Relazione Illustrativa del Consiglio di Amministrazione sul punto 5 all’Ordine del Giorno – Parte Straordinaria
Assemblea Ordinaria e Straordinaria del 29 ottobre 2026 1 BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.P.A.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.P.A.
ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA DEGLI AZIONISTI
29 ottobre 2026 (unica convocazione)
RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
SUL PUNTO 5) ALL’ORDINE DEL GIORNO
DELLA PARTE STRAORDINARIA
redatta ai sensi dell’articolo 125 -ter del D. Lgs. 58 del 24 febbraio 1998 come successivamente modificato (“ TUF ”) e ai sensi dell’art. 7 2 del regolamento adottato con deliberazione Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 come successivamente modificato (“ Regolamento Emittenti ”) e in conformità all’Allegato 3A, schema n. 3 del medesimo Regolamento Consob .
APPROVAZIONE, ANCHE AI SENSI DELL’ART. 104, COMMA 1, DEL TUF , DELLA RIDUZIONE
VOLONTARIA DEL CAPITALE SOCIALE AI SENSI DELL’ART. 2445 DEL CODICE CIVILE
DESTINANDO L’IMPORTO RIVENIENTE - PREVIO INCREMENTO DELLA RISERVA LEGALE
IN MISURA SUPERIORE A 1/5 DEL CAPITALE SOCIALE RIDOTTO - A RISERVA DI PATRIMONIO
NETTO DISPONIBILE; CONSEGUENTE MODIFICA DELL’ART. 6 DELLO STATUTO SOCIALE.
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RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE REDATTA AI SENSI DELL’ART. 125 -TER
DEL TUF E AI SENSI DELL’ARTICOLO 7 2 DEL REGOLAMENTO EMITTENTI E IN CONFORMITÀ
ALL’ALLEGATO 3A, SCHEMA N. 3 DEL MEDESIMO REGOLAMENTO CONSOB
Signori Azionisti,
il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (la “ Banca ” o la “ Società ”, o l’“ Offerente ” o “BMPS ”) Vi ha convocato in Assemblea Ordinaria e Straordinaria il 29 ottobre 2026 alle ore 10:00, in unica convocazione, per sottoporre alla Vostra approvazione l’argomento di cui a l punto 5 dell’ordine del giorno in parte straordinaria , concernente la proposta di “approvazione, anche ai sensi dell’art. 104, comma 1, del D. Lgs. 58/1998, come successivamente modificato e/o integrato , della riduzione volontaria del capitale sociale ai sensi dell’art. 2445 del codice civile destinando l’importo riveniente - previo incremento della riserva legale in misura superiore a 1/5 del capitale sociale ridotto - a riserva di patrimonio netto disponibile; conseguente modifica dell’art. 6 dello Statuto sociale ”.
In particolare, il Consiglio di Amministrazione intende sottoporre alla Vostra approvazione la proposta di ridurre il capitale sociale di BMPS, ai sensi dell’art. 2445 del Codice civile , a Euro 10.000.000.000,00, con la finalità primaria di ottimizzare la struttura di capitale sociale e delle riserve della Banca e, in tale contesto, creare un’apposita riserva disponibile di patrimonio netto , previo incremento della riserva legale in misura superiore a 1/5 del capitale sociale (la “Riduzione di Capitale ”).
Si evidenzia, preliminarmente , che in data 8 giugno 2026, Intesa Sanpaolo S.p.A. (“ Intesa ”) ha comunicato, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 102, comma 1 , del TUF e all’articolo 37 del Regolamento Emittenti, di aver assunto la decisione di promuovere un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria ai sensi e per gli effetti degli articoli 102 e 106, comma 4, del TUF sulla totalità delle azioni di BMPS (l’“ Offerta Intesa ”). In considerazione della pendenza dell’Offerta Intesa, p ertanto, il Consiglio di Amministrazione di BMPS Vi ha convocato in Assemblea Ordinaria e Straordinaria per approvare, inter alia , la Riduzione di Capitale anche ai sensi e per gli effetti autorizzativi dell’articolo 104 del TUF, il quale prevede che le società italiane quotate, i cui titoli sono oggetto di un’offerta pubblica di acquisto o di scambio, si astengono dal compiere atti od operazioni che possano contrastare il conseguimento degli obiettivi d ella suddetta offerta, fatto salvo il caso in cui il c ompimento di tali atti od operazioni sia oggetto di apposita autorizzazione assembleare, così autorizzando il Consiglio di Amministrazione di BMPS ad agire in deroga alle prescrizioni di cui alla medesima norma.
Si evidenzia, altresì, che in data 21 agosto 2026 BMPS ha comunicato, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 102 del TUF e all’articolo 37 del Regolamento Emittenti, di aver assunto in data 20 agosto 2026 la decisione di promuovere : (i) un’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria ai sensi e per gli effetti degli articoli 102 e 106, comma 4, del TUF sulle azioni di Banca Generali S.p.A. (rispettivamente, l’“ Offerta Banca Generali ” e “Banca Generali ”); e (ii) un’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria ai sensi e per gli effetti degli articoli 102 e 106, comma 4, del TUF sulle azioni di Banco BP M S.p.A. ( l’“Offerta BPM ” e, congiuntamente all’Offerta Banca Generali, le “ Offerte ”). Le Offerte si inseriscono nell’ampio processo di consolidamento del settore bancario italiano ed europeo, e la decisione di promuoverle persegue l’obiettivo di dare vita a un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Itali a, caratterizzato da maggiore scala operativa, da un modello di business più diversificato e resiliente e da una presenza territoriale rafforzata sull’intero territorio nazionale, con particolare presidio nelle aree economicamente più dinamiche del Pae se.
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In tale contesto, BMPS ha comunicato l’intenzione di dare corso , previa approvazione , anche agli effetti autorizzativi di cui all’art. 104 del TUF, da parte dell’Assemblea degli Azionisti, a una distribuzione straordinaria di riserve, anche rivenienti dalla Riduzione di Capitale , parte in denaro e parte in azioni di Assicurazioni Generali S.p.A. (rispettivamente, “ Azioni AG” e “Assicurazioni Generali ”), pari a Euro 1,208 lordi per ciascuna azione di BMPS in circolazione alla record date (la “Distribuzione Straordinaria ”). La Distribuzione Straordinaria presuppone pertanto : (i) l’approvazione da parte dell’Assemblea degli Azionisti di BMPS convocata per il 29 ottobre 2026 della proposta d i acquisizione da parte di BMPS della totalità delle Azioni AG da parte della società controllata da MPS che , al momento di tale acquisizione, deterrà tali azioni (per maggiori informazioni rispetto a tale delibera, si rinvia alla relazione illustrativa redatta ai sensi dell’articolo 125 -
ter del TUF relativa al punto n. 4 all’ordine del giorno della parte ordinaria dell’Assemblea degli Azionisti di BMPS, disponibile, tra l’altro, sul sito internet di BMPS www.gruppomps.it) ; (ii) l’approvazione da parte dell’Assemblea degli Azionisti di BMPS della proposta di Riduzione di Capitale . La Distribuzione Straordinaria è inoltre subordinata alla dichiarazione di efficacia , da parte d el Consiglio di Amministrazione di BMPS, dell’Offerta BPM o dell ’Offerta Banca Generali ovvero di entrambe .
In aggiunta a quanto sopra, si ricorda che il Consiglio di Amministrazione ha sottoposto all ’Assemblea degli Azionisti convocata in data 29 ottobre 2026 l’approvazione del progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. (“Mediobanca ”) in BMPS, già approvato dai rispettivi organi amministrativi in data 10 marzo 2026 (la “ Fusione ”), che stabilisce il rapporto di cambio della Fusione in misura pari a n. 2,450 azioni ordinarie BMPS, aventi godimento regolare, per ogni azione ordinaria di Mediobanca (il “ Rapporto di Cambio ”). In conseguenza dell’efficacia della Fusione, BMPS aumenterà il proprio capitale sociale per un importo pari a massimi Euro 1.609.487.836,43 mediante emissione di massime n. 272.012.804 azioni ordinarie, prive di indicazione del valore nominale espresso, in applicazione del rapporto di cambio della Fusione ; pertanto, il capitale socia le di BMPS sarà pari a massimi Euro 19.587.675.023,28. L’ammontare delle azioni di BMPS da emettere a servizio del Rapporto di Cambio è determinato assumendo a riferimento l’intero capitale sociale di Mediobanca rappresentato dalle azioni da essa attualmente emesse (al netto della porzione detenuta da BMPS , pari all’86,3% del capitale di Mediobanca ). A tal fine sono pertanto considerate anche le azioni proprie di Mediobanca attualmente detenute dalla stessa, atteso che esse potrebbero, prima dell’efficacia della Fusione, essere attribuite ai beneficiari del Piano di Performance Shares 2025 -2026, ove ne ricorrano i presupposti, e/o essere cedute sul mercato , in tutto o in parte . Diversamente, nel caso in cui le azioni proprie attualmente detenute da Mediobanca residuassero nel portafoglio della medesima Mediobanca alla data di attuazione della Fusione, tali azioni proprie saranno annullate per effetto della Fusione, senza alcun c oncambio in azioni emesse da BMPS, quale società incorporante , stante il divieto di cui all’art. 2504 -ter del Codice civile .
La presente relazione illustrativa (la “Relazione ”), approvata a maggioranza dal Consiglio di Amministrazione di BMPS in data 24 settembre 2026, è stata predisposta ai sensi dell’art. 125 -ter del TUF, nonché dell’art. 72 del Regolamento Emittenti e in conformità all’Allegato 3A, schema n. 3, del medesimo Regolamento Consob, al fine di illustrare le motivazioni alla base dell a proposta di Riduzione di Capitale .
1. Descrizione della Riduzione di Capitale e motivazioni della proposta La proposta di Riduzione di Capitale ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 2445 cod. civ. consiste n ei seguenti aspetti :
(i) la riduzione del capitale sociale a Euro 10.000.000.000,00;
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(ii) l’imputazione a riserva legale di una parte dell’importo riveniente dalla riduzione del capitale sociale, in misura superiore a un quinto del capitale sociale (come ridotto );
(iii) la costituzione di una riserva disponibile di patrimonio netto, cui verrà imputata la restante parte dell’importo riveniente dalla Riduzione di Capitale ;
restando in ogni caso inteso che la Riduzione di Capitale lascerà invariato il numero complessivo delle azioni BMPS emess e, non procedendosi ad alcun annullamento, ferma la riduzione del valore nominale implicito per effetto della stessa .
Ciò premesso e in relazione alle motivazioni alla base della proposta, si evidenzia quanto segue.
Al 30 giugno 2026, il patrimonio netto della Società ammontava a Euro 26.642.734.342,17, il capitale sociale ammontava a Euro 17.978.187.186,85 e le riserve distribuibili a Euro 2.086.476.819,18. La struttura del patrimonio netto della Banca è caratterizza ta, quindi, da un’elevata incidenza del capitale sociale (oltre il 67%) e da riserve distribuibili contenute.
L’attuale composizione del patrimonio netto e l’elevata incidenza del capitale sociale, risentono, in particolare, dell’acquisizione, nel settembr e 2025, di Mediobanca da parte di BMPS realizzata mediante la promozione di un’ offerta pubblica di scambio volontaria, che ha richiesto l’emissione di nuove azioni BMPS a un prezzo superiore al valore nominale implicito (calcolato come rapporto tra il capitale sociale di BMPS e il numero di azioni in circolazione), determinando un’ obbligatoria allocazione di oltre Euro 10 miliardi a capitale sociale.
Dal punto di vista prudenziale, la Banca, al 30 giugno 2026, evidenziava un Common Equity Tier 1 (CET1) ratio del 16,34% e del 36,07%, rispettivamente su base consolidata e individuale, e un surplus su CET1 di oltre 3 miliardi di Euro rispetto al livello che include anche il buffer della Pillar 2 Guidance . È evidente come, nonostante gli stringenti vincoli regolamentari, la struttura civilistica del l’attuale patrimonio netto della Banca ponga vincoli ulteriori e non necessari alle distribuzioni dei surplus di capitale regolamentare, a maggior ragione quando tali distribuzioni non hanno impatti sul rispetto dei req uisiti patrimoniali .
Pertanto, la Riduzione di Capitale è funzionale ad acquisire una maggiore flessibilità nell’adozione di misure di gestione del capitale . La Riduzione di Capitale è altresì indipendente e prescinde dall ’approvazione e dalla successiva esecuzione della Distribuzione Straordinaria.
Ciò posto , si ricorda che, alla data della presente Relazione il capitale sociale della Banca è pari a Euro 17.978.187.186,85 e, pertanto, affinché il medesimo risulti comunque , a seguito della Riduzione di Capitale , pari a Euro 10.000.000.000,00, dovrà essere ridotto per un ammontare pari a Euro 7.978.187.186,85 . Tuttavia, nell’ipotesi in cui la Fusione sia efficace anteriormente alla data di efficacia della Riduzione di Capitale, il capitale sociale sarà pari , per effetto della Fusione, a massimi (secondo quanto sopra chiarito con riferimento alle azioni proprie di Mediobanca ) Euro 19.587.675.023,28 .
Pertanto, in tal caso la Riduzione di Capitale sarà pari a massim i Euro 9.587.675.023,28.
Per chiarezza, si precisa altresì che, tenuto conto che la Riduzione di Capitale assumerà efficacia in un momento antecedente all’esecuzione degli aumenti di capitale che saranno deliberati dal Consiglio di Amministrazione in forza
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delle deleghe allo stesso conferite ai sensi dell’art. 2443 cod. civ. a servizio delle rispettive Offerte, questi ultimi non avranno un impatto sulla proposta di deliberazione oggetto della presente Relazione.
Si propone quindi di ridurre il capitale sociale di BMPS a Euro 10.000.000.000,00, incrementando così :
(i) in caso di efficacia della Riduzione di Capitale in una data antecedente a quella di efficacia della Fusione, le riserve distribuibili dagli attuali circa Euro 2 miliardi a circa Euro 13,3 miliardi ;
(ii) in caso di efficacia della Riduzione di Capitale in una data successiva a quella di efficacia della Fusione, le riserve distribuibili dagli attuali circa Euro 2 miliardi a circa Euro 16, 3 miliardi ;
fermo restando il contestuale incremento della r iserva legale per un importo pari a Euro 1.500.000.000,00, e pertanto , tenuto conto della riserva legale già accantonata, per un ammontare maggiore rispetto a quanto previsto dall’articolo 2430 del Codice Civile.
Inoltre, stante l’eliminazione della previsione della riserva statutaria conseguente alla modifica statutaria approvata dall’Assemblea Straordinaria dei Soci della Banca del 4 febbraio 2026, si propone di imputare la riserva statutaria in essere alla data della presente Relazione pari a Euro 591.663.488,77 a incremento della riserva straordinaria.
2. Considerazioni sui risultati al 30 giugno 2026: Situazione Patrimoniale, Conto Economico e situazione finanziaria netta della Banca al 30 giugno 2026 Al 30 giugno 2026 la Banca ha riportato un utile pari a 1.246 milioni di Euro. A livello consolidato, sempre al 30 giugno 2026, il gruppo facente capo a BMPS (il “Gruppo ”) ha riportato un utile pari a 1.117 milioni di Euro.
Fermo restando che, per maggiori informazioni sul Gruppo, si rimanda a quanto illustrato nella Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 giugno 2026, disponibile all’indirizzo www.gruppomps.it , sezione Investor Relations - Risultati Finanziari , di seguito si riporta il conto economico della Banca (in Euro/milioni) al 30 giugno 2026 e alcune ulteriori informazioni sulla situazione economica e patrimoniale della Banca alla medesima data di riferimento .
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Al 30 giugno 2026 il margine di intermediazione è risultato pari a 2.612,8 milioni di Euro, in crescita rispetto ai 1.958,3 milioni di Euro del primo semestre 2025 (+33,4%, pari a +654,5 milioni di Euro), grazie soprattutto alla positiva
ass. %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.865,6 1.973,6 (108,0) -5,5% di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 1.613,9 1.653,2 (39,3) -2,4% 20. Interessi passivi e oneri assimilati (798,9) (937,1) 138,2 -14,7% 30. Margine di interesse 1.066,7 1.036,5 30,2 2,9% 40. Commissioni attive 893,5 869,1 24,5 2,8% 50. Commissioni passive (75,4) (84,0) 8,5 -10,2% 60. Commissioni nette 818,1 785,1 33,0 4,2% 70. Dividendi e proventi simili 631,2 43,1 588,2 n.s.
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 75,9 66,3 9,7 14,5% 90. Risultato netto dell'attività di copertura 0,4 (0,4) 0,8 n.s.
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 19,9 37,8 (17,9) -47,4% a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 24,9 43,2 (18,3) -42,4% b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (3,9) (5,1) 1,2 -23,5% c) passività finanziarie (1,1) (0,2) (0,9) n.s.
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 0,5 (10,1) 10,6 n.s.
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 2,0 0,8 1,2 n.s.
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (1,5) (10,9) 9,4 -86,2% 120. Margine di intermediazione 2.612,8 1.958,3 654,5 33,4% 130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (104,2) (136,9) 32,7 -23,9% a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (104,0) (136,2) 32,2 -23,6% b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (0,2) (0,7) 0,5 -71,4% 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (0,6) (4,6) 4,0 -87,0% 150. Risultato netto della gestione finanziaria 2.508,0 1.816,8 691,2 38,0% 160. Spese amministrative: (983,7) (985,9) 2,2 -0,2% a) spese per il personale (656,2) (634,8) (21,4) 3,4% b) altre spese amministrative (327,6) (351,1) 23,5 -6,7% 170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (10,1) (29,9) 19,8 -66,2% a) impegni e garanzie rilasciate (13,2) (4,6) (8,5) n.s.
b) altri accantonamenti netti 3,0 (25,3) 28,3 n.s.
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (41,8) (42,8) 1,0 -2,3% 190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (27,4) (29,9) 2,5 -8,4% 200. Altri oneri/proventi di gestione 128,1 118,7 9,4 7,9% 210. Costi operativi (935,0) (969,9) 34,9 -3,6% 220. Utili (Perdite) delle partecipazioni 52,5 0,1 52,4 n.s.
230. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali (2,1) (2,9) 0,8 -27,6% 250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 0,1 0,0 0,1 n.s.
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.623,5 844,1 779,3 92,3% 270. Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (377,1) 38,7 (415,8) n.s.
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 1.246,3 882,8 363,5 41,2% 300. Utile (Perdita) di periodo 1.246,3 882,8 363,5 41,2% Voci Variazione Y/Y 30 06 2026 30 06 2025
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dinamica dei Dividendi e Proventi simili (+588,2 milioni di Euro) ed alla crescita sia del Margine di interesse ( +2,9% pari a +30,2 milioni di Euro) che delle Commissioni Nette (+4,2%, pari a +33,0 milioni di Euro).
Il Margine di Interesse al 30 giugno 2026 è risultato pari a 1.066,7 milioni di Euro, in leggero aumento rispetto ai 1.036,5 milioni di Euro dello stesso periodo del 2025 (+30, 2 milioni di Euro ). La crescita si è registrata in particolare sui rapporti con clientela al costo ammortizzato (+62,0 milioni di Euro), sui derivati di copertura (+2,3 milioni di Euro) e sulle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (+3,7 milioni di Euro) compensata in parte dalla dinamic a dei rapporti con banche centrali ( -26,1 milioni di Euro) e sui portafogli di negoziazione ( - 4,3 milioni di Euro). La dinamica osservata sui rapporti con clientela al costo ammortizzato è riconducibile all’aumento dei volumi medi di impiego; la flessione dei tassi medi di impiego, legata anche alle decisioni di politica monetaria, è stata compensata da un’efficace gestione del costo della raccolta commerciale, nonostante la crescita dei volumi. La riduzione del contributo dei rapporti con banche centrali, oltre a risentire delle decisioni di politica monetaria, riflette una riduzione dei saldi medi impiegati, a supporto dell’attività creditizia con la clientela.
Le Commissioni Nette, al 30 giugno 2026 sono risultate pari a 818,1 milioni di Euro, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+4,2%, pari a +3 3 milioni di Euro ), grazie alla crescita sia del comparto delle attività di gestione/intermediazione e consulenza (+5,3%, pari a +21,4 milioni di Euro) che ha beneficiato di maggiori proventi legati alla gestione del risparmio (maggiori flussi collocati alla clientela e cre scita dei volumi medi gestiti) che delle commissioni sull’attività bancaria commerciale (+3,0%, pari a +11,5 milioni di Euro). In particolare, sulla prima area commissionale hanno agito in positivo le componenti di distribuzione e gestione portafogli (+8,5%, pari a 20,9 milioni di Euro), di distribuzione di prodotti assicurativi (+3,1%, pari a +3,2 milioni di Euro) mentre sono risultati in calo i ricavi di intermediazione e collocamento titoli e valute ( -2,9%, pari a -1,2 milioni di Euro) e sostanzialmente stabili le altre commissioni di intermediazione e consulenza. Nell’area ban caria commerciale, hanno agito in positivo le commissioni sui finanziamenti (+10,2%, pari a +13,5 milioni di Euro) e le commissioni sui servizi di incasso e pagamento (+0,7 milioni di Euro); sono risultate invece in flessione le commissioni sul servizio ba ncomat e carte di credito ( -10,6%, pari a -4,6 milioni di Euro), e, in misura minore, quelle sulle garanzie ( -0,4 milioni di Euro).
I Dividendi e proventi simili ammontano a 631,2 milioni di Euro, in crescita rispetto ai 43 milioni di Euro del 2025, in relazione principalmente alla controllata Mediobanca per 442,4 milioni di Euro e alle collegate assicurative AXA MPS Vita ed AXA MPS Danni per 135,6 milioni di Euro.
Le Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito sono risultate pari a 104,2 milioni di Euro che si confrontano con i 136,9 milioni di Euro rilevati nello stesso periodo dell’anno precedente. La dinamica è principalmente riferibile a minori acc antonamenti sulle posizioni performing (a seguito di un maggior flusso di esposizioni migrate da stage 2 a stage 1 rispetto al primo semestre 2025) e su quelle deteriorate, solo in parte compensati da maggiori accantonamenti rilevati sulle nuove posizioni in ingresso da bonis a crediti deteriorati.
Le Spese Amministrative si sono attestate a 983,7 milioni di Euro e risultano sostanzialmente stabili rispetto al 30 giugno 2025 ( -0,2%). All’interno dell’aggregato:
- le Spese per il Personale, che ammontano a 65 6,2 milioni di Euro, risultano superiori rispetto a quanto registrato nell’anno precedente (+3,4%) principalmente per gli oneri connessi al secondo e al terzo aumento delle
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retribuzioni previsti dal rinnovo del CCNL dei bancari (decorrenza a partire, rispettivamente, dal 1° settembre 2024 e dal 1° giugno 2025) e per maggiori accantonamenti sulla componente variabile della retribuzione, in linea con il Piano Strategico 2024 -2028;
- le Altre Spese Amministrative, che ammontano a 327,6 milioni di Euro, risultano in flessione rispetto al 30 giugno 2025 ( -6,7%), sia per la riduzione del costo riferito al Canone DTA pari a 3,0 milioni di Euro che si confrontano con i circa -29 milioni di Euro registrati nello stesso periodo dell’anno precedente sia grazie alla messa a regime di un rigoroso processo di governo della spesa e alla focalizzazione sulle azioni di ottimizzazione dei costi.
Gli Utili (perdite) da partecipazioni ammontano a 52, 5 milioni di Euro, in crescita rispetto a l saldo di 0,1 milioni di Euro del 2025, in relazione al perfezionamento dell’operazione di cessione della controllata MP Banque S.A. che ha determinato un impatto positivo per 52,5 milioni di Euro.
Le Imposte sul reddito di periodo registrano un onere pari a 377,1 milioni di Euro che rappresenta la fiscalità ordinaria relativa al risultato economico di periodo; la voce risente dell’effetto delle misure a carico del sistema bancario previste dalla Leg ge Finanziaria per il 2026, in particolare, della quota indeducibile degli interessi passivi (4%) e della maggiorazione di due punti percentuali dell’aliquota IRAP. Al 30 giugno 2025 la voce corrispondente registrava un contributo positivo pari a 38,7 mili oni di Euro, imputabile principalmente alla rivalutazione delle DTA, al netto della fiscalità relativa al risultato economico del semestre.
A seguito delle dinamiche sopra descritte, l’Utile di periodo della Banca ammonta a 1.246,3 milioni di Euro al 30 giugno 2026, rispetto all’utile di 882,8 milioni di Euro conseguito nel primo semestre del 2025.
Per maggiori informazioni sulla posizione finanziaria, nel rinviare alla Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 giugno 2026, si evidenzia che la Banca, stante la solida posizione di liquidità costituita negli anni precedenti ed il buo n livello su cui si attestano i propri indicatori, stima di poter mantenere i propri target superiori, con un adeguato buffer, rispetto alla soglia minima. Al 30 giugno 2026 su base consolidata il LCR è pari a 169,3%, il NSFR è pari a 122,3% e la posizione di liquid ità operativa presenta un livello di Counterbalancing Capacity non impegnata pari a circa 47,8 miliardi di Euro.
3. Sostenibilità tecnica della Riduzione di Capitale Poiché la Riduzione di Capitale non comporta , come anticipato, un rimborso ai soci , salvo quanto segnalato in relazione alla potenziale Distribuzione Straordinaria, e consiste nel contestuale incremento di pari importo della riserva sovrapprezz o di emissione previo incremento della riserva legale, essa non comporta alcuna modifica della consistenza del patrimonio netto di BMPS , cambiandone solamente la composizione qualitativa; pertanto, essa non ha impatti sulla situazione economico patrimoniale della Società. In particolare , l’operazione non comporta una distribuzione delle pur esistenti risorse liquide, ma crea la possibilità che le stesse vengano utilizzate a servizio dell’ottimizzazione del capital e per gli azionisti nonché nel contesto della Distribuzione Straordinaria.
Si riporta qui di seguito un prospetto che illustra gli effetti contabili della Riduzione di Capitale sulla base della situazione patrimoniale al 30 giugno 202 6, qui allegata sub Allegato A :
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(in milioni di euro) Patrimonio Netto 30/06/2026
(A) Riduzione
Capitale
Sociale (B) Riassetto
Riserve
(C) Patrimonio netto Pro Forma (D)=
(A)+(B)+(C)
Capitale sociale 17.978 (7.978) - 10.000
Sovrapprezzi di
emissione 3.062 - 6.478 9.540 Riserve 4.331 - 1.500 5.831 di cui Riserva legale 550 - 1.500 2.050 di cui Riserva statutaria 592 - (592) -
di cui Riserva straordinaria 1.177 - 592 1.769 Riserve da valutazione 26 - - 26 Utile di periodo 1.246 - - 1.246 Totale 26.643 (7.978) 7.978 26.643
Si riporta altresì qui di seguito un prospetto che, assumendo il perfezionamento della Fusione in una data antecedente alla data di efficacia della Riduzione di Capitale , illustra gli effetti contabili dell’ operazione sulla base della situazione patrimoniale al 30 giugno 2026.
