15 Martedì 21 luglio 2026
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GABRIELE ROSANA
#SVYFMMFT
AliExpress non fa abba-
stanza per impedire la vendita online di pro-
dotti illegali, come capi d’ab-bigliamento e cosmetici con-traffatti, e giocattoli per bam-bini e accessori da cucina pe-
ricolosi. Per questo, al termi-
ne di un’indagine, la Com-missione europea ha multato il colosso dell’e-commerce ci-nese, di proprietà di Alibaba, per la cifra record di 550 mi-
lioni di euro, la più alta fra le tre finora imposte da Bruxel-les in base al Digital Services Act, la legge sui servizi digita-
li in vigore dal 2024 per pro-teggere i consumatori e gli utenti in Rete. AliExpress è il più grande ope-
ratore di commercio online nell’Ue, con 193 milioni di utenti, più degli altri due grandi portali cinesi, Shein (156 milioni), e Temu (130).
«La diffusione di prodotti il-
legali e pericolosi non è un co-sto inevitabile dello shopping online, ma il risultato del mancato rispetto, da parte di AliExpress, degli obblighi pre-
visti dal Dsa. Le dimensioni non sono una scusa: i rischi devono essere individuati e affrontati in modo sistemati-
co per garantire che i consu-
matori possano acquistare online in sicurezza», ha affer-mato in una nota Henna Virk-
kunen, vicepresidente esecu-
tiva della Commissione euro-pea con delega al Digitale, in-
vitando il portale a «rispetta-
re questi standard e interveni-
re». La piattaforma cinese ha tempo fino a metà ottobre per indicare alla Commissione come intende porre rimedio alle violazioni degli obblighi di valutazione e mitigazione dei rischi, che Bruxelles poi potrà o meno validare. AliEx-press rischia di dover pagare delle more periodiche se de-
ciderà di non conformarsi ai precetti Ue. Secondo la Commissione, il sito ha sovrastimato l’efficacia del proprio sistema deputato a individuare e rimuovere i prodotti illegali. Al contrario, i pochi addetti incaricati di ve-rificare la conformità dei pro-
dotti avrebbero avuto appena «qualche decina di secondi» per determinare il rispetto de-Al centro della misura, la contraffazione di capi
di abbigliamento,
cosmetici, giocattoli,
accessori da cucina
L’azienda: ammenda
spropositata rispetto ai miglioramenti introdottiIL FATTO
Il colosso
dell’e-commerce
cinese, di proprietà di Alibabà, dovrà sborsare 550 milioni di euro. È la più alta
sanzione erogata
dalla Commissione
in base al “Dsa”, la legge sui servizi digitali che protegge i consumatori in Rete gli standard Ue. Molti articoli illegali, poi, venivano promos-
si attivamente dagli algoritmi di raccomandazione interni ad AliExpress, nonostante i ri-schi, «e anche quando veni-
vano individuati, riappariva-
no e restavano poi online per diverse settimane», spiegano dalla Commissione, citando test interni e simulazioni di ac-
quisto condotte durante l’in-
dagine. Tra questi, ad esem-pio, merci chiaramente falsi-ficate semplicemente catalo-
gate come capo senza marca.
È la terza multa stabilita a nor-ma del Dsa, dopo quella da 200 milioni inflitta a Temu, sempre per non aver adegua-tamente impedito la vendita di prodotti illegali e pericolo-
si, e quella pari a 120 milioni, disposta contro il social X di Elon Musk, stavolta per la mancata trasparenza e i con-torni ingannevoli del badge blu di verifica. Un’indagine contro Shein sulla base delle stesse accuse è attualmente in corso: rilievi preliminari in-dicano che sulla piattaforma erano reperibili armi e bam-
bole sessuali con sembianze infantili. Benché in valore as-soluto quella contro AliEx-
press sia la sanzione più alta finora decisa da Bruxelles, rappresenta in termini relati-vi meno dell’1% del fatturato 2025 della società madre Ali-
baba, a fronte degli oltre 120 miliardi di euro di entrate. A norma del Dsa, la multa si può spingere fino al 6% del fatturato globale annuo di un’azienda. L ’entità della mul-
ta riflette «la natura, la dura-ta e la gravità» delle mancan-ze, chiariscono dalla Com-missione. Per AliExpress, in-
vece, si tratta di un’ammenda «sproporzionata, che non ri-flette adeguatamente il nostro quadro di conformità conso-lidato e i significativi miglio-
ramenti proattivi che abbia-
mo introdotto. Stiamo esami-nando attentamente la deci-sione e valutando tutte le op-
zioni disponibili», ha aggiun-
to la società.
