’ITS è stato recepito nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 della Commissione del 15 marzo 2021, pubblicato in data 21 a prile 2021, la cui applicazione è stata avviata a partire dal 28 giugno 2021.
Con l’entrata in vigore il 1° gennaio 2025 del CRR III, l’EBA ha avviato un processo in due fasi per aggiornare e ampliare l’intero impianto informativo alla luce dei nuovi requ isiti regolamentari. Tale processo ha condotto alla pubblicazione, a giugno 2024, di una nuova versione degli Implementing Technical Standards Step 1, recepita con il Regolamento di esecuzione (UE) 2024/3172 e applicabile dalla data di riferimento 31 marzo 2025, che introduce nuovi template per la disclosure su Output Floor, rischio di credito, rischio operativo, rischio CVA, leva finanziaria e fondi propri, oltre ad aggiornare le informazioni qualitative e quantitative in coerenza con i cambiamenti metodol ogici previsti dal CRR III.
A partire dal 30 giugno 2025, facendo seguito al mandato previsto dal Regolamento (UE) 2024/1623 (CRR3), in particolare dagli articoli 434 e 434a, ha preso avvio il progetto Pillar III Data Hub (P3DH). Tale progetto, disciplinato dagli Standard Tecnici di Attuazione (ITS) dell'EBA, punta a migliorare la trasparenza e la disciplina di mercato, rendendo le informazioni presenti nel Pillar III più facilmente accessibili e comparabili a livello europeo. Il P3DH è stato svi luppato dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) e costitu isce una piattaforma centralizzata che ha l'obiettivo di consolidare le informative prudenziali di Pillar III di tutti gli istituti di credito dell'Unione Europea in un unico punto di accesso elettronic o, superando il precedente approccio decentralizzato basato sui soli singoli siti web istituzionali di ciascuna banca. il P3DH rappresent a inoltre una fonte dati per l'European Single Access Point (ESAP), l'iniziativa strategica dell'Unione Europea, volta a creare una piattaforma digitale unica a livello europeo che fornisca un accesso centralizzato, semplice e gratuito alle informazioni pubbliche di carattere finanziario, non finanziario e di sostenibilità.
Il contenuto della presente Informativa al Pubbl ico è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CRR e redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2024/3172. Per ciascun ambito informativo è prevista la predisposizione di templates e tables all’interno delle quali è fornita, rispe ttivamente, l’informativa quantitativa e qualitativa richiesta. Per facilitare la predisposizione delle informazioni di carattere quantitativo, oltre che per garantire maggiore coerenza e qualità dei dati forniti, l'EBA ha predisposto e progressivamente aggiornato, quando applicabili, specifici raccordi tra le informazioni presenti all'interno dei templates e le informazioni presenti nelle segnalazioni di vigilanza.
Relativamente alla Vigilanza Bancaria, ricordiamo:
• Il Consiglio Direttivo della BCE ha pubblicato il 26 marzo 2026 le sue proposte per rafforzare la competitività delle banche e sostenere l'economia reale. Il documento rappresenta la risposta ufficiale alla consultazione pubblica della Commissione Europea sulla competitività del settore bancario dell'UE e si basa sulle proposte di semplificazione già presentate dalla BCE nel dicembre 2025. La proposta vuole creare un vero mercato unico (compiere passi concreti verso il sistema europeo di assicurazione dei d epositi (EDIS)) e semplificare la normativa, senza però ridurre la solidità delle banche. Il Consiglio Direttivo propone cinque interventi normativi chiave: meno
5 direttive e più regolamenti; ridurre e accorpare gli attuali 5 buffer di capitale macroprudenz iali in soli 2 buffer; maggior proporzionalità per le piccole banche; un reporting semplificato; una visione olistica del capitale.
• Il 26 giugno è stata pubblicata una comunicazione che ricorda come BCE stia completando una revisione di circa 130 pubblicaz ioni (guide, relazioni, lettere e metodologie) sulla vigilanza bancaria.
L'obiettivo è migliorare la trasparenza e semplificare la comunicazione.
L'azione dell'EBA ( European Banking Authority ) si è concentrata sulla riduzione dei costi operativi e sull'efficienza informativa. In particolare ha rivisto le attività di reporting mediante riduzione del volume informativo (in termini di datapoint , frequenze e ambito) per razionalizzare i requisiti di reporting prudenziale e allinearli ai framework contabili. È stato inoltre aggiornato il contenuto del Pillar 3 con l’introduzione di nuove informative sulle esposizioni verso le NBFI (istituzioni finanziarie non bancarie) e l’allineamento della comunic azione dei rischi ESG agli standard di sostenibilità europei (ESRS). Per le banche piccole e non complesse, l'EBA produrrà e pubblicherà direttamente le informative Pillar 3 sul proprio Data Hub utilizzando i dati già raccolti, eliminando così duplicazion i e costi amministrativi per gli istituti minori. Si ricorda infine che l’EBA ha pubblicato la bozza metodologica per gli stress test europei del 2027 che prevede una riduzione di circa il 55% dei datapoint rispetto all'esercizio 2025, grazie alla cancella zione di alcuni modelli (template) e all'uso di dati già disponibili. L’esercizio includerà un modulo dedicato ai rischi climatici (fisici e di transizione).
La Commissione UE ha introdotto misure temporanee per neutralizzare fino al 2029 gli effetti sui coefficienti regolamentari delle nuove regole sui rischi di mercato ( Fundamental Review of Trading Book ). L'obiettivo è quello di salvaguardare la competitività delle banche europee nell'investment banking rispetto a Stati Uniti e Regno Unito, che non hann o ancora recepito questo standard globale. Nonostante l'applicazione del regolamento sulle criptoattività sia recente (2024), la Commissione UE ha avviato una consultazione (con scadenza fine agosto 2026) per valutarne l'adeguatezza, l'estensione del perim etro alla finanza decentralizzata (DeFi) e l'inquadramento giuridico dei depositi tokenizzati.
Il Consiglio d’Amministrazione con apposita delibera nella seduta del 4 agosto 202 6 ha espresso specifico parere, ai sensi dell’art. 435 comma 1 delle lettere e) ed f) del Regolamento UE 575/2013 del 26/03/2013, in
merito a:
• l’adeguatezza delle misure di gestione dei rischi della Capogruppo descritti nel presente documento;
• l’allineamento tra i sistemi di gestione dei rischi posti in essere e il profilo di rischio e la strategia dell’ente, così come definiti e approvati in ambito Risk Appetite Framework e descritti nel presente documento.
Per una completa informativa sui rischi e la governance si rimanda anche alla Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giu gno 202 6, alla Relazione sulla Gestione al 31 dicembre 202 5, al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025 ed alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari per l’esercizio 202 5. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it .
Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e, se non diversamente specificato, si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario.
L’informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it .
6 Riferimento ai requisiti regolamentari CRR Parte Otto
La tabella che segue riporta la collocazione nel documento Pillar 3 dei requisiti informativi introdotti dal Commission Implementing Regulation (EU) 2021/637 ap plicabili al Gruppo Credem al 3 0 giugno 2026.
Capitolo Pillar III Articolo CRR Tabella / Modello Note 2. Fondi propri 437 Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel bilancio sottoposto a revisione contabile 440 Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente
Reg.to EU
2021/763 Modello EU KM2: Metriche principali - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G -SII 3. Requisiti informativi generali 438 Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio Modello EU CMS1: Confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati a livello di rischio Modello EU CMS2: Confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati per il rischio di credito a livello di classe di attività 438 e 447 Modello EU KM1: metriche principali 4. Rischio di liquidità 451a Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile Tabella EU LIQB: informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1 5. Qualità del credito 442 Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione Modello EU CQ2: qualità della concessione 2 Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni per settore Modello EU CQ6: valutazione delle garanzie reali - prestiti e anticipazioni 2 Modello EU CQ7: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di
escussione 1
Modello EU CQ8: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di escussione - disaggregazione per anzianità 2 Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti Modello EU CR1 -A: durata delle esposizioni Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati Modello EU CR2a: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati e relativi recuperi netti
accumulati 2
6. Rischio di credito:
informazioni relative ai
portafogli assoggettati
al metodo
standardizzato 453 e 444 Modello EU CR4 - Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM 444 Modello EU CR5: metodo standardizzato 7. Rischio di credito:
Informativa sui
portafogli cui si applicano gli approcci IRB 452 Modello EU CR6 - Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e intervallo
di PD
453 Modello EU CR7 - Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM Modello EU CR7 -A - Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM 438 Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al
metodo IRB
8. Tecniche di
attenuazione del
rischio di credito 453 Modello EU CR3 - Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito 9. Informativa sui
rischi ambientali,
sociali e di governance (ESG) 449a Tabella 1 - Informazioni qualitative sui rischi ambientali Tabella 2 - Informazioni qualitative sui rischi sociali Tabella 3 - Informazioni qualitative sui rischi di governance
7 Capitolo Pillar III Articolo CRR Tabella / Modello Note Modello 1: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e vita residua Modello 2: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Prestiti garantiti da immobili - Efficienza energetica della garanzia Modello 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti cli matici: metriche di allineamento Modello 4: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 aziende ad alta intensità di carbonio Modello 5 – Rischio fisico relativo ai cambiamenti climatici: Esposizioni soggette a rischio fisico 10. Rischio di controparte 439 Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo 439 e 444 Modello EU CCR3 - Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio 439 e 452 Modello EU CCR4 - Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD 439 Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR Modello EU CCR6: esposizioni in derivati su crediti 1 438 Modello EU CCR7: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al CCR nell'ambito dell'IMM 1 439 Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP 11. Operazioni di cartolarizzazione 449 Modello EU SEC1: esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione Modello EU SEC2: esposizioni verso la cartolarizzazione incluse nel portafoglio di negoziazione 1 Modello EU SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore Modello EU SEC4 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafog lio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore Modello EU SEC5 - Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche 12. Rischio di mercato 445 Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato Modello EU MR2 -A: rischio di mercato in base al metodo dei modelli interni (IMA) 1 438 Modello EU MR2 -B: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di mercato in base al metodo IMA 1 455 Modello EU MR3: valori IMA per i portafogli di negoziazione 1 Modello EU MR4: raffronto tra stime del VaR e profitti/perdite 1 13. Rischio di tasso di
interesse sulle
posizioni incluse nel portafoglio bancario 448 IRRBB1: esposizione al rischio di tasso di interesse su posizioni non incluse nel portafoglio di
negoziazione
14. Leva finanziaria 451 Modello EU LR1 - LRSum: riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del coefficiente di leva finanziaria Modello EU LR2 - LRCom: informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e
esposizioni esentate)
1: modello o tabella non applicabile al 30 giugno 202 6.
2: modello non predisposto in quanto l’ammontare degli NPL è inferiore alla soglia del 5%.
Il Modelli EU CR10.1, EU CR10.2, EU CR10.3 ed EU CR10.4 Esposizioni da finanziamenti specializzati non risultano prodotti in quanto non applicabili al 30 giugno 202 6.
Come meglio specificato nel Capitolo 5 “Qualità del credi to”, i template soggetti alla soglia del 5% dell’NPL ratio non sono pubblicati al 30 giugno 202 6 in quanto l’ammontare degli NPL risultava inferiore a tale soglia.
Le Esposizioni in Strumenti di Capitale sono rappresentate in omonima tabella all’interno d el Capitolo 6.
Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato.
8 Il raffronto dei dati del periodo in corso con quelli del periodo precedente è stato predisposto nei casi richiesti dai templates EBA.
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1. AMBITO DI APPLICAZIONE
Credito Emiliano Spa Capogruppo del Gruppo Bancario, Credito Emiliano – Credem.
Area e metodi di consolidamento Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall’esistenza di una quota partecipativa.
Un’impresa è in grado di esercitare il controllo se è esposta o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l’entità oggetto d’investimento e, nel frattempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.
Sono normalmente considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti “potenziali” che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.
Sono nor malmente considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell’attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre v iene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull’attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con a ltri soggetti in virtù di accordi contrattuali.
Sono normalmente considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i di ritti di voto “potenziali” come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuri dici quali la partecipazione a patti di sindacato.
Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le imprese collegate e le joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.
Criteri e principi di consol idamento I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:
• in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle soci età stesse. La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al “metodo dell’acquisto” come definito dall’ IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acqui sizione, cioè dal momento in cui si ottiene l’effettivo controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della su a acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
• le eventuali eccedenze del fair value del prezzo pagato rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l’effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce “Attività immateriali”, se negative sono imputate a conto economico;
• per gli eventuali acquisti di ulteriori quote par tecipative successive all’acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputat e direttamente a patrimonio;
• ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza della presenza di indicatori di impairment) viene verificata l’adeguatezza del valore dell’avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l’unità gen eratrice di flussi finanziari cui attribuire l’avviamento. L’ammontare dell’eventuale riduzione di valore è dato dall’eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell’avviamento ed il suo valore recuperabile,
10 determinato come il maggiore tra il fair value dell’unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d’uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;
• gli elementi di attivo, passivo e conto economico ven gono integralmente acquisiti “linea per
linea”;
• le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra d i loro elisi;
• le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei “terzi” azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
• per il consolidamento d elle società con metodo integrale sono state utilizzate le informative finanziarie al 30 giugno 2026 predisposte e approvate dalle singole società, eventualmente rese conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predisposizione della situazi one consolidata;
• il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L’eventuale eccedenza del valore di libro - risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclusa nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono iscritte a voce 250 del conto economico consolidato (“utili (perdite) delle partecipazioni”) nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle partecipate;
• se esistono evidenze che il valore di una partec ipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell’investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
• per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono state utilizzate, ove disponibili, le informative finanziarie al 30 giugno 2026, approvate dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 2025) .
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AREA DI CONSOLIDAMEN TO
CREDITO
EMILIANO
CREDEM
EUROMOBILIARE CREDEMLEASING MAGAZZINI CREDEM
PRIVATE BANKING GENERALI DELLE ASSICURAZIONI
100% TAGLIATE 50%
100% 100%
CREDEMFACTOR CREDEMTEL SBC FINTECH
MILAN 2224
100% 100% 45,92%
AVVERA CREDEMVITA MYNET
100% 100% 12,99%
CREDEM CREDEM CB FLAIRBIT
EUROMOBILIARE
PRIVATE ASSET
SGR S.P.A. 70% 10%
100%
EUROMOBILIARE
ASSET ANDXOR ***
MANAGEMENT
S.G.R.* 75%
100%
EUROMOBILIARE
ADVISORY
SIM**
100%
EUROMOBILIARE
FIDUCIARIA
100%
Note:
le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto
* Dal 01/07/2026 CREDEM EUROMOBILIARE ASSET MANAGEMENT S.G.R
** Dal 01/07/2026 CREDEM EUROMOBILIARE ADVISORY SIM
12 *** In data 11 febbraio 2026 è stato sottoscritto l’acquisto da parte di Credemtel S.p.A. di un’ulteriore quota di partecipazione al capitale sociale di Andxor Soluzioni Informatiche S.R. L., che passa dal 40,00% al 75,00%.
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2. FONDI PROPRI
I Fondi Propri sono composti da :
• Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:
o Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1);
o Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1);
• Capitale di Classe 2 (Tier 2 - T2).
La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).
Componente principale del Tier 1 è il Common Equity, composto principalmente da strumenti di capitale (es.
azioni ordinarie al netto delle azioni proprie), sovrapprezzi di emissione, riserve di utili, utile del periodo non distribuito, r iserve da valutazione, interessi di minoranza computabili, al netto degli elementi in deduzione.
La categoria dell ʼAT1 ricomprende gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisi ti normativi per l ’inclusione in tale livello dei Fondi propri una volta applicate le deduzioni degli elementi e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.
Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto dagli elementi quali principalmente le pas sività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB, una volta applicate le deduzioni e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.
I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo sono pari ai seguenti ratio patrimoniali in coerenza con l’articolo 92 del CRR:
• CET1 ratio: 4,50% • T1 ratio: 6,00% • Total Capital ratio: 8,00% In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 202 6 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:
• 1,25% requisito di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement) richiesto in coerenza con i risultati SREP;
• 2,50%: riserva di conservazione del capitale (“CCB” buffer), in coerenza con l’articolo 129 della CRD IV;
• 0,03 57%: riserva di capitale anticiclica (CCyB buffer), in coerenza con l’articolo 130 della CRD IV, calcolata trimestralmente;
• 0,807%: riserva risch io sistemico
Il requisito aggiuntivo assegnato dall’organo di vigilanza (il Pillar 2 Requirement ), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 202 6, sarebbe pari all’1 ,25%. In base all’articolo 104bis della CRD V l'ente rispetta il requisito di fondi propri aggiuntivi imposto dall'autorità competente mediante fondi propri che soddisfano le condizioni seguenti:
a almeno tre quarti del requisito di fondi propri aggiuntivi sono rispettati mediante capitale di classe 1;
b almeno tre quarti d el capitale di classe 1 di cui alla lettera a) sono costituiti da capitale primario di classe 1. Conseguentemente il requisito può essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital.
Pertanto, al 30 giugno 202 6, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:
• CET1 ratio: 8 ,55% • T1 ratio: 10, 28% • Total Capital ratio: 12,5 9%.
In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controll ate da una “società di partecipazione finanziaria madre” sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 79,8167% di Credem Spa. Tale livello comporta differen ze di rilievo rispetto alle analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa, dovute al trattamento più restrittivo riservato dalle norme vigenti al computo del cosiddetto “patrimonio di terzi”.
A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall’Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di
14 investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvediment o riflette la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia.
E’ doveroso segnalare preliminarmente che la vigilanza sui conglomerati finanziari è esercitata attraverso presidi suppleme ntari, che integrano quelli già operativi a livello di Gruppo Bancario e di specifici settori di attività.
Il soggetto coordinatore della sopra illustrata vigilanza rafforzata, essendo preminente nel Gruppo il business bancario, è rappresentato dalla Ban ca Centrale Europea.
Conseguentemente il primo di marzo del 2018 la Banca Centrale Europea ha autorizzato il Gruppo a non dedurre dal calcolo dei fondi propri regolamentari la partecipazione totalitaria detenuta nell’impresa di assicurazione Credemvita.
Tale autorizzazione, derivante dall’applicazione dell’articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 (“CRR”), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativ a sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari).
Ai sensi del regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), art.26, comma 2, la quota dell’utile netto del 1° semestre 2026, al netto della quota destin abile ai dividendi, è stata inserita nel calcolo dei Fondi Propri in quanto la Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 202 6 è stata assoggettata a revisione contabile.
Il requisito patrimoniale complessivo al 30 giugno 202 6 è di 1. 907,2 milioni di euro a fronte di Fondi Propri per 4. 449,8 milioni di euro con un margine disponibile di 2. 542,7 milioni di euro, pari ad oltre il 57% dei Fondi Propri.
Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio al 1 6,22%, il Tier 1 Capital ratio al 16, 53% e il Total capital ratio al 18, 67%.
15
FONDI PROPRI - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari
a) b)
Importi Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento prudenziale 30/06/2026 Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve 1 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 302.390 7, 8 Di cui: azioni ordinarie 49.437 8 2 Utili non distribuiti 3.377.618 6 3 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) 24.170 1 EU-3a Fondi per rischi bancari generali -
4 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1 -
5 Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) 458.881 9 EU-5a Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili 124.538 16 6 Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 4.287.596 Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari 7 Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) (6.035) 8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) (338.960) 10 9 Non applicabile 10 Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da differenze temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) -
11 Riserve d i valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo 11.716 1, 5 12 Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese (59.616) 13 Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo
negativo) -
14 I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni del merito di credito -
15 Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) -
16 Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) (2.088) 17 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) -
18 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) -
19 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) -
20 Non applicabile EU-20a Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione -
EU-20b Di cui partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) -
EU-20c Di cui posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) -
16
a) b)
Importi Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento prudenziale 30/06/2026 EU-20d Di cui operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) -
21 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia del 10 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) -
22 Importo che supera la soglia del 17,65 % (importo negativo) -
23 Di cui strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti -
24 Non applicabile 25 Di cui attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee -
EU-25a Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) -
EU-25b Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente adatta di conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi riducano l'importo fino a concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla copertura di rischi o perdite (importo negativo) -
26 Non applicabile 27 Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi dell'AT1 dell'ente (importo negativo) -
27a Altre rettifiche regolamentari (25.051) 28 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) (420.034) 29 Capitale primario di classe 1 (CET1) 3.867.562 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti 30 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni -
31 Di cui classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili -
32 Di cui classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili -
33 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall' AT1 -
EU-33a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 -
EU-33b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 -
34 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi 72.214 35 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
36 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari 72.214 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari 37 Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) -
38 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) -
39 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticam ente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo
negativo) -
40 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) -
41 Non applicabile 42 Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2 dell'ente (importo negativo) -
42a Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 -
43 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) -
44 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) 72.214 45 Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) 3.939.776 Capitale di classe 2 (T2) strumenti
17
a) b)
Importi Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento prudenziale 30/06/2026 46 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 409.216 47 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo 486, paragrafo 4, del CRR -
EU-47a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 -
EU-47b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 -
48 Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi 96.285 49 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
50 Rettifiche di valore su crediti 5.139 51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari 510.640 Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari 52 Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) (600) 53 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) -
54 Strumenti di T2 e prestiti subordin ati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) -
54a Non applicabile 55 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) -
EU-56a Deduzioni di passività ammissibili che superano gli elementi delle passività ammissibili dell'ente (importo negativo) -
EU-56b Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 -
56 Non applicabile 57 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale di classe 2 (T2) (600) 58 Capitale di classe 2 (T2) 510.040 59 Capitale totale (TC = T1 + T2) 4.449.817 60 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 23.839.469 Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale 61 Capitale primario di classe 1 16,22% 62 Capitale di classe 1 16,53% 63 Capitale totale 18,67% 64 Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente 8,55% 65 Di cui requisito della riserva di conservazione del capitale 2,50% 66 Di cui requisito della riserva di capitale anticiclica 0,04% 67 Di cui requisito della riserva a fronte del rischio sistemico 0,81% EU-67a Di cui requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G -
SII) o degli altri enti a rilevanza sistemica (O -SII) -
EU-67b Di cui requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva 0,70% 68 Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi 9,42% Minimi nazionali (se diversi da Basilea III) 69 Non applicabile 70 Non applicabile 71 Non applicabile Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio) 72 Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) -
18
a) b)
Importi Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento prudenziale 30/06/2026 73 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 17,65 % e al netto di posizioni corte ammissibili) -
74 Non applicabile 75 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 17,65 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) 185.111 Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2 76 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo standardizzato (prima dell'applicazione del massimale) -
77 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo
standardizzato 107.381
78 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale) 5.139 79 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo basato sui rating interni 70.055 Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra il 1° gennaio 2014 e il 1° gennaio 2022) 80 Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva -
81 Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) -
82 Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva -
83 Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) -
84 Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva -
85 Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) -
19 Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo SP nel bilancio sottoposto a revisione contabile (1 di 2)
a b c Stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale Riferimento
30/06/2026 30/06/2026
Attività - Ripartizione per classi di attività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato 1. Cassa e disponibilità liquide 827.562 821.465 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 6.750.702 72.812 3. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 10.385.861 5.440.980 4. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 47.685.205 47.548.619 5. Derivati di copertura 106.834 106.834 6. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) 43.638 43.638 7. Partecipazioni 59.652 673.246 8. Attività assicurative 7.159 -
9. Attività materiali 445.718 444.799 10. Attività immateriali, di cui: 535.986 541.151 8. Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali)
(importo negativo)
11. Avviamento 321.782 332.725 12. Altre immobilizzazioni immateriali 214.204 208.426 13. Attività fiscali 394.590 230.618 14. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
15. Altre attività 1.151.176 973.026 16. Totale attività 68.394.083 56.897.188
20 Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo SP nel bilancio sottoposto a revisione contabile (2 di 2) a b c Stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale Riferimento
30/06/2026 30/06/2026
Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 48.808.455 48.911.875 2. di cui - titoli in circolazione 4.663.781 4.663.781 3. di cui - passività subordinate: Strumenti computabili nel capitale di classe 2 408.616 408.616 4. Passività finanziarie di negoziazione 16.528 16.528 5. Passivita' finanziarie designate al fair value 3.711.033 -
6. Derivati di copertura 269.626 269.626 7. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (106.992) (106.992) 8. Passività fiscali 370.906 144.353 9. Altre passività 2.559.460 2.539.921 10. Trattamento di fine rapporto del personale 24.379 24.123 11. Fondi per rischi e oneri 195.795 195.795 12. Passività assicurative 7.642.796 -
13. Totale passivo 63.491.986 51.995.229
Capitale proprio
1. Riserve da valutazione, di cui: 24.171 24.170 3, 11. Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti fin che non sono valutati al valore
equo
2. Riserva da valutazione: attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (290.980) (290.980) 3. Riserve da valutazione degli tuili perdite attuariali nette (5.055) (5.056) 4. Altri elementi positivi - Leggi speciali di rivalutazione 107.009 107.009 5. Riserve di cash flow hedge (11.716) (11.716) 11. Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo 6. Riserve 3.377.620 3.377.618 2. Utili non distribuiti 7. Sovrapprezzi di emissione 252.953 252.953 1. Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo
azioni
8. Capitale 49.437 49.437 1. Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo
azioni
9. Partimonio di pertinenza di terzi (+/ -) 953.383 953.248 5. Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1
consolidato)
10. di cui Riserve da valutazione: (13.105) (13.104) 11. Riserva da valutazione: attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (73.580) (73.580) 12. Riserve da valutazione degli utili perdite attuariali nette (1.280) (1.279) 13. Altri elementi positivi - Leggi speciali di rivalutazione 10.714 10.714 14. Riserve di cash flow hedge (2.963) (2.963) 15. di cui Riserve e utili 696.050 695.956
21 a b c Stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale Riferimento
30/06/2026 30/06/2026
16. Utile (Perdita) di periodo (+/ -) 244.533 244.533 EU-5a. Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o
dividendi prevedibili
17. Capitale proprio totale 4.902.097 4.901.959
Le principali differenze tra i valori contabili riportati nel bilancio pubblicato ed i valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale afferiscono al perimetro di consolidamento. Nel primo caso le società esterne al Gruppo prudenziale sono consolidate integr almente mentre nel secondo caso sono consolidate con il metodo del patrimonio netto.
Le società esterne al Gruppo prudenziale al 30 giugno 2026 sono Credemvita Spa e Andxor Spa.
22
Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (1 di 2)
Ripartizione per
paese a b c d e f Esposizioni creditizie generiche Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di mercato
Valore
dell'esposizione
delle esposizioni
verso la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione Valore
dell'esposizione
complessiva Valore
dell'esposizione
secondo il metodo
standardizzato Valore
dell'esposizione
secondo il metodo IRB Somma delle posizioni lunghe e
corte delle
esposizioni
contenute nel
portafoglio di
negoziazione
secondo il metodo standardizzato Valore delle
esposizioni nel
portafoglio di
negoziazione
secondo i modelli
interni
010 Arabia
Saudita 658 30 - - - 688 Australia 1.167 15 - - - 1.182 Belgio 4.961 114 - - - 5.075 Bulgaria 425 7 - - - 432
Ceca
(Repubblica) 1.504 2 - - - 1.506 Cipro 1 - - - - 1
Corea Del
Sud
(Repubblica
di) 97 - - - - 98 Croazia 1.003 - - - - 1.003 Danimarca 668 1 - - - 669 Estonia 3 - - - - 3 Francia 279.976 - 10 - 154.476 434.461 Germania 6.453 277 308 - 15.725 22.764 Grecia 2.130 400 - - - 2.530 Hong Kong 27 1 - - - 28 Irlanda 686 2 30 - - 718 Italia 7.949.879 36.738.657 28.965 - 235.955 44.953.456 Lussemburgo 15.003 6 - - 30.305 45.315 Norvegia 572 2 - - - 575 Paesi Bassi 49.670 74 188 - 49.528 99.461 Polonia 3.005 4 - - - 3.008 Portogallo 367 - - - - 367 Regno Unito 139.451 1.527 446 - - 141.423 Romania 1.444 151 - - - 1.595 Slovacchia 362 - - - - 362 Slovenia 805 1 - - - 805 Spagna 34.863 - - - 92.205 127.068
Sudafricana
(Repubblica) 150 2 - - - 152 Svezia 42.632 2 - - - 42.634 Ungheria 2.370 177 - - - 2.547 Altri 282.432 46.741 577 - - 329.750 020 Totale 8.822.764 36.788.194 30.523 - 578.194 46.219.675
23 Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capita le anticiclica (2 di 2) Ripartizione per paese g h i j k l m Requisiti di fondi propri
Importi delle
esposizioni
ponderati per il rischio Fattori di
ponderazione
dei requisiti
di fondi
propri Coefficiente
anticiclico Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
credito Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
mercato Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Posizioni verso la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione Totale
010 Arabia Saudita 32 - - 32 399 - 1,00% Australia 33 - - 33 417 - 1,00% Belgio 319 - - 319 3.992 0,02% 1,00% Bulgaria 30 - - 30 381 - 2,00% Ceca (Repubblica) 79 - - 79 989 0,01% 1,25% Cipro - - - - 1 - 1,50% Corea Del Sud (Repubblica di) 4 - - 4 56 - 1,00% Croazia 72 - - 72 897 - 1,50% Danimarca 31 - - 31 382 - 2,50% Estonia - - - - 1 - 1,50% Francia 16.332 - 2.472 18.804 235.051 1,23% 1,00% Germania 378 11 252 641 8.009 0,04% 0,75% Grecia 130 - - 130 1.623 0,01% 0,25% Hong Kong 1 - - 1 18 - 0,50% Irlanda 55 - - 55 687 - 1,50% Italia 1.467.940 1.134 6.112 1.475.187 18.439.834 96,32% -
Lussemburgo 1.140 - 474 1.614 20.170 0,11% 0,50% Norvegia 25 - - 25 311 - 2,50% Paesi Bassi 5.812 2 809 6.622 82.779 0,43% 2,00% Polonia 198 - - 198 2.474 0,01% 1,00% Portogallo 17 - - 17 210 - 0,75% Regno Unito 3.603 9 - 3.612 45.154 0,24% 2,00% Romania 119 - - 119 1.487 0,01% 1,00% Slovacchia 17 - - 17 207 - 1,50% Slovenia 58 - - 58 729 - 1,00% Spagna 3.835 - 1.475 5.311 66.384 0,35% 0,50%
Sudafricana
(Repubblica) 7 - - 7 87 - 1,00% Svezia 4.996 - - 4.996 62.448 0,33% 2,00% Ungheria 172 - - 172 2.147 0,01% 1,00% Altri 13.409 19 - 13.428 167.849 0,88% -
020 Totale 1.518.846 1.175 11.593 1.531.614 19.145.172 -
24 Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente
a 1 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 23.839.469 2 Coefficiente anticiclico specifico dell’ente 0,0357% 3 Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente 8.516
Modello KM2: metriche principali - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G -SII a Requisito minimo di fondi propri e passività
ammissibili
(MREL)
30/06/2026
Fondi propri e passività ammissibili, rapporti e componenti 1 Fondi propri e passività ammissibili 7.136.894 EU-1a Di cui fondi propri e passività subordinate 4.948.525 2 Importo complessivo dell'esposizione al rischio (TREA) del gruppo soggetto a risoluzione 23.852.636 3 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale del TREA 29,92% EU-3a Di cui fondi propri e passività subordinate 20,75% 4 Misura dell'esposizione complessiva (TEM) del gruppo soggetto a risoluzione 58.318.903 5 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale della TEM 12,24% EU-5a Di cui fondi propri o passività subordinate 8,49% 6a Si applica la deroga per subordinazione di cui all'articolo 72 ter, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR)? (deroga 5 %) 6b Importo complessivo degli strumenti di passività non subordinate ammissibili consentiti se si applica la facoltà di subordinazione conformemente all'articolo 72 ter, paragrafo 3, del CRR (deroga 3,5 %
massimo)
6c Se si applica la deroga per subordinazione con massimale conformemente all'articolo 72 ter, paragrafo 3, del CRR, l'importo di passività emesse che ha rango pari a quello delle passività escluse e incluso nella riga 1, diviso per le passività emesse che hanno rango pari a quello dell e passività escluse e che sarebbero incluse nella riga 1 se non fosse applicato alcun massimale (%) Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL) EU-7 MREL espresso in percentuale del TREA 17,38% EU-8 Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate -
EU-9 MREL espresso in percentuale della TEM 5,25% EU-10 Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate -
Al 30 giugno 202 6 il gruppo Credem evidenzia risultati superiori ai requisiti da rispettare (MREL -TREA pari a 29,92 % e MREL -LRE pari a 12,24 %).
Nel mese di novembre 202 5 il gruppo Credem ha ricevuto la decisione aggiornata dal Single Resolution Board sulla determinazione del requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL). A partire dal 25 novembre 202 5, il gruppo Credem deve rispettare su base consolidata un requisito MREL -TREA (esposizione al rischio) pari al 17,38 % maggiorato del Combined Buffer Requirement applicabile e un requisito MREL -LRE (esposizione complessiva per la leva finanziaria) pari al 5, 25%.
Al fine del rispetto del requisito e del compu to delle altre passività ammissibili emesse da Credem, non è richiesto allo stato attuale un requisito di subordinazione nell’emissione di strumenti MREL -eligible (e.g.
Senior unsecured).
25
3. REQUISITI INFORMATIVI GENERALI
Si riporta nel seguito:
• il Modello EU OV1 contenente un quadro d'insieme degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e dei requisiti totali di fondi propri;
• il Modello EU KM1 circa le principali metriche prudenz iali e regolamentari;
• il Modello EU CMS1 circa il confronto tra gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati a livello di rischio;
• il Modello EU CMS2, circa il confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati per il rischio di credito a livello di classe di attività.