Patrimonio Netto 30/06/2026 (A) Fusione (B) Riduzione
Capitale
Sociale (C) Riassetto Riserve (D) Patrimonio netto Pro
Forma
(E)=(A)+(B)+(C)+(D)
Capitale sociale 17.978 1.609 (9.587) - 10.000
Sovrapprezzi di
emissione 3.062 1.346 (*) - 8.087 12.495 Riserve 4.331 - - 1.500 5.831 di cui Riserva legale 550 - - 1.500 2.050 di cui Riserva statutaria 592 - - -592 -
di cui Riserva straordinaria 1.177 - - 592 1.769
Riserve da
valutazione 26 - - - 26 Utile di periodo 1.246 - - - 1.246 Totale 26.643 2.955 (9.587) 9.587 29.598
(*) L’ammontare della Riserva Sovrapprezzi di emissione è stato stimato sulla base della quotazione di BMPS alla data del 30 giugno 2026 pari a Euro 10,864 e, pertanto, pari alla differenza tra l’aumento complessivo di patrimonio netto pari a Euro 2.955.14 7.102,66 e l’ammontare imputato a capitale sociale pari a Euro 1.609.487.836,43. L’ammontare esatto del Capitale Sociale e delle riserve sarà, in ogni caso, definito al momento del perfezionamento della Fusione.
Per quanto concerne l’impatto della Riduzione di Capitale sui fondi propri di BMPS, sia a livello individuale che a livello consolidato, si evidenzia che la stessa risulta finanziariamente sostenibile e che BMPS continuerà a rispettare, e a eccedere, tutti i requisiti di fondi propri applicabili successivamente alla sua esecuzione.
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In particolare, a seguito della Riduzione di Capitale, BMPS continuerà a rispettare tutti i requisiti di fondi propri applicabili, inclusi i requisiti CET1, Tier 1 e di Total Capital previsti dal Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 (“CRR ”), i requisiti di riserva combinata e i requisiti SREP applicabili a BMPS. Inoltre, BMPS ha valutato che manterrà margini adeguati rispetto a tutti i requisiti minimi e alle riserve di capitale, sia in scenari di base che i n scenari di stress, per un periodo prospettico di almeno tre anni.
4. Modifiche Statutarie L’approvazione della Riduzione di Capitale comporta la modifica dell’art. 6 dello Statuto sociale di BMPS che ( come meglio precisato nel paragrafo 5 che segue) è subordinata , tra l’altro, alla positiva conclusione del procedimento di accertamento presso la Banca Centrale Europea ai sensi dell’art . 56 del D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385 (il “ TUB ”).
Si riporta di seguito l’esposizione a confronto del predetto art. 6 nel testo vigente alla data della presente Relazione e quello proposto con la Relazione medesima (il testo di cui si propone l’inserimento è evidenziato in carattere grassetto).
Si precisa, in ogni caso, che, in caso di : (i) approvazione della Fusione da parte della convocanda Assemblea degli Azionisti di BMPS e (ii) di attuazione della Fusione , e quale conseguenza della stessa, l’articolo 6 dello Statuto sociale di BMPS potrà subire, prima di quelle dipendenti dalla Riduzione di Capitale alcune modifiche al fine di dare atto : (i) del capitale sociale, come incrementato, e (ii) del nuovo numero di azioni emesse sulla base del Rapporto di Cambio.
Testo Vigente Testo Proposto Art. 6 Art. 6 1. Il capitale della Società è di Euro 17.978.187.186,85
(diciassettemiliardinovecentosettantottomilionicentotta
ntasette -milacentottantasei virgola ottantacinque) ed è interamente versato. 1. Il capitale della Società è di Euro 17.978.187.186,85
(diciassettemiliardinovecentosettantottomilionicen
tottantasette -milacentottantasei virgola ottantacinque) 10.000.000.000,00 (dieci miliardi) ed è interamente versato.
2. Esso è rappresentato da n. 3.038.418.183
(tremiliarditrentottomilioniquattrocentodiciottomilacen
tottantatre) azioni ordinarie senza valore nominale.
Tutte le azioni sono emesse in regime di dematerializzazione. Le modalità di circolazione e di legittimazione delle azioni sono disciplinate dalla legge.
Non compete il diritto di recesso ai soci che non abbiano concorso alla approvazione delle deliberazioni riguardanti l’introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni. 2. (invariato )
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3. Le azioni sono nominative ed indivisibili. Ogni azione dà diritto ad un voto. 3. (invariato ) L’approvazione della proposta di Riduzione di Capitale non attribuisce il diritto di recesso agli azionisti della Società che non abbiano concorso all’approvazione della deliberazione in oggetto, non ricorrendo alcuno dei presupposti previsti dall’art. 2437 cod. civ. o da altre disposizioni di legge.
5. Efficacia della Riduzione di Capitale e Autorizzazioni Fermo restando quanto indicato di seguito , si rammenta che la delibera di Riduzione di Capitale potrà essere eseguita, ai sensi dell’art. 2445, comma 3, cod. civ., soltanto una volta che sia decorso il termine di novanta giorni dalla data di iscri zione della delibera assembleare di approvazione della Riduzione di Capitale presso il Registro delle Imprese, purché entro tale termine nessun creditore della Società anteriore all’iscrizione abbia proposto opposizione. Nonostante l’opposizione, ai sensi dell’art. 2445, comma 4, cod. civ., il Tribunale potrà disporre che l’operazione abbia comunque luogo, quando ritenga infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori oppure la Società abbia prestato idonea garanzia. Per il caso in cui sia proposta opposizione, il Consiglio di Amministrazione propone all’Assemblea di stabilire che la Riduzione di Capitale possa essere eseguita a condizione che tale autorizzazione intervenga entro il termine di sei mesi (prorogabile dalla Società di massimi ulteriori tre mesi) dall’iscrizione della relativa deliberazione presso il Registro delle Imprese.
Inoltre, la Riduzione di Capitale e le relative modifiche allo statuto di BMPS, come meglio descritte nel paragrafo 4 che precede , sono soggette alle prescritte autorizzazioni da parte delle competenti Autorità di Vigilanza ed in particolare: (i) all’accertamento che le modifiche statutarie non pregiudichino la sana e prudente gestione di BMPS, ai sensi dell ’articolo 56 del TUB , e (ii) all’autorizzazione a BMPS a ridurre i fondi propri ai sensi degli articoli 77, paragrafo 1, e 78, paragrafo 1, lettera (b) del CRR, e delle relative disposizioni di attuazione .
BMPS ha provveduto a depositare presso la Banca Centrale Europea e la Banca d’Italia l’istanza ai fini delle suddette autorizzazioni regolamentari in data 9 settembre 2026 . Alla data della presente Relazione, l’iter autorizzativo presso le Autorità di settore è in corso e il periodo di tempo a disposizione dell’Autorità per procedere all’approvazione dell’operazione è di 90 giorni.
Le ulteriori informazioni relative alla Riduzione di Capitale saranno comunicate al mercato con le modalità previste dalla normativa di legge e regolamentare applicabile, con comunicazioni pubblicate sul sito internet della Società ( gruppomps.it , Sezione “ Corporate Governance – Assemblee Azionisti e CdA ”).
*** Proposta di delibera Signori Azionisti, alla luce di quanto sopra, Vi invitiamo ad assumere la seguente deliberazione:
“L’Assemblea degli Azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., in sessione straordinaria, esaminata la Relazione del Consiglio di Amministrazione (che per quanto occorrer possa viene approvata in ogni sua parte) e la proposta ivi formulata;
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PRESO ATTO
− della situazione patrimoniale di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. al 30 giugno 2026, redatta per le finalità di cui all ’art.
2445 del codice civile, a pprovata dal Consiglio di Amministrazione in data 24 settembre 2026;
− del disposto dell’art. 104, comma 1, del TUF e dei termini e condizioni dell’Offerta Intesa ;
− della eliminazione della riserva statutaria con delibera adottata dall’Assemblea Straordinaria dei Soci del 4 febbraio 2026 ;
DELIBERA
1. di imputare la riserva ex statutaria in essere alla data della presente Relazione pari a Euro 591.663.488,77 ad incremento della riserva straordinaria , determinandone una variazione di saldo da Euro 1.177.131.260,29 a Euro 1.768.794.749,06;
2. di approvare, anche ai sensi e per gli effetti autorizzativi dell’art. 104 del TUF, la riduzione del capitale sociale, ai sen si dell’art.
2445 cod. civ., a Euro 10.000.000.000,00 (e così per massimi Euro 9.587.675.023,28 secondo quanto esposto nella Relazi one del Consiglio di Amministrazione), con le seguenti più precise modalità :
(i) nell’ipotesi in cui la Riduzione di Capitale sia efficace in una data antecedente la data di efficacia della Fusione oppure i n caso di mancata approvazione della Fusione da parte dell’Assemblea degli Azionisti di BMPS, riduzione per Euro 7.978.187.186,85, imputando Euro 1.500.000.000,00 a incremento e completamento della riserva legale fino a concorrenza di somma superiore a un quinto del capitale sociale e la parte restante, pari a Euro 6.478.187.186,85 a riserva emissioni sovrapprezzi ;
(ii) nell’ipotesi in cui la Riduzione di Capitale sia efficace in una data successiva alla data di efficacia della Fusione, riduzi one per massimi Euro 9.587.675.023,28 imputando Euro 1.500.000.000,00 a incremento e completamento della riserva legale fino a concorrenza di somma superiore a un quinto del capitale sociale e la parte restante, di massimi Euro 8.087.675.023,28 , a riserva emissioni sovrapprezzi ;
in ogni caso, fermo restando il numero delle azioni in circolazione alla data di efficacia della Riduzione di Capitale prive dell’indicazione del valore nominale ;
3. di modificare conseguentemente l’articolo 6, comma 1, dello Statuto Sociale, in conformità con quanto indicato in narrativa;
4. di dare atto che, ai sensi dell’art. 2445, comma 3, cod. civ., le deliberazioni di cui ai precedenti punti 2 e 3 potranno ess ere eseguite soltanto dopo novanta giorni dal giorno dell’iscrizione presso il Registro delle Imprese, o, in caso di opposizione, l addove intervenga l'autorizzazione del Tribunale, ai sensi dell’art. 2445, comma 4, cod. civ., entro il termine di sei mesi - prorogabile dalla Società di massimi ulteriori tre mesi - dall’iscrizione della presente deliberazione di riduzione del capitale p resso il Registro delle Imprese, con la precisazione che decorso inutilmente tale termine la presente condizione si considererà non avverata , nonché subordinatamente al rilascio del provvedimento di accertamento ai sensi dell’articolo 56 del D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385 e dell’autorizzazione ai sensi degli articoli 77, paragrafo 1 lettera (b) , e 78, paragrafo 1, lettera (b) del Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, ove tale esito positivo non sia intervenuto prima della data della presente deliberazione;
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5. di conferire, al Presidente del Consiglio di Amministrazione pro tempore e all’Amministratore Delegato pro tempore della Soci età, in via tra loro disgiunta e con facoltà di subdelega, nei limiti di legge, ogni più ampio potere e facoltà per provvedere a q uanto necessario ovvero anche solo opportuno per l’attuazione, compiutamente ed in ogni singola parte, delle deliberazioni di cui a i precedenti punti 1, 2 e 3, per l’espletamento dei conseguenti adempimenti legislativi e regolamentari, ivi inclusi, in parti colare, l’adempimento di ogni formalità necessaria affinché le stesse siano iscritte nel Registro delle Imprese a norma dell’articolo 2436 del codice civile, la facoltà di apportare al deliberato assembleare tutte le modifiche e/o integrazioni non sostanzi ali eventualmente richieste dalle autorità competenti o dal notaio, o comunque ritenute utili od opportune, nonché di procedere alle soppressio ni, sostituzioni e integrazioni dell'articolo dello statuto sopra indicato, depositando e pubblicando, ai sensi d i legge, il testo statutario aggiornato con le variazioni apportate a seguito delle precedenti deliberazioni e le necessarie attestazioni circa la riduzione del capitale sociale .
* * * Siena, 29 settembre 2026 Per il Consiglio di Amministrazione
Il Presidente
Prof. Cesare Bisoni
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Allegato A – Situazione Patrimoniale al 30 giugno 2026
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1
Allegato A
Situazione Patrimoniale di Banca MPS al 30 giugno 2026 per la finalità di cui all’art . 2445 c.c.
2 Prospetti Contabili
Prospetti contabili
di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
al 30 Giugno 2026
Sede Sociale in Piazza Salimbeni 3, Siena, Italia Capitale sociale: € 17.978.187.186,85 interamente versato Iscritta al Registro delle Imprese di Arezzo - Siena, numero di iscrizione e codice fiscale 00884060526 Gruppo IVA MPS – Partita IVA 01483500524 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Iscritta all’Albo delle banche al n. 5274 Gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena, iscritto all’Albo dei Gruppi bancari.
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3
INDICE
SCHEMI DEI PROSPETTI CONTABILI ................................ ................................ ... 4
Stato patrimoniale ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ . 5 Conto economico ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ... 7 Prospetto della redditività complessiva ................................ ................................ ................................ ............................... 8 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto – 30 giugno 2026 ................................ ................................ ..................... 9 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto – 30 giugno 2025 ................................ ................................ ................... 10
NOTE ESPLICATIVE ................................ ................................ ............................. 11
Politiche contabili ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ 12 I principi contabili ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ 16 Eventi rilevanti del primo semestre 2026 ................................ ................................ ................................ ........................... 41 Eventi rilevanti successivi alla chiusura del primo semestre 2026 ................................ ................................ .................. 44 Stime e assunzioni nella predisposizione dei Prospetti contabili ................................ ................................ .................... 47 Continuità aziendale ................................ ................................ ................................ ................................ ............................ 54
4 Prospetti Contabili
SCHEMI DEI PROSPETTI CONTABILI
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5 Stato patrimoniale (mln di euro) Voci dell'attivo 30 06 2026 31 12 2025 10. Cassa e disponibilità liquide 12.417,4 14.949,5 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 10.876,3 8.225,7 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 10.398,8 7.845,9 c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 477,5 379,8 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.907,7 1.836,4 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 99.944,6 94.206,8 a) crediti verso banche 6.159,4 4.087,1 b) crediti verso clientela 93.785,2 90.119,7 50. Derivati di copertura 504,1 720,7 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/ -) (754,9) (907,8) 70. Partecipazioni 16.190,6 16.182,1 80. Attività materiali 1.948,9 1.967,6 90. Attività immateriali 137,1 134,8 100. Attività fiscali 3.430,0 3.786,6 a)correnti 51,4 65,3 b) anticipate 3.378,6 3.721,2 110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 96,8 935,9 120. Altre attività 2.982,7 3.135,5 Totale dell'attivo 149.681,4 145.173,9
6 Prospetti Contabili segue: Stato patrimoniale (mln di euro) Voci del passivo e del patrimonio netto 30 06 2026 31 12 2025 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 113.211,7 110.155,9 a) debiti verso banche 18.197,2 16.936,2 b) debiti verso la clientela 81.464,0 81.876,5 c) titoli in circolazione 13.550,5 11.343,1 20. Passività finanziarie di negoziazione 4.132,2 2.878,6 30. Passività finanziarie designate al fair value 125,1 126,4 40. Derivati di copertura 270,7 216,2 60. Passività fiscali 32,4 12,3 a) correnti 32,4 12,3 80. Altre passività 4.394,2 2.834,4 90. Trattamento di fine rapporto del personale 67,6 67,4 100. Fondi per rischi e oneri: 804,8 860,5 a) impegni e garanzie rilasciate 159,7 146,5 b) quiescenza e obblighi simili 2,9 3,0 c) altri fondi per rischi e oneri 642,2 711,0 110. Riserve da valutazione 25,7 38,2 140. Riserve 4.331,0 3.754,2 150. Sovrapprezzi di emissione 3.061,5 3.146,6 160. Capitale 17.978,2 17.978,2 180. Utile (Perdita) di periodo (+/ -) 1.246,3 3.104,8 Totale del passivo e del patrimonio netto 149.681,4 145.173,9
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7 Conto economico Voci 30 06 2026 30 06 2025 10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.865,6 1.973,6 di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 1.613,9 1.653,2 20. Interessi passivi e oneri assimilati (798,9) (937,1) 30. Margine di interesse 1.066,7 1.036,5 40. Commissioni attive 893,5 869,1 50. Commissioni passive (75,4) (84,0) 60. Commissioni nette 818,1 785,1 70. Dividendi e proventi simili 631,2 43,1 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 75,9 66,3 90. Risultato netto dell'attività di copertura 0,4 (0,4) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 19,9 37,8 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 24,9 43,2 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (3,9) (5,1) c) passività finanziarie (1,1) (0,2) 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 0,5 (10,1) a) attività e passività finanziarie designate al fair value 2,0 0,8 b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (1,5) (10,9) 120. Margine di intermediazione 2.612,8 1.958,3 130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (104,2) (136,9) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (104,0) (136,2) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (0,2) (0,7) 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (0,6) (4,6) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 2.508,0 1.816,8 160. Spese amministrative: (983,7) (985,9) a) spese per il personale (656,2) (634,8) b) altre spese amministrative (327,6) (351,1) 170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (10,1) (29,9) a) impegni e garanzie rilasciate (13,2) (4,6) b) altri accantonamenti netti 3,0 (25,3) 180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (41,8) (42,8) 190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (27,4) (29,9) 200. Altri oneri/proventi di gestione 128,1 118,7 210. Costi operativi (935,0) (969,9) 220. Utili (Perdite) delle partecipazioni 52,5 0,1 230. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali (2,1) (2,9) 250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 0,1 0,0 260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.623,5 844,1 270. Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (377,1) 38,7 280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 1.246,3 882,8 300. Utile (Perdita) di periodo 1.246,3 882,8
8 Prospetti Contabili Prospetto della redditività complessiva Voci 30 06 2026 30 06 2025 10. Utile (Perdita) di periodo 1.246,3 882,8 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico (2,9) (6,6) 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 0,3 0,2 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) (0,7) (2,0) 50. Attività materiali (2,4) 0,7 60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti (0,1) 0,1 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - (5,6) Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (9,7) 12,2 110. Differenze di cambio 1,0 (2,9) 120. Copertura dei flussi finanziari (9,2) (2,6) 140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (1,5) 17,7 170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (12,5) 5,6 180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 1.233,8 888,4
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9 Prospetto delle variazioni del patrimonio nett o– 30 giugno
2026
(mln di euro)
Esistenze al 31 12 2025 Modifica saldi apertura Esistenze al 01 01 2026 Allocazione
risultato
esercizio
precedente Variazioni dell'esercizio Totale Patrimonio netto al 30 06 2026 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività complessiva al 30 06 2026 Riserve Dividendi e altre
destinazioni
Emissione di nuove azioni Acquisto azioni proprie
Distribuzione straordinaria
dividendi
Variazione strumenti di
capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Variazioni interessenze
partecipative
Capitale: 17.978,2 - 17.978,2 - - - - - - - - - - - 17.978,2
a) azioni
ordinarie 17.978,2 X 17.978,2 - X - - - X X X X X - 17.978,2 b) altre azioni - X - - X X - - X X X X X - -
Sovrapprezzi di
emissione 3.146,6 X 3.146,6 - X (85,1) - X X X X X X - 3.061,5 Riserve: 3.754,2 - 3.754,2 491,8 - 85,0 - - - - - - - - 4.331,0 a) di utili 2.199,4 - 2.199,4 491,8 X 0,1 - - - X X X X - 2.691,3 b) altre 1.554,8 - 1.554,8 - X 84,9 - X - X - - X - 1.639,7
Riserve da
valutazione 38,2 - 38,2 X X - X X X X X X - (12,5) 25,7
Strumenti di
capitale - X - - X X X X X - X X - - -
Azioni proprie - X - - X X - - X X X X X - -
Utile (Perdita) di periodo 3.104,8 - 3.104,8 (491,8) (2.613,0) X X X X X X X - 1.246,3 1.246,3
Totale Patrimonio
netto 28.022,1 . 28.022,1 - (2.613,0) (0,1) - - - - - - - 1.233,8 26.642,7
Al 30 giugno 2026 il patrimonio netto ammonta a 26.642,7 mln di euro, contro i 28.022,1 mln di euro del 31 dicembre 2025, con un decremento netto complessivo di 1.379 ,4 mln di euro. Tale andamento è principalmente dovuto: (i) all’utile di periodo pari a 1.24 6,3 mln di euro; (ii) alla distribuzione del dividendo 202 5 da parte della Banca per un importo pari a 2.613 ,0 mln di euro e (iii) alla variazione netta negativa delle riserve da valutazione pari a 12,5 mln di euro, le cui componenti di dettaglio sono rappresentate nel prospetto della redditività complessiva a cui si rinvia.
Si segnala che, la riduzione della riserva sovrapprezzi di emissione pari a 85, 1 mln di euro, è bilanciata da un incremento di pari ammontare della voce “riserve - b) altre ”, così come deliberato dall’Assemblea della Banca del 15 aprile 2026. Il predetto importo, relativo al contributo da versare per l'affrancamento della riserva extra -profitti, era stato imputato al 31 dicembre 2025 alla voce riserve -altre ; la citata Assemblea ha deliberato l’imputazione di tale riserva negativa a compensazione della riserva sovrapprezzi di emissione, riducendone l’ammontare da 3. 146,6 mln di euro a 3.06 1,5 mln di euro.
10 Prospetti Contabili Prospetto delle variazioni del patrimonio nett o– 30 giugno
2025
(mln di euro)
Esistenze al 31 12 2024 Modifica saldi apertura Esistenze al 01 01 2025 Allocazione risultato esercizio precedente Variazioni dell'esercizio Totale Patrimonio netto al 30 06 2025 Variazioni di riserve Operazioni sul patrimonio netto Redditività complessiva al 30 06 2025 Riserve Dividendi e altre
destinazioni
Emissione di nuove azioni Acquisto azioni proprie
Distribuzione straordinaria
dividendi
Variazione strumenti di
capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Variazioni interessenze
partecipative
Capitale: 7.453,5 - 7.453,5 - - - - - - - - - - - 7.453,5
a) azioni
ordinarie 7.453,5 - 7.453,5 - - - - - X X X X - - 7.453,5 b) altre azioni - - - - - X - - X X X X - - -
Sovrapprezzi di
emissione - - - - - - - X X X X X - - -
Riserve: 1.855,6 - 1.855,6 839,6 - 5,8 - - - - - - - - 2.700,9 a) di utili 1.353,5 - 1.353,5 839,6 - 5,8 - - - X X X - - 2.198,9 b) altre 502,1 - 502,1 - - - - X - X - - - - 502,1
Riserve da
valutazione 52,6 - 52,6 X - - X X X X X X - 5,6 58,1
Strumenti di
capitale - - - - - X X X X - X X - X -
Azioni proprie - - - - - X - - X X X X - X -
Utile (Perdita) di periodo 1.922,9 - 1.922,9 (839,6) (1.083,3) X X X X X X X - 882,8 882,8
Totale
Patrimonio netto 11.284,5 11.284,5 - (1.083,3) 5,8 - - - - - - - 888,4 11.095,3
Al 30 giugno 2025 il patrimonio netto ammonta a 11. 095,3 mln di euro, contro i 11. 284,5 mln di euro del 31 dicembre 2024, con un decremento netto complessivo di 189,2 mln di euro. Tale andamento è principalmente dovuto: (i) all’utile di periodo pari a 8 82,8 mln di euro; (ii) alla distribuzione del dividendo 2024 da parte della Banca per un importo pari a 1.083 ,3 mln di euro e (iii) alla variazione netta positiva delle riserve da valutazione pari a 5,6 mln di euro, le cui componenti di dettaglio sono rappresentate nel prospetto della redditività complessiva a cui si rinvia.
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11
NOTE ESPLICATIVE
Prospetti Contabili
12 Politiche contabili Principi generali di redazione I Prospetti contabili di Banca Monte dei Paschi di Siena al 30 giugno 2026 (di seguito anche “I Prospetti contabili”), approvati dal Consiglio di Amministrazione in data 24 settembre 2026, sono stati predisposti a l fine di rappresentare la situazione patrimoniale di Banca MPS al 30 giugno 2026, tenuto conto che l’Assemblea degli Azionisti , convocata in data 29 ottobre 2026, è chiamata a d approvare la riduzione de l capitale sociale ai sensi e per gli effetti dell’Art. 2445 del codice civile da imputare a ris erve sovrapprezzi di emissione, previo incremento della riserva legale per un ammontare pari a 1,5 mld di euro e, pertanto per un importo superiore rispetto a quanto previsto d all’articolo 2430 del Codice Civile . La riduzione di capitale è finalizzata ad ottimizzare la struttura del capitale sociale e delle riserve della Banca, realizzando una più bilanciata composizione delle poste di patrimonio netto funzionale ad avere un’adeguata flessibilità nell’adozione di misure di gestione del capitale.
I Prospetti contabili , redatti in milioni di euro , sono compost i dallo Stato patrimoniale , dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e sono altresì accompagnati dalle presenti Note esplicative .
I Prospetti contabili non costituiscono un bilancio intermedio de lla Banca Monte dei Paschi di Siena conforme alle disposizioni dei principi contabili internazionali e in particolare dello IAS 34 “Bilanci intermedi”, che definisce il conten uto minimo e le regole di compilazione dei bilanci intermedi.
Per la predisposizione d ei Prospetti contabili sono state applicate le disposizioni della Circolare di Banca d’Italia n. 262 del 22 dicembre 2005 “Il bilancio bancario : schemi e regole di compilazione” e successivi aggiornamenti, da ultimo l’8° aggiornamento pubblicato in data 17 novembre 2022.
I Prospetti contabili presentano , oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 31 dicembre 202 5 per lo stato patrimoniale e al primo semestre 202 5 per:
- il conto economico;
- il prospetto della redditività complessiva;
- il prospetto delle variazioni del patrimonio netto Nella redazione dei Prospetti contabili sono stati applicati i criteri di rilevazione e valutazione previsti dai principi con tabili internazionali IAS/IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB), nonché alle relative interpretazioni dell’IFRS Interpretations Committee (IFRIC), omologati dalla Commissione Europea ed in vigore al 30 giugno 202 6, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
I principi contabili adottati per la predisposizione dei presenti Prospetti contabili, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, così come per le modalità di riconos cimento dei ricavi e dei costi sono illustrati nell’ambito delle presenti Note esplicative.