© RIPRODUZIONE RISERVATA«Non ferma i prodotti illegali» Maxi multa Ue ad AliExpress
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Se è Ia devi saperlo. Chi interagi-
sce con il chatbot di un servizio clienti o si imbatte sui social in contenuti creati o modificati con l’ Ai deve essere informato chiaramente che si tr o v a da v an ti a un impiego dell’intelligenza artificiale, così da ridurre i rischi di inganno, manipo-
lazione e disinformazione. Lo pre-
vede l’ Ai Act, la prima legge al mon-do sull’intelligenza artificiale che l’Ue ha adottato due anni fa, con una serie di scadenze a scaglione prima della piena operatività. La prossima tappa è dietro l’angolo: il 2 agosto, tra una decina di giorni, scatterà l’ap-plicazione proprio degli obblighi di trasparenza, quelli in base ai quali, ad esempio, immagini, audio e vi-
deo andranno etichettati espressa-mente con la dicitura Ai ben visibi-le. Ciò vale anche per i “deepfake” generati interamente dall’intelligen-
za artificiale riproducendo persone, luoghi o fatti in modo da apparire autentici. Chi si avvale dei modelli di Ai, inoltre, dovrà informare gli utenti quando sono esposti a conte-
nuti generati dall’ Ai su questioni di interesse pubblico senza revisione umana o controllo editoriale e a si-
stemi di riconoscimento delle emo-
zioni (analizzandone volto o voce) o di categorizzazione biometrica. Per prepararsi alla novità, la Commis-sione europea ha pubblicato ieri del-
le linee guida di natura volontaria, redatte da un panel di esperti. Gli svi-luppatori dei sistemi Ai e gli opera-tori pubblici e privati che li utilizza-no nei loro servizi potranno seguire questi orientamenti per esser certi di conformarsi ai paletti Ue. «Con queste linee guida sosteniamo l’ap-plicazione agevole ed efficace dell’ Ai Act, per rendere più trasparenti e af-
fidabili i sistemi di Ai che interagi-scono con persone quali chatbot e i contenuti di Ai», ha affermato in una nota la vicepresidente esecutiva del-
la Commissione con delega al Digi-
tale, Henna Virkkunen. Le linee guida forniscono esempi e indicano le possibili eccezioni. Il vi-
deo falso di un leader politico creato con l’ Ai in cui sembra pronunciare un discorso mai fatto dovrà essere etichettato come contenuto genera-to o manipolato artificialmente, e lo stesso vale se un sito pubblica un te-
sto di interesse pubblico composto interamente dall’ Ai senza revisione o controllo umano. Al contrario, l’uso dell’ Ai come correttore di bozze per verificare ortografia e grammatica di un testo, oppure come traduttore au-tomatico da una lingua a un’altra, non rientra fra gli obblighi di etichet-
tatura perché l’agente si limita ad as-sistere l’utente senza modificare in modo sostanziale il contenuto. Lo stesso vale per articoli realizzati sot-
to la supervisione e il controllo di un giornalista o di una redazione. Pure stavolta, però , i nuovi paletti non saranno immediati per tutti. I sistemi di AI generativa immessi sul mercato prima del 2 agosto avranno tempo fino a dicembre per adeguar-si all’obbligo di etichettatura. Analo-gamente, i “deepfake” creati finora non dovranno essere etichettati re-
troattivamente per legge, anche se ciò rimane raccomandato. A vigila-re sul rispetto delle regole saranno le autorità nazionali. Le sanzioni possono arrivare fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato globale an-nuo dell’azienda, ma con soglie pro-porzionalmente inferiori in caso di piccole e medie imprese. Dopo un recente intervento di riforma sull’ Ai Act, da dicembre scatterà anche il divieto per le cosiddette “nudifier app” , cioè l’ Ai che spoglia senza con-
senso creando “deepfake” sessual-
mente espliciti.