Informativa quantitative
Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio
Importi complessivi dell'esposizione al rischio (TREA) Requisiti totali di
fondi propri
a b c 30/06/2026 31/03/2026 30/06/2026 1 Rischio di credito (escluso il CCR) 20.075.575 19.399.496 1.606.046 2 Di cui metodo standardizzato 8.420.677 8.089.883 673.654 3 Di cui metodo IRB di base (F -IRB) 965.798 912.236 77.264 4 Di cui metodo di assegnazione - - -
EU 4a Di cui strumenti di capitale soggetti al metodo della ponderazione semplice - - -
5 Di cui metodo IRB avanzato (A -IRB) 10.689.100 10.397.377 855.128 6 Rischio di controparte (CCR) 45.882 45.275 3.671 7 Di cui metodo standardizzato 22.419 24.747 1.794 8 Di cui metodo dei modelli interni (IMM) - - -
EU 8a Di cui esposizioni verso una CCP 12.206 12.663 976 9 Di cui altri CCR 11.256 7.865 900 10 Rischio di aggiustamento della valutazione del credito — Rischio di CVA 1.823 3.123 146 EU 10a Di cui metodo standardizzato (SA) - - -
EU 10b Di cui metodo di base (F -BA e R -BA) 1.823 3.123 146 EU 10c Di cui metodo semplificato - - -
15 Rischio di regolamento - - -
16 Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di negoziazione (tenendo conto del massimale) 144.915 156.991 11.593 17 Di cui metodo SEC -IRBA - - -
18 Di cui metodo SEC -ERBA (compreso IAA) 144.915 156.991 11.593 19 Di cui metodo SEC -SA - - -
EU 19a Di cui 1250% / Deduzioni - - -
20 Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di mercato) 72.283 88.713 5.783 21 Di cui metodo standardizzato alternativo (ASA) - - -
EU 21a Di cui metodo standardizzato semplificato (SSA) 72.283 88.713 5.783 22 Di cui metodo alternativo dei modelli interni (AIMA) - - -
EU 22a Grandi esposizioni - - -
23 Riclassificazioni tra posizioni del portafoglio di negoziazione e posizioni esterne al portafoglio di negoziazione - - -
24 Rischio operativo 3.498.991 3.498.991 279.919 EU 24a Esposizioni alle cripto -attività - - -
25 Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a fattore di ponderazione del rischio del 250 %) 462.778 507.665 37.022 26 Output floor applicato (%) 55,00% 55,00% 27 Rettifica per l'applicazione della soglia minima (prima dell'applicazione del massimale transitorio) - -
28 Rettifica per l'applicazione della soglia minima (in seguito all'applicazione del massimale transitorio) - -
29 Totale 23.839.469 23.192.589 1.907.157
26 Modello EU CMS1: confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati a livello di rischio
a b c d EU d RWEA per i metodi basati su modelli il cui uso da parte delle banche è autorizzato
dall'autorità di
vigilanza RWEA per i portafogli in cui sono utilizzati
metodi
standardizzati Totale RWEA effettivi (a + b) RWEA calcolati
utilizzando il
metodo
standardizzato
completo RWEA che
costituiscono la
base dell'output floor 1 Rischio di credito (escluso il rischio di controparte) 11.654.898 8.420.677 20.075.575 26.506.550 24.140.608 2 Rischio di controparte 20.982 24.899 45.882 53.462 53.462
3 Aggiustamento
della valutazione
del credito 1.823 1.823 1.823 1.823 4 Esposizioni verso la
cartolarizzazione
nel portafoglio
bancario - 144.915 144.915 144.915 144.915 5 Rischio di mercato - 72.283 72.283 72.283 72.283 6 Rischio operativo 3.498.991 3.498.991 3.498.991 3.498.991 7 Altri importi delle
esposizioni
ponderati per il rischio - - - -
8 Totale 11.675.880 12.163.589 23.839.469 30.278.024 27.912.081
27 Modello EU CMS2: confronto tra importi delle esposizioni ponderati per il rischio modellizzati e standardizzati per il rischi o di credito a livello di classe di attività
a b c d EU d Importi delle esposizioni ponderati per il rischio (RWEA) RWEA per i
metodi
basati su
modelli che
gli enti sono
autorizzati a
utilizzare
dall'autorità
di vigilanza RWEA per la colonna a) se
ricalcolati
utilizzando il
metodo
standardizzato Totale RWEA effettivi RWEA calcolati
utilizzando il
metodo
standardizzato
comple to RWEA che
costituiscono la
base dell'output floor 1 Amministrazioni centrali e banche centrali - - 487.769 487.769 487.769 EU 1a Amministrazioni regionali o autorità locali - - 5.249 5.249 5.249 EU 1b Organismi del settore pubblico - - 22.395 22.395 22.395 EU 1c Classificate come banche multilaterali di sviluppo secondo il metodo SA - - - - -
EU 1d Classificate come organizzazioni internazionali secondo il metodo SA - - - - -
2 Enti - - 596.246 596.246 596.246 3 Strumenti di capitale - - 1.745.373 1.745.373 1.745.373 5 Imprese 7.403.060 9.026.821 8.523.027 12.512.731 10.146.788 5.1 di cui si applica il metodo F -IRB 965.798 1.344.368 965.798 1.721.760 1.344.368 5.2 di cui si applica il metodo A -IRB 6.437.262 7.682.453 6.437.262 9.671.004 7.682.453 EU 5a di cui imprese – in generale 7.403.060 9.026.821 7.403.060 11.392.764 9.026.821 EU 5b di cui imprese – finanziamenti specializzati - - - - -
EU 5c di cui imprese – crediti acquistati - - - - -
6 Al dettaglio 4.251.838 1.068.142 7.250.545 4.066.849 4.066.849 6.1 di cui al dettaglio – rotative qualificate 248.732 264.382 248.732 264.382 264.382 EU 6.1a di cui al dettaglio – crediti acquistati - - - - -
EU 6.1b di cui al dettaglio – altro 1.375.295 1.375.295 803.760 803.760 6.2 di cui al dettaglio – garantite da immobili residenziali 2.627.811 2.548.636 2.627.811 2.548.636 2.548.636 EU 7a Esposizioni classificate come garantite da immobili ed esposizioni ADC secondo il metodo
SA - 5.460.061 12.941 5.473.002 5.473.002
EU 7b Organismi di investimento collettivo (OIC) - - 22.375 22.375 22.375 EU 7c Classificate come esposizioni in stato di default secondo il metodo
SA - 162.070 46.887 208.957 208.957
EU 7d Classificate come esposizioni da debito subordinato secondo il metodo SA - - 359.233 359.233 359.233 EU 7e Classificate come obbligazioni garantite secondo il metodo SA - - 25.859 25.859 25.859 EU 7f Classificate come crediti verso enti e imprese con una valutazione del merito di credito a breve termine secondo il metodo SA - - - - -
8 Altre attività diverse dai crediti - 2.836 977.677 980.513 980.513 9 Totale 11.654.898 15.719.930 20.075.575 26.506.550 24.140.608
28 Modello EU KM1: metriche principali
a b c d e 30/06/2026 31/03/2026 31/12/2025 30/09/2025 30/06/2025 Fondi propri disponibili (importi) 1 Capitale primario di classe 1 (CET1) 3.867.562 3.766.204 3.728.810 3.634.424 3.573.699 2 Capitale di classe 1 3.939.776 3.836.520 3.800.243 3.702.261 3.642.084 3 Capitale totale 4.449.817 4.350.085 4.321.600 4.236.717 4.174.323 Importi delle esposizioni ponderati per il rischio 4 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 23.839.469 23.192.589 23.568.409 22.390.972 22.577.295 4a Totale dell'esposizione al rischio prima dell'applicazione della soglia minima 23.839.469 23.192.589 23.568.409 22.390.972 22.577.295 Coefficienti di capitale (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio) 5 Coefficiente del capitale primario di classe 1 (%) 16,22% 16,24% 15,82% 16,23% 15,83% 5b Coefficiente del capitale primario di classe 1 considerando il TREA senza soglia minima (%) 16,22% 16,24% 15,82% 16,23% 15,83% 6 Coefficiente del capitale di classe 1 (%) 16,53% 16,54% 16,12% 16,53% 16,13% 6b Coefficiente del capitale di classe 1 considerando il TREA senza soglia minima (%) 16,53% 16,54% 16,12% 16,53% 16,13% 7 Coefficiente di capitale totale (in %) 18,67% 18,76% 18,34% 18,92% 18,49% 7b Coefficiente di capitale totale considerando il TREA senza soglia minima (%) 18,67% 18,76% 18,34% 18,92% 18,49% Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio) EU 7d Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in %) 1,25% 1,25% 1,00% 1,00% 1,00% EU 7e Di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) 0,70% 0,70% 0,56% 0,56% 0,56% EU 7f Di cui costituiti da capitale di classe 1 (punti percentuali) 0,94% 0,94% 0,75% 0,75% 0,75% EU 7g Requisiti di fondi propri SREP totali (%) 9,25% 9,25% 9,00% 9,00% 9,00% Requisito combinato di riserva e requisito patrimoniale complessivo (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio 8 Riserva di conservazione del capitale (%) 2,50% 2,50% 2,50% 2,50% 2,50% EU 8a Riserva di conservazione dovuta al rischio macroprudenziale o sistemico individuato a livello di uno Stato membro (%) - - - - -
9 Riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (%) 0,04% 0,04% 0,04% 0,04% 0,04% EU 9a Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (%) 0,81% 0,80% 0,81% 0,81% 0,81% 10 Riserva degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (%) - - - - -
EU 10a Riserva di altri enti a rilevanza sistemica (%) - - - - -
11 Requisito combinato di riserva di capitale (%) 3,34% 3,34% 3,34% 3,35% 3,35% EU 11a Requisiti patrimoniali complessivi (%) 12,59% 12,59% 12,34% 12,35% 12,35% 12 CET1 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti di fondi propri SREP totali (%) 9,42% 9,51% 9,34% 9,78% 9,38% Coefficiente di leva finanziaria 13 Misura dell'esposizione complessiva 58.318.757 57.315.172 58.539.785 57.215.189 56.006.484 14 Coefficiente di leva finanziaria (%) 6,76% 6,69% 6,49% 6,47% 6,50% Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale della misura del l'esposizione complessiva) EU 14a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in %) - - - - -
EU 14b di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) - - - - -
29 a b c d e 30/06/2026 31/03/2026 31/12/2025 30/09/2025 30/06/2025 EU 14c Requisiti del coefficiente di leva finanziaria totali SREP (%) 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% Riserva del coefficiente di leva finanziaria e requisito complessivo del coefficiente di leva finanziaria (in percentuale del la misura
dell'esposizione totale)
EU 14d Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - - - - -
EU 14e Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% Coefficiente di copertura della liquidità 15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) (valore ponderato - media) 8.671.630 8.504.600 8.492.338 8.240.595 8.142.379 EU 16a Deflussi di cassa - Valore ponderato totale 6.846.734 6.717.471 6.621.955 6.518.878 6.471.454 EU 16b Afflussi di cassa - Valore ponderato totale 1.732.599 1.715.921 1.667.290 1.639.836 1.614.977 16 Totale dei deflussi di cassa netti (valore corretto) 5.114.134 5.001.550 4.954.665 4.879.042 4.856.477 17 Coefficiente di copertura della liquidità (%) 169,58% 170,07% 171,64% 169,21% 167,93% Coefficiente netto di finanziamento stabile 18 Finanziamento stabile disponibile totale 40.570.247 39.213.912 40.337.074 38.923.910 38.468.387 19 Finanziamento stabile richiesto totale 29.040.082 28.278.252 28.604.097 27.777.424 28.624.768 20 Coefficiente NSFR (%) 139,70% 138,67% 141,02% 140,13% 134,39%
30
4. RISCHIO DI LIQUIDITA’
Informativa quantitativa
Si riportano nel seguito i modelli EU LIQ1, EU LIQB, quest’ultimo relativo alle principali informazioni di carattere qualitativo a completamento del template EU LIQ1, ed EU_LIQ2.
Il template EU LIQ1 contiene informazioni circa LCR, buffer di liquidità, deflussi di cassa, afflussi di cassa e attività liquide di elevata qualità.
31 Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR
Ambito consolidato di Gruppo a b c d e f g H Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media) EU 1a Trimestre che termina il 30/06/2026 30/06/2026 31/03/2026 31/12/2025 30/09/2025 30/06/2026 31/03/2026 31/12/2025 30/09/2025 EU 1b Numero di punti di dati usati per il calcolo delle medie 12 12 12 12 12 12 12 12
ATTIVITÀ LIQUIDE DI ELEVATA QUALITÀ
1 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 8.671.630 8.504.600 8.492.338 8.240.595
DEFLUSSI DI CASSA
2 Depositi al dettaglio e depositi di piccole imprese, di cui 24.439.918 24.209.771 23.882.604 23.632.819 1.790.450 1.771.575 1.743.999 1.718.998 3 Depositi stabili 16.820.690 16.689.612 16.513.259 16.408.074 841.035 834.481 825.663 820.404 4 Depositi meno stabili 7.619.227 7.520.159 7.369.345 7.224.745 949.416 937.094 918.336 898.595 5 Finanziamento all’ingrosso non garantito 11.384.096 11.131.955 10.977.797 10.729.301 3.887.104 3.781.748 3.724.828 3.652.340 6 Depositi operativi (tutte le controparti) e depositi in reti di banche cooperative 4.245.694 4.160.073 4.132.092 4.068.962 942.391 922.681 918.244 904.758 7 Depositi non operativi (tutte le controparti) 7.102.353 6.927.018 6.785.091 6.582.059 2.908.664 2.814.203 2.745.971 2.669.302 8 Debito non garantito 36.049 44.864 60.613 78.280 36.049 44.864 60.613 78.280 9 Finanziamento all’ingrosso garantito 50.110 34.096 42.674 58.148 10 Obblighi aggiuntivi 1.955.121 2.080.015 1.911.861 1.702.485 708.723 700.181 675.690 675.663 11 Deflussi connessi ad esposizioni in derivati e altri obblighi in materia di garanzie reali 607.046 587.219 574.430 590.720 607.046 587.219 574.430 590.720 12 Deflussi connessi alla perdita di finanziamenti su prodotti di debito - - - - - - - -
13 Linee di credito e di liquidità 1.348.075 1.492.796 1.337.431 1.111.765 101.677 112.961 101.260 84.943 14 Altre obbligazioni di finanziamento contrattuali 183.494 205.129 203.992 177.893 183.494 205.129 203.992 177.893 15 Altre obbligazioni di finanziamento potenziali 9.623.309 9.617.041 9.630.946 9.566.102 226.852 224.743 230.773 235.836
16 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA 6.846.734 6.717.471 6.621.955 6.518.878
AFFLUSSI DI CASSA
17 Prestiti garantiti (ad es. contratti di vendita con patto di riacquisto passivo) 1.976.296 1.841.086 1.650.793 984.072 7.139 21.689 21.689 14.627 18 Afflussi da esposizioni pienamente in bonis 1.694.261 1.644.396 1.592.202 1.556.757 916.097 887.916 859.719 839.705 19 Altri afflussi di cassa 3.755.821 3.736.275 3.699.490 3.678.460 809.364 806.316 785.883 785.505 EU-
19a (Differenza tra gli afflussi ponderati totali e i deflussi ponderati totali derivanti da operazioni in paesi terzi in cui vigono restrizioni al trasferimento o che sono denominate in valute non convertibili) - - - -
EU-
19b (Afflussi in eccesso da un ente creditizio specializzato connesso) - - - -
20 TOTALE DEGLI AFFLUSSI DI CASSA 7.426.377 7.221.757 6.942.485 6.219.289 1.732.599 1.715.921 1.667.290 1.639.836
EU-
20a Afflussi totalmente esenti - - - - - - - -
EU-
20b Afflussi soggetti al massimale del 90 % - - - - - - - -
EU-
20c Afflussi soggetti al massimale del 75 % 7.426.377 7.221.757 6.942.485 6.219.289 1.732.599 1.715.921 1.667.290 1.639.836
VALORE CORRETTO TOTALE
EU-21 RISERVA DI LIQUIDITÀ 8.671.630 8.504.600 8.492.338 8.240.595
22 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA NETTI 5.114.134 5.001.550 4.954.665 4.879.042
23 COEFFICIENTE DI COPERTURA DELLA
LIQUIDITÀ 169,58% 170,07% 171,64% 169,21%
32 Informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1
I drivers principali dell'LCR sono rappresentati da:
• riserva ECB e portafoglio titoli HQLA (impatto sul liquidity buffer);
• raccolta retail e corporate (impatto al denominatore).
Nel periodo analizzato, l'indicatore LCR risulta in leggera diminuzione rispetto all'ultimo trimestre precedente, prevalentemente per una minore liquidità disponibile al numeratore.
L'attuale concentrazione delle fonti di raccolta è:
• attività in pronti co ntro termine.;
• retail e Corporate Deposit.
Nel periodo considerato la composizione media del buffer è stata:
- circa 16% cassa e riserva ECB;
- circa 77% titoli L1;
- circa 7% altri.
La stima del valore massimo registrato sulla serie storica delle variazioni mensili degli ultimi 2 anni è di circa 468 milioni.
L'euro è la sola divisa significativa. Eventuali acquisti in divisa estera sono rifinanziati nella medesima divisa.
33 Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 giugno 202 6 (Euro/000) a b c d e Valore non ponderato per durata residua
Valore ponderato
Privo di scadenza < 6 mesi da 6 mesi a < 1 anno ≥ 1 anno Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) 1 Elementi e strumenti di capitale 4.359.810 - - 510.040 4.869.851 2 Fondi propri 4.359.810 - - 510.040 4.869.851 3 Altri strumenti di capitale - - - -
4 Depositi al dettaglio 25.007.203 411.506 462.590 24.202.523 5 Depositi stabili 17.085.290 176.594 157.081 16.555.870 6 Depositi meno stabili 7.921.913 234.913 305.509 7.646.653 7 Finanziamento all'ingrosso: 16.652.497 1.140.937 4.398.875 11.497.873 8 Depositi operativi 4.521.779 - - 2.260.890 9 Altri finanziamenti all’ingrosso 12.130.718 1.140.937 4.398.875 9.236.984 10 Passività correlate - - - -
11 Altre passività: - 2.103.255 - - -
12 NSFR derivati passivi -
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra 2.103.255 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 40.570.247 Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) 15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 461.223 EU-15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura - - 1.989.014 1.690.662 16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 13.095.936 3.334.543 22.489.708 23.907.391 18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% 2.026.143 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari 752.418 51.230 362.260 442.519 20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui 8.591.254 2.785.890 12.394.531 15.947.324 21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito 307.541 288.304 1.760.038 1.441.948 22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 344.712 343.214 8.168.045 5.881.992 23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito 298.982 296.807 7.024.048 4.863.526 24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negozi ati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio 1.381.408 154.210 1.564.872 1.635.556 25 Attività correlate - - - -
26 Altre attività: 683.655 24.697 2.812.565 2.908.765 27 Merci negoziate fisicamente - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle
CCP - - 224.803 191.082
29 NSFR derivati attivi 724 724 30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 179.333 8.967 31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 503.599 24.697 2.587.762 2.707.992 32 Elementi fuori bilancio 1.440.553 - - 72.041 33 RSF totale 29.040.082 34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 139,70%
34 Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 marzo 202 6 (Euro/000) a b c d e Valore non ponderato per durata residua Valore ponderato Privo di scadenza < 6 mesi da 6 mesi a < 1 anno ≥ 1 anno Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) 1 Elementi e strumenti di capitale 4.263.493 - - 513.565 4.777.059 2 Fondi propri 4.263.493 - - 513.565 4.777.059 3 Altri strumenti di capitale - - - -
4 Depositi al dettaglio 24.878.637 316.534 401.918 23.939.840 5 Depositi stabili 17.105.556 139.803 116.365 16.499.456 6 Depositi meno stabili 7.773.080 176.732 285.553 7.440.384 7 Finanziamento all'ingrosso: 17.612.645 888.169 3.801.870 10.497.013 8 Depositi operativi 3.904.498 - - 1.952.249 9 Altri finanziamenti all’ingrosso 13.708.147 888.169 3.801.870 8.544.764 10 Passività correlate - - - -
11 Altre passività: 8.999 1.405.190 - - -
12 NSFR derivati passivi 8.999 13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra 1.405.190 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 39.213.912
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 341.006 EU-15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura - - 1.988.792 1.690.473 16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 12.180.285 3.275.806 21.846.399 23.283.240 18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% 1.476.927 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari 707.753 12.019 253.115 311.226 20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui 8.380.883 2.593.123 11.894.236 15.323.960 21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito 341.598 306.962 1.773.851 1.477.283 22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 366.784 366.193 8.202.054 6.028.084 23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito 294.100 295.416 6.550.753 4.552.747 24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negozi ati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio 1.247.937 304.471 1.496.994 1.619.970 25 Attività correlate - - - -
26 Altre attività: 710.259 25.077 2.781.617 2.889.699 27 Merci negoziate fisicamente - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP - - 191.473 162.752 29 NSFR derivati attivi - -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 207.153 10.358 31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 503.106 25.077 2.590.144 2.716.590 32 Elementi fuori bilancio 1.467.156 - - 73.833 33 RSF totale 28.278.252 34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 138,67%
35 Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 dicembre 202 5 (Euro/000) a b c d e Valore non ponderato per durata residua Valore ponderato Privo di scadenza < 6 mesi da 6 mesi a < 1 anno ≥ 1 anno Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) 1 Elementi e strumenti di capitale 4.230.138 - - 521.357 4.751.495 2 Fondi propri 4.230.138 - - 521.357 4.751.495 3 Altri strumenti di capitale - - - -
4 Depositi al dettaglio 25.538.851 120.211 343.742 24.306.884 5 Depositi stabili 17.356.238 43.510 77.341 16.607.101 6 Depositi meno stabili 8.182.613 76.700 266.401 7.699.783 7 Finanziamento all'ingrosso: 19.304.416 663.684 3.809.215 11.278.694 8 Depositi operativi 5.079.455 - - 2.539.727 9 Altri finanziamenti all’ingrosso 14.224.961 663.684 3.809.215 8.738.967 10 Passività correlate - - - -
11 Altre passività: - 1.092.568 - - -
12 NSFR derivati passivi -
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra 1.092.568 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 40.337.074
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 313.506 EU-
15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura - - 1.988.126 1.689.907 16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 13.897.418 3.282.029 21.662.719 23.534.450 18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% 2.342.238 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari 406.962 16.736 260.901 309.965 20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui 8.951.138 2.694.055 12.885.839 16.491.112 21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito 379.045 321.040 1.808.130 1.525.327 22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 350.894 346.901 7.373.647 5.319.106 23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito 311.549 308.271 6.486.956 4.526.431 24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio 1.846.186 224.337 1.142.332 1.414.266 25 Attività correlate - - - -
26 Altre attività: 796.129 26.058 2.871.204 2.978.815 27 Merci negoziate fisicamente - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP - - 171.830 146.055 29 NSFR derivati attivi 1.023 1.023 30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 308.453 15.423 31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 486.654 26.058 2.699.374 2.816.314 32 Elementi fuori bilancio 1.746.464 - - 87.418 33 RSF totale 28.604.097 34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 141,02%
36 Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 settembre 202 5 (Euro/000) a b c d e Valore non ponderato per durata residua Valore ponderato Privo di scadenza < 6 mesi da 6 mesi a < 1 anno ≥ 1 anno Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) 1 Elementi e strumenti di capitale 4.127.711 - - 534.456 4.662.167 2 Fondi propri 4.127.711 - - 534.456 4.662.167 3 Altri strumenti di capitale - - - -
4 Depositi al dettaglio 24.876.983 219.054 305.931 23.745.809 5 Depositi stabili 16.970.365 98.531 41.077 16.256.529 6 Depositi meno stabili 7.906.618 120.522 264.854 7.489.280 7 Finanziamento all'ingrosso: 17.640.932 674.220 3.809.742 10.515.934 8 Depositi operativi 4.040.889 - - 2.020.445 9 Altri finanziamenti all’ingrosso 13.600.043 674.220 3.809.742 8.495.489 10 Passività correlate - - - -
11 Altre passività: - 1.689.800 - - -
12 NSFR derivati passivi -
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra 1.689.800 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 38.923.910
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 267.098 EU-
15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura - - 1.988.943 1.690.602 16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 13.090.720 3.254.185 21.726.332 22.903.060 18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% 3.096.446 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari 326.027 14.692 257.594 296.517 20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui 8.046.792 2.719.026 12.667.984 15.889.734 21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito 389.223 332.407 1.719.932 1.478.771 22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 349.140 346.975 7.313.344 5.151.561 23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito 321.343 320.292 7.064.193 4.912.543 24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negozi ati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio 1.272.315 173.492 1.487.410 1.565.249 25 Attività correlate - - - -
26 Altre attività: 711.981 25.647 2.717.590 2.824.250 27 Merci negoziate fisicamente - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP - - 139.725 118.766 29 NSFR derivati attivi 1.814 1.814 30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 225.290 11.264 31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 484.878 25.647 2.577.865 2.692.406 32 Elementi fuori bilancio 1.848.038 - - 92.413 33 RSF totale 27.777.424 34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 140,13%
37
5. QUALITA’ DEL CREDITO
Informativa quantitativa
Si riportano nel seguito le informazioni quantitative sulla qualità del credito. La normativa in merito all’informativa in oggetto adotta un principio di proporzionalità in funzione del livello delle esposizioni deteriorate segnalate conformemente all’ambi to d’applicazione specificato per ogni singola tabella. Alcune tabelle si applicano a tutti gli enti creditizi, mentre altre si applicano soltanto agli enti creditizi con un’incidenza lorda dei crediti deteriorati (gross NPL ratio) pari o superiore al 5 %.
L’incidenza lorda dei crediti deteriorati è data dal rapporto tra il valore contabile lordo dei prestiti e delle anticipazioni deteriorati e il valore contabile lordo totale dei prestiti e delle anticipazioni che rientrano nella definizione di esposizion e deteriorata. Ai fini di questo calcolo vanno esclusi sia dal denominatore che dal numeratore i prestiti e le anticipazioni classificati come posseduti per la vendita, la cassa e disponibilità presso le banche centrali e gli altri depositi a vista. I pres titi e le anticipazioni deteriorati comprendono i prestiti e le anticipazioni classificati come deteriorati a norma dell’allegato V del Regolamento di esecuzione (UE) 2021/451 della Commissione, del 17 dicembre 2020 .
Al 30 giugno 202 6 l’incidenza lorda dei crediti deteriorati è risultata inferiore al 5 %, pertanto l’informativa di seguito riportata è limitata alle tabelle previste quando tale parametro non sia superato.
38
Informativa quantitativa
Modello EU CR1: esposiz ioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti a b c d e f g h i j k l m n o Valore contabile lordo / importo nominale Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti
Cancellazioni
parziali
accumulate Garanzie reali e finanziarie
ricevute
In bonis Esposizioni deteriorate Esposizioni in bonis - Riduzione di valore accumulata e accantonamenti Esposizioni deteriorate – Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti Su espos izioni in bonis Su esposizioni
deteriorate
Di cui fase 1 Di cui fase 2 Di cui fase 2 Di cui fase 3 Di cui fase 1 Di cui fase 2 Di cui fase 2 Di cui fase 3 005 Disponibilità presso banche centrali e altri depositi a vista 1.131.099 1.124.430 6.668 - - - (35) (19) (16) - - - - -
010 Prestiti e anticipazioni 40.178.024 37.482.277 2.671.419 579.212 - 571.669 (90.021) (36.083) (53.842) (326.920) - (325.009) (23.988) 25.087.441 198.313 020 Banche centrali - - - - - - - - - - - - - - -
030 Amministrazioni
pubbliche 536.297 536.022 275 2.497 - 2.497 (36) (35) (1) (1.301) - (1.301) - 2.443 -
040 Enti creditizi 1.086.445 994.336 92.109 - - - (153) (60) (94) - - - - 784.432 -
050 Altre società finanziarie 2.563.589 2.522.544 24.105 333 - 333 (576) (181) (395) (236) - (236) - 2.062.264 57 060 Società non finanziarie 17.500.658 16.269.209 1.229.547 274.665 - 271.741 (26.738) (12.889) (13.826) (166.318) - (165.120) (23.754) 7.310.925 84.060 070 di cui PMI 8.524.222 7.704.104 818.391 191.683 - 188.761 (18.431) (8.299) (10.109) (109.226) - (108.030) (19.222) 4.787.232 72.767 080 Famiglie 18.491.035 17.160.166 1.325.383 301.717 - 297.098 (62.517) (22.919) (39.526) (159.065) - (158.352) (234) 14.927.377 114.196 090 Titoli di debito 12.167.246 12.167.236 - - - - (4.009) (4.009) - - - - - - -
100 Banche centrali - - - - - - - - - - - - - - -
110 Amministrazioni
pubbliche 9.447.636 9.447.636 - - - - (3.204) (3.204) - - - - - - -
120 Enti creditizi 1.675.386 1.675.386 - - - - (549) (549) - - - - - - -
130 Altre società finanziarie 1.044.223 1.044.213 - - - - (256) (256) - - - - - - -
140 Società non finanziarie - - - - - - - - - - - - - - -
150 Esposizioni fuori bilancio 13.488.250 12.778.547 676.074 43.330 - 38.860 (4.784) (3.353) (1.384) (977) - (916) 00/01/1900 675.391 2.010 160 Banche centrali - - - - - - - - - - - - 00/01/1900 - -
170 Amministrazioni
pubbliche 14.440 14.418 23 3 - 3 - - - - - - 00/01/1900 - -
180 Enti creditizi 168.956 102.750 39.397 - - - (17) (2) (15) - - - 00/01/1900 - -
190 Altre società finanziarie 253.052 235.897 13.263 15 - 15 (36) (29) (7) - - - 00/01/1900 22.884 -
200 Società non finanziarie 11.296.392 10.829.453 466.269 31.043 - 26.705 (3.409) (2.464) (900) (792) - (739) 00/01/1900 422.808 1.642 210 Famiglie 1.755.409 1.596.030 157.122 12.268 - 12.137 (1.321) (858) (461) (185) - (176) 229.699 368 220 Totale 66.964.618 63.552.490 3.354.162 622.542 - 610.530 (98.814) (43.446) (55.227) (327.896) - (325.925) (23.988) 25.762.832 200.323
39
Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni
a b c d e f Valore netto dell’esposizione Su richiesta <= 1 anno > 1 anno <= 5 anni > 5 anni Nessuna durata
indicata Totale
1 Prestiti e anticipazioni 3.356.625 9.082.314 10.124.488 17.776.869 - 40.340.296 2 Titoli di debito - 1.381.960 5.533.812 5.247.465 - 12.163.237 3 Totale 3.356.625 10.464.274 15.658.300 23.024.334 - 52.503.533
Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati
30/06/2026
a Valore contabile lordo 010 Stock iniziale di prestiti e anticipazioni deteriorati 614.724 020 Afflussi verso portafogli deteriorati 139.642 030 Deflussi da portafogli deteriorati (175.154) 040 Deflusso dovuto alle cancellazioni (16.903) 050 Deflusso dovuto ad altre situazioni (158.251) 060 Stock finale di prestiti e anticipazioni deteriorati 579.212
La voce 020 “Afflussi verso portafogli deteriorati” include i prestiti e anticipazioni divenuti deteriorati nel corso del semestre . Allo stesso modo, la riga 030 “Deflussi da portafogli deteriorati” include l’ammontare dei presti e delle anticipazioni dive nuti performing nel corso de l semestre , le posizioni cedute e le cancellazioni di crediti deteriorati nello stesso periodo.
40 Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione
a b c d e f g h Valore contabile lordo / importo nominale delle esposizioni oggetto di misure di concessione Riduzione di valore
accumulata, variazioni
negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti Garanzie reali e garanzie finanziarie ricevut e su esposizioni oggetto di misure di concessione
In bonis
oggetto di
misure di
concessione Deteriorate oggetto di misure di
concessione
Su
esposizioni
in bonis
oggetto di
misure di
concessione Su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione Di cui
garanzie
reali e
garanzie
finanziarie
ricevute su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione di cui in
stato di
default di cui
hanno
subito una
riduzione
di valore
005 Disponibilità
presso banche
centrali e altri depositi a vista - - - - - - - -
010 Prestiti e anticipazioni 51.197 160.071 160.071 160.071 (1.157) (83.053) 120.696 73.341 020 Banche centrali - - - - - - - -
030 Amministrazioni
pubbliche - - - - - - - -
040 Enti creditizi - - - - - - - -
050 Altre società finanziarie 12 27 27 27 - (19) 18 7 060 Società non finanziarie 12.643 75.503 75.503 75.503 (180) (45.907) 37.566 26.760 070 Famiglie 38.543 84.542 84.542 84.542 (977) (37.127) 83.112 46.573 080 Titoli di debito - - - - - - - -
090 Impegni
all’erogazione di
finanziamenti
dati 497 294 294 294 (3) (8) - -
100 Totale 51.695 160.365 160.365 160.365 (1.161) (83.061) 120.696 73.341
41 Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica
a b c d e f g Valore contabile lordo / importo nominale
Riduzione di
valore
accumulata Accantonamenti
per gli impegni fuori bilancio e
le garanzie
finanziarie date Variazioni
negative
accumulate
del valore
equo dovute
al rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate Di cui deteriorate
Di cui
soggette a
riduzione di
valore Di cui in stato
di default
010 Esposizioni
in bilancio 54.055.581 579.212 579.212 54.037.532 (420.985) -
020 Italia 46.266.504 578.575 578.575 46.248.631 (418.946) -
030 Francia 2.389.798 83 83 2.389.798 (663) -
040 Spagna 852.512 6 6 852.512 (264) -
050 Stati Uniti 744.753 198 198 744.578 (173) -
060 Belgio 465.117 - - 465.117 (86) -
070 Altri Stati 3.336.896 350 350 3.336.896 (854) -
080 Esposizioni
fuori
bilancio 13.531.580 43.330 43.330 5.760 090 Italia 13.466.799 43.258 43.258 5.742 100 Francia 3.152 2 2 -
110 Spagna 808 10 10 -
120 Stati Uniti 10.702 2 2 8 130 Belgio 68 10 10 -
140 Altri Stati 50.051 49 49 10
150 TOTALE 67.587.160 622.542 622.542 54.037.532 (420.985) 5.760 -
42
Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni a società non finanziarie per settore economico
a b c d e f Valore contabile lordo
Riduzione di
valore
accumulata Variazioni
negative
accumulate del
valore equo
dovute al
rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate Di cui deteriorate Di cui prestiti e
anticipazioni
soggetti a
riduzione di
valore Di cui in
stato di
default
010 Agricoltura, silvicoltura e pesca 441.664 8.945 8.945 441.664 (6.337) -
020 Attività estrattiva 39.336 446 446 39.336 (214) -
030 Attività manifatturiera 7.403.200 97.238 97.238 7.403.200 (68.401) -
040 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 204.938 1.073 1.073 204.938 (711) -
050 Approvvigionamento idrico 390.267 1.902 1.902 389.734 (1.399) -
060 Costruzioni 728.507 21.403 21.403 728.507 (17.223) -
070 Commercio all'ingrosso e al dettaglio 4.318.537 71.525 71.525 4.318.537 (49.151) -
080 Trasporto e stoccaggio 847.489 7.676 7.676 847.489 (5.934) -
090 Servizi di alloggio e di ristorazione 257.848 8.168 8.168 257.848 (4.724) -
100 Servizi di informazione e comunicazione 250.943 5.088 5.088 250.943 (3.520) -
110 Attività finanziarie e assicurative 1.263.892 34.998 34.998 1.263.892 (25.047) -
120 Attività immobiliari 88.201 321 321 88.201 (346) -
130 Attività professionali, scientifiche e tecniche 535.975 5.769 5.769 535.975 (3.641) -
140 Attività amministrative e di servizi di supporto 572.892 3.323 3.323 572.892 (2.041) -
150 Amministrazione pubblica e difesa, previdenza sociale obbligatoria 13.999 590 590 13.999 (570) -
160 Istruzione 18.023 373 373 18.023 (200) -
170 Attività dei servizi sanitari e di assistenza sociale 159.140 2.243 2.243 159.140 (1.494) -
180 Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento 43.964 869 869 43.964 (629) -
190 Altri servizi 196.505 2.714 2.714 196.330 (1.474) -
200 Totale 17.775.322 274.665 274.665 17.774.614 (193.057) -
43
6. RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI PORTAFOGLI ASSOGGETTATI AL METODO
STANDARDIZZATO
Informativa quantitativa
Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative in merito ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato. In particolare:
• il Modello EU CR4 mostra l’impatto di tutte le tecniche di mitigazione del rischio di credito, inclusi i metodi financial collateral simple method e il financial collateral comprehensive method . Il Modello fornisce inoltre la densità degli RWA come indicatore sintetico della rischiosità di ciascun portafoglio;
• il Modello EU CR5 fornisce la spaccatura delle esposizioni presenti in ciascun portafoglio regolamentare per fascia di ponderazione.