I Prospetti contabili del la Banca Monte dei Paschi di Siena al 30 giugno 2026 sono sottoposti su base volontaria , a revisione contabile limitata da parte della Società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A ad esclusione dei dati corrispondenti al 30 giugno 2025.
Di seguito si riporta un’illustrazione dei nuovi principi contabili o delle modifiche ai principi esistenti approvati dallo I ASB, nonché delle nuove interpretazioni o modifiche di quelle esistenti, pubblicate dall’IFRIC, con evidenza separata di quelli applicabili nell’esercizio 2026 e di quelli applicabili negli esercizi successivi.
Principi contabili IAS/IFRS e relative interpretazioni SIC/IFRIC omologati la cui applicazione è obbligatoria a partire dal Bilancio 202 6 Il Regolamento (UE) 2025/1047 del 28 maggio 2025 ha omologato l’emendamento all’IFRS 9 e all’IFRS 7 “ Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments ”. Le modifiche ai due principi chiariscono alcuni degli aspetti critici su classificazione e valutazione degli strumenti finanziari ai sensi dell’IFRS 9 emersi dalla post implementation review del principio. In particolare, i temi affrontati riguardano:
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13 • la classificazione degli strumenti finanziari con rendimenti variabili legati a contingency events che modificano i flussi di cassa futuri, con particolare riferimento a contingency events collegati ad obiettivi ESG. Su tale argomento lo IASB ha previsto alcuni esempi, non esaustivi, di strumenti finanziari che determinano il superamento o meno del test SPPI. In maggior dettaglio:
o la presenza di una clausola che prevede il riconoscimento di interessi aggiuntivi nel caso in cui ad esempio il mutuatario raggiunga un obiettivo ESG (come una riduzione delle emissioni di carbonio), la cui entità è predeterminata contrattualmente, ricade nel novero di un “ basic lending agreement ” quindi consente il passaggio del test;
o l’esistenza di una condizione che prevede l’adeguamento del tasso di interesse in base ad una variabile di mercato (ad esempio l’indice del prezzo del carbonio) non compensa il prestatore per i rischi e i costi associati al prestito dell’importo principale ; pertanto , non si delinea un accordo di basic lending .
• l’estinzione di passività mediante sistemi di pagamento elettronico. La modifica prevede che si possa estinguere una passività in contanti, utilizzando un sistema di pagamento elettronico, prima della data di regolamento (in deroga a quanto attualmente pre visto) e se, e solo se, l’istruzione di pagamento che è stata
disposta dall’entità:
a) non può essere ritirata, interrotta o annullata;
b) il contante da utilizzare per il regolamento dell’istruzione di pagamento non è accessibile e c) il rischio di regolamento associato al sistema di pagamento elettronico non è significativo, ovvero quando il completamento dell’istruzione di pagamento segue un procedimento amministrativo standard ed il tempo che intercorre tra i requisiti (a) e (b) e la consegna del contante alla controparte è breve. Tuttavia, il rischio di regolamento non è poco significativo se il completamento dell’istruzione di pagamento è subordinato alla capacità dell’entità di consegnare il contante alla data di regolamento.
Si rileva infine che, con tale emendamento, lo IASB ha anche introdotto ulteriori requisiti di informativa, al fine di migliorare la trasparenza a beneficio degli investitori, per quanto concerne gli strumenti di capitale per i quali è stata esercitata l’o pzione per la rilevazione nel prospetto della redditività complessiva delle variazioni di fair value (OCI election ).
Le modifiche entrano in vigore per gli esercizi che iniziano a partire dal 1° gennaio 2026.
Dal citato emendamento non derivano impatti significativi sulla situazione patrimoniale e finanziaria del la Banca.
Il Regolamento (UE) 2025/1266 del 1° luglio 2025 ha omologato l’emendamento all’IFRS 9 e all’IFRS 7 “ Contracts Referencing Nature dependent Electricity ”, pubblicato dallo IASB in data 18 dicembre 2024 con l’obiettivo di includere nell’informativa di bilancio anche una disclosure specifica per questa tipologia di contratti.
I contratti dipendenti da fattori naturali riguardano l’approvvigionamento elettrico da fonti rinnovabili e sono caratterizzati da termini contrattuali che espongono l’azienda alla variabilità della quantità di elettricità sottostante poiché la fonte di ge nerazione dell’elettricità dipende da condizioni meteorologiche non controllabili (ad. esempio vento, sole, ecc.); può trattarsi sia di contratti “ buy or sell ” sia di strumenti finanziari che fanno riferimento all’elettricità. Tali contratti sono spesso st rutturati come accordi di acquisto di energia a lungo termine (“ Power Purchase Agreements -
PPA”) che:
• forniscono all’acquirente una quantità di elettricità generata dalla fonte energetica dipendente da fattori naturali a un prezzo fisso per unità (“PPA fisici”), nonché certificati ambientali; oppure • contengono uno swap che regola la differenza netta tra un flusso di cassa a prezzo fisso e un flusso di cassa a prezzo variabile correlato a una quantità di elettricità generata da fonte dipendente dalla natura (“PPA virtuali” o “VPPA”) e forniscono i relativi certificati amb ientali.
Una caratteristica unica di questi Power Purchase Agreements è che le fonti dipendenti dalla natura determinano se e quanta elettricità viene generata dall’impianto di riferimento in un dato momento. Gli emendamenti pubblicati dallo IASB
riguardano:
• l’introduzione di linee guida per valutare se i contratti soddisfano i requisiti per “l’uso proprio” e se possono continuare ad essere considerati come detenuti allo scopo di ricevere l’energia in linea con i criteri di utilizzo attesi dall’entità, con la conseguente esenzione dall’applicazione del trattamento contabile previsto per i contratti di buy or sell di elementi non finanziari e quindi la classificazione come strumenti finanziari da valutare al fair value . Ciò si verifica se l’entità è stata, e si aspetta di essere, un “acquirente netto” di elettricità per il periodo contrattuale ossia se acquista elettricità sufficiente a compensare eventuali vendite di elettricità inutilizzata nello stesso mercato in cui ha venduto l’elettricità;
• l’integrazione del trattamento dell ’hedge accounting previsto dall’IFRS 9, qualora il contratto sia designato come strumento di copertura in una relazione di cash flow hedge . In questo caso, è possibile designare come elemento
14 Prospetti Contabili coperto l’importo nominale variabile delle transazioni elettriche previste, in modo che sia allineato con l’importo variabile del volume di elettricità che si prevede verrà consegnata dall’impianto di generazione, come indicato nello strumento di copertura ;
• l’introduzione di disclosure specifica relativamente ai contratti di acquisto di energia legata a fonti naturali che soddisfano i criteri per “l’uso proprio”.
Le modifiche si applicano a partire dal 1° gennaio 2026. È consentita l’applicazione anticipata. In particolare, le modifiche relative all’esenzione per “uso proprio” si applicano in modo retrospettivo ai sensi dello IAS 8 mentre le modifiche relative al trattamento dell’ hedge accounting si applicano prospetticamente alle relazioni designate alla data prima applicazione o successivamente.
Dal citato emendamento non derivano impatti significativi sulla situazione patrimoniale e finanziaria de lla Banca.
Infine, il Regolamento (UE) 2025/1331del 10 luglio 2025 ha omologato il documento “ Annual Improvements Volume 11 ”, pubblicato dallo IASB in data 18 luglio 2024, che contiene chiarimenti, semplificazioni, correzioni e modifiche minori ai principi contabili IFRS volti a migliorarne la coerenza. I principi contabili interessati sono:
- IFRS 1 “ First -time Adoption of International Financial Reporting Standards ”,
- IFRS 7 “ Financial Instruments: Disclosures ” e la relativa “ Guidance on implementing IFRS 7”,
- IFRS 9 “ Financial Instruments ”,
- IFRS 10 “ Consolidated Financial Statements ” e
- IAS 7 “ Statement of Cash Flow ”.
Le modifiche si applicano a partire dal 1° gennaio 2026. È consentita l’applicazione anticipata.
Non è atteso un effetto significativo sui Prospetti contabili della Banca dall’adozione di questo documento .
Principi contabili IAS/IFRS e relative interpretazioni SIC/IFRIC omologati la cui applicazione obbligatoria decorre successivamente al 31 dicembre 202 6 Il Regolamento (UE) 2026/338 del 16 febbraio 2026 ha omologato l’IFRS 18 “ Presentation and Disclosure in Financial Statement ”, pubblicato dallo IASB in data 9 aprile 2024, che sostituisce lo IAS 1 “ Presentation of Financial Statements ”. Il nuovo principio stabilisce i requisiti per la presentazione e l’informativa nei bilanci con l’obiettivo di rendere le informazioni più trasparenti e comparabili e per far sì che rappresentino fedelmente le attività, le passività, il patrimonio netto, i ricavi e le spese d ell’entità. Le principali novità rispetto allo IAS 1 sono:
• la classificazione dei proventi e degli oneri in cinque categorie ( operating, investing, financing, income taxes, discontinued operation s) sulla base delle principali attività di business dell’entità, la cui identificazione sia a livello di singola reporting entity sia al livello di Gruppo, è cruciale per la corretta classificazione di proventi e oneri all’interno del prospetto dell’utile/perdita d’esercizio;
• nuove voci di prospetto relativi a risultati intermedi, cosiddetti sub -totali: operating profit; profit before financing and income taxes ;
• maggiori obblighi relativi all’aggregazione e disaggregazione delle informazioni sulla base delle caratteristiche che gli elementi di bilancio condividono o meno; in particolare, con riferimento alle spese da presentare nella categoria “ operating” , le poste devono essere rappresentate nel modo più fruibile possibile, scegliendo tra una classificazione per natura o per funzione o una combinazione delle due;
• la presentazione dell’avviamento in una voce separata di Stato Patrimoniale;
• l’introduzione del concetto di indici di misurazione della performance (MPMs), intesi come subtotali di conto economico diversi da quelli previsti dall’IFRS 18 o specificatamente richiesti da altri principi contabili IFRS che sono utilizzati nelle comunicazioni pubbliche diverse dal bilancio finanziario per riflettere la visi one del management sulla performance finanziaria dell’azienda; con riferimento agli MP Ms il principio introduce inoltre requisiti specifici di disclosure da fornire in una sezione dedic ata della Nota integrativa, che includono la riconciliazione con i subtotali IFRS e la rappresentazione delle motivazioni sottostanti al loro utilizzo.
Il nuovo principio comporta inoltre modifiche limitate ad altri principi, tra cui, allo IAS 7 “ Statement of Cash Flows ”, allo IAS 33 “ Earnings per Share ” e allo IAS 34 “ Interim Financial Reporting ”.
L’applicazione decorre dal 1° gennaio 2027, con possibilità di applicazione anticipata, con l’obbligo di presentare l’informativa comparativa per l’esercizio precedente; ai sensi dello IAS 34 l’entità sarà tenuta a presentare il proprio cont o economico in conformità ai requisiti dell’IFRS 18 al primo semestre 2027.
Le suddette modifiche intervengono principalmente sulla presentazione del conto economico e sulla disclosure di bilancio e saranno allineate alle disposizioni del 9° aggiornamento della Circolare n. 262 di Banca d’Italia, non ancora
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15 pubblicato. A tal proposito, l’analisi delle principali attività di business della Banca tiene in considerazione che , nell’ambito delle proposte di modifica del conto economico applicabili al bilancio delle banche, Banca d’Italia assume convenzionalmente che l’attività principale di un a entità bancar ia sia quella di erogare finanziamenti ed investire in attività finanziarie .
La Banca ha previsto una specifica progettualità con l’obiettivo di definire le ricadute applicative derivanti dall’applicazione del principio. Il progetto è articolato in più fasi i) analisi della normativa e ricadute operative, ii) definizione dei requisiti imple mentativi, iii) attività di implementazione. Le attività progettuali, in riferimento al primo modulo, hanno la finalità di analizzare le nuove disposizione normative con l’obiettivo di individuare tutti gli interventi necessari all‘adeguamento al principio entro i termini dell’entrata in vigore.
Oltre agli impatti in termini di una diversa rappresentazione dell’informativa, dall’introduzione del principio in esame non sono attesi impatti significativi sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del la Banca .
Lo IASB ha pubblicato in data 26 giugno l’emendamento allo IAS 28 “ Amendments to the Fair Value Option for Investments in Associates and Joint Ventures ”. Il documento chiarisce quali entità possono avvalersi dell’opzione prevista dallo IAS 28 per la valutazione al fair value degli investimenti in società collegate e joint venture ; tale chiarimento risponde alla necessità di uniformare l’applicazione della suddetta opzione, ed i conseguenti effetti sul conto economico, ai sensi del nuovo IFRS 18. Le modifiche entrano in vigore contestualmente alla prima applicazione dell’IFRS 18 e quindi a decorrere dal 1° gennaio 2027.
Non è atteso un effetto significativo sui Prospetti contabili della Banca dall’adozione di questo emendamento.
Principi contabili IAS/IFRS e relative interpretazioni SIC/IFRIC pubblicati dallo IASB e ancora in attesa di omologazione da parte della Commissione Europea Lo IASB ha pubblicato in data 9 maggio 2024 l’IFRS 19 “ Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures ”. Il nuovo principio consente alle società controllate che applicano i principi contabili internazionali, in costanza di determinate condizioni, di fornire un’informativa di bilancio ridotta alleggerendo in questo modo gli oneri per la preparazione del bilancio. Per poter applicare il principio la controllata: i) non deve avere “responsabilità pubblica” ossia non ha emesso strumenti di capitale o d i debito quotati su un mercato regolamentato e non è in procinto di emetterli o non deve detenere attività, a titolo fiduciario, per un ampio gruppo di persone e ii) deve avere una controllante, finale o intermedia, che red ige il bilancio consolidato ai se nsi dei principi contabili internazionali. In data 21 agosto 2025 lo IASB ha pubblicato un emendamento all’IFRS 19 per consentire ulteriori riduzioni della disclosure richiesta ai sensi di taluni principi, non considerati al momento della prima pubblicazione dell’IFRS 19.
L’applicazione dell’IFRS 19, per i bilanci di società controllate da Capogruppo che redigono il bilancio consolidato secondo i principi IFRS, è facoltativa per le società controllate idonee e decorre dal 1° gennaio 2027. Non è atteso un effetto significati vo per tali bilanci.
Lo IASB ha pubblicato in data 13 novembre 2025 l’emendamento allo IAS 21 “The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: translation to a Hyperflactionay Presentation Currency ”. Il documento chiarisce come effettuare la conversione da una valuta non -iperinflazionata a una valuta iperflazionata.
L'entità applica le modifiche se:
• la sua valuta funzionale è quella di un'economia non iperinflazionata e sta convertendo i suoi risultati economici e la sua situazione patrimoniale -finanziaria nella valuta di un'economia iperinflazionata; oppure, • sta convertendo nella valuta di un'economia iperinflazionata i risultati economici e la situazione patrimoniale -
finanziaria di una gestione estera la cui valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionata.
L’applicazione decorre dal 1° gennaio 2027 ed è consentita in via anticipata.
Non è atteso un effetto significativo su i Prospetti contabili della Banca dall’adozione di questo principio.
Infine, lo IASB ha pubblicato in data 27 maggio 2026 il principio IFRS 20 “Regulatory Assets and Regulatory Liabilities ”. Il documento sostituisce l’IFRS 14 e ha l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la comparabilità delle informazioni delle imprese operanti in settori regolamentati. In particolare, il nuovo principio definisce i requisiti per la rilevazione, la valutazione, la presentazione e l'informativa delle attività, passività, proventi e costi derivanti da attività regolamentate .
Le attività e l e passività derivanti da attività regolamentate costituiscono un sottoinsieme dei diritti e degli obblighi creati da un accordo regolamentare. Le informazioni relative a questo sottoinsieme di diritti e obblighi consentono agli utilizzatori del bilancio di comprendere:
16 Prospetti Contabili • i proventi e i costi derivanti da attività regolamentate di un'entità, che derivano dalle attività e passività derivanti da attività regolamentate, e quindi di ricevere indicazioni sul compenso totale consentito per beni o servizi regolamentati forniti dal l'entità in un periodo di riferimento e, di conseguenza, sul risultato economico dell'entità e sulle prospettive di flussi di cassa futuri.
• le attività e le passività derivanti da attività regolamentate di un'entità e quindi di ricevere informazioni sulla posizione finanziaria dell'entità alla fine di un periodo di riferimento e sull'ammontare, la tempistica e l'incertezza dei flussi di cassa futuri dell'entità.
L’applicazione decorre dal 1° gennaio 2029 ed è consentita in via anticipata.
Non è atteso un effetto significativo sui Prospetti contabili della Banca dall’adozione di questo principio in quanto riguarda imprese soggette a regolamentazione tariffaria.
I principi contabili Di seguito sono descritti i principi contabili che sono stati adottati con riferimento alle principali voci patrimoniali dell’attivo e del passivo per la redazione dei presenti Prospetti contabili , ed invariati rispetto a quanto pubblicato al 31 dicembre 2025, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi. Tali principi sono allineati a quelli adottati per la r edazione de i corrispondenti schemi comparativi .
1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL) a) criteri di classificazione Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e tra le “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”. In particolare, la voce include:
- i titoli di debito o i finanziamenti che sono inclusi in un Business Model “Other” , ossia una modalità di gestione delle attività finanziarie non finalizzata alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (B usiness Model “Hold to Collect”) oppure alla raccolta dei flussi di cassa contrattuali e alla vendita di attività finanziarie (B usiness Model “Hold to Collect and Sell”) ;
- titoli di debito, i finanziamenti e le quote di OICR i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell’interesse sull’importo del capitale da restituire (ossia che non superano il cosiddetto test Solely Payment of Principal and Interest (“SPPI test”));
- gli strumenti di capitale - non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
- i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo.
Con riferimento a questi ultimi è possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in esser e con la medesima controparte - anche tra i contratti derivati allocati nel portafoglio di negoziazione e i contratti derivati di copertura, come previsto dalla Circolare 262 - soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.
Di seguito si forniscono informazioni di maggior dettaglio sulle tre sottovoci che compongono la categoria in esame, rappresentate da: “Attività finanziarie detenute per la negoziazione”, “Attività finanziarie designate al fair value ”, “Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ”.
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17 Attività finanziarie detenute per la negoziazione Un’attività finanziaria (titoli di debito, titoli di capitale, finanziamenti, quote di OICR) è classificata come detenuta con finalità di negoziazione se è gestita con l’obiettivo di realizzare flussi finanziari mediante la vendita delle medesime, in
quant o:
- acquisite al fine di venderle a breve;
- parte di un portafoglio di strumenti finanziari che sono gestiti unitariamente e per i quali è provata l’esistenza di una strategia volta all’ottenimento di profitti nel breve periodo.
Comprende altresì i derivati aventi un fair value positivo non designati nell’ambito di una relazione di copertura contabile.
Fra i contratti derivati sono inclusi quelli incorporati in strumenti finanziari complessi, in cui il contratto primario è un a passività finanziaria, che sono stati oggetto di ril evazione separata in quanto:
- le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto
sottostante;
- gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
- gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a conto economico.
Attività finanziarie designate al fair value Un’attività finanziaria (titoli di debito e finanziamenti) può essere designata al fair value irrevocabilmente al momento della rilevazione iniziale, solo quando tale designazione consente di eliminare o di ridurre significativamente un’incoerenza valutativa (cosiddetto “ accounting mismatch ”). Tale categoria non è al momento utilizzata dalla Banca.
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value Le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value rappresentano una categoria residuale ed includono:
- i titoli di debito e i finanziamenti quando i) i relativi flussi contrattuali non rappresentano solamente pagamenti di capitale e interessi sul capitale residuo (SPPI test non superato), oppure ii) non sono detenuti nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali ( business model “Hold to Collect” ) o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie ( business model “Hold to Collect and Sell ”);
- quote di OICR;
- i titoli di capitale detenuti con finalità diverse dalla negoziazione per i quali non è stata esercitata l’opzione di classificazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
b) criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale avviene alla data di regolamento per i titoli di debito, titoli di capitale e quote di OICR, alla data di erogazione per i finanziamenti e alla data di sottoscrizione per i contratti derivati. All’atto della rilevazione iniziale, l e attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono rilevate al loro fair value , che corrisponde normalmente al corrispettivo pagato senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stes so, che sono invece imputati direttamente a conto economico.
c) criteri di valutazione Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value , con rilevazione delle variazioni in contropartita del conto economico.
Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato rilevate alla data di riferimento del bilancio. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stim a e modelli valutativi comunemente adottati , che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flus si di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in u n mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un’ampia gamma d i possibili valutazioni del fair value , nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.
d) criteri di rilevazione delle componenti reddituali Gli interessi delle tre sottovoci che compongono la categoria in esame sono esposti nella voce “10 - Interessi attivi e proventi assimilati”.
18 Prospetti Contabili Gli utili e le perdite realizzati, le plusvalenze e le minusvalenze da valutazione relativi alle “Attività finanziarie detenu te per la negoziazione”, compresi i derivati connessi con le attività/passività finanziarie designate al fair value , sono rilevati nel conto economico nella voce “80 – Risultato netto dell’attività di negoziazione”. I medesimi effetti reddituali attinenti alle “Attività finanziarie designate al fair value ” nonché alle “Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” sono rilevati nel conto economico nella voce “110 - Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico”, rispettivamente nelle sottovoci “a) attività e passività finanziarie designate al fair value ;” “b) altre attività finanziarie obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico”.
e) criteri di cancellazione Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio i) quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari deriva nti dalle attività stesse, ii) quando la cessione dell’attività comporta il sostanziale trasferimento di tutti i rischi/benefici ad essa connessi. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.
Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengo no cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazion e, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall’esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stess e.
Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un’obbligazione a pagare detti flussi, e solo es si, senza un ritardo rilevante, ad altri soggetti terzi.
f) criteri di riclassifica Secondo le regole generali previste dall’IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività fi nanziarie salvo il caso in cui l’entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassific ate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall’IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell’att ività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l’allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio ( stage assignment ) ai fini dell’ impairment .
2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVTOCI) a) criteri di classificazione Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie rappresentate da:
- strumenti di debito, gestite nell’ambito di un business model “Hold to collect and sell” , i cui flussi contrattuali rappresentano solamente pagamenti di capitale e interessi sul capitale residuo (SPPI test superato);
- strumenti di capitale (non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto), detenute nell’ambito di un business model diverso dalla negoziazione per le quali è stata esercitata irrevocabilmente, al momento della prima iscrizione del singolo strumento, l’opzione per la rilevazione nel prospetto della redditività complessiva delle variazioni di fair value successive alla prima iscrizione in bilancio ( OCI election ).
b) criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale dell’attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito o di capitale ed alla data di erogazione nel caso di finanziamenti.
All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al loro fair value , che corrisponde normalmente al corrispettivo pagato comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.
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19 c) criteri di valutazione Le attività finanziarie rappresentate da titoli di debito e finanziamenti, successivamente alla rilevazione iniziale, continuano ad essere valutate al fair value , con rilevazione a conto economico degli interessi (in base al metodo del tasso d’interesse effettivo), delle expected credit losses e dell’eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value sono imputati in apposita riserva di patrimonio netto al netto del relativo effetto fiscale (voce “1 10 - Rise rve da valutazione”). Al momento della cancellazione dell’attività finanziaria, gli utili o le perdite cumulati nella riserva da valutazione saranno oggetto di riciclo a conto economico (voce “100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: b) attività f inanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva”).
Le attività finanziarie rappresentate da strumenti di capitale, successivamente alla rilevazione iniziale, continuano ad essere valutate al fair value con imputazione delle variazioni in apposita riserva di patrimonio netto al netto del relativo effetto fiscale (voce “1 10 - Riserve da valutazione”). Gli importi rilevati in tale riserva non saranno mai trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione; in tal caso si procede ad una riclassifica in un’altra voce di patrimonio netto (voce “1 40 - Riserv e”). Nessuna svalutazione di conto economico è inoltre prevista per tali attività in quanto non assoggettate ad alcun processo di impairment . La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi (voce “70 - Dividendi e proventi simili”).
Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato qu ale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un’ampia gamma di possibili valutazioni del fair value , nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell’incremento significativo del rischio creditizio ( impairment ) prevista dall’IFRS 9, al pari delle attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. In sintesi, sugli strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie alla data del l’origination , ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad o gni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l’intera vita residua dello strumento finanziario.
Viceversa, non sono assoggettati al processo di impairment i titoli di capitale.
d) criteri di rilevazione delle componenti reddituali Per quanto riguarda le attività finanziarie rappresentate da strumenti di debito:
- gli interessi sono esposti nella voce “10 - Interessi attivi e proventi assimilati”;
- le expected credit losses rilevate nell’esercizio sono contabilizzate nella voce “130 - Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” in contropartita della specifica riserva da valutazione di patrimonio netto (“1 10. Riserve da valutazione”); lo stesso dicasi per i recuperi di parte o di tutte le svalutazioni effettuate in precedenti esercizi;
- al momento della cancellazione, le valutazioni cumulate nella specifica riserva di patrimonio netto vengono riversate a conto economico nella voce “100 – Utili/perdite da cessione/riacquisto di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto su lla redditività complessiva”.
Per quanto riguarda le attività finanziarie rappresentate da strumenti di capitale, per le quali si è optato per la c.d. “OCI election ”, sono rilevati nel conto economico soltanto i dividendi (voce “70 - Dividendi e proventi simili”).
e) criteri di cancellazione Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio i) quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari deriva nti dalle attività stesse, ii) quando la cessione dell’attività comporta il sostanziale trasferimento di tutti i rischi/benefici ad essa connessi. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.
Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengo no cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazion e, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall’esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stess e.
20 Prospetti Contabili Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un’obbligazione a pagare detti flussi, e solo es si, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.
f) criteri di riclassifica Secondo le regole generali previste dall’IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività fi nanziarie salvo il caso in cui l’entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassific ate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall’IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a qu ella del costo ammortizzato, l’utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell’attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l’utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all’utile (perdita) d’esercizio.
3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato a) criteri di classificazione Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie rappresentate da finanziamenti e titoli di debito possedute secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente previsti ( Business Model “Hold to collect”) e i cui flussi contrattuali rappresentano solamente pagamenti di capitale e interessi sul capitale da restituire (SPPI test superato).