Gabriele Rosana
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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CREDITO
Cdp: 1,8 miliardi a UniCredit per le aziende
Rafforzare l'accesso al credi-
to e sostenere sia la crescita sia la competitività delle im-prese italiane di minori dimen-sioni in Italia e all'estero, con un'attenzione particolare ai territori del Mezzogiorno. È questo l'obiettivo dei due fi-nanziamenti obbligazionari senior preferred unsecured per complessivi 1,8 miliardi di euro che Cassa Depositi e Pre-
stiti (Cdp) ha interamente sot-toscritto a favore di UniCredit. Nel dettaglio, le risorse - sud-divise in due tranche da 800 milioni e 1 miliardo - saranno impiegate dalla banca attra-verso nuovi prestiti, di impor-to unitario fino a un massimo di 20 milioni e di durata non in-
feriore a 24 mesi, per sostene-re lo sviluppo e gli investimen-ti delle Pmi e Mid-Cap italiane.
IN GERMANIA
Italo-Siemens:
intesa su acquisto di 26 treni Av Italo e Siemens siglano l'ac-
cordo per l'acquisto di 26 tre-
ni Alta velocità, con l'opzione per ulteriori 14, e 30 anni di manutenzione, che saranno utilizzati sul mercato ferrovia-rio Av in Germania. L'accordo si inserisce nel percorso ver-
so una maggiore concorren-za nella rete ferroviaria già confermata dall'Agenzia fede-
rale delle reti tedesca. L'inve-
stimento complessivo è di 3,6 miliardi di euro.Diocesi Siena:
si preservi
l’identità
di Mps
Il marchio storico del Monte dei Paschi di Siena «non è un marchio come un altro», bensì «la traccia di un patto tra un’istituzione economica e la comunità che l’ha
generata, per
proteggerla e farla crescere». È da questo richiamo all'identità della banca che inizia una lettera aperta dell'équipe della pastorale Sociale e del lavoro
dell'Arcidiocesi di
Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino sul futuro di Banca Mps, con l'invito a chi dovrà decidere che «qualunque strada si scelga, si tenga fede a questo patto», fondato «sulla verità detta con libertà e sull’amore per il bene comune». La lettera è rivolta alla
Deputazione
generale della Fondazione Mps, ai soci e agli azionisti della banca, oltre che alla Regione Toscana, alla Provincia e al Comune di Siena, e agli altri Comuni senesi. La Chiesa senese precisa di non voler entrare nel merito delle operazioni finanziarie o delle diverse ipotesi sul tavolo, ma richiama l’attenzione sulle ricadute delle decisioni per il territorio. «Dietro ogni cifra ci sono volti, storie, famiglie», si legge nel documento, che richiama la tradizione di san Bernardino e del Monte di Pietà. L'appello è che il lavoro di chi ha
sostenuto il
risanamento dell’istituto non venga considerato «una variabile contabile», che Siena non diventi «periferia di decisioni prese altrove» e che
famiglie, piccole
imprese, artigianato e agricoltura restino al centro di ogni riassetto. La lettera si conclude con una domanda rivolta ai destinatari: «Quale bene state e stiamo costruendo, e per chi? Su questa domanda vi accompagniamo, e su questa domanda continueremo a vegliare insieme a voi, con la fiducia di chi crede che anche le vicende del mercato possano essere abitate dalla giustizia e dalla carità».
ESTRATTO INFORMATIVO AI SENSI DELL’ARTICOLO 122
DEL D.LGS. 24 FEBBRAIO 1998 N. 58 (“TUF”)
E DELL’ARTICOLO 129 DEL REGOLAMENTO
CONSOB N. 11971/1999 (“REGOLAMENTO EMITTENTI”)
Il presente estratto si riferisce all’accordo modificativo e int egrativo del patto parasociale sottoscritto in data 16 luglio 2026 (“ Accordo ”), tra StarTIP S.r.l., Alberto Fioravanti, Marco Gabriele Gay, WebWork ing S.r.l., Gabriele Ronchini, LV.EN. Holding S.r.l., LUISS Libera Università Internazionale degli Studi Socia li Guido Carli e Luigi Capello (congiun -
tamente, le “ Parti ”), avente ad oggetto la modifica e l’integrazione del patto parasociale relativo a Zest S.p.A., originariamente sotto scritto il 28 giugno 2023 e successivamente aggiornato in data 3 gennaio 2 025 e 23 dicembre 2025. L’Accordo è efficace dalla data della sua sot to-
scrizione.