44
Modello EU CR4 – Metodo standardizzato: esposizione al r ischio di credito ed effetti della CRM Classi di esposizioni Esposizioni pre -CCF e pre -CRM Esposizioni post -CCF e post -
CRM RWA e densità degli RWA
Esposizioni in
bilancio Esposizioni
fuori bilancio Esposizioni in
bilancio Esposizioni
fuori bilancio RWA Densità degli
RWA (%)
a b c d e f 1 Amministrazioni centrali o banche centrali 9.521.359 6.426 11.988.291 4.677 487.769 4,07% 2 Organismi del settore pubblico non appartenenti alle amministrazioni centrali 102.230 8.148 102.465 10 27.644 26,98% EU 2a Amministrazioni regionali o autorità locali 25.954 8.046 26.237 10 5.249 20,00% EU 2b Organismi del settore pubblico 76.277 103 76.228 - 22.395 29,38% 3 Banche multilaterali di sviluppo 77.474 - 136.054 - - -
3a Organizzazioni internazionali 2.047.158 - 2.047.158 - - -
4 Enti 1.518.977 102.163 1.538.069 8.412 596.246 38,56% 5 Obbligazioni garantite 230.747 - 230.747 - 25.859 11,21% 6 Imprese 1.698.425 793.367 1.597.797 64.175 1.119.967 67,39% 6,1 di cui finanziamenti specializzati - - - - - -
7 Esposizioni da debito subordinato e strumenti di capitale 960.138 - 960.138 - 2.104.606 219,20% EU 7a Esposizioni da debito subordinato 239.489 - 239.489 - 359.233 150,00% EU 7b Strumenti di capitale 720.649 - 720.649 - 1.745.373 242,19% 8 Al dettaglio 4.848.610 659.151 4.562.180 35.036 2.998.707 65,23% 9 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili ed esposizioni ADC 12.076 446 12.006 125 12.941 106,68% 9,1 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili residenziali – non-IPRE - 396 - 105 21 20,00% 9,2 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili residenziali – IPRE - - - - - -
9,3 Esposizioni garantite da ipoteche su immobili non residenziali – non-IPRE 8.611 50 8.542 20 7.724 90,21% 9,4 Esposizioni garantite da ipoteche su immobili non residenziali – IPRE 3.464 - 3.464 - 5.196 150,00% 9,5 Acquisizione, sviluppo e costruzione
(ADC) - - - - - -
10 Esposizioni in stato di default 37.292 4.524 37.035 57 46.887 126,41% EU 10a Crediti verso enti e imprese con una valutazione del merito di credito a breve termine - - - - - -
EU 10b Organismi di investimento collettivo 12.638 - 12.638 - 22.375 177,04% EU 10c Altre posizioni 1.308.589 - 1.308.589 - 977.677 74,71% 11 Non applicabile
12 TOTALE 22.375.714 1.574.224 24.533.168 112.493 8.420.677 34,17%
45 Modello EU CR5: metodo standardizzato (1 di 3)
Classi di esposizioni Fattori di ponderazione del rischio 0% 2% 4% 10% 20% 30% 35% 40% 45% a b c d e f g h i 1 Amministrazioni centrali o banche centrali 11.782.866 - - - - - - - -
2 Organismi del settore pubblico non appartenenti alle amministrazioni centrali - - - - 93.272 - - - -
EU 2a Amministrazioni regionali o autorità locali - - - - 26.247 - - - -
EU 2b Organismi del settore pubblico - - - - 67.025 - - - -
3 Banche multilaterali di sviluppo 136.054 - - - - - - - -
EU 3a Organizzazioni internazionali 2.047.158 - - - - - - - -
4 Enti 19.190 111.501 - - 264.968 727.189 - - -
5 Obbligazioni garantite - - - 212.186 - - - - -
6 Imprese - - - - 236.096 - - - -
6.1 di cui finanziamenti specializzati - - - - - - - - -
7 Esposizioni da debito subordinato e strumenti di capitale 22.500 - - - - - - - -
EU 7a Esposizioni da debito subordinato - - - - - - - - -
EU 7b Strumenti di capitale 22.500 - - - - - - - -
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - - 1.162.426 - -
9 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili ed esposizioni ADC - - - - 105 - - - -
9.1 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili residenziali – non-IPRE - - - - 105 - - - -
9.1.1 senza applicare la ripartizione dei mutui - - - - - - - - -
9.1.2 applicando la ripartizione dei mutui (con garanzia) - - - - - - - - -
9.1.3 applicando la ripartizione dei mutui (senza garanzia) - - - - 105 - - - -
9.2 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili residenziali – IPRE - - - - - - - - -
9.3 Esposizioni garantite da ipoteche su immobili non residenziali – non-IPRE - - - - - - - - -
9.3.1 senza applicare la ripartizione dei mutui - - - - - - - - -
9.3.2 applicando la ripartizione dei mutui (con garanzia) - - - - - - - - -
9.3.3 applicando la ripartizione dei mutui (senza garanzia) - - - - - - - - -
9.4 Esposizioni garantite da ipoteche su immobili non residenziali – IPRE - - - - - - - - -
9.5 Acquisizione, sviluppo e costruzione (ADC) - - - - - - - - -
10 Esposizioni in stato di default - - - - - - - - -
EU 10a Crediti verso enti e imprese con una valutazione del merito di credito a breve termine - - - - - - - - -
EU 10b Organismi di investimento collettivo (OIC) 18 - - - 2.561 - - - -
EU 10c Altre posizioni 146.455 - - - 230.572 - - - -
11 Non applicabile
EU 11c TOTALE 14.154.241 111.501 - 212.186 827.573 727.189 1.162.426 - -
46 Modello EU CR5: metodo standardizzato (2 di 3)
Classi di esposizioni Fattori di ponderazione del rischio 50% 60% 70% 75% 80% 90% 100% 105% 110% j k l m n o p q r 1 Amministrazioni centrali o banche centrali - - - - - - 24.991 - -
2 Organismi del settore pubblico non appartenenti alle amministrazioni centrali 426 - - - - - 8.777 - -
EU 2a Amministrazioni regionali o autorità locali - - - - - - - - -
EU 2b Organismi del settore pubblico 426 - - - - - 8.777 - -
3 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - - - - -
EU 3a Organizzazioni internazionali - - - - - - - - -
4 Enti 311.757 - - - - - 1.655 - -
5 Obbligazioni garantite - - - - - - - - -
6 Imprese 535.524 - - 271.832 - - 577.149 - -
6.1 di cui finanziamenti specializzati - - - - - - - - -
7 Esposizioni da debito subordinato e strumenti di capitale - - - - - - - - -
EU 7a Esposizioni da debito subordinato - - - - - - - - -
EU 7b Strumenti di capitale - - - - - - - - -
8 Esposizioni al dettaglio - - - 3.231.024 - - 203.766 - -
9 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili ed esposizioni ADC 197 1.833 - 24 - - 6.507 - -
9.1 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili residenziali – non-IPRE - - - - - - - - -
9.1.1 senza applicare la ripartizione dei mutui - - - - - - - - -
9.1.2 applicando la ripartizione dei mutui (con garanzia) - - - - - - - - -
9.1.3 applicando la ripartizione dei mutui (senza garanzia) - - - - - - - - -
9.2 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili residenziali – IPRE - - - - - - - - -
9.3 Esposizioni garantite da ipoteche su immobili non residenziali – non-IPRE 197 1.833 - 24 - - 6.507 - -
9.3.1 senza applicare la ripartizione dei mutui 67 - - 24 - - 6.507 - -
9.3.2 applicando la ripartizione dei mutui (con garanzia) - - - - - - - - -
9.3.3 applicando la ripartizione dei mutui (senza garanzia) 130 1.833 - - - - - - -
9.4 Esposizioni garantite da ipoteche su immobili non residenziali – IPRE - - - - - - - - -
9.5 Acquisizione, sviluppo e costruzione (ADC) - - - - - - - - -
10 Esposizioni in stato di default - - - - - - 17.503 - -
EU 10a Crediti verso enti e imprese con una valutazione del merito di credito a breve termine - - - - - - - - -
EU 10b Organismi di investimento collettivo (OIC) - - - - - - 2.190 - -
EU 10c Altre posizioni - - - - - - 931.563 - -
11 Non applicabile
EU 11c TOTALE 847.904 1.833 - 3.502.881 - - 1.774.101 - -
47 Modello EU CR5: metodo standardizzato (3 di 3)
Classi di esposizioni Fattori di ponderazione del rischio Totale Di cui prive di rating 130% 150% 250% 370% 400% 1250% Altri s t u v w x y 1 Amministrazioni centrali o banche centrali - - 185.111 - - - - 11.992.968 4.057.062 2 Organismi del settore pubblico non appartenenti alle amministrazioni centrali - - - - - - - 102.475 50.635 EU 2a Amministrazioni regionali o autorità locali - - - - - - - 26.247 26.247 EU 2b Organismi del settore pubblico - - - - - - - 76.228 24.388 3 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - - - 136.054 97.326 EU 3a Organizzazioni internazionali - - - - - - - 2.047.158 -
4 Enti - 110.221 - - - - - 1.546.481 199.271 5 Obbligazioni garantite - - - - - - 18.561 230.747 -
6 Imprese - 41.371 - - - - - 1.661.972 446.399 6.1 di cui finanziamenti specializzati - - - - - - - - -
7 Esposizioni da debito subordinato e strumenti di capitale - 239.489 698.149 - - - - 960.138 720.649 EU 7a Esposizioni da debito subordinato - 239.489 - - - - - 239.489 -
EU 7b Strumenti di capitale - - 698.149 - - - - 720.649 720.649 8 Esposizioni al dettaglio - - - - - - - 4.597.217 4.597.217 9 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili ed esposizioni ADC - 3.464 - - - - - 12.131 12.131 9.1 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili residenziali – non-IPRE - - - - - - - 105 105 9.1.1 senza applicare la ripartizione dei mutui - - - - - - - - -
9.1.2 applicando la ripartizione dei mutui (con garanzia) - - - - - - - - -
9.1.3 applicando la ripartizione dei mutui (senza garanzia) - - - - - - - 105 105 9.2 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili residenziali – IPRE - - - - - - - - -
9.3 Esposizioni garantite da ipoteche su immobili non residenziali – non-IPRE - - - - - - - 8.562 8.562 9.3.1 senza applicare la ripartizione dei mutui - - - - - - - 6.598 6.598 9.3.2 applicando la ripartizione dei mutui (con garanzia) - - - - - - - - -
9.3.3 applicando la ripartizione dei mutui (senza garanzia) - - - - - - - 1.963 1.963 9.4 Esposizioni garantite da ipoteche su immobili non residenziali – IPRE - 3.464 - - - - - 3.464 3.464 9.5 Acquisizione, sviluppo e costruzione (ADC) - - - - - - - - -
10 Esposizioni in stato di default - 19.589 - - - - - 37.092 37.092 EU 10a Crediti verso enti e imprese con una valutazione del merito di credito a breve termine - - - - - - - - -
EU 10b Organismi di investimento collettivo (OIC) - - 7.869 - - - - 12.638 12.638 EU 10c Altre posizioni - - - - - - - 1.308.589 1.308.536 11 Non applicabile -
EU 11c TOTALE - 414.135 891.129 - - - 18.561 24.645.661 11.538.956
48 Esposizioni in strumenti di capitale
Esposizioni in strumenti di capitale Esposizioni per cassa Esposizioni fuori
bilancio Importo
dell'esposizione
ponderato per il rischio a b c Totale 720.649 - 1.745.373
49
7. RISCHIO DI CREDITO: INFORMATIVA SUI PORTAFOGLI CUI SI APPLICANO GLI APPROCCI IRB
Informativa quantitativa
Si espongono nel seguito le principali informazioni quantitative per i portafogli assoggettati ai modelli interni.
50
Modello EU CR6 – Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e intervallo di PD
A-IRB Intervallo di PD Esposizioni in
bilancio Esposizioni
fuori bilancio
pre-CCF CCF medio
ponderato
per
l'esposizione Esposizione
post -CCF e post -CRM PD media
ponderata
per
l'esposizione
(%) Numero
di debitori LGD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni) Importo
dell'esposizio
ne ponderato
per il rischio
dopo
l'applicazione
dei fattori di sostegno Densità degli
importi delle
esposizioni
ponderati per
il rischio Importo della perdita attesa Rettifiche di
valore e
accantona -
menti
a b c d e f g h i j k l
- Imprese -
Altre AIRB da 0,00 a < 0,15 3.065.886 3.575.371 49% 4.809.904 0,05% 7.391 40,00% 1 478.354 9,95% 962 (372) da 0,00 a < 0,10 3.065.886 3.575.371 49% 4.809.904 0,05% 7.391 40,00% 1 478.354 9,95% 962 (372) da 0,10 a < 0,15 - - - - - - - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 21 154 6% 30 0,18% 20 32,83% 4 9 30,04% - -
da 0,25 a < 0,50 4.349.550 2.998.509 50% 5.890.670 0,29% 9.978 40,51% 2 1.892.802 32,13% 6.852 (1.718) da 0,50 a < 0,75 - - - - - - - - - - - -
da 0,75 a < 2,50 4.214.986 2.394.994 50% 5.451.290 1,08% 13.763 40,48% 2 3.089.006 56,67% 23.928 (9.767) da 0,75 a < 1,75 2.881.381 1.692.320 50% 3.744.462 0,79% 8.339 40,63% 2 1.960.172 52,35% 12.085 (3.878) da 1,75 a < 2,5 1.333.604 702.674 51% 1.706.828 1,72% 5.424 40,15% 2 1.128.835 66,14% 11.843 (5.890) da 2,50 a < 10,00 535.100 298.109 45% 675.677 4,30% 3.172 38,71% 2 557.567 82,52% 11.224 (5.622) da 2,5 a < 5 533.063 297.668 45% 673.259 4,29% 3.138 38,75% 2 556.517 82,66% 11.195 (5.615) da 5 a < 10 2.037 441 49% 2.418 4,71% 34 28,02% 2 1.050 43,42% 28 (7) da 10,00 a < 100,00 186.866 91.036 51% 237.165 12,46% 2.272 36,30% 2 256.024 107,95% 10.588 (5.421) da 10 a < 20 174.155 86.324 51% 221.683 11,11% 1.969 36,42% 2 233.741 105,44% 8.886 (4.563) da 20 a < 30 618 9 - 625 15,20% 40 28,01% 2 458 73,20% 24 (13) da 30,00 a < 100,00 12.093 4.703 51% 14.857 32,41% 263 34,85% 2 21.825 146,90% 1.678 (845) 100,00 (default) 182.156 24.611 5% 196.216 100,00% 1.275 81,20% 1 163.499 83,33% 146.397 (136.527) Totale parziale (classe di esposizioni) 12.534.564 9.382.785 49% 17.260.951 1,93% 37.871 40,69% 2 6.437.262 37,29% 199.951 (159.427)
Totale (tutte le classi di esposizioni
AIRB) 26.307.541 11.240.088 48% 31.888.225 687.873 3 10.688.565 33,52% 404.573 (352.259)
51 F-IRB Intervallo di PD Esposizioni in
bilancio Esposizioni
fuori bilancio
pre-CCF CCF medio
ponderato
per
l'esposizione Esposizione
post -CCF e post -CRM PD media
ponderata
per
l'esposizione
(%) Numero
di debitori LGD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni) Importo
dell'esposizio
ne ponderato
per il rischio
dopo
l'app licazione
dei fattori di sostegno Densità degli
importi delle
esposizioni
ponderati per
il rischio Importo della perdita attesa Rettifiche di
valore e
accantona -
menti
a b c d e f g h i j k l
Imprese -
Altre FIRB da 0,00 a < 0,15 869.354 761.614 3% 890.058 0,05% 200 34,52% 3 134.170 15,07% 154 (94) da 0,00 a < 0,10 869.354 761.614 3% 890.058 0,05% 200 34,52% 3 134.170 15,07% 154 (94) da 0,10 a < 0,15 - - - - - - - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 - - - - - - - - - - - -
da 0,25 a < 0,50 949.864 671.799 5% 983.651 0,28% 265 40,42% 3 462.366 47,01% 1.124 (373) da 0,50 a < 0,75 - - - - - - - - - - - -
da 0,75 a < 2,50 400.819 303.915 3% 410.669 1,09% 219 38,47% 3 323.342 78,74% 1.723 (618) da 0,75 a < 1,75 275.748 221.948 3% 282.838 0,80% 149 38,13% 3 202.547 71,61% 859 (361) da 1,75 a < 2,5 125.071 81.967 3% 127.831 1,72% 70 39,22% 3 120.795 94,50% 864 (257) da 2,50 a < 10,00 33.137 6.304 0,75% 33.185 4,44% 18 40,00% 3 42.406 127,79% 590 (470) da 2,5 a < 5 33.137 6.304 0,75% 33.185 4,44% 18 40,00% 3 42.406 127,79% 590 (470) da 5 a < 10 - - - - - - - - - - - -
da 10,00 a < 100,00 2.031 6.110 - 2.031 10,23% 19 40,00% 3 3.514 173,01% 83 (43) da 10 a < 20 2.031 6.110 - 2.031 10,23% 18 40,00% 3 3.513 173,00% 83 (43) da 20 a < 30 - - - - 23,88% 1 45,00% 3 - 245,45% - -
da 30,00 a < 100,00 - - - - - - - - - - - -
100,00 (default) 143 - 4% 143 100,00% 5 36,89% 3 - - 53 (104) Totale parziale (classe di esposizioni) 2.255.348 1.749.742 4% 2.319.737 0,41% 726 37,80% 3 965.798 41,63% 3.726 (1.702)
Totale (tutte le classi di esposizioni
FIRB) 2.255.348 1.749.742 4% 2.319.737 726 3 965.798 41,63% 3.726 (1.702)
52 A-IRB Intervallo di PD Esposizioni in
bilancio Esposizioni
fuori bilancio
pre-CCF CCF medio
ponderato
per
l'esposizione Esposizione
post -CCF e post -CRM PD media
ponderata
per
l'esposizione
(%) Numero
di debitori LGD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni) Importo
dell'esposizio
ne ponderato
per il rischio
dopo
l'applicazione
dei fattori di sostegno Densità degli
importi delle
esposizioni
ponderati per
il rischio Importo della perdita attesa Rettifiche di
valore e
accantona -
menti
a b c d e f g h i j k l
Retail -
Garanzie
immobiliari
AIRB da 0,00 a < 0,15 - - - - - - - - - - - -
da 0,00 a < 0,10 - - - - - - - - - - - -
da 0,10 a < 0,15 - - - - - - - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 638 - 15% 638 0,24% 7 20,37% 3 60 9,36% - -
da 0,25 a < 0,50 - - - - - - - - - - - -
da 0,50 a < 0,75 6.495.473 9.692 37% 6.499.350 0,74% 69.027 17,97% 5 1.200.995 18,48% 8.644 (2.004) da 0,75 a < 2,50 2.792.640 10.935 39% 2.797.014 1,64% 27.990 18,58% 5 901.505 32,23% 8.522 (9.864) da 0,75 a < 1,75 1.510.972 5.320 40% 1.513.100 1,39% 14.471 18,73% 5 440.627 29,12% 3.939 (6.008) da 1,75 a < 2,5 1.281.668 5.614 38% 1.283.914 1,94% 13.519 18,40% 5 460.878 35,90% 4.582 (3.856) da 2,50 a < 10,00 434.558 345 37% 434.696 7,03% 4.717 18,09% 5 308.996 71,08% 5.528 (5.773) da 2,5 a < 5 - - - - - - - - - - - -
da 5 a < 10 434.558 345 37% 434.696 7,03% 4.717 18,09% 5 308.996 71,08% 5.528 (5.773) da 10,00 a < 100,00 122.633 217 40% 122.720 16,20% 1.372 18,07% 5 118.955 96,93% 3.580 (5.195) da 10 a < 20 118.775 20 39% 118.783 15,94% 1.327 18,19% 5 115.660 97,37% 3.444 (4.937) da 20 a < 30 3.857 197 40% 3.936 23,88% 45 14,48% 5 3.295 83,70% 136 (258) da 30,00 a < 100,00 - - - - - - - - - - - -
100,00 (default) 109.355 73 40% 109.384 100,00% 1.586 33,53% 4 97.302 88,95% 28.720 (38.894) Totale parziale (classe di esposizioni) 9.955.297 21.261 38% 9.963.802 2,55% 104.699 18,32% 5 2.627.811 26,37% 54.996 (61.730)
Totale (tutte le classi di esposizioni
AIRB) 26.307.541 11.240.088 48% 31.888.225 687.873 3 10.688.565 33,52% 404.573 (352.259)
53 A-IRB Intervallo di PD Esposizioni in
bilancio Esposizioni
fuori bilancio
pre-CCF CCF medio
ponderato
per
l'esposizione Esposizione
post -CCF e post -CRM PD media
ponderata
per
l'esposizione
(%) Numero
di debitori LGD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni) Importo
dell'esposizio
ne ponderato
per i l rischio
dopo
l'applicazione
dei fattori di sostegno Densità degli
importi delle
esposizioni
ponderati per
il rischio Importo della perdita attesa Rettifiche di
valore e
accantona -
menti
a b c d e f g h i j k l
Retail -
Rotative
qualificate
AIRB da 0,00 a < 0,15 - - - - - - - - - - - -
da 0,00 a < 0,10 - - - - - - - - - - - -
da 0,10 a < 0,15 - - - - - - - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 181.462 104.007 152% 342.156 0,24% 188.438 50,00% 3 21.247 6,21% 411 (199) da 0,25 a < 0,50 - - - - - - - - - - - -
da 0,50 a < 0,75 27.389 25.625 128% 61.571 0,74% 22.650 50,00% 2 9.389 15,25% 228 (19) da 0,75 a < 2,50 29.370 27.734 126% 66.550 1,78% 17.654 50,04% 2 19.959 29,99% 593 (143) da 0,75 a < 1,75 7.062 8.526 126% 18.381 1,35% 4.572 50,01% 2 4.424 24,07% 124 (13) da 1,75 a < 2,5 22.308 19.208 125% 48.169 1,95% 13.082 50,05% 2 15.535 32,25% 469 (131) da 2,50 a < 10,00 109.702 13.559 170% 147.232 9,02% 58.762 50,00% 3 129.491 87,95% 6.641 (3.310) da 2,5 a < 5 257 125 158% 480 2,59% 143 50,08% 2 186 38,72% 6 (3) da 5 a < 10 109.445 13.434 170% 146.751 9,04% 58.619 50,00% 3 129.305 88,11% 6.634 (3.307) da 10,00 a < 100,00 8.392 1.195 109% 15.225 23,22% 61.318 50,02% 1 20.983 137,82% 1.768 (445) da 10 a < 20 1.079 712 139% 2.206 15,94% 556 50,00% 2 2.657 120,47% 176 (24) da 20 a < 30 7.313 483 65% 13.019 24,45% 60.762 50,02% 1 18.326 140,76% 1.593 (421) da 30,00 a < 100,00 - - - - - - - - - - - -
100,00 (default) 28.126 387 - 49.216 100,00% 15.307 46,52% 1 47.662 96,84% 19.083 (20.049) Totale parziale (classe di esposizioni) 384.441 172.507 145% 681.950 10,04% 364.129 49,75% 2 248.732 36,47% 28.723 (24.166)
Totale (tutte le classi di esposizioni
AIRB) 26.307.541 11.240.088 48% 31.888.225 687.873 3 10.688.565 33,52% 404.573 (352.259)
54 A-IRB Intervallo di PD Esposizioni in
bilancio Esposizioni
fuori bilancio
pre-CCF CCF medio
ponderato
per
l'esposizione Esposizione
post -CCF e post -CRM PD media
ponderata
per
l'esposizione
(%) Numero
di debitori LGD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Durata media ponderata pe r
l'esposizione
(anni) Importo
dell'esposizio
ne ponderato
per il rischio
dopo
l'applicazione
dei fattori di sostegno Densità degli
importi delle
esposizioni
ponderati per
il rischio Importo della perdita attesa Rettifiche di
valore e
accantona -
menti
a b c d e f g h i j k l
Retail –
Altre AIRB da 0,00 a < 0,15 - - - - - - - - - - - -
da 0,00 a < 0,10 - - - - - - - - - - - -
da 0,10 a < 0,15 - - - - - - - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 16.463 606.075 0,25% 18.039 0,24% 248.396 35,33% 4 2.450 13,58% 15 (11) da 0,25 a < 0,50 - - - - - - - - - - - -
da 0,50 a < 0,75 1.065.171 156.955 29% 1.112.221 0,74% 83.099 27,17% 4 269.566 24,24% 2.236 (290) da 0,75 a < 2,50 1.297.171 560.877 57% 1.622.821 1,65% 78.993 29,70% 3 527.192 32,49% 7.908 (3.119) da 0,75 a < 1,75 484.775 243.575 66% 648.712 1,14% 27.972 30,04% 3 186.265 28,71% 2.196 (922) da 1,75 a < 2,5 812.396 317.301 50% 974.108 1,99% 51.021 29,48% 3 340.926 35,00% 5.712 (2.197) da 2,50 a < 10,00 690.988 279.552 42% 818.266 5,71% 90.277 28,16% 3 299.074 36,55% 13.068 (6.328) da 2,5 a < 5 253.366 81.644 68% 311.764 4,34% 9.673 29,36% 2 106.758 34,24% 3.966 (1.940) da 5 a < 10 437.622 197.909 32% 506.503 6,56% 80.604 27,41% 3 192.317 37,97% 9.102 (4.388) da 10,00 a < 100,00 231.045 45.582 62% 266.453 16,26% 28.943 27,76% 3 130.050 48,81% 12.082 (7.721) da 10 a < 20 174.493 29.012 75% 200.346 13,68% 7.581 27,26% 3 91.868 45,85% 7.454 (4.900) da 20 a < 30 47.221 14.973 34% 55.035 22,82% 20.883 29,53% 2 31.291 56,86% 3.702 (2.072) da 30,00 a < 100,00 9.331 1.597 95% 11.071 30,03% 479 27,85% 3 6.891 62,24% 926 (749) 100,00 (default) 132.401 14.494 6% 143.721 100,00% 17.939 67,81% 2 146.428 101,88% 85.594 (89.466) Totale parziale (classe di esposizioni) 3.433.239 1.663.535 31% 3.981.522 6,75% 547.647 29,95% 3 1.374.760 34,53% 120.904 (106.935) Totale (tutte le classi di esposizioni
AIRB) 26.307.541 11.240.088 48% 31.888.225 687.873 3 10.688.565 33,52% 404.573 (352.259)
55 Modello EU CR7 – Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM
30/06/2026
Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio prima dei derivati su crediti Importo effettivo dell'esposizione ponderato per il rischio a b 1 Amministrazioni centrali e banche centrali – F-IRB - -
EU 1a Amministrazioni regionali e autorità locali – F-IRB - -
EU 1b Organismi del settore pubblico – F-IRB - -
2 Amministrazioni centrali e banche centrali – A-IRB - -
EU 2a Amministrazioni regionali e autorità locali – A-IRB - -
EU 2b Organismi del settore pubblico – A-IRB - -
3 Enti – F-IRB - -
5 Imprese – F-IRB 965.798 965.798 EU 5a Imprese – in generale 965.798 965.798 EU 5b Imprese – finanziamenti specializzati - -
EU 5c Imprese – crediti acquistati - -
6 Imprese – A-IRB 6.437.262 6.437.262 EU 6a Imprese – in generale 6.437.262 6.437.262 EU 6b Imprese – finanziamenti specializzati - -
EU 6c Imprese – crediti acquistati - -
EU 8a Al dettaglio – A-IRB 4.251.838 4.251.838 9 Al dettaglio – rotative qualificate (QRRE) 248.732 248.732 10 Al dettaglio – garantite da beni immobili residenziali 2.627.811 2.627.811 EU10a Al dettaglio – crediti acquistati - -
EU10b Al dettaglio – altre esposizioni al dettaglio 1.375.295 1.375.295 17 Esposizioni in base all'F-IRB 965.798 965.798 18 Esposizioni in base all'A -IRB 10.689.100 10.689.100 19 Totale delle esposizioni 11.654.898 11.654.898
56 Modello EU CR7 -A – Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM (1 di 2) A-IRB Totale delle esposizioni Tecniche di attenuazione del rischio di credito Metodi di attenuazione del rischio di credito nel calcolo degli RWEA Protezione del credito di tipo reale (FCP) Protezione del credito di tipo personale (UFCP)
RWEA senza
effetti di
sostituzione
(solo effetti di riduzione) RWEA con effetti
di sostituzione
(effetti sia di riduzione che di sostituzione) Parte di
esposizioni
coperte da
garanzie
reali
finanziarie
(%) Parte di esposizioni coperte da altre garanzie reali ammissibili (%) Parte di esposizioni coperte da altri tipi di protezione del credito di tipo reale (%)
Parte di
esposizioni
coperte da
garanzie
personali (%) Parte di
esposizioni
coperte da
derivati su
crediti (%) Parte di
esposizioni
coperte da
garanzie
immobiliari
(%) Parte di
esposizioni
coperte da
crediti (%) Parte di
esposizioni
coperte da
altre garanzie
reali su beni materiali (%) Parte di
esposizioni
coperte da
depositi in
contante
(%) Parte di
esposizioni
coperte da
polizze di
assicurazione
vita (%) Parte di
esposizioni
coperte da
strumenti
detenuti da
terzi (%)
a b c d e f g h i j k l m n
1 Amministrazioni
centrali e
banche centrali - - - - - - - - - - - - - -
2 Amministrazioni
regionali e
autorità locali - - - - - - - - - - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - - - - - - - - - -
5 Imprese 17.260.951 1,11% 2,82% 2,82% - - - - - - - - 6.437.262 6.437.262 5,1 Imprese – in generale 17.260.951 1,11% 2,82% 2,82% - - - - - - - - 6.437.262 6.437.262 5,2 Imprese –
finanziamenti
specializzati - - - - - - - - - - - - - -
5,3 Imprese – crediti acquistati - - - - - - - - - - - - - -
6 Al dettaglio 14.627.555 1,30% 70,39% 70,39% - - - - - - - - 4.251.838 4.251.838 6,1 Al dettaglio -
Rotative
qualificate 681.950 - - - - - - - - - - - 248.732 248.732 6,2 Al dettaglio –
garantite da
beni immobili
residenziali 9.963.802 - 100,13% 100,13% - - - - - - - - 2.627.811 2.627.811 6,3 Al dettaglio – crediti acquistati - - - - - - - - - - - - - -
6,4 Al dettaglio –
altre esposizioni
al dettaglio 3.981.804 4,79% 8,05% 8,05% - - - - - - - - 1.375.295 1.375.295 7 Totale 31.888.506 1,20% 33,82% 33,82% - - - - - - - - 10.689.100 10.689.100
57 Modello EU CR7 -A – Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM (2 di 2) F-IRB Totale delle esposizioni Tecniche di attenuazione del rischio di credito Metodi di attenuazione del rischio di credito nel calcolo degli RWEA Protezione del credito di tipo reale (FCP) Protezione del credito di tipo personale (UFCP)
RWEA senza
effetti di
sosti tuzione
(solo effetti di riduzione) RWEA con effetti
di sostituzione
(effetti sia di riduzione che di sostituzione) Parte di
esposizioni
coperte da
garanzie reali
finanziarie
(%) Parte di esposizioni coperte da altre garanzie reali ammissibili (%) Parte di esposizioni coperte da altri tipi di protezione del credito di tipo reale (%)
Parte di
esposizioni
coperte da
garanzie
personali (%) Parte di
esposizioni
coperte da
derivati su
crediti (%) Parte di
esposizioni
coperte da
garanzie
immobiliari
(%) Parte di
esposizioni
coperte da
crediti (%) Parte di
esposizioni
coperte da
altre
garanzie reali
su beni
materiali (%) Parte di
esposizioni
coperte da
depositi in
contante (%) Parte di
esposizioni
coperte da polizze
di assicurazione
vita (%) Parte di
esposizioni
coperte da
strumenti
detenuti da
terzi (%)
a b c d e f g h i j k l m n
1 Amministrazioni
centrali e banche centrali - - - - - - - - - - - - - -
2 Amministrazioni
regionali e autorità locali - - - - - - - - - - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - - - - - - - - - -
4 Enti - - - - - - - - - - - - - -
5 Imprese 2.319.737 6,51% - - - - - - - - 1,84% - 965.798 965.798 5,1 Imprese – in generale 2.319.737 6,51% - - - - - - - - 1,84% - 965.798 965.798 5,2 Imprese –
finanziamenti
specializzati - - - - - - - - - - - - - -
5,3 Imprese – crediti acquistati - - - - - - - - - - - - - -
6 Totale 2.319.737 6,51% - - - - - - - - 1,84% - 965.798 965.798
58 Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al metodo IRB
Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio a 1 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del precedente periodo di riferimento 11.309.613 2 Dimensioni delle attività (+/ -) 239.465 3 Qualità delle attività (+/ -) 127.045 4 Aggiornamenti del modello (+/ -) -
5 Metodologia e politica (+/ -) -
6 Acquisizioni e dismissioni (+/ -) (21.534) 7 Oscillazioni del cambio (+/ -) 309 8 Altro (+/ -) -
9 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del periodo di riferimento 11.654.898
59 8. TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO
Informativa quantitativa
Modello EU CR3 – Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito
Valore contabile
non garantito Valore contabile garantito di cui garantito
da garanzie
reali di cui garantito da garanzie
finanziarie
di cui garantito da derivati su
crediti
a b c d e 1 Prestiti e anticipazioni 16.185.605 25.285.754 22.003.203 3.282.551 -
2 Titoli di debito 12.163.236 - - - 0 3 Totale 28.348.841 25.285.754 22.003.203 3.282.551 -
4 di cui esposizioni deteriorate 53.979 198.313 144.111 54.203 -
EU-5 di cui in stato di default 53.979 198.313 0 0 0
60 9. INFORMATIVA SUI RISCHI AMBIENTALI, SOCIALI E DI GOVERNANCE (ESG)
Informativa qualitativa
Tabella 1 — Informazioni qualitative sui rischi ambientali
Sezione Business strategy and processes Il Gruppo sta progressivamente implementando l’analisi dei rischi ambientali all’interno del proprio modello di business e una strategia di decarbonizzazione di breve, medio/lungo termine che include obiettivi riconducibili all’operatività aziendale e ai p ortafogli. Anche nel corso del 2025, in coerenza con il D.Lgs 125/2024 e l’analisi di materialità dei rischi, è stata aggiornata l’analisi di doppia rilevanza che ha individuato i temi ambientali, sociali e di governance su cui il Gruppo ha sviluppato la p ropria Rendicontazione di Sostenibilità. Inoltre, il Gruppo ha declinato un Piano di Transizione che punta ad azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050. La strutturazione del piano ha incluso la definizione di strategie idonee a consentire una riduz ione delle emissioni Scope 1 (riconducibili a veicoli aziendali e riscaldamento) e Scope 3 (inerenti ai portafogli) a net zero al 2050 e allineate agli obiettivi scientifici definiti dagli Accordi di Parigi. Con riferimento allo Scope 1, è stata pianificat a:
● la progressiva transizione della flotta auto aziendale verso soluzioni elettrificate (ibride o elettriche) mediante una modifica del mix che determina l’azzeramento della componente termica dal 2033 e la crescita della componente elettrica al 100% del totale nel 2050;
● la progressiva sostituzione degli impianti termici a gas con pompe di calore elettriche.
Con riferimento allo Scope 3, i target di riduzione prevedono una riduzione del 76% dell’intensità emissiva ponderata delle imprese clienti in portaf oglio per il settore Power e del 25% per il settore Oil&Gas al 2030 e rispettivamente del 100% e 69% al 2040 rispetto all’anno base (2023).
Per garantire l’effettiva integrazione del piano nel modello di business del Gruppo sono state implementate:
● le po litiche di remunerazione riconducibili a tutto il personale più rilevante e agli Amministratori Esecutivi, che hanno recepito gli obiettivi cardine del piano di transizione e che prevedono anche percorsi formativi ad hoc per funzioni/esponenti aziendali pr edefiniti;
● le norme di funzionamento del Comitato Sostenibilità di Gruppo e del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo;
● la pianificazione finanziaria, che ha quantificato e recepito i costi e gli investimenti previsti nel budget 2026.
Il piano è soggetto a un processo di revisione/eventuale implementazione annuale, in coerenza con il processo di pianificazione strategica del Gruppo.
Nell’ambito del processo di pianificazione 2027 -2030 e con specifico riferimento al primo semestre 2026, so no già state integrate linee guida strategiche finalizzate al raggiungimento di obiettivi coerenti con quelli riconducibili al Piano di transizione per favorire:
a. la mitigazione del rischio di transizione, privilegiando la progressiva decarbonizzazione dell e imprese ad alta intensità emissiva;
b. la mitigazione del rischio di transizione riguardante i collateral immobiliari, mediante il progressivo collocamento di finanziamenti per favorire la riqualificazione/acquisto di immobili in classi energetiche virtuose ;
c. la mitigazione del rischio fisico, mediante polizze assicurative dedicate;
d. l’individuazione dei costi/opportunità correlati alla transizione green (sistema EU ETS, fondi, incentivi europei) per indirizzare un percorso sostenibile con le imprese clienti.
Le linee guida implicano una focalizzazione sui prodotti funzionali al raggiungimento degli obiettivi sopra citati, ovvero Finanziamenti ESG a imprese (focus su SLL Credem e Factor), Stipule Leasing relative a veicoli Full Electric, Impianti Fotovoltaici, Immobili (anche in costruzione) con classi energetiche A o B, Finanza agevolata, Consulenza e percorsi formativi per imprese clienti, Polizze catastrofi naturali, Mutui green in classi A e B/SAL (Credem e Avvera) e Polizze protezione casa, unitamente ai p rodotti di investimento artt. 8/9 e alle emissioni outstanding ESG.
Sono inoltre in corso ulteriori approfondimenti finalizzati a definire ulteriori settori del portafoglio crediti per i quali è opportuno definire target di decarbonizza zione in coerenza con l’analisi di materialità dei rischi per garantire una integrazione e presidio rafforzato dei rischi di transizione nel breve, medio e lungo termine.