Il portafoglio delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato include:
- l’intero portafoglio degli impieghi nelle diverse forme tecniche che rispettano i requisiti di cui sopra (compresi i pronti contro termine), stipulati sia con banche sia con clientela;
- i titoli di debito, in prevalenza titoli governativi, che rispettano i requisiti di cui sopra;
- i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing );
- i crediti originati da operazioni di leasing finanziario che, conformemente all’IFRS 16, vengono rilevati come credito in quanto trasferiscono rischi e benefici al locatario, compresi i valori riferiti ai beni in attesa di essere concessi in locazione finanziaria, inclusi gli immobili in corso di co struzione;
- i crediti verso banche e Banche Centrali diversi da quelli “a vista”.
b) criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale dell’attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di eroga zione per i finanziamenti. In particolare, per quel che attiene ai finanziamenti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L’iscrizione avviene sul la base del fair value dello strumento finanziario, pari normalmente all’ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo strumento e determinabili sin dall’origine dell’operazione, ancorché liquidati in un mome nto successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.
Le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto o di rivendita a termine sono iscritte in Bilancio come operazioni di raccolta o impiego. In particolare, le operazioni di vendita a pronti e di riacquisto a termine sono rilevate i n Bilancio come debiti per l’importo percepito a pronti, mentre le operazioni di acquisto a pronti e di rivendita a termine sono rilevate come crediti per l’importo corrisposto a pronti.
c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Dopo la rilevazione iniziale le attività finanziarie iscritte nella presente categoria sono valutate al costo ammortizzato mediante l’utilizzo del criterio del tasso di interesse effettivo. Tali interessi sono esposti nella voce “10 - Interessi attivi e proventi assimilati”. Il valore contabile lordo è pari al valore di prima iscrizione:
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21 - diminuito dei rimborsi di capitale;
- diminuito/aumentato dell’ammortamento - calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l’ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito.
Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell’attiv ità, per capitale ed interesse, all’ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all’attività. La stima dei flussi finanziari deve tenere conto di tutte le clausole contrattuali che possono influire sugli importi e sulle scadenze, senza considerare invece le perdite attese sull’attività. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di d istribuire l’effetto economico, lungo la vita residua attesa dell’attività, di tutti i costi di transazione, commissioni, premi o sconti considerati parte integrante del tasso di interesse effettivo. Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato pe r i crediti a breve termine, per i quali l’effetto dell’applicazione della logica di attualizzazione risulta trascurabile, per i crediti senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.
Il valore di bilancio delle attività finanziarie al costo ammortizzato è rettificato al fine di tenere conto dell’eventuale f ondo a copertura delle perdite attese ( expected credit losses ). Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale le citate attività sono infatti assoggettate ad impairment con l’obiettivo di stimare le perdite attese di valore relative al rischio di credito (cosiddette “ECL - Expected Credit Losses ”). Tali perdite sono rilevate a conto economico nella voce “130 -
Rettifiche/Ri prese di valore nette per rischio di credito”. Qualora si dovesse riscontrare l’insussistenza di ragionevoli aspettative di recupero, l’esposizione lorda è oggetto di stralcio (cosiddetto “ write -off”): in tal caso, si procederà a ridurre l’esposizione lorda per l’ammontare ritenuto non recuperabile, in contropartita dello storno del fondo a copertura delle perdite attese e delle perdite di valore di conto economico, per la parte non coperta dal fondo . Per ulteriori dettagli sul trattamento contabile dei “ write off ” si fa rinvio a quanto illustrato nel successivo paragrafo relativo ai “criteri di cancellazione”.
In maggior dettaglio, il modello di impairment , prevede la classificazione delle attività in tre distinti “ stage ” (stage 1, stage 2, stage 3), in funzione dell’evoluzione del merito creditizio del debitore, a cui corrispondono diversi criteri di misurazione delle perdite attese:
- stage 1: vi rientrano le attività finanziarie non deteriorate ( performing ) per le quali non si sia osservato un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di rilevazione iniziale oppure il cui rischio di credito sia ritenuto basso. L’ impairment è basato sulla stima di perdita attesa avente a riferimento un orizzonte temporale pari ad un anno (perdita attesa che risulti da eventi di default sull’attività finanziaria che siano ritenuti possibili entro un anno dalla data di riferime nto);
- stage 2: vi rientrano le attività finanziarie non deteriorate ( performing ) che hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla rilevazione iniziale. L’impairment è commisurato alla stima della perdita attesa avente a riferimento un orizzonte temporale pari all’intera vita residua dell’attività
finanziaria;
- stage 3: rappresentata dalle attività finanziarie deteriorate (probabilità di default pari al 100%), da valutare sulla base di una stima della perdita attesa lungo tutta la vita dello strumento.
Per le attività performing le perdite attese vengono determinate secondo un processo collettivo in funzione di alcuni parametri di rischio rappresentati dalla probabilità di default (PD), dal tasso di perdita in caso di default (LGD) e dal valore dell’esposizione (EAD), derivanti dai modelli interni di calcolo del rischio di credito regolamentare opportunamente adeguati al fine di tenere conto dei requisiti specifici previsti dalla normativa contabile.
Per le attività deteriorate, ossia per le attività per le quali oltre ad un incremento significativo del rischio di credito s iano state riscontrate oggettive evidenze di perdita di valore, le perdite di valore sono quantificate sulla base di un processo di valutazione - analitica o forfettaria in base a categorie omogenee di rischio - volto a determinare il valore attuale dei previsti flussi futuri recuperabili, scontati sulla base del tasso di interesse effettivo originario o di una sua ragionevole appross imazione, laddove il tasso originario non sia direttamente reperibile.
Nel novero delle attività deteriorate rientrano le esposizioni alle quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le definizioni stabilite dalla vigente normativa di vigilanza (Circolare di Banca d’Italia n. 272 “Matrice dei conti”) e richiamate dalla Circolare di Banca d’I talia n. 262, in quanto ritenute coerenti con la normativa contabile prevista dall’IFRS 9 in termini di evidenze obiettive di impairment .
In presenza di scenari di vendita, la determinazione dei flussi di cassa è basata, oltre che sulla previsione dei flussi recuperabili mediante l’attività di gestione interna, anche sulla base dei flussi ricavabili dall’eventuale cessione sul mercato .
I flussi di cassa previsti tengono altresì conto delle attese in termini di tempi di recupero e di valore di realizzo di even tuali garanzie nonché dei costi connessi all’ottenimento e alla vendita della garanzia. A riguardo, nel caso in cui la Banca si
22 Prospetti Contabili avvalga di un soggetto terzo per le attività di recupero dei crediti deteriorati, le commissioni corrisposte all’ outsourcer per le attività strettamente connesse al recupero sono considerate ai fini della stima delle perdite di valore. Tali costi sono considerati sia per le esposizioni deteriorate che per quelle non deteriorate, qualora per queste ultime sia probabile che in c aso di passaggio a sofferenza le attività di recupero siano affidate a soggetti terzi.
Il tasso effettivo originario utilizzato per l’attualizzazione dei previsti flussi di recupero, determinato come in precedenz a illustrato, per le posizioni a tasso fisso rimane invariato nel tempo ancorché intervenga una modifica del tasso contrattuale imp utabile a difficoltà finanziarie del debitore. Per le posizioni a tasso di interesse variabile, il tasso utilizzato per l’attualizzazione dei flussi è oggetto di aggiornamento relativamente al parametro di indicizzazione (esempio Euribor), mantenendo invec e costante lo spread originariamente fissato.
Il valore originario delle attività finanziarie viene ripristinato negli esercizi successivi, a fronte di un miglioramento de lla qualità creditizia dell’esposizione rispetto a quella che ne aveva comportato la precedente svalutazione. La ripresa di valore è iscritta nel conto economico alla stessa voce (“130 - Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito”) e, in ogni caso, non può superare il costo ammortizzato che l’attività avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.
Per le esposizioni deteriorate gli interessi di competenza sono calcolati sulla base del costo ammortizzato, ossia sulla base del valore dell’esposizione - determinato in base al tasso di interesse effettivo - rettificato delle perdite attese. In caso di c ura delle esposizioni deteriorate, ovvero di passaggio dallo stage 3 allo stage 2 o allo stage 1 , gli interessi ritornano ad essere calcolati sulla base del valore lordo dell’esposizione; la differenza positiva viene rilevata, in quanto ripresa di preceden ti impairment losses , in contropartita della voce “130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito”. La medesima rilevazione contabile è effettuata nel caso in cui gli interessi incassati siano superiori rispetto ai flussi di cassa attesi.
Infine, per le esposizioni deteriorate che non maturano interessi contrattuali, quali le sofferenze, detto interesse corrisponde al progressivo rilascio dell’attualizzazione delle previsioni di recupero, per effetto del semplice passaggio del tempo.
d) criteri di cancellazione Le attività finanziarie sono oggetto di cancellazione quando: (i) i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle medesime sono scaduti, (ii) l’attività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa. Per contro, qualora sia stata ma ntenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.
Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e dei benefici, l’attività finanziaria vi ene cancellata dal bilancio qualora non sia mantenuto alcun tipo di controllo sulla stessa. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall’esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.
Le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattua li a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un’obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senz a un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.
Infine, sono cancellate le attività oggetto di modifiche sostanziali .
Per quanto riguarda le attività finanziarie deteriorate, la cancellazione può avvenire a seguito della presa d’atto dell’irrecuperabilità dell’esposizione e la conseguente conclusione del processo di recupero (cancellazione definitiva) e comporta la riduzi one del valore nominale e del valore lordo contabile del credito. Tale fattispecie ricorre in presenza di accordi transattivi perfezionati con il debitore che comportano una riduzione del credito (accordi di saldo e stralcio) oppure in presenza di situazio ni specifiche quali, a titolo di esempio:
- l’intervenuta sentenza passata in giudicato che dichiara estinto una parte o l’intero credito;
- la chiusura di procedura concorsuale o esecutiva sia nei confronti del debitore principale sia nei confronti dei
garanti;
- la conclusione di tutte le possibili azioni giudiziali e stragiudiziali per il recupero del credito;
- il perfezionamento di una restrizione ipotecaria di un bene in garanzia, con conseguente cancellazione del credito garantito dall’ipoteca oggetto di restrizione, in assenza di ulteriori garanzie specifiche o di ulteriori azioni percorribili per il recupero dell’esposizione.
Tali specifiche situazioni possono comportare una cancellazione totale o parziale dell’esposizione ma non implicano necessariamente una rinuncia al diritto giuridico di recuperare il credito.
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23 In aggiunta, per le attività finanziarie deteriorate la cancellazione può avvenire a seguito di stralcio delle stesse (cosiddetto “ write off ”), a seguito della presa d’atto dell’insussistenza di ragionevoli aspettative di recupero pur continuando con le azioni volte al loro recupero. Detto stralcio viene effettuato nell’esercizio in cui il credito o parte di esso è considerato non recuperabile – pur senza chiusura della pratica legale – e può avvenire prima che siano concluse definitivamente le azioni giudi ziarie intraprese nei confronti del debitore e dei garanti per il recupero del credito. Esso non implica la rinuncia al diritto giuridico di recuperare il credito e viene effettuato qualora la documentazione creditizia contenga ragionevoli informazioni fin anziarie da cui emerga l’impossibilità del debitore di rimborsare l’importo del debito.
In tal caso il valore lordo nominale del credito rimane invariato, ma il valore lordo contabile viene ridotto di un ammontare pari all’importo oggetto di stralcio che p uò essere riferito all’intera esposizione o ad una quota parte della stessa.
L’importo stralciato non può essere oggetto di successive riprese di valore a seguito di una variazione migliorativa delle previsioni di recupero, ma unicamente a seguito di recup eri da incasso.
In caso di cancellazione contabile, la differenza tra il valore contabile dell’attività alla data di derecognition e il corrispettivo ricevuto, inclusivo di eventuali attività ricevute al netto di eventuali passività assunte, deve essere contabilizzata a conto economico, alla voce “100 a) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: attività finanziarie valutat e al co sto ammortizzato”.
e) criteri di riclassifica Secondo le regole generali previste dall’IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l’entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanzia rie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall’I FRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell’attività finanziaria e i l relativo fair value sono rile vati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico ed a patrimonio netto, nell’apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
4 Operazioni di copertura La Banca si è avvalsa della possibilità, prevista in sede di prima applicazione dell’IFRS 9, di continuare ad utilizzare integralmente in tema di “ hedge accounting ” quanto previsto dal principio contabile internazionale IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro -coperture).
a) criteri di classificazione – tipologia di coperture Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite rilevabili su un determinato strumento finanziario o su un gruppo di strumenti finanziari, attribuibili ad un determinato rischio, nel caso in cui quel particolare ri schio dovesse effettivamente manifestarsi. Sono previste le seguenti tipologie di coperture:
- copertura di fair value , che ha l’obiettivo di coprire l’esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio attribuibile ad un particolare rischio. Vi rientrano anche le coperture generiche di fair value (“macrohedge ”) aventi l’obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value , imputabili al rischio tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività e di passività finanziarie (inclusi i “core deposit” ).
Non possono essere oggetto di copertura generica imp orti netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;
- copertura di flussi finanziari, che ha l’obiettivo di coprire l’esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio o ad un’operazione prevista altamente probabile;
- copertura di un investimento in valuta, che attiene alla copertura dei rischi di un investimento in un’impresa estera espresso in valuta.
Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna alla Banca possono essere designati come strumenti di copertura. Data la scelta esercitata dalla Banca di avvalersi della possibilità di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano, nemmeno in caso di vendita , il conto economico (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).
24 Prospetti Contabili b) criteri di iscrizione Gli strumenti finanziari derivati di copertura, al pari di tutti i derivati sono inizialmente iscritti al fair value alla data di stipula del contratto e sono classificati, in funzione del valore positivo o negativo dei medesimi, rispettivamente nell’attivo patrimoniale alla voce “50. Derivati di copertura” o nel passivo patrimoniale alla voce “40. Derivati di copertur a”.
Una relazione si qualifica come di copertura, e trova coerente rappresentazione contabile, se e soltanto se tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:
- all’inizio della copertura vi è una designazione e documentazione formale della relazione di copertura, degli obiettivi della società nella gestione del rischio e della strategia nell’effettuare la copertura. Tale documentazione include l’identificazione d ello strumento di copertura, l’elemento o l’operazione coperta, la natura del rischio coperto e come l’impresa valuta l’efficacia dello strumento di copertura nel compensare l’esposizione alle variazioni di fair value dell’elemento coperto o dei flussi fin anziari attribuibili al rischio coperto;
- la copertura è attesa altamente efficace;
- la programmata operazione oggetto di copertura, per le coperture di flussi finanziari, è altamente probabile e presenta un’esposizione alle variazioni di flussi finanziari che potrebbe incidere sul Conto economico;
- l’efficacia della copertura può essere attendibilmente valutata;
- la copertura è valutata sulla base di un criterio di continuità ed è considerata altamente efficace per tutti gli esercizi di riferimento per cui la copertura era designata.
L’efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto, l’efficacia è misurata dal confronto di suddette variazioni, tenuto conto dell’intento perseguito dall’impresa nel momen to in cui la copertura è posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano q uasi integralmente (nei limiti stabiliti dall’intervallo 80 -125%) le variazioni dello strumento coperto, riferibili al l’elemento di rischio oggetto di copertura.
La valutazione dell’efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:
- test prospettici, che giustificano l’applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano l’attesa della sua efficacia;
- test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.
c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali I derivati di copertura sono valutati al fair value . In particolare:
Coperture di fair value In caso di coperture specifiche di fair value , la variazione del fair value dell’elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante) rettifica il valore contabile dell’elemento coperto ed è rilevato immediatamente, a prescindere dalla categoria di appartenenza dell’attività o passività coperta, unitamente alla variazione del fair value dello strumento di copertura, nella voce “90 - Risultato netto dell’attività di copertura” del conto economico. L’eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costitui sce l’effetto economico netto.
In caso di interruzione della relazione di copertura, lo strumento coperto, qualora non cancellato dal bilancio riacquisisce il criterio di valutazione originaria della classe di appartenenza. Nello specifico per gli strumenti valutati al costo ammortizzato le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte per effetto delle variazioni di fair value del rischio coperto sono rilevate nel conto economico tra gli interessi attivi e passivi lungo la vita residua dell’elemento coperto, sulla base della revisione de l tasso di interesse effettivo. Se, invece , all’interruzione della copertura vi è altresì la cancellazione dal bilancio dell’elemento coperto (ad esempio vendita o rimborso anticipato) , la quota di fair value non ancora ammortizzata è imputata immediatamente a conto economico alla voce che include l’effetto della cancellazione dello strumento .
Relativamente alle operazioni di copertura generica di fair value (“macro hedge ”) le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce “60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica” oppure “50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica”. La contropartita economica delle variazioni di valore riferite sia a ll’elemento coperto sia allo strumento di copertura, al pari delle coperture specifiche di fair value , è la voce “90 - Risultato netto dell’attività di copertura” del conto economico. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value , le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte alle voci patrimoniali suindicate sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lunga la durata residua delle originarie relazioni di copertura, previa verifica della sussistenza dei pr esupposti.
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25 Coperture di flussi finanziari Le variazioni di fair value dello strumento di copertura sono riportate a patrimonio netto in una apposita riserva (di cui della voce “110 - Riserve da valutazione”) per la quota efficace della copertura, le variazioni di fair value dello strumento di copertura non compensate dalla variazione dei flussi finanziari dell’operazione coperta sono rilevate a conto economico nella voce “90 - Risultato netto dell’attività di copertura”. Se la copertura dei flussi finanziari non è più consid erata efficace, oppure l a relazione di copertura è terminata, l’ammontare complessivo dei profitti o delle perdite sullo strumento di copertura, già rilevato tra le “Riserve da valutazione” viene imputato a conto economico solo nel momento in cui la transazione di copertura avrà luogo o nel momento in cui non sia più ritenuto possibile che la transazione si verifichi; in quest’ultima circostanza i profitti o le perdite sono trasferite dalla voce del patrimonio netto alla voce di conto economico “90. Risultato netto dell’attività d i copertura”.
Coperture di un investimento in valuta Le coperture di un investimento in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.
d) criteri di cancellazione Se i test non confermano l’efficacia della copertura, sia retrospettivamente che prospetticamente, la contabilizzazione delle operazioni di copertura viene interrotta secondo quanto sopra esposto. In questa circostanza il contratto derivato di copertura viene ricla ssificato nell’ambito delle “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” ed in particolare tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione.
Inoltre, la relazione di copertura cessa quando:
- il derivato scade, viene estinto o esercitato;
- l’elemento coperto viene venduto, scade o è rimborsato;
- la copertura non soddisfa più i criteri per la contabilizzazione di copertura sopra detti;
- l’impresa revoca la designazione.
Come eccezione alle previsioni dello IAS 39, non si effettua il discontinuing a seguito dell’aggiornamento della documentazione sulla relazione di copertura (per la modifica del rischio coperto, del sottostante coperto, del derivato di copertura o della modalità di verifica della tenuta della copertura) in caso di modifiche necessa rie come diretta conseguenza della Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (cosiddetta IBOR Reform ) ed effettuate su basi economiche equiv alenti.
5 Partecipazioni
a) criteri di classificazione La voce include le interessenze detenute in società controllate, collegate o sottoposte a controllo congiunto, che vengono contabilizzate in base al metodo del costo.
Sono considerate controllate le partecipazioni e i titoli di capitale per i quali la Banca detiene, direttamente o indirettamente, la maggioranza assoluta dei diritti di voto e tali diritti sono sostanziali nonché la maggioranza relativa dei diritti di voto e i diritti di voto detenu ti degli altri investitori sono molto frazionati. Il controllo può esistere anche nelle situazioni in cui la Banca, pur in assenza della maggioranza dei diritti di voto, detiene diritti sufficienti ad avere la cap acità pratica d i condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata ovvero in presenza di:
- sostanziali diritti potenziali di voto attraverso underlying call option o strumenti convertibili;
- diritti derivanti da altri accordi contrattuali che, combinati con i diritti di voto, conferiscono alla Banca la capacità effettiva di condurre i processi produttivi, altre attività gestionali o finanziarie in grado di incidere in maniera significativa sui rendimenti della partecipata;
- potere di incidere, per mezzo di norme statutarie o altri accordi contrattuali, sulla governance e sulle modalità di assumere decisioni in merito alle attività rilevanti;
- maggioranza dei diritti di voto attraverso accordi contrattuali formalizzati con altri titolari di diritti di voto (i.e.
patti di sindacato e patti parasociali).
Con riferimento alle entità strutturate - fondi di investimento , la Banca assume nei confronti dei fondi le seguenti
posizioni:
- sottoscrittore di quote, detenute a scopo di investimento a lungo termine o con finalità di trading ;
- controparte in finanziamenti/derivati.
26 Prospetti Contabili Si configura un rapporto di controllo, qualora in capo alla Banca siano verificate contemporaneamente le seguenti
condizioni:
• abbia il potere di dirigere le attività rilevanti, qualora:
- agisca come gestore del fondo e non sussistano diritti sostanziali di destituzione da parte di altri investitori; o
- abbia un diritto sostanziale di rimuovere il gestore del fondo (esterno alla Banca) senza giusta causa o per cause imputabili alle performance dei fondi; o
- la governance del fondo sia tale da consentire alla Banca di governare in modo sostanziale le attività rilevanti;
• abbia un’esposizione significativa ai rendimenti variabili del fondo, attraverso la detenzione diretta di quote ritenute significative, in aggiunta a qualsiasi altra forma di esposizione correlata ai risultati economici del fondo;
• sia in grado di influenzare tali rendimenti attraverso l’esercizio del potere, qualora:
- sia il gestore del fondo;
- abbia un diritto sostanziale di rimozione del gestore del fondo (esterno alla Banca);
- abbia un diritto di partecipare ai Comitati del fondo, tali da attribuire alla Banca la capacità giuridica e/o pratica di controllare le attività svolte dal gestore.
- siano presenti rapporti contrattuali che vincolano il fondo alla Banca per la sottoscrizione o il collocamento delle quote.
Infine, con riferimento alle entità strutturate - società veicolo per le cartolarizzazioni la Banca verifica la presenza dei requisiti di controllo sulle società veicolo per le cartolarizzazioni considerando sia la possibilità di esercitare a proprio beneficio il potere sulle attività rilevanti sia la finalità ultima dell’operazione, oltre che il coinvolgimento dell’investitore/ sponsor nella strutturazione dell’operazione.
Per le entità autopilota la sottoscrizione della sostanziale totalità delle notes da parte della Banca è considerata un indicatore della presenza, in specie nella fase di strutturazione, di potere di gestione delle attività rilevanti per influen zare i rendimenti economici dell’operazione.
Sono considerate collegate le società non controllate in cui si esercita un’influenza notevole. Si presume che la società eserciti un’influenza notevole in tutti i casi in cui detiene almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di vot o “potenziali”) e, indipendentemente dalla quota posseduta, qualora sussista il potere di partecipare alla determinazione delle politiche gestionali e finanziarie delle partecipate, in virtù di particolari legami giuridici, quali patti parasociali , aventi la finali tà per i partecipanti al patto di assicurare la rappresentatività negli organi di gestione e di salvaguardare l’unitarietà di indirizzo della gestione, senza tuttavia averne il controllo.
Sono considerate società a controllo congiunto le entità per le quali, il controllo è condiviso fra la Banca e uno o più altri soggetti sulla base di accordi contrattuali o di altra natura , in base ai quali è necessario il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo per l’assunzione di decisioni finanziarie e gestionali aventi valenza strategica. Ciò si verifica qualora i diritti di voto ed il controllo dell’attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetic o da Banca MPS ed un altro soggetto. Inoltre, viene quali ficato come controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, al fine dell’assunzione delle decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
b) criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale delle attività finanziarie classificate nella presente categoria avviene alla data di regolamento, per un controvalore pari al costo, inclusivo dell’eventuale avviamento pagato in sede di acquisizione, il quale non è pertanto oggetto di autonoma e separata rilevazione.
c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Le partecipazioni in controllate, collegate e in entità a controllo congiunto sono contabilizzate al costo. Ad ogni data di bilancio o situazione infrannuale viene accertata l’eventuale evidenza che la partecipazione abbia subito una riduzione di valore. S e esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d’uso. Il valore d’uso è il valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell’investimento.
Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, inclusivo dell’eventuale avviamento, la relativa differe nza è rilevata a conto economico nella voce “220 - Utili/perdite delle partecipazioni”. Qualora i motivi della perdita di valore
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27 siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico nella stessa voce, fino a concorrenza dell’ impairment in precedenza rilevato.
I dividendi relativi a tali investimenti sono contabilizzati, nel bilancio della Banca, a conto economico, indipendentemente dal fatto che siano stati generati dalla partecipata anteriormente o successivamente alla data di acquisizione. Il risultato della cessione di partecipazioni è imputato a conto economico nella voce “220 - Utili (Perdite) delle partecipazioni”.
d) criteri di cancellazione Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse o quando sono cedute con trasferimento sostanziale tutti i rischi e benefici ad esse connessi. In presenza di una situazione che determina la perdita dell’influenza notevole o del controllo congiunto l’eventuale partecipazione residua è oggetto di riclassifica nei portafogli delle attività finanziarie IFRS 9.
6 Attività materiali a) criteri di classificazione Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, gli impianti, i mobili e gli arredi, le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo nonché le opere d’arte.
Si definiscono immobili strumentali quelli posseduti dalla Banca ed utilizzati nella produzione o nella fornitura di beni e servizi o per fini amministrativi (classificati come “attività materiali ad uso funzionale” e iscritte secondo lo IAS 16) mentre si definiscono investimenti immobiliari quelli posseduti dalla Banca al fine di riscuotere canoni di locazione e/o detenuti per l’apprezzamento del capitale investito (classificati come “attività materiali ad uso investimento” e seguono le regole previste dal lo IAS 40).
La voce accoglie altresì le attività materiali classificate in base allo IAS 2 “Rimanenze”, relative principalmente ai cespit i derivanti dall’attività di escussione di garanzie o dall’acquisto in asta che l’impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti.
Tra le attività materiali risultano iscritti quei beni connessi con contratti di locazione finanziaria rientrati in possesso della società, in qualità di locatore, a seguito della risoluzione dei contratti e della contestuale chiusura dell’originaria posiz ione creditoria.
In tale categoria sono inclusi, altresì, i) i diritti d’uso acquisiti con il leasing, sia finanziario sia operativo, relativi ad attività materiali che la Banca utilizza in qualità di locatario ad uso funzionale o a scopo di investimento, ii) le attività concesse in leasing operativo (per i locatori), nonché iii) le migliorie e le spese incrementative sostenute su beni di proprietà e su beni di terzi, queste ultime purché identificabili e separabili (es. ATM).
b) criteri di iscrizione Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo, che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali on eri accessori direttamente imputabili all’acquisto e alla messa in funzione del bene.