L’Accordo aggiorna il Patto Parasociale al fine di adeguarne gli assetti di governance in conseguenza dell’assunzione, da parte di Luigi Ca pello, dell’incarico di consigliere con deleghe di Eureka! Venture SGR S.p.A., gestore del fondo Z_One, nonché di recepire le variazioni inter venute nelle partecipazioni detenute dai soggetti aderenti al Patto Pa rasociale.
Il Patto Parasociale costituisce un sindacato di voto e un sind acato di blocco rilevanti ai sensi dell’articolo 122, commi 1 e 5, lette re a) e b), del TUF. Alla data odierna risultano conferite al Patto n. 73.418.5 91 azioni di Zest S.p.A., rappresentative del 37,065% del capitale social e e di 75.618.531 diritti di voto, pari al 37,448% dei diritti di voto complessivi.
L’Accordo è stato depositato presso il Registro delle Imprese c ompe -
tente nei termini di legge ed è stato comunicato a Consob ai se nsi della normativa applicabile. Le informazioni essenziali relative al P atto Para -
sociale, unitamente al presente estratto, sono disponibili sul sito inter-net della Società e sul meccanismo di stoccaggio autorizzato.
Roma, 21 luglio 2026La sentenza della Corte Costituzionale n. 125 del 14 luglio modifica le regole sul pensionamento del personale della scuola che può trattenersi in servizio oltre l’età pensionabile. La corposa pronuncia della Consulta riprende le norme proprie del settore in merito alla pensione di vecchiaia, alla quale si accede con almeno 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. I docenti che raggiungono i due requisiti nel corso dell’anno scolastico vanno obbligatoriamente in pensione dal successivo 1° settembre. Tuttavia se il requisito dei 20 anni non è stato ancora raggiunto, l’interessato ha diritto a rimanere in servizio per il tempo necessario a completare i contributi richiesti, ma non oltre il compimento di 70 anni. Lo scopo di questa eccezione è quello di garantire a ogni docente di raggiungere almeno il minimo di pensione. Il caso di merito ha visto una docente che ancora a 70 anni non aveva i contributi sufficienti e quindi obbligata a lasciare la cattedra restando senza lavoro e senza pensione.
La Corte ha preso atto che il sistema pensionistico (ora tutto col calcolo contributivo) è stato integrato con l’indice della speranza di vita e che consente di andare in pensione fino all’età di 71 anni (con almeno 5 di contributi). Di conseguenza – si afferma nella sentenza – per raggiungere il minimo di pensione il trattenimento in servizio nella scuola deve essere ammesso anche oltre i 70 anni. E cioè fino a 71 anni, oggi, ma anche oltre seguendo i futuri aggiornamenti della speranza di vita. La nuova pronuncia è efficace a partire dal 15 luglio e possono già avvalersene i docenti (pochi in realtà) dimessi a 70 anni di età e senza pensione.
Per singolare coincidenza un assist ai pensionamenti nel settore lo aggiunge la proposta di legge (1413/S sen. Bucalo), sostenuta da una petizione firmata da oltre 120 mila lavoratori del settore. L ’iniziativa si propone di accelerare i pensionamenti attraverso il riscatto agevolato dei corsi universitari. Attualmente il riscatto di una laurea si aggira intorno a 6.076 euro per ogni anno accademico (l’Inps applica il 33% del reddito lavorativo). La proposta prevede invece un’aliquota del 5%, abbassando così l’onere a circa 900 euro per anno di studi, ben più accessibile per il milione e 200 mila dipendenti del comparto istruzione. Con l’effetto di favorire anche un ampio ricambio generazionale.
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VITTORIO SPINELLI1FOTJPOF
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Le linee guida messe a punto da un gruppo di esperti per tutelare gli utenti Sono previste sanzioni sino a 15 milioni di euroLA NUOVE NORME Bruxelles chiede più trasparenza sull’IA Il 2 agosto nella Ue scatta l’obbligo di dichiarare l’utilizzo dei chatbot per la produzione di contenuti T P