Con riferimento alle attività svolte dal Gruppo, ai fini di un maggior allineamento dei pr opri portafogli alla Tassonomia europea, si rimanda a quanto esposto nella Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2025.
61 Al 31.12.2025, il Green Asset Ratio - Turnover Based ammonta a 2,45% ed include le seguenti tipologie di
esposizioni:
● Mutui a fa miglie per l’acquisto di immobili residenziali, garantiti da ipoteca immobiliare, allineati alla tassonomia (1,93%);
● Esposizioni verso società finanziarie e non finanziarie verso le quali sono stati predisposti finanziamenti finalizzati considerati allinea ti alla Tassonomia (0,08%);
● Esposizioni verso società finanziarie e non finanziarie soggette all’obbligo di pubblicazione della Rendicontazione di Sostenibilità, o che pubblicano report di sostenibilità volontari, ponderate secondo i dati di allineamento delle controparti stesse pubblicati all’interno delle Rendicontazioni di Sostenibilità (individuali o consolidate) 2024 e forniti da infoprovider specializzati, laddove disponibili (0,44%).
Parallelamente, con specifico riferimento alle emissioni Scope 1 e Scope 2 (market based), il Gruppo ha pianificato un percorso per raggiungere la neutralità climatica dal 2025, anno nel quale le emissioni residue sono state compensate mediante un numero equivalente di crediti di carbonio, tramite un progetto di riforest azione. È stato infatti effettuato l’acquisto di un lotto di crediti di carbonio certificati Verified Carbon Standard (VCS), emessi dal principale standard internazionale VERRA, tipologia Afforestation, Reforestation & Revegetation (ARR), Removal.
Analoghi acquisti di crediti di carbonio sono stati effettuati nel 2026 e saranno effettuati nei prossimi anni sulla base della consuntivazione annuale delle emissioni Scope 1 e 2 (market based) residue.
L’acquisto dei crediti di carbonio non sostituisce le azioni volte a ridurre le emissioni Scope 1, Scope 2 e Scope 3 (categoria 1), riduzione che il Gruppo si impegna a perseguire, tra l’altro, attraverso:
● sostituzione di caldaia a gas con pompe di calore;
● installazione ed impiego di sistemi di controllo a distanza degli impianti (Building Energy
Management Systems);
● sostituzione dei corpi illuminanti con tecnologie LED (relamping);
● installazione, ove possibile, di impianti fotovoltaici;
● graduale elettrificazione della flotta auto aziendale;
● possibilità di utilizzar e l’agile working;
● dematerializzazione dei documenti e contestuale riduzione dei volumi di carta utilizzata.
Le tabelle seguenti riportano gli obiettivi riconducibili ai fattori ambientali, così come attualmente definiti, che potranno essere ulteriormente calibrati e che impattano direttamente ed indirettamente sull’attività d'impresa, di medio termine (2030 o 2033) e lungo termine (2040) rispetto alla baseline 2023:
Baseline
2023
(tCO 2eq) Consuntivo
2025
(tCO 2eq) Obiettivo
2033
(tCO 2eq) Riduzione %
2033 Obiettivo
2040
(tCO 2eq) Riduzione %
2040
Emissioni
Scope 1
Edifici 1.547 1.598 413 -73% 68 -96%
Emissioni
Scope 1
veicoli 1.177 1.409 612 -48% 189 -84%
Baseline
2023* Consuntivo
2025 Obiettivo
2030 Riduzione %
2030 Obiettivo
2040 Riduzione %
2040
Scope 3.1
Consumi di
Carta
(tCO 2eq) 330,7 324,0 218,30 -34% - -
62 Scope 3.15
Investimenti
Petrolio e
Gas (Waci) 197,0 204 148 -25% 61 -69%
Scope 3.15
Investimenti
Generazione
di energia
(Waci) 557,0 160 134 -76% 0 -100% *2022 per i Consumi di Carta
Nella tabella seguente sono riportati gli obiettivi di pianificazione commerciale di breve termine inerenti finanziamenti/emissioni/investimenti ESG del Gruppo coerenti con la strategia di lungo termine:
63 Area Indicatori Obiettivo 2025 Consuntivi 2025 Obiettivo 2026 Finanza Totale outstanding emissioni ESG / Totale Outstanding Bonds 50% 61% 60% Wealth Incidenza delle masse sostenibili Wealth (OICR, GP e IBIPs ex art. 8 e 9) sul totale masse AUM Wealth del Gruppo (peso%) 42% 46% 43.50% CEPB Incidenza delle masse sostenibili Wealth (OICR, GP e IBIPs art. 8 e 9) sul totale masse AUM Wealth del Gruppo (peso%) 42% 45.50% 42% ICE-BU COMME Incidenza delle masse sostenibili Wealth (OICR, GP e IBIPs ex art. 8 e 9) sul totale masse AUM Wealth del Gruppo (peso%) 42% 46.50% 42% Credito - Aziende Volumi erogati (lordi) di finanziamenti ESG in valore assoluto €200 mln €878 mln €600 mln Credito - Privati Percentuale erogato mutui residenziali (lordi) con APE in classi energetiche A e B su volume erogato complessivo mutui residenziali 19% 31,92% 23% Leasing Valore imponibile contrattuale stipule anno (veicoli full electric, impianti fotovoltaici, immobili A -B) €130 mln €208.3 mln €150 mln Avvera Percentuale mutui residenziali (lordi) con APE classi A e B su volume complessivo 19% 19% 23% Volumi collocati di finanziamenti green in valore assoluto €10 mln €11.4 mln €12 mln Credem Factor Numero contratti reverse, confirming e factoring tradizionale Sustainability Linked Loan - - 30 contratti
Credem
assicurazioni ● Numero contratti Protezione Eventi
Catastrofali
● % Protezione casa con pacchetto terremoto e alluvione - - ● 1.400
contratti
● 20%
64 Per dare attuazione al piano strategico, il Gruppo ha avviato un percorso di evoluzione nella gestione delle tematiche ESG in taluni settori di business, in particolare nell’Area del Wealth Management, Crediti e finanza di proprietà. L’Area Wealth Manageme nt ha infatti integrato i criteri di sostenibilità nei processi di investimento, nelle attività di governance, nella creazione e sviluppo dei nuovi prodotti, in attività di formazione correlate e a supporto dei servizi di consulenza erogata alle reti del G ruppo. Per quanto riguarda l’attività creditizia è stata integrata la valutazione dei rischi climatici e ambientali nel processo di erogazione e gestione dei crediti e nella valutazione delle garanzie immobiliari. L’evoluzione si sta riflettendo in un ampl iamento della gamma prodotti strutturati dalle diverse società del Gruppo attive nell’erogazione di prestiti e finanziamenti verso la clientela (privati ed aziende).
A sostegno della strategia ESG del Gruppo, il totale di bond ESG in essere al 30 giugno 2 026 ammonta a circa 2,93 miliardi di euro, i cui proventi vengono utilizzati per finanziare e/o rifinanziare attivi idonei al Framework ESG del Gruppo, supportando attività di sostenibilità ambientale e/o sociale.
Nel 2025 il Gruppo, nell’ambito del proce sso di redazione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità ha attivato un’attività di Stakeholder engagement focalizzata sulle tematiche ESG, utilizzata per la definizione dell’attuale strategia, per definire gli impatti attuali e potenziali, posi tivi e negativi dell’impresa sull’economia, sull’ambiente e sulle persone, inclusi quelli sui diritti umani, nell’ambito delle sue attività e dei suoi rapporti di business, favorendo una comprensione più estesa dei rischi e delle opportunità (doppia materi alità). Per ulteriori informazioni si rimanda alla sezione Governance - Capitolo Informazioni qualitative sul rischio di Governance.
Viene altresì mantenuta con continuità l'attenzione sui contenuti emersi dal dialogo con gli azionisti: i principi e le linee guida sono disciplinati da apposita regolamentazione interna e pubblicati nelle sezioni Sostenibilità e Investor Relations del sito internet della Capogruppo. Il Consiglio di Amministrazione, coerentemente a quanto definito dalla regolamentazione int erna, è informato con cadenza trimestrale sull'evoluzione della politica di dialogo con i portatori di interessi, mediante l’illustrazione dei canali di dialogo attivati, degli Stakeholder coinvolti e dei principali contenuti che hanno caratterizzato l’eng agement.
I rapporti con i fornitori sono disciplinati dal Codice etico, parte integrante del MOG 231, e dagli standard etici correlati, richiamati con specifica clausola ex D.lgs. 231/2001 nei contratti di fornitura. Mediante questa clausola il fornitore si impegna a scongiurare la commissione dei cosiddetti reati rilevanti e improntare la propria operatività al rispetto assoluto dei più elevati standard di professionalità, integrità, legalità, trasparenza, correttezza e buona fede.
Con riferimento alla v alutazione dei rischi fornitore il Gruppo ha implementato nuovi processi che tengono conto dei criteri sociali e ambientali relativi ai partner contrattuali.
La valutazione dei rischi dei fornitori e delle forniture, compres i quelli legati agli aspetti di sostenibilità, è il filo conduttore che caratterizza tutte le fasi dei processi di procurement e gestione delle esternalizzazioni.
In fase di onboarding i fornitori devono completare un processo di qualifica che, oltre a raccogliere dichiarazioni, dati, do cumenti e certificazioni sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente, va anche a determinare il cosiddetto rischio fornitore che si compone delle seguenti componenti con specifici pesi:
● il rischio finanziario;
● il rischio lega le;
● il rischio reputazionale;
● rischio Cyber;
● il rischio ESG (quest’ultimo ottenuto tramite enti certificatori esterni o info provider che forniscono un rating ESG).
Il Rischio Fornitore viene aggiornato nel tempo e valutato in vari momenti, tra i quali la scelta dei fornitori da coinvolgere nella gara (si privilegiano fornitori con Rischio Medio/basso) e nella scelta del fornitore/fornitura che si aggiudica la gara. La scelta del vincitore di una gara non si basa pertanto solo ed esclusivamente su criteri di prezzo e di bontà/completezza delle soluzioni proposte rispetto ai requisiti, ma anche su aspetti di sicurezza e rischio ESG.
Sulla fornitura scelta in fase di gara, prima di procedere con l’aggiudicazione finale e con la contrattualizzazione, nel cas o si tratti di “esternalizzazioni” e/o di contratti classificati come critici in base alla metodologia aziendale viene effettuato un ulteriore questionario per valutare diversi fattori di rischio, tra i quali anche quelli legati ad aspetti Climate & Enviro nmental; in particolare:
● fattori di rischio climatico ed ambientale che possono compromettere l'attività esternalizzata;
● posizione geografica del fornitore in grado di determinare un incremento dell’esposizione a rischi climatico -ambientali;
● verifica che il fornitore, nel suo piano di business continuity, abbia considerato anche i rischi di Climate & Environmental.
65 La valutazione dei suddetti aspetti può coinvolgere anche la funzione Risk Management e determinare la definizione di specifici criteri di mitigazione dei rischi da includere nei contratti.
Con specifico riferimento alla fase della contrattualizzazione finale, i contratti sono definiti sulla base di template volti a garantire il rispetto delle normative, la mit igazione dei rischi, la chiarezza e completezza degli accordi e al rispetto di clausole riconducibili alle questioni di sostenibilità che riguardano accertamenti sull’etica del business, sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell’amb iente.
Sezione Governance
Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi Ambientali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematich e ambientali, sociali e di governance.
Sezione Risk Management Credem monitora i rischi legati ai fattori ambientali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici “canali di trasmissione” possono concretizzarsi in rischi (finanziari e no n finanziari) quantificabili e gestibili.
Nell’ambito del quadro normativo e di vigilanza prudenziale, il processo di integrazione e gestione dei rischi C&E rappresenta un aspetto di notevole rilevanza sia per l’Autorità Bancaria Europea (ABE) che per la Banca Centrale Europea (BCE). La transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, infatti, comporta rischi e opportunità per il sistema economico e per le istituzioni finanziarie, mentre i rischi fisici indotti da eventi meteorologici estremi, cambiamenti graduali del clima o degrado ambientale possono manifestare impatti significativi sull’economia reale e sul settore finanziario.
Il Gruppo ha pertanto integrato i rischi C&E nel proprio sistema di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente.
Le attività di identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici ed ambientali sono gestite dalla Funzione Risk Management, che, in linea con quanto previsto dalle aspet tative di vigilanza, ha :
● integrato i fattori di rischio C&E nella mappa dei rischi utilizzata per l’analisi di materialità considerandoli come potenziali driver di tutte le categorie tradizionali di rischi finanziari (rischi di credito, di mercato, operativi, di reputazione, di li quidità, strategico);
● identificato una serie di indicatori specifici nel proprio Risk Appetite Framework per la misurazione e il monitoraggio dei fattori C&E;
● integrato il proprio framework di stress test (Recovery Plan, scenario avverso RAF, ICAAP, ILAAP ).
Di seguito vengono riportate le definizioni e le norme internazionali di riferimento su cui si basa il quadro di gestione dei rischi ambientali del Gruppo.
Coerentemente con la normativa di riferimento:
● Guida BCE sui rischi climatici ed ambientali – novembre 2020;
● Good Practices for climate – related and environmental risk management – novembre 2022;
● Final Guidelines on the management of ESG risks - gennaio 2025.
I rischi climatici ed ambientali possono essere suddivisi in due principali categorie:
● RISCHI FISICI: impatto finanziario derivante dal verificarsi di eventi catastrofici acuti (tempeste, inondazioni, incendi) o cronici (cambiamenti di temperatura) ;
● RISCHI DI TRANSIZIONE: perdita finanziaria in cui può incorrere un’organizzazione a seguito del processo di transizione verso un’economia low carbon e climate resilient (rischi di policy, legali, tecnologici, di mercato e reputazionali).
Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizional i. Per tale motivo, partendo dall’analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico -ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialme nte esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto -categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l’impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità).
Le relative definizioni sono state integrate nel documento “Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo” pub blicato sul sito internet di Credem. Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico -ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l’aggiornamento annuale dell’analisi di rilevanza alla base dei pr incipali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.). La materialità dei fattori climatici e ambientali è stata valutata, per tutte le categorie di rischio, su differenti orizzonti temporali:
● breve t ermine: entro i 3 anni, in coerenza co n le logiche sviluppate in sede di RAF, ICAAP e ILAAP
66 ● medio termine: da 3 entro 10 anni, orizzonte definito per far ricadere il punto di osservazione al 2030, considerato snodo importante della transizione climatica (obiettivo UE di riduzione GHG nette del 55% entro il 2030) ● lungo termine: oltre i 10 anni sino al 2050, individuato come punto di caduta dell'orizzonte di lungo periodo per coerenza con i target di decarbonizzazione degli Accordi di Parigi e con lo scenario Net Zero 2050.
Le analisi s ul rischio di credito sono state integrate indagando:
● l’impatto, in termini di concentrazione delle esposizioni, dei fattori fisici (sia acuti che cronici) e di transizione nel breve, medio e lungo termine sia sulle controparti che sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie o oggetto di leasing;
● la materialità dei rischi environmental (fattori di rischio: biodiversità, rifiuti, stress idrico e degradazione del suolo), social e governance. I rischi Environmental sono stati analizzati sia s ul perimetro controparti che immobili ed in particolare è stata sviluppata una metodologia interna per la biodiversity footprint e una prima stima quali -quantitativa del costo del danno relativo alla concentrazione delle esposizioni del gruppo verso contro parti con punteggi relativi ai risk driver della biodiversità più elevati.
Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di credito C&E fisico, di transizione ed environmental.
Per quanto riguarda l’analisi di rilevanza dei rischi fisici, è stato ado ttato un approccio quantitativo per indagare l’impatto del rischio fisico, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immobili) nel breve, nel medio e nel lungo termine.
Rischio di Credito – RISCHIO FISICO Orizzonte temporale di breve termine
Perimetro Aziende
L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni delle società del Gruppo verso controparti aziendali, esposte al rischio fisico nel breve termine. Una volta identificato il portafoglio crediti da sottoporre all’analisi, viene assegnato, a livello di singola controparte, uno score di rischio fisico, in scala 1 -5 (1=basso; 5=mol to alto), fornito da un Data provider esterno. L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del G ruppo. Perimetro Immobili L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni aventi immobili a garanzia o oggetto di leasing situati in zone valutate ad alto rischio fisico, sul totale esposizioni del perimetro Immobili. Per tale motivo, è stato assegnato, a livello di singolo immobile, uno score di rischio fisico, in scala 1 -5 (1=basso; 5=molto alto), fornito da un Data provider esterno. L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, ne l breve termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.
Orizzonte temporale di lungo termine Perimetro Aziende e Immobili Per entrambi i perimetri, una volta identificato il portafoglio crediti da sottoporre all’analisi, vengono assegnati score di rischio fisico prospettici, al 2040, forniti da un Data provider esterno, rispettivamente a:
• per il perimetro Aziende , alle singole unità locali d’impresa in funzione della loro ge olocalizzazione territoriale e del settore di appartenenza. I giudizi di rischio, per i singoli immobili riferiti ad una controparte, vengono successivamente sintetizza ti in un unico score tramite una media quadratica ponderata, in funzione della distribuz ione dei dipendenti • per il perimetro Immobili , ai singoli immobili considerati in funzione della loro geolocalizzazione territoriale e della categoria catastale o destinazione d’uso degli stessi (immobile residenziale, commerciale o industriale). Unitame nte agli score di rischio fisico sintetico, per il perimetro immobiliare è stato considerato anche l’indice di pericolosità territoria le.
67 Grazie all’utilizzo di mappe di pericolosità territoriali (hazard maps), gli score sintetici di rischio esprimono l’es posizione, dell’area geografica in cui sono presenti gli immobili, a n. 17 fenomeni climatici, idro meteorologici e idro geologici,
suddivisibili tra:
• fattori di rischio fisico cronico , che, in quanto fenomeni naturali a medio -lungo termine, impattano indirettamente sul valore dell’immobile, attraverso l’aumento dei costi operativi e di costruzione dello stesso:
cambiamento delle temperature, stress termico, cambiamento del regime dei venti, cambiamento del regime e del tipo di precipitazioni, scongelamen to del permafrost, innalzamento del livello del mare, stress idrico, erosione del suolo o costiera e degradazione del suolo • fattori di rischio fisico acuto , che, in quanto fenomeni repentini, impattano direttamente sul valore dell’immobile tramite danneg giamenti: frana, inondazione, ondate di calore, ondate di freddo/gelate, incendio boschivo, tempesta di vento/tromba d’aria, siccità e forti precipitazioni.
La natura forward looking di tali score è garantita dall’inclusione dello scenario climatico RCP 4. 5 (Representative Concentration Pathways), appartenente alla famiglia degli scenari adottati dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che consente di stressare i livelli di frequenza ed intensità dei 17 fenomeni considerati in funzione delle ipotesi di concentrazione di CO2 nell’atmosfera.
Dopo aver quantificato gli impatti potenziali, in termini di perdite medie annuali, gli score vengono espressi in scala 1 -5 (1=basso;5=molto alto) mentre l’indice di pericolosità territoriale è espresso su u na scala da 1 a 10. L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggior i (i.e. 4=alto e 5=molto alto e 7 -10 per il livello di pericolosità del territorio) su l totale esposizioni del Gruppo.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, ne l lungo termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se su pera la soglia di rilevanza.
Orizzonte temporale di medio termine Perimetro Aziende e Immobili Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il lungo e breve periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola en tità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.
Per quanto concerne i rischi di transizione, è stata adottata una metodologia di analisi che indaga l’impatto del rischio di transizione, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immo bili) nel breve, nel medio e nel lungo termine.
Rischio di Credito – RISCHIO TRANSIZIONE Orizzonte temporale di Breve termine
Perimetro Aziende
L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni delle società del Gruppo verso controparti aziendali, esposte al rischio di transizione nel breve termine. Viene assegnato a ciascuna controparte uno score di rischio di transizione (scala 1 -5) fornito dal data provider esterno.
L’approccio misura l’incidenza delle esposizioni ve rso le controparti con score 4 (alto) e 5 (molto alto) sul portafoglio totale. Perimetro Immobili Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE attraverso la stima da parte di un Data -provider esterno.
L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni della singola società, con immobili a garanzia o oggetto di leasing, aventi classi energetiche peggiori (F o G), sul totale delle esposizioni del Gruppo del perimetro Immobili.
68 Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, ne l breve termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la s oglia di rilevanza.
Orizzonte temporale di Lungo termine
Perimetro Aziende
A livello di singola controparte del portafoglio creditizio, viene assegnato uno score di rischio prospettico, al 2050, in scala 1 -5 (1=basso; 5=molto alto), fornito da un Data provider esterno, che sintetizza l’impatto finanziario che potrebbe subire a causa dell’esposizione alla transizione verso un’economia sostenibile, ossia a basse emissioni di carbonio.
La natura prospettica dell’indicatore è garantita dall’utilizzo, come input, di scenari di transizione, prodotti dall’NGFS, ossia l’”Orderly transition – Net Zero 2050” e l’”Hot house world -
Current policies”. Tali scenari impattano sui tre macro -fattori di transizione, ossia le politiche e le regolamentazioni future, l a tecnologia richiesta e la domanda di mercato, che a loro volta hanno effetto sui ricavi, sugli investimenti e sui costi della singola controparte.
L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo. Perimetro Immobili Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE attraverso la stima da parte di un Data -provider esterno.
Nel lungo periodo, in considerazione della riduzione dei consumi energetici pre vista dalla Direttiva UE 2024/1275 (16% entro il 2030 e 22% entro il 2035), si ritiene opportuno focalizzare l’attenzione sulle classi energetiche meno efficienti (E, F, G), le quali rappresentano più del 50% del portafoglio di Credem e saranno maggiorment e impattate dalla riduzione dei consumi prevista dalla Direttiva UE 2024/1275. L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni della singola società, con immobili a garanzia o oggetto di leasing, aventi classi energetiche E, F o G sul totale delle esposizioni del Gruppo con immobili a garanzia o oggetto di leasing.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, ne l lungo termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.
Orizzonte temporale di Medio termine Perimetro Aziende e Immobili Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la sing ola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rile vanza.
Per quanto riferito al Rischio Environmental, la valutazione della rilevanza di tale fattore di rischio sul rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del Gruppo e sul perimetro degli immobili dati a garanzia o oggetto di leasing.
Rischio di Credito – RISCHIO ENVIRONMENTAL Orizzonte temporale di Breve termine
Perimetro Aziende
Al fine di individuare l’indicatore di rischio che esprima quantitativamente le esposizioni soggette ad alto rischio di Environmental, è stato utilizzato uno score integrato che combina l’analisi settoriale ENCORE (attribuzione di punteggi di impatto e dipendenze dai servizi ecosistemici in base al settore Nace di riferimento) con l’analisi territoriale GLOBIO, che valuta l’integrità della biodiv ersità locale tramite l’indicatore Mean Species Abundance (MSA).
Dopo aver individuato il portafoglio crediti da analizzare, a ciascuna controparte viene assegnato un punteggio di rischio
Perimetro Immobili
E’ stata effettuata un’analisi sui collateral del mortgage portfolio basat a sull’utilizzo di score forniti da IPCC (Climate change world portal knowledge) per il driver water stress nello scenario al 2025 e Globio per il driver degradazione del suolo, per l’assegnazione di una fascia di rischio in base alla locazione geografica d egli immobili.
Gli score vengono espressi in scala 1 -5 (1=basso; 5=molto alto). L’approccio metodologico prevede di misurare l’incidenza delle esposizioni della singola società verso le
69 In riferimento al Rischio di Concentrazione, la valutazione della rilevanza di tale fattore viene effettuata partendo dalle risultanze del rischio di credito fisico, di transizione ed environmental, sopra esposte, sul perimetro delle controparti aziendali e degli immobili dati a garanzia o oggetto di leasing.
Rischio di Concentrazione - CLIMATICO DI TRANSIZIONE Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine L’approccio metodologico prevede:
- perimetro controparti: viene applicato l’indicatore di Herfindahl al perimetro di controparti ad alto rischio di transizione (score 4 e 5) clusterizzate per settore economico (ATECO 2 digit)
- perimetro immobili: viene applicato l’indicatore di Herfindahl al perimetro di controparti ad alto rischio di transizione (APE: F e G nel BT ed E, F e G nel LT) Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, in misura rilevante al rischio di concentrazione climatico di transizione se supera la soglia di rilevanza. basato sulla provincia di localizzazione della sede legale e sui dati GLOBIO relativi alla perdita di MSA (scala 1 -5).
Successivamente, attraverso un’analisi incrociata (matrice) che combina la localizzazione geografica e il settore di appartenenza, viene generato uno score integrato di rischio e dipendenza. Questo approcc io metodologico consente di misurare l’incidenza delle esposizioni verso controparti aziendali situate in regioni caratterizzate da elevata dipendenza dai servizi ecosistemici e contemporaneamente da un alto rischio di perdita di biodiversità (MSA). Il rap porto tra queste esposizioni e il totale del portafoglio fornisce un’indicazione del rischio complessivo controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto a lto) sul totale esposizioni del Gruppo.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel breve termine, in misura rilevan te al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.
Orizzonte temporale di Lungo termine
Perimetro Aziende
L’approccio metodologico utilizzato è il medesimo per il breve termine che prevede un’analisi incrociata che combina la dimensione settoriale (ENCORE) e quella territoriale (GLOBIO), viene calcolato uno score integrato di rischio e dipendenza. Per lo scena rio di lungo termine, viene utilizzato lo scenario GLOBIO SSP1 (Shared Socioeconomic Pathways), rappresentativo di un contesto intermedio di perdita di biodiversità. Perimetro Immobili
Sono stati utilizzati due score, forniti da provider esterno, che sin tetizzano i potenziali impatti attesi (al 2040) sull’immobile derivanti dallo stress idrico e degradazione del suolo, considerando la pericolosità geografica della zona nel la quale è localizzato e la sua tipologia d’uso.
L’approccio metodologico prevede d i misurare l’incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori sul totale esposizioni del Gruppo.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel lungo termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.
Orizzonte temporale di Medio termine Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali. Per il perimetro immobili per il driver water stress è stato usato lo sce nario al 2030 fornito da IPCC.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel medio termine, in misura rilevan te al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.
70 Rischio di Concentrazione - CLIMATICO FISICO Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine L’approccio metodologico prevede l’applicazione dell’indicatore Herfindahl al perimetro di controparti/immobili ad alto rischio fisico (score 4 e 5) clusterizzati per area geografica (regione).
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, in misura rilevante al rischio di concentrazione climatico fisico se supera la soglia di rilevanza.
Rischio di Concentrazione - AMBIENTALE Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine L’approccio metodologico prevede l’applicazione dell’indicatore Herfindahl al perimetro di controparti/immobili ad alto rischio environmental, clusterizzati per area geografica (regione).
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, in misura rilevante al rischio di concentrazione ambientale se supera la soglia di rilevanza.
Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Mercato Environmental.
Relativamente al rischio di mercato è stata costruita una heatmap settoriale per valutare l’impatto dei rischi Environmental (sia fisici che di transizione), sul portafoglio inve stimenti del Gruppo Bancario (banking e trading book). In aggiunta, per la parte dei rischi climatici, è stata utilizzata la metrica Multi -horizon Climate Value at Risk (CVaR) a livello di emittente per effettuare l’analisi sul breve, medio e lungo termine sulla base degli scenari forniti da NGFS.
Rischio di Mercato – RISCHIO ENVIRONMENTAL Orizzonte temporale di Breve termine Per valutare l’impatto del rischio C&E sul portafoglio degli investimenti di proprietà (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Environment al.
Le principali attività alla base della metodologia per la creazione della matrice settoriale e la quantificazione degli imp atti dei fattori C&E rispetto ai settori economici sono costituite da:
1. riconciliazione delle fonti informative internazionali;
2. aggregazione degli impatti climatico -ambientali e conversione degli stessi in score numerici;
3. definizione della scala valutativa (Alto, Medio, Basso, Non significativo) e aggregazione a livello settoriale (NACE).
I fattori C&E adottati per la definizione della matrice settoriale sono: Qualità dell’acqua, Aria, Suolo, Biodiversità ed ecosistemi, Efficienza e sicurezz a delle risorse, Clima, Rifiuti, Rischio fisico, Rischio di transizione, Impatti su siti del patrimonio mondiale o altre aree protette, Impatti su specie inserite nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate, Condizioni di vita controverse o uso di sosta nze chimiche/medicinali (ad esempio uso eccessivo di antibiotici).
L’approccio metodologico prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati a rischio medio o alto dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo.
71 Rischio di Mercato – RISCHIO CLIMATICO FISICO E DI TRANSIZIONE
Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine Al fine di performare un’analisi di rilevanza sul breve, medio, lungo termine con un focus sul solo aspetto climatico, è stata sfruttata la metrica di Multi -horizon CVaR, a livello di emittente, relativa allo scenario NGFS Delayed Transition. Il perimetro di analisi comprende il portafoglio corporate, financial e sovereign sia banking book che trading book di Cr edito Emiliano.
L’analisi viene svolta per ogni intervallo temporale, separatamente tra rischio fisico e rischio di transizione. Le due componenti, corporate/financial e sovereign, sono trattate in modo separato a causa della diversa natura dei modelli e d ei dati sottostanti.
Per assegnare una fascia di rischio alle esposizioni sulla base del valore di CVaR è stata implementata la seguente procedura :
• Dapprima sono stati calcolati i valori di CVaR per i titoli che compongono l’indice ER00da usato come benchmark, sui seguenti orizzonti: 2027, 2029, 2044 • In seguito, partendo dai dati del punto sopra, sono state ottenute le soglie sulla base dei percentili della distribuzione dei CVaR del benchmark.
Le due soglie così costruite, una relativa al C VAR rischio fisico e una al CVAR rischio di transizione, sono poi applicate al portafoglio in modo da classificare ogni osservazione di CVaR sulla fascia di rischio corrispondente. Per il portafoglio sove reign la soglia calcolata e la fascia di rischio ass egnata a ogni titolo è unica ed è rappresentativa sia del rischio fisico cronico che di transizione.
L’indicatore, calcolato separatamente per il rischio fisico e di transizione e per ogni orizzonte temporale, è dato dalla som ma dei controvalori delle posi zioni classificate a rischio alto e molto alto in rapporto al controvalore totale del portafoglio.
La metrica di Climate VaR permette di coprire un consistente numero di risk drivers: Extreme Heat, Extreme Cold , Extreme Wind, Extreme Precipitation, Extreme Snowfall, Tropycal Cyclones, Coastal Flooding, Fluvial Flooding, Pluvial Flooding, River Low Flow, Wildfire, Policy Risk, Technology Opportunities
Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Liquidità Environmental.
Per valutare la materialità dei rischi Climate & Environmental sul rischio di liquidità, è stata condotta sia un’analisi finalizzata a valutare l’impatto del rischio fisico sui depositi retail nel breve, medio e lungo termine sia l’impatto del rischio environm ental sul portafoglio titoli in analogia a quanto fatto sul rischio di mercato.
Rischio di Liquidità – ENVIRONMENTAL Orizzonte temporale di Breve termine - Portafoglio investimenti Per quanto riguarda l’analisi sul portafoglio titoli, è stata valutata l’esposizione in essere sul portafoglio titoli, considerando lo stesso approccio definito per il rischio di mercato, ossia una analisi settoriale sul Pillar Environmental.
L’approccio metodologico prevede la misurazione della concentrazione di esp osizioni della singola società verso gli emittenti valutati a rischio Environmental medio o alto dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo.
72 Rischio di Liquidità – RISCHIO CLIMATICO FISICO Orizzonte temporale di Breve termine - Depositi Retail Orizzonte temporale di Medio e Lungo termine -
Depositi Retail
Per quanto riguarda l’analisi che ha coinvolto i depositi retail è stata presa in considerazione l’ubicazione geografica degli immobili dalla base dati ISPRA, ipotizzando che essa sia associabile alla località di intestazione del conto correnti della clientela retail e sono state considerate due tipologie di risk drivers, ossia frane e alluvioni. Per quanto riguarda l’analisi sul medio e lungo termine che ha coinvolto i depositi retail, sono state introdotte delle metodologie di identificazione che considerano la mappatura dei fattori di rischio frane e alluvioni in linea con la fonte dati Thinkhazard! (TH!) che propone degli score qualitativi per singola provincia differenziati per medio e lungo termine. A partire d agli score qualitativi di TH! è stato identificato un meccanismo di allineamento della metodologia a quella di breve termine (ISPRA).
Per quanto riguarda il Rischio O perativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio climatico fisico e di transizione e poi sono state condotte delle analisi per la valutazione della rilevanza di Rischio Fisico, di Transizione e Ambientale . Di segu ito si rappresentano le analisi del rischio operativo Climate and Environmental:
Rischio Operativo – RISCHIO CLIMATICO FISICO Orizzonte temporale di Breve termine - Immobili di Proprietà del Gruppo Orizzonte temporale di Breve termine - Immobili degli
Outsourcer
L’approccio metodologico prevede di valutare le minacce di rischio fisico sugli immobili di proprietà delle società del Gruppo: alluvione, frana, incendio, ondata di calore, precipitazioni abbondanti, siccità, stress termico, stress idric o e degradazione del suolo.
Per tale motivo, è stato assegnato a ciascun immobile uno score baseline di rischio per ciascuna minaccia fornito da un data provider esterno.
Una Legal Entity del Gruppo viene considerata rilevante per il rischio climatico di n atura fisica nel caso in cui si osservi un valore di mercato rilevante nelle fasce di materialità oltre «Medium -High».
L’analisi degli immobili degli outsourcers, è stata condotta con la medesima metodologia degli immobili di proprietà ma considera gli score attribuiti ai fornitori FEI e FEI ICT e si considera il valore contrattuale delle esternalizzazioni a rischiosità alta.
Orizzonte temporale di Lungo termine - Immobili di Proprietà del Gruppo Orizzonte temporale di Lungo termine - Immo bili degli
Outsourcer
La metodologia utilizzata nel lungo periodo è uguale a quella del breve solo che vengono utilizzati gli score prospettici che includono l’orizzonte temporale al 2040 in quanto stimato sulla base dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative Concentration Pathways). La metodologia utilizzata nel lungo periodo è uguale a quella del breve solo che vengono utilizzati gli score prospettici che includono l’orizzonte temporale al 2040 in quanto stimato sulla base dello scenario clim atico RCP 4.5 (Representative Concentration Pathways).
Orizzonte temporale di Medio termine - Immobili di Proprietà del Gruppo e degli Outsourcer A partire dai risultati di Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.
Rischio Operativo – RISCHIO CLIMATICO DI TRANSIZIONE
Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine È stata condotta un’analisi del database delle perdite operative di Loss Data Collection e delle risultanze del processo di R isk Self Assessment relativamente agli scenari C&E.
73 Ai fini dell'analisi di m aterialità, è stato utilizzato un approccio qualitativo al fine di individuare la rilevanza delle singole Legal Entities in base alla loro operatività. Sono stati identificati due principali canali di trasmissione del rischio con annesso razionale per la d efinizione dell’impatto nei tre orizzonti temporali:
-Mancata aderenza / conformità alle normative e aspettative C&E (incl. strategia del Gruppo, disallineamento degli obiettivi di decarbonizzazione, disclosure).
-Rischio di greenwashing nell'offerta comme rciale (es. offerta dei prodotti e servizi green).
I transmission channel sono stati in seguito associati a ciascuna Legal Entity del Gruppo in funzione della rispettiva operat ività e fungono da driver per la definizione dell’impatto attraverso giudizi qualitativi nei tre orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine.
Rischio Operativo – RISCHIO AMBIENTALE Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine -
Immobili di Proprietà del Gruppo Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine -
Immobili degli Outsourcer L’approccio metodologico prevede la valutazione della potenziale perdita di biodiversità a livello regionale attraverso lo score MSA, calcolato mediante un tool basato sul framework GLOBIO. Tale approccio, consente di stimare l’esposizione del valore immobiliare alle aree a rischio di perdita di biodiversità. I risultati della valutazione MSA sono stati integrati con lo score di dipendenza settoriale ENCORE mediante una matrice a doppia entrata ch e correla le fasce di rilevanza ambientale con il grado di dipendenza dei settori economici dai servizi ecosistemici Lo score ENCORE, è stato assegnato agli immobili tramite la riconduzione dei rispettivi codici ATECO ai corrispondenti codici NACE.