Le spese di manutenzione straordinaria, che comportano un incremento dei benefici economici futuri, vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a conto economico.
c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Successivamente alla rilevazione iniziale le attività materiali strumentali sono valutate al costo, come sopra definito, al netto degli ammortamenti cumulati e di qualsiasi perdita di valore cumulata, ad eccezione:
- degli immobili ad uso funzionale per i quali la Banca ha adottato l’opzione consentita dallo IAS 16, di valutarli in base al metodo della rideterminazione del valore;
- degli immobili detenuti a scopo di investimento, per i quali la Banca ha adottato l’opzione, consentita dallo IAS 40, di valutarli in base al metodo del fair value ;
28 Prospetti Contabili
- delle attività materiali rientranti nella disciplina dello IAS 2, che sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, rappresentato dal prezzo di vendita stimato meno i costi presunti per il completamento e gli altri costi necessari pe r realizzare la vendita.
Il metodo della rideterminazione del valore prevede che le attività siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al fair value alla data di rideterminazione del valore, al netto degli ammortamenti cumulati e delle eventuali rettifiche di valore.
Nel dettaglio:
- se il valore contabile si incrementa a seguito di una rideterminazione di valore, l’incremento è rilevato con contropartita alla voce del passivo “110 - Riserve da valutazione”, ad eccezione dei ripristini di valore rispetto a una precedente svalutazione rilevata precedentemente nel conto economico. In tale caso l’incremento è rilevato a conto economico nella voce “230 - Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali” nei limiti della suddetta svalutazione;
- se il valore contabile di un bene è diminuito a seguito della rideterminazione di valore, la diminuzione è rilevata a conto economico nella voce “230 - Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali” a meno che il bene sia stato oggetto di una precedente rivalutazione, nel qual caso la riduzione di valore è rilevata a diminuzione della voce del passivo “110 - Riserve da valutazione” fino a capienza della medesim a.
Per gli immobili strumentali la Banca procede alla rideterminazione del valore con una periodicità semestrale avvalendosi di perizie valutative redatte da esperti indipendenti.
Le attività materiali detenute ad uso funzionale, inclusi gli immobili strumentali valutati al “valore rideterminato”, sono sistematicamente ammortizzate lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile, pari al costo (ovvero al valore netto rideterminat o, qualora il metodo adottato per la valutazione sia quello della rideterminazione del valore) meno il valore residuo (ossia l’ammontare previsto che si otterrebbe normalmente dalla dismissione, dedotti i costi attesi di dismissione, se l’attività fosse gi à nelle condizioni, anche di vecchiaia, previste alla fine della sua vita utile), è ripartito sistematicamente lungo la vita utile dell’attività materiale adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti. La vita utile, oggetto di periodi ca revisione al fine di rilevare eventuali stime significativamente difformi dalle precedenti, è definita come:
- il periodo di tempo nel quale ci si attende che un’attività sia utilizzabile dall’azienda o,
- la quantità di prodotti o unità similari che l’impresa si aspetta di ottenere dall’utilizzo dell’attività stessa.
L’ammortamento ha inizio quando l’attività è disponibile per l’uso e cessa alla data più recente tra quella in cui l’attività è classificata come posseduta per la vendita e quella di eliminazione contabile. Per le attività materiali valutate al costo, l’am mortamento non cessa quando l’attività diventa inutilizzata o è ritirata dall’uso attivo, a meno che l’attività non sia completamente ammortizzata. Nel caso in cui un’immobile strumentale diventi inutilizzabile o sia ritirato dall’uso attivo, è necessario valutare prontamente la variazione della destinazione d’uso e la conseguente riclassifica tra gli investimenti immobiliari oppure tra le attività possedute per la vendita. In tali casi, l’ammortamento cessa.
Non vengono ammortizzati:
- i terreni, siano essi a sé stanti o inclusi nel valore dell’immobile, non sono soggetti ad ammortamento in quanto immobilizzazioni a cui è associata vita utile indefinita;
- le opere d’arte, in quanto il loro valore è generalmente destinato ad aumentare con il trascorrere del tempo;
- gli immobili ad uso investimento, come richiesto dal principio contabile IAS 40, che sono valutati al fair value con contropartita il conto economico e pertanto non devono essere ammortizzati;
- le attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2.
Per le migliorie su beni di terzi, rappresentate da attività materiali identificabili e separabili, l’ammortamento è determinato secondo la vita utile di tali attività.
Gli ammortamenti periodici vengono rilevati alla voce di conto economico “180 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali”.
Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, deve essere verificata la presenza di eventuali segnali di impairment , ovvero di indicazioni che dimostrino che un’attività possa aver subito una perdita di valore. In caso di presenza dei segnali suddetti, per gli immobili di proprietà, ad eccezione degli investimenti immobiliari, e per gli immobili detenuti in locazione s i procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero, pari al maggiore tra il fair value , al n etto degli eventuali costi di vendita ed il relativo valore d’uso del bene, inteso come il valore attuale dei flussi futuri originati dal cespite.
Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l’attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati in assenza di precedenti perdite di valo re.
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29 Il metodo del fair value utilizzato per gli investimenti immobiliari prevede che la variazione positiva o negativa di fair value è imputata a conto economico alla voce “230 - Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali”. Ai fini della valorizzazione al fair value del patrimonio immobiliare in oggetto, è previsto un processo di stima del fair value con cadenza semestrale.
Le attività materiali a cui si applica lo IAS 2 sono valutate al pari delle rimanenze e quindi al minore tra il costo di iscr izione contabile ed il valore netto di realizzo, rappresentato dal prezzo di vendita stimato meno i costi presunti per il completam ento e gli altri costi necessari per realizzare la vendita. Le eventuali perdite di valore, nel caso si manifestassero vanno rilevate a conto economico nella voce “180 - Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali”.
Attività materiali rappresentate dal diritto d’uso di beni di cui a contratti di “leasing” Ai sensi dell’IFRS 16 il “ leasing ” è un contratto, o parte di un contratto, che, in cambio di un corrispettivo, trasferisce il diritto d’uso ( Right of Use – RoU) di un’attività (l’attività sottostante) per un periodo di tempo.
L’attività per il diritto d’uso acquisita con il leasing viene iscritta in bilancio alla data di decorrenza del contratto, ossia alla data in cui l’ asset è messo a disposizione del locatario e viene inizialmente valutata al costo. Tale costo comprende:
- l’importo della misurazione iniziale della passività di leasing al netto dell’IVA;
- gli eventuali pagamenti di leasing effettuati entro la data di decorrenza, al netto di eventuali incentivi alla
locazione;
- gli eventuali costi diretti iniziali sostenuti, intesi come costi incrementali sostenuti per l’ottenimento del leasing che non sarebbero stati altrimenti sostenuti (es. commissioni di intermediazione e success fees );
- i costi stimati di ripristino e smantellamento nei casi in cui il contratto li preveda.
In corrispondenza dell’attività consistente nel diritto d’uso, il locatario iscrive una passività per il leasing alla voce 10 “Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato” corrispondente al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing .
Il tasso di attualizzazione utilizzato è il tasso di interesse implicito, se determinabile; in caso contrario viene utilizzat o il tasso di interesse di finanziamento marginale del locatario. La Banca utilizza quale tasso di sconto, ove non sia presente un tasso di interesse implicito nel contratto, la curva per scadenze allineate ai singoli contratti di locazione costituita dal tasso base Euribor 6M e dal funding spread blended, quest’ultimo pari alla media ponderata delle curve di funding per le obbligazioni senior unsecured , per i depositi protetti e per quelli privilegiati. L’adozione di tale curva è in linea con le caratteristiche dei contratti di leasing , i quali prevedono canoni tipicamente costanti lungo la durata del contratto, e delle attività sottostanti. Il tasso di sconto così definito tiene conto del merito creditizio del locatario, della durata del leasing , dell’attività consistente nel diritto di utilizzo e dell’ambiente economico, identificato nel mercato italiano, nel quale la transazione ha luogo e pertanto è in linea con quanto richiesto dal principio.
Il locatario può optare per rilevare i pagamenti dovuti per il leasing direttamente quale onere nel conto economico, a quote costanti lungo la durata del contratto di leasing oppure secondo un altro metodo sistematico rappresentativo delle modalità di fruizione dei benefici economico nel caso di:
- leasing a breve termine (pari o inferiore a 12 mesi) che non includano un’opzione di acquisto dell’asset oggetto del leasing da parte del locatario;
- leasing in cui l’attività sottostante è di modesto valore1.
La Banca ha optato per rilevare direttamente l’onere nel conto economico a quote costanti lungo la durata del contratto di leasing .
La durata del leasing viene determinata tenendo conto di:
- periodi coperti da un’opzione di proroga del leasing , in caso l’esercizio della medesima sia ragionevolmente
certo;
- periodi coperti da un’opzione di risoluzione del leasing , in caso l’esercizio della medesima sia ragionevolmente certo.
Nel corso della durata del contratto di leasing , il locatario deve:
- valutare il diritto d’uso al costo, al netto degli ammortamenti2 cumulati e delle rettifiche cumulate di valore determinate e contabilizzate in base alle previsioni dello IAS 36 “Riduzioni di valore delle attività”, rettificato per tenere conto delle eventuali rideterminazioni della passività del leasing ;
1 La soglia di significatività individuata è pari a 5.000 euro.
2 Nel determinare il periodo di ammortamento, si deve tenere conto del fatto che sia o meno previsto il trasferimento della pro prietà dell’attività sottostante al termine della durata del leasing o che il costo dell’attività consistente nel diritto di utilizzo rifletta o meno il fatto che il locatario eserciterà l’opzio ne di
30 Prospetti Contabili
- incrementare la passività riveniente dall’operazione di leasing a seguito della maturazione di interessi passivi calcolati al tasso di interesse implicito del leasing , o, alternativamente, al tasso di finanziamento marginale e ridurla per i pagamenti delle quote capitale e interessi.
In caso di modifiche nei pagamenti dovuti per il leasing la passività deve essere rideterminata; l’impatto della rideterminazione della passività è rilevato in contropartita dell’attività consistente nel diritto di utilizzo.
d) criteri di cancellazione Un’attività materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall’uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.
Le eventuali plusvalenze o minusvalenze derivanti dallo smobilizzo o dalla dismissione delle attività materiali sono determinate come differenza tra il corrispettivo netto di cessione e il valore contabile del bene e sono rilevate nel conto economico nella voce “250 - Utili (Perdite) da cessione di investimenti”.
In caso di vendita di un immobile ad uso strumentale, la relativa riserva da valutazione maturata viene trasferita tra le altre componenti di Patrimonio netto, nello specifico alla voce del passivo “140 – Riserve”, senza rigiro a conto economico.
Le attività consistenti nel diritto di utilizzo, contabilizzate in base all’IFRS 16, sono eliminate al termine della durata del leasing .
7 Attività immateriali a) criteri di classificazione Le attività immateriali sono attività non monetarie, identificabili e prive di consistenza fisica, originate da diritti legal i o contrattuali, possedute per essere utilizzate in un periodo pluriennale o indefinito, dalle quali è probabile che affluiranno benefici economici futuri e il cui costo può essere misurato attendibilmente.
Le attività immateriali includono:
- le attività immateriali legate alla tecnologia che comprendono le licenze software , i costi capitalizzati internamente, i progetti e licenze in corso di sviluppo; in particolare, i costi sostenuti internamente per lo sviluppo di progetti di software costituiscono attività immateriali solo se tutte le seguenti condizioni sono rispettate: a) il costo attribuibile all’attività di sviluppo è determinabile in modo attendibile, b) vi è l’intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e la capacità tec nica a rendere l’attività disponibile all’uso o alla vendita, c) è dimostrabile che l’attività è in grado di produrre benefici economici futuri. I costi di sviluppo di software capitalizzati comprendono le sole spese che possono essere attribuite direttamente al processo di sviluppo.
- le attività immateriali rappresentative di relazioni con la clientela, rappresentate dalla valorizzazione, in occasione di operazioni di aggregazione, dei rapporti di asset management e under custody e dei core deposit ;
- l’avviamento, pari alla differenza positiva tra il corrispettivo sostenuto per un’aggregazione aziendale ed il fair value delle attività e passività di pertinenza di un’impresa acquisit e.
b) criteri di iscrizione Sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori, solo se è probabile che i futuri benefici economici attribuibili all’attività si realizzino e se il costo dell’attività stessa possa essere determinato attendibilmente. In caso contrario il costo dell’attività immateriale è rilevato a conto economico nell’esercizio in cui è stato sostenuto.
c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Il costo delle attività immateriali a vita utile definita è ammortizzato a quote costanti sulla base della relativa vita util e, in particolare per le attività immateriali originate da software sviluppato internamente ed acquisito da terzi l’ammortamento decorre dall’ultimazione e dall’entrata in funzione delle applicazioni. Le attività a vita utile indefinita no n sono invece soggette ad ammortamento sistematico, ma solamente alla periodica veri fica dell’adeguatezza del relativo valore di iscrizione in bilan cio.
acquisto. Nel primo caso, il periodo di ammortamento coincide con la vita utile dell’attività sottostante, determinata alla d ata di decorrenza. Nel secondo caso, il periodo di ammortamento coincide con la vita utile dell’attività consistente nel diritto di utilizzo o se inferiore alla durata del leasing .
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31 Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, in presenza di evidenze di perdite di valore, si procede alla stima del valore di recupero dell’attività. L’ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il va lore contabile dell’attività ed il valore recuperabile.
L’avviamento iscritto non è soggetto ad ammortamento ma a verifica periodica della tenuta del valore contabile, eseguita con periodicità annuale od inferiore in presenza di segnali di deterioramento del valore. A tal fine vengono identificate le unità gene ratrici di flussi finanziari cui attribuire i singoli avviamenti. Dette unità rappresentano il livello minimo al quale l’avviamento è monitorato per finalità gestionali interne e non deve essere maggiore rispetto al settore operativo determinato in conform ità al principio IFRS 8.
L’ammontare dell’eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell’avviamento ed il suo valore di recupero, se inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell’unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d’uso, rapprese ntato dal valore attuale dei flussi di cassa stimati per gli esercizi di operatività dell’unità generatrice di flussi finanziari e derivanti dalla s ua dismissione al termine della vita utile. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico nella voce “190 - Rettifiche/riprese di valore su attività immateriali”. Nella stessa voce vengono rilevati gli ammortamenti periodici per le attività immateriali a vita utile definita. Per quanto riguarda l’avviamento, non è ammessa la contabilizzazione di eventuali successive riprese di valore.
d) criteri di cancellazione Un’attività immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora non siano attesi benefici economici futuri.
8 Attività non correnti e gruppi di attività/passività in via di dismissione a) criteri di classificazione Vengono classificate nella voce dell’attivo “110 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” e in quella del passivo “70 - Passività associate ad attività in via di dismissione” le attività/passività non correnti ed i gruppi di attività/passività il cui valore con tabile sarà presumibilmente recuperato mediante la vendita anziché con l’uso continuativo.
Per essere classificate in tali voci, le attività o passività (o gruppo in dismissione) devono essere immediatamente disponibili per la vendita e devono essere riscontrati programmi attivi e concreti tali da far ritenere come altamente probabile la loro di smissione entro un anno rispetto alla data di classificazione come attività in via di dismissione.
b) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Successivamente alla rilevazione iniziale le attività ed i gruppi di attività non correnti in via di dismissione, con le rela tive passività, sono valutati al minore tra il valore contabile ed il fair value al netto dei costi di vendita, fatta eccezione per alcune tipologie di attività - riconducibili ad esempio a tutti gli strumenti finanziari rientranti nell’ambito di applicazione dell’IFRS 9 - per le quali l’IFRS 5 prevede specificatamente che debbano ess ere applicati i criteri valutativi del principio contabile di riferimento.
Al momento di classificazione di un’attività non corrente tra le attività non correnti in via di dismissione l’eventuale processo di ammortamento viene interrotto.
Qualora i gruppi di attività e passività in via di dismissione siano riconducibili alla fattispecie delle attività operative cessate (identificabili con un importante ramo autonomo o area geografica di attività, anche facente parte di un unico programma coordinato di dismissione, piuttosto che una società controllata acquisita esclusivamente in funzione di una sua rivendita), i relativi proventi ed oneri, al netto dell’effetto fiscale, sono esposti nel conto economico alla voce “290 -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte” di conto economico. Gli utili e le perdite riconducibili a singole attività in via di dismissione sono iscritti nella voce più idonea di conto economico.
c) criteri di cancellazione Le attività ed i gruppi di attività/passività non correnti in via di dismissione sono eliminati dallo stato patrimoniale al momento della dismissione.
32 Prospetti Contabili 9 Fiscalità corrente e differita a) criteri di iscrizione Sono rilevati gli effetti relativi alle imposte correnti e differite calcolate nel rispetto della legislazione fiscale nazion ale in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate, applicando le aliquote di imposta vigenti.
Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico ad eccezione di quelle relative a voci addebitate od accreditate direttamente a patrimonio netto.
L ’accantonamento per imposte sul reddito è determinato in base ad una prudenziale previsione dell’onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito.
In particolare, la fiscalità corrente accoglie il saldo netto tra le passività fiscali correnti dell’esercizio e le attività fiscali correnti nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria rappresentate dagli acconti, dai crediti derivanti dalle precedenti dichiarazioni e dagli altri crediti d’imposta per ritenute d’acconto subite. Le attività correnti includono anche i crediti d’imposta per i quali si è chiesto il rimborso alle Autorità Fiscali competenti. In tale ambito rimangono iscritti anche i crediti d’imposta ceduti in garanzia di propri debiti.
Le imposte anticipate e quelle differite vengono determinate sulla base delle differenze temporanee - senza limiti temporali - tra il valore attribuito ad un’attività o ad una passività secondo i criteri civilistici ed i corrispondenti valori assunti ai fi ni fiscali applicando il cosiddetto balance sheet liability method ; le imposte anticipate e differite non vengono rilevate con riferimento alle differenze temporanee per cui si ritiene improbabile che possa verificarsi in futuro il presupposto per la relativa tassazione, in relazione alla natura durevole degli investimenti cui si riferiscono. Si evidenzia che la Banca non ha rilevato e non fornisce informazioni sulle attività e passività fiscali differite relative alle imposte s ul reddito del secondo pilastro pubblicate dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), come previsto dal paragrafo 4A dello IAS 12.
Le attività per imposte anticipate determinate sulla base di differenze temporanee deducibili vengono iscritte in bilancio, o nella situazione infrannuale, nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero; tale probabilità viene valutata, attrav erso lo svolgimento del probability test , sulla base della capacità di generare con continuità redditi imponibili positivi in capo alla società interessata o, per effetto dell’esercizio dell’opzione relativa al “Consolidato fiscale”, al complesso delle soc ietà aderenti.
La probabilità del recupero delle imposte anticipate relative ad avviamenti, altre attività immateriali e svalutazioni di crediti (c.d. DTA trasformabili), è da ritenersi automaticamente soddisfatta per effetto delle disposizioni di legge che ne prevedono la trasformazione in credito d’imposta in presenza di perdita d’esercizio civilistica e/o fiscale.
In particolare, l’art. 2 - commi 55 e seguenti - del Decreto Legge 29 dicembre 2010 n. 225 (e successive modificazioni)
prevede che:
in presenza di una perdita civilistica d’esercizio, la fiscalità anticipata (IRES ed IRAP) relativa agli avviamenti, alle altre attività immateriali e alle svalutazioni di crediti è oggetto di trasformazione in credito d’imposta per una quota pari al rappo rto tra la perdita civilistica e il patrimonio netto contabile al lordo della perdita medesima. La trasformazione ha effetto a decorrere dalla data di approvazione, da parte dell’assemblea dei soci, del bilancio individuale in cui è stata rilevata la perdi ta;
in presenza di perdita fiscale d’esercizio (ovvero, ai fini IRAP , di valore della produzione negativo), la fiscalità anticipata relativa alle deduzioni riferite agli avviamenti, alle altre attività immateriali e alle svalutazioni di crediti, che hanno conc orso alla formazione della perdita fiscale suddetta (ovvero del valore della produzione negativo) è oggetto di trasformazione in credito d’imposta. La suddetta trasformazione ha effetto a decorrere dalla data di presentazione della dichiarazione dei reddit i relativa all’esercizio in cui viene indicata la perdita.
Per effetto delle disposizioni contenute nel Decreto Legge 27 giugno 2015 n. 83, le DTA trasformabili hanno cessato di incrementarsi a partire dal 2016. In particolare:
1. per le imposte anticipate relative ad avviamenti, altre attività immateriali di nuova iscrizione, in bilancio dal 2016 in avanti, è stata disposta l’esclusione dalla normativa di cui all’art. 2 - commi 55 e seguenti - del D.L 225/2010;
2. per le imposte anticipate relative a svalutazioni di crediti è cessato, dal 2016 in avanti, il presupposto contabile per la relativa iscrizione in bilancio essendo divenute tali svalutazioni interamente deducibili nell’esercizio di
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33 contabilizzazione. Si segnala che la manovra finanziaria per il 2019 (Legge 30 dicembre 2018 n. 145) ha derogato alla integrale deducibilità delle svalutazioni su crediti con riferimento a quelle rilevate in sede di prima applicazione dell’IFRS 9, esclusiv amente a seguito dell’adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura delle perdite attese (ECL), disponendo la deducibilità (IRES ed IRAP) delle stesse a rate costanti in 10 esercizi.
É stato, tuttavia, espressamente chiarito che le relative DTA conseguentemente iscritte in bilancio, pur essendo riferite a svalutazioni su crediti verso la clientela, non rientrano tra quelle trasformabili in credito d’imposta di cui al D.L. 225/2010.
Si evidenzia, inoltre, che la Banca ha esercitato l’opzione irrevocabile di cui al Decreto Legge 3 maggio 2016 n. 59 (e successive modificazioni) per il mantenimento del diritto alla trasformabilità in credito d’imposta delle DTA relative agli avviamenti, alle altre attività immateriali e alle svalutazioni e perdite su crediti; conseguentemente risulta dovuto il relativo canone annuo da corrispondere con riferimento a ciascuno degli esercizi a partire dal 2016 e successivamente, se ne ricorreranno annualmen te i presupposti, fino al 2030.
Le imposte anticipate sulle perdite fiscali non utilizzate sono rilevate in base ai medesimi criteri previsti per la rilevazi one delle imposte anticipate sulle differenze temporanee deducibili: esse sono pertanto iscritte in bilancio soltanto nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, sulla base della capacità di generare nel futuro redditi imponibili positivi. Poiché l’esistenza di perdite fiscali inutilizzate può essere sintomo di difficoltà a conseguire nel futuro redditi imponibili pos itivi, lo IAS 12 prevede che, in presenza di perdite conseguite in periodi recenti, debbano essere fornite evidenze idonee a supportare l’esistenza nel futuro di tali redditi. Inoltre, si evidenzia che la vigente normativa fiscale italiana consente il ripo rto a nuovo illimitato nel tempo delle perdite IRES (art. 84 comma 1 del TUIR); di conseguenza, la verifica dell’esistenza di redditi imponibili futuri contro i quali utilizzare tali perdite non è soggetta a limiti temporali .
La Banca, come sopra detto, verifica la probabilità del manifestarsi di redditi imponibili futuri ( probability test ) mediante l’approccio risk-adjusted che prevede l’applicazione di un fattore di sconto ai redditi prospettici. Tale fattore, applicato con il criterio dell’interesse composto sconta in misura crescente i redditi futuri per rifletterne l’incertezza.
Le attività e le passività fiscali differite sono calcolate utilizzando le aliquote fiscali attese alla data di riversamento delle differenze temporanee, sulla base dei provvedimenti in essere alla data di riferimento del bilancio. Eventuali variazioni delle aliquote fiscali o delle norme tributarie, emanate o comunicate dopo la data di riferimento del bilancio e prima della data di autorizzazione alla pubblicazione, che hanno un effetto significativo sulle attività e passività fiscali differite so no tratta te come fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio che non comportano rettifica ai sensi dello IAS 10, con conseguente informativa nella nota integrativa.
Le imposte anticipate e quelle differite vengono contabilizzate a livello patrimoniale operando le compensazioni a livello di medesima imposta.
b) criteri di classificazione e di valutazione Le attività e le passività iscritte per imposte anticipate e differite vengono sistematicamente valutate per tenere conto sia di eventuali modifiche intervenute nelle norme o nelle aliquote sia di eventuali diverse situazioni soggettive delle società del G ruppo.
In relazione al Consolidato fiscale tra la Banca e le società controllate che vi hanno aderito sono stati stipulati dei contratti che regolano i flussi compensativi relativi ai trasferimenti di utili e perdite fiscali. Tali flussi sono determina ti applican do agli imponibili fiscali delle società aderenti l’aliquota IRES in vigore. Per le società che trasferiscono perdite fiscali, il flusso compensativo, calcolato come sopra, è riconosciuto dalla consolidante alla consolidata quando e nella misura in cui la consolidata stessa, trasferirà al consolidato fiscale, nei periodi d’imposta successivi a quello di conseguimento della perdita, imponibili fiscali positivi. I flussi compensativi così determinati sono contabilizzati come crediti e debiti nei confronti del le società aderenti al Consolidato fiscale, classificati nelle altre attività e nelle altre passività, in contropartita della voce “270 - Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente”.
c) criteri di rilevazione delle componenti reddituali Qualora le attività e le passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito. Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni c he hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico, quali ad esempio le valutazioni degli strumenti finanziari valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei
34 Prospetti Contabili contratti derivati di copertura di flussi finanziari, le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto.
10 Fondi per rischi ed oneri Fondi per rischi e oneri: impegni e garanzie rilasciate La sottovoce in esame accoglie i fondi per rischio di credito a fronte degli impegni ad erogare fondi e delle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole di impairment ai sensi dell’IFRS 9, al pari di quanto previsto per le “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” e per le “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva”.
In aggiunta, sono inclusi nella sottovoce anche i fondi per rischi ed oneri costituiti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nell’ambito applicativo dell’ impairment ai sensi dell’IFRS 9.
Fondi per rischi e oneri: quiescenza e obblighi simili La sottovoce “Fondi per rischi e oneri: b) quiescenza e obblighi simili” comprende gli stanziamenti, contabilizzati in base allo IAS 19 “Benefici ai dipendenti”, ai fini del ripianamento del disavanzo tecnico dei fondi di previdenza complementare a benefic i definiti. I piani pensionistici sono distinti nelle due categorie a benefici definiti e a contribuzione definita.