Per il lungo termine l’analisi è stata condotta considerando lo Scenario SSP1 (Sostenibilità), in quanto risulta il più affine allo scenario RCP 4.5.
Una Legal Entity del Gruppo viene considerata rilevante per il rischio di biodiversità nel caso in cui si osservi un valore di mercato totale, in merito all’analisi degli immobili, rilevante nelle fasce di materialità derivanti dallo score integrato pari a «High o Very High». L’approccio metodologico prevede la valutazione della potenziale perdita di biodiversità a l ivello regionale attraverso lo score MSA, calcolato mediante un tool basato sul framework GLOBIO. Tale approccio, consente di stimare l’esposizione del valore contrattuale dei fornitori alle aree a rischio di perdita di biodiversità. I risultati della valu tazione MSA sono stati integrati con lo score di dipendenza settoriale ENCORE mediante una matrice a doppia entrata che correla le fasce di rilevanza ambientale con il grado di dipendenza dei settori economici dai servizi ecosistemici Lo score ENCORE, è st ato assegnato ai fornitori tramite la riconduzione dei rispettivi codici ATECO ai corrispondenti codici NACE.
Per il lungo termine l’analisi è stata condotta considerando lo Scenario SSP1 (Sostenibilità), in quanto risulta il più affine allo scenario RCP 4 .5.
Una Legal Entity del Gruppo viene considerata rilevante per il rischio di biodiversità nel caso in cui si osservi un valore contrattuale, in merito all’analisi dei fornitori, rilevante nelle fasce di materialità derivanti dallo score integrato pari a «High o Very High».
Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio Reputazionale Environmental:
74 Per quanto riguarda l’impatto dei Rischi climatico ambientali sul Rischio di impresa e Strategico, è stata effettuata una doppia analisi, in relazione ai seguenti ambiti:
● Redditività collegata a controparti ad elevato rischio di transizione o fisico;
● Raggiungimento degli obiettivi strategici in ambito ESG.
Viene inoltre effettuata una terza analisi che si concentra nel valutare il rischio strategico derivante dall’intensità emissiva del portafoglio. Tale analisi è volta a verifi care quali siano i settori maggiormente rischiosi in virtù di una transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
Di seguito si rappresentano le analisi sul Rischio d’impresa e strategico.
Rischio di impresa e strategico – RISCHIO CLIMATICO DI TRANSIZIONE – REDDITIVITA’ Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine L’analisi ha il fine di valutare la rilevanza dei fattori climatici di transizione in termini di redditività del Gruppo assoc iata alle controparti del portafoglio creditizio. In particolare, l’analisi collega l’ammontare di interessi e commissioni a livello single name alla rischiosità climatica di transizione della controparte Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risul ta esposta, in misura rilevante al rischio di impresa e strategico di transizione, se supera la soglia di rilevanza.
Rischio di impresa e strategico – RISCHIO CLIMATICO FISICO – REDDITIVITA’ Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine Rischio Reputazionale – RISCHIO ENVIRONMENTAL Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine
Per l’analisi di rilevanza dei fattori C&E in ambito reputazionale il Gruppo ha ricondotto alla categoria Environmental, gli eventi oggetto dell’approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari.
In particolar e, alla luce dell’introduzione della Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).
Gli standard topics relativi all’ambito ambientale, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:
-E1 Cambiamenti climatici
-E2 Inquinamento
-E3 Acqua e riso rse marine -E4 Biodiversità ed ecosistemi
Tale operazione ha mostrato che per l’esercizio prospettico 2026 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 99% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Env ironmental rappresentano il 5% dell’esposizione totale al rischio reputazionale.
Stante il carattere «evolutivo» dei possibili impatti dei fattori analizzati, in sede di analisi di rilevanza è stato inoltre considerato anche un approccio qualitativo, individuando quali società del Gruppo siano potenzialmente esposte ad un rischio reputazionale legato a componenti C&E, sulla base della loro tipologia di operatività (prodotti, servizi e clienti). I canali di trasmissione analizzati lungo i t re orizzonti temporali sono: Mancata aderenza / conformità alle normative e aspettative C&E, Esposizione o rapporti finanziari, creditizi o commerciali intrattenuti con controparti ad elevato rischio climatico e ambientale e Rischio di greenwashing nell'of ferta commerciale.
75 L’analisi ha il fine di valutare la rilevanza dei fattori climatici fisici in termini di redditività del Gruppo associata all e controparti del portafoglio creditizio. In particolare, l’analisi collega l’ammontare di interessi e commissioni a livello single name alla rischiosità climatica fisica della controparte.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, in misura rilevante al rischio di im presa e strategico fisico, se supera la soglia di rilevanza.
Rischio d i impresa e strategico – RISCHIO ENVIRONMENTAL – MONITORAGGIO OBIETTIVI STRATEGICI
Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine L’analisi ha il fine di valutare il rischio legato al mancato rispetto dei target in ambito ambientale che il gruppo si è prefissato (cd “KPI di Strategia”). I KPI sono suddivisi in differenti aree di monitoraggio; per ciascuna di essa viene attribuito un gi udizio di rischio in considerazione dell’andamento dei relativi KPIs rispetto ai target previsti dal Gruppo/ singola LE. In presenza di più Aree di monitoraggio per un singolo orizzonte temporale esse vengono equi pesate al fine di ottenere un unico giudizio.
Il rischio risulta rilevante se l’assessment sull’andamento dei KPI Environmental definiti dal Gruppo ri torna un valore “Alto” o “Molto Alto”.
Rischio di impresa e strategico – Carbon intensity del portafoglio creditizio L’analisi misura l’intensità emissiva dei settori tramite la WACI (Weighted Average Carbon Intensity), ottenuta rapportando la CO2 Scope 1 e Scope 2 prodotte dalla singola controparte al suo fatturato. L’analisi si concentra sul portafoglio creditizio del Gruppo Credem.
Un settore risulta rilevante se, rispetto alla WACI del portafoglio complessivo, la propria WACI supera la soglia d efinita.
Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi ambientali svolta 2025 e valida per il 2026, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:
76
77 Il concetto di rilevanza, per ciascun rischio, è coerente con quanto utilizzato nell’ambito dei principali processi di gestione dei rischi (ICAAP, ILAAP, RAF e Recovery Plan), al fine di assicurarne massima coerenza in termini di: rischi rilevanti, dotazione patrimoniale e target di ri schio.
In particolare, relativamente ai processi di misurazione e monitoraggio dei rischi C&E, il Gruppo ha svolto varie attività nei diversi ambiti:
● definit o il framework metodologico di misurazione del Rischio di Credito di Transizione e del Rischio di Credito Fisico ed effettuate le relative quantificazioni in ambito stress RAF;
● definito le metodologie per misurare il Rischio di mercato, derivante dall’impatto dei rischi climatico ambientali, mediante la costruzione di una heatmap settoriale del portafog lio degli investimenti e la misura di “Climate VaR” al fine di integrare di tali metriche legate di rischio di mercato e di scoring ESG all’interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management;
● effettuata l’integrazione nei pro cessi ICAAP e ILAAP;
● sviluppato e integrato un approccio metodologico per l’analisi di scenario in ambito Recovery Plan;
● integrato le linee guida di Credit Strategy, per inserire in fase di concessione e di monitoraggio valutazioni di carattere climatico a mbientali;
● integrato i processi di operational e reputational risk;
● definito metriche “ESG -Specific” in ambito RAF al fine di: monitorare i rischi C&E, fissare dei limiti all’assunzione di tali rischi e definire i relativi processi di escalation;
● integrato, nel processo di gestione delle esternalizzazioni, la valutazione dei rischi ESG legati ai
fornitori;
● integrato gli impatti causati dagli eventi climatici e ambientali di rischio fisico nel piano di continuità operativa.
Per quanto ri guarda l’ambito della misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sono stati compiuti importanti progressi metodologici.
Nell’ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo ha concluso un progetto specifico che ha condotto all’introduzione dei principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS 9.
78 Di seguito sono riportati i progressi raggiunti per la misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sul Rischio di Mercato:
Focus Misurazione impatti Rischio di Mercato – RISCHI C&E FISICO E TRANSIZIONE
Con specifico riferimento al portafoglio investimenti ed al rischio di mercato, oltre alla heatmap settoriale (utilizzata anc he per la costruzione dell’indicatore RAF), al fin e di integrare i presidi di monitoraggio del rischio di mercato con gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali (C&E), è stata introdotta la metrica Climate VaR. Tale metrica stima quali potrebbero essere le perdite attese scaturite da uno scen ario climatico avverso, selezionato tra quelli proposti dal Network for Greening the Financial System (NGFS). In particolare, è stato adottato lo scenario più sfavorevole tra "Below 2°C" e "Delayed Transition".
Il Climate VaR è calcolato mensilmente sulla componente corporate e financial del portafoglio di proprietà (Banking Book e Trading Book) e viene sottoposto a un limite operativo come previsto dal Regolamento Finanza.
Le emissioni Scope 3 sono rappresentate dalle emissioni indirette di gas a effett o serra derivanti da fonti che non sono di proprietà o non sono direttamente controllate dall'organizzazione. Le suddette emissioni sono spesso riconducibili alla catena del valore e sono costituite da emissioni dirette e indirette di altre Focus Misurazion e impatti Rischio di Credito – RISCHI C&E Nell’ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, Il Gruppo ha introdotto i principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS 9. Sono state definite le metodologie per gestire i seguenti fattori di rischio climatico:
- «Rischio Fisico» sul portafoglio Mutui e Leasing immobiliari: espresso tramite la riduzione del valore delle garanzie immobiliari, al fine di rappresentare l’ipotetico danno apportato da eventi climatici (alluvioni e frane), in relazione alla rischiosità del territorio in cui è ubicato l’immobile. Tale effetto viene rapprese ntato dalla stima di un “haircut” che riduce il valore della garanzia ipotecaria a supporto del credito e ne determina un aumento delle perdite attese associate.
- «Rischio di Transizione» sul portafoglio Imprese: volto a rappresentare la minore redditivit à in cui le Imprese potrebbero incorrere nell’ambito del processo di adeguamento verso un’economia più sostenibile, con conseguente deterioramento del loro merito creditizio. Tale effetto è gestito tramite la stima dell’aumento della probabilità di default per le Imprese, in relazione al settore in cui queste operano (considerando che le attività più emissive subiranno maggiormente i costi legati al processo di transizione). In aggiunta, influenzando il merito creditizio, tale componente di rischio può infl uire sulla necessità di classificare in stage 2 le Imprese maggiormente più esposte agli effetti del processo di transizione. Per rilevare tale correlazione, è stata affinata la logica di misurazione del SICR, con l’introduzione di una variante specifica p er le Imprese considerate ad alto rischio di transizione (i.e.
concentrate sulle attività a maggiore intensità di carbonio e principali obiettiv i delle strategie di de -
carbonizzazione).
Entrambe le componenti descritte comportano un aumento delle rettifich e di valore calcolate in conformità ai principi contabili IFRS 9 e sono quantificate considerando diversi scenari climatici (differenziati per tempistiche e grado di intensità delle politiche climatiche attivate nel contesto europeo) ad integrazione degli scenari macro -
economici già presi a riferimento nel Framework IFRS9 del Gruppo. In particolare, sono considerati tre scenari climatici, scelti tra quelli forniti dal Network for Greening the Financial System (NGFS), al fine di considerare diverse traiettorie di de -carbonizzazione valutandone gli effetti sul rischio di credito del Gruppo. In particolare si considerano gli effetti di una transizione ordinata (scenario “Net Zero”), una transizione disordinata (scenario “Delayed Transition”) ed uno sce nario di politiche attuali (“NDC”), fornendo così un quadro completo dei possibili percorsi futuri e dei relativi rischi.
Si precisa, che nell’ambito dei processi ICAAP / RAF sono stati valutati, in termini di rilevanza (analisi di materialità), anche i se guenti fattori di rischio climatico:
- «Rischio di Transizione» sul portafoglio Mutui: espresso attraverso una riduzione del valore delle garanzie immobiliari per gli immobili che non rispettano gli standard di efficientamento energetico richiesti dalle politiche di transizione.
- «Rischio Fisico» sul portafoglio Imprese: volto a rappresentare i potenziali danni a fabbricati e/o alla catena di produzione -distribuzione connessi ad eventi climatici (alluvioni /frane).
Tali driver di rischio sono riten uti non rilevanti ai fini dell’inclusione nel Framework IFRS9, a seguito degli esiti delle analisi di materialità condotte, che ne hanno evidenziato gli effetti contenuti e pertanto trascurabili sulle perdite attese.
Il Framework IFRS 9 integrato con la ge stione delle menzionate componenti climatiche è entrato in vigore a partire dal 30 giugno 2025.
79 organizzazioni. Sulla base delle indicazioni del GHG Protocol Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard, le emissioni di gas serra derivanti da diverse asset class devono essere allocate alle istituzioni finanziarie in base alla quota proporzional e di prestito o investimento inerenti alla controparte, rispetto al suo valore complessivo.
Con riferimento all’informativa sulle emissioni GHG Scope 1 e Scope 2 si rimanda alla Rendicontazione di sostenibilità consolidata di Gruppo 2025.
Anche nel 2025 il Gruppo ha calcolato le emissioni di CO2 indirette (Scope 3) collegate a finanziamenti e investimenti. Rispetto agli anni precedenti le modalità di raccolta e di acquisizione dei dati sono state affinate per rendere maggiormente puntuali le stime. L ’analisi delle emissioni di Scope 3 del portafoglio legate ad attività finanziate e agli investimenti del Gruppo è stata realizzata prendendo in considerazione le asset class più rilevanti in portafoglio e utilizzando per ciascuna di queste le specifiche m etodologie di calcolo stabilite nel “Global GHG Accounting and Reporting Standard for the Financial Industry” del PCAF. La quantificazione delle emissioni finanziate è basata su metodologie proprietarie riconducibili ad infoprovider affidati in funzione de lle diverse Asset Class (finanziamenti e investimenti).
80 Per dettagli sul metodo di calcolo si rimanda al box sottostante:
METODOLOGIA DI CALCOLO DELLE EMISSIONI GHG SCOPE 3
• Finanziament i: sono stati inclusi i crediti erogati alle controparti aziendali, ossia riferiti alle categorie Corporate Large, Corporate Small e Retail imprese . La quantificazione delle emissioni finanziate è basata su dati forniti dall’info provider secondo metodolog ie proprietarie. Le emissioni finanziate sono calcolate come rapporto tra il valore contabile dell’esposizione, ossia il GCA ( Gross Carrying Amount ), e il valore della controparte espressa in termini di Totale Attivo. Questo valore è stato moltiplicato per la somma delle emissioni Scope 1, 2 e 3 della controparte (dato fornito da infoprovider). Sono poi stati inclusi i mutui per immobili residenziali e non residenziali calcolando le emissioni in base all’importo lordo di ciascuna esposizion e ed alle caratte ristiche degli immobili utilizzando i fattori emissivi risultanti dal data base PCAF in funzione della disponibilità dei dati relativi agli immobili oggetto di analisi.
• Investimenti di proprietà : è stato considerato il portafoglio Investimenti, inclusi gli investimenti in emittenti Corporate e Financial . Sono stati esclusi il portafoglio negoziazione, gli investimenti in Asset Backed Securities, Mortgage Securities .
Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da info provider utilizzando il GCA ( Gross Carrying Amount ) dell’investimento e l’intensità delle emissioni di Scope 1, 2 e 3 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all’EVIC ( Enterprise Value Including Cash ) della controparte.
• Investimenti : sono stati inclusi nel calcolo gli investimenti in azioni e obbligazioni e gli investimenti in fondi, considerando sia i portafogli gestiti direttamente che i portafogli delegati a terzi. Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da inf o provider, utilizzando per i titoli il GCA ( Gross Carrying A mount ) dell’investimento e l’intensità delle emissioni di Scope 1, 2 e 3 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all’EVIC ( Enterprise Value Including Cash ) della controparte; per i fondi il controvalore di mercato è stato moltiplicato per l’intensità emi ssiva in tonnellate di CO2 equivalente sul valore investito.
Per supportare le attività di misurazione dei rischi climatico ambientali il Gruppo ha consolidato la raccolta di dati, informazioni e score ESG da infoprovider specializzati in grado di stimare le di emissioni GHG, con un elevato livello di granularità, g enerate dalle singole controparti nei diversi portafogli.
Con specifico riferimento al monitoraggio, sono state integrate considerazioni di rischio climatici e ambientali nei processi del Credito e del Rischio operativo e reputazionale.
Relativamente all’ integrazione della Credit Strategy, in coerenza con la strategia di decarbonizzazione, sono state definite le linee guida riconducibili alla valutazione delle controparti aziende e dei collateral immobiliari.
Inoltre, è stato affinato il metodo di valutaz ione della resilienza prospettica riconducibile alle aziende corporate, integrando la performance ambientale delle controparti.
Di seguito vengono riportate le integrazioni apportate nelle diverse fasi del Processo creditizio:
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FOCUS CREDIT STRATEGY
Concessione
Monitoraggio
Valutazione controparti
Gli score automatici ESG, forniti da un Data provider esterno, dal 2023 coprono l'intero portafoglio aziendale e sono stati progressivamente inclusi nel processo di analisi inerente alla concessione per le aziende Corporate (imprese con fatturato singolo o di gruppo superiore a 1.000.000 di euro, oppure, con esposizione singola o di gruppo maggiore di 1.000.000 di euro.
Da aprile 2024 sono stati implementati nei sistemi, strumenti specifi ci basati su dati di input forniti direttamente dal fornitore (scheda di valutazione ESG e report di rischio fisico forniti da un Data provider esterno), ma anche su dati single -name forniti direttamente dai Clienti (questionari esterni forniti da Data provider).
Sul segmento Corporate sono stati identificati un set di indicatori/metriche sintetici di performance rappresentativi del livello di esposizione verso tutti i fattori ESG.
È stata prevista un'autonomia minima per i settoristi centrali della funzione Crediti, con specifico riferimento alle controparti operanti nei settori dell'estrazione del carbone (senza esposizioni e in black list) e dei combustibili fossili non allineati alla Tassonomia. Da giugno 2024 tutte le proposte di nuovi affidament i, incremento o variazione dell’importo, con affidamenti complessivi superiori a 100.000 euro e Score Environmental sfavorevole sono attribuite all’autonomia di deliberazione dei settoristi centrali della funzione Crediti.
È stata aggiornata la normativa interna e la documentazione aziendale al fine di formalizzare i processi di raccolta e valutazione delle informazioni di sostenibilità riferite alle controparti, alle garanzie immobiliari e agli indicatori di riferimento. E’ entrato a regime un sistema di monitoraggio dei fattori C&E sul portafoglio crediti, che include sia le controparti aziende che le garanzie immobiliari. Le informazioni specifiche contenute nel reporting di riferimento sono aggiornate periodicamente e discusse trimestralmente nell'ambit o del Comitato Credit Strategy. Questo sistema di monitoraggio include il presidio di alcuni Key Risk Indicator gestionali:
- Concentrazione dello stock di esposizioni con collateral immobiliari verso classi energetiche peggiori (rischio C&E di transizione).
- Concentrazione di nuove erogazioni con collateral immobiliari verso classi energetiche peggiori (rischio C&E di
transizione)
- Concentrazione dello stock di rapporti creditizi con collateral immobiliari aventi rischio fisico Alto e Molto Alto.
- Concentrazion e di nuove erogazioni (esposizioni) con collateral immobiliari aventi rischio fisico Alto e Molto Alto.
- Concentrazione di esposizioni verso aziende aventi rischio C&E di transizione Alto e Molto Alto
È stato definito il processo di monitoraggio single nam e, focalizzato sul rischio rischio fisico e di transizione e correlato alla situazione finanziaria delle controparti, formalizzando i criteri nella documentazione aziendale.
Valutazione collateral Immobiliari Nel corso del 2023 sono stati definiti processi e strumenti per la valutazione dell’esposizione ai rischi C&E inerenti ai collateral immobiliari, in particolare il rischio di transizione e fisico:
• il rischio di transizione viene valutato attraverso l’analisi dell’Attestato di Prestazione Energe tica (APE);
• l’esposizione al rischio fisico viene analizzata attraverso indicatori contenuti nel report di rischio fisico advanced fornito da un Data provider esterno (attivazione del servizio da aprile 2024).
Con specifico riferimento alla documentazione di riferimento sono stati definiti, nell’ambito della documentazione aziendale e della normativa interna, i processi di raccolta e valutazione delle informazioni e gli indicatori di riferimento, raccolti sia per il residential real estate che per il commer cial real estate.
Di seguito sono riportate le novità relative all’integrazione di considerazioni climatico ambientali nel processo del Rischio Operativo, Reputazionale, Business Continuity ed Esternalizzazioni:
FOCUS RISCHIO OPERATIVO
I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di cat turare anche i fattori di rischio Environmental consentendo così di prendere in considerazione questi fa ttori e il loro potenziale
82 impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le lin ee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l’identificazione all’intern o del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari.
In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di autovalutazione del profilo di rischio che mira a valutare, c on frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Environmental. In particolare, sono state introdotte domande relat ive a perdite derivanti da reclami/contenziosi su tematiche climatiche, perdite/sanzioni derivanti dalle strategie di comunicazione in materia di prodotti/servizi green (greenwashing), errori nell'analisi/monitoraggio della volatilità del mercato e della v ariazione del valore degli asset causata dal cambiamento climatico, perdite derivanti da danni relativi a immobili e/o altri beni aziendali a seguito di eventi di rischio fisico, ecc.
Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Environmental) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all’anno successivo e quindi anche nello scenari o baseline dell’ICAAP.
FOCUS RISCHIO REPUTAZIONALE
La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenzial e impatto economico derivante dal danno reputazionale. L’approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss preve de l’identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario.
L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguent e all'abbando no o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario. Al fine di prendere in considerazione i fattori Environmental e il loro potenziale impatto nell'ambito del processo complessivo di gestione del rischio reputazionale, sono state introdotte nel questionario domande relative alle tematiche ESG ed è stata effettuata una riconduzione agli standard topics (ESRS) della CSRD. Relati vamente al rischio ambientale, gli standard topics coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono: E1 cambiamenti climatici, E2 Inquinamento, E3 Acqua e risorse marine e E4 Biodiversità ed ecosistemi.
La Perdita Inattesa derivan te da tale stima (la componente Environmental pesa circa il 6% della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.
FOCUS BUSINESS CONTINUITY
Uno degli impatti causati dagli eventi climatici e ambientali di rischio fisico sono le perdite dovute all’interruzione della continuità operativa che può derivare dai disastri naturali. Per tale motivo, nel piano di continuità/resilienza operativa, aggiornato annualmente, sono stati int rodotti nuovi scenari specifici, derivanti dalle valutazioni dei criteri ESG quali minacce relative a vento forte/tromba d'aria/cicloni mediterranei (Tropical Like Cyclones - TLC) /grandinata/ondate di calore. Per ogni sito logistico ospitante un'attività critica per il funzionamento della Banca e per i siti ospitanti le infrastrutture tecnologiche, sono stati valutati i rischi di accadimento su una scala qualitativa in base alle fonti informative rese disponibili su siti ufficiali di analisi come Arpa, ISP RAmbiente e Base Dati Think Hazard. Sono state pertanto definite le procedure operative di trasferimento dell’attività in siti alternativi sicuri nei rispettivi scenari.
83 Al fine di monitorare e definire dei limiti per i rischi ambientali che, se superati, determinano un processo di escalation, il Gruppo ha definito, aggiornato e integrato diversi Indicatori nel suo processo di Risk Appetite Framework, sia di primo livello che di secondo livello.
Tali indicatori monitorano l’impatto dei Rischi C&E di transizione e fisici misurando la concentrazione verso le controparti maggiormente esposte. Il Gruppo ha altresì definito metriche di intensità delle emissioni GHG che permettono di monitorare le emissioni delle controparti inerenti al portafoglio crediti.
Per gli indicatori di secondo livello, esplicitati nella tabella seguente, sono state definite soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance:
Tipologia indicatore Rischio Rischio C&E Indicatore
Di concentrazione
Rischio di credito Fisico Indicatore di stock che monitora le esposizioni creditizie con collateral immobiliari aventi rischio fisico alto e molto alto Indicatore di stock che monitora le esposizioni creditizie verso aziende aventi rischio fisico alto e molto alto Di intensità Transizione Indicatore che monitora il grado di esposizione della Banca alle controparti ad alta intensità di emissioni di Scope 1 e 2
(WACI)
È stato inoltre definito un indicatore di primo livello, per il quale sono state calibrate le soglie di Early Warning, Risk Appetite e Risk Tolerance. All’interno del Regolamento RAF, sono state definite le procedure di escalation che le funzioni/comitati di governance devono attivare in caso di superamento dei suddetti limiti.
FOCUS ESTERNALIZZAZIONI
Nel processo di gestione delle esternalizzazioni del Gruppo Credem è stato definito un framework strutturato per l’identificazione, la valutazione e la mitigazione dei rischi che derivano dalla collaborazione con un fornitore in relazione ai servizi erogati. Con l'introduzione del regol amento sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e il principio della doppia materialità, le aziende devono considerare non solo l'impatto dei loro comportamenti su aspetti ESG, ma anche l'impatto di tali aspetti sul loro stesso business: p er tale motivo nella fase di onboarding di un fornitore, nell’ambito della valutazione dei rischi ad esso associati, il Gruppo ha introdotto la valutazione dei rischi ESG tramite la compilazione di un questionario. Inoltre, nella fase di valutazione del ri schio fornitore -fornitura è stata introdotta la valutazione dei rischi climatici e ambientali relativi ai fornitori sotto tre aspetti:
- il rischio che vi siano dei fattori di rischio climatico ed ambientale che possono compromettere l'attività
esternalizz ata
- il rischio che la posizione geografica del fornitore aumenti l'esposizione a rischi climatico -ambientali (la localizzazione dei fornitori in aree soggette ad alti rischi climatico -ambientali può aumentare la vulnerabilità delle attività
esternalizza te)
- se il piano di continuità operativa dei fornitori considera i risk driver climatico -ambientali.
84 Tipologia indicatore Rischio Rischio C&E Indicatore Livello
Di concentrazione
Rischio di Credito Transizione e Fisico Indicatore di stock che monitora le esposizioni creditizie verso aziende a
rischio Environmental
molto alto alla data di riferimento (rating E) I livello (RAF)
Sono stati inoltre individuati a livello di Gruppo dei Key Risk Indicator presidiati dai comitati di governance a livello gestionale.
Relativamente all’inserimento delle componenti connesse al rischio climatico nel proprio framework di stress testing, il Gruppo ha:
● integrato il Recovery Plan con i fattori di rischio legati al clima sia nello scenario sistemico che in quello combinato. In particolare:
o sono stati considerati gli effetti di un evento climatico estremo sul patrimonio immobiliare
del gruppo;
o è stato incluso l’impatto sul provisioning dei crediti in bonis di:
▪ rischio transizio ne per le imprese, che impone specifiche svalutazioni sulle imprese maggiormente esposte al processo di aggiustamento verso un’economia più sostenibile;
▪ rischio fisico sulle garanzie, che comporta un impatto sulla LGD degli immobili in base all’esposizio ne al rischio alluvione.
o è stato incluso un deflusso di liquidità aggiuntivo causato da un evento di frane e alluvioni su tutta la distribuzione geografica italiana nelle aree considerate ad alto rischio.
o è stato incluso l’impatto sulla liquidità dell a svalutazione del portafoglio titoli (in termini di minus, seppur limitato), considerando lo stesso approccio definito per il Rischio di mercato.
● incluso l’impatto del rischio climatico nello scenario avverso del RAF tramite:
o una metodologia volta a valutare, in termini maggior Expected Credit Loss: il rischio di transizione sulle controparti aziende in termini di shift sulla Probability of Default (PD) derivante dall’impatto dei maggiori costi delle emissioni su indicatori di bilancio nei diversi sc enari NGFS; il rischio fisico e il rischio di transizione sul portafoglio degli immobili a garanzia in termini di peggioramento del parametro LGD derivante da un aumento degli haircut sugli immobili.
o stimato la perdita potenziale legata sia al rischio f isico sia al rischio di transizione che potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti del Gruppo (HTC/HTCS) tramite l’utilizzo del
Climate Var
o la Perdita Inattesa relativa ai Rischi Reputazionali derivante dalla stima della reputational loss in te rmini di riduzione della redditività (utile) e quindi dei fondi propri. Tale stima comprende le tematiche ESG.
I fattori C&E sono stati integrati nell’ICAAP 2026 per valutare:
nello scenario baseline:
○ o lato rischio di credito è stato stimato l’impatto del rischio climatico in termini di rettifiche aggiuntive sui crediti in bonis (incremento ECL), sulla base di stime quantitative
preliminari;
○ o lato rischio operativo è stata inserita la Perdita Attesa del processo RSA relativa ai temi ESG, nel budget degli oneri straordinari;
nello scenario avverso:
○ lato rischio di credito, l'impatto, in termini di incremento dell’ECL, del rischio fisico e di transizione sia sulla PD sia sulla LGD tramite l’utilizzo degli scenari NGFS;
○ per il rischio di mercato , attraverso l'adozione del Climate Value at Risk (CVaR), è stata stimata la perdita potenziale legata sia al rischio fisico sia al rischio di transizione che
85 potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti (in termini di incremento riserve ptf titoli HTCS) in diversi scenari climatici (forniti da NGFS);
○ la Perdita Inattesa relativa ai Rischi Reputazionali derivante dalla stima della reputational loss in termini di riduzione della redditività (utile) e quindi dei fondi propri. Tale stima comprende le t ematiche ESG;
○ inoltre, nell'analisi di stress test, sono stati valutati eventi estremi tra cui perdite operative, dal punto di vista C&E, relative a danni a beni mobili e immobili dovuti all'interruzione delle operazioni a causa di un evento di rischio fis ico localizzato a Reggio Emilia, dove la Banca ha la sua principale sede operativa.
L'impatto sull'adeguatezza patrimoniale è stato valutato sia nella visione NIP che in quella EIP.
Le analisi di stress in ambito ICAAP si basano sui seguenti scenari NGFS (Network for Greening the Financial
System):
● Nationally Determined Contributions (NDCs) ● Net Zero 2050
È stata effettuata anche un’analisi di scenario sui rischi ambientali per stimare l'effettivo danno regionale alla perdita di biodiversità e dei servizi ecosistemici, sulla base della distribuzione geografica delle controparti aziendali e delle garanzie immobiliari, attraverso la misurazione dell'indicatore relativo all'abbondanza media delle specie MSA (Mean Abundance Species). Il modello utilizza scenari Shared Socioeconomic Pathways (SSP) per analizzare gli impatti delle attività umane sulla biodiversità.
● L'impatto dei rischi C&E è stato valutato anche in termini di rischio di liquidità nell'ambito dell'ILAAP
2026:
o aumento dei deflussi al dettagl io a seguito del rischio che si verifichino eventi come frane e alluvioni (rischio fisico);
o perdita sul portafoglio di investimenti di proprietà del Gruppo, in linea con il Climate VaR (rischio fisico e di transizione).
L’impatto è in termini di riduzione degli indicatori LCR e Gap cumulato 1 mese.
I fattori C&E integrati nello scenario base dell'ICAAP 2026 hanno un’incidenza sui fondi propri dello scenario base a fine 2026 pari a 0,01%.
I fattori C&E integrati nello scenario avverso dell'ICAAP 2026 hanno u n’incidenza sui fondi propri stressati a fine 2026 pari a circa lo 0,3%.
Nello scenario avverso dell’ILAAP 2026, i fattori C&E hanno un’incidenza sui conti correnti retail pari all’1,4% e sul portafoglio titoli pari allo 0,1%.
Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio Ambientale delle controparti, in particolare attraverso le categorie di attivi eligible a cui Il Gruppo destina i proventi delle obbligazioni ESG, le politiche di investimento e screening dell’Area Wealth Management e i S ustainability Linked Loan Green, Social and Sustainability Bond Framework - Attivi Eligible Green Come indicato nel GSS Bond Framework di Credem, i proventi delle emissioni di Green Bond, vengono utilizzati esclusivamente per finanziare e/o rifinanziare gli attivi eligible green per mitigare il cambiamento climatico, riducendo l’emissione di gas serra e l’inquinamento con l’obiettivo di supportare la transizione verso un’economia low -carbon. Gli attivi Eligible Green sono rappresentati dalle seguenti categorie:
● Prevenzione e Controllo dell'Inquinamento: tecnologie, infrastrutture e operazioni per supportare lo smaltimento dei rifiuti;
● Energia Rinnovabile: attrezzature, sviluppo, produzione, costruzione, operazione, distribuzione, capacità di stoccaggio dell'energia e manutenzione di fonti di energia rinnovabile: es. eolica, solare fotovoltaica e CSP; idroelettrica; geotermica;
● Trasporti Puliti: progetti, attività e tecnologie che supportano le infrastrutture per il trasporto pulito e l'espansione della flotta per il trasporto pubblico passeggeri e merci con treni, tram e reti metropolitane; veicoli commerciali e passeggeri;
86 ● Edifici Green: prestiti per finanziare la costruzione e/o l'acquisizione di edifici commerciali e residenziali - Prestiti per finanziare la ristrutturazione di edifici residenziali e commerciali (inclusi gli Incentivi Fiscali Superbonus ed Ecobonus);
● Gestione Sostenibile delle Risorse Naturali Viventi e Uso del Territorio: agricoltura sostenibile dal punto di vist a ambientale; allevamento animale sostenibile; input per aziende agricole climaticamente intelligenti, come protezione biologica delle colture o irrigazione a goccia;
● Attività Green Supportate da Meccanismi Statali: finanziamenti assistiti da garanzie sta tali (es.
Garanzia SACE) e/o incentivi/agevolazioni statali (es. SABATINI Green).
Nel primo semestre 2026 le società del Wealth management del Gruppo hanno continuato a implementare le attività finalizzate ad integrare e valorizzare il fattore ESG nei pro cessi di investimento, nella gamma prodotti, nelle attività di governance, nella formazione dei dipendenti nonché nei servizi di consulenza erogati alla clientela.
Di seguito si riporta il quadro complessivo in essere rispetto alle varie leve strategiche:
1) in relazione ai PROCESSI DI INVESTIMENTO:
● sono stati applicati i criteri di sostenibilità integrati nei processi di investimento delle società prodotto (sgr, compagnia vita, sim) anche per la creazione di nuovi prodotti (oicr, ibips) e linee di gestione di portafogli sostenibili;
● viene applicata una specifica metodologia di scoring ESG proprietario che, partendo dalle informazioni e scoring forniti da 2 principali provider esterni ed integrando le valutazioni delle società wealth e del Servizio W ealth Governance di Gruppo anche in base a due diligence specifiche effettuate direttamente sugli asset manager terzi, riporta un giudizio di sostenibilità (score ESG) sui singoli emittenti ed OICR utilizzati per la creazione dei prodotti e la costruzione dei portafogli dei servizi e dei prodotti sostenibili. Specifica metodologia è stata definita anche per la gestione dei prodotti ESG di private asset fund e ramo assicurativo;
● viene utilizzato un questionario di Due Diligence (DDQ) per gli asset manager te rzi i cui prodotti sono utilizzati all’interno del servizio di gestione e di consulenza: l’indagine viene utilizzata per la gestione del rischio di sostenibilità e per le attività di engagement nei loro confronti. Nel corso del 2026 è stato effettuato un a ggiornamento delle due diligence con l’adozione del nuovo DDQ di valutazione degli asset manager utilizzati dal Gruppo per indagare, ad esempio, anche le misure ed i presidi delle controparti sul rischio greenwashing e sui requirements di trasparenza;
● sono state applicate le esclusioni specifiche, ovvero esclusioni valoriali che impattano e si applicano a tutti i portafogli e servizi sostenibili dell’area wealth. Tali esclusioni, con riferimento all’investimento in strumenti finanziari diversi dagli OICR , comprendono gravi violazioni nell ’ambito dei Diritti Umani e del Lavoro Minorile;
● sono state applicate, oltre alle esclusioni specifiche, le politiche di esclusione generale rivolte a specifici settori di business o strumenti finanziari non in linea con i principi di etica e integrità del Gruppo attraverso un approccio trasversale applicabile, ove compatibile, a tutti gli Stakeholder aziendali, ivi compresi i portafogli di investimento. Tali esclusioni, come disciplinato nel Regolamento di Gruppo in mater ia di Sostenibilità comprendono Derivati su materie prime alimentari e Armi non convenzionali. In riferimento a queste ultime sono stati integrati i presidi specifici previsti a livello di Gruppo derivanti dalla Legge n. 220 del 09/12/2021 “misure per cont rastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo;
● è stata applicata la specifica politica e metodologia per la gestione ed il monitoraggio dei principali effetti negativi (c.d. PAI - Principal A dverse Impact) delle decisioni di investimento nella gestione dei prodotti e servizi sostenibili. In tale ambito sono stati ritenuti prioritari in primis i seguenti P AI
indicators:
·PAI 2: Carbon footprint;
·PAI 3: GHG intensity of investee companies;
·PAI 10: Violations of UNGC principles and OECD Guidelines for Multinational Enterprises;
·PAI 14: Exposure to controversial weapons;
● sono proseguiti i rapporti di collaborazione con un primario player internazionale attivo sui temi della sostenibilità, con cu i è stato attivato uno specifico Stable Wealth Agreement. La collaborazione ha l’obiettivo di migliorare ulteriormente la gestione dei temi ESG, sia dal punto di vista metodologico che di creazione di nuovi prodotti. In tale ambito nella prima parte del 20 26 sono continuate le attività di analisi e confronto con il partner così come previsto dal Master Plan elaborato sui principali temi della sostenibilità sui quali confrontarsi in dettaglio, anche al fine di
87 poter definire potenziali evoluzioni del modello ESG, sia metodologiche che di processo, adottato dal Gruppo CREDEM;
● è stato effettuato l’adeguamento degli OICR rispetto alle Linee Guida ESMA funds’ name.
2) in relazione alla GAMMA PRODOTTI:
● nel corso del tempo è stata revisionata la gamma prodotti ed i servizi finanziari offerti dal Gruppo al fine di garantire un’adeguata e crescente presenza di prodotti sostenibili da offrire alla clientela.
A livello complessivo sui prodotti e servizi del m ondo wealth del Gruppo, al 30 giugno 2026 risultavano circa 16,7 billion di AuM sostenibili con una crescita importante rispetto ai precedenti anni e con una incidenza % degli AuM dei prodotti ESG gestiti dal Gruppo (oicr, gestioni di portafogli, prodotti di investimento assicurativi) sul totale AuM dei prodotti gestiti dal Gruppo pari a circa il 45%.
3) in relazione alla CONSULENZA:
● è stato reso operativo il questionario MiFID integrato al fine di raccogliere le preferenze della clientela anche sui temi della sostenibilità;
● sono integrati i processi di creazione e gestione del catalogo prodotti in consulenza al fine di valorizzare anche il fattore di sostenibilità. In tale ambito tutti i prodotti (sia in consulenza ma anche fuori catalogo) sono mappa ti rispetto allo scoring ESG proprietario delle società Wealth, questo anche al fine di garantire una coerenza di approccio tra la gestione dei prodotti originati dalle società wealth di prodotto e la gestione dei portafogli della clientela in consulenza d a parte dei consulenti;
● sono integrate le metriche ed i controlli MiFID per incorporare e valorizzare anche il fattore ESG sia nei processi di verifica dell’adeguatezza di portafoglio che in quelli di gestione della product governance; anche su tale tema, come anticipato sopra, in coerenza con il nuovo questionario MIFID, alla luce delle linee guida ESMA , indicazioni di CONSOB e prassi di mercato sono stat i resi operativi alcuni interventi evolutivi;
● è presente un indicatore di qualità del portafoglio sulla sostenibilità, in aggiunta agli altri indicatori di qualità previsti dal modello di consulenza (indicatore di rischio mercato, di asset allocation, di concentrazione, di rischio credito, di qualità fondi/equity/bond…), al fine di meglio valorizzare il fattore ESG in ottica di modello di servizio e supporto finanziario prestato dal Gruppo CREDEM e sul quale sono poi anche attivati i controlli di adeguatezza MiFID;
● adottata una reportistica da utilizzare e consegnata alla clientela in ambito sia di diagnosi del portafoglio che di erogazione delle raccomandazioni di consulenza per esporre anche le nuove grandezze di sostenibilità (scor e ESG di portafoglio e di prodotto).
4) in relazione alla GOVERNANCE:
● è stato istituito il nuovo Servizio Wealth Governance c on l’obiettivo di coordinare e presidiare le attività per definire sia le macro linee guida sui temi della sostenibilità lato CSR (Corporate Social Responsibility) e SRI (Sustainable Responsible Investment);
● è operativo il Comitato di Sostenibilità Wealth che funge da organo propositivo e consultivo nei confronti degli organi delle Società del Wealth Management per cui il Servizio Wealth Governance svolge il ruolo di segretario;
● viene adottato dalle Società Wealth che si occupano di attività di gestione un Tableau de Bord ESG, ovvero un framework di reporting periodico verso gli Organi societari progettato per fornire un quadro chiaro e strutturato dei principali indicatori di performance e rischio di sostenibilità in relazione alla società considerando KPI di Impatto, KPI Commerciali e KRI;
● continua l’adesione e la collaborazione con i PRI (Principles for Responsible Investment), framework di membership delle Nazioni Unite promotore dei principi di gestione responsabile e con il “Forum per la finanza sosten ibile”, l’organizzazione no -profit di cui fanno parte operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti;
88 ● continuano le collaborazioni con le associazioni di settore (ABI, Assogestioni, AIPB, ANIA, e cc) al fine di monitorare e presidiare in allineamento con le associazioni stesse gli sviluppi regolamentari della Sustainable Finance & Insurance e del conseguente indirizzo sulle macro -linee guida di adeguamento attività (Regulatory business) sui prodott i, modelli di servizio, strategie di business e profili di rischio. In particolare nel primo semestre 2026 sono continuati i confronti sulla revisione della normativa SFDR.
SLL - Sustainability Linked Loan Il Sustainability Linked Loan è una tipologia di finanziamento che ha l’obiettivo di incentivare il raggiungimento di predefiniti obiettivi di sostenibilità da parte del beneficiario. Il finanziamento prevede la contrattualizzazione di obiettivi/KPI specifici in ambito Environmental (E), Soc ial (S), Governance (G) finalizzati al miglioramento del profilo di sostenibilità della controparte, che consentono di pattuire, con specifica clausola contrattuale, impegni particolari con l’impresa, prevedendo la conferma dello spread contrattualmente st abilito o la sua riduzione (una tantum) in relazione:
● alla presentazione, almeno una volta all’anno alla Banca, di informazioni aggiornate e sufficienti – a ragionevole giudizio della Banca – per monitorare l’andamento degli obiettivi/KPIs contrattualizzat i, nonché, per ciascuna annualità in cui il finanziamento è in ammortamento (compreso l’eventuale periodo di preammortamento), il bilancio civilistico e la relativa nota integrativa o il bilancio di
sostenibilità;
● al raggiungimento del 100% dei KPIs/obiett ivi contrattualizzati e che ciò sia attestato dal bilancio civilistico e dalla nota integrativa o dal bilancio di sostenibilità redatti e pubblicati ai sensi di legge e il cui deposito presso il Registro delle Imprese sia dimostrato da apposita ricevuta;
● al regolare ammortamento del finanziamento e all’adempienza del Cliente alle relative obbligazioni di pagamento ai sensi delle norme che regolano il servizio finanziamento chirografario a tasso fisso o variabile.
In ambito Environmental i KPI utilizzabili riguardano molteplici ambiti, a titolo di esempio: riduzione delle emissioni dirette/indirette di CO2, approvvigionamento dell’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, riduzione consumi energetici, realizzazione progetti a tutela della biodivers ità, certificazioni sistemi di gestione aziendali.
Tabella 2 - Informazioni qualitative sui rischi sociali
Sezione Business strategy and processes Il Gruppo prosegue l’attività di consolidamento dei rischi sociali nel proprio modello di business, rafforzando le politiche e le iniziative orientate al benessere e allo sviluppo della forza lavoro. Il framework normativo interno - che include il Codice E tico, il Codice di Comportamento interno, il Regolamento di Gruppo in materia di Sostenibilità e la Policy di Gruppo People Management - assicura l’applicazione di standard elevati in termini di inclusione, trasparenza e pari opportunità.
Sono state mant enute, e in corso di validità al 30.06.2026, le seguenti certificazioni:
● Equal Salary e Parità di Genere (PDR UNI 125:2022), che comprendono un confronto quantitativo dei dati sulle retribuzioni e promuovono, inoltre, la trasparenza sui processi lavorativ i nell’accesso al lavoro, parità reddituale a parità di inquadramento, pari accesso alle opportunità di carriera e di formazione, piena attuazione del congedo di paternità in linea con le migliori pratiche europee e promozione di politiche di welfare;
● Top Employer, che comprende molteplici macroaree relative alla gestione delle risorse umane ed esamina molteplici temi e rispettive buone pratiche, tra cui il riconoscimento delle persone e delle loro professionalità, ambiente di lavoro, opportunità di car riera, formazione e sviluppo, valorizzazione delle diversità, equità e inclusione, benessere, talent attraction, impegno sociale.
Le suddette certificazioni, unitamente al Codice Etico, di Comportamento Interno e al Regolamento di Gruppo Sostenibilità, def iniscono linee guida operative per la gestione dei rischi sociali e per l’implementazione di politiche di inclusione e trasparenza ed attestano l’impegno del Gruppo nelle politiche gestionali verso tutte le Persone rispetto ai seguenti ambiti:
● parità salar iale;
● iniziative di conciliazione vita -lavoro e supporto alla genitorialità (es. agile working e potenziamento dei congedi parentali);
89 ● formazione e informazione per contrastare gli stereotipi femminili relativamente al lavoro nel
settore finanziario;
● adozione di politiche di assunzione volte a scongiurare qualsiasi forma di discriminazione.
Nel 2026 è proseguito il percorso tracciato di pianificazione strategica integrata, che include anche obiettivi di carattere sociale, per favorire la c reazione di valore. Sono stati infatti confermati obiettivi sociali di medio termine (al 2030) con l’obiettivo di:
● potenziare i percorsi welfare di prevenzione, riducendo i potenziali impatti negativi sulla salute correlati all’attività lavorativa a livell o aziendale e, indirettamente, a livello sociale;
● sviluppare le modalità di selezione delle persone e lo sviluppo di politiche idonee a promuovere le pari opportunità di genere, in un contesto aziendale orientato, ad ogni livello, alle pari opportunità di ruolo e parità
di trattamento;
● incentivare la formazione ESG, per qualificare conoscenze e competenze, in modo complementare alla
formazione obbligatoria;
● potenziare le attività di educazione finanziaria, per sviluppare una cittadinanza atti va e consapevole e diminuire le asimmetrie informative tra banca e consumatore. Nell’ambito del processo di pianificazione preliminare è stato definito un target specifico per incrementare il numero di studenti coinvolti in attività di educazione
finanziar ia;
○ estendere le logiche di sostenibilità alla catena del valore, mediante scoring ESG estesi alle politiche di finanziamento e investimento. A tal proposito, al fine di garantire un'adeguata valutazione dei fornitori e monitorare il loro allineamento ai p rincipi di sostenibilità, è stato sviluppato un sistema di valutazione basato su un rating di sostenibilità ottenuto da un infoprovider esterno specializzato, che garantisce analisi dettagliate e dati aggiornati per valutare le performance ESG dei fornitor i.
Il rischio complessivo dei fornitori comprende: il rischio legale, finanziario, reputazionale, cyber e di sostenibilità. In fase di valutazione dei rischi delle forniture considerate critiche vengono valutati anche i seguenti aspetti:
o il rischio che sia no presenti fattori di rischio climatico ed ambientale che possono compromettere l'attività esternalizzata;
o il rischio che la posizione geografica del fornitore aumenti l'esposizione a rischi climatico -
ambientali (la localizzazione dei fornitori in aree so ggette ad alti rischi C&E può aumentare la vulnerabilità delle attività esternalizzate);
o se il piano di continuità operativa dei fornitori considera risk driver C&E.
Rilevanza della tematica "S2 - Lavoratori nella catena del valore" Nell'ambito dell'analisi di Doppia Rilevanza condotta nel 2025, si registra un’evoluzione: la tematica "S2 -
Lavoratori nella catena del valore" è risultata rilevante per la catena del valore a valle (in particolare per i lavoratori impiegati nelle imprese che il Grup po finanzia e nelle quali investe). Nello specifico, sono risultati materiali tre impatti potenziali negativi:
● Salute e sicurezza: il rischio che l'assenza di adeguati standard nelle attività delle controparti aumenti infortuni e malattie professionali;
● Violenza e molestie: l'assenza di misure efficaci contro comportamenti lesivi della dignità sul luogo di lavoro lungo la catena del valore;
● Riservatezza dei dati: il rischio di mancata tutela della privacy e dei dati personali dei lavoratori delle imprese cl ienti.
Il Gruppo presidia tali rischi in modo preventivo e indiretto, integrando criteri "Social" nella Policy di Gruppo Crediti (tramite score ESG forniti da info -provider esterni e questionari dedicati su codice etico, ISO 45001, e meccanismi di whistleb lowing) e nelle politiche di investimento Wealth (esclusioni etiche per gravi violazioni dei diritti umani o lavoro minorile).
90 I risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2028 consuntivati a di cembre 2025 rispetto all'obiettivo annuale, sono riportati nella seguente tabella:
Descrizione dell’obiettivo Baseline 2022 Consuntivo 202 5 Target 2030 Assunzioni: incremento delle assunzioni complessive del periodo, favorendo le giovani generazioni 172 579 700 Congedi e permessi: garantire il mantenimento di una quota volontaria aziendale, incrementale rispetto agli obblighi normativi (6 tipologie che si aggiungono alle 8 già previste da Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro o CCNL) 6 tipologie 8 permessi retribuiti oltre a quelli garantiti dal CCNL Mantenimento 6 tipologie di congedi e permessi extra Contratto Collettivo Nazionale di
Lavoro
Lavoro agile: incentivo al lavoro agile su tutta la popolazione aziendale 86% 86% di forza lavoro che ha sottoscritto contratto per usufruire del lavoro
agile
86%
Prevenzione sanitaria: garantire un’attività periodica a tutta la popolazione aziendale Pacchetti
prevenzione
sanitaria
biennale a carico dell’azienda 4 campagne di
prevenzione sanitaria
(pacchetto prevenzione
sanitaria e video -
consulti)
Mantenimento dei
pacchetti prevenzione
sanitaria biennale a
carico dell’azienda
Certificazioni sulla Parità di genere e retribuzione: politiche di diversità e inclusione, anche medi ante certificazioni
dedicate Certificazione
Equal Salary,
Certificazione
Parità di Genere Certificazioni confermate Mantenimento
Certificazione Equal
Salary e Certificazione Parità di Genere Quota di formazione e -learning sul totale della formazione eroga ta 80% 64% 80% Formazione ESG: numero di Persone che nell'arco dell'anno fruiscono di almeno un corso ESG volontario 21% 26% 30%
L’obiettivo primario è quello di garantire pari opportunità e valorizzare diversità, inclusione ed eque opportunità contribuendo alla creazione di valore. Attraverso la contaminazione di genere, conoscenze, competenze ed esperienze, vengono favorite creatività e innovazione, diminuisce il rischio di discriminazioni, viene incentivata la motivazione di dipend enti e collaboratori, la capacità di attrarre e trattenere Persone ad alto potenziale e un miglior clima aziendale.
Gli obiettivi sopra elencati vengono monitorati trimestralmente dal Comitato Sostenibilità di Gruppo. Le evoluzioni intermedie si sono dimos trate in linea con quanto prefissato ed allineate rispetto al target complessivo da raggiungere al 2030.
Tra le altre iniziative sociali attivate si evidenziano:
Inclusione, Diversità e Pari Opportunità
91 La politica del personale è volta a garantire pari opportunità e valorizzare diversità ed inclusione contribuendo alla creazione di valore. Per favorire il raggiungimento di questo obiettivo, il Servizio People ha istituito un gruppo di lavoro liquido costituito dal Team Leader di direzione e da Persone appartenenti alle aree della Gestione, Selezione, Formazione, Amministrazione e Comunicazione interna: attraverso il confronto continuo viene stimolata la progettualità su diversità e inclusione e vengono pianificate le iniziative nate dall'as colto di bisogni ed esigenze di cui si fanno portavoce oltre 130 Diversity Coach appartenenti a diverse aree aziendali e a diverse fasce generazionali, figure cruciali che ricevono una formazione dedicata per stimolare l'incontro, il confronto e l'analisi sui temi della diversità e dell'inclusione nelle diverse aree. Le iniziative nate dal suddetto ascolto vengono poi discusse e pianificate grazie al gruppo di lavoro liquido istituito dal Servizio People e, attraverso il confronto continuo, stimolano la pro gettualità su questi temi anche mediante sessioni formative su tutta la popolazione aziendale.
Al 31 dicembre 2025, l'organico del Gruppo si attesta a 6.771 dipendenti totali (di cui 4.013 uomini e 2.758 donne).
In particolare, nell’ambito della certific azione Equal Salary, l'analisi delle componenti fisse e variabili valuta e confronta con precisione diversi fattori che influenzano la retribuzione – tra cui ruolo svolto, anni di servizio, età, titolo di studio e livello di inquadramento – riscontrando un a differenza marginale nella remunerazione degli uomini rispetto alle donne pari allo 0,71%.
Il calcolo viene effettuato tramite una regressione lineare multipla, che consente di isolare l’effetto del genere sulla retribuzione mantenendo costanti tutti gli altri fattori rilevanti, in linea con la metodologia prevista dalla certificazione Equal Salary.
Tale scostamento, ampiamente sotto la soglia del 5% prevista dal modello della certificazione Equal Salary, soddisfa dunque i criteri per la parità di retribu zione tra donne e uomini stabiliti dalla certificazione.
Nel corso dell’anno sono proseguite le azioni volte alla diffusione di una cultura aziendale basata sui valori dell'inclusione e della diversità mediante:
● iniziative a sostegno della genitorialità e della professione femminile, colloqui dedicati durante la
maternità;
● community interna sui social aziendali;
● iniziative dedicate all’ascolto delle Persone nella fascia di età under 35, 35 -45 anni, 45 - 55 anni e over 55 con iniziative speci fiche;
● organizzazione di eventi/webinar finalizzati alla condivisione e confronto con testimoni esterni al
mondo aziendale;
● iniziative dedicate alla promozione delle discipline STEM con focus sul gender gap e su alcuni casi di controtendenza con attività p arallela di promozione sociale anche presso le scuole del territorio;
● portale dedicato alla Diversity, che contiene aggiornamenti e sintesi delle iniziative attivate per favorire la diffusione di una cultura aziendale che valorizza e include le diversità;
● specifici corsi dedicati alle persone in ottica di sensibilizzazione sui temi dei pregiudizi e bias
cognitivi;
● webinar di approfondimento dedicati alle fragilità e a temi specifici quali la salute mentale, ansia e attacchi di panico.
Salute, prevenzione e gestione dei rischi Il Gruppo ha adottato un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per garantire la conformità a leggi e normative in materia, promuovere la cultura della sicurezza e consolidare il benessere all’interno dell’organizzazione. Il sistema è conforme alla normativa italiana, in particolare al D.lgs. 81/2008 e successive modifiche (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro).
La gestione interna della salute e sicurezza sul lavoro è dettagliata nel Regolamento di Gruppo "Sicurezza Sul Lavoro", di competenza del Responsabile della funzione Prevenzione e Sicurezza, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.
Nel corso del 2025, il Gruppo ha implementato procedure strutturate per la gestione dei r ischi legati alla salute e alla sicurezza sul lavoro, supportate da formazione specifica e sistemi di monitoraggio e feedback. In
particolare:
● Presidi organizzativi e tecnici per prevenire rapine in filiale;
92 ● Investimenti nei sistemi di protezione e monitoraggio continuo degli impianti;
● Formazione annuale al personale su comportamenti da adottare in caso di rapina.
L’attenzione al benessere fisico e mentale è rafforzata attraverso programmi di prevenzione sanitaria che includono pacchetti biennali di visite personalizzate (sono previste n. 4 tipologie di pacchetti biennali di visite dedicati alla prevenzione e personalizzati in funzione dell’età), iniziative di prevenzione oncologica in collabor azione con enti specializzati e servizi di videoconsulti su salute e benessere.
Formazione e sviluppo delle competenze Nel corso del 2025 sono stati definiti:
● percorsi professionali strutturati e job -rotation interna;
● iniziative di upskilling e reskilling supportate dai "Maestri di Mestiere";
● formazione sull'intelligenza artificiale;
● corsi sugli strumenti digitali, cybersecurity e ESG;
● percorsi dedicati a leadership, intergenerazionalità e competence leader;
● catalogo formativo e coaching individu ale per lo sviluppo di soft skills;
L’ erogazione di percorsi formativi ESG è stata realizzata anche mediante la creazione di un Portale online formazione accessibile a tutti i dipendenti su base volontaria.
Supporto sociale
Le molteplici iniziative di s ostegno, collaborazioni con enti terzi, donazioni e/o sponsorizzazioni, al fine di promuovere l'istruzione, lo sviluppo delle competenze e l'imprenditorialità, costituiscono un pilastro che consente di contribuire allo sviluppo sociale ed economico delle c omunità in cui opera.
Nello specifico, il Gruppo ha garantito nel 2025 oltre 2 milioni di euro in erogazioni e sponsorizzazioni, orientando gli interventi attraverso l'ascolto attivo delle comunità e il monitoraggio costante degli impatti (beneficiari ragg iunti e risultati conseguiti) per garantire coerenza con i bisogni dei territori. In particolare:
● Erogazioni liberali: contributi a favore di organizzazioni non governative e no -profit. Spiccano il sostegno a Save the Children e Fondazione Reggio Children per il contrasto alla povertà educativa attraverso 27 "Punti Luce" e 11 "Spazi Mamme" (oltre 18.000 beneficiari nel 2025), il supporto a Banco Alimentare per l'efficientamento logistico e la distribuzione di 3 milioni di kg di alimenti, e le iniziative di tutela ambientale con Plastic Free Onlus .
● Volontariato d’impresa: programmi di cittadinanza attiva che nel 2025 hanno coinvolto circa 700 dipendenti in 139 iniziative solidali (tra cui Legambiente, Caritas e Touring Club). Il Gruppo promuove inoltre il volontariato di competenza , come il programma Pathway con Sistech per l'inclusione digitale di donne rifugiate.
● Sponsorizzazioni: finanziamenti volti a promuovere la cul tura e l'aggregazione sociale, tra cui il consolidato impegno come Title Sponsor della Lega Pallavolo Serie A e la valorizzazione del Patrimonio Artistico (acquisizioni, restauri e aperture al pubblico dei palazzi storici tramite ABI è cultura e Spazio Cre dem ).
● Istruzione e formazione: investimenti in progetti educativi. Tra questi, la collaborazione con FEduF per programmi di educazione finanziaria (coinvolti oltre 1.700 studenti e 26.000 utenti digitali) e il progetto Obiettivo EFFE con l’ Università Milano -Bicocca per il potenziamento delle competenze finanziarie e l'empowerment femminile.
● Salute e prevenzion e: attività a sostegno della ricerca scientifica, in particolare il supporto quinquennale alla Fondazione Italiana Linfomi per lo studio clinico FOLL19 , volto a personalizzare i trattamenti di medicina di precisione, che ha completato il reclutamento di 60 4 pazienti in 52 centri ematologici.
Equilibrio vita -lavoro e welfare aziendale Per favorire la conciliazione tra vita professionale e privata, il Gruppo ha adottato modalità di lavoro agile, ampliato i congedi parentali e implementato un piano welfare che include servizi di supporto psicologico, consulenze specializzate e iniziative rivolte ai caregiver. Queste azioni mirano a creare un ambiente di lavoro sano e motivante, in grado di mitigare gli impatti negativi sul benessere dei dipendenti attraverso i seguenti
principali strumenti:
93 ● lavoro agile e welfare personalizzato per esigenze individuali;
● pacchetti di prevenzione e video -consulti su salute e benessere;
● Piattaforma FitPrime e collaborazione con Technogym per attività fisica;
● supporto psicologico;
● iniziative per la genitorialità, caregiver e per gli animali domestici;
● servizi di consulenza legale, previdenziale e fiscale;
● corsi di inglese volontari;
● eventi sportivi, ludici, culinari e culturali organizzati dall’associazione dei dipenden ti Proteo;
● nuovi permessi retribuiti per genitori ed estensione permessi studio e incremento bonus laurea;
● iniziative di volontariato;
● iniziative ambientali (carpooling, mobilità sostenibile);
● premio welfare.
Processi di ascolto e coinvolgimento Il Gruppo agisce politiche continuative di dialogo e confronto con i dipendenti per garantire un ascolto trasversale dei bisogni e allineamento sulla strategia e progettualità complessiva, anche per aumentare la motivazione e favorire un buon clima interno.
Il dialogo si sviluppa principalmente attraverso i seguenti canali:
● indagine di clima;
● indagine di Sostenibilità;
● colloqui periodici con i referenti diretti;
● colloqui periodici con i gestori del personale;
● contrattazione collettiva e di secondo livello;
● welfare aziendale.
Attraverso i suddetti strumenti il Gruppo monitora costantemente il benessere organizzativo individuando tempestivamente aree di miglioramento e attraverso la facoltà adeguare le strategie di People Management, garantendo un processo de cisionale partecipativo e orientato alle esigenze reali della forza lavoro.
L’indagine di clima, in particolare, è volta a consultare i dipendenti anche al fine di definire una valutazione circa l’efficacia delle azioni poste in essere durante l’anno in ri sposta agli ambiti di miglioramento emersi dalla precedente indagine. Risulta, altresì, funzionale a determinare ulteriori aree di miglioramento, ovvero nuove azioni per mitigare eventuali malcontenti emersi.
L'ascolto attivo e i canali di coinvolgimento s i estendono sistematicamente anche verso l'esterno, coinvolgendo nel 2025 23.992 clienti nell'indagine annuale di Customer Satisfaction (basata sul modello ACSI).
● Customer Satisfaction Index: si attesta a un livello elevato pari a 81,3 punti su 100 (rispet to a 82,6 del 2024), risentendo di una leggera flessione sul gradimento complessivo dei canali digitali (app e
internet banking);
● Net Promoter Score (NPS): si attesta a 39 punti (rispetto a 41 del 2024);
● Customer Experience Index (Private Banking - CEPB): introdotto nel 2025 coinvolgendo 3.827 clienti, ha registrato uno score eccellente di 81 su 100, evidenziando l'alto standing e la professionalità percepiti dei banker.
Nel 2025 il Gruppo, nell’ambito del processo di redazione della Rendicontazione consol idata di Sostenibilità ha attivato un’attività di Stakeholder engagement, utilizzata per la definizione dell’attuale strategia, per definire gli impatti attuali e potenziali, positivi e negativi dell’impresa sull’economia, sull’ambiente e sulle persone, in clusi quelli sui diritti umani, nell’ambito delle sue attività e dei suoi rapporti di business, favorendo una comprensione più estesa dei rischi e delle opportunità (doppia materialità). Per ulteriori informazioni fare riferimento alla sezione Governance, del capitolo Informazioni qualitative sul rischio di governance.
Per ulteriori informazioni fare riferimento alla sezione Governance, del capitolo Informazioni qualitative sul rischio di governance.
Sezione Governance
Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi sociali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.
94 Sezione R isk Management Credem monitora i rischi legati ai fattori sociali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici canali di trasmissione possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.
Il Gruppo c onsidera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall’analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione d ei rischi climatico -ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto -categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l’impatt o dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità).
Le relative definizioni sono state integrate nel documento “Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo” pubblicato sul sito internet di Credem.
Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico -ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esisten ti, è stato effettuato l’aggiornamento annuale dell’analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).
La valutazione della rilevanza del fattore Social relativo al rischio di credito viene effet tuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem.
Rischio di Credito – Rischio SOCIAL
Orizzonte temporale di Breve termine
Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar S, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull’adeguatezza nella gestione dei fattori considera ti da EBA nel “EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I”. L’approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni verso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo.
I risk driver considerati per la definizione dello score sono: Comunità e società, Rapporto con i dipendenti, Rapporto coi clienti, Diritti umani e Povertà e carestia.
Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem.
Rischio di Mercato – RISCHIO SOCIAL
Orizzonte temporale di Breve termine
Per valutare l’impatto del rischio social sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Social. L’approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pil lar Environmental, riportato nella sezione Risk Management sui rischi ambientali, e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio social, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori social considerati per la definizione della matrice settoriale sono: disponibilità di acqua, cibo, alloggi, salute e servizi igienici, educazion e, occupazione, energia, mobilità, informazione, cultura e patrimonio, integrità e sicurezz a delle persone, giustizia, istituzioni forti, pace e stabilità, lavoro minorile, traffico di esseri umani, reinsediamento forzato, violazione dei diritti umani dei lavoratori, esposizione controverse verso armi.
Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio social.
Rischio di Operativo – RISCHIO SOCIAL
Orizzonte temporale di Breve termine
I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di cat turare anche i fattori di rischio Social consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativ o.
In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l’identificazione all’interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle
95 voci a ccantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari come ad esempio alcuni contenziosi lavoristici attualmente in corso.
In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di misurazione che mira a valutare, con frequenza almen o annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integ rati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Social. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite a seguito di violazioni di regolamenti e leggi in materia di diritti umani, perdite a seguito di cause legali/contenz ioso con i dipendenti relative al rapporto di impiego, perdite dovute all'operatività con controparti operanti in settori produtti vi socialmente / eticamente controversi ecc.
Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Social) viene inseri ta nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all’anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell’ICAAP.
96 Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio reputazionale:
Rischio Reputazionale – RISCHIO SOCIAL
Orizzonte temporale di Breve termine
La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenzial e impatto economico derivante dal danno reputazionale. L’approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l’identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario.
L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario.
Per l’ analisi di rilevanza dei fattori ESG in ambito reputazionale, il Gruppo ha ricondotto alle categorie Social, gli eventi oggetto dell’approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano: l’attenzione all’ambiente di lavoro e al personale (welfare aziendale, pari opportunità, formazione), le discriminazioni, l’utilizzo di criteri sociali nella selezion e degli investimen ti, l’attivazione di politiche a supporto delle comunità locali, il greenwashing.
In particolare, alla luce dell’introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).
Gli standard topics relativi all’ambito social, coperti da almeno un item del quest ionario dei rischi reputazionali sono:
- S1 Forza lavoro propria;
- S3 Comunità interessate;
- S4 Consumatori e utilizzatori finali;
Tale operazione ha mostrato che per l’esercizio prospettico 2026 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 99% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Social rappresentano l’84% dell’esposiz ione totale al rischio reputazionale.
La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Social pesa circa il 78% della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.
Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio di impresa e strategico:
Rischio di impresa e strategico – RISCHIO SOCIAL – MONITORAGGIO OBIETTIVI STRATEGICI Orizzonte temporale di Medio termine L’analisi ha il fine di valutare il rischio legato al mancato rispetto dei target in ambito social che il gruppo si è prefiss ato (cd “KPI di Strategia”). I KPI sono suddivisi in differenti aree di monitoraggio; per ciascuna di essa viene attribuito un giudizio di rischio in considerazione dell’andamento dei relativi KPIs rispetto ai target previsti dal Gruppo/ singola LE. In presenza di più Aree di monitoraggio per un singolo orizzonte temporale esse vengono e qui pesate al fine di ottenere un unico giudizio.
Il rischio risulta rilevante se l’assessment sull’andamento dei KPI Social definiti dal Gruppo ritorna un valore “Alto” o “Mo lto Alto”.
Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi social svolta nel 2025 e valida per il 2026, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:
97
Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio social delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening delle Società Wealth Management, le categorie di attivi eligible a cui Il Gruppo destina i proventi delle obbligazioni sociali o di sostenibilità e la composizione dell score Social utilizzato nel processo di monitoraggio del portafoglio crediti.
SLL - Sustainability Linked Loan Il Sustainability Linked Loan è una tipologia di finan ziamento che prevede la contrattualizzazione di obiettivi/KPI specifici in ambito Social (S), oltre che Environmental (E) e Governance (G), finalizzati al miglioramento del profilo di sostenibilità della controparte.
In ambito Social i KPI utilizzabili rig uardano specifiche tematiche, a titolo di esempio: assunzioni di personale che prevede la valorizzazione della parità di genere, dei giovani talenti e delle categorie protette, promuovendo un ambiente aziendale più diversificato ed inclusivo. Per maggiori informazioni si rimanda alla Sezione Risk management del Capitolo informazioni qualitative sul rischio Environmental.
Nel 2025 le Società Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, hanno continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi, anche attraverso l’inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID/IDD. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti dagli asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG anche al fine di monitorare la gestione del rischio sociale da parte degli stessi sia a livello aziendale, che a livello di gestione di portafoglio. È proseguita l’applicazione delle esclusioni valoriali (violazioni diritti umani e lavoro minorile) e politiche di esclusione per settori controversi (armi controverse, derivati su materie prime alimentari) su tutti si servizi e prodotti dell’Area Wealth. Tali esclusioni sono valori zzate anche nella prioritizzazione, gestione e rendicontazione dei PAI - Principali Effetti Avversi - sia a livello di prodotti e servizi art. 8 SFDR ed a livello di Legal Entity, in particolare attraverso il PAI 10 (Violazioni dei principi dello UN Global Compact) ed il PAI 14 (Esposizione ad armi controverse).
Green, Social and Sustainability Bond Framework - Attivi Eligible Social Come indicato nel GSS Bond Framework di Credem, i proventi delle emissioni di Social Bond, vengono utilizzati esclusivamente per finanziare e/o rifinanziare gli attivi eligible social, che hanno come fine quello di creare un impatto sociale positivo, promuovere l’accesso ai servizi essenziali, facilitare l’inclusione sociale e promuovere l’occupazione. Gli attivi Eligible Socia l vengono rappresentati dalle seguenti categorie:
● Finanziamenti per PMI: prestiti concessi alle PMI con garanzia governativa per supportare le difficoltà dei clienti dovute alla crisi del Covid -19; prestiti concessi alle PMI in aree con basso PIL pro capit e; prestiti concessi a PMI gestite da donne;
● Finanziamenti per il Settore Sanitario: infrastrutture sanitarie pubbliche, inclusi sviluppo, acquisizione di edifici, strutture o attrezzature relative a ospedali pubblici e servizi sanitari, comprese più in ge nerale le PMI operanti nel settore sanitario;
● Finanziamenti per Organizzazioni Non Profit: prestiti per finanziare aziende parzialmente statali e organizzazioni non profit dedicate a finanziare progetti con un impatto sociale positivo;
● Edilizia Sociale (So cial Housing): mutui Consap e prestiti che promuovono l'accessibilità alla casa in Italia per individui con un reddito annuo pro capite inferiore alla media nazionale.
98 Tabella 3 — Informazioni qualitative sul rischio di governance
Sezione Governance
Nel processo di pianificazione strategica integrata sono stati inclusi obiettivi di governance per favorire la creazione di valore nel lungo termine. In particolare il Gruppo si è posto i seguenti obiettivi di medio termine
(2030):
● incrementare l’attività di Stakeholder engagement, ovvero l’attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo;
● estendere la correlazione tra tematiche ESG e po litiche di remunerazione a tutto il Personale Più Rilevante e Amministratori esecutivi. In particolare gli obiettivi riconducibili alla finanza sostenibile sono riflessi nelle politiche di remunerazione anche di taluni ruoli commerciali (Banca e Gruppo);
● estendere le induction ESG agli Organi di amministrazione e controllo, Top management e Link ESG
del Gruppo;
● valutare tutti i fornitori commerciali secondo criteri ESG.
La consuntivazione al 31.12.25 degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2030, è riportata nella seguente tabella:
Obiettivi Target 20 30 Consuntivo 202 5 Stakeholder engagement su tematiche ESG +25%* +20% Obiettivi ESG integrati nelle politiche
di remunerazione
Estensione obiettivi a tutto il Personale Più Rilevante, società del Gruppo e reti
commerciali Raggiunto
Induction ESG Estensione induction a
Organi di
amministrazione e
controllo, Top
management e Link ESG del Gruppo Raggiunto Valutazione dei fornitori secondo criteri ESG** 100% 34% *in coerenza con le attività di stakeholder engagement previste dal D.lgs 124/202 4 (CSRD) e valorizzate ai fini della definizione dell'analisi di doppia rilevanza del Gruppo.