Mentre per i piani a contribuzione definita l’onere a carico della società è predeterminato, per i piani a benefici definiti l’onere viene s timato e deve tener conto di un’eventuale insufficienza di contributi o di rendimento degli asset in cui i contributi sono investiti. Per i piani a benefici definiti la determinazione dei valori attuariali viene effettuata da un attuario esterno, con l’utilizzo del metodo della “proiezione unitaria del credito” ( Projected Unit Credit Method ). Gli utili e le perdite attuariali, definiti quale differenza tra il valore di bilancio della passività ed il valore attuale degli impegni a fine ese rcizio, derivano da lle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull’esperienza passata e sono contabilizzati per l’intero importo nel prospetto della redditività complessiva, nella voce “Riserve da valutazione”.
Fondi per rischi e oneri: altri fondi per rischi e oneri Nella sottovoce “Fondi per rischi e oneri: c) altri fondi per rischi ed oneri” sono compresi gli stanziamenti a fronte degli esborsi stimati per obbligazioni legali o implicite derivanti da eventi passati. Tali esborsi possono essere i) di natura contrattu ale - stanziamenti per sistema incentivante al personale, per incentivi all’esodo del personale e per indennizzi previsti da clausole contrattuali al verificarsi di determinati eventi - o ii) di natura risarcitoria e/o restitutoria derivanti, tra gli altri , da obblighi di legge per danni ambientali procurati, da cause passive - incluse le azioni revocatorie - da reclami della clientela per attività di intermediazione in titoli e da contenziosi di natura fiscale.
Sono altresì ricompresi i fondi istituiti alla data di decorrenza dei contratti di leasing , stipulati in qualità di locatario, che richiedono l’esecuzione di interventi di smantellamento/ripristino sugli asset sottostanti al termine del contratto. Tali fondi sono rilevati in contropartita delle attività iscritte per il valore dei diritti d’uso degli immobili (di cui voce “90 – Attività materiali”).
I fondi per rischi ed oneri sono costituiti da passività di ammontare o scadenza incerti e sono rilevati in bilancio se :
- esiste un’obbligazione attuale ( legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
- è probabile che sarà necessario l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere
l’obbligazione; e
- può essere effettuata una stima attendibile del probabile esborso futuro.
L’importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima dell’esborso finanziario necessario per assolvere all’obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette i rischi e le incertezze insite nei fatti e nelle circostanze esaminate. Laddove l’elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. Ad eccezione dei fondi rischi legati ai contratti di leasing , l’accantonamento e l’effetto dell’attualizzazione son o rilevati a conto economico nella voce “170 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri”, così come l’incremento del fondo per effetto del passare del tempo. I fondi accantonati sono riesaminati ad ogni data di riferimento del bilancio e rettificat i per riflettere la migliore stima corrente. Quando l’impiego di risorse, atte a produrre benefici economici per adempiere all’obbligazione, diviene improbabile, oppure quanto l’obbligazione si estingue, l’accantonamento viene stornato.
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35 In aggiunta, ciascun fondo è utilizzato unicamente per far fronte a quelle uscite per le quali è stato originariamente costituito.
A fronte di passività solo potenziali e non probabili non viene rilevato alcun accantonamento, ma viene fornita informativa in nota integrativa, salvo i casi in cui la probabilità di impiegare risorse sia remota oppure il fenomeno non risulti rileva nte.
In particolare, si segnala che i fondi riferibili alle:
- vertenze civili e penali derivanti dalle informazioni finanziarie diffuse nel periodo 2008 -2015, sono determinati come media ponderata di due stime elaborate da periti esterni:
1) il cd. “criterio del danno differenziale”, che identifica il danno nel minor prezzo che l’investitore avrebbe dovuto corrispondere se avesse avuto a disposizione un quadro informativo completo e corretto;
2) il cd. “criterio del risarcimento integrale”, che prende le mosse dall’argomento in base al quale l’informazione falsa o incompleta può assumere un’incidenza causale nelle scelte di investimento del risparmiatore tale per cui egli, in presenza di un quadro informativo corretto, non avrebbe effettuato tout court l’investimento in questione. Sulla base di questo assunto, il danno risarcibile viene commisurato all’intero importo investito, dedotto (a) il valore residuo del titolo (ovvero l’importo ricavato dal la cessione del titolo), nonché (b) l’ulteriore importo che il risparmiatore avrebbe potuto ottenere provvedendo alla cessione dei titoli non appena ristabilita la parità informativa;
- richieste stragiudiziali connesse al periodo 2008 -2015, al fine di tener conto della probabilità di trasformazione delle stesse in vere e proprie vertenze, sono determinati applicando un fattore esperienziale alle richieste formulate dalle
controparti;
- dichiarazioni e garanzie rilasciate nel contesto di operazioni di cessione e di scissione di crediti deteriorati sono determinati sulla base delle analisi di fondatezza dei claims pervenuti, ovvero, in assenza di elementi idonei per effettuare una stima sufficientemente attendibile, mediante una metodologia statistica. Nel secondo caso la stima si basa sui risultati di un campione rappresentativo di posizioni dismesse/scisse rispet to alle quali le funzioni competenti valutano analiticamente la conformità o il rischio conformità per ciascuna delle dichiarazioni e garanzie rilasciate; nell’ambito di tale stima viene individuato il campione da analizzare ed effettuata l’inferenza dei risultati del campione sull’intera popolazione.
11 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato a) criteri di classificazione La voce “10 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato” comprende le sottovoci “a) debiti verso banche”, “b) debiti verso la clientela” e “c) titoli in circolazione” ed è costituita dalle varie forme di provvista, sia interbancaria ch e nei conf ronti della clientela e dalla raccolta effettuata attraverso certificati di deposito e titoli obbligazionari in circolazione, al netto degli eventuali riacquisti. Vengono classificati tra i titoli in circolazione tutti i titoli che non sono oggetto di cope rtura “naturale” tramite derivati, i quali sono classificati tra le passività valutate al fair value .
Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dal locatario nell’ambito di operazioni di leasing , finanziario e operativo, eventualmente stipulate, nonché le operazioni di pronti contro termine di raccolta e di titoli dati a prestito con ricevimento di garanzia in denaro che rientra nella piena disponibilità del prestatore. Sono infine compresi i deb iti di funzionamento connessi con la fornitura di servizi finanziari come definiti nel Testo Unico Bancario e nel Testo Unico della Finanza.
b) criteri di iscrizione La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene all’atto della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito e viene effettuata sulla base del relativo fair value , normalmente pari all’ammontare incassato od al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione e non rimborsati dalla controparte creditrice. Sono escl usi i costi interni di carattere amministrativo.
Le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto sono iscritte in bilancio come operazioni di raccolta per l’importo incassato a pronti.
Per gli strumenti strutturati, qualora sussistano i requisiti previsti dal principio IFRS 9 per la rilevazione separata dei derivati incorporati, questi ultimi sono separati dal contratto ospite e rilevati al fair value come attività o passività di negoziazione. Il contratto ospite è invece iscritto al costo ammortizzato.
36 Prospetti Contabili Le passività per il leasing iscritte nei confronti del locatore vengono misurate come il valore attuale dei canoni futuri ancora da pagare per la durata del leasing. Per maggiori informazioni sulla determinazione della durata si rinvia a quanto esposto nel paragrafo 6 “Attività materiali rappresentate dal diritto d’uso di beni di cui ai contratti di leasing” .
c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie emesse, al netto degli eventuali rimborsi e/o riacquisti, vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo. Fanno eccezione le passività a breve termine, ove il fattor e temporale risulti trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato. Gli interessi sono esposti nel conto economico alla voce “20 - Interessi passivi e oneri assimilati”.
Riguardo le passività per il leasing , successivamente alla data di decorrenza del contratto, il valore contabile:
- aumenta per gli interessi passivi maturati, esposti nel conto economico alla voce “20 - Interessi passivi e oneri
assimilati”;
- diminuisce per tener conto del pagamento dei canoni dovuti per il leasing ;
- viene rideterminato per tener conto di eventuali nuove valutazioni (ad es. estensione o riduzione della durata del contratto) o modifiche del leasing (ad es. rinegoziazione del corrispettivo del leasing ) intervenute successivamente alla data di decorrenza; l’impatto della rideterminazione viene registrato in contropartita all’attività per il diritto d’uso.
Si evidenzia, inoltre, che gli strumenti di raccolta oggetto di una relazione di copertura efficace vengono valutati sulla base delle regole previste per le operazioni di copertura.
d) criteri di cancellazione Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli precedentemente emessi. La differenza tra il valore contabile della passività e l’ammontare pagato per acquistarla viene registrata a conto economico nella voce 100 “Utili/perdite da cessione o riacquisto”. Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo pre zzo di collocamento, senza alcun effetto a conto economico.
12 Passività finanziarie di negoziazione a) criteri di classificazione La voce comprende:
- le passività finanziarie emesse con l’intento di riacquistarle nel breve periodo ;
- le passività facenti parte di un portafoglio di strumenti finanziari che sono gestiti congiuntamente e per il quale esiste una provata strategia volta al conseguimento di profitti nel breve periodo;
- i contratti derivati aventi un fair value negativo e non designati come strumenti di copertura, inclusi sia quelli incorporati in strumenti finanziari complessi che sono stati oggetto di scorporo dalle passività valutate al costo ammortizzato, sia quelli collegati alle attività/passività designate al fair value con impatto a conto economico.
Sono inoltre incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall’attività negoziazione di titoli.
b) criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale delle passività finanziarie detenute per la negoziazione avviene alla data di regolamento per le passività per cassa e alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.
All’atto della rilevazione iniziale le passività finanziarie detenute per la negoziazione vengono rilevate al loro fair value che corrisponde normalmente al corrispettivo incassato senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso, che sono imputati direttamente a conto economico.
c) criteri di valutazione Successivamente alla rilevazione iniziale le passività finanziarie detenute per la negoziazione sono valorizzate al fair value , con imputazione del risultato della valutazione nel conto economico.
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37 d) criteri di rilevazione delle componenti reddituali Gli utili e le perdite da negoziazione e le plusvalenze e le minusvalenze da valutazione sono rilevati nella voce “80 -
Risultato netto dell’attività di negoziazione” di conto economico, compresi quelli relativi a strumenti derivati passivi connessi con la Fair Value Option .
e) criteri di cancellazione Le passività finanziarie di negoziazione vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando le passività finanziarie sono cedute con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici deriva nti dalla proprietà delle stesse.
13 Passività finanziarie designate al fair value a) criteri di classificazione Sono classificabili in questa categoria le passività finanziarie per le quali è stata esercitata in sede di rilevazione inizi ale l’opzione di rilevazione al fair value (Fair Value Option ) con impatto a conto economico; tale opzione è ammessa quando:
1. si elimina o si riduce notevolmente una mancanza di uniformità nella valutazione o nella rilevazione che altrimenti risulterebbe dalla valutazione di attività o passività o dalla rilevazione dei relativi utili e perdite su basi diverse (cosiddetto “ accounting mismatch ”); oppure 2. la gestione e/o valutazione di un gruppo di strumenti finanziari al fair value con effetti a conto economico è coerente con una strategia di risk management o d’investimento documentata su tale base anche alla Direzione
aziendale; oppure
3. si è in presenza di uno strumento contenente un derivato implicito, che modifica in modo significativo i flussi di cassa dello strumento ospite e che avrebbe dovuto essere altrimenti oggetto di scorporo.
L’opzione di designare una passività al fair value è irrevocabile, viene effettuata sul singolo strumento finanziario e non richiede la medesima applicazione a tutti gli strumenti aventi caratteristiche similari. Non è ammessa la designazione al fair value di una sola parte di uno strumento finanziario, attribuibile ad una sola componente di rischio a cui lo strumento è assoggettato.
La Banca ha esercitato tale opzione nell’ambito della casistica n. 1 di cui sopra, classificando in tale voce le passività finanziarie oggetto di “copertura naturale” tramite strumenti derivati. Nell’ambito della Sezione 15 “Altre informazioni” è inserito un capit olo di approfondimento sulle modalità di gestione delle coperture tramite l’adozione della Fair Value Option .
b) criteri di iscrizione L’iscrizione iniziale delle passività finanziarie avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, che corrisponde normalmente al corrispettivo incassato, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso che sono invece imputati a conto economico.
c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Successivamente alla rilevazione iniziale le passività finanziarie sono valorizzate al fair value . Gli utili e le perdite derivanti dalla variazione di fair value di tali passività sono rilevati come di seguito descritto:
- alla voce “110 - Riserve da valutazione”, è imputata la quota relativa alla variazione di fair value attribuibile alle variazioni del merito creditizio dell’emittente, a meno che tale trattamento non crei o non amplifichi un’asimmetria contabile nell’utile (perdita) di esercizio, nel qual caso l’intera variazione di fair value della passività deve essere imputata a conto economico. Gli effetti correlati alla variazione del proprio merito creditizio sono oggetto di presentazione nel prospetto della redditivi tà complessiva, al netto del relativo effetto fiscale, in corrispondenza delle altre componenti reddituali senza rigiro nel conto economico. L’importo imputato nella specifica riserva patrimoniale non sarà mai oggetto di rigiro nel conto economico nemmeno se la passività dovesse essere scaduta o estinta; in tal caso sarà necessario riclassificare l’utile (perdita) cumulato nella specifica riserva da valutazione in un’altra voce di patrimonio netto (“140 - Riserve”);
- alla voce di conto economico “110 - Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” la quota di variazione di fair value non imputabile alle variazioni del proprio merito creditizio.
38 Prospetti Contabili d) criteri di cancellazione Le passività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa .
Nel caso di passività finanziarie rappresentate da titoli emessi, la cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l’ammontare pagato per acquistarla viene registrata a conto economico nella voce “110 - Risultato netto delle at tività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico”, ad eccezione degli utili/perdite connessi alla variazione del proprio merito creditizio che restano rile vati in una riserva di patrimonio netto, come in precedenza illustrato. Il ricollocamento sul mercato dei titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato contabilmente come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento, senza alcun effetto a conto economico.
14 Operazioni in valuta
a) Definizione
La valuta estera è una valuta differente dalla valuta funzionale dell’entità; quest’ultima rappresenta la valuta dell’ambiente economico prevalente in cui l’entità stessa opera.
b) criteri di iscrizione Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto applicando all’importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell’operazione.
c) criteri di valutazione, di cancellazione e di rilevazione delle componenti reddituali Ad ogni chiusura di bilancio le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:
- le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
- le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data
dell’operazione;
- le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.
Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali o di conversione del bilancio precedente sono rilevate nel conto economico del periodo in c ui sorgono.
Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch’essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.
La conversione in euro della situazione contabile delle filiali estere aventi altra divisa funzionale è effettuata applicando i tassi di cambio correnti alla data di riferimento del bilancio. Le differenze di cambio imputabili ad investimenti in tali filiali estere nonché quelle relative alla traduzione in euro della loro situazione contabile, vengono rilevate tra le riserve di patrimonio netto e riversate a conto economico solo nell’esercizio in cui l’investimento viene dismesso o ridotto.
15 Altre informazioni Contenuto di altre voci di bilancio Cassa e disponibilità liquide La voce comprende le valute aventi corso legale, comprese le banconote e le monete divisionali estere e tutti i crediti “a vista” nelle forme tecniche di conto correnti e depositi, verso le banche e la Banca Centrale del Paese o dei Paesi in cui la Banca opera con proprie società o filiali, ad eccezione della riserva obbligatoria.
La voce è iscritta per il valore facciale. Per le divise estere il valore facciale viene convertito in euro al cambio di chiu sura della data di fine esercizio.
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39 Adeguamento di valore delle attività finanziarie e delle passività finanziarie oggetto di copertura generica Nelle presenti voci figurano rispettivamente il saldo, positivo o negativo delle variazioni di fair value delle attività finanziarie (voce “60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica”) e passività finanziarie (voce “50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica”), oggetto di copertura generica ( macrohedging ) dal rischio di tasso di interesse, la cui contropartita economica è rappresentata dalla voce “90 Risultato netto dell’attivi tà di copertura”, così come per le coperture specifiche di fair value . Per maggiori dettagli si rinvia a quanto indicato nel paragrafo 4 “Operazioni di copertura”.
Altre attività
Nella presente voce sono iscritte le attività non riconducibili nelle altre voci dell’attivo dello stato patrimoniale. La voc e può includere a titolo esemplificativo:
- l’oro, l’argento, metalli e pietre preziose;
- partite in corso di lavorazione;
- ratei e risconti attivi non riconducibili a voce propria;
- i crediti connessi alla fornitura di beni o servizi non finanziari e i ratei attivi diversi da quelli che vanno capitalizzati sulle relative attività finanziarie, ivi inclusi quelli derivanti da contratti con la clientela ai sensi IFRS 15;
- costi sostenuti per l’acquisizione e l’adempimento dei contratti con la clientela aventi durata pluriennale, capitalizzati e ammortizzati nella misura in cui siano incrementali e si preveda di recuperarli, come previsto dai paragrafi 91 e successivi dell’IFRS 15;
- eventuali rimanenze di beni secondo la definizione del principio IAS 2, ad esclusione di quelli classificati come rimanenze di attività materiali;
- le partite fiscali debitorie diverse da quelle rilevate nella voce “100 - Attività fiscali”,
- i crediti d’imposta connessi con i Decreti Legge “Cura Italia” e “Rilancio”,
- le migliorie e le spese incrementative sostenute su immobili di terzi diverse da quelle riconducibili alla voce “80 Attività materiali”, in quanto non dotate di autonoma identificabilità e separabilità.
I costi indicati all’ultimo punto vengono appostati alla voce “120 - Altre attività” in considerazione del fatto che per effetto del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. Ta li costi vengono ammortizzati secondo il periodo più breve tra quello in cui le migliorie e le spese incrementative possono essere utilizzate e quello di durata residua del contratto, comprensivo del periodo di rinnovo, qualora vi siano evidenze in tal senso .
Altre passività
Nella presente voce figurano le passività non riconducibili nelle altre voci del passivo dello stato patrimoniale ed include a titolo esemplificativo:
- partite in corso di lavorazione;
- gli accordi di pagamento che l’IFRS 2 impone di classificare come debiti;
- i debiti connessi con il pagamento di forniture di beni e servizi non finanziari;
- i ratei passivi diversi da quelli da capitalizzare sulle pertinenti passività finanziarie, ivi inclusi quelli derivanti da contratti con la clientela ai sensi IFRS 15;
- le partite fiscali creditorie varie diverse da quelle rilevate nella voce “60 - Passività fiscali” connesse, ad esempio, all’attività di sostituto d’imposta.
Trattamento di fine rapporto e altri benefici per i dipendenti.
Il trattamento di fine rapporto del personale si configura, ai sensi dello IAS 19, come un “beneficio successivo al rapporto di lavoro” classificato come:
- “piano a contribuzione definita” per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252 ) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l’INPS. Per tali quote l’importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi d ovuti senza l’applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
40 Prospetti Contabili
- “piano a benefici definiti” per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006. Tali quote sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della “Proiezione Unitaria del Credi to”, senza applicazione del pro -rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale (“ current service cost ”) del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benef ici per i dipendenti.
In linea generale, i “piani successivi al rapporto di lavoro” - che comprendono, oltre al Fondo trattamento di fine rapporto, i Fondi di quiescenza - sono distinti nelle due categorie a “prestazioni definite” o a “contributi definiti” in base alle relative caratteristiche.
In particolare, per i piani a contributi definiti il costo è rappresentato dai contributi maturati nell’esercizio, dato che l a società ha solo l’obbligo di versare dei contributi fissati su base contrattuale ad un fondo e conseguentemente non ha alcuna obb ligazione legale o implicita a corrispondere, oltre al versamento della contribuzione, ulteriori importi qualora il fondo non disponga di sufficienti attività per pagare tutti i benefici ai dipendenti.
Per i piani a prestazioni definite, il rischio attuariale e di investimento, ossia il rischio di un’eventuale insufficienza d i contributi o di un insufficiente rendimento degli asset in cui i contributi sono investiti, ricade sulla società. La passività viene determinata da un attuario esterno secondo la metodologia attuariale della “Proiezione unitaria del credito”. In base alla citata metodologia è necessario prevedere gli esborsi f uturi sulla base di ipotesi demografiche e finanziarie, da attualizzare pe r tenere conto del tempo che trascorrerà prima dell’effettivo pagamento e da riproporzionare in base al rapporto tra gli anni di servizio maturati e l’anzianità teorica stimata al momento dell’erogazione del beneficio. Ai fini dell’attualizzazione, il tass o utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell’importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, ri spetto al totale da pagare e anticipare fino all’estinzione finale dell’intera obbligazione.
Il valore attuariale della passività così determinato deve poi essere rettificato del fair value delle eventuali attività al servizio del piano (passività/attività netta). Gli utili e le perdite attuariali, che si originano per effetto di aggiustamen ti delle precedenti ipotesi attuariali formulate a seguito dell’esperienza effettivamente riscontrata o a causa di modifiche delle stesse ipotesi attuariali, comportano una rimisurazione della passività netta e sono imputati in contropartita di una riserva di patrimonio netto (voce “110 - Riserve da valutazione”) e, pertanto, oggetto di rappresentazione ne l “Prospetto della redditività complessiva”. La variazione della passività conseguente ad una modifica o ad una riduzione di piano è rilevata nel conto economico come utile o perdita. Nello specifico, la fattispecie della modifica interviene qualora venga introdotto un nuovo piano, piuttosto che venga ritirato o modificato un piano esistente. Si ha invece una riduzione in presenza di una significativa variazione negativa del numero dei dipendenti compresi nel piano, come ad esempio nel caso di piani di ridu zione del personale in esubero (accesso al Fondo di Solidarietà).
La metodologia della “Proiezione unitaria del credito”, in precedenza descritta, viene seguita anche per la valutazione dei benefici a lungo termine, quali i “premi di anzianità” a favore dei dipendenti. A differenza di quanto descritto per i “piani a bene fici definiti”, gli utili e le perdite attuariali connessi alla valutazione dei benefici a lungo termine vengono rilevati immediatamente nel conto economico.
Riserve da valutazione Nella presente voce figurano le riserve da valutazione relative ai titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva, alle attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, alla copertura di investimenti esteri, alla copertura dei flussi finanziari, alle differenze di camb io da conversione, alle “singole attività” e ai gruppi di attività in via di dismissione, alla quota parte delle riserve da valutazion e delle partecipazioni valutate a patrimonio netto, agli utili (perdite) attuariali su piani a benefici definiti, agli utili/perdite connessi alla variazione del proprio merito creditizio relativamente alle passività in fair value option, agli immobili ad uso strumentale valutati in base al metodo del valore rideterminato .
Capitale e Azioni proprie La voce capitale include l’importo delle azioni emesse al netto dell’importo dell’eventuale capitale sottoscritto ma non ancora versato alla data di bilancio. La voce è esposta al lordo delle eventuali azioni proprie detenute dalla Banca. Queste ultime ven gono iscritte in bilancio a voce propria come componente negativa del patrimonio netto.
Il costo originario delle azioni proprie riacquistate e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono r ilevati come movimenti del patrimonio netto. I costi di transazione relativi ad un’operazione sul capitale, quale ad esempio un aum ento del capitale sociale, sono contabilizzati come una riduzione del patrimonio netto, al netto di qualsiasi beneficio fiscale connesso. I dividendi su azioni ordinarie sono contabilizzati a riduzione del patrimonio netto nell’esercizio in cui l’Assemblea degli azionisti ne ha deliberato la distribuzione.
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41 Eventi rilevanti del primo semestre 2026 In data 28 gennaio 2026 , Banca MPS ha sottoscritto, congiuntamente con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), BPER Banca S.p.A., Banco BPM S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., UniCredit S.p.A. e Banca Progetto S.p.A. in amministrazione straordinaria (BP), un term sheet vincolante per l’operazione di risanamento in favore di BP. L’operazione di risanamento ha previsto la partecipazione del FITD e delle sopra citate cinque principali banche italiane al derisking degli attivi performing e non perform ing di BP, la ricapitalizzazione della stessa da parte del FITD e la successiva cessione alle cinque banche (per il tramite di BP Holding, società partecipata pariteticamente dalle stesse) della quota di capitale di BP da quest’ultimo sottoscritta, con il man tenimento in capo al FITD di una quota pari al 10% meno una azione.
All’operazione hanno inoltre partecipato AMCO – Asset Management Company S.p.A. per il derisking degli attivi non performing e altri investitori istituzionali per il derisking degli attivi performing.
Fra la fine del mese di marzo e l’inizio del mese di aprile del corrente anno è stata data esecuzione, tramite la stipula di specifici accordi di dettaglio, agli impegni finalizzati al risanamento di Banca Progetto S.p.A. in amministrazione straordinaria ( BP) previsti nel term sheet .
Alla data del 3 0 giugno 2026 risultano iscritti in bilancio :
- la partecipazione di collegamento, per un valore di bilancio di 8,5 mln di euro, pari al 20% del capitale sociale di BP Holding S.p.A., la financial holding company costituita in data 3 febbraio 2026 da parte delle suddette 5 banche aderenti all’operazione con quote paritarie e finalizzata all’acquisizione indiretta del 90% del capitale sociale di BP;
- il 5,8% delle quote del Fondo Ananteo – Fondo di investimento Alternativo Italiano di credito di tipo chiuso riservato – per un valore pari a 79,9 mln di euro, partecipato da AMCO e dalle altre 4 Banche finalizzato al derisking degli attivi non performing di BP; il Fondo investe prevalentemente in strumenti finanziari aventi natura di titoli “ asset backed securities ”, untranched e partially paid , emessi da società veicolo di cui all’art. 3 della Legge 130 nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di attivi non performing .
- l’1,0 % delle tranche senior (Class A1 Notes) emessa da Flare S.r.l. (SPV) per un valore di 13,1 mln di euro nell’ambito della cartolarizzazione di tipo retained
- il 2,9% delle tranche senior (Class A1 Notes), l’11,1% delle mezzanine (Class B) e l’11,0% delle Junior (Class J) emesse da Ember BP S.r.l. per un valore pari rispettivamente pari a 16,9 mln di euro, 34,6 mln di euro e 0,2 mln di euro nell’ambito della cartolarizzazione di tipo SRT .
Si evidenzia che e ntrambe le operazioni di cartolarizzazione hanno come sottostante gli attivi performing di BP.