**Perimetro: n. 496 fornitori commerciali (i.e. Entità o aziende con cui la banca ha un contratto d'appalto per la fornitura di beni o servizi) Credem con un fatturato 2025 > 5.000 € Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2022 come baseline per i target 2030.
99 Il presidio delle tematiche di sostenibilità è affidato al Consiglio di Amministrazione, che svolge funzioni di supervisione strategica e ha un ruolo primario nella definizione, valutazione e, se necessario, modifica della strategia e del modello di business, assicurando l’integrazione dei principi di sostenibilità e di successo sostenibile, nonché degli obiettivi di finanza sostenibile.
Il CdA si avvale di comitati specializzati, ciascuno con ruoli e responsabilità specifici in materia d i sostenibilità e che svolgono funzioni propositive, consultive e istruttorie per favorire decisioni qualificate e informate riguardanti le tematiche di sostenibilità e i rischi ESG:
● il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo coadiuva il Cons iglio nella gestione dei rischi ESG, ivi inclusi quelli correlati al Piano di Transizione climatica, e nel presidio del sistema dei controlli interni, contribuendo alle valutazioni strategiche, esaminando l'analisi di Doppia Rilevanza e analizzando la Rend icontazione di Sostenibilità;
● il Comitato Sostenibilità di Gruppo sviluppa la strategia di sostenibilità, ivi inclusa quella correlata al Piano di Transizione climatica favorisce l’integrazione nei processi aziendali e monitora i progressi rispetto agli ob iettivi, analizzando anche l’analisi di Doppia Rilevanza per verificarne la coerenza con la strategia complessiva;
● Il Comitato di Pianificazione Strategica propone le linee guida di breve, medio e lungo termine per la pianificazione strategica e il budget , integrando considerazioni ESG;
● Il Comitato Sostenibilità dell’Area Wealth Management svolge funzioni propositive e consultive in materia di Corporate Social Responsibility e Sustainable Responsible Investments, operando in coerenza con il modello di gove rnance di Gruppo e nel rispetto delle specificità delle società dell’Area Wealth.
Per garantire il presidio del Piano di transizione dal punto di vista strategico e del monitoraggio dei rischi, nel corso del 2025 sono state aggiornate le norme di funziona mento del Comitato Sostenibilità e del Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo.
In particolare, Il Comitato Sostenibilità di Gruppo definisce il piano di transizione e i relativi KPIs ESG, in coerenza con la strategia complessiva del Gruppo e verifica l’andamento del Gruppo e delle singole Società con specifico riferimento al piano di transizione, alla strategia di sostenibilità e il rispetto degli obiettivi definiti, indicando eventuali interventi correttivi infra - annuali che implicano il riposizionam ento della pianificazione.
Il Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo, invece, verifica la coerenza tra l’analisi di materialità dei rischi ESG e i contenuti del piano di transizione, con particolare riferimento a target ed obiettivi definiti e la coerenza tra il contenuto del piano di transizione e gli strumenti chiave di presidio dei rischi (RAF, ICAAP e ILAAP).
Il presidio operativo delle tematiche di sostenibilità è garantito dalle funzioni aziendali di riferimento, che assicurano il coordinam ento e l’integrazione delle iniziative ESG nei processi del Gruppo. In particolare:
● il Team Sustainability & Stakeholder Engagement è incaricato di presidiare la governance e la strategia ESG, coordinare le attività di reporting e stakeholder engagement e gestire il monitoraggio periodico dei progressi compiuti nel perseguimento degli obiettivi connessi agli impatti, ai rischi e alle opportunità rilevanti. Tale monitoraggio avviene in collaborazione con le strutture organizzative
competenti;
● la funzione Ris k Management si occupa di identificare valutare e monitorare i rischi ESG integrandoli nelle categorie di rischio esistenti e nei principali processi di gestione del rischio (RAF, ICAAP, ILAAP);
● la funzione Internal Audit svolge controlli di terzo livello per verificare l’adeguatezza dei processi e la conformità agli standard ESRS, verifica la rischiosità di specifiche aree e la conformità a norme e
procedure aziendali;
● la funzione Compliance gestisce il rischio di non conformità normativa, monitorando le v ariazioni del quadro normativo per quanto riguarda la sostenibilità e assicurando l'adeguatezza dei processi interni alle nuove disposizioni.
Per favorire il coordinamento tra le diverse funzioni, sono state introdotte i Link ESG, che fungono da punto di collegamento tra le strutture aziendali e il Team Sustainability & Stakeholder Engagement, promuovendo coerenza e integrazione delle tematiche di sostenibilità nei processi interni del Gruppo.
Per ulteriori approfondimenti inerenti alla governance si rim anda alla Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2025, con particolare riferimento alla governance di sostenibilità, alla Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2025. Entrambi i documenti sono pubblicati sul sito internet della Ca pogruppo.
Nel corso del 2025 sono proseguiti, supportati da advisor esterni, due percorsi progettuali: focalizzati, rispettivamente, sullo sviluppo e sull’attuazione del Piano di Transizione, e sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), incluso il ra fforzamento dell’analisi di Doppia rilevanza della disclosure Pillar 3.
100 È altresì proseguita la correlazione tra politiche di remunerazione e performance ESG al fine di indirizzare le azioni e i comportamenti verso il raggiungimento di obiettivi aziendali legati alla sfera della sostenibilità ambientale, sociale e di governance . È stato utilizzato l'indicatore sintetico di sviluppo sostenibile indirizzato a tutto il Personale Più Rilevante e agli Amministratori Esecutivi (peso 10% sulla scheda KPIs). Nel 2025 la consuntivazione dell’indicatore ha confermato il pieno raggiungimen to degli obiettivi prefissati.
L’aggiornamento del Superindice ESG per il 2026 ha previsto l'inserimento dell’item inerente il Piano di Transizione (peso 25%), l'aumento del peso della Finanza Sostenibile (55%) per integrare anche i nuovi KPI commerciali riconducibili a Credemassicurazioni e Credemfactor, l’evoluzione della formazione ESG (peso 10%), focalizzata su una formazione obbligatoria sul piano di Transizione per utenti maggiormente coinvolti e il mantenimento dell’item Uguaglianza di genere (peso 10%).
Nel 2025 sono state erogate n. 3 sessioni formative indirizzate agli Organi Collegiali, Top Management e Link ESG del Gruppo per garantire un’adeguata applicazione degli strumenti strategici, di governance e operativi.
La formazione si è focalizza ta sui seguenti ambiti correlati a progettualità interne:
● Gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance: nuove aspettative di vigilanza e contesto di
mercato;
● Corporate Sustainability Reporting Directive: benchmark di mercato sulle prime rendico ntazioni di sostenibilità e prospettive evolutive per il Gruppo;
● Piano di transizione Scope 1, 2 e 3 del Gruppo.
Ulteriori sessioni sono state pianificate anche nel 2026 e parzialmente già erogate con specifico riferimento all’evoluzione strategica del Pi ano di Transizione.
Lo Stakeholder engagement è il processo che il Gruppo utilizza per coinvolgere i portatori di interesse, ovvero quei soggetti che influenzano in modo rilevante il modello di business, le attività operative, la reputazione e la capacità del Gruppo di creare valore nel lungo periodo. Il perimetro delle attività di engagement riguarda molteplici ambiti, tra i quali anche quelli ambientali, sociali e di governance. Nel corso del 2025 il processo di stakeholder engagement, con specifico rife rimento alle tematiche ESG, è stato svolto attraverso survey e analisi desk. Da un lato è stato predisposto un questionario sottoposto ai seguenti stakeholder :
● Dipendenti
● Azionisti
● Clienti
● Fornitori
● Comunità interessate ● Organizzazioni sindacali.
L’indagine finalizzata al coinvolgimento degli stakeholder menzionati è stata suddivisa in due fasi:
● agli stakeholder è stato chiesto di indicare da uno a quattro topic individuati dagli standard europei di rendicontazione (ESRS) rilevanti per il Gruppo secondo il loro punto di vista;
● è stato chiesto di valutare ciascun sub/sub - sub-topic in una scala da 1 a 5, distinguendo e valutando separatamente le tematiche verticali legate ai topic indicati come rilevanti nella prima fase.
Il tasso di risposta dell'indagine di sostenibilità è stato pari al +20% rispetto all'anno base 2022, con 3.145 rispondenti.
Per le restanti categorie di stakeholder (i.e. Amministrazione pubblica, Investitori ed analisti, Autorità di vigilanza, Media ed opinione pubblica e Associazioni di categoria) alle quali non è stato possibile erogare il questionario, è stata svolta un’ analisi desk al fine di individuare le tematiche di sostenibilità rilevanti.
I temi risultati rilevanti dalle attività di Stakeholder engagement sono i seguenti:
● Forza lavoro propria : gestione e l'impatto sulle Persone sul personale dipendente, includendo aspetti come condizioni di lavoro, equità, salute e sicurezza, e sviluppo delle competenze;
● Cambiamento climatico : identificazione, misurazione e gestione degli impatti legati al clima, come la riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) e l'adattamento ai cambiamenti fisici e di transizione;
● Inquinamento : prevenzione e riduzione di tutte le forme di inquinamento prodotte dall'azienda (aria, acqua, suolo), inclusi i contaminanti chimici;
● Economia circolare e rifiuti : affronta la tran sizione da un modello lineare a uno circolare, focalizzandosi sulla gestione efficiente delle risorse, la riduzione della produzione di rifiuti e l'incremento del riuso e riciclo.
101 Le suddette priorità sono state tenute in considerazione per la definizion e dell'Analisi di rilevanza e dell a strategia correlata.
I rapporti con i fornitori sono disciplinati dal Codice Etico (MOG 231), che vincola i partner al rispetto dei più elevati standard di legalità, integrità e trasparenza. Il Gruppo ha integrato la valutazione dei rischi di sostenibilità in tutte le fasi di procurement. In fase di onboarding, il Rischio Fornitore viene determinato pesando le seguenti componenti: finanziaria, legale, reputazionale, cyber ed ESG. Tale indicatore guida attivamente la scelta in fase di gara, integrando i tradizionali criteri econ omici e tecnici. Per le esternalizzazioni e i contratti critici, il processo prevede un'ulteriore valutazione approfondita sui rischi Climate & Environmental, con il possibile coinvolgimento del Risk Management per definire specifiche azioni di mitigazione . La contrattualizzazione finale avviene tramite template che includono vincolanti clausole a tutela dei diritti umani, dei lavoratori, dell'ambiente e dell'etica del business.
Per ulteriori informazioni in merito alla valutazione del rischio fornitore si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi Ambientali - paragrafo Sezione Business strategy and processes nel quale tali aspetti sono rappresentati in modo esteso.
Sezione Risk Management Credem monitora i rischi legati ai fattori di govern ance mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici “canali di trasmissione” possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.
I principali rischi di governance, individuati coerentemente con la map pa dei rischi, sono legati a fattori quali l’anticorruzione, l’antiriciclaggio, la presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics e una governance solida e trasparente; si concretizzano principalmente in rischio reputazionale e in ris chio operativo.
La tabella seguente esplicita la correlazione tra i temi materiali di governance presenti nell’ analisi di materialità, i fattori di governance, i rischi connessi, gli impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli even tuali presidi per la gestione e mitigazione.
Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall’analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle a spettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico -ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto -cate gorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l’impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità). Le relative defini zioni sono state integrate nel documento “Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo” pubblicato sul sito internet di Credem.
Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico -ambientale po tenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l’aggiornamento annuale dell’analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).
La valutazione della rilevanza del fa ttore Governance relativo al rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem.
102 Rischio di Credito – RISCHIO GOVERNANCE Orizzonte temporale di Breve termine Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar G, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull’adeguatezza nella gestione dei fattori considerati da EBA nel “EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I”. L’approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni v erso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo.
I risk driver considerati per la definizione dello score sono: considerazioni etiche (es. rating di legalità, codice etico, e cc..), strategia e risk management (es. di rigenti, numero manager.), inclusività (es. percentuale di donne e/o giovani under 40, gap salariale uomini e donne, ecc..) e trasparenza (es. disclosure su temi ESG).
Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem.
Rischio di Mercato – RISCHIO GOVERNANCE Orizzonte temporale di Breve termine Per valutare l’impatto del rischio governance sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Governance. L’approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pillar Environmental e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio governance, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori governance per la d efinizione della matrice settoriale sono: economie sane e inclusive, convergenza economica, pagamenti illegali e non etici, pratiche lesive della concorrenza, violazioni di leggi antitrust, condotta anti -etica, approccio non etico in ambito tassazione, con dotta anti -etica o impatti avversi sulla salute dei clienti.
Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio governance.
Rischio di Operativo – RISCHIO GOVERNANCE Orizzonte temporale di Breve termine I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di cat turare anche i fattori di rischio Governance consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state defini te le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l’identifica zione all’interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengon o inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari.
In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di misurazione che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Governance. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite a seguito di mancato rispetto di norme e regolamenti interni, operazioni/attività/pratiche di mercato
improprie, ecc…
Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa comples siva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Governance) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all’anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell’ICAAP.
103 Di seguito vengono riportate le analisi svol te sul Rischio reputazionale:
Rischio Reputazionale – RISCHIO GOVERNANCE Orizzonte temporale di Breve termine La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenzial e impatto economico derivante dal danno reputazionale. L’approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l’identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario.
L'impatto è otten uto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di acc adimento degli eventi descritti nel questionario.
Per l’analisi di rilevanza dei fattori ESG in ambito reputazionale, il Gruppo ha ricondotto alle categorie Governance, gli ev enti oggetto dell’approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano l’adozione di comportamenti non coerenti alla propria cultura aziendale, il finanziamento di aziende che operano i n settori controversi, il falso in bilancio, ecc.
In particolare, alla luce dell’introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande d el questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).
Gli standard topics relativi all’ambito di governance, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputaz ionali
sono:
- G1 Condotta delle imprese Tale operazione ha mostrato che per l’esercizio prospettico 2026 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 99% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Governa nce rappresentano il 13% dell’esposizione totale al rischio reputazionale.
La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Governance pesa circa il 18% della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e I CAAP in termini di minor utile.
Di seguito le analisi svolte sul Rischio di impresa e strategico:
Rischio di impresa e strategico – RISCHIO GOVERNANCE – MONITORAGGIO OBIETTIVI STRATEGICI
Orizzonte temporale di Medio termine L’analisi ha il fine di valutare il rischio legato al mancato rispetto dei target in ambito governance che il gruppo si è prefissato (cd “KPI di Strategia”). I KPI sono suddivisi in differenti aree di monitoraggio; per ciascuna di essa viene attribuito un gi udizio di rischio in c onsiderazione dell’andamento dei relativi KPIs rispetto ai target previsti dal Gruppo/ singola LE. In presenza di più Aree di monitoraggio per un singolo orizzonte temporale esse vengono e qui pesate al fine di ottenere un unico giudizio.
Il rischio risult a rilevante se l’assessment sull’andamento dei KPI Governance definiti dal Gruppo ritorna un valore “Alto” o “Molto Alto”.
Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi governance svolta nel 2025 e valida per il 2026, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:
104
105 Di seguito si riportano altre azioni di m itigazione del rischio di governance delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell’Area Wealth Management e la composizione dello score Social utilizzato nel processo di monitoraggio del portafoglio crediti.
SLL - Sustainability Linked Loan Il Sustainability Linked Loan è una tipologia di finanziamento che prevede la contrattualizzazione di obiettivi/KPI specifici in ambito Governance (G), oltre che Envi ronmental (E) e Social (S), finalizzati al miglioramento del profilo di sostenibilità della controparte In ambito Governance i KPI utilizzabili riguardano tematiche come, a titolo di esempio, l’uguaglianza di genere nei Consigli di Amministrazione o l'intr oduzione di policy per promuovere la parità di genere nel contesto d’azienda. Per maggiori informazioni si rimanda alla Sezione Risk management del Capitolo Environmental.
Nel 202 6 l’Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In partico lare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi, anche attraverso l’inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sost enibilità secondo la MIFID. Tale score, calcolato anche sul pilastro della Governance, viene utilizzato efficacemente nella gestione dei prodotti e servizi “sostenibili” (art. 8 e 9 SFDR) all’interno dell’Area Wealth. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti da asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG, anche al fine di monitorare la gestione dei rischi di governance, come ad esempio il greenwashing e la trasparenza.
106 Informativa quanti tativa
Nella presente sezione vengono rappresentate le seguenti tavole quantitative in ambito “Prudential disclosures on ESG risks (Article 449a CRR)”:
• Template 1 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua;
• Template 2 - Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie
reali;
• Template 3 – Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento • Template 4 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale ri schio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio;
• Template 5 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggett e al rischio fisico;
Si precisa che le informazioni quantitative sono rappresentate in milioni di euro.
Nel Consultation Paper “ Draft Implementing Technical Standards amending Commission Implementing Regulation (EU) 2024/3172 ” del 22 maggio 2025, EBA propo ne di sospendere la pubblicazione dei Template legati alle informazioni tassonomiche e alle altre azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici, sino alla reference date del 31 dicembre 2026. In tale contesto, il 6 agosto 2025 EBA ha pubblicato una “No -action letter” indirizzata alle autorità competenti in cui è indicato di non dare priorità all’applicazione dell’obbligo di disclosure dei Template dal 6 al 10, nonché delle informazioni correlate di cui a specifica colonna (“di cui ecosostenibile - CCM”) d el Template 1 e del Template 4, sino all’adozione e all’entrata in vigore del nuovo ITS EBA. Pertanto, il Gruppo Credem ha sospeso la pubblicazione dal 30 giugno 2025 delle informazioni sopracitate.
Template 1 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua
Nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie che operano in settori connessi al carbonio che contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico, e la qualità di tali esposizioni, compresi lo status di esposizione deteriorata, la classificazione come stage 2 e i relativi accantonamenti, nonc hé le classi di maturity.
Con riferimento alle metriche ESG, nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti escluse dagli “EU Paris -aligned Benchmarks”, poiché considerate particolarmente inquinanti. Tali controparti sono definite in accordo all’articolo 12, paragrafo 1, lettere da d) a g), e all’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818, in cui sono definite alcune percentuali soglia di coinvolgimento in tali attività economiche inquinanti supe rate le quali la società viene esclusa dai benchmark, come indicato
di seguito:
• società che traggono l'1% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, estrazione, distribuzione o raffinazione di antracite e lignite;
• società che traggono il 10% o più dei propri ricavi dall'esplorazione, estrazione, distribuzione o raffinazione di combustibili derivati dal petrolio;
• società che traggono il 50% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, produzione o distribuzione di combustibili gassosi;
• imprese che ottengono il 50% o più dei propri ricavi dalla produzione di elettricità con un'intensità di gas a effetto serra superiore a 100 g CO2 e/kWh.
• Per l’identificazione delle controparti sopra citate, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.
• Per il reperimento dei dati, riferiti alle emissioni finanziate di gas a effetto serra (emissioni di Scope 1, 2 e 3 della controparte, per lo Scope 3 sono considerate tutte le 15 categorie) in tonnellate di CO2 equivalente per le posizioni che maggiormente contribuiscono al cambiamento climatico, il Gruppo Credem si è avvalso di una data provider esterno. Per la stima delle emissioni sono utilizzate 3
metodologie:
• Stima basata sul database E -PRTR: questa metodologia si basa sull’ European Pollutant Release and Transfer Register (E -PRTR) database messo a disposizione dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA).
L'E-PRTR contiene informazioni complete sui più grandi impianti industriali in Europa, che riguardano le emissioni di inquinanti nell'aria, nell'acqua e nel suolo, nonché i trasferimenti di rifiuti per i grandi impianti di combustione in vari Paesi europei. P er la stima delle emissioni Scope 1, questo metodo viene utilizzato se il database E -PRTR contiene record sulle unità locali. Il processo consiste nel verificare se le coordinate geografiche di un'unità locale corrispondono a qualsiasi
107 struttura all'intern o del database E -PRTR e nel valutare la somiglianza dei nomi delle aziende. Se queste condizioni sono soddisfatte, le emissioni di gas serra delle strutture vengono sommate per determinare le emissioni Scope 1 dell'unità locale.
• Stima per settore e per red dito: questa metodologia utilizza moltiplicatori dell'intensità delle emissioni, disponibili per i 27 Paesi dell'Unione Europea. Tali moltiplicatori sono derivati dai dati pubblicati da EUROSTAT a livello di settore Nace e di Paese. Il processo di stima pr evede l'utilizzo dei bilanci e dei dati sui ricavi delle aziende per calcolare i grammi di CO2eq Scope 1 e Scope 2 prodotti per Euro e per dipendente. Questo metodo viene applicato a tutte le unità locali delle aziende che pubblicano bilanci o per le quali sono stimati sia il numero di dipendenti che il fatturato.
Inoltre, viene effettuato un controllo a campione per garantire l'allineamento dei moltiplicatori stimati con quelli osservati nei rapporti di sostenibilità pubblicati.
• Stima per settore e per dip endente: questa metodologia utilizza moltiplicatori di intensità per dipendente per stimare le emissioni. Viene utilizzato per tutte le unità locali di aziende che non pubblicano il bilancio.
Ciascuna di queste metodologie è scelta in base a criteri specif ici legati alla disponibilità e all'affidabilità dei dati.
I dati sulle emissioni, laddove comunicati dalla controparte, sono stati accuratamente recuperati;
diversamente, sono stati stimati secondo le metodologie descritte in precedenza.
108 Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (1 di 3) Settore/Sottosettore a b c d e f g h i j k l m n o p Valore contabile lordo Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti Emissioni finanziate di gas a effetto serra (emissioni di ambito 1, 2 e 3 della controparte) (in tonnellate di CO2 equivalente) Emissioni di gas a
effetto
serra
(colonna i):
valore
contabile
lordo
percentual
e del
portafoglio
ricavato da
segnalazio
ni
specifiche
dell'impres
a <= 5 anni > 5 anni <= 10 anni > 10
anni <=
20 anni > 20
anni Durata
media
ponderat
a Di cui esposizioni
verso imprese
escluse dagli indici di riferimento UE
allineati con
l'accordo di Parigi a norma dell'art 12 paragrafo 1, lettere da d) a g), e dell'art.
12, paragrafo 2, del
regolamento (UE)
2020/1818 Di cui
ecosost
enibile
(CCM) Di cui
esposizioni
di fase 2 Di cui
esposizi
oni
deterior
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esposizi
oni di
fase 2 Di cui
esposizioni
deteriorate Di cui
emissioni
finanziate in
ambito 3
1 Esposizioni verso settori che contribuiscono fortemente ai cambiamenti climatici* 15.896 430 - 1.146 253 (179) (13) (155) 31.616.294 30.422.032 1,02% 13.825 1.583 486 3 2 2 A - Agricoltura, silvicoltura e pesca 442 22 - 40 9 (6) - (5) 344.612 313.565 - 388 49 4 - 2 3 B - Attività Estrattiva 39 2 - 6 - - - - 17.848 11.687 - 39 - - - 3 4 B.05 - Estrazione di carbone e lignite - - - - - - - - - - - - - - - -
5 B.06 - Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale 1 1 - - - - - - 898 317 - 1 - - - 2 6 B.07 - Estrazione di minerali metalliferi - - - - - - - - - - - - - - - -
7 B.08 - Altre attività estrattive 37 - - 6 - - - - 16.298 10.747 - 37 - - - 3 8 B.09 - Attività dei servizi di supporto all'estrazione 1 1 - - - - - - 652 624 - 1 - - - -
9 C - Attività manifatturiere 7.403 90 - 499 97 (68) (5) (59) 15.575.081 14.803.006 1,79% 6.770 512 121 - 2 10 C.10 - Industrie alimentari 1.576 1 - 74 10 (8) - (7) 3.342.367 3.226.394 0,80% 1.477 90 9 - 2 11 C.11 - Produzione di bevande 246 - - 7 4 (2) - (1) 75.066 64.522 2,24% 230 16 - - 2 12 C.12 - Industria del tabacco 2 2 - - - - - - 199 103 - 2 - - - -
13 C.13 - Industrie tessili 182 - - 7 1 (1) - (1) 312.288 302.638 - 158 15 9 - 2 14 C.14 - Confezione di articoli di abbigliamento 102 - - 15 3 (2) - (2) 80.820 77.404 3,19% 98 4 - - 2 15 C.15 - Confezione di articoli in pelle e simili 109 - - 36 7 (4) - (3) 48.547 47.435 - 104 3 2 - 2 16 C.16 - Industria del legno e prodotti in legno e sughero (esclusi mobili); fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio 137 - - 6 2 (1) - (1) 101.679 91.034 - 121 10 6 - 3 17 C.17 - Fabbricazione della pasta da carta, della carta e dei prodotti di carta 215 - - 15 3 (2) - (2) 408.156 350.365 0,30% 192 21 1 - 3 18 C.18 - Stampa e riproduzione su supporti registrati 86 - - 4 1 (1) - (1) 45.885 39.957 - 79 7 0 - 2
109 Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (2 di 3) Settore/Sottosettore a b c d e f g h i j k l m n o p Valore contabile lordo Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti Emissioni finanziate di gas a effetto serra (emissioni di ambito 1, 2 e 3 della controparte) (in tonnellate di CO2 equivalente) Emissioni di gas a effetto
serra
(colonna i):
valore
contabile
lordo
percentuale
del
portafoglio
ricavato da
segnalazioni
specifiche
dell'impresa <= 5 anni > 5
anni
<= 10
anni > 10 anni <= 20 anni > 20 anni Dura ta
media
ponde
rata
Di cui
esposizioni verso
imprese escluse
dagli indici di
riferimento UE
allineati con
l'accordo di
Parigi a norma
dell'art 12
paragrafo 1,
lettere da d) a g), e dell'art. 12, paragrafo 2, del
regolamento
(UE) 2020/1818 Di cui
ecos
osten
ibile
(CCM
) Di cui
esposizi
oni di
fase 2 Di cui
esposizioni
deteriorate Di cui
esposizioni
di fase 2 Di cui
esposizioni
deteriorate Di cui emissioni
finanziate in
ambito 3
19 C.19 - Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 82 80 - 1 - - - - 504.291 454.413 0,75% 82 - - - 1 20 C.20 - Fabbricazione di prodotti chimici 437 - - 19 5 (3) - (3) 614.212 513.081 1,40% 373 63 1 - 2 21 C.21 - Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 66 - - - 1 (1) - - 15.862 12.740 - 62 4 - - 2 22 C.22 - Fabbricazione di articoli in gomma 476 - - 18 5 (4) - (3) 1.016.248 992.042 1,88% 436 35 5 - 2 23 C.23 - Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 302 3 - 14 5 (2) - (2) 648.705 542.852 13,14% 284 18 - - 2 24 C.24 - Attività metallurgiche 455 - - 49 7 (4) - (4) 1.502.089 1.342.045 3,89% 438 16 1 - 1 25 C.25 - Fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature 1.094 - - 118 10 (9) (1) (7) 689.787 632.554 0,40% 998 75 21 - 3 26 C.26 - Fabbr. di computer e prodotti di elettronica e ottica 116 - - 4 4 (2) - (2) 157.717 154.138 - 101 3 13 - 3 27 C.27 - Fabbricazione di apparecchiature elettriche 293 - - 17 - (1) - - 1.879.199 1.870.230 5,50% 276 4 14 - 2 28 C.28 - Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature N.C.A. 893 - - 60 13 (11) (1) (9) 3.364.269 3.335.421 1,46% 778 93 22 - 2 29 C.29 - Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 111 - - 13 1 (1) - (1) 49.616 47.092 3,40% 92 12 6 - 3 30 C.30 - Fabbricazione di altri mezzi di trasporto 68 - - 3 11 (7) - (6) 310.902 309.930 - 65 2 1 - 1 31 C.31 - Fabbricazione di mobili 104 - - 6 3 (2) - (2) 292.966 290.525 - 100 4 - - 2 32 C.32 - Altre industrie manifatturiere 126 - - 4 1 - - - 44.210 41.181 - 116 7 3 - 2 33 C.33 - Riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature 124 4 - 10 1 (1) - (1) 70.000 64.908 - 108 11 5 - 3 34 D - Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 205 34 - 10 1 (1) - - 204.121 187.346 0,16% 190 14 - - 2 35 D.35.1 - Produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica 123 20 - 9 1 (1) - - 43.785 30.836 0,26% 108 14 - - 2 36 D.35.11 - Produzione di energia elettrica 3 - - - - - - - 619 436 - 3 - - - 1 37 D.35.2 - Produzione di gas; distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte 81 15 - - - - - - 156.653 153.420 - 81 - - - 2 38 D.35.3 - Fornitura di vapore e aria condizionata 1 - - 1 - - - - 3.683 3.091 - 1 - - - 1
110 Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (3 di 3) Settore/Sotto settore a b c d e f g h i j k l m n o p Valore contabile lordo Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti Emissioni finanziate di gas a effetto serra (emissioni di ambito 1, 2 e 3 della contropart e) (in tonnellate di CO2 equivalente) Emissioni di gas a
effetto
serra
(colonna
i): valore
contabile
lordo
percentu
ale del
portafogl
io
ricavato
da
segnalazi
oni
specifich
e
dell'impr
esa <= 5 anni > 5 anni
<= 10
anni > 10 anni <= 20 anni > 20 anni Durata
medi a
ponderat
a Di cui esposizioni
verso imprese
escluse dagli indici di riferimento UE
allineati con
l'accordo di Parigi a norma dell'art 12 paragrafo 1, lettere da d) a g), e dell'art. 12, paragrafo 2, del
regolamento (UE)
2020/1818 Di cui
ecosos
tenibil
e (CCM) Di cui
esposizioni
di fase 2 Di cui
esposizioni
deteriorate Di cui esposizioni di fase 2 Di cui
esposizioni
deteriorate Di cui
emissioni
finanziate in
ambito 3
39 E - Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento 390 1 - 9 2 (1) - (1) 434.069 394.926 1,63% 369 21 - - 2 40 F - Costruzioni 729 3 - 41 21 (17) (1) (16) 974.011 947.764 0,52% 664 48 17 - 2 41 F.41 - Costruzione di edifici 140 - - 10 11 (9) - (9) 153.823 150.450 - 122 12 5 - 2 42 F.42 - Ingegneria civile 264 - - 7 2 (2) - (2) 561.206 550.706 0,58% 253 10 1 - 2 43 F.43 - Lavori di costruzione specializzati 325 2 - 24 8 (6) - (6) 258.982 246.608 0,69% 289 26 10 - 3 44 G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli 4.319 270 - 264 72 (49) (3) (43) 13.552.561 13.350.768 0,13% 3.948 274 96 - 2 45 H - Trasporto e magazzinaggio 848 6 - 43 8 (6) (1) (5) 376.263 282.836 1,70% 707 132 8 1 3 46 H.49 - Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte 423 6 - 26 4 (3) - (2) 201.644 178.763 2,00% 402 21 1 - 3 47 H.50 - Trasporti marittimi e per vie d'acqua 104 - - 4 - - - - 69.063 9.213 - 19 85 - - 8 48 H.51 - Trasporto aereo 4 - - - - - - - 542 70 - 3 1 - - 4 49 H.52 - Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti 301 - - 13 3 (2) - (2) 102.685 93.239 1,99% 269 25 7 1 2 50 H.53 - Servizi postali e attività di corriere 16 - - 1 1 (1) - (1) 2.330 1.552 - 15 1 - - 2 51 I - Servizi di alloggio e di ristorazione 258 - - 17 8 (5) - (4) 96.968 90.662 - 165 57 36 - 5 52 L - Attività immobiliari 1.264 2 - 218 35 (25) (3) (21) 40.760 39.471 - 583 476 202 2 6 53 Esposizioni verso settori diversi da quelli che contribuiscono in misura considerevole ai cambiamenti climatici* 1.883 1 - 83 21 (14) (1) (11) - - - 1.575 226 79 3 3 54 K - Attività finanziarie e assicurative 89 - - 4 - - - - - - - 56 24 9 1 4 55 Esposizioni verso altri settori (Codici NACE J, M - U) 1.794 1 - 80 21 (14) (1) (11) - - - 1.519 202 70 2 3 56 Totale 17.779 431 - 1.230 275 (193) (14) (166) 31.616.294 30.422.032 1,02% 15.400 1.809 565 6 2
* Conformemente al regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transi zione climatica e per gli indici di riferimento UE allineati co n l'accordo di Parigi - regolamento sulle norme per gli indici di riferimento climatici -
considerando 6: settori di cui alle sezioni da A a H e alla sezione L dell'allegato I del regolamento ( CE) n. 1893/2006
111 Template 2 - Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie
reali
Nel Template 2 è rappresentato il “gross carrying amount” dei prestiti garantiti da immobili commerciali e residenziali erogati dal Gruppo Credem, con un focus sulle informazioni riguardanti il livello di efficienza energetica delle garanzie reali misurato in termini di consumo energetico in kWh/m2 e in termini di classe attribuita dall’attestato di prestazione energetica (APE).
Il template richiede inoltre la medesima disclosure riferita alle garanzie reali immobiliari recuperate (c.d.
repossessed collate ral), tuttavia si tratta di una casistica non applicabile per il Gruppo Credem.
A partire dal 2024, il Gruppo Credem ha avviato il processo a regime per gestire in modo strutturato la raccolta delle etichette APE e dei livelli di efficienza energetica sul le nuove erogazioni a partire dal processo di perizia.
Per il pregresso, il Gruppo Credem si è basato sui dati raccolti per le disclosure precedenti, per cui si era avvalso di un data provider esterno.
112 Modello 2: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie
reali
Settore della controparte a b c d e f g h i j k l m n o p Valore contabile lordo totale (in milioni di EUR) Livello di efficienza energetica (punteggio di prestazione energetica in kWh/m² delle garanzie reali) Livello di efficienza energetica (classe APE delle garanzie reali) Senza classe APE delle
garanzie reali
0; <=
100 > 100;
<= 200 > 200; <= 300 > 300; <= 400 > 400; <= 500 > 500 A B C D E F G Di cui livello di
efficienza
energetica
(punteggio PE in
kWh/m² delle
garanzie reali)
stimato
1 Totale area UE 12.965 2.421 4.358 2.004 970 341 190 855 248 240 461 639 765 780 8.977 70,13% 2 Di cui prestiti garantiti da beni immobili non residenziali 769 43 22 59 66 38 3 4 1 3 2 3 3 4 750 28,33% 3 Di cui prestiti garantiti da beni immobili residenziali 12.197 2.379 4.336 1.945 904 303 187 851 247 237 459 636 762 777 8.228 73,94% 4 Di cui garanzie reali ottenute acquisendone il possesso: beni immobili residenziali e non residenziali - - - - - - - - - - - - - - - -
5 Di cui Livello di efficienza energetica (punteggio PE in kWh/m² delle garanzie reali) stimato 6.296 960 2.969 1.322 726 261 58 6.296 100,00% 6 Totale area extra UE - - - - - - - - - - - - - - - -
7 Di cui prestiti garantiti da beni immobili non residenziali - - - - - - - - - - - - - - - -
8 Di cui prestiti garantiti da beni immobili residenziali - - - - - - - - - - - - - - - -
9 Di cui garanzie reali ottenute acquisendone il possesso: beni immobili residenziali e non residenziali - - - - - - - - - - - - - - - -
10 Di cui Livello di efficienza energetica (punteggio PE in kWh/m² delle garanzie reali) stimato - - - - - - - - -
113 Template 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento
Nel Template 3 sono rappresentate le alignment metric rispetto all’obiettivo NZE2050 relative al portafoglio classificato secondo i settori di attività economica definiti da IEA. Sulle stesse alignment metric, in tale Template è rappresentata la distanza rispetto al punto della curva al 2030 dello scenario cl imatico NZE2050, nonché è fissato un target a 3 anni.