In data 4 febbraio 2026 l’assemblea straordinaria di Banca MPS ha approvato le modifiche allo statuto sociale , successivamente autorizzate dalla Banca Centrale Europea in data 4 marzo 2026, aventi ad oggetto:
i) articoli 13 comma 3, lett. e) e 14 comma 5 con previsione della facoltà dell’Assemblea Ordinaria di incrementare il limite di 1:1 tra la componente variabile e quella fissa della remunerazione;
ii) articolo 15 commi 2, 3, 5, 6 e 7 e correlata modifica dell’art.17 comma 4 con previsione della facoltà del Consiglio di Amministrazione uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo dell’Organo;
iii) articolo 15 comma 10 relativamente alla sostituzione degli amministratori in corso di mandato;
iv) articolo 15 comma 1 relativamente alla rieleggibilità degli amministratori e conseguente abrogazione dell’articolo 20 comma 3 dello statuto che prevede la non applicabilità all’Amministratore Delegato del limite massimo di mandati previsto dal suddetto art icolo 15 comma 1 oggetto di abrogazione;
v) articoli 17 comma 2 lettera j), 18 comma 2 e 21 commi 2 e 3 con previsione della facoltà del Consiglio di Amministrazione di nominare il Presidente e uno o due Vicepresidenti (di cui uno con funzioni vicarie), qualora non vi abbia provveduto l’Assemblea;
vi) articolo 25 comma 8 con previsioni relative all’ipotesi in cui sia presentata una sola lista per la nomina del
Collegio Sindacale;
vii) articolo 31 comma 1 lett. a) e lett. b) relativamente alla riduzione alla quota minima di legge della percentuale degli utili da destinare a riserva legale e all’eliminazione della riserva statutaria.
In data 27 febbraio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha approvato il Piano Industriale 2026 –2030, “From deep roots to new frontiers – A leading competitive force in banking ”. Il nuovo Piano Industriale segna un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del Gruppo, facendo leva sul percorso di trasformazione di successo realizzato negli ultimi anni e sull’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario
42 Prospetti Contabili leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da solida redditività, robustezza patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti.
In data 10 marzo 2026 , il Consigli o di Amministrazione di Banca MPS ha approvato il progetto di fusione per l’incorporazione di Mediobanca in Banca MPS (nel seguito la “Fusione”) . La Fusione rientra in un più ampio progetto di riorganizzazione che prevede anche:
(i) l’assegnazione delle attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta in favore di una società non quotata posseduta al 100% da Banca MPS, che assumerà la denominazione di “Mediobanca S.p.A.”, preservando così un brand di altissimo valore con un patrimonio unico di competenze e sinonimo di eccellenza nei servizi di consulenza alle imprese e ai privati. In tale contesto, sarà trasferita alla nuova “Mediobanca S.p.A.” anche la partecipazione in Assicurazio ni Generali S.p.A.;
(ii) l’integrazione industriale delle reti di consulenti finanziari e delle attività retail e affluent wealth management di Mediobanca Premier e Banca Widiba. Nell’ambito di tale progetto di riorganizzazione , i Consigli di Amministrazione di Banca MPS, di Mediobanca Premier e di Banca Widiba hanno approvato all’unanimità il Progetto di Scissione mediante scorporo di Banca MPS a favore di Mediobanca Premier e il Progetto di Scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Widiba in data 22 giugno 2026.
Tali operazioni troveranno attuazione, condizionatamente alla efficacia della Fusione, mediante, rispettivamente, la Scissione mediante scorporo e la Scissione parziale, sottopost e, anche per le finalità di cui all’art. 104 del D.Lgs. 58/1998 s.m.i. (“ TUF”), all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., di Mediobanca Premier S.p.A. e di Wise Dialog Bank S.p .A. subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti Autorità.
La Fusione è coerente con gli indirizzi del Piano Industriale 2026 -2030 approvato da Banca MPS nel febbraio u.s. e, insieme alle operazioni di riorganizzazione, consentirà di dare piena attuazione al perseguimento degli obiettivi industriali e finanziari e del le sinergie industriali, pari a circa 0,7 mld di euro, previsti dal Piano e già comunicati da Banca MPS al fine di massimizzare la creazione di valore a beneficio di tutti gli azionisti.
I Consigli di Amministrazione delle società partecipanti alla Fusione, con l’assistenza dei rispettivi advisor finanziari, sono pervenuti alla determinazione del rapporto di cambio nella misura di n. 2,450 azioni BMPS, prive di indicazione di valore nominale, per ciascuna azione ordinaria Mediobanca in circolazione, anch’essa priva di valore nominale. La determina zione del rapporto di cambio tiene conto della distribuzione dei dividendi relativi all’esercizio al 31 dicembre 2025 resi noti al pubblico dai co nsigli di amministrazione di BMPS e di Mediobanca, rispettivamente, in data 10 febbraio 2026 e 9 febbraio 2026. Il rapporto di concambio non è soggetto ad aggiustamenti o conguagli in denaro.
Conseguentemente, Banca MPS procederà all’aumento del proprio capitale sociale per massimi 1.609.487.836,43 euro mediante emissione di massime n. 272.012.804 azioni ordinarie, prive di valore nominale, in applicazione del rapporto di concambio e delle modalità di assegnazione delle azioni dettagliate nel progetto di fusione.
In data 15 aprile 2026 l’Assemblea ordinaria ha deliberato favorevolmente in merito a tutti i punti all’ordine del giorno ad eccezione della richiesta di azioni di responsabilità promosse dal socio Bluebell Partners Ltd, rispettivamente contro l’ex Presidente del Consiglio di Amministrazione e l’ex A mministratore Delegato della Banca . In sede ordinaria le deliberazioni hanno riguardato, tra gli altri:
i) l’approvazione del bilancio d’esercizio 2025 della Capogruppo Banca Monte dei Paschi e la destinazione dell’utile netto dell’esercizio come segue i) agli azionisti con distribuzione di un dividendo unitario di 0,86 Euro per ogni azione in circolazione, ave nte diritto al pagamento del dividendo, per un importo complessivo massimo di Euro 2.613.039.637,38, ii) a riserva legale, per un importo pari al 5% dell’utile maturato corrispondente ad Euro 155.240.822,63, in conformità alle previsioni dell’art. 31 dello Statuto ed infine iii) a riserva straordinaria del residuo utile, per un importo pari a Euro 336.535.992,58. La distribuzione del dividendo ha avuto luogo a partire dal giorno 20 maggio 2026 (con stacco cedole il 18 maggio e record date il 19 maggio);
ii) la determinazione , in 15, del numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione - nominati tra i candidati della lista alla carica di amministratori presentata dal Consiglio di Amministrazione uscente ai sensi dell’art.
147-ter.1 del D.lgs. n. 58/1998 s.m.i. (“TUF”) depositata in data 6 marzo 2026 e di ulteriori due liste alternative presentate dagli azionisti in data 24 marzo 2026 - per gli esercizi 2026, 2027 e 2028 e la loro successiva nomina nonché l’elezione del Presidente e degli altri membri del Collegio Sindacale per gli esercizi 2026, 2027 e 2028;
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43 iii) l’elezione del Presidente e dei due Vice Presidenti del Consiglio di Amministrazione per gli esercizi 2026, 2027 e 2028: a seguito della rinuncia alla candidatura a Presidente dell’Avvocato Maione, resa nota direttamente in Assemblea ed in assenza di propo ste di altre candidature da parte dei soci, ai sensi dello Statuto il Presidente è stato eletto dal Consiglio di Amministrazione fra i propri componenti; l’Assemblea ha inoltre deliberato di conferire specifica delega al Consiglio di Amministrazione per la determinazione – all’interno del medesimo organo – dei due Vice Presidenti;
iv) l’approvazione delle politiche di remunerazione dei piani di incentivazione al personale nonché l’innalzamento del limite tra la componente variabile e quella fissa della remunerazione.
In data 7 giugno 2026 Banco BPM ha comunicato a Banca MPS l’intenzione di discutere e concordare un’operazione di aggregazione attuata nelle modalità tipiche dei cosiddetti merger of equals , finalizzata alla creazione di un nuovo Gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia . Il giorno seguente, il Consiglio di amministrazione di Banca MPS ha preso atto della comunicazione ricevuta ed avviato le valutazioni preliminari.
In data 8 giugno 2026 Intesa Sanpaolo S.p.A. ha comunicato, ai sensi e per gli effetti dell'art. 102 del TUF e all’art. 37 del Regolamento emittenti (il “Comunicato 102”), la promozione di un'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria (“OPAS”), non preventiva mente concordata con la Banca, sulla totalità delle azioni di Banca MPS ivi incluse le eventuali azioni di nuova emissione che dovessero essere emesse da Banca MPS ai fini del concambio della Fusione con Mediobanca qualora l’OPAS si p erfezionasse successivamente all’efficacia della Fusione stessa. Per ulteriori approfondimenti si rimanda al paragrafo “Offerta pubblica di scambio volontario promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A su azioni Banca MPS ”.
In data 22 giugno 2026 i Consigli di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., di Mediobanca Premier S.p.A. e di Wise Dialog Bank S.pA. hanno approvato all’unanimità il progetto di scissione mediante scorporo di BMPS a favore di MB Premier (la “Scissione mediante Scorporo”) e il progetto di scissione parziale di MB Premier a favore di Widiba (la “ Scissione Parziale ” e unitamente alla Scissione mediante Scorporo, le “ Scissioni ”) rendendo possibile la prosecuzione delle sopracitate attività di riorganizzazione societaria .
44 Prospetti Contabili Eventi rilevanti successivi alla chiusura del primo semestre
2026
Si evidenzia che gli eventi signi ficativi di seguito riportati intervenuti nel periodo compreso tra la data di riferimento de i presenti Prospetti contabili (30 giugno 2026) e la data di approvazione da parte del CdA ( 24 settembre 2026), sono interamente riconducibili alla fattispecie dei “non adjusting events” ai sensi del principio contabile IAS 10, ossia agli eventi che non comportano alcuna retti fica dei saldi in bilancio, in quanto espressione di situazioni sorte successivamente alla data di riferimento del bilancio.
In data 16 luglio 2026 , in merito alla proposta di aggregazione con Banco BPM S.p.A., il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha ritenuto di proseguire, con il supporto degli advisors, analisi tecniche approfondite e rigorose tenuto altresì conto che la proposta prospetta una possibile operazione industriale fondata sulla valorizzazione dell’intero perimetro di BMPS e non presuppone la disaggregazione delle attività, della rete distributiva e del marchio della Banca.
Successivamente, in data 31 luglio 2026 , la Capogruppo ha preso atto delle considerazioni formulate in pari data da Crédit Agricole nel corso della presentazione dei risultati semestrali e della posizione successivamente espressa dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM che, pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto di cui alla lettera dello scorso 7 giugno, ha deliberato di interrompere le consultazioni, considerate da BMPS propedeutiche ad una eventuale successiva fase negoziale .
In data 2 1 agosto 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., riunitosi in data 20 agosto 2026 ha comunicato, ai sensi e per gli effetti dell'art. 102 del TUF e all’art. 37 del Regolamento emittenti (il “Comunicato 102”), la decisione di promuovere due offert e pubblic he di scambio volontaria contestuali e parallele totalitari e (“OPS”) – subordinatamente all’approvazione da parte dell’ Assemblea dei soci di MPS ai sensi dell’articolo 104 del TUF – sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco BPM S.p.A e di Banca Generali S.p.A. ammesse alle negoziazioni su Euronext Milan, mercato regolamentato organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.
In maggior dettaglio, per l’Offerta Banco BPM il rapporto di concambio è stato fissato a 1,567 azioni di nuova emissione di Banca Monte dei Paschi di Siena per ogni azione di Banc a MPS che comportava , sulla base dei prezzi ufficiali al 19 agosto 2026, un prezzo implicito di offerta pari a 16,729 euro per azione.
Per l’Offerta Banca Generali il rapporto di concambio è stato fissato a 6,958 azioni di nuova emissione di Banca Monte dei Paschi di Siena per ogni azione di Banc a Generali che comportava , sulla base dei prezzi ufficiali al 19 agosto 2026, un prezzo implicito di offerta pari a 74,284 euro per azione.
Si precisa che i rapport i di cambio sono stati calcolat i tenendo in considerazione il pagamento di una distribuzione straordinaria deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A in pari data che sarà sottoposta all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti .
La distribuzione straordinaria a favore degli azionisti MPS è determinata nella misura massima complessiv a di 4,0 mld di euro lordi, pari a 1,208 euro lordi per azione MPS, di cui 0,302 euro per azione MPS in denaro ed 0,906 euro per azione MPS in natura, mediante assegnazione di un numero di azioni Assicurazioni Generali S.p.A. (“Assicurazioni Generali”) da determinarsi sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Assicurazioni Generali rilevato su Euronext Milan alla relativa record date, detenute da MPS per il tramite di Mediobanca S.p.A ..
La distribuzione straordinaria proposta sarà pertanto pari a 1 ,0 mld di euro per cassa e a circa 3 ,0 mld di euro in azioni Assicurazioni Generali ed è subordinata alle seguenti operazioni propedeutiche:
i) dichiarazione da parte di MPS dell’efficacia dell’Offerta Banco BPM o dell’Offerta Banca Generali o di entrambe.
ii) approvazione da parte dell’Assemblea straordinaria della riduzione del capitale sociale ai sensi dell’articolo 2445 del codice civile . La riduzione del capitale sociale a 10 mld di euro, con la differenza rispetto all’importo corrente da imputare a riserve sovrapprezzi di emissione, previo reintegro della riserva legale per un ammontare pari a 1,5 mld di euro e, pertanto per un importo superiore rispetto a quanto previsto dall’articolo 2430 del Codice Civile, al fine di ottimizzare la struttura del capital e sociale e delle riserve della
Banca ;
iii) autorizzazione dell’acquisizione da parte di MPS di numero 204.341.658 azioni di A ssicurazioni Generali (AG) , pari al 13,32% del capitale sociale di AG, che rappresentano l’intera partecipazione in AG attualmente detenuta dalla controllata Mediobanca (e che saranno detenute da Mediobanca Premier S.p.A ad esito del perfezionamento della Fusione Mediobanca e della scissione mediante scorporo ).
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45 Le Offerte, la Distribuzione Straordinaria e le operazioni propedeutiche, nonché le due deleghe ad aumentare il capitale sociale ai sensi degli articoli 2441, comma 4, primo periodo e 2443 del Codice Civile, a servizio delle Offerte , saranno sottoposte all’assemblea degli azionisti di MPS, convocata per il 29 ottobre 2026, anche ai fini e per gli effetti dell’artic olo 104 del Testo Unico della Finanza, alla luce dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni MPS annunciata da Intesa Sanpaolo S.p.A. l’8 giugno 2026 .
In data 3 settembre 2026 Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ha ricevuto da parte della Banca Centrale Europea le autorizzazioni in merito alla fusione per incorporazione di Mediobanca - Banca di Credito Finanziario S.p.A. in BMPS e d alle altre operazioni di riorganizzazione societaria previste.
In data 9 settembre 2026 Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ha proceduto, con l’approvazione del Collegio Sindacale, ai sensi di quanto previsto dall’art. 2396 -undecies del codice civile e dell’art.15 dello Statuto di BMPS, alla nomina per co optazione di Gianluca Brancadoro (indipendente) e Alessandro Caltagirone (non indipendente3) quali amministratori non esecutivi di BMPS avvenuta in sostituzione di due Consiglieri indipendenti, entrambi nominati dall’Assemblea del 15 aprile 2026 .
In data 10 settembre 2026 Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ha depositato presso la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (“ Consob ”) ai sensi e per gli effetti dell’articolo 102, comma 3, del TUF nonché dell’articolo 37 -ter, comma 3, del Regolamento Emittenti, i documenti di offerta, destinati alla pubblicazione al termine dell’istruttoria svolta da Consob ai sensi dell’articolo 102, comma 4, del TUF , relativi alle offerte pubbliche di scambio volontarie totalitarie avent i a oggetto la totali tà delle azioni ordinarie di Banco BPM S.p.A. (“BPM”) e di Banca Generali S.p.A (“Banca Generali”) . La Banca ha reso altresì noto di aver presentato alle autorità competenti le istanze e/o le comunicazioni per l’ottenimento delle autorizzazioni richieste ai sensi della normativa applicabile a ciascuna delle Offerte, ai sensi e per gl i effetti dell’articolo 102, comma 4, del TUF e dell’articolo 37 -ter, comma 1, lettera b), del Regolamento Emittenti.
In data 14 settembre 2026 , Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ha fornito, su richiesta della CONSOB, informazioni integrative relative alle OPS promosse su Banco BPM e Banca Generali rispetto a quanto già comunicato ai sensi dell'art.
102 del TUF in data 21 agosto 2026 specificando, tra l'altro, che: (i) i concambi offerti, se valutati al netto degli effetti dell'OPAS promossa da Intesa Sanpaolo su MPS ed al netto di 1,208 euro rappresentante la Distribuzione Straordinaria, avrebbero incorporato uno sco nto rispetto ai prezzi di mercato antecedenti al 5 giugno 2026 ; (ii) le sinergie complessive attese dalle due operazioni sono stimate in circa 1,8 mld di euro annui a regime; e (iii) l'eventuale perfezionamento dell'OPAS di Intesa e il conseguente mutamento del controllo di MPS non determinerebbero, di per sé, la decadenza o l'inefficacia delle OPS promosse da MPS su Banco BPM e Banca Generali .
Offerta pubblica di scambio volontario promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A su azioni Banca MPS Come già segnalato nel paragrafo “Eventi rilevanti del primo semestre 2026”, in data 8 giugno 2026 Intesa Sanpaolo S.p.A. ha diffuso il Comunicato 102 avente ad oggetto la promozione di un’OPAS, non preventivamente concordata con la Banca, sulla totalità delle azioni di Banc a MPS.
In maggior dettaglio, il rapporto di concambio è stato fissato a 1,600 azioni di nuova emissione di Intesa Sanpaolo ed una componente in denaro pari ad 1,000 euro per ogni azione di Banc a MPS che comportava , alla data dell’annuncio , un prezzo implicito di offerta pari a 10,091 euro per azione e un corrispettivo complessivo di circa 30,6 mld di euro .
L’OPAS è sottoposta a condizioni di efficacia dettagliate nello stesso comunicato 102 di Intesa , tra cui l’approvazione da parte dell’A ssemblea straordinaria dei soci dell’ offerente - convocata per il 10 settembre 2026 – della proposta di delegare all’organo amministrativo di Intesa Sanpaolo l’aumento di capitale al servizio dell’ offerta e all’approvazione del Documento di offerta da parte di Consob all’esito della relativa istruttoria nei termini di cui all’art. 102, comma 4, del TUF .
In pari data Intesa Sanpaolo ha stipulato un accordo finalizzat o ad agevolare il superamento delle potenziali criticità concorrenziali derivanti dall’ operazion e con Unipol Assicurazioni S.p.A in base al quale quest’ultima si è impegnata, nell’ambito della propria strategia di sviluppo, ad acquisire, una volta perfezionata l’Offerta , una parte significativa delle attività di B anca MPS .
In data 8 giugno 2026 il Consiglio di amministrazione di Banca MPS ha preso atto dell’Offerta ricevuta avviando nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, la valutazione dell’offerta assistita dagli advisor finanziari UBS Europe SE e BofA Securities e da BonelliErede e White & Case in qualità di advisor legali.
3 in possesso dei requisiti di indipendenza ai sensi del D. Lgs. n. 58/1998 (“TUF”), ma non dei requisiti di indipendenza ai se nsi del D.M. n. 169/2020 e del Codice di Corporate Governance e quindi non indipendente ai sensi dello Statuto della Banca, come di chiarato dallo stesso.
46 Prospetti Contabili In data 16 luglio 2026 , il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha esaminato le prime considerazioni presentate dagli advisor finanziari relative all'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A.
sulla totalità delle azioni della Banca4. Il Consiglio ha ritenuto il premio implicito nell'OPAS (pari a circa il 12,5% rispetto al prezzo dell'azione antecedente all'annuncio dell'offerta) inferiore rispetto ai livelli medi riscontrati nelle principali operazioni comparabili del settore bancario ed uno sconto implicito del 3,3% rispetto al prezzo ufficiale del 15 luglio 2026.
Al riguardo il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha evidenziato che tali condizioni riflettono solo una quota limitata del valore stimato delle sinergie prospettate dall’Offerente e non sembra riflettere, tra l’altro, il cambio di cont rollo e il successivo break -up di BMPS.
Nel corso dell'esame preliminare sono state inoltre manifestate alcune riserve in relazione all'effettiva realizzabilità dell e sinergie annunciate, nonché a potenziali criticità connesse ai profili antitrust, al trattamento della partecipazione in Assicura zioni Generali ai fini del regime del Danish Compromise , alla prevista cessione di attività al Gruppo Unipol e ai possibili impatti sul valore del franchise di Banca MPS.
Oltre a tali considerazioni, si evidenzia che la promozione dell'OP AS, ha comportato l’effetto di assoggettare Banc a MPS alla c.d. passivity rule ai sensi dell'art. 104 del TUF, in base alla quale il compimento di atti o operazioni che possano contrastare gli obiettivi dell’OP AS sono soggetti all’autorizzazione dell’Assemblea ordinaria degli azionisti di Banc a MPS.
4 Si rinvia al comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale di Banca MPS in data 16 luglio 2026 per un'analisi completa delle considerazioni espresse dal Consiglio di Amministrazione.
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47 Stime e assunzioni nella predisposizione dei Prospetti
contabili
L’applicazione di alcuni principi contabili implica necessariamente il ricorso a stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività iscritti in bilancio e sull’informativa fornita in merito alle attività e passività p otenzial i.
Le assunzioni alla base delle stime formulate tengono in considerazione tutte le informazioni disponibili alla data di redazione dei presenti Prospetti contabili nonché le ipotesi considerate ragionevoli, anche alla luce dell’esperienza storica. Per lor o natura, non è quindi possibile escludere che le ipotesi assunte, per quanto ragionevoli, possano non trovare conferma nei futuri scenari in cui la Banca si troverà ad operare. In particolare, si segnala che nello scenario macroeconomico di riferimento continuano a permanere significativi elementi di incertezza legate al perdurare dell’instabilità geopolitica connessa ai conflitti ancora in corso e alle politiche commerciali degli USA . Ulteriore fonte di incertezza è rappresentata dagli effetti conseguenti al cambiamento climatico, le cui manifestazioni stanno diventando sempre più frequenti e di grave impatto.
Tali incertezze influenzano le stime de i present i Prospetti contabili , richiedendo di ricorrere a significativi elementi di giudizio nella selezione delle ipotesi ed assunzioni sottostanti la stessa stima. I risultati che si consuntiveranno in futur o potrebbero pertanto differire dalle stime effettuate ai fini dei presenti Prospetti contabili e potrebbero conseguentemente rendersi necessarie rettifiche, ad oggi non prevedibili né stimabili, rispetto al valore contabile delle attività e passività iscritte. Si segnala infine che le stime di bilancio sono basate su una prospettiva stand -alone della Banca e dunque non riflettono i possibili effetti dell’Offerta Pubblica di Scambio totalitaria annunciata da Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 8 giugno 2026.
Di seguito si illustrano gli aspetti di novità e gli affinamenti nei processi valutativi che sono stati introdotti nel corso del primo semestre 202 6, rinviando alle specifiche sezioni di nota integrativa del Bilancio al 31 dicembre 2025 per un’informativa di dettaglio sui processi valutativi condotti.
Previsioni macroeconomiche 2026, 2027 e 2028 In data 1 1 giugno 2026 la BCE ha pubblicato il periodico aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l’area Euro predisposto dal proprio staff . Nello scenario di base delle proiezioni di giugno 2026 si ipotizza una diminuzione relativamente rapida delle quotazioni dell’energia nel corso dei prossimi trimestri, in linea con i prezzi impliciti nei contratti future; nondimeno l’evoluzione del conflit to, unitamente al suo impatto sulle quotazioni energetiche, sui corsi di alcune materie prime non energetiche e sull’attività economica , nonché la trasmissione dello shock sui prezzi dell’energia ai prezzi al consumo dei beni non energetici rimangono soggette a notevole incertezza determinando pertanto per l’area dell’euro prospettive economiche che restano molto incerte Nel dettaglio, si prevede che il tasso di incremento medio annuo del PIL in termini reali sia pari allo 0, 8% nel 2026, all’1, 2% nel 2027 e all’1, 5% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di marzo 2026, l’incertezza sulla futura evoluzione del conflitto ed il conseguente impatto sulle quotazioni energetiche, ha comportato una rivisitazione al ribasso di 0, 1 punti base sia per il 2026 che per il 2027, mentre le previsioni per il 2028 sono state riviste al rialzo di 0,1 punti base con la ripresa della domanda inte rna.
L’inflazione complessiva misurata sull’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), è stimata al 3,0% nel 2026, al 2,3% nel 2027 ed al 2,0% nel 2028, in rialzo per il biennio 2027 -2028 rispettivamente di 0,4 punti percentuali, 0,3 punti percentuali rispetto alle previsioni di marzo (2,6% e 2,0%) e sostanzialmente invariata per l’anno 202 8; l'inflazione è stata rivista al rialzo, per il 2026 ed il 2027, in ragione dell'incremento dei prezzi dell'energia causato dalla guerra in Medio Oriente.
Le proiezioni macroeconomiche relative all’Italia sono state rilasciate da Banca d’Italia nel documento “Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana” pubblicato il 12 giugno 2026 nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema . Le proiezioni di crescita del prodotto interno lordo presuppongono una crescita contenuta nel 2026 e nel 2027 - dovuti al conflitto in Medio Oriente ed al conseguente repentino innalzamento dei prezzi energetici che incidono negativamente sulle prospettive a breve termi ne – che tenderà a rafforzarsi nel 2028; si prevede un aumento del PIL dello 0,5% nel 2026, dello 0,4% nel 2027 e dello 0,9% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di aprile la crescita del prodotto è rivista marginalmente al ribasso nel 2027 – principalmente per gli effetti sui consumi di prezzi delle materie prime più elevati – e al rialzo nel 2028 (0,5%, 0,5% e 0,8% rispettivamente nelle previsioni di aprile).
48 Prospetti Contabili Le previsioni di inflazione, rivista al rialzo soprattutto nell’anno prevalentemente per via di ipotesi di prezzi delle mater ie prime più elevati rispetto alle previsioni di aprile, vedono un’inflazione al consumo - pari all’1,6% nella media del 2025 -
che si collocherebbe al 3,1% nell’anno in corso (2,6% ad aprile), e rispettivamente al 2,0% ed all’1,9% nel 2027 e nel 2028 (1,8% e 1,9% rispettivamente nelle previsioni di aprile).
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Per riflettere la maggiore incertezza del contesto recente, la Banca ha proceduto all’aggiornamento degli scenari macroeconomici, rispetto a quelli adottati al 31 dicembre 2025 ed al 31 marzo 2026.
Il set di scenari macroeconomici previsionali utilizzati per i presenti Prospetti contabili , basato sulle previsioni formulate da provider esterno nel mese di aprile 2026 ed approvato dal Cda della Banca nella seduta del 22 giugno 2026, consentono di riflette re l’aumento dei rischi legati al contesto della guerra in Medio Oriente, della chiusura dello Stretto di Hormuz e dell’elevata volatilità delle quotazioni petrolifere, nonché al perdurare delle tensioni commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti, che hanno contribuito a rendere il contesto del commercio internazionale più instabile e oneroso.
Nel seguito si riportano le informazioni relative ai principali indicatori macroeconomici e finanziari utilizzati negli scenari “baseline”, “severo ma plausibile” e “best”, riferite al triennio giugno 2026 - giugno 2029.
Scenario Anno Prodotto
Interno
lordo Tasso di disoccupazione Indice dei
prezzi al
consumo Tasso
d'interesse
interbancario
a 3 mesi Tasso
d'interesse
Eurirs 10y
(%) Tasso
d'interesse
sui Btp a
10 anni
Baseline 2026 0,33% 5,93% 1,04% 2,30% 3,24% 3,97% 2027 0,60% 5,79% 2,02% 2,38% 3,47% 4,18% 2028 0,42% 5,60% 2,03% 2,51% 3,67% 4,38%
AVG 0,45% 5,77% 1,70% 2,39% 3,46% 4,18%
Severo
plausibile 2026 -0,62% 6,61% 1,75% 2,27% 3,46% 4,66% 2027 0,47% 6,96% 1,77% 2,35% 3,69% 4,85% 2028 0,11% 7,03% 1,50% 2,48% 3,88% 5,01%
AVG -0,01% 6,87% 1,67% 2,36% 3,67% 4,84%
Best 2026 1,31% 5,37% 1,50% 2,52% 3,48% 3,92% 2027 0,88% 4,67% 1,72% 2,54% 3,71% 4,15% 2028 0,76% 4,31% 1,98% 2,54% 3,88% 4,35%
AVG 0,98% 4,78% 1,74% 2,54% 3,69% 4,14%
La variabile macroeconomica maggiormente rilevante ai fini della determinazione della ECL è il PIL ed è pertanto la variabile rappresentativa che guida tutte le altre: il valore medio nel triennio 2026 -2028 è pari a 0,45%, -0,01% e 0,98% rispettivamente nello scenario baseline, severo ma plausibile e best in peggioramento rispetto alla media osservata nel precedente set di scenari macroeconomici in uso (0,54%, 0,11% e 1,10% rispettivamente nello scenario baseline, severo ma plau sibile e best).
L’aggiornamento degli scenari macroeconomici ha comportato la rilevazione di maggiori accantonamenti per 25,1 mln di euro .
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In tema di management overlay la Banca ha deciso di operare, ai fini de i present i Prospetti contabili , in sostanziale continuità metodologica rispetto a quanto agito nei precedenti esercizi. Si ricorda che, al 31 dicembre 2025, erano stati adottati dei “ post -model adjustment ” agli esiti delle metodologie di stima della ECL, nel quadro della flessibilità consentita dal principio IFRS 9 ed alla luce della maggiore prudenza necessaria per i rischi emergenti derivanti dal contesto corrente e prospettico. Gli overlays si sono resi necessari per integrare i risultati dei modelli in produzione, per meglio cogliere le
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49 incertezze e i rischi insiti nelle previsioni nonché gli scostamenti osservati/previsti rispetto alle serie storiche di lungo periodo.
Al 30 giugno 2026, la Banca ha mantenuto in essere i medesimi overlays adoperati per le valutazioni contabili al 31 dicembre 2025 ; nell’insieme nei fondi rettificativi insistono elementi di prudenza per circa 133,3 mln di euro , principalmente con lo scopo di includere nei livelli di copertura le persistenti incertezze del contesto geopolitico e macroeconomico (21,2 mln di euro) ed il rischio climatico (16,8 mln di euro) . La parte restante degli overlay è riferita principalmente alle attività di backtesting condotte sul tasso di perdita atteso sui singoli modelli - adottati dalla Banca (93,0 mln di euro).
Per il dettaglio delle tipologie di overlays adottate si rinvia a quanto riportato nelle specifiche sezioni di nota integrativa del Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025 .
Nel complesso i management overlay adoperati per le valutazioni contabili alla data del 3 0 giugno 2026 risultano in riduzione di 12,5 mln di euro rispett o ai dati al 31 dicembre 2025.
La dinamica in flessione è riconducibile prevalentemente all’aggiornamento della serie storica utilizzata ai fini dell’analisi di backtesting che ha determinato, per alcuni cluster della LGD statistica, dei tassi di perdita effettivi leggermente più bassi di quelli stimati nei periodi precedenti con conseguenti minori rettifiche rilevate a conto economico al 30 giugno 2026 (93, 0 mln di euro rispetto ai 11 2,3 mln di euro rilevati al 31 dicembre 2025) .
Resta fermo il carattere transitorio dei suddetti management overlays legati al recepimento in ambito IFRS 9 di fine tuning al framework modellistico, in aggiunta alla considerazione che i risultati derivanti dai citati modelli sono influenzati da scenari macroeconomici in buona parte dipendenti da fenomeni non del tutto consolidati e comunque ancora soggetti ad estrema variabilità ed incer tezza.
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La determinazione delle perdite attese sui crediti implica significativi elementi di giudizio, con particolare riferimento al modello utilizzato per la misurazione delle perdite e dei relativi parametri di rischio, ai trigger ritenuti espressivi di un significativo deterioramento del credito, alla selezione degli scenari macroeconomici. In particolare, l’inclusione dei fattori forward looking risulta essere un esercizio particolarmente complesso, in quanto richiede di formulare previsioni macroeconomiche, d i selezionare scenari e relative probabilità di accadimento, nonché di definire un modello in grado di esprimere la relazione tra i citati fattori macroeconomici ed i tassi di inadempimento delle esposizioni oggetto di valutazione.
Al fine di valutare come i fattori forward looking possano influenzare le perdite attese si ritiene ragionevole effettuare un’analisi di sensitività nel contesto di differenti scenari basati su previsioni coerenti nell’evoluzione dei diversi fattor i macroeconomici. Le innumerevoli interrelazioni tra i sin goli fattori macroeconomici sono, infatti, tali da rendere scarsamente significativa un’analisi di sensitività delle perdite attese basata sul singolo fattore macroeconomico.
Di seguito viene pertanto presentata una tabella che evidenzia la sensitivity per i principali portafogli creditizi del la Banca costituiti da crediti per cassa verso clientela appartenenti ai segmenti corporate e retail , al netto dei crediti classificati nel portafoglio delle attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione.
L’analisi mostra, in linea con il medesimo approccio adoperato per l’esercizio 2025, l’impatto per ogni stadio di rischio sulle esposizioni lorde, sulle rettifiche e sul coverage ratio nelle ipotesi di utilizzo di un peso pari al 100% rispettivamente degli scenari baseline , severo ma plausibile e best in luogo dello scenario definito ponderato - in quanto basato sulle ponderazioni che la Banca ha attribuito a ciascun scenario5 - utilizzato dalla Banca ai fini della stima degli stadi di rischio e delle rettifiche di valore riferite al 30 giugno 2026:
• la sensitivity del portafoglio allo scenario severo ma plausibile vedrebbe (i) uno scivolamento di controparti in stage 2, la cui esposizione lorda subirebbe un incremento pari a 1.020,4 mln di euro (+ 11,88 %), con un conseguente aumento dell’ECL stimato attorno al 28,95 % (circa 84,1 mln di euro), e un maggior coverage medio di circa 52 bps, (ii) una speculare riduzione di controparti in stage 1, la cui esposizione subirebbe un decremento di 1. 020,4 mln di euro ( -1,42%), un aumento dell’ECL del 6,63% (circa 8,0 mln di euro) con un coverage medio sostanzialmente invariato;
• la sensitivity del portafoglio allo scenario baseline vedrebbe (i) un decremento di controparti in stage 2 , la cui esposizione subirebbe una lieve flessione pari a circa 113,8 mln di euro ( -1,32%) con una conseguente diminuzione dell’ECL stimata attorno al 3,72 % (circa 10,8 mln di euro) ed un coverage medio
5 Lo scenario ponderato è stato determinato utilizzando una ponderazione del 21,05%, 52,6% e 26,32% rispettivamente per gli sce nari Best, Baseline e Severo ma plausibile.
50 Prospetti Contabili sostanzialmente invariato, (ii) un modesto incremento in termini di esposizioni pari a circa 113,8 mln di euro (+0,1 6%) con una ECL ( +0,5 mln di euro pari allo 0, 38%) ed un coverage medio sostanzialmente invariati per lo stage 1;
• viceversa, l’analisi di sensitività del portafoglio allo scenario best, vedrebbe (i) una riduzione dello stock di posizioni in stage 2 pari a 491,4 mln di euro (riduzione del 5,72 %) con un potenziale beneficio economico sull’ECL di circa 59,0 mln di euro ( 20,31%), e conseguente diminuzione dell’indice di copertura di circa 52 bps; (ii) un incremento di controparti in stage 1, la cui esposizione subirebbe una crescita pari a 491,4 mln di euro (incremento dello 0, 69%), una flessione dell’ECL del 8,55% circa (circa 10,3 mln di euro) e un coverage medio sostanzialmente invariato.
L’analisi di sensitivity delle rettifiche delle esposizioni deteriorate vedrebbe un incremento di circa 113,6 mln di euro (+6,39 %) nello scenario severo ma plausibile di una riduzione pari a 10,8 mln di euro ( -0,61%) e 95,1 mln di euro ( -5,35%) rispettivamente nello scenario baseline e nello scenario best .
Scenari (Delta in € /mln) Ponderato best Severo
Plausibile Baseline
STAGE 1 Esposizione lorda 71.643,2 491,4 -1.020,4 113,8 di cui CORPORATE 39.999,0 454,3 -946,9 105,5 di cui RETAIL 31.644,2 37,1 -73,5 8,3 STAGE 1 Rettifiche 120,9 -10,3 8,0 0,5 di cui CORPORATE 94,0 -4,9 2,5 1,2 di cui RETAIL 27,0 -5,4 5,6 -0,7 STAGE 1 coverage ratio (%) 0,17% -0,02% 0,01% 0,00% di cui CORPORATE 0,23% -0,01% 0,01% 0,00% di cui RETAIL 0,09% -0,02% 0,02% 0,00% STAGE 2 Esposizione lorda 8.589,7 -491,4 1.020,4 -113,8 di cui CORPORATE 6.754,2 -454,3 946,9 -105,5 di cui RETAIL 1.835,5 -37,1 73,5 -8,3 STAGE 2 Rettifiche 290,5 -59,0 84,1 -10,8 di cui CORPORATE 258,0 -52,5 76,1 -9,8 di cui RETAIL 32,5 -6,5 8,0 -1,0 STAGE 2 coverage ratio (%) 3,38% -0,52% 0,52% -0,08% di cui CORPORATE 3,82% -0,56% 0,52% -0,09% di cui RETAIL 1,77% -0,32% 0,35% -0,05% STAGE 3 Esposizione lorda 2.860,8 - - -
di cui CORPORATE 2.241,7 - - -
di cui RETAIL 619,1 - - -
STAGE 3 Rettifiche 1.366,0 -25,7 21,5 -0,5 di cui CORPORATE 1.159,6 -17,4 14,6 -0,3 di cui RETAIL 206,4 -8,3 6,9 -0,1 STAGE 3 coverage ratio (%) 47,75% -0,90% 0,75% -0,02% di cui CORPORATE 51,73% -0,78% 0,65% -0,02% di cui RETAIL 33,34% -1,34% 1,12% -0,02% TOTALE Rettifiche 1.777,4 -95,1 113,6 -10,8 di cui CORPORATE 1.511,6 -74,9 93,1 -8,9 di cui RETAIL 265,9 -20,2 20,5 -1,9
Non è tuttavia possibile escludere che un deterioramento della situazione creditizia dei debitori, anche in conseguenza dei possibili effetti negativi sull’economia correlati al contesto macroeconomico, possa comportare la rilevazione di ulteriori perdite, anche significative, rispetto a quelle considerate al 30 giugno 2026.
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51 Impairment test delle partecipazioni In conformità allo IAS 36, a ogni data di bilancio o relazione infrannuale , la Banca verifica per gli investimenti partecipativi iscritti nell’attivo patrimoniale, che non esistano obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle suddette attività.
La metodologia adottata dal la Banca prevede in prima istanza il ricorso ad un set di indicatori di impairment in base a diversi fattori, riferiti alla partecipata, tra i quali la tipologia di business , la quotazione sul mercato ed obiettivi di budget .
La presenza di indicatori di impairment comporta la rilevazione di una svalutazione nella misura in cui il valore recuperabile risulti inferiore al valore di iscrizione. Il valore recuperabile ai sensi del principio IAS 36 è identificato c ome il valore più alt o tra il suo fair value , al netto dei costi di vendita, e il suo valore d’uso, pari al valore attuale dei flussi di cassa futuri che l’azienda si attende dall’uso continuativo dell’ asset e dalla sua dismissione al termine della vita utile dello stesso.
Le analisi effettuate dal la Banca al 30 giugno 2026 hanno evidenziato per l e società controllat e Widiba e Monte Paschi Fiduciaria una potenziale indicazione di perdite durevoli di valore per il mancato rispetto di taluni triggers di impairment specificatamente individuati.
Le analisi hanno evidenziato altresì per le società collegate AXA Danni e AXA Vita una potenziale indicazione di perdite durevoli di valore per il mancato rispetto di taluni triggers di impairment specificatamente individuati per le due partecipate. La Banca ha pertanto proceduto alla determinazione del valore recuperabile attraverso l’adozione di due
distinti approcci:
- per la società AXA Danni è stato utilizzato il metodo valutativo basato sull’attualizzazione dei flussi di dividendi distribuibili dalla società partecipata (DDM);
- per la società AXA Vita è stato utilizzato il metodo Appraisal Value.
Per entrambe le società collegate , il test di impairment ha confermato valori recuperabili ampiamente superiori ai rispettivi valori contabili. Non sono pertanto state eseguite rettifiche sul valore contabile delle partecipazioni.
La Banca ha pertanto proceduto alla determinazione del valore recuperabile attraverso l’adozione d el metodo valutativo basato sull’attualizzazione dei flussi di dividendi distribuibili dalla società partecipata (DDM) ; il test di impairment ha confermato per entrambe le società valori recuperabili ampiamente superiori ai rispettivi valori contabili. Non sono pertanto state eseguite rettifiche sul valore contabile dell e partecipazion i.
Valutazione degli immobili La Banca adotta il criterio della rideterminazione di valore per la valutazione del patrimonio immobiliare ad uso funzionale ai sensi dello IAS 16 e del fair value per gli immobili di investimento ai sensi dello IAS 40, per la valutazione successiva all’iscrizione iniziale. Il metodo della rideterminazione del valore prevede che le attività ad uso funzionale, il cui fair value possa essere attendibilmente misurato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore, al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite per riduzione di valore accumulate. Per gli immobili detenuti a scopo di investimento, la Banca ha scelto il metodo di valutazione al fair value , secondo il quale, successivamente alla rilevazione iniziale, tutti gli investimenti immobiliari sono valutati al fair value .
Il fair value degli immobili, siano essi ad uso funzionale che di investimento, viene determinato attraverso il ricorso ad apposite perizie predisposte da parte di indipendenti società qualificate ed operanti nello specifico settore in grado di fornire valutazioni immo biliari sulla base degli standard RICS Valuation, che garantiscono che il fair value venga determinato coerentemente alle indicazioni del principio contabile internazionale IFRS 13 e che i periti presentino dei requisiti professionali, etici e di indipendenza allineati alle previsioni degli standard internazionali ed europei.
La Banca esegue la valutazione del patrimonio immobiliare con periodicità semestrale sia per gli investimenti immobiliari sia per gli immobili ad uso funzionale. Al 30 giugno 2026 è stato sottoposto a valutazione l’intero portafoglio immobiliare di proprietà del la Banca composto da n. 1.066 asset di proprietà di cui n. 619 immobili ad uso strumentale (IAS 16), n. 5 immobili merce (IAS 2), n. 272 immobili ad uso investimento (IAS 40), n. 141 immobili a classificazione mista e n. 29 immobili detenuti per la v endita (IFRS 5).
La valutazione eseguita al 30 giugno 2026 ha tenuto conto delle riclassifiche degli asset avvenute tra le diverse categorie nel corso del primo semestre.
52 Prospetti Contabili Le metodologie valutative applicate dall’esperto valutatore sono in linea con la prassi internazionale IVS ( International Valuation Standards ) e con quanto prescritto nel Red Book del Royal Institute of Chartered Surveyors (RICS) e sono rimaste invariate rispetto alle precedenti valutazioni del patrimonio immobiliare, avvenute in data 31 dicembre 2025 e in data 30 giugno 2025.
Le perizie sono state redatte in modalità full per n. 168 degli immobili rientranti nel perimetro (ossia per il 16,0% della numerosità complessiva e per il 28,5% del valore di bilancio complessivo al 30 giugno 2026) e sulla base di analisi in modalità desktop per i restanti immobili (ossia per l’84,0% della numerosità complessiva e per il 71,5% del valore di bilancio complessivo al 30 giugno 2026).
Il valore di mercato del portafoglio è stato stimato complessivamente in 1.626,0 mln di euro che ha comportato una complessiva svalutazione del patrimonio immobiliare per 10,6 mln di euro , riferite per 4, 8 mln di euro ad immobili classificati IAS 40 , per 5,6 mln di euro ad immobili classificati IAS 16 e per 0,2 mln di euro ad immo bili classificati IAS 2.
La svalutazione complessiva di 10,6 mln di euro è stata rilevata in contropartita a:
- voce 260 di conto economico – “Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali” per un valore complessivamente pari a 7,0 mln di euro al lordo della relativa fiscalità;
- voce 120 di stato patrimoniale – “Riserva di valutazione” per un valore complessivamente positivo pari a 3,6 mln di euro al lordo della relativa fiscalità.
Per completezza si evidenzia che nel corso del primo semestre sono stati classificati ad IFRS 5 n. 21 immobili con un effetto economico complessivamente positivo di 4, 9 mln di euro rilevato a voce 260 di conto economico.
La stima e le assunzioni sulla recuperabilità delle attività fiscali per imposte anticipate In conformità alla disciplina prevista dal principio contabile IAS 12 ed alla comunicazione dell’ESMA del 15 luglio 2019 l’iscrizione iniziale delle DTA ed il successivo mantenimento in bilancio richiedono un giudizio di probabilità ( probability test) in merito alla recuperabilità dei valori iscritti. Tale valutazione è stata effettuata in sostanziale continuità con la metodologia adottata per il Bilancio al 31 dicembre 2025. Per maggiori informazioni, in generale, circa l’approccio metodologico utiliz zato dalla Banca nella valutazione delle imposte anticipate si rinvia al par. 10.7 “Altre informazioni” della Nota integrativa – Parte B del Bilancio al 31 dicembre 2025 del la Banca .
La possibilità di iscrivere le attività per imposte nella relazione semestrale al 30 giugno 2026 è stata, pertanto, verificat a come di seguito riportato.
I redditi imponibili futuri, idonei a consentire il recupero delle attività per imposte anticipate, sono stati determinati:
a. per il triennio successivo alla data di bilancio, sulla base dell’evoluzione prevista dei conti economici della Banca e del Gruppo desunta dal Piano Industriale 2026 -2030, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Banca in data 26 febbraio 2026, in luogo delle proiezioni utilizzate per il Bilancio al 31 dicembre 2025 che sono state desunte dalla combinazione dei Piani industriali 2024 -2028 e 2025 -2028 approvati, rispettivamente, da Banca MPS e da Mediobanca;
b. per gli esercizi successivi al primo triennio e fino al ventesimo, proiettando in avanti un risultato ante imposte che, rivalutato ad un tasso di crescita g pari al 2% annuo, consenta di esprimere un tasso di remunerazione medio del capitale proprio (ROE) di Gruppo non superiore al ROE medio registrato ne l settore bancario negli ultimi 20 anni.
Al fine di ri flettere l’incertezza connessa alla effettiva realizzazione dei risultati economici ipotizzati, viene utilizzato un fattore di sconto degli stessi basato anche su dati osservabili sul mercato e coerenti con le metriche di rischio dell’investimento in azioni di Banca MPS. Tale fattore di sconto alla data del 30 giugno 2026 è stato pari al 9%, invariato rispetto a quello utilizzato per il Bilancio al 31 dicembre 2025; in ragione della suddetta incertezza, si ritiene in ogni caso che ai fini del test l’orizzonte considerato dei redditi imponibili, la cui realizzazione è ritenuta probabile, non possa superare i 20 anni.
Nello sviluppo del probability test , ove applicabile, si tiene conto degli accordi di consolidato fiscale nazionale, per le società del Gruppo che vi aderiscono e dell’opzione esercitata nella dichiarazione dei redditi riguardo all’eventuale attribuzione delle perdite fiscali consolidate residue nelle ipotesi di interruzione anticipata della tassazione di gruppo.
Al 30 giugno 2026 il probability test , condotto secondo la suddetta metodologia, ha evidenziato l’integrale iscrivibilità delle DTA della Banca nell’attivo dello Stato Patrimoniale, confermando il risultato dell’analoga valutazione riferita al Bilancio al 31 dicembre 2025.
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
53 Nel grafico seguente si evidenzia, sulla base della metodologia utilizzata per il probability test , l’evoluzione prevista del rientro delle DTA iscritte in bilancio al 30 giugno 2026, sia quantitativamente che temporalmente, distinte tra DTA trasformabili ex L. 214/2011, DTA da perdite non trasformabili ed altre DTA non trasformabili.
Oltre alle proiezioni economiche desunte dal Piano Industriale, il modello di probability test in uso nel Gruppo MPS include alcuni altri dati di input , le cui oscillazioni di valore possono incidere sul risultato finale della valutazione; si tratta, nello
specifico, di:
1. ammontare del “reddito medio tendenziale” o “ cap” (reddito ante imposte, proiettato per gli esercizi oltre quelli del primo triennio desunti dal Piano Industriale - dal 30/6/2029 per il presente periodo - tale da esprimere una redditività non superiore al ROE medio del settore bancario);
2. tasso di sconto dei risultati prospettici (coefficiente utilizzato nel Risk -adjusted profits approach );
3. tasso di crescita g, assunto pari al tasso di crescita nominale dell’economia.
Grazie al livello di redditività prospettica stimato per il Gruppo, oscillazioni di valore ragionevolmente ipotizzabili delle predette variabili non incidono sulla integrale iscrivibilità delle DTA della Banca al 30 giugno 2026; l’effetto di tali oscillazioni si manifesta unicamente sulla tempistica di recupero delle DTA da perdite fiscali; nella seguente tabella si rappresenta la sensitività del modello nella stima di dette tempistiche al variare, sia in aument o che in diminuzione, di ciascuno dei dati di input sopra elencati:
Da tale esercizio emerge una sensitività del modello relativamente contenuta al variare dei parametri di input indicati, dovuta al livello di redditività prospettica stimato per la Banca e per il Gruppo. Si evidenzia, inoltre, che in assenza del fattore di sconto applicato ai risultati economici futuri, ipotesi considerata nelle ultime colonne della tabella, le DTA da perdite fiscali consolidate risulterebbero integralmente recuperabili entro il 2031 e quelle da perdite fiscali ai fini dell’addizionale IR ES entro il 2033.
Recuperi % Recuperi % Recuperi % Recuperi % Recuperi % Recuperi % Recuperi % entro arco piano (2030) 1.792,7 71,7% 1.722,4 68,9% 1.863,0 74,5% 1.852,2 74,0% 1.735,4 69,4% 1.788,7 71,5% 1.796,7 71,8% 2.187,7 87,4% entro 6 anni (2032) 609,0 24,3% 624,8 25,0% 550,6 22,0% 557,4 22,3% 652,4 26,1% 611,3 24,4% 606,7 24,3% 302,4 12,1% entro 10 anni (2036) 92,1 3,7% 124,0 5,0% 88,1 3,5% 92,1 3,7% 91,0 3,6% 87,2 3,5% 97,2 3,9% 11,6 0,5% oltre 10 anni 7,9 0,3% 30,5 1,2% 0,0 0,0% 0,0 0,0% 22,9 0,9% 14,6 0,6% 1,0 0,0% 0,0 0,0% Totale recupero 2.501,7 100,0% 2.501,7 100,0% 2.501,7 100,0% 2.501,7 100,0% 2.501,7 100,0% 2.501,7 100,0% 2.501,7 100,0% 2.501,7 100,0%Orizzonte di recuperoReddito medio tendenziale di Gruppo (cap) proiettato dal 2029Tasso di sconto dei risultati prospettici Tasso di crescita gPrevisione in assenza del tasso di sconto Recuperi %-400 milioni +400 milioni -1% +1%Previsione al 30
giugno 2026
-1% +1%
54 Prospetti Contabili Diritti d’uso nell’ambito di contratti di leasing Il principio IFRS 16, in analogia con quanto accade per gli asset di proprietà, indica che le attività per il diritto d’uso acquisiti mediante contratti di leasing devono essere sottoposti alla verifica dell’eventuale esistenza di indicazioni che dimostrino la perdita di valore subita da un’attività. In caso positivo, s i procede al confronto tra il valore di carico dell’asset ed il suo valore di recupero, pari al maggiore tra il fair value ed il valore d’uso, quest’ultimo inteso come il valore attuale dei f lussi futuri originati dall’asset. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.
Al fine di individuare eventi o situazioni che potrebbero comportare perdite durevoli di valore, il principio IAS 36 richiede di far riferimento ad indicatori provenienti da:
- fonti interne, come segnali di obsolescenza e/o deterioramento fisico del bene, piani di ristrutturazione e
chiusure sportelli;
- fonti esterne, come l’incremento dei tassi di interesse o di altri tassi di rendimento di mercato sugli investimenti che possono determinare un significativo decremento del valore recuperabile dell’attività.
Alla data del 30 giugno 2026 la Banca ha provveduto alle seguenti verifiche:
- andamento dei tassi utilizzati per l’attualizzazione dei canoni;
- presenza di immobili in locazione non utilizzati.
Le suddette verifiche non hanno evidenziato indicazioni di perdita di valore per le attività per i diritti d’uso iscritti in bilancio.
Continuità aziendale
I Prospetti contabili sono stati redatti ritenendo appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale.
Dopo aver valutato l’evoluzione prospettica della posizione patrimoniale e della posizione di liquidità, con riferimento alle indicazioni fornite nell’ambito del Documento n. 2 del 6 febbraio 2009 e del Documento n. 4 del 3 marzo 2010, emanati congiuntamente da Banca d’Italia, Consob e ISVAP e successivi aggiornamenti, gli Amministratori ritengono che vi sia la ragionevole aspettativa che la Banca e il Gruppo continui no ad operare come un’entità in funzionamento in un futuro prevedibile e pertanto ritengono appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale nella predisposizione dei presenti Prospetti contabili .