Sulla base dell’analisi di rilevanza svolta in sede di definizione dei target climatici ed ambientali, il Gruppo Credem rendiconta i seguenti settori: “Oil & Gas” e “Power”. Le variabili ricomprese nell ’analisi di rilevanza citata (basata sul portafoglio crediti e sul portafoglio titoli del Gruppo Credem) sono le seguenti:
• Controparti per settore NACE del portafoglio Net Zero • Esposizione per settore NACE del portafoglio Net Zero • Emissioni GHG per settore NACE del portafoglio Net Zero
Per il calcolo dell'intensità emissiva a livello di settore, il Gruppo Credem utilizza una metrica calcolata come media pesata in funzione del Gross Carrying Amount delle intensity (GHG/livelli di produzione) delle si ngole controparti che ne fanno parte. Con riferimento al settore “Oil & Gas” è utilizzata la metrica “Average tonnes of CO2 per GJ”; mentre per il settore “Power” è utilizzata la metrica “Average tons of CO2 per MWh”. Il Gruppo Credem ha reperito le intens ity ed i relativi livelli di produzione direttamente dalla Rendicontazione di Sostenibilità delle relative controparti che pubblicano tale documentazione; per le controparti che invece non pubblicano la Rendicontazione di Sostenibilità, il Gruppo Credem si è servito di una data provider esterno per il reperimento delle informazioni relative alle GHG ed ha stimato i dati relativi ai livelli di produzione.
L’anno di riferimento è stato selezionato dal Gruppo Credem sulla base della data degli ultimi dati disp onibili per il calcolo dell’alignment metric: 31/12/2025.
Il Gruppo Credem ha calcolato la distanza dallo scenario IEA al 2030 applicando la formula ( ) indicata dal
COMMISSION IMPLEMENTING REGULATION (EU) 2022/2453 – Annex II. La “IEA scenario metric in 2 030” è
derivata direttamente dallo scenario IEA e corrisponde alla intensity (GHG/livelli di produzione) del settore a livello mondiale al 2030.
I target al 31/12/2027 sui due settori rendicontati sono stati identificati dal Gruppo Credem in coerenza con gli scenari Net Zero IEA.
114 Modello 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di
allineamento
a b c d e f g Settore Settore NACE (come minimo) Valore
contabile
lordo d el
portafoglio
(milioni di
euro) Metrica di allineamento Anno di riferimento Distanza dallo
scenario "zero
emissioni nette"
entro il 2050 dell'AIE in % *** Target 3 anni
1 Energia 27 - Fabbricazione di apparecchiature elettriche -
tCo2/MWh -
0.364340601 2026 87,24% 0,266 27.12 - Fabbricazione di apparecchiature per la distribuzione e il controllo
dell'elettricità 31
33.14 - Riparazione di apparecchiature elettriche 5 35 - Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria
condizionata -
35.1 - Produzione, trasmissione e distribuzione di energia
elettrica 44
35.11 - Produzione di energia
elettrica 6
35.12 - Trasmissione di energia
elettrica 26
35.14 - Commercio di energia
elettrica 16
43.21 - Installazione di impianti
elettrici 115
2 Combustione
di
combustibili
fossili 6 - Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale 1
tCo2/Gj -
0.051924750 2026 (0,18% ) 0,050 6.2 - Estrazione di gas naturale -
19.2 - Fabbricazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del
petrolio 81
20.14 - Fabbricazione di altri prodotti chimici di base
organici 5
35.2 - Produzione di gas;
distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte -
35.21 - Produzione di gas -
35.22 - Distribuzione di combustibili gassosi mediante
condotte 14
35.23 - Commercio di gas distribuito mediante condotte 66 46.12 - Intermediari del commercio di combustibili, minerali, metalli e prodotti
chimici 1
46.71 - Commercio all'ingrosso di combustibili solidi, liquidi, gassosi e di prodotti derivati 41
115 Template 4 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio
Nel Template 4 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti che figurano tra l e prime 20 imprese a più alta intensità di carbonio a livello mondiale, e viene data un’indicazione sulla numerosità delle imprese più inquinanti incluse nel calcolo del valore contabile lordo aggregato.
Per il recupero della lista delle società appartenen ti alle “top 20 polluting firms”, il Gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno. Nei dati messi a disposizione dal data provider sono considerate anche le eventuali società controllate dalle holding incluse in suddetta lista.
Modello 4: Porta foglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici:
esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio a b c d e Valore contabile lordo (aggregato) Valore contabile lordo riferito alle controparti rispetto al valore contabile lordo totale (aggregato)* Di cui ecosostenibile (CCM) Durata media ponderata Numero di imprese tra le 20 più inquinanti 1 3 0,01% - - 4
(*) Per le controparti tra le 20 imprese che più emettono carbonio al mondo
116 Template 5 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico
Nel Template 5 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie, sui prestiti garantiti da beni immobili e sulle garanzie reali immobiliari recuperate, soggette a rischi fisici acuti e cronici.
Il rischio fisico è classificato come "acuto" quando deriva da eventi estremi come possono essere siccità, inondazioni e tempeste, e “cronico” quando deriva da cambiamenti progressivi, come l'aumento delle temperature e lo stress idrico.
Il Gruppo ha in dividuato due aree geografiche soggette a rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici:
Italia e Resto del mondo.
Per l’identificazione delle esposizioni soggette a rischi fisici acuti e cronici, il Gruppo si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.
117 Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico (1 di 2) – Italia a b c d e f g h i j k l m n o di cui ve rso soggetti italiani Valore contabile lordo (in milioni di EUR) di cui esposizioni sensibili all'impatto di eventi fisici legati ai cambiamenti climatici Ripartizione per categoria di scadenza di cui
esposizioni
sensibili
all'impatto di
eventi cronici
connessi ai
cambiamenti
climatici di cui
esposizioni
sensibili
all'impatto di
eventi acuti
connessi ai
cambiamenti
climatici di cui
esposizioni
sensibili
all'impatto di
eventi sia
cronici che
acuti connessi
ai
cambiamenti
climatici Di cui
esposizioni
di fase 2 Di cui
esposizioni
deteriorate Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti <= 5 anni > 5 anni <= 10 anni > 10 anni <= 20 anni > 20 anni Durata
media
ponderata Di cui
esposizioni
di fase 2 Di cui
esposizioni
deteriorate
1 A - Agricoltura, silvicoltura e pesca 442 100 15 1 - 2 35 67 14 9 1 (1) - (1) 2 B - Attività estrattiva 39 7 - - - 3 2 5 - 1 - - - -
3 C - Attività manifatturiere 7.371 837 52 40 - 2 167 702 60 64 12 (7) (1) (6) 4 D - Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 205 14 - - - 3 7 6 - 5 - - - -
5 E - Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento 390 66 10 - - 2 17 58 1 1 - - - -
6 F - Costruzioni 728 111 10 5 - 3 28 95 4 10 4 (3) - (2) 7 G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli 4.317 751 64 45 - 2 243 569 47 49 18 (12) (1) (10) 8 H - Trasporto e magazzinaggio 848 83 23 - 1 3 23 77 7 2 3 (2) - (2) 9 L - Attività immobiliari 1.264 188 152 71 - 6 258 101 53 69 20 (15) (1) (13) 10 Prestiti garantiti da beni immobili residenziali 12.190 43 137 504 338 3 170 824 27 - 3 (10) (2) (8) 11 Prestiti garantiti da beni immobili non residenziali 768 74 99 39 - 7 53 127 33 14 14 (12) (1) (11) 12 Garanzie reali recuperate - - - - - - - - - - - - - -
13 Altri settori pertinenti – NACE I 258 53 20 25 - 6 15 78 4 3 2 (1) - (1) 14 Altri settori pertinenti – NACE J 253 53 5 1 - 2 41 9 9 2 1 - - -
15 Altri settori pertinenti – NACE K 88 12 4 - - 3 14 2 - - - - - -
16 Altri settori pertinenti – NACE M 536 93 23 7 - 4 79 26 18 5 2 (1) - (1) 17 Altri settori pertinenti – NACE N 565 89 14 18 - 4 62 44 15 6 1 - - -
18 Altri settori pertinenti – NACE O 14 - - - - - - - - - - - - -
19 Altri settori pertinenti – NACE P 18 3 3 2 - 7 4 3 - 1 - - - -
20 Altri settori pertinenti – NACE Q 159 40 7 2 - 3 24 15 10 3 1 - - -
21 Altri settori pertinenti – NACE R 44 6 1 - - 3 4 2 1 - - - - -
22 Altri settori pertinenti – NACE S 129 24 7 1 - 4 10 18 4 1 1 - - -
118 Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico (2 di 2) – Resto del mondo a b c d e f g h i j k l m n o di cui verso soggetti non italiani (Resto del mondo) Valore contabile lordo (in milioni di EUR) di cui esposizioni sensibili all'impatto di eventi fisici legati ai cambiamenti climatici Ripartizione per categoria di scadenza di cui
esposizioni
sensibili
all'impatto di
eventi cronici
connessi ai
cambiamenti
climatici di cui
esposizioni
sensibili
all'impatto di
eventi acuti
connessi ai
cambiamenti
climatici di cui
esposizioni
sensibili
all'impatto di
eventi sia
cronici che
acuti connes si ai
cambiamenti
climatici Di cui
esposizioni
di fase 2 Di cui
esposizioni
deteriorate Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti <= 5 anni > 5 anni
<= 10
anni > 10 anni
<= 20
anni > 20 anni Durata
media
ponderata Di cui
esposizioni
di fase 2 Di cui
esposizioni
deteriorat
e 1 A - Agricoltura, silvicoltura e pesca - - - - - - - - - - - - - -
2 B - Attività estrattiva - - - - - - - - - - - - - -
3 C - Attività manifatturiere 33 - - - - - - - - - - - - -
4 D - Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata - - - - - - - - - - - - - -
5 E - Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento - - - - - - - - - - - - - -
6 F - Costruzioni - - - - - - - - - - - - - -
7 G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli 2 - - - - - - - - - - - - -
8 H - Trasporto e magazzinaggio - - - - - - - - - - - - - -
9 L - Attività immobiliari - - - - - - - - - - - - - -
10 Prestiti garantiti da beni immobili residenziali 7 - - - - - - 1 - - - - - -
11 Prestiti garantiti da beni immobili non residenziali - - - - - - - - - - - - - -
12 Garanzie reali recuperate - - - - - - - - - - - - - -
13 Altri settori pertinenti – NACE K 1 - - - - - - - - - - - - -
14 Altri settori pertinenti – NACE M - - - - - - - - - - - - - -
15 Altri settori pertinenti – NACE N 8 - - - - - - - - - - - - -
16 Altri settori pertinenti – NACE S - - - - - - - - - - - - - -
17 Altri settori pertinenti – NACE U 67 - - - - - - - - - - - - -
119
10. RISCHIO DI CONTROPARTE
Informativa quantitativa
Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo
a b c d e f g h
Costo di
sostituzione
(RC) Esposizione
potenziale
futura (PFE) EPE effettiva Alfa utilizzata per il calcolo del
valore
dell'esposizione
a fini
regolamentari Valore
dell'esposizion
e pre -CRM Valore
dell’esposizione
post -CRM Valore
dell'esposizione RWEA
EU-1 EU - Metodo dell'esposizione originaria (per i derivati) - - 00/01/1900 1.4 - - - -
EU-2 EU - SA-CCR semplificato (per i derivati) - - 00/01/1900 1.4 - - - -
1 SA-CCR (per i derivati) 8.824 25.338 00/01/1900 1.4 47.826 47.826 47.826 22.419 2 IMM (per derivati e SFT) 00/01/1900 00/01/1900 - - - - - -
2a di cui insiemi di attività soggette a compensazione contenenti operazioni di finanziamento tramite titoli 00/01/1900 00/01/1900 - - - - -
2b di cui insiemi di attività soggette a compensazione contenenti derivati e operazioni con regolamento a lungo termine 00/01/1900 00/01/1900 - - - - -
2c di cui da insiemi di attività soggette ad accordo di compensazione contrattuale tra prodotti differenti 00/01/1900 00/01/1900 - - - - -
3 Metodo semplificato per il trattamento delle garanzie reali finanziarie (per le
SFT) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - - - -
4 Metodo integrale per il trattamento delle garanzie reali finanziarie (per le
SFT) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 1.083.981 36.527 36.527 11.256
5 VaR per le SFT 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - - - -
6 Totale al 30/06/2026 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 1.131.807 84.353 84.353 33.675
120
Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (1 di 2)
Classi di esposizioni Fattore di ponderazione del rischio a b c d e f 0% 2% 4% 10% 20% 50% 1 Amministrazioni centrali o banche centrali - - - - - -
2 Amministrazioni regionali o autorità locali - - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - 173.414 - - 23.401 12.264 7 Imprese - - - - 863 -
8 Al dettaglio - - - - - -
9 Enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine - - - - - -
10 Altre posizioni - - - - - -
11 Valore dell'esposizione complessiva - 173.414 - - 24.265 12.264
Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (2 di 2)
Classi di esposizioni Fattore di ponderazione del rischio g h i j k l 70% 75% 100% 150% Altri Valore
dell'esposizione
complessiva
1 Amministrazioni centrali o banche centrali - - - - - -
2 Amministrazioni regionali o autorità locali - - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - - - - 4.024 213.102 7 Imprese - - 501 - - 1.365 8 Al dettaglio - - - - - -
9 Enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine - - - - - -
10 Altre posizioni - - - - - -
11 Valore dell'esposizione complessiva - - 501 - 4.024 214.467
121 Modello EU CCR4 – Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD
a b c d e f g Scala di PD Valore
dell'esposizio
ne PD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Numero di debitori LGD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni) RWEA Densità degli
importi
dell'esposizio
ne ponderati
per il rischio 1 Imprese – F-IRB da 0,00 a < 0,15 6.162 0,05% 3 40,00% 3 1.076 17,47% 2 da 0,15 a < 0,25 - - - - - - -
3 da 0,25 a < 0,50 1.382 0,29% 7 40,00% 3 656 47,51% 4 da 0,50 a < 0,75 - - - - - - -
5 da 0,75 a < 2,50 142 1,55% 3 40,00% 3 133 93,29% 6 da 2,50 a < 10,00 - - - - - - -
7 da 10,00 a < 100,00 - - - - - - -
8 100,00
(default) - - - - - - -
Totale parziale 7.686 0,12% 13 40,00% 3 1.866 24,27%
a b c d e f g Scala di PD Valore
dell'esposizio
ne PD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Numero di debitori LGD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni) RWEA Densità degli
importi
dell'esposizio
ne ponderati
per il rischio 1 Imprese – A-IRB da 0,00 a < 0,15 13.334 0,05% 225 46,23% 2 2.429 18,22% 2 da 0,15 a < 0,25 - - - - - - -
3 da 0,25 a < 0,50 13.272 0,29% 256 46,93% 3 7.300 55,00% 4 da 0,50 a < 0,75 - - - - - - -
5 da 0,75 a < 2,50 7.798 0,99% 215 46,85% 3 7.805 100,09% 6 da 2,50 a < 10,00 885 4,47% 24 45,97% 4 1.320 149,12% 7 da 10,00 a < 100,00 81 12,46% 6 42,18% 2 140 172,64%
8 100,00
(default) 76 100,00% 4 67,76% 2 10 12,77% Totale parziale 35.446 0,70% 730 46,66% 3 19.004 53,61%
122 a b c d e f g Scala di PD Valore dell'esposizione PD media
ponderata per
l'esposizione
(%) Numero di debitori LGD media
ponderata
per
l'esposizione
(%) Durata media
ponderata per
l'esposizione
(anni) RWEA Densità
degli importi
dell'esposizi
one
ponderati
per il rischio 1 Al dettaglio – A-
IRB da 0,00 a < 0,15 - - - - - - -
2 da 0,15 a < 0,25 1 0,24% 1 43,95% 5 - 20,15% 3 da 0,25 a < 0,50 - - - - - - -
4 da 0,50 a < 0,75 18 0,74% 11 31,38% 5 5 27,77% 5 da 0,75 a < 2,50 17 1,89% 11 40,76% 2 9 51,00% 6 da 2,50 a < 10,00 19 4,85% 7 41,69% 4 11 61,29% 7 da 10,00 a < 100,00 107 23,68% 10 30,16% 2 77 71,63%
8 100,00
(default) 6 100,00% 1 69,75% 4 10 172,69% Totale parziale 167 19,58% 41 34,13% 3 112 67,14% Totale (tutte le classi di esposizioni pertinenti per il CCR) al 30/06/2026 43.300 0,67% 784 45,43% 3 20.982 48,46%
123
Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR
Tipo di garanzia reale a b c d e f g h Garanzie reali utilizzate in operazioni su derivati Garanzie reali utilizzate in SFT Fair value (valore equo) delle garanzie reali ricevute Fair value (valore equo) delle garanzie reali fornite Fair value (valore equo) delle garanzie reali ricevute Fair value (valore equo) delle garanzie reali
fornite
Separate Non
separate Separate Non separate Separate Non separate Separate Non
separate
1 Cassa - valuta nazionale 13.222 - 289.150 725 - - - -
2 Cassa - altre valute - - 300 - - - - -
3 Debito sovrano nazionale - - 69.422 - - - - -
4 Altro debito sovrano - - 51.164 - - - - -
5 Debito delle agenzie pubbliche - - - - - - - -
6 Obbligazioni societarie - - - - - - - -
7 Titoli di capitale - - - - - - - -
8 Altre garanzie reali - - 50.473 - - - - -
9 Totale al 30/06/2026 13.222 - 460.509 725 - - - -
Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP
Valore
dell'esposizione RWEA
a b 1 Esposizioni verso QCCP (totale) 00/01/1900 12.206 2 Esposizioni per negoziazioni presso QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al fondo di garanzia) di cui: 173.414 3.468 3 i) derivati OTC 35.196 704 4 ii) derivati negoziati in borsa 26 1 5 iii) SFT 138.192 2.764 6 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la compensazione tra prodotti differenti - -
7 Margine iniziale separato - 00/01/1900 8 Margine iniziale non separato - -
9 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia 699 8.738 10 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -
11 Esposizioni verso non QCCP (totale) 00/01/1900 -
12 Esposizioni per negoziazioni presso non QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al fondo di garanzia) di cui: - -
13 i) derivati OTC - -
14 ii) derivati negoziati in borsa - -
15 iii) SFT - -
16 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la compensazione tra prodotti differenti - -
17 Margine iniziale separato - 00/01/1900 18 Margine iniziale non separato - -
19 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia - -
20 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -
124 11. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE
Informativa qualitativa sulle esposizioni verso la cartolarizzazione
Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 d el 30 aprile 1999.
Emilia SPV S.r.l. ha in essere un’operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell’uti lizzo nel programma di emissioni di “Obbligazioni Bancarie Garantite” dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un “blocco” ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materi a di cartolarizzazione dei crediti.
La società veicolo ha finanziato l’operazione attraverso l’emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari “RMBS” di diversa classe (senior e junior).
Le note del tipo “senior”, sono quotate all’Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Scope Ratings, (al 30 giugno 2026, giudizio “A high” assegnato da DBRS e “Aa+” da Scope), quest’ultima subentrata all’agenzia di rating Moody’s ad aprile 2026. Le note pagano trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, con un cap al tasso cedolare di 100 bps, mentre le note “junior”, sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentor i dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all’ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi d a corrispondersi in priorità.
I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes (“PPN”) e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d’emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior).
Il prezz o delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell’operazione.
Credem ha sottoscritto all’atto dell’emi ssione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS 9 in materia di “derecognition” (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell’attivo del bilanc io Credem. La struttura revolving dell'operazione permette inoltre alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment , di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi.
Una volta conclusa tale fase le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.
Nel mese di Aprile 2026 è stata completata la ristrutturazione della cartolarizzazione Emilia, implementando modifiche alla struttura e alla documentazione contrattuale finalizzate a estendere il periodo di replenishment, originariamente in scadenza a maggio 2026, per ulteriori 5 anni. Sono stati, inoltre, revisionati e aggiornati i criteri di cessione e i limiti di concentrazione ed è stato allineato il meccanismo di ammortamento delle note alla migliore prassi di mercato. La scadenza legale delle note è stata estesa dal 2064 al 2080, mentre l’agenzia di rating SCOPE ha sostituito Moody’s nell’attribuzione del rating alle Note Senior.
Al 30 giugno 2026, a seguito del perfezionamento di una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis, il ci rcolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.127.641.192,37 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 644.423.646,06.
La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l’Eurosistema o nel mer cato con Controparti Istituzionali. L’operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.
A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla soc ietà veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l’utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacqui sto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).
Nel corso del primo semestre 2026 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società ve icolo.
Attività finanziarie cedute non cancellate integralmente Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione Emilia SPV S.r.l., nel corso dell’esercizio 2015 Credem ha perfezionato un’operazione di cartolarizzazione revolving , relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell’uti lizzo nel programma di emissioni di “Obbligazioni Bancarie Garantite” dalla società veicolo Credem CB S.r.l. , erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un “blocco” ai sensi e per gli effetti d ella legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
125 A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al primo semestre 2026, nei periodi di seguito indicati, quindici cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:
- Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
- Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
- Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.9 26,70
- Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
- Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
- Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
- Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
- Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89
- Secondo trimestre 2023: Euro 163.629.812,82
- Quarto trimestre 2023: Euro 271.235.442,14
- Secondo trimestre 2024: Euro 140.344.103,48
- Quarto trimestre 2024: Euro 144.587.852,93
- Secondo trimestre 2025: Euro 164.223.0 38,62
- Quarto trimestre 2025: Euro 163.350.175,59
- Secondo trimestre 2026: Euro 154.245.358,18
I crediti sono stati acquistati “pro soluto”, ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., societ à veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
La società veicolo ha finanziato l’operazi one attraverso l’emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari “RMBS” di diversa classe ( senior e junior ).
126 Informativa quantitativa Template EU -SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (1 di 2)
a b c d e f g L'ente agisce in qualità di cedente
Tradizionali Sintetiche
Totale
parziale STS Non -STS di cui SRT di cui SRT di cui SRT 1 Totale delle esposizioni - - 2.773.398 1.333 - - 2.773.398 2 Al dettaglio (totale) - - 2.773.398 1.333 - - 2.773.398 3 Mutui ipotecari su immobili residenziali - - 2.772.065 - - - 2.772.065 4 Carte di credito - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - 1.333 1.333 - - 1.333 6 Ricartolarizzazione - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non residenziali - - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - -
Template EU -SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (2 di 2)
h i j k l m n o L'ente agisce in qualità di promotore L'ente agisce in qualità di investitore
Tradizionali
Sintetiche Totale
parziale Tradizionali
Sintetiche Totale
parziale STS Non -STS STS Non -STS 1 Totale delle esposizioni - - - - 576.054 807 - 576.861 2 Al dettaglio (totale) - - - - 576.054 807 - 576.861 3 Mutui ipotecari su immobili residenziali - - - - 178.992 807 - 179.800 4 Carte di credito - - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - - - 397.062 - - 397.062 6 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non residenziali - - - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
127 Modello EU SEC3 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (1 di 2) a b c d e f g h i Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW DA
>20%
A 50%
RW DA
>50%
A
100%
RW DA
>100% A
<1250%
RW 1250% RW/
DEDUZIONI SEC-
IRBA SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA) SEC-
SA 1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle esposizioni - - - 1.333 - - 1.333 - -
2 Operazioni
tradizionali - - - 1.333 - - 1.333 - -
3 Cartolarizzazioni - - - 1.333 - - 1.333 - -
4 Al dettaglio - - - 1.333 - - 1.333 - -
5 di cui STS - - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Operazioni
sintetiche - - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al dettaglio - - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
Template EU -SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (2 di 2) j k l m n o EU-p EU-q RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC-
IRBA SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA) SEC-SA 1250% RW/
DEDUZIONI SEC-
IRBA SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA) SEC-SA 1250%
RW 1 Totale delle esposizioni - 1.978 - - - 158 - -
2 Operazioni
tradizionali - 1.978 - - - 158 - -
3 Cartolarizzazioni - 1.978 - - - 158 - -
4 Al dettaglio - 1.978 - - - 158 - -
5 di cui STS - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Operazioni sintetiche - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al dettaglio - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
128 Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (1 di 2) a b c d e f g h i Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW DA
>20% A
50% RW DA
>50%
A
100%
RW DA
>100% A
<1250%
RW 1250% RW/
DEDUZIONI SEC-
IRBA SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA) SEC-
SA 1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle esposizioni 341.432 235.429 - - - - 576.861 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale 341.432 235.429 - - - - 576.861 - -
3 Cartolarizzazioni 341.432 235.429 - - - - 576.861 - -
4 Sottostante al dettaglio 341.432 235.429 - - - - 576.861 - -
5 di cui STS 341.432 234.622 - - - - 576.054 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica - - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al dettaglio - - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (2 di 2) j k l m n o EU-p EU-q RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC-
IRBA SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA) SEC-SA 1250% RW SEC-
IRBA SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA) SEC-SA 1250% RW
1 Totale delle esposizioni - 142.936 - - - 11.435 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale - 142.936 - - - 11.435 - -
3 Cartolarizzazioni - 142.936 - - - 11.435 - -
4 Sottostante al dettaglio - 142.936 - - - 11.435 - -
5 di cui STS - 142.573 - - - 11.406 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al dettaglio - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
129 Modello EU SEC5 – Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche a b c Esposizioni cartolarizzate dall'ente — L'ente agisce in qualità di cedente o promotore Importo nominale in essere totale Importo totale delle rettifiche di valore su
crediti specifiche
effettuate nel
periodo di cui esposizioni in stato di default 1 Totale delle esposizioni 2.773.400 1.335 -
2 Al dettaglio (totale) 2.773.400 1.335 -
3 Mutui ipotecari su immobili residenziali 2.772.065 - -
4 Carte di credito - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio 1.335 1.335 -
6 Ricartolarizzazione - - -
7 All'ingrosso (totale) - - -
8 Prestiti a imprese - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non residenziali - - -
10 Leasing e Crediti - - -
11 Altre all'ingrosso - - -
12 Ricartolarizzazione - - -
130 12. RISCHIO DI MERCATO
Informativa quantitativa
Si riporta di seguito il template EU MR1 al cui interno è fornito il dettaglio del dell’esposizione ponderata relativa al rischio di mercato, calcolata secondo il metodo standardizzato .
Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato
a
RWEA
Prodotti outright
1 Rischio di tasso di interesse (generico e specifico) 56.437 2 Rischio azionario (generico e specifico) 15.822 3 Rischio di cambio -
4 Rischio di posizioni in merci -
Opzioni
5 Metodo semplificato -
6 Metodo delta plus 24 7 Metodo di scenario -
8 Cartolarizzazione (rischio specifico) -
9 Totale 72.283
131 13. RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO
Informativa quantitativa
Si riportano nel seguito le informazioni di cui al modello EU IRRBB1 relative all’informativa quantitativa sul rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione.
Modello EU IRRBB1 - Rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione Scenari prudenziali di shock a b c d Variazioni del valore economico del capitale proprio Variazioni dei proventi da interessi netti 30/06/2026 31/12/2025 30/06/2026 31/12/2025 1 Shock al rialzo parallelo (349.299) (345.514) 96.278 98.156 2 Shock al ribasso parallelo 213.102 192.810 (154.899) (144.301) 3 Steepener (8.683) (3.520) 4 Flattener (44.939) (54.708) 5 Shock up dei tassi a breve (156.943) (158.062) 6 Shock down dei tassi a lungo 80.830 78.064
132 14. LEVA FINANZIARIA
Informazioni qualitative sul coefficiente di leva finanziaria
Il Regolamento UE 575/2013 ha introdotto a partire dal 1° gennaio 2014 l’obbligo di calcolo del coefficiente di leva finanziaria per limitare l’accumulo di leva finanziaria eccessiv a, ovvero di un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri che renda la banca vulnerabile.
In relazione al rischio di leva finanziaria è previsto che le banche si dotino di politiche e procedure aziendali volte a identificare, gestire e monitorare tale rischio.
E’ inoltre previsto che le banche gestiscano conservativamente il rischio di eccessiva leva finanziaria considerando i potenziali incrementi di tale rischio dovuti alle riduzioni dei fondi propri della ba nca causate da perdite attese o realizzate derivanti dalle regole contabili applicabili. A tal fine le banche devono essere in grado di far fronte a diverse situazioni di stress con riferimento al rischio di leva finanziaria eccessiva.
A partire dal 1 Gennaio 2015 è stato introdotto l’obbligo di pubblicazione del coefficiente calcolato conformemente all’art. 429 del Regolamento UE 575/2013.
Il coefficiente di leva finanziaria è calcolato trimestralmente, sia a livello individuale che a livello consolidato, come rapporto tra il totale delle esposizioni del Gruppo non dedotte nel calcolo del capitale (SFT, derivati, esposizioni fuori bilancio ed altre esposizioni in bilancio) ed il Capitale di Classe 1. A partire dal 31 dicembre 2021, con l’introd uzione della CRR2, è previsto un requisito minimo vincolante del 3%.
133 Informativa quantitativa
Si riportano di seguito le principali informazioni inerenti il coefficiente di leva finanziaria del Grupp o.
Modello EU LR1 - LRSum: Riepilogo della riconciliazione tra attività contabili ed esposizioni del coefficiente di leva finanziaria
a
Importo applicabile
30/06/2026
1 Attività totali come da bilancio pubblicato 68.394.083 2 Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento prudenziale (11.496.895) 3 (Rettifica per le esposizioni cartolarizzate che soddisfano i requisiti operativi per il riconoscimento del trasferimento del rischio) -
4 (Rettifica per l'esenzione tempo ranea delle esposizioni verso banche centrali (se del caso)) -
5 (Rettifica per le attività fiduciarie iscritte a bilancio a norma della disciplina contabile applicabile ma escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera i), del CRR) -
6 Rettifica per gli acquisti e le vendite standardizzati di attività finanziarie soggette alla registrazione sulla base della data di negoziazione -
7 Rettifica per le operazioni di tesoreria accentrata ammissibili -
8 Rettifica per gli strumenti finanziari derivati (43.056) 9 Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) 3.444 10 Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in importi equivalenti di
credito) 2.068.858
11 (Rettifica per gli aggiustamenti per la valutazione prudente e gli accantonamenti specifici e generici che hanno ridotto il capitale di classe 1) -
EU-11a (Rettifica per le espo sizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR) -
EU-11b (Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR) -
12 Altre rettifiche (607.677) 13 Misura dell'esposizione complessiva 58.318.757
134 Modello EU LR2 - LRCom: Informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
30/06/2026 31/12/2025
Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT) 1 Elementi in bilancio (esclusi derivati e SFT, ma comprese le garanzie reali) 54.237.753 54.868.446 2 Maggiorazione per le garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in base alla disciplina contabile applicabile - -
3 (Deduzioni dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su derivati) (178.386) (318.969) 4 Rettifica per i titoli ricevuti nell'ambito di operazioni di finanziamento tramite titoli che sono iscritti come attività - -
5 (Rettifiche di valore su crediti generiche degli elementi in bilancio) - -
6 (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) (429.291) (440.052) 7 Esposizioni in bilancio complessive (esclusi derivati e SFT) 53.630.076 54.109.425 Esposizioni su derivati 8 Costo di sostituzione associato alle operazioni su derivati SA -CCR (al netto del margine di variazione in contante ammissibile) 12.251 16.499 EU-8a Deroga per derivati: contributo ai costi di sostituzione nel quadro del metodo standardizzato semplificato - -
9 Importi delle maggiorazioni per le esposizioni potenziali future associate alle operazioni su derivati SA -CCR 65.313 56.091 EU-9a Deroga per derivati: contributo all'esposizione potenziale futura nel quadro del metodo standardizzato semplificato - -
EU-9b Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria - -
10 (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) (SA -CCR) - -
EU-10a (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) (metodo standardizzato semplificato) - -
EU-10b (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) (metodo dell'esposizione originar ia) - -
11 Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti - -
12 (Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati su crediti venduti) - -
13 Totale delle esposizioni in derivati 77.565 72.590 Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) 14 Attività SFT lorde (senza riconoscimento della compensazione) previa rettifica per le operazioni contabilizzate come vendita 2.538.814 2.343.048 15 (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) - -
16 Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT 3.444 15.413 EU-16a Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte conformemente all'articolo 429 sexies, paragrafo 5, e all'articolo 222 del CRR. - -
17 Esposizioni su operazioni effettuate come agente - -
EU-17a (Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) - -
18 Totale delle esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli 2.542.258 2.358.461 Altre esposizioni fuori bilancio 19 Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio 14.531.096 14.192.683 20 (Rettifiche per conversione in importi equivalenti di credito) (12.462.238) (12.193.373) 21 (Accantonamenti generici dedotti nella determinazione del capitale di classe 1 e accantonamenti specifici associati alle esposizioni fuori bilancio) - -
22 Esposizioni fuori bilancio 2.068.858 1.999.309
Esposizioni escluse
EU-22a (Esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettere c) e c bis), del CRR) - -
135 Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
30/06/2026 31/12/2025
EU-22b (Esposizioni esentate conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR (in bilancio e fuori bilancio)) - -
EU-22c (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Investimenti del settore pubblico) - -
EU-22d (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Prestiti agevolati) - -
EU-22e (Esposizioni escluse derivanti da trasferimenti (passing -through) di prestiti agevolati da parte di un ente che non sia una banca (o unità) pubblica di sviluppo) - -
EU-22f (Parti garantite escluse delle esposizioni derivanti da crediti all'esportazione) - -
EU-22g (Garanzie reali in eccesso depositate presso agenti triparty escluse) - -
EU-22h (Servizi connessi a un CSD di CSD/enti esclusi conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera o), del CRR) - -
EU-22i (Servizi connessi a un CSD di enti designati esclusi conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera p), del CRR) - -
EU-22j (Riduzione del valore dell'esposizione di prestiti di prefinanziamento o di prestiti intermedi) - -
EU-22k (Escluse le esposizioni verso gli azionisti conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera d bis), del CRR) - -
EU-22l (Esposizioni dedotte a norma dell'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera q), del CRR) - -
EU-
22m (Totale delle esposizioni escluse) - -
Capitale e misura dell'esposizione complessiva 23 Capitale di classe 1 3.939.776 3.800.243 24 Misura dell'esposizione complessiva 58.318.757 58.539.785 Coefficiente di leva finanziaria 25 Coefficiente di leva finanziaria (%) 6,76% 6,49% EU-25 Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto dell'esenzione degli investimenti del settore pubblico e dei prestiti agevolati) (%) 6,76% 6,49% 25a Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) (%) 6,76% 6,49% 26 Requisito regolamentare del coefficiente minimo di leva finanziaria (%) 3,00% 3,00% EU-26a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (%) - -
EU-26b Di cui costituiti da capitale CET1 - -
27 Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - -
EU-27a Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,00% Scelta in merito a disposizioni transitorie e esposizioni rilevanti EU-27b Scelta in merito alle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale NA NA
136 Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate)
a
Esposizioni del
coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
EU - 1 Totale delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui 54.059.367 EU - 2 Esposizioni nel portafoglio di negoziazione 28.339 EU - 3 Esposizioni nel portafoglio bancario, di cui 54.031.028 EU - 4 Obbligazioni garantite 230.747 EU - 5 Esposizioni trattate come emittenti sovrani 11.645.991 EU - 6 Esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani 102.230 EU - 7 Esposizioni verso enti 1.519.676 EU - 8 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili 10.601.227 EU - 9 Esposizioni al dettaglio 9.044.134 EU - 10 Esposizioni verso imprese 17.430.612 EU - 11 Esposizioni in stato di default 259.987 EU - 12 Altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) 3.196.423
137
Attestazione sulle politiche e gli obblighi di informativa ai sensi della Parte Otto, art. 431 comma 3 del Regolamento (UE) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni
I sottoscritti Lucio Igino Zanon di Valgiurata e Giuseppe Malato in qualità, rispettivamente, di Presidente e Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Credito Emiliano S.p.A., attestano tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 431, comma 3, del Regolamento (UE) n°575/2013 e successive modifiche ed integrazioni, che le informazioni fornite ai sensi della citata Parte Otto, sono state redatte conformemente alla politica formale e ai processi, sistemi e controlli interni.
Reggio Emilia, 04 agosto 2026
Il Presidente Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Lucio Igino Zanon di Valgiurata Giuseppe Malato
138 DICHIARAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI
SOCIETARI
Il sottoscritto Giuseppe Malato, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Credito Emiliano S.p.A., dichiara, ai sensi del comma 2 dell’articolo 154-bis del D. Lgs 58/98 “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria”, che l’informativa contabile contenuta nella presente “Informativa al Pubblico al 30 giugno 2026 – Pillar 3” corrisponde alle risultanze documentali, ai li bri ed alle scritture contabili.
Reggio Emilia, 04 Agosto 2026 Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari